Il cuore di Pedro de Valdivia

Luego cortamos el valiente cuello.



Qué hermosa fue la sangre del verdugo

que repartimos come una granada,

mientras ardía viva todavía.

Luego, en el pecho entramos una lanza

y el corazón alado come un ave

entregamos al árbol araucano.

Subió un rumor de sangre hasta su copa.



Entonces, de la tierra

hecho de nuestros cuerpos, nació el canto

de la guerra, del sol, de las cosechas,

hacia la magnitud de los volcanes.

Entonces repartimos el corazón sangrante.

Yo hundí los dientes en aquella corola

cumpliendo el rito de la tierra:



"Dame tu frío, extranjero malvado.

Dame tu valor de gran tigre.

Dame en tu sangre tu cólera.

Dame tu muerte para que me siga

y lleve el espanto a los tuyos.

Dame la guerra que trajiste.

Dame tu caballo y tus ojos.

Dame le tiniebla torcida.

Dame la madre del maíz

Dame la lengua del caballo.

Dame la patria sin espinas.

Dame la paz vencedora.

Dame el aire donde respira

el canelo, señor florido".

Pablo Neruda, Canto General

Qui potete ascoltarne una versione cantata in spagnolo e mapunzugun

"el canelo, señor florido"

 
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39 Responses to Il cuore di Pedro de Valdivia

  1. utente anonimo says:

    Peccato che non so lo spagnolo. dovrò rassegnarmi a rileggerla in italiano, anche se probabilmente non è la stessa cosa!

    Barbarella

  2. utente anonimo says:

    Chissà se questo post, con la splendida poesia , ha qualche attinenza coi pistoleri, non alla Clint Eastwood, mito dell’eroe solitario, sempre vincitore, ma con quelli che ci lasciano la testa per essere considerati come degli invasori, dei conquistadores.

    Vagli a spiegare agli “invasi” che hanno preso un abbaglio, che i nostri non sono solinghi Rambo o Frodo o ex legionari, scappati a un destino avverso, a ordini di cattura, a delinquenti peggiori di loro, che non hanno il carattere e la cicatrice da “Scarface”, nè il tatuaggio a colori sull’avambraccio, dedicato alla mamma, che non si allitrano di liquori, non vagano di paese in paese per portare giustizia o ingiustizia, per diventare cinici- sentimentali, ecc.ecc. Sono lì per banale lavoro, che consiste nel proteggere beni o persone, e guadagnare di che far vivere meglio la famiglia. Non credo lo capirebbero.

    Aurora.

  3. utente anonimo says:

    Beh Aurora

    anchese è un banale lavoro non vedo perchè non possano avere la cicatrice e il tatuaggio (anche a colori). :-)

    Paolo.

  4. kelebek says:

    Sotto il canelo, c’è posto per tutti, tatuati e non.

    Miguel Martinez

  5. Grazie Miguel

    Per la stupenda poesia, e per la versione cantata.

    Questo è aspetto di wordtheque.com che non avevo ancora esplorata. Conoscevo soltanto il sito attraverso logos.it, che frequento spesso.

    Ciao

    Claude

  6. utente anonimo says:

    Beh, Paolo, lo stereotipo, per quel che ne so io, giustamente assegna la cicatrice da arma bianca sulla guancia a “malandrini “che hanno però uno sfondo sentimentale con l’immagine della mamma, dai colori a pastello; a viveurs che tra una Gauloise e una Camel, un superalcolico e l’altro, tante cugine vestite ambiguamente ( nessuno le può giudicare ), un panciottone Sanchez ed un Enriquez sciuscià che fan da spalla, van cogliendo il miglior profumo del più vicino canelo nel sottobosco dei locali in e out. La parola banale lavoro mal si addice a loro, chè non son borghesi.

    Le guardie del corpo di un certo livello invece non hanno uno sfregio sul viso, hanno il viso pulito e se hanno un tatuaggio è poco visibile, poco ostentato.

    Tu forse ti confondi con quelli che vanno in giro d’estate in canottiera per far vedere muscoli stampati di draghi, scorpioni, mostri, ideogrammi, e quant’altro. Altro genere di persona.

    Glocckete, glocckete.

    Aurora.

  7. utente anonimo says:

    x Aurora post 2

    …Non ti crucciare + di tanto…..Kelebek è come il Tao di Lao Tze: anche non facendo nulla compie ogni cosa …

    Del resto l’ occhio vede ogni cosa, ma non è in grado di vedersi da sé…

    [proverbio cinese che ho anche udito dal vivo…]

    Davide

  8. utente anonimo says:

    “Le guardie del corpo di un certo livello invece non hanno uno sfregio sul viso, hanno il viso pulito e se hanno un tatuaggio è poco visibile, poco ostentato.”

    Ah, ecco.

    Deve essere per questo che sono “buoni”.

    Il loro lavoro è addirittura “banale”, cosa si vuole di più come garanzia?

    Paolo.

  9. utente anonimo says:

    Davide, chi ti ha pronunciato dal vivo la fatidica frase ? Il tuo vicino di casa, il vecchietto cinese ? O ” Il cinese” ( così mi pare chiamino qualcuno a Bologna) ?

    Hai ragione, un poco mi cruccio. Non pensavo di essere patriottica prima di finire in questo blog e di leggerne altri. Non ci facevo caso. Ora mi accorgo che sono una superborghese : io posso parlare male della mia famiglia, ma se ne parla male un altro, magari un parente e magari per darmi ragione, io mi innervosisco.

    Per il wu-wei è più esperto p.

    Di satori, basta che non siano le sei del mattino ( quando va a dormire )o mezzogiorno e mezzo ( quando si sveglia) ne saprà più Paolo, il quale ti ha anche chiesto, senza avere risposta, se ti piaccioni gli haiku.

    Aurora.

  10. utente anonimo says:

    Aurora

    capisco il tuo modo di essere patriottica perchè, inaspettatamente, misono trovato a tirarlo fuori all’estero.

    però “in casa”, tra parenti come dici tu, non mi viene proprio spontaneo vedere i pregi, discuto solo i difetti, nella speranza che spariscano.

    Ognuno della famiglia però ha i suoi, anche io i miei e non sono certo pochi.

    Non ho letto bene i post di davide, chi è che ha raggiunto il satori?

    Complimenti a lui o lei!

    Comunque, Davide:

    ti piacciono gli haiku?

    a uno che si intende di satori e di wu-wei non dovrebbero dispiacere,credo!

    Ciao!!

  11. utente anonimo says:

    >Ora mi accorgo che sono una superborghese : io posso parlare male della mia famiglia, ma se ne parla male un altro, magari un parente e magari per darmi ragione, io mi innervosisco.<
    Hmmm…reazione umanamente comprensibile, cara Aurora, ma – a mio avviso-un saggio la dovrebbe reprimere. Non per fare il cosmopolita, ma per semplice rispetto alla verità. Se una cosa è vera è vera, se è falsa è falsa. Poi, ognuno libero di comportarsi in concreto come dicono gli inglesi:”right or wrong-my country”. Ma se è “wrong” è “wrong” ed è perfettamente inutile – per non dire che a volte si scade nel ridicolo difendendo l’indifendibile – arruffare il pelo:-) per questo.

    Ciao

    Ritvan

  12. utente anonimo says:

    Mi dimenticavo la firma:

    quello che ha postato prima di Ritvan sono io!

    Paolo.

  13. utente anonimo says:

    A proposito di “patriottismo” alle vongole.

    Ieri sera, come al solito, la scalcinata metro A di Roma è andata a farsi f…. Gli addetti alla sicurezza (ovvero i “pistoleros”, per dirlo alla Miguel:-) ) avevano sbarrato gli ingressi e dirottavano i malcapitati utenti agli autobus di superficie. Quando arrivo alla grata finale, vedo un trambusto della madonna: un negro aggrappato alle sbarre (che, come si seppe poi, aveva pure bevuto) che urlava come un ossesso e dava capocciate contro la grata di ferro, sanguinando abbondantemente, un suo amico – negro pure lui, ma sobrio e calmo – che cercava di calmarlo e intorno altri “pistoleros”, due dei quali trattenevano a stento un loro collega che mostrava l’evidente intenzione di cambiare ancora di più i connotati al negro urlatore e autolesionista. Arrivarono un paio di poliziotti-poliziotti:-), che si aggiravano con aria sperduta, uno dei quali mi chiese gentilmente se avessi visto qualcosa e a cui risposi che avevo visto solo quello che era successo lì, ma non l’inizio che probabilmente s’era svolto nel sotterraneo.

    I “pistoleros” finalmente riuscirono a trascinare fuori dal metrò l’esagitato e chiudere la pesante grata di ferro. Quello continuava a lamentarsi ad alta voce coi poliziotti del trattamento ricevuto in precedenza – secondo lui – dal “pistolero”. A quel punto, uno dei “pistoleros” che stavano dall’altra parte della grata, un uomo corpulento dai capelli canuti,(probabilmente in attesa della pensione) gli grida:

    “Ma stai zitto, che NEL TUO PAESE non ti lasciano nemmeno aprir bocca!”. Mi sono girati e l’ho apostrofato:”Se lei non ha qualcosa d’intelligente da dire, forse è meglio che anche lei stia zitto, poiché qui non siamo né nel paese da dove proviene lui e né nel paesello da dove probabilmente proviene lei”.

    Il “patriottico” nonnetto al di là della grata ammutolì e se ne andò all’interno con la coda fra le gambe. Ma la cosa che mi colpì maggiormente, fu l’improvviso mutamento dell’atteggiamento dei poliziotti-poliziotti verso di me.(probabilmente avevano desunto dalla mia uscita che fossi un seguace di Bertinotti, intenzionato a dar ragione per forza al negro e “inguaiare” il “pistolero”). Quello che prima mi aveva chiesto se avevo visto qualcosa, mi intimò sgarbato:”Senta, lei non ha visto nulla e non ci è utile, perciò si allontani di qui!”. Gli risposi:”Signor poliziotto, primo, io non vivo per essere utile a lei, secondo, sto su suolo pubblico, non intralcio le indagini e non infrango nessuna legge, pertanto me ne starò qui quanto mi pare e piace e ultimo, non so se anche lei proviene dal paese del signore per non capire quel che io dico in buon italiano, ma non aver visto TUTTO non significa non aver visto NULLA. Ma se a lei e ai suoi compari non garba la mia testimonianza, non me ne frega una sega, poiché nemmeno a me garba perder tempo con voi”.

    Visto che non c’era trippa per gatti, se ne andò lui con la coda fra le gambe.

    Eh, mio Dio, in che mani siamo…(e a chi mi risponde che nel mio paese è peggio, gli sparo!:-) )

    Ritvan

  14. utente anonimo says:

    Se apri per vezzo

    lo specchietto da trucco:

    luce d’aurora!

    barlucco in forma d’haiku per te. p

  15. utente anonimo says:

    p,cancella ogni altra traccia :

    deve giacer sulla tua guancia- solo- -radioso -il mio rossetto.

    Sei proprio tremendo, e non mi confessi tutto, chè ti darei del tremendissimo-issimo-issimo.

    Grazie per l’haiku, per il trucco, per il barlucco.

    Un bacetto.

    Aurora.

    p.s: al mio cane ho dato il nome ” Roccia”.

  16. utente anonimo says:

    Ritvan, sono saggia fino a che non ritengo che gli altri non siano tanto sciocchi o insensibili da non capire il limite ( non quello del Loto)oltre il quale è bene tacere. Naturalmente il limite lo giudico io, secondo mia saggezza (!) e secondo mia saggezza (!) replico con pelo arruffato. Del resto ho esempi di “amici” e “amiche” che, per riferire il vero, hanno prodotto ai loro “amici” e “amiche” più danno che altro, deteriorando, com’era ovvio, i reciproci rapporti. Io mi guarderei bene dal fare, per di più non richiesta, un’acida critica al tuo paese o alla tua famiglia, vera o falsa che fosse. Se poi la critica fosse infarcita di insulti, forse tu reagiresti come ha fatto un mio impulsivo conoscente pochi anni fa in Tunisia, in un villaggio turistico. Gli animatori locali dell’ hotel avevano organizzato uno spettacolo a cui lui assisteva con un amico : una parodia pesante, a suo dire, dei difetti degli italiani.

    Indignato, ad un certo punto, si è fiondato sull’attore che stava in quel momento “insultando gli italiani” e gli ha tirato un pugno , facendo scatenare una rissa. Intervenuta la Polizia , hanno “espulso” lui e il suo amico, che il giorno dopo son rientrati in aereo.

    Sarò stata saggia a dirgli ” Hai fatto

    bene!” ? ( Oramai lo aveva fatto…)

    Aurora.

  17. utente anonimo says:

    Aurora mia, non confondiamo le cose personali con quelle nazionali. Ovviamente, l’amara verità nessuno la vuol sentire, pertanto non è obbligatorio dirla, specie se non richiesta.

    Ovviamente trovo assai poco saggio prendere a pugni i comici, chiunque essi satireggino. Al limite li fischierei (Berlusconi li fa lincenziare, ma lui è Berlusconi:-) ). E sicuramente -specie se fossi avvocato – non approverei l’operato dell’ improvvisato pugilatore patriottico. Si chiama “apologia di reato” se non erro.

    Ciao

    Ritvan

  18. utente anonimo says:

    Ritvan nostro, il micro è una parte del macro, il personale una parte del nazionale.

    Saperti saggio, moderato e pacato, per niente permaloso, fischiatore ma non pugilatore, mi fa piacere : al massimo il linciaggio ( hai scritto “lincenziare”).

    Il mio conoscente non voleva un parere da legale, allorchè, con un risolino invano represso, mi ha posto la domanda biricchina.

    Aurora.

  19. utente anonimo says:

    x Paolo e Aurora…

    sì , mi piacciono gli Haiku, ma ora non sono ispirato…

    Sono in un quartiere con molti cinesi , Aurora [nome non credo casuale…] , satori, wu-wei…

    non cadiamo impigliati nella ….

    ” rete ” :-) delle parole !

    …anche se credo che Ritvan “extracomunitario libertario”

    abbia una percezione della realtà meno “dormiente” della nostra….non chiedetemi di dire di +, o cadrei nella rete delle parole

    ….Preferisco l’ Estremo Oriente a quello Medio, l’ Africa Sub-Sahariana a quella “Sur-Sahariana”

    ….Diffido del Terzomondismo poiché chi ci porta troppa luce ci rende ciechi come chi ci porta la tenebra…..

    Davide, il Ronin

    A presto,

    il rumore del click

    mi avverte

    che anime diverse

    stanno per incontrarsi

    ….Ecco, forse m’ è uscito l’ haiku !

  20. utente anonimo says:

    Davide, in questo mondo di umani con occhi di pietra, di predators che intercettano bersagli indistinguibili e fosforescenti ( tratto da p, programma comunista) , di sassi che occultano ricetrasmittenti, tu sei un iwa-sho ( piccola pietra ?) che fa le capriole tra il mare e la riva. Se non passi attraverso, tagli di netto la rete …di parole.

    Aurora.

  21. utente anonimo says:

    Aurora, “fulsere quondam dies” di programma comunista; oggi vivacchia “sanza infamia e sanza lodo”. La nostra rivista ha un titolo… matematico. p

    Uno più uno

    farebbe due se due

    fosse uno più uno.

  22. utente anonimo says:

    >Ritvan nostro, il micro è una parte del macro, il personale una parte del nazionale.<
    Aurora sua:-), vedi più sotto (in fondo).

    >Saperti saggio, moderato e pacato, per niente permaloso, fischiatore ma non pugilatore, mi fa piacere: al massimo il linciaggio ( hai scritto “lincenziare”).<
    Ah, bene, ci rimettiamo a correggere i refusi? Buono a sapersi…

    Ovviamente chi non usa i pugni (se non per difendersi) tanto meno lincia o invita a linciare nessuno.

    Mi reputo saggio, ma non pacato (aggettivo rivendicato orgogliosamente, invece, da Miguel:-) ) e nemmeno immune da scatti di permalosità. Solo che mi ricordo sempre quest’aforisma: “La civiltà umana ha avuto inizio quando il primo uomo delle caverne, invece di spaccare il cranio con la clava al fastidioso vicino, gli ha semplicemente gridato: “ma perché non te ne vai un po’ afff…lo?” “.

    >Il mio conoscente non voleva un parere da legale, allorchè, con un risolino invano represso, mi ha posto la domanda biricchina.<
    Ah, vedo che non sai scindere il personale dal nazionale, ma il personale dal professionale lo sai fare egregiamente. Però, com’è comodo usare due pesi e due misure dialettiche:-).

    Ciao

    Ritvan

  23. utente anonimo says:

    >Uno più uno

    farebbe due se due

    fosse uno più uno. p.<
    Storiella albanese – autolesionista -in tema:

    Un bieco kapitalista stava cercando un ragioniere per la sua impresa. Si presentano per la prova un italiano, un tedesco e un albanese.

    Il padrone fa entrare per primo l’italiano e gli chiede:

    “Quanto fa 1 + 1?”

    “Due” rispnde senza esitazione il tapino.

    “Mi spiace, lei non fa per me” lo congeda il kapitalista. Entra i tedesco, al quale gli viene rivolta la stessa domanda:

    “Eine moment, bitte. Prego, vorrei afere carta e penna”. Avutele, il ragioniere tedesco si mette a scrivere diligentemente la cifra 1, ci mette sotto un altro 1, tira una bella linea orizontale sotto, ci pensa un attimo, poi sotto la linea scrive un bel 2 e lo fa vedere al padrone.

    “No, mi dispiace, neanche lei fa per me” replica implacabile il bieco borghese.

    Entra l’albanese, il quale ripete la stessa scena del tedesco, con la differenza che, dopo aver tratteggiato la linea sotto i due 1 messi uno sotto l’altro, invece di scrivere 2, alza la testa e chiede:

    “Scusi, capo, lei quanto vuole che faccia?”:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Ovviamente, il ragioniere albanese fu subito assunto. Con grande inkazzatura di Bossi, immagino:-).

  24. utente anonimo says:

    P, dillo chiaramente che in attesa di uscire dalla testa di Urano, mi stai portando su Plutone, o giù nel mondo dell’ Ade , mentre io, quasi quasi, torno a Platone.

    Uno più zero, più zero, più zero, potrebbe fare dieci e poi cento e poi mille…

    Aurora.

  25. utente anonimo says:

    Eh, Ritvan, le sfumature e le sensibilità son difficili da vedere e soppesare, per chi non è coinvolto. Dall’esterno sembra tutto più facilmente giudicabile, misurabile.

    Aurora.

  26. utente anonimo says:

    Sempre troppo comodo Aurora. C’è uno spartiacque ben netto fra “violenza verbale” e “violenza fisica”. Si può discutere di tutto nell’ambito della definizione di “violenza verbale” (come ben saprai, egregio avvocato:-), ieri c’è stata un’importante modifica al CP, riguardante i cosiddetti “reati d’opinione”), ma per quanto ne so in nessuna cultura e in nessuna giurisprudenza è ammesso come legittimo rispondere ad una violenza verbale con una fisica. E per una semplice ragione: mentre la violenza verbale può ferire – in minore o maggiore grado – solo la sensibilità della persona, quella fisica può portare alla morte dell’individuo. Due cose ben diverse. Per passare all’esempio concreto, se il disgraziato tunisino sfottiitalici fosse defunto per conseguenza del pugno, oltre a diventare un odioso omicida, il tuo amico avrebbe avuto pochi motivi per fare il birichino, rinchiuso in una galera tunisina, in compagnia di arabi cazzuti ed arrapati, i quali notoriamente apprezzano sommamente la “carne bianca”:-). Gli è andata bene, va, ma è tutt’altra cosa dal dire che “ha fatto bene”.

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Tanto per esser chiari. Io mi ritengo responsabile SOLO ED ESCLUSIVAMENTE del MIO onore, decoro, reputazione e quant’altro e sono disposto a difenderli, sempre nei termini di legge e sempre in modo proporzionato all’eventuale offesa. Di quelli della mia nazione, della mia categoria professionale, della mia città di residenza e quant’altro, considero che c’è gente deputata a questo compito, che per di più è di solito ben pagata. Al limite, la mia coscienza mi suggerisce di segnalare ad essi il caso. Se dovessi prendere a pugni ogni stronzo che insulta in modo gratuito l’etnia albanese, la professione veterinaria e quant’altro, dovrei considerarmi un pugile professionista:-).

  27. kelebek says:

    Per Ritvan,

    >ieri c’è stata un’importante modifica al CP, riguardante i cosiddetti “reati d’opinione”

    Cioè?

    Miguel Martinez

  28. utente anonimo says:

    Ritvan, hai letto Francesco che scrive a Kel : ” Ogni tanto sei noioso.” ? Io l’ho presa per una frase spiritosa. Così, quando quel mio conoscente mi ha chiesto, con un risolino , ” Ho fatto bene ?” , io gli ho risposto ” Hai fatto bene !”. Oggi un negoziante marocchino, molto simpatico, mentre dalle sue vetrine si vedevano i fiocchi di neve, che scendono da questa mattina, mi ha chiesto ” Nevica?”, gli ho risposto “No!”. Ho fatto male ?

    Il mio conoscente non é un cretino, è un impulsivo.

    Non sarò io a cambiarlo, con le mie ramanzine e le mie lezioni di diritto.

    Aurora.

  29. utente anonimo says:

    Kel, Ritvan non ti ha ancora risposto e forse hai già letto anche tu quel che è pubblicato sul Corriere della Sera di oggi sulla riforma dei ” reati di opinione” con la riduzione di pena, per esempio, dell’art. 270 c.p. (associazioni sovversive), abrogazione dell’art. 272 c.p. ( propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale) modifica dei delitti contro il” culto cattolico “in delitti contro ” le confessioni religiose”, ecc.

    Aurora.

  30. utente anonimo says:

    >Oggi un negoziante marocchino, molto simpatico, mentre dalle sue vetrine si vedevano i fiocchi di neve, che scendono da questa mattina, mi ha chiesto ” Nevica?”, gli ho risposto “No!”. Ho fatto male ? Aurora<
    Dipende. Il simpatico marocchino molto probabilmente voleva, come suol dirsi, “attaccar bottone”, sai, poi magari da cosa nasce cosa…:-). Conoscendo le tue idee in merito a eventuali “fraternizzazioni” con marocchini ed affini, posso solo dire che sei stata coerente:-).

    Ciao

    Ritvan

  31. utente anonimo says:

    Miguel, per completare quello che ti scrive Aurora, sulle modifiche al CP sui “reati d’opinione”, così scrive il Corsera:

    “Il testo elimina o riduce le pene detentive previste dal fascista codice Rocco. Nessuno potrà più essere perseguito per aver criticato il Capo dello Stato attribuendogli la responsibilità di misure prese dal governo. Per altri reati come il vilipendio alla bandiera la pena non sarà più la galera ma una multa di massimo 10 mila euro se l’offesa arriva durante una pubblica cerimonia. Se la critica è accoppiata alla violenza si finirà sempre dietro le sbarre ma con pene più soft. Così l’ergastolo per attentati all’integrità della nazione scompare e la pena massina è di 10 anni. Modifiche anche alla cosidetta legge Mancino in materia di razzismo. Si prevede la possibilità di punire o con la reclusione, massimo un anno e mezzo o con la multa, la propaganda di idee a sfondo nazista sulla superiorità della razza o l’odio razziale ed etnico oppure si istiga a commettere atti di discriminazione per motivi di razza, etnici, religiosi. La reclusione da 6 mesi a 4 anni è prevista per chi istiga a commettere o commette violenze o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Sempre in materia di religione nella legge è inserita la tutela delle confessioni religiose che sostituisce quella fino ad oggi riservata alla sola religione dello Stato.

    25 gennaio 2006″

    Sulle querele per diffamzione a mezzo stampa – cosa che probabilmente t’interessava:-) – non è mutato nulla. Con grande disappunto di Feltri, riversato su un apposito editoriale.

    Ciao

    Ritvan

  32. utente anonimo says:

    Ah, dimenticavo, Miguel, se t’interessa, il testo completo delle modifiche al CP lo puoi trovare qui:

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlmess&leg=14&id=172376

    Ciao

    Ritvan

  33. utente anonimo says:

    Ritvan, mi conosci tanto bene, io ho già fratelli e sorelle, non fraternizzo, è troppo impegnativo.

    Però, giusto per sgombrare ogni dubbio, il titolare del negozio non voleva attaccare bottone, mi concedeva una battuta cordiale e scherzosa in una giornata nevosa. Lo conosco di vista e di chiacchiera, è cordiale, sposato con una bella connazionale in abiti lunghi, che educa a casa i due figli e che, quando occorre, lo aiuta in orario di chiusura a sistemare la merce.

    Sono tutti composti, semplici, dignitosi e, soprattutto, hanno l’espressione del viso dolce, vivace e serena. Se hanno preoccupazioni, sembrano farle svanire quando sorridono.

    Ciao, ” fratello” di “razza” ” latina”.

    Aurora.

  34. kelebek says:

    Grazie a Ritvan e Aurora.

    Evidentemente la Lega ha paura di finire massacrata dai giudici non appena cade Berlusconi. E quindi si sta preparando la ritirata.

    Ma sono contentissimo delle modifiche in questione :-)

    Miguel Martinez

  35. utente anonimo says:

    Rendo nota l’offesa:

    in tutto il mondo la donna precede l’uomo ( o no ?), sin dai tempi di Eva, che mangiò la mela dell’intelligenza qualche minuto prima di Adamo.

    Nel caso di specie, poi, vale il ” prima Aurora, poi il nulla, poi il nulla, poi il nulla, poi Ritvan” .

    Dalla balconata, per la duchessa di Torlonia e per le tutte le donne,

    Ignazio Silone.

  36. utente anonimo says:

    Caro Ignazio Silone:-), nessuna offesa da parte di Miguel. Vedi, dai tempi tuoi, le femmine hanno ottenuto molte di quelle che pomposamente definiscono “conquiste sociali”, tipo aborto, divorzio e soprattutto ASSOLUTA PARITA’ DI DIRITTI (almeno sulla carta) con nosotros biechi maschietti. E, siccome la scrittura dei nomi di Aurora e mio avveniva, appunto, su carta (sebbene trattavasi di “carta telematica”) ogni “privilegio” ordinativo in base al sesso sarebbe stato un ignobile spregio al sullodato principio di uguaglianza. Molto probabilmente Miguel, scartando per motivi tutti suoi il principio dell’ordinamento alfabetico:-), da uomo colto qual è, si è ispirato al principio dell’ordinamento in base all’effettivo contributo apportato dai partecipanti (principio che attualmente regola nelle riviste specializzate la successione dei nomi degli autori di un articolo scientifico) nel trattamento della questione specifica.

    Ciao

    Ritvan

  37. utente anonimo says:

    >Ma sono contentissimo delle modifiche in questione :-)

    Miguel Martinez< Specie di quelle riguardanti i roghi delle bandiere, eh?:-) :-).
    Ciao

    Ritvan

  38. utente anonimo says:

    Aurora, “sorella latina” (vabbè, sembro Mussolini che si rivolgeva alla Francia, prima della guerra:-), ma tant’è), ma è mai possibile che tu prenda sempre sul serio le mie insinuazioni scherzose?

    Ciao

    Ritvan

    P.S. Sempre scherzando:-), ma tu non lo sai che i marocchini possono avere LEGALMENTE più di una moglie? Io, se fossi in te e vedessi il tuo gentile negoziante fermare tuo padre e imbastirgli un discorso vertente sulle sue (del negoziante) intenzioni di offrirgli un non meglio precisato numero di cammelli, comincerei a preoccuparmi:-) :-).

    Ciao

    Ritvan

  39. utente anonimo says:

    Ritvan, Silone ti manda a dire che, se i diritti sono pari , i doveri sono rimasti dispari (!).

    Il tuo contributo è stato, è vero, più sostanzioso e completo, te lo riconosco, ma io sono stata prima nel rispondere e anche il motto latino dice ” chi dà prima, dà due volte”.

    Ora però sorvolo sulla questione ( perchè io, a differenza di te, non son pignola, e , se noto tutti i tuoi “refusi”, non faccio l’organo di controllo degli errori dei commentatori ,non quotati in borsa)

    per dirti che tu hai buone possibilità di collaborare con il SISDE.

    A parte la tua conoscenza dell’etnia albanese, di cui qualche appartenente,affine a qualche pugliese e calabrese, sta dando filo da torcere, mi sembri particolarmente predisposto per il reperimento veloce di informazioni e per la decifrazione della crittografia.

    Seconda, ma tranquilla,

    Aurora.

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