Geografia

Sono alla Giudecca, a Venezia.

Un minimarket, in fila alla cassa, e io mite al mio posto.

Davanti a me c’è una donna di mezza età, con uno sguardo vivo che mi fa subito simpatia. Tiene in mano il suo unico acquisto, una lattina di birra.

Senza guardarmi, mi dà una manata e dice,

“Stai al posto tuo, straniero, che voi turisti non sapete nemmeno cosa sia una fila!

Qui siamo in Italia! E siamo gente civile, almeno si spera!”

Arriva il suo turno, lei mette la sua lattina sul nastro della cassa, io metto i miei panini dietro di lei, e lei li scansa con un’altra manata, in fondo al nastro.

“Qui siamo italiani, mica meridionali! Siamo gente nordica noi!

Siamo occidentali!”

La cassiera le dice,

“un euro e quindici!”

E la donna, con un bel sorriso, fa

“ecco ho questi spiccioli!”

La cassiera li conta, centesimo su centesimo, e fa,

“mancano venticinque centesimi!”

E la Siora Geografa fa,

“eh non li ho mica, qualcuno mi presta venticinque centesimi?”

In quel momento, il più grande desiderio della mia vita è di avere io quei centesimi, varrebbero più dei biglietti da cinque euro che accumulo…

Ma ci pensa un signore dietro di me, e così usciamo tutti felici.

La cassiera che incassa… la geografa che ha una birra con lo sconto… il donatore che ha fatto una buona azione… e io che ho una storia da raccontare, che è la storia di tutto quello che sta succedendo all’Europa.

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760 risposte a Geografia

      • Moi scrive:

        Su Tiktok ho visto una storiella inventata ma “edificante” ambientata in Francia :

        A)

        Un giovane maschio bianco incrocia per strada una signora con il niqab, e bofonchia su “dove andremo a finire in questo Paese” … poi sale in una stanza di ospedale a chiedere alla madre come sta. Lei risponde di stare bene anche grazie alla gentilissima infermiera che la ha presa in cura : la signora con il niqab di cui prima.

        B)

        In pausa caffè, una collega della suddetta infermiera le rovescia inavvertitamente il caffè sul camice … Lei lo porta in lavanderia ricevendo altri sguardi sprezzanti per via del suo niqab, quando giunge finalmente in lavanderia, però, vede che il titolare è un giovane visibilmente (appunto) gay.

        La “nostra” signora con il niqab pensa preoccupata a quanto sia difficile crescere Islamicamente i figli con tanti “pervertiti” in giro. Però dovrà ricredersi: il ragazzo gay, con lei, è difatti l’ unico gentilissimo.

        C)

        Il ragazzo visibilmente gay di cui sopra chiude la lavanderia per rincasare; incrocia improvvisamente un tizio nero, grande grosso, palestrato, tatuato … Inquieto, il giovane gay spera di non subire un’ aggressione omofoba. Fortunatamente non succede nulla, ma “il nostro” gay resta guardingo.

        D)

        La sera, questo giovane gay è in fila all’ ingresso della discoteca con il suo fidanzato: il ragazzo della prima scena. Sopraggiunge un tizio di aspetto aggressivo un po’ scuretto e “tamarro”, forse di origine Magrebina, che intima ai due gay di sloggiare perché i gay non sono graditi alla festa della serata.

        All’ improvviso interviene il “bestione nero” di cui sopra: è l’ addetto alla sicurezza che lo tira per un orecchio dicendo che, invece, sono gli omofobi come lui a non essere graditi alla festa della serata.

        • roberto scrive:

          moi

          “la signora con il niqab di cui prima.”

          e come fa a riconoscerla?

          • Moi scrive:

            è un disegno … dalla corporatura, suppongo cmq.

            Personalmente qualcuna, a Bologna, l’ ho vista … diciamo che ci sono almeno 4 o 5 corporature (ma non so quante donne) in giro :-).

            • Moi scrive:

              Cmq fa COMPRENSIBILMENTE strano che ci siano in giro persone che letteralmente e volontariamente sono quel che nell’ Antichità Greca si chiamavano ἀπρόσωποι πολῖται … no ? 😉

              • roberto scrive:

                mah ci sono mille cose che io considero strane, dall’andare in giro mascherati al non mangiare carne o addirittura maiale, i tatuaggi ed i piercing, correre in montagna o, peggio mi sento, andre in bicicletta per sentieri, fumare, gli schiamazzi in posti in cui l’unico rumore da sentire è il vento, spendere soldi per gli orologi…

                e daltronde io stesso faccio cose che immagino altri considereranno strane…andare su un cocuzzolo di montagna a dormire in tenda, passare delle serate a spintonare degli omoni sudati per recuperare una palla…

                sono per il vivi e lascia vivere, e sopporta le conseguenze delle tue scelte. Se vuoi mascherarti ok, ma non ti stupire se io non ho voglia di chiacchierare con te perché non mi piace parlare con una persona senza volto…come io non mi stupisco di avere mal di schiena dopo aver dormito sui sassi

              • Val scrive:

                @roberto
                Sono sulla tua stessa lunghezza d’onda, credo. Certo c’è sempre la discriminante tra esercitare la propria libertà e il ledere la libertà o la pace altrui… confine sottile, ma diciamo che mentre posso arrivare a tollerare il niqab, chi mette tutto volume una radio in spiaggia o a tremila metri per me va passato seduta stante per le armi 🙂

            • roberto scrive:

              moi

              “Personalmente qualcuna, a Bologna, l’ ho vista …”

              donne con il niqab qui non ne ho mai viste, a bruxelles o in francia si, anche parecchie…e si, mi sembrano tutte uguali e perfettamente indistinguibili che immagino sia l’effetto voluto

              contente loro, contenti tutti

        • PinoMamet scrive:

          Invece io ho visto questo filmatino (credo vero) di una signora nera che sta parlando su un mezzo pubblico in una “lingua strana” e un tamarro le dice “this is England, parla inglese!” e i vicini della signora lo zittiscono dicendo “a dire il vero questo è il Galles e stavamo parlando in gallese…”

  1. Io sono veneto per metà.
    Una trentina d’anni fa l’Isonzo segnava l’epicentro mondiale del consumo di vino e Venezia non dista poi moltissimo. Il che, circa il comportamento piuttosto deciso della cliente, consente di effettuare con un certo margine di sicurezza attribuzioni causali molto semplici.

  2. roberto scrive:

    Brutta cosa l’alcolismo

  3. Francesco scrive:

    Quindi quello che sta succedendo è che in tutto l’Occidente il 50% di alcolisti ce l’ha con voi forestieri e vota per “simil nazisti”?

    E’ la migliore spiegazione che ho sentito da quando Trump ha vinto le primarie repubblicane la prima volta!

  4. Moi scrive:

    Io avrei persuaso la signora a cercare sullo smarfo 😉 cos’è la “Captatio Benevolentiae” … e a metterla in pratica.

  5. Ros scrive:

    Che tipetta spassosa😁

    Ricorda un po’ Piperita Patty

  6. PinoMamet scrive:

    Restando a Venezia, secondo me Moi conosce il Comitato Cittadini Non Distratti, quei tizi (soprattutto una signora, mi pare) che vanno in giro a smascherare i borseggiatori urlando “attenzione pickpockeeeet” e ormai li conoscono tutti per nome…

    l’algoritmo di Instagram ogni tanto me li mostra, per motivi suoi.

    • PinoMamet scrive:

      Alcune borseggiatrici sono giovani e vanno in giro eleganti e/o da turiste, sono riconoscibili solo dalle facce slave/balcaniche (guai a dirlo agli slavi o ai balcanici) e dall’espressione curiosamente chiusa e cattiva.

      una si chiama, o si fa chiamare, Shakira.

      Poi ci sono i fantastici gruppetti (però in altre città, a Venezia non li ho visti) del gioco delle tre carte:
      un tizio con la faccia da evaso che fa il gioco, e introno tre o quattro tizi con la stessa faccia, lo stesso accento e lo stesso abbigliamento che fanno finta di vincere.

      Mi chiedo chi possa cascarci…

  7. Moi scrive:

    @ HABS / MIGUEL / PEUCEZIO

    Lexilogos ha aggiunto il Coreano Antico (molto più attento alla fonetica dei prestiti dal Cinese)… a parte i “jamo” base ᅀ per /z/ e ᄋᆞper
    /ɒ/ gli altri “geul” sono combinazioni (complesse) di “jamo” ancora in uso.

    Con il progressivo migliorare della pronuncia dell’ Inglese da parte dei giovani, ogni tanto qualcuno propone di “riesumare” qualcosa per meglio trascrivere l’ Inglese: ad esempio ᄋᆞ , ho visto un video in Youtube, sarebbe quasi perfetta per la vocale anglofona in “Trump”.

  8. Moi scrive:

    … Povero Gigi D’Agostino , che ora risuona questa famigerata Cover Germanofona

    https://www.youtube.com/watch?v=-SepQ8QMH8I

    dell’ Originale

    https://www.youtube.com/watch?v=w15oWDh02K4

  9. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=bL3bJyrTgFM

    Visti da … Lontano

    … Siamo davvero, in Italia, una “Powder Keg” ?

    32 min : 05 sec

  10. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    *** Si va verso la fine (o quasi) della Prosodia nel Mondo ? AI OVERVIEW ***

    La Generazione Z non ha la stessa identica prosodia (ritmo, accento e intonazione del parlato) in tutto il mondo, anche se i social media globali stanno creando forti somiglianze e tendenze condivise.I fattori di convergenza (perché si somigliano)

    L’algoritmo di TikTok e YouTube: I giovani di tutto il mondo consumano gli stessi formati video. Questo diffonde lo stesso tempismo comico, pause drammatiche e variazioni di tono tipiche dei creator virali.

    Tendenze vocali globali: Fenomeni nati nel mondo anglofono come il vocal fry (la voce grattata e bassa) e l’uptalk (l’intonazione che sale alla fine delle frasi, come in una domanda) si stanno diffondendo anche tra i giovani non madrelingua inglesi.

    Monotonia espressiva: Molti linguisti notano un’intonazione più distaccata, ironica e talvolta piatta, che riflette l’estetica e l’atteggiamento tipici dei meme e della cultura internettiana.Le barriere locali (perché restano diversi)Struttura della lingua madre: La prosodia è legata alla grammatica e alla fonetica. L’italiano (lingua a ritmo sillabico) mantiene una cadenza e un’articolazione totalmente diverse dall’inglese (lingua a ritmo accentuativo) o dal cinese (lingua tonale).

    Influenze regionali e dialettali: Anche all’interno dello stesso paese, i giovani della Gen Z continuano a ereditare l’inflessione e l’accento della propria regione geografica.

    Norme culturali: Il modo di esprimere le emozioni, la velocità del parlato e la gestualità variano enormemente da cultura a cultura, impedendo una totale standardizzazione della voce.

    In sintesi, i giovani di oggi condividono un “passaporto espressivo” comune online, ma quando parlano la propria lingua mantengono le radici ritmiche del proprio territorio.

    • Moi scrive:

      Lo “Uptalk Americaneggiante” _ esclamare “virando” in tono interrogativo _ hanno iniziato a farlo già dai Mid Millennials in poi: io da Late Gen X lo sento e lo riconosco … e mi dà abbastanza fastidio !

      • Moi scrive:

        Fortunatamente il Vocal Fry (fenomeno tipico femminile) lo sento pochissimo in lingue diverse dall’ AngloAmericano … compreso altri Inglesi come Britannico e Oceanico (che però quest’ultimo presenta ben altre difficoltà, specie lessicali e gergali da “Aussie”).

        • Moi scrive:

          Piuttosto che (usato come si deve) il Vocal Fry preferisco sentire i Personal Trainer / Imam Daghestani che considerano Palestra di MMA e Madrassa un Tutt’Uno :

          ” If yù vôna bì strônga Fàita, bikóm strônga Mòzlem,
          If yù vôna bì strônga Mòzlem, bikóm strônga Fàita “

    • Peucezio scrive:

      Moi,
      donde hai attinto?

  11. Moi scrive:

    Elettori poveri e ignoranti: la “sindrome Bonaccini” colpisce anche le analisi del voto in Sassonia

    https://www.secoloditalia.it/2026/09/elettori-poveri-e-ignoranti-la-sindrome-bonaccini-colpisce-anche-le-analisi-del-voto-in-sassonia/

  12. Moi scrive:

    Nuovo Trend di Sx inaugurato da Breaking Italy :

    ci vorrebbe un Governo Tecnico a Guida Boldrin / Draghi / Monti per salvare l’ Italia da Vannacci … tutta gente, presumibilmente giovane, convinta che ci vogliano più tasse, si debba lavorare di più e si debba andare in pensione più tardi : mi piacerebbe sapere chi hanno come “Papy” 🙂 .

    Ovviamente le Priorità sono quelle del Woke, che prima dell’ esternazione di Eioussì NON esisteva.

    • PinoMamet scrive:

      1- che cazzo è Breaking Italy?

      2- Boldrin, Draghi e Monti? Dracula e il Dottor Male no? Ma ‘sto Breaking Italy sotto sotto lo finanzia Vannacci per far perdere il centrosinistra, di’ la verità…

      • Moi scrive:

        Davvero non lo conosci ?! Alessandro Masala in arte SHY , acronimo di ShooterHatesYou (Classe 1984 Wannabe 2004) … Rampollo della Borghesia Cagliaritana: da YouTuber / Influencer Politico che tiene un Notiziario, ha intervistato da pari Travaglio, Renzi, Gruber … mentre Bonaccini era da Bruno Vespa, la Schlein di lì a poco vittoriosa, era da lui.

        Ah, erre moscia tipo Ranatan nella Banda dei Ranocchi … reference che lui probabilmente non cohlierebbe.

        Va be’: Classe 1984 Wannabe 2004 gliela abbuono … a sån achsé anca mé, con diṣ ân pió ca ló . Però almeno io sono autoironico. 😁😁😁😁

    • roberto scrive:

      Dai moi, ammetti che la boldrini c’è l’hai messa tu…sei l’unica persona che si ricorda della sua esistenza…

      • Francesco scrive:

        credo sia Michele Boldrin, non la Laura

        comunque io, da Destra, sottoscrivo in pieno: se il popolo vota Vannacci, Conte, Salvini, Bonelli, Fratoianni …

        il popolo ha torto e invoco una Dittatura (alla romana) di chi ha idee molto migliori, tipo appunto Draghi. limitata nel tempo, diciamo 15 anni. illimitata nei poteri, però.

        Ciao!

  13. Moi scrive:

    “Reference” … adesso lo dicono tutti così
    .

    Cmq

    “Kerokko Demetan” v.o.

    https://youtu.be/P3fep89d8Vw?si=wcfGqFgdQoqv5HHy

  14. Moi scrive:

    Cmq sia, un Governo Tecnico per rimandare sine die le Elezioni Politiche in funzione Anti Vannacci … o abolisce il Voto Democratico (che a tanti “Buoni” non dispiacerebbe affatto) oppure porterebbe, prima o poi, Futuro Nazionale a diventare PRIMO Partito in Italia ! Perché solo Vannacci ha la “Verginità Politica” …

    • Moi scrive:

      Ipotesi nata dal fatto che Mario Monti ha detto a Cernobbio che il Programma di Futuro Nazionale è INCOSTITUZIONALE e potrebbe automaticamente (!) l’ Italia Fuori dalla UE … cosa che molti spettatori che l’hanno sentito in TV o su Internet danno invece però per positiva ! 😁

      • Puffo giardiniere scrive:

        L’Italia fuori dalla Ueh!
        L’Europa ha sempre covato dei finti alternativi.
        Non c’è neanche il grande vecchio massone che trama nell’ombra.
        C’è il Gruppo Reno. Élite che opera alla luce del sole.
        Europa e Usa unite per la salvezza, non politica, ma economica.
        Naturalmente non ce la faranno

        • Puffo giardiniere scrive:

          Quello che non si capisce bene, perché circolano varie interpretazioni, è se l’Europa voglia lei stessa fare guerra alla Russia mentre gli Usa mantengono frenata, o addirittura Trump vorrebbe fare la pace e prendere il Nobel. Oppure se l’Europa si sia ingaggiata contro la Russia seguendo il diktat della Cia (Hegseth, per dire).
          C’è anche la versione A maggiorata secondo cui Trump vorrebbe disimpegnarsi dall’Europa, ma se questo accadesse gli europei andrebbero nel panico e allora cercano di provocare Putin affinché attacchi che so la Gran Bretagna per ritorsione e quindi l’esercito Usa sarebbe costretto a restare per dare man forte.
          Insomma non ci si capisce un tubo.
          Oggi, da quanto vedo, la versione Cia che decide tutto sembrerebbe predominante
          https://youtu.be/-SAiMcm0FWM?si=rzNLsg37qOKUCjI3
          Questa è la Ueh! Cosa potrà mai modificare un Vannacci?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Puffo

            “C’è anche la versione A maggiorata”

            O la versione B, che gli Stati Uniti vogliono impelagare Russia ed Europa in una guerra senza fine di mutua autodistruzione, tenendosene fuori loro stessi, ma vendendo armi e gas all’Europa?

            • Francesco scrive:

              Beh, ma se l’Europa iniziasse DAVVERO a partecipare alla guerra in Ucraina – con dichiarazioni ufficiali, mobilitazione e tutto il cucuzzaro – la cosa si chiuderebbe relativamente in fretta e DOPO l’Europa sarebbe alla pari con gli USA. E se gli USA rinnegassero gli impegni NATO sarebbero pure mandati a fare in culo dalla nuova Europa non più figlia di Venere.

              Dici che Trump è così scemo da non pensarci?

              • Puffo giardiniere scrive:

                L’Europa che vince facilmente la Russia.
                Versione C
                Aggiunta ma improbabile.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Puffo giardiniere

                “L’Europa che vince facilmente la Russia.”

                Hai descritto l’essenza del progetto di Hitler.

                Che pensava che la Russia (o l’Urss) fosse una “prigione dei popoli” facile da scardinare; e che poteva offrire risorse immense all’Occidente, sia materiali (petrolio, grano, ecc.) sia umane (vaste popolazioni di lavoratori).

                E infatti, come accenna giustamente Francesco, gli Stati Uniti non hanno preso troppo bene il suo progetto: hanno sostenuto l’Urss da poco dopo l’invasione tedesca.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Che l’Europa possa vincere la Russia è sempre stato il chiodo fisso di Francesco.
                Mi sembrava che nel suo commento l’avesse ribadito e così ho aggiunto la versione C francescana.
                Certo Francesco, in questo, si trova in perfetta sintonia con Hitler.
                🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “con dichiarazioni ufficiali, mobilitazione e tutto il cucuzzaro – la cosa si chiuderebbe relativamente in fretta e DOPO l’Europa sarebbe alla pari con gli USA”

                Vai, Francesco, parti e mettici al pari degli USA! E invece stai qua a scrivere ‘ste stronzate.

              • Francesco scrive:

                Piccolo dettaglio: AH era il capo della Germania e poco altro. L’Europa della NATO è un bel pò di roba in più.

                Al contrario, Stalin comandava tutta l’URSS, Putin solo la Russia.

                Se qualcuno di voi sapesse fare 2+2 non sarebbe inutile.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hitler a quel punto era il capo dell’Europa.

              • Moi scrive:

                E il Tedesco la Lingua Ufficiale e il Marco la Moneta Unica

              • Francesco scrive:

                No MT, non lo era.

                I britannici lo combattevano, gli spagnoli stavano fuori. Francesi e polacchi doveva usare truppe per controllarli.

                Al fianco dei tedeschi combattevano italiani, romeni, forse gli ungheresi.

                Direi che oggi la situazione è molto diversa.

            • Puffo giardiniere scrive:

              Versione B La aggiungo alla lista.

  15. Miguel Martinez scrive:

    Come sapete, sono un anticomplottista abbastanza radicale, nel senso che credo che ci siano innumerevoli piccoli complotti di tutti i tipi, ma non credo ai “grandi complotti” – tipo “autoattentato dell’11 settembre” – perché sono troppo grossi e verrebbero fuori prima o poi.

    Per cui ho sempre accolto con un certo scetticismo l’idea che il governo israeliano – con i suoi straordinari apparati di intelligence – avesse chiuso un occhio per permettere a migliaia di palestinesi di coordinare per mesi l’attacco del 7 ottobre; rendendo così possibile per Israele realizzare la soluzione finale alla questione palestinese, e a molto altro.

    E invece:

    https://www.timesofisrael.com/days-before-oct-7-uae-leader-warned-netanyahu-hamas-was-planning-war-but-pm-did-nothing-with-the-info-report/

    Pare che fosse proprio Sinwar ad avvisare gli israeliani, attraverso canali indiretti, dell’imminente attacco, come strumento di pressione per far rilasciare dei prigioneri palestinesi.

    • Francesco scrive:

      Scusa ma l’ultima frase non ha senso: Israele messo in allarme avrebbe potuto facilmente massacrare gli attaccanti palestinesi, altro che rilasciare dei prigionieri.

      Il fattore decisivo del successo palestinese è stata la sorpresa, per il resto avevano solo armi leggere e mezzi improvvisati.

      Con cui hanno fatto l’impensabile e, credo, per questo Israele non era preparato.

      Ciao

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Con cui hanno fatto l’impensabile”

        Quando vieni avvisato, non è più “impensabile”. E cosa succede quando tanta gente incazzata sfonda le gabbie lo sa chiunque abbia sentito parlare di certi episodi storici insignificanti, tipo la rivolta di Spartaco. Ma evidentemente qualcuno era troppo preso a studiare le basi del diritto, non so con che risultati.

        Non serve che lecchi il culo a Bibi: qui non credo che ti legga, per cui puoi risparmiarti il ridicolo.

        • Francesco scrive:

          Se preferisci pensare che Bibi abbia permesso l’attacco di Hamas e il massacro e rapimento e stupro e tortura di israeliani per potersi poi impantanarsi invano a Gaza …

          Trovo più ragionevole pensare che non lo abbiano ritenuto possibile.

          Aggiungo che fino a 6 ottobre Bibi stava per concludere gli accordi di Abramo, andati in porto i quali sarebbe assurto all’Olimpo dei grandissimi di Israele e tutte le sue porcherie sarebbero state perdonate. Ti ricordi?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ripeto: Bibi non ti legge, per cui non serve che tu lo dipinga come un personaggio buono e sensibile che si preoccupa del benessere dei suoi cittadini e che mai accetterebbe di farli soffrire e morire per ottenere un vantaggio politico.
            Ma può benissimo che tu creda davvero che meriti di stare nell’Olimpo dei grandissimi, per carità, forse proprio perché fascista, corrotto, criminale e genocida.

            • Francesco scrive:

              O grandissimo coglione:

              ti ho appena fatto notare che Bibi l’Infame aveva moltissimo da guadagnare a NON subire l’attacco di Hamas, mica ho detto che è buonobelloalto.

              E genocida dillo a qualcun altro, siamo ormai davanti all’evidenza che è un’altra roba quello che succede a Gaza. Più vicina alla stupidità criminale.

              Davvero, mi chiedo se nella vita reale sei così stronzo o se qui ti sfoghi.

              Boh.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Genocida dillo a qualcun altro”

                Oh, no! Ti ho toccato Bibi! Giù le mani da Bibi!

                La tua impermeabilità a qualsiasi fatto che contaddica i tuoi assunti è sempre impressionante.

              • Francesco scrive:

                No, è che ormai l’uso del termine “genocidio” è un rivelatore molto preciso di stronzaggine.

                Non esclusivo: Bibi e i suoi ministri sono anche loro una manica di stronzi. Solo uno come te può pensare che mi piacciano.

                Ripeto la cosa importante: Israele stava per incassare gli Accodi di Abramo, una vittoria strategica paragonabile solo alla pace con l’Egitto.

                Trovo poco credibile che l’uomo che avrebbe potuto attribuirsene il merito abbia preferito mandare tutto in vacca.

    • PinoMamet scrive:

      Questa notizia la ho letta ieri riportata da un contatto italo israeliano fieramente anti-Netanyahu, la riportano i media israeliani quindi.

      Leggo anche che il governo degli Emirati si è rifiutato di commentare la notizia, quindi anche di smentirla.

      Netanyahu avrebbe risposto all’emiro che i servizi israeliani erano al corrente della minaccia e pensavano però che sarebbe provenuta dalla Cisgiordania.

  16. roberto scrive:

    Una notizia piccola ma interessante

    Ricorderete che una delle critiche più comuni all’accordo con il mercosur era “saremo invasi da prodotti alimentari che non rispettano i nostri standard di sicurezza”….senza contare che questa è invece una condizione necessaria per importare prodotti in Europa

    Ecco, manco è passato un anno e l’importazione di carne brasiliana è sospesa finché il Brasile non rispetta i nostri standard

    https://www.ilsole24ore.com/art/l-ue-sospende-l-import-carne-brasile-mancano-garanzie-sanitarie-AJMzTvz

    • roberto scrive:

      Poi uno dice “e a me che mi frega della carne brasiliana? Io mangio solo prodotti nazionali, solo tradizione come la bresaola della Valtellina!”

      😀

      https://www.ilpost.it/2026/09/05/blocco-importazioni-carne-brasiliana-bresaola/

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “bresaola”

        Fantastico!

        “La bresaola è molto esposta alle conseguenze di questo divieto. È infatti un salume prodotto con carne di manzo salata, aromatizzata e stagionata. Quella della Valtellina è un prodotto IGP, cioè a indicazione geografica protetta: il disciplinare impone che la lavorazione avvenga in provincia di Sondrio, non che la carne sia italiana. «La nostra bresaola è prodotta per l’82% con carne sudamericana che al 60% proviene dal Brasile», ha detto al Sole 24 Ore Mario Moro, presidente del consorzio di tutela. «Questo stop farà venir meno nell’immediato almeno il 25% della materia prima a noi necessaria». Il consorzio riunisce 13 aziende con circa 1.500 dipendenti, che nel 2025 hanno prodotto 11.900 tonnellate di bresaola per un valore al consumo di circa 502 milioni di euro.”

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Roberto

          “ha detto al Sole 24 Ore Mario Moro, presidente del consorzio di tutela”

          Le Br hanno sbagliato Moro…

          • roberto scrive:

            miguel

            “Le Br hanno sbagliato Moro…”

            mi sembra di notare una lieve antipatia nei confronti di questo moro, potresti articolare il tuo pensiero? coordina un consorzio che da da lavorare a 1500 per produrre un salume, non armi, non droga…cosa c’è di così malvagio?

            • roberto scrive:

              che poi quello della bresaola valtellina è solo un’esempio di prodotto tipicamente italiano che viene da lontano

              lo speck tirolese (IGP) è fatto con carne di maiali importati da mezza europa (il disciplinare però limita ai maiali UE se non ricordo male), idem per la porchetta di ariccia (IGP), la mortadella di bologna (IGP), il cotechino di modena (IGP)…insomma avete capito, non abbiamo abbastanza maiali per i nostri prodotti tradizionali…ma a differenza della bresaola i maiali non vengono improtati da paesi extra UE

              ma vogliamo parlare dei cantucci toscani (IGP)? da dove vengono le mandorle? ma dagli USA ovviamente!

              poi se usciamo dalle IGP e parliamo di prodotti non tutelati, si apre una voragine…mica penseremo che tutte le mozzarelle prodotte in italia sono prodotte con latte italiano? (quelle DOP si)

          • PinoMamet scrive:

            Prova commento

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Ecco, manco è passato un anno e l’importazione di carne brasiliana è sospesa finché il Brasile non rispetta i nostri standard”

      Meno male!

      • roberto scrive:

        miguel,

        se avessi letto i miei commenti all’epoca, è andata esattamente come prevedevo: non puoi importare in europa cosa che non sono fatte con standard europei, quindi l’accordo con il mercosur di fatto impone i nostri standard a loro (potresti dirmi e viceversa ma noi non esportiamo molta roba da mangiare laggiù…)

        • Francesco scrive:

          Se non erro è già successo con la carne USA, anche quello non in regola con i nostri standard alimentari.

          • roberto scrive:

            si c’è stata una guerra commerciale durata 20anni e a tutto campo (nel senso che dopo che il WTO aveva dichiarato illegale il divieto europeo, per dieci anni gli usa hanno imposto contromisure su vari prodotti che non c’entravano nulla con la carne)

            sostanzialmente è finita con il fatto che l’europa non importa carne di merda ma ha azzerato (o diminuito, non ricordo) i dazi sulla carne di alta qualità

            • Francesco scrive:

              Cribbio, una mossa degna di Richelieu:

              dividi il nemico e sbaraglialo

              diabolici, voi servitori della Morte Nera

              😀

  17. Puffo giardiniere scrive:

    https://ilfattoalimentare.it/carne-scaduta-da-anni-ma-nessuna-allerta-nazionale-il-caso-bervini-e-il-silenzio-delle-autorita.html
    Il caso Bervini denunciato da Report.
    Pare che i controlli avvenissero regolarmente quando il macello non lavorava.

  18. Moi scrive:

    @ ROBERTO

    C’è un divertente equivoco : Boldrin, NON Boldrini … rileggi !

    Michele Boldrin, noto Economista Liberale di quelli che tutti i Mali dell’ Italia discenderebbero da Cultura Classica e Stato Sociale !

    Quelli che “la scuola elementare deve insegnare ai bambini come si legge una bolletta … altro che Mesopotamia significa in Greco Terra fra i Fiumi !” … “CEO, Manager, Quadri … altro che Vassalli, Valvassori, Valvassini !” … “Azioni sul Mercato … altro che Barbabietole da Zucchero !” … e così via fino a domattina !

    • PinoMamet scrive:

      Ammetto che anch’io avevo pensato alla Boldrini, sia per dimenticanza del nome (forse freudiana 😉 ) , sia conoscendo la… simpatia che esercitava su di te 😉

    • PinoMamet scrive:

      Ammetto che anch’io avevo pensato alla Boldrini!

    • roberto scrive:

      moi

      “C’è un divertente equivoco : Boldrin, NON Boldrini … rileggi !”

      si hai ragione, scusa!

    • Francesco scrive:

      secondo me stai facendo una caricatura di Boldrin e concentri l’attenzione sul meno importante (la cultura classica) e non il più urgente (lo stato sociale)

      Ciao

      • PinoMamet scrive:

        Comunque se sostiene questo vuol dire che non ha capito niente dell’istruzione

        • Francesco scrive:

          Pino, ti confesso che tu sei ai miei occhi un esempio di quanto sia indispensabile una maggiore formazione “tecnica” nella nostra scuola.

          Non certo nel senso caricaturale che ne da Moi ma è indispensabile che nella cultura comune italiana entrino le nozioni di base di Economia, di Diritto, di Finanza.

          Cose del tipo: se ti indebiti poi devi ripagare capitale e interessi, è normale, non è un complotto ebraico.

          Oppure “le leggi valgono per tutti, non puoi chiedere la pena di morte per quelli che ti stanno sulle palle”.

          Cose così che oggi mancano.

          Ciao

        • PinoMamet scrive:

          L’economia è una materia che viene normalmente insegnata negli indirizzi che la prevedono, tipo appunto Economia finanza e marketing ecc.

          Non credo che debba essere il cardine dell’insegnamento, tantomeno a discapito della Storia o dell’italiano.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “Non credo che debba essere il cardine dell’insegnamento, tantomeno a discapito della Storia o dell’italiano.”

            Credo però che Francesco abbia in parte ragione, nel senso che “capire come funziona il mondo” è importante.

            Per dire, la bresaola di Sondrio ha un “prezzo” di tot euro scritto sull’etichetta. Ma il “costo” complessivo comprende una quota parte di quanto le persone spendono in più per l’aria condizionata, perché le emissioni delle navi che ci portano la carne dal Brasile riscaldano il mare, che quindi ributta il calore nell’aria.

            Oppure, il reddito che entra con il turismo andrebbe bilanciato con l’aumento conseguente del costo degli affitti.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Ma il “costo” complessivo comprende una quota parte di quanto le persone spendono in più per l’aria condizionata”

              Non è un costo: è un’esternalità. Che più o meno è il contrario di costo, visto che è qualcosa che il produttore non deve affrontare.

              • Francesco scrive:

                Beh, Miguel ci ha messo le virgolette perchè lo sa benissimo, ne abbiamo discusso all’infinito!

                😀

                L’esternalità è un costo, solo che lo paga qualcun altro.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “L’esternalità è un costo, solo che lo paga qualcun altro.”

                Ma il cliente non è “qualcun altro”. E’ il signor Mario Rossi che paga sia la bresaola (a poco), sia l’aria condizionata in più.

              • Francesco scrive:

                Veramente il problema è che la paghi anche tu che sei vegetariano e quello svitato di Roberto che mangia SOLO prodotti a km zero!

                Se le esternalità colpissero solo quelli che comprano “sottocosto” sarebbero un problema molto più piccolo.

                Ciao

          • Francesco scrive:

            E ti sbagli!!!

            Per i dettagli chiedi a Carletto Marx e Federico Angelo.

            😉

          • roberto scrive:

            pino e tutti

            “il cardine dell’insegnamento, tantomeno a discapito della Storia o dell’italiano.”

            il cardine dell’insegnamento no, e certamente non a discapito di altre materie, ma avere quella che ai miei tempi, il neolitico, si chiamava “educazione civica” ed era sempre e sistematicamente fagocitata da storia e/o geografia, ed usare queste ore per avere delle minime basi per capire un po’ di più il mondo che ci circonda, secondo me sarebbe un’ottima cosa. cioè avere dei diplomati che a 18 anni vanno a votare e che almeno sappiano che non votano per eleggere il governo, o avere un minimo rudimento di economia mi sembrerebbe una bella cosa…possiamo togliere l’ora di religione, aggiungerne un’altra et voilà!

            • Francesco scrive:

              anche no! che crepare è obbligatorio, votare no.,

              quindi l’ora di religione ha un suo preciso perchè

              però un minimo di rudimenti su come è fatto il mondo mi pare indispensabile, soprattutto alla luce dei voti che prende Giuseppe Conte

              Ciao

              • roberto scrive:

                Per la religione c’è il catechismo il pomeriggio per chi la vuol fare e tra l’altro a scuola ormai non la fa più nessuno…

              • paniscus scrive:

                “Per la religione c’è il catechismo il pomeriggio per chi la vuol fare e tra l’altro a scuola ormai non la fa più nessuno…”—–

                Se dovessi far riferimento all’ambiente in cui lavoro io, in un liceo di buona fama in piena Toscana, la racconterei anche io così:

                (in alcune quarte e quinte ci sono ZERO iscritti a religione, e in altre classi ce ne sono così pochi che accorpano due o tre gruppetti di classi diverse, il che formalmente non sarebbe permesso dalla norma del Concordato, ma l’ufficio scolastico locale si mette d’accordo con la Curia e lo fanno lo stesso, altrimenti anche quei quattro gatti cambierebbero scelta e passerebbero a zero a loro volta)

                …ma continuo a ritenere che a est di Torino e a sud di Grosseto, specialmente nei centri piccoli, quasi tutti gli alunni seguano religione.

                Sono un po’ di meno rispetto a 10 o 20 anni fa e continuano a calare, ma non si è ancora creata una “massa critica” in grado di diventare maggioritaria.

              • paniscus scrive:

                Francesco dice:

                “quindi l’ora di religione ha un suo preciso perchè

                però un minimo di rudimenti su come è fatto il mondo mi pare indispensabile, ——
                ———————————–

                e allora perché mai nelle classi italiane religione solo dal punto di vista della dottrina cattolica romana? Se davvero l’ora di religione dovesse servire a “capire come è fatto il mondo”, si dovrebbe parlare estesamente anche di altre fedi e altre culture, mica solo di quella che abbiamo sotto il naso a nel paesello nostro.

                Se la risposta consiste solo nel dire che “ma una parte di confronto con altre religioni la fanno già…”,

                faccio presente che il corso di religione a scuola non si chiama “religione” in generale, si chiama esattamente “Insegnamento della Religione Cattolica”, in breve detto anche IRC che è una delle sigle più brutte da pronunciare…

            • PinoMamet scrive:

              L’insegnamento dell’Educazione civica è previsto, per un totale di 33 ore, e naturalmente è realizzato nel peggiore del modi, cioè “trasversale”.

              Per un paio di anni (almeno nella mia scuola) è stato almeno affidato a un professore di Diritto, che non avendo ore sue spalmava le lezioni un po’ alla cazzo su quelle degli altri;
              con comprensibili difficoltà organizzative
              (“questo quadrimestre Ed. Civica prenderà tre ore da matematica, due da italiano e tre da inglese…”)
              ma con il vantaggio di poter seguire un percorso di studi un minimo coerente;

              da un po’ invece la genialità (*nota bene: ironico) del ministero, all’insegna del risparmio, consiste nel far sì che il singolo docente di ogni materia dedichi tot ore all’educazione civica, cioè io insegno Storia romana?
              Ti schiaffo un paio di lezioni sul matrimonio nell’antica Roma e le segno sul registro elettronico come “Educazione civica”.
              E vai di creatività…

              • PinoMamet scrive:

                Naturalmente l’importante è che alla fine risultino queste benedette ore, per cui se ne manca qualcuna puoi dire al collega di religione o di scienze motorie (dai, ginnastica) “puoi correggere il registro e firmarmi qualche ora come educazione civica?”

              • Lucia scrive:

                Purtroppo Pino, con questi discorsi fra il pensiero “profondo” della Smemoranda e il politico sinistropopulista, dimostri che Boldrin – il quale a differenza di te si preoccupa delle situazioni di disagio economico e sociale e cerca inutilmente di far capire qualche elemento basilare di politica agli italiani – è più fine umanista di te
                😛

              • PinoMamet scrive:

                Ti riferisci alla descrizione delle ore di Educazione Civica?
                Cosa c’entrano con la Smemoranda e con Boldrin?

                Ho detto cose inesatte? Mi puoi correggere?
                O devo credere che prima di parlare di “fini umanisti” dovresti imparare a leggere un testo??

              • paniscus scrive:

                “cioè io insegno Storia romana?
                Ti schiaffo un paio di lezioni sul matrimonio nell’antica Roma e le segno”—-

                Per non parlare delle gite (non parlo di viaggi di istruzione con pernottamenti fuori, ma di uscite didattiche di una sola giornata) che vengono automaticamente segnate sul registro sia come ore di educazione civica, sia come ore di orientamento e come ore di “progetto”…

              • PinoMamet scrive:

                Verissimo!!
                Tutto perché il Ministero vuole tot ore di “educazione civica”, tot di “orientamento” e così via…

                e le ore di lezione??

            • Lucia scrive:

              L’ora di religione andava tolta ieri, chi vuole fare conoscere il suo vero dio ai figli lo porti nella parrocchia/madrasa/tempio indù di fiducia.

              Boldrin ha ragionissimo sulla scuola (chiaramente non ha mai detto che non bisognava insegnare per bene l’italiano) e ancora di più sul debito pubblico ed in particolare le pensioni che fagocitano tutto il resto, per non parlare delle regalie al proprio pool elettorale in forma di bonus. Soprattutto, sul fatto che in Italia si parla solo di redistribuire e nessuno si preoccupa della crescita economica.

              Fareste un gran favore a voi stessi votando ORA.
              PS mi fa molto piacere che finalmente il Mercosur sia implementato, bravi burokrati!

              • PinoMamet scrive:

                Boldrin dice che bisogna abolire il Liceo Classico quindi merita la ghigliottina, e solo perché sono misericordioso.

              • Francesco scrive:

                Ma lo dice Boldrin o lo afferma Moi?

                Io ho fatto il Liceo Classico e lo difenderei a spada tratta, se non ci fossi tu a farmi venire dei dubbi.

                E non sto scherzando: è come se tu rifiutassi con accordare pari importanza al Pane e alla Cultura.

                Facendo l’errore speculare a quello che attribuisci a Boldrin.

                DUE ALI per volare, non basta una.

                😉

              • Francesco scrive:

                Ma lo dice Boldrin o lo afferma Moi?

                Io ho fatto il Liceo Classico e lo difenderei a spada tratta, se non ci fossi tu a farmi venire dei dubbi.

                E non sto scherzando: è come se tu rifiutassi con accordare pari importanza al Pane e alla Cultura.

                Facendo l’errore speculare a quello che attribuisci a Boldrin.

                DUE ALI per volare, non ne basta una.

                😉

              • paniscus scrive:

                “Boldrin dice che bisogna abolire il Liceo Classico “—

                E dai, questa ormai è vecchia… in compenso il ministro dell’Istruzione e del Merito ha deciso che bisogna abolire la parola “istituto” e chiamare LICEO tutte le scuole superiori, sul tipo di “Liceo Agrario”, “Liceo Alberghiero”, “Liceo Economico-Commerciale”, e via dicendo.

                Ma se anche questa idea si realizzasse, sono abbastanza sicura che quelli scappati dallo scientifico per andare all’agrario

                saranno sempre molti di più di quelli scappati dall’agrario per andare allo scientifico.

              • Peucezio scrive:

                Una delle idiozie della contemporaneità è l’idea magico-sacrale delle parole, per cui basta cambiare i nomi e cambia la realtà.

      • Peucezio scrive:

        “secondo me stai facendo una caricatura di Boldrin e concentri l’attenzione sul meno importante (la cultura classica) e non il più urgente (lo stato sociale)”

        Alla fine ‘sti cattolici liberali e novusordisti vanno sempre d’accordo coi mangiapreti.

        • Francesco scrive:

          No, di solito i cattolici progressisti vanno d’accordo con tutt’altri mangiapreti rispetto ai cattolici liberali.

          Del resto, fuori dalla Chiesa chi ci trovi, se non i mangiapreti, più o meno annacquati ormai?

          • Peucezio scrive:

            Cattolici liberali, progressisti, marxisti, protestantizzanti, giudaizzanti, eretici a vario titolo, modernisti in genere, vaticanosecondisti, bolscèvichi, messinvolgaristi, evoluzionisti, abortisti, ricchionisti, eutanasisti, ecumenisti, islamisti sono tutti una risma, sono tutti NON-cattolici.

            Le distinzioni interne solo irrilevanti.

  19. Moi scrive:

    @ FRANCESCO

    Mi è apparso il Fantasma del grande Thomas Milian che ha detto:

    “O Stato Sosciale che te Francesco voi smantellà
    … paro-paro ar Cane de Mustafà !

    😁😉😁😉

    • PinoMamet scrive:

      OMDAMMoi

      • Francesco scrive:

        E voi godete dietro alle vuote parole dei socialdemocratici e dei democristiani di sinistra, intanto i soldi sono finiti e moh sono cazzi acidi.

        E pure abbandono dei veri bisognosi degni di aiuto.

        PS Er Monnezza è il nonno di Conte e Vannacci, a buoni conti.

        • Lucia scrive:

          Pino, provo a spiegarmi spero non risulterò molesta poi ti/vi lascio in pace: è vero, i principi sono importanti (anche se, se ben ricordo, il “perfettino” Sanchez che chiede umanità verso palestinesi e immigrati ti risultava fastidiosamente ipocrita). E però, come scrisse il (talvolta) saggio Francesco
          i soldi sono finiti e moh sono cazzi acidi.
          Soprattutto per i poveri. Chi si preoccupa che ci sia un’economia funzionante spesso lo fa per il bene dei più sfigati, ché i ricconi oligarchi prosperano benissimo nel degrado mafioso ad ogni latitudine. In un mercato florido il normale poveraccio può permettersi di vivere con dignità ed abbandonare situazioni lavorative degradanti.
          Almeno, questo è ciò che importa a me.

        • PinoMamet scrive:

          Ho parlato più sotto del Liceo classico, che è un tema che mi sta a cuore.

          Sanchez è un ipocrita, ma visto che non dispongo di tempo e di pazienza illimitati, o ti becchi le risposte brevi ed apodittiche, o mi rompi le scatole su un argomento alla volta.

      • PinoMamet scrive:

        Non riesco a immaginare un’azione più stupidamente criminale di aver inserito il pareggio di bilancio nella Costituzione: per farti capire come la penso.

        Il pareggio di bilancio è un criterio validissimo da brava massaia, che si può inserire, con mille eccezioni e distinguo, in qualche leggina del cazzo.

        Ma metterlo alla pari dei diritti fondamentali è la finestra, il finestrone, il varco di Porta Pia di Overton per la distruzione dei diritti e il ritorno alla più bieca ingiustizia.

        Poi stupitevi degli italiani che non vi votano…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ora potremo copiare i tedeschi rimodificando la Carta: pareggio di bilancio, se non quando bisogna ammassare munizioni.

          • Francesco scrive:

            Dove si firma? non vedo altre eccezioni meritevoli di far saltare il pareggio di bilancio! 😀

            PS Pino, il problema è l’opposto!

            Sono decenni di bilanci in deficit e di debito in crescita. Che sono la macina da mulino al collo dell’Italia.

            E c’era sempre un’ottima scusa per giustificare l’eccesso di spesa rispetto alle entrate. Sempre.

            Sono i paesi dei furbi che hanno bisogno di regole dure, chiare, stupide.

            • PinoMamet scrive:

              I princìpi non si discutono e non devono dipendere da banali questioni di soldi

              • Francesco scrive:

                Temo lei si sia appena qualificato come un intellettuale della Magna Grecia.

                Senza risorse non esistono principi, tranne che quando Lui camminava per le strade di Galilea, Samaria, Giudea e zone limitrofe.

                Ma noialtri non sappiamo creare nulla dal nulla (e neppure da cinque pani e due pesci).

                Ciao

              • Lucia scrive:

                Temo lei si sia appena qualificato come un intellettuale della Magna Grecia

                Questa te la ruberei, se non temessi di essere incasellata nella schiera dei Bagnai e dei Giacché e contro i validissimi “terroni” Rossi e Salvemini…

              • PinoMamet scrive:

                Viva la Magna Grecia e viva i princìpi che, come dice la parola stessa, non si discutono.

              • Lucia scrive:

                Viva la Magna Grecia e viva i princìpi

                La Magna Grecia è chiaramente un posto dell’anima

              • PinoMamet scrive:

                Non credo si possano mettere in discussioni i principi enunciati negli art. 1, 2 e 3 della Costituzione italiana, e sicuramente non ho tempo né voglia di farlo con te.

                Cordiali saluti.

              • Peucezio scrive:

                Certo che il mondo ideale di Francesco è quello alla rovescia, ma non in senso etico, ma del vantaggio, quello in cui piove nel fine settimana quando volevi fare una gita, in cui se fori una gomma accade quando stai andando a un appuntamento importante, ecc.

                Abbraccia il liberismo sfrenato, che dovrebbe voler dire, spesa, sviluppo, investimenti, scambi, espansione, ma lui lo abbraccia perché gli piace l’idea di povertà e ingiustizia sociale, ma ci aggiunge l’austerità, tanto per essere sicuro di avere gli svantaggi del liberismo senza però l’espansione e il progresso.

              • Francesco scrive:

                Pino

                gli articoli iniziali della Costituzione sarebbero parole vuote, vane e pure di presa per il culo, senza un’economia funzionante che li renda possibili.

                E ti ricordo l’articolo 81 della Carta, nella sua versione originale!

                Davvero, a volte sembri un idealista hegeliano o un ragazzetto woke: dire una cosa è lo stesso di renderla possibile ed esistente! eppure quando parli di scuola sei assolutamente ragionevole.

                PS “banali questioni di soldi” potrebbero dirlo Aldo Moro, Giuseppe Dossetti, Jasmine Trinca, il Che, forse la AOC, di certo la Elly Schlein. E ora che ci penso pure Benito Mussolini.

                Posso chiederti se questo non ti induce a riflettere?

              • PinoMamet scrive:

                “dire una cosa è lo stesso di renderla possibile ed esistente!”

                Oh, almeno tu fai delle obiezioni pertinenti, mentre altre persone arrivano solo a miserabili tentativi di “farmi scoppiare di rabbia”.

                Certo che enunciare un principio non significa renderlo possibile.

                Nè ho mai sostenuto il contrario.

                Quello che sostengo chiaramente fin dall’inizio è che aver nominato il principio di bilancio

                (che ribadisco, è una buona norma, lo sa anche il mio gatto…)

                dentro la Costituzione, significa metterlo alla pari dei princìpi, o quasi.

                Lungi dal renderli possibili e attuabili “per il bene degli sfigati” come sostengono alcune persone, rischia di essere il grimaldello per scardinarli.

                L’istruzione per tutti?
                Mi dispiace, quest’anno no, non ci sono soldi.
                Sanità? neppure.

                Certo, capisco il tuo ragionamento: anni di buona pratica amministrativa ed economica finiranno per rendere lo Stato prospero e in grado di garantire ed elargire tali diritti.

                Quello che però nel concreto vediamo è che in questi anni questi settori che ti ho nominato sono stati progressivamente ridotti e ridimensionati e privati di finanziamenti-
                che non sono mai mancati ad altri settori-
                proprio con la scusa dell’austerità e della responsabilità, che ha motivato l’inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio.

                Naturalmente lo Stato italiano non cancellerà mai dalla Costituzione i princìpi.

                ma visto che come ricordi tu, sono buoni tutti a metterci una scritta, quello che poi nel concreto farà sarà di renderli disattesi o inattuabili proprio appellandosi all’altrettanto “costituzionale” pareggio di bilancio .

                C’è un’alluvione (sono sempre più frequenti) un terremoto?

                Beh, mi dispiace, ma non c’è scritto in Costituzione “devo aiutare gli sfollati”, c’è un generico richiamo alla solidarietà, e poi invece c’è questa solida norma del pareggio, al quale io Stato non posso mica derogare, eh…
                non posso mica dire “pareggeremo l’anno prossimo, stringeremo la cinghia l’anno prossimo e intanto diamo una casa a ‘sti sfollati”, eh no, si devono attaccare al cazzo, perché in Costituzione c’è scritto pareggio di bilancio…

              • Francesco scrive:

                Pino

                gli è che hanno fatto come vorresti tu per decenni, rimandando il mettere a posto i conti all’anno prossimo.

                E indovina dove siamo adesso? nella merda fino al collo.

                Davvero, l’idea che quello che ha mostrato al mondo l’Argentina per circa un secolo non insegni nulla mi riempie di sconforto.

                Ciao

    • paniscus scrive:

      il Fantasma del grande Thomas Milian”—-

      Si scrive Tomas, senza H. Non è inglese.

  20. il modulo del dissenso informato scrive:

    Quando vivevo in Brasile la semimonopolista degli insaccati era un’azienda fondata da immigrati italiani, che un tot di anni dopo, a furia di vedere il flusso di carne di zebù in Valtellina , decise di rilevare la più grossa azienda valtellinese di produzione bresaola.

    Il latte delle mozzarelle burrate ecc arriva prevalentemente dalla Germania.

    Dagli economisti latinoamericani non mentecatti a priori come il nostro Boldrin il trattato UE Mercosur fu parzialmente criticato perchè negli scambi bilaterali incentiva i sudamericani a rimanere nel settore dell’agroalimentare, a più basso valore aggiunto rispetto a settori manifatturieri più avanzati.

    • Francesco scrive:

      quella è la definizione di mentecatto!

      intendo “economista latinoamericano”

      che a imparare a insaccare la carne di maiale o a trasformare il latte in formaggio mica ci vuole la Politica industriale dello Stato.

      • il modulo del dissenso informato scrive:

        Forse non ti hanno fatto studiare la scuola sviluppista, o più probabilmente fai i tuoi soliti sforzi per non capire una minchia.

        • Francesco scrive:

          la scuola sviluppista icche sarebbe?

          che lo Stato mi deve insegnare ad allacciarmi le scarpe perchè da solo non sono capace?

          idem con fare il vino dall’uva, le bistecche dalle mucche e il pesto dal basilico?

    • roberto scrive:

      modulo

      “Il latte delle mozzarelle burrate ecc arriva prevalentemente dalla Germania.”

      come dicevo, per le DOP il latte è locale (salvo imbrogli ovviamente), per le IGP no (ma devi vedere per ogni consorzio il disciplinare). per i prodotti anonimi è come dici tu

      • il modulo del dissenso informato scrive:

        Mio fratello fa il consulente nell’industria alimentare, e in effetti qualche imbroglio o imbroglietto me l’aveva raccontato.

  21. il modulo del dissenso informato scrive:

    Approfitto dell’accenno al 7 ottobre per darmi all’onanismo mentale dato che diedi un’interpretazione di quel tipo nei giorni successivi.
    Approfitto anche, in tema di complottismo,anticomplottismo e 11 settembre, per raccontare un mio ricordo di cui garantisco la veridicità, nei limiti del ricordo stesso.
    Nel 2002-2003 nel Milanese era visibile in chiaro France 2, e spesso me la guardavo.
    Siamo nei mesi precedenti l’invasione dell’Iraq, Bush jr sta mettendo in piedi la coalizione e Chirac rimane fermo nell’essere contrario.
    Credo che si possa tranquillamente supporre che l’emittente statale France 2 difficilmente manda fuori, su temi supersensibili, cose in contrasto con la linea del potere francese del momento.

    Una sera di quel periodo mi sto guardando il tg France 2 delle 20 e compare un servizio che racconta come siano stati allontanati dagli USA alcuni agenti dei servizi segreti israeliani dopo che erano risultati vicini di casa di Mohammed Atta e alcuni suoi compari.
    Il servizio citava i nomi degli agenti ( che evidentemente non ricordo ), il dettaglio che ricordo è che stavano a Hollywood , non quello famoso, ma un sobborgo di Miami.

  22. Miguel Martinez scrive:

    Leggo un brano polemico e senza fonti, per cui chiedo a chi ne sa di più – al di là del giudizio negativo di chi ha scritto, i concetti sono veri?

    Parla del programma dell’Afd tedesco:

    “Ma adesso leggiamo insieme il programma di questo nuovo trionfale partito tedesco: riduzione al minimo dell’intervento dello stato, deregulation degli investimenti privati, libertà di accumulazione dei patrimoni, abolizione della tassa di successione (anche se tuo padre è De Benedetti), eliminazione delle barriere commerciali con l’estero (l’abbiamo già avviata e abbiamo perso 800 mila esercizi), cryptovalute, etc. “

  23. Moi scrive:

    @ROBERTO/PINO

    Boldrin / Boldrini

    Almeno su una cosa sono assolutamente Boomer :

    per le “personagge”* pubbliche continuo ad anteporre l’ articolo determinativo … Michela Murgia , che propose-impose questa novità, non si è mai impegnata a spiegarla … mai abbastanza, almeno.

    Quindi disobbedisco. Se almeno si fosse impegnata con una roboante spiegazione divertente … magari per gratitudine avrei potuto obbedire.

    • Moi scrive:

      *SÌ : ho scoperto che le “Donne Prassedi” (… da quanto non lo scrivevo !) Femministe ci tengono al neologismo “Personaggia”.

      ** Ricordo bene che nel giornalismo e nella sua imitazione social … i femminili di cognomi famosi senza (!) articolo erano molto rari. Poi quasi improvvisamente, in pochissimi giorni, dopo la pubblicazione di un libro di Michela Murgia … i femminili di cognomi famosi senza articolo sono “spawnati” (come dice la Gen Z) ovunque.

  24. Miguel Martinez scrive:

    Francesco parlava giustamente del problema del debito pubblico.

    Come sicuramente sapete, i treni che vanno da Roma a Milano, a Firenze entrano a Santa Maria Novella, e poi devono uscirne, perdendo così circa sei minuti.

    Per questo motivo, lo Stato italiano da 27 anni preleva dalle nostre tasche soldi per costruire un “sottoattraversamento” che ancora è lontano dall’essere realizzato. Intanto, si è passati da un preventivo di 1 miliardo di LIRE a un nuovo preventivo di 2,75 miliardi di EURO.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ci sarebbe un’altra stazione (Campo di Marte) che è fuori dal centro e fa perdere le coincidenze. Però ci può stare: i treni di lunga percorrenza si allontanano dal centro, in modo da incentivare il trasporto aereo o su gomma e quindi dare un senso all’espansione dell’aeroporto e aiutare il fatturato di Flixbus.
      Purtroppo anticamente piaceva costruire stazioni di testa.

  25. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Sull’ ascesa di AfD e Futuro Nazionale … una frase che sento abbastanza frequentemente sui Social da Immigrati “Integrati” in Italia è che :

    “Al nostro Paese, per carità, siamo gente ospitale, ma … se da fuori vieni a rompere il cazzo alle nostre comunità fai una brutta fine ! Non come qua … dove ci sarà sempre qualcuno con dei soldi e degli agganci politici che cercherà di difenderti qualunque reato hai commesso !”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sì, pur troppo abbiamo questa cosa che sono i processi in cui gli avvocati tentanto di difendere l’imputato. E, cosa più grave, non è neppure vietato difendere certi imputati!

      Adesso raccogliamo i frutti di decenni di campagne di opinione che sono state portate avanti sui media, dove si dava tribuna a qualsiasi sparata liberticida perché tanto era una “boutade” o una “provocazione”.

  26. Moi scrive:

    NON ho approfondito la faccenda, ma … Vannacciani furibondo sui Social perché una Toga Rossa FiloIslamica a Venezia avrebbe piegato lo Ius alla Sharia … dando DASPO a un tizio in un Parco Pubblico durante un Rito Collettivo a culo per aria 😉

    • Moi scrive:

      Il tizio , Influencer Vannacciano, avrebbe cantato l’ Inno di Mameli con il 📣 megafono durante un Rito Islamico … nonché avrebbe dichiarato ai Media Main Stream che le Toghe Rosse Filoislamiche sono gli stessi che difendono Maranza, Terroristi Islamici e “altra 💩” [sic].

      • Moi scrive:

        Ah , dimenticavo : sarebbe successo a un parco di Mestre … la popolazione autoctona lo avrebbe acclamato come “Patriota della Serenissima”.

    • PinoMamet scrive:

      Oppure:

      la comunità bengalese di Mestre è stata presa di mira perché la passata amministrazione provinciale aveva promesso e avvallato la costruzione di un luogo di culto (già individuata la posizione, in via Giustizia);

      ma quella attuale la nega sulla base di “criteri urbanistici” (“deve essere un luogo sobrio e decoroso”) e adducendo altre motivazioni che trovo francamente capziose e infondate (“i bengalesi devono prima fare un corso sui diritti della donna”)

      per cui la comunità bengalese da un po’ di tempo ha inscenato scioperi e altre manifestazioni di protesta.

      In questo scenario, tal Simone Carabella, noto provocatore di estrema destra, si è presentato a disturbare una preghiera dei bengalesi in un parco pubblico
      (visto che erano parecchi, credo si trattasse appunto di una di queste manifestazioni di protesta),

      filmandosi mentre urlava l’Inno di Mameli e frasi provocatorie e inscenava atteggiamenti pensati per essere, secondo lui, offensivi della religione islamica
      (mangiare un panino con la mortadella…)

      per cui i bengalesi a un certo punto si sono rotti il cazzo e hanno inseguito il “patriota” o agitatore che dir si voglia.

      Per il suo “eroico” atto Carabella ha ottenuto la lode di decine di suoi fan sui media, e un meritatissimo DASPO da Mestre.

      • PinoMamet scrive:

        Faccio notare che Carabella non “cantava” l’inno nazionale per spirito patriottico, ma lo urlava ad alta voce allo scopo di sovrastare e rendere impossibile la preghiera dei cittadini bengalesi.

      • roberto scrive:

        Secondo me era meglio riempirlo di mazzate, credo che le capisca meglio di un DASPO

        • PinoMamet scrive:

          Concordo

          • Francesco scrive:

            Eh no, che poi Maurizio si scandalizza!

            😀

            PS credo oggi sia l’anniversario dell’omicidio di Charlie Kirk. Che non mi faceva impazzire ma l’idea di affrontare chi la pensa diversamente a parole mi piace moltissimo.

            • roberto scrive:

              Dipende: se quello ascolta sono d’accordo, se invece rifiuta il dialogo, le mazzate sono uno strumento comunicativo efficace

              • Francesco scrive:

                No compagno Katanga, non sono efficaci per comunicare.

                E nel mentre l’Europa si affida a gente un pò troppo nera per i miei gusti, a cui si oppongono dei troppo rossi, ribadirei il concetto del “non si mena”.

                Ciao

                PS ma le lagne sui quartieri europei in cui vige la Sharia sono fisime dei Vannacci o cronaca?

              • roberto scrive:

                FRancesco

                “Sharia”

                essenzialmente fisime dei Vannacci.

                c’è però un fondo di verità nel senso che in tutti i sistemi giuridici occidentali c’è la possibilità di decidere controversie al di fuori dei tribunali (con mille limiti e precauzioni): puoi stabilire in un contratto una clausola arbitrale che dice che in caso di lite non vai in tribunale ma vai dall’arbitro, o a forum, o al tribunale islamico. Se si tratta di diritti disponibili (per esempio gli interessi su un pestito) e se non viene superato il limite invalicabile dell’ordine pubblico, puoi benissimo applicare nei tuoi rapporti giuridici con una persona che è d’accordo la sharia (o il diritto coreano, o le regole del monopoli)

                sulla base di questa cosa assai banale, nasce la leggenda metropolitana dei “quartieri nei quali vale la sharia”

  27. Moi scrive:

    Ricordate il Corto – Meme AI Retro Futurista [Antica Roma] di Robertus Vannaccius Imperator che condanna “Ad Bestias” nel Colosseo i Politici della Parte Avversa ?

    https://www.famigliacristiana.it/attualita/politica/vannaccius-il-colosseo-e-il-fascismo-ma-il-generale-ci-e-o-ci-fa-gwqxplz6

    La Reazione CattoComunista 😉🫠 di Famiglia Cristiana

    • Moi scrive:

      Interessante ibidem il termine “Slopaganda” … neologismo Trumpiano Anglofono adottato anche in Italiano.

      https://en.wikipedia.org/wiki/Slopaganda

      “Slopaganda is a portmanteau of “slop” and “propaganda”, referring to AI-generated content designed to manipulate beliefs, emotions, and political decision-making at scale. The term is credited to Michał Klincewicz, an assistant professor in the Department of Computational Cognitive Science at Tilburg University, in 2025.”

  28. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/la-fisica-dei-fluidi-va-in-frantumi-lintelligenza-artificiale-trova-la-falla-nelle-equazioni-di-navier-stokes/
    È con mio enorme rammarico che vengo a comunicare che l’IA ha fatto una importante scoperta scientifica.
    Una roba sui fluidi che non si capisce, ma lei sì, ha consumato tonnellate di acqua, gigawatt di elettricità, gli americani sono restati al buio e senza bere per quattro giorni ma alla fine vien fuori che L’IA è veramente intelligente. Del resto lo si sapeva già.
    E adesso? Boh.
    Si spalancano le porte del paradiso ma anche quelle dell’inferno.
    (Vai, Cavestro).

    • Puffo giardiniere scrive:

      P.s
      Se trovo qualcosa da mangiare e non muoio di fame prima, vado a cercare quel libro dove si prende di petto la questione della coscienza e di come questa potrebbe essere simulata in una macchina.
      Si. Ho questi fiocchi d’avena ma mi fanno veramente schifo.
      Li metto nel te’ con un cucchiaino di zucchero….speriamo bene.

  29. Puffo giardiniere scrive:

    L’Afd.
    È troppo presto per dire, anche se io che sono molto presuntuoso e non so un accidente, dico che non sarà alternativa.
    Abbiamo già visto incendiari trasformarsi in pompieri.
    Intercettano la volontà popolare ma poi fanno il gioco delle élite.
    Comunque aspettiamo pazientemente sulla riva del fiume.
    La verità arriverà quando i tempi saranno maturi.
    Io aspetto che si istituisca il partito Valdese. Nel frattempo non voto per nessuno.

  30. Moi scrive:

    Yasmina Pani dice che se impari a capire che cosa ha scritto Dante … a maggior ragione capirai cosa c’ è scritto su una bolletta / contratto / modulo delle poste ecc … purtroppo però un discorso così razionale in astratto NON trova riscontro nel Mondo Reale.

    • roberto scrive:

      moi

      “purtroppo però un discorso così razionale in astratto NON trova riscontro nel Mondo Reale”

      sono d’accordo con te

    • Peucezio scrive:

      Qui basta il metodo sperimentale.

      La gente che ha fatto l’istituto tecnico è totalmente sprovveduta: se riceve una comunicazione della pubblica amministrazione non la capisce e non sa come reagire, non sa proprio difendersi.

      Non è solo per il tipo di scuola fatta: è che in genere ad essa si accompagna un diverso milieu famigliare, ma secondo me la scuola influisce eccome.

      • paniscus scrive:

        “Non è solo per il tipo di scuola fatta: è che in genere ad essa si accompagna un diverso milieu famigliare”—-

        Io conosco diversi stimatissimi insegnanti di matematica al liceo scientifico (diciamo di età sui 50 anni) che da giovani NON hanno frequentato dei licei, ma un istituto tecnico commerciale, quello che una volta si chiamava “ragioneria”, e in particolare di aver seguito il corso specifico che includeva un po’ di informatica, detto all’epoca “ragioneria-programmatori”, che andava parecchio di moda.

        In quel periodo era normale che i figli di genitori laureati andassero automaticamente al liceo (perché a loro volta i genitori avevano fatto il liceo, che ai loro tempi era l’unica strada per accedere all’università e che prevedeva solo il classico o lo scientifico),

        mentre quelli che avevano genitori non laureati venivano indirizzati agli istituti tecnici o professionali, in base al concetto che “se fai un istituto tecnico, dopo potrai comunque scegliere di andare anche all’università, ma se l’università non ti interessa potrai comunque trovare un lavoro con il diploma”.

        Molti di questi, che poi si sono abilitati come insegnanti in materie scientifiche, rimpiangono moltissimo di non aver mai avuto la possibilità di avere un’infarinatura di latino o di filosofia!

    • paniscus scrive:

      Ma noi che le scuole le abbiamo fatte un bel po’ di anni fa, non abbiamo imparato lo stesso a pagare le bollette, a fare un bonifico o a inviare una raccomandata, anche se non ce lo insegnavano a scuola?

      A me l’hanno insegnato i genitori, mica maestre e professori!

      E non vedo cosa c’entri Dante.

      • PinoMamet scrive:

        D’accordissimo.

        • paniscus scrive:

          D’accordissimo fino a che quelle operazioni si facevano in presenza alla banca, o alle poste, o alla segreteria dell’ente pubblico responsabile.

          Per pagare (tramite la piattaforma di PagoPa) l’iscrizione universitaria per il figlio che si è appena iscritto, ho dovuto ripetere la procedura per quattro volte, tutte bloccate con “errore generico” all’ultimissimo passaggio, e senza spiegazione di che cosa fosse andato storto.

        • PinoMamet scrive:

          Lascia perdere! PagoPa, così come la SPID e tutte quelle procedure pubbliche online sono dei veri incubi!

          un giorno per motivi inspiegabili (e come al solito inspiegati) non mi funzionava la SPID, che ho con le Poste.
          Ho dovuto passare un pomeriggio tra chat con la Stupidità Artificiale, 2 (DUE!) operatori raggiungibili solo dopo lunghi minuti a urlare alla segreteria “voglio parlare con un operatoreeeeeeeeee”, svariate nuove password (sempre complicatissime) inviate dal’operatore, da inserire in una manciata di secondi, eppure sempre non funzionanti, la promessa della richiamata di un TERZO operatore mai avvenuta…

          poi è ricominciata a funzionare da sola. Per magia. Con la password vecchia.

          • Moi scrive:

            Stupidità Artificiale

            😉😁🫠

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Da quando ho la CIE ho potuto dire addio allo Spid una volta per tutte. Che ora ti fanno pure pagare…

            • Francesco scrive:

              io sto attaccato al mio SPID delle Poste come una zecca su una mucca … non voglio mollare una cosa che so come far funzionare!

              ho una paura fottuta di quando morirà.

              anche se poi scoprirò che la CIE non morde troppo.

              😀

            • Peucezio scrive:

              Mauricius,

              ma la CIE richiede un hardware apposito, un lettore di smartcard con tanto di driver e sono ogni volta bestemmie, o sbaglio?

              Io comunque devo dire che con lo SPID vado sempre liscio come l’olio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, funziona esattamente come lo Spid. Quella che dici è la CNS.

              • paniscus scrive:

                Io ho usato il lettore di smartcard per pochi mesi, poi ha completamente smesso di funzionare. Sono ritornata alla spid.

        • Moi scrive:

          Be’ … La Yasmina 😉 è una Millennial del 1989 : altra epoca !

          Tuttavia racconta di essere sempre stata “la Sfigata che preferiva i libri ai cartoni animati e ai videogiochi” fin da piccola … benché sia impossibile restare immuni al proprio tempo storico, considerata l’evoluzione e diffusione nel tempo di questi prodotti di intrattenimento, La Yasmina è “Arcaizzante” verso la Gen X 😉

          • Moi scrive:

            D’altronde un Gen X che ha iniziato a lavorare dopo la III Media come operaio/muratore … tende a Boomer.

          • Moi scrive:

            Soprattutto dice cose che tantissimi uomini “perbene” pensano ma hanno paura di sembrare misogini a dirle …

            • paniscus scrive:

              “Soprattutto dice cose che tantissimi uomini “perbene” pensano ma hanno paura di sembrare misogini a dirle …”

              E quale sarebbe esattamente il pregio di queste affermazioni?

              Io non apprezzo per niente una donna (e per giunta molto più giovane di me, ma anche molto più svalvolata di me) che,

              mettendo in evidenza la sua superiore cultura linguistica, sostiene che non si debba dire “sindaca” o “avvocata” o “ingegnera” perché l’unica cosa che conta è il RUOLO e non la PERSONA, però accetta i termini di “operaia”, “impiegata” o “infermiera”. In quei casi conta solo la persona e non il ruolo?

              L’unica conclusione possibile è che la flessione femminile sia valida solo per i mestieri sfigati o comunque “considerati adatti alle donne”,

              mentre la donna che vuole avere una visibilità concreta in una professione o ruolo tradizionalmente maschile, allora per essere rispettata debba farsi chiamare con un epiteto maschile.

              Davvero non lo capisco.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “mettendo in evidenza la sua superiore cultura linguistica, sostiene che non si debba dire “sindaca” o “avvocata” o “ingegnera” perché l’unica cosa che conta è il RUOLO e non la PERSONA, però accetta i termini di “operaia”, “impiegata” o “infermiera”. In quei casi conta solo la persona e non il ruolo? ”

                La lingua è convenzione.
                Ha una storia, che la plasma. Non è un’invenzione a tavolino.
                Il motivo di ciò che domani è banalmente che le seconde sono da tempo accettate e radicatesi nel lessico e nell’uso, le prime sono usi imposti a tavolino per motivi ideologici.

                Come già spiegai, la formazione del femminile dei nomi, facendo parte della morfologia derivativa e non di quella flessionale, è, diversamente da quella degli aggettivi, idiosincratica.
                Altrimenti non si giustificherebbe il fatto che diciamo attore – attrice e dottore – dottoressa e non magari attoressa o dottrice.

              • Peucezio scrive:

                Per inciso, criticano il fascismo perché imponeva la lingua a tavolino, italianizzando i forestierismi.

              • PinoMamet scrive:

                Ieri ero con un amico che bazzica il Giappone e sa il giapponese. Ogni tanto fa la guida turistica in Giappone.

                Mi chiama e mi dice che sta portando nella mia cittadina un giapponese al quale hanno smarrito i bagagli all’aeroporto, lo hanno ammollato a lui e dice se gli faccio compagnia.

                Paghiamo una pizza al simpatico samurai (che è un tipo estroverso e giocherellone, tutto il contrario dello stereotipo) e il mio amico gli insegna qualche parola italiana

                Difficile fargli capire il concetto dei nomi “femminili” e “maschili “.

                In compenso ci spiega, con qualche difficoltà (le potenze di 10 in giapponese sono nominate con un’altra logica) che in giapponese ci sono 100.000 kanji, ma se ne usano circa 3000, che si imparano alle elementari.

                Però, dice, c’è anche chi li sa tutti…

              • paniscus scrive:

                “Il motivo di ciò che domani è banalmente che le seconde sono da tempo accettate e radicatesi nel lessico e nell’uso, le prime sono usi imposti a tavolino per motivi ideologici.—

                Quello che ti sfugge è che le cosiddette “nuove parole” non sono imposte a tavolino, ma semplicemente cominciano a esistere (anche spontaneamente, senza nessuna imposizione ideologica)

                solo dopo che ha cominciato a esistere e a diffondersi l’esistenza delle cose o delle persone che quelle parole rappresentano, e che prima non c’erano.

                Se la parola “sindaca” suona come se fosse strana è semplicemente perché fino a un paio di generazioni fa non esistevano sindaci di sesso femminile (o erano casi rarissimi), mentre adesso sono pienamente nella norma, quindi perché costringerle ad adottare un termine maschile, quando la flessione finale esiste?

                Solo perché si pensa che la flessione con desinenza maschile sia “neutra”, invece che (appunto) maschile? Eppure mi risulta che il genere neutro non sia mai esistito in italiano.

                L’argomentazione secondo cui la parola sia sbagliata solo perché “ancora non ci siamo abituati” non regge proprio.

                Altrimenti non esisterebbero nemmeno parole legittime per indicare il “microonde”, il “metaverso”, o il “neurodivergente”,

                che indicano concetti molto più recenti rispetto ai tempi da cui esistevano già in massa le sindache o le avvocate.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “solo dopo che ha cominciato a esistere e a diffondersi l’esistenza delle cose o delle persone che quelle parole rappresentano, e che prima non c’erano.”

                Questa è una falsità storica.

                Io ricordo benissimo ministri donna fin da quando ero bambino (ed è passato mezzo secolo), ma “ministra” lo sento solo da dieci o quindici anni a questa parte.

              • paniscus scrive:

                Per Peucezio: tu hai circa la mia età oppure due o tre anni di meno, quindi i tempi di cui parli me li ricordo benissimo anch’io.

                Solo che le “ministre” dell’epoca erano delle mosche bianche, pochissime come numero, e solitamente riservate solo a ministeri considerati “adatti alle donne”, come la scuola o la disabilità, oppure di scarsa rilevanza, come lo sport, e “la famiglia” (mai capito cosa volesse dire questo ministero e che cosa abbia mai fatto)

                E infatti io ho specificato che una parola nuova comincia a normalizzarsi quando ci si rende conto che l’oggetto o la persona che questa parola viene a rappresentare è diventato abbastanza diffuso (ovviamente non posso fare una stima di percentuale quantitativa) da non essere più un’eccezione “bizzarra”.

                50 anni fa la parola “ministra” faceva ridere (a parte per l’assonanza con “minestra”, il che ovviamente alludeva al fatto che le donne avrebbero fatto meglio a starsene a casa a cucinare), ma soprattutto perché erano POCHISSIME: in ogni governo con 20 o 25 ministri ce n’erano in media una o due di sesso femminile, spesso dimenticate quasi subito all’accesso del governo successivo.

                Ma se adesso è diventato normale che la percentuale di ministre donne sia rilevante, e quindi cominciamo a esserci TUTTI abituati, dove sta il problema?

              • paniscus scrive:

                Aggiungo un dettaglio ulteriore: se tu stesso ammetti che le donne ministro esistevano già da 50 anni, ma che la parola “ministra” è diventata effettivamente diffusa solo negli ultimi 10 o 15,

                vuol dire appunto che la parola NON E’ stata imposta di proposito quando non esisteva, ma che ha semplicemente dovuto aspettare circa 40 anni per poter essere percepita (almeno da una significativa percentuale di gente) come una parola normale.

                Se il problema è che “non tutti si sono ancora abituati” e che quindi bisogna aspettare che si abituino tutti, mi pare strano che, dopo 40 anni, ancora non ci siano riusciti in maggioranza.

                In moltissimi altri casi di neologismi che indicano oggetti tecnologici che prima non esistevano ma poi sì, non mi pare che siano state esposte tutte queste lamentele.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                a parte che anche alle cose minoritarie si mette il nome: non è la percentuale che crea l’esigenza.
                Io ricordo che la Pubblica Istruzione per anni è stata letteralmente monopolio femminile, solo da un po’ di anni non lo è più.
                E del ministro della Pubblica Istruzione si parlava tantissimo, per mille motivi, manifestazioni studentesche contro comprese.
                Quindi l’esigenza c’era eccome.

                Il fatto che oggi si usi “avvocata” (totalmente inutile, esistendo “avvocatessa”), “ministra” e “sindaca” è in perfetta coincidenza con la diffusione in Italia delle fisime politicamente corrette statunitensi: la tempistica è quella e la cultura che l’ha veicolata è quella. Non c’entra nulla la diffusione del referente.
                Il fatto che tu non ti identifichi con tutto quell’armamentario di fisime ma condividi quest’uso non dimostra nulla, perché l’eccezione sei tu (insieme ad altri ovviamente).

              • paniscus scrive:

                Ma potrsti per favore spiegare meglio perché mai una donna (e in particolare una donna professionista, cioè istruita e autonoma, dovrebbe essere contenta di essere appellata con un termine da uomo.

                Un professionista maschio farebbe la stessa cosa se gli capitasse, o comincerebbe a offendersi e a inveire e magari anche a denunciare per chissà quale oltraggio?

                La verità è che chi ragiona così pensa davvero che essere chiamata al femminile sia sminuente, e che le donne dovrebbero essere contente di essere “trattate come un uomo” come se quella desinenza valesse di più.

              • paniscus scrive:

                “che oggi si usi “avvocata” (totalmente inutile, esistendo “avvocatessa”)”—–

                Il che è ancora peggio.

                Altrimenti, se si accetta la “avvocatessa”,

                dovremmo avere in politica la “delegatessa” o la “candidatessa”,

                nel giornalismo la “inviatessa”,

                e nella diplomazia la “addettessa”.

                A me sembra raccapricciante.

                E nemmeno per offesa alle donne, ma proprio per
                offesa alla lingua 🙂

              • PinoMamet scrive:

                Beh, no, non funziona così:

                infatti convivevano nella lingua italiana la “poliziotta” e la “vigilessa” (uso il passato perché mi dite che “vigilessa” non si usa più),

                e tuttora convivono la “professoressa” e la “assessora” , la “giocatrice” e la “giudice”, tutte forme diverse, senza che nessuno abbia nulla da ridire.

                Oh, io non vedo niente di strano in “avvocata”, mi sembra anzi regolarissimo come formazione
                (anche se poi quello che conta è l’uso) e non ho nessun problema a usarlo.

                Però, appunto, nella lingua conta soprattutto l’uso.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Un professionista maschio farebbe la stessa cosa se gli capitasse, o comincerebbe a offendersi e a inveire e magari anche a denunciare per chissà quale oltraggio?”

                Beh, non ho mai sentito una guardia lamentarsi perché viene chiamata guardia.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Il che è ancora peggio.

                Altrimenti, se si accetta la “avvocatessa”,

                dovremmo avere in politica la “delegatessa” o la “candidatessa”, ”

                Ma hai letto le mie risposte precedenti o rispondi a caso, con frasi randomizzate?

                Ho già spiegato che ogni voce è idiosincratica quanto alla suffissazione femminile.

  31. Moi scrive:

    … almeno da parte degli adolescenti di oggi è molto ricorrente commentare che avrebbero bisogno di sapere come funziona un tasso di interesse … ma si ritrovano a dover parlare rlle interrogazioni di Mesopotamie e Barbabietole da Zucchero.

    Poi si sa … peggio parli di scuola dell’ obbligo sui Social più like avrai da persone sconosciute. SE la Sx è all’ opposizione, anche gente di Sx che vuol approfittarne per incolpare il Ministero e Governo di turno.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Per l’economia si risolve in fretta tornando al baratto.
      Così sarà molto più difficile venire fregati senza neanche accorgersene.
      Già ai tempi dell’antica Roma avevano iniziato a limare le monete d’oro.
      Circa. Non controllo l’affermazione.

    • roberto scrive:

      moi

      “avrebbero bisogno di sapere come funziona un tasso di interesse”

      e per una cosa del genere non sanno utilizzare una AI !?!
      no dai non è possibile!

      • Moi scrive:

        Il problema è psicologico … la scuola spesso purtroppo rende menti anche intelligenti refrattarie (!) a voler apprendere qualsiasi cosa.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Credo che se non hai nessun interesse per la Storia e l’economia (Mesopotamia e barbabietole), allora sei già refrattario all’apprendimento.

          Piuttosto può esserci un problema di metodo di insegnamento, ma allora questo prescinde da ciò che si insegna: anche l’illustrazione delle giostre di Gardaland può diventare molto noiosa.

        • Puffo giardiniere scrive:

          La scuola
          Come scriveva Ernst Mayr genetista, bisognerebbe indottrinare i bambini in stile imprinting, al rispetto della natura, fin dai primissimi anni.
          Altrimenti saranno indottrinati al consumismo.
          Ma questo lo dovrebbero fare i genitori, prima di tutto.
          E i genitori in gran parte sono consumisti.
          Oppure Tom Murphy ripete sempre che la modernità è destinata a fallire, perché è come una grande opera senza progetto. Non so cosa c’entri la seconda, ma c’entra. La scuola dovrebbe forse lavorare sul progetto.
          E invece lavora sul mantenimento del consumismo. Studi, diventi importante, ricco e puoi consumare di più. Circa. Non sempre. Doppio circa

          • Puffo giardiniere scrive:

            Poi dopo aver studiato e le tue famiglie essersi svenate per farti studiare, ti ritrovi o a fare il Fantozzi o magari disoccupato perché nel frattempo il progresso ha creato l’Intelligenza artificiale.
            C’è questo libro di cui si è già precedentemente discusso su questi display con Winston, colui che ha sempre torto, e Ros, che si intitola “la conquista dell’infelicità”.

          • Francesco scrive:

            >>> bisognerebbe indottrinare i bambini in stile imprinting, al rispetto della natura, fin dai primissimi anni.

            Lo sai che una cosa simile è la dimostrazione che alcuni ecologisti sono dei nazisti travestiti? altro che home schooling, qui si parte di guerra civile in stile Ruanda.

            F o’preoccupato

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Due Hitler card in pochi minuti per etichettare due diversissime categorie di persone che non ti piacciono?

              • Francesco scrive:

                Temo che sia il Segno del nostro futuro.

                Leggo o ascolto certi commenti di Maghisti o dei ministri di Putin e torniamo lì. Persino la lontanissima Cina tende in quella direzione. Non parliamo dei uochisti medi.

                🙁

              • paniscus scrive:

                La storiella secondo cui gli ecologisti fossero eredi del nazismo esiste da più di 40 anni e non è MAI stata dimostrata.

              • Francesco scrive:

                La storiella racconta che i nazisti fossero molto ecologisti. Basandosi su mezze vaccate come Hitler vegetariano o Hitler che ama i cani.

                Mentre che gli ecologisti siano mossi da una tale urgenza di salvare il mondo da essere molto spesso fanatici e intolleranti, se non da arrivare ad auspicare un drastico sfoltimento dei ranghi dell’umanità credo sia esperienza comune.

                Saluti

              • paniscus scrive:

                “La storiella racconta che i nazisti fossero molto ecologisti. Basandosi su mezze vaccate come Hitler vegetariano o Hitler che ama i cani.”—-

                E infatti te lo sei detto da solo, si tratta di una storiella, non di un dato di fatto confermato.

            • Puffo giardiniere scrive:

              Hai obliterato “altrimenti saranno comunque indottrinati al consumismo”
              Ma devo dire che son convinto che oramai il consumismo abbia i giorni contati.
              Vedremo.

              • Francesco scrive:

                fosse vero (temo non lo sia) sarebbe una ottima ragione per non indottrinare i figli di nessuno con le fole di qualcuno

                ma chi li vuole i verdi dentro le teste dei figli? sai quanta fatica è cercare di abituarli a pensare con la loro testa?

                🙁

              • paniscus scrive:

                “ma chi li vuole i verdi dentro le teste dei figli? “—-

                E allora perché invece indottrinarli sulla religione o sulle idee politiche dei genitori, quello invece va bene?

              • Francesco scrive:

                certo che va bene, oppure fai a meno di farli i figli, se non hai nulla da dare loro

                però che sia tuo, che sia il motivo per cui vale la pena alzarsi la mattina dal letto

            • paniscus scrive:

              Francesco:
              “La storiella racconta che i nazisti fossero molto ecologisti. “—-

              Ma non è vero il viceversa, cioè che gli ecologisti siano tutti filo-nazisti, anche 90 anni dopo. Questa è semplicemente una bufala offensiva.

              • Francesco scrive:

                Vero: avrei dovuto scrivere “una parte degli ecologisti”

                Che faccio molta fatica a stimare, dai toni parrebbe rilevante.

                Ah, io non credo affatto che siano filo-nazisti, trovo che siano simili per esaltazione e fanatismo e disumanità. Ma non gliene frega nulla di AH, ammesso che sappiano chi sia.

        • roberto scrive:

          moi

          “la scuola spesso purtroppo rende menti anche intelligenti refrattarie”

          mi sembra un po’ una petizione di principio…lo dicono tutti, sarà vero…bah mi convince poco

        • paniscus scrive:

          Se pur essendo intelligenti SCELGONO di assumere atteggiamenti “refrattari” e di rifiutare l’apprendimento, sarebbe giusto che venissero bocciati senza pietà.

          Dove sta il problema vero?

  32. il modulo del dissenso informato scrive:

    Mi sono guardato il video di Nova lectio però solo dalla Trincea Italia fino alle crisi bancarie , circa min 28 e qualcosa.
    Il tipo riprende la solita narrazione standard in versione for dummies ed è completamente sbagliato, molto meglio un Alessandro Volpi,per dire .
    Quando l’Italia affrontò la crisi del 92 il problema non era il debito pubblico ma la bilancia dei pagamenti e l’aggancio con il marco nello SME.
    Il problema del debito pubblico viene ciclicamente riproposto (stessa storia nel 2010-2011) per imporre politiche di risanamento della bilancia dei pagamenti, che è un’altra cosa.
    Quando si affronta una crisi di bilancia dei pagamenti si applica classicamente un mix di riduzione della domanda interna, ciò si fa “tirare la cinghia” alla gente , e di svalutazione.
    Nel ’92 ci fu riduzione della domanda interna e svalutazione, nel 2011 non potendo svalutare l’euro ci fu solo la riduzione della domanda interna con conseguente aumento del rapporto debito/Pil,come è normale che sia dato che la domanda interna è la componente principale del Pil, tra il 2011 e la vigilia del Covid si passò dal 113 al 133% , vado a memoria, il tutto dopo che come al solito c’erano stati come già nel ’92 i fate presto, gli al fuoco al fuoco sul debito pubblico ecc.
    All’epoca eravamo entrati nella banda di oscillazione ristretta delle monete , cioè si poteva svalutare meno rispetto al marco, e siccome si aveva un’inflazione superiore alla Germania di fatto il tasso di cambio reale e non nominale della lira era in rivalutazione rispetto al marco, cioè rispetto ad un’economia verso cui inoltre eravamo in deficit commerciale.
    Soros fece una normalissima analisi dei fondamentali macroeconomici all’interno dello SME , attese che la Germania dichiarasse l’intenzione di perseguire una politica del marco forte per attirare capitali sul marco ,e soprattutto attese che la Bundesbank dichiarasse che l’unica moneta che avrebbe sostenuto all’interno della SME sarebbe stato il franco francese,come poi avvenne, dopodichè come è normale che sia partì a speculare sulla svalutazione della lira.
    Ciampi alla Banca d’Italia bruciò inutilmente le riserve in marchi perchè per sostenere un dato livello di cambio tra due valute c’è bisogno come minimo di reciprocità tra banche centrali , cioè tu puoi vendere marchi per provare ad abbassarne il corso, ma le tue riserve in marchi non sono infinite, se la Bundesbank simmetricamente non compra lire , come aveva già avvertito che avrebbe fatto , alla fine devi svalutare.
    Ciampi fu poi premiato della malagestione con la presidenza del consiglio e poi presidenza della rep, Draghi fu premiato della malagestione durante il governatorato Banca d’Italia ( il crack MPS avvenne sotto di lui ) col titolo di supercompetente e poi con la pres del consiglio.
    Dopodichè saltarono la sterlina, la corona svedese, che pure avevano un debito pubblico relativamente basso ( questo per dire che si tira fuori il “problema del debito pubblico” per fenomeni che non c’entrano ) e via di seguito saltò tutto lo SME.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Modulo
      Certo che Volpi è molto più autorevole del ragazzo che vende etf, però dice solo che i soldi europei finiscono negli Usa dando per scontato che chi lo ascolta conosca il meccanismo.
      Mi sembrava che il filo conduttore del video fosse proprio questo.
      Per quanto riguarda Soros Amato Draghi e Ciampi immagino che tu abbia ragione, ma io all’epoca cercavo di seguire e capivo poco, anche perché più che leggere i pipponi di Eugenio Scalfari non si poteva fare.
      Non esisteva una divulgazione e anzi, la finanza veniva mantenuta deliberatamente oscura.

      • il modulo del dissenso informato scrive:

        Puffo
        All’epoca ero “remigrato” in Italia da pochissimo dal Brasile e quando Amato fece il prelievo notturno avevo quattro lire sul conto corrente, persi pochi soldi ma soprattutto a posteriori la mia maggiore fortuna fu che mi persi anche i pipponi di Scalfari 🙂
        Dopo mi sono guardato anche il pezzo finale del giovanotto, in cui si fa l’endorsement delle proposte Letta e Draghi , verso cui sono scettico per varie ragioni tra cui questa :
        https://x.com/RnaudBertrand/ :

        No matter where you stand on Ukraine, you’d have to recognize this is extremely problematic.

        Not even 3 months ago this guy was Ukraine’s Minister of Defence, meaning in charge of weapons procurement, including from Palantir – the company whose CEO is now the lead investor in his new private venture.

        That alone should raise eyebrows, and not in a small way…

        But also think about it from a European taxpayer’s standpoint.

        EU taxpayers have given literally hundreds of billions to Ukraine’s war effort, much of it spent buying American defense technology – including from Palantir.

        And now the expertise that spending generated is being privatized by those same Americans, and will likely be sold back to Europeans as a product.

        There is a common talking point in Europe that goes “sure we’re spending an eyewatering amount of money to support Ukraine but it’s also an investment in European strategic autonomy – Ukraine’s battlefield innovations will feed Europe’s future defense capacity.”

        I’m not making it up, that’s a real argument made by serious people, for instance the German Council on Foreign Relations (dgap.org/en/research/pu…): “The defense-industrial integration of Ukrainian innovation with European production and funding capacity bears huge potential for Europe’s collective security. Increased cooperation would give the EU and Ukraine greater autonomy from the US.”

        This deal illustrates perfectly just how wrong that argument is turning out to be. The first major privatization of Ukraine’s defense expertise is… an American-owned startup.

        Lastly there is the Palantir angle, a company so problematic that many, if not most, major European countries – such as France, the Netherlands, Switzerland and even Germany – are actively cutting ties with it, citing threats to data sovereignty and national security.

        And yet somehow the man who ran Ukraine’s defense with Europe’s money – the single most expensive investment Europe made in several generations – is delivering the fruits of that investment to Palantir’s CEO in a private deal.

        Make it make sense 🤷

        So, long story short, this is yet another chapter in what is becoming Europe’s defining story: being the incompetent sucker in the room.
        @FedorovMykhailo
        Mykhailo Fedorov
        @FedorovMykhailo
        1 set
        We are building our own defense tech company. Alex Karp, CEO of @PalantirTech, will become its first lead investor.

        Our ambitious new project will strengthen Ukraine and help build a safer future for the entire world. More details to come.

        • Puffo giardiniere scrive:

          Si, la vecchia proposta di Draghi e Letta consisteva nel creare una alternativa europea alla finanza americana pigliatutto.
          Ora Draghi ha cambiato rotta e mira a salvare il salvabile unendo la sponda Europea con le sorti di quella americana.
          https://youtu.be/O-X4BByNwwg?si=09xK0zwa7Sl9lDr2
          Su Palantir dovrei informarmi. Sa di totalitarismo.
          Spero che fallisca.

          • Francesco scrive:

            E’ mica l’azienda del folle Thiel?

            E non lo abbiamo mica assunto noi come consulente di Crosetto, l’ex ministro della difesa ucraino?

            Poi, sarà mica colpa nostra di europei se gli unici missili AA che funzionano sono quelli USA? non credo che le leggi della fisica e dell’elettronica siano diverse oltreatlantico, credo che noi siamo divisi calpesti derisi e coglioni in somma misura.

            Ci meriteremmo Putin, mi sa.

  33. il modulo del dissenso informato scrive:

    Il sistema americano è apertamente basato sull’utilizzo a fini privati del patrimonio pubblico e apertamente oligarchico, la norma è il passaggio dalle massime cariche istituzionali alle massime cariche delle corporations, e viceversa.
    L’attuale segretario al Tesoro Bessent era un alto collaboratore di Soros ai tempi della svalutazione lira del 92.
    L’attuale capo del fondo KKR , che si era preso Tim, è l’ex capo CIA M.Pompeo.
    Palantir,quando viene fondata da Thiel, nasce come start-up della CIA tramite la IN-Q-Tel , venture capital company della CIA stessa.
    Non ho dati recentissimi, ma fino a pochi anni fa l’Amazon che conosciamo, quella che ci porta la roba a casa, era in perdita, tenuta su invece dall’Amazon servizi cloud per conto dello zio Sam, cioè Amazon finanziata coi soldi del contribuente americano.
    In Europa siamo sulla stessa onda ma in tono minore, non perchè siamo più belli e buoni ma perchè la struttura del potere politico/economico è logicamente più frammentata, in mancanza di uno stato federale, e quindi meno autoevidente.
    Quando Letta arrivò a succedere Monti dalla Francia, per portare a termine , come fece, l’opera di rientro dal deficit nella bilancia dei pagamenti,era fresco fresco dall’essere stato un perdente di secondo piano all’interno della cordata che un miliardario francese aveva vanamente organizzato nei confronti di un altro supergruppo d’oltralpe.
    Tanto per dire, come si sa, Merz viene da Blackrock e anche la Weidel dell’AFD viene dalla finanza (Goldman Sachs, Allianz).

    • Francesco scrive:

      quando c’era la Muraglia cinese tra politici e imprenditori i primi non hanno dato grandissima prova di sè e alla fine c’è stato il 1992

      che sarà stato un golpe ma il popolo ne aveva le palle strapiene dei politici, un problema reale c’era

      aver lavorato non è una brutta cosa da avere nel proprio CV da politici, anche senza cadere nelle esagerazioni dell’amato Silvio!

      Ciao

  34. Moi scrive:

    In teoria in questo momento storico la Sx dovrebbe avere gioco facile … però massimizza le questioni di genere, sesso, “razza” ( inseguendo futili esotismi che l’ hanno resa “tribale” da “universale” che fu … ) ma minimizza le disparità socioeconomiche , perciò è normale che invece abbia gioco difficile.

  35. PinoMamet scrive:

    Voglio approfondire, di fronte alle accuse di alcune persone di essere in qualche modo superficiale (evidentemente non conoscono la sintesi), la questione dell’abolizione del Liceo classico, che ogni tanto qualche “intellettuale” in cerca di visibilità si picca di proporre.

    Sulla vexata quaestio ho scritto un’intera tesi di laurea; a gentile richiesta e dietro pagamento, visto che la tesi della mia laurea verteva invece su un argomento assai più interessante ed attuale, vale a dire gli epigrammi di Teodorida di Siracusa contenuti nell’Antologia Palatina.

    Rammento, iniziando, che ad oggi il Liceo Classico, insieme con quello Scientifico, fornisce le percentuali maggiori dei laureati con voti alti o eccellenti, comprese le lauree in materie scientifiche.

    Mi sfugge perciò quale possa essere la ratio della sua abolizione in termini di funzionamento (“il Liceo classico non dà più una formazione adeguata!”: non è semplicemente vero, dati alla mano).

    Un’altra critica che costantemente viene fatta al Liceo classico è che sarebbe una scuola classista: questa è più fondata (i dati mostrano che un’alta percentuale di iscritti ai Licei è formata da figli di laureati) ma va estesa praticamente a tutti i Licei.
    Inoltre se si ritiene che la formazione liceale costituisca un vantaggio sociale, bisognerebbe incentivare le iscrizioni da parte delle classi più umili (odio questo termine, lo uso per brevità) anziché scoraggiarle.

    Oltretutto è in contraddizione con quando detto prima: o il Liceo classico “non serve più”, o serve a garantirsi una posizione.

    Che questa posizione sia una semplice questione di orgoglio di casta, per così dire, e non legato a qualche conoscenza spendibile nella società attuale, è smentito dai risultati nella formazione universitaria.

    Ma veniamo a cosa dovrebbe sorgere al posto del Liceo classico.

    Un Liceo senza greco ma con più matematica?
    Esiste già, si chiama Liceo scientifico.
    I ragazzi non particolarmente portati, o semplicemente non affascinati dalle materie sicentifiche
    (non è detto che tutti dobbiamo essere identici…) andrebbero a questo punto a frequentare, soprattutto, il Liceo delle Scienze Umane.
    Che esiste già, e che raccoglie… i meno bravi che non ce la fanno al Classico.
    Quindi avremmo una formazione di peggiore qualità.

    Un Liceo con insegnamenti di Diritto o di Economia? Esiste già anche questo, è previsto nelle varie “curvature” con ore aggiuntive o sostitutive che propongono alcuni Licei… classici.

    E allora cos’altro? Un tecnico? un professionale? Ma perché poi??

    Oppure le altre proposte (che ho tutte diligentemente letto nella notevole bibliografia raccolta, perché in Italia ogni anno qualcuno se ne esce con la geniale idea…) sono dell’ordine di
    “insegnare il greco e il latino in modo diverso”, che pure questo si fa già…

    c’è chi vuole meno traduzioni e più letteratura collegata all’attualità (yawn…), c’è chi vuole più traduzioni e più grammatica perché vuole che il Classico diventi la scuola di quei pochissimi che frequenteranno, come il sottoscritto, la Facoltà di Lettere classiche…

    mi sembrano tutte proposte un po’ speciose e soprattutto inutili.

    Se poi mi è permessa una considerazione personale, non capisco questo livore verso l’insegnamento del greco, come se fosse colpevole di chissà quale ingiustizia o di chissà quali problemi della politica e dell’economia italiana.

    Sarò superficiale e “da Smemoranda” (che peraltro non ho mai letto o acquistato) ma francamente mi sembra dettato da astio e malumore verso l’ambiente di certi Licei di capoluoghi, che spesso sembrano in effetti il ritrovo dei figli della borghesia cittadina.
    Ma non tutti i Classici sono uguali.

    E se riescono a trasformare in bravi avvocati, chimici, medici ecc. persino i figli delle borghesie cittadine, forse proprio delle cattive scuole non sono.

    • roberto scrive:

      Io sono più sintetico

      Il liceo, classico o scientifico, non servono ad una beneamata mazza di nulla se non a
      1. Abituare a studiare ragazzi che studieranno
      2. Mettere in contatto i ragazzi con cose belle che sennò non avranno mai l’occasione di scoprirle. Seriamente, chi mai leggerebbe l’odissea senza averne mai sentito parlare a scuola (a parte Miguel e Peucezio ma due su 60 milioni di italiani è un dato statisticamente irrilevante)?
      3. Permettere da adulti di fare i fighi con le ragazze perché noi sappiamo che circe era in femminone e non la vecchiaccia di Nolan e noi sappiamo che l’aoristo di βλώσκω è έμολον)
      4. infine dare l’occasione di venire in contatto con cose che distinguono gli uomini dai barbari o dalle bestie, come la poesia, la letteratura, l’arte

      Le ultime due valgono solo per il classico ovviamente che per me è superiore allo scientifico

      Per me sono due ottime ragioni per mantenerli tali e quali. È vero che aggiungerei un paio di ore per rudimenti di economia e di diritto, sennò lascerei tutto così come è

      PS siccome le pere non cadono lontane dagli alberi a 14 anni mia figlia di fronte alla scelta «latino, economia o informatica» per completare il suo programma di studi ha scelto latino con la motivazione «se non lo studio ora quando lo studierò?» (invece quello zuccone di mio figlio davanti alla stessa scelta ha scelto economia)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Roberto

        “classico”

        OAR!

        Aggiungo un sesto punto (almeno per il classico::

        Fornire quella sensibilità alle etimologie che aiutano immensamente quando si tratta di imparare un’altra lingua.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “non capisco questo livore verso l’insegnamento del greco”

      Il greco è antico, non va bene. Bisogna imitare lo scientifico, meglio se di indirizzo tecnologico (cioè senza latino), dove si passano cinque anni a fare disegno tecnico, cioè quelle curiose dimostrazioni stecca e compasso che credo siano decisamente più antiche del greco antico.

    • Peucezio scrive:

      “Voglio approfondire, di fronte alle accuse di alcune persone di essere in qualche modo superficiale (evidentemente non conoscono la sintesi), la questione dell’abolizione del Liceo classico, che ogni tanto qualche “intellettuale” in cerca di visibilità si picca di proporre.”
      […]

      OMDAP totale!

    • Francesco scrive:

      Sono totalmente d’accordo!

      Faccio notare che io avevo parlato di inserire i principi di base dell’economia e del diritto nella Cultura italiana (come ? boh) per evitare i disastri che stiamo vivendo sia quando si parla di conti e di crescita, sia quando si parla di processi e di criminalità.

      Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pinomamet

      “Liceo”

      OAPM!!!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Lucia scrive:

      Ah, scusate la superficialità ma questo è un argomento troppo importante per non ribattere seriamente (anche perché se evidentemente l’ironia non mi riesce – e quindi ne aprofitto per chiarire che con i miei commenti precedenti sull’intellettuale della Magna Grecia indicavo come i peracottai possano venire benissimo da nord e pragmatici pensatori da sud).
      Ma veniamo a noi.
      L’insegnamento del greco e/o del latino non è di per sè nulla di male, e per questo chiunque si sente mosso verso questo tipo di studi fa benissimo ad iscriversi all’università più consona a ciò.
      Abolire greco e latino (e naturalmente religione) nella scuola secondaria superiore farebbe posto a:
      – più ore di letteratura comparata in traduzione, cominciando magari il primo anno con il mondo greco/latino, poi con le lingue romanze, poi con l’Europa centrale, quella anglosassone e finendo con il mondo extraeuropeo. Così sappiamo chi è Circe (e chi vuole saperne di più va a fare lettere classiche) e allarghiamo lo sguardo culturale dei ragazzi.
      – chi fa il classico andrá poi a studiare, ed è vero: ma non ci possiamo più permettere una classe dirigente che non sa un cazzo di matematica, di legge, di economia. Poi questi figli di papà cercano di farsi votare con ipocritissimi slogan tipo “le pensioni non si toccano, la sanità italiana non è quella americana” mentre IN ITALIA oggi chi vuole farsi controllare e curare in fretta deve GIÀ pagare fior di quattrini.
      E non è vero che tanto chi fa il classico se vuole poi fa l’università che gli pare. Sicuramente il classico indirizza troppi giovani a facoltà senza futuro (non tutti possono essere insegnanti).
      Sì, se invece di studiare greco a 15 ti studi meglio scienze naturali e scienze applicate, poi sei meno succube di cazzari tipo Limes o AVS. Che non ci possiamo permettere, non abbiamo più i soldi e anzi meglio che non ce ne arrivino più se poi servono a pagare le case dei ricchi con il superbonus (anche se vivo in Germania ormai il morbo populista ha chiaramente attecchito anche noi – ma, come dice Seminerio, il paziente zero è l’Italia)
      Poi il greco e il latino, volendo, te li puoi anche andare a studiare o imparare nel tempo libero. Ma non devono essere quelle le basi.
      Io ho fatto il liceo classico e ricordo il tronfio direttore “di sinistra” che il primo giorno di scuola ci disse che noi saremmo stata la futura classe dirigente. Sicuramente svariati di noi hanno fatto strada in alcuni campi, molti figli di papá no, ma l’avremmo fatto lo stesso e forse vari di noi avrebbero fatto scelte più consapevoli.
      Ripeto, io non sono per abolire la letteratura a scuola bensì per espanderla – e non starei a far fare troppe lingue straniere oltre all’inglese (figurarsi lingue morte) perché poi dove ti porterà la vita lo vedrai dopo.
      Ma soprattutto: noi non ci possiamo permettere di formare più persone in campo umanistico che in campo scientifico. Oppure, non stupiamoci come il tal Bertrand, citato dal Moduloetc., che critica come le armi comprate per la guerra in Ucraina siano americane. Ma caro Bert, non c’è bisogno di essere complottisti: l’Europa si è persa quasi completamente la tecnologia alta dalla prima rivoluzione informatica in poi. Le grandi aziende tecnologiche sono praticamente tutte statunitensi, ora cinesi, coreane, qualche giap. Non è che si compra americano perché si è in combutta con qualche cervellone pazzo della silicon valley, si compra americano perché noi produciamo cose con basso o medio valore tecnologico aggiunto.
      Per favore, tenetevi il vostro orgoglio di classicisti ma non boicottate le nuove generazioni che devono avere consapevolezze tecnico-scientifiche, non guardare con paura alle diavolerie tecnologiche. Devono avere contezza di come funziona l’economia per non farsi turlupinare nella vita di tutti i giorni e da politici miracolistici (e sulle problematiche dell’austerità posso anche darvi qualche ragione, resta il fatto che di tutti i paesi colpiti l’Italia si mette in mano a politici che sperperano i soldi punto).

      • Lucia scrive:

        “Diavolerie tecnologiche” cosiddette da chi le teme, chiaramente

      • Peucezio scrive:

        Sai che non ho proprio capito il punto?
        Hai affastellato un sacco di cose, ma mi sono perso.

        Io comunque ritengo che quello che vada sradicato senza pietà è il classismo italiano per cui la famiglia borghese fa fare il classico al figlio a cui non frega un cazzo, solo come status symbol.
        Invece ogni scelta si deve basare su una vocazione autentica.

        Ciò detto, eliminare il liceo classico significa eliminare la civiltà occidentale.

        • Lucia scrive:

          Io comunque ritengo che quello che vada sradicato senza pietà è il classismo italiano per cui la famiglia borghese fa fare il classico al figlio a cui non frega un cazzo, solo come status symbol.

          Altro punto giustissimo.
          Il mio tram sta arrivando a destinazione (non metaforicamente) per un commento molto migliore del mio leggi verso la fine il link di Moi con cui mi son detta d’accordo.

        • roberto scrive:

          “o comunque ritengo che quello che vada sradicato senza pietà è il classismo italiano per cui la famiglia borghese fa fare il classico al figlio a cui non frega un cazzo, solo come status symbol.”

          si, sono d’accordissimo

          • Francesco scrive:

            Ehm, no, non è quello il punto vero.

            E’ una società in cui detto figlio cazzone riesce lo stesso a trovare un posto di parassita grazie alla sua famiglia, pur non sapendo un tubo.

            E’ la differenza tra massacrare lui e massacrare la società nel suo complesso.

      • roberto scrive:

        Lucia

        il fatto è che se greco e latino non li fai a scuola non li farai mai più ed in effetti sono destinati a diventare un cosa da specialisti, come il babilonese, mentre nuotiamo nella cultura classica

        matematica, diritto, economia, fisica, scienze naturali….ci si sbatte volenti o nolenti il naso semplicemente vivendo e li, chi ha voglia se li studia (oltre al fatto che un po’ di ore le fai anche al classico…)

        poi sinceramente non sono così sicuro che chi ha studiato un po’ di più scienze naturali sia meno vittima dei cazzari…sarebbe bello ma temo che sia una sorta di pensiero magico (per dire, sara cunial, una delle regine dei cazzari no vax no 5g no tutto, è laureata in chimica…)

      • roberto scrive:

        Lucia

        “Le grandi aziende tecnologiche sono praticamente tutte statunitensi, ora cinesi, coreane, qualche giap.”

        questo è vero ma sei sicura che dipenda dal “liceo classico” (facciamo a capirci?) anche perché in queste grandi aziende ci lavorano una marea di stranieri (per l’andeddoto, mio fratello lavora in una delle maggiori ditte al mondo di microprocessori e da anni mi dice che nel suo gruppo di lavoro non ci sono americani ma solo europei, indiani e cinesi…ma prova a cercare “foreign workers in stem sector” aut similia, per uscire dall’aneddoto)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Lucia

        “Per favore, tenetevi il vostro orgoglio di classicisti ma non boicottate le nuove generazioni che devono avere consapevolezze tecnico-scientifiche”

        Allora, io ho 66 anni, mi sono diplomato al Classico poi ho preso una laurea in Fisica e un dottorato in Ingegneria. Mi sento quindi la naturale controparte di chi – solitamente più giovane di me – sostiene quanto affermato in questo post.

        Dico subito che sono in disaccordo totale.

        Sono in disaccordo perché ho l’età e l’istruzione necessaria a coltivare la memoria. La memoria mi dice che le classi di ‘creativi’ (chiamiamole così per semplicità) che hanno prodotto sia le varie rivoluzioni informatiche che stiamo vivendo in questi anni sia buona parte delle innovazioni tecnologiche e scientifiche almeno da mezzo millennio in qua avevano tutte una saldissima preparazione ‘classica’.

        E non parlo solo di Eton – dove fino a pochi anni fa non ti laureavi in Fisica se non avevi passato l’esame scritto di traduzione di una versione dal greco in latino.

        No: nessuno, ma proprio nessuno, fra i grandi della scienza e della tecnica – da Planck a Pareto, da Peano a Schroedinger, da Russell a Wittgenstein, da Cartesio a Eulero, da Diesel a Pacinotti, da Mendelejev a Watt – ‘sapeva chi era Circe’. Per quello basta un video di dieci muniti su YouTube. No, avevano proprio tradotto Omero. Ancora a inizio Novecento un laureato in medicina in Inghilterra non si iscriveva all’Ordine dei Medici se non era in grado di leggere Paracelso nell’originale (ne parla Cronin, lui stesso medico, ne ‘La Cittadella’).

        Il post presuppone che la cultura classica – quella degli aoristi, delle eccezioni della terza declinazione e dei quattrocento esametri di Lucrezio da portare alla Maturità completi di etimologie – sia solo roba da quiz della Settimana Enigmistica. L’errore è fondamentale, ed è tanto più bizzarro perché proprio l’Europa è stato un ottimo controesempio.

        Per rendersene conto basta ricordare che c’è stata in passato una grande civiltà dove questo era vero: la Cina. Lì sì, che la conoscenza dello sterminato patrimonio letterario locale era il segno distintivo di una classe di intellettuali organici del tutto staccati da ogni sapere pratico che consideravano disdicevole per il saggio sporcarsi le mani con le esigenze della vita materiale dei loro simili. C’è un capitolo di un libro Taoista dove chi si occupa di macchine viene rimproverato perché si allontana dalla retta via. Il mondo reale era roba da donne, contadini ed eunuchi: come eunuco era quell’ammiraglio He che aveva esplorato le coste dell’Africa. Lì sì che – mentre da noi i futuri matematici, fisici e ingegneri compitavano Livio – venivano distrutte le navi con cui He aveva turbato l’ordine deli antenati. Poi c’è voluto Matteo Ricci – che oltre ad essere addottorato in astronomia era molto ferrato in greco e latino 🙂 – per andare a spiegare loro che il mondo non è un piatto quadrato ma una sfera – in pieno Seicento.

        Un altro esempio in cui la cultura umanistica ha completamente assorbito il posto di quella tecnico-scientifica – i cui manufatti si importavano già fatti dall’Europa, senza che ci si desse pensa di capirne il funzionamento – era l’Impero Ottomano. Dove le prime stamperie furono permesse solo in pieno Ottocento, dove nonostante la presenza di una flotta gigantesca l’orologeria meccanica era sconosciuta, e nelle cui province Albanesi il primo bambino miope a ricevere un paio di occhiali (probabilmente made in Italy) all’inizio del Novecento fu attentamente esaminato dai dottissimi ulema del villaggio per verificare che la nuova invenzione degli infedeli non contraddicesse i dettami del Corano (leggiti ‘Le città di pietra’ di Ismail Kadaré).

        Il punto è che la cultura classica – gli aoristi, le declinazioni e tutto il cucuzzaro – non ‘serve’ a niente. Ed è questo il suo valore: l’essere libera da uno scopo preciso. Non serve a definire una classe sociale come più elevata delle altre, come nella Pechino o nella Costantinopoli dei secoli passati. E tantomeno serve a sfoggiare un’erudizione fine a se stessa.

        L’effetto della cultura classica è ‘solo’ quello di fornire a chi ne gode una realtà aumentata. Quando ero ragazzo, uno spettatore di un film in tre dimensioni alla cassa del cinema davano gli occhialini necessari a vedere gli oggetti in profondità e non solo come figure piatte sullo schermo. Oggi ci sono certi occhiali che ad ogni oggetto che vedi ti associano informazioni relative all’oggetto, alla sua storia, alla sua composizione ecc.

        Adesso esci per strada e leggi il titolo di un giornale? Se hai una cultura classica quel titolo ti richiamerà infinite situazioni del passato in cui quella situazione si è già presentata mille volte.

        Senti una persona che parla in televisione? Assocerai istintivamente a quello che dice le parole dette su argomenti simili da persone che oggi sono polvere di secoli ma che un tempo vissero la stessa situazione.

        Ascolterai un dibattito? Come chi acquista un tappeto lo rovescia e nota subito se i fili dell’ordito sono in ordine o se sono stati truffaldinamente tagliati e incollati alla meno peggio dal venditore, riconoscerai i trucchi verbali e le astuzie non dette dei contendenti. Riconoscerai il demagogo prezzolato di oggi perché ti ricorderà immediatamente i Clodio e i Tersite del passato: ma difficilmente potrai farlo se non avrai sudato sulle parole dei Clodio e dei Tersite.

        E bada: questo le devi fare prima di ricevere una istruzione specialistica. Non lo ricuperi andandoti a leggere qualche libro divulgativo quando sarai grande, quando troverai il tempo, come se fosse un hobby tipo giardinaggio o collezionismo di francobolli.

        Il ‘terzo occhio’ sul mondo che l’istruzione classica ti dà riesci ad usarlo al meglio se lo usi fin da subito, da quando si comincia a uscire dall’abecedario e dal libro di lettura delle elementari. Come i bambini che si trovano in mezzo a tanti mattoncini colorati imparano col tempo a montarli insieme per realizzare quello che vogliono solo a patto di avere la vista buona che consente loro di riconoscere bene forme e colori dei mattoncini, così le conoscenze classiche ci consentono di riconoscere le forme e le parole del mondo che ci circonda, perché dal mondo classico quelle forme e quelle parole sono originate.

        Questo va a scapito della formazione scientifica? Fesserie. Oppenheimer scriveva in sanscrito, investigava i buchi neri e costruiva la Bomba. Von Neumann studiava la storia di Bisanzio sui testi originali. Karl Marx passava le ore libere dalla redazione del Capitale a risolvere problemi di analisi matematica. E senza bisogno di essere Oppenheimer, Marx o von Neumann, le nostre città le hanno progettate migliaia di persone che non vedevano nessuna contraddizione fra conoscere Ovidio e conoscere Euclide. La quantità di ore che si perde in esercizi inutili e una pedagogia spesso troppo burocratizzata possono benissimo essere rimpiazzate da studi interdisciplinari, se ben fatti. Per esempio, non ho mai capito perché al liceo nelle lezioni di greco non si faccia tradurre Euclide, e in quelle di fisica Newton.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        P.S.
        E’ vera semmai un’altra triste tesi: chi ha cultura classica considera spesso ‘non cultura’ quella scientifica, e viceversa. In Italia si considera ignorante chi non conosce Manzoni ma non chi ignora la definizione di ‘entropia’. Benedetto Croce diceva che la scienza è una ricetta da cucina. Dall’altro lato, alcuni fisici Statunitensi dicevano che la filosofia sta alla conoscenza come il rumore dei barattoli agganciati dietro la macchina degli sposi dopo la cerimonia del matrimonio sta al viaggio di nozze. Le ‘due culture’ d Snow illustrano molto bene l’ignoranza di chi le pratica.

        • PinoMamet scrive:

          D’accordissimo con te.

        • Ros scrive:

          Bellissimo commento Andrea🙂

        • Lucia scrive:

          Grazie mille per le risposte, soprattutto di Roberto e AdV. Emotivamente vi darei anche ragione, ma ci sono alcune cose che non mi tornano.
          Partiamo però con l’affermazione assolutamente giusta di Roberto che pensare ai laureati di scienze naturali/matematiche come sistematicamente avulsi da errori/ideologie/furberie/rincoglionimento sarebbe pensiero magico.
          E forse sarebbe davvero sufficiente implementare e rinforzare la materia “educazione civica” perché chi comincia a votare sia un po’ più consapevole (e meno ideologizzato? A diciotto anni non si può chiedere pure questo 😉 ).
          Non so se chi non studia greco o latino con una certa intensità a 15 anni poi non lo potrà più fare. Immagino sia più difficile ma non impossibile. D’altronde, se nelle medio/grandi città ci sono una o due classi in cui si fa greco e latino per i ragazzini sfegatati di archeologia, di impero romano o simili non ci sono grossi problemi. Il problema è se il classico è considerato la rampa di lancio della futura classe dirigente o è lì che buona parte dei ragazzi più studiosi d’Italia passano cinque anni importanti della loro formazione. Perché la ricerca che ha postato Pino (grazie mille, molto eloquente anche se noi dimostriamo che gli stessi dati si possono interpretare in modo opposto) indica che il gruppo maggiore di laureati in una grande universitá italiana si forma in area umanistica tolta giurisprudenza, scienze politiche nonché sociale-educativa-psicologica! (architettura ci sarebbe a Bologna, nel distaccamento di Cesena, però non viene conteggiata..)
          Va bene che in un Politecnico probabilmente sarebbe diverso, ma mannaggia, poi venite a dirmi che chi fa il classico va a studiare ovunque. Naturalmente è aneddotico, ma non sono l’unica ad aver fatto il classico tradizionale i cui insegnanti peggiori/svogliati erano guarda caso in matematica, biologia e chimica. Voi direte, certo era un classico – ma appunto!
          Sempre dal pdf postato da Pino: le ragazze, quelle con il voto in media più alto si legge, non vanno a studiare nelle facoltà scientifiche. A parte ciò che significa per le future possibilità di impiego e di retribuzione, poi se si vanno a guardare l’incidenza economica delle aziende high-tech fondate negli ultimi 20 anni e con un valore di mercato superiore ai 5 milioni di euro vediamo un divario profondo chiaramente con gli USA, ma anche con gli altri paesi europei. Ci sono moltissime considerazioni da fare sul sistema di supporto politico e/o bancario che in parte esula dalla formazione scolastica italiana, ma non posso non pensare al testo “Disoccupazione intellettuale e sistema scolastico in Italia” (Barbagli 1974) e a quello che significa avere una parte di popolazione che non riesce a far fruttare il suo potenziale intellettuale. Ad esempio: se ben ricordo, la figlia di Roberto dopo aver imparato (anche) latino (sicuramente però lettere classiche non prendevano quasi dieci ore di lezione frontale alla settimana, o sbaglio?) ha poi scelto la facoltà di medicina. Una scelta eccellente, per un lavoro che serve e servirà sempre di più e che coniuga scienze naturali a conoscenza ad approfondimento dell’animo umano. Ma nel caso di Bologna ci si iscrive a facoltà umanistiche in misura doppia di quelle sanitarie a biomediche.
          Per finire, AdV. È vero che l’educazione classica era normale per le élite scientifiche fino a metà Novecento. Ma sull’affermazione che tutti gli intellettuali citati fossero impegnati alacremente alla traduzione di Omero mi permetto di dubitare, come del fatto che proprio grazie all’apertura mentale dovuta alla conoscenza dei tragediografi greci. Per una mente aperta e pronta e giovane, tutto può portare a riflettere, ma ora il fulcro della tecnologia e della conoscenza è ben diverso da quello tradizionale. Non so come spiegarlo altrimenti che: guardate l’economia e gli imbonitori politici italiani. Non è un caso se la propaganda russa attecchisce, a destra come a sinistra, qui più che altrove.
          Ed è falso che la stampa nell’impero ottomano sia stata permessa “solo in pieno Ottocento”: da una breve ricerca mi risulta che la prima tipografia turco-ottomana per i testi turco/arabi risale al 1727, mentre stampe in ebraico, armeno e greco girassero nel suddetto impero già dal 400/500. Anche gli orologi meccanici erano conosciuti nell’impero fin dal XVI secolo; semmai è vero che dal Seicento in poi gran parte della produzione di alta tecnologia fu dominata dalle importazioni dall’Europa. Quindi tecnologia non sconosciuta bensì importata/subita. Ogni riferimento fra Europa e Stati Uniti/triangolo Cina-Sudcorea-Giappone non è casuale…
          Scusate il pippone d’inizio weekend, non credo di aver convinto nessuno ed anzi terrò le vostre obiezioni ben presenti in futuro.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ lucia

            “ottomano”

            La mia fonte è Barbero. Che ho riassunto: lo dice anche lui che le prime tipografie furono aperte nel Settecento, solo che poi furono chiuse perché i maestri calligrafi che temevano di perdere il lavoro convinsero gli ulema a dichiararle anticoraniche. E il Sultano tutti gli orologi della sua flotta li ha sempre comprati in Occidente.

            “Omero”

            Infatti non ho detto che gli scienziati passassero la vita a tradurre Omero. Ho detto e ripeto che gli studi che hanno sostenuto da giovani includevano massicce dosi di Omero. Non esisteva neanche, l’idea di una qualche istruzione superiore senza i classici. Tant’è che persino Leonardo da Vinci, nato illegittimo e messo da ragazzino a bottega, per farsi prendere sul serio dai cortigiani di Ludovico il Moro e simili dovette impararsi il latino da solo – ci sono rimasti i suoi esercizi con ‘rosa, rosae’…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Nel Settecento furono concesse delle autorizzazioni alla stampa. Quello che fu sempre vietato (anche per la questione dei calligrafi) fu la stampa di testi religiosi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @mauricius tarvisii

                “religiosi”

                Hai detto niente. In una società permeata dalla religione come quella!

                Lo stesso Gutenberg cominciò a stampare proprio la Bibbia. E la Bibbia era spesso l’unico libro presente in molte case.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea: ti sei solo scordato che stiamo parlando della Turchia degli Ottomani!

                😀

      • PinoMamet scrive:

        Di tutto l’intervento il fulcro mi sembra solo “non ci possiamo permettere, non ci possiamo permettere”, e qualche ricordo di persone antipatiche trovate al Classico.

        La proposta sarebbe di togliere il greco e il latino per far studiare letterature comparate?

        1- Far studiare Il sogno della Camera Rossa, in traduzione, anziché Saffo in lingua originale, cambierà davvero così tanto la mentalità delle giovani generazioni che ti preoccupano tanto?

        2-quando si costruisce è buona norma partire dalle fondamenta e non dal tetto.

        certo se tu hai iniziato a studiare il cinese
        (sorpresa: lo si studia, anche nella mia scuola, all’indirizzo linguistico, e anche con corsi aperti a tutti) apprezzerai molto meglio Il sogno della Camera Rossa e I margini d’acqua (o con qualunque altro titolo tu lo conosca) e li comparerai meglio, rispettivamente, con la letteratura francese del Settecento e con Ariosto e Pulci, ma…

        se dobbiamo partire dalle basi, perché non dalle nostre ?

        altrimenti si fa un’infarinatura di tutto che non lascia niente e non insegna niente.

        è di questo che hanno così disperato bisogno le nostre generazioni?
        Non cadranno vittima degli imbonitori se hanno letto due passi antologici in più in una tradizione che non sono, e forse non saranno mai in grado di fare?

        mentre se imparano a tradurre e a leggersi i testi cardine, perlomeno, della nostra civiltà da soli… sarà proprio questo a privarli del pensiero critico??

        O non sarà piuttosto il contrario?????

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        @Lucia

        Mi limito ai passaggi salienti.

        “chi fa il classico andrá poi a studiare, ed è vero: ma non ci possiamo più permettere una classe dirigente che non sa un cazzo di matematica, di legge, di economia”

        Mentre chi fa lo scientifico studia legge ed economia? Capisco l’elogio di magistrali e ragioneria, ma ridurre l’intero sistema scolastico ad un istituto tecnico commerciale (“perché là si studiano le cose che servono”) mi pare una posizione un po’ radicale. E poi io la vedo ogni giorno la conoscenza del diritto di quelli che fecero gli ITC “quando valevano quanto una laurea” e francamente non è molto superiore a quella di chi chiede all’Avv. Google.

        “Ma soprattutto: noi non ci possiamo permettere di formare più persone in campo umanistico che in campo scientifico. […] l’Europa si è persa quasi completamente la tecnologia alta dalla prima rivoluzione informatica in poi”

        Non credo proprio che sia a causa dell’inferiorità del nostro sistema scolastico rispetto a quello USA (chi lo pensa è fuori dal mondo): gli Stati Uniti hanno perseguito una politica attiva di accentramento delle tecnologie strategiche, con reclutamento di competenze, acquisizioni e anche metodi molto meno ortodossi. O tutte e tre le cose. Giusto per fare un esempio noto a tutti, Skype è stata comprata e smantellata.

        “non boicottate le nuove generazioni che devono avere consapevolezze tecnico-scientifiche”

        Ma chi sta boicottando? Mi sembra, invece, che periodicamente emerga la discussione “bisogna abolire il classico”, mica “bisogna abolire lo scientifico” e che, anzi, si siano moltiplicati gli indirizzi liceali in cui il latino non si studia, perché evidentemente si ritiene che la classe colta di questo paese non debba avere nemmeno i mezzi per approcciarsi all’accesso alla maggior parte della storia di questo paese (tipo, nemmeno capire le targhe che trova passeggiando per strada…).
        E tanto alle minchiate pseudoscientifiche ci credono altrettanto quelli che hanno fatto lo scientifico. E quelli che hanno fatto ragioneria…

        • PinoMamet scrive:

          Giustissimo tutto quello che dice Mauricius.

          Aggiungo solo che in Italia si dice che “serve più cultura scientifica” perlomeno dal 1923 (in realtà da prima), quando nasce appunto il Liceo Scientifico.

          Nascono poi gli altri indirizzi liceali e tecnici, per tutti i gusti.

          Chi dice che “l’Italia deve puntare di più sulla cultura scientifica” si è perso 100 anni di storia della scuola italiana.

          In questo scenario, in cui gli studenti possono scegliere l’indirizzo che vogliono, e tutti danno accesso all’università, rimane un 5/6% di studenti che si iscrivono al Liceo Classico, e insieme a matematica, fisica, chimica e inglese, studiano anche ahimè il greco e il latino.

          Visto che hanno il brutto vizio di prendere ottimi voti anche all’università, con perfetto pensiero al contrario c’è sempre il furbacchione di turno che propone di abolire completamente la loro scuola.

        • PinoMamet scrive:

          Sulla scuola americana stendiamo un velo pietoso.

          C’è andato un anno un “nostro” studente del classico, NON dei migliori (eufemismo): là sembrava Einstein.

          La figlia di una mia amica e collega ha fatto un semestre neppure negli USA, ma in Canada, che si suppone più “europeo” e messo un po’ meglio a livello di istruzione:
          anche lei immediatamente assurta a status di genio della classe
          (nell’equivalente di una terza Superiore, diceva lei, facevano il programma di matematica che da noi si fa alle Medie…)

          Ormai vent’anni fa vado a trovare un amico che fa un dottorato a Boston, in economia
          (compagno di classe: ha fatto il classico…)

          i suoi colleghi di dottorato? Cinesi, indiani, iraniani! Un brasiliano, un boliviano… di americani uno solo, anzi, una.
          Gli USA importano cervelli, e non pochi dall’Italia.

          • Peucezio scrive:

            Questo ricorda veramentre Idiocracy, ma attualizzato: gli americani, volendo descrivere il loro futuro, hanno descritto il loro presente.

    • paniscus scrive:

      Intanto i due licei classici più storici di Firenze sono stati accorpati in un solo istituto, dopo molte polemiche, proprio per la diminuzione delle iscrizioni.

      In una delle due sedi (che fino a pochi anni fa era gettonatissima) quest’anno sono riusciti a formare solo tre classi prime (quelle che una volta si chiamavano “quarta ginnasio”), nell’altra non lo so, ma comunque sono diminuite lo stesso.

      E se (come succede spesso nelle scuole considerate “richiedenti”) ci fosse una certa percentuale di iscritti che vengono bocciati o che scelgono di cambiare scuola, proprio perché vanno a cercare un ambiente più facile, l’anno prossimo le nuove prime diventeranno due, e fra due anni una, e poi si estingueranno del tutto.

    • paniscus scrive:

      “sono dell’ordine di
      “insegnare il greco e il latino in modo diverso”, che pure questo si fa già…”—

      E allora perché non si usa la pronuncia “corretta” delle lingue originali?

      Io ho fatto il liceo scientifico, per cui di greco antico non so quasi niente, ma un po’ di latino l’ho studiato, anche se molti anni fa.

      Per quale motivo nelle lezioni di latino si continua a pronunciare il nome di Giulio Cesare con la C molle, quando ormai è noto da decenni che la pronuncia ufficiale era con la C dura, tanto è vero che ha dato origine alla parola germanica “Kaiser”, e poi anche CZar o Zar, cioè imperatore, comandante, e affini?

      E perché anche per tante altre parole la pronuncia è rimasta uguale?

      • PinoMamet scrive:

        Risposta corta: per pigrizia.

        Risposta lunga:
        in realtà del latino ormai tutti insegnano anche la pronuncia “ricostruita” e la si trova su tutti i manuali.
        In genere è quella che poi si usa all’università
        (tranne che per il latino medievale ovviamente)
        e quindi viene considerato giusto che gli studenti perlomeno la conoscano.

        Il problema è che invece il greco viene insegnato con la pronuncia “erasmiana”, che è una pronuncia ricostruita (non benissimo 😉 )

        perciò abbiamo gli studenti che pronunciano il latino come se fosse italiano moderno, e il greco antico come diverso dal greco moderno…

        contribuendo al loro spaesamento quando vanno in Grecia e all’impressione del tutto fasulla che “il greco moderno non c’entra niente con l’antico, sono stato in Grecia e non si capiva niente!”

        • PinoMamet scrive:

          Mi spiego meglio. al liceo ti spiegano la pronuncia ricostruita del latino, ma poi per pigrizia si continua a pronunciarlo come l’italiano

          • paniscus scrive:

            “in realtà del latino ormai tutti insegnano anche la pronuncia “ricostruita” e la si trova su tutti i manuali.”—-

            Io non conosco nessun insegnante di lettere che insegni latino con la pronuncia originale ricostruita. Tutti gli alunni sono convinti che si dica “Cesar” pronunciato all’italiana.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Io non conosco nessun insegnante di lettere che insegni latino con la pronuncia originale ricostruita. Tutti gli alunni sono convinti che si dica “Cesar” pronunciato all’italiana.”

              Secoli fa, mi ricordo con la tremenda Professoressa Bruzzone, che a un’interrogazione lessi tutto un brano di qualche autore con la pronuncia scientifica (tipo “kaisar” e non “cezar”).

              Mi guardò gelidamente, e alla fine disse, “Martinez, la sua pronuncia messicana è interessante, ma cosa vuol dire?”

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Da noi facevano tutti i fighi con la restituta, invece.

            • PinoMamet scrive:

              Boh, ribadisco, da me la prassi è che al Liceo ti insegnino la restituta (già quando andavo a scuola io, a dire il vero) poi per comodità/pigrizia/abitudine ecc. usano la “ecclesiastica”.

              Che in ogni caso non è da buttare via: ha alle spalle secoli di tradizione (c’è un motivo per cui in italiano diciamo Cesare e non Càesare 😉 ) ed è probabilmente più antica di quanto si pensi.

            • PinoMamet scrive:

              Invece i greci, in media, sono convinti che il greco antico si pronunciasse come quello moderno…

              sì, a noi sembra una scemenza controintuitiva, perché è intuitivo pensare che le lingue, nelle loro forme originali, siano scritte come sono pronunciate, e non con delle “lettere in più”;

              ma con qualche salto mortale riescono ad autoconvincersi.

              C’è da dire a loro difesa che lottano contro:

              1- dei terribili albanesi che sostengono che il greco sia stato inventato dagli inglesi (sic)….

              2-degli ancora più terribili anglofoni che intasano internet facendo i fighi con pronunce ricostruite (spacciate per veramente vere perché “è la ricostruzione più esatta”) e si dedicano a declamare Omero con un pesante accento americano o inglese, facendolo (credo volutamente) somigliare a qualcosa a metà tra Beowulf e le lingue inventate di Tolkien, mentre folle di americani/inglesi plaudenti ridicolizzano nei commenti i greci che parlano greco, poveretti! con accento greco…

              Poi uno dice la “cultural appropriation”…

              • paniscus scrive:

                “si dedicano a declamare Omero con un pesante accento americano o inglese, facendolo (credo volutamente) somigliare a qualcosa a metà tra Beowulf e le lingue inventate di Tolkien, “—

                Sempre meglio quelle derivate da Tolkien,

                rispetto a tutte le schifezze totalmente inventate che sono state divulgate da qualche pecionata come il “Trono di Spade”,

                con nomi personali sul tipo di “Eddard”, Catelyn”, “Sansa”, “Tyrion”, “Cersei” o “Stannis”

                (ammetto di averli presi da wikipedia, perché mi pregio di non aver mai visto nemmeno una puntata di tale serie)

              • Francesco scrive:

                OAPAN!

            • Peucezio scrive:

              L’uso della resituta semplicemente non ha senso.
              È giustissimo conoscerla, ma usarla è un anacronismo, un archeologismo del tutto artificioso.

              Il latino è la tradizione di come il latino ci è arrivato, è il nostro nesso culturale e storico col latino: non abbiamo la macchina del tempo e non ci serve per andare a parlare con gli antichi romani.

              La nostra è una pronuncia autentica, tramandata, storica, reale.

              La restituta è una ricostruzione plausibilissima, fedele, ma è pur sempre una ricostruzione e ci sono dettagli che non sappiamo con esattezza.
              Non avremo mai le sfumature fonetiche, la tonalità, quindi comunque faremo sempre un ibrido, un’invenzione.

              Per non parlare del fatto che i docenti universitari che vogliono fare i fighi con la restituta (per fortuna sono incappato solo in uno, ottimo per il resto; gli altri usavano quella italiana, impropriamente chiamata “ecclesiastica”) mica ti rendono le lunghezze, ecc.: fanno un ibrido dell’ibrido anche sulle cose in cui si potrebbe essere accurati. D’altronde anche solo per riprodurre ciò che sappiamo della pronuncia antica effettiva (quale poi? Ci sarà stata variazione diastratica, diatopica, diacronica, diafasica…) ci vorrebbe un corso a parte: hai voglia per un italiano ad abituarsi alle lunghezze vocaliche.

              Insomma, conoscere la restituta è sacrosanto.
              Usarla, o, meglio, credere di usarla, è sciocco e soprattutto irrealistico e goffo.

            • Peucezio scrive:

              Per dire, il nesso -GN- mica si sa bene come veniva pronunciato.
              C’è chi parla di [ɡn], chi di [ŋn] e tempo fa mi pare che vi postai un bell’articolo del collega Daniele Baglioni in merito.

              E allora che facciamo?
              Ammesso che in Italia ci siano docenti in grado di pronunciare [ˈaŋnus]?

  36. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    “Serve un Mister Water” Ospite di In Onda, Matteo Renzi lancia la sua proposta per contrastare l’emergenza idrica e le perdite della rete

    https://www.facebook.com/inonda/videos/serve-un-mister-waterospite-di-in-onda-matteo-renzi-lancia-la-sua-proposta-per-c/936131289547013/

    Il Libro de’ Ceffi in Chiaro

    • Moi scrive:

      AI Overview

      “Mister Water” è la proposta lanciata da Matteo Renzi per istituire una figura commissariale straordinaria mirata a contrastare l’emergenza idrica e a riparare le perdite delle reti idriche in Italia.

      Dettagli della proposta

      L’obiettivo: Risanare le infrastrutture e limitare lo spreco di acqua potabile lungo le tubature del Paese.

      Il contesto: Renzi ha evocato questo nome durante un intervento televisivo nel programma In Onda su La7, rimarcando la necessità di spostare il dibattito politico dai soli equilibri di partito ai temi concreti e alle grandi opere.

      Il legame con la Leopolda: Il tono e lo stile della proposta richiamano la verve tipica dei comizi e delle kermesse politiche del leader di Italia Viva, spesso associati nel dibattito mediatico ai suoi cavalli di battaglia programmatici.

  37. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/terrore-artificiale-a-comando-la-manovra-per-blindare-i-giganti-tecnologici-ed-eliminare-la-concorrenza/

    Se qualcuno dovesse capirci qualcosa.
    Ieri
    Se ne è uscito un addetto ai lavori dichiarando che
    l’IA ucciderà tutti entro il 2030
    Oggi
    Non è vero. È solo una strategia per eliminare la concorrenza.

    Chepalle’s…Ma si può vivere così?

  38. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    https://www.ndtv.com/world-news/mma-fighter-to-face-chimpanzee-in-one-on-one-fight-on-september-11-report-12018878/amp/1

    MMA Fighter To Face Chimpanzee In One-On-One Fight On 9/11: ReportIn his video announcing the fight, Johnson said that he believes he can defeat a chimpanzee.

    • Moi scrive:

      Ovviamente tifo per lo scimmione non umano … temo che Cole Johnson NON abbia idea del morso e della presa di mano dell’ animale non umano.

    • PinoMamet scrive:

      Ammetto un mio vizietto: ogni tanto guardo quei filmatini tipo “boxing payback”, dove il pugile sbruffone e provocatore di turno le prende finalmente di santa ragione dall’avversario tranquillo e corretto al quale ha rotto il cazzo.

      • Moi scrive:

        Un combattente davvero valido cerca un avversario alla propria altezza … uno scarso fa il bulletto con chi ritiene più debole, e quando “incappa in qualcuno sbagliato” è sempre una grande soddisfazione visto da fuori.

  39. Moi scrive:

    I prefissi e suffissi tecnicoscientifici derivano molti dal Latino e moltissimi dal Greco … paradossalmente servirebbero molto di più ai Madrelingua delle Lingue NON Romanze .

    Ma è più facile che ne capisca l’ importanza un Giapponese che uno Svedese.

    😉

    • Moi scrive:

      Come per il Discorso di Yasmina Pani*, mi limito a constararlo. Paradossalmente.

      *
      “se capisci cosa ha scritto Dante a maggior ragione capirai osa c’è scritto in bolletta.

      • paniscus scrive:

        Se n’era già parlato qualche mese fa, ma mi sa tanto che la pompatissima e sopravvalutatissima Yasmina Pani, negli ultimi tempi abbia avuto davvero dei problemi gravi e sia arrivata a una condizione mentale totalmente fulminata… 🙁

        • Ros scrive:

          @paniscus Yasmina Pani

          Ho letto il suo libro di intime e “sporche” confessioni:
          “Veneri deformi”.
          A tratti è davvero disturbante.

          Comunque sia è stata coraggiosa
          (o meglio sconsiderata) a mettere in piazza il proprio rusco d’ombra psicopatologica in quel modo lì senza alcun abbellimento.

          L’ho trovato interessante;
          e credo che quella sua “realtà”
          (o autofiction alla Walter Siti?) raccontata sia assai più comune di quanto si pensi.

          https://www.liminarivista.it/comma-22/se-la-perfezione-equivale-a-sottrazione-veneri-deformi-di-yasmina-pani/

          • paniscus scrive:

            Mi dispiace umanamente per lei, se davvero sta così male,

            ma ammetto che non ne posso più di tutti questi “coming out” di soggetti famosi (o più probabilmente semi-famosi solo in alcuni ambienti social residuali),

            che non vedono l’ora di strillare a tutto il mondo di quanto sono felici per aver finalmente scoperto da adulti di essere autistici, di essere dislessici, di essere iperattivi, di avere il disturbo di attenzione, il disturbo oppositivo-provocatorio, e in generale di essere “neurodivergenti” come si usa dire adesso, e quanto sono fieri di elencare tutte le fobie che hanno e tutti gli psicofarmaci che prendono.

            L’ultima che ho beccato, per puro caso, è questa, ma ce ne sono stati a decine negli ultimi anni:

            https://d.repubblica.it/culture/interviste/2026/09/09/news/bella_ramsey_the_last_of_us_autismo_intervista-425574056/

            • Ros scrive:

              paniscus: “…ma ammetto che non ne posso più di tutti questi “coming out”…

              Oramai una sindromuccia di Asperger non si nega a nessuno;
              donando quel tocco modaiolo di genialità esclusiva à la page🙂

              Le serie tv insegnano

              • paniscus scrive:

                Ma il problema, dal punto di vista sociale, non è la sindrome o la difficoltà IN SE’ , ma è il fatto di vantarsene come se fosse una benedizione invece che un problema.

                Mi ricorda la saga dei “bambini indaco” o “bambini cristallo” che dilagava negli Stati Uniti mezzo secolo fa!

          • PinoMamet scrive:

            Tra i non famosi, mi sono beccato un conoscente (quel particolare tipo di persona liberal-americanofila)
            che si vanta di essere attualmente, ed essere stato da bambino, un Adìaccadì .

            Ha persino incontrato una mia amica, che ha un figlio in età di scuola materna, e pensando di farle un complimento le ha detto “eh si vede proprio che tuo figlio ha l’ADHD!”

            Lei non l’ha presa bene.

            • paniscus scrive:

              Per non parlare di tutti quei genitori che, dopo essere riusciti a rimediare una certificazione di DSA per il figlio,

              che negli ambulatori privati nella maggior parte dei casi non si nega a nessuno,

              allora “scoprono” a 40 o 50 anni di essere dislessici, discalculici o disqualcosaltro, senza però farsi fare nessuna diagnosi professionale, ma andando semplicemente per deduzione privata.

              Quanti ne abbiamo sentiti di genitori di mezza età che, DOPO essere riusciti a garantire al figlio facilitazioni esagerate per qualsiasi impegno scolastico, si sfogano con toni da persone felici come una Pasqua, con argomenti del tipo:

              “io da giovane andavo male a scuola, e mi bollavano come somaro o scansafatiche, quando invece finalmente ho scoperto che mio figlio è dislessico e che quindi quasi sicuramente ero dislessico anch’io, ma purtroppo a quei tempi non si sapeva…”

  40. Moi scrive:

    Come per il Discorso di Yasmina Pani*, mi limito a constararlo. Paradossalmente.

    *
    “se capisci cosa ha scritto Dante a maggior ragione capirai che cosa c’è scritto in bolletta.

  41. Moi scrive:

    https://www.orientamento.it/perche-abolire-il-liceo-classico/#Lintervista_a_Michele_Boldrin_sullabolizione_del_Liceo_classico

    Michele Boldrin VS Cultura Umanistica … si noti che è un sito cin l’ asterisco gender neutral in “copertina” o come si chiama.

    • Moi scrive:

      Temo che le peggiori impressioni dell’ Implacabile 😉 Pino Mamet trovino conferma … 😮‍💨

    • Lucia scrive:

      Grazie, leggo adesso – sono d’accordo (anche se non lo considero “fine umanista” – quello era per far scoppiare di rabbia Pino)

      • Moi scrive:

        quello era per far scoppiare di rabbia Pino

        ………

        «Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo» è una delle battute cult pronunciate da Bud Spencer nel film del 1981 Chi trova un amico trova un tesoro,

      • PinoMamet scrive:

        Per forza sei d’accordo, comincia con una cazzata
        (“al liceo classico si insegna un modello di mondo premoderno”.. ma dove?
        dove sono le ore di “modello di mondo premoderno”? Io ho studiato greco e latino, e li ho imparati, e anche la chimica, la fisica e la matematica)

        e comincia con dei non-sequitur che non hanno base nella realtà.

        Al classico non si studierebbero le lingue straniere (sarà stato vero nel ’56…), “saper argomentare la propria posizione” viene considerato una brutta cosa, le necessità di oggi sono l’informatica e l’ingegneria meccanica
        (informiamo il caro Boldrin che le scuole che le insegnano esistono già, non c’è alcun motivo di abbattere il liceo classico per crearle…)
        mentre Cicerone sarebbe un lusso di cui lui si “ciba abbondantemente” ma di cui, chissà perché, vuole privare le nuove generazioni.

  42. Moi scrive:

    SENNÒ … Scuola Elementare (… sì, ora basta: ” bóna-lé ” 😉 con ‘sto “Primaria” calcato dall’ Inglese !) PESISSIMA Universale tipo Libro Cuore … poi direttamente all’ Università a 12/13 anni !

    😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “13 anni”

      Non si faceva così nel Medioevo?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Considerando che quando ti iscrivevi a quell’età era per il corso di “arti” (cioè le arti liberali), ovvero una sorta di liceone, non è cambiato tantissimo dal Medioevo. Anzi, il nostro curriculum di studi deriva dall’evoluzione di quello, con molti passaggi intermedi, ovviamente.

  43. PinoMamet scrive:

    “(non tutti possono essere insegnanti).”

    ma neppure tutti possono essere chimici. E neanche idraulici.

    Rassegnatevi al fatto che non tutte le persone sono identiche. la scuola italiana offre pletora di indirizzi per tutti i gusti.

    Qualunque cosa ne pensi Boldrin, non abbiamo carenza di persone che studiano l’informatica o l’ingegneria, e sono anche molto bravi.

    Ho ancora tre o quattro numeri di ragazzi in gamba a cui ho insegnato al Tecnico Informatico una decina d’anni fa, se gli servono.

    Non c’è motivo di obbligare chi non vi è portato allo studio di queste materie.

    la maggioranza delle critiche che ho letto al Liceo Classico parlano della scuola italiana dei tempi di Gentile, se non prima.

    • Francesco scrive:

      >>> non abbiamo carenza di persone che studiano l’informatica o l’ingegneria, e sono anche molto bravi.

      A me risulta di sì, invece, per non parlare della carenza di diplomati ITC e ITIS.

      Mentre mi pare che di avvocati e di laureati in scienze della comunicazione o in marketing ne abbiamo troppi per le necessità del paese.

      Ciao

      • PinoMamet scrive:

        Carenza di diplomati ITIS??? Ma in che mondo vivi Francesco?

        Da anni si parla anzi di crisi di iscrizioni nei Licei.

        Minchia, l’Itis (coccolatissimo dalla pubblica amministrazione) è di fianco alla mia scuola! A parte che abbiamo anche qualche docente in comune.
        Anche senza statistiche (che ho letto) basterebbe il colpo d’occhio 😉

        Comunque se pensi che ci siano pochi iscritti all’indirizzo informatico, beh, vai a fare orientamento agli open day 😉

        A me risulta che non sanno più dove metterli…

        • Francesco scrive:

          Io relata refero: le mie imprese metalmeccaniche non trovano tornitori e fresatori e montatori e saldatori manco a piangere.

          Può darsi che piangano per scena.

          Ma chi hai mai sentito che cerca liceali, comprese le università che restano troppo piene?

          :0

        • PinoMamet scrive:

          I tornatori non fanno l’indirizzo informatico…

          e comunque l’indirizzo meccanico i nostri vicini dell’ITIS ce l’hanno e non mi risulta spopolato

          • Francesco scrive:

            Pino

            il problema è se sia popolato per quanto serve alle aziende metalmeccaniche del territorio – a meno che non siate già in piena occupazione

            Ciao!

  44. Moi scrive:

    SEGNALAZIONE

    È morta Emma Bonino …

    • PinoMamet scrive:

      Poraccia!

      • Moi scrive:

        “Sul Ticchettìo” (come dice glottoautarchicamente 🫠 Paolo Sizzi) mi sono imbattuto in casi di Festeggiamenti “Eguali & Contrari” :

        Estrema DX perché era ” Abortista e Immigrazionista Marionetta di Soros” …

        Estrema SX perché era una “FiloSionista di 💩💩💩” …

        • Moi scrive:

          I Primi NON mi sorprendono … i Secondi SÌ.

          • Lucia scrive:

            Io sono sinceramente dispiaciuta, con tutto che aveva quasi ottant’anni e ha fumato come una turca per almeno 50 quindi non c’è certo da sorprendersi.

        • Peucezio scrive:

          Moi,
          era un’occidentalista liberista europeista filoamericana e filoisraeliana.

          Oggi la vera polarità è fra occidentalismo alla Calenda e… chiamalo rossobrunismo, populismo, sovranismo… insomma, le posizioni antieuropeiste, filorusse, ma non di destra, quindi anche antiliberiste, antioccidentaliste, antisraeliane.

          La Bonino era un’espressione perfetta di un polo di questa polarità, molto più coerente della classica sinistra stereotipica o della classica destra stereotipica, che oggi sono categorie che non descrivono più un cazzo, esistono per inerzia lessicale.

  45. PinoMamet scrive:

    Intanto, mentre Boldrin si diverte a sparare le sue incoerenti cazzate in allegria, le scuole e le università italiane si occupano di queste cose qui:

    https://www.almadiploma.it/info/pdf/convegno2026/Pignataro_presentazione_almadiploma_definitiva.pdf?utm_source=chatgpt.com

    https://www.eduscopio.it/dati-e-metodologia

    ma noialtri siamo solo dei poveri magnogreci che leggono Smemoranda…

  46. il modulo del dissenso informato scrive:

    Il problema principale di Boldrin non è di essere un asino nella sua materia, l’economia, ma il suo problema di squilibrio psicologico.
    L’America per lui è un luogo psicologico /mentale ,ai suoi occhi l’America è figa,cool, cioè moderna, mentre il liceo classico, come tutta l’Italia di cui il classico è per lui un simbolo, ai suoi occhi è sfigata , cioè premoderna.
    Stesso discorso di squilibrio psicologico con fattori diversi per Rampini, che raccontava come gli fossero venute le lacrime agli occhi quando finalmente ottenne la cittadinanza USA,manco avesse vinto una mano milionaria, l’America per lui è un luogo psicologico mentale positivo perchè è figa ,cool, moderna, mentre il resto è un’accozzaglia premoderna di bifolchi mentali che non capiscono la bellezza del progresso liberal che ha in testa lui e con il quale si può sentire figo anche lui .
    Rampini in realtà ha un doppio meccanismo proiettivo perchè c’ha anche l’Europa, che per gli europeisti è ,per la terza volta, il luogo psicologico/mentale figo, cool, cioè moderno dove gli italiani si possono emendare dall’essere i cazzoni premoderni e trash che intrinsecamente siamo e/o appariamo ai loro occhi, e quindi,siccome siamo stati ammessi nel circolo europeo di prima classe, potremo forse un giorno diventare modernamente cool e smettere di ” fare le cose all’italiana “, che è roba da cavernicoli amorali ecc ecc .
    Questo è anche un ottimo dispositivo autodisciplinante e disciplinante, quando appunto la parte della cittadinanza più apparentemente colta e quindi più sensibile a questi spunti psicologico/mentali deve essere mobilitata per i supposti obiettivi della modernità europea.
    Per quello che resta fuori da sto meccanismo , c’è la fabbrica della paura con la costruzione del nemico interno e/o esterno.

    • PinoMamet scrive:

      Concordo

      • Lucia scrive:

        Solo per prendere l’ultimo post di Boldrin, questo è quello che pensa degli Stati Uniti e del loro sistema di potere/politico
        https://youtube.com/shorts/i6OPlQVfNLo?is=FwGc522gbQzrbv29
        È comunque molto interessante vedere come interpretano ORA e Boldrin bzw la sua area persone che non lo seguono molto.

        • il modulo del dissenso informato scrive:

          @Lucia
          Mi sono guardato il reel linkato e ho fatto una rapida ricerca sul nuovo Boldrin, ma mi sembra che dica sempre le stesse cose, la solita fuffa liberista.
          Sulla critica all’America nel reel linkato , beh, c’ha un suo partitino , quindi critica i sistemi elettorali non proporzionali come anche in America perchè senza il proporzionale puro difficilmente col suo partito entrerà mai in parlamento.
          E’ un liberista/ monetarista della scuola di Chicago, dove si insegnavano teorie sbagliate come quella della moneta esogena.La teoria della moneta esogena non è solo descrittivamente e fattualmente sbagliata , ma soprattutto fu la truffa intellettuale con cui si giustificò l’indipendenza delle banche centrali, cioè uno dei principali capisaldi della svolta al capitalismo neoliberista e alla finanziarizzazione delle economie occidentali, oltre che la svolta verso il deficit di democrazia,come in Europa, dove il principale decisore sulla politica economica è la BCE, organismo “tecnico” e comunque non eletto e sottratto allo scrutinio politico.

  47. Puffo giardiniere scrive:

    https://youtu.be/Mhl1LrjsBFI?si=Ox59tR0pUzbNGRDw

    Si, può essere…
    Tipo la Cina che con l’energia solare che produce e le auto elettriche, mette alle corde il mercato del petrolio e quindi il petro-dollaro.
    Mah!
    Certo è che il petrolio e anche il dollaro, sono in piena tempesta.
    Non si percepisce, ma sotto sotto lo scontro Usa Cina è fortissimo.
    Pure la Cina, a modo suo, non collabora alla distensione.

  48. PinoMamet scrive:

    Ho letto la risposta che qualcuno ha dato agli interventi di ADV e di Roberto, evitando in grande misura quelli del sottoscritto (del quale si cita solo un dettagliato link, per dire che “i dati si possono interpretare anche al contrario ” senza dimostrare alcunché).

    Consola notare che perlomeno certe persone capiscono di non persuadere. Confidiamo che prima o poi arrivino anche a capire di avere torto.

  49. Moi scrive:

    Complimenti a Andrea Di Vita per il suo intervento: lungo ma denso di informazioni e concetti.

    Aggiungo solo che l’aneddoto del bambino Albanese occhialuto 👓 e gli Ulema cozza con l’ Abbiamoinventatonoituttismo Islamico.

    Ecco : forse il problema della Cultura Umanistica , o meglio delle Culture Umanistiche, è ridursi a sterili Propagande Abbiamoinventatonoituttiste.

    Umberto Eco, NON infallibile come nessun essere umano può d’altronde esserlo … diceva “Vivere per Interposta Persona”. Questo è ciò che la Cultura Umanistica NON deve farci diventare.

    • PinoMamet scrive:

      La cultura umanistica è il contrario della propaganda nazionalista.
      Nessuno che studi la Storia, la letteratura, le arti, può credere di “aver inventato tutto”.

      Lo crede chi non le studia, di solito.

  50. PinoMamet scrive:

    Non so se importa a qualcuno, comunque auguro Buon Anno ebraico a tutti

    Shanà Tovà uMetokhà!

  51. Moi scrive:

    @ PINO MAME

    Come sicuramente avrai già notato, ormai per “Effetto Bibi” i film sulla Shoah sembrano sempre più cedere il passo a quelli sulla Palestina … ne è appena uscito uno sulla Prima Rivolta Araba di Palestina 1936-1939 , con i Britannici dell’ allora Mandato presentati come gli “Apri-Pista” e “Modelli Coloniali” del Sionismo.

    • Moi scrive:

      … che Synchronizität Jungiana ! 🫠

    • PinoMamet scrive:

      Sì, ho notato la tendenza.

      vedrai che per la prossima Giornata della Memoria, in Rai non so, ma a scuola sicuramente qualcuno proporrà la visione di un film a tema palestinese.

      E guarda, mi va bene. Facciano quello che credono. Magari la ribattezzino Giornata della Nakba, così i ragazzi cominceranno a trovare antipatici i palestinesi, anziché gli ebrei…

      • roberto scrive:

        pino

        “Facciano quello che credono. Magari la ribattezzino Giornata della Nakba, così i ragazzi cominceranno a trovare antipatici i palestinesi, anziché gli ebrei…”

        temo proprio che tu abbia ragione

  52. Moi scrive:

    MAMET

    SÌ … visto .

  53. Moi scrive:

    Funerali di Stato per Emma Bonino … sui Social, Destroydi 🫠 inviperiti 🐍 minacciano di abbandonare Salvini e la Meloni per una Rototraslazione verso Vannacci…

  54. Puffo giardiniere scrive:

    i nuovi sistemi di calcolo sfornano soluzioni a ritmi frenetici, ma nessuno, compresi i programmatori che li hanno addestrati, capisce davvero come ci siano arrivati.
    https://scenarieconomici.it/la-rivolta-dei-nobel-della-matematica-lintelligenza-artificiale-sta-distruggendo-la-nostra-scienza-per-fare-cassa/
    🙂
    Eh, la troppa intelligenza.
    Come circa dice il Tao.
    Se persegui troppo un obiettivo, poi si verifica il contrario.
    Perché hai alterato l’equilibrio naturale delle cose.
    Non so dove lo dica, ma lo dice.
    Penso nello Zhuang Zi soprattutto
    https://www.adelphi.it/libro/9788845905056

    • Puffo giardiniere scrive:

      Che poi sarebbe il famoso proverbio “chi troppo vuole nulla stringe”
      Questo sarà stato magari uno sciamano di ritorno da un viaggio sciamanico.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Sfogliando il tao

        Ciò che resta tranquillo è facile da gestire. Ciò che non si è ancora sviluppato è facile da amministrare. Ciò che è debole è facile da controllare. Ciò che è ancora piccolo è facile da dirigere.
        Occupati dei piccoli problemi prima che diventino grandi. Occupati dei piccoli problemi prima che sfuggano di mano.
        Perché l’albero più grande una volta era un germoglio, la torre più alta è iniziata con un singolo mattone, e il viaggio più lungo è cominciato con ciò che sta sotto i piedi.
        Così come chi cerca di affrettare ciò che è naturale è destinato a fallire nel suo tentativo, allo stesso modo chi cerca di rallentare ciò che è naturale è destinato a fallire nel suo tentativo.
        Poiché l’uomo intelligente non cerca di accelerare, non spreca, e poiché non cerca di frenare, non fallisce. Le persone rischiano di sbagliare tanto se non lasciano che le cose giungano alle loro normali conclusioni quanto se non le lasciano iniziare a modo loro.
        L’uomo intelligente non desidera reindirizzare e non desidera ciò che è difficile da ottenere. Ha imparato a disimparare ed è tornato alla via che gli uomini eruditi hanno dimenticato. Lascia che ogni cosa si sviluppi a modo suo, senza tentare di intervenire.

        Mi dispiace per gli studiosi Kelebekiani, ma questo è il Tao. Saggezza contadina in genere. Volendo si può leggere anche Bertoldo. La più grande opera letteraria Occidentale
        (Adesso scappo)

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://energyskeptic.com/
          Bene. Non ho ancora letto. Thiel ha un progetto tra il tecnologico e l’orwellian-nazista. Ma fa tutto un po’ di nascosto, finora non si era capito bene.
          E invece adesso arriva un libro su di lui che la catastrofistissima Alice Friedmann esperta in logistica nonché energia e camion, riassume.
          Ci voleva.

          • Puffo giardiniere scrive:

            https://www.resilience.org/stories/2026-09-11/the-real-story-behind-immigration-work-and-power/
            La vera storia dietro all’immigrazione.
            La gallina dalle uova d’oro per i partiti di ultra destra

          • Puffo giardiniere scrive:

            La domanda scottante. Boccaccia mia, statte zzitta!
            Thiel avrà fatto il liceo classico?
            Comunque sarà molto contento di Vita.
            Energia nucleare dappertutto. Auto a energia nucleare, tostapane a energia nucleare. Basta con questi referendum! Nel Regno di Thiel lo Stato non mette bocca. Nanotecnologie che prendono gli atomi e ne fanno un panino con prosciutto, che già esistono ma le normative le vietano. Chissà perché? Sfere volanti che regolano la temperatura atmosferica e già che ci sono, producono anche montagne di energia perché se mai vuoi fare il panino con gli atomi di energia te ne serve una tonnellata.
            Piero Angela era così pure lui.
            Cinquant’anni fa, circa. Non si è avverato niente.
            Neanche la bistecca di alghe per tutti. Continua ad essere troppo salata.

            • Puffo giardiniere scrive:

              https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/09/13/anthropic-senza-misure-di-sicurezza-lia-potrebbe-controllare-internet-in-6-12-mesi_3334a155-424f-4620-987f-e26b24d0c667.html

              Sarà vero? Mah. Verosimile. Che vita dura. Certo che oramai da internet non si potrebbe tornare indietro neanche volendo.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Che poi i tecnofascisti vorrebbero controllare quella stessa rete digitale che a quanto pare, scappa via da tutte le parti.
                L’IA è un cavallo pazzo. E si sa che non bisognerebbe mai salire su un cavallo.
                Basta.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://scenarieconomici.it/terrore-artificiale-a-comando-la-manovra-per-blindare-i-giganti-tecnologici-ed-eliminare-la-concorrenza/
                Dietro gli allarmi per ‘IA imbizzarrita, però, ci potrebbero essere biechi retroscena per consolidare l’esistente e bloccare gli sviluppi provenienti dalle minacciose start up.
                Che vita grama che mi tocca fare.
                Potevo essere uno scimmione antropomorfo beato sugli alberi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ puffo giardiniere

                “Mah”

                https://www.facebook.com/share/v/1EjWWjGBBZ/

                Questa è come la proliferazione nucleare. Prima fanno la bomba H, poi vogliono il trattato che garantisca che nessuno oltre a loro abbia la bomba H…

                Amodei, Musk e Altman passano la vita a farsi le scarpe a vicenda. Adesso prima Amodei se ne esce fuori con la faccenda dell’attacco (non voluto?) ad Hugging Face, e in meno di tre ore (!) Musk gli dà pubblicamente ragione.

                Meno male che la Cina c’è.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ puffo giardiniere

              “Energia nucleare dappertutto. Auto a energia nucleare, tostapane a energia nucleare.”

              Piano coi facili entusiasmi 😉

              I tempi per tirar su una centrale a fissione si misurano comunque in qualche anno 🙁

              Comunque l’IA conferma che non tutto il male vien per nuocere. E’ impossibile infatti che l’IA si sviluppi senza un ritorno col botto del nucleare, dato che già si prevede che i data center consumeranno più del 5% del fabbisogno mondiale di elettricità entro i prossimi cinque anni. E di certo l’IA per funzionare non aspetta una bella giornata soleggiata e ventosa per funzionare 😉 😉

              Parafrasando Zam’jatin – ma senza la sua ironia: ‘non c’è bisogno di preoccuparsi, perché la Ragione deve vincere’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/futuri_digitali/2026/09/14/ia-per-parisi-e-piu-forte-la-necessita-di-una-ricerca-pubblica_ddd3853f-0969-49b7-9e0a-1c13712edf5e.html

                Parisi sull’IA.
                1 “il pericolo che i modelli di IA possano evolversi senza controllo mi sembra si possa escludere”.
                2 in generale preoccupano i problemi connessi con la disoccupazione e con l’educazione
                3 c’è anche il problema del controllo dei mass media: “sarebbe estremamente pericoloso se in futuro i modelli di IA gestissero l’informazione
                4 l’IA funziona perché ha letto un’enorme quantità di quello che gli esseri umani hanno scritto e lo ha fatto praticamente gratis, e organizzare un monopolio su questo potrebbe essere ‘il più grande furto della storia dell’umanità’,
                Varie ed eventuali:
                Fra gli altri possibili rischi: il controllo delle armi atomiche (“ma spero che a questo i militari ci abbiano pensato”) alla possibilità di trovare ricette per costruire armi biologiche con l’aiuto dell’IA, fino alle possibili vulnerabilità dei sistemi bancari (“in questo caso molti attacchi finalizzati a ottenere un riscatto si potrebbero evitare vietando le criptovalute”), tanti mestieri verranno cambiati.

                “servirebbe una pausa di riflessione, anche per fare in modo che tutte le conseguenze economiche e sociali siano attenuate e per avere più tempo per riflettere”
                E’ un dibattito tanto acceso quanto confuso, quello sull’intelligenza artificiale, partito e alimentato da aziende private: per il Nobel Giorgio Parisi è quanto basta a richiamare la “necessità di avere un centro di ricerca pubblico.

                Già. Mica per niente ha preso il Nobel.

              • Francesco scrive:

                per chiedere quello bastava la tessera della DC o del PCI però!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “tessera”

                Effettivamente, parlare di ‘necessità di avere un centro di ricerca pubblico’ sa tanto ma tanto di Socialismo… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                mentre i progressi tecnologici e scientifici sanno tantissimo di paesi non socialisti!

                😀

  55. Moi scrive:

    Zhīrén zhě zhì, zì zhì zhě míng.

    知人者智,自知者明。

    Chi conosce gli altri è saggio; chi conosce se stesso è illuminato.

  56. Moi scrive:

    24 minuti e 30 secondi di applausi alla LXXXIII Mostra del Cinema di Venezia èper il documentario “Naza”, diretto dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor … superando così il precedente primato della storia del festival: i 22 minuti registrati nel 2025 da “La voce di Hind Rajab”.

    Il documentario Naza ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria; NAZA (scritto anche NaZa) è un acronimo militare che sta per Nezek Agavi :”danno collaterale”.

    נזק אגבי

    “NaZa” definisce anche il numero matematicamente stimato da algoritmi AI di quanti civili possano essere sacrificabili durante un determinato raid aereo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Naza”

      Voglio vedere se in futuro i giudici del festival di Venezia che premiassero documentari simili potranno essere accusati di antisemitismo ai sensi del decreto che al Parlamento sta passando sull’equiparazione di antisemitismo e antisionismo.

      Nel caso, potranno sempre citare a testimone quel chirurgo Inglese che davanti al Parlamento Inglese ha testimoniato di avere visto coi propri occhi i droni scendere sulle tende e prendere di mira i bambini.

      https://www.facebook.com/share/v/17iy4UzLPR/

      Ma l’accusa potrebbe sempre controbattere che non era fatto per perpetrare un genocidio, ma solo per raccogliere materiale per snuff movies. Dopo Epstein la tesi è certo più credibile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S.
      A volte penso che i nazisti non abbiano capito niente, quando si misero a distruggere quante più prove documentali della Shoah. Se i filmati che facevano nei lager li avessero messi in libera vendita, sai quanti soldi ci facevano? E quanti simpatizzanti avrebbero trovato? Perché come dice Cumberbatch/Turing in “The imitation game”, “la violenza è piacevole”.

      • Moi scrive:

        Gli autori di Naza rispondono all’Idf: “Abbiamo verificato tutto, i soldati raccontano un sistema”

        https://www.repubblica.it/esteri/2026/09/12/news/venezia_naza_israele_palestina_autori_yuval_abraham_rachel_szor_intervista-425579939/amp/

      • Moi scrive:

        D’altronde, tornando al 1936 … se i Sionisti volevano fare Colonialismo, non potevano trovare insegnanti più esperti degli Inglesi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ moi

          “esperti degli Inglesi”

          È appena il caso di ricordare non solo le simpatie filonaziste di parte delle élites Britanniche del primo dopoguerra – contro cui si batterà sempre Churchill, che pure non disdegnava di simpatizzare per il duce -ma anche che nello stesso Mein Kampf viene riservata una ammirazione incondizionata al Britannico Lloyd George. Ci siamo ormai dimenticati quanto razzista fosse la cultura delle élite nelle potenze coloniali: nell’orwelliano “Giorni in Birmania” la fanciulla Inglese in viaggio per le colonie manifesta tutta la sua difficoltà ad accettare che i Birmani siano umani quanto un Inglese. Lo stesso Churchill disprezzava gli Indú.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            Il Razzismo e il Classismo _ nonché una concezione molto sommaria di “Gustizia” per i Colonializzati e i Poveri _ del Colonialismo Inglese attingeva pienamente dal Darwinismo Sociale di Francis Galton e Herbert Spencer.

      • Francesco scrive:

        Davvero il fatto che oggi sia il 14 settembre 2026 e che ci siano ancora 2 milioni di Gazawi vivi non intacca le tue granitiche certezze?

        Viene da pensare che i nazisti abbiano vinto culturalmente e spiritualmente.

        Cosa che anche le azioni di Ben Gvir fanno pensare ma molto meno di quei 25 minuti di applausi.

        Tristi saluti

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Cioè chi applaude ad un film israeliano è come i nazisti?

          Poi si dice quando l’antisionismo diventa antisemitismo…

          • Francesco scrive:

            Non è che gli israeliani siano un blocco monolitico, sarebbe razzismo pensarli così.

            Come quando certa gente parla male dei musulmani in genere, attribuendo a tutti le idee di Hamas o dei Pasdaran.

            Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ah, ok, quindi applaudire ai film che denunciano i crimini di guerra è nazismo, mentre osannare i criminali di guerra come fai tu no. Perché gli israeliani non sono tutti uguali e tu, come al solito, ti scegli i peggiori.

              • Francesco scrive:

                1) io osanno i criminali di guerra? e quando mai? neppure Bomber Harris mi è simpatico

                2) i film che denunciano i crimini di guerra di una sola parte tendo a non applaudirli, tanto meno se il contesto è quello del conflitto israelo-palestinese.

                3) ma perchè sei così stronzo? non credo sia colpa mia, non sono certo così importante. cosa hai dentro che non va?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “non credo sia colpa mia”

                Di quello che scrivi qui la colpa è esclusivamente tua. E anche il merito, quando è il caso.

              • Francesco scrive:

                Infatti la domanda era un’altra.

                Mi sono sempre preso la responsabilità di quello che scrivo qui dentro. Chiedi a chi sa leggere e pensare.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “granitiche certezze”

          No, perché il fatto che un genocidio riesca solo in parte non ne discolpa gli autori.

          E il fatto che funzioni solo in parte – qui tendo a non concordare con Martinez – si deve al valore numerico del rapporto fra la popolazione Israeliana (sei milioni o giù di lì) e quella Palestinese rimasta (due milioni o giù di lì). Tre a uno non è un rapporto ottimale: nel 1915 i Turchi erano decine di volte gli Armeni, e altrettanto i Tedeschi rispetto agli Ebrei nel 1942. Un altro paio di esempi di genocidio tentato ma non riuscito completamente in assenza di un adeguato rapporto numerico fra sterminatori e vittime lo danno il Ruanda e la Cambogia. Invece, sia lo sterminio degli Herero Namibiani da parte dei Tedeschi sia quelli dei Moriori da parte dei Maori in Nuova Zelanda (raccontato da Desmond Morris) sono genocidi riusciti, in presenza appunto di un valore adeguatamente grande di questo rapporto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. se poi decidiamo di dare ragione ai banderisti e di considerare anche lo Holomodor come un genocidio riuscito, anche questo è avvenuto in presenza di un numero di sterminandi molto inferiore al numero degli sterminatori.

          • Francesco scrive:

            1) se riesci a considerare lo Holomodor altro che un genocidio riuscito se messo peggio di quello che pensavo. come altro lo definiresti?

            2) “si deve al valore numerico” è la peggiore scusa che ho sentito dai tempi di Berlusconi. con un minimo di organizzazione il massacro è un’attività ad altissima produttività.

            2.5) eri tu che riportavi fantasiose statistiche su come i palestinesi stavano venendo sterminati per fame. Un metodo non solo classico ma anche straordinariamente economico per massacrare un popolo: non devi fare nulla se non bloccare l’accesso di cibo per poche settimane.

            3 (inutile): sono contrario a quello che l’IDF sta facendo a Gaza e a quello che Israele fa in Cisgiordania da decenni. Trovo però disgustoso l’uso del termine “genocidio”.

            Non ricordo chi fosse chi esortava a iniziare con la pulizia del linguaggio (Confucio?)

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Holomodor”

              Sono in ottima compagnia, dato che sia parecchi storici sia centosessantadue paesi al mondo non lo riconoscono affatto come genocidio. A meno di non estendere la volontà genocida staliniana al Kazakhstan, dove negli stessi anni morirono tanti di quei locali che i Kazaki diventarono minoranza nel loro stesso territorio. Ma nessuno parla di genocidio Kazako. Chissà perché.

              “minimo di organizzazione”

              E’ molto ma molto più difficile di quello che credi. Devi riuscire a fare collassare l’intera società degli sterminandi, oppure devi contare su una vasta rete di collaboratori e di infrastrutture per il trasporto e la detenzione delle vittime – e nel secondo caso il numero degli sterminatori deve superare di parecchio il numero degli sterminandi. E’ per questo che fortunatamente i genocidi davvero riusciti sono pochi.

              “fantasiose”

              Ma ti paga l’ufficio stampa dell’IDF? No, perché se no non si spiega.

              “genocidio”

              Io invece trovo disgustoso il genocidio, guarda un po’. E con me la stragrande maggioranza del genere umano.

              “Confucio”

              Esatto. E un altro noto personaggio mi pare che dicesse ‘sia il vostro parlare Sì, Sì, No, No’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Grazie per aver segnato ogni possibile punto a mio favore!

                1) se lo metti ai voti dell’ONU, manco Hitler ha mai commesso alcun genocidio e gli Arabi non hanno preso schiavo manco un nero per sbaglio. La serie infinita di puttanate votate da quell’assemblea è uno dei motivi di pessimismo sul futuro dell’umanità. Ma bando alla filosofia: i voti dell’ONU sono al 100% politica e allo 0% verità.
                L’unico problema lo avrei se l’essere umano ADV volesse negare il genocidio degli ucraini.

                2) cribbio, devi essere in formissima per arrampicarti così bene sugli specchi! Gaza è piccolissima e non ci cresce quasi nulla. Se Israele volesse sterminarli, basterebbe chiudere DAVVERO l’accesso degli aiuti e in poche settimane le scorte ammassate da Hamas finirebbero. Senza colpo ferire.

                3) quindi sono io a rivendicare sia Confucio che N.S. che l’adesione alla verità nell’accezione tomista.

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “se lo metti ai voti dell’ONU”

                Tu proprio Ockham te lo metti sotto le scarpe, se preferisci postulare che la stragrande maggioranza dei paesi del mondo siano obnubilati e che solo USA+Israele+vassalli (che poi sono quelli che riconoscono lo Holomodor come genocidio, in buona misura) siano illuminati dalla Verità.

                “DAVVERO”

                E’ l’antico errore denunciato da Sant’Agostino, quello di scambiare l’impotenza con l’innocenza. Che Israele non possa perfezionare il genocidio più rapidamente di cosi’ dato che grazie ad Hamas ha tutti gli occhi del mondo addosso non significa che non ne abbia bisogno. E lo dimostra tutti i giorni, anche mentre scrivo queste righe:

                https://www.savethechildren.it/press/crollo-palazzo-gaza-soccorsi-ostacolati-dalla-mancanza-di-macchinari

                “verità nell’accezione tomista”

                Te l’ho detto che con questa idea della Verità tu hai dei problemi. L’Aquinate diceva ‘Veritas est adaequatio intellectus ad rem; adaequatio rei ad intellectum; adaequatio rei et intellectus.’ Quando invocano la pulizia del linguaggio né Confucio né l’altro noto personaggio fanno riferimento alla Verità tomista. Questa pulizia richiede semmai di ricordare quel noto detto Statunitense ‘if it looks like a duck, swims like a duck, and quacks like a duck, then it probably is a duck’. In USA lo si usava ai tempi della Guerra Fredda per giustificare l’accusa di Comunismo al Guatemalteco Arbenz. Sostituisci a ‘duck’ la parola ‘genocide’ e avrai Gaza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) per valutare le Risoluzioni votate dall’Assemblea generale dell’ONU non postulo nulla. Giudico che moltissime sono immani cazzate, da decenni. Le spiegazioni possono venire dopo, prima le constatazioni.

                2) qui è ancora più facile: se l’insieme delle attività criminali messe in atto da Israele produce un numero di vittime così ridotto, posso

                2.1 fare un processo alla intenzioni, leggere nella mente di Bibi, sostenere che è un genocidio desiderato ma che non viene tanto bene

                2.2 usare Ockham e riconoscere che non è un genocidio e che tale parola è usata per aizzare l’odio contro Israele e gli ebrei in genere.

                2.2.1 compresi alcuni volenterosi Zio Tom che ardono dal desiderio di vedere Israele bruciare.

                Saluti

      • PinoMamet scrive:

        Andrea, non so perché ma proprio non riesco ad aprire il link di Facebook.

        Comunque sui “droni ammazzabambini” ho già detto come la penso.
        Non c’è intervento di filo-israeliani in cui non venga ripetuta la storia dei bambini israeliani messi nei forni il 7 ottobre, e in cui non si alzi un filo-palestinese dicendo che si tratta di una balla.

        L’infanticidio è una delle accuse più terribili che si possano fare, e non stupisce che sia utilizzata a scopi propagandistici, ma ritengo sia buona norma non accettare la propaganda nè da una parte, né dall’altra.
        I testimoni poi non mancano mai.

        A parte questo, non ho ovviamente visto il film e non ho perciò giudizi da dare in proposito.

        • Francesco scrive:

          >>> ritengo sia buona norma non accettare la propaganda nè da una parte, né dall’altra.

          sottoscrivo al 100%.

          approfitto per chiederti se hai qualche informazione sulle rivelazioni su quello che Bibi avrebbe saputo.

          Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Sono fermo all’emiro che gli avrebbe telefonato e lui che gli avrebbe risposto che sapevano già di un attacco ma in Cisgiordania.

            Boh?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino mamet

          “Facebook”

          Il video si riassume così: chirurgo Inglese che a Gaza ha visto droni calare sulle tende e colpire specificatamente bambini Palestinesi. Lo racconta alla Camera dei Comuni.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            un bugiardo?

            un fesso?

            droni creati apposta per colpire una singola persona?

            operatori di droni israeliani bastardi oltre ogni limite? e suicidi, che i parenti dei bambini ammazzati diventano ancora più decisi e feroci.

            e, soprattutto, perchè non ti capita di vedere i filmati di droni che inseguono singoli civili ucraini?

            è lo strabismo la colpa che ti imputo, più ancora dell’essere comunista.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “bugiardo”

              Inutile cercare di convincere un negazionista. Non ci provo neanche.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                il problema è quando la affermazione fa sembrare credibili i Protocolli dei Savi di Sion.

                anche di più è problematico quello che si deduce dai fatti affermati: la tesi del genocidio

                ammettiamo che Israele abbia ammazzato 70.000 persone a Gaza più altre 20.000 rimaste sotto le macerie e non ancora contate.

                ed è ben noto che con la “linea gialla” ha pressato i gazawi in circa metà territorio rispetto a quello già minuscolo in cui stavano prima

                si tratta di cose terribili e (forse) del tentativo di scacciare a gazawi da Gaza (verso dove?) ma chiamarlo genocidio serve solo a rendersi non credibili.

                a banalizzare il concetto e il crimine.

                a rafforzare la tesi che gli Ebrei o fanno così o crepano. più prima che poi.

                tesi che temo sia un crescita.

                ah, anche raccontare la storia del conflitto in Terrasanta senza citare Hamas aiuta a non essere credibili.

                Per questo non accetto di essere definito negazionista, io i fatti cerco sempre di vederli.

                prima di giudicarli.

              • PinoMamet scrive:

                Per tornare al film “Danni collaterali”
                (NazA, Nezek Agadi come ci ricorda il sempre informato Moi)

                trovo credibilissimo che un esercito in guerra, un esercito perdipiù sempre più “infiltrato” da elementi estremistici come quello israeliano, commetta dei crimini di guerra.

                Posso anche credere che certi ambienti dell’esercito abbiano avuto una politica volta a massimizzare le vittime civili, per convincere una popolazione a scappare o semplicemente per terrorizzarla o anche solo per vendetta;

                quello che trovo non credibile è che tale politica sia stata estesa e condivisa da un esercito intero, che, con tutti i distinguo, resta un esercito di massa e di leva

                (a Gaza, dice un contatto israeliano, sono entrati, a turno 30.000 soldati israeliani, qualche migliaio di leva, e la maggioranza invece “richiamati”, che vuol dire sempre di leva ma che hanno firmato per fare richiami addestrativi)

                un esercito oltretutto che viene indottrinato a valori opposti (la “purezza delle armi”) e non è uso nascondere le occasioni di dissenso con il potere militare e politico.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “trovo non credibile”

                Che tu lo trovi non credibile è un problema tuo.

                Sei in buona compagnia.

                Anche i consiglieri di Roosevelt consideravano non credibile il rapporto Pilecki.

                Ma la Shoah è un fatto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet & Francesco

              “Sion”

              E’ l’argomento con cui il Rapporto Pilecki sulla Shoah in atto ad Auschwitz, arrivato sulle scrivanie dei governanti Alleati a guerra ancora in corso, fu snobbato senza riserve: semplicemente raccontava cose troppo terribili per essere credute. E siccome gia’ durante la Grande Guerra le voci sulle atrocita’ commesse da Tedeschi sui civili si erano in seguito rivelate grandemente esagerate, col Rapporto Pilecki scatto’ la sindrome di Pierino e il lupo. Ora sappiamo cosa successe davvero.

              “ma chiamarlo genocidio serve solo a rendersi non credibili.”

              Non dirlo a me. Chi i genocidi del passato li studia di mestiere, in qualità di storico – incluso anche qualche Ebreo – non ha dubbi.

              https://www.google.com/search?q=storici+esperti+di+genocidio+che+riconoscono+che+a+gaza+c%27%C3%A8+un+genocidio&rlz=1C1GCEB_enIT975IT975&oq=storici+esperti+di+genocidio+che+riconoscono+che+a+gaza+c%27%C3%A8+un+genocidio&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCTE2OTQxajBqNKgCALACAQ&sourceid=chrome&source=chrome.ob&ie=UTF-8

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                il problema è matematico: le cose terribili che TU racconti non sono compatibili coi numeri verificabili già OGGI

                se nel 1946 avessero trovato 11,5 milioni di ebrei vivi in Europa, nessuno avrebbe potuto sostenere che Hitler ne aveva trucidati 6 milioni.

                ma non li hanno trovati.

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “matematico”

                Precisamente.

                Se il tasso di crescita demografica dei Palestinesi è sempre stato molto più alto di quello degli Israeliani – che infatti hanno dovuto ricorrere a una massiccia immigrazione – il fatto che negli ultimi anni siano aumentati così poco ne attesta il massacro.

                Tu continui a confondere il genocidio tentato con quello riuscito. Un giurista, che io sappia, non lo fa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                secondo me sei quasi al record, di arrampicata sugli specchi!

                non che sia grave, ho trovato gente che sostiene che OGGI Hamas sia un burattino del governo di Israele

                la follia non ha limiti, come la malafede

                Ciao

                PS se non ci fosse certa gente, sarei impegnato a criticare Israele, a chiedere la neutralità di Gerusalemme, i due Stati, la cacciata dei coloni dalla Cisgiordania, di smetterla di rompere i coglioni con Giudea e Samaria e c’eravamo prima noi e mille altre cose.

                Ma ci sono altre priorità. Per colpa di certa gente.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Hamas”

                Aggiórnati.

                Che Hamas sia stato finanziato da Israele è stato accertato da tempo.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Supporto_di_Israele_ad_Hamas

                https://www.raiplay.it/video/2024/06/Spootlight—Le-valigette-I-soldi-di-Hamas-a520b99c-9794-49b9-9db9-cc89c8e5c845.html

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                prova a leggere, però, prima di ribattere. c’è una parolina tutta in maiuscolo che a mio modesto parere è decisiva.

                pure Lenin venne spedito in Russia dai generali tedeschi, non credo questo voglia direi che volevano le rivoluzioni bolsceviche a casa a loro ma una delle conseguenze fu proprio quella!

                Ciao

        • paniscus scrive:

          “L’infanticidio è una delle accuse più terribili che si possano fare”—

          Ma comunque (almeno in Italia, in altri paesi non lo so) il concetto di “infanticidio” NON vuol dire genericamente l’omicidio di una persona molto giovane in generale,

          ma vuol dire l’omicidio di un neonato in un contesto legato direttamente alla nascita, cioè, ad esempio il bambino ucciso o lasciato morire per abbandono immediatamente dopo la nascita, ad opera della madre, o di un’altra persona che abbia assistito al parto.

          L’omicidio di un bambino che ha già vissuto per qualche anno e che non è stato aggredito in situazioni familiari, ma da perfetti sconosciuti, non è “infanticidio”,

          semmai è omicidio aggravato per le giovane età della vittima (e quindi deve essere condannato con tutte le aggravanti), ma non si chiama “infanticidio”.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il reato di infanticidio non è la definizione di infanticidio, però, così come la definizione lavoristica di adolescente (persona dai sedici ai diciotto anni) non è la definizione di adolescente.

            • paniscus scrive:

              quindi se un teppista automobilistico travolge per strada un bambino che ha già 8 o 9 anni, è “infanticidio”? Semmai sarà “omicidio stradale” aggravato dalla giovane età della vittima, ma non è infanticidio.

              • giuseppe motta scrive:

                no, quindi non devi confondere il reato di “Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale” con ciò che infanticidio significa nella lingua italiana

                e travolgere un bambino per strada non c’entra molto con l’abbandono materiale e morale

                la giovane età della vittima in Italia è un’aggravante dell’omicidio stradale? strana legge

              • paniscus scrive:

                i dettagli esatti non li so, ma mi pare di ricordare che ci sia un’aggravante NON per l’anagrafe in sé, ma per il fatto che un bambino abbia una capacità ridotta di potersi difendere o riuscire a scappare.

              • roberto scrive:

                non mi sembra di vedere una aggravante specifica dell’omicidio stradale per la giovane età dela vittima

                https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-i/art589bis.html

                però è vero che c’è una aggravante generica in caso di “minorata difesa” della vittima che il giuidce può decidere di applicare.

                non conosco la casistica

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                A otto anni si è grandicelli per essere considerati infanti.

                L’infanticidio è l’uccisione del neonato, tipicamente, per cui le accuse di infanticidio contro le varie minoranze riguardavano quel tipo di uccisioni.

  57. Moi scrive:

    Valditara: “Non ha più senso distinguere fra liceo e istituto”. La proposta arriva con un prossimo decreto-legge

    https://www.ascuolaoggi.com/post/valditara-non-ha-pi%C3%B9-senso-distinguere-fra-liceo-e-istituto-la-proposta-arriva-con-un-prossimo-d

    • PinoMamet scrive:

      Finché si diverte a cambiare i nomi…

      • Moi scrive:

        A Budrio (paesino sconosciuto se non fosse per Giuseppe Donati [1836_1925] e la celeberrima Ocarina … ) c’è un “Liceo Scienze Umane” [sic] intitolato a … Giordano Bruno. A Modena un “Liceo Sportivo” …

        • PinoMamet scrive:

          ..intitolato a Bruno Giordano?

          • Moi scrive:

            Ah, no quello a Modena … Alessandro Tassoni (1565_1635) .

            … ed era un Letterato, vedi “La Secchia Rapita”, sulla Rivalità Storica tra Modena Ducale e Bologna Papalina.

            • PinoMamet scrive:

              Sì, ce l’ho in casa, e l’ho anche letta (non tutta).

              A me interessa per svariati motivi:

              1-i reggiani sono già descritti come proverbiali teste quadre (con relativo mito eziologico inventato di sana pianta);

              2-i reggiani sono trattati malissimo;

              3-sono citati tantissimi paesi dell’Emilia Romagna, compresa la mia cittadina;

              4-è stata composta poco dopo il Don Chisciotte, eppure Don Chisciotte medesimo vi compare come antenato mitico di un personaggio (con assoluto e geniale sprezzo di ogni storicità) a testimonianza dell’enorme e pressoché istantanea fama europea dell’opera cervantina;

              5-tra i vari modi di parlare parodiati c’è anche quello romanesco (diverso da quello attuale)

              6-l’opera smentisce clamorosamente la vulgata di internet che “gli italiani non si capivano tra di loro” e “gli italiani non avevano coscienza di essere italiani”

              7-si tratta di una fantasmagorica anti-Iliade su scala padana e poi italiana

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “gli italiani non si capivano tra di loro”

                Credo però che se si esce dall’Italia centro-settentrionale la cosa fosse vera, perché i non alfabetizzati che nemmeno capivano il toscano aumentavano.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, guarda Peucè, quasi a proposito:

                vedo su un Instagram un filmatino (postato non da italiani) di Carosone che canta Tu vuò fà l’americano.
                La didascalia racconta brevemente la popolarità di Carosone grazie alla sua intuizione di unire le melodie napoletane e i ritmi americani, e fare interpretare le sue canzoni da un’orchestra di virtuosi.

                spiega anche che il testo è una garbata presa in giro della mania americanofila dell’Italia di quegli anni.

                Beh, sotto si sprecano i commenti di italiani (suppongo del Nord) che dicono “non ho mai capito il testo!” e di italiani (suppongo del Sud) che dicono “quelli del Nord non possono capire il testo perchè è neapolitan dialect!”

                E poi (ormai purtroppo abbiamo educato i barbari, credono a tutto quello che gli raccontiamo…) c’è sempre anche qualche straniero che si sente in diritto di dire che “neanche gli italiani capiscono il testo, l’Italia è un paese diviso ecc. ecc.”

                La realtà:
                la canzoni napoletane erano cantatissime in tutt’Italia, tutti capivano il testo
                (che di solito era in un napoletano semplicissimo e praticamente italiano), e nello specifico Tu vuò fà l’americano l’ho sentita suonare (e cantare dal pubblico) anche in alcuni matrimoni… di persone locali.

                Non vedo proprio cosa abbia di difficile il testo, “cuppulella”? Davvero nessuno sa cos’è una coppoletta, un berrettino? Ma se tutti chiamano “coppola” qualunque tipo di berretto che vagamente le somigli?

                Lo “stemma arreto”? Posso capire che dopo quasi un secolo di diffusione dei jeans (nel modello americano, cioè, i jeans intesi come pantaloni di tela di cotone sono in circolazione da secoli) non si colga che l’etichettona di pelle o cartoncino con il nome della marca fosse un particolare inusuale nell’Italia degli anni Cinquanta, ma non ha nulla a che fare con la lingua…

                Boh, proprio non vedo cosa ci sia di difficile in quel testo.

                Secondo me certe persone per principio vogliono dire di non capire.

                Proprio come ai raduni di Pontida, visti al TG, c’era qualcuno con il cartello “cara butta la polenta, libero la Padania e torno”, e magari la polenta la mangiava una volta l’anno, lo spago tutti i giorni…

              • PinoMamet scrive:

                Dimenticavo quelli che sotto “neapolitan dialect” devono correggere “no invece è un real language lo-ha-detto-l’Unesco”

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sì, la canzone napoletana era popolarissima in tutta Italia e un po’ in tutti i ceti.
                Mi è stato riferito che si cantava anche nelle osterie milanesi (e comunque ci sono riscontri diretti, perfino discografici).

                E il napoletano per un italofono è facile.

                Poi ci sono quei settentrionali proprio refrattari, come il Dogui, che diceva che lui non capiva una parola delle commedie di Eduardo: quelli so’ tipi che non capiscono nemmeno un napoletano che parla in italiano con l’accento napoletano (pensa che una volta Elemire Zolla da Costanzo disse di non aver capito il discorso di un napoletano che aveva parlato in italiano; da lì mio zio trasse l’idea che uno che pretende di capire gli sciamani asiatici e non capisce un napoletano che parla in italiano non è credibile in ogni caso), forse più per una chiusura psicologica che per una reale difficoltà, difficile a spiegare.

                Ma parliamo comunque di epoche (l’Ottocento e a maggior ragione il Novecento) in cui c’è stata la scuola di massa, il servizio militare, poi la radio, la televisione, in cui insomma le aree dell’Italia erano comunque molto più in comunicazione fra loro che in passato.

                Ma che un napoletano del Sei-Settecento potesse non capirsi con un milanese della stessa epoca a me pare plausibilissimo.
                Un anziano signore barese una trentina d’anni fa mi raccontava di quando era ragazzo che un tizio si rivolse in italiano a un ragazzo e gli fu spiegato ca cudde non gapìssce u tagliàne.
                E parliamo di qualcosa accaduto nei primi decenni del Novecento, cioè ieri.
                Caso forse estremo.

                Mentre non mi sorprende che fra settentrionali (fra loro e con toscani) ci si potesse più o meno capire, perché una patina di toscano arrivava un po’ in tutti i ceti, tranne forse nel contadino del villaggio isolato, magari più allora che nell’Otto-Novecento, che può aver creato sacche di degrado e marginalità.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma che un napoletano del Sei-Settecento potesse non capirsi con un milanese della stessa epoca a me pare plausibilissimo.”

                Certo, e apposta esisteva il toscano !

                A leggere certi semi-colti (il male dell’Italia) pare che esistessero solo due categorie di persone, il contadino che guai ad uscire dal villaggio, e il letterato che viveva in una torre d’avorio.

                Che l’Italia, dal Medioevo in poi, fosse un mosaico di Stati con confini mutevoli, con storie di migrazioni interne di cui qualche volta rimane traccia folklorica o archivistica, molte volte no;

                con tutte le categorie che per i motivi più svariati si spostavano da una parte all’altra dello Stivale, dai soldati alle suore passando per i maestri delle varie arti, cantanti, virtuose, artigiani specialisti e così via…

                e che ci fossero preti che predicavano, giudici che scrivevano sentenze, scrivani che scrivevano lettere, notai che redigevano ecc.

                e che tutto ciò sia avvenuto per secoli in un toscano, più o meno corretto e più o meno colto, ma usato ovunque;

                non gli entra proprio in testa.

                Magari il contadino che andava davanti a un giudice per una questione di confini col vicino, voglio dire, dava la sua testimonianza in dialetto;
                ma poi la testimonianza veniva tradotta in toscano ,e se proprio non l’avrà capita
                (ma ne dubito; magari non avrà capito le parole difficili) ci sarà pur stato qualcuno in grado di tradurgliela, che non necessariamente il “letterato nella torre d’avorio”, ma magari semplicemente il barbiere che aveva studiato un paio d’anni dai preti.

              • PinoMamet scrive:

                A proposito di micro-migrazioni interne, dalle mie parti voglio ricordare “in arrivo” gli stampatori marchigiani, i pasticceri toscani e i contadini/bovari dalle Maremme;

                “in uscita” gli “orsanti” dall’Appennino verso la Lombardia e un po’ tutta Europa, e contadini e boscaioli verso la Corsica (a volte con ritorno).

                Evito di parlare delle migrazioni più moderne (in uscita verso Francia, Scozia, Galles; in entrata dal Meridione, sia per i motivi che sanno tutti, sia per la politica matrimoniale delle parrocchie di campagna come già ricordato da me), e di quelle troppo specialistiche che avranno riguardato singole persone (la scuola di scherma parmigiana era di stretta impronta napoletana, per esempio…)

              • PinoMamet scrive:

                Vicino alla Spezia mi risulta invece un intero paesino fondato da marchigiani (forse Fezzano? se non ricordo male), mentre gli stessi marchigiani sono ricordati da Tobino tra i fondatori della marineria viareggina (dice che avrebbero portato le tartane attraverso l’Appennino trainate da buoi… mah… mi pare più probabile che abbiano portato i più maneggevoli 😉 mastri d’ascia)

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “A leggere certi semi-colti (il male dell’Italia) pare che esistessero solo due categorie di persone, il contadino che guai ad uscire dal villaggio, e il letterato che viveva in una torre d’avorio.”

                Allora, ti do ragione ma in parte.
                Nel senso che la descrizione che fai prendendone le distanze per il sud qualcosa di vero ce l’ha.
                Va circostanziata, non assolutizzata, ecc., ma non è nemmeno lontanissima dalla realtà.

  58. Puffo giardiniere scrive:

    Siccome sta tornando di moda il nazismo, soprattutto tra i miliardari e gli ignoranti e gli stronzi, e anche sto leggendo per la seconda volta un bel libro sulla Sintropia, in questo libro ho trovato questa descrizione del nazismo che mi è piaciuta, yes.

    Nazismo. L’applicazione sistematica dell’eugenetica e del darwinismo sociale si ebbe nella Germania nazista, dove vennero inizialmente sterilizzati e poi eliminati storpi, malati mentali e soggetti affetti da malattie ereditarie e centinaia di migliaia di persone vennero condannate a morte solo perché anziane o mutilate. Inoltre, lo scontro fra le nazioni giovani, come veniva vista la Germania stessa piena di vitalità, e le nazioni vecchie, come la Francia, fu considerato un’inevitabile giustificazione della guerra. La vitalità di una nazione si deduceva quasi esclusivamente dalla sua crescita demografica: più una nazione era feconda, più essa sarebbe stata forte. Così, la Russia ed i popoli slavi in generale facevano paura a causa della naturale crescita della loro popolazione, in quanto si sarebbe giunti inevitabilmente ad una resa dei conti violenta. I nazisti tentarono di far passare come legge naturale l’oppressione dei deboli, dei poveri e delle razze “inferiori”, l’eliminazione degli invalidi e la sottomissione delle piccole imprese, dando adito a pensare che quello fosse l’unico modo per far progredire l’umanità. I nazisti tentarono di giustificare tutte le ingiustizie perpetrate con spiegazioni scientifiche, e la mancanza di compassione fu descritta come una legge della natura e al strada principale per arrivare all’evoluzione.” (da “La teoria dei bisogni vitali” di “Ulisse Di Corpo”)

    Poi sulla Sintropia dovrò inevitabilmente tornarci, perché ho un quesito per Di Vita. Roba incandescente.

  59. il modulo del dissenso informato scrive:

    Chi ha applaudito il film Naza a Venezia per 25 minuti in realtà stava applaudendo sè stesso.
    La vita sociale è fatta di riti collettivi, lì si è svolto il rito di quella parte del ceto intellettuale che si autoapplaude per aver celebrato lo spettacolo della libertà di espressione e soprattutto lo spettacolo della propria elevata coscienza morale.
    Con questo non voglio dire che i due registi israeliani non meritino i complimenti, ma che questi riti collettivi non cambiano la realtà,e va da sè, ma poi più di quel tanto nemmeno la coscienza della realtà.

    • Moi scrive:

      Questo purtroppo sì … la Croce e Delizia del Ceto PicoloBorghese “Culturoso” 🫠 di SX è sempre stato ” raccontarci quanto siamo Buoni noi attraverso la narrazione di quanto sono sfigati gli Altri”.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A me pare sia qualcosa di molto condiviso: si sprecano i contenuti su quanto siano brutti e cattivi gli altri e che quindi noi siamo superiori.

        • Francesco scrive:

          Concordo, è molto più facile e diffuso parlare male degli “altri” che presentare i propri valori o addirittura dei buoni esempi di loro applicazione.

          Segno dei tempi.

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          vero.
          Quella della sinistra è una finta esaltazione dell’alterità, in realtà è l’autocelebrazione dell’Occidente, per quanto saremmo bravi, evoluti, tolleranti, democratici, inclusivi, femministi, filoculattoni, accoglienti con gli immigrati, ecc., mentre guarda come sono selvaggi e cattivi tutti gli altri, governati da biechi dittatori, razzisti, nazionalisti, maschilisti, ecc.

          • Francesco scrive:

            Anche oggi che la lotta contro l’islamofobia diventa lotta per l’islamismo radicale? o pensi che tolto l’odio contro gli ebrei i due gruppi si separerebbero?

            • Peucezio scrive:

              Cosa c’è al mondo di più occidentale dell’Islam?

              • Moi scrive:

                Ebraismo, Narrazione Originaria … fonte originaria estremamente caotica.

                Cristianesimo, “Spin Off” Iconoclasta … fonte originaria controversa.

                Islam, “Sequel” di Conciliazione e Rettifica … fonte originaria in un’ unica soluzione.

              • Moi scrive:

                Tanakh (chiamiamola con il suo nome …) è una raccolta di 39 libri organizzati in Torah (Legge/ Istruzione), Nevi’im (Profeti) e Ketuvim (Scritti).

                I testi si svilupparono tra il XIII e il IV secolo a.C., in una regione, il Vicino Oriente antico, in cui Mesopotamia, Egitto e Levante condividevano influenze religiose, legali, sociali e letterarie.

                La Mesopotamia, con Babilonia e Assiria, possedeva una ricca tradizione mitologico-religiosa, comprendente epopee come l’Enûma Eliš e l’Epica di Gilgamesh, nonché codici legali come il Codice di Hammurabi.

                Questi testi furono composti secoli prima di gran parte del Tanakh, creando un panorama culturale preesistente a Israele.

              • Moi scrive:

                Il cristianesimo, nato nel I secolo all’interno del contesto del giudaismo palestinese, ha avuto origini complesse e talvolta “confuse” a causa di una serie di fattori storici, culturali e teologici interconnessi.

                Le origini confuse del cristianesimo derivano da una combinazione di fattori storici, sociali e teologici, dalle discordanze tra le prime comunità e dall’assenza di un quadro unitario immediatamente dopo la predicazione di Gesù. Solo con il IV secolo e l’intervento dell’autorità imperiale il cristianesimo cominciò a consolidarsi in una religione organizzata e uniformemente riconosciuta.

              • Moi scrive:

                Il Corano è considerato la parola, nell’ arco di 23 anni, dell’ Unico Vero Dio rivelata a Maometto tramite l’angelo Gabriele; Pur essendo ricevuto oralmente dal Profeta, fu scritto e memorizzato dai suoi Compagni e successivamente compilato in un libro uniforme, il mushaf, che è giunto fino a oggi integro.

                Come minimo-minimo, l’ Atto di Fede è che chi lo ha trascritto NON lo abbia modificato rispetto al testo orale ricevuto; un Profeta analfabeta non avrebbe mai potuto verificare di persona.

                Ebraismo e Cristianesimo vengono ricapitolati come tentativi riusciti solo in parte di arrivare autonomamente (!) a Dio prima dell’ Islam.

              • Moi scrive:

                Il Musulmano, in sintesi ha una concezione molto storicista, in fondo avveduta, di “Tanakh” ed “Eua(n)gghelia” … MA quasi schizofrenicamente ha una concezione profondamente mistica di “Al-Quran”.

              • Moi scrive:

                Lo intendo puramente (!) etimologicamente:

                Il termine fu coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler nel 1908 e deriva dal greco σχίζω (schízō, ‘io divido’) e φρήν (phrḗn, ‘mente’), e cioè “scissione della mente”.

              • Moi scrive:

                Senza appartenere a nessun dei 3, capisco tuttavia come Ebrei e Cristiani possano trovare irritante tale atteggiamento Musulmano. 😉

              • Moi scrive:

                In alcuni Midrashim sopravvive l’ idea “Pagana Mesopotamica” di una Creazione Demiurgica, quindi per definizione fallibile .

              • Francesco scrive:

                L’Occidente, per esempio.

                Sia “noi” che “loro” abbiamo sempre percepito con estrema nettezza la differenza, per non dire l’estraneità, delle rispettive culture.

                Se non sempre, per un buon 99% del tempo e delle occasioni di incontro e scontro.

                Solo tu riesci a trovare qualcosa in comune tra la cultura del chador e quella delle minigonne.

                Del resto, pensi di capirne più dell’Islam rispetto a Al Wahhab e Khomeini.

  60. il modulo del dissenso informato scrive:

    Con quello che ho scritto volevo più che altro dire come mi sembra che funzioni il sistema in un suo pezzo che mi era caduto sott’occhio,e che per me c’entra poco con la dx e la sx.
    Un sistema complesso come il nostro è composto da più ruoli e più livelli, che si mischiano e si sovrappongono, ed il sistema riesce a funzionare solo se tutti “fanno la loro parte”.
    Nel sistema ci deve essere anche il momento ricreativo e pure quello morale, e qualcuno si deve incaricare di svolgerli, poi tutti si torna alle dure e meno dure fatiche e brutture della realtà, portare a casa la pagnotta, creare film, ammazzare questo o quello, ecc, il sistema ha spazio per tutti e per tutti i ruoli.

    La commedia ha bisogno che si recitino tutte le parti previste, se no non si va avanti.

    Nella realizzazione di Naza c’è dentro il Guardian, che effettivamente è l’organo della sx liberal,ma questo per me è secondario rispetto al fatto che il Guardian svolge la sua funzione sociale nel sistema facendo sia da sponsor sul piano ricreativo/morale tramite sto film ,sia da sponsor sul piano della realtà del potere, cioè della realtà più grezzamente materiale,quella dove si mangia, si caga, si vive e si muore dentro un qualche sistema di potere, partecipando in passato alla campagna anti-Corbyn perchè antisemita blah blah blah, quando in passato Corbyn potenzialmente contava qualcosa in quanto primo ministro.
    Non è che a dx funziona diverso, certamente cambia cosa mettere nelle caselle del suo momento morale/ ricreativo e cambiano i riti di riferimento, anche lei deve fare la sua parte nella commedia, se non non si va avanti.

  61. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/allarme-diesel-a-6-dollari-trump-frena-zelensky-basta-raid-sulle-raffinerie-russe-o-salta-leconomia/

    Ah, ma allora lo vedi che il petrolio non mente?
    Ha fatto dire la verità persino a Trump.

  62. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Il sito Lexilogos ha aggiunto “Arabe Coranique” alle sue tastiere virtuali …

    ebbene, questi 3 simboli (se li prende …) mi paiono alquanto “paganeggianti” :

    ۝۞۩

  63. Mauricius Tarvisii scrive:

    Nuovo scontro tra mondo reale e mondo degli influencer

    https://www.rainews.it/articoli/2026/09/venezia-blitz-di-influencer-di-estrema-destra-contro-attivisti-di-avs-e-morion-indagini-in-corso-382f5ab6-7af7-4855-b9e6-93849979d4e2.html

    Dei tizi che passano il tempo a fare video da postare su internet si sono dati appuntamento a Venezia, sono andati fino al Sestiere di Castello (il più lontano dalla stazione, quindo dove fuori dal periodo della Biennale non vedi molti turisti, dove si trova da mangiare a prezzi umani e dove non c’è un’evidente bnbficazione) e hanno deciso di aggredire i residenti che li contestavano.
    I residenti pestati stavano evidentemente “degradando” la piazza del loro quartiere organizzando un torneo di briscola.

    https://www.veneziatoday.it/cultura/una-festa-in-campo-a-san-francesco-della-vigna-per-salutare-l-estate.html

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Castello merita comunque una visita. E’ vero che anche in altri posti a Venezia ci sono ancora i fili per stendere, ma non li si nota mai per via del casino che c’è per strada. Laggiù, invece, li si trova proprio in bella vista pure nei campi.

      • Peucezio scrive:

        Ma è la zona della Biennale?

        Perché se è così la conosco, ci abita un mio amico, ci sono stato varie volte: poco turistica, molti veri veneziani, bacari e circoletti frequentati da gente del posto…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sì, è il sestiere in fondo: Arsenale, Giardini Napoleonici, Via Garibaldi (l’unica strada denominata “via” in centro a Venezia).

    • Peucezio scrive:

      Che tristezza, che imbecilli.

      Se questi devono essere un contenimento dalla criminalità comune siamo a posto.

      Io comunque propongo una legge di divieto assoluto di uso delle parole “destra” e “sinistra” in senso politico, in qualunque contesto pubblico e privato, con tanto di taglio della lingua.

      I borseggiatori, i “maranza”, i teppisti sono di sinistra?
      Come disse Alemanno, in carcere c’è più gente di destra che di sinistra.
      E allora che cazzo c’entra questa dicotomia da bambini dell’asilo?

  64. daouda scrive:

    Non ho capito una cosa da tutto il cattivismo perbenista ed il buonismo razzista, che c’entra co voi?

    Ma soprattutto ormai abbiamo davero superato l’iper-reealtà e infatti si sostienee non solo che l’algoritmo idiota sia “intelligente”, ma che sia addirittura nuovo! Un marxiano avrebbe dovuto subito coglie la famelicità capitalista come il liberista il centralismo sovietico ed invece si parla di skynet o di sostituzione del lavoro…mortacci vostri Ludd ve caca in bocca!

    Tante care cose da noi a voi e da voi a loro.

  65. Moi scrive:

    A proposito di InfluencerS 😉 … una parola che non reggo più è “àutfit” per l’ abbigliamento .

    • Moi scrive:

      Come dice giustamente la solita Professoressa Pani , abbiamo interiorizzato un irrazionale senso di inadeguatezza dell’ Italiano a esprimere qualsiasi concetto moderno , attuale …

  66. Moi scrive:

    Non so se è lo stesso tizio del parco a Mestre o un sodale … poco importa e mi tengo in briga a verificare; fatto gli è che si è / lo ha “vendicato” con un video clickatissimo e làikatissimo dove brucia il Corano.

  67. Moi scrive:

    Jooseppy 😁 e la Shelly 🫠 all’ insanabile spaKKatura sull’ Ucraina ?

    Sappiamo bene quanto proteiforme sia la SX Italiana

    • Moi scrive:

      In compenso li accomuna l’ intento di riconoscere “a busso” la Palestina SE vincono le prox Elezioni Politiche …

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sono riusciti a rendere centrale l’unico tema che non verrà deciso in Italia e sui cui l’Italia non avrà mai nessuna voce in capitolo.

    • Francesco scrive:

      Non mi pare che la Elly abbia una posizione diversa dal Giuseppy. O dal Bonelly. O dal Fratjannyi.

      Sono le infime minoranze del PD a dire qualcosa di occidentale ma tanto non contano nulla.

      Giusto?

  68. Moi scrive:

    Nuovo Meme che impazza sui Social

    Meloni+Takaichi+Weidel=Nuovo Asse in Rosa

    😱

  69. Moi scrive:

    @PEUCEZIO & PINO

    Io non capisco tutta Italia con la stessa semplicità, ovviamente … ci sono Italiani di ogni origine che si fanno vanto di dire di non capirne altri molto lontani , proprio affermano di non capire nulla o quasi mentendo “deliberatamente spregio” ; tuttavia siccome “per far un fosso ci vogliono due sponde”, spesso trovano dall’ Altra Parte gente che altrettanto apposta parla velocissimo, addirittura senza dire nulla di sensato ma scioglilingua popolari fini a sé stessi e pieni di assonanze e termini desueti.

    • roberto scrive:

      la vedo un po’ come te (se ho capito bene)

      faccio la tara di quelli che dicono per principio che non capiscono nulla nemmeno del dialetto del paese vicino, ma per chi non è avvezzo a un dialetto o semplicemente per chi (come me per esempio…) proprio non ha l’orecchio, il dialetto può appunto apparire abbastanza misterioso

      quando sono arrivato a bologna e sentivo parlare in dialetto non capivo letteralmente nulla

      ma anche il napoletano, che a casa mia non ha mai parlato nessuno e che essendo cresciuto lontano da napoli non ho sentito praticamente mai, mi causa qualche grattacapo. Mi ricordo benissimo la prima volta che ho letto natale in casa cupiello che c’erano un sacco di parole oscure (nella scena iniziale nennillo che dice “non mi soso”…boh mi ci è voluto un po’ a capire che voleva dire non mi alzo)

      insomma senza esagerare, il napoletano o il milanese non sono il finlandese, ma non sono nemmeno così evidenti

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “la prima volta che ho letto natale in casa cupiello che c’erano un sacco di parole oscure”

        Ma perché l’hai letta: secondo me vista recitata non crea problemi particolari.

        • Moi scrive:

          Concordo assolutamente con Mauricius … anzi: una recitazione espressiva con un contesto è molto didattica. 😉

        • Peucezio scrive:

          In effetti la recitazione aiuta molto.

          Io, va bene che sono dialettologo, ma non è che sia un esperto di veneziano.
          Andai a vedere “Le baruffe chiozzotte”: inizialmente facevo un po’ fatica; dopo il primo quarto d’ora mi ero fatto l’orecchio e capivo tutto.
          Certo, il veneziano è facile, in quanto abbastanza vicino al toscano. Con una commedia in torinese stretto farei più fatica.

      • Ros scrive:

        roberto: “non mi soso”

        in siciliano viene: “n (dove la n iniziale non si deve sentire)
        umm’ susu”;
        sùsiti= alzati;
        susìrisi= alzarsi.

        Mi pare d’aver spesso notato come molte parole in stretto e vetusto napoletano sono quasi identiche a quelle siciliane.

    • PinoMamet scrive:

      Io da questo punto di vista sono abbastanza fortunato;

      i dialetti italiani, non strettissimi ovviamente, li ho sempre capiti senza troppa difficoltà
      (anche “non mi soso”, sarà stato il contesto…)

      comunque capisco benissimo le difficoltà vere , sono quelle esagerate o presunte per principio che mi infastidiscono.

  70. Moi scrive:

    L’ attore Fabio Brescia è salito alla celebrità “del Ticchettìo” (come dice glottoautarchicamente Paolo Sizzi) per aver svelato al Resto del Mondo – Italia la distinzione Napulitano VS Napulegno … un esempio :

    “O cumpare a mé” Napulitano
    “‘Mmbar’ammé” Napulegno

    • Moi scrive:

      È cmq abituato a recitare in Napoletano Classico, con i condizionali in “rìa” … gli Ispanismi “conmigo/tigo/sigo/nosco/vosco” .

      A dirla tutta , in Spagnolo moderno purtroppo le ultime 2 sono rarissime, mentre per fortuna si conservano in Portoghese …

      Portoghese particolare , forse unico tra le Lingue Romanze per l’ “Infinito Personale”.

      • Moi scrive:

        L’infinito personale (infinitivo pessoal) è una forma verbale unica del portoghese che permette di coniugare l’infinito in base alla persona e al numero. A differenza dell’italiano, l’infinito in portoghese può indicare chi compie l’azione.

        Esempio:

        É importante falarmos com o chefe.
        (È importante che noi parliamo con il capo.)

        Se funzionasse come lo Spagnolo sarebbe :

        É importante que falamos com o chefe.

        😉

        Più vicino alle Frasi Infinitive del Latino.

  71. Moi scrive:

    Latino : fabulare

    Sardo : fablare

    Spagnolo: hablar ; Portoghese: falar

  72. Moi scrive:

    In Svezia pare che il “Voto Islamico” abbia fatto vincere il Centrosinistra … che tuttavia si era molto spostato a Dx sulle politiche migratorie.

    Questo spaventa le Dx del resto d’ Europa, il cui elettorato sui social invoca la Remigrazione su Base Religiosa …

    • Moi scrive:

      In questo, Sua Santitudine 😉 è visto come “Catto Comunista ” …

    • Moi scrive:

      Almeno in Italia, dove sul razzismo biologico anche la Dx più Dx è tutto sommato “timida” … una frase molto ricorrente è che “non è pregiudizio razziale … è matematica statistica !”; difficilmente però di Statistica se ne intendono.

      La “statistica” in questione è la Generalizzioe Assoluta dell’ Immigrato Delinquente ! La Sx dice ragionevolmente che è sbagliato, PERÒ come dice giustamente la solita Prof Pani, la Sx “realmente esistente” fa la stessa cosa con i “Maschi Bianchi Etero Cis” molestatori / stupratori/femminicidi.

    • Francesco scrive:

      Moi

      quanti sono gli elettori svedesi? e quanti di questi sono musulmani?

      credo che questi dati permetterebbero di capire se la questione può esistere o meno

      Ciao

  73. Moi scrive:

    @ MIGUEL / PEUCEZIO

    Sulla base della mera assonanza, si potrebbe pensare legittimamente a una parentela linguistica fra il Turco “Kelebek” e il Tedesco “kleben”.

    Spoiler: NO.

    Con scrittura logografica, tali “cantonate” sarebbero evitate in partenza.

    😉

  74. Moi scrive:

    @FRANCESCO

    Una battutaccia abbastanza diffusa dice che in Europa non sono immigrati solo gli Africani … ma anche i loro Climi.

    😉

    • Francesco scrive:

      è perchè siamo molto accoglienti!

      😉

      • Moi scrive:

        Per dirla con Andrea Lorenzon, prima della Sostituzione Etnica … fu la Sostituzione Ittica.

        Il Lessepsismo con lo Sbucaltamento del Canale di Suez: un vero e proprio Piano Kalergi dei Pesci ! 😁

        Ci fece un Post Miguel … qualche anno dopo, il famigerato Granchio Blu arrivò “da Clandestino” incurante di Salvini !

  75. Puffo giardiniere scrive:

    https://altreconomia.it/bollette-dellenergia-i-costi-sarebbero-ben-maggiori-se-non-fosse-per-le-rinnovabili/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NL16926NANS
    Mah, non lo so. Io sono per il risparmio energetico per semplice decrescita. Ma a quanto pare col fotovoltaico si risparmia molta costosa energia fossile anche perché produce nelle ore in cui il consumo è al massimo e l’energia che avanza viene reimmessa in rete a basso costo. Circa.

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://scenarieconomici.it/commercio-estero-litalia-segna-un-surplus-record-di-82-miliardi-ma-lillusione-nasconde-la-frenata-dei-consumi/

      Comunque è inutile farsi illusioni, l’Italia sta già scontando la bolletta energetica.
      Mi dicono che non siamo ancora in decrescita, ma stiamo a livello di galleggiamento.
      Domandona da un milione di dollari….come uscirà Trump dall’impasse in cui si è andato a cacciare? Tutto è fermo. Negli oleodotti ci sono le ragnatele…
      E dunque?

      • Francesco scrive:

        l’Italia sta scontando la folle uscita dal nucleare, decisione pessima e sempre mantenuta per la viltà della classe politica

        Trump? un koglione che si è ficcato in un guaio più grosso di lui, quando è andato alla Casa Bianca

        continuo ad auspicare una sua rimozione manu militari, se necessario

        immediata

        Ciao

        • Puffo giardiniere scrive:

          Al netto di molte altre possibili considerazioni, Giorgio Parisi, che non sbaglia mai, diceva che il territorio italiano non è adatto per il nucleare.
          Del resto mi risulta che sia poco adatto anche per l’eolico.
          In compenso è il paese del sole. Anche troppo, cazzarola

          • Francesco scrive:

            Se dovessimo dare retta a quelli che l’Italia non è il territorio adatto, non avremmo neppur ponti, strade, acquedotti. Quelli dei Romani.

            Ciao

            • Puffo giardiniere scrive:

              Quelli..
              Ho detto Giorgio Parusi non “quelli”.
              Comunque, ragionando concretamente.
              I principali problema del PV a parte la solita menata dell”intermittenza sono la produzione, che comunque richiede energia fossile, e lo smaltimento.
              Buone notizie dallo smaltimento, sempre che non siano dati taroccati

              Le ultime tecnologie disponibili rendono il riciclo dei pannelli fotovoltaici molto efficiente. Infatti, oggi è possibile recuperare fino al 98% del peso di un pannello. Per fare un esempio pratico: da un pannello fotovoltaico da 21 kg si possono ricavare 15 kg di vetro, quasi 3 kg di materiale plastico, 2 kg di alluminio, 1 kg di polvere di silicio e 10g di rame.
              Quando giungono nei centri di lavorazione specializzati, i pannelli fotovoltaici subiscono trattamenti che dipendono anche dalla tecnologia con cui sono stati realizzati.
              In linea di massima, si tratta di procedimenti meccanici, termici e chimici che servono a separare il più possibile i diversi materiali di cui i pannelli sono composti, in modo da poterli riciclare.

              Un calcio al barattolo per qualche decennio ancora. Poi si vedrà.

              • Francesco scrive:

                “a parte la solita menata dell”intermittenza”

                sono l’efficienza molto bassa e la produzione in Cina

                non voglio proprio dire che questo ne certifichi la totale inutilità ma dubito possano essere la componente principale in qualsiasi economia abbastanza avanzata da poterli produrre.

                ci siamo spiegati?

              • Puffo giardiniere scrive:

                L’efficienza molto bassa
                Mi risulta che abbiano dei picchi cui producono troppa energia e allora si pratica il curtailment
                https://www.tecnoandroid.it/news/curtailment-lenergia-solare-che-la-rete-non-riesce-ad-assorbire-1969831/
                Occorre naturalmente una rete elettrica adeguata.
                Ma mi risulta che per questo in Italia non siamo poi messi così male.
                Invece la Spagna che ha puntato tutto sulla quantità di pannelli
                installati e poco sulla rete, si è ritrovata con una serie di blackout micidiali.
                Sulla produzione non sono aggiornato, perché il settore è sempre in evoluzione.
                Tempo fa gli economici pannelli solari cinesi venivano prodotti col carbone e quando arrivavano a fine vita avevano a mala pena smaltito la co2 emessa per produrli.
                In Europa si producevano col gas ed erano di alta qualità ma costosi.
                Nella logica dell’economia low tech la produzione si dovrebbe fare o in estate i trasferirla nei paesi sempre assolati.
                E il resto del tempo andare a spasso.

              • Francesco scrive:

                I picchi non indicano efficienza ma solo che c’è il sole (e magari un mare di pannelli solari).

                Chiedi ad Andrea quanto spazio ci vuole per tutti quei pannelli e quanto per una centrale elettrica atomica.

                Ciao

                PS il giorno che un Gandalf o un Saruman troverà il modo di immagazzinare l’energia elettrica cambierà tutto, credo.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Intendo la produzione in genere, delle poche merci veramente necessarie.
                Roba penso ospedaliera. Occhiali. Radio fm con telaio in legno di balsa. Biciclette. Attrezzi agricoli manuali.
                Non mi viene in mente altro.

              • Francesco scrive:

                forse un piccolo corso di tecnologia industriale potrebbe servirti

                l’alluminio come lo produci?

                ciao!

  76. Mauricius Tarvisii scrive:

    Sul nucleare. Mi sembra ormai che il nucleare sia la grande chimera dei minchioni: sta diventando chiaro che non si può andare avanti in questo modo, per cui si favoleggia di un mondo alternativo, leggendario, dove il nucleare risolve tutti i nostri problemi.
    Di solito ci sono sempre validi motivi per cui la realtà è quello che è e non il mitologico mondo alternativo, ma questo ai minchioni non importa, perché possono raccontarsi che, se non ci fosse stato il referendum in Italia, l’universo mondo oggi andrebbe a plutonio e questo li fa stare meglio con se stessi, perché così i problemi cessano di essere di sistema e strutturali e si trasformano in contingenti, dovuti alla stupidità di qualcuno, ma facilmente risolvibili (metti su un paio di reattori e si torna al business as usual).

    • Francesco scrive:

      Veramente dovresti spiegare tu per quali motivi strutturali noi italiani non potremmo essere come la Francia e avere l’energia al suo prezzo.

      Saluti

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ti sembra che l’Italia di oggi sia anche solo vagamente comparabile con la Francia gaullista? Perché fu quel paese lì a riempirsi di centrali nucleari.

        • Francesco scrive:

          Scusa ma pure tedeschi, svedesi, spagnoli e molti altri hanno costruito centrali, anche se meno dei francesi.

          Io non riesco a vedere dove sia l’ostacolo strutturale.

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Non mi pare che tedeschi, spagnoli e svedesi coprano col nucleare percentuali simili a quelle francesi, che poi sono le uniche che darebbero qualche credibilità alla panacea dei minchioni che è il nucleare.

            • Francesco scrive:

              E quale è il problema ad aumentare la quota di elettricità prodotta col nucleare, senza illusioni che risolva tutti i problemi e faccia vincere lo scudetto al Milan?

              Problema strutturale, vero, serio, non i soliti stronzi nimby intendo.

              Grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “E quale è il problema ad aumentare la quota di elettricità prodotta col nucleare, senza illusioni che risolva tutti i problemi e faccia vincere lo scudetto al Milan?”

                Ma infatti nel mondo mitico dei minchioni il problema non esiste e la panacea è servita: ci sono solo i nimby che ce lo impediscono e ci costringono a costruirgli centrali a carbone nel loro cortile.

              • Francesco scrive:

                oh solito ed emerito coglionazzo, QUALI sono codesti problemi che non hai mai avuto la buona creanza di enunciare??

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://youtu.be/KtKGxYmluww?si=y_oqz6yRX2VTD7m_
                Francesco
                Te la sei cercata.
                Adesso anziché andare a vedere la partita del Milan o Inter, non ho mai fatto caso alla squadra per cui tieni, stai in casa e ti guardi tutta l’intervista a Parisi.
                E la prossima volta lascia stare di ripetere sempre le solite banalità a scatola chiusa. Tira fuori degli argomenti decenti in particolar modo per quanto riguarda la differenza tra la densità di popolazione di Chernobyl o di Fukushima, rispetto a quella della Pianura Padana. E poi c’è tutto il resto. Tipo i costi, il risparmio energetico, le scorie, la dismissione degli impianti ecc.
                Buona visione.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Che poi, io medesimo, dopo aver visto il video do Parisi, mi mantengo un po’ dubbioso, soprattutto per quanto riguarda la fattibilità di una rete diciamo “intelligente” avendo letto alcune cose in proposito che poi magari vado a cercare.
                Parisi poi giustamente parla di trasporti pubblici su rotaia e quindi riduce di molto l’enfasi che di solito viene messa sull’auto elettrica (una mostruosità tutta piena di rame in un momento in cui il rame già inizia a scarseggiare).
                E in questo bisogna seguire l’esempio luminoso dei filobus Bielorussi.
                Se poi la Bielorussia dovesse invadere l’Italia, ben venga.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://www.artberman.com/blog/the-sunset-of-the-renewable-dream/
                Non so se sia proprio l’articolo che cercavo, comunque anche qui accenna alle difficoltà di approntare una rete “intelligente” e in più conteggia i costi che di solito non vengono conteggiati nel conteggio LCOE.
                Per questo noi puffi siamo per le soluzioni rapide e di emergenza low tech e low cost.

              • Puffo giardiniere scrive:
              • Puffo giardiniere scrive:

                https://www.artberman.com/blog/the-nuclear-golden-calf/
                I piccoli reattori modulari (SMR) non risolvono il problema; lo suddividono semplicemente in parti più piccole, pur rimanendo costose. Un progetto USA-Europa che si svolga più o meno come previsto costa circa 6.000-8.000 dollari per kilowatt, senza attualizzazione. Utilizzando un tasso di sconto del 10%, ciò si traduce in 12-18 centesimi di dollaro/kWh. I risultati ottenuti con i reattori di tipo Vogtle (9.000-12.000 dollari/kWh) portano il costo a 20-25 centesimi di dollaro/kWh. Gli impianti asiatici, con un costo di 3.500-4.500 dollari per kilowatt,
                si attestano a 7-9 centesimi di dollaro/kWh. Gli SMR occidentali si aggirerebbero intorno ai 15-22 centesimi di dollaro/kWh.

                Per dare un’idea, qualsiasi costo superiore a 7-8 centesimi di dollaro/kWh è elevato. Anche i migliori reattori asiatici sono al limite della competitività. I ​​progetti occidentali e gli SMR sono ben al di sopra di tale soglia.

                Per concludere (speriamo che Di Vita non legga)

                Lo scenario più ottimistico dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica prevede che entro il 2050 l’energia nucleare fornirà meno del 5% della capacità elettrica globale (Figura 1). Si tratta di una posizione di nicchia che non cambierà il mondo. Sebbene gli ottimisti sul nucleare affermino che questa proiezione sia troppo prudente, proviene dall’agenzia che dispone di più dati, ha il più forte pregiudizio istituzionale a favore del nucleare e ogni interesse a presentare una storia di successo.

                Ecco. Mi era venuto un dubbio sui reattori modulari, ma insomma, il referendum su quelli non è mai stato fatto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “QUALI sono codesti problemi che non hai mai avuto la buona creanza di enunciare”

                Sicuramente non esistono, infatti tutti i paesi diversi dall’Italia soddisfani l’intero fabbisogno elettrico da nucleare.

              • Francesco scrive:

                Allora: i problemi esistono e sono giganteschi ma nessuno me li sa dire. Dovrei inventarmeli da solo? e chi sono, il presidente dei giovani PD?

                Parisi ha citato una serie di scemenze o di dati falsi, in base al tuo riassunto, caro Puffo.

                Meglio, di scuse.

                La densità di popolazione del Giappone, per esempio.

                PS sono milanista, registra pure il dato, grazie.

                ah, per non sembrare uno che parla a vanvera, Parisi ciancia di accumuli e batterie. Lascio i dettagli del linciaggio ad Andrea.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ puffo giardiniere & Mauricius Tarvisii

      Per puffo giardiniere:

      “non legga”

      Oh, ma io leggo. Leggo tutto. E mi segno quello che scrivi. Dormi preoccupato. 😉

      “kWh”

      Quello che è poco conveniente oggi diventa conveniente domani. Nè l’uranio nè il torio passano da Hormuz e Bab-el-Mandeb. E la gran parte della produzione delle celle fotovoltaiche sta in Cina.

      “Parisi”

      Quanto sarebbe migliore il mondo se ciascuno parlasse soltanto di quello che conosce!

      Ricordo ancora l’altro Nobel Italiano per la fisica degli ultimi anni, Rubbia, dire che aveva inventato il motore all’Americio per andare su Marte. Poi parli col primo studente di ingegneria aerospaziale e ti spiega che la densità di potenza che ottieni con la fissione dell’Americio è tale che la massa delle pinne che servirebbero al razzo per irraggiare il calore prodotto nello spazio supera la massa di tutta l’astronave messa insieme. E infatti il motore di Rubbia è rimasto nel libro dei sogni.

      Per Mauricius Tarvisii:

      “minchioni”

      Allora, io notoriamente non capisco proprio nulla di giardinaggio e orticultura. Confondo regolarmente garofani e gerani, con grande scorno di mia moglie che invece è appassionata. Di più: da ragazzo ero sinceramente convinto che i papaveri crescessero su piante alte come i bambù, perché avevo sentito tante volte il ritornello di Nilla Pizzi.

      Applicando il precetto che ho invocato sopra – parlare solo di ciò che si conosce – mi guardo quindi bene dal mettere becco quando su questo blog si parla ad esempio di meriti e demeriti dell’agricoltura biologica, e affini.

      Però nel mondo dell’energia bazzico da quarant’anni. E non ho mai conosciuto nessuno dire che il nucleare risolve tutti i nostri problemi. Ho sempre sentito dire invece che i problemi si prevengono con la diversificazione, e che senza nucleare la diversificazione vuol dire solo tanto metano a basso costo (cui abbiamo rinunciato per le sanzioni cretine) e una spruzzata di rinnovabili – più il solito venti per cento di idroelettrico che nello sfasciume pendulo che la nostra Penisola rappresenta nel Mediterraneo non possiamo ampliare senza nuovi Vajont. Senza i referendum non avremmo i problemi di oggi e non avremmo buttato via al Sud i soldi del Conto Energia in duemilacinquecento pale eoliche che stanno ferme buona parte del tempo ad arricchire il portafoglio delle cosche che hanno spinto per la loro installazione.

      A quel punto mi aspetto la domanda: ma perché solo ‘una spruzzata’ di rinnovabili? Perché non tappezziamo i tetti e le case di pannelli fotovoltaici? In fondo sono tante gocce che fanno il mare, no? E’ il solito argomento di quelli che parlano di produzione di energia senza averci mai lavorato – da Parisi a Tozzi a Bonelli. Chiamiamoli “Verdi” per brevità.

      Ora, siamo tutti d’accordo che di notte il sole non c’è, che non tutte le giornate sono ventose al punto giusto (senza bonaccia né temporali), che le nuvole vanno e vengono eccetera. Al che i Verdi ti dicono: e che problema c’è? CI sono i sistemi di accumulo, no? Quando ci sono sole e/o vento produciamo più energia del necessario, e immagazziniamo le eccedenze per i momenti di magra.

      Com’è noto, immagazzinare l’elettricità non è banale. Anche il mezzo più isolante superata una certa soglia non ce la fa: è così che si crea il fulmine. Immagazzinare l’eccedenza di energia elettrica prodotta richiede che dapprima si trasformi tale eccedenza in una forma di energia non elettrica, e al momento buono tiriamo fuori questa riserva accumulata e la ritrasformiamo in energia elettrica.

      L’inghippo sta nella parola ‘trasformazione’. Ogni trasformazione ha una efficienza inferiore al 100%. Così, se produco una eccedenza di potenza elettrica in un certo intervallo di tempo e la mando all’accumulo sotto forma ad esempio di idrogeno io ho un’efficienza dell’80%, per cui riesco ad accumulare solo l’80% dell’eccedenza prodotta. Quando poi voglio ritrasformare l’energia accumulata nell’idrogeno in elettricità ho un’efficienza del 60%, per cui alla fine riesco a mandare nella rete elettrica solo il 60% di quell’80%, cioè il 48% – facciamo 50% , per fare cifra tonda. In tal modo, nel processo di accumulo e riutilizzo dell’energia accumulata se ho una eccedenza alla fonte di 10 MW alla fine ne ricupero 5. In pratica metà si perde per strada; eppure ho citato i valori dei migliori elettrolizzatori (per la conversione elettricità-> idrogeno) e dei migliori turbogas (per la riconversione idrogeno-> elettricità) che si trovano sulla piazza.

      Ora, ammettiamo di avere un fabbisogno di 33mila MW (valore tipico dell’Italia, con picchi di 58mila). Se volessimo abolire i fossili ed evitare il nucleare, potremmo usare sole e vento. Mi concentro sul vento, ma i numeri del solare non sono granché diversi. Una centrale eolica fornisce elettricità alla rete per circa 1/3 del tempo (statistica del pollo, è vero, ma ripeto: non siamo distanti dalla realtà). I restanti 2/3 vanno forniti dai sistemi di accumulo, e per produrre l’elettricità da accumulare in questi sistemi ci vogliono altre centrali. Questo vuol dire che anche installando centrali eoliche tali da fornire 33mila MW bisogna avere altre centrali che producano il doppio di 33mila MW (perché 2/3 è il doppio di 1/3), ossia 66mila MW. A sua volta, però l’accumulo abbiamo vito che fa perdere metà dell’elettricità per strada, dunque questi 66mila MW vanno ancora raddoppiati e abbiamo 2 x 66 = 132mila MW solo per l’accumulo, che si vanno a sommare ai 33mila iniziali per un totale di 132+33 = 165mila MW!

      Per confronto, la famosa Diga delle Tre Gole in Cina produce 22milae 500 MW. Oggi in Italia abbiamo un po’ meno di 2500 pale eoliche dalla potenza media di 2 MW ciascuna, per cui abbiamo un po’ meno di 5mila MW di eolico.

      Per avere tutta l’Italia alimentata ad eolico in modo non intermittente ci vorrebbe un aumento della produzione di trentuno volte.

      Poi qualcuno mi viene ancora a dire che il nucleare non sarebbe competitivo? 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Puffo giardiniere scrive:

        Di Vita
        Ma io dormo tranquillissimo, perché al centro della mia obiezione sul nucleare avevo messo la questione della densità abitativa.
        E su questo si fa fatica a non dar ragione a Parisi.
        Riguardo al resto, se leggi il link al blog di Berman, io ammetto tranquillamente che nel calcolo relativo ai costi delle rinnovabili manca un sacco di roba molto costosa. Al punto che se la aggiungi, vengon fuori dei costi persino maggiori del nucleare, che comunque non sta dentro ai costi (sempre coi dati di Berman)
        Quindi, dato che anche coi fossili siamo messi come siamo messi, io sostengo la teoria puffesca del risparmio energetico massimo rapido e emergenziale.
        Riguardo al parlare solo di ciò di cui si è specialisti, ehm, no.
        L’energia riguarda il destino di tutti e quindi almeno lasciateci parlare.
        E questo vale anche per l’agricoltura.
        Altrimenti finiamo col dare carta bianca ai tecno-fascisti.
        Ah, c’è anche il tecno-semplicismo che è il low tech che non è poi così male.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ puffo giardiniere

          “densità abitativa”

          È almeno dal tempo delle “città giardino” inglesi che se ne parla. Ma è noto almeno dagli anni Trenta (penso ai lavori di Zipf che ho già citato qualche tempo fa) che la distribuzione di abitanti che minimizza gli sprechi è quella di poche grandi città circondate da una miriade di centri minori. Un po’ come l’Italia, insomma. Quindi agire sulla sola densità abitativa cambia poco. Del resto, anche se la popolazion mondiale domani scendesse di dieci volte, chi produrrebbe i beni necessari alla sopravvivenza? I robot, come nei racconti di Asimov? E con quale energia, senza il nucleare?

          Tu ti rendi conto della quantità di tecnologia e di consumo energetico che sta dietro anche al più semplice oggetto moderno? Non dico il cellulare o il televisore, ma anche solo una lavatrice, un ferro da stiro, una finestra di vetro? Quante persone sono coinvolte nella filiera che ti fa trovare anche solo un paio di forbici o una scatola di spilli dal ferramenta?

          “specialisti”

          Per carità, tutti paghiamo la bolletta. Ma diamo ascolto a chi sa come si ottiene, ciò che paghiamo con quella bolletta. La vita non e’ un social. E scienza e tecnologia non sono democrazie.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            Dimenticavo: che se mi metto io a parlare di papaveri e gerani, poi finisce che io – che non ne so niente – faccio la fine di Lysenko, e tu 6 che invece ne capisci – di Vavilov… 😉

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Puffo giardiniere scrive:

            Dare ascolto
            Io ascolto. Ma non solo una campana.
            Come puoi facilmente immaginare, ho ascoltato molto questo Berman che è un geologo esperto in energia.
            Ho ascoltato Parisi che è un premio nobel sulla densità abitativa nella Pianura Padana.
            Ascolto anche quello che dici tu, ma sinceramente rispetto ai nuclearisti e a quelli delle rinnovabili ho sempre avuto la sensazione che tirasseroun po’, se non molto, l’acqua al proprio mulino.
            Ascolto anche De Decker del Low tech magazine e quasi sempre mi convince.
            Poi ascolto pure Ted Trainer quello del Semplicity Institute (ecovillaggi) e mi sembra che in teoria sia nel giusto, ma poi gli ecovillaggi su base volontaristica mi lasciano un po’ perplesso.

            Poi inevitabilmente mi formo le mie opinioni.
            Quanta tecnologia c’è dietro….
            Siamo in tempi di rapido cambiamento.
            Quello che valeva ieri, un domani potrebbe rivelarsi un inutile fardello.

            • Francesco scrive:

              Siamo seri: tu parti dalla conclusione (bisogna abbattere i consumi di energia pro-capite) e filtri quello che senti in funzione di quelle.

              Capita.

              Ciao

            • Puffo giardiniere scrive:

              “ti rendi conto della quantità di tecnologia e di consumo energetico che sta dietro anche al più semplice oggetto moderno? Non dico il cellulare o il televisore, ma anche solo una lavatrice, un ferro da stiro, una finestra di vetro? Quante persone sono coinvolte nella filiera che ti fa trovare anche solo un paio di forbici o una scatola di spilli dal ferramenta”

              Dunque per rimanere sul concreto escluderei la necessità di cellulare, televisore, lavatrice, ferro da stiro (doppiamente escluso).
              Paio di forbici, spilli e finestra di vetro.

              Per le forbici mi sa che sarebbe capace anche un fabbro.
              Gli spilli….boh. servono veramente?
              Per il vetro servono le alte temperature.
              Diciamo che se dovesse essere solo per il vetro andrebbe bene qualsiasi energia in grado di produrre alte temperature.
              Poi però col vetro bisognerebbe andarci piano.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Francesco
                Parto dalla conclusione…

                Ti pare di vivere in un mondo di abbondanza energetica dove vai al distributore e ti tirano dietro la benzina a gratis?
                O che il contadino vada in giro col trattore a fare il turista?
                Guardati intorno, oramai lo dovresti vedere coi tuoi occhi il perché scrivo certe cose.
                Capita cosa, che sei cieco?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ puffo giardiniere

                “lavatrice”

                Evidentemente non sei tu che fa il bucato a casa tua.

                Ma a parte il discorso del lavoro fisico che la lavatrice risparmia a chi si fa carico del problema del bucato, ricordo che lavare a mano i panni (ma vale anche per stoviglie e pentole) spreca molta ma molta più acqua di quello che fa la lavatrice.

                “forbici”

                Bravo. E il fabbro secondo te il ferro dove lo prende? Credi che a Roma ogni massaia avesse le sue brave forbici nel cassetto? Tutti gli utensili di metallo sono diventati di uso comune solo dopo che il metallo stesso è diventato disponibile in massa, il che vuol dire macchine a vapore e Rivoluzione Industriale.

                “Diciamo che se dovesse essere solo per il vetro andrebbe bene qualsiasi energia in grado di produrre alte temperature.”

                Se ammetti che il vetro non sia il ninnolo che la nobildonna sfoggia davanti agli occhi ammirati dei visitatori della sua magione ma qualcosa che tutti possono utilizzare allora ‘qualsiasi energia in grado di produrre alte temperature’ richiede tantissimo combustibile a basso costo – cioè di nuovo la Rivoluzione Industriale.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S.
                Quando sento parlare di ‘tecnologia che rispetta l’ambiente’ mi viene sempre in mente Maria Antonietta che nei giardini di Versailles si era fatta costruire una finta fattoria dove poteva giocare a fare la pastorella insieme con le amiche in un paesaggio d’Arcadia – mentre il popolo fuori dai cancelli aspettava le brioches. E’ la cosa più reazionaria che posso immaginare.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Si mi aspettavo questa risposta.
                Ma io sono vissuto quando gli elettrodomestici non c’erano ancora.
                Si faceva tutto con la stufa. E c’era la radio.
                Rivoluzione industriale
                Qui si va a finire chissà dove.
                Comunque la rivoluzione industriale ha avuto un inizio e ora si avvia alla fine.
                Il suo sviluppo ha fatto seguito alla disponibilità di energia fossile.
                Non certamente nucleare, questo me lo concederai.
                Va ben. Ho un impegno. Devo andare.
                Saluti

              • Francesco scrive:

                Se la rivoluzione industriale finisce, dovrebbero sparire anche le fabbriche e i loro prodotti.

                Vedi tu le conseguenze prevedibili.

              • Puffo giardiniere scrive:

                I prodotti
                Certi si e certi no.
                Società a minore intensità energetica.

                Nel lungo periodo, è probabile che l’economia si riorganizzi in modo più complesso e parsimonioso nell’uso dell’energia. Se l’utilizzo dell’energia è sufficientemente efficiente, è plausibile che un prezzo più elevato per tale fornitura possa essere reso accessibile ai consumatori. Tuttavia, una tale transizione potrebbe richiedere molti anni, se non addirittura impossibile.
                https://ourfiniteworld.com/2026/08/05/affordability-not-scarcity-is-the-real-energy-crisis/

                Circa. Io penso che potrebbe riorganizzarsi su prodotti antichi ma sempre moderni.

              • Francesco scrive:

                Puffo, qualcosa di più preciso?

              • Puffo giardiniere scrive:

                Modello anni 50 plus

  77. Moi scrive:

    “Adamo Signore del Creato”, nella Bibbia … come minimo, il Nuovo Peccato Vs il Creato formulato da Papa Leone XIV è una contraddizione.

    Va be’ che da 2026 anni tirano avanti facendo dire alla Tanakh Ebraica ( tradotta malissimo, fra l’ altro) quel che pare a loro. 😉

  78. Moi scrive:

    @PINO MAMET

    Ho capito bene che Sydney Sweeney sta venendo massacrata dalle Femministe sui Social per una pubblicità che negli Anni Ottanta, con Silvio, sarebbe stata la roba più normale del mondo ?

  79. Moi scrive:

    Ah … il match di MMA di Cole Johnson VS “Chimp” è stato annullato … troppo pericoloso per l’ umano, nessuna possibilità di dare un regolamento all’ animale.

    Probabilmente Cole Johnson ha architettato tutto solo per pubblicità… ed è sempre stato il primo a NON crederci.

    😉

    • PinoMamet scrive:

      Siamo tornati a scandalizzarci per una mezza tetta?

      Certa gente il puritanesimo ce l’ha proprio nella testa, incorporato.

      • roberto scrive:

        pino,

        mah secondo me più che scandalizzarsi per la mezza tetta credo che ci sia una istanza delle atlete, che condivido e sostengo, a non voler essere ricordate solo per le tette.
        cioè tu maschio corri i 100 metri sotto i dieci secondi e tutti ti dicono “wow che prestazione fenomenale”. tu femmina fai la stessa cosa e ti dicono “ammazza che culo che hai, ma ce l’hai il fidanzato? ti sposerei anche se hai le tette piccole”.
        esagero un po’ ma per capirci ricordo un po’ di anni fa una tizia che vince il pallone d’oro…cerimonia nella quale sei consacrata come la miglior calciatrice del mondo, tutte le telecamere su di te, la consacrazione di una carriera, il tuo momento e il tipo che consegna il trofeo ti chiede “sai sculettare?” (can you twerk).
        capisco che questa situazione sia davevro frustante e spiacevole

        piuttosto le atlete non hanno capito che in questo caso la tizia (che per altro non mi piace nemmeno troppo) non parla di sport femminile, ma fa pubblicità ad un sito di scommesse. non racconta lo sport agli sportivi, ma parla a un gruppo di uomini che passa il tempo su internet a fare scommesse sullo sport…ed in questo caso la tetta è semplicemente l’esca per il pesce, e secondo me ci sta senza nessun dubbio (e pure io abbocco volentieri alla tetta)

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          comunque la giri il punto è che il sesso e la nudità negli anni ’70 erano sdoganati, oggi sono di nuovo colpevolizzati.
          Si possono costruire mille giustificazioni su questo, ma il risultato è oggettivo.

          • Moi scrive:

            La differenza è che una volta si colpevolizzare la libertà femminile, ora il desiderio maschile … per questo,paradossalmente, una femminista anticlericale atea può paradossalmente diventare_ ci sono già stati casi concreti e documentati in tal senso _una musulmana che invisibilizza il proprio corpo … comprendendo anche i capelli con lo hijab, addirittura il volto con il niqab e persino gli occhi con il burqa.

          • roberto scrive:

            peucezio

            “il risultato è oggettivo.”

            guarda io appena accendo la televisione vedo dappertutto gambe, culi e cosce, oltre che gente che parla di sesso come manco in caserma.
            lasciamo perdere certe trasmissioni/film/serie che sfiorano la pornografia (serie…prova a vedere su netflix bridgerton o lucifer o di qualche anno fa californication…poi parliamo degli anni settanta)

            invece è chiaro che una differenza è che rispetto agli anni settanta è stata sdoganata la possibilità che le donne si esprimano….e che trovino fastidioso essere ridotte a culi e tette

          • PinoMamet scrive:

            “La differenza è che una volta si colpevolizzare la libertà femminile, ora il desiderio maschile …”

            credo che Moi abbia colto nel segno.

            C’è libertà di mostrare tutte le tette e tutti i culi che si vuole, purché non si abbia mai l’impressione che la cosa sia fatta per soddisfare il desiderio maschile di vederli.

            Per questo una barzelletta “sessista” è trattata malissimo, mentre una serie TV con scene di sesso anche esplicito o inadeguato per la fascia di pubblico, se presentata nel giusto modo è vista addirittura come esemplare.

            faccio un esempio pratico, da una pubblicità di un paio di anni fa:
            c’è una bella operaia che si spoglia davanti a un ufficio con gli impiegati che la osservano eccitati.
            Beh, sarebbe stata immediatamente bollata come pubblicità sessista, non diversamente da quelle famose del silicone Saratoga ricordate?

            Sol oche in questa (non ricordo neppurei l prodotto) hanno inserito anche un’impiegata donna che guarda allupata, quindi è chiaramente lesbica…
            et voila, la pubblicità è magicamente diventata accettabile e incriticabile.

            ipocrisia e perbenismo hanno semplicemente cambiato forma, e sono tornati più forti di prima.

            • Moi scrive:

              @PINO MAMET

              Be’ una critica molto presente nella critica [appunto] cinematografica / televisiva / videoludica / video in genere / ecc … femminista è quando viene presentato come oggettivo anziché sogettivo il ” Male Gaze” (sempre lasciato in Italiano “Méil Ghéiz”) nelle inquadrature.

            • Moi scrive:

              Donna operaia opposta a uomini impiegati sovverte il topos … come i film con la Cortellesi e Albanese del “gatto in tangenziale”. A volte serve per non rendere troppo stucchevole la storia.

      • PinoMamet scrive:

        Su questo ti do pienamente ragione, ma mi pare che a parte qualche scivolone, perlomeno la RAI abbia fatto piazza pulita di commenti da allupati e di inquadrature da guardoni.

        Però insomma una pubblicità con un’attrice (non un’atleta) coperta da palloni e attrezzi sportivi, non mi sembra ‘sta tragedia.

        Più che altro è molto anni Ottanta, appunto, fa molto calendario dell’officina del meccanico.

  80. Moi scrive:

    … ho pensato a “Velatissimo”, la tova più normale del mondo, negli Eighties di Silvio ! 😉😁

    https://youtu.be/ph-fQ862CZY?si=VpXgX5nRhZE9HiHy

  81. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    Dall’ India, è partito “virale” da parte di compiaciuti Induisti … il video breve del “Macaco Kafir” : sale in cima al cupolone di una Moschea durante un “Adhan” e infastidito da quel “rumore” stacca l’altoparlante ! 😱

    Pare che NON sia AI …

    Anni fa gli Anticlericali andarono in visibilia per un Corvaccio Nero che improvvisamente accoppò in diretta mondiale due colombe candide di Papa Francesco … i Mistici Cristiani interpretarono il fatto come un inquietante Monito Divino di una Minaccia Imminente alla Pace nel Mondo.

    Purtroppo (!) è da sempre facilissimo fare i Profeti prevedendo guerra e violenza nel mondo.

    All’epoca la AI era ancora troppo rudimentale per poter già generare immagini mediatiche ingannevoli.

    • Moi scrive:

      Il fatto del Corvaccio Nero è le Colombe Candide è del 2014 … i én bèla passè dådg’ ân ! 😱

      • Moi scrive:

        & non “è” la prima , ovviamente…

        • Puffo giardiniere scrive:

          Le colombe bianche se non ricordo male, vengono allevate apposta per il loro biancore, poi appena le si lascia volare via libere vengono o attaccate da uccellacci vari, o comunque non sono in grado di sopravvivere.
          Chi era, Papa Francesco, quello che ne ha liberate, mi pare dodici?
          Tutte morte.

  82. Francesco scrive:

    Geografia, giusto?

    Allora per la voce USA posso citare la Corte Suprema che sfancula Trump (li ha nominati lui e fanno quello che vuole lui) e la FED che rialza i tassi di interesse per bloccare l’inflazione (ha messo le mani sulla FED e faranno come dice lui).

    Se adesso la WNBA sarà “obbligata” a darsi un criterio per ammettere solo atlete donne, saranno alcune buone notizie da Disastrolandia.

    Saluti

    PS Forza Canada, in politica estera.

  83. Moi scrive:

    @ PUFFO GIARDINIERE

    Perché la Cina NON teme come noi (e ancor più le temono gli Americani) le AI Apocalypse …

    https://youtu.be/31QhjYPQW_4?si=4ilVIKWXYoY89sph

    • Moi scrive:

      In Italia mi pare che abbiamo la classica reazione via di mezzo : battute su film di fantascienza tipo Terminator… con quel tipico atteggiamento “apotropaico” che agli Americani manca.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Si, questa Kina è veramente brava.
      Diciamo che in Usa stanno cercando di frenare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per ragioni un po’ monopolistiche ma anche per prevenire lo scoppio della bolla che la riguarda.
      I pericoli chi lo sa?
      Tempo fa, ancora prima dei recenti allarmi, girava questo
      https://youtu.be/0tjOzQne1LY?si=vzAKl-Z-Ah7aC8nD

    • roberto scrive:

      interessante

      mi fa un po’ ridere la critica ai presidenti astemi…noi abbiamo avuto juncker che non disdegnava affatto bere e gli rompevano le palle, sarkozy è astemio e gli rompono le palle…decidetevi :-)…io personalmente ho più simpatia per i viziosi che per i santi (facendo una eccezione per la puzza di sigarette che mi da il voltastomaco…e juncker fumava come un turco)

      sulla presunta ostilità della francia al vino, sinceramente non ho mai visto un pranzo o una cena con francesi dove mancasse il vino. anzi una cosa che mi stupisce ancora dopo 25 anni e vedere i colleghi francesi che accompagnano il triste pasto alla mensa con un bicchiere di vino. Certo c’è una sacrosanta ostilità verso cose come guidare ubriachi e questo ovviamente porta a fenomeni come “se siamo in due a cena e siamo in macchina non ci beviamo una bottiglia intera”

  84. Puffo giardiniere scrive:

    https://crashoil.blogspot.com/2026/09/hasta-que-paso-de-todo.html?m=1
    È uscito l’ultimo articolo di Turiel.
    Il penultimo si intitolava ironicamente “non è successo niente”.
    In quest’ultimo, messa in conto la situazione più recente con la distruzione dell’oleodotto dell’Arabia Saudita che in parte aggirava Hormuz e gli sviluppi della guerra tra Arabia e Houti che ora controllano completamente tutta la costa yemenita sul Mar Rosso e l’isola di Perim, più altre specificità petrolifere che di solito non passano nei notiziari, porta il titolo “finché non è successo tutto”.
    Certo, si era in attesa della schiacciante vittoria americana…
    Adesso, cambiando articolo, ma senza link, alcuni apocalittici suggeriscono che se Trump ancora non ha capito che deve fare marcia indietro e tornarsene a casa, è perché ha in progetto di fare cose inaudite, come del resto ha già minacciato di fare.
    Questa ipotesi mi sembra veramente estrema, ma purtroppo avrebbe anche le sue gravissime motivazioni e se ne leggono alcuni indizi.

    • Francesco scrive:

      chi è che si attendeva una schiacciante vittoria americana? i tifosi del basket femminile e hanno avuto ragione

      dai, non portarci gente che dice imbecillità

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        I think tank americani, anche i più moderati, davano assolutamente scontata la vittoria americana. Anche i satelliti arabi ne erano convinti, infatti si sono uniti alla festa, e alla fine pure Bin Salman ci ha creduto fuori tempo massimo ed ha riaperto follemente il fronte yemenita.

        • Puffo giardiniere scrive:

          Francesco non ricorda quando si attendeva una schiacciante vittoria Usa grazie ai bombardieri Stealth e ad altre armi mai ben specificate atte a contrastare efficacemente i droni.
          Io ricordo, ma non mi va di andare a cercare tra miliardi di vecchi commenti.
          Comunque se ho scritto ci si aspettava, voleva dire che una parte dell’opinione pubblica si aspettava. Io no di certo. Si sapeva del deterrente missilistico iraniano. Non era ben chiaro, ancora, il potenziale dei droni.

          • Francesco scrive:

            Francesco non ha mai creduto a nessuna comoda vittoria dall’aria!

            Ben vero che sono orripilato dalla totale incapacità USA di adeguare le difese AA delle loro basi alla guerra dei droni … ma sempre difesa sarebbe.

            Non ho mai appoggiato l’idea di muovere guerra alla Persia, paese dal forte nazionalismo, tanto meno come la sta facendo Trump.

            L’unica mossa non completamente idiota di Trump è il blocco di Hormuz.

            Anche sui think tank, dubito che fossero in molti a non capire assolutamente nulla.

            La vostra vaghezza è assai sospetta.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Oh, no, Francesco sospetta!

              E chi cazzo se ne frega?

              • Francesco scrive:

                Al solito, prima millanti i fatti e poi non citi le fonti.

                Vedi che ho sempre più ragione a giudicarti sempre peggio?

                E fortuna che Trump ha aperto nuove voragini sull’asse negativo, per cui ora c’è ancora più posto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mentre con te le fonti si sprecano sempre, no?

              • Francesco scrive:

                Beh, questo non rafforza la tua posizione.

                Mal comune non fa mezzo gaudio in questo caso.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non ho bisogno di rafforzare la mia posizione, perché non me ne frega nulla di quello che tu dici sospetto.

              • Francesco scrive:

                >>> I think tank americani, anche i più moderati, davano assolutamente scontata la vittoria americana.

                Questa roba la hai scritta tu. Te la sei inventata di sana pianta o no?

  85. Francesco scrive:

    È vero che portavoce del Segretario dell’ONU ha corretto i dati di morti a Gaza?

  86. Pietro scrive:

    Per Miguel, il messicano (forse ti interesserà):

    https://youtube.com/shorts/N9-_qD9BvXY?si=fEgsQZRf9CnceNpq

    • PinoMamet scrive:

      Molto interessante!

      però posso suggerire, in generale, di spiegare brevemente l’argomento dei link che mettiamo, se non è evidente dall’indirizzo stesso?

      Io, per esempio, non sono molto portato a cliccare link misteriosi che non si sa a cosa portano, e tendo a saltarli.

      In questo caso mi sarei perso alcuni dati che non conoscevo (Filippo II che proclama il Nahuatl lingua ufficiale del Vicereame del Messico, e le grammatiche Nahuatl e Quechua scritte prima di quella inglese!)

  87. Puffo giardiniere scrive:

    https://youtu.be/lpKKoeAADLo?si=8W_iAaA7I2kOXR_v

    Caracciolo un po’, diciamo, “sbottonato”.
    Se alla Russia venisse in mente di invaderci, si spera che noi ci si arrenda subito e che non ci sia qualche sconsiderato che per resistere ci porti al massacro.
    (Che strano, credevo di essere solo io a pensarla così. Russia, ma anche Bielorussia, eh! Nel qual caso sarebbe preferibile).
    Discorsi comunque un po’ improbabili nel vero senso dell’invasione.
    Magari ci potrebbe essere “influenza” russa sul nostro apparato produttivo.
    E dire Russia vuol dire Cina. Cose del genere. Niente di tragico.

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/une-tres-severe-crise-du-diesel-va-bientot-frapper-leurope

      Dunque in Europa arriva oramai solo il diesel americano, ma siccome anche in america comincia ad avere dei costi insostenibili, potrebbero non esportarlo più e tenerselo per loro
      Dice moon of Alabama che
      “L’Europa potrebbe ovviamente risolvere il problema revocando immediatamente le sanzioni contro la Russia e spingendo l’Ucraina a porre fine alla sua campagna, guidata dagli Stati Uniti, contro le raffinerie russe”.
      Poi aggiunge alcune considerazioni che evito di trascrivere.
      (ho il sentore che la carenza di diesel sia arrivata a farsi sentire in tutto il mondo, per cui non so quanto sarebbe conteso il carburante. Addirittura si legge che persino l’Arabia Saudita ne dovrebbe importare per le proprie necessità (da controllare).
      Io dovrei avere ancora una scorta di farina da polenta fatta per una precedente crisi.
      Spero non sia scaduta.
      Dovrei reintegrare i diversi sacchetti di lenticchie che nel frattempo sono stati utilizzati. Boh.
      Basta

      • Puffo giardiniere scrive:

        https://www.resilience.org/stories/2026-09-18/water-isnt-enough-as-extreme-heat-devastates-farms-community-wisdom-is-more-vital-than-ever/
        Quasi basta.
        Non interesserà a nessuno
        Zia gallina, botanica americana trapiantata in Umbria dove cerca do praticare un’agricoltura autosufficiente e sostenibile, ha scritto un articolo sui pomodori.
        Ebbene sì, il pomodoro col sole che c’è stato quest’anno non maturava.
        Io stesso nel mio orto mi chiedevo il perché.
        Segue una spiegazione tecnica del perché.
        Insomma, sembra assurdo, ma in certe condizioni per il pomodoro occorre una rete ombreggiante.
        Io poi in qualche maniera, avendo un terreno in ombra dalle prime ore del pomeriggio, il necessario sono comunque riuscito a raccoglierlo.
        Diversamente le piante di Amaranto, più esposte al sole, sono rimaste a mezza via e molte si sono pure ammalate, cosa quasi inconcepibile per questo tipo di pianta, almeno per quanto riguarda la mia precedente esperienza.
        Il prossimo anno sarà ancora più caldo.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ puffo giardiniere

        “basta”

        OT Petrolini mode ON

        Ma la soluzione ce l’abbiamo sotto mano!

        Il primo ministro Polacco Tusk ha detto al Sejm che i caduti Ucraini sono 27000 al mese. Basterebbe che ogni mese 27000 dei nostri Tafazzi-armiamoci-e-partite venisse mandato a rimpiazzarli, e l’immancabile vittoria contro il barbaro mujiko arriverebbe tosto.

        E il diesel scorrerebbe di nuovo più fluido e conveniente di pria!

        (Bravo!

        Grazie!)

        Petrolini mode OFF

        https://www.upday.com/it/27000-perdite-mensili-in-ucraina-alimentano-timori-di-un-inverno-catastrofico/zb68w54

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          27000 perdite al mese+Diesel
          Se ci vogliono provare i “nordici” a prendere Kaliningrad, prego.
          Noi italiani abbiamo già nel mirino gli Houthi.
          A sorpresa poi. Loro proprio non se lo aspettavano.
          Magari si son fatti quattro risate mentre giocavano a briscola.

  88. Moi scrive:

    WOKISM : WITE PASSING VS WHITE PRESENTING

    *** Pròpri vàira ech tótt i dé ai in é ónna nôva 😁🫠😇***

    White Passing

    This term has deep historical roots, particularly tied to the eras of slavery and Jim Crow segregation in the United States.Historical and active context: Historically, “passing for white” often involved a deliberate, active choice made for survival or social mobility. Black or multiracial individuals with light skin would completely conceal their ancestry to live permanently as white, gaining access to safety, legal rights, and employment.Modern debate: Today, the term is sometimes heavily debated. Many people in multiracial communities prefer to avoid it for everyday use because the word “passing” can carry a connotation of deception, trickery, or rejecting one’s true heritage—which is rarely the reality for people who simply have light skin.

    White Presenting

    This is a more modern term created to describe purely aesthetic perception, removing the assumption of choice or intent.Visual phenotype: It refers strictly to a person’s physical features (e.g., skin color, facial structure) that cause society to automatically categorize them as white at first glance.Lack of intent: A person who is white presenting is not trying to hide their background or pretend to be someone else. They might openly identify with their heritage and culture, but their everyday social experience is shaped by the fact that strangers perceive them as white

  89. Moi scrive:

    @ PANISCUS

    Avevo in mente l’associazione Perseo …

    Cmq la Pani ha ragione che, in termini di “Dàghela” , parafrasando Jannacci,

    Dx : Migrante = Sx : Maschio Bianco Etero Cis

    Il paradosso è che la Sx tende più della Dx a “buttarla in Genetica” … con quel Target lì , mentre il ‘Migrante” si presta in fondo di più a essere interpretato antropologicamente.

  90. Moi scrive:

    L’ esempio classico è “Arabi” vs “Cinesi” … “Neri SubSahariani”

    … con i primi abbiamo da sempre una Storia molto interconnessa, però periodicamente conflittuale. Esteticamente possono “mimetizzarsi da terroni” , gli Amazigh perfino “da Polentoni” … ma restano i 2 problemi opposti : Fondamentalismo Islamico (con potenziali derive terroristiche) e “Maranzume” …

    I secondi avendo un’ Immigrazione controllata e organizzata in partenza non casusano problemi … è proprio una regola dei Tong e affini, per operare indisturbati. Fenotipicamente sono nettamente diversi. Non rompono i coglioni, ma non danno tanta confidenza … giusto così, in fondo.

    I terzi vengono spesso guardati, purtroppo, dall’ alto al basso … tuttavia se non esagerano a emulare gli Afroamericani* risultano tendenzialmente simpatici , specie se non vengono da famiglie Islamiche. Ovviamente sono i più fenotipocamente diversi.

    * Lo fanno per i Punti Vittima/o/ə … che però li rende anticipatici.
    Tendenzialmente, cmq tendono ad avere un modo di fare amichevole.

  91. paniscus scrive:

    Ecco a voi l’ultima genialata del governo in materia di istruzione:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/politica-palazzo/live-post/2026/09/20/pontida-salvini-vannacci-meloni-comizi-centrodestra-live/8512187/2/

    Per me è evidentissimo che questa sparata sia assolutamente impraticabile nella realtà, e che quindi serva solo a intortare in maniera “rassicurante” solo quelli che già ragionano allo stesso modo.

    punto primo: Tanto per cominciare, che cosa vuol dire “stranieri”?

    Tutti quelli che non hanno la cittadinanza?
    Tutti quelli che hanno i genitori di origine straniera ma sono nati qui e parlano italiano benissimo?
    Tutti quelli che non parlano bene l’italiano?
    Tutti quelli che seguono religioni che sono minoritarie in Italia?
    Tutti quelli che hanno già avuto la cittadinanza ma sono troppo riconoscibili come stranieri dall’accento o dal colore della pelle? Compresi quelli regolarmente adottati da genitori italiani?

    Non ci si capisce un’emerita sega (e scusate la volgarità).

    Punto secondo: ma questi GENIALI governanti non si rendono conto che qualsiasi bambino che vive in Italia deve avere diritto all’istruzione pubblica anche se i genitori non sono del tutto in regola?

    E quindi non si rendono conto che se si mette il “numero chiuso” di stranieri per ogni classe, per piazzare anche tutti gli altri che non ci sono rientrati, dovranno obbligatoriamente formare PIU’ classi ogni anno, il che vuol dire costruire nuove scuole (o allargare gli spazi e le strutture delle scuole che ci sono già), assumere più insegnanti, più custodi e più addetti alla segreteria, con il risultato di dover spendere molto di più, o di inventarsi classi di 40 alunni?

    Oppure pensano sinceramente che i ragazzini stranieri “residuali” possano essere semplicemente esclusi dalla scuola, perché devono pagare le colpe dei genitori che hanno avuto la pretesa di emigrare?

    BOH!!!!!!!

    • roberto scrive:

      Sul punto uno immagino che stranieri significhi semplicemente “che non hanno la cittadinanza italiana”

      Sul punto due, io sono d’accordo ma immagino che a questi
      1. Non gliene frega nulla del diritto internazionale
      2. Leggono la parola “tutti” scritta nella costituzione come “tutti i cittadini”
      E pensano che sia sufficiente modificare la legge che appunto stabilisce che tutti i minorenni devono andare a scuola

      Sui problemi pratici, immagino che nessuno si aspetti che un governo di destra ci rifletta….

      • paniscus scrive:

        “Sul punto uno immagino che stranieri significhi semplicemente “che non hanno la cittadinanza italiana” —–

        Ok, questa è l’interpretazione più ovvia. Ma se seguiamo questa, si dovrebbe arrivare al punto di affermare che i figli di immigrati (anche perfettamente regolari come permesso di soggiorno ma senza la cittadinanza) debbano avere meno diritti di istruzione di base rispetto ai loro coetanei “italiani puri”.

        E se si decide un tetto di percentuale massima di “stranieri”, e al momento della formazione delle classi iniziali quel criterio è stato già sforato, cosa si fa?

        I casi sono tre,

        a) o si escludono alcuni stranieri a caso, mentre altri possono entrare (il che sarebbe discriminatorio di brutto);

        b) o si fanno le classi sempre più numerose per far entrare tutti (il che vuol dire ritrovarsi ad esempio alla scuola media con classi prime di 35 ragazzini);

        c) oppure si fanno delle classi in più per spalmarli su 6 classi prime invece che 5, con il risultato di dover pagare più fondi pubblici per assumere insegnanti in più, e comprare strutture materiali in più).

        In ogni caso non se ne esce.

        E comunque non capisco per quale motivo chiunque sia nato in Italia, o arrivato da piccolissimo, e che ha frequentato l’asilo fin dai 2 o 3 anni e adesso ne ha 12 e parla perfettamente italiano debba essere discriminato perché non ha la cittadinanza.

        • roberto scrive:

          paniscus

          “non capisco per quale motivo chiunque sia nato in Italia, o arrivato da piccolissimo, e che ha frequentato l’asilo fin dai 2 o 3 anni e adesso ne ha 12 e parla perfettamente italiano debba essere discriminato perché non ha la cittadinanza.”

          nemmeno io, ma la destra è questa (e lo ricorderei a chi dice “destra e sinistra sono tutte uguali”)

          • paniscus scrive:

            Comunque il discorso di base era partito dalla questione della flessione femminile delle parole che indicano ruoli o professioni.

            Peucezio sostiene da anni che le espressioni “ministra” o “avvocata” non debbano esistere perché sarebbero un oltraggio alla lingua italiana.

            Io sostengo invece che se una donna, per poter accedere a un ruolo civico o professionale importante, debba essere obbligata a farsi chiamare con un appellativo maschile (quando invece la relariva parola al femminile esiste), si tratta di un oltraggio alla donna, e non alla lingua.

            Se si facesse il contrario (cioè, ad esempio, costringere qualche avvocato maschio a farsi il bigliettino da visita con scritto “avvocata”), come la si prenderebbe?

            • roberto scrive:

              paniscus

              “avvocata”

              non ho un’idea molto netta, e se un’avvocata vuole essere chiamata avvocata non ho nessun problema. SOlo che quando ho inizito io “avvocata” non lo usava proprio nessuno e “avvocatessa” era considerato una specie di insulto. ricordo molto nettamente che tutte le mie amiche/colleghe tenevano moltissimo ad essere chiamate “avvocato” o “notaio” o “giudice”…i tempi sono evidentemente cambiati

              • paniscus scrive:

                ok, ma il punto è esattamente questo: se la percezione e la sensibilità generali sono cambiate, perché mai si dovrebbe fare la guerra a un eventuale cambiamento che è effettivamente avvenuto e che da molti anni vediamo davanti ai nostri occhi?

                Nessuno ha costretto le donne giuriste a dichiararsi “avvocata”, semplicemente lo hanno capito da sole che non esisteva nessun motivo per mantenere la desinenza maschile. Se 30 anni fa era normale, non vuol dire che debba rimanere normale per sempre… oppure la desinenza maschile dovrebbe essere bloccata a oltranza solo perché 30 anni su usava così?

                Per quanto ne so, 30 o 40 anni fa le donne che si avvicinavano a una professione tipicamente maschile utilizzavano il titolo maschile solo perché si sentivano in dovere di dimostrare di essere sullo stesso livello di competenze dei professionisti maschi.

                L’alternativa sarebbe stata quella di essere chiamata, dai clienti dello studio, con l’appellativo generico di “signora”

                (o peggio ancora “signorina” anche a 50 anni, il che sottolineava chiaramente il fatto di essere zitella),

                invece che con i titoli corretti di avvocata, architetta o notaia.

                E allora si adeguavano ai titoli dei colleghi maschi, ma non credo che fossero tanto felici di essere chiamate al maschile.

                Tanto più che in quel periodo era diffuso un pesantissimo pregiudizio sulle donne che pretendevano di fare “carriere da uomini”

                Ma adesso quei malintesi dovrebbero essere stati superati da un bel pezzo.

                Se esistono l’infermiere e l’infermiera, perché mai non dovrebbero esistere l’ingegnere e l’ingegnera?

                E se esistono l’operaio e l’operaia, perché mai non dovrebbero esistere il notaio e la notaia?

                Il diritto di usare la desinenza corretta per il proprio genere deve valere solo per i mestieri manuali modesti, ma non per quelli prestigiosi?

              • paniscus scrive:

                “ricordo molto nettamente che tutte le mie amiche/colleghe tenevano moltissimo ad essere chiamate “avvocato” o “notaio” o “giudice”…”—-

                Ma infatti “la giudice” doveva andare benissimo anche all’epoca, perché deriva da una costruzione latina che ha l’esito identico per il maschile e il femminile.

                Esattamente come “il preside” e “la preside”, oppure “il custode” e “la custode”, a cui negli ultimi anni si è aggiunta anche “la vigile” (e non “vigilessa”), perché qualcuno si è accorto che si tratta dello stesso tipo di declinazione…

              • PinoMamet scrive:

                “La vigile” però non l’ho mai sentito.

                Io sento solo “la stronza”, o “lo stronzo”, rispettivamente femmina e maschio.

              • paniscus scrive:

                per Pino: probabilmente non ha mai letto o sentito l’espressione “la vigile” semplicemente perché è molto più recente rispetto a “la giudice” o “la custode”. Però grammaticalmente è perfetta, e io comincio a vederla scritta su parecchi articoli giornalistici.

                Ti pregherei di non entrare anche tu nella modalità-Peucezio, che sostiene che una parola “nuova” non debba esistere fino a quando non l’hanno accettata TUTTI e non vi si sono abituati TUTTI. 🙂

              • PinoMamet scrive:

                Ma no, la mia politica linguistica nella pratica

                (che può essere diversa dalle discussioni su internet, dove si difende una posizione per logica, per principio, e tante volte anche solo per “aver ragione”)

                è stata sempre di far felici tutti.

                Basta che me lo facciano sapere e mi adeguo.

                A irritarmi sono i casi della musicista che vuole essere “maestra” e quell’altra assolutamente “maestro”; mi va benissimo, ma non si arrabbino se faccio confusione.

                O le studentesse che sul registro si chiamano Aya ed Aya, Asma ed Asma, che devi dire una Aya ed una Eya, una Asma e l’altra Esma (sì, le ho avute tutte e quattro, è un caso vero) e guai a confondersi…

                io vengo incontro a tutti, ma ogni tanto verrei anche incontro con uno schiacciasassi…

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Nessuno ha costretto le donne giuriste a dichiararsi “avvocata”, ”

                Questo non è vero.
                C’è stata la diffusione e l’imposizione di un’ideologia ben precisa, d’importazione d’oltreoceano, come quasi tutte le cagate,

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Però grammaticalmente è perfetta,”

                Aridaje.

                Ma tu cosa credi che sia la grammatica?

                Una lingua è fatta di grammatica ma anche di lessico.

                E i derivati non sono ricavabili grammaticalmente, sono parte del lessico.
                Nessuna grammatica può farti derivare meccanicamente il femminile di un nome (di un aggettivo sì) dal suo maschile, proprio perché non è predicibile, almeno in italiano (e nella maggior parte delle lingue europee più diffuse).

                Quindi devi andare a guardare sul dizionario e non ci trovi “vigile” come femminile, ma “vigilessa”.

                Perché la lingua è una convenzione e ci sono regole, ma anche elementi di arbitrarietà.

                La grammatica è importante, ma non va tirata fuori quando non è pertinente.

                Altrimenti spiegami quale regola grammaticale spiega come mai il femminile di “uomo” è “donna” e quello di “bue” è “vacca”.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “ok, ma il punto è esattamente questo: se la percezione e la sensibilità generali sono cambiate, perché mai si dovrebbe fare la guerra a un eventuale cambiamento che è effettivamente avvenuto e che da molti anni vediamo davanti ai nostri occhi? ”

                Questo non è un argomento peregrino.
                Infatti una volta che questi usi, quale che sia la loro origine, si saranno radicati, saranno un dato di fatto e non avrà senso discuterne, se non per descriverne la storia.
                Ma oggi siamo in piena transizione, quindi non solo si ha diritto (e ci mancherebbe pure) di rifiutarli, a maggior ragione da parte di chi è cresciuto seguendo un altro uso, ma si ha diritto di avere un atteggiamento militante contro il loro uso e il loro radicamento: finché siamo nel gioco, ognuno gioca e la questione è aperta.

              • paniscus scrive:

                per Peucezio:

                “Nessuno ha costretto le donne giuriste a dichiararsi “avvocata”

                Questo non è vero.
                C’è stata la diffusione e l’imposizione di un’ideologia ben precisa, d’importazione d’oltreoceano”
                ——-
                Non è possibile che sia stata un’ideologia di importazione americana,

                perché nella lingua inglese la maggior parte delle denominazioni di mestieri e professioni hanno la desinenza UGUALE tra maschi e femmine,

                per cui sia un avvocato maschio che un’avvocata femmina potevano farsi chiamare semplicemente “lawyer”, o i professori e le professoresse di università potevano farsi chiamare “professor”, o i poliziotti investigatori si facevano chiamare “detective” senza che nessuno andasse a guardare il genere sessuale a partire dal grado professionale.

                Quindi, semmai, se anche ci fosse stata un’influenza americana, avrebbe dovuto avere l’effetto esattamente contrario di quello che dici tu

                (cioè far chiamare con lo stesso identico appellativo sia uomini che donne che fanno lo stesso lavoro, invece di spingere le donne a farsi chiamare al femminile)

              • Miguel Martinez scrive:

                la splendida amica Elisabetta (che con un babbo egiziano ha fatto tre figlioli molto creativi) mi dice,

                “non me ne importa se mi chiamano architetto o architetta, l’importante è che non mi chiamino ‘signora’!”

              • roberto scrive:

                Miguel

                « ‘signora»

                Il mondo è bello perché è vario: la prima direttrice che ho avuto nel mondo dell‘eurocrazia non voleva essere chiamata né dottoressa né direttrice, ma «signora» perché «per diventare direttrice basta studiare, signora bisogna esserlo» (in un epoca in cui le direttrici erano davvero pochine….)

                È vero che bastava dire Madame e tutti sapevamo di chi si parlava….

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “Il mondo è bello perché è vario”

                🙂

              • roberto scrive:

                Per altro poco prima avevo fatto il dottorato con una che voleva assolutamente essere chiamata professoressa e odiava signora, per il motivo opposto „il titolo me lo sono guadagnato“

                A me va bene tutto, basta chiedermelo gentilmente e non incavolarsi se non leggo i pensieri

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                lo riscrivo qui perché per comodità avevo creato un commento ex novo ma magari ti è sfuggito.

                “Non è possibile che sia stata un’ideologia di importazione americana, ”

                Ma no, l’importazione è dell’idea che la parola cambi magicamente la realtà, che traumatizzi le persone e che il simbolico e la grammatica siano più importanti delle vere disparità sociali: l’isteria moralistica e linguistica.
                Non nella regola in sé: è chiaro che ogni lingua adatta a modo suo questa mania.

            • Peucezio scrive:

              Paniscus,
              “perché sarebbero un oltraggio alla lingua italiana. ”

              Non un oltraggio, un’idiozia di cattivo gusto.

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            “e lo ricorderei a chi dice “destra e sinistra sono tutte uguali””

            È semplice.
            La destra è fatta di filoucraini stupidi, la sinistra di filoucraini un po’ meno stupidi (quindi moralmente un po’ più colpevoli).
            Su NESSUNA questione strategica, né italiana, né internazionale, né economica, né politica, né militare, né sociale differiscono.

            • roberto scrive:

              peucezio

              sarà, ma se la destra riuscirà nel suo intento (sono sicuro di no) dei bambini non andranno a scuola …nota, legge turco napolitano 1998 dice “tutti i bambini devono andare a scuola”. Meloni & Co 2026 “no, se sono negri solo se c’è posto”…e francamente chi se ne frega delle questioni strategiche

              • Moi scrive:

                Questa proposta diventerà un pastrocchio e tutto resterà come prima … tanto un Capro Espiatorio, fra la pletora dei “Rematori Contro”, come valvola di sfogo per l’ Elettorato si troverà sempre. 😉

              • roberto scrive:

                sai che temo che sia semplicemente incostituzionale dire che alcuni bambini non vanno a scuola? ho l’impressione che la turco napolitano su questo punto non faceva altro che dire una ovvietà….

                mentre la destra come al solito da risposte sbagliate a domande mal poste…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                non si può fare, è incostituzionale.

                Le questioni strategiche sono la base di tutto, perché se l’Italia s’impoverisce, non c’è più scuola né cure mediche né per negri, né per bianchi, né per nessuno.
                E se addirittura, Dio ne scampi, si infila in una guerra nucleare semplicemente non c’è più nessuno da istruire o curare perché moriamo tutti (ma ogni giorno, diventa un’ipotesi sempre meno fantascientifica, con gli psicopatici che ci governano).

                E mi preoccupa che una persona concreta come te non colga questo dato essenziale, e cioè che i dilemmi etici sono importantissimi, ma senza mezzi materiali non si pongono nemmeno.

                È questo ciò a cui penso quando dico che stiamo smarrendo il principio di realtà.

            • Francesco scrive:

              Magari fosse come dici tu, Peucezio!

              a destra vedo due partiti venduti al 100% a Putin (Lega e Vannacci)

              a sinistra uno venduto (M5S), uno fanaticamente pacifista per irresponsabilità politica congenita (AVS) e non so quanto del PD sia davvero a fianco della Resistenza ucraina.

              quindi se lo ritieni importante (per me lo è tantissimo) occorre essere precisi nelle valutazioni.

              PS sulle scuole, pensa che bello se la Meloni spostasse una quota di maranza nelle scuole fighette degli elettori progressisti per “evitare le classi ghetto” con troppi ragazzini stranieri!

              me la godrei di grandissimo gusto, la reazione di questa classe sociale.

              Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Resistenza ucraina”

                Non mi risultano attivi movimenti resistenziali in Ucraina.

              • Francesco scrive:

                Si vede che sei cieco sordo e scemo.

                Che ti devo dire?

                Come definiresti la guerra che l’Ucraina sta combattendo da 4 anni e mezzo?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Tu come l’hai appena definita? Guerra. E va benissimo.

                Il fatto che l’Ucraina esista e stia combattendo una guerra è il motivo per cui non c’è un movimento resistenziale in Ucraina.

              • Francesco scrive:

                Mi consento, invece, di definire la guerra in corso come “Resistenza ucraina”.

                Mi pare che calzi a pennello alla sostanza delle cose, al di là del dettaglio tecnico che a combattere sono i soldati in uniforme e non dei partigiani.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Mah, a me pare in tutto e per tutto una normalissima guerra.
                Se togli i droni e ci metti i cavalli potrebbe essere una guerra del XVII o XVIII secolo.
                Ma di tutti i secoli, in realtà.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Mi consento, invece, di definire la guerra in corso come “Resistenza ucraina”.”

                Poiché il tuo rigore nel linguaggio è sempre pari a zero, chiamala come cazzo vuoi.

              • Francesco scrive:

                Pino

                un pelo di differenza ce la vedo, tra la Russia e l’Ucraina, come regime politico.

                E vedo una notevole differenza tra i problemi che Mosca crea all’Europa e quelli che Kiev non crea a nessuno.

                Quindi non vedo perchè restare neutrali, anche al di là della questione dell’attacco russo che OGGI sarebbe una brutta cosa attaccare un altro paese per annettersene metà e sottomettere il resto.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Mi sembrano elementi ininfluenti nella definizione di guerra

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Resistenza Ucraina”

                Ma dicci la verità, Francesco: ti sei messo a scrivere per Repubblica. No, perché se no non si spiega.

                Su, confessa, tanto si vede, ogni ritrosia fra noi è inutile.

                Ricordo solo che la Resistenza – quella vera – la facevano i Partigiani.

                Gente che non andava a rapire le persone per strada per arruolarla a forza.

                Né si faceva i cessi d’oro rivendendo al mercato nero le armi che arrivavano dagli Angloamericani.

                E tantomeno venerava la memoria di massacratori.

                Queste cose le fanno i regimi al tramonto. Come con la Volkssturme nel 1945, o con il Vietnam del Sud trent’anni dopo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea!

                😀 😀 😀

                una buona metà dei Partigiani guardava a Lenin e Stalin! senza contare i massacri praticati direttamente.

                non siamo tutti con la terza narice!

                😀 😀 😀

              • paniscus scrive:

                “PS sulle scuole, pensa che bello se la Meloni spostasse una quota di maranza nelle scuole fighette degli elettori progressisti per “evitare le classi ghetto” “—-

                Casomai non si fosse capito, la discussione attuale riguarda soprattutto bambini in età di scuola elementare. Tranne casi drammatici di rifugiati di guerra (ultimamente ucraini o afghani), chi si iscrive alle medie o alle superiori è nato in Italia e parla italiano.

                Se si parla di elementari, come si dovrebbe fare a identificare già a 5 o 6 anni quali siano destinati a diventare “maranza ” e quali no?

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                “Se si parla di elementari, come si dovrebbe fare a identificare già a 5 o 6 anni quali siano destinati a diventare “maranza ” e quali no?”

                Non sono destinati a diventarlo, lo sono già a 5 – 6 anni!

              • paniscus scrive:

                “Non sono destinati a diventarlo, lo sono già a 5 – 6 anni!”—

                Hai qualche prova di questa affermazione?

  92. Moi scrive:

    io vengo incontro a tutti, ma ogni tanto verrei anche incontro con uno schiacciasassi…

    PINO MAMET

    … Tipo schwa e neopronomi ?

  93. Moi scrive:

    Aya ed Aya, Asma ed Asma, che devi dire una Aya ed una Eya, una Asma e l’altra Esma (sì, le ho avute tutte e quattro, è un caso vero) e guai a confondersi…

    Cit.

    Ma che strano però quelle “A” iniziali in “E” … vogliono il nome come se fosse a
    Inglese ?

    • Moi scrive:

      Però è vero anche che ogni tanto ” sul Ticchettìo ” qualche Wannabe Imam Ge Z con più cm di barba che anni … la mena che bisogna dire “Isslèm”, e gli piovono meme di Vannacci ! 🫠

    • PinoMamet scrive:

      No, credo che qualcuna voglia la pronuncia araba, o perlomeno quella che sente in famiglia (suppongo sia quella con la “e” iniziale9 qualcuna lo vuole come è scritto.

      Che pare strano, però mi capita spesso anche con i cognomi degli arabofoni (meno di altri stranieri): qualcuno dei portatori vuole assolutamente che lo pronunci “sbagliato”, cioè com’è scritto
      (per esempio ho avuto una Bechir, trascrizione attraverso il francese diبشير , che voleva a tutti i costi essere pronunciata “bekìr”, e adesso ho una Bettache suppongo da بطاش cognome marocchino e anche nome di località nel medesimo paese, che vuole essere pronunciata “bettàke”)

  94. Moi scrive:

    Cmq sì … il significato delle parole cambia, nel tempo: tipo “ristorante” ormai iperonimo di “canile” e “ludoteca” messi assieme.
    🫠

  95. Moi scrive:

    Ci sono certi cognomi Albanesi più o meno “mimetici” … tipo “Mikeli” (divers solo allo scritto) o una “Korcari” pronunciato da loro stessi (!) “Corcàri” anziché “Corz’àri” …

    Anche qualche cognome Arabo (… o forse Amazigh ?) può essere mimetico … tipo “Amari” , “Asai” (come un noto Senseione di Aikido …ovviamenteassonanza del tutto casuale con il Giapponese) , “Efentani” , ecc … SE sono Arabi riescono a spaccarsi per Italiani almeno del Sud (o certi Siciliani) … SE Amazigh, pure Italiani del Nord.

    • Moi scrive:

      SpaccIarsi … Sbagliatore Automatico

      PS

      Spannonetricamente, a parità di Hijab, ho notato dal “Ticchettìo ” che mediamente _ tra le ragazze Magrebine _le ragazze Amazigh sono più gnocche delle Arabe, o almeno io così percepisco.

    • PinoMamet scrive:

      Ce ne sono anche di più “mimetici” (ricordo un Vogli- non arbereshe, proprio albanese d’Albania- e un Velo tra gli studenti incontrati da me, ma anche altri che non ho memorizzato)

  96. Moi scrive:

    Korcari” pronunciato da loro stessi (!) “Corcàri” anziché “Corz’àri” …

    La conosco proprio nel Mondo Reale 😉

  97. Moi scrive:

    Almeno oggi come oggi, chi è Amazigh lo palesa con orgoglio.

    Il loro simbolo è lo Yaz (ⵣ), un carattere dell’antico alfabeto Tifinagh.

  98. Moi scrive:

    Suppongo che per gli Statunitensi gli Amazigh siano “Caucasici” , anche se non proprio “Whitissimi” 😉 e gli “Arabi” sul “Brown” tenue … 🫠

    • PinoMamet scrive:

      Su un vecchissimo forum di appassionati di antropologia fisica, fenotipi e Sizzerie (da Sizzi 😉 ) varie, gli arabi erano messi nella categoria “off white”; sui berberi, un frequentante di origine berbero-marocchina faceva una capa tanta a tutti per dimostrare che erano white-issimi, anche se alcuni gruppi si erano infrociati con ex schiavi di origine africana (ma molto meno rispetto al marocchino medio, a sentire lui).

      Il fondatore del forum credo fosse un tale di origine greca, a sua volta impegnato a dimostrare la continuità genetica e fisica tra greci antichi e moderni.

      Non mancava un siculo-americano che voleva essere nero a tutti i costi, e un nero americano che invece era “true hebrew”

  99. Moi scrive:

    Una roba che giustamente “trigghera” i Neri SubSahariani è che i Nord Africani/ Medio Orientali fanno gli “Off White” SOLO in Europa/ Stati/ Occidente … MA in Africa guardano con disprezzo chiunque da Eritrea e Mauritania in giù !

    • Francesco scrive:

      Nei sei certo? è una cosa che mi diverte moltissimo ma le mie conoscenze limitate non mi permettono di darlo per assodato.

  100. Moi scrive:

    Stati Uniti 🇺🇲🇺🇸

  101. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    Ha ragione Roberto : non mandare a scuola un cinno, fosse pure un Alieno adottato da una coppia umana di Trans Musulmani Neri, è anticostituzionale … ràiga !

    Tutto al più l’ ipotetico (!) Governo Vannacci può dire, on termini puramente persuasivi :

    “Il Liceo Classico è roba da Bianchi … l’ ITIS è roba da Ne(g)ri !”

    … NULLA D+ !

  102. Moi scrive:

    Per me “ITIS” è come “Preside” e “Scuola Elementare” … e Plutone è ancora un Pianeta ! 😉

    Non me ne frega un cazzo di come si dice adesso : posso adeguarmi a “Nero senza G” (95 volte su 100 semplicemente ometto l’ informazione tutto sommato irrilevante in Italia) ; le schwa, gli asterischi, i neopronomi (in fondo è divertente, ) ecc … come avevo sempre detto, sempre dirò.

    Ma sulle parole di cui sopra sono Super Boomer !

    • Moi scrive:

      come avevo sempre detto, sempre dirò.

      Per le robe di cui sopra: ci ho avuto l’ imprinting come le ochette di Konrad Lorenz … assieme a Mesopotamia e Barbabietole da Zucchero. 😉

  103. Moi scrive:

    @MAURICIUS

    “Adolescente” e “Adulto” sono i participi rispettivamente presente e passato dello stesso verbo che significa “crescere”.

    Il soma ha purtroppo le sue date di scadenza … la psiche, be’: potenzialmente fin dall’ Antichità si è sempre parlato di “Puer Aeternus” !

    E qui però si deve dare ragione alle Femministe che manca “Puella Aeterna” …

    • Moi scrive:

      Solo di recente è stato introdotto il termine in realtà improprio di “Sindrome di Wendy” vs “Sindrome di Peter Pan” …

      … inoltre ci sono le “False Nerdesse” 😉 che in realtà sono Creator (“Creatrix” NON si usa) di “Soloventilatori” [cit.] che promuovono i loro Cosplay Sexy Anime … anche personaggi femminili Anni Settanta / Ottanta / Primi Novanta, visto che dopo gli Early Millennials è finita per sempre la Spensieratezza del Maschio Bianco Etero Cis di cui Silvio fu Il Canto del Cigno.😉

  104. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    PONTIDA 2026 : il Balletto del Niqab …

    https://youtu.be/psZroZ0b0eI?si=wA56BhFqeJXGALGc

    • Moi scrive:

      Probabilmente un Revival della Beceraggine Anni Novanta per essere concorrenziali a Vannacci … ovviamente cambia il “tàrghet” : i Slàmici 😉 al posto dei Terün !🫠

  105. Moi scrive:

    Meloni Caterina :

    “Bollo Ciao” sull’ aria di “Bella Ciao”

    https://youtube.com/shorts/za47Zs7e6jw?si=R00pXr5QvqyNq9DJ

  106. Moi scrive:

    @PINO MAMET

    A breve uscirà un nuovo documentario “The Bibi Files”, temo però che non conoscano o abbiano dimenticato l’ A-Team ! Già, perché la locandina è “controproducente” : c’ è lui che fuma un sigaro e delle gran esplosioni sullo sfondo … pare John “Hannibal Smith” !

  107. Moi scrive:

    Negli USA hanno coniato il neologismo “Manosphere”, almeno fossero stati abbastanza Letterati da fare “Androsphere” … e così abbiamo calchi typo “Manosfera” anche in Europa ! 😬

  108. Moi scrive:

    @ROBERTO/TUTTI/E/Ə

    NON sto ovviamente nella testa di Vannacci, MA se ho ben capito, la “Remigrazione ” si basa su due concetti base , un Dualismo, con la stessa matrice migratoria:

    Diversità Rimediabile / Accettabile VS Diversità Irrimediabile / Inaccettabile … essendo di Dx, parte dall’ Ordine Pubblico OGGI.

  109. Francesco scrive:

    Mi sbaglio o è un tema di lunga data, non sono pochi quelli che segnalano l’immigrazione di musulmani come molto difficile o impossibile da integrare nelle nostre società, vuoi per i valori molto diversi che hanno e che non intendono perdere, vuoi per i fondi esteri che finanziano predicatori e moschee che tengono ben vivi quei valori?

    Mi sembra riduttivo pensare che sia solo un problema degli ebrei europei, che non gradiscono essere trattati come capitava ai loro correligionari che vivevano nei paesi islamici anche in Europa.

    Ciao

    PS ammetto che le uniche esperienze che ho vanno in altra direzione, con babbi musulmani che spingono passeggini e coccolano i figli. Ma sono contatti del tutto occasionali. Mi impressiona il numero di ragazzine che si coprono i capelli, quello sì.

    • paniscus scrive:

      In una delle mie nuove classi posso rilevare la presenza di una ragazza originaria dell’Afghanistan che non porta nessun tipo di velo, nemmeno la più sottile bandana sulla testa, mentre in un’altra classe parallela altre due (una bengalese e una egiziana) portano lo hijab e le maniche lunghe, ma nulla che renda irriconoscibile la faccia.

      Il primo caso mi ha stupito, vista la situazione attuale dell’Afghanistan, ma probabilmente si tratta di una famiglia che era già in Italia da parecchi anni e che era sempre stata contraria alle restrizioni in patria. Non gliel’ho ancora chiesto in maniera esplicita, dopo così pochi giorni.

    • PinoMamet scrive:

      Ho avuto tantissime studentesse musulmane, direi che il numero di quelle che si coprono i capelli è in discesa e oggi sono una minoranza, almeno nella mia scuola.

      Mai trovata nessuna che si coprisse anche parzialmente il viso.

      • paniscus scrive:

        “Ho avuto tantissime studentesse musulmane, direi che il numero di quelle che si coprono i capelli è in discesa e oggi sono una minoranza, almeno nella mia scuola.”—-

        Invece, nella mia esperienza, ogni anno se ne trovano sempre un po’ di più, o comunque in numeri quasi costanti,

        ma non credo che la motivazione sia il maggiore impulso a portare il velo da parte delle stesse famiglie, bensì il fatto che in generale sia in aumento il numero di iscrizioni ai licei di queste ragazzine, per cui a inizio di anno scolastico sembra sempre che le “velate” siano sempre di più. Ma non è che le velate siano “diventate di più” in termini assoluti, semplicemente si iscrivono a scuola essendo già abituate a portare il velo anche prima, cosa che alle bambine più piccole non viene obbligata.

        E comunque non ho MAI visto una ragazza musulmana con niqab o burqa coprenti, da tenere in classe o in un corridoietto durante l’intervallo, in una scuola di stato italiana.

    • PinoMamet scrive:

      Conosco- tramite supplenze varie- anche un simpaticissimo ragazzo afghano arrivato proprio come profugo, due o tre anni fa, senza sapere una parola di italiano.

      Ora lo parla, non dirò perfettamente, ma fluentemente. Ignoro come lo scriva ma insomma, non è che dobbiamo aspettarci i miracoli.

      Certo, gli sono state utili le ore aggiuntive di italiano e così via, ma soprattutto gli sono stati utili i compagni di classe, che glielo hanno insegnato, come si deve, a partire dalle parolacce.

      Per inciso, uno di questi compagni è algerino, e l’altro è un sedicente “fascista” (nella realtà, un diciasettenne sovrappeso con idee storiche molto confuse).

      • PinoMamet scrive:

        Peraltro, anche se abbronzatino, è impossibile scambiarlo per nord-africano.
        Proprio due fisionomie diverse.

        Parlo dell’afghano, naturalmente.

        Il “fascista” potrebbe essere benissimo fratello dell’algerino…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “Per inciso, uno di questi compagni è algerino, e l’altro è un sedicente “fascista” (nella realtà, un diciasettenne sovrappeso con idee storiche molto confuse).”

        Meraviglioso!

  110. Francesco scrive:

    Ah, una domanda di quasi geografia.

    Possiamo dare per pacifico che Francesca Albanese è totalmente inaffidabile e che il suo report vale quanto la sua autrice? O ci sono ancora dei dubbi?

    • Moi scrive:

      Francesca Albanese … “Diva” Intoccabile nella “sfera” Propal !

      … Si dice “Propalosfera” ?

    • paniscus scrive:

      “Possiamo dare per pacifico che Francesca Albanese è totalmente inaffidabile”?

      Se si riportano evidenze concrete e verificabili di questa affermazione, forse sì, ma se lo si deve credere sulla parola solo perché lo dici tu, non vedo proprio il perché.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Dai, Francesco, raccontaci di nuovo la storia dell’Onu che smentisce le stime delle vittime a Gaza.
      Pagliaccio.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “inaffidabile”

      Se lo è, allora lo sono anche:

      a. Il Tribunale dell’Aja
      b. Amnesty International
      c. Human Rights Watch
      d. Medici senza frontiere
      e. il Lemkin Institute for Genocide Prevention (*)
      f. B’Tselem (**)
      g. Physicians for Human Rights Israel
      h. il Centro Europeo per i diritti umani
      i. la Federazione Internazionale per i diritti umani
      j. la International Association of Genocide Scholars

      oltre a storici Ebrei specializzati in Shoah come Goldberg

      https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/12/27/what-israel-is-doing-in-gaza-is-a-genocide-interview-with-professor-amos-goldberg/7817662/

      e Bartov

      https://k-larevue.com/it/2026/09/25/da-storico-a-polemista-omer-bartov/

      Sono comunque sicuro che ascolteranno con interesse le tue argomentazioni sull’affidabilità della Albanese. Nel frattempo, potrai trovare interessante quanto segue:

      https://www.lemkininstitute.com/statements-new-page/statement-on-why-we-call-the-israeli-attack-on-gaza-genocide

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S.
      (*) Lemkin è il giurista Polacco che ha inventato il termine ‘genocidio’.
      (**) Sia f) sia g) sono Israeliani

      • PinoMamet scrive:

        Beh Andrea, comunque la pensino BeTselem, la Albanese o altri più o meno autorevoli figure, il Tribunale dell’Aja non ha condannato Israele per genocidio.
        C’è in corso una causa, promossa se non sbaglio dal Sud Africa.

        Sulla Albanese, posso dire solo che la trovo abbastanza antipatica, sicuramente schierata, e forse non troppo sveglia come dimostrano certe uscite pubbliche, ma naturalmente questo non dice nulla sulla affidabilità del suo rapporto.

      • Francesco scrive:

        Andrea

        il mio problema col tuo amico Lemkin è che la sua definizione di “genocidio” comprende sia i genocidi sia azioni infinitamente meno gravi sia le intenzioni di.

        Con questo svuota il termine genocidio di significato: politico, giuridico e morale. Come è successo col termine “violenza sessuale”.

        Io mi baso sui numeri. Le fonti “filo Israele” che trovo mi danno una revisione dei “bambini” vittime della guerra a Gaza perchè molti erano combattenti, giovani ma combattenti. Idem per presunti giornalisti e operatori umanitari, risultati uomini di Hamas. Sono tutte palle? non sono sul posto e non posso valutare, mi limito a constatare la precisione dei riferimenti.

        Tra l’altro, la “tregua” è in vigore da un pezzo, i morti sotto le macerie a decine di migliaia sono stati trovati o no? Lo sterminio per fame è in corso ma non ci sono vittime? non pare strano?

        Certo, Israele è ridotto a fare confronti con posti come Yemen, Siria, Birmania, Cecenia … questo dice già molto.

        Ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Le fonti che non citi dicono un mucchio di stronzate. La tregua non esiste e oltre due terzi del territorio è occupato dagli israeliani, che non lasciano entrare gli osservatori internazionali neppure nella parte che non occupano.
          Pagliaccio.

          • Francesco scrive:

            La “tregua” esiste eccome, infatti il numero di palestinesi morti è crollato. La cosa mi pare buona, anche se potrebbe essere meglio, tipo che detto numero scendesse a zero. Forse hai scordato che Hamas non ha mollato di un millimetro, però.

            Israele occupa larga parte della Striscia, credo di averlo già scritto.

            Sugli “osservatori internazionali” non mi pronuncio.

            Sul mucchio di stronzate, tendo a vederci dentro alcuni degli avventori.

            Saluti

            • Moi scrive:

              Ripeto: Martedì 27 ottobre 2026, elezioni per eleggere i 120 membri della nuova Knesset … favorito Eisenkot (che per un curioso adattamento Ashkenazita diventa “Ferro-Cacca” auf Deutsch ! 😉)

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Tregua è quando non si spara, non quando si spara meno.

              Se dici “queste cose le so” e poi le tue conclusioni vi prescindono completamente, allora significa che non sai pensare. O che non vuoi pensare.

              • Moi scrive:

                Si elegge la nuova Knesset, non il nuovo Presidente … tuttavia le cose potrebbero rendersi difficili per “Bibi” qualora si ritrovasse in tale minoranza parlamentare da perdere governabilità.

                Ma a parecchi ProPal frega poco, considerando Il Problema … L’ Esistenza Stessa di Israele.

                … Spesso nomignolato a spregio “Isn’treal” . [Sic]

              • Francesco scrive:

                1) sai cosa significano le virgolette?

                2) tu sei veramente scemo, non riesco a trovare altre spiegazioni. non capisci un tubo, intendo dire, e non lo sospetti neppure.

                3) le mie conclusioni NON prescindono affatto dalle cose che riconosco, differiscono dalle tue perchè tengo conto di altri fattori rilevanti che tu ami ignorare.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, non so cosa significhino le virgolette in questo contesto: se scrivi che c’è una tregua e poi scrivi che c’è una “tregua” non ho idea di quale sia il tuo “pensiero”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mi correggo: addirittura non hai mai usato la parola “tregua” in senso proprio, ma sempre virgolettata. Cioè ha usato una presa in giro come argomento serio. O anche il tuo “argomento” era una “presa per il culo”?

            • Moi scrive:

              Forse “una presa per il culo” che … si identifica in “un argomento” ? 😉🤔

            • Francesco scrive:

              “La mortalità giornaliera diretta a Gaza è diminuita di circa il 96% da quando è entrata in vigore la tregua il 10 ottobre 2025.”

              fonte BBC via una IA. non ho approfondito. tanto usano i dati di Hamas.

              a mio modesto giudizio, questo -96% vale eccome un “tregua”.

              inizio a sospettare che abbiano ragione quelli che lamentano che con Israele si applica un doppio standard estremamente penalizzante.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “strano”

          Per togliere ogni ‘stranezza’, come la chiami tu, basterebbe che Israele i giornalisti, li lasciasse lavorare, invece di ammazzarli.

          “Lemkin”

          Affermare che Lemkin ha svuotato di significato il termine ‘genocidio’ – che ha inventato lui – lo trovo simile ad affermare che Einstein ha svuotato di significato il termine ‘relatività’. Esilarante ma originale.

          “risultati uomini di Hamas”

          Risultati a chi? Ben Gvir? Giuliano Ferrara? Marco Taradash? La Repubblica?

          “vigore da un pezzo”

          Restauriamo le parole, ricordi? Non chiamiamo ‘tregua’ una serie di omicidi al rallentatore. Ti ho già citato i testimoni (professori Inglesi di medicina) di droni Israeliani che prendono di mira appositamente i bambini. La natura di un genocidio non dipende dalla sua velocità. Gli Einsatzgruppen erano più lenti delle camere a gas, mica meno genocidi. Del resto, nemmeno gli Ottomani hanno ammazzato tutti gli Armeni (giusto per citare Lemkin).

          “Le fonti “filo Israele” che trovo mi danno una revisione dei “bambini” vittime della guerra a Gaza perchè molti erano combattenti, giovani ma combattenti.”

          Se leggi il Volkischer Beobachter troverai interessantissime statistiche sui promettenti risultati della lotta al banditismo nel Governatorato Generale.

          “Birmania”

          Non insulterei mai Myanmar con un simile paragone. Diciamo che Israele è più simile a un ISIS che ce l’ha fatta.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            A sproposito di ISIS , ho scoperto di recente* che avevano una scritta sulla bandiera in caratteri Arabi “austeri” , “ruvidi” perché … la bella calligrafia Araba “ricamata” è in realtà originariamente creata in Persia (… e vai di Abbiamoinventatonoituttismo Persiano) ; per l’ ISIS quindi NON rientra nella Purezza Originaria: è “haram” seppur animata dalle migliori intenzioni !

            *
            Miguel sicuramente già lo sapeva, anche se non mi pare che lo abbia mai spiegato … probabilmente dandolo per scontato.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Abbiamoinventatonoituttismo Persiano”

              Più che altro è quello che succede ogni volta che i barbari invadono gli imperi: ne vengono in qualche modo assimilati. Gli arabi oscillarono tra i romani (durante il periodo del califfato damasceno) e i persiani (quando il baricentro si spostò in Mesopotamia),

          • Francesco scrive:

            Andrea,

            ti stupirà ma credo molto più a Ferrara, Avvenire, Repubblica, pure Jerusalem Post, che a te.

            Sul genocidio mi citi l’auctoritas ma non affronti l’argomento.

            Sul resto menti. O peggio.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “ti stupirà”

              Oh, non mi stupisce affatto.

              Tu sei in buona fede un sincero johnwaynista (abbreviazione di Vero Credente Nella Superiorità Dei Nostri Eterni Valori Di Libertà E Democrazia). E quindi il rasoio di Ockham te lo metti sotto le scarpe. Lo devi fare, se no ti crolla tutto.

              Ai tempi della peste del Manzoni saresti stato un ottimo Don Ferrante.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Concordo al 99%.

                Nessunissimo dubbio sulla superiorità dei valori democratici rispetto al fascismo (versione “larga”, alla UE).

                Non capisco cosa c’entri Ockham, se avessi provato a eliminare Hamas dal quadro parlando con lui ti avrebbe preso a calci!

                E non mi sento affatto Don Ferrante, per quel piccolo motivo matematico che ti ho scritto più sopra e che hai bellamente ignorato.

                Ciao!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Ockham”

                Te l’ho detto che tu continui ad affastellare una sull’altra ipotesi ad hoc. Pensare che le vittime dei sionisti siano membri di Hamas è molto ma molto più assurdo dell’ipotizzare i complicati epicicli tolemaici dell’orbita di Marte.

                “bellamente ignorato”

                … come tu ignori le cifre fornite dai Palestinesi. Dato che stranamente Israele impedisce alla stampa di andare a vedere che succede possiamo solo basarci sulla caterva di testimonianze che hanno spinto l’Aja, l’ONU e le ONG a considerare genocida Tel Aviv. Poi uno può immaginare che siano tutti complici di Hamas, mettendosi così Ockham sotto le suole.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S.
                E’ bellissimo interloquire con te. Mi ricorda la mia adolescenza passata a discutere col mio amico Testimone di Geova.

              • Francesco scrive:

                1) dove ho detto che tutte le vittime gazawi sono di Hamas? spoiler: da nessuna parte
                2) non le ignoro (te le ho appena citate) ma ne faccio un esame critico. che è il minimo, con chi usa il proprio popolo come carne da macello
                3) è un pò noioso interloquire con te: inventi il 99% di quello che avrei detto. e ignori il 100% di quello che scrivo

                mi ricordi quella volta che sono andato a sbattere contro un pilastro d’acciaio!

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “da nessuna parte”

                No: tu continui a tirare fuori Hamas per giustificare l’assassinio mirato in massa di bambini, e tutte le volte svicoli tirando fuori Hamas. Per quanto potente, Hamas non lo è al punto da giustificare il macello. Hamas non fa genocidi, Israele sì.

                “non le ignoro”

                No: tu le ignori proprio. Invece di citare la BBC (e perché non Fox News, allora!) prova per una volta a citare Amnesty International o il rapporto della Albanese.

                “ignori il 100% di quello che scrivo

                No: se lo ignorassi non mi scomoderei a rispondere. Mi scomodo perché mi diverto a vedere fino a che punto spingi la tua arrampicata sugli specchi. Proprio come coi Testimoni di Geova.

                “pilastro d’acciaio”

                Si chiama ‘realtà’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  111. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Harry Potter fans helped divert UK-Ireland power link to avoid Dobby’s grave, says project manager

    https://www.bbc.com/news/articles/cy8mgpl27dpo

    • Moi scrive:

      Project manager Simon Ludlam told the Energy Revolution podcast the cable was originally “going to go straight through” the tribute, before fans left his firm “hundreds of calls”.

      “Actually we went quite close to some real Bronze Age remains, but we avoided Dobby’s grave,” he said.

      [cit. ibidem]

    • Moi scrive:

      Harry Potter fans force relocation of multi-million-pound underwater cable to avoid character’s fictional grave
      The power cable linking Wales and Ireland was rerouted following fan appeals, now passing closer to Bronze Age human burial remains

      https://www.countryfile.com/news/greenlink-cable-rerouted-dobby-grave-freshwater

      • Moi scrive:

        Lasciare calzini sulla finta tomba di Dobby nella spiaggia di Freshwater West (nel Pembrokeshire, Galles) mette seriamente a rischio l’ambiente e la fauna marina locale … fra l’ altro.

  112. Moi scrive:

    How an urban myth about litter boxes in schools became a GOP talking point
    At least 20 Republican politicians have claimed that schools are making accommodations for students who identify as cats. The school districts say these claims are untrue.

    https://www.nbcnews.com/tech/misinformation/urban-myth-litter-boxes-schools-became-gop-talking-point-rcna51439

  113. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.mark-up.it/newstalgia-quando-il-passato-conquista-il-presente/

    Newstalgia, quando il passato conquista il presente

  114. Moi scrive:

    In ogni caso, in Israele 🇮🇱 per il 27 Ottobre 2026 si terranno in Israele le elezioni legislative nazionali per il rinnovo della Knesset

  115. Peucezio scrive:

    Paniscus,
    “Non è possibile che sia stata un’ideologia di importazione americana, ”

    Ma no, l’importazione è dell’idea che la parola cambi magicamente la realtà, che traumatizzi le persone e che il simbolico e la grammatica siano più importanti delle vere disparità sociali: l’isteria moralistica e linguistica.
    Non nella regola in sé: è chiaro che ogni lingua adatta a modo suo questa mania.

    • Moi scrive:

      Le origini del Wokismo affondano nella Scuola di Francoforte … che a sua volta rivaluta moltissimo il Pensiero Magico. Per questo JK Rowling è stata accusata di avere tradito sé stessa e centinaia di milioni di persone nel dire che le “persone con mestruazioni” si chiamano donne.

      … ed è considerato ” razionale ” ribattere che visto che ormai a 61 anni non è più mestruante … non sarebbe più donna, con la sua stessa premessa.

  116. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/stretto-di-hormuz-il-petrolio-torna-a-scorrere-sotto-il-tiro-dei-missili-ma-la-vera-trappola-si-stringe-sulliran/

    Dunque, premesso che non si capisce bene.
    Nell’articolo c’è un link a un secondo articolo di un esperto pubblicato su X che ha sorpreso, dice, le Cancellerie.
    L’Arabia Saudita nonostante un oleodotto che funziona a metà, e che le sue navi che passano per hormuz siano bersagliate e mezze scassate dai razzi iraniani, continua comunque a esportare gran parte del suo petrolio e pure il Quatar esporta il gas.
    Il prezzo del petrolio resta alto, ma non sfonda i 100 dollari al barile.
    E tutto questo sta logorando la posizione dell’Iran

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://scenarieconomici.it/petrolio-sotto-le-bombe-larabia-saudita-riapre-i-rubinetti-e-lexport-fa-un-balzo-dell80/
      Nuovi particolari sull’esportazione di petrolio dall’Arabia Saudita.

      “L’Arabia Saudita ha reindirizzato parte delle proprie esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz in seguito all’apertura di una rotta marittima da parte delle forze armate statunitensi lungo la costa dell’Oman”.

      In più
      “il progetto dell’oleodotto Est-Ovest non consiste in un’unica linea, ma in un sistema multifase che offre una notevole flessibilità nel trasporto di greggio e prodotti petroliferi. Ha sottolineato che la società è in grado di resistere e gestire gravi interruzioni, grazie alle sue infrastrutture avanzate e alla competenza operativa”.

      “Quindi se i prezzi del petrolio sono anocra, tutto sommato, stto contyrollo è perché i flussi sono attivi. Purtroppo questo non comprende i prodotti raffinati che un tempo erano lavorati nel golfo persico”.

  117. Moi scrive:

    Aggressione di gruppo a 2 gay a Bologna … da parte di Migranti … e il PD cegkue di omettere il “dettaglio”, per non tentarne altri a votare Vannacci. . 🤔

  118. Moi scrive:

    L’AI … È UNA ROBA MERAVIGLIOSA

    Ho chiesto ad AI OVERVIEW perché Femminismo / Genderismo Woke hanno capelli dai colori “umanamente impossibili” tipo verde / viola / rosa / blu …

    … e a un certo punto la AI mi ha sfoderato un Parallelismo Stupendo con l’ Aposematismo Biologico degli animali definiti … tossici / velenosi / sgradevoli !

    • Moi scrive:

      L’aposematismo è un meccanismo di difesa naturale in cui un animale mostra colori vivaci, suoni o odori forti per avvertire i predatori della sua tossicità, pericolosità o cattivo sapore.

      [Def.]

    • Moi scrive:

      Di base sfidano tutto ciò che è “naturale” … per cui “famiglia” è un Costrutto Sociale esattamente come lo Smarfo è un Costrutto Tecnologico.

      La Scuola di Francoforte si proponeva di annichilire, in un Futuro Lontano ma non Lontanissimo, la presunta “Gabbia Tomistico-Aristotelica” estirpandola dalle menti della Gioventù Futura* … missione pienamente compiuta !

      *La più parte di noi , qui, è Late Gen X / Pre Millennial … anche se Miguel è un Boomer.

    • Moi scrive:

      L’aposematismo deriva dal greco antico ed è formato dall’unione del prefisso apo- (ἀπό, “lontano da”, “che allontana”) e del sostantivo sêma (σῆma, genitivo sêmatos, “segno”, “segnale”).
      Letteralmente significa “segnale che allontana” o “avvertimento a distanza”.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Woke”

      Io ti devo ringraziare sinceramente.

      Senza di te non solo avrei avuto solo un vago sentore di che cos sia questo ‘woke’, ma non avrei manco saputo il significato di ‘genderismo, ‘TERF’ e simili.

      Hai ampliato il mio lessico, del che ti sono davvero grato.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        devo dedurne che non vai al cinema e non accendi la TV dal 1998?

        😉

        • Moi scrive:

          Il Regno del Wokismo è sempre stato suo Social PARLATI … quelli Scritti, mal si prestano.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “devo dedurne che non vai al cinema e non accendi la TV dal 1998?”

          Al cinema vado di rado, l’ultimo film che ho visto credo fosse ‘Parasite’; della TV mi sono liberato sei anni fa.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            questo però ti taglia fuori dalla conoscenza dei megaflussi della merda collettiva

            il che, a ripensarci, potrebbe non essere così male!

            ci penserò

            😀

      • Moi scrive:

        Anche perché, come sottolinea la ormai solita Yasmina Pani, la Scrittura di oggi si basa su 3 cose soltanto:

        1 Paratassi & Frasi Nominali

        2 Meme Preconfezionati

        3 Anglismi inutili ma compiaciuti, volti a dimostrare una presunta inadeguatezza dell’ Italiano per descrivere il mondo di oggi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Moi

          “la ormai solita Yasmina Pani”

          OAAM!

          A volte la trovo troppo aggressiva, ma su questo ha perfettamente ragione.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Moi scrive:

            Per molte cose avversa da sempre il Manicheismo di Genere di Michela Murgia … tuttavia come “tigna / téggna ” (termine non certo Sardo, ma Emiliano e Romagnolo) è molto simile.

            • Moi scrive:

              In Emilia-Romagna “Tigna” viene comunemente usato in senso figurato per indicare la testardaggine, la caparbietà, l’ostinazione o la determinazione incrollabile … quasi sovrapponibile al Napoletano “Cazzzimma”.

  119. Moi scrive:

    2 Ottobre 2006 … Voto DDL AntiSemitismo alla Camera.

    Visto che a nessuno frega un cazzo della Knesset il 27 Ottobre, in teoria (!) dovrebbe fregarvene ancor di meno.

    …. Ma chissà mai ! 😉

    • Moi scrive:

      … cmq SE NON passa, Fiano lascia il PD !

      Il famigerato “Saponette Mancate” del XXV Aprile lo ha fatto inasprire, comprensibilmente.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Voto DDL AntiSemitismo alla Camera”

      Grazie per averlo ricordato. A proposito di questo DDL credo venga a fagiolo quel detto Napoletano:

      Aje voglia ‘e mettere rumma, ‘nu strunzo nun addiventa maje babbà

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        parli degli antisemiti travestiti malamente da antisionisti?

        perchè nel caso

        ORAADV!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “antisionisti”

          Sempre per la doverosa restaurazione delle parole, cito dalla Treccani:

          Antisemita = Contrario, avverso agli Ebrei e alle loro istituzioni.

          Antisionista = Atteggiamento culturale e politico di opposizione alle espressioni radicali del sionismo.

          Siccome l’antisemitismo dalla Shoah in poi è rifiutato coram populo, è interesse dei sionisti far passare tutti i loro oppositori per antisemiti

          https://www.youtube.com/watch?v=TawZ51LS5pQ&t=241

          Ma, come dice il proverbio Napoletano, hai voglia a fare decreti… 😉

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Complimenti alla Treccani. Sembra che le voci le abbia scritte tu!

            So che la lotta per il potere passa per il controllo del linguaggio ma qui si esagera.

            E si rende inutile ogni dialogo.

            Ciao

            • giuseppe motta scrive:

              e insomma anche la Treccani fa parte dell’internazionale antisemita, siamo circondati. Poi per forza bisogna stare dalla parte di Israele

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ giovanni motta

                “circondati”

                Tu ci scherzi, ma guarda che un johnwaynita ci crede davvero.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            ” Siccome l’antisemitismo dalla Shoah in poi è rifiutato coram populo”

            Magari, Andrea, magari.

            Io invece su internet, sotto ogni video, immagine o frase che anche sfiori soltanto il tema “ebrei”, trovo decine di commenti del tenore di “sono nemici del genere umano”, “il pittore doveva finire il lavoro”, “bastardi schifosi”, “se li vedo li metto sotto con la macchina” ecc.

            Decine.
            E tante altre decine che mettono i like e le faccine sorridenti.

            è tutta colpa di Israele? Di Netanyahu? di Ben Gvir?
            Ne dubito, ma ammettiamolo pure.

            E con ciò?

            Mi pare evidente che il problema dell’antisemitismo esista e sia anzi in crescita.

            Poi tu puoi ben distinguere tra antisemitismo e antisionismo.

            i “simpatici” commentatori però non lo fanno, per loro gli ebrei sono “vermi” (questa l’ho letta mezz’ora fa), tutti quanti.

            • Moi scrive:

              decine di commenti del tenore di “sono nemici del genere umano”, “il pittore doveva finire il lavoro”

              —————

              Confermo … almeno per il versante Youtube e soprattutto Tiktok.

            • Moi scrive:

              Anche qualche Imam Gen Z con più cm di barba che anni secondo i quali … “l’ Europa si sta finalmente svegliando: la minaccia non siamo mai stati noi Musulmani, ma sempre gli Ebrei che ci hanno sempre messo gli uni contro gli altri con le False Flag Operations !”

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ pino mamet

              “magari”

              Giusta critica la tua, faccio ammenda. Avrei dovuto scrivere “coram populo nei discorsi ufficiali”.

              Resto tuttavia dell’avviso che identificare antisemitismo e antisionismo finisca col favorire proprio l’antisemitismo che ci si prefigge di combattere.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  120. Moi scrive:

    Altri voti per Vannacci “regalati” da Sx , Socials incandescenti … il Prof. Piero Ignazi rincara la dose di Paolo Mieli:

    Polizia e i Carabinieri dovrebbero imparare l’ Arabo per interfacciarsi con i Maranza.

    Nell’ immaginario collettivo Italico, sono “terroni semianalfabeti” , soprattutto i Carabinieri.

    • Moi scrive:

      Chi è contro, dice che con i Maranza ci vorrebbe manganello e se non basta piombo … solo quel ” linguaggio ” capirebbero.

  121. Moi scrive:

    Premio Internazionale della Cultura a Wanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio

    Premio Internazionale della Cultura a Wanna Marchi e Stefania Nobile in Campidoglio

    Riconoscimento assegnato per i libri pubblicati recentemente da madre e figlia, note al grande pubblico per le televendite che le hanno rese celebri tra gli anni Ottanta e Novanta e per le successive vicende giudiziarie. Non sono mancate le polemiche

    https://www.rainews.it/amp/tgr/lazio/articoli/2026/09/premio-internazionale-della-cultura-a-wanna-marchi-e-stefania-nobile-in-campidoglio-7f3c99ad-57b1-4a1d-a5f0-2d4388779863.html

    Mi vergogno delle mie origini … è la prima volta da Callisto Tanzi.

  122. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    I Woke Italiani (Statunitensi in presa diretta nella Testa) dicono che Giuseppe Conte avrebbe frainteso il “crazy” di Alexandria Ocasio Cortez … usato come slang Millennial / Bronx , con intonazione e mimica facciale particolari.

    …Ti risulta ?

    • Moi scrive:

      @ MIGUEL (2)

      Sì, va be’: tu sei Boomer e AOC è Millennial … ma pur sempre Madrelingua AngloAmericano sei, no ? Anzi: anche tu hai un “Background Migratorio” (come dicono i Woke) da Bilingue Nativo Ispanofono, no ?

      La prima cosa può sembrare di poco conto, ma … dai Millennial in poi la Generazione è diventata un’ Ossessione Identitaria : una roba tipo Classe Sociale fra 1848 e Anni 1950s, davvero !

      • Moi scrive:

        Io ‘sta roba che un 15enne con le pezze al culo si senta molto più vicino identitariamente a un Coetaneo con il Papy pieno di grano rispetto a un Over40 anch’ egli con le pezze al culo la trovo inquietantissima … non so voi !

      • Moi scrive:

        Ora, Elly Schlein se non è Madrelingua AngloAmericana poco ci manca ed è cmq Millennial (“Sono nata nel 1985” [cit.] per smarcarsi totalmente dal PCI, veramente cringe 😉 !) … avrebbe potuto, quindi, smerdare Giuseppy 😉 Conte su questo, mettendolo fuorigioco per la Leadership del Campo Largo.

        Eppure NON lo ha fatto … e avrebbe pure riabilitato “Eioussì” 😉

      • Moi scrive:

        È saltato fuori che AOC avev scritto “crazyyyy” con 4 “y” per fare la “gggiovane” … con 3 “g” ! Ovviamente i giornali Italiani NON hanno colto.

        Peggio per lei, che ha mischiato gergo da social e linguaggio “alto”.

        • Moi scrive:

          E cmq Conte ha trovato lo Smarco Perfetto dalla Schlein … almeno per i Maschi Bianchi Etero Cis di SX oramai stufi di fare da Capro Espiatorio Uguale e Contrario a SX rispetto agli Immigrati a DX.

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