Il tempo va misurato con le trasformazioni… io sono nato quando le foto erano quasi solo in bianco e nero, oggi mi dicono di stare attento a parlare al telefono che i truffatori mi possono clonare la voce, se dico, “pronto chi parla?”
Per questo vi racconto le mie trasformazioni.
Da ragazzo, arrivato in Italia, mi raccontavano che esistevano due mondi: uno era il Passato e l’altro era il Futuro.
Il Futuro era meglio del Passato.
Poi, almeno in Italia, c’era qualche discussione se fossero più Futuri gli Stati Uniti dove arrivavi povero, non ti davano niente, ma diventavi subito miliardario; oppure la Svezia, dove c’erano biondone bellissime che venivano in vacanza a Rimini e avevano uno Stato Sociale ancora più sociale di quello italiano.
Il resto del mondo era semplicemente Passato, e non interessava quasi a nessuno – ci stavano dentro i cannibali, l’Inquisizione, i musulmani, gli indù, i bisnonni contadini con il loro dialetto, l’Impero Austroungarico, la treggia e altre miserie.
Il Futuro stava solo in Europa e negli Stati Uniti, per cui coincideva con “l’Occidente“, che però all’epoca aveva soprattutto un altro significato, opposto alla Miseria Sovietica, un mondo misterioso dove nei negozi le etichette erano tutte brutte e grigie e gli imprenditori italiani potevano comprarsi biondone (non svedesi) per un paio di calze (ma i sovietici facevano finta di voler essere più futuri di tutti).
Io però sono cresciuto diversamente.
Ho avuto diverse fortune pazzesche, da ragazzo.
La prima, quella di essere vissuto tra due continenti; la seconda di non essere andato a scuola.
E quindi di aver potuto passare una quantità di tempo a leggermi tantissimi libri – i volumi della storia antica, medievale e moderna dell’Università di Cambridge, ma anche libri sulla storia dell’India, della Cina e dell’Africa. Ho capito da subito che non esisteva un solo mondo.
E così anche se non avevo la televisione in casa, potevo a quindici anni riconoscere le cicatrici “tribali” sulle guance di un giovane Yoruba – deve essere stato uno dei tre nigeriani in Italia all’epoca – che mi raccontava in un buon inglese di come avesse scelto la religione dei suoi avi.
E così ho scoperto autori che avevano una visione radicalmente diversa.
Uno dei primi fu Francis Younghusband, il militare inglese che conquistò il Tibet, ma ne fu spiritualmente conquistato.
Poi Jean Servier l’antropologo che visse tra i Berberi dell’Algeria – combattè a fianco dei francesi (e a molti berberi) contro la rivoluzione algerina, ma scrisse il più radicale trattato di antropologia “antioccidentale” di tutti i tempi: da ragazzo leggevo il suo L’uomo e l’invisibile sui gradini del Liceo Visconti a Roma, dove quel meraviglioso pazzo di Athanasius Kircher aveva creato un intero museo.
O Pavel Florenskij, l’antico monaco russo che mi fece ripensare a come sognavo; o Idries Shah e i suoi racconti sufi.
Ma il più importante fu John Ronald Ruel Tolkien. Che faceva parte del mondo sovversivo più antico di tutti, quello che nacque quando William Blake a spasso di notte per le strade di Londra riconobbe l’Orrore Nascente. Poi divenne la visione di William Morris e di John Ruskin, e di tutti gli inglesi che sognarono nel Rinascimento fiorentino e negli innesti neoplatonici una possibile modernità alternativa.
Ma quanto ha segnato la mia vita, Kenneth Grahame che donò alla mia infanzia The Wind in the Willows (frammenti di ricordi, anche il momento in cui mia madre me lo comprò in una libreria a Città del Messico).
Al centro del libro, c’era un capitolo completamente diverso dedicato all’incontro tra la piccola talpa e il ratto di fiume, e il dio Pan di cui non si citava però il nome, si intuiva soltanto. Che da bambino non capii, eppure mi è rimasto dentro più degli altri. Lessi ad alta voce tutto il libro a mia figlia che era piccola, e anche lei ebbe problemi con quel capitolo, che poi le rilessi anni dopo, e lo visse come me.
Kenneth Grahame aveva scritto quel gioiello per suo figlio Alastair allora bambino. Non sapendo che Alastair sarebbe poi morto, dicono suicida, che non aveva compiuto nemmeno vent’anni,
e anche per questo vorrei conservare, tramandare, salvare…
A un certo punto, avevo studiato per conto mio latino e greco, e ho deciso di dare gli esami di scuola media per poter fare il liceo classico (e li ti imbatti in Ovidio, che seppe cogliere tutto il male che sarebbe sorto secoli dopo…).
Ho scelto di andare in Egitto. E dopo essere vissuto in Egitto, ho scelto di fare l’università da pendolare, studiando arabo e persiano. E così ho scoperto Farid od-Din-e Attar, il Profumiere di Nishapur; ma anche le piccole storie delle tombe dei santi in Egitto, o dei canti delle confraternite dei contadini siriani.
Sono tutti gli stessi mondi perché spregevolmente antichi, e tutti altri perché nessuno è mai uguale all’altro.
Che poi è lo stesso/altro mondo passato che avevo avuto la benedizione, a tredici anni, di conoscere, del Sudtirolo, dei contadini senza padroni che si ritrovavano a danzare attorno al santuario del santo, a lavorare anticamente insieme, a parlare una lingua che non avevano imparato a scuola, e che non aveva scrittura, ma solo tramandamento orale, e a resistere per generazioni alla violenza dello Stato italiano, fino addirittura a piegarla e vincere.
E’ lo stesso/altro mondo passato dei monaci della Certosa del Galluzzo che ogni sera scavano per un po’ la buca che sarebbe stata la loro tomba;
del carrettiere siciliano che ci raccontava di come partivano di notte e lui che aveva la voce più bella, cantava un verso intero, e gli altri carrettieri dietro di lui riecheggiavano l’ultima strofa;
dei Calcianti di Parte Bianca che ogni anno chiedono al Priore di Santo Spirito di benedirli e perdono lo stesso;
della volta che un amico ebreo che ci legge benedisse la casa in cui viviamo in una meravigliosa antica lingua semitica;
della vista degli ultimi pesci volanti, da piccolo, dal ponte della nave che mi portava (riportava?) in Europa;
di quello stranissimo canto che udii una notte ad Alessandria in Egitto, un richiamo a Dio che si spostava di qua e di là e da nessuna parte;
di quella donna che aveva scelto di vivere in un altro mondo, e con un grande sorriso strappava l’ortica con le mani per farne cibo, e mi ricordava un altro amico che si toglieva la camicia per rotolarsi nell’ortica;
di mio nonno che scelse di vivere tra i nativi americani e i neri, e un giorno una scimmia gli diede fuoco alla casa;
del sasso su cui sedeva il Nonno Abramo, patriarca del villaggio al confine tra Toscana ed Emilia Romagna, e sfidava il mondo moderno, il fascismo e anche i preti, sul sasso il pro-pronipote da piccolo ha inciso il suo nome;
della pianista zingara bipolare che dorme per strada e che mi racconta, “i medici atei dicono che io sto troppo bene e troppo male, ma non capiscono che questa è la cosa più bella?”;
della vista dell’ultima neve che sarebbe mai caduta sulla nostra città;
del rilasciato dal carcere napoletano che dorme sui treni, e racconta di come potrebbe essere Scampia e scopriamo di avere la stessa visione, poi gli prende un tumore e lo ritrovo a pregare a Messa;
della prozia Anna e la sua morosa Bessie, che insieme suonavano l’organetto per strada per raccogliere soldi, e Bessie all’inizio del Novecento andò in Tailandia e visse alla corte del re, e il re le regalò tre figure in bronzo, che Bessie quando morì donò a mia madre, e che una povera badante le rubò, assieme al crocifisso messicano nero con tutte le coloratissime figure di cui mi ricordo soprattutto il teschio di Adamo alla base;
della gente dell’Appalachia che si tramandava canti del Cinquecento (regalandone qualcuno a mio nonno) e maneggiava serpenti velenosi per fare come San Paolo;
dei bigliettai del tram ad Alessandria… un bigliettaio è cristiano e te lo dice con la croce tatuata in fronte, l’altro è musulmano e te lo dice solo con un pezzo di cartone, una scatola di importazioni cinesi… fakka! fakka! “spiccioli, spiccioli!” gridano entrambi… ma poi a un certo punto si sente da mille megafoni l’invocazione, è Ramadan… si ferma il tram, il bigliettaio musulmano prende il suo pezzo di cartone, lo stende accanto alle rotaie e ne fa un tappeto per pregare, e poi, lentamente, spezza il digiuno, e riscopre cosa sia la gioia di mangiare e di bere;
della donna india vecchia come il Novecento, ma che non sapeva in che anno fosse nata, che raccontava a me, bambino, della Rivoluzione in Messico, e del Signore che diede una festa, e tutti poterono mangiare per una volta carne, e poi disse loro che era carne umana, quella che avevano mangiato;
del lucchese novax che in Piazza Strozzi si mise a recitare un canto intero di Dante a memoria;
delle comunanze degli Appennini e delle case dove nessuno si sognava di chiudere la porta perché tutti potevano raccogliersi attorno al focolare, e dove si cantava veglia la sera d’estate insieme;
di Maria Maddalena de’ Pazzi, che visse così vicina a casa mia, e che aveva bisogno di ritirarsi in luoghi secretissimi, come gli antri sotto il Seminario dove ne ho cercato le tracce, e c’è un pozzo d’acqua, e oggi l’avrebbero psichiatrizzata, allora la fecero santa:
“In tempo di sua vita ebbe spesso di simili eccessi e andava per il convento esclamando: ‘Amore, Amore, Amore, non amato né conosciuto! Incitava le anime che venissero ad amar Gesù e incontrando le monache le prendeva per mano, e non si zittiva finché non le dicevano di voler amare questo Signore e talvolta, prendendo le fune delle campane, suonava a fuoco d’amore, chiamando le anime che venissero ad amare Dio. E a vederla in tali eccessi, accendeva a questo amore”;
dell’antica villa di Firenze dove ho scoperto i manoscritti persiani dove secoli fa una mano scriveva poesie tracciando disegni perfetti, senza mai una sbavatura d’inchiostro;
della donna napoletana che aveva sposato un soldato americano e mi raccontava della sua infanzia in un basso senza nulla, tanti figli in una grotta, e poi si ferma… e mi dice, “ma ridevamo sempre!”;
della bimba zingara (zingara, zoppa e musulmana) del Kosovo che aveva paura dei vampiri, cui cercarono una notte di dare fuoco, ma lei ne ebbe a male…
Ci sono mondi e mondi, nel mondo, molto oltre l’unico mondo che si può pensare possibile.

grazie per la condivisione di questi interessantissimi ricordi !
la spedizione vdi Younghusband, nel 1904 allarmò la Santa Russia…allora non c’era ancora l’Intesa che venne firmata proprio oggi, 119 anni fa, con la convenzione del 17/30 luglio 1907 che inter alia applicava il “manuale Cencelli” all’Oriente: Persia del nord, zona russa; Persia del centro, a nessuno; Persia del sud, zona inglese; Afghanistan, di nessuno ma con una certa prelazione inglese; Tibet, di nessuno…naturalmente nessuno consultò lo Scià di Persia, l’Imperatore della Grande Cina (sovrano del Tibet) né tantomeno il Dalai Lama e l’emiro dell’Afghanistan (ilis diebus Habibullah, nato a Tashkent da una schiava, durante l’esilio del padre, il temibile Abdur-Rahman colui che introdusse a forza il corano nel Kafiristan “la terra degli infedeli”, ai confini con l’India britannici e oggi con il Pakistan, divenuto Nuristan “la terra della luce”)
P.S la convenzione non restò lettera morta, almeno per quanto concerne la Persia..nel 1912 le forze imperiali russe entrarono a Mashhad e la bombardarono, scatenando le ire degli islamici (Mashhad era in zona russa) nell’indifferenza del Foreign Office..Londra nell’autunno 1914, allo scoppio della guerra con la Turchia, sbarcò truppe a Hormuz (Trump non c’era ancora e quelli erano più efficienti :D) e a Bushehr, che erano zona britannica..San Pietroburgo non proferì verbo
nel 1915, quando Londra e Parigi acconsentirono a lasciare Costantinopoli alla Santa Russia (rompendo con tutta la politica ottocentesca, guerra di Crimea ! forse la più grande vittoria diplomatica della Russia in ogni tempo, che finì in polvere mancando la vittoria vera), Parigi non chiese nulla [sì, lo chiese, ma sul Reno :D] ma Londra pretese che la Russia rinunciasse alla “zona neutrale” in Persia (più o meno Esfahan, Yazd, Kashan) e la “cedesse” a Londra
dopo la rivoluzione russa, Londra provò a papparsi la Persia tutta (incluso il Nord off limits sino alla caduta della Monarchia dei Romanov) facendo firmare nel 1919 al Vosuq od-daula, oggi più odiato degli stessi Pahlevi ed è tutto dire :D, un politico filobritannico, un accordo capestro che avrebbe posto la Persia sotto protettorato britannico de facto, un vulnus orribile per gli orgogliosi persiani..le masse persiane insorsero, Vosuq od-daula fu rovesciato e si posero le condizioni per il golpe nel febbraio 1921 di Reza Khan (che era stato formato in “zona russa” ed era un Cosacco) colui che diverrà Reza Shah Pahlevi, di cui mi parlò bene in privato financo un iraniano khomeinista 😀
la leggenda vuole che un oscuro fanciullo, che studiava teologia sciita, avrebbe detto sdegnato “verrà il giorno in cui questi cani infedeli saranno cacciati dalla nostra Patria ma prima dovremo bandire le loro false idee e la loro presunta Scienza, e tornare al puro Islam”: il suo nome era Ruhollah Khomeini
P.S 2
gli accordi del 1915 sono la base dei famigerati accordi Sykes-Picot del 1916 che in origine contemplavano la Russia e avrebbero dovuto essere denominati Sykes-Picot-Sazonov 😀
l’Italia laicissima ne fu tenuta all’oscuro (alla faccia del Patto di Londra !) ma il conterraneo di Andrea marchese Salvago Raggi, nostro R. Ministro al Cairo, riuscì a carpire il segreto (talvolta parlano pure gli inglesi, specialmente se bevono whisky :D) ed ad avvertire Sonnino (Salvago Ricci era cattolico, Sonnino protestante e laicissimo e di origine ebraica, ma fa piacere ogni tanto il sano patriottismo, nel nome sacro d’Italia !)..
Sonnino fece fuoco e fiamme e a San Giovanni di Moriana nell’aprile 1917 inglesi e francesi ci associarono..dandoci però le briciole (soprattutto in Turchia)..che manco avremo, poi, alla fine di tutto, col pretesto che la Russia ormai rivoluzionaria non aveva ratificato l’accordo 😀
Salvago Raggi fu promosso dal Cairo a Parigi per ordine di Sonnino
raro caso in cui si premiò il merito, anche se Salvago Raggi era, lo ribadico, cattolico e non massone
la I GM andrebbe riscritta tutta, dal punto di vista diplomatico 😀
Che bellissimo post!
Per Peucezio
“Che bellissimo post!”
Se non altro ci ha guadagnato gli affascinanti-come-sempre commenti di Habs!
Per chi volesse leggere o rileggere Servier, ecco: https://dn760000.eu.archive.org/0/items/l-uomo-e-l-invisibile/L%27Uomo%20e%20L%27%20Invisibile_text.pdf
Per Luigi P.
“Servier”
che bello, grazie!
@ luigi p.
“Servier”
https://youtu.be/iucC7JLPLLc?is=H6GDvbNwZH5vbNis
Ciao!
Andrea Di Vita
Ho dato un’occhiata alle prime venti e qualcosa pagine;
molto interessante, scritto da una persona sicuramente preparata e di ampie vedute, ha molti spunti interessantissimi mescolati con teorie abbandonate (l’uomo nato contemporaneamente in varie parti del mondo) o critiche alle medesime del tutto ingenue (l’uomo nato da una sola coppia ancestrale);
mi sembra che lo scopo sia quello di negare l’evoluzione, al fine di affermare in ultima analisi la creazione dell’uomo da parte di Dio.
Giusto rimarcare che l’evoluzionismo è una teoria, e non un dogma; ma poi le critiche alla teoria dell’evoluzione mostrano una mancata comprensione della medesima…
più azzeccate le punzecchiature alle tabelle sempre più complesse e in fondo inutili dello strutturalismo, inventati per la pretesa cervellotica di ridurre l’esperienza umana in un qualche schema matematico;
si vede che lì l’autore “gioca in casa”.
Davvero meritevole di una lettura, da non prendere come un Vangelo però…
più come una provocazione.
Dando un’occhiata più avanti, mi sembra che il libro sia alla fine un piacevolissimo campionario di riti, miti, e usi di popolazioni umane;
qualunque cosa l’autore voglia dimostrare, vale senz’altro la pena leggerlo se non altro per ampliare l’inventario.
Per PinoMamet
“Davvero meritevole di una lettura, da non prendere come un Vangelo però…
più come una provocazione.”
Esatto
Interessante , Jean Servier … anche se mi pare il classico autore che piace ai Fricchettoni di Dx 😉
Per Moi
“Interessante , Jean Servier … anche se mi pare il classico autore che piace ai Fricchettoni di Dx”
Con l’interessante sotto-riflessione che sembra il classico bersaglio dei tosti di destra: quello che “crede che non esiste solo la civiltà occidentale”, quello che pensa che le Risorse Boldriniane abbiano Culture che devono essere Rispettate…
In effetti credo che una delle sue tesi principali sia che la civiltà “occidentale moderna” non sia affatto più avanzata o sapiente delle altre, ma semplicemente… una delle tante.
Che vale come critica dello scientismo e della fede nel progresso, ma anche dello sciovinismo e del razzismo dell’Uomo Bianco.
Per la mia ignoranza l’autore mi era ignoto, ma leggo su Wikipedia in francese (manca la voce in altre lingue) che era nato in Algeria e da etnologo eed antropologo era un esperto sulla cultura berbera.
Ha scritto anche sulla guerra d’Algeria.
Esoterista e massone, ha tentato una rifondazione della massoneria francese che secondo lui aveva una deriva troppo razionalista.
bel personaggio, dai.
Teoria
Che non è un sinonimo di ipotesi, ma significa una descrizione complessiva di un fenomeno: la “teoria standard” sono equazioni sulle particelle elementari, tutte misurabilissime e misuratissime (niente di speculativo), ma che, appunto, descrivono il fenomeno.
Le foto in bianco e nero.
La mia prima macchina fotografica.
Mi pare costasse 16 mila lire, risparmiate con fatica.
Ancora adesso se faccio una foto col telefonino, subito dopo la trasformo in bianco e nero.
Mi sembra che nelle foto a colori ci sia sempre qualcosa che stona.
Chi era, quel critico d’arte che conservava un archivio di immagini di quadri tuttein bianco e nero, perché diceva che i colori falsavano l’immagine?
Mi pare fosse Federico Zeri.
Se si escludono Tolkien, che ho provato a leggere ma mi sono fermato alla terza pagina, e Blake che non ho neanche mai provato a leggere, tutti gli altri citati è la prima volta che li sento nominare, incredibile.
Il passato mi arrivava molto da mia nonna, i miei lavoravano entrambi e a noi badava mia nonna, da lei il passato mi arrivava nel fatto che tirava la pasta fresca ,nei racconti dei traumi di guerra ma anche altre cose tipo le foto dei carri che suo padre costruiva, era il primo alfabetizzato della famiglia ma qualcosa non era andato alla perfezione perchè c’era la foto di un bel carro con scritto Aque e Gazose in stile ghirigoroso Belle Epoque sulla fiancata 🙂
Una cosa che credo sia cambiata molto è che eravamo tanti bambini , alle elementari eravamo una maestra e 34 bambini, e finita la scuola e i venti minuti massimo massimo che prendeva fare i compiti ci si faceva i cazzi nostri tra bambini , intendo dire che la vita dei bambini di adesso , a parte la tecnologia, mediamente è strutturata secondo una serie di impegni decisi e organizzati dagli adulti e invece allora molto meno, andavamo per il quartiere a giocare a pallone o a giocare negli scavi dei palazzi in costruzione e gli adulti non se la menavano più di tanto su dove eravamo e cosa facevamo.
Il mio lato più intellettuale era che mi piaceva la storia antica , mi piaceva disegnare e copiavo i disegni dell’arte egizia ad esempio ma anche dei Maya , per il resto passata la fase di Topolino i miei eroi , a parte ovviamente i calciatori, erano gli Indiani nel senso dei Pellerossa, Sandokan, Zagor lo spirito con la scure,Corto Maltese ,ma poi leggevo anche Alan Ford e Sturmtruppen che invece erano cinici e antieroici.
Quando poi sono divantato un teenager agitato e deviante non leggevo nulla tranne lo strettissimo necessario per non essere bocciato, in compenso le mie “verità ” del momento mi venivano dai rockettari, i miei nuovi eroi, siccome la vita è paradossale quando avevo tutta la vita davanti mi piaceva l’idea del no future dei Sex Pistols.
In generale comunque per quella che è la mia sensibilità anche adesso che invecchio certe canzoni colgono l’essenza delle cose più di tanti libri, il futuro lo vedo in accelerazione in generale, ma in particolare sul brutto del passato, meno libero, più sorvegliato e controllato, sempre più orwelliano, anche se lo sfondo è quello di sempre come dice questa canzone
https://www.youtube.com/watch?v=5OrdXHiO1Qo&list=RD5OrdXHiO1Qo&start_radio=1
Desde os primórdios
Até hoje em dia
O homem ainda faz
O que o macaco fazia
Eu não trabalhava
Eu não sabia
Que o homem criava
E também destruía
Homem primata
Capitalismo selvagem
Ô-ô-ô
Homem primata
Capitalismo selvagem
Ô-ô-ô
Eu aprendi
A vida é um jogo
Cada um por si
E Deus contra todos
Você vai morrer
E não vai pro céu
É bom aprender
A vida é cruel
I am a cave man, a young man
I fight with my hands, with my hands
I am a jungle man, a monkey man
Concrete jungle, concrete jungle
Per Modulo
Grazie! Alan Ford e Sturmtruppen anche tu! Bello poi il testo poetico.
Ho sempre amato tantissimo le Sturmtruppen!
Poi sono passato a Tom Clancy senza colpo ferire.
Sarò bacato.
😀
Le Sturmtruppen erano un must di quando andavo alle Medie, e anche dopo.
Alan Ford me lo fece conoscere un amico.
Mitici!
Viva il fumetto italiano!!
Ho sempre sognato di avere il diario delle ST ma non credo che mia mamma me lo abbia mai preso.
🙁
Povero Franceschino
Sempre in termini di Futurismo:
https://youtu.be/M4gY8xeg-RQ?si=7nPq1AQjcgNh8pS6
È arrivato il Drone Quadcopter che accompagna le zinzelle con le sue stesse eliche …
Accoppa” / “elmina” … Sbagliatore Automatico
In pratica Miguel ha vissuto Internet nel Mondo Reale, ai suoi tempi che c’ erano ancora i calcolatori con i valvoloni e grandi come armadi.
Per queste nuove calure assurde, in Giappne coniano il neologismo “Kokushobi”
https://www.facebook.com/story.php?story_fbid=1415301770635195&id=yakurefu
Pagina Facebook in chiaro … kokushobi (kanji e furigana non li prende)
Visto che siamo in vena di Cosmopolitismo : in Mr Jambo (il nuovo brano virale stile retro “triggering” sui Bianchi Buoni in Africa Nera , l’ anziano Nero omonimo (dal nome preso dalla parola-saluto Swahili più famosa d’ Africa) parla Zulu :
“Angikhulumi isiNgisi, unaye umhumushi? Yeka ukuklabalasa!” (which translates to: “I don’t speak English, do you have a translator? Stop yelling at me!”)
AI OVERVIEW
https://youtu.be/qJBm1n8JUZ8?si=yYJURaJeloiuG_Ee
Il Mappamondo che frulla a tutto schermo è un chiaro richiamo ad “Africa” di Toto … 1982
@MIGUEL
Sul serio:
Non essere mai stato indottrinato ideologicamente da Istituzioni Scolastiche …tu sì che puoi dirti “Privilegiato” !
QUESTO SÌ che può si definire “Privilegio” ! Altro che “Maschio Bianco Etero Cis ” e altro Delirium Tremens da Wokaggine !
Non volevo dire nulla per non rovinare il clima di festa, ma il privilegio non è tanto quello, ma la fortuna di essere un bambino/ragazzo molto più intelligente e curioso della media, e, immagino, non aver avuto bisogno di lavorare sin dalla più tenera età.
Per la stragrande maggioranza dei bambini normali, non andare a scuola significa cucire i palloni per la Nike, o se sono fortunati portare le pecore al pascolo
È un tema molto ricorrente tra di noi quello della tragedia di essere andati a scuola…io suggerirei come sempre un po’ più di realismo sia nel apprezzare la fortuna che ci ha dato la vita sia nell’osservare i destini di chi il privilegio della scuola non ce l’ha
OMDAR TO-TA-LE
Per roberto
“Per la stragrande maggioranza dei bambini normali, non andare a scuola significa cucire i palloni per la Nike, o se sono fortunati portare le pecore al pascolo”
E’ vero anche questo, ovviamente.
Ma forse la causa non è che non siano andati a scuola, quanto piuttosto di essere nati poveri in un ceto molto povero in un paese che non aveva la scuola di massa. Il mio privilegio è stato quello di nascere in una famiglia che non ha dovuto mandarmi a lavorare da bambino, e questo è vero.
Miguel,
Non sottovalutare il privilegio o la fortuna di essere stato un bambino/ragazzino sveglio ed intelligente…guarda posso dirti in tutta sincerità che già con l’obbligo scolastico io passavo pomeriggi a giocare a basket o a calcio (e biliardo e videogame)…non fossi andato a scuola non avrei letto un libro prima dei 18 anni, mentre grazie alla scuola (per quanto pessima) ho letto un sacco di cose delle quali da solo non avrei mai sospettato l’esistenza
Pessima intendo il mio liceo, non la scuola in generale
Ps incidentalmente, ci lamentiamo (cioè vi lamentate) della scuola italiana…io ho una posizione di osservatore privilegiato perché partecipo ad una marea di panel di selezione/giurie per assumere a vario titolo dei giovanotti nel mondo magico dell’eurocrazia…beh non c’è storia, gli italiani sono sempre i più preparati e soprattutto sono quelli più abituati a “think out of the box” (poi purtroppo hanno un ritardo devastante con le lingue, sennò davvero non ci sarebbe storia)
Per roberto
“gli italiani sono sempre i più preparati e soprattutto sono quelli più abituati a “think out of the box” (poi purtroppo hanno un ritardo devastante con le lingue, sennò davvero non ci sarebbe storia)”
Affascinante… in effetti, anch’io noto le due cose. Nel senso che l’italiano vecchio stile non ragiona astrattamente, in base a pregiudizi, li usa solo per farsi scudo per qualche interesse personale, ma non ne diventa succube.
E concordo anche sulla lingua… in Romania ho sentito gente che non era mai uscita dal paese, che mi parlava in un inglese infinitamente migliore di quello degli stralaureati italiani che conosco.
Per roberto
“Non sottovalutare il privilegio o la fortuna di essere stato un bambino/ragazzino sveglio ed intelligente”
Grazie, ma non ho la minima idea di essere stato sveglio ed intelligente 🙂 Come la vedo io, ho semplicemente avuto la fortuna pazzesca di incuriosirmi io del mondo, senza che qualcuno da fuori me lo rendesse noioso.
A 13 anni ho scoperto una grammatica di lingua Swahili, e poi ho trovato un commesso di una libreria sulla mia stessa strada, italianissimo ma che era vissuto in Tanzania, e così ho potuto parlare in Swahili con lui…
A un portone di distanza, c’era il portiere, uno dei tanti portieri fascisti di Roma, che mi ha regalato tanti numeri del Borghese, il settimanale di destra dell’epoca, e anche da lì ho scoperto mondi, che ho trovato interessanti, ma meno dello Swahili.
Se qualche professore mi avesse invece interrogato su Swahili o su Il Borghese, mi sarei ritirato nel mio guscio.
Aggiungo che io il latino e il greco me li sono imparati da solo… il greco su un Teach Yourself Greek, il latino su un libro di scuola media che un ragazzo del quartiere mi aveva appena venduto. Quel testo di latino che vorrei tanto ritrovare, e che mi sono studiato da solo, era qualcosa di geniale, di fantastico, l’autore invece di rincoglionirti con regole, faceva cogliere tutte le affinità, le meraviglie della lingua.
In sei anni di liceo classico 🙂 ho imparato pochissimo in più.
Eh in effetti al Liceo classico si usa un metodo “enigmistico” che è fatto apposta per rendere il greco e il latino difficili e complicati.
Alla maggior parte dei professori poi non interessa per niente insegnarteli come lingua (eresia!) ma solo perché tu sappia fare un esercizio da esperti enigmisti appunto che chiamano “la versione ” (“ma in questa eta c’è uno intanto sottoscritto ” che tra parentesi in greco classico non esisteva “e l’accento circonflesso? E lo spirito aspro? Nooo ho sbagliato tutto!”).
Dopodiché procedono a farti odiare la letteratura.
Io ho sempre avuto ottimi voti in greco e latino, mi ci sono anche laureato, e adoro la letteratura greca e quella latina, ma sempre… nonostante la scuola.
Che rimane comunque:
– migliore di quella di altri paesi
– un’esperienza formativa importante per i ragazzi
Intanto = iota
Per PinoMamet
“Eh in effetti al Liceo classico si usa un metodo “enigmistico” che è fatto apposta per rendere il greco e il latino difficili e complicati.”
Totalmente d’accordo!
mi ricordo la meraviglia quando incontrai da ragazzo un seminarista americano fricchettone, che mi portò alla base Nato di Napoli, dove ebbi l’occasione di conoscere una tenente dell’esercito americano, che sapeva leggere senza problemi qualunque cosa in latino.
Poi non sapeva chi fosse Mussolini 🙂
“dove ebbi l’occasione di conoscere una tenente dell’esercito americano, che sapeva leggere senza problemi qualunque cosa in latino”
Io invece ho sentito una volta un americano che davanti ad “officium” ed “officia”, con tanto di contesto scritto in inglese, ci ha messo un minuto buono a capire che facevano riferimento alla stessa cosa, solo che in un caso al singolare e nell’altro al plurale.
E’ meglio andarci molto con i piedi di piombo nel trarre una qualsiasi regola d’esperienza da casi singoli (ma proprio singoli).
Per roberto
“Non sottovalutare il privilegio o la fortuna di essere stato un bambino/ragazzino sveglio ed intelligente…”
Aggiungo che quasi sempre sono stato il più povero, quello che non aveva proprio una lira come si calcolava a quei tempi. Ero esattamente sulla linea di frattura tra la possibilità di avere un letto su cui dormire, e il vivere per strada.
Hone Schooling almeno 60 anni Ante Litteram : magari fosse un Diritto Universale !
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Guarda, Moi, io ho avuto a scuola degli studenti provenienti dal metodo steineriano, che variavano dall’eccellenza al disastro.
Sono stati troppo pochi per trarne una statistica, ma l’impressione a pelle è che non ci siano mezze misure: eccellente se sei tanto sveglio e curioso da apprendere nonostante il metodo, disastro nel più comune caso che tu sia uno studente comune.
Chissà, capace che il metodo sia anzi uno stimolo, per quei pochissimi naturalmente curiosi, acuti, portati all’analisi personale e all’invenzione.
Ho anche uno studentessa ex- “home-schoolata”: molto brava, devo dire, ma completamente incapace di interagire con i compagni.
Ma poi, è molto brava perché è sveglia lei, e perché i genitori sono entrambi laureati e credo almeno uno dei due ex insegnante.
ma il ragazzo non tanto sveglio? Che magari a casa c’ha tre libri in croce, uno dei quali è Manuale di pesca in acque dolci?
Guarda che l’Italia è piena di famiglie così.
Ma un minimo di riconoscenza verso la scuola pubblica, cazzo!
“Eh, ma ha fatto scomparire i dialetti…”
Ma magari l’avesse fatto!
Invece sono anche troppo vivi, e dove sono in via di estinzioni il merito è della televisione.
E comunque, tra perdere il dialetto, ed essere un emarginato, meglio perdere il dialetto e trovare un lavoro decente.
Il medioevo è finito! Lo so che a molti dispiace (la mania italiana per il Medioevo andrebbe studiata a livello di patologia) ma noi viviamo in questa società qui, e se vuoi mangiare, ti serve una formazione per questa società qui.
Per Pino Mamet
“Ho anche uno studentessa ex- “home-schoolata”: molto brava, devo dire, ma completamente incapace di interagire con i compagni.”
Il meraviglioso Leon Rosselson cantava la storia di suo padre ebreo, cresciuto nei ghetti dell’Est, poi arrivato in Inghilterra,
“he lived in England, half denying, half a stranger,
always feeling much as I do,
on the outside looking in”
che è esattamente la mia sensazione, compreso però il “looking in” che è fondamentale, perché forse noi cogliamo cose dentro gli altri, che agli sfuggono. Perché per noi, non sono banali.
Mah, posso essere cinico?
Ma poi chissenefrega, io sono come sono, sta’ z vedere che devo chiedere il permesso.
Allora, in tutta franchezza, mi sembra unnpo’ il caso del nero che “in Italia sono razzisti” perché ha trovato degli impiegati stronzi.
Carino, sono stronzi anche con me, sai? La razza non c’entra niente.
O come i “bambini indaco ” la cui descrizione è esattamente quella di qualunque bambino un po’ vivace e contapalle, cioè qualunque bambino e basta.
La mia studentessa si trova male con i compagni perché è saputella e un po’ vittimista e e anche un po’ di complessi di superiorità.
È il suo carattere, lo home schooling non c’entra niente, tranne che se avesse fatto la scuola normale avrebbe imparato a convivere prima e meglio.
Quanto.a sentirsi stranieri, fuori posto e insieme incuriositi dai costumi altrui, non esiste adolescente che non ci si senta.
Scusate eh? Ma io devo scrivere quello che penso, sennò è inutile che scriva.
PS
sempre abbasso Firenze
PPS
E anche Genova.
Per Pino Mamet
“Scusate eh? Ma io devo scrivere quello che penso, sennò è inutile che scriva.”
Per quello che ti voglio bene!
“tranne che se avesse fatto la scuola normale avrebbe imparato a convivere prima e meglio”
Probabile. E’ difficile da capire per chi vi è più portato, ma anche relazionarsi con gli altri è un’abilità che richiede, come tutte le altre, esercizio.
senza che questo garantisca grandi successi … almeno nel mio caso
diciamo che a me è mancata tutta la parte “non a scuola” della convivenza con i miei pari, fino alla scoperta del basket
🙂
@ Martinez
Grazie per il bellissimo post!
Ciao!
Andrea Di Vita
OT
il Ministero degli Esteri della Repubblica di Abkhazia commenta in modo acre la rottura delle relazioni diplomatiche da parte di Nauru, uno dei pochissimi Stati al mondo -al di fuori del putinismo- ad aver riconosciuto l’indipendenza dell’Abkhazia
https://mfaapsny.org/en/allnews/news/statements_speeches/zayavlenie-ministerstva-inostrannykh-del-respubliki-abkhaziya-v-svyazi-s-resheniem-respubliki-nauru-/
il sito è trilingue, in abkhazo (cirillizzato dal 1954, prima era scritto in caratteri georgiani per volere di Beria, prima ancora in un altro cirillico), in russo e in inglese
https://ecointernazionale.com/2017/08/nauru-lisola-della-vergogna/
Nauru on effetti non merita niente. È l’isola della vergogna.
L’Abkhazia in estate è piena di Russi che vanno in vacanza sul Mar Nero.
C’è nell’atmosfera un certo “decadentismo” russo con palazzoni in cemento armato.
Tipo la riviera romagnola insomma.
Decadentismo sovietico
Sukhumi, Gagra, Pitsunda erano località balneari famose in età sovietica..oggi eclissate da Sochi* (e, in parte, già allora)
*l’aeroporto internazionale di Sochi, ad Adler, è vicinissimo alla frontiera fra Russia e Abkhazia, che si trova a Psou (in epoca sovietica, delimitazione fra la RSFSR e la RSS di Georgia)
un altro (fino a quando ?) è il Venezuela boliviariano
un altro ancora è il Nicaragua marxista, sottoposto alla feroce dittatura antireligiosa del compagno Ortega [che mi sta antiparico..perché ? perché sì :D], di cui un giorno -se veramente tenesse all’America- Trump dovrà preoccuparsi e risolvere ab imis la situazione 😀
ttps://mfaapsny.org/en/allnews/news/embassies/chrezvychaynyy-i-polnomochnyy-posol-respubliki-abkhaziya-v-respublike-nikaragua-alyas-ayba-i-sovetni/
https://mfaapsny.org/en/allnews/news/embassies/chrezvychaynyy-i-polnomochnyy-posol-respubliki-abkhaziya-v-respublike-nikaragua-alyas-ayba-i-sovetni/
(e qui, se volete leggere, c’è un’interpretazione ufficiale in inglese della storia dell’Abkhazia che non è particolarmente oltraggiosa..vi è molto di peggio in giro in Putinlandia)
https://mfaapsny.org/en/helpful-information/history/
(dulcis in fundo, e poi smetto :D, voleste mai recarvi in Abkhazia -purtroppo bisogna nei fatti passare dalla Russia, rebus sic stantibus- qui vi è il modulo da inviare agli abkhazi per ottenere il permesso di entrata :D)
https://mfaapsny.org/en/consular-service/permission/
N.B
gli abkhazi cercano di mantenere una dignità….certo, sono filo-russi (vi svelo un segreto, lo sarei anch’io se fossi abkhazo :D) ma non interompono i contatti con i turchi e né sono ostili a noi occidentali..a me un’Abkhazia indipendente, riconosciuta, sul modello della Bielorussia o del Tagikistan (cito due Stati devoti a Putin) piacerebbe
gli osseti del sud invece sono pro-russi, pro-sovietici e dunque antipatici 😀
ecco perchè io supporto, per il futuro, una soluzione compromissoria:
1.riconoscimento pieno dell’indipendenza dell’Abkhazia, suo ingresso all’ONU e buonanotte ai suonatori
2.reintegro dell’Ossezia del sud in Georgia..con qualche impiccagione dei caporioni “indipendentisti”, per dare colore al tutto 😀 del resto siamo nelle terre di Dzhugashvili e dagli abissi dell’Ade di certo Iosif approverebbe..sarebbero impiccagioni contro di lui, lo ammetto, ma approverebbe lo stesso, per forza dell’abitudine 😀 😀
a proposito di Abkhazia e Turchia (ove gli abkhazi hanno un rappresentante ufficioso alla faccia dei georgiani) ecco https://mfaapsny.org/en/allnews/news/embassies/polnomochnyy-predstavitel-respubliki-abkhaziya-v-turetskoy-respublike-ibrakhim-avidzba-vstretilsya-s/
“gli osseti del sud invece sono pro-russi, pro-sovietici e dunque antipatici”
Viva gli osseti del sud!!!
quindi potrà interessarti questo
https://mfa.rsogov.org/en/node/1398
rispetto alla più liberale Abkhazia, ci vuole l’invito obbligatorio (oltre al visto russo almeno doppio)
Regalino per Moi e Pino Mamet
https://pinkpeacock.gay/product/trans-haggadah-5783/
Beh, ti dirò, non ci vedo niente di scandaloso.
Tranne la pronuncia ashkenazita, naturalmente.
Se fosse giusto che spariscano i dialetti, a maggior ragione si dovrebbero multare gli stranieri che non patlano Italiano fra di loro sulla pubblica via …
Stranieri genetici NON turisti … intendo.
…ma per me è sarebbe giusto recuperare i dialetti, soprattutto dove la Sx ha fatto il “Glottocido”.
In Emilia Romagna la Classe Politica di Sx che ha commesso il Glottocidio dei Dialetti è la stessa che “Cosa c’ è di male, anzi viva la diversità se una Balotta di Maranza 15enni parla Arabo fra di loro !”
La Sinistra ha fatto sparire i dialetti?
A far sparire i dialetti in EmiliaRomagna, come ovunque siano spariti, è stata la televisione come pratica, e il desiderio di rivalsa sociale come moitivazione.
C’è anche un’altra cosa abbastanza caratteristica delle campagne qua attorno, non so altrove.
Mentre in città ascoltavano il primo rock italiano e magari si arrabbiavano con gli immigrati meridionali (parlo di sessant’anni fa, eh…)
nelle campagne il dialetto di prestigio era ancora fermamente il napoletano .
Delle canzoni, dei film di Totò ecc.
Inoltre, mentre nelle città (e cittadine, anche) i meridionali erano visti come un corpo estraneo (ripeto, parlo di millenni fa)…
nelle campagne le famiglie erano- non voglio dire tutte, certo- ma in buona parte miste meridionali.
So che sembra strano, ma è così: i preti avevano messo insieme una specie di rete di “cuori solitari” in tutt’Italia
e oltre al mio pezzettino napoletano, i miei vicini di casa erano mezzi siciliani, mezzi calabresi, mezzi campani…
e chi non lo era si era pienamente adeguato, diciamo così, a loro, non ci trovava nientissimo di strano.
Non è che queste persone non imparassero il dialetto locale: lo imparavano e lo parlavano.
Ma insomma, chiaramente si faceva più fatica a vivere il dialetto come un fatto identitario…
Per PinoMamet
“La Sinistra ha fatto sparire i dialetti?”
A parte la polemica immediata con Moi, sono totalmente d’accordo: non sono le mitiche Ideologie (ridotte addirittura a due, “Sinistra” e “Destra”, come se il Giainismo non fosse un’opzione possibile) che fanno la storia, ma – in questo caso – la televisione.
Può essere che quella che riferisce Moi sia un’eco della propaganda leghista che cercava di diffondere anche da voi il sistema culturale che dominava nella società in cui sono cresciuto io, dove:
– del terrone me lo davano in continuazione e non era una parola strana, ma l’insulto con cui ci si riferiva ai meridionali nel linguaggio di tutti i giorni
– veniva spiegato “noi siamo prima di tutto veneti, poi italiani ed europei” (giusto perché non potevano dirsi austriaci)
– il dialetto (pardon, la “lingua”) era una delle varie clave usate per tracciare il solco noi/voi
– c’era una categoria strana fatta di terroni, comunisti ed extracomunitari (new entry) percepita come il nemico
Se la Sinistra vi ha salvato da questa merda qua, viva ‘sta Sinistra e in Siberia diretto chi la contrasta.
Può essere…
di sicuro la descrizione che fai tu del Veneto
(terribile!)
è diversissima dall’atmosfera che vivevo io in Emilia Romagna, almeno in questa parte della regione.
Mauricius,
“– il dialetto (pardon, la “lingua”) era una delle varie clave usate per tracciare il solco noi/voi”
E non potevi parlare in veneto pure tu?
Comunque immagino, non dev’essere un ambiente facile. Strano comunque che diano del terrone a uno cresciuto là, senza accento meridionale: mi chiedo come facessero a capirlo.
Capisco che per voi a cui bastano dieci minuti per essere fluenti in una lingua possa sembrare strano, ma non so veramente parlare in veneto.
E, tra l’altro, questi discorsi li ho sempre sentiti fare in italiano. Ripeto, era una clava, non era vero interesse per il dialetto.
“uno cresciuto là, senza accento meridionale: mi chiedo come facessero a capirlo”
Anche se crescendo il mio accento si è venetizzato sempre di più (e quindi quando andavo a scuola si sentiva maggiormente l’influenza familiare), per i locali è abbastanza evidente che non ho un accento del posto. E, visto che non mi piace raccontare sciocchezze, ci vogliono pochi secondi per scoprire la verità.
Il fatto di crescere qui è irrilevante.
Poi ovviamente non tutti quelli con cui hai a che fare sono sconosciuti: le persone ti conoscono perché sei compagno di classe, vicino di casa, figlio del collega e così via…
insomma, ti conoscono perché sì.
per una volta devo dare ragione a MT
il dialetto per i leghisti era una clava: da dare in testa ai “romani” e subito dopo ai terroni.
peraltro, ho letto mille volte che la RAI era insopportabile perchè parlava romanesco e non italiano. non guardavo abbastanza TV per avere idea di cosa dicessero.
la Lega nasce odiando “Roma”, solo poi i terroni – c’è sempre la storia della moglie di Bossi – e ancora dopo gli immigrati.
qui perde la sua specificità e diventa un partito di destra europeo qualsiasi.
io sono cresciuto in provincia di Bergamo e lì pure essere di Milano ti faceva strano.
Ciao
Sì, per carità, Mauricius ha ragionissima.
Mi sorprende però che uno che è sempre vissuto in Veneto, con la dialettofonia che c’è lì, possa non aver acquisito una certa competenza attiva del dialetto.
In effetti pure io cresciuto in provincia di Verona mi sono sentito dare del terrone dal primo giorno che sono arrivato (77-78) fino all’ultimo (86)
Per dire, come Miguel avrà scoperto tante altre cose più interessanti nella sua esplorazione della scuola italiana, io solo alle Medie ho capito che “i taroni” (pronuncia locale di terroni) erano i ragazzi meridionali, e che i ragazzi delle periferie avevano una specie di rivalità tra taroni e non taroni.
Io naturalmente stavo con i taroni.
(Sia per simpatia personale, sia d’ufficio in quanto residente in campagna).
Ricordo per esempio mio fratello, tifoso del Napoli, che in gita a Pisa si comprò una bandiera sudista, per orgoglio meridionalista.
Ascoltava anche Pino Daniele, ma questo non c’entra perché da musicista ha sempre ascoltato di tutto.
io solo alle Medie ho capito che “i taroni” (pronuncia locale di terroni)
anch’io l’ho capito tardi…da noi è terùn…..quando ero bimbo io pensavo a particolari funghi, da noi chiamati tarùn, e quando ho sentito definire alcuni con il quasi omofono terùn (a Alba, credo) mi sono stupito che degli umani avessero nomi di funghi 😀 poi ho compreso…
en passant, per quanto non usatissimo, il termine epicorico in uso per i meridionali non era il milanese terùn bensì mandarìn
già raccontai che ad Alba, nel primo anno di medie, chiesi un’indicazione in italiano a un passante (i mei genitori mi avevano abituato a usare solo l’italiano, allora era molto raro, e tuttora io capisco bene il piemontese ma non lo parlo)…quello, stralunato, rispose poi mi guardò e riguardò, infine proruppe:
Såti nèn ‘l fiö d’Vanda ?..t’smij ‘n mandarìn ! (non sei forse il figlio di Vanda [la mia povera mamma, il Piemonte vero è matrilineare] ? sembri un meridionale !)
Dai che strana la discendenza matrilineare!!
Qui da noi si usava il cognome paterno… preceduto da “di”! Strano eh? Come se il vero titolare del cognome fosse il padre.
“Sono Gino (figlio) di Rossi, non sei mica Luigi di Ferrari?”
Ma solo parlando in dialetto.
Figurati, in Puglia potrei raccontarti di quelle storie…
Tipo la madre del cognato di mia nonna, sempre tramandataci col cognome che poi, grazie a ricerche anagrafiche, ho scoperto essere quello della madre!
Per Habs
“Såti nèn ‘l fiö d’Vanda ?..t’smij ‘n mandarìn !”
Meraviglia!
Habsb.,
“Såti nèn ‘l fiö d’Vanda ?..t’smij ‘n mandarìn !”
Ma c’è una grafia standardizzata?
non credo..e se c’è, io non la conosco
Per i dialetti della mia zona esiste una grafia “ufficiale”, solo che non la conosce più nessuno e quando il dialetto viene scritto
(sempre più raramente, devo dire)
si trova gli scempi più disparati.
L’errore più comune è quello di seminare segni diacritici a caso sulle vocali, specialmente, direi, su quelle che in realtà sono identiche all’italiano 🙂
ma anche quando ero piccolo, e sull’infame foglio locale, di cui non voglio ricordarmi il nome, si trovava la saltuaria poesia o filastrocca in dialetto, ed era scritto bene, i vecchi dicevano sempre che il dialetto non lo sapevano leggere.
Parlare sì, ma leggere no.
Mentre leggevano l’italiano senza problemi di sorta.
Habsb.,
ma tutti quei diacritici allora?
È una tua personal forma di grafia fonetica del dialetto?
Pino,
“Mentre leggevano l’italiano senza problemi di sorta.”
Per forza. L’italiano avevano imparato a scuola a leggerlo, il dialetto no.
La scuola crea la convinzione implicita che ci sia un nesso intrinseco fra grafema e suono.
Sui gruppi facebook e ovunque altro capitano quelli che dicono che il milanese (o il barese o qualsiasi dialetto) lo scrivono come si legge perché scrivono, chessò, “panatun” anziché “panatton”, dove “come si legge” vuol dire semplicemente “come se fosse in italiano”, quasi che l’italiano fosse la lingua nella quale il rapporto fra lettere e suoni fosse quello “giusto” e come se una lingua locale non avesse un suo sistema grafico autonomo e indipendente da quello dell’italiano.
In Emilia Romagna il dialetto* era già in crisi profondissima quando Bossi era ancora nel PCI.
Quindi GlottoStoria NON assimilabile al resto del Nord GalloItalofono.
* SÌ, lo so : in “Italiano” il termine “dialetto” viene usato deliberatamente (!) in modo anti-etimologico … nonché “Fascistoide”.
ma tutti quei diacritici allora?
È una tua personale forma di grafia fonetica del dialetto?
sì
Moi,
“Stranieri genetici NON turisti … intendo.”
Anche i turisti.
Glottocidio/glottofagia: la soppressione delle lingue
https://www.centrovenetodipsicoanalisi.it/glottocidio-glottofagia-la-soppressione-delle-lingue/
Dialetto.
Mi trovo d’accordo con Moi
Il dialetto, come dice la giovane talentuosissima musicista napoletana “La Niña” è la lingua del mistero.
Te lo senti dentro come qualcosa che affonda le radici in un tempo in cui tu ancora non eri nato. L’italiano è la lingua dei ragionieri.
L’Italiano sarebbe il Toscano cristallizzato in regole pseudo logiche asfissianti.
Ho passato metà del tempo alle elementari a fare “l’analisi logica”. E poi andavo al doposcuola dalle suore e ancora analisi logica. Una tortura. All’epoca non esisteva ancora il telefono azzurro.
Più che altro analisi grammaticale alle elementari, con anticipazione dell’analisi logica e poi bombardamento di analisi logica alle medie.
Algebra fino allo sfinimento.
L’algebra è fatta per persone pazienti e metodiche. E alla fine avrai la grande gratificazione del risultato corretto.
E intanto avrai vissuto la tua infanzia nella penitenza e nella deprivazione sensoriale. Ma in compenso potrai diventare un ragioniere.
Sarà senz’altro vero per chi è nato dialettofono.
Ma io no, e come me milioni di italiani. Che farci?
Ot totale;
citavo qualche tempo fa il solito riscrittore delle antichità (è una figura tipica…), in questo caso un “famoso grecista inglese” che diceva che Itaca non sarebbe Itaca.
Secondo la stampa italiana, il “famoso grecista” sosterrebbe per esempio che Itaca non è mai chiamata “isola” nell’Odissea.
Allora, prendo in mano il primo libro dell’Odissea, e trovo subito Itaca definita “cinta dal mare” (amphialos) almeno tre volte;
e Telemaco, quando si rivolge ad Atena tramutata in ospite straniero, le chiede:
“Da dove vieni? Dove hai lasciato la nave e i marinai? Perché a piedi certo non puoi essere arrivato”.
Ecco cosa succede quando i “famosi grecisti” per pigrizia usano un motore di ricerca (“cercami nesos nell’Odissea…”) anziché andarsi a rispolverare i testi…
Al Sud e ancor più in Sardegna l’ Italiano è rigettato come “Lingua delle Istituzioni ” … sempre viste come avulse dal popolo e ostili ad esso, specie se non sono diventati Statali, quindi costretti a usare l’ Italiano almeno sul podtobdi lavoro, come equivalente del Sogno Americano.
Gli unici che iniziano a parlare quotidianamente Italiano fra di loro al Sud sono i Gen Z AltoLocati Cosmopoliti … nel senso di Resto del Mondo, non Resto d’ Italia.
Fra l’altro per i NeoBorbonici sopra Napoli c’è subito Milano ; sopra Milano anziché le Alpi , lo Spazio Profondo dal quale provengono gli Extraterrestri Maranza e Neri da due diversi pianeti limitrofi.
La TV ? Dimenticatela: siamo nel ‘Big 2026″, come si dice. Roba da Boomer Orfani di Silvio e Anziani che hanno perso il miglior amico coetaneo … la TV. 📺
Sì, possiamo aggiungere purtroppo non pochi Gen X Boomereggianti e perfino alcuni Millennial VeteroBoomereggianti. Generalmente gente Allergica alla Lettira, con III Media, infojata con il Calcio e che come film guarda solo Cinepanettoni.
È la stessa gente che in buona fede (anzi: sentendosi “buona” !) ancora dice “di colore” , “un trans (per MtF) come fino agli Anni Novanta … o “telefonino” e “computer” (che già dopo Windows95 era “PC”
..)
Posto di
…. errori da smarfo
Generalmente gente Allergica alla Lettura [e.c ] con III Media, infojata con il Calcio e che come film guarda solo Cinepanettoni.
…………
Ho appena descritto involontariamente (!) l’ Elettore Medio di DX secondo la SX !
😁😉
Sull’ imminente estinzione (!) di Striscia la Notizia … su Tiktok :
Molti giovani esultano (perfino le giovani wannabe Veline che si sentono Imprenditrici di Confindustria con ONLYFANS … oggi i Giovani Maschi Etero si sentirebberro Gendarmi del Patriarcato a dire candidamente di apprezzare La Figa come il Cisco degli 883) , i Vecchi che se ne lamentano hanno per 9 commenti su 10 che “Facebook” è quello Blu.
A me Striscia la Notizia ha sempre fatto schifo.
Al netto (!) di Veline e Patriarcato …
La parte meno interessante , meno innovativa di Drive In … a oltranza prolungata, poi messa attaccata a un respiratore con flebo, infine imbalsamata e spacciata per ancora viva tipo il personaggio di Bernie in Weekend Con Il Morto (1989)
Non pochi incolpano Iacchetti per aver pestato i piedi al Sionismo … secondo invece il principale colpevole (… o meritevole ?) è Ezio Greggio (già ai tempi di Drive In mi era il meno simpatico in assoluto, l’ unico che avrebbe potuto andarsene) : incessantemente esasperante come negli Anni Ottanta.
Secondo me
Non penso che Mediaset faccia i palinsesti per far felice il sig. Definisci Bambino. Semplicemente a volte i programmi televisivi sono fuori dalla storia.
Esattamente
Mah, Iacchetti ha pestato i piedi al Sionismo, o per meglio dire a tal Eyal Mizrahi, l’altro ieri.
Striscia la Notizia è come la descrivi tu dagli inizi…
credo, o per meglio dire so, che dietro le quinte lavoravano tanti onesti professionisti, che magari erano contenti di fare ogni tanto qualche inchiesta “seria”, anche se purtroppo bisognava poi riempirla di gabibbi e altre cazzate.
A parte questo, era un programma di populismo di destra, condito da culi.
Pino,
“A me Striscia la Notizia ha sempre fatto schifo.”
Idem.
Non per le veline ovviamente.
Ezio Greggio poi non mi ha mai fatto ridere.
Oggi i Giovani Maschi Etero si sentirebberro Gendarmi del Patriarcato a dire candidamente di apprezzare La Figa come il Cisco degli 883 …
… nevvero, Habs ? 😉
A Bologna c’ è una Cover Band degli 883 chiamata Cisco Band … NON credo che l’ Originale ne apprezzerebbe il Frontman:
Etero MA ‘Metrosexual” (… si dice ancora ? Sembrava un concetto all’ avanguardia ma è stato superato rapidissimamente da “non binary”) che non di rado si trucca il viso, fa assiduamente Skin Care Coreana come una Diva Quarantenne di Hollywood e si mette smaltini neri di Fedez sulle unghie.
Credo che nel 2026 si dica “Maschio Bianco EteroCis Decostruito” … magari con apposito Diplomino rilasciato dalla celeberrima Pioniera Mid Millennial Femminista da Internet Irene Facheris.
Almeno quelli Bianchi Autoctoni, se Alloctoni e in aggiunta Non-Bianchi … otterrebbero facilmente Attenuanti !
… Ri-nevvero, Habs ?
sì 😀
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/08/01/tamaro-famiglia-del-bosco-ancora-divisa-offusca-limmagine-di-un-paese-civile_ddceaeb7-797d-4ffe-8a48-969586a9eb09.html
Susanna Tamaro prende posizione a favore della famiglia nel bosco.
👁👁
Quindi l’Italia è in guerra all’insaputa dei cittadini? Non è una domanda retorica, ma un quesito al quale il governo dovrebbe dare una risposta chiara. Quale scenario si aprirebbe se un missile iraniano diretto in Arabia Saudita, Bahrein o Kuwait colpisse militari italiani? Da pochi giorni sappiamo che nei Paesi del Golfo sono schierati anche 700 militari italiani, e diversi assetti per la difesa aerea, tra cui anche caccia. Dopo l’anticipazione de il Giornale, è stato lo stesso ministero della Difesa a ufficializzarlo sul suo sito: si chiama Task Force Air Arabia ed è presente nei tre Stati arabi “dalla seconda metà di marzo 2026“:
Il fatto quotidiano su notizia del Giornale.
Bene.
L’Arabia Saudita è un posticino tranquillo.
https://lesakerfrancophone.fr/les-tensions-se-transforment-en-flammes-et-se-repandent-dans-tout-le-moyen-orient
all’insaputa o no? l’ottimo Crosetto dice che è tutto in atti parlamentari pubblici
ciao
@Moi
a Oslo, le agenzie russe che offrono ragazze manifestano la loro predilizione per il trumpismo 😀 facendo un cambio 1 a 1 fra euro e dollaro 😀 😀 😀 per una notte 1000 euro o 1000 dollari, insomma ben 130 euro in meno per chi ha le banconote delle lande in cui impera “The Donald” 😀 😀 😀 en passant, per i norvegesi -che per fortuna loro sono molto ricchi- sono pure spiccioli 😀 😀
https://oslo-escort.org/rates.php
OT (ma in linea con gli argomenti del giorno)
molto probabilmente lo saprete già, ma l’appartenenza odierna (usque tandem ?) di Ceuta alla Spagna è l’unico -e ultimo- relitto dell’Unione delle Corone iberiche, il cui fallimento fu storicamente una grande sconfitta per i cattolici, per gli spagnoli e -ma non lo ammetteranno mai, manco sotto tortura- per i portoghesi stessi, e una grande vittoria dei protestanti, degli anticattolici, dei francesi e dei britannici
senza tornare alla bizantina Septem, che cadde ai musulmani negli stessi anni dell’invasione (711 d.C) o forse due anni prima, Ceuta (Sibta) fu in mano a vari potentati africani sino all’inizio del XV secolo
nel 1415, regnando Dom João I della Casa di Ávis, e per impulso del figlio cadetto Dom Enrique o Navegador, i portoghesi presero Ceuta..fu una vittoria dei cristiani che destò commozione in tutta la Christianitas in quanto noi cristiani eravamo finalmente riusciti a porre piede in partibus infidelium (rammentiamo i santi frati martirizzati a Fès quando osarono confessare la luce di Cristo, nel XIII secolo), per giunta quando Granada (al-Gharnata) non era ancora stata liberata (bisognerà attendere il 2 genanio 1492) e vi si recitava ancora il Corano rendendo la città andalusa del tutto simile ad una città marocchina e radicalmente diversa financo dalla vicina Sevilla (ai bei tempi, Hispalis), tornata cristiana fin dal 1248
in quei giorni la fine del Marocco, e forse del Corano, era ritenuta imminente…non fu così..ogni sognò finì il 4 agosto 1578 (disastro di Alcázarquivir ovvero al Qasr-al-Kabir “battaglia dei tre re” e morte di Dom Sebastião)
Ceuta peraltro era ancora portoghese qauando vi fu l’Unione delle Corone nel 1580/1581 sancita dalle Cortes di Tomar (non il nostro ottimo commentatore, quanto una città lusitana), che riconobbero Don Felipe II come Re del Portogallo e dell’Algarve col nome di Dom Filipe I e mantenendo per i portoghesi privilegi inauditi
il 1 dicembre 1640 vi fu la rivoluzione che proclamò il Duque de Bragança, Dom João IV come Re del Portogallo e dell’Algarve..
tutti i governatori portoghesi, dal Brasile a Timor Leste, proclamaromo Dom João IV..con un’unica eccezione..il governatore di Ceuta dichiarò di ritenere unico legittimo Re del Portogallo e dell’Algarve Dom Filipe III cioè Don Felipe IV
Ceuta quindi restò i nmano spagnola MA COME POSSEDIMENTO PORTOGHESE (ovvero Filippo IV/III reegnava a Ceuta IN QUANTO Re del Portogallo, e la città dipendeva dall’agonizzante Conselho de Portugal e non dal borioso Consejo de Castilla)
dopo molte vicissitudini, nel febbario 1668 la Spagna fu costretta a riconoscere l’usurpazione dei Bragança e a riconoscere PER SEMPRE l’indipendenza portoghese ma si fece cedere Ceuta
da allora Ceuta divenne de iure spagnola e tale rimane nell’anno di grazia 2026…Mohammed VI permettendo 😀
solo nel 1670 il Papa riprese le relazioni con il Portogallo, dopo 30 anni di rottura in quanto Roma non osava offendere Madrid…
la Cattolicità rischiò grosso..
sappiamo che Cromwell propose di inviare predicatori in Portogallo per “spiegare” il Vangelo ai portoghesi ed “illuminarli”
se il Portogallo restò a Cristo (e a Roma) lo si deve in gran parte al Santo Uffizio che colpì duro, con più forza che in epoca spagnola (e intimorì pure i Bragança che, se mai avessero avuto in mente di accettare le profferte di Cromwell per papparsi a costo zero i beni ecclesiastici si convinsero che poteva finir male per loro)….
a posteriori, però, la Santa Sede scherzò con il fuoco e per evitare di offendere il Re di Spagna rischiò di provocare un disastro in Portogallo..poi finì bene 😀
ben diversamernte farà il pur conservatore Gregorio XVI negli anni 1830′ quando riconobbe il Messico (1836) e la Nuova Granada (Colombia) nel 1835, e una mossa in quel senso era già stata fatta dall’ultrreazionario Leone XII (quello di cui Pasquino scrisse il seguente epitaffio “qui riposa Della Genga–per la pace sua e per la nostra”)..alla faccia del Re di Spagna 😀
@ MIGUEL / PINO
Il discorso è un po’ articolato e : in realtà i Fricchettoni di Dx guardano da sempre con invidia le ” società tradizionali ” , visto che ritengo l’ Occidente degenerato nel Woke ma SAREBBE Superiore se si fosse “freezato” max. agli Anni 1950s.
Questa aporia a Dx probabilmente negli Anni Settanta non c’era ancora … o meglio, riguardavano sole realtà elitarie … mentre ora un Adolescente può trovare in pochi secondi una identità organizzata su Internet … compreso therian.
Ad esempio, mi è di recente capitato un video di una ragazza che si definisce “fraysessuale” [sic] e dice di aver fatto un test on line per trovare il suo orientamento sessuale … cosa indispensabile a non sentirsi sola, unica al mondo: importantissimo sapere di avere una parola per costruire una “community” virtuale, con bandierina cromatica preconfezionata.
Il Fricchettone di Sx è “oicofobico” in modo acritico e atemporale … il Fricchettone di Dx diventa “oicofobico” SE per “Oikos” intendiamo il Presente a egemonia Woke:
lo Stato Maestrina che ti multa salato se vai ai 54 km/h di notte in un paesino di campagna deserto MA non fa nulla VS “ZeKKe e Maranza” … quando con le stesse proporzioni di severità dovrebbe invece “ridurli a dei colabrodi” tipo ICE.
BTW
La fraysessualità è un orientamento sessuale dello spettro asessuale in cui una persona prova attrazione verso sconosciuti o nuove conoscenze, ma l’interesse svanisce quando nasce un legame emotivo profondo. È l’esatto opposto della demisessualità
DEF.
Per Moi
“MA non fa nulla VS “ZeKKe e Maranza” … ”
Così, a sfogo disinformato…
Zekka, tizio che si alza dopo mezzogiorno, si cura i rasta, si fa un paio di canne, arriva con un’ora di ritardo all’appuntamento se se lo ricorda, sta attento usare lo schwa per non offendere nessuno, e come massima trasgressione fa delle bruttissime scritte sui muri…
Maranza, maschio tipo squadrista anni Venti, che da Vero Uomo non permette a nessuno di insultarlo, anzi si diverte a far vedere che gli altri sono meno maschi di lui. Spacca i timpani con musiche di trapper maschi, ma non fa mai scritte sui muri.
Che c’azzeccano le zecche con i maranza?
DEVIANZA
La Persone Deviante trova nello Stato Maestrina il Paradiso in Terra … ove chiagne e fotte.