Ripubblico per intero quanto scrive SOS Cala Finanza sul sito di Change.org.
Che le poche volte che i buoni vincono, è bene fare festa.
Cala Finanza, il valore di quello che è successo.
SOS Cala FinanzaItalia

3 lug 2026
La bandiera dei Quattro Mori sventola su Cala Finanza. Non è soltanto un simbolo: è il segno di una vittoria della nostra comunità, della difesa del territorio e dell’identità della Sardegna. Abbiamo impedito che scelte politiche, locali e nazionali, mettessero a rischio uno dei luoghi più preziosi della nostra terra, compromettendone il valore naturale, storico e identitario.
Condividiamo la lucida e approfondita analisi dell’Avvocato Michele Zuddas, che ringraziamo. Vi invitiamo a leggerla fino all’ultima riga, perché aiuta a comprendere la portata di ciò che è accaduto e il valore di ciò che insieme siamo riusciti a fare.
Quella di Cala Finanza non è stata una battaglia qualsiasi. È la dimostrazione che, quando una comunità si unisce con determinazione, competenza e amore per la propria terra, può cambiare il corso degli eventi.
Oggi possiamo essere orgogliosi del risultato raggiunto. Ma non possiamo abbassare la guardia. La tutela della Sardegna, del suo paesaggio, della sua storia e della sua identità richiederà ancora impegno, coraggio e partecipazione.
Cala Finanza ci ha insegnato una cosa: la nostra terra si difende. Sempre
OLTRE IL FATTO: CALA FINANZA E LA VITTORIA DI UN POPOLO CONTRO IL COLONIALISMO AMMINISTRATIVO
La vicenda di Cala Finanza, se raccontata soltanto attraverso la cronaca, finisce inevitabilmente per essere comprese a metà. Limitarsi a registrare il ritiro dell’autorizzazione unica da parte del Governo significherebbe fermarsi all’ultimo fotogramma di una storia assai più complessa, quasi che quel provvedimento fosse nato da un improvviso ripensamento istituzionale o da una tardiva presa di coscienza ambientale.
Nulla di tutto questo.
Le istituzioni, nella quasi totalità dei casi, non arretrano perché mutano convinzioni; arretrano quando il costo politico del perseverare diventa superiore al beneficio che speravano di ottenere. Ed è esattamente ciò che è accaduto a Cala Finanza.
Non è stato il potere a correggere spontaneamente se stesso; è stato un popolo organizzato, determinato e capace di leggere i meccanismi del potere a costringerlo a fare un passo indietro.
Questa precisazione non è una questione di orgoglio, ma di verità politica.
Il rischio che oggi si corre è quello di assistere all’ennesima operazione di riscrittura della realtà, nella quale gli stessi soggetti istituzionali che avevano consentito al procedimento di svilupparsi tentano ora di accreditarsi come protagonisti della sua conclusione. È una dinamica quasi fisiologica: quando un progetto suscita consenso, molti ne rivendicano la paternità; quando invece incontra la resistenza di una comunità e diventa politicamente insostenibile, nessuno sembra ricordare di averne accompagnato il cammino.
Eppure il diritto, a differenza della politica, conserva memoria. Gli atti amministrativi rimangono. Le deliberazioni rimangono. Le sequenze procedimentali rimangono. Ed è proprio leggendo quella sequenza che emerge il dato forse più importante dell’intera vicenda.
L’autorizzazione unica governativa non è stata un fulmine caduto su un territorio inerme. Essa si è inserita dentro un percorso amministrativo reso possibile da scelte precedenti, tra le quali assume un rilievo decisivo la deliberazione del Comune di Loiri Porto San Paolo. È inutile girare attorno a questo dato. Senza quel presupposto amministrativo il procedimento non avrebbe potuto svilupparsi nelle forme che abbiamo conosciuto.
Il successivo ritiro della deliberazione comunale, che ha inevitabilmente inciso sulla tenuta complessiva dell’autorizzazione unica, dimostra proprio quanto quella scelta iniziale fosse centrale nell’economia dell’intero procedimento. Per questo motivo sarebbe una rappresentazione profondamente fuorviante sostenere che da una parte vi fosse un Comune impegnato a difendere il territorio e dall’altra uno Stato intenzionato a sacrificarlo. Gli atti raccontano qualcosa di diverso. Raccontano una convergenza funzionale, forse non necessariamente frutto di un disegno unitario, ma certamente capace di produrre un identico risultato.
Cala Finanza smette di essere una vicenda locale e diventa una straordinaria lezione sul funzionamento del potere contemporaneo. Per troppo tempo abbiamo immaginato il colonialismo come un fenomeno riconducibile esclusivamente all’imposizione esterna, al comando esercitato da un centro politico su una periferia privata della propria autonomia. Ma il colonialismo del XXI secolo è molto più sofisticato. Esso non ha più bisogno di imporre continuamente la propria volontà contro quella dei territori; preferisce costruire condizioni affinché siano gli stessi livelli istituzionali periferici a rendere praticabili decisioni che altrove sono state pensate.
È un meccanismo infinitamente più efficace, perché dissolve le responsabilità, distribuisce il potere lungo una catena amministrativa apparentemente neutrale e consente a ciascun soggetto coinvolto di sostenere, al momento opportuno, di avere semplicemente svolto il proprio ruolo.
È in questa apparente neutralità che si consuma la forma più insidiosa della subordinazione politica. Le istituzioni locali finiscono progressivamente per interiorizzare una determinata idea di sviluppo, fino a considerarla naturale, inevitabile, persino desiderabile. Così il linguaggio dell’investitore diventa il linguaggio dell’amministratore, il lessico della rendita sostituisce quello della pianificazione, la valorizzazione economica prende lentamente il posto della tutela del territorio e la funzione politica dell’ente locale si trasforma, quasi senza che nessuno se ne accorga, in quella di facilitatore di interessi che trovano altrove il proprio centro decisionale. Non occorrono pressioni esplicite né imposizioni plateali. Basta che tutti condividano lo stesso paradigma culturale. È questo il tratto più moderno del colonialismo amministrativo: esso non conquista soltanto i territori, ma prima ancora conquista il modo in cui le classi dirigenti imparano a guardare quei territori.
Per questa ragione sarebbe riduttivo limitare la critica al Governo. Certamente il Governo porta una responsabilità evidente nell’adozione dell’autorizzazione unica, ma sarebbe un grave errore politico fermarsi lì, perché significherebbe assolvere proprio quel livello istituzionale che ha reso concretamente possibile il procedimento. Le istituzioni locali non sono state semplici spettatrici di un potere esercitato dall’alto; hanno svolto una funzione essenziale nella costruzione della cornice amministrativa entro cui quel potere ha potuto manifestarsi. Dire questo non significa alimentare polemiche sterili, ma riaffermare un principio fondamentale di ogni democrazia matura: chi esercita funzioni pubbliche deve assumersi la responsabilità politica degli effetti prodotti dai propri atti. Diversamente, l’autonomia locale si ridurrebbe a un privilegio quando si tratta di rivendicare competenze e a un comodo rifugio quando invece occorre rispondere delle conseguenze delle proprie decisioni.
La straordinaria forza della mobilitazione popolare è consistita proprio nell’avere intuito questa duplice natura del problema. Se il conflitto fosse stato indirizzato esclusivamente contro Roma, probabilmente avrebbe prodotto una protesta simbolica destinata a esaurirsi nel tempo. Se, al contrario, si fosse limitato a contestare il Comune, avrebbe ignorato il livello decisionale nazionale che rendeva concretamente possibile il progetto.
La mobilitazione, invece, ha colpito simultaneamente entrambi i livelli istituzionali, comprendendo che il procedimento era il risultato di una concatenazione di atti e che interrompere quella concatenazione significava rendere instabile l’intera costruzione giuridica. È stata una scelta di straordinaria maturità politica, perché ha dimostrato come una comunità possa leggere le dinamiche del potere con maggiore lucidità di molte classi dirigenti.
Questa è forse la lezione più importante di Cala Finanza. La politica, troppo spesso, ha continuato a considerare i cittadini come destinatari di decisioni già prese, da informare a procedimento concluso o, nel migliore dei casi, da consultare quando ogni margine di reale incidenza era ormai svanito. A Cala Finanza è accaduto l’opposto. La comunità ha smesso di essere oggetto del procedimento ed è diventata soggetto della decisione politica.
È questa trasformazione ad avere modificato gli equilibri. Quando un popolo comprende che il diritto amministrativo non è una materia riservata agli specialisti ma uno degli strumenti attraverso i quali si decide il destino di un territorio, allora il procedimento cessa di essere un fascicolo custodito negli uffici e diventa terreno di partecipazione democratica.
Vi è poi un ulteriore elemento che merita di essere sottolineato, perché racconta qualcosa di profondamente incoraggiante sulla maturazione civile della società sarda. Ogni grande movimento popolare attraversa inevitabilmente tensioni interne, differenze di impostazione, errori di valutazione. Anche la mobilitazione di Cala Finanza non ne è stata immune. Si è assistito al tentativo, politicamente poco lungimirante, di diffidare i partiti dal partecipare alla manifestazione, quasi che la presenza di soggetti politici potesse contaminare la purezza della protesta. Si è perfino evocato il rischio che la mobilitazione degenerasse in episodi di violenza, spostando il centro del discorso dalla violenza esercitata sul territorio alla presunta pericolosità di chi quel territorio intendeva difenderlo. Sono stati errori, gravi.
Eppure la parte più bella di questa vicenda consiste proprio nel fatto che il popolo sardo ha saputo andare oltre quelle ingenuità. Ha dimostrato una maturità politica superiore alle divisioni che rischiavano di attraversarlo, comprendendo che una battaglia di tale portata non appartiene a una sigla, a un’associazione, a un comitato o a una particolare appartenenza ideologica. Appartiene alla comunità che decide di difendere il proprio territorio. Le lotte popolari non crescono restringendo il campo della partecipazione, ma ampliandolo. Non vincono selezionando chi può stare in piazza, ma costruendo una coscienza collettiva capace di unire culture politiche differenti attorno a un principio comune. Ed è precisamente questo che è accaduto. La Sardegna, ancora una volta, si è dimostrata politicamente più avanzata di una parte di coloro che pretendevano di interpretarne la volontà.
Forse è proprio questo il motivo per cui Cala Finanza lascia un’eredità che va ben oltre il destino di un singolo progetto. Essa ci ricorda che nessuna procedura amministrativa è davvero neutrale quando riguarda il rapporto fra una comunità e la propria terra; che nessuna autonomia speciale conserva significato se gli enti chiamati a esercitarla finiscono per assumere come inevitabili le logiche di sviluppo elaborate altrove; che nessun popolo può considerarsi realmente libero se delega integralmente ad altri il compito di vigilare sul proprio territorio.
La difesa della Sardegna non passa soltanto attraverso i tribunali, le norme urbanistiche o le autorizzazioni amministrative, passa anzitutto attraverso una coscienza politica collettiva capace di riconoscere che il paesaggio non è una merce, che il territorio non è una piattaforma finanziaria e che l’autonomia non consiste nell’amministrare decisioni prese da altri, ma nel possedere il coraggio di impedirle quando risultano incompatibili con l’interesse della comunità.
Per questo Cala Finanza non rappresenta semplicemente il ritiro di un’autorizzazione unica, rappresenta la dimostrazione che anche il più sofisticato meccanismo di potere, quando incontra una comunità consapevole, organizzata e culturalmente preparata, può essere incrinato. E forse è proprio questa la ragione per cui tale vittoria assume un valore che supera i confini di quella splendida insenatura gallurese.
Essa restituisce ai sardi una consapevolezza che troppo spesso è stata loro negata: quella di non essere semplici spettatori delle trasformazioni della propria terra, ma i legittimi protagonisti del suo destino. Quando questa consapevolezza si radica nella coscienza di un popolo, nessuna autorizzazione amministrativa, per quanto formalmente impeccabile, può considerarsi davvero al sicuro.
Avvocato Michele Zuddas Qui l’articolo
Grazie ancora a tutte le sostenitrici e sostenitori.

>>> Le istituzioni locali finiscono progressivamente per interiorizzare una determinata idea di sviluppo, fino a considerarla naturale, inevitabile, persino desiderabile. Così il linguaggio dell’investitore diventa il linguaggio dell’amministratore, il lessico della rendita sostituisce quello della pianificazione, la valorizzazione economica prende lentamente il posto della tutela del territorio
d’acchito mi viene da dire: dove si firma? e anche: se da una parte c’è un avvocato, mi schiero dall’altra parte.
certo, sono abbastanza vecchio da NON fidarmi del tutto della prima reazione ma la tentazione è molto forte.
ciao
In genere trovi sempre un avvocato da entrambe le parti.
Hai perfettamente ragione.
Quando il leader e rappresentante di una protesta in Italia è un avvocato, io sono estremamente diffidente: ai miei occhi sono la quintessenza del “non si può e non si deve fare nulla”.
E il testo riportato da Miguel rafforza la mia diffidenza.
Ciao
Una storia simile ispirata alla realtà si è vista in questo film
https://cinemaperlascuola.istruzione.it/la-vita-va-cosi-scheda-didattica-proiezioni/
Miguel, che ne pensi di Vannacci?
Per Pietro
“Miguel, che ne pensi di Vannacci?”
Vorrei scrivere un post approfondito in merito, perché è un esempio affascinante di come una persona irrilevante quasi quanto me, possa farsi scaraventare a Bruxelles grazie alla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.
Ricordiamo che Vannacci si era autopubblicato un libretto a proprie spese, dove diceva cose abbastanza banali, per miracolo se ne è accorto un giornalista di Repubblica che ha avuto la pazienza di leggerselo tutto, trovandoci due o tre frasi tipo, la Egonu non ha un aspetto classico italiano. Risultato, 500.000 voti, un seggio a Bruxelles.
Più o meno quel che ha combinato Uwe Boll su scala planetaria (!) con ” Citizen Vigilante ” … in linea di principio.
@ moi
“Vigilante”
A calciobalilla si chiama ‘giocare di sponda’.
Repubblica gonfia Vannacci per infastidire Meloni e Salvini con un diversivo a destra.
Musk gonfia Boll per gonfiare AfD e sabotare l’UE dall’interno.
Ciao!
Andrea Di Vita
““Miguel, che ne pensi di Vannacci?””
Aggiungo che il Maestro della Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria ha capito una cosa: se stai al governo, l’energia avversaria non funziona. Quindi giustamente lui si mette contro il governo, che in questo caso è di Destra. E siccome lui dalla comodità dell’opposizione può sbraitare liberamente, ha le vele gonfie di energia avversaria di sinistra.
Con il curioso risultato che la Sinistra sta quindi gonfiando l’opposizione (vannacciana) alla Destra.
Ora, Vannacci più si gonfia, meno sarà interessato a fare compromessi con la Meloni e Salvini. Per cui in questo caso, la Sinistra sta agendo in modo corretto.
Non sempre stare al governo impedisce di sfruttare l’energia avversaria.
Trump ne è stato un maestro nel primo mandato e nella prima parte del secondo. Poi credo sia scaduto nel ridicolo, tranne per relativamente pochi aficionados.
Ciao
“una persona irrilevante quasi quanto me”
Spero abbia ragione tu, ma se si va a scavare nel suo passato la storia è un po’ diversa… come Trump è passato per la Russia, ad esempio
https://www.ilpost.it/2026/07/01/vannacci-uranio-iraq-mosca-russia-carriera/.
“certi atteggiamenti di Vannacci e il suo modo di fare erano piuttosto peculiari per un addetto militare, e generarono qualche perplessità.
V. tendeva a frequentare con una certa assiduità gli eventi mondani promossi dalle istituzioni russe, accettava sempre con entusiasmo gli inviti a compiere viaggi o missioni organizzate da apparati militari o di sicurezza russi. […] Starace ha raccontato di essersi confrontato con Vannacci pochi giorni prima dell’invasione russa, e che quest’ultimo escluse una guerra di vaste proporzioni. ..evidentemente le notizie che V. aveva raccolto sulla situazione militare nella regione, ovvero l’oggetto del suo incarico, erano davvero molto sballate. […] Crosetto però in quei giorni si mostrò risoluto: riferì riservatamente di essersi informato sul conto di Vannacci, e di aver ottenuto informazioni che lo qualificavano come un personaggio pericoloso, esaltato, poco raccomandabile e con rapporti opachi con la Russia”
Mi sembra strano che gli ufficiali in giro per il mondo possano fare bella vita ovunque tranne che in Russia: Vannacci si comportava come si sarebbe comportato a Parigi e a Washington, ignorando come ignorano tutti i suoi colleghi che i loro ospiti ce la metteranno inevitabilmente in culo.
direi che Mosca non è Parigi nè Washington
ciao
Infatti, ce l’ha messa in culo meno volte di quegli altri due.
secondo me è una affermazione assai discutibile
per gli yankees poi, data la storia così recente, proprio non sta nè in cielo nè in terra
ma che dici?
Il ricordo della Libia è stato abraso meccanicamente dal disco rigido?
Beh, lì si sono messi in tre dei nostri più cari amici a fottere Gheddafi.
E ancora mi chiedo cosa gliene sia venuto in tasca, dato che adesso comandano turchi e russi.
Bei tempi, quando c’era Silvio!
PS in ogni caso non mi pare paragonabile all’affetto che ci dedica Mosca.
Ci sono anche gli imperialisti deficienti. Anzi, in questi tempi di svalutazione del pensiero, sono la maggioranza.
Secondo me tu consideri una parte troppo ristretta delle relazioni tra Italia e altri paesi occidentali, scelta con cura, e ne trai conclusioni errate rispetto al contesto completo.
Come una moglie che dopo 25 anni di matrimonio pianta il marito perchè “alla festa hai gurdato quella tipo appariscente con le tette grosse”.
Ciao
lucia
“Spero abbia ragione tu”
in effetti o l’addetto alla difesa dell’ambasciata a mosca è un personaggio irrilevante o miguel ha qualche ruolo istituzionale che non ci racconta o quella è una boutade
quartum non datur
“Starace ha raccontato di essersi confrontato con Vannacci pochi giorni prima dell’invasione russa, e che quest’ultimo escluse una guerra di vaste proporzioni.”
l’ho letta varie volte e *se questa cosa è vera* (e non ne ho idea) o è un incapace o è un venduto, tertium non datur
Magari con chat control possiamo entrargli nel telefono e scoprirlo, no?
A proposito, questi al Parlamento Europeo che ci stanno togliendo i diritti costituzionali per farci spiare la corrispondenza sono incapaci o venduti?
Ho come l’impressione che tu abbia cambiato argomento ad minchiam e, ciononostante, introdotto un altro tema interessante.
Darei quindi Vannacci per vendutosi a Putin e mi sposterei sul Chat control.
é una roba alla Gratteri o cosa?
“Ho come l’impressione che tu abbia cambiato argomento ad minchiam”
ah allora non ero il solo ad avere questa vaga impressione….
“Gratteri”
No, è una roba di chi ci sta difendendo dalla Russia.
dai, non fare finta di non capire, non sei così coglione, anche se sei così polemico senza validi motivi
La proposta è della Commissione e a favore hanno votato Forza Italia e un bel po’ del Pd.
https://mepwatch.eu/10/vote.html?v=195338&country=
sono quelli che hai contribuito ad eleggere anche tu….
mi sembra strano che tu confonda politici e funzionari, a meno che non lo fai come al solito solo per far casino
comunque per tua curiosità ed informazione il parlamento (funzionari stavolta, è l’ufficio studi del parlamento) aveva pubblicato uno studio molto critico sulla proposta della commissione
https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2023/740248/EPRS_STU(2023)740248_EN.pdf
ma questa è una parentesi nella quale vuoi trascinarmi per distogliere l’attenzione dal discorso principale che era vannacci in russia
No, quelli che ho votato io non hanno votato a favore. Magari lo hanno fatto quelli che hai votato tu.
Chiedo a te, che rispondi alle domande senza divagare alla mentula canis.
Che diavolo è venuto in mente alla Commissione della Ursula con questa proposta? vogliono far fare bella figura a Vance?
Ciao
A volte se i conti non tornano ad essere sbagliata non è la matematica, ma le premesse.
Potrebbe non essere vero che al comando in Europa ci siano i difensori della democrazia che proteggono la nostra libertà contro la Russia e i putinisti.
francesco
“Che diavolo è venuto in mente alla Commissione della Ursula con questa proposta?”
il tutto nasce dall’idea di contrastare la pedopornografia on line (in soldoni, con l’end-to-end encryption nessuno può vedere cosa fai)
magari l’idea di partenza non è neanche sbagliata ma una specie di pesca con reti a strascico affidata a meta o youtube mi sembra una cazzata enorme oltre che davvero poco efficace, al limite della totale inutilità, e chiaramente illegale (per queste considerazioni rimando allo studio del parlamento citato sopra)
poi non so perché la commissione insiste con questa idea…non hanno un gran sostegno da parte degli stati membri (francia sicuramente a favore, germania sicuramente contro, e pure il lussemburgo per quel che vale) e politicamente è fifty fifty
Sicuramente alla commissione hanno una scarsissima capacità di ammettere gli errori, o anche semplicemente di annusare i tempi.
“Un errore” per una cosa del genere è come “le leggi razziali furono un errore”: non è che per sbaglio, senza pensarci troppo su, sopprimi i diritti fondamentali dei cittadini.
>>> Potrebbe non essere vero che al comando in Europa ci siano i difensori della democrazia che proteggono la nostra libertà contro la Russia e i putinisti.
Mi sembra un’affermazione un pò … del cazzo. Per caso sei un dodicenne coi brufoli che ha bisogno di farsi notare?
:0
x MT
in Italia, con la scusa della lotta alla mafia/corruzione/evasione fiscale/pedofilia/islamismo/quassicosa proposte simile ne ho sentite a bizzeffe.
Le ho sempre derubricate a coglioneria populista, dici che avrei dovuto preoccuparmi di più?
Quindi ti convince di più la spiegazione alternativa: si sono sbagliati e non pensavano che il controllo massivo e indiscriminato della corrispondenza costituisse un controllo massivo e indiscriminato della corrispondenza. Se i conti ti tornano va bene.
“in Italia, con la scusa della…”
A me di ispirazione simile viene in mente solo il Patriot Act. Che non è roba italiana.
maurì,
davvero questo è il mio ultimo messaggio per te perché sei fastidioso come un tafano
ho scritto “mi sembra una cazzata enorme oltre che davvero poco efficace, al limite della totale inutilità, e chiaramente illegale”
dovrebbe essere abbastanza chiaro pure per un demente totale cosa ne penso, quindi, escludendo la demenza, il tuo commento è solo voglia di scassare la minchia e non c’ho voglia
saluti
Roberto, e su quello siamo perfettamente d’accordo. Quello su cui non sono d’accordo è chiamare scelte politiche con le suddette caratteristiche “errori”: l’errore è una cosa che fai per sbaglio, non una decisione con le caratteristiche che hai giustamente elencato.
x MT
quindi secondo te è credibile che la Commissione UE abbia un piano per controllare i popoli europei in stile PCC e non hanno solo una incredibile cazzata da adoratori di regolamenti e grida?
Forse sei ottimista.
Dovresti chiederlo a Letizia Moratti cosa aveva in mente mentre votava quella roba: se un tizio ne spia un altro, le ragioni le devi chiedere allo spione, non allo spiato.
Come accade molto spesso, ho ragione io (:D).
E’ una cosa “alla Gratteri”: una puttanata giustizialista, una grida manzoniana senza capo nè coda che non si rende neppure conto di cosa propone nel nome della protezione dei bambini.
Mi ricorda tantissimo Mani Pulite e quell’immondo sottobosco di giornalisti forcaioli e amichetti.
Dunque, non cito fonti tanto oramai tutto funziona sulla fiducia parentale.
Perciò, fratello, se stai attento, noterai forse che sta per succedere qualcosa lassù nel nord Europa e che c’è il rischio concreto che Europa e Russia si trovino ingaggiate in una guerra totale.
Così, se prima andavano in perfetto accordo e rappresentavano insieme una potenza economica imbarazzante, ora, grazie a questa bellissima e idealistica guerra del buono contro il cattivo, non resteranno altro che macerie.
Buona fortuna.
>> rappresentavano insieme una potenza economica imbarazzante
davvero? perchè non mi sono affatto accorto di questa cosa. iniziando da quel “insieme” che non è mai esistito, neppure nella testa di Putin, forse nelle patetiche illusioni della Merkel.
Ciao
PS non ti cito i dati economici perchè annoierei
“tutto funziona sulla fiducia parentale”
Ma anche no, e comunque fino s prova contraria tu non sei mio cugino
“se prima andavano in perfetto accordo..”
Lo pensi davvero? l’Europa cercava di far finta di niente e il suo silenzio era ben pagato. Ma la mancanza di innovazione delle nostre aziende e il disperato dumping cinese si sarebbero fatti sentire lo stesso.
Fiducia parentale
Boh, io alludevo alla frase “trust me Bro” che viene spesso citata da Moi, esperto di cose moderne.
Il perfetto accordo l’avevo letto su un articolo targato Pravda.
L’Europa ci metteva la tecnologia, la Russia le risorse, e questo rompeva i maroni in certi ambienti.
Senti, carissimo, se una cosa la leggi sulla Pravda i casi sono due:
o è una bugia bella e buona
o è una interpretazione dei fatti che distorce la realtà così tanto da ricadere nel primo caso
Del resto si tratta della ragion d’essere della Pravda.
Ciao
@ Francesco
“Pravda”
Meno male che Il Foglio c’è 😉
Battute a parte, stiamo attenti a non confondere propaganda e menzogna. Per essere a malapena credibile, ogni propaganda – e tutti fanno propaganda, sempre e continuamente, anche se non se ne rendono conto – mescola menzogne e verità. Non basta dare a uno del propagandista per negare la verità di quello che dice – semmai serve a mettere in dubbio il motivo per cui ce lo dice. Se persino Vanna Marchi mi dicesse che 2+2=4, dovrei certamente mettermi in allarme e chiedermi perché me lo sta dicendo, ma farei male a dubitare che 2+2=4 solo perché me lo sta dicendo Vanna Marchi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Il Foglio bene o male e’ il giornale con piu’ pluralismo di opinioni proprio perche’ fieramente occidentalista, che in Italia e’ tutt’altro che una posizione comoda e maggioritaria. Quindi al suo interno puoi sicuramente trovare qualcosa che ti indigna, chiunque tu sia e comunque tu la pensi.
Il che non so se per te possa essere accettabile 😉
Ferrara poi e’ il bastian contrario per definizione, il che e’ imprescindibile nell’essere intellettuali.
Chiedetevi che fine fareste se postaste cio’ che postate qui dentro nei posti che ammirate tanto.
Ve lo anticipo io: brutta.
Oppure ve ne stareste buoni e zitti a capo chino, approfittando delle posizioni di potere cosi’ ottenute per bastonare e censurare chi sta piu’ in basso nella scala gerarchica.
Postare quello che postate
Oh, an’vedi l’anarchico pro censura?
Mi mancava.
Comunque adesso in Germania censurano eccome.
E non mi si venga a dire che a questo punto stiamo meglio che in Russia.
Mica dobbiamo dirtelo.
Ce lo sai benissimo già da solo.
Per stare quasi come in Russia avremo bisogno di parecchi anni di governi Conte-Salvini-Vannacci.
Per stare come in Russia
Diciamo che da noi non arrivano i droni ucraini a bombardare.
Ma anche per questo è tutta una questione di tempo.
Arriveranno i missili russi e poi staremo sicuramente peggio di come stavamo quando andavamo d’accordo.
Intanto se hai bisogno del medico non c’è più. La pensione niente e neanche il TFR che viene aspirato dentro i fondi di “svestimento”. Così resti in mutande.
Bel successo.
E hanno anche fatto passare i nuovi Ogm.
L’Europa della verde economy
🤢
Beh, la propaganda è una forma consapevole di menzogna.
Siccome è destinata a intortare i semplici, di solito è menzogna di livello bassissimo.
Intendo propaganda nel senso moderno e comune del termine, non mi tirare fuori Propaganda Fidei!
Ciao
@ Francesco
“la propaganda è una forma consapevole di menzogna”
Al contrario: la migliore propaganda è la menzogna inconsapevole, ritenuta verità e per questo ripetuta in tutta innocenza. Il migliore propagandista è quello che crede fermamente a quello che dice. E’ l’ “utile idiota” del periodo staliniano.
Ti sei scordato del bispensiero? 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Ecco perché un buon leader di solito è un cattivo propagandista. Chi governa non deve cadere nella trappola che lui stesso ha fatto preparare. Bismarck, Cavour, Robespierre, Mao, De Gaulle erano noiosi a sentirsi, Churchill addirittura si mangiava le parole. Mussolini era un trascinatore di folle, Stalin no: e il secondo si è dimostrato incomparabilmente più astuto del primo. Dei capi moderni l’unico che mi sento di considerare tanto un oratore eccellente quanto un politico di prim’ordine è Kennedy.
Churchill è passato alla storia come un oratore trascinante e i suoi discorsi sono ancora molto citati (credo pure studiati) nel mondo anglosassone.
Almeno è quello che so io.
Discorsi di Churchill: credo occorra distinguere lo scritto, dalla pronuncia.
Questo è Churchill che recita il suo famoso discorso, interpretato da Gary Oldman:
https://www.youtube.com/watch?v=skrdyoabmgA
e questo è Churchill vero che lo pronuncia:
https://www.youtube.com/watch?v=MkTw3_PmKtc
certo, non mi risulta che Churchill avesse studiato recitazione (e nessuno glielo chiedeva) ma lo stesso la differenza è notevole, ed esiterei a definire “trascinante” il tono vagamente chiesastico di Churchill vero, persino per i blandi criteri inglesi.
Per ADV
” Non basta dare a uno del propagandista per negare la verità di quello che dice – semmai serve a mettere in dubbio il motivo per cui ce lo dice.”
Verissimo!
Concordo anche io.
@ puffo giardiniere
“rompeva i maroni in certi ambienti”
Soprattutto in UN ambiente, che è sotto gli occhi di tutti e agisce da secoli sempre in modo univoco e chiarissimo.
Questo ambiente è dato dai governi di Londra.
Essi hanno avuto come stella polare il prevenire la formazione di una potenza continentale in Europa.
Caduto Napoleone, sconfitta due volte la Germania e a fronte dello sfascio della UE, il candidato naturale a diventare fulcro di tale potenza – sia per dimensioni, sia soprattutto per la disponibilità di quelle risorse naturali di cui l’Europa occidentale manca completamente, è la Russia.
Non c’è bisogno di sottolineare l’oltranzismo antiPutin di Johnson e Starmer. Si rifà ad una tradizione che risale al Grande Gioco in Asia centrale, alla guerra di Crimea coi suoi ‘Seicento di Balaklava’, all’intervento a Navarino che evitò che la gloria della sconfitta della repressione Ottomana sui Greci se la prendesse tutta lo Zar. E, prima ancora, alla presa di distanza di Londra dalla Santa Alleanza dopo il congresso di Vienna.
Tale ostilità radicata è molto anteriore al Comunismo. E’ talmente costante, la russofobia Britannica, che la troviamo ovunque nella letteratura.
Molto prima di Le Carré e del “Quarto Protocollo”, che possono giustificarsi col trauma di Philby e compagni e con la relativa espulsione di Londra dai Balcani a dispetto di Jalta, la troviamo nel “Kim” di Kipling (per ragazzi!) e nel bellissimo “Agente segreto” di Conrad, in cui il cattivo della situazione sembra il modello dell’inafferrabile capo della Spectre – ma con evidente accento euroasiatico, come si premura di informarci l’autore – e il suo scagnozzo, protagonista dell’azione, è un vile Fantozzi. (Persino l’Inghilterra disgustosamente totalitaria di ‘1984’ non fa parte dell’Europa ‘neoBolscevica’, ma dell’America).
Questa tendenza Britannica di lungo corso ha buon gioco con l’allinearsi coi nazionalismi dell’Europa orientale – e in particolare con quello Polacco, che tanta parte ha avuto nell’ispirare la strategia neo-con dell’ “over-extending Russia”. In fondo, l’autore di “La grande scacchiera”, l’opera principe in cui si ammoniscono gli USA a paventare la formazione di un’alleanza Russo/Cinese dopo la caduta del Muro e si raccomanda a tale scopo l’indebolimento preventivo della Russia mediante sanzioni e guerre via proxy , si chiamava Zbigniew Brzezinsky ed era nato a Varsavia. E in letteratura, vale la pena ricordare al tal proposito che il cognome originale di Conrad era Korzeniowski…
Ciao!
Andrea Di Vita
Si. Escursione storica molto interessante.
Io più banalmente pensavo alla Rand Corporation che risponde agli interessi americani, immagino.
È anche vero che gli americani hanno imparato dagli inglesi come gestire il loro impero tramite il “divide et impera”.
Infatti Russia e Germania, per tramite dell’Ucraina, sono state ben divise…
E se mi sbagliassi e avessero ragione quelli che Putin il cattivo…cambierebbe poco. Son state divise ugualmente.
In questo caso sarebbe una idiozia tutta Europea.
Ma questo lo fanno tutti da sempre, e in particolare adesso la Russia verso l’Europa, finanziando e appoggiando movimenti indipendentisti/nazionalisti.
Almeno su questo Russia e Inghilterra sono perfettamente d’accordo.
All’epoca di Hitler lo spauracchio era l’Europa unita sotto il dominio tedesco.
Ma questo tipo di azione-reazione avviene a tutte le scale, l’aggregazione verso unita’ piu’ grandi serve proprio, anzi e’ selezionata darwinianamente per il dominio e la potenza, sia verso l’esterno che verso l’interno (vedi capro espiatorio).
Gli enormi aggregati statuali attuali sono frutto dello stesso identico fenomeno, che non percepiamo solo perche’ ci siamo nati dentro.
Tutto sommato a me sembra un atteggiamento non solo ovvio e legittimo ma anche impossibile da contrastare se non con la contro-persuasione se si vuole restare un paese libero: se si comincia a censurare o incarcerare o ammazzare (Russia) chi la pensa diversamente riguardo alla “grandezza delle nazioni e degli imperi”, o “all’unita’ della nazione”, tanto vale. Le aggregazioni dovrebbero essere sempre ridiscutibili in modo aperto e pacifico, altrimenti scoppiano le guerre, comprese quelle civili (vedi ucraina, israele, unificazione dell’italia e annesse guerre mondiali, eccetera
@ firmato Winston
“scoppiano le guerre”
Tutto giusto e condivisibile, ma mi permetto un’appendice.
Noi siamo stati educati a pensare che alla base di tutto il vivere civile ci sia la libertà individuale. Bellissima cosa, ma – già lo aveva detto a chiare lettere il mio concittadino Mazzini – non si dà libertà dell’individuo senza libertà del popolo cui quell’individuo appartiene, e non si dà libertà di un popolo senza l’indipendenza di quel popolo.
Puoi essere indipendente senza essere libero (i Nordcoreani sono un esempio) ma non puoi essere libero senza essere indipendente.
Così, quando la “libertà individuale” diventa la foglia di fico di un intervento straniero spesso e volentieri finisce con l’essere rifiutata dagli stessi popoli i cui individui in teoria ne beneficerebbero.
Lo è visto in Afghanistan.
Ed è il motivo per cui gli Iraniani preferiscono gli ayatollah allo Scia’, i Cinesi preferiscono i laogai ai diavoli stranieri e i Russi venerano la loro derzhavá come unica garanzia di sopravvivenza, fino alla paranoia.
(L’Italia fa eccezione, perché da noi la Liberazione dal fascismo e’ stata causata dall’ intervento straniero che però ha avuto il merito di mettere fine a una guerra voluta dal fascismo stesso. Tant’è che da noi si è sempre fatto a gara a esaltare il ruolo anche militare dei Partigiani).
Se poi la libertà e’ quella dei mercanti d’oppio difesa dalle cannoniere di Sua Maestà o quelle della borghesia compradora Cilena che vezzeggiava i Chicago Boys, è logico che mezzo mondo respinga quel presunto Occidente che quella libertà dice di difendere.
Più ancora che a Hormuz, lo si vede oggi nella clamorosa e rimarchevole assenza di qualsivoglia movimento di Resistenza partigiana filobanderista nel Donbass invaso dai Russi.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> non si dà libertà dell’individuo senza libertà del popolo cui quell’individuo appartiene, e non si dà libertà di un popolo senza l’indipendenza di quel popolo.
Oh, che bella cosa la chiarezza! mi pongo all’opposizione di questa solenne fesseria, immonda frase che – senza poterlo sapere – apre la strada ai peggio regimi dittatoriali ma nazionalisti. Che dietro questa foglia di fico possono fottere la libertà dei cittadini in nome della libertà dei cittadini! pensate l’eleganza di impiccare i giornalisti e i politici di opposizione in nome della libertà!
Nel caso, voto per il modello familista Kim, che promette e mantiene miracoli a ogni genetliaco della Stirpe.
@ Francesco
“chiarezza”
Grazie, ma almeno stavolta non è merito mio. Mazzini sul punto è chiarissimo:
https://www.google.com/search?q=dio+e+popolo+mazzini+significato&rlz=1C1GCEB_enIT975IT975&oq=mazzini+dio+e+po&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqCAgCEAAYFhgeMgcIABAAGIAEMgYIARBFGDkyCAgCEAAYFhgeMgcIAxAAGO8FMgcIBBAAGO8F0gEINDYwNGowajSoAgCwAgE&sourceid=chrome&ie=UTF-8
“pensate l’eleganza”
Possibilissimo.
Ripeto: l’indipendenza è condizione necessaria, non sufficiente, della libertà. Non basta essere indipendenti per essere liberi, ma non si può essere liberi senza prima essere indipendenti. Tutti i movimenti di liberazione nazionale del XX secolo partono da questa premessa ovvia.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ma questo e’ il motivo per cui Mazzini era considerato durante il fascismo e dal fascismo uno dei principali se non il principale padre della patria a cui ispirarsi, per ragioni che sono ovvie per chi conosce un po’ il fascismo per quello che era e non per quel che ne raccontano i suoi avversari.
Andrea
la chiarezza con cui individui l’errore e l’orrore nel pensiero di Mazzini e non te ne rendi conto mi fa impressione.
Ciao
🙁
Peccato, ti sei impegnato molto, hai sciorinato una discreta erudizione, hai detto verità opportunamente banalissime, hai nascosto l’Impero che pura cambiava qualcosa nella prospettiva britannica ma. ahimè, hai pestato la classica merda di cane e il fetore ha rovinato la scenetta!
“il candidato naturale a diventare fulcro di tale potenza [] è la Russia.”
Veramente, una simile corbelleria è concepibile a opera di un russo che soffra del tipico morbo nazionalista e non si renda conto di quello che scrive. Ma una persona che abbia la fortuna di non essere in quella condizione non può dire una cagata pazzesca come questa.
Non capisco come tu ci riesca, ancora un poco e neppure i giornalisti sportivi saranno rivali degni per te.
@ Francesco
“il candidato naturale a diventare fulcro di tale potenza [] è la Russia.”
Come al solito tu giudichi me e non quello che scrivo.
Io ti ho descritto la situazione Europea come la può temere un Inglese, non come la desidero io o come la considero realistica io.
Personalmente anzi sono convinto dell’esatto contrario.
Credo che dopo tutte le invasioni a tradimento subite da Ovest la paranoia securitaria dei Russi sia tale da togliere loro dalla testa qualunque ubbìa di influenza sul Continente.
Durante le guerre successive alla Rivoluzione Francese e ben prima della campagna napoleonica in Russia i Russi sono arrivati in Svizzera alle porte della Francia, ma non hanno mai in nessun caso preteso di restarci. A Jalta Stalin discuteva su quali Paesi dovessero restare sotto l’orbita Inglese e quali no, e in seguito scoraggiò ogni tentativo rivoluzionario in Grecia (per tacere dell’Italia). Come habsburgicus ha più volte ricordato, persino Beria (!) voleva sbarazzarsi dei territori dei Baltici, e non incorporarli nello Stato Sovietico. Il Patto di Varsavia nasce nel 1955 dichiarando di essere una organizzazione difensiva in occasione del riarmo della Repubblica Federale Tedesca voluta dalla NATO. Nel 2007 Putin disse che la Russia non avrebbe tollerato soldati USA in Ucraina; nel 2021 gli USA lo ignorarono e la NATO fece le sua grandi manovre terrestri e navali in Ucraina, così che l’Operazione Speciale è partita nel 2022.
Proprio come agli Inglesi interessa che non ci sia una potenza continentale unica (per certi loro giornalisti persino ‘carolingio’ è un insulto 🙂 ), ai Russi interessa solo una cosa: mantenere chiunque stia a Occidente il più lontano possibile dai loro centri decisionali di Mosca, San Pietroburgo e dintorni.
Il tradizionale paragone della Russia con un orso è azzeccato: l’animale vuole stare da solo, e diventa feroce se sospetta di essere messo in pericolo.
Anche qui la letteratura viene in aiuto. Ne “I fratelli Karamazov” l’unico indiscutibile figlio di buona donna è un Polacco, il Grande Inquisitore è, appunto, un collega di Torquemada e l’innocuo maestro di scuola Tedesco è l’eccezione che conferma la regola – tanto più rimarchevole perché è un mezzo santo. Per i Russi la guerra di Crimea si riduce all’eroica difesa di Sebastopoli da un assedio Occidentale durato un anno. Magari se ne sfata l’alone eroico e si esalta la resistenza del popolo, come nei “Racconti di Sebastopoli” di Tolstoj – che servì come Ufficiale. Ma appunto, è la resistenza del popolo, le cui sorti sono intese come indissolubilmente legate a quella della derzhava’, lo Stato. Lo splendido film “Ivan il terribile”, applaudito da Stalin, vede il protagonista appena incoronato fare un discorso che sembra essere stato ricalcato pari pari da certi discorsi di Putin. L’Occidentale vi è visto come foriero di corruzione che indebolisce lo Stato, la cui forza è la garanzia per la sopravvivenza fisica del popolo.
Che i Russi siano paranoici è sicuro. Ma che siano animati dallo spirito missionario che vuole convertire gli altri alla propria idea di civiltà, come spesso sono considerati gli USA, mi sentirei di escluderlo. Non a caso Stalin ha giubilato Trotskij e la sua idea di propagare in Europa la rivoluzione.
I Russi non vogliono essere il fulcro dell’Europa. Sono gli Inglesi a temerlo.
Ciao!
Andrea Di Vita
“sono gli Inglesi a temerlo”
…dimenticavo di finire la frase:
e i Polacchi a dare loro man forte.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Che i Russi siano paranoici è sicuro. Ma che siano animati dallo spirito missionario che vuole convertire gli altri alla propria idea di civiltà, come spesso sono considerati gli USA, mi sentirei di escluderlo.”
Gia’, ma il dominio sovietico su mezza europa fino al crollo dell’urss, e l’infiltrazione nei partiti comunisti del resto del mondo, cos’era se non il solito imperialismo russo che sfruttava la nuova ideologia per infiltrarsi e imporsi?
Ci sono storici che affermano che il regime bolscevico fu la forma che assunse la mefitica burocrazia imperialista russa per sopravvivere alla morte dello zarismo.
Purtroppo spesso, se non sempre, funziona cosi’, che le strutture profonde di potere sopravvivono ai cambi di regimi, anche alle rivoluzioni piu’ profonde**, e credo che lo stesso sia avvenuto e stia avvenendo nella zona di influenza dell’antico impero persiano, l’Iran.
Tenuto conto di questo, forse e’ meglio starsene accuorti.
E chiedersi in quale modo queste dinamiche riaffiorino attualmente, con chissa’ quale camaleontismo, nella stessa unione europea.
** se ci pensate, il parlamentarismo in cui viviamo (la nostra costituzione per molti aspetti sembra dettata da Rousseau) per molti aspetti sostitui’ l’assolutismo reale continentale solo nel nome e nella forma, non nell’espressione di un potere assoluto in grado di dirigere, promuovere o cassare ogni usanza del popolo ad ogni sua udienza. Eppoi per colmo di derisione ti vengono a dire che sei tu che esprimi il tuo potere perche’ li hai votati.
Ti, vi consiglio di leggere, o rileggere, uno dei tanti capolavori di Conrad, “L’agente segreto”.
😉
@ firmato Winston
“imperialismo russo”
Qui c’è un’ambiguità di fondo.
Stalin, a ragione o torto, sradicò il progetto della Rivoluzione Mondiale di Trotski.
O meglio, lo piegò alle esigenze di sicurezza dell’URSS – che come sappiamo è stata insidiata da Inglesi e Americani fino dal 1917 , con una pausa dura nte la Grande Depressione. Fino all’ultimo istante utile Churchill pensò di usare i fascismi in funzione antiSovietica, e Stalin su decide a firmare il patto Molotov-Ribbentrop dopo ripetuti tentativi falliti di siglarne uno simile con Londra. Dopo la guerra prima ci fu il progetto Unthinkable, affondato per indisponibilità USA nonostante le bugie di Patton (“abbiamo combattuto il nemico sbagliato”), poi con l’Operazione Aeronautica di sostegno ai reduci banderisti; operazione durata fino agli anni Settanta e il cui seguito ideale è nella “Grande Scacchiera” del Polacco americano Brzezinski.
Il collasso dell’impero Portoghese aprì nuove insperate possibilità, che per la sua rigidità concettuale irrigidita sul “comunismo di guerra” la classe dirigente Sovietica fu incapace di sfruttare fino alla reazione reaganiana, quando ormai fu troppo tardi. Il crollo del prezzo del petrolio diede la spinta finale.
Che poi il Comunismo sia stato per la Russia quello che il Cristianesimo è costato per l’Impero Romano – nuova linfa vitale in un organismo sclerotizzato – lo diceva già Amal’rik negli anni Sessanta.
Il fatto che la Russia non si sia sfasciata nemmeno dopo il crollo del Muro dà da pensare.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. chi ama l'”Agente Segreto” conradiano e’ degno della mia massima stima! 🙂 🙂
@ firmato Winston
Errata Corrige:
Aeronautica -> Aerodynamics
Churchill pensò di usare i fascismi in funzione antiSovietica
assolutamente no….
dubito che Winston (il politico, non il nostro collega commentatore :D) abbia mai seriamente compreso il pericolo dell’URSS, se non nel 1945 (in precedenza ebbe rari e isolati momenti di lucidità presto fagocitati dalla sua tedescofobia)
@ habsburgicus
“Churchill”
Anche senza ricordare la stima del Winston per il duce, è noto che lasciò cadere la proposta staliniana di un patto antinazista.
Per lui il pericolo era chiunque potesse compattare il Continente.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per quel che puo’ valere senza conoscere le strategie vere degli attori in opera all’epoca al di la’ delle dichiarazioni di circostanza (cosa che vale anche per quelli che ci stanno piu’ simpatici, Stalin o Churchill che siano), qua c’e’ il discorso di Zurigo del 1946 di Churchill nel quale egli perora la creazione di “Stati Uniti d’Europa” sul modello svizzero (cioe’ simil-Usa pre-guerra civile), un’ “organizzazione regionale europea” da affiancare al commonwealth britannico, all’impero russo-sovietico, alla potenza usa-americana.
https://www.isesp.eu/discorsoChurchill.pdf
Due passi:
“Eppure esiste un rimedio che, se fosse generalmente e spontaneamente adottato dalla grande maggioranza dei popoli in molti Paesi, come per miracolo potrebbe trasformare l’intera scena e rendere in pochi anni tutta l’Europa, o almeno la maggior parte di essa, libera e felice com’è oggi la Svizzera.”
“La struttura degli Stati Uniti d’Europa, se costruita bene e con lealtà, sarà tale da rendere meno importante la forza materiale di un singolo Stato. Le Nazioni piccole conteranno come le grandi e verranno considerate per il loro contributo alla causa comune. I vecchi Stati e principati della Germania, riuniti liberamente per
reciproca convenienza in un sistema federale, potranno prendere i loro posti individuali in seno agli Stati Uniti d’Europa.”
Ovviamente questo avrebbe avuto particolarmente senso facendolo valere anche per gli altri “vecchi Stati e principati”.
Ovviamente non e’ andata e non andra’ cosi’, le baronesse delle brioche hanno ben altri grilli per la testa.
Andrea
non è che ti metto in bocca cose che non dici per cattiveria.
E’ che dici cose gigantesche e folli e cerco di trovarci un senso.
Descrivi la politica estera britannica come se non ci fossero state la Seconda guerra mondiale, il crollo dell’Impero, la crisi di Suez e detta politica estera non fosse cambiata completamente.
Il disastro della Brexit non ti dice nulla? il popolino britannico ha votato per una favola che da decenni non ha più riscontri nella realtà.
Solo su una cosa posso essere clemente con te: c’è gente che ha chiesto l’elenco dei paesi occupati da Stalin dopo la guerra e rimasti sotto occupazione fino alla crisi finale dell’URSS … e lo ha fatto seriamente.
Salvo sostenere che la DDR era uno Stato sovrano.
🙁
@ Francesco
“Descrivi la politica estera britannica come se non ci fossero state la Seconda guerra mondiale, il crollo dell’Impero, la crisi di Suez e detta politica estera non fosse cambiata completamente.”
Mai detta una cosa simile.
La politica estera di Londra è cambiata un sacco di volte, ovviamente. Questo non toglie che ci sia una costante tendenza di fondo, che sistematicamente riaffiora. E questa tendenza è: prevenire la formazione di una potenza unica sul Continente. Questa p di volta in volta la Francia, la Germania e la Russia. (La stessa indipendenmza e unità nzionale di Belgio e Italia furono favorite da LOndra in funzione di cuscinetto antiFrancese). La stessa Brexit la puoi ben vedere come un tentativo (autolesionista, effettivamente) di sfuggire al controllo di quella UE che era percepita da tanti Inglesi come la longa manus di Berlino. Ricordo benissimo una lettera al direttore di un quotidiano, quando vivevo a Oxford: ‘ma allora che abbiamo vinto la guerra a fare, s e dobbiamo farci dettare cosa fare in casa nostra dai Tedeschi?’- A un livello un po’ più alto, ebbi una volta una discussione col capo dei Blackett Laboratories a Londra (mica pizza e fichi) che affermava che la colpa di tutta quella burocrazia a Bruxelles era degli Italiani che avevano contribuito a fondare la UE (meno male che non l’ha sentito il nostro Roberto 🙂 )
Ciao!
Andrea Di Vita
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>>> Questo non toglie che ci sia una costante tendenza di fondo
è esattamente quello che ho scritto io! hai le traveggole e sogni che il Regno Unito stia ancora praticando un vecchissimo giochino per cui oggi non ci sono i presupposti.
l’esito patetico della Brexit, per cui oggi i britannici pietiscono un posto da paese di serie B pur di riavere accesso al mercato comune, è una prova di come le cose siano cambiate.
i governanti lo sanno, qualcuno nel popolino non ha ancora capito.
Ciao
@ Francesco
“detto io”
Allora non mi sono proprio spiegato, del che chiedo venia.
Io non ho detto che Londra abbia successo nel perseguire sempre la stessa politica volta ad evitare la formazione di un unico potere continentale.
I ripensamenti sulla Brexit e la direzione in cui si muove il fronte in Ucraina (verso Ovest) sono anzi la dimostrazione del fallimento Inglese in questo senso.
Io dico – e ripeto – che Londra insiste nel portare avanti questa antica politica, che non funziona più tanto bene.
(E meno male, aggiungo io).
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
sei divertente: scrivi come se qui non sapessimo quanti paesi europei e non solo sono stati occupati da Stalin e rimasti occupati fino al 1989. E con quale voluttà i popoli di questi paesi hanno visto partire le truppe russe.
Davvero: prova per un secondo a pensare a chi ti legge.
Ciao!
@ francesco
“Stalin”
Mica ho detto che la vita sotto il controllo Russo fosse chissà che
Davvero, perché continui a mettermi in bocca cose che non ho detto? Dai l’idea di essere a corto di argomenti… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Quali paesi europei sono stati occupati da Stalin e sono poi rimasti occupati fino al 1989?
Quali paesi europei sono stati occupati da Stalin e sono poi rimasti occupati fino al 1989?
vi è l’imbarazzo della scelta 😀
stricto sensu
1.le province centro-orientali del vecchio Reich, note in età marxista come “DDR” (Repubblica democratica tedesca) e dal 3 ottobre 1990 parte della Germania)
2.la Cecoslovacchia, dal 1968 al 1989/1990 (Stalin la occupò ma in teoria se ne andò..u sovietici vi tornarono nel 1968 manu militari)
3.l’Ungheria
(in Polonia vi erano solo basi, abbastanza poche)
lato sensu
i.i paesi citati (Polonia inclusa)
ii.la Bulgaria
iii.la Romania, ove le truppe se ne andarono nel 1958
aree occupate in parte
1.la parte orientale dell’Austria (sino al 1955)
2.l’isola di Bornholm, appartenenente al Regno di Danimarca (per poco, 1945-1946 circa)
3,la base di Porkkala, restituita nel 1956
inoltre Jugoslavia (per poco, e solo la parte orientale) e Albania (solo basi, fino al 1960)
o stasera o domani mattina
1) La DDR era uno Stato, non un territorio occupato dall’URSS.
2) Nel 1968 non c’era Stalin, appunto. In ogni caso pure la Cecoslovacchia post ’68 non era un territorio occupato.
3) Idem come la prima.
i. Annessi, non occupati.
ii. Qui ci vuole tanta fantasia per considerarla occupazione
iii. Idem
Andiamo alle occupazioni vere, finalmente:
1) Appunto, 1955 che non è 1989
2) 1946 che non è 1989
3) 1956 che non è 1989
A meno che non diciamo che l’Italia è occupata dagli Stati Uniti dal 1945 e allora va bene. Però non credo che Francesco lo pensi e significa sostenere che lo status di Trieste oggi e nel 1950 sia lo stesso.
errata corrige:
“i paesi citati” lo avevo letto “i paesi baltici”, credo perché mi sembrava strano non ci fossero nella lista.
Imperialismo Urss
Stalin a Yalta sosteneva che fosse difensivo e rivendicava i 20 milioni di morti durante il secondo conflitto mondiale.
Ho un pdf ma dovrei fare una ricerca nella cronologia.
Non ne ho mica voglia….
Confido che queste cose i kelebekiani storici le sappiano a menadito.
L’obiettivo dell’Urss era di creare un cordone di Stati cuscinetto che garantisse la sicurezza dei confini e che contribuisse a creare un’area economica per dare ossigeno al proprio sistema economico.
L’Urss doveva ricostruire dopo le distruzioni subite.
E il suo patrimonio agricolo era a pezzi, a causa dei continui saccheggi tedeschi.
La sua produttività era indebolita e la manodopera sfibrata dall’occupazione tedesca.
Scopiazzato, naturalmente.
e non ho indicato il Baltico !
Estonia, Lettonia e Lituania, fino al 1991 (una base russa in Lettonia a Skrunda fu chiusa solo nel 1998..dalla Lituania se ne andaarono mi pare nel 1994)
I paesi del Golfo hanno conosciuto di recente l’occupazione ucraina, visto che la presenza militare a quanto pare la chiamiamo così?
i. Annessi, non occupati.
io su questo non mi esprimo, ma mi limito a rammentare che per i Baltici sostenere di aver fatto parte dell’URSS è un affronto 😀 😀 i Baltici si offendono se li classifichi fra i paesi ex-URSS, ti risponderanno che sono stati occupati ma che mai fecero parte dell’URSS (ciò implicitamente fu ammesso da El’cin allorchè mai pensò di includere nella CSI il Baltico, che del resto era già indipendente da 3 mesi quando c’era ancora Gorbaciov)..al più tollereranno frasi pesanti come “annessione unilaterale”, “annessione non riconosciuta”*, “annessione contro lo ius gentium”… senza scherzi, rischi la crisi diplomatica..solo un Trump sbronzo -se sapesse dove si trova il Baltico e soprattutto se avesse una vaghissima idea di ciò che avvenne là nel 1940 :D- potrebbe permettersi di parlare del Baltico come ex-URSS..Giorgia, ma anche Macron, se lo facessero, rischierebbero grosso 😀
*che poi non è vero..la riconobbero tutti, tranne gli USA, la Santa Sede, la Spagna di Franco (ma più tardi la Spagna riconobbe l’annessione di default anzi manco ci pensò) e, più ambiguamente, la Gran Bretagna
noi la riconoscemmo due volte, nel 1940 (ambiguamente) e in seguito al trttato di pace del 1947…credo che abbiamo dovuto consegnare proprietà baltiche all’URSS e se non mi sbaglio abbiamo dovuto scusarci e fare un mea culpa con i Baltici quando furono ammessi in Europa
come corollario di questa interpretazione (oggi ufficiale), l’UE non si è ancora espansa in ex-URSS: solo l’adesione della Moldova (possibile), dell’Ucraina (non improbabile), della Georgia (oggi lontana) o dell’Armenia (difficile), consentirebbe all’Europa di entrare nel mondo che fu di Marx e che era talmente ideologico da non avere una bandiere se non una bandiera di partito (quella rossa), con la falce e martello (altro simbolo ideologico e non nazionale)
idem per la NATO
I baltici non sono mai stati particolarmente connessi con la realtà.
Better: MT non gradisce connettersi con la realtà e si bea di giochetti linguistici e sofismi puerili.
Però sulle occupazioni sovietiche mi sa che hai esagerato!
😀
Può essere che tu non sappia cosa sia un’occupazione militare.
Francè, i paesi baltici hanno fatto parte dell’URSS.
Se poi a loro piace raccontarsi cose diverse, caro mio…
ci sono anche quelli che “si identificano” con Fido, di cui ogni tanto ci parla Moi.
Io li prenderei a pedate,
ma almeno noi restiamo nella realtà, per favore…
I paesi baltici hanno fatto parte dell’URSS perchè occupati dall’Armata Rossa.
Non mi pare lo neghino ma chiedi ad Hasburgicus.
Come l’Armata Rossa si è levata dalle scatole, se ne sono andati a stragrande maggioranza.
Tipo … l’India britannica?
😀
Cito Habs stesso:
“mi limito a rammentare che per i Baltici sostenere di aver fatto parte dell’URSS è un affronto 😀 😀 i Baltici si offendono se li classifichi fra i paesi ex-URSS”
ebbene: occupati o disoccupati, i paesi baltici hanno fatto parte dell’URSS, e sono pienamente da classificarsi tra pesi ex-URSS.
Se si offendono, beh, è passata anche a Napoleone “ch’al gh’äva i spron d’or”, si dice dalle mie parti.
Francesco, l’India non era occupata dagli inglesi: ne era colonia.
L’occupazione è quella situazione in cui un soggetto di diritto internazionale controlla un territorio de facto. Quando l’occupante, invece, afferma la propria piena sovranità su un territorio si parla di annessione.
MT
e gli occupanti che proclamano il territorio controllato “colonia” dove vanno messi?
e, soprattutto, in questo caso le differenze legal-formali mi paiono irrilevanti.
Ciao
Habsb.,
e la Russia zarista?
Prima della I Guerra Mondiale e della creazione dell’URSS erano mai esistite le repubbliche baltiche? C’era stato l’impero lituano, tempo prima, che è un’altra cosa.
Come al solito sono stati i comunisti a inventare o a favorire anche indipendentemente dalla loro volontà (se non avessero fatto la rivoluzione non avrebbero avuto perdite territoriali) la creazione di questi stati mai esistiti, ritagliati wilsonianamente (mai si deprecheranno abbastanza i danni fatti da quell’uomo) sui confini linguistici, in base al folle assunto ottocentesco risorgimentale dello stato come comunità di lingua, in base a un etnicismo biologista-evoluzionista-razzista (con un’innaffiata di romanticismo) che, essendo i fenotipi molto sfumati, trovava nella lingua il suo fondamento.
Peucezio,
prima dello Zar però c’era la Svezia (in Estonia e nord Lettonia), prima ancora i Cavalieri Teutonici (tranne in Lituania)
una cosa è chiara..l’Estonia appartiene all’Ovest (Medioevo cattolico germanico più Riforma germanica), dall’Estonia alla Russia vi è una vera e profonda frattura culturale (anche se Pskov, una delle più antiche città russe, ha un’aura anseatica -eredità di lunghi rapporti, in genere conflittuali ma talora pacifici e sempre commerciali)
fra Russia e Ucraina invece tale frontiera non c’è
ma nel Baltico esiste, si nota ad occhio ed è in essenza di origine religiosa (anche se secolarizzata..in Estonia oggi i credenti saranno meno che a Livorno in percentuale)
il Baltico [e un tempo la Lituania non era Baltico] fu cattolico poi luterano, sempre germanico (il lettone si scriveva in caratteri gotici sino ai 1920′)
la Russia è ortodossa, bizantina e “mongola”
in Lituania vi fu maggior osmosi….la Lituania fu slavizzata, molto (oggi è eresia dirlo, ti assalgono, ti insultano, non riesci a cavartela :D) e la “vera” Lituania è la Bielorussia*, come la
“vera” religione è, o meglio avrebbe potuto essere, l’uniatismo come i bielorussi in esilio (quattro gatti) non si stancano di affermare, a ragione (ma Lukashenka non è d’accordo e il tema è tabù in Bielorussia)
semplificando, la riuscita eliminazione dell’uniatismo nell’odierna Bielorussia (“Lituania” ancora dicevasi almeno fino al 1840 ! tranne il nord-est) ad opera di Nicola I nel 1839 -forse lo scacco matto più grave mai subito da Roma dopo la Riforma e quindi opportunamente censurato dalla storiografia cattolica :D- è la singola ragione più importante dell’enorme debolezza del nazionalismo bielorusso anche se i bielorussi sono etnicamente più lontani dai russi degli ucraini e ciò dipese dal fatto che non ci fu un “Piemonte” bielorusso in quanto tutte le aree bieloruse finirono sotto lo scettro dei Romanov (nel 1921 mezza Bielorussia cadrà ai polacchi fino al settembre 1939, ma era troppo tardi e comunque i polacchi sono “predatori” e la Bielorussia la volevano per loro, altro che darla ai bielorussi 😀 Stalin, pappandosi il tutto nel 1939, manco ringraziò :D..o forse sì, con Katyn, un “ringraziamento” marx-staliniano quant’altri mai)
un “Piemonte” ucraino invece ci fu, la Galizia asburgica (ove la Chiesa unita sussistette e si mantenne e amplificò l’odio per i moskaly e per la Chiesa moscovita), e oggi Kiev -“la più russa delle città” ancora si diceva nel 1912 !- è oggi persa per Putin
quindi, e questo lo dico soprattutto ad Andrea, anzichè prendervela con Bandera prendetevela con Caterina II..lasciare la Galizia all’Austria è stato dal punto di vista russo un errore gravissimo e irreparabile e questo già lo notò lo storico Vernadsky tipico esponente dell’intelligencija non-marxista epicorica in quanto il padre si definiva ucraino (Vernads’kyj) laddove lui in esilio si definiva russo (Vernadskij) 😀 in Bielorussia (Lituania storica) si trovarono pure tre fratelli di cui uno si definiva “bielorusso”, l’altro “lituano” e il terzo “polacco” (il famoso Gabriel Narutowicz eletto 1° presidente polacco costituzionale nel dicembre 1922 e subito ammazzato), per giunta forse di origine in parte ebraica 😀 😀
*ancora nel settembre 1939, dopo la pugnalata alla schiena sovietica alla Polonia in agonia, a Vilnius (polacca) alcuni proclamarono l’unione di Vilnius alla Bielorussia sovietica, in linguaggio marxista, e si organizzò anche una sezione di Vilnius del PC bielorusso (bolscevico)
ma ebbero troppa fretta
contrordine, compagni !
il “grande” Stalin decise che Vilnius sarebbe stata retituita alla Lituania (ovviamente i lituani, gonzi :D, ci credettero..invero la restituzione avvenne , il 28 ottobre 1939 con il solenne ingresso del gen. Vitkauskas, ma Stalin si pappò la Lituania intera -Vilnius inclusa-l’anno dopo..timeos Danaos et dona ferentes,. gli Antichi avevano già capito tutto)
i delegati intempestivi dovettero sciogliere ex abrupto la sezione del PC bielorusso e andò loro bene che non capitò di peggio 😀 “ma quanto è umano lei, compagno Stalin !” 😀 😀
A me quella dei tre baltici sembra la classica identità costruita per opposizione:
– non sono slavi (ma in Lituania e Lettonia le lingue sono baltiche, in Estonia parente del Finlandese)
– non sono ortodossi (ma in Estonia e Lettonia protestanti, in Lituania cattolici)
– non sono nello spazio culturale russo (ma Estonia e Lettonia nascono dall’espansione germanica ad Est, mentre la Lituania di slavo-orientale aveva dei sudditi)
Hanno la caratteristica di essersi ritrovati sulla stessa barca nel Novecento, credo.
Hanno la caratteristica di essersi ritrovati sulla stessa barca nel Novecento, credo.
sì
…verissimo tutto, ma soprattutto:
non vedo perché l’Europa occidentale, e quella mediterranea specialmente, dovrebbe adottare la visione del mondo e la politica estera dei baltici!!
Pino
domanda quasi legittima a cui però mi viene una risposta di pancia: Vladimir Putin.
E tutti i partiti da lui pagati per distruggere la UE, cacciare gli americani e renderci staterelli singoli e deboli nei confronti della Madre Russia.
Ah, scordavo i tizi alla Travaglio e alla Caracciolo pagati per riempirci la testa di cacca.
Con grandissimo successo, che quando uno è bravo gli va riconosciuto.
Ciao
@ Francesco
“Vladimir”
Quello di ricondurre tutta la politica internazionale alla lotta contro il Cattivo è tipico dei film di Hollywood che ispirano la visione johnwaynista del cosmo.
Il fatto che fino al golpe di Majdan Putin abbia tranquillamente convissuto anche con governi Ucraini decisamente filoOccidentali (Timoshenko!) ti scivola sopra come l’acqua su un’anatra.
E anche il fatto che Putin non solo non abbia condotto alcun atto ostile verso i paesi Baltici, ma che non abbia neppure battuto ciglio di fronte alle discriminazioni che i russòfoni patiscono in quei paesi.
No, tu basta che ti si nomini Putn ti fai andar bene tutto.
Soldi ai cessi d’oro e omertà sulle ascendenze naziste dei banderisti, atteggiamento tafazzista di Rutte e Starmer e apertamente lecchino di Rutte verso Trump, riarmo irreale à la carte della Von der Leyen, distruzione banderista del North Stream… tutto.
Una volta c’era la réclame del confetto Falqui nei Caroselli del tuo compaesano Tino Scotti: ‘Falqui! Basta la parola!’
Qui adesso dici> ‘Putin! Basta la parola!’
Ma l’effetto lassativo è lo stesso.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pino,
“non vedo perché l’Europa occidentale, e quella mediterranea specialmente, dovrebbe adottare la visione del mondo e la politica estera dei baltici!!”
Questa è un’ottima osservazione!
Francè,
magari riuscissero a distruggere l’Ue: farebbero un favore enorme proprio a noi europei, che ne siamo le vittime.
La Russia non ha nessun interesse a un’Europa debole, ma soprattutto l’Europa è debole e irrilevante ora.
I Baltici sono paesi tragicomici.
Sono i primi a voler fare la guerra alla Russia e saranno i primi a prendersi le mazzate appunto, dalla Russia.
Per cosa, poi?
Boh! Veramente, non se ne capisce il motivo.
Allora,
Peucezio il suicida chiede la fine della UE come se l’Italia non fosse l’archetipo dello Stato che lo prende nel culo se succede.
Andrea si ripete per la millesima volta e per la millesima volta riscrive la storia come se qui avessimo l’anello al naso e i paraocchi.
Pino finge che quello che capitasse ai baltici non ci toccherebbe.
Facciamo che ci mettiamo a parlare delle semifinali dei mondiali?
Non so cosa capiterebbe ai baltici, e francamente me ne frega anche poco.
So che prima della gestione von der Leyen/Zelenski, la Russia non ha mai minacciato l’Europa occidentale, tantomeno l’Italia, con la quale aveva anzi ottime relazioni.
Credo che alla Russia servisse anzi un’Unione Europea che fosse un partner solido, e un contraltare al potere americano.
Mentre a parlare ed agire in senso antieuropeo sono sempre stati gli USA, e in modo molto esplicito.
Questi sono i fatti (l’ostilità all’euro, “fuck the EU”, la distruzione del North Stream) il resto mi paiono illazioni e fantasie.
Francesco,
“Peucezio il suicida chiede la fine della UE come se l’Italia non fosse l’archetipo dello Stato che lo prende nel culo se succede.”
Sì, infatti quando non c’era l’euro ce lo prendevamo nel culo.
Basta col metodo sperimentale alla rovescia!
Post hoc non dimostra propter hoc ma men che meno il contrario, cioè se prendo una medicina e mi viene il mal di testa, questo non può dimostrare che questa medicina fa passare il mal di testa.
Ci sono i fatti, prima ancora delle teorie.
“Post hoc non dimostra propter hoc ma men che meno il contrario”
giustissimo!
Peucezio
veramente, se hai un tumore grosso come un uovo di struzzo, prendi una medicina e ti viene mal di testa ma il tumore non ti ammazza …
è la migliore metafora di quello che la UE ci ha fatto nei decenni di partecipazione
Ciao
pino
“Credo che alla Russia servisse anzi un’Unione Europea che fosse un partner solido, e un contraltare al potere americano.”
domanda ingenua: perché allora da almeno 15 anni la russia finanzia un po’ tutti i movimenti antieuropeisti, in particolare se sono di destra e populisti?
casi chiari, non illazioni hanno coinvolto il Front national di le pen (già nel 2014, quando ancora avevamo “ottime relazion”), la lega ovviamente (siamo nel 2019), l’AFD in Germania, i neonazisti austriaci, quelli olandesi, ovviamente gli ungheresi, alba dorata in grecia… se gli serviva un partner solido perché finanziare solo quelli che vorrebbero la scomparsa del partner?
Francesco,
però i parametri economici quelli sono, non è che ci sono vari tipi di disturbi.
E l’Italia da quando c’è l’euro decresce. E morirà.
Roberto,
“antieuropeista” vuol dire contro l’Unione Europea, non contro l’Europa o le nazioni europee.
Peucezio
“ antieuropeista” vuol dire contro l’Unione Europea, non contro l’Europa o le nazioni europee.”
Ho detto qualcosa di diverso?
“domanda ingenua: perché allora da almeno 15 anni la russia finanzia un po’ tutti i movimenti antieuropeisti, in particolare se sono di destra e populisti?”
risposta ingenua: non lo sapevo.
Ma mi pare che i movimenti populisti abbiano sempre guardato a Putin con più favore delle destre “moderate”, e appunto la Russia cercava nell’Europa un partner, e non un rivale.
@ roberto
“antieuropeisti”
Beh, qui la risposta è proprio facile facile:
perché se c’è al mondo una istituzione che fa della russofobìa una religione questa è l’UE.
E’ una cosa chi come i miei colleghi che per lavoro hanno avuto a che fare con l’UE aveva notato già molti anni fa ancora prima del golpe di Majdan.
Credo che storicamente la causa sia lo strapotere della ex Repubblica Federale Tedesca – col suo Berufsverbot – ancor prima dell’ingresso della Polonia e dei Baltici.
Oggi poi senza bisogno di rivangare le ingerenze in Georgia o in Moldavia o la solenne minchiata dell’equiparazione di nazismo e bolscevismo al Parlamento Europeo, basta notare che se vai a Mosca la RAI via satellite la prendi. Prova a guardare Russia Today da noi.
E con l’Operazione Speciale la cosa ha raggiunto davvero i vertici del teatro dell’assurdo.
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“perché se c’è al mondo una istituzione che fa della russofobìa una religione questa è l’UE.”
ammettiamo per semplice amore di discussione che tu abbia ragione (e non ce l’hai),
mi stai dando ragione quando dico che la russia non ha nessunissimo interesse ad una UE come “partner solido”
PS so che non dovrei stupirmi, ma ho sempre trovato profondamente ridicolo il fatto che al di fuori della russia ormai solo tu e travaglio parlate di “Operazione Speciale” con tanto di maiusole…adesso che anche il cremlino non la chiama più operazione speciale e siete rimasti solo voi due
😀
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-russia-guerra-mobilitazione-putin_27agp3wiVh4oQ0re832UwB
@ roberto
“ragione”
Pecunia non olet.
(E sì che ho ragione. Quanto dicevano i miei colleghi più anziani mi sorprese molto. Ma all’epoca era giovane e inesperto 😉 ).
“Operazione Speciale”
Hai ragione. La forza dell’abitudine.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“ Pecunia non olet.”
Non l’ho proprio capita….
Poi sarebbe interessante sapere su cosa si basava il giudizio di questi colleghi anziani….io c’ero all’inizio del XXI secolo e mi ricordo perfettamente un clima tutt’altro che ostile nei confronti della Russia
anzi, chissà se ricordi la storia dei summit semestrali con la Russia, cosa che non è mai esistita con nessun partner…ma questa è la grande storia, per la piccola il mi ricordo una infinità di iniziative “pro Russia”, a cominciare dai corsi di lingua (nella mia istituzione il russo era la sola lingua non UE offerta)
@ Roberto
“capita”
La Russia è un fornitore di gas a basso costo che si è sempre rivelato affidabile.
“colleghi”
Loro mi dicevano che nei loro incontri coi funzionari UE questi ultimi insistevano molto sulla necessita’ che nulla di quegli incontri – che non vertevano certo su tecnologie militari 😉 – trapelasse negli contatti che loro sapevano l’azienda manteneva con la Russia.
Per contro, tutt’e due le volte che ho lavorato a Bruxelles come “esperto valutatore” di BRITE-EURAM – anni e anni prima di Majdan – la presenza anche negli uffici di personale Statunitense nelle sessioni di lavoro con noi “esperti” era prassi comune.
Quella che avevano visto i miei colleghi non era dunque una generica riservatezza verso l’esterno, ma qualcosa di specificamente antirusso.
Col senno di poi tutto mi appare più chiaro.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“ due le volte che ho lavorato a Bruxelles ”
Capisco…ma visto che io ci lavoro da un quarto di secolo tendo a fidarmi più della mia esperienza
Andrea
“la presenza anche negli uffici di personale Statunitense nelle sessioni di lavoro con noi “esperti” era prassi comune”
Non è una cosa così sorprendente visto che brite euram era una partnership alla quale partecipavano anche gli USA….
Habsb.,
sì, questo è indiscutibile.
I paesi baltici con la Russia storicamente e culturalmente non c’entrano nulla.
Se ti annettono, poi c’ entri tuo malgrado qualcosa ugualmente.
@ tutti
Un sentito omaggio ai frequentatori del blog con questa meravigliosa recensione dell’ultima opera di un mio concittadino:
https://youtu.be/JjbDxWzlbv4?is=X81ORcCfTsb3zjgN
Ciao!
Andrea Di Vita
@ tutti
Da ammiratore di lunga data dei Manowar, dei Deep Purple e degli Emerson, Lake & Palmer ho sempre detto che lo Hard Rock è la vera musica del nostro tempo. Qui ne abbiamo un fulgido esempio:
https://youtube.com/watch?v=Yg0P-FKDlCY&is=S-PHaZC0ltFQyfF_
Ciao!
Andrea Di Vita
Il ministro israeliano Katz ha rilasciato un’interessante intervista a Israel 24/7, qualche citazione…
https://israel247.org/israel-katz-ministre-israelien-de-la-defense-israel-peut-soccuper-tout-seul-de-liran-si-besoin-357019.html
Così il ministro della difesa israeliano Israel Katz:
• «L’IDF ha ricevuto istruzioni dal Primo Ministro e da me di prepararsi per un’operazione militare israeliana indipendente contro l’Iran.»
• «Siamo nel cuore di Gaza. La nostra presenza si sta espandendo, non riducendo, e abbiamo già superato il 60% del territorio.»
• «Rimarremo lì. Queste zone di sicurezza fanno ora parte della politica di sicurezza nazionale di Israele.»
• «Da quando abbiamo colpito il programma nucleare iraniano, non lo hanno ripreso. Oggi in Iran non esiste un programma nucleare attivo.»
• «Una delle prime condizioni sollevate ogni volta che iniziano le negoziazioni è che gli omicidi mirati devono cessare. Questo metodo israeliano li fa impazzire.»
• «Rafah è diventato il modello. Poi abbiamo applicato lo stesso modello a Beit Hanoun, Khan Younis e altre aree. La pressione su Hamas deriva dall’occupazione del territorio e dalla distruzione delle loro case.»
• «Gli edifici in superficie fanno parte della minaccia. Permettono al nemico di tornare ogni volta, ed è per questo che devono essere demoliti sistematicamente.»
• Sul Libano: «Ho detto che il Libano meridionale sarebbe diventato come Gaza. Avremmo applicato il modello di Rafah, distruggendo tutto lì, e così abbiamo fatto.»
• «L’infrastruttura nel Libano meridionale è stata distrutta. Circa il 90% delle case in 24 villaggi di confine è stato demolito, con tra 15.000 e 20.000 case distrutte.»
• «I 200.000 ex residenti del Libano meridionale non torneranno lì per molto tempo. Non ci sono più civili lì, solo soldati e case distrutte.»
Sì, beh, ma per citare “Dude” Lebowski, “Well, that’s just like.. uh.. your opinion, man”
è il ministro Katz che sta difendendo il suo operato:
glissa sulla protesta dei generali contro l’occupazione di Gaza (“saranno tutti pronti a fare il loro dovere”) e per il resto difende l’indipendenza israeliana dai desideri dell’amministrazione americana;
difende le operazioni in Libano meridionale (che hanno avuto un grosso colpo dall’accordo imposta appunto dall’America tra Libano e Israele: il Libano riconosce ufficialmente Israele, in compenso Israele se ne deve andare dal Libano),
dicendo che l’intervento israeliano è stato causato da Hezbollah (“stava preparando un nuovo Kippur”) e che morti civili non ci saranno perché residenti dell’area occupati sono stati evacuati e ora appunto non restano che case occupate da soldati.
Il “metodo impiegato a Gaza” è la distruzione completa o il più completa possibile delle infrastrutture militari, e anche delle case dei jihadisti
(il conduttore cita qualche regola islamica che ignoro secondo la quale una perdita impedirebbe la jihad… poi.. comunque è un “en passant”)
Dice che Hezbollah aveva occupato un sacco di edifici nel Libano meridionale trasformandoli in depositi di armi ed avamposti militari;
Israele li ha già distrutti al 90 %
e “questo impedirà l’evacuazione del Nord (di Israele), non colpiranno più i kibbutzim, Kiriat Shmona ecc.”
dice che fosse per lui farebbe la stessa cosa anche ai jihadisti della Siria (per tutti gli appassionati dei “guardacaso”, una bella smentita).
comunque qui c’è l’intervista intera, è più di un’ora quindi per quanto mi riguarda ho già dato, ognuno si faccia la sua opinione:
https://www.youtube.com/watch?v=4mdBCfxf5qE&t=36s
(per Mauricius: non so l’ebraico così bene- beh, sempre meglio di te 😉 – ho seguito la traduzione automatica in inglese che fa come tutte le traduzioni automatiche, per cui a volte è “Gaza”, a volte è “Aza”- che è appunto la pronuncia ebraica moderna- a volte alcune frasi risultano un po’ sgangherate o poco sensate)
“per Mauricius: non so l’ebraico così bene- beh, sempre meglio di te 😉 ”
Ma tanto le porcate gli israeliani ci tengono sempre a dirle e ribadirle anche in inglese.
In questa intervista no, potevano sforzarsi un po’ di più 😉
Però non ho capito il punto: stai dicendo che una testata che si dichiara apertamente sionista sta deliberatamente cercando di mettere in cattiva luce Israele, per cui ci dovremmo sorbire un’ora di quel criminale di guerra per conoscere il suo vero pensiero?
Mamma mia Maurì che complicazione inutile.
Sto dicendo che il riassunto di Miguel mi sembra un po’… selettivo e demonizzante.
E favorisco un link così ognuno può farsi la sua idea.
Cercavo di capire perché mi avessi chiamato in causa. Oppure davvero davanti ad uno che si vanta di aver lasciato senza casa duecentomila persona la prima cosa che ti viene in mente sono io che non conosco l’ebraico?
Oh caspita non è sempre tutto così serio eh?
Ti ho chiamato in causa semplicemente perché in un vecchio commento mi “accusavi” di leggere la propaganda israeliana tradotta in italiano.
Tutto qua.
L’ebraico lo leggiucchio e lo parlicchio, come ti dicevo, ma non così bene da seguire tutta l’intervista.
So molto meglio il greco “moderno”.
Io ti prendo sempre sul serio.
E guarda che è un complimento!
“Me ne fregio” 😉
(ho stima di te, come di tutti qua dentro, anche se tante volte mi sconcerti, ma è giusto così)
https://youtu.be/lw3anvmJRYc?si=H2y34sbEN0wcTvef
Interessantissima intervista inerente nientepopodimeno che la Russia.
L’uomo è informatissimo.
Putin è preso tra forze contrarie e finora ha sempre cercato di seguire una via moderata. Conflitto a bassa intensità senza coinvolgimento della popolazione russa e pronto a trattare alla prima occasione.
Ma gli sviluppi della guerra sembrano mostrare che dall’altra parte non c’è nessuna vera volontà di arrivare a una risoluzione pacifica del conflitto.
Quindi si va verso un’escalation.
Prigozin aveva capito tutto in anticipo.
Cioè che vincere la Russia per l’Occidente, è esistenziale.
Ma per la Russia è esistenziale non farsi sconfiggere.
Da altre fonti ricavo l’informazione per cui i prossimi missili Russi seguiranno una logica diciamo ‘iraniana’ colpendo non più soltanto in Ucraina, ma ovunque si trovino le basi militari del nemico.
Il clima è sempre cambiato e gli esseri umani sono sopravvissuti a periodi precedenti più caldi di oggi. Ma la civiltà non ha mai sperimentato un cambiamento climatico di questa portata, e mai con una popolazione cresciuta da circa 0,5 milioni a 8 miliardi negli ultimi 10.000 anni (Figura 2). Una cosa è che gli esseri umani sopravvivano a un mondo più caldo. Un’altra è mantenere una civiltà complessa e interconnessa, la cui agricoltura e le cui infrastrutture sono state costruite per questo clima, non molto diverso da quello attuale.
https://www.artberman.com/blog/cutting-through-the-climate-change-crap/
Si. Berman nel suo solito stile, insiste sulla società complessa e interconnessa. È fragilissima. Basta poco e crolla tutto come un castello di carte. Ma la percezione generale è quella che sia solidissima perché c’è la scienza che risolve sempre tutto.
Siamo sempre lì. E nessun piano B.
Che fa anche rima, ma non c’è la metrica.
https://media.vaticannews.va/media/content/dam-archive/vaticannews/multimedia/2022/02/16/495px-Sangelico_cristo_deriso_1440-1441AEM.jpg/_jcr_content/renditions/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844.jpeg
E dunque, affinché si sappia, da giovane mi cimentai nel ricopiare l’arte antica
Ma mi infransi e sgretolai in quel frate vestito di nero che sta alla destra del Cristo.
Quella testa….macché Michelangelo…Raffaello….robe da ridere.
Solo ora mi accorgo che l’insieme della testa è un uovo rovesciato sulla punta.
A questo punto posso affermare che la forma artistica più sofisticata che io abbia mai conosciuto è l’uovo.
🤔
Boia….d’un cane…..
Quel volpone di de Chirico l’aveva capito, ma non l’ha mai detto a nessuno. Manichini di qua, manichini di là… si ma con la testa a uovo.
Comunque un grande.
https://www.didatticarte.it/Blog/?p=5575
E così scopro che l’uovo con l’arte ci va a nozze.
Se poi uno volesse cimentarsi ci sono anche le istruzioni per disegnare un uovo perfetto.
(Che nessuno lo dice, ma gli allevamenti di galline per le uova sono peggio di quelli per la carne. Anche quelli per il latte. Lager per animali).
Il problema è la traduzione: quello che in cirillico si scrive “risoluzione pacifica del conflitto” in lettere latine suona come “resa senza condizioni”.
Ci vorrebbe un traduttore di manuali tecnici!
Scherzo, non vedo nessuna via d’uscita se non la sconfitta della Russia. O la sua vittoria. Che è peggio.
Quersto però mi sembra il contrario di quanto dica la storia degli incontri “di pace”, il cui contenuto è stato sostanzialmente questo:
-la Russia
(quelle volte perlomeno in cui è stata interpellata, perché molti di questi “incontri di pace” sono state mere rimpatriate, ehm, “summit internazionali”, tra sostenitori dell’Ucraina che hanno dato ragione all’Ucraina sulla linea ucraina, insomma, se lo sono cantata e se la sono suonata)
la Russia chiede la Crimea e il Donbass, o perlomeno che si tenga conto della situazione sul terreno
-l’Ucraina vuole che la Russia si ritiri completamente e paghi i danni.
Ora visto che, nonostante le rassicurazioni di Firmato Winston, la Russia non sta vincendo, ma non sta neanche perdendo
(e no, non è affatto vero che “l’Ucraina sta guadagnando più terreno di quanto ne guadagni la Russia”: ha fatto, more solito, qualche sortita fortunata, riperdendo il terreno riconquistato in un paio di settimane, mentre la Russia continua la sua avanzata lentissima, ma costante;
guardatevela una mappa, ogni tanto)
non si capisce proprio perché la Russia dovrebbe accontentare le richieste ucraine.
Ah sì, “perché sono giuste “, dimenticavo 😉
non capisco perchè insisti a dimenticarlo!
mi pare la cosa fondamentale nel lungo periodo
Ciao
Guarda che non devi con vincere me, devi convincere Putin.
è questo che ti sfugge!
Ah, scusa, avevo scambiato il sarcasmo per cinismo!
Perdonami.
Ciao
avevo letto “Andrea” invece di “Putin”.
non credo Putin sia recuperabile, quale che sia l’esito della guerra. alla peggio va arginato con una nuova Guerra Fredda, che costa un botto ed è a rischio serissimo di diventare di nuovo calda.
delle molte tesi che ho letto su di lui, quella che mi convince di più è quella del capomafia che si trova troppo esposto e non può che accelerare, sperando che il muro si sposti.
non è molto più consolante di quella del paranoico grave con manie di grandezza.
Ciao
@ Francesco
“capomafia”
E’ ESATTAMENTE quello che penso io dei nostri governanti tutti ‘Slava Ukraini’ stile Merz, Macron, Starmer e Draghi.
Quando Washington ha messo il piede in Ucraina appoggiando i golpisti erano tutti contenti di sbavare dietro a Washington, nonostante lo sprezzante ‘fuck the EU’ della Nuland.
Poi – quando dài e dài l’orso Russo si è svegliato – di fronte alla mala parata Washington si è sfilata facendo pagare il costo della guerra a noi.
E i nostri governanti non potevano più tirarsi indietro perché avrebbero dovuto ammettere di avere fatto una puttanata storica.
Prima erano cagnolini abbaianti della NATO agli ordini del padrone d’Oltreoceano, secondo la felice definizione di Papa Francesco.
E adesso che il padrone fa vedere di voltar loro le spalle abbaiano ancora più forte scodinzolandogli dietro, da Rutte che chiama ‘paparino’ Trumo a Merz che lo lascia insultare Sanchez in sua presenza alla Meloni che letteralmente corre da lui appena quello dice che i leader Europei dovranno venire a Washington a leccargli l’ano.
Solo che siccome sanno benissimo che al primo civile dei loro Paesi caduto in guerra rischierebbero di finire impalati allora lasciano che Zelensky faccia arruolare a forza i suoi mediante rapimenti per strada e lo inondano dei nostri soldi perché ci compri le armi made in USA – armi che peraltro adesso scarseggiano pure perché sprecate per lo più in Iran a salvare il didietro dell’amichetto sionista contro la rappresaglia missilistica di Teheran.
E nel frattempo dicono di salvare le economie dei loro Paesi strangolate dai dazi del padrone d’Oltreoceano e dalle sanzioni cretine al più economico gas di Putin varando faraonici piani di riarmo che sanno benissimo non poter finanziare senza rischiare clamorosi tonfi elettorali.
Fra il lusco e il brusco già dieci Paesi si sono ritirati dal consorzio per l’acquisto delle munizioni per Kiev, e metà dei paesi UE ha rifiutato di accedere ai crediti SAFE a tasso agevolato per il riarmo. Meloni ha promesso il 5% del PIL per la difesa, ma ha aggiunto a mezza bocca che i soldi resteranno in Italia: la voglio vedere.
Quanto a Putin, sarà pure un mediocre capomafia ma al confronto di Merz e soci fa la figura di un Cavour e di un Bismarck messi insieme.
In patria, anzi, sono sempre più numerose le voci (Bezruchov,… Lavrov?) che lo trattano da mollaccione e che lo spingono a sbarazzarsi dei banderisti il più in fretta possibile.
A quanto si vede in giro oggi, in effetti, sembra l’unico in grado di farlo.
Sinceramente? Sono egoista: spero che si sbrighi.
Ciao!
Andrea Di Vita
La Russia sta entrando in guerra veramente.
E l’Europa anche.
Gli europei possono votare per chi pare a loro, ma alla fine entreranno in guerra.
Non sarà una guerra per gli europei, ma si servirà degli europei così come sono serviti gli ucraini.
E su tutto questo aleggia lo spettro di una guerra nucleare.
Ora Francesco, o tu fai parte del Deep State, o non si capisce perché dovresti essere così entusiasta di una situazione del genere. Boh. Mistero della fede.
https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/come-funziona-lo-scudo-antimissile-della-russia-tra-i-piu-avanzati-al-mondo/
Scudo antimissile russo in confronto con quella roba misera che abbiamo in Europa.
E comunque certi missili ipersonici non sono neanche intercettabili.
E adesso mi si dica che senso ha l’andarsi a scontrare con la Russia per farsi annientare a gratis.
Che senso ha?
Non ha senso.
Infatti.
È un vezzo Patafisico.
Ma per la Patafisica ci sono opzioni migliori.
Che poi l’articolo era del 2022.
Ci sono stati recenti aggiornamenti.
https://youtu.be/e1TSJkN5zac?si=UlRKK4ELiSW_kwYI
La famosa cavalleria Polacca contro i Panzer tedeschi.
Sempre Patafisica.
No, Palle Propagandistiche.
Lo “scudo russo” è quello grazie a cui vediamo quasi ogni giorno foto di raffinerie russe in fiamme e posso leggere le dichiarazioni indignate di gerarchi russi in merito.
😀
@ francesco
“senza condizioni”
Magari si potesse sconfiggere i nazisti senza condizioni come nel ’45!
No, la condizione c’è: niente NATO in Ucraina.
Un po’ tipo: niente missili a Cuba
Ma siccome la Democrazia E I Suoi Valori non possono ammettere sconfitte senza nasconderle dietro una sfilza di film di Hollywood – come col Vietnam – e qui invece la sconfitta è troppo palese, la guerra continua.
Fino all&ultimo Ucraini, per ora.
Speriamo non sia fino all’ultimo Europeo, in futuro.
Ciao!
Andrea Di Vita
https://lesakerfrancophone.fr/la-russie-entendant-la-clameur-europeenne-pour-la-guerre-annonce-quelle-est-prete
In futuro.
Gli stati E3 si stanno esplicitamente preparando a lanciare nuovi missili per colpire più in profondità e in modo più distruttivo la Russia. Il governo britannico, ad esempio, ha annunciato che:
“Il progetto del Regno Unito per lo sviluppo di armi d’attacco avanzate a basso costo e a lungo raggio per l’Ucraina ha raggiunto un traguardo significativo, con tre sistemi di progettazione britannica che hanno superato con successo i test di volo. Le armi d’attacco lanciate da terra sarebbero in grado di colpire bersagli a una distanza di oltre 500 km, a una velocità di 600 km/h, trasportando una testata da 225 kg.”
Lo dicono loro eh! Questo nel futuro.
@ puffo giardiniere
“Lo dicono questi”
Scimmiottano questi altri:
https://www.analisidifesa.it/2026/07/ritorno-al-passato-ford-e-general-motors-torneranno-a-produrre-armamenti/
Eh, la bellezza del Mondo Libero…! 😉😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Bello essere d’accordo almeno una volta.
I nazisti di Mosca vanno sconfitti sul serio, come si fece con quelli di Berlino tanti anni fa.
Le mezze misure servono solo a lasciare viva la radice della pianta cattiva.
Ciao!
PS “niente NATO in Ucraina” è una bella parafrasi di “vittoria totale”. Di Putin. Capisci che non posso che stare per l’altra ipotesi, caro Puffo, anche se rischiosa. Ma meno che cedere.
Secondo me dovresti fare bene il conto dei missili e dei sistemi antimissile.
I droni servono più che altro a fare incazzare chi li riceve.
In certe situazioni alla Bud Spencer si potrebbero rivelare ridicoli.
“in certe situazioni alla Bud Spencer” mi pare che i buoni vecchi missili balistici siano tutt’ora validissimi.
nel tempo che guadagni lanciando per primo gli ipermissili velocissimi ti ci possono scappare al massimo un paio di vodke e una sveltina con la segretaria.
cosa ne dici, vale la pena?
Ciao
PS la Russia si è riempita di droni tanto quanto l’Ucraina e l’Iran. funzionano!
Ho digitato ipermissili velocissimi e mi è venuta fuori “multa per eccesso di velocità”. Sei sicuro di quello che scrivi?
La difesa missilistica russa è incentrata sugli S 400.
Io non sono sicuro di nulla, dato che per lavoro conto torni e presse e non faccio l’analista di cose militari.
Leggo – in italiano – le lagne di ministri, generali e commentatori russi sui bombardamenti ucraini (spesso spacciati per NATO per giustificare i danni subiti) e le promesse di tiribilissima vendeta contro “il regime di Kyev”.
Ciao
@ francesco
“lagne”
La cosa curiosa dei nostri TG è che quando si parla dei bersagli colpiti dagli Ucraini in Russia si parla di raffinerie, serbatoi di carburante e simili, mentre quando si parla dei bersagli colpiti dai Russi in Ucraina si parla solo ed esclusivamente di vittime civili.
Ciao!
Andrea Di Vita
Io poi che guardo patriotticamente i TG nostrani, ho appreso ieri che Il Vecchio Continente ha varato il progetto di uno scudo antimissile, che attualmente non possiede. Coi soldi delle pensioni, dei Tfr e della Sanità, naturalmente.
Io ho versato una vita di contributi ma ora sono costretto a prendere solo visite dai privati. Mi sembra giusto. C’è un medico di base ma se ci vai s’incazza.
Quindi non ci va più nessuno.
La RAI mi propina un tour de France con un commentatore dalla voce di gallina a cui stanno tirando il collo. E ho sempre pagato il canone.
Trump comunque è un genio.
Non perché vincerà la guerra (ha dimostrato di non poterlo fare), ma perché dimostrerà che tutti i vassalli saranno là a sostenerlo nonostante lui gli abbia detto che, se vince lui, pagheranno il 20% di gabella sullo stretto.
@ Mauricius tarvisii
“vassalli”
È come nella favola dei vestiti dell’imperatore.
I vassalli non possono dire che l’imperatore è nudo senza sputtanarsi.
Mica vale solo se il presidente e’ Trump.
Ciao!
Andrea Di Vita
Secondo me siete strani forte. Il 100% dei “vassalli” dice che gli USA stanno facendo una stronzata e gli danno il minimo aiuto possibile, se non direttamente due dita negli occhi. Con altissimi e diurni lai di Trump e dei suoi megafoni.
C’è solo Bibi che spinge per sempre più guerra alla Persia.
E voi vedete tutto un altro mondo che non esiste affatto!
😀
“Danno il minimo aiuto possibile”
Cioè lo aiutano a metterglielo in culo a sangue.
Francesco,
possibile che non riesci a distinguere le parole dai fatti?
@ Peucezio
“non riesci a distinguere”
Non puo’.
In tutti i suoi film quello che fa John Wayne coincide perfettamente con quello che dice John Wayne.
E il nostro Francesco crede davvero che il mondo sia un film di John Wayne, coi suoi Buoni e i suoi Cattivi.
Ciao!
Andrea Di Vita
ot
l’indubbiamente (per me) graziosa e sensuale Yasmina Pani
https://yasminapani.it/
(che in to sto loco buio, umido et umbratile di caustrale accidia e marcescenti fiori d’Ofelie anneggate da più e più gonfioverdastre putrescenti lune Moi ci ha fatto conoscere);
antiwokista e denigratrice beffarda dello schwa istericizzante alla Vera Gheno in articolo mortis murgia et becerante compagnia campus’ante Ivy League USA for frocetting sans’altr problem serious at the mundus loro
dicevo la nostra sensualissima,ma Yasmina ha or ora publicato un libro più assaiassai controverso e godibilerso delle strasolite menate linguisticopolitichecorrette che fanno calare il latte alla ginocchia:
“Veneri deformi”
https://www.brainstormingculturale.it/veneri-deformi/
dove ci racconta con coraggiosfacciatamente suicida i suoi problemi alimentari, digiuni, e abboffate e la sua lotta con l’immagine del suo corpo mai accettata e ritenuta inaccettabile.
Appena letto;
la ragazza si pone senza pudore e pudenda, contegno morale, e minimo amor prropio nel raccontarsi senza abbellimenti alcuni nella sua tutta sudaticcia e umorosa corporalità considerata orribile.
Bellissimo. E bellissima!😀
Da dopo la Litizzetto ci si può aspettare di tutto.
Sarà sempre incomprensibile per me che una abbia una nevrosi sulla sua immagine estetica, quasi temesse di non riuscire a renderla adeguata ai suoi standard, e poi si deturpi coi tatuaggi.
Comunque, con tutta la simpatia per la Pani e per il suo anticonformismo e buon senso (e con tutte le riserve verso l’attività di divulgatrice in ambito strettamente linguistico, perché se non si sanno le cose sarebbe il caso di non parlarne e ricondurre gli articoli determinativi del sardo a ISTE è una bestialità da bocciare uno studente del triennio), ‘sta moda di esternare al mondo i propri scompensi e nevrosi… bah… Proprio lei che si era data l’immagine di una “tosta”… O, come diremmo in Puglia, “inzista”.
Interessante: non sapevo del nuovo libro 📖 di Yasmina Pani.
Cmq , per capirci, la “S” al posto della “L” negli articoli determinativi si ritrova anche nelle varianti locali della versione Balearica del Catalano.
Nonostante gli esasperati tentativi di differenziazione, ma siamo a livelli Budrio VS Casalecchio 😉 , anche Alicantino e Valenciano sono “Catalano”.
Ma certo!
Moi,
“Cmq , per capirci, la “S” al posto della “L” negli articoli determinativi si ritrova anche nelle varianti locali della versione Balearica del Catalano.”
Certo, e anche in alcune località della costa.
E viene da IPSE, sia lì che in sardo.
FRANCIA 🇨🇵 _ SPAGNA 🇪🇦 … ⚽️ 🏟
Giornata Nazionale della Presa della Bastiglia … anche nel 1789, ho visto, era un Martedì .
… Ricorrenze della Spagna ? 🤔
Vince a sorpresa la Spagna … che da tempo ha iniziato a primeggiare nel Calcio Femminile … divenuto molto più popolare in Italia dal 2018 a oggi per ovvi motivi 😉
moi
“divenuto molto più popolare in Italia dal 2018 a oggi per ovvi motivi ”
quali ovvi motivi? non me ne viene in mente nessuno (oltre al fatto che nessuno se lo fila il calcio femminile)
Facili: che la Squadra Maschile Italia Maggiore manca dal 2018 …
E tu conosci gente che guarda il calcio femminile perché la nazionale maschile non è ai mondiali???
@ Moi
Nel 237° anniversario della presa della Bastiglia, la rivincita di un Re Borbone sulla Francia repubblicana
https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/26_luglio_15/re-felipe-esulta-per-la-finale-mondiale-e-ora-il-principe-william-sogna-un-duello-reale-sul-campo-da-calcio-935545f2-ffbd-4c70-b40b-5edb9c70dxlk.shtml
Ciao!
Andrea Di Vita
INGHILTERRA 🏴 _ ARGENTINA 🇦🇷
* Sessantesimo della Vittoria Britannica, 1966 / 2026 ?
* Vendetta per La Mano de Dios , 1986 ?
* Cori Polemici sulle Isole Falkland !
😱
SE vince la Spagna, va a 2 ; SE vince l’ Inghilterra, va ancora a 2 … SE vince l’ Argentina, va invece a 4 !
@ PEUCEZIO
Chi ti impone il proprio linguaggio nrl Dibbbattito 🙂 Pubblico (in questo la Sx è Maestra e la Dx è Cialtrona) vince … la distinzione AntiEuropeista VS AntiUEista dovrebbe avere importanza almeno quanto AntiSemita e AntiSionista !
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/07/orgogliosamente-negra-e-sto-con-roberto-vannacci-fino-alla-morte-qualsiasi-cosa-accada-la-showgirl-sylvie-lubamba-non-molla/8283763/
“Orgogliosamente negra [SIC !] e sto con Roberto Vannacci fino alla morte, qualsiasi cosa accada”: la showgirl Sylvie Lubamba
Guarda ho avuto un caso così un paio di anni fa. Una tizia nera che lavorava con i nazisti di un paese del nord, i peggiori (che immagino l’avessero assunta solo per far finta di non avere nulla contro i negri). Dopo un po’ chiede aiuto all’amministrazione perché si sentiva mobbizzata….immaginati un colloquio dove una in lacrime ti dice “i nazisti sono razzisti”
Per fortuna sono una persona empatica
https://youtu.be/_ztrUeRTjTo?si=np69i9aHTlCysNUw
😀
Ci troviamo nuovamente in un periodo in cui le economie degli Stati Uniti e del mondo intero sono instabili. I livelli di debito sono elevati, così come i conflitti.
Come ho già accennato in questo articolo, prevedo che la tendenza generale dei prezzi del petrolio sarà al ribasso, piuttosto che al rialzo. Il motivo principale per cui i prezzi del petrolio probabilmente saranno bassi è che, a causa dei danni subiti in Medio Oriente, la quantità di petrolio disponibile a livello mondiale sta iniziando a diminuire. Di conseguenza, la produzione mondiale di beni e servizi diminuirà. Questa situazione è quasi identica alla definizione di recessione! (Inoltre, come si evince dalla Figura 1, è per questo che prevediamo che Wile E. Coyote crollerà, anziché salire, quando il suo sostegno verrà meno).
Prevedo che, con l’arrivo della carenza di prodotti petroliferi, i leader locali troveranno il modo di mitigare la strozzatura petrolifera che il mondo sembra ora affrontare. I leader locali emaneranno regolamenti che garantiscano che il petrolio disponibile venga utilizzato per mantenere i servizi essenziali. Non sarebbe sorprendente se i leader locali, con una scusa o l’altra, tenessero le persone a casa per mantenere la domanda di petrolio in linea con la quantità disponibile. Questo è uno dei motivi principali per cui i prezzi del petrolio tenderanno a rimanere bassi, in modo simile a quanto accaduto nel 2020.
Con prezzi del petrolio bassi, mi aspetto che l’inflazione rimanga contenuta. La pressione per continuare ad aumentare i tassi di interesse scomparirà. L’economia non andrà bene, ma il problema non saranno gli alti tassi di interesse che impediscono nuovi investimenti.
A mio parere, l’economia mondiale ha bisogno di riorganizzarsi con catene di approvvigionamento più brevi per superare la “crisi” petrolifera in cui si trova. Se le catene di approvvigionamento potessero essere mantenute principalmente all’interno delle aree indicate nella Figura 7, si potrebbe risparmiare una quantità significativa di carburante per i trasporti.
https://ourfiniteworld.com/2026/06/29/why-oil-shortages-may-bring-lower-prices-and-recession/
Tutti temono l’inflazione.
Ma lei no.
La Tverberg prevede una situazione virtuosa in cui i governi si orientano verso un’economia dell’essenziale.
Altri prospettano un’inflazione dell’8% e Trump potrebbe lasciarla correre così si svaluterebbe l’insostenibile debito americano (fino al punto che ripagarlo costerà come una pizza, diceva un certo Krainer) e tutto il resto andrebbe a gambe all’aria.
Se invece si alzano i tassi va tutto a gambe all’aria ugualmente.
https://youtu.be/wMH-PjzrVGI?si=A1iblsc8p6n_rgTg
Diciamo che io sarei pro Tverberg. Ma arrivarci così, di brutto non è il massimo. Sempre che ci si arrivi.
@ MIGUEL / HABSBURGICUS
Il Predicatore Islamico Turco Murat Bayaral ha dichiarato che gli uomini dovrebbero portare la barba per distinguersi fisicamente dalle donne ed evitare di confondere le persone.Secondo la sua argomentazione, gli uomini senza barba (specialmente se con i capelli lunghi) potrebbero essere scambiati per donne da lontano, suscitando pensieri inappropriati in altri uomini.
Sta girando una serie di Meme in Inglese DXorsi che :
“Nessuno assennato direbbe che un Levriero Afghano nato e cresciuto in un Allevamento di Bulldog Inglesi, da Levriero diventa Bulldog … e allora perché veniamo indottrinati a ritenere che un Brown / Black / Arab nato e cresciuto in Inghilterra possa diventare automaticamente Inglese ?!”
Preferisco la versione più surreale, più divertente di Michelle Comi, che anziché Levriero e Bulldog usa Gatto e Cane. Anche se forse è più razzista cambiare “specie” , come metafora fra Esseri Umani, anziché “razza” portandosi a livello canino.
Però se sei Therian forse no … cambia prospettiva.
@ ROBERTO
A proposito … quando ci sarà la Normativa UE sui Therian ?
Di Finestre di Overton ce ne sono già … come abbiamo visto .
Non so nemmeno cosa sia e sinceramente non voglio nemmeno saperlo…