La signora Anna Maria Cisint è eurodeputata, e già sindaca di Monfalcone.
Una città che ospita un’eccellenza del Made in Italy, anzi un player mondiale, le officine di Fincantieri. Made in Italy non solo si dice in una lingua che non è l’italiano, ma si fa con braccia non italiane. Infatti, il segreto di tanto success ce lo rivela Gianni Barbacetto. La Fincantieri ha tagliato del 75% la manodopera diretta, creando una rete di subappalti che ha ridotto il costo del lavoro del 50 per cento. 1600 lavoratori nei cantieri sono dipendenti Fincantieri,
“Gli altri, spiega il segretario provinciale della Cgil Thomas Casotto,
“lavorano per 400 ditte che spesso applicano condizioni di lavoro semilegali o del tutto illegali: precariato, minacce, ricatti, caporalato; e paga ‘globale’ (che cioè mette insieme e forfetizza ferie, straordinari, malattia, tredicesima, tfr, permessi, infortuni: di fatto azzerandoli). È successo anche che il ‘padrone’ consegni una busta paga di 1.500 euro e poi pretenda di andare con il dipendente al bancomat, facendosi restituire 500 euro in contanti”.
Non sorprenda quindi che nei cantieri lavorino operai di 67 paesi diversi, tra cui spiccano 7.076 bengalesi. Che faticano e rischiano la vita, ma non votano e non saprebbero come spiegarsi a un avvocato.
Ora, il partito di Anna Maria Cisint si trova al governo, e recentemente, proprio quel governo ha autorizzato l’ingresso di 500mila lavoratori extracomunitari per il triennio 2026-28. Circa metà per per “lavoro subordinato non stagionale e autonomo” e metà per “lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico” (come funzioni in pratica è un’altra storia).
Il governo sostenuto da Anna Maria Cisint li definisce:
““manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale e altrimenti non reperibile”.
Questo in un paese con 2 milioni e 452 mila disoccupati e 13 milioni e 246mila inoccupati in età lavorativa.
Senza bengalesi, niente global leadership di Monfalcone. Ora, la storia ci insegna che quando sei in un paese lontano a fare una vita di cacca, i piccoli rituali ti salvano – gli irlandesi a New York che si trovavano a cantare le loro canzoni, o i terroni italici con la festa del Patrono.

Festa (italiana) di Sant’Antonio a Boston
E la signora Cisint ha dedicato la sua vita a far stare male la gente che fatica in fondo anche per lei. I bengalesi dopo lavoro hanno piacere di sedersi in piazza e chiacchierare con gli amici? La sindaca ha fatto togliere le panchine.
Le donne vogliono farsi un bagno a mare nei loro costumoni un po’ buffi? Ecco che la sindaca vieta di entrare in acqua vestite. Se ne stessero a casa, allora… solo che la signora Cisint ha pensato bene di far alzare la soglia di reddito minimo per avere una casa popolare, in modo da escludere gli immigrati.
I musulmani hanno due centri culturali, dove si permettono anche di pregare? Ecco che la Cisint vieta la stessa preghiera perché non sarebbe prevista nella destinazione d’uso.
Uscita da Monfalcone, i suoi orizzonti vessatori si allargano. A Mestre c’è un giardino pubblico, dove i “musulmani” (non è dato sapere di quale etnia) sono soliti pregare. Evidentemente non hanno i soldi per affitare un locale per farsi una moschea. E posso immaginarmi perché: Mestre fa parte del comune di Venezia, che come overtourism è messo peggio di Firenze.
A Firenze, l’intera industria degli Airbnb non si reggerebbe senza i peruviani che lavorando in nero corrono in bici a cambiare le lenzuola e buttare i rifiuti. Ma siccome gli appartamenti sono presi appunto da Airbnb, i peruviani non hanno dove dormire loro stessi.
Una mattina, i musulmani che vanno a pregare trovano l’angolo del giardino in cui di solito pregano occupato da due ragazze in bikini che dicono che vogliono prendere il sole. Come sia andata, non lo sapremo mai, ma pare che l’imam abbia chiesto loro di lasciare il posto il tempo di dire la preghiera.
Sono tredici anni che partecipo all’autogestione di un giardino pubblico, e conosco benissimo la situazione: arrivano i ragazzi della scuola media che vogliono fare la partita nel campetto, e si lamentano che è occupato dai bambini piccoli; arrivano quelli che ci vogliono fare yoga, e si lamentano perché gli arrivano le pallonate in testa; e se ci sono quelli che fanno pugilato, non ci possono stare anche quelli che fanno yoga. Sono cose che si negoziano.
Ma la notizia arriva alla Cisint che dall’alto del suo smartphone sull’aereo per Bruxelles dice la sua, sul fatto che in un angolino di un giardino, la “manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale” faccia una cosa sua:
“Questo è quello che sta accadendo in tutta Europa e in Italia. La conquista, il governo e la sostituzione sono i loro obiettivi: un vero e proprio golpe contro lo Stato di diritto”
E’ affascinante la chiosa dell’articolo che ne parla, non si capisce se sia della giornalista o dell’eurodeputata:
“Permettere che le consuetudini religiose di una comunità arrivino a limitare le libertà individuali altrui significa abdicare al principio di legalità e alla difesa dei valori occidentali. In gioco c’è ben più di un parco pubblico.”
Questa è stata la tesi centrale del laicismo più odioso. Come quelli che vorrebbero vietare la processione in onore della Santa Patrona perché ostacola il traffico.
Qui potete aderire, ad esempio, alla campagna dell’UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – per vietare che il suono delle campane limiti la libertà di dormire del cittadino laico, solo perché lo richiedono le consuetudini religiose di una comunità. Ma non ci risulta che l’UAAR abbia ancora cercato di vietare agli scout cattolici di dire una preghiera nella loro sede, perché non previsto dalla destinazione d’uso (non ci risulta, ma non suggeriteglielo!).
Non a caso, un intervento della Cisint si intitola, “La minaccia di Allah“: che è il nome che anche i cristiani arabi usano per chiamare Dio.

A chi sta al potere fa comodo la guerra tra poveri.
L’italiano che si impoverisce guarda male al lavoratore straniero.
Quello magari chissà cosa ha per la testa e si scaglia in auto a tutta velocità tra i passanti.
Ci si relaziona orizzontalmente e mai verticalmente.
È questo il gioco che tiene in piedi la baracca. Per ora.
Per Puffo
“A chi sta al potere fa comodo la guerra tra poveri.”
Esatto!
Un po’ come succede con l’overtourism.
La scritta, “why do they call it tourist season if you can’t shoot them?” è carina, ma è un grave errore.
Il nemico non è la ragazza di non so che paese che ieri attaccava al muro (con rimovibile scotch da pacchi) un lavoro in ricamo con la Venere di Botticelli, mi spiega che vuole mettere la foto nel suo curriculum, per far vedere le cose d’arte che fa… nemmeno il turista che non sa dove buttare i rifiuti e lascia il sacchetto sotto il portone.
Il nemico è il fondo investimenti del Qatar, è Airbnb…
Intuisco il disagio della gente semplice di Monfalcone, a trovarsi in poco tempo una città abitata per un terzo da gente che non ti rivolge la parola, perché non conosce la tua lingua. E chissà quanti microproblemi a capirsi con gli insegnanti alla scuola elementare, o la musica del nuovo vicino di casa.
Ma il mandante non è il Complotto Islamico per conquistare il Mondo, è Fincantieri. Che mentre noi cerchiamo di distruggere le tradizioni dei bengalesi, sta costruendo le navi con cui si distruggono le tradizioni e le risorse di tutto il mondo.
I ricchi e i potenti sono anch’essi in guerra fra loro, eccome se lo sono, e sono anche degli ex poveri che, nella guerra fra poveri, hanno vinto.
Comunque devo ancora trovare un ricco che non si senta povero per almeno qualche aspetto secondario, ma percepito come “il piu’ importante” dato che e’ lo stesso che lo rende infelice: tutti si confrontano sempre e solo con chi ritengono essere piu’ fortunato di loro.
L’italiano povero e’ ricco rispetto all’africano o all’indiano povero.
Del resto credo sia naturale che succeda: essendo gli esseri umani estremamente plastici e adattabili, ognuno di essi da’ per scontato e dovuto (cioe’ inesistente) il _relativo_ benessere in cui vive.
I ricchi
È nota l’invettiva di Taleb contro i finanzieri che si sono arricchiti non rischiando un cazzo.
(Sicché aveva anche un po’ di paura di essere messo a tacere).
Solo che Taleb crede che il ricco dovrebbe essere uno che contribuisce al progresso, e su questo nel mio piccolo non sono molto d’accordo.
Il progresso è diventato una trappola.
Ho intravisto una recente affermazione di Bezos, secondo cui gli uomini consumano troppa acqua, sottraendola all’IA.
Era sulla Pravda, dove le notizie appaiono e scompaiono in un attimo.
Quindi non posso mettere il link e a te farà un gran piacere prendere per buona una mia affermazione che potrebbe essere del tutto inventata.
A “consumare” quasi tutta l’acqua e’ l’agricoltura.
Comunque “consumare” non vuol dire nulla, l’acqua per qualunque percorso faccia alla fine torna nell’oceano, evapora, e poi piove di nuovo sulle terre emerse (a meno che non faccia troppo freddo, il problema dell’ultimo milione di anni sono state le glaciazioni: quando il freddo prende il sopravvento, la terra congelata e ghiacciata – detta “a palla di neve” – riflette la radiazione solare e fa sempre piu’ freddo, non si ha piu’ evaporazione e non piove piu’ – per cui dove non c’e’ ghiaccio c’e’ deserto, in antartide ci sono posti dove non piove nulla da decine di migliaia di anni: la capanna di Shakleton o chi per lui, dopo un secolo e’ ancora li’ dove l’hanno messa, e non sotto decine di metri di ghiaccio, non perche’ si e’ sciolto, ma perche’ li’ non piove ne’ nevica mai, l’aria e’ molto secca).
Sicuramente sai la fine che ha fatto il sovietico lago d’aral prosciugato perche’ sono stati deviati gli immissari per la coltivazione del cotone la cui esportazione doveva servire a procurare le risorse necessarie a nutrire l’immane industria bellica.
https://www.ilpost.it/2025/10/21/aral-lago-disastro-unione-sovietica/
@ANDREA DI VITA / TUTTI
… un tizio si è masturbato in spiaggia a Pegli davanti a delle bambine ! 😱
Media / Social di Sx : omettendo che è Nero … lo attaccano in quanto maschio.
Media / Social di Dx : sottolineando che è nero (ma proprio SubSahariano) …bl lo attaccano in quanto “Risorsa Boldriniana”.
@ moi
“Sx”
E come al solito la Sinistra ha ragione e la Destra torto. (Poi dicono che l’ideologia non serve!)
Il tizio ha compiuto un atto di prevaricazione, che è il modo in cui a molti maschi è sempre stato insegnato si viva la sessualità.
Il fatto di essere una risorsa boldriniana è irrilevante.
Ciao!
Andrea Di Vita
BUM
non sono d’accordo, mi pare una lettura sommamente ipocrita
Ciao
@ MIGUEL
Nuovo Daikaiju 😉 Marino da 1,6 km (!) in cantiere ?! 😱
https://www.gazzetta.it/motori/la-mia-barca/27-06-2026/nave-da-record-la-piu-grande-del-mondo-quanto-e-lunga.shtml
“Il Giornale” è diretto da Tommaso Cerno, un signore di neanche troppo remota ascendenza slovena e dal curriculum che potremmo con delicatezza definire variegato come un pirottino all’amarena, per dirla con Federico Sardelli.
La cosa costruttiva però è su adsnotizie.it, ottima e loquace fonte di informazioni.
Ecco le vendite de “Il Giornale”, limitatamente al mese di aprile degli ultimi cinque anni.
2026: 24.965
2025: 24.864
2024: 26.889
2023: 27.994
2022: 31.742
2021: 39.262
I dati sono quelli della diffusione pagata nella penisola italiana.
Questo significa che nel 2021 erano meno di quarantamila a separarsi ogni giorno da del denaro per leggere quel foglietto.
Adesso sono meno di venticinquemila.
Va be’ … ormai da tempo i “Reticolati Sociali” 😉 dominano sulla Stampa Gazzettiera.
Difatti molti di questi templi dell’imparzialità documentata campano alle spalle dello Stato come punkabbestia qualsiasi. Solo che i punkabbestia non fanno i liberisti con i fondi erogati dal Dipartimento per l’Editoria istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Uno degli esempi più simpatici è quello de “Il Foglio”, delle cui vendite nulla è dato sapere ma che ogni anno dal 1997 incamera almeno due milioni di euro, mal contati, dalla stessa fonte.
come mai non ci sono notizie della circolazione del Foglio?
@ fra Cesco
“Foglio”
Risponde l’IA:
“Conversazione in AI Mode
Hai detto: quanti lettori ha oggi il quotidiano “Il Foglio” e quanti ne avrva tre anni fa?quanti lettori ha oggi il quotidiano “Il Foglio” e quanti ne avrva tre anni fa?
Non è possibile fornire un numero esatto, poiché il quotidiano Il Foglio non aderisce al sistema di rilevazione e certificazione degli Accertamenti Diffusione Stampa (ADS) e non pubblica regolarmente i dati di vendita I quotidiani ad aprile – Il Post.Per avere un quadro d’insieme, si può far riferimento ad alcune stime storiche e analisi di settore:Dati storici: Risultati e censimenti indipendenti (precedenti agli ultimi anni) indicavano per il quotidiano una diffusione che si aggirava costantemente attorno alle 25.000 copie cartacee stimate quotidianamente Il Foglio (quotidiano) – Wikipedia.Trend recente: Negli ultimi anni il mercato dei quotidiani ha registrato un calo strutturale generalizzato delle vendite Quotidiani carta verso il precipizio. – Professione Reporter, ma le abitudini di consumo de Il Foglio si sono concentrate maggiormente sulla sua community e sulla fidelizzazione tramite abbonamenti digitali.Per valutare abbonamenti, edizioni digitali e offerte, è possibile consultare direttamente il sito ufficiale tramite la pagina Il Foglio”
Ciao!
Andrea Di Vita
Miguel,
” far alzare la soglia di reddito minimo per avere una casa popolare”
Com’è possibile?
Le case popolari mica sono appartamenti di lusso, c’è una soglia massima, mica minima: devi dimostrare di essere povero.
Se no che è, l’ISEE al contrario? È come dire che per prendere il reddito di cittadinanza, quando c’era, dovevi già avere un minimo reddito: semmai era l’opposto.
No, ci dev’essere un errore.
Non sono esperto dell’argomento, ma temo ahimè che sia possibile eccome.
Ai miei tempi del cinema ricordo dei bandi per finanziamenti di opere prime… che chiedevano come requisito di aver già fatto un film.
nel caso dell’edilizia popolare, mi immagino che se si vuole escludere una fascia si scriva la cui ratio sia “potersi permettere di ripagare il canone”, quindi bata alzarlo (con una rivalutazione dell’immobile o cose del genere) per escludere le fasce che fanno lavori indesiderati.
Per escludere gli stranieri si possono anche scrivere bandi particolarmente complicati, richiedere requisiti come residenza legale dimostrabile da tot anni ecc.
per Peucezio
“case popolari”
Scrive Barbacetto:
“Cristiana Morsolin, battagliera consigliera comunale d’opposizione, segnala un dato che anche la sindaca Cisint non può contestare: “Qui a Monfalcone non c’è un pericolo criminalità”. Niente scippi, niente accattonaggio per le strade, niente spaccio visibile di droghe. Lavorano, i bangladesi. Lavorano duro.
“Sono una comunità numerosissima, ma mite e laboriosa”, spiega Morsolin, “attaccata senza motivi dalla sindaca. Per escludere le famiglie d’origine straniera, ha alzato (incredibile!) la soglia di reddito necessaria per ottenere alloggi popolari, con il risultato che all’ultimo bando hanno partecipato solo sette famiglie e gli appartamenti disponibili non sono stati assegnati. “
Monfalcone, città che non era italiana prima della Grande Guerra anche se stava ai confini, è famosa perchè aveva un discreto numero di comunisti italofoni “duri e puri” che in omaggio al marxismo-leninismo-stalinismo scelsero Tito e la Jugoslavia “popolare” facendo nel 1947 il tragitto inverso, dall’Italia alla Jugoslavia..
ma venne il 1948 e la “scomunica” di Tito da parte del Cominform…
i comunisti italofoni monfalconesi furono, probabilmente a ragione, sospettati di POTER obbedire più a Stalin che a Tito (era una questione di rapporti di forza fra le divinità della religione marxista 😀 Stalin era Giove, Tito al più solo un Ercole, di natura semidivina :D) e dal momento che Tito non era fesso né tantomeno era un buon samaritano, li fece arrestare, torturare e deportare a Goli Otok, insieme a molti altri (soprattutto montenegrini e serbi), ove fecero una brutta fine
Tito era avveduto … anche più di Hoxha, che a un certo punto fece una Svolta Cinese … La “svolta cinese” di Enver Hoxha si riferisce allo storico e stretto legame di alleanza (1961-1978) tra l’Albania comunista e la Repubblica Popolare Cinese. Essa portò l’Albania a rompere con l’Unione Sovietica e a radicalizzare la propria dottrina di isolamento e ortodossia.
Per Habs
“al momento che Tito non era fesso né tantomeno era un buon samaritano”
Interessante!
I monfalconesi erano esplicitamente e orgogliosamente cominformisti!
Quando i dirigenti del Partito Comunista Croato andarono a convincerli della linea di Tito, loro li accolsero cantando Bandiera Rossa.
Così come Bandiera Rossa risuonava a Pirano come protesta antiiugoslava.
I monfalconesi erano in precedenza stati anche i primi italiani ad organizzarsi per resistere, unendosi ai partigiani sloveni nella difesa di Gorizia contro l’Operazione Nubifragio nazista.
D’altra parte se non erro Tito si prese la massima onoreficenza della repubblica italiana proprio per questo, per aver strappato con l’URSS e aver cosi’ allontanato di qualche ora i carri armati del patto di varsavia dal nostro confine, che all’epoca tale era il “clima” che teneva banco (c’e’ stata una polemica in cui e’ stato trascinato anche Raoul Pupo, non tantissimo tempo fa, c’e’ la sua audizione in parlamento su youtube, molto interessante, con mi pare Cuperlo e il promotore della revoca del titolo)).
Sul tema, su Andrea Spano, ha scritto un ottimo libro Giampaolo Pansa, forse il suo migliore, “Prigionieri del silenzio”. Il titolo si riferisce al fatto che quando e se tornati in Italia i superstiti di quei lager (fra cui appunto Andrea Spano di cui narra le reali vicissitudini) dovevano comunque stare zitti per non infamare l’Idea su ordine e per disciplina del Partito (peggio dell’inquisizione…). C’e’ anche uno scrittore-poeta del posto che ha subito un’esperienza simile, Ligio Zanini.
@ MIGUEL
Arrivano le quote “woke” nella Toscana di Giani: il bando regionale che riserva il 50% dei posti a “non binari e transgender”
https://lafirenzechevorrei.it/arrivano-le-quote-woke-nella-toscana-di-giani-il-bando-regionale-che-riserva-il-50-dei-posti-a-non-binari-e-transgender/
Per Moi
“Arrivano le quote “woke” nella Toscana di Giani: il bando regionale che riserva il 50% dei posti a “non binari e transgender””
Immagino che sia un progetto con fondi europei (e quindi dove la Regione toscana semplicemente esegue), ma non riesco a trovare il bando originale.
Più che altro sarebbe interessante vedere quanti apparentemente “Maschi Bianchi Etero Cis” si presenteranno ugualmente perché semplicemente “Sentono di Essere” chissà che Altro.
Per Moi
” si presenteranno ugualmente perché semplicemente “Sentono di Essere” chissà che Altro.”
Comunque mi piacerebbe vedere come è formulato realmente il bando, al di là del comunicato stampa di Fratelli d’Italia.
“bando con quote”
Sto girando la rete, trovo un sacco di riferimenti alle “quote woke nella rossa Toscana” e simili, ma non trovo il bando. Che esiste – ad esempio qui trovo un promettente “vero o bufala?” https://www.instagram.com/p/DZUmIY4iBW3/ che poi è una pubblicità per il corso stesso, che dice di cercare su Giovanisi.it sotto la voce cultura… dove non trovo niente! E così tutte le altre volte che cerco il bando, anche sul sito della Regione.
Draghi è uno che passa tutto il tempo a cercare di far fare figuracce al PD, ma non è uno stupido o un bugiardo, per cui ci deve essere del vero, ma qualcuno mi aiuta a trovare il bando originale?
https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/luca-milani-capogruppo-pd-e-andrea-ciulli-pd-la-destra-parla
MAH …
Per Moi
“https://www.comune.firenze.it/novita/area-stampa/comunicati-stampa/luca-milani-capogruppo-pd-e-andrea-ciulli-pd-la-destra-parla”
Luca Milani non smentisce e non dice niente, fa solo la solita risposta piddina alla botta fratellina.
A me sembra veramente strano un bando che riservi il 50% al gruppo unico di “donne, persone non binarie e transgender”. Perché sono cose totalmente diverse, che si possono anche sovrapporre, tipo “quota riservato a maschi e persone con gli occhi azzurri”; perché non esiste alcuna certificazione di essere “non binari”, ecc.
Per questo, vorrei vedere il testo.
“A me sembra veramente strano un bando che riservi il 50% al gruppo unico di “donne, persone non binarie e transgender”. Perché sono cose totalmente diverse”—–
Specialmente se si mettono sullo stesso identico piano le donne e gli autodichiaranti transgender da maschio a femmina.
Dovremmo ritornare al diritto della sedicente donna (con testicoli, pisello, barba e voce da baritono) a frequentare il bagno o lo spogliatoio delle donne solo perché dichiara a parole la sua identità di genere?
“Più che altro sarebbe interessante vedere quanti apparentemente “Maschi Bianchi Etero Cis” si presenteranno ugualmente perché semplicemente “Sentono di Essere” chissà che Altro.”
Moi questo sta succedendo alla grande gia’ da un bel pezzo, siamo passati dall’epoca in cui ogni minima ambiguita’ sessuale era socialmente esecrata e repressa e anzi si doveva enfaticamente manifestare la piu’ chiara delle differenziazioni, all’estremo opposto, saltando i passaggi intermedi.
Gli esseri umani sono estremamente conformisti e boccaloni. Il comico dell’attuale e’ che credono di identificarsi mentre stanno facendo esattamente il contrario.
Sono entita’ programmabili alla disperata ricerca di un programma che li animi, da copiare dagli “altri”.
La confusione dei sessi comunque era prevedibile che sarebbe scoppiata a fronte della mascolinizzazione delle femmine indotta dalla pressione sociale. Illich nel suo “genere e sesso”, che ho solo cominciato a leggere perche’ e’ difficile, all’inizio del libro dice che non e’ mai esistita una societa’ nella quale non ci fosse una differenziazione funzionale fra il maschile e il femminile… prova a dirlo oggi e vediamo come verrebbe interpretato, non oserebbe neanche vannacci… ma del resto e’ abbastanza ovvio che sia cosi’, sapendo che vige il regime del “moto perpetuo ad energia avversaria” a produrre identificazione attraverso la dialettica degli opposti. Illich continua suggerendo che l’attuale andazzo induca a pensare e comportarsi cosi’ al fine di esasperare la istituzionalizzazione (la critica allo specialismo delle “professioni disabilitanti” era il suo pallino), la parcellizzazione, e il consumismo contabilizzato, non solo delle merci ma anche dei servizi (scuola e sanita’ compresi). Sfido che stava sul cazzo a tutti. Io non sarei cosi’ sicuro che ci siano delle cause precise, non ci deve esserer sempre e per forza una causa precisa ne’ tantomeno intenzionale, tante cose accadono per differenza presentandosi inizialmente solo come fluttuazioni casuali del nulla, e poi si autoalimentano: dimorfismo sessuale compreso, anzi per primo.
Ma no: è una comune quota rosa riveduta e corretta: “una riserva del 50% per donne, persone non binarie e transgender”
Ragazzi, leggeteli gli articoli che linkate.
“leggeteli i link”
Meglio sarebbe evitarli del tutto, se segui i link di puttanate poi l’algoritmo fa “democraticamente” salire loro di classifica, mette te fra gli imbecilli che se ne beano, e ti bombarda di stupidate facendoti diventare se non idiota quantomeno depresso, ansioso e paranoico, prigioniero della catena di sant’antonio.
Internet ormai e’ tutta cosi’, uno si inventa una puttanata galattica da clicbait e poi tutti dietro nella corsa del lemming. Il resto dell’informazione mediatica segue a ruota.
La moneta cattiva scaccia la moneta buona.
Sapendolo, bisognerebbe cercare di non prestarsi al gioco ed evitare di alimentarlo.
Mettere link e invitare altri a seguirli senza avvertire bene di cosa si tratta e se possa davvero essere di loro interesse e/o alimenti la montagna di merda che gia’ ci sovrasta e soffoca, e’ stupido se fatto in buona fede, e criminale negli altri casi (spesso chi fa partire queste catene di sant’antonio approfittandosi della boccaloneria altrui e’ proprio un criminale, e’ un avvelenatore di pozzi).
Sarebbe bene che anche Miguel ne tenesse conto.
https://www.climalteranti.it/2026/06/27/lillusione-del-clima-caraibico-in-pianura-padana-termodinamica-deficit-idrologico-e-agronomia-reale/
La Russa e il clima.
Ci sarebbe da ridere se non fosse una tragedia.
Va ben. Qui 30 gradi in casa, umidità 62%.
Tra poco attacco il deumidificatore e faccio la “ritirata”.
Se fai un giretto in bici su una strada alberata come infatti erano tutte all’uopo una volta, si sta benissimo, col venticello del movimento e’ quasi fresco. Fra l’altro per la paura mediaticamente indotta che hanno tutti di morire dal caldo c’e’ una calma surreale, da momento culminante delle ferie estive (per chi come me si gode quei momenti NON andando in ferie, oggi il vero posto di villeggiatura e’ quello da cui tutti partono, non quello dove tutti ci tengono ad arrivare per fare lo stesso che fanno gli altri lemming).
Per avere fresco in casa devi circondarla di alberi che ombreggino e aprire le finestre solo di notte quando, se la terra intorno e’ ombreggiata durante il giorno, fa fresco, il che pero’ fa a pugni con la coltivazione agri-orticola. Altrimenti il calore si accumula nel terreno e ogni giorno di caldo in piu’ fa aumentare la temperatura.
Ieri pomeriggio-sera che ho fatto un giretto da 100km, al sole all’andata erano 36 gradi (grazie al cazzo, in pieno sole sulla strada nera asfaltata, ma se non si sforza sui pedali c’e’ sempre il venticello che rinfresca, basta bere), all’ombra nonostante la temperatura si stava bene, ma alla sera dopo il tramonto in campagna erano gia’ solo 20 o 22 gradi massimo, da doversi coprire meglio.
Le isole di calore antropizzate sono tremende in quanto ad accumulo di calore durante la stagione calda, specie quando e’ continuativa, c’e’ qualche ricerca in proposito ma e’ pochissimo pubblicizzata, perche’ disturba la narrativa corrente che ben conosciamo.
Gli alberi assorbono la CO2 trasformandola in legno, anche. Quando li si taglia e li si brucia la riemettono, come qualunque fossile. E inquinano pure col fumo. Orrore! 😉
Io sono pieno di alberi e zanzare.
Ma se tu metti un albero vicino a casa
1 le radici finiscono sotto le fondamenta
2 viene un colpo di vento e ti crolla addosso alla casa.
Questo non vale per la flessibile betulla, albero che piantai di fronte alla mia vecchia abitazione e che mi schetmava dal sole diretto.
Solo che in casa c’era ugualmente un caldo assurdo.
Io da giovane facevo 50 km di sterrato normalmente in agosto.
Adesso col cavolo.
Muori pedalando e ti prendi anche del coglione.
Gli alberi
Persino i tuoi amici di “agrarrian”, ammettono che nel futuro di dovrebbe dare più valore al bosco ceduo.
Anche perché se non arriva più il gas, bisognerà per forza riscaldarsi con la legna, anche se poca.
Col carbone non credo. E chi lo trasporta una roba così pesante? Inquina a morte. Per estrarlo i cinesi sfruttano mi pare gli Uiguri. Sembra a livelli di schiavismo.
Su questo è stata costruita la globalizzazione. Bella roba.
“Persino i tuoi amici di “agrarrian”, ammettono che nel futuro di dovrebbe dare più valore al bosco ceduo.”
Saprai pero’ che e’ una posizione molto criticata da ambientalisti non stupidi tipo Simonetta, perche’ comunque qualsiasi sfruttamento del ceduo non risolverebbe nulla se non di facciata, come del resto tutte le cose che facciamo oggi, che sono gesti apotropaici, per metterci la coscienza a posto ma senza alcun sacrificio anzi: il problema di fondo e’ sia che siamo tanti, sia che consumiamo tanto.
Non so dalle tue parti, ma dalle mie quando la cultura contadina sopravviveva ancora se non altro nel ricordo dei vecchi, c’era solo una frazione degli alberi che ci sono adesso: l’albero era considerato una cosa da ricchi, da gente che poteva permettersi di non sfruttare ogni cm quadrato di terreno agricolo o pastorale (i pastori odiano in particolare gli alberi). Questa mentalita’ credo fosse particolarmente in voga in emilia: ne ho un vaghissimo ricordo, ma qualcuno deve aver osservato che i contadini arrivavano al punto di tagliare gli alberi per solo dispetto alla mentalita’ dei padroni.
Stefano Mancuso sostiene la politica dei mille miliardi di alberi. Dagli un’occhiata se non lo hai gia’ fatto, dice che l’unica azione possibile per non dico risolvere ma calmierare il problema della CO2 e’ piantare (in realta’ io preciserei “lasciar crescere”) qualche migliaio di miliardi di alberi, altro che impianti industriali di sequestro della CO2 che tanto stuzzicano gli appetiti degli apparati industriali che gia’ fiutano l’affare…
Agrarian Sciences sono fra i pochissimi in rete che almeno sanno di cosa parlano quando si parla di agricoltura, infatti tu li detesti, specie il piu’ competente di loro, Guidorzi. Se e’ perche’ a suo tempo ti ha mandato affanculo considera che possa aver avuto ragione.
Guidorzi. Boh, non voglio parlar male di persone non presenti.
Immagino che conoscesse un certo tipo di agricoltura, ma non è più quella che serve adesso.
La rivoluzione verde ha fatto già abbastanza danni. Attualmente si guarda all’agroecologia.
Mancuso.
Certo, più alberi, nel limite del possibile.
Ma se non controlli le emissioni non risolvi niente.
https://grain.org/en/article/7382-amid-the-fertiliser-crisis-africa-has-a-chemical-free-option-agroecology
Agroecologia significa che in certi parti del mondo coltivi la Manioca, in altre il Sorgo e così via, e queste colture non hanno bisogno di nessuna rivoluzione verde.
Vanno razionalizzate per ottenere degli incrementi produttivi.
Nell’articolo ti fornisce anche dei dati che tu contesterai sicuramente.
Perché sei un uomo senza fede.
Diciamo che evito di seguire fideisticamente gente di cui basta proprio un minimo di competenza e comprendonio per capire che sono dei ciarlatani.
Ah, proprio induttivismo….
Della serie “quelli che i dati non gli pervengono”.
Da quando sei un esperto in manioca o sorgo o miglio o banane ecc?
Chiedilo a “agrrrrarrrrian” vedrai che loro lo sanno di sicuro.
Per le zanzare, le zanzariere ti cambiano la vita, sono assolutamente necessarie per rinfrescare la casa di notte. A meno che non si abiti in un centro abitato/cementificato/asfaltato che fa isola di calore per cui la temperatura cala pochissimo di notte, e per ogni giorno di caldo in piu’ aumenta in continuazione. In tal caso al caldo non si sfugge se non appunto “andando in villeggiatura” in luoghi piu’ freschi come una volta facevano i pochi ricchi che potevano, o col condizionatore. O ai piani molto alti dei palazzoni…
Le betulle non e’ che fanno molta ombra, a parte che sono forse la latifoglia piu’ inadatta al clima caldo, credo sia la latifoglia perlomeno europea piu’ adatta al clima molto freddo. In valpadana (che climaticamente e’ da sempre classificata se non sbaglio a “clima subtropicale umido”) hanno vita breve, sia per il clima che per il terreno tendenzialmente basico che probabilmente non e’ adatto, essendo il contrario di quello a torbiera. Se guardi “taiga o foresta boreale”, l’unica caducifoglia a condividere il territorio con le conifere e’ la betulla.
Il problema della casa e’ il tetto: il tetto di coppi e le grondaie sono assolutamente inadatti alla vicinanza degli alberi perche’ si intasano subito di foglie. Per la grandezza degli alberi invece non ci sarebbe problema, basta fare come si e’ sempre fatto capitozzandoli, cosi’ ricavi anche la legna per cucinare e per l’inverno. Un albero capitozzato ricresce in fretta. Oppure ricrescono in fretta le robinie, che puoi sia capitozzare che tenere a ceduo: quando tagli il fusto principale ripartono una montagna di polloni che avendo gia’ l’apparato radicale esteso ricrescono in fretta: nelle nostre societa’ contadine era un albero molto apprezzato, il legno e’ duro, ottimo, pesante, resistente ai microrganismi e MOLTO calorico quando bruciato. Se hai notato sono morti tantissimi olmi, dev’essere ripassata la malattia che li aveva decimati a fine anni ’60. Poi avevo ripiantato la varieta’ “siberiana” che dovrebbe essere resistente e che avevo trovato al vivaio regionale, ma qualcuno, nel frattempo diventato un grande albero da 30 metri, mi sembra che mi sia morto lo stesso (non ne sono certo perche’ chi si ricorda chi era siberiano e chi no, sono indistinguibili).
Si la robinia e il nocciolo e non ricordo quali altre varietà.
Il bosco ceduo ha una biodiversità che è superiore a quella di un bosco, perché lascia passare più luce
Non mi risulta che Simonetta sia contrario al Bosco Ceduo.
È sicuramente contrario allo sfruttamento economico dei boschi. Ma son due cose, penso, diverse.
Basta
Leggo su Wikipedia che la signora Cisint
(la cui foto merita di essere vista, per curiosità verso il tipo antropologico)
si sia impegnata anche contro il britannico gioco del cricket, la cui colpa è di essere popolare nel subcontinente indiano, vietandone la pratica (non capisco con quale legittimità, probabilmente nessuna), e meritandosi così un servizio della BBC.
Se qualcuno avesse la curiosità di sapere perché ho giurato a me stesso di non votare MAI per la Lega Nord, ecco un altro dei diecimila motivi che potrei elencare.
Eppure tu forse sei quello qui dentro che ha in forse si maggior considerazione l’appartenenza al proprio gruppo e che meglio ci tiene a conoscere i riti che servono a caratterizzarla…
Quasi tutti qui dentro sappiamo quale sia la valanga di considerazioni che possono nascere da questa tua, e della Cisint, (e mia ulteriore) osservazione a piccola palla di neve, e che e’ meglio evitare di alimentare proprio per evitare la valanga, come spesso succede nella storia.
E’ un mondo difficile…
Non capisco cosa c’entri l’appartenenza a un qualunque gruppo con la proibizione di giocare a cricket.
È pura e semplice stupidità e cattiveria.
Vuol dire che secondo una certa porzione di italiani, di cui Firmato Winston evidentemente fa parte, ogni divieto arbitrario diventa a loro dire giustificato se, oltre che essere arbitrario, diventa anche discriminatorio contro uno specifico gruppo che non ci piace.
Non c’e’ dubbio che anche per me lo e’, ma e’ una forma diversa di manifestazione di identita’ che capisco nelle persone diverse da me, come spiegato sopra. Penso che anche per te possa essere lo stesso, anzi ci scommetto, e proprio detto quanto sopra. 😉
Credo che qui dentro sappiamo benissimo quasi tutti a quante (per noi) assurde ritualita’ ci si sia piegati e ci si pieghi nella storia per definire e formare il gruppo, per fede, senza rendersi minimamente conto che di cio’ si tratta. Spesso in modo pacifico, altre volte no. Ma in ogni caso si finisce per stimolare, per la dialettica del motore ad energia avversaria, una qualche forma di ostilita’, a volte gentile e ritualizzata, altre volte no. E comunque ogni tanto, prima o poi, la situazione sfugge di mano.
E’ il motore del “progresso”!
Personalmente proprio perche’ detesto questa nostra caratteristica nell’essere umani, tendo a percepirla fortemente negli altri. Fra i quali sicuramente c’e’ anche la Cisint, che d’altra parte fa parte di un gruppo politico chiaramente, dichiaratamente ed esplicitamente identitario fin dalle sue origini.
“Non c’e’ dubbio che anche per me lo e’, ma e’ una forma diversa di manifestazione di identita’”
Non ho capito di cosa stai parlando, davvero.
Del cricket?
Sarà una forma di manifestazione di identità.. britannica, boh, ma è soprattutto uno sport del tutto innocuo, che vedo giocare tantissimo dalle mie parti (ogni tanto c’è qualche italiano) e ha solo il difetto di avere delle regole complicate.
Della proibizione del cricket?
Non è una manifestazione di identità, è un modo per rompere le scatole al prossimo.
Vietare il cricket È un semplice modo di esprimere il proprio odioso razzismo
verso la perfida albione, il 51mo stato demoplutogiudomassonico;)
a forza di cortocircuiti logici saltano tutte le valvole
In questo caso non c’è nessun cortocircuito: la tizia vede dei negri fare un gioco => proibisce il gioco
@ PINO MAMET … conoscevi la storia degli Industani Scalzi 😉 e il Calcio ⚽️ 🏟 ?
… Cmq è curioso che India e Cina , 22 persone su un miliardo e mezzo NON le trovino mai per i Mondiali diCalcio !
https://storiadelcalciosavonese.wordpress.com/2018/02/28/1948-scalzi-allolimpiade-lincredibile-storia-della-nazionale-indiana-2/
INDIA E GIOCATORI SCALZI …
A pensarci l’India fa cacare in qualsiasi sport di squadra che non sia il cricket, l’hockey su prato ed il Kabbadi, e pure per l’atletica fanno schifo…chissà perché
Lo “sport” non e’ una cosa da contadini.
Da qualche parte ho un libro di una collana di storia illustrata a temi della Giunti, dell’epoca di quando per imparare qualcosa bisognava leggere i libri, che parlava del XX secolo come dell’era dello sport o roba del genere.
Comunque il ricordo che ne conservo non so quanto rielaborato e’ che lo sport e’ una faccenda da ricchi, da classi elevate o da societa’ “affluenti” come attualmente e’ la nostra. Credo c’entri abbastanza anche la urbanizzazione e la nazionalizzazione delle masse, in fin dei conti lo sport di squadra e’ una forma di guerra ritualizzata, che hanno meno bisogno di praticare quelli che gia’ si sfogano con le guerre vere.
Che lo sport, come lo intendiamo nel XXI secolo sia una cosa da ricchi non ho dubbi, ma su un miliardo e due di persone non hanno un serbatoio per fare un po’ di atletica e giocare a calcio?
Penso piu a una cosa culturale che economica
Infatti, mi chiedevo anche se non possa dipendere dalla religione (che sempre aspetto culturale e’).
In effetti non penso che c’entri qualcosa il XX secolo, la divisione in classi e così via.
Pensiamo al presente.
In Italia è sempre esistita una fortissima cultura calcistica, mentre gli altri sport sono sempre stati le cenerentole.
Adesso, per mille motivi che non mi metto a elencare o a cercare, si è un po’ sgonfiata la moda calcistica, e gli italiani in compenso emergono anche in sport dove prima difficilmente figuravano.
È cambiata la cultura sportiva, diciamo semplicemente, e di conseguenza i relativi investimenti (impianti, allenatori preparati, talent scout ecc.)
La cultura sportiva indiana (che esiste da tempo immemorabile, e che interessa sempre più persone) è sempre stata focalizzata su alcune attività tipicamente indiane
(la lotta indiana- lo sottolineo per Firmato, popolarissima tra i contadini del Punjab- varie forme di arti marziali come la gatka- una forma di allenamento reso pratico e veloce, lo sottolineo per firmato, per le esigenze di un esercito reclutato tra i contadini- il kabaddi ecc.)
più altre di importazione britannica, tra le quali, curiosamente, non il football (probabilmente perchè il cricket è più antico del football, e la sua introduzione in India predata la nascita del football).
Con un immenso bacino di utenti potenziali, non fatico a credere che anche l’India esprimerà una decente squadra di calcio, prima o poi.
In fondo abbiamo italiani che praticano il curling…
“In Italia è sempre esistita una fortissima cultura calcistica, mentre gli altri sport sono sempre stati le cenerentole”
Tempo fa leggevo con sorpresa che fino agli anni ’60 lo sport piu’ popolare in italia non era il calcio ma il ciclismo (che ovviamente sara’ sorto dopo l’invenzione della bicicletta, immagino).
Ne sai qualcosa di piu’ del poco che ne so io?
Sinceramente non ho idea a cosa giocassero i ragazzini delle campagne, cioe’ quasi tutti i ragazzini, di prima della ultima guerra. Giocavano a pallone come ho fatto io dopo?
Quand’ero piccolo procurarsi un pallone non era per nulla facile e scontato.
Quand’è che eri piccolo, nel Dodicesimo secolo??
puo’ darsi: dieci anni del secolo breve duravano quanto dieci secoli del passato
https://www.70-80.it/anni-60-70-i-palloni-super-santos-e-super-tele-sono-gli-indimenticabili-compagni-di-lunghi-pomeriggi-calcistici-oggi-protagonisti-della-rivoluzione-green/
già negli anni ’60 furono prodotti gli oramai iconici Super Santos e Super Tele (che credo qui tutti noi abbiamo bazzicato;
il super tele era quello leggerissimo femmineo frocistico frùfrù che con un calcio ti faceva gli svolazzi arabescanti stile liberty floreale alla Gaudì ubriaco andando dove meglio gli aggradava.
Il Super Santos era un poco (ma poco poco però😳) più cristiano
Noi ragazzettinuccioli degli anni ’80 che vestivamo alla Spandau Ballet veneravamo però quali seri e professionistici ovvero di cuoio taroccoscrauso finto mundial ’82 – il Tango Adidas – che bagnati e mezzo sgonfi t’era come vedersi lanciare addosso un pietrone da Polifemo e farci la fine del povero Golia.
Tanti ragazzini nel fiorfiore della pubertà onanistica e brufolosa sono deceduti sul campo con la testa sfondata da una pallonata in faccia di Tango sgonfio e bagnato😥
Per fW
“Tempo fa leggevo con sorpresa che fino agli anni ’60 lo sport piu’ popolare in italia non era il calcio ma il ciclismo (che ovviamente sara’ sorto dopo l’invenzione della bicicletta, immagino).”
L’ho sentito anch’io in una conferenza la settimana scorsa.
Per rispondere alle domande sui giochi dei ragazzini delle campagne.
Ho un libro di favole dialettali, tradotto in italiano si chiama “Giovannino dal bastoncino”;
ci sono vari personaggi che eccellono in quelli che sembrano antichi passatempi “sportivi”, dei quali si è persa completamente memoria.
Il “bastoncino” del titolo (è ironico: in realtà si tratta di un bastone enorme, da giganti) sembra fare riferimento a qualche tradizione schermistica popolare
(come il bastone genovese, siciliano, pugliese ecc. che sono in qualche modo sopravvissuti in maniera fortunosa e contano qualche appassionato)
della quale però da noi non si sa più nulla (idem la tradizione del coltello: qualche appassionato sa che c’era, quale fosse nel concreto… vuoto assoluto)
altri “sport” citati (ricordo “i piastrini”) boh?
Mio nonno (pre-appennino emiliano) era già ciclista appassionato, la generazione di mio padre (nato allo scoppio della seconda guerra mondiale) era già di calciatori.
E parliamo di campagna, eh?
Non del ramo cittadino della famiglia.
So che esisteva una specie di “baseball popolare”, prima dell’avvento del calcio, mentre la tradizione di palla elastica, palla pugno e derivati “simil pelota basca”
(che nell’Italia dell’Ottocento faceva la parte del leone, e per la quale si costruivano sferisteri e si scambiavano campioni tra le varie città… ai quali Leopardi poi dedicava le opportune lodi 😉 )
è anche questa scomparsa del tutto dalla memoria dei “miei” luoghi, mentre è ancora popolare in altre parti d’Italia
(per caso l’altro giorno su youtube ho visto un servizio di tv locale piemontese sul campionato di palla pugno in una località delle Langhe nella quale accompagnai secoli fa mio fratello per un concorso pianistico…)
da noi questa tradizione ha lasciato il nome (in spagnolo) al palazzo dei Farnese, Palazzo della Pilotta, ma nessuno saprebbe dirti altro.
Ci giocavano i soldati di guardia, pare.
Francesco Guccini ha scritto un libro sui giochi ” ed na volta”;-) , in particolare gli piaceva la “Lippa” Modenese …
https://www.francescoguccini.it/bibliografia/piccolo_manuale_dei_giochi_di_una_volta/
La parola non mi è nuova, ma non conosco il gioco …
* AI OVERVIEW 🤞🏼… sperando sia affidabile *
AI MODE :
l’antico gioco della Lippa (noto localmente con varianti dialettali) […]
[…]
1.
Il gioco della Lippa (Tradizione Popolare):
La lippa è un antico gioco di strada e di abilità diffuso in tutta Italia con nomi diversi. Nella provincia di Modena e in Emilia, la dinamica è legata ai giochi tradizionali del passato, spesso riscoperti in sagre di paese.
Gli strumenti:
Si utilizzano due pezzi di legno ricavati da rami o manici di scopa. Il primo è un bastoncino corto (la lippa vera e propria) lungo circa 6-10 cm con le estremità appuntite o a fuso. Il secondo è una mazza più lunga (circa 50-60 cm).
Come si gioca:
Si traccia un cerchio a terra e si posiziona la lippa al centro. Il giocatore colpisce la lippa su una delle estremità appuntite per farla saltare in aria e, mentre è al volo, la colpisce con forza per scagliarla il più lontano possibile.
Il punteggio:
La squadra avversaria tenta di intercettare il legnetto al volo. Se non ci riesce, si misura la distanza tra il cerchio e il punto di atterraggio usando la mazza come unità di misura per calcolare i punti.
Lippa, o mazza e pindolo: saprete che e’ considerato un progenitore del baseball.
Mi raccontavano gli antenati, riguardo alle proprie abitudini giovanili, che era un gioco ancora in voga per la generazione anteguerra.
@ MIGUEL
Purtroppo non c’è già più … ma siamo in Internet:
Emma ritornerà !
https://www.google.com/amp/s/amp.today.it/attualita/emma-prima-ai-sovranista-italiana.html
Vodka a digiuno” e “immigrati a casa loro”: abbiamo provato Emma, la prima AI “sovranista” italiana (già sospesa)
Meraviglioso!
Oliver Kornetzke
20 giugno alle ore 18:39
·
I’m sick of watching people get split apart over shit that doesn’t actually conflict.
You’re Catholic? Great, stay Catholic. You think God’s fake, fine, think that. You’re the most flag-waving dude on your block, or you wear eyeliner and paint your nails, doesn’t fucking matter to me, be that. You want low taxes and a strong military, and you also think your neighbor shouldn’t go broke because he got sick? You can hold both of those at the same time. There is no law or rule that says you can’t. Somebody else just wants you arguing about bathrooms and pronouns instead of asking why your paycheck doesn’t cover rent and groceries anymore.
I’m not telling you to soften who you are. Keep all your opinions, even the ones I’d call stupid to your face. Keep your pride, your faith, your flag, your “I built this with my own hands.” Keep your identity. Keep all of it. That’s not what’s on the table.
What’s on the table is a kid who died because his mom couldn’t afford the copay. A guy working 60 hours who’s still one missed paycheck from his car being his house. Towns where the water’s still poisoned and everybody knows it and nobody fixes it. None of your beliefs, none of them, actually require you to shrug at that. You just got told they did, somewhere along the way, by people who needed you distracted so they could steal more from you and get away with it.
None of this means you have to like the people you’d be standing next to either. Some of them are going to say shit that offends you or pisses you off. Somebody in this fight voted for the guy you can’t fucking stand. Somebody prays to something you think is a joke. Somebody lives in a way you don’t understand and maybe never will. I’m not asking you to like them. I’m asking you to notice who’s actually been stealing from both of you this whole fucking time while you were busy hating each other over flags and pronouns and all the other divisions being drawn among us working people.
The guy at the top with more money than a small country doesn’t give a single solitary fuck if you’re gay or straight, black or white, churchgoing or not, red hat or black nails. To him you’re both the same thing: a line that works. A line that buys stuff. A line that gets sick, gets buried, gets replaced, and doesn’t need to be thought about past that.
So fucking pick one:
Stand next to people who get under your skin, keep every bit of who you are while you do it, and actually fight for something that makes life better for you and everyone else.
Or keep going at each other while the guys robbing you both watch and don’t even bother hiding it anymore.
One of those gets us somewhere. The other one’s just what we’ve already got, and getting worse.
The only thing preventing you from having a better life is the false belief that you have more in common with the billionaire class than your next-door neighbor. You don’t. You are all disposable units of income for the billionaire class.
“you have more in common with the billionaire class than your next-door neighbor”
Mi sono convinto che proprio perché abbiamo molto in comune coi nostri vicini e poco coi miliardari che vogliamo il male dei primi e ce ne freghiamo dei secondi, che vivono su un altro pianeta.
Per MT
“Mi sono convinto che proprio perché abbiamo molto in comune coi nostri vicini e poco coi miliardari che vogliamo il male dei primi e ce ne freghiamo dei secondi, che vivono su un altro pianeta.”
Verissimo!
Alla fine è il tuo vicino che lascia la macchina in doppia fila impedendoti di passare, che è un dipendente pubblico e quindi lavora meno di te, che è un negoziante che non batte gli scontrini, che ha la 104 per cui al lavoro sparisce tre giorni al mese lasciandoti roba in più da fare, che si è rifatto la casa col 110 mentre il tuo condominio non faceva partire in tempo i lavori, che non ti fa dormire la notte perché fa casino… che lo odi per tutti i motivi per cui è giusto che ti stia sul cazzo.
Elon Musk è una divinità pagana: c’è chi lo venera, c’è chi lo teme, c’è chi gli lancia maledizioni e c’è chi lo ignora. Ma non è un essere umano come te.
Ma infatti, stai descrivendo quasi perfettamente la teoria del capro espiatorio ai fini del mantenimento della pace sociale all’interno del gruppo.
Ho letto in passato e ripetutamente che all’inizio delle grandi guerre si respirava un clima di grande concordia sociale.
Che i gruppi di potere cerchino di reindirizzare la ineliminabile aggressivita’ interna contro il nemico esterno e’ vecchia quanto il mondo.
L’ha fatto la Russia contro l’Ucraina e la NATO, lo sta facendo la burocrazia europea contro la Russia… lo dichiarano esplicitamente che bisogna unirsi per sopravvivere contro il nemico, ma dicono meno che il nemico serve proprio a sopravvivere come “l’Unita’”…
La “guerra fra poveri” e’ una riedizione della primazia marxista della lotta di classe contro la guerra fra proletari delle diverse nazioni.
Ma non cambia niente dal punto di vista del reindirizzamento dell’aggressivita’ verso l’esterno dal gruppo.
Quando e’ sparita l’URSS, e’ sparita di piu’ la democrazia cristiana che il PCI, fino all’arrivo del berlusca che, da abile uomo di marketting istintivo, ha reindirizzato verso i “comunisti!” (esattamente come hanno sempre fatto i comunisti: gli ha rubato il mestiere, per quello lo odiavano a morte 😉 ).
Per MT
“Alla fine è il tuo vicino che lascia la macchina in doppia fila”
Esatto!!!!
Come se fosse Elon Musk!
Dove sta scritto che un dipendente pubblico lavori sicuramente di meno di uno privato, o che TUTTI i negozianti truffino sugli scontrini?
E dove sta scritto che tutti i vicini fanno casino la notte e che tutti parcheggiano in doppia fila?
Non sono per nulla d’accordo, questo è esattamente il buon vecchio zio Marx affermato con sicumera perchè di prove scientifiche ce ne sono pochine.
Anzi, la tesi dei ricchi che rubano ai poveri farebbe infuriare Marx, che era un pò più serio!
Ciao
OT
quando Zelens’kyj non c’era ancora (e, en passant, gli “ucraini” erano “ucrani” :D)
il numero dell’Osservatore Triestino del 22 marzo 1916 ci comunica che il 19 marzo 1916 una deputazione di UCRANI presieduta dal Dr. Levyc’kyj è stata ricevuta dall’Arciduca Federico e ha dichiarato che la sola salvezza dell’Ucraina dalla Russia stava nell’Eur…pardon, nell’Austria-Ungheria
https://archiviodistatotrieste.it/osservatore-triestino/mercoledi-22-marzo-1916/
e l’Ucraina..era Ucrania !
meglio UCRONIA…
https://online.ucpress.edu/elementa/article/doi/10.1525/elementa.337/112850/New-opportunities-new-challenges-Harnessing-Cuba-s
Oh, ecco…tutto sull’agricoltura a Cuba.
Buona produzione
Distribuzione male
Conservazione malissimo
All’inizio del XXI secolo, Cuba dimostra come l’agroecologia rappresenti una risposta agraria – un campo di risposte – alle domande su come nutrirsi di fronte alle pressioni ecologiche ed economiche. In questo modo, l’agroecologia, così come praticata, esplorata e adattata dai cubani, si configura come una modalità di sopravvivenza alle crisi generate dall’agricoltura industriale, sia nella sua forma capitalista che in quella comunista.
Cuba resta il meglio che il mondo abbia mai saputo esprimere a parte le culture indigene.
Il resto è una mega costruzione di cazzate inutili, futuri rifiuti che non fa onore alla specie umana e la fa apparire parassitaria.
Nel 2017, un rapporto finanziato dall’Agenzia spagnola per la cooperazione internazionale allo sviluppo ha evidenziato che ben il 57% del cibo prodotto a Cuba viene perso prima di raggiungere i consumatori: il 30% nelle fasi di raccolta e post-raccolta e il 27% durante la distribuzione alle popolazioni locali e regionali. I ricercatori attribuiscono le perdite ad attrezzature obsolete, sistemi di trasporto e stoccaggio inadeguati e processi di lavorazione insufficienti durante le fasi iniziali della raccolta (OnCuba, 2017). Queste cifre non si discostano molto dalle medie globali di perdite alimentari, un problema cruciale da affrontare per migliorare la sicurezza alimentare. Tuttavia, nei paesi industrializzati le cause delle perdite alimentari sono maggiormente legate alla sovrapproduzione capitalistica e al modello di vendita al dettaglio dei supermercati, dove gli scaffali sono sovraffollati (Holt-Giménez, 2017).
Oh, ecco….le percentuali di raccolto perso sono impressionanti, ma questo vale anche per il sistema alimentare capitalistico, se pur per ragioni diverse.
Questo problema è difficile da affrontare senza maggiori capitali e materiali, ma lo Stato ha iniziato a dare priorità alle “mini industrie”, ovvero la produzione su piccola scala di alimenti trasformati (come passata di pomodoro, prodotti a base di frutta come succhi e marmellate, yogurt, pasta d’aglio, manioca essiccata, ecc.) direttamente nelle aziende agricole. Sebbene non sia chiaro quale effetto avrà questo a livello nazionale, man mano che tali progetti si espandono e si diffondono nel settore alimentare, i primi esempi aneddotici indicano un miglioramento del reddito per i produttori, un maggiore accesso a opzioni salutari per i consumatori locali e una riduzione delle perdite alimentari.
Mini industrie. Da segnare e tenere in mente. Non datacenter che tolgono l’acqua alle persone e che vengono impiegati per scopi bellici.
Solare termico. Essiccazione, refrigerazione, ecc.
Va ben, mi fermo qui sennò m’incazzo.
@ Puffo giardiniere
“Mini industrie. Da segnare e tenere in mente. Non datacenter che tolgono l’acqua alle persone e che vengono impiegati per scopi bellici.
Solare termico. Essiccazione, refrigerazione, ecc.
Va ben, mi fermo qui sennò m’incazzo.”
Era un’utopia già ai tempi di Lao-Tze.
‘Piccoli regni con pochi abitanti: arnesi da lavoro in luogo d’uomini (sian dieci o cento) il popolo non usi. Tema la morte e fuori non emigri. Se anche vi son navigli e vi son carri, il popolo non tenti di salirvi; se anche vi son corazze e vi son armi, mai e poi mai le tiri fuori il popolo. E ritorni ad usar nodi di corda; e trovi gusto in cibi e vesti suoi; ed ami la sua casa, i suoi costumi. Se stati vi vedessero vicini tanto che cani e galli se ne udissero, invecchino così, fino alla morte quei due popoli: senza alcun contatto.’
https://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/LaoTseTaoTeChing.pdf
E del resto, mentre viaggiava verso lo stato di Chu il discepolo confuciano Tzu-Kung incontrò un vecchio contadino che faticava a irrigare il suo orto, trasportando manualmente l’acqua da un pozzo con una brocca. Tzu-Kung propose al contadino una macchina di legno, un bilanciere per pozzi. Questa leva, pesante da un lato e leggera dall’altro, permetteva di sollevare l’acqua in un flusso continuo, riducendo drasticamente lo sforzo e irrigando un’area immensamente più vasta. Il contadino rise e rifiutò fermamente la macchina. Istruito dal suo maestro taoista, affermò che l’uso di congegni meccanici genera una mente meccanica. Avere un cuore calcolatore e artificioso corrompe la purezza dell’anima e disturba lo spirito.
E giusto per citarti:
mi fermo qui sennò m’incazzo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Di Vita
Incazzatura generale
Difficile darti una risposta, perché non ho ben capito cosa volevi dire.
Ah, sì, l’utopia.
Beh, il taoismo era l’espressione della millenaria civiltà contadina cinese.
Se è stata millenaria vuol dire che non era utopica.
Poi è arrivato il colonialismo o qualcosa del genere, e poi tutto lo sviluppo successivo. Ma la Cina ce la farà a coniugare modernità e sostenibilità?
Ogni volta che estrai una terra rara, in quel posto non crescerà più niente.
Si accettano scommesse.
Per Cuba invece, ho buone speranze sempre che non la radano al suolo.
Ma è il modello che conta.
Cmq i “riots” di Belfast hanno riaperto indagini sulle “Grooming Gangs” … anche perché l’ Alternativa alla Remigrazione sembra essere … la Guerra Civile ! 😱
Per dirla in stile Signorina Silvani, su Belfast & Dintorni:
Enoch Powell, per carità, era quello che era … ma bisogna lasciarlo stare per quanto riguarda la Matematica Statistica Demografica (e che gli Inglesi se la sono sempre raccontata da soli che il Resto del Mondo aspiri sempre a emularli …) : ebbe pienamente ragione profeticamente (Calcolo Matematico, NON Estasi Mistica) nel 1980 !
… Nevvero, Habs ?
NON gli fu difficile:
da sempre abituato a contare i soldi a modo, per una volta, cambiò Unità di Misura … “Persona” (che NON È soltanto un “corpo lavorante / comsumante / pagante tasse”) anziché “Sterlina”.
😉
Come Vannacci, 😉 anche Powell entrò in Politica proveniente dal Mondo Militare … certo: Regno Unito 1912 VS Italia 1968, ben altra Tempra ! 😉
@ Moi
” l’ Alternativa alla Remigrazione sembra essere … la Guerra Civile !”
Trovata in Rete:
‘Nel 2025, secondo i dati ISTAT (report sugli Indicatori Demografici), i cittadini stranieri che sono arrivati in Italia sono circa 400.000.
I cittadini italiani che hanno lasciato l’Italia per cercare migliori opportunità all’estero sono stati circa 120.000.
Il saldo demografico, considerando gli arrivi e le partenze, è rimasto positivo (+ 280.000).
Sempre secondo gli ultimi dati ufficiali rilasciati dall’ISTAT, il bilancio naturale dell’Italia nel 2025 ha confermato la tendenza al calo delle nascite e alla stabilità dei decessi. Sono nati in Italia circa 48.000 bambini stranieri.
In definitiva la popolazione in Italia, malgrado il calo delle nascite, è rimasta sostanzialmente stabile grazie al saldo positivo dei flussi migratori.
Se si considera esclusivamente la popolazione di cittadinanza italiana, il saldo demografico sarebbe negativo: circa 330.000 persone in meno.
L’IMPATTO ECONOMICO
I dati più recenti (XV Rapporto annuale “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia”) del Ministero del Lavoro mostrano la ripartizione dei lavoratori immigrati.
Abbiamo preso i dati di tre comparti: 1) Assistenza domiciliare e lavoro domestico; 2) Agricoltura; 3) Edilizia.
ASSISTENZA DOMICILIARE E LAVORO DOMESTICO
In questo settore operano circa 560.000 stranieri pari al 69% dell’intera forza lavoro. Sono quasi tutte donne e spesso lavorano con contratti irregolari o senza alcun contratto pur rappresentando una colonna fondamentale per il welfare familiare italiano.
AGRICOLTURA
I lavoratori stranieri impegnati in agricoltura sono circa 165.000. Rappresentano il 25% dell’intera forza lavoro del settore agricolo. Per le raccolte stagionali si raggiungono picchi di lavoratori stranieri fino al 43%. Sono quasi tutti maschi.
EDILIZIA
Nel settore edile i lavoratori stranieri sono circa 160.000. Rappresentano il 18% degli occupati totali nel comparto edile. Nel 2025 si è registrata un’impennata della presenza di lavoratori stranieri nei cantieri, arrivata fino al 34% del totale.
IL CONTRIBUTO ECONOMICO DEI LAVORATORI STRANIERI
I lavoratori stranieri, solo quelli regolarmente occupati, ma tanti altri sfuggono alle statistiche, superano i 2.500.000 e producono circa 177 miliardi di euro di valore aggiunto. Stiamo parlando del 9% del PIL complessivo dell’Italia.
Assistenza e lavori domestici, agricoltura, edilizia, ristorazione e logistica sono i settori in cui è maggiormente difficile trovare lavoratori italiani. Le imprese hanno più volte segnalato che faticano a reperire lavoratori italiani.
L’ASSURDA TESI POLITICA DELLA REMIGRAZIONE
Se per assurdo domani tutti i lavoratori stranieri regolarmente residenti in Italia scomparissero, l’economia nazionale non subirebbe un semplice rallentamento, ma un vero e proprio collasso strutturale. Stiamo parlando non di immigrati irregolari, ma di cittadini stranieri regolarmente residenti.
Ipotizzando l’applicazione della proposta di legge sulla remigrazione avremmo uno shock immediato e devastante nei settori chiave e ne seguirebbe una recessione sistemica che colpirebbe le finanze pubbliche e le famiglie.
BLOCCO DELLE FILIERE PRODUTTIVE E DEI SERVIZI ESSENZIALI
In agricoltura, con la perdita del 20% della forza lavoro stabile e di oltre il 40% dei raccoglitori stagionali, migliaia di tonnellate di prodotti marcirebbero nei campi. La produzione del Made in Italy alimentare subirebbe un taglio stimato tra il 30% e il 40%, provocando un’esplosione immediata dei prezzi al consumo e il blocco delle esportazioni.
Nell’edilizia più di un terzo (33,6%) dei nuovi operai e artigiani inseriti nei cantieri è straniero. Senza il 37% di lavoratori stranieri le infrastrutture e le ristrutturazioni si fermerebbero a tempo indeterminato per totale mancanza di manodopera manuale.
Venendo a mancare il 69% di colf e badanti (oltre 550.000 persone), centinaia di migliaia di famiglie con anziani o disabili si troverebbero private dell’assistenza quotidiana. Questo costringerebbe moltissimi italiani e soprattutto le donne a lasciare il lavoro per assistere i parenti. Inoltre, il sistema sanitario pubblico verrebbe travolto dalle richieste di ricovero.
Nei settori della manifattura, logistica e ristorazione, i lavoratori stranieri coprono tra il 15% e il 20% del totale. Le fabbriche dovrebbero tagliare i turni di produzione e la distribuzione dei beni subirebbe ritardi colossali.
A QUESTO DISASTRO ECONOMICO SI SOMMEREBBE UN ALTRO EVENTO DEVASTANTE.
Il crollo immediato del PIL. Una perdita secca di 160 miliardi di valore aggiunto significherebbe far piombare l’Italia in una recessione profonda, con una contrazione del PIL stimata attorno all’8-9% in un solo anno. Sarebbe una crisi peggiore di quella del 2008.
Con un PIL drasticamente ridotto e l’azzeramento dei consumi di 5 milioni di residenti stranieri, le entrate fiscali dello Stato (IRPEF, IVA, accise) crollerebbero di circa 15-18 miliardi di euro all’anno. Il rapporto debito/PIL schizzerebbe verso l’alto, declassando i titoli di Stato italiani e facendo impennare lo spread.
Collasserebbe il sistema pensionistico. I lavoratori stranieri ogni anno versano circa 9-10 miliardi di euro di contributi previdenziali all’INPS, a fronte di appena un miliardo ricevuto in prestazioni pensionistiche. La loro scomparsa creerebbe una voragine immediata nei conti dell’INPS, mettendo a rischio il pagamento delle pensioni correnti per milioni di cittadini italiani.
NON E’ ANCORA TUTTO.
Chi sostiene, per ragioni ideologiche, che la scomparsa degli stranieri potrebbe essere compensata da un aumento dei salari per attrarre i disoccupati italiani, è smentito da tutte le analisi economiche.
L’Italia che perde circa 300.000 residenti all’anno per il calo demografico si troverebbe a non avere abbastanza giovani italiani per sostituire numericamente i lavoratori stranieri che verrebbero a mancare.
Raddoppiare o triplicare i salari in agricoltura o nell’assistenza domiciliare per renderli appetibili ai lavoratori di cittadinanza italiana farebbe saltare i margini di profitto delle imprese e i bilanci delle famiglie, rendendo i prodotti italiani fuori mercato e i servizi inaccessibili.
La remigrazione proposta da Vannacci, come la chiusura dei porti evocata da Salvini o il blocco navale proposto da Meloni, sono poco più che slogan elettorali. Individuano un nemico simbolico e fragile da offrire all’opinione pubblica per mascherare l’incapacità di governare fenomeni complessi.’
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Ipotizzando l’applicazione della proposta di legge sulla remigrazione avremmo uno shock immediato e devastante nei settori chiave e ne seguirebbe una recessione sistemica che colpirebbe le finanze pubbliche e le famiglie. ”
Ottima e condivisibile l’analisi del ruolo degli immigrati nell’economia italiana. Invece sulla “remigrazione”, credo che il nostro non abbia dato un’occhiata al testo di legge. Che non dice da nessuna parte di mandare via le badanti. Mica vogliono chiudere i cantiere di Monfalcone, vogliono solo distinguere perbenino tra Cittadini di Serie A e non cittadini.
Sono dieci punti, discutibilissimi, ma nemmeno tanto estremisti: basta la parola/scandalo e la relativa campagna di eccitazione degli animi:
“1
Controllo dei flussi migratori
Potenziamento del quadro normativo finalizzato a distinguere con maggiore rigore e chiarezza i presupposti per l’immigrazione regolare e le conseguenze dell’immigrazione irregolare, anche attraverso la definizione di soglie di ingressi sostenibili e l’introduzione di strumenti efficaci per neutralizzare gli effetti destabilizzanti dell’immigrazione incontrollata. Revisione dell’istituto della ricongiunzione familiare affinché non sia utilizzato per raggirare i limiti all’immigrazione.
2
Confisca contro lo sfruttamento dell’immigrazione
Inasprimento delle sanzioni patrimoniali nei confronti di chi trae profitto illecito dallo sfruttamento dell’immigrazione. Estensione dell’istituto della confisca, anche in forma preventiva, a imprese, beni e patrimoni riconducibili ad attività illegali legate al traffico di esseri umani e allo sfruttamento dei lavoratori.
3
Espulsione degli irregolari e di chi commette reati
Investimenti e introduzione di nuove misure operative finalizzate ad assicurare l’effettiva esecuzione dei provvedimenti di espulsione degli immigrati irregolari. Espulsione obbligatoria di qualsiasi straniero autore di delitti sul territorio nazionale. Introduzione del divieto di reingresso per un periodo minimo di 10 anni.
4
Istituto della Remigrazione
Introduzione, nel quadro di una più ampia strategia di recupero della sovranità e dell’identità nazionali, dell’istituto della remigrazione quale strumento di governo del fenomeno migratorio finalizzato a incentivare il ritorno degli stranieri nei Paesi d’origine.
5
Patto di Remigrazione Volontaria
Istituzione di uno accordo tra lo Stato e il singolo che consenta allo straniero regolarmente soggiornante in Italia di ricevere un contributo economico per il rientro nel Paese d’origine a fronte della rinuncia definitive e irrevocabile a ogni diritto di soggiorno e cittadinanza in Italia.
6
Fondo Nazionale per la Remigrazione
I risparmi derivanti dal drastico taglio della spesa pubblica destinata all’immigrazione verranno interamente destinati in un fondo finalizzato al finanziamento dei patti di remigrazione volontaria, delle spese logistiche e amministrative e di tutte le misure connesse alla politica di remigrazione.
7
Stop alle ONG del traffico migratorio
Interruzione di qualsiasi forma di finanziamento pubblico, diretto o indiretto, a ONG, cooperative e associazioni che agevolano l’immigrazione clandestina. Rafforzamento degli strumenti sanzionatori e delle attività di contrasto al traffico di esseri umani nel Mediterraneo.
8
Abolizione del Decreto Flussi e ritorno degli italo-discendenti
Eliminazione del sistema di programmazione dei flussi migratori per motivi economici da Paesi extra-UE al fine di contrastare lo sfruttamento della manodopera straniera a basso costo e restituire dignità ai lavoratori e centralità al lavoro italiano. Incentivi (agevolazioni fiscali, programmi di inserimento lavorativo e sostegno all’integrazione) mirati a stimolare il ritorno in Italia dei discendenti di italiani residenti all’estero.
9
Fondo per la Natalità Italiana
Istituzione di un fondo dedicato esclusivamente alle famiglie italiane, con l’obiettivo di sostenere la natalità e contrastare il declino demografico e la crisi identitaria della Nazione.
10
Case e asili nido: nuovi criteri di priorità
@ Martinez
“discutibilissimi”
In effetti…
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/01/meloni-apre-a-500mila-stranieri-ma-il-decreto-flussi-e-la-copia-del-precedente-piu-irregolari-che-lavoro/8046161/li
.Ma soprattutto, NON FUNZIONA:
https://www.thegatewaypundit.com/2026/06/new-investigation-reveals-4300-previously-deported-migrants-are/
Ciao!
Andrea Di Vita
“Abolizione del Decreto Flussi e ritorno degli italo-discendenti”—–
E certo, come no.
I cosiddetti italo-discendenti, dopo tre o quattro generazioni ben piazzate in Argentina, in Australia o in Brasile, che nemmeno parlano l’italiano (o che parlano dialetti assortiti dell’italiano dei loro nonni),
dovrebbero essere felicissimi di trasferirsi in Italia a fare gli operai dei cantieri navali se maschi, o le badanti o le donne delle pulizie se femmine?
Gli italodiscendenti sarebbero quelli di gabbagool e mootsadell?
Ma se ne restino nel New Jersey!
Scusate ma sto facendo il presidente di commissione alle maturità e per ora la maggioranza dei massimi dei voti (e tutti quelli veramente meritati, senza spinte dai commissari interni) li abbiamo assegnati a ragazzi di origine straniera
(due indiani, una nigeriana, una filippina).
So quali sono gli italiani del futuro che voglio…
Come sapete, Gianni Alemanno – che pure ha fatto riflessioni interessanti sul carcere – sembra che si sti alleando a Vannacci…
Scrive quello che era un suo alleato, Fabio Granata:
“Vecchi e Nuovi Sogni💫
È stato bello rivedere Gianni Alemanno finalmente libero.
Ad accoglierlo molta gente che conosco dai tempi del MSI e del Fronte della Gioventù.
Gli stessi che hanno scelto di far confluire un laboratorio politico interessante e promettente come Indipendenza, che del contrasto alle guerre, del sostegno aperto al Popolo Palestinese, della critica alla UE e alla NATO, del superamento definitivo delle categorie di destra e sinistra e delle battaglie sociali aveva la sua “cifra” più profonda e originale, in un partito come Futuro Nazionale, cioè in una forza di destra “”securitaria” e reazionaria, filo occidentale e filo israeliana,portatrice di una visione dei conflitti sociali e della cittadinanza alquanto “retriva”.
In molti ritenevamo che la discussione sul “che fare” andasse realizzata solo dopo la liberazione di Gianni, magari in una edizione speciale di Orvieto dove convocare le molteplici intelligenze e sensibilità che in Indipendenza si erano spese fin dal “Comitato Fermare la Guerra”, sempre a sostegno del Popolo palestinese contro il Genocidio e la pulizia etnica dello Stato terrorista di Israele.
Hanno prevalso altre scelte ma non siamo certo noi ad aver abbandonato il progetto coraggioso di Indipendenza.
Noi semplicemente non eravamo, e non siamo, d’accordo sulla confluenza acritica in un Movimento che ci sembra non avere nulla della carica di innovazione che occorre oggi rappresentare e nel quale, usando una antica metafora, sembra ci sia del bello e del nuovo: ma ciò che è bello non è nuovo e ciò che è nuovo non è bello.
Per questo abbiamo costituito uno strumento agile e condiviso come il Forum Mediterraneo per l’Autodeterminazione dei Popoli, continuando a credere nella necessità di uno strumento politico nuovo, insieme a tante donne e uomini che sono andati definitivamente “oltre” la Destra e la Sinistra.
A noi Futuro Nazionale sembra la riproposizione di una Destra che pretende di fornire risposte semplici (e inapplicabili) a questioni complesse ma che sulla linea “occidentale e filo sionista” dell’attuale Governo non rappresenta certo una novità, né tantomeno uno strappo.
All’Italia non serve un’altra destra occidentalista e sionista.
Serve invece un grande progetto di Indipendenza e sovranità nazionale che sia “oltre”e contro, come sintetizza efficacemente il mio amico Marcello Taglialatela, sia la cultura Maga che quella Woke.
Che si batta per la giustizia sociale, per la difesa della cultura, dell’ambiente e del paesaggio.
E che rilanci politiche di contrasto alle Mafie e alle connivenze mafiose all’interno della politica e dell’economia italiana.
Al di là delle scelte contingenti, auspico davvero che Gianni Alemanno rivendichi e rilanci tutte le battaglie storiche della destra sociale.
Le coraggiose denunce delle spaventose condizioni delle carceri italiane possono avere in lui un interprete prezioso, anche se dubito che possano trovare spazio in un partito ossessionato dalle politiche securitarie e repressive.
E infine: in tanti riteniamo non più utilizzabili le vecchie categorie politiche del 900, ma c’è una tradizione nobile nella storia della “destra” italiana che va da Beppe Niccolai a Giano Accame, una storia che da giovani ci ha visto protagonisti.
Una storia che difenderemo sempre, sia dai suoi denigratori che dai suoi traditori.
Una tradizione che Gianni Alemanno ha incarnato nelle sue battaglie contro gli OGM in agricoltura e che abbiamo sempre sostenuto nella difesa intransigente dell’ambiente, della cultura e del Paesaggio contro ogni speculazione.
Che abbiamo rilanciato in modo intransigente nella difesa della memoria e del lascito di Paolo Borsellino, una cultura della legalità che è ben altro che chiedere più sicurezza, più poliziotti e più carabinieri.
Non basta parlare alla “pancia” della nazione, coltivandone le paure più recondite, ma senza aprire i cuori e le menti al coraggio e alla Speranza.
Noi non dimentichiamo mai che ” in ogni caso la Speranza conduce più lontano della Paura”
Il nostro Sogno era, e resta, quello di un grande movimento trasversale che riesca a ricucire le scissioni del 900 e che indichi ai più giovani la strada Maestra della Indipendenza nazionale, della giustizia sociale, della legalità e della solidarietà.
Non “proclami” contro i poveri della terra ma battaglie in difesa della dignità dei Popoli e della missione universale della Cultura italiana come ha magnificamente testimoniato Pietrangelo Buttafuoco con le sue scelte coraggiose.
Ecco.
Su questa “frontiera” noi ci saremo sempre…
Fabio Granata
Facebook
Da posizioni politiche lontane anni luce, ho letto con molto interesse i diari di alemanno sul carcere, e per chi è pigro c’è anche un bel podcast che si chiama il sindaco di rebibbia, in cui Luca bizzarri legge e commenta quei diari
Poi fasciata era e fascista resta, non c’era nemmeno da dubitarne per un secondo
@Miguel@tutti
il mondo che per comodità indichiamo come “destra estrema” [termine che loro rifiuterebbero], ha una dicotomia di fondo, fra politica interna e politica estera
sono divisi su questo:
1.dare la priorità alla cacciata degli “arabi” (che poi sono bangladeshi ecc, ma non sottilizziamo..in quei mileux l’erudizione e l’acribia non vanno di moda :D”) e allora mettersi con il Vannacci di turno e financo, turandosi montanelliamente il naso, appoggiare nel Vicino Oriente uno Stato che non sarebbe piaciuto ai propri “padri ideali” ma che è visto come il “castigamatti” di “sti’ beduini” ? [P.S io, te, e chiunqaue qui sul blog, sa che la cacciata non ci sarà, non potrà esserci e che il Vannacci di turno li prende in giro per farsi dare il voto :D]
2.o restare fedeli ai propri “maestri” e continuare la lotta [a parole, eh] contro lo Stato di cui sopra e gli USA (come ai “tempi gloriosi” QUANDO C’ERA LVI per quanto ilis diebus il nemico principale fosse la “perfida Albione”), a costo di stare sula stessa barricata degli ayatollah e degli islamici ?
da questa contraddizione non si esce
e fra loro si scannano 😀
milieux
illis
“Chi odi di più: i musulmani o gli ebrei?”
Il Maranza che rompe il cazzo sotto casa è “Nato Musulmano”; il Super Mega Speculatore Finanziario che ha fatto arrivare in Italia milioni di famiglie come la sua è Ebreo … riprendendo il tuo discorso.
No: agli uni stanno sul cazzo i musulmani che organizzano una sagra al parco, agli altri sta sul cazzo l’esistenza di una sinagoga in città. Maranza, speculatori, Bibi eccetera sono solo la conferma per l’odio che già provano.
Cmq per Bibi Effect, Neonazisti, ZeKKe Roße 😉 e Fondamentalisti Islamici non sono mai stati così vicini …
Un certo Daniele Scalise, Pupillo di Fiamma Nirenstein, lo scriveva già 20 anni fa:
“Come fai a portare dalla stessa Parte della Barricata un Fattone dei Centri Sociali OKKupati, un Fondamentalista Islamico e un Nostalgico del Pittore Austriaco & Pelatone Romagnolo ? … Semplice: parla del Diritto di Esistere per Israele !”
… Nel senso che i 3 Suddetti si uniranno VS te, ovviamente. 😉
@ moi
“parla”
Non c’è bisogno di parlare.
Basta guardare il telegiornale.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per Moi
““Come fai a portare dalla stessa Parte della Barricata un Fattone dei Centri Sociali OKKupati, un Fondamentalista Islamico e un Nostalgico del Pittore Austriaco & Pelatone Romagnolo ? … Semplice: parla del Diritto di Esistere per Israele !””
Oppure… dici che Israele è il Paese dove i Gay hanno Diritti; è il paese che combatte i mostruosi eretici sciiti dell’Iran; è l’unico paese al mondo che ha il coraggio di mettere lo stivale in testa alle razze inferiori…
Mi sto dis-abbonando (come si dice?) da diversi siti ebraici o filo-israeliani che seguivo.
Perché “l’effetto Bibi” come lo chiama Moi ha avuto il risultato di polarizzare i sentimenti:
o contro Israele, o per Israele, “senza se e senza ma”.
E a me piacciono i se e i ma.
Ma soprattutto, da un lato ha fatto sortire fuori dalle fogne i peggiori luoghi comuni antisemiti, che ormai vengono spiattellati senza alcun ritegno.
Dall’altro, quello dei siti ebraici, ha tirato fuori tutto il complesso di inferiorità/superiorità/isolamento di cui, diciamolo, soffre il popolo ebraico.
“Sonotutticontrodinoiperchèciinvidiano”
“Abbiamoinventatotuttonoi”
La goccia che ha fatto traboccare il vaso… sono tante.
L’ultima, filmato fatto con l’AI (la moda del momento) postato non da quattro scappati di casa, ma da una apprezzabilissima e seria associazione di amicizia italo-israeliana.
C’è un ragazzo ebreo, un bel venticinque-trentenne, che si trova in mezzo a una manifestazione filo-palestinese:
i filo palestinesi notano il suo ciondolo con la stella di Davide e gli si rivoltano tutti contro come orde inferocite per linciarlo…
beh, penso io, adesso arriverà qualche evento salvifico…
no! si apre la terra sotto i piedi del ragazzo, e lui sprofonda nella Germania nazista.
I filo palestinesi sono sostituiti dai nazisti (hai capito la sottile metafora?), stessa, scena, la terra si apre e…
Spagna, 1492, l’Inquisizione… aridaje….
Gerusalemme al tempo di Vespasiano, le legioni romane…
poi boh, non ricordo, forse i Seleucidi, fatto sta che va a finire che il ragazzo si trova al Muro del pianto ai giorni nostri, circondato da israeliani sorridenti.
L’idea è molto semplice e non c’è proprio bisogno di spiegarla, però continua a perpetuare l’idea “tutti ce l’hanno con noi perché sì “.
Ed è quel “perché sì” che è sbagliato.
Non voglio dire che fosse vera l’accusa del sangue, o che gli ebrei tramassero per dominare il mondo nel XIX o nel XX secolo, o che adesso siano tutti assetati di sangue palestinese.
Lungi da me.
Ma è il rifiuto di capire perché i non ebrei abbiano creato queste fantasie malate, che continua a perpetuare la malattia.
No, “è tutta invidia” non è una risposta, non lo è mai stata per niente, figuriamoci per gli ebrei;
che ricordiamo, nella Spagna dell’Inquisizione o nella Francia dell’affaire Dreyfus non erano visti come il “popolo dei premi Nobel” o delle simpatiche commedie americane, ma come il popolo di Giuda che ha tradito Cristo, o dei vili bottegai che si arricchiscono a spese dei bravi patrioti, rispettivamente, ed erano invidiati e ammirati da zero persone.
E invece in questi siti è un continuo noi, noi, noi, noi e gli altri non ci capiscono, gli altri sono ignoranti, gli altri ci odiano.
Non sono siti salutari né per gli ebrei, né per i non ebrei.
Sarebbe tanto bello se un bel mattino tutti si svegliassero, un bello sbadiglio, si stiracchiano un po’, poi facessero un bel respiro e dicessero:
“Respiro; sono vivo; sono un essere umano”.
Il resto non ha tutta questa importanza…
@ Pino Mamet
“Sarebbe tanto bello se un bel mattino tutti si svegliassero, un bello sbadiglio, si stiracchiano un po’, poi facessero un bel respiro e dicessero”
Hai citato (involontariamente?) Guareschi!
Il fatto che quello che ‘sarebbe tanto bello’ non succeda è precisamente la rivincita – apparentemente inarrestabile – del modo di pensare in voga ai tempi del famoso ex imbianchino Austriaco coi baffetti.
Per convincersene basta sostituire in molti dei discorsi che si sentono in pubblico la parola ‘Identità’ alla parola ‘Razza’ e la parola ‘Valori’ alle parole ‘Purezza del sangue’.
Del resto non c’è da stupirsi.
Caduto il Muro, il motivo di questa rivincita è rimasto la stessa dell’epoca in cui Brecht la spiegava scrivendo ‘La resistibile ascesa di Arturo Ui’.
Tale motivo è secondo me quello indicato centoventuno anni fa da Lenin: al Capitale serve la guerra.
Finché avevano paura che ‘si facesse come in Russia’, le élites hanno dovuto mollare qualcosa: e si sono avuti i diritti dei lavoratori e delle donne, la sanità gratuita o quasi per tutti, ecc.
Ho fatto in tempo da adolescente ad assistere all’ultima ondata di progresso civile, negli anni Settanta, guarda caso proprio in corrispondenza della fuga degli imperialisti dal Vietnam: il divorzio, l’aborto, il diritto i famiglia, lo Statuto dei lavoratori…
Passata quella paura, le élites si sono riprese tutto (il famoso ‘riflusso’, le privatizzazioni, il TINA) cogli interessi (la ‘terza via’, l’erosione dei diritti ecc.).
E non bastandogli – non potendogli bastare, dato che il Capitale esiste solo se reinvestito, il modo più profittevole di farlo è la finanza e il sottostante della finanza sono risorse ambientali sempre più contese – si va verso altre guerre.
Per preparare le quali l’informazione si riduce a propaganda, il militarismo torna di moda, il tabù del nucleare militare si supera, il discorso pubblico si banalizza in scontri fra tifoserie, la gente mediamente rincretinisce e la politica si riduce alla caccia al ‘diverso’ con ‘un uomo forte’ al comando.
Israele – incluso il popolo dei fedeli, non solo lo Stato che porta questo nome – ha il dubbio privilegio di trovarsi esattamente su una delle linee di faglia su cui queste guerre, come i terremoti, si scatenano – sia geograficamente in Medio Oriente, sia metaforicamente in tutto il mondo.
Perduta – in parte suo malgrado – l’innocenza a Gaza, non ha mai rischiato tanto come adesso: culturalmente prima ancora che militarmente.
https://www.amazon.it/suicidio-Israele-Anna-Foa/dp/885815553X
Il che – anche per me convinto antisionista – è una pessima notizia, perché gli Ebrei sono un po’ come gli uccellini in miniera: piaccia o no, quando cominciano a stare male loro l’aria si è fatta irrespirabile per tutti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ho citato Guareschi involontariamente, ma ora che lo so ne sono fiero.
Per il resto concordo con te…
“I se e i ma”
………
La Vera Tradizione Talmudica è di crogiolarsi 😉 nei SE & MA …
Per correttezza aggiungo che su quei siti ci sono anche parecchi commenti di ebrei che la pensano come me, e credo siano sostanzialmente la maggioranza.
Come la maggioranza dei non ebrei è sicuramente formata da persone che non stanno tutto il tempo a pensare a ebrei e israeliani.
Ecco, vorrei che le due maggioranze silenziose parlassero di più, e le due minoranze rumorose avessero meno spazio.
miguel
“Ora, la storia ci insegna che quando sei in un paese lontano a fare una vita di cacca, i piccoli rituali ti salvano – gli irlandesi a New York che si trovavano a cantare le loro canzoni, o i terroni italici con la festa del Patrono.”
per una volta in topic….questa è una cosa interessante e da espatriato che non fa per nulla una vita di cacca e che non ha bisogno di essere salvato, mi ci riconosco in pieno.
tenderei quindi a pensare che i “piccoli rituali” sono davvero una specie di cordone ombelicale per tutti quelli che vivono in un paese lontano
ciò detto, con il tempo i piccoli rituali, diventano una cosa che ti rende anche differente da chi è rimasto a casa, nel senso che diventano il rituale “dell’italo americano” che non corrisponde più con quello dell’italiano…e da li quel fenomeno ben sottolineato in altre occasioni dal buon pino dell’italo americano che si sente più italiano degli italiani
è un fenomeno davvero interessante
Per roberto
“diventano una cosa che ti rende anche differente da chi è rimasto a casa, nel senso che diventano il rituale “dell’italo americano” che non corrisponde più con quello dell’italiano”
Bello!
Penso anche agli arberesh della Calabria
SE vince la Schlein … avremo lo Stato Maestrina.
[Che ben conosciamo]
SE vince Vannacci … avremo lo Stato Sborone da Bar Sport.
[Che le spara sempre grosse ma non fa mai nulla]
Considerando che gli Sboroni da Bar Sport sanno che siccome le Maestrine stanno sul cazzo a molti … scandalizzare le Maestrine è la Campagna Elettorale più efficace in assoluto.
Ottimista
per me anche il fu generale può fare dei gran bei danni
e già stiamo come il Titanic dopo il rendez-vous intimo con l’iceberg
https://youtu.be/p4uvQjDkiH4?si=q_g5AK4n2Acm5szG
Cuba abbandona il socialismo?
Non l’ho ancora visionato.
Ma che abbandoni quello che le pare, basta che si tenga l’agroecologia che è il suo marchio più caratteristico. La politica di Cuba dopo il crollo dell’Unione Sovietica e il periodo Especial, è sempre stata quella di avere più contadini.
Perché i beni e servizi essenziali sono quelli che contano.
Raul Castro è stato un bravo guaglione, pare. Si è sempre mosso su questa linea, si direbbe
Adesso non vorrei mai che vada su’ un ragioniere…..
La Cuba post periodo especial potrebbe servire come modello per la futura povertà energetica europea. Ma l’Europa avrà la classe politica adeguata?
Non dico quella che c’è adesso. Ragionieri. No. Giardinieri.
Ah, questo ragazzo di Ottolina TV, è bravo, ma si vede che si trova a disagio davanti a una telecamera.
Una volta, a questi, gli facevano fare la radio.
La meravigliosa radio fm che io amerei se non fosse infestata di morti viventi.
Magari con il telaietto in legno riciclato….e una bella finestrella illuminata con stampate sopra tutte le frequenze.
https://www.resilience.org/stories/2026-06-29/catabolic-capitalism-how-capitalism-profits-from-collapse/
La politica catabolica.
Era un concetto un po’ astratto. Con Trump e codazzo occidentale, non saprei se anche orientale, si è materializzato in molteplici aspetti.
Da OTTOLINA, un certo Guido Taietti ha fondato il Canale Spin Off “Progetto Razzia”:
Il Classico Fricchettone di Dx (Evola, Kaliyuga …) ma offre spunti di riflessione interessanti sulla Decadenza Morale Nichilista dell’ Occidente.
Visti da LONTANO, gli piacciono i Popoli Esotici ove il Guiovane Guerriero, il Vecchio Saggio e la Donna Nutrice Custode della Tradizione sono gli Archetipi più ricorrenti.
Di “Razza Bianca” ne parla poco … forse perché pur essendo Mantovano (quindi per me più Emiliano di un Piacentino) “”al gh’ ha na fassa” (come dicono loro) più da Curdo che da Norreno. 😉 Per essere colto è colto, per quanto pesantemente ideologico.
Mantovani e Piacentini
Non mi pare. Bersani lo percepisco emiliano.
Quelli di Mantova se ne stanno là in mezzo al mais, con i loro maiali e il letame.
Son gente triste.
L’emiliano ha un po’ più di “spirito”.
Feci un lungo giro turistico in bicicletta lungo il Po.
Oddio, forse c’è un punto di avvicinamento dalle parti di Guastalla. Che però è piena di Pakistani.
Mah.
Sono d’accordo
Interessante la sua considerazione sull’ Occidente Triplamente Gabbato, oggi arrabbiato e frustrato … che rinunziò all’ Identità Forte, al Conforto Religioso e alla Socialità nel Mondo Reale in cambio di un Benessere Materiale che non potrà mai più riavere !
Come saprete, il Marocco ha battuto ed eliminato ai rigori l’ Olanda … Geert Wilders avrebbe risposto (nel senso che potrebbe essere un fake di
AI , ma è cmq verosimile …) a un “Inshallah” con un non originalissimo “Fuckallah”
https://www.moroccoworldnews.com/2026/06/320098/2026-world-cup-wilders-targets-morocco-insults-allah-in-new-anti-muslim-obscenity/
Pino
Chi erano gli Sciti?
https://youtu.be/xBYmKPqYeJI?si=ouEuUry3EVBPuwkH
Grazie!
Cmq pare che già da 3 giorni Il Generalissimo abbia superato per voti democratici Capitan Citofono … la Gnappetta Bionda più preoccupata della Nasona (in senso fisiognomico 😉) Mora.
anche voi “sentite” che i destini del Generale si decideranno a novembre, e non in Ausonia ? 😀
se Trump verrà umiliato come mai si vide in quelle lande, i candidati MAGA fatti fuori come tordi a favore dei DEM (o anche di REP anti-Mag), allora Giòggia potrebbe tornare (restare) in sella con l’appoggio dei nuovi potentes nell’Impero..
se invece The Donald vincerà, si impegnerà a rovesciare l’attuale PdC italico (con cui la rottura sembra insanabile) e allora si apriranno spazi enormi per FN (che non è Forza Nuova :D)
insomma, come a Roma, era il volere di Cesare a decidere chi avrebbe governato gli Stati clienti 😀
Mah… francamente no, non credo che ci sia un nesso particolare…
idem, Giorgia è stata molto brava a smarcarsi dal vecchio scemo col gatto in testa senza cadere nelle braccia della sinistra.
avesse fatto anche qualcos’altro potrei pensare di votarla.
per ora resto nelle mie lande di astensionista.
@habsburgicus
“destini”
No, non credo né che siamo così importanti né che Trump saprebbe fare granché anche se lo fossimo.
È proprio questa doppia carenza – di importanza nostra e di leadership USA, dico – che evidenzia vieppiù la mancanza di idee della nostra classe politica.
Siamo come i cani della slitta, che quando il padrone non c’è non sanno dove andare.
Ciao!
Andrea Di Vita