Ieri mattina leggo su quel prezioso sito che è Comune Info, degli avvenimenti in Albania.
Detjon Begaj racconta della Rivoluzione dei fenicotteri. E dice che la stessa mattina, alle 10.30, ci sarà un presidio di protesta anche a Firenze, in Piazza della Signoria.
So poco della politica albanese, ma quello che è in ballo riassume tutta la storia dei nostri tempi; e poi ci sono di mezzo i fenicotteri, proprio come da noi qui sulla Piana. Per questo decido di andare subito alla manifestazione.
Jared Kushner è un gentiluomo che ha preso in mano la società di speculazione immobiliare di famiglia, quando il babbo è finito in carcere. Il babbo è uscito perdonato da Trump, e Jared ha sposato la figlia di Trump.
Jared opera da un grattacielo che si trova significativamente al numero 666 Fifth Avenue, che in seguito il genero del Presidente ha fatto edulcorare in 660, togliendo la scritta che rendeva unico il palazzone:

Jared è un attivissimo sostenitore dello Stato d’Israele, e tramite la Affinity Partners, gestisce due miliardi di dollari pubblici sauditi (poi a noi vengono a parlare di scontro di civiltà). Soldi con cui promette di trasformare Gaza in un resort di lusso, dopo averne cacciato gli indigeni.
Qualche anno fa, la signora Ivanka era sulla costa albanese nella barca dell’amico Nathaniel Rothschild, quando ha visto l‘isola di Sazan. L’ha raggiunta a nuoto.
Tornata in barca, ha detto al marito, “quell’isola, la voglio!”
Quell’isola – la più grande dell’Albania – appartiene al demanio pubblico; ha una lunga storia, ma grazie al fatto di essere stata dichiarata zona militare decenni fa, è diventata una delle oasi più ricche di varietà faunistica del Mediterraneo.
Tra decine di specie, si distinguono la foca monaca e il fenicottero, con il più grande insediamento d’Europa.

Fenicotteri a Sazan, foto di Arian Mavriqi
Così Jared va dal socialista che governa l’Albania da anni, e si fa conferire subito lo status di strategic investor, cioè uno di quelli cui si danno le chiavi di casa (e per i primi dieci anni non deve pagare tasse).
Jared decide di fare del bene demaniale/riserva naturale un ““very high-end luxury product” e si mette in affari con la Aman Resorts, di proprietà di un oligarca russo moroso della Naomi Campbell (la compianta Dacia Valent mi ricordava, “nessuno è razzista con Naomi Campbell”).
Insieme, fanno un progettone per farci un albergo con 10.000 camere di lusso e tante villette sparse.
Arrivo in Piazza della Signoria, dove mi aspetto di vedere un piccolo presidio di quattro attivisti, magari con qualche agenda politica tutta interna all’Albania, di cui non so nulla.
E invece vedo centinaia e centinaia di albanesi, con grandi bandiere rosse e nere. E ovunque immagini di fenicotteri.
Inizio a riconoscere singole persone, una dopo l’altra – la mamma che lavora la sera fino a tardi al ristorante, l’operaio, quello che con la bancarella al mercato, i ragazzi e le ragazze di seconda generazione.
La persona più carismatica è una ragazza, che sa anche cavarsela bene diplomaticamente. Prendono la parola tante persone, parlando quasi sempre e solo in albanese. Un paio però parlano in italiano, dicendo che loro sono dovuti emigrare per lavorare, non volevano lasciare il loro paese che amano profondamente; ma il loro paese è in mano a politici che hanno scelto di arricchirsi cementificando e distruggendo l’ambiente, anziché fornire i servizi essenziali.

C’è un’intensità nei discorsi che mi colpisce, perché si sente che dietro ci sono esperienze personali forti: non somiglia per nulla al tono dei nostri oratori politici, istituzionali o estremisti.
Nei Balcani, è facile che si abusi delle bandiere, ma almeno questa volta non sono rivolte contro qualche altro popolo confinante; sono lì per parlare di storia e di storia personale, di luoghi e di animali e di boschi.

Una bambina prende la parola, in italiano che immagino sia ormai la sua prima lingua, e inizia a dire,
“Ci vogliono togliere la nostra terra, i nostri boschi!”
e poi scoppia a piangere.
“Miguel, ho un bellissimo nome, mi chiamo Anila e vuol dire il vento!”
mi dice la madre di uno dei ragazzi cresciuti al Giardino. Anila è un vento davvero, una forza sorridente, a volte una tempesta, un’enciclopedia di storie, ma con una straordinaria capacità di prendersi cura degli altri.
E mi presenta un signore che mi racconta che ha messo insieme una raccolta di migliaia di libri sulla storia dell’Albania, e mi parla male dei comunisti e dei loro shpiuni.
E mi fa,
“sai che noi in Albania abbiamo due lingue? Il Gheg e il Tosk, il Toscano! Io sono Toscano!”
Una donna mi fa, “anch’io ho un bellissimo nome, Shpresë, ‘speranza’… ma guarda!” E si gira, sulle spalle indossa un’enorme bandiera albanese con l’aquila…
“Ecco questo dice tutto!”
E mi insegnano anche a pronunciare correttamente, Shqipëria.

Fa piacere che gli Albanesi non abbiano perso la loro fierezza e dignità di fronte a chi vuol comprarsi pezzi di casa loro. La fascinazione del denaro trova i suoi limiti….
Speriamo che il loro governo sappia cogliere questo spirito che sale dal basso……
“very high end luxury” e poi ci fanno 10.000 stanze?
puoi confermare questa apparente contraddizione?
PS a naso sto con la valorizzazione dell’inutile area militare ma è una valutazione preliminare, in attesa di dati, tipo quanto è grande l’isola e chi ci vive adesso (di umani intendo, sai che sono specista)
Ciao!
Per Francesco
“chi ci vive adesso (di umani intendo”
L’isola è attualmente umanamente disabitata, proprio perché zona militare dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Sui 10.000 high-end luxury… credo che nessuno abbia ancora visto i progetti concreti. Inizialmente credo che dovevano essere solo 40 stanze, e quindi veramente “high-end luxury”, poi ci abbiano ripensato ed espanso il progetto.
Nel progetto c’è anche un pezzo di terraferma, l’oasi naturale e villaggio di Zvërnec, abitato da grecofoni.
Mah, questi albanesi qui mi sembrano i nostri sardi.
Tutta gente a cui dare:
a) l’indipendenza
b) il divieto di accesso alle nostre tristi terre dedite a tristi pratiche economiche
Così vediamo quale mondo meraviglioso mettono su e, magari, alla fine facciamo pure come loro. Ma, da milanese, non credo proprio.
Ciao
I Popoli Frustrati hanno tutti quanti in comune tre Miti Identitari:
1
Un Passato Fiorentissimo … Lontanissimo.
2
Un Presente in cui i Popoli Più Sviluppati sono Ingrati … perché NON “ci” riconoscono un Passato Abbiamoinventatonoituttismo.
3
Un Futuro Radioso all’ Orizzonte, tutto vittimisticamente (!) fatto di Richieste di Riparazioni e Secessione … dopodiché:
Ricordando Chi Siamo Veramente, Torneremo Finalmente al Punto 1.
OMDAMoi
@ Francesco
“10000”
Purtroppo da noi se ne parla poco, pero’ sembra che si tratti di un progetto edilizio davvero gigantesco. La classica americanata nel senso peggiore del termine.
Premetto che tutte le mie affermazioni in questo post sono impressioni, non notizie, perché ricavate da letture disparate e perché davvero non ci sono molte notizie.
I locali che protestano in parte sono mossi dall’ecologia, in parte dalla convinzione che i permessi siano stati ottenuti con bustarelle, in parte anche dal fatto che da un giorno all’altro gente che non ne sapeva nulla si è vista negare l’accesso a quella che era una gigantesca spiaggia libera (subito fuori dal parco naturale vero e proprio) da una serie di recinzioni – il che dato il carattere estremamente suscettibile di molti Albanesi – che ho osservato personalmente – non deve essere passato sotto silenzio.
(Posso confermare che Saseno era inavvicinabile sotto Hoxha: a quanto mi è stato raccontato, all’epoca un mio collega velista che si stava avvicinando troppo ha rischiato di essere preso a colpi di mitragliatrice).
Tre appunti al volo:
1. non è un fatto di partiti. Il capo dell’opposizione si è sempre detto grande amico di Trump, per cui adesso se ne sta zitto. Il capo del governo dice e ripete che è in corso un’indagine sulla concessione dei permessi, ma che il progetto va comunque avanti, il che mantiene viva la protesta.
2. c’è di mezzo l’attuale situazione mediorientale. Capitali Israeliani vanno negli ultimi mesi a inondare la Cipro Greca per comprare proprietà edilizie, e lo stesso fenomeno sta avvenendo in Puglia (nella quasi totale omertà della nostra stampa, il che non stupisce). Inoltre Kushner è in ottimi rapporti personali con Netanyahu, per cui sembra logico pensare che la stessa cosa stia avvenendo anche a Saseno. Quanto ai motivi, da un lato c’è probabilmente la volontà di garantire un buen retiro alle élites Israeliane adesso che l’Iron dome non funziona più; dall’altro c’è chi parla di una vera e propria collana di insediamenti Israeliani che si starebbe formando nel Mediterraneo orientale col favore della Grecia in funzione antiTurca…
3. …e infatti c’è chi sostiene che dietro le proteste ci sia anche la longa manus di Ankara, che da un pezzo ha numerosi investimenti in Albania e che da molti viene vista come il naturale antagonista di Israele dalle parti della Siria.
Ciao!
Andrea Di Vita
scusa ma perchè ci ammorbi con i Protocolli dei Savi di Sion 2.0?
Pino è più gentile, a me questa merda antisemita dà molto e solo fastidio
mi spiace non leggere l’arabo, almeno sarei vaccinato da queste “notizie”. così mi devo accontentare della nuova bandiera irachena che doveva ricalcare quella israeliana …
🙁
La parte vera è che qualche immobiliarista israeliano sta investendo in Puglia, il resto credo sia libera fiction (“stanno colonizzando, fuggono dalla Palestina ecc.”
Per Pino Mamet
“La parte vera è che qualche immobiliarista israeliano sta investendo in Puglia, il resto credo sia libera fiction (“stanno colonizzando, fuggono dalla Palestina ecc.””
Certo, sono d’accordo. Non che siano necessariamente sbagliate le ipotesi, semplicemente non abbiamo i mezzi per capire se siano vere o false.
Miguel
probabilmente sono io che ho dei pregiudizi contro i complottisti ma … non sono ipotesi non verificate, sono deliri.
Come quelli di certi clericali che vedevano un complotto giudaico unico dalla Rivoluzione francese in poi, tutta la Storia europea come una guerra alla Chiesa cattolica mossa dai perfidi.
Secondo me il problema è la pervicace volontà di unire i puntini anche quando non ce n’è motivo.
Ciao
Gli ampi investimenti immobiliari israeliani che da anni vanno avanti a Cipro sono incontestabili.
https://www.lindipendente.online/2025/08/11/il-misterioso-boom-degli-acquisti-immobiliari-da-parte-di-cittadini-israeliani-a-cipro/
https://www.haaretz.com/israel-news/2023-08-15/ty-article-magazine/.premium/the-second-israel-israelis-are-streaming-into-cyprus-to-buy-anything-in-sight/00000189-f442-d975-a9cf-ff5333da0000
https://www.aa.com.tr/en/world/southern-cypriot-eu-lawmaker-warns-israel-is-buying-cyprus-through-growing-land-acquisitions/3933030
E’ un tipo di complottismo chiamare complottismo le cose reali.
Il complottismo è “leggere” dentro o dietro questi investimenti una mossa coloniale o chissà che roba.
Ciao
come già detto da altri, il complottismo non sta nel dare l’informazione su una cosa reale (molti israeliani comprano terre a cipro), ma il darne una lettura appunto complottista
che c’è di misterioso?
si vabbé ci sono 15.000 isrealiani residenti, ma stiamo parlando di un paese che fino a ieri letteralmente vendeva la propria cittadinanza…e hai un 5.000 russi che hanno comprato un passaporto cipriota…
ancora oggi cipro vende il diritto di resdenza permanente: investi poche centinaia di migliai di euro per comprarti una casa e hai la residenza permanente, non so se sia il caso degli israeliani, ma hanno una delle comunità russe più grandi in europa…non per niente limassol è conosciuta come limassolgrad.
e questo è un fatto.
dicessi “i russi stanno comprando cipro per avere una base in mezzo al mediterraneo”sarebbe chiaramente un attacco di complottismo
Che Cipro fosse un hub finanziario per gli oligarchi russi e non una semplice località di villeggiatura spero sia fatto noto.
Però capisco che la fedeltà atlantica ora ha messo la caccia alle infiltrazioni russe in secondo piano rispetto alla lotta al supposto “antisemitismo”.
perché devi rispondere più o meno sempre a cazzo?
la questione era
“E’ un tipo di complottismo chiamare complottismo le cose reali.”
vabbé colpa mia che ogni tanto ci ricasco e ti rispondo
Hai portato l’esempio russo per dire che l’investire pesantemente a Cipro non è detto che abbia un fine strategico. E io ti ho dimostrato che hai scelto l’esempio peggiore possibile.
Non ti piace e quindi è una risposta “a cazzo”? E allora lo era anche il tuo esempio.
Sbagliato.
Gli investimenti russi erano un tipico caso di mafiosi prudenti che si preparano una via di fuga e di via per infiltrarsi nella UE da parte di spioni russi.
Ma nessuno ha mai pensato alla trasformazione dell’isola in una portaerei inaffondabile per la flotta di Putin.
Saluti
PS è questo tipo di interventi che fa propendere per la tesi che tu sia un coglione sostanziale dietro un’apparenza normale. Ma non fai SOLO questi interventi e la tesi rimane dubbia.
“un tipico caso di mafiosi prudenti”
“Lo amano anche gli altri 😉 (che gli israeliani stiano tra loro cioè).”
Bellissime, grazie 🤭🥹
@Francesco
“Ma nessuno ha mai pensato alla trasformazione dell’isola in una portaerei inaffondabile per la flotta di Putin”
I russi ce l’hanno già la base per la loro flotta ed è a Latakia.
Il resto non l’ho capito: stai dicendo che è vero che gli investimenti possono essere veramente strategici e, visto che ammetti tu stesso di avere torto, lo fai in questa maniera pietosamente isterica?
incidentalmente bel personaggino fidias….youtuber che dal nulla arriva al parlamento europeo
Ma è indubitabile e alla luce del sole che degli israeliani stiano investendo tantissimo a Cipro (che per Israele è un po’ come la Spagna anni Ottanta per gli inglesi, solo praticamente davanti casa; è anche il posto dove tanti israeliani fanno i matrimoni misti, e dove tantissimi giovani israeliani vanno a fare i lavoretti dopo scolastici per raggranellare soldi ecc)
E probabilmente vogliono diversificare altrove.
E vendono ad altri israeliani, che non sono un popolo particolarmente simpatico parlandone in generale (diciamolo) e amano stare tra loro.
Lo amano anche gli altri 😉 (che gli israeliani stiano tra loro cioè).
Che questo corrisponda a una nuova colonizzazione per fare Israele Due… mah 😉
Per Pino Mamet
“Che questo corrisponda a una nuova colonizzazione per fare Israele Due… mah ”
Sono molto d’accordo con la tua analisi, nel bene e nel male 🙂
Bisogna capire quanto di questo investimento sia double use, come si dice, in vista della futuribile guerra di Cipro, cioè del conflitto tra Israele e Turchia che si potrebbe combattere sull’isola.
L’obiettivo dei greco-ciprioti non sarebbe la riunificazione (loro sono sempre stati contrari, votando contro nel 2004 con maggioranza bulgara), ma la conquista del Nord (e non vorrei essere un turco-cipriota in quel caso).
L’obiettivo israeliano sarebbe una guerra contro la Turchia godendo del sostegno della Nato, invece, che volterebbe le spalle alla Turchia su impulso americano.
Avere un’abbondante infrastruttura sull’isola sarebbe un vantaggio. Però vuol dire anche che i ciprioti si beccano la militarizzazione sotterranea di casa loro.
Non ne ho la minima idea, ma ho seri dubbi che un complesso di appartamenti possa trasformarsi militarmente in tanto di più che una caserma.
Non escluderei che magari il governo di Israele possa pensare di trasferire una parte di popolazione a Cipro nel caso di bombardamenti (utilizzarla cioè come “retroterra strategico” o come cavolo si chiama, visto che Israele è strettina…) ma mi sembra anche questa un’ipotesi un po’ fantasiosa.
Più che ai complessi residenziali, credo sarebbe utile vedere quali accordi militari ha Israele con Cipro, ammesso che ne abbia…
@ Pino Mamet
“retroterra strategico”
Il termine è ‘profondità strategica’. Se ne parla moltissimo di questi tempi.
Si definisce come ‘la distanza geografica tra la linea del fronte e i centri nevralgici di uno Stato: città, industrie, centri di comando’.
Una grande profondità strategica è deleteria per chi attacca – perché si allungano le linee di rifornimento e quindi aumenta la loro vulnerabilità: ne sanno qualcosa i Nordcoreani dopo lo sbarco a Inchon.
Ma è una manna per chi si difende, perché man mano che le linee di rifornimento dell’attaccante si allungano si accorciano quelle del difensore.
Il suo effetto ambivalente può diventare più o meno rilevante a seconda delle opportune condizioni ambientali. Ad esempio la presenza di grandi fiumi navigabili lo riduce (il che rende l’Ucraina appetibile per chi vuole preparare attacchi al cuore della Russia) mentre condizioni ambientali estreme lo amplificano (come nel caso del famoso ‘Generale Inverno’, sempre in Russia).
Stati di dimensione continentale possono ampliare a piacimento la propria profondità strategica, sia durante un conflitto (i Sovietici s che spostano le fabbriche oltre gli Urali durante l’attacco nazista) sia in previsione di guerre future (i Cinesi degli anni Cinquanta che spostano acciaierie e centri di ricerca nucleare dalla Manciuria allo Sinkiang).
Essere privi di una grande profondità strategica in effetti è una debolezza dello Stato di Israele.
Il dominio dell’aria riduce l’effetto della capacità strategica – da qui la predilezione per l’arma aerea degli Israeliani, e, ancor prima, degli AngloAmericani contro la Germania nazista. Ma non è necessariamente decisivo, come si è visto in Vietnam e in Corea.
Di per sé, anche se è controintuitivo, l’avvento dei missili e della Bomba non toglie valore al concetto di profondità strategica, ma anzi lo rafforza. Più piccola quest’ultima, infatti, minore il tempo di volo del missile, minori le possibilità di una rappresaglia, meno credibile la deterrenza. La cura con cui gli USA hanno distribuito per il mondo le loro centinaia di basi tutto intorno a Russia e Cina si spiega bene così.
La Cipro Greca è a tutti gli effetti un succedaneo per Israele e i suoi supporter della profondità strategica. Già durante gli attacchi Israeliani all’Iran alcuni missili della risposta Iraniana sono stati intercettati da aerei Inglesi partiti dalla Cipro Greca.
Il fatto di infastidire Famagosta – e alle sue spalle Ankara – è solo un gradito effetto collaterale. Per ora. Un domani dovesse scoppiare un conflitto fra Tel Aviv e la Turchia, la Linea Verde diventerebbe parte del fronte.
Il che, mi permetto di concludere, si accorda con la frase del mio autore preferito:
‘lo scopo di ogni conflitto è sempre quello di poter partire da posizioni di vantaggio nella guerra successiva.’
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> Essere privi di una grande profondità strategica
anche di una minima profondità strategica!
>>> l’avvento dei missili e della Bomba non toglie valore al concetto di profondità strategica,
Non più vero, da quando ci sono gli SLBM a testata nucleare. Prima, si tenevano in volo sempre un numero sufficiente di bombardieri con armi atomiche da rendere la deterrenza sempre credibile.
So che ti scoccia perchè azzera la fesseria sulle “basi USA intorno a Russia e Cina” ma ti rivelerò un segreto: bastava una mappa delle basi USA per farlo. del resto lo scrivi pure tu, senza accorgertene.
>>> La Cipro Greca è a tutti gli effetti un succedaneo per Israele
come no, infatti a Cipro Israele ha lo 0% delle sue infrastrutture strategiche.
Ciao!
@ francesco
“SLBM”
Non serve la laurea in fisica per capire che minore la distanza fra la rampa di lancio e il bersaglio, minore il tempo di volo, maggiore la probabilità che un attacco a sorpresa renda meno efficace la rappresaglia, meno credibile la Mutua Distruzione Assicurata.
Se no perché i tuoi amichetti d’Oltreoceano avrebbero circondato di basi i loro supposti nemici?
Serve una Laurea in fisica per notare le stupidaggini che scrivi?
1) se i tuoi missili a testata atomica sono sui sottomarini, il successo dell’attacco “a sorpresa” è irrilevante e la MAD è pienamente credibile. La MAD richiede una fortissima dose di follia, anche se i missili partono dallo Utah e lemme lemme vanno verso Mosca e San Pietroburgo: tu rispondi sapendo che non salverai neppure una vita russa.
2) come ti ho già scritto, basta prendere davvero una mappa delle basi USA e si vede che è una cagata pazzesca.
Ciao!
Comunque non c’è bisogno di pensare chissà quali segreti.
Per bombardare l’Iran i piloti israeliani si sono addestrati in Italia, in Sardegna mi pare, per la precisione.
Qualche anno fa, e alla luce del sole, con tanto di articoli sulle riviste e i siti militari italiani e israeliani, in aperta collaborazione con le Forze armate italiane.
Mi sembra militarmente più significativo che un quartiere di appartamenti con cancello e guardiano che fa la guardia a un centinaio di pensionati pretenziosi e litigiosi.
C’è sempre un doppio livello operativo, uno palese (e la collaborazione tra Israele e Grecia lo è) e uno sotterraneo (se io creo una notevole presenza in un territorio le operazioni sotto copertura diventano molto più facili).
Come doppio è il livello di penetrazione sui social, il cui aumento rispetto a due mesi fa è ormai sensibile e si svolge su due piani: uno palese, di pagine apertamente affiliate a Israele, e uno mascherato, con pagine di illustri sconosciuti che ti compaiono.
Come anche io doppio livello di sostegno politico, uno palese e uno fatto di società come Black Cube e Black Core che si occupano di dossieraggio dei politici percepiti come ostili a favore di politici compiacenti.
Stai dicendo che stanno emergendo pagine social pro-Israele?
In questo caso posso confermare che sul mio Facebook hanno iniziato a esserci.
Abbastanza da spingermi a chiedere se ci sono dati sull’ingresso di aiuti a Gaza in questi mesi. Non da andare io a cercarli, i dati. Che poi devi fare le pulci alla fonte e diventa un’impresa.
Ciao
Puoi chiederlo alle pagine di hasbara che consulti. Dico, quelle che non ti rendi conto essere di hasbara perché credi siano di informazione obiettiva…
La tua certezza di essere capace di leggere nella testa del prossimo … ma renditi conto che non ce la fai, come non ce la fa quasi nessuno!
Se mi fidassi delle pagine che sostengono che a Gaza “va tutto bene”, non sarei qui a chiedere a persone che paiono avere a cuore il destino dei gazawi.
Chiedi a quelli di Emergency come stanno le cose: loro stanno là, a differenza mia.
Ma tanto non gli crederesti.
Confermo. Non credo a quello che dicono quelli di Emergency dai tempi dell’Afghanistan, per la precisione.
Ma se ci fossero più fonti* a dire le stesse cose, sarei disposto a riconoscere quale è la risposta più verosimile.
* Ebrei Tutti Appesi non è una fonte, per la cronaca.
@ francesco
“non credo […] Emergency”
Emergency, Human Rights Watch, Tribunale dell’Aja, Amnesty International…
…tutti antisemiti, naturalmente 🤣
Per ADV
“…tutti antisemiti, naturalmente”
Spiega a Francesco che sono tutti infiltrati da agenti del Vaticano che devono dimostrare che gli ebrei sono deicidi, e che il messaggio di Gesù sostituisce quello di Mose.
Veramente sul mio bigino c’è scritto che sono infiltrati dai rossi fin dagli anni 70.
Quando si parlava di Amnesy International, per sottolineare le singolari disparità di denuncia di queste entità.
😉
“E mi insegnano anche a pronunciare correttamente, Shqipëria.”
Ma si pronuncia Shqipëria o Sciperia?
Buongiorno SHQIPERIA
https://www.geopop.it/perche-in-albania-ci-sono-piu-di-170-000-bunker-storia-e-caratteristiche/
Se è il lago che l’Albania condivide col Montenegro, lo ricordo.
Ho visto tempo fa un bel documentario.
Dalla parte del Montenegro è un paradiso, dall’altra parte, Albanese, un inferno di vegetazione rasa al suolo e sulla riva uno schieramento impressionante di bunker.
Dovevano essere uno per ogni albanese.
Per far fronte a una possibile invasione durante la guerra fredda.
Spero che nel frattempo la natura si sia ripresa.
L’isola sarà, penso, restata risparmiata dalla militarizzazione.
Dove non arriva la guerra arriva il capitalismo.
C’è ne parlò secoli or sono il buon Ritvan Shehi …
Almeno una Cisa Buona _ Anzi, Ottima per la Sicurezza in Edilizia” _Enver Hoxha la fece :
Ultimato il primo bunker, l’ architetto/ ingegnere ideatore vi venne rinchiuso dentro a sorpresa e il Dittatore gli disse:
“Compagno, ora procederemo a cercare du raderlo al suolo con un carro armato …SE tu sopravviverai, costruiremo anche gli altri”.
E COSÌ FU.
Immagino che ora liberarsi di 170.000 bunker indistruttibili sarà molto facile.
Per Puffo
“L’isola sarà, penso, restata risparmiata dalla militarizzazione.”
No, anzi… ha ben tremila bunker! Ma ha anche decenni di isolamento, in cui la natura ha potuto riprendere spazio e vita.
Negli ultimi anni è rimasta disabitata, ma visitabile, diventando un’importante spiaggia per gli albanesi.
“Cosa” in Italiano … NON “Chiesa” in Bolognese
Per Francesco
“PS a naso sto con la valorizzazione dell’inutile area militare ”
Allora, tu che sei economista sai meglio di me cosa succede.
Premetto che non si tratta oggi solo di un’area militare: la parte di terraferma è una riserva naturale, la parte isola è comunque accessibile ai balneanti (“io lì ho imparato a nuotare!” è uno slogan dei manifestanti).
Nel caso di una speculazione kushneriana:
1) verranno subito esclusi gli autoctoni non miliardari
2) negli anni in cui non dovrà pagare le tasse, la ditta assumerà sicuramente diverse centinaia di muratori
3) sarà distrutto per il futuro prevedibile proprio ciò che rende unico il luogo
4) ci saranno sicuramente alcune centinaia di posti di lavoro stagionali per donne delle pulizie, guardie di sicurezza per tenere fuori gli indigeni e di massaggiatrici
Il resort muoverà sicuramente molti soldi, ma da nessuna parte nel mondo, oggi, quei soldi vanno a finire principalmente in mano a chi abita vicino.
Nemmeno a Firenze, dove comunque esiste un buon numero di privati che affittano camere, o di ragazze che trovano lavoro come guida turistica, cosa che in un’isola disabitata invece…
Miguel
la “colpa” è del fatto che hanno dovuto aspettare la moglie di Kushner per capire cosa avevano in mano, gli albanesi
sarò strano ma questo rafforza la mia scelta di campo
Ciao
Toponomastica e Nazionalismo AntiEllenico … lancio sasso 🪨 e ritiro mano ✋🏻
Sazan was known as Sason (Σάσων) to the ancient Greeks, and Saso to the ancient Romans.
[Wikipedia]
🤐
l’isola di Saseno (Sazan in albanese) è famosa nella storia diplomatica perchè, dopo la rivolta anti-italiana del 1920 che ci cacciò da Valona*, rimase al Regno d’Italia (non fu albanese nel 1920-1939)..
ne perdemmo la sovranità de iure solo il 10/2/1947 (come per i Dodecaneso)
*il gen. Ferrero, sentito Sonnino, aveva proclamato il 3 giugno 1917 il protettorarto italiano sull’Albania da Argirocastro (Gjirokaster) con centro Valona (Vlora)..finì a donne di facili costumi 😀
@Mauricius in primis
l’Armenia avrebbe scelto l’Europa, confermando Pashinyan con un buon margine..l’uomo di Putn è stato umiliato (Putin ha perso anche in Moldova–solo in Georgia ha vinto, per ora)..in UE l’unico suo satelite resta Fico, lo slovacco
Secondo me hanno fatto bene, dal loro punto di vista: qualcuno si arricchirà tanto bel breve periodo, tanto nel lungo si è tutti morti.
Alla fine, come ci insegna la storia dell’Associazione Musulmana nella Palestina degli anni ’30, che cosa potrà mai andare storto?
temo di non capire: cosa c’entra una cosa con l’altra?
Oggi la Casa Natale di Enver Hoxha a Gjirokaster è adibita a Museo Nazionale di Etnografia Albanese …
Puffo giardiniere – parli del lago di Ohrid? Ci sono stata molti anni fa, un paradiso davvero, fino alla frontiera albanese, dove c’era un avviso, un passo in più e si spara. Stessa esperienza a Berlino, prima del crollo del muro. Che tempi ieri, e che tempi di nuovo oggi. Fatto sta, quelli degli stati dittatoriali sembra che abbiano oggi magiormente un senso di identità e di valori . Così almeno percepisco le due Germania, oggi apparentemente unite.
Benvenuta, Maria!
https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Scutari
Lago di Ohrid.
Non sono sicuro, ma quello del documentario, penso fosse il lago di Scutari.
Puffo giardiniere – parli del lago di Ohrid? Ci sono stata molti anni fa, un paradiso davvero, fino alla frontiera albanese, dove c’era un avviso, un passo in più e si spara. Stessa esperienza a Berlino, prima del crollo del muro. Che tempi ieri, e che tempi di nuovo oggi. Fatto sta, quelli degli stati ex-dittatoriali sembra che abbiano oggi maggiormente un senso di identità e di valori . Così almeno percepisco le due Germania, oggi apparentemente unite.
Per quello che può servire, una petizione su Change.org
https://c.org/5K7vp8vwbQ
@ Martinez
“Tosco”
Trovo qua e la’:
La lingua albanese si articola in due grandi varietà dialettali, separate dal fiume Shkumbin: il Ghego (a nord) e il Tosco (a sud), parlati rispettivamente a nord e a sud del fiume Shkumbin. Il Tosco – che si chiama così proprio per richiamare la parentela culturale con l’Italia – costituisce la base della lingua albanese standard ufficiale ed è abbastanza diverso dal Ghego (i primo ha rotacismo, tende a usare le dichiarative indirette col congiuntivo senza usare l’infinito). Il fiume, scorrendo lungo il percorso della Via Egnatia, fungeva da storico confine culturale tra l’area di influenza latina (più a nord) e quella di influenza greca e bizantina (più a sud). La zona a nord vedrà il prevalere della chiesa Cattolica, quella a sud dei Musulmani e – nell’estremo sud – degli Ortodossi. Tirana fu costruita in piena zona settentrionale nel Seicento da un signore feudale locale dell’impero Ottomano, che pose le basi della città costruendo le prime strutture fondamentali: una moschea, un ‘hammam’ (bagno turco), un forno e un ‘han’ (una locanda per i mercanti).
Ciao!
Andrea Di Vita
per ADV
“Il Tosco – che si chiama così proprio per richiamare la parentela culturale con l’Italia”
Caspita, questo non lo sapevo, pensavo che dirsi “toscano” fosse un po’ un’illiricata 🙂
…a me continua a sembrare un’illiricata.
In effetti, quale sarebbe allora l’etimologia di “Gheghi”?
Potrei al limite credere che la varietà linguistica “Tosk” sia stata chiamata così perché scelta come base per l’albanese standard, come il toscano è alla base dell’italiano standard…
ma mi puzza di spiegazione tarda e a posteriori.
Erano chiamati in quel modo molto prima che emergesse l’albanese standard, per cui possiamo escluderlo. Come possiamo escludere le connessioni con gli etruschi.
Sì, che ci sia una parentela con “toscano” mi pare implausibile. Poi tutto può essere, per carità.
>>> Il fiume, scorrendo lungo il percorso della Via Egnatia
Mi consenta: sarà la via Egnatia a correre a fianco del fiume, non viceversa!
😀
Comunque, come ho detto a Miguel in separata sede, erano molto meglio i tempi di Ener Hoxha.
Sono i grigi dittatori come lui che hanno preservato un pezzo di mondo per decenni.
Se oggi tutto il mondo fosse come l’Albania di quei tempi (a parte certe paranoie militariste), si vivrebbe molto meglio e senza grossi scossoni.
E a parte ovviamente il suo odio verso la religione.
Che però un po’ si giustifica, avendo come religione di maggioranza l’islamismo sunnita.
In realtà in Albania è diffusa la variante “Bektashi” , molto meno naturaliter fanatica della media…
Per Moi
“in realtà in Albania è diffusa la variante “Bektashi” , molto meno naturaliter fanatica della media…”
Infatti!
Sì, ma sono una minoranza, la maggioranza sono sunniti.
Comunque ciò ovviamente non giustifica l’irreligiosità di Hoxha.
Hoxha NON era Ipocrita … chiunque abbia guidato il PDS/DS/PD , invece, SÌ.
Il PCI si salva … nonfoss’altro perché fino a Fine Anni Ottanta mancava la Materia Prima per Essere Filoislamicamente Ipocrita.
Certo, c’era già un forte FiloPalestinismo, con una MegaMoscheaRoma ove tutti i Musulmani d’ Italia dell’ epoca ci stavano dentro larghi … ma l’ Islam era cmq ancora una roba esotica.
moi
“Hoxha NON era Ipocrita … chiunque abbia guidato il PDS/DS/PD , invece, SÌ.”
io preferisco un ipocrita ad uno che per ortodossia faceva sparare addosso a quelli che volevano uscire dal paese….
“Comunque, come ho detto a Miguel in separata sede, erano molto meglio i tempi di Ener Hoxha.”
Ecco alcuni albanesi che non la pensano come te 😉
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/9b/Profughi_della_Vlora_in_banchina_a_Bari_8_agosto_1991.jpg/1280px-Profughi_della_Vlora_in_banchina_a_Bari_8_agosto_1991.jpg
Peccato che era già morto…
Se era vivo col cazzo che li lasciava scappare…
Ad ogni modo NON sono scappati da lui.
Non vedo quindi proprio la pertinenza del discorso. In che senso non la pensano come me.
Peucè, dai là, non venirmi a raccontare che gli albanesi scappavano dal benessere e dalla felicità creata dal regime di Hoxha.
il famoso masochismo albanese! hanno inventato loro anche quello
Masochismo si sa che è una parola pelasgica.
ORRAMT!
Pino,
devo spiegare a te le cose ovvie, offendendo la tua intelligenza?
Scappa chi ha la pancia piena; chi sta male non scappa.
Dai Peucè è mattino presto e non ho voglia di ribadire l’ovvio.
L’Albania forgiata da Enver Hoxha era un posto orribile dal quale la gente non vedeva l’ora di scappare.
Non si trovano immagini simili di persone che scappano in massa dagli USA, dalla Francia o dall’Italia.
I berlinesi rischiavano la vita per andare a Berlino ovest. Non mi risulta che scavalcassero il muro per andare in Germania est, un posto sufficientemente grigio per i tuoi gusti (Nina Hagen, che poi infatti andò a Ovest, cantava “ti sei scordato la pellicola a colori”).
Non prendiamoci in giro su.
Per PinoMamet
“Non si trovano immagini simili di persone che scappano in massa dagli USA, dalla Francia o dall’Italia. ”
Ovviamente hai ragione, ma la cosa è un po’ più complessa… milioni e milioni di persone sono fuggite dall’Italia, per andare in Francia, Germania, Stati Uniti, Argentina. E milioni di persone sono fuggite dalla Calabria e dal Molise per andare in Lombardia.
Messico e Stati Uniti nascono come repubbliche, con costituzioni molto simili, più o meno negli stessi anni. Ma milioni di messicani fuggono verso gli Stati Uniti, anzi per fermarli hanno dovuto costruire un muro non tanto diverso da quello della Germania dell’Est.
Insomma, è ovvio che si fugge dalla miseria verso la ricchezza, non “dal comunismo verso la libertà”.
Comunque in Germania dell’Est ho notato un sorprendente grado di nostalgia per la DDR, quando “eravamo poveri ma tutelati”. A differenza della Romania, dove ho sentito solo parlare male del comunismo.
Certo che si fugge dalla miseria verso la ricchezza.
Mi sembra un’ovvietà.
Ma a volte su questo blog si ha l’impressione di dover lottare per sostenere delle ovvietà 😉
“Certo che si fugge dalla miseria verso la ricchezza.
Mi sembra un’ovvietà”
Non lo so se lo sia davvero: mi pare che nella quasi totalità del discorso pubblico (e anche privato) ci si comporti come se il “gradiente di ricchezza” non sia condizione sufficiente per l’emigrazione di massa e che prevalgano considerazioni sui sistemi politici.
Per MT
“Non lo so se lo sia davvero: mi pare che nella quasi totalità del discorso pubblico (e anche privato) ci si comporti come se il “gradiente di ricchezza” non sia condizione sufficiente per l’emigrazione di massa e che prevalgano considerazioni sui sistemi politici.”
prendiamo il Comune di Badia Tedalda in provincia di Arezzo. Nel 1911, aveva 3736 abitanti. Oggi ne ha 945. Il Comune è stato storicamente amministrato dalla DC.
Negli stessi anni, il Comune di Arezzo è salito da 48000 a 96000 abitanti. Il Comune è stato più o meno sempre governato da sindaci PCI/PSI, fino al 2014.
E’ colpa dei regimi clericali, la gente cerca la laica libertà del comunismo!
1) il Muro della DDR serviva a tenere dentro, quello di Trump a tenere fuori. Mi pare tutta la differenza del mondo.
2) date per scontato che il comunismo porti miseria materiale e vita di merda? e hce lo sviluppo capitalista sia fonte di speranza? siete venuti nel mio carrugio alla fine! anche troppo, forse.
😀
Ciao
Per Francesco
“1) il Muro della DDR…”
Mi aspettavo tutte e due le obiezioni.
Il Muro della DDR e quello di Trump hanno lo stesso identico scopo: fermare il flusso di esseri umani da un luogo più povero verso uno più ricco. La motivazione era dichiaratamente economica – la DDR diceva, “abbiamo pagato tutta la formazione di un giovane per 20 anni, nonché la sua salute, alle spese della collettività, e quello investe quelle risorse in un altro paese”.
Ho letto un affascinante testo italiano degli anni Settanta sui costi – per l’Italia – dell’emigrazione italiana: le somme immense investite nella scuola, nella salute, ecc., e poi regalate alla Germania.
Stessa cosa oggi in paesi come l’Egitto.
“2) date per scontato che il comunismo porti miseria materiale e vita di merda? ” L’Italia del 1900 era comunista? Era comunista la Calabria o il Molise degli anni Sessanta?
Sviluppo capitalistico rispetto comunismo.
C’è stata una certa dialettica.
In Italia avevamo la via di mezzo del welfare state. Adesso sparisce, perché a quanto pare è poco capitalistico, è brrutto…e tra un po’ rifacciamo i conteggi sulla miseria.
Anche il futuro ha la sua importanza.
Non è questione né di ricchezza e povertà, né di sistemi politici, ma di prestigio di un modello, di una società.
Negli Stati Uniti ci sono sacche di povertà impensabili in Europa.
Eppure io non vedo tutta quest’emigrazione dall’Ohio verso la Svizzera.
Per Peucezio
“Non è questione né di ricchezza e povertà, né di sistemi politici, ma di prestigio di un modello, di una società.”
E’ vero anche questo. Anche.
E se fosse questione di sistemi politici, emigrerebbero in massa dall’Arabia Saudita e dall’Iran, invece emigrano dal Marocco e dalla Tunisia, che hanno sistemi più simili ai nostri.
Miguel
credo che gli esseri umani abbiano sia motivazioni materiali sia motivazioni spirituali. E che sia scorretto negare le une o le altre.
E che sia una porcheria dare credito alle scuse dei regimi dittatoriali.
Ciao
Per inciso,
ho fatto qualche domandina a Claude in merito.
Ovviamente Claude mi compiace (ma io ho fatto una domanda del tutto neutra, solo che lui legge nel cervello 🙂 ).
Comunque questo è il risultato.
Se volete gli chiedo le fonti.
Poi parla anche dei lati negativi ovviamente: repressione poliziesca, paranoia, ecc.
La questione è che a Oriente la modernizzazione tende a passare attraverso l’autoritarismo.
Un po’ come tutto.
“Istruzione e alfabetizzazione
Il risultato più indiscutibile. In circa vent’anni l’Albania passò da un paese quasi completamente analfabeta a tassi di alfabetizzazione superiori al 90%. Fu costruita una rete capillare di scuole elementari anche nelle zone più remote e montuose. L’istruzione superiore fu sviluppata a partire dal nulla: l’Università di Tirana fu fondata nel 1957. È difficile trovare precedenti di una trasformazione altrettanto rapida in così poco tempo.
Sanità pubblica
L’aspettativa di vita salì dai circa 38 anni del 1945 ai 72 anni della fine degli anni Ottanta — uno dei balzi più rapidi mai registrati in Europa. La mortalità infantile crollò. Malattie endemiche come la malaria furono eradicate. Una rete di ospedali e ambulatori fu estesa in tutto il territorio nazionale.
Industrializzazione
Partendo da zero, il regime costruì un settore industriale di base: estrazione mineraria (cromo, rame, petrolio), industria tessile, agroalimentare, chimica leggera. L’Albania divenne autosufficiente in diversi settori energetici grazie a un massiccio programma idroelettrico. La quota della popolazione attiva nell’industria passò dal quasi nulla a circa un terzo.
Infrastrutture
Fu costruita la rete ferroviaria (inesistente nel 1944), notevolmente ampliata quella stradale, estesa la rete elettrica a tutto il territorio (nel 1990 quasi il 100% delle abitazioni era allacciato alla rete, rispetto a una percentuale trascurabile nel 1944).
Emancipazione femminile
Indipendentemente da qualsiasi giudizio ideologico, la condizione della donna subì una trasformazione reale: accesso all’istruzione e al lavoro, abolizione giuridica di pratiche tradizionali come i matrimoni combinati e la vendetta di sangue (anche se quest’ultima sopravvisse di fatto in alcune zone). Nel 1944 la donna albanese era di fatto esclusa dalla vita pubblica; nel 1985 era presente in ogni settore.”
non voglio discutere Claude*, ma mi piacerebbe sapere come mai gli albanesi se ne scappavano in italia dove sappiammo che tutto è uno schifo…
* un mio carissimo zio è stato presidente del circolo napoletano dell’associazione di amicizia italia albania (primi anni 80)…viaggiava regolarmente in camper in albania, e regolarmente tornava con racconti fantastici dell’albania che mi sta simpatica da allora…solo che poi alla domanda “zio possiamo venire con te la prossima volta?” la risposta regolarmente era “eh no, devi essere invitato ufficialmente” (…non so se era vero, forse si all’epoca…)
“se ne scappavano”
aggiungo…sappiamo benissimo che fino al crollo del regime gli albanesi che scappavano dall’albania erano davvero pochini…però sappiamùo anche che la fuga ad ovest era punita con la morte se ti acchiappavano e se non ti acchiappavano, condannavi la famiglia all’internamento indefinito, e i parenti più lontani a stravaganti sanzioni civili che si estendevano per generazioni (hai mai sentito parlare della famigerata “cattiva biografia”?)
e di nuovo la domanda per claude: se il regime aveva tutti quei meriti perché doveva sparare su chi voleva uscire dal paradiso?
Ci si potrebbe anche chiedere come mai, dopo la fine del comunismo circa 400.000 albanesi siano rimasti in Italia su una popolazione albanese di poco più di 2 milioni.
Anche considerando il fatto che in Albania l’indice di sviluppo umano è classificato Alto. Italia Molto Alto.
Certo, i comunisti stalinisti erano “brutali”, ma il sistema funzionava così.
Con pro e contro.
Il Capitalismo “estrae” più ricchezza ma crea forti “diseguaglianze” percepite come lecite.
Le diseguaglianze comuniste sono una contraddizione e quindi vengono percepite come illecite.
Boh.
https://statisticsoftheworld.com/ranking/gini-index
L’indice Gini misura le diseguaglianze.
Più alto è più è la diseguaglianza
Son cose che fanno girare un po’ le scatole.
La diseguaglianza viene percepita male.
Genera malcontento.
premesso che sospetti che il rifiuto delle diseguaglianze sia un gigantesco problema
ma è solo una mia fisima
sono interessato a dove cavolo hai trovato che l’indice di sviluppo umano dell’Albania è alto.
Grazie!
E dove mai se non su wikipedia.
Perché, non va bene neanche l’Albania non comunista?
Non dico nulla, mi permetto di avere dei sospetti molto ma molto forti sugli indici di “vero sviluppo umano” alternativi al PIL.
Il denaro è troppo poco ma almeno è un dato “oggettivo”. Se indaghi, negli indici alternativi ci trovi tonnellate di ideologia.
Ciao
@ roberto
“la domanda per claude:”
Forse posso aiutare io.
Nel bel romanzo ‘La città di pietra’ dell’Albanese Ismail Kadaré si descrive la vita nell’Albania Ottomana all’inizio del XX secolo.
In particolare, un ragazzino mezzo cieco viene portato da un villaggio in città, da dove torna con un bel paio di occhiali nuovi fiammanti che gli consentono finalmente di vederci benissimo.
La cosa suscita enorme scalpore, perché nessuno nel villaggio non solo non aveva mai visto un paio d’occhiali ma non ne conosceva nemmeno l’esistenza. I pochi anziani che sapevano il Corano a memoria vengono così chiamati a consiglio sulla piazza del paese per decidere se la novità sia conforme o no alla legge di Allah. Per fortuna del ragazzino viene emesso parere favorevole.
Personalmente, poi, ho avuto da ragazzo la fortuna di conoscere una anziana signora Italiana che visse a Tirana prima della guerra. Mi disse che gli Albanesi erano bravissime persone, ma che la loro igiene era… terrificante (non è questo il termine usato dalla signora).
Ora, se il livello di ‘sviluppo umano’ dell’Albania era questo (e immagino che durante la guerra non sia migliorato) non mi stupisco che anche un governo Stalinista abbia migliorato drasticamente le condizioni di vita del popolo.
Il problema semmai è che poi le ha lasciate lì. E in Albania Raiuno si prende benissimo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Gli occhiali risalgono al Medioevo. Possibile che fossero sconosciuti nel XX secolo?
Forse è una storia romanzata …
Roberto,
hai mai sentito parlare di consumismo, di modello occidentale, di televisione degli anni ’80 (quella del tizio che non piaceva a te 🙂 )?
La mia migliore amica è albanese (migliore amica significa che ci sentiamo ogni giorno e la vedo più volte al mese), è venuta a 14 anni, quindi ricorda benissimo l’Albania e conosco molto bene il suo immaginario.
Non mi ha mai parlato di oppressione, miseria, cose simili.
Semplicemente lei ama le cose moderne, lo spettacolo, la moda, i locali fighetti, la musica commerciale (anche se distingue le cose valide e non disprezza forme di musica più serie); quando la porto nei posti che piacciono a me, tipo pergolato e tovaglie a quadrettoni rossi, dice che non le piacciono perché le ricordano la sua infanzia in Albania (Enver Hoxha era già morto, ma quella era l’Albania da cui scappavano nel ’90 gli amici di Pino).
Voi proprio non capite il potere seduttivo dell’Occidente consumista. Non c’entra un cazzo l’assenza di libertà, non c’entra un cazzo l’indigenza, non centra la violenza repressiva, la mancanza di garanzie e diritti.
No, è solo che c’è un mondo luccicante quanto finto, stile Las Vegas, e questi ne sono attratti come falene dalla luce. In modo fanatico: sono disposti a correre grandi rischi, perfino a morire pur di farne parte.
La democrazia e la dittatura non c’entrano assolutamente nulla, sono fuffa retorica che va di moda agitare ossessivamente da qualche anno a questa parte.
Ma io capisco benissimo, sei tu che non capisci che è tutto un pacco unico
Da una parte hai la società di hoxha
Dall’altra hai quella di berlusconi
Quelli che stanno da una parte fanno i loro conti e vogliono andare dall’altra, e pazienza se rinunceranno al piccolo mondo antico preservato da hoxha, quello piace a te, non alle centinaia di migliaia che sono scappati alla prima occasione
Qui però non ci capiamo.
Quelli che sono andati via lo hanno fatto dopo che Hoxha era morto.
E comunque dopo essersi saziati capisco che vuoi anche il dessert, ma questa non è una colpa di chi ti ha saziato: l’alternativa era rimanere digiuni.
Comunque prendo atto che sei diventato berlusconiano 🙂
Peucé te l’ho già scritto, prima non scappavano perché se li prendevano li ammazzavano e se non li prendevano punivano le famiglie per generazioni
Google è nostro amico, cerca “albania biografia cattiva” e vedrai da solo
Anche a me stupisce saperti hoxhiano
Per roberto
“Anche a me stupisce saperti hoxhiano”
Ma dai, Peucezio riesce sempre a dire qualcosa che stupisce Roberto 🙂
E’ che io invece vorrei parlare di quello che sta succedendo adesso, non decenni fa. Mi va benissimo che qualcuno tifi per il Saggio Uomo delle Luci (Enver Hoxha, mettendo insieme quello che so di arabo e di turco), e che molti tifino contro…
Ma abbiamo l’isola di Sazan, che si vede dalla costa pugliese, cosa possiamo fare io, te Roberto, e Peucezio perché si salvi, a prescindere dalle nostre divertenti tifoserie sul passato?
miguel
“cosa possiamo fare io, te Roberto, e Peucezio perché si salvi”
temo niente…ecco perché parliamo del passato
Per roberto
“temo niente…ecco perché parliamo del passato”
Grazie di questo bellissimo commento, che spiega tante cose.
Eppure, io ho sempre la sensazione che qualcosa, possiamo fare…
nel nostro microscopico mondo oltrarnino, abbiamo realizzato cose che sembravano inimmaginabili.
Abbiamo cambiato le regole, abbiamo creato spazi che tutti avrebbero detto che non possono esistere.
L’importante è non pensare al passato, non darsi per sconfitti in partenza.
E se vogliamo, ognuno di noi possiede conoscenze, amicizie, contatti, legami che potrebbero dare una forza enorme ai nostri amici albanesi.
Basta non partire sempre pensando che siamo sconfitti in partenza…
Roberto,
“hoxhiano” mo’…
Ci mancherebbe solo quello…
Apprezzo il positivo dove c’è.
Ma da qui a essere hoxhiano.
Io sto dicendo una cosa più semplice. Che quando da un paese di pastori fai una nazione moderna la gente è ben contenta. Poi, fatto quel salto, vuole ancora di più e va bene.
A me Hoxha piace di più nella seconda versione, quella immibilista, statica, decadente, repressiva, però non si possono negare i meriti oggettivi della prima.
Sono d’accordo con Miguel comunque.
La storia è il risultato della somma delle singole azioni umane: se nessuno può influire su nulla, chi cazzo l’ha fatta la storia fino ad ora?
roberto
“A me Hoxha piace di più nella seconda versione,”
a me ovviamente piace la prima versione quello che fa passare un paese dove 90% era analfabeta ad uno in cui più o meno tutti andavano a scuola
ma ripeto, è una questione di gusti personali miei e tuoi.
il giudizio che conta lo hanno dato gli albanesi
miguel
“Eppure, io ho sempre la sensazione che qualcosa, possiamo fare…”
nel vostro microcosmo certamente…ma qui hai degli speculatori USA protetti a livello altissimo che vogliono fare qualcosa su un’isola albanese che la maggiorparte di noi non ha mai sentito prima…ok è una bella cosa mostrare solidarietà agli albanesi, ma davvero non credo ci sia altro da fare…fossi americano almeno cercherei di adoperarmi il più possibile per far finire questo governo di briganti, che appena perdono la sedia andranno tutti in prigione, ma appunto non sono americano
Roberto,
“il giudizio che conta lo hanno dato gli albanesi”.
Quindi gli italiani, non solo del sud, che negli ultimi decenni dell’Ottocento sono andati in America del nord e latina in massa stavano dando un giudizio sui Savoia?
Gli stessi che ai plebisciti, pochi anni prima, prendevano il 99% e simili?
Ti ricordo che la percentuale degli aventi diritto al voto nell’Italia dell’epoca era forse del 5%. Forse.
(Vado a memoria, ma mi pare che salì al 10/12 % con le riforme della Sinistra storica).
E anche così i plebisciti pare che furono truccati.
Ma il punto non è questo.
Gli italiani che emigravano stavano dando implicitamente un giudizio sul fatto che l’economia italiana stava andando malissimo, e sì, che dopo l’unificazione i Savoia fecero pochissimo per il Sud, oltre a sfruttarlo.
E non è che nel resto del paese fecero molto di più.
Il nonno di mia mamma, reduce della Prima guerra mondiale, prendeva una pensione sufficiente per comprare un sigaro…
peucezio
“giudizio sui Savoia?”
scusa peucezio ma il ping pong della retorica mi stanca al terzo scambio
il mio pensiero è chiaro
se la gente scappa da un posto => in quel posto si vive di merda, anche se a qualcuno piacerà
se un regime spara su chi vuole scappare da un posto => in quel posto si vive di merda anche se a qualcuno piacerà
non esistono merde assolute e paradisi, la merda è sempre relativa a qualcos’altro
esiste appunto l’osservazione della realtà che ti porterà a constatare che gli albanesi scappano verso la grecia e l’italia, gli italiani negli anni 70 verso la germania o il belgio (mentre adesso non scappano più)
OMDAR al 1000 per 1000 e 1001 per le considerazioni sulla retorica
Pino,
figurati, penso tutto il male possibile dell’Italia postunitaria: io mi sarei tenuto Borboni, papa, tognitt, i’ Granduhato, ecc.
Ma le condizioni oggettive sono una cosa, il giudizio implicito su un regime un’altra.
Comunque ricordo anche sommessamente che anche i bambini mangerebbero solo patatine fritte, non andrebbero a scuola (e in quello un po’ hanno ragione), non prenderebbero le medicine, se anche occorrono…
Un regime non si giuidica solo dal consenso, altrimenti la Meloni starebbe aggiustando l’Italia, mentre ci sta portando verso il baratro (con la complicità di tutto il resto della politica, da destra a sinistra).
Roberto,
e ti ricordo per l’ennesima volta che quando la gente scappava, Hoxha era bell’e morto da qualche anno.
E comunque quello che dici presuppone che la gente sappia giudicare la propria condizione di vita, ma il punto è che non è così.
Se tutto quello che le perosne fanno servisse loro a vivere meglio, saremmo in una società di persone felici.
Invece l’essere umano si autosabota costantemente.
Pensa un po’ alle guerre. Non ci guadagna nessuno eppure si fanno. Per avidità, narcisismo, ottusità, ambizione sciocca…
La gente è così.
Tra l’altro anche i tedeschi dell’est volevano scappare a ovest, infatti c’erano i famosi Vopos, se non ricordo male.
Ora votano tutti l’estrema destra o l’estrema sinistra perché sono scontenti del nuovo assetto e tornerebbero volentieri alla DDR, che garantiva occupazione e relativo benessere per tutti.
In ogni caso mi pare evidente che giudicare un regime e uno statista per quello che è successo negli ultimissimi anni o, peggio, dopo che lo statista è morto, e soprattutto misurarlo a colpi di esodi è una banalizzazione storica enorme: non è così che si valutano i fenomeni storici.
Al di là delle mie simpatie personali, ho descritto i progressi in termini di industrializzazione, alfabetizzazione, ecc.
Sarebbe come ridurre la I Repubblica alla parentesi craxiana e a Mani Pulite o ridurre l’Impero Romano al debole Romolo Augustolo.
Peucezio
“e ti ricordo per l’ennesima volta che quando la gente scappava, Hoxha era bell’e morto da qualche anno.”
E io ti ricordo ancore che prima NON POTEVANO scappare!!! Ma secondo te perché hoxha aveva quel sistema per impedire le fughe se nessuno voleva scappare?
Peucezio
“E comunque quello che dici presuppone che la gente sappia giudicare la propria condizione di vita, ma il punto è che non è così.”
Credo che sia la cosa più paternalista che io abbia mai letto…ma poi non è proprio questa la critica che fai costantemente all’UE? Cioè il fatto che si occupa dall’alto dei bisogni della gente trattandoli come bambini?
Roberto,
veramente è l’opposto: io credo che la Ue abbia distrutto l’economia europea e la capacità europea di proiezione geopolitica: l’Ue è sostenuta dalla maggior parte dei cittadini Ue, malgrado li porti alla rovina e alla povertà.
Con ciò, capisco bene che ti disorienti il fatto che un comunitarista antistatalista come esprima posizioni paternalistiche. Un giorno di questi ti chiarisco meglio la cosa.
NO.
E un vitalista come te non dovrebbe certo cadere in simili orrori.
PS meglio il disastro di Chernobyl allora, che preserva un bel pezzo di territorio da ogni intromissione umana.
Non so più a cosa stai rispondendo.
Comunque io voglio l’oppressione bruta perché è il contrario del moralismo, della colpevolizzazione che ti trasforma in un fervente asceta antivitalista.
Non ho mai visto nei paesi dittatoriali masse di vegetariani esangui che odiano le automobili, non seducono le donne, evitano fumo e alcol, anzi, mi sembra l’esatto opposto.
Secondo me hai scritto una colossale fesseria.
Non conosco nulla di più moralista e colpevolizzante dei regimi comunisti e fascisti. Che se volevi un paio di calze di seta eri una puttana traditrice del Proletariato e/o della Patria.
Ma che vadano a fare in culo!
Ma quella è retorica: la gente mica la prendeva sul serio.
E comunque quelle erano dittature aurorali. Io parlo di quelle grigie, tardive, di quelle che non vogliono forgiare l’uomo nuovo, ma gestire burocraticamente l’ordinaria amministrazione.
Ti pare che sotto Brežnev ci fosse tutta ‘st’identificazione ideale? A parole sì, in realtà funzionava per inerzia.
E negli interstizi dell’inerzia succedono le cose belle.
Fuori dalle fanfare delle ideologie e dei riformatori dell’Uomo e del mondo, compresi i tuoi amici liberali, illuministi e il resto del ciarpame rivoluzionario.
Per Peucezio
“E negli interstizi dell’inerzia succedono le cose belle.”
C’e del vero in quello che dici… mi ricordo da ragazzo quando Arkadi Nebolsine raccontava dei suoi viaggi in Unione Sovietica, e di tutto il fermento culturale che si nascondeva dietro la facciata che descrivi
Essere semplicemente liberi da così schifo?
Senza bisogno di tutti questi sotterfugi e senza rischiare i colpi di coda dei regimi?
Francesco,
sì, fa schifo, per lo stesso motivo per cui molti pensionati si annoiano e qualcuni muoiono prestissimo.
Niente banalizza e snatura le cose quanto farle diventare un diritto.
Guarda i culattoni: da essere un elemento di vivacità culturale, di anticonformismo, sono diventati i più biechi custodi del perbenismo ufficiale, della più ottusa ortodossia di regime.
La liceità genera sempre conformsmo, banalizzazione.
alcuni
Peucezio,
su questo non posso che essere in disaccordo! ma io sono un fiero oppositore del paternalismo per gli adulti, mentre sono un forte sostenitore per i giovani.
Anche per questo mi trovo in contrasto col mondo moderno.
Ciao
“Sono i grigi dittatori come lui che hanno preservato un pezzo di mondo per decenni.”
Anche su questo v’è poi da ridire.
In Cina la Rivoluzione culturale ha distrutto (fisicamente distrutto) secoli se non millenni di arte, ma soprattutto di tradizioni, che in molti casi si sono salvate solo perché esistevano Hong Kong e Taiwan.
L’ambiente, non parliamone neppure.
Mussolini, nel suo piccolo, tentò di sostituire l’Italia dei piccoli comuni e delle tradizioni locali con una magniloquente Anticaroma di cartapesta
(io lo segno tra le famose “cose buone di Mussolini” 😉 ma ammetto che sono gusti)
Hoxha cosa ha preservato? Ha riempito il paese di orribili bunker che adesso nel migliore dei casi sono attrazioni turistiche, e quel che ha preservato di ambiente è dovuto semplicemente alla mancanza di mezzi per distruggerlo.
Altrimenti avrebbe riempita l’Albania di fabbriche e casermoni, come tutto il mondo ex comunista.
Quanto alle tradizioni, l’Albania di Hoxha era quella dove i cognomi tradizionali sono stati sostituiti da altri assegnati in base alle circoscrizioni elettorali, o qualcosa del genere (ci fosse Ritvan spiegherebbe meglio).
Di nuovo, a me sembra un’ottima idea 😉 ma non credo sia il il tuo ideale di società…
Il fatto è, caro Peucezio, che, anche se neghi, a me sembra che tu soffra della caratteristiche sindrome (si scherza eh?) della “romantica donna inglese” interpretata da Montesano.
Che bello vedere i poveri! Sono “tanto pittoreschi”!
“Hoxha cosa ha preservato? Ha riempito il paese di orribili bunker che adesso nel migliore dei casi sono attrazioni turistiche, e quel che ha preservato di ambiente è dovuto semplicemente alla mancanza di mezzi per distruggerlo.”
Più o meno quello che mi disse anni fa una ragazza albanese, quando le accennai del Regno angioino d’Albania (1272-1368), incentrato su Durazzo. Lei che era di Durazzo, non ne sapeva nulla.
Pino,
Mao è stato uno dei peggiori criminali della storia infatti.
A me piace Deng Xiao Ping.
Sai bene che odio i rivoluzionari.
Il punto è un altro.
Che il consumismo dei paesi democratici in certi casi ha distrutto meno vestigia materiali (ma i suoi danni li ha fatti anche lui), ma nei paesi dell’est un’anima popolare è rimasta, la religiosità dopo lla caduta del Muro è riemersa… mio cugino va spesso in Romania e descrive scene che in Italia se vedevano ancora negli anni ’50.
Spariranno anche lì ovviamente, in onore alle magnifiche sorti e progressive.
Ma l’ateismo di stato ha distrutto la religione molto meno della libertà religiosa occidentale.
Che è l’unica che trasforma le coscienze, perché con l’imposizione brutale ci riesci molto meno: la carota funziona molto meglio del bastone, come già intuì il buon Huxley.
Franco non l’ha capito, ha promosso la modernizzazione della Spagna e il risultato è che morto lui è diventato un puttanaio.
Comunque alla fine voialtri di sinistra siete proprio strani.
Amate proprio il peggio (penso a Roberto: Pino qualche riserva verso la sinistra fighetta di oggi ce l’ha). Vi va bene questa sinistra caricaturale che appoggia in tutto e per tutto la concentrazione della ricchezza e l’immiserimento del ceto medio, perché mette i pronomi che non offendono quelli che non sanno di che sesso sono, mentre criticate quelli che hanno davvero modernizzato, sollevato milioni di persone dalla miseria, creato infrastrutture, ecc.
Boh, mi sembra il mondo dei matti.
È che come al solito tu poni i tuoi gusti, legittimi ma assolutamente soggettivi, a misura del bene e del male
A te piace il mondo medioevale e teocratico. Ottimo
A centinaia di migliaia di albanesi piaceva il troiaio berlusconiano. Ottimo pure quello
Io mi limito a costatare questi due fatti e a dire che un regime come quello di hoxha manifestamente ha imposto un mondo medioevale e teocratico (certo non cristiano) a quelli che volevano il troiaio e sta cosa non poteva funzionare e non ha funzionato.
Gli albanesi, se fossero stati dei Peucezi, non avrebbero abbandonato il paese in massa e darei un giudizio diverso sul regime di hoxha
Poi, è questo è un mio giudizio, ho l’impressione che i regimi che debbano punire con la morte chi scappa, siano intrinsecamente sbagliati
Vabbè, però esistono anche questioni di sostanza, gerarchie minime.
La mia era una critica sulla sinistra di oggi.
Che dà alla gente i pronomi e gli toglie i soldi per mangiare.
Io avrò pure i miei gusti, ma perfino io metto i bisogni essenziali prima di quelli spirituali e valoriali: senza il pane non si va da nessuna parte.
E il pane non è solo il pane in senso letterale (quello non manca ancora: al limite te ne vai in viale Toscana); è che se ti smantellano la sanità e ti trovi che se non hai i soldi per curarti il cancro vai al creatore, questo è più grave che rinunciare alla tv di Berlusconi o alla società teocratica.
Insomma: crepare si deve crepare in ogni caso, non sacrificherei la libertà per la sanità.
Ciao
@ Francesco
“non sacrificherei la libertà per la sanità”
Dillo a chi sta tutta la notte su una barella al Pronto Soccorso perché i soldi vanno tolti alla sanità e spesi per i cessi d’oro di Zelensky.
“i cessi d’oro di Zelensky”
Sara’ un amante dell’arte moderna. Saranno di Cattelan. 🙂
Francesco,
quindi bene la sinistra.
Solo che nell’Italia degli anni ’60 non solo c’era meno disparità di ricchezze, a nessuno saltava in mente di chiuderti in casa per un’influenza un po’ più virulenta.
La sinistra ha ereditato lo spirito repressivo del vecchio marxismo e il capitalismo di rapina del vecchio liberalismo ottocentesco.
Per Peucezio
“La sinistra ha ereditato lo spirito repressivo del vecchio marxismo e il capitalismo di rapina del vecchio liberalismo ottocentesco.”
C’è un meccanismo fondamentale che sfugge facilmente.
La Destra è sotto attacco per ogni cosa che fa “di Destra”. La Sinistra è sotto attacco per ogni cosa che fa “di Sinistra”. Termini che lascio interpretare a ciascuno…
La Destra fa arrestare un immigrato? Vai, è la prova che la Destra vuole le camere a gas, eccetera eccetera, la Sinistra può galvanizzarsi con cortei. La Destra fa entrare mille immigrati in Italia? Boh, tutti zitti…
La Sinistra fa arrestare uno speculatore immobiliare? Vai, è la prova che Stalin vuole distruggere la proprietà privata e riportarci ai gulag. La Sinistra concede un quartiere a uno speculatore immobiliare, boh tutti zitti…
Ne consegue che se sei di Destra, ti conviene fare una politica di Sinistra; se sei di Sinistra, ti conviene fare una politica di Destra.
Il caso estremo lo vediamo oggi: la Sinistra alla fine ha la carta vincente: la Destra è malvagia, non ha diritto di esistere, perché Hitler era di Destra e Hitler ha sterminato gli ebrei. Quindi chi ce l’ha con gli ebrei, non ha diritto di esistere.
Se con un gioco di prestigio, faccio coincidere “ebrei” e “Israele”; con un altro gioco di prestigio posso dire “criticare Israele vuol dire che vuoi sterminare gli ebrei”; e faccio notare che la Sinistra critica Israele, ho usato la carta vincente della Sinistra per negare il diritto di esistere della Sinistra.
Andrea: curati.
@ Francesco
“curati”
Con quali soldi, visto che vanno ai cessi d’oro?
😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Miguel,
però questa situazione così speculare è recente, direi postrunpiana e postmeloniana:
fino a pochissimo tempo fa la sinistra aveva un’egemonia assoluta.
Quindi quando dico sinistra leggi:
classe dirigente occidentale post-Caduta del Muro.
Per Peucezio
“Vi va bene questa sinistra caricaturale che appoggia in tutto e per tutto la concentrazione della ricchezza e l’immiserimento del ceto medio”
Secondo me fai – come fanno tutti anche di altri schieramenti – l’umanissimo errore di notare il singolo difetto di alcuni individui ed estenderlo a tutti.
Su due milioni di esseri umani definibili come “musulmani” o perché ci credono, o perché portano un cognome strano, uno qualche settimana fa, di seconda generazione e con problemi psichiatrici, ha dato di matto e fatto una tentata strage con la macchina. Pare che da qualche parte sui social abbia scritto qualcosa tipo, “a me mi guardano tutti storto, sti italiani”.
Ora, lui ha generalizzato due o tre sguardi storti ricevuti in qualche decennio di vita, e li ha estesi a 60 milioni di italiani.
E altri hanno generalizzato lui allo stesso modo, dicendo che lui è la prova che bisogna “remigrare” pure chi ha ha avuto il nonno nato all’estero.
Io la “Sinistra” la conosco benissimo, ci vivo in mezzo. E capisco anche i difetti che tu dici (e ne conosco molti altri).
Ma è semplicemente falso dire che pensino ai pronomi invece di pensare alla “giustizia sociale” (virgolette, per capirsi).
No, in genere, e con mille sfumature, pensano alla “giustizia sociale”, e qualcuno ci fa rientrare anche i “pronomi”.
Poi esiste una minuscola minoranza di fanatici, che ogni volta che vedono un poliziotto urlano “all cops are bastards!” e che fanno orride scritte sui muri e che passano il tempo a urlare insulti contro i presunti “transfobici”. Ma sono le stesse persone che accusano il PD di ogni male.
Qui è questione di intendersi sui termini.
Tu parli di persone degnissime, ma che non contano un cazzo. Purtroppo. Perché se contassero vivremmo meglio.
Il tizio che sai tu, che conosco solo di fama e mediaticamente, avrà le sue manie sui fascisti, ma se governasse lui e altra gente come lui tante porcherie non ci sarebbero.
Io però parlo della sinistra di governo, degli eredi delle socialdemocrazie europee che a fine anni ’90 hanno fatto l’Ulivo internaziona,e bombardato la Jugoslavia, attuato la globalizzazione e imposto al mondo il neoliberismo come finta terza via.
Parlo del PCI, che, appena caduto il Muro e diventato PDS, si è immediatamente riciclato col grande capitale americano e ha combattuto Berlusconi senza quartiere perché un minimo residuo di interesse nazionale voleva preservarlo.
Poi nella sezione di periferia c’erano i comunistoni duri e puri o i moralisti alla Travaglio che credevano davvero a tutta la retorica sull’onestà, su Berlusconi mafioso, ecc. (lo sarà anche stato, non è questo il punto), ma “colà dove si puote” sapevano benissimo cosa stavano facendo e a che scopo.
Ma erano gli eredi diretti del comunismo, erano la sinistra per definizione.
Semmai dovrei essere io critico verso personaggi come quelli, visto che sogno un modo mendievale feudale e teocratico.
Hoxha ha fatto quello che due secoli prima hanno fatto illuministi e rivoluzionari francesi: imporre la modernizzazione con la violenza.
Se oggi campiamo 90 anni si deve a questi personaggi qui, non certo ai rincoglioniti di oggi (che stanno cercando di dissipare questa ricchezza): tutto il salto del livello di vita, il progresso tecnico-scientifico, ecc. sono arrivati sull’onda dell’alfabetizzazione di massa, della modernizzazione delle infrastrutture, di una forma di statualità organizzata, accentrata…
Tutte cose per cui io non stravedo, ma non posso negarne gli effetti benefici materiali sul lungo periodo.
@ peucezio
“modernizzazione […] violenza […] oggi campiamo fino a 90 anni si deve a questi personaggi qui”
OAAP!
Prima di dire che Mao, Hoxha o Lenin erano delinquenti – cosa magari vera – bisognerebbe avere l’umiltà di ricordare in che stato hanno trovato i loro Paesi e in che stato l’hanno lasciato.
Ciao!
Andrea Di Vita
e ci vorrebbe pure l’umilta’ di chiedersi se sarebbe potuta andare peggio se non ci fossero stati, chi lo sa?
comunque le cose sarebbero cambiate, di solito cambiano di piu’ e in modo piu’ duraturo in assenza delle “rivoluzioni”, che dopo la confusione iniziale mi pare che finiscano sempre peggio di come erano iniziate
e sempre considerando che peggio/meglio e’ giudizio di valore
sicuro Mao ha eliminato fisicamente la “peggiore” classe burocratica del mondo, il mandarinato cinese, facendo scalare il podio a quella europea, e quindi ponendo le premesse per l’attuale situazione, che pero’ non credo che fosse cio’ che aveva davvero in mente, ammesso che avesse qualcosa in mente oltre ad essere l’incarnazione del potere assoluto
@ firmato Winston
“umiltà”
La storia non si fa coi “se”.
Se ci sono voluti degli assassini per togliere di mezzo un sistema marcio vuol dire che altri più scrupolosi o non c’erano o hanno fallito.
Chi per esempio ha avuto la fortuna di leggere “La buona terra” di Pearl S. Buck, testimone oculare delle allucinanti condizioni di vita dei contadini nella Cina d’anteguerra, vede Mao con occhi diversi da chi giudica col metro che ci possiamo permettere di usare oggi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Al solito, scambi un libro per la Verità!
Che tu sia uno Yankee letteralista?
PS e comunque neppure in questo modo riesci a salvare Lenin e Stalin.
@ francesco
“scambi”
Fa’ un po’ tu. La Buck era figlia di missionari USA, nata e cresciuta in Cina lontano dalle grandi città e perfettamente bilingue. Magari ne sapeva qualcosa, no?
“Verità”
Come disse un noto funzionario dell’Impero Romano:
‘Che cos’è la verità?’
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea, ma che dici? L’applicazione ideologica maoista delle dottrine agricole sovietiche provoco’ diverse milionate o decine di milionate di morti di fame, che non si sa neppure quanti di preciso, se non per l’ordine di grandezza. Queste sono cose che sono attentamente studiate dagli agronomi, quelli che per mestiere devono produrre derrate agricole e quindi osservano attentamente le esperienze altrui, non sono opinioni politiche dove si puo’ dire tutto e il contrario di tutto e va bene lo stesso. Mentendo in questo modo a scopo di faziosita’ politica perdi ogni credibilita’, tu e le idee che sostieni: anche quelle buone 😉
Non siamo proprio tutti coglioni, qua dentro, perlomeno non su tutti gli argomenti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_carestia_cinese
“La grande carestia cinese è ampiamente considerata come la carestia più mortale e uno dei più grandi disastri provocati dall’uomo nella storia umana, con un numero stimato di morti che oscilla tra 15 e 55 milioni.”
Che e’ comunque poco rispetto all’holodomor ucraino perpetrato con molto maggior dolo dai comunisti russi, la popolazione cinese seppur scarsa rispetto ad oggi (saranno stati solo 300 milioni) era MOLTO maggiore di quella ucraina…
Per carita’, un bene per l’ambiente, dal punto di vista della diminuzione della pressione demografica. 🙁
@ firmato Winston
“che dici”
So bene della grande carestia e del Grande Balzo in avanti.
E nonostante ciò, non vorrai mica dire che alla morte di Mao il Cinese medio stava peggio del Cinese medio subito prima dell’invasione Giapponese?
La vita media in Cina è passata da 35 anni nel 1935 a 64 anni nel 1975. La mortalità infantile è passata negli stessi anni fa 160 a 30 decessi su mille nascite; l’analfabetismo è sceso dall’85% al 30%.
Moltiplica questi dati per più di mezzo miliardo di abitanti, e dimmi tu se il bilancio complessivo non è positivo – anche tenuto conto di carestie, laogai, grande balzo in avanti, campagna contro i passeri ecc.
Ciao!
Andrea Di Vita
@ firmato Winston
“che dici” parte seconda
Dimenticavo: ho preso i dati del 1975, quando di “libero mercato” ancora non si parlava. Quei progressi furono puro effetto del Comunismo “duro e puro”.
@ firmato Winston
“che dici” parte terza
…e tieni conto che in mezzo c’è stata pure una guerra civile e un’invasione Giapponese con stupro di Nanchino, unità 731 e decine di milioni morti annessi.
Lysenko costrinse gli agricoltori a piantare semi molto vicini tra loro poiché, secondo la sua “legge della vita delle specie”, le piante della stessa “classe” non erano mai in concorrenza tra loro. Le teorie di Lysenko ebbero un ruolo attivo nelle carestie che fecero morire milioni di persone, e le sue pratiche prolungarono e aggravarono la carenza di cibo. La Repubblica Popolare Cinese sotto Mao Zedong adottò i suoi metodi a partire dal 1958, con risultati disastrosi, culminati nella grande carestia cinese dal 1959 al 1962, in cui morirono circa 15 milioni di persone.
https://it.wikipedia.org/wiki/Trofim_Lysenko
Adesso non metto un secondo link, ma un’altra causa di questa terribile carestia fu il progetto del “grande balzo in avanti” che in nome di una fantasiosa industrializzazione modello sovietico, distolse grandi masse di contadini dal lavoro nei campi.
Mao però precedentemente, nel 1931, aveva varato una riforma agraria basata sulla confisca dei latifondi, che divise in lotti e distribui’ ai coltivatori senza terra.
Annullò i debiti e ridusse le tasse
Prima di lui la Cina era un paese sfruttato.
I contadini erano o super-tassati al punto di non poter possedere nemmeno un aratro, oppure trattati come schiavi dai proprietari terrieri.
@ puffo giardiniere
“Lysenko”
E ciò nonostante nel 1975 la vita media era quasi raddoppiata rispetto a quarant’anni prima!
Ignoro se esista nella storia umana un altro esempio simile di sviluppo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea, ebbene si’, anche il comunismo ha fatto cose buone! Oppure il comunismo ha fatto anche cose buone, a scelta. Contento?
Lisenko: uno dei problemi fu la “vernalizzazione”, non ho tempo di leggerla adesso ma vedo che c’e’ una voce su wikipedia. Il problema del lisenkoismo comunque e’ che venivano spediti al gulag quelli che non erano d’accordo! E la centralizzazione dell’unica verita’ ammissibile che ne derivava nella pratica della coltivazione, se era sbagliata, era assolutamente antifragile!
La natura biologica funziona per tentativi ed errori, trial and error, le prova tutte, come il capitalismo liberale, che riesce a fare soldi anche dall’anticapitalismo green. 😉 (e’ per provocare, OK)
https://it.wikipedia.org/wiki/Lysenkoismo
Vi consiglio questo ottimo video-intervista a Giada Messetti sulla Cina attuale e sui pregiudizi negativi occidentali: dice che i cinesi di adesso sono di un pragmatismo assoluto, tutto il contrario di un ideologizzato che deve consultare il libro sacro per capire cosa deve pensare in ogni momento. Si vede che la lezione gli e’ servita…
Mi pare sia questo.
Parla anche del terremoto del friuli dell’epoca, di cui e’ figlia, molto interessante.
https://www.youtube.com/watch?v=ogvTnKqjLXo
@ firmato winston
“gulag”
Lysenko ha sulla coscienza, tra l’altro, la morte per fame nei sotterranei della Lubjanka del massimo botanico Russo dell’inizio del secolo, Vavilov, che lo aveva attaccato per quel ciarlatano che era, che era finito alla Lubjanka per ordine di Ezhov su denuncia di Lysenko in quanto seguace della teoria ‘borghese’ della genetica mendeliana, e che fra le altre cose aveva precorso i tempi creando una delle primissime banche germinali al mondo. Approfittando del gelido clima Russo, Vavilov aveva creato insieme coi suoi assistenti una vasta raccolta di semi di piante diverse da conservarsi al freddo in modo da averne a disposizione per le generazioni future (un po’ come quella, molto più grande, che c’è oggi alle Svalbard).
Ciao!
Andrea Di Vita
“Moltiplica questi dati per più di mezzo miliardo di abitanti, e dimmi tu se il bilancio complessivo non è positivo – anche tenuto conto di carestie, laogai, grande balzo in avanti, campagna contro i passeri”
Non sapendone nulla o quasi, o dato un’occhiata a:
https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Cina_(1912-1949)
Mi pare di capire che la Cina nella prima meta’ del ‘900 e’ stata in un clima di continua guerra civile non sempre sotterranea, peggio dell’europa, finche’ alla fine ha vinto Mao (che i piu’ esperti di me mi dicono essere stato soprattutto, se non solo, un grande condottiero militare, molto meno adatto a gestire la pace raggiunta dopo la sua vittoria).
riporto qualche paragrafo del wiki sopra linkato:
“Tendenza al militarismo
Per tutta la sua durata, ma in particolar modo fino alla fine degli anni Venti, la repubblica cinese vide uno spiccato orientamento della politica verso la militarizzazione. Il contesto di forte instabilità politica e sociale, spesso sfociato in guerre civili, portò infatti all’imporsi di figure provenienti dagli ambienti militari. La costruzione del moderno stato cinese fu accompagnata dal forte sostegno degli eserciti, come dimostra la sovrapposizione della leadership politica e militare in figure come Yuan Shikai, Mao Zedong o Chang Kai-shek.[58]
Ideologie
Gli sviluppi politici della Repubblica, soprattutto nella sua prima fase, furono debitori delle azioni e delle idee di riforma già presenti verso la fine dell’Ottocento durante la dinastia Qing.[59] Tuttavia, diversi furono gli apporti intellettuali al progresso sociale e politico della Cina moderna.
In generale ci furono diverse tendenze anti-confuciane e anti-tradizionaliste che si manifestarono per esempio nel cosiddetto “Movimento di Nuova Cultura”, sviluppatosi a partire dal 1915. Fulcro delle rivendicazioni progressiste era la riforma linguistica: ad esempio la rivista Gioventù nuova, fondata da Chen Duxiu, era pubblicata in baihua, ovvero la lingua vernacolare, e non in lingua letteraria.[60]
Altri intellettuali invece sostennero la validità della tradizione culturale cinese, pur reinterpretata alla luce delle nuove esigenze e dei moderni cambiamenti; ancora, altre ideologie di derivazione occidentale che si diffusero in Cina durante la prima metà del Novecento furono il marxismo (in particolar modo il leninismo) e l’anarchismo.[61]
La Repubblica di Cina contava circa 430 milioni di abitanti nel 1912, cresciuti a 500 milioni nel 1933.[62]
Nel 1912 la repubblica governava il 32,21% della popolazione mondiale.”
Non so, sinceramente non mi stupirei se la Cina riesplodesse in qualche nuova (contro)rivoluzione (anti)repressiva, sono cresciuti troppo in fretta e prima o poi, per ragioni fisiche prima che economiche, il tasso di crescita rallentera’ e verra’ percepito dalla popolazione, cosi’ come da noi, come impoverimento, fra non molto avranno enormi problemi demografici di invecchiamento della popolazione, raggiunta una certa prosperita’ ci sono anche li’ segni (segnali deboli) di rifiuto di un regime scolastico e produttivo che e’ sia ipercompetitivo che militaresco (molto peggio che da noi nel pre-68)… probabilmente per adesso il sistema tiene botta proprio e solo grazie alll’enorme sviluppo in corso, particolarmente evidente data la pessima situazione di partenza, che i cinesi attuali, al contrario di noi che ne abbiamo persa memoria, ricordano ancora bene. Ma lo sviluppo porta anche a nuovi bisogni e nuove infelicita’. I cinesi poi mi par di aver capito che sono il contrario dei giapponesi, tendono molto di piu’ all’irrequietezza, alla corruzione, all’arrivismo, ai “familismi amorali”, non sono facili da governare senza un ferreo controllo e, quando serve, dura repressione, se si vuole tenere unito l’impero, ieri come oggi.
Non credo che il loro comunismo, che mi sembra di facciata, “postmoderno”, c’entri molto, sinceramente, non c’e’ solo il comunismo e l’anticomunismo, al mondo.
Tieni conto che cosi’ come da noi in europa non e’ sparito l’assolutismo ma c’e’ stata la sostituzione del re con un parlamento e comunque il governo di una ristretta minoranza di potere (con altrettanta se non piu’ puntuta e quindi peggiore sovranita’ assoluta di quella che c’era prima), anche loro hanno solo sostituito l’imperatore col partito comunista, ma la sostanza e’ rimasta la stessa.
Non c’e’ pace nel mondo.
Finira’ che a poter gestire l’ingestibile aumento di complessita’ rimarra’ solo l’intelligenza artificiale, che diventera’ il nuovo sovrano assoluto dotato di un potere e un’onniscienza divini non delegati come a suo tempo a papi, re e imperatori, e poi a governi e parlamenti, ma in prima persona? Probabile.
Non plebei e poveri mortali siamo gia’ in competizione con tale sovrano per l’energia elettrica (sovrano con pure il dono dell’immortalita’, perlomeno dal punto di vista dell’arco della vita umana, diciamo immortale quanto uno stato o un’istituzione che dura molte delle nostre generazioni.
Per FW
“Finira’ che a poter gestire l’ingestibile aumento di complessita’ rimarra’ solo l’intelligenza artificiale,”
Hai descritto molto bene un processo fondamentale.
Che religione è bektashi?
AI Overview
I Bektashi (o bektasciti) sono una confraternita mistica islamica di derivazione sufi e sciita, nata in Anatolia (Turchia) nel XVI secolo e radicata principalmente nei Balcani.
I tratti principali di questa religione includono:
Sincretismo: Nonostante tragga origine dall’Islam, è una pratica molto aperta e liberale. Nel credo bektashi si fondono elementi islamici sciiti, il sufismo, ma anche credenze precristiane e persino influenze cristiane ortodosse.
Niente dogmi rigidi: I bektashi non impongono l’osservanza stretta degli obblighi islamici tradizionali. Il consumo di alcol è solitamente accettato, le donne non portano il velo e pregano insieme agli uomini.
Venerazione: I loro testi sacri comprendono il Corano, ma estendono il rispetto anche alla Bibbia e alla Torah, venerando talvolta anche santi cristiani.
Diffusione: Sono presenti in particolar modo in Albania, dove rappresentano una fetta importante della popolazione e dove ha sede il loro centro mondiale (noto come Kryegjyshata a Tirana). Spesso in Turchia questa corrente viene associata all’Alevismo (Alevi-Bektashismo).
Curiosità: il Bektashismo è da sempre sinonimo di grande tolleranza e laicità, al punto che il governo albanese ha proposto in passato l’idea di conferire alla loro sede centrale a Tirana lo status di micro-stato sovrano (sul modello del Vaticano) per proteggere la loro comunità dalle persecuzioni globali dell’estremismo religioso
Sufismo
1 gran bella musica
2 poca zavorra materiale e spirituale (forse. Non ricordo bene) Il sufista è come il surfista. Sta sempre sull’onda.
Ho dei libri eh! Un certo Arena filosofo del nonsense. Devo solo ripassare la materia.
Soprattutto se è giusta la parola “sufista”.
Si può dire che la sua vera origine è situabile nell’Asia turco-iraniana, che per ragioni storiche ha riassunto e inglobato insegnamenti esoterici buddhisti, hindù, classico-egizi e cristiani
“pur scaturendo da una matrice sciamanica non mai sopita” 💥✌ah, ah! me lo immaginavo.
; mentre in certe zone dell’Arabia e del Nordafrica soprattutto nei due ultimi secoli — è andato poi anche degenerando in aspetti folcloristico – popolari, che del misticismo sufico hanno ben poco, e anzi rischiano di screditarne l’immagine.»
Il primo grande maestro sufi al-Ḥasan al-Baṣrī anche famoso per avere affermato che il mondo è un ponte sul quale si passa, ma su cui non conviene costruire nulla
Wikipedia
Comunque si dice “i Sufi” non i sufisti.
Ma la parola originale è un’altra.
Cambiando repentinamente argomento.
https://youtu.be/LuCJ3GDuYO8?is=BanVZiE6aCB7iTdU
La Corea di Kim, prossimo incubo per Trump? Missili intercontinentali.
Devo dire che ultimamente le analisi militari si sono come “affinate” tra le guerre in atto e l’Apocalisse nucleare si sono aggiunte molte sfumature. Bene. In fondo come dice la logica Fuzzy, tutto è sfumato.
Nel mondo predomina il grigio.
@ Puffo giardiniere
“Kim”
Stando a quei bolscevichi del Wall Street Journal, il PIL della Corea del Nord ha avuto un’impennata del 3,7% nell’ultimo anno. Ciò ha riempito le strade della capitale (uniche accessibili ai corrispondenti stranieri) di merci di consumo Cinesi, che non si erano mai viste da quelle parti.
L’improvviso progresso sarebbe dovuto a una costante e regolare esportazione di armamenti verso la Russia, che ripagherebbe in materie prime subito girate da PyongYang alla Cina in cambio appunto di beni di consumo.
https://www.wsj.com/world/asia/north-korea-economy-success-e80f7062
Ciao!
Andrea Di Vita
“il PIL della Corea del Nord ha avuto un’ IMPENNATA! del 3,7% nell’ultimo anno”
Pina, siamo ricchi! (Superfantozzi, 70 secondi):
https://www.youtube.com/watch?v=mBMeaPAzIQc
@ firmato Winston
“SuperFantozzi”
🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣‼️‼️‼️‼️
Ciao!
Andrea Di Vita
La Corea del Nord è diventata ricca
Si, in virtù della linea curva.
Perché non esistono le linee rette in natura.
E fanno anche male alla salute.
Che poi il dittatore comunista albanese che non so scrivere il suo nome, ha preso un’Albania primitiva e l’ha portata avanti e poi però è rimasto indietro.
Mao e Stalin hanno fatto la stessa cosa, ma ora la Cina è una potenza industriale e la Russia nonostante le sanzioni tien botta.
E se le girano le scatole ci tira un missile di quelli che ne basta uno e tutta l’Europa è fritta.
Non c’è la linea retta.
Bisognerebbe anche farlo capire a Trump and company.
I Bektashi in realtà nacquero nel XIII secolo in Anatolia ad opera del predicatore Veli Hagi Bektash (1209-1271) e contribuirono al passaggio delle masse romee ortodosse anatoliche all’Islam e alla turcofonia.
Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, ha lanciato una campagna pubblicitaria incentrata sulla frase «Quando c’era lei», con una grafica che ricorda chiaramente l’immaginario del periodo fascista. «
https://www.ilpost.it/flashes/pubblicita-matteo-renzi-giorgia-meloni/
Credevo che Renzi sapesse che in Italia lo sfottò sarcastico fa sempre il gioco di chi lo subisce e NON di chi lo infligge.
Fra l’ altro il treno Anni 1930s ricorda la testa del Gigante di Ferro … o cmq della fantascienza retrofuturistica vintage …
Che bel film!
@ Moi
“Gigante di Ferro”
Capolavoro!
Ciao!
Andrea Di Vita
Per Peucezio
Quello che dici delle “dittature” è in parte vero.
Paradossalmente, la rivoluzione comunista ha frenato la rivoluzione capitalista…
Io leggo e rileggo le straordinarie parole profetiche di quasi due secoli fa, di Marx. Non mi piace la parola “borghesia” (anche perché fa pensare a vecchietti perbenisti, e non a Elon Musk), ma non voglio fare le pulci a quel genio straordinario che in tempi in cui non c’erano ancora la luce elettrica o le auto, aveva colto come sarebbe stato il 2026:
“La borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione, dunque i rapporti di produzione, dunque tutti i rapporti sociali. La prima condizione di esistenza di tutte le precedenti classi industriali era invece la conservazione immutata del vecchio modo di produzione. L’ininterrotta trasformazione della produzione, il continuo sconvolgimento di tutte le istituzioni sociali, l’eterna incertezza e l’eterno movimento distinguono l’epoca della borghesia da tutte le epoche
precedenti. Vengono quindi travolti tutti i rapporti consolidati, arrugginiti, con il loro codazzo di rappresentazioni e opinioni da tempo in onore. E tutti i nuovi rapporti invecchiano prima di potersi strutturare. Tutto ciò che è istituito, tutto ciò che sta in piedi evapora, tutto ciò che è sacro viene sconsacrato, e gli uomini sono finalmente costretti a considerare con sobrietà il loro posto nella vita, i loro rapporti reciproci.
La necessità di uno sbocco sempre più vasto per i suoi prodotti lancia la borghesia alla conquista dell’intera sfera terrestre. Bisogna annidarsi dappertutto, dovunque occorre consolidarsi e stabilire collegamenti.
La borghesia ha strutturato in modo cosmopolitico la produzione e il consumo di tutti i paesi grazie allo9 sfruttamento del mercato mondiale. Con grande dispiacere dei reazionari essa ha sottratto all’industria il suo fondamento nazionale. Antichissime industrie nazionali sono state distrutte e continuano a esserlo ogni giorno. Nuove industrie le soppiantano, industrie la cui nascita diventa una questione vitale per tutte le nazioni civili, industrie che non lavorano più le materie prime di casa ma quelle provenienti dalle regioni più lontane, e i cui prodotti non vengono utilizzati solo nel paese stesso ma, insieme, in tutte le parti del mondo. Al posto dei vecchi bisogni, soddisfatti dai prodotti nazionali, se ne affermano di nuovi, che per essere soddisfatti
esigono i prodotti delle terre e dei climi più lontani. Al posto dell’antica autosufficienza e delimitazione locale e nazionale si sviluppano traffici in tutte le direzioni, si stringe una reciproca interdipendenza universale fra le nazioni. E ciò sia nella produzione materiale che in quella spirituale. Le conquiste spirituali delle singole nazioni divengono bene comune. L’unilateralità e la delimitazione nazionale diventano sempre meno possibili e dalle varie letterature nazionali e locali si costruisce una letteratura mondiale.
La borghesia trascina verso la civiltà persino le nazioni più barbariche, grazie al rapido miglioramento di tutti gli strumenti di produzione, grazie al continuo progresso delle comunicazioni. I prezzi ben calibrati delle sue merci sono l’artiglieria pesante con cui essa atterra qualsiasi muraglia cinese, con cui essa costringe alla capitolazione financo la più ostinata xenofobia dei barbari. La borghesia costringe tutte le nazioni a far proprio il modo di produzione borghese, se non vogliono affondare; la borghesia le costringe a introdurre esse stesse la cosiddetta civiltà, cioè a diventare borghesi”.
“Per Peucezio
Quello che dici delle “dittature” è in parte vero. ”
Ma se ascoltiamo le parole di Marx, capiamo una cosa importante: che la forza della storia va in quel verso.
Marx ne era affascinato, e non aveva colto le spaventose implicazioni ecologiche che ne scaturivano, se non forse in qualche scritto isolato.
Ma aveva colto che era il processo della storia: come lo colse René Guenon. Con la differenza radicale che Guenon aveva capito anche dove ci avrebbe portati, cosa che forse a Marx sfuggì.
Avra’ mai sentito parlare della:
https://it.wikipedia.org/wiki/Catastrofe_dell%27ossigeno
Catatastrofe dell’ossigeno a parte, a dimostrare che i drastici cambiamenti evolutivi avvenivano da ben prima che se ne accorgesse Marx e da molto prima che la natura inventasse non i mammiferi ma la riproduzione sessuata, Miguel, le innovazioni tecnologiche da sempre si diffondono a macchia d’olio: in natura biologica con la velocita’ del cambiamento genetico, in natura culturale con la velocita’ della trasmissione dell’informazione fra gli uomini (specifico “fra gli uomini” perche’ anche quella genetica e’ una trasmissione dell’informazione).
E’ un luogo comune fra chi mastica ma proprio un minimo di scienza.
Ad accelerare il processo c’e’ stata prima la rivoluzione agricola, circa 10.000 anni fa, quando con la fine dell’ultima glaciazione comincia la cosiddetta calda estate (oggi detta riscaldamento globale), e poi la rivoluzione scientifica, dal 1600. I contadini ci hanno messo piu’ tempo dei borghesi, ma hanno estinto piu’ di loro i modi di vita precedenti, e sfruttato immensamente di piu’ le risorse dell’ambiente sfruttabili con la tecnologia dell’epoca: tutte, dove sono arrivati, cioe’ dappertutto tranne remote zone dell’africa o attorno al circolo polare.
Ma in realta’ tutte le specie viventi hanno come obiettivo quello di aumentare il flusso di energia che le attraversa, magari ottimizzandosi per risparmiarla, non solo i borghesi, non solo gli uomini, non solo gli animali (da cui jevons, che visto cosi’ non e’ per niente paradossale). Pure che gli uomini mettano insieme un capitale comune per essere piu’ efficienti attraverso il lavoro di gruppo accade in tutte le specie sociali. La borghesia non c’entra nulla, cosi’ come all’epoca non c’entravano i contadini, se non come prodotto del cambiamento. I contadini e la borghesia arrivano con i rispettivi cambiamenti, non prima. E prima della rivoluzione agricola non e’ che l’invenzione dell’arco e delle frecce e dell’addomesticamento del fuoco non avessero prodotto grandi cambiamenti all’ambiente, avevano estinto la macrofauna, bruciato continenti. L’invenzione di abiti e scarpe e ripari ha permesso di vivere in ambienti ostili propagando la nostra specie su tutta la superficie terrestre… erano tutti borghesucci?
Marx e la sua bibbia sul capitale hanno il potere di rincoglionire quelli che lo leggono, di togliergli lo spirito critico se non verso l’unica direzione indicata.
E’ stato proprio un guru, un profeta. E non sara’ l’ultimo.
Un poeta, questo tuo amico tedesco!
😀
A (s)proposito sempre di Fuga da Berlino Est e di DDR
https://specialmente.bmw.it/2019/10/03/verso-la-liberta-nella-bmw-isetta-una-storia-vera/
L’ incredibile storia vera di una BMW Isetta
30 anni dopo, 1990s , sarebbe diventata l’ iconica vettura di Steve Urkel … il primo Nerd (anziché il solito Jerk sportivo sempre arrapato e un pp’ bulletto) Afroamericano delle Serie TV .
https://italy.news-pravda.com/russia/2026/06/10/461067.html
Beh, se cominciano a colpire l’acqua, nel Golfo succede un pandemonio.
Anche Israele è molto vulnerabile.
🙄
Sbaglierò, ma ho la sensazione che qualcuno abbia perso la testa.
E questo non è un fatto grigio, ma nero.
Si comincia con l’acqua e poi non si sa dove si andrà a finire.
La Famosa Pompa di Overton 😉
Francesco:
““non sacrificherei la libertà per la sanità””
Trovo interessante la frase, perché fa riflettere su cosa si intende per “libertà”.
In Italia (che presumo tu veda come esempio di “libertà”, io posso criticare il governo (ma non posso “vilipendere” il Presidente della Repubblica o la Bandiera, o fare apologia di fascismo…). Posso costituire un’impresa e fare investimenti, entro certi limiti.
Non posso fare milioni di cose che sono considerate “asociali”. Dal camminare sulla carreggiata della strada anziché sul marciapiede, a girare nudi (cosa che a San Francisco ad esempio è perfettamente lecito), a restare in un centro commerciale un minuto dopo la chiusura, al farmi una canna…
Sono tutti divieti talmente interiorizzati che quasi non ce ne accorgiamo, ma che riguardano la maggior parte della nostra vita.
Anche perché è più probabile che a me importi di più poter entrare nel bel giardino di un hotel di lusso, che a dire la mia sul governo.
Comunque noi possiamo anche considerare giusta l’infinita serie dei divieti cui siamo assoggettati: ma sono tutti giustificati in nome del bene “comune”, insomma per lo stesso motivo per cui anche i governi “comun”isti avevano questi e altri divieti.
miguel
fa riflettere su cosa si intende per “libertà”
riflessione già fatta mille volte…credevo che ormai fosse pacificamente accettato che quando si parla dilibertà non si parla mai di “libertà assoluta”…quella non esiste solo nel mondo dei sogni e riguarderebbe solo l’ipotetico imperatore assoluto dell’universo (che però vedrebbe la sua libertà lilmitata da leggi naturali, non potrebbe respirare sott’acqua per esempio)
Per roberto
“credevo che ormai fosse pacificamente accettato che quando si parla dilibertà non si parla mai di “libertà assoluta”…”
Infatti. Non credo che sia utile usare termini come l’americano “the free world”. Fuori dai festini di Epstein, tutti ovunque vivono vite rigorosamente limitate. Anche se vogliamo usare il criterio idealistico, “la mia libertà finisce dove inizia la tua”, di “tu” ce ne sono otto miliardi a vincolarci.
Siamo d’accordo spero che chi usa “libertà” per indicare un paese contrapposto a un altro, sta cercando di ingannarci.
Miguel
“ Siamo d’accordo spero che chi usa “libertà” per indicare un paese contrapposto a un altro, sta cercando di ingannarci.”
Ovviamente no
Seguimi
Libertà non è mai libertà assoluta => esistono vari gradi di libertà => è ovviamente possibile, anzi è una cosa sotto gli occhi di tutti che ci sono paesi in cui la libertà individuale è più o meno estesa
Dirò di più: puoi avere paesi in cui la libertà è in certi settori maggiore, paragonandola a quella di un altro Stato, ed in altro minore
Per esempio, se prendiamo la libertà come libertà di impresa, immagino che possiamo tranquillamente dire che gli USA sono più liberi che l’Europa. In qualsiasi altro settore è sicuramente il contrario (pensa alle assurde regole usa sull’alcol, a tutte le regole di comportamento per separare i sessi, ai miliardi di km di fences che rendono impossibile fermarsi e fare una corsa nei campi…)
@ roberto
“libertà”
OAAR!
Sviluppando il tuo ragionamento ci accorgiamo che non c’è parola più ambigua della parola ‘libertà’.
Tanto per cominciare, esiste la ‘libertà da’ ed esiste la ‘libertà di’.
Libertà DALLA paura, DAL peccato, DALLA miseria, DALL’oppressione, DALLE malattie…
Libertà DI fondare un’impresa, DI licenziare, DI scegliere un lavoro, DI scegliere un corso di studi, DI dire la propria opinione…
A seconda del contesto, una frase su cui possiamo essere certamente tutti d’accordo come ” VIVA LA LIBERTA’ ” finisce col significare cose completamente diverse e addirittura incompatibili.
Per fare un esempio familiare agli Italiani della mia età, anni fa la stessa frase di cui sopra in bocca a un Pannella o a un Rocco Buttiglione voleva dire cose diametralmente opposte. Per Pannella voleva dire ‘libertà delle donne dalle mammane’ e per Buttiglione voleva dire ‘libertà del feto dal pericolo di essere abortito’. E’ chiaro che ciascuno, affermando la propria idea di libertà, negava quella dell’altro.
Ecco perché diffido tutti i discorsi che vogliono fondare la politica sui Valori come la Libertà, senza definire di che Libertà si parla: sono insensati nel caso migliore e in malafede in quello peggiore.
Così, un minatore sotto Stalin non aveva certamente la libertà DI criticare apertamente il governo, ma godeva altrettanto certamente della libertà DAL pericolo di rimanere senza un lavoro.
Un minatore sotto la Thatcher era nella situazione opposta: poteva criticare apertamente il governo, ma il suo posto di lavoro era concretamente in pericolo.
Ciao!
Andrea Di Vita
e siccome non siamo dei bamba, la libertà degli uomini che lavoravano come minatori nella società di Stalin era assai tanto minore della libertà degli uomini che lavoravano come minatori nella società di Maggie.
senza considerare il danno sociale di tenere aperte le miniere di carbone per non obbligare il personale a cercarsi un altro lavoro (ma questa osservazione richiede già almeno 10 minuti di studio dell’economia)
Libertà è parola ambigua ma non abbastanza da nascondere i nemici della libertà che fanno i sofisti.
Ciao
@ francesco
“assai tanto minore”
Ah! Sapevo che esiste l’amperometro, il picnometro, il sismometro. Ignoravo avessero inventato l’eleuterómetro!
(=”misuratore di libertà”)
Ci spieghi come funziona?
Con quale fuffa si carica?
A prediche dell’amichetto di Pinochet o a discorsi di Einaudi?
“danno sociale”
Sociale?
Un liberale del tuo calibro che pronuncia la parola “sociale”?
Ti devo ricordare io che la profetessa del “there is no alternative” ha anche detto “non conosco il significato della parola ‘societá'”?
Stammi a sentire, Francesco: lascia perdere il “sociale”.
Non è roba per te.
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Un liberale del tuo calibro che pronuncia la parola “sociale”?”
scusa ma l’unica critica che puoi fare a quella affermazione è un attacco ad personam a francesco (a proposito, non eri quello che non attacca mai le persone ma solo gli argomenti)?
ora, uno può sicuramente sostenere che il danno sociale di lasciare in mezzo alla strada da un giorno all’altro 20.000 persone sia un danno sociale molto maggiore che tenere aperte miniere improduttive grazie ai soldi pubblici (e io sono sostanzialmente di questo parere) ma non è che appunto gettare soldi pubblici nelle miniere sia una operazione a costo sociale zero….
@ Roberto
“sociale”
Non è un attacco ad personam.
Francesco ha sempre messo la libertà einaudiana di impresa a fondamento della sua visione della società ideale.
Per me questa è la libertà di licenziare, di buttare la gente im mezzo alla strada per profitto.
È la Thatcher, e personalmente mi dà il voltastomaco.
Ma almeno che chi la propugna non pretenda che abbia una rilevanza “sociale”!
Ciao!
Andrea Di Vita
Veramente se non avesse una assoluta rilevanza sociale non la sosterrei. E neppure Maggie lo avrebbe fatto.
Credo dovresti studiare quali sono le conseguenze sociali (generali? trova tu un termine) del libero mercato rispetto a quelle del dirigismo statalista o del socialismo.
Sospetto che tu non conosca quasi i tuoi nemici, caro Andrea.
Ciao
@francesco
“dirigismo socialista”
Guarda l’andamento negli ultimi anni del potere d’acquisto dei lavoratori nei paesi che non hanno il dirigismo socialista e confrontalo con quelli che ce l’hanno, poi ne parliamo.
(Sarò sportivo: escluderò dal confronto la Haiti del post terremoto se tu escludersi dal computo la Cuba sotto blocco navale).
Non puoi servire due padroni: non puoi allo stesso tempo sostenere i cittadini e arricchire BlackRock e simili.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> Non puoi servire due padroni: non puoi allo stesso tempo sostenere i cittadini e arricchire BlackRock e simili.
😀 😀 😀
davvero, dove hai vissuto negli ultimi 250 anni? si chiama capitalismo e ha arricchito i cittadini più di qualsiasi altra cosa accaduta nel mondo dall’inizio dei tempi
ma leggilo qualcosina, prima di pontificare. Da Smith a Friedman ai discorsi di Maggie. Non per farti convincere ma per conoscere un minimo il tuo nemico!
Ciao
Per roberto
“Seguimi”
E’ più o meno quello che volevo dire io.
Nel tuo esempio, in un conflitto tra Europa e Stati Uniti, sarebbe ingannevole dire, “io mi schiero con la parte della libertà”.
Sicuro? che tra gli USA di Trump e l’Europa di oggi non ci sono dubbi su dove stia la maggiore libertà.
Domani, con AfD e Bardella al potere, potrebbe essere il contrario.
Ciao
““non sacrificherei la libertà per la sanità””
Oltre alla libertà formale, esiste poi la libertà concreta.
Una ragazza di Potenza è libera di partecipare a un concorso dove vince un posto come infermiera all’ospedale di Careggi a Firenze. E’ libera di prendere il treno per venire a Firenze. Non è libera di abitarci, perché la sua libertà si limita ai 1200 euro mensili che l’ospedale le dà. E quindi non è libera di fare l’infermiera.
Per lo stesso motivo per cui non è libera di chiamare il proprio compagno e dirgli, “quell’isola, la voglio!”
Miguel la sanita’ e i servizi moderni istruzione compresa, anche quelli che oggi consideriamo “di base”, costano, e MOLTO, perche’ generarli richiede una montagna di risorse, sia umane che materiali: per pagarli si e’ disposti almeno ad affittare qualche camera in centro, in cambio? Certo la camera si potrebbe affittare all’infermiera o all’insegnante: solo che affittando la camera in centro all’infermiera si paga una infermiera, affittandola allo svizzero e all’americano spostando l’infermiera in periferia se ne pagano dieci e anche la tac-pet e la pastiglia contro il cancro svizzera da 500 euri cadauna. Spostarla quanto in periferia? Fino a Cosenza? Puo’ essere, visto che l’attivita’ edilizia oggi e’ semplicemente proibita o resa ultracostosissima a causa delle normative perfettistiche, guardacaso e anche in questo caso dagli stessi che poi si lamentano degli effetti delle loro proibizioni e prescrizioni.
Il grosso problema del capitalismo e della societa’ ipercomplessa che genera, e’ che ha troppo successo, e permette a un sacco di gente di vivere alla grande non solo senza produrre nulla, ma anche impedendo agli altri di produrlo, per cui si perde il senso di come e da dove arrivi il relativo benessere.
Prova a vederla cosi’, tanto per provare un altro punto di vista. L’altro lo conosciamo gia’ tutti benissimo.
Neanche a me piace, ma so che fare diversamente avrebbe una serie di effetti collaterali che la gente normale cosi’ come e’ oggi non accetterebbe mai: proprio perche’ e’ stata abituata a credere, da politici anche delinquenti, che tutto sia facile, che tutto sia possibile e che tutto sia dovuto. Grillo e gli ambientalisti sono stati dei campioni in proposito.
https://solar.lowtechmagazine.com/2021/02/how-sustainable-is-high-tech-health-care/
La sanità high tech è insostenibile.
Che sia capitalista o socialista o ambientalista o controambientalista, una soluzione a buon mercato per la sanità non esiste, tranne i guaritori sciamani a sei dita.
Consiglio un beverone di soia e pomodoro.
Previene un sacco di malattie.
E come diceva Ilich, con una sanità ridotta al minimo, prima di rovinarsi la salute a gratis, o di prendersi dei rischi inutili, magari ci si pensa due volte.
Possibile.
A lungo termine a dire il vero nulla e’ sostenibile, nel senso che tutto cambia.
Illich, come Thoreau, era veramente tremendo, ma aveva perfettamente previsto come si sarebbero svolti gli avvenimenti, e cosa e chi avrebbero prodotto (non che ci volesse molto, conoscendo i polli).
Siamo passati da Illich a Pecoraro-Scanio e poi Greta.
Non oso immaginare il prossimo passaggio.
Proprio ieri leggevo:
“Educazione ecologica? No, grazie.
La crisi mondiale attuale si presenta come la convergenza di una moltitudine di problemi. Quello dell’ecologia è uno di essi e l’UNESCO ci chiede oggi di analizzarlo nel corso di questo seminario dal titolo Educazione ecologica e pianificazione socio-economica. Date le strutture ideologiche che a questo organismo derivano dalle sue stesse origini, dato l’ottimismo che attorno agli anni Cinquanta, all’epoca della sua fondazione, si professava nei riguardi dei miracoli che poteva operare la diffusione dell’insegnamento, temo di poter predire a colpo sicuro quale sia l’orientamento delle vostre proposte: voi, in quanto esperti, state perseguendo l’escalation suicida che conduce verso l’aumento dei programmi scolastici. L’insegnamento, l’istruzione sono diventati una panacea e ogni mutamento tecnico provoca un rafforzamento di questo sistema di terapia prodigiosamente costoso.
Nel Medioevo, gli alchimisti credevano alle virtù della pietra filosofale che, applicata agli elementi della terra, poteva liberarne gli spiriti. Come loro, noi abbiamo la pretesa di condurre le persone attraverso una serie di gradi e di iniziazioni fino all’illuminazione perfetta che le introdurrà nella «gabbia dorata»[1]. Per inserirle nella logica d’un sistema industriale in perpetua espansione, ci occorrono degli educatori.
Siamo i perfetti discendenti di quel Comenio la cui Didactica magna voleva essere «l’arte suprema di insegnare tutto a tutti». Nella stessa ottica, pretendiamo di trasformare la popolazione del globo in consumatori di conoscenze, «tutto» consistendo, per ciascuno, nel trovare il posto che gli conviene in una delle sedici categorie della metamorfosi pedagogica.
Nel clima attuale, l’ecologia sta diventando l’ultima delle discipline inserite nei curricoli scolastici. Essa è ugualmente destinata a figurare in quelli dell’educazione permanente, promossa al rango di (b)quarto rudimento: leggere, scrivere, far di conto… riciclare! Il panico suscitato dall’inquinamento costituisce un’occasione ghiotta per i burocrati e i tecnocrati. Gli insegnanti si lanciano alla riscossa.(/b) Avevamo già il grande movimento degli istituti di ricerca e dei sistemi antinquinamento; ci mancava il pullulare degli organismi incaricati di assicurare, a costi elevati, la formazione degli specialisti dell’ambiente.
Questo insegnamento dell’ecologia maschera un’intenzione politica. Se si cerca di promuovere una lotta efficace contro l’inquinamento e se nello stesso tempo si pretende di mantenere l’espansione industriale, (b)è necessario fissare nuovi regolamenti e nuove leggi perché bisogna pur fare ingoiare la pillola: bisogna che le persone si sottomettano docilmente alle frustrazioni che si impongono loro per arrivare a risolvere i problemi che si è loro insegnato a creare(/b). Per rendere accettabile questo controllo politico, lo si battezza «iniziazione ai problemi dell’ambiente». […]”
«Contre la production du bien-être», in Esprit, vol. 41, n. 426, luglio-agosto 1973, pp. 33-38.
Stasera Vannacci dalla Gruber : lei farà di tutto per renderlo un “Super Villain” … MA la straordinaria connaturata antipatia di questa donna gli farà invece incrementare i voti !
@ MIGUEL
TIME OUT
Ritvan disse che “Vento” è “Erë” … donde il nome femminile “Eryona”, dedicato al Vento del Mar Ionio.
“Anila” mi risulta essere Sanskrito … che cmq notoriamente 😉 è un Dialetto IllyroPelasgico.
Erjona con “J” … errata corrige.
Anila (अनिल) è probabilmente imparentato al Latino ” Anhelitus” … ma si sa:
questa moderna diavoleria 😉 della scrittura fonetica anziché logografica può giocare scherzi .
Rispondo qui per facilità di lettura a Francesco che scrive:
“2) date per scontato che il comunismo porti miseria materiale e vita di merda? e hce lo sviluppo capitalista sia fonte di speranza? siete venuti nel mio carrugio alla fine! anche troppo, forse.”
Mah, non credo che il capitalismo, specialmente quello “all’americana”, sia la panacea di tutti i mali.
E mi pare che il Fondo Monetario Internazionale abbia proposto in più di un paese delle riforme in senso capitalista/liberista, alle quali si adatta perfettamente la vecchia barzelletta della terapia che ha funzionato, ma il paziente è morto.
Ma aldilà di questo, è altrettanto chiaro che il comunismo ha fallito in tutti i paesi in cui è stato applicato.
Tranne la Cina, dove è diventato una cosa totalmente diversa quindi non vale.
E lo dico provenendo da una famiglia di solide tradizioni comuniste.
Mio nonno era comunista, ma era comunista perché per lui il comunismo era dare pari dignità a tutti gli uomini, abolire le ingiustizie,, permettere una vita dignitosa a tutti, e anche “il contrario del fascismo”.
Che ne poteva sapere di quello che succedeva davvero in Russia e in Cina? Non tutte cose negative, comunque, qualcosa di buono succedeva anche là.
Ma io non vivo ai tempi di nonno, e se il comunismo fosse stato questa ricetta così azzeccata, un paese che è uno dove ha funzionato ci sarebbe.
Le scuse stanno a zero (un po’, permettimi, come quando voi filoamericani non ammettete la sconfitta in Vietnam 😉 e tirate in ballo “eh ma i vietnamiti erano aiutati, eh ma gli americani stavano sbaraccando, eh ma questo, eh ma quello”: l’America ha perso, stateci).
ma oltre al discorso puramente economico, ce n’è un altro, di cui si stava discutendo qua, cioè quello umano.
Il comunismo immaginario di nonno faceva rima con libertà.
Il comunismo reale faceva rima con censura, dirigismo, indottrinamento, passaporti interni, polizie politiche.
tutta brutta roba, dalle quale si scappava tanto quanto si scappava dalla miseria materiale, e forse anche di più.
Capita infatti di parlare con persone nate e cresciute nei paesi del Patto di Varsavia, e a volte rimpiangono il lavoro schifoso ma garantito, i servizi scadenti ma gratuiti, la disciplina delle scuole e la qualità dell’insegnamento e l’ordine pubblico.
Sono esseri umani, eh?
Che rimpiangano i banconi vuoti degli alimentari vuoti, la disorganizzazione della distribuzione, la carenza di oggetti necessari… nessuno.
Che rimpiangano a burocrazia oppressiva, la mancanza di notizie dall’estero, la difficoltà o impossibilità di possedere anche solo un agognato paio di “decadenti” jeans, le attese di anni per avere un automobile (di merda), l’ingiustizia palese dei privilegi dei membri dell’apparato… nessunissimo.
Adesso qualcuno mi viene a dire “ehh ma beati loro che erano poveri e vivevano in un posto grigio e triste!”… e un po’ mi girano eh?
Noto che ho scritto un automobile marinettiano, e non un’automobile dannunziana, mea culpa.
Inciónna Culpa 😉 … Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini continuarono sempre a dire “automobili’ al maschile 😉 .
C’e’ un divertente e simpatico reportage di un astronomo probabilmente degradato a insegnante di scuola quindi incattivito che ha fatto un giro in Vietnam, ma non c’e’ verso di linkarlo il post sparisce, forse perche’ e’ uno che e’ fissato coi preti (in negativo).
Reportage di viaggio buono anche per habs.
Cercare “incomaemeglio treno per danang”….
@ Pino Mamet
“Tranne la Cina, dove è diventato una cosa totalmente diversa quindi non vale”
Questo è vero a patto di identificare il Comunismo con la sua versione Sovietica. Né Trotski né Bordiga (e nemmeno Gramsci e il Lenin della NEP) sarebbero d’accordo.
Quello Sovietico nasce dal ‘comunismo di guerra’ del 1919, quando per sopravvivere ai Bianchi il Partito adottò una disciplina militare che dava tutta la priorità alle forze armate. Vinta la guerra civile, Lenin adottò la NEP: venne consentito il libero mercato dei beni di consumo, ma – dato che ‘Comunismo’ = ‘il controllo statale dei mezzi di produzione’ – viene impedita la speculazione finanziaria. Il risultato è che l’economia Sovietica si risolleva immediatamente. Stalin consolida il proprio potere personale rafforzando la disciplina del Partito mediante la formazione di una nomenklatura nominata direttamente da lui ed eliminando tutto ciò che nella società consentiva la sopravvivenza fisica al di fuori della fedeltà cieca e assoluta alla sua persona – dai vertici delle forze armate fino ai capitalisti che si erano arricchiti con la NEP. E’ la stessa cosa che fece Kim Il Sung dopo il fallimento dell’attacco alla Casa Blu nel 1966. I successori di Stalin mantengono il potere della nomenklatura salita su col Georgiano mantenendo immutato lo schema, in quello che abbiamo imparato a conoscere come il ‘socialismo reale’: Partito di trinariciuti, forze armate immensamente sovradimensionate, controllo asfissiante dell’economia privata residua. Il risultato è la cronica carenza di beni di consumo e sistematica incapacità di risollevare le sorti di quei Paesi che si stavano liberando dal colonialismo e che all’URSS si erano rivolti speranzosi.
Ma – come notato sopra – questa è una versione possibile del Comunismo, non l’unica. Nella sua essenza il Comunismo è il controllo pubblico dei mezzi di produzione, non dei beni di consumo: è quindi certo una fondamentale limitazione della libertà d’impresa, ma non è totale. Lo si vede chiaramente nelle pagine del primo libro del Capitale (Sez. ‘Il feticismo della merce’) in cui Marx parla di ‘libera associazione dei produttori’ (=’un’associazione di uomini liberi che lavorino con mezzi di produzione comuni e spendano coscientemente le loro molte forze-lavoro individuali come una sola forza-lavoro sociale’. Dove sta scritto che i negozi devono essere controllati dallo Stato?). Mao inizialmente copierà Stalin, con risultati catastrofici come la carestia degli anni Sessanta. Ma non costringerà mai tutti i contadini a consegnare i raccolti privandosi pure delle sementi per l’anno successivo. Non successe neppure quando ci furono gli eccessi della Rivoluzione Culturale. Senza la paranoia staliniana e senza una Grande Guerra Patriottica a devastargli il paese, il maoismo – pur con follie come il Grande Balzo in Avanti – raddoppierà la vita media, abbatterà la mortalità infantile e sconfiggerà l’analfabetismo di centinaia di milioni di persone. Dopo Mao, si apre al libero mercato. Ma non viene mai meno il controllo sui mezzi di produzione: il capitalista che valorizza la terra, ad esempio, è libero di arricchirsi se riesce a venderne i prodotti a prezzi competitivi, proprio come da noi. Ma non può usare i soldi ottenuti per ricomprare le stesse azioni della sua azienda quando va bene o per giocare al ribasso contro di essa quando le cose vanno male, arricchendosi incredibilmente invece di reinvestire nella produzione – come invece da noi è la norma. Se perdi il posto è perché l’impresa va male, non perché il padrone svende per andare a guadagnare di più giocando in Borsa. (Quest’ultimo passaggio è intrinseco del Capitalismo, la cui fase suprema secondo Lenin è appunto il passaggio dalla fase in cui gli investimenti si concentrano sull’industria a quella in cui gli investimenti si concentrano sulla finanza). Il Comunismo della Cina è la risposta al problema enunciato dalle mie parti dal Cardinal Siri (!) negli anni Sessanta (bisogna sempre sentire cosa dicono i preti, può venire a fagiolo): ‘è più facile trovare un milione per giocare in Borsa che per salvare una fabbrica’ La Borsa di Shanghai, pur enorme, muove una massa di capitali minuscola rispetto alle dimensioni dell’economia Cinese; nulla a che vedere con al rilevanza che ha Wall Street in USA. Non esiste l’equivalente Cinese di BlackRock, State Island e Vanguard Street: banche d’affari private che controllano direttamente o indirettamente l’azionariato di buona parte delle aziende quotate a Wall Street. Il risultato è un benessere materiale mai visto prima da quelle parti – ma soprattutto, a differenza di quanto accadeva nel Bund degli anni Venti – un benessere esteso a strati crescenti della popolazione. La Cina è diventato un mercato per gli investitori internazionali ma NON è controllato dai diktat del Washington consensus dell’FMI. Infatti continua a crescere. Quello che ha fatto Mao con la ciotola di riso dei Cinesi Deng e Xi lo stanno facendo col loro portafoglio. Con mille contraddizioni e mille pagine oscure, per carità – ma anche questo è Comunismo.
Ciao!
Andrea Di Vita
“ma NON è controllato dai diktat del Washington consensus dell’FMI”
Gia’, e mi sa che studieranno quel comunismo per copiarlo, visto che riesce a sfruttare i lavoratori (e l’ambiente) mille volte di piu’ quanto riescono a fare loro…
😉
@ francesco
“sfruttare”
Quando avrò smesso di sghignazzare potrò leggermi con calma la tua spiegazione su quale paese non Comunista abbia mai sollevato dalla miseria un miliardo di persone per poi essere capace di dare benessere materiale a una fetta crescente di quel miliardo.
Eppure dovresti saperlo, che la Cina ha lo stesso indice Gini degli USA con cinque volte la popolazione degli USA. Solo l’UE mediamente batte entrambi, ma partendo da un potere d’acquisto pro capite nel dopoguerra immensamente superiore a quello Cinese.
Ciao!
Andrea Di Vita
Un Testimone di Geova e’ piu’ elastico 😉
E ascolta di più.
Il garbo di Andrea nasconde una impermeabilità da brevettare, se fosse applicabile ai tessuti.
Il bello è che mille volte gli ho chiesto dove sono i sindacati in Cina e mai mi ha risposto. Avrà un blocco “stop reato” nella testa su questo tema.
@ francesco
“sindacati”
Un tribunale Cinese ha appena giudicato illegittimo il licenziamento di un lavoratore che l’azienda aveva sostituito con l’IA, condannando l’azienda a un risarcimento e alla riassunzione.
Proprio come com il nostro Jobs’ Act… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
“primo libro del Capitale (Sez. ‘Il feticismo della merce’) in cui Marx parla di ‘libera associazione dei produttori’ (=’un’associazione di uomini liberi che lavorino con mezzi di produzione comuni e spendano coscientemente le loro molte forze-lavoro individuali come una sola forza-lavoro sociale’
Amen!
Ma questo che citi e’ peculiare del corporativismo anarchico, non del marxismo: peculiare del marxismo e’ la lotta di classe e la dittatura del proletariato.
En passant quel corporativismo fu traghettato nel fascismo da Ugo Spirito e dal duce (che infatti aveva ascendenze anarco-socialiste): imperfettamente, OK, ma che le imperfezioni del fascismo devono essere da meno di quelle del comunismo? 🙂
Senti, ma perche’ sei fissato (in positivo) col comunismo? Fai il paio con quelli fissati in negativo. Ma chissenefrega delle etichette…
Non importa se il gatto e’ bianco o nero, basta che acchiappi i topi 😉
@ firmato winston
” perché sei fissato (in positivo) col comunismo”
E’ una bellissima domanda, la tua. Merita una risposta articolata – che spero essere non troppo noiosa.
Questa risposta è: perché alla mia età mi sono reso conto che con la caduta del Muro di Berlino (nel mondo) e con la ‘svolta della Bolognina’ (da noi) si è buttato via il bambino con l’acqua sporca.
Acqua sporca che – per carità – era tantissima. Roba da fogna. E non l’ho letto solo sul giornale né l’ho sentito alla TV: quando è uscito ‘Arcipelago Gulag’ avevo dodici anni eppure ne avevo quindici quando me lo sono procurato e me lo sono letto d’un fiato. Poi in seguito lessi anche Koestler, Šalamov, Barmin, e pure un po’ di Herling-Grudziński e della Arendt.
Ma esecrando tutto quello che sapeva di Comunismo si è legittimato l’oscurantismo dell’amichetto di Pinochet (*) – per cominciare. E di revisionismo in revisionismo, di rilegittimazione in rilegittimazione, di rifiuto dell’ideologia in rifiuto dell’ideologia, si è arrivati a Trump e ai banderisti (nel mondo) e a Salvini e Vannacci (da noi).
E – quel che è peggio – oggi molto più di prima la maggioranza delle persone se si piscia loro in testa dice che piove. L’autocensura, il controllo dall’alto, il conformismo ignorante e isterico hanno raggiunto abissi che non si vedevano da prima della seconda guerra mondiale.
Visto che se si continua così ci aspetta una bella estinzione – fra la bomba ecologica e la Bomba vera – sono convinto che rileggersi un po’ di quello che abbiamo frettolosamente buttato nel cesso non possa che far bene.
Personalmente, ai tempi io sapevo di Marx poco più di quello che si imparava al liceo. Non ho neanche sempre votato a sinistra, figurati. Persino Berlinguer mi sembrava insopportabilmente retorico! Da giovane leggevo Montanelli, per lui votai l’Alleanza Laica da lui sponsorizzata, da lui ho imparato l’amore per il bello scrivere che poi mi ha spinto a frequentare il Classico.
La mia limitata capacità di pensiero critico l’ho alimentata con letture disparate: Orwell, Borges, Nietzsche, Chesterton, Epicuro, Kapuściński, Terzani.
Oggi, quando denigrare chi denuncia l’assurdo (**) è diventato un dovere, mi rendo conto di aver buttato anch’io quel bambino.
Così ho ripreso in mano Marx. Moltissima roba non la capisco; altra roba sospetto che sia fuffa metafisica che lui ha bevuto col biberon hegeliano dei suoi tempi e ha trasferito nei suoi libri.
Ma il bambino c’era. Oh, se c’era.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S.
(*) Non so se hai mai visto un semisconosciuto ma bellissimo film con Katharine Hepburn e Yul Brinner, ‘La pazza di Chaillot’. C’è una scena in cui un predicatore arringa con veemenza la folla, e la protagonista – una signora decisamente svitata – si trova sotto il palco. In mezzo alla folla urlante che osanna il predicatore lei stringe gli occhi inorridita e ripete a se stessa sottovoce ‘no, no’. Ecco, la stessa cosa è capitata a me nel mio primissimo viaggio a Cracovia. Mi sono trovato per puro caso in città il giorno della seconda visita dell’amichetto di Pinochet, la prima subito dopo la caduta del Muro. Siccome i miei amici ed io viaggiavamo in macchina e avevamo dato un passaggio a un pellegrino che cercava di raggiungere il sagrato del duomo dove si sarebbe tenuta la Messa, questi per sdebitarsi insistette per farci avere dei posti vicinissimi al pulpito, non immaginando neanche che a noi della cosa interessasse il giusto. Risultato: mi sono trovato in mezzo a trecentomila Polacchi a sentire l’appassionata omelia del predicatore che, in pieno furore profetico e gettati i fogli a terra, tuonava – mi si disse – contro l’aborto. A un certo punto mi sentivo veramente come la pazza di Chaillot.
(**) Nella mia congenita pigrizia cambio idea assai di rado. Se lo faccio, quindi, poi non la cambio più per anni. Accade quando mi trovo di fronte a una contraddizione insanabile fra la realtà dei fatti e le mie convinzioni del momento. Nato e cresciuto in una famiglia dédita alle tredicine di Sant’Antonio e un cui ramo collaterale in Puglia lavava le bende di San Padre Pio (non scherzo), cominciai a staccarmi dalla chiesa il giorno in cui – erano i tempi del referendum sul divorzio – lessi l’intervista a un Ebreo che diceva: “ma perché io che non sono Cattolico devo essere soggetto a una legge dello Stato ispirato a una dottrina Cattolica (dell’indissolubilità del matrimonio)?”. Non trovando una risposta sensata, e dando per scontata la buonafede e la coerenza dei Cattolici, finii col convincermi che non fosse un problema di questo o di quel prelato ma che l’obiezione non trovasse una risposta valida all’interno della dottrina della Chiesa: e me ne allontanai. Una crisi analoga l’ho vissuta con la proclamazione – anche e direi soprattutto da parte del PD – della necessità delle sanzioni cretine contro la Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Che quelle sanzioni siano cretine lo dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, il precedente dell’Abissinia: l’Italia l’invase lo stesso nonostante le sanzioni cui fu sottoposta, e certo era molto più difficile invadere l’Abissinia per Mussolini che il Donbass per Putin. Che il PD non abbia mosso un dito per fermare la caccia alle streghe scatenata sui mass media ai danni di chi cercava di ragionare – e che anzi l’abbia favorita e auspicata – mi ha allontanato dal PD, che pure avevo convintamente votato dal giorno della sua fondazione. spingendomi a tornare alle radici che la svolta della Bolognina ha tradito.
“indissolubilità del matrimonio? Non trovando una risposta sensata”
non dev’esserci per forza una “risposta sensata”: ma condividere un sistema di giudizi di valore interiorizzandolo serve a vivere liberi, senza bisogno di coercizione esterna: se provi a vederla cosi’ cambia molto, e vedi che non dipende da quale giudizio di valore sia condiviso, basta che ce ne sia uno e sia condiviso, che poi e’ quello che raccomandano molti preti per vivere meglio, se non erro, a me e’ successo sentirglielo dire, e solo molto dopo ho capito cosa significasse – loro non lo so 😉 (la “fede” forse puo’ essere vista cosi’, per renderla comprensibile a chi non ce l’ha, oppure crede di non averla ma ne ha solo un’altra)
forse e’ anche il tuo caso, pensaci, hai sostituito una fede con un’altra, e soffri nel constatare che non sia condivisa da tutti, cosi’ come soffri nel vedere che affinche’ succeda dovrebbe essere imposta
il mio caso, purtroppo per me, lo e’ meno, io sono caratterialmente scettico come si evince dalle righe scritte giusto qui sopra, infatti non avendo avuto il successo sociale di un B. Russell, non vivo bene, faccio fatica a vedere un senso nel mondo che mi circonda, e senza trovare un senso non si puo’ vivere bene a meno di essere della macchine psicopatiche (che ce ne sono…)
un materialista potrebbe dire che siamo un computer alla disperata ricerca di un programma
ma non sono neanche un materialista… 😉
@firmato Winston
“condiviso”
L’unico modo di condividere il.sistema di valori di chi ritiene di essere stato illuminato da una Verità Rivelata è la conversione incondizionata senza se e senza ma.
Da qui la mia radicale diffidenza appunto per tutto ciò che ci viene gabellato come Valori Assoluti Ed Eterni .
E più che una sofferenza la definirei una liberazione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Caro Pino
a parte che secondo me tu sei ancora comunista (!), io essendo l’unico sospettabile di filo-statunitentismo mi permetto di rispondere.
Non ho mai sostenuto che gli USA non abbiano perso la guerra del Vietnam. Sostengo che non la persero sul campo e, soprattutto, che è un male per il mondo e per i vietnamiti che l’abbiano persa.
Ciao
PS “il comunismo era dare pari dignità a tutti gli uomini, abolire le ingiustizie,, permettere una vita dignitosa a tutti”. Bel programma, poi però si cerca di realizzarlo e salta sempre fuori una roba molto diversa.
Mah, a me sembra che il mondo, nel complesso, sarebbe stato su per giù uguale, e i vietnamiti mi sembra se la cavino benissimo.
Ho visto uno di quei filmatini di turisti/viaggiatori che vanno forte su Youtube:
Da Nang, che all’epoca della guerra era il postaccio dove sbarcavano i marines, è adesso una mega cittadona turistica, che avrebbe avuto lo stesso sviluppo anche sotto il dittatore fascio, voglio dire, il democratico governo del Sud, se avesse vinto la guerra.
A qualche chilometro di distanza hanno costruito una “città medievale europea ” con castello, mura e così via, così i turisti orientali possono godersi l’Europa senza prendere l’aereo.
Se sei un imprenditore italiano, mettiamo del settore tessile, penso che tu sia libero di sfruttare, ehm, dare opportunità di crescita professionale ai lavoratori vietnamiti, per produrre le tue merdate sottocosto a base di pinguino schiacciato (cercate il bravissimo- infatti è emiliano- Berveglieri su Instagram!! Ottima fonte sull’industria tessile/abbigliamento e anche molto simpatico)
tanto quanto quelli thailandesi che non hanno avuto Ho Chi Minh e il generale Giap
È comunismo? Mah.
@ PinoMamet
“democratico”
Ecco, adesso riabilitiamo pure Diem e Van Thieu.
Si vede che i bonzi Buddhisti si davano fuoco per divertimento.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea, stavo parlando con Francesco ed ero ironico.
Anche calma, eh? 😉
@ Pino Mamet
“calma”
Chiedo venia. 🙁 🙁
E’ che di questi tempi se ne sentono tante!
(Sono appena reduce da una animata – eufemismo – discussione con il mio migliore amico, che conosco da una vita, e che vuole votare Vannacci. Proprio non ero in vena di cogliere l’ironia quando ho scritto il post!).
Ciao!
Andrea Di Vita
“cercate il bravissimo- infatti è emiliano- Berveglieri su Instagram!! Ottima fonte sull’industria tessile/abbigliamento e anche molto simpatico”
‘nsomma… trovato e letto un articolo sul Fatto, mi pare che faccia parte anche lui di cio’ che critica: dice ad esempio di preferire il cotone rispetto al poliestere: ma lo sa i disastri naturali che provocherebbe la coltivazione del solo cotone per vestire 8 miliardi di esseri umani in prospettiva 10? E lo sa che un capo di poliestere in confronto a uno di lana o di cotone e’ indistruttibile e dura 10 volte di piu’, per cui basterebbe produrne e acquistarne un decimo? Peraltro senza bisogno di trattamenti contro muffe e tarme. Lo sa che gli sfruttati alle macchine da cucire nei paesi poveri e ipersovrappopolati con quel poco che li pagano esportano magliette in cambio dell’importazione del cibo che gli serve per mangiare? Gia’, ma da noi non e’ un piu’ problema da qualche decennio, da prima che il tipo nascesse.
Il problema sono il narcisismo e le mode, green compreso, contro cui credo ci sia poco da fare, anche la guerra contro il poliestere alla fine produrrebbe nuove rottamazioni e ulteriori consumi di “capi naturali”…
In realtà Berveglieri sa e parla di tutte queste cose …
>>> Mah, non credo che il capitalismo, specialmente quello “all’americana”, sia la panacea di tutti i mali.
Posso? non lo credo neppure io e non penso di averlo scritto, neanche mentre discutevo accalorato con ADV o MT
Sì lo so e te ne do atto!
https://www.corriere.it/esteri/26_giugno_10/belfast-protesta-anti-immigrati-whatsapp-telegram-occhio-9616ebee-a0ee-489f-9c33-cff03668exlk.shtml
Intanto a Belfast …
Per Moi
“Intanto a Belfast …”
E pensa che a Belfast una volta si battevano contro gli immigrati… scozzesi!
Questi sono gli “immigrati scozzesi”.
Anche la vittima aveva rapporti con quel mondo là, fatto di milizie unioniste legate al mondo criminale.
https://www.belfasttelegraph.co.uk/news/northern-ireland/attempted-murder-victim-stephen-ogilvie-was-tortured-by-drug-dealer-in-scotland-in-2001/a/156813057.html
Contrariamente a quanto raccontato, sono gli unionisti i più violenti laggiù, perché sono spalleggiati dallo Stato. Il modello è quello dei coloni israeliani (meglio, loro sono il modello di quegli altri, visto che l’Inghilterra lo mise prima in piedi in Irlanda e poi in Palestina): un gruppo sociale violento su cui lo Stato può contare per tenere sottomessa una popolazione ostile.
Beh, con tutto quello che si può dire dei coloni israeliani, non credo che abbiano coscientemente copiato da qualcuno.
Sono stronzi motu proprio 😉
Comunque mi pare che il Regno Unito, ma all’epoca si poteva ancora parlare più correttamente di Impero britannico, negli anni Trenta fosse impegnato più che altro a impedire l’emigrazione ebraica in Palestina, immaginandosi facilmente che aver promesso la stessa terra, con formule più o meno vaghe, a popoli diversi era la ricetta per il disastro.
Mussolini invece la favoriva, sia perché non era ancora antisemita, e il “problema ebraico ” gli rimbalzava, sia per rompere le scatole alla Perfida Albione.
A parte che non mi sovvengono immigrazioni ragguardevoli che non abbiano creato problemi nei luoghi di arrivo, quelle irlandesi comprese: ma anche senza considerare i pellerossa o i precolombiani piu’ a sud, pensiamo al nostro contributo nazionale, all’esportazione delle nostre mafie… tipo Al Capone.
L’Africa dirimpetta e’ in piena esplosione demografica, si prevede un aumento della popolazione, anzi un quasi raddoppio di un ulteriore miliardo, nei prossimi 20-25 anni… Adesso sono “solo” un miliardo e mezzo, e gia’ ne emigrano a frotte. La’ ci sono un sacco di posti ancora a 6 figli per donna, contro l’1 nostro.
Mi sa che l’epoca d’oro, che mentre la si vive non ci si accorge essere tale (anzi abbiamo fatto di tutto per massacrarci la vita a vicenda su stronzate e piccole vendette, comunque) sta per finire.
Domanda all’uditorio: secondo voi e’ inevitabile che una societa’ sempre piu’ a basso contesto come la nostra renda obbligatorio l’inasprimento delle regole, dei controlli e delle sanzioni? Se si’, comunque andremo in peggio, anche se riusciremo a controllare la situazione. Diventeremo ancora di piu’ una grande caserma con dei generali al comando, definiti esplicitamente come tali o no che saranno.
[“basso contesto” significa con poche regole condivise spontaneamente in quanto interiorizzate, mentre tutto il resto richiede coercizione esterna – lo stesso problema lo vive la mancata confederazione italiana fin dalla sua unificazione troppo centralistica – figuriamoci l’europa in arrivo… – noi in un certo senso siamo piu’ preparati degli altri europei perche’ siamo gia’ abituati a stare nella merda sociale dal punto di vista legislativo/sanzionatorio, per noi e’ la normalita’].
“A parte che non mi sovvengono immigrazioni ragguardevoli che non abbiano creato problemi nei luoghi di arrivo”
A proposito di immigrazioni ragguardevoli e “tendono a starsene per conto loro”, a suo tempo lessi il bel “Alla corte di mio padre” di Isaac Bashevis Singer: a colpirmi fu come la numerosa comunita’ ebraica polacca, almeno in citta’, che nella percezione della periferia, e non solo nella percezione, e’ da dove si comanda, fosse in pratica uno stato nello stato.
Anche in questo caso ne sorsero sfracelli…
@ firmato Winston
“Stato nello Stato”
Infatti
Avevano pure partiti politici separati. I Socialisti Polacchi erano un partito, ad esempio, ma i Socialisti Ebrei Polacchi un partito separato. Addirittura il Ghetto di Varsavia insorse contro i nazisti separatamente dall’insurrezione antinazista dell’Armia Krajiowa (Armata Nazionale). Senza contare gli Ebrei che a Bialystok andarono incontro ai Sovietici nei giorni successivi al 17 settembre 1939 (quando Stalin attaccò la Polonia che combatteva i nazisti alle spalle) con pane e sale, noto simbolo di ospitalità.
Ciao!
Andrea Di Vita
” il Regno Unito, ma all’epoca si poteva ancora parlare più correttamente di Impero britannico, negli anni Trenta fosse impegnato più che altro a impedire l’emigrazione ebraica in Palestina”
Ni. Stava facendo un complesso equilibrismo, ma stava anche facendo armare i gruppi ebraici in funzione antilocale. E ne fece anche uso di quei gruppi, all’epoca della rivolta del ’36.
@ moi
“Belfast”
Scotland Yard ha scoperto chi fomenta gli scontri a Belfast
https://tg.la7.it/esteri/belfast-rivolte-migranti-dimissioni-healey-governo-starmer-11-06-2026-258297/amp
Ciao!
Andrea Di Vita
Immagina tenere in piedi un sistema di milizie unioniste, estremamente violente e nazionaliste. Poi, quando la violenza si scatena contro un bersaglio papabile per quel genere di milizie, pensa che figata poter sostenere che sia colpa degli iraniani venendo persino presi sul serio.
La libertà
Ci sono delle leggi che limitano la libertà.
1 le leggi di natura.
Es puoi essere libero di volare dal cucuzzolo di una montagna con ali di tela cerata, ma così non tieni conto della legge di gravità
2 le leggi dello Stato.
3 le leggi dell’economia
4 anche la vita sociale comporta il rispetto di certi leggi e ti tocca stare nel gregge.
È tutta una legge
Poi alcune di queste leggi si intersecano e si aggrovigliano in modo a volta inestricabile sicché devono essere continuamente ridefinite e ricalibrate.
Più complicata è la società più i limiti diventano pervasivi, anche in assenza di uno Stalin.
Non ci si capisce un accidente.
Le uniche leggi veramente ineludibili sono quelle della natura. Le prime a non essere rispettate.
La legge del gregge o del branco o dello stormo è il terribile super-io.
Il più spietato dittatore mondiale. Tutto si fa per il Super-io.
https://it.wikipedia.org/wiki/Super-io
Brrr!
Lisenko qui perché là in mezzo non trovo il principio della colonna.
E chi lo difende?
Lo si considera una delle maggiori cause della carestia cinese da 15 milioni di morti.
Il verticismo a volte ci azzecca, ma quando sbaglia è terrificante.
Peraltro, pur attraverso errori incredibili, il comunismo cinese è arrivato fino ad oggi nella gloriosa forma del “socialismo di mercato”
Io però tifo per l’eco-socialismo, che al momento si può trovare concretizzato soltanto nella comunità del coniglio bianco danzante, ma aspetta e vedrai….è solo una questione di tempo.
https://italy.news-pravda.com/world/2026/06/12/462406.html
Eh, eh! La carne bovina sta diventando un lusso. E non sono stati gli ambientalisti disfattisti iellatori con senso di colpa, ascetici e asessuati.
Eh, no! È la legge di natura.
Col tempo sai….vince sempre la natura.
Che poi, cosa succederà mai, senza la carne bovina?
Niente. Si mangerà meglio.
https://scenarieconomici.it/solare-la-cina-da-sola-batte-il-resto-del-mondo-il-dominio-industriale-che-spiazza-loccidente/
Eh, la Cina e l’India se ne vanno col solare, mentre l’Occidente resta inchiodato alle fonti fossili. Anzi, vorrebbe restare inchiodato, ma le fonti fossili, per ovvie ragioni, si fanno un po’ desiderare pure loro.
E cosa succede? Niente. Si fa come quelli di Farnza, si fa senza.
A Faenza fanno senza, ma non gli manca niente. Non una, ma due piazze adiacenti.
Museo della ceramica.
Un Duomo con una scalinata di un miliardo di gradini che a una certa ora, attorno al mezzogiorno, si gremisce di gente di colore con delle voci urlanti alla James Brown.
Un antico granaio adibito a ristorante per i turisti più spendaccioni. Io medesimo. Lo ammetto.
Ma a casa si mangia meglio.
Questo paragrafo del lisenkoismo di wikipedia mi ricorda qualcuno:
Isaak Izrailevič Prezent presentò Lysenko ai media sovietici come un genio che aveva sviluppato una nuova e rivoluzionaria tecnica agricola. In questo periodo la propaganda sovietica si concentrò spesso su storie ispiratrici di contadini che attraverso la loro abilità riuscivano a trovare soluzioni a problemi pratici. L’enorme popolarità di Lysenko gli permise di avere un appoggio per denunciare la genetica teorica e promuovere le proprie pratiche agricole, inoltre ebbe l’appoggio della macchina propagandistica sovietica, che esagerava i suoi successi e ometteva i suoi fallimenti. Questa campagna era inoltre accompagnata da falsi dati sperimentali a sostegno del lysenkoismo prodotti da scienziati in cerca di favori, oltre che dalla distruzione delle controprove alle teorie di Lysenko.”
Sta roba e’ praticamente il riassunto di quello che propini in continuazione nei luoghi dove atterri.
https://youtu.be/YqMTRZnirdk?is=nqpoUzIE4j3wDsiN
Lysenko. Ma anche no!
Io seguo il metodo Manenti.
Come tanti altri, del resto.
Osserva e impara. E metti in pratica.
Comprai il suo libro nei primi anni 2000 e da allora ho fatto i primi tentativi in genere deludenti, poi ho capito che dovevo aggiungere sabbia, perché il mio terreno era troppo compatto, e da allora fumziona tutto.
Se non ci credi, affari tuoi.
😎
Ecco vedi che continui. Come volevasi dimostrare. Sei cresciuto cosi’. Chiedere a Moi come mai 😉
Veramente io ero intervenuto sulla carestia in Cina perché l’argomento lo avevi tirato fuori tu, attingendo alle tue infallibili conoscenze da bar.
Eccoti ancora e sempre uguale 🙂
Winston
È così che si presenta l’ictus.
Dovresti farti vedere.
Certo e andrei pure internato in un gulag.
Magari può bastare una procace badante.
Dove si mangia poco, green, bio, e senza proteine animali 🙂
E dove si passa il tempo a spalare e spalare e spalare:
https://urielfanelli.altervista.org/keinpfusch/la-teoria-della-montagna-di-merda/2010-03-26/
Veramente, nel contesto agroindustriale attuale, io sarei il dissenso e tu il consenso.
Comunque se ti senti come un Kulako ti posso capire.
Capisco. “pat, pat”.
non mollare eh… montagna sempre piu’ alta da scalare
Winston, me ne vado.
Ti ha salvato la campanella.
+1
+11
+111!
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/11/vannacci-otto-mezzo-gruber-analisi-notizie/8415934/
Vannacci esce vincitore dallo studio di Lilli Gruber perché il calcio di rigore gliel’ha servito lei
Non ho visto l’intervista, ed ero qui perso nei commenti a tentare di capire cosa cavolo Peucezio veda di buono nel regime di Enver Hoxha, ma a naso mi sembra un’analisi giusta.
dalle mie parti il leader del partito di Vannacci è un ristoratore appartenente a una notissima “dinastia” di sinistra.
Davanti al suo ristorante staziona in permanenza una banda di giovani maranza nord africani, guidati da un cattivissimo nano (!).
Non è che siano i geni del crimine: parolacce, insulti, apprezzamenti pesanti alle ragazze, qualche furto di bici.
Semplicemente, rompono il cazzo, e trasformano una piazzetta tranquillissima del centro storico in un posto… brutto, in cui nessuno vuole passare se può farne a meno.
Il famoso “degrado” di cui tutti possiamo ridere: “ahaha, è un falso problema, il degrado!”
A meno che tu non abbia un ristorante proprio lì, ovviamente…
https://www.youtube.com/watch?v=S7YIznOcnSc
ora, naturalmente Vannacci non risolverà il problema del nano maranza e della sua ciurma.
neanche arruolando i maranza nell’esercito “dove si impara la disciplina e l’amor di patria”.
Anzi, tutti i pre-Vannacci militari si sono sempre mostrati scandalizzati (lo so, perché glielo ho chiesto) all’idea di arruolare gli stranieri, e molti hanno dubbi anche sugli italiani di seconda generazione o di terza.
Tantomeno li re-emigrerà: già soltanto aprire un centro per il rimpatrio in Albania, che non è la remigrazione (e a me… psssst, segreto… sembra un normale accordo tra Stati) ha creato una serie di casini, figuriamoci trovare la base giuridica per una deportazione di massa…
Ma penso che il votante vannacciano si aspetti semplicemente più potere alle forze d’ordine e più severità verso i reati minori.
Ma soprattutto, credo che si sia stancato di sentirsi ripetere che il problema non esiste, che sono tutte risorse, che in realtà il nano marocchino frega bici disoccupato gli sta pagando la pensione e tutte le altre balle dei Buoni.
Buoni, fatevi/ci un favore: smettete di raccontare palle.
Non sapete qual è il gusto di votare contro …
>>> credo che si sia stancato di sentirsi ripetere che il problema non esiste
ottimo punto, Pino, credo che il sinistr* col birignao che ripete in televisione che il problema non esiste sia per Vannacci padre madre sorella e cuggino Vincenzo.
Ieri l’ho ascoltato in podcast, c’e’ sul tubo, ero curioso: se la Gruber, che conoscevo anche lei solo di fama, esprime la superiorita’ culturale della sinistra siamo messi bene… ce n’e’ da capire l’amico di AdV.
A parte che sembra il dialogo fra sordi che spesso occorre anche qui dentro, Vannacci dice una cosa e la Gruber ne attacca un’altra che e’ quella secondo lei sbagliata che non puo’ che dire uno stronzo a prescindere come Vannacci…
Mah, il punto e’ che praticamente nessuna maggioranza e’ mai stata confermata alle successive elezioni, anche perche’ gli stretti vincoli di governo, sia dal punto di vista di bilancio che normativo, arrivano da altrove (e.g. bruxelles). Non solo arrivano da altrove i soldi, ma anche le strette regole sul come ed entro quando spenderli (vedi il PNRR, che sono altri 200 miliardi di debito spesi veramente a cazzo, che fra l’altro imporranno l’introduzione di tasse europee fuori da ogni controllo nazionale, per pagare sia il debito, che gli interessi che ci saranno ma manco si sa a quanto ammonteranno).
E’ peggio di come molti, in altre faccende distratti, si immaginano.
Ci sono tutte le condizioni perche’ faccia il pieno di voti pescando fra i delusi, come ha fatto del resto qualsiasi nuovo partito che si sia presentato finora. Chissa’ cosa si inventeranno per distruggerlo, avvelenando ulteriormente il dibattito politico.
Ho trovato l’intervista e ho provato ad ascoltarla.
Provato, perché dieci minuti di Gruber che interrompe continuamente le risposte alle domande che lei stessa ha posto, parla sopra l’intervistato e lo redarguisce a cazzo con fare da maestrina credo che farebbero diventare fascista anche Martin Luther King.
Perciò mi sono fermato al nono.
Si parlava di scuole qualche giorno fa:
https://www.infodata.ilsole24ore.com/2026/06/09/piu-laureati-stessa-segregazione-la-scuola-italiana-resta-divisa-per-ceto/
mondiali-2026
L’arbitro somalo espulso: «Vivevo un sogno. E invece sono finito in prigione e poi rimpatriato». La Casa Bianca: «Era legato a terroristi
https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/26_giugno_10/arbitro-somalo-espulso-mondiale-omar-artan-e93c4ed7-518a-4608-b3ea-2d167d17axlk.shtml
“La Casa Bianca: «Era legato a terroristi”
ma certo, ovviamente tutti ci credono!
😀
era somalo, che altre prove ci servono?
🙁
@ FIRMATO WINSTON
La Piu Grande Beffa della Storia:
negli ultimi 60 anni, i Paesi sviluppati (Occidente e Estremo Oriente, soprattutto Cina per Legge …) riducono la popolazione drasticamente per salvaguardare le risorse, credendo alle baggianate NeoMalthusiane del Club di Roma … nel frattempo nei Paesi sottosviluppati si riproducono a di smisurata e immigrano in massa a beflneficiare del progresso altrui … in Europa poi la Cultura Egemone considera Svuotare il Terzo Mondo la Grande Panacea Sociale.
Già sento il Mantra Pensioni & Pomodori … ma è davvero così ?
In Estremo Oriente su arrabattano con la Robotica per evitare per l’Immigrazione di Massa … o ridurla al minimo: laggiù NON è politicamente Tabù dire che si rischia una Cancellazione Identitaria.
L’Europa riduce l’ Identità a lavorare e Pagare Tasse … spesso poi neanche quello, visto che consente i Congiungimenti Familiari di gente che poi “sarà campata” dal Welfare anche se farà di sé stesso una “Enclave Ambulante” ipso facto del Paese di provenienza.
L’ Estremo Oriente invece, nonostante l’Occidentalizzazione sia Capitalista sia Comunista ha capito che nell’ Identità c’ è di più.
Cmq è Beffardo come il Capitalismo si sia rivelato molto più efficace del Comunismo per Distruggere gli Stati Nazionali. Anzi, oggi l’ unico Paese che faccia pensare a uno Stato Nazione è la Corea del Nord.
moi
“L’Europa riduce l’ Identità a lavorare e Pagare Tasse”
beh non mi sembra che tu descriva esattamente l’italia…
“L’ Estremo Oriente invece, nonostante l’Occidentalizzazione sia Capitalista sia Comunista ha capito che nell’ Identità c’ è di più.”
il fatto è che l’identità, qualsiasi cosa essa sia, non è certo una cosa che puoi imporre, modificare, cancellare dall’alto…viviamo in un posto dove evidentemente, per qualche ragione che lascerei a sociologi e antropologi esaminare, l’identità non è una cosa particolarmente importante, e visto che la natura odia i vuoti, un vuoto identitario si riempie di qualcos’altro .
ovviamente questa è una frase davvero vaga e va presa con mille pinze: pensa per esempio a quella parte di identità legata al cibo e a come in italia sia davvero impenetrabile (si certo tutti mangiamo il sushi e tutti una volta nella vita abbiamo provato il mecdonald, ma sostanzialmente la domenica a pranzo abbiamo le tagliatelle con il ragù)…o pensa ad esempio ai greci e alla loro identità legata a lingua e religione (io sono impressionato dal fattto che anche gli atei più feroci in fin dei conti si ritrovano in comunità in chiesa alle feste comandate)
bisogna prendere atto di questa cosa e ci si può fare davvero poco secondo me. se una tradizione, una identità è talmente fragile che i diretti interessati sostanzialmente se ne fregano, è destinata a sparire e non c’è nulla che ci si possa fare
il fatto è che l’identità, qualsiasi cosa essa sia, non è certo una cosa che puoi imporre, modificare, cancellare dall’alto…
__________
Dipende: in Corea del Nord ci riescono benissimo.
Non so niente della Corea del Nord che non sappiano tutti
(cioè, niente)
ma non mi sembra che il regime abbia cancellato l’identità culturale coreana, tranne forse (?) le espressioni religiose; mi pare che, molti regimi “comunisti” (nel caso della Corea le virgolette sono d’obbligo) abbia semmai valorizzato la parte folklorica o popolare, a scapito della cultura “alta”, borghese o religiosa.
Ma anche nella Corea del Sud (che ricordiamo, è stata per un bel po’ una dittatura militare) le espressioni tradizionali coreane sono molto valorizzate.
Per PinoMamet
“Non so niente della Corea del Nord che non sappiano tutti
(cioè, niente)”
🙂
Mi pare comunque che l’Europa abbia delle iniziative volte a rafforzare una identità comune europea: non c’è solo l’Erasmus, ma per esempio so di progetti di volontariato che uniscono realtà diversissime in tutti i paesi dell’Unione
(sono venuti a parlarcene nella scuola dove lavoro: ovviamente hanno proposto gli esempi più fighi di pittoreschi paesini olandesi o finlandesi o, massimo culo, un’esperienza di volontariato in mezzo alla natura in Martinica, che in effetti è territorio francese quindi “Europa”… )
Secondo me è un po’ poco, rispetto a secoli di culture locali, ma da qualche parte bisogna cominciare.
PS
Verissimo quello che dice Roberto sul cibo (locale specialmente) come identità italiana.
Guardate sui social: commenti su commenti di stupidi irrispettosi sulle performance scadenti dell’esercito italiano nella Seconda Guerra, e si incazza solo qualche fascio o qualche ex militare;
tocchi la pizza… e si scatena l’inferno!
PPS
Poi ci sono i dialetti, pardon, “il vattelapeschese di sotto non è un dialetto, è una lingua protetta dall’Unesco ! a me l’ha detto uno che gliel’ha detto un altro che l’ha letto da qualche parte!”
PPPS
Incredibili i greci e il loro orgoglio impermeabile a qualunque considerazione…
i pan-illiristi sono quello che sono, ma va detto che anche i greci non sono da meno…
mi sono beccato un tale che sosteneva che no nera vero, come tutti dicono, che italiani greci una faccia una razza, no, gli italiani sono degli sporchi invasori e hanno sempre invaso la Grecia dai tempi degli antichi Romani che poi erano solo dei copioni e Noiabbiamoinventatotutto…
non gli ho risposto, sennò toccava ricordargli che magari suo nonno parlava albanese, e l’altro nonno romeno…
oh, quando ce vo’ ce vo’…
comunque mi risulta che tuttora per fare parte della Proedrikì Frourà, la Guardia Presidenziale (=gli euzoni) uno dei requisiti è essere cristiano ortodosso.
Alla faccia dei pari diritti e della laicità…
pino
“Mi pare comunque che l’Europa abbia delle iniziative volte a rafforzare una identità comune europea:”
in effetti, l’erasmus e qualcosina in questo genere…non sono però sicuro che siano tentativi di creare una “identità europea”, quanto piuttosto di creare una specie di società civile europea (non so se sia chiara la differenza).
Forse ho capito… comunque non è che abbia il feticcio dell’identità, personalmente.
Quando mi chiedono “cosa mi sento” mi viene sempre da rispondere “boh, non mi sento niente, sto benissimo…”
Poi in realtà sono italiano ma perché ho quella parte di cultura italiana condivisa che viene dall’aver visto certi film, aver studiato certe cose a scuola, aver gioito o essermi rattristato ai Mondiali di calcio o alle Olimpiadi per le prestazioni di certi atleti ecc.
L’ “identità” in fondo è questa, e non qualcosa di misterioso, genetico, ancestrale o mistico.
In fondo è anche quello che non capiscono gli italo-americani (compresi i lontanissimi parenti):
certo, hanno tutto il diritto di dirsi italiani, se gli fa piacere, ma se non sanno cosa vuol dire “supercazzola”, se a scuola hanno studiato che “Shakespeare è il più grande scrittore del mondo” e non che “Dante è il padre della lingua italiana”, se conoscono le regole del baseball ma si trovano a disagio con il fuorigioco del calcio, se non hanno mai sentito dire “ma mi faccia il piacere” o “cà nisciuno è fesso”, se hanno il dubbio se la pizza migliore sia quella di New York (!) o di Chicago (!!), se non hanno idea di chi siano Padron ‘Ntoni o la Monaca di Monza, se la foto di Bearzot che gioca a carte con Pertini non gli dice assolutamente niente (d’accordo, anche a molti italiani delle ultime generazioni, ma a loro se glielo spieghi gliene frega qualcosa , è roba loro…), se raccontandogli la storia di Sigonella stanno istintivamente dalla parte dei marines, e non dei militi dell’Aeronautica…
sono veramente italiani??
Io ne dubito.
sono totalmente d’accordo
personalmente, anche io quando mi sveglio non penso “ah come mi sento italiano oggi”, ma se me lo chiedono dipende dall’interlocutore
se è un francese, dirò “italiano”
se è un americano “europeo”
se è un abitante di vega “terrestre”
Per PinoMamet
“L’ “identità” in fondo è questa, e non qualcosa di misterioso, genetico, ancestrale o mistico.”
Verissimo tutto quello che dici. Ma resto colpito dalla natura “alta” degli esempi che porti. Dai media (calciatori, Sigonella, film…).
Forse è proprio così: l’Italia è un artifizio costruito con televisioni e scuole.
Solo che dietro a questa Italia, io – forse proprio perché sono nato all’estero – percepisco uno strato sottostante, che non ha nome: la bottegaia e il campanile https://kelebeklerblog.com/2019/10/20/la-putiara-e-il-campanile/ . L’Italia è unita dall’essere divisa da infiniti campanili, infiniti dialetti, infinite cucine diverse, luoghi vissuti e amati sin da bambini…
Ecco, per me è italianissimo il Calciante che mi ha lasciato fotografare il braccio dove ITALIANO è cancellato e c’è scritto FIORENTINO!
“Forse è proprio così: l’Italia è un artifizio costruito con televisioni e scuole”
L’importante è ripererselo, dimenticandosi che gli italiani hanno iniziato a professarsi tali da ben prima che esistessero governi italiani e, anzi, in opposizione ai loro governanti.
Premesso che tutte le identità sono artifizi e costruzioni, quella italiana è in effetti tra le più antiche, al contrario di quanto pensano tutti.
Gli italiani in primis.
Su esempi “alti” e “bassi”: calciatori, commediole e canzonette sono per me (e per il 90% degli italiani che conosco) la cultura “bassa” e vera.
Il campanile e la bottegaia…. pure, ma in un senso, credo, diverso da quello che gli date in Oltrarno, dove pare che li viviate in opposizione a.. boh, a qualcosa che non ho capito.
Forse il Piddì, forse lo Stato, forse gli imprenditori edili napoletani.
però è vero che è difficile trovare qualcosa di più italiano dell’affermazione “io non sono italiano!” 😉 😉
Visto che si parla di identità italiana,
anch’io, come Pino, non ho (più, lui forse non l’ha mai avuto) il feticcio dell’identità.
Ma se dovess individuare in cosa sento un’apparteneza italiana (nel mio caso è un sentimento fortissimo, ma non identitario nel senso del nazionalismo ottocentesco, né etnicista in generale, ma puramente culturale), direi nella bellezza, nel’arte, quell’arte peculiare che si caratterizza sempre per la misura, l’equilibrio, il legame col paesaggio e le comunità, ma anche con modelli universali, senza che le due cose siano in contraddizione.
Per me essere italiano significa sentirmi a casa nella cultura del Rinascimento, dell’Umanesimo, del Medioevo più ricco (Dante, ecc.), del Barocco.
E anche, in qualche misura, ancora oggi, in uno stile più gentile (sul piano espressivo, del vestire, ma anche nella ricchezza dei sapori, ecc.), in quel quidi che fa percepire che in italiano non ha, nei modi, quegli elementi di rozzezza nordica o di ombrosità arabo-mediterranea.
Mi chiedo, non conoscendoli, se gli unici affini a noi in questo non siano i Greci.
Certo non gli spagnoli: urlano, sono grossier, sgraziati, le ragazze sembrano scaricatori di porto… con gli spagnoli c’è un abisso in termini di stile e finezza.
Mah, Roberto li frequenta più di me e ti dirà meglio, ma i greci a me sembrano pienamente balcanici, più che mediterranei.
Orgoglio nazionale a mille, una certa rudezza o rusticità nei modi, folklore guerresco, una certa fierezza, riservatezza che diventa chiusura.
Gli antichi Dori, forse, più che gli Ioni raffinati e chiacchieroni.
Non saprei se sono loro ad aver influenzato i Balcani o viceversa, probabilmente entrambe le cose nei lunghi secoli di Bisanzio.
Pino,
interessante!
Io ho avuto la stessa impressione dei turchi: balcanici (pur non essendolo geograficamente) più che mediorientali, con gli stessi tratti che hai descritto per i greci.
Sugli spagnoli ho esattamente le stesse tue impressioni, e tu certo li conosci meglio.
Le ragazze hanno un certo fascino, a patto di amare i caratteri viriloidi e decisionisti.
Non credo riuscirei a conviverci.
pino
“ma i greci a me sembrano pienamente balcanici, più che mediterranei.”
si sono abbastanza d’accordo, aggiungerei solo che rispetto ai balcanici mi sembrano fondamentalmente più allegri
peucezio
“direi nella bellezza”
sono personalmente molto d’accordo, in particolare sottolineando “la bellezza creata dall’uomo”
per quanto io adori stare fuori in mezzo alla natura e passeggiare nei boschi locali, non hai idea delal catena che mi scende se devo fare un giretto nel mio paesello costituito da villette costruite negli anni settanta, io che ero abituato al centro di bologna che anche se scendi per portare fuori il rusco vedi più arte che tutta quella che c’è nell’intero lussemburgo
ciò detto non credo che sia una caratteristica di tutti gli italiani…almeno a giudicare da come vengono trattate le città
@ pino mamet
“aver visto”
Tu fai tua in pieno la definizione di “Patria” data dal patriota Tedesco Paul Lagarde due secoli fa, e che condivido:
La Patria è la memoria comune
Se gli avvenimenti pubblici sono stati vissuti “stando dalla stessa parte” e quindi ricordati come tali allora si è compatrioti.
Italiano non è chi parla Italiano, anche magari madrelingua, o chi ama l’espresso o la pizza.
Italiano è chi all’epoca trepidò cogli altri per la tragedia di Vermicino o il caso Lavorini, chi ha gioito per le vittorie ai Mondiali e pianto per le sconfitte, chi si è emozionato leggendo di Paolo e Francesca sui banchi di scuola assieme ai compagni, chi ha militato in un’associazione polisportiva o per la difesa degli spazi verdi del quartiere insieme coi vicini, chi ha partecipato alle primarie insieme con tanti compagni per poi magari risultare deluso insieme a loro… insomma chi, dannunzianamente simile a Verdi, “pianse ed amo’ per tutti” allo stesso modo dei compatrioti.
Il fatto di vivere poi tutti insieme nel più straordinario concentrato d’arte, bellezze naturali e gastronomia del mondo (con l’eccezione forse della Cina) cementa questa identità. Chi è circondato dalla bellezza, nelle strade come nella natura come nei libri, ne è inditto.impercettibilmente e spontaneamente a saper vivere. Gli altri – anche l’esperienza comune di questa convinzione è una delle esperienze che ricade nella definizione di Lagarde applicata all’Italia – possono giusto scimmiottarci.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Italiano è chi all’epoca trepidò cogli altri”
Definizione possibile, molto interessante
Potevo metterci dentro anche Fantozzi, De Andrè, Vasco Rossi o Dalla… troppi ce ne sono
“vasco rossi”
mi hai fatto venire in mente un episodio: passeggiata con un gruppetto di italiani + stranieri che parlano italiano e italiani cresciuti all’estero.
ad un certo punto su una salita spezzagambe io inizio ad ansimare e uno mi fa “respira piano”…mi viene un automatico “per non far rumore?” che suscita le risate degli italiani cresciuti in italia e delle facce assolutamente perse nel vuoto di tutti gli altri
per roberto
“che suscita le risate degli italiani cresciuti in italia e delle facce assolutamente perse nel vuoto di tutti gli altri”
Ohi, non ci arrivo nemmeno io! Che magari saprei spiegarti i sottintesi di certi proverbi siciliani.
Miguel
Il primo verso della famosissima Albachiara di Vasco Rossi dice
“Respiri piano per non far rumore”
https://www.youtube.com/watch?v=wXFFtkQZlo8
Italiani della mia generazione la conoscono tutti, quindi o
non sei italiano o sei diversamente giovane
🙂
Per roberto
“Italiani della mia generazione la conoscono tutti, quindi o
non sei italiano o sei diversamente giovane”
Sono diversamente televisizzato 🙂 “Albachiara” l’ho sentito, non mi ricordo dove, so che esiste Vasco Rossi. Ma non so nulla ad esempio di Sanremo, di Bruno Vespa o di Maradona.
Infatti, con i sanfredianini condividi la parrocchia, il giardino, i figlioli, il Calcio Storico, ma non la roba vista in tivvu.
“Sono diversamente televisizzato 🙂”
Anche questo è davvero poco italiano….
miguel
‘“Sono diversamente televisizzato 🙂”
che poi curiosamente vasco rossi è diventato un personaggio ben prima dell’esistenza dei personaggi televisivi
dopo aver partecipato a san remo all’inizio degli anni 80 con “vita spericolata” (che era arrivata ultima, nonostante sia poi diventata una delle canzoni simbolo degli anni 80), di fatto non è più andato in televisione, se non in occasione di maxi concerti (e forse il festivalbar, non ricordo)
io l’ho sempre legato a pomeriggi passati con i mangianastri, la radio e la chitarra….
Per roberto
“in effetti, l’erasmus e qualcosina in questo genere…non sono però sicuro che siano tentativi di creare una “identità europea”, quanto piuttosto di creare una specie di società civile europea (non so se sia chiara la differenza).”
Si, è chiara, e sono abbastanza d’accordo.
“tocchi la pizza… e si scatena l’inferno!”
Credo siano collegate le due cose. Gli italiani sono autoctoni di tre stati (Italia, San Marino e Svizzera) e tutti e tre, per motivi diversi, non possono “vendere potenza” ai loro cittadini. Per cui ci si ritira su un orgoglio completamente fondato sulla cultura materiale, cucina in primis.
Ho tralasciato l’italianità istriana, che è particolare perché trasformatasi in minoritaria.
Pino (e gli altri),
“Mi pare comunque che l’Europa abbia delle iniziative volte a rafforzare una identità comune europea”.
Ma in cosa consisterebbe questa identità comune europea?
L’unico elemento che mi viene in mente in comune è il cristianesimo (peraltro non certo esclusivo dell’Europa), che è l’ultima cosa su cui puntano, anzi, la rinnegano proprio.
Il resto: lingue, abitudini, tradizione storica, società, folclore, ecc., completamente diversi.
Poi c’è la letteratura otto-novecentesca, ma questa accomuna anche Russia e Stati Uniti: non direi che c’è qualcosa che caratterizza Balzac o Goethe che non si trova in Dostoevskij o Twain.
@ Peucezio
“Ma in cosa consisterebbe questa identità comune europea?”
Nella presenza di una tradizione di tolleranza basata sul relativismo etico.
Epicuro, Russell, Nietzsche, Lucrezio Voltaire, Erasmo, Montaigne, Hume – e ci metterei pure Seneca, Kant ed Epitteto. Prima abbiamo distinto la filosofia dalla religione, poi la conoscenza della natura dalla filosofia, poi persino le varie facoltà dell’essere umano dalla conoscenza della natura. Questo ‘sole et coagula’ ha un solo nome: razionalismo agnostico. In tal misura, è esclusivamente Europeo. La presenza di una vena agnostica, razionalista e scettica attraverso l’intera civiltà Europea è il nostro vero segno distintivo. E’ solo qui che nasce il metodo scientifico, e ancor prima la partita doppia.
I Cinesi e i Giapponesi non ce l’hanno perché non sono interessati alla metafisica da cui questa vena libera l’uomo; gli Indiani hanno solo il Lokayata – fra tutti i Vedanta ortodossi e non – che vi si avvicina; gli Statunitensi e i Russi respingono esplicitamente, della loro eredità Europea, precisamente il razionalismo agnostico.
Solo noi Europei rivendichiamo la libertà dalle fedi insieme alla libertà delle fedi.
Ciao!
Andrea Di Vita
sole et coagula = solve et coagula
“Nella presenza di una tradizione di tolleranza basata sul relativismo etico.”
mmm
mah…
mi sembra una cosa un po’ troppo intellettuale e astratta per essere un’identità.
e poi è “recente”..
se escludiamo qualche greco e romano, nessuno dei citati è anteriore al ‘500 e pochi sono anteriori al ‘700
vaglielo a dire alla Sorbona del XIII secolo del relativismo etico 😀
e avevi un fast track per il rogo 😀
eppure erano europei pure quelli, no ?
Stringi stringi, tocca dar ragione a Pecuezio, e l’identità europea è il Cristianesimo;
e in aggiunta la pletora infinite delle tradizioni popolari flokloriche, ovunque diverse e ovunque simili.
Ma nessuna delel due è esclusivamente europea in senso geografico.
Però è innegabile che il Cristianesimo, per quanto universale per vocazione e direi per definizione, ha condizionato completamente la cultura europea, e non quella cinese;
quanto alle tradizioni folkloriche, d’accordo che un bravo antropologo ti scova inaspettate somiglianze tra il rito dell’Amazzonia e la favola della Romania (invento), ma insomma, più ci si allontana più la somiglianza diventa labile, mentre un “sapore” europeo, pur in tante diversissime declinazioni, mi pare davvero riconoscibile.
L’Europa è unita anche… dall’essere stata tanto tempo divisa e in guerra!
Ma in guerra soprattutto contro sè stessa, europei contro europei, con schieramenti e alleanze che cambiano da un anno all’altro…
e poi c’è la cultura europea “alta”, che comprende Quevedo e Shakespeare, Monteverdi e El Greco, Bach e Molière…
che non è la cultura giapponese o quella maya o quella filippina.
Comunque mi fa una tristezza immensa che, avendo la Cappella Sistina, abbiamo scelto come simbolo dell’italianità la pizza.
Cioè nemmeno un’alta elaborazione gastronomica, ma un pezzo di pane con mozzarella e pomodoro.
Secondo me c’entrano gli americani, che Michelangelo manco sanno chi è mentre associano istantaneamente l’Italia alla pizza.
In questo senso quel pirla di Alberto Grandi qualche ragione ce l’ha, non quando dice che altri ci avrebbero insegnato la nostra gastronomia, che è una solenne stupidaggine, ma nell’idea di un immaginario identitario gastronomico d’importazione.
beh peucezio,
io te l’ho detto che nonostante tu sia attratto dalla cultura popolare, anzi proprio dal popolo, lo sei da intellettuale…pensa quanti italiani hanno visto la cappella sistina (o addirittura quanti sanno dove sta…) e quanti hanno mangiato la pizza o sentito albachiara…
Io sono attratto dalla cultura popolare perché ci vedo in basso gli stessi elementi di complessità e ricchezza che in alto producono le grandi elaborazioni culturali e artistiche.
La cultura popolare NON è l’ignoranza.
Il contadino del Medioevo restava ammirato di fronte agli affreschi delle chiese, che si facevano anche proprio perché molti non sapevano leggere e scrivere.
I contadini toscani (e non solo) recitavano a memoria la Divina Commedia.
Attenzione a non confondere la sottoproletarizzazione di oggi, che è il risultato dell’irrompere del consumismo sui ceti subalterni, che ne ha sfigurato il volto e distrutto il retaggio storico, tasformando la cultura tradizionale in ignoranza belluina, in puro degrado antropologico.
Per Peucezio
“Io sono attratto dalla cultura popolare perché ci vedo in basso gli stessi elementi di complessità e ricchezza che in alto producono le grandi elaborazioni culturali e artistiche.”
Sono molto d’accordo, sia per le mie esperienze in Sicilia che in Toscana.
Insomma : negli Anni Sessanta nessun Professorone Statisticone aveva previsto che senza Giovani autoctoni bisognava poi importarne di alloctoni ?
… Davvero non sapevano , i Professionisti della Matematizzazione, che il Terzo Mondo Giovane si sarebbe riversato sul Primo Mondo Vecchio ?
Fra l’altro in un Mondo ove è facilissimo circolare … avrebbe avuto senso in un mondo ultramilitarizzato per cui alla prima Nave ONG o Barcone di Migranti la Marina Militare sganciasse subito siluri fitti .
Scusare errori da smarfo …. mi sa che il presunto Correttore lo disattivo
Belfast
‘It was so terrifying’: care workers tell of being trapped at home by Belfast mob
Sumayah Nakazibwe and Stella Ariokot feared they would be next as fires took hold of neighbouring houses
https://www.theguardian.com/uk-news/2026/jun/10/it-was-so-terrifying-care-workers-trapped-belfast-mob
Due infermiere Ugandesi che non c’entravano nulla … prese in mezzo solo perché nere.
Pare che la Brexit abbia generato il Paradosso che … meno “Lavapiatti Italiani”, più Africani / Industani.
Cmq Nigel Farage è stato sorpassato a DX da Rupert Lowe … come Matteo Salvini da Roberto Vannacci.
Intanto a Bologna, con il pretesto “Cantîr dal Tranvâj” 😉 … Lepore farà 6 mesi extra
Già me lo immagino per 6 mesi fare l’ Amico degli Imam i giorni pari e l’ Amico delle Drag Queen i giorni dispari. 😉
La Gruber ha redarguito Vannacci sul “Pragmatismo Femminile” [sic] … che è poi quella Misandria Politically Correct che parte sempre da Maschio Bianco Etero Cis e poi eventualmente _ se proprio, ma proprio proprio proprio … _ si toglie “Bianco”.
Cioè Vannacci ha detto che la donne sono più pragmatiche e la Gruber lo ha redarguito?
Ha detto che a Vannacci MANCA il Pragmatismo Femminile …
cmq la Gruber è molto più legata alla propria “Echo Chamber” . Le sue interviste hanno sempre quel sottofondo da interrogazione a scuola.
Motivo del Contendere, le Quote Rosa nelle Cadidature … dubito dopo aver difeso la Gruber l’ Immigrazione in generale e Islamica in particolare.
Cmq secondo me Vannacci poteva giocarsela molto meglio … tipo chiedere “Cos’ è una Donna ?” … ma probabilmente Vannacci non conosce l’ acronimo “TERF” e fa già fatica a NON usare terminologie da Anni Ottanta su talune tematiche 😁
La Cucina Italiana è stata felicemente per 75 anni un motivo di orgoglio senza venire “Fascistizzata” … solo con il Lockdown è venuto fuori quello Chef a dire che non esiste nessuna eccellenza Italiana , solo miti Fascisti e poi emuli contro il caffè Italiano.
@FRANCESCO
Mi chiedevi una risposta sul caso incredibile di Henry Nowak, qui stupsce che fosse un Sikh : di solito sono tranquilli.
… evidentemente era la Prova Generale di Belfast .
PS
Ma com’ è possibile che possano portare un pugnale 🗡 come se fosse un crocifisso o un hijab ?!
Almeno fosse un bagaglio di latta simbolico o in gomma. INVECE NO
… ce l’hanno anche in Italia , il kirpan ?! 😱
Gli appartenenti o iniziati alla Khalsa, cioè insomma i Sikh praticanti e turbantati, sì, ce l’hanno.
È simbolico… forse, nel senso che quelli che si usano normalmente non credo siano taglienti, in certi casi sono praticamente avvitati al fodero, sono piccoli, e a volte sono portati in luoghi appositamente poco pratici (qualcuno dentro il turbante, per esempio).
Insomma, sono tanto, o meno pericolosi, del coltellino che il mio compagno di scuola mezzo scozzese portava infilato nel calzino, la volta che venne a scuola vestito da scozzese con kilt e sporran.
Però a rigore andrebbe benissimo anche un vero pugnale
(ogni tanto salgono agli onori delle cronache locali risse tra indiani armati di sciabole, di solito per motivi matrimoniali/d’onore in senso siculo 😉 )
Da notare che:
-non tutti i punjabi sono sikh (e viceversa, per quanto meno comune);
-non tutti i sikh sono sikh 😉 (nel senso che ci sono comunità che- a proposito di “identità”- si identificano o meno come sikh a seconda di chi interroghi, e poi c’è una serie di divisioni interne totalmente esoteriche per il grossolano occidentale- agli indiani piace dividersi);
-dei sikh con turbante non tutti appartengono davvero alla Khalsa, anche se portarne uno o più simboli caratteristici (di solito si tratta del braccialetto, più che dello scomodo turbante) è incoraggiato per tutti;
-i turbantati in Italia mi sembrano in diminuzione
insomma, credo che il kirpan come “problema di ordine pubblico” sia praticamente inesistente.
Come del resto il coltellino svizzero/da funghi/da velista che inutili decreti legge si impegnano a limitare, mentre il vero criminale se ne strafrega alla grande.
Io pensavo alla incredibile reazione della polizia, se non fosse stata ripresa su telecamera non ci crederei.
Ciao
Sennò tanto vale fondare il Culto degli Spaghetti Western e “ridurre a un colabrodo” [cit.] ogni aggressore ! … Ovviamente in cosplay da Cowboy e con il revolver …. Sennò è reato “ridurre a un colabrodo”.
… il Diritto Religioso funziona così.
Dopo fai la famosa scena di Idiana Jones dal vivo. 😄😆
Dal vivo … con morto.
Pare che a Belfast una signora nera sia rimasta intrappolata im casa con dei fumi di un incendio delle rivolte vicino … e che i vigili del fuoco 👨🚒 🔥 le abbiano consigliato di restare dentro perché le probabilità di sopravvivere ai fumi erano abbastanza alte, quelle di sopravvivere in quanto nere invece nulle.
😱
Insomma, ringraziando il Cielo tutto il casino dell’Irlanda del Nord ha prodotto zero morti.
Mi sembra una lettura estremista dei fatti.
Non ho seguito molto, ma pare che l’ Upgrade 😉 di Rupert Lowe rispettto a Nigel Farage sia, reggetevi forte … parlare nuovamente di Razza Bianca !
THERIANOPHOBIA … SERVE UNA LEGGE ?
AI OVERVIEW
Il termine terianofobia (o therianophobia in inglese) indica l’atteggiamento di rifiuto, intolleranza o discriminazione nei confronti dei therian. I therian sono persone che si identificano spiritualmente o psicologicamente come animali non umani.Questo neologismo è nato sul web ed è strettamente legato alla popolarità e alla diffusione della sottocultura therian sui social media.
NON è questione di SE … MA di QUANDO.
IBIDEM AI OVERVIEW
Il Therian Day (o Giornata Internazionale della Teriantropia) si celebra il 15 novembre di ogni anno. È un giorno non ufficiale dedicato alla comunità che si identifica, spiritualmente o mentalmente, con animali non umani.La ricorrenza si lega spesso al primo plenilunio di novembre, conosciuto storicamente come il Primo Ululato o Harvest Howl.Per celebrare o strutturare la giornata, i membri della community organizzano diverse attività tipiche:Attività creative: Decorazione di maschere feline o canine, attività artistiche e bricolage.Momenti di condivisione: Ritrovi, chiamate ed eventi per socializzare con altri.Riti personali: Esercizi di vocalizzazione (come ululati o versi degli animali guida), meditazione e momenti di “shift”.
… SAPEVÀTELO [cit.] , FAßISTI THERIANOPHOBI !
😉
Natale il Simmetrico con espressioni come “Animali Non Umani” o “Bambini Pelosetti” … la Finestra di Overton è già avviata, seppur ancora agli inizi: solo chi NON vuol vederla NON la vede !
“Notare”
… Sbagliatore Automatico Fuori Controllo
Per Moi
“È un giorno non ufficiale dedicato alla comunità che si identifica, spiritualmente o mentalmente, con animali non umani”
I Figli della Lupa!
Ma se uno di identifica con “animali umani” è solo pirla o ha un suo giorno internazionale pure lui?
😉
@PINO MAMET
Gli Hindustani che incontri … fanno davvero il cosiddetto “Head Wobbling” ?
… pare che sia l’ equivalente del gesticolare Italiano, almeno per richiamare l’ attenzione ⚠️ ; è una specie di movimento a ondulazioni su e giù come a disegnare un “8” con una matita in bocca.
I genitori sì, i ragazzi no, hanno un gesticolare completamente italianizzato
https://dandapani.org/blog/indian-head-shake-yes-or-no/
… certo, come il gesticolare Italiano è soggetto a caricature e FORSE autoironia.
I NeoBorbonici hanno letto “Napoletano” e “UNESCO” nella stessa frase e sono andati giù di testa …
@PINO MAMET
…me sa!
Vorrei aggiungere qualcosa all’intervento di Andrea Di Vita, che scrive:
“Italiano è chi all’epoca trepidò cogli altri per la tragedia di Vermicino o il caso Lavorini, chi ha gioito per le vittorie ai Mondiali e pianto per le sconfitte, chi si è emozionato leggendo di Paolo e Francesca sui banchi di scuola…”
Ecco, sì.
Mi sento italiano per queste cose;
ma sono orgoglioso di essere italiano anche per qualcosa di diverso.
Tu sai che potrei avere la cittadinanza di… un altro paese, che non ti sta troppo simpatico 😉
Ecco, io sono orgoglioso di avere la cittadinanza italiana, invece;
perché l’Italia dal dopoguerra in poi;
l’Italia democratica, l’Italia della Costituzione, che non sarà “la più bella del mondo” ed è sempre r, ma è una valida costituzione democratica;
ma, ancora di più, l’Italia dei sentimenti italiani dal ’45 in poi, l’Italia di come gli italiani si pongono rispetto al mondo esterno;
mi piace!
mi piace perché è un paese pacifico, che non invade nessuno, che non colonizza nessuno, che ha chiesto scusa per quando lo faceva,
che “ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”, ma soprattutto la ripudia nell’animo degli italiani, che considerano ridicola la retorica fascista degli eroi muscolari e guerrieri;
preferisco noi italiani, che magari ci vediamo paurosi e imbelli (e non lo siamo), e diamo le medaglie e i titoli cavallereschi a chi eccelle nel lavoro, nelle arti, nella scienza;
nel volontariato, nell’aiuto;
a popoli dove ancora vige l’idea del macho conquistatore (estesa alle donne, come in quel tal paese di cui sopra 😉 , che forse è ancora più svilente, per le donne ovviamente), dell’eroe con la spada o la mitragliatrice.
Meglio mille volte Totò e Peppino che Rambo.
Volevo scrivere che la Costituzione è sempre perfettibile, poi vabbè.
Per PinoMamet
“Meglio mille volte Totò e Peppino che Rambo.”
Molto d’accordo!
@pino manet
“Toto'”
OAAPM!
Ciao!
Andrea Di Vita
Che ti devo dire, Pino, avendo presente il primo Rambo e (poco) i film di Totò e Peppino, preferisco il primo, io.
Ciao
Sono gusti, ma ti faccio notare che Rambo un disadattato con pesante sindrome post traumatica ed episodi psicotici socialmente pericolosi, mentre Totò e Peppino sono due ragionevoli e umani signori che si arrabbattano con intelligenza e simpatia per sbarcare il lunario.
Credo che preferirei davvero gestire un paese abitato da loro, piuttosto che da tanti Rambo…
“rambo”
Mie ipotesi: premesso che non ho mai visto nessuno di quei film che conosco di fama, in Italia abbiamo vissuto qualcosa di simile dopo la prima guerra mondiale: dubito che avremmo avuto quel fascismo senza il reducismo della generazione cresciuta nelle violenza delle trincee e intrisa del mito risorgimental-nazionale (bisogna contestualizzare 😉 ).
Se adesso siamo cosi’ e’ anche perche’ abbiamo talmente totalmente perso l’ultima guerra, che il risentimento e la voglia di rivincita verso l’ex nemico alligna solo nelle ali estreme della politica e fra intellettuali fuori dal mondo (salvo quando l’ex-nemico minaccia di ritirare le basi…).
Da cui la tipica anti-italianita’ a connotazione dell’italiano, come spesso secondo me tu giustamente osservi (che pero’ trova le sue radici anche nel campanilismo oltre che nell’unificazione a bastonate che trova acme nel fascismo e mai riuscita fino in fondo): pure la auto-razzista cessione della sovranita’ a bruxelles fa parte del fenomeno, secondo me, e la si percepisce spesso nel modo in cui vengono redarguiti i “sovranisti” dai “piddini” (vedi il siparietto gruber-vannacci, fra l’altro).
Toto’ essendo nato nel ’98 avrebbe potuto essere un ragazzo del ’99, ma forse la sfango’ per manifesta inadeguatezza (e’ difficile immaginarselo a sopravvivere sotto naia, in effetti), chiesti lumi a wikipedia vedo che:
“Durante gli anni della prima guerra mondiale si arruolò volontario nel Regio Esercito. Secondo la figlia, fu chiamato alle armi nel 1917 venendo assegnato al 22º Reggimento fanteria di stanza dapprima a Pisa e poi a Pescia.[40] Venne quindi trasferito al CLXXXII Battaglione di milizia territoriale, unità di stanza in Piemonte, ma destinata a partire per il fronte francese.[41] Alla stazione di Alessandria, il Comandante del suo Battaglione lo armò di coltello e lo avvertì che avrebbe dovuto condividere i propri alloggiamenti in treno con un reparto di soldati marocchini dalle strane e temute abitudini sessuali. Totò a quel punto, terrorizzato, fu colto da malore[34] (secondo alcune fonti simulò un attacco epilettico) e venne ricoverato nel locale ospedale militare, evitando così di partire per la Francia.[9] Rimasto in osservazione per breve tempo, quando fu dimesso dalle cure ospedaliere venne assegnato all’88º Reggimento fanteria “Friuli” di stanza a Livorno;[42] proprio in quel periodo subì continui soprusi e umiliazioni da parte di un graduato; da quell’esperienza nacque il celebre motto dell’attore: «Siamo uomini o caporali?»”
Che ne dici?
devo dirtela tutta, Winston ?
a me pare che l’èstensore del pezzo [non tu, sia chiaro] abbia fatto confusione (voluta ?) fra I e II GM 😀 nella I GM non aveva senso partire per il fronte francese perchè (purtroppo :D) non eravamo in guerra con i Galli bensì loro alleati (e schifatissimi tanto dai francesi quanto dai britannici :D)..inoltre la “milizia territoriale” rimanda alla II GM..e anche i marocchini 😀 durante la I GM erano ancora poco noti per le loro famigerate abitudini..il nostro popolo li conobbe, purtroppo, a Esperia per colpa del criminale gen. Juin, ma siamo già nel 1944 ! nel 1917-1918 dubito che l’italiano medio associasse i marocchini a ‘ste (turpi) cose… poi mica nego che qualche marocchino sarà stato in Italia anche durante la Grande Guerra, eh..c’è stato Hemingway, ci sono stati i britannici, ci fu plenty of Czechs, vuoi che in qualche reparto che schifiltosamente Foch si sarà degnato di mandarci non ci sia stato un marocchino ?
P.S
a proposito di Grande Guerra
qui avete, se a qualcuno interessa, in una pura lingua italica uno specimen dello stile aulico ancora in uso in Austria (e Trieste -mi spiace per gli italianissimi :D- era Austria fino al midollo !)
leggete la parte ufficiale in alto a sinistra e notate le parole adoperate (è il numero del 13 luglio 1914)
https://archiviodistatotrieste.it/wp-content/uploads/grandeguerra/OsservatoreTriestino/1914/luglio/ot-1914-07-13.pdf
o anche la Notizia di Corte a destra..
era un mondo esteticamente migliore, ora siamo dei barbari…e i potentes, quelli che ci sgovernano e sono semianalfabeti, sono ben più barbari di noi che scriviamo in questo ottimo blog e che, almeno, qualcosina sappiamo..non che serva a nulla, eh 😀
qui il numero storico del 24 maggio allorchè la stampa ufficiale austriaca risponde al proditorio attacco dell’Italia laicissima riproducendo il Manifesto del Sovrano, in tedesco, italiano e sloveno
https://archiviodistatotrieste.it/wp-content/uploads/grandeguerra/OsservatoreTriestino/1915/maggio/ot-1915-05-24.pdf
ecco Francesco parlava di “guerre giuste”..ecco quella -da parte italica- fu un esempio da manuale di “guerra ingiusta” “
@ habsburgicus
“la parte ufficiale in alto a sinistra”
…perché leggendola mi è venuta subito la voglia di volare con un biplano SVA (*) e buttare beffardi volantini tricolori su Vienna?
😉
(*) se ne conserva tutt’ora un esemplare in bella vista all’aeroporto ‘Cristoforo Colombo’
Ciao!
Andrea Di Vita
In effetti però alcuni reparti italiani nella Prima guerra mondiale operarono in Francia (come alleati dei francesi ovviamente).
È il caso di Ungaretti, che combattè sul fronte francese prima di essere trasferito, come ognun sa, sul Carso.
Che Totò fece il soldato è ben noto, invece, aldilà di aneddoti che possono essere stati inventati o esagerati dal famoso comico.
Per come la sento io alla fine la bellezza dell’essere italiani sta nella capacità di produrre bellezza.
Che sia in Rinascimento o i film di Fellini o di Monicelli.
E forse anche la mancata ossessione del dover essere.
Cioè l’italiano si salva perché prende atto della realtà e cerca di barcamenarcisi, non di riformarla, se non il minimo utile ai suoi scopi.
Questo alla fine si trasforma in un’armonia col mondo che è forse la base di questa capacità di produrre bellezza: è come se l’italiano rifuggisse lo strappo, la rottura netta, la forzatura, come se tutto s’innestasse su quello che c’era prima, col risultato di non avere mai il senso di una grossa disarmonia, di due cose che stridono l’una con l’altra.
Non so, sto seguendo un’intuizione sul momento, vi torna?
Si prende atto della realtà quando non si ha la forza di cambiarla, o almeno se ne è convinti.
Con esiti sia positivi (niente rivoluzioni) che negativi (rassegnazione alle ingiustizie). E lasciando che la Storia la facciano altri, al cui seguito ci si accoda. Come i greci con i romani.
Ciao
@ Francesco
“E lasciando che la Storia la facciano altri”
Il saggio nulla contende, perciò nulla gli viene conteso.
Il saggio non fa nulla, e cambia il mondo.
Lao Tzu, Tao-Te Ching, VI sec. a. C.
Ciao!
Andrea Di Vita
Da quando IO seguo la filosofia cinese? quella campata in aria, per di più?
@ Francesco
“IO”
No, tu segui John Wayne.
‘Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Posso rifarmi a Roma antica, più che al simpatico attore americano?
E intendo per NON rifarmi a Napoli, tra l’altro.
😀
@ Francesco
“Posso rifarmi a Roma antica”
Certo.
Se ti ispiri ad Appio Claudio Cieco – che rifiutava anche solo l’idea di trattare con Pirro prima che si fosse ritirato – diventerai un sostenitore di Hamas.
Se ti ispiri a Cincinnato – che finito il suo mandato di dittatore se ne tornò a coltivare il suo campicello – disprezzerai anche tu l’attore NATO di Kiev.
Ma non c’è nemmeno bisogno di risalire così indietro. Se converrai con Giovanni da Salisbury – filosofo e vescovo britannico del XII secolo – che ‘satius enim est initis mederi quam fini’ (è meglio curare i princìpi che la fine), approverai l’Operazione Speciale di Putin.
Historia magistra vitae.
Ave!
Andrea Di Vita
Nessun cristiano di nessuna specie approverebbe mai la porcata di Putin e lo sai benissimo, anche se ti piace provocarmi.
E nessun Romano avrebbe il minimo dubbio su come trattare uno come Putin. Anzi.
🙂
Peraltro, il detto Si vis pacem para bellum risponde alla tua insulsa domandina retorica.
@ Francesco
“Putin”
Mi sa che Putin abbia studiato la storia Romana meglio di te! 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Non mi risulta che Roma attaccasse briga con chiunque per il solo gusto di spargere sangue e tenersi un vecchio imperatore imbolsito.
Anzi, faceva assai bene i conti delle sue guerre.
Francesco,
ma è diverso cambiare la realtà in nome dei tuoi interessi (tutti lo facciamo, perfino quando respiriamo, perché cambiamo la disposizione dell’ossigeno intorno a noi in funzione delle esigenze del nostro corpo) e cambiarla per “aggiustarla”.
No, questo è un sofisma senza senso, tranne pochissimi casi patologici davvero.
Se mi piace la farinata e ne compro un etto, sto spostando il mondo. Quasi quanto Putin che scatena la guerra all’Ucraina nel 2014.
Ciao
@ Francesco
“Se mi piace la farinata e ne compro un etto, sto spostando il mondo”
Ehm… no.
Comprando la farinata (ottima scelta 😉 ) stai spostando solo masse all’interno del mondo, quindi fai solo ricorso a forze interne al mondo stesso. Il baricentro di un sistema non si sposta di un millimetro, in assenza di forze ESTERNE al sistema. (Non arrivi sulla Luna tirandoti oer le stringhe delle scarpe, come millantava il barone di Munchhausen. E’ per questo che Archimede chiedeva un punto d’appoggio, per spostare il mondo: la forza esterna, nel suo caso, è le reazione vincolare sul fulcro della leva).
Fuor di metafora, tuttavia, il tuo post coglie esattamente nel segno: non esistono forze ESTERNE al mondo, per cui qualunque cosa tu faccia e qualunque cosa tu pensi il risultato delle tue azioni vale quanto quello di chiunque altro. Sarà magari positivo per te e negativo per un altro, ma l’altro applicherà a buon diritto lo stesso criterio di giudizio a se stesso. E’ la base del relativismo etico: non esistono riferimenti assoluti.
Volendo, lo puoi vedere in termini di azione e reazione: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Ad ogni Majdan, un’Operazione Speciale. 🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
Vero, perché le masse in gioco sono trascurabili, ma mettiamo che io compri un quantitativo gigantesco di farinata e lo accumuli in salotto: sposto il baricentro terrestre e la rotazione avviene su un asse diverso.
C’è un esempio ed è la Luna, dando per buona l’ipotesi dell’impatto: un grande quantitativo di materiale si è spostata dal mantello terrestre ad un punto a trecentomila chilometri di distanza e il centro di gravità del sistema Terra-Luna non coincide con centro della Terra.
>>> Ad ogni Majdan, un’Operazione Speciale.
E ad ogni operazione speciale una eroica resistenza … alla fine diventa un rosario infinito e senza senso. Preferisco la versione di Gandalf: viviamo poco e durane la nostra vita dobbiamo combattere i Putin che incontriamo. Il resto è nella mani di un Altro.
😉
Pino (sulla Spagna),
“Le ragazze hanno un certo fascino, a patto di amare i caratteri viriloidi e decisionisti.
Non credo riuscirei a conviverci.”
Sì, la vedo esattamente allo stesso modo.
Hanno molto fascino, sono sensuali e l’essere così sveglie dà loro personalità, ma sono mascoline e in genere hanno molta meno grazie delle nostre.
Il fidanzato spagnolo di mia madre, quando lei stava a Madrid negli anni ’50, diceva che lei sembrava una pietra lavorata, raffinata e le sue connazionali (di lui) delle pietre grezze.
Per inciso, era uno spagnolo del nord, gli unici, di solito, che hanno un po’ di sale in zucca: in genere uno spagnolo medio non è in grado di avere percezione della maggiore finezza di noi italiani.
Ho un’amica mezza andalusa e un’altra con parenti proprio in Andalusia e… aiuto!
I loro parenti sono, come dire? Ingestibili.
La mezza andalusa ha ereditato dalla madre spagnola proprio quel tipo di carattere. Singolare che, pur essendo cresciuta in Italia e dotata di grande cultura, le manchi quasi del tutto lo “spirito di finezza”, la capacità di cogliere le sfumature, oserei dire l’intelligenza sociale.
O tutto bianco, o tutto nero.
L’elefante nella cristalleria.
Quanto alla seconda, sua cugina, di Malaga, la abbiamo soprannominata da anni “Miss Simpatia Spagna “.
.ed è la migliore tra i parenti di laggiù 😉
“le manchi quasi del tutto lo “spirito di finezza”, la capacità di cogliere le sfumature, oserei dire l’intelligenza sociale.
O tutto bianco, o tutto nero.
L’elefante nella cristalleria.”
Eh, ho ben presente. Io parlavo di finezza come stile, in senso estetico, ma c’è anche questo ulteriore aspetto di schematismo di pensiero, rigidità.
Poi vabbè, come praticamente tutti gli italiani, adoro la Spagna e gli spagnoli, ma… hanno anche dei difetti 😉
Sai anche che ero attratto dalla quella tizia spagnola appassionata di linguistica che ti linkai, una rossa somigliantissima a una mia amica sardo/emiliana.
Anche se certe loro teorie linguistiche mi sembrano inutilmente complesse e controintuitive
(per eempio, le desinenze -i e -e dei plurali italiani non sarebbero derivate dal nominativo plurale latino, ma sempre dall’accusativo attraverso strani giri fonetici…. mah…)
e, mi pare, un po’ da complessati
(“non voglio ammettere che l’italiano sia in qualche modo più simile al latino, o diverso da altre lingue neolatine come la nostra…”)
Ammetto di avere pochissimo feeling con la Spagna (e assolutamente zero con la Catalogna) e gli spagnoli…cosa che mi crea una regolare discussione con mia moglie che invece, come tutti i tedeschi, adora la Spagna
Pino,
la Linguriosa!
Circa le desinenze, anch’io l’ho sempre pensata così e anche il Rohlfs (contrariamente ad altri linguisti suoi contemporanei), ma per il femminile plurale mi sa che abbiamo torto, se ha ragione l’amico Vincenzo Faraoni, di cui molto colpevolmente non ho letto il libro, che mi ha anche mandato in pdf, ma sarebbe scomodo e non l’ho mai comprato cartaceo confidando in una prossima occasione, mai arrivata finora, di scambiarci le copie delle rispettive monografie.
Ma il suo studio so che è molto documentato e serio, d’altronde lui è uno studioso molto valido.
Sarà uno studioso bravissimo, epperò Occam…
Eh, però se fosse per Occam il milanese nòster verrebbe dal nominativo latino, invece uno studente del trienno dovrebbe sapere (poi non lo sao, e vabbè) che non è così.
Recitava una vecchia filastrocca che faceva parte di una parodizzazione di preghiere cattoliche:
Se vialter ghe l’avii pussee longh del nòster,
déghen on tocchell del vòster,
almen el nòster a l’è longh come ’l vòster.
Ma se ’l nòster l’è pussee longh del vòster,
ve ne daremm on tocchellin del nòster,
in manera che ’l vòster a l’è longh come ’l nòster.
C’era un tizio che gestiva un gruppo facebook sul Cilento, che era assolutamente convinto che il napoletano issə (che a un non esperto viene naturale trascrivere come “is” o “iss” venisse dal latino is (ea, id) e hai voglia a spiegargli che viene da ipsum: non ci credeva!
A proposito, quel genio della Jasmina Pani, che mi starebbe pure simpatica, ma tutto deve fare fuorché parlare di linguistica, in un video sul sardo è arrivata a dire che gli articoli su, sa vengono da iste (sic). Sono saltato sulla sedia. Qui la cosa non si giustifica nemmeno per assonanza: è molto più naturale l’assimilazione progressiva -ps- > -ss- che -st > -ss-, che pure a volte avviene, ma è più rara.
Scusa, l’assimilazione regressiva, mentre st > ss è progressiva.
E come si sarebbe passati da -os a -i? E abbiamo traccia di questo passaggio?
Per il singolare ce l’abbiamo (c’è l’indovinello veronese), ma nei placiti cassinesi i plurali sono già i nostri.
“E come si sarebbe passati da -os a -i?”
in effetti (leggo da materiale che mi ha gentilmente passato Peucezio) che questo è uno dei principali punti deboli della “teoria sigmatica”;
sarebbe compensato da altri punti deboli della “teoria nominativista”, però francamente non mi sembrano altrettanto deboli
(per il passaggio da “canes” a “cani” mi sembra ragionevolissima la tradizionale teoria dell’assimilazione agli altri plurali)
però sono solo all’inizio della lettura.
Leggo anche che si ipotizza il passaggio rosas -> roses* -> rose
vabbè, ma ‘sto roses lo si legge da qualche parte? (l’asterisco mi fa pensare di no) o è una semplice ipotesi?
Se è un’ipotesi… allora mi tengo Occam.
Anche a fronte, per esempio, del greco, che ha mantenuto le declinazioni, e ha avuto però un’evoluzione della pronuncia del tutto simile a quella latina, per cui -ai -> e, -oi -> i
Stavo cercando gli inventari di epoca longobarda per capire come facevano i plurali in quel periodo là nei testi più “volgarizzati” e trovo l’articolo del citato Faraone che era andato a vedere proprio là.
Faraoni*
Visto che è notte e vivo strani fantasmi, cantava un pesante ma intelligente cantautore emiliano, voglio porvi una mia riflessione.
Parto da una prospettiva religiosa, quindi forse indigesta a molti di voi.
ma ecco, religiosamente Israele mi pare una grossa occasione mancata. Si può ancora rimediare, forse, ma è difficile…
E il problema è proprio dato dal fatto che gli israeliani ebrei vengono dalla Russia, dalla Polonia, dalla Romania, dall’Ungheria, dalla Lituania, dall’Ucraina;
dal Marocco, dall’Iraq, dalla Libia, dalla Tunisia, dall’Egitto;
e poco dalla Francia, dall’Italia poi in dosi omeopatiche.
Questo condiziona la mentalità degli ebrei laici, che sono la maggioranza e hanno fondato lo Stato.
Ma anche di quelli religiosi, che, per cominciare, mancano del modo tranquillo, moderato… “cattolico”, di vivere la religione, di rapportarsi con i laici, che hanno gli ebrei italiani.
E quindi si dividono, ortodossi al centouno per cento qua, laici che se ne strafregano di là.
Ma c’è di più di questo.
L’idea teleologica di Israele (Israele “terra promessa degli ebrei”) viene interpretata nella maniera più letterale e banale, oserei dire, absit iniuria, ottusa.
Sì, nella Torah è previsto che in Israele abitino anche non ebrei (lo aggiungo per i poco informati: come liberi “cittadini”, non come schiavi o sottoposti) ma insomma ai religiosi sionisti
(non tutti gli “ultraortodossi” sono antisionisti, anzi) interessa prima di tutto che Israele sia la terra degli ebrei.
Non gli passa per la mente, che io sappia, che se il Signore ci ha messo un altro popolo, può essere perlomeno un modo per mettere alla prova, una sfida per il popolo ebraico.
Mai letto niente del genere; ma, se anche lo pensano, ho paura che lo interpretino nel senso più retrivo “applichiamo alla lettera i comandamenti relativi” (non necessariamente i passi che parlano di guerre e stermini, che si riferiscono a popoli estinti al tempo dei Sanniti e dei Peucezi 😉 e quindi sono inapplicabili oggi;
ma nessuno ha quella, come dire, capacità di analisi, di sviluppo, di dialettica teologica del mondo cattolico
(diversa dalla creatività “liberi tutti” dei protestanti…)
che gli permetterebbe di pensare che
forse Dio vuole che in Israele abitino due popoli ; la sfida è proprio questa, non “conquistare tutto il paese”.
Sarebbe un gran bel modo di impostare il tema, almeno da parte ebraica.
Rimane che si deve essere in due per ballare e l’altra parte mi sembra fissa nella sua posizione negativa, da circa 80 anni.
Ciao
@ Francesco
“da circa 80 anni”
‘Prima se ne vadano dalla patria, poi potremo parlare di pace’
Appio Claudio Cieco, 280 a. C.
Ciao!
Andrea Di Vita
Vedi che ho ragione? Bibi non è un pazzo assetato di sangue, è un realista che guarda ai fatti come sono.
PS parlare di “patria dei palestinesi” prima di questi 80 anni mi pare ridicolo, caro. Questo non ne inficia i diritti ma li definisce meglio. E i Romani sono la summa dell’imperialismo.
@ Francesco
“Vedi che ho ragione? Bibi non è un pazzo assetato di sangue, è un realista che guarda ai fatti come sono.”
Una cosa mica esclude l’altra. Era molto più realista Hitler di Chamberlain, e Stalin di Hitler. Infatti si è visto chi è rimasto in sella e chi no.
“parlare di “patria dei palestinesi” prima di questi 80 anni mi pare ridicolo, caro.”
Per niente. E’ il classico caso in cui si applica la definizione di ‘Patria’ data da Lagarde: la memoria comune. Cosa di meglio di una comune esperienza di oppressione per creare un senso di appartenenza a una Patria comune?
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
““parlare di “patria dei palestinesi” prima di questi 80 anni mi pare ridicolo, caro.””
Parlare di Stato Nazionale nel senso europeo prima dell’avvento degli Stati Nazionali in senso europeo è ovunque ridicolo.
Lo Stato albanese esiste praticamente dal 1944, ma dubito che gli albanesi accetterebbero di essere invasi ed espulsi dalle loro case da una massa di tailandesi. E quello che unirebbe gli albanesi sarebbe proprio la “memoria comune”.
Mi sono appena beccato su Instagram il solito italoamericano (vagamente italo, decisamente americano) che ci viene a raccontare che gli USA hanno 250 anni (vero)
e l’Italia solo da 165
(balla: l’Italia con le Alpi come confine esiste dalle guerre puniche- è così infatti che la descrive Polibio; ha avuto una quasi unità politica con la Guerra sociale, poi con Cesare che estende la cittadinanza romana a nord del Po- ma aveva già lo ius Latii-, e definitavamente con Augusto…
il Regnum Italiae lo fanno i Longobardi..
Dante auspica l’Italia “donna di province”… ecc. ecc.)
Si vede che hanno imparato da “i palestinesi non esistono”…
Per PinoMamet
“Mi sono appena beccato su Instagram il solito italoamericano (vagamente italo, decisamente americano) che ci viene a raccontare che gli USA hanno 250 anni (vero)
e l’Italia solo da 165”
Forse dovremmo cessare di confondere la Patria che emana decreti, ordina massacri, abolisce dialetti, istituisce il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore dove devi depositare il bilancio entro il 29 giugno, costruisce autostrade, ha la squadra di calcio, e che veramente nel caso italiano è nato solo 165 anni fa, e ancora si deve radicare del tutto…
con un’altra cosa, che qualcuno ha chiamato la “Matria”… senza entrare in polemiche sul genere, è quella memoria condivisa millennaria che faceva sì che il fedele cittadino della Repubblica di Venezia amasse Dante, o che si copiassero a vicenda i campanili.
La confusione voluta tra i due ci ha portati a due stragi immani solo nel nostro secolo.
Esistono già i due termini: Stato e nazione.
ORRAMT!
in effetti non è un concetto rivoluzionario. anche se nel caso degli USA diventa di difficilissima applicazione!
🙂
Ehm, no. Hitler e Stalin era due pazzi (tecnicamente pazzi) assetati di sangue.
Il povero Chamberlain era un pirla.
Ciao
PS urge ripassino del termina “prima”. 😉
@ Francesco
“pazzi”
E’ irrilevante.
‘Pazzo’ vuol dire ‘malato’, mica ‘cieco’.
Nietzsche era pazzo, ma su molte cose ci ha azzeccato in pieno. Aristotele era sano, il che non gli ha impedito di dire numerose fesserie.
Ciao!
Andrea Di Vita
Io sto con i filo-israeliani finché mi dicono che non dobbiamo accettare acriticamente i numeri di Hamas, che investire sconosciuti o accoltellare rabbini non è “lotta partigiana” ma terrorismo, che i palestinesi potrebbero avere uno Stato da mo’ se avessero evitato la linea massimalista/militarista ecc.
(Sono tutte affermazioni discutibili, va bene, che non ho voglia però di discutere adesso; magari un’altra volta).
Invece quando cominciano a fare i giochi retorici tipo “la Palestina non è mai esistita”, o “gli arabi devono tornare in Arabia”, ecco, no, grazie.
Li vadano a fare in America, dove ormai abbastanza rimbambiti da bersi queste robe qua.
(Ripeto: in America “definisci bambino” avrebbe fatto “vincere il debate ” ;
in Italia- il paese del Bambinello e della Sacra Famiglia! ma soprattutto il paese di “pane al pane e vino al vino”- gli ha fatto fare una figura pessima, da barbablù mangiabambini..)
Per PinoMamet
“(Sono tutte affermazioni discutibili, va bene, che non ho voglia però di discutere adesso; magari un’altra volta).”
Infatti. Sono anche il tipo di discussione in cui infiniti casi singoli vengono contrapposti ad altri casi singoli, in una gara sulla presunta correttezza morale di un fatto o dell’altro, che non può portare da nessuna parte.
Credo che la cosa migliore sia tagliare la testa al toro: tutta la storia ci insegna che la violenza e l’inganno prevalgono – permettono sia conquistare che di resistere.
E’ una realtà antropologica, che poi viene ammantata appunto da discussioni come quelle che citi tu.
Come dicevo, Israele ha un grosso problema: vuole essere uno stato etnico, dove però l’etnia dominante è in leggera minoranza sul territorio militarmente occupato dallo stato stesso. Quindi è inevitabile e umano che cerchi di ridurre la maggioranza in condizioni insopportabili di vita, o espellerla direttamente.
In Libano adesso hanno agito con intelligenza: espellendo l’intera popolazione civile dal sud, distruggendo sistematicamente ogni villaggio, e poi dicendo che non si ritireranno. E’ così che si fanno le conquiste.
Ovviamente per “Israele” non intendo “gli israeliani”: i meccanismi dei macrosistemi sono diversi da quelli dei singoli cittadini, come “gli italiani” sono una cosa diversa dalla “Italia” del 1915 o del 1940. E ogni singola persona può scegliere cose sbagliate per motivi giusti, che è proprio il motivo per cui esiste la propaganda.
Davvero il governo israeliano intende annettersi il Libano meridionale?
La cosa mi giunge nuova ma io sono un semplice cittadino con accesso a informazioni limitate.
Mi pare cattiva strategia ma cosa ne so?
Ciao
Per Francesco
“Davvero il governo israeliano intende annettersi il Libano meridionale?
La cosa mi giunge nuova ma io sono un semplice cittadino con accesso a informazioni limitate.
Mi pare cattiva strategia ma cosa ne so?”
Per ora ha cacciato tutti gli abitanti, distrutto l’intera infrastruttura civile e ha detto che non intende ritirarsi.
Non mi sembra una cattiva strategia: l’importante sarebbe non annettere abitanti poco disposti a chinare la testa.
Però come fai a dire a milioni di persone che sono nate in un posto “ci siamo sbagliati: ora fate i bagagli e tornate… boh, da qualche parte che non avete mai neppure visto”?
@ Maurcius Tarvisii
“come fai”
Chiedilo ai Tedeschi della Prussia Orientale o della Slesia. Oppure agli Italiani dell’Istria e della Venezia Giulia.
A quanto ne so il tasso di crescita della popolazione dello Stato di Israele è negativo da qualche anno. Se ne vanno in Germania o negli USA, per il momento. Adesso anche a Cipro.
Il che non stupisce: l’aveva intuito già Isaac Asimov qualche decennio fa. Dai e dai, tutti i muri crollano. L’errore sta nell’averli eretti, credendo di rimanere per sempre al sicuro.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Chiedilo ai Tedeschi della Prussia Orientale o della Slesia. Oppure agli Italiani dell’Istria e della Venezia Giulia”
Non è che stai citando eventi particolarmente felici per chi li ha vissuti.
@ Mauricius tarvisii
“vissuti”
L’alternativa, si vede, era considerata peggiore.
Il che, con quello che era successo negli anni precedenti, sembra un giudizio plausibile.
Oggi, a Gaza, in Cisgiordania e nel Libano del Sud sta succedendo molto, ma molto di peggio che nella Slovena Caresana o nella Bielorussa Chatyn’ del 1943.
Mi stupirei se la fine fosse diversa.
Ciao!
Andrea Di Vita
Quelle furono applicazioni della legge del più forte, che è esattamente ciò che si rimprovera a Israele: sfrutta un momento di forza per fare una pulizia etnica.
@auricius tarvisii
“legge del più forte”
Precisamente.
Se anche gli Houthi possono ormai perforare l’Iron Dome, alla lunga chi è il più forte?
Se lo Stato di Israele ha attaccato due volte di seguito a tradimento l’Iran con l’appoggio USA e la complicità Inglese e gli ayatollah sono ancora lì con un mano sull’uranio e l’altra su Hormuz, alla lunga chi è il più forte?
Se per diminuire la popolazione Palestinese si devono ammazzare i bambini uno a uno mentre quella Israeliana diminuisce spontaneamente, alla lunga chi è il più forte?
Ciao!
Andrea Di Vita
“Se per diminuire la popolazione Palestinese..”
non voglio mettermi a discutere ancora, mi limito a dire che mi sembra una descrizione leggermente esagerata… 😉
@ pino mamet
“esagerata”
Definisci ‘esagerata’
https://share.google/0EqX3xva4DofRmYDY
https://www.yahoo.com/news/world/articles/israeli-forces-kill-three-old-133459912.html?guccounter=1&guce_referrer=aHR0cHM6Ly93d3cuZ29vZ2xlLmNvbS8&guce_referrer_sig=AQAAANsWGuUxGBuMSprQYNCRb4LielQW1h8b6vf6-j1L9aZXgVJgKXGxm1bhNhk9E-0ns1xSyzlD7vo4oESne9AFXnQoC5xLS8GBvmIaPYOWEFELODD7cmo6Sn_aM2TIFLHIc1mBBOHyWmRwLiFSjSPrez4Xp0Pl7o3yZictoMU-k0m1
https://share.google/kOyKFEBd40EBgKE2u
Ciao!
Andrea Di Vita
Mmm
sì, esagerata.
Pino
la tua capacità di usare eufemismi ti renderebbe un degno figlio d’Albione ma tu detesti quelle terre!
😀
PS non capisco Andrea. da quello che scrive mi pare aderisca alla tesi che la legge del più forte è l’unica legge. da questo consegue che Israele dovrebbe sterminare davvero i palestinesi, anzi gli arabi e i persiani, ora che ancora ha la possibilità, prima di essere troppo debole.
Una cosa orribile solo a pensarsi ma io sono un cristiano e un moralista.
Capisco male?
@francesco
“da quello che scrive”
Come tutti quelli che commettono genocidio, i sionisti applicano solo la legge del più forte.
Adesso che il vento comincia a cambiare, frignano.
Certo editoriali del Foglio ne sono un ottimo esempio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Che palle, Andrea, io parlo di te, chi se ne frega del Foglio?
Tu aderisci alla Legge del Più Forte o no?
però per quanto rammento io il venerando Ap. Claudio (censor 312 a.C) disse “prima Pirro se ne vada dall’Italia, poi tratteremo”non “patria” ma “Italia”, da intendere nel senso pre-sillano di “Penisola italica”
è difficile che abbia detto ciò nel 280 a.C in quanto Pirro sbarcò in Italia sotto il consolato del patrizio P. Valerius (Laevinus) e del plebeo Ti. Coruncanius [poscia, il 1° pontifex maximus plebeo, forse uno dei grandi falsificatori di Annales :D] che entrarono in carica probabilmente a metà giugno del 280 a.C (Kal. Maias romane)..
verosimile che abbia detto ciò nel 279 a.C o anche nel 278 a.C
@ habsburgicus
“280”
Chiedo venia e mi cospargo il capo di cenere. 🙂
Io mi ero fidato del primo sito trovato con una ricerca in Rete… 🙂 🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
Per PinoMamet
“Visto che è notte e vivo strani fantasmi, cantava un pesante ma intelligente cantautore emiliano, voglio porvi una mia riflessione.”
Grazie!
Aggiungo che per fortuna quasi tutti gli ebrei che conosco la pensano più o meno come te.
“Giù le mani da ‘Futura’”, la Fondazione Lucio Dalla diffida Vannacci
La canzone usata durante l’Assemblea di Futuro Nazionale. “Nessuna richiesta e nessuna liberatoria è mai stata concessa a qualunque movimento, partito ed esponente politico”
https://www.agi.it/cronaca/news/2026-06-15/vannacci-lucio-dalla-futura-37575665/
Ilaria salis parla dell’isola albanese al parlamento europeo
https://x.com/salisilaria/status/2066925332599325116?s=46
Ormai fra Ilaria e Silvia mi confondo
Se Hamas ammazza dei civili è terrorismo, se lo facevano i sionisti pure…. o magari no, se sei sionista.
Ho sempre pensato che la logica e la logica di appartenenza sono spesso in contrasto, la logica logica è più astratta e perde perchè serve a poco rispetto alla logica di appartenenza, la prima serve per le pippe prevalentemente mentali,interessantissime nel mondo della mente isolata,ma poi tocca vivere la vita fuori dalla propria isola mentale e allora viene fuori il bisogno di essere parte di qualcosa, e questo per la nostra vita è molto più basilare e importante che restare nel circuito dei pensieri relativamente astratti e soprattutto privi di partecipazione emotiva,la logica astratta non è emotiva quella di appartenenza sì, certo anche nelle logiche di appartenenza c’è un lavorio mentale mica da ridere che però più che altro ruota intorno alla costruzione di fantasie narrative , che derivano dal fatto iniziale che logica e logica di appartenenza sono spesso in contrasto nella vita reale, e allora si trova scampo nelle fantasie narrative, che guarda caso , chi l’avrebbe mai detto , sono anche tendenzialmente autoassolutorie, quindi ci fanno stare meglio e anche questo è un ulteriore conferma della maggiore importanza della vita vera, tra autoassolverci e martellarci i coglioni meglio la prima, si vive una volta sola e c’è spazio per il masochismo emotivo fino ad un certo punto, questo nella media, poi vabbè ci sono anche le eccezioni come sempre.
Le fantasie narrative si svolgono poi secondo degli schemi abbastanza obbligati e predefiniti ,mi rendo conto che la narrazione standard sionista, che è allo stesso tempo una autonarrazione ed una narrazione per l’esterno, che poi può risultare minimamente convincente verso l’esterno solo quel tanto che ci si riesce a convincere noi stessi, è un bellissimo esempio di questi tipi universalmente umani di meccanismi mentali , in particolare in questo caso direi di proiezione mentale, che ogni italiano conosce bene e che qui nello stivale si condensa nell’espressione popolare “non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono napoletani “.
Sarebbe stato bellissimo se oltre che dei sionisti avessi parlato anche dei loro avversari.
Posso provare a darti vari livelli di risposta.
La più immediata è che semplicemente quando vengo in questo blog leggo te come esponente della narrazione/autonarrazione sionista, e che quindi il tuo contributo è il primo innesco delle mie elucubrazioni.
Non ho dubbi che anche gli avversari dei sionisti hanno le loro narrazioni fantasiose , autoassolutorie ecc ecc , mi interessano relativamente di meno perchè il dato di base del mondo reale è che le loro eventuali fantasie e compagnia bella sono all’interno di un gioco che non è mai stato il loro, sono loro che devono reagire in maniera subordinata al gioco sionista, in altre parole è Israele che comanda il gioco nel mondo della realtà e poi ovviamente nel mondo per così dire del pensiero fabbrica una narrazione per se stesso e per l’esterno, l’avversario non fa lui il gioco nel mondo reale, gioca di rimessa, e quindi non ha neanche autonomia e libertà nel fabbricarsi le proprie narrazioni, non so se ho reso l’idea.
La riflessione sul meccanismo mentale proiettivo razzismo napoletani ecc mi è nata da una frase di Golda Meir che ho letto recentemente:”Quando la pace arriverà col tempo noi forse saremo capaci di perdonare gli Arabi per aver ucciso i nostri figli, ma sarà per noi più difficile perdonarli per averci costretto a uccidere i loro figli.
La pace verrà quando gli Arabi ameranno i loro bambini più di quanto odieranno noi.”
E’ una frase per così dire stupenda in termini di autonarrazione e di proiezione mentale, gli arabi sono colpevoli in ogni caso per quello che ci fanno e per quello che ahimè dobbiamo fare loro,sono loro che ci costringono a farlo, ma noi siamo comunque moralmente superiori , da un lato ci creiamo il piedestallo per giudicarli (il suo discorso è allo stesso tempo sia la costruzione del proprio piedestallo morale sia l’espressione della sentenza del proprio tribunale mentale) e poi anche se colpevoli in ogni caso ,sono loro che sono motivati da una cosa brutta come l’odio , invece noi possiamo addirittura perdonarli persino per il fatto che ci hanno costretto ad ammazzare i loro bambini, per cui per l’appunto siamo più buoni/moralmente superiori (!).
Tornando agli avversari del sionismo e alle loro eventuali pippe, si torna al fatto che Golda è già una vincente e per cui si può permettere il ” suprematismo morale”, cosa che non vale per i perdenti.
Che poi ,che siano i polentoni che sono “vincenti” e “superiori” rispetto ai terroni, o che siano gli israeliani, alla fine non è roba mia, mi faccio le mie pippe mentali competitive e gerarchiche stupide, ma tendenzialmente su base individualistica e non secondo sti parametri pseudomorali del cazzo.
“La più immediata è che semplicemente quando vengo in questo blog leggo te come esponente della narrazione/autonarrazione sionista”
Mi pare che tu legga anche Andrea Di Vita, Mauricius, Peucezio e vari ed eventuali come esponenti della narrazione antisionista, senza che ti inneschino elucubrazioni particolari.
In realtà mi basta girare per la città per trovare a ogni pie’ sospinto decine di scritte Free Palestine (bisogna dirlo in inglese, chissà poi perché), Sionisti appesi, Morte al Sionismo, e addirittura un geniale “+ terroristi – sionisti”.
Le bandiere palestinesi non le conto.
Ma questo pare non innescare elucubrazioni a nessuno: è considerato semplicemente la normalità, anzi, una bella cosa, di cui andare fieri.
Per cui ” in altre parole è Israele che comanda il gioco nel mondo della realtà”… no, mi sa proprio che hai preso un abbaglio, un abbaglio macroscopico, gigantesco, e sotto gli occhi di tutti.
Ma come tutte le cose gigantesche, passa inosservata.
Ora, tu no perché fai un altro personaggio, ma immagino che adesso l’eventuale lettore interverrà per dire che “i genocidi e le loro vittime non sono sullo stesso piano” (inserire retorica a piacere), con il che contribuendo a rimarcare che Israele non comanda nessuna narrazione perlomeno in Europa
(in America è diverso, molto, ma è un altro continente e un’altra cultura)
Non voglio usare l’argomento che l’idea che Israele comandi i media di tutto il mondo, così come quella che Israele si ritenga superiore agli altri popoli nazioni per partito preso, siano dei classici dell’antisemitismo, non perché non sia vero (e lo è), ma perché immagino che a te interessa una cosa diversa, cioé:
in effetti, Israele comanda la narrazione o no?
E la risposta è no.
E Israele si ritiene moralmente superiore agli arabi? la risposta è sì, perlomeno ai palestinesi.
@ Pino Mamet
“la risposta è no”
Dal che si deduce che tu non segui né i TG della RAI, né le varie trasmissioni con Mentana e Mieli, né gli editoriali di Repubblica e del Foglio.
A me invece risulta che a tutti i livelli dai nostri mass media i sionisti ricevano un trattamento appena un tantinello meno privilegiato dei banderisti.
E – giustamente – la gente se ne sta stufando.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non seguo Mentana, non leggo Repubblica (che non mi è mai parsa filo israeliana…) né Il Foglio, e di Mieli mi risulta vagamente che quando parla di Israele sia il bastian contrario della situazione, per quanto col tipico saccente che lo contraddistingue.
Invece i TG della RAI mi sono sempre parsi equilibrati o addirittura sbilanciati verso i palestinesi
(ricordo servizi commossi del TG1 sulla chiesa cattolica di Gaza distrutta dai bombardamenti, corredata dal solito punto di vista palestinese sulla questione)
con giusto il contraltare del punto di vista israeliano (qualche volta) incollato alla bell’e meglio per dovere.
Ma immagino si tratti di percezioni diverse.
La narrazione pubblica italiana mi è sempre parsa saldamente filo-palestinese, in modo bi-partisan, da che ho memoria ho
(mi pare che prima della Guerra dei Sei Giorni fosse più filo-israeliana, ma, passò quel tempo Enea…)
e ha cominciato a essere più imparziale (immagino che nella tua percezione equivalga a sionista 😉 ) solo da Berlusconi in poi.
ISRAELE PALESTINA OCCIDENTE
Secondo Fiamma Nirenstein
https://youtu.be/aD5I5Psyy7U?si=S2tnCgu8ClHY_e2k
46 minuti …. se volete risparmiarne 45, cercate Elena Donazzan
😉
A proposito di suprematismi morali:
leggendo su vari media ebraici/israeliani/filoisraeliani, noto questi tipi di notizie, ormai tanto diffusa da costituire una tipologia a parte:
-nel tale paese del mondo o città o località turistica, un albergo/dipendente/ristoratore/negoziante espone un cartello con “israeliani non graditi” (qualche volta si parla di “genocidi”, qualche volta semplicemente di “ebrei”), o la prenotazione di israeliani, o chiede una preventiva “dichiarazione di antisionismo” ecc.
Seguono commenti incattiviti di lettori ebrei/israeliani, con “non andrò mai più nel tal posto, comunque fa schifo e sono tutti antisemiti”, se si tratta del Resto del Mondo;
oppure la semplice richiesta di licenziamento/svergognamento a vita/distruzione dell’albergo se si tratta degli USA.
Se si tratta degli USA, l’impiegato viene effettivamente licenziato;
se si tratta del Resto del Mondo, la direzione dice che non c’entra niente (se è stata usata la parola “ebrei”) oppure l’impiegato rivendica la sua scelta… dall’alto del suo piedistallo morale .
In questo scontro tra Piedistalli si innescano tante cose, delle quali sarebbe troppo generoso incolpare totalmente Il Sottoscritto (lo sottolineo a Il dissenso informato e relativo modulo, che mi ha preso come principale nonchè unico esponente del Sionismo del blog):
1- la bizzarra ma diffusa idea che basti dire “sionisti” anziché “ebrei”, et voila, l’antisemitismo non c’è più, anche se gli argomenti sono esattamente quelli antisemiti;
(indicativo l’ “errore” del singolo albergatore che usa “ebrei” anziché israeliani o sionisti: più lapsus che dichiarazione di simpatie naziste- chi mai è nazista al giorno d’oggi?)
2- il tipico Orgoglio dei Piccoli Popoli, identico in greci, albanesi, serbi… e israeliani/ebrei;
nell’ultimo caso, accentuato dalla persecuzione (ma ogni popolo racconta le sue persecuzioni, i greci del Ponto o gli albanesi della Ciamuria non sono diversi dagli ebrei in questo) ma soprattutto nel caso ebraico dall’autoreferenzialità della narrazione:
le fonti ebraiche antiche parlano di ebrei ad ebrei per ebrei, gli altri popoli o figure storiche vi appaiono solo come comprimari necessari alla narrazione ebraica;
alla quale autoreferenzialità antica si aggiunge l’ignoranza del lettore americano/israeliano medio moderno, per cui capita di leggere post scandalizzati sull’imperatore Adriano (ovviamente “cattivo” perché oggetto di una rivolta giudaica) e della sua relazione con Antinoo (“pedofilo!”), e, a seguire, commenti sulla ChiesadiRomacheèilNuovoImperoRomanoCorrottoePedofiloeControllalaMafia (no, davvero).
3 -poi c’è la tipica Narrazione da Tifoso degli scontri di piazza e simili:
filmato di due/tre tizi con una bandiera arcobaleno + stella di David che vengono cacciati in malo modo da altri dieci/venti tizi con bandiera arcobaleno senza stelle aggiunte:
“abbiamo resistito a un’aggressione sionista! i loro metodi violenti con noi non attaccano!”
(nei media ebraici/americani: “i gay italiani sono antisemiti! mandateli a Gaza! Israele è l’unico paese del medio oriente che…”)
4- la voglia che ha ognuno di sentirsi migliore di qualcun altro, possibilmente quando la Superiorità Morale è in saldo.
Il Cattivo di oggi in Italia/Europa (parzialmente nelle Università americane) è Israele, ci metto un bel cartello (sono buoni tutti) “abbasso Israele”, e il gioco è fatto, per oggi mi sento un eroe
5-naturalmente quando il cartello diventa una svastica (“un antico simbolo solare di buona fortuna”) sotto casa di un’amica madre single ebrea non praticante e di sinistra, l’Eroismo da quatto soldi comincia ad assumere dei contorni più inquietanti, ma in fondo se l’è andata a cercare perchè non va in giro con un cartello dicendo “sono antisionista” no?
(Perché non una bella stella gialla? si fa prima).
(i vigili urbani prontamente contattati per quella, e una mezza dozzina di altre scritte, hanno detto che non ci si può fare niente, “sono opinioni”, e poi ce ne sono troppe… se invece ci fosse un bel cazzo allora sarebbe offesa al decoro e la si cancellerebbe, non è che per caso può aggiungerlo lei? così fanno cancellare tutto al Comune.
Non invento.)
Poi tra le mille cose irritanti di tutto questo c’è lo scontro tra trucchetti retorici, per cui “i palestinesi non esistono perché la Palestina è sempre stata dominata da potenze straniere”
(dai, l’avete senz’altro letta “prima c’è stato l’impero ottomano, prima ancora i califfi, prima ancora l’impero romano, prima ancora…” e allora?? e un bel chissenefrega? che g è??)
vale quanto “io non sono antisemita perché gli arabi sono più semiti degli ebrei”, vabbè, bravo, cento punti.
Adesso parliamo di perché davvero ti stanno sul cazzo gli ebrei.
Errata: che argomento è?
Fiamma Nirenstein (da pronunciare “stiin” come nel famso film …) chiama sarcasticamente i ProPal “gli Etnologi e i Glottologi” .
Pino
però il fatto che la Palestina non sia mai stata uno Stato sovrano non inficia la retorica sul “Sacro Suolo della Patria” che, per esempio, Andrea usa come piena giustificazione di qualsiasi atto di terrorismo?
Se andavano bene i Turchi e gli Inglesi, come mai gli Israeliani sono intollerabili? Da ben prima che i Ben Gvir passassero dall’ospedale psichiatrico al governo.
Ciao
@ Francesco
“il fatto che la Palestina non sia mai stata uno Stato sovrano non inficia la retorica sul “Sacro Suolo della Patria””
Figuriamoci!
Se fosse come dici tu non ci sarebbero la Grecia e la Polonia. due Paesi dove quella retorica è sempre stata fortissima.
Uno Stato Greco come lo intendiamo oggi non è mai esistito prima della battaglia di Navarino.
Quanto alla Polonia, prima del 1918 è stata assente dalle carte geografiche per duecento anni ma è sopravvissuta nelle anime dei Polacchi al punto che il primo verso dell’inno nazionale dice ‘la Polonia non è ancora morta perché noi viviamo’. E di certo la Polonia della Rzeczpospolita Obojga Narodów (la Polonia fino al Settecento) non era la Patria come la intendiamo noi oggi, dato che a) più della metà della popolazione non era neanche Polacca; b) persino fra i Polacchi la fedeltà della szlachta (la piccola nobiltà locale, ossatura dello Stato) andava al proprio wojewoda (il grande feudatario signore della zona) e non certo al monarca della corte di Varsavia che di solito contava come il due di picche quando la briscola è a denari.
E se anche uno volesse immaginare una continuità statuale fra la Rzeczpospolita del Settecento e la Polonia di Piłsudski basterebbe pensare a tutti quelle regioni del Terzo Mondo che oggi cercano – e a volte ottengono – la secessione dal Paese cui appartengono perché non se ne sentono parte anche se quel Paese a sua volta è una ex-colonia indipendente solo di recente. Due esempi fra tutti: Bougainville e il Sud Sudan.
“gli Israeliani sono intollerabili”
Non sono intollerabili perché Israeliani. Sono intollerabili come tutti coloro che si prendono la casa degli altri. Siamo sempre lì: perché i derubati dovrebbero graziosamente permettere ai ladri di godersi in pace la refurtiva?
Ciao!
Andrea Di Vita
Bougainville
https://www.arte.tv/it/videos/126735-000-A/arte-reportage/ pare che stavolta ci siamo, l’indipendenza dovrebbero averla
@Moi (e tutti)
guarda verso il minuto 1.40-2.00, la tipa (Rebeca) fa una professione di “orgoglio nero” 😀 😀 contro i papuani che “sono più bianchi” 😀 😀
cose che a noi non sono più permesse
>>> Sono intollerabili come tutti coloro che si prendono la casa degli altri.
Ehm, non vorrei turbare il tuo sonno della ragione ma riesci a trovarmi, così su due piedi, altri 20 popoli intollerabili?
Perchè hai appena descritto la Storia dell’uomo, tutto sommato.
😉
@ francesco
“Storia dell’uomo”
Fesserie.
Sai dirmi quale dei conquistatori del passato ha continuato per ottant’anni a recitare la parte della vittima di persecuzioni da parte del derubato?
Ciao!
Andrea Di Vita
Oh, sbaglio o hai appena cambiato argomento in maniera clamorosa? introducendo qualcosa di nuovo e irrilevante?
😀 😀 😀
PS peraltro la risposta è “quasi tutti”. pochi barbari molto selvaggi si limitavano a vantare le loro vittorie, gli altri popoli rimarcavano le sofferenze che avevano dovuto subire prima di vincere giustamente.
@francesco
“derubato”
Problemi con la consecutio temporum, eh?
Nessuno si lamentava di essere perseguitato dal derubato mentre lo stava derubando… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Sono un coglione per il fatto di risponderti, ma ci provo.
Gli italiani mettevano le bombe prima che l’Italia diventasse uno Stato sovrano: è il sentimento nazionale a far mettere le bombe, non certo l’esistenza di un’entità statuale.
“Se andavano bene i Turchi e gli Inglesi, come mai gli Israeliani sono intollerabili? ”
Gli ottomani alla fine del loro dominio hanno iniziato a convivere con il sentimento nazionale dei popoli arabi. Che gli inglesi, infatti, sfruttarono nella Grande Guerra.
Gli inglesi si presentarono come potenza mandataria, cioè come paese che doveva temporaneamente gestire il territorio per favorire la nascita di istituzioni statali locali. Appena gli inglesi dissero che avrebbero diviso il mandato in due (Commissione Peel) i nativi si ribellarono.
Gli israeliani non offrono alternative reali ai palestinesi: se dicessero “domani e tutto Israele e voi ne sarete cittadini”, questa sarebbe un’alternativa. Però non è così: ovunque arrivano gli israeliani seguono (e sono sempre seguite) pulizie etniche finalizzate alla sostituzione dell’elemento indigeno con colonizzatori.
“Eh, ma gli arabi-israeliani…”
Sono i discendenti della minoranza (mi pare un quarto della popolazione inizialmente presente) a cui fu permesso di restare, quando il grosso fu espulso.
Non hai bisogno di fare pulizia etnica integrale se ti basta ridurre all’insignificanza l’elemento indigeno.
Ecco, la prima parte del tuo intervento è corretta, anche se non mi risulta che ci fosse un sentimento “nazionale” palestinese quanto piuttosto arabo, e dai confini molto labili. Cosa del tutto normale, quest’ultima.
Però l’ultima cosa che scrivi mi pare una stronzata. Quella minoranza pesa per il 21% della popolazione: non puoi parlare di insignificanza.
Ciao
PS anche io concordo che da parte israeliana manca una proposta adeguata rivolta ai palestinesi. Ma direi non solo per responsabilità degli israeliani.
“se non mi risulta che ci fosse un sentimento “nazionale” palestinese quanto piuttosto arabo, e dai confini molto labili”
Sì, d’accordo, ma comunque chissenefrega.
i palestinesi esistono adesso, possiamo anche cambiargli di nome, ma sono comunque un popolo che ha diritto come tutti i popoli a vivere libero e in sicurezza.
Idem gli israeliani, naturalmente, “che sono tutti (ps, non è vero) venuti dalla Polonia e non hanno diritto di vivere qua e discendono dai Cazzàri!”
“Gli italiani mettevano le bombe prima che l’Italia diventasse uno Stato sovrano”
Mah, secondo me questi sentimenti di contrapposizione nascono da una fluttuazione del nulla a coppie, e poi si auto-sostengono a vicenda. In altre parole: “motore ad energia avversaria”. In altre parole ancora, fu l’ingerenza/contrapposizione dall’esterno a creare (ricorsivamente) la, altrimenti discutibile, identita’ nazionale italiana. Tanto che poi per sostenerne la finzione e’ seguito quasi un secolo di dottrina politica del capro espiatorio e continue guerre di aggressione e coloniali fino alla batosta del 1945, con il famoso articolo “l’Italia ripudia la guerra”. Grazie al cazzo, dopo la batosta finale.
Vedi la ovvia pagina dell’osservatore triestino del 24 maggio postata da habs.
Succede anche qui dentro, a mia percezione. Oltre la noia.
Per i palestinesi vale lo stesso.
Per non parlare degli ebrei!
O delle classi dirigenti apicali europee attuali, quale altro senso si puo’ trovare nella giravolta tedesca da super-filo russa alla posizione attuale, se non come espediente per accelerare la propria egemonia all’interno di un’europa statual-nazionalizzata contro i soliti nemici esterni del “doppio fronte”, tanto per strafare? I nostri inetti dirigenti italiani, da Mussolini a Draghi e Prodi, sostengono tale progetto quasi apertamente… per non ammettere di aver sbagliato tutto fin dall’inizio, non lo ammetteranno mai.
I grandi giornali e media e gruppi industriali-finanziari sostengono questo progetto perche’ sono grandi, e come tutte le cose grandi collassano senza un nemico esterno che ne giustifichi-richieda l’esistenza. E’ per questo che si diventa grandi e grossi, perche’ la grandezza delle dimensioni non basta mai, in quanto riproduce altrettanta dimensione dall’altra parte, quella del nemico.
“a creare (ricorsivamente) la, altrimenti discutibile, identita’ nazionale italiana”
l’identità italiana è discutibile come tutte, ma ha il vantaggio di essere più antica di molte altre, comprese quelle europee…
Mah, mi pare che si abbiano dinamiche di sviluppo in espressioni geografiche (e.g. penisole greche, italiane, europee), dove esiste una dialettica contrappuntistica, che e’ il contrario dell’identita’, e che cio’ sia valso anche per la nostra penisola nei suoi anni d’oro (che non sono certo quelli post-1861).
Non ho capito bene a cosa ti riferisci, però è un fatto che quando Dante aspirava all’Italia “donna di province” e ne cercava il volgare migliore, la Spagna e la Francia erano divise politicamente e linguisticamente e non risulta che avessero sviluppato una particolare identità nazionale, sicuramente i bretoni non pensavano di aver qualcosa in comune con i borgognoni, delle isole britanniche non parliamo nemmeno, e così via.
“e.g. penisole greche, italiane”
Non esisteva nessuna identità degli “abitanti della penisola greca”. Così come Sicilia, Sardegna e Corsica erano considerate Italia pur non essendo parte dell’Italia peninsulare.
“Non ho capito bene a cosa ti riferisci”
Non lo so bene neanch’io 🙂
Una possibile interpretazione potrebbe essere che sono le rivalita’ fra le differenze a creare una qualche forma di eccellenza che poi si manifesta come identita’, che a sua volta sfida altre differenze, cosi’ creando altre eccellenze, che sfidano altro differenze, eccetera. La Firenze di Dante se non sbaglio era cosi’, e’ uno schema che si ripete alle varie scale.
Visto che qua ci sono diversi cultori, sarebbe anche interessante capire come si pongano gli orientali con le loro filosofie dell’armonia riguardo a questa interpretazione.
In Cina perseguiranno anche l’armonia confuciana, ma che io sappia c’e’ una competizione sfrenata a partire dalle famiglie in corsa per la primazia dei propri figli, famiglie che si svenano per dargli la migliore educazione che sfocia, ormai come da noi, in overschooling e disoccupazione. Anche fra le aziende c’e’ una competizione sfrenata, molto peggio che nel capitalismo occidentale (li’ non hanno il problema del sindacato e del partito di opposizione).
@ firmato winston
“confuciana”
Una caratteristica centrale del Confucianesimo – almeno nella sua versione tarda sviluppata nella Cina sudorientale secoli dopo la morte di Confucio – è la venerazione per l’istruzione. La burocrazia imperiale fu per secoli selezionata proprio con dei severissimi esami centrati sulla conoscenza dei classici, e anche lì la meritocrazia si riduceva a una competizione feroce. Il sistema ebbe successo al punto da venire imitato nei Paesi vicini.
Più in generale, la simbologia racchiusa nella bandiera della Repubblica Popolare credo aiuti a capire la situazione della Cina. Quattro stelle dorate intorno a una stella più grande anch’essa dorata in campo rosso. Il campo rosso indica il socialismo, ossia il controllo pubblico dei mezzi di produzione. La grande stella dorata indica l’armonia necessaria a un Pese ben governato, secondo l’ideale Confuciano. Le quattro stelline, più piccole della stella dorata ma uguali fra loro e dello stesso colore dorato della stella più grande, rappresentano le quattro classi: operai, contadini, militari… e imprenditori. Questi ultimi NON scompaiono nella Cina di Mao, ma sono inglobati nel sistema socialista: il libero mercato e la relativa concorrenza non viene eliminata, ma concorre – nell’idea del Partito – all’armonia comune. Dato che il socialismo è l’abolizione del monopolio privato dei mezzi di produzione, non esclude il libero mercato dalla commercializzazione di quei beni, ma lo include.
(Non è un’interpretazione arbitraria, la mia. Al contrario, ai miei occhi sembra discendere direttamente da ‘Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo’, un saggio scritto da Mao Zedong nel 1957. Vi si afferma che i conflitti che sorgono all’interno della società sulla base di interessi fondamentali comuni – ad es. tra la classe operaia e la borghesia nazionale o tra governo e cittadini – non devono mai essere soppressi con la repressione violenta. In particolare, la borghesia nazionale non va affatto sterminata, nella misura in cui non si vende agli imperialisti stranieri).
Ciao!
Andrea Di Vita
@AdV
“libero mercato nel socialismo”
mah, non credo molto nelle ricette, neanche a quelle che privilegiano l’importanza sociale dei bottegai 😉
Vi riporto un capoverso del diario di viaggio di “incomaemeglio” “treno per da nang”, da qui alla fine:
“Questa efficienza tornerà utile durante il nostro viaggio da Da Nang (se mai riuscirò a raccontarlo, viste tutte queste parentesi).
Personale efficiente, dicevo. Sui treni vietnamiti non sei mai abbandonato a te stesso: che tu sia autoctono o straniero, uomo o donna, eccetera o eccetera, appena arrivi in stazione il personale delle ferrovie ti viene subito incontro e ti guida in tutto il processo di imbarco e sbarco, senza nessun sorriso superfluo ma con infaticabile dedizione al proprio lavoro: ti mostra dove puoi comodamente aspettare il tuo treno, ti viene a chiamare quando arriva, ti accompagna alla tua carrozza, ti sistema il poggiatesta del sedile, addirittura ti sveglia quando arriva la tua fermata (per chi ha il coraggio di dormire su un treno vietnamita) e si immola per te nel caso in cui si verificasse una qualche situazione agghiacciante.
Non sto dicendo tutto questo per lodare il comunismo, come fanno i nostalgici del fascismo quando favoleggiano dei famosi treni in orario di Mussolini. Sto sempre riportando i fatti di cui sopra. Sì, perché a quanto pare il Vietnam è un paese comunista (non lo sapevo nemmeno io), o perlomeno (stiamo ai fatti) è una Repubblica governata da quarantasette anni (47) da un partito unico (1) che ama chiamarsi “Partito Comunista del Vietnam” (☭). A me neanche piace il comunismo. Così come non mi piacciono tutti i sistemi politici che antepongono un ideale di giustizia alla libertà individuale. Sotto questo aspetto il comunismo va nello stesso mazzo insieme al fascismo, al khomeinismo e a tutte le varie teocrazie che da sempre affliggono l’umanità, cambia l’ideale di giustizia cui questi sistemi tendono (a volte neanche tanto), ma il concetto di fondo è lo stesso: prima l’ideale, poi le persone. Capisco che nella testa dei promotori di questo ideale, il suo raggiungimento dovrebbe poi dischiudere all’umanità un mondo di giustizia, felicità e leccornie, ma ci sono un paio di problemi generali che mi piacerebbe esporre.
Il primo è che i cosiddetti ideali non sono enti assoluti e eterni, ma sono prodotti umani. Un certo ideale di giustizia (così come di qualsiasi altra cosa: di bellezza, di vita, di caponata eccetera) può essere messo in discussione, rivisto, aggiornato o addirittura può succedere che per qualcuno possa rivelarsi una totale merda. Sì, perché quella che a me sembra una società perfetta, a te può sembrare tranquillamente un incubo. Da questo primo problema discende il secondo.
Anche assumendo per assurdo che un ideale di giustizia assoluto esista veramente, come credevano i filosofi di una volta, e che, una volta realizzato, garantisca veramente e in modo concreto la felicità universale a tutti, bisogna comunque avere a che fare con le persone che (sbagliando) rimangono convinte che quell’ideale sia una totale merda. Perché è inevitabile che queste persone esistano e non siano convincibili del contrario di fronte a nessuna evidenza. Anche se chiedi “ti piace la pizza?” non avrai il 100% dei “sì”, figurati se chiedi “ti piace il comunismo?”. Che fare allora con queste persone? Chiamiamole pure “dissidenti”. Se questi dissidenti sono imbelli come il sottoscritto, si possono anche ignorare: peggio per loro. Ma se sono più coraggiosi e propositivi possono diventare una minaccia per la realizzazione dell’ideale di cui sopra e dunque vanno messi in qualche modo a tacere. Da un certo punto di vista è comprensibile: di fronte alla prospettiva di uno Stato in cui finalmente si realizzi il Bene universale, che sarà mai il sacrificio di qualche cretino che si ostina a non capire? E qui arriva il terzo problema (avevo detto due? Sono tre).
Come la Storia ci ha già mostrato con tantissimi esempi (grazie Storia!), chi è convinto di essere dalla parte del Bene con la “b” maiuscola, non si fa molti problemi a fare del male con la “m” minuscola a chi dissente. Per questo (anche per questo, va’, perché non è l’unico motivo) tutti gli Stati etici tendono a degenerare in Stati criminali.”
@ firmato Winston
“libertà individuale”
Eccellente esempio di Valore che NON è uguale per tutti.
La libertà del povero è la libertà di non morire di fame. Quella del ricco è di poterlo ridurre alla fame se lo ritiene conveniente.
“Stati criminali”
Ah beh, se essere uno “Stato criminale”significa togliere dalla miseria un miliardo di esseri umani mantenendo l’indipendenza…
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> In particolare, la borghesia nazionale non va affatto sterminata, nella misura in cui non si vende agli imperialisti stranieri
Oh, il candidato trovi almeno 10 discorsi o scritti del Duce in cui questo concetto viene affrontato e approfondito. Credo di essere riuscito finalmente a capire Andrea: non è uno stalinista, è un fascista di regime.
Anni ci ho messo, come sono tardo.
@ francesco
“tardo”
No, non sei tardo. Sei solo in overdose da film di Hollywood.
E sì che l’indipendenza nazionale dall’imperialismo è un caposaldo di tutto il marxismo mondiale. Mai sentito lo slogan “Patria y libertad” di Fidel?
Solo che sei nato nel decennio sbagliato. Brutta cosa, svegliarsi al tempo degli Shahed… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
“anche se non mi risulta che ci fosse un sentimento “nazionale” palestinese quanto piuttosto arabo”
Ecco perché sono un coglione: ti dico le cose come stanno e a te “ne risultano” altre perché non hai voglia di documentarti ogni volta che documentarti rischia di mettere in crisi le puttanate di cui ti convinci.
L’avevo anche linkata la prima pubblicazione nazionalista palestinese, degli anni ’10, e si intitolava “Palestina”. E, indovina un po’, parlava di indipendenza della Palestina.
Passo e chiudo.
Pero’ ragazzi anche in Italia se si cerca si puo’ trovare tutto quello che si cerca.
Per dire che siamo pieni di movimenti regionali autonomisti, per cui una futura eventuale Accademia della Seconda Storia (ASS) che lo volesse non avrebbe problema a dimostrare che l’Italia attuale sia una tremenda dittatura autoritaria e vessatoria che ha prodotto il declino del paese (inteso come penisola) nelle sue parti.
E’ lo stesso scherzetto in fondo che stiamo facendo nel dialogo fra sordi su Israele: essendo quello israeliano un pluralismo, ci si puo’ trovare tutto quello che si vuole, a seconda del momento e del punto sul quale si fissa l’attenzione.
Per non parlare degli Usa: trattandosi di un paese con enormi differenze al suo interno (e infatti progredisce piu’ rapidamente di qualsiasi altro) i detrattori e gli estimatori possono trovare vagonate di prove a sostegno ognuno della propria tesi, e continure la discussione alll’infinito. Che poi le discussioni stesse, finche’ si possono fare, riproducono lo schema.
@ firmato Winston
“progredisce più rapidamente”
Corradino Mineo, nel suo editoriale di oggi, sembra pensarla diversamente:
‘Trump chiedeva una “resa senza condizioni”. Alla fine ha offerto la sua, di resa, e della super potenza che presiede. Ma l’Iran concede la riapertura di Hormuz! Dove è la novità? Prima dei missili e delle bombe le petroliere circolavano libere nello stretto. L’Iran non avrà l’atomica! Ma lo aveva promesso Khamenei sul finire del secolo scorso con una “fatwa” che proibiva quell’arma. E qeul documento costituì la base dell’accordo con Obama, che Trump ha poi annullato. L’Iran non rinuncerà ai missili balistici. “E perché dovrebbe?” Si è chiesto il Presidente degli Stati Uniti. “Visto che l’Arabia Saudita ne ha”. Gli USA, loro, ritirano la flotta, promettono tregua anche in Libano, si impegnano “a non interferire negli affari interni”. Dunque a non sostenere chi mai volesse abbattere il regime sciita. Poi fine di embargo sul petrolio e sanzioni. E un assegno da 300 miliardi a Khamenei il giovane.
Davide ha sconfitto Golia? Sì, ma non da solo. È nata infatti una nuova alleanza islamico sunnita: petrolio saudita, esercito turco, atomica pakistana. Ed è la fine dei Patti di Abramo, visto che i tre paesi chiedono uno Stato palestinese. La Siria non verrà divisa in gruppi etnici, come avrebbe voluto Israele. Trump ha persino detto che potrebbe affidare alla Siria il lavoro che Netanyahiu non ha saputo fare: disarmare Hezbollah senza fastidiosi massacri. Cambia la geopolitica del Medio Oriente È sullo sfondo si staglia la figura di un vero vincitore. Xi Jinping ha dimostrato che l’antica potenza egemone è “una tigre di carta”, come disse Mao. Ha rapporti ottimi con la Persia sciita e l’Arabia sunnita. Con il Brasile e il Sud Africa. Invece Trump non ha saputo staccare Putin e Modi dai BRICS. Inoltre il Presidente della Repubblica Popolare ha difeso il principio che nulla si risolva con la guerra, e tutto col diritto internazionale. Quel diritto che considera fuori legge l’occupazione israeliana del sud del Libano e del Golan. Ma non invece le pretesa di Pechino su Taiwan. Visto che da sempre l’ONU parla di una “Unica Cina”, isola e continente.
A Évian-les-bains si sono ritrovati gli ignavi. Gli ex signori dell’Occidente, che si pretendevano “protettori di ogni libertà” e quindi in diritto d “guidare” il mondo. Mondo che se la cava bene senza di loro. Pechino ha materie prime e tecnologia per liberarsi dalla dipendenza dalle energie fossili. India, Brasile e -incredibile a dirsi- Arabia Saudita ed Emirati Arabi la seguono a ruota. La Cina è leader, con gli Stati Uniti, per l’intelligenza artificiale. Ma sta investendo di più in ricerca e usa modelli “open source”, che possono essere utilizzati e integrati da chi lo voglia. Mentre i privati americani lavorano in segreto e in solitudine, per il profitto.
Israele, da presunta spada dell’Occidente, è diventato un fardello persino per gli Stati Uniti. Netanyahu, Ben Gvir, Smotrich possono viaggiare in meno paesi di Putin. Coloni, generali di Netanyahu e sionisti religiosi pensano di aver diritto, in esclusiva, alla terra dal “Fiume al mare”, o anche da Suez all’Eufrate. Terra che non è mai stata loro, ma che Dio gli avrebbe donato. In nome di Dio hanno ucciso 253 bambini, 122 donne, mille persone a Gaza, dall’inizio del “cessate il fuoco”. Hanno eliminato 8.246 persone in Libano dopo il 7 ottobre 2023. 1.417, dopo il cessate il fuoco di aprile. Ammazzano 12 bambini libanesi al giorno. A un milione loro parenti hanno distrutto casa. Crimini che il diritto internazionale chiama “genocidio”. Reato introdotto dai vincitori della Seconda Guerra, quando giurarono: “mai più”, Un crimine orrendo come la Shoah. Ora, in nome di quel crimine nazista, Israele commette genocidio. Ma gli ignavi, riuniti a Evian, voltano la testa. Perché è nella loro natura. E fanno poco per fermare la guerra fra Ucraina e Russia, che secondo il “Center for Strategic and International Studies”, avrebbe ucciso in 4 anni un milione e 800mila esseri umani. Ma loro, gli ignavi, fingono che esista -o che esista ancora- un Occidente. E si strusciano allo sconfitto del giorno, a Donald Trump. Nonostante, secondo i loro sondaggi, 8 italiani, tedeschi, britannici e francesi su 10, lo considerino “ il problema”.
237 anni fa ai reali di Francia piaceva libare nella Galleria degli Specchi di Versailles. In attesa che il popolo di Parigi si spingesse fin là a chiedere pane. E che, in seguito, le loro teste rotolassero giù dalla ghigliottina. Ieri Macron, per imbonire Trump, ha detto una cosa storicamente non vera. Che l’Indipendenza americana e la Rivoluzione Francese, avrebbero partorito insieme l’Occidente. No! I “patrioti” si ribellarono al colonialismo inglese per costruirne uno nuovo e “puritano”. Sterminarono i nativi, abusarono dei neri, sottomisero nell’ottocento gran parte dell’America. In Europa la Pace di Westfalia aveva già posto un argine alle guerre di religione, Voltaire aveva scritto un Trattato sulla Tolleranza, Montesquieu lo Spirito delle Leggi, con la separazione dei poteri, la Rivoluzione Francese invocava il Bene Comune, non il diritto alla felicità del borghese proprietario. Poi l’Europa ebbe paura della filosofia e della sua scienza e precipito in due guerre odiose. Ma il diritto, le libertà, la ricerca del bene comune sono ancora europei. Se non vogliamo rivolgerci a Confucio.
Gli ignavi continueranno a mentire. Perché procedere verso il futuro, salvare il pianeta, fare dell’intelligenza artificiale una risorsa, garantire un diritto anche ai popoli e non solo a chi abbia vinto la lotteria di un voto maggioritario, impropriamente detto “democratico”, è più difficile che levare una coppa di champagne e ammirare i giochi d’artificio nei giardini di Louis XIV.’
Ciao!
Andrea Di Vita
Sono contento per Mineo, visto che lui si scalda tanto.
Personalmente, non mi dispiace che si spera almeno finiscano le ostilita’.
Riguardo l’atomica, boh, temo che fra molto poco resteremo fra i pochi a non averla… nemmeno sotto forma di centrale elettrica. E pensare che il movimento antinucleare era nato soprattutto per evitare la proliferazione nucleare… (che non intendesi ad uso civile)
Alla lunga la colpa e’ di quei coglioni che per narcisismo, per far vedere che erano i piu’ bravi i piu’ furbi e i piu’ intelligenti, l’hanno inventata, tutto il resto viene da se’, niente puo’ essere usato solo come arma, ma tutto finisce per essere usato anche come arma (anche la retorica, persino i fazzoletti appesi), quindi NON “dipende da come si usa”.
Mi stupisco di queste informazioni! e ringrazio.
comunque sei un coglione perchè sei presuntuoso e razzista, non perchè a volte per sbaglio fai la persona seria.
quindi i palestinesi si sentivano altro dai loro fratelli arabi già nel 1910? sotto il tallone ottomano? mi pare veramente stranissimo, che gente balorda!
Ciao
“quindi i palestinesi si sentivano altro dai loro fratelli arabi già nel 1910? ”
La domanda non ha senso: si può sentire di essere parte di qualcosa di più ampio pur percependo una propria specificità.
Premesso che per la cosa ha valore solo come curiosità storica, ma non aggiunge o toglie niente alle rispettive pretese di legittimità israeliane e palestinesi;
credo che la nascita di un sentimento identitario palestinese sia comunque successiva, e forse conseguente, all’arrivo massiccio di popolazione ebraica e/o al desiderio di quest’ultima di costituire uno Stato nella regione.
Credevo fosse roba ddi dopo il ’48;
Mauricius, documenti alla mano (e pensandoci bene, anche a logica) mi dimostra che è di qualche decennio prima.
In effetti non vedo perchè i palestinesi dell’Ottocento, che erano una popolazione divisa per gruppi etnici (arabi, circassi, minoranze varie, beduini se vogliamo considerarli un’etnia a parte), per religione (musulmani, cristiani, drusi… ed ebrei!) e, mi pare, anche amministrativamente divisi in due diverse “province” ottomane, avrebbero dovuto sentirsi più uniti tra loro che con i confratelli religiosi o etnici del Libano o della Siria o dell’Egitto.
Ciò, ripeto, non toglie niente alla legittimità del popolo palestinese: che esiste sicuramente ora.
(Ho letto- sempre curiosità- in un raro sito imparziale, come la Nakba abbia risparmiato sia le comunità arabe, lato sensu, che si schierarono con Israele arruolandosi nel suo esercito- alcuni villaggi musulmani, i drusi e i circassi, alcuni cristiani, i beduini all’epoca solo del Nord mentre quelli del Sud si arruolarono con gli Stati arabi;
sia alcune comunità che scelsero una prudente neutralità e i cui villaggi evidentemente non erano di interesse strategico per nessuno.
Il sito non nega affatto, peraltro, l’esistenza o la grandezza della Nakba).
Per PinoMamet
“avrebbero dovuto sentirsi più uniti tra loro che con i confratelli religiosi o etnici del Libano o della Siria o dell’Egitto.”
La “coscienza nazionale” nel particolarissimo senso moderno/occidentale (“noi”=stato con confini specifici) non esisteva da quasi nessuna parte fino all’Ottocento – forse un po’ in Francia e in Inghilterra. Poi sicuramente i palestinesi si sentivano in comunione con le proprie comunità etnico-religiose (musulmani, cristiani, drusi e giustamente ebrei!), poi con la “Siria” in senso lato. E con il proprio villaggio e il proprio uliveto.
In ogni caso a me pare irrilevante: come dire che i veneti possono o meno venire uccisi, cacciati con al forza dalle loro case, costretti in campi profughi, espulsi dalla loro terra seconda che si considerino veneti, italiani o europei.
Mi parrebbe un’idea alquanto singolare.
pino
“se invece ci fosse un bel cazzo allora sarebbe offesa al decoro e la si cancellerebbe, non è che per caso può aggiungerlo lei?”
geniale! 🙂
in un post certo non allegro mi hai strappato una bella risata
Non ricordo chi fosse, ma un Prof Italiano di Storia che insegna negli USA ha detto che quando prova a contestualizzare le Malefatte dei Bianchi (perché si sa … nessuna altra “razza” ne ha mai commesse dall’ Età del Bronzo a oggi … ) o semplicemente dire c’è sono passati tanti secoli … si sente rispondere
“So what ?! I just learnt that … so it just happened right now to me !”
… E io che avevo sempre sentito dire che sapere contestualizzare è la differenza tra essere colti e non esserlo. E invece si parla di Università Statunitensi dive si forma la Futura Classe Dirigente Planetaria.
… Poi ci si meraviglia se vince un “cowboyazzo” 🤠 🌵 come Donald Trump e della Rise of Vannacci 😉 come Super Villain … 😁
In effetti, quanto è probabile che i prodotti di queste università siano troppo scadenti per diventare più che governatori della California? o sono io che sono troppo ottimista?
Il mio problema è che non riesco a usare le bacchette per mangiare, proprio sono negato! e sono sicuro che le università cinesi non sono come quelle USA.
@Pino Mamet
C’è un equivoco sugli avversari che poi si riflette su tutto il resto .
Per avversari del sionismo avevo inteso avversari del mondo reale, tipo Hamas per dire,e più in generale i palestinesi , non gli avversari virtuali di questo blog.
Non avrebbe avuto neanche senso perchè è evidente da quello che ho già scritto in passato , che nel limitato mondo virtuale e mentale di questo blog sono a modo mio un ” avversario ” del sionismo.
Da lì, mi riferivo al fatto che la loro (degli avversari reali )narrazione interna ed esterna , non importa quanto giusta o invece automistificatoria ( prima ci raccontiamo e ci convinciamo di cose su di noi, poi possiamo anche cercare di convincere gli altri ) non può che essere subalterna e condizionata dalla realtà materiale stessa , in cui loro stanno sotto , sono subalterni, sono i piglianculi, insomma mi pare ci siano pochi dubbi su chi ha il potere reale nel mondo reale nell’area dell’ Israele reale, e per cui imposta i termini della relazione.Quella tra israeliani e palestinesi è una relazione obbligata, malata, ma soprattutto assolutamente disuguale , in cui i palestinesi possono agire,e di conseguenza pensare e pensarsi solo all’interno , ed in reazione, ai termini reali che gli israeliani hanno voglia di concedere loro in un dato momento e in una data situazione.
Quindi non stavo neanche parlando del fatto se è vero o meno che Israele comanda la narrazione in Italia o Europa, anche su questo ho già scritto, perchè è una delle mie fisse preferite che va oltre il sionismo,cioè che le narrazioni e i gesti simbolici ad esse collegati servono in buona parte a mascherare le logiche e pratiche di potere reali.
Prendiamo l’ Irlanda.
La narrazione antiisraeliana lì fa ancora più presa che in Italia, e quindi il loro governo ha fatto il bel gesto di unirsi alla denuncia alla corte internazionale ecc.Nel frattempo non ha mai negato lo scalo di Shannon agli USA nei voli di rifornimento di armi ad Israele, e la Bank of Ireland è tra le più attive nel collocamento dei war bonds israeliani.
Questa è la maniera di ragionare del personaggio che rappresento in questo blog,certo che ognuno è anche un po’ il personaggio di se stesso, ma almeno su questa cosa sono tranquillo con me stesso che anche nella vita reale tendo a vedere il rovescio delle cose e la falla nel racconto, anche nell’autoracconto, per quel che ne so Golda Meir parlava a sè stessa e ai suoi, quindi dal mio punto di vista volevo dire che il suo era un fantastico momento di falsa autocoscienza, come abbiamo tutti me compreso, ma io sono un personaggio di questo blog, mentre lei era un personaggio di potere,un decisore,ed anche una creatrice di narrazioni per uso interno ed esterno, e questo fa una certa differenza.
Leggo adesso poi il tuo prosieguo, mi spiace se ti senti incolpato perchè sentirsi incolpato è un bell’inferno, però è una cosa che non mi puoi attribuire nè proiettare su di me.
“Per avversari del sionismo avevo inteso avversari del mondo reale, tipo Hamas ”
e allora perché per sionismo intendi me? 😉
” però è una cosa che non mi puoi attribuire nè proiettare su di me.”
ehm… cof cof…
@Pino
Mi stai dicendo che ti sto incolpando di qualcosa( che già non è vero ), ma la cosa più importante tra di noi è che nel dire questo tu, e solo tu, stai implicando a monte che io ho e mi posso prendere il “diritto” di incolparti.
Spero di essermi spiegato perchè questo è fondamentale in termini personali , nei limiti del fatto che siamo su un blog.
In termini personali, relazionali, pratici, mi aspetto invece che mi si dica che i ragionamenti che faccio, e che nella sede di questo blog nascono in risposta a quello che scrivi tu come altri , sono magari delle puttanate, ci sarebbe per me il lato negativo di essere contraddetto o addirittura svilito nel mio ego e nella mia testa, ma anche il lato positivo di affrontare per così dire una sfida.
Se è solo per questo, eseguo subito: sono puttanate 😀 😉
Dai, si scherza.
A parte tutto, se tu scrivi “La più immediata è che semplicemente quando vengo in questo blog leggo te come esponente della narrazione/autonarrazione sionista, e che quindi il tuo contributo è il primo innesco delle mie elucubrazioni.”
mi viene spontaneo pensare che se scrivi che parli di me, vuol dire, beh, che parli di me 😉
Non è che mi senta tanto spaventato o infastidito da questo (mi hanno accusato di ben peggio, e naturalmente, sempre a ragione)
ma se parli di me, il minimo che possa fare è chiederti “beh, e allora perché non anche degli altri?”
Altri tuoi ragionamenti mi sembrano anche abbastanza condivisibili.
Di parte, ma condivisibili.
Ot TO TA LE
Il mio tipo di persona
Nelle notiziole che mi dà Google sul cellulare quando lo apro, leggo:
“Operato alla colecisti a 91 anni restando sveglio”
Vedo la foto di un vecchietto normale, vestito da vecchietto (cioè, ehm, più o meno come mi vesto io) mi viene da stringergli la mano.
Poi leggo “Morto Grande Intellettualone, è stato il maggior… italiano del xx secolo
”
Ecco la foto di un vecchio in uno studiolo pieno di libri, con una pettinatura che vorrebbe essere simpatica e lo sguardo acuto ma dissacrante… e mi verrebbe da mandarlo a quel paese, a parlarne da vivo.
Fa’ meno il fenomeno!
🙂
Scopro solo ora che il 04 06 2026 moriva Marjane Satrapi …
>>> Dato che il socialismo è l’abolizione del monopolio privato dei mezzi di produzione, non esclude il libero mercato dalla commercializzazione di quei beni, ma lo include.
Oso affermare che il Nostro Andrea dovrebbe chiedere il brevetto per questa nuovissima, inattesa, sconclusionata e inedita definizione di socialismo!
Magari ci incassa anche qualcosa, quelli del Campolargo comprerebbero la qualunque per simulare di avere idee in comune.
🙂
@ francesco
“brevetto”
Magari!
Ma quella che tu chiami “sconclusionata” è un’idea che risale a prima ancora di Mao.
Lo sappuamo che tu il Socialismo lo conosci dai film (meravigliosi) di Don Camillo.
Ma il mondo non si ferma a Brescello… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Certo che no! Si ferma a Roccabianca.
temo di averlo studiato, prima al liceo e poi all’università
e siccome ho pure studiato economia, posso garantire che quella definizione non ha nessun senso. il che non implica che qualche politico socialista non abbia tentato di costruire una società basandosi su quello!
ah, che sia sconclusionata emerge già dell’uso “ad minchiam” del termine “monopolio”, caro Andrea
Ciao
@ francesco
“non ha nessun senso”
Dillo ai Cinesi.
Ciao!
Andrea Di Vita
In Cina vige una dittatura comunista in politica e un regime economico misto tra il peggio del liberismo senza contrappesi e del maneggionismo da Sud Italia anni 60.
Se lo ritieni un modello valido … ricorda che il 100% dei successi economici della Cina discendono dall’integrazione nell’economia mondiale.
>>> E sì che l’indipendenza nazionale dall’imperialismo è un caposaldo di tutto il marxismo mondiale.
Eh no, qui da cultore dello zio Karl mi ribello viulentemente! questo deviazione nazionalista dal Verbo è una delle tare che hanno portato al fallimento del socialismo reale. Così spesso diventato una patina di rosso su regimi dispotici personali e nazionalisti, aka fascisti.
Il comunismo non serve a ribellarsi agli USA, serve a ribellarsi al capitalismo e a fare il Mondo Nuovo!
@ francesco
“USA”
Qui si vede che ti mancano i fondamentali.
Lenin decise di appoggiare Atatürk, antiComunista e nazionalista, perché lo sviluppo della borghesia nazionale è propedeutica allo sviluppo sociale fino al Socialismo.
Più in generale, lo stesso Lenin diceva che “la rivoluzione mondiale finale passa per Calcutta”: nessun popolo che non abbia ancora raggiunto l’indipendenza dall’imperialismo può svilupparsi fino al Socialismo.
Non confondere la conoscenza del marxismo con la conoscenza della caricatura che ne fa Guareschi. Sarebbe come se io giudicassi i Vangeli solo da quello che ne dice Odifreddi.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Lenin è una merdaccia” (cit.)
Come teorico Lenin non è neppure una caccola sulla copertina delle opere di Marx. Di fatto, un criminale professionista molto abile che ha dovuto giustificarsi a posteriori, avendo fatto una rivoluzione finto-comunista in un paese in cui non c’erano gli elementi oggettivi indispensabili per farla.
Mettere l’imperialismo nell’analisi di Marx è come mettere del curaro nel vino. Rovini il prodotto in modo irrimediabile.
PS cosa c’entra l’ottimo e profondo Guareschi?
Ma certo.
Il comunismo è stato la più grossa forza filocapitalista della storia.
E viceversa.
DE-COLONIALISMO
LINGUISTICO
Nessuno de Resto del Mondo lo cagò , ma … nella PriSwazi.Ilmavera 2018 lo “Swaziland” ha ufficialmente cambiato nome in “eSwatini”.
La “e” minuscola iniziale in eSwatini (ex Swaziland) deriva dalla lingua swati locale, in cui funge da prefisso preposizionale che significa “luogo di” o “terra di”.
La “S” è maiuscola perché indica la radice del nome, riferita al popolo Swazi.Il nome del paese è stato ufficializzato in questo modo nel 2018 per ripristinare l’identità tradizionale africana ed evitare confusioni internazionali con la Svizzera (Switzerland).
Sebbene l’ortografia ufficiale sia eSwatini, a livello mediatico e in lingua italiana viene spesso adattato in “Eswatini” con l’iniziale maiuscola
.
nella Primavera 2018 lo “Swaziland” ha ufficialmente cambiato nome in “eSwatini” [sic ; “e” & “S” compreso]
Cmq la bandiera è rimasta uguale … con iconica Araldica Zulu :
Lo scudo (Sidla):
Tradizionalmente realizzato in pelle di bue bianco e nero, simboleggia la protezione e la difesa del Paese. Sulla bandiera è posizionato in orizzontale.
Le armi:
Dietro lo scudo sono incrociate due lance Zulù (conosciute come Assegai) e un bastone da combattimento reale (Umbogo).Gli ornamenti: Il bastone è decorato con piume dell’uccello vedova (Vidua Macroura), simbolo di regalità
@ moi
“eSwatini”
Un mio amico ci va in vacanza. Parte fra un mese. Vi farò sapere.
Ciao!
Andrea Di Vita
Vannacci ancora scandalo per aver detto che quando la Crancua gioca contro le Squadre Africane … è un Derby !
… Nei Bar Sport di Provincia in Tutta Italia si dice tranquillamente da 30 anni almeno.
Quando la Francia 🇫🇷 gioca contro le Squadre Africane … è un Derby !
E.C.
FACT ✅️
https://youtu.be/_McivLVz9uE?si=XBItnuB12aIILQQ3
Trovato l’ Originale !
……….
Ha detto che se le due squadre indossassero la stessa maglietta NON si capirebbe chi gioca per la Francia e chi gioca per il Sénégal …
……..
Sono queste frasi che lo rendono tanto “di buon senso” per taluni quanto “faßista” per talaltri.
@ Moi
“per altri”
Vannacci induca un fatto.
Fascista è chi di questo fatto si scandalizza.
Ciao!
Andrea Di Vita
Veramente nella Francia gioca Rabiot! si capirebbe lo stesso.
PS per una volta sono d’accordo con te. Anche se per un europeo non giovanissimo non è così facile identificarsi con 11 tizi così palesemente diversi da lui. Mentre l’Italia del 1982 o del 2006 era molto più “vicina”.
Sarei meno duro di te nel giudizio, che resta negativo.
Una domanda…
Come sapete, non ho la tv (o meglio, c’è ma non l’accendo proprio mai).
L’altro giorno, a casa di amici, vedo il telegiornale. Pare che la cosa più importante che sia successo al mondo, è che una coatta romana abbia pietito una foto accanto a uno speculatore immobiliare statunitense pluriomicida.
Ora, mi chiedo se era solo quella volta che non si parlava di ciò che sta succedendo in Albania, o se è stato un caso?
@ Martinez
“Albania”
Io la TV non ce l’ho. Al bar , ho visto che di Albania parlavano su Sky. Mi dicono che la Rai non ne parli.
Ciao!
Andrea Di Vita
Forse la cosiddetta “Rivoluzione dei Fenicotteri” VS il Trump Resort in una Riserva Naturale ?
Miguel
non dare credito alle dichiarazioni di un indossatore di gatti arancioni!
sta cercando di accreditarsi presso quella fetta di tuoi compatrioti che gode all’idea di una Donna che implora un Uomo, che le dice di no, naturalmente. Fantasie pre-adolescenziali.
Ciao