Avrò avuto quindici anni, quando una dolce signora americana, che mi sembrava allora molto anziana, mi disse…
“God promised us Monarchy”
“Dio ci ha promesso la Monarchia”
Ci ho pensato molte volte, perché credo che riassuma insieme, l’essenza dell’immaginario americano, e ciò che gli italiani non potranno mai capire dell’America.
Sapete come sono gli italiani, “se solo vivessimo in un paese normale”, e gli Stati Uniti, pensavano, fosse proprio l’archetipo del Paese Normale: cioè di quello che gli italiani vorrebbero fosse l’Italia. Una Superitalia, insomma, e certamente senza monarchi.
La signora era cattolica, ma era soprattutto statunitense.
Da americano-un-po’-anch’io, cerco di spiegarvi quello che lei mi voleva dire.
Il Dio tremendo e onnipotente degli americani, pensa al futuro.
il Dio degli italiani è antico. Quello degli statunitensi è futuro.
Non ha salvato – al passato – , come in Italia, il bisnonno peccatore, non ha guarito in un lontano passato, il pastore alla fonte.
La parola monarchia nell’immaginario statunitense, non si associa a una immagine passata: non ricorda furbetti, truffatori, vigliacchi, cretini e sconfitti presuntuosi.
L’italiano ha un’immensa riserva di storia/storie, di racconti ininterrotti più o meno veritieri, ma che coprono migliaia di anni.
Invece gli Stati Uniti non hanno storia propria. Hanno la storia di aver deciso di non pagare le tasse alla lontana Inghilterra. Poi c’è la Guerra Civile che però è meglio rimuoverla, lo sbarco in Normandia pochi mesi prima della vittoria russa, e poco altro.
La storia antica e reale del Continente – i nativi americani – non può esistere, perché se la ammettessero, saprebbero di essere degli usurpatori.
Però una storia ce l’hanno: quella della Bibbia.
Che consiste, come sappiamo, in due pezzi: la biografia di Gesù, e il cosiddetto Antico Testamento.
Ora, la biografia di Gesù sarà interessante quanto si vuole, ma di storia c’è poca.
Se vogliamo racconti su grande scala, abbiamo solo l’Antico Testamento.
Ed ecco che la storia americana diventa una storia molto più antica di quella italiana: un racconto di pastori e di re, e di sacrosanti massacri, di eserciti benedetti dal Signore e di eserciti maledetti dal Signore, di profeti invasati, di speranze urlate e cantate, di miracoli e stragi che piovono dal cielo. Un immaginario molto più arcaico di quello cattolico italiano.
Da questo antico immaginario, nel paese che – come già intuiva Marx giornalista – sta creando il futuro di tutti noi…
il paese che non conosce la “democrazia”, intesa come infinita mediazione per negoziare qui e ora una convivenza migliore…
il paese che non conosce il dio piccolo, il Signuruzzu dei siciliano o il Diosito dei messicani, sarebbe un perdente, a loser…
il paese che invece conosce la “libertà” che nasce dalla canna del fucile e dal conto in banca…
questo paese sa che bisogna credere – volere è potere, non esiste nulla al di fuori della nostra mente; e se la nostra mente non riesce a volere e sognare, meritiamo di finire in qualche trailer home strafatti di crac;
e il Dio in cui crediamo-sogniamo è un dio conquistatore, è il Dio degli Eserciti;
e un giorno ci darà un Re che sarà in grado di dominare il mondo, creando il Regno qui sulla Terra: God’s Kingdom on Earth.
Immaginatevi un italiano in grado di capire il senso di queste parole:
Tutti sono preoccupati per la bomba atomica
Ma nessuno si preoccupa del giorno in cui il Signore tornerà
Quando colpirà, o Dio onnipotente, come una bomba atomica
Quando tornerà, quando tornerà
Nel millenovecentoquarantacinque la bomba atomica prese vita
Nel millenovecentoquarantanove gli Stati Uniti capirono tutto
Scoprirono che un paese aveva oltrepassato il limite, possedeva una bomba atomica dello stesso tipo
La gente si preoccupò in tutto il paese, proprio come era successo in GiapponeQuindi, dico che tutti sono preoccupati (sì) per la bomba atomica
Ma nessuno è preoccupato (no) per il giorno in cui verrà il mio Signore
Quando colpirà, o Dio onnipotente, come una bomba atomica
Quando verrà, buon Dio, quando verràTutti sono preoccupati per la bomba atomica
Ma nessuno è preoccupato per il giorno in cui verrà il mio Signore
Quando colpirà, grande Dio onnipotente, come una bomba atomica
Quando verrà, quando verràEbbene, Dio disse a Elia che avrebbe fatto scendere il fuoco, fatto scendere il fuoco dall’alto
Disse al fratello Noè, con il segno dell’arcobaleno, che non ci sarebbe stata acqua, ma fuoco nel cielo
Ora non preoccuparti, tieni solo a mente: cerca il Re Gesù e troverai
Pace, felicità e gioia divina, con il mio Gesù nella tua menteQuindi, dico che tutti sono preoccupati (sì) per la bomba atomica
Ma nessuno è preoccupato (no) per il giorno in cui il mio Signore verrà
Quando colpirà, grande Dio onnipotente, come una bomba atomica
Quando verrà, grande Dio, quando verrà

Come disse il Cristo : “la via stretta è il marciapiede…e si nun ce sta è paro uguale”
Interessante, questo spiega anche il rapporto USA 🇺🇲 / Israele 🇮🇱 … che NON È comprensibile limitandoci a interessi materiali e soldi.
Cmq la digià storica frase di Donald Trump è “Sometimes you need a Dictator” … … mica “Sometimes you need a King”.
😉
vogliamo racconti su grande scala, abbiamo solo l’Antico Testamento
melius, 5-6 libri (i due Samuele, i due R e, le Cronache; aggiungiamoci Ester) più Genesi ed Esodo per l’epoca antica….in Isaia, Geremia, Osea di Storia ce n’è poca, tranne qualche riferimento agli Assiri (o ai Babilonesi) che svolgevano illo tempore il ruolo dei tedeschi dal 1945 cioè quello di “cattivi”
C’è una vecchia teoria: i primi Amalechiti degli “Anericani” furono i Nativi dei Continenti Americani.
Americans
@Miguel
quello che dici è vero, ma è anche una testimonianza della progressiva delaicizzazione e involuzione degli USA
l’élite ottocentesca, e già tardo-settecentesca, rappresentata da quegli uomini che TUTTORA sono onorati in città, vie, piazze ed effigi, aborriva la Monarchia ed era fieramente repubblicana…una Repubblica diversa rispetto a quella dei francesi, ma con la medesima aura sacrale….donde l’amore per la Roma repubblicana (i fasci che -non ditelo alle sx italiche- fanno bella mostra nel Great Seal, vengono di lì) e per la Grecia classica di cui vi è testimonianza nel cuore più profondo degli USA….
oggi quell’America, che era a suo modo laica, seppur non in senso franco-giacobino, non esiste più
l’ultimo repubblicano, veramente di destra ma al contempo secolare, fu il sempre compianto Barry Goldwater, umiliato nel 1964 dai DEM…
già Nixon, che di suo credeva a poco :D, favorì le sette fanatiche di cui Reagan divenne in parte prigioniero
Bush sr era scettico, e massonissimo, ma le sette continuarono a farsi strada sotto di lui
oggi, nel 2026, il discorso pubblico è influenzato pesantemente da tipi che sarebbero finiti in manicomio (o magari anche impiccati, siamo pur sempre in America) nel 1826 !
non che l’America del 1826 fosse la Francia giacobina, sia chiaro…
ma allora c’era una netta distinzione
a.l’élite, massonica e colta, che aveva il potere vero, era repubblicana, sapeva il latino e il greco, e credeva a quasi nulla pur mantenendo un’ancestrale ostilità al “Papa di Roma” donde qualc he anno dopo le simpatie per Garibba’), entità mitologica paragonabile ai “fascisti” per Putin
b.il popolino che già era preda di “risvegli” delle più assurde sette, il quale faceva i soldi, linciava i neri e controlava la politica locale, ma non aveva nessun potere nell’alta politica
illis diebus il popolino, religiosissimo, non faceva l’agenda della Casa Bianca !
oggi sì
donde l’amore per la Roma repubblicana
Da cui “l’America è una repubblica, non una democrazia”, avendo in mente Polibio.
Solo che i repubblicani di oggi non hanno idea di chi/cosa possa essere Polibio, per cui credono che fosse uno slogan elettorale per il Partito Repubblicano 😀
La speranza è che i cattolici aumentino, in numero e visibilità, a discapito dei protestanti, così la detteranno loro l’agenda.
https://x.com/DefiyantlyFree/status/2029681200189636717
Roba di un paio di mesi fa, ma molto interessante (io l’ho letto in traduzione).
Mi pare che abbiamo toccato con mano che la palla ce l’hanno i sionisti (cioè gli evangelici).
Per MT
“Mi pare che abbiamo toccato con mano che la palla ce l’hanno i sionisti (cioè gli evangelici).”
Mi sembra di vedere un processo di questo tipo…
1) Ci sono gli evangelici, i cattolici e gli ebrei – questi ultimi pochi ma colti e benestanti, quindi abbastanza importanti.
2) dei tre, gli unici che credono all’Antico Testamento sono… gli evangelici. Gli ebrei infatti crescono fuori da quella specifica cultura
3) però l’influenza evangelica è così forte, da aver convertito un gran numero di ebrei americani, che si sono “americanizzati” fino al punto di credere alla lettera all’Antico Testamento, e ragionare da americani. Ovviamente non sono “diventati evangelici”, sono diventati però una specie di setta evangelica senza Gesù, e limitata a un unico gruppo etnico.
E’ un’ipotesi, chissà da approfondire.
Non sarebbe neanche stranissimo: lo stesso sionismo è nato nell’ambito del protestantesimo inglese e solo molto tempo dopo si è diffuso tra gli ebrei.
???
racconta
C’erano sionisti cristiani nel governo britannico (vedi Lord Shaftesbury) già negli anni ’30 dell’800, cioè decenni prima che Herzl nascesse. E non parliamo di matti isolati, ma esponenti di un movimento con radici vecchie di secoli.
Alla fine, sono loro che devono far adempiere la profezia che porterà alla Seconda Venuta di Cristo, alla quale il ritorno degli ebrei a Gerusalemme è strumentale.
“lo stesso sionismo è nato nell’ambito del protestantesimo inglese”
Sì ne sto leggendo adesso, ed è incredibile – praticamente per Israele accettare di dividersi la terra con i palestinesi, di non [almeno a parole promettere di] spianare la moschea a Gerusalemme per rifarci l’antico tempio e combattere contro le “forze del male” musulmane nei dintorni metterebbe a repentaglio l’aiuto americano che è guidato dal desiderio di fare avverare profezie bibliche secondo cui, una volta tornati gli ebrei in Israele, vi sarà la seconda venuta del Messia. Fra l’altro il lieto fine seguirebbe l’Armageddon, quindi più la situazione è conflittuale/disastrosa in Medio Oriente più i sionisti evangelici sono contenti perché è segno che la seconda venuta del messia è vicina. E non si tratta di una piccola setta di scioccati 😦
Ti dirò che mi sembra un’ipotesi, diciamo, non campata per aria.
Poi le persone sono anche fatte del luogo dove vivono, della sua cultura.
Gli ebrei italiani- anche rispetto a quelli di altri paesi europei!- sono molto “cattolici” nel loro modo di vivere, e anche di non vivere, la loro religione.
Non stupisce che quelli americani siano “evangelici”, con tutte le virgolette del caso.
Per Peucezio
“Roba di un paio di mesi fa, ma molto interessante”
Davvero interessante, grazie!
Peucezio
a me pare che i cattolici USA siano soprattutto USA.
Penso a JD Vance, per esempio.
E per una volta non è un complimento neppure per me!
Ciao
Per Peucezio
https://x.com/DefiyantlyFree/status/2029681200189636717
E’ una persona intelligente e colta.
Proprio per questo colpisce come identifichi i punti cardinali del “conservatore cristiano” l’aborto, l’immigrazione e… Israele.
Cioè una questione etica (“l’aborto è omicidio”) con parziale risvolto sociale (“no alla riduzione della natalità”); una questione sociale (“gli immigrati ci rubano il lavoro e portano delinquenza”) vengono messe alla pari con una causa che ha unicamente una giustificazione teologica:
“Non è possibile smantellare il potere politico evangelico senza prima delegittimare la teologia evangelica. L’intera struttura politica del movimento si fonda su un’affermazione teologica: Dio ha stretto un patto eterno e incondizionato con il popolo ebraico, lo Stato moderno di Israele è l’adempimento di una profezia biblica e i cristiani che «benedicono Israele» obbediscono a un comando divino diretto. Se si elimina questa convinzione, si elimina il motore morale che ha guidato l’impegno politico evangelico per mezzo secolo”
Per Peucezio
” vengono messe alla pari con una causa che ha unicamente una giustificazione teologica”
Non riesco a pensare a qualcosa di analogo in altre religioni.
Il cattolicesimo più rigoroso si fonda sempre sulla presunzione di una morale universale (certo, voluta da Dio, ma vale per tutti gli esseri umani, sempre), quando ad esempio condanna l’aborto, o le unioni civili o simili.
Non è nemmeno un discorso politico: non si cerca di giustificare l’alleanza con Israele parlando, che so, di petrolio, anche perché almeno su questo, la destra americana non sionista ha ragione – magari prendere le risorse del Brasile ha senso, forse a Taiwan si protegge il controllo statunitense sul Pacifico, ma Israele è un piccolo stato mediorientale, con poca popolazione, pochissime risorse e ostile a tutto il resto del Medio Oriente.
L’altra stranezza del Christian Zionism (e dei 30 milioni di iscritti a “Christians United for Israel”) è l’idea, “esiste un popolo eletto… e non siamo noi!”
Cioè praticamente chiunque sente se stesso al centro del mondo, è normale quindi una certa dose di quello che chiamiamo “razzismo” (i pisani sono meglio dei lucchesi!). Ma che esista un vasto movimento, molto agguerrito, che considera qualcun *altro* al centro del mondo.
L’ebreo Marx scrive la Questione ebraica per dire che gli ebrei NON sono al centro del mondo; e il piccolo imprenditore razzista dell’Alabama gli risponde, “no, tu Marx sei ebreo e quindi sei al centro del mondo e vali molto più di me!”
Miguel,
“Cioè una questione etica (“l’aborto è omicidio”) con parziale risvolto sociale (“no alla riduzione della natalità”); una questione sociale (“gli immigrati ci rubano il lavoro e portano delinquenza”) vengono messe alla pari con una causa che ha unicamente una giustificazione teologica:”
Mi spieghi meglio? Mi sono un po’ perso.
Per Peucezio
“Mi spieghi meglio? Mi sono un po’ perso.”
1) Aborto:
motivazione etica: “è un omicidio!”
motivazione sociale: “la nostra società ha bisogno di dare maggior valore alla natalità!”
2) Immigrazione:
motivazione etica: “ogni popolo ha diritto alla sua identità, a partire dal nostro”
motivazione sociale: “gli immigrati tolgono posto lavoro ai nativi e portano delinquenza”
3) Cristianosionismo:
motivazione etica: 0
motivazione sociale: 0
motivazione teologica: “se combini un versetto nel libro della Genesi con uno del libro di Daniele, e poi ti rileggi l’Apocalisse, vedrai che Israele ci deve portare alla guerra più spaventosa di tutti i tempi, allora i veri credenti saranno rapiti in cielo mentre i non credenti crepano tra guerra, fame e pestilenza; e poi arriverà Gesù su un cavallo bianco e instaurerà il Regno dei Mille Anni”
Per Habs
“quello che dici è vero, ma è anche una testimonianza della progressiva delaicizzazione e involuzione ”
Un ragionamento profondo e affascinante, che condivido
Scusate ma dove mettete tutta l’America costiera e cittadina e liberal???
Qui si scorda che sono almeno la metà degli americani!
Ciao
Per Francesco
“Scusate ma dove mettete tutta l’America costiera e cittadina e liberal???”
Certo… E ne conosco tanti – una buona parte di quelli che vengono a Firenze ovviamente lo sono, e parlano malissimo (al limite della sovversione armata) di Trump. Gente che magari ha fatto studi di storia dell’arte rinascimentale…
Ma accanto a loro, c’è anche una categoria “padronale” di ricchi. Che magari non sono fissati con il Vangelo, ma ragionano come Trump quando si tratta di soldi – ricordiamo che Trump per gli evangelici è il Re Ciro, il potente non credente che però fa la volontà di Dio. E questi inevitabilmente hanno visioni un po’ apocalittiche, alla Musk, di conquistatori di Marte e di creatori di nuovi miracoli di ogni sorta.
Se sommi i poveri con il Vangelo e i ricchi conquistatori, gli amanti dell’arte rinascimentale restano decisament una minoranza…
“Gente che magari ha fatto studi di storia dell’arte rinascimentale…”
Tra cui ricordiamo l’attore di Robocop (davvero!)
Francesco,
“Qui si scorda che sono almeno la metà degli americani!”
Ma sono i meno americani, i più annacquati 🙂
questo lo dici tu che sei di parte!
quella grandissima xxxxx di Jane Fonda è decisamente americana!
@habs
sembra anche a me… e da quel che ci racconta Miguel qui sopra sugli Usa sembra che sia egli stesso un tipico rappresentante di cio’ che critica: un americano contemporaneo che non sa nulla della storia del suo paese. Per fortuna che l’ordinamento e’ almeno in parte quello dei fondatori, anche se l’impianto confederale originario oggi sopravvive meglio al centro geografico dell’europa, in Svizzera, che a meta’ ottocento lo copio’ dagli Usa di prima della loro guerra civile.
provo a ripostare senza l’http:
http://www.swissinfo.ch/ita/democrazia/svizzera-e-stati-uniti-un-tempo-fratelli-e-sorelle/87605894
Diciamo che sono somiglianze un po’ così: l’illuminismo, i referendum…
Istituzionalmente i due paesi sono e sono sempre stati diversissimi.
“somiglianze un po’ così: l’illuminismo, i referendum”
E ti sembra poco?
A mio avviso gli Usa sono comunque il luogo dove la tradizione europea da Roma antica (il governo della legge basata sul costume) all’illuminismo dei padri fondatori cui si riferisce Habs sono sopravvissuti meglio, pur nella diversita’ delle facce di quel paese per cui chiunque voglia trovarci del buono o del cattivo ce lo puo’ trovare guardando a quel che gli fa comodo per corroborare le sue idiosincrasie.
Le complicate metafisiche di Miguel sinceramente mi sembrano strumentali al suo antioccidentalismo e antiliberalismo di fondo, che qui trova ampio e maggioritario seguito. E ce lo vuole far passare come interpretazione della “vera america”. Io semmai nello spirito americano di diverso da quello europeo noto la mancanza di nichilismo, di angoscia perenne, che spiega altrettanto bene se non meglio le differenze con l’italia perlomeno quella di oggi “nata dalla resistenza” cui si riferisce Miguel.
Miguel, siamo noi, sei tu che sei nichilista fino all’osso, di un nichilismo che si autoriproduce e automoltiplica. Dio c’entra poco, o meglio viene diversamente interpretato il rapporto con esso proprio alla luce del “nuovo mondo”.
Per FW
“Le complicate metafisiche di Miguel sinceramente mi sembrano strumentali al suo antioccidentalismo e antiliberalismo di fondo”
Interessante che mi si definisca “anti”.
Io sono sostanzialmente “pro”, e solo dopo mi dispiace quando c’è qualche che ostacola il vero, il bello e il buono, ma a fare l’anti ci si rovina solo il fegato: nella vita bisogna costruire, e lo dice l’americano che c’è in me.
Io sono vissuto sospeso tra vari mondi: Stati Uniti, Messico, Inghilterra, Italia, Egitto.
Credo che ci sia un’energia positiva in tutti e cinque. Anche negli Stati Uniti.
Qui una coppia di giovani americani sono arrivati con tutta l’energia del loro mondo, con i loro sogni visionari, e ci hanno dato tanta forza e ci hanno aiutati a superare tantissimi ostacoli con una risata: saprebbero vendere la Fontana di Trevi a Totò, ma anche portare la santità in tutte le cose che fanno.
E amo anche i fanatici predicatori, i miracolati, quelli che vivono con un fucile e la Bibbia e temono gli Ufo.
Solo, prendiamone atto.
E’ parte del mondo in cui sono nato, e che poi mi ha fatto capire Roberto Giammanco, che anche lui ne era in fondo innamorato.
E’ vero che sei pro e anche altissimamente ecumenico, accogliente e comprensivo (cosa piu’ di questo blog a dimostrarlo, anche se a volte sembra la versione “educata” della vecchia radio bestemmia dei radicali, dove ognuno sfoga le sue inclinazioni), ma ammettiamolo che siamo nichilisti immersi in un mare di angoscia e negativita’, con sprazzi di poco credibile ottimismo… chiedere a roberto, e beato lui che non lo e’, se non diamo questa impressione 😉
Del resto viviamo, anzi siamo immersi in un ambiente dove NON SI PUO’ FARE NIENTE, DOVE APPENA TI MUOVI SBAGLI QUALCOSA. 🙂 E anche se non dovesse essere del tutto vero, e’ la sensazione che si prova quella che conta. E’ il vecchio mondo che e’ cosi’. Secondo me c’e’ stato un breve periodo che fu diverso e puo’ ancora essere ricordato da chi c’era, il secondo dopoguerra. Per una ventina d’anni, non a caso quelli del miracolo economico, la gente fu veramente felice e attiva, con tanta fiducia nel futuro. Fu il nostro ventennio americano. Io un po’ lo spirito della sua ultima fase me lo ricordo, anche se all’epoca ero molto giovane. Era uno spirito opposto a quello che si vive ormai da cinquant’anni a questa parte. L’italia, economicamente, vive ancora di rendita su quel periodo, fu in quel breve periodo che passammo da quello che ancora per molti era il medioevo, aggravato dalle recenti guerre, alle comodita’ della modernita’: si partiva talmente da una situazione critica, che allora ogni piccolo sforzo produceva un grande miglioramento. Anche grazie all’abbondanza degli schiavi, che pero’ da umani divennero meccanici. L’abbondanza energetica e’ fondamentale.
Per FW
“Secondo me c’e’ stato un breve periodo che fu diverso”
totalmente d’accordo, credo che tu abbia colto un elemento fondamentale, e condivido anche tutto il resto di quello che scrivi qui.
Quello che ci resta è la possibilità concreta, quotidiana, di costruire piccole cose positive. Ovviamente dove ci troviamo, non è che possiamo cambiare il Vietnam o il Medio Oriente…
“Ovviamente dove ci troviamo, non è che possiamo cambiare il Vietnam o il Medio Oriente…”
Ma infatti, e ti diro’ che spesso ho l’impressione che facciamo finta di voler raddrizzare le gambe al pianeta proprio per non vedere le piccole grandi stronzate che facciamo qui, nella sostanziale indifferenza di tutti, ma che avvelenano la vita di tutti, di cui se prendessimo veramente atto ci vergogneremmo a morte. Purtroppo non vedo alcun cambiamento di tendenza, anzi.
“totalmente d’accordo, credo che tu abbia colto un elemento fondamentale, e condivido anche tutto il resto di quello che scrivi QUI”
un’altra cosa interessante di questo “blog-radio-bestemmia” e che lo scontro e’ piu’ fra i simili che fra i molto diversi
@FW
la Svizzera, come tutti sappiamo, si definisce Confederazione…
nella realtà ciò è un misnomer, dal 1848
la Svizzera FU una Confederazione sino al 1798 (Atto di mediazione francese) e di nuovo, in forma più annacquata dal 1815 al 1848
la Costituzione del 1848, dopo la guerra del Sonderbund* (1847) -vero spartiacque della storia elvetica come nella storia USA lo fu la guerra civile del 1861-1865- passò di fatto al federalismo e ciò venne rafforzato dalla costituzione del 1874, tuttora in vigore con le modifiche del 1978
una cosa che, credo, apprezzerai perchè sei saggiamente libertario: in Svizzera, se uno vuole, non solo l’uso del contante è diffusissimo ma sono frequenti le banconote di grosso taglio, i 200 franchi (220 euro) si ottengono da ogni bancomat (esiste pure un 1000 franchi mai visto perchè purtroppo sono troppo povero…quindi, secondo Calvino, non sarei un eletto :D)….qui hanno avuto l’impudenza non solo di abolire di fatto i 500 euro e di rendere per adepti di logge oscure i 200 😀 (non so da voi, ma da me, un 200 euro si vede ogni lustro) ma addirittura, in molte parti d’Italia, di rendere difficile il reperimento dei 100 euro (forse a Milano sarà diverso ma da me mai i bancomat li erogano e le banche, se li richiedi, te li danno, e neppure sempre, guardandoti storto :D)
P.S a Lugano c’è un monumento a Giorgio Washington, voluto dalla Loggia “Il Dovere” dove proprio il giorno prima c’erano stati dei caporioni USA :D….ebbene, quando la massoneria è così esplicita, mi sta pure simpatica, non come da noi ove loro sono dietro a tutto ma non osano neppure dichiararsi 😀
*nel 1847 i cantoni della “vera e primigenia Svizzera”, tutti cattolici e tedeschissimi (Uri, Schwyz, Unterwalden diviso in Obwalden e Nidwalden; Luzern; Zug) più i due cantoni cattolici mistilingui Solothurn/Soleure (Soletta) e Freiburg/Fribourg , ma non il Ticino liberale e massonico (per quasi tutto l’Ottocento mai un solo cattolico riuscirà ad avere il potere in Ticino….cose che manco in Romagna o a Livorno, luoghi anticattolici par excellence :D) secedettero dalla Confederazione, in mano ai liberali (tutti protestanti più il Ticino controllato dai massoni), e furono in due mesi distrutti..per un attimo Carlo Alberto pensò di intervenire a favore del Sonderbund e in segreto lo appoggiava pure il Primo Ministro regio francese François Guizot, protestante ma français d’abord e quindi timoroso dell’anglofilia dei protestanti svizzeri….facciamo un’ucronia..se il Sonderbund avesse vinto con un decisivo aiuto sabaudo, sarebbe tosto nato un Stato federale sabaudo-piemontese-svizzero tedesco, con tre lingue ufficiali (francese, italiano, tedesco), insomma la Svizzera saremmo divenuti noi piemontesi :D..e Mirkhond avrebbe ancora i Borbone..e da Miguel ci sarebbero i Lorena..e tutti sarebbero vissuti felici e contenti..e invece……
a Zug, ove oggi tutti se ne fregano della religione ma che per secoli fu una città cattolicissima e devota ,acerrima nemica dell’eretica (e vicina) Zurigo, non ero mai stato..e quindi ieri, sfruttando un pass ferroviario svizzero andando in treno da Zurigo a Lugano, mi sono fermato un’ora a Zug, ho fatto un breve giro in centro e mi sono bevuto una birra (6 franchi, a Lugano 5, a Zurigo anche 10)..non che onestamente possa dire di essere divenuto un fine conoscitore di Zug però almeno adesso ci ho messo piede 😀 😀 vedete che talvolta basta poco per essere soddisfatti 😀
Habsb
“illis diebus il popolino, religiosissimo, non faceva l’agenda della Casa Bianca !
oggi sì”
trovo interesante e convincente tutto quello che dici fino a questa frase.
qui invece non ti seguo: secondo me oggi il popolino non fa affatto l’agenda della casa bianca! gli hanno solo dato dei piccolissimi contentini puramente estetici (nulla mi convincerà del fatto che la vita del cow boy del montana possa subire anche il minimo cambiamento se al travestito newyorkese vietano di entrare nel bagno delle donne o se i dipendenti di tacobell sono rapiti e portati in el salvador) e l’illusione di avere appunto questa agenda in mano. ma sono sicuro che attaccare l’iran non era per nulla nell’agenda del popolino e tantomeno nel suo interesse
quindi io scriverei “illis diebus il popolino, religiosissimo, non faceva l’agenda della Casa Bianca ! oggi gli si è dtata questa illusione”
quindi io scriverei “illis diebus il popolino, religiosissimo, non faceva l’agenda della Casa Bianca ! oggi gli si è dtata questa illusione”
touché…hai ragione…
la tua formulazione è perfetta
Miguel,
“questo paese sa che bisogna credere – volere è potere, non esiste nulla al di fuori della nostra mente; e se la nostra mente non riesce a volere e sognare, meritiamo di finire in qualche trailer home strafatti di crac”
Ma il mezzo per avere successo in quest’ottica è l’impegno o la fede? Cioè devi smazzare, farti il culo, buttarti, correre rischi, lavorare, spremerti o devi semplicemente crederci e il resto viene automaticamente da sé?
Cioè non mi è chiaro se ci sia una componente di retorica del sacrificio (se non fai sacrifici, sforzi, rinunce, tipo la formica della favola di Esopo, se insomma non c’è il sudore della fronte non otterrai il premio) o al contrario la retorica dell’ottimismo che produce tutto istantaneamente senza sforzo.
Tu ti smazzi perché credi: è questo il rapporto tra fede e opere dei protestanti.
Dissento: il solito antropocentrismo !
Fuori della nostra mente umana ai in é ed roba, t’hè vojja : al massimo non vi possiamo accedere.
Fuori dalla nostra mente
Dici così perché non hai mai letto “Il grande disegno biocentrico” di Robert Lanza.
Direi un americano tipico.
https://www.ibs.it/grande-disegno-biocentrico-come-vita-libro-vari/e/9788842829669
Al che uno potrebbe pure chiedersi se sia la fisica un prodotto della coscienza o la coscienza un prodotto della fisica.
Forse non si saprà mai.
A me piace pensare che siano complementari.
L’importante è non volere invadere la Russia. Perché oramai si è visto che già con l’Iransi fa fatica. Ma nemmeno Cuba.
Al massimo San Marino, ma per quello è già pronto l’esercito del Kelebek.
Domenica, magari.
Sarà un’invasione silenziosa e incruenta.
I Sanmarinesi non se ne accorgeranno nemmeno.
Solo i kelebekiani sapranno nella loro mente, di aver invaso San Marino.
Uno potrebbe dire: “ma cosa te ne fai di San Marino?”
Si, in effetti, c’è poco. Tante ardue salite.
Ma è per via del Passo delle Streghe
https://www.castellidisanmarino.com/passo-delle-streghe/
“Nessuno però poteva immaginare che la più bella ragazza del Titano fosse anch’essa una strega e che ogni notte andasse al Passo delle Streghe, dove grazie al potere della luce lunare poteva tramutarsi in gatto, strega o splendida fanciulla”.
Dove lo trovi un altro posto così?
Ma anche se qualcuno avesse inventato la leggenda per finalità turistiche, poco importa.
Magari ci sarà da rimuovere qualche macchina. Gente che vuole arrivare in auto dappertutto per non far la fatica di camminare.
Dopo la conquista si procederà immediatamente alla nomina di Miguel Martinez a Re di San Marino.
Anche se continuerà a regnare dalla prosaica Firenze, antica città fondata dai ragionieri.
Ma forse Bisognerebbe conoscere la Storia, o semplicemente consultare Wikipedia.
Insomma, ragionieri, più che altro usurai, mi par di ricordare.
Ah, come sono ignorante!
Per Puffo
“Al massimo San Marino, ma per quello è già pronto l’esercito del Kelebek.”
Sì, grandioso!
Gia’, kelebkiani, pugnaliamo alla schiena San Marino che tanto e’ facile e con un pugno di “perdite” ci siederemo al tavolo dei vincitori! (come disse quel tale).
Grandioso proprio.
Sir Winston
Guarda che sei tu il capo dell’esercito.
Domenica eh!.
San Marino si appresta a diventare la Monarchia del Kelebek.
Si è deciso per l’invasione non invasiva.
I Sanmarinesi nemmeno si accorgeranno di essere stati invasi.
La cerimonia di incoronazione di Re Martinez Primo, dovrà essere in conformità con il rituale più rigoroso. Al termine della cerimonia si terrà un lauto banchetto a base di piadina romagnola e vino sangiovese “schietto”. Non “addacquato” come da espressione locale di origine medioevale.
Gira voce che la più bella ragazza sanmarinese sia anche una strega o una gatta nera. Io ne conoscevo una molto bella, in effetti, ma non credo sia lei.
Per Puffo
“La cerimonia di incoronazione di Re Martinez Primo, dovrà essere in conformità con il rituale più rigoroso. ”
Come mi devo vestire?
Vestito normale
L’incoronazione avverrà online. Tramite commento.
Maestro di cerimonia, direi Hasburgicus.
L’invasione avverrà in piena notte, si spera con luna piena e che Winston in quel momento non stia dormendo. In fin dei conti è un valente guerriero, ma a volte si sa, uno è stanco, ha commentato tutto il giorno, si è pure incazzato. Al risveglio i Sanmarinesi verranno informati di non essere più formalmente una Repubblica, ma una Monarchia, anche se continueranno ad esercitare la democrazia.
Cosa manca? Niente. Siamo a posto.
Winston, tieniti pronto.
Ah, io compro sempre le piadine al “Di Più ”
Anche il Sangiovese. Tutta roba buona, a prezzi modici. Piadina con cicoria belga e sottiletta. Molto buona. In estate qualche fetta di pomodoro.
A San Marino al posto del pane mangiano la piada. Se la fanno loro.
E’ la Fede a farti voler compiere il bene, perché Dio ti trascina a farlo. E’ questo alla base di tutta l’idea del servo arbitrio protestante.
Non vale anche per noi cattolici europei?
Credevo di sì. Non conosco ferventi credenti che fossero anche dei lavativi.
Ciao
Franbcè, hai presente un prete di parrocchia italiano?
Hai presente un predicatore carismatico americano?
Ti sembrano simili?
Ora prendi il “padroncino” italiano che si fa il mazzo, fa un po’ di nero (diciamolo piano, sennò ADV si incazza), brontola contro le tasse ed è abituato da secoli di mentalità sostanzialmente contadina a mettere da parte i soldi temendo i colpi di sfiga, visto che che come tutti sanno prenderla nel culo è un lampo;
ma anche il padron…cione, tipo il signor (compianto) Amadori, quello dei polli, che ricordo intervistato un paio di decenni fa in una trasmissione sui “ricchi d’Italia”, e alla domanda su dove passasse le vacanze, rispondeva, lui romagnolo, “mah un paio di settimane a Cesenatico”.
Ti sembra la stessa mentalità dell’americano che c’ha il Dream ed è “destinato” a diventare ricco, e se non ci è riuscito la prima, la seconda, e la terza volta, vuol dire che non ha creduto abbastanza nel Dream, deve svegliarsi prima la mattina, iscriversi in palestra, credere di più in Gisas e imbrogliare più persone??
Io poi vedo nel mondo ebraico italiano, e tra un rabbino di formazione italiana, e uno di formazione “americana” come i Chabad, c’è un abisso…
esattamente lo stesso che c’è tra il prete della parrocchia italiana, o magari il vescovo, e il predicatore americano…
Per Pino Mamet
“esattamente lo stesso che c’è tra il prete della parrocchia italiana, o magari il vescovo, e il predicatore americano…”
Infatti, noi abbiamo una situazione che sembra confermare tutti i complottisti: il piccolo Israele che dà gli ordini all’immensa potenza atomica americana.
E se invece fosse il contrario? Fantasticando liberamente per immaginari, sapendo di poter dire cose molto sbagliate. E sapendo che in ogni cosa sto generalizzando al massimo.
Inizio Novecento, gli ebrei dell’Europa orientale si dividono in tre – chi diventa socialista/comunista e vuole far parte di un nuovo mondo senza ghetti; i sionisti che vogliono fare i mazziniani; e i tradizionalisti che vanno in America che lì si può vivere con la massima libertà religiosa/comunitaria.
Quelli che volevano restare, o vengono assimilati o vengono sterminati durante il nazismo; i sionisti riescono a creare Israele, ma sono abbastanza “laici”.
Nel mondo americano, invece, una buona parte degli ebrei si fa influenzare in maniera radicale dalla mentalità statunitense; si fanno trascinare ideologicamente dagli evangelici che sognano in loro l’innesco di Armageddon.
Questo fa molto comodo a Israele, che ha sia il sostegno determinante dei cristianosionisti a destra, sia della minoranza di ebrei americani fanatizzati (accanto alla gente tranquilla che tifa comunque Israele).
Solo che questa violenza apocalittica si butta addosso allo stesso Israele, e in qualche modo lo trasforma.
“il piccolo Israele che dà gli ordini all’immensa potenza atomica americana”
Sto leggendo Allies for Armageddon: The Rise of Christian Zionism di Victoria Clark. Fra i tanti
, la giornalista riporta di un pastore evangelico che rimasero sconcertato e dispiaciuto quando Sharon (che aveva personalmente incontrato) concedette la striscia Gaza ai palestinesi. Si consolava, bontà sua, pensando che forse lo faceva per avere i palestinesi ammucchiati in un luogo ed al momento giusto colpirli più facilmente!
Ora, non sto dicendo che il povero Ben-Gvir se potesse ritirerebbe i coloni e si concentrerebbe sulla soluzione due popoli due nazioni, però – se i tuoi maggiori alleati ti aiutano perché ti vedono come mezzo per fare venire il regno di Dio in terra, tu che fai?
In un altro passaggio (purtroppo non ho il libro sottomano) un altro evangelico parla dei fondamentalisti islamici come sciroccati che vogliono seguire un loro piano profetico e quindi con loro non si può ragionare. Ed è bellissimo perché se non citasse il buon [recentemente quasi alleato] Ahmedinejad sembrerebbe commentare gli evangelici di cui lui è esponente.
Fra l’altro, qui chiedei soprattutto a Pino se ha tempo e voglia di rispondermi: nel disegno evangelico sionista gli ebrei sono PARECCHIO strumentalizzati, nel senso che quando poi finalmente verrà l’Armageddon i veri credenti cristiani verranno portati in salvo, loro invece periranno in una ultra-devastante guerra mondiale. Non dà un po’ fastidio questa cosa?
Mi pare che l’uomo della strada in Israele non ne sappia nulla;
di certo nel mondo ebraico italiano non se ne parla, e gli amici israeliani non vi hanno mai fatto cenno.
Del resto, devo dire che l’israeliano ebreo medio ha, nei confronti del Cristianesimo e delle sue varie branche e tendenze, la stessa ignoranza e la stessa confusione che ha il cristiano medio nei confronti dell’Ebraismo.
Mi sembra una distinzione ragionevole;
(ovviamente parliamo dell’Europa orientale, non di quella occidentale, e ancor meno dell’Italia o altre realtà assimilabili per l’esiguità dei numeri, come la Grecia insulare o il Portogallo….
che sono storie diverse).
Miguel,
interessante.
In effetti c’è sempre una dialettica in queste cose: non è che gli ebrei plasmano unilateralmente tutto il resto. Lo plasmano e ne sono riplasmati, ecc. ecc.
Se sei una sparuta minoranza, al di fuori di un nocciolo identitario che difendi coi denti, sei influenzato molto più di quanto influenzi.
Eh, insomma…
Però l’Occidente ha una forma più ebraica di quant’ l’ebraismo abbia una forma riconducibile al mondo pagano pre-ebraico.
Io poi vorrei sapere quale sarebbe questa “forma ebraica” dell’Occidente.
Di solito si citano le banche, che sono un invenzione dei “lombardi”, cioè degli italiani del Medioevo (Miguel dirà “i fiorentini”, ma caro mio… 😉 )
(Sì, ci sono frammenti babilonesi che parlano di cambiavalute con nomi che potrebbero essere legati all’antico popolo ebraico, ma di nuovo… stiamo sulle cose concrete e affidabili, abbiamo anche nomi di mercenari ebrei nell’Egitto antico e nessuno direbbe che il mercenario è un “mestiere tipicamente ebraico” 😉 )
Oppure si cita il marxismo, cioè la teoria economica creata dal figlio di un ebreo convertito, che non c’entra assolutamente nulla con la Torah e il Talmud.
Oppure la psicanalisi, che a onor del vero è diffusa soprattutto nei film ambientati a New York 😉 e il cui legame con l’ebraismo è… Sigmund Freud
(esisteva anche Jung, eppure nessuno parla della psicanalisi come di un’attività tipicamente cattolica o svizzera…)
Oppure la più bella di tutte: il Cristianesimo, che è il superamento e l’antitesi dell’Ebraismo…
No, il mondo attuale non è particolarmente ebraico.
Quelli erano i vecchi film di Woody Allen, o gli spettacoli di Moni Ovadia quando pensava che ebreo (ashkenazita, la vita degli shtetl ecc…. ciò che lui non è) facesse figo.
Per PinoMamet
“Io poi vorrei sapere quale sarebbe questa “forma ebraica” dell’Occidente.”
Molto d’accordo con le tue riflessioni, a partire dai lombardi/fiorentini 🙂 I Medici che ebrei non erano, prestavano soldi a strozzo al Papa contro i soldi delle indulgenze: Lutero che ha scritto parole di fuoco contro gli ebrei si è ribellato quindi agli usurai… Solo per dire quanto sarebbe facile ribaltare i Grandi Discorsi sugli Ebrei.
Fatto sta che fino alla Rivoluzione Francese, l’influenza di singoli ebrei sulla cultura era più o meno zero – Marx, Freud, Einstein,Trotskij e Woody Allen ecc. sono tutti dopo. E non credo che nessuno di loro si percepisse come ebreo (Marx di sicuro no, credo che Woody Allen si divertisse a fare il Giudeo Sfigato a volte per scherzo, ma non ne so abbastanza).
Allo stesso tempo, e qui è giusto dare un po’ di retta a Peucezio, gli ebrei al mondo oggi sono numerosi circa come i kurdi; ma il numero di singoli ebrei, dalle idee molto diverse tra di loro, che hanno lasciato un segno nella cultura moderna è leggermente più alto del numero dei kurdi.
Pino,
beh, direi che il cristianesimo non è che sia proprio un dettaglio trascurabile.
Pensa solo quanto sia “assiale” col suo intimismo, con la sua idea di una salvezza individuale. A Roma o in Grecia mica si era vista una cosa del genere.
E che c’entra con l’Ebraismo, che parla sempre all’ ‘Am Israel, il popolo di Israele, e insegna tuttora in modo minuzioso come organizzare sacrifici che non si fanno più da duemila anni, in un Tempio che non esiste più da duemila anni, mentre non ha nessunissimo dogma sulla vita ultra-terrena?
Come che c’entra?
Tutta la letteratura profetica, ecc.?
E comunque il fatto stesso che da duemila anni ragioniamo da monoteisti (non tanto noi italiani, ma prendi il mondo nordeuropeo, americano)…?
Poi pensa ai tabù sessuali.
Per dirne una, il tabù dell’omosessualità in Occidente non c’era.
Per Peucezio
“E comunque il fatto stesso che da duemila anni ragioniamo da monoteisti … Poi pensa ai tabù sessuali.”
Facciamo una distinzione mega-generale e tutta da precisare, tra “giudaismo sacerdotale” che finisce con la distruzione del Tempio, e “giudaismo rabbinico” dopo.
I primi cristiani sono stati fortemente influenzati dal primo, sicuramente sono di “origine ebraica” la Bibbia, il monoteismo, i tabù che citi ecc. E il riferimento all’Antico Testamento ha riportato sicuramente tanti cowboy che non hanno mai visto un ebreo in vita loro a sentirsi La Tribù di Giacobbe.
Ma il giudaismo rabbinico non ha avuto, mi sembra alcuna influenza sulla cultura europea. Ha avuto una certo influenza forse su alcuni individui fuorusciti dalla cultura rabbinica dopo l’Emancipazione – possiamo immaginare che qualche goccia di storie talmudiche sia arrivato a Freud, o forse no.
Miguel,
sì, probabile.
Ma io parlavo degli ebrei come popolo, non necessariamente del giudaismo rabbinico.
Ad ogni modo gli ebrei moderni hanno avuto un ruolo decisivo nella modernità stessa, nel capitalismo, nel marxismo, praticamente in tutto.
E avevano come retaggio il giudaismo rabbinico, mica quello del Tempio.
Per peucezio
“Ad ogni modo gli ebrei moderni hanno avuto un ruolo decisivo nella modernità stessa, nel capitalismo, nel marxismo, praticamente in tutto.”
Ho detto anch’io che individui di origine ebraica hanno avuto una presenza sproporzionata in tanti campi. Ma sempre dopo l’inizio dell’Ottocento (credo che Heine fosse il primo “ebreo famoso”).
Influenza nulla sulla nascita del sistema bancario, sulla riforma protestante, sulla rivoluzione industriale, sull’illuminismo, sulla rivoluzione francese o quella americana – l’unico ebreo famoso che mi venga in mente è… Torquemada
Ma che vuol dire retaggio, Peucè?
Dov’è che il giudaismo rabbinico parla del plusvalore o della dittatura del proletariato o del subconscio o che so io?
Sono più d’accordo con Miguel: singole persone, ebree o perlomeno di origine ebraica, hanno avuto una certa influenza nella cultura europea, da quando i ghetti sono stati chiusi, cioè, aperti, insomma aboliti.
Ma a credere che il tedescofono (e italofono) Einstein abbia scoperto la relatività perché circonciso ci sono solo i siti di nazionalismo/orgoglio ebraico e quelli antisemiti.
È così che funziona, di solito.
un ruolo decisivo nella modernità stessa, nel capitalismo, nel marxismo, praticamente in tutto
sino alla rivoluzione giacobina, no…
e anche quella rivoluzione fu in essenza anebraica (sul momento, non parlo degli effetti ove avresti ragione tu)
tutto cambia con l’Ottocento e lì hai ragione al 200 % (con i prodromi nel Settecento, ma ancora non chiarissimi)
prima del 1700, il loro ruolo è nullo o quasi
in Lutero e Calvino vi è enorme influenza del giudaismo BIBLICO, ma non vi è alcuna influenza del giudaismo rabbinico, ignorato da Calvino e disprezzato da Lutero, più duro dei cattolici verso i giudei (rabbinici)
una dellle opere più violentemente antirabbiniche e antitalmudiche fu la celeberrima (si fa ppe’ ddi’ :D) Tela ignea Satanae di un dottissimo protestante Johann Christoph Wagenseil, 1633-1705 (che si riteneva un “giusto” in senso biblico, diretto successore di Davide e Giosia che per lui in piena buona fede nulla avevano a che fare con i rabbini talmudici odiatori di Cristo dei ghetti :D), che non resistette ad attaccare qua e là il Papa Anticristo (la force de l’habitude :D) ciò che impedì al suo libro di essere conosciuto fra i cattolici (allora c’era il Santo Uffizio, mica si scherzava 😀 anche se un inquisitore acuto avrebbe potuto aggiungere “donec corrigatur”, insomma purgarlo bene e stamparlo lo stesso una volta purgato 😀 alla faccia del diritto d’autore)..eppure Wagenseil attacca il Talmud e il rabbinismo come manco un santo monaco di un’abbazia tardo medievale 😀 non risultano confutazioni, oggi lo si ignora ma quello che documenta resta lì
Beh anch’io posso scrivere in un mio libro che Habs pratica i sacrifici umani, se nessuno si prende la briga di contestarmi non vuol dire che sia vero 😉
Poi anche il Talmud resta lì da leggere, io ne ho una decina di volumi…
Pino
ci sono anche sacerdoti cattolici carismatici
e pastori americani grigi e pallosi
“Carismatico ” non vuol dire “simpatico affabulatore”;
Nel contesto religioso americano vuol dire “che cura i malati con l’imposizione delle mani grazie al magico super potere (charisma) che gli ha dato Jesus, parla lingue straniere (inventate) e racconta storie miracolistiche (pure inventate) di fronte a una platea in estasi mistica”.
Ci sono sacerdoti cattolici che fanno questo?
La cosa più simile che mi viene I mente sono i tizi che vedono piangere la statua della Madonna, che la Chiesa cattolica tratta da sempre con grande sospetto, almeno ufficialmente.
C’è una branca cattolica del movimento Carismatico (che prende il nome dai Carismi dello Spirito Santo, qui doni dello Spirito che sono blaterare cose incomprensibili, guarire imponendo le mani, pronunciare vaticini e roba del genere), diffusa soprattutto negli USA.
Però, ecco, per il cattolico italiano medio è roba abbastanza esotica.
Mauricius,
“C’è una branca cattolica del movimento Carismatico”
“Cattolica” è una parola grossa 🙂
Mauricius,
“Tu ti smazzi perché credi: è questo il rapporto tra fede e opere dei protestanti.”
Vero. Solo che essendo protestanti non conoscono San Tommaso e quindi Aristotele: non capiscono la logica e il principio di non contraddizione.
Se credi, il successo si deve materializzare da solo senza che fai niente; se devi agire vuol dire che non ci credi.
Io credo che domani sorgerà di nuovo il sole. Se pensassi che devo fare qualcosa io per farlo sorgere (non un rito, ma proprio uno sforzo materiale effettivo) vuol dire che non ci credo.
Credere vuol dire credere in un evento indipendentemente dai nostri atti: se lo faccio io grazie al cazzo che si realizza.
Ma perché tu dai scontato di essere padrone di quello che fai: il protestantesimo, invece, nasce in opposizione al libero arbitrio (Lutero scrive il De servo arbitrio in aperta polemica con Erasmo), per cui è una forza sovrannaturale quella che ti fa fare il bene e non il male che saresti condannato a fare altrimenti.
Vabbè, ma sono scemi, perché se tanto c’è una forza che mi fa agire indipendentemente dalla mia volontà, tanto vale che me ne sto in panciolle aspettando che quella forza si cali dall’alto e mi agisca, mi muova dall’esterno.
La negazione del libero arbitrio nel protestantesimo molto probabilmente nasce da spinte molto piu’ prosaiche: dimostrare l’inutilita’ delle indulgenze: della vendita delle indulgenze con tanto di listino prezzi che Roma Ladrona praticava all’epoca. Altrimenti e’ abbastanza paradossale.
Se te ne stai in panciolle vuol dire che non sei nel novero dei salvati.
Poi la predestinazione ha due accezioni: può essere della chiamata (cioè Dio sceglie di chiamare, poi tu puoi rigettare la chiamata e non salvarti) o doppia (Dio sceglie chi chiamare e se vieni chiamato non puoi rifiutare la chiamata, per cui in panciolle non stai). Quella calvinista, nonché accettata dal grosso degli evangelici americani, è del secondo tipo, mi pare.
Per Peucezio
“Credere vuol dire credere in un evento indipendentemente dai nostri atti: se lo faccio io grazie al cazzo che si realizza.”
🙂
veramente se il credo di base è che posso farcela, è chiaro che farlo io è un buon 50% … poi il resto ce lo mette Lui
non credo che nessuno creda all’angelo che scende dal paradiso con l’assegno intestato a lui mentre sta sull’amaca a poltrire
Dio ti viene a prendere anche sull’amaca, se necessario, e tu risponderai: è la dottrina della Grazia irresistibile.
Per Peucezio
“Ma il mezzo per avere successo in quest’ottica è l’impegno o la fede?”
Non lo so. Ho la confusa impressione che la tua sia una domanda chiave, ma in qualche modo andrebbe perfezionata.
Ci provo… tutto nasce dentro il mio cuore/anima/cervello, anzi in un certo senso è lì l’unica realtà. Se apro la porta del mio cuore a Gesù, allora ho una forza senza limiti, e posso spaccare le montagne e conquistare Marte e persino trovare casa senza pietire aiuto allo Stato e senza pagare le tasse.
Forse la forza/il mazzo sono la dimostrazione visibile del grado di fede?
Miguel
credo che questo sia “religione 1.0” in tutte le religioni.
Dopo tutto, per conquistare la Mecca ci sono volute sia Fede che Forza, no?
Ma no!
Ti sembra la stessa mentalità, per esempio, dell’Italia controriformista?
io sono ignorante ma quei cattolici si davano da fare un sacco, oltre a confidare in Dio
Secondo me proprio non cogli il punto.
Che significa “darsi da fare”????
Si “dà da fare” il colono puritano, si “dà da fare ” il killer della Camorra devoto della Madonna di Pompei, si “dà dà fare” il monaco del Monte Athos e il padroncino bresciano…
Per Francesco
“Dopo tutto, per conquistare la Mecca ci sono volute sia Fede che Forza, no?”
Domanda molto interessante, ci devo riflettere
Miguel,
sì, credo proprio che sia così.
Che poi è la risposta di Mauricius (lui l’ha data più schematica).
Cioè se ci credo non devo fare nemmeno troppop sforzo, perché mi verrà naturale agire, sarà mosso dal sacro fuoco.
Per Peucezio
“Cioè se ci credo non devo fare nemmeno troppop sforzo, perché mi verrà naturale agire, sarà mosso dal sacro fuoco.”
Sì… probabilmente quello che crea confusione è la parola “sacrificio”, che ha almeno quattro significati:
1) un’azione sacra
2) farsi un mazzo così per ottenere qualcosa che ci interessa
3) una cultura che rinuncia a dare troppo peso alla ricerca dei piaceri e del successo mondani
4) una cultura di rinuncia ai beni e ai piaceri mondani che include anche la ricerca attiva della sofferenza
1) può essere dall’antica Grecia al tempio ebraico alle rogatorie
2) una parte importante della cultura americana
3) l’Islam
4) il cattolicesimo e certi aspetti dello sciismo
Sicuramente la mentalità americana rigetta 1), 3) e 4).
NON sorprendentemente, “”El Diosito” del Messico ha un corrispettivo con “O Deusinho” del Brasile.
Visto il video dove c’è Ben Gvir che esulta davanti ai prigionieri buttati a terra.
A un certo punto vedo che trascinano con la testa piegata in giù una nostra amica, Antonella Bundu, già consigliera comunale a Firenze.
Netanyahu, bontà sua, ha detto che Ben Gvir “ha sbagliato”.
Conoscenti israeliani lo accusano di aver fatto la miglior propaganda possibile ad Hamas.
Io continuo a dire che Israele avrebbe dovuto accogliere la Flottiglia con tutti gli onori, che sarebbe stato il massimo; o in alternativa, lasciarla attraccare a Gaza nella completa indifferenza.
Ma nonostante internet sia pieno (o perlomeno me li becco tutti io) di siti che esaltano il “genio ebraico” (attribuendosi l’invenzione di tutto, come fanno tutti i piccoli popoli: l’ultima che ho letto, gli ebrei hanno inventato i jeans…
rectius, il signor Levi Strauss ha brevettato dei rivetti metallici come rinforzo per i pantaloni usati dai lavoratori americani, e di tutt’Europa, perlomeno da due secoli…)
nonostante questo, i democristiani italiani arrivavano da duemila anni di cultura.
Ben Gvir da settant’anni, scusino la verità, di bifolchi col fucile.
Per Pino Mamet
“Ben Gvir da settant’anni, scusino la verità, di bifolchi col fucile.”
Infatti, leggo che lui – di famiglia proveniente dal Kurdistan iracheno – è entrato da giovane nel partito fondato dall’americanissimo rabbino Kahane. E che immagino sia stato portato in Israele da americani.
Gerusalemme è di tutti: la marcia interreligiosa che sfida l’odio:
https://youtu.be/7IOh3Gr5aCQ?si=lGES4Dcx_zKfvgvZ
AI la vede così :
The United States and Israel do not have a direct historical relationship in the Bible because the US did not exist in biblical times. However, the two nations share deep cultural and spiritual ties rooted in the Bible, primarily through the foundational influence of the Hebrew Bible and the concept of a shared “Judeo-Christian” heritage.
Biblical and Historical Connections
Shared Moral Language: The foundational texts and ideals of the United States are heavily influenced by the Hebrew Bible.
The idea that humanity possesses “unalienable rights” endowed by a “Creator” is rooted in Genesis, and concepts like liberty and justice are central to both American democracy and the biblical narrative.The “New Israel” Concept: American Puritans and early settlers frequently viewed themselves as a modern-day “chosen people” entering into a covenant with God to build a righteous society.
This conceptual link shaped American exceptionalism and the national ethos.
Cultural and Religious Ties
Christianity’s Jewish Roots: Because Jesus, the apostles, and the authors of the New Testament were Jewish and lived in ancient Israel, Christians worldwide—including millions in the US—view Israel as their spiritual homeland and the setting of their faith.Christian Zionism:
A significant portion of the US population, particularly Evangelical Christians, strongly supports the modern State of Israel. This support is often driven by theological beliefs that the establishment and protection of Israel are crucial fulfillments of biblical prophecy.
Geopolitical Partnership
While cultural and religious ties run deep, the strong political and strategic alliance between the US and Israel is also based on shared democratic values and mutual security interests in the Middle East. The US was one of the first nations to officially recognize the State of Israel in 1948, and the two remain close allies today.
Per Moi
“The United States and Israel do not have a direct historical relationship in the Bible because the US did not exist in biblical times.”
Mio zio era un avvocato che si occupava di libertà religiosa negli Stati Uniti.
Un giorno dovette difendere un pastore che aveva messo su una scuola privata, accusata di non rispettare i curriculum ufficiali per la scuola d’obbligo.
Il giudice lo interrogò: “per studiare la letteratura, cosa usate?” “la Bibbia!”
“per studiare la storia antica, cosa usate?” “la Bibbia!”
“per studiare la geografia, cosa usate?” “la Bibbia!”
“Ma se l’America non era stata ancora scoperta!”
Mio zio perse la causa.
@ Martinez
“Mio zio perse la causa.”
…a conferma del fatto che per gli Europei (e direi per il genere umano) essere antiStatunitensi è un dovere.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“…a conferma del fatto che per gli Europei (e direi per il genere umano) essere antiStatunitensi è un dovere.”
Eppure ha qualcosa di grandioso per me l’immagine del predicatore che sfida il giudice, perché ha la totale certezza di dove si trova la verità. In un certo senso è la base dell’idea della libertà americana, “se il libro di Genesi dice A e lo Stato dice B, lo Stato ha torto!”
““se il libro di Genesi dice A e lo Stato dice B, lo Stato ha torto!””
“E se il poliziotto ha la pistola, ce l’ho pure io!”
in italiano si chiama libertà, quella roba lì
con la postilla: maneggiare con cura
No, in italiano la prima frase si chiama TSO, la seconda si chiama resistenza a pubblico ufficiale.
@ Martinez
“grandioso”
Certo che è grandioso.
E’ la grandiosità di Cromwell, di Aurangzeb, di Pietro l’Eremita, dei parabolani.
Tantum potuit religio suadere malorum!
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea, voi fisici avete fatto la bomba atomica, non so chi alla lunga sara’ giudicato piu’ pericoloso per la sopravvivenza dell’umanita’. In ogni caso lo zio di Miguel avrebbe difeso anche la tua, di religione: bastava che ammettessi che il comunismo e’ una religione 😉
Per FW
” bastava che ammettessi che il comunismo e’ una religione”
🙂
Grandioso assolutamente !
http://youtube.com/post/UgkxbhyDcHloyRVQ2fzPQgLzYvo2OaHu2V_N?si=6dmSg8dfERY-AGwc
Il neonato quantistico cresce….
🤓
https://scenarieconomici.it/sanzioni-alla-russia-e-bagno-di-realta-starmer-riapre-ai-carburanti-di-mosca-per-salvare-leconomia/
Gli inglesi son fantastici!
Non ne azzeccano una neanche a tirare a caso.
Sull’americanismo di Kahane
https://www.timesofisrael.com/how-some-of-extremist-rabbi-onetime-mk-kahanes-ideas-entered-jewish-mainstream/
@ Martinez
“americanismo”
Grazie dell’articolo! Avevo sempre sentito parlare di Kahane come di un razzista. Scopro solo ora che è un personaggio molto più interessante di così.
L’unico ‘americanismo’ – ti dico subito – mi sembra stia nella semplificazione, resa necessaria dal trasportare un pensiero nato in un paese (gli USA) in un altro paese (lo Stato di Israele).
Per il resto, il supposto ‘estremismo’ di Kahane é quello che chi e’ libero dalla ‘political correctness’ chiama semplicemente ‘onestá intellettuale’.
Kahane ha assolutamente ragione quando dice che non si può avere al contempo un ‘Jewish State’ e una democrazia. Ed ha ragione quando denuncia l’ipocrisia dei ‘progressisti’ che negano questo fatto. (Meno male che non ha sentito certi discorsi che si fanno nel nostro PD).
In una democrazia, infatti, il punto di partenza è l’uguaglianza dei diritti e dei doveri dei cittadini. Il punto di partenza di una democrazia non è questa o quella ‘identitá’ – qualunque cosa questa parola voglia dire (a me sembra un semplice sostituto di quella che un secolo fa da noi si chiamava ‘razza’, termine non a caso altrettanto ambiguo).
Ma è davvero lodevole la coerenza con cui l’intervistato ammette che
‘no religion is really nonviolent’.
Voltaire, Lucretius, Russell… hold my beer! 😉😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Diciamo che ti piace farti convincere delle cose di cui sei già pienamente convinto. Chiunque sia la fonte che ti da ragione.
😀
@ francesco
“piace”
Mi conforta trovare conferme indipendenti di quello che penso.
Non mi sarei proprio aspettato di trovarne una in un’intervista pubblicata su questo giornale!
Ciao!
Andrea Di Vita
Ma è davvero lodevole la coerenza con cui l’intervistato ammette che
‘no religion is really nonviolent’.
Com’era? OMDAAdV 🙂
@PUFFO / MIGUEL
https://youtu.be/BbaU8nQzfSA?si=fr9Ih43AyZ5SREt2
Ritorno al Tratturo
[sic]
OT: Tempo fa si parlava di mercosur, qua c’e’ un articolo di parte ma ragionevole e informato, che soprattutto fa capire come funziona la UE e che guaio sia stato delegarvi troppa della nostra sovranita’:
https://scenarieconomici.it/accordi-ue-usa-e-mercosur-il-grande-squilibrio-che-penalizza-litalia/
l’articolo pero’ quando dice:
“Il paradosso è ormai evidente: Bruxelles impone agli agricoltori europei standard ambientali, fitosanitari e burocratici sempre più severi, salvo poi aprire il mercato a produzioni provenienti da Paesi dove quei vincoli sono significativamente inferiori. ”
dimentica che il paradosso consiste nel fatto che quelle normative, come quasi tutte le normative europee, servono proprio da dazio indiretto sui prodotti degli altri paesi messi cosi’ fuori standard (con gli OGM e’ cosi’, e’ il sindacato degli agricoltori a non volerli, per chiudere il mercato).
Ma a voi che ve ne frega che la vostra specialita’ e’ vivere con la fuffa.
“Standard”
Immagino che sia troppo avvocatesco e fuffologo ricordare il capitolo VI dell’accordo mercosur che in materia di obblighi fitosanitari stabilisce l’obbligo per le merci importate di rispettare le regole in materia del paese importatore.
http://www.sice.oas.org/tpd/mer_eu/Texts/Sanitary_and_Phytosanitary_%20Measures_e.pdf
Sui metodi di produzione tendo invece ad essere d’accordo con l’articolo (non per niente è una delle questioni sollevate dal parlamento nella richiesta di parere alla corte di giustizia)
https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/B-10-2026-0060_EN.html
“Immagino che sia troppo avvocatesco e fuffologo ricordare il capitolo VI dell’accordo mercosur che in materia di obblighi fitosanitari stabilisce l’obbligo per le merci importate di rispettare le regole in materia del paese importatore.”
Lo immaginavo: quindi anche l’accordo e’ abbastanza fuffa, se restano tutti i dazi indiretti, di cui peraltro gli americani del nord sono perfettamente consapevoli e incazzati. Ma non e’ che contestualmente viene adattata qualche normativa per liberare lo scambio di qualche prodotto che fa comodo? (ad esempio, il quasi 90 per cento dei mangimi italiani e’ composto da OGM, sebbene gli OGM siano formalmente vietati, altrimenti non si riuscirebbe a soddisfare la domanda, visto che nel resto del mondo gli OGM sono di uso corrente – ma non ditelo agli ambientalisti 😉 )
“Ma non e’ che contestualmente viene adattata qualche normativa per liberare lo scambio di qualche prodotto che fa comodo? ”
ho la vaga impressione che tu sia uno di quelli che per partito preso ha già decisio che tutto è male, e quindi non voglio convincerti di nulla e non provo nemmeno a rispondere a questa domanda che ha un certo sapore retorico (…e onestamente non saprei nemmeno rispondere…)
come semplice elemento di riflessione su un fatto, senza darne nessun giudizio di merito, giudizio che lascio ad altri, aggiungo solo che uno dei punti del parlamento (lo ricavi chiaramente dal documento che ho citato sopra) è proprio quello di non voler essere costretto a modificare in peggio le regole che riguardano la produzione dei beni.
il concetto (spiegato in termini molto generici) è questo
– obblighi fitosanitari: si applicano le regole del paese che importa (se in europa non puoi vendere pomodori pieni di merda, non potrai venderli nemmeno se li produci in brasile)
– metodi di produzione: non c’è questo obbligo di rispetto reciproco, quindi, chessò…. la regola che vieta in europa di usare come pascoli aree deforestizzate (per evitare appunto di tagliare foreste e trasformarle in pascoli) non si applicherà al brasile, dove possono distruggere la foresta amazzonica per far posto alle mucche
il parlamento dice: così però i nostri contadini/allevatori/produttori saranno svantaggiati e il rischio è che per compensare questo svantaggio saremo obbligati a modificare le nostre regole in materia di deforestazione, e questo non ci sta bene
il sito della commissione che spiega come funziona il mercosur è questo
https://policy.trade.ec.europa.eu/eu-trade-relationships-country-and-region/countries-and-regions/mercosur/eu-mercosur-agreement_en?prefLang=it
è un po’ complicato, il commercio internazionale è una materia davvero molto tecnica, il sito della commissione è manifestamente di parte e trovo scandalosa la decisione di non tradurre il sito in tutte le lingue…ma tant’è, per me è il punto di partenza di ogni discussione
“Ma non e’ che contestualmente viene adattata qualche normativa per liberare lo scambio di qualche prodotto che fa comodo? ”
Ma no, non era retorica, era una vera domanda, “che fa comodo” non aveva valenza morale, ma solo commerciale. Tanto che portavo l’esempio dei mangimi animali, che sono praticamente tutti importati e tutti OGM (mentre in italia la coltivazione e’ vietata), divieto al quale io sono contrario se non altro perche’ mi pare molto stronzo farli coltivare agli altri, cosa che se fatta da noi riteniamo pericolosa, per utilizzarli noi a cui evidentemente fanno comodo. Un po’ come il nucleare, a cui siamo contrari ma se francese utilizziamo alla grande (il 15 per cento del nostro consumo elettrico).
Quindi intendevo proprio dire senza secondi fini che magari attraverso le normative, che spesso hanno proprio questo scopo, saremmo riusciti comunque a proteggere il nostro mercato.
Ad esempio, una curiosita’ che sentivo riferire da alcuni economisti: un tempo la francia cambio’ le sue regole di colorazione dei fili elettrici dentro agli elettrodomestici (fase neutro e massa) per arginare le importazioni dall’italia… che in quel momento per una serie di ragioni risultavano essere troppo competitive. Altro esempio se non ricordo male: le ruote delle automobili francesi avevano tre bulloni e non 4…
Questi poi non sono che degli esempi fra i tanti che Draghi denunciava come importanti dazi occulti interni alla UE che di fatto ostacolano la libera circolazione.
Ok allora se è una domanda genuina rispondo: non lo so, può essere ma non mi risulta al momento
Invece sulle regole dei bulloni o dei colori dei fili, o si tratta di storie veramente vecchie (direi anni 70) o di leggende metropolitane.
Infatti nel mondo reale dagli anni 70, quando la commissione ha capito che armonizzare tutto è impossibile (questo era l’approccio delle dimensioni delle banane e la curvatura dei cetrioli che ha fatto ridere generazioni di ingenui: all’epoca si trattava di trovare una soluzione per gestire una dozzina di norme nazionali che davano definizioni diverse di banane e cetriolo proprio per impedire le importazioni) , si è passati all’idea del mutuo riconoscimento: ciò che è messo legalmente in circolazione in uno Stato può circolare negli altri. Vuoi una prova? Pensa alle spine degli elettrodomestici tedeschi o italiani…sono diversissime eppure nessuno impedisce agli italiani di vendere i loro elettrodomestici in Germania
Inoltre il principio di mutuo riconoscimento è accompagnato da una serie di direttive sulle specifiche tecniche (l’ultima la 1535 del 2015) che in sostanza dicono che se uno Stato adotta una specifica tecnica (i fili elettrici devono essere di questo colore!), deve prima notificarla alla commissione che può bloccare l’adozione della specifica tecnica
Poi per carità, ci sono violazioni di queste regole, elusioni più o meno raffinate…ed è anche per questo che c’è la commissione e la corte di giustizia
“un tempo la francia cambio’ le sue regole di colorazione dei fili elettrici ”
ho provato a fare una ricerca su questa cosa senza troppi risultati.
a partire dal 2001 c’è una norma tecnica uniforme in tutta europa, quindi dobbiamo risalire nel passato.
nel 1969 la francia ha adottato una norma nazionale sui colori dei fili elettrici, ma già nel 1970 la questione è stata trattata dal CENELEC (European Electrotechnical Committee for Standardization, del quale scopro oggi l’esistenza) che ha adottato la prima standardizzazione in materia
potrebbe quindi essere che ci sia stato qualche problema tra il 1969 e il 1970, ma immagino nulla di serio perché un obbligo di rispettare le norme francesi sarebbe stato senza nessun dubbio bocciato dalla corte di giustizia come misura avente effetto equivalente di una restrizione all’importazione (vietatissima fra gli stati membri)…e sono sicuro che non c’è nessuna sentenza in materia
non ho invece trovato nulla sui bulloni delle ruote…
@roberto bulloni
roberto anche troppo grazie per le delucidazioni: si tratta solo di mie reminiscenze raccolte qua e la’ chissa’ dove e chissa’ quando nel passato: utili piu’ che altro a rilevare che cambiano i tempi ma la concorrenza reciproca si fa con tutti i mezzi che si riesce a scovare, e che qualsiasi freno le si frapponga si trova il modo, lecito o illecito, di aggirarlo. Vedi la di fatto ineliminabile economia illegale, e la inesauribile “corsa agli armamenti” fra “sceriffi” e “fuorilegge”… che peraltro ogni tanto si scambiano di ruolo (altro che teorie dell’equilibrio…).
“la concorrenza reciproca si fa con tutti i mezzi che si riesce a scovare,”
Su questo ovviamente non posso che essere d’accordo e lo ricordo sempre agli euroeuforici che pensano che l’Unione europea abbia sostituito gli Stati membri. No, gli Stati membri esistono, sono vivi e vegeti e l’UE disegna un quadro di cooperazione, o detta in altro modo pone le regole del gioco della concorrenza. Poi i giocatori giocano
Asse commerciale col Sudamerica
E come fanno?
Col teletrasporto?
Hormuz è chiuso.
Quando riaprirà, se riaprirà, sarà un altro mondo.
Non è fuffa. È proprio non voler vedere.
https://ourfiniteworld.com/2026/05/12/china-and-us-trade-talks-a-solution-for-oil-shortages/
Peraltro, la soluzione Usa/Cina non è stata trovata. Almeno così pare.
Scusi caro ma il bello della rotta atlantica è che non passa per Hormuz!
Si preoccupa della nafta per motori delle navi? non si preoccupi, tra vele high tech e puffi messi ai remi siamo già pronti.
😉
Le vele hi tech sono molto interessanti, ma per rimpiazzare il traffico navale globalizzato, hai voglia.
À remi arrivi al massimo da Roma a Cartagine. In effetti l’Italia dovrebbe pensare più al mediterraneo che all’atlantico.
Non avrebbe molto senso trasportare componenti per iPhone, prodotti Amazon, abiti realizzati in fabbriche con condizioni di lavoro disumane o turisti in viaggio con navi a vela. Una nave a vela è più di un semplice mezzo di trasporto tecnico: implica una diversa visione del consumo, della produzione, del tempo, dello spazio, del tempo libero e del viaggio. Ad esempio, molte merci oggi viaggiano in direzioni diverse per ogni fase di lavorazione prima di essere consegnate come prodotto finito. Al contrario, tutte le compagnie di trasporto merci a vela menzionate in questo articolo trasportano solo merci che non possono essere prodotte localmente e che compiono un solo viaggio dal produttore al consumatore.⁹
https://solar.lowtechmagazine.com/2021/05/how-to-design-a-sailing-ship-for-the-21st-century/
Articolo da leggere sotto l’ombrellone in un arco di tempo di circa tre settimane.
Le vele hanno fatto girare la prima globalizzazione, compreso il commercio atlantico triangolare.
Mercosur in navi a vela
No, no, c’è qualcosa che non funzia.
Non ci sono neanche le navi a vela.
Neanche quelle a remi.
E poi cosa porti in giro?
Gli Ogm?
Mo’ anden! Buttare tutto a mare!
Non li mangiano nemmeno gli squali.
Su mattarella e ben gvir
https://www.giornalediplomatico.it/dignita-e-diritto-offesi-mattarella-cambia-registro-per-fulminare-ben-gvir.htm
Bravo Mattarella!!
Secondo i Maligni, l’ indignazione della Meloni è circostanziale: in realtà Ben Gvir fa ciò che lei è buona parte dei suoi elettori vorrebbero fare alle “ZeKKe Pro Pal” …
Confermo (per me solo, non per altri).
A livello di antipatia, i ProPal sono peggio di Hamas.
Ma non ditelo in giro o la mia famiglia mi toglie il saluto.
Autorevoli esponenti del suo partito lo hanno detto apertamente. E la feccia che costituisce la sua base elettorale sta intasando i social con versioni più colorite del commento di Francesco.
Vorrei sapere dove succede questo. Ma anche no, a ripensarci.
Mi tengo Mattarella e Tajani. E mi adeguo.
Ribadendo che la stronzaggine di Gvir non toglie stronzaggine ai flottisti, a scanso di equivoci.
Leggi i commenti a qualsiasi articolo di giornale o qualsiasi servizio di telegiornale. Parlo delle pagine della Rai, del Corriere, ecc.
Francè, pensa quello che vuoi dei flottiglisti, ma Ben Gvir è uno stronzo non scusabile, che ha messo in difficoltà il suo stesso paese, e in imbarazzo gli israeliani per bene (che non mancano).
Proprio l’esempio peggiore del tribalismo e suprematismo dei coloni, e della loro assoluta incapacità di capire il mondo esterno.
Per PinoMamet
“FBen Gvir è uno stronzo non scusabile, che ha messo in difficoltà il suo stesso paese, e in imbarazzo gli israeliani per bene (che non mancano).”
So per esperienza che gli israeliani per bene esistono.
Ma non so se “mette in difficoltà il suo paese”.
Certo, di fronte alle persone “buoniste” – moderati di sinistra e cattolici credenti – fa una pessima figura.
Ma spaventa persone che non sono “buoniste”.
E soprattutto, Ben Gvir si presenta al mondo non ebraico, dicendo “io sono Israele=Ebrei, Israel=Ebrei fa cose orrende!”
Nella speranza che qualche matto si metta a sparare davanti a una sinagoga per reazione.
O almeno almeno che si possa citare qualche centinaio di commenti su Facebook sul tipo “questi ebrei hanno rotto”.
E siccome noi umani siamo sempre più pronti a notare le minacce che le cose che buone, la sua speranza è che questo smuova la maggioranza degli ebrei che se ne stanno in giro per il mondo a fare vite normali invece che venire in Israele,
o a emigrare in Israele per paura, o comunque a dedicarsi a sostenere Israele invece di fare una vita normale.
Sì però è tutto un equilibrio con l’effetto contrario.
Al giorno d’oggi vincono le vittime
(Uno slogan che mi sono sentito urlare in faccia l’anno scorso- neppure uno slogan, un urlo da corteo- era appunto:
“Non siete- scil. voi ebrei- vittime!!”)
E il filmato è chiarissimo: attivisti pro palestinesi a terra, legati, umiliati.
Vittime.
Ben Gvir sopra, irridente e arrogante: carnefice.
Sì, fa felice il suo pubblico. Ma il suo pubblico, numericamente oltre che umanamente, è ben misera cosa.
E il mondo non si divide, come credono molti ebrei e molti israeliani, in amici di Israele e antisemiti.
Ci sono tantissime persone che sarebbero indifferenti alla questione, e passano vite intere senza preoccuparsi dei palestinesi e degli ebrei.
Non correranno a scrivere commenti antisemiti sui giornali e i siti internet.
Ma saranno la massa che sposta le opinioni, e lentamente sposta anche i politici.
Ben Gvir ha guadagnato qualche immigrato ebreo in più, esasperato dall’antisemitismo che Ben Gvir ha suscitato.
Intanto ha perso la simpatia istituzionale di tutta Europa, lui e lo sciagurato governo Netanyahu, e anche l’America inizia a vacillare (le università, cioè la futura classe dirigente, è persa, hai voglia a sputtanarli o deriderli su internet, gli studenti sono tanti…)
Valeva la pena, per avere due coloni in più?
Per Pino Mamet
“Valeva la pena, per avere due coloni in più?”
E’ una domanda interessantissima, al di là del fatto singolo, e anche al di là di Israele.
Riguarda un elemento fondamentale della Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.
Allora, noi abbiamo – o avevamo fino a qualche anno fa (per i motivi ben illustrati da Firmato winston)- un immaginario in cui la Vittima aveva ragione, per una combinazione di tre fattori diversi:
1) il cristianesimo, che veramente mette al centro la Vittima in Croce
2) la democrazia, che dice che “anche la vittima è uguale”, per farci sentire tutti “inclusi”
3) il mercato, che dice che “anche se tu sei un trans gobbo e negro siamo sempre felici di averti come cliente”
Quindi ancora oggi, a parole, bisogna dirsi “dalla parte della vittima”.
Ma quanta gente vuole essere anche vittima?
Sulla Sumud Flotilla erano in qualche centinaio.
Milioni e milioni di persone normali vedono quelle immagini, e si dicono, “ma se io mi metto contro Israele, mi faranno così anche a me?” e ci ripensano.
Sì, è esattamente quello che pensano i fan di Ben Gvir.
Lo so perché li leggo, e dicono proprio questo: “Ora ci penseranno due volte prima di venire a rompere le palle”.
Ma ci sono anche quelli che invece diranno: “Organizziamo subito un’altra flottiglia!!”
Le flottiglie non hanno mai avuto come scopo di sfamare i palestinesi.
Avevano lo scopo di far condannare Israele.
Scopo raggiunto in pieno.
Persino l’impeccabile, ma di solito paludato Mattarella, ha usato parole di fuoco.
Persino la Meloni, quasi l’unico capo di Stato europeo ancora esplicitamente difensore di Israele, perfino Tajani, quello dei distinguo sul diritto internazionale “interpretabile”, si sono espressi con inequivocabile indignazione.
Non sarà questo a far cadere Israele, ovviamente.
Ma forse sarebbe bene che Israele, dopo decenni in cui si è gloriato di essere il “bullo del quartiere” senza amici (da canzone di Bob Dylan) inizi a imparare che non si può vivere da bulli senza amici.
Pino,
“inizi a imparare che non si può vivere da bulli senza amici.”
Vero.
Ma il punto è che l’unico amico realmente utile a Israele sono gli Stati Uniti.
Perché succeda qualcosa a sfavore di Israele devono essere questi ultimi a voltargli le spalle.
E non dico non possa succedere, ma sul momento non è in agenda e i comportamenti deprecabili di Ben Gvir per la politica americana sono del tutto ininfluenti: non dimenticare che i politici oggi agiscono per l’immediato, non in prospettiva.
Pino,
“Al giorno d’oggi vincono le vittime”
Sai che forse ha ragione Miguel quando dice che qualcosa sta cambiando?
E se andassimo verso la legge del più forte e il vittimismo stesse passando di moda?
È tutto da stabilire se ciò favorirebbe un popolo che ha lucrato sul vittimismo per ottant’anni e che in find dei conti è un piccolo popolo in un piccolo paese, per quanto ben organizzato e ben armato.
Ma ora come ora i forti solo loro e ce lo sbattono in faccia senza complimenti.
Lei E
Mi è “spawnato”, come dice la Gen Z , Professor Mordechai Kedar, noto c/o l’Università Bar-Ilan di Ramat Gan ; città israeliana della periferia est di Tel Aviv :
fervente fautore della Soluzione degli Stati Tribali:
Kedar è noto per una proposta provocatoria e alternativa alla soluzione a due stati per il Conflitto Israelo-Palestinese. Sostiene la creazione di “Emirati Palestinesi” indipendenti basati sui clan e sulle strutture tribali locali delle singole città (come Hebron, Gerico, Nablus), sul modello degli Emirati Arabi Uniti. Secondo la sua visione, gli stati artificiali in Medio Oriente tendono a fallire, mentre le strutture tribali omogenee garantiscono maggiore stabilità.
… probabilmente almeno @ PINO MAMET già lo conosce.
https://scenarieconomici.it/gasdotto-power-of-siberia-2-la-cina-frena-e-putin-torna-a-mani-vuote-perche-a-pechino-comandano-gli-affari/
Eh, non c’è niente da fare.
Il gas russo prodotto nella penisola di Yamal,
può essere venduto solo in Europa.
Il Power of Siberia non piace ai cinesi.
Stai a vedere che ora i furbi “cinesazzi” guardano al gas del Golfo.
Non lo so eh! Staremo a vedere
(Non mi convince l’ipotesi del non voler dipendere da Mosca).
Sì, mi sembra una palese inversione del legame di dipendenza.
A meno che ci siano altre logiche che a me sfuggono. Non vedo i cinesi che si fanno intimidire da Putin e gli pagano il gas al prezzo che dice lui, come facevamo noi europei coglioni.
Mi sento di dire che il coltello dalla parte del manico ce l’hanno i cinesi.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/05/22/mosca-almeno-4-morti-in-raid-ucraino-su-dormitorio-studentesco-_7aa9eb8d-efde-4b34-ac39-d31a94ce0658.html
Questo farà crescere il punteggio di Karaganov in Russia.
Karaganov, il quale come primo provvedimento vorrebbe distruggere i bunker antiatomici delle élite europee.
Se nel frattempo non ha cambiato idea.
Intanto in Russia grandi esercitazioni sulla guerra nucleare.
Pensare di morire che siamo in Maggio.
Ci vuole tanto, troppo coraggio.
Ma che coraggio De André?
Questi chissà dove stanno nascosti.
Si e no che si sappia chi sono.
Magari Karaganov lo sa.
Mica i governanti, eh!
Quelli sono delle comparse.
Ma tu credi a tutto quello che vedi? ti consiglio di non guardare la Gazzetta dello Sport, allora.
😀
https://youtu.be/dmoAYp_ZElI?is=5ZBoPajjjrJKOxdQ
Io credevo che fosse una cubana vera.
Invece è l’IA.
Magari l’hanno generata in Cina.
Ma porca d’una miseria ladra!
te l’avevo detto…
peraltro si poteva intuire dal fatto che e’ troppo perfetta…
Sull’affaire Ben Gvir e “se mi metto contro Israele mi faranno così anche a me”- scrivo qua sotto per comodità di lettura.
L’Italia- chi ci pensa mai?- è una piccola potenza.
E ha costruito la sua influenza con il soft-power, molto più di quanto sia riuscita a costruire un impero “al rombo dei cannon”, quando si usava così.
Piano piano, è diventata un paese influente in Africa- non sarà tra i primi, ma neppure tra i dopi 😉
nel Mediterraneo, e in altre zone del mondo, tutto con le imprese, i rapporti con la politica locale, i favori, con l’immagine dell’Italia paese amichevole, che si scusa per gli errori del passato, che non vuole imporsi, che non vuole comandare…
sì, le hanno messo i bastoni tra le ruote, le hanno messo i piedi in testa, le hanno fatto i dispetti…
epperò, dall’Africa i francesi vengono cacciati, e gli italiani no.
Piano piano senza dire niente a nessuno, facendo finta di sorridere alle vecchie corbellerie sugli italiani imbelli “che fanno cagarissimo a combattere”, l’Italia è diventata un membro essenziale delle missioni di peace-keeping con una padronanza riconosciuta in settori chiave come la gendarmeria, cioè la polizia in tempo di guerra (i carabinieri) o la sminamento (terrestre e, imparo di recente, anche marittimo).
Sempre con il profilo basso, e il volto sorridente, l’Italia manda in giro le Frecce tricolori, l’Amerigo Vespucci con il “villaggio Italia”, le mille iniziative sul cibo, quelle piccole e non tanto piccole “operazioni simpatia” che intanto fanno stringere legami in paesi lontani.
Israele cosa fa?
Se sei ebreo, promette che se sei in pericolo il Mossad verrà a salvarti. Con i mitra e le bombe e mano, se va bene, bene, se va male, eh noi ci abbiamo provato.
Se sei nemico, promette che ti verrà a scovare, con i mitra e le bombe a mano, e diverse volte lo fa anche.
Mmm… ok. E se non sei niente? Se te ne freghi?
Oltre a beccarti qualche serie americana con il personaggio israeliano strafigo (che te lo rende ancora più antipatico) cosa ha da offrirti?
Una massa di turisti pretenziosi e sguaiati, il terrore delle commesse di mezzo mondo?
Una massa di fricchettoni post-naja che affollano l’India, la Thailandia e il Sud America, e perlopiù stanno tra loro a dire “passami la canna, achì (fratello), mmm, sababa… anì be satla”, di solito indifferenti al mondo intorno?
e sono ancora i più simpatici.
Non ci si fanno amici solo flexando i muscoli.
e non si fanno buoni affari senza amici.
Intanto gli innocui, a tratti simpatici, fircchettoni post-naja israeliani cominciano a essere cacciati o insultati nelle località turistiche.
certo, questo significa che i tre ebrei che abitano in Thailandia (o i quattro che abitano in Italia, e che contano qualcosa solo nella testa degli anti-semiti) magari si trasferiranno in Israele.
Intanto però sono gli israeliani che si trasferiscono fuori da Israele, perché hanno paura delle intifade, o- forse più spesso- perché sono disgustati dai Ben Gvir.
E le serie TV si fanno per guadagnare il pubblico, non per perderlo. I produttori americani, magari ebrei a differenza di quelli italiani, ci proveranno due o tre volte a rilanciare il personaggio dell’israeliano fighissimo che sa fare tutto, poi molleranno, come la Disney ha mollato la presa sui personaggi woke quando ha capito che il pubblico non la stava premiando.
Per ogni Ben Gvir che pensa di poter fare quello che vuole “a casa sua”, ci saranno dieci ristoratrici napoletane che “a casa loro” cacceranno i “genocidi turisti italiani” dal loro ristorante.
Le accuseranno di antisemitismo? Pazienza.
Come ci insegna Mauricius (diamo a Cesare ecc.) ormai l’accusa è logora, e anche quando coglie nel segno, e non è un pretesto, ormai non interessa più a nessuno.
certo, si fa il gioco di Ben Gvir.
resta da capire se sia anche il gioco di Israele, e nel lungo periodo, credo proprio di no.
Errata: i “genocidi turisti israeliani”, of course.
Gli italiani vengono accusati di genocidio solo dagli etiopi che, chissà perché, su internet si sono fissati che il loro paese non è mai stato colonizzato, ma l’Italia deve lo stesso scusarsi per il colonialismo (cosa che ha già fatto) e ripagare i danni (idem).
ma loro sono etiopi e non li caga nessuno, mica sono americani.
Per Pino Mamet
“Non ci si fanno amici solo flexando i muscoli.
e non si fanno buoni affari senza amici.”
Belle riflessioni, e tutte vere.
Doppiamente vere se penso a come è bene muoversi a Firenze, che è l’unica esperienza reale che ho di potere.
Allo stesso tempo, vedo una trasformazione mondiale, molto veloce, difficile da afferrare: ci sarà un motivo per cui succedono a livello visibile cose che erano inimmaginabili 10 anni fa, dalle dichiarazioni che fa il Presidente degli Stati Uniti al video volutamente diffuso da Ben Gvir, dall’attacco russo all’ucraina alle dichiarazioni in stile terzo reich della Germania sul riarmo; ma anche alla svolta antiambientalista che si percepisce ovunque.
Costanzo Preve parlava, vent’anni fa, di un sistema ideologicamente di sinistra, amministrativamente di centro ed economicamente di destra, che mi sembra una descrizione geniale dell’Occidente di allora.
Ecco, credo che stia saltando; e che dovremmo aggiungere anche una quarta categoria, “militarmente di destra”.
Uso questi termini con tutto il rispetto per chi si ritiene “di destra” e non si riconosce affatto in questa svolta – li uso alla Roberto, “come li usano in genere le persone”.
“dichiarazioni in stile terzo reich della Germania sul riarmo”
Boh, mi sembra molto esagerato. Qui si è dovuto fare marcia indietro sulla richiesta ai maschi tra i 18 e i 45 (mi pare) di far sapere a qualche ufficio semi-militare se si intendeva lasciare la Germania per più di tre mesi. Io sono d’accordo che abbiano abolito perché
1) era più che altro un ennesimo burden burocratico, se un cittadino lo vogliono ritrovare ce la fanno lo stesso, se si vuole imbucare riuscirà/non riuscirà a farlo a prescindere da una misura così blanda.
2) ma perché solo i cittadini maschi? Non siamo tutti uguali davanti alla legge?
lucia
“Boh, mi sembra molto esagerato”
non solo è assurdamente esagerato, ma ho sempre trovato insopportabile questo riflesso pavloviano che non si può critcare la germania senza tirare in ballo il nazismo…un po’ come quando parlando dell’italia i barbari devono per forza tirare in ballo la mafia…
“ma perché solo i cittadini maschi? Non siamo tutti uguali davanti alla legge?”
in francia hanno istituito una cosa che si chiama “La Journée Défense et Citoyenneté” per maschi e femmine, 7 ore dalle 8.30 alle 15.30 di presentazione della vita militare, con tanto di razione militare a pranzo sperando di far nascere vocazioni…per i residenti all’estero a perpignan, 1000 km da dove vivo…e si sono d’accordo con te, è un ennesima palla burocratica senza nessun senso
epperò, dall’Africa i francesi vengono cacciati, e gli italiani no
ad Algeri diverse persone mi hanno manifestato l’odio per la Francia e la simpatia per l’Italia
pure in Libia, ove amatissimi non siamo (va ammesso), però non siamo neanche odiati..e Toto Cutugno piace anche a Tripoli 😀 e alcuni giovani studiano l’italiano, là purtroppo scomparso (tranne presso gli ultraottantenni), a differenza dell’Algeria ove il francese sussiste
non conosco l’Africa nera, ma persone di cui mi fido mi hanno detto che in Eritrea ancora ci vogliono bene…e credo che nell’Africa lusofona e francofona ci preferiscano ai francesi e ai portoghesi
ecco, vedo adesso che sopra hai già risposto
solo l’Etiopia, forse, ci odia veramente*…o magari è Abiy Ahmad e la sua cricca o odiarci 😀 gli italiani kattivi possono essere un buon dioversoivbe alle ruberie del regime 😀
*al mondo direi che solo 3 sono i popoli a cui assolutamente stiamo sui cosiddetti 😀
gli sloveni (ma NON i croati, e tantomeno i serbi)
gli etiopi, o almeno gli amhara
..i “cugini” francesi 😀
Per gli sloveni non ho mai avuto questa impressione….etiopi non saprei ma francesi confermo in pieno 🙂
@ habsburgicus
“francofona”
Forse perché siamo un Paese con un soft power grosso così (a cominciare dal calcio!) ma quasi completamente privo di un passato coloniale con annessi massacri, riduzione in schiavitù e simili.
Non solo non abbiamo avuto una Omdurman o un genocidio di Namibia, ma nemmeno un Leopoldo II con relative montagne di mani mozzate, un “blanchissement de l’Armée” contro i “tirailleurs di Sénégal”, un Franco sull’Atlante. Ho conosciuto un ex marinaio che ricordava con sdegno il modo con cui i Portoghesi trattavano i colonizzati in Angola.
I Senussi? Stavano comunque sulle scatole a quelli della costa. I tigrini gassati? Gli Eritrei e i Somali avrebbero fatto loro anche di peggio. Dopotutto ad Addis Abeba la schiavitù l’ha abolita Graziani – argomento questo cui non ho visto nessun Etiope ribattere sui social. E col madamato molte figlie femmine le si sistemava bene senza dote, anche se oggi non lo si può più dire senza essere tacciati di razzismo.
Sospetto che pure gli Olandesi siano ricordati peggio degli Italiani, nelle rispettive ex colonie.
Ciao!
Andrea Di Vita
a Sétif (l’antica Sitifis nel tardo Impero capitale della Mauretania Sitifensis, già vicino alòa numidica Cirta/Costantina) l’8 maggio 1945, per festeggiare la Victoire [ottenuta da altri :D] i “gollisti” [quasi tutti ex-vichysti] non trovarono di meglio, di fronte alla protesta di massa degli algerini, che chiedevano anche per loro quella “libertà” e “democrazia” tanto sbandierate, che ordinare il fuoco sulla folla..fu un massacro brutale, si parla di decine di migliaia di morti….in Francia è ancora tabù, a Sétif se lo ricordano (vi è una targa) e i francesi sono odiati
Sempre sulla vexata quaestio:
leggo sui media ebraici che è già stata notata la tendenza degli ebrei “in vista” in qualche ambito, o in tutti gli ambiti, a “coprirsi”, a nascondersi, insomma a “stare schisci”, a mettere in ombra sé stessi o perlomeno la propria appartenenza ebraica, che fino a pochi anni fa veniva sbandierata con orgoglio.
Un paio di anni di Gaza e di governo Netanyahu, ed essere ebrei ha smesso di essere figo.
Il regista ebreo ungherese di Il figlio di Saul, che dieci anni fa vinse l’Oscar, dice che oggi “qualunque cosa ebraica… non la toccherebbero neanche con un palo di un metro”
(parole sue)
(Avendo il grande privilegio di avere, per così dire, un piede dentro e uno fuori, di essere ebreo ma anche uomo normale 😉 posso dire:
era ora!
Non prendetemi alla lettera però, a osservarla con la metà normale, questa roba ebraica aveva stancato…
oh, niente di male, dico la stessa cosa riguardo ai film/serie Tv/folklore autogratificante degli italoamericani sulla mafia e affini… e basta!!)
Però ecco, insomma, è anche preoccupante, ed è segno che la strategia dell’estrema destra israeliana sta funzionando… ma solo per gli scopi l’estrema destra israeliana.
Che non sono quelli della normale persona della strada, che si trova ad essere ebrea.
Comunque c’è del vero in quello che dice Pino.
L’ebreo in un certo senso rappresenta il capovolgimento degli schemi.
Nel bene e nel male: Gesù che riscatta i deboli, gli oppressi, gli umili, ma anche il materialismo che distrugge il sacro, che riduce l’uomo a cosa.
A un certo punto le normali categorie di riferimento si sono capovolte: la vittima è diventata la nuova divinità da adorare, un popolo mediorientale marginale, di pastori è diventato il popolo da venerare e il padrone del mondo, tutti gli schemi, etici, estetici, valoriali, ecc. si sono invertiti o sono comunque caduti.
Lì gli ebrei non potevano che prosperare.
Ora si sta tornando a un mondo normale. Rassicurante da un certo punto di vista (hai delle coordinate consuete dentro cui orientarti), inquietante da un altro (legge del più forte, regressione ferina, prepotenza).
In un mondo del genere l’ebreo all’inizio sembra imporsi perché tira fuori il suo lato ferino di sempre, da pastore nomade. Ma il tutto lucrando ancora sul vittimismo e il senso di colpa.
Che però comincia a venire meno. E se venisse meno davvero, resta il fatto che gli ebrei sono meno di 20 milioni e i gentili 8 miliardi: non c’è proprio partita.
Se sei un piccolo gruppo umano devi saper dosare assertività e compromesso, forza e diplomazia: non puoi giocartela certo tutta sulla forza. Invece gli ebrei stanno dimostrando il loro volto ferino, quello ancestrale. Ora la cosa funziona, ma mal glie ne incoglierà, temo (per loro).
Ho una certa remora nel vedere il mio nome associato a queste idee sulla “ferinità ancestrale degli ebrei” 😉 anzi, “dell’ebreo”, che sono interamente tue.
Io al contrario non credo affatto all’ “ebreo eterno”, e l’israeliano di oggi mo sembra già diversissimo dall’ebreo russo dell’ottocento, che a sua volta c’entrava pochino con quello romano (nel senso di Roma contemporanea, di quella antica non parliamo neppure).
Figuriamoci la ferinità ancestrale dei pastori… 😉 già è sempre più raro incontrare gli zampognari sotto Natale 😉
Sono d’accordo invece sul fatto che se Israele la mette sul piano della legge del più forte è una pessima politica.
Per PinoMamet
“Io al contrario non credo affatto all’ “ebreo eterno”, e l’israeliano di oggi mo sembra già diversissimo dall’ebreo russo dell’ottocento, che a sua volta c’entrava pochino con quello romano (nel senso di Roma contemporanea, di quella antica non parliamo neppure).”
Faccio un po’ di polemica amichevole con Peucezio (e con un certo modo di pensare sottostante)…
Si coglie un filone autentico della storia umana e non solo umana: “cambia il vento, cambia il tempo”, la dissoluzione e ricomposizione incessante.
Invece di cogliere la dimensione metafisica di questo, si materializza il fenomeno: in un’organizzazione specifica, o addirittura in un gruppo genetico umano.
Poi i “materialisti” sarebbero gli altri…
Appunto, i popoli non sono solo entità materiali, sono archetipi.
Sono archetipi che cambiano però…
È questo il punto: sì e no.
Esistono fenomeni di breve periodo, di medio periodo e di lungo periodo.
Il popolo ebraico sfida il principio della mutevolezza della storia, non perché ci sia una regola e, per qualche misterioso motivo, una fantomatica eccezione, ma proprio perché non esiste una regola assoluta: siamo circondati da cose di età diversissime, nuovissime, vecchiotte, preistoriche…
E così sono i fenomeni umani.
“Il popolo ebraico sfida il principio della mutevolezza della storia”
sarà ma a me non pare proprio…
leggo un po’ di riferimenti agli ebrei nelle fonti latino:
sono superstiziosi, sono creduloni, “per un’antica superstizione lasciano che i maiali muoiano di vecchiaia”, sono poveri, “ungono le finestre con l’olio delle lampade per le feste di Erode” (??)…
niente banche, niente psicanalisi, niente voglio dominare il mondo, niente trame e complotti, niente genio intellettuale, niente grande successo negli affari…
ragazzi quello che permane e’ la contrapposizione, fra “noi e gli altri”: l’oggetto della contrapposizione e’ pretestuoso, va bene qualsiasi cosa, meglio se assurda (“quia absurdum”…)
lo stesso meccanismo e’ in azione anche qui dentro
Pino,
è chiaro che un popolo rappresenta tante cose e ci sono anche quelle componenti.
Ma se pensi che già durante la cattività babilonese gestivano i soldi, come spiega Liverani…
E nel mondo romano il fatto stesso che ne girassero tanti, ben prima della distruzione di Gerusalemme e del Tempio: erano già cosmopoliti e sradicati.
Anche adesso ci saranno gli ebrei superstiziosi, così come ci sono i rabbini ultraformalisti.
Firmato,
no, qui non c’entra l’alterità, perché l’alterità presume che gli ebrei siano un altro “noi”.
“Ma se pensi che già durante la cattività babilonese gestivano i soldi, come spiega Liverani”
Lo sapevo che avresti tirato fuori questo, ma:
parliamo di fonti cuneiformi , eh?
dentro le quali c’è qualche nome che possiamo far risalire probabilmente alla presenza giudaica, che è nominato come prestatore di soldi.
Interessantissimo, ma da qui da parlare nientemeno che di Archetipo…
dov’è un ebreo banchiere nelle fonti ellenistiche?
Possibile manco uno?
Dov’è un ebreo banchiere nelle fonti latine?
Se è proprio questa cosa così tipicamente, anzi, archetipicamente ebraica, dovremmo trovarli, invece dobbiamo aspettare il Medioevo…
e sai perchè?
Perché nel Medioevo e Rinascimento, proprio come nell’impero neo-babilonese, gli ebrei erano una comunità in esilio , sottoposta a misure che ne restringevano le libertà, e spesso ne impediva le proprietà fondiarie (e quindi occorreva investire in altri modi), senza contare il riuschio insito nel comprare terreni in un luogo da cui potevano essere cacciati da un momento all’altro…
e di conseguenza dotatasi di una serie di strutture parallele a quelle “ufficiali”, compresa la giustizia, la raccolta di contributi e i prestiti all’interno della comunità.
E quindi, un po’ alla volta, anche fuori da questa…
ecco, a me- parlo di mia indole personale- interesserebbe moltissimo uno studio che paragonasse le strutture degli ebrei in Europa e dei Parsi in India, e il rispettivo atteggiamento nei confronti del proselitismo…
altro che archetipi!
@peu
“no, qui non c’entra l’alterità, perché l’alterità presume che gli ebrei siano un altro “noi”.”
Non capisco anche perche’ non ho seguito attentamente la discussione: ma cosa c’e’ di piu’ “altro noi” che una fede diversa? Oserei addirittura dire che e’ la sua unica funzione, _identificare_ e unire il gruppo _contro_ un altro da se’. Non occorre che il _contro_ sia esplicito, lo e’ in ogni caso implicitamente. Se non ti metti la cravatta dove tutti portano la cravatta, e’ nella oggettivita’ dell’essere soggetti un atto di ostilita’. Se non mangi maiale o non bevi vino dove tutti mangiano maiale e bevono vino, ti poni in contrasto, e finche’ tutto va bene non succede niente e magari risulti anche folcloristico, ma nei momenti di crisi quando il supporto della propria comunita’ diventa vitale, le ostilita’, tutte le ostilita’ si risvegliano.
Le fedi non sono solo quelle tradizionalmente dette religiose, anzi queste ultime devono essere uno sviluppo tardo di una base comune ancestrale tribale.
La mia impressione e’ che complicare intellettualisticamente serve a non capire nulla e a trasformare in fede tribale il proprio campo di conoscenza: il primo passo verso la fede religiosa e il tribalismo calcistico.
Peraltro l’archetipo si definisce così proprio perché trascende la contingenza.
L’archetipo è un principio formale, una configurazione. Tu puoi avere ogetti triangolari, più o meno perfetti, che si creano, si rompono, si dissolvono. Ma non puoi dissolvere il triangolo.
La specificità eccezionale degli ebrei sta nel fatto che c’è una sorta di identità ontologica fra oggetto reale e archetipo, che normalmente non si dà.
Quale sarebbe l’archetipo degli italiani, per curiosità?
Per capire se non coincide con un’altra parola, sempre terminante con -tipo.
Sopra o sotto il Po / Appennino / Tevere / Volturno ?
😁😁😁
Non ho capito la domanda.
Hai scritto che i popoli sono archetipi e io ti ho chiesto di descrivere l’archetipo degli italiani.
Pino,
“Sono d’accordo invece sul fatto che se Israele la mette sul piano della legge del più forte è una pessima politica.”
Mi riferivo a quello ovviamente, non volevo minimamente attribuirti il resto.
️Trump che cancella il suo viaggio di golf del fine settimana e decide di rimanere a Washington DC è visto come un segno che le possibilità di ripresa degli attacchi sono fortemente aumentate
La Pravda
Ma vacca boia, ieri sera sembrava che ci fosse un accordo quasi fatto.
A quanto pare ci sarà un nuovo attacco da parte israeliana.
Contemporaneamente l’esercito del Kelebek invaderà San Marino.
Il comandante in capo delle truppe, sir Winston Diaz è già partito a bordo del proprio veicolo Panda primo modello, alla volta del piccolo Stato romagnolo.
Domenica mattina, sul presto, si avranno notizie riguardo all’esito dei combattimenti.
Per Puffo
“Domenica mattina, sul presto, si avranno notizie riguardo all’esito dei combattimenti.”
Sto già guardando nel mio armadio, quale paio di jeans mettermi per l’incoronazione
Non ci sono più i Re di una volta.
pure uno yankee che va alla incoronazione in blue jeans!
🙁
King Ralph 😆
@MIGUEL / PUFFO GIARDINIERE
https://www.bluewin.ch/it/attualita/diversi/punta-marina-e-invasa-dai-pavoni-ma-ecco-come-si-e-arrivati-a-questa-situazione-3242248.html
RAVENNA
Punta Marina è invasa dai pavoni, ma ecco come si è arrivati a questa situazione
Ah, sì, la profezia dei cyber Pavoni.
Cagliostro, sicuramente.
In Alchimia, antica disciplina dedita al perfezionamento spirituale, la coda del pavone simboleggia forse una fase alchemica, ovvero uno dei passaggi necessari per compiere la trasmutazione di se stessi. Secondo alcune interpretazioni i molteplici colori della coda simboleggiano infatti l’Albedo, la fase bianca data dall’unione di tutte le gradazioni luminose. Secondo altre interpretazioni simboleggia invece il fallimento del processo alchemico.
Si, il pavone è un animale alchemico
Cagliostro era un alchimista.
Ma stranamente non riesco a trovare un solo sito che riporti qualche profezia del nostro eroe.
Tante biografie, ma dai documenti si conosce solo l’atto di matrimonio, quindi ricostruzioni poco affidabili, e niente profezie.
Libri. Boh, ne ho trovato uno 2 € formato kindle.
A Punta Marina è meglio che stiano accuorti, per qualche tempo.
Tra i numeri del lotto non c’è il pavone.
Che poi, cosa altro poteva essere Cagliostro se non uno Sciamano?
Adesso lo Sciamano si nasconde dietro all’altra tecnologia, ma è sempre uno Sciamano.
Poi ci sono gli scettici.
O quelli che non gliene frega niente di niente.
Bah.
La Rocca di San Leo (stile Malatestiano restaurato Montefeltresco) è o è stata meta di turismo Inglese … visto che il Conte di Cagliostro è considerato fra i Padri Nobili Precursori della Massoneria Albionica.
A San Leo quando tira il vento bisogna stare attenti a non volar via.
Cagliostro. Ho visto la cella dove lo avevano rinchiuso.
C’era solo una botola in alto da cui scendeva una corda con qualcosa da mangiare e da bere.
Mi pare che sia morto in poco tempo.
A San Leo ho assaggiato per la prima e ultima volta il Rum.
Pensavo che fosse dolce, tipo il Babà, invece era secco e aspro.
Il Cherry (lo?) è dolce, ma sono allergico.
Inizio subito a grattarmi.
Quindi niente alcoolici.
Saranno due liquori di origine inglese?
Mi sa di si.
La prima volta a San Leo ci andai sa piccolo … dopo aver visto il film di Lupin III scoprendo che il Conte e la Rocca esistevano davvero. 😉
Hanno un grido acuto inquietante, che contrasta con l’ aspetto nobile e variopinto soprattutto maschile … il famoso “pavoneggiarsi”. 🦚🦚😉
Alla Villa di Isola Bella sul Lago Verbano (Maggiore) troviamo pavoni completamente bianchi … famosi per essere selezionati e concentrati colà.
Intervista a Francesca Albanese, relatrice Onu per la Palestina: Sulla Flotilla e Gaza la nostra indignazione è selettiva. Le condanne di Meloni?
Too little, too late
Zero “red lines”. Torture agli attivisti: ora lo sdegno sia la scintilla per fermare l’occupazione. Ben- Gvir? Il problema è il sistema, non lui
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/05/23/intervista-a-francesca-albanese-relatrice-onu-per-la-palestina-sulla-flotilla-e-gaza-la-nostra-indignazione-e-selettiva-le-condanne-di-meloni-too-little-too-late/8396349/
Se non ci fosse Ben Gvir, una come la Albanese dovrebbe inventarlo.
Anche se poi ad approfondire un minimo l’Albanese stessa neppure lui basta.
Per fortuna io ho già scelto!
😀
Ben Gvir è stato sconfessato anche da…
beh da tutti, ma anche dall’esercito israeliano
(che in Italia continuiamo a chiamare con le iniziali… inglesi IDF perché siamo dei coglioni).
Pare che il trattamento riservato ai simpatici naviganti sia stato opera di una compagnia di guardie private pagate dal simpaticissimo ministro suprematista ebraico, miracolato dal governo Netanyahu.
Fonti locali che citano testimoni oculari dicono del resto che i poliziotti presenti allo show del ministro erano “allibiti”.
Nel frattempo abbiamo:
-filmato di un membro della Flottiglia che lamenta di essere stato colpito a un occhio e di aver temuto di aver perso la vista (ma nessuna lesione visibile);
-filmato della Ertzaintza (polizia della regione autonoma basca) che manganella i membri della Flottiglia di ritorno da Israele;
-membri della “Flottiglia di terra” bloccati in Libia, non da Israele.
Erri De Luca che va in Israele e dice (perlomeno così riporta il titolo) “Sono sionista e a Gaza non c’è genocidio”.
I commenti a voi.
Non voglio fare l’avvocato antiisraeliano perché c’è ne abbiamo già abbastanza, ma noto che ben gvir è ancora al suo posto, e mi sembra che se il disaccordo del governo ci fosse stato e fosse reale, beh sarebbe già a casa.
In fin dei conti l’ha combinata abbastanza grossa da essere indifendibile da ogni punto di vista
non mi pare che Bibi possa fare a meno dei voti del partitino di Gvir
pure la Meloni si tiene in casa un imbecille dannoso e venduto a Putin, per necessità
ciao
Mah, non penso proprio che Netanyahu voglia mandare a casa Ben Gvir, e non mi pare che abbia mai fatto trasparire questa intenzione.
Ha detto che ha fatto una cazzata, che è diverso.
Ma appunto è quello il punto, da quello che leggo si è limitato ad una tiratina di orecchie che mi sembra una sostanziale approvazione (…vabbè dai hai fatto una cavolata ma nulla di così grave in fin dei conti)
“-filmato della Ertzaintza (polizia della regione autonoma basca) che manganella i membri della Flottiglia di ritorno da Israele;”
In pratica là pare che per un nonnulla (una persona che ha scavalcato un cordone di sicurezza) i poliziotti baschi, incapaci di gestire un numero di persone superiore a quattro, abbiano avuto quella reazione da isterici. In genere questo è segno di pessimo addestramento, perché è quando non si sa gestire l’ordine pubblico si tende ad esagerare con la violenza per paura di perdere il controllo della situazione.
E infatti la polizia basca è una di quelle che ha scelto di ricorrere a istruttori israeliani, cioè si fa insegnare da chi ha ripetutamente dato prova in Israele di avere tutte le caratteristiche che non vuoi da un poliziotti: standard variabili a seconda di chi si ha davanti, estrema violenza senza motivo (e mica solo con i palestinesi: è pieno di filmati in cui menano manifestanti ebrei non si capisce bene perché), militarizzazione spinta e scarso controllo (il governo è da un pezzo quello che è).
Immagino che l’isteria sul terrorismo (“loro sono fighi perché ti insegnano a neutralizzare l’attentatore”) abbia messo in secondo piano qualsiasi altra considerazione,
Non sapevo degli istruttori israeliani… direi sostanzialmente OMDAMT
Mondiali, ripescaggio Italia: l’allarme ebola mette in dubbio la presenza del Congo. Rispunta Zampolli:
“Non si può correre il rischio di farli arrivare negli Usa”
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/22/mondiali-2026-ripescaggio-italia-ebola-congo-zampolli-secondo-slot/8395202/
Mondiali: i giocatori dell’Iran all’ambasciata Usa ad Ankara, al via l’iter per i visti
La nazionale sarà in ritiro a Tucson e giocherà tre partite a Los Angeles e Seattle
http://www.ansa.it/sito/notizie/sport/2026/05/21/mondiali-i-giocatori-delliran-allambasciata-usa-ad-ankara-al-via-liter-per-i-visti_62721ebc-0cab-4c01-b625-6b9f4a4bba9d.html
domanda retorica
e se gli USA .come è loro diritto, specialmente sotto un presidente “true American” come Trump, rifiutassero i visti agli iraniani ?
la FIFA sanzionerebbe gli USA ? squalificare l’Iran sarebbe ingiusto !
infatti l’Iran non sarebbe colpevole di nulla e la sua non-presenza non sarebbe imputabile agli iraniani ! a differenza dell’antidiluviano 1960 quando la Spagna, illis diebus retta dal Generalissimo Francisco Franco, si trovò a sfidare l’URSS agli Europei..l’ordine del Caudillo, si dice su consiglio dell’amm. Carrero Blanco, fu perentorio “non giocare ! l’URSS, Stato ateo e “criminale”, che aveva aggredito la Spagna aiutando i rossi, non poteva essere riconosciuto dalla Spagna nazionale, neppure implicitamente..la Spagna non giocò, si beccò uno 0-4 e l’URSS fu qualificata a tavolino 😀 (poi perse la coppa)…Franco poi cambiò idea e nell’ultimo decennio di regime nella fase “liberale” (già proto-juancarlista) rappresentata da quel Manuel Fraga Iribarne, che è il vero mentore di Aznar e del PP, diverse volte Spagna e URSS giocarono…..nel 1970, credo, la bandiera sovietica potè sventolare nei porti spagnoli per la prima volta dalla caduta di Valencia nel 1939, e la bandiera spagnola nazionale potè sventolare a Odessa (la bandiera repubblicana “rossa” è tricolore, la bandiera odierna è quella di Franco ma senza l’aquila falangista, sostituita dallo stemma regio)..molta acqua era passata sotto i ponti e il franchismo senescente non era più quello dei ’50
Tocca ammettere la stessa cosa per l’Ucraina.
Anni di maldestre (ehm, avvelenamenti…) intromissioni russe, e sconsiderate (rivoluzioni “colorate “…) intromissioni occidentali, hanno creato un solco tra le due anime del paese.
La spinta militare russa sembra essersi esaurita con l’occupazione di quasi tutto il sud est; l’Ucraina ogni sei mesi/un anno riesce a realizzare qualche colpaccio di intelligence, ma sul terreno non recupera un metro.
Forse sarebbe ora di accettare per entrambi il fatto compiuto, e far nascere un’Ucraina europea e una Nuova Russia beh, russa, con gli opportuni aggiustamenti e scambi di rispettivi simpatizzanti.
hanno da poco messo in produzione di serie i flamingo… missili cruise da 3000 km e testata da una tonnellata: stanno sfracellando le strutture produttive russe in profondita’
da questo punto di vista l’ucraina essendo molto meno industrializzata ha molto meno da perdere
e’ il solito dilemma di edidicut gia’ visto in afganistan: se sei gia’ al medioevo parti avvantaggiato perche’ non ti ci possono ricacciare
veramente, e cito Andrea tra gli altri, l’Ucraina era un sacco industrializzata
e dato lo stato patetico del complesso militar-industriale della NATO, buona quasi solo a spennare i contribuenti, sta costruendosi le armi da sè.
come anche i russi, che hanno alcuni vantaggi logistici nel farlo.
ma entrambi NON sono nel Medioevo.
“stanno sfracellando le strutture produttive russe in profondita’
Sì ma è quello che i russi stanno facendo da quattro anni, e l’Ucraina non era l’Afghanistan…
È vero invece che ormai è dipendente dell’occidente, quindi non ha più nulla da perdere (tranne le persone…)
Un conto e’ mirare a fabbrichette ucraine da pochi metri quadri disperse sul territorio peraltro di gente gia’ abituata da 4 anni a fare solo da bersaglio, un conto mirare a raffinerie russe grandi come citta’. Il danno e’ MOLTO diverso. Anche la Russia e’ dipendente, direttamente o indirettamente, da tecnologia occidentale. La Russia e’ sempre stata sopravvalutata, grazie alla sua mania per la segretezza in casa, e l’abilita’ propagandistica nel colpire mediaticamente le nostre invece completamente esposte menti deboli, presenti in gran quantita’ nel nostro paese.
@ firmato winston
“MOLTO diverso”
Sì che è molto diverso.
E’ molto inferiore.
Proprio perché le raffinerie Russe sono grandi come città non saranno quattro droni ad incapacitarne la produzione. Al più daranno fuoco a qualche serbatoio. La colonna di fumo risultante viene bene su Instagram, ma non rende conto dei danni reali.
Persino gli Iraniani hanno salvato più della metà delle loro basi di lancio, eppure non hanno ricevuto in testa dei droni ma delle bunker-buster.
Tant’è vero che le importazioni di petrolio dalla Russia sono ricominciate alla grande in Inghilterra mentre non si sono mai arrestate in Bulgaria; e il gas naturale Russo, o sotto forma liquida (in Spagna e in Francia) o sotto la bandiera di Baku (che ci fa un’abbondante cresta sopra) non è mai stato comprato in così gran quantità dal 2022 come adesso.
Quanto ai Flamingo, gli Ucraini al più li assemblano i pezzi provenienti dall’Inghilterra via terra (auguri), perché non hanno più industrie in piedi che siano in grado di costruirle in proprio. La guerra d’attrito condotta da Putin ha realizzato anche questo risultato: rendere l’Ucraina incapace di rappresentare una pistola alla tempia della Russia per un futuro prevedibile.
I Flamingo (‘too few, too late’) sono la classica Wunderwaffe buona per la propaganda ad usum Europaeorum. Servono, perchè siamo noi che paghiamo a piè di lista l’accanimento terapeutico di questa sanguinosa farsa per la felicità dei finanzieri che foraggiano le fabbriche d’armi e i fornitori di gas naturale che hanno sostituito la Russia nelle nostre residue industrie e nelle nostre tartassate cucine.
Sono quattro anni che ogni qualche mese salta fuori una nuova arma risolutiva che dovrebbe ricacciare a Oriente le orde dei barbari mugiki: prima i Javelin, poi i Leopard, poi gli Storm Shadow… Ci siamo dimenticati gli articoli sulle vecchiette che abbattevano i droni di Putin coi fucili da caccia?
Siccome noi non riceviamo dall’Ucraina praticamente alcuna documentazione dei danni inferti dai bombardamenti Russi – che sono sistematici, e non a uso e consumo dei social – a stando ai nostri mass-media sembra sempre che la Russia sia in ginocchio e che basti ancora solo un piccolo sforzo per trionfare su barbari.
(Pur di istigare la russofobìa i nostri amati leader sono arrivati al ridicolo di censurare artisti e ballerine Russi – mentre a Mosca tengono tuttora corsi di lingua e letteratura Ucraina)
Peccato poi che a disertare in massa, al punto da dover essere rapiti per strada per essere arruolati a forza, siano gli Ucraini, non i Russi.
A dubitare per primi dell’immancabile vittoria finale sono proprio quelli destinati – secondo i nostri leader – a raccoglierne i frutti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Vedete che scattate subito sulla difensiva attribuendo all’interlocutore chissa’ che attacco alle vostre ferree credenze e faziose simpatie? Io ho solo detto che anche l’ucraina da qualche tempo attacca il suolo russo con qualcosa di piu’ che piccole cariche esplosive trasportate da droni giocattolo. Considerando che Putin nelle previsioni e intenzioni doveva risolvere l’operazione speciale in pochi giorni… Quella russo-ucraina tutto sommato e’ una specie di guerra civile, peraltro in piedi da secoli. E’ anche normale che le varie fazioni siano appoggiate da potenze straniere, vedi la nostra guerra civile 43-45. Il resto e’ tifo calcistico. Andate a sfogarvi allo stadio.
Ucraina che bombarda Russia
Prima di tutto bisogna rendersi conto che è cambiata la guerra.
Anche gli Usa si sono visti spernacchiare i loro radar da un miliardo di dollari da un drone con motorino a scoppio che passava di là.
Attualmente è l’Europa che si è fatta carico di questa vergognosa guerra per procura
non per vincere la Russia, ma
1 indebolirla senza che ai russi venga voglia di distruggere Berlino o Londra, anche perché il gas russo deve essere venduto in Europa
2 fornire un pretesto per il riarmo, che altrimenti falliscono tutte le fabbriche.
L’Europa sta facendo un difficile gioco di equilibrismo.
E se lo dice la Pravda non può non essere vero
https://italy.news-pravda.com/world/2026/05/25/451087.html
Guarda che non cambia nulla nella valutazione, anzi e’ peggio: risulterebbe che il pretesto agli europei/occidentali glielo avrebbero fornito gli allora evidentemente stupidi russi. Se se ne stavano a casa loro e influenzavano col soft power l’ucraina, sarebbe stato meglio per tutti, loro per primi. Il problema e’ che sanno che il loro soft power dopo la fine dell’URSS e del comunismo reale (a proposito, ma te lo ha detto qualcuno la’ in emilia-romagna cosa e’ successo nell’89 e seguenti?) e’ detestato da tutti i vicini che l’hanno in passato saggiato, non funziona. Per noi che ce ne siamo stati comodamente lontani conoscendone solo la narrazione propagandistica che tanto ti affanni a continuare, e’ facile.
L’europa attuale e’ un posto di merda, ma e’ meno peggio di tanti altri 😉 Nessuno dei paesi dell’est preferirebbe davvero tornare sotto l’orbita russa.
E poi c’e’ il pesantissimo convitato di pietra nelle relazioni russia-ucraina, l’holodomor. Non parlano mai dell’holodomor sulla Pravda? E’ l’equivalente dell’olocausto nazista, anche numericamente, sempre di sterminio di una razza ostile si trattava. Solo che mentre i nazisti propriamente detti sono stati definitivamente annientati nell’ultima guerra e ci si e’ messa una pietra sopra, quelli russi hanno vinto, ragione per cui gli attriti sotterranei continuano a ribollire.
@ firmato winston
“Vedete che scattate subito sulla difensiva”
Più che ‘scattare sulla difensiva’ lo chiamerei ‘allontanare qualcosa di molesto’. Come una mosca che continua a ronzarti intorno, per intenderci.
Non so tu, ma io questa fuffa della ‘Russia in difficoltà per l’ultima arma di Zelensky’ l’ho sentita tante di quelle volte che non la sopporto più. Già ho la moglie Polacca che sente milblogger Polacchi che la ripetono in tutte le salse otto ore al giorno. Poi arrivano una Bakhmut o una Mariupol o un Oreshnik e parlano d’altro. Poi ricominciano. Ogni giorno la Russia fallisce domani. Uffa.
Ma almeno quelli sono Polacchi, è comprensibile. Loro stanno alla Russia come quelli della Giovane Italia stavano agli Asburgo. Credono ancora di stare nel Risorgimento.
“Considerando che Putin nelle previsioni e intenzioni doveva risolvere l’operazione speciale in pochi giorni”
Perché contava in un rapido cambio di regime a Kiev, un po’ come gli USA con l’Iran.
Avendo fallito, ha cambiato strategia (ed è passato alla guerra d’attrito). Cosa che nè gli USA con l’Iran, nè l’UE con la Russia sembrano capaci di fare. E si vede.
(Non solo Kiev non ha approfittato della ribellione di Prigogine, ma la volta che ha messo su una controffensiva, nella primavera-estate di re anni fa, si è premunita di annunciarlo in anticipo su tutti i mass-media. Come se Eisenhower avesse chiamato il New York Time per comunicare al mondo che gli Alleati stavano per sbarcare in Normandia. La differenza è che Eisenhower la guerra la faceva combattere ai suoi soldati per vincerla, non per farsi pagare dagli alleati i cessi d’oro dei suoi amichetti).
Prima ce ne renderemo conto meglio sarà per i nostri portafogli e per la vita dei civili Ucraini.
“guerra civile […] secoli”
Balle.
Ben prima del golpe di Majdan, in Ucraina ci sono stati governi talmente filoUSA e filoUE che il loro capo, la Timoshenko (quella biondina che andava in giro con la conocchia di capelli pettinata alla maniera della contadine Ucraine, a dimostrare la sua vicinanza al popolo) sfoggiava il soprannome di ‘pasionaria dell’Occidente’. (Poi vabb che era talmente corrotta che persino in Ucraina sono riusciti a mandarla in galera, ma questo è un altro discorso). Eppure la Russia non si è sognata di attaccare. A fare la differenza è stato il golpe con cui è stato cacciato un presidente democraticamente eletto dalla maggioranza degli Ucraini che aveva rifiutato un accordo con la UE. E’ chiaro che se la democrazia pacifica deve valere solo quando vincono gli uni ma può essere messa da parte quando vincono gli altri allora chi perde si toglie i guanti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
sei imbarazzante, oltre che ripetitivo.
Oppure ripetitivo, oltre che imbarazzante.
Di palle ne racconti in quantità ,a adotti il meraviglioso sistema Travaglio: ripetere la menzogna, tanto chi mi legge non si informa per partito preso.
Qui annoi, sospetto.
Troppa gente che sa troppe cose, per la tua fuffa.
Facci una previsione sulla fine della guerra
(Dai, non trincerarti dietro vaghi “non si può dire”, è tanto tempo che vieni sul blog per dirci che noi non abbiamo capito niente, beh, illuminaci)
Bisogna squalificare una squadra europea per ripescare l’Italia, perché le qualificazioni sono all’interno delle federazioni locali.
SE “ci ripescano” all’ Italico Medio Over 30 non gliene frega più un cazzo di Gaza e della Sumud Flotilla …
@ PINO
MAMET
Infatti mi pare che i “Gaza Movies” abbiano soppiantato gli ” Shoah Movies” …
@ HABS
Mi pare che gli “Ex Colonizzati” con il miglior rapporto con l’ Italia siano gli Eritrei …
sì
senza di noi, manco esisterebbero 😀
insomma, diciamolo piano piano..gli eritrei stanno gli etiopi come gli ucraini stanno ai russi..
la storia li ha separati, irrevocabilmente, ma poteva andare in modo diverso (non è un giudizio di valore, è un’analisi fredda..a me piacciono sia gli eritrei che gli ucraini :D)
addirittura l’eventuale vittoria di Nicola II nel 1914-1915 (per non parlare di una partizione cateriniana diversa, chessò, la Slesia all’Austria, la Galizia alla Russia e con i prussiani a prendersela nel didietro :D), la conquista russa della Galizia, la deposizione del Metropolita unito di Leopoli (oò celebre Mons. Sheptyc’kyj era già stato deportato presso Tver’, in epoca marxista Kalinin, e vi rimase, in buone condizioni -va riconosciuto, mica erano sovietici, quelli- fino al marzo 1917) e la nomina di un prelato agli ordini del Santo Sinodo (lo avevano già scelto, era Evlogij vescovo di Volinia -uno che piacerebbe a Peucezio :D- che più tardi troverà il modo di lodare, dall’esilio, financo Stalin, non lo Stalin marxiata ma lo Stalin vittorioso del 1945..e se Evlogij avesse avuto in dono gli anni di Matusalemme sarebbe di certo un fan sfegatato della cosiddetta “operazione speciale”)..e oggi Putin avrebbe altri problemi, forse, ma non quello :D..tutti prima del 1914 parlavano di Kiev come della più russa delle città 😀 e vi usciva il giornale “veramente russo” come dicevasi illo tempore, il Kievljanin, che non amava i correligionari di Pino 😀 e invece il popolo ucraino è nato
idem l’Eritrea..bastava spingere dopo Adua, l’Italia laica avrebbe abbandonato tutto, e quelle terre sarebbe rimaste etiopi, non solo nella geografia ma soprattutto nell’animo..e invece il popolo eritreo è nato
non diversamente accadde prima..nel XV secolo l’Olanda era Germania…dal XVII secolo al più tardi un olandese ti sputa in un occhio se gli dici che è tedesco
il Belgio, specialmente quello fiammingo, era Germania e fu brevemente “Olanda” ma la persistenza della dominazione spagnola*, che salvò la fede di Roma in quelle lande, fece nascere un altrio popolo, che oggi chiamiamo belgi
*nel Limburg e a s’Hertogenbosch (Noord Brabant, nota in francese come Bois-le-Duc, caduta ai protestanti solo nel 1629..mezzo secolo di gesuiti che bastarono, anc he se non molti sanno che pure Amsterdam aveva tanti “papisti” e poteva cambiare tutto anche lì) la Spagna riuscì a salvare Roma, ma quelle terre poi finirono col sentirsi “olandesi” e non “belghe” (concetto ottocentesco)
Però gli eritrei erano già da molto separati dagli etiopi. Forse la cosa si può applicare ai soli tigrini, però?
probabilmente sì, Mauricius….tigrini è più corretto
Ho visto un paio di anni fa filmatini di reduci eritrei ancora orgogliosamente in divisa colonial-fascista.
Anche interessante documentari (italiani ma anche eritrei e addirittura di un francese!) sull’eredità italiana in Eritrea.
Non solo architetture, ma anche qualcosa di cultura viva, addirittura di cucina (dolce del Natale eritreo: il “panattone “..)
Decisamente un mondo diverso rispetto alla Etiopia, almeno a giudicare da internet…
(In città abbiamo tre o quattro ristoranti, tra etiopi ed eritrei! La cucina mi sembra identica, ma i gestori eritrei sono italianissimi in tutto, solo più scuri 😉
Ho anche due studenti etiopi, nella stessa classe: affermano di essere cristiani ortodossi ma vanno alla chiesa “normale”, parole loro, seguono l’ora di religione e si vergognano a parlare amharico, dicono di preferire l’italiano)
Diversi “Viaggiatori Social” mostrano che in Eritrea sono ancora ben visibili e perfettamente in piedi architetture Faßiste 😉 e a livello turistico parlano in Italiano molto più volentieri che in Inglese, con gli Stranieri.
@ ROBERTO
Che è ‘sta strampaleria della banconota da 0 € ?
… e poi, perché dedicarle al Titanic ? … NON mi pare proprio un gran auspic
io ! 🫠
Troppe fonti parallele, per essere una trovata da AI ….
https://tg24.sky.it/lifestyle/2026/05/22/banconota-da-0-euro-valore#03
Domenica 24/5/26 ore 6.00 si comunica che l’attesa conquista della Repubblica di San Marino, per il momento, non è andata a buon fine.
Come riporta il sito la Pravda, il comandante dell’esercito kelebekiano, Generale Winston Diaz mentre assaliva lo staterello romagnolo attraverso la panoramica “via delle Streghe”, improvvisamente si vedeva sbarrato il percorso da un inquietante gatto nero che lo fissava con occhi di fuoco.
Dopo un attimo di esitazione, facendosi coraggio, il Generale Winston si scagliò di gran corsa contro l’agguerrito nemico brandendo un pesante libro con copertina cartonata.
Sfortunatamente, mentre correva inciampò in una pietra che sporgeva dal selciato fratturandosi l’alluce del piede.
Seguì una serie di prodigiose imprecazioni che risuonarono assai lontano, nella pianura sottostante.
Dopo tale increscioso incidente, il Generale Winston si vide costretto a una zoppicante ritirata.
Lo aspettava nell’adiacente parcheggio abusivo la sua fedele Panda con multa per divieto di sosta e gomme lisce, che lo riportò a casa, provato, ma vivo.
Si concede una tregua di un mese alla Repubblica di San Marino, dopodiché se non si sarà arresa spontaneamente, Dauda provvederà a piegarla a suon di insulti.
La cerimonia di incoronazione viene rinviata a data da destinarsi.
Se qualcuno avesse già comprato la piadina e il Sangiovese, si faccia pure un frugale spuntino, brindando alla salute del Generale Winston e alla gloria del futuro Re Martinez.
@ FRANCESCO / PEUCEZIO
Che è, nella proverbiale Moda di Milano, il brand (la firma ?) online di Lusso 😱chiamata con una tipica bestemmia ?! 😱
A quanto pare è reame… NON AI !
ReaLe
Non ho capito niente…
https://youtube.com/shorts/dDFgm7Ur5FE?is=8Pgvkl-h6r5q522z
I primi vagiti del neonato quantistico
https://youtu.be/Gx1o4LXu4cs?is=4BJzKGk4REbF36xP
Ah, cavolo, questi di Ottolina TV cascano a fagiolo su Nostradamus, gli stregoni e la scienza.
Son coincidenze occulte, direi.
Kelebekiano
Non perderti l’intervista a Francesco Sylos Labini. Astronomo di fama internazionale nonché figlio di Paolo, importante economista vero.
E dunque, cosa differenzia l’antico sciamano dal moderno economista?
Il fatto che lo sciamano è molto più simpatico e in genere non fa grossi danni. Anzi, in un certo senso è funzionale alla natura, in quanto la percepisce come animata da entità magiche e perciò sacre e rispettabili. Il moderno economista è un ragioniere preso dentro ai propri calcoli distaccati dalla realtà ed è in ultima analisi, uno che porta il mondo alla rovina.
Mi è venuto mal di testa.
Entità magiche.
Pian, intendiamoci, secondo una certa visione della fisica che io seguo su you tube, 😋 tutto parte dai quanti, che sono animati di vita propria, poi segue il metodo della natura, che è quello di provare tutte le strade contemporaneamente.
Si noti l’esperimento che ho linkato precedentemente, in cui un neonato quanto sta imparando a parlare.
La faccio semplice, perché nella versione complicata non sono in grado di capirla.
Ah, dimenticavo, il nuovo nato dominerà il Cosmo!
🙂
il puer virgiliano 😀
“Kelebekiano
Non perderti l’intervista a Francesco Sylos Labini.”
Si’, ottima, non nella parte dell’intervistatore ma in quella dell’intervistato: che l’economia, specialmente quando travestita da grande scienza matematizzata, sia la forma della religione del nostro tempo, e gli economisti i suoi sacerdoti ve lo dico da un bel pezzo, pero’…
Riporto ulteriormente il link da te indicato:
https://youtu.be/Gx1o4LXu4cs?is=4BJzKGk4REbF36xP
Peccato per il contesto dell’intervista che, nell’atteggiamento dell’intervistatore, e’ squalificante, al punto da sembrare prodotto da quelli che vorrebbe criticare.
Eh, l’intervistatore è un “toscanaccio”
Ma ha scritto un bel libro. E-book.
È pubblicizzato nel suo canale you tube.
Non proprio attualissimo, perché il mondo sta correndo freneticamente verso la rovina e non si riesce a stargli dietro coi libri.
Diciamo che era focalizzato sull’altro ieri.
@fuzzy
Peraltro sono convinto che critiche simili a quelle che fa Labini ai modelli econometrici e ai loro sacerdoti si potrebbero fare ai modelli climatici e ai loro sacerdoti…
Il petrolio e’ gia’ finito almeno sei volte, e venezia e’ sotto metri d’acqua gia’ da vent’anni, perlomeno nella narrazione di un sacco di gente che non ha niente di meglio da fare.
In questo periodo, adesso, nel modo reale, e’ pieno di lucciole.
@ firmato Winston
“economisti”
A quel video ho apposto un commento.
Vi scrivo che i modelli spesso usati dagli economisti:
1. o non trattano che situazioni di equilibrio, di cui postulano la stabilità senza verificare la consistenza di tale Ipotesi
2. oppure, se parlano di fluttuazioni intorno all’equilibrio, postulano esplicitamente che tali fluttuazioni non portino a un capovolgimento dell’equilibrio di partenza (tecnicamente, ne assumono finita la varianza). È il caso dei bellissimi modelli dell’induce di Borsa in uso a Wall Street, che proprio per questo non previdero la crisi di Lehman Brothers.
Ciao!
Andrea Di Vita
Il bello che Sylos Labini figlio non dice e’ che c’e’ una categoria di economisti libertari che sono diventati tali da econometristi pentiti, cioe’ dopo aver preso umilmente atto che la loro econometria non funzionava MAI, se non ad uso e giustificazione dell’oppressione statale fiscale. Ottolina, e un po’ tutti questi giri, sono mainstream travestiti da trasgressivi a fare da controcanto (l’equivalente di dagospia nell’informazione). A ribollire sotto e’ tutt’altro. Ricossa, econometrista, giusto 30 anni fa ci ha scritto un libro spettacolare sotto forma di racconto di fantascienza dal punto di vista dell'”Accademia della seconda storia, ASS”: “Maledetti economisti. Le idiozie di una scienza inesistente”, che fa una carrellata dell’inconsistenza delle varie cosiddette teorie economiche. Vi interesserebbe.
Poi ritaglio via l’audio del molto molesto e poco arguto intervistatore, riascolto e magari diffondo. Di sicuro la critica si adatta benissimo all’attuale governo, presunto asettico e super partes, brussellese (che negli ultimi trent’anni si e’ guardato bene dal tirarci fuori anche solo in parte dal debito nonostante il nostro pagare due volte il suo importo di interessi: “colpa degli evasori”… – il che e’ smaccatamente indifendibile, pappagallesco, e a tutto vantaggio delle rendite finanziarie, da qualsiasi punto di vista).
Io del tutto a naso e a spanne, ti darei ragione su tutto.
la Borsa c’entra con l’economia meno che Youporn con l’amore!
Diciamo che lo Stupro è la forma estrema del Porno come la Borsa lo è del Capitalismo …
non ho remore a buttarmi a sinistra e a dire che la superfetazione delle Borse sta ammazzando le società capitaliste
oggi, 111 anni fa, l’Intervento dell’Italia laicissima (24 maggio 1915)…una delle più tragiche follie…anche se, come Miguel ha ben chiaro, la vera grande assurda e nefasta Follia fu nell’agosto 1914, inizio di ogni disastro….tutto deriva da quelle sciagurate decisioni*
*ecco perchè la Terza Italia è, se possibile, ancora più colpevole..avevamo avuto 9 mesi scarsi (c.a 3 agosto-26 aprile 1915) più un mesetto di torbidi (“il maggio radioso”, teatro delle chiassate dannunziane e mussoliniane), non proprio pizza e fichi, per capire l’andazzo e, almeno noi, non avremmo dovuto avere le illusioni di tedeschi e francesi (e forse britannici) nell’estate 1914 “saremo a casa per Natale”…..l’Intervento, per noi, fu un crimine freddo e a ragion veduta
P.S
da questo punto di vista, anche se non è proprio “politicamente corretto” il rammentarlo, l’Italia laica di Salandra e Sonnino (e Vittorio Emanuele III) è più colpevole dell’Italia fascista di Mussolini (il Re era il medesimo ma nel 1940 non ebbe un ruolo attivo)..
nel maggio/giugno 1940 la guerra PAREVA vinta (ed era più difficile perderla che vincerla 😀 ma i tedeschi riuscirono nell’impresa, con qualche contributo nostro…Grecia ecc) dunque BM aveva tutte le “ragioni” politiche per fare quello che fece 85 anni prima Cavour (Crimea !), ovvero sacrificare qualcuno (nella fattispecie, il famoso “qualche migliaio di motrti”) e passare all’incasso
nel maggio 1915 la guerra era indecisa e difficile dunque Salandra, Sonnino e il Re ci gettarono allo sbaraglio…poi vinsero, e come scrisse Montesquieu, ce ne fut que la victoire qui décida s’il fallait parler de foi punique ou de foi romaine”
Salandra ha i monumenti (Cadorna idem), Benito si è beccato Piazzale Loreto
“l’Intervento, per noi, fu un crimine freddo e a ragion veduta”
se non sbaglio, organizzato dalla casa regnante scavalcando il parlamento: mi sa, conoscendo un po’ anche il passato, che sopra ogni cosa stava, ancora, la brama di potere e di allargamento del regno, ed eccoci qua a tentare di rimediare con cosa? Col +1 europeo…
verissimo…
tuttavia non fu una violazione statutaria, al più un (serio) vulnus della prassi pluridecennale..
lo Statuto del 1848, ambiguissimo, lasciava al Re la dichiarazione di guerra e da nessuna parte parlava di un necessario concorso del Parlamento (alle finanze sì, alla decisione no)…
lo stesso per il governo..articolo 5 “il Re solo nomina i Ministri” (Grandi astutamente introdusse il riferimento a questo articolo nel suo Ordine del Giorno che diede al Re il pretesto agognato per sbarazzarsi del Duce…probabilmente non era neppure necessario secondo lo strictum ius, ma le riforme del dicembre 1928 rendevano utile ad una formalista come il Sovrano un passo del Gran Consiglio che si autoevirasse :D..ciò non esisteva ovviamente nel 1915)..la prassi, sin da Cavour, introdusse di fatto il concetto di fiducia ma nella lettera non esisteva….,il Re poteva nominare chi voleva SENZA violare lo Statuto..oggi ciò non sarebbe possibile, la fiducia ci deve essere
del resto lo Statuto all’art. 1 diceva pure “la religione cattolica, apostolica e romana è la sola religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti saranno tollerati conformemernte alle leggi”..e fu il Cattolicesimo, pretesa religione di Stato, a ridursi di fatto a mero culto tollerato negli anni di Depretis e Crispi 😀 😀
un altro articolo dello Statuto diceva “lo Stato conserva la sua bandiera. La coccarda azzurra è la sola nazionale”…in meno di un mese fu introdoltto il tricolore, con lo stemma sabaudo 😀 😀
insomme lo Statuto in sè contava poco
ma formalmente impediva di definire spergiuro il Re..insomma il Re, di fatto non poteva, ma de iure aveva poteri impressionanti (retaggio di un’altra epoca) che VE II e Umberto I mai usarono ma VE III usò nel 1915, 1922 e 1943 (secondo me, se ci fosse stato un VE III giovane sul trono e non il buon Umberto II avrebbe provato a usarli anche nel giugno 1946, magari annullando il referendum 😀 :D)
non mi lascia mettere il testo persiano !
comunque vi informo che la Qeshm Aitlines, una compagnia iraniana, tornerà a volare da domani, lunedì 4 khordad del 1405 (25 maggio 2026 d.C)….Trump permettendo 😀 😀
lunedì è doshanbeh il nome della caspitale tagica (Dushanbe) dal 1961 (prima era Stalinobod “città di Stalin” :D, dal 1929)
Filippo l’Arabo, chi era costui? si staranno chiedendo alla Casa Bianca e forse anche in qualche capitale araba.
Quanto a noi, habemus Hasburgicus.
Non ne sappiamo in generale granché, in realtà: una fonte non proprio attebdibilissima (Eusebio) lo dà persino per cristiano.
sappiamo che nacque a Shehba (oggi in mano ai siriani, ma la Giordania è a due passi) da lui stesso denominata Philippopolis nel 244 d.C l’anno della sua accessione all’Impero..però se crediamo al dotto Ginzel l’Era di tale città partiva dal 247 d.C (vedi infra) e del resto ne abbiamo un solo esempio, etous protou tes poleos, che può voler dire tutto o nulla; l’ancor più dotto W. Kubitschek però la fece partire dal 23 marzo 244 d.C e, a naso, sarei d’accordo con lui (all’equinozio di primavera partiva l’Era della provincia di Arabia computata dal 106 d.C, quando Palma per ordine di Traiano annesse il Regno nabateo)
sappiamo inoltre che elevò il figlio omonimo all’Augustato nel 247 d.C (per alcuni già 246 d.C, di certò già nel 248 d.C come testimonia tr. pot V in un’iscrizione sarda), l’anno del millennio di Roma, donde il titolo “Philippi duo” per la pessima biografia degli Scriptores Historiae Augustae
per il resto, d’accordo con te…..
può essere stato cristiano, di certo non fu anticristiano
i Persiani potrebbero assolverlo, loro malgrado, da un’accusa spesso ripetuta..
se Gordiano III fu ucciso veramente da Shahpur I (il primo Imperatore a finir male con lui, Valeriano farà la fine orrenda ben nota sedici anni dopo) e non si tratta di un vanteria orientale, allora il buon Filippo non ammazzò Gordiano come una traduzione pagana, poi veicolata dal paganissimo e fanaticamente anticristiano Decio (un toscano ovviamente 😀 😀 :D), fece credere ai posteri
Filippo sarebbe assolto..non ammazzò nessuno..anzi si sacrificò per il bene dell’Impero..
in quanto, diciamocelo, a metà III secolo assumere l’Impero era una condanna a morte, a più o meno breve scadenza 😀
Continuano a spuntarmi fuori persiani da ogni parte.
Leggendo un po’ controvoglia la recensione ai libri di un americano che vorrebbe farci amare la matematica spunta fuori a un certo punto il nome di tal al Khwarizmi, un matematico persiano dal cui nome deriverebbe vagamente il termine ”algoritmo”.
Costui ha scritto nel 833 un testo fondamentale, il primo in cui sembra fare la sua comparsa il concetto di algebra, testo che, tradotto, significa ”Compendio sul calcolo per completamento e bilanciamento“, la cui traduzione inglese ci è arrivata solo 1000 anni dopo ad opera di un orientalista tedesco.
Ehm, “un tale” al Khwarizmi..
La sua opera era già tradotta in latino nel Medioevo…
al Khwarizmi..
La sua opera era già tradotta in latino nel Medioevo…
Grazie, e vedo che potevo trovare la precisazione anche su Wiki,
ma l’autore dell’articolo, un americano, evidentemente non l’ha consultata.
Da Vinci, nel senso di Leonardo e NON di Sal 🙄 si riteneva “Allievo della Natura” …
https://youtu.be/bMCSFfDneyI?is=fIUNyFDFb8LtB-za
Ok, si stempera la nebbia sulla tanto sbandierata pace imminente nel Golfo.
Ma de che?
La situazione è bloccata.
Le solite operazioni di sospetto insider trading da annunci di pace fasulli.
Affluiscono armi.
Niente. Come se la chiusura del Golfo, fosse una cosa normale.
https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-faire-trainer-les-choses-une-fois-de-plus
Finché non trovano una soluzione per Israele, non se ne verrà mai fuori.
Che poi questi israeliani sono fatti a modo loro. Quelli che potevano partire sono già partiti. Gli altri, a quanto pare, da statistiche che mi sono passate sotto gli occhi, vogliono la guerra a stragrande maggioranza.
Mah.
https://scenarieconomici.it/crisi-del-gas-e-blocco-di-hormuz-lalgeria-puo-salvare-leuropa-con-il-gas-da-scisto/
Il gas da scisto Algerino.
Salverà l’Europa? Secondo me, no.
Solo il gas Russo potrebbe salvare l’Europa.
Ma lo stiamo bombardando.
🤓
Che ridere.
Sono gli inglesi eh!
Con Mr Bean al comando delle operazioni.
Ma il gas e il petrolio non dovevano finire, anzi essere gia’ finiti?
Tant’e’ che l’europa-EU scommette tuttora, tutto e solo, sulle rinnovabili.
Rinnovabili cinesi, peraltro, se non altro dal punto di vista delle materie prime necessarie, sostituendo una dipendenza con un’altra ancora peggiore, senza rendersi conto (apparentemente) di cosa si stia facendo (a meno che non lo si stia facendo apposta per autodistruggersi, cosa non impossibile, visto il nichilismo occidentale evidente e imperante, che la pravda peraltro astutamente incoraggia).
Mettetevi d’accordo con voi stessi.
Il petrolio si troverebbe su un plateau con progressiva ma lenta discesa in ogni caso siccome l’economia deve sempre crescere per ripagare i debiti, risulterebbe insufficiente rispetto alle necessità.
Questo senza il blocco di Hormuz.
Adesso si stanno esaurendo le scorte e le petroliere che erano in mare sono già arrivate a destinazione. Aspetta un poco e te ne accorgi se c’è tutto questo petrolio.
Per il gas si prevedeva un picco tra qualche vago decennio.
In ogni caso l’offerta e la domanda di petrolio (e gas) si condizionano a vicenda.
Vai a vedere Art Berman.
https://www.artberman.com/blog/the-price-isnt-right-fundamentals-dont-support-100-oil/
L’Europa scommette su tutto, perché è così che funziona il mercato energetico.
Presto ci saranno anche i primi SMR, per la gioia di Di Vita.
Gli ambientalisti tipo me stesso, non so gli altri, vanno ripetendo il mantra che si può consumare il 10% di energia e contemporaneamente migliorando la qualità della vita, come testimonia l’eco-villaggio del “coniglio bianco danzante”.
Basta organizzarsi bene.
Scrivetelo su un foglietto e appendilo allo schermo del computer, perché vedo che tendi a dimenticarlo.
bla bla bla… guarda che io personalmente consumo gia’ da decenni MOLTO meno del dieci per cento che dici. E di quello che fanno gli altri non mi frega nulla, se non quando, specie gli ambientalisti**, mi costringono a sovvenzionare politiche che fanno tutto il contrario di quel che dicono di fare (tipo tombare i fossi al costo di 1000 euro al metro per fare piste ciclabili che solo chi non e’ mai andato in bicicletta puo’ pensare siano utilizzabili – ma che sarebbero comunque inutili in una chiave di less is more).
**si’, proprio gli ambientalisti, la reincarnazione dei nazi-sovietici: perche’ si tratta SEMPRE di gente che ha la verita’ in tasca e quindi la vuole imporre con la forza agli altri, peraltro quasi mai dando l’esempio per prima.
Gli ambientalisti
Mi dispiace di sminuirti il tuo nemico numero uno, ma gli ambientalisti sono tre in tutta Italia e due virgola nove hanno solo in mente il problema della sovrappopolazione.
Che a me francamente mi lascia indifferente.
Le piste ciclabili.
C’è un turismo ciclistico che si appoggia alle piste ciclabili. Ci sono anche le app con tragitti e varie informazioni aggiuntive.
Lo so perché mio figlio, accanito ciclista è uno di questi. E per fortuna che gira in condizioni di relativa sicurezza, perché il ciclista in strada è un soggetto che rischia parecchio.
Io pure ex ciclista quando non c’erano le piste ciclabili, a un certo punto mi sono accorto che i camion e i trattori erano diventati troppo grossi per poter conviverci.
Da cui gli stradoni di campagna dove però ogni volta mangi un chilo di polvere e buchi una ruota.
“ma gli ambientalisti sono tre in tutta Italia e due virgola nove hanno solo in mente il problema della sovrappopolazione”
Se intendi gli ambientalisti veri forse sono anche meno.
Ma io intendo tutti gli altri, quelli che si autodichiarano ambientalisti, che sono circa 60 milioni in italia e 400 milioni in europa. Praticamente tutta la legislazione da trent’anni a questa parte ha come primo obiettivo dichiarato il miglioramento e la preservazione dell’ambiente. A parole, appunto. Con le rottamazioni, i bonus, le transizioni forzate da una dipendenza di materia prima all’altra, le piste ciclabili per consumare asfalto cemento lampioni e praticamente raddoppiare le sedi stradali e far lavorare le imprese locali, eccetera.
Lo sai che io, penso come te almeno su questo, sono per il “less is more”. DETESTO la gentaglia che dice “io in bici anche ci andrei ma voglio la pista ciclabile apposta per me”. Se la gente, se tutti i 60 milioni di “ambientalisti” che abbiamo andassero meno in macchina, e se la cambiassero meno spesso che saranno anche anticonsumisti ma hanno tutti la macchina nuova di zecca ultimo modello antinquinamento comprata con l’ultima aggiunta al debito pubblico (che e’ cosi’) , le piste ciclabili ci sarebbero gia’ e sono piu’ che sovrabbondanti, sono le strade attuali.
Anche perche’, non dimentichiamoci come fa il pesce rosso, che tenere in manutenzione le piste ciclabili che si stanno facendo, tenere sgombri i tubi delle decine di migliaia di chilometri di fossi tombati (e alberi tagliati) mentre contemporaneamente ci si straccia le vesti per l’insufficiente rete di scolo, quando sara’ il momento sara’ impossibile.
Consumisti che si dichiarano ambientalisti
Beh, dipende dal consumo.
Diciamo c’è una soglia “scientifica” che sono i famosi 2000 watt (c’era anche il test per quantificare i watt) che includono non solo i consumi elettrici, ma quanti chilometri fai in auto, abitudini alimentari (incidono moltissimo, infatti io mi avvantaggio di queste).
Grosso modo direi che per dichiararsi ambientalisti ed esserlo, la soglia dovrebbe essere questo livello di consumo.
Poi magari uno fa di mestiere il camionista e a quel limite, chiaramente non ci potrà mai stare dentro. Ma bisogna pur sopravvivere.
Ma le piste ciclabili secondo me, sono di ispirazione più turistica che ambientalista (la via di qua, la via di la’ dedicata magari a qualche vino. Io ricordo la via del Tocai rosso, nel vicentino, strade normali, all’epoca, meravigliose).
Le strade attuali sono però ingombrate di automobili ed io in effetti faccio parte di quella gentaglia che pensa che se potessi prendere la bici senza rischiare di essere stirato da qualche automobilista frettoloso la prenderei più spesso
Per roberto
“Le strade attuali sono però ingombrate di automobili ed io in effetti faccio parte di quella gentaglia che pensa che se potessi prendere la bici senza rischiare di essere stirato da qualche automobilista frettoloso la prenderei più spesso”
Evviva!
Dai 14 ai 30 anni ho girato solo in bicicletta, tranne la sera per andare a basket e ogni tanto per fare delle grosse spese.
Qui
A. Avrei 12 di km di collinette (45 minuti circa arrivando sudato come una bestia)
B. Piove sempre
C. Di quei 12 km la metà sono su una pista ciclabile (che infatti uso quando mi capita di andare da qualche parte in quella direzione), l’altra metà una stradina stretta e orrendamente trafficata e poi il centro di nuovo orrrndamente trafficato.
Non ho più l’età per fare lo slalom tra le macchine
@rob:
“Dai 14 ai 30 anni ho girato solo in bicicletta, tranne la sera per andare a basket e ogni tanto per fare delle grosse spese.
Qui
A. Avrei 12 di km di collinette (45 minuti circa arrivando sudato come una bestia)
B. Piove sempre
C. Di quei 12 km la metà sono su una pista ciclabile (che infatti uso quando mi capita di andare da qualche parte in quella direzione), l’altra metà una stradina stretta e orrendamente trafficata e poi il centro di nuovo orrendamente trafficato.
Non ho più l’età per fare lo slalom tra le macchine”
Be’ complimenti, fatte le debite proporzioni come ciclista sei quasi peggio di me!
“B. piove”
questo e’ davvero un problema!
“l’altra metà una stradina stretta e orrendamente trafficata e poi il centro di nuovo orrendamente trafficato. Non ho più l’età per fare lo slalom tra le macchine”
ma non e’ detto che non hai l’eta’, e poi un centro orrendamente trafficato non e’ MOLTO peggio da fare in auto? O in un mezzo pubblico affollato fino alla soffocazione?
Comunque se in seguito a mie influenze dovessero arrotarti, non e’ colpa mia!
O meglio e’ proprio colpa mia, per cui in genere mi guardo bene dal consigliare ad alcuno di andare in bici salvo che voglia assumersene del tutto personalmente, preso atto degli inevitabili rischi, la responsabilita’ anche morale.
In auto prendo una specie di tangenziale e in 25 minuti arrivo in ufficio….e con I mezzi ci impiego appena un po’ di più e basta non prenderli all’ora degli studenti e sono davvero comodi (oltre al fatto che qui non si pagano)
cosa è la vita senza qualche piccolo rischio?
io lo faccio a Milano!
Non dico di voler diventare molto vecchio, ma mi sembra sciocco rischiare la vita così
Bah io vado solo in bici da trent’anni in qualsiasi condizione di traffico e non ho mai avuto problemi, non vedo perche’ per gli altri dovrebbe essere diverso. Certo da ciclisti bisogna non rompere il cazzo agli automobilisti correndo in mezzo alla strada come fanno certuni, il che dovrebbe essere molto semplice per chi come me e’ stato in passato anche automobilista.
Quasi tutti gli investimenti di bici di cui sono a conoscenza sono di automobili che si immettono da una laterale e investono ciclisti sulla ciclabile che arrivano da entrambi i sensi di marcia, dando per scontato che gli automobilisti si accorgano di loro. Il rischio e’ capitato un sacco di volte anche a me, se non fosse che lo so e mi fermo io in tempo.
Delle auto adesso mi da’ fastidio piu’ che altro il rumore (che se sono elettriche e’ uguale, il grosso del rumore e’ dal rotolamento delle ruote).
Beh sei stato fortunato…immagino che tu non viva in città
Hai una casistica un po’ particolare, credo che tu lo sappia e che non sia il caso di dedurne “le ciclabili sono pericolose”
Vivo in periferia, ma gravito altrettanto in citta’, le due o tre citta’ in mezzo alle quali vivo, che insieme fanno una abbastanza densa rete metropolitana. Con la bici vado dappertutto, ad un certo punto ho smesso completamente di usare altri mezzi, adattandomi al tipo di vita, senz’altro molto limitante rispetto al resto della gente, sotto tutti i punti di vista sociali ed economici, che cio’ implica, anche perche’ ti trovi ad essere “il diverso”, il che si paga, costa in termini sociali. Ma cosi’ ho fatto, giusto o sbagliato che fosse.
Le ciclabili qua sono pericolose anche perche’ pur costruite con enorme spreco di materiali sono fatte da cani, piene di ostacoli improvvisi messi apposta sia per impedire l’accesso delle auto alle piste (!), sia per rallentare artificialmente la corsa delle bici: ma se lo fai mettendo dei paletti di ferro in mezzo alla pista ogni qualche decina di metri, capisci che in condizioni di scarsa visibilita’, se non conosci bene la pista, o se sei distratto, ti ammazzi: per cadere basta sfiorare con il manubrio, ho assistito personalmente a cadute spaventose.
Sono quasi sempre assolutamente inutilizzabili dai ciclisti sportivi, quelli “che corrono” (ai quali io non appartengo, per me la bici e’ un normale mezzo di trasporto).
Diverso il discorso per i percorsi ciclabili a scopo turistico che cita fuzzy: capita che stradine di campagna secondarie vengano riadattate o meglio ridefinite come “piste ciclabili”: ma si tratta semplicemente di quelle che fino a un paio di generazioni fa erano le strade tipiche della nostra normale rete stradale: bianche e percorribili dai pedoni, o dai ciclisti dopo l’invenzione tutto sommato recente della bici, e dai carri.
Solo un paio di generazioni dopo e’ diventato incredibile capire quanto diversamente si vivesse solo qualche generazione fa rispetto ad oggi (che pretendiamo la ciclabile come ulteriore ed ennesima strada, appunto, cosa che e’ in questa prospettiva storica che io trovo stridente ;).
“le piste ciclabili ci sarebbero gia’ e sono piu’ che sovrabbondanti, sono le strade attuali”
La circolazione automobilistica tende ad essere incompatibile con qualsiasi altro tipo di mobilità, dal pedone al mezzo pubblico. Nel senso che, raggiunta una certa massa critica di auto private, tutto il resto non può più circolare dove circolano loro, per cui serve segregazione.
Proverbio olandese:
“Meglio nessuna legge, che una legge non rispettata.”
Meno incidenti senza cartelli e semafori.
A Drachten, in Olanda, da anni si pratica “l’anarchia stradale”.
di Arturo Doilo
Qualcuno la chiama “anarchia stradale”. Altri la definiscono “autoregolamentazione del traffico”. Fatto sta che a Drachten, in Olanda, hanno eliminato gli incidenti, abolendo i segnali stradali, parchimetri e divieti di sosta e di accesso vari: “Tutte queste regole del traffico ci privano della cosa più importante, del riguardo e della gentilezza. Dimentichiamo di comportarci socialmente”.
Parole di Hans Monderman, responsabile per il traffico a Groningen e uno dei padri del progetto. Ancora: “Tanto più sono le regole, meno si sente la responsabilità”.
Monderman, un ingegnere, non è l’ultimo degli invasati dell’antistatalismo, ma è un serio professionista tedesco che ha passato decenni di attività professionale nello studio della mobilità e soprattutto della sua sicurezza nei centri urbani.
Oggi, secondo alcuni studi affidabili, il 70% della segnaletica non è nemmeno percepita dall’automobilista, anzi favorisce il suo imbarbarimento. Ogni semaforo è una sfida per riuscire a passare ancora con il giallo. Il risultato: nella morsa del corsetto delle regole, l’automobilista diventa egoista e cerca solo il proprio tornaconto, a scapito delle buone maniere!
Secondo i fautori del nuovo concetto di circolazione, solo più libertà e più responsabilità individuale possono aiutare ad uscire dal circolo vizioso. Pertanto chiedono strade e vie come ai tempi del Medioevo, quando le strade delle città erano intasate da carri, cavalli e persone. Nei loro scenari, automobilisti e pedoni si intrecciano in un pacifico flusso. D’altro canto non si vede dove stia il problema, dato che anche nelle iper regolamentate strade urbane italiche, studi seri hanno dimostrato che la velocità media è nell’ordine dei 30 km/h.
La libertà è meravigliosa nei suoi effetti inintenzionali: ciò che a molti potrebbe apparire come un caos totale si trasforma in ordine spontaneo. Solo laddove è tutto regolato – spiega la psicologia – l’automobilista può premere il pedale dell’acceleratore senza farsi troppi scrupoli. Un ambiente poco chiaro impone invece cautela e circospezione. “Meno sicuro è più sicuro” è il motto dei fautori della nuova corrente, che hanno deciso di esportare il loro progetto, che a Drachten, cittadina di 45.000 abitanti, mostra la sua bontà. Lì, le automobili circolano sullo stesso piano di pedoni e biciclette. I ciclisti segnalano con il braccio ogni cambiamento di direzione, mentre gli automobilisti si fanno capire con i gesti della mano e della testa: “Più della metà dei nostri cartelli stradali sono già stati rottamati”, spiega l’assessore del traffico Koop Kerkstra. “Dei 18 incroci muniti di semafori ne sono rimasti solo due, gli altri sono stati convertiti in piazzole a senso rotatorio”. A Drachten, ora valgono solo due regole: 1) precedenza a coloro che arrivano da destra; e 2) ciò che ostacola gli altri, sarà rimosso. Da mezzo mondo si viaggia per visitare Drachten e persino Londra si è detta interessata al modello libertario stradale, che a Kensington è in fase di sperimentazione. In un anno il numero di incidenti, con feriti, si è dimezzato.
Oltre alla rivoluzione ideologica che comporta quest’idea, un gran vantaggio lo si certifica in campo economico: in Germania, ad esempio, l’installazione di un cartello stradale costa 350 Euro.
Lo scrittore Paulo Coelho racconta così la sua esperienza a Drachten, dove ha girellato per la città in compagnia di un gruppo di giovani. Solo su indicazione dei suoi accompagnatori s’è reso conto dell’assenza totale di segnali stradali. “Tutt’a un tratto, mi resi conto che avevano assolutamente ragione: non c’era il famoso “Stop”, non c’erano le strisce pedonali, i segnali di incrocio e di precedenza. Non c’era un solo semaforo, con le sue luci rosse, gialle e verdi! E, con mia sorpresa, non c’era neppure la divisione tra il marciapiede e la strada. Il movimento era ben lungi dall’essere ridotto: camion, auto, biciclette (onnipresenti in Olanda), pedoni, tutti sembravano perfettamente organizzati in un posto dove non c’era niente a mettere ordine nel traffico. In nessun momento udii un improperio, sentii frenate improvvise, o clacson assordanti”.
(da “i fogli di Enclave” anno III n.11)
il pesantissimo convitato di pietra nelle relazioni russia-ucraina, l’holodomor
Estrapolato dalle viscere del blog.
Si, era l’epoca della meccanizzazione dell’agricoltura.
Poi, stando al mio unico libro di Storia, non si è neanche visto l’atteso aumento di produttività.
Questione ancora attuale
Il piccolo proprietario agricolo è più produttivo della grande azienda meccanizzata.
Rispetto ad allora sono cambiate le sementi.
Non Ogm eh!
Normale miglioramento genetico.
I russi hanno di buono che si coltivabile patate le mele e i cavoli nella loro Dacia e se vogliono sono praticamente autosufficienti.
Lo si è visto durante il crollo dell’Unione Sovietica.
Il russo, poi, non ha bisogno degli artigiani.
Sa fare di tutto.
Questo mi dicono. Lo stesso Dimitri Orlov, blogger, nel suo ultimo articolo dice di essere impegnato a ridipingere la sua Dacia.
Non rileggo
“I russi hanno di buono che si coltivabile patate le mele e i cavoli nella loro Dacia e se vogliono sono praticamente autosufficienti.
Lo si è visto durante il crollo dell’Unione Sovietica.”
Mi fa piacere che tu ne prenda atto. In effetti in Ucraina i comunisti combatterono la proprieta’ agricola che, a differenza di quella latifondista russa, era piccola e media. La combatterono anche passando letteralmente per le armi i “nemici del popolo”, come vengono definiti tipicamente nei regimi comunisti. Fra holodomor e guerra ai kulaki, fecero uno sterminio inimmaginabile, anche peggiore dei nazisti tedeschi.
Anche durante l’unione sovietica e ben prima del crollo comunque i russi dovevano arrangiarsi: l’economia informale, quella che AdV chiama spregiativamente “economia in nero”, e’ luogo comune fra gli storici dell’economia che fu quella che tenne in piedi l’unione sovietica ben oltre la sua naturale dipartita, fornendo la flessibilita’ e la produzione di beni essenziali che altrimenti sarebbe mancata. La grande economia sovietica era in altre faccende affaccendata, la produzione di armi prima di tutto.
bravo Winston !
senza il mercato nero, i sovietici sarebbero letteralmente morti di fame
e non a caso si trovava più roba dove la mentalità era più “predisposta” (Armenia, Georgia ecc) :D, e lo stesso PC era coinvolto nei traffici “illeciti”, non essendoci le rigidezze talora riscontrabili in Russia
Non vorrei cimentarmi in questioni storiche, perché di Storia ho solo un libro e fondamentalmente tenderei a guardare più in avanti che all’indietro, però ricordo non so come, un lungo documentario su Stalin (e della stessa serie uno su Mao) in cui si soppesavano i pro e i contro del suo operato.
Bilancio finale: mah, nel bene, nel male…non si sa…..
Mi chiedo: senza una industrializzazione forzata, (la si voleva estendere anche all’agricoltura, e questo fu uno sbaglio, probabilmente) che fine avrebbe fatto la Russia?
Perché magari, si parla di Comunismo, ma chi ci dice che Stalin semplicemente non avesse fiutato che per la Russia si stava preparando un destino ben peggiore di quello che fu il suo governo?
Ricordo certi scritti di Hitler (che lessi tra i documenti in un libro di Giorgio Bocca, non so quale, forse è andato disperso) in cui fantasticava su come spadroneggiare in Russia, dopo averla invasa, trattando i russi come dei sub-umani, più o meno come tratto’ gli ebrei, che se fossi stato un russo, mi sarei seriamente preoccupato.
I Veri ProPal dicono che il vero scandalo è che si parli più di poche decine di Europei “Bianchi” maltratti che NON di un Genocidio Infanticida …
Maltrattati
Non so se sono un vero propal, ma anche io ho trovato scandalosa la cosa
OT (forse) utile
se a qualcuno interessa, a partire da oggi, il governo dello Sri Lanka (ex-Ceylon) ha reso gratuita l’ETA (Electronic Traval Authorization) per i cittadini di 40 paesi fra cui l’Italia (ma anche Israele*), abolendo per i cittadini di quegli Stati la tassa di 50 dollari…
funziona….non ho particolare intenzione di andare in Sri Lanka (anche se non si sa mai) ma potevo evitare la prova, essendo gratis ? evidentemente no 😀 non chiedono foto, domande poco invasive, si compila in 3 minuti (provate a fare l’eVisa russo, e ci metterete 1 ora !) e l’ho avuta dopo 9 minuti (beh , il visto australiano, tanto 601 che 651, dopo 1 minuto, quello saudita dopo 30 secondi :D)..
l’ETA dello Sri Lanka vale 180 giorni, dunque è utilizzabile sino al 21 novembre e permette un ingresso di 30 giorni con doppia entrata (ovvero uno può arrivare in Sri Lanka, andare a Jaffna dopo imperavano le mitiche e crudeli “tigri Tamil” dell’EELAM, prendere un traghetto per l’India indù verso Nagapattanam -ma occorrerà il visto indù, a meno di essere in rapporti diretti con Shiva e/o Vishnù e farlo apparire al doganiere indiano 😀 😀 :D- e poi tornare in Sri Lanka, possibilmente non a nuoto 😀 però scalano i giorni, ovvero se uno è stato 18 giorni, la seconda volta potrà stare 12, non sono liberali come Schengen)
quindi, a fronte di un Pakistan che si incattivisce (obbligo dell’invito, introdotto da pochi mesi) e di un’India per definizione statica, lo Sri Lanka si liberalizza
*almeno Moi ben conosce il fanatico bonzo birmano, Wirantho o nome simile 😀 ebbene il buddhismo arrivò in Myanmar dallo Sri Lanka, gli alfabeti sono “simili” e tanto singalesi quanto birmani odiano i musulmani…e dunque apprezzano Israele 😀 che poi non è così anti-musulmano, ma quelli mica lo sanno 😀
Lo Sri Lanka, stando a quello che si legge, potrebbe essere uno dei pochi stati già interamente riconvertiti all’agricoltura biologica. Forse l’unico.
E se fosse vero, sarebbe un paradiso
Ma nessuno va fin là per verificare se sia vero o no.
L’agricoltura biologica fa paura.
Vuoi mai che ti fallisca la Bayer?
il ritorno del pesce rosso…
a te il bispensiero ti fa un baffo… lo sri lanka e’ famoso proprio per il contrario, perche’ l’applicazione integralista alla mao/lisenko/fuzzy dell’agricoltura ideologica l’ha portato letteralmente alla fame
ma tanto hai la pancia piena, che ti frega
sei pericoloso
https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/22_luglio_20/sri-lanka-cina-bio-bf4c038e-0816-11ed-bd15-abd29857fc36.shtml
riporto per i pigri e quelli che non vogliono sapere, e’ un caso noto fra gli agronomi:
“Crisi alimentare.
Quella dello Sri Lanka però ha delle cause molto specifiche, sconcertanti o istruttive a seconda dei punti di vista. E la guerra in Ucraina, con l’iperinflazione dei prezzi dei cereali, è stata solo una concausa finale, ha aggravato problemi che la precedevano di anni.
Un piccolo, sporco segreto, quasi invisibile nei resoconti internazionali, è all’origine della crisi agroalimentare che affama la popolazione. I fratelli Rajapaksa, ascoltando consiglieri occidentali dalle credenziali ultra-ambientaliste, cercarono di convertire l’intera agricoltura dell’isola ai metodi agro-biologici. Nell’impeto riformatore, agognando alla purezza degli ambientalisti dei paesi ricchi, vietarono l’importazione di fertilizzanti chimici sull’isola. Il risultato è stato una catastrofe agricola di proporzioni inaudite, il crollo dei raccolti, la penuria.
L’agricoltura biologica, allo stato dell’arte attuale, fornisce prodotti meno contaminati ma ha una produttività molto inferiore a quella tradizionale. Detto in modo molto esplicito, è un lusso per ricchi, insostenibile se applicato su vasta scala. Mentre l’agricoltura moderna che usa metodi industriali e fertilizzanti chimici è perfettamente in grado di sfamare gli otto miliardi di abitanti del pianeta (come ha dimostrato la «rivoluzione verde» che trasformò l’India da paese affamato a superpotenza esportatrice di derrate agricole), un’applicazione generalizzata del «bio» condannerebbe alla fame la maggioranza dell’umanità.
Provare per credere: i cittadini dello Sri Lanka sono stati le cavie involontarie di questo esperimento sciagurato. E ora non hanno da mangiare.
Tra la prospettiva di morire di fame, e gli eventuali danni alla salute per il consumo di cibi prodotti dall’agricoltura moderna, loro non avrebbero esitato a scegliere il male minore, cioè il secondo. Ma gli abitanti dello Sri Lanka non hanno avuto scelta, la decisione strategica sul «bio» è stata presa da esperti che si sono dati la missione di salvare il pianeta (sacrificando, se necessario, l’umanità che lo abita). “
https://www.corriere.it/pianeta2030/24_gennaio_29/noi-contadini-bio-30-anni-vi-sveliamo-verita-caso-sri-lanka-bugie-ed-errori-conversione-f3ca3dc2-b091-11ee-a325-593ff8bfe988.shtml
Sri Lanka
Certo che se tu ascolti Rampini sei fritto.
Io con quelli che credono a Rampini quasi quasi non ho nemmeno una gran voglia di discutere.
Comunque bisognerebbe andar là per sapere con precisione.
Tu sei pericoloso.
Non ascolto rampini, rampini l’ho citato perche’ e’ un divulgatore alla tua portata, ascolto quelli che sanno di cosa parlano, luigi mariani e’ uno dei nostri migliori agronomi, e una persona molto seria:
https://www.agrariansciences.it/2022/08/transizioni-infelici-al-biologico-il.html
https://www.agrariansciences.it/2022/09/la-crisi-agricola-nello-sri-lanka-e-il.html
Ma, si, lo conosco Mariani.
Anche l’articolo che hai linkato.
Non mi convince per niente.
Ancora di meno il tuo guru Guidorzi
Se tu avessi letto bene quello che ho scritto, avresti notato che io non mi esprimevo nettamente sul biologico e suggerivo di fare un salto nello Sri Lanka per vedere come fosse la situazione reale.
Ma del resto conosco gente qui da noi che coltiva mais biologico quello che si mangia da parte degli umani, e che sarà mai?
Se non raccogliessero niente non lo seminerebbero.
Ma a quanto pare raccolgono e spendono molto meno in lavorazioni. È un problema isolare il mais biologico da quello artefatto.
Io però ho esperienza nell’orto e qui non c’è Mariani o Rampini che tenga.
https://italy.news-pravda.com/italy/2026/05/26/451490.html
Sulla Pravda trovo qualcosa come la ripresa dei combattimenti e la chiusura totale di Hormuz.
Con petrolio previsto a 200 dollari.
Io ricordo benissimo quando ai tempi di Saddam Hussein, un barile costava circa 20 dollari. Poi bisognerebbe aggiustare all’inflazione.
https://open.spotify.com/episode/6aQLgXiGqbZI5Ze2HPXsvB
Un secolo di fallimenti statali
Come e perché falliscono gli Stati.
https://italy.news-pravda.com/world/2026/05/26/451507.html
Ah, i bei tempi di quando si facevano i filamenti delle lampadine col Tungsteno.
Adesso ci fanno le bombe o roba del genere.
Ma il Tungsteno ce l’ha tutto la Cina e non lo dà a nessuno.
Così per i prossimi 10-20 o anche 30 anni niente tungsteno, niente bombe.
Quando si dice i limiti materiali.
Guarda che la Cina ha tutti i minerali critici (e il nucleare montante, hanno in costruzione 30 reattori che saranno pronti entro 5 anni, e in programma molti altri) perche’ le persone come in te in Cina (o a Cuba, e in tutti quei posti che ti piacciono e che ci raccomandi ossessivamente, sempre e sistematicamente autoritari) vengono immediatamente silenziate/eliminate con le buone o con le cattive, e non perche’ altrove quei minerali non ci siano, ma solo perche’ le nostre vispe terese e baronesse delle brioche alla greta che comandano in europa si oppongono caparbiamente alla loro estrazione, sia a casa loro che altrove: inquinamento! incidenti sul lavoro! sfruttamento dei poveri!
E a cosa serve estrarli, quando con la Visa Platinum puoi comprare tutto quello che vuoi? Ma la realta’ prima o poi bussa alla porta. Con la grazia di un Trump, a volte.
Sei passato in modalità “personalità parallela”.
Aspettiamo che passi.
👋🙂
Erri De Luca a Gerusalemme: “Sono un sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio”
“Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria”, dice lo scrittore napoletano a Israel Hayom. “Gli insulti della cricca letteraria non mi toccano
https://www.ilfoglio.it/un-foglio-internazionale/2026/05/25/news/erri-de-luca-a-gerusalemme-sono-un-sionista-e-a-gaza-non-ce-nessun-genocidio–399443