Vedo che il mio articolo di ieri è stato ripreso da quel bellissimo sito/avventura che è Comune-info.
Ci sono stati anche diversi commenti sul mio blog, che mi hanno fatto riflettere.
Stiamo parlando di cose che sicuramente riguardano quasi tutte le persone che conoscete. Tipo, le buche per strada.
Una fruttivendola in pensione segnala una buca. Un esempio estremo; magari poteva anche essere un ingegnere in pensione.
Semplicemente, si tratta di una persona che nota per prima, qualcosa che non va, prende il telefono e chiama. Una cosa che fanno in pochi, perché migliaia di persone sono inciampate in quella buca e non hanno pensato, facciamo qualcosa.
Lei rappresenta in quel momento il 90% dei normali cittadini, ma è anche vero che il 90% del 90% di solito sta zitto.
Non ve la voglia mitizzare: magari la Fruttivendola lo fa solo perché è una di quelle persone antipatiche che c’ha sempre da ridire su tutto, insomma è toscana. E non è detto che ci capisca di niente, al di là della buca.
La Fruttivendola si trova davanti un mondo, su tre strati: il Funzionario, il Resto del Mondo e il Politico. E cercherò nei prossimi post di approfondire tutti i ruoli.
Il Funzionario riceve la notizia della Buca.
Il Funzionario può essere un’ottima persona: ne ho conosciuti di straordinari. Ma per poter agire, deve agire secondo il Manuale.
Sfoglia il Manuale (ironizzo, in realtà si tratta di una giungla di normative spesso contraddittorie) che dice,
“Buca? Catrame!”
In effetti, se copri la Buca con il Catrame, la Buca scompare, fine del problema.
Il Catrame lo deve mettere però qualcuno, e lì nascono i veri problemi: che ditta scegliere, come fare l’appalto, come fare i pagamenti, farci la firma elettronica in formato .p7m (ci metto anche il timestamp, e se me lo dimentico sono passibile di qualcosa?) come non incidere sull’equilibrio di bilancio, dove trovare lo Stanziamento Buche, come evitare ricorsi da parte degli appaltatori esclusi… un incubo insomma.
Comunque arriva la ditta di Torre Annunziata
(caso vero, mi ricordo la splendida sensazione mentre una ditta appunto di Torre Annunziata stava facendo i lavori sul nostro giardino, di sentire qualcuno che parlava in un napoletano bellissimo, antico e ricco, e di girarmi, e vedere che l’oratore era senegalese)
La Ditta mette il Catrame, il fondo stradale si livella, il problema è risolto.
Però una settimana dopo che è passata la ditta di Torre Annunziata, la Fruttivendola inciampa di nuovo in una buca nello stesso posto.
E siccome è toscana e antipatica, fa un post su Facebook dove dice peste e corna della sindaca che secondo lei farebbe apposta le buche, e che Firenze è peggio della Nigeria per colpa della suddetta sindaca.
Però la Fruttivendola ha ragione su una cosa, la buca c’è.
A questo punto, la Fruttivendola fa un Comitato. Il Comitato è un raggruppamento di persone che segnalano qualcosa di brutto, su cui hanno quasi sempre ragione: la buca in effetti c’è.
Però, il Comitato agisce al negativo: ha un problema, e chiede alle Istituzioni di risolverglielo; e se le Istituzioni non glielo risolvono, si arrabbia.
Umanamente molto comprensibile, ma c’è un particolare importante: se sei solo contro, e se ti aspetti sempre che sia qualcun altro che faccia le cose, e non ami e non vuoi qualcosa, ci metti molta rabbia, ma poco amore. E dove metti poco amore, metti anche pochi soldi (in fondo sono Loro, quelli delle Istituzioni, che li devono mettere, no?).
Che non sono solo i dindi, sono anche i momenti felici in cui investiamo la nostra vita in qualcosa di bello, immaginandoci qualcosa di positivo da costruire: c’è un universo di differenza tra la rabbia per la buca e il sogno di una bella strada vissuta.
Quindi i Comitati sono poveri per definizione. E i poveri, altrettanto per definizione, non contano nulla, e vengono spazzati via.
Per questo, un Comitato può avere ragione davanti al mondo e davanti a Dio.
Ma perde quasi sempre.
Al di là della buca, rattrista il fatto che tante belle persone finiscano nell’intimo dolore della frustrazione, della negatività che nega negatività, del vedere solo la Buca, e arrabbiarsi sempre di più.
Bene, mi chiederete, facile criticare chi protesta per la Buca, e che vuoi un mondo tutto bucherellato?
Ne parleremo dopo, qui ho parlato solo di chi si lamenta per la Buca. Dobbiamo riflettere poi su chi dovrebbe riparare le buche. I mondi dei Funzionari e dei Politici. E se forse esiste un altro modo di vivere questi rapporti.

@ Martinez
“Fruttivendola”
Non potrà mai riparare la buca lei. (E nemmeno i suoi vicini, i suoi amici ecc.). Anche se lo sapesse fare, avesse i mezzi tecnici ecc. ciò sarebbe illegale, perché ogni riparazione verrebbe su diversa dalle altre e alla fine non si saprebbe più quale strada e’ sicura e quale no. Qualche tempo fa un privato cittadino che aveva riempito una buca per strada di sua iniziativa ha ricevuto per questo una pesante multa. A fare le cose pubbliche per amore e non per legge si prendono delle belle facciate.
“Funzionario”
Il manuale non gli dirà mai esplicitamente di spendere soldi pubblici per lavori non fatti a regola d’arte. Solo che riparare una buca a regola d’arte richiede di rifare il manto stradale in profondità. Questo richiede un prolungato blocco del traffico e una spesa non indifferente. Il primo gli è vietato dai consiglieri comunali, che non vogliono perdere voti; la seconda dal bilancio comunale, nonché dalle regole che impongono sempre e comunque di spendere il meno possibile (e che danno luogo agli abusi del massimo ribasso, ecc.). Da qui l’appalto alla ditta che tira giusto un velo di catrame e che magari usa immigrati in nero per vincere gare al massimo ribasso.
Senza una politica che non dico rinunci al massimo ribasso (e dunque alla paura di una denuncia per danno erariale) ma che quantomeno allenti i vincoli di bilancio per le opere di pubblica utilita’ (quali le riparazioni del manto stradale) e che soprattutto ponga dei seri limiti alla causa prima delle buche – il traffico automobilistico privato per le strade di città che non sono state progettate per reggere quel traffico – le buche resteranno.
Ciao!
Andrea Di Vita
Una bella politica che rifaccia le fottute strade in modo che servano a quello a cui servono le strade oggi, cioè farci passare le persone dentro alle automobili, e non le lasci nello stato in cui erano state fatte 400 anni fa?
E’ impossibile da pensare?
Forse è meglio così: il Comitato NO buche in Via Garibaldi alla fine si opporrà a qualsiasi soluzione che non sia il rattoppo in due settimane, visto che, se il Comune avviasse una campagna di risistemazione delle strade, la buca di Via Garibaldi verrebbe risistemata, magari a regola d’arte, dopo due anni, perché la strada a quel livello di priorità si trova nella pianificazione.
Inoltre, poiché i cittadini del comitato sono uniti solo dall’antipatia per la buca e niente altro, davanti al Comune che decide che Via Garibaldi non è adatta al traffico veicolare perché è uno strato di asfalto sopra sampietrino vecchio di qualche secolo, troppo sottile per sopportare il peso dei furgoni che alimentano il negozio della fruttivendola, per cui è necessario chiudere al traffico la strada e costringere gli esercenti a rivolgersi ad un sistema di distribuzione centralizzato con mezzi leggeri, allora non è detto che la soluzione strutturale sarebbe ben accetta.
Per MT
“Forse è meglio così: il Comitato NO buche in Via Garibaldi alla fine si opporrà a qualsiasi soluzione che non sia il rattoppo in due settimane”
nel caso specifico nostro – di Borgo San Frediano a Firenze – devo dire che è andta sorprendentemente meglio. Quasi tutti (gente che non si conosceva prima) abbiamo concordato sulla necessità di rifare radicalmente il fondo stradale, anche a costo di disagio; e di vietare il passaggio dei mezzi pesanti. E lo abbiamo anche documentato, raccogliendo tutte le segnalazioni che prima gli abitanti pensavano di avere problemi solo individuali, invece hanno scoperto grazie a noi che i problemi erano comuni. Ma idealmente, avremmo dovuto avere il timbro della ricerca universitaria, per poter dire che abbiamo “la scienza dalla nostra parte”.
@ Martinez
“mezzi pesanti”
Vi è andata meglio perché avete riconosciuto che il nemico non è la buca, che è solo la conseguenza, ma il traffico privato nelle vostre strade (che a quanto ho visto hanno marciapiedi più stretti di quelli dei nostri carrugi!). Inoltre siete anche particolarmente sensibilizzati all’impatto del traffico dei camioncini che riforniscono i bottegai.
Dove stavo prima, nel centro di Genova, chiusero al traffico una strada centralissima, costruita nel Seicento e ricca di palazzi monumentali disegnati pure da Rubens.
Sui muri i bottegai affissero manifestini con su scritto “ogni metro in meno per il traffico è un metro in più per la delinquenza”.
Va da sé che oggi in quella strada di buche non se ne formano più.
In un’altra strada il Comune mise dei cordoli per impedire alle auto di parcheggiare sulla corsia dei bus, proprio davanti alle loro botteghe. I bottegai andarono fino alla Consulta (!) per impugnare quella decisione. A onore della nostra Magistratura devo dire che furono sconfitti in ogni grado di giudizio.
Lì il Comune tenne duro perché la rimozione periodica delle auto in sosta si rende comunque necessaria per la pulizia dei cavedi, fondamentale in una città soggetta a frequenti alluvioni dopo la devastazione palazzinara del dopoguerra coi suoi sindaci democristiani.
Ma ci vollero Sindaci ben determinati – e di salda formazione ideologica – per fare trionfare il buon senso contro gli egoismo particolari.
Quello che da voi fanno i Nidiaci da noi lo hanno fatto gli ex burocrati del Partito.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“non è la buca, che è solo la conseguenza, ma il traffico privato nelle vostre strade”
Cogli le contraddizioni interessanti che ci sono.
Io non ho macchina, quindi dall’esterno guardo questa situazione:
– il problema principale delle buche (e relativo impatto sui palazzi circostanti), nel caso specifico nostro (ma sicuramente non altrove) è il peso dei mezzi. Quindi l’auto privata non è un problema (in questo caso specifico), mentre lo sono i camion dei fornitori… e anche gli autobus pubblici. E questo lo dice uno che è molto a favore del trasporto pubblico, parlo però di un caso molto specifico.
Per quanto riguarda il traffico delle auto (questione importante ma diversa dalle buche), qui ci sono diversi problemi.
Il primo è l’impatto del traffico proveniente da altre parti della città: la Ztl esiste da noi, ma è una gruviera per tanti motivi che non sto a spiegare, e comunque è aperta la sera e non ci sono controlli su chi resta dopo.
Questo traffico forse aumenta i clienti dei ristoranti (più che delle botteghe, ormai scomparse); ma toglie posti auto ai residenti. Che per non mollare il posto quando lo trovano, rinunciano a usare l’auto e quindi non possono uscire dal quartiere la sera se non a piedi.
Ma quello che toglie posto ai residenti sono anche i dehors dei ristoranti.
Sono invece contrario (nel caso nostro) alla pedonalizzazione radicale: la strada trasformata in salotto diventa un unico dehors, i prezzi già altissimi delle case diventano del tutto inaccessibili, la strada diventa uno struscio per soli turisti.
Ora, da questo emerge che la situazione è complessa. Ma proprio per questo va affrontata insieme, con una visione di tutta la città. Mentre i politici hanno necessariamente solo una visione degli “interessi” della città – la gente della periferia giustamente vuole andare in autobus in centro, sono tanti; noi siamo di meno e quindi se un giorno crollano i nostri palazzi, non importa. Quelli che vogliono fare movida in centro sono tanti, e quindi bisogna aprire la Ztl. Il governo impone tagli, quindi ai vigili li si fanno lavorare quasi tutti solo in orario ufficio, per cui il momento in cui servirebbero davvero – la sera e la notte – non ci sono.
@ Martinez
“dehors”
Ecco perché le mezze misure non sono inutili, sono dannose. Il medico pietoso fa la piaga purulenta.
Pedonalizzare una strada quando lì a fianco c’è il parcheggio dei pullman turistici serve solo a calamitare nella strada il turista che esce dal pullman, col risultato che la strada si riempie di bancarelle ripiene di paccottiglia trasportata da fuori coi camioncini che parcheggiano vicino al pullman. E non se ne esce più.
Non pedonalizzare vuol dire ingorghi, buche, inquinamento ecc.
Ora, la risposta al dilemma penso ce la diano gli stessi architetti che hanno costruito Firenze e Genova. Quelli pensarono grandi strade per i signori, da percorrere in carrozze di rappresentanza, e stretti vicoli per il popolo, che ancorché malsani consentivano a chiunque di raggiungere il lavoro, il mercato, la chiesa ecc. entro mezz’ora a piedi al massimo.
In nessun caso i centri storici sono stati pensati per un traffico veicolare intenso. L’Oltrarno non è Los Angeles, e i carrugi nemmeno. Somigliano di più alle Cinque Terre che a Londra o Parigi. (Lo stesso Cesare vietò persino il transito dei carri durante il giorno per le vie dell’Urbe!).
Quindi la soluzione è una sola. Trasformare l’intero centro storico in un’unica isola pedonale. Circondarlo di parcheggi di interscambio esterni, dove convogliare il trasporto pubblico. I negozi del centro si riforniscano con carretti spinti a mano, come in antico; si darebbe lavoro a un sacco di gente. (A Genova poi si potrebbero sfruttare i numerosi porticcioli, e mi risulta che l’Arno fosse navigabile per piccole chiatte). Sì potrebbero pure offrire ai negozianti spazi ricavati da palazzi in disuso o cadenti. (A Genova spesso a questo scopo si usavano i piano terra dei palazzi nobiliari, dietro pagamento di un affitto).
Il turista non avrà più a che fare con ingorghi pedonali; il residente avrà aria pulita; i suoi figli potranno giocare per strada in sicurezza; il bottegaio – necessariamente di dimensioni ridotte, a questo punto – avrà una clientela interessata alla sua arte e non a farsi i selfie su Instagram.
E le strade avranno meno buche.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non ti facevo uno alla Tolkien
mi viene da dire che questa tua idea funziona dopo una riduzione polpottiana della popolazione.
oppure non funziona.
Ciao!
@ francesco
“polpottiana”
Perché?
Se c’è una cosa bella della tecnologia è proprio che consente di vivere e lavorare quasi a tutti senza congestionate i centri urbani.
Ciao!
Andrea Di Vita
E Firenze sarà degna di essere visitata.
Non so come abbiano fatto a Lucca.
Ne ricordo la parte storica dentro alle mura qualche anno fa, tutta pedonabile.
Una piazza ex anfiteatro romano piena di ombrelloni e si mangiava e beveva in totale tranquillità.
Nei forni vendevano il pane con l’uvetta.
E scusate se è poco.
C’era una edicola che vendeva anche libri d’arte o antichi.
@ Puffo giardiniere
“Lucca”
Confermo.
E se uno ama la folla può andarci durante il Luccacomics… una volta l’anno!
Ciao!
Andrea Di Vita
Luccanomics
Si, c’era una cosa del genere a cui volevo andare l’anno scorso. Era dedicata all'”inutilità”.
Ma ero cieco. Cataratta fulminante.
Già rimossa. Magari andrò quest’anno.
“Quindi l’auto privata non è un problema (in questo caso specifico), mentre lo sono i camion dei fornitori”
Ci sono più auto o più camion dei fornitori? Perché la frequenza del transito ha persino un impatto maggiore del peso in sé.
A volte la controparte diventa monopolista della scienza e della tecnica perché il comitato le rigetta in toto.
@ Mauricius Tarvisii
“la frequenza del transito ha persino un impatto maggiore del peso in sé”
Vero.
Ragione di più per privilegiare il trasporto collettivo effettuato con grandi mezzi da convogliarsi su strade e parcheggi progettati per lo scopo rispetto al caotico ammucchiarsi delle maledette motocarrozzette a tre ruote che si accavallano l’una sull’altra scorreggiando da Euro-zero o quasi.
Farò un esempio volutamente estremo e difficilmente esportabile, ma giusto per capirci.
Mia figlia, residente a Zurigo, non ama granché quella città. Riconosce però che buona parte del traffico pesante che ne approvigiona gli ipermercati in periferia è silenzioso e poco inquinante. Abbiamo scoperto che si usano (pochi, ma giganteschi) TIR con motore elettrico equipaggiato con celle a combustibile alimentate a idrogeno. Si muovono solo su strade dedicate che congiungono i parcheggi degli ipermercati alle stazioni ferroviarie, strade la cui manutenzione è il fiore all’occhiello dell’amministrazione.
(L’esempio non è esportabile perché una rete capillare di distribuzione dell’idrogeno per autotrazione è fuori questione; inoltre le celle a combustibile sono carissime, richiedono manutenzione continua e e vanno tenute bene isolate dai serbatoi di idrogeno, il che funziona in pratica solo su un TIR o quasi. Però l’idrogeno produce vapor d’acqua come gas di scarico e le celle a combustibile sono silenziose).
La gente va a fare la spesa in quegli ipermercati (come a Oxford), il centro è ZTL e furgoncini scoppiettanti e inquinanti che scaricano e caricano merci non ce ne sono.
E così le buche non si formano proprio.
Ora, senza arrivare a tanto: è così difficile immaginare un trasporto di merci sull’Arno o sulla costa Ligure per rifornire i supermercati, concentrandosi sulla grande distribuzione per ragioni di scala? Inutile chiederselo: a Genova la concessione della licenza all’IKEA h provocato un conflitto durato due anni per l’opposizione dei mille e mille bottegai… .-)
Ciao!
Andrea Di Vita
quindi a Zurigo sono spariti tutti i negozi?
francesco
“quindi a Zurigo sono spariti tutti i negozi?”
lasciamo ADV rispondere, ma non mi sorprenderebbe, ci sono molte città nel mondo tedescofono (chissà, secondo me molto ispirato dal modello americano) dove è così e personalmente le trovo orripillanti…immagina un deserto fatto di case in cui la passeggiata non è guardare una citàà che vive ma attraversare un dormitorio…brrrrrrr
Per roberto
“immagina un deserto fatto di case in cui la passeggiata non è guardare una citàà che vive ma attraversare un dormitorio…brrrrrrr”
concordo!
Ora, visto che rabbrividiamo tutti e tre, come rifornire i negozi senza disastri nella circolazione?
Esclusi gli schiavi a pedale/carriola pensati dal caro Andrea.
Ci sarà un posto nel mondo dove qualcuno di intelligente ha trovato una soluzione.
Ciao
Per MT
“Ci sono più auto o più camion dei fornitori? Perché la frequenza del transito ha persino un impatto maggiore del peso in sé.”
In Borgo San Frediano, c’erano sicuramente più autobus che camion dei fornitori delle stesse dimensioni; ma più camioncini che autobus.
Miguel
tu mi hai spesso rimproverato il fatto che mi attacco a quelli che tu consideri dettagli, particolari, forse pensi “cavilli”….ma è questo genere di racconti/ricostruzioni che mi fa pensare a quanto questi dettagli siano importanti per *capire*
vediamo
scrivi
“Sfoglia il Manuale (ironizzo, in realtà si tratta di una giungla di normative spesso contraddittorie) che dice,
“Buca? Catrame!”
e da questa affermazione (ironica, certo) partono una serie di considerazioni logiche
ora, io mi chiedo, esiste davvero un manuale che dica “buca? catrame”?
e se non esiste cosa dice veramente il manuale?
e una volta che abbiamo scoperto cosa dice, cambia la nostra analisi?
per esempio, per la riparazione delle buche, funziona sempre per gare d’appalto?
il vostro comune non ha tecnici capaci di fare un rattoppo quando necessario (lungi da me essere un esperto di riparazioni di strade, ce ne sono già abbastanza, ma immagino che non si possa rifare sempre il manto stradale ad ogni buca)?
e sei sicuro che è sempre deciso sul criterio del minor prezzo (che prende poco in conto la “qualità”) e non dell’offerta economica più vantaggiosa (che invece tiene in conto della “qualità”)?
@ Roberto
“tecnici capaci”
Ehm… no.
Non perché gli impiegati comunali siano necessariamente imbecilli o scansafatiche.
Ma perché decine di anni di TINA, di outsourcing, di privatizzazioni a stecca e di “finanza creativa” hanno praticamente depotenziato gli uffici tecnici comunali, ridotto le assunzioni, favorito i prepensionamenti e smantellato quello che restava del Genio Civile.
Un solo esempio, che c’entra relativamente ma che rende l’idea. Una dozzina d’anni fa un referendum boccio’ la privatizzazione dell’acqua pubblica, acqua distribuita di solito da acquedotti originariamente gestiti dai Comuni. Bene, dopo il referendum il governo Draghi istituì (se non de jure, de facto…) la prassi per cui se un sindaco si oppone alla privatizzazione degli acquedotti può essere chiamato alla Corte dei Conti a rendere conto della sua decisione. Cosi’ ha disincentivato l’opporsi alla privatizzazione.
Di fatto oggi le specifiche delle gare d’appalto sono estremamente generiche. Semplicemente perché non c’è più nessuno in Comune capace di scriverle. A volte sono le stesse ditte appaltatrici a riempire le parti mancanti del capitolato d’offerta. Poi, se le cose vanno male, ci penseranno i Vigili del Fuoco e la ASL di competenza. Che diranno loro al Comune di indire nuove gare d’appalto. Le continue riparazioni fanno girare molti soldi.
Le cose non si fanno perché servono alla collettività, si fanno perché qualche investitore (pardon, “stakeholder”) ci possa guadagnare, da bollette, balzelli o altro.
Dove bollette non si possono mettere, ciccia. Un esempio è la manutenzione del verde pubblico. Sotto i governi berluschini i fondi pubblici destinati dal ministero allo scopo si sono quasi azzerati in quei Comuni – come Genova – dove tale manutenzione e’ di pertinenza del Comune. Risultato: parchi chiusi al minimo stormire di fronte, e persone morte per caduta di tronchi secolari.
Un altro esempio? I giochi organizzati dai Consigli di Circoscrizione per bambini: cacce al tesoro, gare di disegno ecc. Abbiamo avuto alcuni esempi davvero notevoli a Genova. Mia figlia piccola era entusiasta. Mi complimentai con uno dei pedagoghi: mi disse che i gessetti e le penne erano state offerte da una cartolibreria locale per farsi pubblicità, perché l’intero finanziamento comunale per tutto l’anno fiscale per tutto il territorio di Genova era di quattromila euro.
Un altro esempio? Gli asili nido comunali, a perenne rischio di chiusura. È voluto: o vai dai privati – spesso preti, e carissimi – o nisba.
TINA, appunto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Risultato: parchi chiusi al minimo stormire di fronte, e persone morte per caduta di tronchi secolari.”
E quando cade un tronco secolare, si procede immediatamente a far tagliare il tagliabile, unico modo per evitare ulteriori responsabilità.
Io mi ricordo che abbiamo bloccato nel nostro giardino una squadra di operai che stavano cercando di abbattere tutti gli alberi. Abbiamo dovuto comunicare con loro a gesti, perché nessuno di loro parlava italiano.
“Abbiamo dovuto comunicare con loro a gesti, perché nessuno di loro parlava italiano.”
E pensare che prima c’erano dei giardinieri del Comune, gente che aveva conoscenze ed esperienza enormi.
@ Martinez
.”enormi”
Non dirlo a me!
Genova et composta di tante Delegazioni, oltre al centro, che una volta erano Comuni autonomi. Quasi ciascuna di queste ha un parco pubblico, più o meno grande, lascito ereditario di qualche famiglia nobile che passava la villeggiatura in ville di cui i parchi attuali erano i giardini. Il vivaio comunale dove sono tenute le piante usate per il ricambio degli esemplari morti o da abbattere occupa tranquillamente una mezza vallata. Ti lascio immaginare l’effetto devastante sul territorio dei vari tagli lineari ai fondi che si sono succeduti negli ultimi decenni.
Un solo esempio: per finanziare le Colombiane si voleva privatizzare l’acqua sola, che tanto per dirne una è il luogo da cui parti’ la rivolta antiSabauda repressa dai bersaglieri di Lamarmora. Tornare sulla sciagurata decisione ha richiesto anni di battaglie legali, fortunatamente vinte. Da noi il semplice buonsenso del “costruire sul costruito”, senza sbancare ulteriore suolo, è considerato Comunismo. Genova è l’esempio lampante di come il suolo pubblico sia anche bene pubblico, non privatizzabile. I privati sono quelli che hanno sbancato la casa di Paganini e che hanno cementificato quel quartiere di Portoria che vide il Balilla. È proprio lì che sorge il palazzo della megaDitta dove lavorò Paolo Villaggio da giovane e che ispirò la scena iniziale di “Fantozzi”.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> Sotto i governi berluschini i fondi pubblici destinati dal ministero
Toh, ecco che anche scopri il problema! che non è Tina ma Luigi XIV.
Che cazzo c’entra un ministro a Roma con la gestione del verde comunale a Genova? nulla di nulla di nulla.
Ciao
@ francesco
“nulla”
Al solito, sei male informato 😉
Anche con l’addizionale IRPEF, e nonostante le pluridecennali promesse legaiole, i Comuni NON hanno autonomia impositiva. (Ad esempio, Genova delle imposte sul porto non vede un euro). I soldi vanno a Roma, che li redistribuisce.
E i Comuni devono dichiarare prima di ricevere i soldi come li spenderanno, e soprattutto quanto riceveranno l’anno successivo.
Così ad esempio il tuo Comune deve dire a Roma quanti soldi prevede di ricavare dalle multe l’anno prossimo prima che Roma scuci le palanche per l’anno prossimo.
Dopo decenni di ‘finanza creativa’ ti lascio immaginare i risultati.
Ad esempio: molti comuni Liguri hanno potuto per anni pagare gli stipendi, mantenere aperti gli asili comunali ecc. Ssolo mostrando al governo nazionale che stavano vendendo licenze edilizie a tutto spiano – per dimostrare agli émuli di Tremonti quanto sapessero “valorizzare gli asset” dati dal territorio.
Risultato: guarda cos’ è successo alle Cinque Terre.
Infatti anche le giunte non di destra (definirle “di sinistra”) è francamente eccessivo) non dicono “basta licenze edilizie”. Al più dicono “licenze edilizie sì, ma solo per costruire sul costruito”, ossia senza occupazione di nuovo suolo pubblico non ancora edificato.
E già così passano per Comunisti…!
Ciao!
Andrea Di Vita
Per Francesco
“he cazzo c’entra un ministro a Roma con la gestione del verde comunale a Genova? nulla di nulla di nulla.”
Ti posso chiedere perché ti poni in questo modo?
Tu poni una domanda interessante:
“Che cosa [ti perdono l’errore ortografico] c’entra un ministro a Roma con la gestione del verde comunale a Genova?”
E’ un problema che mi pongo anch’io, perché non ho mai approfondito seriamente la questione, e sarebbe davvero importante.
Magari tu sai la risposta, ma non la condividi con noi: ti limiti a dire “nulla di nulla di nulla”. E noi ti dobbiamo credere.
Ovvio che a questo punto quello che tu consideri un avversario vince a man bassa.
E la cosa mi dispiace, perché mi sarebbe piaciuta una dialettica, tra due posizioni diverse, da cui imparare qualcosa.
Non mi pare difficile capire che il modello “tutto stabilito a Roma, tutto pagato da Roma” è un disastro garantito.
a prescindere da Roma, se la capitale fosse Mantova sarebbe lo stesso
si chiama mica sussidiarietà? Genova gestisce i carrugi e i rivi di Genova e lo fa come credono meglio i genovesi che votano
si può fare eccezione per qualche elemento di valore veramente eccezionale, che l’Italia protegge direttamente
pochissima roba, però
Ciao
per Francesco
“Non mi pare difficile capire che il modello “tutto stabilito a Roma, tutto pagato da Roma” è un disastro garantito.”
Tendo a essere d’accordo, ma ammetto di capirci poco. Ma proprio per questo, sarebbe interessante avere uno studio scientifico su queste cose, che non siano né le ipotesi dei cittadini, né i vincoli dei funzionari, né gli interessi dei politici.
“Sotto i governi berluschini i fondi pubblici destinati dal ministero allo scopo si sono quasi azzerati”
Il primo grande azzeramento dei trasferimenti dallo stato ai comuni si e’ avuto con l’introduzione della prima tassazione patrimoniale ISI da parte del governo Amato-Ciampi del 1992 (poi diventata ICI, infine IMU), che non era esattamente un governo di centro destra, ma il solito ormai quasi semisecolare centro sinistra.
In sostanza, lo Stato, oberato dai debiti, dagli obblighi di bilancio risultanti dal trattato di Maastricht firmato pochi mesi prima e dalla risultante impossibilita’ a sostenere il cambio irrealistico della lira dopo anni di serpente monetario SME, ando’ in seria crisi di bilancio, dovette svalutare del 30 per cento e comincio’ a smettere di trasferire il gettito fiscale ai comuni in cambio della facolta’ di imporre tasse locali, quasi sempre su base patrimoniale e non in base al reddito. E il gettito centrale rimase al centro.
Da quel periodo in poi la tassazione locale e’ esplosa, e l’acqua, la gestione immondizie, persino i cimiteri, hanno cominciato ad essere venduti, sotto forma di “tariffe” in regime di monopolio o tasse vere e proprie, a peso d’oro.
Credo che nessuno di voi sia abbastanza vecchio da aver notato la differenza.
Prima, lo stato esisteva per il contrario di adesso: cioe’ fornire i servizi veramente indispensabili (acqua, luce, strade) al piu’ basso prezzo possibile, eventualmente simbolico e in deficit. Ora quegli stessi servizi sono forniti in modo da coprire i costi comunque vengano fatti lievitare dall’ambaradan green, e dare in piu’ un guadagno ai comuni e agli azionisti privati in compartecipazione. Sono tasse a rifornire la fiscalita’ generale mascherate da tariffe.
Prima, comunque, anche al cosiddetto nord, prima di riasfaltare una strada ci pensavano dieci volte e aspettavano che avesse delle buche talmente grandi da doverci girare attorno con l’automobile, me ne ricordo certe… Poi i comuni, pur nella severa crisi economica del paese, si sono trovati pieni di soldi da non sapere, perlomeno inizialmente, come spenderli: adesso che hanno imparato eccome, e’ spaventosa la quantita’ di risorse che sprecano in lavori inutili o dannosi solo per dar lavoro alle varie ditte appaltatrici, riasfaltano in continuazione strade gia’ perfette, specie prima delle elezioni… o fanno i lavori apposta in modo che durino poco o generino oneri di manutenzione enormi in modo da garantirsi un gettito senza fine, tanto paga pantalone, dall’epoca i sindaci hanno l’obbligo di adeguare le tariffe e le tasse qualsiasi sia la spesa, altrimenti ne rispondono personalmente.
Ho parlato con giardinieri del comune plurilaureati in agraria e forestale che non sanno neanche che se impermeabilizzi il suolo con l’asfalto attorno agli alberi, le radici riaffiorano in cerca d’aria e lo rompono ogni volta che viene riparato… ogni generazione e’ piu’ titolata e stupida della precedente, a partire da quella che la guerra con le sue durezze fece rinsavire.
Per cui riasfaltano in continuazione e poi tagliano pure gli alberi. Cosi’ gli alberi imparano. E i tagliatori si mettono al riparo dal reato di “dolo eventuale”.
Comunque prima di tutto questo, le buche che c’erano diventavano anche enormi prima di essere riparate, e nessuno si lamentava piu’ di tanto, la gente che girava allora magari era nata e aveva passato la giovinezza prima degli anni del boom: fino agli anni ’60 c’erano ancora strade relativamente importanti che non erano nemmeno asfaltate, che erano strade bianche. Io mi ricordo di aver fatto passi delle dolomiti in cui c’era il pave’ solo sui tornanti, il resto era bianco. Non c’era un battage informativo scandalistico e maniacale come e’ diventato in seguito (specie a Roma… e in questo blog).
Vi ci vorrebbe qualche mese di trincea in ucraina… poi al ritorno, se ritornaste, vi piacerebbe e andrebbe bene tutto.
Per Firmato Winston
“Il primo grande azzeramento”
Molto interessante, tante riflessioni che non avevo fatto.
Grazie!
@ firmato Winston
“primo”
Si’, fu il primo.
Ma, se ti ricordi, doveva anche essere l’ultimo. Era finalizzato a rimettere in piedi un bilancio statale scassato dalle spese clientelari dell’ultimo pentapentito (la “Milano da bere”, le pensioni baby…) prima di Tangentopoli.
E non c’era ancora un Tremonti che voleva che i Comuni cartolarizzassero il proprio debito e che diceva che la lotta all’evasione fisse un problema da lasciare… ai sindaci!
Poi, dopo, è arrivato il cavaliere mascarato.
Ed eccoci qua.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Ma, se ti ricordi, doveva anche essere l’ultimo.”
Non avrebbe piu’ potuto essere l’ultimo e chi di dovere lo sapeva benissimo, perche’ eravamo entrati nel regime di Maastricht firmato nella stessa primavera del 1992, che proibiva ogni intervento da parte delle banche centrali** e quindi il nostro debito ad interesse veniva messo in mano al “mercato” cioe’ alla speculazione finanziaria internazionale che comincio’ a manovrare per trarne la massima rendita finanziaria, debito che non avrebbe percio’ potuto essere piu’ sostenuto se non attraverso l’aumento della pressione fiscale e il taglio della spesa pubblica. Cosa che non ha MAI smesso di succedere qualunque governo avessimo, e li abbiamo provati inutilmente tutti, compreso l’ultimo attuale.
Maastricht fu firmato nella stessa primavera del 1992, poco prima del crollo ad esso conseguente della lira, che non era colpa di Soros, era colpa della firma di Maastricht, da cui i provvedimenti “eccezionali” del governo Amato-Ciampi (entrambi di area di sinistra) (ISI significava “imposta straordinaria sugli immobili”), provvedimenti che poi sono per forza diventati stabili stantibus rebus.
Nel frattempo la nostra classe politica fu delegittimata (lo fai anche tu con entusiastica determinazione in ogni riga dei tuoi scritti per la parte che ritieni inferiore in quanto non e’ la tua) attraverso il paragrillismo dell’epoca, “mani pulite”, e demandammo la nostra sovranita’ democratica alla tecnocrazia della BCE, nonche’ il prevalere del diritto comunitario su quello nazionale: con l’entusiastica approvazione del PD dell’epoca e non del centro destra se non altro perche’ non esisteva ancora. Se la gente non va piu’ a votare e’ perche’ oggettivamente non serve piu’ a nulla, dove vengono prese le decisioni sono al riparo da ogni giudizio elettorale popolare.
Tieni conto che Berlusca al governo ci resta solo 6 mesi e nel solo 1994 degli anni ’90, e ci torna nel 2001. Le lezioni sono in primavera e Bossi fa cadere il governo in dicembre. Tutta la politica di quegli anni, degli anni ’90, e’ decisa dal centro sinistra che sta sia al governo che, come SEMPRE, alla presidenza della repubblica.
https://scenarieconomici.it/leuropa-della-subordinazione-volontaria-tra-captatio-benevolentiae-e-sindrome-di-stoccolma/
** ti ricorderai quanto abbiamo dovuto patire perche’ Draghi pronunciasse il “whatever it takes” nel 2012, e solo dopo aver fatto esplodere spread e debito, permettendo l’eventuale eccezionale intervento della BCE contro la speculazione sul nostro debito, intervento ottenuto anche in quel caso solo in cambio di una drastico aumento della pressione fiscale e taglio della spesa pubblica. C’era Monti, sostenuto soprattutto dalla sinistra e incoronato al laticlavio da Napolitano, non esattamente un destro neoliberista. Ne sono seguiti altri dieci anni di recessione. Il problema di quell’intervento fu in ogni caso che, per essere concesso, avrebbe dovuto acquistare sul mercato secondario titoli di stato in egual misura di TUTTI i paesi UE, cioe’ in ogni caso in modo inadatto ad ogni singola situazione: per moderare gli interessi sui nostri titoli di stato si facevano andare sottozero quelli tedeschi, mantenendo gli squilibri se non accentuandoli.
Oltre al latinorum, sarebbe opportuno essere piu’ informati su questi fatti esiziali degli ultimi decenni del disastro politico e socioeconomico italiano. Se le estreme destre proliferano, e’ perche’ le sinistre inseguono straw-man pseudofascisti (quando e’ evidente ormai a quasi tutti che gli eredi del fascismo per quanto fascisti lo sono meno delle ottuse sinistre stesse) mentre sono mafiosamente omertose sulle loro terribili responsabilita’ del progredire delle tecnocrazie cosiddette neoliberiste (che di neoliberista hanno solo l’occhio di riguardo per la rendita finanziaria, che governa l’economia europea e soprattutto italiana da oltre quattro decenni ormai). Sono 50 anni che ne facciamo di tutti i colori, tagli di spesa, aumenti bestiali di tasse, ma il debito pubblico resta la’ fermo immobile come un macigno in cima alla discesa e pronto a rotolarci sul capo. Non puo’ piu’ essere considerato un caso.
Negli ultimi 40 anni abbiamo pagato interessi ben oltre due interi PIL senza che il debito si sia mai spostato se non marginalmente. Non puo’ essere un caso. E’ una strategia deliberata di massima estrazione di rendita finanziaria, di cui i nostri politici sono complici per cretinaggine e demenza faziosa ed ideologica.
https://scenarieconomici.it/studio-esclusivo-litalia-ha-pagato-3-900-miliardi-di-interessi-dal-1980-219-del-pil/
@ firmato Winston
“Draghi”
Fermo restando che considero la svolta della Bolognina e l’autoaffondamento del Partito la peggiore sciagura della storia d’Italia dall’8 settembre 1943 in poi, e che considero – probabilmente in accordo con te – le privatizzazioni un concreto tradimento del patrimonio di tutti noi Italiani, mi preme sottolineare una cosa che di solito non viene evidenziata ma che salta agli occhi a chi come me ha avuto lunga esperienza di lavoro all’estero.
Maastricht, l’euro e la sua disciplina di bilancio, il famoso vincolo del tre per cento ecc. ce l’hanno avuto tanti altri paesi in UE. Non solo Italia e Grecia, ma Spagna, Portogallo, Austria, Francia…
Eppure gli unici a continuare ad avere questa comoda idea che tutti i mali vengono dall’euro siamo noi e i Greci.
Ora, non ce l’ha ordinato l’Europa di avere il record di evasione IVA e IRPEF (a pari merito, guarda caso, con la Grecia).
Non sta scritto da nessuna parte nei trattati di Maastricht che dobbiamo essere capaci di sfruttare al più il 30% dei finanziamenti Europei disponibili, con punte dell’8% in Sicilia, quando il Portogallo è all’80% e fuori dell’Eurolandia la Polonia è all’88%.
Non ce l’ha ordinato la BCE di avere i tempi di autorizzazione per l”apertura di nuove attività commerciali più lunghe in Europa.
Non ce l’hanno detto i “paesi frugali” di avere i tempi della giustizia civile – rilevanti per la soluzione dei contenziosi commerciali – più lunghi dell’OCSE (con la Romania).
Non ce l’ha ordinato la Germania di avere i più alti tassi di abbandono scolastico d’Europa.
Non è stata la corte di Lussemburgo a intimarci di avere le richieste te di finanziamento BRITE- EURAM più sciatte e quindi più bocciate (lo so: ho fatto parte due volte di una delle commissioni esaminatrici a Bruxelles).
Non è stato il Parlamento Europeo a dare della UE quella definizione che lessi su un santino elettorale democristiano alle prime elezioni del 1978: “L’UE è una Cassa per il Mezzogiorno che parla francese”.
Quando la Commissione organizzava i corsi in due parti per funzionari delle pubbliche amministrazioni per spiegare le procedure di accesso ai bandi di finanziamento per opere pubbliche dall’Italia arrivava un raccomandato per la prima parte e un altro raccomandato per la seconda, così anche se non imparavano nulla si facevano entrambi una ricca vacanza pagata. Lo so: ne ho conosciuti personalmente.
Quando Monti – il tanto vituperato Monti, l’unico capace di fare pagare l’IRPEF ai bottegai di Cortina – da premier si impuntava al Consiglio dei Ministri sulla Frankfurter Allgemeine leggevi editoriali in prima pagina del tipo “ma di che si lagnano gli Italiani? Hanno la ricchezza privata delle famiglie più alta d’Europa”. Traduzione: evadono tutti, vogliono ancora che manteniamo il loro debito pubblico?
Quindi, per carità, i “tecnici” hanno avuto la colpa …di essere tecnici. Cioè: la colpa di mettere si’ un qualche tappullo alle voragini lasciate da decenni di complicità con l’evasione e il malaffare da parte di governi che compravano voti al bazar delle preferenze delle varie categorie; ma di farlo non con una visione politica (che non avevano) ma con gli strumenti tecnici (appunto) offerti dalla mentalità TINA imperante allora: privatizzazioni, tagli ecc.
Poi, visto che una sinistra non c’era più ma c’era lo sciagurato buonismo pddino, la massa di beneficiati dal pentapentito si è rivolta al cavaliere mascarato nello spaesamento della parte sana del Paese.
E i risultati si vedono, a cominciare dal massimo ribasso applicato ancor oggi alla riparazione delle buche.
Concretamente, questo vuole dire che è vano sperare che si rinunci al massimo ribasso finché non si comincerà a pensare all”opera pubblica non come a una occasione di guadagno di un privato ma a un vantaggio per la collettività, distribuendone l’onere su tutti avendo eliminato l’evasione.
Era un ministro tecnico ad avere detto che “pagare le tasse è bellissimo”, mi pare. Belin, sembra Gramsci!
Ciao!
Andrea Di Vita
FW
“Maastricht fu firmato nella stessa primavera del 1992, poco prima del crollo ad esso conseguente della lira, che non era colpa di Soros, era colpa della firma di Maastricht, ”
mi permetto di ricordare che l’attacco di soros alla lira è del settembre 1992, e che il trattato di maastricht è entrato in vigore nel novembre 1993, più di un anno dopo.
nel settembre 1992, se è al black friday che ti riferisci, non era nemeno così sicuro che maastrich sarebbe mai entrato in vigore, il referendum francese si tenne un mese dopo, germania ed *italia* non avevano ancora ratificato, danimarca aveva già respinto con il primo referendum….
Roberto, sei proprio un avvocato (e non e’ un complimento): Carli firma Maastricht nel febbraio 1992, dopo anni di maggiore inflazione italiana a cambio semifisso coi pesi massimi europei. Non saro’ certo io a poterti spiegare cosa significhi se non ci arrivi da solo, arrangiati.
AdV, non saro’ certo mai io a spostarti di un Angstrom dalle tue fissazioni ideologiche adolescenziali, che danno cosi’ tanto stimolo alle stilettate di fioretto retorico qui dentro, con gran soddisfazione del Dio reggente Miguel.
FW
Scusa hai ragione, colpa mia che cerco di parlare con i troll che frequentano questo blog…
Miguel, affar tuo.
“dopo anni di maggiore inflazione italiana a cambio semifisso coi pesi massimi europei”
Guarda che è la fluttuazione al ribasso dei cambi a (im)portare inflazione: l’equilibrio dei cambi al massimo porta all’impossibilità di mantenerlo (con conseguente svalutazione e dunque inflazione) se la banca centrale esaurisce le riserve in valuta estera.
@ firmato Winston
“adolescenziali”
Perché, un adolescente non può avere ragione? 😉
Contesta i fatti che ho citato, se puoi.
E ricorda che di alcuni di quei fatti sono stato testimone diretto. Altri sono arci-noti.
Ciao!
Andrea Di Vita
AdV, di economia ne capisci quanto il piu’ “populista” dei grillini… vai oltre anche come grillino… siamo troppo distanti dai minimi per poter instaurare una discussione, anche lasciando a parte il fatto che qui dentro la discussione e’ fine a se stessa, e’ puro esercizio letterario-retorico, nessuno si e’ mai spostato di un angstrom dalle sue convinzioni.
Dal mio punto di vista di uno che ha sempre cercato di rimettere in discussione le proprie credenze, e le ha rimesse in discussione (non ho mai votato due volte di seguito lo stesso partito), siete il male.
Io cercavo solo di portare allo scoperto fatti che non conoscete, o che conoscete ma a cui non avete mai fatto caso in quanto non si inquadrano con gli straw-man a cui voi “avvocati del popolo” addossate tutte le colpe in quanto “nemici del popolo”, e che io stesso ho reinterpretato col tempo mentre all’epoca vedevo solo quel che sembrava ovvio ma col senno del poi non lo e’ per nulla, e che coincideva piu’ o meno con quanto tu continui ad affermare, tetragono, mezzo secolo dopo, contro ogni evidenza fattuale.
Ma se sono passati 45 anni invano, _se a differenza degli altri paesi abbiamo pagato due pil e mezzo di interessi per nulla_, il che vuol dire che soldi ne sono stati sottratti a bizzeffe attraverso la fiscalita’, qualche dubbio dovrebbe venire persino a te. La rabbia contro i bottegai evasori te la puoi tenere lo stesso (che poi non esistono piu’, hanno talmente evaso per arricchirsi, che le multinazionali del commercio che le tasse le pagano in lussemburgo li hanno fatti chiudere tutti col dumping sui prezzi per poi, se ve ne siete accorti, passare all’incasso aumentando i prezzi, tant’e’ che adesso si devono mettere le tasse sui pacchetti non per far riaprire i negozietti come scommetto credete, ma solo per recuperare il gettito fiscale perso con la distruzione del piccolo commercio – nei paesini di cui l’italia e’ piena le vetrine sono quasi tutte vuote e le luci spente.
Per roberto
“ora, io mi chiedo, esiste davvero un manuale che dica “buca? catrame”?”
No, non esiste un manuale che dica “buca? catrame?”. Esistono tanti, tantissimi regolamenti e procedure e questioni contabili, che finiscono per isolare il problema al solo dato segnalato (“buca”) e risolvere lo stesso con la soluzione più semplice (“catrame”), e che permettono di dichiarare conclusa la vicenda.
Anche sul criterio del minor prezzo, non è esattamente così. Chi vince la gara deve offrire garanzie minime di qualità. Poi vince, a parità di qualità, perché chiede il minor prezzo.
Se nelle buche ci mettesse la sabbia anziché il catrame, non vincerebbe la gara.
Per semplificare, ho anche ommesso che si tratta in realtà in gran parte di subappalti, nel contesto del affidamento quadro “Global Service”, vinto da un raggruppamento di imprese costituito da AVR Spa, Sodi Strade, Smart Engineering, Ingeo Ing e Geo. Ass, Architetto Buonamici.
E sicuramente potrei complicare di molto il quadro. Riassumo: quando qualcuno segnala una buca, arrivano degli operai e ci mettono il catrame.
Per roberto
“il vostro comune non ha tecnici capaci di fare un rattoppo quando necessario”
No. Ha tecnici – anche bravi – che a volte vanno a vedere cosa stanno facendo quelli che fanno i rattoppi.
Ad esempio, non esistono più giardinieri del Comune. Ma esistono dei tecnici del Verde che stanno in genere in ufficio, ma ogni tanto vanno anche a vedere i giardini. E alcuni di loro sono anche persone valide e sensibili.
Parrebbe la soluzione ideale.
Invece di pletore di Operai comunali iscritti alla CGI e alieni al lavoro, occupati in assemblee e agitazioni per la libertà di Cuba, hai Controllori comunali competenti e aziende private che lavorano per sul serio.
Dov’è il trucco?
scusate, manca una L per completare CGIL!
brutta cosa la vecchiaia
@ francesco
“dov’è il trucco?”
Nella parolina maledetta che ci sta rovinando tutti: “private”.
I privati lavorano benissimo per il proprio tornaconto.
Ma il tornaconto del privato non è quasi mai il vantaggio della collettività.
È la solita distinzione fra ottimo di Pareto e ottimo di Nash. Distinzione la cui negazione è la famigerata e perniciosa dottrina della “mano invisibile”.
A Genova davanti al mio ufficio ho sotto gli occhi tutti i giorni il risultato di quella dottrina. È il nuovo ponte che ha preso il posto del Morandi, che crollò ammazzando quarantatré persone perché i profitti del privato si postulava garantissero il bene pubblico.
Il genere umano sopravvivrà quando da quella illusoria dottrina e dei suoi velenosi effetti sarà guarito.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> I privati lavorano benissimo per il proprio tornaconto.
Ma il tornaconto del privato non è quasi mai il vantaggio della collettività.
Oh, che scoperta che hai fatto! sai, hanno inventato i contratti per questo.
Per far lavorare le due controparti private bene, a vantaggio proprio e dell’altro.
Secondo te i fornitori della Stellantis lavorano bene per quale motivo?
Davvero, siamo sotto il grado zero.
Per Francesco
“Parrebbe la soluzione ideale.”
Prendiamo l’esempio del Verde Pubblico.
Una pianta è un essere vivente molto complesso, e vive in un contesto complesso, tra sole, piogge, cambiamento climatico, inquinamento atmosferico, intrusione di specie aliene…
Io ho conosciuto i vecchi giardinieri comunali, ormai tutti pensionati.
Gente all’antica, silenziosa, che però era orgogliosissima del proprio lavoro, e che insegnava senza parola ai giardinieri più giovani, finché ce ne sono stati. Perché comunque fare il giardiniere è diverso dal produrre automobili in fabbrica, quello che fai non viene venduto, ma resta, diventa un pezzo della città, come per un architetto.
Al posto loro c’è un piccolo gruppo di tecnici. Qualcuno ha anche un po’ il carattere di quegli antichi giardinieri, e ci si può capire; altri no.
E questo piccolo gruppo di tecnici, che passa la maggior parte del tempo a correre dietro a problemi burocratici sui computer nel loro (bellissimo) ufficio, ogni tanto passa a dare un’occhiata ai 79.158 alberi censiti a Firenze (dati 2024).
Ma sugli alberi, operano concretamente persone come quelle che ho raccontato: l’operaio senegalese che parla un perfetto napoletano; o quelli che cercavano di abbattere qualunque cosa nel nostro giardino, sapendo brandire una motosega ma non capendo una parola di italiano (credo fossero albanesi).
Il problema ovviamente non è che venissero dal Senegal o dall’Albania; il problema è che erano dei disperati impauriti che venivano da Marte, dove non esiste la vegetazione.
A me pare che il problema sia che la cooperativa per cui lavorano abbia vinto l’appalto per gestire il verde pubblico di Firenze, invece.
Se l’avesse vinta la Miguel&Francesco, ditta di giardinieri appassionati e orgogliosi che cura le ville di un sacco di ricconi, tutti molto soddisfatti del lavoro che fanno, anche Firenze sarebbe piena di alberi ben curati.
Almeno spero.
Ciao!
Per Francesco
“Se l’avesse vinta la Miguel&Francesco, ditta di giardinieri appassionati e orgogliosi che cura le ville di un sacco di ricconi, tutti molto soddisfatti del lavoro che fanno, anche Firenze sarebbe piena di alberi ben curati”
interessante ipotesi.
Ovviamente c’è un frammento di verità.
Il problema è capire se la Miguel & Francesco riesce a sistemare 8.000 alberi in un mese, a un prezzo competitivo con la Buscetta e Cutolo di Ottaviano.
Aggiungo una cosa che ho spesso notato: che la B&C una volta vinto l’appalto, scompare per sei mesi, pagando una penale, ma intanto ha vinto l’appalto.
Il secondo problema è di ordine “regole”, chi ha vinto l’appalto e non fa il lavoro deve essere impalato in Piazza Grande, non pagare una penale.
Il primo è un grossissimo problema. Auspico, spero, credo che se i fiorentini votassero su questo sceglierebbero il rapporto costo / qualità che preferiscono.
Per questo non voglio che sia Roma a decidere/pagare.
Ciao
Per Francesco
“Per questo non voglio che sia Roma a decidere/pagare.”
Sicuramente i fiorentini non manderebbero soldi per finanziare fabbricanti di armi, almeno questo.
Miguel
cosa c’entra la politica estera con la cura del verde comunale???
non ti capisco
Ciao
° Cause o casui di forze o forzati maggiori o migliorie fan tornare ho altri 20 minuti ad espletare +
Quindi e Quare ::: Se dunque Angeton, Dulles, Solie, Kivaltser, Mc Loy tutti co Oswald o Nosenko, tralasciando Londra che ce stava puro Victor Rothschieeeeeldie ( lo scudo rosso sò frontman giusto pé ricordavvelo, e giusto pé scrive che il sionismo è terminato avendo raggiunto l’obbiettivo, ergo ogni stato – non proprio – è illuministico giacobino da 200 anni a sta parte ergo ancora se l’antiscemitismo [ accollato agli altri, giammai pé sé ] è un problemma di lemma :- mancate sempre e dovunque l’antigiudaismo, ma non sapete nemmanco chi sò i giudei, brutti frogi! ) e cianciate cianciate ma uno stronzo e cojone come amme ve parla del kgb, come farete a capì che er kgb nun conta n cazzo e fa fregnacce, se ancora state a cincischià sulla CIA? Non ve siete manco scomodati mai pé Gelli il sovietico che ci siamo subbiti come un atlantista para fascista…Mortacci vostri.
Un fanculo ad INSCO che fa più schifo de Cardini, perché a sto punto è mejo quer comico de Barbero…
p.s. a tutti affetto però a PINO sei tra i minim. Scusa Giovanni
auspico prò sia l’ultima cosa io scriva qui ed in generale e tante volte sono tornato a fare i convenevoli, il nostalgico e cazzi.
Te lo rendo MM. Lascia prdere se si sappia o no o si possa al tuo riguardo arguire, ma tu se una spia verace.
Mazzucco, Casa del sole Tv per non nominare il defunto, tutti i vari pseudo comunistoidi da Fusaro ai Carc e compagnia, Toscano, Messora, Holywar cioè tutta quella pletora di merde che sono anni che smelmano e poi i vari nazistodi bolscevichi tralasciando i nuovi anche quelli esoteristicheggianti alla Marletta…questi veramente fanno schifo loro e chi ne continua le paturnie e sono veramente tanti ormai, ne sono usciti fuori a miriadi.
Ecco tu non eri così. Ora non lo so.
Ma rimai un utile idiota.
Stiamoci bene
‘a mostro!
https://www.youtube.com/watch?v=JFGWitRoSbU
…
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/05/08/segnalato-nuovo-caso-sospetto-di-hantavirus-non-era-sulla-nave_a0bbfa74-57c8-4c0f-b87a-7a85b9139dfd.html
HANTAVIRUS … Weissmann: Vaccino Entro 10 mesi
L’immunologo premio Nobel: “Non ci sarà una pandemia di Hantavirus, tra 10 mesi il vaccino”
Drew Weissman: «Kennedy jr è No vax perché faceva soldi attaccando le compagnie farmaceutiche»
https://www.lastampa.it/cronaca/2026/05/08/news/weissman_non_ci_sara_una_pandemia_di_hantavirus_il_contagio_e_debole_fra_10_mesi_il_vaccino-15613559/
https://www.virgilio.it/notizie/hantavirus-bassetti-contro-heather-parisi-dopo-la-frase-sul-covid-continui-a-giocare-nessuno-la-vaccinera-1754129
HEATHER PARISI dice che questa volta il Giochino Lockdown Vaccino Green Pass NON funzionerà …
Risponde Bassetti :
Stia tranquilla. Potrà continuare a giocare a fare la virologa. Nessuno la vaccinerà perché non esiste un vaccino e neanche una terapia specifica. Sarà per questo che il 50% di chi si contagia con #hantavirus muore.
Lo sapeva?
Non lo avevano insegnato al corso di virologia fatto su Facebook?
Insomma : si smette di parlare di guerra per tornare a parlare di virus e vaccini … dopo aver smesso di parlare di virus e vaccini parlando di guerra.
egoisticamente, e cinicamente*, PER NOI meglio la guerra 😀 che ne dici, Moi ? “sento” che concorderai 😀 😀 😀 per fortuna che la sx non è ANCORA al potere, sennò quelli ci chiudevano in super-lockdown già domani !
* un po’ come, e qui riprendo il giudizio acuto e condivisibilissimo di FW sulla politica italiana fino a Maastricht, ai “bei tempi” Jalta A NOI serviva 😀 stavamo bene, l’America ci proteggeva e non poteva essere troppo arrogante per paura di perderci (eravamo un po’ come una bella donna corteggiata…che ha tutte le carte in mano lei)
certo, per un polacco e un baltico Jalta evocava ben altro, e non qualcosa di piacevole !
Oddio… pensa se casca il Governo e Mattarella mette su la Schlein “senza passare” dalle urne 😱
brrrrrr…….
Di certo Conte con il Virus Nuovo in giro NON evoca il miglior ricordo di sé …
per Moi
“Insomma : si smette di parlare di guerra per tornare a parlare di virus e vaccini … dopo aver smesso di parlare di virus e vaccini parlando di guerra.”
Bellissimo!
Sui Social, c’erano anche quelli che auspicavano un siluro alla nave da crociera eliminando i contagiati a prezzo di sacrificare tutti i passeggeri e l’equipaggio della crociera per salvare il resto dell’ umanità … ma a quanto pare ci sono già focolai indipendenti.
Come se non bastasse, è saltato fuori il nuovo gene dei malori improvvisi che sembra assolvere Big Pharma … ma non certo tutta la gente ci crede.
E poi quel Weissmann che parla di vaccini , ma non ancora di Green Pass … è un Ebreo di Green Farma, perciò stavolta i NoVax hanno una “Aura” ProPal.
BigPharma o come si chiama …
C’è anche la Variante di invocare l’ Iceberg del Titanic … per la Nave Hondius in Quarantena
https://www.jpost.com/israel-news/article-895478
Primo caso di Hantavirus in Israele … e già girano complottari con tesi sugli Ebrei che prima creano i virus e poi vendono vaccini (con battute sui malori improvvisi studiati appunto per eliminare i goyim …) per far soldi.
GIÀ ribattezzato dai NoVax “Antani Virus”, citando Amici Miei … e gemellati con i ProPal a dire che: “stavolta l’ Intruglio Magico dei Sionisti / degli Ebrei non prevarrà !”.
La cosa bella dell’hantavirus è che causando una febbre emorragica schiatti in modo spettacolare, con sangue da ogni orifizio…così ci scaviamo dai testicoli quelli che « ma è solo un raffreddore » 😂😂😂
Per roberto
“La cosa bella dell’hantavirus è che causando una febbre emorragica schiatti in modo spettacolare”
Vediamo, non ne so nulla, ne scopro l’esistenza solo adesso dai titoli.
Immagino che ci sarà chi dice che uccide facendo sgorgare sangue da ogni orifizio, e chi dice che è solo un raffreddore.
L’ hantavirus su risolverà facilmente con l’isolamento… di Speranza.
Suggerisco Sant’Elena o Tristan da Cunha.
Meglio Tristan (Tristão, in originale Portoghese prima di diventare Inglese) da Cunha … sennò si crede Napoleone. 😉
Cmq è curioso: il Pacifico è considerevolmente più largo dell’ Atlantico … ma l’ isola più isolata al mondo è nell’ Atlantico perché il Pacifico è un Oceano con tantissimi piccolissimi arcipelaghi.
” Meglio Tristan (Tristão, in originale Portoghese prima di diventare Inglese) da Cunha … sennò si crede Napoleone. 😉 ”
OmdaMoi!!!!
@ PinoMamet
“Tristan”
Porti sfiga? 😉
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/10/hantavirus-tristan-da-cunha-paracadutisti-britannici-notizie/8381418/
Ciao!
Andrea Di Vita
… com’è se salta il “Vacanzificio” 2026 e vengono rinviati i Mondiali di Calcio ?!
intanto Nigel Farage toglie voti ai conservatori ma anche ai laburisti..
nel Parlamento del Galles, il Reform Party è al secondo posto con 34 seggi dopo l’autonomista Plaid Cymru che ha 43 seggi; il Labour ne ha appena 9, i Conservative 7, i Green 2 e i liberal-democratici 1 (ci sono 96 seggi….il Plaid Cymru per governare dovrà chiedere almeno l’astensione del Labour e l’uscita dall’aula dei due Green, sul modello della “non sfiducia” di andreottiana memoria 😀 43 vs 42 e 11 astenuti/assenti :D)
https://www.bbc.com/news/articles/c0r255xlr59o generale
https://www.bbc.com/news/articles/cdrpxvz61vko Galles
Cymru i’r Cymry!!
(PS per Peucezio: l’unica cosa sicuramente celtica del mondo che si vuol supporre “gallo italico” sono gli immigrati di ritorno dal Galles che parlano ancora un po’ di gallese, in un paese montano della mia provincia 😉
le altre sono supposizioni, suggestioni, antiquaria e chissà… )
Pare dai Social che Moltissimi Britannici Autoctoni vogliano “remigration” dei ” Doctors and Engineers” … però c’ è ‘sta merda di Virus “nuovo” a rubare la scena a tutto il resto, e sembra purtroppo ricalcare un “pattern” (come si dice adesso) che per un biennio è mezzo abbiamo conosciuto fin troppo bene
Confermo che nei commenti degli anglofoni “doctors and engineers ” è usato nello stesso senso sarcastico delle “risorse” in Italia.
Le “risorse” derivano dalla Boldrini , i “dottori e ingegneri ” da non so quale politico britannico.
Mi pare che lo disse un Politico Polacco citando a sua volta Angela Merkel … che ne era davvero convinta almeno per i primi arrivi: probabilmente fu vero per la Germania Est 35 anni fa.
… MA quando una cultura politica pensa sul serio che un Tedesco dell’Est in Germania Ovest sia la stessa identica cosa, stesso identico “Ausländer” di un Pakistano in Germania Unita, qualche Tedesco Autoctono si sente preso per il culo e reagisce male.
Dominik Tarczyński per dire che la Polonia NON voleva accogliere “Alieni”:-) Refugees e se li prendesse tutti l’ Europa Occidentale sradicata per identità , globalista per economia e cosmopolita per egemonia culturale.
In Italia invece possiamo anche avere il Napoletano che torna entusiasta dal viaggio ai Caraibi dicendo di essere più “a casa” lì che a Milano … e il Milanese che torna entusiasta dal viaggio in Islanda dicendo di essere più “a casa” lì che a Napoli.
Il cosiddetto “Dog Whistle” … che negli ultimi anni è sempre meno timido VS gli Ebrei. Anzi, spesso accompagnato da “si facessero l’ esame di coscienza sul perché di oggi, invece di continuare a parlare sempre e solo di 80 anni fa”.
“Risorsa Boldriniana” lo inventò sarcasticamente Salvini per commentare il video inviatogli via Facebook ( ancora non era ancora il Social da “Boomer” di adesso …) da un Fan-Elettore su di un soggetto particolarmente molesto di “quelli”.
Un altro termine in codice, è “Ninja” … per la N iniziale. Chiaro no ? 😵💫
🥷 … su emojipedia si trova
farage….se la monarchia inglese fosse seria sarebbe già stato rinchiuso nella tower of london…
Gia’, perche’ e’ l’ultima vestigia del liberalismo inglese.
Farage, non la monarchia.
prof
sbaglio o è normale che le elezioni locali britanniche diano risultati molto anormali?
finora senza stravolgimenti della politica nazionale
OT
questo è un tema che interesserà Miguel…riguarda Palermo, non Firenze, ma vi sono alcune analogie
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-urbs_senza_civitas_come_il_turismo_di_massa_ha_trasformato_i_residenti_in_ingombri/46096_66669/
Per Habs
“questo è un tema che interesserà Miguel…riguarda Palermo, non Firenze, ma vi sono alcune analogie”
Grazie, proprio ieri un amico mi ha portato il libro della Angela Fais, e ho cominciato a leggerlo su una panchina…
https://www.cronacadilucca.it/post/20725/vivere-il-centro-storico-all—attacco—il-centro-ridotto-a-parcheggio-abusivo.php
Mah, su Lucca dovrei ricredermi.
Almeno stando a quello che ne scrivono i locali.
Che strano. Io ci sono passato una decina di anni fa e nel centro non ho trovato un’automobile.
Noleggiavano le biciclette. Si poteva fare il giro delle mura pedalando…
Boh. L’invasione dei tavolini non la ricordo.
Certo, nella piazza centrale, si. Ma un po’ ci stava.
Lucca 2
Tra i commenti all’allarmistico articolo di “cronaca di lucca”
Se ci sono otto alberghi e chiedono l’accesso di diecimila automobili l’anno, vuol dire che ciascun albergo, mediamente, chiede l’accesso poco più di tre automobili al giorno. 3 X 365 X 8 = 8760. A me non sembrano grandi numeri. Le altre strutture poi non producono neanche l’accesso di un’automobile al giorno per struttura. Direi che le strutture non alberghiere sono irrilevanti, mentre gli alberghi di automobili ne muovono abbastanza poche
Altri commentatori si riferiscono a eventi che possono causare disagio ma in un certo sensi ravvivano l’economia della città.
Poi quello che secondo me è il vero problema.
Sta c….o di movida.
Di notte, come oramai in molte città, è il far West.
Peraltro quando si invocano i vigili (polizia locale) di notte, non si tiene conto che i vigili sono già parecchio impegnati di giorno.
Oramai in Italia tutto è penale.
Anche abbandonare un sacchetto della spazzatura per strada. E i vigili a correre dietro a tutto.
a lucca ci sono stato per il festival del fumetto.
chiudono il centro (che è piccolissimo e si gira benissimo a piedi) al traffico e tutti i visitatori devono parcheggiare per forza fuori dalle mura in parcheggi enormi e onestamente molto ben organizzati. non vedo perché non possono fare la stessa cosa durante tutto l’anno
https://youtu.be/WKDMz6dT_CM?is=4yNY3bGa2fRlYaa7
I Vincoli e lo Stato Sociale.
Non c’è compatibilità, pare.
Ci vorrebbe la “crescita”.
Ma su come ottenere la crescita e se questa sia veramente necessaria le opinioni sono molto controverse.
Io, per me, sono per la decrescita.
In teoria non sarei tanto d’accordo neppure con Alessandro Volpi che comunque considero moltissimo.
Ma io chi sono? Un semplice puffo.
https://sbilanciamoci.info/riconversione-produttiva-e-governo-della-transizione/
La “riconversione produttiva”.
“Oggi la nuova domanda emergente riguarda almeno quattro ambiti strategici: transizione ecologica, cura delle persone, manutenzione del territorio, sicurezza energetica e tecnologica”.
Si. Belle parole, ma poi bisognerebbe specificare il “come”.
Ad esempio in Spagna
https://scenarieconomici.it/il-miraggio-solare-spagnolo-cronaca-di-un-fallimento-e-di-un-salvataggio-annunciato/
Su questo ci sono anche articoli di un Turiel al di fuori di ogni sospetto.
Sul blog di Turiel, naturalmente.
Turiel è per le soluzioni “non normali”.
L’energia intermittente non programmabile, nelle nostre ipertecnologiche ed elettrificate societa’, dove il tempo la fa da padrone e tutto e’ sincronizzato al millisecondo, e’ piu’ dannosa della completa mancanza di energia: se il suo prezzo fosse rapportato al valore vero e non a quello deciso e obbligato dagli organismi politici, dovrebbe essere sempre negativo.
Nessuno pagherebbe una fornitura elettrica imprevedibile per alimentare il suo frigorifero, ma neanche il registratore di cassa e le lampadine.
E’ meglio stare sempre al buio.
Ci vuole tempo, ma la realta’ presenta sempre il conto.
Solo che e’ tutto talmente complicato e dilazionato nel tempo che non si riesce piu’ a capire cosa serva e cosa no, cosa sia stato utile e cosa no, per quale causa del passato le cose vadano a rotoli oggi (anche grazie e per colpa della finanza e del debito, che di dilazionare nel tempo e mescolare le cose nel tentativo di smussare i picchi e pareggiare le tendenze, lo fanno per mestiere).
E’ il paradiso del retore e del politico, che con un po’ di chiacchiere e abilita’ dialettica puo’ riuscire ad avere sempre ragione.
Apparentemente.
Ma dev’essere anche per questo che la reazione a tale andazzo ha ormai smesso di ribattere razionalmente nel merito constatatene l’inutilita’, e contesta tutto in modo emotivo e situazionista-dadaistico, in modo assurdo, a priori.
Dire che le fake-news sono assurde (e quindi da censurare) vuol dire non aver capito nulla ne’ del loro vero significato ne’ del tempo in cui si vive.
Ogni anno, e da molti decenni, se non vado errato l’italia nel suo insieme spende piu’ per pagare gli interessi del debito che per l’istruzione.
L’unico modo per rientrare dal debito, per come funziona oggi la contabilita’ e la ragioneria (che sarebbe tutta da discutere, ma cosi’ funziona), nonche’ la determinazione del tasso di interesse che e’ lasciato al mercato speculativo (vedi le ricorrenti crisi dello spread) e’ di avere un tasso di crescita maggiore del tasso di interesse: ma e’ praticamente impossibile, anche senza decrescita, perche’ siamo delle societa’ mature e gia’ molto ricche, la gnete non sa piu’ come spendere i soldi, in cui i consumi stagnerebbero o calerebbero di suo spontaneamente se non si facesse di tutto per incrementarli artificialmente attraverso la normazione e la propaganda “mimetica” nel senso di girard, con lavori inutili e dannosi se non a far risultare a fine anno nei conti dello Stato l'”incremento di PIL”.
Pensate alla quantita’ immane di opere pubbliche e private che continuano a venire costruite e fra un po’ di anni si aggiungeranno a quelle abbisognose di manutenzione, che peraltro sempre piu’ spesso viene fatta diventare obbligatoria per legge. Prima o poi affogheremo, specie i posteri, nei propri beni materiali da manutenere, non ce la faremo piu’ a stargli dietro, gia’ ora e’ difficile, da cui i bonus 110. Solo regalando condizionatamente soldi alla gente (che pero’ hanno il piccolo problema di essere tutti nuove tasse cioe’ nuovi impegni economici nel futuro) certi lavori vengono fatti, altrimenti sarebbero ritenuti inutili. Notare bene che vengono programmate rigide scadenze temporali apposta per convincere all'”adesso o mai piu’, o approfitto adesso o perdo l’occasione”, vedi PNRR, la sagra dell’inutile. Sono tutti incentivi all’aumento dei consumi presenti e futuri per affrontare il debito montante facendo nuovo debito a catena, e’ tutto il contrario della retorica ingannevole ufficiale.
@ ROBERTO
Probabilmente Miguel ha ancora Troll Naturali, esistono AI di Disturbo apposta adesso.
Fanno persino video, tipo quello del tipo che diceva che un suo amico è morto in ambulanza per colpa delle Zecche di Ultima Generazione che bloccavano la strada … saltò fuori che era falso ma nulla cambiò:
molti utenti lo commentarono dicendo anzi :
“chissà quante volte sarà successo davvero senza che nessuno lo abbia mai imparato” … la “Post Verità “.
Falso nel senso che lo sgondo, la persona in video e la sua voce erano tutto AI
Moi, AI di disturbo:
Le AI sono programmate per tendezialmente dare sempre ragione all’interlocutore, cosi’ da renderlo da esse psicologicamente dipendente. Ma basta poco per programmarle al contrario: probabilmente in tal caso, con la mole immensa di dati che sono in grado di portare a controprova, distruggerebbero in un attimo l’interlocutore umano. L’unica difesa sarebbe nel mettergli contro un’altra AI.
Dubito che finira’ diversamente, le nostre argomentazioni suoneranno ancora piu’ risibili e infantili fra poco di quanto gia’ lo sono agli occhi di chi conosce un po’ meglio l’argomento di cui si parla, il cosiddetto TROLL, ormai il processo e’ gia’ in corso.
“L’unica difesa sarebbe nel mettergli contro un’altra AI.”
En passant sara’ divertente (ma anche no) scoprire cosa succedera’ quando le AI cominceranno a evolvere selettivamente cercando di superarsi l’un l’altra… e non solo in campo dialettico… la tautologica sopravvivenza del piu’ adatto si mostrera’ e non e’ detto che sara’ per noi un bello spettacolo.
Del resto e’ gia’ da un pezzo che non possiamo piu’ spegnere l’interruttore dei nostri computer e delle nostre reti, senza che le nostre citta’, dove peraltro vive la stragrande maggioranza della gente, collassino (verrebbe meno la distribuzione dell’acqua, e provate voi a vivere al quarto piano di un condominio senza acqua… in una citta’ dove anche tutti gli altri sono senza acqua e le fontanelle, se ce ne sono, non buttano piu’).
En passant saprete che negli ultimi lustri gli scienziati sociali gia’ misurano (per quanto si possa misurare) un decadimento delle prestazione intellettuali medie delle nuove generazioni, cosa che mai era successa in passato da quando si fanno queste misurazioni.
@ firmato winston
“quando le AI cominceranno a evolvere selettivamente cercando di superarsi l’un l’altra”
Ma è ‘Modello Due’ di Philip K. Dick!
https://it.wikipedia.org/wiki/Modello_Due
Ciao!
Andrea Di Vita
Grazie, non manchero’ di leggerlo (o di rileggerlo).
Urania n.359 del novembre 1964.
Letto, e’ una variazione sul tema “come distinguere l’androide dall’umano?” di Dick…
Invece e’ farraginoso, ma anche tremendo, “il pianeta del silenzio” di Lem…
A proposito di computer e di reti: alla luce della dannosa imprevedibilita’ del fotovoltaico, Terna sta per obbligare i possessori di impianti fotovoltaici, per adesso dai 100 KWp in su, a montare dei dispositivi di controllo remoto con dati che viaggiano su fibra ottica su una rete separata dalla normale internet, che permettano al gestore elettrico di controllare la produzione per evitare blackout disastrosi come quello ultimo spagnolo. Costera’ sui 30.000 euri a impianto. I costi verranno, ovviamente, aggiunti in bolletta in mezzo agli altri imperscrutabili oneri.
Non ci soffermeremo ancora una volta sulle ragioni di questo fallimento. La chiave, naturalmente, è stata l’assenza di tecnologie di leva adeguate per consentire la tanto decantata sostituzione/transizione energetica: né le auto elettriche né l’idrogeno verde hanno mantenuto le promesse e, allo stesso tempo, la latente crisi energetica, in particolare a causa della carenza globale di diesel e di energia a prezzi accessibili per l’Europa, sta accelerando la deindustrializzazione del Vecchio Continente e, di conseguenza, il calo dei consumi di elettricità. Non c’è transizione, né ci sarà. Abbiamo trascorso troppi anni impantanati nell’indecisione, nelle scuse e nelle mezze misure e, come direbbe Churchill, stiamo entrando nell’era delle conseguenze.
https://crashoil.blogspot.com/2025/12/liquidacion-de-excedentes.html?m=1
Non so cosa voglia fare Terna.
A me potrebbe interessare un impiantino da balcone anche senza storage.
È così (senza storage) che fanno nei paesi in via di sviluppo. Col pannello solare sul tetto della capanna 🙂
Alla fine si è visto che il fotovoltaico ha senso solo in questo modo assai minimalista.
Del resto, poco alla volta, ci stiamo avviando tutti, sviluppati o no, su questa strada.
Grande recente escalation del solare termico
industriale.
Per modo di dire, comunque è cresciuto
https://solarthermalworld.org/news/ship-outlook-2026-2028-mapping-the-future-of-industrial-solar-heat/
Solare termico in crescita sfrenata
Credo di aver gia’ detto molte volte che per farsi un impiantino autocostruito basta poco, e come storage bastano due batterie al piombo da 12 V 100 Ah, che costano 100 euro cadauna, molto semplici da costruire e completamente riciclabili (ma mi dicono che cominciano ad esserci batterie al litio, ovviamente cinesi, che costano cifre similari, solo che sono tecnologicamente MOLTO piu’ complesse, richiedono molte piu’ materie prime costose, ma del resto vale lo stesso per il resto dell’impianto, pannelli e inverter, sono oggetti al silicio molto difficili da costruire).
Affinche’ funzioni, in parte e solo in alcune stagioni dell’anno, bisogna preventivamente abbattere i propri consumi.
Attualmente i pannelli da 400 W di picco costano poco piu’ di 50 euri cadauno, e un inverter ibrido, che non immette in rete (che e’ meglio anche per la rete) un paio di centinaio di euri. Guarda “inverter ibrido” su amazon.
Secondo me un tale impianto personale sarebbe la migliore cura per capire che si tratta di accrocchi patafisici di dubbia utilita’, interessanti solo dal punto di vista sperimentale amatoriale.
I pannelli da balcone del lidl con microinverter non servono granche’: uno dei problemi che hanno e’ che se li installi col contatore normale, esso gira a conteggiare come consumo anche l’elettricita’ che produci in casa, cosa che gli entusiasti nonche’ gli affaristi si guardano bene dall’avvertirti che succede (trovi qualche bricoleur avanzato che lo ammette su youtube).
Se la corrente elettrica fosse venduta come fino a vent’anni fa in regime agevolato per le prime decine di chilovattora, e poi con progressivi aumenti ad aumentare del consumo, si otterrebbero risultati molto migliori, e ognuno sarebbe libero di regolarsi come meglio crede, risparmiando prima di tutto.
Purtroppo invece da una ventina di anni a questa parte e’ stato fatto esattamente il contrario, si e’ punito il piccolo consumo risparmiatore per incentivare l’elettrificazione ad esempio di quei mostri di consumo energetico, elettrico o no, che sono le automobili e i riscaldamenti. Si e’ punito il piccolo consumo (ad esempio elevando moltissimo il cosiddetto “fisso” dei milioni di piccoli consumatori, per contenere i prezzi, peraltro senza riuscirsi, per i grandi consumatori. Questo lo si sapeva benissimo quando e’ stato fatto, e’ stato fatto dichiarandolo esplicitamente, serviva fra le altre cose ad incentivare l’auto elettrica, ma nessuna voce si e’ levata a protestare. Omerta’ pseudo ambientalista, che la maggior parte della gente non e’ in grado di comprendere tecnicamente, e gli altri non vogliono comprendere.
Meglio stare al buio quando fa buio, e al freddo o al caldo quando fa freddo o caldo (se non fosse che la propaganda emergenziale del Potere promette milioni di morti per il caldo ogni estate – e se ti opponi sei un assassino). 😉
Il problema e’ che la tendenza sia socieconomica spontanea che quella spintanea da parte delle autorita’ politiche e di controllo preme fortissimo per l’elettrificazione totale senza se e senza ma, nonche’ per il controllo sociale completo della societa’, e tutto l’ambaradan ambientalista “che conta”, nonche’ confindustria, promuovono e assecondano.
Non la vedo bene, stiamo riscivolando nei tempi bui della prima meta’ del ‘900: sebbene con obiettivi opposti, usiamo gli stessi mezzi. E il mezzo, purtroppo, nelle nostre societa’ tende a diventare fine.
@ Puffo giardiniere
“La chiave, naturalmente, è stata l’assenza di tecnologie di leva adeguate per consentire la tanto decantata sostituzione/transizione energetica: né le auto elettriche né l’idrogeno verde hanno mantenuto le promesse e, allo stesso tempo, la latente crisi energetica, in particolare a causa della carenza globale di diesel e di energia a prezzi accessibili per l’Europa, sta accelerando la deindustrializzazione del Vecchio Continente e, di conseguenza, il calo dei consumi di elettricità. Non c’è transizione, né ci sarà. Abbiamo trascorso troppi anni impantanati nell’indecisione, nelle scuse e nelle mezze misure”
Non “indecisione” Non c’era nulla da decidere, perché come dici giustamente tu non c’erano le tecnologie per decidere.
Aggiungo: anche se ci fossero state, il problema sarebbe stato solo spostato, non risolto.
Ci si è continuato a illudere che la transizione a una economia sostenuta al 100% dalle rinnovabili fosse dietro l’angolo, fosse soltanto una questione di volontà politica, di disciplina.
Non dimenticherò finché campo l’ora di lezione della mia eccellente professoressa di fisica al liceo, nella quale per spiegare il Secondo Principio ci diceva di immaginare una nave che attraversasse l’Oceano alimentando il motore con l’immensa quantità di calore immagazzinata nell’Oceano stesso. Così, la nave avrebbe traversato il mare lasciandosi dietro una scia di ghiaccio. Impossibile, vero? Bene, diceva, questa impossibilità è il Secondo Principio: non otterrete mai del lavoro utile partendo unicamente dall’energia sparpagliata in giro (in questo caso, nel mare).
Al che io pensavo: se al posto del motore della nave che muove le eliche ci metto una dinamo come quella della bicicletta, invece di spingere la nave io produco elettricità. Tuttavia l’argomento non cambia, perché l’Oceano mica lo sa quali sono le mie intenzioni. Ma le rinnovabili vogliono appunto prendere appunto l’energia sparpagliata in giro nell’ambiente e la trasformano in elettricità.
Dunque il Secondo Principio vieta le rinnovabili?
Non esattamente: il vento e la luce solare sono certo distribuiti in giro (lo dice anche la Scrittura: ‘Sol splendet omnibus’, e ‘lo Spirito soffia dove vuole’). Ma non sono sparpagliati così capillarmente come lo è il calore dell’oceano.
Certo pero’ che se la quantità di lavoro che ottengo in rapporto all’energia sprecata per farlo – ossia all’inquinamento ambientale prodotto per ottenere quella data quantità di energia utilizzabile – è nulla nel caso della nave della mia professoressa sarà magari non nulla nel caso delle rinnovabili, ma comunque molto bassa.
E allora perché preferire le rinnovabili al nucleare, che per quanto possa essere pericoloso non lavora comunque mai partendo da energie distribuite, e dunque in ultima analisi inquinerà comunque di meno a parità (si badi) di kWh prodotti?
https://www.google.com/search?q=quanta+CO2+viene+emessa+per+kWh+prodotto+da+nucleare+e+da+rinnovabili&rlz=1C1GCEB_enIT975IT975&oq=quanta+CO2+viene+emessa+per+kWh+prodotto+da+nucleare+e+da+rinnovabili&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOdIBCTE5OTM2ajBqOagCBrACAfEFHwDX7h74sYY&sourceid=chrome&ie=UTF-8
E in più il nucleare non teme la Dunkelflaute
https://it.wikipedia.org/wiki/Dunkelflaute
La pensavo così da ragazzo, tanti anni fa.
E’ bello sapere di avere avuto ragione fin da allora
https://lespresso.it/c/mondo/2026/3/10/von-der-leyen-nucleare-energia-unione-europea/60522
Ciao!
Andrea Di Vita
Nucleare
A partire dal XXI secolo il costo dell’energia nucleare, prima più conveniente rispetto a quella proveniente da centrali a carbone, ha iniziato a crescere e ciò è dovuto sostanzialmente all’introduzione di maggiori sistemi di sicurezza nella centrali.
Wikipedia
Ricordo che ai tempi di un certo Roberto (non ricordo il cognome, mi pare fosse slavo) nuclearista polemico, certo, un tecnico autorevole, provai ad informarmi su questo complicato argomento.
Modestamente, dalle mie piccole ricerche, riscontrati due criticità fondamentali
1 le scorie restano un problema aperto e che si accumula nel tempo
2 all’epoca, se facevi una centrale sicura, non era economica, perché la sicurezza costa.
Se la facevi e economica non era sicura
Non so oggi come siamo messi.
Ma io come ho già detto più volte, mi baso sull’antifragilita’ stile Taleb
Le cose troppo complicate sono fragili.
Preferisco le tecnologie semplici ed essenziali, ma non per questo non aggiornate.
Potranno sembrare utopiche, al momento, ma in prospettiva non vedo alternative.
Salvo miracoli.
La stessa transizione basata sulle rinnovabili, a mio.parere, è fallita perché troppo complessa.
Un conto è fare progetti su un foglio Excel, altra cosa è realizzarli in questo mondo di pazzi.
@ puffo giardiniere
“nucleare”
I costi dipendono dalle regolamentazioni, che dipendono dalla volontà politica, che è soggetta alla fobia di massa attizzata dai mass media influenzato dalle lobbies dei fossili.
Basti pensare che a Chernobyl (!) sono morte sessantatré persone e col Vajont duemila, eppure nessuno si sogna di indire referendum contro le dighe (nemmeno i Verdi, anche perché altrimenti gli accumuli che servono a tappare i buchi delle rinnovabili te li scordi).
Le scorie? Una lattina di Coca Cola per l’elettricità consumata da una persona in tutta la vita? In Francia le scorie le metti o nello Champenois, e nessuno è mai diventato radioattivi con un brindisi di Dom Pérignon.
Ciao!
Andrea Di Vita
@AdV
sottoscrivo
comunque l’antifragile, anche se non ho letto _questo_ libro di Taleb, so che consiste prima di tutto nel diversificare, sia tecnologicamente che geopoliticamente, mentre stiamo sostituendo la schiavitu’ del fossile con quella delle filiere delle materie prime cinesi, che e’ peggio (oltre che elettrificare completamente la societa’, una follia da deficienti mentali, grazie alla solita incomprensibile, assurda, aliena, europa di bruxelles)
i 60 reattori che hanno in francia, forse anche troppi, li hanno fatti in pochi anni, semplicemente costruendoli in parallelo dopo aver sviluppato i prototipi che in quanto tali sono molto piu’ lenti e costosi da fabbricare –
la francia se non sbaglio possiede saggiamente e completamente anche la filiera del trattamento del combustibile
in occidente invece ogni reattore costruito negli ultimi decenni e’ stato un prototipo, sfido che ha rotto ogni previsione di tempi e di spesa (a parte l’ostilita’ normativa aprioristica e feroce dell’ambientalismo occidental-grillino, ignorante e ottuso che giustamente cita AdV – prima fanno di tutto per rendere impossibile e antieconomica la costruzione, e poi dicono che e’ impossibile e antieconomica)
le rinnovabili spagnole stanno relativamente in piedi solo perche’ la spagna ha ancora un 20 per cento di nucleare, e quindi usa meno di meta’ del gas che usiamo noi (peraltro della vicina comoda algeria) a determinare il prezzo di tutto il resto dell’energia prodotta (rinnovabili ne hanno circa quanto noi e la germania, un po’ di piu’ ma in modo marginale: a fare davvero la differenza e’ il nucleare, che peraltro vogliono, da par loro, dismettere)
in italia per non risolvere anzi peggiorare il problema energetico abbiamo buttato via negli ultimi decenni qualcosa come 1000 miliardi fra incentivi e bonus, portando il nostro debito a 3000 miliardi dai 1000 che era. Debito che restera’ a compromettere le esistenze delle generazioni a venire che non sapranno neanche a cosa sia dovuto (solo i bottegai di berlusconi, se staranno a sentire AdV, mai le multinazionali con sede fiscale in lussemburgo, olanda e irlanda…)
La centrale nucleare di Baraka degli emirati, costata 25 miliardi (cosi’ tanto anche perche’ e’ l’ennesimo esemplare unico o quasi) produrrebbe da sola un settimo dell’intero fabbisogno elettrico italiano: moltiplica per sette (ma sarebbe meglio per 4 o 5 in caso di costruzione in parallelo), confronta, e datti delle risposte
1000 miliardi per nulla a fronte di meno di 100 miliardi per molto (perche’ gia’ 4 centrali del genere sarebbero piu’ che sufficienti per l’italia, nel principio che diversificare e’ prudente comunque
solo i superbonus sono costati piu’ di 200, altrettanto il PNRR, 240 i conti-energia di prodi-pecoraro scanio: peggio che per nulla, per moltiplicare la bolletta elettrica
robe oggettivamente da pazzi, da ignoranti, da adepti del pensiero magico
en passant la francia esporta 100 TWh di nucleare, un terzo del fabbisogno totale italiano, di cui in italia importiamo il circa 15 per cento del nostro consumo totale, e la francia e’ il paese con di gran lunga le minori emissioni di CO2 in europa, una frazione, a volte un settimo della germania! (e il piu’ basso costo dell’energia, anche perche’ le centrali sono vecchie e ammortizzate da anni)
non e’ assolutamente vero che non usiamo energia elettrica nucleare
peraltro l’ottimale sarebbe usarla per il carico di base, diciamo un trenta per cento, e poi usare un po’ anche di tutto il resto (carbone e oriflow compresi), specie per quelle centrali che abbiamo o avevamo gia’ e che e’ stato stupido smantellare, riconvertendo tutto al gas da primi della classe (motivo per cui adesso siamo i piu’ penalizzati nella tariffazione a costo marginale della materia prima, che credo sia oltre la capacita’ di comprensione dell’italiano medio, e di tutti i politici non solo quelli “medi”, per loro particolare forma mentale: chi si occupa di leggi e burocrazia italiana rincretinisce automaticamente, si pone fuori dalla normale logica mentale, diventa lui si’ davvero l’anticristo, l’avversario, non solo i politici, provare a ragionarci, per credere : dal muro di berlino siamo passati al muro di roma e di bruxelles ;))
uno dei gravi problemi del rinnovabile intermittente e’ che devi moltiplicare le apparecchiature che servono a smussare le discontinuita’, moltiplicando la spesa dell’infrastrutturazione: devi usare batterie per quando non c’e’ sole e vento o ce ne e’ troppo (vedi spagna), centrali a gas per quando le batterie si scaricano (sempre, nei mesi invernali, usare batterie per coprire non ore ma settimane di carenza e’ impossibile), centrali a carbone per quando non c’e’ il gas… rinforzare la rete se vuoi elettrificare tutto… e’ tutta roba che costa un botto da tenere in piedi solo per tamponare le falle della produzione ogni volta che serve
in effetti uno dei “problemi” del nucleare, dal punto di vista degli ambientalisti senza se e senza ma, e’ che se hai il nucleare, tutto il resto non serve piu’ e diventa uno spreco inutile… da fighetti ambientalisti cartonati, cioe’ da piu’ o meno giovani occidentali viziati 😉
al di la’ della faziosita’ dell’ospite e dei commentatori, qui c’e’ una discussione interessante, nella quale uno degli interlocutori dice che diversificando e’ un casino comunque la si giri (ma e’ un video lungo e specialistico non credo vi attizzi)
https://www.youtube.com/watch?v=QB0TA0tMcUU
L’antifragile
Un sistema energetico centralizzato è più fragile rispetto a uno decentrato.
Quello decentrato espone a tante piccole interruzioni che comunque si risolvono con semplici espedienti suggeriti dal senso pratico. Quello centralizzato, nel momento in cui smette di funzionare sono guai seri.
Comunque per costruire un sistema decentralizzato a base di pannelli solari sulla capanna non servono tutte quelle migliaia di milioni di miliardi.
Lo fanno nei paesi in via di sviluppo.
Certi, cucinano anche col solare termico oppure essiccano per conservare a lungo certi alimenti.
Basta avere il sole.
I nordici poveri non lo so come facciano.
A pensarci bene, dubito che ci siano dei nordici poveri. Nel senso di veramente poveri.
@fuzzy:
“Un sistema energetico centralizzato è più fragile rispetto a uno decentrato.
Quello decentrato espone a tante piccole interruzioni che comunque si risolvono con semplici espedienti suggeriti dal senso pratico.”
Ma lo sai che gli inverter approvati per l’istallazione devono per legge spegnersi quando manca la corrente di rete, anche se hai le batterie e potresti essere autonomo? Serve per sicurezza: per eventuali operai che stiano lavorando sulla rete, che verrebbe alimentata dai produttori periferici anche dopo che e’ stata disallacciata la cabina elettrica dalla rete principale.
Ci sono un sacco di cose di cui ci si accorge solo dopo…
Nel nostro caso europeo comunque assolutamente no: le rinnovabili intermittenti sono assolutamente al primo posto nel creare instabilita’ e blackout generali, se non ti e’ chiaro di per se’ per le tue competenze tecniche, lo trovi spiegato dappertutto.
Pensa alla quantita’ immane di cibo in frigorifero o congelato che viene buttata via quando c’e’ un blackout come quello spagnolo (far ripartire una rete non e’ facile, come minimo bisogna aspettare la notte sperando che non ci siano tutti i condizionatori che partono assieme, specie se non hai generatori tradizionali con grandi masse inerziali rotanti da centinaia di tonnellate da collegare in rete quando sono gia’ ben avviati)
Quello che non fanno le rinnovabili, lo fa l’abuso dell’aria condizionata (che i rinnovabilisti ad oltranza a suo tempo hanno dimenticato di farci notare che serve si’ d’estate quando c’e’ piu’ sole, ma anche nelle notti – e senza luna, c’e’ pure gente che crede che basti la luce lunare per produrre elettricita’…).
Pensa a quanto facile e’ prendere per il culo la gente che per forza e’ ignorante data la complessita’ degli argomenti, con informazioni false e parziali dettate da furore ideologico e pensiero magico… e criminale opportunismo politico.
C’e’ una serie di articoli qua sul sito degli amici della terra, che pero’ non sono facili da capire se non si sanno gia’ molte altre cose preliminari (le famose “basi”):
https://astrolabio.amicidellaterra.it/node/3737
Dello stesso autore, Brussato, che e’ ingegnere minerario, sono interessanti anche gli articoli nei quali avvisa che abbiamo sposato ad oltranza le rinnovabili senza porci il problema di quante e quali materie prime sarebbero state necessarie per la transizione, e di quanto sbucaltamento minerario avrebbe cio’ implicato, non inferiore a quello per i fossili o il nucleare.
“Ma basta poco per programmarle al contrario: probabilmente in tal caso, con la mole immensa di dati che sono in grado di portare a controprova, distruggerebbero in un attimo l’interlocutore umano”
Ma no: le IA di solito non hanno conoscenza approfondita di nulla e basta essere minimamente informati sull’argomento di cui si tratta e ti sembra di avere davanti uno studente un po’ tardo che ha fatto una ricerca su Google a cazzo di cane.
Oddio, potrei sbagliare in quanto non ho la televisione da decenni, ma in un colloquio televisivo tipico coi politici di turno, con le cazzate che sparano, credo che li distruggerebbero. Pensa a quante prove e controprove potrebbero portare in un battibaleno, invalidando i loro ragionamenti gia’ di suo traballanti.
Se non da subito, fra poco.
Hanno pure il difetto di essere gentili (le AI).
😉
Certo che pure da questa roba non si tornera’ piu’ indietro, stiamo accelerando verso l’ignoto a piu’ non posso, perche’ “se non lo facciamo noi lo fara’ qualcun altro che ci superera’”, e’ sempre il solito meccanismo evolutivo di “corsa agli armamenti” in azione da quando esiste la vita sulla terra.
Fra l’altro e’ incredibile come si sia saltato a pie’ pari il mantra propagandistico degli ultimi decenni, il mostruoso consumo energetico. Fino a ier l’altro qualcuno del campo ambientalista minacciava che semplicemente spedire una mail costava non so quanti kilowattora, oggi mi pare che stiano tutti relativamente zitti. Al massimo dicono (la baronessa VdL ad esempio) che bisogna accelerare il dispiegamento di pannelli fotovoltaici e pale eoliche. +1!
La mia prognosi e’ infausta.
Ecco, coi politici funziona bene. Non perché li distrugga, ma perché ripete benissimo le frasi fatte, esattamente come loro.
Beh, la IA ha i suoi limiti: quando gli chiedo cose specialistiche del mio campo si vede che fa pasticci, però fra l’IA e un politico o giornalista medio passa la stessa differenza che fra Einstein e un paleolitico con la clava.
Per roberto
“Probabilmente Miguel ha ancora Troll Naturali, esistono AI di Disturbo apposta adesso.”
Penso proprio di sì! 🙂
Ma ci sono diverse modalità.
Daouda fa il Daouda, quando appare ogni tanto;
Winston è un po’ arrabbiato e sprezzante verso chi non la pensa come lui, ma porta spesso informazioni interessanti;
Puffo Giardiniere è gentilissimo quando fa affascinanti e creativi monologhi;
Roberto è sempre contrario, non si sa perché;
Francesco si avvicina a volte al troll professionale: Tizio fa un lungo commento, discutibile quanto si vuole, ma documentato, Francesco risponde, “hai appena dimostrato di essere un cretino ignorante comunista polpottiano devoto di Hitler”e finisce lì. Ma poi si coglie che lo dice con una certa affettuosa ironia, ormai ci conosciamo.
infatti sono contrario a due cose
1. “non si capisce perché”
a me sembra invece di spiegare sempre perché
2.”Francesco si avvicina a volte al troll professionale”
in realtà se guardi con un minimo di distacco e oggettività, si è preso una valanga di insulti con una pazienza che avrebbe fatto invidia a giobbe, prima di passare ogni tanto alle vie brevi
Per Roberto
“infatti sono contrario a due cose
1. “non si capisce perché”
a me sembra invece di spiegare sempre perché”
Probabilmente mi spiego male.
E’ che io parto dall’idea, di cosa possiamo costruire di positivo, nel poco tempo di vita che ci rimane, e con le poche forze che abbiamo.
E sento spesso demolire e criticare. Che andrebbe benissimo, a patto che ci fosse una proposta alternativa: la critica è fondamentale per capire i propri errori.
Però forse sono io che non riesco a cogliere quello che di positivo suggerisci di fare, e che accoglierei probabilmente volentieri.
caro miguel,
come ho provato a spiegare mille volte senza successo, io temo di essere irrimediabilmente legato al mondo reale
se leggo la domanda “cosa possiamo costruire di positivo”, io penso subito a
a) descrivere il problema nel modo più accurato e realistico possibile
b) analizzare la proposta nel modo più accurato e realistico possibile
per dire, se uno mi scrive che i problemi dell’italia nel settembre 1992 sono legati al trattato di maastricht che stabiliva determinati vincoli, a me sembra di dare un contributo tutto sommato interessante se dico “no guarda, nel settembre 1992 maastricht non aveva nessun valore giuridico e quindi non creava nessun vincolo o obbligo”
poi certo, se vogliamo discutere solo del mondo immaginario per il piacere di litigare con nemici inventati che dicono le cose che alle quali ci piace rispondere (cosa che secondo me descrive il troll), effettivamente sono un rompicoglioni….
capisco anche che a volte i castelli costruiti sulle nuvole sono più divertenti, o interessanti di una casetta in mattoni, ma io sono appunto un muratore, non un filosofo e a me piace guardare come è fatta la casetta di mattoni, non se è meglio mettere i pannelli solari nel castello sulle nuvole
Per roberto
“er dire, se uno mi scrive che i problemi dell’italia nel settembre 1992 sono legati al trattato di maastricht ”
Su Maastricht e dintorni, non metto bocca, perché ne so molto poco.
Mi riferivo al fatto che tu consideravi fuori dalla realtà la mia analisi di cose che invece conosco molto bene, solo perché le ho espresse in modo sintetico.
Se tu mi dici che in Lussemburgo, i mezzi pubblici sono efficienti, non mi viene da dire, “ma sei fuori dalla realtà, tu pensi che in tutto il Lussemburgo non ci sia un autobus un po’ difettoso? Che non hanno mai sbagliato una corsa? Che non ci siano mai autobus affollati?”
Do per scontato che la tua sia una generalizzazione e una semplificazione, per comunicare un’esperienza reale tua.
https://italy.news-pravda.com/russia/2026/05/11/442269.html
Si, la casetta di mattoni ha qualche problemino alle fondamenta.
🙂
@ puffo giardiniere
“problemino”
…difficilmente risolvibile con specchietti e girandole
https://quifinanza.it/green/energie-rinnovabili-cambiamento-climatico-limiti/992883/amp/
Ciao!
Andrea Di Vita
Problemino difficilmente risolvibile.
Vorrei sperare in una ricaduta nel modello “coniglio bianco danzante”.
Ma non è certo detto che si atterri lì.
Certo è un modello povero.
E non si possono eludere le carote.
Miguel
“Mi riferivo al fatto che tu consideravi fuori dalla realtà la mia analisi di cose che invece conosco molto bene, solo perché le ho espresse in modo sintetico”
però miguel, mi sembra di aver spiegato bene il mio punto, oltre ad aver specificato dalla “mia” realtà”
il tuo punto di partenza era
“il cittadino arrabbiato, confuso, inesperto, ma che conosce i fatti; contro l’istituzione sorridente, esperta, che conosce le procedure per uscire indenne e si occupa di tutto per micro-compartimenti stagno…”
e ribadisco, ci saranno sicuramente casi così, ma nella mia esperienza il cittadino (e mi ci metto anche io ovviamente) difficilmente “conosce i fatti”. Diciamo che il cittadino, proprio perché arrabbiato e confuso, diventa un esperto di tutto e ha una spiegazione ed una soluzione per tutto, che sia l’hantavirus, o i vaccini, o la classificazione dei pianeti, o la potatura degli alberi o il rifacimento delle strade.
ora mi scuserai se vedo con un certo scetticismo questa ricostruzione, anche per il semplice motivo che, come tu stesso dici, sono questioni complesse: dietro una buca per strada ci sono mille altre questioni che chi è inciampato nella buca e sta bestemmiando gli dei magari non vede
idem per la tua visione delle istutuzioni. magari a firenze sarà così, ma continuo a pensare che il funzionario (che improvvisamente non è più cittadino, chissà perché una volta sedutosi dietro la scrivania perde la conoscenza dei fatti) che timbra senza sapere cosa e solo per passare avanti la carta, sicuramente esiste ma non credo che sia la misura di tutte le amministrazioni del mondo
Per roberto
“il tuo punto di partenza era
“il cittadino arrabbiato, confuso, inesperto, ma che conosce i fatti; contro l’istituzione sorridente, esperta, che conosce le procedure per uscire indenne e si occupa di tutto per micro-compartimenti stagno…””
Evidentemente sono io che non so esprimere il mio punto di vista.
Il cittadino è innanzitutto isolato, pensa di avere solo lui un problema. E segnala in quanto individuo.
Se si riesce a formare un comitato, le cose cambiano. Da una parte c’è sicuramente un’atmosfera sospettosa e ostile; ma ci sono anche una varietà di competenze che emergono: chi è un funzionario del Comune in pensione, chi è ingegnere, chi lavora in un ristorante… Queste competenze, più un lavoro capillare di documentazione, e il fatto di potersi concentrare su un unico problema, e di avere magari pensionati che hanno il tempo di leggersi montagne di carte, fanno sì che in un dibattito tra cittadini attivi e politici sullo specifico, i politici fanno in genere una figura barbina, perché oggettivamente devono occuparsi di mille altre cose.
Per quanto riguarda i funzionari, non parlo dei caratteri individuali che sono molto vari. E ovviamente ce ne possono essere di competenti in un settore; ma i problemi sono trasversali e riguardano vari settori.
No, non penso proprio che “timbrino senza sapere cosa”. Penso che timbrino dentro limiti molto ristretti di manovra, che riguardano le loro competenze specifiche. Credo di aver dato più volte l’esempio del fatto che la stabilità dei palazzi non rientra nelle competenze di chi si occupa della stabilità del fondo stradale. E si scoprono continuamente cose di questo tipo. Che sono anche inevitabili.
Il funzionario poi non è sorridente, quello lo è il politico. Che per forza di cose deve mediare tra tanti interessi. Ad esempio, bloccare gli autobus pesanti che rischiano di far crollare i palazzi, significa creare un serio problema all’azienda appaltatrice, che si fa pagare dalla Regione per il numero di corse che riesce a fare ogni giorno (motivo per cui vedi gli autisti costretti a guidare come pazzi, ci hanno fatto anche uno sciopero per questo); e quindi espone l’amministrazione al rischio immediato di cause civili per danni. E posso immaginare che questo sia più preoccupante che il futuro, tra anni, di un palazzo qualunque.
@roberto:
“per dire, se uno mi scrive che i problemi dell’italia nel settembre 1992 sono legati al trattato di maastricht che stabiliva determinati vincoli, a me sembra di dare un contributo tutto sommato interessante se dico “no guarda, nel settembre 1992 maastricht non aveva nessun valore giuridico e quindi non creava nessun vincolo o obbligo””
Roberto questa roba che dici non ha nessun senso dal punto di vista della speculazione economico-finanziaria, la quale agisce strutturalmente nell’anticipare lo scenario futuro sulla base dei fatti e delle decisioni del presente. Era del tutto naturale che bastasse la firma, o addirittura la previsione della firma.
L’italia nel 1992 aveva gia’ un terribile squilibrio, a causa degli anni precedenti nei quali la nostra valuta era vincolata alla minima fluttuazione consentita dal cosiddetto serpente monetario, il commercio interfrontaliero era aperto, mentre per ragioni strutturali e di semplice diversita’ culturale l’inflazione italiana era molto maggiore di quelle tedesca. Abbattere l’inflazione in un paese dove ci si abitua a ritoccare i prezzi verso l’alto ogni volta che si apre bottega non e’ semplice. Il risultato fu che dopo un po’ di anni le merci italiane costavano a un italiano molto di piu’ di quanto costassero prima rispetto a quelle tedesche, con le ovvie conseguenze sulla nostra struttura produttiva. E’ successa la stessa cosa durante la crisi del 2011, col cambio fisso avevamo maturato un tremendo squilibrio della bilancia commerciale con la germania, ci prestavano soldi perche’ comprassimo le loro merci dopo che avevamo smesso di produrle da noi stessi: finche’ con la batosta della crisi Lehman, in cui la germania perse un fracasso di soldi, essa dovette rientrare dai prestiti a noi fatti, e allora giu’ il fracasso di tasse e tagli di spesa di Monti che provoco’ altri dieci anni di stagnazione, fummo il paese che mai si riprese da quella batosta, fino al covid.
La narrazione autocolpevolizzante fatta dalla nostra sinistra e’ se non completamente falsa, molto parziale. Ci hanno venduti senza neanche capire cosa stavano facendo. Solo che si da’ per scontato che loro abbiano ragione, e gli altri, la ignobile destra per non parlare del bottegaio berlusca, torto.
Ultima cosa: quando parti svantaggiato perche’ hai piu’ debito e quindi piu’ interessi da pagare non solo in misura relativa ma anche assoluta, perche’ per forza i mercati ti caricano di un tasso di interesse piu’ alto senza che quel cazzo di BCE abbia mai fatto nulla fino al Whatever it takes, non puoi venirne fuori, qualunque cosa gioca a tuo svantaggio, se tiri la coperta da una parte ti scopri dall’altra, quello che e’ successo era automatico che succedesse.
Semplicemente non dovevamo entrare nell’euro con quelle regole e col debito oltre il 100 per cento e oltretutto la lira sopravvalutata al momento del fixing, e questo oggi lo sanno un po’ tutti quelli che capiscono di queste cose: fu Prodi a voler entrare a tutti i costi, non si sa neanche bene perche’. E insiste e ha ancora gente che gli va dietro.
En passant i giornali di adesso dicono che l’anno prossimo saremo il paese col peggiore debito anche della Grecia: quello che non dicono e’ che fra pochi anni la Francia ci superera’ entrambi, perche’ il meccanismo distorsivo vale anche per loro nonostante peraltro il disastro tedesco seguito alla crisi del gas che i tedeschi avevano dalla russia al prezzo piu’ basso di tutti.
E un’altra cosa altrettanto importante: l’inflazione maggiorata che avevamo ad esempio rispetto alla germania se si fanno i conti corrispondeva esattamente all’eccesso di produzione (=inflazione) monetaria che serviva a tenere a galla i consumi del sud senza esagerare con la pressione fiscale al nord, cioe’ per mantenere la pace sociale e l’unita’ del paese.
Nel momento in cui il trattato di Maastricht impedisce tutto cio’ e quindi i consumi del sud, anche per evitare rivolte, recessioni e crolli del pil, devono essere mantenuti aumentando la tassazione al nord, guardacaso esplode il fenomeno della lega, del padroni a casa nostra, del basta trasferimenti fiscali al sud.
Tutto negli stessi anni.
Un semplice caso. Il semplice caso invece e’ che l’apparato produttivo del nord italia non poteva sopravvivere nella competizione col nord europa a frontiere aperte, a cambio fisso, e sobbarcandosi da solo il mantenere la palla al piede del sud. Avrebbe potuto funzionare se a sobbarcarsi il costo dello squilibrio del sud (grazie, a proposito, a solo 150 anni di unita’ d’italia, che l’europa di adesso sta emulando) fosse stata l’europa nel suo insieme, ma col cazzo che i tedeschi e i francesi non hanno approfittato, al contrario, per tenerci sotto il loro tacco, coi nostri quisling, ridendoci pure dietro.
In questa luce puoi farti un’idea diversa dal solito su quale sia stato il vero motivo per cui e’ stata fatta tanta propaganda antileghista e anti-evasione fiscale dalle strutture della speculazione finanziaria che sul nostro debito hanno pasteggiato alla grande per oltre 4 decenni e continuano a farlo. Col beneplacito della BCE. E dei nostri quisling. Sta a voi scegliere da che parte stare, e non e’ piu’ ammessa ne’ l’ignoranza ne’ la falsa narrazione faziosamente tribale dei “migliori”. Migliori un cazzo.
Riassumendo, per capire le dinamiche intrinsecamente squilibranti europee, vi basta ripercorrere il secolo e mezzo di unificazione centralizzata d’italia, con il nostro rapporto nord-sud.
E’ quasi esattamente la stessa storia, con le stesse comode attribuzioni di colpa e inferiorita’ culturale, biologica e morale.
Qualcuno di voi pensa davvero che il nostro sud stia peggio perche’ ci sono molti piu’ “schifosi” bottegai evasori che al nord? (salvo la liguria: e’ l’unica regione del nord con un tasso di evasione meridionale…)
Io non penso, anzi.
@ Roberto
“si è preso”
Beh…
Diciamo che preso com’è dal sacro fuoco del suo johnwaynismo è portato a considerare gli argomenti della controparte …come dire… ecco: un tantinello screditati a priori.
Dante direbbe che Francesco non ragiona di noi, ma guarda e passa.
Ciao!
Andrea Di Vita
!!!
se per “noi” intendi “noi nostalgici di Stalin al calduccio sotto l’ombrello NATO” non posso che confermare in pieno
😀
e aggiungo: avendo sudato una laurea in Economia Politica (per colpa di Marx), sono un pelino scocciato dall’assoluta certezza con cui chi non ha mai studiato economia pontifica in merito.
Scusate
😉
Bellissimo articolo sulle lingue in via di estinzione:
https://www.theguardian.com/science/2026/may/10/what-happens-when-we-lose-a-language
Ho dovuto leggere fino in fondo per sapere quale fosse la lingua che l’autrice personalmente stava perdendo 🙂
@ Martinez
“perdendo”
Una carissima amica di famiglia era Piacentina. Ricordo che se parlava al telefono coi suoi e non voleva farsi capire passava appunto al Piacentini: assolutamente incomprensibile. L’unico termine che ricordo è “sbataflón”=”schiaffone”.
Ciao!
Andrea Di Vita
https://scenarieconomici.it/trump-e-liran-il-no-che-gela-i-mercati-e-infiamma-il-golfo/
Questo, a mio modesto parere è gravissimo.
Sinceramente, pensavo che arrivati a questo punto, si sarebbe trovato un compromesso.
Mah.
prima del compromesso le scimmie urlano sempre più forte, si tirano la cacca addosso e si picchiano sul culo rosso
nutriamo fiducia!
ci siamo spesso interrogati sulle ragioni che hanno spinto la russia ad invadere l’ucraina. Dopo i discorsi storici di putin (purtroppo totalmente ignorati), è ancora una volta lui in persona a spiegarci che la denazificazione, il donbass, i russofoni, la NATO e i missili a 500 km da mosca e tutto il cucuzzaro che ci è stato ammansito negli ultimi anni fossero delle palle enormi…l’unica ragione era l’allontanamento dell’ucraina dall’orbita russa
(dal sito del kremlino, che immagino sia abbastanza affidabile nel riportare le parole del capo)
“We are currently living through everything that is happening in respect of Ukraine. And how did it start? **It started with Ukraine’s joining or attempting to join the EU**. They completed the first stage, only the first stage. Even then we started discussing it, including with the Europeans. We told them: listen, phytosanitary standards are absolutely different in your countries – in the EU – and in Russia. By the way, our phytosanitary standards are much stricter. It is impossible for your products to come to the Russian market via Ukraine. We cannot allow this – at that time we had free borders, a free trade zone with Ukraine – and we will have to close our borders. The same relates to many industrial goods.
Frankly speaking, I was surprised by such a tough, straightforward position on the Europeans’ part. They took a harsh stand: No, no, no on each issue. In the end, the then President Yanukovych read [the association agreement] more carefully, figured it out, and said: No, I am probably not ready for this yet. The reason is that it meant too much damage to the economy of Ukraine. He did not decline to join. He said: I should return to it once again and analyse everything. **All this has later led to the state coup, to the Crimean story, to the stand taken by the south-eastern regions of Ukraine, and combat operations. That’s what it’s all led to. It is a serious question**.
http://en.kremlin.ru/events/president/transcripts/79718
Ha detto che il processo di integrazione dell’Ucraina nel sistema americano è iniziato con il tentativo di entrare nell’UE.
È sicuramente in parte vero, nel senso che la promessa fatta agli ucraini di essere sommersi di fondi europei e di poter emigrare liberamente in Europa occidentale ha avuto sicuramente un notevole peso nel creare sostegno popolare all’operazione di ingresso in orbita USA. L’UE, per quanto riguarda l’Est, è stato tradizionalmente il bancomat a cui gli Stati Uniti hanno attinto per l’espansione dell’Impero. E questo ha sabotato l’integrazione europea, come sottoprodotto certamente non sgradito al nostro egemone.
Miguel
dimmi se tu una simile serie di affermazioni deve essere affrontata con pazienza, cortesia e precisione o se non è mille volte più sano un bel “ma vaffanculo”.
Colgo l’occasione per ringraziare Putin: aver suggerito di nominare Gerard Schroeder come rappresentante dell’Europa nella trattativa di pace con la Russia è un elemento di chiarezza.
Ciao
Schroeder
beh, Putin sta perdendo colpi 😀
ha rivelato urbi et orbi un “segreto di pulcinella”, cioè che Schroeder è uomo di Mosca 😀
da un ex-agente del KGB ci si aspettava più prudenza 😀
dai, uno che il giorno dopo aver lasciato il posto di Cancelliere diventa portavoce di Gazprom non è che avessimo dei dubbi
a me pare una investitura ufficiale come Vicerè di Putin per la UE, se decidessimo di arrenderci senza combattere
o un’astuta mossa per far poi incoronare la Merkel, altra sua pedina meglio celata?
Io, da liberale occidentale con non molta empatia per la cultura russa, che trovo soffocante, l’ho sempre pensato e detto, e’ troppo evidente.
E che l’allontanamento piu’ temuto pero’ non e’ quello, altrettanto pretestuoso, descritto sopra da Putin, e’ quello culturale, occidentalizzante, con tutte le sue _attuali_ e spiazzanti manie estremisticamente caotiche ed antidentitarie e che si tenta contraddittoriamente di arginare con una legislazione sempre piu’ pervasiva e puntuta, manie che peraltro stanno provocando acute crisi di rigetto in occidente stesso, cosa che dovrebbe essere evidente ad ogni essere pensante che sia non troppo, a sua volta, politicamente tribalizzato (Farage e AfD sono fra questi sintomi, e’ da ciechi demonizzarli pensando di essere sempre quelli superiori che per principio hanno la ragione dalla loro parte – o il risveglio sara’ traumatico – “la ragione aveva torto”, recita uno dei provocatori libretti di Massimo Fini – che il mestiere dell’intellettuale ha saputo farlo sul serio).
La gente ha bisogno anche di sentirsi protetta e accettata da una sua comunita’ qualunque cosa faccia, mentre l’anomia positivista delle grandi masse da governare oggettivamente secondo ragione, disumanamente a mo’ di bestie con la targhetta del codice fiscale e partita doppia allo zero virgola appuntati all’orecchio, o tatuati al polso, sta facendo di tutto per isolare e spersonalizzare, per annullare, per imporsi meglio, compensando propagandisticamente con le baracconate dei gay pride. E’ la forma contemporanea che ha assunto l’atteggiamento comunist-nazi-fascista di origine rousseiana evidentemente mai sopito nel continente.
Che posizione abbia il putinismo in tutto cio’ e’ difficile da capire, personalmente credo che sia contraddittoria. Nel dubbio, comunque, esso si contrappone.
L’Eurasia.
L’EURSS.
Per come tendono ad andare le cose, una contrapposizione fra simili che si vedono reciprocamente in uno specchio deformante, probabilmente.
Comunque che l’europa sia assolutamente presuntuosa e arrogante nel volere imporre la sua panregolazione oltre che al suo interno anche al resto del mondo, come dice Putin sopra, e’ vero. Che sarebbe finita a colpi di ETS e protezionismi mascherati “in salvezza del pianeta” l’avevamo previsto con amici ambientalisti gia’ trent’anni fa.
Credere di avere il monopolio del bene e del giusto come fa l’europa istituzionale attuale e’ assolutamente antieuropeo, e’ il contrario della nostra tradizione plurima e localistica, perlomeno quella reale, fattuale.
Quando si cerca di andare troppo contro natura, non va a finire bene.
Come diceva Bacone, la natura si vince obbediendogli.
@Roberto
io ci vedo solo la conferma della profonda ostilità antieuropea della Russia, altro che NATO 😀 quelli ce l’hanno in primis con l’UE, ovvero con noi
la NATO è uno specchietto per le allodole, mai la Russia fu seriamente anti-NATO e soprattutto mai la NATO fu seriamente anti-Mosca
USA e Russia sono “complici” da anni, Mosca sa che Washington mai farà nulla contro i moscoviti e Washington sa che i russi sono innocui, anzi magari utili contro gli europei (un giorno qualcuno, pure da te a Lussemburgo e Bruxelles :D, dovrà pur capirlo che l’America è CONTRO l’Europa…Kennedy era un nostro amico ma l’hanno ammazzato 63 anni fa, non proprio ieri :D) e chissà contro i cinesi
sui reali rapporti di Washington con la Russia /URSS (sono la stessa cosa, innalzano con orgoglio le stesse bandiere, come abbiamo visto in questi giorni :D) vorrei rammentarvi il discorso di Bush sr a Kyiv il 1/8/1991 in cui esortò gli ucraini a non separarsi dall’URSS !!!
gli USA hanno sempre favorito l’URSS/Russia (tranne nei tardi ’40 e ’50, e sotto Reagan), nei primi ’20, nei ’30, nei ’40, nel 1990-1991 e ora ciò è lampante
non trascurate l’odio antieuropeo del Cremlino e gli intrighi antieuropei della Casa Bianca
P.S
(io sono molto attento a ‘ste cose, perchè sono utili a sapersi e dicono sottotraccia molte cose :D)
USA e Russia si odiano tanto, che agli americani i russi concedono facilmente un visto multiplo di 3 anni (!!!!) 😀 :D…..a noi europei ciò non è possibile
io non capirò mai donde nasca la strana illusione che USA e Russia siano nemici 😀
bella la lista dei Capi di Stato e di governo da Putin l’8 e il 9 maggio
i.il Presidente dell’Abkhazia, riconosciuta solo da Mosca (tolta alla Georgia)
ii.il Presidente dell’Ossezia del Sud, riconosciuta solo da Mosca (tolta alla Georgia)
iii.il Presidente della Republika Srpska, una delle entità costitutive della Bosnia-Erzegovina [Banja Luka è una bella città]
iv.il Primo Ministro della Slovacchia..e vabbè una pecora nera ci deve pur essere 😀 😀
v.il Presidente della Belarus, a tutti gli effetti ormai parte (quasi) integrante dell’impero moscovita [però la Belarus resta più facile da visitare…e mi permetterei di consigliare a Francesco, a Roberto, a chiunque, di visitare la Belarus dove si entra senza vito, le carte spesso -non sempre- funzionano-, le eSIM continuano ad andare e l’atmosfera è più rilassata rispetto alla rfussia..al contempo, uno vede già in Belarus l’essenza del putinismo senza andare alla fonte principale 😀 e poi mi direte se il comunismo è veramente caduto 😀
vi.il Presidente del Laos (Lao PDR, “Repubblica democratica popolare” prova scientifica che non vi è né democrazia né governo del popolo 😀 😀 :D)
vii.il Tuang-di Pertuan Agong della Malaysia (non capisco perchè, avranno avuto le loro ragioni..i malesi sono saggi, sed aliquamdiu dormitat et Homerus..forse ‘sta visita si poteva non fare)
vii.il Presidente del Qazaqstan ci sta, è un vicino, meglio abbracciare Putin e fregarlo, che opporsi a Putin e farsi fregare da lui 😀
viii.il Presidente dell’Uzbekistan [e forse poteva evitarlo]
non proprio una lista imponente
Habsb,
Sono d’accordo ovviamente, mi pare una cosa davvero evidente
oggi, 11 maggio 330 d.C, vi fu la solenne “inauguratio” di Costantinopoli, la “Nuova Roma”, fondata 6 anni prima, a novembre del 324 d.C, credo l’8 novembre (ma potrebbe essere il 6)
è triste che da martedì 29 maggio 1453 non sia più nostra, e sia in mano a gente aliena alla nostra civiltà…sigh
Gilbert Dagron ha scritto un libro bellissimo e dotto sulla Costantinopoli del primo secolo di esistenza (330-451 d.C), quando l’Impero romano sussisteva anche a ovest