Ieri torno a casa, insolitamente, quasi all’una di notte. Dopo l’assemblea di quartiere, iniziata alle nove di sera.
Questa volta, c’è una sala piena, è il popolo dei Comitati, ce ne sono ben sedici. C’è il Presidente del Quartiere a cui sono affezionato, c’è anche l’Assessore alla Mobilità, che abita nel nostro rione e ha l’ingrato compito di gestire l’impossibile.
I temi sono due – il Vigile di Quartiere e la Ztl: temi piccoli e locali, ma a un certo punto mi rendo conto che hanno implicazioni universali, riguardano l’essenza stessa della società in cui viviamo.
Nove anni fa, un funzionario del Comune, Marco Lensi, aveva messo in pratica il “vigile di quartiere“, un esperimento che fu poi stroncato dall’alto. Non vi annoio con i dettagli, ma il Vigile di Quartiere doveva vegliare sulla qualità della vita, girando a piedi un quartiere che conosceva bene, facendosi segnalare tutte le problematiche, aiutando i cittadini che conosceva di persona a risolverle.
La funzione della polizia municipale non è quella di garantire la sicurezza, di combattere la delinquenza: sono competenze dello Stato. Ma il Comune di Firenze, incalzato dal panico securitario della Destra, sta cercando sempre di più a usare i vigili come cacciatori di spacciatori. Ieri ho sentito addirittura parlare di vigili cinofili, che non credo che dovrebbero fare le multe ai padroni dei cani che non raccolgono le cacche.
Il secondo punto all’ordine del giorno, o della notte, era la ZTL. Con i residenti che segnalavano i mille buchi attraverso cui innumerevoli auto potevano penetrare in ogni momento, togliendo i posti macchina ai residenti, che quindi non potevano permettersi mai di uscire di casa la sera, perché al ritorno avrebbero trovato ogni angolo occupato da automobilisti di fuori venuti per godersi la movida in centro. Certi di non venire mai multati.
I cittadini che intervengono sono toscani, e quindi parlano con foga, ironia, aneddoti: sanno raccontare molto bene ciò che vivono realmente. Ed essendo toscani, sono anche provocatori più del necessario, verso l’assessore e il presidente del Quartiere, che subiscono pazientemente tre ore di critiche.
Alla fine, l’Assessore risponde. E in sostanza dice,
“ascoltiamo voi dei Comitati, ma ascoltiamo anche tanti altri, e decidiamo noi. E quando decidiamo, qualcuno ci mette la firma. E se lo fa, vuol dire che si è informato e sa come stanno le cose, perché se no sa che finirà in galera”.
In quel momento, colgo l’essenza della dialettica tra Cittadini Attivi e Istituzioni.
I Cittadini Attivi hanno il diritto di lamentarsi, di sfogarsi, di esprimere la loro vita emotiva.
Le Istituzioni hanno dalla loro, invece, la Ragione. Hanno gli esperti e la Scienza. E quindi vincono sempre contro i Cittadini Attivi. Metti una fruttivendola in pensione che parla delle buche nella strada sotto casa sua, contro un funzionario che in quella strada non ci è mai passato, ma è laureato in ingegneria.
Eppure ci sarebbe una soluzione rivoluzionaria, che mi immaginò tempo fa un amico, ricercatore universitario in Architettura.
In breve: l’Università, secondo la cosiddetta Legge Gelmini ha tre “missioni”. Insegnamento, ricerca, e
“generare impatto sociale, culturale ed economico, trasformando la conoscenza accademica in benefici concreti per la società”.
Ora, immaginiamo che l’Università istituisca un centro di prossimità attiva, a disposizione della cittadinanza, nel nostro quartiere.
Per dire…
Un cittadino nota una buca nella strada, e chiama il Comune.
Il Comune manda la ditta sotto-appaltata con sede a Napoli, che ricopre la buca con catrame
(non ho mai capito come facciano le ditte con sede a Napoli a vincere sempre gli appalti, ma dove fanno dormire gli operai nella città dove nemmeno chi ci è nato riesce a pagarsi casa?)
Problema risolto, burocrazia sistemata.
Poi un mese dopo, sbuca un’altra buca…
Invece, immaginiamo un centro di prossimità attiva.
La fruttivendola in pensione racconta della buca.
Un ricercatore di chimica spiega, scienza alla mano, che la colata di catrame non è la soluzione.
E chiama uno studente di ingegneria, che dice che il problema è il carico di mezzi troppo pesanti che passano tutto il giorno su un antico fondo stradale. E lì chiamano il professore di archeologia, che dice che in effetti quella strada ha ottocento anni.
E quindi tocca deviare il traffico dei mezzi pesanti, e lo studente di urbanistica ci fa la tesi su dove mandare i camion (toscano singolare: i’ccàmio, plurale, i hàmi). E quando il funzionario del Comune dice, “eh ma non si può”, arriva lo studente di Legge che ci fa la tesi da 110 e lode per dire, “rilàssati,si può!”
Il Centro di Prossimità Attiva non darà sempre ragione alla fruttivendola, spesso avrà torto marcio anche lei.
Ma ci sarà la separazione dei poteri: chi ha in mano il governo non avrà anche il monopolio della scienza.
Tra Cittadini Attivi e Istituzioni ci sarà un terzo neutrale.

@ Martinez
“Tra Cittadini Attivi e Istituzioni ci sarà un terzo neutrale.”
Ovvero: Ufficio Complicazioni Affari Semplici.
Già la burocrazia è soffocante. E tu vorresti aggiungere un ennesimo sottocomitato a mediare fra il cittadino e le autorità? Un ente che ad ogni piè sospinto ti tira fuori un nuovo esperto, una nuova competenza, un nuovo parere che si sovrappone a mille altri?
Mi viene in mente il guazzabuglio creato in occasione dell’installazione delle antenne 5G. Alla larga!
Non è aumentando i livelli di intermediazione che avvicini il Potere al Popolo, perché come giustamente dice il tuo assessore il Potere, anche il più democratico, decide mediando fra le mille istanze contraddittorie che gli vengono dal Popolo.
No, è il Popolo che deve pressare il Potere da presso. Lobby, lobby e ancora lobby. E chi la dura la vince.
Non è questione di scienza; la scienza lasciamola ai laboratori.
Non è nemmeno questione di buona volontà o di buon senso; lasciamoli alle persone buone e sagge, che non sono quasi mai maggioranza.
E’ questione di potere, ossia chi fa più paura a chi: se il politico che intimidisce il cittadino negandogli il proprio interessamento o il cittadino che intimidisce il politico minacciando di votare l’avversario alle prossime elezioni.
(Inizialmente la fortuna dei partiti politici stava proprio nella capacità di organizzare i propri seguaci per meglio intimorire i concorrenti).
Non il ‘dialogo’, ma il conflitto è padre di tutte le cose.
Ciao!
Andrea Di Vita
Insomma, il dialogo potrebbe essere la forma migliore (più economica, meno distruttiva, più in grado di generare soluzioni di lungo periodo) del conflitto.
Certo, ci sono casi semplici – le miniere di carbone nel Regno Unito degli anni Ottanta – in cui il dialogo è inutile.
Ma sono casi rarissimi.
Ciao!
Per ADV
“E’ questione di potere, ossia chi fa più paura a chi:”
Allora, a Firenze almeno, esistono due modi di organizzarsi. Puoi essere un’organizzazione stabile, costruttiva, che ha uno scopo chiaro e sa insistere su molti piani. E’ il caso nostro, come è il caso dell’associazione dei ristoratori. Qui c’è una forza reale, e che può discutere, e anche realizzare.
Poi ci sono i cittadini singoli, gente che non gestisce in comune giardini o ristoranti, persone che si ritrovano per caso perché hanno un singolo problema, in negativo, da affrontare. Le buche, la movida sotto casa la notte, il megapalazzone abusivo che gli sorge davanti al portone…
Queste persone formano i “comitati”. Molti di loro si informano in modo straordinario, ma le loro conoscenze – spesso maggiori di quelle delle autorità – non hanno alcun timbro legale. Essendo individui sciolti, non riescono a mettere insieme risorse economiche significative, perché non stanno costruendo qualcosa, stanno solo criticando.
E non si ritrovano al di là della specifica istanza che li ha smossi.
Quindi le Istituzioni battono sempre i Comitati.
Per ADV
“Non è aumentando i livelli di intermediazione che avvicini il Potere al Popolo,”
Esistono il Cittadino; il Potere; e la Verità. Per “Verità” intendo quello che una data società ritiene sia “vero” – ciò che dice lo sciamano, il prete o il docente universitario.
Oggi, Potere e Verità stanno da una parte sola, perché solo il Potere ha gli Esperti riconosciuti e timbrati.
Quello che propongo è la separazione dei poteri: l’Università che ha la Verità Scientifica timbrata per eccellenza si pone come arbitro tra Cittadini e Istituzioni.
Un esempio…
Il Comune dice che è scientificamente dimostrato che il traffico di mezzi pesanti sulla nostra via non danneggia le case.
Un nostro amico è sismologo, e si è divertito a misurare con strumenti professionali, in casa sua, l’impatto del passaggio dei mezzi pesanti, che è perfettamente correlabile a danni da terremoto.
Ora, tecnicamente ha ragione il Comune. Infatti, abbiamo scoperto che per definizione i rilievi sismici vengono fatti esclusivamente sul fondo stradale (che è di competenza del Comune) e non sui palazzi, che sono di competenza dei privati. Quindi da rilievi sismici correttamente eseguiti da esperti sul fondo stradale, non risultano danni ai palazzi…
Ecco perché dico che la fruttivendola che nota crescere giorno per giorno la crepa nel muro di casa sua può saperne di più dell’ingegnere, anche se ha molto meno strumenti e fa spesso confusione.
” Quindi da rilievi sismici correttamente eseguiti da esperti sul fondo stradale, non risultano danni ai palazzi… ”
E anche qui ci sarebbe da discutere, perché i rilievi sul fondo stradale sono discutibili: sai che in una certa strada, le buche si formano in continuazione, si rompono le tubature, si allagano le cantine. Ora, il Comune tratta ogni singolo evento segnalato come un singolo problema da risolvere con un singolo tipo di azione, senza mai prendere in considerazione la strada nel suo insieme. Facendo una volta ogni tot anni una mezza giornata di rilievi sulla strada, non risulta che in quel momento sia in corso un terremoto. Ergo non c’è nessun problema.
Già, poi scassata com’è l’università oggi…
Non dico a livello di organizzazione, di mezzi, ma proprio di qualità della produzione, del livello: è una fabbrica di conformismo, quindi esprimerebbe solo ossessioni green e altre cose modaiole, senza risolvere i problemi pratici.
miguel
“non ho mai capito come facciano le ditte con sede a Napoli a vincere sempre gli appalti,”
varie ipotesi
1. sono ditte particolarmente efficienti, ben gestite e che vincono ogni gara perché sono le migliori
2. sono ditte in mano alla camorra che le usa semplicemente per riciclare denaro di provenienza illecita (e probabilmente per assicurare lo stato sociale tipico della società mafiosa o camorristica)
3. sono ditte che pagano le tasse “quanno vulimmo e quanno putimmo” e che quindi hanno un vantaggio concorrenziale su tutte le altre ditte
che poi fino a 150.000 euri non hai neanche bisogno di fare una gara, ma puoi assegnare con affidamento diretto….tra 150.000 ed un milione, ancora senza gara ma procedura negoziata. poi mi chiedo almeno per la manutenzione ordinaria perché affidarsi ad una ditta esterna? il comune di firenze non ha un servizio tecnico capace di fare piccole riparazioni?
Per roberto
““non ho mai capito come facciano le ditte con sede a Napoli a vincere sempre gli appalti,””
Mi ricordo una di queste ditte, con sede a Torre Annunziata se ben ricordo, che aveva l’appalto dei lavori al campo di calcio del nostro giardino. Sento uno degli operai che parla con un altro in un bellissimo napoletano stretto, all’antica, mi giro: era un senegalese.
miguel
“Metti una fruttivendola in pensione che parla delle buche nella strada sotto casa sua, contro un funzionario che in quella strada non ci è mai passato, ma è laureato in ingegneria”
non ho mai capito perché la fruttivendola dovrebbe sapere meglio del laureato in ingegneria come si ripara una strada…il semplice fatto di passarci da una competenza speciale? non lo so…
proprio ieri ho avuto una discussione simile con alcuni stagisti di varie istituzioni eurocratiche che mi chiedevano consigli sul futuro.
io li ho scoraggiati dall’idea di passare da stagisti a contrattuali e rimanere contrattuali a vita (si 1-2 anni sono una bella esperienza, di più no) e li ho invitati a trovarsi un lavoro nel loro paese, acquisire una professionalità e se vogliono tornare, passare dei concorsi da funzionari. alla domanda se il suggerimento era legato ad una supposta necessità di “conoscere il mondo fuori”, mi è venuto da dire che lo puoi conoscere anche con lo studio, con la curiosità intellettuale, con l’umiltà dell’ascolto…mi è venuto di dirgli “non c’è bisogno di lavorare in una miniera di sale per scrivere delle regole sulla sicurezza sul lavoro per i minatori”, ma se avessi letto prima questo post avrei fatto l’esempio della fruttivendola e della strada
PS non controllare il risultato del lavoro è una colpevolissima mancanza di chi è responsabile di questa cosa. Io quotidianamente autorizzo la spesa di soldi pubblici per chiedere ad avvocati in giro per l’europa di fare certi lavori, ma mica mi fermo dopo aver dato l’ok…seguo i lavori e controllo il risultato finale….
Per roberto
“non ho mai capito perché la fruttivendola dovrebbe sapere meglio del laureato in ingegneria come si ripara una strada”
A Firenze funziona più o meno così.
La buca viene notata dalla fruttivendola in pensione, perché ci inciampa uscendo di casa. Altrimenti resterebbe lì, almeno finché non ci inciampa e si fa male di brutto un ciclista.
La segnalazione arriva all’ufficio della mobilità, dove un laureato in ingegneria firma l’ordine a una ditta con sede a Scampia perché provveda a tappare la buca.
La ditta con sede a Scampia ci manda un senegalese e un marocchino che tappano la buca con del catrame; la ditta riferisce all’ingegnere che firma il pagamento da una parte, dall’altra firma un foglio dove dice, “buca di Via dell’Arcidiacono risolta secondo le procedure”.
Due settimana dopo, la fruttivendola inciampa di nuovo nella stessa buca, dove il catrame si è dileguato.
Quando protesta con il Comune, il politico di turno dice, “ringraziamo vivamente la signora fruttivendola per la segnalazione, ma i nostri ingegneri ci assicurano che la faccenda è già stata risolta una settimana fa.”
Chi ha scritto la procedura di riparazione delle buche? pure a Milano è stato lo stesso e gli effetti sono molto simili (forse 6 mesi invece di 2 settimane) e il problema si ripropone.
Secondo me occorre agire dove c’è il bubbone.
Ciao
Per Francesco
“Secondo me occorre agire dove c’è il bubbone.”
Certo.
Ci sono però due problemi: il soggetto del verbo impersonale, “occorre agire”; e che cosa “il bubbone”.
Esiste sicuramente una procedura, a modo suo sensata, ma che riguarda un unico aspetto del problema: viene segnalata una buca? bisogna ricreare lo stesso livello di fondo stradale che c’era prima. Come si fa? Ci si butta del catrame, registrando l’intervento in maniera impeccabile su tutta la catena, a partire dalla scelta della ditta appaltatrice che non deve pesare sul pareggio di bilancio, e quindi deve essere a costo minimo.
Sul soggetto di “occorre agire”… I “comitati”, urlando, piangendo, scrivendo post furibondi su Facebook, sicuramente agiscono, ma non ottengono risultati. La magistratura trova tutta la procedure in ordine. I partiti di opposizione forse possono divertirsi a gridare che “ci sono le buche governo ladro”, ma che interesse avrebbero a cambiare un sistema di questo tipo se arrivassero al governo?
Io conosco tanti funzionari e tanti politici del Comune di Firenze. E molti li stimo anche.
E non mi piace lo stile “piove, governo ladro!” di tanti comitati, come se certe cose fossero delle colpe personali di gente cattiva.
Il “bubbone”, come giustamente lo chiama Francesco, forse sta a monte.
Ad esempio nel fatto che è estremamente difficile affrontare una qualunque questione in maniera globale.
La “buca” è uno specifico problema, che va “risolto”, ma che non ha alcun contesto. I “parcheggi” sono un altro. Il “sottosuolo” un altro ancora. E ciascuno di questi problemi ha magari un singolo referente, che sugli altri uffici non può quasi nulla.
Beh, se qualcuno, tra i partiti, mi dicesse che le buche non si riparano buttando un pò di catrame perchè è una soluzione di brevissimo respiro ma le strade vanno riparate per sul serio, io quel qualcuno lo prenderei in considerazione di votarlo.
E gli chiederei di cambiare la procedura, in modo che poi non si possa fare una cagata e risultare perfettamente in regola perchè così dice la procedura.
Certo, se non lo fa nessuno restano i Comitati. Che possono essere anti-buche, anti-negri, anti-fa, anti-zingari, pro-pal, no-vax … sempre comitati sono.
Ciao
Per Francesco
“Beh, se qualcuno, tra i partiti, mi dicesse che le buche non si riparano buttando un pò di catrame perchè è una soluzione di brevissimo respiro ma le strade vanno riparate per sul serio, io quel qualcuno lo prenderei in considerazione di votarlo.”
Hai ragione, e infatti ho votato alle ultime elezioni per l’ex-assessora che ha quel tipo di visione. Ha preso il 7% dei voti ma un solo seggio, che è lei, e cassano qualunque cosa lei proponga.
Poi più o meno su quella linea, c’è Sinistra Progetto in Comune, bravissime persone, ma non hanno voluto allearsi con l’ex-assessora perché lei veniva dal Pd…
Però l’opposizione principale, che da noi è la Destra, non ha nessuna visione organica del tipo che dici tu. E lo dico senza una particolare antipatia per i singoli esponenti della Destra, con cui ci parlo benissimo.
E abbi un minimo di pazienza! non lo sai che la fretta fa i gattini ciechi?
se molli subito, resterete tutta l’eternità sotto il tallone del Partito
🙂
miguel,
ho capito e immaginavo la tua risposta ma insisto nel dire che quel modo di lavorare non è un modo di lavorare normale;
Commento passo per passo
“La buca viene notata dalla fruttivendola in pensione, perché ci inciampa uscendo di casa”
e questo è normale visto che il comune non può permettersi schiere di persone che camminino in tutte le strade di firenze
“La segnalazione arriva all’ufficio della mobilità, dove un laureato in ingegneria firma l’ordine a una ditta con sede a Scampia perché provveda a tappare la buca.”
come già scritto non so perché il comune di firenze scelga la ditta di scampia. a naso prima di fare questa cosa io manderei i tecnici a verificare di cosa si tratta. piccola buca? voragine che sprofonda nell’inferno? strada completamente da rifare? direi che puoi avere soluzioni diverse a problemi diversi
“La ditta con sede a Scampia ci manda un senegalese e un marocchino che tappano la buca con del catrame;”
qui devi vedere cosa chiede il comune di firenze. Un rattoppo? una soluzione permanente? magari il rattoppo per chiudere velocemente un buco aspettando di rifare la strada non è così male
” la ditta riferisce all’ingegnere che firma il pagamento da una parte, dall’altra firma un foglio dove dice, “buca di Via dell’Arcidiacono risolta secondo le procedure”.
e nessuno controlla cosa è stato veramente fatto? cioè l’ingegnere firma tanto i soldi non sono suoi? scusa ma questa cosa mi sembra incredibile soprattutto rispetto alla storia secondo la quale i funzionari sono terrorizzati dal mettere una qualsiasi firma perché rischiano la corte dei conti…
“Due settimana dopo, la fruttivendola inciampa di nuovo nella stessa buca, dove il catrame si è dileguato.”
di nuovo bisogna vedere cosa ha chiesto il comune alla ditta
“Quando protesta con il Comune, il politico di turno dice, “ringraziamo vivamente la signora fruttivendola per la segnalazione, ma i nostri ingegneri ci assicurano che la faccenda è già stata risolta una settimana fa.””
beh il politico di turno vi sta spudoratamente mentendo e si può anche facilmente dimostrare, non votatelo più
Per roberto
“Commento passo per passo”
1) “il comune non può permettersi schiere di persone che camminino in tutte le strade di firenze” certo, ma era un po’ l’idea del Vigile di Quartiere, mentre il Comune ha scelto il modello del vigile che si occupa della “sicurezza” gareggiando in modo perdente con la Polizia di Stato, visto che la Destra qui campa accusando il Pd del “degrado” e della “insicurezza”.
“e nessuno controlla cosa è stato veramente fatto? ”
Penso di no. L’ingegnere, che deve seguire quattromila problemi in giro per Firenze, chiede alla ditta di mettere il catrame e di documentare l’incatramento. La ditta mette effettivamente il catrame, manda le foto dell’incatramento, manda (invento, pensando ad altri bandi simili) le ore di lavoro dei dipendenti e magari prova della regolarità della loro assunzione, il tutto firmato virtualmente con pdf.p7m, e l’Ingegnere è apposto. Eventualmente potrebbe rivalersi sulla ditta se non ha messo il catrame.
“non votatelo più”
E infatti non li ho mai votati. E la gente dei Comitati vota probabilmente per i tre quarti a sinistra del pd, e per un quarto a destra.
Ma per vari motivi, l’alternativa “a sinistra del Pd” non potrà mai arrivare al potere. E non credo che la Destra farebbe molto diversamente. Conosco alcuni esponenti della Destra, che non demonizzo (a partire dall’ex-candidato a sindaco Eike Schmidt, personaggio buffo ma serio), però francamente non penso che farebbero meglio, anzi…
Sempre per Roberto
Ma se pensiamo che questo modo di fare è strutturale: il cittadino arrabbiato, confuso, inesperto, ma che conosce i fatti; contro l’istituzione sorridente, esperta, che conosce le procedure per uscire indenne e si occupa di tutto per micro-compartimenti stagno…
che ne pensi della proposta di un terzo elemento, l’università che è tranquilla, esperta, conosce i fatti nella loro globalità, non è soggetta né alle sfuriate del cittadino, né agli interessi delle istituzioni… che offre pareri esperti, globali e non isolati, replicabili? E anche gratuiti, visto che la fruttivendola non può pagarsi un avvocato, un geometra, un sismologo, un urbanista, per firmare perizie giurate.
L’università può anche dire che la fruttivendola ha torto, ovviamente (e spesso ce l’ha).
Io penso che nella tua cosmologia ci siano dei personaggi mitologici: il cittadino qualsiasi che capisce tutto meglio degli altri per il solo motivo di vivere in un posto, il funzionario che a volte è onnipotente, a volte ha paura della sua ombra ma che in genere non sa nulla della vita vera, l’avvocato grande e feroce (che lavora sempre per gli altri), il politico che a volte è schiavo del funzionario e altre legibus solutus. A questo pantheon aggiungiamo ora l’università che dovrebbe lavorare gratis ed in modo neutro (ma come la ricerca non era tutto un mangia mangia finanziato dalle grandi multinazionali?)
Detto in tutta sincerità mi sembrano delle descrizioni della realtà così lontane dalla realtà, o per essere generosi, dalla *mia* realtà, che non so proprio che pensarne
Per Roberto
“Io penso che nella tua cosmologia ci siano dei personaggi mitologici: ”
Non si tratta di personaggi, ma di ruoli.
La fruttivendola in pensione (ovviamente l’esempio è volutamente forzato, avrei potuto citare anche l’ingegnere in pensione) è una delle poche persone che oltre a sapere, comunica: mille persone al giorno maledicono la buca, ma solo lei alzo lo smarfo e si lamenta. E siccome è pettegola e antipatica, appena si riforma la buca, inizia a incolparne personalmente la sindaca (che ovviamente non c’entra nulla), ma comunque vede la buca.
Bella la descrizione del funzionario: in effetti, è quello che a differenza del cittadino, ha il potere di decidere, anche se limitato alla sua sola sfera. E con grandi difficoltà a coordinarsi con eventuali altri funzionari: poniamo (uso sempre esempi coloriti, che non ti piaceranno ma aiutano a capire) che la lamentela della fruttivendola arrivi al funzionario addetto alla manutenzione ordinaria della strada, che ha un grande manuale dove c’è scritto “buche? catrame! catrame = miniappalto; miniappalto = al massimo ribasso”. Allo stesso tempo ci sono i rischi (“appalto non in base al criterio oggettivo del massimo ribasso, ma solo in base a quello soggettivo della qualità? Se succede qualcosa, processo!”). Quindi lui deve stare attentissimo alla procedura dell’appalto.
E sì, in tutto questo teme unicamente gli avvocati. Che possono essere persone miti e gentili, ma la ditta esclusa all’ultimo momento dall’appalto può benissimo pagare un avvocato per fare causa al funzionario. Dire che è “feroce” è una battuta simpatica, ma oggettivamente passare anni con una causa alle spalle non è divertente per il funzionario.
Non concordo invece con il doppio ruolo che attribuisci al politico: “a volte è schiavo del funzionario e altre legibus solutus”. Il politico ha un ruolo determinante nella nomina del funzionario; ma il funzionario conosce tutti i limiti, che sono ignoti al politico. Inoltre, c’è funzionario e funzionario: ci sono quelli (a prescindere dal titolo ufficiale) che sono semplici passacarte e risponditelefono, e ci sono quelli che hanno vero potere.
Allo stesso tempo, il politico deve conciliare due cose: che non è affatto a legibus solutus, rischia in ogni momento anche lui. Per cui deve stare attentissimo ai rapporti di forza, cioè a chi realmente gli potrebbe togliere tanti voti e a chi potrebbe pagare un avvocato per fargli causa. La fruttivendola non rientra in nessuno di questi due casi.
Le forze veramente potenti invece possono adattare le leggi ai propri interessi, sapendo che dall’altra parte non ci sono forze reali in grado di contrastarle: penso all’aeroporto di Firenze o ai palazzoni di Milano. In questo caso succedono cose incredibili, l’impossibile diventa possibile, perché ci sono studi interi di professionisti che affrontano la questione in maniera globale, il geometra che affianca l’esperto di finanze che affianca il perito legale… Non sono a legibus soluti, ma sono in grado di rileggere le leggi.
E’ più chiaro così? anzi, ti ringrazio perché mi hai aiutato a mettere un po’ ordine nelle cose che vivo quotidianamente.
Sempre per Roberto
una cosa importante, io non do in questo giudizi umani. A volte mi trovo con la fruttivendola, perché anch’io vedo la buca, ma so anche che ha mille difetti e non voglio farci strada insieme più di tanto, preferisco la gente che costruisce.
Conosco politici molto in gamba, come ho già raccontato sono un grande ammiratore di una donna che è riuscita a essere Assessora con deleghe allo Sviluppo Economico, all’Urbanistica, Ambiente, Turismo e Innovazione Tecnologica, alla Smart City, Coordinamento dei Progetti per il Recovery Plan e Piano di Gestione Unesco. Quindi una gamma enorme di ruoli chiave, dove ha fatto molto. Poi come ho raccontato, l’hanno fatta fuori…
E comunque ci sono vari assessori con cui mi trovo benissimo, anche adesso, e che fanno quello che possono fare, quando non ci sono forze troppo grandi che remano contro.
E anche dei funzionari meravigliosi.
Per roberto
“l’università che dovrebbe lavorare gratis ed in modo neutro (ma come la ricerca non era tutto un mangia mangia finanziato dalle grandi multinazionali?)”
Non dico gratis: è ovvio che un progetto del genere richiede un piccolo finanziamento.
Non ho mai detto che “è tutto un magna magna”. Quando una grande multinazionale paga un professore universitario per fare una ricerca su una nuova medicina da cui ci si aspetta un guadagno enorme; o quando paga un professore di ingegniera per fare una valutazione ambientale sull’impatto di un nuovo complesso industriale… è un conto.
Un altro conto è un laureando che fa una ricerca sull’impatto del catrame in quella strada, e chiama un ricercatore in urbanistica per esplorare alternative. Ricevono un piccolo compenso, ci fanno su la tesi, se lo mettono nel curriculum. Ma fanno un documento firmato “università” e non “fruttivendola rancorosa”. E che fornisce modelli replicabili, che è fondamentale.
Per roberto
“Detto in tutta sincerità mi sembrano delle descrizioni della realtà così lontane dalla realtà, o per essere generosi, dalla *mia* realtà, che non so proprio che pensarne”
Realtà? E’ la mia realtà da quindici anni a questa parte, la parte importante della mia vita.
Solo per dirti, in questi giorni sto facendo tre bandi (uno con la Città Metropolitana); ieri ho firmato una convenzione con una scuola; due giorni fa ho avuto un incontro di un’ora con un’assessora; la settimana scorsa con il responsabile dell’Ufficio Unesco del Comune; la settimana prossima ho un appuntamento con un’altra assessora…
Tutte cose piccole, faticose, ma vorrei che si capisse che so di cosa sto parlando. Poi magari altre persone potrebbero aggiungere altre prospettive, ma comunque il mio modo di ragionare su queste cose è condivisa più o meno da tutti, anzi sono stati i politici e i funzionari a insegnarmi direttamente queste chiavi di lettura.
Tutte le buche a Firenze sono incatramate nello stesso modo schifoso per cui dopo pochi mesi ritornano buche. Anch’io mi sono chiesto più volte di chi sono amici gli incatramatori.
Le buche si riformano sempre perché sono causate da danni al sostrato della strada. Finché si ragiona rattoppando e non grattando via tutto per risistemare la strada nel suo complesso, hai creato un ciclo senza fine.
In Italia … guarda su Youtube come le riparano in Svizzera o in Giappone.
Per MT
“Finché si ragiona rattoppando e non grattando via tutto per risistemare la strada nel suo complesso, hai creato un ciclo senza fine.”
esatto
e qui mi contraddico: se nel migliore dei mondi possibili il rifacimento di quella strada è previsto ma tra tre anni, che si fa in quel lasso di tempo?
se anticipo, sposto il problema a un altro quartiere, quindi non risolvo nulla
chiudo la strada per tre anni? lascio il segnale “Pericolo Buca” per tre anni? faccio mettere il catrame “per l’intanto”?
Boh
Ciao
Finché si rincorre l’emergenza, ignorando i motivi per cui i comuni spendono un botto in manutenzione stradale (indizio: riguardano la circolazione di autoveicoli), allora si va di rattoppi perché costa meno e ci vuole meno tempo.
Stamattina dalle 10 alle 13 un elicottero della polizia che spaccava i timpani e buttava robaccia nel cielo a spese dei contribuenti…
Il motivo l’ho capito solo dopo: un piccolo corteo del Cobas, forse 500 persone tra canuti con bandiere rosse e studenti universitari, che gridavano due slogan, con tanti camion della polizia dietro.
Per Francesco
“e qui mi contraddico: ”
Bellissimo! Ti invito a Firenze (e perché no, vienici una volta, cavolo!)
Tutto è estremamente complicato e imperfetto. Ad esempio, io sono a favore degli autobus perché sono un’alternativa al traffico automobilistico. Non voglio però autobus pesanti sulla mia strada perché rischiano di distruggere il fondo stradale e poi i palazzi stessi in cui viviamo. Voglio i negozietti per strada, ma i negozietti chiudono se ci sono solo turisti e non più residenti. Voglio spazi per i bambini che non debbano camminare rasomuro su marciapiedi microscopici, ma mi rendo conto che la pedonalizzazione trasforma un luogo vissuto in un deserto di localini e negozi di lusso per turisti giapponesi. Per questo, ci vorrebbe uno studio scientifico, non solo scontri tra interessi contrapposti.
La tua Fede nella Scienza mi fa venire voglia di averne altrettanta, di Fede, nel Buon Dio.
Una volta o l’altra verrò, temo. Si stanno creando le condizioni.
Ciao!
Per Francesco
“Una volta o l’altra verrò, temo. Si stanno creando le condizioni.”
Bello!
Il materiale catramoso delle buche è sempre di grana più grossa rispetto a quello del fondo stradale. Sarà perché è più economico?
ci sono cose incomprensibili, come linkare un sito che elogia quel miserabile di Theodore Dalrymple
Caro Fabiano,
“ci sono cose incomprensibili, come linkare un sito che elogia quel miserabile di Theodore Dalrymple”
Sai che non mi ricordo adesso perché l’ho linkato? Io sono un grandissimo ammiratore di William Dalrymple, forse ho fatto confusione. Adesso approfondisco, grazie!
e poi c’è anche George Augustus Frederick Dalrymple, britannico di Scozia che fu esploratore in Australia a metà XIX secolo
… Si ricomincia ?
Torneranno Lockdown, Vaccino “Facoltativo” (si vedono le virgolette ?) e Green Pass ?
😱😱😱
… Mi sa che Roberto Speranza non vede l’ ora di tornare al ” suo posto ” …
https://tg24.sky.it/mondo/2026/05/06/hantavirus-nave-da-crociera-contagio-cosa-sappiamo
Hantavirus su nave, si cerca fonte contagio. Ministero Salute allerta uffici di frontiera
Ancora una settimana … e lo Psicodramma Italico del Ripescaggio Mondiale di Calcio avrà una risposta :
https://www.fanpage.it/sport/calcio/il-ripescaggio-dellitalia-ai-mondiali-2026-ormai-si-basa-solo-su-debolissime-congetture-sulliran/
L’ Iran è in situazione critica, su TUTTI i fronti …
https://thesimplerway.info/Eggs.html
Giusto per la cronaca.
Poi fate quello che vi pare.
Si vive bene anche senza le strade asfaltate.
Molte sono inutili. Sarebbe meglio sradicarle
e sostituirle con degli orti. Lasciando un sentiero per il pedone o il ciclista.
Temperature più miti in estate, deflusso d’acqua nelle falde, esercizio fisico. Autosufficienza alimentare.
Debito pubblico alleggerito.
The simpler way insiste con le galline e le uova. No, no, non sono d’accordo.
Le galline nel bosco.
Certo, il villaggio del coniglio danzante non è Firenze. Probabilmente non hanno smantellato gli asfalti.
Appunto.
Firenze è ancora più complicata. E buona fortuna.
The feasibility of such reductions is supported by the findings arrived at in Lockyer’s study of Dancing Rabbit Eco-village in Missouri. (Lockyer, 2017.) It was found that the community’s per capita rates of car use, distance driven, and liquid fuel use were 6 -10% of the US national average, solid waste and electricity use were 18%, and water use 23%. One third of water use was recycled and three times as much electricity was generated than was used, the surplus being sent to the grid. Lockyer and also Grinde (2017) confirm the common finding that members of Eco-villages report much higher than national average quality of life.
Il governo del Senegal, che è scientificamente più avanti del nostro, ha l’obiettivo di convertire 1400 villaggi, in eco-villaggi.
Tie’.
E così magari riescono anche ad arginare l’emigazione. Ma del Senegal, devo dire, non ne so niente. Sto ancora metabolizzando l’Azerbaijan.
L’uso delle carriole, in combinazione con sentieri stretti appositamente progettati, ha reso il trasporto terrestre in Cina considerevolmente più efficiente che in Europa per un periodo di quasi 1500 anni. Oggi, le critiche all’onnipresente automobile vengono spesso ridicolizzate affermando che non possiamo tornare ai cavalli e ai carri, senza rendersi conto che la combinazione di cavalli e carri è tutt’altro che scontata e non così rudimentale come sembra. La storia dimostra chiaramente che un’estesa infrastruttura stradale è un bene molto vulnerabile.
La carriola cinese
https://solar.lowtechmagazine.com/2011/12/how-to-downsize-a-transport-network-the-chinese-wheelbarrow/
Aveva le ruote al centro del pianale e così risultava assai meno faticosa e più agile da portare della nostra occidentale.
C’erano i sentieri per carriole, appositamente progettati.
Certe carriole avevano anche una patafisica vela, che comunque contribuiva alla grande, in presenza di vento.
Su una carriola i cinesi portavano anche diverse persone a spasso per la città.
In caso di salita ci vuole il mulo.
https://en.wikipedia.org/wiki/Agriculture_in_Senegal
Arachidi.
40% del suolo agricolo.
E per forza emigrano!
Mo’ anden!
E poi dicono la sovrappopolazione.
Ha ragione la Frances Lappe’.
La fame nel mondo è una questione prima di tutto di accesso alla terra e di democrazia.
Sono finito fuori argomento….
In una relativamente recente intervista, Fiamma Nirenstein ha definito i ProPal come “i Glottologi e gli Etnologi” … poiché, per smarcarsi da accuse di AntiSemitismo, stanno sempre a dire che i Palestinesi sono più “Semiti” degli Israeliani.
Budrio (BO), l’ultima idea di Don Filippo: “Niente benedizioni porta a porta: celebriamo la messa è in strada”
https://www.corriereromagna.it/cesena/budrio-l-ultima-idea-di-don-filippo-niente-benedizioni-porta-a-porta-celebriamo-la-messa-e-in-strada-MI2028493
Stranezze nostrane nel “paiese” 😉 dell’ Ocarina
Per Moi
“Budrio (BO), l’ultima idea di Don Filippo: “Niente benedizioni porta a porta: celebriamo la messa è in strada””
E pensa che vorrei convincere il nostro ottimo parroco a riprendere le benedizioni porta a porta! Un’occasione eccezionale per conoscere le persone…
Aggiornamento
La cosa è passata un po’ in sordina rispetto al roboante lancio, ma l’operazione Project Freedom si è conclusa nel giro di 24 ore e il bilancio è di una nave passata (in pratica perché due cacciatorpedinieri americani sono andati là per farle da scudo), nave che nessuno ha visto, perché a quanto pare aveva il trasponder spento da un bel po’.
Adesso, visto come funziona quel governo, non mi stupirei se saltasse fuori che era il carico di un qualche amico di amici della cricca presidenziale.
@ Mauricius tarvisii
“cricca”
Sembra che quell’operazione sia abortita per il rifiuto del governo Saudita (che non era stato preavvertito) di fornire agli USA le basi navali necessarie all’Operazione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Sarebbero le basi aerei (quelle navali ormai sono un ricordo), però sembra tanto una concausa: c’è stato un notevole ridispiegamento degli statunitensi su basi arretrate (in primis Giordania) e tra quelle, le portaerei e gli Stratotanker che ancora hanno a disposizione (pare ne abbiano perso un altro l’altro giorno…) davvero la non collaborazione saudita farebbe la differenza? Mi pare lo scrivano solo le testate generaliste (che essenzialmente sono buche delle lettere delle veline americane).
Anche perché, nel frattempo, sono cominciati attacchi contro l’Iran.
😀
quando uno pensa che Orsini sia il peggio possibile, arrivate voi due
e sì che sono per l’impiccagione di Trump risparmiando il tempo dell’impicciamento!
Oltre a volerci confessare di non sapere una mazza di quello che sta succedendo, che cosa vuoi comunicare con questo argomentato e puntuale intervento?
Che riportate per oro colato le peggiori cazzate e le ancora peggiori letture faziose dei “non fatti” che avete riportato.
Solo che lo fate da molto tempo, contando sulla mancanza di memoria di chi vi legge.
Saluti
Parlare della buchetta della fruttivendola in una città sventrata nei suoi viali e lungarni per fare una tramvia così deleteria da far rigirare La Pira nella tomba, mi sembra leggermente risibile, ma ormai sono abituato a chi non vede l’elefante nella stanza. Ho sentito abbastanza fuoriusciti dal pd, che a suo tempo avevano le tende a palazzo vecchio, per sapere che se in Danimarca c’era del marcio, in piazza Signoria c’è un deposito di merda che supera in altezza il campanile di Giotto.
Per Mario
“Parlare della buchetta della fruttivendola in una città sventrata nei suoi viali e lungarni per fare una tramvia così deleteria da far rigirare La Pira nella tomba, mi sembra leggermente risibile”
Hai ragione ovviamente. E’ un esempio scelto per la sua semplicità e comprensibilità anche in altre città. Allo stesso tempo, rivela molte cose, perché tocca tutto – la buca, il fondo stradale, il sistema degli appalti, il fatto che si guarda appunto la buca e non la stabilità dei palazzi, l’abitabilità dei quartieri, ecc. ecc.
Per quanto riguarda il deposito di m… , se c’è, c’è ovunque ci siano potere e appalti, no?
Non ne ho idea Miguel
sono stato a Vienna e a Berlino e mi sono mosso benissimo con i mezzi pubblici, senza immerdarmi tutto
sarà che non sono italiani, è un fatto di DNA?
Mah!
Ciao
in Lussemburgo sono pure gratis (anche a Melbourne, in Victoria, Australia ma solo entro un certo raggio)
a Madrid ci si muove bene con la metro….
a Londra si è “schiavi” del tube, che però è cara (nulla in confronto a ciò che ti prenderebbero i taxi)
anche a Zurigo i trasporti sono molto efficienti…ça va sans dire, carissimi…Zurigo ed “economico” sono due parole che si escludono a vicenda
a Berlino mi sono trovato bene anch’io (S-Bahn, U-Bahn) e con l’abbonamento costa veramente poco
a Sofia c’è poco ma la metro arriva ad uno dei terminal dell’aeroporto..altrimenti, a piedi (dal centro alla stazione dei bus sono 3 km, si può fare a piedi, è tutta dritta, passi i famosi leoni…ai “vecchi tempi” si stagliava una statua di Stalin proprio lì :D)..i taxi sono cari, e usano il metodo flat, soprattutto di notte..25 € sia che tu debba fare 1 km (sic !) o 15 km (risic !)…tassametri di fatto ignoti anche se ora forse le cose cambieranno..con il nuovo governo però, è permesso avere un po’ di scetticismo
https://scenarieconomici.it/lue-tenta-la-carta-del-dialogo-con-putin-timore-dellisolamento-o-della-crisi-energetica/
Per chi cerca disperatamente di capire la Ue’.
Ieri volevano destabilizzare nientemeno che la Russia. Oggi no, vogliono tornare amici.
Ma Putin no, finché non gli vengono riconosciute le acquisizioni territoriali in Ucraina.
I casi sono due
1 accettazione sconfitta e gas
2 non accettazione di sconfitta e niente gas
Il gas russo comunque fa dei lunghi giri ma arriva ugualmente in Europa.
La stessa Russia il gas non lo può vendere che in Europa.
Ma si vede che un tale sistema di sotterfugi non rende come una normale amicizia.
Che poi, del gas, essendo duri e puri, se ne potrebbe anche consumare molto di meno.
Come fanno quelli del villaggio del coniglio danzante.
E come se non bastasse
Sembra che l’Iran avesse ragione quando ha calcolato di poter resistere alle conseguenze economiche di una guerra per un periodo più lungo di quanto gli Stati Uniti siano disposti a sacrificare la propria economia.
È quindi giunto il momento che Trump presenti un’offerta di resa.
https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-les-saoudiens-ont-freine-la-tentative-descalade-de-trump
Bene. Ci arrendiamo tutti e non rompiamo più le panche per qualche anno.
Ci sono cose più divertenti da fare, che non le guerre.
(Che non?)
https://italy.news-pravda.com/world/2026/05/08/440725.html
Anche un rapporto della Cia conferma che l’Iran può resistere ancora per diversi mesi al blocco navale. Ha vie alternative. Come si è già visto, attraverso il Caspio e per ferrovia.
Quindi….
Tutto torna, tranne Israele. Brrrr.
Aspettare di vedere
a) cosa fanno con la Bomba
b) chi altri decide di farsi la Bomba sul loro esempio
c) guardare le esecuzioni pubbliche di altri terroristi persiani
diciamo che hai idee balzane di divertimento
https://youtu.be/oF5yutg45w8?is=BsO_ocTCcOTLWNsv
Quando l’extraterrestre si presenta in una piccola casa con ruote.
Pare che ultimamente le visite extraterrestri siano tutte da parte di rappresentanti femminili.
https://www.avvenire.it/economia/economia-civile/non-asfaltate-lamazzonia-quellautostrada-in-brasile-che-fa-esplodere-il-rischio-di-epidemie-zoonotiche_107965
Ecco perchè non ho la tua fiducia nei professori universitari. A me questo allarme sembra un caso da manuale di “allarmismo alla cazzo di cane”.
L’idea che la principale attività umana – andare in giro – sia da condannare e limitare per “possibili rischi” è assurda.
Magari mi sbaglio e sono solo un diplomato del Classico che non capisce.
Ma tant’è
Ciao!
io sono sempre a favore di buone strade (se autostrade, meglio)..
il guaio è che Porto Velho, quasi in Bolivia, il termine di questa autostrada non pare essere un luogo molto cool https://rondoniaovivo.com/noticia/policia/2024/06/06/vergonha-porto-velho-esta-entre-50-cidades-mais-violentas-do-mundo-segundo-ong.html