Il Processo

Cos’è il Processo che stiamo vivendo?

Parlavo con l’amico Roberto M., nato in Maremma, insegnante di scienze in pensione.

Suo padre faceva il buttero, poi ha iniziato a cavalcare i trattori. Quando è nato Roberto, non c’era né acqua potabile, né corrente elettrica in casa.

Mio suocero invece è nato nel 1940, e la mamma l’hanno portata a partorire a San Sepolcro, quindici chilometri a valle, su di una treggia.

A Siracusa ho conosciuto uno che era stato carrettiere, e mi raccontava di come partiva il corteo dei trasportatori. In testa quello che cantava meglio, sul cavallo con i pennacchi. Attraversavano di notte i villaggi, e sotto i carretti c’era una lanterna che proiettava sulle pareti delle case i raggi delle ruote. Il capo carovana cantava una strofa, e gli altri dietro un ritornello; poi un’altra strofa…

Tutti abbiamo storie così: io che vivo nel 2025, ho conosciuto gente che non viveva tanto diversamente da come si viveva nell’Età del Ferro, o nel Neolitico.

Pensiamo per ora solo alla velocità e l’immensità del Processo.

Inanzitutto c’è il crollo della biodiversità in terra, sul mare e nel cielo.

poi c’è il cambiamento radicale del rapporto degli esseri umani con il mondo, con i corpi che li circondano, con lo spazio e infine con gli altri esseri umani;

c’è l’improvvisa comparsa dell‘intelligenza artificiale che sta portando a una mutazione nel modo in cui usiamo il cervello, e di conseguenza nella maniera in cui le cellule del cervello si strutturano;

c’è l’abolizione di ogni forma di lavoro diverso da quello del rider o della prostituta;

e c’è la penetrazione profonda e irreversibile nel corpo e nel cervello degli umani, di cui la macchinetta per i sogni lucidi è solo un piccolo esempio pittoresco.

Questo Processo nasce da un’idea che un tempo si chiamava Progresso. Come dice l’amico Stefano Isola, il progresso si presenta come

“un processo storico necessario ed irreversibile in cui l’umanità sarebbe chiamata ad evolvere ampliando incessantemente le sue basi produttive e trasformando il mondo al fine di soddisfare i propri desideri e, appunto, soggiogare la natura.

Questo Processo implica un passaggio dalla qualità – la diversità infinita della vita – alla quantità, cioè agli algoritmi e al denaro che diventano misura di ogni cosa.

Alla faccia di quelli che parlano di “materialismo”, si tratta del passaggio dalle cose che possiamo toccare e vedere, a qualcosa di puramente astratto: dal solido, alla polvere, e dalla polvere alla pura astrazione. Al posto delle cose vive, i pixel identici e intercambiabili tra di loro e immateriali.

Negli sconvolgenti versi ritmati della Dies Irae, del tredicesimo secolo, si diceva che il secolo – lo spazio tempo – si dissolve in scintille e cenere, “solvet saeclum in favilla”.

Questo Processo passa dall’Umano come l’abbiamo conosciuto, a qualcos’altro, che possiamo chiamare il Transumano.

Questo Processo non è lineare, ma è in costante accelerazione. “Esponenziale” è una parola di cui si abusa spesso, ma in questo caso è più o meno esatta. Ogni due giorni, leggo, viene generata e archiviata una massa di dati e informazioni pari a quella generata dalla nascita dell’uomo fino al 2016.

Che pensiate al numero di foto scattate, o al numero di traduttori in crisi a causa dell’intelligenza artificiale, l’andamento è più o meno questo:

Questo Processo è unitario. La scomparsa delle lucciole è la stessa cosa del blackout dovuto all’eccesso di aria condizionata nel centro di Firenze, o al fatto che il ragazzino invece di studiare chiede a ChatGpt di fargli il compito in classe.

Questo Processo è imprevedibile.

Una volta, c’era l’idea del laboratorio. Il piccolo spazio preciso e chiuso, dove se faccio questo, o succede questo, o succede quello, e se esplode tutto, pazienza, non esce dalle pareti blindate dove sto sperimentando.

Oggi si sperimenta qualunque cosa sul mondo intero, e poi si cerca di cavalcare la tigre.

Questo vuol dire che non esiste più futuro, si naviga a vista.

Senza futuro, non esiste più la possibilità di un progetto politico di alcuni tipo.

Di fronte al Processo, ognuno prenda la posizione che si sente profondamente dentro. E quindi il culmine del “progresso razionale” è la perdita di ogni ragione.

Per molti, la prospettiva è esaltante. Come i paracadutisti che si lanciano dall’aereo cantando l’Inno della Folgore:

Cuori d’acciaio all’erta il cielo è una pedana, tra poco nell’offerta noi piomberemo giù, pugnali e bombe a mano, viatico di morte, e l’ansia della sorte non sentiremo più! Aggancia la fune di vincolo, spalanca nel vento la botola, assumi la forma di un angelo e via pel tuo nuovo destin!

Che ha un suo fascino anche per me, solo che nel fondo, non sono un folgorato transumanista.

Mi sento dell’Altra Parte, quella della Gatta Piccola che a occhi spalancati mi richiama tutta agitata e con voce profonda, per portarmi in dono un calzino che ho appena steso ad asciugare. Forse pensa di donarmi un topo morto, non lo so, ma c’è un’urgenza nel dirmi qualcosa, che somiglia a quella del vecchio Walter, l’ultimo fabbro sfrattato dell’Oltrarno, che cerca ancora una forgia dove fare cose belle.

Solo attenzione, la Gatta e il Fabbro sono in qualche modo anche loro parte del Processo, che è dentro noi tutti: il Processo che trasforma incessantemente il mondo, ammazzando topi e forgiando lampioni con il fuoco di Prometeo. Noi che siamo dalla parte della Vita dobbiamo tenere in conto che la Vita è anche questo.

Se in qualche modo ci fa intimamente orrore l’abisso che abbiamo davanti – l’annientamento della Vita – ci viene voglia di reagire, di fare qualcosa.

L’estate scorsa, noi che abbiamo in orrore l’annientamento della Vita, ci siamo trovati per tre giorni a riflettere, insieme alle lucciole che uscivano fuori al buio, e che molti non avevano mai visto in vita loro.

Grazie a Leonardo di Schio, mi è venuto un filone di pensieri.

Di solito, noi viventi siamo abituati a fare qualcosa contro un nemico. Più o meno, qualcuno che possiamo odiare, prendere a cazzotti. Un cattivo.

Invece, il nostro nemico è dentro di noi.

Al bagno del casolare in cui ci siamo riuniti, ho trovato questo cartello, messo da una splendida e storica femminista:

Immaginatevi questo testo, letto da due prospettive diverse. La prima, quella di un mondo chiuso che tendeva a togliere ogni spazio a una ragazzina nata, poniamo, cent’anni fa. A negarle il suo potenziale, e a segnarne il destino. E’ un manifesto meraviglioso…

Ma riguardate questo testo, dalla prospettiva della pubblicità attuale. Ogni singola frase potrebbe essere un pezzo di merce che ti spaccia una multinazionale.

Quello che chiamiamo “il capitalismo”, alla fine, deve fare il miracolo di trasformare dieci in undici, cioè di cavare dal nulla un guadagno, una ricchezza che prima non c’era.

Ecco perché il capitalismo deve incessantemente cercare qualcosa di nuovo. Nel 1848, dico nel 1848, quando non c’erano nemmeno i telefoni o le automobili o la luce elettrica, il trentenne visionario Marx, laureato in filosofia, colse il Processo:

“Le antichissime industrie nazionali sono state distrutte, e ancora adesso vengono distrutte ogni giorno. Vengono soppiantate da industrie nuove, la cui introduzione diventa questione di vita o di morte per tutte le nazioni civili, da industrie che non lavorano più soltanto le materie prime del luogo, ma delle zone più remote, e i cui prodotti non vengono consumati solo dal paese stesso, ma anche in tutte le parti del mondo. Ai vecchi bisogni, soddisfatti con i prodotti del paese, subentrano bisogni nuovi, che per essere soddisfatti esigono i prodotti dei paesi e dei climi più lontani.”

Guardiamo le frasi nel manifesto appeso al bagno, da VIAGGIA SPESSO a VIVI IL TUO SOGNO. INDOSSA LA TUA PASSIONE.

Lì cogliamo tutta la vera forza del Processo. Che si fonda sulla Saligia: Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidie. Ciò che gli economisti chiamano, mercato.

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26 risposte a Il Processo

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Non possiamo escludere che sia questa la civiltà che non supera la notte.

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “esponenziale”

    Esiste un fungo – non mi chiedere il nome – che si è osservato saper risolvere i problemi di ottimizzazione più complessi (quei rompicapo tipo “che percorso deve fare un commesso viaggiatore per andare da sette clienti diversi risparmiando sulla benzina?”). Il fungo non ha un cervello, ma trova sempre, anche nel più complicato dei labirinti, la via più breve per raggiungere lo zucchero di cui è ghiotto. E lo fa con una velocità impressionante. Il numero delle sue ramificazioni mentre prova a raggiungere il cibo, infatti, cresce in modo esponenziale.

    La crescita esponenziale, di per sé, non è un male. Lo diventa, se è espansione infinita di un solo modello di sviluppo, che va bene in una condizione ma non in un’altra.

    Se a crescere esponenzialmente – approfittando dell’energia libertà dalla crescita esponenziale del progresso – è la varietà di usi e costumi allora le possibilità di successi della specie umana – cioè, di sopravvivenza – aumentano.

    Senza lo scemófono non ci sarebbe stata alcuna traduzione della vita di San Frediano, dopotutto.

    L’omologazione è tutta la differenza fra la crescita di un tessuto canceroso e quella di un tessuto sano, notava l’etologia Lorenz.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P S. Una carezza alle gatte!

  3. Francesco scrive:

    Premesso il mio amore per i gatti, malefici felini che ti guardano facendoti intendere universi totalmente alieni per sempre.

    Confondi la Vita con il Mercato. E leggi il passato con occhiali decisamente nostalgici.

    “Oggi si sperimenta qualunque cosa sul mondo intero, e poi si cerca di cavalcare la tigre.”

    é la descrizione dell’introduzione del fuoco nella civiltà umana! altro che laboratori e prudenza e buon senso.

    Ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “é la descrizione dell’introduzione del fuoco nella civiltà umana! altro che laboratori e prudenza e buon senso.”

      Certo, solo che allora si sperimentava su qualche rametto e al massimo prendeva fuoco per sbaglio la capanna.

      • Moi scrive:

        Iran irremovibile: niente partite negli USA. La FIFA impone una scadenza, sullo sfondo l’ipotesi ripescaggio Italia

        L’Iran non arretra: «Giochiamo solo in Messico». La FIFA fissa la deadline e l’Italia intravede il possibile ripescaggio

        https://www.calcionews24.com/iran-no-partite-usa-messico-mondiale-italia/

        … l’ Iran perderà di proposito pur di non uscire dal Messico ?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “capanna”

        O l’intera foresta.

        Non sottovalutare le capacità distruttive dell’Homo Sapiens.

        Se sopravviviamo alla Bomba, a Trump e a Sanremo ce l’abbiamo fatta. (Sui primi due sono ottimista).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Ho qualche dubbio e, soprattutto, gli sperimentatori non lo sapevano.

        Ho come il sospetto che a te non piaccia l’Homo Sapiens.

        Un abbraccio, in questo caso, da un quasi confratello.

        Ciao

  4. Moi scrive:

    “Trump si è arreso?”. Il video virale iraniano in stile Lego dopo il cessate il fuoco

    https://www.youtube.com/watch?v=jNxQMkiTegY

    • Moi scrive:

      PS

      Ma la Bambolina LEGO sul letto del Trump LEGO … è Giorgia Meloni ?!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “Bambolina”

        In altri video è una bimba che piange.

        Chissà perché.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        P.S. comunque l’immagine delle celle fotovoltaiche usate per friggere l’uovo al tegamino è da Oscar!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sarebbe interessante sapere se il cartone animato sia stato fatto prima o dopo i bombardamenti condotti dagli emiratini oggi.

  5. Moi scrive:

    Superbia, Avarizia, Lussuria, Invidia, Gola, Ira, Accidie. Ciò che gli economisti chiamano, mercato.

    —————————–

    Questa è meravigliosa 🙂 … sorry Francesco.

  6. Moi scrive:

    Per motivi opposti, Estrema Destra e Sinistra per la prima volta fanno girare lo stesso meme ( che terrò per ultimo poiché ruberà la scena a tutto il resto …)

    DX : sfacelo demografico, economico, spirituale e culturale “Bianco”, con Quinte Colonne Woke/ZeKKe/Genderiste/Femministe NON TERF che applaudono dall’ Interno

    SX : Capitalismo Sfrenato con effetti sociali e ambientali devastanti…

    QUESTO MEME ha smesso timidamente di essere un Tabù durante il
    Covid per poi letteralmente esplodere con la Reazione di Netanyahu al 7 Ottobre 2023 … e poi ringalluzzitissimo dagli Epstein Files :

    Adolf Hitler che con un telefono “a candelabro” tipico della sua epoca chiede sornione:

    “Hello, 202X … are you guys starting to get that ?

    😱😱😱

  7. Puffo giardiniere scrive:

    Gola

    https://www.essereanimali.org/2026/03/allevamenti-intensivi-lombardia-report/

    Brescia, Mantova e Cremona.
    Non conosco Brescia.
    Esubero di escrementi di maiali e bovini.
    Non sanno più dove metterli. L’aria è irrespirabile. Mosche. La terra si acidifica. Di recente il business è diventato antieconomico.
    https://altreconomia.it/in-lombardia-e-finito-il-tempo-degli-allevamenti-intensivi-lanatomia-di-un-eccesso/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NL11426NANS
    Finalmente è finito il tempo degli allevamenti intensivi.
    A Cremona va di moda mangiare le nutrie.
    Quelli che mangiano il pesce crudo si beccano un nuovo virus che colpisce gli occhi causando cecità.
    Basta eh!

    «Né creator né creatura mai»,
    cominciò el, «figliuol, fu sanza amore,
    o naturale o d’animo; e tu ‘l sai.
    Lo naturale è sempre sanza errore,
    ma l’altro puote errar per malo obietto
    o per troppo o per poco di vigore.

    Boh, la gola sarebbe quella che Dante ha messo nell’ultima riga.
    Si va all’inferno.
    Si. L’inferno in terra. Brescia, Mantova e Cremona, appunto.

  8. daouda scrive:

    [Chorus]

    bene a tutti, lo sapete un po’ la frustrazione ( che uno se le pija oppure anche se le fa, mentali e non ) un po’ la scelta un po’ il teatro.
    Ma questo grande ci vale per tutti!

    “Deep in my heart and deep in my mind, deep in the depth of my ego
    Deep in my breast, lies a treasure chest, a world that only I can know”

  9. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.cbc.ca/news/politics/gazan-mmiwg2slgbtqqia-pushback-9.7159796

    NDP’s Leah Gazan calls MMIWG2SLGBTQQIA+ critics ‘bigots’
    Manitoba MP calls online frenzy a distraction from federal program cuts

    MMIWG (missing and murdered Indigenous women and girls 2 spirits) and 2SLGBTQ+.

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