Siccome sento spesso parlare male dell’attuale presidente degli Stati Uniti, considerato da molti un povero matto, voglio dire due cose un po’ provocatorie in sua difesa.
La prima è che è l’uomo giusto, al posto giusto e al momento giusto.
La seconda è che è il primo presidente statunitense veramente ambientalista.
Nelle varie campagne elettorali, presidenziale e parlamentari, del 2024, i miliardari statunitensi – gente non scema per definizione – hanno investito ben 17 miliardi di dollari per comprarsi i politici che prenderanno le decisioni che permetteranno a quegli investitori di guadagnare molte volte la stessa cifra.
Le imprese che gestiscono la finanza, il complesso militare-industriale, l’energia, la speculazione immobiliare, l’intelligenza artificiale e dintorni, dopo essersi consultati con i massimi esperti mondiali, hanno deciso che Trump era l’uomo giusto, e non sono certo io a potermi permettere di dire il contrario.
Trump quindi è l’uomo giusto, al posto giusto. Ma anche al momento giusto, perché serviva un presidente ambientalista.
E qui so di giocare un po’ con la parola – per ambientalista, intendo semplicemente uno che agisce tenendo in conto l’ambiente. Cosa che si può fare in diversi modi.
Immaginatevi un villaggio dove il pozzo inizia a prosciugarsi. I contadini che non se ne accorgono, credendo che si possa avere la moglie ubriaca e la botte piena, faranno una fine facile da prevedere.
Ma quelli accorti?
Ogni contadino può mettersi d’accordo con gli altri per prelevare tutti meno acqua; oppure può continuare come prima, prendendo a bastonate chiunque si avvicini al pozzo, se è abbastanza forte. Moriranno tutti gli altri, ma lui potrà continuare ad annaffiare i suoi campi come se non ci fosse un domani.
Il primo tipo di ambientalismo – quello che riduce, riusa, ricicla – è quello degli amici del Movimento Decrescita Felice, attualmente diretto dalla dottoressa Margherita Forgione, di mestiere psicoterapeuta.
Il secondo tipo di ambientalismo è quello di Donald Trump, di mestiere presidente degli Stati Uniti d’America.
Il signor Trump è un po’ più noto nel mondo della dottoressa Forgione, e ci sarà un motivo.
Nafeez Ahmed, un autore con profonde conoscenze e brillanti intuizioni, riassume bene la situazione del sistema statunitense in questo momento:
In vari libri,
“Descrivo come le civiltà, come tutti i sistemi adattativi complessi, attraversino un ciclo di vita ecologico caratterizzato da crescita, conservazione, rilascio (collasso) e riorganizzazione. Quando un sistema entra nella fase finale di conservazione, diventa rigido, sovraccarico e dipendente da flussi energetici sempre più costosi per mantenere la propria complessità. Diversi sottosistemi iniziano a fallire contemporaneamente. E le élite del sistema, invece di adattarsi, raddoppiano proprio quelle strategie che lo stanno distruggendo.
Queste sono le condizioni di squilibrio alla base del quadro del cambiamento di fase planetario: quando la complessità di un sistema supera la sua base energetica, quando il suo modello organizzativo non è più in grado di gestire la realtà che deve affrontare e quando il divario tra l’immagine di sé e la realtà materiale diventa incolmabile. L’espansione in questa fase non risolve la crisi, ma la accelera.”
E’ vero, a lungo andare, ovviamente, anche il contadino che pur di continuare a consumare sempre più acqua, elimina i propri rivali, si troverà il pozzo prosciugato, e Nafeez Ahmed coglie perfettamente dove ci porterà la strategia di chi ha pagato la vittoria di Trump.
Ma bisogna considerare l’investment horizon: per le imprese, quello a lungo termine non arriva oltre i dieci anni. E chi ha investito in Trump ha calcolato che tra dieci anni, sarà molto più ricco di oggi. E se tra undici anni non ci sarà più vita sul pianeta Terra, chi ha i soldi potrà sempre andare su Marte.
E’ facile fare paragoni tra Adolf Hitler e Donald Trump: l’idea nazista di Lebensraum somiglia molto alla “Dottrina Donroe” predicata dal Ministro della Guerra Hegseth:
““Trump ha disegnato una nuova mappa strategica dalla Groenliandia al Golfo d’America – noi chiamiamo questa mappa la Greater North America.
Tutte le nazioni sovrane a nord dell’equatore non fanno parte del sud globale, fanno parte del perimetro di sicurezza in questo grande distretto”.
Personalmente, evito di mettere in parallelo Trump e Hitler. Non solo perché Hitler non si tingeva i capelli, ma soprattutto perché Hitler era il capo di stato di un paese sconfitto in guerra, senza colonie e con poche risorse, che si è inimicato l’Impero Inglese, quello francese, l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti, aveva carri armati e non bombe atomiche, e aveva una moneta svalutata e disprezzata, non quella con cui si fanno tutti gli affari del mondo.
Se Trump oggi rivendicasse per qualche motivo la striscia di Danzica, il primo ministro inglese gli presterebbe le basi per bombardare la Polonia, e l’Italia farebbe una legge che punisce il filopolonismo.
Nafeez Ahmed coglie però l’elemento scatenante, che ha reso necessaria la trasformazione del sistema statunitense – il picco della produzione petrolifera nel 2025, con un declino lento ma irreversibile previsto dalla US Energy Information Administration.
Il sabotaggio del condotto che portava il gas russo in Europa aveva permesso agli Stati Uniti di saccheggiare le ricchezze dell’Europa per rendere di nuovo redditizio la catastrofica ricerca dello shale oil; poi c’è stata la rapina del petrolio del Venezuela, che però pone seri problemi qualitativi; mentre il petrolio iraniano costituisce l’ultimo vero bottino possibile.
Alla catastrofe incombente, il giocatore d’azzardo rimedia indebitandosi per cifre che non potrà mai pagare: il Fondo Monetario Internazionale prevede per il 2028, un debito pari al 100% del PIL globale.

Questa tabella ci insegna che una guerra mondiale ti permette di colpo di raddoppiare la tua ricchezza, anzi – grazie al debito – di essere più ricco di tutta la ricchezza realmente esistente; e ci stiamo avvicinando a un momento simile. Sono ricchezze basate sulla fede, che facciamo finta che esista: il debito è decisamente non materialista.

@ Martinez
“giusto”
È l’uomo giusto per interpretare l’imperialismo del capitale che getta la maschera.
Ciao!
Andrea Di Vita
Se quella era una maschera, vorrei proprio sapere cosa non è una maschera.
😀
@ Francesco
“cosa non è una maschera.”
Eccellente domanda.
La risposta sembra che sia:
‘i rapporti di produzione’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Credo tu sia rimasto l’ultimo giapponese a ritenere ancora valida la metafisica marxiana, caro Andrea.
Senza scordare che “i rapporti di produzione” sono stabili da un paio di secoli, da quel punto di vista.
😉
@ Francesco
“metafisica”
Tu sei rimasto ai tempi di Solidarność, della Thatcher e dell’amichetto di Pinochet.
Il mondo è cambiato. E tanta gente si sta rendendo conto di aver buttato via il bambino (del Socialismo) insieme con l’acqua sporca (del regime staliniano e dei suoi successori).
Con la finanziarizzazione dell’economia e l’ascesa di questo nuovo tecnofeudalesimo alla Musk e alla Thiel, poi, dire che i rapporti di produzione non sono cambiati denota una singolare mancanza di spirito di osservazione.
Se non l’hai mai fatto prova a rileggerti senza preconcetti, che so, i Quaderni dal carcere gramsciani o l’opuscolo leniniano sull’Imperialismo. Sono molto più moderni di ogni ‘Fine della storia’ e di ogni ‘Conflitto di civiltà’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ehm, ammetto che non ho nessun interesse per Gramsci e uno solo da questurino per Lenin (capire per sbattere dentro e gettare via la chiave).
Però sarei interessato a capire in che senso Musk è diverso da Carnegie.
Sì, sono rimasto ai tempi di Maggie: aveva ragione allora e ha ragione adesso.
Ciao!
Uhm, sì, alcune cose però non mi persuadono troppo.
“Le imprese che gestiscono la finanza, il complesso militare-industriale, l’energia, la speculazione immobiliare, l’intelligenza artificiale e dintorni, dopo essersi consultati con i massimi esperti mondiali, hanno deciso che Trump era l’uomo giusto, e non sono certo io a potermi permettere di dire il contrario.”
Qui ci vedo una sottovalutazione dei fenomeni dal basso.
È in parte vero ciò che dici ma è uno dei fattori. Trump è il prodotto di un mutamento sociologico degli Stati Uniti. Tieni sempre conto che i decisori (finanza, complesso militare-industriale, ecc.) non cascano da marte, sono espressione della società che li produce.
“Quando un sistema entra nella fase finale di conservazione, diventa rigido, sovraccarico e dipendente da flussi energetici sempre più costosi per mantenere la propria complessità. Diversi sottosistemi iniziano a fallire contemporaneamente. E le élite del sistema, invece di adattarsi, raddoppiano proprio quelle strategie che lo stanno distruggendo.”
Eh sì, ma non c’è solo l’Occidente. C’è per esempio la Cina, che è in un’altra fase della parabola storica delle società e che ha anche una base culturale profondamente diversa.
La Cina è attrezzata per gestire il rapporto uomini-risorse, perché fa tutto in modo drastico (ma con pazienza, ragionando sul lungo periodo): crea il problema e poi crea la soluzione.
In ogni caso la finitezza delle risorse è un costrutto culturale:
se così non fosse non si spiegherebbe come mai 8 miliardi di persone abbiamo molto di più ciascuna di quanto avessero alcune centinaia di milioni (Medioevo, Età Moderna) o alcuni pochi milioni (Paleolitico), campino più a lungo, non abbiano mortalità infantile, tranne in alcuni luoghi sempre più ridotti.
“Se Trump oggi rivendicasse per qualche motivo la striscia di Danzica, il primo ministro inglese gli presterebbe le basi per bombardare la Polonia, e l’Italia farebbe una legge che punisce il filopolonismo.”
Ahahah, questo è verissimo!
@ peucezio
“costrutto culturale”
Sì, e il nome di questo costrutto si chiama “progresso”.
Non aggiungo “tecnico-scientifico” perché è un pleonasmo: è l’unico progresso che c’è.
Tuttavia, anche se l’età della pietra non è finita perché sono finite le pietre, lo stesso progresso ci dice che le risorse sono finite, e che dunque un progresso illimitato è impossibile (almeno finché non avremo conquistato la fascia degli asteroidi).
Sì può ricondurre ogni fatto sociale a un fatto materiale, ma non si possono ricondurre i fatti materiali a fatti sociali. Non mischiamo struttura e sovratruttura.
Ciao!
Andrea Di Vita
Veramente il progresso è di per sé stesso l’infrazione del principio della limitatezza delle risorse.
Quasi: diciamo che è un imbroglio di tale successo da rimandare il redde rationem a lungo o lunghissimo termine!
😀
Il debito
Il dollaro negli anni, ha perso valore.
https://www.lamiafinanza.it/2025/11/il-rischio-di-debasement-del-dollaro-cosa-significa-e-perche-preoccupa-i-mercati/
https://scenarieconomici.it/il-lento-declino-del-dollaro-le-banche-centrali-diversificano-ma-non-fuggono-dal-biglietto-verde/
Ma ancora non si è innescata la fuga dal dollaro.
Forse.
La questione è un po’ controversa.
Se leggi la Pravda, il dollaro è oramai carta straccia. 🙂
Trump ha fatto un errore di valutazione spaventoso attaccando l’Iran.
Se ne ha fatto uno, ne potrebbe fare anche due.
https://youtu.be/0nScmBTL5IY?is=d7XdpTDawHx4g3j5
Dopo la guerra in Georgia del 2008, l’esercito russo è stato ristrutturato per condurre interventi militari rapidi e distruttivi. Tuttavia, la Russia è stata la prima a inciampare in questa dottrina. Nella primavera del 2022, si è trovata di fronte a una scelta cruciale: intraprendere una sanguinosa guerra di logoramento o accontentarsi di una pace vergognosa. Mosca ha scelto la guerra e il conflitto ucraino è ormai al suo quinto anno.
Anche Trump si trova ora a un bivio simile: continuare a combattere o ammettere la sconfitta. Il problema è che l’intero complesso militare-industriale occidentale ha impiegato decenni ad adattarsi alla dottrina dello shock e del terrore; la NATO e gli Stati Uniti possiedono capacità di attacco aereo senza precedenti e spropositate, ma poche altre risorse. Se una nazione bersaglio riesce a resistere agli assalti aerei iniziali, il tempo sarà dalla sua parte: a differenza della Russia, l’Occidente non ha le risorse per una campagna militare prolungata.
Questo spiega i “gesti di buona volontà” che Trump sta attualmente compiendo nei confronti dell’Iran. Come Putin nella primavera del 2022, ha bisogno di guadagnare tempo e decidere la sua prossima mossa: continuare a combattere, lanciare un’operazione di sbarco ad alto rischio o accontentarsi di una pace umiliante. La prima opzione potrebbe rivelarsi disastrosa per Trump nelle prossime elezioni di medio termine, mentre la seconda potrebbe portare alla più grave sconfitta strategica per gli Stati Uniti dai tempi del Vietnam.
Paradossalmente Trump e lo “strategico” Putin, hanno fatto lo stesso errore.
Pensare di vincere una guerra al “primo colpo”.
Mi tocca persino di rivalutare l’Ucraina.
Che sarebbe poi la Nato?
Rivalutare la condotta di guerra dell’Ucraina.
Tutto il resto, se sia stata una guerra per procura o una legittima difesa rispetto a un’invasione, non si capisce. Il giudizio ai posteri.
@ puffo giardiniere
“Dopo la guerra in Georgia del 2008, l’esercito russo è stato ristrutturato per condurre interventi militari rapidi e distruttivi. Tuttavia, la Russia è stata la prima a inciampare in questa dottrina. Nella primavera del 2022, si è trovata di fronte a una scelta cruciale: intraprendere una sanguinosa guerra di logoramento o accontentarsi di una pace vergognosa. ”
Ho sentito l’intervista a un generale Italiano che proseguiva proprio la tua frase. Dopo il clamoroso fallimento del colpo di mano della primavera del 2022, la Russia ha nuovamente rimodellato il proprio esercito – usando la Wagner come tappullo durante la ristrutturazione, con conseguenti e inevitabili annessi conflitti e scazzi dei membri della Wagner stessa.
Oggi l’esercito Russo va avanti con una guerra d’attrito. Questa guerra è mandata avanti grazie alla superiorità in fatto di bombe guidate e missili e non grazie a combattimenti corpo a corpo stile ‘ondate umane’ o ‘guerra di trincea’. Ciò sembra minimizzare le perdite umane Russe massimizzando quelle Ucraine. Una conferma di ciò la fornisce il fatto che in Ucraina la gente la devono rapire per strada per arruolarla a forza, mentre in Russia al fronte ci vanno volontari ben pagati (sugli standard locali) mentre i soldati di leva non sono mobilitati.
L’esasperante lentezza dell’avanzata Russa, inevitabile dato che gli onnipresenti droni rendono impossibile qualsiasi significativa concentrazione di truppe richiesta da uno sfondamento in stile Caporetto, non è un problema dal punto di vista puramente militare. La rimozione del potenziale pericolo rappresentato dall’Ucraina nella NATO per la sicurezza della Russia – rimozione che agli occhi dei Russi è la causa della guerra – la si vede nella (definitiva? Mariupol la stanno già ricostruendo) sottrazione a Kiev dei distretti industriali e minerari, dalla distruzione dell’apparato militare Ucraino – che sopravvive solo grazie al continuo travaso di risorse da parte Europea – e soprattutto dalla progressiva riduzione dello spazio di manovra politico della giunta banderista. (Zelensky sembra il protagonista de “Il ritorno della vecchia signora” di Duerrenmatt)
Questo non vuol mica dire che per i Russi siano tutte rose e fiori, e per almeno tre motivi.
Primo: l’avanzata, anche se procede quasi senza interruzioni, è davvero lenta in modo esasperante. La goccia cava la pietra, ma è una rottura. Si moltiplicano sui blog Russi gli inviti a farla finita, a spianare l’Ucraina una volta per tutte. Putin è da molti considerato un mollaccione, un moderato. Chi da noi ne desidera la sconfitta si illude, se pensa che via Putin tornerebbe la pace.
Secondo: in conseguenza delle nostre sanzioni cretine in stile ‘per dispetto di mia moglie mi taglio le palle’ i prodotti di consumo Cinesi hanno sostituito quelli Europee. La loro qualità è però nettamente inferiore, in media; e la ricca borghesia delle grandi città non ne è contenta. (Un piccolo aneddoto personale: in Polonia le caramelle al mou sono una prelibatezza. I Cinesi ne hanno commercializzato un’imitazione. Ho assaggiato l’originale e ho assaggiato la copia: non c’è confronto. Oggi a Mosca trovate il prodotto Cinese, non quello Polacco). In più, il nazionalismo Russo diffusissimo anche nelle campagne diffida di ciò che viene dall’Asia anche più di ciò che viene da Occidente – dopotutto, Ivan il terribile combatté i Tartari almeno quanto i Cavalieri Teutonici.
Terzo: l’inflazione è tenuta alta dalle spese belliche. Va detto però che il recente aumento del prezzo del petrolio dovuto alla stretta su Hormuz – lo Ural ha superato la prima volta il Brent – sta però dando una notevole boccata d’ossigeno.
Molti perciò sono i Russi che sperano che l’Operazione Speciale finisca quanto prima.
Ma non certo al prezzo di lasciare vincere le svastiche.
Ciao!
Andrea Di Vita
Vincere le svastiche
Infatti. Che sia vero o no, i russi la percepiscono come una guerra esistenziale.
Lo leggo sulla Pravda.🙂 La Russia ha oramai implementato un’economia di guerra, e possedendo abbondanti risorse, può non ha problemi a portarla avanti finché dall’altra parte non saranno esausti.
>>> in Russia al fronte ci vanno volontari ben pagati
BUGIA
>>> La rimozione del potenziale pericolo rappresentato dall’Ucraina nella NATO per la sicurezza della Russia
GROSSA E SANGUINOSA BUGIA
>>> se pensa che via Putin tornerebbe la pace.
sospetto qualcuno lo dicesse anche di Hitler, sarebbe ora di smetterla di trovare scuse a favore dei nostri peggiori nemici.
Ah, quella sulle svastiche manco la considero.
Come le favolette sull’economia russa che scoppia di salute.
Diciamo che dopo averti letto, sapendo a che fonti ti abbeveri, sono un pelino meno pessimista, nonostante Trump.
@ Francesco
“BUGIA”
Francesco, guarda che ripetere le tue cazzate con le lettere maiuscole non le rende mica meno cazzate.
Alla storiella di Putin=Hitler ci credevano davvero già in pochi prima, figurati adesso che i nostri soldi si è visto in quali cessi d’oro sono finiti.
Per conferma, chiedi a uno dei quattro milioni di Ucraini imboscati in UE, o a quelli che ogni giorno riescono a mettersi in salvo dal reclutamento forzato disertando.
Proprio vero che il tempo è galantuomo!
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
dubito tu ne renda conto ma il fatto che tu abbia cambiato discorso conferma quello che ho detto. E che riguarda la Russia, non l’Ucraina.
😀 😀 😀
https://scenarieconomici.it/una-massa-record-di-124-miliardi-di-barili-invade-gli-oceani-piu-che-petroliere-sono-depositi-galleggianti/
Dunque, l’incontro in Cina, finiscono le scorte di petrolio in mare che hanno calmierato i prezzi.
A metà aprile circa bisognerà già essere usciti dal pantano Iran.
Resta fuori Israele.
E scusate se è poco.
Dove è pure che ho letto o forse ascoltato un video sulle vie di uscita di Israele?
Sicuramente la Grande Israele se la dovranno mettere via. Questo me lo ricordo.
Ah, si, era nell’intervista a Pino Arlacchi, su Ottolina TV
https://youtu.be/Ck4DgA2Tc9Q?is=SsRjqNIosWRdhETl
Basta
Tu che leggi un sacco di gente strana e anche peggio, c’è qualcuno dentro Israele che parla di questo Grande Israele?
Così, per curiosità.
@ Francesco
“c’è qualcuno dentro Israele che parla di questo Grande Israele”
C’è un video di una mezz’oretta di un bel portale di storia, NovaLectio, dedicato appositamente a rispondere a questa domanda.
https://share.google/XwMyXHvAXJcJiErSb
In sintesi: per quanto sembri assurdo a qualunque persona ragionevole, a risposta è SI.
Uno dei motivi è Genesi, 15.18:
‘In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abramo:
”Alla tua discendenza
io do questo paese
dal fiume d’Egitto
al grande fiume, il fiume Eufrate” ‘
Tantum potuit religio suadere malorum.
Ciao!
Andrea Di Vita
Al solito, uno chiede informazioni e invece cercano di rifilargli un link. A un video. Di mezz’ora!
Ma porca di quella grandissima xxxx di Rosy Bindi, è proprio obbligatorio?
Che anche in Israele ci siano dei matti lo davo per scontato, che siano al governo temo sia possibile ma … dirmelo?
Ciao
Genesi, 15.18
In 2 parole :
Eretz Israel
PS
Si chiama “Bereshit” , significa “Inizio” … “Genesi” è decisamente un esempio di”overtranslation”.
😒🤐
Se esprimesse “generare” , avrebbe per base una roba tipo “Litzur” … nevvero, Pino ? 😉
La citazione è rilevante comunque, visto che nella Tanakh i 3 gruppi di libri Torah, Nevi’m e Ketuvi’m sono in ordine contenutistico gerarchico decrescente …
Un video di mezz’ora che dice che in Israele ci sono frange estremiste
(in tutto il resto del mondo, noo, le frange estremiste non ci sono…)
e che hanno ottenuto più potere con l’ultimo governo Netanyahu.
Come fanno nei fumetti quando si sbadiglia? Yawn?
Molto più interessanti i commenti, divisi in due grossi gruppi:
“gli israeliani sono come Hitler”,. il più nutrito
ma anche:
“aveva ragione Hitler a sterminare gli ebrei”…
desolazione.
E scusate se insisto, ma trovo meravigliosa la logica circolare dei commenti del video
(che segnalo a Miguel):
“Hitler = male;
gli israeliani/ebrei sono come Hitler, quindi sono il male;
ma Hitler voleva sterminare il male, quindi faceva bene…”
(e fossero solo i commenti a quel video…)
Grande Israele
Piano.
Non so perché ricordavo la grande o il grande Israele nell’intervista a Arlacchi.
Non ne parla.
Accenna a una soluzione tipo Sud Africa.
Dice che dovrà imparare a dialogare da pari a pari con gli altri popoli che gli stanno intorno.
Per quanto riguarda il progetto in sé, non capisco perché non dovrebbe esistere nella fantasia del governo di Netanyahu.
Spiegamelo tu.
Diventa propositivo per una volta, anziché giocare sempre il facile gioco di sponda.
“c’è qualcuno dentro Israele che parla di questo Grande Israele”
Sì. Ne parla perfino Huckabee, che ricordiamo temerebbe molto di finire nella lista dei nemici di Al Capone… pardon, di Israele, ma è stato rassicurato sul fatto di essere nella lista degli amici.
https://www.youtube.com/watch?v=PbkU5X6yxy8
Huckleberry Finn? è lui?
ma perchè metti un link a un video?
e chi è?
PS sì, ho notato il gancio antisemita ma sono stufo e fingo di non cogliere
E’ l’ambasciatore israeliano in Israele. Pardon, l’ambasciatore americano in Israele.
Dovresti portare più rispetto per i Padroni.
E cosa dice l’amico di Tom Saywer? che è una bella idea? il destino manifesto di Israele?
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/22/huckabee-israele-espansione-medioriente-news/8300447/
OK, colpa mia, ho chiesto una fonte scritta senza precisare “non una fonte nota per scrivere esclusivamente bugie”.
Davvero, i vecchi come me non imparano mai!
Non c’è più speranza ormai.
È un video postato dal governo israeliano. Googla se non ti piace il sito che ho linkato.
ma guarda che se scrivi: in una intervista del 7 marzo 2025 il ministro israeliano delle supposte dice che sta lavorando per realizzare la Grande Israele io ci posso anche credere.
se poi mi dici di che partito è e dove ha parlato sei anche più convincente.
Grande Israele
Ma guarda che se vuoi sfatare l’opinione molto diffusa che Netanyahu o non so chi tu intenda precisamente, ha in mente di allargare i confini di Israele fino a farne una Grande Israele, per quel che è possibile ingrandire, questa opinione la devi sfatare tu con tue argomentazioni. Altrimenti resta lì a tempo indeterminato come una specie di luogo comune. Io ho ben presente la foto di Netanyahu con la carta geografica e la bacchetta che indica qualcosa come la Grande Israele, ma sei tu che devi far chiarezza nelle menti confuse di chi si accontenta del Web.
https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-il-sogno-del-grande-israele-ecco-di-che-cosa-si-tratta.html
Ecco la foto che illude noi creduloni del web.
Adesso tocca a te. Ma non di sponda.
Chiedo a Pino ma a me sembra una grande mappa della Piccola Israele attuale …
Quello che credono i genialoidi antisemiti del web è un loro problema, mica mio!
Ciao
Quindi Huckabee, che è nella lista dei Buoni di Netanyahu, è antisemita. Buono a sapersi.
“https://it.insideover.com/guerra/netanyahu-e-il-sogno-del-grande-israele-ecco-di-che-cosa-si-tratta.html
Ecco la foto che illude noi creduloni del web.
Adesso tocca a te. Ma non di sponda.”
Ho guardato il link:
dice che Netanyahu vorrebbe la “Grande Israele” perchè…
c’è un’intervista in cui Netanyahu dice di “sentirsi in missione”.
Il resto dell’articolo è tutto dedicato a spiegare cosa sarebbe questa Grande Israele.
C’è il link all’intervista:
sono 16 minuti e rotti.
Li guardo.
Un’intervista piuttosto datata in cui Netanyahu parla degli accordi con Hamas per liberare gli ultimi ostaggi, del rapporto con Trump, della necessità di continuare ad attaccare l’Iran, del futuro di Gaza (“non li cacceremo ma non vedo perché non dovremmo lasciarli liberi di andarsene”), della necessità di coinvolgere gli stati locali e di rinnovare gli accordi di Abramo…
tutto molto interessante, ma non c’entra niente.
Alla fine l’intervistatore gli chiede se lui veda il suo ruolo come una sorta di missione, e Netanyahu risponde di sì.
Stop.
La “Grande Israele” è menzionata ben ZERO volte.
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/netanyahu-says-hes-on-a-historic-and-spiritual-mission-endorses-vision-of-greater-israel/
Per chi vuole approfondire la storia dell’amuleto scomparso dall’intervista a Nethanyahu raffigurante la grande Israele, eccetera eccetera.
Posso solo capire che il progetto grande Israele, se esiste, viene tenuto un po’ in ombra come qualcosa a cui si allude ma non viene mai detto esplicitamente.
Comunque ho linkato stampa israeliana.
Basta.
Di Eretz Israel il Sionismo parla da sempre … dov’è la novità ?
https://www.youtube.com/watch?v=u8xhaxo2JJY
questa è l’intervista linkata dall’altro link che hai messo.
Guardala e dimmi un po’ dove ci sarebbe un accenno alla Grande Israele!
Ed ecco la versione completa in ebraico senza sottotitoli.
Tutto io devo fare.
Dal min. 31 l’intervistatore dà a Netanyanhu una scatolina contenente un medaglione/amuleto
(nel video non si vede assolutamente cosa rappresenti)
e gli dice che rappresenta “la terra promessa” (מובטחת ) e che “è arrivato il tempo di chiamarla Gerusalemme”
(qualunque cosa significhi)
e di darlo a sua moglie (probabilmente un’allusione a una storia di gioielli inguattati dalla moglie o roba del genere)
??
Times of Israel è sicuro che si tratti della Mappa della Grande Israele, e boh, potrebbe anche essere vero.
Mi sembra comunque un episodio insignificante, qualunque cosa gli abbia risposto Netanyahu (più o meno “sì, grazie, carino, frega cazzi”) , visto che per tutta l’intervista precedente non ha accennato a nessun cambiamento di confini…
Dimenticavo il link:
https://www.i24news.tv/he/news/news/politics/artc-90402ef0
Grande Israele
Nell’articolo israeliano si accenna a un tal minuto di un tal video in ebraico che a dire il vero ho un po’ guardato senza notare amuleti.
Ma son cose che non seguo.
E poi sono reduce dal dentista.
AI OVERVIEW
HaAretz HaMuvtakhat (הארץ המובטחת): Traduzione letterale di “La Terra Promessa” (Ha=la, Aretz=terra, Muvtakhat=promessa).
Eretz Yisrael (אֶרֶץ יִשְׂרָאֵל): Terra di Israele, termine usato per definire la regione biblica.
Contesto Biblico:
La terra promessa è spesso identificata nell’Antico Testamento con Canaan (כְּנַעַן) prima della conquista israelitica.
Mah.
Io tendo a diffidare degli psicostoriografi che hanno capito come funziona il Sistema e sanno spiegarti tutto.
Mi sono simpatici quelli tra loro che fanno previsioni perchè hanno le palle di rischiare di essere smentiti, però.
Al netto di questo, negare che Trump sia un perfetto imbecille è impresa vana. La stessa guerra all’Iran ne è ogni giorno la prova. I plutocrati – lo hai scritto più volte parlando di Firenze – possono benissimo essere degli idioti o dei monomaniaci, capaci di fare una sola cosa. Pensare che siano intelligenti in senso lato o capaci di fare politica … lo trovo del tutto immotivato.
Trovo molto interessante quello che ha detto Peucezio: le analisi sulla crisi sistemica tendono a dimenticare che gli USA e anche l’Occidente non sono tutto il sistema mondo. Cosa sta inesorabilmente crollando, in realtà?
Ciao
Non si può accusare Trump di essere imbecille per l’Iran: non è una decisione che ha preso lui.
Anche fosse, la qualità dei piani militari e il fatto stesso di essersi fatto spingere a questa guerra lo qualificherebbero come tale.
https://italy.news-pravda.com/italy/2026/04/01/412282.html
Il bello del verticismo.
Colpisci un grattacielo e va in blocco mezzo mondo.
Siamo nelle mani di una masnada di pazzi.
https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/31/412102.html
Sempre dalla Pravda.
Si sa che sulla Pravda si dà il dollaro oramai come carta straccia, mentre da altre parti insistono a dire che il dominio del biglietto verde è inattaccabile.
Tra poco vedremo le conseguenze anche monetarie della guerra nel Golfo
Si avvicina il momento della verità?
È che queste petromonarchie in quanto a dire una cosa e fare l’esatto contrario hanno molto da insegnare persino a Trump.
https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-cela-revient-moins-cher-de-payer-pour-traverser-hormuz-que-de-faire-la-guerre
Comunque, salvo follie inaspettate, la guerra
si sta risolvendo con il controllo di Hormuz da parte dell’Iran e un 10% di pedaggio da pagare al tostissimo paese per il passaggio delle navi non nemiche.
Come dice l’infallibile Moon of Alabama, “costa di meno pagare un pedaggio che fare una guerra”.
Ho appena sentito in TV il discorso di FDR il giorno dopo Pearl Harbor.
Non ci crederai, non parlava nè di tempi nè di costi ma solo di vincere.
Altri tempi, altri uomini. Poi dicono che uno diventa nostalgico e passatista.
@ francesco
“Altri tempi, altri uomini”
E altri aggressori.
Ai tempi di Pearl Harbor gli USA erano gli aggrediti, pensa un po’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Dipende Andrea, ci sono fior di personaggi che sostengono che FDR abbia “costretto” i giapponesi ad attaccare. Perchè altrimenti gli americani sarebbero rimasti in maggioranza contrari alla guerra.
Mentre altri personaggi, più squallidi e bugiardi, millantano che Putin sia stato costretto a invadere l’Ucraina!
La Storia è come il Pongo, la puoi piegare in qualsiasi forma con un pò di buona volontà.
@ Francesco
“Pongo”
Adesso non giocare a ‘1984’. Non facciamo i complottisti e diamo a FDR quel che è di FDR. Con tutto quello che penso degli USA, devo riconoscere che nel dicembre del 1941 a Washington non c’era un governo golpista che perseguitasse da anni gli Statunitensi di origine Giapponese e che dichiarasse a tutto spiano di volersi alleare coi nemici di Tokyo. Lo so che sembra strano agli occhi di chi conosce la storia USA, ma per una volta a Pearl Harbor davvero gli aggrediti erano gli Statunitensi. L’eccezione che conferma la regola.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Lo so che sembra strano agli occhi di chi conosce la storia USA, ma per una volta a Pearl Harbor davvero gli aggrediti erano gli Statunitensi.”
Mi posso sbagliare, sono ricordi di molti anni fa, ma mi sembra che gli Stati Uniti avessero imposto un sacco di embarghi e problemi al Giappone; che anzi il Pacifico interessava molto di più agli Stati Uniti dell’Europa.
“Ho appena sentito in TV il discorso di FDR il giorno dopo Pearl Harbor”
Sai, quella non era una guerra che gli aveva commissionato Israele.
Masnada di pazzi
Il termine tecnico è “imperialismo digitale”.
Si intende la connessione tra il digitale civile e quello militare con legami con il potere statale e con il mondo finanziario.
Una mostruosità, comunque fragilissima.
https://sbilanciamoci.info/il-digitale-il-militare-e-la-diversita-della-cina/
La diversità della Cina ancora non l’ho letta.
Adesso che ho letto posso certamente propendere per l’approccio regolamentato della Cina.
Si. Io poi mi fido di più di un paese che da 1500 anni non provoca una guerra piuttosto che di uno che da decenni non fa altro che andare in giro a bombardare i civili.
Eccezioni a parte. Che non conosco.
Io invece non apprezzo i laudatori delle dittature, neppure ai tempi di Trump, Thiel e Musk.
Saluti
@ francesco
“dittature”
È vero. Tu preferisci le democrazie che aggrediscono a tradimento.
Ciao!
Andrea Di Vita
Dovendo scegliere, certissimamente.
Ma la scelta è già una fregatura e non ci casco.
Preferisco una democrazia a una dittatura e una dittatura all’anarchia. Come regola del pollice, non sono certo che l’anarchia sia sempre peggio.
PS più ci penso e più Ho Chi Minh aveva torto marcio.
@ tutti
Siamo a posto.
Un genio ha trovato la soluzione ai nostri problemi.
https://www.politico.eu/article/europeans-urged-to-work-from-home-and-drive-less-as-eu-warns-of-long-crisis/
Ciao!
Andrea Di Vita
@ tutti
https://www.google.com/amp/s/thebulletin.org/2026/03/analysis-iran-likely-transferred-highly-enriched-uranium-to-isfahan-before-the-june-strikes/amp/
Ecco di seguito il riassunto che ne dà la giornalista Clara Statello:
Le immagini satellitari suggeriscono che l’Iran potrebbe aver trasferito fino a 540 kg di uranio altamente arricchito in un complesso di tunnel sotterranei a Isfahan pochi giorni prima degli attacchi aerei israeliani e statunitensi del giugno 2025.
Un’immagine ad alta risoluzione del 9 giugno mostra un camion pesante che trasporta 18 contenitori schermati all’ingresso del tunnel.
Gli esperti ritengono che i contenitori assomiglino a casse di trasporto nucleare di tipo B, potenzialmente in grado di contenere l’intero arsenale iraniano di uranio arricchito al 60%.
Se fosse vero, questo significherebbe che:
L’Iran probabilmente ha svuotato Natanz e Fordow prima degli attacchi.
L’uranio arricchito potrebbe ora essere immagazzinato in una struttura sotterranea non danneggiata.
L’AIEA ancora non conosce l’esatta ubicazione del materiale.
L’Iran potrebbe teoricamente arricchire ulteriormente l’uranio al 60% fino al grado di arma (90%) in circa 10 giorni utilizzando centrifughe avanzate.
Spiegazioni alternative (esca, isotopi medici, sostanze chimiche, materiali da costruzione) sono considerate ma ritenute meno probabili.
Fonte: Bollettino degli Scienziati Atomici
Segui 👉🏻 @ClaraStatello
Leggendo qui
https://www.google.com/amp/s/www.ndtv.com/world-news/in-us-bunker-buster-attack-on-irans-isfahan-a-likely-uranium-link-11289927/amp/1
la situazione rimane incerta
Ciao!
Andrea Di Vita
Già adesso, senza bomba, l’Iran potrebbe causare un’ecatombe spaventosa in tutti i paesi del golfo, solo colpendone gli impianti di dissalazione.
Non puoi evacuare in due o tre giorni milioni di persone che soffrono la sete.
Volete farvi assumere come sceneggiatori di film catastrofici-horror a Cinecittà per caso?
se io fossi Trump, invaderei al più presto Cuba, dove i nordamericani sarebbero accolti con entusiasmo (la baia dei Porci non si ripeterà, son passati quei tempi Enea), ponendo fine all’infame regime colà al potere, riprendendosi con gli interessi quanto confiscato da Fidel e -come risultato collaterale, indubbiamente di poco interesse per Trump- consentendo ai cubani di tornare a vivere…come si vive a Santo Domingo, a Panama e in Colombia..all’ombra della Potenza USA, spiace ma è cosi..hanno voluto i libertadores massoni ? e allora ne accettino le conseguenze !
poi, mentre tutti celebreranno la grandezza di Trump, di soppiatto fare un accordo con gli ayatollah -a condizioni onerosissime per gli USA- e andarsene dall’Iran, lasciando N. a cavarsela da solo….:D
la vittoria mediatica su Cuba, e dei buoni giornalisti embedded, consentirebbero di “oscurare” la disfatta in Medio Oriente e far sì che le masse pensino solo al “trionfo” nei Caraibi obliando -le masse sono stupide :D- il disastro nel Golfo
insomma, unica strategia “razionale” è far pagare a Diaz Canel gli errori compiuti da Trump il 28 febbraio, sottovalutando l’Iran 😀
ma Trump non lo farà 😀
“se io fossi Trump, invaderei al più presto Cuba, dove i nordamericani sarebbero accolti con entusiasmo”
Come in Iran?
a Cuba tutti ormai odiano la casta corrotta dei Castro che si fanno i miliardi alla faccia dei gonzi sulla pelle delle masse..solo in Italia la cleptocrazia di Raul e di El Cangrejo (Fidel aveva una sua dignitas, lo ammetto) continua e essere esaltata 😀
in Iran molti (non più tutti), ad Allah credono..e sono con il regime
del resto il Venezuela docet, no ?
(ed il Venezuela non è pagonabile a Cuba)
inoltre, invadendo Cuba -cosa di cui alla nota lobby non interessa un fico secco 😀 ma agli “americani veri” invece sì- Trump riprenderebbe il rapporto, ormai logorato, con l’America profonda e si libererebbe dallo stigma di valletto di N. (e di P.) riprendendo l’aura di “true American Patriot”….Carlson e tutti i MAGA tornerebbero al suo ovile
ma, tranquillo, è troppo scemo per arrivarci 😀 o forse troppo epsteinizzabile 😀
Ma leggevo le stesse cose anche dell’Iran. Paese che, tra parentesi, aveva sperimentato il prodromo di una guerra civile (3000 morti, tra i quali centinaia di appartenenti alle forze dell’ordine, si possono definire solo in questo modo) giusto poche settimane prima.
Piuttosto, se vuole una vittoria facile, c’è la Groenlandia: la Danimarca non ha modo di difenderla, gli europei non spareranno un colpo e l’Isola non offre nessuna reale profondità difensiva (tundra e ghiacciai disabitati non sono profondità difensiva).
Potrebbe essere l’atto finale della liquidazione dell’Impero universale che gli Stati Uniti si sognavano di essere. Gli imperi si fondano sul timore che suscitano nei satelliti e sulla stabilità che offrono loro in caso di obbedienza. Non è un caso che i satelliti iraniani (l’Iran nel proprio piccolo si concepisce come impero) siano stati buoni nei primi giorni di conflitto, finché l’egemone non ha dimostrato di essere in grado di rispondere colpo su colpo (non male per un paese che spende in difesa il 2% del Pil: verificate se non ci credete) e allora a catena sono intervenuti (prima le milizie irachene, poi i libanesi, in ultimo gli yemeniti).
Già adesso l’impero americano sta tenendo poco (se i satelliti ti sfanculano quando chiedi la partecipazione alla guerra non è un buon segno, se ti sfanculano dopo che li minacci anche peggio: vuol dire che hanno perso il sacro timore), per cui un secondo potenziale merdone (la mancata sottomissione facile di Cuba) è poco raccomandabile, ma se togli ai satelliti la promessa della stabilità attaccandoli a tradimento, allora cosa resta dei vincoli di fedeltà?
1) quel 2% puzza leggermente di contabilità nazionale addomesticata. Costeranno poco i droni e i pasdaran ma dubito siano aggratisse.
2) gli USA non ottennero molto appoggio NATO neppure in lontano passato quando si impelagarono in guerre fuori teatro: forse la tua analisi è leggermente esagerata
3) se metti sul trono un asino (manco un cavallo) è difficile che l’Impero tenga. ma auspico sia una crisi passeggera, molti imperi si sono ripresi dopo crisi anche gravi
4) la tua analisi della situazione interna iraniana mia pare poco seria
1) Ti ho invitato a verificare il dato: non l’ho inventato io e se mi dici che non ti piace non me ne frega un cazzo.
2) Quando si fanno affermazioni in genere si portano esempi. Ma da te non me li aspetto: mi aspetto solo parole in libertà.
3) Gli imperi sono qualcosa di più complesso delle capacità dei singoli. Ma capisco che una persona che ha barattato i neuroni con Hollywood non sia in grado di capirlo.
4) Finché le tue argomentazioni saranno di questo tipo, io mi limiterò a dire che non sei in grado di mettere in fila un ragionamento.
4) il pezzo di merda che accetta il dato governativo per le stragi sei tu, se non erro
3) se tu sottovaluti l’importanza degli individui è un tuo problema di incompetenza storica, mica altro
2) la guerra del Vietnam? quella in Iraq? quelle in Afganistan?
1) se tu pensi di fidarti del più basso dato di spesa militare della storia delle guerre è sempre un problema tuo
il bello è che sono in buona parte d’accordo con la tua analisi.
4) Non sei costretto a scrivere roba incomprensibile giusto per dire “almeno non ho fatto scena muta”
3) I sistemi sono fatti per sopravvivere agli individui. Chiedere agli iraniani.
2) In Iraq e in Afghanistan mi ricordo i nostri soldati. In Vietnam era difficile dispiegare i giapponesi, visto che erano stati gli USA a imporre al Giappone quelle notevoli limitazioni di capacità operative.
1) Ti ho detto proprio di non fidarti e di verificare. Se non sei in grado di farlo non è un mio problema.
Che palle!
Sospettando che gli avventori si annoino almeno quanto me, mi ritengo soddisfatto di quanto ho scritto prima.
Lo so che ragionare ti annoia, mentre sparare cazzate in libertà è divertente.
@ habsburgicus
“lasciando N. a cavarsela da solo”
Se N. è Netanyahu allora si ricavano due conclusioni insieme:
1. Stai sognando.
2. Per questo sogno rischi seriamente un’accusa di antisemitismo.
Uomo avvisato…
Ciao!
Andrea Di Vita
Habsb.,
tu ormai sei diventato sempre dalla parte dei peggiori contro i migliori :’-(
La Cuba socialista è uno dei pochi baluardi rimasti.
ma baluardo di cosa ?
@ Habsburgicus
“baluardo di cosa”
Mah, che vuoi che ti si risponda…
Della sanità pubblica e dell’istruzione pubblica migliori dei Caraibi nonostante decenni di embargo?
Della dignità di non essere più il bordello d’America?
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Scommettiamo che adesso salta su qualcuno a rimpiangere quanto era democratico e rispettoso dei diritti umani Fulgencio Batista rispetto ai brutti cattivi Comunisti mangiabambini di adesso?
Andrea
se tu non ci fossi Trump sarebbe un buffone fuori scala!
😀
PS aspetto con ansia che Hasburgicus il birichino ti ragguagli sulla dignità di Cuba
@ Francesco
“scala”
Perdi colpi. Hai dimenticato l’elogio della democrazia Cubana sotto Batista.
Ciao!
Andrea Di Vita
credo basterebbe il dato di PIL procapite
ma ricordo i commenti di Ritvan sulla sanità a Cuba e mi accontento
😀
Cioè la misura della democrazia è il Pil pro capite? Quindi la Libia di Gheddafi era democratica, mentre Capo Verde no?
Hai perfettamente ragione! ho letto Andrea di fretta e quindi male.
Conosco troppo poco, per non dire nulla, la dittatura di Batista. Però conoscendo quella dei Castro non so se il mio errore alla fine non sia quantomeno non troppo distante dalla realtà.
Saluti
@Andrea
hai un’idea “romantica” di Cuba..e irrealistica
1.la sanità ERA buona, non lo è più, ci sono epidemie di dengue e chikungunya ecc (almeno per i comuni mortali..il regime sfrutta le abilità dei medici migliori per “affittarli” agli stranieri, non solo i pochissimi ora a Cuba -che strapagano, la sanità per noi non è gratuita tranne casi ad hoc- quanto proprio all’estero..i medici in Calabria, il cui ruolo meritorio peraltro io riconosco, sono pagati dall’Italia ma quei soldi finiscono ai Castro e solo le briciole ai medici..il fatto che quelle briciole, diciamo 200/300 E su 3000 E al mese, ancora facciano vivere bene i medici cubani all’estero rispetto ai loro confratelli nella Cuba rossa rendendo conveniente fare missioni all’estero, mostra solo quanto sia degradato e inefficiente il regime dei Castro..certo 200/300, contro 30 E al mese dei cubani di Cuba, è tanto :D)
2.l’istruzione non è eccelsa, non lo è più almeno..tranne rarissime eccezioni che sempre più il regime, a differenza dei primi anni di Fidel, riseerva per i suoi raccomandati/e che quasi mai sono i più meritevoli (e questo dappertutto, essendo una delle cause della decadenza della fu Italia ridotta a itaglia)
3..qui fa ridere..la prostituzione a Cuba è dilagante e probabilmente salvò Fidel nei ’90/primi ‘2000 😀 😀 :D, al periodo del “periodo especial” quando l’URSS crollo e El’cin abbandonò Cuba…purtroppo per le prostitute, ormai non a Cuba va più nessuno, e quindi dove li trovano quelli che le beneficano ? 😀
chiaramente il castrismo è stato un disastro per Cuba (come tutte le rivoluzioni..questo è il punto dirimenti per i veri conservatori :D)
non occorre essere Nostradamus per capire che senza i Castro, Batista avrebbe sgovernato ancora per un po’ more latinoamericano..
poi Kennedy (al potere dal 20/1/1961) lo avrebbe deposto…con le buone e se necessario con le cattive 😀
il successore, come ben sapeva la vecchina di Siracusa che pregava per il tiranno Dionisio :D, avrebbe fatto rimpiangere Batista
ma dopo 3 o 4 golpe, Cuba avrebbe trovato la stabilità caraibica
turismo, soldi….purtroppo criminalità
e oggi sarebbe una Colombia, una Panama, una Santo Domingo
forse non il plus ultra
ma non stanno male
sì, ci sarebbero apertamente le prostitute..a Panama per dire c’è un luogo che chiamano Capri ove la donna costa 200 dollari..e vabbè..se vuoi ci vai, se non vuoi non ci vai…chi ti obbliga ? 😀
e a Panama non muoiono di fame, ed è modernissima
Cuba senza i Castro oggi sarebbe un’economia turistico-balneare di medio livello,probabilmente più evoluta di Santo Domingo..quasi al livello delle Bahamas e di Barbados (che è cara e sicura)
eh no, han voluto fare la Revolucion, i tapini
Negli Anni Novanta si parlava di “Gineteras” … che in pratica facevano anche (!) da Guida Turistica, mi pare.
Ero adolescente, Internet non c’era … il mondo documentato dagli 883 sembrava che dovesse durare per sempre, sarebbe invece sparito in pochi lustri. 😉
“JINETERAS” con J … E.C. cmq credo che siano una realtà che organizzata a quel modo no n esista più da almeno 20 anni.
organizzata a quel modo no n esista più da almeno 20 anni.
l’età dell’oro del “turismo sessuale” fu l’ultimo quindicennio di Fidel (c.a 1990-2005/2006)…in quei giorni Cuba fu un’alternativa alla Thailandia, anche se la nostra sx censurava il tutto e nessuna TV e nessun giornale mainstream osava parlarne 😀 laddove in Thailandia ciò era ed è esplicito e né Rama IX né Rama X avevano nulla da obiettare…
la Cuba di allora faceva un baffo al povero Batista 😀 😀
Diaz Canel iniziò la sua carriera come moralista, rendendo difficile la vita alle prostitute
ciò diminuì un po’ il fenomeno
poi riprese, ma non nella forma -irripetibile e a suo modo iconica, delle jineteras d’antan- bensì in quella di pure e semplici escort, meno esose delle consorelle operanti in Europa ma con un modus simile
vi è da dire che in seguito alla cleptocrazia di Raul vi sono ormai cubani ricchi (intrallazzatori del regime ecc)..e quelli si sono fatte, e si fanno, le ragazze migliori e più belle, soprattutto le bianche model-type talora chiamate “miki” (nella Cuba rossa, nel privato, neri e mulatti sono disprezzati dall’élite castrista bianca…ma non ditelo alle nostre sinistre 😀 :D)…
ora quindi le bellissime in genere neppure ricercano più gli stranieri, detto brutalmente “schifano” lo straniero..a meno che sia un boiardo di Trump in visita, che si debba ammorbidire con un grazioso “regalo”di due o più bionde 😀 😀
restano le altre, spesso mulatte…e quello se possono si prostituiscono o, meglio ancora, cercano di farsi il novio -magari con un +50 o+60 di età :D-, il guaio che ormai pochi europei vanno a Cuba (ci vanno più, in barba a Trump, gli americani 😀 a Holguin si arriva da Miami*, ancora oggi ! dall’Europa non si arriva più)
*l’europeo non puo recarsi a Cuba dagli USA, e tantomeno il viceversa, a meno che abbia il visto USA, l’ESTA verrebbe invalidata ipso facto non appena gli USA avvessero prova di un soggiorno a Cuba….Cuba è nella lista degli “Stati criminali”
Habsb.,
per froza che sanità e istruzione non sono più eccelse.
Decenni di embargo e ora isolamento e aggressività sempre più violenti da parte degli USA.
Loro fanno sempre così: ti isolo, ti riduco in miseria e poi grido al fatto che la tua popolazione non sta bene.
@ habsburgicus
“romantica”
Indubbiamente.
Dopo sessant’anni di ‘bloqueo’ vorrei vedere.
Ai ‘veri conservatori’, come li chiami elegantemente tu (io preferisco l’espressivo termine castrista ‘gusanos’) do sempre la stessa risposta:
I confronti si fanno a parità di condizioni. Se siete tanto sicuri che il socialismo faccia schifo, togliete il ‘bloqueo’.
Poi vediamo, dopo qualche anno, se la gente sta meglio a Cuba o ad Haiti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Scegliere uno Stato fallito come Haiti per termine di paragone fa sospettare che tu conosca di Cuba molto più di quello che ci racconti!
E comunque un nemico del capitalismo non può condannare il bloqueo, che impedisce che Cuba sia sfruttata dal bieco commercio internazionale (meglio, lo impediva, oggi chi è che non commercia con Cuba?)
Habsb.,
“ma baluardo di cosa ?”
Sul piano geopolitico è uno dei baluardi di resistenza all’Occidente, ma sopattutto
è un luogo così affascinante perché non è stato travolto dal consumismo, perché non è ricco ma non ha il degrado, la criminalità, la destrutturazione delle società latinoamericane povere.
Se smette di essere castrista smette di essere Cuba. La figa rimane, ma addio caratterizzazione, bellezza, autenticità.
criminalità
anche la criminalità sta salendo esponenzialmente, ma su quello hai ragione
non c’era sotto Fidel, a quei tempi Cuba era sicurissima, ciò gli va onestamente riconosciuto
tra l’Avana e Medellin (ma anche México) c’era un abisso !!!! e tutto a favore dell’Avana
degrado
oggi è piena di spazzatura, degradatissima…e ciò è colpa di Diaz Canel (vero non c’è carburante, però per la polizia politica lo trovano, potrebbero trovarlo anche per la nettezza urbana)..che andrebbe deposto…nell’interesse dei comunisti cubani ! facciano loro 😀
al cambio nero la benzina si trova, 4000 pesos (7 euro !!!!), donde i trasporti privati carissimi..ormai costa più il taxi a Cuba che a Zurigo !
quindi qualcuno -boss comunista- si appropria del (raro e prezioso) petrolio che dovrebbe servire per i trasporti, lo trasferisce agli “amici degli amici”, quelli lo vendono a prezzi folli..e si fanno i dollari, spartendosi il tutto
io lo trovo un sistema da cosca, poi fate voi 😀
C’entrano poco il comunismo o il capitalismo.
Qui sembra sempre di sentire di quelle infinite discussioni che si vedevano qualche anno fa sulla RAI con due schieramenti opposti destra sinistra che si urlavano “e perché noi, e perché voi” finché non si era costretti a spegnere la televisione essendo tutto quel pollaio insopportabile.
La cosa è molto più semplice: o hai il petrolio o non ce l’hai. Il petrolio è l’economia.
Qualsiasi Stato che sia di destra o che sia di sinistra o che abbia i leader con la barba o senza barba, dovrebbe prepararsi a un mondo con scarsità di petrolio. E il gas un po’ più tardi.
Non che sia impossibile. Ma bisogna agire prima che il problema si presenti come irrisolvibile. Un po’ come sta accadendo a Cuba.
https://solar.lowtechmagazine.com/2026/03/low-tech-magazine-the-uncompressed-book-series/
È uscito l’ultimo libro del low tech magazine in versione riveduta, corretta e migliorata.
Ne dovrebbero regalare un certo numero ai vari capi di Stato. E poi interrogarli per verificare che abbiano studiato.
Cuba
E cosa se ne fa?
È il paese con meno petrolio al mondo…
E in più se non piace il regime comunista non credo che ai cubani piacerebbe Trump.
E neanche Rubio, francamente.
E poi gli americani hanno finito le munizioni
https://italy.news-pravda.com/russia/2026/04/02/413361.html
Oh, dalla Pravda questo bijou che riecheggia quello che normalmente si sente ripetere sui siti degli imbonitori della finanza.
Ben fatto articolo.
Intanto l’Iran dovrà essere riportato all’età della pietra nelle prossime due settimane.
E con lui tutti noi, evidentemente.
A meno che non si tratti di volgare insider trading.
https://scenarieconomici.it/lillusione-dei-32-giorni-il-discorso-di-trump-sulliran-il-caos-a-hormuz-e-la-gelata-dei-mercati/
Su come l’Iran verrà riportato all’età della pietra (e l’Iran di conseguenza riporterà mezzo mondo all’età non proprio della pietra, ma di qualche secolo indietro).
Come Cuba.
https://youtu.be/FMmbGIYdMAs?is=FnXiukzYxgjzhmD-
Kelebekiani. In piedi!
https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/evento-epocale-trump-prepara-volo-cina-xi-quando-ci-sar-2643338.html
E questo è il Giornale.
Che non dice però che Trump deve andare in Cina per un accordo sulle terre rare
Altrimenti niente armi sofisticate per il complesso militare industriale e Trump lo mettono al rogo.
Cosa chiederà la Cina in relazione alla guerra all’Iran dopo di cui gli Usa volevano presentarsi come i padroni di tutto il petrolio mondiale?
Occhio eh!
👁
È questo il punto.
x Andrea
cerca qualche notizia sull’Oblast di Ryazan. Potrebbe essere divertente (per me).
@ Francesco
“Ryazan”
Ti riferisci a questo?
https://www.kyivpost.com/post/73023
Vedo che sei aggiornato sulla propaganda banderista.
Chissà se ci credono anche loro:
https://www.la7.it/intanto/video/tensione-a-kremencuk-ucraina-residenti-reagiscono-ai-reclutatori-dellesercito-26-05-2025-597845
Ciao!
Andrea Di Vita
Allora, prima di postare ho controllato con una certa attenzione e pare che la notizia sia vera. Confermata da fonti terze non solo da fonti ucraine.
Del resto, Putin non chiamerebbe soldati nord coreani se non avesse problemi di reclutamento.
Almeno questo mi pare lampante!
La notizia di obbligatorietà del reclutamento l’ho trovata solo nelle fonti filoucraine inattendibili, per cui nemmeno in quelle filoucraine in qualche misura attendibili.
La difficoltà al reclutamento russa è cominciata da quando gli ucraini sono stati cacciati dal terrotorio russo: a ferma finita molti arruolati, che erano entrati nell’esercito perché la Patria era invasa, non hanno rinnovato. E la Russia, contrariamente all’Ucraina, non arruola a forza e a fine ferma dà la libertà di non rinnovare.
Il nordcoreani non c’entrano niente: era Kim che li voleva là per avere reparti con esperienza sul campo, che è merce rara ultimamente (vedi l’attuale disastrosa campagna israeliana in Libano).
Grazie del tuo augusto intervento. Scolpito nel marmo.
@ HABSBURGICUS
Che ne pensi della giovanissima Kim Ju Ae ?
Per la prima volta nella Storia del Socialismo Reale … il Futuro è Donna ?
… Anche ne caso improbabile che prenda il potere pri a del previsto la zia Kim Yeo Jong. So che certe Femministe Americane polemizzano se avrà unA Presidente Donna prima la Corea del Nord o gli Stati Uniti.
Certo, si parla di un tempo probabilmente lontanissimo , salvo improbabili clamorosi eventi tipo che facciano fuori Kim Jong Un.
SE le Due Coree facessero come le olim Due Germanie, probabilmente diventerebbero la prima potenza economica mondiale.
sarà difficile…ma in Corea del nord tutto è possibile
… e a ‘sto punto: Forza Croazia !
🇭🇷 ⚽️ 🏟
Interrogato sulle motivazioni alla base della scelta di un impianto di teleriscaldamento solare, Krzysztof Szaliński, presidente di PEC Gliwice, ha sottolineato la sua superiore efficienza nell’utilizzo del suolo: “Un’efficienza del 25% per il fotovoltaico rispetto all’80% per il solare termico fa una differenza significativa, soprattutto quando la superficie disponibile è limitata. Come azienda che opera nel settore della fornitura di calore, più diventiamo ecologici, più siamo accettabili per i nostri clienti. Niente fumo, niente emissioni, niente rumore: solo calore pulito e verde”.
Attualmente, il sistema di teleriscaldamento di Gliwice è alimentato da una centrale termoelettrica a carbone. Secondo Szaliński, l’integrazione della produzione di calore solare eliminerà la necessità di bruciare circa 1.500 tonnellate di carbone all’anno. Si prevede che il campo di collettori coprirà circa il 22% del fabbisogno di acqua calda sanitaria dei residenti durante i mesi primaverili ed estivi. In totale, circa 40.000 famiglie a Gliwice usufruiranno del servizio.
https://solarthermalworld.org/news/momentum-builds-for-solar-thermal-in-poland-major-plant-new-tenders-and-eu-project-light/
Eh, si, il solare termico riscalda l’acqua in modo più efficiente rispetto al fotovoltaico, però nell’ambito del teleriscaldamento son briciole.
Invece sembra fattibile l’utilizzo in processi industriali dove serve calore a basse e medie temperature.
Ma questo l’ho già scritto più volte. E nessun governo mi ha mai dato ascolto.
🤓
https://ourfiniteworld.com/2026/04/02/losing-the-iran-war-may-be-the-best-outcome-for-the-world/
La Tverberg che da sempre si occupa dei prezzi del petrolio, mette in luce certi aspetti
decisamente controintuitivi di questo mercato.
E sostiene che avere un presidente Forrest Trump al potere, paradossalmente potrebbe avere conseguenze positive.
Mah. Sarà….
Sempre un po’ patafisiche le conclusioni della vecchia signora.
@ puffo giardiniere
“Gliwucw”
Qualunque soluzione, anche la più inefficiente, è meglio del carbone.
Chi va a Pietrafitta (PG), vede la campagna verdissima a fianco della centrale a metano, e parla coi locali che gli racconteranno com’era la vita con la vecchia centrale a carbone (con la fuliggine che copriva le decorazioni a fresco di un’antica abbazia, oggi B&B) capisce cosa intendo.
Gliwice poi se non sbaglio è la Gleiwitz dove il 1^ settembre 1939 cominciò la seconda guerra mondiale. È nel mezzo del distretto carbonifero della Slesia. Basta col carbone.
Ciao!
Andrea Di Vita
https://it.euronews.com/my-europe/2026/04/01/la-francia-rimuove-la-bandiera-ue-dagli-edifici-pubblici-e-un-provvedimento-illegale?utm_source=firefox-newtab-it-it
finis Europae ?
un pover’uomo non può convertirsi all’idea europea, dopo averla osteggiata per lungo tempo, che quelli la rinnegano 😀 😀 ma si può ? 😀
Sarebbero solo i sindaci del RN, a quanto leggo nell’articolo. Ma si sapeva come la pensavano.
Immagino che il sindaco di carcassonne sia pronto a restituire i 3.2 milioni di euro di fondi europei per l’ospedale di carcassonne (tra i quali ben 2 milioni solo per il pronto soccorso costato in totale 2.3 milioni)
https://www.ch-carcassonne.fr/le-centre-hospitalier/fonds-europeens
Intanto si comincia negando che quello europeo sia un vero parlamento per il quale valgono le garanzie parlamentari democratiche.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/04/02/leurodeputata-rima-hassan-fermata-a-parigi-per-apologia-di-terrorismo_cdb6c7ee-06d8-49cf-a2aa-11805ee45f15.html
https://scenarieconomici.it/mentre-si-scatena-la-tempesta-perfetta-la-commissione-ue-resta-ignava/
L’Europa se ci fosse keynes.
Si. In fondo è l’economia che si studiava a scuola noi vecchiotti.
Solo che allora erano altri tempi.
Adesso non basta sostenere il settore produttivo. Bisogna guardare anche a come, quanto e a cosa si produce. Con keynes soltanto non te la cavi più così facilmente.
Comunque concordo con “Scenari” che in questo frangente, alzare il costo del denaro sarebbe una roba da pazzi.
🤓👍
L’ Italiano rischia di diventare un dialetto ?!
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/01/rischia-di-diventare-un-dialetto-il-futuro-dellitaliano-e-a-rischio-secondo-laccademia-della-crusca/8342231/
È ufficialmente finita l’ Italia: Napoli festeggia la vittoria della Bosnia e tifa Argentina…
Tiferò Croazia … personalmente. Sembra un meme : unica squadra di Europei Autoctoni, mentre infuria la polemica che l’ Italia è stata eliminata meritatamente perché ha troppi “Caucasici” …
Ancora ci sono Italiani che fanno tutti gli scongiuri pagani conosciuti perché l’ Iran rinunci al Mondiale e venga ripescata l’ Italia … MA io mi sono rotto il k**** , una squadra così NON merita supporto.
Pressione Parlamentare sulla Meloni per far dimettere Geavina: Priorità Nazionale (?!) ottenuta, a quanto pare … e no, NON è un Pesce !
https://tg24.sky.it/politica/2026/04/01/gravina-dimissioni-interrogazione-bipartisan-senatori
Italia fuori dai Mondiali, 40 senatori a Meloni: “Gravina si dimetta”
https://www.corriere.it/sport/calcio/mondiali/26_aprile_03/gabriele-gravina-retroscena-dimissioni-42461ff6-6db6-4990-9cc4-7641b16edxlk.shtml
Gabriele Gravina, il retroscena delle dimissioni. Gli ultimi giorni di resistenza: gli amici, i colloqui e infine l’abbandono