Iran e dintorni (1)

L’Iran è un paese che mi interessa da una vita, e ho anche dato qualche esame all’università di iranistica – lingua, letteratura, religione, storia…

Purtroppo, attorno a me, vedo solo tifoserie. Che, badate bene, non sono mai a favore, sono solo sempre contro.

Il problema della tifoseria è che ci esilia dalla storia: ci autoinduciamo a credere che se solo si riesce a sterminare il cattivo, prevarrà il bene.

La storia però esiste. E la “storia”, l’immenso insieme della passioni umane e dei loro effetti, sta travolgendo tutto, a una velocità sempre maggiore. Non sono i buoni o i cattivi che fanno la storia, ma la storia che li evoca.

Il saccheggio britannico dell’Iran ha generato un cattivo furbo, il primo Shah, e un cattivo imbecille, suo figlio. Ma al di là del carattere dei due, è stata la storia a fare sopratutto del secondo un massacratore su scala industriale.

E’ un meccanismo che ho imparato in Egitto.

Dove persone che in Italia, sarebbero state dei semplici politici di provincia, sono stati tiranni. Dove sotto il rais Hosni Mubarak dal faccione sorridente di pugile, innumerevoli migliaia di egiziani sparivano nel nulla, “andavano dietro il muro”, si diceva, e i boia impiccavano senza pausa quel poco che i torturatori lasciavano a loro. Poi la rivolta del 2011, un momento di pausa forse con i Fratelli Musulmani, e poi ricomincia, con il colpo di stato del 2013 – il massacro di oltre mille persone in una mattinata, nella piazza dedicata alla santa poeta sufi, Rābiʼa al-ʼAdawiyya, la schiava i cui genitori erano morti di fame:

In una mano porto la torcia,
nell’altra un secchio d’acqua:
con questa incendierò il Paradiso
e con quello spegnerò le fiamme dell’Inferno
perché i viandanti verso Dio possano strappare i veli
e vedere la vera meta.”

Della strage di quel giorno, in Italia, ce ne siamo accorti in pochissimi, perché non c’era nessuno interessato a parlarne: solo qualche anno dopo ci fu Giulio Regeni che potè condividere una disavventura subita ormai da centinaia di migliaia di egiziani, e abbiamo scoperto che in Egitto non ci sono solo piramidi.

Con questo non intendo incolpare nessuno: nel paese in cui, come mi dicevano tutti, non c’è futuro – maa fiish mustaqbal, o si governa così, o si finisce sotto uno che governa così.

L’Iran ovviamente è diverso dall’Egitto, a partire dalla religione. In Egitto, la sistematica soppressione della religiosità tradizionale da parte di sunniti educati in Arabia Saudita ha creato un immaginario completamente diverso da quello mistico-visionario-eretico dell’Iran. Non a caso l’Isis aveva come primo nemico lo sciismo, che – come mi raccontavano in Egitto – il giudeo Ibn Saba’ avrebbe inventato per insinuare l’idolatria nell’Islam, minando così l’essenza del monoteismo.

Un’antipatia spesso reciprocata: quando in Afghanistan, un gruppo di attiviste haraccolto le testimonianze di tante donne comuni che subivano le dure leggi misogine dei sunnitissimi Taliban, il primo paese dove hanno potuto pubblicarle è stato l’Iran.

L’Iran, da un sistema in cui i contadini vivevano in servitù e dove tutte le risorse petrolifere finivano in mani estere, è diventato uno stato relativamente forte, che ha potuto formare un vasto ceto borghese con fin troppi laureati attorno a una metropoli ecologicamente insostenibile e prossima al collasso. E dove un astuto barcamenarsi della classe dirigente tra le varie potenze, ha permesso di cavarsela, in buona parte.

Ma quello iraniano è pur sempre un regime che è lo stesso da mezzo secolo, e mi ricordo anni fa di un commerciante di Verona che da un giorno all’altro fece sparire dalla vetrina la propria foto con Andreotti, nei giorni in cui gente che magari una settimana prima avrebbero fatto di tutto per farsi vedere a fianco del potente, tiravano monetine a Craxi. Insomma, non mi sorprende affatto pensare che tanti in Iran siano stanchi della cricca che vince sempre tutti gli appalti ed esclude gli altri: il potere logora sempre.

E poi a differenza dell’Egitto, l’Iran è un paese multietnico, dove l’unico collante che tiene insieme tutto è la religione.

Non sono frustrate solo le tante minoranze etniche, ma anche una maggioranza cui non è permesso esprimersi come dominatori: “i persiani si sentono un po’ come i tedeschi o gli ungheresi, nell’impero austroungarico. Chi pensa che “il regime ci impedisce di essere padroni a casa nostra“, si esalta facilmente ascoltando il pretendente shah che invoca la soppressione militare dei kurdi. A cui si associa una diffusa ideologia “ariana” tra la borghesia illuminata, che parla della rinascita di un antico impero preislamico, soffocato dai predoni semiti incarnatisi oggi negli ayatollah.

Ma la vera differenza con l’Egitto, è che l’Egitto non ha nulla, e l’Iran ha il petrolio. Per cui una frustata in Iran interessa molto di più di mille in Egitto.

E lì passiamo alla parte veramente importante della storia.

(Continua…)

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1.058 risposte a Iran e dintorni (1)

  1. Peucezio scrive:

    “L’Iran ovviamente è diverso dall’Egitto, a partire dalla religione. In Egitto, la sistematica soppressione della religiosità tradizionale da parte di sunniti educati in Arabia Saudita ha creato un immaginario completamente diverso da quello mistico-visionario-eretico dell’Iran. ”

    Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?
    Come cavolo è che questo cancro saudita sta contagiando tutto il mondo sunnita col suo letteralismo distruttivo?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?”

      Calcola che quando sono stato in Egitto, era un po’ come l’Italia anni cinquanta senza boom.

      Cioè milioni di figli di contadini stipati in aule di 50 alunni alla volta, con il professore pronto a picchiarli, a studiare da matti roba scientifica per trovare lavoro.

      Chi passava la maturità (all’epoca) aveva garantito un posto statale, con uno stipendio infame ma sicuro.

      Poi c’erano quelli che erano emigrati in Arabia Saudita, che veniva vista un po’ come gli Stati Uniti di Guccini, il paese dove (1) gli egiziani che avevano studiato potevano fare fortuna in mezzo a gente che campava di rendita e (2) era nato e vissuto il Profeta, per cui sulle cose religiose, avevano ragione i sauditi. E tornando a casa, chi era stata in Arabia Saudita poteva sfoggiare l’aria di signore pure benedetto da Dio.

      E se volevi fare una moschea, potevi chiedere i soldi ai sauditi e quelli te li davano… a patto che insegnavi come volevano loro.

      • Miguel Martinez scrive:

        ““Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?”

        Comunque la religione tradizionale in Egitto, pre-saudita, era un’affascinante rete di culti di santi con le loro tombe, di rituali magici con affinità africane, di confraternite e ghilde e mestieri, contadine e artigianali. Facilmente liquidabile come politeismo eretico appena arriva il modernismo wahhabita…

      • Peucezio scrive:

        Già, il petrolio, ovvio…

      • Peucezio scrive:

        Ma perché mai ‘sta mania della scuola, mi chiedo?

        Lì forse c’entra la cultura islamica, con questa mania del libro.

      • Peucezio scrive:

        Il risultato che è che una cultura di cinquemila anni si è sentita inferiore a quattro beduini.

        • Francesco scrive:

          Il che è molto notevole, gli Egizi almeno all’inizio erano “superiori” ai Greci, che quanto a senso di superiorità non scherzavano mica.

          Non so quando hanno cambiato idea … Alessandro?

          Boh

          • Peucezio scrive:

            Ma no, sono cose recentissime, novecentesche.

            È il cancro della scuola, dell’alfabetizzazione di massa, che distrugge la cultura, sia quella alta, perché la banalizza e la popolarizza, sia quella popolare, perché la cancella.

            • PinoMamet scrive:

              Peucè, tu parli di “cultura”, ma la cultura non esiste nell’aria, la cultura sono le persone.

              Senza la scuola, i poveri restano in grande massa poveri, e i ricchi restano in grandissima maggioranza ricchi.

              Con la scuola, il figlio del povero ha la possibilità di trovare un posto di lavoro migliore.

              Si dimenticherà una parola in dialetto?
              Pazienza.

              • Francesco scrive:

                Dottò, mica basta la scuola però.

                Ci vuole che quel posto “migliore” esista, si chiama economia.

                Sennò al massimo abbiamo Di Maio.

              • PinoMamet scrive:

                Sì, ma ci vuole anche la scuola.

              • Francesco scrive:

                Sottoscrivo in pieno.

                O quasi … moltissimi dei miei imprenditori sono partiti pezze al culo e analfabetismo ma capaci di usare e poi progettare un tornio.

                A scuola ci sono andati figli e nipoti, quelli che le aziende le affondano!

                Sigh

              • PinoMamet scrive:

                Ammetterai però che nessuno vorrebbe vivere in un mondo in cui il figlio del povero può diventare ricco, ma solo occupandosi di aratro o di tornio, guai toccare Dante, Ungaretti o Dostoevskij…

              • Francesco scrive:

                Io no di certo! anzi, certi autori dovrebbero essere a disposizione anche dei poveri, non solo degli ex-poveri.

                Volevo solo rilevare che la cultura da sola non basta.

                Ciao!

  2. habsburgicus scrive:

    però non demonizziamo pure i sauditi, eh….
    fra MBS e i predecessori c’è un abisso, il Corano è finito in prescrizione :D…oggi in Saudia vi sono libertà inaudite solo 10 anni fa
    per chi riduce tutto alla condizione della donna :D, sappia che oggi a Riyadh, Dammam e Jeddah è pieno di “russe” [russe suddite di Putin, ucraine, bielorusse, russofone varie balto-russe incluse, centro-asiatiche di varie etnie] (naturalmente al 95 % escort)….chiaramente per chi misura dai centrimetri delle gonne, nelle hall degli alberghi e ai bar un minimo di ritegno lo devono mantenere e non le troverete scollate 😀 provvederanno poi a mostrare le loro grazie nel chiuso delle stanze 😀 😀
    però io trovo stucchevole giudicare i vari regimi dalla politica interna
    il regime saudita, anche oggi, pratica la tortura come sistema di governo ? mi dispiace, lo deploro…purtroppo là Beccaria non è arrivato… ma se non ti metti contro MBS nessuno ti torturerà
    il regime siriani di ash-Shara’a (ex al-Jolani) non è simpatico ? mi dispiace, ma diversi siriani sono contenti così
    al-Sisi fa torturare chi lo critica ? lo deploro fortemente (e in più a differenza di MBS mi è pure antipatico…perché ? perché sì !) e compiango la sorte del povero Morsi che non era un mostro, anzi era un “puro” e un “buono”..se fosse stato un mostro, oggi al potere ci sarebbe lui ! e invece ha fatto la fine che ha fatto PROPRIO perchè non lo era !
    per l’Iran, di cui ammiro la grande storia e cultura (di cui qualcosina, poco invero, conosco pure io), donne, veli, hijab aut similia non sono il problema
    la mia posizione è chiara
    io ritengo la caduta dei Pahlavi una catastrofe PER LORO
    tuttavia mi fanno ridere le accuse contro il regime islamico oggi in agonia
    la donne in Iran avevano molti diritti, specialmente se limitiamo il confronto agli Stati limitrofi…certo non giravano in topless 😀 ma il paragone andava fatto non con la Saint-Tropez di Brigitte Bardot ma con i regimi SUNNITI vicini…e l’Iran li batteva 10 a 1 in fato di diritti delle “figlie di Eva”, pur essendoci talora -dovuto al solito fesso zelante che non manca mai- qualche episodio deplorevole e subito iper-mediatizzato..ma al più l’1% di quanto diceva la stampa
    sono anche false le accuse di massacri di massa
    pure assurde sono le critiche al defunto Khamene’i
    era quindi l’Iran uno Stato modello ? NO
    ma adesso sarà peggio…..a meno che si restaurino i Pahlevi (che intendiamoci dovranno usare i terrore ma almeno per uno scopo che nobiliterebbe iol tutto, cioè l’iranizzazione e la dearabizzazione :D)
    quindi non amo il regime islamico in procinto di cadere, avrei preferito che non nascesse, ma non mi unisco al codardo oltraggio oggi che sta finendo in seguito all’aggresione non-provocata…..gli iraniani non stavano male, ho viaggiato per oltre 2000 km, qualcosina ho visto (quasi nessun posto di blocco, oltretutto..in Iraq ce ne sono tanti, pure in Algeria)…..ai nuovi governanti, che presto saliranno al potere, l’onere di provare che saranno migliori
    et ça suffit

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “però non demonizziamo pure i sauditi, eh….”

      Riflessioni interessanti, grazie!

    • Francesco scrive:

      Mio cugino era in Iran al tempo della rivoluzione (eh, a volte capitano anche cose così).

      Dalle foto dell’epoca che gli piace pubblicare, oso affermare che una classe borghese e occidentalizzata c’era già. E che le donne studiavano pure prima di Khomeini.

      Su cosa fosse lo Stato ai tempi dello Shah non so tantissimo. Però aveva i soldi per creare le forze armate di gran lunga meglio armate di tutto il Medio Oriente, roba che faceva parecchia impressione (almeno sulla carta). Diciamo che Saddam mai avrebbe osato attaccare l’Iran dello Shah.

      Sul non demonizzare i sauditi … per ora propendo per continuare a farlo, visto quello che fanno all’estero.

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Sai, le foto non dimostrano granché, le statistiche sì.

        • Francesco scrive:

          Non è mica vero, sai? le foto, se autentiche, mostrano ragazze vestite all’occidentale che fanno l’università.

          E questo fatto “non negoziabile” comporta tutta una serie di conseguenze, altrimenti non sarebbe stato possibile.

          Non ho scritto che l’Iran dello Shah fosse una succursale del Paradiso, ti faccio notare.

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Nei video della gente che piangeva Khamenei c’erano pure donne senza velo vestite all’occidentale. L’Iran è un casino e cercare di interpretarlo guardando alle minigonne non so se sia una grande idea.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per mt

              “Nei video della gente che piangeva Khamenei c’erano pure donne senza velo vestite all’occidentale”

              sì anche la Minoo Mirshahvaladi https://www.facebook.com/minoo.mirshahvalad.3 notava – prima dell’attacco israelousano – che la tv iraniana iniziava a intervistare donne senza velo.

              • Francesco scrive:

                mi permetto di dire che se questa è una cosa degna di nota, ho dei problemi ancora più grossi col regime islamista dell’Iran

                x MT: non dubito che ci siano molti iraniani che piangono Khamenei e pure qualcuno vestito all’occidentale.

                dopo tutto, alla morte di Stalin e di Mao il dolore fu oceanico. E su quello per la morte di Hitler è calata la censura.

                però è lo stesso necessario dare un giudizio su queste persone e questi regimi, credo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Credo sia ancora più necessario dare un giudizio sul fatto che si giustifichi qualsiasi porcata purché fatta dai soliti noti.

              • Francesco scrive:

                puoi passare dall’impersonale a qualcosa di più preciso?

                grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non è che se mascheri l’impersonale con una forma passiva (“è necessario”) poi puoi fare finta di niente.

                Comunque è un invito generale, a qualsiasi essere capace di pensiero critico. Non ce l’avevo con te.

              • Francesco scrive:

                facevo riferimento al tuo “si giustifichi” che non si capisce a chi si riferisca

                sei tu che metti sullo stesso piano i tuoi interlocutori e il TG1

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ripeto: non chiedo da parte tua questo genere di introspezione. Non ci conto.

    • Peucezio scrive:

      Habsb.,
      d’accordo, ma qui si parlava dell’Arabia Saudita di decenni fa.

      Comunque è veramente strano quello che sta accadendo colà, una sorta di inversione del vettore della storia.

    • daouda scrive:

      Habs tu che sai…sta scoperta recente di un Corano diverso antecedente come la si mette ( tranne per l’Oman chiaramente ) nel senso quanto è seria e quanto è…divulgabile?

      Ah!

      Vaffanculo!

  3. Moi scrive:

    https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2026/03/guerra-in-iran-sohyla-arjmand-preoccupata-per-chi-e-ancora-la-64d50328-9561-4ec2-8101-05bec024397d.html

    Guerra in Iran, Sohyla Arjmand: “Preoccupata per chi è ancora là”

    L’attivista, che vive a Bologna da 40 anni: “Se il regime crolla, sia il popolo a decidere chi viene dopo”

    ………

    La ho conosciuta di persona perché sono stato al suo ristorante … sorprendentemente hanno anche dei vini !

    Ebbene sì: continuano a esistere dall’ Età PreIslamica … e sono pure pregiati !

    • Moi scrive:

      Al suo “Pars” ci si deve prenotare almeno una settimana prima … è sempre frequentatissimo.

    • habsburgicus scrive:

      a Orumiyeh (Urmia) -in età islamica (settembre 2023)-l’uva era venduta liberamente, a costi irrisori (accettavano pure la carta prepagata iraniana, Mahcard…ambulanti che accettano la carta, cosa che qui è fantascienza 😀 :D)…ed era pure buona 😀 dall’uva al vino il passo è breve 😀 😀 😀

      • Moi scrive:

        Vorrei ma non POS … come da meme, anche in certi negozi stanziali ! 😉

        • Moi scrive:

          Anche il toponimo “Pārs”, mi pare abbia una “ā”, è PreIslamico …

          • habsburgicus scrive:

            Pārs sarebbe la Perside (o Persia strictissimo sensu) dove fiorì la civiltà antico-iranica al tempo degli Achemenidi (VII-VI secolo a.C come reucci; VI-IV secolo a.C come Grandi Re) e vi rinacque in odium Gracorum atque Parthorum sotto i Sasanidi (III-VII secolo d.C)
            ogi dicono Fārs in quanto l’arabo non ha la “p” e il neo-persiano è stato molto arabizzato..
            il neo-persiano, però, ha la £p” (in farsi ci sono 32 lettere, 4 in più dell’arabo, ovvero la “p”, la “ch”, la “g” e la “zh”) dunque in neo-persiano esiste sia Fārs che Pārs, per complicare le cose…ma l’origine è identica
            diciamo che Pārs era la forma pahlavi (la lingua, non lo Scià :D)
            Fārs è la forma arabizzata
            chi usa Pārs, in genere, deplora nell’intimo la “ri-arabizzazione”, associata alla “rivoluzione islamica” del 22 bahmān 1357 tanto che si è parlato di III semitizzazione dell’Iran ario (la 1° fu quella accadico-babilonese nel I millennio a.C ma anche prima, ancorchè prima del 1000/1200/1500 a.C non vi siano ancora gli Arii :D; la 2° fu quella araba del VII secolo d.C che sloggiò Zoroastro e lo sostituì con il Corano; la 3° sarebbe la “rivoluzione khomeinista”)

            • habsburgicus scrive:

              altri parlano di 3 semitizzazioni ma escludono Khomeini 😀 (al limite, sarebbe la quarta :D) e le mettono in relazione con le scritture
              1° semitizzazione, influenza babilonese, dunque cuneiforme (vecchio-persiano scritto in cuneiforme semplificato e alfabetico….i primi esempi certi* risalgono ai primi anni di Dario I verso il 518 a.C, non mi sono noti testi in vecchio-persiano posteriori ad Artaserse III Ochos, 358-338 a.C)
              2° semitizzazione, influenza aramaica (il partico era scritto in cartatteri aramaici, il pahlavi idem..moltissimi gli ideogrammi aramaici che i dotti amano indicare in maiuscolo..ad esempio vi sono iscrizioni pahlavi in cui compaiono parole semitiche “complete” coe MLK cioè Re, che va però letto Shāh e non Malik !
              3° semitizzazione, influenza araba (il neo-persiano iniziò a essere scritto in caratteri arabi a metà IX secolo d.C forse sotto i Saffaridi e la scrittura araba divenne di uso comune nel secolo successivo grazie a Ferdausi); il neo-persiano ha come ho detto, 4 lettere in più rispetto all’alfabeto arabo standard, il turco ottomano ne aveva una quinta (ng), l’urdu ne ha 8 in più, il pashto una quindicine e ancora più il sindhi che nell’India indù -quando è scritto, il che avviene abbastanza raramente- usa il devanagari aut similia ma in Pakistan (e nell’esilio) può usare le lettere arabe

              *iscrizioni anteriori, sotto Ciro, parrebbero dei falsi

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Habs

              “ogi dicono Fārs in quanto l’arabo non ha la “p” e il neo-persiano è stato molto arabizzato..”

              Mi sembra di ricordare che gli iracheni la “p” riescono a pronunciarla e ce l’abbiano nel loro dialetto di arabo, non a caso.

              Il neopersiano non mi sembra “arabizzato”: ha subito una fortissima invasione di parole arabe, un po’ come l’inglese ha subito un influsso di parole francesi/latine, ma la grammatica di base non è per nulla arabizzata. Forse, però, proprio come l’inglese, ha subito una radicale semplificazione, magari per gli stessi motivi.

              • PinoMamet scrive:

                Anche un tizio che lavorò con me neR cinema, quindi secoli fa, iraniano, mi diceva che chi chiamava la lingua parsi “teneva per lo shah”, chi usava farsi invece stava dalla parte degli ayatollah.

                Naturalmente sarà stata una semplificazione ad usum babbanorum, ma però…

                Mi pare che la “a” di farsi/parsi la faceva abbastanza “scura”, tendente alla o.

  4. pino scrive:

    Ho visto una foto di Zahra Mohammadi Golpayegani, nipotina di 14 mesi del leader iraniano Ali Khamenei, morta con lui nei bombardamenti. Una bella bimba, bianca , con dei capelli castano chiari e gli occhi tendenti all’azzurro. Mi sono allora ricordato di una cosa:gli iraniani sono di razza ariana, come noi. Diciamolo sottovoce però, altrimenti i semiti si incazzano.
    A Firenze governa un’altra nipotina, di un sindaco di altri tempi, un alluvionato. La nostra non è ariana, però è stata votata, i bombardati invece sono i fiorentini.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino

      “Una bella bimba, bianca , con dei capelli castano chiari e gli occhi tendenti all’azzurro. Mi sono allora ricordato di una cosa:gli iraniani sono di razza ariana, come noi. Diciamolo sottovoce però, altrimenti i semiti si incazzano.”

      Tenera. Come la mia amica israeliana (e per nulla sionista) dagli occhi azzurri. O l’altra amica americana molto attiva nella comunità ebraica locale (con cui evito di parlare di politica internazionale) dagli occhi azzurri e dai capelli biondi.

    • PinoMamet scrive:

      Il Pino qui sopra NON sono io.

      Io mi firmo sempre PinoMamet

      • PinoMamet scrive:

        PS conosco iraniani dai lineamenti “italiani ” e altri quasi dravidici…
        Ebrei italiani biondissimi (molti hanno gli occhi azzurri) e italiani non ebrei che sembrano mulatti (settentrionali, pure; a un mio studente ho chiesto per curiosità se avesse un genitore nero! In realtà non lo ha. Ma ne conosco anche altri)

        Insomma, lasciamo le “razze” e relative fantasie fuori dalla questione.

      • Moi scrive:

        Ah, ecco: an al m’ cunvinz’èva mé’a ! 😊

        • daouda scrive:

          Come è chiaro da sempre e dovunque i comunisti si uccidono fra loro.

          Come stabilirlo? Beh. Un po’ difficile con voi cojoni.

          Che poi cianciate di semitismo, lo sapete tutti che l’islém è paccottiglia egizia e quindi camita, stronzi.

  5. Puffo giardiniere scrive:

    https://ilfattoalimentare.it/influenza-aviaria-bomba-a-orologeria-allevamenti-italiani.html

    Kelebekiani! L’influenza aviaria si diffonde che è un piacere, non solo tra i polli!

    Iran: doveva essere un cambio di regime rapido e indolore, da weekend con trionfo il lunedì, e invece è diventato un incubo.
    Meglio così. Senza petrolio e gas faremo come i cubani. E che problema c’è?
    Ah, i sionisti che sganciano la bomba?
    Appunto. E dopo niente petrolio e gas per sempre.

    • Francesco scrive:

      >>> Iran: doveva essere un cambio di regime rapido e indolore, da weekend con trionfo il lunedì

      E questo chi te lo ha detto? Gargamella?

      • Puffo giardiniere scrive:

        Week end rapido e indolore

        Lo dico io. Sarebbe stata l’unica possibilità di dare un senso a un attacco così autolesionistico.
        Comunque, nel dubbio, aspettiamo la prossima settimana e poi verificheremo concretamente come saremo messi.

        • Francesco scrive:

          Premesso che sono molto dubbioso sulla capacità di questa guerra di ottenere il crollo del regime iraniano, o anche solo di azzerare i programmi missilistici e di armi atomiche, non credo che qualcuno sperasse in una vittoria da fine settimana.

          Sono abbastanza pessimista per la prossima settimana.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E quanto tempo e quanti morti ci vorranno perché tu smetta di applaudire?

            • Francesco scrive:

              che tu sia scemo lo penso da tempo.

              però alle allucinazioni uditive non avevo ancora pensato.

              in base a cosa pensi che io stia applaudendo? il fine potrebbe essere ottimo, datosi la natura della repubblica islamica, i mezzi sono estremamente dubbi quanto a efficacia e a costo umano.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Qualcuno pensasse

            Operazione Venezuela, no?
            Francesco, concentrati.
            Dategli un buon caffè.
            Magari di marca Cubana.

            • Francesco scrive:

              a suo dire, lassù a Washington nessuno conosce la differenza tra Caracas e Teheran?

              su, facci il bravo, Filini

              • Puffo giardiniere scrive:

                Lassù evidentemente dovevano sapere che se non si fosse risolto tutto rapidamente sarebbe diventato un incubo.
                Ma non l’hanno saputo.
                Quello che doveva essere uno dei tanti cambi di regime è diventata una guerra regionale.
                Bravi. Veramente. Dei geni.
                E comunque come prima cosa hanno cercato il colpaccio decapitando i vertici del regime e pare, subito dopo, proponendo, sottobanco una specie di resa con mediazione italiana. (Nessuna prova di questo).
                In Iran i successori dei capi uccisi vengono designati in anticipo a quattro al colpo.

              • habsburgicus scrive:

                decapitando i vertici del regime e pare, subito dopo, proponendo, sottobanco una specie di resa con mediazione italiana

                modello Delcy
                però gli iraniani non sono venezuelani

              • Francesco scrive:

                Faccio notare che il caso del Venezuela è più unico che raro. E che è uscita la notizia che la Delcy se la sono comprata con largo anticipo.

                Non che voglia dare dell’intelligente a Trump, sia chiaro.

              • daouda scrive:

                L’Ira è il bue da piragna. Indipendentemente da;;;

  6. Moi scrive:

    V’è una nuova categoria Social Made in Italy di Goditori di Altrui Sventure :

    quelli che godono dei bombardamenti a Dubai dopo essersi sentiti dare dei pezzenti, falliti, perdentu dai fuffaguru delle crypto … che però ribattono meglio missili e droni che maranza, ladri e tasse.

    Poi c’è il meme dei voli pieni di escort.

    • Moi scrive:

      @ HABS

      Pensa a una ONG che salva solo escort

      😀😃😄

    • Puffo giardiniere scrive:

      V’è una nuova categoria Social Made in Italy di Goditori di Altrui Sventure

      Forse è un prevedibile effetto collaterale di quel fenomeno poco conosciuto che alcuni definiscono diseguaglianza sociale.
      https://www.wallstreetitalia.com/ricchezza-in-italia-sempre-piu-concentrata-il-10-possiede-il-60-del-patrimonio-nazionale/
      Ho il sospetto che anche i maranza vengano su da quel substrato.
      Anche le escort, probabilmente.

      • Moi scrive:

        Pare che siano saltati fuori dei “Patacca” Italici che vivevano in tendopoli , andavano in ghingheri alle falde del Burj Khalifa vicino la Pagani Zonda di qualche Sceiccone spacciandola per proprio (magari noleggiano una escort da spacciare per fidanzata collega delle Crypto) … e farsi finanziare dai Followers per gli Investimenti.

        • Moi scrive:

          Ma come dicono i Veri Duri:

          “Questo è il Fàcchingh Mìddol Ist, Béibi : un missile sulla testa val bene sapere che se ti derubano in casa gli amputano le zampe e NON pagare il 60% di Tasse a uno Stato Vampiro che in cambio non ti dà un cazzo !”

          [sic]

        • habsburgicus scrive:

          magari noleggiano una escort da spacciare per fidanzata

          è proprio così, Moi…in poche righe, con la tua consueta abilità, hai descritto alla perfezione il mondo di Dubai 😀 😀 😀
          solo che devono averne di followers perchè il noleggio non sarebbe a buon prezzo 😀 (le russe più care, le europee -eh sì, ci sono: anche italiane- leggermente meno, marocchine più popolari ma ancora expensive, asiatiche meno, le africane in fondo ma non necessariamente le più brutte 😀 alla faccia del politically correct, là pure fra le escort c’è una gradazione che -ovvove- dipende dall’etnia 😀 😀 :D)
          Dubai era uno dei pochi posti ove era fattibile “conoscere” un’iraniana, come Isacco conobbe Rebecca…c’erano almeno due locali pieni di ragazze iraniane, uno era il Coochini a Deira e l’altro un club che mi pare si chiamasse Tehran by night presso l’hotel St. George al 10° piano….entrambi i luoghi anche solo per bersi una birra (a prezzo maggiorato….inclusa un birrra iraniana prodotta clandestinamente e assolutamente non bevibile in Iran pena una trentina di frustate :D), il di più solo per chi interessasse, non era obbligatorio, ci mancherebbe 😀

          • Moi scrive:

            La Prostituzione è la forma più pura del Capitalismo :

            Domanda / Offerta = Prezzo .. nient’altro.

            • daouda scrive:

              un reale liberista applicando la teoria dei giochi ma certo è chiaro in sanità di mente e mentalità di sanità, direbbe che è keynesismo e quindi deterioramento senz’altro aggiungere

  7. habsburgicus scrive:

    tornando a questioni “alte”
    qualcuno ha ascoltato il messaggio agli iraniani di Reza (II) ? c’è sul suo instagram ufficiale
    Reza (II), che parla in persiano, menziona tutte le minoranze nazionali (pure i Lori, obliatissimi) e le grandi confederazioni tribali (che fecero il bello e il cattivo tempo PRIMA dei Pahlevi, sotto i Qajar) , denuncia l’oppressione durata 47 anni e le invita a ribellarsi promettendo mari e monti…….l’importanza sta nel fatto che il pretendente parrebbe aver scelto di appoggiarsi sui non-persiani (si certo, dichiara di vegliare affinchè vicini rapaci non intacchino il suolo iraniano ma dal momento che le aree coveted dai “vicini rapaci” sono appunto quelle abitate dalle minoranze ciò può inserirsi nella captatio benevolentiae verso le suddette minoranze)…..potrebbe essere una decisione importante, naturalmente presa a Tel Aviv (gli americani sono fessi e ignoranti, manco sanno chi sono i Lori :D)
    potrebbe anche essere un indizio che hanno capito che i persiani veri restano fedeli al regime islamico (come i russi restarono fedeli a Stalin, nel 1941)
    ascoltatelo..e poi, se vorrete, dite le vostre opinioni

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      I persiani non sono insorti e, se pure ieri sera Iran International (la fonte della cazzata dei 30 mila morti) mostrava immagini di folle che si radunavano presentate come “iraniani che accorrono in piazza raccogliendo la chiamata di Pahlavi” (un’ora dopo c’erano le foto dello stesso viale dove si teneva una manifestazione filogovernativa….), adesso avranno deciso di puntare tutto sulla disintegrazione del paese: qualcuno gli “stivali sul terreno” ce li deve mettere.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius tarvisii

        “ce li deve mettere”

        Dà un po’ l’idea di raccogliticcio, no?

        Se queste masse potenzialmente ribelli esistessero si sarebbero gia’ dovute mobilitare al momento di massimo disorientamento del governo, per non perdere il momento favorevole.

        Un appello fatto adesso che Teheran contrattacca dà l’idea che chi lo lancia non sappia più che pesci pigliare.

        Sbaglio?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non escludo enormi errori di valutazione questa volta: la volta scorsa c’erano gruppi armati che attaccavano le installazioni iraniane via terra, questa volta non ci sono; la volta scorsa i tassi di intercettazione erano arrivati ai livelli attuali solo verso la fine del conflitto, mentre adesso è dal primo giorno che missili isolati arrivano a bersaglio mentre i Patriot si vedono sparare a salve; la volta scorsa l’aeronautica israeliana entrava costantemente in territorio iraniano, mentre questa volta pare che sorvoli solo quello iracheno (tipo quello che fanno i russi quando colpiscono l’Ucraina, per capirci). La popolazione che non si solleva e la Sua Aspirante Maestà che nel giro di due giorni passa dal garantire l’unità nazionale a corteggiare le forze centrifughe sembra un ulteriore tassello.

          Però è prestissimo per avere certezze, credo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Tradotto in automatico dal Libro dei Ceffi, dal profilo ufficiale della Sua Aspirante Maestà

      Cari connazionali nelle province del Khuzestan, Ilam, Kermanshah, Kurdistan e Azerbaigian occidentale.
      Azeri, curdi e coraggiosi e patriottici giocatori dell’Iran.
      جامعه شریف یارسان،
      Ilat e Tawaif Jaf, Kalhor, Sinjabi e Bakhtiari.
      Sin dal primo giorno di istituzione della Repubblica Islamica, siete stati oggetto di rabbia, molestie e molestie nei confronti di questo regime criminale e autoritario. Senza essere disposto ad arrendersi. Negli ultimi 47 anni, specialmente nella Rivoluzione Nazionale di Shirokurshid, hai dedicato decine di nomi eterni alla via della libertà e del recupero del nostro Paese.
      Vi assicuro che farò tutto il mio sforzo affinché, nel futuro della libertà dell’Iran, voi non siate più discriminati da un’establishment governativo basata sulla separazione della religione dal governo, basata sullo stato di diritto e sulla pari cittadinanza. Come ogni altro iraniano, puoi vivere liberamente e preservando la tua identità e beneficiare equamente dei doni dell’Iran libero.
      Fai parte dell’Iran storico e culturale che ha sempre protetto l’integrità del paese e l’onore e la gloria della nazione. Sono sicuro che rimarrai sempre su questo patto.
      Siamo sull’orlo del collasso di questo regime. Ma dobbiamo essere vigili e pronti e non permettere alle forze opportuniste che sono sempre state avide del suolo iraniano di abusare della situazione. Credo che con determinazione e unità nazionale, un domani luminoso attenda te e ogni altro iraniano.
      Viva l’Iran.
      Reza Pahlavi.
      Miei cari compatrioti nelle province del Khuzestan, Ilam, Kermanshah, Kordestan e Azerbaigian occidentale;
      Azeri coraggiosi e patriottici, curdi e Lors dell’Iran;
      L’onorevole comunità Yarsan;
      E le orgogliose tribù di Jaff, Kalhor, Sanjabi e Bakhtiari,
      Fin dai primissimi giorni di governo della Repubblica Islamica, avete sopportato repressione, discriminazione e ingiustizia per mano di questo regime autoritario e criminale, eppure non vi siete mai arresi. In questi 47 anni, e specialmente durante la Rivoluzione Nazionale del Leone e del Sole, hai dato decine dei tuoi migliori figli e figlie, ricordati per sempre, nella causa della libertà e della bonifica del nostro Paese.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “qualcuno ha ascoltato il messaggio agli iraniani di Reza (II) ? c’è sul suo instagram ufficiale”

      devo dire che i tuoi sono tra i commenti più interessanti in questi giorni, grazie!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ed infatti eccoli qua

      https://edition.cnn.com/2026/03/03/politics/cia-arming-kurds-iran

      Ovviamente della volontà dei curdi iracheni se ne fottono (“[It’s] very dangerous, but what can we do? We cannot stand against America,” said the senior Kurdistan Regional Government official. “We are very frightened.”) e i curdi siriani non pervenuti, perché sono stati già consegnati per il macello ai jihadisti ripuliti.

  8. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Spero solo che sempre più gente da noi apra gli occhi.

    Se no so come finiremo.

    GENIALE

    Editoriale di Marco Travaglio – 3 Marzo 2026

    I NEMICI DEGLI ALTRI

    Nessuno può ovviamente sapere né quanto durerà né come finirà la guerra avviata da Trump a rimorchio di Netanyahu contro l’Iran che ha fatto esplodere l’intero Medio Oriente. L’unica certezza è chi sarà la vittima principale, oltre alla popolazione civile “liberata” a suon di bombe e stragi: l’Europa. Ancora una volta pagheremo carissima una guerra che non ci appartiene contro un nemico che non è il nostro. Noi europei centro-occidentali non abbiamo nemici, ma ce li facciamo regolarmente imporre dai presunti “amici”: gli Usa e ora persino Israele. Con l’Iran, così come con Russia e Cina, avremmo tutto l’interesse ad avere rapporti decenti, ma non possiamo perché gli “amici” ci costringono a combattere o a subire le loro guerre. Dovremmo deciderci – lo scrive Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa – a “liberarci dei liberatori”, ma per farlo ci servirebbe una classe dirigente degna di questo nome al posto degli invertebrati che ci sgovernano, incapaci di fare i nostri interessi, opposti ormai da decenni da quelli di Washington. Nel 1999 Clinton ci trascinò in guerra con la Serbia di Milosevic, destabilizzando i Balcani a spese nostre e della Russia e a vantaggio degli Usa. Nel 2001-’03 Bush jr. ci trascinò in guerra con l’Afghanistan e l’Iraq, con ondate di profughi e di terrorismo e rincari petroliferi che danneggiarono l’Europa. Nel 2010-’11 Obama fomentò le primavere arabe incendiando il Nord Africa e il Medio Oriente dalla Libia, all’Iraq alla Siria, compromettendo la nostra sicurezza energetica e quella politica con altre vagonate di migranti. Il golpe di grazia arrivò nel 2024, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa.

    Sempre lo stesso copione: gli Usa ci impongono le loro guerre, noi paghiamo il conto e raccogliamo i cocci. Ora le bombe sull’Iran, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e il gran ritorno dei pirati Houthi contro le nostre navi, rimandano alle stelle il greggio e indovinate chi ci rimette? Noi. E chi ci guadagna? Gli Usa, che aumenteranno vieppiù le esportazioni del loro gas e del loro petrolio, costosissimi e inquinantissimi per la tecnica del fracking, ma ora persino convenienti col boom del greggio e la rinuncia suicida dell’Europa a rifornirsi in Russia a un quinto del prezzo. Poi, come sempre, arriveranno i profughi e i terroristi. Furbi, noi.

    Il Fatto Quotidiano
    © 2009 – 2026 SEIF S.p.A. – C.F. e P.IVA 10460121006

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      In effetti potresti chiedere i danni a Travaglio: per i deboli come te è una droga e di quelle più nocive.

      Mi verrebbe voglia di credere nel karma, ogni volta che MT apre bocca.

  9. habsburgicus scrive:

    – Da Al Jazeera [dichiarazioni di Alireza ‘Arafi, uno dei possibili successori di Khamene’i come rahbar-e mo ‘azem e attuale rahbar ad interim]
    “Il tempo dei negoziati è finito.
    Gli Stati Uniti hanno scelto di oltrepassare la linea rossa, la linea del danno irreparabile.
    Lanciando questa guerra, hanno firmato la loro condanna a morte: non sanno quando o come cadrà la scure, ma noi teniamo le redini.
    Brandiscono lo spettro nucleare come uno spaventapasseri, accecati dalla loro arroganza.
    Non hanno idea della reale portata del nostro potere o di ciò che siamo pronti a scatenare.
    Quanto a Israele, il suo destino è segnato.
    Ogni attacco, ogni crimine, ogni sofferenza che hanno inflitto tornerà a perseguitarli.
    Rimarranno nel nostro mirino, esposti, vulnerabili, braccati
    Camminiamo all’ombra della Guida, e ogni passo è un fulmine a ciel sereno”

    l’importante è crederci 😀 deve solo sperare che N. non veda ‘ste dichiarazioni in quanto, se le vede e gli parte l’embolo, vi è il serio rischio che lo faccia ammazzare prima di venerdì 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      per Habs

      “l’importante è crederci 😀”

      In effetti la retorica iraniana fa una certa tenerezza.

      • Francesco scrive:

        Approfitto di te: cosa è questa cosa delle redini della scure?

        La tenerezza mi è passata vedendo i manifestanti massacrati in massa, da anni. Non è che eventuali esagerazioni della propaganda cancellino i fatti.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “manifestanti massacrati in massa”

          Sento tanto puzza di Bucha.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            tu la sentiresti a Katyn e ad Auschwitz, purtroppo

            guarda un pirla come me: non nego nè Gorla nè la strage di bambine l’altro giorno in Iran.

            se posso farlo io, di stare ai fatti …

        • PinoMamet scrive:

          Io a Bucha non conosco nessuno, ma tutti gli iraniani che seguo, e quelli che conosco, mi confermano che i massacri ci sono stati.

          Poi i numeri chi lo sa… voi mi insegnate che Israele massacra 50.000 persone, il numero lo dà Hamas (e viene presuntamente confermato da una fonte dell’esercito israeliano… che non si trova) ed è quindi indubitabile;

          Israele si sa, è cattivo;

          invece Khamenei era tanto buono! E l’Iran tanto democratico!
          (Cose lette su questo blog)
          quindi è impossibile pensare che abbia massacrato i manifestanti…

          Davvero, a volte qua sembra il teatro dell’assurdo.

          • Francesco scrive:

            Credo di essermi vaccinato da certi sistemi leggendo dei negazionisti “furbetti”

            Quelli che i nazisti non possono aver sterminato 6 milioni di ebrei, non c’erano abbastanza forni. quindi? se erano 5 milioni va bene?

            no, loro a quel punto decidono che siccome 6 milioni sarebbero troppi allora non è successo niente.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “niente”

              Tu manco sai chi era Witold Pilecki, probabilmente.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Witold_Pilecki

              Se no non paragoneresti le notizie sulla Shoah alla propaganda di oggi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Dubito tu non possa capire una considerazione metodologica.

                E’ che sei proprio fuori di testa.

                PS e dopo avere appena negato i massacri ai danni dei manifestanti iraniani in base a quello che la propaganda russa dice sulla guerra in Ucraina! non so se riesci a fare un passo indietro e considerare cosa diavolo stai scrivendo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “fuori”

                Più ti leggo e più mi convinco che aveva ragione la mia prozia che mi diceva sempre che quando si chiude una porta si apre un portone.

                L’unico ma insperato effetto positivo dell’aggressione sionista è l’indebolimento dei ‘lettori di Kant’ – il che, dato che ricevono il sostegno di quelli come te, è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza.

                https://www.agi.it/estero/news/2026-03-03/iran-guerra-zelensky-35907282/

                Che se poi sia i banderisti sia i sionisti dovessero fallire allora – benché Genovese – dovrei seriamente pensare all’acquisto di un Ferrari da stappare per festeggiare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                la vittoria dei fascisti russi e dei clerico-fascisti persiani e il compagno Andrea stappa e festeggia!

                credo che Guareschi stia ridendo della grossa, dall’aldilà

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Guareschi”

                Le vie dell’eterogenesi dei fini sono infinite… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. “fascisti russi e clerico-fascisti persiani”? Davvero fantasioso, complimenti.

              • Francesco scrive:

                No, questo non posso accettarlo.

                Anche nell’accezione più rigorosa e ristretta dei termini, sono definizioni perfette!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “clerico-fascisti persiani”

                Francesco, capisco che possa esserci confusione, ma quando Larijani dice di leggere Kant è perché ci ha fatto il dottorato, non per ammiccare a quegli altri che piacciono a te.

              • Francesco scrive:

                MT

                ma un commento non dico intelligente, almeno pertinente?

                provaci!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cosa non ti piace del commento? I lettori di Kant ucraini? Perché una volta ti piacevano.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “assurdo”

            Assurdo io credo sia credere aprioristicamente fonti della cui affidabilità non si ha idea.

            Se l’IDF mi dice di avere ammazzato settantamila persone io la considero affidabile, almeno come stima al ribasso.

            Se Amnesty International conferma tanto meglio. (Che poi, basta andare su ChatGPT a chiedere quante vittime ci sono state a Gaza e trovi stime fra i centocinquantamila e i trecentomila. Tutti terroristi, immagino).

            Ma chi è che prima ha parlato di duecento vittime delle repressioni in Iran, poi di duemila, poi di trentamila?

            Qualche associazione di nostalgici dello Scia’ a Londra? C’è uno straccio di conferma? O è come la storia delle incubatrici di Saddam?

            Senza contare il ruolo del Mossad nel sobillare le “spontanee” rivolte, riferito anche da fonti non certo sospettabili di antisemitismo

            https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/lombra-mossad-dietro-proteste-iran-2594088.html

            Poi, quanto a Bucha, rinnovo la domanda che già feci in passato su questo blog senza ricevere risposta: dopo tutto il battage propagandistico dei.primi giorni, qualcuno ne ha mai più sentito parlare? Una testimonianza, una prova…anche solo una lapide? Ci ricordiamo di Marzabotto dopo quasi un secolo, e Bucha è sparita nel nulla?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il problema non è la fonte, ma la metodologia. Da dove viene il numero? Quello iraniano ufficiale (circa 3000) è una lista nominativa, quello di Gaza ufficiale idem. I 30-40-50-90 (sì, pure 90 ho trovato) mila iraniani da dove saltano fuori?

            • Francesco scrive:

              La metodologia si può falsificare, soprattutto nel breve periodo e controllando tutto il resto.

              Le fonti, invece, tendono a essere molto più stabili, nella loro credibilità o mancanza di credibilità.

              Per fare un esempio, se fosse vera la storia che le forze armate israeliane parlano di 70.000 morti, allora come limite inferiore è credibile.

              Se lo dice Hamas o il FQ, deve gelare l’inferno prima che io consideri la cosa.

              Semplice.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se tu tiri fuori un numero devi spiegarmi come lo hai ricavato, altrimenti sei un cazzaro che dà semplicemente i numeri.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “deve gelare l’inferno”

                Allora sbrigati.

                ‘Noi passammo oltre, là ’ve la gelata
                ruvidamente un’altra gente fascia,
                non volta in giù, ma tutta riversata.

                Lo pianto stesso lì pianger non lascia,
                e ’l duol che truova in su li occhi rintoppo,
                si volge in entro a far crescer l’ambascia;

                ché le lagrime prime fanno groppo,
                e sì come visiere di cristallo,
                rïempion sotto ’l ciglio tutto il coppo.

                E avvegna che, sì come d’un callo,
                per la freddura ciascun sentimento
                cessato avesse del mio viso stallo,

                già mi parea sentire alquanto vento’

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                x MT

                oppure ci sono leggeri problemi a contare i cadaveri.

                però ammetto di essere di bocca buona: migliaia di civili uccisi per mantenere al potere i Pasdaran e gli Ayatollah a me bastano, non ne ho bisogno a decine di migliaia.

                PS Andrea, ottima citazione! mi inchino

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “oppure ci sono leggeri problemi a contare i cadaveri”

                Ok, quindi i numeri a cui credi non provengono dalla conta dei corpi? E allora da dove provengono?

              • Francesco scrive:

                Giusto per farti capire quanto tu sia coglione: i numeri degli schiavi neri portati in America non vengono da conteggi precisi alle frontiere e quelli dei morti nei lager nazisti non si basano sui corpi trovati.

                E’ del tutto ragionevole considerare il dato dei cadaveri contati come il limite inferiore del numero delle vittime effettive.

                E’ del tutto idiota fidarsi delle autorità iraniane nel momento in cui hanno interesse a minimizzare il dato.

                Già se tu mi dicessi che usano quel dato per vantarsi delle loro capacità di sconfiggere i ribelli potrei cambiare idea.

                Ma perchè perdo tempo con te?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Per i lager vedi quanti ebrei c’erano in un paese prima e poi vedi quanti ce ne erano dopo: troverai una stima approssimativa, ma la sottrazione funziona.

                Per i numeri della tratta dei neri non so che metodologia si usi, perché non ho mai approfondito.

                Per la repressione iraniana so che non viene citata nessuna metodologia. Per cui da dove saltano fuori i numeri su cui tu riponi cieca fiducia?

              • Francesco scrive:

                dove vedi che pongo “cieca fiducia” nei numeri che l’opposizione iraniana in esilio fornisce?

                mi pare di aver scritto cose molto diverse

              • daouda scrive:

                Maurizio di Treviso sei un frogio

  10. habsburgicus scrive:

    oppure
    opzione Delcy ?

    [in.]
    Il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Politico che “non è ancora troppo tardi per pensare di collaborare con la nuova leadership del governo iraniano.

    Parlando della leadership iraniana, il leader americano ha affermato che “stanno emergendo nuovi candidati. Molte persone vogliono ottenere questa posizione. Alcuni di loro sarebbero candidati molto buoni”.
    [fn.]

    nella realtà, non ne sappiamo nulla…penso non sappia nulla pure Trump 😀
    e quindi staremo a vedere

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “opzione Delcy?”

      Sicuramente in questo modo verrebbe presentata. E potranno dire di aver sostituito il capo di un regime che era disposto a negoziare con gli americani con un nuovo capo del regime, questa volta disposto a negoziare con gli americani.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “penso non sappia nulla pure Trump”

      In effetti, se non fosse per Trump starei molto meno tranquillo per le sorti dell’Iran (e del mondo).

      Ma finché c’è lui o uno come lui – e conoscendo gli USA è molto probabile – persino a Caracas hanno la possibilità di dire “adda’ passa’ a’ nuttata”.

      L’unica frase del discorso del rahbar che mi sento di condividere senza riserve nonostante l’indubbia retorica sanguinolenta è ‘accecati dalla loro arroganza’.

      L’arroganza ha perso Alcibiade e ha perso Napoleone, leader ai quali quelli USA non sono degni di sciogliere i calzàri.

      Fossi credente ripeterei l’antico motto: quos Deus perdere vult dementat.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  11. habsburgicus scrive:

    (a chi interessasse)
    Khamene’i sarà sepolto a Mashhad nel nord-est—-lui era azero d’origine ma provenendo da una famiglia di mullah non è strano sia nato a Mashhad, dove c’è la tomba dell’VIII Iman sciita, ‘Ali Reza fatto uccidere nell’817 d.C dal Califfo al-Ma’mun (813-833 d.C)….
    Mashhad è nota come Mashhad-e Moqaddas (Mashhad la Santa) ed è seconda per gli sciiti solo a Najaf (in Iraq) dove c’è tomba di ‘Ali (“martirizzato” dal Califfo Mu’awiya nel genanio 661 d.C) e a Kerbela (sempre in Iraq) dove c’è la tomba di Hussein ibn ‘Ali (e figlio di Fatima la figlia del Profeta dunque avente il Sangue del Profeta), “martirizzato” dal Califfo Yazid I (680-683 d.C) il 10 muharram 61 A.H che equivaleva al 10 ottobre 680 d.C e dalla cui commemorazine trae origine l’Ashura, la più sciita delle ricorrenze..e aznche la più “cattolica”.. prima del Concilio, molti vi avrebbero trovato un’impressionante somiglianze con le Passioni specialmente al Sud
    Qom è importante oggi come centro di mullah (Mullah City :D), comunque conta molto meno di Mashhad, Najaf e Kerbela
    tutto lo sciismo è intriso di “martirio” (shehid=”martire”), tutti i loro eroi sono finiti male, fin dai primordi !
    insomma se siete “vincenti” non fatevi sciiti 😀 😀
    forse lo sciismo [duodecimano] è l’antitesi assoluta, completa, radicale, antropologica, dell’americanismo !

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Già Macron ha detto che vuole più bombe atomiche per farsi rispettare (evidentemente ha capito che gli ridono dietro), ma come pensano di fare col trattato di non proliferazione? Ne fanno carta igienica come di tutto il resto?

      • habsburgicus scrive:

        sarebbe anche ora

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sai che a noi non la fanno avere, vero?

          • habsburgicus scrive:

            Sai che a noi non la fanno avere, vero?

            certo !
            appunto per questo
            l’obiettivo è superare il 1945..con prudenza
            con un mentecatto come Trump ci si potrebbe anche riuscire 😀

        • habsburgicus scrive:

          senza scherzi…
          il trattato di non proliferazione come il diritto di veto sono quanto di più antidemocratico ci sia..mette 5 paesi (in realtà per l’atomica 6) sopra gli altri..e perché ? e chi l’ha detto ? perchè avrebbero vinto una guerricciola che viene chiamata”seconda guerra mondiale” ?..ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò !
          in più discrimina pesantemente la Germania ma anche l’Italia in quanto sconfitte -in modo diverso- in quel conflitto mondiale (vabbè la Germania pure nell’altro :D)
          eliminare il 1945..e tornare al 1914 😀 anzi al 1815

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Habsburgicus

      “notizia”

      È un pezzo che se ne parla.

      Per adesso non hanno neanche una centrale. E sotto i controlli IAEA farsi la Bomba la vedo dura.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Habsb.,
      “h, ogni tanto c’è pure qualche bella notizia 😀”

      A me pare pessima.

      Che poi è tutta roba che fanno esclusivamente per andare in quel posto alla Russia.
      Che, indipendentemente dalle loro intenzioni e motivazioni (anche comprensibili), oggettivamente significa fare l’interesse statunitense.

      • Francesco scrive:

        Che però, caro Peucezio, non è la garanzia al 100% del Male Assoluto, checchè tu ne pensi.

        A volte potrebbe darsi che gli interessi USA siano dalla stessa parte degli interessi di qualcun altro.

        A te trovare gli esempi.

        • Peucezio scrive:

          Certo, può benissimo accadere, in rare circostanze.

          Ma non è certo questo il caso.

          • Francesco scrive:

            Che la capacità della Polonia di resistere alla Russia sia per fortuna nell’interesse degli USA?

            Non vedo un caso migliore.

            • Peucezio scrive:

              Non lo so, so che tutto ciò che va contro l’interesse russo va contro l’interesse dei paesi europei.

              Fosse pure per il banale motivo che la Russia è la maggiore potenza europea, quindi se la danneggi danneggi l’Europa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Fosse pure per il banale motivo che la Russia è la maggiore potenza europea, quindi se la danneggi danneggi l’Europa.”

                OAAP

                Oppure, più semplicemente, perché noi e la Russia siamo complementari: Mosca ci è fornitore, non concorrente.

                I banderisti fra noi sono un cuneo alimentato da USA e UK, che sperabilmente salterà via al più presto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Oppure, più semplicemente, perché noi e la Russia siamo complementari: Mosca ci è fornitore, non concorrente.”

                Esattamente.
                Noi la manifattura, lui l’energia.

              • Francesco scrive:

                Allora ditelo, che siete davvero per il “piano Gorbaciov”: Russia nella NATO con delega alla protezione di tutta l’Europa!

                PS era una battuta degli anni 80.

                PPS certo che la Russia è in Europa. ma noi non siamo razzisti, mica pensiamo che “europeo=buono” a prescindere.

                PPPS i concorrenti in economia dell’Europa occidentale sono i cinesi e gli asiatici orientali in generale. gli USA sono clienti! studiate!!!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Piano Gorbaciov”

                Ma perché, non era ovvio?

                E’ l’unico modo per restare relativamente indipendenti. I Russi hanno le risorse ma non hanno la manifattura, noi la manifattura e le risorse. Siamo ovviamente complementari.

                “i concorrenti in economia dell’Europa occidentale sono i cinesi e gli asiatici orientali in generale”

                In crescita come sono, quelli sono i nostri mercati naturali. Vale per loro alla massima potenza quello che vale per la Russia: popolazioni immense che possono cominciare a comprare ad esempio (parlo dell’Italia) i nostri mobili, i nostri vestiti, i nostri macchinari industriali, il nostro cibo, le nostre tecnologie energetiche, la nostra tecnologia di gestione dei rifiuti e quella aerospaziale. Lo aveva già capito Mattei. L’integrazione dell’Eurasia è il nostro naturale destino di Europei del continente.

                Naturalmente chi ha condotto il gioco finora – la talassocrazia Inglese ieri e USA oggi – cerca di impedirlo in tutti i modi. Da qui i cunei che ha cercato di mettere in tutti i modi in Eurasia, dall’Ucraina a Israele; da qui la destabilizzazione continua del Medio Oriente negli ultimi ottant’anni e per ultimo proprio l’attacco all’Iran. E’ il Medio oriente che sta fra noi e l’Estremo Oriente: destabilizzare il primo ci rende difficile integrarci col secondo.

                Per esempio: hai una vaga idea di quanti affari la sola Italia ha perso per aver dovuto adottare le sanzioni USA contro l’Iran, da buon vassallo dei nostri ‘alleati’ d’Oltreoceano?

                “gli USA sono clienti”

                Appunto per questo vogliono indebolirci: se vogliono rimettere in piedi la manifattura che hanno perso per aver lasciato che i capitalisti spostassero tutto in Cina e investissero i guadagni non in attività produttive ma in Borsa, devono rendere non concorrenziale la nostra.

                Le sanzioni cretine contro il gas Russo che i nostri governanti hanno adottato da bravi leccaculo di Washington servono precisamente a questo. Idem per il riarmo, che coi ritmi previsti può approvvigionarsi solo negli USA.

                Gli USA vogliono mantenere in piedi il proprio mostruoso debito pubblico – necessario a sostenere l’apparato militare che sottosta al controllo delle vie di trasporto del petrolio, a sua volta supporto del ruolo del dollaro come valuta di riserva del mondo – facendolo pagare a noi, a suon di acquisti di armi, di gas e di titoli del debito USA. I dazi sono solo l’ultima trovata, prima c’era la distruzione del North Stream e prima ancora l’ideologia del liberismo sfrenato (che sposta le risorse dall’economia reale al settore che garantisce i maggiori guadagni immediati agli investitori privati, la finanza – cioè Wall Street).

                Siccome però alla fin fine quello che conta è il cannone – e quindi le capacità manufatturiere necessarie ad armarlo – il declino relativo della manifattura USA (che ai tempi della morte di Kennedy consentiva al loro PIL di raggiungere il 30% del PIL mondiale, quota mai più raggiunte) fa sì che la serie continua di guerre inanellate dagli USA negli ultimi decenni abbia cominciato ad annoverare infilare una serie di batoste piccole e grandi.

                (Non stupisce: un MBT costa dieci volte più in USA che in Russia a parità di prestazioni, perché in USA ci devono pagare i dividendi degli azionisti; un Patriot costa mille volte di più di uno Shahed).

                Batoste dalle quali i vassalli stanno cominciando solo ora – fin troppo timidamente – a pensare di sfilarsi. (Non serve neppure citare Sànchez; basta vedere il tenore di certi articoli dei principali giornali Italiani).

                Gli unici momenti in cui il guinzaglio che ci tiene legati al padrone d’Oltreoceano si è allentato è quando il padrone ha preso una sonora facciata, come in Vietnam. (In Italia, gli anni della liberazione di Saigon sono stati quelli del divorzio, dell’aborto, della riforma del diritto di famiglia, dello Statuto dei Lavoratori… poi con Reagan il disgelo è finito).

                Speriamo che adesso con l’Iran ‘the U.S. bit off more than it could chew’, per parafrasare ‘My Way’ di Sinatra.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                quando dico che non vedi il mondo ma il “tuo” mondo faccio riferimento esattamente a questa complessa costruzione paranoica,. degna di un film hollywodiano

                ce n’era uno carino con Di Caprio impazzito, mi pare di Scorsese, che portava il proprio delirio in giro per tutta un’isola

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “migliore”

              Ti sorprenderà, ma conoscendo un poco i miei polli della Polonia orientale potrei perfino concordare con te…

              …se la Polonia fosse davvero un Paese sovrano, libero quindi di giocare al gioco delle alleanze e dunque di costruire un sano e funzionale equilibrio del terrore con Mosca.

              Ma la Polonia è un membro NATO, dunque un vassallo di Washington. Un eventuale guerra per procura alla Russia lontana dalle ville degli oligarchi USA già la vede oggi come sacrificabilissimo fusibile, figuriamoci se munito di Bomba (i cui arsenali sarebbero i primi bersagli degli ipersonici). Sarebbe come se l’atomica ce l’avesse l’Italia, ma con Putin a Capodistria.

              E meno male, in questo caso.

              Alla lunga, infatti, un’eventuale Polonia nucleare susciterebbe inevitabilmente sospetti fra tutti i suoi vicini che hanno una lunga storia di contenzioso con Varsavia – non solo i Russi, ma anche i Lituani (per Kowno), i Tedeschi (per Breslavia), gli Ucraini (per Leopoli) e perfino i Cechi (per Olomouc). Alla lunga tutti vorrebbero avere la Bomba.

              Habsburgicus potrà confermare quanto dico; io mi limito a invitarti a leggere ‘Gli amanti dell’Orsa Maggiore’ e l’autobiografia del Nobel per la letteratura Cesarz Miłosz, che illustrano lo stato dei rapporti (passati, ma non molto tempo fa: appena prima della second guerra mondiale) fra Polonia, Lituania e Ucraina.

              Comunque non c’è pericolo: almeno per un po’ le capacità nucleari di Varsavia saranno insufficienti alla bisogna, e ancora di più lo saranno le capacità di finanziare un locale Progetto Manhattan. Già adesso non sarà banale provvedere al riarmo che si sono impegnati a portare avanti, e si tratta di un riarmo convenzionale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Alla lunga, infatti, un’eventuale Polonia nucleare susciterebbe inevitabilmente sospetti fra tutti i suoi vicini

                Metti Persia o Corea del Nord al posto di Polonia e scopri il mondo che ti piace. E perchè io preferisco quello attuale, con meno paesi con la Bomba.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Persia”

                Quelli del club Epstein hanno appena eliminato il principale oppositore Iraniano alla Bomba. Se non era per loro (che la Bomba ce l’hanno) di Bomba da quelle parti non se ne parlava proprio.

                “Corea del Nord”

                Varsavia è a 1643 Km da Genova, Pyongyang a 9272 km. Dalla prima città il fall-out può raggiungermi, dalla seconda no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) falso. come ha notato un certo ADV di Genova, il grado di arricchimento dell’uranio in Iran era compatibile solo col progetto di fare la Bomba – malgrado il vecchio Papa.

                2) bella cazzata. Anche Leghista adesso mi diventi? e senza contare che si fa presto, al grido di “anch’io anch’io” ad arrivare a Genova da Teheran. Già Istanbul ci è più familiare, a noi genovesi.

              • daouda scrive:

                La Polonia serve contro la Russia da parte della Russia stessa che vuole che la Polonia sia contro la Russia visto che la Polonia è Polonia e non conta un cazzo giacché anche quando contava era destinata a crepare, più o meno.

                Nel senso: i russi hanno prso troppo…dovreste aver capito perché c’è la guerra in Rutenia ormai.
                Solo ch hanno perso troppo.

                ABBIAMO QUALCHE ANNO IN PIU’!

  12. habsburgicus scrive:

    anche i serbi gufano 😀

    L’Europa sprofonderà nell’inferno a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Presidente serbo Aleksandar Vučić.

    ti piacerebbe eh, serbuccio mio ? ma guarda che magari prima ti togliamo anche la Vojvodina se non stai bravo 😀

    • Peucezio scrive:

      Io sarei per un’espulsione di massa di tutti i cossovari di religione islamica e conseguente deportazione in Asia o Africa e per la restaurazione della grande Jugoslavia su base serba-ortodossa. Al massimo si potrebbe lasciare fuori la Slovenia, che parlano proprio un’altra lingua e ci hanno il duale.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        “espulsione”

        Ci hanno già provato.

        Non è finita proprio benissimo, per chi ci ha provato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Grazie agli USA, ti ricordo.

          Non ad altri.

          Sennò la soluzione Milosevic-Peucezio sarebbe andata a buon fine.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “USA”

            Verissimo.

            (Sai cosa penso del Kosova 🙂 )

            Anche l’orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Di tutti i crimini commessi dagli americani quello, non sul piano dell’entità, ma sul piano del princpio e delle conseguenze è il peggiore.

              Ma è la stessa logica che ha ispirato la maggior parte dei loro interventi e solidarietà: alleanza con l’Islam sunnita.
              Balcani, Siria, Iran ora…
              A Saddam non hanno perdonato l’essere laico e amico dei cristiani e si sono trovati un regime sciita.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Di tutti i crimini commessi dagli americani”

                Credimi, parli così perché non hai visto coi tuoi occhi cos’era il Kosova prima dell’intervento USA.

                Io sì.

                Si sarebbe potuto e dovuto fare meglio?

                Senza dubbio.

                Ma resta il fatto che finché non sono intervenute le bombe USA nessuno si è mosso.

                Che poi gli USA abbiano solo perseguito una politica di potenza ci sta. E’ un ottimo esempio di eterogenesi dei fini – o, se si preferisce, è un caso particolare del proverbio ‘non tutto il male vien per nuocere’.

                E se te lo dice uno come me che pochi sospetterebbero di nutrire simpatie per Washington…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Se non ricordo male, due terzi degli iracheni sono sciiti.

              • Peucezio scrive:

                No, no, che politica di potenza, secondo me volevano proprio islamizzare i Balcani.

                Non faccio fatica a credere che i Serbi abbiano fatto le loro porcherie, in Bosnia come in Cossovo.
                Come dice giustamente Pino: Slavi che si scannano. In questo caso più che Slavi balcanici, che ci mettono ancora più gusto in questa attività di scannamento fra etnie.
                Non credo certo che i cossovari fossero agnellini.
                Lupo per lupo preferisco un lupo cristiano-ortodosso a un lupo islamico.

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          perché c’erano i soliti yankee di mezzo.
          Il giorno in cui collasseranno tutta questa gente (Israeliani, Cossovari…) salderà il conto tutto in una volta.

      • habsburgicus scrive:

        Al massimo si potrebbe lasciare fuori la Sloveni

        e quindi abbandoneresti anche i croati che sono “carne della nostra carne”, “Croatia tota nostra est” ? sono allibito
        [sì, lo so che ci hanno allegramente massacrato, un po’ meno degli sloveni -che sono stati quelli che godevano di più a scannarci- ma infinitamente più dei serbi, ma adesso parla non l’habsburgicus “italiano” bensì l’habsburgicus “cattolico” 😀 chiunque stia per Roma -e non la Roma di Papa Francesco e manco di Paolo VI bensì la Roma di Leone XIII, di Gregorio XVI, di Benedetto XIV- non può che stare con i Croati contro i Serbi)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Quando ci avrebbero scannato gli sloveni?

          • habsburgicus scrive:

            si, hai ragione…
            mi pare infatti che le foibe le hanno fatte i laotiani

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se ti riferisci a quello, non so come si faccia a ricondurre agli sloveni in particolare una serie di esecuzioni sommarie condotte da loro, ma anche croati (il grosso, se consideriamo l’interno dell’Istria -zona di Pisino in primis – nel ’43) e italiani (vedi l’Abisso Plutone).

              Nel “ci” è inclusa quella manciata di soldati tedeschi ripescati a Basovizza?

        • Peucezio scrive:

          Habsb.,
          i croati ci infoibavano.
          Tito stesso era croato.

        • Peucezio scrive:

          Comunque quando la scelta è fra cattolici e ortodossi io sto con gli ortodossi anche se sono cattolico.

          Perché in quel caso è il cattolicesimo a rappresentare la modernità sovvertitrice: mi spiace dirlo ma è così.
          Poi l’Occidente latino si è sempre alleato con l’Islam e col resto della feccia.

          • Francesco scrive:

            Solo la Francia! l’Impero era in lotta con gli infedeli

            giusto?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              La Francia era alleata dei turchi, l’Imperatore dei persiani.

              • Francesco scrive:

                Questo è vero, hai ragione. Però la Persia mica ci minacciava di invasione e conversione. Guerreggiava contro i Turchi.

                La Francia, invece, accettava tranquillamente quel rischio pur di combattere l’Impero.

    • PinoMamet scrive:

      Non ho simpatie particolari nel mondo ex jugoslavo.

      I cosovari hanno creato Dua Lipa che è una gran bella ragazza (anche vista da vicino mi dicono, che non è scontato) per il resto mi sembrano i soliti litigiosi balcanici.

  13. Mauricius Tarvisii scrive:

    Si pregano gli amici ucraini di ridarci immediato accesso al sanzionato petrolio russo.

    https://telex.hu/english/2026/03/03/financial-times-eu-urges-ukraine-to-allow-access-to-friendship-pipeline

    • habsburgicus scrive:

      chiaramente la Russia, che ha del tutto abbandonato l’Iran :D, è la grande profittatrice della guerra in V.O
      sulla base del “male minore”, l’Ucraina potrebbe cedere -o far finta di cedere e procrastinare il tutto :D- perchè al momento è loro interesse non farsi nemici fra quei pochi che ancora non hanno mandato a quel paese Zelens’kyj (che, a dirla tutta, fa il possibile per farvicisi mandare :D)
      poi, si vedrà—-un conto è promettere, un altro mantenere, no ?

  14. habsburgicus scrive:

    @tutti
    se volete leggere una descrizione approfondita -ancorchè datata (15 anni fa !) e un po’ faziosetta (filo-occidentalista) ma nulla che ripugni al senso critico medio- sulla procedura di elezione del Rahbar-e mo ‘azem-e Jomhuri-ye Eslami-ye Iran (Guida Suprema della Repubblica islamica dell’Iran) qui vi è un testo in lingua albionica
    https://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/monographs/2011/RAND_MG1052.pdf

  15. habsburgicus scrive:

    se invece voleste conoscere in dettaglio la geografia storica ed etnica dell’Iran, credo che il non plus ultra resti l’opera del balto-tedesco suddito della Monarchia russa Wilhelm Barthold (per i russi Vasilij Bartol’d) di cui esiste una traduzione in inglese “An Historical Geography of Iran” uscita nel 1984 per i tipi della Princeton University Press (effetto Reagan..o effetto Khomeini, che rese l’Iran noto :D)
    Bartol’d fu l’immortale autore della celeberrima e dotta opera “Turkestan down the Mongol Invasion” (c’è pure di questa la traduzione inglese…..in italiano non credo..dovrebbero farla tradurre a Miguel e magari io potrei aggiungere qualche nota storica esplicativa :D), che dice praticamente tutto sull’Asia Centrale et viciniora sino a Gengis Khan (imp. 1206-1227)..,
    una di quelle opere che, se descritta a un trump qualsiasi, provocherebbe questa reazione…sì, ma quanti dollari mi fa guadagnare ? 😀 e alla risposta, “pochissimi”, seguirebbe un gesto di ribrezzo schifato 😀

  16. Moi scrive:

    Poi ci sono gli Statunitensi che “Iran” lo chiamano “Io corsi” 🙂

  17. habsburgicus scrive:

    avrebbero eletto il figlio di Khamene’i, Mojtaba, a suo successore…..
    se confermato, non so se è una buona idea
    potrebbe mancare legittimità (rischio che io ho evidenziato sin dall’uccisione di Khamene’i), potrebbe causare malcontento..qualcuno potrebbe anche dire “ma se dobbiamo sorbirci una dinastia, riprendiamoci i Pahlevi non i Khamene’i”
    io peròraione da europeo, loro sono iraniani….vedremo
    credo tuttavia abbiano commesso un passo falso

      • habsburgicus scrive:

        io avrei eletto un iracheno !
        ad esempio il Grande Ayatollah al-Sistani, che vive a Najaf ma è iraniano
        sarebbe stato il “papa polacco” dello sciismo…allora nel 1978 fu la scelta che diede scacco matto al Cremlino, forse l’inizio della fine dell’URSS
        eleggere un iraniano d’Iraq da un lato avrebbe reso più difficile il suo assassinio (non tecnicamente, ma politicamente) e avrebbe scompaginato il campo nemico che probabilmente non se l’aspettava
        inoltre, di fatto, ciò avrebbe lasciato più potere alle autorità militari in loco per condurre la guerra
        e no..loro hanno eletto il figlio di Khamene’i !

  18. Moi scrive:

    , o si governa così, o si finisce sotto uno che governa così.

    ………..

    In questi termini, l’ Italia è molto più “AraboLevantina” che NON “NorrenoAnglosassone” !

  19. Francesco scrive:

    Aurora Mardiganian

    la metto alla voce “dintorni”

  20. habsburgicus scrive:

    “un’offensiva di terra” del passato, poco nota e finita male

    non tutti forse sanno che il 25 luglio 1988, appena finita la guerra Iran-Iraq, un nutrito gruppo di Mojahedin-e Khalq (che furono con Saddam durante la guerra come oggi Reza II è con gli USA) entrò in Iran via terra…forse Saddam aveva loro detto che se non se andavano via di loro volontà, ora che non servivano più, li avrebbe “aiutati” lui -ma per andare all’altro mondo :D- o forse caddero vittima delle promesse da marinaio di Washington
    bene, passarono tre giorni, dicesi tre ! (28 luglio 1988) e i khomeinisti li avevano catturati tutti
    Khomeini -ben più crudele di Khamenei e infatti è morto nel suo letto :D- li fece ammazzare tutti (ecco quelli smno massacri poco noti, ma ahinoi “veri”..si discute se furono 2500 o 12.000, che sono le cifre estreme…per non sapere né leggere né scrivere ipotizziamo 6000 assassinati a sangue freddo e non dovremmo sbagliare di molto)
    il 31 luglio 1988 il Grande Ayatollah Montazeri che allora era “Vice della Guida” [insomma se ci fosse stato oggi un Montazeri sarebbe successo automaticamente a Khamenei..e non è stato così perchè gli iraniani non sono stati previdenti] che lui sì era un uomo buono-spero che almeno questo non lo mettiate in dubbio 😀 e se lo mettete, a me importa poco :D- chiese pubblicamente a Khomeini di risparmiarli (Montazeri aveva già osato parlare contro il terrore a fine 1985, Montazeri sempre lottò per la legalità come un Don Chisciotte..era un puro, uno che ci credeva, uno che aveva Fede e anche umanità..e quindi è finito male :D) allegando motivazioni acute, alla AdV, ma non fece breccia nel cuore duro di Khomeini (che non era un “santo”, ma uno statista lo era !)
    Khomeini li fece ammazzare tutti e poi purgò Montazeri !
    chi gli successe ? indovinate un po….Khamenei ! che evidentemente era “meno buono” di Montazeri e sicuramente ebbe le mani in pasta in qualche ignominia (sennò Khomeini non lo designava eh :D) ma, che ci crediate o no, pure Khamenei era abbastanza moderato e soprattutto si moderò con la vecchiaia (il Khamenei giovane era più estremista)..certo in rapporto al clero sciita medio

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Khamenei”

      Sbaglio o Khamenei era di origine azera?

      Se sì, ciò confermerebbe quanto affermato da Martinez: che l’Iran è uno Stato multietnico unito dalla religione.

      In tal caso ammazzarlo non lo ha solo trasformato in martire, né ha solo eliminato un oppositore della costruzione della Bomba: ha azzerato la prospettiva di una ribellione Azera contro Teheran.

      Della serie: quando si fa una cazzata, tanto vale farla bene.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        si, vedi il mio commento delle 8.06 pm del 3/3/2026, che riporto integralmente qui (non so mettere il link :D)

        Khamene’i sarà sepolto a Mashhad nel nord-est—-lui era azero d’origine ma provenendo da una famiglia di mullah non è strano sia nato a Mashhad, dove c’è la tomba dell’VIII Iman sciita, ‘Ali Reza fatto uccidere nell’817 d.C dal Califfo al-Ma’mun (813-833 d.C)….
        Mashhad è nota come Mashhad-e Moqaddas (Mashhad la Santa) ed è seconda per gli sciiti solo a Najaf (in Iraq) dove c’è tomba di ‘Ali (“martirizzato” dal Califfo Mu’awiya nel genanio 661 d.C) e a Kerbela (sempre in Iraq) dove c’è la tomba di Hussein ibn ‘Ali (e figlio di Fatima la figlia del Profeta dunque avente il Sangue del Profeta), “martirizzato” dal Califfo Yazid I (680-683 d.C) il 10 muharram 61 A.H che equivaleva al 10 ottobre 680 d.C e dalla cui commemorazine trae origine l’Ashura, la più sciita delle ricorrenze..e aznche la più “cattolica”.. prima del Concilio, molti vi avrebbero trovato un’impressionante somiglianze con le Passioni specialmente al Sud
        Qom è importante oggi come centro di mullah (Mullah City :D), comunque conta molto meno di Mashhad, Najaf e Kerbela
        tutto lo sciismo è intriso di “martirio” (shehid=”martire”), tutti i loro eroi sono finiti male, fin dai primordi !
        insomma se siete “vincenti” non fatevi sciiti 😀 😀
        forse lo sciismo [duodecimano] è l’antitesi assoluta, completa, radicale, antropologica, dell’americanismo !

      • Francesco scrive:

        Andrea

        non capisco il tuo ragionamento: gli azeri che avessero avuto intenzione di ribellarsi a Teheran come consideravano Kahmenei? al più un traditore del suo popolo, che si era venduto per sete di potere personale

        non credi?

        Ciao

    • Francesco scrive:

      sulla tua parola, mi segno che Khamenei era un moderato per essere un membro del clero sciita

      il che mi lascia pensare come siano quegli altri, dato che sappiamo come funziona l’Iran da decenni

      grazie prof

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “decenni”

        Io non sono certo un esperto di cose Iraniane come habsburgicus, ma da fisico posso dire che il maggiore ostacolo alla Bomba Iraniana era proprio l’ostinata opposizione di Khamenei, che seguendo l’insegnamento di Khomeini era fermamente contrario alla Bomba per motivi religiosi.

        Dicono che il successore non la pensi così, e che si appoggi sui pasdaran duri e puri.

        Per chi voleva e itare una Bomba Iraniana, l’eliminazione di Khamenei è stata peggio di un crimine: è stata uno sbaglio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Sì, lo hai già ripetuto un centinaio di volte.

          Data l’età del personaggio e l’arricchimento dell’uranio in corso, mi pare uno sbaglio trascurabile, rispetto ad aspettare seduti sulla ripa del fiume che le cose andassero come in Corea del Nord.

          Dopo tutto, mica eri tu a non fidarti dei polacchi quanto alla Bomba?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “ripa”

            Stando a quanto dicono i mediatori Omaniti l’aggressione all’Iran è scattata quando un accordo sul nucleare era ormai alle porte. L’uranio arricchito era una merce di scambio per ottenere un allentamenti delle sanzioni.

            C’è chi sostiene che Tel Aviv abbia fatto saltare il banco appunto perché l’accordo era imminente, allo scopo cioè lasciarsi sfuggire l’occasione di una radicale destabilizzazione di Teheran. Al che Trump avrebbe dovuto accodarsi, per non sconfessare apertamente l’ingombrante ma inevitabile alleato.

            Il fatto che nei primissimi momenti si dava per scontato il crollo del governo di Teheran a seguito della sua decapitazione (en passant: sembra che Ahmadinejad sia vivo), poi si sia parlato di quattro settimane, poi di cinque, e adesso si parli di una scadenza a settembre prossimo mentre si chiedono altri soldi al Congresso per il Pentagono sembra dare l’idea di una decisione improvvisa, mentre il costante accumulo di armamenti nelle scorse settimane doveva servire solo come pressione psicologica (la famosa ‘pistola sul tavolo’).

            La Polonia e la Bomba? Un’ipotesi di scuola, ancora per un pezzo. Faremmo prima a farcela da soli in Italia.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              dava=desse

            • Francesco scrive:

              Sei leggermente ridicolo: credi a qualsiasi voce che sia in linea con le tue fissazioni.

              Livello Messori, direi, senza le sue giustificazioni.

              Davvero, esiste un mondo reale fuori dalla tua testa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @francesco

                “testa”

                Io parlo sempre del mondo, mai dell’interlocutore.

                Tu finisci sempre col parlare di me.

                Sono il tuo tipo?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Tu non parli mai del mondo, parli solo del tuo mondo.

                Quando dico che spesso mi sembri un caso clinico, sono serissimo e non intendo affatto offenderti – come potrei con uno che riconosce il giusto valore al pesto?

                Rileggi il post delle 4:07. Tutte voci e supposizioni, che riporti senza dubbi.

                Ciao

  21. mirkhond scrive:

    Di questo episodio ne accenna anche Marjan Satrapì nel suo romanzo-fumetto autobiografico Persepolis, e addita il fallimento dei Mojahedin-e Khalq alla mancanza del supporto popolare perché erano entrati in Iran dall’Iraq e dunque considerati dei traditori dalla popolazione appena uscita dal lungo e sanguinoso conflitto contro Saddam Hussein, allora amico e alleato degli USA…..

    • Francesco scrive:

      “amico e alleato” non è corretto. l’Iraq di Saddam fu sostenuto solo perchè una vittoria iraniana era ritenuta una iattura per gli equilibri del Medio Oriente.

      Saddam di suo era stato un alleato dell’URSS, come la Siria.

      Ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “amico e alleato”

        All’epoca girava un video con Saddam che stringeva la mano ai diplomatici USA.

        Diciamo che Saddam non si sarebbe mai messo a fare la guerra all’Iran per un paio di isolette nel Golfo senza un bell’incoraggiamento USA. Che erano appena usciti con qualche elicottero sfasciato nel deserto dal loro tentativo di liberare gli ostaggi all’ambasciata, se non vado errato.

        Poi che Saddam fosse filoSovietico non c’è dubbio.

        I sostenitori troppo entusiasti di un possibile appoggio dei BRICS a Teheran dimenticano, a parer mio, una cosa fondamentale. (Qui habsburgicus concorderà con me 😉 ).

        Prima della Seconda Guerra Mondiale l’Iran era satellite di due distinte potenze europee. L’una, è noto, era Londra. L’altra era la Russia.

        Quando oggi gli ayatollah rivendicano di difendere la sovranità di Teheran lo fanno erga omnes. Non sono affatto disposti ad accettare il patronato di Mosca pur di tener lontano gli angloamericani. Non ci sono né ci saranno mai basi straniere in Iran finché gli ayatollah sono al potere, neanche basi Russe (o Cinesi).

        Lo ha capito l’Esercito Cinese, che ha appena pubblicato un libriccino contenente appunto le lezioni imparate dalla presente guerra: il fondamento dell’indipendenza è il contare solo su se stessi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Non sono uno storico nè qualcuno addentro alle segrete cose della politica internazionale.

          Quello che avevo capito è che Saddam pensava alla guerra all’Iran come una passeggiata di salute, dopo che la rivoluzione aveva distrutto le forze armate dello Shah.

          E che ci si era infilato seguendo il suo grande genio, mai sentito di incoraggiamenti USA, dati gli allora pessimi rapporti.

          Poi, una volta rottosi i denti l’Iraq, tutti lo hanno sostenuto perchè non crollasse, Occidente compreso.

          Ciao

      • habsburgicus scrive:

        infatti..
        nel 1980 l’Iraq non aveva neppure relazioni diplomatiche con gli USa, rotte il 7 giugno 1967, dopo l’attacco israeliano all’Egitto…..le masse arabe avevano, dal loro punto di vista giustamente, accusato gli USA e molti Stati arabi (tranne i regimi del Golfo che all’epoca volerva dire sauditi e kuwaitiani e la Giordania) interruppero le relazioni con gli USA;
        Incaricato d’affari USA a Baghdad era Enoch Duncan (non c’era Ambasciatore, i rapporti non erano idilliaci neppure in quei lontani giorni) e ricevette l’ordine di abandonare l’Iraq con tutti i diplomatici -senza eccezione- entro 24 ore e non un minuto di più (il bello è che in quel giorno il Ministro degli Esteri iracheno Adnan Pachachi -un cui discendente avrà un ruolo dopo il 2003. era a New York !)….i diplomatici USA si trasferitono in auto in Iran, allora ritenuto Stato “sicuro” e fedele all’Occidente..come cambia il mondo 😀
        l’Iraq, a differenza di altri Stati arabi, ci andò giù duro e non permise la creazione di una “sezione d’interessi USA” (dai ’60 è prassi costituire tali sezioni di interessi sotto bandiera straniera per continuare tutto come prima 😀 l’Egitto lo permise, invece), tornando alle “rotture dure” dell’epoca delle guerre mondiali…quando non si scherzava
        gli USA affidarono la protezione dei propri interessi in Iraq al Belgio rappresentato a Baghdad dall’Amb. Marcel Dupret,
        gli ultimi diplomatici USA partirono alle 22.30 del 9 giugno 1967 fra cui il nuovo Incaricato d’afari ad interim Grant V. McClanahan, in carica da poche ore (Duncan era partito per primo, alla faccia del “partire per ultimo” 😀 atteggiamento più da politico italico che da diplomatico anglosassone :D), da cui sappiamo queste notizie che vi fornisco 😀 il quale ci dice pure che entrò in Iran all’alba del 10 giugno 1967 alla frontiera di Qasr-e Shirin ove nel 1639 era stata fatta la pace fra Istanbul e Esfahan che lasciava Baghdad agli ottomani, dunque un pace propedeutica alla futura nascita dell’Iraq (ci vorranno ancora 282 anni..e Winston Churchill 😀 ma diamo tempo al tempo)
        nell’ottobre 1972 l’Iraq, ormai in mano ai ba’athisti, permise l’aperuta di una sezione di interessi USA, pur avendo firmato in aprtile 1972 l’alleanza con Mosca
        nel 1980 i rapporti erano già discreti, ma insomma formalmente la rottura sussisteva; nel 1980 fu inviato William Eagleton, forse della CIA, diplomatico con grande esperienza in posti difficili (era stato a capo della sezione di interessi USA in Algeria dalla fine del 1969 al 1974, sotto bandiera svizzera, fino alla ripresa dei rapporti diplomatici normali fra Algeri e Washington; fu Incaricato d’Affari in Libia neglia nni della Jamahiriya, sarà Ambasciatore in Siria)
        dicamo che Iraq e USA divennero presto intimi avenbdo un nemico comune, l’Iran;
        a Baghdad gli successe David G. Newton, come capo della sezione di interessi, il quale nel novembre 1984 fu nominato Ambasciatore USA (il 1° da 17 anni), con la ripresa delle relazioni fra USA e Iraq, poi rotte dagli USA nell’estate 1990
        anche Eagleton ci ha raccontano queste cose di prima mano….
        la letteratura diplomatica è sempre interessante
        P.S noterete che in quell’America, che era ancora “vera”, tutti i diplomatici avevano bei nomi anglosassoni puri 😀

        • mirkhond scrive:

          “dicamo che Iraq e USA divennero presto intimi avenbdo un nemico comune, l’Iran;”

          Quindi almeno durante la guerra all’Iran erano amici e alleati.

          • habsburgicus scrive:

            si, specialmente fra 1983 e 1986
            ma nel 1980 la decisione fu solo di Saddam
            fu forse incitato in segreto dalla CIA ? possibile
            ma sarebbe stato fesso lui a crederci, allora le relazioni non erano particolarmente buone
            naturalmente c’è un ipotesi .NON SUFFRAGATA PER QUEL CHE NE SO DA ALCUN FATTO dunque un’eresia storiograficamente :D- che però permetterebbe di spiegare molto
            1.Eagleton può aver leggermente “mentito” sulle date e magari arrivò a Baghdad in gran segreto già prima…offrì l’appoggio USA, fece il deal con Baghdad e poi -per i gonzi (che siamo noi :D)- venne rimandato a Baghdad in carattere ufficiale come capo della sezione d’interessi USA
            2.Saddam aggredisce l’Iran (22/9/1980), gli USA stranamente non tradiscono e lo appoggiano, abbastanza seriamente
            3.Saddam e gli USA diventano amicissimi, vengono riprese le relazioni diplomatiche nel nov 1984 ed entro l’1986 c’era quasi un Asse Washington-Baghdad, nonostante lo scandalo Iran-contras avrebbe dovuto far riflettere gli iracheni..purtroppo per gli iracheni venne Gorbaciov (dal 1987 le riforme si accelerarono) 😀 e l’importanza dell’Iraq sullo scacchiere diminuì
            4.nel 1990 gli USA ripetono l’1980..mandano qualcuno che garantisce a Saddam che può papparsi il Kuwait
            5.Saddam, memore del 1980, abbocca, crefendo che gli americani dicano il vero
            6.Saddam invade il Kuwait (2/8/1990)
            7.gli USA lo disruggono
            non c’è alcuna prova..quantomeno non ce l’ho io, magari Epstein l’aveva 😀
            però, però..pensateci 😀

          • Francesco scrive:

            al massimo avevano un nemico in comune ma non direi nulla di più

            i più cinici nel governo USA potevano affettare grande vicinanza con la sincerità di un avvoltoio o un avvocato

            l’alleanza vera è quella con l’Arabia Saudita – e non capisco il perchè di questa comunione di amorosi sensi

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A proposito di incaricati d’affari, non c’è più un ambasciatore spagnolo in Israele.

          • Francesco scrive:

            Addirittura? questo Sanchez ci crede davvero, alle cazzate che dice.

            PS hai l’elenco di paesi in cui la Spagna non ha più ambasciatori? dovrebbe essere lunghetto

  22. habsburgicus scrive:

    se vi interessasse sapere le condizioni delle strade e del tempo a Verkhnyj Lars, l’unico posto di frontiera fra la Russia e la Georgia :D, guardate qui https://kray-zemli.com/24-verhnij-lars.html (in russo)
    c’è da fare un passo abbastanza elevato -quella era la Strada Militare Georgiana che univa Vladikavkaz “dominatrice del Caucaso” (in mano a Putin..è la capitale della Repubblica dell’Ossezia del Nord-Alania, dal nome degli Alani, non i cani, ma i celeberrimi barbari che il 31 dicembre 406 d,C passarono i Reno con Vandali e Svevi) con T’bilisi passando attraverso Stepantsminda (un tempo Q’azbegi)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Alani”

      Uno dei pochi dai in cui si è potuto ricostruire il legame fra una lingua parlata dai barbari che attaccarono l’Impero Romano (gli Alani) con una lingua moderna (l’Osseto) – grazie a Georges Dumézil, se non sbaglio.

      Credo anche che la razza dei cani prenda il nome appunto dal popolo barbaro.

      Ma perché code di dieci ore sulla strada per colpa di un blocco imposto dai Georgiani?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        non so se è colpa dei georgiani..i russi alle frontiere di terra sono lunghi…..probabilmente la coda è colpa di entrambi

  23. Mauricius Tarvisii scrive:

    Intanto l’Ucraina minaccia di attaccare l’Ungheria

    “I hope that one individual in the European Union (Viktor Orban) won’t block our 90 billion euro tranche. Otherwise, we will give his number to representatives of our armed forces — let them call him and speak to him in their language,”
    https://x.com/nexta_tv/status/2029551500645605823

    • Francesco scrive:

      posso chiedere chi è l’Ucraina in questo caso?

      il buon Zelensky?

      trovo inopportune queste parole, per quanto assai comprensibili nella situazione degli ucraini non russofili.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        In genere il Presidente rappresenta il governo del paese. Che sia drogato era diffamazione russa, per cui lo considero pienamente capace e consapevole nello svolgimento delle sue mansioni.

        Ha minacciato un intervento armato contro un paese UE e membro della Nato.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Mauricius tarvisii

          “minacciato”

          Roba da mandarlo a riparare il North Stream.

          Con la lingua.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            ma è pieno di baciachiappe di Putin che muoiono dalla voglia di riparare quel gasdotto! e costruirne di nuovi

            lascia che si guadagnino le loro copeche

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “bacuachiappe”

              No, no. Chi rompe paga e i cocci sono suoi.

              Che poi, per carità, se al confine partisse qualche schioppettata di troppo e le divisioni Ungheresi che sono già lì andassero a liberare la Transcarpazia oppressa dai banderisti mi accontenterei.

              Sono Genovese, mica avido.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Cribbio, qui sento puzza di Patto Molotov-Von Ribbentrop

                Con rossi e neri che si accordano per spartirsi, in questo caso, l’Ucraina, allora la Polonia.

                E poi Miguel dice che sono io a essere fissato con la IIGM!

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Molotov”

                La Polonia avrà avuto tanti difetti, ma siamo giusti.

                Mica ha distrutto metanodotti altrui.

                Né ha mai bombardato i suoi Ruteni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Beh, come ricordava MT, QUELLA Polonia partecipò con Hitler alla spartizione della Cecoslovacchia.

                A differenza tua, ha imparato la lezione.

                Ora tocca a te!.

                Ciao

      • PinoMamet scrive:

        Francè, poi mi chiedi come mai trovo antipatico Zelensky…

        • Francesco scrive:

          No, mi chiedo perchè usi l’antipatia come criterio di valutazione politica ed etica.

          Ciao

          PS per la cronaca, l’idea di chiedere conto con le cattive a Orban della sua posizione mi piace molto. Ma io non mi faccio portare dalle mie pulsioni di pancia.

  24. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma abbiamo una fonte filoiraniana che dica che effettivamente avrebbero eletto Khamenei junior? Perché leggevo oggi su una testata libanese pro-Iran che il “conclave” avrebbe emesso un comunicato stampa per cui le elezioni sarebbero in corso.

    Il sito dell’Irna non riesco a raggiungerlo, ma sulla pagina di Facebook non mi sembra di trovare nulla: il governo (quello eletto, intendo) è presentissimo, ma il presunto nuovo Capo dello Stato sembra inesistente.

    • habsburgicus scrive:

      non è ufficiale…tradotto, non l’hanno eletto o se l’hanno fatto -per paura di Trump- hanno cambiato idea 😀
      e si torna a quanto io già vi dissi immediatamente dopo l’uccisione di Khamenei…
      sarà difficile trovare un successore legittimo, il colpo subito è sato durissimo

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma chi l’ha tirata fuori per primo la notizia?

        • habsburgicus scrive:

          qui, io 😀 l’avevo vista citata pure su “Il Messagero”
          in generale, non saprei
          ma non sembrerebbe di fonte anti-iraniana

          P.S
          intanto, nel regno di Trump, è avvenuta una purga incruenta
          The Donald ha cacciato Kristi Noem (Segretariato per la Sicurezza Interna) e l’ha sostituita con il senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin

          • habsburgicus scrive:

            ah, Mullin è un indiano (o Native American come dicono adesso)
            l’Oklahoma come tuti sanno fu Indian Territory sino al 1889 quando fu aperto alla colonizzazione bianca
            nel 1907 divenne Stato (il 46°) e fu tendenzialmente pro-Sud..i neri erano discriminati

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma l’avevo letta anch’io… sulla stampa occidentale.

            Come exit strategy per Trump sarebbe perfetta: dice che hanno eletto un altro per fare un piacere a lui, un altro disposto a negoziare, esattamente come quello di prima, e in questo modo proclama il trionfo si fa fare il monumento con lui con l’aspetto di Vittoria Alata.

            • habsburgicus scrive:

              viene dall’opposizione (Iran International), dunque fuffa pura..ci avevi visto giusto
              https://www.fanpage.it/esteri/chi-e-mojtaba-il-figlio-di-khamenei-scelto-come-successore-del-padre-sara-la-nuova-guida-suprema-delliran/
              https://www.fanpage.it/

              la Guida non è lui….sono in alto mare
              a meno che facciano proprio lui per fare un dispetto a Trump 😀

              • habsburgicus scrive:

                se vogliamo fare il toto-ayatollah
                credo che qualche chances le possa avere il Grande Ayatollah Golpayegani, quasi coetano del fu Khamenei (dunque gradito a chi volesse sbarazzarsene al più presto :D) e inoltre “martirizzabile” a poco prezzo :D, che è un marja-yi taqlid “fonte di emulazione”
                anche il grande Ayatollah Ha’eri, ma vive in Iraq

            • Francesco scrive:

              a me non pare che quello di prima fosse disposto a negoziare, però. era bravino a fare finta, come capitò con Obama.

              quindi se la nuova GS è come quella vecchia, vedo il rischio che la guerra prosegua.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Con Obama rqggiunsero l’accordo e fu Trump a stracciarlo perché… perché sì.

                Capisco che Francesco preferisca Trump ad Obama, però.

              • Francesco scrive:

                Con Obama raggiunsero un accordo che non mi pare valesse molto: un congelamento temporaneo del programma nucleare.

                Non ricordo che l’Iran proseguisse sottobanco a prepararsi per l’atomica ma mi pare di sì.

                E quindi IN QUESTO CASO l’approccio di Trump mi pare meno ottuso di quello di Obama.

                Sull’Obamacare sto con lui, invece, anzi col piano originale che era abbastanza buono.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Insomma, è come dicevo: degli USA ti piace proprio l’imperialismo.

              • Francesco scrive:

                possiamo discuterne … spesso quello che mi piace è quello che i xxxxx definiscono imperalismo

                ma di certo non tutto: Libia e Siria, per fare due esempi recenti, sono state pessime azioni

  25. Mauricius Tarvisii scrive:

    Io resto fiducioso: l’autorevole voce dell’Unione Europea nella regione, che profonde la propria professionalità nella risoluzione della crisi, è Luigi Di Maio.

  26. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/06/388873.html

    La Pravda ci mostra come la carne industriale viene gonfiata con acqua e colla di carne (?).
    Da un chilogrammo, con una rapida siringata, due chilogrammi.

  27. Miguel Martinez scrive:

    Mi segnalano…

    Vogliamo ricordare la martire Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, moglie dell’Imam Khamenei, con le parole con cui la descrisse la stessa Guida della Rivoluzione Islamica nella sua autobiografia:

    “Visto il ruolo attivo che la mia cara moglie ha avuto nella mia vita, trovo giusto soffermarmi, seppur brevemente, sulla sua personalità e sulle sue nobili qualità.

    Innanzitutto, mia moglie ha una gran forza di carattere e un elevatissimo senso morale. Non lasciò mai trasparire nemmeno un’ombra di paura, debolezza o disagio interiore nonostante le continue irruzioni degli aguzzini di Stato e i miei ripetuti arresti. Neanche quando gli agenti della SAVAK, piombati in casa in piena notte, presero a malmenarmi sotto i suoi occhi; neanche in quel caso mostrò il minimo abbattimento.

    Quando veniva a trovarmi in carcere era sempre piena di dignità e di forza interiore. La sua vista mi infondeva sempre serenità e fiducia. Ella evitava in tutti i modi di comunicarmi eventuali cattive notizie, come la malattia di uno dei nostri bambini o qualsiasi altra problematica incorsa a parenti o amici. Fu inoltre estremamente paziente, dovendo affrontare, prima della Rivoluzione, condizioni di vita durissime e continuando, dopo la vittoria, a condurre una vita assai semplice ed austera.

    Ringrazio Dio che la nostra casa sia sempre stata priva di ogni agio e futilità, comprese tutte quelle cose normalmente riscontrabili in ogni normale abitazione. Nonostante fossi stato proprio io ad introdurla a una vita di ristrettezze, inducendo in lei questo spirito austero, fu proprio lei a giocare un ruolo fondamentale nel mantenere questo tipo di modestia; anzi, devo dire, in questo campo ella si dimostrò molto superiore al sottoscritto. Sono molti i ricordi che potrebbero attestare questo suo intrinseco ascetismo.

    Non mi chiese mai di comprarle qualche bel vestito: il suo primo pensiero erano i vestiti dei bambini e spesso se ne occupava personalmente. Non comprò mai neanche un gioiello. Anzi, addirittura mise in vendita le gioie ricevute in dono dalla sua famiglia per poi devolverne il ricavato in beneficenza. A tutt’oggi ella non possiede alcun tipo di monile: neanche un semplice anello.

    Durante i rigidi inverni di Mashhad, gli abitanti sono usi acquistare carbone per le stufe. Quasi ogni anno capitava che alcune facoltose personalità religiose volessero affidarmi del denaro con cui acquistare carbone per gli indigenti. Di solito ne compravo una certa quantità, lo lasciavo dal rivenditore e poi inviavo ogni diretto interessato a ritirarvi la sua parte. Un anno, però, ciò non avvenne: niente soldi. Cosicché mi trovai costretto a scusarmi con tutte quelle povere persone abituate a bussare alla porta degli ulama per un po’ di carbone con cui riscaldarsi. Ne ero molto addolorato anche perché, di mio, non potevo far nulla per alleviare la loro condizione. Mia moglie, notato il mio sconforto e desiderosa di aiutarmi, mi propose di vendere un suo bracciale, dono di uno dei suoi fratelli per la nascita del primo figlio. Inizialmente io rifiutai, ma ella fu talmente insistente che alla fine mi convinse: decisi di vendere il bracciale al prezzo più alto possibile, considerando che un fabbro compra l’oro a peso, tenendo in nessun conto il valore della manifattura. Successe che uno dei nostri vicini venne a farci visita; io gli spiegai la cosa e cercai di convincerlo a vendere il suddetto bracciale; grazie a Dio egli accettò: riuscì addirittura a venderlo a più di mille tuman, ai quali aggiunse la stessa cifra da devolvere in beneficenza. Fu così che potei racimolare un importo sufficiente per acquistare il carbone necessario a quelle famiglie bisognose. Per noi fu un’immensa gioia.

    L’austerità è stata e rimane una fondamentale maestra di vita: senza di essa si rischia di rimanere schiavi del superfluo. Come dice il poeta:

    “Bramare il superfluo è una catena pel collo dell’uomo”.

    [Sayyed Alì Khamenei, Cella n. 14. I semi della Rivoluzione, pag. 125-127, Edizioni La Vela]

    • habsburgicus scrive:

      non trovi che sia l’esatto opposto dell’americanismo (come scrissi in un mio commento passato inaperçu) ? e invece è qualcosa che sarebbe parso familiare nei christiana tempora…
      il guaio è che il mondo odierno è degli Epstein e dei Trump…..e i sentimenti espressi dal defunto Rahbar, e dalla sua defunta e nobile consorte, non hanno più alcun valore
      e penso che almeno tu comprenda che non lo dico con gioia….però né a me né a te è dato il potere di cambiare il Fato, che ai bei tempi si imponeva financo a Giove, dicesi Zeus, non un pincopallino qualunque !

      • PinoMamet scrive:

        Vabbè, però nessuno ha ucciso Khamenei perché faceva beneficenza ai poveri e viveva austeramente.

        Chi ha mai bombardato Madre Teresa di Calcutta?

        Lasciamo pure americanismo e tempi cristiani/sciiti fuori dalla equazione…

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Vabbè, però nessuno ha ucciso Khamenei perché faceva beneficenza ai poveri e viveva austeramente.”

          Secondo me sbagli 🙂

          Madre Teresa non metteva in discussione lo stato quo, mentre Khamenei aveva trasformato tale ideale spirituale in un ideale collettivo, nella base valoriale di uno stato.

          Se Madre Teresa avesse creato uno stato fondato sulla beneficienza ai poveri e su una base spirituale avrebbe fatto la stessa fine.

          Come l’ha fatta la Santa Madre Russia, lo Stato Pontificio, la Francia prerivoluzionaria, ecc.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “non trovi che sia l’esatto opposto dell’americanismo (come scrissi in un mio commento passato inaperçu) ? e invece è qualcosa che sarebbe parso familiare nei christiana tempora…”

        Esatto.

        Il punto non è quanto ci sia di vero in queste reminiscenze autobiografiche, ma la cultura in cui si inseriscono e che quindi rivelano.

        • Francesco scrive:

          Fosse italiano, sarebbe tacciato di moralismo bigotto.

          E di avere oppresso la moglie fino a farne una copia carbone delle sue idee.

          Poi qualcuno partirebbe con le critiche da sinistra alla beneficenza …

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Le agiografie medievali sono piene di storie del genere. Se per te sono simboli di bigottismo moralista e di oppressione…

            • Francesco scrive:

              per me NO!

              ma io non sono il mainstream italico nè occidentale

              purtroppo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma questo è il punto: spostandoti nello spazio e nel tempo cambia anche la retorica che si usa per lodare le persone, perché cambiano proprio le scale dei valori.

              • Francesco scrive:

                pienamente d’accordo, per questo che noi reazionari troviamo idiota valutare le situazioni del passato con i criteri attuali

                e io, in parte, anche valutare le situazioni all’estero con criteri nostrani

                ma faccio salva l’unità del genere umano

                Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Devo dire OMDAF

            leggo- sull’attendibilissimo 😉 Instagram- che in Francia attualmente taccerebbe di islamofobia e razzismo il fumetto e film d’animazione Persepolis, che ancora qualche anno fa portava sugli scudi
            (a mo’ di capovillaggio di Asterix 😀 )

            Poi si dice che uno si butta a Moi!!

            • PinoMamet scrive:

              Manca il soggetto: “che in Francia attualmente la sinistra ecc. ecc.”

              • Moi scrive:

                Su queste cose, la Francia ricorda moltissimo la Nostra Regione …

                Fa perfettamente il paio con quel che ho visto a Bologna: tirar fuori una bandiera degli USA e/o Israele … ti porta automaticamente dalla parte opposta della barricata, che tu lo voglia o no.

                La complessità (spesso la Dx è accusata a ragione di non accettarla) NON è più ammessa … a SX.

              • Francesco scrive:

                quale sinistra? dimmi che sono quegli stronzi di Melenchon e soci ma non i socialisti …

                lasciami una minima speranza

                Ciao

  28. mirkhond scrive:

    Chi crede in Dio non crede nel fato.

  29. habsburgicus scrive:

    (al di là della cortina di ferro)

    https://www.themoscowtimes.com/2026/03/06/russias-scientists-were-an-asset-to-the-kremlin-then-they-became-undesirable-a92143
    mi limito ad aggiungere che il 2008 è stato il vero punto di svolta…o, se volete, Medvedev è stato il grande fallimento anche se è a Putin che bisogna guardare
    durante le prime due presidenze, pienamente costituzionali, di Putin (2000-2008) la Russia fece enormi progressi economici restando una “sostanziale” democrazia (vero, la Politkovskaja fu già ammazzata e vi furono altre cose non simpatiche..ma insomma, siamo realisti)
    allora facemmo noi europei alcuni errori..avremmo dovuto abolire reciprocamente i visti e cambiare politica all’Est, ponendo noi -di nostra volontà -dei paletti alla NATO e alla UE
    occorreva fare l’ultimissimo passo
    Putin avrebbe dovuto ritirarsi a vita privata, diventare un “pater patriae” e raggiungere l’Olimpo dei Grandi Russi..se Putin lo avesse fatto, sarebbe stato il più grande dei russi !
    il nuovo presidente, il giovane e allora ultra-occidentale Medvedev, avrebbe completato il cambio
    invece
    1.Putin si prese la carica di Primo Ministro (e passi)
    2.Putin aggredì la Georgia libera* (agosto 2008)..allora il mondo rise e non fece nulla…se solo avesse messo un decimo delle sanzioni che poi metterà (Ucraina), la Russia di allora -non del tutto bacata- avrebbe capito !
    sì, Medvedev fece discretamente anche nel 2009 e 2010, pure nel 2011 (sembra un’altra persona dal fanatico “nuclearizzatore” che è il Medvedev di oggi che ogni tre per due parla di bombe nucleari da lanciare contro l’Europa per sterminarci tutti..ma non contro gli USA, a Trump si piega pure lui :D)
    la svolta definitiva fu nel 2012
    Putin pretese di tornare presidente A OGNI COSTO
    fece manganellare l’opposizione (fu allora che Naval’nyj -che era un “destro” !- incominciò a farsi notare), truccò le elezioni e ci tornò
    solo allora (2012) inizia il putinismo che è ALTRO dalla legittima presidenza Putin (2000-2008)
    Putin da allora si allontanò sedmpre di più dall’Europa e dalla democrazia..ed accentuò il nazionalismo e l’avventurismo
    nel 2014 annesse la Crimea contro ogni diritto (vabbè, rispetto a un Trump ci pare oggi un peccato veniale 😀 e lo assolvo io, manco è necessario Kirill :D) e iniziò a mestare nel torbido nel Donbas (armando i comunisti) dando inizio alla tragica guerra civile
    nel 2022 iniziò la guerra contro l’Ucraina indipendente, aggredendola a freddo
    potevamo essere amici..e prosperare noi con loro…e magari, insieme, allentare il cappio degli USA (che appunto per questo fecero il possibile per guastare le relazioni dell’Europa con la Russia, salvo poi con Trump tradirci e passare a Mosca contro l’Europa che è talmente soggiogata che pure si prostra al suo wannabe carnefice :D)….eh no, lui volle la terza (poi quarta, quinta, sesta) presidenza ! e a mandato a escort tutto !

    *oggi non lo è più..è tornata agli ordini di Mosca

  30. Mauricius Tarvisii scrive:

    Leggo

    “La portavoce della Casa Bianca: “Quando Trump stabilirà che l’Iran non è più minaccia sarà come resa incondizionata”

    Quando il presidente Trump “in qualità di comandante in capo delle forze armate statunitensi, stabilirà che l’Iran non rappresenta più una minaccia per gli Stati Uniti d’America e che l’obiettivo dell’Operazione Epic Fury sarà stato pienamente raggiunto, allora l’Iran si troverà essenzialmente in una situazione di resa incondizionata”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riguardo alla richiesta del presidente Trump a Teheran di una “resa senza condizioni”. Gli Stati Uniti sono “sulla buona strada” verso la conquista del controllo dello spazio aereo iraniano.”

    Alla fine basta essere elastici nelle definizioni.

    • habsburgicus scrive:

      qualcosa di simile si ventilò anche a fine aprile 1945 da parte del comandante in capo Eisenhower -quando si prendeva sul serio il Werwolf una delle più grande bufale :D- però allora, poi, la resa -durissima e veramente senza alcuna condizione- ci fu
      volevo solo dire che se, marxianamente , la storia si ripete in farsa, beh Trump può allegare questo lontano precedente 😀

    • Puffo giardiniere scrive:

      Lo spazio aereo l’avevano conquistato anche in Yemen. Ma non è servito a niente.
      Oramai è pacifico che in Iran non ci sarà nessun cambio di regime. Anzi.
      E come se non bastasse….
      https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/06/389341.html

      • Puffo giardiniere scrive:
        • Puffo giardiniere scrive:

          QatarEnergy ha dichiarato forza maggiore sulle esportazioni di GNL dopo l’interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz.
          Riprendere la produzione di GNL potrebbe richiedere settimane o mesi, poiché gli impianti devono essere chiusi quando lo stoccaggio si riempie e richiedono un lento processo di riavvio sequenziale per evitare di danneggiare le apparecchiature criogeniche.
          I mercati globali del gas stanno affrontando un significativo shock dell’offerta, con prezzi europei e asiatici in aumento di quasi il 50%, mentre le esportazioni di GNL degli Stati Uniti hanno poca capacità di riserva per sostituire la fornitura persa dal Qatar.
          https://oilprice.com/Energy/Natural-Gas/How-Quickly-Can-Qatar-Restart-the-Worlds-Largest-LNG-Export-Hub.html

          Il problema principale è la chiusura degli impianti petroliferi.
          Se il petrolio non viene portato via per nave attraverso lo stretto di Hormuz, quello che viene estratto non si sa dove metterlo.
          Quindi bisogna chiudere l’impianto. E questo vale anche per il gas.
          Oramai si avvicina il momento in cui questi impianti dovranno essere chiusi.
          Trump dovrebbe fare retromarcia prima che questo accada, altrimenti per riattivare l’impianto chiuso occorreranno dei mesi.
          Nel frattempo si fa senza petrolio o gas?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Puffo

            “Trump dovrebbe fare retromarcia prima che questo accada, altrimenti per riattivare l’impianto chiuso occorreranno dei mesi.
            Nel frattempo si fa senza petrolio o gas?”

            Immagino perè che possa essere utile privare il resto del mondo di petrolio e gas, facendo conto per un certo periodo su quello statunitense e del Venezuela (non a caso attaccato poco prima…).

            • Puffo giardiniere scrive:

              Petrolio americano e venezuelano

              Non so se essere relativamente autosufficienti dal punto di vista energetico, come lo sono gli USA metta al riparo da un crollo sistemico.
              In ogni caso la benzina e il diesel aumenteranno anche in america. E gli americani non tollerano l’inflazione al consumo.
              Sono già troppo impoveriti.
              Non so cosa abbia in mente Trump.
              Pare che dietro a certi colpi di testa non ci sia un progetto. E d’altra parte nel suo paese nessuno lo ostacola….boh.

              • Puffo giardiniere scrive:
              • Miguel Martinez scrive:

                Per Puffo

                “Turiel”

                Vedo che tocca un tema fondamentale, che nessuno sta considerando:

                “Irán sufre una grave crisis hídrica que llevó hace pocos meses a plantear la necesidad de evacuar Teherán, con toda la inestabilidad social que eso implica. Crisis hídrica que por cierto también es bastante grave en la vecina Irak. Al mismo tiempo, su vecina Afganistán está ahora mismo en guerra con Pakistán por la disputa de los recursos hídricos de un río compartido. Toda la región está en una situación precaria.”

                Tra l’altro, ci sarebbe molto da ridire su come il governo iraniano ha gestito l’acqua, alla Salvini – mega dighe, mega appalti, mega modernizzazioni, mega disastri..

                Credo che qualche commentatore (tu?) avesse già segnalato qui questo articolo:

                https://e360.yale.edu/features/iran-water-drought-dams-qanats

              • habsburgicus scrive:

                Non so se essere relativamente autosufficienti dal punto di vista energetico

                ma no, ci penseranno i pastori evangelici che hanno un filo diretto con i Piani Alti 😀 😀 😀
                susciteranno un miracolo e il petrolio sgorgherà dalle Montagne Rocciose : D

                P.S
                ogni volta che vedo un passtore evangelico mi sale il marxismo _D….e tendo a pensare che forse “la religione è l’oppio dei popoli” non è un’assurdità come invece pensavo (e ancora penso…quando mi riferisco ad altre, e più elevate, religioni)

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://scenarieconomici.it/oracle-e-openai-frenano-sul-mega-data-center-in-texas-i-costi-dellai-incontrano-la-realta/

                Non so niente di religione, avendone avuta un’overdose da bambino per sovraesposizione alle suore.
                Però mi sembrava pure una fede religiosa quella che portava masse di credenti a investire nell’IA.
                Ma l’intelligenza artificiale si è scontrata con la realtà.
                Non era altro che un Idolo fasullo.
                Gli uomini in fondo sono sempre uguali.
                Cercano qualcosa da idolatrare.
                Forse.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://solarthermalworld.org/news/proven-reliability-of-concentrating-collectors-in-coastal-and-dusty-conditions/

                Naturalmente, più aumentano i costi dei combustibili fossili, più il solare termico diventa un’opzione.
                Gli dai una passata di spugna ogni tanto e lui dispensa calore a medie temperature senza causare guerre o altro
                Ha pure la possibilità di immagazzinare il calore per restituirlo quando non c’è il sole.
                Si trova su una spiaggia di Cipro, forse esposto agli attacchi dei droni. Speriamo di no.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Puffo Giardiniere

                “Pare che dietro a certi colpi di testa non ci sia un progetto. E d’altra parte nel suo paese nessuno lo ostacola….boh.”

                Come sai, la mia ipotesi è che Trump sia, a modo suo, l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto.

                Gente serissima – tutto l’apparato industriale militare, i padroni dell’energia, Silicon Valley – gli ha comprato la presidenza, perché serve uno che si impossessi per conto loro del pianeta Terra e delle sue risorse, velocemente e senza alcuno scrupolo.

                Un po’ come AH, con la differenza che il caporale austriaco aveva contro l’impero inglese, quello francese, la Russia e gli Stati Uniti; il nostro ha contro l’Iran e lo Yemen.

                E quindi al primo, gli hanno fatto una guerra mondiale appena ha preteso il Corridoio di Danzica. Al secondo, gli regalano le basi.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Si. L’acqua è uno dei miei motivi preferiti.
                Dopo il petrolio, per importanza, viene l’acqua.
                O forse è il contrario.
                Solo che del petrolio sarebbe meglio farne a meno, mentre l’acqua è fondamentale per la vita.

                Già che son qui segnalo l’esito di una elezione regionale in Germania.
                Visto che la Germania è l’Europa.
                I Verdi tengono alla grande. Purtroppo si dovranno alleare con Merz. Chissà cosa ne verrà fuori. Se poi Merz si allea con Afd io faccio le valigie e scappo in Siberia.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://scenarieconomici.it/leuropa-e-larma-del-mercato-come-sfruttare-la-debolezza-economica-della-cina-per-salvare-la-nostra-industria/

                Oggi, per ragioni contrarie alla mia volontà, mi tocca imperversare.
                Va ben che non son robe da Puffi, ma se la Cina cerca un mercato e l’Europa ha il mercato, cosa converrebbe fare all’Europa?
                Anche perché proprio ieri quelli di Sbilanciamoci, suggerivano joint ventures con la Cina per fare dell’Italia un produttore di batterie ed auto elettriche.
                Più da qualche parte (oil price ma non mettono link per fretta) davano la notizia che la Cina si impegna a migliorare significativamente il riciclo dei pannelli solari.
                Oh, europei, muoversi…hop, hop!

              • Francesco scrive:

                >>> proprio ieri quelli di Sbilanciamoci, suggerivano joint ventures con la Cina per fare dell’Italia un produttore di batterie ed auto elettriche.

                Avvisa quei signori che la Cina ha un gravissimo problema di sovrapproduzione di automobili elettriche, con guerre di prezzo e imprese costruttrici alla canna del gas.

                Proporrò una Fatwa per impedire ai babbani di parlare di economia e perseguitare i cialtro-eretici all’interno di Hogwarts.

                Mi basta la Voodoo-economics di Trump.

              • Puffo giardiniere scrive:

                gravissimo problema di sovrapproduzione di automobili elettriche

                Se non ricordo male si tratta di un mercato limitato pure in Cina, (sovrapproduzione su poca roba) che può, anzi deve espandersi, mentre le auto a benzina resteranno ferme per mancanza di benzina.
                Tutto questo con la partecipazione, magari anche di aziende italiane.
                In attesa del boom delle velomobili a pedali.

              • Francesco scrive:

                ricordi male … un mercato di milioni di auto ma drogato dagli incentivi del governo

                una roba che noi liberisti-mercatisti ce la ridiamo di gusto, all’ennesimo esempio di perchè non è bene che i governi entrino nei mercati

                sempre in attesa di andare tutti in bicicletta

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://pagellapolitica.it/fact-checking/diffusione-auto-elettriche-cina-mondo

                Francesco.
                Ma te le sogni di notte?
                Voi del libero mercato avete una bella fantasia, mi sa.
                E non solo voi. Anche certi politici nostrani che si reputano competenti.
                Anche se mi dicono che il decreto Bersani è stata una delle poche cose razionaliche siano state fatte in Italia. Ma io non ne so niente.

              • Francesco scrive:

                Bersani ha fatto delle cose ottime. Da allora cerca di rimediare recitando la parte del compagno Bottazzi (o anche peggio).

                Le auto elettriche in Cina sono la maggioranza delle vendite annuali, perchè diventino la maggior parte del parco circolante serve del tempo!

                Ciao

  31. Moi scrive:

    Oggi a Bologna ho visto una manifestazione pro Shah, con le bandiere pre 1979 … ce n’ era anche qualcuna degli Stati Uniti e di Israele, due simboli che almeno a Bologna penalizzano molto la popolarità e il “sostegno da tifo” a livello morale.

    • habsburgicus scrive:

      oltre agli iraniani c’erano tanti italiani ?

      • habsburgicus scrive:

        @Moi
        non trovi anche tu che la lentezza nel proclamare la nuova Guida indichi forti contrasti fra gli Esperti e quindi mostra che ciò che io dissi subito, che l’uccisione di Khamenei era un colpo durissimo in quanto sarebbe stato difficile sostituirlo nelle presenti condizioni, aveva qualche fondamento ?
        paradossalmente, si potrebbe anche fare a meno della Guida, in quanto vi è già un presidente, ancora vivo (il “moscio” Pezeshkian): ma ciò avrebbe implicazioni enormi in quanto significherebbe la fine di tuto il sistema khomeinista, basato sul velayah-e faqih, il cardine dell’Iran repubblicano islamico..insomma l’uccisione di Khamenei sarebbe stata da sola sufficiente se non a sconfiggere l’Iran almeno a distruggere il sistema khomeinista !

        P.S
        poi magari domani annunciano la scelta della nuova Guida..
        in quel caso, non leggete questo post 😀

      • Moi scrive:

        Erano poche persone, davanti le Due Torri, letteralmente (!) circondati da forze dell’ ordine in assetto di protezione, muro di scudi verso l’ esterno e manganello … le bandiere dello Shah non mi risulta fossero un problema , MA quelle di Stati Uniti e Israele SÌ : per i Centri Sociali è una provocazione estrema , una Dichiarazione di Guerriglia Urbana !

        Ho tirato dritto riuscendo solo a sentire slogan in Farsi.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Moi

          “Erano poche persone, davanti le Due Torri, letteralmente (!) circondati da forze dell’ ordine in assetto di protezione”

          Anche a Firenze ne ho visti, due o forse tre, con la bandiera imperiale, sul Ponte Vecchio. Sommersi tra i turisti e i venditori abusivi di poster.

  32. habsburgicus scrive:

    questo invece è lo stesso giornale di età rivoluzionaria, del 1357 (28 gennaio 1979 8 Bahman, lo Scià era già fuggito, Khomeini non era ancora arrivato)
    i tre in prima pagina (ultima, per loro) sarebbero da quanto ho capito tre ex-Primi Ministri messi a morte
    incominciano a comparire alcuni mullah
    https://mashruteh.org/wiki/images/7/7d/Ettelaat13571108.pdf

  33. habsburgicus scrive:

    lo storico numero che annuncia lo partenza dello Scià (16 gennaio 1979)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/01.jpg

    la folla abbatte la statua di Reza I (il padre)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/83.jpg

  34. habsburgicus scrive:

    questo annuncia una decisione storica: il “via libera” del Primo Ministro “imperiale” Bakhtiyar* al ritorno di Khomeini (29 gennaio 1979)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/03.jpg

    *verrà ucciso in esilio dai sicari del regime islamico

  35. habsburgicus scrive:

    qui invece quando le cose andavano ancora a gonfie vele….lo Scià appariva saldo, aveva un forte Esercito e l’Iran sembrava un paese laico e secolare il cui unico pericolo erano i comunisti
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/85.jpg

  36. Puffo giardiniere scrive:

    Qualche soluzione è a portata di mano: bloccare la speculazione, decidere che i prezzi dell’energia per imprese e famiglie saranno fissati dal governo; al posto dei “bonus energia” usare le risorse per stabilizzare le tariffe. E’ questa la via più efficace – come hanno insegnato le recenti politiche di Spagna e Francia – per fermare l’inflazione e evitare che si diffonda al resto dell’economia. Per arrivare a un’autonomia energetica è necessario orientare le politiche di Eni e Enel – imprese a controllo pubblico – in queste direzioni. Si può lanciare un piano per le energie rinnovabili che arrivino in cinque anni all’80% del nostro fabbisogno energetico – siamo oggi al 40% – e, in questo modo, rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e l’impatto sul clima. Ci sono i fondi rimasti non spesi del Pnrr, perché non usarli per questo obiettivo?

    https://sbilanciamoci.info/siamo-sicuri-unagenda-per-metterci-al-riparo/

    Della serie: se Trump non annuncerà di aver stravinto in Iran e con questo farà marcia indietro e se ne tornerà a casa, l’Italia se la vedrà brutta.
    Possibili soluzioni.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Mi verrebbe da dire: non tutti i mali vengono per nuocere, se i rimedi sono adeguati.
      Che poi con questo riarmo hanno rotto veramente. Le armi americane che costano una follia, nella pratica non reggono il confronto rispetto a dei droni giocattolo, e non dovremmo comprare quella roba lì?
      Ma dai….se vuoi il riarmo produci dei droni per conto tuo e basta.
      Circa.

  37. il modulo del dissenso informato scrive:

    Una delle cose più divertenti ma anche interessanti che trovai su X alla prima puntata di giugno scorso del “pappiamoci l’Iran” fu un video con Khamenei che si rivolgeva ad un assise istituzionale iraniana ( non mi ricordo se il parlamento o che ) e gliela menava che al giorno d’oggi un buon musulmano non deve pretendere di essere servito e riverito in famiglia e che invece è suo dovere sbattersi ad aiutare la moglie nelle faccende di casa .

  38. il modulo del dissenso informato scrive:

    Le uniche elezioni scippate in Russia furono quelle del 1996 ai danni dei comunisti di Zyuganov, che se ne dovettero stare quieti perchè l’esercito stava con Yeltsin.

    • Francesco scrive:

      se permette, la parola del prof Hasburgicus gode di un notevole credito

      meno le elezioni in Russia, ahimè

      • habsburgicus scrive:

        invero sul 1996 ha ragione (amicus Plato ses magis amica Veritas), anche se forse hanno fatto bene a non lasciar vincere Zjuganov 😀 e forse si esagerò un pochino sull’entità dei brogli..ai tempi anche Giulietto Chiesa ci fece un libro..dal tono più pessimista del mio solito 😀
        la piccola divergenza con me è che io riterrei che anche altre elezioni russe siano state “aggiustate” 😀 comunque interessa poco, adesso il focus è sul’Iran
        @Francesco
        grazie mille per la stima ! ricambiata

        • Francesco scrive:

          Non sono degno! l’unico merito che mi posso riconoscere è che di essere ignorante e fallibile.

          E concordo sull’aggiustate, il più possibile ex-ante che è molto meglio.

  39. il modulo del dissenso informato scrive:

    “anche se forse hanno fatto bene a non lasciar vincere Zjuganov”
    Questo tuo apparente favore per la catastrofe umanitaria che sono stati gli anni di Yeltsin per il popolo russo (ad esempio l’aspettativa di vita diminuì del 10% ) non ti farebbe onore.
    Non potremo mai sapere se Zyuganov avrebbe fatto peggio, anche se a non essere troppo faziosi si potrebbe tranquillamente ipotizzare che avrebbe fatto meglio, dato che se non altro ci vuol poco a far meglio dello schifo assoluto.
    Possiamo invece essere del tutto certi che con Zyuganov non ci sarebbe mai stato uno dei più grandi furti/truffe della storia politico-economica mondiale, l’operazione “prestiti contro azioni” della cupola degli oligarchi.

    • Francesco scrive:

      Mi permetto di non essere convinto. Peggio dello schifo assoluto è qualcosa che per i comunisti è la normalità.

      Tolti quelli emiliani, va bene.

  40. habsburgicus scrive:

    @Mauricius@tutti
    parrebbe abbiano infine eletto Mojtada https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-names-khameneis-son-mojtaba-new-supreme-leader-state-media-report-2026-03-08/
    però, siamo sempre lì…..è Reuters, quindi occidentale
    la medesima notizia l’ho vista su una fonte azera (peggio che andar di notte !)
    e su una fonte riconducibile a Dubai https://www.globalbankingandfinance.com/iran-names-khameneis-son-mojtaba-new-supreme-leader-state/
    gli iraniani continuano a tacere…e tace per il momento Xinha che già avrebbe ben altro valore

  41. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/petrolio-verso-i-100-dollari-lo-scoglio-di-hormuz-e-lo-spettro-della-distruzione-della-domanda/

    La “distruzione della domanda”. Versione petrolifera secondo Turiel.
    Siccome non arriva il petrolio la società si impoverisce. Se si impoverisce
    1 non si investe nella ricerca petrolifera
    2 i pozzi meno economici vengono chiusi

    Quindi ci sarà ancora meno petrolio, e così via in una spirale perversa
    Adesso poi gli israeliani hanno bombardato depositi di petrolio iraniani.
    Gravissima cazzata.
    Questo significa che ora gli iraniani potrebbero prendere di mira il petrolio delle petromonarchie.
    Bruttissima faccenda.
    Gli americani non hanno gradito il gesto.

  42. Puffo giardiniere scrive:

    La nuova Guida Suprema iraniana

    Ma oramai si è visto che l’Iran quando si tratta di fare la guerra, non ha una struttura verticistica. Puoi ammazzarne mille di guide supreme, ma non succederà niente di che.
    https://italy.news-pravda.com/eu/2026/03/02/384023.html
    Anche perché ho il vago e personale sospetto che dietro ai riflettori, i veri registi in ombra di questa guerra siano Cina e Russia.

  43. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2026/03/07/389859.html

    Interessante guardare alla riserva petrolifera strategica americana.
    Tra l’altro questo lascia supporre che gli americani si siano fiondati in guerra senza pianificazione, sulla base di informazioni relative alla possibilità di decapitare velocemente i vertici iraniani, come in effetti è successo, nell’ingenua convinzione che poi l’Iran si sarebbe sgretolato da solo, in stile Venezuela.
    Grande cazzata pure questa.
    Bisogna conoscere il nemico. E anche se stessi.
    Lo diceva Sun Tzu, che era un cinese. (Manco a farlo apposta).
    Dico troppo?

  44. Moi scrive:

    Ma che è la storia che Russia, Nord Corea e Cina si schierano con l’ Iran ?
    … D’altronde NON capisco neppure perché Trunp non voglia ripristinare uno Shah Grato a Washington .

    • Puffo giardiniere scrive:

      Schierarsi è dir troppo.
      https://youtu.be/Fl-beou6MbY?si=KJe6NWsQGsHQrCbl
      Non la guardi la Kina?

      Trump guida un paese internamente allo sbando. Non dico altro.
      Basta.
      Ci si risente dopo l’Apocalisse. In paradiso, naturalmente.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Ehm, pardon, l’Apocalisse può attendere…
        Trovo questo prodigioso articolo
        https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-plus-de-defense-antimissile-ciblage-par-lia-represailles-locales
        Il modello di ragionamento o1 di OpenAI è sbagliato nel 16% dei casi. Il loro nuovo modello o3? Nel 33% dei casi. Il loro più recente o4-mini? Nel 48%. Quasi la metà di ciò che il loro ultimo modello dice potrebbe essere sbagliato. I modelli “più intelligenti” in realtà stanno diventando sempre peggiori nel dire la verità.

        Più il modello IA è potenziato e più produce dei risultati “allucinati”.
        È il trionfo della Patafisica. Che meraviglia.
        E adesso crolli pure il mondo.
        Ommmm.

    • habsburgicus scrive:

      non voglia ripristinare uno Shah

      @Moi
      tu sai quanto a me piacciano i Pahlavi la cui caduta nel 1979 ritengo una catastrofe autentica (ciò non mi impedisce di “rispettare” anche il regime islamico, ma si sa, io sono eccentrico :D)
      tuttavia Reza (II) ha meno appoggio di uno di Casa Pound a Livorno 😀 ciò è triste e io lo deploro, anche se Reza (II) ci ha messo del suo a divenire così impopolare, ma gli iraniani -quelli “veri” non quelli ormai deiranizzati che vivono in occidente e che mi starebbero pure simpatici ma non contano nulla e sono ormai estranei alle masse iraniane- lo aborrono
      Trump è fesso, ma non fino al punto di sacrificare 100.000 americani per far piacere ai Pahlevi..eh sì, per restaurare i Pahlevi sarebbe verosimilmente necessaria un’operazione di terra stile sbarco in Normandia….e poi bisognerebbe per qualche mese impiccare a destra e a manca, senza fermarsi…Trump non è pronto per questo..e non per bontà d’animo 😀
      forse sarebbe possibile -e mi scuso con te perchè vedo ora che hai usato l’indeterminativo “uno Shah”- instaurare una dinastia ex-novo, magari pescandola fra i principi di epoca Qajar…ma non sarebbe facile neppure ciò, a meno di un collasso improvviso del regime islamico

  45. habsburgicus scrive:

    il compagno Guo Jiakun (membro del Partito), portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica popolare cinese, ha dichiarata che la nomina di Mojtaba Khamenei è conforme alla Costituzione iraniana e che la Cina prende atto della sua nomina…non ha aggiunto altro
    quindi i cinesi lo riconoscono ma visto il linguaggio usato non sembrerebbero proprio esultanti 😀

  46. Puffo giardiniere scrive:

    Trump: “La guerra è quasi completata e potrebbe cessare presto”
    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha appena dichiarato a CBS News che la guerra con l’Iran è “quasi completata” e ha segnalato che i combattimenti potrebbero cessare presto.

    Questo spiega il vorticoso movimento di discesa nel prezzo dei future su Brent e WTI cui abbiamo assistito nell’ultima mezzora.

    Giubbe Rosse

    Bene. Mi trovo sveglio alle tre fi notte, ma almeno una buona notizia.
    Sempre con riserva, dato che di quello che dichiara Trump non ci si può mai troppo fidare
    Cosa poi questo significhi….
    Potrebbe significare molto, a dire il vero.
    Se è vero.

  47. Francesco scrive:

    Parrebbe che le peggiori letture su questa guerra siano corrette. Anche se credo che la maggior parte dei giornalisti italiani spacci le proprie illazioni e i propri pregiudizi per notizie.

    Il Trump ha fatto il peggio possibile ed, essendo circondato da giovani che gli obbediscono, non ha trovato nessuno che lo fermasse.

    Speriamo bene. Per tutti.

    • PinoMamet scrive:

      Pensavo stamattina che i Bush, che all’epoca detestavo, e ancora detesto, hanno avuto almeno il coraggio di fare una guerra vera , anzi due, contro Saddam.

      la prima giustificata: Saddam Hussein aveva invaso un altro paese.
      La seconda molto meno (le “armi di distruzione di massa”…)

      Trump
      (ho letto ora che è uscita una biografia che si intitola “Sempre troppo e mai abbastanza”: non so come sia, ma il titolo è azzeccatissimo)

      non mi pare che abbia la stoffa del condottiero.
      Gli piace spararsi le pose, quello sì, gli piace proclamare di aver vinto e fare il galletto, ma non ha sembra aver compreso la differenza che c’è tra il proclama e la realtà.

      Quando si cominciano le guerre bisognerebbe poi anche finirle. Invece lui fa un casino dopo l’altro, urla, pesta i piedi, dice di essere il più forte, e alla prima difficoltà abbandona chi ha creduto in lui.
      Pessimo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma lui non voleva fare le guerre: si era solo offeso perché non gli avevano dato il Nobel per la Pace.

      • Francesco scrive:

        Veramente Bush sr, quello saggio, fece metà guerra e causò infiniti disastri. Troppo prudente, troppo legalista, mancava di visione.

        Il Bush jr. quello fesso, liberò l’Iraq da Saddam e fallì nel creare qualcosa al suo posto, per circa 10 anni.

        Ma credo che il 50% della colpa vada alle potenze europee che crearono l’Iraq a Sanremo.

        Trump mi rifiuto di considerarlo, se non come sintomo. Ti faccio un esempio: la Commissione Diritti Umani dell’ONU.

        Ciao

        • PinoMamet scrive:

          Beh, metà guerra: lo scopo era liberare il Kuwait, e lo raggiunse.
          Detronizzare Saddam non credo fosse previsto, perlomeno non ufficialmente.

          • Francesco scrive:

            E’ questo che chiamo tragica mancanza di visione di Bush sr.

            Dopo che non invase l’Iraq, ci fu lo sterminio degli sciti e otto anni di embargo. Oltre alla fine delle speranze di democrazia per il MO.

            Gli anni ’90 sono stati uno spreco incredibile.

        • Peucezio scrive:

          Trump è solo un signore sotto ricatto che si barcamena e siccome deve sempre fare il gradasso, perfino sotto ricatto fa finta di voler spaccare il mondo.

          • PinoMamet scrive:

            Non credo a questa cosa dei ricatti.

            Penso che tu ti riferisca al suo presunto coinvolgimento nel caso Epstein, che se si fosse chiamato John Smith non avrebbe suscitato neanche metà della dietrologia e del complottismo che si legge sui mezzi di informazione.

            Non basta chiamarsi Qualcosastein o Taldeitaliberg per aver dietro il Mossad.

            Si tratta semplicemente dei giudici americani che fanno il loro lavoro, male o bene come i giudici di tutto il mondo, non di un ricatto internazionale dai contorni misteriosi, per il quale Trump sarebbe costretto a fare gli interessi di Netanyahu.

            Li faceva benissimo anche prima…

            • Peucezio scrive:

              Non c’è nulla di misterioso, lo sanno anche i sassi che larga parte della classe dirigente americana è sotto ricatto per ‘sta storia dei file di Epstein. Secondo te perché mai filmava tutto?

              • Francesco scrive:

                Dai Peucezio, quando esce una storia che conferma in pieno le mie aspettative io so per certo che sono palle!

                Anche se la spiegazione alternativa, che Bibi e Donald sono solo due teste di cazzo al comando, non è molto consolante.

                Mi tocca puntare la mia fiche sulla VDL e sulla UE.

                Poi dicono che uno si dà alla vodka.

                😉

              • Peucezio scrive:

                Ma io non avevo minimamente aspettative simili.

                Semmai il caso Epstein ha scompaginato molte mie certezze, perché io ero convinto che i ceti dirigenti occidentali attuali moralisti lo fossero davvero, mentre devo rivedere la mia idea, almeno per i vertici: è vero probabilmente come sensibilità diffusa di ceto, ma una cosa è la classe dirigente, una cosa il ceto dirigente: la prima pesca nel secondo, che è molto più ampio.

            • PinoMamet scrive:

              Per qualunque motivo lo facesse (il più probabile è a garanzia contro i ricatti altrui) Epstein era una persona, ed è morto.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/23/epstein-mossad-fbi-rapporto-servizi-segreti/8301528

              Però se era l’FBI a considerare Epstein legato al Mossad probabilmente non lo faceva per dietrologia.

              • PinoMamet scrive:

                Questo lo scopro da te, devo dire che mi sono sempre disinteressato alla questione.

                Leggo che a collegare Epstein al Mossad sarebbero due “personalità controverse”, che suppongo sia il modo elegante di dire cazzari.

                Comunque da “persona contattata dal Mossad” a “Israele ricatta Trump” c’è un bel salto…

              • Peucezio scrive:

                Dai, Pino,
                un ricchissimo imprenditore ebreo non filma mezza classe dirigente occidentale mentre scopa con le bambine senza avere alcun rapporto con le lobby ebraiche.

                Va bene l’ossessione anticomplottista, ma è quasi come dire che l’aereo di Mattei è caduto per caso.

              • PinoMamet scrive:

                “un ricchissimo imprenditore ebreo”

                se invece era non ebreo allora lo faceva per caso?
                😉

                Certo che non li filmava per caso, è il nesso Epstein-Mossad che mi sembra piuttosto labile

                (un ricco imprenditore ebreo può essere stato contattato dal Mossad?
                certo.
                è sicuramente un suo agente, tutto quello che fa lo fa per Israele ecc.?
                No, non è certo per niente, e anzi è piuttosto improbabile.

                Israele sta ricattando Trump con i filmati del caso Epstein?

                Improbabilissimo, il caso Epstein riguarda l’America, non è assolutamente detto che il Mossad ne sappia di più dell’uomo della strada americano- forse un filino di più, dai, ma non esageriamo- e soprattutto non c’è nessun bisogno di ricattare chi sta già dalla tua parte anzi mi sembra in genere una pessima politica)

              • Peucezio scrive:

                Mossad, lobby ebraiche americane collegate a Israele, vai a sapere…

                Beh, un conto è essere dalla tua, un conto bombardare i tuoi nemici anche quando sono molto coriacei.

              • PinoMamet scrive:

                Bombardare i nemici mi sembra la prassi normale, senza tirare in ballo lobby ebraiche..m

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                già, allora ci mettiamo a bombardare Russia e Cina, visto che sono nemici…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “anche prima”

              Vero.

              Però sta di fatto che il padre della compagna-complice di Epstein al suo funerale ha avuto non so quanti dirigenti del Mossad a presentare le condoglianze alla famiglia.

              Ora, da un lato abbiamo un vecchio satiro cui Epstein forniva le ragazzine e che è diventato presidente degli USA.

              Dall’altro, il capo del governo da cui dipende il Mossad è atteso da una sfilza di processi non appena cessa il legittimo impedimento causato dalla presenza di conflitti armati in cui il suo Paese è coinvolto.

              Così, non occorre essere particolarmente complottisti per sospettare che il capo del governo in questione suscita un conflitto dopo l’altro, trascinandovi dietro gli USA il cui presidente tiene letteralmente per le palle.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. hai presente quando i piloti Statunitensi scrivevano “saluti a Hirohito” sulle bombe d”aereo per il Giappone? Circola in Rete un meme col missili Iraniano che riporta la scritta “In memoria delle vittime di Epstein”.

              • Francesco scrive:

                1) adesso i dirigenti del Mossad si fanno beccare ai funerali dei loro “amici” per rivelare a tutto il mondo il fatto? ha ragione Pino a dire che sono sopravvalutati

                2) il legittimo impedimento che salva Bibi è una tua fantasia, vero, non una norma di legge in Israele?

                3) potrebbero pensare alle vittime del regime iraniano, che si contano a migliaia in questi decenni. Non ho mai apprezzato l’umorismo dei boia.

                Ciao

              • roberto scrive:

                francesco

                “1) adesso i dirigenti del Mossad si fanno beccare ai funerali dei loro “amici” per rivelare a tutto il mondo il fatto?”

                in effetti 🙂

              • Peucezio scrive:

                Diciamo,
                volendo analizzare la cosa da un punto di vista meramente politico, prescindendo da ogni eventuale retroscena, che gli USA sono decenni che hanno una politica molto filoisraeliana, ma non hanno mai trascurato i loro interessi, soprattutto nelle imprese belliche più impegnative. In Iraq avevano convenienza (o credevano di averne) ad andarci, perché speravano di controllare il rubinetto del petrolio.
                Qui stanno andando palesemente contro il proprio interesse.
                Sia cioè contro l’interesse degli USA, che non hanno nulla da guadagnare da questa guerra, che contro quello elettorale dello stesso Trump, che, causa inflazione e tutto il resto, prenderà alle elezioni di mezzo termine una legnata ancora maggiore del previsto.
                Quindi qui l’impressione della guerra puramente al servizio d’Israele, anche indipendentemente da Epstein, è molto forte.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                oppure Trump è davvero un cretino, come il 100% degli indizi suggerisce.

                E a questo giro non c’è un Cheney a tenerlo a bada ma dei ragazzotti senz’arte nè parte.

                Certo che gli USA hanno interesse a questa guerra ma non certo per come sta venendo combattuta.

                Che davvero siamo a metà tra un videogame per C64 e l’illusione che l’Iran sia come il Venezuela di Maduro.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Non credo che impedire che l’Iran abbia il nucleare sia contrario agli interessi degli USA.

                Neppure proteggere Israele è contro gli interessi USA.

                E non sarebbe contro gli interessi USA neppure mettere un governo amico in Iran.

                Del resto, cosa ha da guadagnare l’America dall’affrettarsi a concludere una pace tra Russia e Ucraina, a vantaggio della prima??

                Assolutamente niente.
                Neppure fare un dispetto agli europei (che invece hanno tutto da perdere, economicamente e come coesione, dal prolungamento della guerra).

                eppure Trump ci si impegna lo stesso, e lì non c’entra niente né Epstein né il Mossad.

                Soltanto gli sta sul cazzo Biden e tutto quello che ha iniziato Biden, e sogna il Nobel per lap ace a causa della sua megalomania.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                e in che modo avrebbero interesse? Come avrebbero dovuto combatterla?

              • Francesco scrive:

                Vediamo quali mi sembra siano gli interessi USA in ballo.

                1) impedire che l’Iran abbia l’atomica.
                1.1) meno Stati hanno la bomba, maggiore è il potere di chi ce l’ha.
                1.2) impedire che altri Stati nell’area partano con loro programmi atomici.
                1.3) l’Iran degli Ayatollah è un nemico “per definizione” e un potente fattore di disordine in MO. Con la bomba atomica, è quasi intoccabile.

                2) se gli USA potessero riportare l’Iran dalla loro parte, come ai tempi dello Shah, il loro potere in MO crescerebbe moltissimo e questo ha un grande valore nel confronto con la Cina.

                Tutto questo non mi pare avere nulla a che fare con Israele, anzi il valore di Israele come alleato degli USA verrebbe molto “diluito” se l’Iran tornasse amico.

                Come combattere questa guerra? non sono uno stratega ma mi pare che sinora siamo a un caso di scuola dei corsi “limiti del potere aereo”, “la novità droni nella guerra moderna” e “alla fine la maledetta fanteria deve andare a prendere il nemico per fargli firmare la pace”.

                Oltre che del seminario “arma i nemici dei tuoi nemici, così dovrai usare meno soldati tuoi”.

                Trump mi convince ogni minuto di più di essere un imbecille che crede che tutto il mondo sia al suo livello.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                perché allora non l’ha impedito al Pakistan?
                Beh, l’Iran combatte l’internazionale salafita. Questo può creare qualche disordine in effetti, ma non vedo cosa c’entrino gli USA. A parte le affinità teologiche coi salafiti e l’odio per le antiche chiese cristiane orientali (e forse è proprio lì il punto).

                Circa il condurre la guerra, non ho mica capito come, secondo te, si poteva condurre meglio di così.

              • Francesco scrive:

                L’Iran è tra i responsabili delle guerre civili infinite in Libano e Yemen, mi pare. E della deriva “o noi o loro” in Palestina.

                E della perdurante violenza e instabilità dell’Iraq.

                Non è esattamente la mia idea di eroici difensori degli sciti.

                Il Pakistan si è fatto la Bomba a sorpresa, avendo come riferimento l’India. E conferma, secondo me, che non è affatto facile impedire a un paese di farsi la Bomba, che ci deve essere una parte preponderante di convincimento politico.

                Sulla guerra, posso solo dirti che una guerra dall’aria ha sempre fallito.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                meglio un po’ di caos locale, del tutto gestibile, che la pax ebraico-salafita.

                Per inciso, con Assad non c’era caos, è arrivato da quando hanno cominciato a volerlo far cadere.
                Idem in Iraq con Saddam (sempre fatto cadere da USA con appoggio e plauso di Israele).
                Il Libano era stabile finché non sono arrivati gli israeliani e voler bombardare i profughi.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                scusa ma devo darti 4 in storia del Medio Oriente!

                hai citato tre casi e sono tre errori clamorosi

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                “Il Libano era stabile finché non sono arrivati gli israeliani e voler bombardare i profughi.”

                Questa la sapevo un po’ diversa…. 😉

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, la fantastoria…

                A questa stregua diciamo pure che la guerra l’ha dichiarata il III Reich a Francia e Inghilterra e che gli USA l’hanno dichiarata loro al III Reich.

              • PinoMamet scrive:

                Peucè “il Libano era stabile ” nel 1980???
                Nun se po’ sentì…

                E la causa dell’instabilità erano proprio i profughi palestinesi, schierati CONTRO la comunità cristiana.

                Alla faccia della “alleanza ebraico salafita in odium christianorum ” e via blondettando…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Peucè “il Libano era stabile ” nel 1980???
                Nun se po’ sentì…

                E la causa dell’instabilità erano proprio i profughi palestinesi, schierati CONTRO la comunità cristiana”

                Per seminare zizzania tra due litiganti (si può?)

                I profughi palestinesi erano lì perché cacciati di casa da Israele.

                Poi ne discende che arriva una vasta popolazione straniera in un paese che aveva un antico e complesso equilibrio. Con problemi, certamente – già nell’Ottocento c’erano stati conflitti tra cristiani e sunniti.

              • Peucezio scrive:

                I maroniti sono stati gli unici cristiani filo-ebraici di tutto il Medioriente (ma proprio gli unici; chissà come mai…) e se ne sono pure pentiti.

              • PinoMamet scrive:

                ” chissà come mai…”

                Perché hanno conosciuto i palestinesi, Peucè .

              • Peucezio scrive:

                Certo, che cattivi i palestinesi: gli togli la terra e s’incazzano pure!

                Come gli indiani d’America, gente naturaliter malvagia, proprio di indole.

                Cet animal est très méchant: quand on l’attaque il se défend.

                Peccato che siano proprio i preti e vesvovi catapultati in Palestina a essere i più critici verso Israele.

              • PinoMamet scrive:

                Si “incazzarono “…. diciamo che diedero uno spintoni decisivo per rompere il precario equilibrio di un paese multi-confessionale che li ospitava, trasformandolo in una base per pa guerriglia contro un altro paese e, alla fine, in un massacro tutti contro tutti.

                Comunque tutto il contrario del paese “stabile finché Israele non ha voluto bombardare i profughi”:

                un paese incasinato che aveva appena avuto un decennio di massacri, attentati terroristici, interventi stranieri (l Siria) e scontri tra milizie, non ultima quella palestinese.

                Come la descrivi tu sembrava “Israele un bel giorno decide di bombardare dei poveri profughi innocui, perché è tanto cattivo “…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “guerriglia contro un altro paese”

                Certo che in quanto a ‘victim blaming’ sei insuperabile.

                La tua faccia tosta nel definire ‘guerriglia contro un altro paese’ il tentativo di riprendere le proprie case a chi gliele ha rubate è ammirevole.

                Adesso la colpa dei guai del Libano sono i rifugiati Palestinesi, non di chi li ha costretti ad andarci.

                Proprio vero che come si dice dalle mie parti ‘chi no chianze no tetta’.

                Ti ammiro, davvero.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Pino

                come vedi la storia è una materia molto divertente e malleabile!

                la lettura che ne fa Andrea è, in più, pure spassosa

                altro che noiosi convegni di parrucconi

                PS ci sarebbe pure il Settembre Nero, a proposito di palestinesi e fratelli arabi

              • PinoMamet scrive:

                “Adesso la colpa dei guai del Libano sono i rifugiati Palestinesi”

                sì, un bel po’ dei guai del Libano, dagli anni Settanta in poi, sono dovuti ai rifugiati palestinesi, da quando l’OLP decise di spostare la sua bade per la guerriglia terroristica contro un altro paese dalla Giordania al Libano.

                Visto che i cari profughi palestinesi, Santi e SempreVergini, avevano minato il fragile stato di Giordania, istituendo uno stato-nello-stato che agiva come una specie di super mafia armatissima (portando al Settembre Nero).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Visto che i cari profughi palestinesi, Santi e SempreVergini”

                Lascio ad altri i giudizi sulle caratteristiche delle razze.

                Il problema fondamentale è che le varie comunità autoctone del Libano hanno concordato nel ritenere che l’espulsione dei nativi palestinesi avesse carattere “temporaneo” e fosse colpa di Israele e non dei sunniti, sciiti, drusi e cristiani del Libano;

                che non era possibile accogliere centinaia di migliaia di palestinesi in un piccolo e delicatissimo paese; e quindi i libanesi hanno sempre negato ai profughi palestinesi la piena cittadinanza.

                Per cui i nativi palestinesi, a ottant’anni dalla cacciata, vivono in campi profughi dove il 65% di loro è sotto la soglia di povertà.

              • PinoMamet scrive:

                Per il resto…
                OMDAF!

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                mi riferivo ai palestinesi in generale.
                Che poi l’instabilità del Libano sia dovuta a più concause non ho motivo di negarlo.

              • Peucezio scrive:

                Certo è che senza Israele non si sarebbe mai posto il problema e i vicini sarebbero campati in pace, perché non ci sarebbero stati profughi palestinesi.

                Per inciso, oggi, e non da oggi, chi bombarda e occupa il Libano è Israele, non altri. E muoiono islamici, cristiani, palestinesi, libanesi, ecc.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Profughi palestinesi

                Se un’ondata di profughi goti in fuga dagli Unni mise in crisi l’Impero Romano, un’ondata di profughi palestinesi in fuga dagli israeliani non poteva non mettere in crisi dei fragilissimi paesi mediorientali.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Andrea”

                Francesco, tu sei uno che – di certo sinceramente – venera un amichetto di Pinochet.

                Potrò mai aspettarmi che tu possa ricordare chi è stato l’autore della Nakba, e chi la vittima?

                Certo che ce l’avete proprio per vizio, voi filoUccidente, ad ammirare governi nati dallo sterminio di civili!

                Guarda caso, chi sostiene i sionisti di regola sostiene anche i banderisti e viceversa. E tutti quanti ammirate il paese dello sterminio dei Pellerosse e delle duecentoventi guerre in duecentocinquant’anni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “guerriglia terroristica contro un altro paese”

                Massì, anche i nazisti dicevano che i Partigiani erano banditi, gli austriaci dicevano che i Carbonari erano sediziosi, i banderisti dicevano che i Russi del Donbass erano terroristi, francesi e statunitensi dicevano lo stesso dei Vietcong e tutti gli occupanti dicono che quelli della Resistenza sono fuorilegge

                Storia vecchia.

                Resta il fatto che senza un’occupazione una Resistenza all’occupante non esisterebbe.

                Hai voglia a massacrare , minacciare e bombardare. Se non si riesce a sterminare la maggioranza degli oppressi (come coi Pellerossa), di solito prima o poi va a finire che gli occupanti finiscono con l’assaggiare la loro stessa medicina.

                Lo schema si ripete periodicamente. Lo aveva già notato Marx.

                E in questi decenni lo sriamo vedendo ripetersi sotto i nostri occhi: dal Mekong, al Dniepr, al Giordano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                scusa la curiosità … tu scrivevi per Lotta Continua da giovane? o per le BR?

                che la finezza dell’analisi e il linguaggio quelli sono

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Miguel:

                “Lascio ad altri i giudizi sulle caratteristiche delle razze.”

                Ah sì?
                A me pare che tu abbia postato un tale che parlava di “ebrei mercuriali”, che è un modo folkloristico di dire trafficoni e disonesti o, come si diceva una volta in Italia, “levantini”.

                Io invece mi diletto di giudizi non sulle razze, alle quali non credo, ma sui popoli, come fanno tutti
                (chi dice di no mente)

                e sempre premettendo tutto il premettibile, gli israeliani mi sembrano nel complesso arroganti, maleducati, chiusi e non troppo svegli, ma convinti di essere i più furbi di tutti;

                i palestinesi/arabi israeliani…
                uguali, con in meno la convinzione di essere i più intelligenti del mondo, e in più una certa dose di aggressività.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “A me pare che tu abbia postato un tale che parlava di “ebrei mercuriali”, che è un modo folkloristico di dire trafficoni e disonesti o, come si diceva una volta in Italia, “levantini”.”

                Complicatissimo…

                Slezkine (che è ebreo di parte materna) ha creato una teoria interessante sul rapporto tra gruppi “etnici”, in tanti luoghi della storia. Basato sul fatto che alcune persone avevano bisogno di servizi, che però dovevano avere un carattere impersonale, non collaborativo.

                Ci sono innumerevoli esempi in tutto il mondo.

                Nell’Europa orientale, questo rapporto ha richiesto la creazione di due comunità distinte, che per poter mantenere una reciproca distanza, dovevano evitare di mangiare insieme, sposarsi, parlare la stessa lingua, insomma percepirsi come “reciprocamente umani”. Da una parte e dall’altra.

                In questo non c’è alcun giudizio su come sono le singole persone che la storia fa inserire nell’uno o nell’altro gruppo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                Io tutti i giorni incontro meccanismi analoghi, con gli zingari.

                Conosco zingari che nessuno sa che “sono zingari”. E conosco donne, come la Maria, che si veste apposta da zingara.

                Non sta dicendo, “io sono una povera donna che potrei essere tua sorella caduta in disgrazia”, come fanno alcuni mendicanti non zingari.

                No, dice, “io mi vesto in modo stranissimo, e con questo segno un confine con te. Non sono tua sorella, io non mangerò il cibo con te e non mi innamorerò di te. Tu puoi farmi la carità, perché questa è la mia nicchia sociale”.

                Ma proprio perché conosco tanta gente di origine zingara, che non ragiona così, so che è una scelta culturale, non è una questione di “razza”.

              • firmato winston scrive:

                @Miguel:
                “Basato sul fatto che alcune persone avevano bisogno di servizi, che però dovevano avere un carattere impersonale, non collaborativo.”

                Miguel, non vedi che e’ tirata per i capelli, anzi serve a mascherare la reale dinamica della cosiddetta “societa’ dei servizi”, ingannando, e noi qui dentro non lo capiamo perche’ ci conviene non capirlo in quanto facciamo tutti parte della stessa dinamica di sfruttamento, facciamo parte di quella che Ricolfi ha descritto come la societa’ aristocratica di massa (che non e’ di massa, ma di maggioranza si’, e nelle democrazie occidentali ove vige il principio di maggioranza, la maggioranza e’ sovrana, e’ il sovrano assoluto, e’ “la legge sono io”).
                I cosiddetti servizi (pensate a tutta la burocrazia e al pletorico apparato istituzionale, alla scuola, alla sanita’, alla finanza, a ormai a tutte le professioni e attivita’ con albo o comunque organizzate in corporazione) sono un cancro che si autoalimenta, che incanala la legislazione per costringere al proprio abbraccio mortale, fino a invadere completamente, paralizzare e distruggere l’organismo ospite.
                Ogni tanto si fa un potlach e si spacca tutto, si ricomincia daccapo, poi ci si reincasina, e dopo un po’ si ritorna al potlach (di cui il pogrom e’ una forma, con la comodissima aggiunta del sempreverde capro espiatorio).

                Trovami un’altra spiegazione a questa ultima aberrazione, se non con una burocrazia autoreferenziale e alienata che si autoalimenta fino a distruggere tutto compresa se stessa:
                https://scenarieconomici.it/direttiva-csrd-limpatto-degli-scarti-sul-rating-aziendale/

  48. roberto scrive:

    della teoria secondo la quale il mossad terrebbe per le palle Trump per via di Epstein, la cosa che non capisco è che gliene frega a Trump…in fin dei conti anche se si provasse senza ombra di dubbio che è satana in persona e che mangia neonati, gli adepti della setta maga semplicemente direbbero “hey I voted for this, Biden is a crook stop to wokeness”

    • Peucezio scrive:

      A parte che ricatto può anche significare che ho in mano cose che se saltano fuori passi il resto dei tuoi giorni in gattabuia.
      Ma gli americani sai benissimo che sono moralisti, a maggior ragione sul sesso: non è mica in Italia con Berlusconi (che comunque non frequentava gli stupratori di bambine).

      Jack Angeli, quello con le corna, per dire il primo esempio “illustre” (o meglio “fanatico”) che mi viene in mente, si è già distaccato da Trump appena saputo che conosceva Epstein.

    • Peucezio scrive:

      Gattabuia se gli va bene. Ora quei pazzi parlano di pena di morte per gli stupri di minori.

    • Francesco scrive:

      in effetti non avrebbero tutti i torti! e la Harris molto peggio di Biden

      rivoglio Kennedy e Nixon, Carter e Reagan!

      😉

      • roberto scrive:

        Francesco,

        Vabbè la battuta ma non credo che la Harris in 14 mesi sarebbe stata capace di sconvolgere i rapporti internazionali, trasformare gli usa in una specie di Stato poliziesco e trascinare l’umanità in una guerra che chissà come finirà

        • Peucezio scrive:

          Eh, mica detto.
          Magari si metteva a provocare la Russia, che è immensamente più forte e pericolosa dell’Iran.

        • Francesco scrive:

          Vero.

          Avrebbe potuto fare danni immensi all’umanità sul piano culturale, però.

          Le guerre sono brutte ma siamo abituati.

          Il pensiero woke, invece, è una folle novità a cui il mondo della Harris sembra credere davvero e in grado di farci marcire da dentro. Consiglio la lettura del Guardian, per capire di cosa parlo.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Tanto siamo già marciti: il woke è un sintomo, non una causa.

            Comunque i culattoni almeno non ti ammazzano. La guerra sì.

          • Peucezio scrive:

            E in questo senso l’ascesa di Trump è anch’essa un sintomo, a suo modo.
            È ancora presto per valutare se è un sintomo di qualcosa di meglio o di peggio di ciò di cui era sintomo il woke.

            • Francesco scrive:

              Entrambi potrebbero essere sintomi di una civiltà giunta al collasso, incapace di produrre classi intellettuali e dirigenti degne.

              Ma spero sempre che sia una fase temporanea.

              Ciao

              • Peucezio scrive:

                “Entrambi potrebbero essere sintomi di una civiltà giunta al collasso, incapace di produrre classi intellettuali e dirigenti degne.”

                Su questo non ci piove!

                “Ma spero sempre che sia una fase temporanea.”

                Eh, lo spero anch’io, ma il guaio è che è un problema strutturale, quindi potrebbe volerci tempo per riprendersi.

              • Francesco scrive:

                se fosse un problema strutturale, ogni ripresa non può che essere illusoria, non credi?

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Beh, strutturale non signifca eterno.

              • Francesco scrive:

                a me fa venire in mente un difetto che non può essere corretto se non cambiando tutto

                ciao

  49. Puffo giardiniere scrive:

    Trump e il ricatto Epstein

    Se Trump non trova il modo di disimpegnarsi dalla trappola in cui si è cacciato prima che si esauriscano le riserve strategiche, altro che Epstein. Rischia che lo prendono e gli tirano il collo.
    Anche perché ci sono criticità economiche e finanziarie che oramai sono in procinto di degenerare.
    Ma se Trump se ne dovesse andare, per Israele la guerra non finirebbe di conseguenza.
    E se Trump abbandona Israele al proprio destino, qualcuno in patria gliela farà pagare.
    Per Teump non ci sono vie d’uscita a gratis, direi.

    • Peucezio scrive:

      Che poi è fesso.
      Ci sarà anche chi può pubblicare qualcosa che lo distrugga, ma finché è presidente può sempre schiacciare un famoso pulsantino e incenerire qualcuno.
      Ovviamente mica si fa, basta la minaccia.

      • Francesco scrive:

        secondo te Trump può minacciare di lanciare la Bomba su Tel Aviv o anche su Parigi o Berlino? ma in che fumetto di quart’ordine?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Tel Aviv”

          Trump non lancia la Bomba su Parigi o Berlino perché a Parigi la Bomba ce l’hanno e perché la Germania e’ incredibilmente anche più appecoronata dell’Italia agli USA (Merz è un dirigente di BlackRock).

          E non la lancia su Tel Aviv perché nell’organizzare omicidi mirati il Mossad è effettivamente imbattibile.

          In compenso, chi la Bomba ce l’ha, non è soggetto ad alcun controllo e sta rimediando una figuraccia dopo l’altra è Netanyahu.

          Dal responsabile di un genocidio che viene sbugiardato di fronte ai suoi stessi elettori che vedono metà dei razzi Iraniani e degli Hezbollah passare l’Iron Dome ed esplodergli in casa mi aspetto di tutto.

          Dubito che si faccia problemi di fall-out sui civili Pakistani o Turkmeni, dopo la nuvola di gas petroliferi velenosi che il bombardamento sulla raffineria a Teheran ha provocato.

          Anche se poche nazioni come l’Iran, con la sua orografia e la sua difesa a mosaico, sono così poco suscettibili a un attacco atomico.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Insomma, hai scritto una cazzata e per difenderla ne hai aggiunte altre quattro.

            In più, l’astio anti Netanyahu puzza di antisemitismo lontano un milione di kilometri.

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          secondo te Trump può minacciare di lanciare la Bomba su Tel Aviv o anche su Parigi o Berlino? ma in che fumetto di quart’ordine?”

          Mors tua, vita mea.
          Ovviamente mica pubblicamente. Voi pubblicate i documenti che dimostrano mie responsabilità gravissime relative al caso Epstein? Sappiate che vi può succedere quello e fate i vostri calcoli.
          Solo che gli viene molto più comodo obbedire, che glie ne frega che l’America va a puttana, tanto lui non ci perde comunque, ricco com’è.

          • Francesco scrive:

            >>> Sappiate che vi può succedere quello e fate i vostri calcoli.

            Vero che Trump sembra un caso psichiatrico e che abbiamo avuto esempi preclari di cosa possono fare questi casi. Ma direi che siamo sempre nel fantasy di basso livello.

            La politica non ha mai funzionato così, che io sappia.

    • PinoMamet scrive:

      “soprattutto non c’è nessun bisogno di ricattare chi sta già dalla tua parte anzi mi sembra in genere una pessima politica”

      Mi auto-cito poco elegantemente per sottolineare questo fatto: non conviene mettersi contro il proprio alleato;

      specialmente quando si tratta del presidente, umorale e megalomane, della più grande superpotenza mondiale 😉

      Mi sembra che alcuni qui abbiano una esagerata… stima di Israele e del Mossad, ai quali attribuiscono un potere, delle conoscenze e una influenza del tutto fuori dal realismo.
      Mentre gli USA sarebbero un branco di sprovveduti.

      Poi Trump ha mezza famiglia ebrea, o quasi.

      Se- Se- SE- il Mossad può fare qualcosa per lui- e non è affatto detto che ne abbia bisogno o che il Mossad sia in grado di farlo- lo farà per proteggerlo, non per ricattarlo.
      Non c’è nessun motivo di ricattare uno che sta dalla tua parte, tanto che in Israele lo paragonano a Ciro il Grande e gli dedicano le strade.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “Ciro”

        Diciamo così: non sappiamo se Trump sia sotto ricatto di Netanyahu. Sappiamo che Trump si comporta esattamente come se lo fosse. Agli effetti pratici è lo stesso.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://giubberosse.substack.com/p/gli-stati-del-golfo-rivalutano-la?triedRedirect=true

          Con ogni probabilità Trump ha deciso lui stesso, insieme a pochi altri
          “uomini d’affari e negoziatori, non politici di carriera”.
          Dilettanti allo sbaraglio, evidentemente
          Le (gravi) conseguenze ora si vedono.

          • Francesco scrive:

            Ma se ieri scrivevano che il principe dell’Arabia Saudita era mesi che brigava perchè Trump facesse la guerra? mentre in pubblico negava giurando sulla testa dei suoi cugini rivali al trono!

            😉

            • Puffo giardiniere scrive:

              Credevano di essere difesi dagli Stati Uniti in cambio dei loro investimenti in dollari.
              Ma si è visto che le basi militari servivano principalmente per difendere Israele.
              Questioni di radar. Che poi sono stati distrutti con droni giocattolo rivestiti di peluche, o comunque missili scassati di vecchio tipo.
              A questo punto penso che si saranno alquanto incazzati.

        • Francesco scrive:

          Non esattamente.

          Anzi, direi che se X fa una cosa per convinzione o se la fa perchè sotto ricatto sono due situazioni molto ma molto diverse.

          Se non nell’immediato, già nel breve periodo.

          Questo al netto dell’evidente fattori psichiatrico di vedere la politica internazionale come un complotto giudaico e di maniaci sessuali.

          Poi dicono dei cattolici reazionari e delle loro fissazioni.

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesci

            “nel breve periodo”

            Tutto dipende dalla natura del ricatto.

            Se Trump ha mandato a morire dei soldati USA per coprire i suoi balletti rosa ciò lo rende ricattabile a vita.

            Già la Ghislaine Maxwell ha chiesto l’immunità in cambio di una propria dichiarazione che scagioni Trump (e Clinton).

            Ripeto: conta poco se Trump sia ricattato o no. Conta che sembri ricattabile. E che lo sembri pare indubbio.

            Del resto, questa aggressione sembra venire a fagiolo per fare scomparire la faccenda di Epstein dai titoli dei telegiornali.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              >>> Del resto, questa aggressione sembra venire a fagiolo per fare scomparire la faccenda di Epstein dai titoli dei telegiornali.

              E già, le cancelliere fanno la politica mondiale seguendo i titoli dei giornali.

              Dai, cavolo, sembri la biondina portavoce di Trump per il livello degli argomenti!

              🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “biondina”

                Tu davvero credi che Trump ragioni a un livello più profondo di quella biondina.

                Sei incredibile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Per una volta devo riconoscere la validità del tuo argomento!

                🙂

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Mi sembra che alcuni qui abbiano una esagerata… stima di Israele e del Mossad, ai quali attribuiscono un potere, delle conoscenze e una influenza del tutto fuori dal realismo.
        Mentre gli USA sarebbero un branco di sprovveduti.”

        E infatti è esattamente così.
        Gli americani non sprovveduti sono gli ebrei americani, gli altri sono quattro bovari.

  50. Peucezio scrive:

    Pino,
    Ti rispondo qui punto per punto, che è più comodo.

    “Non credo che impedire che l’Iran abbia il nucleare sia contrario agli interessi degli USA.”

    Ma sappiamo che questo pericolo non esisteva e comunque alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta.
    Alla Corea del Nord comunque l’hanno lasciato fare ed è altrettanto antiamericana se non di più.

    “Neppure proteggere Israele è contro gli interessi USA.”

    Perché mai?

    “E non sarebbe contro gli interessi USA neppure mettere un governo amico in Iran.”

    Certo, ma è difficilissimo e lo sapevano tutti che il risultato della guerra sarebbe stato consilidare e radicalizzare quello che c’è, come infatti sta accadendo.
    Se vuoi mettere un governo amico devi usare il soft power. O forse in certe realtà non è proprio possibile: nella storia c’è anche l’impossibile materiale, non c’è solo l’intenzione.

    “Del resto, cosa ha da guadagnare l’America dall’affrettarsi a concludere una pace tra Russia e Ucraina, a vantaggio della prima??”
    […]

    Isolare la Cina. Semmai l’errore enorme è stato buttarvi la Russia nelle braccia.
    Certo, ora funziona poco, perché ormai i russi non si fideranno mai più (e faranno bene), ma si possono almeno limitare i danni.

    • roberto scrive:

      Peucezio

      “Ma sappiamo che questo pericolo non esisteva e comunque alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta.”

      Vale anche per la Russia in Ucraina?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A proposito di Ucraina: come proxy è stato un ottimo investimento, visto che l’Impero adesso la schiera persino contro l’Iran. Non so se sia un buon segno, però.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Mauricius tarvisii

          “buon segno”

          Avevo letto da qualche parte che mesi fa Zelensky avesse offerto a Trump un po’ propri droni in pagamento di altre armi, e che Trump avesse rifiutato. Se è vero, è il classico caso di “ben gli sta” (a Trump).

          Sicuramente del resto quanto a pratica nell’uso dei droni gli Ucraini sono avanti agli USA – tanto più che i Geran Russi sono l’evoluzione dei primi Shahed Iraniani.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Roberto

        “Ucraina”

        No.

        L’Ucraina non ha mai avuto un programma nucleare autonomo.

        L’Ucraina, invece, è governata da dei golpisti che hanno aperto il paese agli USA.

        E come insegnano gli USA nel loro cortile di casa, in tal caso l’invasione è più efficace del bombardamento chirurgico per prevenire guai peggiori (dal punto di vista di chi invade o bombarda).

        La cosa che somiglia di più all’Operazione Speciale è stata l’invasione di Grenada.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          L’invasione di Grenada fu una buffonata, con un rapporto di forze di circa 1.000 a 1 e puri scopi di politica interna.

          Non ho idea di quale fosse la vera situazione politica interna a Grenada.

          La cosa che somiglia di più all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin … l’invasione della Gallia da parte di Giulio Cesare, se Roma fosse stata una civiltà inferiore?

          Io rimango alla disputa tra lupo e agnello di Fedro, che mi pare un ritratto perfetto sia della situazione reale che della retorica.

          PS una nota: dire che il Presidente Zelensky nel 2022 era un golpista è come dire che Giorgia Meloni è alta.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “buffonata”

            Vero: tant’è che ne parliamo perché Clint Eastwood ci ha fatto su uno dei suoi film in assoluto più divertenti, “Granny”.

            Ma è la Russia ad essere un paese infinitamente più serio degli USA.

            “lupo ed agnello”

            Quella favola descrive bene sia i bombardamenti dell’OTA banderista sul Donbass sia quelli della coalizione Epstein sull’Iran.

            E siccome chi la fa l’aspetti, adesso il Donbass è quasi del tutto liberato e gli americani si sono intrappolati in un bel pasticcio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. L’ultima elezione libera in Ucraina è stata quella il cui responso e stato rovesciato da un golpe nel 2014.

            • Francesco scrive:

              Falsità:

              1) i bombardamenti sul Donbass sono al 90% una bugia della propaganda russa. molto meno lo sono le cronache sui soldati russi mandati da Putin a combattere quella guerra.

              2) Il Donbass è occupato dai russi, non liberato. Ma non ti sto a spiegare la differenza.

              3) L’affermazione sulle elezioni in Ucraina è così falsa che riesci a stupirmi: forse l’Unità anni 50 era così in basso.

              4) le rivolte di popolo non sono golpe, mica parliamo di Lenin nell’ottobre del 1917!

              Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “rivolte”

                Francescl, guarda che ‘1984’ l’ho letto 😉

                Non cercare di turlupinarmi con la tua riscrittura della storia.

                Torna a guardarti John Wayne, è meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ehm, sai come si dice: c’è chi guarda i fatti e c’è chi legge Travaglio e ci crede.

                Non serve il Ministero della Verità a chi ha deciso di credere alla menzogna prima ancora che venga pronunciata.

                E ti confermo che il burattino fu cacciato da una rivolta della maggioranza della popolazione ucraina. Cosa riconosciuta da tutti.

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il Donbass insorse qualche anno fa. Suppongo che ciò renda relativo il concetto di liberazione proprio per chi ci abita.

              • Francesco scrive:

                il Donbass insorse?

                mi pare un riassunto eccessivo, al punto di essere scorretto.

                non è che tifo Ucraina perchè Sheva giocava al Milan, ho fatto i compiti a casa prima di scegliere una parte.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, correggilo se vedi qualche errore. E “a Francesco non piace” non è sinonimo di errore.

              • Francesco scrive:

                il Donbass non insorse

                non è che fosse difficile capirlo, dove stava l’errore, anche a non sapere come sono andate le cose

                ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il Donbass non insorse e la Russia non ha mai invaso l’Ucraina, certo.

              • Francesco scrive:

                da quello che so, chiamare insurrezione del Donbass la manovra della Russia in Donbass è alquanto improprio

                tu hai informazioni che ti fanno pensare il contrario?

                grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi secondo te poteva avvenire là come a Sumy o a Ternopil?

              • Francesco scrive:

                Non capisco esattamente la domanda ma ancora meno cosa c’entri.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mi chiedevi cosa mi facesse pensare il contrario.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        cioè la Russia in Ucraina voleva evitare lo sviluppo dell’atomica?

        Comunque sono sicuro che sono molto più distruttivi e fanno più morti civili i bombardamenti americani e israeliani in Iran, Libano (stendiamo un velo pietoso su Gaza) di quelli russi su Kiev.

        Tra l’altro a Kiev (lo so da fonti dirette) molta gente vive come vivo io qua a Milano: ci sta potendo stare all’estero, fa i cavoli suoi, va via, torna, mette in piedi attività, lavora…

      • roberto scrive:

        Peucezio e adv

        Ero sicuro che avreste risposto che il principio appena enunciato da Peucezio “ alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta” non sarebbe stato valido per l’ucraina…no, loro devono morire tutti perché vi stanno antipatici

        Ps ADV ogni volta che leggo operazione speciale con le maiuscole come scrivete ormai solo tu e lavrov mi viene da vomitare e mi ci vogliono dei giorni per riprendermi, quindi ciao e alla prossima

        PPS Peucezio, a Kiev ho amici con figli al fronte e che è capitato che mentre chattiamo mi abbiano scritto “ah c’è l’allarme scusa scendo al rifugio”… davvero vivi così a Milano?

        • Peucezio scrive:

          No, Roberto,
          scusa ma qui mistifichi.

          Pino aveva parlato di programma atomico e io, riferendomi specificamente a quello, ho detto che per azzerare un programma atomico bastano bombardamenti chirurgici.
          Mi spieghi in tutto ciò che cavolo c’entra l’Ucraina?
          Di solito non condivido quello che dici, ma c’è un nesso logico. Qui proprio non ho capito dove sta la pertinenza.

          • Francesco scrive:

            Beh, che Putin

            1) non aveva da temere una bomba atomica ucraina (e ci sarebbe da ricordare perchè)

            2) non ha fatto ricorso a bombardamenti chirurgici ma a una guerra in piena regola, che va avanti da 4 anni con moltissimi più morti

            Ricordo che la scusa di Putin era la “denazificazione” dell’Ucraina. Dichiarata dal leader del fascismo europeo la ho sempre trovata una battuta di pessimo gusto.

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Appunto, sono due situazioni completamente diverse.

            • Peucezio scrive:

              Poi non ho ancora capito, visto che citi sempre il fascismo a sproposito (a proposito, non so se ti è arrivata la notizia, ma Mussolini è morto)…

              se intendi il simbolo o la sostanza, l’evocazione o le caratteristiche reali.

              Nel primo caso per i russi è come il nazismo per gli ebrei.

              Nel secondo viene usato da ciascuno per tutto ciò che non gli piace: dai comunisti per cioè che è liberale e capitalista e viceversa.

              • Francesco scrive:

                no, sono preciso e deciso.

                il fascismo, che sta meglio oggi che ai tempi di quel pirletta di Benito, ha una serie di caratteristiche illiberali, militaristiche, misticheggianti, dittatoriali con tendenza totalitarismo, che si ritrovano pienamente in Putin

                tu mi citi la GGP … non prova nulla, sia i fascismi che i comunisti tendono a farsi la guerra tra loro. peggio dei paesi capitalisti, che almeno hanno le fasi libero-scambiste

              • Peucezio scrive:

                Cosa ti cito??

              • Francesco scrive:

                la Grande Guerra Patriottica, alla base della retorica russa contro il fascismo

                che se uno appena appena guarda lo stalinismo, la cosa assume un aspetto assai ridicolo!

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, la tua è la teoria di Eco, che è una stronzata.

              • Francesco scrive:

                appena aggiustata: per Eco il fascismo è eterno, per me a un regime che ha il 99% delle caratteristiche del fascismo di Benito si può anche dare del fascista, pure se al posto dei fasci littori ha altri ammenicoli!

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Alla fine, stringi stringi, tu chiami fascismo fare gli interessi nazionali anziché svenderli.

              • Francesco scrive:

                no, è il fascismo che giustificava le sue porcherie dicendo che faceva gli interessi della nazione!

                mi pare siano due cose diverse.

                ciao

              • Francesco scrive:

                il Donbass non insorse

                non è che fosse difficile capirlo, anche a non sapere come sono andate le cose

                ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “non insorse”

                Sì, e Andrea Ronchelli è morto di freddo.

                https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Andrea_Rocchelli

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “PPS Peucezio, a Kiev ho amici con figli al fronte e che è capitato che mentre chattiamo mi abbiano scritto “ah c’è l’allarme scusa scendo al rifugio”… davvero vivi così a Milano?”

          Ti scrivo in privato.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “ogni volta che leggo operazione speciale con le maiuscole come scrivete ormai solo tu e lavrov mi viene da vomitare”

          Ah, guarda, ti capisco benissimo.

          A me viene da vomitare tutte le volte che leggo di un funzionario della UE… (*)

          …che sanziona l’aggressore quando si chiama Russia e l’aggredito quando si chiama Iran…

          …che tace sul genocidio di Gaza…

          …che nasconde i documenti delle trattative per l’acquisto dei vaccini dalle multinazionali d’Oltreoceano…

          …che censura i cittadini UE che non la pensano come la Commissione UE…

          …e che prende le difese di un regime che ha distrutto il North Stream…

          …che minaccia un capo di Stato di un paese UE..
          .
          …che usa i soldi UE per farsi i cessi d’oro…

          …che copre gli assassini di giornalisti di paesi UE che indagavano sui crimini del regime contro i civili…

          …che pretende di dettare legge su cosa e chi debbo sentire e su quali atleti o direttori d’orchestra o conferenzieri debbano esibirsi in pubblico nei Paesi UE…

          …che passa il tempo fra una avanzata in stile Galeazzo Musolesi e una ritirata in stile Caporetto sequestrando i suoi cittadini per la strada per arruolarli a forza (della serie ‘aiutiamo il popolo Ucraino!’ 😉 )…

          …che sabota le navi metaniere Russe che vanno alla deriva in prossimità delle coste dei paesi UE…

          …che rivendica con orgoglio l’eredità dei macellai di qualche decennio fa…

          …e per difendere i cui riveriti culi ci indebitiamo per gli anni futuri fra sanzioni cretine e riarmi senza senso buttando mani e piedi l’economia dei paesi UE nella braccia dei nostri cari alleati d’Oltreoceano che ci prendono a strozzo con le forniture di gas…

          …imponendoci di spendere i soldi del riarmo per comprare le loro armi…

          …mentre contemporaneamente o disprezzano i nostri soldati (come Trump sul nostro intervento in Afghanistan)…

          …o ci mandano direttamente a fanculo (come la Nuland del ‘fuck-off)…

          …mentre la UE da buona tafazzista leccaculo arriva al punto di mantenere il rifiuto di acquistare gas e/o petrolio da Putin anche dopo che Hormuz è stato chiuso a causa dell’aggressione di Trump e Netanyahu all’Iran e lo stesso Trump ha levato le sanzioni al petrolio Russo.

          La credibilità della UE come faro dei diritti e guardiano di civiltà la si poteva ancora preservare se un’Operazione Speciale – o anche soltanto il ritiro degli ambasciatori e il congelamento dei rapporti – la UE l’avesse organizzata subito dopo il golpe di Majdan. Altro che eurodeputati a congratularsi coi banderisti.

          Ma da una UE che si è scelta un Commissario agli Affari Esteri che non sa neanche l’elenco dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale…

          …e un Rappresentante per le questioni del Golfo Persico che nel curriculum ha un’indubbia esperienza come bibitaro allo stadio difficile aspettarsi di meglio.

          Sì, direi proprio che questa UE fa vomitare.

          Vergogna no, eh?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          (*) Se vuoi ti metto i link alle pezze d’appoggio per ciascuno dei punti che ho elencato coi puntini di di sospensone. E no: non sono link presi da Sputnik o RussiaToday.

          • Andrea Di Vita scrive:

            errata corrige: sulle navi metaniere vi sono solo sospetti.

          • Francesco scrive:

            non sono pezze d’appoggio, sono pezze per pulirsi il culo.

            usate.

            Saluti

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “usate”

              Ispirate alle veline di sniffolo, dunque.

              • Francesco scrive:

                proprio come sostenevo: adesso riprendi pure il classicone della propaganda putinista per cui Zelenskyè un drogato.

                peggio di così è semplicemente impossibile.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “putinista”

                Non c’è mica bisogno della propaganda di chicchessia.

                Basta vedere come si comporta.

                Un Donzelli in mimetica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ah beh, una vera garanzia, il giudizio di ADV, penultimo stalinista d’Italia, su “come si comporta” Zelensky.

                Il nostro prende le sue informazioni dal FQ e dalla stampa putinista, peraltro.

                Auguri!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “stampa putinista”

                Non è la stampa putinista (?) ad avere pubblicato i video di Zelensky che suona il pianoforte col pisello.

                https://youtube.com/watch?v=E20TaZrgIaM&is=vFyW4DtqT4OwB6Gt

                Senti a me, torna a sentirti Radio Maria, è meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non ho mai smesso di ascoltare Radio Maria, da quando ho scoperto che esiste.

                Non mi sembra mi abbia fatto molto male.

                Non diffonde nulla di paragonabile agli articoli del FQ.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “non mi sembra”

                Ecco, è questo il tuo problema.

                “paragonabile”

                Su questo siamo completamente d’accordo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  51. Puffo giardiniere scrive:

    Dunque, venti milioni di barili al giorno in meno per un tempo indeterminato

    Le riserve strategiche rilasciate sono di 400 milioni di barili ma la capacità di prelievo è limitata a 2 milioni di barili al giorno.

    E chi compensa per gli altri 18?
    La Russia? Vuoi dire che la Russia vale oltre se stessa, anche come tutti i paesi del Golfo messi insieme?
    L’America era già importatrice petrolio convenzionale, quindi…
    Il gas, dall’Algeria?
    Quello americano ci passa sotto il naso e finisce nelle economie orientali

    Sarebbe utile una semplice tabella riassuntiva, ma forse non conviene a nessuno far conoscere la reale situazione.
    E d’altra parte il meraviglioso mondo del petrolio è sempre stato opaco.
    Avanti con le rinnovabili, perché la nuova Guida Suprema iraniana è notoriamente un falco, e in più ha perso padre, madre, moglie e un figlio nell’ultimo attacco ai vertici iraniani. È stato pure ferito.
    Non credo che sarà molto ansioso di chiudere la guerra da domani.
    Vedo politici italiani molto serafici.
    Qualcuno sostiene che il mondo non tornerà più ad essere come era prima di questa guerra.
    Ma non è detto che questo sarà un male.
    https://www.artberman.com/blog/the-iran-war-a-world-changing-event/

  52. Moi scrive:

    … OOOPS ! Senegal fa il x2 sulla Legge Anti Omosessualità

    https://www.rainews.it/articoli/2026/03/senegal-legge-contro-lomosessualita-raddoppiate-le-pene-653c13cc-26df-4807-9e5a-13785728785f.html

    …. Elly, Lilli e Laura che dicono ? 😉

  53. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Magnifico

    https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_12/storia-scarpe-trump-a2b70d7a-3706-4499-84ae-48bb095f0xlk.shtml?refresh_ce

    Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta

    22

    L’incredibile storia delle scarpe di Trump: le regala identiche a tutti i «suoi», che esagerano sulla taglia (per una battuta volgare del «capo»)

    di Samuele Finetti

    Trump regala a tutti un paio di scarpe da 145 dollari, le francesine di Florsheim: e tutti si sentono in dovere di indossarle davanti a lui. A rendere imbarazzante la vicenda è un dettaglio sulla misura delle calzature (oltre al fatto che l’azienda che le produce ha fatto causa al governo Usa)

    Le scarpe di Trump

    Quando Robert Mueller dirigeva l’Fbi, ha raccontato il suo biografo, il dress code dei funzionari dell’agenzia era rigidissimo. Nonostante non esistesse una regola scritta, tutti si adeguavano alla «divisa» del capo: abito scuro, cravatta tinta unita o al massimo con microfantasia e, soprattutto, camicia bianca immacolata. Pare ci fosse chi, la sera prima di una riunione, usciva di casa per comprarne una nuova di zecca. L’aneddotica racconta che in oltre un decennio – Mueller ha guidato il Bureau dal 2001 al 2013 – solo una manciata di dipendenti si sono azzardati a presentarsi in ufficio con una camicia azzurra o rosa, e che per questo sono stati subito redarguiti (bonariamente) dal direttore. Ma finiva lì.

    Donald Trump, come da sua natura, si spinge oltre. La new entry della sua mise standard – abito blu di Brioni, camicia bianca e cravatta in seta dai colori sgargianti, rosso su tutti – sono infatti un paio di francesine di vitello nere da 145 dollari. Che il presidente, scrive il Wall Street Journal, acquista da un marchio americano dalla storia centenaria: Florsheim, fondata a Chicago nel 1892. E poiché le gradisce particolarmente, ha iniziato a regalarle a ministri, parlamentari, amministratori delegati, personaggi più o meno noti che incontra.

    PUBBLICITÀ

    L’iter è codificato: il tycoon accoglie l’ospite nello Studio Ovale, chiede quale taglia porti e piazza l’ordine a uno dei suoi assistenti. In una stanza attigua, racconta al Journal una persona evidentemente ben informata, sono impilate le scatole con le paia già assegnate, corredate da biglietti e autografi del presidente in persona.

    Sta di fatto che, nelle ultime settimane, le stesse scarpe sono comparse ai piedi di diversi dei suoi fedelissimi (alcuni dei quali si sarebbero lamentati per aver dovuto rinunciare alle calzature di marchi più blasonati): il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth, quello del Commercio Howard Lutnick, e via discendendo fino ai presentatori di Fox News. Era stato del resto lo stesso Vance, in dicembre, a parlare per la prima volta della nuova «mania» di The Donald. Dopo un incontro nello Studio Ovale, aveva raccontato: «A un certo punto, si è sporto dalla scrivania, ha guardato le mie scarpe e quelle di Marco e ha detto: “Fanno proprio ca..re”». Il presidente ha preso un catalogo Florsheim, lo ha fatto sfogliare ai presenti e ha chiesto loro di che misura gradissero le nuove calzature.

    Una domanda che, trattandosi di Trump, ha anche un secondo fine. Stando al resoconto di Vance, infatti, il presidente avrebbe chiosato: «Si capiscono molte cose di un uomo dalla taglia delle sue scarpe».

    Sicché Rubio, ad esempio, ha ordinato un 45 e mezzo pur essendo alto 1 metro e 78 (nel 2016, quando Rubio sfidò nelle primarie repubblicane Trump, questi gli affibbiò il nomignolo «Little Marco»). Il risultato lo ha immortalato un fotografo pochi giorni più tardi, nei corridoi del Congresso: le «Trump shoes» ai piedi del segretario di Stato erano del tutto sproporzionate, con due dita di vuoto tra il tallone e la tomaia.

    L’incredibile storia delle scarpe di Trump: le regala identiche a tutti i «suoi», che esagerano sulla taglia (per una battuta volgare del «capo»)

    La foto è stata ripescata e pubblicata ieri su Twitter dall’account Derek Guy, un anonimo arbiter elegantiarum che si è guadagnato 1,4 milioni di follower con i suoi post sul vestire classico maschile. E in molti, nei commenti, si sono domandati: possibile che Rubio sopporti una simile scomodità pur di far cosa gradita al presidente?

    Di sicuro, invece, c’è che l’amore di Trump per Florsheim non è corrisposto. Anzi. Non solo il proprietario dell’azienda, Thomas Florsheim jr. (quinta generazione), ha negato al Journal di essere a conoscenza degli ordini presidenziali; ma scavando sul web si trova una sfilza di dichiarazioni durissime dello stesso imprenditore contro i dazi voluti dal tycoon. Perché Florsheim produce in Cina – con buona pace dell’«America First» professato da Trump – e ha dovuto quindi vedersela con le tariffe, arrivate fino al 145%: «Abbiamo dovuto alzare i prezzi, a un certo punto i dazi ci costavano più delle scarpe», spiegava in un’intervista, aggiungendo che l’azienda aveva dovuto «correre» per importare un milione di paia prima dell’aumento dei prezzi. Neppure il tentativo di spostare la produzione in India aveva mitigato la batosta, visto che anche New Delhi è stata colpita dalla misura economica.

    Così, in dicembre, l’azienda ha fatto causa al governo federale, scommettendo che la Corte suprema avrebbe bocciato i dazi. Cosa che è effettivamente accaduta il 20 febbraio. Florsheim ha anche quantificato il salasso subito a causa delle tariffe: 16 milioni di dollari. E li ha chiesti in risarcimento. Con gli interessi.

    12 marzo 2026 ( modifica il 12 marzo 2026 | 16:43)

  54. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Sarò antisemita, per carità, ma io come Messia preferisco quello di Haendel:

    https://www.middleeasteye.net/live-blog/live-blog-update/netanyahu-israel-will-reach-kingdom-and-make-it-messiahs-return

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  55. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Il sito magari è di parte, per carità, ma la storia che racconta se è falsa sembra un fumetto di Martin Mystère, se è vera fa venir voglia di arruolarsi in Hezbollah o di progettare qualche nuova variante di Shahab:

    https://www.alestiklal.net/en/article/the-era-of-the-messiah-has-come-what-netanyahu-s-remarks-mean-amid-gaza-war

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  56. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Sentite una descrizione di persona competente (generale Italiano) su tutta questa faccenda dell’aggressione all’Iran. Lunghetto, ma ne vale la pena

    https://youtube.com/watch?v=WYElEArlPWE&is=0e5IUWL7Vrdy3G38

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  57. Puffo giardiniere scrive:

    https://sputnikglobe.com/20260314/us-could-seek-to-stake-claim-in-gulf-oil-trade-with-kharg-island-attack-iran-affairs-expert-1123825928.html

    Dunque, in questo momento l’epicentro è l’isolotto di kharg.
    Qui si decidono le sorti della guerra. O forse è un bluff.
    Militarmente non si può tenere, come spiega lo Sputnik.
    Se poi distruggi i terminali di petrolio iraniani gli iraniani distruggeranno i tuoi.
    E così, buon medioevo
    Non è neppure detto che l’Iran non trovi il modo di far passare il petrolio attraverso la Russia. Ma su questo ho in mente solo una frase buttata lì da un russo non bene identificato. Potrei comunque ritrovare il video.
    In ogni caso vi è una asimmetria tra una nazione inserita nell’economia mondiale e una che invece non deve rendere conto a nessuno e punta solo alla propria sopravvivenza.
    E lunedì riapriranno i mercati.

    • Andrea Di Vita scrive:

      Eee

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tutti

        Trovo in Rete la seguente analisi della situazione:


        La marina militare statunitense, autoproclamatasi “la più potente della storia umana”, ha appena ammesso di non poter scortare in sicurezza una singola petroliera attraverso uno stretto di 33 chilometri.

        Reuters ha riportato il 10 marzo che la Marina degli Stati Uniti ha rifiutato quasi quotidianamente le richieste di scorta militare attraverso lo Stretto di Hormuz da parte delle industrie petrolifere e marittime, sin dall’inizio dell’Operazione Epic Fury il 28 febbraio, adducendo come motivazione l’alto rischio di un attacco iraniano. Non una sola volta. Non occasionalmente. Quasi ogni giorno. Per undici giorni, ogni giorno, l’industria marittima ha chiesto aiuto alla Marina statunitense, e ogni giorno la risposta è stata negativa.

        Si consideri la presenza di altre navi nella regione. Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln opera nel Mar Arabico. La USS Gerald R. Ford si trova nel Mar Rosso. La USS George H.W. Bush è in rotta o in fase di preparazione per il dispiegamento. Tre superportaerei a propulsione nucleare, ciascuna da 100.000 tonnellate di dislocamento, con 75 aerei a bordo, scortate da incrociatori Aegis e cacciatorpediniere lanciamissili dotati dei sistemi radar e di difesa missilistica più avanzati mai costruiti. La Francia schierò il gruppo navale della Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso. La Gran Bretagna inviò la HMS Dragon, un cacciatorpediniere antiaereo di classe Type 45, a difesa della base RAF di Akrotiri a Cipro. La potenza di fuoco navale alleata combinata in teatro supera la capacità militare totale della maggior parte delle nazioni sulla Terra.

        Nessuna di queste navi è in grado di far passare una petroliera attraverso lo stretto di Hormuz.

        Lo stretto è largo 33 chilometri nel suo punto più stretto. Le rotte di navigazione si restringono a circa 3 chilometri in ciascuna direzione. Prima della guerra, attraverso questo corridoio transitavano 138 petroliere al giorno. Il corridoio è ora difeso da 31 comandi provinciali autonomi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane con autorità di fuoco indipendente, ordini predelegati da un Leader Supremo defunto, missili da crociera antinave costieri, droni kamikaze, motovedette d’attacco rapido e un arsenale di mine stimato tra le 2.000 e le 6.000 unità, di cui alcune decine sono state confermate in acqua con l’80-90% delle piattaforme di lancio intatte.

        Il rifiuto della Marina statunitense non è codardia. È pura aritmetica. Un gruppo d’attacco di portaerei è progettato per la proiezione di potenza in alto mare, non per la scorta costiera attraverso un corridoio dove una mina da 500 dollari può paralizzare un cacciatorpediniere da 4 miliardi di dollari. Il radar di un incrociatore Aegis può tracciare centinaia di bersagli a 400 chilometri di distanza, ma non può rilevare una mina a tre metri di profondità. Un F-35 può effettuare attacchi di precisione a Mach 1.6, ma non può bonificare una rotta marittima. Le risorse non sono adatte alla missione. È come chiedere al martello più costoso del mondo di infilare un ago. Trump ha dichiarato alla CBS che le scorte sarebbero iniziate “il prima possibile” e “quando ragionevole”. Il suo Segretario all’Energia ha pubblicato un post in cui affermava che un transito scortato era già avvenuto, salvo poi cancellarlo quando la Casa Bianca ha confermato il contrario. Il Presidente del Parlamento iraniano ha deriso l’affermazione definendola una “PlayStation”. L’AIE ha proposto il più grande rilascio di riserve della storia perché lo stretto che la Marina non può scortare rimane di fatto chiuso.

        Ghalibaf non aveva torto. Le scorte non esistono. Non perché all’America manchi la volontà. Perché la Dottrina Mosaic ha creato un contesto di minaccia in cui il costo di un fallimento della scorta supera il costo di un rifiuto della scorta stessa. Una mina che colpisca una petroliera scortata causerebbe un incidente con vittime, una catastrofe assicurativa e un’umiliazione strategica che tre gruppi d’attacco di portaerei non possono assorbire. La Marina non si rifiuta di aiutare. Si rifiuta di perdere.

        Settecento petroliere attendono. Tre portaerei osservano. E il corridoio di 33 chilometri che le separa rimane il varco più costoso del mondo.’

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Con poche malevole e disoneste imprecisioni, una ottima descrizione della situazione tattica

          manca la considerazione se le marine occidentali abbiano ANCHE mezzi navali per una guerra in acque costiere, lavoro a cui le portaerei sono totalmente inadatte

          e se le nazioni occidentali siano pronte a sbarcare sui resti delle basi iraniane, per garantire che non operino più, costi quel che costi

          la differenza tra una guerra e una buffonata, secondo me

          Ciao!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “manca la considerazione se le marine occidentali abbiano ANCHE mezzi navali per una guerra in acque costiere”

            Hai toccato un punto cruciale.

            Non sono molti i Paesi NATO dotati di queste capacità – e in particolare delle truppe addestrate per combattere combattimenti del genere.

            Uno di questi Paesi è certamente l’Italia, coi suoi Lagunari. Questi vincono regolarmente tutte le competizioni sull’addestramento fra le forze armate dell’Alleanza – anche contro gli U.S. Navy Seals. Tuttavia, numericamente sono pochi.

            Si potrebbe pensare a un nuovo sbarco in Normandia, o a una replica della prima guerra del Golfo: in quei casi la maggior parte dei soldati Occidentali non sapeva neanche nuotare – altro che Lagunari – ma si compensava col numero.

            Il punto è che non ci sono neanche abbastanza mezzi da sbarco, o meglio non c’è modo di portarli rapidamente in numero sufficiente nel Golfo Persico.

            Oltre a tutto, proprio nel campo del naviglio leggero per combattimento in ambiente costiero la U.S. Navy ha collezionato negli ultimi anni tutta una serie di figuracce relative sia alla qualità delle forniture sia delle prestazioni degli ultimi modelli entrati in servizio.

            Per contro, l’Iran gioca in casa. Ha abbondanza di droni di piccole dimensioni che possono essere lanciati da singoli individui sparpagliati sulla sua lunghissima costa – un po’ come gli Stinger spalleggiati delle campagne in Afghanistan. Tali droni sono guidati con fibra ottica in modo da risultare immuni alle contromisure elettroniche.

            Inoltre sembra che Teheran disponga di migliaia di barchini – tipo i brulotti dell’epoca di Francis Drake, per intenderci – che a loro volta possono essere usati per lanciare droni: droni navali usati come lanciatori di droni aerei, per intenderci.

            Infine ci sono le tradizionali mine, che già decisero le sorti delle navi Francesi a Gallipoli e che possono essere lanciate da droni inviati dalla terraferma senza neanche mettere in mare dei dragamine.

            Di sicuro reparti USA d’élite come l’82^ AirBorne potrebbero facilmente mettere piede su Kharg trasportati dagli elicotteri.

            Il problema allora sarebbe tirarli fuori di lì. Per capirci: sarebbe una nuova Gallipoli.

            Senza contare che a quel punto tutti gli impianti di estrazione del Golfo, nessuno escluso, verrebbero annientati. E vista la parziale distruzione della copertura radar USA a opera dei primi bombardamenti Iraniani, Trump non ci potrebbe fare proprio niente.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Solo io mi sono accorto che fino ad oggi l’Iran non ha ancora lanciato NEANCHE UN ipersonico? Contro un ipersonico i sistemi di protezione della Lincoln o della Ford rischiano di non essere migliori dello stesso Iron Dome.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              La Lincoln era stata spostata molto lontana dalle coste iraniane proprio per evitare che fosse in pericolo.

            • PinoMamet scrive:

              Io so una sega di cose militari, ma mi pare che persino la Russia i missili ipersonici non è che li sprechi, li usa col contagocce.
              Siamo sicuri che l’Iran li abbia?

              Per il resto, è sicuramente preparatissimo a una guerra asimmetrica.
              Però ricordo che lo dicevano anche dell’Iraq di Saddam….

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “abbia”

                https://it.euronews.com/2025/06/18/fattah-il-missile-ipersonico-delliran-che-sfida-israele-400-secondi-per-arrivare-a-tel-avi

                Sembra che ne abbia già lanciato uno su Tel Aviv quando Israele attaccò il giugno scorso.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sono situazioni completamente diverse.

                La forza iraniana non sta tanto negli armamenti, quanto nella coesione dell’apparato statale.
                L’Iraq, come la Libia, come molte società arabe, ha una società su base clanica e Saddam e Gheddafi erano praticamente capi tribù che avevano vinto sulle altre. Ci è voluto poco a sobillare le altre, indebolendo la loro: caduti loro si sono imposti altri gruppi, famiglie, clan.

                L’Iran ha proprio un’altra struttura sociale. Ha sì delle faglie (etniche, sociali, ecc.), ma ha un nucleo di coesione politico-sociale, amministrativa, economica e militare fortissima legata all’Islam sciita e al regime. È lì la forza dell’Iran.

                Poi nessuno ha la palla di vetro: magari cedono. Ma sono sicuramente più coriacei sia di Saddam che, a maggior ragione, della Libia, che non richiese nemmeno un intervento di terra.

                In generale sono scettico sull’arruolabilità dei semiti alla causa antimperialista: endemicamente divisi da secoli, almeno da quando si sono arabizzati (l’epoca dei grandi imperi semitici è finita), mentre dal mondo indoeuropeo qualcosa ancora può venire e lo stiamo vedendo contemporaneamente con Russia e Iran, che hanno moltissime fragilità ma tengono.

                L’Europa semmai è il buco del mondo, forza economica e nulla politico e morale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “sono situazioni completamente diverse.”

                Concordo abbastanza sulla prima parte dell’analisi, poi mi perdo con i Semiti e gli Indoeuropei.

                Che erano un gruppo linguistico partito dall’Ucraina più o meno millenni fa. E che oggi comprendono inglesi, irlandesi, francesi, neri americani anglofoni, ebrei americani anglofoni, tedeschi, bengalesi dalla pella scurissima, zingari, iraniani non azeri e non baluchi, afghani non mongoli…

                Poi semiti sono la vastissima parte dei popoli maledetti nell’Antico Testamento per idolatria e dintorni!

              • Peucezio scrive:

                Comunque sono un po’ colpito da come tu sia molto obiettivo e spassionato in generale, proprio poco ideologico, e come quando c’entra Israele invece non riesci a non diventare (legittimamente, sia chiaro: lo fai in modo rispettoso e argomentando) di parte.

                Un osservatore neutro potrebbe essere molto critico col regime degli ayatollah (ma ce n’è di peggio, pensa ai sauditi, se la misura è la condizione della donna, l’autocrazia, la tolleranza verso altri culti, la laicità, ecc.), ma molto difficilmente, malgrado ciò, potrebbe simpatizzare con la parte di Trump e Netanyahu.

              • PinoMamet scrive:

                Netanyahu e ancor di più Trump sono agli antipodi del mio modo di essere e di concepire i valori umani, ma questo non riesce proprio a farmi trovare simpatici gli ayatollah…

                a me sembra che molti in Italia o in Occidente li abbiano scambiati per un surrogato di socialismo, oppure ragionino semplicemente in base alla logica del “nemico del mio nemico è mio amico”, ma in entrambi i casi mi sembra un abbaglio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Netanyahu e ancor di più Trump sono agli antipodi del mio modo di essere e di concepire i valori umani, ma questo non riesce proprio a farmi trovare simpatici gli ayatollah”

                Ma poiché è ormai stato detto e stradetto che il regime change non è in programma, pure se Usraele vince alla fine della fiera ci saranno ancora in giro al loro posto Trump, Netanyahu e i Pasdaran.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “ma questo non riesce proprio a farmi trovare simpatici gli ayatollah…”

                Questo è del tutto legittimo (in realtà è legittimo tutto, ci mancherebbe), ma il punto è che questa guerra difficilmente riuscirà a far cadere quel regime, anzi, per ora sembra lo stia consolidando e stia portando alla ribalta la sua ala più estrema, e questo era noto o facilmente immaginabile da subito.

                Per questo faccio fatica a capire la tua simpatia per questo intervento militare: mica si possono bombardare tutte le nazioni il cui regime non piace. A me non piace la Meloni, ma Dio ci scambi da bombardamenti qua in Italia!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “A me non piace la Meloni, ma Dio ci scambi da bombardamenti qua in Italia!”

                Eh, non sei fiorentino.

                Io conosco parecchi fiorentini che se Trump avesse promesso l’invasione per cacciare Nardella (l’attuale sindaca Funaro è più insipida) sarebbero stati a ballare in piazza mentre le bombe usane abbattevano il Duomo.

                E qualche tentazione l’avrei avuta anch’io, fino alla prima bomba.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “a me sembra che molti in Italia o in Occidente li abbiano scambiati per un surrogato di socialismo, oppure ragionino semplicemente in base alla logica del “nemico del mio nemico è mio amico”, ma in entrambi i casi mi sembra un abbaglio.”

                Credo più la seconda, ma io invece sento immancabilmente gli ossessivi distinguo (“nessuno qui difende il regime sanguinario degli ayatollah” e via discorrendo), quindi le posizioni filokhomeiniste sono comunque molto minoritarie.

                Quanto a me (ma tanto non ti rivolgevi a me), come sai le teocrazie mi piacciono e vorrei instaurarne una anche in Italia (con tanto di riapertura dei bordelli legali, come nella Roma papalina).

              • PinoMamet scrive:

                Come al solito 😉 la tua, Peucè, è una posizione ultra minoritaria ma coerente.

                Da amici iraniani mi risulta che la posizione della sinistra italiana, fuori dall’ufficialità ingessata delle dichiarazioni pubbliche, sia proprio “l’Iran teocratico è nemico degli USA quindi non venite a romperci i coglioni, non faremo manifestazioni per voi” il che li lascia in balia della destra.

                Che poi è più o meno la storia degli ebrei italiani negli ultimi decenni.

                Questa storia di alleati-vs-nemici, oltre ad anni e anni di antiamericanismo come valore assoluto, hanno costretto le minoranze che non rientravano perfettamente nello schema ad adattarsi ad esso, a forza.

                Per cui hanno schiacciato la formina triangolare nel buco quadrato, come in quei giocattoli da asilo nido, hai presente?

                Viene da pensare che se domani gli USA diventassero socialisti e abolissero le forze armate, certi amici di sinistra avrebbero comunque da ridire.

                E nel contempo, i politici di destra (molti dei quali non credo amino ebrei e persiani più dei pappataci e dei bacherozzi) sono ben contenti di avere per una volta l’occasione di appropriarsi della retorica di sinistra, facendo i “Buoni” che proteggono le minoranze.

                Tanto meglio poi se queste minoranze vengono identificate con i carri armati di Netanyahu e le portaerei di Trump.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                però sai che davvero non mi è chiaro a quale sinistra ti riferisci?
                Certo, frange estremiste così ci saranno pure, ma cosa contano?
                È dalla caduta del Muro che la sinistra in Italia è diventata il baluardo dell’atlantismo, infatti accusava Berlusconi di essere troppo filorusso. E dopo Berlusconi, Salvini, che infatti per anni è stato la loro bestia nera.

                D’accordo sull’ultima considerazione sulla destra.
                D’altronde se si costruisce la propria identità sul complesso d’inferiorità (perché si è persa la guerra, ecc.) è naturale rivendicare con ancora più energia i valori altrui.

              • PinoMamet scrive:

                Direi che parlo della sinistra tipo ANPI, quei gruppi a sinistra del PD che occasionalmente possono votarlo “strategicamente ” (anzi, spesso lo fanno) ma nel cuore continuano ad avere un’idea di sinistra più radicale e non atlantista.

                Direi che da queste parti rappresentano il sentire comune del ceto medio “intellettualizzato ”
                I figli e i nipoti degli operai, arrivati alla sospirata laurea per poi scoprire che non serve più a un cazzo.

                Altrimenti col cazzo che I ricchi li lasciavano laureare…

                Ma questo è un altro discorso.

              • Francesco scrive:

                Pino

                posso aggiungere la Schlein alla schiera degli stronzi di sinistra privi di valori propri, che scelgono e votano solo per faziosità?

                E con questo non intendo dire nulla, tanto meno di positivo, sulla destra italiana.

                Mi attengo strettamente al tema dello scambio di battute.

                Ciao

          • PinoMamet scrive:

            “Non sono molti i Paesi NATO dotati di queste capacità – e in particolare delle truppe addestrate per combattere combattimenti del genere”

            mah, il solo corpo dei Marines americani conta 200.000 persone
            (più del doppio dell’intero Esercito Italiano…)

            e mi pare che tutti i maggiori paesi NATO, perlomeno quelli con uno sbocco al mare, dispongano di forze simili…

            certo ci sono i problemi logistici che dici tu, ma insomma, se c’è stato lo sbarco in Normandia, non credo che lo sbarco in Iran sia così impossibile…

            se ci fosse la volontà politica di farlo.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ pino mamet

              “se c’è stato lo sbarco in Normandia, non credo che lo sbarco in Iran sia così impossibile”

              Né lo sbarco in Normandia, né quello a Gallipoli, né l’attacco a Okinawa, né la prima guerra del Golfo sono avvenuti sotto una pioggia continua di missili e droni (o un equivalente bombardamento di artiglieria) che non si riesce ad intercettare. E non si riesce ad intercettare perché alcuni snodi centrali della catena radar sono stati distrutti né sono rimpiazzabili a breve.

              Al contrario, l’Ucraina dimostra che quando l’avversario può intercettare la minima concentrazione di truppe prima che questa raggiunga la massa sufficiente a rendere possibile uno sfondamento delle linee nemiche allora ogni avanzata può avvenire solo a piccoli gruppi, e quindi molto lentamente. (E’ il motivo per cui in Ucraina non esistono le ‘onde umane’ cui si era abituati a Verdun e in Corea).

              Ora, se la guerra durasse molti mesi o addirittura anni allora potresti avere ragione. Se infatti in quattro anni Putin in Ucraina riesce ad avanzare piano ma regolarmente, a maggior ragione avendo tempo lo possono fare gli USA. In fondo, gli USA per la Difesa spendono un triliardo di dollari all’anno contro i dieci miliardi di dollari degli Iraniani.

              Ma prima d’allora il Golfo come cornucopia di petrodollari avrebbe comunque smesso di esistere. E’ dubbio che lo sforzo bellico rimarrebbe sostenibile in un quadro economico mondiale devastato. E a novembre in USA ci sono le elezioni.

              Teheran sta dimostrando di non aver bisogno dell’atomica: sue armi sono lo stretto di Hormuz e il passare del tempo.

              Nei primissimi giorni del conflitto gli aggressori hanno sbagliato due volte: non sono riusciti a fare cadere il governo Iraniano decapitandone i vertici, e non hanno evitato la distruzione immediata dei propri radar più grandi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Né lo sbarco in Normandia, né quello a Gallipoli, né l’attacco a Okinawa, né la prima guerra del Golfo sono avvenuti sotto una pioggia continua di missili e droni (o un equivalente bombardamento di artiglieria) che non si riesce ad intercettare. ”

                Ma è ovvio che gli Stati Uniti vinceranno questa guerra, come hanno sempre vinto tutte le altre. Bisogna vedere a lungo termine, come in Iraq o in Vietnam o in Afghanistan.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “ovvio”

                Ramses diceva di avere trionfato su Mutawalli, e Mutawalli su Ramses.

                In questo senso gli USA – che dominano il nostro immaginario – ‘vincono’ sempre.

                E infatti continuano a propinarci film sulle uniche guerre che hanno vinto davvero tanti anni fa: contro l’Asse, contro i Pellerossa, contro il Messico e poche altre (contro la Spagna no, per political correctness col mondo Latino).

                Poi nel mondo reale da Saigon sono scappati, da Kabul pure, i banderisti li hanno mollati, in Siria al governo hanno Al Qaeda, hanno tradito i Curdi tante di quelle volte che adesso ne vengono spernacchiati, e nel Golfo ce li hanno tirati giusto i correligionari di Epstein.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              “Ora, se la guerra durasse molti mesi o addirittura anni allora potresti avere ragione. Se infatti in quattro anni Putin in Ucraina riesce ad avanzare piano ma regolarmente, a maggior ragione avendo tempo lo possono fare gli USA. In fondo, gli USA per la Difesa spendono un triliardo di dollari all’anno contro i dieci miliardi di dollari degli Iraniani. ”

              Tra l’altro il fronte interno in un paese occidentale, anche bellicista come gli USA, non ha certo la tenuta della Russia.
              Anni du guerra con l’Iran, con migliaia di soldati morti, oggi sarebbero semplicemente impensabili.

            • PinoMamet scrive:

              “Né lo sbarco in Normandia, né quello a Gallipoli, né l’attacco a Okinawa, né la prima guerra del Golfo sono avvenuti sotto una pioggia continua di missili e droni (o un equivalente bombardamento di artiglieria) che non si riesce ad intercettare. ”

              se lo dici tu…

              io Salvate il soldato Ryan l’ho visto 😉 e non mi pare che fosse una passeggiata lo sbarco in Normandia.

              Ma manco quello ad Anzio…

              Ma mi sa che avete un po’ tanta fiducia nelle capacità iraniane…

              ma per venire a cose che interessano a me:

              quanto è antipatico Chalamet?
              e che merda di film è Marty Supreme???

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino manety

                “Normandia”

                In Normandia lo sbarco è riuscito perché Hitler era convinto che l’attacco sarebbe arrivato da Calais.

                “Anzio”

                E difatti gli Statunitensi ad Anzio sono rimasti inchiodati un bel po’ sotto il fuoco di un pugno di Tiger. Ne sanno qualcosa i Romani, che si aspettavano un arrivo rapido degli Alleati… che non arrivavano mai.

                E comunque i tuoi esempi vengono proprio nel mio carrugio: in entrambi i casi gli Alleati non avevano il vincolo di dover vincere in poche settimane prima che l’economia saltasse per aria.

                Dove lo sbarramento di artiglieria in difesa c’è stato gli attaccanti o hanno fallito (come a Gallipoli) o appunto hanno perso tempo (ad Anzio), tempo che oggi non si possono permettere di perdere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. sugli Oscar so che il film che ha vinto è stato giudicato dai miei familiari che l’hanno già visto un’immonda schifezza. Io non l’ho visto, per cui non lo so.

              • Francesco scrive:

                Direi che i giudizi militari di Andrea sono al 98% simpatie politiche e al 2% nozioni militari appiccicaticce

                Il fatto che sia stato un ufficiale di artiglieria lo rende molto più preoccupante!

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “2%”

                Ti ringrazio per il contributo quanto mai costruttivo e argomentato al dibattito.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                dai, tiri fuori la storia di Gallipoli che c’entra come i cavoli a merenda e io dovrei dedicarti più tempo?

                e i barchini di Francis Drake e i droni filoguidati … che vuol dire gittata limitata e centri di comando vulnerabili

                davvero, sei illeggibile, ti salva solo che non imiti Travaglio nel sarcasmo da ufficiale della Gerstapo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Più che altro nel 1944 potevi mandare al massacro centinaia di migliaia di uomini senza particolari ripercussioni sul fronte interno, mentre oggi alle prime perdite l’opinione pubblica americana comincerebbe a rumoreggiare.
                In ogni caso, senza andare negli anni ’40, abbiamo un esempio di occupazione di isola ristretta in condizioni simili: l’Isola dei Serpenti. Tenerla fu considerata troppo complicato dai russi, che quindi preferirono lasciarla nella terra di nessuno.

              • Francesco scrive:

                però basterebbe distruggere gli impianti petroliferi per danneggiare molto gravemente l’Iran, mi par di capire.

                e sulle perdite di un intervento di terra: avete analisi militari più serie di “sarà un nuovo Vietnam”?

                Ciao

                F il contrario a questa guerra.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “e sulle perdite di un intervento di terra: avete analisi militari più serie di “sarà un nuovo Vietnam”? ”

                Certo: tu vedi schierate in quel teatro le centinaia di migliaia di soldati che servirebbero per l’operazione? Io no, per cui una domanda dovresti fartela.

              • Francesco scrive:

                io sono un dilettante

                dato il dominio dell’aria di cui USA e Israele godono, non vedo perchè servirebbero così tanti soldati

                se l’Iran volesse schierare grossi contingenti di truppe, questi verrebbero attaccati e distrutti dal cielo

                almeno, questo è lo scenario che mi sembra più ragionevole

                ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non hai capito una cippa di quello che ho scritto e hai ridotto la cosa ad uno di quei filmetti girati a Los Angeles. Non stavamo parlando dello scenario in cui l’Iran invade gli Stati Uniti per cui deve concentrare truppe.

              • Peucezio scrive:

                Francsco,
                sì, infatti la Russia in Ucraina è penetrata come nel burro e in pochi giorni è arrivata a Leopoli, perché l’Ucraina ha ammassato le truppe, ma i russi le hanno bombardate e distrutte dal cielo.

              • Francesco scrive:

                Scusa, pirletta saccentello, tu come lo respingi lo sbarco in forze del nemico? con la guerriglia?

                Per Peucezio: l’aviazione russa non è paragonabile a quella USA e la contraerea ucraina, rinforzata dall’Occidente, non è quella iraniana.

                Avrai notato che Putin usa solo missili e droni e non aerei, per bombardare.

                Io ho abbozzato uno scenario in base alle mie conoscenze militari, con somma umiltà.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Non ho mai sentito una cosa del genere.
                Se fosse così semplice l’avrebbero già fatta.

                Un territorio comunque non si controlla solo con i militari: se hai la popolazione contro mica puoi sterminarla tutta.

              • PinoMamet scrive:

                Mmm
                No, l’America ha vinto contro il Giappone.

                Il Giappone della Seconda Guerra, quello dei kamikaze, quello con i soldati dispersi nella giungla che si arrendono dopo trent’anni e solo perché gllielo ha ordinato il loro ufficiale, quello di Iwo Jima…

                È vero, ci sono volute due bombe atomiche.

                Ma nessuno paragonerà l’Iran con le sue divisioni etniche, ma soprattutto con la sua fortissima divisione sociale tra islamici, occidentalizzati e “antico persiani”
                (Ieri hanno festeggiato una roba che si chiama tipo “falò del mercoledì notte”, credo anticipato per qualche motivo, che è una festa che il regime reprime a colpi di mitra e carcere perché “pagana”..)

                nessuno, dicevo, lo paragonerà al ferreo e compatto Giappone della Seconda Guerra
                (Quello dei kamikaze che scrivono “pur apprezzando il pensiero del filosofo italiano Benedetto Ctoce, il mio dovere è morire in guerra”)

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                non ho pensato nè scritto che sia semplice

                resto contrario a questa guerra

                dico che non mi pare impossibile nè richiedere centinaia di migliaia di soldati, l’operazione per presidiare lo stretto di Hormuz

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ma gli USA mica hanno imposto un cambio di regime in Giappone.

                Arrendersi con due bombe atomiche in testa è normale.
                Perché significa che se continui vieni annientato.

                Qui è una situazione completamente diversa e le bombe atomiche non le possono usare per una serie di motivi.
                Almeno gli Americani; Israele è capace di tutto.

                Però, appunto, devi usare l’atomica, con tutto quella che ne consegue.

              • Francesco scrive:

                >>> ma gli USA mica hanno imposto un cambio di regime in Giappone.

                scusa ma questa è una solenne corbelleria! gli USA hanno scritto la Costituzione giapponese e creato la democrazia nipponica.

                i leader del Giappone militarista e nazionalista sono stati processati e fucilati.

                faccio fatica a pensare a un caso di cambio di regime più esemplare di quello giapponese post-1945!

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “accio fatica a pensare a un caso di cambio di regime più esemplare di quello giapponese post-1945!”

                Vero!

  58. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    …ed ecco l’analisi di un altro commentatore:


    Due giorni fa, ho scritto che la situazione strategica nella guerra con l’Iran avrebbe costretto Trump ad aumentare la sua propensione al rischio, e che ciò avrebbe incluso un’invasione di terra limitata. Ora, tutti parlano proprio di questo. Qui spiego perché, e perché peggiorerà notevolmente la situazione per gli Stati Uniti.

    Come ormai è ben noto, l’Iran ha risposto agli attacchi di controffensiva di Stati Uniti e Israele (contro unità militari, centri di comando e controllo civili e militari e infrastrutture a duplice uso civile-militare come le raffinerie di petrolio) con attacchi di controvalore (contro gli alleati degli Stati Uniti nella regione e bloccando lo Stretto di Hormuz). Persino gli attacchi iraniani contro obiettivi militari statunitensi mirano a rafforzare questa strategia di controvalore: ogni sistema THAAD distrutto rende più probabile che l’arsenale iraniano rimanente, composto da missili e droni, colpisca il bersaglio e infligga danni.

    Nonostante gli Stati Uniti abbiano ottenuto numerose vittorie tattiche, infliggendo pesanti colpi all’Iran, eliminando gran parte della sua classe dirigente e causando ingenti danni economici, non hanno raggiunto l’obiettivo strategico del cambio di regime. L’Iran, d’altro canto, si sta avvicinando al suo obiettivo strategico di infliggere danni economici così ingenti da costringere gli Stati Uniti a fermarsi.

    Ora che la guerra è iniziata e l’Iran ha il coltello dalla parte del manico, Trump non può inscenare il suo spettacolo alla P.T. Barnum, dichiarare vittoria e voltare pagina. Come scrivo ormai da giorni, nonostante le superficiali supposizioni di molti commentatori che dovrebbero saperne di più, se ci prova mentre l’Iran sta ancora attaccando, perderà la presidenza e gli Stati Uniti subiranno una pesante sconfitta strategica.

    Ma neanche quello che sta facendo ora funziona. Quindi cosa può fare? Negoziare con l’Iran? Sì, in teoria, ma il prezzo minimo richiesto da Teheran probabilmente assomiglierebbe esattamente alla sconfitta strategica che subirebbe ritirandosi unilateralmente mentre l’Iran sta ancora sparando.

    Pertanto, a mio avviso, Trump probabilmente considererà l’escalation non solo come la migliore tra le opzioni peggiori, ma anche come l’unica che gli offra la possibilità di uscirne vincitore. Ciò richiederà che si assuma rischi maggiori di quanto vorrebbe, ma anche una scommessa azzardata offre la prospettiva di una vittoria che l’accettazione della sconfitta non garantisce.

    Cosa significa “escalation” in questo contesto?

    Innanzitutto, sposterà i bombardamenti da tattici a strategici. Vale a dire che anche l’aeronautica statunitense si sposterà nel territorio del controvalore, nella speranza di eguagliare il danno economico che l’Iran sta infliggendo al mondo.

    Il problema qui è duplice: uno riguarda la fattibilità operativa e l’altro i risultati.

    Per quanto riguarda il primo punto, mentre ci si aspettava che l’USAF avrebbe respinto sempre più indietro le basi A2 iraniane prima di distruggerle completamente, sembra che anche gli iraniani stiano spingendo sempre più indietro le basi dell’USAF. Ciò richiede più rifornimenti, meno tempo sopra l’obiettivo e quindi una frequenza di sortite molto ridotta. Questo non aiuta gli Stati Uniti a ottenere una supremazia aerea duratura.

    Il rischio, quindi, è che entrando nel campo dei bombardamenti strategici, Trump rischi di incorrere in ulteriori “incidenti” come quello che ha portato all’abbattimento dell’ultimo aereo cisterna sull’Iraq, e persino nell’abbattimento dei grandi, pesanti e lenti B-52, che gli sarebbero necessari per inviare direttamente sulle città iraniane affinché una seria campagna strategica abbia successo.

    Inoltre, è improbabile che funzioni. I bombardamenti strategici non hanno un curriculum migliore di qualsiasi altro tipo di bombardamento nel forzare un cambio di regime da soli, ovvero un fallimento del 100%. Anzi, è probabile che rafforzino ulteriormente la determinazione iraniana.

    Per quanto riguarda la seconda questione menzionata, un simile passo probabilmente peggiorerebbe la situazione per gli Stati Uniti. L’Iran potrebbe rispondere intensificando a sua volta la propria campagna di attacchi con missili e droni. Dato che gli alleati degli Stati Uniti nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e Israele sono molto più vulnerabili su questo fronte rispetto all’Iran, questo non sembra uno scambio vantaggioso. L’Iran manterrebbe il suo vantaggio in termini di tolleranza al dolore, ma la situazione sarebbe ora molto peggiore per gli Stati Uniti e le conseguenze economiche, sia a livello globale che locale, molto più acute.

    La seconda opzione per l’escalation sarà un’invasione di terra. Le menti mediocri della Casa Bianca si concentreranno erroneamente sulla chiusura dello Stretto di Hormuz come perno strategico di questa guerra. Apriamolo, diranno a Trump, e potremo bombardare l’Iran con calma, o quantomeno distruggere il paese. E, con l’inevitabilità che un fiume raggiunga il mare, concluderanno che un’invasione di terra è l’unico modo per farlo. Dopotutto, la Marina statunitense ha già (correttamente) chiarito che non può raggiungere l’obiettivo tramite scorte e convogli. Quindi cosa resta? Soldati sul terreno.

    Gli Stati Uniti dispongono di forze specifiche per questo scopo (il che renderebbe l’opzione più allettante). I loro ingenti corpi delle Forze Speciali (SEAL, Berretti Verdi, ecc.) potrebbero intervenire per primi, assicurandosi le zone di lancio e le teste di ponte. A questi seguirebbero unità d’élite come i Ranger dell’Esercito, l’82ª Divisione Aviotrasportata, la 101ª Divisione Aviotrasportata e il Corpo dei Marines. Queste unità si occuperebbero di mettere in sicurezza i principali corridoi logistici, in attesa dell’arrivo delle truppe di grosso calibro. Si potrebbe conquistare una zona profonda come, ad esempio, Shiraz e Zahedan.

    Ignoriamo per un attimo se ciò sia militarmente fattibile o politicamente tollerabile (nutro seri, seri dubbi data la topologia dell’Iran e la mia limitata conoscenza della politica statunitense), risolverebbe davvero il problema strategico che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare?

    NO!

    Se gli Stati Uniti riuscissero in qualche modo ad aprire lo Stretto (cosa tutt’altro che certa), l’Iran potrebbe semplicemente passare alla distruzione sistematica delle infrastrutture petrolifere della regione per raggiungere lo stesso obiettivo. A quel punto, non importerebbe più se lo Stretto fosse aperto o meno: non ci sarebbe alcuna fuoriuscita di petrolio o gas. Ed è proprio il flusso di petrolio, piuttosto che i mezzi specifici per fermarlo, il perno strategico della guerra.

    Penso che dovremmo essere grati che l’Iran abbia l’opportunità di chiudere lo Stretto, perché ciò significa che non è costretto a causare danni catastrofici permanenti alle infrastrutture petrolifere del Golfo (e quindi all’economia globale) per perseguire i suoi obiettivi strategici in una guerra esistenziale. Un’invasione di terra statunitense che aprisse, o sembrasse sul punto di aprire, lo Stretto eliminerebbe questa opzione e costringerebbe l’Iran a fare la cosa peggiore possibile per l’Occidente finché ne ha ancora la possibilità.

    Se pensate che il prezzo del petrolio stia già salendo alle stelle, aspettate che gli iraniani credano di poter tentare un’invasione di terra per aprire lo Stretto. Inevitabilmente, reagirebbero attaccando i pozzi e i terminali di Arabia Saudita, Bahrein, Qatar e Kuwait, e i mercati inizierebbero a scontare mesi, se non anni, di ingenti quantitativi di petrolio del Golfo. 100 dollari al barile sembrerebbero un’estate spensierata rispetto alla tempesta economica che si scatenerebbe.

    In questo articolo ho spiegato perché l’attuale ventaglio di opzioni a disposizione di Trump rende probabilmente l’escalation, sia nella guerra aerea che attraverso l’introduzione di una componente terrestre nel conflitto, la linea d’azione più allettante per lui. Ho poi spiegato perché tale escalation probabilmente non solo non porterebbe alla vittoria strategica degli Stati Uniti, ma peggiorerebbe significativamente la situazione.

    L’unico modo in cui gli Stati Uniti possono uscirne vincitori è distruggere la capacità iraniana di lanciare missili o droni. Ammetto che questo potrebbe accadere. Ma non siamo ancora vicini a questo punto. Questo lascia Trump impantanato in sabbie mobili circondate da mine: restare fermo e distruggere la sua presidenza, oppure tentare un’escalation, rischiando di peggiorare ulteriormente la situazione. È condannato sia che resti, sia che si muova.

    È colpa sua.

    di Collingwood

    #TGP #Usa #Iran

    Fonte: https://x.com/admcollingwood/status/2032533144063320290

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/envisager-limpensable-le-plan-iranien-pour-mettre-fin-a-la-presence-etasunienne-au-moyen-orient

      Cosa significa veramente per Trump fare retromarcia a questo punto.
      Fermo restando che da quelle parti, la vera scheggia impazzita è Israele.
      Non si sa mai cosa potrebbero combinare, presi dal fanatismo religioso.

      • Puffo giardiniere scrive:

        https://youtu.be/1tihM-V4VE8?si=Dym-xwPFpSxskdRE

        L’esperto cinese racconta la Storia da Napoleone in poi, in salsa euroasiatica.
        Ma io ahimé non so niente di storia.
        È una storia di terre contro mari e navi da guerra. Comunque interessante. Se non sbaglio questo era uno dei cavalli di battaglia di Peter Turchin, storico russo, non a caso.

        • Puffo giardiniere scrive:

          L’esperto cinese 2 la vendetta (non so se prenderlo sul serio o no).

          Dalla metà del video parla delle varie forme
          di religione che non so come definire, dato che è la prima volta che ne sento parlare.
          Insomma, per farsi una vaga idea ci sono gli israeliani religiosi che non vanno d’accordo con quelli laici, e il progetto della Grande Israele è di matrice religiosa.
          Ha una forte impronta messianica.
          Gerusalemme contro Tel Aviv.
          In America c’è un sacco di gente fuori di testa (i dettagli nel video).
          E quindi la soluzione più semplice nei confronti dell’Iran, che sarebbe stata un embargo, non è stata presa in considerazione per via del prevalere di tutte queste fantasie da fine del mondo.
          Il che non è qualcosa di molto rassicurante.

      • Francesco scrive:

        Da quando Bibi e i suoi sono fanatici religiosi scusa? pessime persone sì ma laici come Macron o Starmer o Putin.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il progetto di Israele è religioso proprio geneticamente: quella terra è loro perché Dio lo vuole. Se sei disposto a sterminare sulla base della tua religione, di solito ti viene dato del fanatico in Occidente.

          • Moi scrive:

            Moni Ovadia racconta di aver conosciuto Sionisti che dicevano:

            “Sono Ateo … MA quella Terra è nostra perché Dio ce la promise !”

            • Francesco scrive:

              mi paiono due stronzate.

              ma io sono di altra parrocchia e ne so ben poco.

            • PinoMamet scrive:

              Non ne ho idea,

              mi ricorda un po’ la storiella dell’ebreo ateo che si trasferisce in un’altra città e dovendo scegliere una buona scuola per i figli, li manda a una scuola cattolica.

              Dopo un po’, questi tornano a casa parlando della Madonna, della Trinità…

              Allora li prende da parte e dice:
              “Cosa sono queste storie??

              Esiste un solo Dio!

              E noi non ci crediamo!”

            • Peucezio scrive:

              C’era anche il tizio che proponeva a un altro di convertirsi alla sua religione e quello diceva: “se non credo a quella cattolica romana, che è l’unica e vera, figuriamoci se posso credere alla tua”.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “fanatici religiosi”

          OAAF

          Verissimo.

          Netanyahu e soci non sono religiosi. Sono solo fanatici. Non insultero’ mai la religione Ebraica definendoli altrimenti.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-lopzione_sansone_quando_la_fine_del_mondo_diventa_una_strategia/45289_65826/

          Fanatismo religioso Israele.
          Sono questioni di cui normalmente mi disinteresso, e francamente non so come la pensano gli israeliani al comando.
          Però il simbolismo è biblico.
          Muoia Sansone.
          Peraltro gira voce che Netanyahu sia morto.
          In un recente video di non so cosa, aveva una mano con sei dita.

    • Francesco scrive:

      Mi pare molto ma molto ma molto ottimista sulle capacità militari e industriali iraniane.

      A sentire Miguel, poi, basterebbe bombardare gli ultimi acquedotti funzionanti in Persia e la cosa finirebbe lì in brevissimo tempo.

      😉

      • Puffo giardiniere scrive:

        Acquedotti

        Non ne ho ancora sentito parlare, francamente.
        Dissalatori si, ma in Iran son poca roba, mentre per Israele e Stati del Golfo sono vitali.
        Con i semplici bombardamenti, dicono, fai poco.
        Servirebbe una invasione di terra, ma quanto sia una faccenda ostica lo spiega bene il cinese.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “brevissimo”

        Vero.

        Ma finirebbe ancora prima per tutti i paesi del Golfo schierati cogli USA fino a ieri che dai dissalatori dipendono come e più dell’Iran.

        Per non parlare di Israele, la cui agricoltura intensiva basata sulle serre – settore in cui detiene effettivamente risultati da primato mondiale – abbisogna di molta più acqua dolce di quella che si può ricavare dal povero fiume Giordano.

        L’Iraniano medio delle campagne è molto più vicino – quanto a consumo di risorse – al livello dei tradizionali pastori di capre e cammelli di quanto lo sua il cittadino medio del Qatar o l’agronomo del Negev.

        Quindi è più (scusa l’abusato termine) resiliente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Ah, io non so nulla, mi baso solo su quello che scrive Miguel.

          Auspico ormai di vivere in un mondo diverso, dove un buon 90% dei politici al potere sia invece impiegato nella pulizia di gabbie allo zoo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A me sembra un’analisi molto ottimista, mentre mi pare che la situazione bellica sia più o meno questa qua:

        https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQME3OU2dG-blGk2ZIEzkHGpHImqJp3Mfyu4w0HgL61xih1-i8zVBhaIaye&s=10

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “A sentire Miguel, poi, basterebbe bombardare gli ultimi acquedotti funzionanti in Persia e la cosa finirebbe lì in brevissimo tempo.”

        In effetti… hanno embargato (?) l’Iran per decenni, adesso hanno distrutto una delle principali fonti energetiche per gli iraniani. Se poi togli l’acqua a 90 milioni di iraniani, bastano cinque giorni senza acqua per morire di sete. Ma tu sei a destra di Trump, spero che non ti ascolti.

        • Francesco scrive:

          Ma perchè pensate tutti che scrivere una cosa voglia dire auspicarla?

          Se dico che 2+3=5, non vuole dire che 5 mi piace.

          Sono contrario a questa guerra, anche se per motivi diversi da chi sostiene l’immondo regime che opprime la Persia.

          Ciao

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Sono contrario a questa guerra, anche se per motivi diversi da chi sostiene l’immondo regime che opprime la Persia.”

            Mi fa piacere.

            Infatti l’unica cosa che noi meschini qui in Italia possiamo fare, è contrastare la guerra.

            Su quello che succede dentro l’Iran, possiamo capirci e fare ben poco.

  59. Puffo giardiniere scrive:

    Naturalmente, il modo più rapido per far scendere i prezzi del petrolio sarebbe porre fine alla guerra con l’Iran. Il modo più rapido per farlo sarebbe accogliere tutte le richieste dell’Iran, che includono il mantenimento del suo programma di sviluppo nucleare, il mantenimento del suo esercito senza restrizioni sugli armamenti, le riparazioni per i danni subiti e le garanzie internazionali che non verrà attaccato di nuovo.

    Considerato il rifiuto di queste richieste da parte di Israele e degli Stati Uniti, e data la fornitura apparentemente illimitata di droni e missili da parte dell’Iran e il suo controllo sullo Stretto di Hormuz, possiamo aspettarci che la guerra si protragga fino a quando Israele e gli Stati Uniti non prenderanno il controllo dell’Iran con forze di terra o non accetteranno alcune o tutte le richieste dell’Iran. Altrimenti, non ci sarà modo pratico di garantire la sicurezza delle petroliere che transitano nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz. Valutate la probabilità che una delle due parti ottenga ciò che desidera a breve termine per poter stimare per quanto tempo il mondo soffrirà di una drastica carenza di petrolio.
    https://www.resilience.org/stories/2026-03-15/oil-price-manipulation-an-unrecognized-stratagem-and-an-unhinged-plan/

    Kurt Cobb, benché sia un dei più grandi jettatori del mondo, riesce spesso a cogliere il punto.
    Perché è inutile raccontarsi sempre favolette a lieto fine. “La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo”. Come diceva il compianto Freak Antoni

  60. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    C’è una categoria che manca nel dibattito sulla guerra in corso contro l’Iran, e la sua assenza spiega perché chi la combatte continua a sbagliare tutto.

    L’Iran non è un movimento partigiano come l’FLN algerino, che era un fronte senza dogma unificante – coalizione di nazionalisti, socialisti, comunisti, conservatori – tenuto insieme da un unico obiettivo: cacciare il colonizzatore. Non è il Vietnam del Nord, che era uno stato su una parte del territorio con una dottrina esportabile – il comunismo – ma dipendente da Mosca e Pechino e limitato geograficamente. Hamas, Hezbollah, gli Houthi sono milizie, entità subnazionali che usano tattiche di guerriglia perché non hanno alternativa: la loro asimmetria è coatta, non scelta.

    L’Iran è qualcosa di diverso e di storicamente nuovo: rappresenta il primo caso storico di stato che adotta strutturalmente la dottrina della guerra partigiana come scelta strategica sovrana, combinando la legittimità e le risorse di uno stato con la logica operativa del movimento di resistenza. Ha un esercito regolare, missili balistici, una marina, istituzioni riconosciute, è uno stato westfaliano a tutti gli effetti. E tuttavia ha scelto deliberatamente la dottrina della guerra partigiana come strategia sovrana: saturazione con armi economiche, logoramento, accettazione consapevole delle perdite territoriali pur di rendere insostenibile il costo per l’avversario. Non perché non potesse fare altrimenti, ma perché ha valutato che fosse la strategia ottimale contro una superiorità convenzionale schiacciante.

    Questa scelta ha una conseguenza economica devastante per chi lo combatte. Un drone Shahed costa ventimila dollari. Un intercettore THAAD costa 12,7 milioni. L’Iran ha lanciato nella prima settimana di guerra cinquecento missili balistici e quasi duemila droni. La matematica è impietosa: la guerra povera fa pagare un costo insostenibile alla guerra ricca: non sul campo di battaglia, ma nelle catene di fornitura, nei bilanci, nelle scorte di intercettori che si esauriscono più velocemente di quanto possano essere prodotti.

    Ma la novità più profonda non è militare: è strutturale. L’Iran ha istituzionalizzato una contraddizione che tutti i movimenti di liberazione hanno dovuto scegliere essere stato o essere rivoluzione. L’Algeria dopo il 1962 scelse di essere stato e smise di essere rivoluzione. Cuba tentò entrambe e fallì. L’Iran no: ha costruito deliberatamente una dualità permanente. L’esercito regolare è lo stato westfaliano. I Pasdaran – le Guardie della Rivoluzione – sono la rivoluzione permanente, con le loro reti regionali, le loro ramificazioni in Yemen, Iraq, Libano, tutte accomunate non da un’ideologia laica ma da una fede: l’Islam sciita come identità, memoria, trauma fondativo. Non si sceglie di essere sciiti come si sceglie di essere comunisti. È famiglia, lutto, corpo. Karbala non è un evento storico: è un paradigma cosmologico che si ripete.

    Il risultato è un internazionalismo religioso che non è un’alleanza tra stati, non è un’Internazionale leninista, ma una rete transnazionale tenuta insieme da una grammatica esistenziale comune che non ha bisogno di un centro di comando esplicito per coordinarsi.

    E poi Stati Uniti e Israele hanno fatto il regalo più grande: hanno creato il pantheon. Soleimani, Nasrallah, Khamenei: ogni eliminazione mirata che pensavano risolvesse un problema strategico ha prodotto un martire che moltiplica la coesione della rete. Nella teologia sciita la morte del leader giusto per mano dell’oppressore non è una sconfitta: è la conferma della sua giustizia. È la struttura narrativa di Karbala. Un generale vivo può sbagliare, può deludere, può invecchiare. Un martire è eterno e perfetto. Hanno riscritto, con i loro missili, il copione che l’altra parte aspettava.

    Ma c’è un ultimo errore, forse il più grave. Israele ha colpito le banche di Hezbollah (L’istituto Al Qardh al-Hassan) e la più grande banca iraniana (Bank Sepah). Nel mondo sciita khomeinista la banca non è un istituto finanziario: è l’infrastruttura materiale della teologia. È il meccanismo attraverso cui si distribuisce la zakat, si finanziano le opere caritative, si mantiene il patto con i mustazaafin, i più deboli, gli oppressi, i dannati della terra di Fanon. Khomeini costruì il consenso della rivoluzione su questa rete capillare di solidarietà materiale. Colpirla non indebolisce la narrativa della resistenza: la conferma. Dimostra, nella vita quotidiana di milioni di poveri, chi sono i nemici dei deboli. È la migliore propaganda possibile, realizzata dalle bombe israeliane stesse.

    Mettendo tutto insieme: si sta combattendo con la logica della guerra convenzionale – decapita la struttura, taglia i finanziamenti, distruggi le infrastrutture – una forma politica che non è una struttura convenzionale. È una rete simbolica, sociale, militare e religiosa volutamente costruita per essere indistruttibile proprio attraverso la distruzione. Ogni bomba che cade rafforza la narrativa. Ogni martire consolida il pantheon. Ogni banca colpita dimostra ai poveri da che parte sta l’oppressore.

    E se lo stato iraniano dovesse essere smembrato o sconfitto, i Pasdaran senza stato – addestrati, armati, formati in una cultura del martirio che non dipende da nessuna istituzione per sopravvivere – si distribuirebbero in una regione che va dal Libano al Pakistan, dall’Azerbaijan al Bahrain, con ramificazioni in tre continenti. Non più contenuti da nessuna struttura statale, senza niente da perdere, con martiri potentissimi e una narrativa di resistenza più forte di prima. Uno stato iraniano ostile è deterribile. Uno sciame di Pasdaran senza stato non lo è.

    E mentre tutto questo accade, tre segnali dicono quanto profondamente questa guerra stia sfuggendo al controllo narrativo di chi l’ha scatenata.

    La Turchia si aspettava milioni di rifugiati iraniani in fuga dalle bombe. Ha visto invece migliaia di iraniani che attraversano il confine in direzione opposta, per rientrare a difendere la patria. Non necessariamente il regime: l’Iran. La civiltà persiana di quattro millenni che non si lascia ridurre all’equazione “regime uguale popolo”. Il nazionalismo ferito produce ciò che anni di opposizione politica non riescono a costruire.

    E poi c’è Gaza. L’Iran viene attaccato dopo che il mondo ha assistito per mesi al genocidio palestinese trasmesso in diretta, documentato, negato dalle cancellerie occidentali. Per i poveri della terra, per il Sud globale, per chiunque si senta dalla parte degli umiliati, la sequenza è leggibile e brutale: chi difendeva i palestinesi viene ora bombardato dagli stessi che armavano chi li massacrava. L’Iran è diventato, nell’immaginario globale dei dannati, qualcosa che va ben oltre la politica regionale o la teologia sciita: è la promessa che si può resistere, è la vendetta simbolica di chi non ha mai avuto giustizia. Quella solidarietà non ha confini confessionali né geografici.

    Infine, c’è la Cina. I suoi strateghi non stanno guardando la guerra: stanno conducendo la più dettagliata valutazione possibile delle capacità reali americane in condizioni di conflitto ad alta intensità. Ogni intercettore THAAD sparato, ogni Tomahawk lanciato, ogni giorno di guerra è un dato sulla tenuta logistica e industriale dell’avversario che dovranno affrontare, un giorno, nel Pacifico. Vedono le scorte esaurirsi, i tempi di produzione che non reggono il consumo, la catena logistica sotto pressione. Stanno prendendo appunti. E non hanno bisogno di combattere per vincere questa guerra: gli basta aspettare che l’America finisca le munizioni.

    Questa guerra non può essere vinta. Può solo essere allargata. E il mondo lo sa.

    • PinoMamet scrive:

      “E tuttavia ha scelto deliberatamente la dottrina della guerra partigiana”

      Ma va là, chi ha scritto ‘sta roba, Bob Marley?

      Più che “scelto deliberatamente”, diciamo che la ha scelta come ripiego, per la difficoltà nel modernizzare del tutto gli armamenti occidentali ricevuti in eredità dall’esercito dello Shah.

      Gli iraniani sono studiosi e sono riusciti e mettere insieme una grossa forza missilistica, che bilancia le loro mancanze negli aerei (oltre a qualche Sukhoi, hanno in linea ancora i Tomcat americani del tempo di Checco e Nina…) e nella marina;

      e sono anche fanatici e hanno messo insieme i Pasdaran 😉

      Non prendiamoci in giro, credo siano una forza temibile, ma se gli USA facessero sul serio quanto durerebbero?

      Più di Saddam, certo, ma neppure lontanamente quanto l’Ucraina: l’Ucraina ha ricevuto armi e denaro (non poco) dall’Europa e dalla NATO, ha il sostegno internazionale, che sostegno ha l’Iran?

      e lo stato “dovesse essere smembrato o sconfitto” i Pasdaran si scopriranno da un giorno all’altro femministi e amanti di Israele, altro che.

      Solo che gli USA non faranno sul serio.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tutti

        Trovata in Rete

        La guerra contro l’Iran svela i limiti della potenza americana?

        La vera fragilità degli Stati Uniti in questa guerra non è la mancanza di mezzi in senso assoluto, ma la crescente sproporzione tra ambizione strategica, disponibilità materiale e capacità di sostenere un conflitto lungo. Il problema si manifesta anzitutto sul piano logistico ed economico: gli intercettori e i sistemi americani costano da dieci a cento, fino a mille volte più dei droni e dei missili impiegati dall’Iran.

        Questo significa che il rapporto tra spesa e rendimento si sta capovolgendo. Washington può anche conservare una superiorità tecnica, ma la paga a un prezzo tale da rendere sempre più difficile la durata. Quando la risposta costa infinitamente più dell’attacco, la superiorità rischia di trasformarsi in una trappola.

        Il complesso militare-industriale

        Per capire questa crisi bisogna tornare alla genesi del sistema americano. Il complesso militare-industriale nasce tra il 1939 e il 1940, quando gli Stati Uniti comprendono che la loro tradizionale struttura militare da tempo di pace è troppo ridotta per affrontare una guerra mondiale.

        La funzione originaria era semplice e formidabile: trasformare in tempi brevi una grande potenza economica in una macchina bellica capace di mobilitare risorse gigantesche. Era già accaduto durante la guerra civile americana, quando un esercito minuscolo fu ampliato fino a mobilitare quasi due milioni di uomini; accadde di nuovo nella Seconda guerra mondiale contro Germania e Giappone.

        Ma col passare dei decenni il meccanismo ha cambiato natura. L’avvertimento di Eisenhower nel 1960 non riguardava soltanto il rischio per le libertà pubbliche: riguardava il fatto che il complesso militare-industriale avrebbe potuto smettere di lavorare prioritariamente per l’efficacia sul campo e iniziare invece a lavorare per la propria riproduzione. È esattamente ciò che oggi appare.

        La guerra del Vietnam, in questa lettura, segna una svolta: da quel momento una parte crescente dell’apparato della difesa non punta più in primo luogo a produrre sistemi realmente decisivi, ma a generare profitto, proroghe, finanziamenti e nuove rendite.

        Gli esempi evocati sono eloquenti: il caccia F-35 e il cacciatorpediniere stealth Zumwalt, pensato in quindici esemplari e ridotto infine a tre, diventano il simbolo di un’industria che non costruisce per vincere, ma per continuare a finanziare sé stessa. Non è un dettaglio tecnico: è il segno che la logica della rendita ha preso il sopravvento sulla logica dell’efficacia.

        La rendita industriale divora la strategia

        Il meccanismo politico che sostiene questa degenerazione è altrettanto importante. Dirigenti e funzionari ruotano tra Pentagono, ministeri e grandi imprese della difesa; quando cambia l’amministrazione, rientrano nelle aziende, poi tornano negli apparati pubblici e orientano nuovamente leggi e commesse. In questo circuito, l’efficienza del materiale acquistato diventa secondaria rispetto alla protezione degli interessi del sistema.

        L’episodio ricordato sul Congresso americano è rivelatore: un parlamentare ammette di votare comunque i rifinanziamenti del programma F-35, pur sapendo che non funziona come promesso, perché nella sua circoscrizione lavorano centinaia o migliaia di persone legate a quella filiera. In altre parole, la decisione non dipende dalla validità strategica del programma, ma dalla sua utilità elettorale. Così la guerra viene subordinata alla geografia della rendita.

        In questo quadro si inserisce anche il richiamo a un atto presidenziale del 2026 volto a colpire la distribuzione di dividendi e le operazioni finanziarie delle imprese del settore: un segnale che una parte del potere politico americano percepisce ormai il sistema come una macchina quasi mafiosa, capace di assorbire fondi pubblici senza garantire né i tempi, né la qualità, né le quantità richieste dallo Stato federale.

        È qui che il nodo industriale si trasforma in nodo strategico: come si può elaborare una vera strategia di guerra se i mezzi materiali non bastano, non perché siano cattivi, ma perché sono pochi, costano troppo e arrivano tardi? Gli Arrow e i THAAD vengono descritti come buoni sistemi, ma insufficienti in numero e gravati da costi enormi. La guerra, allora, non è frenata dall’assenza di qualità, ma dalla scarsità quantitativa prodotta da un modello industriale divenuto disfunzionale.

        L’illusione americana della campagna breve

        Da qui nasce l’illusione di poter risolvere il confronto con l’Iran attraverso una campagna di bombardamenti relativamente breve, come se bastasse colpire duro e abbastanza a lungo da piegare la volontà politica del nemico. Il modello implicito è quello della Serbia nel 1999: bombardare, logorare, costringere alla resa. Ma il paragone è profondamente sbagliato. La Serbia usciva da dieci anni di guerre, aveva capacità limitate, e soprattutto non era in grado di colpire in profondità i Paesi aggressori.

        L’Iran invece dispone di mezzi per attaccare infrastrutture avversarie, ha una profondità territoriale incomparabile, una popolazione di circa novanta milioni di abitanti ed è preparato da tempo allo scontro. Pensare che bastino settanta giorni di raid, o anche cento, per ottenere il collasso di Teheran significa non comprendere né la scala né la natura del conflitto.

        Il punto decisivo è proprio questo: nel 1999 Belgrado poteva difendersi, ma non aveva quasi la possibilità di portare il conflitto nel territorio degli aggressori. L’Iran invece questa possibilità ce l’ha, e la esercita. Può colpire infrastrutture, aumentare i costi per l’avversario, imporre una guerra di logoramento. Per questo la promessa di una guerra rapida appare velleitaria.

        Le formule cambiano continuamente: prima quattro giorni, poi una settimana, poi dieci giorni, poi due mesi, ora cento giorni. Ma quando la durata prevista si allunga di continuo, il messaggio reale è uno solo: non esiste un piano coerente, esiste un’improvvisazione che si corregge strada facendo.

        La regionalizzazione del conflitto e il ritorno di Hezbollah

        La crisi, inoltre, non resta confinata all’asse Washington-Teheran. La guerra si è già regionalizzata di fatto. Hezbollah è tornato in conflitto con l’esercito israeliano, e questo da solo basta a demolire l’idea di un’operazione limitata e rapida. Non si è più davanti a un semplice duello bilaterale, ma a una crisi che può coinvolgere simultaneamente Iran, Israele, Libano, Iraq, Siria e l’intero spazio della proiezione regionale sciita e anti-israeliana. In questo scenario ogni calcolo lineare crolla, perché l’attore colpito non risponde soltanto con mezzi propri ma attraverso una profondità strategica costruita nel tempo.

        La scorciatoia della guerra civile

        A questa impasse si aggiunge una seconda illusione: quella della decapitazione politica e della destabilizzazione interna. L’idea sarebbe semplice: colpire i vertici, fomentare una guerra civile, utilizzare minoranze e gruppi periferici come leva per spezzare la Repubblica islamica dall’interno.

        Ma anche qui la lettura proposta è tagliente: la decapitazione non basta, perché in un Paese di novanta milioni di abitanti una leadership può sempre essere sostituita. Uccidere i vertici non significa distruggere la struttura. Gli israeliani possono anche sostenere che continueranno a colpire senza tregua, ma un sistema statale di quelle dimensioni non si dissolve automaticamente sotto la pressione aerea.

        Ancora più fragile appare l’ipotesi di usare i curdi come strumento di frattura. Qui il richiamo storico è preciso e severo: nel 1991 i curdi iracheni furono incoraggiati a muoversi contro Saddam, salvo poi essere esposti alla repressione. L’avvertimento è evidente: riproporre oggi qualcosa di simile sul lato iraniano significherebbe vendere ai curdi una promessa che potrebbe trasformarsi in un massacro.

        E il contesto è persino più difficile, perché l’esercito iraniano viene descritto come ancora integro in termini di uomini, anzi forse più determinato che mai. Se gruppi curdi dovessero alzare il livello dello scontro, si troverebbero davanti non uno Stato crollante, ma un apparato militare compatto e radicalizzato dall’aggressione esterna.

        Lo stesso discorso vale per il Belucistan iraniano. Pur in presenza di tensioni e di conflitti aperti con il potere centrale, affiora l’idea che di fronte a un’aggressione straniera anche elementi ostili a Teheran possano scegliere la solidarietà nazionale.

        È un meccanismo classico, e spesso sottovalutato in Occidente: la pressione esterna, anziché disgregare uno Stato complesso, finisce per ricompattare pezzi che in tempo ordinario restavano divisi. La guerra non indebolisce automaticamente il regime; talvolta gli fornisce la legittimazione della sopravvivenza. In questo senso la strategia americana rischia di produrre l’esatto contrario dell’obiettivo dichiarato: invece di aprire faglie interne, le sigilla.

        Turchia: il convitato di pietra

        Ed è qui che entra in scena la Turchia, che non è un dettaglio marginale ma uno dei cardini nascosti dell’intera crisi. Qualunque tentativo di utilizzare i curdi iraniani come leva destabilizzante si scontrerebbe prima o poi con Recep Tayyip Erdogan.

        La ragione è evidente: Ankara non può accettare che la questione curda venga trasformata in uno strumento geopolitico capace di incendiare ulteriormente l’area, perché ciò avrebbe ricadute dirette sulla sicurezza turca. In questa chiave il fattore turco non è soltanto una variabile diplomatica: è un limite strategico imposto a Washington e a Tel Aviv.

        Il passaggio più rilevante è che, nel momento in cui la situazione iraniana si sarebbe maggiormente cristallizzata, i servizi turchi avrebbero perfino fornito informazioni direttamente ai servizi iraniani per contenere una parte delle dinamiche curde.

        È un elemento cruciale perché rivela una convergenza tattica tra Ankara e Teheran su un punto decisivo: impedire che il dossier curdo venga usato come detonatore di una trasformazione regionale incontrollabile. In altre parole, la Turchia può restare rivale dell’Iran su molti terreni, ma non per questo accetta che altri ridisegnino lo spazio anatolico-mesopotamico attraverso la destabilizzazione curda.

        Perché Erdogan non resterebbe neutrale

        C’è poi una valutazione ancora più profonda. Erdogan, in questa ricostruzione, avrebbe compreso un messaggio strategico più ampio: dopo l’Iran, il prossimo bersaglio potenziale potrebbe essere la Turchia, poi l’Egitto, poi l’Algeria. Che questa gerarchia sia percepita come reale o come minaccia implicita, l’effetto politico è lo stesso: Ankara non può guardare alla distruzione dell’Iran come a un vantaggio automatico, perché potrebbe leggerla come il precedente di un futuro ridisegno coercitivo dell’intera regione. È qui che il calcolo turco cambia segno.

        Se il conflitto contro Teheran viene visto come il primo atto di una più ampia offensiva di riassetto regionale, allora la Turchia è spinta a frenare, non ad assecondare, la spirale.

        In più Erdogan mantiene un rapporto di lavoro con Vladimir Putin. Questo aggiunge un ulteriore livello geopolitico: irritare Ankara significa rischiare di rafforzare l’intesa tattica tra Turchia e Russia su un dossier che tocca direttamente la stabilità mediorientale e caucasica. Una guerra pensata per isolare Teheran potrebbe così produrre un effetto opposto, cioè avvicinare attori che non vogliono essere i prossimi nella lista e che vedono nella sopravvivenza dell’Iran un argine, o quantomeno un precedente da non abbattere troppo facilmente.

        Se non c’è una strategia, c’è solo una fuga in avanti

        La conclusione è netta. Non emerge una grande strategia americana, ma una successione di adattamenti improvvisati. I tempi cambiano, gli obiettivi si allungano, la promessa della guerra breve si allontana, mentre il sistema industriale che dovrebbe sostenerla appare logorato da costi, inerzie e rendite.

        Sul piano militare, l’Iran non è un bersaglio paragonabile alla Serbia; sul piano politico, la decapitazione e la destabilizzazione interna non garantiscono nulla; sul piano regionale, Hezbollah e la rete degli alleati trasformano il conflitto in una crisi estesa; sul piano geopolitico, la Turchia può diventare un fattore di blocco decisivo contro qualsiasi uso destabilizzante della questione curda.

        Resta allora l’ultimo paradosso. La retorica americana continua a presentare la guerra come una missione di liberazione, come se bombardare, colpire, distruggere e destabilizzare fosse il prezzo inevitabile della salvezza altrui. Ma quando una potenza arriva a giustificare la devastazione come condizione della libertà, significa che si è già separata dalla realtà politica del conflitto. Ed è per questo che il problema degli Stati Uniti, oggi, non è la carenza di forza. È qualcosa di molto più grave: la disconnessione tra la forza di cui dispongono, la strategia che dicono di avere e il mondo reale in cui pretendono di imporla.

        di Giuseppe Gagliano

        #TGP #Usa #Geopolitica

        Fonte: https://www.analisidifesa.it/2026/03/la-guerra-contro-liran-svela-i-limiti-della-potenza-americana/

        • Pier Paolo Donati scrive:

          Per ADV
          Grazie per le puntuali e reiterate condivisioni.
          ppd

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pier Paolo Donati

            “Grazie”

            Prego!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Andrea

            se solo tu non fossi prolisso ancora più che fanatico! lunghissimi deliri di una noia mortale, di una vacuità cosmica, di una ricca quanto involontaria comicità.

            l’impressione di leggere il Corsera degli anni 1941-1945 è fortissima.

            l’unica consolazione è la fine che fecero, gli estensori di quegli articoli e tutto il sistema di cui facevano parte!

            mi segno le puttanate su guerriglia e Pasdaran a futura memoria ma il resto lo lascio a avventori di buona volontà.

            🙁

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          molto interessante!

          In effetti in genere da noi si tende a ritenere che lo stato federale americano sia una specie di involucro fittizio per il complesso militare-industriale e che quindi la strategia di quest’ultimo sia intrinsecamente efficace.
          Ma lo stato federale americano è potentissimo e persegue i suoi scopi. Non è ben chiaro perché in Italia il condizionamento della politica da parte di soggetti e interessi privati è considerato un elemento di inefficienza e arretratezza, mentre negli Stati Uniti sarebbe un’espressione di estrema potenza ed efficacia.

  61. Mauricius Tarvisii scrive:

    E chi starà cercando di influenzare le elezioni in Slovenia per far vincere la destra?
    Secondo alcune ricostruzioni, gli israeliani.

    https://sloveniatimes.com/46912/leaks-send-shockwaves-through-election-campaign

    Ovviamente tutto negano tutto, per carità: sarà sicuramente antisemitismo.

    https://radiocapodistria.rtvslo.si/articolo/notizie/slovenia/caso-black-cube-golob-convochera-il-consiglio-di-sicurezza-nazionale/776667

  62. Moi scrive:

    sinistra tipo ANPI, quei gruppi a sinistra del PD che occasionalmente possono votarlo “strategicamente ” (anzi, spesso lo fanno) ma nel cuore continuano ad avere un’idea di sinistra più radicale e non atlantista.

    Direi che da queste [Emilia Romagna, ndr] parti rappresentano il sentire comune del ceto medio “intellettualizzato ”
    I figli e i nipoti degli operai, arrivati alla sospirata laurea per poi scoprire che non serve più a un cazzo.

    Altrimenti col cazzo che I ricchi li lasciavano laureare…

    PINO MAMET [cit.]

    …………..

    Complimenti, questa sì ch’è Parresia …

    • Moi scrive:

      Ultimamente, non a caso, almeno i più Giovani propongono di calibrare (!) il Suffragio Universale in base a Titolo di Studio e Aspettativa Rimanente di Vita (chi più anni ha prima se ne andrà … meno quindi dovrà contare).

      O almeno … così auspicano quelli più moderati.

  63. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Se ne parla poco. Ma… (E non parla neppure dell’Atlas!)

    Trovata in Rete

    L’offerta della deterrenza nucleare “avanzata” francese e il rifiuto dell’Italia.
    Sovranismo? No, tutt’altro.
    Recentemente, come riporta Rid Rivista Italiana Difesa https://www.rid.it/shownews/7895/piu-testate-meno-trasparenza-come-cambia-la-strategia-nucleare-francese nel cui articolo potete vedere i dettagli, la Francia, nella rimodulazione della strategia e della conseguente dottrina nucleare, ha proposto ai paesi europei il suo ombrello nucleare.
    Gli inviti a discuterne sono stati accettati da Polonia, Grecia e Danimarca, mentre anche Svezia e Belgio sono interessati assieme ad altri 3 dei quali però non è stata resa nota l’identità. L’Italia pare abbia declinato l’invito.
    Oramai il distacco dagli USA è sempre più marcato come lo è il disinteresse relativo degli USA per l’Europa. Qualcosa potrebbe cambiare con altre amministrazioni, ma oramai non si tornerà più come prima.
    La stessa deterrenza americana non è più così sicura come una volta. Beninteso non lo è mai stata al 100% ma comunque ragionevolmente sicura, tale da non far assumere ai potenziali avversari un possibile impiego di armi di distruzione di massa (non necessariamente solo nucleare). Quindi deterrenza ragionevolmente credibile.
    La presenza di un congruo contingente americano in Europa non era/è solo in funzione di una difesa convenzionale, ma anche di “assicurazione” che la deterrenza sarebbe stata attuata, poiché ci sarebbero andate di mezzo le stesse truppe americane.
    Quindi perché non accettare la deterrenza francese , anche se molto minore(300 armi nucleari circa) e che si porrebbe come complementare e non sostitutiva di quella americana?
    Prima di tutto le condizioni francesi.
    È pur vero che c’è una postura che ora dovrebbe tener conto degli interessi vitali, funzionali europei e non solo francesi, ma la dottrina e i passi decisionali rimangono francesi.
    Se Macron ha parlato di un’organizzazione specifica di coordinamento per la politica nucleare con i paesi partner, è l’organizzazione e la posizione a essere condivisa, ma non il controllo della stessa. Macron chiede in cambio, invece di una condivisione delle spese (non a caso, condividere spese vuol dire dover condividere decisioni), una maggiore compensazione dei partner su altri asset critici, come l’aviazione o l’intelligence ecc. Ma resterebbe solo e solo alla Francia, anzi , al Presidente francese, la decisione dell’attuare la risposta nucleare.
    I paesi partner quindi non avrebbero voce in capitolo, ma sarebbero relegati a un ruolo ancillare.
    Il rertropensiero della Francia sarebbe quello di una maggiore influenza e condizionamento dei partner europei e l’acquisizione di quella leadership militare europea che persegue da sempre. Condizionamento che verterebbe anche sulla vendita di armamenti agli altri paesi d’Europa, settore in cui la Francia come esportazioni è terza a livello mondiale con il 9,8% di quota (gli USA guidano con il 42 l’Europa è al 28)) E nel pacchetto degli armamenti ci sono anche altre voci come utilities, cantieri navali…
    Resta quindi il dubbio se veramente la Francia attuerebbe la risposta nucleare se, che so, una bomba sporca fosse fatta esplodere su Atene da un attore statale o meno. Morire per Atene?
    L’Italia evidentemente non è disposta ad avere un ruolo ancillare.
    Ha un ruolo maggiore, anche se non di molto, con la deterrenza americana, poiché, oltre alle bombe nucleari stanziate ad Aviano solo americane, dispone per i propri aerei (Tornado in fase di dismissione e F35 ora) a Ghedi di una ventina (presumibilmente, il dato è riservato) di armi nucleari con il meccanismo della doppia chiave. Ossia per poterle usare tutti e due partners devono essere d’accordo. Non molto in caso di effettivo bisogno, ma sempre qualcosa di più di quello che offrirebbe la Francia se una bomba sporca dovesse piombare su Roma (o una nucleare vera e propria).
    Non dimentichiamo poi qual è, e nonostante le difficoltà rimane, la stella polare della politica estera italiana in primis non l’Europa, non l’ONU, non la NATO, ma gli USA, poi viene l’Europa, poi la NATO, poi il resto. Non bisogna pensare che l’attuale postura sarebbe diversa con un governo differente, sia di destra che di sinistra tutti i governi hanno sempre avuto il medesimo atteggiamento tranne (ma solo in parte) i due governi pentastellati.
    Il problema è che appunto l’America non è più quella di una volta, e l’Italia e l’Europa avrebbero bisogno di una deterrenza nucleare veramente condivisa, ma senza un presidente o capo del governo europeo eletto con un ministro della difesa vero e forze armate condivise, questo rimane aleatorio.
    La soluzione? Uno sviluppo o proprio o ancora meglio condiviso con un gruppo di “volonterosi” la Germania in primis tanto le capacità tecnologiche sia dell’Italia che della Germania ci sono eccome.
    E non è la prima volta che si parla di questo in Italia. Non dimentichiamo che l’incrociatore Garibaldi negli anni 60 era stato dotato di 4 silos per il lancio di missili Polaris. Poi non se ne fece niente per il successivo diniego degli USA dopo una disponibilità iniziale (vedi foto direttamente da un volume in mio possesso di quell’epoca).
    Come arrivarci? La strada sarebbe lunga, anche perché uscire da trattato di non proliferazione avrebbe ripercussioni significative sull’acquisizione di materiale fissile, ci sarebbero tempi lunghi per l’arricchimento, bisognerebbe comunque fare accordi con i fornitori, e sicuramente non si potrebbe farlo in disaccordo con i nostri partner strategici. In ogni caso la nostra deterrenza non sarebbe totalmente indipendente ma comunque condizionata. Ci vorrebbero 7-8 anni e un costo di mantenimento per una deterrenza non troppo sofisticata (i sottomarini nucleari balistici tradizionali costano un’enormità) calcolabile tra i 4 e gli 8 miliari annui. Da questi andrebbero sottratti i minori impegni di una deterrenza convenzionale. Non è un argomento nuovo. Oramai se ne parla non solo, sotto voce, in Italia, ma anche in Germania (anche se Merz smentisce) e in Giappone.
    Il primo passo, comunque indipendente da una futura acquisizione di deterrenza nucleare, sarebbe quello della propulsione navale nucleare, grazie allo sviluppo dei cosiddetti SMR/AMR cioè Small Modular Reactors o Advanced Modular Reactor, alcuni dei quali sviluppati con tecnologia italiana.
    Non dimentichiamo che il 16 giugno 1957 fu impostato il primo sottomarino nucleare italiano il Guglielmo Marconi, la cui costruzione non fu mai finita poiché gli USA revocarono la condivisione di parti essenziali del reattore, senza le quali non si sarebbe potuto procedere. Le tecnologie già sviluppate furono cedute ai Francesi che così realizzarono i propri sottomarini nucleari.
    Comunque questi SMR/AMR sono reattori più piccoli, semplici e sicuri di quelli convenzionali, anzi, intrinsecamente sicuri poiché, ad esempio, sono raffreddati a piombo fuso. Se ci dovesse essere un malfunzionamento il piombo si raffredderebbe producendo un sarcofago impenetrabile. Tra l’altro la reazione deve essere implementata da un fascio di neutroni se questa cessa, cessa la reazione. Sono più semplici economici anche se di minor potenza di quelli tradizionali. I primi esemplari dovrebbero essere pronti nei primi anni 30 (New Cleo ad esempio, che è italianissima, anche se ha spostato parte della ricerca in Francia).
    Hanno il difetto che al momento si esauriscono in una dozzina d’anni (secondo i calcoli) al contrario dei tradizionali ma dovrebbero arrivare attorno ai 15-18 in modo che la sostituzione (più semplice di un reattore tradizionale) avverrebbe durante il MLU (ammodernamento di mezza vita) a cui è soggetta una nave la cui vita operativa dura mediamente tra i 30 e i 35 anni. (Le portaerei anche 40-45).
    Fantascienza? No, esistono già i consorzi con Leonardo, Fincantieri soprattutto, ENI.
    La Marina Militare ha già stanziato gli studi di fattibilità (qualche milione al momento) per installarli su future portaerei, cacciatorpediniere e ovviamente sottomarini.
    Questi non avrebbero le prestazioni di un sottomarino nucleare tradizionale, ma si avvicinerebbero parecchio, molto più degli attuali, silenziosissimi AIP che vanno a idrogeno e ossigeno.
    Quello che è importante è che in un mondo in continuo cambiamento in cui la parola pace è sparita e restano solo competizione (anche tra amici e alleati) confronto e guerra non ci si può permettere di rimanere in una serendipity volta al passato, ma prendere atto che per sopravvivere bisogna avere la postura geopolitica adatta, pur in un quadro di solide alleanze.
    Per quanto riguarda la propulsione l’Australia ha saltato il fosso e con l’aiuto di USA e UK produrrà sottomarini nucleari (tradizionali) Ci stanno pensando anche il Canada e il Giappone. con cui sarebbe auspicabile una collaborazione). Con il Giappone collaboriamo già con l’aereo GCAP) Per concludere penso che le parole del Primo Ministro canadese Carney “Se non siedi al tavolo, sei nel menù” siano le più adatte a descrivere la situazione.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Trovo balorda l’idea di moltiplicare il numero dei paesi con la Bomba.

      Trovo assai migliore l’idea di
      1) aspettare che passi la nottata MAGA
      2) lavorare alacremente agli USE
      3) una volta che si arrivasse agli USE, discutere della Bomba Europea
      4) ricordare che alla fine USA e USE hanno interessi e valori in comune molto più che qualsiasi alternativa
      5) non vendere Leao ma spiegare ad Allegri che se lo fa ancora giocare centravanti gli spezziamo le gambine con bel garbo

      Ciao!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “idea”

        Come direbbe Charles De Gaulle, ‘vasto programma!’

        Prima che si faccia una bomba USE facciamo prima noi Italiani a comprarcela dai Nordcoreani. Coi buoni uffici di Razzi e Salvini, ci fanno pure lo sconto.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Vasto ma necessario. E molto più salubre che una Bomba italica, una germanica, una ispanica, una turca, una ellenica ……

  64. Moi scrive:

    Pallonesimo della Zizzania : la Coppa Africa al Marocco Tavolino dopo 2 mesi … per indisciplina manifesta della tifoseria Senegal

  65. Francesco scrive:

    >>> nel 1991 i curdi iracheni furono incoraggiati a muoversi contro Saddam, salvo poi essere esposti alla repressione.

    Ecco, se non ricordo male è dal 1991 che sul Kurdistan iracheno c’è una no fly zone e che de facto sono indipendenti.

    Come esempio per i curdi iraniani mi pare molto più che incoraggiante, al limite dell’ottimo.

    Saluti

  66. Francesco scrive:

    >>> E il contesto è persino più difficile, perché l’esercito iraniano viene descritto come ancora integro in termini di uomini, anzi forse più determinato che mai.

    1) descritto da chi? gli impersonali, cazzo!
    2) integro sì … sarà mica perchè gli USA sperano sia i militari a far fuori le SS, pardon i Pasdaran?
    3) “forse” lo scrive però la linea di pensiero è “certamente”

    Saluti

  67. Mauricius Tarvisii scrive:

    Immagino che Francesco giustificherà subito la cosa, ma gli ebrei stanno tenendo chiusa da settimane la Basilica del Santo Sepolcro.

    https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2026-03/faltas-gerusalemme-santo-sepolcro-chiuso-conflitto-medio-oriente.html

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius tarvisii

      “Sepolcro”

      Beh, si capisce. Se durante la processione – o quel che è – per le vie della città i fedeli alzano gli occhi al cielo e vedono le scie dei missili che Iron Dome non intercetta più la voglio vedere la polizia ad arrestarli mentre riprendono la scena coi telefonini, dato che lì è un reato da cinque anni di carcere. Mica sono giornalisti embedded cui puoi togliere l’accredito, sono pellegrini e preti provenienti da mezzo mondo. Sai la figuraccia? Tanto piu’ che in Iran riprendere i bombardamenti e mettere i video in rete è lecito. Le troupes CNN girano l’Iran, quelle di Al Jazeera non girano Israele. Figurati se in Israele ammettono gente in giro a fare processioni. E anche la solita scusa della ‘sicurezza’ è una balla: Gerusalemme è santa per tutti, ed è quindi praticamente l’unica città non toccata dalle bombe.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      “ma gli ebrei stanno tenendo chiusa”

      vorrei rassicurare il devoto Mauricius: non sto tenendo chiuso un bel niente 😉

      Leggo invece che in effetti Israele ha chiuso le visite alla Chiesa del Santo Sepolcro.

      Tra una miriade di siti che non citano le ragioni, e migliaia di commenti che le attribuiscono all’odio di quei perfidi dei Giudei per la Chiesa, ogni tanto si trova qualche raro sito (più in inglese) che cita appunto le ragioni di sicurezza alle quali Andrea De Vita non crede:

      secondo lui i missili iraniani svolazzano indisturbati su Israele, ma al contempo non costituiscono un problema di sicurezza.
      Immagino le conti tra le attrazioni turistiche.

      Peccato che i frammenti di uno di questi missili sono caduti proprio sul tetto della Chiesa del Santo Sepolcro.
      (Lo cita il Messaggero, cercatevelo).

      Naturalmente la chiusura vale per tutti i luoghi religiosi, non solo per quelli cristiani:

      https://cnewa.org/church-of-holy-sepulchre-remains-closed/

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il missile è stato abbattuto sopra il complesso due giorni fa, mentre la chiusura risale al 28 febbraio.

        Quando Raoul Pupo non manca mai di ripetere che sono gli eventi precedenti a causare quelli successivi, a volte mi sembra lapalissiano, ma si vede che mi sbaglio.

        • Francesco scrive:

          Ecco, visto che ieri mi è capitato un servizio sul TG1 proprio sul tema che non spiegava nè chi nè perchè, tu puoi dircelo?

          Ah, carissimo, io sono favorevole a una Crociata per liberare Gerusalemme dagli Israeliani e farne una specie di città-Stato aperta a tutti e dominata da nessuno (o meglio dal Papa)

          Mi mancano solo i soggetti che potrebbero fare detta Crociata, visto che di Stati cristiani non ce ne sono più

          Oh, in effetti hai proprio scritto “gli ebrei” e non “gli israeliani”. vedi che ho ragione a pensare male di te?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Oh, in effetti hai proprio scritto “gli ebrei” e non “gli israeliani”. vedi che ho ragione a pensare male di te?”

            Quante volte i sionisti fanno la stessa confusione, e nessuno dice niente?

            • PinoMamet scrive:

              Avrei un paio di cose da dire sui sionisti ma non in pubblico.

              In pubblico ribadisco che non voglio dire tutti, ma alcuni filo-israeliani mi sembrano antisemiti girati di 180 gradi, ma sempre antisemiti.

              Pensano che gli ebrei siano cattivi e dominino il mondo… e gli piacciono per questo.
              O forse credono solo che per adesso “gli convenga” stare dalla loro parte.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Oh, in effetti hai proprio scritto “gli ebrei” e non “gli israeliani”. vedi che ho ragione a pensare male di te?”

            Me ne frega relativamente di quello che pensi: hai passato gli ultimi anni a cercare di spacciare per religiosa una questione politica (il conflitto israelo-palestinese) e adesso che hai una questione effettivamente religiosa (l’accesso ai Luoghi Santi) ne neghi la natura? Non è che pensi male di me, tu pensi male, malamente, tout court.

            • PinoMamet scrive:

              Beh Mauricius, ‘sta frase sugli ebrei diciamo che ti è venuta un po’ malino, e finiamola lì.

              Peraltro non è neppure vera, perché Israele aveva (non so se è ancora in vigore) chiuso tutti i luoghi santi della zona, cristiani ebrei musulmani.

              E Israele non è “gli ebrei”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non tutti gli ebrei sono israeliani, ma in Israele comandano gli ebrei per la natura stessa di Israele. Gli ebrei israeliani, si intende, mica quelli di Kaifeng (a proposito, esistono ancora?).

              • PinoMamet scrive:

                No, in Israele non comandano gli ebrei.
                Israele è un paese fondato sull’identità ebraica, ma ufficialmente laico.

                Si può dire che gli ebrei, essendo maggioritari e rappresentando l’identità attorno alla quale è nato lo Stato, in concreto abbiano più influenza di altri gruppi minoritari.

                Ma non scriveresti che “in Italia comandano gli italiani etnici ” sopra, poniamo, gli arbereshe;
                e neppure che “comandano i cattolici ” che pure è assai più vicino alla verità.

              • Peucezio scrive:

                Sì, di sicuro il prossimo capo del governo sarà un palestinese con cittadinanza israeliana.

              • PinoMamet scrive:

                Vuoi dire un arabo israeliano.
                Il prossimo forse no, ma in un futuro prossimo non lo escluderei.

                PS
                Quanti presidenti della Repubblica italiana ebrei ci sono stati?

      • Peucezio scrive:

        Assurdo che su un luogo sacro della cristianità decidano i non cristiani.

        Altro che crociata… un gruppetto di ebrei tiene in scacco qualche miliardo di cristiani.
        O, meglio, qualche miliardo di cristiani accetta di farsi comandare da un gruppetto di ebrei.

        Secondo me nel Tremila penseranno che il mondo d’oggi è completamente pazzo.

        • Francesco scrive:

          Ti ricordo che le chiavi le abbiamo date al Muftì della città perchè tra cristiani litigavano troppo!

          Una delle peggiori figure della Storia dell’umanità.

          • Peucezio scrive:

            Basterebbe che si accettasse la primazia della Chiesa di Roma e saremmo a cavallo.

            • PinoMamet scrive:

              Forse potresti cominciare tu 😉

              (scusami, ma questa dovevo proprio dirla!)

              • Peucezio scrive:

                Ahahah, perché io l’avrei negata…

                Se uno non capisce la tesi di Cassiciacum non dovrebbe parlare come se l’avesse capita.

                Che, per inciso, è una tesi sull’autorità. Che trovo persuasiva (senza avere la verità in tasca) ma non è così importante.

                L’importante è sapere che l’insegnamento dei papi postconciliari non è cattolico.
                Poi c’è chi la risolve col papa eretico, chi dicendo che non è papa, chi dicendo che non parla ex cathedra quindi può dire un sacco di cazzate…
                Poco importa.
                L’importante è essere cattolici, cioè seguire gli insegnamenti della Chiesa di sempre.

                Certo, oggi se in Palestina comandasse il papa sarebbe infinitamente meglio che sotto gli ebrei (perché non morirebbe nessuno), ma non sarebbe il massimo, perché sui luoghi santi si farebbero balli dei culti pagani africani.

                Ma intanto cominciamo a entrarne in possesso (almeno evitiamo lo sterminio o l’esilio di massa di un popolo), poi penseremo a riaggiustare la Chiesa: una cosa alla volta.

              • PinoMamet scrive:

                Mettiti d’accordo con te stesso, o il papa di Roma è autenticamente papa, e io non ho capito la tesi di Cassiciacum, o non lo è e la mia battuta rimane.

                Comunque un papa come piacerebbe a te sarebbe molto meno tollerante del multietnico e pluriconfessionale stato di Israele.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                io ho parlato di primazia della Chiesa di Roma.

                È semplice e chiarissimo.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Comunque un papa come piacerebbe a te sarebbe molto meno tollerante del multietnico e pluriconfessionale stato di Israele.”

                Questa poi…
                Come se lo Stato Pontificio non fosse multietnico e pluriconfessionale.
                Gli ebrei c’erano, mica li ho inventati io.

                Semmai la differenza è che non sterminava gli altri popoli, non uccideva i bambini a carrettate, ecc.

                Una delle follie della retorica democratica: basta che siamo rispettosi all’interno, poi tutti gli altri li possiamo fare a polpette.

              • PinoMamet scrive:

                Fammi capire, la Chiesa di Roma da chi è guidata attualmente secondo te?

              • PinoMamet scrive:

                Sullo Stato pontificio tollerante, Peucè, voglio stendere il classico velo pietoso…

                In Israele gli arabi sono a capo della Alta Corte e giudicano i politici, fanno i militari e i poliziotti, fanno quello che gli pare e nessuno li obbliga a sentire prediche, nessuno gli converte i figli con patetici pretesti, e soprattutto nessuno li stermina.

                Ah, no, qualcuno in effetti li stermina e li rapisce, come ha fatto Hamas il 7 ottobre, o hai spedisce missili sulla testa, come sempre Hamas e Hezbollah.

            • Francesco scrive:

              x Peucezio

              mi parrebbe il minimo, peccato che si sia ancora lontani!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “svolazzano”

        Non su tutta Israele, non preoccuparti.

        Gerusalemme gli Iraniani non la toccano: hanno appena fatto una processione per rivendicarla.

        Ma mi rendo conto che chi bombarda le processioni in casa d’altri tema per quelle in casa propria.

        Chi la fa l’aspetti.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Vabbè è chiaro che o non leggete o non capite.

  68. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/lillusione-dellintelligenza-artificiale-sicura-perche-i-malware-e-gli-effetti-collaterali-sono-ormai-fuori-controllo/

    Quindi con la guerra dell’energia , tutti gli ivestimenti vanno a finire nell’IA come bene rifugio, anche se essa ha un bisogno vitale di energia.
    E in più è piena di allucinazioni, deliri e ha pure una doppia personalità, per cui il primario controllore del Sistema, è in realtà fuori controllo.
    Mi sembra logico.
    A che ora è la fine del mondo?
    https://youtu.be/Z0GFRcFm-aY?si=R6h50x5R0y61aR5-

    • Puffo giardiniere scrive:

      Si ritiene che Israele possieda tra le 200 e le 300 testate nucleari, un dato che, ovviamente, non ha mai confermato ufficialmente. Pertanto, la capacità è chiaramente presente. Anche una piccola arma tattica, dell’ordine di 1-10 chilotoni, impiegata contro l’Iran, genererebbe una catastrofe regionale. Il vento e l’aria non possono essere controllati e le ricadute radioattive non rimarrebbero confinate entro i confini iraniani. Il Golfo Persico, un mare poco profondo e semi-chiuso da cui la maggior parte della penisola arabica attinge l’acqua desalinizzata, verrebbe contaminato. Le coste di Israele, Libano, Giordania e Iraq si troverebbero tutte all’interno della zona di ricaduta. L’Iran, dal canto suo, non ha ancora lanciato i suoi missili più sofisticati, un fatto che lo stesso Wilkerson riconosce. Un attacco nucleare non neutralizzerebbe questa capacità prima che l’Iran reagisca. Ciò garantirebbe la rappresaglia. Gli Stati del Golfo, già sotto pressione a causa degli attacchi iraniani, potrebbero trovarsi ad affrontare una minaccia esistenziale non dall’Iran, ma dal loro presunto alleato, Israele.

      E poi c’è Netanyahu stesso. È un narcisista di prim’ordine, un uomo la cui intera struttura psicologica è organizzata attorno alla propria sopravvivenza, al proprio status e alla propria eredità storica. Vuole essere ricordato come il salvatore del popolo ebraico, non come l’uomo che ha distrutto il suo stesso “regno”. Il suo narcisismo e la sua paura di perdere tutto ciò che ha conquistato nel corso dei decenni, paradossalmente, gli impediscono di farlo. Netanyahu nutre grandi sogni per un Israele più grande, e forse aspira a diventarne il sommo sacerdote o il re. È improbabile che prema il pulsante che porrebbe fine al suo stesso sogno.

      https://lesakerfrancophone.fr/la-menace-de-netanyahou-nest-pas-nucleaire-mais-pourrait-etre-bien-pire

      Tralasciando l’aspetto religioso che comunque rivela una certa affinità Israele e gli elettori di Trump, (ma come sostiene Oddifreddi, tutte le religioni monoteiste sono intrinsecamente sanguinarie, ahimé!) mi risolleva il fatto che l’uso di armi nucleari avrebbe delle forti ricadute per Israele stesso.
      Quindi, almeno su quello, ci si può un poco rassicurare.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ puffo giardiniere

        “nucleare”

        Mi permetto qualche annotazione da fisico.

        Dal punto di vista puramente militare, bombe da 10 kiloton (Hiroshima era intorno ai 16) all’Iran farebbero relativamente poco. Teheran ha parecchi milioni di abitanti, e non è costruita in buona parte in legno come le città giapponesi. Se Israele volesse ottenere per l’Iran uno scenario da The Day After ci vorrebbero parecchie bombe H lanciate simultaneamente su tutti i principali centri urbani Iraniani.

        Inoltre è verosimile che molte basi missilistiche Iraniane siano sotterranee e nascoste fra le montagne. Di certo ne avanzerebbero per una rappresaglia che – anche se puramente convenzionale – apparirebbe più che giustificata agli occhi del mondo (vabbeh, escludo gli USA, Francesco e la Repubblica) anche se illimitata.

        Ora, cosa possa fare un ipersonico al reattore di Dimona non lo so. Ma che non ci sia una fuga radioattiva seria dopo che il reattore è stato colpito da tutta una salva di ipersonici non so chi si senta di escluderlo.

        E su un paese di nove milioni di abitanti grande suppergiu’ come la Basilicata l’impatto anche solo psicologico di un evento tipo Chernobyl può essere anche più devastante del fall-out di una Bomba su Teheran o Isfahan, all’interno di un paese vastissimo di novanta e passa milioni di abitanti.

        Senza contare il danno del fall-out sui paesi vicini. Bombardare dall’aria zone desertiche è l’ideale per produrre vaganti nubi radioattive che finirebbero magari in India o in Asia centrale.

        E per finire: se una Bomba colpisse Hormuz o qualche terminale petrolifero, chi si fiderebbe più a fare un pieno di benzina? La combustione è il mezzo ideale per fare respirare particelle radioattive da un idrocarburo contaminato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          Si. Niente bombe nucleari, quindi, mi par di capire. Almeno per quanto riguarda un ipotetico attacco. Per difesa, magari..
          Però mi sembra che gli iraniani con gli ipersonici ci vadano parecchio cauti.
          In fondo per vincere la guerra devono solo resistere tenendo chiuso Hormuz.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Puffo giardiniere

            “Hormuz”

            Esattamente.

            Anche se oggi Londra, Roma ecc. se ne sono uscite con la solita dichiarazione che condanna il parziale blocco di Hormuz – abbaiando alla luna vista la lunghezza del litorale da controllare e la sua natura aspra e montagnosa – è Hormuz la vera ‘Bomba’ di Teheran.

            E non perché domani o dopodomani lo stretto rimane chiuso: non lo è manco oggi, visto che chi paga in yuan ha campo libero.

            Ma perché l’Iran ha stabilito un precedente che – come la Bomba e i lager – una volta stabilito non si puo’ disinventare.

            Qualunque governo – teocratico, democratico, laico… – controlli Hormuz in mancanza di un sistema di sicurezza in cui tutti si possano sentire sicuri un domani messo alle strette puo’ bloccarlo.

            E gli USA – che vi garantivano la libera circolazione – hanno sempre meno le risorse per garantirlo (con un debito pubblico di quarantamila miliardi di dollari!), quando è proprio la capacità di garantire la libertà dei traffici in tutto il mondo uno dei pilastri alla base dell’influenza degli USA e del consenso di cui godono in zona (o godevano, a seconda del punto di vista).

            Stesso discorso per Suez, o Malacca, o Panama…

            Bisognerebbe vedere se un sistema di sicurezza in cui tutti possono sentirsi sicuri è compatibile col programma del Grande Israele dal Nilo all’Eufrate che aleggia nei discorsi di tanti governanti di Tel Aviv.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. A proposito di consenso. Sono giorni che l’Iran è bombardato. Alla frontiera Turca ci sono code di migliaia di Iraniani. La Turchia è uno dei pochi paesi dove un Iraniano può entrare senza visto. Ma non sono profughi che scappano dalle bombe della coalizione Epstein o dalle ‘terribili repressioni degli ayatollah’. Sono giovani emigrati Iraniani che vivono e lavorano in Turchi, che rimpatriano per arruolarsi volontari.

            Vengono in mente le parole di Ho Chi Minh: è futile combattere per la libertà se si perde l’indipendenza.

            • Francesco scrive:

              Molto futile. Vedi i poveri Sudcoreani o Giapponesi.

              Invece i Vietnamiti quanto a libertà se la spassano alla grande!

              Davvero, questo ottuso nazionalismo è degno degli anni 30 di un secolo passato a scelta ma oggi mi fa veramente ridere.

              Così scopro che non morirò comunista ma anarchico!

              😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “ottuso nazionalismo”

                Ti farai quattro risate, allora, dato che questo ottuso nazionalismo si rinfocola proprio a furia di subire aggressioni a tradimento.

                Citofonare Pearl Harbor.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non capisco, davvero, il tuo entusiasmo per il Male.

                Che sia il più laido nazionalismo estremista o la iena Marco Travaglio, quando trovi il Peggio ti ci avvoltoli con entusiasmo più che porcesco!

                🙁

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Non capisco, davvero, il tuo entusiasmo per il Male”

                Il filoisraeliano, però, sei tu.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “Non capisco, davvero, il tuo entusiasmo per il Male.”

                Cazzo, parla lui, che è sempre per il satanico dovunque si trovi!

              • Francesco scrive:

                MT

                hai per caso scritto che Israele è il Male?

                perchè è ben noto che non sono un sostenitore di Bibi o delle colonie o di Gerusalemme capitale di Israele

                mi dà da pensare, leggere certe cose

                Peucezio, la tua capacità di prendere demoni per brave persone è mitica. e forse in buona fede!

                Ciao

      • Francesco scrive:

        1) l’Iran è grande, molto grande, la sicumera con cui lo scrivente sa dove finirebbe il fallout di una piccola bomba è irritante
        2) allora, la nuova radioattiva va in vacanza sul Mare Arabico o sul Mar Mediterraneo? oppure è prevista tutta una turnè?
        3) l’Iran avrà uno zilione di supermissili ma li lancerebbe su Israele (e i palestinesi) o sui paesi del Golfo?
        4) “aspira a diventarne il sommo sacerdote o il re” … e chi è, Giuseppe Conte?
        5) sostiene Odifreddi …

        Però perchè devo faticare così tanto?

        • Puffo giardiniere scrive:

          Ora sappiamo che Hiroshima, diventata polvere, ha raggiunto la stratosfera e che una parte è poi ritornata lì dove i superstiti l’hanno ricostruita.
          Focus.

          Per tutto il resto chiedere a Di Vita

  69. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete. (Non ho la competenza per giudicare l’attendibilità dell’autore, ma non è il primo che leggo che afferma cose simili)

    L’ISOLA

    Mentre la guerra contro l’Iran va avanti senza alcun reale obiettivo, e soprattutto senza alcuna idea sul come conseguirlo, Trump oscilla come un pendolo tra proclami di guerra finita (“abbiamo distrutto tutto al 100%”) e ridicole richieste d’aiuto (“i paesi della NATO devono aiutarci a sbloccare lo stretto di Hormuz”). A questo punto, è chiaro a tutti che vuole soltanto uscirne senza fare una figura di tolla. Ma per farlo, ha bisogno di qualcosa che possa rivendere come una vittoria.
    E tra le ipotesi che sembrano più accreditate, si fa strada l’idea di prendere l’isola di Kharg, un piccolo isolotto appena oltre lo stretto di Hormuz, a 25 km dalla costa iraniana, che viene utilizzato come terminale per il carico delle navi petrolifere.
    Proviamo ad immaginare la fattibilità di una operazione del genere.
    Ovviamente la difficoltà non è nella conquista dell’isola in sé – piccola, sostanzialmente piatta, con una guarnigione ridotta (23 kmq) – quanto piuttosto la fase di approccio, la tenuta, ed il disimpegno.

    L’approccio

    Fondamentalmente, gli Stati Uniti avrebbero tre opzioni possibili, per portare le truppe sull’isola. Un aviosbarco, una forza navale da sbarco, l’attraversamento del Golfo Persico partendo dal territorio degli Emirati Arabi Uniti.
    La prima ipotesi significherebbe almeno far arrivare su Kharg un gruppo di forze speciali che mettono fuori combattimento la guarnigione e, preso possesso dell’aeroporto, lo mettono in sicurezza per sbarcare la fanteria ed i mezzi necessari. Probabilmente gli USA non hanno al momento nella regione gli aerei adatti ad una cosa del genere, ma forse gli israeliani si, quindi diciamo che la copertura logistica ci sarebbe. Ma, ovviamente, l’aviosbarco esporrebbe l’aviazione alla contraerea, che data la scarsa distanza dalla costa potrebbe essere effettuata con un’ampia gamma di strumenti, compresi i MANPADS, cioè lanciamissili spalleggiabili. Anche se l’aviazione statunitense e quella israeliana potrebbero offrire una copertura aerea, martellando le installazioni militari iraniane sulla costa, difficilmente potrebbero impedire totalmente il fuoco difensivo, e quindi va messo in conto che non tutti gli aerei riuscirebbero a raggiungere sani e salvi l’isola, ed a sbarcarvi le truppe. Oltretutto, per portare almeno 1.500 / 2.000 uomini, più i mezzi, sarebbero necessari quantomeno 15/20 voli. Se venisse utilizzato un numero ridotto di aerei, o dovrebbero partire da aeroporti molti vicini (e quindi sotto il fuoco dei missili iraniani), oppure dalla parte occidentale dell’Arabia Saudita, il che comunque ne ridurrebbe la frequenza – dilatando i tempi per completare il dispiegamento delle truppe. Diversamente, servirebbe un numero considerevole di velivoli da carico.
    In ogni caso, sarebbe un operazione che richiederebbe ore per essere portata a termine, e quindi – anche a prescindere dalle installazioni militari costiere – gli iraniani potrebbero lanciare sull’isola ondate di droni o singoli missili, anche a partire da punti di lancio più all’interno del paese.

    Portare la forza di sbarco con delle navi, ad esempio la MEU (Marines Explorative Unit) che gli USA stanno spostando dalle Filippine verso il mar Arabico, significa che questa forza imbarcata dovrebbe passare attraverso lo stretto di Hormuz (che, ricordiamo, è una strozzatura a gomito, con una larghezza di 33 km nel punto più stretto), esponendosi agli attacchi sia con missili antinave – di cui presumibilmente sono pieni i bunker costruiti nelle numerose grotte costiere – sia ai motoscafi siluranti, oltre ovviamente a missili e droni, come nell’ipotesi precedente. Lo spazio ristretto in cui dovrebbe manovrare tutta la squadra di sbarco e le navi di scorta rischierebbero di trasformare quel braccio di mare in una trappola per topi. Inutile dire che sarebbe l’opzione più rischiosa, col più elevato numero di perdite da mettere in conto – sia in caduti che in mezzi affondati.

    La terza opzione prevederebbe l’accumulo degli uomini e dei mezzi sul territorio degli Emirati (attualmente il paese più colpito dai missili e dai droni iraniani), probabilmente attraverso l’Arabia Saudita, e quindi far arrivare lì anche i mezzi da sbarco AAV (Assault Amphibious Vehicle). Ciascun MEU dispone però solo di una quindicina di questi mezzi, ciascuno dei quali può trasportare una ventina di marines. Il che significa che, senza una nave da sbarco, come la USS San Diego o la USS New Orleans (che fanno parte del MEU in avvicinamento, guidato dalla USS Tripoli), non ci sarebbero mezzi sufficienti per portare sull’isola uomini e soprattutto mezzi. Ovviamente in questo caso, poiché stiamo parlando di mezzi assai più piccoli, i rischi di essere colpiti sarebbero un po’ ridotti.

    La tenuta

    Una volta sbarcati in qualche modo uomini e mezzi, ed eliminata la guarnigione iraniana, gli Stati Uniti avrebbero una forza di oltre un migliaio di uomini su un isolotto senza ripari naturali, la cui permanenza dipende essenzialmente da quale sarebbe lo scopo della missione.

    Un’operazione mordi-e-fuggi non avrebbe molto senso, soprattutto per i costi presumibili, ma in ogni caso dovrebbe durare almeno qualche giorno, per dargli una parvenza di significato. E per tutto il tempo in cui i marines rimangono sull’isola sarebbero esposti agli attacchi dei missili e dei droni iraniani, che data la dimensione ridotta praticamente andrebbero sempre e comunque a bersaglio. Anche se in linea di massima gli iraniani cercherebbero di non distruggere il loro principale terminal petrolifero, ciò sarebbe inevitabile se diventasse teatro di combattimenti.

    Se lo scopo fosse invece il sabotaggio degli impianti – e sarebbe molto più semplice ed economico bombardarli… – va ricordato che questo aggraverebbe considerevolmente la crisi energetica che, seppure i grandi petrolieri USA amici di Trump ci stanno guadagnando miliardi speculando sul prezzo, ha delle ripercussioni di ben più ampia portata, ed assai difficili da gestire.

    Terza ipotesi, un’occupazione prolungata dell’isola. Anche in questo caso, le conseguenze sul mercato petrolifero sarebbero enormi, mentre la guarnigione americana sull’isola sarebbe quotidianamente sottoposta a bombardamenti.
    Inutile sottolineare che l’isola, come detto, ospita il terminal, cioè l’impianto per pompare il greggio sulle navi, quindi Teheran potrebbe benissimo chiudere i rubinetti e non far arrivare più petrolio all’isola – qualora qualcuno pensasse che gli USA si fregherebbero il petrolio iraniano…

    Il disimpegno

    Quale che fosse lo scopo tattico dell’operazione, ad un certo punto la forza impiegata dovrebbe essere ritirata. Escludendo che l’Iran nel frattempo decida di arrendersi, nel qual caso questa fase sarebbe di tutta tranquillità, va da sé che qualora invece il conflitto fosse ancora in corso anche questa parte sarebbe di estrema difficoltà, per certi versi non minore di quella iniziale. Anche nell’ipotesi di voler abbandonare sull’isola i mezzi pesanti e l’equipaggiamento, recuperare centinaia di uomini sotto il fuoco nemico non è esattamente una passeggiata.

    Insomma, se è questa l’ipotesi allo studio per far contento Trump, difficilmente se ne poteva trovare una più balzana. A meno che – e non ci sarebbe da stupirsene – non sia una grande psy-op per distrarre gli iraniani, mentre al Pentagono preparano tutt’altro.

    di Enrico Tomaselli

    #TGP #Usa #Iran

    Fonte: https://www.facebook.com/enrico.tomaselli/posts/pfbid0ABNMzyoGjejip6NU66MaAgXpx7ojaVM1UQtvkPMjQtMRQJQ6235woUJY6JkhhdKXl?rdid=P3at8a5cxlQTtAuf#

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • habsburgicus scrive:

      un piccolo isolotto appena oltre lo stretto di Hormuz

      errore gravissimo..è già stato fatto e corretto, ad esempio da Parabellum
      l’isola di Kharg, che ai bei tempi prima di Trump era una sorta di duty free in cui si poteva entrare senza visto, il Corano non era applicatol in toto e, sottobanco, si poteva avere alcool, è 500 km a ovest di Hormuz !

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “è 500 km a ovest di Hormuz”

        Ed è questo uno dei motivi per cui l’operazione sembra ancora più impraticabile: in un mare chiuso, ben oltre i luoghi dove la flotta americana opera, oltre un collo di bottiglia…

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://youtu.be/aTTZEuLDh24?is=amwQo-H41-yie_an

          Al minuto 25 circa.
          Se danneggiassero gli impianti petroliferi dell’isola di kharg tutte le acque circostanti ne verrebbero gravemente inquinate.
          E sono le acque utilizzate negli impianti di desalinizzazione di Qatar, Emirati arabi uniti e parte del Bahrein. Per questi paesi, una questione di vita o di morte.
          L’Iran utilizza in misura minima la desalinizzazione.

  70. Mauricius Tarvisii scrive:

    Pare che Netanyahu abbia ordinato agli USA di mandare la carne da cannone, per cui possiamo aspettarci le cose più irrazionali a prescindere da qualsiasi analisi.

    https://www.haaretz.com/israel-news/israel-security/2026-03-19/ty-article/.premium/netanyahu-says-a-revolution-in-iran-requires-a-ground-offensive/0000019d-07ba-d088-a5fd-b7bb26a20000

    • Peucezio scrive:

      Mi dice:
      “Error 403 Forbidden

      Forbidden
      Error 54113

      Details: cache-mxp6931-MXP 1773963996 2432789473

      Varnish cache server”

      L’hanno già censurato?

    • Peucezio scrive:

      Mi correggo: problema di browser.

    • Francesco scrive:

      è l’unica cosa ragionevole da fare dal punto di vista statunitense, altro che ordini di Netanyahu

      senza soldati sul terreno a prendere il controllo almeno della zona costiera di Hormuz, gli USA perdono la guerra

      anche se credo che la perderanno in ogni caso, visto che è una guerra progettata malissimo o per nulla

      l’unica via di salvezza è dare tutta la colpa a Trump

      • daouda86 scrive:

        Che vinca o che perda la Lazio resta merda. Ma sarebbe ora e qui da pensare e percepire , dopo 50 decenni, come stiano le cose e quindi il dopo ossia il là.

  71. Moi scrive:

    Stando a Rula Jebreal, Israele avrebbe creato dei Droni che sparano ai bambini maschi Palestinesi per evitare che “mettano al mondo altri terroristi” , dal punto di vista a Israeliano, se sopravvivono ai bombardamenti …

    • Moi scrive:

      Droni che sparano in mezzo alle gambe per castrarli … ne ha parlato in una delle sue conversazioni con Alessandro Di Battista.

      • Francesco scrive:

        dimmi che è una pessima battuta

      • PinoMamet scrive:

        Caspita, tremendi questi ebr, ehm, israeliani, i droni castranti!! 😀 😀 😀

        In realtà è una versione modificata del drone che Israele usa per la circoncisione! 😉

        No, ma davvero credono a queste cose??

        Comunque grazie Moi per la risata quotidiana!

        • Francesco scrive:

          Però il fatto che simili assurdità circolino, anche solo in Internet, mi fa paura.

          Domani potrebbero circolare storielle su Putin che vuole denazificare l’Ucraina o Israele che vuole occupare l’Egitto fino al Nilo.

          Sono questo genere di fandonie malate che hanno permesso la Rivoluzione d’Ottobre e portato al potere Hitler.

          🙁

          • Peucezio scrive:

            Francè, ma che c’è di così implausibile?

            • PinoMamet scrive:

              Nel drone castrante?
              Ho troppa stima di te per pensare che debba spiegartelo io.

              In Putin che vorrebbe denazificare l’Ucraina?
              Putin voleva semplicemente uno stato fedele come la Bielorussia, e solo quando è diventato impossibile (e onestamente mi chiedo cosa pensassero gli americani di guadagnarci, ma è un altro discorso) si è risolto a invadere l’Ucraina per mettere un governo comodo, e solo quando la prima fase dell’invasione è andata male si è inventato la “denazificazione” e la conquista delle province russofone…

              In Israele che vorrebbe il territorio dal Nilo all’Eufrate?
              Prima di tutto, il fatto che Israele NON lo vuole
              (ha ridato l’intero Sinai all’Egitto, e ha tentato di rifilargli anche Gaza- tiene solo le alture del Golan per motivi strategici, ma anche quando è penetrato in Libano o in Siria lo ha fatto solo per motivi contingenti e ha lasciato i paesi subito dopo);

              poi il fatto che se anche li volesse, la demografia e la storia e… tutto quanto, lo renderebbe impossibile.

              • Francesco scrive:

                Pino

                a memoria la denazificazione era la scusa dal giorno 1 della OMS di Putin.

                Più cazzate varie sui laboratori di armi biologiche che Andrea ha cercato di accreditare per vari mesi e gli affari di Biden jr.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “ma che c’è di così implausibile?”

              Che se voglio uccidere una persona con un drone le sparo, invece di cercare di prendere la mira su un bersaglio così complicato?

              Io mi chiedo chi se le inventi certe follie.

              • Peucezio scrive:

                Mah, con le tecnologie moderne e l’IA non mi sembra una cosa così lunare.
                Tenendo conto che dall’altra parte hai ragazzini inermi che vanno a fare la spesa, che giocano per strada, che aspettano l’autobus, mica dei rambo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E si sono mai fatti problemi ad ammazzarli?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius tarvisii

                “follie”

                Premetto che non so se la cosa sia vera.

                Di certo non è una follia.

                Mutilare il nemico – anche il civile – invece di ucciderlo moltiplica il danno, sia materiale sia morale. I Bizantini e i Vietcong lo facevano regolarmente, anche senza alcuna relazione alla sfera sessuale.

                (Se invece tale relazione sussiste, sappiamo che l’utilizzo degli ‘stupri di guerra’ come arma è tristemente diffuso da sempre. Anche senza stupro, del resto, per castrare la vittima i nazisti usavano cani appositamente addestrati).

                Tecnologicamente, poi, un drone castrante è ampliamente nell’ambito delle possibilità, una volta che l’intelligenza artificiale che lo governa è addestrata a riconoscere i dettagli della mappa termica di un individuo.

                E l’implementazione di una intelligenza artificiale sui droni è una specialità di Israele.

                Insomma: non so se la notizia sia vera, ma so per certo che è plausibile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Vabbè, basta che sia contro Israele
                e siete disposti a credere a qualunque cosa.

                Devo davvero abbassarmi a spiegare perché è una cazzata o ci arrivate da soli??

                Faccio un esempio semplice:
                Andrea, se ti sparo nei coglioni non ti castro, ti uccido.

                Rula Jebreal, almeno stando a Moi, avrebbe parlato espressamente di “droni che sparano” ai bambini maschi palestinesi.

                Naturalmente aspettano anche che si mettano in posa, dritti di fronte, per non correre il rischio di prenderli alle gambe o magari alla testa, sia mai.
                Sono pensati apposta per castrare!

                Ah, diranno i miei giovani lettori, ma la Jebreal magari si sbaglia, e si tratta di droni che mandano i Raggi Lorena Bobbitt o qualunque altro sistema esista per castrare a distanza: magari prolungate esposizioni ai raggi X, per dire.

                Appunto, prolungate: che sappia io il Raggio Castrante Istantaneo non esiste, magari ce l’hanno gli alieni in qualche film di serie Z, ma si sa che quegli ebrei sono capaci di tutto, forse l’hanno inventato e lo tengono segreto…
                😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “arrivate”

                Sento da qui il rumore dell’arrampicata sugli specchi.

                È ovvio che la morte può essere un effetto collaterale.

                Ma la castrazione violenta di per sé non è mortale: migliaia di anni di eunuchi lo dimostrano.

                E comunque il divertimento (per gli uni) e l’umiliazione (per gli altri) dove li metti?

                Tecnicamente, ti assicuro, un drone simile non è un problema.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Certo che senti rumore di arrampicata sugli specchi, è la tua.

                Se credi a queste panzane puoi credere a tutto.

                In effetti, tu credi a tutto…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Mutilare il nemico – anche il civile – invece di ucciderlo moltiplica il danno”

                Vuoi mutilare? Bombardi un condominio, che fai prima, invece di metterti a fare decine di attacchi… ehm… chirurgici.

              • PinoMamet scrive:

                “Tecnicamente, ti assicuro, un drone simile non è un problema.”

                Non ho bisogno della tua assicurazione, un drone così te lo costruisco anche io in un pomeriggio con il mio amico che ha fatto l’ITIS.
                Tu comprami il drone alla Comet, l’arma ce la metto io.

                Il problema non è questo; il fatto è che
                -a parte l’obiezione di Mauricius;
                -a parte che, al contrario di quello che dici, un’evirazione violenta è molto spesso mortale;
                -a parte che su due piedi posso elencarti tre sistemi più efficaci per “eliminare una futura generazione” impedendo la fertilità;

                a parte questo, secondo te dovremmo credere senza prove a una leggenda metropolitana che è l’ennesima riproposizione dell’ “accusa del sangue”, solo perché l’ha detta Rula Jebreal, o perché il nostro Moi ricorda di averla sentita dire a Rula Jebreal, che non è mai stata neppure il massimo dell’imparzialità e, oserei dire, della lucidità…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “credere senza prove a una leggenda metropolitana”

                Guarda che sei tu che stai dando per scontato che sia falso.

                Io mi sono limitato a dire che non lo so. Non so se sia vero: dato però gli orrori impuniti cui Tel Aviv ci ha abituato – che ti piaccia o no – è sicuramente verosimile.

                E no, la castrazione violenta non è necessariamente mortale, o non avremmo avuto guardiani di harem e musica lirica per
                secoli.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Sì io sto dando per scontato che un’assurda leggenda metropolitana sia falsa.
                Pensa un po’.

                Tu stai ti sforzi di trovarla verosimile solo sulla base del fatto che “Israele fa cose cattive “.

                Se poi non riesci a capire la differenza tra un’operazione di castrazione (che comunque era tutt’altro che sicura) e una mitragliata all’inguine, beh, è un problema minore.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “i Raggi Lorena Bobbitt”

                😀
                Al di là della discussione, questa è proprio bella! A me non sarebbe venuta in mente.

              • Ros scrive:

                “Uomini senza. Storia degli eunuchi e del declino della violenza”

                un bel saggio di Marzio Barbagli

                https://www.ibs.it/uomini-senza-storia-degli-eunuchi-ebook-marzio-barbagli/e/9788815377838

                la “cosuccia” a farsi mica era robina di bassa macelleria zacchéte e via.

                L’era invece una vera e propria arte di modificazione corporea che potevasi farsi spesso carriera
                (quindi spesso volontaria e incoraggiata dalla famiglia).

                L’eunuco
                – quando non era semplice procedura atta a fare uno schiavo efebo di piacere –
                era merce di raro valore se ben confezionata con mestiere e impartita la giusta educazione.

                Dal culto frigio della Grande Madre anatolica Cibele, venerata come divinità ambivalente, tanto nella la forza creatrice che distruttrice della Natura
                (come una Kālimā “La Madre Nera” tantroshivaista – di Śiva mugliera – danzarellante tra teschi e coltellacci a kriss);

                diffuso prima in Grecia e più tardi a Roma; il culto era collegato quello del suo compagno, il dio Attis col falcetto autarchico e la fregola d’alleggerirsi:

                «e da dove viene – dissi io –

                l’impulso a tagliarsi il membro?» Tacqui e la Musa riprese:

                Nei boschi un ragazzo frigio di aspetto bellissimo, Atti,

                legò a sé la dea turrita di un amore casto.

                Lei volle conservarselo e che sorvegliasse il suo tempio,

                e disse: «fa’ in modo di restare sempre ragazzo».

                Lui le promise obbedienza e disse: «se mento

                L’amore per cui ti tradisco sia il mio ultimo».

                Ma la ingannò, e per amore della ninfa Sagaritide smise

                Di essere quello che era; ma l’ira divina ne trasse vendetta.

                Ferì l’albero, e in tal modo colpì la ninfa

                Che ne morì, il suo destino era quello dell’albero.

                Ma lui impazzì e credendo che stesse crollando il tetto

                Dalla stanza fuggì e si diresse di corsa alla cima del Dindimo,

                gridando «togli le fiaccole» o «togli le fruste»,

                e giurando sulla presenza delle dee palestine.

                Straziò il suo corpo con un sasso aguzzo,

                i lunghi capelli furono trascinati nella polvere sozza,

                e le sue parole furono: «l’ho meritato, nel sangue

                sconto la mia colpa, perisca la parte che mi ha nociuto».

                E mentre diceva «perisca» taglia via il peso del ventre

                E d’improvviso non restò più nessun segno

                Della virilità: la sua follia fu un esempio e i molli ministri di Cibele

                Mutilano il loro corpo vile scuotendo i capelli.

                «e da dove viene – dissi io –

                l’impulso a tagliarsi il membro?» Tacqui e la Musa riprese:

                Nei boschi un ragazzo frigio di aspetto bellissimo, Atti,

                legò a sé la dea turrita di un amore casto.

                Lei volle conservarselo e che sorvegliasse il suo tempio,

                e disse: «fa’ in modo di restare sempre ragazzo».

                Lui le promise obbedienza e disse: «se mento

                L’amore per cui ti tradisco sia il mio ultimo».

                Ma la ingannò, e per amore della ninfa Sagaritide smise

                Di essere quello che era; ma l’ira divina ne trasse vendetta.

                Ferì l’albero, e in tal modo colpì la ninfa

                Che ne morì, il suo destino era quello dell’albero.

                Ma lui impazzì e credendo che stesse crollando il tetto

                Dalla stanza fuggì e si diresse di corsa alla cima del Dindimo,

                gridando «togli le fiaccole» o «togli le fruste»,

                e giurando sulla presenza delle dee palestine.

                Straziò il suo corpo con un sasso aguzzo,

                i lunghi capelli furono trascinati nella polvere sozza,

                e le sue parole furono: «l’ho meritato, nel sangue

                sconto la mia colpa, perisca la parte che mi ha nociuto».

                E mentre diceva «perisca» taglia via il peso del ventre

                E d’improvviso non restò più nessun segno

                Della virilità: la sua follia fu un esempio e i molli ministri di Cibele

                Mutilano il loro corpo vile scuotendo i capelli.”

                La creazione del Rebis alchemico e primordiale, l’unione sacra
                (coniunctio – coincidentia oppositorum) di Mercurio e Zolfo (hg S), Sole e Luna, Re e Regina, yin e yang:
                dell’Androgino divino è sempre stata una costante mitopoietica dal racconto platonico della mela spezzata a metà che cerca l’altra sua parte:

                l’illusione della completezza originaria poi persa.

                http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zolla/androgino.htm

                è sempre stata una prerogativa per la vocazione sciamanica che ritroviamo identica in culture assai lontane e diverse fra loro.

                In India (Hijra, Aravani, Jagappa) al Muxe * zapoteco di di Oaxaca, al katoey Thai …
                fino all’ Orlando di Virginia Woolf …

                *
                “Lynn Stephen scrive:

                “gli uomini Muxe non sono indicati come ‘omosessuali’,
                ma costituiscono una categoria a parte in base agli attributi di genere.

                La gente li percepisce come aventi i corpi fisici di uomini, ma una diversa estetica, un lavoro e delle competenze sociali a parte rispetto a quelle che la maggior parte degli uomini possono avere.

                Essi mantengono alcuni attributi delle donne combinati con quelli degli uomini”.
                Se decidono di scegliere uomini come partner sessuali, quegli uomini
                (noti come mayate) non necessariamente vengono considerati omosessuali”

                https://www.famigliafideus.com/wp-content/uploads/2017/12/INCONTRO-CON-LANDROGINO-Elemire-Zolla.pdf

                “L’ umana nostalgia della completezza. «L’Androgino» e altri testi ritrovati”
                di Elémire Zolla

                https://www.ibs.it/umana-nostalgia-della-completezza-androgino-ebook-elemire-zolla/e/9788829716364

                Insomma e concludendo:
                se è vero trattasi probabilmente di finezze a fin di bene atte alla magnificazione della completezza melica platonica

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “castrarli”

        Bè, i nazisti usavano sovradosaggi di raggi X. Almeno i droni i beesagli se li vanno a cercare.

        Ma ci sono altre soluzioni creative e originali, allo scoo di sgombrare il campo alla Grande Israele. Sono pure remunerative, il che non guasta.

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/19/palestinese-vendita-coloni-israeliani-disabile-news/8325976/

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  72. Puffo giardiniere scrive:

    L’UE ha escluso l’acquisto di gas russo anche in caso di crisi energetica.

    Abbiamo un obiettivo chiaro e ci impegniamo a raggiungerlo. Continueremo a trasformare il nostro settore energetico, orientandolo verso l’energia verde e prodotta in Europa.

    https://italy.news-pravda.com/russia/2026/03/20/401372.html

    Si, energia verde. Le opinioni potrebbero essere contrastanti. Specialmente in tempo di crisi energetica.
    Speriamo solo che almeno non decidano di mandarci in guerra.
    Tanto decidono loro.
    Quanti sono? Tre, quattro? Uno?
    Chiusi in uno sgabuzzino a decidere il destino degli europei.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Sri Lanka: ‘Abbiamo respinto richiesta Usa di schierare 2 jet sull’isola
      Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha dichiarato che a inizio marzo il suo Paese ha negato agli Stati Uniti il ;;permesso di stazionare due dei loro aerei da guerra in un aeroporto nel sud dell’isola. “Volevano portare due aerei da guerra armati con otto missili antinave da una base di Gibuti all’aeroporto internazionale di Mattala dal 4 all’8 marzo e noi abbiamo detto di no”, ha affermato Dissanayake.

      Ansa.

      Oh, oh! Lo Sri Lanka, non solo è riuscito a convertire al biologico gran parte della propria agricoltura, ma ora si dimostra anche un paese che sa dire no al coinvolgimento in guerra. Pare.
      Lo metto al vertice, insieme a Cuba.
      Kelebekiani!
      https://youtu.be/U0-kSqDsMLg?is=ltAKOl9tKdjz0UXM
      In piedi!

  73. Moi scrive:

    Poi ci sono i Fenomeni Italici che … sperano che l’Iran esca dalla Selezione ai Mondiali di Calcio per lasciare un posto in più di possibilità per l’ Italia

  74. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    Questo è probabilmente uno dei più importanti articoli del mese: un editoriale del Ministro degli Esteri dell’Oman, che ha mediato i colloqui tra Stati Uniti e Iran, in cui scrive che gli Stati Uniti “hanno perso il controllo della propria politica estera” a favore di Israele. (
    https://www.economist.com/by-invitation/2026/03/18/americas-friends-must-help-extricate-it-from-an-unlawful-war)

    Egli ripete che un accordo era possibile come risultato dei colloqui (cosa confermata anche dal Consigliere per la Sicurezza Nazionale del Regno Unito, che ha partecipato ) e che l’attacco militare da parte di Stati Uniti e Israele è stato “uno shock”.

    È interessante notare che, dato che è uno dei paesi confinanti con l’Iran e dato che l’Oman è stato colpito più volte dall’Iran dall’inizio della guerra, scrive che “la rappresaglia dell’Iran contro quelli che sostiene essere obiettivi americani sul territorio dei suoi vicini è stata una conseguenza inevitabile” dell’attacco USA-Israele. La descrive come “probabilmente l’unica opzione razionale a disposizione della leadership iraniana”.

    Sostiene che la guerra “metta in pericolo” l’intero “modello economico della regione, in cui sport, turismo, aviazione e tecnologia a livello globale avrebbero dovuto svolgere un ruolo importante”. Aggiunge che “se ciò non era stato previsto dagli ideatori di questa guerra, si è trattato certamente di un grave errore di valutazione”.

    Ma, aggiunge, il “più grande errore di valutazione” per gli Stati Uniti “è stato quello di lasciarsi trascinare in questa guerra fin dall’inizio”.

    A suo avviso, ciò fu opera della “leadership israeliana” che “persuase l’America che l’Iran era stato talmente indebolito dalle sanzioni, dalle divisioni interne e dai bombardamenti israelo-americani dei suoi siti nucleari dello scorso giugno, che una resa incondizionata sarebbe seguita rapidamente all’attacco iniziale e all’assassinio della Guida Suprema”.

    Ovviamente, questo si è rivelato completamente errato e ora gli Stati Uniti si trovano in una situazione difficile. Egli afferma che, alla luce di ciò, “gli amici dell’America hanno la responsabilità di dire la verità”, ovvero che “in questa guerra ci sono due parti che non hanno nulla da guadagnare”, vale a dire “l’Iran e l’America”.

    Sostiene che tutti gli interessi degli Stati Uniti nella regione (fine della proliferazione nucleare, sicurezza delle catene di approvvigionamento energetico, opportunità di investimento) si realizzano al meglio con un Iran in pace.

    Come scrive, “questa è una verità scomoda da rivelare, perché implica indicare fino a che punto l’America abbia perso il controllo della propria politica estera. Ma bisogna dirla”.

    Propone quindi un paio di percorsi per tornare al tavolo dei negoziati, pur riconoscendo quanto sarebbe difficile per l’Iran “riprendere il dialogo con un’amministrazione che per ben due volte è passata bruscamente dai colloqui ai bombardamenti e agli assassinii”.

    Questo è forse il danno più grave che Trump ha causato durante tutta questa vicenda: la completa discredito della diplomazia. Se l’Iran ha imparato qualcosa, è questo: non negoziare con gli Stati Uniti, è una trappola che ti ucciderà letteralmente.

    La grande ironia di quest’uomo (Trump) che si spacciava per un abile negoziatore è che ha insegnato al mondo una cosa sola: non fate accordi con il mio paese.

    di Arnaud Bertrand

    #TGP #Oman #Usa #Israele #Iran

    Fonte: https://www.facebook.com/daniele.conti.5203/posts/pfbid0WpCnTiriG3G83yPk8JhUBun5D6kGswW5rgTSBJ8aBJJaF52dmYudn6mytmBJmHiXl?rdid=tfus0QmcZDLbi1Hk#

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • daouda scrive:

      Ma porca mignotta imbecille…ma ha mai significato qualcosa la diplomazia?Dai non fa er coso sù.

      Tralasciando che lo script USA idioti e deboli oltre che IL SATANA ha chiaramente senso pr tutte le congreghe delle merde pagate e vezzeggiate tipo INSCO ad esempio e tali leccaculo infami ed iniqui, di qualsivoglia risma, se tu sei talmente cojone da credere e sperare che siano mai esistiti gli Stati Uniti di America del Nord, tanto vale che te pialli le palle e te bevi un po’ cianuro.

      HItler era comunista, inizia a capì, idiota.

  75. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    IL CUORE DEL DOLLARO COLPITO NEL GOLFO

    Non è in corso in Medioriente solo una guerra di aerei, missili, bombe e droni dai tempi lunghi e dall’esito confuso.

    Un’altra guerra, molto più vasta e dall’esito già chiaro, cammina in parallelo. È la guerra contro il petrodollaro, la cui posta è la sopravvivenza dell’ordine finanziario globale basato sulla valuta americana. Questi ayatollah saranno certo sporchi, brutti e cattivi, ma stanno attuando una strategia di formidabile impatto contro il cuore del potere americano sul mondo, accelerando cambiamenti epocali che ribollono da tempo sottotraccia.

    L’Iran è consapevole dell’inferiorità militare convenzionale rispetto alla superpotenza atlantica, e ha scelto di non contrastarla aereo contro aereo, nave contro nave, bomba contro bomba. Teheran non punta a vincere sul campo di battaglia. Ha sviluppato una strategia asimmetrica rivolta a colpire il nocciolo duro del capitalismo finanziario globalizzato: il petrodollaro. La ricchezza generata dal petrolio pagato in dollari, e investita nel sistema finanziario mondiale controllato da Wall Street e Tesoro Usa. Il petrodollaro non è un concetto astratto. È la massa di capitali accumulata da Kuwait, Bahrein, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita attraverso decenni di vendita di idrocarburi nei mercati del pianeta. I fondi sovrani del Golfo gestiscono in tutto un patrimonio stimato tra gli 11 e i 13 trilioni di dollari (Pil Italia 2,2. Pil Usa 30). La quota maggioritaria di tale immenso capitale è investita negli Usa: in titoli del Tesoro, azioni quotate sui mercati di New York, immobili nelle grandi metropoli, fondi di private equity e hedge fund di Wall Street.

    Questo sistema poggia su tre colonne. La prima è la produzione di gas, petrolio e derivati: il Golfo Persico contiene circa il 48% delle riserve mondiali di petrolio accertate, e attraverso lo Stretto di Hormuz transita quotidianamente l’80% dell’output petrolifero della regione e circa il 20% di quello mondiale. La seconda colonna è il pagamento in dollari: dal 1974, per accordo esplicito con Washington, l’Arabia Saudita e gli altri produttori hanno accettato di denominare in dollari la vendita del proprio petrolio, dando luogo a una domanda permanente di valuta Usa.

    La terza colonna è la protezione militare: grandi basi con decine di migliaia di soldati distribuite tra l’ingresso di Hormuz e l’Iraq – da Camp Doha in Kuwait alla mega-base di Al-Udeid in Qatar, dalla V flotta della Marina Usa di stanza a Bahrein alla base di Al Dhafra negli Emirati. È un sistema di mutuo rafforzamento: il petrolio viene venduto e riciclato in dollari e i soldati americani proteggono i regimi del Golfo dall’instabilità interna e dall’aggressione esterna. Un cerchio virtuoso per Washington, un cappio stretto intorno al collo di chiunque voglia sfidare la supremazia del dollaro.

    Tutte e tre queste colonne vacillano paurosamente in questi giorni. Gli orrendi, sporchi, etc. ayatollah di cui sopra hanno lucidamente individuato il punto di massima fragilità del sistema: la fiducia dei petro-monarchi del Golfo nella capacità americana di proteggere i loro regimi, le loro industrie e i loro soldi. Fiducia iniziata a svanire nel 2019 e dissolta nella prima settimana di questa guerra con gli attacchi iraniani che hanno devastato senza grandi ostacoli infrastrutture critiche della produzione di idrocarburi del Golfo e colpito basi militari ritenute invulnerabili. La chiusura di Hormuz ha completato l’opera.

    L’assaggio di quanto sta accadendo, d’altra parte, c’era già stato nel settembre 2019, quando un attacco di droni iraniani manovrati dagli Houthi mise fuori gioco il 5% dell’offerta mondiale di petrolio e fece schizzare il prezzo del Brent di oltre il 15% in una sola seduta. Oggigiorno, un attacco prolungato, abbinato alla chiusura dello Stretto di Hormuz attraverso mine navali, missili costieri e sommergibili, può portare, secondo le stime più conservative, il prezzo del petrolio oltre i 200 dollari al barile.

    Le conseguenze sull’economia mondiale possono essere brutali. Un raddoppio del prezzo del barile può innescare una recessione profonda nelle economie industrializzate importatrici, a cominciare da Europa e Giappone. Ma il danno più grave non si limiterebbe al breve termine: consisterebbe nell’inizio della fine del petrodollaro, e del dollaro di cui consiste. Nel breve periodo, i giganti del petrolio potrebbero registrare utili straordinari. La guerra fa bene alle compagnie petrolifere, ma non fa bene al meccanismo che tiene in piedi l’intera baracca.

    La guerra non fa affatto bene alle monarchie del Golfo. Se esse vengono destabilizzate militarmente – i loro impianti colpiti, la loro stessa sopravvivenza politica messa in discussione – il flusso di capitali che da decenni scorre dalla Penisola Arabica verso Wall Street può interrompersi e invertirsi. I fondi sovrani del Golfo iniziano a liquidare asset americani per coprire le spese belliche e ricostruire le infrastrutture distrutte. I titoli del Tesoro Usa vengono venduti in massa sul mercato aperto. Il dollaro subisce una pressione al ribasso che la Federal Reserve non può contrastare solo alzando i tassi di interesse, perché tassi più alti in un contesto di recessione petrolifera aggravano la crisi economica interna.

    È lo scenario che economisti come Michael Hudson hanno prefigurato da tempo: il momento in cui la liquidazione delle riserve in dollari da parte dei paesi produttori di petrolio innesca una crisi di sfiducia sistemica nella divisa americana. Non una svalutazione controllata, ma una fuga dal dollaro. Per andare dove? Il terreno per questa transizione è già stato preparato con cura negli ultimi anni. Nel marzo 2023, Xi Jinping e Mohammed bin Salman hanno siglato un accordo storico a Pechino, con l’Arabia Saudita che ha accettato di ricevere pagamenti in yuan per una quota crescente delle proprie esportazioni petrolifere verso la Cina. Pechino è già il principale cliente dei sauditi, importandone circa 1,8 milioni di barili al giorno. Già nel 2022 la Cina aveva lanciato il contratto futures sul petrolio denominato in yuan sulla Borsa internazionale dell’energia di Shanghai (Ine), con l’obiettivo creare un meccanismo di pricing alternativo al Brent londinese e al Wti americano.

    La logica è imperativa: se gli Usa non sono più in grado di garantire la sicurezza dei regimi del Golfo la diversificazione delle loro riserve valutarie diventa urgente. Il processo è già in corso: le riserve di yuan nelle Banche centrali dei paesi del Golfo sono aumentate significativamente negli ultimi tre anni. L’accordo quadro Brics+ – al quale hanno aderito Arabia Saudita, Emirati, Iran ed Egitto – prevede lo sviluppo di forme di pagamento alternative al dollaro per il commercio tra i paesi membri.

    Gli attacchi iraniani stanno squassando le monarchie del Golfo e stanno accelerando questo processo. La ricchezza petrolifera che per cinquant’anni ha finanziato i deficit Usa attraverso il riciclaggio dei petrodollari inizia a fluire verso Pechino, Shanghai e i mercati asiatici emergenti. Le conseguenze di tutto questo sono epocali. Un’America che perde il privilegio esorbitante del dollaro come valuta di riserva globale – privilegio che le consente d’emettere debito a costi bassissimi, di finanziare il proprio deficit commerciale stampando carta moneta, d’esercitare il dominio finanziario attraverso sistema Swift e sanzioni bancarie – non è più la stessa America. Perde la capacità di proiettare potenza militare su scala globale perché non può più permettersi di farlo. Perde la capacità d’imporre sanzioni economiche perché il sistema alternativo yuan-Brics offre una via di fuga. Perde, in sostanza, l’impero.

    Questo è ciò che il mio maestro, Giovanni Arrighi, aveva intuito con straordinaria lungimiranza. La transizione egemonica dal dollaro a una nuova valuta di riserva – o a un sistema multipolare senza valuta di riserva unica – sarebbe avvenuta non attraverso una decisione politica consapevole, ma attraverso la dinamica caotica di una crisi che nessun attore avrebbe completamente controllato. L’Iran non è l’autore del dramma, ma il detonatore che innesca un’esplosione la cui miccia è stata preparata da decenni d’egemonia finanziaria americana sempre più rapace e obsoleta.

    di Pino Arlacchi

    #TGP #Usa #Petrolio #Dollaro #Geopolitica

    Fonte: https://www.facebook.com/PinoArlacchi/posts/pfbid031uPYWHDfNJbxZAdWekgjvV4ALVLd9zsnZBCBxuA8hBYnyVBUPf3MeMCdkQWDocGSl?rdid=f3GUdScVstv2Ti1u#

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  76. Mauricius Tarvisii scrive:

    Per chi ancora fosse scettico (visto che giravano tesi su Trump che avrebbe imposto al pacifico Bibi la guerra), trovo questo stralcio di intervista ad un membro della commissione esteri della Camera dei Rappresentanti in cui viene detto esplicitamente che Trump non sa cosa sta facendo, gli USA vanno puramente a traino e gli Israeliani dirigono l’orchestra promuovendo l’escalation.

    https://www.facebook.com/share/v/1DxKtYwf9n/

    Ci sono i sottotitoli integrali, per chi non ha voglia di ascoltare.

    • Francesco scrive:

      che Trump non sappia cosa sta facendo mi pare evidente, a prescindere da cosa direbbe un parlamentare USA, che spesso è al livello di una Elly Schlein qualsiasi

  77. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/stretto-di-hormuz-lillusione-della-scorta-solitaria-e-il-vero-incubo-delle-mine-navali/

    Siamo sicuri che gli iraniani non siano intenzionati a minare lo stretto di Hormuz?
    Perché, al netto dei vari missili, droni e bombardamenti dall’altra parte, uno stretto minato diventerebbe una cosa molto lunga da risolvere, e intanto le petroliere sarebbero ferme.
    E nel frattempo anche i pozzi dovrebbero essere chiusi e poi riaprirli richiederebbe mesi, se non anni. E dopo non avranno più la stessa capacità produttiva.
    E il petrolio è l’economia.
    Di conseguenza..
    Boh. Per me, siamo alla follia pura.
    Va ben che gli Usa come dice Turiel, hanno un bisogno disperato di petrolio….non è vero che siano autosufficienti. Ne importano di più di quello che esportano.
    E i loro pozzi sono effimeri, e se ne prevede la durata per pochi anni ancora.
    Vedremo.
    🙁
    Sono pronti gli orti? Mica tanto.
    Lo diceva il cinese….
    https://youtu.be/1tihM-V4VE8?is=m6AVXtW-NeAJsUyo
    Sono tutte scemenze, la cosa importante è la produzione alimentare.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ puffo giardiniere

      “mine”

      Le mine ad Hormuz, credo, stanno all’Iran come la Bomba Zarina da 50 megatoni sta alla Russia.

      Sono l’arma fine-di-mondo. E per almeno due motivi.

      Sia perché una volta lanciate Teheran si brucerebbe ogni arma ulteriore di ricatto, e nulla fermerebbe più i suoi nemici dal bombardare il paese ad libitum.

      Sia perché le stesse esportazioni petrolifere Iraniane sarebbero compromesse. Dopo un po’ le mine si sganciano e cominciano ad andare di qua e di là. Ne basta una, una sola, che colpisce una superpetroliera e i costi assicurativi esplodono al punto che a portare idrocarburi ci andranno solo i disperati stile “Vite vendute”.

      Stesso discorso, si badi, per l’uso della Bomba.

      Chi userebbe benzina senza prima passarla al contatore Geiger?

      Come diceva un azzeccato slogan pubblicitario di qualche tempo fa, “la potenza è nulla senza controllo”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ puffo giardiniere

        A parziale smentita – devo riconoscerlo – di quanto ottimisticamente ho appena scritto mi viene ora in mente una frase tratta da “Dune”: “chi può distruggere una cosa la controlla”. Se nel romanzo la libertà dei Fremen val bene la distruzione dei giacimenti di spezia e la conseguente distruzione del commercio intergalattico nella realtà la sovranità dell’Itan può ben valere la distruzione dei commerci mondiali.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          Bombardamenti

          Non lo so.
          Sono andati là per una guerra brevissima e si sono trovati oramai senza intercettori e radar. Dovranno pure tornare a casa loro, prima o poi? So che bombardano fuori dallo spazio aereo iraniano con bombe plananti, perché pare abbiano esaurito quelle di precisione. Ma così ammazzi solo i civili.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ puffo giardiniere

            “ammazzi solo i civili”

            Non certo perché usi bombe plananti. Già con l’affondamento del “Roma” erano piuttosto precise. Se i banderisti non ammazzano più quelli del Donbass è merito loro.

            No, guarda, per ammazzare i civili del nemico la coalizione Epstein non ha bisogno di bombe volanti. Basta volerlo, come a Gaza.

            E poi diciamocelo: con la ‘guerra totale’ esistono davvero più i civili?

            E quanto ai soldi: già gli Europei stanno tornando da Trump – cioè da chi ha in mano il loro gas – con la coda fra le gambe…

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Puffo giardiniere scrive:

              Di Vita

              https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-les-pertes-etasuniennes-louverture-du-detroit-dilemme-sur-les-prix-du-petrole-extension-de-la-guerre

              Le bombe plananti sostituiscono gioco forza quelle di precisione (mi sa che si trattava di missili, ma non ne sono sicuro).
              Ma come scrive Moon of Alabama nel suo provvidenziale articolo, in Iran è improbabile che si vedranno dei normali bombardamenti a caduta.
              Questi costosi aerei compresi quelli invisibili
              non sono impossibili da abbattere, come si è già ben visto.
              Moon of Alabama suggerisce una soluzione al dilemma di Trump che io ritengo molto elegante.
              Si coinvolgono altri paesi arabi nella guerra e intanto, quatto quatto l’esercito americano se ne torna a casa.
              Accenna anche allo scortare navi nello stretto di Hormuz. Servirebbero cacciatorpedinieri e altro, ma sarebbe un dispiegamento lungo e complesso.
              Però teoricamente, parrebbe fattibile.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ puffo giardiniere

                “paesi arabi”

                Nessun paese Arabo, dopo l’eliminazione di Saddam, può anche solo lontanamente confrontarsi militarmente con l’Iran. Nemmeno l’Arabia Saudita, che non è stata in grado per anni di sconfiggere gli Houthi. Il giorno dopo ad esempio di un eventuale attacco del Bahrein i pasdaran sbarcherebbero in massa e l’ottanta per cento sciita della popolazione del sultanato farebbe i conti una va per tutte con la sua corte sunnita. È molto più facile sbarcare sulle coste meridionali del Golfo Persico che su quelle settentrionali. E mezzo milione di pasdaran ci mettono poche settimane a rovesciare gli staterelli della Regione – tranne forse proprio l’Oman.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/21/402144.html

                Di Vita
                So per esperienza che quando questo Moon of Alabama scrive qualcosa, di solito non sbaglia.
                Che poi Emirati e forse Arabia, si prenderanno delle sonore batoste, sì, mi sembra probabile.
                Armeranno degli eserciti di mercenari, suppongo.
                A me queste petromonarchie non stanno per niente simpatiche. Ma immagino non abbiano molta autonomia decisionale.
                Se entrano in guerra è perché qualcuno magari li tira per la gabbana.
                Di preciso non lo so.

              • Francesco scrive:

                1) adesso il nostro Andrea si inventa la capacità di sbarco dei Pasdaran, a centinaia di migliaia. Domani il teletrasporto?

                2) le mine. Ma santo membro di John Holmes, le mine sono armi stupide, l’Iran non potrebbe più dire che fa passare le petroliere dei suoi amici! io non lo farei se fossi in loro.

                3) gli Arabi … lessi che l’Arabia Saudita aveva spinto per la guerra mentre fingeva di fare il contrario. Poi più nulla. Boh!

                4) l’Iran aveva in arsenale missili in grado di arrivare a Mosca … non è che si sono trumpizzati pure loro?

              • Francesco scrive:

                Mi spiego meglio: solo io mi chiedo cosa se ne fa l’Iran di missili che arrivano così lontano?

                A voi pare una cosa normale, costruirsi un missile con 5.000 km di gittata?

  78. Puffo giardiniere scrive:

    https://giubberosse.substack.com/p/guerra-in-iran-perche-lattacco-al

    Dal recente ultimatum di Trump in cui minaccia di colpire le centrali elettriche iraniane, si può dedurre che forse gli Usa potrebbero essere in procinto di usare le armi nucleari tattiche.
    Non che si risolva qualcosa.
    Anzi, andrà a finire male, sicuramente.

    • Francesco scrive:

      Non capisco la relazione tra bombardare le centrali elettriche e usare le Bombe!

      Putin lo fa da vari anni e usa armi convenzionali.

      Saluti

  79. Puffo giardiniere scrive:

    https://youtu.be/2M6b8vYLKgw?is=c1_0-38DwwEgkofz

    Vita in un villaggio iraniano durante la guerra.

  80. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.nogeoingegneria.com/news/iran-ha-attaccato-il-sito-nucleare-di-dimona-per-rappresaglia/

    Cosa significa l’attacco vicino al sito nucleare di Dimona.
    Già opportunamente Di Vita ne aveva messo in risalto la possibile criticità.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ puffo giardiniere

      “Dimona”

      Che la risposta Iraniana all’attacco su Natanz sia proporzionata o meno a tutt’oggi non lo possiamo sapere. Una centrale nucleare è progettata per rimanere intatta anche se sopra ci cade un Jumbo Jet a pieno carico. Ci vuole un attacco continuo e concentrato di parecchi missili per fare fuoruscire il materiale radioattivo come a Chernobyl. C’è chi sostiene – ma conferme non ne ho trovate – che il missile Iraniano abbia centrato non il reattore, ma un adiacente rifugio in cui verosimilmente si erano riparati i tecnici del reattore. L’eliminazione di questi sì che sarebbe una rappresaglia all’assassinio di alcuni scienziati Iraniani dei mesi scorsi.

      Io intanto le pillole di iodio le consiglio a tutti. Fra una figuraccia mondiale e il fungo in casa d’altri difficilmente gli aggressori esiterebbero.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/22/403294.html

      Ah, ma cavolo! A Dimona si suppone che ci sia l’arsenale nucleare israeliano.
      Dunque, riprendiamo tutto da capo…
      Se arriva un missile ipersonico sopra il presunto arsenale nucleare israeliano, cosa può succedere?
      Mah, mi sembra una cosa persino surreale, peggio dei droni castranti.
      E poi dicono la Patafisica….

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ puffo giardiniere

        “surreale”

        D’accordo che la stupidità umana non ha limiti, ma chi sarebbe così cretino, avendo un centinaio di Bombe, da immagazzinare tutte nello stesso posto?

        Vale per gli Israeliani come per tutti.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  81. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Dice il saggio… (per parafrasare l’immortale Nick Carter!)

    ‘🚨 Jiang Xueqin: Israel is planning controlled demolition of Al-Aqsa to ignite holy war

    The Chinese academic who correctly predicted both Trump’s win and war with Iran now warns: Israel is tunneling beneath the Al-Aqsa Mosque to set up a controlled demolition, and then they will blame it on an Iranian missile.

    ⚔️ Their goal is to destroy Islam’s holiest site, spark a war between Arabs and Persians, and build the Third Temple.

    “You need the building of the Third Temple, which could actually happen during this war. If you observe geopolitical events, these events are happening,” he told Tucker Carlson.

    👍 US-Israel-Iran war | @geopolitics_prime’

    Commento mio: è come con la faccenda dei droni castranti. Non so se sia vero, ma so che è verosimile.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Bellissimo criterio.
      Allora io sostengo che sei il mostro di Firenze.

      Non so se è vero, ma è verosimile. 😉

      Sicuramente eri vivo al momento dei delitti del mostro, sai come raggiungere Firenze, sai sparare e secondo me sai anche usare un coltello per tagliare pezzi di carne.

      Prove?? Chi ha bisogno di prove? 😉

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “mostro di Firenze”

        A parte che all’epoca dei delitti del mostro, Vostro Onore, non avevo la patente… 😉

        …direi che la mia fedina penale è un po’ più immacolata di quello stupratore della figlia.

        Comunque sì, devo riconoscere che il tuo equiparare lo Stato di Israele al mostro di Firenze è azzeccato. Lo dirò ai miei amici ProPal; gli serve un’idea per i prossimi striscioni 😉

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        So che hai qualche problema di lettura, ma io non ho equiparato proprio niente.

        Io sostengo che tu sei il mostro di Firenze: è verosimile.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “lettura”

          Dovresti sapere la differenza fra “essere vero” e “essere verosimile”.

          Tra l’altro, nella fattispecie io ho l’alibi (della mancanza di patente).

          Israele no.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Andrea

            credo che qui sia in gioco la differenza tra “verosimile” e “una incredibile cazzata che solo una mente malata può partorire e una debole ripetere”

            Sono due cose diverse.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Commento mio: è come con la faccenda dei droni castranti. Non so se sia vero, ma so che è verosimile.”

      No, scusami, ma quella non è una cosa verosimile: è una cosa palesemente senza senso. E non solo perché non mi ci sono mai imbattuto nella lettura di fonti filopalestinesi attendibili.

      • PinoMamet scrive:

        Ho cercato “Rula Jebreal droni”, e salta fuori un video in cui la Jebreal dice di aver sentito un suo amico sostenere che a Gaza dei droni israeliani avrebbero preso di mira dei bambini;

        il suo amico sostiene che sia vero, quindi Rula Jebreal dice che è così, e dice anche che un politico israeliano ha detto che bisogna cancellare la prossima generazione dei palestinesi, quindi (nel suo ragionamento) certamente i droni israeliani danno la caccia ai bambini palestinesi per questo motivo.

        Credo che sia da questa notizia, tutt’altro che certa o attendibile ma perlomeno credibile, che salta fuori la Leggenda dei Droni Castranti.

    • Francesco scrive:

      Questo tizio è così fuori di testa da essere diventato una star su Quora, uno dei social network dove i matti e i bot si rincorrono.

      Però trovo di cattivo gusto tirar fuori il Terzo Tempio di Gerusalemme, che poi Il Duca della Longobardia Minor si preoccupa davvero!

  82. roberto scrive:

    andrea

    “A parte che all’epoca dei delitti del mostro, Vostro Onore, non avevo la patente… 😉

    …direi che la mia fedina penale è un po’ più immacolata di quello stupratore della figlia.”

    non hai bisogno della patente per saper guidare una macchina e la fedina penale è pulita finché non ti condannano

    ciò detto, io noto solo su questo blog in cui eravamo abituati a discussioni di un certo livello siamo scesi a “Trovata in Rete” e ora addirittura “non so se sia vera ma è verosimile”….praticamente twitter 🙁

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “twitter”

      OAAR!

      Il problema è che con il proliferare dei social e la perdita di credibilità dei mezzi tradizionali ormai ci sono tante bolle informative, come monadi Leibniz, che non comunicano.

      Vale per la tecnologia e le scienze applicate, figurati per la politica.

      Quasi mai c’è la possibilità di ottenere riscontri indipendenti, al di fuori del campo di specifica competenza di ciascuno.

      Di qui i continui disclaimer.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. uno che guida senza patente rischia di essere fermato anche solo per questo. Difficile che un serial killer sia così cretino e che non venga preso in fretta.

      • Francesco scrive:

        no Andrea, il problema è che alcuni avventori stanno sbracando

        il livello altissimo di questo blog dipendeva da Miguel e dal nostro impegno

        credo che il vecchio motto fosse “Amicus Plato, magis amica veritas”

        poi ce ne dicevamo di tutte ma il criterio della verità era sempre al primo posto

        io porto ancora le cicatrici di miei errori inflessibilmente corretti

        • Peucezio scrive:

          Io tutto ‘sto livello altissimo non ce l’ho mai visto, a parte i post del padrone di casa.

          Un conto è il fatto che siamo tutti molto più colti della media e questo traspare.
          E ogni tanto saltano fuori dottissime disquisizioni sulla tale lingua della tale provincia dell’Anatolia nel secolo tot e cose simili…

          Ma in realtà da quando sono qui dentro ci si accapiglia, non si cercano di capire le cose.

        • Peucezio scrive:

          Non ricordo di aver mai trovato qui uno spunto che mi abbia in qualche modo illuminato nella comprensione della contemporaneità. Tranne ovviamente da parte di Miguel.
          E quando ho tentato, nel mio piccolo, di lanciarne qualcuno, è caduto nel vuoto, sommerso dalle solite prevedibili polemiche di fazione.
          Cui indulgo tantissimo anch’io, per carità.

          • Francesco scrive:

            a me pareva che le polemiche di fazione procedessero, con la lentezza e la fatica della ritirata alpina dalla Russia, ma non fossero bloccate nel pantano come sono ora.

            la discriminante è il riconoscimento dei fatti: prima c’era, se una cosa veniva smentita non veniva reiterata.

            c’erano dei punti fermi, tipo io che ritengo che qualcosa del mondo moderno sia da salvare e tu che proclami che è tutto sbagliato, anzi diabolico!

            🙂

            • Peucezio scrive:

              “io che ritengo che qualcosa del mondo moderno sia da salvare e tu che proclami che è tutto sbagliato, anzi diabolico!”

              Non è esattamente così. Io il progresso tecnico lo salvo, con le sue ricadute sulla qualità della vita.
              Tanto che Miguel mi accusa di essere un apologeta della modernità! 🙂
              Non salvo nulla dell’ideologia: laicismo, liberalismo, ecc.

              • Francesco scrive:

                Beh, però non è che puoi ignorare la domanda “che rapporto c’è tra gli ideali degli uomini e le loro invenzioni”

                se le fogne le hanno costruire gli illuministi, mi devo chiedere se c’era qualcosa di buono persino nell’illuminismo!

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                sì, questo è un temone in effetti, che non si può eludere.

              • Francesco scrive:

                Lo credo davvero, altrimenti sarei felicemente un reazionario.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                il problema però è che se istituiamo seriamente questo nesso dobbiamo chiudere bottega, abrogare la religione cattolica e dichiarare l’ateismo universale, perché non è grazie alla Chiesa romana (che pure ha promosso la scienza a suo tempo) se si è sviluppata la civiltà industriale.

                Solo che c’è un problemino: la sacienza ci ha allungato la vita un bel po’, ma ci ha tolto la vita eterna. Non è un gran buon baratto.

              • Francesco scrive:

                Infatti io cerco il modo di tenere insieme il Catechismo e le fognature

                E non mi faccio convincere che non c’è!

                E’ una menzogna diffusa dai laicisti, quando non sono occupati a pippare

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                come direbbe Andrea, vieni nel mio carrugio: manteniamo il progresso materiale ma cerchiamo di preservare la dottrina.

                Che è poi la soluzione iraniana per esempio: teocrazia in una società moderna.

                E stanno facendo vedere i sorci verdi agli americani, tra parentesi!

              • Peucezio scrive:

                Ma un po’ anche la Russia, con tutti i suoi limiti.

                Forse per me Putin si autonominerebbe Zar (ci vuole un Cesare, proprio litteraliter!) e rifonderebbe un impero teocratico ortodosso neobizantino (con tolleranza piena per le altre religioni, perché non è che puoi sopprimere milioni di islamici che lo sono da secoli, ecc.),

                ma per ora ci accontentiamo. Intanto non possono fare i gay pride, che è già una porcheria in meno.

              • Francesco scrive:

                il progresso materiale è una piccola frazione del progresso in assoluto

                le libertà borghesi, per dire, sono altrettanto importanti!

                e non sono in contrasto con la vera religione, al massimo con la teocrazia

                😀

          • Puffo giardiniere scrive:

            Ah, che bello, ci si interroga sulla natura del blog.
            Salta fuori addirittura Platone. L’Inquisizione. La legittimità dei droni castranti.
            Io non sono un Kelebekiano, vengo da un mondo parallelo e sono pure un puffo.
            Ma per quello che vedo, qui manca la cognizione di ciò che Martinez cerca di portare avanti.
            Se uno segue le tematiche ambientali, sempre, come consiglio di resilienza, vien fuori che bisogna rafforzare le comunità locali. C’è addirittura un certo Heinberg, che preannuncia catastrofi varie e quasi sempre alla fine dei suoi articoli, dispensa questo consiglio.
            A mio modesto parere, Martinez sta cercando di applicare peri pari questo comportamento e ne rende conto negli articoli che pubblica.
            In altre parole, kelebekiani, siete in un sito ambientalista.
            A parte il sottoscritto, che qui è un alieno, non c’è un ambientalista che sia uno.
            Anzi, dai commenti traspare una sorta di anti-ambientalismo generale.
            Che poi, anche gli ambientalisti parlano di guerra, economia, cultura e chi più ne ha più ne metta. Si veda il canale you tube di Nate Hagens.
            Ma in chiave ambientalista.
            Questo per la precisione.
            Poi, kelebekiani, fate pure quello che vi pare. Se va bene al padrone del blog, va benissimo anche per me.
            Io poi sono un individualista poco interessato alle comunità. A parte Cuba e lo Sri Lanka. Ma queste non sono comunità locali. E questo è uno dei miei tanti difetti.
            🤓

            • Francesco scrive:

              In effetti il povero Miguel ha radunato una banda di gentaglia poco interessata all’ambientalismo, qualcuno pure all’ambiente, e alle piccole comunità!

              Però se non ci scaccia lui.

              😉

            • PinoMamet scrive:

              “In altre parole, kelebekiani, siete in un sito ambientalista.”

              No.

            • PinoMamet scrive:

              Per quanto riguarda le piccole comunità, trovo che sia un tema kelebekkiano molto recente e di cui, ammetto, non me ne frega proprio nulla.

        • PinoMamet scrive:

          Io invece ho trovato altissimo il livello proprio perché ci si accapigliava sulla tal lingua della tal provincia anatolica.

          Questo è tutto il genere di illuminazione di cui sento il bisogno, e questo è il modo in cui cerco di capire le cose.

          La contemporaneità è molto noiosa, e tentare di descriverla senza ore di discussioni sui Pelasgi o sul calendario zoroastriano mi sembra inutile, banale e I ultima analisi dannoso.

          • Peucezio scrive:

            In sostanza cerchi un ambiente erudito, più che un pensiero critico sul mondo.

            Beh, l’ho coltivato anch’io a lungo e lo coltivo ancora, però più leggendo letteratura specialistica che discutendone in un blog.

          • PinoMamet scrive:

            Non vedo perché dovrei farmi dire un giudizio critico sul mondo da qualcun altro.

            Dubito anche che esista un giudizio critico sul mondo, dubito che abbia qualche importanza o utilità maggiore al sapere le formazioni dei calciatori o distinguere le specie di fringuelli e cardellini, e per le cazzate basto benissimo da solo.

            • Francesco scrive:

              >>> Non vedo perché dovrei farmi dire un giudizio critico sul mondo da qualcun altro.

              Io lo vedo eccome e da quando bazzico qui lo vedo ancora di più, invece. Anzi, credo di bazzicarlo in primis per questo, poi per simpatia e voglia di litigare degna di un toscano quale non sono.

              🙂

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              ma che discorso… Confrontarsi mica significa “farsi dire”.

              Per me un contesto come questo, visto che si parla continuamente di attualità, ma solo per tifoserie, che è l’operazione più sterile che esista (e cui, ahimè, non mi sottraggo), sarebbe utile come potenziale laboratorio per capire cosa sta davvero succedendo, per elaborare e confrontare chiavi interpretative.
              Che è quello che dal vivo faccio con gli amici con cui mi confronto.
              E che è poi sostanzialmente la proposta di Miguel, quando non racconta dell’Oltrarno (ma in un certo senso anche).

              Per il resto, francamente, se voglio sapere dei Pelasgi, me lo vado a leggere. O chiedo a ChatGPT, che in pochi secondi mi racconta la rava e la fava, come si dice in Lombardia.

              • PinoMamet scrive:

                Ma ti racconta delle balle

              • Peucezio scrive:

                Beh, no, dipende, se lo usi bene è abbastanza preciso.

                Comunque, certo, non sostituisce la saggistica scientifica, anche perché vi si basa.

            • Peucezio scrive:

              Comunque de gustibus…

      • roberto scrive:

        andrea

        “Di qui i continui disclaimer.”

        mi pare che tu non abbia capito

        non critico i disclaimer, ma critico il fatto che vengano proposte per discussione delle assurdità senza un minimo di senso critico, e aggiungere il piccolo disclaimer “non so se è vero” mi pare una cosa ponzipilatesca

        se adesso io trovo in rete un articolo sulla stregoneria nel XXIesimo secolo e sull’opportunità di bruciare sul rogo le
        streghe posso postarlo e scrivere “io non so se sia vero o no”, senza mandare in vacca il blog?

        per me la risposta la si vede chiaramente nelle ultime discussioni (cioè ultime…sono mesi in realtà) e la risposta è un chiaro bello e grasso “no”

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “assurdità”

          Ti ringrazio per la tua risposta – che leggo solo ora, e me ne scuso – perché mi dà l’occasione di chiarirmi meglio le idee.

          Fuori da un contesto molto ben definito (le pubblicazioni su riviste scientifiche) io mi faccio un punto d’onore di non tacciare mai nessuna tesi, anche quella che mi sembra più strampalata, come “assurdità”.

          Sia per ragioni filosofiche – mi ritengo un relativista etico in fatto di morale e un agnostico in fatto di religione – sia perché ho avuto in sorte l’occasione di essere in confidenza con le persone dalle idee diverse fra loro, ma così diverse che di più è difficile. Sono nipote di monarchici, cugino di gente di Lotta Comunista, amico fraterno di Testimoni di Geova e commilitone di gente che si è convertita al giudaismo e sostiene Netanyahu. La prima volta che mi sono beccato del “fascista” – sul serio – avevo sei anni ed era a una festa di Natale.

          Per me – al di fuori della Scienza, dove la Natura è giudice imparziale ed infallibile – semplicemente le opinioni “assurde” non esistono. L’unico assurdo che conosco è quello dei ragionamenti per assurdo in geometria. Per il resto, si trova sempre qualcuno che trova plausibile anche l’affermazione per me più strampalata.

          Ecco perché se mi si presenta un’opinione che non condivido mi sforzo – senza riuscirci sempre, com’è naturale – di trovarvi i punti che mi sembrano meno verosimili. Ma cerco sempre di non squalificare mai l’opinione in sé né tantomeno chi la ritiene valida.

          Ad esempio, se mi si dice che gli ayatollah hanno fatto morire quarantamila manifestanti in due settimane mi sforzo di ricordare che se i nazisti da Wansee nel 1942 all’arrivo dei Sovietici nel gennaio 1945 hanno assassinato ad Auschwitz novecentomila persone – cioè circa mille al giorno – allora per ammazzarne quarantamila in due settimane in Iran dovrebbero essere organizzato meglio dei nazisti: difficile.

          Allo stesso modo, quando ho sentito Draghi dire “volete la pace o i condizionatori” mi sono ricordato che le sanzioni non hanno impedito a Mussolini di prendersi l’Abissinia, figuriamoci se impediscono a Putin di prendersi il Donbass.

          Ma conosco troppa gente sinceramente convinta dell’assoluta realtà dei quarantamila morti Iraniani e dell”efficacia delle sanzioni contro la Russia per dire che sono “assurdità”. Per loro non lo sono; e chi sono io per giudicare?

          Insomma,mi faccio la mia idea su ogni cosa ma cerco di non dimenticare che è solo un’idea mia. Nella vita non ho provette o teoremi per falsificare una tesi, come ce l’ho invece nello studio.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Beh, beh, beh, questa è una bella spolverata di edulcorante sul tuo modo di procedere!!!

            Se usi un saggio scetticismo nel ritenere che 40.000 morti sia una cifra esagerata e quasi impossibile, e te ne vanti, scordi di dire che te fotti dei 4 o 5 o 6.000 morti che ci sono stati. E che lo fai perchè “oggettivamente” erano dalla parte degli USA e questo li rende meritevolissimi di crepare.

            Eh!

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “scordi”

              Il punto e’ che a noi i mass media non hanno raccontato di quattromila morti, ma di quarantamila.

              Se ci hanno volutamente ripetuto ad nauseam un’evidente fesseria da Due Minuti d’Odio è perché non fanno informazione, ma propaganda.

              E non c’è bisogno di essere antiimperialisti per usare il cervello e ragionare su ciò che ci viene propinato.

              Anche se aiuta, in effetti.

              Ma visto che parliamo di me, ti dirò che una volta davo retta a Repubblica, e che ho salutato la vittoria elettorale e il successivo Nobel per la pace a Obama con gioia.

              È stato il cumulo di clamorose e sesquipedali balle che mi si e’ voluto fare trangugiare a forza su Donbass e Palestina – insieme alla gogna mediatica cui è stato sottoposta chi quelle balle sbugiardava – che mi ha spinto su posizioni da extraparlamentare o quasi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Veramente sul Donbass non conosco nessuno che racconti più balle di te!

                E sono serio, sei la fonte che replica la peggiore propaganda russa e le più incredibile idiozie partorite da Internet su questo tema.

                Quello che più mi diverte è che io e te “vediamo” due mondi dei mass media diversissimi e quasi opposti.

                Per evidenti motivi nostri, di nostre convinzioni profonde.

                Per me, il mondo dei mass media è pacifista, panciafichista, inneggia alla viltà e nasconde il 90% della questione ucraina per permettere di far finta di nulla. Per il resto è venduto a Putin in modo evidente e non dubitabile.

                Ciao!

  83. Puffo giardiniere scrive:

    Se l’Iran non riaprirà lo Stretto di Hormuz entro 48 ore (che, secondo i miei calcoli, significa lunedì sera, ora della costa orientale degli Stati Uniti), Trump “annienterà” le centrali elettriche iraniane. È difficile capire se si tratti dell’ennesimo bluff di Trump e, in caso contrario, quante centrali elettriche ordinerebbe di distruggere e se l’esercito statunitense eseguirebbe l’ordine, dato che farlo costituirebbe chiaramente un crimine di guerra riconosciuto a livello internazionale.

    Oltre a questo, sarebbe un suicidio economico per il sistema globale, Stati Uniti compresi. Ecco perché: un simile attacco porterebbe quasi certamente l’Iran ad attaccare le infrastrutture energetiche in tutta la regione del Golfo e in Israele. Ciò potrebbe causare danni ingenti a porti petroliferi e del gas, oleodotti e raffinerie cruciali, ben oltre quelli già subiti, danni che, come ho già accennato, richiederebbero anni per essere riparati. Se l’Iran riuscisse a infliggere danni sufficientemente estesi, provocherebbe quasi certamente un crollo immediato dell’economia mondiale, da cui sarebbe difficile riprendersi. Nessuna spesa pubblica o stampa di moneta da parte delle banche centrali potrebbe compensare la perdita di risorse energetiche.

    https://www.resilience.org/stories/2026-03-22/is-the-complacency-in-global-financial-markets-warranted/

    Il solito Kurt Cobb, lucido catastrofista.
    Perché è vero che la minaccia di Trump è stata riferita dai media, ma nessuno ne aveva capito esattamente le possibili conseguenze.

    • Puffo giardiniere scrive:

      A seguire….

      Vi prego di comprendere cosa significherebbe se sia la minaccia di Trump che la prevista risposta iraniana venissero portate a termine nella loro interezza. Milioni di persone morirebbero in Iran entro poche settimane, con il conseguente arresto dell’economia. Altri milioni scapperebbero dal Paese in cerca di acqua, cibo e sicurezza. Se i leader iraniani credessero che il Paese sia destinato a una simile catastrofe, potrebbero decidere di colpire gli impianti di desalinizzazione dell’acqua, da cui Israele e diverse nazioni del Golfo Persico dipendono per la maggior parte del loro approvvigionamento idrico. I danni ingenti renderebbero vaste aree della regione immediatamente inabitabili. Ciò a sua volta provocherebbe un’immediata migrazione di massa dai Paesi colpiti. Tutto ciò si trasformerebbe quasi certamente nel più grande disastro umanitario della storia. Per chi si trova al di fuori della zona di guerra, le conseguenze sarebbero paragonabili a un crollo economico e sociale causato dal picco del petrolio, ben oltre qualsiasi scenario ipotizzato o discusso in precedenza su questo blog. (Quello di Cobb, naturalmente).

      • Puffo giardiniere scrive:

        Come scrive Cobb, c’è solo da augurarsi che l’esercito non esegua gli ordini di Trump.
        Anzi, già che ci sono, che lo sloggino pure dalla Casa Bianca e lo mandino in vacanza permanente guardato a vista, insieme a tutta la categoria dei genetisti, dei ragionieri e degli informatici che si occupano di Intelligenza Artificiale.

        • Puffo giardiniere scrive:

          Genetisti agrari. Tranne Salvatore Ceccarelli.

        • Francesco scrive:

          non mi pare sia l’esercito, quello che dovrebbe eseguire i bombardamenti. è roba da marina e aviazione.

          la fine del mondo non è una scusa per l’approssimazione.

          PS che palle, i catastrofisti a senso unico.

          • Puffo giardiniere scrive:

            https://www.treccani.it/vocabolario/esercito/

            Ma guarda ben…
            Si parla del rischio di un collasso mondiale e devo stare a definire la parola esercito
            Mi pare che abbia un significato generale e uno più ristretto.
            Puffo: generale
            Francesco: ristretto

            Se poi succede la catastrofe ritenuto corresponsabile.

            Io ODIO la puntiglioseria.
            Seguo il metodo delle pezze.
            Sovrapponendo varie opinioni vien fuori una figura su cui si può ragionare con senso comune. Sempre comunque aggiornando le pezze.
            Altrimenti c’è lo specialista stile azzeccagarbugli o quello sul libro paga di qualche organizzazione. Ambedue vogliono darti ad intendere quello che fa comodo a loro.
            E poi, al sommo di tutto questo, c’è l’Ipnocrazia.

            • Francesco scrive:

              i bei tempi che c’era l’Inquisizione! quanto ci manca!!!

              😉

              lo so, lo so, Puntiglio è il mio terzo nome.

              • Peucezio scrive:

                Francè,
                tu però una buona volta devi metterti d’accordo con te stesso: liberale e reazionario a un tempo, abbasso le teocrazie e viva lo stato laico, ma poi viva l’Inquisizione…

              • Francesco scrive:

                caro Peucezio

                molto spesso dipende dall’interlocutore …

                avrai capito che mi piace leticare

                del resto, sono un manzoniano moderato e più clericale

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Andiamo bene…

                Manzoni letterariamente non si tocca.
                E anche come linguista: trovo molto più convincente la sua soluzione di quella del padre della mia disciplina, Graziadio Isaia Ascoli.

                Ma sul piano religioso, un giansenista… proprio le cose da cui stare più lontani!

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://italy.news-pravda.com/russia/2026/03/23/404017.html

          Ecco, per i prossimi cinque giorni niente Apocalisse.
          A me sa tanto di una marcia indietro.
          Tra poco si capirà di che roba si tratta realmente.

  84. Puffo giardiniere scrive:

    Sarai ritenuto

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/voir-clairement-en-trump

      Questa è una grossa e spessa pezza
      Io ho letto il riassunto.
      In pratica si ipotizza che Trump porterà avanti a lungo la guerra, tra pagliacciate ed altro, al solo fine di fiaccare l’Iran e ridurlo a un paese destrutturato come la Libia.
      Per questo ha richiesto imponenti finanziamenti per proseguire la guerra.
      Il blocco di Hormuz era già stato messo in conto.
      Compensa il Venezuela. Circa. La precisione è nell’articolo. Basta fare la fatica di leggerlo.

      • Francesco scrive:

        Due cose molto poco credibili

        1) Trump che ha un piano e una strategia oltre il giorno per giorno

        2) l’Iran che crolla e va in pezzi come la Libia: i due paesi hanno migliaia di anni di storia diversissima

        3) il blocco di Hormuz, nella misura in cui danneggia arabi, persiani e cinesi, potrebbe essere stato messo in conto dalla parte degli attivi, da Bibi e da Donald.

        ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “l’Iran che crolla e va in pezzi come la Libia: i due paesi hanno migliaia di anni di storia diversissima”

          L’Iran è andato in pezzi diverse volte nella storia. La sua ultima incarnazione risale al ‘500 ed è il frutto delle campagne di una specie di confraternita religiosa sciita comandata da un azero.
          Sì, perché accanto all’andare in pezzi e al riformarsi ogni volta, c’è anche il dettaglio che generalmente è la sua periferia bellicosa a riconquistarlo.

        • PinoMamet scrive:

          “L’Iran è andato in pezzi diverse volte nella storia. La sua ultima incarnazione risale al ‘500”

          500 anni non sono proprio un bruscolino, e comunque l’Iran ha avuto tante dinastie, ma non ha mai perso la sua identità iranica, anche quando queste dinastie erano di altra origine.

          Un parallelo potrebbe semmai essere la Cina, non certo la Libia che nasce l’altro ieri come creazione coloniale italiana per riunire due province ottomane…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Non so se identità sia la parola corretta: mi sembra più un’egemonia culturale della nazione dominante, in cui chiunque decida di dominare le altre nazioni deve immedesimarsi.

            500 anni non sono bruscolini, ma non sono nemmeno eternità o immutabilità: la Russia e l’Impero Ottomano sono esplosi male dopo lassi temporali simili. E la Russia è riuscita ad esplodere una seconda volta qualche decennio dopo.

            • Francesco scrive:

              Veramente sia la Russia che la Turchia, nel loro core, sono rimaste eccome in piedi.

              La Libia è svanita da un giorno all’altro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Appunto, nel loro core. Ma cosa succede se non hai un core ben definito e decidi che non sarai più un impero multinazionale ma uno Stato-nazione?

                Chiedere ad armeni, assiri, greci…

              • Peucezio scrive:

                Che c’entrano gli Armeni?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sono stati coinvolti nel repulisti.

              • daouda scrive:

                I soviet stanno sia con la destra che la sinistra e almeno a mio miserrimo e superbo parere, vogliono la mossa turca pé fregalli, tanto dice che sò crizstiani!

                p.s. gli azeri sò soviet, i turchi no, anche se un po’ donhmenh

            • Peucezio scrive:

              Mauricius,
              ma la Russia non si è dissolta e la Turchia è rimasta, cioè la parte turcofona dell’impero si è sostanzialmente mantenuta.

              Il punto non è tanto se si disgrega (non accade), è se il regime non cede.

              In Russia ha ceduto, anche se in modo più o meno pacifico. In Turchia pure (il sultano, ahimè, non c’è più).

  85. Moi scrive:

    REFERENDUM

    Affluenza % massima in Emilia Romagna … e dove, sennò ?
    Ove trionfa il NO … e cosa, sennò ?

    • Moi scrive:

      Ormai è ufficiale : Vittoria Matematica (!) per il NO !

    • PinoMamet scrive:

      Il mio parere sull’affluenza insolita

      1- principalmente, la mancanza del quorum. Per cui l’unica strategia per vincere era quella di superare i voti contrari, non bastava fare la gitarella al mare e far naufragare il quorum

      2-secondariamente, ma neanche tanto se è vero che hanno votato molti giovani:

      viviamo in una situazione mondiale complessa e in larga parte imprevedibile fino a pochi anni fa, in cui il mondo sembra in mano a pochi squilibrati (non solo Trump e Putin, ma anche i ricchissimi tipo Elon Musk) e il cittadino ha l’impressione di non contare nulla;

      la primissima occasione in cui si poteva decidere qualcosa è stata presa al volo.

      Anche se si tratta di una battaglia su questioni astruse e comunque ininfluenti nella vita della stragrande maggioranza dei cittadini.

    • firmato winston scrive:

      Moi, il no stratrionfa al sud (campania 70 per cento) dove sono andati a votare solo i cinquestelle in opposizione alla Meloni che, novella Tatcher, gli ha detto alzate il culo dal divano di cittadinanza e andate a guadagnarvi il pane lavorando come tutti.

      • Moi scrive:

        Pare che il Record di Astensionismo sia stato in Sicilia: una forma di protesta contro il fatto che il Governo ha ignorato la recente Emergenza Ciclone … PERÒ NON mi convince, avrebbe avuto più efficacia votare NO.

        • firmato winston scrive:

          Moi, qualunque politico o statistico ti sa dire, da sempre, che il voto del centro-nord ha una componente politico-ideologica, di intenzione verso un possibile modello di societa’ migliore nel futuro, mentre quello del sud e’ quasi esclusivamente di interesse materiale-economico (motivo per cui pino mamet, alla fine della fiera, lo apprezza).
          Il grillismo del reddito di cittadinanza e del “vi rifarete la casa a gratis”, “tutto gratis”, del Conte, al sud, ha guadagnato oltre il 50 per cento dei voti a suo tempo.
          Il differenziale dei voti del centro-nord e’ nella decenza dei limiti della naturale differenza di appartenza politico-tribale, che si equilibra. Il resto no.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            ” il voto del centro-nord ha una componente politico-ideologica, di intenzione verso un possibile modello di societa’ migliore nel futuro, mentre quello del sud e’ quasi esclusivamente di interesse materiale-economico”

            Ah, ecco, quindi il trevigiano che vota a destra perché gli piace fare nero (non vuole la riforma fiscale: vuole solo che i controlli li facciano “agli altri”) sta pensando alla società migliore, mentre il napoletano che vota a sinistra perché ha bisogno di misure assistenziali per sbarcare il lunario sta seguendo esclusivamente il proprio interesse materiale-economico.
            Quando si parla di doppi standard e di razzismo…

            • firmato winston scrive:

              imbecille

              • Francesco scrive:

                OAFW!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Grazie per questo contributo che demolisce, anzi, oblitera – come dice Trump – la mia replica.
                E che infatti subito trova l’appoggio di un altro raffinatissimo polemista.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius tarvisii

              “trevigiano”

              Ma non c’è solo il Lombardo-Veneto + Friuli ad avere votato in maggioranza SI’ (meno Milano).

              Ci sono anche distretti meridionali, come Platì in Calabria, dove il SI’ ha raggiunto il 90%.

              In pratica: dove opera la maggior parte dei piccoli bottegai evasori e dei ‘ndranghetisti. Gli specialisti del lavoro nero o sottopagato, delle impalcature senza imbracature di sicurezza e del pizzo, insomma. Gente che dall’indebolimento dell’autonomia dei pubblici ministeri dal ministro di turno può sperare di avere tutto da guadagnare. Chi vive del proprio lavoro e non sfruttando quello altrui ha votato in maggioranza NO, nonostante Telemeloni.

              Poi, è chiaro che chi non ha studiato Giurisprudenza non è granché qualificato a comprendere le ragioni tecniche dei parei favorevoli o contrari alla riforma espressi dagli esperti del settore.

              Si va sulla fiducia.

              La domanda referendaria cui la gente ha davvero risposto è la seguente:

              Comprereste un’auto usata da delmastro o dalla montaruli?

              (Per me, è stato decisivo già il solo fatto che la riforma portasse la firma di quel nordio che ai tempi di Tangentopoli martirizzò per anni il povero Greganti cercando di dimostrare l’impossibile – che cioè chi era stato all’opposizione per decenni avesse rubato come è quanto chi stava al governo da decenni. Nordio è esattamente l’idea platonica di persona da cui non comprerei un’auto usata).

              La vittoria del NO conferma che la destra governa per la disunione dell’opposizione, non perché maggioritaria nel Paese. Quando c’è da decidere a prescindere dalle liste dei partiti l’Italia si salva.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                un precisazione: il PCI era all’opposizione formale a Roma in quello che era un regime consociativo

                e al potere in moltissime realtà locali

                immaginare che fosse estraneo al sistema di ruberie che manteneva in vita i partiti popolari italiani non è nemmeno inverosimile, è peggio!

                saluti

          • firmato winston scrive:
            • Lucia scrive:

              Firmato Winston

              Tu hai ragione che l’argomento fosse quello, ma gli stupidi idioti che non lo sapevano erano prima di tutto i rappresentanti dell’attuale governo.

          • firmato winston scrive:

            C’e’ anche un po’ di video sul tubo:
            https://www.youtube.com/watch?v=qnTnWSif5j4

          • PinoMamet scrive:

            “qualunque politico o statistico ti sa dire”

            qualunque politico o statistico iscritto alla Lega di Bossi, vuoi dire.

            Se lo standard del discorso è questo
            (“i nordici votano pensando a una società migliore, i terroni votano per interesse”)

            voglio ricordare che a sud del Po la Lega è stata da sempre GIUSTAMENTE considerata il partito dei ritardati.

            Sei poco scolarizzato, ignorante, ti esprimi in dialetto e anche in quello esprimi pochi e confusi concetti?
            Sei il pubblico della Lega.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “Lega”

              OAAPM!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Pino

              come si diceva una volta: intellettuale della Magna Grecia!

              perchè tutto quello che dici potrebbe persino essere vero ma è fondamentalmente irrilevante

              da quando non è più quello il criterio che domina ma quello di saper generare PIL?

              🙂

              • PinoMamet scrive:

                Del PIL non ce ne frega un cazzo.

              • Francesco scrive:

                ah, quindi vivi di aria fritta?

                mi fa piacere saperlo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non ho capito la storia del Pil, Francesco. In Emilia non producono Pil? A Villorba sono laboriosi, mentre a Treviso sono lavativi? A Monfalcone non hanno voglia di fare un cazzo, mentre Grado è un grande centro industriale?

              • Francesco scrive:

                non è che non hai capito, è che pensi di essere spiritoso

          • Lucia scrive:

            Vorrei far presente che il sussidio di disoccupazione è strumento sacrosanto in ogni Paese occidentale normale, naturalmente con controlli che il disoccupato si dia da fare per cercare lavoro. Non è regalia e anzi aiuta a far sì che il mercato del lavoro non sia ricattatorio, che se si hanno colleghi o capi psicopatici ci si possa licenziare e che chi ha determinate qualifiche abbia tempo e modo di trovare un’occupazione corrispondente.
            Se il cosiddetto reddito di cittadinanza era un sussidio di disoccupazione andava forse (probabilmente?) riformato ma non tolto.

            E visto che Bossi è morto (champagne!) mi libererei finalmente delle frasette razziste sui meridionali. In Emilia si prendevano direttamente i sussidi dall’URSS, fra l’altro estratti fra le altre cose rubando uranio qui in Germania dell’Est quindi ho fatto il giro inverso del rublo 😃
            Per cui noi delle regioni rosse non siamo secondi a nessuno, viva la costituzione più bella del mondo, profeti sono e padri costituenti e clero inamovibile è la magistratura – sempre siano lodati!
            Buona giornata!

            • Francesco scrive:

              >>> naturalmente con controlli che il disoccupato si dia da fare per cercare lavoro.

              lei è una schifosa razzista!

              😀

      • PinoMamet scrive:

        Il No ha vinto in quasi tutt’Italia e l’affluenza maggiore c’è stata in Emilia e Toscana.
        E con tutto il male che penso della Meloni, non la paragonerei mai all’infame strega inglese che non mi abbasso a nominare.

        Ah, e sempre viva il Sud!!!

        • firmato winston scrive:

          cretino

        • Francesco scrive:

          il Sì ha vinto il Lombardia e Veneto, nonostante la fronda di Salvini.

          Dove la giustizia funziona malissimo, ha vinto il Sì.

          Nelle regioni rosse, idem.

          Poi dicono che uno sogna la secessione!

          😉

          • firmato winston scrive:

            Nelle regioni rosse ha vinto molto moderatamente il no per comprensibile idiosincrasia al post-fascismo della Meloni (nonostante nelle stesse regioni fosse a suo tempo acclamato il vero fascismo del duce, come sa benissimo persino l’immigrato dell’ultima ora Miguel: le regioni ora rosse, erano le piu’ nere, il che dovrebbe suscitare qualche interrogativo, su cosa ci sia di tanto diverso fra il rosso e il nero).
            In campania, dove e’ impossibile immaginare che sia popolare il sostegno alla magistratura inquirente, ha stravinto il NO, col 70 per cento circa, il massimo nazionale, cosi’ come fu al tempo del grillismo della propaganda contiana del soldi a pioggia per tutti (al sud il grillismo, con tale promessa, supero’ abbondantemente il 50 per cento assoluto, vi rammento), nel mentre la semi-tatcheriana Meloni, che si e’ sempre mantenuta lavorando fin da ragazzina, ha fatto capire che come a suo tempo aveva mosso il culo a lei, avrebbero dovuto cercare di farlo anche gli altri. E questo ve lo dico senza NESSUNA simpatia personale verso il nazionalismo vetero risorgimentale/mazzinian/fascista meloniano, ma solo per rispetto ai fatti.

            • Moi scrive:

              Pare che al Sud sia stato un Voto di Vendetta per l’ Abolizione Reddito di Cittadinanza … un antico MicroPrivilegio di Massa olim “flexato” sui Social fra risvegli in tarda ora antimeridiana, passeggiate, tintarella, nuotate e spaghettate alla faccia dei “Fessi” del Nord schiavizzati per prendere poco più, ogni 27 del mese.

              • Moi scrive:

                … e pare anche che una quantità considerevole di studenti / lavoratori del Sud trasferiti ( ma senza cambio du residenza) al Nord siano tornati giù apposta per vendicare, votando NO, i parenti ora costretti a lavorare.

          • PinoMamet scrive:

            ” le regioni ora rosse, erano le piu’ nere”

            fonte?

  86. mirkhond scrive:

    🙂

    • Francesco scrive:

      Duca, sei contento della vittoria del No? posso chiederti i motivi?

      Nelle regioni in cui la criminalità organizzata è più forte è stato un voto quasi unanime e non me lo spiego.

      Grazie e ciao

      • roberto scrive:

        francesco

        “Nelle regioni in cui la criminalità organizzata è più forte è stato un voto quasi unanime e non me lo spiego.”

        forse non c’è nessun legame di “causa effetto”, un po’ come dire che nelle regioni benedette dal sole hanno votao in massa per il “no”

        faccio un po’ fatica a capire perché il voto per il no (ma pure quello per il si…) dovrebbe favorire la criminalità organizzata

        • Francesco scrive:

          La mia linea di pensiero:

          1) domina la criminalità organizzata
          2) la giustizia dello Stato non ce la fa a combatterla
          3) riforma per cambiare le cose
          4) voto No per tenere le cose come stanno …

          in alternativa:

          1) domina la criminalità organizzata
          2) la CO fa votare come vuole lei
          3) in regioni dove di solito non si vota i No piovono come la cocaina a certe feste …

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Pensa che la nuova roccaforte della ‘Ndrangheta, la Lombardia, ha votato per il sì.

            • Francesco scrive:

              😀

              a volte te la batti con ADV

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Locride e Lombardia. Ricordalo.

              • Francesco scrive:

                quindi secondo te la ndrangheta domina in quelle due parti d’Italia

                PS a me dicono che la criminalità organizzata ha fatto votare No, che si trova benissimo con la magistratura attuale. un vecchiaccio DC con oltre 50 anni di esperienza in politica e kilometri di pelo sullo stomaco

                di mio non so nulla

              • PinoMamet scrive:

                “quindi secondo te la ndrangheta domina in quelle due parti d’Italia”

                Come scuola ospitammo una magistrata lombarda che si occupava di Mafia e Ndrangheta.

                La pensava coem Mauricius.

              • Francesco scrive:

                Pino

                colpa mia: mancava giusto giusto un “solo”

                che posso espandere: Camorra, Mafia e SCU non sono più un problema, alla malavita restano solo la Locride e la provincia lombarda (non le città)

                a me mi pare una colossale stronzata, anche se capisco che l’amarezza per l’ennesima riforma bocciata alle urne mi rende amaro e incazzato

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, hai deciso di cercare correlazioni tra le presenze mafiose e il voto referendario. Io dico che è una minchiata, ma tu insisti, per cui ti ho dato una correlazione su cui riflettere.
                Se alla luce di quella decidi che è un ragionamento del cavolo da fare, allora siamo allineati.

              • Francesco scrive:

                Veramente ho notato che dove la giustizia funziona malissimo nell’arginare il crimine il No alla riforma è andato alla grande.

                E lo ho trovato strano.

                Non mi sembra che la situazione in Lombardia sia paragonabile a quella in Campania o in Sicilia.

                PS il Sud vota NO sempre e comunque, l’unica eccezione la pessima legge per ridurre il numero dei parlamentari.

              • PinoMamet scrive:

                “Veramente ho notato che dove la giustizia funziona malissimo nell’arginare il crimine”

                la giustizia non “argina il crimine”, quello è Batman 😉

                La giustizia dovrebbe giudicare i reati.

                La polizia, semmai, dovrebbe arginarli.
                Comunque è da mo’ che la mafia & co. si è spostata al Nord…

              • Francesco scrive:

                Pino

                forse ti è sfuggito l’esito del referendum.

                la giustizia comprende ancora i PM, che di mestiere dovrebbero dare la caccia ai cattivi

                giusto?

                la mafia si è spostata al Nord o si espansa anche al Nord mantenendo saldissime radici a casa sua?

                😉

          • roberto scrive:

            Francesco

            “riforma per cambiare le cose”

            il mio problema con la riforma era proprio questo, cioè che non sono mai riuscito a capire come poteva incidere sullo status quo.

            cioè non credo che il fatto che PM e giudici facciano un concorso diverso e abbiano CSM diversi possa in qualche modo cambiare lo status quo che potremmo sintetizzare in “il PM e il giudice vanno a prendere il caffé insieme” (sempre che questa cosa sia vera e sempre che sia in qualche modo rilevante)

            • PinoMamet scrive:

              D’accordissimo con Roberto.

              Se il problema è il caffè insieme…
              Penso che tante volte anche gli avvocati difensori bevano caffè con giudici e PM.

            • roberto scrive:

              anzi guarda, ho questo dubbio:

              per certi problemi, secondo me l’unica soluzione è disciplinare: chessò facciamo l’esempio del giudice pigro. se l’organo disciplinare (per la sua parte togata) è composto solo da giudici, sarà più accomodante o più severo? io a naso direi più accomodante…

              • Francesco scrive:

                peggio di come fa adesso il CSM mi pare impossibile

                e la riforma non prevedeva una sola Alta Corte che avrebbe giudicato giudici e PM pigri?

                ciao

              • roberto scrive:

                francesco

                “la riforma non prevedeva una sola Alta Corte che avrebbe giudicato giudici e PM pigri”

                hai totalmente ragione!
                ritiro quindi la mia obiezione per farne un’altra: viene proposta una riforma csostituzionale per separare le carriere e poi per le questioni disciplinari il CSM è semplicemente sostituito da una cosa che si chiama Alta corte ma che è comune a tutti come il CSM?

              • roberto scrive:

                francesco

                “peggio di come fa adesso il CSM mi pare impossibile”

                resto sempre meravigliato davatni a giudizi così perentori…

              • Francesco scrive:

                2) mi baso su quello che sento da Radio Radicale da molti decenni. al netto della loro verve polemica, le critiche a un sistema che assolve quasi sempre i magistrati e li valuta sempre col massimo dei voti e ragioni in termine di manuale Cencelli mi convincono

                1) il CSM ha una struttura determinata dalle correnti politiche e affaristiche nella magistratura, come ha rivelato per ultimo il caso Palamara. La Alta Corte avrebbe avuto almeno un ruolo specifico

                Ciao

          • Peucezio scrive:

            Se non fossimo il paese irreformabile che siamo, l’accusa sarebbe costituita da avvocati, come in America.
            Non risolverebbe tutto, ma almeno metterebbe accusa e difesa su un piano di parità.

            A parte che, portando all’estremo il discorso, io abolirei tutti i reati senza vittima, per cui fosse per me ci sarebbe solo la difesa e l’avvocato di parte civile, stile medievale: il delitto come questione personale fra soggetti.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Veramente la Locride ha votato come te, Francesco.

      • mirkhond scrive:

        Francesco

        Non sono ne contento ne scontento. Per me la riforma della magstratura dovrebbe andare nel senso di ridurre il più possibile gli errori giudiziari che rovinano la vita a tante persone, vedasi il caso di Enzo Tortora, il più eclatante data la notorietà della persona, ma non l’unico.
        Ma da quel che ho potuto capire, tale riforma, patrocinata dal governo, non risolverebbe il problema.
        Per come è stata presentata massmediaticamente, questa riforma ha dato l’impressione più di un regolamento di conti tra potenti, che di andare incontro agli interessi di noi comuni mortali.

        ciao

        • Francesco scrive:

          totalmente falso

          oggi il tapino che capita nelle grinfie del giudice pigro o pirla, sa che quest’ultimo è protetto a oltranza dalla sua corrente

          con la riforma, le correnti avrebbero perso moltissimo potere e l’alta corte che avrebbe dovuto giudicare i giudici sarebbe stata meno ridicola del CSM attuale

          Ciao

        • PinoMamet scrive:

          “oggi il tapino che capita nelle grinfie del giudice pigro o pirla, sa che quest’ultimo è protetto a oltranza dalla sua corrente”

          La corrente??

          Non hai molta pratica di tribunali, eh Francè?

          Beato te.

          • Francesco scrive:

            No, nessuna. Grazie al cielo.

            Sei in grado di dirmi che non è vero? nella tua esperienza i giudici che lavorano male sono valutati con giusta severità dal CSM?

            PS se invece tu volevi insinuare che nella magistratura italiana non ci sono le correnti, ti spernacchio affettuosamente.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “nessuna”

              E allora perché ripeti a pappagallo quello che dice(va) la Meloni.

              Io conosco due Magistrati. Ho visto in che condizioni devono lavorare.

              Altro che malagiustizia. Questa riforma era una presa per i fondelli. E gli Italiani l’hanno capito benissimo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                come ho già detto, il mio riferimento non è la Meloni

                sono i congressi di Magistratura Democratica trasmessi per radio e anni di ascolto di Radio Radicale

                la riforma era molto buona, nello scardinare lo strapotere delle correnti di magistrati, separare ancora più nettamente le funzioni, tentare di rendere effettivi i controlli.

                sui soldi: l’Italia non ha soldi per nulla, nella misura in cui servirebbero. chi non saprà adattarsi, creperà prima.

          • PinoMamet scrive:

            Francè, io sono un cittadino comune, come te.

            La mia esperienza è stata di andare in tribunale per questioni legate alla mia passata attività cinematografica: in un caso ho avuto ragione, quindi direi che il giudice ha lavorato bene 😉

            in altre facevo da testimone, di una causa penale conosco l’esito (assolta la persona per la quale avevo testimoniato favorevolmente) di un’altra civile ancora no, semplicemente perché me ne sono disinteressato visto che non mi toccava così tanto.

            Ignoro totalmente l’orientamento politico dei magistrati con cui ho parlato.

            La causa penale è stata molto più divertente perché anziché in un ufficietto seduto su una poltroncina sono stato in una “vera” aula di tribunale come la immaginiamo noi babbani, con giudici e avvocati in toga

            (l’avvocato della parte… che mi stava sul cazzo, che veniva da un’altra città, si era portato la toga dentro la busta della spesa… che figuro!)

            e “giura di dire la verità, dica loggiùro”.

            Questo è quanto ti so dire.

            Figurati se mi metto a parlare di correnti!!

            • Francesco scrive:

              Beh, sai, Pino, non ho mai visto Stalin o Beria di persona.

              E non ho ma incontrato Himmler o Goebbels.

              Dici che devo smettere di essere anticomunista e antifascista?

              Ciao

            • PinoMamet scrive:

              Proprio non capisco il senso del tuo ragionamento.

              Prima parli di giudici pigri o difesi dalle correnti, poi dici di non conoscere affatto i giudici.

              E allora che parli a fare?

              • Francesco scrive:

                Forse mi sono informato presso fonti che reputo attendibili?

              • PinoMamet scrive:

                Francè, dai, non prenderTI in giro.

                “Ti”, perchè a me non mi freghi di sicuro.

                Hai letto Il Foglio, Il Giornale o qualunque altra stampa di parte di tuo gusto.

                E va bene.

                Ma non hai esperienza di tribunali, per tua stessa ammissione.

                Anche io mi sono informato presso “fonti che ritengo attendibili”.
                Che fanno gli avvocati o i giudici, VERI, e quindi non straparlano del CSM o di correnti che li salverebbero.

                I miei due amici avvocati di destra mi hanno portato ragioni per il Sì
                (una è molto brava, lavora a Milano, si occupa di cose importanti ma che non hanno nulla a che vedere con il CSM)

                Quelli di sinistra mi hanno portato ragioni per il No.

                Io ho fatto di testa mia, e ho votato Sì perché, da ignorante in materia, ho pensato che giudici e pubblici ministeri dovrebbero essere due lavori diversi.

              • Francesco scrive:

                Pino

                mi fa piacere stupirti ma non leggo il foglio o il giornale da anni, ormai

                qualche rara volta il corriere, spesso la gazzetta

                non ho parlato quasi per nulla con gli amici avvocati

                ho votato Sì in primis per il sorteggio, ritengo ma magistratura associata una iattura

                in secundis per Landini, che è peggio di Andrea

                Ciao

  87. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.youtube.com/live/um9Xtp6jHzU?is=XItgU5aOYV5_c7m8

    Dunque, vedo che commento sotto un articolo che parla dell’Iran, per cui mi sento legittimamente di poter continuare su questo argomento.
    Qualche giorno fa notavo la notizia su un sito di economia un po’ ruspante ma che consulto spesso, che si era rinforzato il dollaro perché gli investitori in un mondo in tempesta, ricercavano la stabilità nei titoli americani.
    Ero rimasto un po’ dubbioso.
    E facevo bene a dubitare.
    L’economia americana se la sta passando malissimo.
    E questo non va per niente d’accordo con la guerra di Trump.
    Nel video, Alessandro Volpi spiega con dovizia di particolari.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Il punto chiave è che Trump vorrebbe bombardare l’Iran per anni trasformandolo in una pseudo-Libia (Murray), e per questo ha bisogno di 200 miliardi.
      Ma come dice Volpi, “dove glieli danno 200 miliardi?”
      E quindi può darsi che l’Iran si salvi.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Il secondo intervento di Volpi.
        Prendere carta e penna e trascrivere.
        Poi attaccare all’uscio di casa per tenerlo costantemente in mente.
        Di fronte a dei debiti non più ripagabili occorre superare i tradizionali metodi di intervento capitalisti.
        Non Keynes, non Hayek.
        Basta con questa polenta.
        E come si dovrebbe fare?
        Boh. Convenzione globale sulla tenuta del debito.
        Si può fare solo con orientamento pacifico.
        Con queste guerre cretine ci si peggiora soltanto la situazione.
        Basta

        • Puffo giardiniere scrive:

          Si, non proprio basta…

          Pechino sarà di gran lunga il principale beneficiario, per quattro ragioni. Possiede una gamma di fonti di combustibili fossili più diversificata rispetto alla maggior parte dei paesi, dal carbone e dagli idrocarburi di produzione nazionale, alle importazioni sicure di petrolio e gas dalla Russia e dall’Asia centrale via terra o attraverso l’Artico. Il suo sistema energetico nazionale ha installato più impianti di energia rinnovabile e nucleare di qualsiasi altro paese.

          È la potenza mondiale nella produzione e nell’esportazione di tecnologie pulite. Sono in arrivo le auto elettriche, più economiche dei veicoli a benzina, ricaricabili in pochi minuti e con un’autonomia fino a 1.000 km. Le vendite della cinese BYD, il più grande produttore di auto elettriche al mondo, sono aumentate vertiginosamente a causa delle preoccupazioni degli automobilisti riguardo ai prezzi del carburante.

          L’energia solare era già in forte espansione prima della guerra, grazie al crollo dei costi dei pannelli, e in luoghi inaspettati, dalla Polonia al Pakistan alle Filippine. Con gli alti prezzi del gas naturale, i paesi asiatici continueranno a utilizzare il carbone locale per la produzione di energia di base, installando al contempo impianti solari ed eolici con batterie il più rapidamente possibile.

          https://www.thenationalnews.com/business/energy/2026/03/23/how-the-iran-war-is-turning-americas-energy-dominance-into-a-mirage/

          • Puffo giardiniere scrive:

            Ho dato per scontato che la chiusura dello Stretto di Hormuz avrebbe favorito la transizione energetica, senza comprendere che l’intero sistema dipende da un’enorme macchina industriale che produce tutto il necessario per le infrastrutture per le energie rinnovabili (REI), dal cemento al metacrilato, dai telai in alluminio alla fibra di vetro per le pale, utilizzando enormi quantità di combustibili fossili. Ed è proprio questa enorme macchina industriale che ora sta per fermarsi, e non avremo nemmeno la possibilità di produrre una singola vite.

            Nel mezzo della situazione attuale, suggerire che la soluzione sia una transizione verso le energie rinnovabili è come se, mentre scoppia un incendio in casa, si pensasse che sia il momento giusto per chiamare un muratore per installare porte tagliafuoco. Sarebbe stato utile in un altro momento, ma non ora. Non c’è più tempo per questo. Ora dobbiamo prepararci seriamente all’impatto. Il sistema è ancora in piedi e continua ad andare avanti, ma è morto, e da un momento all’altro crollerà. Dobbiamo prepararci a questo.

            Turiel

            Questo a meno che non riapra presto lo stretto di Hormuz o che arrivi una improbabile ondata di petrolio dal Venezuela.

            • Puffo giardiniere scrive:

              Si da per scontato

              • Francesco scrive:

                Oso chiederti: non ti senti mai come i testimoni di Geova che annunciano la prossima fine del mondo da decenni?

                🙂

              • Puffo giardiniere scrive:

                Io non sono religioso.
                Hormuz non è una mia invenzione.
                Può restare chiuso o aperto.
                Se resta chiuso è quella roba là.
                Noto che in una società verticistica una piccola causa può provocare effetti disastrosi.
                Oppure si può fare come gli struzzi.
                Non ti senti mai come uno struzzo?
                😎

              • Francesco scrive:

                Non molto spesso, solo la sera dopo aver lavorato al PC tutto il giorno.

                Gli è che il millenarismo catastrofista è una religione, pure assai antica.

                E tu rinnovi la tua Fede con sempre nuove Annunciazioni di sciagure.

                Ormai ti immagino come Massimo Troisi che arriva gridando “Annunciaziò, annunciaziò” ogni tre per due!

                😀

              • Puffo giardiniere scrive:

                Non hai capito la differenza tra millenarismo e pericolo concreto da verticismo. Leggi Taleb.

          • daouda scrive:

            Si ma l’economia cinese sta a pezzi, se non fosse per tutto il colonialismo che han fatto in modo inconvenzionale sarebbero già morti di fame, tralaciando le conglomerazioni che li aiutano ( tipo i cretini che digono: lA gIna ha il dbbbito Uga! )

  88. Moi scrive:

    @ FIRMATO WINSTON

    il NO a un Referendum SENZA QUORUM sarebbe stato uno Strumento Punitivo più efficace … per questo mi sorprende che la Sicilia sis cosin controtendenza di Partecipazione al Resto del Meridione.

    • PinoMamet scrive:

      Forse perché la vostra teoria è basata sul nulla? 😉

      Rassegnatevi cari razzisti paraleghisti, i mitici “terroni che non hanno voglia di lavorare ” non c’entrano niente.

      C’è di vero solo che il voto è stato interpretato, in tutt’Italia, come un test politico, e non poteva essere altrimenti.

      Ah, Bossi è morto.
      Mi è rimasto ancora un po’ di champagne, se volete gradire…

    • PinoMamet scrive:

      E comunque per i dati definitivi l’affluenza più alta è stata in Emilia-Romagna (66,7) con il massimo a Bologna (70 e rotti).

  89. Moi scrive:

    Fatto sta che sui Social la Vittoria parla de La Qualunque molto più che di Giurisprudenza … perfino ” una Bella Batosta a un Governo di Servi Striscianti del Criminale Trump e del Genocida Netanyahu” , NON mi pare che i due Personaggi fossero menzionati nel Quesito. 🐼

  90. PinoMamet scrive:

    PS
    I “terroni che non hanno voglia di lavorare ” ricordiamo che sono quelli che si facevano centinaia di chilometri per andare a lavorare nelle regioni industriali del Nord, sfruttati e in condizioni precarie.

    Mentre gli onestissimi nordici erano i padroncini arricchiti con anni e anni di “nero”.

    E mollatemi, chè qua siamo tutti mezzi meridionali, le storie raccontatele a qualcun altro.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ PinoMamet

      “mollatemi”

      OAAPM bis!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      saremo mezzi meridionali ma le stronzate alla pinoaprile sono al 100%

      è dura venderle a uno cresciuto nella provincia bergamasca

      • PinoMamet scrive:

        “Saremo” chi??

        Io parlo della mia provincia, dove, come ho già scritto milioni di volte, siamo letteralmente mezzi meridionali proprio in famiglia, partendo dalle campagne (matrimoni combinati dai preti) prima ancora che dalle città.

        E non ci beviamo le stronzate dei bergamaschi.

      • PinoMamet scrive:

        Poi siamo d’accordo che Pino Aprile abbia esagerato nella descrizione di un Sud idilliaco e ricco ecc.

        E devo dire che, perlomeno sui social, attualmente gli unici che continuano a riproporre stereotipi regionali e insultare quelli del resto d’Italia sono certi frequentatori di siti di orgoglio meridionale (“noi siamo ospitali e i polentoni no” ecc.)

        Che onestamente non credo rappresentino il meridionale medio.
        Si sa che sui social scrivono sempre i più esaltati.

        Altrimenti dovrei credere che l’Italia sia piena di antisemiti che aspettano il ritorno del “pittore”, come eufemisticamente o paraculamente chiamato nei commenti di Instagram.

        Insomma, va bene tutto, ma nel 2026 “i meridionali che non hanno voglia di lavorare ” non si può sentire!!

        • Francesco scrive:

          potrei essere d’accordo

          poi accendo la TV e appare la faccia di Giuseppe Conte

          e allora la realtà vince sui desideri e sugli accordi

          ciao

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Insomma, va bene tutto, ma nel 2026 “i meridionali che non hanno voglia di lavorare ” non si può sentire!!”

          Tranne i tranvieri che si rifiutano di inseguire le macchine.

  91. Moi scrive:

    … ma che ha detto contro i Palestinesi ? Me lo sono perso proprio.

  92. Francesco scrive:

    >>> Mi spiego meglio: solo io mi chiedo cosa se ne fa l’Iran di missili che arrivano così lontano?

    A voi pare una cosa normale, costruirsi un missile con 5.000 km di gittata?

    Scusate ma perchè ogni volta che sono serio vengo ignorato completamente?

    • Puffo giardiniere scrive:

      Missili 5000 km

      Vedo un commento incomprensibile sulla serietà di un certo Francesco.
      Comunque il missile può essere a gittata più o meno lunga a seconda del peso di esplosivo che porta.
      Ma è sempre lo stesso missile
      Quelli lanciati verso la Diego Garcia non erano per colpire, ma solo per tenere impegnate un certo numero di navi per intercettarli.

  93. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/da-auto-elettriche-a-componenti-per-liron-dome-volkswagen-si-converte-allindustria-bellica/
    Ah, ah! Uh,uh! Che ridere…
    Per salvare poco più di mille posti di lavoro si producono armi di difesa obsolete e poi magari tra un poco scoppia anche la pace.
    Speriamo.
    Ma non hanno bisogno di servizi sociali?
    Gli anziani…
    Il rimboschimento.
    Gente che produce impianti solari termici?
    Che ricicla pannelli fotovoltaici progettati per essere appunto, riciclati, anche se magari saranno meno efficienti?
    Case prefabbricate in paglia
    Velomobili in legno di balsa. (Questa me la sono inventata stamattina).
    Su, tedeschi del cavolo e della birra e purtroppo anche dei würstel, un po’ di fantasia!
    Adesso magari qui mi dicono che i würstel sono una buona cosa. No, no. Non è vero.

    • Puffo giardiniere scrive:

      L’albero da cui si ricava la balsa vive in simbiosi con le formiche.
      Non lo so di preciso, ma a naso direi che sarebbe meglio lasciarlo in pace là nella sua foresta.
      Ma non capisco come mai le velomobili debbano essere prodotte in fibra di carbonio.
      Non ci sono materiali leggeri più economici?
      Lo domando all’industria automobilistica tedesca. Grazie.

  94. Moi scrive:

    Io quel trabicolo Veemoo l’ ho già visto in Olanda almeno 10 anni fa

  95. Moi scrive:

    Credo che vetusta anche in versione Quad … che ha molto più senso e sicurezza

  96. Moi scrive:

    Sì, su chiama semplicemente “Quadvélo” … probabilmente avendo una massa da mini car è a pedalata assistita con una dynamo.

  97. Moi scrive:

    SCUSATE … e i vecchi “risciò” [sic] a “tandem laterale” sul Lungomare di Rimini ?

    … che fine hanno fatto, perché non si vedono sulle strade ?

    https://youtu.be/Vcey_4DslaA?si=BXiZHc-AfKFiG4AZ

  98. Moi scrive:

    Il “risciò” è un adattamento dall’ Inglese “rickshaw” che a sua volta lo è del Giapponese (On) a sua ulteriore volta dal Cinese.

    • Moi scrive:

      Però cambia che in Italiano diventa una bici “democratica” 😄, mentre in originale è solo uno che cammina trasportando un altro su una carriola inversa…

  99. Moi scrive:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Rickshaw

    Ovviamente non mi ha preso il Sinogramma , ma concettualmente va bene anche in Italiano : persona+forza (aratro come immagine evocativa, radicale del “gong”/kung” Fu)+ruota

  100. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2026/03/25/405892.html

    Non so che attendibilità possa avere in tal canale telegram.
    Magari se è una notizia vera, ma francamente, credo di sì, tra qualche ora lo diranno anche nei normali telegiornali.
    Cina, Russia e Nord Corea blindano l’Iran.
    Mah. 🙄

    • Francesco scrive:

      il canale Telegram della Pravda ha una attendibilità intermedia tra Andrea De Vita e Paolo Fox.

      e la media di zero è zero.

      ciao

  101. Moi scrive:

    GOVERNO – 3 :

    Andrea Delmastro
    Giusi Bartolozzi
    Daniela Santanché

  102. Puffo giardiniere scrive:

    https://giubberosse.substack.com/p/positivo-strategico

    Giubbe Rosse, ragazzuoli! Mica noccioline.
    Si. In questo momento sono “the best”.
    Che sarebbe poi Enrico Tomaselli napoletano anche di verve.
    Se poi si volesse sentire il parere americano
    https://youtu.be/Xo_qB3-6nZ4?is=vaINDqzwDBAV4HbV
    Questo è. Son circa le stesse argomentazioni.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Vedo che adesso ci sono anche i “volenterosi per Hormuz”.
      Al peggio non c’è mai fine.
      Hormuz: un “nastro trasportatore di morti”.
      Sempre secondo gli americani.
      E quindi andranno inglesi e francesi.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Puffo giardiniere

        “Hormuz”

        Purtroppo non ho mai visto Hormuz di persona. Forse Habsburgicus?

        Però ho visto Gallipoli. Ho girato le spiagge, ho visitato il museo della battaglia. Ne ricavai un’impressione duratura, fortissima. Ci credi che ancora adesso, dopo tanti anni, al pensiero di quel macello mi viene la pelle d’oca? Parlo sul serio. E non ho neppure mai voluto vedere il film.

        E verosimilmente per sette mesi a Gallipoli l’Intesa schierò 400000 uomini, mica le poche decine migliaia che si prevede schiereranno USA e vassalli.

        Se fossi credente pregherei l’Onnipotente perche’ una cosa simile non si ripetesse.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          fai un giretto anche in Normandia che ti tira sul il morale!

          non tutti gli sbarchi sono falliti, non tutti i regimi fascistoidi hanno vinto le guerre

          anche se dubito che un esercito guidato da un cretino come Donald abbia mai vinto in tutta la storia umana

          Ciao

  103. Moi scrive:

    Nordio caparbiamente resta in sella … promettendo 10’000 nuovi posti nelle carceri !

    https://www.laverita.info/nordio-non-lascia-ministero-giustizia-2676622203.html

  104. Moi scrive:

    Sta girando sui Social che le Comunità Islamiche hanno votato NO al Referendum … in cambio della Sharia nel programma del Centro Sinistra SE va su la Schlein !

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Schlein”

      Non mi stupisco più di nulla…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      Io ho letto sulla porta del cesso di un autogrill che moi e de vita sono fidanzati, e se non è vero potrebbe esserlo e non mi stupisco più di nulla

    • PinoMamet scrive:

      No, Moi, non sta girando e non ha alcuna credibilità.

      • Moi scrive:

        Secondo gli Influencer di Dx che lo sostengono, la prova è che in Italia non si fanno (contrariamente al solito “Mondo Anglosassone” … causa al contempo di ogni vizio e virtù) sondaggi etnici : se non si possono fare, vuol dire che le categorie isondate hanno qualcosa da nasconderci.

        … Logico, no ? 😄😉

        • Moi scrive:

          Notarella Linguistica :

          L’ Inglese Britannico ironico “Doctors and Engineers” corrisponde all’ Italiano “Risorse Boldriniane”.

          🇬🇧 🇮🇹

        • Francesco scrive:

          Ma questi influencer di destra, che sul punto in questione hanno ragione, in Italia certe analisi statistiche non si fanno per evitarne immediate ed evidenti letture politiche, chi cazzo sono e quanti seguaci hanno?

          tolto tu, intendo.

          Ciao

          PS e non intendo le domande sui musulmani, che pure dovrebbero essere legittime.

    • Moi scrive:

      Nel Mondo AngloSassone gira ancora l’ idea che esseri umani etnicamente diversi lo siano ontologicamente, non solo culturalmente. Oggi l’idea egemone di Sx è che il “white” di per sé sia peggiore … contrariamente all’ Ottocento / Anni Cinquanta in cui secondo l’egemonia culturale di Dx era il migliore.

      Nel Mondo NeoLatino invece c’è più l’idea dell’ Essere Umano Universale … frutto solo di condizionamenti culturali.

      Le cose si complicano se pensiamo che in Inglese odierno “ethnic” ha assunto il significato di “exotic” … presuntamente offensivo “a dogma”. E “Latin(o)” è SOLO LatinoAmericano … come se non bastasse che Bologna è nel Caucaso. 😉

      PS

      Secondo certa Gen Z Afroamericana / Woke Bianca, i “Whites” Europei dovrebbero sentirsi in colpa per ciò che hanno fatto quelli Americani perché … reggetevi forte:

      “Apples don’t fall far from trees” … che Argomento Storiografico Progressista !

      Il bello è che io da Europeo Italiano del 2026 sarei il tree e un WASP dell’ Ottocento la mia apple !

      • Moi scrive:

        “Esotico” come termine presunto offensivo è il motivo per cui nei super / iper / extra mercati troviamo il reparto “etnico” ove sibsoazia fra Giappone, Cina, Corea, Vietnam, Thailandia … Turchia, Africa Nera, Mondo Arabo / Halal … Kosher (generalmente pane azimo che mi meraviglio di trovare ancora stante Netanyahu) … prodotti Statunitensi (!) tipo carni bovine secche, Marche Afroamericane (da cui hanno tolto le mascotte storiche perché “stereotipate” ) , Avena Quackera da latte, Maple (succo di acero) , ecc…

        • Moi scrive:

          Si spazia

        • Moi scrive:

          Marche Afroamericane (da cui hanno tolto le mascotte storiche perché “stereotipate” )

          ——–

          Se non ci credete, googlate che fine hanno fatto Uncle Ben e Aunt Jemina (personaggi immaginari evocativi degli Afroamericani dell’ Ottocento, erano stereotipi … ma va ?!) credevo che il vero razzismo fosse rimuoverli, cancellarli, invece è stato … il vero antirazzismo.

          😱

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Sta girando sui Social che le Comunità Islamiche hanno votato NO al Referendum … in cambio della Sharia nel programma del Centro Sinistra SE va su la Schlein !”

      Bellissimo!

      • firmato winston scrive:

        @Miguel, Moi:
        “bellissimo!”

        Ma bellissimo cosa?
        Scusate vaben fakenews, ma le comunita’ islamiche votano ai referendum costituzionali?
        L’italia non e’ quel posto dove vige lo jus sanguinis e ottenere la cittadinanza non e’ facile?
        Quel che per loro ha senso votare, e voterebbero prioritariamente se potessero votare, sono quei gruppi politici che gli promettono la cittadinanza e quindi il diritto di voto facile, ma una volta eletti i loro rappresentanti sosterrebbero politiche diametralmente opposte, essendo dal nostro punto di vista occidentale (che qui dentro e’ scarsissimamente rappresentato e apprezzato, se non del tutto assente, per cui nella vostra bolla ermetica che graziosamente vi offre Miguel manco ve ne accorgete) ultra-reazionari, oscurantisti e illiberali (per cui, potendo, avrebbero effettivamente, fascisticamente, votato No alla separazione delle carriere).
        Altro che femminismo arcobaleno eco-ambientalista.
        E’ quello che succede da lustri in tutto il nostro stupido, alienato e decadente occidente.
        La Schlein eco-arcobaleno sarebbe la prima a fare una bruttissima fine: siamo proprio degli idioti, anteponiamo a tutto la contrapposizione politico-tribale, esattamente nella tradizione del peggiore PCI staliniano dell’epoca, disposto a qualsiasi menzogna verso i suoi stessi fideistici e tribalizzati (anche detti “trinariciuti”) sostenitori pur di raggiungere le leve del potere (erano proprio cosi’, se allora qualcuno poteva avere dei dubbi oggi no, fatevene una ragione).

        A proposito Roberto e altri, avete visto l’audizione in commissione Covid di Bhattacharya? Alla fine un po’ alla volta sta saltando fuori, evidenze scientifiche alla mano gia’ ben note all’epoca ma stalinisticamente censurate per lo stesso esatto motivo di cui sopra (Trump invitava alla moderazione e allora tutta la mafia dei compagni, accademica e non, contro a prescindere, perche’ si fa cosi’ e basta), che gli assassini delinquenti che mentivano o uccidevano per ignoranza e dabbenaggine erano proprio quelli che accusavano gli altri di essere tali.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per fw

          “Ma bellissimo cosa?”

          Bellissima la fantasia creativa, decine di milioni di elettori musulmani che in Italia votano secondo gli ordini degli imam che si sono messi d’accordo con la Schlein per imporre per legge la shari’ah, con il digiuno per tutti a Ramadan.

          • roberto scrive:

            Io trovo orrendo utilizzare la propria ehm “fantasia” per aizzare odio fra comunità e trovo davvero incredibile che tu, moi e Andrea non vi rendiate conto che rilanciare certe stronzate non è un atto neutro né divertente né “bellissimo”

            • Peucezio scrive:

              In effetti il blog kelebekler è il punto di riferimento sia delle comunità islamiche sia del razzista medio italiano, quindi ci manca pure che Miguel li aizzi uno contro l’altro.

              Seriamente, questi pipponi moralistici sono proprio la base della cultura della censura che sta ammorbando le società occidentali e non dovresti fartene contagiare in nessun modo.

              • PinoMamet scrive:

                Peucè, torniamo con i piedi per terra: le Comunità Islamiche non hanno votato al referendum, nè Sì nè No, e ammesso che circoli questa diceria su internet, si tratta di una balla che non dovrebbe avere ulteriore diffusione.

                Ammetto che anch’io stento a vedere dove sia la bellezza della questione, anche sotto il profilo, per così dire, antropologico.

              • roberto scrive:

                Guarda sarò moralista ma preferisco frequentare posti dove la discussione non porta sulle scritte dei cessi dell’autogrill…un briciolo, ma davvero un briciolo di attenzione prima di postare qualcosa farebbe bene a tutti

                Poi è chiaro che se decidiamo che è un cabaret e che sono tutte battute, rido volentieri anche io

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “un briciolo, ma davvero un briciolo di attenzione prima di postare qualcosa farebbe bene a tutti”

                Boh, Moi non ha certo detto che la storia sia vera.

                Ha notato – come spesso fa – che sta girando nei social una certa storia.

                Che riassume in sé tante storie: lo “scontro di civiltà” dei neocon, la paura dei migranti, il giustificazionismo del genocidio, il mito della presunta alleanza tra “musulmani” (quali? sunniti? sciiti? albanesi? pakistani? senegalesi?) con “la Sinistra” che odierebbe la “nostra civiltà”, il voler dare la colpa del referendum perso a qualcuno che non siano “i nostri italiani”.

                Perché non si deve parlare di un costrutto così interessante?

              • PinoMamet scrive:

                Poi per carità, si può parlare di tutto, e non mi pare che Roberto abbia inneggiato alla censura.

                Diciamo che ci sono argomenti migliori.

              • Peucezio scrive:

                Voi siete fuori di testa.

                Uno dice che è interessante e sociologicamente divertente che un’assurdità simile abbia avuto corso e voi ve ne venite che non bisogna diffonderla.
                Cos’è, il dialogo dei pazzi?

              • Francesco scrive:

                Beh, il problema sorge se quella che i dotti considerano una divertente follia da sezionare e analizzare diventa per i non dotti una verità autoevidente.

                E qualsiasi riferimento alle dichiarazioni del presidente USA sulle origini di Barak Obama è puramente esemplificativo.

                O anche alle assurdi patenti di “antifascismo” al voto NO al referendum, a pensarci.

                Stessa dignità intellettuale.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberrto

              “Andrea”

              Io? Cosa c’entro?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Tu sei quello che non si stupisce della boiata di moi e che ne riporta in maniera totalmente acritica, perché “ehi chi può lo escludere, è verosimile!” Cose tipo quella dei droni castranti

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “boiata”

                La tua beata ingenuità non finisce mai di stupirmi.

                Stiamo parlando dei responsabili del primo genocidio in diretta sui telefonini e tu ti scandalizzi perché rifiuto di considerare inverosimile l’uso dei droni castranti.

                Vabbé che tu sei pure quello che crede che il governo banderista sia l’espressione autentica della volontà popolare Ucraina espressa democraticamente, per cui in effetti capisco che tu io si abbia criteri diversi di verosimiglianza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                Il tuo beato antisemitismo ti fa perdere ogni senso critico

                Il tuo beato tifo sfegatato per Santa Madre URSS è ormai una macchietta

              • PinoMamet scrive:

                ” perché rifiuto di considerare inverosimile l’uso dei droni castranti.”

                forse non ti sei accorto che prima il sottoscritto, immodestamente, e poi lo stesso Moi, si sono presi la briga di cercare la fonte dei “droni castranti” nella famosa intervista di Rula Jebreal, e Rula Jebreal stessa parlava di “droni che prendevano di mira i bambini”.

                e anche questo per sentito dire.

                Quindi sì, faresti bene una buona volta ad ammettere che i “droni castranti” erano una bufala.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “Il tuo beato antisemitismo ti fa perdere ogni senso critico

                Il tuo beato tifo sfegatato per Santa Madre URSS è ormai una macchietta”

                Ho capito. Sei un altro che dà ancora retta a De Feo e alla Zafesova su Repubblica, come Francesco. Poco male. Il contatto con la realtà fa miracoli.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                Dimenticavo la tua beata sicumera…

                Non ho idea di chi sia sta gente e non leggo repubblica dai tempi del Covid

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pinomamet

                “faresti bene una buona volta ad ammettere”

                Certo che come arrampicatore sugli specchi sei da medaglia olimpica.

                Cosa c’entri il fatto che la Jebreal abbia riportato una diceria con la credibilità o meno i contenuto di quella diceria lo sai soltanto tu.

                Nel merito: sappiamo che Israele per sterminare i Palestinesi usa l’intelligenza artificiale, che l’intelligenza artificiale può guidare droni e che ogni mutilazione danneggia molto di più il ‘nemico’ o presunto tale di un omicidio.

                Cosa ci sia di cos’ inverosimile nella ‘diceria’ sui droni castranti devio quindi dire che mi sfugge.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “sicumera”

                Peggio che andar di notte.

                Vuol dire allora che sei un ‘repubblichino’ naturale. Non hai nemmeno bisogno dell’indottrinamento.

                La terapia comunque non cambia. Bagni periodici di realtà. Una mano santa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                A proposito Andrea, non eri quello che non critica mai le opinioni degli altri e certo non con argomenti ad personam? Lo hai scritto qualche giorno fa e me lo ricordo per la grassa risata che mi sono fatto

                Tra parentesi, come ben sai ho qualche contatto con la realta migliore dei canali telegram di lavrov e compagnia che sono la tua realtà

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “a proposito”

                Vedi, Roberto, bisogna cercare di essere “tutto con tutti”, come dice l’Apostolo.

                Con chi argomenta nel merito si risponde nel merito. Magari ciascuno resta della propria idea, ma intanto le proprie idee uno se le e’ chiarite, se si è fortunati.

                Con chi spara insulti tipo “antisemita” in mancanza di argomenti è inutile cercare di controargomentare a un livello superiore a quello di battuta da Bar Sport.

                È vero che questo blog meriterebbe solo post del primo tipo. Ma sei tu che mi sei venuto a tirare in ballo, io manco ci pensavo.

                E se i tuoi “contatti con la realtà” sono i tuoi conoscenti Ucraini ti ho già detto che anch’io ho avuto colleghi sia Ucraini sia Russi. Non dare per scontato di essere tu quello meno distante dalla realtà.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                No Andrea,

                hai fatto una figura di merda sesquipedale.

                Non solo nel merito, come ti piace fare quasi sempre, ma smentendo completamente le tue pretese di serietà di modo di argomentare.

                Hai, per l’ennesima volta, attribuito al tuo interlocutore fonti “risibili” che però lui non ha mai citato.

                Il che è un pò diverso dal farti notare che tu citi quasi solo il Fatto Quotidiano.

                Saluti

                PS il governo democraticamente eletto dell’Ucraina è certamente il più titolato rappresentante del popolo ucraino su piazza.

                Il “””golpe””” di piazza Majdan non ha nessun legame con Zelensky.

                Questo per l’idea di attenersi alla realtà.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “fonti risibili”

                Mi sai indicare per cortesia dov’è che io avrei parlato di ‘fonti risibili’?

                Io sono intervenuto unicamente perché sono stato chiamato in causa per nome.

                Quanto a Majdan, te l’ho già detto: guarda sul dizionario la definizione di ‘colpo di Stato’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Risibili ce l’ho messo io!

                Fanno ridere perchè sistematicamente l’interlocutore non le conosce o non le utilizza, sei tu che te lo sogni

                Quanto a Majdan, ammesso e non concesso che sia ammissibile parlare di colpo di Stato, non capisco come tu possa negare la legittimità dell’elezione di Zelinsky o l’illegittimità dell’invasione russa del 2014.

                Boh!

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Io trovo orrendo utilizzare la propria ehm “fantasia” per aizzare odio fra comunità e trovo davvero incredibile che tu, moi e Andrea non vi rendiate conto che rilanciare certe stronzate non è un atto neutro né divertente né “bellissimo””

              Allora, sui social gira di tutto, automaticamente.

              Quindi è assolutamente inevitabile, a prescindere dai nostri giudizi personali, che qualcuno prima o poi inventi qualunque cosa. Non c’è da scandalizzarsi, succede.

              Ora, qualcuno ha inventato la fantasiosa idea di milioni di musulmani cittadini italiani che votano disciplinatamente in fila perché i loro capi hanno avuto un incontro segreto con la Schlein dove si sono messi d’accordo per imporre la shariah in Italia.

              Trovo molto interessante questa “spiegazione” dell’esito del referendum, perché ci dice un sacco di cose sulla psiche umana. E parlarne all’interno della nostra piccola cerchia di osservatori del mondo.

              Mica la sto “rilanciando” nel senso di promuoverla (proprio io?!), per cui sinceramente non capisco il tuo scandalo.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “perché ci dice un sacco di cose sulla psiche umana.”

                Tipo?

                Promuoverla nel senso che se ieri era pubblicata in 5 posti oggi lo è in 6

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Promuoverla nel senso che se ieri era pubblicata in 5 posti oggi lo è in 6”

                Veramente credo che Moi ne abbia parlato solo qui, e qui è rimasto.

              • Francesco scrive:

                Questo mi pare ottimismo sfrenato!

                Per esperienza, le tesi più idiote circolano con grande larghezza su Internet, e pure da prima di Donald.

                🙁

  105. Puffo giardiniere scrive:

    https://energiaoltre.it/stop-al-giacimento-olandese-di-groningen-ecco-gli-effetti-per-litalia-e-il-resto-dellue/

    Il giacimento di gas di Groningen ritorna a far discutere.
    In fondo se prima eravamo dipendenti dal gas russo, ora lo siamo nei confronti di quello americano. Di decrescita felice non se ne vuol sentir parlare, e quindi?

  106. daouda scrive:

    Vabbé ciao a tutti.

    Vi ho scritto sotto a cazzo scorrendo. Veramente tutti dai senza ammenicoli e con la consapevolezza che esisto come boh ed il dispiacere per a chi non ho dato rispetto dal vivo.
    Chiaramente non a te MM che sei una spia che ancora dietro dietro non rigetti quel decrepito di Preve, fermo restando che sarà ilare vedere i comunisti uccisi dai comunisti vittoriosi, assieme ai destromani riciclati da quel ritardato di Dughin che dopo venti anni vede la sua propganda crescere ancor di più ( non lui ma lo stile ).
    Morirete insieme, e prima di me, scoli cche non siete altro.

    p.s. Ritvan gay

    • Peucezio scrive:

      Daouda,
      che fine hai fatto?
      Ho provato a chiamarti e a scriverti ma sembra che i tuoi recapiti siano morti…

    • Peucezio scrive:

      Scrivi a Miguel e dagli i tuoi recapiti, così che me li passa e ci facciamo una bella chiacchierata al telefono.

      • daouda scrive:

        A coso non me và. Vuoi che ti scrivo che a me del sionismo non interessa nulla giacché è lo stesso stato che abbiamo praticamente in ogni realtà su questo globo?
        Che chiunque ciancia come la pedina Albanese di genocidio è un agente del Kgb?
        Che se devo scegliere un arabo islamico ad un druso od uno yazida che pregano anch’essi il loro dio che la Giordania Costiera marittima sia forte, scelgo certo loro?
        Che i kurdi non esistono, e che se si faranno coinvolgere contro l’Iran, li faranno fuori?
        Che sto gioco è a favore della Turchia e della cementizzazione con i sauditi ed i pakistani, e dopo verrà il turno della Giordania Costiera?
        Che gli USA han fatto il loro tempo ( auspichiamo resistano il più a lungo possibile! )?

        Solo che poi il comunista di turno, che chiaramente guarda le atrocità come tutti, ma non solo è idiota e fiacco, è pure una merda nel cuore, ciancerà sempre di quel che deve, e di certo mi dirà che io sono per gli USA ( mai stato ), che se dichiaro Balfour una grande strategia anti giudaica sembro scemo ( io che sono anti giudaico totale, non anti sionista a meno che essere anti sionista non voglia significare essere anti illuminista ) e che se scrivo ste cose vorrei il medioevo ( che mi fa schifo ) o che sono un tradizionalista cattolico ad esempio ( quasi tutti i tradizionalisti cattolici, se non sono semplici sobillati, sono frankisti ossia seguaci della gnosi cabalista ).
        E chiaramente essi credono che se parlo solo del Kgb significa che io reputi Mosca il solo sovietismo da additare, dimenticando il resto.

        Quindi certo sono forse un umano da pattumiera, ma non ho sbagliato troppo ad insultarvi da ubriaco in tutti questi anni, e forse mi manca pure, e vi voglio bne, ed ho imparato tantissimo.
        Ma dite tutti quello che si voglia si dica, che sia ufficiale od underground.
        Ma manca la capacità logica oltre che la comprensione della fattualità, che è carenza “metafisica” oltre la Fede.
        Io non pago l’inps ( che è uno schema Ponzi quindi una truffa di cui ringraziamo il fabiano mussolini ) , non ho mai avuto un conto in banca ( perché la riserva frazionaria è usura ), non pago alcun tipo di assicurazione ( ergo non ho un mezzo mio proprio ) e forse rimango senza documenti che ho solo il cartaceo.

        IO PAGO SULLA PELLE. VOI SIETE SOLO DEI LACCACULO DI MERDA, stipendiati dallo stato magari , infami.

        Ma questo siete: comunisti, che, se lo siete e vi vantate, cappottate il discorso con imperalisti capitalisti, che siete talmente idioti da non comprenderne l’identità.

        Dai tempi in cui ho iniziato, beh, uno dei più grandi colpi fu il plagio di Barruel su Robison ( tocca vedere le date dei capitoli, gli originali anche, li trovi su internet ) e così è iniziata la paccottiglia complottista, di cui il comunismo è la più grande cazzata mai partorita essendo che si dichiarano fieramnte figli della teoria del complotto.
        Ma oltre le faide fra il gomblotto, il convenionalismo sociale ed i cicli desumibili e le statistiche presuntive, ossia il mischiaggio di tutte quelle teorie che tengano conto del reale, cambia solo chi va all’inferno per sua propria scelta o no.
        La Fede è la sola che permette anche all’ignaro immancabile e l’erroneo invischiato di salvarsi se almeno non nega la giustizia e la verità in sé e l’ “amore” in sé stessi, che sono sempre e dovunque L’UNICO UNO TRIPERSONALE.
        Un esempio su tutti: ti sembra una persona onesta Franco Cardini?
        Se si, hai uno strano concetto di onestà, alquanto riduttivo e borghese.
        Ma quel che scrive è talmente idiota e di cattivo senso nonostante si debba dir di no, che auspico privatamente sia un’ottima persona e professi il Cristo da battezzato quale è.
        Preferisco il satanista luciferiano a chi mi parla di Isa Giovà, siamo veramente al rimbecillimento totale, ma è comunque la solita mossa del comunismo.

        Ma non ‘è alcuna onestà più nemmeno nei discorsi che si fanno qui. Non si tratta di intlligenza, forza fisica, cuore aperto gondro il maleeeeeee.
        Si tratta che morirete tutti. E vi auguro ogni male affinché capiate, piuttosto che crepare con lee vostre stronzate nella testa.
        E te, stronzo, rientra nella santa Chiesa romana e combatti li la tua battaglia, invece da andare dai comunisti.

        Gli insulti erano per non perderere lo stile…tanti saluti, lo sapete che ve vojo bene.
        Possa il carrozzone europeo così com’è durare il più possibile e la Nato lo stesso.
        Ma evidentemente l’agente del Kgb Trump raggiungerà gli obiettivi ( ce ne sono vari di modi ma voi li ignorate tutti , sono 2 o 3 che si escludono masi sà che si possono assommare spezzettando ).
        Con voi si può parlare solo del Kgb, chi c’era dietro al dietro ancora fino a poi dopo spiegarvi Satana ma tanto…non sarebbe cambiato niente.

        E’ stada colba della AI. Va andatevene affanculo che de Ludd non avete capito n cazzo, uccidete chi ve insegna a scrive che fate prima!

        p.s. ogn battuta desumibile ch farete sul contraddicibbile giust’appunto sappiate è già prevista e concessa da me, soprattutto se non la esternate. Figurateve loro come già sanno quel che farete!

        • Peucezio scrive:

          Non ci ho capito granché, ma non era certo di parlare di ‘ste cose, di cui, stringi stringi, non mi frega un cazzo, per per raccontarcela un po’, sapere che combini e viceversa.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Daouda

          “Io non pago l’inps ( che è uno schema Ponzi quindi una truffa di cui ringraziamo il fabiano mussolini ) , non ho mai avuto un conto in banca ( perché la riserva frazionaria è usura ), non pago alcun tipo di assicurazione ( ergo non ho un mezzo mio proprio ) e forse rimango senza documenti che ho solo il cartaceo.”

          Grande!

  107. Puffo giardiniere scrive:

    https://youtu.be/ywtYD_3RJBQ?is=yUhEsqPp4Lm-vah6

    La complessa o forse confusa (secondo l’indispensabile Kina) faccenda dell’Anticristo.
    Allora l’ambientalista starebbe dalla parte dell’Anticristo.
    Nella fattispecie l’Anticristo vero e proprio e certificato da Thiel sarebbe la Cina.
    E tte pareva.
    Deliri da fine impero. Forse.

    • firmato winston scrive:

      Potresti fare un riassunto? Conosco un po’ e stimo Rene’ Girard (e’ lo studioso del capro espiatorio e del desiderio mimetico, che e’ stimato anche a sinistra), e so che e’ stato il maestro di Thiel, del quale ultimo peraltro quel po’ che so direttamente non corrisponde per nulla a cio’ che ne viene riportato macchiettisticamente di solito in giro (il cavaliere nero della tecnodestra…), per cui tenderei a non perdere mezz’ora per sentire magari delle cazzate, come e’ statisticamente probabile che sia.
      Grazie.
      Una delle sue idee, che la democrazia come la conosciamo adesso, la democrazia maggioritaria in cui la maggioranza eletta e’ sovrana e si impone, non e’ compatibile con la liberta’, e’ vero ed e’ ovvio. Il problema e’ capire perche’ siamo arrivati qua e come eventualmente uscirne e per andare dove, possibilmente che non sia in peggio.

  108. Mauricius Tarvisii scrive:

    “la discussione non porta sulle scritte dei cessi dell’autogrill…un briciolo, ma davvero un briciolo di attenzione prima di postare qualcosa farebbe bene a tutti”

    Probabilmente la vera “skill” (usiamo questo orribile anglicismo) indispensabile è diventata proprio la capacità di vagliare le notizie che ci arrivano in stormo sui social, selezionate dall’algoritmo sulla base delle nostre preferenze proprio per attirarci.
    Cercate i riscontri, trovate fonti relativamente attendibili su cui verificare ciò che leggete e continuate a cercare riscontri.

    Sì, richiede tanto tempo e altrettanta pazienza.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Cercate i riscontri, trovate fonti relativamente attendibili su cui verificare ciò che leggete e continuate a cercare riscontri.”

      Attenzione, Moi non ha detto, “il Papa dei Musulmani si è incontrato con la Schlein”.

      Questo richiederebbe una prova, e di quelle toste.

      Ha detto, “sui social girano persone che dicono che…” E francamente, anche se non ho chiesto a Moi le fonti, mi sembra altamente plausibile che Moi non si sia inventata questa storia.

      • PinoMamet scrive:

        A me sembra ampiamente plausibile il contrario.

        Mai letto niente del genere, ma anche se non se l’è inventata Moi, la storia ha avuto una diffusione insignificante.

        Sto sui social tutti i giorni e per leggere qualcosa del genere sono dovuto venire qui…

        • Peucezio scrive:

          Attenzione però.
          Tutto sui social, per definizione, ha una diffusione insignificante, ma per come funzionano i social, non lo è: la caratteristica dei social è proprio creare nicchie di adesione a visioni strampalate, col risultato di farle percepire come orientamenti diffusi.
          I social danno per definizione alta visibilità a opinioni di gruppuscoli di minima entità numerica.
          È qui il punto interessante.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Sui social gira fondamentalmente qualsiasi storia: se non è condivisa da un gruppo rilevante di persona o non è vera vale quanto le scritte nei cessi di un Autogrill.

    • Peucezio scrive:

      Mauricius,
      ma questo non è pertinente.
      Nessuno sta discutendo sulla veridicità della notizia: è ovvio che è una cagata.
      E nemmeno su come si devono vagliare le notizie, che pure è un tema in sé interessante.
      Ma sul meccanismo sociologico che le produce e le rende “virali” o comunque fa sì che si diffondano e abbiano un qualche credito. Sull’immaginario ad esso collegato, sul meccanismo di polarizzazioni e schematismi che rende verosimili agli occhi di alcuni una notizia così palesemente inverosimile

      Poi, vabbè, Roberto e Pino scambiano questo per un modo di dare credito alla cosa, come dire che scrivere un libro analizzando il fenomeno del negazionismo olocaustico è la stessa cosa che scrivere un libro negazionista sull’olocausto: se la capacità di decodifica di enunciati in lingua italiana è arrivata a ‘sto livello comincio ad essere preoccupato.

      • PinoMamet scrive:

        Eh forse dovresti preoccuparti di altro, Peucè.

        L’italiano lo leggiamo tutti, ma non tutti, vedo, si mettono ad analizzare il contesto in cui si enunciano gli enunciati 😉

        Le scritte nei cessi possono essere interessantissime, e mi pare che abbiano scritto almeno un libro a proposito (forse di più).

        Diversa è l’abitudine del nostro carissimo Moi di presentare notizie a volte note solo a lui precedendole con annunci del tipo “ormai su internet tutti dicono che…”, “ormai in giro non si parla di altro..” e così via.

        È una sua… simpatica caratteristica, come altri frequentanti del blog avranno le loro, me compreso, e gli vogliamo bene anche per questo.

        Trovo che sia altrettanto comprensibile far notare che non sempre queste “notizie” siano particolarmente diffuse, significative o meritevoli di approfondimento.

        In questo caso, non solo ovviamente la notizia delle comunità islamiche impegnate a votare, o a influenzare la campagna refendaria è ovviamente falsa, ma è anche falso che questa bufala abbia avuto particolare diffusione.

        In effetti mentre tutti possono notare che il referendum sia stato anche un test per il governo, collegarlo ai temi della presunta richiesta della comunità islamiche in Italia
        (che tuttora non hanno neppure un accordo con lo Stato, a differenza di tutte le altre religioni) di imporre addirittura la Sharia, è pura fantasia;

        ed è una fantasia pensata apposta (non me ne voglia Moi: credo pensata da lui ) per segnalare le presunte contraddizioni della sinistra
        (“fanno i femministi in Italia, e poi leccano il culo agli islamici”)

        che è sempre stato un cavallo di battaglia del nostro Moi e un po’ di tutta la destra italiana.

        Scusami tanto se non mi piego al giochino…

        • Peucezio scrive:

          Ma il punto non è Moi: voi avete reagito al divertimento di Miguel.

          Come se uno fosse saltato su in reazione a quest’ultimo tuo commento, come se tu dicendo questo stessi accreditando la notizia anziché negandola.

        • PinoMamet scrive:

          “il punto non è Moi: voi avete reagito al divertimento di Miguel”

          Peucè, però esiste un mondo che non è solo la lettera, il punto, il comma, il puntiglio.

          Esiste, come un dicevo, il contesto.

          C’è un contesto in cui sul blog da tempo ci si devono sorbire storie inverosimili sulla base del principio che “potrebbero essere accadute in teoria “, così come in teoria il mio vicino di casa potrebbe essere Berlusconi che ha solo fatto finta di morire e sta aspettando l’arrivo dell’astronave che lo riporterà sul suo pianeta.

          Esiste un contesto per il quale un simpaticissimo frequentatore del blog si è assunto l’incarico di ricercatore e amplificatore delle cazzate trovate in giro.

          Ed esiste la legittima stanchezza di leggere le suddette cazzate e di trovarle interessanti e divertenti.

          Io, sempre più, le trovo tristo e deprimenti, sarà che sto invecchiando e non mi fa più ridere niente.

          E rivendico di poterlo dire senza essere processato o psicanalizzato via internet e senza dover sostenere estenuanti discussioni in proposito.

          • Peucezio scrive:

            Un conto è che non divertano te, un conto è che dobbiate fare pipponi moralistici a uno che le trova divertenti.

            • PinoMamet scrive:

              I pipponi moralistici li vedi solo tu.

              Che poi quello che parla di censura, libertà di parola, paragoni col negazionismo… sei sempre tu.

              E sei sempre tu che “sottilmente ” insulta insinuando che Roberto ed io avremmo “perso la capacità di decodifica ” e non sapremmo capire “gli enunciati in lingua italiana “, insomma siamo dei poveri deficienti al cospetto del Grande Filosofo della Magna Germania che saresti tu.

              Te lo voglio dire con chiarezza; tu hai un grosso problema di autostima.
              Ne hai troppa.

          • Peucezio scrive:

            Anzi, nemmeno le trova divertenti, trova divertente come fenomeno sociologico la loro diffusione.

            Se un pazzo spara cazzate vabbè, ma se viene ripreso da altri e diventa un argomento di polemica politica la cosa ha un suo interesse.

            Manifestarlo senza nessuna polemica contro nessuno, come ha fatto Miguel, è legittimo.
            Fare un pippone moralistico per questo motivo mi pare totalmente fuori luogo.
            Mi riferisco a Roberto, ma tu l’hai seguito.

  109. Puffo giardiniere scrive:

    https://youtu.be/Ck4DgA2Tc9Q?is=N9vHCXXX3hguKCqr

    Pino Arlacchi
    Parla in difficile e al passato.
    La guerra all’Iran come è stata, chi l’ha persa e perché ecc ecc.
    Alcun certo punto, e io finora sono arrivato fin lì, vien fuori l’Eurasia.
    Ma siamo sicuri che sia finita? Magari.
    Non se ne poteva più.
    Che si prendano su le loro portaerei scassate di mmerda e se ne tornino a casa loro, una buona volta. Che noi euroasiatici dobbiamo lavorare per la stabilità. Adesso nelle scuole bisognerà studiare il cinese e il russo come seconda lingua. Anzi, meglio fare come faceva don Milani. Tutti attorno a un tavolo a leggere il giornale. La Pravda, naturalmente.

  110. Moi scrive:

    Cos’è la storia dell’ ONU che ha rivalutato lo Schiavismo (purché esclusivamente Bianco e precedente il Capitalismo) come Peggior Crimine della Storia , scalzando la Shoah ? … Un altro Effetto Bibi ?

    Credevo che le Classifiche dell’ Orrore ONU potessero solo aggiungere fatti nuovi , non pensavo potessero rivalutare fatti vecchi !

    • Moi scrive:

      https://www.avvenire.it/mondo/la-tratta-degli-schiavi-e-il-piu-grande-crimine-della-storia-il-segnale-che-arriva-dallonu_106373

      La tratta degli schiavi è il più grande crimine della storia». Il segnale che arriva dall’Onu

      di Elena Molinari, New York

      La svolta in una risoluzione proposta dal Ghana, che invita esplicitamente gli Stati ad avviare negoziati su forme di giustizia riparativa. Sì a larga maggioranza, gli unici punti critici sono l’astensione dei Paesi Ue e il no di Usa e Israele

      • Francesco scrive:

        Mi sembra un patetico tentativo di battere cassa a quegli stronzi dei paesi occidentali.

        La precisazione “transatlantica” aggiunta a “tratta” è a modo suo un vero capolavoro.

        E l’articolo di Avvenire fa schifo. Anche se potrebbe esserci pure di peggio, in giro per la stampa italiana.

        • habsburgicus scrive:

          La svolta in una risoluzione proposta dal Ghana

          io la voterei
          però ricorderei sommessamente al Ghana che a Ghadames in Libia (per citarne uno, ce ne saranno altri) vi era un grande mercato degli schiavi (ho visto la piazza delle vendite e me lo hanno confermato i libici stessi inclusa la guida -un vecchio saggio che parlava anche haussa oltre ad arabo, tamazight ed inglese, ed era abbastanza scuro) e forse questa non è l’ultima ragione della forte percentuale di neri e semineri in Libia
          dunque, chi è senza peccato scagli la prima pietra

  111. Moi scrive:

    Una Fonte che NON è un semplice Utente Social … NON È una prova , MA SE vi basta la Post-Verità ( tipo i Droni Castrarnti Israeliani) , “per far brodo fa brodo” :

    https://lanuovabq.it/it/e-gli-islamisti-si-intestano-la-vittoria-del-no

    I soliti Baya e Piccardo esultano per la vittoria del NO e attribuiscono all’Islam politico un ruolo nel risultato. A braccetto con la Sinistra inneggiano alla shari’a e festeggiano la bocciatura della riforma costituzionale

    [Cit.]

    • Moi scrive:

      Cmq la “Israelo-Palestinizzazione” del Referendum è perfettamente in linea con la lettura di Rula Jebreal e Alessandro Di Battista, anche loro parlano di un Governo Servo del Criminale Trump e del Genocida Netanyahu che è stato Punito nelle Urne dal Popolo Sovrano Indignato.

    • Moi scrive:

      Che questo Referendum sarebbe diventato il Valvolone di Sfogo per La Qualunque , io lo sapevo benissimo fin da prima … e lo sapevate benissimo anche voi !

    • PinoMamet scrive:

      Gli agenti del KGB non avevano bisogno di creare dal nulla spie e traditori nell’Inghilterra degli anni Cinquanta e Sessanta:
      i ricchi comunisti oxfordiani esistevano davvero.

      La CIA non aveva bisogno di formare giovani esaltati maoisti-leninisti che tentassero di sabotare il Compromesso Storico in Italia negli anni Settanta: quei personaggi esistevano davvero, bastava fare un giro nelle università.

      Lo dico perché stavo pensando “caspita, se non sono doppiogiochisti al soldo del Mossad Piccardo&son, non vedo chi altri potrebbe esserlo…”

      poi ho pensato che, appunto, non c’è bisogno di creare doppio giochisti: questi personaggi esistono, ed in perfetta buona fede…

    • Peucezio scrive:

      Che poi non si capisce cosa avrebbero da guadagnarci.

      Un sistema meno garantista è ancor più pericoloso per una minoranza che mediamente tende a commettere più reati della media e comunque, anche quando non li commette, nella percezione popolare, quindi anche nel pregiudizio dei giudici, è più deviante.

      • Francesco scrive:

        Il pregiudizio dei giudici che pesa non è quello individuale ma quello ideologico di corrente.

        Ma voi i congressi di MD non li ascoltate alla radio???

        F o’pervertito

        • Peucezio scrive:

          Sì, in Italia il pregiudizio è alla rovescia.

          Invece un giudice non dovrebbe avere NESSUN pregiudizio, in nessun senso.

          Ma ora hanno pure vinto il referendum, faranno la pena di morte dell’imputato ad arbitrio con lancio della monetina.

  112. Moi scrive:

    Sui Droni Castranti (ne ho sentito solo conversare in Youtube fra Alessandro Di Battista e Rula Jebreal) …

    ho trovato (con il grosso limite di non sapere né Arabo né Ebraico … mentre Rula Jebreal può informarsi sia in Arabo che in Ebraico) i singoli componenti:

    1) Israele usa Droni, ha un vero e proprio settore di ricerca tecnologica in materia
    2) Israele ha aperto il fuoco anche sui bambini , chi sotto tiro c’era c’era …
    3) Sono stati riportati casi di bambini maschi Palestinesi gravemente feriti in zona genitale.

    … Cosa ci metterà mai un’ Informazione Schierata Anti Israele a fare un Tutt’Uno delle 3 cose suddette ?

  113. Moi scrive:

    La supermossa potrebbe “hittarla” (come dicono i Gen Z, la generazione più anglobalmente cosmopolita) Mattarella, dichiarando Futuro Nazionale FUORI dall’ Alveo Costituzionale.

  114. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Perché dobbiamo sempre fare i lacchè?

    Fucilano i bambini? Vendiamo loro le armi.

    Sparano addosso ai nostri soldati in missione per l’ONU? Tutti zitti.

    Vietano a un prete di dire messa al S. Sepolcro? Tutti a indignarsi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  115. Peucezio scrive:

    Ma il punto non è se hanno applicato una regola già stabilità o meno: sempre loro l’hanno stabilita.
    Il punto è che i luoghi santi dei cristiani (e anche dei mussulmani, per inciso) vengono gestiti dallo stato… ebraico!

    Almeno per Gerusalemme, al di là di tutto il discorso sulla legittimità di Israele, ma almeno Gerusalemme doveva essere gestita come extrastatuale ed extraterritoriale.

    • Moi scrive:

      … T’ al dez’ìd té ! 😁😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Gerusalemme”

      Lo diceva Paolo VI.

      Oggi sarebbe censurato come antisemita.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        No, non sarebbe censurato per questo.

        Comunque durante il Covid non potevo andare in sinagoga, e non voleva dire che l’Italia gestiva i luoghi di culto ebraici, gestiva semplicemente l’emergenza…

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino mamet

          “gestiva semplicemente l’emergenza”

          Finalmente una buona notizia. Se prima si vietava la messa per motivi di sicurezza e adesso non lo si vieta più è segno che il pericolo e’ venuto meno.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          infatti secondo me lo stato italiano non aveva nessun titolo per permettersi di interferire con la pratica religiosa e chiudere i luoghi di culto cristiani.
          D’altronde sappiamo come e contro chi è nato lo stato italiano e decenni di DC al governo non sono bastati come antidoto.

          Però qui è più grave, perché è un luogo simbolo.
          Sarebbe come se lo stato italiano avesse vietato le messe in San Pietro. Che poi se le siano vietate da soli perché sono i più anticattolici di tutti è un altro conto, ma su San Pietro l’Italia non ha giurisdizione.

  116. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Dedicato a chi pensa che quella dei droni castranti sia indubbiamente una inverosimile bufala

    https://www.facebook.com/share/v/1JTtixGDRx/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Il drone castrante continua a essere una inverosimile bufala.

      e anche la storia del bambino torturato dai cattivissimi soldati di Erode, la cui fonte è questa qua:

      https://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/gaza-toddler-torture-idf-israel-detention-b2947167.html

      Anche a non credere alla versione dell’esercito israeliano, che descriveva (ho letto la notizia sui media ebraici, qualche giorno fa) il padre come un “agente di Hamas che usava il bambino come scudo umano”

      la ricostruzione più plausibile è che l’esercito israeliano ha aperto fuoco “intimidatorio” contro l’uomo che stava dirigendosi in una zona proibita;

      per ammissione stessa dell’esercito israeliano, il bambino sarebbe stato colpito da frammenti di proiettili o da altri detriti causati dagli spari, da qui la richiesta al padre di metterlo a terra.

      Il bambino sarebbe stato poi curato dai medici israeliani e riconsegnato alla famiglia.

      Discutibilissima l’azione di un esercito che spara a un padre con un bambino di un anno in braccio, anche se ricordiamo che si tratta di una parte del mondo in cui gli attentati suicidi avvengono e vengono incitati e celebrati dai programmi scolastici (palestinesi).

      Detto ciò, i soldati israeliani che si divertono a torturare i neonati palestinesi con le sigarette è pure invenzione propagandistica.

      • Francesco scrive:

        E allora? sono ebrei, vale tutto!

        🙁

        Però concordo su Gerusalemme città libera. Quindi posso passare per antisemita anche io, volendo.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Veramente sei tu che passi il tempo a credere a qualsiasi minchiata ti faccia comodo e stai sempre là a fare le tue illazioni del cazzo per silenziare gli altri.

          • Francesco scrive:

            Mi sembri un pò troppo vago e generico.

            Cazzo vorresti dire?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Hai due cognomi? Vago e Generico?

              Da anni usi questa tecnica dell’allusione all’antisemitismo, che hai usato anche contro di me. E poi fai lo gnorri in questo modo vergognoso, Vago e Generico.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Per essere più chiaro: vuoi dare dell’antisemita a qualcuno? E allora scrivilo chiaramente e argomenta il perché in maniera precisa e razionale.

              Altrimenti ti insulto.

            • Francesco scrive:

              Secondo me sei anche distratto, oltre alle altre tue indubbie qualità.
              Ho più volte rilevato l’antisemitismo di Andrea, apertis verbis.

              Nel tuo caso non mi pare, tu sei xxxxx in proprio (e razzista contro noi polentoni, volendo).

              Ciao

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La storiella di copertura israeliana non ha nessun senso proprio dal punto di vista medico, a quanto leggo in giro: nessun medico confonderebbe i due tipi di bruciature.

        • PinoMamet scrive:

          Un medico che volesse accusare i soldati israeliani di torturare i bambini sì…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “che volesse”

            E perché dovrebbe volerlo?

            Ah già, che sbadato che sono.

            L’antisemitismo, è ovvio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              I palestinesi non hanno bisogno di essere antisemiti per odiare Israele.

              anche senza tutta la manfrina, che vi prego di risparmiarmi, sul significato di “semita” e bla bla.

              Sul perché invece odi Israele tu, mi sono fatto la mia idea.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “odi”

                Questa categoria dell'”odio” è fantastica

                Praticamente copre tutte le forme di critica radicale.

                Cominciarono i clericali a usarla contro agnostici e affini, quasi fossimo usciti tutti da una scuola della NKVD.

                Poi i sionisti hanno coniato la categoria di “Selbsthass” per delegittimare gli Ebrei antisionisti, accusandoli di odiare se stessi – come se per essere Ebrei si dovesse essere sionisti.

                Già, perché se odiare è buna colpa allora chi odia è automaticamente sputtanato, perché appunto accecato dall’odio.

                Così non ci si deve scomodare a contestarne gli argomenti. Molto comodo.

                Mi ricordo un collega bigotto baciapile che diceva che le vignette di Charlie Hebdo sui preti pedofili erano dettate dall'”odio anticristiano”. Un bel trucchetto per non parlare dell’omertà ecclesiastica sui pedofili nella Chiesa.

                Qui è lo stesso co i sionisti. Chi ne denuncia i crimini lo fare be per odio antisemita, come uno Streicher qualunque.

                E qualcuno magari ci crede pure.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “inverosimile”

        Sento da qui il rumore del tuo lento scivolare sui vetri.

        Sì, perché a rileggerti salta agli occhi che persisti a non illuminarci su che cosa renderebbe tanto inverosimile la faccenda.

        “medici Israeliani”

        Mi deludi. Stavolta ai soccorsi non gli hanno sparato addosso come con Hind Rajab?

        “Discutibilissima”

        Bontà tua. Sono stupito da tale generosa larghezza di vedute.

        “attentati suicidi”

        Giusto. Meglio prevenire che reprimere.

        https://www.unicef.it/media/striscia-di-gaza-oltre-50-000-bambini-uccisi-o-feriti-orrori-inimmaginabili/

        “pura invenzione”

        Sì, come il fosforo bianco sui civili Libanesi. Tutta propaganda antisemita.

        https://www.wired.it/article/israele-armi-fosforo-bianco-yohmor-libano-human-rights-watch/

        Invidio sinceramente la tua capacità di ripetere queste cose in assoluta tranquillità, senza dare segno della minima esitazione.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Detto da te, che ripeti le più allucinanti bugie della propaganda russa senza battere ciglio, suona un pò strano.

          Io, che ci tengo a passare per un essere umano ai miei occhi, rabbrividisco alla notizia che un bambino di un anno sarebbe stato torturato.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “rabbrividisco”

            Anch’io rabbrividisco.

            Ma non per questo mi rifiuto di considerarlo verosimile, né di trarre le dovute conseguenze dal fatto che ormai dopo Gaza una notizia del genere appaia verosimile.

            Ah, e guarda che non basta ripetere all’infinito che uno è un bugiardo per trasformarlo davvero in un bugiardo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Non ce n’è bisogno, con certi bugiardi aperti e spudorati che non hanno nessuna pretesa di essere creduti.

              C’è gente che confida che la vittoria della propria fazioni li giustificherà.

              E ci sono quelli con una seria coscenza.

              PS se non lo considerassi verosimile, non rabbrividirei. Non è mica come la cazzata dei droni castra-bambini, che fa ridere e incazzare.

        • PinoMamet scrive:

          “Sì, perché a rileggerti salta agli occhi che persisti a non illuminarci su che cosa renderebbe tanto inverosimile la faccenda.”

          Posso fare qualcosa per te, ma per i miracoli ci stiamo ancora attrezzando.

          Io ti ho fornito una fonte, neppure imparziale ma abbastanza filopalestinese, che riporta la notizia in modo abbastanza dettagliato, ma diverso dal tuo link orrorifico.

          Ti ho fornito anche la versione israeliana, che ho letto sul Facebook di un amico italo-israeliano qualche giorno fa.

          Tu mi rispondi con link che parlano di tutt’altro, e quello che scivola sui vetri sarei io?

          PS
          è inutile che continui a ripetere “allora è antisemita anche questo, allora è antisemita anche quello”.

          Ti scusi un po’ troppo, diciamo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “scusi”

            Stai cambiando le carte in tavola.

            Io non ho mai detto che la notizia fosse vera.

            Dico e ripeto che – stante quello che e’ avvenuto negli ultimi tempi – è verosimile.

            Se tu mi dici che è inverosimile perché improbabile per qualche motivo di merito (tipo ‘Israele non dispone di droni così versatili’) ben felice di imparare qualcosa.

            Se tu mi dici che è inverosimile perché l’IDF è il più morale esercito del mondo allora mi viene da ridere – anzi, mi verrebbe se non fosse tragico.

            E no, non ho proprio nulla di cui scusarmi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Per essere più chiaro: vuoi dare dell’antisemita a qualcuno? E allora scrivilo chiaramente e argomenta il perché in maniera precisa e razionale.

          Altrimenti ti insulto.”

          Rispondo qui anche a Mauricius, che in realtà si stava rivolgendo a Francesco.

          Ma vale anche per Andrea, e l’argomento è interessante.

          Naturalmente, nessuno dei due credo abbia qualcosa contro il singolo ebreo, o contro la religione ebraica, e neppure contro Woody Allen o il praticissimo Moni Ovadia, che insieme a un altro paio di personaggi internazionali si presta a essere il comodo Ebreo Anti Sionista.

          Ma a dire il vero devo ancora trovare un antisemita che ce l’abbia con la religione ebraica, con Moni Ovadia, con Allen (uno a caso di vostro gusto) o i fratelli Coen, o con il singolo ebreo che conosca nella vita.

          Neppure Peucezio, che pure si vanta di essere fascista
          (psst, non lo è, non gli assomiglia neanche, ma non diteglielo)
          e antisemita
          (invece lo è).

          Ma l’antisemitismo NON è avercela con i fratelli Coen o con il signor Terracina collega di lavoro.

          L’antisemitismo è credere che gli ebrei

          (come ha scritto più sopra Mauricius: non Israele, “gli ebrei”;
          ma anche avesse scritto Israele, cosa cambiava?
          Il concetto era esattamente lo stesso)

          vietino “ai cristiani” di pregare nei luoghi santi.
          Perché?
          Beh, perché, perchè…. questo non ce lo dice Mauricius né Andrea, ci lasciano riflettere:

          come mai?? saranno così cattivi, gli ebrei? O Israele? O lo farà perché vuole qualche tipo di predominio sui cristiani?
          Perché odia i cristiani per essere stato perseguitato da loro?
          Perché si reputa migliore dei cristiani?
          Perchè il tal rabbino in un suo scritto ha detto che i non-ebrei saranno servi…
          Perché nel Talmud c’è scritto…

          ecco, ognuno di questi argomenti è antisemitismo.

          Il fatto che non siano scritti esplicitamente non li rende meno evidenti.

          Ma una cosa che invece è scritta esplicitamente, è il rifiuto pertinace di accettare speigazioni diverse.

          Puoi anche ripetere che Israele ha chiuso tutti i luoghi santi, compresi quelli ebraici
          (ha finalmente, notizia di oggi, concesso il permesso a Pizzaballa, perché non vuole inimicarsi i cristiani: ma anche questo gesto di troverà il modo di giudicarlo negativamente…)

          niente, deve odiare i cristiani.

          E i soldati israeliani? Saranno violenti, sbadati, disobbedienti, e anche, chissà, qualche rara volta umani, come tutti i soldati del mondo?

          Nooo, i soldati israeliani devono divertirsi a torturare i neonati, addirittura.
          Se un medico israeliano dice il contrario, non gli crediamo, è parte in causa
          (e poi gli israeliani sono cattivissimi!)

          se un medico palestinese invece dice così, allora miracolosamente lui non è parte in causa, gli crediamo, e del resto, si sa GesùEraPalestinese….

          ma guai a tirare in ballo l’antisemitismo!
          “Io ci ho un amico ebreo, e poi MoniOvadiaHaDettoChe”.

          Anche Torquemada ci aveva l’amico ebreo, che gli confermava che il Talmud era pieno di porcherie e che gli ebrei andavano convertiti…

          non li odiava mica, eh?
          Voleva solo che si convertissero.

          • PinoMamet scrive:

            E per essere ancora più chiaro:

            non penso che voi vi svegliate al mattino, stiracchiandovi soddisfatti, esclamando:
            “Aaah! Come mi sento antisemita stamattina! Quanto odio bene gli ebrei!”

            Che discorsi?
            Nessuno è così.

            No, io penso che vi svegliate al mattino 😉 dicendo:
            “Aaahh, come mi sento bene! Come sono pieno di amore per il bene e l’umanità, e di giusto e comprensibile odio per il male!
            Mica come Israele….”

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Per niente: io non ho problemi a dire di odiare Israele e che trovo la politica di quello staterello genocida ributtante.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Tra l’altro sono uno di quelli che sostiene che il problema non sia Netanyahu (che è più che altro un punto debole per Israele), ma proprio Israele per come si concepisce: il progetto di pulizia etnica è connaturato nelle stesse logiche che ne giustificano l’esistenza così com’è.

              • Francesco scrive:

                OK, sei uno stronzo ANCHE in questo campo.

                Devo ammettere che nel tuo campo eccelli.

                Ecco.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Un’argomentazione razionale potresti ogni tanto provare a tirarla fuori: i neuroni non si usurano mica con l’uso.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Beh, perché, perchè…. questo non ce lo dice Mauricius”

            Non credo di essere io a dover spiegare perché gli altri si comportano come si comportano. Però nulla vieta di fare delle ipotesi, giusto per essere accusato di fare processi alle intenzioni.

            Perché non volevano lasciare che tre preti da soli “rischiassero la vita” nella Basilica del Santo Sepolcro invece che a casa loro? Mi verrebbe da dire perché abusare della propria posizione di potere fa sempre un po’ piacere a tutti, soprattutto se si è convinti che non ci sarà nessuna conseguenza. Perché di solito possono fare quello che vogliono senza conseguenze.

            • PinoMamet scrive:

              Sì, beh, e sul fatto, che ripeto per la millesima volta, che il divieto riguardasse non solo tre preti, ma anche tre rabbini e tre imam?
              Niente?

              E sul fatto che tocchi ripeterlo per l’ennesima volta?

              Non sta a te spiegare?
              Beh ma quando si fa un’accusa sarebbe bene spiegarne i motivi, o no?

              E se non spieghi tu le tue ragioni, saranno ben gli altri a farsi un’idea.

              E ce la siamo fatta.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cristianesimo ed ebraismo sono religioni diverse ed hanno esigenze di culto completamente diverse. Negare le esigenze dei cristiani portando a giustificazione quelle degli ebrei si chiama oppressione.

              • Peucezio scrive:

                Perché il divieto agli imam andrebbe bene?
                È grave uguale.

                Quanto ai rabbini, se la vedano loro e loro: se si vietano la loro stessa religione, mica possono pensarci gli altri.

              • PinoMamet scrive:

                “Cristianesimo ed ebraismo sono religioni diverse ed hanno esigenze di culto completamente diverse. Negare le esigenze dei cristiani portando a giustificazione quelle degli ebrei si chiama oppressione”

                A parte l’obiezione di Peucezio, ma queste tue frasi non hanno senso.

                1- Israele non ha negato le esigenze dei cristiani portando a giustificazione quelle degli ebrei.

                Mi chiedo anzi da dove ti venga una simile idea.

                2-in questo caso le esigenze di tutte e due, anzi, tutte e tre le religioni erano esattamente le stesse: riunirsi per pregare.

                Israele lo ha impedito semplicemente perché ha impedito le riunioni in luoghi senza rifugi anti-aerei.

                Gli ebrei, i musulmani, e sì, anche i cristiani che avevano a disposizione luoghi di culto adeguati hanno continuato a riunirsi, anche a Gerusalemme.
                Non è che i cristiani non abbiano detto messa, in questo periodo…

                3- se tu pensi che gli ebrei gioiscano a opprimere i cristiani, beh, mi dispiace dirtelo (dispiace perché so che ci resterai male) ma questo è proprio antisemitismo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hai detto che ha vietato cose simili agli ebrei, quindi questo giustifica il vietarle ai cristiani.

              • PinoMamet scrive:

                Eh???
                Ho detto che ha vietato le riunioni a tutti, per ragioni di sicurezza.

          • Peucezio scrive:

            Pino,

            Mah, molto più semplicemente antisemita è chi ce l’ha con gli ebrei indipendentemente dallo stato di Israele o quant’altro, ma con gli ebrei in sé.
            Non tutti, non i singoli individuo, ma l’insieme, come popolo, come ruolo nella storia se vuoi.

            Chi ce l’ha con Israele ma non con gli ebrei della diaspora (purché non filoisraeliano sfegatati e quindi si torna a Israele) NON è antisemita.

            Così come non è antianglosassone chi ce l’avesse con gli americani per il genocidio degli indiani ma non avesse nulla contro inglesi, canadesi, australiani.

            • PinoMamet scrive:

              Se applichiamo questa tua definizione, allora al mondo nessuno è antisemita.

              L’antisemitismo non è esiste, se lo sono sognato gli ebrei che si trovano le scritte “antisioniste ” sotto casa o che vengono insultati e picchiati da sconosciuti che, poverini, hanno equivocato, loro ce l’avevano solo con lo Stato di Israele.
              E quindi vanno capiti quando urlano insulti il 25 Aprile dell’anno scorso alla mia amica e a suo figlio (età: tre anni): li hanno scambiati per lo Stato d’Israele…

              • Peucezio scrive:

                A volte porti argomenti veramente curiosi.

                Al tempo di Hitler lo stato d’Israele non c’era. Qindi Hitler non era antisemita?

                Comunque sei ci tieni tanto all’etichetta ci mettiamo d’accordo e chiamiamo “antisemiti” gli antisraeliani.

                Il concetto resta lo stesso: moltissimi sono critici verso lo stato d’Israele ma non verso gli ebrei come popolo, soprattutto quelli della diaspora; pochissimi (quorum ego: ammetterai che le mie non sono esattamente posizioni mainstream) ce l’hanno con gli ebrei in generale.

              • PinoMamet scrive:

                Pochissimi??

                Non ti sei mai sentito urlare “torna a casa tua” durante un corteo da un centinaio
                (150, esattamente, li ha contati la Questura) esagitati che, evidentemente, non riescono neppure a mettersi d’accordo con sè stessi

                (se “casa mia” è la Palestina, allora viva il Sionismo! se invece là sarei un colonizzatore e oppressore, allora “casa mia” è esattamente qua…
                l’unica cosa certa è che gli stavo sul cazzo).

              • Peucezio scrive:

                150 sarebbero tantissimi?

              • PinoMamet scrive:

                150 contro 1?

                Beh, se la proporzione è questa…

                Comunque non ci ho fatto a botte: erano troppo pochi…

          • Peucezio scrive:

            Però mi viene da dire che a forza di evocarlo l’antisemitismo finirà per arrivare davvero.

            Ammazzare donne e bambini, trasformare un posto in un paesaggio postatomico e cacciare un popolo dalla sua terra sono comportamenti che difficilmente rendono simpatico chi li attua.

            Se chi non c’entra nulla, per il fatto di fare parte dello stesso popolo, giustifica tali comportamenti e strilla all’antisemitismo quando vengono stigmatizzati, anche lui non si rende simpaticissimo e direi che l’antisemitismo se lo sta praticamente tirando addosso.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ma certo, in questo momento il sistema di pensiero proposto è:

              a) il sionismo è parte integrante dell’ebraismo, per cui se lo attacchi attacchi l’ebraismo
              b) il sionismo comporta la necessità di creare un paese degli ebrei e per gli ebrei nei territori che Dio gli ha promesso nella Bibbia, per cui gli ebrei in Cisgiordania hanno il diritto di starci
              c) Israele deve quindi realizzare il progetto sionista come definito in b), perché questo è l’ebraismo e lo scopo di uno Stato fondato per essere il paese degli ebrei e per gli ebrei
              d) attaccare gli ebrei è antisemitismo
              e) per il combinato di a), c) e d), attaccare Israele è antisemitismo
              f) se le atrocità compiute da Israele sono indifendibili, dimenticare a), b) e c), altrimenti è antisemitismo, ma al tempo stesso neppure negarle esplicitamente, perché pure quello è antisemitismo

              La f) è un vero e proprio “comma 22” che fa sì che chiunque non sia pratico di bipensiero sarà inevitabilmente antisemita alla luce del sistema proposto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Riscrivo f) per maggiore chiarezza

                f) se le atrocità compiute da Israele sono indifendibili, dimenticare a), b) e c), altrimenti è antisemitismo, ma al tempo stesso neppure negare a), b) e c) esplicitamente, perché pure quello è antisemitismo

            • PinoMamet scrive:

              “Però mi viene da dire che a forza di evocarlo l’antisemitismo finirà per arrivare davvero.”

              Tolte le esagerazioni con cui continui, c’è del vero in questo ragionamento.

              Solo che quel momento è già arrivato…

              • Francesco scrive:

                Diciamo che quello vecchio non se ne è mai andato, su Internet riemergono tal quali gli argomenti dell’antisemitismo del XIX e del XX secolo.

                A questo si aggiunge l’ostilità contro gli ebrei che la presenza di Israele ha riacceso nel mondo islamico.

                E infine ci metterei anche le esagerazioni dei filo-israeliani a tutti i costi nel confondere ogni critica a Israele o a una politica di Israele con l’antisemitismo.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Solo che quel momento è già arrivato…”

                Eh, ma non è un valore binario: spento/acceso: sono fenomeni che hanno un’entità. Che può crescere.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamet

            “Il concetto era esattamente lo stesso”.

            Menzogna.

            Stai mentendo sapendo di mentire. Magari non te ne rendi più nemmeno conto, ma è così.

            Tu qui – nemmeno tanto surrettiziamente – identifichi “Ebrei” con “sionisti”.

            Le porcate le fanno i sionisti. E le fanno in quanto sionisti, perché il sionismo è intrinsecamente, piaccia o no, un’ideologia prevaricatrice: quella del “un popolo senza una terra per una terra senza un popolo”.

            I sionisti governano lo Stato di Israele. Hanno da sempre tutto l’interesse a fare identificare antisionismo e antisemitismo, per accomunate il secondo nella condanna meritata dal primo. E nella loro prepotenza godono ma che dell’appoggio della maggioranza dell’elettorato. Il che – oltre alla protezione USA – libracsrntire in diritto di compiere impunemente le peggiori atrocità. Altro che droni castranti.

            Ma i sionisti non sono “gli Ebrei”.

            Ci sono tantissimi Ebrei che non sono sionisti. No, non solo Moni Ovadia o Neturei Karta: citerei Dustin Hoffman fra i vivi e Isaac Asimov e Hannah Arendt fra i più.

            E purtroppo ci sono tanti sionisti che non sono Ebrei, come i milioni di “cristiano-sionisti” USA ben noti a Martinez. Oltre ai loro tristi lacchè nostrani.

            Ecco perché l’antisemitismo è un’infamia e l’antisionismo è un dovere. Con buona pace dei lacchè nostrani di cui sopra.

            Il che – ti prevengo – non significa affatto ritenere che Hamas o Hezbollah o gli ayatollah siano migliori dei sionisti che combattono. Ma sono i sionisti – e soltanto loro – ad aggredire per primi, e non dal 7 ottobre ma – almeno – da Deir Yassin e dai giorni dell’Irgun. I loro avversari vengono aggrediti in casa loro. E a volte – come in questi giorni – rispondono per le rime.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              “Stai mentendo sapendo di mentire. Magari non te ne rendi più nemmeno conto, ma è così.”

              No, Andrea, qui dentro nessuno mente sapendo di mentire.

              Io per esempio penso che tu e Mauricius siate, per così dire, “portatori sani” di antisemitismo;

              non lo dico per offendere- a nessuno piace sentirsi dare dell’antisemita, che fa subito pensare a Hitler e ai campi di sterminio- ma per constatare.

              E come ho scritto sopra, non penso proprio che voi “vogliate” odiare gli ebrei, anzi:
              è un continuo sventolare amici ebrei e Moni Ovadia assortiti
              (c’e n’è più di uno al mondo? Grazie, bella scoperta).

              Ma i sintomi, ahimè, sono quelli.

              Per questo vi ho citato, polemicamente, Torquemada, e non il solito Baffetto.

              Torquemada mica odiava gli ebrei.
              L’Inquisizione non aveva proprio nulla contro il popolo a cui apparteneva (dubito che avrebbero parlato di Cristo, ma perlomeno) la Madonna e gli Apostoli, contro il popolo a cui erano indirizzate le prime Scritture e i cui Profeti venivano celebrati tra inni e incensi.

              L’Inquisizione ce l’aveva solo con quegli… “ebrei che sbagliavano”, continuando a essere ebrei, e a seguire un culto erroneo e perverso, deviazione dai veri costumi ebraici, che all’epoca era il “Giudaismo talmudico”, e oggi è “lo Stato di Israele” o “il Sionismo”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “Torquemada”

                Lo vedi che continui a mescolare le carte?

                Paragoni i critici dello Stato di Israele e del sionismo che lo anima a Torquemada.

                Il che dimostra due cose in un colpo solo:

                A) non sai cos’ha fatto Torquemada

                B) continui a identificare nell’antisionismo una sottospecie dell’antisemitismo.

                Ti ripeto: ormai è un giochino retorico.

                Ed è talmente scoperto che si sente il bisogno di ribadirlo per decreto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                No, non mescolo proprio niente.

                Due, forse sei tu che non sa cosa faceva l’inquisizione.

                Come non sai (e sei in abbondante compagnia) cosa sia il sionismo.

                Per finire, criticare in Israele non è antisemitismo.

                Criticarlo con vecchi cliché antisemiti, per quanto nascosti a voi stessi da spessi strati del “mio amico ebreo” e di citazioni do ebrei anti israeliani (i famosi “Asajew “, dall’incipit tipico dei loro discorsi) è in effetti antisemitismo.

                Criticare i soldati israeliani? Benvenuto.

                Credere, a dispetto di ogni punto di vista più realistico, che i soldati israeliani torturino neonati per divertimento, cos’è, se non l’accusa del sangue?

                Idem i droni castranti, gli ebrei che non lasciano pregare i cristiani… eccetera.

                E sì, il fatto che tu dica “eh ma parlo solo dei sionisti” indica che il paragone con l’antigiudaismo cristiano è azzeccatissimo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “clichés antisemiti”

                Guarda che chiamare tutta la schifezza che nonostante il decennale penchant pro “unica democrazia del Medio Oriente” viene comunque fuori sui nostri media col termine collettivo di “clichés antisemiti” non la rende meno reale.

                Come dicono a Napoli, è inutile che aggiungi il rhum, uno stronzo non diventa un babà.

                A meno di non ricadere nel cliché – questo sì – dell’eterno vittimismo, per cui l’ONU è una “palude antisemita”, la Francesca Albanese una “strega”, i ProPal dei “filoterroristi” e gli aggressori a tradimento dell’Iran “un popolo col diritto di difendersi”.

                Come diciamo a Genova, “abbiamo già dato”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                a negare l’evidenza si fa solo brutta figura.

                E te lo dice uno che sosterrebbe con convinzione una nuova Crociata per liberare Gerusalemme e ristabilire giusti confini in Terra Santa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Io per esempio penso che tu e Mauricius siate, per così dire, “portatori sani” di antisemitismo”

                Ma ci sta: se non mi viene concesso altro modo per non essere a favore di pulizia etnica, suprematismo e segregazione è essere antisemiti, con piacere sono antisemita. E’ come dire “sono antifascista”: è un pregio, mica un difetto. Certo, se comincio ad andare a prendere a sprangate in testa gli iscritti a Casa Pound, quello è un modo sbagliato di essere antifascisti. Allo stesso modo, evidentemente quello di Hitler era un modo sbagliato di essere antisemita.

                Basta che ci mettiamo d’accordo sulle definizioni.

              • PinoMamet scrive:

                “se non mi viene concesso altro modo”

                guarda, è verissimo che certi filo-sionisti abbiano la tendenza a vedere l’antisemitismo dappertutto;

                e i canali filo-israeliani/ebraici tendono a dare una lettura antisemita anche di fatti che possono benissimo avere origine diversa

                (ragazzi israeliani fanno casino su un volo spagnolo e vengono fatti sbarcare: “antisemitismo!”)

                La tendenza è ben nota, e oggetto di irrisione anche in Israele
                (perlomeno qualche anno fa, ora non saprei).

                Però, sempre al netto delle esagerazioni, un altro modo per essere anti-israeliani esiste…

                prendiamo la notizia del bambino ferito:

                un modo potrebbe essere cercare la fonte, o le fonti delal storia, che non necessariamente coincidono con il primo che sventola una foto presa da internet;

                confrontarle, cercare l’approssimazione maggiore alla verità…

                e poi condannare l’operato dei soldati israeliani per quello che hanno effettivamente fatto.
                (sparare in prossimità di un padre col bambino in braccio).

                Lascia perdere che secondo me nel contesto potevano avere una spiegazione…
                seguiamo il tuo orientamento.

                Il modo “sbagliato” invece è appunto credere al primo che sventola una foto presa da internet con la spiegazione più truce possibile, perchè stimola nel nostro immaginario cose che crediamo di sapere su Israele o sugli ebrei…
                (non hanno pietà di nessuno, neanche dei bambini, si divertono a umiliare i palestinesi ecc. ecc.)

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “a negare l’evidenza si fa solo brutta figura”

                OAAF!

                Come non concordare?

                Tu ne hai lunga esperienza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  117. habsburgicus scrive:

    @Francesco
    La Libia è svanita da un giorno all’altro

    lo vedo solo ora (post del 23 marzo)…
    ero in Libia proprio quel giorno (ci sono stato dal 22 al 28 marzo) e ti dico che NON è vero
    i libici sono brava gente, sicuramente vi sono problemi ma almeno Tripoli e il Fezzan sono sicuri (Tripoli è bella, Sabratha idem…la donna è inavvicinabile ma pare molto bella..più della marocchina..che invece spesso avvicinabile lo è :D)…Bengasi probabilmente lo è altrettanti, ma Haftar chiede 600 dollari solo per darti il permesso [il vistop libico normale non è accettato] e dunque non ci sono andato 😀
    P.S 1 ho trovato dei russi a Ghadames, ultima città nostra “ai bei tempi”..di lì era già in mano ai franzosi (che tentarono di papparsela*)..nel deserto vicino alle tre frontiere con Algeria e Tunisia ho riavito la connessione (algerina…e ho avuto un SMS Welcome to Algeria !, pur essendo in Libia)..in Libia le connessioni non funzionano..o meglio, non funzionano le eSIM, che io prediligo….ho sbagliato io a non prenedere una SIM libica all’aeroporto, ex-base USA prima di Gheddafi
    P.S 2 la benzina costa niente !!!!! 71 litri fanno 10, 6 dinari al nero 1 euro scarso…140 volte meno dell’Italia…e poi gli svaniti sarebbero loro !!!! 😀 😀
    P.S 3 la Libia è più nera degli altri paesi del Maghreb…..i neri sono tanti, tantissimi (in algeria, specialmente in Cabilia sono bianchissimi) anche se sulla costa predomina il tipo maghrebino…a Ghadames ad una festa c’era un nano nero ! in piena notte, me ne sono andatoa lle tre ma ncora continuavano
    P.S 4 le strade sono pessime….Gheddafi ha sprecato tutto in follie ! è il paese più arabo di tutti (e, a parte lo Yemen, sono stato daapertutto dal Marocco all’Iraq)..i cartelli sono puramente in arabo, sulle strade e mai in caratteri latini (manco in Cina oggi !) e spesso uno non riesce a rendersi conto dove sia..almeno io che conosco poco l’arabo,Miguel andrebbe a nozze..usano i numeri nostri come in Maghreb (Re Idris usava invece i numeri arabi)..al Museo di Tripoli, riaperto dopo 14 anni, ho visto il numero finale di El-‘Adi “La Gisutizia” che era il giornale dei fascisti arabi tripolini, chiuso da Londra quando i brutannici ci tolsero per sempre Tripoli, il 23 gennaio 1943
    P.S 5 la Libia è dry….vietato ogni alcool…ai bellissimi tempi, prima di Gheddafi, c’era la birra Oea di cui ho visto la réclame in negozi di antiquariato a Tripoli..il caffè è buono, unica cosa rimasta della nostra Itslia (l’ex-cattedrale in pieno centro è una moschea per volontà di Gheddafi quando ci cacciò tutti -fra l’indifferenza deklla DC che pensava agli appalti e dell’Italia se ne fregava !)
    P.S 6 Leptis Magna è un gioiello ed triste che i libici (che pure ci vanno eh..a Sabratha, di domenica, era pieno di libici) non sappiano sfruttarla
    P.S 7 la gente è gentile…ogni tracci d’Italia è stata erasa da Gheddafi–ma non ci odiano..e Toto Cutugno ancora va per la maggiore
    P.S 8 purtroppo a Tripoli, il cui aeroporto si chiama Mirtiga, vola quasi nessuno..e devi dipendere da Erdy..e ‘sti turchi sanno spennarci 😀 all’aeroporto di IST una birra 15 euro…non ci sono voli per Bengasi ma i libici mi hanno detto che loro possono andarci, via terra, per vie traverse..in Libia, come in Siria e Iraq, ci sono sovente posti di blocco con barbuti armati,. ma sono innocui..in Iran NON c’erano, nel 2023 ! e ciò spiega perchè il Mossad fino ad ora ha trovato là l’Eden..troppo ingenui erano gli iraniani sotto il fu Khamenei, ora stanno cambiando velocemente, pare

    • habsburgicus scrive:

      *
      si tentò un piano ignobile (e quindi storicamente “giusto” :D) di papparsi la Libia inter nos, nel 1948-1948 dans les coulisses de l’O.N.U
      a noi avrebbero lasciato Tripoli
      Londra si sarebbe presa Bengasi
      la Francia si sarebbe presa Ghadames e il Fezzan
      volevamo prescindre dagli USA…
      ma che ti fanno quelli ? fanno votare contro il delegato di Haiti (nov 1949) e di ‘sta bella -e sana, ed europea, e settecentesca. e tradizionale- spartizione non se ne parlò più
      Londra decise allora l’indipendenza della Libia, che fu prioclamata il 24 dicembre 1951 sotto Re Idfris, brav’uomo che aveva motivo per odiarci (ne avevamo fatte di cotte e di crude contro i suoi, anche Omar el-Mukhtar di cui Gheddafi si appropriò era un uomo duo !) ma non lo fece, e ci trattò benissimo (come un altro grande statista quale fu Hailé Selassié ad Addis Abeba)..a Sabratha una guida libica ha sostenuto la mia tesi, che la rivoluzione di Gheddafi fu una catastrofe, e che si stava meglio sotto gli italiani e Re Idris !
      tanto che per noi italiani il vero punto di svolta non è il 23 gennaio 1943 (presa britannica di Tripoli) o il 24 dicembre 1951 (indipendenza del Regno di Libia con la bandiera attuale, bellissima e onnipresente) bensì il nefasto 1 settembre 1969 quando Radio Tripoli annunciò il golpe di un giovane capitano, che si autopromosse colonnello, Gheddafi !
      a Ghadames, un vecchio saggio, giocando sul significato di Mu’ammar (il nome di Gheddafi) ha allusio alla fine che fece..e non sembrava dispiciuto
      a parte l’alcool, a Tripoli i supermercati sono pieni..il caffè costa 2 dinari (20 c.), la barba costa 10 dinari (1 E scarso)..al nero 1 E=11 dinari

      • habsburgicus scrive:

        ah, ho visto un bandiera palestinese un un bar in the middle of nowhere presso Kabao (cittadina berbera, con cartelli in tamazight) e un’altra bandiera palestinese, alla periferia di Tripoli..per il resto, nulla…… i turchi all’imbarco controllano se hai timbri di Israele, vietati in Libia, ma i libici stessi sono meno zelanti e controllano pochissimo 😀
        mentre mi facevo la seconda barba, nel cuore di Tripolim, il barbiere nero aveva la televisione in cui compariva Trump….tuttavia pare che i libici ci facessero poco caso 😀
        P.S forse non ve l’avevo detto, ma in Iraq (due mesi fa) trovarono molto sexy la Meloni ! 😀 😀

        • habsburgicus scrive:

          P.S ulteriore
          per quanto la Libia sia sicura, anzi sicurissima -e mi ha stupito positivamente- la Libia non è turistica
          il visto non è concesso individualmente, non è possibile averlo in alcun modo (invece io ho ottenuto il visto algerino per conto mio a Milano, cosa non facile ma possibile..l’Algeria tratta bene noi italiani…fino a quando non so, per ora sì 😀 abbiamo privilegi in Algeria che i francesi NON hanno più..e i Galli sono gelosi :D)
          quindi ho dovuto prenotare un tour con guida libica, di cui ho appreso su un canale internazionale di viaggiatori…..eravamo in 7, io l’unico italiano, due tedeschi (un uomo e una donna), uno svizzero, un ceco, una francese (nera), un britannico gallese…avevamo 3 macchine, io ero con il tedesco….di norma il nostro autista era ‘Abdul, giovane e simpatico ma che non conosceva alcuna lingua fuori dall’arabo pur amando Toto Cutugno e le canzoni italiane, e studiando un po’ la nostra lingua :_D Gheddafi non è riuscito a farci odiare, forse non eravamo così cattivi dopotutto :F
          in Libia è necessaria la scorta (talora il barbuto della scorta si sedeva davanti nella nostra macchins e io dovevo andarmernene dietro accvanton al tedesco ma da Tripoli a Leptis mi son messo io davanti :D), comunque non siamo ai livelli nordcoreani..vi era una certa latituidine
          io al confine con l’Algeria mentre tutti se ne andavano dai tuaregh mi sono addentrato per 2 km nel deserto, ma nessuno mi ha detto nulla..provate in Corea del Nord a fare un METRO oltre il consentito 😀
          Libia, Corea del Nord, Turkmenistan sono tre Statui che richiedono il tour (in Turkmenistan mi son fatto un tour privato solo per me), altrimenti non si ha il visto, condicio sine qua non.. in Corea del Nord al momento ogni turismo è sospeso, il mio è stato l’ultimo 😀
          non ho più pagine bianche ma i libici non hanno fatto problemi…veloci..anche l’Iran e la Siria furono veloci
          i russi no, ahinoi..là 4 ore ! in fatto di burocrazia pochi sono più sgradevoli dei russi
          moneta preferita il dollaro, ma l’euro va bene
          il visto libico, una volta prenotarto il tour, pagata la caparra e ottenuto l’invito del tour operator libico, è veloce ed è un eVisa…io l’ho avuto in pochi giorni, ero in Barbados..
          vale per un ingresso singolo, ed è utilizzabile in un range di 3 mesi (il mio dal 15 febbraio al 16 maggio)
          le carte non funzionano in Libia, solo contanti..i bancomat non funzionano per noi
          la Libia è uno degli “Stati criminali” (c0sì gli USA si permettono di definirli, loro !!!! alla faccia della pagliuzza e della trave ) che invalidano l’ESTA… insomma, SE io non avessi il visto USA, gli USA mi sarebbnero preclusi in saecula saeculorum
          io ormai sono stato in 5 di questi “naughty States” (Iran, Iraq, Nord Corea, Siria, Libia)..mi manca Cuba 😀 con il visto non ci sono problemi..o non ci sarebbero :D…io ho il visto USA B1/B2 decennale dall’agosto 2024 ma non l’ho ancora utilizzato nè ho così gran voglia di (ri)vedere la Trumplandia (formerly, the United States of America) 😀
          tutto sommato, la Libia mi è piaciuta molto !
          uno dei miei compagni di viaggi, o forse due, era stato in Somalia,. a Mogadiscio !!!! là si che la scorta è necessaria 😀 in Libia è folclore, per alzare i prezzi
          è un piacere anche interagire con viaggiatori esperti
          le guide libiche erano competenti, oneste e serie
          il TUTTO compreso veramente voleva dire TUTTO…..avrei potuto non cambiare alcunchè ma 20 euro (per 220 dinari, ottimo) e 6 dollari residui dei Caraibi (per 30 dinari, pesdsimo) li ho cambiati per vedere la moneta libica e comparmi qualcosa, incluse due effigi di Gheddafi 😀 😀 :D..e sono riuscito anche a farmi dare un moneta da 1/4 di dinaro (in genere ci sono solo banconote)
          bello, sono stato contento…..

        • roberto scrive:

          Grande Habsb! Racconti interessantissimi

  118. PinoMamet scrive:

    Comunque, non per sviare il discorso
    (anzi, ringrazio Habs per le interessanti digressioni sulla Libia!)

    ma proprio perché mi interessa anche altro nella vita, fortunatamente!

    ho un paio di amiche con parenti spagnoli, anzi, andalusi, variamente almodovariani.

    Una è adesso a Granada, mentre si svolge la Semana Santa, e ce ne aggiorna via whatsapp.
    (Granada e Siviglia, ci dice, sono molto rivali tra loro, guai a nominare la Semana dell’una a casa dell’altra!)

    Insomma, mega processioni per strada, a ogni ora del giorno, seguitissime, con un vero orario da seguire per non perdersene manco una;
    Cattolicesimo esibito nelle sue forme più sfarzose e barocche;

    programmi televisivi a tema (credo sia la televisione locale), con recensioni delle migliori processioni del Ramo santo (che sarebbe la palma della Domenica delle palme), interviste a star locali ecc.

    Intervallati da altri programmi sulla caccia (con esibizione compiaciuta e truculenta di trionfi di mufloni e cervi massacrati) e repliche di corride…

    Come tutto questo si concilii con il paese, appunto, del frocismo mèlo di Almodovar, dei cugini “uno gay, l’altro invece omosessuale” dell’altra mia amica mezza andalusa (la definizione è di sua madre, la señora, che invece è andalusa per intero), il paese che “è tanto più avanti di noi italiani!” sui diritti delle minoranze…

    è un mistero che non arrivo a capire.

    • roberto scrive:

      Pino

      “Mistero”

      È una cosa alla quale penso regolarmente e nei miei pensieri associo la Francia che secondo i cattolici sarebbe un inferno di mangiacristiani mentre io continuo a vedere l’élite ritrovarsi alla messa del sabato sera (vedo per modo di dire, non ci vado ovviamente)

      La spiegazione che mi do è che i cattolici siamo un filino vittimisti, che Francia e Spagna (sicuramente di più) siano paesi comunque con una profonda anima cattolica e che almodovar descriva non “la Spagna” ma una faccia della Spagna e probabilmente molto lontana dalla realtà “media”

      • habsburgicus scrive:

        Roberto

        descriva non “la Spagna” ma una faccia della Spagna e probabilmente molto lontana dalla realtà

        direi che tu ci abbia preso, credo anch’io sia così
        per l’élite francese, pur avendo io una conoscenza diretta di gran lunga inferiore alla tua, sono giunto a conclusioni simili
        per sintentizzare, la Francia in generale è laica, laicissima (molto più dell’Italia media) ma l’élite francese così laica non è..tutt’altro…poi dipenderà dalle zone
        la butto lì, magari è diverso

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        beh, ma sono le statisiche a parlare.
        Per fare tante manifestazioni belle e suggestive bastano poche persone.

  119. Puffo giardiniere scrive:

    https://energiaoltre.it/il-nuovo-gas-di-eni-in-libia-una-rotta-strategica-per-sfidare-la-crisi-di-hormuz/
    Dalla Libia nuovo gas pronto all’uso.
    Tramite il metanodotto nostrano Green Streem.
    E per chi sia interessato a conoscere i numeri sugli stoccaggi in Europa.
    L’Italia non male: 44,76% della capacità riempita.
    Sperando, in prospettiva, che Trump non vada a cacciarsi nella trappola dell’invasione terrestre dell’Iran.
    Secondo me, se lo fa, lo destituiscono in qualche modo o lo ammazzano.
    Perché, va ben essere un po’ vecchi e rimbambiti, ma c’è un limite a tutto.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Che poi, chi lo sa cosa sia Trump in realtà?
      E uno che ha degli interessi personali che si sovrappongono a quelli degli americani in genere.
      E poi ci sono tutti sti cazzo di oligarchi che indipendentemente dalla nazione a cui appartengono, si telefonano e non si sa che cavolo si dicono.
      Comunque
      CUBA
      Secondo il think tank energetico britannico Ember, nel 2023 la Cina ha spedito a Cuba attrezzature per impianti solari per un valore di 5 milioni di dollari. Nel 2025 la cifra è salita a 117 milioni di dollari, con un aumento del 2.240%. La Cina si è inoltre impegnata ad aiutare Cuba a costruire quasi 100 parchi solari entro il 2028, e molti di questi progetti – più della metà, secondo le autorità – sono già operativi. La Cina sta anche sostenendo la costruzione del più grande parco eolico dell’isola, La Herradura 1.
      https://oilprice.com/Energy/Energy-General/Cubas-Fragile-Power-Grid-Finds-a-Powerful-New-Partner.html
      Pure la Russia manda petrolio
      Insomma, le ragioni non saranno molto idealistiche, ma Cuba in questo momento mantiene delle vitali alleanze.

    • Puffo giardiniere scrive:

      -Tu sbagli punteggiatura
      Lo so Furby, è che scrivo dallo smartphone in preda alla frenesia di finire il commento.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Considerati questi fattori, la pressione su Trump affinché dichiari una sorta di vittoria e si ritiri dal conflitto potrebbe aumentare, come segnalato da OilPrice.com. “All’inizio, Trump ha delineato

        👁👁quattro obiettivi chiari per gli attacchi contro l’Iran, e riteniamo che ci siano ancora margini sufficienti per affermare di averli sostanzialmente raggiunti”

        , ha dichiarato la fonte del complesso di sicurezza dell’UE.
        1″Trump può affermare che il regime è stato cambiato, in quanto il leader e molte altre figure di spicco sono state rimosse, e

        2 può citare il programma nucleare come talmente indebolito che l’Iran non sarà in grado di costruire un’arma nucleare nel prossimo futuro”

        3″In terzo luogo, può affermare che gli attacchi [statunitensi e israeliani] hanno distrutto quasi tutte le scorte missilistiche iraniane e ridotto significativamente le sue capacità produttive, e

        4 può annunciare che i gruppi filo-iraniani regionali sono stati svuotati al punto da renderli molto meno minacciosi di prima”, ha sottolineato.

        “Esiste una formulazione che funzionerà in questo caso, e pensiamo che la userà una volta che si renderà conto della portata di ciò che si troverebbe ad affrontare con un’invasione su vasta scala, e poi si ritirerà”, ha concluso la fonte dell’UE.
        https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Is-Trump-About-To-Fall-Into-Irans-Trap.html

        Sì, sì. Ho contato. Sono proprio quattro.

  120. Moi scrive:

    Interessante il discorso degli Asajews … in pratica stanno all’ Indentita Ebraica come i Simp stanno alla Mascolinità, giusto ? 😉

    • Moi scrive:

      Dico Identità Ebraia perché mi rendo conto che l’Ebraismo come religione è pochissimo conosciuto, molto meno dell’ Islam … eppure ne rappresenta la radice tipo il Kung Fu rispetto al Karate, no ?

      😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Certo, è la premessa a)

      “a) il sionismo è parte integrante dell’ebraismo, per cui se lo attacchi attacchi l’ebraismo”

      • PinoMamet scrive:

        Hai ragione a metà

        È vero che è discutibile che il sionismo rappresenti l’ebraismo integralmente (anche se realisticamente rappresenta il 90% degli ebrei, a una stima prudente)

        È falso che ogni critica a Israele, per il fatto di usare “Israele ” o “sionisti” anziché “ebrei”, sia automaticamente non accusabile di antisemitismo.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Pino Mamet

          “È falso che ogni critica a Israele, per il fatto di usare “Israele ” o “sionisti” anziché “ebrei”, sia automaticamente non accusabile di antisemitismo.”

          Non perché si usa ‘sionisti’ al posto di ‘Ebrei’, ma perché i sionisti sono qualcosa di diverso dagli Ebrei: tant’è che come ci sono Ebrei antisionisti ci sono sionisti non Ebrei.

          Sono proprio cose diverse: i sionisti sono aderenti al sionismo, che è una dottrina politica, mentre gli Ebrei sono seguaci dell’Ebraismo, che è una religione.

          Personalmente mi sforzo di usare sempre l’espressione ‘Stato di Israele’ quando parlo dello Stato oggi governato da sionisti, proprio perché da solo il termine ‘Israele’ denota sia lo Stato sia l’insieme di quegli esseri umani che seguono la religione Ebraica, e se non si sta attenti a usarlo si passa per antisemiti quando in realtà si sostiene l’antisionismo. Ammetto che a volte per eccesso di concisione ometto la dicitura ‘Stato di’, ma mi sembra proprio che la distinzione sia netta. Corrispondentemente, è netta la distinzione fra antisionismo e antisemitismo.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. tu ed Habsburgicus ne sapete ben più di me: mi chiedo sempre quanti antisemiti cento anni fa lo fossero al punto tale da essere ben contenti che gli Ebrei se ne andassero a farsi il loro Stato, pur di sbarazzarsene. Un nome per tutti? Witte, il ministro zarista. Insomma, quanti sionisti in realtà erano antisemiti?

          • Francesco scrive:

            1) dire che essere ebrei significa aderire all’ebraismo come religione mi pare una semplificazione eccessiva. Prendi Woody Allen, ateo ed ebreo.

            2) i sionisti sono ebrei, alcuni filo-sionisti non ebrei possono benissimo essere anti-semiti.

            3) peraltro, tra il sionismo e Israele c’è stata la Shoah. Dubito che tutti gli ebrei che sono emigrati in Israele dopo il 1945 fossero sionisti, anzi sono certo che moltissimi non sapessero manco cosa era.

            Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Anche qui, basta mettersi d’accordo sulle definizioni: io per ebreo intendo o chi professa l’ebraismo o chi lo considera un proprio tratto identitario. Come è pieno di “cattolici” che non credono in Dio.

  121. Moi scrive:

    A GRANDE RICHIESTA DI LORSIGNORI 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=2fypmDehu_U

    Davide Piccardo VS David Parenzo – La Zanzara del 23.03.2026

    … Il Fondamentalismo Islamico è il Nuovo Ago della Bilancia di CentroSX per la Sconfitta dei FaSSiSSti ? 😉

  122. habsburgicus scrive:

    https://www.bc.gob.cu/media/noticias/en-circulacion-nuevos-billetes-de-alta

    nella Cuba marxista da domani entreranno in circolazione due nuove banconote, da 2000 pesos (4 dollari*) e 5000 pesos (10 dollari)..purchè non sia un pesce d’aprile 😀

    *al nero, ovviamente, l’unico cambio realistico..se uno desse mente al PCC, 2000 pesos sarebbero 83 dollari !!! 😀 😀 😀

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