Iran e dintorni (1)

L’Iran è un paese che mi interessa da una vita, e ho anche dato qualche esame all’università di iranistica – lingua, letteratura, religione, storia…

Purtroppo, attorno a me, vedo solo tifoserie. Che, badate bene, non sono mai a favore, sono solo sempre contro.

Il problema della tifoseria è che ci esilia dalla storia: ci autoinduciamo a credere che se solo si riesce a sterminare il cattivo, prevarrà il bene.

La storia però esiste. E la “storia”, l’immenso insieme della passioni umane e dei loro effetti, sta travolgendo tutto, a una velocità sempre maggiore. Non sono i buoni o i cattivi che fanno la storia, ma la storia che li evoca.

Il saccheggio britannico dell’Iran ha generato un cattivo furbo, il primo Shah, e un cattivo imbecille, suo figlio. Ma al di là del carattere dei due, è stata la storia a fare sopratutto del secondo un massacratore su scala industriale.

E’ un meccanismo che ho imparato in Egitto.

Dove persone che in Italia, sarebbero state dei semplici politici di provincia, sono stati tiranni. Dove sotto il rais Hosni Mubarak dal faccione sorridente di pugile, innumerevoli migliaia di egiziani sparivano nel nulla, “andavano dietro il muro”, si diceva, e i boia impiccavano senza pausa quel poco che i torturatori lasciavano a loro. Poi la rivolta del 2011, un momento di pausa forse con i Fratelli Musulmani, e poi ricomincia, con il colpo di stato del 2013 – il massacro di oltre mille persone in una mattinata, nella piazza dedicata alla santa poeta sufi, Rābiʼa al-ʼAdawiyya, la schiava i cui genitori erano morti di fame:

In una mano porto la torcia,
nell’altra un secchio d’acqua:
con questa incendierò il Paradiso
e con quello spegnerò le fiamme dell’Inferno
perché i viandanti verso Dio possano strappare i veli
e vedere la vera meta.”

Della strage di quel giorno, in Italia, ce ne siamo accorti in pochissimi, perché non c’era nessuno interessato a parlarne: solo qualche anno dopo ci fu Giulio Regeni che potè condividere una disavventura subita ormai da centinaia di migliaia di egiziani, e abbiamo scoperto che in Egitto non ci sono solo piramidi.

Con questo non intendo incolpare nessuno: nel paese in cui, come mi dicevano tutti, non c’è futuro – maa fiish mustaqbal, o si governa così, o si finisce sotto uno che governa così.

L’Iran ovviamente è diverso dall’Egitto, a partire dalla religione. In Egitto, la sistematica soppressione della religiosità tradizionale da parte di sunniti educati in Arabia Saudita ha creato un immaginario completamente diverso da quello mistico-visionario-eretico dell’Iran. Non a caso l’Isis aveva come primo nemico lo sciismo, che – come mi raccontavano in Egitto – il giudeo Ibn Saba’ avrebbe inventato per insinuare l’idolatria nell’Islam, minando così l’essenza del monoteismo.

Un’antipatia spesso reciprocata: quando in Afghanistan, un gruppo di attiviste haraccolto le testimonianze di tante donne comuni che subivano le dure leggi misogine dei sunnitissimi Taliban, il primo paese dove hanno potuto pubblicarle è stato l’Iran.

L’Iran, da un sistema in cui i contadini vivevano in servitù e dove tutte le risorse petrolifere finivano in mani estere, è diventato uno stato relativamente forte, che ha potuto formare un vasto ceto borghese con fin troppi laureati attorno a una metropoli ecologicamente insostenibile e prossima al collasso. E dove un astuto barcamenarsi della classe dirigente tra le varie potenze, ha permesso di cavarsela, in buona parte.

Ma quello iraniano è pur sempre un regime che è lo stesso da mezzo secolo, e mi ricordo anni fa di un commerciante di Verona che da un giorno all’altro fece sparire dalla vetrina la propria foto con Andreotti, nei giorni in cui gente che magari una settimana prima avrebbero fatto di tutto per farsi vedere a fianco del potente, tiravano monetine a Craxi. Insomma, non mi sorprende affatto pensare che tanti in Iran siano stanchi della cricca che vince sempre tutti gli appalti ed esclude gli altri: il potere logora sempre.

E poi a differenza dell’Egitto, l’Iran è un paese multietnico, dove l’unico collante che tiene insieme tutto è la religione.

Non sono frustrate solo le tante minoranze etniche, ma anche una maggioranza cui non è permesso esprimersi come dominatori: “i persiani si sentono un po’ come i tedeschi o gli ungheresi, nell’impero austroungarico. Chi pensa che “il regime ci impedisce di essere padroni a casa nostra“, si esalta facilmente ascoltando il pretendente shah che invoca la soppressione militare dei kurdi. A cui si associa una diffusa ideologia “ariana” tra la borghesia illuminata, che parla della rinascita di un antico impero preislamico, soffocato dai predoni semiti incarnatisi oggi negli ayatollah.

Ma la vera differenza con l’Egitto, è che l’Egitto non ha nulla, e l’Iran ha il petrolio. Per cui una frustata in Iran interessa molto di più di mille in Egitto.

E lì passiamo alla parte veramente importante della storia.

(Continua…)

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470 risposte a Iran e dintorni (1)

  1. Peucezio scrive:

    “L’Iran ovviamente è diverso dall’Egitto, a partire dalla religione. In Egitto, la sistematica soppressione della religiosità tradizionale da parte di sunniti educati in Arabia Saudita ha creato un immaginario completamente diverso da quello mistico-visionario-eretico dell’Iran. ”

    Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?
    Come cavolo è che questo cancro saudita sta contagiando tutto il mondo sunnita col suo letteralismo distruttivo?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?”

      Calcola che quando sono stato in Egitto, era un po’ come l’Italia anni cinquanta senza boom.

      Cioè milioni di figli di contadini stipati in aule di 50 alunni alla volta, con il professore pronto a picchiarli, a studiare da matti roba scientifica per trovare lavoro.

      Chi passava la maturità (all’epoca) aveva garantito un posto statale, con uno stipendio infame ma sicuro.

      Poi c’erano quelli che erano emigrati in Arabia Saudita, che veniva vista un po’ come gli Stati Uniti di Guccini, il paese dove (1) gli egiziani che avevano studiato potevano fare fortuna in mezzo a gente che campava di rendita e (2) era nato e vissuto il Profeta, per cui sulle cose religiose, avevano ragione i sauditi. E tornando a casa, chi era stata in Arabia Saudita poteva sfoggiare l’aria di signore pure benedetto da Dio.

      E se volevi fare una moschea, potevi chiedere i soldi ai sauditi e quelli te li davano… a patto che insegnavi come volevano loro.

      • Miguel Martinez scrive:

        ““Ma come mai? Non avevano scuole in Egitto?”

        Comunque la religione tradizionale in Egitto, pre-saudita, era un’affascinante rete di culti di santi con le loro tombe, di rituali magici con affinità africane, di confraternite e ghilde e mestieri, contadine e artigianali. Facilmente liquidabile come politeismo eretico appena arriva il modernismo wahhabita…

      • Peucezio scrive:

        Già, il petrolio, ovvio…

      • Peucezio scrive:

        Ma perché mai ‘sta mania della scuola, mi chiedo?

        Lì forse c’entra la cultura islamica, con questa mania del libro.

      • Peucezio scrive:

        Il risultato che è che una cultura di cinquemila anni si è sentita inferiore a quattro beduini.

        • Francesco scrive:

          Il che è molto notevole, gli Egizi almeno all’inizio erano “superiori” ai Greci, che quanto a senso di superiorità non scherzavano mica.

          Non so quando hanno cambiato idea … Alessandro?

          Boh

          • Peucezio scrive:

            Ma no, sono cose recentissime, novecentesche.

            È il cancro della scuola, dell’alfabetizzazione di massa, che distrugge la cultura, sia quella alta, perché la banalizza e la popolarizza, sia quella popolare, perché la cancella.

            • PinoMamet scrive:

              Peucè, tu parli di “cultura”, ma la cultura non esiste nell’aria, la cultura sono le persone.

              Senza la scuola, i poveri restano in grande massa poveri, e i ricchi restano in grandissima maggioranza ricchi.

              Con la scuola, il figlio del povero ha la possibilità di trovare un posto di lavoro migliore.

              Si dimenticherà una parola in dialetto?
              Pazienza.

              • Francesco scrive:

                Dottò, mica basta la scuola però.

                Ci vuole che quel posto “migliore” esista, si chiama economia.

                Sennò al massimo abbiamo Di Maio.

              • PinoMamet scrive:

                Sì, ma ci vuole anche la scuola.

              • Francesco scrive:

                Sottoscrivo in pieno.

                O quasi … moltissimi dei miei imprenditori sono partiti pezze al culo e analfabetismo ma capaci di usare e poi progettare un tornio.

                A scuola ci sono andati figli e nipoti, quelli che le aziende le affondano!

                Sigh

              • PinoMamet scrive:

                Ammetterai però che nessuno vorrebbe vivere in un mondo in cui il figlio del povero può diventare ricco, ma solo occupandosi di aratro o di tornio, guai toccare Dante, Ungaretti o Dostoevskij…

              • Francesco scrive:

                Io no di certo! anzi, certi autori dovrebbero essere a disposizione anche dei poveri, non solo degli ex-poveri.

                Volevo solo rilevare che la cultura da sola non basta.

                Ciao!

  2. habsburgicus scrive:

    però non demonizziamo pure i sauditi, eh….
    fra MBS e i predecessori c’è un abisso, il Corano è finito in prescrizione :D…oggi in Saudia vi sono libertà inaudite solo 10 anni fa
    per chi riduce tutto alla condizione della donna :D, sappia che oggi a Riyadh, Dammam e Jeddah è pieno di “russe” [russe suddite di Putin, ucraine, bielorusse, russofone varie balto-russe incluse, centro-asiatiche di varie etnie] (naturalmente al 95 % escort)….chiaramente per chi misura dai centrimetri delle gonne, nelle hall degli alberghi e ai bar un minimo di ritegno lo devono mantenere e non le troverete scollate 😀 provvederanno poi a mostrare le loro grazie nel chiuso delle stanze 😀 😀
    però io trovo stucchevole giudicare i vari regimi dalla politica interna
    il regime saudita, anche oggi, pratica la tortura come sistema di governo ? mi dispiace, lo deploro…purtroppo là Beccaria non è arrivato… ma se non ti metti contro MBS nessuno ti torturerà
    il regime siriani di ash-Shara’a (ex al-Jolani) non è simpatico ? mi dispiace, ma diversi siriani sono contenti così
    al-Sisi fa torturare chi lo critica ? lo deploro fortemente (e in più a differenza di MBS mi è pure antipatico…perché ? perché sì !) e compiango la sorte del povero Morsi che non era un mostro, anzi era un “puro” e un “buono”..se fosse stato un mostro, oggi al potere ci sarebbe lui ! e invece ha fatto la fine che ha fatto PROPRIO perchè non lo era !
    per l’Iran, di cui ammiro la grande storia e cultura (di cui qualcosina, poco invero, conosco pure io), donne, veli, hijab aut similia non sono il problema
    la mia posizione è chiara
    io ritengo la caduta dei Pahlavi una catastrofe PER LORO
    tuttavia mi fanno ridere le accuse contro il regime islamico oggi in agonia
    la donne in Iran avevano molti diritti, specialmente se limitiamo il confronto agli Stati limitrofi…certo non giravano in topless 😀 ma il paragone andava fatto non con la Saint-Tropez di Brigitte Bardot ma con i regimi SUNNITI vicini…e l’Iran li batteva 10 a 1 in fato di diritti delle “figlie di Eva”, pur essendoci talora -dovuto al solito fesso zelante che non manca mai- qualche episodio deplorevole e subito iper-mediatizzato..ma al più l’1% di quanto diceva la stampa
    sono anche false le accuse di massacri di massa
    pure assurde sono le critiche al defunto Khamene’i
    era quindi l’Iran uno Stato modello ? NO
    ma adesso sarà peggio…..a meno che si restaurino i Pahlevi (che intendiamoci dovranno usare i terrore ma almeno per uno scopo che nobiliterebbe iol tutto, cioè l’iranizzazione e la dearabizzazione :D)
    quindi non amo il regime islamico in procinto di cadere, avrei preferito che non nascesse, ma non mi unisco al codardo oltraggio oggi che sta finendo in seguito all’aggresione non-provocata…..gli iraniani non stavano male, ho viaggiato per oltre 2000 km, qualcosina ho visto (quasi nessun posto di blocco, oltretutto..in Iraq ce ne sono tanti, pure in Algeria)…..ai nuovi governanti, che presto saliranno al potere, l’onere di provare che saranno migliori
    et ça suffit

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “però non demonizziamo pure i sauditi, eh….”

      Riflessioni interessanti, grazie!

    • Francesco scrive:

      Mio cugino era in Iran al tempo della rivoluzione (eh, a volte capitano anche cose così).

      Dalle foto dell’epoca che gli piace pubblicare, oso affermare che una classe borghese e occidentalizzata c’era già. E che le donne studiavano pure prima di Khomeini.

      Su cosa fosse lo Stato ai tempi dello Shah non so tantissimo. Però aveva i soldi per creare le forze armate di gran lunga meglio armate di tutto il Medio Oriente, roba che faceva parecchia impressione (almeno sulla carta). Diciamo che Saddam mai avrebbe osato attaccare l’Iran dello Shah.

      Sul non demonizzare i sauditi … per ora propendo per continuare a farlo, visto quello che fanno all’estero.

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Sai, le foto non dimostrano granché, le statistiche sì.

        • Francesco scrive:

          Non è mica vero, sai? le foto, se autentiche, mostrano ragazze vestite all’occidentale che fanno l’università.

          E questo fatto “non negoziabile” comporta tutta una serie di conseguenze, altrimenti non sarebbe stato possibile.

          Non ho scritto che l’Iran dello Shah fosse una succursale del Paradiso, ti faccio notare.

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Nei video della gente che piangeva Khamenei c’erano pure donne senza velo vestite all’occidentale. L’Iran è un casino e cercare di interpretarlo guardando alle minigonne non so se sia una grande idea.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per mt

              “Nei video della gente che piangeva Khamenei c’erano pure donne senza velo vestite all’occidentale”

              sì anche la Minoo Mirshahvaladi https://www.facebook.com/minoo.mirshahvalad.3 notava – prima dell’attacco israelousano – che la tv iraniana iniziava a intervistare donne senza velo.

              • Francesco scrive:

                mi permetto di dire che se questa è una cosa degna di nota, ho dei problemi ancora più grossi col regime islamista dell’Iran

                x MT: non dubito che ci siano molti iraniani che piangono Khamenei e pure qualcuno vestito all’occidentale.

                dopo tutto, alla morte di Stalin e di Mao il dolore fu oceanico. E su quello per la morte di Hitler è calata la censura.

                però è lo stesso necessario dare un giudizio su queste persone e questi regimi, credo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Credo sia ancora più necessario dare un giudizio sul fatto che si giustifichi qualsiasi porcata purché fatta dai soliti noti.

              • Francesco scrive:

                puoi passare dall’impersonale a qualcosa di più preciso?

                grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non è che se mascheri l’impersonale con una forma passiva (“è necessario”) poi puoi fare finta di niente.

                Comunque è un invito generale, a qualsiasi essere capace di pensiero critico. Non ce l’avevo con te.

              • Francesco scrive:

                facevo riferimento al tuo “si giustifichi” che non si capisce a chi si riferisca

                sei tu che metti sullo stesso piano i tuoi interlocutori e il TG1

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ripeto: non chiedo da parte tua questo genere di introspezione. Non ci conto.

    • Peucezio scrive:

      Habsb.,
      d’accordo, ma qui si parlava dell’Arabia Saudita di decenni fa.

      Comunque è veramente strano quello che sta accadendo colà, una sorta di inversione del vettore della storia.

  3. Moi scrive:

    https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2026/03/guerra-in-iran-sohyla-arjmand-preoccupata-per-chi-e-ancora-la-64d50328-9561-4ec2-8101-05bec024397d.html

    Guerra in Iran, Sohyla Arjmand: “Preoccupata per chi è ancora là”

    L’attivista, che vive a Bologna da 40 anni: “Se il regime crolla, sia il popolo a decidere chi viene dopo”

    ………

    La ho conosciuta di persona perché sono stato al suo ristorante … sorprendentemente hanno anche dei vini !

    Ebbene sì: continuano a esistere dall’ Età PreIslamica … e sono pure pregiati !

    • Moi scrive:

      Al suo “Pars” ci si deve prenotare almeno una settimana prima … è sempre frequentatissimo.

    • habsburgicus scrive:

      a Orumiyeh (Urmia) -in età islamica (settembre 2023)-l’uva era venduta liberamente, a costi irrisori (accettavano pure la carta prepagata iraniana, Mahcard…ambulanti che accettano la carta, cosa che qui è fantascienza 😀 :D)…ed era pure buona 😀 dall’uva al vino il passo è breve 😀 😀 😀

      • Moi scrive:

        Vorrei ma non POS … come da meme, anche in certi negozi stanziali ! 😉

        • Moi scrive:

          Anche il toponimo “Pārs”, mi pare abbia una “ā”, è PreIslamico …

          • habsburgicus scrive:

            Pārs sarebbe la Perside (o Persia strictissimo sensu) dove fiorì la civiltà antico-iranica al tempo degli Achemenidi (VII-VI secolo a.C come reucci; VI-IV secolo a.C come Grandi Re) e vi rinacque in odium Gracorum atque Parthorum sotto i Sasanidi (III-VII secolo d.C)
            ogi dicono Fārs in quanto l’arabo non ha la “p” e il neo-persiano è stato molto arabizzato..
            il neo-persiano, però, ha la £p” (in farsi ci sono 32 lettere, 4 in più dell’arabo, ovvero la “p”, la “ch”, la “g” e la “zh”) dunque in neo-persiano esiste sia Fārs che Pārs, per complicare le cose…ma l’origine è identica
            diciamo che Pārs era la forma pahlavi (la lingua, non lo Scià :D)
            Fārs è la forma arabizzata
            chi usa Pārs, in genere, deplora nell’intimo la “ri-arabizzazione”, associata alla “rivoluzione islamica” del 22 bahmān 1357 tanto che si è parlato di III semitizzazione dell’Iran ario (la 1° fu quella accadico-babilonese nel I millennio a.C ma anche prima, ancorchè prima del 1000/1200/1500 a.C non vi siano ancora gli Arii :D; la 2° fu quella araba del VII secolo d.C che sloggiò Zoroastro e lo sostituì con il Corano; la 3° sarebbe la “rivoluzione khomeinista”)

            • habsburgicus scrive:

              altri parlano di 3 semitizzazioni ma escludono Khomeini 😀 (al limite, sarebbe la quarta :D) e le mettono in relazione con le scritture
              1° semitizzazione, influenza babilonese, dunque cuneiforme (vecchio-persiano scritto in cuneiforme semplificato e alfabetico….i primi esempi certi* risalgono ai primi anni di Dario I verso il 518 a.C, non mi sono noti testi in vecchio-persiano posteriori ad Artaserse III Ochos, 358-338 a.C)
              2° semitizzazione, influenza aramaica (il partico era scritto in cartatteri aramaici, il pahlavi idem..moltissimi gli ideogrammi aramaici che i dotti amano indicare in maiuscolo..ad esempio vi sono iscrizioni pahlavi in cui compaiono parole semitiche “complete” coe MLK cioè Re, che va però letto Shāh e non Malik !
              3° semitizzazione, influenza araba (il neo-persiano iniziò a essere scritto in caratteri arabi a metà IX secolo d.C forse sotto i Saffaridi e la scrittura araba divenne di uso comune nel secolo successivo grazie a Ferdausi); il neo-persiano ha come ho detto, 4 lettere in più rispetto all’alfabeto arabo standard, il turco ottomano ne aveva una quinta (ng), l’urdu ne ha 8 in più, il pashto una quindicine e ancora più il sindhi che nell’India indù -quando è scritto, il che avviene abbastanza raramente- usa il devanagari aut similia ma in Pakistan (e nell’esilio) può usare le lettere arabe

              *iscrizioni anteriori, sotto Ciro, parrebbero dei falsi

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Habs

              “ogi dicono Fārs in quanto l’arabo non ha la “p” e il neo-persiano è stato molto arabizzato..”

              Mi sembra di ricordare che gli iracheni la “p” riescono a pronunciarla e ce l’abbiano nel loro dialetto di arabo, non a caso.

              Il neopersiano non mi sembra “arabizzato”: ha subito una fortissima invasione di parole arabe, un po’ come l’inglese ha subito un influsso di parole francesi/latine, ma la grammatica di base non è per nulla arabizzata. Forse, però, proprio come l’inglese, ha subito una radicale semplificazione, magari per gli stessi motivi.

              • PinoMamet scrive:

                Anche un tizio che lavorò con me neR cinema, quindi secoli fa, iraniano, mi diceva che chi chiamava la lingua parsi “teneva per lo shah”, chi usava farsi invece stava dalla parte degli ayatollah.

                Naturalmente sarà stata una semplificazione ad usum babbanorum, ma però…

                Mi pare che la “a” di farsi/parsi la faceva abbastanza “scura”, tendente alla o.

  4. pino scrive:

    Ho visto una foto di Zahra Mohammadi Golpayegani, nipotina di 14 mesi del leader iraniano Ali Khamenei, morta con lui nei bombardamenti. Una bella bimba, bianca , con dei capelli castano chiari e gli occhi tendenti all’azzurro. Mi sono allora ricordato di una cosa:gli iraniani sono di razza ariana, come noi. Diciamolo sottovoce però, altrimenti i semiti si incazzano.
    A Firenze governa un’altra nipotina, di un sindaco di altri tempi, un alluvionato. La nostra non è ariana, però è stata votata, i bombardati invece sono i fiorentini.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino

      “Una bella bimba, bianca , con dei capelli castano chiari e gli occhi tendenti all’azzurro. Mi sono allora ricordato di una cosa:gli iraniani sono di razza ariana, come noi. Diciamolo sottovoce però, altrimenti i semiti si incazzano.”

      Tenera. Come la mia amica israeliana (e per nulla sionista) dagli occhi azzurri. O l’altra amica americana molto attiva nella comunità ebraica locale (con cui evito di parlare di politica internazionale) dagli occhi azzurri e dai capelli biondi.

    • PinoMamet scrive:

      Il Pino qui sopra NON sono io.

      Io mi firmo sempre PinoMamet

      • PinoMamet scrive:

        PS conosco iraniani dai lineamenti “italiani ” e altri quasi dravidici…
        Ebrei italiani biondissimi (molti hanno gli occhi azzurri) e italiani non ebrei che sembrano mulatti (settentrionali, pure; a un mio studente ho chiesto per curiosità se avesse un genitore nero! In realtà non lo ha. Ma ne conosco anche altri)

        Insomma, lasciamo le “razze” e relative fantasie fuori dalla questione.

      • Moi scrive:

        Ah, ecco: an al m’ cunvinz’èva mé’a ! 😊

  5. Puffo giardiniere scrive:

    https://ilfattoalimentare.it/influenza-aviaria-bomba-a-orologeria-allevamenti-italiani.html

    Kelebekiani! L’influenza aviaria si diffonde che è un piacere, non solo tra i polli!

    Iran: doveva essere un cambio di regime rapido e indolore, da weekend con trionfo il lunedì, e invece è diventato un incubo.
    Meglio così. Senza petrolio e gas faremo come i cubani. E che problema c’è?
    Ah, i sionisti che sganciano la bomba?
    Appunto. E dopo niente petrolio e gas per sempre.

    • Francesco scrive:

      >>> Iran: doveva essere un cambio di regime rapido e indolore, da weekend con trionfo il lunedì

      E questo chi te lo ha detto? Gargamella?

      • Puffo giardiniere scrive:

        Week end rapido e indolore

        Lo dico io. Sarebbe stata l’unica possibilità di dare un senso a un attacco così autolesionistico.
        Comunque, nel dubbio, aspettiamo la prossima settimana e poi verificheremo concretamente come saremo messi.

        • Francesco scrive:

          Premesso che sono molto dubbioso sulla capacità di questa guerra di ottenere il crollo del regime iraniano, o anche solo di azzerare i programmi missilistici e di armi atomiche, non credo che qualcuno sperasse in una vittoria da fine settimana.

          Sono abbastanza pessimista per la prossima settimana.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            E quanto tempo e quanti morti ci vorranno perché tu smetta di applaudire?

            • Francesco scrive:

              che tu sia scemo lo penso da tempo.

              però alle allucinazioni uditive non avevo ancora pensato.

              in base a cosa pensi che io stia applaudendo? il fine potrebbe essere ottimo, datosi la natura della repubblica islamica, i mezzi sono estremamente dubbi quanto a efficacia e a costo umano.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Qualcuno pensasse

            Operazione Venezuela, no?
            Francesco, concentrati.
            Dategli un buon caffè.
            Magari di marca Cubana.

            • Francesco scrive:

              a suo dire, lassù a Washington nessuno conosce la differenza tra Caracas e Teheran?

              su, facci il bravo, Filini

              • Puffo giardiniere scrive:

                Lassù evidentemente dovevano sapere che se non si fosse risolto tutto rapidamente sarebbe diventato un incubo.
                Ma non l’hanno saputo.
                Quello che doveva essere uno dei tanti cambi di regime è diventata una guerra regionale.
                Bravi. Veramente. Dei geni.
                E comunque come prima cosa hanno cercato il colpaccio decapitando i vertici del regime e pare, subito dopo, proponendo, sottobanco una specie di resa con mediazione italiana. (Nessuna prova di questo).
                In Iran i successori dei capi uccisi vengono designati in anticipo a quattro al colpo.

              • habsburgicus scrive:

                decapitando i vertici del regime e pare, subito dopo, proponendo, sottobanco una specie di resa con mediazione italiana

                modello Delcy
                però gli iraniani non sono venezuelani

              • Francesco scrive:

                Faccio notare che il caso del Venezuela è più unico che raro. E che è uscita la notizia che la Delcy se la sono comprata con largo anticipo.

                Non che voglia dare dell’intelligente a Trump, sia chiaro.

  6. Moi scrive:

    V’è una nuova categoria Social Made in Italy di Goditori di Altrui Sventure :

    quelli che godono dei bombardamenti a Dubai dopo essersi sentiti dare dei pezzenti, falliti, perdentu dai fuffaguru delle crypto … che però ribattono meglio missili e droni che maranza, ladri e tasse.

    Poi c’è il meme dei voli pieni di escort.

    • Moi scrive:

      @ HABS

      Pensa a una ONG che salva solo escort

      😀😃😄

    • Puffo giardiniere scrive:

      V’è una nuova categoria Social Made in Italy di Goditori di Altrui Sventure

      Forse è un prevedibile effetto collaterale di quel fenomeno poco conosciuto che alcuni definiscono diseguaglianza sociale.
      https://www.wallstreetitalia.com/ricchezza-in-italia-sempre-piu-concentrata-il-10-possiede-il-60-del-patrimonio-nazionale/
      Ho il sospetto che anche i maranza vengano su da quel substrato.
      Anche le escort, probabilmente.

      • Moi scrive:

        Pare che siano saltati fuori dei “Patacca” Italici che vivevano in tendopoli , andavano in ghingheri alle falde del Burj Khalifa vicino la Pagani Zonda di qualche Sceiccone spacciandola per proprio (magari noleggiano una escort da spacciare per fidanzata collega delle Crypto) … e farsi finanziare dai Followers per gli Investimenti.

        • Moi scrive:

          Ma come dicono i Veri Duri:

          “Questo è il Fàcchingh Mìddol Ist, Béibi : un missile sulla testa val bene sapere che se ti derubano in casa gli amputano le zampe e NON pagare il 60% di Tasse a uno Stato Vampiro che in cambio non ti dà un cazzo !”

          [sic]

        • habsburgicus scrive:

          magari noleggiano una escort da spacciare per fidanzata

          è proprio così, Moi…in poche righe, con la tua consueta abilità, hai descritto alla perfezione il mondo di Dubai 😀 😀 😀
          solo che devono averne di followers perchè il noleggio non sarebbe a buon prezzo 😀 (le russe più care, le europee -eh sì, ci sono: anche italiane- leggermente meno, marocchine più popolari ma ancora expensive, asiatiche meno, le africane in fondo ma non necessariamente le più brutte 😀 alla faccia del politically correct, là pure fra le escort c’è una gradazione che -ovvove- dipende dall’etnia 😀 😀 :D)
          Dubai era uno dei pochi posti ove era fattibile “conoscere” un’iraniana, come Isacco conobbe Rebecca…c’erano almeno due locali pieni di ragazze iraniane, uno era il Coochini a Deira e l’altro un club che mi pare si chiamasse Tehran by night presso l’hotel St. George al 10° piano….entrambi i luoghi anche solo per bersi una birra (a prezzo maggiorato….inclusa un birrra iraniana prodotta clandestinamente e assolutamente non bevibile in Iran pena una trentina di frustate :D), il di più solo per chi interessasse, non era obbligatorio, ci mancherebbe 😀

  7. habsburgicus scrive:

    tornando a questioni “alte”
    qualcuno ha ascoltato il messaggio agli iraniani di Reza (II) ? c’è sul suo instagram ufficiale
    Reza (II), che parla in persiano, menziona tutte le minoranze nazionali (pure i Lori, obliatissimi) e le grandi confederazioni tribali (che fecero il bello e il cattivo tempo PRIMA dei Pahlevi, sotto i Qajar) , denuncia l’oppressione durata 47 anni e le invita a ribellarsi promettendo mari e monti…….l’importanza sta nel fatto che il pretendente parrebbe aver scelto di appoggiarsi sui non-persiani (si certo, dichiara di vegliare affinchè vicini rapaci non intacchino il suolo iraniano ma dal momento che le aree coveted dai “vicini rapaci” sono appunto quelle abitate dalle minoranze ciò può inserirsi nella captatio benevolentiae verso le suddette minoranze)…..potrebbe essere una decisione importante, naturalmente presa a Tel Aviv (gli americani sono fessi e ignoranti, manco sanno chi sono i Lori :D)
    potrebbe anche essere un indizio che hanno capito che i persiani veri restano fedeli al regime islamico (come i russi restarono fedeli a Stalin, nel 1941)
    ascoltatelo..e poi, se vorrete, dite le vostre opinioni

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      I persiani non sono insorti e, se pure ieri sera Iran International (la fonte della cazzata dei 30 mila morti) mostrava immagini di folle che si radunavano presentate come “iraniani che accorrono in piazza raccogliendo la chiamata di Pahlavi” (un’ora dopo c’erano le foto dello stesso viale dove si teneva una manifestazione filogovernativa….), adesso avranno deciso di puntare tutto sulla disintegrazione del paese: qualcuno gli “stivali sul terreno” ce li deve mettere.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius tarvisii

        “ce li deve mettere”

        Dà un po’ l’idea di raccogliticcio, no?

        Se queste masse potenzialmente ribelli esistessero si sarebbero gia’ dovute mobilitare al momento di massimo disorientamento del governo, per non perdere il momento favorevole.

        Un appello fatto adesso che Teheran contrattacca dà l’idea che chi lo lancia non sappia più che pesci pigliare.

        Sbaglio?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non escludo enormi errori di valutazione questa volta: la volta scorsa c’erano gruppi armati che attaccavano le installazioni iraniane via terra, questa volta non ci sono; la volta scorsa i tassi di intercettazione erano arrivati ai livelli attuali solo verso la fine del conflitto, mentre adesso è dal primo giorno che missili isolati arrivano a bersaglio mentre i Patriot si vedono sparare a salve; la volta scorsa l’aeronautica israeliana entrava costantemente in territorio iraniano, mentre questa volta pare che sorvoli solo quello iracheno (tipo quello che fanno i russi quando colpiscono l’Ucraina, per capirci). La popolazione che non si solleva e la Sua Aspirante Maestà che nel giro di due giorni passa dal garantire l’unità nazionale a corteggiare le forze centrifughe sembra un ulteriore tassello.

          Però è prestissimo per avere certezze, credo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Tradotto in automatico dal Libro dei Ceffi, dal profilo ufficiale della Sua Aspirante Maestà

      Cari connazionali nelle province del Khuzestan, Ilam, Kermanshah, Kurdistan e Azerbaigian occidentale.
      Azeri, curdi e coraggiosi e patriottici giocatori dell’Iran.
      جامعه شریف یارسان،
      Ilat e Tawaif Jaf, Kalhor, Sinjabi e Bakhtiari.
      Sin dal primo giorno di istituzione della Repubblica Islamica, siete stati oggetto di rabbia, molestie e molestie nei confronti di questo regime criminale e autoritario. Senza essere disposto ad arrendersi. Negli ultimi 47 anni, specialmente nella Rivoluzione Nazionale di Shirokurshid, hai dedicato decine di nomi eterni alla via della libertà e del recupero del nostro Paese.
      Vi assicuro che farò tutto il mio sforzo affinché, nel futuro della libertà dell’Iran, voi non siate più discriminati da un’establishment governativo basata sulla separazione della religione dal governo, basata sullo stato di diritto e sulla pari cittadinanza. Come ogni altro iraniano, puoi vivere liberamente e preservando la tua identità e beneficiare equamente dei doni dell’Iran libero.
      Fai parte dell’Iran storico e culturale che ha sempre protetto l’integrità del paese e l’onore e la gloria della nazione. Sono sicuro che rimarrai sempre su questo patto.
      Siamo sull’orlo del collasso di questo regime. Ma dobbiamo essere vigili e pronti e non permettere alle forze opportuniste che sono sempre state avide del suolo iraniano di abusare della situazione. Credo che con determinazione e unità nazionale, un domani luminoso attenda te e ogni altro iraniano.
      Viva l’Iran.
      Reza Pahlavi.
      Miei cari compatrioti nelle province del Khuzestan, Ilam, Kermanshah, Kordestan e Azerbaigian occidentale;
      Azeri coraggiosi e patriottici, curdi e Lors dell’Iran;
      L’onorevole comunità Yarsan;
      E le orgogliose tribù di Jaff, Kalhor, Sanjabi e Bakhtiari,
      Fin dai primissimi giorni di governo della Repubblica Islamica, avete sopportato repressione, discriminazione e ingiustizia per mano di questo regime autoritario e criminale, eppure non vi siete mai arresi. In questi 47 anni, e specialmente durante la Rivoluzione Nazionale del Leone e del Sole, hai dato decine dei tuoi migliori figli e figlie, ricordati per sempre, nella causa della libertà e della bonifica del nostro Paese.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “qualcuno ha ascoltato il messaggio agli iraniani di Reza (II) ? c’è sul suo instagram ufficiale”

      devo dire che i tuoi sono tra i commenti più interessanti in questi giorni, grazie!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ed infatti eccoli qua

      https://edition.cnn.com/2026/03/03/politics/cia-arming-kurds-iran

      Ovviamente della volontà dei curdi iracheni se ne fottono (“[It’s] very dangerous, but what can we do? We cannot stand against America,” said the senior Kurdistan Regional Government official. “We are very frightened.”) e i curdi siriani non pervenuti, perché sono stati già consegnati per il macello ai jihadisti ripuliti.

  8. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Spero solo che sempre più gente da noi apra gli occhi.

    Se no so come finiremo.

    GENIALE

    Editoriale di Marco Travaglio – 3 Marzo 2026

    I NEMICI DEGLI ALTRI

    Nessuno può ovviamente sapere né quanto durerà né come finirà la guerra avviata da Trump a rimorchio di Netanyahu contro l’Iran che ha fatto esplodere l’intero Medio Oriente. L’unica certezza è chi sarà la vittima principale, oltre alla popolazione civile “liberata” a suon di bombe e stragi: l’Europa. Ancora una volta pagheremo carissima una guerra che non ci appartiene contro un nemico che non è il nostro. Noi europei centro-occidentali non abbiamo nemici, ma ce li facciamo regolarmente imporre dai presunti “amici”: gli Usa e ora persino Israele. Con l’Iran, così come con Russia e Cina, avremmo tutto l’interesse ad avere rapporti decenti, ma non possiamo perché gli “amici” ci costringono a combattere o a subire le loro guerre. Dovremmo deciderci – lo scrive Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa – a “liberarci dei liberatori”, ma per farlo ci servirebbe una classe dirigente degna di questo nome al posto degli invertebrati che ci sgovernano, incapaci di fare i nostri interessi, opposti ormai da decenni da quelli di Washington. Nel 1999 Clinton ci trascinò in guerra con la Serbia di Milosevic, destabilizzando i Balcani a spese nostre e della Russia e a vantaggio degli Usa. Nel 2001-’03 Bush jr. ci trascinò in guerra con l’Afghanistan e l’Iraq, con ondate di profughi e di terrorismo e rincari petroliferi che danneggiarono l’Europa. Nel 2010-’11 Obama fomentò le primavere arabe incendiando il Nord Africa e il Medio Oriente dalla Libia, all’Iraq alla Siria, compromettendo la nostra sicurezza energetica e quella politica con altre vagonate di migranti. Il golpe di grazia arrivò nel 2024, con il regime change in Ucraina (non un filoputiniano, ma la vicesegretaria di Stato Victoria Nuland dichiarò al Congresso che gli Usa avevano “investito 5 miliardi” nella “rivolta” di Maidan al grido di “Europa vaffanculo!”), la guerra civile, l’invasione russa, la distruzione dei gasdotti Nord Stream a opera del trio Kiev-Varsavia-Cia, le auto-sanzioni a Mosca, i soldi buttati in una guerra persa in partenza: cioè il definitivo suicidio dell’Europa.

    Sempre lo stesso copione: gli Usa ci impongono le loro guerre, noi paghiamo il conto e raccogliamo i cocci. Ora le bombe sull’Iran, con la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz e il gran ritorno dei pirati Houthi contro le nostre navi, rimandano alle stelle il greggio e indovinate chi ci rimette? Noi. E chi ci guadagna? Gli Usa, che aumenteranno vieppiù le esportazioni del loro gas e del loro petrolio, costosissimi e inquinantissimi per la tecnica del fracking, ma ora persino convenienti col boom del greggio e la rinuncia suicida dell’Europa a rifornirsi in Russia a un quinto del prezzo. Poi, come sempre, arriveranno i profughi e i terroristi. Furbi, noi.

    Il Fatto Quotidiano
    © 2009 – 2026 SEIF S.p.A. – C.F. e P.IVA 10460121006

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      In effetti potresti chiedere i danni a Travaglio: per i deboli come te è una droga e di quelle più nocive.

      Mi verrebbe voglia di credere nel karma, ogni volta che MT apre bocca.

  9. habsburgicus scrive:

    – Da Al Jazeera [dichiarazioni di Alireza ‘Arafi, uno dei possibili successori di Khamene’i come rahbar-e mo ‘azem e attuale rahbar ad interim]
    “Il tempo dei negoziati è finito.
    Gli Stati Uniti hanno scelto di oltrepassare la linea rossa, la linea del danno irreparabile.
    Lanciando questa guerra, hanno firmato la loro condanna a morte: non sanno quando o come cadrà la scure, ma noi teniamo le redini.
    Brandiscono lo spettro nucleare come uno spaventapasseri, accecati dalla loro arroganza.
    Non hanno idea della reale portata del nostro potere o di ciò che siamo pronti a scatenare.
    Quanto a Israele, il suo destino è segnato.
    Ogni attacco, ogni crimine, ogni sofferenza che hanno inflitto tornerà a perseguitarli.
    Rimarranno nel nostro mirino, esposti, vulnerabili, braccati
    Camminiamo all’ombra della Guida, e ogni passo è un fulmine a ciel sereno”

    l’importante è crederci 😀 deve solo sperare che N. non veda ‘ste dichiarazioni in quanto, se le vede e gli parte l’embolo, vi è il serio rischio che lo faccia ammazzare prima di venerdì 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      per Habs

      “l’importante è crederci 😀”

      In effetti la retorica iraniana fa una certa tenerezza.

      • Francesco scrive:

        Approfitto di te: cosa è questa cosa delle redini della scure?

        La tenerezza mi è passata vedendo i manifestanti massacrati in massa, da anni. Non è che eventuali esagerazioni della propaganda cancellino i fatti.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “manifestanti massacrati in massa”

          Sento tanto puzza di Bucha.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            tu la sentiresti a Katyn e ad Auschwitz, purtroppo

            guarda un pirla come me: non nego nè Gorla nè la strage di bambine l’altro giorno in Iran.

            se posso farlo io, di stare ai fatti …

        • PinoMamet scrive:

          Io a Bucha non conosco nessuno, ma tutti gli iraniani che seguo, e quelli che conosco, mi confermano che i massacri ci sono stati.

          Poi i numeri chi lo sa… voi mi insegnate che Israele massacra 50.000 persone, il numero lo dà Hamas (e viene presuntamente confermato da una fonte dell’esercito israeliano… che non si trova) ed è quindi indubitabile;

          Israele si sa, è cattivo;

          invece Khamenei era tanto buono! E l’Iran tanto democratico!
          (Cose lette su questo blog)
          quindi è impossibile pensare che abbia massacrato i manifestanti…

          Davvero, a volte qua sembra il teatro dell’assurdo.

          • Francesco scrive:

            Credo di essermi vaccinato da certi sistemi leggendo dei negazionisti “furbetti”

            Quelli che i nazisti non possono aver sterminato 6 milioni di ebrei, non c’erano abbastanza forni. quindi? se erano 5 milioni va bene?

            no, loro a quel punto decidono che siccome 6 milioni sarebbero troppi allora non è successo niente.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “niente”

              Tu manco sai chi era Witold Pilecki, probabilmente.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Witold_Pilecki

              Se no non paragoneresti le notizie sulla Shoah alla propaganda di oggi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Dubito tu non possa capire una considerazione metodologica.

                E’ che sei proprio fuori di testa.

                PS e dopo avere appena negato i massacri ai danni dei manifestanti iraniani in base a quello che la propaganda russa dice sulla guerra in Ucraina! non so se riesci a fare un passo indietro e considerare cosa diavolo stai scrivendo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “fuori”

                Più ti leggo e più mi convinco che aveva ragione la mia prozia che mi diceva sempre che quando si chiude una porta si apre un portone.

                L’unico ma insperato effetto positivo dell’aggressione sionista è l’indebolimento dei ‘lettori di Kant’ – il che, dato che ricevono il sostegno di quelli come te, è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza.

                https://www.agi.it/estero/news/2026-03-03/iran-guerra-zelensky-35907282/

                Che se poi sia i banderisti sia i sionisti dovessero fallire allora – benché Genovese – dovrei seriamente pensare all’acquisto di un Ferrari da stappare per festeggiare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                la vittoria dei fascisti russi e dei clerico-fascisti persiani e il compagno Andrea stappa e festeggia!

                credo che Guareschi stia ridendo della grossa, dall’aldilà

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Guareschi”

                Le vie dell’eterogenesi dei fini sono infinite… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. “fascisti russi e clerico-fascisti persiani”? Davvero fantasioso, complimenti.

              • Francesco scrive:

                No, questo non posso accettarlo.

                Anche nell’accezione più rigorosa e ristretta dei termini, sono definizioni perfette!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “clerico-fascisti persiani”

                Francesco, capisco che possa esserci confusione, ma quando Larijani dice di leggere Kant è perché ci ha fatto il dottorato, non per ammiccare a quegli altri che piacciono a te.

              • Francesco scrive:

                MT

                ma un commento non dico intelligente, almeno pertinente?

                provaci!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cosa non ti piace del commento? I lettori di Kant ucraini? Perché una volta ti piacevano.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “assurdo”

            Assurdo io credo sia credere aprioristicamente fonti della cui affidabilità non si ha idea.

            Se l’IDF mi dice di avere ammazzato settantamila persone io la considero affidabile, almeno come stima al ribasso.

            Se Amnesty International conferma tanto meglio. (Che poi, basta andare su ChatGPT a chiedere quante vittime ci sono state a Gaza e trovi stime fra i centocinquantamila e i trecentomila. Tutti terroristi, immagino).

            Ma chi è che prima ha parlato di duecento vittime delle repressioni in Iran, poi di duemila, poi di trentamila?

            Qualche associazione di nostalgici dello Scia’ a Londra? C’è uno straccio di conferma? O è come la storia delle incubatrici di Saddam?

            Senza contare il ruolo del Mossad nel sobillare le “spontanee” rivolte, riferito anche da fonti non certo sospettabili di antisemitismo

            https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/lombra-mossad-dietro-proteste-iran-2594088.html

            Poi, quanto a Bucha, rinnovo la domanda che già feci in passato su questo blog senza ricevere risposta: dopo tutto il battage propagandistico dei.primi giorni, qualcuno ne ha mai più sentito parlare? Una testimonianza, una prova…anche solo una lapide? Ci ricordiamo di Marzabotto dopo quasi un secolo, e Bucha è sparita nel nulla?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il problema non è la fonte, ma la metodologia. Da dove viene il numero? Quello iraniano ufficiale (circa 3000) è una lista nominativa, quello di Gaza ufficiale idem. I 30-40-50-90 (sì, pure 90 ho trovato) mila iraniani da dove saltano fuori?

            • Francesco scrive:

              La metodologia si può falsificare, soprattutto nel breve periodo e controllando tutto il resto.

              Le fonti, invece, tendono a essere molto più stabili, nella loro credibilità o mancanza di credibilità.

              Per fare un esempio, se fosse vera la storia che le forze armate israeliane parlano di 70.000 morti, allora come limite inferiore è credibile.

              Se lo dice Hamas o il FQ, deve gelare l’inferno prima che io consideri la cosa.

              Semplice.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se tu tiri fuori un numero devi spiegarmi come lo hai ricavato, altrimenti sei un cazzaro che dà semplicemente i numeri.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “deve gelare l’inferno”

                Allora sbrigati.

                ‘Noi passammo oltre, là ’ve la gelata
                ruvidamente un’altra gente fascia,
                non volta in giù, ma tutta riversata.

                Lo pianto stesso lì pianger non lascia,
                e ’l duol che truova in su li occhi rintoppo,
                si volge in entro a far crescer l’ambascia;

                ché le lagrime prime fanno groppo,
                e sì come visiere di cristallo,
                rïempion sotto ’l ciglio tutto il coppo.

                E avvegna che, sì come d’un callo,
                per la freddura ciascun sentimento
                cessato avesse del mio viso stallo,

                già mi parea sentire alquanto vento’

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                x MT

                oppure ci sono leggeri problemi a contare i cadaveri.

                però ammetto di essere di bocca buona: migliaia di civili uccisi per mantenere al potere i Pasdaran e gli Ayatollah a me bastano, non ne ho bisogno a decine di migliaia.

                PS Andrea, ottima citazione! mi inchino

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “oppure ci sono leggeri problemi a contare i cadaveri”

                Ok, quindi i numeri a cui credi non provengono dalla conta dei corpi? E allora da dove provengono?

              • Francesco scrive:

                Giusto per farti capire quanto tu sia coglione: i numeri degli schiavi neri portati in America non vengono da conteggi precisi alle frontiere e quelli dei morti nei lager nazisti non si basano sui corpi trovati.

                E’ del tutto ragionevole considerare il dato dei cadaveri contati come il limite inferiore del numero delle vittime effettive.

                E’ del tutto idiota fidarsi delle autorità iraniane nel momento in cui hanno interesse a minimizzare il dato.

                Già se tu mi dicessi che usano quel dato per vantarsi delle loro capacità di sconfiggere i ribelli potrei cambiare idea.

                Ma perchè perdo tempo con te?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Per i lager vedi quanti ebrei c’erano in un paese prima e poi vedi quanti ce ne erano dopo: troverai una stima approssimativa, ma la sottrazione funziona.

                Per i numeri della tratta dei neri non so che metodologia si usi, perché non ho mai approfondito.

                Per la repressione iraniana so che non viene citata nessuna metodologia. Per cui da dove saltano fuori i numeri su cui tu riponi cieca fiducia?

              • Francesco scrive:

                dove vedi che pongo “cieca fiducia” nei numeri che l’opposizione iraniana in esilio fornisce?

                mi pare di aver scritto cose molto diverse

  10. habsburgicus scrive:

    oppure
    opzione Delcy ?

    [in.]
    Il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato a Politico che “non è ancora troppo tardi per pensare di collaborare con la nuova leadership del governo iraniano.

    Parlando della leadership iraniana, il leader americano ha affermato che “stanno emergendo nuovi candidati. Molte persone vogliono ottenere questa posizione. Alcuni di loro sarebbero candidati molto buoni”.
    [fn.]

    nella realtà, non ne sappiamo nulla…penso non sappia nulla pure Trump 😀
    e quindi staremo a vedere

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “opzione Delcy?”

      Sicuramente in questo modo verrebbe presentata. E potranno dire di aver sostituito il capo di un regime che era disposto a negoziare con gli americani con un nuovo capo del regime, questa volta disposto a negoziare con gli americani.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “penso non sappia nulla pure Trump”

      In effetti, se non fosse per Trump starei molto meno tranquillo per le sorti dell’Iran (e del mondo).

      Ma finché c’è lui o uno come lui – e conoscendo gli USA è molto probabile – persino a Caracas hanno la possibilità di dire “adda’ passa’ a’ nuttata”.

      L’unica frase del discorso del rahbar che mi sento di condividere senza riserve nonostante l’indubbia retorica sanguinolenta è ‘accecati dalla loro arroganza’.

      L’arroganza ha perso Alcibiade e ha perso Napoleone, leader ai quali quelli USA non sono degni di sciogliere i calzàri.

      Fossi credente ripeterei l’antico motto: quos Deus perdere vult dementat.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  11. habsburgicus scrive:

    (a chi interessasse)
    Khamene’i sarà sepolto a Mashhad nel nord-est—-lui era azero d’origine ma provenendo da una famiglia di mullah non è strano sia nato a Mashhad, dove c’è la tomba dell’VIII Iman sciita, ‘Ali Reza fatto uccidere nell’817 d.C dal Califfo al-Ma’mun (813-833 d.C)….
    Mashhad è nota come Mashhad-e Moqaddas (Mashhad la Santa) ed è seconda per gli sciiti solo a Najaf (in Iraq) dove c’è tomba di ‘Ali (“martirizzato” dal Califfo Mu’awiya nel genanio 661 d.C) e a Kerbela (sempre in Iraq) dove c’è la tomba di Hussein ibn ‘Ali (e figlio di Fatima la figlia del Profeta dunque avente il Sangue del Profeta), “martirizzato” dal Califfo Yazid I (680-683 d.C) il 10 muharram 61 A.H che equivaleva al 10 ottobre 680 d.C e dalla cui commemorazine trae origine l’Ashura, la più sciita delle ricorrenze..e aznche la più “cattolica”.. prima del Concilio, molti vi avrebbero trovato un’impressionante somiglianze con le Passioni specialmente al Sud
    Qom è importante oggi come centro di mullah (Mullah City :D), comunque conta molto meno di Mashhad, Najaf e Kerbela
    tutto lo sciismo è intriso di “martirio” (shehid=”martire”), tutti i loro eroi sono finiti male, fin dai primordi !
    insomma se siete “vincenti” non fatevi sciiti 😀 😀
    forse lo sciismo [duodecimano] è l’antitesi assoluta, completa, radicale, antropologica, dell’americanismo !

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Già Macron ha detto che vuole più bombe atomiche per farsi rispettare (evidentemente ha capito che gli ridono dietro), ma come pensano di fare col trattato di non proliferazione? Ne fanno carta igienica come di tutto il resto?

      • habsburgicus scrive:

        sarebbe anche ora

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sai che a noi non la fanno avere, vero?

          • habsburgicus scrive:

            Sai che a noi non la fanno avere, vero?

            certo !
            appunto per questo
            l’obiettivo è superare il 1945..con prudenza
            con un mentecatto come Trump ci si potrebbe anche riuscire 😀

        • habsburgicus scrive:

          senza scherzi…
          il trattato di non proliferazione come il diritto di veto sono quanto di più antidemocratico ci sia..mette 5 paesi (in realtà per l’atomica 6) sopra gli altri..e perché ? e chi l’ha detto ? perchè avrebbero vinto una guerricciola che viene chiamata”seconda guerra mondiale” ?..ma mi faccia il piacere, direbbe il grande Totò !
          in più discrimina pesantemente la Germania ma anche l’Italia in quanto sconfitte -in modo diverso- in quel conflitto mondiale (vabbè la Germania pure nell’altro :D)
          eliminare il 1945..e tornare al 1914 😀 anzi al 1815

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Habsburgicus

      “notizia”

      È un pezzo che se ne parla.

      Per adesso non hanno neanche una centrale. E sotto i controlli IAEA farsi la Bomba la vedo dura.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Habsb.,
      “h, ogni tanto c’è pure qualche bella notizia 😀”

      A me pare pessima.

      Che poi è tutta roba che fanno esclusivamente per andare in quel posto alla Russia.
      Che, indipendentemente dalle loro intenzioni e motivazioni (anche comprensibili), oggettivamente significa fare l’interesse statunitense.

      • Francesco scrive:

        Che però, caro Peucezio, non è la garanzia al 100% del Male Assoluto, checchè tu ne pensi.

        A volte potrebbe darsi che gli interessi USA siano dalla stessa parte degli interessi di qualcun altro.

        A te trovare gli esempi.

        • Peucezio scrive:

          Certo, può benissimo accadere, in rare circostanze.

          Ma non è certo questo il caso.

          • Francesco scrive:

            Che la capacità della Polonia di resistere alla Russia sia per fortuna nell’interesse degli USA?

            Non vedo un caso migliore.

            • Peucezio scrive:

              Non lo so, so che tutto ciò che va contro l’interesse russo va contro l’interesse dei paesi europei.

              Fosse pure per il banale motivo che la Russia è la maggiore potenza europea, quindi se la danneggi danneggi l’Europa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Fosse pure per il banale motivo che la Russia è la maggiore potenza europea, quindi se la danneggi danneggi l’Europa.”

                OAAP

                Oppure, più semplicemente, perché noi e la Russia siamo complementari: Mosca ci è fornitore, non concorrente.

                I banderisti fra noi sono un cuneo alimentato da USA e UK, che sperabilmente salterà via al più presto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Oppure, più semplicemente, perché noi e la Russia siamo complementari: Mosca ci è fornitore, non concorrente.”

                Esattamente.
                Noi la manifattura, lui l’energia.

              • Francesco scrive:

                Allora ditelo, che siete davvero per il “piano Gorbaciov”: Russia nella NATO con delega alla protezione di tutta l’Europa!

                PS era una battuta degli anni 80.

                PPS certo che la Russia è in Europa. ma noi non siamo razzisti, mica pensiamo che “europeo=buono” a prescindere.

                PPPS i concorrenti in economia dell’Europa occidentale sono i cinesi e gli asiatici orientali in generale. gli USA sono clienti! studiate!!!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Piano Gorbaciov”

                Ma perché, non era ovvio?

                E’ l’unico modo per restare relativamente indipendenti. I Russi hanno le risorse ma non hanno la manifattura, noi la manifattura e le risorse. Siamo ovviamente complementari.

                “i concorrenti in economia dell’Europa occidentale sono i cinesi e gli asiatici orientali in generale”

                In crescita come sono, quelli sono i nostri mercati naturali. Vale per loro alla massima potenza quello che vale per la Russia: popolazioni immense che possono cominciare a comprare ad esempio (parlo dell’Italia) i nostri mobili, i nostri vestiti, i nostri macchinari industriali, il nostro cibo, le nostre tecnologie energetiche, la nostra tecnologia di gestione dei rifiuti e quella aerospaziale. Lo aveva già capito Mattei. L’integrazione dell’Eurasia è il nostro naturale destino di Europei del continente.

                Naturalmente chi ha condotto il gioco finora – la talassocrazia Inglese ieri e USA oggi – cerca di impedirlo in tutti i modi. Da qui i cunei che ha cercato di mettere in tutti i modi in Eurasia, dall’Ucraina a Israele; da qui la destabilizzazione continua del Medio Oriente negli ultimi ottant’anni e per ultimo proprio l’attacco all’Iran. E’ il Medio oriente che sta fra noi e l’Estremo Oriente: destabilizzare il primo ci rende difficile integrarci col secondo.

                Per esempio: hai una vaga idea di quanti affari la sola Italia ha perso per aver dovuto adottare le sanzioni USA contro l’Iran, da buon vassallo dei nostri ‘alleati’ d’Oltreoceano?

                “gli USA sono clienti”

                Appunto per questo vogliono indebolirci: se vogliono rimettere in piedi la manifattura che hanno perso per aver lasciato che i capitalisti spostassero tutto in Cina e investissero i guadagni non in attività produttive ma in Borsa, devono rendere non concorrenziale la nostra.

                Le sanzioni cretine contro il gas Russo che i nostri governanti hanno adottato da bravi leccaculo di Washington servono precisamente a questo. Idem per il riarmo, che coi ritmi previsti può approvvigionarsi solo negli USA.

                Gli USA vogliono mantenere in piedi il proprio mostruoso debito pubblico – necessario a sostenere l’apparato militare che sottosta al controllo delle vie di trasporto del petrolio, a sua volta supporto del ruolo del dollaro come valuta di riserva del mondo – facendolo pagare a noi, a suon di acquisti di armi, di gas e di titoli del debito USA. I dazi sono solo l’ultima trovata, prima c’era la distruzione del North Stream e prima ancora l’ideologia del liberismo sfrenato (che sposta le risorse dall’economia reale al settore che garantisce i maggiori guadagni immediati agli investitori privati, la finanza – cioè Wall Street).

                Siccome però alla fin fine quello che conta è il cannone – e quindi le capacità manufatturiere necessarie ad armarlo – il declino relativo della manifattura USA (che ai tempi della morte di Kennedy consentiva al loro PIL di raggiungere il 30% del PIL mondiale, quota mai più raggiunte) fa sì che la serie continua di guerre inanellate dagli USA negli ultimi decenni abbia cominciato ad annoverare infilare una serie di batoste piccole e grandi.

                (Non stupisce: un MBT costa dieci volte più in USA che in Russia a parità di prestazioni, perché in USA ci devono pagare i dividendi degli azionisti; un Patriot costa mille volte di più di uno Shahed).

                Batoste dalle quali i vassalli stanno cominciando solo ora – fin troppo timidamente – a pensare di sfilarsi. (Non serve neppure citare Sànchez; basta vedere il tenore di certi articoli dei principali giornali Italiani).

                Gli unici momenti in cui il guinzaglio che ci tiene legati al padrone d’Oltreoceano si è allentato è quando il padrone ha preso una sonora facciata, come in Vietnam. (In Italia, gli anni della liberazione di Saigon sono stati quelli del divorzio, dell’aborto, della riforma del diritto di famiglia, dello Statuto dei Lavoratori… poi con Reagan il disgelo è finito).

                Speriamo che adesso con l’Iran ‘the U.S. bit off more than it could chew’, per parafrasare ‘My Way’ di Sinatra.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                quando dico che non vedi il mondo ma il “tuo” mondo faccio riferimento esattamente a questa complessa costruzione paranoica,. degna di un film hollywodiano

                ce n’era uno carino con Di Caprio impazzito, mi pare di Scorsese, che portava il proprio delirio in giro per tutta un’isola

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “migliore”

              Ti sorprenderà, ma conoscendo un poco i miei polli della Polonia orientale potrei perfino concordare con te…

              …se la Polonia fosse davvero un Paese sovrano, libero quindi di giocare al gioco delle alleanze e dunque di costruire un sano e funzionale equilibrio del terrore con Mosca.

              Ma la Polonia è un membro NATO, dunque un vassallo di Washington. Un eventuale guerra per procura alla Russia lontana dalle ville degli oligarchi USA già la vede oggi come sacrificabilissimo fusibile, figuriamoci se munito di Bomba (i cui arsenali sarebbero i primi bersagli degli ipersonici). Sarebbe come se l’atomica ce l’avesse l’Italia, ma con Putin a Capodistria.

              E meno male, in questo caso.

              Alla lunga, infatti, un’eventuale Polonia nucleare susciterebbe inevitabilmente sospetti fra tutti i suoi vicini che hanno una lunga storia di contenzioso con Varsavia – non solo i Russi, ma anche i Lituani (per Kowno), i Tedeschi (per Breslavia), gli Ucraini (per Leopoli) e perfino i Cechi (per Olomouc). Alla lunga tutti vorrebbero avere la Bomba.

              Habsburgicus potrà confermare quanto dico; io mi limito a invitarti a leggere ‘Gli amanti dell’Orsa Maggiore’ e l’autobiografia del Nobel per la letteratura Cesarz Miłosz, che illustrano lo stato dei rapporti (passati, ma non molto tempo fa: appena prima della second guerra mondiale) fra Polonia, Lituania e Ucraina.

              Comunque non c’è pericolo: almeno per un po’ le capacità nucleari di Varsavia saranno insufficienti alla bisogna, e ancora di più lo saranno le capacità di finanziare un locale Progetto Manhattan. Già adesso non sarà banale provvedere al riarmo che si sono impegnati a portare avanti, e si tratta di un riarmo convenzionale.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Alla lunga, infatti, un’eventuale Polonia nucleare susciterebbe inevitabilmente sospetti fra tutti i suoi vicini

                Metti Persia o Corea del Nord al posto di Polonia e scopri il mondo che ti piace. E perchè io preferisco quello attuale, con meno paesi con la Bomba.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Persia”

                Quelli del club Epstein hanno appena eliminato il principale oppositore Iraniano alla Bomba. Se non era per loro (che la Bomba ce l’hanno) di Bomba da quelle parti non se ne parlava proprio.

                “Corea del Nord”

                Varsavia è a 1643 Km da Genova, Pyongyang a 9272 km. Dalla prima città il fall-out può raggiungermi, dalla seconda no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) falso. come ha notato un certo ADV di Genova, il grado di arricchimento dell’uranio in Iran era compatibile solo col progetto di fare la Bomba – malgrado il vecchio Papa.

                2) bella cazzata. Anche Leghista adesso mi diventi? e senza contare che si fa presto, al grido di “anch’io anch’io” ad arrivare a Genova da Teheran. Già Istanbul ci è più familiare, a noi genovesi.

  12. habsburgicus scrive:

    anche i serbi gufano 😀

    L’Europa sprofonderà nell’inferno a causa dell’aumento dei prezzi del petrolio dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Presidente serbo Aleksandar Vučić.

    ti piacerebbe eh, serbuccio mio ? ma guarda che magari prima ti togliamo anche la Vojvodina se non stai bravo 😀

    • Peucezio scrive:

      Io sarei per un’espulsione di massa di tutti i cossovari di religione islamica e conseguente deportazione in Asia o Africa e per la restaurazione della grande Jugoslavia su base serba-ortodossa. Al massimo si potrebbe lasciare fuori la Slovenia, che parlano proprio un’altra lingua e ci hanno il duale.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        “espulsione”

        Ci hanno già provato.

        Non è finita proprio benissimo, per chi ci ha provato.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Grazie agli USA, ti ricordo.

          Non ad altri.

          Sennò la soluzione Milosevic-Peucezio sarebbe andata a buon fine.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “USA”

            Verissimo.

            (Sai cosa penso del Kosova 🙂 )

            Anche l’orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Di tutti i crimini commessi dagli americani quello, non sul piano dell’entità, ma sul piano del princpio e delle conseguenze è il peggiore.

              Ma è la stessa logica che ha ispirato la maggior parte dei loro interventi e solidarietà: alleanza con l’Islam sunnita.
              Balcani, Siria, Iran ora…
              A Saddam non hanno perdonato l’essere laico e amico dei cristiani e si sono trovati un regime sciita.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Di tutti i crimini commessi dagli americani”

                Credimi, parli così perché non hai visto coi tuoi occhi cos’era il Kosova prima dell’intervento USA.

                Io sì.

                Si sarebbe potuto e dovuto fare meglio?

                Senza dubbio.

                Ma resta il fatto che finché non sono intervenute le bombe USA nessuno si è mosso.

                Che poi gli USA abbiano solo perseguito una politica di potenza ci sta. E’ un ottimo esempio di eterogenesi dei fini – o, se si preferisce, è un caso particolare del proverbio ‘non tutto il male vien per nuocere’.

                E se te lo dice uno come me che pochi sospetterebbero di nutrire simpatie per Washington…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Se non ricordo male, due terzi degli iracheni sono sciiti.

              • Peucezio scrive:

                No, no, che politica di potenza, secondo me volevano proprio islamizzare i Balcani.

                Non faccio fatica a credere che i Serbi abbiano fatto le loro porcherie, in Bosnia come in Cossovo.
                Come dice giustamente Pino: Slavi che si scannano. In questo caso più che Slavi balcanici, che ci mettono ancora più gusto in questa attività di scannamento fra etnie.
                Non credo certo che i cossovari fossero agnellini.
                Lupo per lupo preferisco un lupo cristiano-ortodosso a un lupo islamico.

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          perché c’erano i soliti yankee di mezzo.
          Il giorno in cui collasseranno tutta questa gente (Israeliani, Cossovari…) salderà il conto tutto in una volta.

      • habsburgicus scrive:

        Al massimo si potrebbe lasciare fuori la Sloveni

        e quindi abbandoneresti anche i croati che sono “carne della nostra carne”, “Croatia tota nostra est” ? sono allibito
        [sì, lo so che ci hanno allegramente massacrato, un po’ meno degli sloveni -che sono stati quelli che godevano di più a scannarci- ma infinitamente più dei serbi, ma adesso parla non l’habsburgicus “italiano” bensì l’habsburgicus “cattolico” 😀 chiunque stia per Roma -e non la Roma di Papa Francesco e manco di Paolo VI bensì la Roma di Leone XIII, di Gregorio XVI, di Benedetto XIV- non può che stare con i Croati contro i Serbi)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Quando ci avrebbero scannato gli sloveni?

          • habsburgicus scrive:

            si, hai ragione…
            mi pare infatti che le foibe le hanno fatte i laotiani

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se ti riferisci a quello, non so come si faccia a ricondurre agli sloveni in particolare una serie di esecuzioni sommarie condotte da loro, ma anche croati (il grosso, se consideriamo l’interno dell’Istria -zona di Pisino in primis – nel ’43) e italiani (vedi l’Abisso Plutone).

              Nel “ci” è inclusa quella manciata di soldati tedeschi ripescati a Basovizza?

        • Peucezio scrive:

          Habsb.,
          i croati ci infoibavano.
          Tito stesso era croato.

        • Peucezio scrive:

          Comunque quando la scelta è fra cattolici e ortodossi io sto con gli ortodossi anche se sono cattolico.

          Perché in quel caso è il cattolicesimo a rappresentare la modernità sovvertitrice: mi spiace dirlo ma è così.
          Poi l’Occidente latino si è sempre alleato con l’Islam e col resto della feccia.

          • Francesco scrive:

            Solo la Francia! l’Impero era in lotta con gli infedeli

            giusto?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              La Francia era alleata dei turchi, l’Imperatore dei persiani.

              • Francesco scrive:

                Questo è vero, hai ragione. Però la Persia mica ci minacciava di invasione e conversione. Guerreggiava contro i Turchi.

                La Francia, invece, accettava tranquillamente quel rischio pur di combattere l’Impero.

    • PinoMamet scrive:

      Non ho simpatie particolari nel mondo ex jugoslavo.

      I cosovari hanno creato Dua Lipa che è una gran bella ragazza (anche vista da vicino mi dicono, che non è scontato) per il resto mi sembrano i soliti litigiosi balcanici.

  13. Mauricius Tarvisii scrive:

    Si pregano gli amici ucraini di ridarci immediato accesso al sanzionato petrolio russo.

    https://telex.hu/english/2026/03/03/financial-times-eu-urges-ukraine-to-allow-access-to-friendship-pipeline

    • habsburgicus scrive:

      chiaramente la Russia, che ha del tutto abbandonato l’Iran :D, è la grande profittatrice della guerra in V.O
      sulla base del “male minore”, l’Ucraina potrebbe cedere -o far finta di cedere e procrastinare il tutto :D- perchè al momento è loro interesse non farsi nemici fra quei pochi che ancora non hanno mandato a quel paese Zelens’kyj (che, a dirla tutta, fa il possibile per farvicisi mandare :D)
      poi, si vedrà—-un conto è promettere, un altro mantenere, no ?

  14. habsburgicus scrive:

    @tutti
    se volete leggere una descrizione approfondita -ancorchè datata (15 anni fa !) e un po’ faziosetta (filo-occidentalista) ma nulla che ripugni al senso critico medio- sulla procedura di elezione del Rahbar-e mo ‘azem-e Jomhuri-ye Eslami-ye Iran (Guida Suprema della Repubblica islamica dell’Iran) qui vi è un testo in lingua albionica
    https://www.rand.org/content/dam/rand/pubs/monographs/2011/RAND_MG1052.pdf

  15. habsburgicus scrive:

    se invece voleste conoscere in dettaglio la geografia storica ed etnica dell’Iran, credo che il non plus ultra resti l’opera del balto-tedesco suddito della Monarchia russa Wilhelm Barthold (per i russi Vasilij Bartol’d) di cui esiste una traduzione in inglese “An Historical Geography of Iran” uscita nel 1984 per i tipi della Princeton University Press (effetto Reagan..o effetto Khomeini, che rese l’Iran noto :D)
    Bartol’d fu l’immortale autore della celeberrima e dotta opera “Turkestan down the Mongol Invasion” (c’è pure di questa la traduzione inglese…..in italiano non credo..dovrebbero farla tradurre a Miguel e magari io potrei aggiungere qualche nota storica esplicativa :D), che dice praticamente tutto sull’Asia Centrale et viciniora sino a Gengis Khan (imp. 1206-1227)..,
    una di quelle opere che, se descritta a un trump qualsiasi, provocherebbe questa reazione…sì, ma quanti dollari mi fa guadagnare ? 😀 e alla risposta, “pochissimi”, seguirebbe un gesto di ribrezzo schifato 😀

  16. Moi scrive:

    Poi ci sono gli Statunitensi che “Iran” lo chiamano “Io corsi” 🙂

  17. habsburgicus scrive:

    avrebbero eletto il figlio di Khamene’i, Mojtaba, a suo successore…..
    se confermato, non so se è una buona idea
    potrebbe mancare legittimità (rischio che io ho evidenziato sin dall’uccisione di Khamene’i), potrebbe causare malcontento..qualcuno potrebbe anche dire “ma se dobbiamo sorbirci una dinastia, riprendiamoci i Pahlevi non i Khamene’i”
    io peròraione da europeo, loro sono iraniani….vedremo
    credo tuttavia abbiano commesso un passo falso

      • habsburgicus scrive:

        io avrei eletto un iracheno !
        ad esempio il Grande Ayatollah al-Sistani, che vive a Najaf ma è iraniano
        sarebbe stato il “papa polacco” dello sciismo…allora nel 1978 fu la scelta che diede scacco matto al Cremlino, forse l’inizio della fine dell’URSS
        eleggere un iraniano d’Iraq da un lato avrebbe reso più difficile il suo assassinio (non tecnicamente, ma politicamente) e avrebbe scompaginato il campo nemico che probabilmente non se l’aspettava
        inoltre, di fatto, ciò avrebbe lasciato più potere alle autorità militari in loco per condurre la guerra
        e no..loro hanno eletto il figlio di Khamene’i !

  18. Moi scrive:

    , o si governa così, o si finisce sotto uno che governa così.

    ………..

    In questi termini, l’ Italia è molto più “AraboLevantina” che NON “NorrenoAnglosassone” !

  19. Francesco scrive:

    Aurora Mardiganian

    la metto alla voce “dintorni”

  20. habsburgicus scrive:

    “un’offensiva di terra” del passato, poco nota e finita male

    non tutti forse sanno che il 25 luglio 1988, appena finita la guerra Iran-Iraq, un nutrito gruppo di Mojahedin-e Khalq (che furono con Saddam durante la guerra come oggi Reza II è con gli USA) entrò in Iran via terra…forse Saddam aveva loro detto che se non se andavano via di loro volontà, ora che non servivano più, li avrebbe “aiutati” lui -ma per andare all’altro mondo :D- o forse caddero vittima delle promesse da marinaio di Washington
    bene, passarono tre giorni, dicesi tre ! (28 luglio 1988) e i khomeinisti li avevano catturati tutti
    Khomeini -ben più crudele di Khamenei e infatti è morto nel suo letto :D- li fece ammazzare tutti (ecco quelli smno massacri poco noti, ma ahinoi “veri”..si discute se furono 2500 o 12.000, che sono le cifre estreme…per non sapere né leggere né scrivere ipotizziamo 6000 assassinati a sangue freddo e non dovremmo sbagliare di molto)
    il 31 luglio 1988 il Grande Ayatollah Montazeri che allora era “Vice della Guida” [insomma se ci fosse stato oggi un Montazeri sarebbe successo automaticamente a Khamenei..e non è stato così perchè gli iraniani non sono stati previdenti] che lui sì era un uomo buono-spero che almeno questo non lo mettiate in dubbio 😀 e se lo mettete, a me importa poco :D- chiese pubblicamente a Khomeini di risparmiarli (Montazeri aveva già osato parlare contro il terrore a fine 1985, Montazeri sempre lottò per la legalità come un Don Chisciotte..era un puro, uno che ci credeva, uno che aveva Fede e anche umanità..e quindi è finito male :D) allegando motivazioni acute, alla AdV, ma non fece breccia nel cuore duro di Khomeini (che non era un “santo”, ma uno statista lo era !)
    Khomeini li fece ammazzare tutti e poi purgò Montazeri !
    chi gli successe ? indovinate un po….Khamenei ! che evidentemente era “meno buono” di Montazeri e sicuramente ebbe le mani in pasta in qualche ignominia (sennò Khomeini non lo designava eh :D) ma, che ci crediate o no, pure Khamenei era abbastanza moderato e soprattutto si moderò con la vecchiaia (il Khamenei giovane era più estremista)..certo in rapporto al clero sciita medio

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Khamenei”

      Sbaglio o Khamenei era di origine azera?

      Se sì, ciò confermerebbe quanto affermato da Martinez: che l’Iran è uno Stato multietnico unito dalla religione.

      In tal caso ammazzarlo non lo ha solo trasformato in martire, né ha solo eliminato un oppositore della costruzione della Bomba: ha azzerato la prospettiva di una ribellione Azera contro Teheran.

      Della serie: quando si fa una cazzata, tanto vale farla bene.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        si, vedi il mio commento delle 8.06 pm del 3/3/2026, che riporto integralmente qui (non so mettere il link :D)

        Khamene’i sarà sepolto a Mashhad nel nord-est—-lui era azero d’origine ma provenendo da una famiglia di mullah non è strano sia nato a Mashhad, dove c’è la tomba dell’VIII Iman sciita, ‘Ali Reza fatto uccidere nell’817 d.C dal Califfo al-Ma’mun (813-833 d.C)….
        Mashhad è nota come Mashhad-e Moqaddas (Mashhad la Santa) ed è seconda per gli sciiti solo a Najaf (in Iraq) dove c’è tomba di ‘Ali (“martirizzato” dal Califfo Mu’awiya nel genanio 661 d.C) e a Kerbela (sempre in Iraq) dove c’è la tomba di Hussein ibn ‘Ali (e figlio di Fatima la figlia del Profeta dunque avente il Sangue del Profeta), “martirizzato” dal Califfo Yazid I (680-683 d.C) il 10 muharram 61 A.H che equivaleva al 10 ottobre 680 d.C e dalla cui commemorazine trae origine l’Ashura, la più sciita delle ricorrenze..e aznche la più “cattolica”.. prima del Concilio, molti vi avrebbero trovato un’impressionante somiglianze con le Passioni specialmente al Sud
        Qom è importante oggi come centro di mullah (Mullah City :D), comunque conta molto meno di Mashhad, Najaf e Kerbela
        tutto lo sciismo è intriso di “martirio” (shehid=”martire”), tutti i loro eroi sono finiti male, fin dai primordi !
        insomma se siete “vincenti” non fatevi sciiti 😀 😀
        forse lo sciismo [duodecimano] è l’antitesi assoluta, completa, radicale, antropologica, dell’americanismo !

      • Francesco scrive:

        Andrea

        non capisco il tuo ragionamento: gli azeri che avessero avuto intenzione di ribellarsi a Teheran come consideravano Kahmenei? al più un traditore del suo popolo, che si era venduto per sete di potere personale

        non credi?

        Ciao

    • Francesco scrive:

      sulla tua parola, mi segno che Khamenei era un moderato per essere un membro del clero sciita

      il che mi lascia pensare come siano quegli altri, dato che sappiamo come funziona l’Iran da decenni

      grazie prof

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “decenni”

        Io non sono certo un esperto di cose Iraniane come habsburgicus, ma da fisico posso dire che il maggiore ostacolo alla Bomba Iraniana era proprio l’ostinata opposizione di Khamenei, che seguendo l’insegnamento di Khomeini era fermamente contrario alla Bomba per motivi religiosi.

        Dicono che il successore non la pensi così, e che si appoggi sui pasdaran duri e puri.

        Per chi voleva e itare una Bomba Iraniana, l’eliminazione di Khamenei è stata peggio di un crimine: è stata uno sbaglio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Sì, lo hai già ripetuto un centinaio di volte.

          Data l’età del personaggio e l’arricchimento dell’uranio in corso, mi pare uno sbaglio trascurabile, rispetto ad aspettare seduti sulla ripa del fiume che le cose andassero come in Corea del Nord.

          Dopo tutto, mica eri tu a non fidarti dei polacchi quanto alla Bomba?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “ripa”

            Stando a quanto dicono i mediatori Omaniti l’aggressione all’Iran è scattata quando un accordo sul nucleare era ormai alle porte. L’uranio arricchito era una merce di scambio per ottenere un allentamenti delle sanzioni.

            C’è chi sostiene che Tel Aviv abbia fatto saltare il banco appunto perché l’accordo era imminente, allo scopo cioè lasciarsi sfuggire l’occasione di una radicale destabilizzazione di Teheran. Al che Trump avrebbe dovuto accodarsi, per non sconfessare apertamente l’ingombrante ma inevitabile alleato.

            Il fatto che nei primissimi momenti si dava per scontato il crollo del governo di Teheran a seguito della sua decapitazione (en passant: sembra che Ahmadinejad sia vivo), poi si sia parlato di quattro settimane, poi di cinque, e adesso si parli di una scadenza a settembre prossimo mentre si chiedono altri soldi al Congresso per il Pentagono sembra dare l’idea di una decisione improvvisa, mentre il costante accumulo di armamenti nelle scorse settimane doveva servire solo come pressione psicologica (la famosa ‘pistola sul tavolo’).

            La Polonia e la Bomba? Un’ipotesi di scuola, ancora per un pezzo. Faremmo prima a farcela da soli in Italia.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              dava=desse

            • Francesco scrive:

              Sei leggermente ridicolo: credi a qualsiasi voce che sia in linea con le tue fissazioni.

              Livello Messori, direi, senza le sue giustificazioni.

              Davvero, esiste un mondo reale fuori dalla tua testa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @francesco

                “testa”

                Io parlo sempre del mondo, mai dell’interlocutore.

                Tu finisci sempre col parlare di me.

                Sono il tuo tipo?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Tu non parli mai del mondo, parli solo del tuo mondo.

                Quando dico che spesso mi sembri un caso clinico, sono serissimo e non intendo affatto offenderti – come potrei con uno che riconosce il giusto valore al pesto?

                Rileggi il post delle 4:07. Tutte voci e supposizioni, che riporti senza dubbi.

                Ciao

  21. mirkhond scrive:

    Di questo episodio ne accenna anche Marjan Satrapì nel suo romanzo-fumetto autobiografico Persepolis, e addita il fallimento dei Mojahedin-e Khalq alla mancanza del supporto popolare perché erano entrati in Iran dall’Iraq e dunque considerati dei traditori dalla popolazione appena uscita dal lungo e sanguinoso conflitto contro Saddam Hussein, allora amico e alleato degli USA…..

    • Francesco scrive:

      “amico e alleato” non è corretto. l’Iraq di Saddam fu sostenuto solo perchè una vittoria iraniana era ritenuta una iattura per gli equilibri del Medio Oriente.

      Saddam di suo era stato un alleato dell’URSS, come la Siria.

      Ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “amico e alleato”

        All’epoca girava un video con Saddam che stringeva la mano ai diplomatici USA.

        Diciamo che Saddam non si sarebbe mai messo a fare la guerra all’Iran per un paio di isolette nel Golfo senza un bell’incoraggiamento USA. Che erano appena usciti con qualche elicottero sfasciato nel deserto dal loro tentativo di liberare gli ostaggi all’ambasciata, se non vado errato.

        Poi che Saddam fosse filoSovietico non c’è dubbio.

        I sostenitori troppo entusiasti di un possibile appoggio dei BRICS a Teheran dimenticano, a parer mio, una cosa fondamentale. (Qui habsburgicus concorderà con me 😉 ).

        Prima della Seconda Guerra Mondiale l’Iran era satellite di due distinte potenze europee. L’una, è noto, era Londra. L’altra era la Russia.

        Quando oggi gli ayatollah rivendicano di difendere la sovranità di Teheran lo fanno erga omnes. Non sono affatto disposti ad accettare il patronato di Mosca pur di tener lontano gli angloamericani. Non ci sono né ci saranno mai basi straniere in Iran finché gli ayatollah sono al potere, neanche basi Russe (o Cinesi).

        Lo ha capito l’Esercito Cinese, che ha appena pubblicato un libriccino contenente appunto le lezioni imparate dalla presente guerra: il fondamento dell’indipendenza è il contare solo su se stessi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Non sono uno storico nè qualcuno addentro alle segrete cose della politica internazionale.

          Quello che avevo capito è che Saddam pensava alla guerra all’Iran come una passeggiata di salute, dopo che la rivoluzione aveva distrutto le forze armate dello Shah.

          E che ci si era infilato seguendo il suo grande genio, mai sentito di incoraggiamenti USA, dati gli allora pessimi rapporti.

          Poi, una volta rottosi i denti l’Iraq, tutti lo hanno sostenuto perchè non crollasse, Occidente compreso.

          Ciao

      • habsburgicus scrive:

        infatti..
        nel 1980 l’Iraq non aveva neppure relazioni diplomatiche con gli USa, rotte il 7 giugno 1967, dopo l’attacco israeliano all’Egitto…..le masse arabe avevano, dal loro punto di vista giustamente, accusato gli USA e molti Stati arabi (tranne i regimi del Golfo che all’epoca volerva dire sauditi e kuwaitiani e la Giordania) interruppero le relazioni con gli USA;
        Incaricato d’affari USA a Baghdad era Enoch Duncan (non c’era Ambasciatore, i rapporti non erano idilliaci neppure in quei lontani giorni) e ricevette l’ordine di abandonare l’Iraq con tutti i diplomatici -senza eccezione- entro 24 ore e non un minuto di più (il bello è che in quel giorno il Ministro degli Esteri iracheno Adnan Pachachi -un cui discendente avrà un ruolo dopo il 2003. era a New York !)….i diplomatici USA si trasferitono in auto in Iran, allora ritenuto Stato “sicuro” e fedele all’Occidente..come cambia il mondo 😀
        l’Iraq, a differenza di altri Stati arabi, ci andò giù duro e non permise la creazione di una “sezione d’interessi USA” (dai ’60 è prassi costituire tali sezioni di interessi sotto bandiera straniera per continuare tutto come prima 😀 l’Egitto lo permise, invece), tornando alle “rotture dure” dell’epoca delle guerre mondiali…quando non si scherzava
        gli USA affidarono la protezione dei propri interessi in Iraq al Belgio rappresentato a Baghdad dall’Amb. Marcel Dupret,
        gli ultimi diplomatici USA partirono alle 22.30 del 9 giugno 1967 fra cui il nuovo Incaricato d’afari ad interim Grant V. McClanahan, in carica da poche ore (Duncan era partito per primo, alla faccia del “partire per ultimo” 😀 atteggiamento più da politico italico che da diplomatico anglosassone :D), da cui sappiamo queste notizie che vi fornisco 😀 il quale ci dice pure che entrò in Iran all’alba del 10 giugno 1967 alla frontiera di Qasr-e Shirin ove nel 1639 era stata fatta la pace fra Istanbul e Esfahan che lasciava Baghdad agli ottomani, dunque un pace propedeutica alla futura nascita dell’Iraq (ci vorranno ancora 282 anni..e Winston Churchill 😀 ma diamo tempo al tempo)
        nell’ottobre 1972 l’Iraq, ormai in mano ai ba’athisti, permise l’aperuta di una sezione di interessi USA, pur avendo firmato in aprtile 1972 l’alleanza con Mosca
        nel 1980 i rapporti erano già discreti, ma insomma formalmente la rottura sussisteva; nel 1980 fu inviato William Eagleton, forse della CIA, diplomatico con grande esperienza in posti difficili (era stato a capo della sezione di interessi USA in Algeria dalla fine del 1969 al 1974, sotto bandiera svizzera, fino alla ripresa dei rapporti diplomatici normali fra Algeri e Washington; fu Incaricato d’Affari in Libia neglia nni della Jamahiriya, sarà Ambasciatore in Siria)
        dicamo che Iraq e USA divennero presto intimi avenbdo un nemico comune, l’Iran;
        a Baghdad gli successe David G. Newton, come capo della sezione di interessi, il quale nel novembre 1984 fu nominato Ambasciatore USA (il 1° da 17 anni), con la ripresa delle relazioni fra USA e Iraq, poi rotte dagli USA nell’estate 1990
        anche Eagleton ci ha raccontano queste cose di prima mano….
        la letteratura diplomatica è sempre interessante
        P.S noterete che in quell’America, che era ancora “vera”, tutti i diplomatici avevano bei nomi anglosassoni puri 😀

        • mirkhond scrive:

          “dicamo che Iraq e USA divennero presto intimi avenbdo un nemico comune, l’Iran;”

          Quindi almeno durante la guerra all’Iran erano amici e alleati.

          • habsburgicus scrive:

            si, specialmente fra 1983 e 1986
            ma nel 1980 la decisione fu solo di Saddam
            fu forse incitato in segreto dalla CIA ? possibile
            ma sarebbe stato fesso lui a crederci, allora le relazioni non erano particolarmente buone
            naturalmente c’è un ipotesi .NON SUFFRAGATA PER QUEL CHE NE SO DA ALCUN FATTO dunque un’eresia storiograficamente :D- che però permetterebbe di spiegare molto
            1.Eagleton può aver leggermente “mentito” sulle date e magari arrivò a Baghdad in gran segreto già prima…offrì l’appoggio USA, fece il deal con Baghdad e poi -per i gonzi (che siamo noi :D)- venne rimandato a Baghdad in carattere ufficiale come capo della sezione d’interessi USA
            2.Saddam aggredisce l’Iran (22/9/1980), gli USA stranamente non tradiscono e lo appoggiano, abbastanza seriamente
            3.Saddam e gli USA diventano amicissimi, vengono riprese le relazioni diplomatiche nel nov 1984 ed entro l’1986 c’era quasi un Asse Washington-Baghdad, nonostante lo scandalo Iran-contras avrebbe dovuto far riflettere gli iracheni..purtroppo per gli iracheni venne Gorbaciov (dal 1987 le riforme si accelerarono) 😀 e l’importanza dell’Iraq sullo scacchiere diminuì
            4.nel 1990 gli USA ripetono l’1980..mandano qualcuno che garantisce a Saddam che può papparsi il Kuwait
            5.Saddam, memore del 1980, abbocca, crefendo che gli americani dicano il vero
            6.Saddam invade il Kuwait (2/8/1990)
            7.gli USA lo disruggono
            non c’è alcuna prova..quantomeno non ce l’ho io, magari Epstein l’aveva 😀
            però, però..pensateci 😀

          • Francesco scrive:

            al massimo avevano un nemico in comune ma non direi nulla di più

            i più cinici nel governo USA potevano affettare grande vicinanza con la sincerità di un avvoltoio o un avvocato

            l’alleanza vera è quella con l’Arabia Saudita – e non capisco il perchè di questa comunione di amorosi sensi

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A proposito di incaricati d’affari, non c’è più un ambasciatore spagnolo in Israele.

          • Francesco scrive:

            Addirittura? questo Sanchez ci crede davvero, alle cazzate che dice.

            PS hai l’elenco di paesi in cui la Spagna non ha più ambasciatori? dovrebbe essere lunghetto

  22. habsburgicus scrive:

    se vi interessasse sapere le condizioni delle strade e del tempo a Verkhnyj Lars, l’unico posto di frontiera fra la Russia e la Georgia :D, guardate qui https://kray-zemli.com/24-verhnij-lars.html (in russo)
    c’è da fare un passo abbastanza elevato -quella era la Strada Militare Georgiana che univa Vladikavkaz “dominatrice del Caucaso” (in mano a Putin..è la capitale della Repubblica dell’Ossezia del Nord-Alania, dal nome degli Alani, non i cani, ma i celeberrimi barbari che il 31 dicembre 406 d,C passarono i Reno con Vandali e Svevi) con T’bilisi passando attraverso Stepantsminda (un tempo Q’azbegi)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Alani”

      Uno dei pochi dai in cui si è potuto ricostruire il legame fra una lingua parlata dai barbari che attaccarono l’Impero Romano (gli Alani) con una lingua moderna (l’Osseto) – grazie a Georges Dumézil, se non sbaglio.

      Credo anche che la razza dei cani prenda il nome appunto dal popolo barbaro.

      Ma perché code di dieci ore sulla strada per colpa di un blocco imposto dai Georgiani?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        non so se è colpa dei georgiani..i russi alle frontiere di terra sono lunghi…..probabilmente la coda è colpa di entrambi

  23. Mauricius Tarvisii scrive:

    Intanto l’Ucraina minaccia di attaccare l’Ungheria

    “I hope that one individual in the European Union (Viktor Orban) won’t block our 90 billion euro tranche. Otherwise, we will give his number to representatives of our armed forces — let them call him and speak to him in their language,”
    https://x.com/nexta_tv/status/2029551500645605823

    • Francesco scrive:

      posso chiedere chi è l’Ucraina in questo caso?

      il buon Zelensky?

      trovo inopportune queste parole, per quanto assai comprensibili nella situazione degli ucraini non russofili.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        In genere il Presidente rappresenta il governo del paese. Che sia drogato era diffamazione russa, per cui lo considero pienamente capace e consapevole nello svolgimento delle sue mansioni.

        Ha minacciato un intervento armato contro un paese UE e membro della Nato.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Mauricius tarvisii

          “minacciato”

          Roba da mandarlo a riparare il North Stream.

          Con la lingua.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            ma è pieno di baciachiappe di Putin che muoiono dalla voglia di riparare quel gasdotto! e costruirne di nuovi

            lascia che si guadagnino le loro copeche

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “bacuachiappe”

              No, no. Chi rompe paga e i cocci sono suoi.

              Che poi, per carità, se al confine partisse qualche schioppettata di troppo e le divisioni Ungheresi che sono già lì andassero a liberare la Transcarpazia oppressa dai banderisti mi accontenterei.

              Sono Genovese, mica avido.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Cribbio, qui sento puzza di Patto Molotov-Von Ribbentrop

                Con rossi e neri che si accordano per spartirsi, in questo caso, l’Ucraina, allora la Polonia.

                E poi Miguel dice che sono io a essere fissato con la IIGM!

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Molotov”

                La Polonia avrà avuto tanti difetti, ma siamo giusti.

                Mica ha distrutto metanodotti altrui.

                Né ha mai bombardato i suoi Ruteni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Beh, come ricordava MT, QUELLA Polonia partecipò con Hitler alla spartizione della Cecoslovacchia.

                A differenza tua, ha imparato la lezione.

                Ora tocca a te!.

                Ciao

      • PinoMamet scrive:

        Francè, poi mi chiedi come mai trovo antipatico Zelensky…

        • Francesco scrive:

          No, mi chiedo perchè usi l’antipatia come criterio di valutazione politica ed etica.

          Ciao

          PS per la cronaca, l’idea di chiedere conto con le cattive a Orban della sua posizione mi piace molto. Ma io non mi faccio portare dalle mie pulsioni di pancia.

  24. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ma abbiamo una fonte filoiraniana che dica che effettivamente avrebbero eletto Khamenei junior? Perché leggevo oggi su una testata libanese pro-Iran che il “conclave” avrebbe emesso un comunicato stampa per cui le elezioni sarebbero in corso.

    Il sito dell’Irna non riesco a raggiungerlo, ma sulla pagina di Facebook non mi sembra di trovare nulla: il governo (quello eletto, intendo) è presentissimo, ma il presunto nuovo Capo dello Stato sembra inesistente.

    • habsburgicus scrive:

      non è ufficiale…tradotto, non l’hanno eletto o se l’hanno fatto -per paura di Trump- hanno cambiato idea 😀
      e si torna a quanto io già vi dissi immediatamente dopo l’uccisione di Khamenei…
      sarà difficile trovare un successore legittimo, il colpo subito è sato durissimo

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma chi l’ha tirata fuori per primo la notizia?

        • habsburgicus scrive:

          qui, io 😀 l’avevo vista citata pure su “Il Messagero”
          in generale, non saprei
          ma non sembrerebbe di fonte anti-iraniana

          P.S
          intanto, nel regno di Trump, è avvenuta una purga incruenta
          The Donald ha cacciato Kristi Noem (Segretariato per la Sicurezza Interna) e l’ha sostituita con il senatore dell’Oklahoma Markwayne Mullin

          • habsburgicus scrive:

            ah, Mullin è un indiano (o Native American come dicono adesso)
            l’Oklahoma come tuti sanno fu Indian Territory sino al 1889 quando fu aperto alla colonizzazione bianca
            nel 1907 divenne Stato (il 46°) e fu tendenzialmente pro-Sud..i neri erano discriminati

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma l’avevo letta anch’io… sulla stampa occidentale.

            Come exit strategy per Trump sarebbe perfetta: dice che hanno eletto un altro per fare un piacere a lui, un altro disposto a negoziare, esattamente come quello di prima, e in questo modo proclama il trionfo si fa fare il monumento con lui con l’aspetto di Vittoria Alata.

            • habsburgicus scrive:

              viene dall’opposizione (Iran International), dunque fuffa pura..ci avevi visto giusto
              https://www.fanpage.it/esteri/chi-e-mojtaba-il-figlio-di-khamenei-scelto-come-successore-del-padre-sara-la-nuova-guida-suprema-delliran/
              https://www.fanpage.it/

              la Guida non è lui….sono in alto mare
              a meno che facciano proprio lui per fare un dispetto a Trump 😀

              • habsburgicus scrive:

                se vogliamo fare il toto-ayatollah
                credo che qualche chances le possa avere il Grande Ayatollah Golpayegani, quasi coetano del fu Khamenei (dunque gradito a chi volesse sbarazzarsene al più presto :D) e inoltre “martirizzabile” a poco prezzo :D, che è un marja-yi taqlid “fonte di emulazione”
                anche il grande Ayatollah Ha’eri, ma vive in Iraq

            • Francesco scrive:

              a me non pare che quello di prima fosse disposto a negoziare, però. era bravino a fare finta, come capitò con Obama.

              quindi se la nuova GS è come quella vecchia, vedo il rischio che la guerra prosegua.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Con Obama rqggiunsero l’accordo e fu Trump a stracciarlo perché… perché sì.

                Capisco che Francesco preferisca Trump ad Obama, però.

              • Francesco scrive:

                Con Obama raggiunsero un accordo che non mi pare valesse molto: un congelamento temporaneo del programma nucleare.

                Non ricordo che l’Iran proseguisse sottobanco a prepararsi per l’atomica ma mi pare di sì.

                E quindi IN QUESTO CASO l’approccio di Trump mi pare meno ottuso di quello di Obama.

                Sull’Obamacare sto con lui, invece, anzi col piano originale che era abbastanza buono.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Insomma, è come dicevo: degli USA ti piace proprio l’imperialismo.

              • Francesco scrive:

                possiamo discuterne … spesso quello che mi piace è quello che i xxxxx definiscono imperalismo

                ma di certo non tutto: Libia e Siria, per fare due esempi recenti, sono state pessime azioni

  25. Mauricius Tarvisii scrive:

    Io resto fiducioso: l’autorevole voce dell’Unione Europea nella regione, che profonde la propria professionalità nella risoluzione della crisi, è Luigi Di Maio.

  26. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/06/388873.html

    La Pravda ci mostra come la carne industriale viene gonfiata con acqua e colla di carne (?).
    Da un chilogrammo, con una rapida siringata, due chilogrammi.

  27. Miguel Martinez scrive:

    Mi segnalano…

    Vogliamo ricordare la martire Mansoureh Khojasteh Bagherzadeh, moglie dell’Imam Khamenei, con le parole con cui la descrisse la stessa Guida della Rivoluzione Islamica nella sua autobiografia:

    “Visto il ruolo attivo che la mia cara moglie ha avuto nella mia vita, trovo giusto soffermarmi, seppur brevemente, sulla sua personalità e sulle sue nobili qualità.

    Innanzitutto, mia moglie ha una gran forza di carattere e un elevatissimo senso morale. Non lasciò mai trasparire nemmeno un’ombra di paura, debolezza o disagio interiore nonostante le continue irruzioni degli aguzzini di Stato e i miei ripetuti arresti. Neanche quando gli agenti della SAVAK, piombati in casa in piena notte, presero a malmenarmi sotto i suoi occhi; neanche in quel caso mostrò il minimo abbattimento.

    Quando veniva a trovarmi in carcere era sempre piena di dignità e di forza interiore. La sua vista mi infondeva sempre serenità e fiducia. Ella evitava in tutti i modi di comunicarmi eventuali cattive notizie, come la malattia di uno dei nostri bambini o qualsiasi altra problematica incorsa a parenti o amici. Fu inoltre estremamente paziente, dovendo affrontare, prima della Rivoluzione, condizioni di vita durissime e continuando, dopo la vittoria, a condurre una vita assai semplice ed austera.

    Ringrazio Dio che la nostra casa sia sempre stata priva di ogni agio e futilità, comprese tutte quelle cose normalmente riscontrabili in ogni normale abitazione. Nonostante fossi stato proprio io ad introdurla a una vita di ristrettezze, inducendo in lei questo spirito austero, fu proprio lei a giocare un ruolo fondamentale nel mantenere questo tipo di modestia; anzi, devo dire, in questo campo ella si dimostrò molto superiore al sottoscritto. Sono molti i ricordi che potrebbero attestare questo suo intrinseco ascetismo.

    Non mi chiese mai di comprarle qualche bel vestito: il suo primo pensiero erano i vestiti dei bambini e spesso se ne occupava personalmente. Non comprò mai neanche un gioiello. Anzi, addirittura mise in vendita le gioie ricevute in dono dalla sua famiglia per poi devolverne il ricavato in beneficenza. A tutt’oggi ella non possiede alcun tipo di monile: neanche un semplice anello.

    Durante i rigidi inverni di Mashhad, gli abitanti sono usi acquistare carbone per le stufe. Quasi ogni anno capitava che alcune facoltose personalità religiose volessero affidarmi del denaro con cui acquistare carbone per gli indigenti. Di solito ne compravo una certa quantità, lo lasciavo dal rivenditore e poi inviavo ogni diretto interessato a ritirarvi la sua parte. Un anno, però, ciò non avvenne: niente soldi. Cosicché mi trovai costretto a scusarmi con tutte quelle povere persone abituate a bussare alla porta degli ulama per un po’ di carbone con cui riscaldarsi. Ne ero molto addolorato anche perché, di mio, non potevo far nulla per alleviare la loro condizione. Mia moglie, notato il mio sconforto e desiderosa di aiutarmi, mi propose di vendere un suo bracciale, dono di uno dei suoi fratelli per la nascita del primo figlio. Inizialmente io rifiutai, ma ella fu talmente insistente che alla fine mi convinse: decisi di vendere il bracciale al prezzo più alto possibile, considerando che un fabbro compra l’oro a peso, tenendo in nessun conto il valore della manifattura. Successe che uno dei nostri vicini venne a farci visita; io gli spiegai la cosa e cercai di convincerlo a vendere il suddetto bracciale; grazie a Dio egli accettò: riuscì addirittura a venderlo a più di mille tuman, ai quali aggiunse la stessa cifra da devolvere in beneficenza. Fu così che potei racimolare un importo sufficiente per acquistare il carbone necessario a quelle famiglie bisognose. Per noi fu un’immensa gioia.

    L’austerità è stata e rimane una fondamentale maestra di vita: senza di essa si rischia di rimanere schiavi del superfluo. Come dice il poeta:

    “Bramare il superfluo è una catena pel collo dell’uomo”.

    [Sayyed Alì Khamenei, Cella n. 14. I semi della Rivoluzione, pag. 125-127, Edizioni La Vela]

    • habsburgicus scrive:

      non trovi che sia l’esatto opposto dell’americanismo (come scrissi in un mio commento passato inaperçu) ? e invece è qualcosa che sarebbe parso familiare nei christiana tempora…
      il guaio è che il mondo odierno è degli Epstein e dei Trump…..e i sentimenti espressi dal defunto Rahbar, e dalla sua defunta e nobile consorte, non hanno più alcun valore
      e penso che almeno tu comprenda che non lo dico con gioia….però né a me né a te è dato il potere di cambiare il Fato, che ai bei tempi si imponeva financo a Giove, dicesi Zeus, non un pincopallino qualunque !

      • PinoMamet scrive:

        Vabbè, però nessuno ha ucciso Khamenei perché faceva beneficenza ai poveri e viveva austeramente.

        Chi ha mai bombardato Madre Teresa di Calcutta?

        Lasciamo pure americanismo e tempi cristiani/sciiti fuori dalla equazione…

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Vabbè, però nessuno ha ucciso Khamenei perché faceva beneficenza ai poveri e viveva austeramente.”

          Secondo me sbagli 🙂

          Madre Teresa non metteva in discussione lo stato quo, mentre Khamenei aveva trasformato tale ideale spirituale in un ideale collettivo, nella base valoriale di uno stato.

          Se Madre Teresa avesse creato uno stato fondato sulla beneficienza ai poveri e su una base spirituale avrebbe fatto la stessa fine.

          Come l’ha fatta la Santa Madre Russia, lo Stato Pontificio, la Francia prerivoluzionaria, ecc.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “non trovi che sia l’esatto opposto dell’americanismo (come scrissi in un mio commento passato inaperçu) ? e invece è qualcosa che sarebbe parso familiare nei christiana tempora…”

        Esatto.

        Il punto non è quanto ci sia di vero in queste reminiscenze autobiografiche, ma la cultura in cui si inseriscono e che quindi rivelano.

        • Francesco scrive:

          Fosse italiano, sarebbe tacciato di moralismo bigotto.

          E di avere oppresso la moglie fino a farne una copia carbone delle sue idee.

          Poi qualcuno partirebbe con le critiche da sinistra alla beneficenza …

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Le agiografie medievali sono piene di storie del genere. Se per te sono simboli di bigottismo moralista e di oppressione…

            • Francesco scrive:

              per me NO!

              ma io non sono il mainstream italico nè occidentale

              purtroppo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma questo è il punto: spostandoti nello spazio e nel tempo cambia anche la retorica che si usa per lodare le persone, perché cambiano proprio le scale dei valori.

              • Francesco scrive:

                pienamente d’accordo, per questo che noi reazionari troviamo idiota valutare le situazioni del passato con i criteri attuali

                e io, in parte, anche valutare le situazioni all’estero con criteri nostrani

                ma faccio salva l’unità del genere umano

                Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Devo dire OMDAF

            leggo- sull’attendibilissimo 😉 Instagram- che in Francia attualmente taccerebbe di islamofobia e razzismo il fumetto e film d’animazione Persepolis, che ancora qualche anno fa portava sugli scudi
            (a mo’ di capovillaggio di Asterix 😀 )

            Poi si dice che uno si butta a Moi!!

            • PinoMamet scrive:

              Manca il soggetto: “che in Francia attualmente la sinistra ecc. ecc.”

              • Moi scrive:

                Su queste cose, la Francia ricorda moltissimo la Nostra Regione …

                Fa perfettamente il paio con quel che ho visto a Bologna: tirar fuori una bandiera degli USA e/o Israele … ti porta automaticamente dalla parte opposta della barricata, che tu lo voglia o no.

                La complessità (spesso la Dx è accusata a ragione di non accettarla) NON è più ammessa … a SX.

              • Francesco scrive:

                quale sinistra? dimmi che sono quegli stronzi di Melenchon e soci ma non i socialisti …

                lasciami una minima speranza

                Ciao

  28. mirkhond scrive:

    Chi crede in Dio non crede nel fato.

  29. habsburgicus scrive:

    (al di là della cortina di ferro)

    https://www.themoscowtimes.com/2026/03/06/russias-scientists-were-an-asset-to-the-kremlin-then-they-became-undesirable-a92143
    mi limito ad aggiungere che il 2008 è stato il vero punto di svolta…o, se volete, Medvedev è stato il grande fallimento anche se è a Putin che bisogna guardare
    durante le prime due presidenze, pienamente costituzionali, di Putin (2000-2008) la Russia fece enormi progressi economici restando una “sostanziale” democrazia (vero, la Politkovskaja fu già ammazzata e vi furono altre cose non simpatiche..ma insomma, siamo realisti)
    allora facemmo noi europei alcuni errori..avremmo dovuto abolire reciprocamente i visti e cambiare politica all’Est, ponendo noi -di nostra volontà -dei paletti alla NATO e alla UE
    occorreva fare l’ultimissimo passo
    Putin avrebbe dovuto ritirarsi a vita privata, diventare un “pater patriae” e raggiungere l’Olimpo dei Grandi Russi..se Putin lo avesse fatto, sarebbe stato il più grande dei russi !
    il nuovo presidente, il giovane e allora ultra-occidentale Medvedev, avrebbe completato il cambio
    invece
    1.Putin si prese la carica di Primo Ministro (e passi)
    2.Putin aggredì la Georgia libera* (agosto 2008)..allora il mondo rise e non fece nulla…se solo avesse messo un decimo delle sanzioni che poi metterà (Ucraina), la Russia di allora -non del tutto bacata- avrebbe capito !
    sì, Medvedev fece discretamente anche nel 2009 e 2010, pure nel 2011 (sembra un’altra persona dal fanatico “nuclearizzatore” che è il Medvedev di oggi che ogni tre per due parla di bombe nucleari da lanciare contro l’Europa per sterminarci tutti..ma non contro gli USA, a Trump si piega pure lui :D)
    la svolta definitiva fu nel 2012
    Putin pretese di tornare presidente A OGNI COSTO
    fece manganellare l’opposizione (fu allora che Naval’nyj -che era un “destro” !- incominciò a farsi notare), truccò le elezioni e ci tornò
    solo allora (2012) inizia il putinismo che è ALTRO dalla legittima presidenza Putin (2000-2008)
    Putin da allora si allontanò sedmpre di più dall’Europa e dalla democrazia..ed accentuò il nazionalismo e l’avventurismo
    nel 2014 annesse la Crimea contro ogni diritto (vabbè, rispetto a un Trump ci pare oggi un peccato veniale 😀 e lo assolvo io, manco è necessario Kirill :D) e iniziò a mestare nel torbido nel Donbas (armando i comunisti) dando inizio alla tragica guerra civile
    nel 2022 iniziò la guerra contro l’Ucraina indipendente, aggredendola a freddo
    potevamo essere amici..e prosperare noi con loro…e magari, insieme, allentare il cappio degli USA (che appunto per questo fecero il possibile per guastare le relazioni dell’Europa con la Russia, salvo poi con Trump tradirci e passare a Mosca contro l’Europa che è talmente soggiogata che pure si prostra al suo wannabe carnefice :D)….eh no, lui volle la terza (poi quarta, quinta, sesta) presidenza ! e a mandato a escort tutto !

    *oggi non lo è più..è tornata agli ordini di Mosca

  30. Mauricius Tarvisii scrive:

    Leggo

    “La portavoce della Casa Bianca: “Quando Trump stabilirà che l’Iran non è più minaccia sarà come resa incondizionata”

    Quando il presidente Trump “in qualità di comandante in capo delle forze armate statunitensi, stabilirà che l’Iran non rappresenta più una minaccia per gli Stati Uniti d’America e che l’obiettivo dell’Operazione Epic Fury sarà stato pienamente raggiunto, allora l’Iran si troverà essenzialmente in una situazione di resa incondizionata”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riguardo alla richiesta del presidente Trump a Teheran di una “resa senza condizioni”. Gli Stati Uniti sono “sulla buona strada” verso la conquista del controllo dello spazio aereo iraniano.”

    Alla fine basta essere elastici nelle definizioni.

    • habsburgicus scrive:

      qualcosa di simile si ventilò anche a fine aprile 1945 da parte del comandante in capo Eisenhower -quando si prendeva sul serio il Werwolf una delle più grande bufale :D- però allora, poi, la resa -durissima e veramente senza alcuna condizione- ci fu
      volevo solo dire che se, marxianamente , la storia si ripete in farsa, beh Trump può allegare questo lontano precedente 😀

    • Puffo giardiniere scrive:

      Lo spazio aereo l’avevano conquistato anche in Yemen. Ma non è servito a niente.
      Oramai è pacifico che in Iran non ci sarà nessun cambio di regime. Anzi.
      E come se non bastasse….
      https://italy.news-pravda.com/world/2026/03/06/389341.html

      • Puffo giardiniere scrive:
        • Puffo giardiniere scrive:

          QatarEnergy ha dichiarato forza maggiore sulle esportazioni di GNL dopo l’interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz.
          Riprendere la produzione di GNL potrebbe richiedere settimane o mesi, poiché gli impianti devono essere chiusi quando lo stoccaggio si riempie e richiedono un lento processo di riavvio sequenziale per evitare di danneggiare le apparecchiature criogeniche.
          I mercati globali del gas stanno affrontando un significativo shock dell’offerta, con prezzi europei e asiatici in aumento di quasi il 50%, mentre le esportazioni di GNL degli Stati Uniti hanno poca capacità di riserva per sostituire la fornitura persa dal Qatar.
          https://oilprice.com/Energy/Natural-Gas/How-Quickly-Can-Qatar-Restart-the-Worlds-Largest-LNG-Export-Hub.html

          Il problema principale è la chiusura degli impianti petroliferi.
          Se il petrolio non viene portato via per nave attraverso lo stretto di Hormuz, quello che viene estratto non si sa dove metterlo.
          Quindi bisogna chiudere l’impianto. E questo vale anche per il gas.
          Oramai si avvicina il momento in cui questi impianti dovranno essere chiusi.
          Trump dovrebbe fare retromarcia prima che questo accada, altrimenti per riattivare l’impianto chiuso occorreranno dei mesi.
          Nel frattempo si fa senza petrolio o gas?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Puffo

            “Trump dovrebbe fare retromarcia prima che questo accada, altrimenti per riattivare l’impianto chiuso occorreranno dei mesi.
            Nel frattempo si fa senza petrolio o gas?”

            Immagino perè che possa essere utile privare il resto del mondo di petrolio e gas, facendo conto per un certo periodo su quello statunitense e del Venezuela (non a caso attaccato poco prima…).

            • Puffo giardiniere scrive:

              Petrolio americano e venezuelano

              Non so se essere relativamente autosufficienti dal punto di vista energetico, come lo sono gli USA metta al riparo da un crollo sistemico.
              In ogni caso la benzina e il diesel aumenteranno anche in america. E gli americani non tollerano l’inflazione al consumo.
              Sono già troppo impoveriti.
              Non so cosa abbia in mente Trump.
              Pare che dietro a certi colpi di testa non ci sia un progetto. E d’altra parte nel suo paese nessuno lo ostacola….boh.

              • Puffo giardiniere scrive:
              • Miguel Martinez scrive:

                Per Puffo

                “Turiel”

                Vedo che tocca un tema fondamentale, che nessuno sta considerando:

                “Irán sufre una grave crisis hídrica que llevó hace pocos meses a plantear la necesidad de evacuar Teherán, con toda la inestabilidad social que eso implica. Crisis hídrica que por cierto también es bastante grave en la vecina Irak. Al mismo tiempo, su vecina Afganistán está ahora mismo en guerra con Pakistán por la disputa de los recursos hídricos de un río compartido. Toda la región está en una situación precaria.”

                Tra l’altro, ci sarebbe molto da ridire su come il governo iraniano ha gestito l’acqua, alla Salvini – mega dighe, mega appalti, mega modernizzazioni, mega disastri..

                Credo che qualche commentatore (tu?) avesse già segnalato qui questo articolo:

                https://e360.yale.edu/features/iran-water-drought-dams-qanats

              • habsburgicus scrive:

                Non so se essere relativamente autosufficienti dal punto di vista energetico

                ma no, ci penseranno i pastori evangelici che hanno un filo diretto con i Piani Alti 😀 😀 😀
                susciteranno un miracolo e il petrolio sgorgherà dalle Montagne Rocciose : D

                P.S
                ogni volta che vedo un passtore evangelico mi sale il marxismo _D….e tendo a pensare che forse “la religione è l’oppio dei popoli” non è un’assurdità come invece pensavo (e ancora penso…quando mi riferisco ad altre, e più elevate, religioni)

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://scenarieconomici.it/oracle-e-openai-frenano-sul-mega-data-center-in-texas-i-costi-dellai-incontrano-la-realta/

                Non so niente di religione, avendone avuta un’overdose da bambino per sovraesposizione alle suore.
                Però mi sembrava pure una fede religiosa quella che portava masse di credenti a investire nell’IA.
                Ma l’intelligenza artificiale si è scontrata con la realtà.
                Non era altro che un Idolo fasullo.
                Gli uomini in fondo sono sempre uguali.
                Cercano qualcosa da idolatrare.
                Forse.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://solarthermalworld.org/news/proven-reliability-of-concentrating-collectors-in-coastal-and-dusty-conditions/

                Naturalmente, più aumentano i costi dei combustibili fossili, più il solare termico diventa un’opzione.
                Gli dai una passata di spugna ogni tanto e lui dispensa calore a medie temperature senza causare guerre o altro
                Ha pure la possibilità di immagazzinare il calore per restituirlo quando non c’è il sole.
                Si trova su una spiaggia di Cipro, forse esposto agli attacchi dei droni. Speriamo di no.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Puffo Giardiniere

                “Pare che dietro a certi colpi di testa non ci sia un progetto. E d’altra parte nel suo paese nessuno lo ostacola….boh.”

                Come sai, la mia ipotesi è che Trump sia, a modo suo, l’uomo giusto al posto giusto al momento giusto.

                Gente serissima – tutto l’apparato industriale militare, i padroni dell’energia, Silicon Valley – gli ha comprato la presidenza, perché serve uno che si impossessi per conto loro del pianeta Terra e delle sue risorse, velocemente e senza alcuno scrupolo.

                Un po’ come AH, con la differenza che il caporale austriaco aveva contro l’impero inglese, quello francese, la Russia e gli Stati Uniti; il nostro ha contro l’Iran e lo Yemen.

                E quindi al primo, gli hanno fatto una guerra mondiale appena ha preteso il Corridoio di Danzica. Al secondo, gli regalano le basi.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Si. L’acqua è uno dei miei motivi preferiti.
                Dopo il petrolio, per importanza, viene l’acqua.
                O forse è il contrario.
                Solo che del petrolio sarebbe meglio farne a meno, mentre l’acqua è fondamentale per la vita.

                Già che son qui segnalo l’esito di una elezione regionale in Germania.
                Visto che la Germania è l’Europa.
                I Verdi tengono alla grande. Purtroppo si dovranno alleare con Merz. Chissà cosa ne verrà fuori. Se poi Merz si allea con Afd io faccio le valigie e scappo in Siberia.

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://scenarieconomici.it/leuropa-e-larma-del-mercato-come-sfruttare-la-debolezza-economica-della-cina-per-salvare-la-nostra-industria/

                Oggi, per ragioni contrarie alla mia volontà, mi tocca imperversare.
                Va ben che non son robe da Puffi, ma se la Cina cerca un mercato e l’Europa ha il mercato, cosa converrebbe fare all’Europa?
                Anche perché proprio ieri quelli di Sbilanciamoci, suggerivano joint ventures con la Cina per fare dell’Italia un produttore di batterie ed auto elettriche.
                Più da qualche parte (oil price ma non mettono link per fretta) davano la notizia che la Cina si impegna a migliorare significativamente il riciclo dei pannelli solari.
                Oh, europei, muoversi…hop, hop!

              • Francesco scrive:

                >>> proprio ieri quelli di Sbilanciamoci, suggerivano joint ventures con la Cina per fare dell’Italia un produttore di batterie ed auto elettriche.

                Avvisa quei signori che la Cina ha un gravissimo problema di sovrapproduzione di automobili elettriche, con guerre di prezzo e imprese costruttrici alla canna del gas.

                Proporrò una Fatwa per impedire ai babbani di parlare di economia e perseguitare i cialtro-eretici all’interno di Hogwarts.

                Mi basta la Voodoo-economics di Trump.

              • Puffo giardiniere scrive:

                gravissimo problema di sovrapproduzione di automobili elettriche

                Se non ricordo male si tratta di un mercato limitato pure in Cina, (sovrapproduzione su poca roba) che può, anzi deve espandersi, mentre le auto a benzina resteranno ferme per mancanza di benzina.
                Tutto questo con la partecipazione, magari anche di aziende italiane.
                In attesa del boom delle velomobili a pedali.

              • Francesco scrive:

                ricordi male … un mercato di milioni di auto ma drogato dagli incentivi del governo

                una roba che noi liberisti-mercatisti ce la ridiamo di gusto, all’ennesimo esempio di perchè non è bene che i governi entrino nei mercati

                sempre in attesa di andare tutti in bicicletta

              • Puffo giardiniere scrive:

                https://pagellapolitica.it/fact-checking/diffusione-auto-elettriche-cina-mondo

                Francesco.
                Ma te le sogni di notte?
                Voi del libero mercato avete una bella fantasia, mi sa.
                E non solo voi. Anche certi politici nostrani che si reputano competenti.
                Anche se mi dicono che il decreto Bersani è stata una delle poche cose razionaliche siano state fatte in Italia. Ma io non ne so niente.

              • Francesco scrive:

                Bersani ha fatto delle cose ottime. Da allora cerca di rimediare recitando la parte del compagno Bottazzi (o anche peggio).

                Le auto elettriche in Cina sono la maggioranza delle vendite annuali, perchè diventino la maggior parte del parco circolante serve del tempo!

                Ciao

  31. Moi scrive:

    Oggi a Bologna ho visto una manifestazione pro Shah, con le bandiere pre 1979 … ce n’ era anche qualcuna degli Stati Uniti e di Israele, due simboli che almeno a Bologna penalizzano molto la popolarità e il “sostegno da tifo” a livello morale.

    • habsburgicus scrive:

      oltre agli iraniani c’erano tanti italiani ?

      • habsburgicus scrive:

        @Moi
        non trovi anche tu che la lentezza nel proclamare la nuova Guida indichi forti contrasti fra gli Esperti e quindi mostra che ciò che io dissi subito, che l’uccisione di Khamenei era un colpo durissimo in quanto sarebbe stato difficile sostituirlo nelle presenti condizioni, aveva qualche fondamento ?
        paradossalmente, si potrebbe anche fare a meno della Guida, in quanto vi è già un presidente, ancora vivo (il “moscio” Pezeshkian): ma ciò avrebbe implicazioni enormi in quanto significherebbe la fine di tuto il sistema khomeinista, basato sul velayah-e faqih, il cardine dell’Iran repubblicano islamico..insomma l’uccisione di Khamenei sarebbe stata da sola sufficiente se non a sconfiggere l’Iran almeno a distruggere il sistema khomeinista !

        P.S
        poi magari domani annunciano la scelta della nuova Guida..
        in quel caso, non leggete questo post 😀

      • Moi scrive:

        Erano poche persone, davanti le Due Torri, letteralmente (!) circondati da forze dell’ ordine in assetto di protezione, muro di scudi verso l’ esterno e manganello … le bandiere dello Shah non mi risulta fossero un problema , MA quelle di Stati Uniti e Israele SÌ : per i Centri Sociali è una provocazione estrema , una Dichiarazione di Guerriglia Urbana !

        Ho tirato dritto riuscendo solo a sentire slogan in Farsi.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Moi

          “Erano poche persone, davanti le Due Torri, letteralmente (!) circondati da forze dell’ ordine in assetto di protezione”

          Anche a Firenze ne ho visti, due o forse tre, con la bandiera imperiale, sul Ponte Vecchio. Sommersi tra i turisti e i venditori abusivi di poster.

  32. habsburgicus scrive:

    questo invece è lo stesso giornale di età rivoluzionaria, del 1357 (28 gennaio 1979 8 Bahman, lo Scià era già fuggito, Khomeini non era ancora arrivato)
    i tre in prima pagina (ultima, per loro) sarebbero da quanto ho capito tre ex-Primi Ministri messi a morte
    incominciano a comparire alcuni mullah
    https://mashruteh.org/wiki/images/7/7d/Ettelaat13571108.pdf

  33. habsburgicus scrive:

    lo storico numero che annuncia lo partenza dello Scià (16 gennaio 1979)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/01.jpg

    la folla abbatte la statua di Reza I (il padre)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/83.jpg

  34. habsburgicus scrive:

    questo annuncia una decisione storica: il “via libera” del Primo Ministro “imperiale” Bakhtiyar* al ritorno di Khomeini (29 gennaio 1979)
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/03.jpg

    *verrà ucciso in esilio dai sicari del regime islamico

  35. habsburgicus scrive:

    qui invece quando le cose andavano ancora a gonfie vele….lo Scià appariva saldo, aveva un forte Esercito e l’Iran sembrava un paese laico e secolare il cui unico pericolo erano i comunisti
    https://www.parstimes.com/history/revolution_clippings/85.jpg

  36. Puffo giardiniere scrive:

    Qualche soluzione è a portata di mano: bloccare la speculazione, decidere che i prezzi dell’energia per imprese e famiglie saranno fissati dal governo; al posto dei “bonus energia” usare le risorse per stabilizzare le tariffe. E’ questa la via più efficace – come hanno insegnato le recenti politiche di Spagna e Francia – per fermare l’inflazione e evitare che si diffonda al resto dell’economia. Per arrivare a un’autonomia energetica è necessario orientare le politiche di Eni e Enel – imprese a controllo pubblico – in queste direzioni. Si può lanciare un piano per le energie rinnovabili che arrivino in cinque anni all’80% del nostro fabbisogno energetico – siamo oggi al 40% – e, in questo modo, rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e l’impatto sul clima. Ci sono i fondi rimasti non spesi del Pnrr, perché non usarli per questo obiettivo?

    https://sbilanciamoci.info/siamo-sicuri-unagenda-per-metterci-al-riparo/

    Della serie: se Trump non annuncerà di aver stravinto in Iran e con questo farà marcia indietro e se ne tornerà a casa, l’Italia se la vedrà brutta.
    Possibili soluzioni.

    • Puffo giardiniere scrive:

      Mi verrebbe da dire: non tutti i mali vengono per nuocere, se i rimedi sono adeguati.
      Che poi con questo riarmo hanno rotto veramente. Le armi americane che costano una follia, nella pratica non reggono il confronto rispetto a dei droni giocattolo, e non dovremmo comprare quella roba lì?
      Ma dai….se vuoi il riarmo produci dei droni per conto tuo e basta.
      Circa.

  37. il modulo del dissenso informato scrive:

    Una delle cose più divertenti ma anche interessanti che trovai su X alla prima puntata di giugno scorso del “pappiamoci l’Iran” fu un video con Khamenei che si rivolgeva ad un assise istituzionale iraniana ( non mi ricordo se il parlamento o che ) e gliela menava che al giorno d’oggi un buon musulmano non deve pretendere di essere servito e riverito in famiglia e che invece è suo dovere sbattersi ad aiutare la moglie nelle faccende di casa .

  38. il modulo del dissenso informato scrive:

    Le uniche elezioni scippate in Russia furono quelle del 1996 ai danni dei comunisti di Zyuganov, che se ne dovettero stare quieti perchè l’esercito stava con Yeltsin.

    • Francesco scrive:

      se permette, la parola del prof Hasburgicus gode di un notevole credito

      meno le elezioni in Russia, ahimè

      • habsburgicus scrive:

        invero sul 1996 ha ragione (amicus Plato ses magis amica Veritas), anche se forse hanno fatto bene a non lasciar vincere Zjuganov 😀 e forse si esagerò un pochino sull’entità dei brogli..ai tempi anche Giulietto Chiesa ci fece un libro..dal tono più pessimista del mio solito 😀
        la piccola divergenza con me è che io riterrei che anche altre elezioni russe siano state “aggiustate” 😀 comunque interessa poco, adesso il focus è sul’Iran
        @Francesco
        grazie mille per la stima ! ricambiata

        • Francesco scrive:

          Non sono degno! l’unico merito che mi posso riconoscere è che di essere ignorante e fallibile.

          E concordo sull’aggiustate, il più possibile ex-ante che è molto meglio.

  39. il modulo del dissenso informato scrive:

    “anche se forse hanno fatto bene a non lasciar vincere Zjuganov”
    Questo tuo apparente favore per la catastrofe umanitaria che sono stati gli anni di Yeltsin per il popolo russo (ad esempio l’aspettativa di vita diminuì del 10% ) non ti farebbe onore.
    Non potremo mai sapere se Zyuganov avrebbe fatto peggio, anche se a non essere troppo faziosi si potrebbe tranquillamente ipotizzare che avrebbe fatto meglio, dato che se non altro ci vuol poco a far meglio dello schifo assoluto.
    Possiamo invece essere del tutto certi che con Zyuganov non ci sarebbe mai stato uno dei più grandi furti/truffe della storia politico-economica mondiale, l’operazione “prestiti contro azioni” della cupola degli oligarchi.

    • Francesco scrive:

      Mi permetto di non essere convinto. Peggio dello schifo assoluto è qualcosa che per i comunisti è la normalità.

      Tolti quelli emiliani, va bene.

  40. habsburgicus scrive:

    @Mauricius@tutti
    parrebbe abbiano infine eletto Mojtada https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-names-khameneis-son-mojtaba-new-supreme-leader-state-media-report-2026-03-08/
    però, siamo sempre lì…..è Reuters, quindi occidentale
    la medesima notizia l’ho vista su una fonte azera (peggio che andar di notte !)
    e su una fonte riconducibile a Dubai https://www.globalbankingandfinance.com/iran-names-khameneis-son-mojtaba-new-supreme-leader-state/
    gli iraniani continuano a tacere…e tace per il momento Xinha che già avrebbe ben altro valore

  41. Puffo giardiniere scrive:

    https://scenarieconomici.it/petrolio-verso-i-100-dollari-lo-scoglio-di-hormuz-e-lo-spettro-della-distruzione-della-domanda/

    La “distruzione della domanda”. Versione petrolifera secondo Turiel.
    Siccome non arriva il petrolio la società si impoverisce. Se si impoverisce
    1 non si investe nella ricerca petrolifera
    2 i pozzi meno economici vengono chiusi

    Quindi ci sarà ancora meno petrolio, e così via in una spirale perversa
    Adesso poi gli israeliani hanno bombardato depositi di petrolio iraniani.
    Gravissima cazzata.
    Questo significa che ora gli iraniani potrebbero prendere di mira il petrolio delle petromonarchie.
    Bruttissima faccenda.
    Gli americani non hanno gradito il gesto.

  42. Puffo giardiniere scrive:

    La nuova Guida Suprema iraniana

    Ma oramai si è visto che l’Iran quando si tratta di fare la guerra, non ha una struttura verticistica. Puoi ammazzarne mille di guide supreme, ma non succederà niente di che.
    https://italy.news-pravda.com/eu/2026/03/02/384023.html
    Anche perché ho il vago e personale sospetto che dietro ai riflettori, i veri registi in ombra di questa guerra siano Cina e Russia.

  43. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2026/03/07/389859.html

    Interessante guardare alla riserva petrolifera strategica americana.
    Tra l’altro questo lascia supporre che gli americani si siano fiondati in guerra senza pianificazione, sulla base di informazioni relative alla possibilità di decapitare velocemente i vertici iraniani, come in effetti è successo, nell’ingenua convinzione che poi l’Iran si sarebbe sgretolato da solo, in stile Venezuela.
    Grande cazzata pure questa.
    Bisogna conoscere il nemico. E anche se stessi.
    Lo diceva Sun Tzu, che era un cinese. (Manco a farlo apposta).
    Dico troppo?

  44. Moi scrive:

    Ma che è la storia che Russia, Nord Corea e Cina si schierano con l’ Iran ?
    … D’altronde NON capisco neppure perché Trunp non voglia ripristinare uno Shah Grato a Washington .

    • Puffo giardiniere scrive:

      Schierarsi è dir troppo.
      https://youtu.be/Fl-beou6MbY?si=KJe6NWsQGsHQrCbl
      Non la guardi la Kina?

      Trump guida un paese internamente allo sbando. Non dico altro.
      Basta.
      Ci si risente dopo l’Apocalisse. In paradiso, naturalmente.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Ehm, pardon, l’Apocalisse può attendere…
        Trovo questo prodigioso articolo
        https://lesakerfrancophone.fr/la-guerre-contre-liran-plus-de-defense-antimissile-ciblage-par-lia-represailles-locales
        Il modello di ragionamento o1 di OpenAI è sbagliato nel 16% dei casi. Il loro nuovo modello o3? Nel 33% dei casi. Il loro più recente o4-mini? Nel 48%. Quasi la metà di ciò che il loro ultimo modello dice potrebbe essere sbagliato. I modelli “più intelligenti” in realtà stanno diventando sempre peggiori nel dire la verità.

        Più il modello IA è potenziato e più produce dei risultati “allucinati”.
        È il trionfo della Patafisica. Che meraviglia.
        E adesso crolli pure il mondo.
        Ommmm.

    • habsburgicus scrive:

      non voglia ripristinare uno Shah

      @Moi
      tu sai quanto a me piacciano i Pahlavi la cui caduta nel 1979 ritengo una catastrofe autentica (ciò non mi impedisce di “rispettare” anche il regime islamico, ma si sa, io sono eccentrico :D)
      tuttavia Reza (II) ha meno appoggio di uno di Casa Pound a Livorno 😀 ciò è triste e io lo deploro, anche se Reza (II) ci ha messo del suo a divenire così impopolare, ma gli iraniani -quelli “veri” non quelli ormai deiranizzati che vivono in occidente e che mi starebbero pure simpatici ma non contano nulla e sono ormai estranei alle masse iraniane- lo aborrono
      Trump è fesso, ma non fino al punto di sacrificare 100.000 americani per far piacere ai Pahlevi..eh sì, per restaurare i Pahlevi sarebbe verosimilmente necessaria un’operazione di terra stile sbarco in Normandia….e poi bisognerebbe per qualche mese impiccare a destra e a manca, senza fermarsi…Trump non è pronto per questo..e non per bontà d’animo 😀
      forse sarebbe possibile -e mi scuso con te perchè vedo ora che hai usato l’indeterminativo “uno Shah”- instaurare una dinastia ex-novo, magari pescandola fra i principi di epoca Qajar…ma non sarebbe facile neppure ciò, a meno di un collasso improvviso del regime islamico

  45. habsburgicus scrive:

    il compagno Guo Jiakun (membro del Partito), portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica popolare cinese, ha dichiarata che la nomina di Mojtaba Khamenei è conforme alla Costituzione iraniana e che la Cina prende atto della sua nomina…non ha aggiunto altro
    quindi i cinesi lo riconoscono ma visto il linguaggio usato non sembrerebbero proprio esultanti 😀

  46. Puffo giardiniere scrive:

    Trump: “La guerra è quasi completata e potrebbe cessare presto”
    Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha appena dichiarato a CBS News che la guerra con l’Iran è “quasi completata” e ha segnalato che i combattimenti potrebbero cessare presto.

    Questo spiega il vorticoso movimento di discesa nel prezzo dei future su Brent e WTI cui abbiamo assistito nell’ultima mezzora.

    Giubbe Rosse

    Bene. Mi trovo sveglio alle tre fi notte, ma almeno una buona notizia.
    Sempre con riserva, dato che di quello che dichiara Trump non ci si può mai troppo fidare
    Cosa poi questo significhi….
    Potrebbe significare molto, a dire il vero.
    Se è vero.

  47. Francesco scrive:

    Parrebbe che le peggiori letture su questa guerra siano corrette. Anche se credo che la maggior parte dei giornalisti italiani spacci le proprie illazioni e i propri pregiudizi per notizie.

    Il Trump ha fatto il peggio possibile ed, essendo circondato da giovani che gli obbediscono, non ha trovato nessuno che lo fermasse.

    Speriamo bene. Per tutti.

    • PinoMamet scrive:

      Pensavo stamattina che i Bush, che all’epoca detestavo, e ancora detesto, hanno avuto almeno il coraggio di fare una guerra vera , anzi due, contro Saddam.

      la prima giustificata: Saddam Hussein aveva invaso un altro paese.
      La seconda molto meno (le “armi di distruzione di massa”…)

      Trump
      (ho letto ora che è uscita una biografia che si intitola “Sempre troppo e mai abbastanza”: non so come sia, ma il titolo è azzeccatissimo)

      non mi pare che abbia la stoffa del condottiero.
      Gli piace spararsi le pose, quello sì, gli piace proclamare di aver vinto e fare il galletto, ma non ha sembra aver compreso la differenza che c’è tra il proclama e la realtà.

      Quando si cominciano le guerre bisognerebbe poi anche finirle. Invece lui fa un casino dopo l’altro, urla, pesta i piedi, dice di essere il più forte, e alla prima difficoltà abbandona chi ha creduto in lui.
      Pessimo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma lui non voleva fare le guerre: si era solo offeso perché non gli avevano dato il Nobel per la Pace.

      • Francesco scrive:

        Veramente Bush sr, quello saggio, fece metà guerra e causò infiniti disastri. Troppo prudente, troppo legalista, mancava di visione.

        Il Bush jr. quello fesso, liberò l’Iraq da Saddam e fallì nel creare qualcosa al suo posto, per circa 10 anni.

        Ma credo che il 50% della colpa vada alle potenze europee che crearono l’Iraq a Sanremo.

        Trump mi rifiuto di considerarlo, se non come sintomo. Ti faccio un esempio: la Commissione Diritti Umani dell’ONU.

        Ciao

        • PinoMamet scrive:

          Beh, metà guerra: lo scopo era liberare il Kuwait, e lo raggiunse.
          Detronizzare Saddam non credo fosse previsto, perlomeno non ufficialmente.

          • Francesco scrive:

            E’ questo che chiamo tragica mancanza di visione di Bush sr.

            Dopo che non invase l’Iraq, ci fu lo sterminio degli sciti e otto anni di embargo. Oltre alla fine delle speranze di democrazia per il MO.

            Gli anni ’90 sono stati uno spreco incredibile.

        • Peucezio scrive:

          Trump è solo un signore sotto ricatto che si barcamena e siccome deve sempre fare il gradasso, perfino sotto ricatto fa finta di voler spaccare il mondo.

          • PinoMamet scrive:

            Non credo a questa cosa dei ricatti.

            Penso che tu ti riferisca al suo presunto coinvolgimento nel caso Epstein, che se si fosse chiamato John Smith non avrebbe suscitato neanche metà della dietrologia e del complottismo che si legge sui mezzi di informazione.

            Non basta chiamarsi Qualcosastein o Taldeitaliberg per aver dietro il Mossad.

            Si tratta semplicemente dei giudici americani che fanno il loro lavoro, male o bene come i giudici di tutto il mondo, non di un ricatto internazionale dai contorni misteriosi, per il quale Trump sarebbe costretto a fare gli interessi di Netanyahu.

            Li faceva benissimo anche prima…

            • Peucezio scrive:

              Non c’è nulla di misterioso, lo sanno anche i sassi che larga parte della classe dirigente americana è sotto ricatto per ‘sta storia dei file di Epstein. Secondo te perché mai filmava tutto?

              • Francesco scrive:

                Dai Peucezio, quando esce una storia che conferma in pieno le mie aspettative io so per certo che sono palle!

                Anche se la spiegazione alternativa, che Bibi e Donald sono solo due teste di cazzo al comando, non è molto consolante.

                Mi tocca puntare la mia fiche sulla VDL e sulla UE.

                Poi dicono che uno si dà alla vodka.

                😉

              • Peucezio scrive:

                Ma io non avevo minimamente aspettative simili.

                Semmai il caso Epstein ha scompaginato molte mie certezze, perché io ero convinto che i ceti dirigenti occidentali attuali moralisti lo fossero davvero, mentre devo rivedere la mia idea, almeno per i vertici: è vero probabilmente come sensibilità diffusa di ceto, ma una cosa è la classe dirigente, una cosa il ceto dirigente: la prima pesca nel secondo, che è molto più ampio.

            • PinoMamet scrive:

              Per qualunque motivo lo facesse (il più probabile è a garanzia contro i ricatti altrui) Epstein era una persona, ed è morto.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/23/epstein-mossad-fbi-rapporto-servizi-segreti/8301528

              Però se era l’FBI a considerare Epstein legato al Mossad probabilmente non lo faceva per dietrologia.

              • PinoMamet scrive:

                Questo lo scopro da te, devo dire che mi sono sempre disinteressato alla questione.

                Leggo che a collegare Epstein al Mossad sarebbero due “personalità controverse”, che suppongo sia il modo elegante di dire cazzari.

                Comunque da “persona contattata dal Mossad” a “Israele ricatta Trump” c’è un bel salto…

              • Peucezio scrive:

                Dai, Pino,
                un ricchissimo imprenditore ebreo non filma mezza classe dirigente occidentale mentre scopa con le bambine senza avere alcun rapporto con le lobby ebraiche.

                Va bene l’ossessione anticomplottista, ma è quasi come dire che l’aereo di Mattei è caduto per caso.

              • PinoMamet scrive:

                “un ricchissimo imprenditore ebreo”

                se invece era non ebreo allora lo faceva per caso?
                😉

                Certo che non li filmava per caso, è il nesso Epstein-Mossad che mi sembra piuttosto labile

                (un ricco imprenditore ebreo può essere stato contattato dal Mossad?
                certo.
                è sicuramente un suo agente, tutto quello che fa lo fa per Israele ecc.?
                No, non è certo per niente, e anzi è piuttosto improbabile.

                Israele sta ricattando Trump con i filmati del caso Epstein?

                Improbabilissimo, il caso Epstein riguarda l’America, non è assolutamente detto che il Mossad ne sappia di più dell’uomo della strada americano- forse un filino di più, dai, ma non esageriamo- e soprattutto non c’è nessun bisogno di ricattare chi sta già dalla tua parte anzi mi sembra in genere una pessima politica)

              • Peucezio scrive:

                Mossad, lobby ebraiche americane collegate a Israele, vai a sapere…

                Beh, un conto è essere dalla tua, un conto bombardare i tuoi nemici anche quando sono molto coriacei.

              • PinoMamet scrive:

                Bombardare i nemici mi sembra la prassi normale, senza tirare in ballo lobby ebraiche..m

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                già, allora ci mettiamo a bombardare Russia e Cina, visto che sono nemici…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “anche prima”

              Vero.

              Però sta di fatto che il padre della compagna-complice di Epstein al suo funerale ha avuto non so quanti dirigenti del Mossad a presentare le condoglianze alla famiglia.

              Ora, da un lato abbiamo un vecchio satiro cui Epstein forniva le ragazzine e che è diventato presidente degli USA.

              Dall’altro, il capo del governo da cui dipende il Mossad è atteso da una sfilza di processi non appena cessa il legittimo impedimento causato dalla presenza di conflitti armati in cui il suo Paese è coinvolto.

              Così, non occorre essere particolarmente complottisti per sospettare che il capo del governo in questione suscita un conflitto dopo l’altro, trascinandovi dietro gli USA il cui presidente tiene letteralmente per le palle.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. hai presente quando i piloti Statunitensi scrivevano “saluti a Hirohito” sulle bombe d”aereo per il Giappone? Circola in Rete un meme col missili Iraniano che riporta la scritta “In memoria delle vittime di Epstein”.

              • Francesco scrive:

                1) adesso i dirigenti del Mossad si fanno beccare ai funerali dei loro “amici” per rivelare a tutto il mondo il fatto? ha ragione Pino a dire che sono sopravvalutati

                2) il legittimo impedimento che salva Bibi è una tua fantasia, vero, non una norma di legge in Israele?

                3) potrebbero pensare alle vittime del regime iraniano, che si contano a migliaia in questi decenni. Non ho mai apprezzato l’umorismo dei boia.

                Ciao

              • roberto scrive:

                francesco

                “1) adesso i dirigenti del Mossad si fanno beccare ai funerali dei loro “amici” per rivelare a tutto il mondo il fatto?”

                in effetti 🙂

              • Peucezio scrive:

                Diciamo,
                volendo analizzare la cosa da un punto di vista meramente politico, prescindendo da ogni eventuale retroscena, che gli USA sono decenni che hanno una politica molto filoisraeliana, ma non hanno mai trascurato i loro interessi, soprattutto nelle imprese belliche più impegnative. In Iraq avevano convenienza (o credevano di averne) ad andarci, perché speravano di controllare il rubinetto del petrolio.
                Qui stanno andando palesemente contro il proprio interesse.
                Sia cioè contro l’interesse degli USA, che non hanno nulla da guadagnare da questa guerra, che contro quello elettorale dello stesso Trump, che, causa inflazione e tutto il resto, prenderà alle elezioni di mezzo termine una legnata ancora maggiore del previsto.
                Quindi qui l’impressione della guerra puramente al servizio d’Israele, anche indipendentemente da Epstein, è molto forte.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                oppure Trump è davvero un cretino, come il 100% degli indizi suggerisce.

                E a questo giro non c’è un Cheney a tenerlo a bada ma dei ragazzotti senz’arte nè parte.

                Certo che gli USA hanno interesse a questa guerra ma non certo per come sta venendo combattuta.

                Che davvero siamo a metà tra un videogame per C64 e l’illusione che l’Iran sia come il Venezuela di Maduro.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Non credo che impedire che l’Iran abbia il nucleare sia contrario agli interessi degli USA.

                Neppure proteggere Israele è contro gli interessi USA.

                E non sarebbe contro gli interessi USA neppure mettere un governo amico in Iran.

                Del resto, cosa ha da guadagnare l’America dall’affrettarsi a concludere una pace tra Russia e Ucraina, a vantaggio della prima??

                Assolutamente niente.
                Neppure fare un dispetto agli europei (che invece hanno tutto da perdere, economicamente e come coesione, dal prolungamento della guerra).

                eppure Trump ci si impegna lo stesso, e lì non c’entra niente né Epstein né il Mossad.

                Soltanto gli sta sul cazzo Biden e tutto quello che ha iniziato Biden, e sogna il Nobel per lap ace a causa della sua megalomania.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                e in che modo avrebbero interesse? Come avrebbero dovuto combatterla?

              • Francesco scrive:

                Vediamo quali mi sembra siano gli interessi USA in ballo.

                1) impedire che l’Iran abbia l’atomica.
                1.1) meno Stati hanno la bomba, maggiore è il potere di chi ce l’ha.
                1.2) impedire che altri Stati nell’area partano con loro programmi atomici.
                1.3) l’Iran degli Ayatollah è un nemico “per definizione” e un potente fattore di disordine in MO. Con la bomba atomica, è quasi intoccabile.

                2) se gli USA potessero riportare l’Iran dalla loro parte, come ai tempi dello Shah, il loro potere in MO crescerebbe moltissimo e questo ha un grande valore nel confronto con la Cina.

                Tutto questo non mi pare avere nulla a che fare con Israele, anzi il valore di Israele come alleato degli USA verrebbe molto “diluito” se l’Iran tornasse amico.

                Come combattere questa guerra? non sono uno stratega ma mi pare che sinora siamo a un caso di scuola dei corsi “limiti del potere aereo”, “la novità droni nella guerra moderna” e “alla fine la maledetta fanteria deve andare a prendere il nemico per fargli firmare la pace”.

                Oltre che del seminario “arma i nemici dei tuoi nemici, così dovrai usare meno soldati tuoi”.

                Trump mi convince ogni minuto di più di essere un imbecille che crede che tutto il mondo sia al suo livello.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                perché allora non l’ha impedito al Pakistan?
                Beh, l’Iran combatte l’internazionale salafita. Questo può creare qualche disordine in effetti, ma non vedo cosa c’entrino gli USA. A parte le affinità teologiche coi salafiti e l’odio per le antiche chiese cristiane orientali (e forse è proprio lì il punto).

                Circa il condurre la guerra, non ho mica capito come, secondo te, si poteva condurre meglio di così.

              • Francesco scrive:

                L’Iran è tra i responsabili delle guerre civili infinite in Libano e Yemen, mi pare. E della deriva “o noi o loro” in Palestina.

                E della perdurante violenza e instabilità dell’Iraq.

                Non è esattamente la mia idea di eroici difensori degli sciti.

                Il Pakistan si è fatto la Bomba a sorpresa, avendo come riferimento l’India. E conferma, secondo me, che non è affatto facile impedire a un paese di farsi la Bomba, che ci deve essere una parte preponderante di convincimento politico.

                Sulla guerra, posso solo dirti che una guerra dall’aria ha sempre fallito.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                meglio un po’ di caos locale, del tutto gestibile, che la pax ebraico-salafita.

                Per inciso, con Assad non c’era caos, è arrivato da quando hanno cominciato a volerlo far cadere.
                Idem in Iraq con Saddam (sempre fatto cadere da USA con appoggio e plauso di Israele).
                Il Libano era stabile finché non sono arrivati gli israeliani e voler bombardare i profughi.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                scusa ma devo darti 4 in storia del Medio Oriente!

                hai citato tre casi e sono tre errori clamorosi

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                “Il Libano era stabile finché non sono arrivati gli israeliani e voler bombardare i profughi.”

                Questa la sapevo un po’ diversa…. 😉

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, la fantastoria…

                A questa stregua diciamo pure che la guerra l’ha dichiarata il III Reich a Francia e Inghilterra e che gli USA l’hanno dichiarata loro al III Reich.

              • PinoMamet scrive:

                Peucè “il Libano era stabile ” nel 1980???
                Nun se po’ sentì…

                E la causa dell’instabilità erano proprio i profughi palestinesi, schierati CONTRO la comunità cristiana.

                Alla faccia della “alleanza ebraico salafita in odium christianorum ” e via blondettando…

              • Peucezio scrive:

                I maroniti sono stati gli unici cristiani filo-ebraici di tutto il Medioriente (ma proprio gli unici; chissà come mai…) e se ne sono pure pentiti.

              • PinoMamet scrive:

                ” chissà come mai…”

                Perché hanno conosciuto i palestinesi, Peucè .

              • Peucezio scrive:

                Certo, che cattivi i palestinesi: gli togli la terra e s’incazzano pure!

                Come gli indiani d’America, gente naturaliter malvagia, proprio di indole.

                Cet animal est très méchant: quand on l’attaque il se défend.

                Peccato che siano proprio i preti e vesvovi catapultati in Palestina a essere i più critici verso Israele.

              • PinoMamet scrive:

                Si “incazzarono “…. diciamo che diedero uno spintoni decisivo per rompere il precario equilibrio di un paese multi-confessionale che li ospitava, trasformandolo in una base per pa guerriglia contro un altro paese e, alla fine, in un massacro tutti contro tutti.

                Comunque tutto il contrario del paese “stabile finché Israele non ha voluto bombardare i profughi”:

                un paese incasinato che aveva appena avuto un decennio di massacri, attentati terroristici, interventi stranieri (l Siria) e scontri tra milizie, non ultima quella palestinese.

                Come la descrivi tu sembrava “Israele un bel giorno decide di bombardare dei poveri profughi innocui, perché è tanto cattivo “…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “guerriglia contro un altro paese”

                Certo che in quanto a ‘victim blaming’ sei insuperabile.

                La tua faccia tosta nel definire ‘guerriglia contro un altro paese’ il tentativo di riprendere le proprie case a chi gliele ha rubate è ammirevole.

                Adesso la colpa dei guai del Libano sono i rifugiati Palestinesi, non di chi li ha costretti ad andarci.

                Proprio vero che come si dice dalle mie parti ‘chi no chianze no tetta’.

                Ti ammiro, davvero.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Pino

                come vedi la storia è una materia molto divertente e malleabile!

                la lettura che ne fa Andrea è, in più, pure spassosa

                altro che noiosi convegni di parrucconi

                PS ci sarebbe pure il Settembre Nero, a proposito di palestinesi e fratelli arabi

              • PinoMamet scrive:

                “Adesso la colpa dei guai del Libano sono i rifugiati Palestinesi”

                sì, un bel po’ dei guai del Libano, dagli anni Settanta in poi, sono dovuti ai rifugiati palestinesi, da quando l’OLP decise di spostare la sua bade per la guerriglia terroristica contro un altro paese dalla Giordania al Libano.

                Visto che i cari profughi palestinesi, Santi e SempreVergini, avevano minato il fragile stato di Giordania, istituendo uno stato-nello-stato che agiva come una specie di super mafia armatissima (portando al Settembre Nero).

              • PinoMamet scrive:

                Per il resto…
                OMDAF!

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                mi riferivo ai palestinesi in generale.
                Che poi l’instabilità del Libano sia dovuta a più concause non ho motivo di negarlo.

              • Peucezio scrive:

                Certo è che senza Israele non si sarebbe mai posto il problema e i vicini sarebbero campati in pace, perché non ci sarebbero stati profughi palestinesi.

                Per inciso, oggi, e non da oggi, chi bombarda e occupa il Libano è Israele, non altri. E muoiono islamici, cristiani, palestinesi, libanesi, ecc.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Profughi palestinesi

                Se un’ondata di profughi goti in fuga dagli Unni mise in crisi l’Impero Romano, un’ondata di profughi palestinesi in fuga dagli israeliani non poteva non mettere in crisi dei fragilissimi paesi mediorientali.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Andrea”

                Francesco, tu sei uno che – di certo sinceramente – venera un amichetto di Pinochet.

                Potrò mai aspettarmi che tu possa ricordare chi è stato l’autore della Nakba, e chi la vittima?

                Certo che ce l’avete proprio per vizio, voi filoUccidente, ad ammirare governi nati dallo sterminio di civili!

                Guarda caso, chi sostiene i sionisti di regola sostiene anche i banderisti e viceversa. E tutti quanti ammirate il paese dello sterminio dei Pellerosse e delle duecentoventi guerre in duecentocinquant’anni.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “guerriglia terroristica contro un altro paese”

                Massì, anche i nazisti dicevano che i Partigiani erano banditi, gli austriaci dicevano che i Carbonari erano sediziosi, i banderisti dicevano che i Russi del Donbass erano terroristi, francesi e statunitensi dicevano lo stesso dei Vietcong e tutti gli occupanti dicono che quelli della Resistenza sono fuorilegge

                Storia vecchia.

                Resta il fatto che senza un’occupazione una Resistenza all’occupante non esisterebbe.

                Hai voglia a massacrare , minacciare e bombardare. Se non si riesce a sterminare la maggioranza degli oppressi (come coi Pellerossa), di solito prima o poi va a finire che gli occupanti finiscono con l’assaggiare la loro stessa medicina.

                Lo schema si ripete periodicamente. Lo aveva già notato Marx.

                E in questi decenni lo sriamo vedendo ripetersi sotto i nostri occhi: dal Mekong, al Dniepr, al Giordano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  48. roberto scrive:

    della teoria secondo la quale il mossad terrebbe per le palle Trump per via di Epstein, la cosa che non capisco è che gliene frega a Trump…in fin dei conti anche se si provasse senza ombra di dubbio che è satana in persona e che mangia neonati, gli adepti della setta maga semplicemente direbbero “hey I voted for this, Biden is a crook stop to wokeness”

    • Peucezio scrive:

      A parte che ricatto può anche significare che ho in mano cose che se saltano fuori passi il resto dei tuoi giorni in gattabuia.
      Ma gli americani sai benissimo che sono moralisti, a maggior ragione sul sesso: non è mica in Italia con Berlusconi (che comunque non frequentava gli stupratori di bambine).

      Jack Angeli, quello con le corna, per dire il primo esempio “illustre” (o meglio “fanatico”) che mi viene in mente, si è già distaccato da Trump appena saputo che conosceva Epstein.

    • Peucezio scrive:

      Gattabuia se gli va bene. Ora quei pazzi parlano di pena di morte per gli stupri di minori.

    • Francesco scrive:

      in effetti non avrebbero tutti i torti! e la Harris molto peggio di Biden

      rivoglio Kennedy e Nixon, Carter e Reagan!

      😉

      • roberto scrive:

        Francesco,

        Vabbè la battuta ma non credo che la Harris in 14 mesi sarebbe stata capace di sconvolgere i rapporti internazionali, trasformare gli usa in una specie di Stato poliziesco e trascinare l’umanità in una guerra che chissà come finirà

        • Peucezio scrive:

          Eh, mica detto.
          Magari si metteva a provocare la Russia, che è immensamente più forte e pericolosa dell’Iran.

        • Francesco scrive:

          Vero.

          Avrebbe potuto fare danni immensi all’umanità sul piano culturale, però.

          Le guerre sono brutte ma siamo abituati.

          Il pensiero woke, invece, è una folle novità a cui il mondo della Harris sembra credere davvero e in grado di farci marcire da dentro. Consiglio la lettura del Guardian, per capire di cosa parlo.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Tanto siamo già marciti: il woke è un sintomo, non una causa.

            Comunque i culattoni almeno non ti ammazzano. La guerra sì.

          • Peucezio scrive:

            E in questo senso l’ascesa di Trump è anch’essa un sintomo, a suo modo.
            È ancora presto per valutare se è un sintomo di qualcosa di meglio o di peggio di ciò di cui era sintomo il woke.

            • Francesco scrive:

              Entrambi potrebbero essere sintomi di una civiltà giunta al collasso, incapace di produrre classi intellettuali e dirigenti degne.

              Ma spero sempre che sia una fase temporanea.

              Ciao

              • Peucezio scrive:

                “Entrambi potrebbero essere sintomi di una civiltà giunta al collasso, incapace di produrre classi intellettuali e dirigenti degne.”

                Su questo non ci piove!

                “Ma spero sempre che sia una fase temporanea.”

                Eh, lo spero anch’io, ma il guaio è che è un problema strutturale, quindi potrebbe volerci tempo per riprendersi.

              • Francesco scrive:

                se fosse un problema strutturale, ogni ripresa non può che essere illusoria, non credi?

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Beh, strutturale non signifca eterno.

              • Francesco scrive:

                a me fa venire in mente un difetto che non può essere corretto se non cambiando tutto

                ciao

  49. Puffo giardiniere scrive:

    Trump e il ricatto Epstein

    Se Trump non trova il modo di disimpegnarsi dalla trappola in cui si è cacciato prima che si esauriscano le riserve strategiche, altro che Epstein. Rischia che lo prendono e gli tirano il collo.
    Anche perché ci sono criticità economiche e finanziarie che oramai sono in procinto di degenerare.
    Ma se Trump se ne dovesse andare, per Israele la guerra non finirebbe di conseguenza.
    E se Trump abbandona Israele al proprio destino, qualcuno in patria gliela farà pagare.
    Per Teump non ci sono vie d’uscita a gratis, direi.

    • Peucezio scrive:

      Che poi è fesso.
      Ci sarà anche chi può pubblicare qualcosa che lo distrugga, ma finché è presidente può sempre schiacciare un famoso pulsantino e incenerire qualcuno.
      Ovviamente mica si fa, basta la minaccia.

      • Francesco scrive:

        secondo te Trump può minacciare di lanciare la Bomba su Tel Aviv o anche su Parigi o Berlino? ma in che fumetto di quart’ordine?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Tel Aviv”

          Trump non lancia la Bomba su Parigi o Berlino perché a Parigi la Bomba ce l’hanno e perché la Germania e’ incredibilmente anche più appecoronata dell’Italia agli USA (Merz è un dirigente di BlackRock).

          E non la lancia su Tel Aviv perché nell’organizzare omicidi mirati il Mossad è effettivamente imbattibile.

          In compenso, chi la Bomba ce l’ha, non è soggetto ad alcun controllo e sta rimediando una figuraccia dopo l’altra è Netanyahu.

          Dal responsabile di un genocidio che viene sbugiardato di fronte ai suoi stessi elettori che vedono metà dei razzi Iraniani e degli Hezbollah passare l’Iron Dome ed esplodergli in casa mi aspetto di tutto.

          Dubito che si faccia problemi di fall-out sui civili Pakistani o Turkmeni, dopo la nuvola di gas petroliferi velenosi che il bombardamento sulla raffineria a Teheran ha provocato.

          Anche se poche nazioni come l’Iran, con la sua orografia e la sua difesa a mosaico, sono così poco suscettibili a un attacco atomico.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Insomma, hai scritto una cazzata e per difenderla ne hai aggiunte altre quattro.

            In più, l’astio anti Netanyahu puzza di antisemitismo lontano un milione di kilometri.

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          secondo te Trump può minacciare di lanciare la Bomba su Tel Aviv o anche su Parigi o Berlino? ma in che fumetto di quart’ordine?”

          Mors tua, vita mea.
          Ovviamente mica pubblicamente. Voi pubblicate i documenti che dimostrano mie responsabilità gravissime relative al caso Epstein? Sappiate che vi può succedere quello e fate i vostri calcoli.
          Solo che gli viene molto più comodo obbedire, che glie ne frega che l’America va a puttana, tanto lui non ci perde comunque, ricco com’è.

          • Francesco scrive:

            >>> Sappiate che vi può succedere quello e fate i vostri calcoli.

            Vero che Trump sembra un caso psichiatrico e che abbiamo avuto esempi preclari di cosa possono fare questi casi. Ma direi che siamo sempre nel fantasy di basso livello.

            La politica non ha mai funzionato così, che io sappia.

    • PinoMamet scrive:

      “soprattutto non c’è nessun bisogno di ricattare chi sta già dalla tua parte anzi mi sembra in genere una pessima politica”

      Mi auto-cito poco elegantemente per sottolineare questo fatto: non conviene mettersi contro il proprio alleato;

      specialmente quando si tratta del presidente, umorale e megalomane, della più grande superpotenza mondiale 😉

      Mi sembra che alcuni qui abbiano una esagerata… stima di Israele e del Mossad, ai quali attribuiscono un potere, delle conoscenze e una influenza del tutto fuori dal realismo.
      Mentre gli USA sarebbero un branco di sprovveduti.

      Poi Trump ha mezza famiglia ebrea, o quasi.

      Se- Se- SE- il Mossad può fare qualcosa per lui- e non è affatto detto che ne abbia bisogno o che il Mossad sia in grado di farlo- lo farà per proteggerlo, non per ricattarlo.
      Non c’è nessun motivo di ricattare uno che sta dalla tua parte, tanto che in Israele lo paragonano a Ciro il Grande e gli dedicano le strade.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “Ciro”

        Diciamo così: non sappiamo se Trump sia sotto ricatto di Netanyahu. Sappiamo che Trump si comporta esattamente come se lo fosse. Agli effetti pratici è lo stesso.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          https://giubberosse.substack.com/p/gli-stati-del-golfo-rivalutano-la?triedRedirect=true

          Con ogni probabilità Trump ha deciso lui stesso, insieme a pochi altri
          “uomini d’affari e negoziatori, non politici di carriera”.
          Dilettanti allo sbaraglio, evidentemente
          Le (gravi) conseguenze ora si vedono.

          • Francesco scrive:

            Ma se ieri scrivevano che il principe dell’Arabia Saudita era mesi che brigava perchè Trump facesse la guerra? mentre in pubblico negava giurando sulla testa dei suoi cugini rivali al trono!

            😉

            • Puffo giardiniere scrive:

              Credevano di essere difesi dagli Stati Uniti in cambio dei loro investimenti in dollari.
              Ma si è visto che le basi militari servivano principalmente per difendere Israele.
              Questioni di radar. Che poi sono stati distrutti con droni giocattolo rivestiti di peluche, o comunque missili scassati di vecchio tipo.
              A questo punto penso che si saranno alquanto incazzati.

        • Francesco scrive:

          Non esattamente.

          Anzi, direi che se X fa una cosa per convinzione o se la fa perchè sotto ricatto sono due situazioni molto ma molto diverse.

          Se non nell’immediato, già nel breve periodo.

          Questo al netto dell’evidente fattori psichiatrico di vedere la politica internazionale come un complotto giudaico e di maniaci sessuali.

          Poi dicono dei cattolici reazionari e delle loro fissazioni.

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesci

            “nel breve periodo”

            Tutto dipende dalla natura del ricatto.

            Se Trump ha mandato a morire dei soldati USA per coprire i suoi balletti rosa ciò lo rende ricattabile a vita.

            Già la Ghislaine Maxwell ha chiesto l’immunità in cambio di una propria dichiarazione che scagioni Trump (e Clinton).

            Ripeto: conta poco se Trump sia ricattato o no. Conta che sembri ricattabile. E che lo sembri pare indubbio.

            Del resto, questa aggressione sembra venire a fagiolo per fare scomparire la faccenda di Epstein dai titoli dei telegiornali.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              >>> Del resto, questa aggressione sembra venire a fagiolo per fare scomparire la faccenda di Epstein dai titoli dei telegiornali.

              E già, le cancelliere fanno la politica mondiale seguendo i titoli dei giornali.

              Dai, cavolo, sembri la biondina portavoce di Trump per il livello degli argomenti!

              🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “biondina”

                Tu davvero credi che Trump ragioni a un livello più profondo di quella biondina.

                Sei incredibile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Per una volta devo riconoscere la validità del tuo argomento!

                🙂

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Mi sembra che alcuni qui abbiano una esagerata… stima di Israele e del Mossad, ai quali attribuiscono un potere, delle conoscenze e una influenza del tutto fuori dal realismo.
        Mentre gli USA sarebbero un branco di sprovveduti.”

        E infatti è esattamente così.
        Gli americani non sprovveduti sono gli ebrei americani, gli altri sono quattro bovari.

  50. Peucezio scrive:

    Pino,
    Ti rispondo qui punto per punto, che è più comodo.

    “Non credo che impedire che l’Iran abbia il nucleare sia contrario agli interessi degli USA.”

    Ma sappiamo che questo pericolo non esisteva e comunque alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta.
    Alla Corea del Nord comunque l’hanno lasciato fare ed è altrettanto antiamericana se non di più.

    “Neppure proteggere Israele è contro gli interessi USA.”

    Perché mai?

    “E non sarebbe contro gli interessi USA neppure mettere un governo amico in Iran.”

    Certo, ma è difficilissimo e lo sapevano tutti che il risultato della guerra sarebbe stato consilidare e radicalizzare quello che c’è, come infatti sta accadendo.
    Se vuoi mettere un governo amico devi usare il soft power. O forse in certe realtà non è proprio possibile: nella storia c’è anche l’impossibile materiale, non c’è solo l’intenzione.

    “Del resto, cosa ha da guadagnare l’America dall’affrettarsi a concludere una pace tra Russia e Ucraina, a vantaggio della prima??”
    […]

    Isolare la Cina. Semmai l’errore enorme è stato buttarvi la Russia nelle braccia.
    Certo, ora funziona poco, perché ormai i russi non si fideranno mai più (e faranno bene), ma si possono almeno limitare i danni.

    • roberto scrive:

      Peucezio

      “Ma sappiamo che questo pericolo non esisteva e comunque alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta.”

      Vale anche per la Russia in Ucraina?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A proposito di Ucraina: come proxy è stato un ottimo investimento, visto che l’Impero adesso la schiera persino contro l’Iran. Non so se sia un buon segno, però.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Mauricius tarvisii

          “buon segno”

          Avevo letto da qualche parte che mesi fa Zelensky avesse offerto a Trump un po’ propri droni in pagamento di altre armi, e che Trump avesse rifiutato. Se è vero, è il classico caso di “ben gli sta” (a Trump).

          Sicuramente del resto quanto a pratica nell’uso dei droni gli Ucraini sono avanti agli USA – tanto più che i Geran Russi sono l’evoluzione dei primi Shahed Iraniani.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Roberto

        “Ucraina”

        No.

        L’Ucraina non ha mai avuto un programma nucleare autonomo.

        L’Ucraina, invece, è governata da dei golpisti che hanno aperto il paese agli USA.

        E come insegnano gli USA nel loro cortile di casa, in tal caso l’invasione è più efficace del bombardamento chirurgico per prevenire guai peggiori (dal punto di vista di chi invade o bombarda).

        La cosa che somiglia di più all’Operazione Speciale è stata l’invasione di Grenada.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          L’invasione di Grenada fu una buffonata, con un rapporto di forze di circa 1.000 a 1 e puri scopi di politica interna.

          Non ho idea di quale fosse la vera situazione politica interna a Grenada.

          La cosa che somiglia di più all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin … l’invasione della Gallia da parte di Giulio Cesare, se Roma fosse stata una civiltà inferiore?

          Io rimango alla disputa tra lupo e agnello di Fedro, che mi pare un ritratto perfetto sia della situazione reale che della retorica.

          PS una nota: dire che il Presidente Zelensky nel 2022 era un golpista è come dire che Giorgia Meloni è alta.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “buffonata”

            Vero: tant’è che ne parliamo perché Clint Eastwood ci ha fatto su uno dei suoi film in assoluto più divertenti, “Granny”.

            Ma è la Russia ad essere un paese infinitamente più serio degli USA.

            “lupo ed agnello”

            Quella favola descrive bene sia i bombardamenti dell’OTA banderista sul Donbass sia quelli della coalizione Epstein sull’Iran.

            E siccome chi la fa l’aspetti, adesso il Donbass è quasi del tutto liberato e gli americani si sono intrappolati in un bel pasticcio.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. L’ultima elezione libera in Ucraina è stata quella il cui responso e stato rovesciato da un golpe nel 2014.

            • Francesco scrive:

              Falsità:

              1) i bombardamenti sul Donbass sono al 90% una bugia della propaganda russa. molto meno lo sono le cronache sui soldati russi mandati da Putin a combattere quella guerra.

              2) Il Donbass è occupato dai russi, non liberato. Ma non ti sto a spiegare la differenza.

              3) L’affermazione sulle elezioni in Ucraina è così falsa che riesci a stupirmi: forse l’Unità anni 50 era così in basso.

              4) le rivolte di popolo non sono golpe, mica parliamo di Lenin nell’ottobre del 1917!

              Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “rivolte”

                Francescl, guarda che ‘1984’ l’ho letto 😉

                Non cercare di turlupinarmi con la tua riscrittura della storia.

                Torna a guardarti John Wayne, è meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ehm, sai come si dice: c’è chi guarda i fatti e c’è chi legge Travaglio e ci crede.

                Non serve il Ministero della Verità a chi ha deciso di credere alla menzogna prima ancora che venga pronunciata.

                E ti confermo che il burattino fu cacciato da una rivolta della maggioranza della popolazione ucraina. Cosa riconosciuta da tutti.

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il Donbass insorse qualche anno fa. Suppongo che ciò renda relativo il concetto di liberazione proprio per chi ci abita.

              • Francesco scrive:

                il Donbass insorse?

                mi pare un riassunto eccessivo, al punto di essere scorretto.

                non è che tifo Ucraina perchè Sheva giocava al Milan, ho fatto i compiti a casa prima di scegliere una parte.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, correggilo se vedi qualche errore. E “a Francesco non piace” non è sinonimo di errore.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        cioè la Russia in Ucraina voleva evitare lo sviluppo dell’atomica?

        Comunque sono sicuro che sono molto più distruttivi e fanno più morti civili i bombardamenti americani e israeliani in Iran, Libano (stendiamo un velo pietoso su Gaza) di quelli russi su Kiev.

        Tra l’altro a Kiev (lo so da fonti dirette) molta gente vive come vivo io qua a Milano: ci sta potendo stare all’estero, fa i cavoli suoi, va via, torna, mette in piedi attività, lavora…

      • roberto scrive:

        Peucezio e adv

        Ero sicuro che avreste risposto che il principio appena enunciato da Peucezio “ alla peggio bastano bombardamenti chirurgici, non è che devi fare guerra a un paese con tutto ciò che questo comporta” non sarebbe stato valido per l’ucraina…no, loro devono morire tutti perché vi stanno antipatici

        Ps ADV ogni volta che leggo operazione speciale con le maiuscole come scrivete ormai solo tu e lavrov mi viene da vomitare e mi ci vogliono dei giorni per riprendermi, quindi ciao e alla prossima

        PPS Peucezio, a Kiev ho amici con figli al fronte e che è capitato che mentre chattiamo mi abbiano scritto “ah c’è l’allarme scusa scendo al rifugio”… davvero vivi così a Milano?

        • Peucezio scrive:

          No, Roberto,
          scusa ma qui mistifichi.

          Pino aveva parlato di programma atomico e io, riferendomi specificamente a quello, ho detto che per azzerare un programma atomico bastano bombardamenti chirurgici.
          Mi spieghi in tutto ciò che cavolo c’entra l’Ucraina?
          Di solito non condivido quello che dici, ma c’è un nesso logico. Qui proprio non ho capito dove sta la pertinenza.

          • Francesco scrive:

            Beh, che Putin

            1) non aveva da temere una bomba atomica ucraina (e ci sarebbe da ricordare perchè)

            2) non ha fatto ricorso a bombardamenti chirurgici ma a una guerra in piena regola, che va avanti da 4 anni con moltissimi più morti

            Ricordo che la scusa di Putin era la “denazificazione” dell’Ucraina. Dichiarata dal leader del fascismo europeo la ho sempre trovata una battuta di pessimo gusto.

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Appunto, sono due situazioni completamente diverse.

            • Peucezio scrive:

              Poi non ho ancora capito, visto che citi sempre il fascismo a sproposito (a proposito, non so se ti è arrivata la notizia, ma Mussolini è morto)…

              se intendi il simbolo o la sostanza, l’evocazione o le caratteristiche reali.

              Nel primo caso per i russi è come il nazismo per gli ebrei.

              Nel secondo viene usato da ciascuno per tutto ciò che non gli piace: dai comunisti per cioè che è liberale e capitalista e viceversa.

              • Francesco scrive:

                no, sono preciso e deciso.

                il fascismo, che sta meglio oggi che ai tempi di quel pirletta di Benito, ha una serie di caratteristiche illiberali, militaristiche, misticheggianti, dittatoriali con tendenza totalitarismo, che si ritrovano pienamente in Putin

                tu mi citi la GGP … non prova nulla, sia i fascismi che i comunisti tendono a farsi la guerra tra loro. peggio dei paesi capitalisti, che almeno hanno le fasi libero-scambiste

              • Peucezio scrive:

                Cosa ti cito??

              • Francesco scrive:

                la Grande Guerra Patriottica, alla base della retorica russa contro il fascismo

                che se uno appena appena guarda lo stalinismo, la cosa assume un aspetto assai ridicolo!

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, la tua è la teoria di Eco, che è una stronzata.

              • Francesco scrive:

                appena aggiustata: per Eco il fascismo è eterno, per me a un regime che ha il 99% delle caratteristiche del fascismo di Benito si può anche dare del fascista, pure se al posto dei fasci littori ha altri ammenicoli!

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Alla fine, stringi stringi, tu chiami fascismo fare gli interessi nazionali anziché svenderli.

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “PPS Peucezio, a Kiev ho amici con figli al fronte e che è capitato che mentre chattiamo mi abbiano scritto “ah c’è l’allarme scusa scendo al rifugio”… davvero vivi così a Milano?”

          Ti scrivo in privato.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “ogni volta che leggo operazione speciale con le maiuscole come scrivete ormai solo tu e lavrov mi viene da vomitare”

          Ah, guarda, ti capisco benissimo.

          A me viene da vomitare tutte le volte che leggo di un funzionario della UE… (*)

          …che sanziona l’aggressore quando si chiama Russia e l’aggredito quando si chiama Iran…

          …che tace sul genocidio di Gaza…

          …che nasconde i documenti delle trattative per l’acquisto dei vaccini dalle multinazionali d’Oltreoceano…

          …che censura i cittadini UE che non la pensano come la Commissione UE…

          …e che prende le difese di un regime che ha distrutto il North Stream…

          …che minaccia un capo di Stato di un paese UE..
          .
          …che usa i soldi UE per farsi i cessi d’oro…

          …che copre gli assassini di giornalisti di paesi UE che indagavano sui crimini del regime contro i civili…

          …che pretende di dettare legge su cosa e chi debbo sentire e su quali atleti o direttori d’orchestra o conferenzieri debbano esibirsi in pubblico nei Paesi UE…

          …che passa il tempo fra una avanzata in stile Galeazzo Musolesi e una ritirata in stile Caporetto sequestrando i suoi cittadini per la strada per arruolarli a forza (della serie ‘aiutiamo il popolo Ucraino!’ 😉 )…

          …che sabota le navi metaniere Russe che vanno alla deriva in prossimità delle coste dei paesi UE…

          …che rivendica con orgoglio l’eredità dei macellai di qualche decennio fa…

          …e per difendere i cui riveriti culi ci indebitiamo per gli anni futuri fra sanzioni cretine e riarmi senza senso buttando mani e piedi l’economia dei paesi UE nella braccia dei nostri cari alleati d’Oltreoceano che ci prendono a strozzo con le forniture di gas…

          …imponendoci di spendere i soldi del riarmo per comprare le loro armi…

          …mentre contemporaneamente o disprezzano i nostri soldati (come Trump sul nostro intervento in Afghanistan)…

          …o ci mandano direttamente a fanculo (come la Nuland del ‘fuck-off)…

          …mentre la UE da buona tafazzista leccaculo arriva al punto di mantenere il rifiuto di acquistare gas e/o petrolio da Putin anche dopo che Hormuz è stato chiuso a causa dell’aggressione di Trump e Netanyahu all’Iran e lo stesso Trump ha levato le sanzioni al petrolio Russo.

          La credibilità della UE come faro dei diritti e guardiano di civiltà la si poteva ancora preservare se un’Operazione Speciale – o anche soltanto il ritiro degli ambasciatori e il congelamento dei rapporti – la UE l’avesse organizzata subito dopo il golpe di Majdan. Altro che eurodeputati a congratularsi coi banderisti.

          Ma da una UE che si è scelta un Commissario agli Affari Esteri che non sa neanche l’elenco dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale…

          …e un Rappresentante per le questioni del Golfo Persico che nel curriculum ha un’indubbia esperienza come bibitaro allo stadio difficile aspettarsi di meglio.

          Sì, direi proprio che questa UE fa vomitare.

          Vergogna no, eh?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          (*) Se vuoi ti metto i link alle pezze d’appoggio per ciascuno dei punti che ho elencato coi puntini di di sospensone. E no: non sono link presi da Sputnik o RussiaToday.

          • Andrea Di Vita scrive:

            errata corrige: sulle navi metaniere vi sono solo sospetti.

          • Francesco scrive:

            non sono pezze d’appoggio, sono pezze per pulirsi il culo.

            usate.

            Saluti

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “usate”

              Ispirate alle veline di sniffolo, dunque.

              • Francesco scrive:

                proprio come sostenevo: adesso riprendi pure il classicone della propaganda putinista per cui Zelenskyè un drogato.

                peggio di così è semplicemente impossibile.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “putinista”

                Non c’è mica bisogno della propaganda di chicchessia.

                Basta vedere come si comporta.

                Un Donzelli in mimetica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ah beh, una vera garanzia, il giudizio di ADV, penultimo stalinista d’Italia, su “come si comporta” Zelensky.

                Il nostro prende le sue informazioni dal FQ e dalla stampa putinista, peraltro.

                Auguri!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “stampa putinista”

                Non è la stampa putinista (?) ad avere pubblicato i video di Zelensky che suona il pianoforte col pisello.

                https://youtube.com/watch?v=E20TaZrgIaM&is=vFyW4DtqT4OwB6Gt

                Senti a me, torna a sentirti Radio Maria, è meglio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  51. Puffo giardiniere scrive:

    Dunque, venti milioni di barili al giorno in meno per un tempo indeterminato

    Le riserve strategiche rilasciate sono di 400 milioni di barili ma la capacità di prelievo è limitata a 2 milioni di barili al giorno.

    E chi compensa per gli altri 18?
    La Russia? Vuoi dire che la Russia vale oltre se stessa, anche come tutti i paesi del Golfo messi insieme?
    L’America era già importatrice petrolio convenzionale, quindi…
    Il gas, dall’Algeria?
    Quello americano ci passa sotto il naso e finisce nelle economie orientali

    Sarebbe utile una semplice tabella riassuntiva, ma forse non conviene a nessuno far conoscere la reale situazione.
    E d’altra parte il meraviglioso mondo del petrolio è sempre stato opaco.
    Avanti con le rinnovabili, perché la nuova Guida Suprema iraniana è notoriamente un falco, e in più ha perso padre, madre, moglie e un figlio nell’ultimo attacco ai vertici iraniani. È stato pure ferito.
    Non credo che sarà molto ansioso di chiudere la guerra da domani.
    Vedo politici italiani molto serafici.
    Qualcuno sostiene che il mondo non tornerà più ad essere come era prima di questa guerra.
    Ma non è detto che questo sarà un male.
    https://www.artberman.com/blog/the-iran-war-a-world-changing-event/

  52. Moi scrive:

    … OOOPS ! Senegal fa il x2 sulla Legge Anti Omosessualità

    https://www.rainews.it/articoli/2026/03/senegal-legge-contro-lomosessualita-raddoppiate-le-pene-653c13cc-26df-4807-9e5a-13785728785f.html

    …. Elly, Lilli e Laura che dicono ? 😉

  53. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Magnifico

    https://www.corriere.it/esteri/26_marzo_12/storia-scarpe-trump-a2b70d7a-3706-4499-84ae-48bb095f0xlk.shtml?refresh_ce

    Guerra in Iran, le ultime notizie in diretta

    22

    L’incredibile storia delle scarpe di Trump: le regala identiche a tutti i «suoi», che esagerano sulla taglia (per una battuta volgare del «capo»)

    di Samuele Finetti

    Trump regala a tutti un paio di scarpe da 145 dollari, le francesine di Florsheim: e tutti si sentono in dovere di indossarle davanti a lui. A rendere imbarazzante la vicenda è un dettaglio sulla misura delle calzature (oltre al fatto che l’azienda che le produce ha fatto causa al governo Usa)

    Le scarpe di Trump

    Quando Robert Mueller dirigeva l’Fbi, ha raccontato il suo biografo, il dress code dei funzionari dell’agenzia era rigidissimo. Nonostante non esistesse una regola scritta, tutti si adeguavano alla «divisa» del capo: abito scuro, cravatta tinta unita o al massimo con microfantasia e, soprattutto, camicia bianca immacolata. Pare ci fosse chi, la sera prima di una riunione, usciva di casa per comprarne una nuova di zecca. L’aneddotica racconta che in oltre un decennio – Mueller ha guidato il Bureau dal 2001 al 2013 – solo una manciata di dipendenti si sono azzardati a presentarsi in ufficio con una camicia azzurra o rosa, e che per questo sono stati subito redarguiti (bonariamente) dal direttore. Ma finiva lì.

    Donald Trump, come da sua natura, si spinge oltre. La new entry della sua mise standard – abito blu di Brioni, camicia bianca e cravatta in seta dai colori sgargianti, rosso su tutti – sono infatti un paio di francesine di vitello nere da 145 dollari. Che il presidente, scrive il Wall Street Journal, acquista da un marchio americano dalla storia centenaria: Florsheim, fondata a Chicago nel 1892. E poiché le gradisce particolarmente, ha iniziato a regalarle a ministri, parlamentari, amministratori delegati, personaggi più o meno noti che incontra.

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    L’iter è codificato: il tycoon accoglie l’ospite nello Studio Ovale, chiede quale taglia porti e piazza l’ordine a uno dei suoi assistenti. In una stanza attigua, racconta al Journal una persona evidentemente ben informata, sono impilate le scatole con le paia già assegnate, corredate da biglietti e autografi del presidente in persona.

    Sta di fatto che, nelle ultime settimane, le stesse scarpe sono comparse ai piedi di diversi dei suoi fedelissimi (alcuni dei quali si sarebbero lamentati per aver dovuto rinunciare alle calzature di marchi più blasonati): il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth, quello del Commercio Howard Lutnick, e via discendendo fino ai presentatori di Fox News. Era stato del resto lo stesso Vance, in dicembre, a parlare per la prima volta della nuova «mania» di The Donald. Dopo un incontro nello Studio Ovale, aveva raccontato: «A un certo punto, si è sporto dalla scrivania, ha guardato le mie scarpe e quelle di Marco e ha detto: “Fanno proprio ca..re”». Il presidente ha preso un catalogo Florsheim, lo ha fatto sfogliare ai presenti e ha chiesto loro di che misura gradissero le nuove calzature.

    Una domanda che, trattandosi di Trump, ha anche un secondo fine. Stando al resoconto di Vance, infatti, il presidente avrebbe chiosato: «Si capiscono molte cose di un uomo dalla taglia delle sue scarpe».

    Sicché Rubio, ad esempio, ha ordinato un 45 e mezzo pur essendo alto 1 metro e 78 (nel 2016, quando Rubio sfidò nelle primarie repubblicane Trump, questi gli affibbiò il nomignolo «Little Marco»). Il risultato lo ha immortalato un fotografo pochi giorni più tardi, nei corridoi del Congresso: le «Trump shoes» ai piedi del segretario di Stato erano del tutto sproporzionate, con due dita di vuoto tra il tallone e la tomaia.

    L’incredibile storia delle scarpe di Trump: le regala identiche a tutti i «suoi», che esagerano sulla taglia (per una battuta volgare del «capo»)

    La foto è stata ripescata e pubblicata ieri su Twitter dall’account Derek Guy, un anonimo arbiter elegantiarum che si è guadagnato 1,4 milioni di follower con i suoi post sul vestire classico maschile. E in molti, nei commenti, si sono domandati: possibile che Rubio sopporti una simile scomodità pur di far cosa gradita al presidente?

    Di sicuro, invece, c’è che l’amore di Trump per Florsheim non è corrisposto. Anzi. Non solo il proprietario dell’azienda, Thomas Florsheim jr. (quinta generazione), ha negato al Journal di essere a conoscenza degli ordini presidenziali; ma scavando sul web si trova una sfilza di dichiarazioni durissime dello stesso imprenditore contro i dazi voluti dal tycoon. Perché Florsheim produce in Cina – con buona pace dell’«America First» professato da Trump – e ha dovuto quindi vedersela con le tariffe, arrivate fino al 145%: «Abbiamo dovuto alzare i prezzi, a un certo punto i dazi ci costavano più delle scarpe», spiegava in un’intervista, aggiungendo che l’azienda aveva dovuto «correre» per importare un milione di paia prima dell’aumento dei prezzi. Neppure il tentativo di spostare la produzione in India aveva mitigato la batosta, visto che anche New Delhi è stata colpita dalla misura economica.

    Così, in dicembre, l’azienda ha fatto causa al governo federale, scommettendo che la Corte suprema avrebbe bocciato i dazi. Cosa che è effettivamente accaduta il 20 febbraio. Florsheim ha anche quantificato il salasso subito a causa delle tariffe: 16 milioni di dollari. E li ha chiesti in risarcimento. Con gli interessi.

    12 marzo 2026 ( modifica il 12 marzo 2026 | 16:43)

  54. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Sarò antisemita, per carità, ma io come Messia preferisco quello di Haendel:

    https://www.middleeasteye.net/live-blog/live-blog-update/netanyahu-israel-will-reach-kingdom-and-make-it-messiahs-return

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  55. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Il sito magari è di parte, per carità, ma la storia che racconta se è falsa sembra un fumetto di Martin Mystère, se è vera fa venir voglia di arruolarsi in Hezbollah o di progettare qualche nuova variante di Shahab:

    https://www.alestiklal.net/en/article/the-era-of-the-messiah-has-come-what-netanyahu-s-remarks-mean-amid-gaza-war

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  56. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Sentite una descrizione di persona competente (generale Italiano) su tutta questa faccenda dell’aggressione all’Iran. Lunghetto, ma ne vale la pena

    https://youtube.com/watch?v=WYElEArlPWE&is=0e5IUWL7Vrdy3G38

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  57. Puffo giardiniere scrive:

    https://sputnikglobe.com/20260314/us-could-seek-to-stake-claim-in-gulf-oil-trade-with-kharg-island-attack-iran-affairs-expert-1123825928.html

    Dunque, in questo momento l’epicentro è l’isolotto di kharg.
    Qui si decidono le sorti della guerra. O forse è un bluff.
    Militarmente non si può tenere, come spiega lo Sputnik.
    Se poi distruggi i terminali di petrolio iraniani gli iraniani distruggeranno i tuoi.
    E così, buon medioevo
    Non è neppure detto che l’Iran non trovi il modo di far passare il petrolio attraverso la Russia. Ma su questo ho in mente solo una frase buttata lì da un russo non bene identificato. Potrei comunque ritrovare il video.
    In ogni caso vi è una asimmetria tra una nazione inserita nell’economia mondiale e una che invece non deve rendere conto a nessuno e punta solo alla propria sopravvivenza.
    E lunedì riapriranno i mercati.

    • Andrea Di Vita scrive:

      Eee

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tutti

        Trovo in Rete la seguente analisi della situazione:


        La marina militare statunitense, autoproclamatasi “la più potente della storia umana”, ha appena ammesso di non poter scortare in sicurezza una singola petroliera attraverso uno stretto di 33 chilometri.

        Reuters ha riportato il 10 marzo che la Marina degli Stati Uniti ha rifiutato quasi quotidianamente le richieste di scorta militare attraverso lo Stretto di Hormuz da parte delle industrie petrolifere e marittime, sin dall’inizio dell’Operazione Epic Fury il 28 febbraio, adducendo come motivazione l’alto rischio di un attacco iraniano. Non una sola volta. Non occasionalmente. Quasi ogni giorno. Per undici giorni, ogni giorno, l’industria marittima ha chiesto aiuto alla Marina statunitense, e ogni giorno la risposta è stata negativa.

        Si consideri la presenza di altre navi nella regione. Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln opera nel Mar Arabico. La USS Gerald R. Ford si trova nel Mar Rosso. La USS George H.W. Bush è in rotta o in fase di preparazione per il dispiegamento. Tre superportaerei a propulsione nucleare, ciascuna da 100.000 tonnellate di dislocamento, con 75 aerei a bordo, scortate da incrociatori Aegis e cacciatorpediniere lanciamissili dotati dei sistemi radar e di difesa missilistica più avanzati mai costruiti. La Francia schierò il gruppo navale della Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso. La Gran Bretagna inviò la HMS Dragon, un cacciatorpediniere antiaereo di classe Type 45, a difesa della base RAF di Akrotiri a Cipro. La potenza di fuoco navale alleata combinata in teatro supera la capacità militare totale della maggior parte delle nazioni sulla Terra.

        Nessuna di queste navi è in grado di far passare una petroliera attraverso lo stretto di Hormuz.

        Lo stretto è largo 33 chilometri nel suo punto più stretto. Le rotte di navigazione si restringono a circa 3 chilometri in ciascuna direzione. Prima della guerra, attraverso questo corridoio transitavano 138 petroliere al giorno. Il corridoio è ora difeso da 31 comandi provinciali autonomi delle Guardie Rivoluzionarie iraniane con autorità di fuoco indipendente, ordini predelegati da un Leader Supremo defunto, missili da crociera antinave costieri, droni kamikaze, motovedette d’attacco rapido e un arsenale di mine stimato tra le 2.000 e le 6.000 unità, di cui alcune decine sono state confermate in acqua con l’80-90% delle piattaforme di lancio intatte.

        Il rifiuto della Marina statunitense non è codardia. È pura aritmetica. Un gruppo d’attacco di portaerei è progettato per la proiezione di potenza in alto mare, non per la scorta costiera attraverso un corridoio dove una mina da 500 dollari può paralizzare un cacciatorpediniere da 4 miliardi di dollari. Il radar di un incrociatore Aegis può tracciare centinaia di bersagli a 400 chilometri di distanza, ma non può rilevare una mina a tre metri di profondità. Un F-35 può effettuare attacchi di precisione a Mach 1.6, ma non può bonificare una rotta marittima. Le risorse non sono adatte alla missione. È come chiedere al martello più costoso del mondo di infilare un ago. Trump ha dichiarato alla CBS che le scorte sarebbero iniziate “il prima possibile” e “quando ragionevole”. Il suo Segretario all’Energia ha pubblicato un post in cui affermava che un transito scortato era già avvenuto, salvo poi cancellarlo quando la Casa Bianca ha confermato il contrario. Il Presidente del Parlamento iraniano ha deriso l’affermazione definendola una “PlayStation”. L’AIE ha proposto il più grande rilascio di riserve della storia perché lo stretto che la Marina non può scortare rimane di fatto chiuso.

        Ghalibaf non aveva torto. Le scorte non esistono. Non perché all’America manchi la volontà. Perché la Dottrina Mosaic ha creato un contesto di minaccia in cui il costo di un fallimento della scorta supera il costo di un rifiuto della scorta stessa. Una mina che colpisca una petroliera scortata causerebbe un incidente con vittime, una catastrofe assicurativa e un’umiliazione strategica che tre gruppi d’attacco di portaerei non possono assorbire. La Marina non si rifiuta di aiutare. Si rifiuta di perdere.

        Settecento petroliere attendono. Tre portaerei osservano. E il corridoio di 33 chilometri che le separa rimane il varco più costoso del mondo.’

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Con poche malevole e disoneste imprecisioni, una ottima descrizione della situazione tattica

          manca la considerazione se le marine occidentali abbiano ANCHE mezzi navali per una guerra in acque costiere, lavoro a cui le portaerei sono totalmente inadatte

          e se le nazioni occidentali siano pronte a sbarcare sui resti delle basi iraniane, per garantire che non operino più, costi quel che costi

          la differenza tra una guerra e una buffonata, secondo me

          Ciao!

  58. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    …ed ecco l’analisi di un altro commentatore:


    Due giorni fa, ho scritto che la situazione strategica nella guerra con l’Iran avrebbe costretto Trump ad aumentare la sua propensione al rischio, e che ciò avrebbe incluso un’invasione di terra limitata. Ora, tutti parlano proprio di questo. Qui spiego perché, e perché peggiorerà notevolmente la situazione per gli Stati Uniti.

    Come ormai è ben noto, l’Iran ha risposto agli attacchi di controffensiva di Stati Uniti e Israele (contro unità militari, centri di comando e controllo civili e militari e infrastrutture a duplice uso civile-militare come le raffinerie di petrolio) con attacchi di controvalore (contro gli alleati degli Stati Uniti nella regione e bloccando lo Stretto di Hormuz). Persino gli attacchi iraniani contro obiettivi militari statunitensi mirano a rafforzare questa strategia di controvalore: ogni sistema THAAD distrutto rende più probabile che l’arsenale iraniano rimanente, composto da missili e droni, colpisca il bersaglio e infligga danni.

    Nonostante gli Stati Uniti abbiano ottenuto numerose vittorie tattiche, infliggendo pesanti colpi all’Iran, eliminando gran parte della sua classe dirigente e causando ingenti danni economici, non hanno raggiunto l’obiettivo strategico del cambio di regime. L’Iran, d’altro canto, si sta avvicinando al suo obiettivo strategico di infliggere danni economici così ingenti da costringere gli Stati Uniti a fermarsi.

    Ora che la guerra è iniziata e l’Iran ha il coltello dalla parte del manico, Trump non può inscenare il suo spettacolo alla P.T. Barnum, dichiarare vittoria e voltare pagina. Come scrivo ormai da giorni, nonostante le superficiali supposizioni di molti commentatori che dovrebbero saperne di più, se ci prova mentre l’Iran sta ancora attaccando, perderà la presidenza e gli Stati Uniti subiranno una pesante sconfitta strategica.

    Ma neanche quello che sta facendo ora funziona. Quindi cosa può fare? Negoziare con l’Iran? Sì, in teoria, ma il prezzo minimo richiesto da Teheran probabilmente assomiglierebbe esattamente alla sconfitta strategica che subirebbe ritirandosi unilateralmente mentre l’Iran sta ancora sparando.

    Pertanto, a mio avviso, Trump probabilmente considererà l’escalation non solo come la migliore tra le opzioni peggiori, ma anche come l’unica che gli offra la possibilità di uscirne vincitore. Ciò richiederà che si assuma rischi maggiori di quanto vorrebbe, ma anche una scommessa azzardata offre la prospettiva di una vittoria che l’accettazione della sconfitta non garantisce.

    Cosa significa “escalation” in questo contesto?

    Innanzitutto, sposterà i bombardamenti da tattici a strategici. Vale a dire che anche l’aeronautica statunitense si sposterà nel territorio del controvalore, nella speranza di eguagliare il danno economico che l’Iran sta infliggendo al mondo.

    Il problema qui è duplice: uno riguarda la fattibilità operativa e l’altro i risultati.

    Per quanto riguarda il primo punto, mentre ci si aspettava che l’USAF avrebbe respinto sempre più indietro le basi A2 iraniane prima di distruggerle completamente, sembra che anche gli iraniani stiano spingendo sempre più indietro le basi dell’USAF. Ciò richiede più rifornimenti, meno tempo sopra l’obiettivo e quindi una frequenza di sortite molto ridotta. Questo non aiuta gli Stati Uniti a ottenere una supremazia aerea duratura.

    Il rischio, quindi, è che entrando nel campo dei bombardamenti strategici, Trump rischi di incorrere in ulteriori “incidenti” come quello che ha portato all’abbattimento dell’ultimo aereo cisterna sull’Iraq, e persino nell’abbattimento dei grandi, pesanti e lenti B-52, che gli sarebbero necessari per inviare direttamente sulle città iraniane affinché una seria campagna strategica abbia successo.

    Inoltre, è improbabile che funzioni. I bombardamenti strategici non hanno un curriculum migliore di qualsiasi altro tipo di bombardamento nel forzare un cambio di regime da soli, ovvero un fallimento del 100%. Anzi, è probabile che rafforzino ulteriormente la determinazione iraniana.

    Per quanto riguarda la seconda questione menzionata, un simile passo probabilmente peggiorerebbe la situazione per gli Stati Uniti. L’Iran potrebbe rispondere intensificando a sua volta la propria campagna di attacchi con missili e droni. Dato che gli alleati degli Stati Uniti nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e Israele sono molto più vulnerabili su questo fronte rispetto all’Iran, questo non sembra uno scambio vantaggioso. L’Iran manterrebbe il suo vantaggio in termini di tolleranza al dolore, ma la situazione sarebbe ora molto peggiore per gli Stati Uniti e le conseguenze economiche, sia a livello globale che locale, molto più acute.

    La seconda opzione per l’escalation sarà un’invasione di terra. Le menti mediocri della Casa Bianca si concentreranno erroneamente sulla chiusura dello Stretto di Hormuz come perno strategico di questa guerra. Apriamolo, diranno a Trump, e potremo bombardare l’Iran con calma, o quantomeno distruggere il paese. E, con l’inevitabilità che un fiume raggiunga il mare, concluderanno che un’invasione di terra è l’unico modo per farlo. Dopotutto, la Marina statunitense ha già (correttamente) chiarito che non può raggiungere l’obiettivo tramite scorte e convogli. Quindi cosa resta? Soldati sul terreno.

    Gli Stati Uniti dispongono di forze specifiche per questo scopo (il che renderebbe l’opzione più allettante). I loro ingenti corpi delle Forze Speciali (SEAL, Berretti Verdi, ecc.) potrebbero intervenire per primi, assicurandosi le zone di lancio e le teste di ponte. A questi seguirebbero unità d’élite come i Ranger dell’Esercito, l’82ª Divisione Aviotrasportata, la 101ª Divisione Aviotrasportata e il Corpo dei Marines. Queste unità si occuperebbero di mettere in sicurezza i principali corridoi logistici, in attesa dell’arrivo delle truppe di grosso calibro. Si potrebbe conquistare una zona profonda come, ad esempio, Shiraz e Zahedan.

    Ignoriamo per un attimo se ciò sia militarmente fattibile o politicamente tollerabile (nutro seri, seri dubbi data la topologia dell’Iran e la mia limitata conoscenza della politica statunitense), risolverebbe davvero il problema strategico che gli Stati Uniti si trovano ad affrontare?

    NO!

    Se gli Stati Uniti riuscissero in qualche modo ad aprire lo Stretto (cosa tutt’altro che certa), l’Iran potrebbe semplicemente passare alla distruzione sistematica delle infrastrutture petrolifere della regione per raggiungere lo stesso obiettivo. A quel punto, non importerebbe più se lo Stretto fosse aperto o meno: non ci sarebbe alcuna fuoriuscita di petrolio o gas. Ed è proprio il flusso di petrolio, piuttosto che i mezzi specifici per fermarlo, il perno strategico della guerra.

    Penso che dovremmo essere grati che l’Iran abbia l’opportunità di chiudere lo Stretto, perché ciò significa che non è costretto a causare danni catastrofici permanenti alle infrastrutture petrolifere del Golfo (e quindi all’economia globale) per perseguire i suoi obiettivi strategici in una guerra esistenziale. Un’invasione di terra statunitense che aprisse, o sembrasse sul punto di aprire, lo Stretto eliminerebbe questa opzione e costringerebbe l’Iran a fare la cosa peggiore possibile per l’Occidente finché ne ha ancora la possibilità.

    Se pensate che il prezzo del petrolio stia già salendo alle stelle, aspettate che gli iraniani credano di poter tentare un’invasione di terra per aprire lo Stretto. Inevitabilmente, reagirebbero attaccando i pozzi e i terminali di Arabia Saudita, Bahrein, Qatar e Kuwait, e i mercati inizierebbero a scontare mesi, se non anni, di ingenti quantitativi di petrolio del Golfo. 100 dollari al barile sembrerebbero un’estate spensierata rispetto alla tempesta economica che si scatenerebbe.

    In questo articolo ho spiegato perché l’attuale ventaglio di opzioni a disposizione di Trump rende probabilmente l’escalation, sia nella guerra aerea che attraverso l’introduzione di una componente terrestre nel conflitto, la linea d’azione più allettante per lui. Ho poi spiegato perché tale escalation probabilmente non solo non porterebbe alla vittoria strategica degli Stati Uniti, ma peggiorerebbe significativamente la situazione.

    L’unico modo in cui gli Stati Uniti possono uscirne vincitori è distruggere la capacità iraniana di lanciare missili o droni. Ammetto che questo potrebbe accadere. Ma non siamo ancora vicini a questo punto. Questo lascia Trump impantanato in sabbie mobili circondate da mine: restare fermo e distruggere la sua presidenza, oppure tentare un’escalation, rischiando di peggiorare ulteriormente la situazione. È condannato sia che resti, sia che si muova.

    È colpa sua.

    di Collingwood

    #TGP #Usa #Iran

    Fonte: https://x.com/admcollingwood/status/2032533144063320290

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/envisager-limpensable-le-plan-iranien-pour-mettre-fin-a-la-presence-etasunienne-au-moyen-orient

      Cosa significa veramente per Trump fare retromarcia a questo punto.
      Fermo restando che da quelle parti, la vera scheggia impazzita è Israele.
      Non si sa mai cosa potrebbero combinare, presi dal fanatismo religioso.

      • Puffo giardiniere scrive:

        https://youtu.be/1tihM-V4VE8?si=Dym-xwPFpSxskdRE

        L’esperto cinese racconta la Storia da Napoleone in poi, in salsa euroasiatica.
        Ma io ahimé non so niente di storia.
        È una storia di terre contro mari e navi da guerra. Comunque interessante. Se non sbaglio questo era uno dei cavalli di battaglia di Peter Turchin, storico russo, non a caso.

        • Puffo giardiniere scrive:

          L’esperto cinese 2 la vendetta (non so se prenderlo sul serio o no).

          Dalla metà del video parla delle varie forme
          di religione che non so come definire, dato che è la prima volta che ne sento parlare.
          Insomma, per farsi una vaga idea ci sono gli israeliani religiosi che non vanno d’accordo con quelli laici, e il progetto della Grande Israele è di matrice religiosa.
          Ha una forte impronta messianica.
          Gerusalemme contro Tel Aviv.
          In America c’è un sacco di gente fuori di testa (i dettagli nel video).
          E quindi la soluzione più semplice nei confronti dell’Iran, che sarebbe stata un embargo, non è stata presa in considerazione per via del prevalere di tutte queste fantasie da fine del mondo.
          Il che non è qualcosa di molto rassicurante.

      • Francesco scrive:

        Da quando Bibi e i suoi sono fanatici religiosi scusa? pessime persone sì ma laici come Macron o Starmer o Putin.

    • Francesco scrive:

      Mi pare molto ma molto ma molto ottimista sulle capacità militari e industriali iraniane.

      A sentire Miguel, poi, basterebbe bombardare gli ultimi acquedotti funzionanti in Persia e la cosa finirebbe lì in brevissimo tempo.

      😉

      • Puffo giardiniere scrive:

        Acquedotti

        Non ne ho ancora sentito parlare, francamente.
        Dissalatori si, ma in Iran son poca roba, mentre per Israele e Stati del Golfo sono vitali.
        Con i semplici bombardamenti, dicono, fai poco.
        Servirebbe una invasione di terra, ma quanto sia una faccenda ostica lo spiega bene il cinese.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “brevissimo”

        Vero.

        Ma finirebbe ancora prima per tutti i paesi del Golfo schierati cogli USA fino a ieri che dai dissalatori dipendono come e più dell’Iran.

        Per non parlare di Israele, la cui agricoltura intensiva basata sulle serre – settore in cui detiene effettivamente risultati da primato mondiale – abbisogna di molta più acqua dolce di quella che si può ricavare dal povero fiume Giordano.

        L’Iraniano medio delle campagne è molto più vicino – quanto a consumo di risorse – al livello dei tradizionali pastori di capre e cammelli di quanto lo sua il cittadino medio del Qatar o l’agronomo del Negev.

        Quindi è più (scusa l’abusato termine) resiliente.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Ah, io non so nulla, mi baso solo su quello che scrive Miguel.

          Auspico ormai di vivere in un mondo diverso, dove un buon 90% dei politici al potere sia invece impiegato nella pulizia di gabbie allo zoo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        A me sembra un’analisi molto ottimista, mentre mi pare che la situazione bellica sia più o meno questa qua:

        https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQME3OU2dG-blGk2ZIEzkHGpHImqJp3Mfyu4w0HgL61xih1-i8zVBhaIaye&s=10

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