Stamattina, il Corriere Fiorentino dedica un bell’articolo e un video a quello che succede domenica nel nostro Giardino.
Firenze, un glicine di stoffa e 19 mila nomi: sono i bambini palestinesi uccisi a Gaza. «Non numeri ma persone»
di Ivana Zuliani
Al giardino dei Nidiaci il lavoro degli insegnanti e degli alunni della media Machiavelli

La prima impressione, vedendo da lontano questa lunga striscia di pezzi di stoffa appesi che ricordano un glicine, è la bellezza. Poi arriva la vertigine, leggendo i nomi scritti sopra e scoprendone il significato: «Suleimann 12», «Yahya 11», «Nour 3» e tutti gli altri.
Sono 19.104 e sventolano tra gli alberi del giardino dell’Ardiglione. Ogni striscia porta il nome e l’età di un bambino tra zero e sedici anni di Gaza che non c’è più. A scriverli, con un inchiostro indelebile, sono stati altri bambini: quelli che vivono nel quartiere dell’Oltrarno, giocano nell’area verde del rione e frequentano la scuola media Machiavelli.
L’idea è nata da alcuni insegnanti della scuola, ma poi si è estesa e hanno aderito tutte le classi della media: i docenti hanno parlato di conflitti e di Gaza in aula, poi, perché di quei discorsi non rimanessero solo echi lontani, per le vacanze di Natale hanno dato a ciascun studente un kit con venticinque pezzi di stoffa, tagliati da vecchi lenzuoli, un pennarello e un elenco di venticinque minorenni morti nella Striscia di Gaza, tra gli oltre diciannovemila che fanno parte della lista ufficiale dei minori deceduti registrata dall’anagrafe palestinese.
«Non sono numeri, ma persone con un nome. Con questa iniziativa volevamo restituire loro, in qualche modo, l’identità di bambini. Non è solo un’idea per commemorarli, ma anche un segno di speranza per fa sì che i bambini siano davvero intoccabili» dicono i professori. «Molte famiglie ci hanno ringraziato per questa iniziativa», che ha dato modo di riflettere non solo a scuola ma anche a casa. I docenti hanno poi chiesto alle famiglie se volessero donare l’installazione al giardino dell’Ardiglione (i Nidiaci), che tutti nel quartiere conoscono e che hanno frequentato almeno una volta. Sono state organizzate anche due giornate al giardino, dalla mattina alla sera, a cui hanno partecipato i giovani cittadini del rione, che hanno preparato ulteriori ritagli di stoffa con i nomi. Ne è nato un lavoro collettivo che ha coinvolto la scuola e tutto il quartiere, un’installazione contro l’indifferenza che richiama i versi del poeta palestinese Refaat Alareer «If must die… let it be a tale (“Se devo morire… lascia che sia una storia”)».
Nella poesia l’autore chiede per ricordarlo di realizzare un aquilone bianco con un pezzo di stoffa e una corda lunga cosicché un bambino, da qualche parte a Gaza veda l’aquilone «volare in alto sopra e pensi per un momento che ci sia un angelo lì». Versi che hanno ispirato l’idea delle strisce di stoffa da appendere in un luogo simbolo per i bambini dell’Oltrarno. Le 19.104 strisce sono così state appese a fili, una accanto all’altra, tra gli alberi e l’edificio del Centro Giovani a formare una specie di tunnel della memoria, che sorprende e fa riflettere chi entra nel giardino. L’installazione (con il patrocinio del Quartiere1) sarà inaugurata il 22 febbraio alle 15.


Bello.
Credo abbiate fatto bene.
Esteticamente sì, è bello … ma il significato è inquietante, anche perché sappiamo che continua: lì o da un’ altra parte che sia.
@ Martinez
“bambini”
Eccellente.
Una Giornata della Memoria che i bambini non dimenticheranno. Li potrà immunizzare dalla propaganda.
Ed essendo fuori dalla scuola, non ci sono da temere incursioni degli ispettori ministeriali o censure dalla Picierno.
Ma non mi stupirei foste attenzionati dalla Digos.
Per molto meno in Italia c’e’ chi ha perso il lavoro. (Mi riferisco alla maschera della Scala e allo steward alle Olimpiadi).
Ciao!
Andrea Di Vita
Moni Ovadia ha detto che non vede l’ora, da Ebreo, di essere incriminato per AntiSemitismo … da gente con Busto del Duce in casa. Commentando che sarà un’ esperienza meravigliosa, degna di Franz Kafka …
😁
😱
Behhhh
Sul caso della Scala niente da dire, rientra tra le contestazioni politiche legittime (anche se la Meloni c’entra pochissimo con Gaza, ma vabbè).
Ma il commesso delle Olimpiadi che si sente in dovere di apostrofare ripetutamente due clienti (che erano israeliani, sì, ma mica Netanyahu e Smotrich) con Fri Palestain, in che caso lo vogliamo mettere? Coglioneria?
Naturalmente sono contrario ai licenziamenti, anche per i commessi coglioni e rompiscatole.
No no, licenziamento e fucilazione (che il ruolo dei commessi è strategico per l’Italia!).
Sul resto, temo che quando Andrea parla di “immunizzazione dalla propaganda” il resto del mondo senta “indottrinamento alla propaganda avversa” e anche a ragione.
Sull’importanza di sapere che le guerre massacrano i bambini (e non solo loro) non ho nessun dubbio, invece.
Ciao
@ francesco
“avversa”
Come dice il proverbio: a brigante, brigante e mezzo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non diceva: “Occhio per occhio, tutto il mondo sarà cieco”?
Vuoi che quei bambini siano dei compagni/camerati obbedienti e fedeli o degli uomini liberi?
@ Francesco
“liberi”
Per essere liberi prima devono essere vivi.
Col sionismo è impossibile.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non ricordo attacchi sionisti contro i bambini di Firenze.
Mi sbaglio?
Da Bardem a Swinton: oltre 80 artisti contro il silenzio di Wim Wenders e della Berlinale su Gaza
https://www.msn.com/it-it/intrattenimento/cinema/da-bardem-a-swinton-oltre-80-artisti-contro-il-silenzio-di-wim-wenders-e-della-berlinale-su-gaza/ar-AA1WBJ3J?ocid=BingNewsVerp