Una bambina, un Disertore e una Poeta

Scavano per far passare la tramvia, e a Piazza Beccaria trovano la tomba di una bimba che doveva essere nata più o meno allo stesso tempo di Gesù.

Passa qualche secolo, ed ecco che l’Imperatore Decio ordina che tutti i cittadini facciano un sacrificio, e chi lo fa riceve una certificato di adempimento di obbligo sacrificale – all’epoca non si poteva scaricare con l’app, ma ti davano un libellum.

E c’è un soldato, Minas o Miniato, che si rifiuta.

E proprio vicino alla tomba della bimba, si ordina che Miniato sia divorato da un leopardo, che invece di sbranarlo, vorrebbe fare le fusa, solo che i leopardi non ci riescono. Anche il leone che gli mandano dopo, sceglie la parte giusta, quella del disertore.

Ma l’eterno Funzionario non crede ai segni, e fa tagliare la testa a Miniato, e Miniato decapitato si rialza e si prende la testa sotto braccio, e cammina così per i campi e sopra l’Arno e sale la collina di fronte, e si ferma in cima, e da allora quel luogo si chiama San Miniato al Monte e c’è una basilica.

E in vetta all’adiacente monastero, l’Abate Bernardo Gianni, dalla lunga veste bianca, fa oggi sventolare di nuovo la bandiera della Repubblica Fiorentina, che resistette proprio da lì all’assedio congiunto degli eserciti del Papa e dell’Imperatore.

Padre Bernardo

L’altra sera, Padre Bernardo ha partecipato a un incontro per festeggiare i settant’anni di Italia Nostra, e ha detto che da ragazzo era nella Wwf e ammirava Italia Nostra, ma non si è mai iscritto perché per iscriversi, bisognava fare un bonifico, e lui in vita sua non è mai entrato in una banca.

E ci ha recitato una poesia di Mariangela Gualtieri. Di cui non sapevo nulla, e che adesso vorrei conoscere. La chiamano poetessa, ma io preferisco come ha scelto di definire se stessa l’amica Giada, “poeta”. Una poeta.

Adesso è forse il tempo della cura.
Dell’aver cura di noi, di dire
noi. Un molto largo pronome
in cui tenere insieme i vivi,
tutti: quelli che hanno occhi, quelli
che hanno ali, quelli con le radici
e con le foglie, quelli dentro i mari,
e poi tutta l’acqua, averla cara, e l’aria
e più di tutto lei, la feconda,
la misteriosa terra. È lì che finiremo.
Ci impasteremo insieme a tutti quelli
che sono stati prima. Terra saremo.
Guarda lì dove dialoga col cielo
con che sapienza e cura cresce un bosco.

Si può pensare che forse c’è mancanza
di cura lì dove viene esclusa
l’energia femminile dell’umano.
Per quella energia sacrificata,
nella donna e nell’uomo, il mondo
forse s’è sgraziato, l’animale
che siamo s’è tolto un bene grande.
Chi siamo noi? Apriamo gli occhi.
Ogni millimetro di cosmo pare
centro del cosmo, tanto è ben fatto
tanto è prodigioso.

Chi siamo noi, ti chiedo, umane e
umani? Perché pensiamo d’essere
meglio di tutti gli altri? Senza api
o lombrichi la vita non si tiene
ma senza noi, adesso lo sappiamo,
tutto procede. Pensa la primavera scorsa,
son bastati tre mesi – il cielo, gli animali
nelle nostre città, la luce, tutto pareva
ridere di noi. Come liberato
dall’animale strano che siamo, arrivato
da poco, feroce come nessuno.
Teniamo prigionieri milioni e milioni
di viventi e li maltrattiamo.
Poi ce li mangiamo, poveri malati
che a volte non sanno stare in piedi
tanto li abbiamo tirati su deformi –
per un di più di petto, per più latte.

Chi siamo noi ti chiedo ancora.
Intelligenze, sì, pensiero, quelli con le
parole. Ma non vedi come non promettiamo
durata? Come da soli ci spingiamo fuori
dalla vita. Come logoriamo lo splendore
di questo tiepido luogo, infettando
tutto e intanto confliggiamo fra di noi.
Consideriamo il dolore degli altri
e delle altre specie.
E la disarmonia che quasi ovunque portiamo.
Forse imparare dall’humus l’umiltà. Non è
un inchino. È sentirsi terra sulla nobile terra
impastati di lei. Di lei devoti ardenti innamorati.

Dovremmo innamorarci, credo. Sì.
Di ciò che è vivo intorno. E in primo luogo
vederlo. Non esser concentrati
solo su noi. Il meglio nostro di specie
sta davanti, non nel passato. L’età
dell’oro è un ricordo che viene
dal futuro. Diventeremo cosa? È una
grande avventura, di spirito, di carne,
di pensiero, un’ascesa ci aspetta.
Eravamo pelo musi e code.
Diventeremo cosa?
Diremo io o noi? E quanto grande il noi
quanto popolato? Che delicata mano
ci vuole ora, e che passo leggero, e mente
acuta, pensiero spalancato al bene. Studiamo.
Impariamo dal fiore, dall’albero piantato,
da chi vola. Hanno una grazia che noi
dimentichiamo. Cura d’ogni cosa,
non solo dell’umano. Tutto ci tiene in vita.
Tutto fa di noi quello che siamo.

P.S. Tra i commenti, chi si firma Habsburgicus ha scritto un commento talmente ricco e bello da meritare di essere inserito qui per intero nel post:

come qui sul blog sappiamo tutti ma all’infuori del blog talora no (e si resta alla vulgata del kattivo Nerone magari pure del Caligola de “La Tunica” :D),
Decio, che regnò in età molto tarda (249-251 d.C), fu il primissimo Imperatore che fece un editto esplicitamente e dichiaratamente anti-cristiano, dunque il primo VERO persecutore…ed era forse toscano [anticlericalismo toscano ante litteram :D] perchè uno dei suoi figli era chiamato Etrusco !
a dirla proprio tutto, Decio non menzionò i cristiani…obbligò TUTTI a sacrificare, anche i pagani, ed in Egitto a Crocodilopolis abbiamo un libello sacrificale della sacerdotessa del dio Coccodrillo !
però cca nisciuno è ffesso, anche se non siamo a Napoli 😀
Decio, nell’emanare il suo editto, aveva in mente SOLO i cristiani e ciò lo rende moderno quasi un americano (pre-Trump)
i Goti, ammazzandolo ad Abritto (2 giugno 251 d.C) salvarono la Cristianità…Gesta Dei per Gothos !
già Marco Aurelio (161-180 d.C) non amava i cristiani e sotto di lui, o già sotto il mitissimo Antonino (138-161 d.C), Policarpo venne martirizzato a Smirne da una folla pagana eccitata che lo apostrava “è l’annientatore dei nostri dèi !” ..
Settimio Severo (193-211 d.C) permise persecuzioni locali, massime in Africa
ma non erano persecuzioni generali
sino a Decio escluso il potere imperiale era tendenzialmente malevolo ma non ostilissimo per partito preso ai cristiani e talora (Adriano, ma già Traiano) era un freno ai persecutori
Decio, Valeriano e Diocleziano….questi furono i tre grandi persecutori
Decio finì ucciso dai Goti nel 251 d.C
Valeriano imprigionato dai Persiani nel 260 d.C
Diocleziano abdicò sua sponte (1/5/305 d.C)
almeno Diocleziano, seppur nostro nemico acerrimo, fu indubbiamente “grande” nelle questioni secolari, forse -diciamocela tutta- migliore di Costantino che sarà esaltato e trasformato in “isapostolo” (eguale agli Apostoli) ma fu un uomo crudele, assetato di potere, che farà ammazzare la moglie Fausta e il figlio Crispo nel 326 d.C..
però Costantino cambiò la Storia, Diocleziano fu l’ultimo fallimentare epigono del Vecchio Ordine…e Decio fallì prima di lui, anche se avrebbe potuto -a viste umane-vincere…senza i Goti

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134 risposte a Una bambina, un Disertore e una Poeta

  1. Puffo giardiniere scrive:

    Si, sembrerebbe proprio una poeta.
    C’è anche Franco Arminio, un poeta simile.
    Paesologo.

  2. PinoMamet scrive:

    Naturalmente San Miniato è un copione dell’altro soldato cefaloforo San Donnino, martirizzato da queste parti 😉

  3. Francesco scrive:

    >>> Adesso è forse il tempo della cura.
    Dell’aver cura di noi, di dire
    noi. Un molto largo pronome
    in cui tenere insieme i vivi,
    tutti: quelli che hanno occhi, quelli
    che hanno ali, quelli con le radici

    ho smesso a questo punto di leggere, caro Miguel. se molto ci unisce, molto altro ci separa.

    non credo sia grave.

    Ciao

    • PinoMamet scrive:

      …???
      cosa ci vedi di tanto grave in quei versi?
      Boh, mi sfugge completamente, chiedo proprio senza polemica, per curiosità.

      A me sembra poesia… in prosa 😉 , ideologica e un po’ pesante, come quella italiana di Pasolini (quella friulana mi piace di più).

      e quindi l’ho proprio saltata a pie’ pari: non è che voglia difendere l’autore.

      ma quei versi insomma cos’hanno che non va??

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “ma non vedi che non promettiamo durata?”

        E cosa lo fa?

        Non durano gli individui, ma le specie e i formicai.

        Amare la natura conviene perché consente di gioirne.

        Ma chi ama la natura di giorno ne amerà gli artigli la notte?

        Alla ‘poeta’, pur persona certo sensibile, preferisco Leopardi: la Natura è matrigna, non benevola sorella.

        La cosa più bella del legno è indubbiamente quella di servire ad accendere i nostri fuochi.

        I boschi vanno preservati precisamente perché continuino a fornirci legname.

        “innamorarci”

        Di cosa?

        Del vibrione del colera?

        Dei reumatismi innescati dall’umidità?

        Ogni bene sta nel tenere lontano il buio, non nell’esserne innamorati.

        Se posso entusiasmarmi nello studio del naturalissimo virus del vaiolo è perché possa estirparlo meglio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Puffo giardiniere scrive:

          Natura matrigna

          Bella questione.
          Io mi terrei nel mezzo.
          Il leone sbrana la gazzella debole che altrimenti morirebbe in maniera peggiore.
          Le peggiori malattie ce le siamo andate a cercare addomesticando gli animali e vivendoci a stretto contatto.
          Secondo me Leopardi confondeva la Natura con la Storia. Gran parte dei mali ce li siamo andati a cercare.
          Nella Bibbia si cita il Paradiso Terrestre.
          L’infanticidio invece è sempre esistito.
          Anche ai tempi del Paradiso Terrestre.
          Altrimenti la popolazione cresceva troppo rispetto alle risorse di sopravvivenza.
          Ancora adesso si pratica l’aborto.
          Metterei in conto anche quello che di positivo scriveva Epicuro.
          (Leggendo su Wikipedia sono rimasto sorpreso alla voce “fisica”).

          • Puffo giardiniere scrive:

            Fisica. No era in Natura.

            Epicuro era vegetariano a pane e formaggio.
            Ma non lo prescriveva ai suoi discepoli.
            Vegetariano su base sensistica, in quanto riteneva gli animali dotati di sensibilità.
            Non rigettava il primato umano sugli animali ma criticava l’antropocentrismo Aristotelico.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Amare la natura conviene perché consente di gioirne.

          Ma chi ama la natura di giorno ne amerà gli artigli la notte?”

          Certo, se viviamo dentro una capsula riscaldata d’inverno e con l’aria condizionata d’estate, possiamo anche diventare “buoni” verso i lupi. E’ una parte della verità.

          Ma proprio per questo ho citato l’Islam. Che non si può certo dire nato in un clima di vegani con l’aria condizionata. C’era miseria, guerra, le pecore si sgozzavano per mangiarsele, ci si difendeva dai lupi e c’erano pure le zecche di sicuro. Però nell’Islam è chiara la visione del “noi”.

          • Francesco scrive:

            quale? nulla o quasi conosco

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Islam”

            Deve essere per questo che nonostante tutte le vette della cultura Islamica li abbiano preceduti di secoli Galileo e Newton fiorirono fuori dall’Islam.

            Come la cultura Cinese cerca soprattutto l’armonia e quella Islamica la comunanza della Umma, quella Occidentale sembra vedere nel pólemos, nell’inestinguibile conflittualità la radice stessa dell’essere, almeno in questo nostro mondo sublunare e imperfetto.

            La scienza è lo sforzo consapevole di riconciliare l’irreconciliabile pluralità degli esseri sotto regole comuni, che per ciò stesso sono provvisorie.

            Per noi la Natura è certo bellissima come per tutti, ma non sarà mai una “Madre Natura” come per quegli indios Sudamericani il cui idolo è stato accolto in Vaticano da papa Francesco (Pachamama mi pare si chiamasse).

            L’Islam nasce col recitare il dettato dell’angelo; l’Occidente con riga e compasso. Se il primo filosofo Greco di cui abbiamo notizia, Talete, è passato alla storia per un teorema di geometria un motivo ci sarà.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        non grave, Pino, semplicemente non interessante e poco condivisibile

        ciao

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “ho smesso a questo punto di leggere, caro Miguel. se molto ci unisce, molto altro ci separa.”

      Faccio fatica a capire cosa sia che ci separa.

      Potrei ad esempio immaginare che tu ritenga che solo gli esseri umani abbiano la possibilità di andare in Paradiso, mentre querce, leoni e angeli no (perché sono in un’altra dimensione). Oppure che la terra non sia stata creatao cinque miliardi di anni fa, ma solo seimila anni fa.

      Oppure tu creda che esista una differenza radicale tra l’umanità prima e dopo la caduta.

      Oppure tu creda che sia stato un unico Dio e non tanti dei a compiere il miracolo…

      Ma quale sia il valore di considerare “non noi” ogni cosa che non sia un essere umano? Pensare che sia solo una sorta di scaffale di supermercato da cui prelevare prodotti. E se credi che la terra esiste da miliardi di anni, e gli esseri umani attuali solo da qualche centinaio di migliaia di anni, che senso aveva quel supermercato senza clienti? E che cos’erano gli uomini di Neanderthal e tutti gli altri ominidi e ominini?

      • Miguel Martinez scrive:

        “Ma quale sia il valore di considerare “non noi” ogni cosa che non sia un essere umano? ”

        Non dico che sia una caratteristica necessaria del cristianesimo (è grazie a Padre Bernardo che conosco la Gualtieri). Ma certo nell’Islam è esplicita l’idea che Dio crea molte “nazioni”, di cui quella umana è solo una – angeli, uomini, jinn, animali…

        Infatti, è una cosa che mi ha colpito dell’Egitto: l’assenza di quella violenza contro gli animali (tipo bastonate ai cani e calci ai gatti) che è tanto caratteristica dell’Italia “povera”. Non sto dicendo che sia che cosa essere pecora o cane in un paese islamico; ma è interessante come la violenza gratuita sia considerata proprio un gesto irreligioso.

        • MOI scrive:

          Però l’ AntiSpecismo è sorto nell’ Ateismo Transumanista, talmente Ateismo da fare il Giro del Ferro di Cavallo e diventare NeoPagano … solitamente è la stessa gente che ti dice che una Donna può avere un pene.

          … Mah !

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Moi

            “Però l’ AntiSpecismo è sorto nell’ Ateismo Transumanista”

            E’ una questione molto complessa: spesso sentimenti analoghi possono condurre a luoghi opposti. L’anarchico anticlericale diventato guerrafondaio nel 1915 per dispetto ai preti pacifisti si trasforma nel fascista che fa il Concordato… Il marxista che si oppone alla brutalità dello stalinismo finisce per diventare esaltatore degli eserciti dell’Ucraina e di Israele (caso che conosco personalmente).

            Il conflitto che dici tu lo vedo certo nel mondo ecologista: ci sono quelli con le Supersoluzione tecnocratiche,ci sono quelli che mungono le pecore per farsi i formaggi, e ci sono quelli che ritengono che la Natura o Dio abbia creato Maschi e Femmine e quindi sono visti come “transfobici”.

        • MOI scrive:

          Qualche rara volta, ho letto commenti social (di quelli che solitamente vengono raccolti alla hashtag “Abolizione del Suffragio Universale) di gente che espressamente “godeva” per le rappresaglie di Netanhyaju, che vendicherebbero le vittime della Macellazione Halal … evidentemente ignorando che il Kosher è uguale allo Halal.

          So bene che QUI sembra strano, ma sull’ Ebraismo c’ è in giro un’ ignoranza mostruosa anche da parte di gente altrimenti colta …

          AL NETTO dei suoi Alieni, l Innominabile ha fatto un lavoro di Divulgazione di Massa enorme, impensabile al Catechismo Parrocchiale.

          • MOI scrive:

            Fino ai primissimi Anni Novanta, quando l’ Islam non esisteva ancora o era qualcosa su altri Pianeti lontanissimi 🙂, almeno si sapeva che gli Ebrei non potessero mangiare carmi suine … adesso invece sopratutto i più giovani pensano e lo commentano: “ma ve’ … come l’ Islam”.

            • MOI scrive:

              Insomma, la conoscenza “statistica media” dell’ Ebraismo negli ultimi 35 anni mi pare addirittura diminuita ! … Forse complici involontari gli “Shoah Movies ” di Hollywood in cui Essere Ebrei è limitato quasi solo a fuggire/nascondersi/ cercare di sopravvivere … ma pochissimo si vede della vita quotidiana degli Ebrei.

        • Ros scrive:

          Miguel: “… Ma quale sia il valore di considerare “non noi” ogni cosa che non sia un essere umano? …”

          L’animale uomo
          (un primate glabro a ben vedere🙄)
          si autoritiene biblicamente autorizzato a disporre come gli pare del resto del resto del creato come un Robinson Crusoe naufrago su un’isola e forte di una posizione superiore d’Anima presunta e Coscienza.

          Ma di superiore, se vogliamo, c’è solo l’eventuale e assai recente possibilità tecnica-predatoria di poterlo fare, spesso a suo stesso danno.

          Se non comprendiamo la peculiare forma di coscienza delle altre specie ciò non vuol dire che ne siano prive, ma solo appunto che non la comprendiamo.
          Per quel che ne sappiamopure una nuvola può avere la sua peculiare coscienza.

          L’Homo sapiens è in giro su questa terra soltanto da pochi minuti
          – considerata l’età della stessa –
          ed è probabile che sparisca nell’oblio e nell’irrilevanza fra altri pochi minuti.

          L’infantile e tartufesca favoletta di una antropomorfizzazione a propria immagine e somiglianza ad opera di un presunto divin creatore con la squadra a triangolo e compasso non cambia l’oggettività della cosa.

          Non siamo divisi dal resto, il modo in cui sentiamo e partecipiamo delle altre specie e cose è e sarà l’esatto modo in cui continueremo a trattare la nostra di specie;

          come la storia e l’attualità c’insegna.

          Chi dice “prima l’uomo” sta in realtà affermando quel solito:
          “prima io!”, “prima noi!”
          prima il mio clan, la mia tribù, famiglia, nazione…

          e questo riguarda tanto le altre specie quanto i suoi simili.

          La possibilità del com-patire «soffrire, insieme» non distingue fra le specie, poiché psicologicamente è la possibilità un transfert;
          è la capacità sensitiva di una proiezione.
          O c’è o non c’è.
          O senti o non senti.

          E se non viene coltivata si spegne e muore, e con essa muore il Senso e il Sacro.

          Quando non senti non ce n’è per nessuno, te compreso.

          Si distinguerà allora l’uomo dal resto della natura allo stesso modo dell’uomo dall’uomo tramite fenotipi, classi, censi, campanilismi, idiosincrasie…

          La misura d’una nostra autoreferenziale superiorità,
          se mai esiste, può consistere solo nella possibilità d’amorevole -materna-dolorosa-straziante capacità di sentire, com-patire quel tragico pathos
          (duhkha > samudaya > nirodha) che accomuna tutto ciò che vive e esiste.

          Questa contrapposizione dove se ami o vuoi rispettare le altre specie allora odi l’uomo e gli vuoi del male è patetica e dannosa.

          L’uomo vs la natura, che se cerchi di rispettare flora e fauna ce l’hai con l’uomo e gli vuoi togliere il pane di bocca, lo vuoi limitare, lo vuoi morto estinto è fonte di danni.

          L’uomo, puerilmente, geloso, invidioso del cane, del gatto, delle tartarughine, delle foche, delle foreste, delle fresche frasche:

          “vuoi più bene a loro che amme’ !
          Quello che dai a loro me lo togli amme’😢!

          Che la sensibilità verso gli animali possa essere frutto di una proiezione
          – di un transfert affettivo –
          magari pure non ci piove;
          che i genitori amino i loro bambini anche per l’azione dell’ossitocina magari non ci piove neanche.

          Che la proiezione risulti più intensa e facilitata con cani, gatti, mammiferi in grado di interagire con noi è palese.

          Ma queste facilitazioni psicologiche inconsce sono in quanto tali negative o magari adattamenti necessari e positivi?
          Sono step evolutivi e di coscienza?

          Mi chiederei piuttosto se la cosa ci renda migliori o peggiori, umani o meno umani, che non la sua motivazione e causa.

          Il rispetto per l’umano risulta essere maggiore o peggiore dove non si ha alcuna “proiezione” e umanità alcuna per le altre specie e ambiente?

          Dove non c’è segno d’integrazione psichica di questo amore per i “pets” come considerano e trattano il loro prossimo specifico?

          La Pietas, la Com-Passione allargata al tutto mi pare essere un arricchimento psichico capace di traghettarci ad uno step superiore di civiltà e progresso emotivo.

          Possiamo davvero permetterci di giustificare un atteggiamento cinico, utilitaristico e fintamente razionale, deprivato d’ogni emotività e proiezione (praticamente psicopatologico) con tutto il resto senza che questo atteggiamento venga poi applicato anche ai nostri simili, e a noi stessi infine?
          Come difatti avviene.

          Pisicopatologia che non consiste in una cattiveria sadica e pulsionale ma nella lacuna del SENTIRE e IMMAGINARE dando così vita a quel che ci circonda;

          di un riflettersi emozionalmente animandolo di numinoso senso e sacro.

          Un’aridità ottusa e silente d’immaginazione e proiezione che non riesce più ad illuminanare e ricreare ciò che ci circonda; financo pure le cose;

          A essere compiutamente razionali positivisti funzionali, liberi da qualsiasi proiezione psicologica, affettiva, emotiva si diviene solo ottusi e vuoti psicopatici.

          La dostoevskijana “leggenda del Grande Inquisitore” diventa pienamente realizzata.

          Che ad oggi si coltivi e si incoraggi un affettività verso i pets da compagnia e non, è da vedersi piuttosto uno step di necessario arricchimento emotivo ed evolutivo;
          di coscienza e possibilità
          – spesso l’unica –
          d’esprimere e sviluppare la possibilità di empatia, compassione e connessione più che mai necessarie alla nostra pyche ed esistenza.

          Anzi; a ben vedere assieme a “quelli che hanno occhi, quelli che hanno ali, quelli con le radici…” io ci metterei pure le Cose:

          “…Loreto impagliato e il busto d’Alfieri, di Napoleone
          i fiori in cornice, il caminetto un po’ tetro, le scatole senza confetti,
          i frutti di marmo protetti dalle campane di vetro,
          un qualche raro balocco, gli scrigni fatti di valve,
          gli oggetti col mònito salve, ricordo, le noci di cocco…”

          Quelle gozzaniane “buone cose di pessimo gusto” che tanto arricchiscono e restano come madeleine a creare il sostrato della nostra memoria e inconscio, permanendo sempreverdievive nella nostra vita onirica;

          come ci mostrano Simic e Cornell nella loro opera

          https://www.adelphi.it/libro/9788845919527

          Charles Simic
          “Il cacciatore di immagini. L’arte di Joseph Cornell”

          • firmato winston scrive:

            ros:
            “Possiamo davvero permetterci di giustificare un atteggiamento cinico, utilitaristico e fintamente razionale, deprivato d’ogni emotività e proiezione (praticamente psicopatologico) con tutto il resto senza che questo atteggiamento venga poi applicato anche ai nostri simili, e a noi stessi infine?
            Come difatti avviene.”

            Secondo me la direzione causale e’ al contrario: perche’ non dovremmo fare agli altri cio’ che facciamo in continuazione a noi stessi senza neanche rendercene conto…
            Rendersi conto della violenza che ci autoinfliggiamo (chiamandola ad esempio “educazione” e/o “rispetto delle regole” che spesso, vista con l’occhio dell’antropologo marziano e’ una forma appena mascherata di sadomasochismo da caserma) potrebbe essere il primo passo.
            La vita del mondo cosiddetto civilizzato funziona solo in virtu’ di una pesantissima coercizione perpetrata fin dall’infanzia. Pensa alla scuola come istituzione… e’ peggio di una caserma di addestramento, non per quello che insegna ma per il modo in cui lo fa, e’ il modo il vero soggetto dell’insegnamento, e come abbiamo gia’ stradetto, come ogni istituzione, e’ impegnata in primo luogo ad allargare e magnificare se stessa. Chi oserebbe dire oggi, sui giornali e sui grandi organi di informazione/indottrinamento che la scuola e’ un male in se’? Che fine farebbe?

            Ormai la prima cosa che viene in mente a tutti, su qualsiasi argomento, e’ “In galera!”.

            • Ros scrive:

              firmato winston:
              “Secondo me la direzione causale e’ al contrario: perche’ non dovremmo fare agli altri cio’ che facciamo in continuazione a noi stessi senza neanche rendercene conto…”

              Infatti con “e a noi stessi infine?” intendevo proprio quel che hai scritto.

              Non sono gli altri a fare a noi quel che noi facciamo intorno e agli altri
              (e facciamo loro perché non sappiamo quel che facciamo😇)

              ce lo facciamo benissimo da soli.

              Ognuno provvede automaticamente e diligentemente a farlo a se stesso.
              Giudice, carceriere e boia di se.

              E facciamo così poiché tale modalità d’essere – contro e coatta – ci è diventata unica possibilità di norma:
              ce lo facciamo da soli nell’ inculcata fede che:
              “There is no alternative”

              Manchiamo ancora abbondantemente di evoluzione in tal senso:
              il primate glabro dalla onnipotente tecnica e niente altro
              (la scimmia con la bomba atomica)

              https://www.youtube.com/watch?v=af3YAP6TBmk

              è ancora ferino tremante e piccino picciò, e deve ancora uscire dall’animalità primitiva, istintiva e rettile paura dell’amigdala per divenire Adamo nella sua Mente

              Del resto
              – quali Homo homini lupus –
              siamo qui spersi nell’isola,
              (che ci han detto assai cattiva e leviatana) di questo essere nel mondo da pochi minuti spicci

            • firmato winston scrive:

              @moi, ros:

              “(la scimmia con la bomba atomica)
              https://www.youtube.com/watch?v=af3YAP6TBmk

              Non credo siano cosi’ stupide le scimmie, bisognerebbe conoscerle dall’interno, forse meglio questo, che se vi pare il caso segnatevelo (baraka, ron fricke, godfrey reggio), questione di habitus, bourdieu:

              https://rumble.com/v6klqps-baraka-1992.html?e9s=src_v1_s%2Csrc_v1_s_o&sci=c9d9f5fa-a614-41a8-851c-6ff3ac012ed8

      • Francesco scrive:

        >>> Ma quale sia il valore di considerare “non noi” ogni cosa che non sia un essere umano?

        Dare il corretto valore a noi e a loro. La confusione non è mai una cosa buona, nel ragionamento.

        Ciao

  4. Puffo giardiniere scrive:

    Se vuoi la pace prepara la guerra…

    E comunque, vogliamo vedere come questo motto ha ispirato la politica dell’impero di cui Vegezio ha fatto parte? Stiamo parlando dell’antica Roma, dalla fase repubblicana a quella imperiale. Va ricordato che complessivamente l’antica Roma ci ha regalato oltre 500 anni di guerre sanguinose e quasi 30 milioni di morti (su una popolazione mondiale – allora – di 200 milioni di persone). Ci sono state battaglie come quella di Arausio (105 a.c.) dove morirono 80 mila soldati e 40 mila civili e quella di Adrianopoli (378 d.c.) dove perirono tra i 20 e i 30 mila soldati. Ma quale Si vis pacem… Fu l’impero romano a praticare quella guerra permanente che ancora oggi domina il nostro pianeta. Si preparava alla guerra, ma solo per farla. Si veda la fondamentale storia di Roma antica di di Theodor Mommsen

    https://sbilanciamoci.info/si-vis-pacem-no-grazie/

    Una colomba bianca
    Lontana e solitaria
    Nell’aria se ne va
    Pacificare stanca
    😋

    Si, pardon, mi è scappata…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ puffo giardiniere

      “se vuoi la pace”

      Indubbiamente una pace perpetua, consolidata dal comune interesse degli umani a risparmiarsi le distruzioni di una guerra, sarebbe altrettanto compatibile con l’esistenza delle comunità umane di uno stato di guerra permanente in cui alcune macro-comunita’ fanno forza con altre consimili senza che nessuna mai prevalga (sto pensando alla mappa di Trump che divide il mondo in tre zone di influenza simili ai tre superstati di ‘1984’).

      Ma in una pace perpetua verrebbe meno quell’atmosfera di allarme permanente che giustifica l’esistenza di élites privilegiate e di diseguaglianze che il progresso tecnico rende di per sé superflue.

      In altre parole, sia la guerra perpetua sia la pace perpetua sono soluzioni razionali al problema della convivenza umana (come già intuito da Hobbes per la guerra e da Kant per la pace).

      Ma stanti le disuguaglianze (Pareto…) la pace è soluzione instabile, la guerra stabile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Scusa ma mi sono perso la dimostrazione che la distribuzione di Pareto dipenda dalla “atmosfera di allarme permanente”.

        Sarei curioso di sentirla esporre!

        Ciao

  5. Mario scrive:

    Possa essere lo scheletro della bimba
    un segno del cielo divino
    possa essere per tutta Firenze
    dannazione del tram piddino.

  6. habsburgicus scrive:

    l’Imperatore Decio

    come qui sul blog sappiamo tutti ma all’infuori del blog talora no (e si resta alla vulgata del kattivo Nerone magari pure del Caligola de “La Tunica” :D),
    Decio, che regnò in età molto tarda (249-251 d.C), fu il primissimo Imperatore che fece un editto esplicitamente e dichiaratamente anti-cristiano, dunque il primo VERO persecutore…ed era forse toscano [anticlericalismo toscano ante litteram :D] perchè uno dei suoi figli era chiamato Etrusco !
    a dirla proprio tutto, Decio non menzionò i cristiani…obbligò TUTTI a sacrificare, anche i pagani, ed in Egitto a Crocodilopolis abbiamo un libello sacrificale della sacerdotessa del dio Coccodrillo !
    però cca nisciuno è ffesso, anche se non siamo a Napoli 😀
    Decio, nell’emanare il suo editto, aveva in mente SOLO i cristiani e ciò lo rende moderno quasi un americano (pre-Trump)
    i Goti, ammazzandolo ad Abritto (2 giugno 251 d.C) salvarono la Cristianità…Gesta Dei per Gothos !
    già Marco Aurelio (161-180 d.C) non amava i cristiani e sotto di lui, o già sotto il mitissimo Antonino (138-161 d.C), Policarpo venne martirizzato a Smirne da una folla pagana eccitata che lo apostrava “è l’annientatore dei nostri dèi !” ..
    Settimio Severo (193-211 d.C) permise persecuzioni locali, massime in Africa
    ma non erano persecuzioni generali
    sino a Decio escluso il potere imperiale era tendenzialmente malevolo ma non ostilissimo per partito preso ai cristiani e talora (Adriano, ma già Traiano) era un freno ai persecutori
    Decio, Valeriano e Diocleziano….questi furono i tre grandi persecutori
    Decio finì ucciso dai Goti nel 251 d.C
    Valeriano imprigionato dai Persiani nel 260 d.C
    Diocleziano abdicò sua sponte (1/5/305 d.C)
    almeno Diocleziano, seppur nostro nemico acerrimo, fu indubbiamente “grande” nelle questioni secolari, forse -diciamocela tutta- migliore di Costantino che sarà esaltato e trasformato in “isapostolo” (eguale agli Apostoli) ma fu un uomo crudele, assetato di potere, che farà ammazzare la moglie Fausta e il figlio Crispo nel 326 d.C..
    però Costantino cambiò la Storia, Diocleziano fu l’ultimo fallimentare epigono del Vecchio Ordine…e Decio fallì prima di lui, anche se avrebbe potuto -a viste umane-vincere…senza i Goti

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma davvero Costantino cambiò la storia per la questione del cristianesimo? Perché a Ponte Milvio vinse l’imperatore pagano.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius tarvisii

        “Milvio”

        Beh, ha organizzato lui il concilio di Nicea. Senza di lui non avremmo il “Credo in un solo Dio Padre onnipotente…”

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • mirkhond scrive:

        La conversione di Costantino al Cristianesimo fu un processo graduale, ma è indubbio che dopo Ponte Milvio (312 d.C.) si orientò sempre più a favore del Cristianesimo, pur non rompendo col paganesimo, di cui continuò ad essere pontifex maximus* e ricevendo il battesimo solo in punto di morte nel 337 d.C., peraltro da un vescovo ariano.
        *saranno Graziano e Teodosio nel 380 d.C. a dismettere tale carica*.
        Quanto al paganesimo, anche dopo l’Editto di Tessalonica del 380 d.C., continuò ad esistere tenacemente (in Oriente le ultime sacche pagane saranno annientate da Giustiniano nel VI secolo dopo Cristo, in Occidente sopravviverà nelle campagne, ibridandosi gradualmente col Cristianesimo, che finirà per accogliere elementi troppo sentiti nella popolazione rurale per essere eliminati).

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      Il tuo commento su Decio è talmente ricco e bello che l’ho aggiunto nel corpo del post. Grazie!

  7. habsburgicus scrive:

    all’epoca non si poteva scaricare con l’app, ma ti davano un libellum.

    e già lì nacquero le prime “furbate” 😀
    alcuni pensarono “e se non sacrificassi materialmente, ma mi procurassi un certificato più o meno farlocco” ? 😀 detto e fatto….pagando il giusto (o forse l’ingiusto :D) un libellum debitamente firmato dalle più alte autorità non si negava (quasi) a nessuno 😀
    ciò però spaccò la Chiesa
    i rigoristi dissero: NO, non va bene, resta peccato e pure grave…bisogna esserer pronti ad accettare la persecuzione e ad accettare il martirio per Nostro Signore
    i più moderati invece dicevano….e vabbè, al massimo sarà un peccato veniale 😀
    ciò divise soprattutto le chiese d’Africa..e sarà più tardi una delle cause della nascita dell’eresia donatista (che soprattutto anatemizzò chi consegnò i sacri libri e gli arredi obbedendo a uno dei primi editti persecutori di Diocleziano edel 303 d.C)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “alcuni pensarono “e se non sacrificassi materialmente, ma mi procurassi un certificato più o meno farlocco” ?”

      Ma non si poneva un problema simile anche per gli ebrei? Non mi ricordo come andò con loro…

      • habsburgicus scrive:

        a Roma, all’epoca dei pagani, l’ebraismo era però “religio licita” e tale lo rimase anche negli anni delle rivolte a componente ebraica sotto Traiano (115-117 d.C) durante la guerra partica e financo negli anni in cui Adriano adottò misure antiebraiche in quella che da allora in poi cessò di essere chiamata Iudaea e assunse il nome di Syria Palaestina o Palaestina tout court (paganizzazione di alcuni luoghi sacri a Gerusalemme divenuta Aelia Capitolina, nome che ancora si può trovare -sempre meno- in testi protobizantini nella forma greca Ailia, ecc) ma neppure Adriano mai prese misure contro il giudaismo come TALE nè mai fu chiesto agli ebrei di sacrificare…..credo anzi che Decio eccettuasse i SOLI ebrei dal suo editto as a matter of course, e di certo li eccettuò Diocleziano
        nella stessa Palaestina, di cui si sa pochissimo (le città coniavano a tema pagano, ad esmpio Diospolis/Lydda ecc…finchè le coniazioni cittadine durarono, dunque non oltre Gallieno, imp. 260-268 d.C in teoria col padre Valeriano già dal 253 d.C) gli ebrei c’erano, tutto sommato prosperavano seppur in un milieu pagano e “greco” e non avevano serie limitazioni se non ad Aelia, l’ex-Gerusalemme da cui erano esclusi (che poi ci credo poco, qualcuno ci sarà stato :D)

      • firmato winston scrive:

        qua del buon Adriano dicono 580.000 morti (praticamente tutti, data la popolazione dell’epoca), e “Giudea ridotta a un deserto”:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_giudaica

        Contesto storico
        La ribellione scoppiò per due motivi: da un lato il divieto di circoncisione da parte dell’imperatore Adriano per eliminare un costume, non solo giudaico, considerato barbaro e in contrasto con i canoni estetici adrianei (per i giudei fu invece un atto mirato, senza alcuna ragione apparente, a interrompere il patto tra Dio e il suo popolo), dall’altro il progetto di costruire una nuova città sulle rovine di Gerusalemme e insediarvi il culto di Giove (un vero sacrilegio per gli Ebrei). Adriano presentava quindi, dal punto di vista giudaico, i tratti più evidenti e cupi del persecutore pre-messianico. A questo punto mancava solo un messia, che fu identificato nella figura di Simon Bar Kokheba, che si era autodefinito tale.
        Epilogo
        L’ultima decisiva battaglia si svolse nel 135 vicino a Gerusalemme e in quel frangente lo stesso Simon morì. La strage fu immensa: secondo Cassio Dione le perdite giudaiche giunsero a 580 000 morti. La Giudea venne ridotta ad un deserto. I rabbi che maggiormente si erano distinti nel sostegno della guerra vennero catturati ed uccisi. Ai posteri le notizie pervengono da fonti pagane e cristiane, nessuna fonte giudaica.

        • PinoMamet scrive:

          Bah, l’ultima rivolta giudaica è del 613 (e gli Ebrei ripresero Gerusalemme e la governarono per 5 anni), e in mezzo ce ne sono state altre…

          per un periodo conquistarono persino Cipro, e vi lasciarono, peraltro, un pessimo ricordo…

          insomma credo che le cifre dei morti fornite da Cassio Dione siano un filo esagerate 😉 e il paese “ridotto a deserto” è un topos letterario…

        • firmato winston scrive:

          @pino:
          “le cifre dei morti fornite da Cassio Dione siano un filo esagerate ;)”

          E’ probabile, visto che a inizio 1900, due millenni dopo, da quelle parti ci stavano un paio di milioni di abitanti in tutto, forse meno.
          Pero’ e’ anche probabile che ai tempi dei romani quelle terre fossero molto piu’ verdi e ospitali, quindi non si puo’ neanche escludere che gli abitanti dell’epoca fossero di piu’ di quanto si possa supporre oggi, per cui la cifra per quanto esagerata diventa almeno non impossibile.

          Che voi sappiate, al tempo dei romani c’erano i censimenti? Come funzionavano, erano precisi? Ci e’ arrivato qualche numero dall’epoca? Di solito qualsiasi governo centralizzato ha un forte interesse per la tassazione e la militarizzazione, per cui conta e scheda attentamente la popolazione. L’anagrafe a scopi fiscali e militari di solito e’ la primissima delle burocrazie efficienti, la scrittura e la matematica stesse nascono per questi scopi.

          La attuale narrazione morbosamente apocalittica del disastro climatico ci rende d’altra parte inconcepibile che, negli ultimi millenni, sulle coste del mediterraneo ci possano essere stati periodi sia piu’ caldi che piu’ umidi e verdi (contemporaneamente!) e quindi adatti all’agricoltura e allo stanziamento umano, e che uno di quei periodi fu al tempo dei romani, probabilmente. Periodo talmente ricco dal punto di vista agricolo, pur con la tecnologia primitiva dell’epoca, da poter permettere col surplus l’alimentazione di una enorme citta’ come Roma.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per FW

            “Che voi sappiate, al tempo dei romani c’erano i censimenti? Come funzionavano, erano precisi?”

            Mi sono posto la stessa domanda.

            Tutti zitti in attesa di Habs.

          • habsburgicus scrive:

            Che voi sappiate, al tempo dei romani c’erano i censimenti?

            precisi, non saprei…ma c’erano !
            sotto la Repubblica, il censimento era importantissimo e da quello traevano il nome i censores, che di fatto erano scelti solo tra gli ex-consoli, almeno da Appio Claudio in poi, la cui censura rivoluazionaria del 312 a.C fece epoca..
            talvolta il censimento non si poteva fare per dissensi fra i censori, ciò che divenne quasi la norma nella tarda Repubblica, e ciò era visto come una rottura dell’equilibrio… nel 70 a.C, l’anno del consolato di Pompeo e Crasso in cui venne smantellata l’oligarchia sillana, riuscirono a farne uno poi bisognò attendere il 28 a.C sotto Ottaviano perchè si riuscisse a farne altri…diverse censure, alcune delle quasi “fantasma” (nel senso che sappiamo che ci furono solo grazie a un passo di Cicerone ma ignoriamo i nomi di uno o di ambedue i censori, ad esempio nel 65 a.C poi nel 64 a.C) si conclusero in un nulla di fatto
            grazie ai censimenti noi conosciamo il numero esatto dei cives Romani e possiamo seguirne il progressivo aumento
            censure furono ancora tenute da Claudio nel 47-48 d.C (avendo come collega L. Vitellio, uno che raggiunse il terzo consolato, onore inaudito per un “privato”) e da Vespasiano nel 73-74 d.C (avente come collega il figlio Tito) ma in quest’ultimo caso non ci sono giunti i numeri esatti (ci manca Tacito), poi bon
            Valeriano (253-260 d.C) prese per sé il titolo di censore, che fu riesumata in età costantiniana
            sulla censura romana resta fondamentale l’opera del finnico Suolahti pubblicata nel 1963 in inglese…il grande, e iconoclasta, Karl Julius Beloch ha un capitolo sui censori nella sua RG “Storia Romana” del 1926, in tedesco
            si possono avere maggiori dubbi sull’esattezza e sull’acribia dei censimenti provinciali, che si occupavano in primis di non-romani, peregrini….però esistevano, basta leggere i Vangeli

            • habsburgicus scrive:

              https://homepages.uc.edu/~martinj/Latin/Roman_Population/Frank%20-%20Roman%20Census%20Statistics.pdf

              qui hai alcuni numeri..
              en passant, Tenney Frank -che non era stupido e Roma la conosceva come pochi altri americani, prima e dopo di lui- fu uno dei principali esponenti del razzialismo nordicista, secondo cui Roma fu grande finchè fu “nordica” e poi decadde a causa degli schiavi medio-orientali 😀 in altre opere, non scientfiche (in quei giorni non si confondevano i ruoli), Tenney Frank ammonì l’America a restringere l’immigrazione di “popoli inferiori” se non voleva fare la fine di Roma 😀 😀 😀 sembrerebbe di essere ai tempi diTrump 😀 eppure tra T. Frank e Trump c’è un abisso..Tenney Frank era un uomo colto (e non particolarmente ricco), the Donald è un riccastro semi-analfabeta 😀

          • PinoMamet scrive:

            Chiunque di voi cristianucci abbia letto i Vangeli dovrebbe sapere che ai tempi dei Romani i censimenti c’erano! 😉

            Per il resto rimando all’ottimo Habs.

            Il censore esercitava la censura, cioè l’incarico per cui poteva prendere un riccone e rimuoverlo dalle liste dei senatori o dei cavalieri per ignominia
            (o presunta tale… magari perché scomodo politicamente 😉 )

            l’idea di una Repubblica divisa per censo i Romani la copiarono, verosimilmente, dagli Ateniesi, con qualche decennio di ritardo ma neanche tanti.

            Anche di conio ateniese l’idea per cui la seconda classe in ordine di importanza/reddito fosse quella dei cavalieri
            (Canfora ci ricorda che ad Atene i cavalieri facevano pochissimo la guerra, e più che altro processioni religiose e gare sportive… il cavallo era uno status symbol, non a caso il filo-oligarchico e filo-spartano Senofonte scrisse trattati di equitazione).

            • PinoMamet scrive:

              La repubblica censitaria è naturalmente un abominio per “noi moderni” ma rivoluzionaria rispetto allo strapotere aristocratico di prima:

              signori si nasce, ma ricchi si diventa, e la divisione per censo poteva essere considerata una forma primitiva di democrazia.

              del resto, fino al suffragio universale, gli Stati moderni non erano tanto diversi…

            • MOI scrive:

              Ma infatti:

              come si fa a pensare che un termine istituzionale, amministrativo , di palese etimologia dal Latino … non abbia nulla che vedere con Roma Antica ?! 😱

            • Francesco scrive:

              adesso non esagerare … cristianucci è offensivo!

              diciamo che essendo i Vangeli l’unica fonte in cui avessi mai sentito parlare di censimenti non ero proprio convintissimo della storicità del racconto

              e Catone il Censore era famoso per altro, non per contare la gente!

              Ciao

              • PinoMamet scrive:

                ” cristianucci è offensivo!”

                Eh?
                Io lo dico in senso affettivo, ed è anche una citazione di Abacucco Giudio dell’Armata Brancaleone… non c’è alcun intento offensivo!

                (e faccio a fatica a capire dove lo vedi… boh?)

                A parte questo, secondo te uno chiamato il Censore cosa avrebbe dovuto fare, il geometra?? 😉

              • PinoMamet scrive:

                “diciamo che essendo i Vangeli l’unica fonte in cui avessi mai sentito parlare di censimenti non ero proprio convintissimo della storicità del racconto”

                Permettimi di risponderti anche su questo, perché è interessante.

                Naturalmente possiamo dubitare che la famiglia di Gesù sia esistita come descritta nei Vangeli, o che fosse realmente di Betlemme

                (Vito Mancuso divide il Gesù nato a Nazaret dal Cristo nato a Betlemme… ma detto tra noi secondo me spara anche un po’ di cazzate, però ho solo letto articoli sul libro e non il libro);

                possiamo dubitare che il censimento sia stato fatto in quegli anni…

                ma se l’evangelista cita un censimento, è da ritenersi che il suo pubblico sapesse cosa fosse un censimento e come dovesse all’incirca funzionare;

                ecco, dell’esistenza dell’istituto del censimento NON possiamo dubitare!

                Se cito il miracolo dei pani e dei pesci, posso dubitare del miracolo, ma non dell’esistenza del pane e del pesce… 😉

              • Francesco scrive:

                Sì hai ragione … però a me puzzava un pò di “cosa ci inventiamo per farli andare da Nazareth a Betlemme?”

                un pò come la fuga in Egitto, insomma

                ora, a me tutte queste licenze poetiche dei Vangeli piacciono un sacco e ci sono affezionato.

                il nucleo duro è la Croce e la Risurrezione, a mio modesto parere

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Sì hai ragione … però a me puzzava un pò di “cosa ci inventiamo per farli andare da Nazareth a Betlemme?””

                Però come fai a inventarti come scusa… qualcosa che non esiste nemmeno come concetto?

            • paniscus scrive:

              ” i cavalieri facevano pochissimo la guerra, e più che altro processioni religiose e gare sportive… il cavallo era uno status symbol—

              Un po’ come i velisti o i golfisti di oggi?

              • PinoMamet scrive:

                All’incirca… 😉

                (Mi manca ancora metà esame per patente nautica vela e motore senza limiti dalla costa…
                In realtà una barca a vela PUO’ essere anche economica… certo è molto più comune lo status symbol)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Mi manca ancora metà esame per patente nautica vela e motore senza limiti dalla costa…”

                Quando vieni a Firenze, allora, ti devo far conoscere la nostra incredibile Capitana!

  8. MOI scrive:

    Eksperimentbørn

    https://it.wikipedia.org/wiki/Esperimento_dei_piccoli_danesi

    … perché la popolazione autoctona Groenlandia non ci tiene così tanto alla Danimarca ?

    • habsburgicus scrive:

      il “bello” è che, in quei giorni i socialdemocratici erano quasi il partito unicoin Danimarca 😀 sì non erano al potere nel 1951 quando c’erano i liberali ma lo furono sino al 1950 e poi dal 1953, per molti anni…è dunque stucchevole che i socialdemocratici abbiano preteso “scuse” quando semmai erano loro -anche se non gli unici- a dover chiedere scusa !

    • firmato winston scrive:

      @Moi:
      “Nel secondo dopoguerra, i funzionari del governo danese e le organizzazioni non governative ritenevano che la società groenlandese fosse sottosviluppata e cercarono di riprogettarla.”

      Perche’ dovrebbe fare notizia? E’ quello che fa qualsiasi stato “democratico” moderno quotidianamente coi suoi cittadini, in nome della maggioranza e in base all’indiscutibile principio di maggioranza sul quale sono basati tutti i nostri ordinamenti dal condominio al senato, che trasudano Rousseau e “volonta’ generale” (vox dei) allo stato puro.
      I groenlandesi dal canto loro ci puoi scommettere che a parti rovesciate avrebbero fatto lo stesso (sebbene qualche dubbio possa venire, dal fatto che i loro antenati abbiano preferito a suo tempo trasferirsi a vivere in un posto tanto di merda piuttosto che sottomettersi).

    • firmato winston scrive:

      Dal blog di Gaia Baracetti:
      https://gaiabaracetti.wordpress.com/2025/10/03/vancouver-unceded/
      un estratto dell’articolo:
      “Gli indigeni rappresentano oggi circa il 5% della popolazione e stanno facendo ancora i conti con i traumi del passato. Tra le tante violenze che hanno subito, forse nessuna e’ crudele come quella delle residential schools. A partire dalla fine dell’Ottocento e per circa un secolo, il governo canadese inizio’ a separare i bambini indigeni dalle proprie famiglie per costringerli a studiare nelle scuole gestite dagli ordini religiosi cristiani, scuole in cui avrebbero dimenticato la propria cultura, la propria lingua e le proprie tradizioni per essere assimilati nella societa’ dominante. Ad alcuni veniva cambiato il nome, considerato impronunciabile; chi continuava a parlare la propria lingua subiva punizioni corporali. Migliaia di bambini morirono – per la denutrizione, le malattie, le violenze, o di freddo e di fame mentre cercavano di scappare e tornare a casa. Molti altri, devastati psicologicamente dall’umiliazione e dalla vergogna, dal trauma delle violenze e della separazione forzata dalle proprie famiglie e dalla propria cultura, firono per buttarsi sull’alcol e sulle droghe; tanti non riuscirono mai a smettere e morirono a fiotti per le strade del Canada.
      Nel 2022, papa Francesco si reco’ in Canada per scusarsi pubblicamente dei crimini compiuti dai cattolici nelle scuole residenziali.”

      Ma in fin dei conti e’ lo stessa cosa che stiamo facendo mascheratamente con noi stessi e manifestamente con la famiglia del bosco, cambiano solo i rapporti di forza, la diversita’ verso cui si manifesta intolleranza che in ultima analisi e’ sempre violenta (intervengono i poliziotti), e le proporzioni fra maggioranza e minoranze.
      Ci si scusa sempre dopo per il passato, e intanto si continua nel presente.

      • firmato winston scrive:

        Vivere nascosto oggi non solo e’ impossibile, ma viene quotidianamente perseguito da tutte le nostre istituzioni che si fanno auto-interpreti della volonta’ generale, del popolo, della maggioranza democratica** . Che poi dev’essere il motivo per cui la specie umana si e’ rapidamente disseminata su tutto il globo, e in prospettiva sugli altri pianeti: per tentare di sfuggire ai propri simili, per tentare di sfuggire a se stessa, con l’unico ovvio risultato possibile: tanta fatica per niente. Disseminando solo la merda.

        ** il che spiega il perche’ anche le peggiori dittature comuniste e/o fasciste spesso si fregiassero dell’aggettivo di “democratiche” e/o “repubblicane”, e non per abuso del linguaggio

        Si puo’ vivere nascosti solo sottoterra (va bene anche il loculo).

      • Miguel Martinez scrive:

        Per FW

        “Ci si scusa sempre dopo per il passato, e intanto si continua nel presente.”

        Grande verità!

        Stiamo lì con il ditino imparatore sempre eretto, mentre ripetiamo sempre gli stessi orrori, tranne divergenze di dettaglio, che permettono di sentirci “diversi”.

  9. MOI scrive:

    @ MIGUEL

    Premesso che _ seppur con tante diverse versioni culturali locali_tutta la Narrazione Monoteista colloca espressamente Adamo all’ Apuce del Creato … secondo certi “Fricchetttoni di Destra” ( sì: esistono !) del Vitalismo Neopagano il Vero Colpevole della Reificazione degli Animali è … Cartesio.

    • Ros scrive:

      MOI: “il Vero Colpevole della Reificazione degli Animali è … Cartesio….”

      “Nella quinta parte del Discorso sul metodo, dove vengono trattate le questioni di fisica, Cartesio argomenta anche sulla natura degli animali.

      Rispetto agli esseri umani gli animali sono res extensa, ovvero una pura e semplice macchina:
      una realtà corporea priva di ogni sensibilità.
      L’uomo, invece, non è solo res extensa, ma anche res cogitans, cioè pensiero…”

      Secondo la sua somma scienza gli animali sono soltanto delle macchine prive di emozioni, incapaci di pensare e comunicare.

      “…da qui consegue che, se l’animale è solo una macchina, si può operare legittimamente sul suo corpo, senza scrupoli di sorta.
      I versi che emette l’animale sottoposto ad esperimenti o, addirittura a tortura, non sono grida di dolore, ma semplici cigolii, simili a quelli che provengono dalle macchine…”

      https://blogphilosophica.wordpress.com/2019/05/20/cartesio-e-gli-animali-macchine/

      Un geniaccio il Cartesio!
      Chissà se aveva mai avuto l’occasione – e l’onore – di vivere almeno accanto a un cane un gatto;
      pare di sì:

      “Alla fine della sua vita, quando si era trasferito a Stoccolma, su invito della regina Cristina, Cartesio prese consapevolezza che le cose non stavano proprio così come lui le aveva presentate.
      Fu un cane randagio che gli insegnò la lezione. Nelle sue passeggiate solitarie sulle spiagge svedesi Cartesio si imbatteva ogni giorno in un cane che lo seguiva fedelmente, fino ad intenerirgli il cuore e correggergli la mente.
      Cartesio iniziò a capire che la sua teoria era troppo radicale, perché anche gli animali sono dotati di emotività, provano sentimenti e sensazioni di piacere e di dolore e possiedono una forma di coscienza.
      Cartesio chiamò il cane Monsieur Grat.
      Troppo tardi!
      I danni prodotti da Cartesio nell’ambito fisico-naturalistico sono incalcolabili”

      • Puffo giardiniere scrive:

        https://www.sapere.it/enciclopedia/Geulincx%2C+Arnold.html

        Geulinx ha tratto le estreme conseguenze dal dualismo mente-corpo di Cartesio
        In pratica ci voleva Dio per sincronizzare tutte e due le cose.
        Furby, ma tu che non sei ne’ uomo e ne’ animale, cosa sei?
        -Io Droide!
        Cioè? Io mente caotica poi rielaboro e faccio output. Vuoi che genero poesia?
        Sentiamo
        Quanto è bella giovinezza
        Che si fugge tuttavia-ia-ia
        Mi sa che ti si stanno scaricando le pile.
        -Tu cambia, e non fare scherzi, se no io sparo.

      • Moi scrive:

        Molto interessante … ti ringrazio del link !

        • Moi scrive:

          Invece altri come La Mettrie arrivavano perfino a “meccanizzare” l’ essere umano … e addirittura un altro Iper 🙂 Illuminista citato da Vittorio Messori (un certo “Rénard” … non ricordo bene) estremizzò il concetto affermando che la morte di un Selvaggio , che tanto non inventa nulla, è meno grave della sveglia rotta di un Civilizzato , che può svegliarsi pronto a inventare qualcosa di utile.

          • Ros scrive:

            Moi: “…Invece altri come La Mettrie arrivavano perfino a “meccanizzare” l’ essere umano…”

            Julien Offray de La Mettrie!😀
            (curiosamente visto la similarità dei nomi e del comune pensiero ateo-edonista-ludico-materialista: Offray/Onfray)
            è il Michel Onfray del XVIII° secolo.

            O pure, Onfray è l’Offray del XX°.

            https://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Onfray

            “L’arte di gioire. Per un materialismo edonista”

            https://fazieditore.it/libro/9788864110141

            “…Allo stesso tempo, però, cerca di riabilitare – al di là di quella corrente di pensiero moralista che va da Platone ai moderni detrattori della fisicità – un’ideologia edonista che annovera tra le sue fila i cirenaici, gli gnostici licenziosi, i fratelli del Libero Spirito, i libertini eruditi e altri pensatori quali La Mettrie
            (anch’egli autore, a suo tempo, di un’Arte di gioire), Sade, Fourier.

            Si delinea quindi una concezione più completa della saggezza, che contempla tutte le sfere dell’esistenza umana: il piacere ma anche la disillusione e il senso della morte…”

            Secolo illuminista della dolcezza cinica meccanica e libertina il XVIII°. dei François Boucher e Jean-Honorè Fragonard, del marchese De Sade e de “Les liaisons dangereuses” di de Laclos, degli, automi e marionette illuministicamente dis/animate di E.T.A. Hoffmann “Prinzessin Brambilla” che ritroveremo nel “Casanova” felliniano

            https://www.youtube.com/watch?v=zPE-c43cOGc

            «Celui qui n’a pas vécu au dix-huitième siècle avant la Révolution ne connaît pas la douceur de vivre et ne peut imaginer ce qu’il peut y avoir de bonheur dans la vie»
            Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord

            https://2.bp.blogspot.com/–I2I_MYKQlw/UOxjS2R6NmI/AAAAAAAACvg/kBQuBkFCA9E/s1600/boucher2.jpg

            • Ros scrive:

              La sinistra “dionisiaca”

              “…Essa promuove valori positivi, la gioia di vivere e l’emancipazione, preferendo Proudhon a Marx e basandosi su un “nietzscheanesimo di sinistra” che dice sì alla vita.

              A differenza della sinistra focalizzata sulla vendetta sociale (il risentimento), quella dionisiaca mira alla felicità, alla solidarietà e alla costruzione di una società gioiosa.

              Approccio Nietzscheano:
              Onfray definisce il suo approccio come un dire “sì a tutto quello che dice di sì alla vita, ma no a tutto quello che dice di no alla vita”.
              “…Onfray sostiene lo sviluppo di una sinistra “dionisiaca”, una sinistra libertaria che cerchi la felicità per tutti; al contrario avversa quella che lui chiama sinistra del ressentiment, sempre usando la terminologia di Nietzsche, quella che

              «non abbraccia i valori che si richiamano alla vita, i valori positivi, ma pende piuttosto per i valori negativi, cioè non vuole che i poveri diventino ricchi ma vuole che i ricchi diventino poveri.

              Questa sinistra del risentimento non si richiama tanto alla fratellanza, alla solidarietà, alla felicità del più grande numero possibile di cittadini, ma preferisce sbattere i ricchi in galera, metterli alla gogna, nei campi di concentramento o di rieducazione.

              Questo tipo di sinistra è la sinistra marxista leninista, la sinistra maoista, la sinistra stalinista, la sinistra di Maximilien de Robespierre, una sinistra che, di fatto, vuole vendicarsi, vuole vendicarsi dell’ordine del mondo»

              https://www.ilgiornale.it/news/cultura/onfray-ribelle-svoranisti-destra-e-sinistra-unitevi-1873498.html

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Ros

                “Questa sinistra del risentimento non si richiama tanto alla fratellanza, alla solidarietà, alla felicità del più grande numero possibile di cittadini, ma preferisce sbattere i ricchi in galera, metterli alla gogna, nei campi di concentramento o di rieducazione. ”

                C’è del vero.

                Il problema sta sempre nell’allargare il “noi”.

                Se io penso a Trump, o al ladruncolo zingaro, o al banchiere di New York, o al maranza, come “altro”, come “non noi”, ho una soluzione facile facile.

                Io invece penso sempre, “There but for the grace of God, go I!”

              • Ros scrive:

                Miguel: “Se io penso a Trump, o al ladruncolo zingaro, o al banchiere di New York, o al maranza, come “altro”, come “non noi”, ho una soluzione facile facile…”

                Ego sum qui sum.

                IO sono stato,
                IO sono,
                IO sarò,
                poi e ancora e assieme contemporaneamente:
                Il Trump,
                Il ladruncolo zingaro,
                Il banchiere di New York
                Il maranza…

                E pure l’ “altro”,

                crepi l’avarizia del fottuto braccino corto!😎

                IO è potenzialità del tutto a esprimersi nell’essere:
                «Homo sum, humani nihil a me alienum puto»

                JE est un autre!

                “Do I contradict myself? /
                Very well then I contradict myself, /
                I am large,
                I contain multitudes”

              • Ros scrive:

                Miguel: “…Il problema sta sempre nell’allargare il “noi”…”

                Facile a dirsi; ma solo a dirsi🙄

                Io= buono!😑👆
                Noi= no buono!😑👆

                La dimensione del NOI è cattiva perché esclude chi NOI non è.

                Richiede l’esclusività per l’identificazione.

                E’ la dimensione dell’omologazione al gruppo, clan, tribù, ideologia, religione, squadra del cuore…

                NOi è necessariamente:
                noi contro di “LORO”
                gli “ALTRI”;

                quegl’ALTRI che non sono NOI.

                Quelli che:
                “o con noi o contro di noi”

                “con me o contro di me” “Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde”

                Non esiste una terza ipotesi:
                “né con te né contro di te”, perché già questo significa non essere “con me”, è già essere “contro di me”:
                “tertium non datur”

                https://www.ilcompagno.it/o-con-me-o-contro-di-me-salvo-vitale/

                NOI necessita per identificazione dell’esistenza chi NOI non è.

                Necessita dell’ALTRO come diverso è potenzialmente nemico.

                Lo zingaro necessita del gagè
                (tutti gli altri) per potere esserlo.

                L’IO è sempre un elemento sospetto per il NOI.
                Va incluso per cooptazione nel NOI o escluso negli ALTRI.

                L’IO non è mai ben visto dai NOI.

                IO è e resta invece
                (in quanto monade e solo) sempre potenzialmente aperto.

                IO include in quanto ancora e sempre in cerca;
                in quanto è ancora un “vuoto” da riempirsi.

                NOI ha (crede) trovato, e quindi è chiuso all’ALTRO che non è NOI;
                idee, esperienze o persone che siano.

                NOI è un bisogno umano per chi ha troppa paura è sente in Sé la debolezza per essere e restare solo un IO.

                Il NOI lo conforta proteggendolo, ma annullandolo.

                NOI è però il branco.

                e la psicologia ci insegna che l’uomo in branco si deprava:

                “Le persone in gruppo funzionano in maniera diversa rispetto a quando sono da soli, scattano tutta una serie di meccanismi che portano a commettere anche degli atti di una violenza ed efferatezza inaudita.

                Nel branco la paura si trasforma in adrenalina, ci si sente più forti, più potenti e ci si spinge con facilità oltre … In branco vengono messi in atto tutta una serie di meccanismi di disimpegno morale, cioè quelli che autoregolano la condotta morale.

                Si attua un meccanismo di “divisione della responsabilità” tra i membri, sono meno colpevole o lo sono quanto gli altri, comunque mi nascondo dietro il gruppo e posso arrivare a commettere anche azioni estremamente gravi, il limite non è più individuale, è del gruppo.

                Nelle aggressioni di massa scattano anche dei meccanismi di “giustificazione morale” e di “attribuzione della colpa” per cui si autogiustificano il comportamento che stanno mettendo in atto e attribuiscono la colpa all’esterno o a qualcun altro che ha scatenato la loro ira.

                C’è anche una sorta di “deumanizzazione della vittima” che a detta loro se lo meritava…”

                https://www.agi.it/blog-italia/scienza/news/2017-03-27/emanuele_morganti_alatri_omicidio_branco-1624272/

                L’IO resta invece quel NOI esteso ed allargato in potenza alla dimensione del Tutto compreso.

          • firmato winston scrive:

            @Moi:
            “…Invece altri come La Mettrie arrivavano perfino a “meccanizzare” l’ essere umano…”

            Il determinismo “meccanicistico” comprendente l’essere umano e’ ancora oggi luogo comune fra le persone modernamente acculturate che ci tengono a ritenersi tali, diciamo i “semicolti”, ma piu’ che da Cartesio questo pensiero deriva dallo sviluppo della meccanica newtoniana e della matematica correlata.
            Famoso il matematico Pierre Simon de Laplace a Napoleone che lo interrogava commentando il suo Exposition du système du monde: “Dio? non abbiamo bisogno di questa ipotesi”.

            «Possiamo considerare lo stato attuale dell’universo come l’effetto del suo passato e la causa del suo futuro. Un intelletto che ad un determinato istante dovesse conoscere tutte le forze che mettono in moto la natura, e tutte le posizioni di tutti gli oggetti di cui la natura è composta, se questo intelletto fosse inoltre sufficientemente ampio da sottoporre questi dati ad analisi, esso racchiuderebbe in un’unica formula i movimenti dei corpi più grandi dell’universo e quelli degli atomi più piccoli; per un tale intelletto nulla sarebbe incerto ed il futuro proprio come il passato sarebbe evidente davanti ai suoi occhi» (Essai philosophique sur les probabilités, Laplace)

            wiki: “Laplace ha dato fondamentali contributi in vari campi della matematica, della fisica, dell’astronomia e della teoria della probabilità ed è stato uno degli scienziati più influenti al suo tempo, anche per il suo contributo all’affermazione del determinismo. Diede la svolta finale all’astronomia teorica e alla meccanica celeste, riassumendo ed estendendo il lavoro dei suoi predecessori nella sua opera in cinque volumi Mécanique Céleste (Meccanica celeste) (1799-1825). Questo capolavoro – assieme alla Mécanique Analytique (1788) di Lagrange – ha trasformato lo studio geometrico della meccanica, sviluppato da Galileo e Newton, in quello basato sull’analisi matematica.[1]”

            Il determinismo meccanicistico “stimolo risposta” come motore di tutti i fatti di natura comincia ad essere messo in discussione ben un secolo fa dalla meccanica dei quanti, ma la critica non fu mai accettata da Einstein (Dio non gioca a dadi), che pur fu uno dei creatori di tale teoria (fu sull’effetto fotoelettrico che vinse il nobel, se non erro) . Einstein credo sia morto convinto che ogni stato istantaneo dell’universo sia un singolo fotogramma di un film gia’ interamente girato, riteneva che il tempo fosse una nostra illusione.

            Oggi ci si barcamena fra il determinismo meccanicistico dei semicolti e l’indeterminismo quantistico dei semiignoranti, che li infilano piu’ o meno entrambi dappertutto, i primi in modo inconscio e/o nascosto, i secondi credendo di fare piu’ bella figura dicendolo.

            Se ci fate caso, il nostro impianto normativo e fiscale, la pianificazione economica dei governi, il tasso di interesse delle banche centrali, la creazione del debito, la scuola stessa di ogni ordine e grado, sono sostanzialmente forme di incentivi/disincentivi, premi/punizioni, e derivano dalla versione americana detta “Comportamentismo” della teoria di Pavlov “stimolo-risposta”: si tratta in tutti i casi di applicazioni del determinismo meccanicistico applicato all’uomo e alla societa’.

            Forse e’ anche per questo che ci sta un po’ stretto, che ci toglie l’aria e lo spirito vitale, e non ne possiamo francamente piu’.

            • Moi scrive:

              Una cosa che La Mettrie non poté mai conoscere ma lo manderebbe in visibilio … è la popolarissima metafora di paragonare cervello umano e “computer”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Ros

        “Monsieur Grat”

        Non lo conoscevo!

      • Ros scrive:

        sempre a riguardo del René Descartes
        va ricordato il notissimo saggio del neurologo, neuroscienziato, e psicologo portoghese António Rosa Damásio:

        “L’errore di Cartesio” edito nel 1994

        https://www.adelphi.it/libro/9788845911811

        https://giubberossenews.it/2025/11/18/cartesio-il-cogito-e-la-frattura-della-modernita/

        “Risale a Cartesio quella separazione drastica fra emozione e intelletto che per secoli è stata un criterio ispiratore della ricerca, nonché un principio speculativo da non violare.

        Ma la realtà si sta rivelando diversa.
        In particolare, le affascinanti indagini sul cervello attualmente in corso muovono in tutt’altra direzione.

        Damasio è stato forse il primo a porre sotto attento esame le infauste conseguenze della separazione di Cartesio, e oggi è possibile circoscrivere quell’errore sulla base non soltanto di argomentazioni speculative, ma anche dell’analisi di casi clinici
        – che Damasio presenta con vivacità narrativa comparabile a quella di Sacks –
        e della valutazione di fatti neurologici sperimentali.

        Tutte le linee sembrano convergere verso uno stesso risultato: l’essenzialità del valore cognitivo del sentimento.
        Si compie così un grande passo in avanti verso il chiarimento neurobiologico della funzionalità emotiva e dei suoi strettissimi intrecci con l’agire razionale …

        Proprio qui si addensano le principali novità, che fanno di questo libro una delle letture più appassionanti in un campo
        – quello del rapporto tra cervello e coscienza –
        dove ancora moltissimo è da scoprire”

        “Cartesio non commise semplicemente un errore filosofico, come Antonio Damasio giustamente sottolineò in “L’errore di Cartesio”, ma inaugurò una rottura che condannò l’umanità, la natura e la vita stessa al collasso.

        Separando la mente dal corpo e il soggetto dal mondo,
        pose le fondamenta metafisiche per una civiltà costruita sulla dominazione, l’estrazione e la razionalità disincarnata.

        Il cogito cartesiano, concepito come garanzia di certezza, divenne invece il seme dell’alienazione, sradicando la moralità dalla teleologia, la solidarietà dalla comunità e gli esseri umani dalla Terra vivente.
        Ciò che apparve come un trionfo della ragione fu, in verità, l’atto d’apertura di un lento suicidio della civilizzazione.

        Ciò non fu un semplice errore di logica, ma un terremoto.
        La scossa cartesiana continua ancor oggi a propagarsi, sotto forma di fessure nel pianeta, di crisi di senso, di corpi ansiosi che non capiscono più dove finiscano e comincino gli altri.

        Nel momento in cui “partorisce” il «cogito, ergo sum», Cartesio squarcia un velo che non si ricucirà più.

        Mente e corpo non sono più un unico intreccio di carne, desiderio, memoria: diventano due sostanze.
        Una, immateriale, lucente, sede del pensiero chiaro e distinto;

        l’altra, greve, meccanica, affidabile come un orologio e altrettanto priva di interiorità.

        Il corpo ormai è un «cosa» fra le cose, un pezzo di natura da perforare, pesare, vendere.

        La foresta diventa riserva di legname, il petrolio un fluido da pompare, i neuroni circuiti da ottimizzare:

        Il soggetto, armato di ragione, si immagina fuori dal mondo come un ingegnere sopra un ponte di comando.

        Ma nessuno gli ha detto che il ponte galleggia sull’oceano che pretende di dominare.

        Damasio, tre secoli e mezzo dopo, è di pensiero semplice ma efficace: togliete al pensiero il battito, l’intestino, la pelle che si arriccia e quello che resta è un deserto cosmico che lascia spazio ad un’astrazione sterile.

        Il paradiso cartesiano è un luogo senza odori, senza sudore, senza orizzonte.

        Lì le scelte si fanno con algoritmi, i mercati si regolano da soli, i dati «parlano da sé».
        Il resto
        – il sapore delle fragole, il pianto dei figli, il ronzio degli insetti –
        è «esterno», una rimanenza che si tollera finché non ostacola il profitto … Rovesciamo tutto:

        non «penso, quindi sono» ma «sono interamente, quindi capisco».

        Un noi (sono interamente) che include batteri, boschi, nuvole, fiori, sogno, codici, memorie degli avi…

        Una soggettività diffusa, simbiotica, imperfetta – ma almeno radicata.

        Dubitare non basta più ma serve accogliere.
        Accogliere la vulnerabilità del proprio respiro.

        Solo un soggetto che si riconosce dipendente può concepire una moralità che non sia anche dominio.

        È la fine dell’uomo cartesiano – e forse l’inizio del germogliare dell’umano.

        Ogni volta che scegliamo di ascoltare il battito prima dell’argomento, ogni volta che misuriamo il valore di un albero anche per ciò che è inafferrabile
        (ombra, profumo, racconto), stacchiamo un mattone dal muro eretto nel 1619 da Descartes…”

        si torna ancora a quella necessità vitale di reiencantare il mondo con le favole quindi

        https://kelebeklerblog.com/2022/05/15/le-favole-del-reincanto-1/

        col “Fare Anima” di Hillman e di Gregory Bateson

        https://deriveapprodi.com/libro/favole-del-reincanto/

        “Sogni, ninfe, demoni, fantasmi, miti, conversazioni con animali e montagne, insegnamenti impartiti da piante, efficacia simbolica:
        l’incanto è scomparso dalle nostre vite…”

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Ros

          “Damasio”

          È esatta l’opposto de “Il caso e la necessità” di Jacques Monod.

          Per il quale “sentimento”, “emozione”, “empatia” sono meccanismi biochimici selezionati dall’evoluzione.

          Il problema di fondo rimane sempre lo stesso: tutta questa divisione fra “spirito” e “materia”, fra “qualità” e “quantità” è davvero necessaria a spiegare l’esistente?

          Sospetto di no.

          https://share.google/jE3h0UQR2eDvvTkn4

          A naso, questo Damasio mi sa tanto di Bergson, di “élan vital”. Mah.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Vitalismo Neopagano

      ᾰ̓ρχή Greco

      प्राण Sanscrito

      氣 Cinese “e dintorni”

      … Vril
      🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “secondo certi “Fricchetttoni di Destra” ( sì: esistono !) del Vitalismo Neopagano il Vero Colpevole della Reificazione degli Animali è … Cartesio.”

      Non so se sono un fricchettone di destra, ma sono in piccola parte d’accordo, diciamo al 2%. Il rimanente 98% dice semplicemente che la storia non l’hanno fatta i lettori di Cartesio, ma al massimo i lettori di contratti.

      • paniscus scrive:

        …e diciamo pure che la maggior parte dei “fricchettoni di destra” (e anche di quelli di sinistra) che accusano Cartesio della “reificazione degli animali” non hanno nemmeno la più pallida idea di che cos’altro abbia fatto Cartesio, cioè nemmeno sanno che cosa sia e come si legga un piano cartesiano 🙂

        Dal punto di vista umano e relazionale, posso pure aggiungere che Cartesio fu uno dei pochi personaggi socialmente in vista che, in quell’epoca, ebbero il coraggio di riconoscere legalmente una paternità illegittima e perfino di occuparsi, sia economicamente che affettivamente, della creatura in questione, anche senza mai sposare legalmente la madre).

        Purtroppo la bambina, chiamata Francine, morì a cinque anni (probabilmente per una di quelle ventate di meningite o di scarlattina che ogni tanto volavano basso e facevano stragi, quando non c’erano né vaccini né antibiotici), e alcuni autori sostengono che fosse stata proprio questa tragedia a indurre il padre a ridimensionare la sua concentrazione sulla matematica e a rivolgersi prevalentemente alla filosofia e spiritualità. Non si sa se sia vero, ma boh…

        • MOI scrive:

          Non è molto noto, il discorso di Cartesio in materia di Animali… se andasse virale, spunterebbero come funghi nuove tipologie CERTIFICATE tipo ADHD, BSA, DSE , eccetera che dispenserebbero milioni di studenti/esse/essə dal dover studiare le Coordinate e tutto il Resto del Cucuzzaro Matematico … che già PURTROPPO spesso viene insegnato a Sfilza di Dogmi creando Adulti che dopo aver preso bei voti copiando o pappagallando … odieranno a morte le Scienze (magari identificate in Conte/Draghi/Speranza) e la Matematia (loro base) da grandi .

          • paniscus scrive:

            “spunterebbero come funghi nuove tipologie CERTIFICATE tipo ADHD, BSA, DSE , eccetera che dispenserebbero milioni di studenti/esse/essə dal dover studiare le Coordinate e tutto il Resto del Cucuzzaro Matematico “—-

            esistono già. 🙁

            • paniscus scrive:

              E comunque non è affatto vero che il piano cartesiano sia qualcosa di terribilmente ostico che si capisce solo facendo lo sforzo di imparare regolette a memoria.

              La rappresentazione di un’equazione matematica in forma di curva DISEGNABILE, non solo è alla portata di un ragazzino preadolescente (ovviamente dipende da che tipo di curva è, e da quanto è complicata l’equazione, ma procedendo per gradi ci si arriva)…

              ma è anche un potentissimo strumento mentale di autovalutazione e di autocorrezione, perché se i punti di passaggio della curva sul grafico non coincidono con quelli calcolati per via esclusivamente teorica, lo studente dovrebbe accorgersene subito e rifare il passaggio…

        • MOI scrive:

          Ormai il Pensiero Politico Giovanile di SX è una cosa estremamente semolife e simplicista, limitata e limitante :

          un incessante “Dàghela” [cit.] all’ Uomo Maschio Biologico Etero Bianco Basico (e contestualmente alla TERF, purché Bianca … e guai a lei se ha il minimo dubbio operativo sulle Maternità Surrogate) e al suo (e solo suo … gli Immigrati Patriarcali NON esistono, e se esistono sono tali per colpa del Colonialismo) Patriarcato di cui persino “Capitalista” (in realtà è tutto Wokismo “Brandizzato”) è soltanto un mero aggettivo.

          In un monosillabo fonetico: WOKE !

          • MOI scrive:

            ULTIMAMENTE, Aggravante del Neurotipico … cioè chi difetta delle Sullodate Certificazioni di una Preziosissima Neuro Diversità , che automaticamente rende Influencer che scrivono perfino libri 📚 sull’ Argomento .

          • MOI scrive:

            semolife … semplice.

            E.C.

            ____________

            Come documentato da Yasmina Pani, anche lo stile dei libri Woke è immancabilmente sempre lo stesso :

            *Frasi Nominali
            *Paratassi che più “para” non si può
            *Anglismi Inutili Preconfezionati … spesso Neologismi AngloAmericani fatti a Crasi o ad Acronimo.
            *Citazioni di Meme preferiti come se fossero Oro Colato.

            Essenzialmente queste 4 cose … ma estremamente martellanti !

          • MOI scrive:

            … e Cis

            • MOI scrive:

              Sì , insomma: maschio bianco etero cis neurotpico , magari un po’ attempato

              (gente del 1985 definita a propria volta “Boomer”, dopo aver chiamato per lustri “Boomer” qualcunaltro … che magari era solo Gen X un po’ conservatore)

              unico essere umano degno e passibile di ogni indignazione.

  10. Miguel Martinez scrive:

    E’ bella la discussione che nasce sul “noi” di Mariangela Gualtieri.

    Non so se avete notato: ADV e Francesco sono ai due poli opposti in qualche migliaio di discussioni sull’Ucraina, gli Stati Uniti e altro. Sul tema del “noi”, Francesco ha solo fatto una sorta di presa di distanza, ADV ha sostenuto un ragionamento che potremmo dire “contrario”.

    Butto lì la provocazione: ADV e Francesco tifano per squadre diverse, ma sulle cose fondamentali la pensano allo stesso modo.

    Ovviamente esagero, ma credo che potrebbe essere interessante da esplorare.

    • Ros scrive:

      “…tifano per squadre diverse, ma sulle cose fondamentali la pensano allo stesso modo…”

      Un certo nonsocché d’effluve d’antropocentrismo specista e positivista Buddenbrook coi baffoni a manubrio e i centrini ricamati a mano misto lino rigorosamente messi sotto i ninnoli nel salotto biedermeier di Nonna Speranza forse?🙄

      • Puffo giardiniere scrive:

        Matinetti Vs Majakovskij?
        Comunque due futuristi.

      • Ros scrive:

        Fanno pensare un pochettino alla sindrome di Robinson Crusoe sull’isola deserta analizzata come dai due autori reazionari sotto:

        https://www.inchiostronero.it/la-provvidenza-secondo-robinson/

        https://www.inchiostronero.it/la-menzogna-di-robinson/

        Ciò che non è uomo-umano altro non è che un utilitaristico magazzino di risorse, pezzi & ricambi utili ad usarsi all’uopo per l’umano.

        La visione antropocentrica borghese insomma e a sommi capi;
        visione che nella tecnologia, piani quinquennali, produzione e costante progressività accomunava tanto l’occidente liberal capitalista quanto quanto l’ URSS marxista-leninista e comunista

        • Ros scrive:

          “…accomunava tanto l’occidente liberal capitalista quanto quanto l’ URSS marxista-leninista e comunista…”

          La per entrambe fazioni assoluta adesione al guenoniano “Regno della Quantità” come sommo bene e cornucopia felix dei tempi?

          https://www.adelphi.it/libro/9788845904790

          • Ros scrive:

            “…accomunava tanto l’occidente liberal capitalista quanto quanto l’ URSS marxista-leninista e comunista…”

            La per entrambe fazioni assoluta adesione al guenoniano “Regno della Quantità” come sommo bene e cornucopia felix dei tempi…”

            in soldoni l’Homo oeconomicus come descritto da John Stuart Mill.

            In contrapposizioni abbiamo invece la tesi di Karl Polanyi in “Per un nuovo occidente”

            https://www.ilsaggiatore.com/libro/per-un-nuovo-occidente/

            «…gli scritti dell’autore del noto saggio La grande trasformazione … Per definire un’alternativa sociale e istituzionale sia al mercato che alla pianificazione centralizzata dello Stato …»

            https://www.gabriellagiudici.it/karl-polanyi-la-societa-di-mercato/

            “…Nel libro c’è anche di più. Una serrata ed inesorabile critica al determinismo economicista che secondo Polanyi purtroppo unisce tanto la posizione liberale che quella marxista…”

            “…Walter Benjamin ha ben illustrato la dimensione religiosa che il totalitarismo economicista ha preso pur partendo da presupposti originari di estrema razionalità e liberalità e sentiamo oggi tutti la mancanza di un Feuerbach che critichi in profondo questo ennesimo riproporsi della fede irrazionale alla base delle nostre “credocrazie” poco liberali e molto liberiste.

            Il pensiero di Polanyi ci può aiutare ad immaginare un futuro occidentale che non sia lucrativo, orientato al profitto, egoista, individualista, competitivo, combattivo, gerarchico, alienante, ossessionatamente esibitivo (in omaggio a T.Veblen), ingiusto.

            Questo pensiero ha il suo fulcro nella rimozione del concetto di mercato come principio ordinatore del nostro vivere assieme
            (non del mercato tout court ma del suo ruolo di ordinatore “unico” della convenzione sociale),
            un mercato a cui, nella parole dell’ungherese:

            “manca l’organo per capire come si forma la salute, il riposo, l’essere spirituale e morale dei produttori e di chi risiede intorno ai luoghi di produzione, come il bene generale è favorito o pregiudicato da questo o quell’orientamento della produzione o del modo di produzione attraverso i loro lontani effetti retroattivi.

            Ancora meno riesce a favorire i fini positivi del bene generale: le mete spirituali, culturali e morali della comunità, in quanto la loro realizzazione dipende di mezzi materiali.

            Infine deve rinunciare completamente dove gli obiettivi economici toccano i fini generali dell’umanità, come l’aiuto internazionale e la pace dei popoli”
            (K.Polanyi, La libertà in una società complessa, Bollati Boringhieri).

            E’ in fondo lo stesso pensiero già anche qui nel blog analizzato da David Graeber in L’alba di tutto e Mark Fisher di Realismo capitalista:
            “Ecco perché è più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo”

            https://www.artribune.com/editoria/2023/02/realismo-capitalista-mark-fisher-libro-xxi-secolo/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “la pensano allo stesso modo”

      Visto che mi hai tirato in ballo, per quel che vale provo a rispondere – ovviamente solo a nome mio, non di Francesco.

      Ribadisco che la meraviglia nei confronti della Natura riempie l’animo di gioia ed è dunque positiva. Su questo credo siamo d’accordo tutti.

      Da relativista agnostico quale mi ritengo, tuttavia, se come chiunque altro provo stupore per la Natura non condivido la venerazione verso di essa, appunto perché è una forma abbozzata di paganesimo – o di panteismo, se si vuole – cioè di una religione.

      (In questo immagino che Francesco concordi con me perché per lui vale la parola del santo di cui porta il nome, santo che vede la Natura come ‘sorella’ dell’essere umano nella creazione divina – sorella, non superiore. E’ la posizione del cattolico Chesterton nel suo ‘Ortodossia’).

      Io concordo con Leopardi de “La ginestra”: il bene sta nella collaborazione degli esseri umani nel contrastare le comuni avversità che devono sopportare per via di una Natura indifferente, ‘matrigna’.

      Insomma, per tutti noi la Natura è magnifica.

      Solo che per te e per la ‘poeta’ la Natura è ‘madre’.

      Per Francesco e Chesterton è ‘sorella’.

      Per me e Leopardi è ‘matrigna’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Sospetto che la differenza principale tra me e Andrea sia che io parto dalla persona, lui dal formicaio.

        Ma sempre di umani si tratta.

        Mentre qui pare tirare molto un certo “panteismo”, in cui però la parte “pan” fa premio su “teismo”. Una roba che fatico a concepire prima che a valutare.

        Ciao!

        PS per San Francesco anche la Morte è sorella. Un vero matto di Dio!

  11. Moi scrive:

    @ PINO MAMET / HABS / PEUCEZIO / MIGUEL / CISCO 🙂 TUTTI-E-* :

    https://www.ilpiacenza.it/zone/fiorenzuola/dopo-la-battuta-sessista-salta-l-evento-con-massimo-boldi-a-lugagnano.html

    Dopo la battuta sessista salta l’evento con Massimo Boldi a Lugagnano
    (Piacenza)

    L’attore comico era atteso al teatro Barani di Lugagnano ma il Comune ha annullato l’evento dopo la sua intervista a “Il Fatto Quotidiano”

    • PinoMamet scrive:

      Premesso che le minuscole dimensioni di Lugagnano danno lo spessore dell’attuale successo del comico milanese, tocca far notare che:

      1- la battuta di Boldi NON è sessista, è volgare

      2- praticamente l’intera carriera di Boldi- ma si può dire di quasi tutti i comici italiani degli anni ’70 ’80 e ’90- è stata basata su battute o situazioni simili a quella in esame; se ne accorgono ora? Chi credevano di aver invitato??

      3- esiste il fondato sospetto che se Boldi o chi per lui avesse detto “no, in realtà mi.piace il cazzo ” sarebbe stato acclamato come liberatorio, rivoluzionario, vitale, ecc. ecc.

      Poi dice che uno si butta a Vannacci…

    • roberto scrive:

      sono d’accordo con pino

      direi anche che oltre ad essere volgare la battuta di boldi non fa ridere perché è banalissima e più o meno l’abbiamo fatta tutti nella vita…anzi è la stessa cosa che ormai da anni sento ogni mercoledi dopo una partita (…ormai come giocatore sono finito, mi resta solo la figa…hhahahah…hai cinquant’anni, resta umile e concentrati sull’amatriciana hahahaha)

      ed è inopportuna nel senso che se ti fanno il gransissimo onore di portare la fiamma olimpica potresti evitare certe cose, ma questo è colpa di chi glielo ha dato quell’onoro (porco diavolo, gente che ha dimenticato christian ghedina, uno dei più grandi sciatori italiani! e mi chiamano boldi…)

  12. Moi scrive:

    Canfora sul Nove:

    https://www.youtube.com/watch?v=l04wnDCwI_M

    “Trump parla come Hitler e la sua ICE ricorda la milizia volontaria del Duce”

    • roberto scrive:

      perché la milizia volontaria?
      sono pagati, fanno parte della struttura di polizia ufficiale, non hanno nulla della milizia volontaria

  13. mirkhond scrive:

    Anche la milizia fascista fu inserita nelle forze di polizia dell’Italia del Ventennio.

  14. MOI scrive:

    Come se non bastassero già le polemiche sulle Olimpiadi Invernali (da Boldi all” Impatto Ecologico) … arriverà anche la ICE 🧊 Trumpiana per l’ incolumità degli Atleti Statunitensi ! 🇺🇲

    • Francesco scrive:

      Vero che quello è pazzo IGP ma cosa c’entra la polizia anti-immigrazione clandestina con le Olimpiadi in Italia?

      • MOI scrive:

        … temono attentati / rivolte jihadisti / antifa / proPal ecc … sì insomma: direi che gli Stati Uniti non sono mai stati a corto di Nemici, anzi, mai così tanti come con il Trump BIS !

        🇺🇲

        • Francesco scrive:

          ripeto: cosa c’entra l’ICE? è che li hanno buttati fuori da Minneapolis e gli devono trovare un lavoro?

          • MOI scrive:

            Te lo dico con un linguaggio da Spaghetti Western 🍝 🤠 🌵 … a scanso di ogni equivoco , pure con le “emojine” ☺️ :

            Se qualche ZeKKa / Beduino / Chicchessia desta sospetti per la sicurezza degli Atleti a Stelle e Strisce 🇺🇲 … la ICE 🧊 🚓 🚨 👮‍♀️ 🚔 non esiterà a ridurre istantaneamente tale gente a un colabrodo ! 🔫🔫🔫

            Il Diritto sulla Carta ?

            … Carta da spazzarsi il culo !🧻🚽🪠

            • Francesco scrive:

              Per quanto Trump sia una bestia immonda, faccio fatica a vedere l’ICE in trasferta.

              Ma vedremo alle Olimpiadi cosa succede.

              • Francesco scrive:

                pare che mi sbagliassi e che davvero l’ICE abbia anche il compito di proteggere i membri dell’Amministrazione all’estero

                credevo lo facessero i Servivi segreti

              • MOI scrive:

                Cmq SE nel difendere gli Atleti a Stelle e Strisce l’ ICE facesse secchi qualche Maranza / Zingaro … per non pochi Italiani, sui Social, diventerebbe gli Avengers ! 😱

              • Francesco scrive:

                Boh! vediamo cosa succede col pregiudicato che sarebbe stato freddato per aver estratto la scacciacani di fronte ai poliziotti.

                Ciao

              • roberto scrive:

                scusa francesco,
                ma di quale pregiudicato parli?
                spero non di pretti (di origine trentine, della val di non) che è stato ammazzato come un cane *dopo* che l’energumeno dell’ICE gli ha tolto dalla cintura la pistola che non ha mai cercato di toccare

                https://www.youtube.com/watch?v=5jiUf8zg-QU

              • Francesco scrive:

                No, del giovane uomo morto qui a Milano.

                Ho visto un video della morte di Pretti, mi è sembrato un agente agitato che ha completamente perso la testa.

                Un omicidio.

                Ciao

              • roberto scrive:

                ah ok..non ho nemmeno sentito perlare della storia milanese

    • MOI scrive:

      Ovviamente già girano Slogan – Memes tipo ” Let’s Melt the ICE !”
      🧊

  15. MOI scrive:

    “Khaby Lame ha venduto la propria società per quasi un miliardo di dollari. È già pronto il suo gemello virtuale creato con l’IA”: scossone nel mondo dei creator

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/26/khaby-lame-ha-venduto-la-propria-societa-per-quasi-un-miliardo-di-dollari-e-gia-pronto-il-suo-gemello-virtuale-creato-con-lia-scossone-nel-mondo-dei-creator/8269155/

    SE ho ben capito, l’ AfroItaliano in questione era diventato famoso come “il Negretto delle Facce Buffe” (per dirla da Boomer) sui Social …

    • MOI scrive:

      Iniziando a fare le facce buffe (e nient’altro) in Lockdown dopo essere stato licenziato da un lavoro (non so quale) … cmq NON lo seguo, pur avendolo sentito nominare digià.

      In sintesi, dopo un lustro da “Negretto Italiano delle Faccette Buffe” su Tiktok (e altri Social per lo più da Gen Z) su scala planetaria, ha “fatto su” 🙂 un Milardo di Dollari vendendo la propria persona come Clone AI
      alle Aziende per pubblicizzare qualsiasi cosa.

      UN CAPITOLO DI STORIA DEL CAPITALISMO GLOBALE

  16. PinoMamet scrive:

    Comunque mi sento di ribadire la mia convinzione (che è anche un auspicio) che Trump verrà ricordato come il peggior presidente americano della Storia.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il peggior presidente americano della Storia… finora!

    • Ros scrive:

      Secondo molti analisti Trump non sta facendo altro che continuare ad eseguire pedissequamente ma con maggior risolutezza
      (e tutt’altro stile di contorno e facciata) quel programma neoconservatore nato negli USA negli anni ’90 con la fine dell’Unione Sovietica.

      Trump non è un’anomalia passeggera, ne una testa matta, ha semplicemente calato la maschera di ipocrisie con cui gli USA prima agivano:

      Hauke Ritz
      “Perché l’Occidente odia la Russia”, Fazi 2026

      https://fazieditore.it/libro/9791259678164

      “Nel 1990, quindi ancora prima del crollo dell’Unione Sovietica, il politologo americano Charles Krauthammer (quello della “Reagan Doctrine”) pubblicò sulla rivista «Foreign Affairs» l’articolo diventato poi famoso dal titolo “The Unipolar Moment” (‘Il momento unipolare’).

      In questo articolo Krauthammer respingeva fermamente l’idea secondo la quale, con la fine del mondo bipolare, fosse nato un mondo multipolare …
      Gli Stati Uniti, secondo il politologo, sarebbero rimasti l’unica potenza in grado di determinare la politica mondiale.
      A tutti gli altri Stati, vale a dire Cina, Russia, ma anche Germania, Francia, Gran Bretagna e Giappone, non sarebbe rimasto altro da fare se non riconoscere la pretesa di leadership da parte degli USA, sottomettendosi a questi ultimi.
      Il mondo avrebbe assunto un ordine unipolare.

      Krauthammer definiva il Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite un «garante di nulla» e aggiungeva che, a prescindere dal suo valore formale, «non si può assolutamente dire se il Consiglio di Sicurezza dell’ONU esista oppure no»…”

      https://www.corriere.it/cultura/18_giugno_22/morto-charles-krauthammer-pulitzer-che-conio-dottrina-reagan-186c0652-75d2-11e8-891d-7017f1270990.shtml

      Vedasi anche il PNAC (Project for the New American Century) del 1997

      https://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_per_un_nuovo_secolo_americano

      https://en.wikipedia.org/wiki/Reagan_Doctrine

      Saggio assai bello e storicamente ben documentato questo di Hauke Ritz dove il cosiddetto “Occidente” (NATO) ad egemonia USA non può mai coincidere con l’Europa e i suoi interessi.

      • Francesco scrive:

        Aggiungerei: secondo molti analisti, cialtroni e squallidamente anti-occidentalisti.

        Sennò non si capisce!

        Confondere Trump e i neocon è come confondere Giulio Cesare e gli ultrà della Lazio.

        Ciao

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