Nel 2011 – ben prima del 7 ottobre 2023 che si inventa come “inizio di tutto” – un poeta di Gaza, il cui nome viene trascritto anglicamente come Refaat Alareer, scrisse un poema breve e semplice, in arabo classico, إذا كان لا بدّ أن أموت , “se io devo morire…”
“Se io devo morire, tu devi vivere per raccontare la mia storia, per vendere le mie cose, per comprare un pezzo di stoffa e qualche cordicella,
(che sia bianca con una lunga coda)
così che un bambino, da qualche parte a Gaza, guardando il cielo negli occhi, aspettando suo padre che se n’è andato in un incendio – senza dire addio a nessuno, nemmeno alla sua carne nemmeno a se stesso – veda l’aquilone, il mio aquilone che hai costruito, volare in alto e pensi per un attimo che ci sia un angelo che riporta l’amore
Se devo morire che porti speranza che sia una favola”
Refaat Alareer dovette morire, il 6 dicembre del 2023, quando i conquistatori ammazzarono con un colpo dal cielo, lui, e visto che c’erano, suo fratello, sua sorella e quattro nipoti piccoli.
Oggi, nel nostro Giardino, con i figlioli della scuola media Machiavelli, sotto la cupola della Basilica di Santa Maria del Carmine che tante ne ha viste, abbiamo realizzato in piccolo, le ultime volontà del poeta assassinato.
Non possiamo raccontare la storia di tutti gli sterminati di Gaza, solo quella dei bambini, diciamo dagli zero ai quindici anni.
Ci sono 12.000 nomi di bambine e di bambini, scritti in lettere latine, ma messi alla araba.
Cioè il nome, quello del padre, del nonno e quello del bisnonno, senza cognome: un arabo che si fa i documenti in Italia mette di solito come “cognome” il nome del bisnonno.
Ma uno di loro si chiama solo طفل , “bambino”, numero 228.
Mentre la mamma Giulia strappa con maestria le lenzuola, i figlioli iniziano a scrivere i nomi. Solo il primissimo nome.
Io mi offro per scrivere in lettere arabe, i nomi che riesco a riconoscere.
Mohammed, Fatima, Nur, Mahmoud… e poi il bellissimo Muhannad, che la prima volta che l’ho incontrato anni fa, pensavo fosse un errore per Muhammad.
Ricordiamo che gli arabi che conquistarono in pochi anni mezzo mondo, avevano avuto la rivelazione divina, a loro dire, per un solo motivo: erano analfabeti, erano la popolazione più ignorante del mondo: e proprio per questo possedevano la lingua perfetta, quella che Dio scelse per dettare, tramite l’arcangelo Gabriele, il Corano.
E quindi il mondo islamico coglieva la superiorità degli altri, in altre cose, come una prova della verità del Corano. Ecco che Hind, la mitica India, era patria della perfezione insieme matematica e artigiana, e infatti i numeri che noi chiamiamo “arabi”, gli arabi stessi modestamente li chiamano “indiani”.
Muhannad vuol dire proprio, fatto all’indiana, noi diremmo, a regola d’arte.
Io scrivo questi nomi, per quelli che capisco… Msk o Nghm non mi significano niente, ma c’è la bambina Nur, la luce, tre anni… Maryam come la madre vergine del profeta Isa (sarà stata poco più grande delle bimbette delle medie) che tenera tacque con il bimbo in mano davanti a chi la accusava, e il bimbetto appena nato parlò… Zamzam come le acque primordiali… Sabr, due anni, che è la pazienza..
Un paio di anni fa, mi arrabbiai moltissimo con una piccola donna, curva, con il hijab in testa, che evidentemente faceva le pulizie per qualche sfruttatore proprietario di B&B del nostro condominio, perché buttava i rifiuti nel luogo sbagliato…
mi sono sentito un mostro dopo…
e poi un giorno ho incontrato di nuovo lei, e le ho chiesto scusa, e le ho detto , al-sabru min al-Llahi wa l’ajlu min al-Shaytan, “la pazienza viene da Dio e la fretta viene da Satana”. E lei mi rispose, che davvero è così.
E mentre scrivo in arabo, mi fermo ogni tanto per parlare con il figliolo che mi chiede se l’arabo sia difficile, o con la mamma che racconta di come ha scoperto il nostro Giardino, o con il Calciante di Parte Bianca, e con gli insegnanti e i babbi e tutti gli esseri umani che hanno reso possibile la vita di questo luogo.
E ciascuno di loro è una storia, come lo sono i bambini che stiamo commemorando.
E tra i morti e i vivi, mi vien quasi da piangere, tra lutto e gioia.
Segnalo un’analisi critica interessante dell’ultimo documento di Hamas, una critica che mi sembra condivisibile per quanto noi possiamo essere lontani:
“Il Giornale” oggi pubblica un articolo che inizia così…
“La Spezia, ma non solo Così la sinistra al potere «islamizza» le nostre città
Maria Sorbi
Al posto delle rosticcerie, quartieri popolari trasformati in bazar islamici, piazze assediate dalle gang maranza. Le nostre città stanno diventando questo e sempre più spesso ci fanno sentire estranei in casa nostra. El’effetto della «sostituzione».
SOSTITUZIONE URBANA Moschee, bazar, kebab grazie alle giunte rosse II tessuto sociale delle città si trasforma. Con gli amministratori Pd via libera alle attività islamiche Le ditte ufficiali con titolari afghani sono più che triplicate negli ultimi 10 anni, quelle pakistane sono cresciute da 11 a 21mila e quelle egiziani sono aumentate da 16 a 20mila il dossier di Maria Sorbi Kebab al posto delle rosticcerie, quartieri popolari trasformati in bazar islamici, piazze assediate dalle gang maranza. Le nostre città stanno diventando questo e sempre più spesso ci fanno sentire estranei in casa nostra. E l’effetto della «sostituzione». Quella sostituzione del tessuto urbano e sociale (già) avvenuta sotto i nostri occhi con la complicità delle amministrazioni Pd e grilline. Che hanno ammiccato alle comunità islamiche in cambio di pacchetti di voti sicuri, hanno allentato i vincoli sui centri di preghiera e lasciato proliferare quelli abusivi. Una volta aperte le porte, il processo non si arresta più: nuovi musulmani arrivano dove esiste un nucleo di riferimento, finendo per «espellere» dai rioni le famiglie disorganiche. Cioè noi. “
Ma quando succederà anche ai Terroni ? … Per ora ho sentito solo qualche polemica di Tiktok a Napoli _ Livello Culturale De Crescenzo … nel senso di Rita !_ sui Negozianti Pakistani di Souvenir che “tolgono Napoletanità a Napoli come Patrimonio Culturtale Immateriale UNESCO” .
“Non sapevo che le giunte locali fossero responsabili dell’ordine pubblico. Questure e prefetture non dipendono dal governo nazionale?”
non per difendere la Sorbi, ma lì non parla di ordine pubblico, bensì di permessi per negozi ecc. Ovviamente non suggerisce alternative (che so, il Pornoshop gestito da italiani purosangue invece del kebabaro).
Già è illegale condizionare la concessione di un permesso all’ernia del richiedente. Ma anche chi li fa, dice di farlo per tutelare l’ordine pubblico. E la tutela dell’ordine pubblico è responsabilità delle Forze dell’Ordine agli ordini del Governo, mica delle giunte.
“Già è illegale condizionare la concessione di un permesso all’etnia del richiedente.”
Non è illegale per un Comune condizionare la concessione di un permesso alla somministrazione o non somministrazione; o all’utilizzo di cartelli di un certo tipo; o mille altri cavilli del genere, che si applicano e si disapplicano a Firenze. Ad esempio i nostri amici chiedono che il Comune applichi il previo consenso del condominio all’apertura di un dehors davanti al palazzo dove risiedono: il Comune ovviamente non lo fa, ma potrebbe farlo.
Non si fa per tutelare “l’ordine pubblico”, ma per tutelare “il decoro urbano”. E sono cose che un Comune può fare.
Poi non può fare certo molto se un gruppo di teppisti si mette in piazza a scippare i passanti, e lì sono d’accordo con te: ma il trucco della signora Sorbi consiste proprio nel mescolare i kebabbari e i maranza.
E’ un interessante esempio di carro davanti ai buoi o fischi per fiaschi o qualcosa del genere…
Cioè la Grande Distribuzione Organizzata distrugge il tessuto dei negozietti; il Turismo Industriale caccia i residenti; il traffico rende impossibile la comunicazione tra i cittadini; la speculazione immobiliare ruba i luoghi di comunità.
Aprono dei negozietti di nicchia, tipo appunto il kebabbaro, che ancora il kebab caldo al supermercato evidentemente non è considerato redditizio. Al posto del lavoro da “ceto medio” (magari modesto) ci sono i rider, che sono di solito stranieri perché uno, sono più disperati degli altri; e due perché sono molto più indifesi di fronte allo sfruttamento.
Poi è bella l’idea delle giunte piddine e grilline che si brucerebbero i voti degli elettori italiani, per poter avere il pacchetto sicuro dei (non) voti dei (non) elettori stranieri.
Nel mio quartiere ci sono parecchie attività commeLciali 🙂 Cinesi … quando riesco a riconoscere un hanzi in prodotti o insegne mi sento un genio. 😀
Una volta mi è capitato in un Ristorante Cinese un abbastanza nutrito gruppetto di Maranza età presunta 13-17 che faceva casino in Arabo, volevano prendere “a self-service” i biscotti della fortuna (che in realtà sono una trovata Giapponese, uno dei rari casi di “scopiazzatura” in senso inverso … ) … ebbene :
arriva una “Cinesina” di 1,50 scarso e minuta MA incazzatissima che inizia a “cinguettare” :-), con una L stereotipata e una sintassi su base Cinese, che “Cinese no col-leone [sic] come Italiano , se voi compoLtaLe male dopo voi pentiLe” … subito dopo arrivano i “Riders” del ristorante , tutti Pakistani ben piazzati, che intimano in Italiano ai Maranza di stare calmi. I Maranza abbozzano: “Ma dài, Fratello …” in Italiano … i Pakistani replicano sempre in Italiano a muso duro: “… Fratello un cazzo, voi rovinate la reputazione della Comunità Islamica !”
… Poi ci chiediamo come faccia la Cina a tenere unite le etnie che la compongono. 😉
I Maranza sembravano usciti dai video di Tiktok: cappellino con disegno pseudoscozzese, tuta da “barcallini” [sic … quella che i Sardi chiamerebbero “Canadese” … ] marsupio e/o borsello a tracolla, scarpe simil-basket con camera d’aria nella suola …
A volte qualcuno scrive Barcallino con il 9 , “bar9allino” …
Chiedendo alla AI, sapendo dell’ esistenza del cosiddetto “Franco-Arabo” …
AI OVERVIEW
Nel sistema Franco-Arabo (o Arabizi), il numero 9 viene usato per rappresentare la lettera araba ق (qāf), una consonante che ha un suono simile a una “q” gutturale, simile alla ‘q’ in italiano “qualcosa” ma più indietro nella gola, mentre altri numeri come 2 (per il suono di ء), 3 (per ع), 7 (per ح) e 5 (per خ) sono comuni per altri suoni difficili.
Come funziona il Franco-Arabo:
Scopo: È un modo per scrivere l’arabo usando la tastiera QWERTY (latina), utile per chat e messaggi veloci, soprattutto per dialetti parlati.
Numeri: I numeri non sono casuali, ma sostituiscono lettere arabe che non hanno un equivalente diretto nell’alfabeto latino o che hanno suoni difficili da digitare.
Dopo la Germania, anche la Francia si converte all’economia di guerra.
Droni.
E infatti si è visto che con una manciata di droni l’Ucraina è riuscita a scassare un sofisticatissimo sistema missilistico russo S-500, in Crimea.
Oserei dire che questi droni hanno un che di inquietante.
Se gli Usa escono dalla Nato.
È chiaro che l’Europa non è in grado di reggere il confronto con la Russia.
Sempre che alla Russia interessi di farsi carico pure dell’Europa, dopo la “sfaticata” in Ucraina
Non credo.
Ma pensi veramente che tra Giuseppe Masala giornalista e un tal Francesco, io prenda sul serio il secondo, perché lo dice lui?
Comunque nel caso Francesco avesse ragione, l’Europa, così superiore sul piano militare, non avrebbe nulla da temere dalla Russia. E tutta questa corsa agli armamenti risulterebbe superflua, per non dire che sottrae risorse da altri settori più necessari.
Che, so, il medico condotto, che non c’è più.
Prima ci dicono che la Russia è allo stremo, che sta finendo i missili, che cannibalizza le lavatrici per ottenere i circuiti da mettere sui droni. (E a chi ne dubita giù accuse di ‘putiniano’, ‘quanti rubli ti pagano’ e simili).
Poi ci dicono che la Russia è lì lì per invadere l’Europa. (E a chi ne dubita giù accuse di ‘putiniano’, ‘quanti rubli ti pagano’ e simili).
Allora delle due l’una:
o la Russia è davvero così fragile da cannibalizzare le lavatrici, e allora il riarmo è inutile.
o la Russia è davvero così forte da minacciare seriamente l’Europa, e allora prima di spendere altri soldi per riarmarci vediamo un po’ una buona volta che fine stanno facendo tutte le centinaia di miliardi che in Europa stiamo GIA’ SPENDENDO ADESSO in armi (e che ammontano a una buona parte dell’intero PIL Russo).
Insomma, da fisico e da Genovese mi rifaccio alle parole scritte in tempi non sospetti da Toraldo di Francia: ‘i conti non sono certo tutto nella vita. Ma se non tornano i conti non torna nulla’.
Gli esperti che seguo io e che sostanzialmente girano intorno a “Analisi difesa” continuano a ribadire che l’Europa non ha munizioni per sostenere una guerra con la Russia per più di alcune settimane. Non è coordinata sul piano militare perché un esercito europeo vero e proprio non esiste. Sono eserciti nazionali.
In più per produrre armi occorrono risorse, e questo favorisce enormemente la Russia che tra l’altro non ha mai smantellato le sue vecchie fabbriche di armamenti di epoca sovietica.
La Russia è debole per quanto riguarda la flotta navale.
Ma l’idea che la Russia voglia invadere l’Europa, non viene presa neanche in considerazione.
la tua capacità di perdere tempo in finti ragionamenti è pari solo alla tua tenacia nell’escludere il fattore politico da una analisi militare … peccato che la guerra sia una parte della politica.
Non stupisce che tu arrivi sempre alle conclusioni che vuoi. mi stupisce che tu non muoia di noia e non abbia mai dubbi.
La Russia non ha nessuna intenzione di invadere l’Europa Occidentale: ha intenzione di fare delle proposte che non si possono rifiutare.
Ciao
PS non sono al 100% convinto che Putin non sia così fuori di testa da provarci, a dare una bella lezione agli europei sul campo, una volta chiuse le basi USA, ma mi pare veramente difficile. E pure inutile.
Non sono un grande fan di Michele Serra, da dopo Cuore; ma questo mi sembra, in qualche modo, significativo :
“Svegliarsi e dare un’occhiata alle notizie di solito non è il massimo, per l’umore. Ma il mio risveglio domenicale è stato tra i più allegri degli ultimi anni per merito di Massimo Boldi (anziano comico del secolo scorso: per i più giovani, consultare Wikipedia) e della Fondazione Milano Cortina. Ringrazio entrambi dal profondo del cuore, per almeno tre o quattro minuti mi sono dimenticato dei dolori del mondo e ho pensato che vivere in questo paese dispensa, alla fin fine, da pensieri troppo gravosi. E per prima cosa, questa settimana, voglio rendervi partecipi di questo breve interludio di allegria.
La notizia forse già la sapete. Ma vale la pena riesaminarla in tutto il suo splendore. Massimo Boldi — comico ottantenne, con Umberto Smaila e Jerry Calà tra i grandi interpreti della spensieratezza un poco ebete, ma schietta, degli anni Ottanta, vanziniano e berlusconiano — era previsto, per ragioni inspiegabili, tra i tedofori delle Olimpiadi Invernali.
Purtroppo questa significativa pagina della lunga storia olimpica non potrà avere luogo. In una intervista al Fatto Quotidiano Boldi dichiara: «Non ho mai mosso un muscolo. Ma di alcune discipline sono un campione: la figa e gli aperitivi». La frase ha un suo spessore, diciamo, di documentazione storico-culturale: è molto anni Ottanta, sembra uscita da un film dei Vanzina o da una chiacchierata di Berlusconi con i giornalisti. Quasi tutti i comici, del resto, si sentono in obbligo di dire cose spiritose anche quando non sono scritturati: è un po’ la condanna del “ridi, pagliaccio!”.
Ma la Fondazione Milano Cortina la prende malissimo, e stila un pomposo comunicato nel quale annuncia che Boldi è sospeso dal suo ruolo di tedoforo perché le sue opinioni sono, testuale, «incompatibili con i valori olimpici e con i princìpi che guidano il lavoro del comitato organizzatore».
Dunque, da oggi è ufficiale: figa e aperitivi non solo non sono discipline olimpiche, ma sono proprio «incompatibili con i valori olimpici e con i princìpi eccetera eccetera». Dietro le quinte, possiamo anche immaginare lo sconforto di chi aveva scelto Boldi tra i tedofori: credeva fosse animato dai più fervidi sentimenti di fratellanza universale, cosmopolitismo, un decoubertiniano integerrimo quasi quanto i membri del CIO uno per uno, e invece guarda qui…
Brevissimo commento: in mezzo alla goliardia (Boldi) e alla retorica trombona (Fondazione) c’è tutto quello che manca a questo paese. O siamo troppo poco seri, o siamo seri in modo impettito e retorico. O ridanciani, anche quando sarebbe meglio di no, o lugubri, anche quando non è il caso. In mezzo, volendo e potendo, ci sarebbe la serietà quella normale. Ma sarebbe un discorso troppo serio da fare. Concedetemi e concedetevi una breve vacanza.
*****”
Interessante anche la parte successiva, sugli italiani vecchi e tristi contrapposti agli omaniti e marocchini giovani e allegri, ma sono cose che già si sanno.
se posso esprimere la mia solita opinione da persona grigia e noiosa nel modo più pacato possibile…io non capisco come cazzo sia possibile che in un paese dove ci sono 14 milioni di persone tesserate ad una federazione sportiva, quei cazzoni della Fondazione Milano Cortina si siano sentiti in bisogno di chiedere di portare la fiamma olimpica ad un ottantenne che non ha nulla a che vedere con lo sport.
ci sarebbero state 14 milioni di persone che avrebbero desiderato essere al posto dell’ottantenne, che ne sarebbero state orgogliose, che lo avrebbero meritato di più, ma no, noi tiriamo giù dal divano il tizio per quale lo sport coincide con mescolare i cocktail e andare a figa
io da sportivo avrei pagato per portare la fiamma olimpica…
Beh non c’è bisogno di averli visti per capire che non c’entrano niente con le Olimpiadi…
al limite avrebbe avuto più senso utilizzare l’ex batterista Boldi per aprire qualche concerto…
ma con lo sport non c’entra veramente niente!!
Ma il punto non credo sia tanto questo, quanto che l’Italia è fatta per metà da tanti signori Giancarlo della Ruote della Fortuna
(“vinsero battaglie grazie alla loro… FIGA!” applausi, risate, gloria eterna su internet)
e per metà da persone che ti guardano malissimo se osi dire in classe che Leopardi scriveva le parolacce nelle lettere al fratello (senza neppure dire le parolacce) perché gli rovini il santino.
Poi c’è l’altro meraviglioso aspetto delle Istituzioni, che sono delle robe piene di austere Maiuscole dove ogni parola deve essere calibrata al centesimo di millimetro obbedendo al sacro italico principio di Pararsi Il Culo
(“nel rispetto della libertà di opinione ci riserviamo di dissociarsi dal linguaggio utilizzato… La Più Ferma Condanna per Ogni Forma Di… il Rispetto per i Nostri Valori…”)
Poi dopo aver condannato chi dice “figa” o fa il verso della scoreggia, sei libero di spartirti gli appalti, sbucaltare le montagne, sterminare specie in via di estinzione ecc.
È bello trovare uno che riassume così bene quello che penso sa molto tempo, fin nei dettagli. Tanto vale riportare direttamente lui.
A quel punto Titti fu colta da un leggero sospetto,: “Opsss, mi è semblato di vedere un gatto”. 🥸
fondo di oggi di Travaglio sul Fatto
‘Ci è voluto un anno di Trump perché le teste d’uovo dell’Ue scoprissero che gli interessi Usa – per usare un eufemismo – non coincidono più con i nostri. Ora magari, col tempo, capiranno che è così da una ventina d’anni. Non l’ha deciso Trump, che non è un corpo estraneo piovuto dal cielo a guastare il lungo idillio euroatlantista: è la quintessenza degli Usa, che hanno sempre fatto i loro porci comodi. Solo che prima i loro porci comodi coincidevano con i nostri: poi non più.
La Merkel l’aveva capito, infatti si scontrò più volte con Washington. Prima contro l’idea folle di Bush jr., Obama e Biden di inglobare l’Ucraina nella Nato per provocare Putin. E poi sulla cooperazione energetica con Mosca avviata da Schröder coi gasdotti Nord Stream, osteggiata da Usa, Polonia, Baltici e Ucraina post-golpe. Con lei, a condividere la fine dell’euroatlantismo, c’erano Sarkozy, Hollande e il primo Macron, che refertò la “morte cerebrale della Nato”. Bastava la voce intercettata di Victoria Nuland, inviata nel 2014 da Biden e Obama a destabilizzare Kiev, per sapere cosa pensavano a Washington: “Fuck Eu!” (l’Europa si fotta!). Bastavano le reprimende di Obama a noi “portoghesi della Nato” che non ci svenavamo abbastanza per il riarmo e all’Ue che comprava gas russo a buon mercato invece del Gnl Usa a prezzo quadruplo. Poi purtroppo l’ultima statista andò in pensione, l’Ue finì in mano agli attuali microcefali e la guerra deflagrò.
Pochi giorni prima, Biden annunciò la distruzione dei Nord Stream. E otto mesi dopo un commando ucraino la realizzò. Ma nemmeno allora i decerebrati europei capirono che la guerra era studiata a tavolino per spezzare l’asse euro-russo che stava creando una superpotenza industriale e commerciale molto insidiosa per gli Usa. I capponi europei si invitarono al banchetto e si tuffarono festosi nella pentola di Biden, partecipando voluttuosamente al proprio suicidio con centinaia di miliardi e vagonate di armi.
Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani – autoproclamatisi “volenterosi” – sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto sine die. Ma a Trump risposero “sì buana” su tutti i dossier che convenivano a lui e danneggiavano noi: dazi al 15%, 600 miliardi di investimenti nell’industria Usa, 5% di Pil alla Nato, 800 miliardi di riarmo a debito (soprattutto con armi Usa), 700 miliardi di Gnl Usa e rinuncia eterna al gas russo. “Thank you, Daddy Donald”, scrisse Rutte, il più furbo della compagnia. Mancava solo una fettina di culo. Poi arrivò anche quella, a forma di Groenlandia. A quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto.’
È che credevano di vincere con le sanzioni e la “Ragioneria”. Ne erano proprio sicuri.
E tutto il resto è venuto dopo.
Perché i russi si erano preparati da anni a resistere a certe pressioni economiche e già le avevano sperimentate.
(Ecche’ me chiamo giocondo?)
E pure l’Ucraina era preparata a una eventuale guerra e aveva completamente fortificato le aree del Donbass in cui poi si è combattuto.
Mai una guerra fu più preparata da ambo le parti.
Infatti ha cambiato il mondo, direi.
“È che credevano di vincere con le sanzioni e la “Ragioneria”.”
OAMP!!
Esattamente.
Hanno dimenticato – o più probabilmente hanno fatto finta di dimenticare – una cosa sulla quale per pura combinazione mi capitò di dare un’interrogazione di Storia al liceo, mezzo secolo fa 🙁 :
NON ESISTONO AGGRESSIONI FERMATE CON LE SANZIONI
Le sanzioni economiche non hanno funzionato quando le applicò Napoleone contro l’Inghilterra col ‘blocco continentale’ né in senso contrario quando l’Inghilterra cercò di bloccare a Napoleone la rotta per le Antille. Non hanno funzionato contro il Vietnam quando invase la Cambogia di Pol Pot (e meno male). Non hanno funzionato contro Mussolini quando invase l’Abissinia. Non hanno funzionato contro Saddam Hussein quando invase il Kuwait.
In tutti i casi l’unico modo per fermare un’invasione è la GUERRA. Tutto il resto all’invasore fa il solletico.
Addirittura può succedere che fra due belligeranti i canali commerciali vengano tenuti aperti, perché un blocco commerciale arrecherebbe danno all’economia – e dunque allo sforzo bellico – dei contendenti. Ne parla Barbero nel suo monumentale trattato sulla battaglia di Lepanto, “La battaglia dei tre imperi”, quando dice che proprio nei giorni della battaglia c’erano mercanti Veneziani al lavoro a Costantinopoli e i loro colleghi Ottomani a Venezia.
Per ricordare questa cosa ovvia – in un’Italia che aderisce alle sanzioni talmente cretine da arrivare a vietare la vendita di fiori e di sanitari alla Russia (!) – ci si è sentiti dare del ‘putiniano’ per anni.
Ora il vento sembra stia cambiando, ma solo perché con Trump gli USA non soffiano più da Oltreoceano per alimentarlo.
Il servilismo di chi ha svenduto la nostra economia alla concorrenza pur di aiutare i golpisti che ci hanno fatto pure saltare i metanodotti è ancora integro.
“Ne erano proprio sicuri.
E tutto il resto è venuto dopo.”
Perfettamente.
E’ la stessa logica di Napoleone che credeva che con un affondo alla Russia i mujiki si sarebbero ribellati allo Zar, e ancora prima di Carlo XII che contava sull’aiuto Ucraino contro Pietro il Grande, e poi di Hitler quando diceva che bastava dare un calcio e tutta la baracca bolscevica sarebbe caduta di schianto.
E’ una variante dell’etnocentrismo: si presume che chi è diverso da noi sia per forza di cose inferiore, e che quindi o sia più debole militarmente o sia ansioso di diventare come noi. Se ripetutamente frustrata dalla realtà dei fatti, questa forma di presunzione diventa odio: nel nostro caso, russofobia.
Si continua per esempio a ripetere che i Russi continuano ad avanzare perché attuano la tattica suicida dell’onda umana, perché sono troppo selvaggi per curarsi delle vite dei loro soldati. Il fatto che nessun filmato, nemmeno quelli di fonte Ucraina, abbia mai mostrato alcuna onda umana (impossibile del resto, coi droni) viene bellamente ignorato. Ho sentito con le mie orecchie commentatori Polacchi che davano per scontato che le bombe cadute sulla centrale di Zaporizhzhia sono state lanciate dai Russi che non sanno puntare le proprie armi.
Ed e’ notevole che nella nostra ‘democratica’ Europa chi parla pubblicamente di ‘russofobia’ venga impunemente censurato, come capitato di recente più volte proprio a storici del calibro di D’Orsi e Barbero.
Pur di alimentare il disprezzo e al contempo la paura verso i Russi non ci si astiene nemmeno dal sostenere contemporaneamente due cose opposte: che i Russi sono un pericolo per noi tutti e che sono lì lì per fallire e finire le armi.
tranne concorrenza e golpisti e un accenno di approvazione alla tesi della natura intrinsecamente inferiore dei russi, per cui a loro va bene Putin (non sapevo ti piacesse citare Churchill che parla male degli italiani)
Diciamo che il Sistema per funzionare deve essere intrinsecamente ineguale.
Gli stessi cinesi, che sono riusciti a costituire una classe media, lo stanno facendo a spese di altri, tra cui gli europei.
La coperta, non solo è corta, ma per vincoli e scarsità, si restringe sempre di più.
Salvo miracoli.
Che poi l’IA sarebbe il miracolo, ma è piena di incognite a dir poco inquietanti.
Tuttavia è dove il Sistema è diretto.
A breve saremo pieni di robot.
Buona fortuna a tutti noi.
Gli alberi sono la soluzione permanente ideale ” per estendere l’agricoltura alle colline, ai luoghi scoscesi, ai luoghi rocciosi e alle terre con precipitazioni scarse “. Creano una resilienza e una sostenibilità che non potrebbero mai essere raggiunte senza di loro.
C’è chi sostiene che il miracolo sarebbero gli alberi.
Si, magari non proprio in ogni situazione, ma io, per me, sono d’accordissimo.
Che poi la “zia gallina” è una vera botanica sul campo.
Non racconta fandonie.
Ma prima mi sa che occorra un sostanzioso calo demografico. https://www.resilience.org/stories/2026-01-22/permanent-agriculture-part-1-tree-crops/
Nella stragrande maggioranza dei casi ci si adatta a una distribuzione di Pareto: l’80% delle risorse a disposizione del 20% della popolazione.
Fluttuazioni attorno a questa distribuzione sono tanto più improbabili quanto più sono grandi.
Il fatto che la distribuzione che alla fine fine ricorre sempre sia quella di Pareto – e non la più egualitaria curva a campana – suggerisce che il sistema risorse-popolazione sia aperto, non chiuso. Si mantiene cioè in uno stato stazionario più o meno stabile consumando risorse fornite dall’ambiente e producendo rifiuti. (Una sistema chiuso, privo di accesso alle risorse e di produzione di rifiuti, realizza l’uguaglianza perfetta: quella del cimitero).
È un po’ come quando il bambino sulla spiaggia accumula sabbia rovesciandone un filo dal secchiello: si forma una montagnola che aumenta di pendenza fino a raggiungere un valore limite che non cambia più. Se si continua a versare sabbia sul cocuzzolo della montagnola la sabbia rotolerà via dalla montagnola in quantità uguale a quella versata, ma la pendenza rimarrà costante. Se si butta sabbia non sul cocuzzolo ma lungo il pendio per un po’ non succede niente; poi però ci saranno frane, in successione imprevedibile, tanto più infrequenti quanto più grandi. Ad ogni frana, quantità più meno grandi di sabbia rotoleranno via.
Nella società, chi sta in cima, chi appartiene cioè al 20% privilegiato, “riceve la sabbia” (consuma risorse) ma nel farlo inevitabilmente fa consumare anche a chi sta più sotto (la sabbia rotola lungo il pendio) fino a che si producono rifiuti (la sabbia rotola via). Siccome la quantità di sabbia che si muove dall’alto in basso è la stessa ad ogni livello della montagnola ma il numero di granelli cresce andando dall’alto verso il basso, la quantità di sabbia che rotola via per ogni singolo granello è minore in basso che in alto: corrispondentemente, i livelli di consumi (la sabbia che arriva) e di produzione rifiuti (la sabbia che va via) pro capite sono più bassi per le fasce di reddito inferiore (alla base della montagnola) che per quelle di reddito superiore (in cima alla montagnola).
Che succede quando per qualche motivo le risorse diventano direttamente disponibili a che alle fasce di reddito più basse (la sabbia finisce in mezzo al pendio)?
Dato per scontato l’afflusso di risorse dall’esterno (il filo di sabbia che il bambino continua a fare scendere dall’alto) frane più o meno grandi ristabiliscono la situazione di partenza. Facendo ciò fanno perdere quantità più o meno grandi di granelli (distruggono più o meno ricchezza).
Le frane sono notoriamente imprevedibili; possiamo solo studiarne la statistica. A condizioni al contorno costanti (il nostro filo di sabbia) le perturbazioni (le frane) di una distribuzione di Pareto (la montagnola) hanno una probabilità che si distribuisce in una maniera ben nota, che dice quanto è probabile che si verifichi nella nostra montagnola di sabbia una frana che porti via un certo numero di granelli di sabbia. Dal punto di vista matematico questa legge è simile a quella che nei terremoti dice quanto è probabile osservare un terremoto di una data magnitudo.
Se i granelli di sabbia sono misura della ricchezza, allora portandoli via una frana distrugge parte della ricchezza nella nostra montagnola; questa perdita viene compensata da altra sabbia che arriva dall’ambiente, e il risultato finale è di riottenere Pareto.
Se per finire identifichiamo l’effetto di una frana – la distruzione di ricchezza – con l’effetto di una guerra – e di conseguenza identifichiamo le frane con le guerre – allora scopriamo che la distribuzione delle frane della nostra montagnola – delle perturbazioni della distribuzione di Pareto – è esattamente la distribuzione trovata da Richardson che dà la probabilità di una guerra al variare del numero delle sue vittime. Ammazzare qualcuno in guerra, in effetti, costa; e maggiori le distruzioni maggiore il numero di vittime.
Concludo: non solo il sistema per mantenersi stabile produce disuguaglianza, ma si mantiene stabile mediante la guerra.
Pareto
Non lo metto in dubbio.
Ma dalla rivoluzione agricola in poi.
Invece mi risulta che le piccole comunità indigene, dove non esisteva la possibilità di accumulare un surplus, fossero sostanzialmente egualitarie.
Non per bontà, ma principalmente perché l’arraffone, essendo tutti i membri della piccola comunità, armati, finiva presto i suoi giorni.
Circa.
C’erano anche la difficoltà di conservare la carne (che per questo conveniva condividerla) e dinamiche legate al numero di componenti della tribù, che dovevano essere necessariamente pochi e quindi si controllavano strettamente l’uno con l’altro.
Da notare che mentre oggi si cerca la felicità nel denaro, ai tempi dei cacciatori raccoglitori si usavano senza troppi problemi i funghi allucinogeni.
🍄
Amanita buscaria.
Rospi velenosi.
Si facevano pozioni che non venivano bevute, perché altamente tossiche, ma assorbite attraverso le mucose.
Come avranno imparato a fare questa roba, non lo so.
Ma di allucinogeni non è mai morto nessuno, se non per dosi troppo elevate.
Toglievano ad esempio, la paura della morte.
Insomma, stavano benone.
Puffo giardiniere: “Si facevano pozioni che non venivano bevute, perché altamente tossiche, ma assorbite attraverso le mucose…”
fra precolombiani, con certe sostane enteogene pese, onde evitare d’affaticare il sistema digerente pensa che si usava anche la relativa e discreta piacevolezza del clistere per via rettale.
Il suppostone di Dimetiltriptamina (Anadenanthera peregrina) era da considerarsi sciccheria da siùri🥳
I risultati che ho elencato sopra – e che si trovano in letteratura – valgono nel cosiddetto ‘limite termodinamico’ ossia quando il numero di elementi del sistema (in questo caso i granellini di sabbia) è infinitamente grande.
Per sistemi piccoli è possibile appunto l’esatto contrario: una distribuzione a campana delle risorse, dove il numero di chi ha molto di più e il numero di chi ha molto di meno della media sono trascurabili rispetto a chi ha a disposizione risorse in quantità vicine alla media. L’equivalente statistico dell’uguaglianza, insomma.
La cosa interessante è quello che succede quando gruppi piccoli si interfacciano con quelli grandi.
Possono venirne eliminati e/o assorbiti.
Oppure possono coesistere con quelli grandi, se inquadrati in un ordine dove i più piccoli forniscono ai più grandi risorse.
Nel secondo caso esiste ancora una regola che descrive la più verosimile percentuale relativa di grandi e piccoli gruppi: è la legge di Zipf, parente stretta della distribuzione di Pareto. Per ogni gruppo grande c’è una pletora di gruppi più piccoli, ciascuno dei quali contorniato da gruppi a cora più piccoli, ecc. (E’ la stessa legge che regola la distribuzione delle parole nel linguaggio in funzione della loro lunghezza).
Dopo le sparate razzistelle del Marocco 🇲🇦 VS l’ Africa Sub Sahariana, tipo che il Nord Africa dovrebbe giocare in Europa talmente sono di livello superiore … ha vinto la Coppa Africa il Senegal 🇸🇳
Vi consiglio vivamente di leggere (tu no, Francesco, sarebbe inutile) questo editoriale di oggi di Marco Travaglio. Non aggiungo nulla perché è semplicemente perfetto:
‘UN PADRONE TIRA L’ALTRO
La cosiddetta Ue aveva appena realizzato, con una ventina d’anni di ritardo, che non è più il caso di prendere ordini dagli Usa, quando a Davos è piovuto tal Zelensky, presidente scaduto di un Paese fallito che non fa parte dell’Ue né della Nato. Che all’Ucraina non devono nulla, però la riempiono di miliardi e di armi l’una dal 2022 e l’altra dal 2014. Il signorino, dopo quattro anni di questue e diktat in giro per il mondo senza mai un grazie, ha impartito nuovi ordini ai leader del continente di mezzo miliardo di abitanti che lo tiene in vita artificialmente rovinando la propria economia e lasciandosi distruggere i gasdotti e rubare centinaia di milioni dal regime di Kiev senza fare un plissé.
Poi, appena incassato dall’Ue l’ennesimo assegno di 90 miliardi di “prestito” che mai restituirà, s’è lagnato perché voleva pure i 200 miliardi di asset russi, ma purtroppo “ha vinto Putin perché ha fermato l’Europa: ora dovete agire!”. In realtà Putin non ha fermato nulla: sono stati i governi europei più allarmati dall’illegalità della rapina, cioè dal rischio di dover pure rimborsare Mosca e mandare a catafascio i propri Paesi e il sistema Euro. Poi il mitomane ha spiegato all’Ue come deve comportarsi con Trump (“si illudono che cambi: non lo farà”), ma anche con Putin: “Trump in Venezuela ha arrestato Maduro che ora è in cella a New York. Ma Putin no”.
Quindi, siccome il pirata giallo-oro ha sequestrato il presidente di uno Stato sovrano, l’Ue dovrebbe organizzare un raid sul Cremlino, rapire Putin e rinchiuderlo nel carcere di Bruxelles o di Kiev per far contento lui. Che naturalmente sta “negoziando nella massima onestà per far finire la guerra”: vuole solo far rapire il nemico. Se no? Gli toccherà ripeterci che “l’Ue con Putin non ha volontà politica” (si è solo suicidata per sostituire il gas russo con quello Usa a prezzi quadrupli): “L’anno scorso qui a Davos ho concluso il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno, nulla è cambiato e devo ripetere le stesse parole, come nel Giorno della marmotta”. Povera stella.
Infine ha annunciato che oggi ad Abu Dhabi inizierà il trilaterale Usa-Russia-Ucraina, ovviamente senza l’Ue. In un mondo normale qualcuno si sarebbe alzato per dirgliene quattro: “Ma come ti permetti? Noi, per quanto scalcagnate, siamo 27 democrazie. Non mettiamo fuorilegge i partiti di opposizione e non andiamo in giro a fare attentati e omicidi come si usa dalle tue parti. Alla nostra difesa badiamo noi senza bisogno dei tuoi consigli. Tu piuttosto ringrazia che esistiamo, sennò non avresti neppure la benzina per venire a Davos”. Ma non s’è alzato nessuno. È l’evoluzione della specie. Anziché da Trump, prendiamo ordini da Zelensky: sì buana.’
@Andrea
tutto l’Est della UE, inclusa buona parte della tua Polonia, sta con Zelens’kyj e non perchè lo ammiri (credo sia disprezzato, odiato, deriso) ma perchè odia e teme di più Putin….Trump incomincia veramente a stare sui cabasisi pure a me 😀 (che non sono anti-americano) ma, credimi, per un lettone tutto quel che fa Trump sono inezie, l’unico pensiero è rivolto a Putin, e solo a Putin….dunque Zelens’kyj, che Putin almeno lo combatte, là piace se non come come persona almeno per quanto rappresenta…..e qualora scontentiamo la “nuova UE”, salta pure l’Unione Europea….qui alcuni saranno contenti, ma sarebbe un salto nel buio, da evitare
unica soluzione logica sarebbe una veloce pace Russia-Ucraina in senso (abbastanza) filo-zelens’kiano, dunque una apparente “sconfitta” russa OGGI che non pregiudicherebbe il DOMANI….fatta la pace, riprenderemmo infatti velocemente i rapporti con la Russia, cercheremo di smarcarci dagli USA insieme ai russi (e ai cinesi) e magari daremmo il placet segreto a Putin per “continuare” in modo prudente l’opera che avrebbe dovuto interrompere con una “sconfitta” apparente per compiacerci…
Putin però mai accetterà…vorrà tutto, subito
Infatti il problema è l’Est. Quando abbiamo iniziato a ritrovarci in organizzazioni internazionali che includecano quel lembo particolarmente incivile del Barbaricum, allora siamo finiti nei guai.
Ricordati che non siamo tutti fascisti: il dittatorello in divisa che fa il gradasso e alterna tra ordini e avvertimenti mafioso, mentre chiagne e fotte, il tutto senza avere alle spalle una reale potenza corrispondente, per i più è ridicolo. Per altri è il Duce, l’invincibile condottiero che ci difende dal bolscevismo.
Ricordati che il “presidente Zelensky” di cui con tanta foga rivendichi la clara, la entrañable transparencia, è comico russo che si è fatto eleggere con un programma anticorruzione, e poi si è scoperto che il suo partito era corrotto quanto e più degli altri;
e che ha eliminato con un tratto di penna, non uno, ma undici partiti ucraini.
nel frattempo il suo governo sta procedendo a forza di epurazioni.
Tutto giustificato dall’invasione da parte del kattivissimo Putin?
Osiamo dubitarne.
per il resto, sì, è un pittoresco attore in divisa che si fa notare per l’arroganza e l’ingratitudine.
tu dubitane pure ma sappi che è solo una scusa che usi con te stesso per la inconcepibile posizione “l’Ucraina è peggio della Russia”
chiedi a uno storico quanti paesi hanno resistito nelle condizioni dell’Ucraina di questi anni
arroganza e ingratitudine? ti ricordo che finora gli è stato dato appena il necessario per restare in piedi a prendere mazzate. fin dai tempi di Biden.
“chiedi a uno storico quanti paesi hanno resistito nelle condizioni dell’Ucraina di questi anni”
Cioè con 300 miliardi di dollari di aiuti, esperti NATO, copertura satellitare e coordinamento strategico NATO, possibilità di usare l’Europa intera come retroterra strategico?
In effetti non credo siano tanti i paesi ad aver goduto del sostegno di cui ha goduto l’Ucraina… 😉
” arroganza e ingratitudine?”
Sì, arroganza e ingratitudine.
Finora gli è stato dato tutto quello che ha chiesto, al limite con un po’ di ammuina ad usum giornalistorum.
Ah, ti faccio presente che la guerra del Vietnam è durata quanto?
dipende da quando la facciamo cominciare, ma voglio essere generoso con te e diciamo 10 anni.
e i vietnamiti hanno ricevuto solo qualche vecchio rottame URSS;
e hanno fatto il culo ai Tuoi Beneamati.
Guarda, non voglio mettermi a discutere adesso della guerra in Vietnam, stiamo sul pezzo:
i fatti sono che l’Ucraina ha ricevuto e sta ricevendo un sostegno enorme e sostanzialmente inaudito, nella Storia.
Me ne frega qualcosa? No, ma non vedo perché negarlo.
Mi incuriosisce moltissimo un’altra cosa, invece.
Tu ritieni “inconcepibile” che qualcuno possa ritenere l’Ucraina peggiore della Russia.
Io ed altri abbiamo già elencato i motivi per cui la riteniamo tale.
Tu continui a rispondere che “la Russia ha invaso l’Ucraina”, che è vero ma è un altro argomento.
1) Pino, eppure è dimostrato, anche qui, che gli aiuti in armamenti ricevuti dall’Ucraina non sono affatto sta gran roba.
Non che cambierebbe tantissimo, ha bisogno di alleati, non di fornitori.
2) in Ucraina, fino all’invasione di Putin, si votava. In Russia non si vota dai tempi di Eltsin (ammesso che allora si sia votato). E non si può parlare in termini sgraditi a Putin senza rischiare la pelle. I giornali liberi non esistono proprio. Hai dimenticato altro?
1- “dimostrato “? Diciamo enunciato da te, per partito preso 😉 alla faccia dei numeri che dimostrano il contrario
2-in Russia si vota, e l’Ucraina pre-invasione era tutt’altro che il paradiso della democrazia, ma un paese in balia di politici noti per la corruzione, che rilasciavano dichiarazione di un nazionalismo imbarazzante (o peggio) e che nessuno si sarebbe sognato di ammettere in Europa… senza Putin 😉
In Russia si può parlare ucraino. (E tataro, calmucco, ecc. ecc.)
In Ucraina non si può parlare russo (o ungherese, romeno ecc.).
E non esiste solo l’Ucraina pre invasione.
Che era un paese già… discutibile quanto a democrazia, perlomeno quanto la Russia.
Esiste anche quella after invasione, nella quale non tutto è giustificabile con la foglia di fico dell’invasione medesima.
A te piace immaginare Zelenski come un piccolo Churchill, ma a parte che io non ammiro Churchill, e a parte che Zelenski è forse il meno peggio degli anti russi (i suoi si fanno notare per la sfrenata corruzione che avevano promesso di combattere, ma gli altri sono una cricca nazionalista e razzista)
a parte questo, non mi risulta che Churchill abbia organizzato attentati terrostici alla famiglia di Gentile o di D’Annunzio…
Ma insomma, io sono sicuro della tua buona fede: stai con l’Ucraina perchè pensi siano i “buoni”, per dirla semplice.
Ora, io da dove ti venga l’idea che Putin sia il cattivo della storia, lo vedo benissimo;
da dove ti venga la convinzione che i governi nazionalisti ucraini siano i “buoni”…. mah…
diciamo che sono gusti 😉 ma proprio non ce la faccio a concordare con te.
1) Pino, abbiamo passato in rassegna gli aiuti militari all’Ucraina voce per voce. E abbiamo visto che erano fondi di magazzino. Questo è un dato di fatto, che ti piace rimuovere.
Hanno ricevuto un pò di missili antiaerei moderni, peccato che la guerra dei droni li abbia resi per metà obsoleti e per metà “materiale di consumo a uso massiccio”.
D’altra parte, le richieste ucraine di colpi di artiglieria sono sempre state rimandate al mittente perchè non abbiamo più le fabbriche … e in 4 anni forse ne hanno aperta una.
2) in Russia si fa finta di votare. se non si riconosce questo fatto, allora possiamo dire che si vota pure in Persia e in Cina … che alla fine avesse ragione Berlusconi?
mai detto che l’Ucraina fosse il “paradiso della democrazia”, però quello che non capisco è la rilevanza di questo punto.
la corruzione fa schifo ma non mi pare dia diritto ai paesi vicini di invaderti.
3) in Russia si può parlare ceceno. Ti ricordi cosa è successo in Cecenia? perchè altrimenti mi stai prendendo per il culo.
4) prima della guerra di Putin in Ucraina (quella del 2014) si parlava russo tranquillamente.
5) come puoi parlare di “foglia di fico dell’invasione”?
c’è un elefante nella stanza e tu mi parli dei centrini ricamati sul tavolo.
almeno Andrea e Peucezio hanno l’onestà intellettuale di tifare per Putin e la sua proposta politica.
PS è falso che l’Ucraina sia autoritaria come la Russia. perchè lo ripeti?
“abbiamo passato in rassegna gli aiuti militari all’Ucraina voce per voce.”
Sì, tipo quattro anni fa!!
Per il resto, Francé, in Ucraina il russo è diventato impronunciabile prima dell’invasione di Putin…
Se la Russia è chiaramente uno Stato autoritario in cui si finge di votare, l’Ucraina pre invasione era uno Stato diviso in due fazioni che si sparavano addosso e con politici che invitavano alla violenza…
Non era il giardino della democrazia, e non mi pare una questione di centrini!
scusa ma sì, a fronte di una guerra di invasione, è esattamente una questione di centrini ricamati.
Pure la Polonia del 1939 era una chiavica di Stato autoritario ma questo non impedisce di dare un giudizio sulle invasioni tedesca e russa e sulla successiva occupazione russa (o sovietica).
davvero non capisco i tuoi argomenti.
io non ho mai detto che l’Ucraina fosse l’Atene di Pericle.
Non doveva essere troppo campata per aria la descrizione, dato che nella figura del Duce ci hai intravisto subito il presidente Zelensky. Cioè l’eroe che, mentre l’Italia lo riempie di regali e inizia a farsi carico delle spese di manutenzione delle megabarche degli oligarchi russi solo per far piacere a Kiev, si permette di insultare Draghi colpevole di aver detto di non essere ancora riuscito a parlargli. Anche questo era necessario per restare in piedi, o semplicemente il capo cosacco, forte del sostegno dell’Impero che appare inscalfibile, si fa spavaldo? Perché poi quando l’Imperatore ha smesso di coccolarselo ha ripreso subito la faccetta da cane bastonato che ha ripreso il proprio posto.
Beh, poverino, va capito: aveva passato tutta la mattinata a giocare ai soldatini a favore di telecamere e fotografi, con tanto di elmetto e pose eroiche, non poteva mica perdere tempo a rispondere a un capo di Stato…
Incazzandosi con Draghi- che veniva solo a porgli comprensibile solidarietà, e bideniano appoggio- aveva mostra tutta la idee sensibilità del simulatore che si crede scoperto.
Cadaveri e macerie in mare per cancellare l’orrore: benvenuti nella nuova Gaza
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi
Cadaveri e macerie in mare per cancellare l’orrore: benvenuti nella nuova Gaza
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi
Avevo osato ben sperare per l’euro.
E invece mi sbagliavo di grosso.
Grandi manovre finanziarie della Cina.
Chi l’avrebbe mai detto…ma cosa sta diventando?
Circa a metà o un po’ prima del video di Volpi.
Manovre volte a spiazzare il dollaro e l’euro poi non ne parliamo, con l’Europa così succube di Trump.
E va beh! La Storia ci relega all’angolino.
Pazienza.
Cosa c’è da fare? Investire in titoli cinesi?
E con questo il quadro sembrerebbe già ben delineato.
In seguito all’episodio del Venezuela, Cina e Usa sono venuti silenziosamente ai ferri corti.
La Cina ha inaugurato una inedita fase molto aggressiva sul trasporto marittimo e sulle intermediazioni finanziarie.
Sospensione temporanea di tutte le transazioni in dollari USA con aziende legate al settore della difesa statunitense.
La Cina si sta disconnettendo dalla tecnologia americana.
Cavolo. Sembrava una giornata come tutte le altre….una leggera pioggerellina….
https://youtu.be/K_QDm-Bg2xg?si=5IU2N8airlRw9c5J
E il Giappone?
😬🤒🤕
Aiuto…
Ben dai. Adesso è il momento della decrescita. Magari fosse stata un po’ più graduale…
Su tutto un grandissimo forse.
Non mi si prenda troppo alla lettera.
Io son del mondo parallelo.
Il culmine è arrivato il 5 gennaio, quando Pechino ha attivato la sua arma finanziaria: il China Cross-Border Interbank Payments System (CIPS), che ha annunciato l’espansione della sua capacità operativa per includere qualsiasi transazione globale che il sistema SWIFT, controllato da Washington, cercasse di bypassare. Ciò significa che la Cina ha fornito al mondo un’alternativa pienamente funzionale al sistema finanziario occidentale. La reazione è stata immediata e massiccia: entro le prime 48 ore dal suo lancio, sono state regolate transazioni per un valore di 89 miliardi di dollari. Le banche centrali di 34 paesi hanno aperto conti operativi in questo sistema cinese, a significare un’accelerazione della dedollarizzazione di una delle più importanti fonti di finanziamento degli Stati Uniti.
Il CIPS è un nuovo strumento potenzialmente molto potente nell’infrastruttura finanziaria dei BRICS che si sta sviluppando sotto i nostri occhi. Il fatto è che SWIFT si basa su una tecnologia obsoleta; ovvero, vecchia nel senso che non è digitale e non è altro che un obsoleto sistema di messaggistica chiuso, rilevante negli anni ’90 ma ora eclissato dall’era digitale.
Per chi tiene in considerazione anche la Pravda, l’oro prenderà il posto del dollaro.
Grande crisi finanziaria Usa, ma tutta interna, non verrà esportata nel resto del mondo.
Lo dice un broker americano.
Nel mondo parallelo si ascolta tutto ma si capisce poco.
L’oro diventerebbe un collaterale insieme a petrolio, gas, terreni, miniere….
Un ritorno all’antico con risorse varie in garanzia per proteggere l’investitore dall’inflazione.
A monte roba che non so e al momento nessuno sa di preciso, immagino.
Ma dove li trovi questi incroci tra Mr. No e Cetto Laqualunque?
Pino, Andrea, e anche gli altri: se facessimo una gitarella a questo sito “alla James Bond” per meri fini economici personali?
Andrea e Paniscus usano la scienza per capire come entrare e uscire; Pino e Miguel procurano l’artiglieria, Roberto e io ci carichiamo l’oro in spalla …
Cosa ne dite?
PS poi però nessuno si fa intervistare da Bloomberg o da Striscia la Notizia!!!
La rete swift è una rete internazionale che ha sede a Bruxelles.
È una cooperativa di società finanziarie di tutti i paesi, compresa Cina e paesi emergenti
È stata acquisita dagli Stati Uniti col pretesto della guerra globale contro il terrorismo per ottenere accesso ai dati sensibili che rendono conto della maggioranza delle transazioni nel mondo
Viene anche usata come arma finanziaria per rivalersi su paesi che non seguono gli interessi americani.
Uragano Harry su Sicilia, Calabria e Sardegna … purtroppo le reazioni sono molto all’ Italiana: fra chi evoca i ControKarma per i festeggiamenti delle Alluvioni al Nord, chi dice che non se ne parla (abbastanza) PERCHÉ NON è successo al Nord, chi incolpa ol Governo, chi sarcasticamrnte chiede se la priorità è ancora il Ponte …
La Nike di Giardini Naxos ha sfidato il ciclone: il simbolo di vittoria resiste e primeggia sui socialLa scultura in bronzo di Carmelo Mendola rappresenta anche il legame tra Sicilia e Grecia
Più che altro, le condizioni delle minoranze tendono a peggiorare drasticamente quando la maggioranza ottiene una “colpa” a loro carico. Però, per adesso, la cosa si traduce in odio on-line e non mi sembra che gli ebrei italiani stiano subendo atti discriminatori vagamente comparabili con quelli ai danni dei musulmani italiani, per cui non direi che sia possibile “qualsiasi forma di antisemitismo”.
Se li risolvono da se’ come uno stato (reale e spontaneo) nello Stato (formale e fittizio).
Man mano che l’ingarbugliamento burocratico e fiscale diventera’ completamente paralizzante e distruggera’ tutti i produttori che cercano di seguirne le regole (i produttori, non i parassiti, ammesso e non concesso ne sia ancora rimasto qualcuno) il modello del nuovo feudalesimo della diaspora cinese diventera’ per forza dominante, perche’ restera’ l’unico in piedi e in efficienza. Ce ne sono gia’ diversi indizi.
Mirkhond,
“Tra un pò diventerà impossibile qualsiasi critica alle politiche israeliane, con la scusa dell’antisemitismo…”
Francesco,
“Beh, intanto è possibile qualsiasi forma di antisemitismo, con la scusa della critica alle politiche di Israele.”
Grassetti miei.
Il bello di Francesco è che il liberale è lui, il fascista sono io, ma è lui quello che preferisce che sia impossibile dire cose anziché che sia possibile.
E’ qualcosa descritto da Slavoj Zizek: il ‘liberalfascismo’. Portato alle sue logiche conseguenze, il darwinismo sociale predicato dal liberalismo coincide – nella sostanza se non nella forma – col fascismo: entrambi producono e giustificano una prevaricazione della maggioranza da parte di una conventicola di oligarchi.
Col bel risultato che la parola ‘antisemita’ verrà inflazionata come lo è stata la parola ‘fascista’.
Il più bel regalo che si potesse fare agli antisemiti veri.
(E’ vero che molti Ebrei non sono sionisti e che molti sionisti non sono Ebrei. Ma è anche vero che almeno in Italia i rappresentanti delle comunità Ebraiche non si sono distinti nel rimarcare la differenza fra antisemitismo e antisionismo).
Ad esempio: e’ di ieri la notizia che l’IDF ha confermato la cifra di 71000 vittime a Gaza già fornita da Hamas in passato. (E’ una stima al ribasso, non tiene conto dei morti di fame). La conferma è da considerarsi autorevole, a meno di non includere anche l’IDF fra i fiancheggiatori di Hamas 😉
Se identifichiamo come ‘antisemita’ chiunque dubiti che quei 71000 fossero tutti ‘terroristi di Hamas’ facciamo un immenso favore a chi antisemita lo è davvero.
in Israele, la notizia è stata data solo da HaAretz (e la leggo sul Jerusalem Post in inglese), gli altri media la hanno ignorata e mi pare che l’esercito israeliano la abbia smentita (ripeto, mi pare).
la notizia è stata invece ripresa con grande risalto nella stampa internazionale.
Nella forma in cui l’ho letta in inglese, IDF confermava di aver fatto entrare anchee 112.000 camion di aiuti, 1.700.000 tonnellate di cibo
(ma c’era estremo bisogno delle quattro scatolette di tonno della Flottiglia, tranquilli 😉 ) e 1.800.000 tende.
Questa parte della notizia non è stata ripresa da nessuno.
Pochissimo risalto anche per la parte in cui IDF sostiene (o sosterrebbe, se la notizia fosse falsa) che dei 71.000 morti, 22.000 sono stati identificati come combattenti.
Anche ignorata la parte in cui IDF sostiene (o sosterrebbe) che nessuno a Gaza è morto di fame, che invece in molti siti diventa “IDF sostiene… più di 70.000 morti senza contare le morti per denutrizione”
Ora io non so se la notizia sia vera o falsa; l’abbondanza di numeri citati fa propendere per una notizia diffusa da qualche fonte, ma insomma, so’ boni tutti a mettece ‘na scritta, e i giornalisti di HaAretz possono essere stati altrettanto… creativi dei giornalisti europei che riportano la notizia come e quanto gli pare.
Forse l’esercito ha davvero diffuso certi numeri (pare a una conferenza stampa per giornalisti “embedded”, mi dicono da Israele) e poi ha smentito visto l’uso che se ne faceva.
Mi colpisce invece, appunto, il modo in cui la notizia possa essere, diciamo eufemisticamente, letta e riportata all’estero.
In altri paesi europei, forse, in Italia non credo proprio: l’unico potere degli ebrei italiani è sempre stato solo la possibilità di usare l’Olocausto “difensivamente”, cioè come scudo contro discriminazioni dirette. Quello che fa Israele, privandoli di quell’arma puramente morale, ne precarizza la posizione, mica la rafforza.
Vedi il piazzale della Risiera di San Sabba vuoto (tolto qualche politico e qualche esponente della comunità ebraica e delle associazioni partigiane e dei deportati) qualche giorno fa. E vedi che il dibattito pubblico per la ricorrenza sembrava incentrato sul Medio Oriente.
“Quello che fa Israele, privandoli di quell’arma puramente morale, ne precarizza la posizione, mica la rafforza.”
Non saprei: è “anche” vero quello che dici, ma è “anche” vero che le persone normali:
1) dicono tutte di preferire l’etica all’interesse
2) nei fatti, preferiscono non essere nemiche di una potenza nucleare in grado di sterminare i propri avversari con un clic come in Libano, di radere al suolo città intere con dentro decine di migliaia di bambini, di gestire strumenti informatici in grado di sorvegliare chiunque al mondo, di far cambiare le leggi in tanti paesi nel mondo in cui la critica a tale potenza nucleare diventa reato… e siccome quella potenza nucleare viene associata a “gli ebrei”, beh, meglio non litigare con la mite vicina di casa ecologista e pacifista dal cognome ebraico.
Se devo giudicare dai commenti di internet ecc. insomma, dalle reazioni delle persone comuni, do ragione a Mauricius.
Direi anzi che si è aperto un argine: “finalmente ” si può dire agli ebrei che hanno rotto le palle con il Giorno della Memoria e che (come mi è stato “gentilmente ” gridato il 25 Aprile) “non sono (più) vittime”.
Se devo giudicare dagli Stati, ha ragione Miguel: nessun paese vuole mettersi contro il cocco degli Stati Uniti, all’avanguardia nei sistemi di sorveglianza/intelligence e importante partner economico.
“Se devo giudicare dai commenti di internet ecc. insomma, dalle reazioni delle persone comuni, do ragione a Mauricius.”
Ma sono d’accordo anche su questo.
Il problema sta ovviamente nella confusione voluta tra “Israele”, cioè stato mediorientale; ed “ebreo”, cioè tizio italiano che in casa ha la menorà del nonno.
Israele ci guadagna due volte: fino al 2023 con l’associazione con il giorno della memoria e dintorni. Questa associazione rimane con il potere politico (pensiamo in particolare alla Germania e al Regno Unito), ma cala molto nell’opinione pubblica con Gaza. Questa opinione pubblica a cui è sempre stata inculcata l’equazione “Israele=ebrei” si sfoga quindi spesso contro gli “ebrei”.
Ma con Gaza, Israele ci guadagna immensamente come superpotenza minacciosa e quindi intoccabile; ci guadagna dal fatto che gli “ebrei” che magari non sono tifosi dello stato mediorientale si sentono aggrediti e quindi sostengono ancora di più Israele, o addirittura vi emigrano.
Il punto fondamentale comunque è che Israele non ha motivo per nascondere ciò che ha fatto a Gaza: e infatti le prime spaventose immagini della città rasa al suolo venivano dai droni dell’esercito israeliano. E quindi non ha problemi a pubblicare anche queste cifre.
“Togliete quella bandiera della Palestina in platea”, ma il gestore del locale si rifiuta. Salta il concerto. Scoppia il caos sulla band Earth di Dylan Carlson
Non so se hai visto il film Elena del Ghetto …. ho avuto l’ impressione di una ricostruzione filologica di un Romanesco oggi Arcaico, con tratti lievemente Napoletaneggianti.
Non ho presente il film, ma in effetti il giudaico-romanesco è un dialetto romano con tratti arcaizzanti, per questo più vicino ai dialetti meridionali
(il romanesco mi pare si sia “toscanizzato” progressivamente a partire dal Cinquecento, soprattutto per influenza delle varie corti papali)
ai tempi di Cola di Rienzo (1354) il romanesco era ancora “puro”….
ai tempi di Stefano Infessura (seconda metà del XV secolo) era già abbastanza toscanizzato…
tutto porta a credere che la toscanizzazione sia posteriore al 1378 (ritorno dei Papi a Roma) e si accentui dal 1417 (fine del grande scisma d’Occidente)
Il che è compatibile con la massiccia immigrazione che sarebbe avvenuta quando Roma è tornata ad essere “capitale”, cioè luogo dove si trova una corte, con relativa cancelleria e tutto il resto.
Nuova Parola d’Ordine NeoBorbonica / Wannabe AraboSicula (che un po’ di “ruggine” tra loro cmq già ce l’hanno …) :
“Al Sud / in Sicilia NON parliamo sbagliato … ma carico di secoli, millenni, di Storia e Cultura) ”
Lasciando intendere che “Sopra” avremmo una Storia più recente di quella delle Basi in Antartide 🙂 😀 … poi è gente mai uscita dal paesello o dal quartiere, zero curiosità genuina per cosa vi sia davvero oltre.
“Io sono orgoglio di avere per concittadino Giordano Bruno !”
… poi segue assiduamente Rita De Crescenzo, Frenzola Queen ! 😱
Non rivela. Suggerisce che potrebbe esserci anche se non dichiarato.
Tipo se vedi il fumo allora qualcosa brucia.
Un po’ di anticipo ci vuole. Altrimenti siamo all’automa meccanico.
E poi io vado avanti per la mia strada, nonostante il tuo “allusionismo” senza niente dentro.
👉
Riempire il vuoto di contenuti, please.
Dettagli e controdettagli.
Altrimenti la Vanna Marchi rischi di essere tu
Sicuramente per i toni gridati.
I toni gridati mi servono a svegliare il pubblico, che altrimenti si fa rifilare le più incredibile panzane come se fossero tesi credibili.
🙂
Riempire il vuoto NON va bene, in assenza di contenuti. C’era un romanzo di Tom Clancy in cui il Presidente ordinava di bombardare Teheran con la Bomba, come rappresaglia per la distruzione di Denver. Non aveva la certezza che fossero stati loro ma pensava di dover riempire il vuoto.
L’eroe lo fermava in tempo, forse lo faceva addirittura arrestare, non ricordo bene.
Israele conferma i numeri di Hamas: 71.000 uccisi dai soli attacchi diretti. Il bilancio reale può arrivare a 600 mila
Il ministero della Difesa israeliano ha formalmente riconosciuto come parametro di riferimento le statistiche fornite dal ministero della Salute di Gaza (controllato da Hamas), indicando che circa 71.700 palestinesi sono stati uccisi dalle operazioni militari dal 7 ottobre 2023. E’ quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Un riconoscimento che rappresenta un drastico cambiamento di rotta per le autorità di Israele, che per tutta la durata del conflitto hanno descritto i dati provenienti dalla Striscia come mera propaganda di guerra, nonostante le agenzie delle Nazioni Unite e numerosi esperti di salute pubblica avessero dichiarato che i sistemi di registrazione dei dati a Gaza fossero storicamente robusti e credibili, e che nel corso del conflitto i dati fossero stati esaminati da governi, organizzazioni internazionali, media e ricercatori. Secondo fonti militari, però, la cifra terrebbe conto delle sole vittime di attacchi militari diretti, lasciando fuori i dispersi, molti probabilmente ancora sotto le macerie, i morti per fame, freddo, malattie e per la distruzione dell’intero sistema sanitario.
La linea tenuta dai funzionari israeliani per oltre due anni è stata quella dello scetticismo verso qualsiasi cifra prodotta sotto il governo di Hamas. Secondo la posizione ufficiale di Tel Aviv, i dati erano da considerarsi manipolati e privi di valore oggettivo poiché a Gaza la Sanità risponde direttamente all’organizzazione militante che controlla l’enclave dal 2007. Uno dei punti cardine dell’argomentazione israeliana riguardava l’incapacità, o la volontà politica, del ministero della Salute di non distinguere tra civili e combattenti all’interno dei suoi registri ufficiali. Poiché i membri delle milizie non indossano uniformi formali né portano documenti di identificazione separati sul campo di battaglia, Israele ha a lungo sostenuto che i numeri totali fossero sospetti e non potessero servire a valutare in modo imparziale l’impatto reale sulla popolazione. In diverse occasioni, infatti l’esercito (IDF) ha ribadito che Hamas operasse deliberatamente in zone popolose e utilizzasse strutture protette come scuole e ospedali come scudi umani, complicando ulteriormente l’accertamento indipendente delle vittime. L’arrivo del riconoscimento comporta dunque una revisione della portata del conflitto. Oltre le vittime di attacchi militari diretti, poi, resta da fare il bilancio di tutta la devastazione seguita all’offensiva israeliana, comprese le morti legate alla malnutrizione o al collasso totale delle infrastrutture civili.
Al momento le forze armate israeliane sono impegnate nell’analisi dei database palestinesi, che identificano oltre il 90% delle vittime con nome e numero di documento, nel tentativo di determinare quanti tra i caduti fossero effettivamente combattenti. Analisi che si inserisce in un contesto legale internazionale estremamente teso, con lo Stato di Israele che affronta accuse di crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio presso le corti internazionali e lo stesso primo ministro Benjamin Netanyahu sotto processo per queste accuse. La proporzione di civili uccisi è un elemento decisivo per i giudici: lo scorso settembre, il capo di stato maggiore Herzi Halevi ha dichiarato trionfalmente che “oltre il 10% della popolazione di Gaza è stata uccisa o ferita”, che significa 230.000 vittime. “Questa non è una guerra soft, abbiamo tolto i guanti fin dal primo minuto”, disse in quell’occasione. Ma alla luce della devastazione e della crisi umanitaria seguite all’offensiva israeliana, studi indipendenti pubblicati su riviste scientifiche come The Lancet e basati sul confronto con conflitti precedenti, rapporti verificati e metodologia epidemiologica, hanno suggerito cifre più elevate, tra i 300 mila e i 600 mila morti. I 71 mila riconosciuti ora da Israele sarebbero dunque la stima più prudente di un sistema di rilevamento anch’esso disintegrato dall’offensiva.
Gli storici di oggi possono solo invidiare i loro colleghi del futuro. I primi non hanno nessuna dichiarazione di Himmler sulle stime del numero delle vittime della Shoah, né alcuna valutazione da parte di Enver Pascià sul numero degli Armeni assassinati.
Ancora ieri c’era chi prevedeva salite stellari per oro e argento.
Avevo messo il link (colpevolmente).
Oggi vien fuori che era una bolla e si è sgonfiata.
O forse è stata una semplice correzione che non cambia il trend generale
Priorità per gli Usa il sostegno del dollaro.
Se ne deduce, forse, che la reindustrializzazione americana non ci sarà.
Boh.
Cose troppo complicate. Si capiranno forse, col tempo.
Intanto Trump viene incastrato con lo scandalo Epstein.
Aggiungerei anche la geopolitica.
Più ci si arrovella per capire e più sorge il sospetto che nelle alte sfere i giochi vengano
fatti sulla base di interessi di bottega a breve termine. (Qualli che svelano i grandi piani, si illudono di trovare una logica sottostante). Poi ciò che verrà fuori a livello globale non lo sa nessuno.
Al limite se le cose si mettono male, pensano di metterci una pezza.
Ma in questo mega casino mondiale che si è creato può darsi che il metodo “della pezza” non risulti adeguato.
Ci vorrebbe una sana e consapevole decrescita.
Per quelli che dicono, “eh, ma ogni rivoluzione tecnologica implica la fine di vecchi mestieri e la nascita di nuovi”…
Amazon, dopo aver annientato il mestiere di bottegaio in tutto il mondo, passa alla prossima tappa. Negli Stati Uniti, licenziano di colpo 16.000 lavoratori che facevano un mestiere che fino a pochi anni fa non esisteva nemmeno:
Interessante l’esperienza di questo lavoratore Amazon licenziato – non un facchino qualunque, anzi un esperto di IA che era troppo bravo nel rendere efficienti i meccanismi per cui non si ha bisogno di lavoratori umani:
Purché sia efficace.
Qui dalle mie parti sono veramente tanti e tutti uguali.
Adesso poi, più se ne parla, più si sentono in qualche modo sulla cresta dell’onda.
A mio parere è gente che dovrebbe essere messa a lavorare.
Ma c’è lavoro per i maranza?
Non lo so.
Bambino lasciato nella neve dal bus, l’autista: «Chiedo scusa, gli avrei pagato io il biglietto. L’azienda non ci ha detto niente sui minorenni»
Salvatore Russotto [non mi pare un nominativo del Nord… visto cbe che tanti Meridionali sui Social si sono affrettati a dire che solo un Polentone può fare una cosa simile] era alla guida del pullman che avrebbe dovuto riportare il piccolo Riccardo a casa lo scorso lunedì
il mese si chiude con una distensione (almeno apparente) fra USA e Venezuela https://www.elnacional.com/2026/01/donald-trump-ordeno-reabrir-el-espacio-aereo-de-venezuela/
una delle ipotesi che prospettavo, che Delcy fosse d’accordo con gli USA, sembrerebbe mostrarsi fondata..
insomma Delcy (e altri) si sono liberati di Maduro (magari c’erano già dissapori tenuti celati), Trump ha abbandonato la Machado, il nuovo regime resterà formalmente “bolivariano” ma di fatto non porrà più alcun problema serio per Washington (in primis saranno abbandonati i legami con l’Iran, la prima causa delle disgrazie di Maduro, cui sarà, temo, riservata un’orribile fine..per quanto Maduro se la meriterebbe anche, a dirla tutta !)….
il Venezuela si aprirà
e forse è meglio così….è stato “sacrificato” Maduro, con una novantina di fedeli, ma è stato salvato un popolo…..
l’America latina non può essere indipendente (in questi giorni i “giudici” -naturalmente sul libro paga degli USA- hanno ricordato ai cinesi, annullando un contratto probabilmente violando leggi e regolamenti :D, che Panama sotto i DEM poteva magari illudersi di possedere il Canale grazie agli accordi
Carter-Torrijos ma il Canale in realtà alla faccia dei trattati è roba degli USA, gli stessi che nel 1903 inventarono Panama togliendolo alla Colombia proprio per costruirci il Canale, e solo Washington può dettar legge, bon)…ciò è triste ma è la dura realtà…prima la si accetterà cercando di ritagliarsi i maggiori margini di autonomia possibili entro questa cornice, meglio sarà per tutti, soprattutto per i latino-americani
resta Cuba..Cuba riuscì a liberarsi dagli USA ma a prezzo di un marxismo esasperato che la ridusse in miseria….Trump naturalmente potrebbe prendere Cuba domani…non lo farà, forse è un contentino a Putin cui Cuba ricorda i giorni d’oro (per lui :D) dell’URSS..comunque Cuba è finita….non ha più alcu nappeal, è ridotta alla fame, il turismo sta crollando, la sanità -già vanto di Castro- sta andando a pezzi….la
Cuba che faceva sognare il PCI nelle sezioni di Genova e Reggio Emilia (dove l’unica shahada ammessa è “vi una sola divinità, Lenin, e Togliatti è il suo Profeta :D) non esiste più….Cuba potrà vegetare ma sarebbe meglio, per i cubani !, che un colpo d’ariete esterno ponga fine ai resti del castrismo..ripeto, sarebbe bene PER LORO..per gli USA, è indifferente
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Bravo, le tue parole mi hanno commosso.
Ciao, Guzman
@ Martinez
“a pazienza viene da Dio e la fretta viene da Satana”
Bellissimo.
E’ citato in ‘Dune’ (il libro, non il film).
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. sarete stati attenzionati dalla Digos, lo sai, vero?
Ciao Miguel, mi hai fatto commuovere.
Grazie, a presto. Guzman.
Segnalo un’analisi critica interessante dell’ultimo documento di Hamas, una critica che mi sembra condivisibile per quanto noi possiamo essere lontani:
https://www.972mag.com/hamas-narrates-gaza-war-steadfastness/
@ martinez
“condivisibile”
Lo è perché riconosce che non c’è margine di trattativa fra chi massacra per avere la terra e il massacrato.
La bella notizia del giorno sembra un’altra:
https://italia-informa.com/nato-islamica-arabia-saudita-pakistan-turchia-difesa_pg4.aspx
https://www.huffingtonpost.it/esteri/2026/01/16/news/patto_difesa_arabia_saudita_pakistan_turchia-20966801/
Ciao!
Andrea Di Vita
Risultano due commenti di Guzman, perché la prima volta ci vuole l’approvazione e a quell’ora dormivo 🙂
Ha vinto la Coppa d’Africa il Senegal … meglio così, i Maranza si sarebbero esaltati troppo.
“Il Giornale” oggi pubblica un articolo che inizia così…
“La Spezia, ma non solo Così la sinistra al potere «islamizza» le nostre città
Maria Sorbi
Al posto delle rosticcerie, quartieri popolari trasformati in bazar islamici, piazze assediate dalle gang maranza. Le nostre città stanno diventando questo e sempre più spesso ci fanno sentire estranei in casa nostra. El’effetto della «sostituzione».
SOSTITUZIONE URBANA Moschee, bazar, kebab grazie alle giunte rosse II tessuto sociale delle città si trasforma. Con gli amministratori Pd via libera alle attività islamiche Le ditte ufficiali con titolari afghani sono più che triplicate negli ultimi 10 anni, quelle pakistane sono cresciute da 11 a 21mila e quelle egiziani sono aumentate da 16 a 20mila il dossier di Maria Sorbi Kebab al posto delle rosticcerie, quartieri popolari trasformati in bazar islamici, piazze assediate dalle gang maranza. Le nostre città stanno diventando questo e sempre più spesso ci fanno sentire estranei in casa nostra. E l’effetto della «sostituzione». Quella sostituzione del tessuto urbano e sociale (già) avvenuta sotto i nostri occhi con la complicità delle amministrazioni Pd e grilline. Che hanno ammiccato alle comunità islamiche in cambio di pacchetti di voti sicuri, hanno allentato i vincoli sui centri di preghiera e lasciato proliferare quelli abusivi. Una volta aperte le porte, il processo non si arresta più: nuovi musulmani arrivano dove esiste un nucleo di riferimento, finendo per «espellere» dai rioni le famiglie disorganiche. Cioè noi. “
Ma quando succederà anche ai Terroni ? … Per ora ho sentito solo qualche polemica di Tiktok a Napoli _ Livello Culturale De Crescenzo … nel senso di Rita !_ sui Negozianti Pakistani di Souvenir che “tolgono Napoletanità a Napoli come Patrimonio Culturtale Immateriale UNESCO” .
@ Martinez
“grazie alle giunte rosse”
Non sapevo che le giunte locali fossero responsabili dell’ordine pubblico. Questure e prefetture non dipendono dal governo nazionale?
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Non sapevo che le giunte locali fossero responsabili dell’ordine pubblico. Questure e prefetture non dipendono dal governo nazionale?”
non per difendere la Sorbi, ma lì non parla di ordine pubblico, bensì di permessi per negozi ecc. Ovviamente non suggerisce alternative (che so, il Pornoshop gestito da italiani purosangue invece del kebabaro).
@ Martinez
“permessi”
Invece sì.
Già è illegale condizionare la concessione di un permesso all’ernia del richiedente. Ma anche chi li fa, dice di farlo per tutelare l’ordine pubblico. E la tutela dell’ordine pubblico è responsabilità delle Forze dell’Ordine agli ordini del Governo, mica delle giunte.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Già è illegale condizionare la concessione di un permesso all’etnia del richiedente.”
Non è illegale per un Comune condizionare la concessione di un permesso alla somministrazione o non somministrazione; o all’utilizzo di cartelli di un certo tipo; o mille altri cavilli del genere, che si applicano e si disapplicano a Firenze. Ad esempio i nostri amici chiedono che il Comune applichi il previo consenso del condominio all’apertura di un dehors davanti al palazzo dove risiedono: il Comune ovviamente non lo fa, ma potrebbe farlo.
Non si fa per tutelare “l’ordine pubblico”, ma per tutelare “il decoro urbano”. E sono cose che un Comune può fare.
Poi non può fare certo molto se un gruppo di teppisti si mette in piazza a scippare i passanti, e lì sono d’accordo con te: ma il trucco della signora Sorbi consiste proprio nel mescolare i kebabbari e i maranza.
“Maria Sorbi”
E’ un interessante esempio di carro davanti ai buoi o fischi per fiaschi o qualcosa del genere…
Cioè la Grande Distribuzione Organizzata distrugge il tessuto dei negozietti; il Turismo Industriale caccia i residenti; il traffico rende impossibile la comunicazione tra i cittadini; la speculazione immobiliare ruba i luoghi di comunità.
Aprono dei negozietti di nicchia, tipo appunto il kebabbaro, che ancora il kebab caldo al supermercato evidentemente non è considerato redditizio. Al posto del lavoro da “ceto medio” (magari modesto) ci sono i rider, che sono di solito stranieri perché uno, sono più disperati degli altri; e due perché sono molto più indifesi di fronte allo sfruttamento.
Poi è bella l’idea delle giunte piddine e grilline che si brucerebbero i voti degli elettori italiani, per poter avere il pacchetto sicuro dei (non) voti dei (non) elettori stranieri.
Nel mio quartiere ci sono parecchie attività commeLciali 🙂 Cinesi … quando riesco a riconoscere un hanzi in prodotti o insegne mi sento un genio. 😀
Una volta mi è capitato in un Ristorante Cinese un abbastanza nutrito gruppetto di Maranza età presunta 13-17 che faceva casino in Arabo, volevano prendere “a self-service” i biscotti della fortuna (che in realtà sono una trovata Giapponese, uno dei rari casi di “scopiazzatura” in senso inverso … ) … ebbene :
arriva una “Cinesina” di 1,50 scarso e minuta MA incazzatissima che inizia a “cinguettare” :-), con una L stereotipata e una sintassi su base Cinese, che “Cinese no col-leone [sic] come Italiano , se voi compoLtaLe male dopo voi pentiLe” … subito dopo arrivano i “Riders” del ristorante , tutti Pakistani ben piazzati, che intimano in Italiano ai Maranza di stare calmi. I Maranza abbozzano: “Ma dài, Fratello …” in Italiano … i Pakistani replicano sempre in Italiano a muso duro: “… Fratello un cazzo, voi rovinate la reputazione della Comunità Islamica !”
… Poi ci chiediamo come faccia la Cina a tenere unite le etnie che la compongono. 😉
… Mai più casini, che io sappia.
Per Moi
“… Mai più casini, che io sappia.”
Fantastico!
Fantastici 4!
😉
I Maranza sembravano usciti dai video di Tiktok: cappellino con disegno pseudoscozzese, tuta da “barcallini” [sic … quella che i Sardi chiamerebbero “Canadese” … ] marsupio e/o borsello a tracolla, scarpe simil-basket con camera d’aria nella suola …
A volte qualcuno scrive Barcallino con il 9 , “bar9allino” …
Chiedendo alla AI, sapendo dell’ esistenza del cosiddetto “Franco-Arabo” …
AI OVERVIEW
Nel sistema Franco-Arabo (o Arabizi), il numero 9 viene usato per rappresentare la lettera araba ق (qāf), una consonante che ha un suono simile a una “q” gutturale, simile alla ‘q’ in italiano “qualcosa” ma più indietro nella gola, mentre altri numeri come 2 (per il suono di ء), 3 (per ع), 7 (per ح) e 5 (per خ) sono comuni per altri suoni difficili.
Come funziona il Franco-Arabo:
Scopo: È un modo per scrivere l’arabo usando la tastiera QWERTY (latina), utile per chat e messaggi veloci, soprattutto per dialetti parlati.
Numeri: I numeri non sono casuali, ma sostituiscono lettere arabe che non hanno un equivalente diretto nell’alfabeto latino o che hanno suoni difficili da digitare.
Mi pare di capire cercandolo che “barqal” significhi più o meno “fanfarone / gradasso” … che è poi ciò che provano a fare. BOH …
Per Moi
““Franco-Arabo”
Simpatico, non conoscevo!
https://fr.wikipedia.org/wiki/Alphabet_de_tchat_arabe
Alphabet de tchat arabe
https://scenarieconomici.it/dalle-clio-ai-droni-kamikaze-renault-entra-nelleconomia-di-guerra-e-punta-alla-massa/
Dopo la Germania, anche la Francia si converte all’economia di guerra.
Droni.
E infatti si è visto che con una manciata di droni l’Ucraina è riuscita a scassare un sofisticatissimo sistema missilistico russo S-500, in Crimea.
Oserei dire che questi droni hanno un che di inquietante.
https://redrone.it/droni-per-sorveglianza/
Tipo i droni per sorveglianza….
https://italy.news-pravda.com/russia/2026/01/21/362285.html
Se gli Usa escono dalla Nato.
È chiaro che l’Europa non è in grado di reggere il confronto con la Russia.
Sempre che alla Russia interessi di farsi carico pure dell’Europa, dopo la “sfaticata” in Ucraina
Non credo.
Che la Pravada faccia ridere è cosa nota da decine di anni.
Ma questa “analisi” militare sembra venire direttamente da un fumetto satirico. Vi consiglio la parte sulle forze aeree – impagabile.
L’unico segmento militare in cui la Russia ha un vantaggio sull’Europa è la disponibilità a combattere.
Che immagino sia decisivo.
Ma pensi veramente che tra Giuseppe Masala giornalista e un tal Francesco, io prenda sul serio il secondo, perché lo dice lui?
Comunque nel caso Francesco avesse ragione, l’Europa, così superiore sul piano militare, non avrebbe nulla da temere dalla Russia. E tutta questa corsa agli armamenti risulterebbe superflua, per non dire che sottrae risorse da altri settori più necessari.
Che, so, il medico condotto, che non c’è più.
Io poi, in questo preciso frangente storico, investirei in Rubli.
😋
Non conosco il signor Masala, so però da chi è pagato. E so cosa pensare di chi accetti di lavorare per la Pravda.
Inoltre, essendo appassionato di faccende militari da una quarantina d’anni, qualcosa ho imparato.
Per esempio, che l’aviazione russa praticamente non sta operando in Ucraina, al massimo lancia missili da centinaia di kilometri dietro le linee.
E Masala sostiene che è “più pronta al combattimento” di quelle europee.
Ecco, devo dirti che è palesemente una bugia?
Saluti
@ mondo parallelo
“non avrebbe nulla”
Hai colto il punto essenziale.
Prima ci dicono che la Russia è allo stremo, che sta finendo i missili, che cannibalizza le lavatrici per ottenere i circuiti da mettere sui droni. (E a chi ne dubita giù accuse di ‘putiniano’, ‘quanti rubli ti pagano’ e simili).
Poi ci dicono che la Russia è lì lì per invadere l’Europa. (E a chi ne dubita giù accuse di ‘putiniano’, ‘quanti rubli ti pagano’ e simili).
Allora delle due l’una:
o la Russia è davvero così fragile da cannibalizzare le lavatrici, e allora il riarmo è inutile.
o la Russia è davvero così forte da minacciare seriamente l’Europa, e allora prima di spendere altri soldi per riarmarci vediamo un po’ una buona volta che fine stanno facendo tutte le centinaia di miliardi che in Europa stiamo GIA’ SPENDENDO ADESSO in armi (e che ammontano a una buona parte dell’intero PIL Russo).
Insomma, da fisico e da Genovese mi rifaccio alle parole scritte in tempi non sospetti da Toraldo di Francia: ‘i conti non sono certo tutto nella vita. Ma se non tornano i conti non torna nulla’.
Ciao!
Andrea Di Vita
Gli esperti che seguo io e che sostanzialmente girano intorno a “Analisi difesa” continuano a ribadire che l’Europa non ha munizioni per sostenere una guerra con la Russia per più di alcune settimane. Non è coordinata sul piano militare perché un esercito europeo vero e proprio non esiste. Sono eserciti nazionali.
In più per produrre armi occorrono risorse, e questo favorisce enormemente la Russia che tra l’altro non ha mai smantellato le sue vecchie fabbriche di armamenti di epoca sovietica.
La Russia è debole per quanto riguarda la flotta navale.
Ma l’idea che la Russia voglia invadere l’Europa, non viene presa neanche in considerazione.
@ mondo parallelo
“Analisi difesa”
Seguo le interviste del suo direttore – un simpatico Emiliano – sul blog “Il contesto” di Gabellini.
Il quale ricorda che noi per trovarci nella situazione in cui siamo spendiamo PIÙ della Russia.
Altro che riarmo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
la tua capacità di perdere tempo in finti ragionamenti è pari solo alla tua tenacia nell’escludere il fattore politico da una analisi militare … peccato che la guerra sia una parte della politica.
Non stupisce che tu arrivi sempre alle conclusioni che vuoi. mi stupisce che tu non muoia di noia e non abbia mai dubbi.
La Russia non ha nessuna intenzione di invadere l’Europa Occidentale: ha intenzione di fare delle proposte che non si possono rifiutare.
Ciao
PS non sono al 100% convinto che Putin non sia così fuori di testa da provarci, a dare una bella lezione agli europei sul campo, una volta chiuse le basi USA, ma mi pare veramente difficile. E pure inutile.
OTissimo:
Non sono un grande fan di Michele Serra, da dopo Cuore; ma questo mi sembra, in qualche modo, significativo :
“Svegliarsi e dare un’occhiata alle notizie di solito non è il massimo, per l’umore. Ma il mio risveglio domenicale è stato tra i più allegri degli ultimi anni per merito di Massimo Boldi (anziano comico del secolo scorso: per i più giovani, consultare Wikipedia) e della Fondazione Milano Cortina. Ringrazio entrambi dal profondo del cuore, per almeno tre o quattro minuti mi sono dimenticato dei dolori del mondo e ho pensato che vivere in questo paese dispensa, alla fin fine, da pensieri troppo gravosi. E per prima cosa, questa settimana, voglio rendervi partecipi di questo breve interludio di allegria.
La notizia forse già la sapete. Ma vale la pena riesaminarla in tutto il suo splendore. Massimo Boldi — comico ottantenne, con Umberto Smaila e Jerry Calà tra i grandi interpreti della spensieratezza un poco ebete, ma schietta, degli anni Ottanta, vanziniano e berlusconiano — era previsto, per ragioni inspiegabili, tra i tedofori delle Olimpiadi Invernali.
Purtroppo questa significativa pagina della lunga storia olimpica non potrà avere luogo. In una intervista al Fatto Quotidiano Boldi dichiara: «Non ho mai mosso un muscolo. Ma di alcune discipline sono un campione: la figa e gli aperitivi». La frase ha un suo spessore, diciamo, di documentazione storico-culturale: è molto anni Ottanta, sembra uscita da un film dei Vanzina o da una chiacchierata di Berlusconi con i giornalisti. Quasi tutti i comici, del resto, si sentono in obbligo di dire cose spiritose anche quando non sono scritturati: è un po’ la condanna del “ridi, pagliaccio!”.
Ma la Fondazione Milano Cortina la prende malissimo, e stila un pomposo comunicato nel quale annuncia che Boldi è sospeso dal suo ruolo di tedoforo perché le sue opinioni sono, testuale, «incompatibili con i valori olimpici e con i princìpi che guidano il lavoro del comitato organizzatore».
Dunque, da oggi è ufficiale: figa e aperitivi non solo non sono discipline olimpiche, ma sono proprio «incompatibili con i valori olimpici e con i princìpi eccetera eccetera». Dietro le quinte, possiamo anche immaginare lo sconforto di chi aveva scelto Boldi tra i tedofori: credeva fosse animato dai più fervidi sentimenti di fratellanza universale, cosmopolitismo, un decoubertiniano integerrimo quasi quanto i membri del CIO uno per uno, e invece guarda qui…
Brevissimo commento: in mezzo alla goliardia (Boldi) e alla retorica trombona (Fondazione) c’è tutto quello che manca a questo paese. O siamo troppo poco seri, o siamo seri in modo impettito e retorico. O ridanciani, anche quando sarebbe meglio di no, o lugubri, anche quando non è il caso. In mezzo, volendo e potendo, ci sarebbe la serietà quella normale. Ma sarebbe un discorso troppo serio da fare. Concedetemi e concedetevi una breve vacanza.
*****”
Interessante anche la parte successiva, sugli italiani vecchi e tristi contrapposti agli omaniti e marocchini giovani e allegri, ma sono cose che già si sanno.
Per PinoMamet
“OTissimo:”
Fantastico!
se posso esprimere la mia solita opinione da persona grigia e noiosa nel modo più pacato possibile…io non capisco come cazzo sia possibile che in un paese dove ci sono 14 milioni di persone tesserate ad una federazione sportiva, quei cazzoni della Fondazione Milano Cortina si siano sentiti in bisogno di chiedere di portare la fiamma olimpica ad un ottantenne che non ha nulla a che vedere con lo sport.
ci sarebbero state 14 milioni di persone che avrebbero desiderato essere al posto dell’ottantenne, che ne sarebbero state orgogliose, che lo avrebbero meritato di più, ma no, noi tiriamo giù dal divano il tizio per quale lo sport coincide con mescolare i cocktail e andare a figa
io da sportivo avrei pagato per portare la fiamma olimpica…
ma andate a cagare!
Concordo con Roberto.
Ma non ho mai visto un cinepanettone o film simili in vita mia, sono un italiano anomalo.
PS io da ex-sportivo non ho nessun interesse per le Olimpiadi di Milano-Cortina. Anzi un forte fastidio.
Beh non c’è bisogno di averli visti per capire che non c’entrano niente con le Olimpiadi…
al limite avrebbe avuto più senso utilizzare l’ex batterista Boldi per aprire qualche concerto…
ma con lo sport non c’entra veramente niente!!
Ma il punto non credo sia tanto questo, quanto che l’Italia è fatta per metà da tanti signori Giancarlo della Ruote della Fortuna
(“vinsero battaglie grazie alla loro… FIGA!” applausi, risate, gloria eterna su internet)
e per metà da persone che ti guardano malissimo se osi dire in classe che Leopardi scriveva le parolacce nelle lettere al fratello (senza neppure dire le parolacce) perché gli rovini il santino.
E spesso sono le stesse persone.
Poi c’è l’altro meraviglioso aspetto delle Istituzioni, che sono delle robe piene di austere Maiuscole dove ogni parola deve essere calibrata al centesimo di millimetro obbedendo al sacro italico principio di Pararsi Il Culo
(“nel rispetto della libertà di opinione ci riserviamo di dissociarsi dal linguaggio utilizzato… La Più Ferma Condanna per Ogni Forma Di… il Rispetto per i Nostri Valori…”)
Poi dopo aver condannato chi dice “figa” o fa il verso della scoreggia, sei libero di spartirti gli appalti, sbucaltare le montagne, sterminare specie in via di estinzione ecc.
ORAPM!
@ PinoMamet
“serio”
🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
Sì, l’avevo sentito … MaSS-Kolinità ToSSiKa
😁😆😅😄😀
MASSIMO BOLDI
[rif.]
@ tutti
È bello trovare uno che riassume così bene quello che penso sa molto tempo, fin nei dettagli. Tanto vale riportare direttamente lui.
A quel punto Titti fu colta da un leggero sospetto,: “Opsss, mi è semblato di vedere un gatto”. 🥸
fondo di oggi di Travaglio sul Fatto
‘Ci è voluto un anno di Trump perché le teste d’uovo dell’Ue scoprissero che gli interessi Usa – per usare un eufemismo – non coincidono più con i nostri. Ora magari, col tempo, capiranno che è così da una ventina d’anni. Non l’ha deciso Trump, che non è un corpo estraneo piovuto dal cielo a guastare il lungo idillio euroatlantista: è la quintessenza degli Usa, che hanno sempre fatto i loro porci comodi. Solo che prima i loro porci comodi coincidevano con i nostri: poi non più.
La Merkel l’aveva capito, infatti si scontrò più volte con Washington. Prima contro l’idea folle di Bush jr., Obama e Biden di inglobare l’Ucraina nella Nato per provocare Putin. E poi sulla cooperazione energetica con Mosca avviata da Schröder coi gasdotti Nord Stream, osteggiata da Usa, Polonia, Baltici e Ucraina post-golpe. Con lei, a condividere la fine dell’euroatlantismo, c’erano Sarkozy, Hollande e il primo Macron, che refertò la “morte cerebrale della Nato”. Bastava la voce intercettata di Victoria Nuland, inviata nel 2014 da Biden e Obama a destabilizzare Kiev, per sapere cosa pensavano a Washington: “Fuck Eu!” (l’Europa si fotta!). Bastavano le reprimende di Obama a noi “portoghesi della Nato” che non ci svenavamo abbastanza per il riarmo e all’Ue che comprava gas russo a buon mercato invece del Gnl Usa a prezzo quadruplo. Poi purtroppo l’ultima statista andò in pensione, l’Ue finì in mano agli attuali microcefali e la guerra deflagrò.
Pochi giorni prima, Biden annunciò la distruzione dei Nord Stream. E otto mesi dopo un commando ucraino la realizzò. Ma nemmeno allora i decerebrati europei capirono che la guerra era studiata a tavolino per spezzare l’asse euro-russo che stava creando una superpotenza industriale e commerciale molto insidiosa per gli Usa. I capponi europei si invitarono al banchetto e si tuffarono festosi nella pentola di Biden, partecipando voluttuosamente al proprio suicidio con centinaia di miliardi e vagonate di armi.
Quando tornò Trump e, senza volerlo, minacciò di farci un favore chiudendo la guerra con un compromesso, i più stupidi fra gli euronani – autoproclamatisi “volenterosi” – sabotarono i negoziati per prolungare il conflitto sine die. Ma a Trump risposero “sì buana” su tutti i dossier che convenivano a lui e danneggiavano noi: dazi al 15%, 600 miliardi di investimenti nell’industria Usa, 5% di Pil alla Nato, 800 miliardi di riarmo a debito (soprattutto con armi Usa), 700 miliardi di Gnl Usa e rinuncia eterna al gas russo. “Thank you, Daddy Donald”, scrisse Rutte, il più furbo della compagnia. Mancava solo una fettina di culo. Poi arrivò anche quella, a forma di Groenlandia. A quel punto Fantozzi venne colto da un leggero sospetto.’
Ciao!
Andrea Di Vita
È che credevano di vincere con le sanzioni e la “Ragioneria”. Ne erano proprio sicuri.
E tutto il resto è venuto dopo.
Perché i russi si erano preparati da anni a resistere a certe pressioni economiche e già le avevano sperimentate.
(Ecche’ me chiamo giocondo?)
E pure l’Ucraina era preparata a una eventuale guerra e aveva completamente fortificato le aree del Donbass in cui poi si è combattuto.
Mai una guerra fu più preparata da ambo le parti.
Infatti ha cambiato il mondo, direi.
@ mondo parallelo
“È che credevano di vincere con le sanzioni e la “Ragioneria”.”
OAMP!!
Esattamente.
Hanno dimenticato – o più probabilmente hanno fatto finta di dimenticare – una cosa sulla quale per pura combinazione mi capitò di dare un’interrogazione di Storia al liceo, mezzo secolo fa 🙁 :
NON ESISTONO AGGRESSIONI FERMATE CON LE SANZIONI
Le sanzioni economiche non hanno funzionato quando le applicò Napoleone contro l’Inghilterra col ‘blocco continentale’ né in senso contrario quando l’Inghilterra cercò di bloccare a Napoleone la rotta per le Antille. Non hanno funzionato contro il Vietnam quando invase la Cambogia di Pol Pot (e meno male). Non hanno funzionato contro Mussolini quando invase l’Abissinia. Non hanno funzionato contro Saddam Hussein quando invase il Kuwait.
In tutti i casi l’unico modo per fermare un’invasione è la GUERRA. Tutto il resto all’invasore fa il solletico.
Addirittura può succedere che fra due belligeranti i canali commerciali vengano tenuti aperti, perché un blocco commerciale arrecherebbe danno all’economia – e dunque allo sforzo bellico – dei contendenti. Ne parla Barbero nel suo monumentale trattato sulla battaglia di Lepanto, “La battaglia dei tre imperi”, quando dice che proprio nei giorni della battaglia c’erano mercanti Veneziani al lavoro a Costantinopoli e i loro colleghi Ottomani a Venezia.
Per ricordare questa cosa ovvia – in un’Italia che aderisce alle sanzioni talmente cretine da arrivare a vietare la vendita di fiori e di sanitari alla Russia (!) – ci si è sentiti dare del ‘putiniano’ per anni.
Ora il vento sembra stia cambiando, ma solo perché con Trump gli USA non soffiano più da Oltreoceano per alimentarlo.
Il servilismo di chi ha svenduto la nostra economia alla concorrenza pur di aiutare i golpisti che ci hanno fatto pure saltare i metanodotti è ancora integro.
“Ne erano proprio sicuri.
E tutto il resto è venuto dopo.”
Perfettamente.
E’ la stessa logica di Napoleone che credeva che con un affondo alla Russia i mujiki si sarebbero ribellati allo Zar, e ancora prima di Carlo XII che contava sull’aiuto Ucraino contro Pietro il Grande, e poi di Hitler quando diceva che bastava dare un calcio e tutta la baracca bolscevica sarebbe caduta di schianto.
E’ una variante dell’etnocentrismo: si presume che chi è diverso da noi sia per forza di cose inferiore, e che quindi o sia più debole militarmente o sia ansioso di diventare come noi. Se ripetutamente frustrata dalla realtà dei fatti, questa forma di presunzione diventa odio: nel nostro caso, russofobia.
Si continua per esempio a ripetere che i Russi continuano ad avanzare perché attuano la tattica suicida dell’onda umana, perché sono troppo selvaggi per curarsi delle vite dei loro soldati. Il fatto che nessun filmato, nemmeno quelli di fonte Ucraina, abbia mai mostrato alcuna onda umana (impossibile del resto, coi droni) viene bellamente ignorato. Ho sentito con le mie orecchie commentatori Polacchi che davano per scontato che le bombe cadute sulla centrale di Zaporizhzhia sono state lanciate dai Russi che non sanno puntare le proprie armi.
Ed e’ notevole che nella nostra ‘democratica’ Europa chi parla pubblicamente di ‘russofobia’ venga impunemente censurato, come capitato di recente più volte proprio a storici del calibro di D’Orsi e Barbero.
Pur di alimentare il disprezzo e al contempo la paura verso i Russi non ci si astiene nemmeno dal sostenere contemporaneamente due cose opposte: che i Russi sono un pericolo per noi tutti e che sono lì lì per fallire e finire le armi.
Orwell lo chiamava giustamente ‘bispensiero’.
Ciao!
Andrea Di Vita
tranne concorrenza e golpisti e un accenno di approvazione alla tesi della natura intrinsecamente inferiore dei russi, per cui a loro va bene Putin (non sapevo ti piacesse citare Churchill che parla male degli italiani)
sono d’accordo con te
Andrea,
ogni volta che leggo che c’è un essere umano che cita Travaglio in positivo la mia fiducia nell’umanità subisce un ulteriore tracollo.
🙁
@ Francesco
“tracollo”
Allora abìtuati a una lunga, lunghissima, precipitosa discesa.
Giù giù.
Ciao!
Andrea Di Vita
Tracollo
Diciamo che il Sistema per funzionare deve essere intrinsecamente ineguale.
Gli stessi cinesi, che sono riusciti a costituire una classe media, lo stanno facendo a spese di altri, tra cui gli europei.
La coperta, non solo è corta, ma per vincoli e scarsità, si restringe sempre di più.
Salvo miracoli.
Che poi l’IA sarebbe il miracolo, ma è piena di incognite a dir poco inquietanti.
Tuttavia è dove il Sistema è diretto.
A breve saremo pieni di robot.
Buona fortuna a tutti noi.
Gli alberi sono la soluzione permanente ideale ” per estendere l’agricoltura alle colline, ai luoghi scoscesi, ai luoghi rocciosi e alle terre con precipitazioni scarse “. Creano una resilienza e una sostenibilità che non potrebbero mai essere raggiunte senza di loro.
C’è chi sostiene che il miracolo sarebbero gli alberi.
Si, magari non proprio in ogni situazione, ma io, per me, sono d’accordissimo.
Che poi la “zia gallina” è una vera botanica sul campo.
Non racconta fandonie.
Ma prima mi sa che occorra un sostanzioso calo demografico.
https://www.resilience.org/stories/2026-01-22/permanent-agriculture-part-1-tree-crops/
@ mondo parallelo
“ineguale”
Nella stragrande maggioranza dei casi ci si adatta a una distribuzione di Pareto: l’80% delle risorse a disposizione del 20% della popolazione.
Fluttuazioni attorno a questa distribuzione sono tanto più improbabili quanto più sono grandi.
Il fatto che la distribuzione che alla fine fine ricorre sempre sia quella di Pareto – e non la più egualitaria curva a campana – suggerisce che il sistema risorse-popolazione sia aperto, non chiuso. Si mantiene cioè in uno stato stazionario più o meno stabile consumando risorse fornite dall’ambiente e producendo rifiuti. (Una sistema chiuso, privo di accesso alle risorse e di produzione di rifiuti, realizza l’uguaglianza perfetta: quella del cimitero).
È un po’ come quando il bambino sulla spiaggia accumula sabbia rovesciandone un filo dal secchiello: si forma una montagnola che aumenta di pendenza fino a raggiungere un valore limite che non cambia più. Se si continua a versare sabbia sul cocuzzolo della montagnola la sabbia rotolerà via dalla montagnola in quantità uguale a quella versata, ma la pendenza rimarrà costante. Se si butta sabbia non sul cocuzzolo ma lungo il pendio per un po’ non succede niente; poi però ci saranno frane, in successione imprevedibile, tanto più infrequenti quanto più grandi. Ad ogni frana, quantità più meno grandi di sabbia rotoleranno via.
Nella società, chi sta in cima, chi appartiene cioè al 20% privilegiato, “riceve la sabbia” (consuma risorse) ma nel farlo inevitabilmente fa consumare anche a chi sta più sotto (la sabbia rotola lungo il pendio) fino a che si producono rifiuti (la sabbia rotola via). Siccome la quantità di sabbia che si muove dall’alto in basso è la stessa ad ogni livello della montagnola ma il numero di granelli cresce andando dall’alto verso il basso, la quantità di sabbia che rotola via per ogni singolo granello è minore in basso che in alto: corrispondentemente, i livelli di consumi (la sabbia che arriva) e di produzione rifiuti (la sabbia che va via) pro capite sono più bassi per le fasce di reddito inferiore (alla base della montagnola) che per quelle di reddito superiore (in cima alla montagnola).
Che succede quando per qualche motivo le risorse diventano direttamente disponibili a che alle fasce di reddito più basse (la sabbia finisce in mezzo al pendio)?
Dato per scontato l’afflusso di risorse dall’esterno (il filo di sabbia che il bambino continua a fare scendere dall’alto) frane più o meno grandi ristabiliscono la situazione di partenza. Facendo ciò fanno perdere quantità più o meno grandi di granelli (distruggono più o meno ricchezza).
Le frane sono notoriamente imprevedibili; possiamo solo studiarne la statistica. A condizioni al contorno costanti (il nostro filo di sabbia) le perturbazioni (le frane) di una distribuzione di Pareto (la montagnola) hanno una probabilità che si distribuisce in una maniera ben nota, che dice quanto è probabile che si verifichi nella nostra montagnola di sabbia una frana che porti via un certo numero di granelli di sabbia. Dal punto di vista matematico questa legge è simile a quella che nei terremoti dice quanto è probabile osservare un terremoto di una data magnitudo.
Se i granelli di sabbia sono misura della ricchezza, allora portandoli via una frana distrugge parte della ricchezza nella nostra montagnola; questa perdita viene compensata da altra sabbia che arriva dall’ambiente, e il risultato finale è di riottenere Pareto.
Se per finire identifichiamo l’effetto di una frana – la distruzione di ricchezza – con l’effetto di una guerra – e di conseguenza identifichiamo le frane con le guerre – allora scopriamo che la distribuzione delle frane della nostra montagnola – delle perturbazioni della distribuzione di Pareto – è esattamente la distribuzione trovata da Richardson che dà la probabilità di una guerra al variare del numero delle sue vittime. Ammazzare qualcuno in guerra, in effetti, costa; e maggiori le distruzioni maggiore il numero di vittime.
Concludo: non solo il sistema per mantenersi stabile produce disuguaglianza, ma si mantiene stabile mediante la guerra.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pareto
Non lo metto in dubbio.
Ma dalla rivoluzione agricola in poi.
Invece mi risulta che le piccole comunità indigene, dove non esisteva la possibilità di accumulare un surplus, fossero sostanzialmente egualitarie.
Non per bontà, ma principalmente perché l’arraffone, essendo tutti i membri della piccola comunità, armati, finiva presto i suoi giorni.
Circa.
C’erano anche la difficoltà di conservare la carne (che per questo conveniva condividerla) e dinamiche legate al numero di componenti della tribù, che dovevano essere necessariamente pochi e quindi si controllavano strettamente l’uno con l’altro.
Da notare che mentre oggi si cerca la felicità nel denaro, ai tempi dei cacciatori raccoglitori si usavano senza troppi problemi i funghi allucinogeni.
🍄
Amanita buscaria.
Rospi velenosi.
Si facevano pozioni che non venivano bevute, perché altamente tossiche, ma assorbite attraverso le mucose.
Come avranno imparato a fare questa roba, non lo so.
Ma di allucinogeni non è mai morto nessuno, se non per dosi troppo elevate.
Toglievano ad esempio, la paura della morte.
Insomma, stavano benone.
Puffo giardiniere: “Si facevano pozioni che non venivano bevute, perché altamente tossiche, ma assorbite attraverso le mucose…”
fra precolombiani, con certe sostane enteogene pese, onde evitare d’affaticare il sistema digerente pensa che si usava anche la relativa e discreta piacevolezza del clistere per via rettale.
Il suppostone di Dimetiltriptamina (Anadenanthera peregrina) era da considerarsi sciccheria da siùri🥳
https://samorini.it/archeologia/americhe/clisteri-psicoattivi-precolombiani/
https://samorini.it/archeologia/americhe/clisteri-psicoattivi-precolombiani/
@ Puffo giardiniere
“piccole”
Hai detto bene: la parola chiave è “piccole”.
I risultati che ho elencato sopra – e che si trovano in letteratura – valgono nel cosiddetto ‘limite termodinamico’ ossia quando il numero di elementi del sistema (in questo caso i granellini di sabbia) è infinitamente grande.
Per sistemi piccoli è possibile appunto l’esatto contrario: una distribuzione a campana delle risorse, dove il numero di chi ha molto di più e il numero di chi ha molto di meno della media sono trascurabili rispetto a chi ha a disposizione risorse in quantità vicine alla media. L’equivalente statistico dell’uguaglianza, insomma.
La cosa interessante è quello che succede quando gruppi piccoli si interfacciano con quelli grandi.
Possono venirne eliminati e/o assorbiti.
Oppure possono coesistere con quelli grandi, se inquadrati in un ordine dove i più piccoli forniscono ai più grandi risorse.
Nel secondo caso esiste ancora una regola che descrive la più verosimile percentuale relativa di grandi e piccoli gruppi: è la legge di Zipf, parente stretta della distribuzione di Pareto. Per ogni gruppo grande c’è una pletora di gruppi più piccoli, ciascuno dei quali contorniato da gruppi a cora più piccoli, ecc. (E’ la stessa legge che regola la distribuzione delle parole nel linguaggio in funzione della loro lunghezza).
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
ma se questo fosse vero, donde potrebbe venire il socialismo?
è un sistema flessibile ma che torna sempre alla situazione di partenza, non suscettibile di cambiamenti
Ciao
il nazismo durò 12 anni
il fascismo 20
il bolscevismo 70
ho pazienza, non temere, so che alla fine la verità emerge e le merdacce sono svergognate
Dopo le sparate razzistelle del Marocco 🇲🇦 VS l’ Africa Sub Sahariana, tipo che il Nord Africa dovrebbe giocare in Europa talmente sono di livello superiore … ha vinto la Coppa Africa il Senegal 🇸🇳
Beh se parliamo di livelli l’Italia di adesso dove dovrebbe giocare, in Oceania?
@ tutti
Sante parole
Vi consiglio vivamente di leggere (tu no, Francesco, sarebbe inutile) questo editoriale di oggi di Marco Travaglio. Non aggiungo nulla perché è semplicemente perfetto:
‘UN PADRONE TIRA L’ALTRO
La cosiddetta Ue aveva appena realizzato, con una ventina d’anni di ritardo, che non è più il caso di prendere ordini dagli Usa, quando a Davos è piovuto tal Zelensky, presidente scaduto di un Paese fallito che non fa parte dell’Ue né della Nato. Che all’Ucraina non devono nulla, però la riempiono di miliardi e di armi l’una dal 2022 e l’altra dal 2014. Il signorino, dopo quattro anni di questue e diktat in giro per il mondo senza mai un grazie, ha impartito nuovi ordini ai leader del continente di mezzo miliardo di abitanti che lo tiene in vita artificialmente rovinando la propria economia e lasciandosi distruggere i gasdotti e rubare centinaia di milioni dal regime di Kiev senza fare un plissé.
Poi, appena incassato dall’Ue l’ennesimo assegno di 90 miliardi di “prestito” che mai restituirà, s’è lagnato perché voleva pure i 200 miliardi di asset russi, ma purtroppo “ha vinto Putin perché ha fermato l’Europa: ora dovete agire!”. In realtà Putin non ha fermato nulla: sono stati i governi europei più allarmati dall’illegalità della rapina, cioè dal rischio di dover pure rimborsare Mosca e mandare a catafascio i propri Paesi e il sistema Euro. Poi il mitomane ha spiegato all’Ue come deve comportarsi con Trump (“si illudono che cambi: non lo farà”), ma anche con Putin: “Trump in Venezuela ha arrestato Maduro che ora è in cella a New York. Ma Putin no”.
Quindi, siccome il pirata giallo-oro ha sequestrato il presidente di uno Stato sovrano, l’Ue dovrebbe organizzare un raid sul Cremlino, rapire Putin e rinchiuderlo nel carcere di Bruxelles o di Kiev per far contento lui. Che naturalmente sta “negoziando nella massima onestà per far finire la guerra”: vuole solo far rapire il nemico. Se no? Gli toccherà ripeterci che “l’Ue con Putin non ha volontà politica” (si è solo suicidata per sostituire il gas russo con quello Usa a prezzi quadrupli): “L’anno scorso qui a Davos ho concluso il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi. È passato un anno, nulla è cambiato e devo ripetere le stesse parole, come nel Giorno della marmotta”. Povera stella.
Infine ha annunciato che oggi ad Abu Dhabi inizierà il trilaterale Usa-Russia-Ucraina, ovviamente senza l’Ue. In un mondo normale qualcuno si sarebbe alzato per dirgliene quattro: “Ma come ti permetti? Noi, per quanto scalcagnate, siamo 27 democrazie. Non mettiamo fuorilegge i partiti di opposizione e non andiamo in giro a fare attentati e omicidi come si usa dalle tue parti. Alla nostra difesa badiamo noi senza bisogno dei tuoi consigli. Tu piuttosto ringrazia che esistiamo, sennò non avresti neppure la benzina per venire a Davos”. Ma non s’è alzato nessuno. È l’evoluzione della specie. Anziché da Trump, prendiamo ordini da Zelensky: sì buana.’
Ciao!
Andrea Di Vita
@Andrea
tutto l’Est della UE, inclusa buona parte della tua Polonia, sta con Zelens’kyj e non perchè lo ammiri (credo sia disprezzato, odiato, deriso) ma perchè odia e teme di più Putin….Trump incomincia veramente a stare sui cabasisi pure a me 😀 (che non sono anti-americano) ma, credimi, per un lettone tutto quel che fa Trump sono inezie, l’unico pensiero è rivolto a Putin, e solo a Putin….dunque Zelens’kyj, che Putin almeno lo combatte, là piace se non come come persona almeno per quanto rappresenta…..e qualora scontentiamo la “nuova UE”, salta pure l’Unione Europea….qui alcuni saranno contenti, ma sarebbe un salto nel buio, da evitare
unica soluzione logica sarebbe una veloce pace Russia-Ucraina in senso (abbastanza) filo-zelens’kiano, dunque una apparente “sconfitta” russa OGGI che non pregiudicherebbe il DOMANI….fatta la pace, riprenderemmo infatti velocemente i rapporti con la Russia, cercheremo di smarcarci dagli USA insieme ai russi (e ai cinesi) e magari daremmo il placet segreto a Putin per “continuare” in modo prudente l’opera che avrebbe dovuto interrompere con una “sconfitta” apparente per compiacerci…
Putin però mai accetterà…vorrà tutto, subito
Infatti il problema è l’Est. Quando abbiamo iniziato a ritrovarci in organizzazioni internazionali che includecano quel lembo particolarmente incivile del Barbaricum, allora siamo finiti nei guai.
e io che pensavo che almeno sul tema Putin fossero un pò più svegli di noi, ammaestrati dalla storia, dalla cronaca, dalla vicinanza!
metti “paese invaso” invece di “paese fallito” e come per magia tutto lo schifo di Travaglio appare in piena luce
io per questi dileggiatori delle vittime ho solo una totale ostilità e un disprezzo traboccante
PS in cambio Travaglio è così stupido che cita troppo Zelensky e gli fa fare una gran bella figura, senza rendersene conto.
Ricordati che non siamo tutti fascisti: il dittatorello in divisa che fa il gradasso e alterna tra ordini e avvertimenti mafioso, mentre chiagne e fotte, il tutto senza avere alle spalle una reale potenza corrispondente, per i più è ridicolo. Per altri è il Duce, l’invincibile condottiero che ci difende dal bolscevismo.
se stai parlando del presidente Zelensky, prima vai a fare in culo
poi risparmiati la fatica: Andrea ha tutta un’altra statura, nell’essere dalla parte di Putin
Francè, ma anche un po’ meno eh? 😉
Ricordati che il “presidente Zelensky” di cui con tanta foga rivendichi la clara, la entrañable transparencia, è comico russo che si è fatto eleggere con un programma anticorruzione, e poi si è scoperto che il suo partito era corrotto quanto e più degli altri;
e che ha eliminato con un tratto di penna, non uno, ma undici partiti ucraini.
nel frattempo il suo governo sta procedendo a forza di epurazioni.
Tutto giustificato dall’invasione da parte del kattivissimo Putin?
Osiamo dubitarne.
per il resto, sì, è un pittoresco attore in divisa che si fa notare per l’arroganza e l’ingratitudine.
tu dubitane pure ma sappi che è solo una scusa che usi con te stesso per la inconcepibile posizione “l’Ucraina è peggio della Russia”
chiedi a uno storico quanti paesi hanno resistito nelle condizioni dell’Ucraina di questi anni
arroganza e ingratitudine? ti ricordo che finora gli è stato dato appena il necessario per restare in piedi a prendere mazzate. fin dai tempi di Biden.
“inconcepibile”
beh, pare che la concepiamo in tanti invece…
😉
“chiedi a uno storico quanti paesi hanno resistito nelle condizioni dell’Ucraina di questi anni”
Cioè con 300 miliardi di dollari di aiuti, esperti NATO, copertura satellitare e coordinamento strategico NATO, possibilità di usare l’Europa intera come retroterra strategico?
In effetti non credo siano tanti i paesi ad aver goduto del sostegno di cui ha goduto l’Ucraina… 😉
” arroganza e ingratitudine?”
Sì, arroganza e ingratitudine.
Finora gli è stato dato tutto quello che ha chiesto, al limite con un po’ di ammuina ad usum giornalistorum.
Ah, ti faccio presente che la guerra del Vietnam è durata quanto?
dipende da quando la facciamo cominciare, ma voglio essere generoso con te e diciamo 10 anni.
e i vietnamiti hanno ricevuto solo qualche vecchio rottame URSS;
e hanno fatto il culo ai Tuoi Beneamati.
Pino
ma che cazzo scrivi? i nord vietnamiti hanno ricevuto tutto da sovietici e cinesi
e i SAM che abbattevano gli aerei USA erano manovrati da personale sovietico
No dai, capisco la nostalgia della gioventù ma i fatti sono una cosa seria.
Idem, purtroppo al contrario, per l’Ucraina.
Guarda, non voglio mettermi a discutere adesso della guerra in Vietnam, stiamo sul pezzo:
i fatti sono che l’Ucraina ha ricevuto e sta ricevendo un sostegno enorme e sostanzialmente inaudito, nella Storia.
Me ne frega qualcosa? No, ma non vedo perché negarlo.
Mi incuriosisce moltissimo un’altra cosa, invece.
Tu ritieni “inconcepibile” che qualcuno possa ritenere l’Ucraina peggiore della Russia.
Io ed altri abbiamo già elencato i motivi per cui la riteniamo tale.
Tu continui a rispondere che “la Russia ha invaso l’Ucraina”, che è vero ma è un altro argomento.
1) Pino, eppure è dimostrato, anche qui, che gli aiuti in armamenti ricevuti dall’Ucraina non sono affatto sta gran roba.
Non che cambierebbe tantissimo, ha bisogno di alleati, non di fornitori.
2) in Ucraina, fino all’invasione di Putin, si votava. In Russia non si vota dai tempi di Eltsin (ammesso che allora si sia votato). E non si può parlare in termini sgraditi a Putin senza rischiare la pelle. I giornali liberi non esistono proprio. Hai dimenticato altro?
davvero, scrivi solo per partito preso.
ciao
1- “dimostrato “? Diciamo enunciato da te, per partito preso 😉 alla faccia dei numeri che dimostrano il contrario
2-in Russia si vota, e l’Ucraina pre-invasione era tutt’altro che il paradiso della democrazia, ma un paese in balia di politici noti per la corruzione, che rilasciavano dichiarazione di un nazionalismo imbarazzante (o peggio) e che nessuno si sarebbe sognato di ammettere in Europa… senza Putin 😉
In Russia si può parlare ucraino. (E tataro, calmucco, ecc. ecc.)
In Ucraina non si può parlare russo (o ungherese, romeno ecc.).
Davvero, mi sembri parlare… per partito preso!
E non esiste solo l’Ucraina pre invasione.
Che era un paese già… discutibile quanto a democrazia, perlomeno quanto la Russia.
Esiste anche quella after invasione, nella quale non tutto è giustificabile con la foglia di fico dell’invasione medesima.
A te piace immaginare Zelenski come un piccolo Churchill, ma a parte che io non ammiro Churchill, e a parte che Zelenski è forse il meno peggio degli anti russi (i suoi si fanno notare per la sfrenata corruzione che avevano promesso di combattere, ma gli altri sono una cricca nazionalista e razzista)
a parte questo, non mi risulta che Churchill abbia organizzato attentati terrostici alla famiglia di Gentile o di D’Annunzio…
Ma insomma, io sono sicuro della tua buona fede: stai con l’Ucraina perchè pensi siano i “buoni”, per dirla semplice.
Ora, io da dove ti venga l’idea che Putin sia il cattivo della storia, lo vedo benissimo;
da dove ti venga la convinzione che i governi nazionalisti ucraini siano i “buoni”…. mah…
diciamo che sono gusti 😉 ma proprio non ce la faccio a concordare con te.
Vorrei eh? per stima verso di te e Roberto.
Ma proprio è più forte di me…
1) Pino, abbiamo passato in rassegna gli aiuti militari all’Ucraina voce per voce. E abbiamo visto che erano fondi di magazzino. Questo è un dato di fatto, che ti piace rimuovere.
Hanno ricevuto un pò di missili antiaerei moderni, peccato che la guerra dei droni li abbia resi per metà obsoleti e per metà “materiale di consumo a uso massiccio”.
D’altra parte, le richieste ucraine di colpi di artiglieria sono sempre state rimandate al mittente perchè non abbiamo più le fabbriche … e in 4 anni forse ne hanno aperta una.
2) in Russia si fa finta di votare. se non si riconosce questo fatto, allora possiamo dire che si vota pure in Persia e in Cina … che alla fine avesse ragione Berlusconi?
mai detto che l’Ucraina fosse il “paradiso della democrazia”, però quello che non capisco è la rilevanza di questo punto.
la corruzione fa schifo ma non mi pare dia diritto ai paesi vicini di invaderti.
3) in Russia si può parlare ceceno. Ti ricordi cosa è successo in Cecenia? perchè altrimenti mi stai prendendo per il culo.
4) prima della guerra di Putin in Ucraina (quella del 2014) si parlava russo tranquillamente.
5) come puoi parlare di “foglia di fico dell’invasione”?
c’è un elefante nella stanza e tu mi parli dei centrini ricamati sul tavolo.
almeno Andrea e Peucezio hanno l’onestà intellettuale di tifare per Putin e la sua proposta politica.
PS è falso che l’Ucraina sia autoritaria come la Russia. perchè lo ripeti?
“abbiamo passato in rassegna gli aiuti militari all’Ucraina voce per voce.”
Sì, tipo quattro anni fa!!
Per il resto, Francé, in Ucraina il russo è diventato impronunciabile prima dell’invasione di Putin…
Se la Russia è chiaramente uno Stato autoritario in cui si finge di votare, l’Ucraina pre invasione era uno Stato diviso in due fazioni che si sparavano addosso e con politici che invitavano alla violenza…
Non era il giardino della democrazia, e non mi pare una questione di centrini!
Pino
scusa ma sì, a fronte di una guerra di invasione, è esattamente una questione di centrini ricamati.
Pure la Polonia del 1939 era una chiavica di Stato autoritario ma questo non impedisce di dare un giudizio sulle invasioni tedesca e russa e sulla successiva occupazione russa (o sovietica).
davvero non capisco i tuoi argomenti.
io non ho mai detto che l’Ucraina fosse l’Atene di Pericle.
sia perchè è falso, sia perchè è irrilevante.
Ciao
“se stai parlando del presidente Zelensky”
Non doveva essere troppo campata per aria la descrizione, dato che nella figura del Duce ci hai intravisto subito il presidente Zelensky. Cioè l’eroe che, mentre l’Italia lo riempie di regali e inizia a farsi carico delle spese di manutenzione delle megabarche degli oligarchi russi solo per far piacere a Kiev, si permette di insultare Draghi colpevole di aver detto di non essere ancora riuscito a parlargli. Anche questo era necessario per restare in piedi, o semplicemente il capo cosacco, forte del sostegno dell’Impero che appare inscalfibile, si fa spavaldo? Perché poi quando l’Imperatore ha smesso di coccolarselo ha ripreso subito la faccetta da cane bastonato che ha ripreso il proprio posto.
Beh, poverino, va capito: aveva passato tutta la mattinata a giocare ai soldatini a favore di telecamere e fotografi, con tanto di elmetto e pose eroiche, non poteva mica perdere tempo a rispondere a un capo di Stato…
Incazzandosi con Draghi- che veniva solo a porgli comprensibile solidarietà, e bideniano appoggio- aveva mostra tutta la idee sensibilità del simulatore che si crede scoperto.
Ipersensibilità *
180 skyscrapers for Gaza: Trump’s son-in-law Kushner unveils ‘masterplan’ for enclave’s reconstruction
https://www.cnn.com/2026/01/22/middleeast/kushner-trump-postwar-plan-gaza-board-peace-davos-intl-latam
https://www.avvenire.it/mondo/cadaveri-e-macerie-in-mare-per-cancellare-lorrore-benvenuti-nella-nuova-gaza_103594
Cadaveri e macerie in mare per cancellare l’orrore: benvenuti nella nuova Gaza
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi
Ne resterebbero circa 1,6 milioni … la mossa che senso ha?
Ammesso che qualche mossa di Trump abbia senso.
https://www.avvenire.it/mondo/cadaveri-e-macerie-in-mare-per-cancellare-lorrore-benvenuti-nella-nuova-gaza_103594
Cadaveri e macerie in mare per cancellare l’orrore: benvenuti nella nuova Gaza
Il piano visionato da “Avvenire” prevede di inabissare i detriti per ottenere un nuovo litorale (il doppio di Rimini). Tra le rovine anche armi e corpi. E fondi per allontanare 400mila gazawi
https://scenarieconomici.it/la-cina-punta-alla-finanza-del-gas-pechino-pronta-a-lanciare-i-futures-sul-gnl-in-yuan/
https://youtu.be/oG_vnZb5Z9o?si=b2vph0cyli4flIZf
Avevo osato ben sperare per l’euro.
E invece mi sbagliavo di grosso.
Grandi manovre finanziarie della Cina.
Chi l’avrebbe mai detto…ma cosa sta diventando?
Circa a metà o un po’ prima del video di Volpi.
Manovre volte a spiazzare il dollaro e l’euro poi non ne parliamo, con l’Europa così succube di Trump.
E va beh! La Storia ci relega all’angolino.
Pazienza.
Cosa c’è da fare? Investire in titoli cinesi?
https://italy.news-pravda.com/italy/2026/01/24/363710.html
Massima tensione in Iran.
Qualsiasi aggressione, anche se limitata, darà il via a una guerra totale.
Scusa ma cosa intendi per “guerra totale”?
https://lesakerfrancophone.fr/la-reponse-silencieuse-mais-forte-de-la-chine-vis-a-vis-de-lenlevement-des-maduros-par-washington
E con questo il quadro sembrerebbe già ben delineato.
In seguito all’episodio del Venezuela, Cina e Usa sono venuti silenziosamente ai ferri corti.
La Cina ha inaugurato una inedita fase molto aggressiva sul trasporto marittimo e sulle intermediazioni finanziarie.
Sospensione temporanea di tutte le transazioni in dollari USA con aziende legate al settore della difesa statunitense.
La Cina si sta disconnettendo dalla tecnologia americana.
Cavolo. Sembrava una giornata come tutte le altre….una leggera pioggerellina….
https://youtu.be/K_QDm-Bg2xg?si=5IU2N8airlRw9c5J
E il Giappone?
😬🤒🤕
Aiuto…
Ben dai. Adesso è il momento della decrescita. Magari fosse stata un po’ più graduale…
Su tutto un grandissimo forse.
Non mi si prenda troppo alla lettera.
Io son del mondo parallelo.
La stessa Cina che ha piantato un casino per avere i chip di Nvidia?
e rubato le tecnologie stealth?
chiedo per un amico che ha un piccolo capitale da investire.
Disconnessione dal sistema SWIFT
Il culmine è arrivato il 5 gennaio, quando Pechino ha attivato la sua arma finanziaria: il China Cross-Border Interbank Payments System (CIPS), che ha annunciato l’espansione della sua capacità operativa per includere qualsiasi transazione globale che il sistema SWIFT, controllato da Washington, cercasse di bypassare. Ciò significa che la Cina ha fornito al mondo un’alternativa pienamente funzionale al sistema finanziario occidentale. La reazione è stata immediata e massiccia: entro le prime 48 ore dal suo lancio, sono state regolate transazioni per un valore di 89 miliardi di dollari. Le banche centrali di 34 paesi hanno aperto conti operativi in questo sistema cinese, a significare un’accelerazione della dedollarizzazione di una delle più importanti fonti di finanziamento degli Stati Uniti.
Il CIPS è un nuovo strumento potenzialmente molto potente nell’infrastruttura finanziaria dei BRICS che si sta sviluppando sotto i nostri occhi. Il fatto è che SWIFT si basa su una tecnologia obsoleta; ovvero, vecchia nel senso che non è digitale e non è altro che un obsoleto sistema di messaggistica chiuso, rilevante negli anni ’90 ma ora eclissato dall’era digitale.
Per chi tiene in considerazione anche la Pravda, l’oro prenderà il posto del dollaro.
Grande crisi finanziaria Usa, ma tutta interna, non verrà esportata nel resto del mondo.
Lo dice un broker americano.
Nel mondo parallelo si ascolta tutto ma si capisce poco.
1) questa è degna della Pravda … e della serie Mad Max. un ritorno all’oro è un ritorno al Seicento.
2) dove si firma? una crisi USA che NON travolge il resto del mondo? certo, se dice tuo cuggino sulla Pravda …
3) mi ricorda quello che racconta il generale Mini, su mass media di pari dignità intellettuale
Ciao!
Ritorno all’oro
https://scenarieconomici.it/tether-punta-alloro-e-alla-juventus-ardoino-sfida-le-banche-centrali-e-si-prepara-al-post-dollaro/
Così ti aggiorni anche sul calcio
L’oro diventerebbe un collaterale insieme a petrolio, gas, terreni, miniere….
Un ritorno all’antico con risorse varie in garanzia per proteggere l’investitore dall’inflazione.
A monte roba che non so e al momento nessuno sa di preciso, immagino.
Sono quasi commosso, è un’idea da saggio bottegaio degli anni 70. Prima della fine della convertibilità del dollaro in oro.
Peccato che quella convertibilità, come idea e come norma, fosse de facto abrogata da un paio di secoli.
Non sono certo un genio, nè un economista, nè uno storico.
Ma temo sia un’idea – ancorare la moneta a beni reali – molto ma molto stramorta.
Ciao
Ma dove li trovi questi incroci tra Mr. No e Cetto Laqualunque?
Pino, Andrea, e anche gli altri: se facessimo una gitarella a questo sito “alla James Bond” per meri fini economici personali?
Andrea e Paniscus usano la scienza per capire come entrare e uscire; Pino e Miguel procurano l’artiglieria, Roberto e io ci carichiamo l’oro in spalla …
Cosa ne dite?
PS poi però nessuno si fa intervistare da Bloomberg o da Striscia la Notizia!!!
Neanche Maniero ce la farebbe, mi sa.
Ma pare che da tempo non sia più lo stesso.
per questo non ti ho invitato, sei un disfattista!
😀
Questa è una notizia di un certo interesse.
1) hai notato che il successo del CIPS lo hai misurato in dollari?!
2) chi è il padrone del SWIFT? chi può sbatterti fuori?
3) idem per il CIPS …
4) in che senso SWIFT è una fonte di finanziamento degli USA?
5) ma l’Internet cinese gira sui cavi di chi? come funziona? e per il CIPS che deve girare per il mondo?
Ciao!
La rete swift è una rete internazionale che ha sede a Bruxelles.
È una cooperativa di società finanziarie di tutti i paesi, compresa Cina e paesi emergenti
È stata acquisita dagli Stati Uniti col pretesto della guerra globale contro il terrorismo per ottenere accesso ai dati sensibili che rendono conto della maggioranza delle transazioni nel mondo
Viene anche usata come arma finanziaria per rivalersi su paesi che non seguono gli interessi americani.
Quindi de facto è in mano al governo USA?
Uragano Harry su Sicilia, Calabria e Sardegna … purtroppo le reazioni sono molto all’ Italiana: fra chi evoca i ControKarma per i festeggiamenti delle Alluvioni al Nord, chi dice che non se ne parla (abbastanza) PERCHÉ NON è successo al Nord, chi incolpa ol Governo, chi sarcasticamrnte chiede se la priorità è ancora il Ponte …
… o i Poeti (… conil culo degli altri), che la Nike di Giardini di Naxos è più bella ora, Emblema Vittorioso della Natura sull’ Artificialità Umana !
https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3014877/la-nike-di-giardini-naxos-ha-sfidato-il-ciclone-il-simbolo-di-vittoria-resiste-e-primeggia-sui-social.html
Opere
La Nike di Giardini Naxos ha sfidato il ciclone: il simbolo di vittoria resiste e primeggia sui socialLa scultura in bronzo di Carmelo Mendola rappresenta anche il legame tra Sicilia e Grecia
@MIGUEL / TUTTI-E-Ə
I Sedici Secondi che hanno UFFICIALMENTE cambiato l’ Immagine degli Stati Uniti d’ America nel Mondo
https://youtube.com/shorts/iWl2HxAK1As?si=kOTWH8udCsgQOAWZ
Insisto a sperare (atto politico a quanto pare) che Trump non sia gli USA.
Ciao
Per Francesco
“Insisto a sperare (atto politico a quanto pare) che Trump non sia gli USA”
Infatti, esprime ciò che sono gli Usa in questo momento.
Una parte degli USA, non credi?
E in un momento di smarrimento spirituale e mentale.
Che spero non duri a lungo.
Preferivo quando al suo posto c’era JFK.
Ciao!
https://www.ilriformista.it/ddl-antisemitismo-i-riformisti-dem-tirano-dritto-la-linea-schlein-boccia-vacilla-il-nazareno-si-interroga-497662/
DDL Del Rio procede …
Tra un pò diventerà impossibile qualsiasi critica alle politiche israeliane, con la scusa dell’antisemitismo….
Beh, intanto è possibile qualsiasi forma di antisemitismo, con la scusa della critica alle politiche di Israele.
Brutto mondo.
Più che altro, le condizioni delle minoranze tendono a peggiorare drasticamente quando la maggioranza ottiene una “colpa” a loro carico. Però, per adesso, la cosa si traduce in odio on-line e non mi sembra che gli ebrei italiani stiano subendo atti discriminatori vagamente comparabili con quelli ai danni dei musulmani italiani, per cui non direi che sia possibile “qualsiasi forma di antisemitismo”.
atti discriminatori […] ai danni dei musulmani italiani
____________
… è una nuova Serie Netflix ?
Sono quelle cose che tu reputi giuste e sacrosante. Tipo quello che fa la Cisint.
Tranquillo: la discriminazione è una categoria giuridica, non morale, per cui sei libero di dire che per te è una cosa giusta.
Quando fai politica per la sicurezza esistono pregiudizio e statistica … a volte purtroppo la seconda conferma il primo.
Prato : 1/4 Cinesi = 0 Problemi … ma per il PD tutti i “Migranti” sono indistintamente uguali, tipo la proverbiale Notte dei Gatti Tutti Bigi.
@Moi: “cinesi zero problemi”
Se li risolvono da se’ come uno stato (reale e spontaneo) nello Stato (formale e fittizio).
Man mano che l’ingarbugliamento burocratico e fiscale diventera’ completamente paralizzante e distruggera’ tutti i produttori che cercano di seguirne le regole (i produttori, non i parassiti, ammesso e non concesso ne sia ancora rimasto qualcuno) il modello del nuovo feudalesimo della diaspora cinese diventera’ per forza dominante, perche’ restera’ l’unico in piedi e in efficienza. Ce ne sono gia’ diversi indizi.
Mirkhond,
“Tra un pò diventerà impossibile qualsiasi critica alle politiche israeliane, con la scusa dell’antisemitismo…”
Francesco,
“Beh, intanto è possibile qualsiasi forma di antisemitismo, con la scusa della critica alle politiche di Israele.”
Grassetti miei.
Il bello di Francesco è che il liberale è lui, il fascista sono io, ma è lui quello che preferisce che sia impossibile dire cose anziché che sia possibile.
@ Peucezio
“bello di Francesco”
E’ qualcosa descritto da Slavoj Zizek: il ‘liberalfascismo’. Portato alle sue logiche conseguenze, il darwinismo sociale predicato dal liberalismo coincide – nella sostanza se non nella forma – col fascismo: entrambi producono e giustificano una prevaricazione della maggioranza da parte di una conventicola di oligarchi.
https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222309163
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Francesco
“qualsiasi”
Col bel risultato che la parola ‘antisemita’ verrà inflazionata come lo è stata la parola ‘fascista’.
Il più bel regalo che si potesse fare agli antisemiti veri.
(E’ vero che molti Ebrei non sono sionisti e che molti sionisti non sono Ebrei. Ma è anche vero che almeno in Italia i rappresentanti delle comunità Ebraiche non si sono distinti nel rimarcare la differenza fra antisemitismo e antisionismo).
Ad esempio: e’ di ieri la notizia che l’IDF ha confermato la cifra di 71000 vittime a Gaza già fornita da Hamas in passato. (E’ una stima al ribasso, non tiene conto dei morti di fame). La conferma è da considerarsi autorevole, a meno di non includere anche l’IDF fra i fiancheggiatori di Hamas 😉
Se identifichiamo come ‘antisemita’ chiunque dubiti che quei 71000 fossero tutti ‘terroristi di Hamas’ facciamo un immenso favore a chi antisemita lo è davvero.
Ciao!
Andrea Di Vita
“e’ di ieri la notizia che l’IDF ha confermato”
Questo è affascinante…
in Israele, la notizia è stata data solo da HaAretz (e la leggo sul Jerusalem Post in inglese), gli altri media la hanno ignorata e mi pare che l’esercito israeliano la abbia smentita (ripeto, mi pare).
la notizia è stata invece ripresa con grande risalto nella stampa internazionale.
Nella forma in cui l’ho letta in inglese, IDF confermava di aver fatto entrare anchee 112.000 camion di aiuti, 1.700.000 tonnellate di cibo
(ma c’era estremo bisogno delle quattro scatolette di tonno della Flottiglia, tranquilli 😉 ) e 1.800.000 tende.
Questa parte della notizia non è stata ripresa da nessuno.
Pochissimo risalto anche per la parte in cui IDF sostiene (o sosterrebbe, se la notizia fosse falsa) che dei 71.000 morti, 22.000 sono stati identificati come combattenti.
Anche ignorata la parte in cui IDF sostiene (o sosterrebbe) che nessuno a Gaza è morto di fame, che invece in molti siti diventa “IDF sostiene… più di 70.000 morti senza contare le morti per denutrizione”
Ora io non so se la notizia sia vera o falsa; l’abbondanza di numeri citati fa propendere per una notizia diffusa da qualche fonte, ma insomma, so’ boni tutti a mettece ‘na scritta, e i giornalisti di HaAretz possono essere stati altrettanto… creativi dei giornalisti europei che riportano la notizia come e quanto gli pare.
Forse l’esercito ha davvero diffuso certi numeri (pare a una conferenza stampa per giornalisti “embedded”, mi dicono da Israele) e poi ha smentito visto l’uso che se ne faceva.
Mi colpisce invece, appunto, il modo in cui la notizia possa essere, diciamo eufemisticamente, letta e riportata all’estero.
In altri paesi europei, forse, in Italia non credo proprio: l’unico potere degli ebrei italiani è sempre stato solo la possibilità di usare l’Olocausto “difensivamente”, cioè come scudo contro discriminazioni dirette. Quello che fa Israele, privandoli di quell’arma puramente morale, ne precarizza la posizione, mica la rafforza.
Vedi il piazzale della Risiera di San Sabba vuoto (tolto qualche politico e qualche esponente della comunità ebraica e delle associazioni partigiane e dei deportati) qualche giorno fa. E vedi che il dibattito pubblico per la ricorrenza sembrava incentrato sul Medio Oriente.
Per MT
“Quello che fa Israele, privandoli di quell’arma puramente morale, ne precarizza la posizione, mica la rafforza.”
Non saprei: è “anche” vero quello che dici, ma è “anche” vero che le persone normali:
1) dicono tutte di preferire l’etica all’interesse
2) nei fatti, preferiscono non essere nemiche di una potenza nucleare in grado di sterminare i propri avversari con un clic come in Libano, di radere al suolo città intere con dentro decine di migliaia di bambini, di gestire strumenti informatici in grado di sorvegliare chiunque al mondo, di far cambiare le leggi in tanti paesi nel mondo in cui la critica a tale potenza nucleare diventa reato… e siccome quella potenza nucleare viene associata a “gli ebrei”, beh, meglio non litigare con la mite vicina di casa ecologista e pacifista dal cognome ebraico.
Certo, ma… che gliene fregherebbe a Israele se gli ebrei italiani stessero male? L’emigrazione ebraica serve a Israele: il paese si fonda su quello.
Se devo giudicare dai commenti di internet ecc. insomma, dalle reazioni delle persone comuni, do ragione a Mauricius.
Direi anzi che si è aperto un argine: “finalmente ” si può dire agli ebrei che hanno rotto le palle con il Giorno della Memoria e che (come mi è stato “gentilmente ” gridato il 25 Aprile) “non sono (più) vittime”.
Se devo giudicare dagli Stati, ha ragione Miguel: nessun paese vuole mettersi contro il cocco degli Stati Uniti, all’avanguardia nei sistemi di sorveglianza/intelligence e importante partner economico.
Per Pino Mamet
“Se devo giudicare dai commenti di internet ecc. insomma, dalle reazioni delle persone comuni, do ragione a Mauricius.”
Ma sono d’accordo anche su questo.
Il problema sta ovviamente nella confusione voluta tra “Israele”, cioè stato mediorientale; ed “ebreo”, cioè tizio italiano che in casa ha la menorà del nonno.
Israele ci guadagna due volte: fino al 2023 con l’associazione con il giorno della memoria e dintorni. Questa associazione rimane con il potere politico (pensiamo in particolare alla Germania e al Regno Unito), ma cala molto nell’opinione pubblica con Gaza. Questa opinione pubblica a cui è sempre stata inculcata l’equazione “Israele=ebrei” si sfoga quindi spesso contro gli “ebrei”.
Ma con Gaza, Israele ci guadagna immensamente come superpotenza minacciosa e quindi intoccabile; ci guadagna dal fatto che gli “ebrei” che magari non sono tifosi dello stato mediorientale si sentono aggrediti e quindi sostengono ancora di più Israele, o addirittura vi emigrano.
Il punto fondamentale comunque è che Israele non ha motivo per nascondere ciò che ha fatto a Gaza: e infatti le prime spaventose immagini della città rasa al suolo venivano dai droni dell’esercito israeliano. E quindi non ha problemi a pubblicare anche queste cifre.
BOLOGNA
“Togliete quella bandiera della Palestina in platea”, ma il gestore del locale si rifiuta. Salta il concerto. Scoppia il caos sulla band Earth di Dylan Carlson
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/togliete-quella-bandiera-della-palestina-in-platea-ma-il-gestore-del-locale-si-rifiuta-salta-il-concerto-scoppia-il-caos-sulla-band-earth-di-dylan-carlson/8272918/
@PEUCEZIO
Non so se hai visto il film Elena del Ghetto …. ho avuto l’ impressione di una ricostruzione filologica di un Romanesco oggi Arcaico, con tratti lievemente Napoletaneggianti.
Non ho presente il film, ma in effetti il giudaico-romanesco è un dialetto romano con tratti arcaizzanti, per questo più vicino ai dialetti meridionali
(il romanesco mi pare si sia “toscanizzato” progressivamente a partire dal Cinquecento, soprattutto per influenza delle varie corti papali)
https://www.shalom.it/cultura/elena-di-porto-l-eroina-antifascista-e-ribelle-la-matta-di-piazza-giudia-raccontata-in-un-nuovo-libro-b1123241/
Quella di Elena Di Porto è una storia vera … purtroppo per Effetto Netanyahu, però, la popolarità dei film sulla Shoah non è mai stata così bassa.
Mostra anche una cosa che non di rado sorprende il pubblico:
l’ esistenza anche degli Ebrei poveri, che svolgono lavori umili …
Pino,
“(il romanesco mi pare si sia “toscanizzato” progressivamente a partire dal Cinquecento, soprattutto per influenza delle varie corti papali)”
Già dal Quattrocento.
ai tempi di Cola di Rienzo (1354) il romanesco era ancora “puro”….
ai tempi di Stefano Infessura (seconda metà del XV secolo) era già abbastanza toscanizzato…
tutto porta a credere che la toscanizzazione sia posteriore al 1378 (ritorno dei Papi a Roma) e si accentui dal 1417 (fine del grande scisma d’Occidente)
Il che è compatibile con la massiccia immigrazione che sarebbe avvenuta quando Roma è tornata ad essere “capitale”, cioè luogo dove si trova una corte, con relativa cancelleria e tutto il resto.
@ ROBERTO
PALANTIR & ICE
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/togliete-quella-bandiera-della-palestina-in-platea-ma-il-gestore-del-locale-si-rifiuta-salta-il-concerto-scoppia-il-caos-sulla-band-earth-di-dylan-carlson/8272918/
https://www.americanimmigrationcouncil.org/blog/ice-immigrationos-palantir-ai-track-immigrants/
OARDON …
Nuova Parola d’Ordine NeoBorbonica / Wannabe AraboSicula (che un po’ di “ruggine” tra loro cmq già ce l’hanno …) :
“Al Sud / in Sicilia NON parliamo sbagliato … ma carico di secoli, millenni, di Storia e Cultura) ”
Lasciando intendere che “Sopra” avremmo una Storia più recente di quella delle Basi in Antartide 🙂 😀 … poi è gente mai uscita dal paesello o dal quartiere, zero curiosità genuina per cosa vi sia davvero oltre.
“Io sono orgoglio di avere per concittadino Giordano Bruno !”
… poi segue assiduamente Rita De Crescenzo, Frenzola Queen ! 😱
https://youtu.be/KjwMcFsMkKA?si=Ibh7oB2Xiloe_me9
A-ah! Accordo non dichiarato Usa Giappone in stile Plaza.
Denota una certa crisi economica sottostante.
Ci sono oro, argento e rame. C’è il “debasement” che sarà interessante studiare. Io non ne so niente.
🤓👆
Sul dottor rame
https://scenarieconomici.it/il-dottor-rame-si-mette-il-camice-prezzi-record-tra-svalutazione-del-dollaro-e-fame-di-ia/
davvero linki un video che rivela il patto “segreto” tra Giappone e USA?
ma sei Wanna Marchi in semilibertà? domani Elvis è vivo e i segreti dell’Area 51!
Non rivela. Suggerisce che potrebbe esserci anche se non dichiarato.
Tipo se vedi il fumo allora qualcosa brucia.
Un po’ di anticipo ci vuole. Altrimenti siamo all’automa meccanico.
E poi io vado avanti per la mia strada, nonostante il tuo “allusionismo” senza niente dentro.
👉
Riempire il vuoto di contenuti, please.
Dettagli e controdettagli.
Altrimenti la Vanna Marchi rischi di essere tu
Sicuramente per i toni gridati.
I toni gridati mi servono a svegliare il pubblico, che altrimenti si fa rifilare le più incredibile panzane come se fossero tesi credibili.
🙂
Riempire il vuoto NON va bene, in assenza di contenuti. C’era un romanzo di Tom Clancy in cui il Presidente ordinava di bombardare Teheran con la Bomba, come rappresaglia per la distruzione di Denver. Non aveva la certezza che fossero stati loro ma pensava di dover riempire il vuoto.
L’eroe lo fermava in tempo, forse lo faceva addirittura arrestare, non ricordo bene.
Ciao
https://youtu.be/LOEMyIRpvhA?si=GGknOKk03RR2t3TN
Debasement.
Dal minuto 41.
Collaterali vari.
Basta
come sapete, di solito non tifo Israele, ma questa volta sì, per la correttezza.
ttps://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/israele-conferma-i-numeri-di-hamas-71-000-uccisi-dai-soli-attacchi-diretti-il-bilancio-reale-puo-arrivare-a-600-mila/8273505/
Israele conferma i numeri di Hamas: 71.000 uccisi dai soli attacchi diretti. Il bilancio reale può arrivare a 600 mila
Il ministero della Difesa israeliano ha formalmente riconosciuto come parametro di riferimento le statistiche fornite dal ministero della Salute di Gaza (controllato da Hamas), indicando che circa 71.700 palestinesi sono stati uccisi dalle operazioni militari dal 7 ottobre 2023. E’ quanto riporta il quotidiano israeliano Haaretz. Un riconoscimento che rappresenta un drastico cambiamento di rotta per le autorità di Israele, che per tutta la durata del conflitto hanno descritto i dati provenienti dalla Striscia come mera propaganda di guerra, nonostante le agenzie delle Nazioni Unite e numerosi esperti di salute pubblica avessero dichiarato che i sistemi di registrazione dei dati a Gaza fossero storicamente robusti e credibili, e che nel corso del conflitto i dati fossero stati esaminati da governi, organizzazioni internazionali, media e ricercatori. Secondo fonti militari, però, la cifra terrebbe conto delle sole vittime di attacchi militari diretti, lasciando fuori i dispersi, molti probabilmente ancora sotto le macerie, i morti per fame, freddo, malattie e per la distruzione dell’intero sistema sanitario.
La linea tenuta dai funzionari israeliani per oltre due anni è stata quella dello scetticismo verso qualsiasi cifra prodotta sotto il governo di Hamas. Secondo la posizione ufficiale di Tel Aviv, i dati erano da considerarsi manipolati e privi di valore oggettivo poiché a Gaza la Sanità risponde direttamente all’organizzazione militante che controlla l’enclave dal 2007. Uno dei punti cardine dell’argomentazione israeliana riguardava l’incapacità, o la volontà politica, del ministero della Salute di non distinguere tra civili e combattenti all’interno dei suoi registri ufficiali. Poiché i membri delle milizie non indossano uniformi formali né portano documenti di identificazione separati sul campo di battaglia, Israele ha a lungo sostenuto che i numeri totali fossero sospetti e non potessero servire a valutare in modo imparziale l’impatto reale sulla popolazione. In diverse occasioni, infatti l’esercito (IDF) ha ribadito che Hamas operasse deliberatamente in zone popolose e utilizzasse strutture protette come scuole e ospedali come scudi umani, complicando ulteriormente l’accertamento indipendente delle vittime. L’arrivo del riconoscimento comporta dunque una revisione della portata del conflitto. Oltre le vittime di attacchi militari diretti, poi, resta da fare il bilancio di tutta la devastazione seguita all’offensiva israeliana, comprese le morti legate alla malnutrizione o al collasso totale delle infrastrutture civili.
Al momento le forze armate israeliane sono impegnate nell’analisi dei database palestinesi, che identificano oltre il 90% delle vittime con nome e numero di documento, nel tentativo di determinare quanti tra i caduti fossero effettivamente combattenti. Analisi che si inserisce in un contesto legale internazionale estremamente teso, con lo Stato di Israele che affronta accuse di crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio presso le corti internazionali e lo stesso primo ministro Benjamin Netanyahu sotto processo per queste accuse. La proporzione di civili uccisi è un elemento decisivo per i giudici: lo scorso settembre, il capo di stato maggiore Herzi Halevi ha dichiarato trionfalmente che “oltre il 10% della popolazione di Gaza è stata uccisa o ferita”, che significa 230.000 vittime. “Questa non è una guerra soft, abbiamo tolto i guanti fin dal primo minuto”, disse in quell’occasione. Ma alla luce della devastazione e della crisi umanitaria seguite all’offensiva israeliana, studi indipendenti pubblicati su riviste scientifiche come The Lancet e basati sul confronto con conflitti precedenti, rapporti verificati e metodologia epidemiologica, hanno suggerito cifre più elevate, tra i 300 mila e i 600 mila morti. I 71 mila riconosciuti ora da Israele sarebbero dunque la stima più prudente di un sistema di rilevamento anch’esso disintegrato dall’offensiva.
@ Martinez
“71 mila”
Gli storici di oggi possono solo invidiare i loro colleghi del futuro. I primi non hanno nessuna dichiarazione di Himmler sulle stime del numero delle vittime della Shoah, né alcuna valutazione da parte di Enver Pascià sul numero degli Armeni assassinati.
Ciao!
Andrea Di Vita
https://scenarieconomici.it/metalli-preziosi-in-caduta-libera-leffetto-warsh-spiazza-i-mercati-e-sgonfia-la-bolla/
Ancora ieri c’era chi prevedeva salite stellari per oro e argento.
Avevo messo il link (colpevolmente).
Oggi vien fuori che era una bolla e si è sgonfiata.
O forse è stata una semplice correzione che non cambia il trend generale
Priorità per gli Usa il sostegno del dollaro.
Se ne deduce, forse, che la reindustrializzazione americana non ci sarà.
Boh.
Cose troppo complicate. Si capiranno forse, col tempo.
Intanto Trump viene incastrato con lo scandalo Epstein.
Cose troppo complicate
Aggiungerei anche la geopolitica.
Più ci si arrovella per capire e più sorge il sospetto che nelle alte sfere i giochi vengano
fatti sulla base di interessi di bottega a breve termine. (Qualli che svelano i grandi piani, si illudono di trovare una logica sottostante). Poi ciò che verrà fuori a livello globale non lo sa nessuno.
Al limite se le cose si mettono male, pensano di metterci una pezza.
Ma in questo mega casino mondiale che si è creato può darsi che il metodo “della pezza” non risulti adeguato.
Ci vorrebbe una sana e consapevole decrescita.
Per quelli che dicono, “eh, ma ogni rivoluzione tecnologica implica la fine di vecchi mestieri e la nascita di nuovi”…
Amazon, dopo aver annientato il mestiere di bottegaio in tutto il mondo, passa alla prossima tappa. Negli Stati Uniti, licenziano di colpo 16.000 lavoratori che facevano un mestiere che fino a pochi anni fa non esisteva nemmeno:
https://www.cnbc.com/2026/01/28/amazon-layoffs-anti-bureaucracy-ai.html
Interessante l’esperienza di questo lavoratore Amazon licenziato – non un facchino qualunque, anzi un esperto di IA che era troppo bravo nel rendere efficienti i meccanismi per cui non si ha bisogno di lavoratori umani:
https://offthefrontpage.com/in-the-u-s-right-now-experience-isnt-valued-its-punished/
Si sa…
Arriva il DDL AntiMaranza?
[Sic]
https://roma.corriere.it/notizie/politica/26_gennaio_14/pacchetto-sicurezza-dai-rimpatri-alle-norme-anti-maranza-novita-e-strette-in-un-decreto-e-un-ddl-52edd702-5fc8-4594-9011-5d7ca08c8xlk.shtml
DDL maranza.
Purché sia efficace.
Qui dalle mie parti sono veramente tanti e tutti uguali.
Adesso poi, più se ne parla, più si sentono in qualche modo sulla cresta dell’onda.
A mio parere è gente che dovrebbe essere messa a lavorare.
Ma c’è lavoro per i maranza?
Non lo so.
C’è gente che vorrebbe metodi USA 🇺🇸 da ICE, con licenza di abbattere 🔫 Maranza sul posto 🧊 … soprattutto a Milano.
Bambino lasciato nella neve dal bus, l’autista: «Chiedo scusa, gli avrei pagato io il biglietto. L’azienda non ci ha detto niente sui minorenni»
Salvatore Russotto [non mi pare un nominativo del Nord… visto cbe che tanti Meridionali sui Social si sono affrettati a dire che solo un Polentone può fare una cosa simile] era alla guida del pullman che avrebbe dovuto riportare il piccolo Riccardo a casa lo scorso lunedì
6 km di strada innevata … passata da da 2,5 a 10 € per le Olimpiadi Invernali
L’ autista è originario di Agrigento … cmq ci sono anche i Solidali di Dx :
“Fosse stato Zingaro/ Maranza/”Risorsa Boldriniana” … l’ autista sarebbe stato zitto e l’ avrebbe fatto salire.
https://www.leggo.it/italia/cronache/31_gennaio_2026_bambino_lasciato_neve_bus_autista_scuse_salvatore_russotto_cadore-9331206.html
Inquietante come l’ autista sappia solo balbettare di aver Eseguito gli Ordini … “vibes” (come si dice ora) da Hannah Arendt !
il mese si chiude con una distensione (almeno apparente) fra USA e Venezuela
https://www.elnacional.com/2026/01/donald-trump-ordeno-reabrir-el-espacio-aereo-de-venezuela/
una delle ipotesi che prospettavo, che Delcy fosse d’accordo con gli USA, sembrerebbe mostrarsi fondata..
insomma Delcy (e altri) si sono liberati di Maduro (magari c’erano già dissapori tenuti celati), Trump ha abbandonato la Machado, il nuovo regime resterà formalmente “bolivariano” ma di fatto non porrà più alcun problema serio per Washington (in primis saranno abbandonati i legami con l’Iran, la prima causa delle disgrazie di Maduro, cui sarà, temo, riservata un’orribile fine..per quanto Maduro se la meriterebbe anche, a dirla tutta !)….
il Venezuela si aprirà
e forse è meglio così….è stato “sacrificato” Maduro, con una novantina di fedeli, ma è stato salvato un popolo…..
l’America latina non può essere indipendente (in questi giorni i “giudici” -naturalmente sul libro paga degli USA- hanno ricordato ai cinesi, annullando un contratto probabilmente violando leggi e regolamenti :D, che Panama sotto i DEM poteva magari illudersi di possedere il Canale grazie agli accordi
Carter-Torrijos ma il Canale in realtà alla faccia dei trattati è roba degli USA, gli stessi che nel 1903 inventarono Panama togliendolo alla Colombia proprio per costruirci il Canale, e solo Washington può dettar legge, bon)…ciò è triste ma è la dura realtà…prima la si accetterà cercando di ritagliarsi i maggiori margini di autonomia possibili entro questa cornice, meglio sarà per tutti, soprattutto per i latino-americani
resta Cuba..Cuba riuscì a liberarsi dagli USA ma a prezzo di un marxismo esasperato che la ridusse in miseria….Trump naturalmente potrebbe prendere Cuba domani…non lo farà, forse è un contentino a Putin cui Cuba ricorda i giorni d’oro (per lui :D) dell’URSS..comunque Cuba è finita….non ha più alcu nappeal, è ridotta alla fame, il turismo sta crollando, la sanità -già vanto di Castro- sta andando a pezzi….la
Cuba che faceva sognare il PCI nelle sezioni di Genova e Reggio Emilia (dove l’unica shahada ammessa è “vi una sola divinità, Lenin, e Togliatti è il suo Profeta :D) non esiste più….Cuba potrà vegetare ma sarebbe meglio, per i cubani !, che un colpo d’ariete esterno ponga fine ai resti del castrismo..ripeto, sarebbe bene PER LORO..per gli USA, è indifferente