“L’ America era allora, per me i G.I. di Roosvelt, la quinta armata,
l’ America era Atlantide, l’ America era il cuore, era il destino,
l’ America era Life, sorrisi e denti bianchi su patinata,
l’ America era il mondo sognante e misterioso di Paperino.”
Solo, voglio dire, che ho un enorme problema quando gli italiani dicono di condividere i valori di quello che chiamano “l’America”.
Sull’altra sponda dell’Arno, opera un gruppo geniale di zingari ben vestiti, che fanno il gioco delle tre carte. Appena si avvicina un americano, riescono incredibilmente a incantarlo e fargli svanire i soldi, facendogli balenare fantasie di arricchimento.

Poco lontano c’è Borgo Ognissanti, dove dominavano i cambiavalute Vespucci, uno dei quali avrebbe scritto delle lettere, o forse non le ha scritte lui, in cui raccontava di viaggi che avrebbe fatto, o forse non le ha fatte, nel nuovo continente.
Ma comunque ha dato il nome a quel non-paese che uno speculatore immobiliare discendente di un proprietario di bordelli per cercatori d’oro, sta cercando oggi di fare great again.
Ciò che sbagliano a chiamare America (ma è solo una frazione di quello che va dal fondo dell’Argentina alla cima del Canada) è una grossa parte di me, assieme al Rione del Drago Verde del Quartiere di Santo Spirito, sulla sponda dell’Arno opposta a quella dei Vespucci.
Joseph Smith fondò la religione americana quintessenziale, quella dei Mormoni: scoprì che l’America era letteralmente la Terra Promessa di Dio.
“Quando aveva quattordici anni, raccontò in seguito, Dio gli apparve un giorno in una colonna di luce nel bosco (e, come ricordò ancora più tardi, anche Gesù). Dio gli disse che i suoi peccati erano stati perdonati e che le chiese esistenti avevano frainteso il cristianesimo. Tre anni dopo, a diciassette anni, più o meno nel periodo in cui divenne un cacciatore di tesori magici freelance, stava pregando a casa e vide un angelo fluttuare sopra il pavimento, di nuovo in una colonna di luce. L’angelo si chiamava Moroni, un nome che non compare nella Bibbia.
Moroni gli disse che la parte finora sconosciuta della Bibbia, il cui testo era inciso in geroglifici egizi su tavole d’oro, era stata sepolta quattordici secoli prima a quattro miglia a sud della casa degli Smith, insieme a due antiche pietre veggenti con cui Joseph sarebbe stato in grado di tradurla. Moroni lasciò la casa attraverso «un condotto aperto direttamente verso il cielo», ma poi tornò immediatamente e ripeté tutto ciò che aveva detto in precedenza, aggiungendo questa volta — giusto, scusate, un’altra cosa — che l’Apocalisse era imminente. L’angelo tornò in cielo, ma poco dopo tornò una terza volta, ripetendo ancora una volta tutto ciò che aveva detto, e poi il giorno dopo riapparve e ripeté ancora una volta tutto.” (da Kurt Andersen, Fantasyland, How America Went Haywire).
Tutte queste cose le avevo dentro di me, ma ci è voluto un fiorentino per farmele cogliere razionalmente: Roberto Giammanco, persona meravigliosa che trascorse la maggior parte della sua vita cercando di capirci qualcosa, da quando all’università nel sud degli Stati Uniti, il rettore convocò il giovane neoprofessore italiano, per dirgli con gentilezza che non doveva dare troppa confidenza ai negri; a quando divenne amico di Malcolm X; ai lunghi mesi passati con quelli che in Appalachia dimostravano la loro fede pregando con serpenti velenosi in mano: Roberto sapeva ascoltare tutti.
Roberto mi ha insegnato una cosa fondamentale: è possibile cogliere i meccanismi tremendi del mondo, senza per questo mai sputare sentenze sui singoli individui coinvolti nel grande tritarcarne/commedia.
Penso a Jack che conobbi da ragazzi, lettore hippy di Kerouac che era andato in autostop da un capo all’altro del continente inseguendo immaginari da Lsd, diventato seminarista cattolico tradizionalista all’Angelicum di Roma, che quando avevo diciott’anni mi portò a passare una settimana nell’incredibile mondo della base militare statunitense a Napoli, dove incontrai una tenente dell’esercito americano, che leggeva e traduceva qualunque iscrizione in latino in un attimo, ma non sapeva chi era stato Benito Mussolini.
Jack aveva un amico seminarista muscoloso appena appena sbarcato dagli Stati Uniti, che mi chiese dove erano soliti ritrovarsi gli omosessuali a Roma, che lui campava facendosi rimorchiare e poi rapinandoli. E c’era un altro seminarista americano che mangiava reliquie di santi, scientificamente la via più sicura per diventare santo anche lui.
O James, alto due metri e dieci e tatuato dal collo alla punta dei piedi, sposato con una donna queer che ha (lei) un’amante italiana che sta insegnando a tutti e due l’italiano e lui afferma di essere un puro indiano Cherokee mentre costruisce palazzi tra le colline americane.
O Joseph D. che mi attaccò un giorno discorso per strada, uomo terra terra e affarista che mi indicò in cielo una nuvola a forma di XP e mi disse che quella nuvola lo seguiva ovunque perché lui era predestinato a essere la guida della cristianità.
O quel tale di cui non non ricordo il nome, che in Piazza Indipendenza a Roma predicava il Vangelo agli italiani senza sapere una parola d’italiano, e quando gli chiesi di cosa campava, mi disse come se fosse la cosa più banale del mondo, “non lo so, ogni sera Dio mi mette in tasca i soldi che mi servono per vivere”.
Ma penso anche alla mia prozia Anna che viveva con la sua compagna Bessie. Le due giovani amanti campavano suonando per strada un organetto italiano con una scimmia. E Bessie all’inizio del Novecento andò in Tailandia, ed entrò nella corte del Re, che le donò cinque figure di bronzo che quando Bessie morì, Anna ci regalò, e poi furono rubate a mia madre da una badante messicana.
Anna che amava le donne aveva sposato lo zio Edgar, che si innamorava dei suoi allievi maschi di pianoforte, e successe qualcosa che non sapremo mai, per cui lui ebbe un incidente in macchina, e l’assicurazione un secolo fa gli pagò una terapia psicanalitica della scuola di Sigmund Freud, un signore mitteleuropeo sbarcato a New York e accolto con sua grande sorpresa come un Messia.
Di Aunt Anna, ho un solo ricordo, ero molto piccolo, a Cleveland, ci affacciammo da una grande finestra sopra un banale viale alberato, lei mi indicò gli alberi, e mi disse, “riesci a vedere gli elfi tra le foglie?”
Ecco, questo per me è l’America, nel mio sangue, nelle mie storie, anche in quella di mia madre – donna ribelle e libera che settant’anni fa rinunciò alla cittadinanza statunitense, per prendere quella messicana. Riuscite a immaginare una scelta più americana?
Non un paese, ma uno stato d’animo, un’avventura, il mondo di Astronaut Farmer, il contadino che aveva deciso di andare nello spazio sul razzo autocostruito chiamato, non a caso, The Dreamer, e ci riuscì pure.

Kurt Andersen, in Fantasyland, coglie l’essenziale:
“Il nostro è stato il primo Paese mai progettato e creato dal nulla, il primo Paese scritto come un racconto epico, proprio nel momento in cui Shakespeare e Cervantes stavano inventando la narrativa moderna. I primi inglesi nel Nuovo Mondo immaginavano se stessi come personaggi eroici e intraprendenti in avventure emozionanti. Erano estremisti che si auto-romanzavano, che avevano abbandonato tutto ciò che conoscevano per le loro convinzioni ardenti, le loro speranze e i loro sogni irrealizzabili, le loro fantasie che desideravano fossero vere.”
Una convergenza di fattori, tra cui l’idea protestante che bastasse la sola fede per salvarci (o arrivando a tempi moderni, per fare di una donna un uomo, o per cambiare il clima del mondo con la geoingegneria – where there’s a will, there’s a way!). Il Nuovo Continente, dicevano i colonizzatori, era un “vast and empty chaos”, il nulla su cui l’Umano Eletto poteva imporsi. Il sionismo non l’hanno inventato gli ebrei…
Se vogliamo cogliere un unico elemento alla base dell’immaginario americano, è nell’idea del non ancora – la vita non è nel passato, non è nel presente, è nel futuro! Ma il futuro esiste solo nella nostra immaginazione: ecco che la realtà concreta, il materiale, scompare di fronte al mentale – il sogno è più vero della realtà.
Ecco perché della Bibbia, gli statunitensi si sono sempre occupati del libro che i cattolici avevano messo in quarantena: l’Apocalisse, Revelations… il fondatore delle prime colonie disse,
“Mentre iniziano a svolgersi gli Ultimi Giorni, questa potrebbe essere davvero la Città, la nuova Gerusalemme, che inizia a manifestarsi”.
Sto lottando con me stesso, per interpretare tutto questo.
Da una parte, io sono con il Gonfalone del Drago Verde, con il Messico, con le Genti Antiche che resistono a tutti questi matti distruttori…
Noi diamo un’importanza assurda ai conflitti nello spazio – tipo tra destra e sinistra.
Ma c’è anche un conflitto tra i tre tempi – passato, presente e futuro (dove sappiamo che l’unico che esiste realmente, il presente, è il meno afferrabile).
Io so che mio suocero è nato in un villaggio appenninico dove l’unica differenza con il Neolitico era la presenza di alcuni semplici attrezzi di ferro, e lui che a differenza di me ha ancora i capelli neri, sta vivendo l’epoca dell’abolizione dell’umano.
Lui si ricorda ancora del Calzolaio Indaco…
Settant’anni fa, c’era il calzolaio di nome Indaco (siamo in Toscana!), che arrivava nel paesino degli Appennini, e veniva ospitato nelle case per diversi giorni, per fare le scarpe per alcuni, e per aggiustare quelle degli altri.
A New York, in questi giorni, la campagna Pick your baby – “scegli il tuo bambino” – espone cartelli in tutte le fermate della metropolitana invitando gli aspiranti genitori a comprarsi il bambino in vitro con i geni migliori scelti dagli esperti.

Ora, gli italiani sanno litigare in modo meraviglioso sul passato; ma non hanno mai idee sul futuro.
E qui mi sento anche molto americano. Perché una volta che si inizia a sognare futuri, questi possono anche recuperare passati.
Siamo tutti americani… cioè confusi esuli nel mondo, sradicati… siamo mortali… sappiamo che il passato non c’è più, il presente ci sfugge tra le dita, il futuro però possiamo fantasticarcelo come vogliamo.
Ecco che ci voleva un americano come Thoreau, un secolo e mezzo e oltre fa, a immaginare qualcosa che uscisse dal sistema industriale. L’americanissimo sudafricano Musk va su Marte, John Muir americanissimo nato in Scozia, inventò la prima protezione di aree naturali.
L’alieniazione americana, è in fondo l’esilio che viviamo tutti, fragilissimi mortali, la ricerca di un altrove che dia senso alla nostra esistenza.
Voglio condividere con voi una cosa americanissima, a partire dallo sfondo medievale che si vede nel video, che svela tutto l’esilio sottostante, che è l’esilio tuo e mio e di tutte le persone a cui vogliamo bene, e la nostra fragile mortalità.
Ma chi, meglio dell’esule, sa cogliere il mondo?
Mio nonno andò tra i monti dell’Appalachia e raccolse canti antichi, tra cui sicuramente c’era sicuramente Long Time Traveling, “in viaggio da tanto tempo”.
Che qui lo canta una ragazza di quei monti, Leah di Appalachia Rising di cui ho già parlato qui qualche anno fa.
La canzone che canta Leah è antica, come si coglie anche dalla lingua, che è insieme radicalmente americana e locale, e arcaica, con forme ormai scomparse nell’inglese.
Ma noi americani sappiamo anche viaggiare indietro nel tempo, come Buffy Sainte-Marie. Sappiamo mettere radice, essere radice. E forse abbiamo un segreto per trasformarci in radice per chi è molto più antico di noi. E infatti, la cantante ha scelto come sfondo un castello irlandese, dove raccontare il viaggio più avventuroso di tutti, che faremo tutti, che siamo fiorentini o amerihani:
Da tanto che sono in viaggio qua giù.
Da tanto che sono in viaggio lontano da casa.
Da tanto viaggio, per far posare questo corpo.
Addio, voi sfuggenti gioie della terra, le vostre sorgenti di gioia si sono prosciugate.
La mia anima ora cerca un’altra dimora, un’altr casa, un mondo più luminoso in alto.
il tuo cuore è stato visto ardere, e questo significa che ci incontreremo di nuovo.
Voi, anime in lutto, innalzate gli cochi e vivete per amore le vostre vite.
Da tanto che sono in viaggio qua giù.
Da tanto che sono in viaggio lontano da casa.
Da tanto viaggio, per far posare questo corpo
Che possiate stare bene, amici, la cui cura ha per tanto tempo impegnato il mio amore,
ora scambio il vostro caro abbraccio per una terra che non conosco.

Essere nel futuro.
Il futuro presuppone la gestione del rischio.
Occorre una base solida per avventurarsi nel futuro.
Diciamo che il futuro potrebbe essere una moderata estensione della tradizione.
Ma mi sa che da qualche tempo vada di moda sbilanciarsi un po’ troppo in avanti.
E chi non fa l’apprendista stregone viene quasi biasimato.
L’America, per come la vedo io, è il gioco d’azzardo. Trump ne è il perfetto rappresentante.
Poi bisognerebbe anche capire la Cina. Sembrerebbero dei mezzi matti pure quelli, a modo loro.
Sui social, vedo qualche tempo le fa le avventure di un giovane americano che si è messo in testa di “smascherare” i truffatori delle tre carte, o tre bussolotti,
non solo, di truffarli a sua volta.
In realtà evitarli è semplicissimo, molto più semplice che non con i venditori ambulanti che ti acchiappano per il braccio, e riconoscere i volti dei complici ancora di più.
Lo scenario è Parigi. Una prima volta il ragazzo riesce in effetti a mollare del denaro falso a uno dei “giocatori”.
I vari gruppi, più o meno imparentati, si spargono la voce, il giorno dopo il ragazzo americano è già riconosciuto e subito circondato da alcuni tizi minacciosi che gli dicono che cazzo vuole e perché è venuto a rovinare il loro gioco.
Domandàti, dicono di essere italiani (sono chiaramente di accento dell’est europa, verosimilmente romeno; pochi hanno fisionomie tipicamente “zingare”, forse più dell’est).
Ma quello che importa qui non è la sorte del ragazzo, che se ne va incassando qualche minaccia e qualche vaffanculo, ma quanto è americana l’idea di truffare i truffatori e soprattutto presentarlo come un atto di giustizia anziché di furbizia.
Per PinoMamet
“quanto è americana l’idea di truffare i truffatori e soprattutto presentarlo come un atto di giustizia anziché di furbizia”
🙂
Beh, in effetti furbizia non è, perché lui non ci ha guadagnato nulla, se ho capito bene.
Comunque se uno gioca alle tre carte (o ai tre bussolotti) sa che si perde a prescindere e di prestarsi a una truffa: forse spera di essere più furbo e veloce di loro, forse ci si diverte… lasciamoglielo fare!
L’idea doveva essere “guadagno le prime puntate-esca e poi gli lascio i soldi falsi quando perdo”,
Più che altro da intendersi come “lezione morale “.
Ma i professionisti dei bussolotti non sono fessi…
Mi stupisce invece che ci sia ancora qualcuno che ci caschi.
Io li ho sempre visti inscenare il gioco tra complici riconoscibilissimi, senza che alcun passante vero li degnasse di attenzione.
Ma è un po’ come quando ho visto a Roma sulla metropolitana una zingarella adolescente che tentava di sfilare un portafogli a un tale: subito beccata dai passeggeri, ha detto che “lo stava rimettendo a posto “, poi si è messa buona buona in un angolo
(Non era ancora l’epoca dei Cicalone, Lady Pickpocket e giustizieri vari)
E con uno specchietto da trucco ha cominciato a fingere malissimo di truccarsi mentre osservava in realtà la situazione intorno a lei.
Era chiaramente alle prime armi, ma non so (Miguel mi correggerà) mi pare che in fondo gli zingari siano rimasti a una specie di “Medioevo della marginalità “, in cui le tecniche che funzionavano nel Cinquecento si presume siano ancora valide…
Su Tiktok ci sono dei “Krav Maghi” [cit.] contenti che Cicalone le ha buscate … convinti di ridare così credibilità alla loro disciplina.
Pino,
“L’idea doveva essere “guadagno le prime puntate-esca e poi gli lascio i soldi falsi quando perdo”,”
Ma allora se uno volesse fare il furbo davvero fa solo le puntate esca e poi smette. Mi chiedo come mai non lo facciano tutti. Ma se lo facessero tutti, finirebbe il gioco.
Però sapendolo verrebbe naturale farlo.
Ma penso che infatti lo sappiano tutti.
La folla di complici intorno mi pare abbia, tea le varie funzioni (esca, sentinella ecc.) anche quella di dissuadere dell’abbandonare il gioco senza aver perso niente o addirittura avendoci guadagnato.
@miguel:
“Una convergenza di fattori, tra cui l’idea protestante che bastasse la sola fede per salvarci”
Penso sia almeno altrettanto importante il fatto che il protestantesimo e’ per sua stessa definizione eresiarca: spetta al singolo fedele interpretare e comprendere il significato della parola di Dio, e nessun sacerdote puo’ sostituirlo in questo. Ma cosi’ diventa facilissimo darsi sempre ragione da soli… me l’ha detto Dio (quasi-citazione dai blues brothers…)
Questo riflette oggi, che il vero Dio e’ diventato lo Stato coi suoi legulei e ragionieri, il diverso rapporto fra cittadino e istituzioni: qui da noi bisogna sempre passare attraverso una serie di intermediari a pagamento, il Professionisti e il Burocrati, che hanno sostituito i sacerdoti della chiesa cattolica (con molta maggiore spietatezza e pretesa economica!!!)
Poi, c’e’ l’effetto, che nella pratica e’ sistematicamente opposto a quello previsto in teoria, prodotto dal determinismo protestante che e’ in opposizione al libero arbitrio. Chi crede nel determinismo si sente sistematicamente giustificato nell’applicazione del SUO PROPRIO libero arbitrio. Non e’ mai sua la colpa.
Questo e’ l’aspetto sinceramente fragilissimo, e anch’esso molto comodo, della dottrina protestante, che si spiega solo con la comprensibile volonta’ di staccarsi ad ogni costo dal giogo della “roma ladrona” del tempo, dalle sue decime e dalle sue indulgenze e dai suoi esattori fiscali dell’epoca.
E’ lo stesso che e’ successo col postmoderno foucaltiano, prevedibilmente sfociato nel woke e nel gender: il volgo ha interpretato la questione che la verita’ sia solo una questione di relativismo, come una conferma per chiunque che qualsiasi cosa egli creda ha sempre ragione, e visto che c’e’ dando comodamente per scontato che l’avere sempre ragione valga per se’ ma non per gli altri.
Per Firmato
“Ma cosi’ diventa facilissimo darsi sempre ragione da soli… me l’ha detto Dio (quasi-citazione dai blues brothers…)”
Concordo su tutto.
Firmato,
“dando comodamente per scontato che l’avere sempre ragione valga per se’ ma non per gli altri.”
Che poi è l’esatto opposto del relativismo.
Per questo dico che questi presunti eredi del postmoderno sono in realtà portatori di una visione totalitaria (tale è il woke).
@Miguel
avrebbe scritto delle lettere, o forse non le ha scritte lui, in cui raccontava di viaggi che avrebbe fatto, o forse non le ha fatte, nel nuovo continente
il diplomatico imperiale brasiliano Francisco Adolfo de Varnhagen, visconde de Porto Seguro (1816-1878) -massone, ça va sans dire :D- ha scritto in frasncese opere che restano fondamentali su Vespucci applicando la Quellenforschung ottocentesca e ha analizzato tutto il materiale con acribia….sembrerebbe che Vespucci qualcosa abbia fatto, però si è “allargato” molto -come dicono a Roma :D…in una delle spedizioni forse c’era ma era mozzo e non capitano 😀 in altre due forse proprio non c’era, una sembrerebbe vera ma non si astenne dall’ascriversi qualche particolare narcisistico che ci lascia scettici….
insomma Amerigo era un proto-Alberto Sordi della Stagione d’Oro della Filmografia Italiana 😀 ma è quello l’italiano che sa farsi rispettare all’estero, l’Italiaano per antonomasia 😀
Per Habs
“insomma Amerigo era un proto-Alberto Sordi della Stagione d’Oro della Filmografia Italian”
Grazie!
@ habsburgicus
“Vespucci”
È un peccato che nessuno, nemmeno in Italia, si ricordi della spedizione Spagnola che comandata dall’Italiano Malaspina parti’ nel Settecento dalla Spagna risalendo tutta la cista Pacifica delle Americhe fino all’Alaska per poi fare rotta sulle Filippine. Eppure fu importante.
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La Spedizione Malaspina (1789-1794) fu una grande esplorazione scientifica e cartografica, finanziata dalla Spagna e guidata dall’italiano Alessandro Malaspina (e José de Bustamante y Guerra), che circumnavigò il globo, studiando approfonditamente le colonie spagnole in America (dal Rio de la Plata all’Alaska), Asia (Filippine, Australia, Nuova Zelanda) e Oceano Pacifico, raccogliendo dati botanici, zoologici, minerari e etnografici, ma si concluse con l’arresto di Malaspina al suo ritorno in Spagna a causa di presunte cospirazioni politiche.
Obiettivi e svolgimento:
Ambiziosi scopi scientifici: Imitando le spedizioni di James Cook, la missione mirava a raccogliere dati su tutto ciò che riguardava i territori spagnoli, dalle popolazioni ai fenomeni naturali.
Percorso: Partì da Cadice (Spagna) nel 1789, esplorò le coste americane (Patagonia, Cile, Perù, Messico, Alaska), attraversò il Pacifico fino alle Filippine, Australia e Nuova Zelanda, per poi rientrare in Spagna nel 1794.
Risultati: Impresionanti raccolte scientifiche e cartografiche, inclusi studi idrografici, astronomici e botanici, con un grande contributo alla conoscenza scientifica dell’epoca.
Epilogo:
Crollo di Malaspina: Al ritorno, le sue idee riformatrici non furono ben accette dalla nuova classe politica spagnola; fu accusato di cospirazione e imprigionato per sette anni.
Rilascio ed esilio: Liberato grazie all’intervento di Napoleone, tornò in Italia dove morì nel 1810, lasciando un’eredità scientifica enorme ma un destino personale tragico.
Spedizione Malaspina – Wikipedia
Spedizione Malaspina * La spedizione Malaspina (1789 -1794) fu un’esplorazione scientifica marittima di cinque anni comandata da Alessandro Malaspina e José de …
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La Spedizione delle corvette Descubierta y Atrevida 1789-94
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La Vita di Alessandro nel Dettaglio – Archivio Museo dei Malaspina
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La spedizione Malaspina (1789 -1794) fu un’esplorazione scientifica marittima di cinque anni comandata da Alessandro Malaspina e José de Bustamante y Guerra. …
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9 apr 2023 — Il suo obiettivo era seguire la costa americana: Montevideo, le isole Falkland, Capo Horn, Concepción, Santiago del Cile, l’America Centrale, …
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La spedizione Malaspina in America e Oceania (1789-1794)
La spedizione Malaspina in America e Oceania (1789-1794) – Brossura ; Casa editrice: SAGEP, 1987 ; Compra usato. Condizioni: quasi ottimo ; Condizioni · quasi …
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Il ghiacciaio Malaspina
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Le corvette Descubierta e Atrevida rientrarono a Cadice, dopo sessantadue mesi di navigazione, il 21 settembre 1794. Dopo alcuni mesi Malaspina si portò a corte …
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giunse la Spedizione Malaspina a Valparaíso e lavorò assiduamente in Perú, Ecua- dor, America centrale, Messi- co, Alaska, Filippine ed Isole del. Vavao. Nel …
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Malaspina Alessandro
Nel settembre 1788, congiuntamente al collega Josè de Bustamante y Guerra, propose al governo di Spagna di organizzare una spedizione politico-scientifica, da …
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Beh, al momento del suo viaggio, o dei suoi due viaggi accertati, doveva essere sulla quarantina, che è un’età un po’ grande per iniziare a fare il mozzo 😉
probabilmente era imbarcato come passeggero o come cartografo
A proposito di Stati Uniti : la bizzarra storia di un cognome Coreano “inesistente” fra gli immigrati : Park !
———————————————————————–
AI Overview
Korean surname 박 (Bak) becomes “Park” in English primarily because early Korean immigrants in English-speaking countries adapted it to sound familiar and easier to pronounce, while the sound is actually closer to “Pak” or “Bahk,” with many choosing “Park” for cultural acceptance and to avoid confusion with other names, despite “Bak” being linguistically accurate under modern romanization.
How it happened:
Pronunciation vs. Spelling:
The Korean letter ‘ㅂ’ (b) often sounds closer to an English ‘p’ (as in “Pak”), and the ‘ㅏ’ (a) combined with the final ‘ㄱ’ (k) sound results in something like “Pak”.
Immigrant Choice:
When Koreans immigrated, immigration officials or the immigrants themselves often wrote the name as “Park” because it’s a common English word and easier for English speakers to recognize and pronounce, preventing issues with discrimination or misidentification.
Lack of Strict Rules:
Unlike Chinese or Japanese names, South Korea doesn’t strictly enforce a single official Romanization system, allowing for variations like “Bak,” “Pak,” or “Park”.
Cultural Adoption:
“Park” became culturally ingrained due to its prevalence among immigrants, and English news outlets adopted it for consistency with those already living abroad, even for Koreans in Korea.
Key takeaway:
The “Park” spelling isn’t a direct linguistic translation but a historical and cultural adaptation for easier integration and recognition in English-speaking contexts.
il presidente al potere dal 1961 (anzi de iure dal 1963) al 1979 era appunto chiamto Park Chung-hee, orribile grafia anglosassone 😀 finì ammazzato
Per Habs
“chiamto Park Chung-hee, orribile grafia anglosassone”
Infatti, mi ricordavo proprio di questo obbrobrio!
Hai letto Lee Mun-yeol, il suo fantastico romanzo Hail to the Emperor! (che mi piaceva tra l’altro proprio perché tradotto in un pessimo inglese) sul dotto coreano che si convince di essere imperatore, e vive dignitosamente attraverso le invasioni giapponesi, i comunisti, gli americani e tutto il resto?
Un gioiello straordinario
no !
vedrò di colmare al più presto la lacuna….grazie !
Però la repressione più sanguinosa di sempre avvenne nel Maggio 1980 sotto 전두환 (Jeon Du Hwan … spesso all’ AngloAmericana reso “Chun Doo Hwan”) a Gwangju, ripreso in esclusiva dal giornalista della BRD Jürgen Hinzpeter grazie a un Taxista di Seoul “Eroe per Caso”.
e ciò ci obbliga ad una scomoda riflessione, su cui mi permetto di attirare l’attenzione di Miguel….
il regime sud-coreano, agli inizi, era brutale (e pure lo era quello di Chiang a Taiwan), non contiamoci storie, almeno qui, una tribuna ove l’ipocrisia è bandita….e ancora nel 1961/1962 è financo possibile che la maggioranza dei coreani, al Sud, stesse con il Nord !
eppure senza il terrore profilattico iniziale, Kim si sarebbe pappato la Corea del sud e Mao si sarebbe preso Taiwan esattamente come Ho Chi Minh (o meglio i suoi successori) si prese il Vietnam del sud…. tutti qui (o almeno io e Francesco :D) ammetteremo che ciò sarebbe stato un incubo..per loro, non per noi, salvi a migliaia di km di distanza
e dunque anche il golpe cileno del 1973 assume un’altra valenza..fatta salva l’umana pietas per la figura nobile di Allende (e il disprezzo umano per Pinochet) era necessario che il suo governo fosse deposto..per permettere il Cile ricco, forte, libero, prospero (e purtroppo laico) di oggi !
idem, in Oriente
se in Corea del sud e a Taiwan oggi hanno i soldi, e vivono bene, lo si deve alle dure misure iniziali
quanto grande resta il rimpianto per l’Iran…
non fu la repressione a far cadere i Pahlevi (come crede il volgo), catastrofe che ogni giorno appare più grande, bensì una mano troppo leggera…qualche esecuzione in più, di persone importanti, e oggi i Pahlevi regnerebbero sovrani a Teheran ! per il bene nostro e soprattutto loro !
Cioè il rapporto RPC-Taiwan è uguale al rapporto tra le due Coree? Deve essere una figata la Corea del Nord, allora…
per quanto a noi paia strano, nel primo ventennio postbellico il regime nordcoreano aveva molti sostenitori al sud…
e un giorno bisognerà pure dirlo..il regime di Syngman Rhee nel 1950 sarebbe crollato (e già stava implodendo) di fronte al Nord, SENZA l’America (fu la forza americana a salvare il Sud anche se si dovette dire qui che tutto il popolo resisteva di fronte all’aggressione comunista al servizio di Mosca :D)….gli asiatici sono strani e come in Vietnam molti preferirono i comunisti (e alla fine andò ancora bene, dopo un decennio orribile) ciò era vero pure in Corea (e ciò sarebbe stato un incubo per quanto sino al 1956 la Corea del Nord fosse un regime stalinista classico e solo si intravedeva il posteriore kimilsungismo)
ne consegue che era meglio vincessero i comunisti in nome della volontà popolare ?
manco per sogno..io mica sono democratico 😀
Senza l’America non esisterebbe proprio la Corea del Nord: i cinesi non avrebbero bisogno di tenere in piedi quella specie di caricatura di regime pur di risparmiarsi la presenza americana al confine.
Senza l’America non esisterebbe proprio la Corea del Nord: i cinesi non avrebbero bisogno di tenere in piedi quella specie di caricatura di regime pur di risparmiarsi la presenza americana al confine
questo è verissimo, ma è tutt’altro problema..
mi pare chiaro che OGGI la Cina sarebbe ben contenta di vedere una Corea neutrale sotto Seoul e priva di basi americane, ed in quel caso non solo abbandonerebbe Pyongyang ma contribuirebbe fattivamente alla fine della DPRK….tuttavia gli americani non se andranno e la Cina faute de mieux tollera i Kim…non c’è amore, neppure da parte nordcoreana come si lasciò scappare una delle due guide a Rason (Nord Corea) in marzo, laddove oggi Putin è un mito in Nord Corea (Xi no..la frontiera Cina/Corea del Nord a Quanhe è pochissimo trafficata)
tuttavia nel 1950 (e nel 1960), senza l’America, la Corea del Nord avrebbe fagocitato la Corea del sud.. triste ma purtroppo verosimile
questa è la differenza dall’Europa: mai, da noi, la cosiddetta “DDR” fu attraente per la Germania libera
Credo che più che il governo nordcoreano (o nordvietnamita) ad essere attraente era la prospettiva della riunificazione. La lotta nazionale tende a prevalere sulla lotta politica e chi impugna quella bandiera ottiene seguito.
>>> Senza l’America non esisterebbe proprio la Corea del Nord
A me verrebbe da dire che senza gli USA esisterebbe solo la Corea del Nord, solo che occuperebbe tutta la Corea. Come in Vietnam.
A volte ho come l’impressione che tra alcuni avventori e la realtà ci siano prismi di sconvolgente distorsione
Senza USA ci sarebbe la Corea unificata. E sarebbe un paese relativamente normale, visto che i cinesi non la terrebbero in piedi con l’alimentazione forzata come fanno adesso.
Quindi secondo te il dominio della dinastia Kim è colpa di fattori esterni, mentre se ci fosse una Corea comunista unificata ai comunisti cinesi andrebbe bene che facesse tutto quello che vuole?
A volte mi sembri scemo.
Francesco, se tu provassi ad attivare la materia grigia ogni tanto ti porresti delle domande, invece di ripeterti le Parole d’Ordine (che purtroppo a voi nazifascisti creano sempre molta dipendenza): come si fa uno Stato fallito come la Corea del Nord a stare in piedi se non la tiene in piedi qualcuno? E perché viene tenuta in piedi da questo qualcuno?
Purtroppo nella religione del tuo pantheon improbabile fatto di USA, Bandera e X MAS le domande è sempre meglio non farsele.
come si fa uno Stato fallito come la Corea del Nord a stare in piedi se non la tiene in piedi qualcuno? E perché viene tenuta in piedi da questo qualcuno
se posso permettermi, pecchi della tipica supponenza occidentale
innanzitutto il regime nordcoreano è per certi aspetti un incubo, ma che sia fallito lo dici tu 😀 il regime appare fortissimo e non dovresti sottovalutare la forza del lavaggio del cervello e l’isolamento assoluto in cui i coreani del nord sono tenuti (nessun collegamento a internet per i mortali, nessun straniero e neppure cinesi se è per questo, impossibilità assoluta di espatrio se non per quei 30-40 della cerchia intima, propaganda 24 ore su 24, probabilmente controlli polizieschi raffinati da far invidia a Beria, assenza di religioni organizzate sostituite dal culto dei Kim, disciplina orientale, orgoglio razziale coreano che è favorito dal regime ecc)….in Corea del Nord (magari fingono, ma fingono bene) si ha l’impressione che realmente credano di vivere in un paradiso sotto il Governo Saggio dei Kim..in URSS, Romania ecc non era così..
la Cina sostenne la Corea del Nord in passato (e convengo che senza il sostegno cinese il regime sarebbe caduto), oggi però il regime è abbastanza indipendente dalla Cina ed enfatizza semmai i legami con Mosca….
non mi spingo a sostenere che la Cina non potrebbe rovesciare Kim, e anche con una certa qual facilità, se lo volesse..sta di fatto che, almeno finora, non lo vuole..e non lo vuole in parte per le ragioni che hai detto tu..
tuttavia vorrei sottolineare che il regime, per quanto mi è sembrato (non c’è alcuna libertà di movimento, comunque io sono tra i pochissimi che è stato là quindi almeno un’ideuzza me lo sono fatta), oggi sarebbe in grado di resistere per anni semplicemente con una Cina neutral/malevola..solo una Cina apertamente nemica -ciò che è non avvenuto per le ragioni che hai sintetizzato tu- potrebbe cambiare la situazione….
non sarà così facile sbarazzarsi dei Kim, sappilo…
e per ogni coreano (del nord) semplicemente porre tale questione sarebbe sacrilegio 😀
tutti hanno la coccarda di Kim nonno, qualcuno anche Kim padre (mai Kim figlio che ha ritratti, ma solo al chiuso, e non li lasciano fotografare tranne uno al centro dell’amicizia coreano-russo in cui Kim e Putin si abbracciano..quello si può fotografare :D)
en passant,
visto che in Corea del nord tutto ha un senso,
è notevole che esista un Centro dell’amicizia coreano-russa ma non un Centro dell’amicizia coreano-cinese…..una volta c’erano….Kim ha fatto come Ceausescu (di cui oggi ricorre la caduta) che espunse il ruolo dei sovietici dalla “liberazione” della Romania inventandosi una fantomatica “rivoluzione nazionale e sociale, antifascista e anti-imperialista” che avrebbe portato al potere i comunisti 😀
in Corea, “contrordine compagni”..oggi, l’auto cinese nel 1950 non va più rammentato 😀 😀
magari domani sarà diverso eh, il Partito ha sempre l’ultima parola..è il fascino del mondo in cui Marx regna 😀 un mondo che io ho sempre combattuto e combatto (per quanto sussiste) ma di cui subivo e subisco il fascino morbido, tanto che forse ho iniziato a conoscerlo un pochino 😀
@habs:
“corea del nord”
Anni fa per radio ascoltai una intervista a una certa Carla Vitantonio che ha vissuto per un bel po’ in Corea del nord, e che ha scritto un libro sulla sua esperienza, “Pyongyang Blues”, che si trova anche in podcast (ma io finora ho solo ascoltato la sua peraltro simpatica e pittoresca intervista, e letto l’estratto del libro).
Vista dall’interno, non mi pare che ne parlasse come di un inferno, anzi.
Qui il link a libro e podcast, piu’ l’estratto gratis di 17 pagine:
https://addeditore.it/prodotto/carla-vitantonio-pyongyang-blues/
In effetti non ci rendiamo conto ne’ che l’uomo si adatta a tutto, ne’ che molti aspetti della nostra stessa organizzazione sociale possono essere visti da altri come infernali, cosi’ come a noi sembrano infernali quelli di altri, nordcoreani o nordamericani a seconda della tribu’ politica, ad esempio.
Con l’aggravante che i nostri sono visti come infernali anche da molti di noi che ci stanno forzosamente dentro, per me senz’altro, ad esempio, cosi’ come a moltissima della gente che conosco se non tutta nel caso che abbia attivita’ lavorativa indipendente (ma non da “ordine professionale”, che quelli, tutti, stanno dalla parte degli aguzzini, semmai, e o non si rendono conto di quello che fanno e come sono percepiti dagli altri, o se la godono con piacere sadico).
Adattarsi alla nostra complicatissima organizzazione sociale e alla sua spietata burocrazia e giustizia, ad esempio, e’ difficilissimo anche per noi che ci siamo nati dentro, al punto da risultare letteralmente incredibile e/o inconcepibile finche’ non ci si sbatte il naso contro – dillo a Miguel, ad esempio…
Infatti, mentre i nostri connazionali, quelli che possono grazie alle loro qualifiche, tendenzialmente se ne scappano a gambe levate (ne visti tanti partire, ma mai nessuno tornare indietro pentito), da fuori arriva gente quasi solo perche’ non ha nulla da perdere: non so se questo alla lunga migliorera’ la vivibilita’ del paese, dubito, la mia impressione e’ che stiamo seduti sopra una pentola a pressione a fuoco basso ma con la valvola rotta… e personalmente ho perso ogni speranza che potra’ mai cambiare nulla, si intende in meglio, nel corso della mia vita residua. Anzi.
😉
@firmatowinston
molto interessante…grazie per aver condiviso il link !
si, ogni cosa è relativa…
noi siamo una meta agognata di disperati ma chi può -fra noi italici- è ben felice di andarsene 😀
forse solo l’Australia è un paese felice, in cui tutti vorrebbeto entrare (poi manco ci provano perchè difficile) e nessuno vorrebbe andarsene…se non per andare in vacanza ! e gli australiani, per definizione “non poveri”, sono fra i più grandi viaggiatorim, secondi solo agli olandesi (forse)
(parziale rettifica, aggiornamento in tempo reale :D)
almeno in Pakistan l’Iran gode tuttora una brutta fama 😀 [proprio loro si permettono di parlare, verrebbe da dire :D]
ecco cosa scrive un tedesco ora, il tipo giustamente preoccupato chiede consigli
I just went to the German embassy in Pakistan to ask them for help to get the NOC or to see if they can speed up the process. The lady at the embassy told me to not travel to Iran now because the chance of getting arrested are apparently very high. Just to wanna get your insight about how much this is true or just fearmongering?
P.S 1
la Germania non gode buona fama in Iran (sempre per via della Palestina) e dunque i tedeschi -privi della furbizia italica 😀 perché -è un segreto di Pulcinella 😀 ed è una forma di tardo-andreottismo applicato, noi sottobanco con gli iraniani ci parliamo eh, ad onta di tutti i proclami di Giorgia fatti per i gonzi et ad usum Trumpi 😀 :D- sono trattati peggio di noi
P.S 2
il NOC, per chi non lo sapesse, è il “No Objection Certificate”, necessario per noi occidentali se vogliamo spingerci oltre Karachi, Islamabad e Lahore e poco altro (lì basta il visto che è gratuito)….
è difficile da ottenere…
legalmente, eh 😀
extra legem, è un altro paio di maniche 😀
in quei posti, passano carichi di eroina e di armi..volete che sia un grande problema farsi fare un NOC farlocco per qualche rupia ? 😀 😀 😀
la polizia pakistan è per definizione è corrotta 😀 altrimenti che Pakistan d’Egitto sarebbe ? 😀
@ habsburgicus
“Iran”
Sarebbe interessante sapere qualcosa del potere d’acquisto.
Con uno stipendio medio in Iran riescono a mettere insieme il pranzo con la cena, a pagare le bollette, a fare la spesa insomma?
Conosco chi è stato in Iran e nei vari “-stan” (tranne l’Afghanistan) e mi ha detto che rispetto ad esempio al Turkmenistan o al Tajikistan in. Iran mediamente non si sta male.
Ciao!
Andrea Di Vita
@AdV
tutto ciò che concerne i trasporti è di fatto gratuito
nel settembre 2003 un pieno costava 800.000 rials (allora 1, 60 euro, come 1 litro di benzina qui !)
dunque, deduco che anche luce ecc, siano a buon mercato
trasporti buoni, con strade moderne, a prezzi modici….
cibo locale a prezzi ragionevoli
hotel discreti, a prezzi bassi–tranne quelli di lusso che tuttavia non sono cari per noi (e un iraniano può farne a meno)
presumo che un alloggio, rispetto a una Milano, sia regalato
invece è carissimo ciò che si deve importare
quindi, se uno vive all’iraniana, non sta male…se vuole un cellulare straniero (e i giovani ormai lo vogliono) son dolori ! perchè costano come qui..e 200 euro in Iran sono soldi, tanti soldi, trasformati in rial (300 milioni di rial e passa !)
2023, non 2003
le auto sono in genere di seconda mano, talora veramente dei catorci…
pochi, anche se ci sono, possono permettersi le auto occidentali nuove, a causa del cambio per loro pessimo
alcuni iraniani vanno però a Dubai (alcune donne giovani pure per prostituirsi, ma se gli ayatollah lo scoprono, brrrrrr….), non proprio una destinazione very cheap, quindi alcuni i soldi ce li hanno….
poi gli iraniani sono molto ingeniosi e riescono ad eludere le sanzioni USA, con poco sforzo…
i russi sono molto più “quadrati” e se, a livello alto, le sanzioni vengono parimenti eluse, a livello medio-basso è più difficile (insomma, per dirla papale papale, con pochi accorgimenti noi possiamo farci un bancomat iraniano e caricarlo in contanti portati lì come ho fatto io o financo online via Dubai…in Russia ciò non è permesso, almeno ai livelli dei comuni mortali.. o hai i rubli contanti o ti attacchi al tram 😀 il bancomat russo si può avere, ma ci vuole un tempo infinito e mille documenti, dunque è una soluzione solo per i pochi stranieri che nel paradiso di Putin CI VIVONO)
@habs:
“australia”
Avevo una conoscente che e’ riuscita ad entrarci ma tanti anni fa, piu’ di venti, forse anche trenta (come passa il tempo), ma era ingegnere (expat, infatti!).
Anche la nuova Zelanda non e’ male (e’ il contrario dell’Italia anche geograficamente), ma li’ la coppia qualificata che conoscevo che ci e’ arrivata in barca (barca a vela piccola ma oceanica, non barcone o gommone) e che ha tentato di restarci, l’hanno rispedita spietatamente indietro. La nuova zelanda, identica all’italia, ha la popolazione di una nostra media regione, quindi circa un decimo della nostra, anche come densita’.
Certo che andarci significa perdere i contatti perlomeno fisici con la famiglia, siamo agli antipodi, e non tutti possono permetterselo (ad esempio genitori vecchi e malati, eccetera), specie da quando i figli sono, spesso, unici, e gli anziani tenuti in vita mediamente per un decennio oltre la loro altrimenti naturale fine dalla potente tecnologia medica attuale.
Comunque, visto che ti interessa, ho trovato la pittoresca intervista alla Vitantonio, che avro’ ascoltato a suo tempo per caso di notte con la radio accesa.
https://www.radioradicale.it/scheda/586989/asiatica-pyongyang-blues-4-anni-in-corea-del-nord
L’ho ascoltata parecchio tempo fa, non garantisco nulla.
Se volete perdere ogni speranza, ma proprio del tutto, sulla stessa radio (che avrebbe il motto einaudiano “conoscere per deliberare”, dal 1976!), magari mangiando, potete ascoltare in diretta i discorsi dei vari parlamentari: il bassissimo livello della retorica politica che esercitano, quasi sempre a scopo clientelare sul loro bacino elettorale di riferimento, da caricatura sulla bassezza dell’uomo, e della donna, politici, e’ mortificante. Sono loro quelli che fanno le leggi a cui dobbiamo tutti obbedire, o che lasciano passare le leggi decise dalla burocrazia e infilate dentro ai pacchetti approvati per voto di fiducia, quasi sempre a scopi fiscali di aumento del gettito, delle cui conseguenze non capiscono assolutamente nulla, anche ammesso che si rendano conto di approvarle, cosa che non succede quasi mai. I peones grillini e AVS battono tutti di varie lunghezze, ma anche certi del PD riescono a non essere da meno (e non e’ facile!). Gli altri tendono a stare piu’ zitti, o perche’ non hanno nulla da dire, o per maggiore disciplina di partito, altrimenti chissa’ cosa ne verrebbe fuori, boh.
merci !
beh, ogni tanto pure ascoltare Radio Radicale ha un senso 😀
@firmato winston @tutti
mi riconosco pienamente in quello che ha detto…naturalmente lei conosce infinitamente meglio di me, lei c’è stata 4 anni io 4 giorni 😀 ma alcune delle situazioni che descrive le ho testimoniate anch’io
avevamo una guida sul bus (molto bella, le coreane sono forse le più belle donne dell’Asia), che parlava un inglese perfetto ed era anche socievole….improvvisamente è “scomparsa” e nessuno ha potuto sapere dove l’avessero mandata….forse all’altra guida (ce sono sempre almeno due..e pure l’autista, che in teoria non dovrebbe sapere l’inglese, secondo me ascoltava e l’inglese lo sapeva :D) è parsa TROPPO socievole
inoltre fra le altre guide, c’era quello “simpatico” (indovinate il nome, Mr. Kim..là sono tutti Kim :D), che mi ha pure stretto la mano mentre si beveva una birra nord-coreana al bar dell’hotel in quanto ero l’unico a sapere cosa fosse la juche” :D, e un altro, dal visto sovietico-staliniano 😀 e sguardi non amichevoli, che lo ha prima fulminato con gli occhi e poi rimproverato in coreano..forse perché parlava TROPPO con noi occidentali e SOCIALIZZAVA ciò che è rigidamente vietato, come ha detto la giornalista (e il GRANDE KIM NELLA SUA INFINITA SAGGEZZA seguendo la linea di Marx-Engels-Lenin-Stalin veglia affinché sia preservata la purezza dei nordcoreani che altrimenti rischierebbero di essere contagiati da noi “sporchi capitalisti senz’anima” :D) è lo stesso tipo, loquace per gli standard nord-coreani, che con noi ha criticato la Cina e si è stupito che da noi qualcuno credesse in Dio visto che l’unico Dio sarebbe Kim, che non è per noi, ciò che ci dispiace enormemente, no ? :D, un qualcosa che FORSE il regime non desidera che noi si sappia
non sai mai nulla..l’ultimo giorno è stata annullata improvvisamente una visita all’unico mercato “libero” (sic !), prima strombazzata da loro stessi, con la scusa del Covid (un passepartout !)…e ci hanno riportato in una libreria (già visitata) con i libri di tutti e tre i Kim che volendo, si potevano, comprare (a peso d’oro eh..non crediate ve li regalino ! la Scienza della Juche si paga :D), ciò che io non ho fatto in quanto a tutto c’è un limite….si paga in yuan cinesi o in won nordcoreani (cambiati al cambio ufficiale alla presenza di almeno una guida) o financo con una carta nord coreana che ti fanno nella banca popolare di Rason, un bell’edificio in stile staliniano (ci deve essere la guida con te, o anche tutte e due !) previo caricamento in yuan o euro (non dollari..Kim è più razionale dei vari tiranni medio-orientali che sempre urlano contro l’America..e poi vogliono solo i dollari 😀 :D)
il nostro è stato il secondo, e per ora ultimo gruppo, dopo l’effimera riapertura di febbraio 2025 (la chiusura vale anche per i cinesi, non per i russi -che io però non ho visto in quei giorni-dati i rapporti speciali con Putin)..la sera stessa, lo apprendemmo giunti in Cina che venendo dalla Corea del Nord pare un’oasi di trasgressione e libertarismo :D, la Corea del Nord sospese “per il Covid” ogni turismo, come fu negli anni 2020-2024 (quando è stata la signora, prima del 2020, il turismo era già difficile ma più regolare) e non l’hanno ancora ripreso (si potrà, con i contatti giusti, partecipare alla maratona di Pyongyang del marzo 2026 ma con un visto sportivo e sarà carissimo ottenerlo, a meno di essere uno sportivo vero :D)..si mormora e la nostra guida australiana (un veterano, almeno 16 viaggi in DPRK) a mezza bocca ce lo ha confermato a cena in un locale coreano della Cina (eravamo nella prefettura autonoma coreana di Yanbian, dunque io ho visto tutte e tre le Corea, quella del Sud alcuni mesi prima, quella del Nord e la corea cinese :D), che alcuni blogger nel gruppo precedente OSARONO (ovvove !) postare dei video in cui si permettevano critiche a Kim….donde un Kim furente avrebbe ordinato l’immediata revoca di tutti i visti (noi abbiamo perso solo il mercato, e vabbè :D)..alla frontiera devi consegnare i cellulari, dar loro la password e ti controllano tutte le foto, a me ne hanno cancellate un centinaio..poi infine entri in Cina, nel mondo libero 😀
un’esperienza in Corea del Nord è secondo me da fare ! e sono felice di aver colto l’occasione
poi sono andato a Vladivostok, dalla Cina (1 ora di interrogatori da parte cinese, 4 ore di interrogatori da parte russa !)..ma questa è un’altra storia
“il regime appare fortissimo e non dovresti sottovalutare la forza del lavaggio del cervello e l’isolamento assoluto in cui i coreani del nord sono tenuti”
Non hai risposto alla domanda su cosa produca e come sostituirebbe il sostegno economico straniero.
@habs
“il mio viaggio in corea”
bella testimonianza, grazie
per quelli che hanno fatto la naja, quelle societa’ sembrano militarizzate a vita, 24 ore su 24
e’ tipico dell’ambiente militare anche compartimentare le informazioni, fare in modo che nessuno sappia nulla di quello che gli succede attorno e perche’, tranne che per gli ordini che deve eseguire, il che serve anche, dal nostro punto di vista occidentale, a deresponsabilizzare il soldato e la gerarchia intermedia su quello che sta facendo: se non sa e non puo’ scegliere nulla, non puo’ esercitare libero arbitrio, non e’ nemmeno responsabile degli omicidi sistematici di cui si rende attore o compartecipe, gli stessi che nella societa’ civile implicherebbero l’ergastolo
en passant e’ quello che succede sempre di piu’ anche da noi nella societa’ civile, pero’… stiamo scendendo la stessa identica china, con l’approvazione se non l’entusiasmo stolido dei piu’ in nome dell’ordine, della giustizia, dell’onestah, dell’efficienza e della sicurezza… in realta’ questa discesa agli inferi e’ tutto il contrario, e’ cio’ che rende impossibile l’esercizio della scelta morale, cosa che a quanto pare 20 anni di scolarizzazione attuale media non servono o non bastano a far capire
resta il fatto pero’ che nonostante qui ormai non si possa scegliere liberamente piu’ nulla se non su cose marginali ed ininfluenti, si e’ ritenuti responsabili di tutto, fino alla distruzione del pianeta
lo vedete che da questo punto di vista sono meglio, sono piu’ coerenti loro 😀
una caserma di addestramento perpetua, oppure un collegio severo di quelli di una volta, ma per tutti e per sempre
a proposito sapete che il Kim attuale sembra proprio che da adolescente abbia studiato in un collegio svizzero sotto falso nome
a Rason c’è una scuola modello che fanno visitare e ne sono orgogliosi….
ragazze eleganti, con il fazzoletto rosso al collo, ragazzi altrettanto eleganti..
ritratto di due dei tre Kim dove da noi c’è (c’era ?) il crocefisso
mi hanno detto che da loro, dopo l’inglese, è il tedesco la lingua estera* più studiata (il francese non è pervenuto, mi spiace per Macron :D)..lo spagnolo è studiato, ma non per la Spagna, quanto per i regimi di sinistra latino-americani (Cuba, Veneziela, Nicaragua) che hanno buone relazioni con la DPRK….
idee vaghissime sulla nostra Italia
*a parte forse il cinese (e il russo)
@habs:
“mi hanno detto che da loro, dopo l’inglese, è il tedesco la lingua estera* più studiata”
Nordcorea: la zia di Kim Jong-un si è occupata di lui a Berna
https://www.swissinfo.ch/ita/nordcorea-la-zia-di-kim-jong-un-si-%c3%a8-occupata-di-lui-a-berna/42186064
Habsb.,
“quanto grande resta il rimpianto per l’Iran…
non fu la repressione a far cadere i Pahlevi (come crede il volgo), catastrofe che ogni giorno appare più grande, bensì una mano troppo leggera…qualche esecuzione in più, di persone importanti, e oggi i Pahlevi regnerebbero sovrani a Teheran ! per il bene nostro e soprattutto loro !”
Cosa mi tocca leggere…
è che a te piacciono gli ayatollah 😀 a me i Pahlevi stanno simpatici a pelle 😀 comunque oggi c’è di peggio del regime iraniano dunque li si può tollerare e avere anche rapporti corretti con vantaggio mutuo
Al netto di qualche eccesso repressivo all’interno, mi paiono il faro dell’umanità.
Io instaurerei immediatamente in Italia una teocrazia cattolica sullo stesso modello: pluralismo religioso, ma centralità della Chiesa di Roma.
Alla faccia del cazzo, Peucezio.
Al netto degli eccessi repressivi, gli Ayatollah non sono praticamente nulla.
E la principale caratteristica del loro regime non è la centralità religiosa della Guida Suprema ma la sua dittatura politica.
@francesco, peu:
“Io instaurerei immediatamente in Italia una teocrazia cattolica sullo stesso modello: pluralismo religioso, ma centralità della Chiesa di Roma.”
“Alla faccia del cazzo, Peucezio.”
Ahahaha!
Sembrate provenire da un’altra galassia…
E’ che sto rileggendo “Storie della tua vita” di Ted Chiang (non c’e’ solo asimov e orwell, AdV…)
Ma dove vi ha trovati, Miguel… 😉
@ firmato winston
“E’ che sto rileggendo “Storie della tua vita” di Ted Chiang (non c’e’ solo asimov e orwell, AdV…)”
Lo conosco a memoria.
Lo leggevo a puntate a mia figlia, quand’era ragazzina, prima che si addormentasse.
La descrizione della relazione che intercorre fra il principio di minima azione e la meccanica newtoniana era oggetto delle primissime lezioni di Istituzioni di Fisica Teorica al 3^ anno di Fisica, perché è la base dell’approccio di Feynman alla meccanica quantistica. E Chiang la spiega come meglio non si potrebbe.
Consiglio TUTTI i racconti dell’antologia che contiene il racconto ‘Storie della tua vita’. Specialmente il primo, che poi è un racconto di fantascienza come lo scriverebbe un astronomo Babilonese.
Ciao!
Andrea Di Vita
@AdV:
“Specialmente il primo, che poi è un racconto di fantascienza come lo scriverebbe un astronomo Babilonese.”
si’! e non e’ nella fantascienza la sua peculiarita’
@tutti
sull’Iran (lo so, vi annoia…ma per condividere a chi interessa informazioni NON GIORNALISTICHE non molto diffuse e soprattutto recenti)
da un gruppo internazionale di viaggi cui sono iscritto (un po’ per curiosità, un po’ perchè tornare in Iran, magari a Shiraz che non ho visto, mi piacerebbe, anche se non è fra le mie priorità), dedicato all’Iran, sembrerebbe che la situazione stia tornando alla normalità:
resta una certa qual diffidenza verso noi occidentali e una maggiore attenzione a che non si entri nelle aree “sensibili” [per dire, io, nel settembre 2023, facendomi portare in taxi -là a buonissimo mercato- da Tehran a Esfahan sono passato per un bivio ove c’era l’indicazione “Natanz”, il mitico centro del programma nucleare iraniano 😀 orbene, oggi, non sarebbe più possibile e sia l’incauto auista che l’incolpevole viaggiatore sarebbero verosimilmente fermati e interrogati dal Komiteh-yi Enqelab-i Eslami “Comitato della Rivoluzione Islamica”, la polizia segreta, o addirittura dai pasdaran)
per il resto, tutto appare come prima..le guide obbligatorie (richieste per un attimo alla riapertura in agosto/settembre) non lo sono più, il visto è rilasciato facilmente anche per i turisti individuali di ambo i sessi -per i francesi e gli spagnoli con minori difficoltà in quanto la Francia e la Spagna hanno riconosciuto la Palestina cosa che è lodata dal regime iraniano; a noi un po’ più difficilmente in quanto la Meloni è vista come “nemica della Palestina” ma nulla di drammatico..ho letto di una ragazza italiana che ha avuto il visto in questi giorni, basta solo aspettare di più
vi è pure chi è riuscito ad ottenere un visto talebano a Mashhad ed entrare via terra in Aghanistan alla frontiera di Eslam Qal’a diretto a Herat, su un savari iraniano, analogo alle marshrutke sovietiche c’est-à-dire un minibus che parte quando pieno o quando l’autista ha voglia..o quando viene bakshizzato al giusto 😀 (l’Afghanistan è molto più duro e difficile dell’Iran e il contrasto culturale è più forte….a noi “cani infedeli” non è concesso viaggiare liberamente e bisogna chiedere il permesso ai talebani di ogni provincia, insomma i talebani di Herat parlano solo per Herat, a Mazar-i Sharif, Bamiyan, Kabul ecc ci sono altri talebani di cui bisogna ottenere il prezioso permesso)
per le donne occidentali, in Iran, basta un minimo foulard, per i maschi sarebbe opportuno evitare i pantaloncini corti…e bon (Mashhad e Qom sono però più conservatrici)
quindi l’Iran, e il suo meraviglioso popolo, sono ormai entrati nella fase post-attacco…o quantomeno così sembra..e sono felice per loro
la valuta è in caduta, oggi 1 euro vale 1.570.500 rial (ai tempi miei, 500.000, oltre un terzo !) ma spesso i cambi sono dati in toman ovvero bisogna dividere per 10* questo è un sito affidabile https://www.bonbast.com/ da pochissimo la Banca Nazionale dell’Iran ha emesso banconote da 5.000.000 rials (500 toman in senso largo), quando ci sono stato io il massimo era 2.000.000 (200 toman in senso largo) con l’effigie di Khomeini, che non comparirebbe sulla nuova emissione…indice di prossimo cambiamento ?
*ci sono due tipi di toman
il toman in senso stretto, 1 toman=10 rial (lo si usa colloquialmente) 100.000 toman=1.000.000 rials (e due/terzi di euro, en passant :D)
il toman in senso largo, 1 toman=10.000 rials (dunque 1.000.000 rial=100 toman) c’è sulle nuove banconote forse come preparazione all’eliminazione di quattro zeri “rial pesante” ma prima bisognerà trovare un passo del Corano che lo giustifichi altrimenti potrebbe finire male 😀
P.S
toman viene dal mongolo tumen..l’eredità di Gengis Khan e Hulagu 😀
@AdV:
“è la base dell’approccio di Feynman alla meccanica quantistica. E Chiang la spiega come meglio non si potrebbe.”
Be’ non esageriamo, per quel po’ che ne posso capire io, il QED di Feynman e’ molto piu’ entusiasmante! (se si intitola cosi’, e’ un libretto divulgativo della adelphi – che peraltro fa sembrare spazzatura senza senso, latinorum, quel po’ che ho letto dell’oggi molto piu’ famoso Rovelli).
In realta’ ho riletto questo racconto di Chiang, Storie della tua vita, perche’ ho avuto la disavventura di guardare il film “The arrival”, l’ultimo del forse 2016, che dice di ispirarsi ad esso, per vedere se cosi’ ne capivo qualcosa, del film intendo: in realta’ nel film a mio parere non c’e’ assolutamente nulla di nessuno dei concetti interessanti e difficili del libro, e non cerca neanche di metterceli dentro. Non capisco come possa affermare di ispirarsi al racconto di Chiang.
@habs
“iran”
Ma per capirsi li’ un chilo di pane o suo equivalente calorico quanto costa, al cambio in euro? Quanti chili se ne riescono a comprare, con uno stipendio medio netto mensile? Qui per dire con un mese di stipendio riesci a comprarne una tonnellata, direi, che copre abbondantemente dal punto di vista calorico il fabbisogno annuo di cibo, i circa tre chili quotidiani del soldato napoleonico (pero’ di una persona, non di una famiglia – d’altra parte con uno stipendio lordo, che e’ il vero guadagno mensile prima delle tasse, se ne comprerebbero due di tonnellate…).
Curiosita’: i molti studenti universitari iraniani che ho conosciuto perche’ a suo tempo vennero a studiare in Italia ai tempi pre-komeinisti e poi restarono qui, a causa del fatto che li’ nel loro paese l’accesso all’universita’ era rigidamente contingentato e meritocratico (quindi da noi arrivavano i peggiori che non superavano la selezione), mentre qui all’epoca si prendeva dentro tutti e quasi gratis anche se stranieri, mi dissero che quando arrivarono in italia trovarono un paese mediamente molto piu’ povero rispetto al loro (la magia dell’essere un paese petrolifero dopo il 1973!). Vaben che probabilmente erano figli di gente mediamente benestante, pero’ mi sa che l’Iran, Peucezio, non ha fatto un grande affare a mettersi nelle mani degli Aiatollah, fra l’altro col plauso delle sinistre europee: Komeini all’epoca pre-rivoluzione era ospite dorato e vezzeggiato a Parigi, corteggiatissimo dalle sinistre liberali tipo Eugenio Scalfari ad esempio.
Un bel capolavoro hanno fatto!
Con la pancia piena si ragiona molto diversamente che con quella vuota.
En passant da brussels si cerca continuamente di far passare una tassa (ma no!) sui cibi calorici, quelli che si mangiano non solo per lo sfizio di gustare il palato ma anche perche’ contengono quello che piu’ importa del cibo, le calorie, e che significativamente le ricche contessine di brussels chiamano “spazzatura”. Ma questa e’ la tassa “regressiva” per antonomasia, piu’ gravosa sui poveri e in sovrappiu’ proprio sul bene piu’ essenziale, il cibo che nutre. E’ una delle cose che trovo piu’ scandalose nella morale, anzi nel moralismo della ZTL brussellese.
Mio zio ha vissuto in Iran sotto la Shab e tutta questa ricchezza non l’ha vista, anzi…
Molto probabile che gli studenti universitari all’estero venissero da ambienti privilegiati (e se trovavano l’Italia più povera di casa loro, fs pensare che non avessero tanto contatto con il paese reale… )
Se è per questo ho conosciuto un viziatissimo studente “principino “… rwandese, che avrei preso volentieri a calci in culo.
“Eh ma sai al suo paese è di una famiglia importante…”
Beh qui è uno stronzo qualunque, invece!
Francesco,
“ma la sua dittatura politica.”
Francè, tu sei fissato con ‘ste dittature.
Te le sogni la notte.
Invece a me piacciono, guarda un po’.
1) perché sono un vecchio fascista, un uomo d’ordine;
2) perché quando comanda uno solo è esposto, risponde dei ciò che fa e quindi la situazione è paradossalmente più democratica, mentre nelle democrazie formali col fatto che nessuno decide veramente alla fine decidono gli apparati, le burocrazie e indirettamente quindi lobby, poteri esterni, in sostanza decide l’arbitrio del potente.
E probabilmente è il vero motivo per cui ti piace la democrazia formale e non la dittatura: perché odi il potere del popolo, cioè la democrazia in senso proprio.
Ma allora non saresti più onesto a dire che ami la dittatura delle élite, l’oligarchia?
Comunque non amo il regime iraniano in quanto dittatoriale (quello è secondario), ma in quanto teocratico e soprattutto in quanto baluardo contro l’integralismo sunnita iconoclasta e antitradizionale.
E meno male che c’è scritto “Pick Your Baby” … con
“Wählen Sie Ihr Neugeborenes aus” , invece, sì che ci sarebbe stato da preoccuparsi.
😇🙃😆😉
https://scenarieconomici.it/il-mondo-brucia-e-brucera-sempre-piu-carbone-le-previsioni-ottimiste-dellaie-smentite-dai-fatti/
Qualcosa non torna sul consumo di carbone.
E del resto, come scriveva Philippe Bihouix
https://www.amazon.it/L%C3%A2ge-low-tech-civilisation-techniquement-soutenable/dp/2021160726
“non siamo mai veramente usciti dall’era del carbone”.
Si sono soltanto spostate le miniere, a quanto pare.
Una brutta faccenda…
https://youtube.com/shorts/vKxwGV-8ERQ?si=4AQLkKMog3SAqP7u
Sapere perché la gente gioca a scacchi…
Si vede, che è una sofferenza.
🤔
https://youtu.be/KeMilgS1Oq0?si=Y_u0-FcEBVHqTD4I
Prima che a qualcuno venga in mente di salire su un cavallo…
https://youtu.be/cgu-XOhE5k8?si=GpyvbMJrQ0vqccrx
La città più grassa del mondo.
Potrebbe essere un Deep Fake fatto con AI … se non lo è, cambia poco: oramai è diventato molto difficile distinguere.
A quanto pare è vera … anche se credo che abbiano selezionato i più obesi apposta per fare più notizia.
Beh, quello di 340 kg l’avranno selezionato di sicuro.
Ma adesso c’è la pillola contro l’obesità.
Avrà chissà quali effetti collaterali.
Ma subito, appena approvata, ha ottenuto un gran successo.
I titoli in borsa sono volati.
https://scenarieconomici.it/usa-senza-freni-il-pil-del-terzo-trimestre-2025-vola-al-43-e-il-bazooka-fiscale-deve-ancora-arrivare/
Gli americani si confermano bulimici anche nei consumi, e poi qualcosa esportano, non si capisce bene cosa.
Robe immateriali immagino.
Comunque Trump li ha tirati un po’ su.
Anzi, parecchio.
Incredibile.
Io avrei detto che fallivano e scoppiava una guerra civile….
https://youtu.be/vVXTgDzaezs?si=SWzjHX0NaRzbkViz
Buon Natale con rivoluzione K.
Speriamo che il fisico Anselmi non dica delle cose indicibili. Ma, insomma, tanto per riprendersi dalla inevitabile messa, con canti dolciastri e presepe con statuine sproporzionate o troppo grandi o troppo piccole.
Un poco di metal politica internazionale natalizia ci può stare.
Lo studioso lo definisce “il primo esperimento di globalizzazione. Il mondo è diventato più piccolo, con la domesticazione del cavallo”
https://www.nationalgeographic.it/le-misteriose-origini-del-cavallo-domestico
Eccolo…il cavallo domestico è nato in Russia.
Età del Bronzo.
Ueh! ma tutto è successo nell’età del bronzo?
E le renne di Babbo Natale?
Età del bronzo pure quelle?
Mah. Si vedrà….forse.
Ah, no, no…
https://cordis.europa.eu/article/id/446820-finding-the-traces-of-animal-domestication-in-finland-s-reindeer/it
La ricerca ha consolidato l’idea che il passaggio all’allevamento di renne su piccola scala sia avvenuto intorno al VII secolo d.C. In questa prima fase, tra il 700 e il 1400 d.C. le mandrie di renne addomesticate comprendevano pochi esemplari e la dieta umana era integrata da operazioni di caccia, pesca e raccolta.
«La nostra ricerca ha confermato che in questo periodo gli umani alimentavano già le renne e le usavano come animali da tiro»,
In effetti di gente in sella a una renna non mi pare di averne mai vista…
Annibale aveva provato con gli elefanti … stranamente NON ha fatto scuola.
Si, la renna è più piccola del cavallo e non può portare tanto peso in groppa.
Ma c’è qualche lunatico che ogni tanto la cavalca per sfizio.
Credo che sia l’unico gioco che valga veramente la pena saper giocare, oltre ad essere il più universale
Mentre Maurensig indica più volte che gli scacchi sono un gioco pericoloso, che finisce per dominare il giocatore; per Zweig sono come un veleno. Gli scacchi hanno un che di magico, ogni partita è come qualcosa di vivo e la scacchiera è un mondo per nulla limitato, e nient’affatto innocuo.
https://it.wikipedia.org/wiki/La_variante_di_L%C3%BCneburg
Insomma, per certi, gli scacchi danno una certa dipendenza. Come la dipendenza dal cibo. E non mi so spiegare come si possa trovare anche una motivazione così grande per andare a cavallo, quando la bestiaccia non pensa ad altro che a liberarsi di te magari facendoti rompere l’osso del collo.
Che poi il cavallo non si sente nemmeno in colpa se ti ammazza. Anzi, potrebbe anche esserne felice.
A frequentare i maneggi, perlomeno dalle mie parti, sono quasi esclusivamente ragazze e donne.
In effetti non metterei le passeggiate a cavallo tra gli sport estremi…
Non vedo cosa ci sia di male nel passeggiare col somaro. È che a certe amazzoni serve il cavallo per darsi un contegno.
In fondo, sfilare in cavallo non è come andare in groppa a un somaro.
Puffo
Ammetto che mi incuriosiscono le tue fisse (cioè in generale “le fisse”…più sono strane e più mi incuriosiscono)
Che ti hanno fatto i cavalieri? È un hobby come un altro (un po’ costoso immagino)
E gli scacchi?
Le fisse
In generale mi incuriosiscono le cose “tirate”. Tenuto conto che tutta la nostra società è “tirata”.
Poi vado in cerca di sostituti meno tirati.
E quando ho trovato il sostituto lo approfondisco e mi tengo aggiornato sui suoi progressi.
Gli scacchi sono più rilassanti se giocati contro una scacchiera elettronica. Diversamente per molti, me compreso, sono una tortura psicologica.
Il cavallo, appunto, perché no, il somaro.
È più amichevole.
Peraltro sto leggendo i “Saggi scettici” di Bertrand Russel, e insomma….
Il grande logico filosofo pacifista se la prende con le ‘credenze’.
Bertrand Russell fu un convinto pacifista. Riteneva che il miglior governo fosse una federazione mondiale tra stati liberi. Si oppose alla partecipazione del Regno Unito alla prima guerra mondiale. Per la sua posizione fu prima allontanato e poi perse la cattedra al Trinity College dell’Università di Cambridge; infine, nel 1918, fu incarcerato per sei mesi nella prigione di Brixton, poiché aveva protestato contro l’intervento degli Stati Uniti nel conflitto.
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/12/24/345477.html
E va be’. Oggi mi tocca imperversare.
La logica del Rinculo non può essere taciuta
Ha visto bene Travaglio.
Basta, basta
E poi mi tocca mangiare spaghetti con sardine. Pazienza.
Puffo
“ In generale mi incuriosiscono le cose “tirate””
Si questo lo capisco….comunque il cavallo è un hobby abbastanza diffuso e radicato (certo costoso, quindi non popolare, almeno da noi…in certe parti degli Stati Uniti è addirittura materia scolastica!)
Gli scacchi sono davvero un gioco straordinario, capisco che se uno è permaloso perdere può essere un pochino umiliante
Boh, conosco quintalate di persone che hanno fatto un po’ di equitazione (tutti vivi e vegeti…)
a parte le passeggiate col cavallo super paziente da bambino, sono stato anche sul cavallo argentino di un mio amico, anni fa:
anche se argentino, era addestrato all’inglese, quindi controintuitivo per me (la mia conoscenza equestre deriva dalle lezioni teoriche del mio povero papà, che sapva cavalcare, e dai film western…)
a parte che il cavallo, riconosciuta la mia incapacità, ha deciso da solo velocità e destinazione, non mi è successo nulla di male…
comunque non è una cosa costosissima.
Da bambino (viziatissimo, lo ammetto) stavano quasi per regalarmi un cavallo, poi non lo fecero perché nel tempo di pensarci qualcuno se l’era già comprato.
A scacchi so le regole di base, come un po’ tutti, e perdo regolarmente ogni volta che ci gioco.
Infatti non ci gioco.
Pino,
“A scacchi so le regole di base, come un po’ tutti, e perdo regolarmente ogni volta che ci gioco.
Infatti non ci gioco.”
Identico a me.
Credo di avere proprio il tipo d’intelligenza incompatibile con gli scacchi, poco analitico-processuale, molto intuitivo-sintetica.
Pino e Peucezio
“ Infatti non ci gioco.”
Ovviamente i gusti so gusti, ma a parte il gioco in sé una cosa che mi emoziona, si proprio emoziona, degli scacchi e la loro universalità! Ci ho giocato con gente di ogni parte del mondo e di ogni età
https://youtu.be/QcxcsCo6clA?si=sMMdyuH6uOX7WGOD
Ha solo il difetto di non essere di peluche.
Roberto,
credo dipenda dal fatto che è un gioco d’intelligenza pura, di strategia universale: ha poco o nulla di culturale.
@ PINO MAMET
Francesca Albanese diventa un Documentario nelle sale …
Maleficent?
https://mescalitofilm.com/distribuzione/disunited-nations/
Disunited Nations
@MIGUEL
Perché nei film Turchi quando un personaggio prova panico o angoscia si spinge un pollice contro gli incisivi ? … Che origine ha tale gesto ?
non siamo in Nord Corea, e neppure in Iran, ma questo tizio è veramente un grande viaggiatore (e un pioniere, a mia conoscenza nessuno da decenni è andato dalla Siria all’Iraq* via terra) e vi metto qui il suo resoconto di viaggio, pubblicato in un gruppo Whatsapp oggi..il tipo mi è ignoto, ma è un +34, quindi uno spagnolo
Hello, as this question has been asked here several times and i have never found information in any place about Al Bukamal-AlQaim border with own vehicle, i wanted to share my full experience with motorbike.
I went from Syria to Iraq, and the road from Deir ez zor to the border is probably the worst road I encountered on the entire trip. It was completely destroyed, passes through many villages, and is very slow. It also runs alongside the river, which is basically the dividing line for major problems, so I don’t think it’s a very stable area. It’s 130 km, but it took me around three to four hours.
Without a doubt, given what has happened in recent days and how sensitive the area is, you receive a lot of attention when traveling by motorcycle. When I was in that area, I wasn’t really sure it was a good idea.
The Syrian side of the border with Iraq was very fast, but the Iraqi side was horrible. Nobody understood why I was there alone with my motorcycle; they thought I was military. I spent more than five hours going from one office to another. They even had to wake up a man who was sleeping to give me a paper that I don’t really know what it was. They asked me a lot of questions, checked everything for a long time, and it was definitely very complicated.
Even so, I think crossing by bus must be easy, because the problems came mainly from customs, not from visas. Also, the people at that border —and this is not something that has happened to me in Iraq before— were demanding their share, and everyone wanted to charge extra at customs, not at the visa office, taking advantage of the fact that not many people cross there.
Maybe this was just my experience and others have had better ones, but for me it was very difficult. On top of that, nobody speaks English.
Another important thing is that, unlike other Iraqi borders where I’ve always been asked to pay in US dollars, here they only accepted Iraqi dinars, and there is no currency exchange. Luckily, I still had Iraqi dinars from the last time I was in Iraq, about one and a half or two months ago.
Both on the Syrian side and at the border, people didn’t understand why I was there alone, and everyone told me that the Syrian side was dangerous and that the Iraqi side was also dangerous, and that I shouldn’t cross that region of Iraq at night. In the end, it did get dark, and I had to ride very fast to Ramadi, which is generally considered a safer area. Nothing happened, but with everything people tell you, you probably end up overthinking things.
About this border, I want to add that I left at sunrise and arrived in Ramadi at 10 p.m. This means that, at least at this time of year, between checkpoints, roads, and the border itself, I find it practically impossible to ride only during daylight and still reach your destination.
About two months ago, I tried to do the route the other way around, from Iraq to Syria, and at a checkpoint after Ramadi they told me I couldn’t continue because it was dangerous. In any case, I think doing it from Iraq to Syria is quite delicate, because the stretch of road from the border to Deir ez-Zor is in very bad condition, and I don’t think riding it at night is a good idea. Also, they say it’s not very safe.
Finally, I should add that the road from Ramadi to the border is in excellent condition, among the best in Iraq. However, the checkpoints in that area were quite annoying and had very strange attitudes, something I can’t say about the rest of the checkpoints in Iraq after having crossed the country from Turkey to Kuwait. Even though I often don’t understand why they stop me so much and ask for so many things, at least they don’t have strange or controversial attitudes. In that area, I would say they do.
*l’Iraq in sè non è nulla di eccezionale, ci sono stato pure io (solo al Nord-Est), ma l’area vicino alla Siria è altro paio di maniche..i ribelli islamici potrebbero prendere il potere in ogni momento e il regime di Baghdad essere spazzato via..per fortuna allo spagnolo è andato tutto bene e me ne compiaccio ! Trump bmbardando l’area siriana prospiciente vi ha aggiunto del suo
C’è un nuovo Trend Woke Anti Bianchi : il Cannibalismo Medico di usare polveri di mummie (soprattutto) umane come medicine … ultimamente ne stanno parlando con toni scandalizzati come di una cosa risaputissima; la prassi viene datata fra Medio Evo e Ottocento in continuità come medicina standard.
E ovviamente chiunque sul Globo Terracqueo sia Bianco oggi (!) deve farne Mea Culpa …
@ PINO MAMET / PUFFO GIARDINIERE
Esiste anche equitazione con il cavallo giocattolo … e richiede un certo atletismo.
Sempre meglio del Quidditch di HarryPotteriana origine.
https://en.wikipedia.org/wiki/Quidditch_(real-life_sport)
Credo che sia “Latinorum Cringe” 😉 che combina “Quid” con “Itch”.
Hobby Horsing
https://en.wikipedia.org/wiki/Hobby_horsing
inventato in Finlandia
Ben, sì. Si comincia col cavallo a dondolo.
Macchinine a pedali….
Adesso ci sarebbero anche le velomobili.
Nessun rischio in teoria. In pratica si viene subito stirati da un Tir. Non mangia biada.
https://www.lifegate.it/zephyrus-auto-pedali-made-italy
Yabbaddabbaddabbadoooooooooooo !
Dialoghi interculturali al massimo livello:
https://canaledieci.it/2025/12/23/rapina-al-campo-rom-mascherata-da-perquisizione-il-raid-dei-poliziotti-sospesi-che-si-erano-finti-carabinieri/
😀
https://www.nationalgeographic.it/il-re-erode-ordino-davvero-la-strage-degli-innocenti-dopo-la-nascita-di-gesu?utm_source=firefox-newtab-it-it
posso dirvi anche un’altra versione dell’aneddoto sul futuro Augusto (leggete l’articolo) e fare nome e cognome…si narra che sotto il consolato di M. Tullio e L. Antonio (M. Tullio è Cicerone, L. Antonio detto “Hybrida” è lo zio di M. Antonio colui che farà ammazzare il detto Cicerone, il 7 dicembre 43 a.C a Formiae..i due erano già collegati sin da quei tempi, la realtà supera la fantasia :D), ovvero nel 63 a.C=691 ab Urbe condita (secondo il computo varroniano, 690 secondo il computo dei Fasti Capitolini), gli aruspici predissero che in quell’anno a Velitrae (Velletri) sarebbe nato un bimbo che avrebbe regnato sui Romani e il pontefice Nigidius Figulus, uomo “dotto nelle cose umane e divine” e ben noto agli eruditi, propose che fossero messi a morte tutti i bimbi di Velitrae nati in quell’anno in quanto salvare la Repubblica era più importante della vita di molti innocenti “Salus reipublicae suprema lex esto”…Nigidius Figulus, però non fu ascoltato..C. Octavius nacque, VIII giorni prima delle calende di ottobre di quell’anno consolare (ciò che allora corrispondeva al 23 settembre e dopo la riforma del 46 a.C di Giulio Cesare al 24 settembre, tanto che alcuni mutarono la data di nascita in giorno IX ante Kal. Oct..altri fecero festa l’VIII e il IX, Smirne celebrava il 24 settembre, altre città asianiche il 23 settembre*) e in effetti pose termine alla libertà di Roma, assumendo tutti i poteri e divenendo di fatto “Re” sui Romani…così era scritto e così avvenne
>>> Francè, tu sei fissato con ‘ste dittature.
Ragazzi, ringrazio per questo bellissimo regalo di Natale e faccio a tutti i migliori auguri.
Nonostante il Giubileo, sto molto a corto di speranza, quindi la invoco dall’alto per tutti.
Ciao
Buona viglia a tutti!
Buon Natale !
(per i russi, se qualche seguace di Kirill ci segue, buona festa di S. Germano d’Alaska e di San Sinesio Romano martire, che confessò la fede sotto Aureliano, imp. 270-275 d.C)
P.S
Zelens’kyj ha (o avrebbe) pubblicato i 20 punti di pace ucraini….
sono molto diversi da quelli russi (ça va sans dire) ma neppure troppo….
se Trump fosse, non dico un mediatore serio ma quantomeno un mediatore di mediocre autorevolezza, con un po’ di pressione sui due galli del pollaio, la pace si potrebbe avere entro febbraio….ambedue sono stanchi e non vedono l’ora di voltar pagina, vogliono solo un po’ di pressione in modo da poter dire “mi hanno costretto” e soprattutto desiderano salvare la faccia….
il guaio è che Trump non è credibile
Buon Natale!
Buon Natale e Buone Feste a tutti!
Buon Natale!
Buon Natale, e Yule, Sol Invictus, Saturnalia e Angeronalia festivitante!
Il sole a arricominciato a riviviversi pure stavolta🌞
e finché dura fa verdura
https://www.romanoimpero.com/2013/05/culto-di-angerona.html
…In questo periodo invernale la luce veniva meno, fino alla parità di ore distribuite tra il giorno e la notte, è quella di Angusti Dies, dove il sole “tum tristitia quadam contrahit terram”.
In questa immagine di Cicerone per descrivere il tempo del solstitium, rimanda all’angoscia un po’ come Macrobio:
“tempus quo angusta lux est, cum velut abrasis incrementis angustaque manente exstantia, ad minimum diei sol pervenit spatium, quod veteres appellavere brumale solstitium, bruma, a brevitate dierum cognominantes, id est ……, ex quibus latebris vel angustiis rursus emergens ad aestivum haemisphaerium”.
Angerona,
la tristanzuola dea silente dei segreti sussurati col freddo scuro delle brume opache con l’indice della mano destra sulle labbra chiuse
https://i.pinimg.com/736x/a9/21/ee/a921ee8deda160bbcccb758928247b7c–pagan-festivals-the-romans.jpg
“…La stessa etimologia del nome della dea è connessa alla radice
*ang- e dunque al verbo angere, “stringere”, nelle accezioni già
analizzate di angor, il senso di angoscia che opprime l’animo, di angina, la malattia che porta a una sensazione di soffocamento, ma anche di angustus dies anni, il giorno più breve dell’anno, quello, appunto, del solstizio…”
file:///C:/Users/User/Downloads/1825-Articolo-5699-4-10-20150721.pdf
Cara Dea dell’Attasso🙏
sorry
il link al PDF Ciro Parodo:
“Angerona e il silenzio del confine. Tempi e spazi liminari di una dea romana muta”
(in Medea, vol. I°, n. 1, 2015) era questo sotto
https://www.academia.edu/19730380/C_Parodo_Angerona_e_il_silenzio_del_confine_Tempi_e_spazi_liminari_di_una_dea_romana_muta_in_Medea_vol_I_n_1_2015_pp_1_23
Per Ros
“Angerona,
la tristanzuola dea silente dei segreti sussurati col freddo scuro delle brume opache con l’indice della mano destra sulle labbra chiuse”
Mi hai regalato una nuova dea, grazie!
Regali di Natale inattesi…
L’altro giorno una mia cliente che ha una piccola agenzia di traduzioni, mi ha mandato un bonifico di 488,80 euro, per una mia vecchia fattura.
Controllo e vedo che lei me l’aveva già pagata mesi fa; e così le faccio io un bonifico per pari importo.
Ci siamo scambiati i regali di Natale.
“…Controllo e vedo che lei me l’aveva già pagata mesi fa;
e così le faccio io un bonifico per pari importo…”
eeeh co sta’ mania del controllo che c’ avete tutti voiautri🤔
Consideralo un sacrificio iniziatico di benvenuto e buon viatico alla silente quiete di Angerona;
lei in cambio ti sussurrerà suspiriosamente i meglio indicibili segreti così piano che – sssssst – non riuscirai a sentirli🤫
en passant, il 25 dicembre (per loro tuttavia era ancora il 12 dicembre*) del 1917 fu proclamato per la prima volta il “potere sovietico” a Khar’kov (Kharkiv), dando inizio al dualismo fra la Rada di Kyïv (Kiev) e il Soviet di Khar’kov, il primo autonomista il secondo leninista 😀 il bello è che Rada e Soviet significano esattamente la stessa identica cosa “Consiglio”
forse anche Putin se ne è dimenticato 😀
o forse lo rammenta bene, ma non vuole irritare Kirill, che non ama Vladimir Il’ič (et pour cause !)
*il nuovo calendario, nelle aree sovietiche, entrò in vigore il nostro 14 febbraio 1918 (si passò direttamente dal 31 gennaio v.s/13 febbraio n.s al 14 febbraio)..in quelle non-sovietiche il 1 marzo 1918, o anche dopo
“in quelle non-sovietiche il 1 marzo 1918, o anche dopo”
Intendi nelle aree controllate dai Bianchi?