Corri corri sulla tua sedia a rotelle, contro la loro Bmw

A Barberino di Mugello, Pierantonio Cianti detto "il Ciantòlo", operaio in pensione, 71 anni, si è fatto saltare in aria. Lui insieme alla casa da cui lo volevano sfrattare.

Ieri mi ferma per strada il Mercante di Case, di cui ho già parlato qualche volta… vende dimore, e sogna mondi allo stesso tempo. Sta bevendo uno spritz al bar, e mi racconta…

“E’ venuta da me una signora anziana sulla sedia a rotelle, con la badante, per dire che la sfrattano dalla casa popolare, e sta cercando casa”.

Il Mercante di Case mi rincorre per darmi il telefono della badante.

La chiamo, accento romeno/moldavo, e riesco a capire che la casa appartiene a Casa Spa; che la proprietaria invalida su sedia a rotelle e appunto con badante, ha superato una soglia di risparmi che tutto insieme…

  • la rende troppo ricca per godere di una casa popolare
  • la costringe a lanciarsi in concorrenza con tutte le multinazionali che speculano sul turismo a Firenze
  • le permetterebbe forse di trovare uno scantinato con bagno, inaccessibile con sedia a rotelle, ma solo rinunciando alla badante (che finirà per strada pure lei, solo che non sta sulla sedia a rotelle e quindi ha meno punti-sfiga).

Lo sfratto è per giovedì prossimo (di solito ti suonano verso le sette di mattina). Mi attacco al telefono dove posso – per fortuna Firenze è un villaggio; ma non ho molte speranze.

Però mi rendo conto di colpo che abbiamo un sistema che riconosce solo due poli: i competitori per vincere da una parte, sopravviva chi può, dall’altra i disperati assoluti, che vanno aiutati, poverini.

Se sei totalmente nella melma senza alcuno spiraglio, forse un aiuto te lo diamo. E sennò, arràngiati a concorre con le multinazionali della speculazione immobiliare. Corri corri sulla tua sedia a rotelle, contro la loro Bmw…

Di solito si reagisce, accettando proprio questo principio, ma mettendosi poi a lottare a colpi di bastoni per ciechi e protesi, per le briciole. Siccome spesso sono stranieri quelli che riescono ad accumulare più punti-sfiga, ecco che nasce la fantasia che siano gli extracomunitari a cacciare di casa gli italiani. E quindi, prima gli italiani!

E allora mi viene in mente l’immagine dello scemo del villaggio.

Scemo è una parola che mi diverte, perché gente che non ha problemi a mandare la polizia a cacciare di casa gli anziani, ti guarda storto se usi simili parole antiche.

Ma scemo vuol dire semplicemente, mancante di qualcosa.

Come nella famosa traduzione in italiano dell’Eneide,

Già visto ho la cornuta e scema luna

Tornar tre volte luminosa e tonda

Lo sfigato contemporaneo brancola nella solitudine; al massimo c’è qualche singolo normale che si occupa di dieci, cento sfigati insieme. Penso all’amica israeliana che per anni, quasi da sola e con una società chiusa alle spalle, si è trovata a occuparsi di palestinesi e immigrati tailandesi alla canna del gas; o alla Carla con le sue quattro amiche settantenni che dà da mangiare a novecento famiglie di disperati a Firenze.

Ma se a badare a novecento famiglie di disperati, fossero i 350.000 abitanti di Firenze e non solo la Carla?

Lo scemo del villaggio (autistico, down, claudicante, novantenne con l’Alzheimer, orbo…) ha attorno, appunto, un villaggio. Forse lo sfottono, ma è pur sempre il figlio del cugino, è pur sempre bravo a star dietro alle pecore: non è solo la propria sfortuna. Come lo zio Bechir, immigrato clandestino zingaro down che era preziosissimo perché sapeva star dietro ai bambini molto meglio degli altri.

Decenni fa, in Trentino, incontrai lungo un sentiero una splendida e alta figura virile, uno di quegli uomini che ti danno un senso di fiducia e di forza, che mi salutò con un “salve!” che mi ricordo ancora.

Qualcuno poi mi disse, è la sorella del Sindaco“.

Era la caratteristica che saltava agli occhi degli esseri umani che la conoscevano sin da bambina, che ne rispettavano la grande intelligenza e il carisma: senza relegarla in qualche ghetto di sigle anglosassoni, tipo, the LGBTQIA+ Community: la sua “comunità” era la comunità di tutti, la sua eccentricità non era maggiore di quella che abbiamo ciascuno di noi. E lei con me, ironizzava affettuosamente delle eccentricità degli altri cittadini di quel paese.

Però se è così, se vogliamo fare qualcosa per gli scemi sapendo che scemiamo altrettanto in qualcosa anche noi, la prima cosa che dobbiamo fare è mettere in piedi il villaggio, organizzarci come maggioranza, attorno alle fragilità di ciascuno di noi. Anche perché prima o poi, la campana suonerà per ciascuno di noi.

Stasera, un giovane di Gaza, con la faccia sorridente da toscanaccio e la barba, ci ha insegnato a danzare la dabka, con una musica che si ripeteva sempre.

Che la dabka la danzano vecchi e giovani, uomini e donne, e bambini pure, e tenendosi per mano in tanti, con un ritmo che scuote i corpi… a ogni festa, compleanno, con ogni scusa, per ritrovarsi, rigenerarsi, riprendersi la mano comunque insieme davanti alla catastrofe.

Questa voce è stata pubblicata in esperienze di Miguel Martinez, Firenze, mundus imaginalis, resistere sul territorio, riflessioni sul dominio, urbanistica e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

112 risposte a Corri corri sulla tua sedia a rotelle, contro la loro Bmw

  1. Ros scrive:

    Miguel: “…la proprietaria invalida su sedia a rotelle e appunto con badante, ha superato una soglia di risparmi che tutto insieme…

    la rende troppo ricca per godere di una casa popolare…”
    Ho a fianco due vecchietti ottantenni, miei vicini di casa, che hanno lo stesso dilemma.

    Ti hanno risparmiato (mangiando pane e cipolla) sul conto in banca quella somma al centesimo precisamente precisa per l’onorario delle onoranze funebri:
    cassa base povery class in compensato, fiori di campo e il posticino scognito al camposanto con la lucetta, assieme per entrambi.

    Che ci tengono a finire assieme nell’eterno riposo.

    E tutto ciò per non pesare sui figli con la partenza imminente, e per quel senso del decoro antico e “cosa dirà la gente”.

    Questa sommetta precisa precisa per l’inumazione tutto compreso * li rende magnati in specula che non rientrano in nessun programma assistenziale o bonus utenze.

    Pur facendo la fame con una pensione minima che va tutta in farmaci salvavita.

    * Ma quanto minchia costa questa mafia delle pompe funebri?😳
    Manca poco che con la somma che ci vuole a obbligatoriamente spenderci ti ci potresti comprare la casa.

    Io col cazzo che lo faccio!
    A cose fatte e stirato le zampette possono tranquillamente buttarmi nella monnezza 😒

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ros

      “Ho a fianco due vecchietti ottantenni, miei vicini di casa, che hanno lo stesso dilemma.”

      Grazie del racconto…

      Ecco perché credo che le storie che racconto sull’Oltrarno siano quelle più universali, perché abbiamo tutti dei vissuti simili, vicende che ci pongono gli stessi dubbi.

      Mentre il Donbass, e chi c’è mai stato (a parte Habs che di sicuro è stato anche lì)?

      Eppure il Donbass eccita molto più gli animi, dei vicini di casa.

      Boh, misteri della psiché umana.

      • Ros scrive:

        “due vecchietti ottantenni”

        stanno lì tutteddùe mano manuzza ad aspettare i titoli di coda:

        Terrorizzati dalla loro vulnerabilità e bisogno altrui, pregando d’andarsene assieme;
        pregando Dio solo per questa Grazia e non finire, il reduce, da solo a perso disperarsi in qualche lager ospizio.

        Qualche giorno fa mi ha suonato la moglie nella notte, piangente e imbarazzata dal dovermi disturbare.
        Il marito andando in bagno era caduto e non riusciva ad alzarsi da solo, lei col fischio che poteva aiutarlo.

        Non sapevano che fare.

        E’ stato due ore a terra lui, prima che si decidessero a suonarmi

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Donbass”

        Nessun mistero della psiche umana.

        Il punto è che una persona qualunque legge di una storia come quella di questa signora e certo si dispiace ma sa di non potere fare nulla perché non ha una casa vuota da mettere a disposizione della signora né sa come vadano modificati i regolamenti che le faranno perdere la casa né ha il potere di farlo.

        Però una cosa la sa: che se invece di andare ad arricchire gli idraulici-orafi che forniscono i cessi d’oro ai banderisti i soldi delle tasse andassero alla costruzione di alloggi popolari il problema della signora e di tanti altri come lei sarebbe risolvibile.

        Logico dunque che si incazzi per il Donbass.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Nessun mistero della psiche umana.”

          Sono d’accordo sulla seconda parte, ovviamente.

          Sulla prima, meno. Nel caso specifico, la badante della signora è andata in vano da un avvocato. Poi è andata da un agente immobiliare. Che non sapeva cosa fare (ci sono a Firenze circa 700 appartamenti in affitto in tutta la città, immaginarsi la concorrenza), ma si rivolge a me.

          Io non so cosa fare, ma chiamo il giornalista.

          Il giornalista intervista la signora, si pubblica l’articolo, e il giorno dopo il Comune – che stava per mandare la polizia mercoledì per cacciarla di casa – annuncia che ha trovato la soluzione, farà pagare un affitto di 500 euro al mese.

          Ora, è ovvio che non chiedo a qualcuno che abita a Genova o a Milano di intervenire così su una vicenda fiorentina; ma magari dalla vicenda fiorentina, si può trovare uno spunto per agire su situazioni a Genova o a Milano.

          Ovviamente motivo in più per non voler dare soldi per cessi d’oro e missili.

          • Miguel Martinez scrive:

            “Ovviamente motivo in più per non voler dare soldi per cessi d’oro e missili.”

            Aggiungo però che la mia possibilità di incidere sul futuro del Donbass è pari esattamente a zero; mentre con meno dispendio di energia, magari riesco a incidere concretamente su una situazione vicina.

            • Francesco scrive:

              Beh, non direi Miguel. Quando ci convocano a votare, puoi votare Salvini, che è contrario a spendere soldi per cessi d’oro e missili, oppure Meloni, che è favorevole.

              Se vince Salvini, certo, quei soldi andranno a suo cugino e non a chi ha bisogno di aiuto per la casa.

              Ma anche quello è colpa tua, che voti il Partito a Firenze e loro continuano a fare quello che facevano prima.

              Anche io, a Milano, se avessi votato Sala mica potrei lamentarmi del traffico lasciato al caos perchè così la gente si stufa delle auto e passa alle bici!

              PS un pò scherzo, un pò no. Sul Donbass la soluzione giusta mi pare evidente, sull’abitare no.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “agente”

            Ecco, ti già sei un’eccezione: conosci sia l’agente immobiliare sia il giornalista.

            L’uomo della strada manco quelli.

            Può solo votare. Può farlo per chi manda i soldi ai banderisti o per chi non vuole (finora). Ma il suo voto non cambia direttamente la sorte della signora.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Ecco, ti già sei un’eccezione: conosci sia l’agente immobiliare sia il giornalista.

              L’uomo della strada manco quelli.”

              L’operaio in pensione che abita sotto di me, conosce me.

              Io conosco Padre Giuseppe, priore di Santo Spirito.

              Padre Giuseppe conosce molto bene il nuovo Papa.

              Non sottovalutare le conoscenze dell’Uomo della Strada.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Papa”

                Sì, vabbè! 😉😉

                Anch’io una volta ho avuto uno scambio di e-mail con un premio Nobel della Fisica.

                Questo non aiuta mia figlia a sostenere gli esami all’ETH di Zurigo.

                È vero che una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso.

                Ma sempre del sapone ci vuole.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ““Papa”

                Sì, vabbè! 😉😉”

                No, io credo che tutti noi, se ci mettiamo, abbiamo i contatti per cambiare la situazione nel luogo in cui viviamo.

                Io sono un traduttore sconfitto dall’intelligenza artificiale, che in banca non ha praticamente niente, non ho alcun incarico ufficiale, sono anche avanti negli anni…

                Però se voglio, posso fare incontrare una badante moldava picchiata dal marito, con un giornalista della cronaca locale.

                E magari salvare la casa a lei e alla donna che la ospita.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                vedi che la tua parte yankee riemerge sempre?

    • PinoMamet scrive:

      Questa cosa delle pompe funebri andrebbe indagata per bene.

      Mi sembra in fondo un’altra “tassa sui poveri “, solo che non va allo Stato.

      È tutto un sistema per cui il povero viene criminalizzato, come nell’epoca barocca o nel Settecento.

      Non riesci a pagare una multa? Ti arriva cinque anni dopo (no, un paio di mesi strategicamente prima che parta la prescrizione) moltiplicata quasi per dieci, con vari trucchi contabili da strozzino istituzionale.
      Perché sei “furbetto ” e vai punito.

      Hai un ex convivente che non si fa mai vedere e non manda un euro per il pupo che devi allevare a forza di secondi e terzi lavoretti precari?
      Il figuro ha riconosciuto il pupo, e quindi risulta nel suo ISEE comprendente auto, moto ecc. e non hai diritto a niente.

      (Sono entrambi casi veri; immagino ce ne siano migliaia, anche di peggiori, ma questi li ho conosciuti).

      Bisognerebbe non solo, ovviamente, spendere molto di più, e molto meglio, per lo stato sociale.
      Ma anche fare un cambio di mentalità generale… a noi gli anni Ottanta e Novanta ci hanno distrutti.

      • Ros scrive:

        PinoMamet: “Questa cosa delle pompe funebri andrebbe indagata per bene”

        In Sicilia (non so altrove) è cosa nota che sia solitamente gestita da onorate famigghie.

        Nel New Jersey “i Soprano” hanno di norma in mano il business dei rifiuti …
        e in Trinacria quello delle salme😎.

        Assai spassoso su come è gestito il trapasso negli USA:
        “Il caro estinto” di Evelyn Waugh

        https://www.radiospada.org/2022/02/il-caro-estinto-di-evelyn-waugh-un-romanzo-satirico-sul-vuoto-spirituale-del-mondo-moderno-e-degli-stati-uniti-in-particolare/

      • Peucezio scrive:

        Le pompe funebri sono una mafia parassitaria che gioca sul fatto che si può evitare di andare al ristorante stellato, ma non di morire.

      • firmato winston scrive:

        @pino:
        “Questa cosa delle pompe funebri andrebbe indagata per bene.”

        E’ un lavoro da intoccabili che non vuole fare nessuno, e chi lo fa lo fa per soldi, molti soldi, approfittando del fatto che non puoi fare il tirchio quando ti muore un parente.
        Un altro ambito dove si puo’ guadagnare sono i matrimoni e le nascite: pero’ meno, perche’ non si puo’ fare i tirchi, ma non e’ lavoro da intoccabili.

        Adesso abbiamo sdoganato tutto (vedi la pubblicita’ Taffo), ma un tempo erano un sacco i lavori considerati indegni per una persona rispettabile, da intoccabili: il prestatore ad interesse, il curatore fallimentare, l’esattore delle tasse, il commerciante… non so se lo sapete, ma quando arrivano i curatori fallimentari per primissima cosa coi beni del fallito si intestano un molto lauto assegno a proprio compenso, poi arriva lo stato che esige le tasse arretrate con le pantagrueliche sanzioni, e infine se resta qualche briciola, che non resta quasi mai altrimenti non ci sarebbe il fallimento, va ai veri creditori…

        Non so se sapete neanche questo, ma i militari della guardia di finanza sono i piu’ pagati fra i loro colleghi… ma quelli col piu’ alto tasso di suicidi, mi puntualizzava lamentandosene un conoscente pensionato (grazie al cazzo…)

        Ma in un certo senso oggi la maggior parte dei lavori e’ “da intoccabili”, perche’ sono sotterraneamente percepiti piu’ o meno indirettamente come parassitari, cioe’ frutto di uno scambio col trucco e non equo col pizzo a cui si e’ obbligati a sottostare, col sovrappiu’ di dover fingere gratitudine, per paura (anche verso le professioni degli ordini, peraltro, cos’e’ un commercialista se non un esattore delle tasse travestito da privato professionista, che bisogna pagare due volte? o un architetto-urbanista che spoglia il cittadino del pieno possesso della propria casa – senza passare attraverso di lui e pagare l’obolo per i suoi timbri, si e’ liberi solo di pagarci le tasse).

        Servirebbe si’ un cambio di mentalita’… come abbiamo gia’ detto, un periodo buono ci fu quando venne momentaneamente defenestrata la classe dirigente di cui bene o male fu riconosciuta la responsabilita’ di averci trascinato nell’ultima disastrosa guerra. Ma nel giro di un paio di decenni e’ tornato tutto come e peggio di prima (molto prima degli anni ’80: il periodo buono e’ finito, paradossalmente, nel corso degli anni ’60: mentre si parlava di piu’ liberta’ e diritti in qualche ambito esistenziale, succedeva il contrario in tutti gli altri ambiti – e continua ad essere cosi’, in un crescendo deleterio).

        Se l’europa ricca di oggi sta morendo, mentre quella distrutta del dopoguerra in poco tempo si ricostrui’ e torno’, pur da sconfitta, molto piu’ ricca di prima, ci sara’ un motivo… (quella sconfitta dagli americani, meglio puntualizzare: l’altra e’ tornata ancora piu’ indietro, e’ un fatto).

      • roberto scrive:

        Da noi c’è la possibilità di disperdere le ceneri in un bosco…75 euretti e les jeux sont faits! Un po di più se vuoi l’albero ma a me basta il prato.
        Se conti l’incinerazione te la cavi con un 1.500 euri

        https://environnement.public.lu/dam-assets/fr/forets/beschkierfecht/kehlen-f.pdf

        Tanto chissà i figli dove andranno a vivere, avranno foto e ricordi a sufficienza senza aver bisogno di una tomba

        (Mi gratto)

        • Ros scrive:

          Roberto: “da noi c’è la possibilità di disperdere le ceneri in un bosco…75 euretti e les jeux sont faits! Un po di più se vuoi l’albero ma a me basta il prato.
          Se conti l’incinerazione te la cavi con un 1.500 euri…”

          1500 euri!!!
          E uno l’incinerazione non se la può fare da solo nel giardino assieme alle frasche da potatura e le costine, braciole, lonza e puntine per la grigliata?

          Assai assai 20 € di carbonella e 75 poi per la cerimonia in campagna, ci metto pure – to’ crepi l’avarizia che si muore una volta sola – birrette, pane e panelle e crocchè, e le bomboniere a gadget per ricordo, con 150 euri mi ci si deve portare il resto🤔

          • roberto scrive:

            Credo che 1500 euri comprenda tutto, preparare il defunto, il trasporto al crematorio, il barbecue, la cerimonia, le pratiche amministrative…poi ai lussemburghesi la CNS (la cassa malattie locale) rimborsa 1127 euri…a noi eurocrati invece niente visto che non paghiamo le tasse qui

      • Francesco scrive:

        Cosa c’entrano gli anno 80 e 90 scusa?

        non vorrai inventarti un’Italia onesta fino alla nascita della TV di Berlusconi?

        neppure Rosi Bindi è ancora arrivata a tanto

        • PinoMamet scrive:

          Tu vedi Berlusconi vs comunisti dappertutto, Francè…

          a me poi Berlusconi stava antipatico quando facevo i primi anni di università, per dovere di giovane-di-sinistra;

          con gli anni, e l’esperienza cuginesca, ho imparato a vederne anche i lati positivi.

          Era uno sporco affarista, aveva le mani in pasta dappertutto, raccontava storielle volgari nei posti meno indicati, era sessista e puttaniere.

          Ma aveva anche dei difetti.

          Comunque no, non c’entra niente l’onestà.

          Credo anzi che per come è fatto il sistema italiano un po’ di disonestà
          (qualche lavoretto in nero ecc.) sia necessario se non indispensabile.

          C’entra che in quel periodo sono cominciati a finire i tempi d’oro.

    • Peucezio scrive:

      Ma non potrebbero prelevarli e tenerseli sotto il mattone?
      Tanto cosa possono essere, cinque, diecimila euro?

      • Ros scrive:

        Peucezio: “…Ma non potrebbero prelevarli e tenerseli sotto il mattone?
        Tanto cosa possono essere, cinque, diecimila euro?…”

        Costo minimo di media dipartita legale in “povery class” con cassa in cartonato, calle di fossato e messa muta va a finire sui 6000 euri, a cui andranno aggiunti:

        • La concessione del loculo: Il costo richiesto dal Comune per l’utilizzo dello spazio cimiteriale (in alcune città pesa quanto un monolocale)

        • La lapide e le lavorazioni: Il costo del manufatto in marmo o granito, inclusa la posa (pare che li facciad’obbligo griffati solo Michelangelo quando non ti lavora per il Papa🙄)

        • Le operazioni cimiteriali: Le tasse per l’apertura e la chiusura del tumulo.

        solitamente in tutto sono circa 12000 (nel 2021 ho seppellito mio padre per questa cifra).

        Due persone, supergiù raddoppia.

        Tenere tale somma in casa?

        I° fa loro paura. E il dove metterli, e il dimenticarsi dove li si è messi, e se ti entrano in casa il gatto e la volpe.

        II° dovrebbero ritirare i contanti poco alla volta e in un lungo lasso di tempo per non ritrovarsi le fiamme gialle e l’antiriciclaggio in casa mitra spianati.

        Così che dopo avere provato a ritirare qualche somma iniziale si confondono, s’abbattono e lasciano perdere.

        Per risparmiare qualcosina c’è la cremazione
        (mica tanto a conti fatti poi)

        https://www.taffofuneralservices.it/blog/cremazione-pro-e-contro-vantaggi-e-svantaggi-di-una-scelta-funeraria-sempre-piu-diffusa/

        ma i cattolici cristiani dice che tocca risorgere con tutto il corpo mica come grigia polvere di fumo🙄

        Eppoi parenti e conoscenti – ad averceli – dove ti vengono a trovare il 2 novembre?

        Son tutte camurrìe😒

        Io quando sento che è ora e/o mi sono rotto i coglioni me e salgo inverno su in montagna e m’assietto placido e mi faccio bella statua di ghiacciolo a salutare i viandanti pellegrini.

        Oppure, meglio ancora😽🥳!!!, mi faccio mangiare tutto dai miei gatti

        • Ros scrive:

          “Taffo Funeral Services diventa Tanuba:

          un nuovo nome per un’identità più forte e condivisa.
          La scelta nasce dall’esigenza di tutelare una community di oltre un milione di persone e di trasformare un cognome in un simbolo collettivo.

          Tanuba unisce “Taffo” e “Anubi”, divinità egizia dei defunti, richiamando radici e futuro.

          Dalla community nasce anche Tanuba, la mascotte:
          una baretta in giacca e cravatta, emblema di ironia e partecipazione.
          Oggi il gruppo conta più di 40 sedi in Italia e un modello di franchising centralizzato che garantisce qualità, coerenza e una crescita stabile tra i 15 e i 16 milioni di euro annui”

          70 anni di attività
          40 sedi i tutta Italia
          26 parco auto
          e
          100% casi di successo”
          😇

          https://www.taffofuneralservices.it/wp-content/uploads/2025/10/tanuba-taffo-mascotte.png

          • Ros scrive:

            Euronews
            “Le associazioni svedesi che si occupano di sepolture hanno iniziato ad acquisire grandi appezzamenti di terreno per costruire nuovi cimiteri ed essere pronte in caso di crisi o guerra.

            Per fronteggiare un’eventuale crisi o guerra, diverse società di pompe funebri in Svezia hanno iniziato a comprare ampi appezzamenti di terra…
            ‘iniziativa fa seguito a una raccomandazione della Chiesa di Svezia e si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni con la Russia nella regione del Mar Baltico e della recente decisione della Svezia di aderire alla Nato.

            Secondo la Chiesa di Svezia, le associazioni di sepoltura hanno la responsabilità di garantire la disponibilità di terreni sufficienti per seppellire circa il 5 per cento della popolazione di una parrocchia, se ritenuto necessario.

            Goteborg investe nella costruzione di un nuovo cimitero.

            L’Associazione per la sepoltura di Goteborg, che opera nella seconda città più grande del Paese, sta attualmente cercando di acquisire almeno 40.470 metri quadrati di terreno per assicurarsi di poter gestire le sepolture urgenti in bara per un numero teorico di circa 30mila morti in caso di guerra…

            Stoccolma vuole essere pronta!”

            https://it.euronews.com/my-europe/2024/12/30/svezia-le-societa-di-sepoltura-cercano-piu-spazio-per-i-cimiteri-in-caso-di-guerra

            così si fa! Responsabilmente assennati bisogna d’essere👆

  2. MOI scrive:

    Nel frattempo, c’è gente che senza possedere nulla… sta festeggiando 🥳 sui Sòscials che Elone Muschio sarà il Primo “Trillionaire” della Storia.

  3. MOI scrive:

    AI OVERVIEW

    A Trillion = 10¹² ; 10^12

    in figures is 1,000,000,000,000, which is a 1 followed by 12 zeros (10¹²) and represents one million millions on the short scale, the common system used in English-speaking countries.

    • Ros scrive:

      MOI: “A Trillion = 10¹² ; 10^12”

      vuoi mettere i fantastiliardi di zio Paperone?

      Secondo Carl Barks, zio Paperone possiede 1 multiplujilione, 9 obsquatumatilioni e 623 impossibidilioni di fantasticatrilioni di dollari e 62 centesimi.

      Dov’è il deposito di questo tane Musko?
      Tu l’hai visto?
      Ce li fa i bagni e i tuffi nelle monete?
      E le sue monete fan din din din a farle risuonare sul selciato ad una per una?

      https://cdn.tomshw.it/storage/wp/new-images/2021/06/deposito-di-paperone-8-170727.jpg

      Credo di più ai puffi che sono tutti blu che alla realtà concreta e dindineggiante dei suoi soldi

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Ros

        “fantastiliardi”

        Oh che gioia
        oh che diletto
        oh che sport
        piuccheperfetto
        fare tutte le mattine
        tante allegre nuotatine
        fra le tante monetine

        …come canta il Paperone di Carl Barks…

        …il quale nell’immortale capolavoro ‘Zio Paperone e le lenticchie di Babilonia’ e in quell’altro ‘Paperone pesca lo skirillione’ spiega tutto quello che c’è da sapere nella vita sull’economia, mentre in ‘Zio Paperone e il rifugio sotto zero’ e ‘Paperino e i gamberi in salmì’ spiega tutto quello che c’è da sapere sulla Guerra Fredda…

        (il Bombastium! il professor Bronislao Pof! La Grande Brutopia, e tutti i lavandini del suo popolo felice!)

        Sono queste le letture che mi hanno formato davvero nell’età che conta, prima di scoprire Orwell, Borges e Chesterton.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • MOI scrive:

          Da qualche parte ho letto che il personaggio “Uncle Scrooge”, in origine, era stato pensato come Ebreo … poi fu cambiato in Scozzese perché più “reletable” 😉 alle masse alle quali il fumetto era destinato.

          • firmato winston scrive:

            Moi, magari lo sai meglio di me, ma nel caso non fosse, occhio che lo zio Paperone di Carl Barks e’ molto diverso da quello italiano: il suo Paperone e’ tirchio e affarista, ma con un incrollabile senso dell’etica negli affari: la sua parola vale. Lo stesso quello piu’ recente di Don Rosa.

            Ci sono dei racconti che sono anche commoventi, controfirmo il giudizio di AdV e Ros.

            Barks e’ inconfondibile: pensa pero’ che chi ha l’eta’ per averlo letto in “originale”, ha scoperto solo moltissimi anni dopo che era lui l’autore: all’epoca, gli autori disney dovevano restare anonimi, e solo Disney doveva risultare come l’Autore. Le ristampe successive comprese quelle odierne sono di scarsa qualita’ perche’ la disney, all’epoca, letteralmente brucio’ gli unici originali delle tavole di Barks. Sarebbe da revocargli il copyright dei “Paperi” retroattivamente solo per questo… invece scatenano torme di avvocati per ogni minima supposta trasgressione, e il congresso ha allungato la legge sul copyright apposta per loro, che e’ una bestemmia per la tradizione del brevetto americano, che deve essere severo ma a un certo ragionevole punto scadere e diventare di pubblico dominio.

        • Ros scrive:

          Andrea Di Vita: “Sono queste le letture che mi hanno formato davvero nell’età che conta, prima di scoprire Orwell, Borges e Chesterton…”

          avrei potuto benissimo fermarmi ai dodicianni con le letture dei Classici di Walt Disney, le illustrazioni didascaliche dell’enciclopedia de “I Quindici” e Alan Ford e non sfogliare mai più una pagina e niente sarebbe davvero cambiato nella mia formazione psicologica e culturale.

          Ciò che è venuto dopo è solo passatempo.

          Mi sa che ai dodicianni i giochi formativi erano gia belli che fatti e finiti;
          a quel punto c’era già tutto il pacchetto pieno e niente da potersi significativamente aggiungere.

          Era forse James M. Barrie ad aver detto, supergiù, che nulla che ti succederà dopo i dodici anni avrà più veramente più importanza nel definirti e individuarti?

        • firmato winston scrive:

          @AdV:
          “Orwell, Borges e Chesterton”

          AdV, oltre a Paperone, pure Chesterton!
          Siete tutti strani e inclassificabili, qui dentro.
          A proposito di Orwell, vi suggerisco di nuovo la lettura o piu’ probabilmente la rilettura del “Mondo Nuovo” di Aldous Huxley (col suo seguito, “Il ritorno”). Huxley ha predetto il futuro attuale MOLTO meglio di Orwell, ma solo adesso si puo’ rendersene pienamente conto.

          Non solo, Huxley ad un certo punto del racconto o nel suo commento non ricordo, dice che gli studenti, peraltro dell’epoca della scrittura del “Ritorno al mondo nuovo”, quindi comunque diversi decenni fa, gia’ ammettevano che avrebbero preferito vivere in quella che lui cercava di descrivere e mostrare come una ributtante distopia. Eccoli accontentati e, in effetti, istupiditi ma relativamente felici.

          Eventualmente provate.

          • Ros scrive:

            firmato winston: “Il mondo nuovo” rispetto a “1984”.

            Entrambi i romanzi sono distopie
            ma in effetti diverse, quasi opposte.

            Quella di Orwell era in fondo una scontata condanna al totalitarismo dei soviet
            (della dittatura e del potere in genere qualsiasi colore fosse) con cui si era concretizzato il sogno dell’ideale comunista da lui pure condiviso, e tramutatosi in un incubo
            (“La fattoria degli animali”, dove tutti gli animali sono uguali ma alcuni – i maiali – sono più uguali degli altri).

            La distopia in Orwell era violenza, tortura, gulag, rieducazione, annichilimento d’ogni idea, parola, pensiero …
            possibilità di sogno REM persino.

            Huxley
            – che fu membro della Fabian society –
            insieme al fratello biologo e genetista Julian, sentiva una vocazione da ingegnere sociale
            non scevra d’esotica spiritualità positivista, tra Steiner e quella Tradizione di
            “La filosofia perenne”

            https://www.adelphi.it/libro/9788845911408

            la teosofia della Blavatsky pure …
            una new age ante litteram in cocktail.

            Un’idea sociale la sua di socialdemocrazia d’impronta eugenetista scandinava alla Olof Palme ma iperfuturista high tech di quelle che con l’amore di una mamma robot ti seguono e ti curano dalla culla alla morte, a patto e necessario compromesso del modificare, annichilire, ammorbidire ogni fase fallica freudiana;

            la limitata, capricciosa, contraddittoria e bambinesca psiche umana.

            L’amigdala e tutto ciò che irrazionalmente porta e comporta.

            Huxley fu anche appassionato cultore e sperimentatore di sostanze psichedeliche, la moglie racconta che durante la fase terminale della sua agonia volle farsi l’ultimo trip come viatico a mo’ di Bardo Thodol, il libro tibetano dei morti atto ad accompagnare il viaggio.

            Vedere:
            “Moksha”

            https://www.animamundiedizioni.com/prodotto/moksha-scritti-sulla-psichedelia-e-sullesperienza-della-visione/

            e l’assai noto “Le porte della percezione”

            Niente esplicite violenze, sopraffazioni, gulag e torture nel suo Mondo Nuovo rispetto alla distopia tirannica di Orwell;

            l’uomo nuovo è da costruirsi con le più buone e tecnologiche maniere;
            tanto ordine superiore e paternalismo high tech.

            Tecnologia invasiva, eugenetica, manipolazioni fisiche e mentali …

            M soprattutto un per tutti disponibile e fondamentale accesso al paradiso artificiale
            (senza di esso non si reggerebbe mica😳)

            – il Soma appunto –

            «Noi abbiamo bevuto il Soma e siamo divenuti immortali.
            Noi abbiamo raggiunto la luce, abbiamo incontrato gli Dei.

            Che cosa può fare a noi la malvagità dell’uomo mortale o la sua malevolenza, o Immortale?»

            https://it.wikipedia.org/wiki/Soma_(bevanda)

            Tanta somiglianza il Soma vedico con il Ciceone eleusino!

            Nessuno vorrebbe mai vivere nell’incubo orwelliano, ma a tanti in fondo non dispiacerebbe una società-alveare senza bisogni e conflitti, senza amigdala e adrenalina, ordinata e funzionale come quella che Huxley ci descrive.

            Il boom esponenziale di ansiolitici, tranquillanti, antidepressvi eccetera fa pensare in proposito.

            A pensarci su niente Ego, competizione, odio, guerre, ambizione, invidie;

            pappa e gioco assicurate…

            non sembra mica malaccio!🙄

            In un racconto di Stephen King:

            “The End of the Whole Mess” nell’antologia di racconti “Nightmares & Dreamscapes”, un capace ingegnere sociale decide di farla finita con violenza, ambizione, guerre;

            farla finita con l’adleriana-schopenhaueuriana Volontà di Potenza insita all’Homo sapiens .

            L’esperimento sociale, tragicamente, riesce.

            L’umanità lobotomizzata diviene ebete, ma tanto buona😇

            pooscia s’estingue in santa pace in una sorta di Nirvana.

            Con la visione Huxleyana passeremmo a comunità d’alveare dove ognuno avrà il suo posticino e nessun dubbio.

            Un élite pur sempre gestirebbe il passo, magari un intelligenza artificiale.

            Il romanzo sembra sussurrare
            – in sottotesto –
            quella contraddizione e ambiguità che Huxley stesso a tal proposito doveva sentire:

            ne condannava gli esiti certamente,
            ma … migliorando qua e la …
            affinando in qualche modo …

            dopotutto … 🤔

            Non si dice che le vie dell’inferno sono sempre lastricate dalle migliori intenzioni?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato Winston

            “MOLTO”

            No.

            Huxley ha completamente ignorato il ruolo della manipolazione del linguaggio (che limita la libertà di pensiero indipendente) e del terrore, che può essere il terrore de gulag ma anche solo il terrore della precarietà, la paura di perdere il proprio posto nel mondo.

            Quella di Huxley è una società rimbecillita, non una società impaurita. Ed è una società dove il protagonista può parlare liberamente con un Alpha al di fuori di una cella.

            Ma soprattutto è una società dove la manipolazione delle parole e’ del tutto assente, dove la bogdanofsktyzzazione dei personaggi è vantata, non nascosta.

            Solo in Orwell si vede chiaramente l’oratore che a metà di un discorso cambia il bersaglio delle proprie invettive con la folla che accetta tutto senza un batter di ciglia.

            Quella di Huxley è una distopia quasi hollywoodiana,un Gattaca addolcito.

            Quella di Orwell è la realtà descritta nel terzo volume delle “Origini del Totalitarismo” di Hannah Arendt (totalitarismo nuova forma di governo data dalla combinazione di paura e ideologia) e della “Lingua Tertii Imperii” di Klemperer (la modifica del significato delle parole) su un canovaccio di Zam’jatin (lo Stato Unico) e di Butler (la tripartizione del mondo).

            Ridurre “1984” a un attacco allo stalinismo poteva andar bene alla CIA durante la Guerra Fredda, ma il libro è molto di più: è una disamina della natura stessa del potere, un inizio di risposta – così Orwell stesso aveva pensato – a Machiavelli. Ci trovi dentro tutta una serie di materiali presenti nella produzione orwelliana -dall”onnipresenza dei teleschermi con le loro musichette al ruolo delle atomiche all’esautorazione del pensiero scientifico ridotto a puro produttore di tecniche del dominio.

            Per chi fosse interessato:

            https://www.pulplibri.it/ragionare-su-george-orwell/

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Ros scrive:

              Beh è verissimo quello che dici;

              1984 risulta assai più disturbante, anzi è nauseante;
              ho avuto proprio questa sensazione a leggerlo.

              Sensazione di malessere e irredimibile trappola;
              parrebbe la rappresentazione metafisica di un girone infernale nella sua eterna pena.

              Non può davvero esistere durando nel tempo.

              Huxley fa tutt’altro.
              La sua visione – e qui ha ragione Firmato Winston – è possibile, è attuabile. assai più vicina alla direzione che la nostra società High technology pare naturalmente prendere senza troppe resistenze.

              Il Potere descritto da Orwell non può mai durare in una realtà possibile, ma soltanto nell’eterna pena di un un inferno metafisico.

              Huxley ha la genialità di introdurre nella sua distopia qualcosa che possa fare si che regga e duri:
              il Soma.

              E’ il Soma che fa di che la popolazione aderisca ad una simile strutturazione.

              Grazie alla possibilità del Soma non vi è bisogno di alcuna violenza
              (nessuna dittatura può mai durare se retta dalla sola prevaricazione) e la popolazione vi aderisce con naturalezza.
              Il Soma da loro ciò di cui umanamente hanno bisogno: l’ immaginazione e il sogno.

              Quella di Huxley è stata una grande intuizione.

              Prima la televisione, oggi web, social e smartphone… e domani chissà🙄
              sembrano assomigliare più alla dimensione ricreativa, distruttiva, e di scarico mentale del Soma che all’occhio efferato e paranoico del grande fratello

              • Ros scrive:

                “…sembrano assomigliare più alla dimensione ricreativa, distruttiva…”

                dimensione distrattiva era,
                non mica distruttiva☹️

                dimensione distrazionale, ecco!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Ros

                “Soma”

                Huxley presuppone una società del benessere. Il suo mondo non conosce la penuria materiale. C’è Soma per tutti.

                Huxley denuncia quello che sarebbe potuto diventare l’utopia sognata dagli scientisti positivisti: un mondo fatto di grattacieli di candido cene tò e cristallo, un mondo che -cone già aveva previsto “The Time Machine” di Wells- si sarebbe retto solo su una distinzione biologica prima ancora che castale fra Alpha, Beta, Gamma , Delta ed Epsilon.

                Orwell dice espressamente che il suo mondo è invece dilapidato rispetto al nostro, che pure un membro del suo Partito Interno conduce una vita morigerata e austera rispetto a quella di un Inglese della classe media dell’epoca Vittoriana.

                In Orwell si dice anche espressamente che “il possesso di un pezzo di carne di cavallo è la differenza fra la povertà e la ricchezza in una città assediata” e che proprio per questo la città deve sentirsi assediata: perché solo così si possono mantenere i rapporti di potere in cui alcuni possono dare soffrire gli altri mantenendosi così al di sopra degli stessi.

                In Huxley, co e in Zam’jatin, non esistono guerre. In Orwell la guerra è perpetua, e proprio per questo è un pilastro dell’ordine, proprio per questo la guerra è pace. E solo ignorandolo la si sopporta: l’ignoranza è forza. E se la schiavitù libera l’essere umano dalla necessità di dare delle scelte, allora la libertà è schiavitù.

                Alla descrizione di chi allora è più vicino il mondo attuale: all’irenico Huxley o al disincantato Orwell?

                In quale dei due romanzi la guerra è sottofondo di tutto, come da noi (quando Bush jr. proclama la sua “forever war”)?

                In quale dei due romanzi si richiede di credere contemporaneamente e senza pensare a una tesi e al suo esatto opposto, come da noi (quando prima la Russia da una parte è una minaccia per la pace e dall’altra è ridotta a cannibalizzare le lavatrici)?

                In quale dei due romanzi si spettacolarizza la morte dall’aria (come nelle riprese dei droni che colpiscono i “terroristi”)?

                In quale dei due romanzi il lavoratore è perpetuamente sotto la spada di Damocle di perdere la sua identità e di diventare una “non persona” (o un senzatetto o un precario senza dignità)?

                In quale dei due romanzi l’Inghilterra si separa definitivamente dall’ Europa solo per diventare un’appendice dell’America?

                In quale dei due romanzi il grande quadrilatero fra Dakar, Brazzaville, Singapore e Darwin diventa perpetuo terreno di scontro per lo sfruttamento delle risorse?

                In quale dei due romanzi si fantastica di armi sempre più potenti quando ci sono già le atomiche destinate a non essere mai usate?

                In quale dei due romanzi si riscontra un continuo quanto inconfessato desiderio di apparire normali, mente si spendono risorse enormi per azzerare la privacy mentre i servizi pubblici vanno a pezzi?

                E potrei continuare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita: “…Alla descrizione di chi allora è più vicino il mondo attuale: all’irenico Huxley o al disincantato Orwell?”

                Il mondo immaginato da Huxley,
                è vero, non conosce la penuria materiale poiché vige un unico governo mondiale pacificato tramite il sistema casuale.

                Non vi è guerra, crimine, ne penuria poiché l’ingegneria sociale pianificando la demografia tramite l’eugenetica impedisce squilibri e sovrappopolazione;

                Lo sviluppo tecnologico permette facili e universali benefici per una popolazione tenuta numericamente sostenibile.

                Difatti sembra a tratti quasi volere essere un’utopia
                – tipo Città del Sole di Campanella o la Nuova Atlantide di Francesco Bacone – che una distopia del terrore.

                Quella di Huxley pare il sogno bagnato degli illuministi (se non addirittura illuminati alumbrati rosacruciani😀).

                Hai ragione a dire che l’attualità (se pur con i tratti profondamente “Soma-tici della società dello spettacolo di Baudrillard e Debord che fan capo ad Huxley) è orwelliana,
                ma la direzione prossima futura potrebbe – o vorrebbe – essere huxleyana, forse🙂

                Quella d’Orwell non dura minga!🤔

              • Miguel Martinez scrive:

                “Andrea Di Vita: “…Alla descrizione di chi allora è più vicino il mondo attuale: all’irenico Huxley o al disincantato Orwell?””

                Non lo so. Anch’io avrei votato Huxley, Orwell ricorda troppo l’antico mondo delle dittature dove la comunicazione è a senso unico, ordini dall’alto e obbedienza dal basso, una cosa oggi inimmaginabile.

                Ma vedo la coperta che diventa sempre più corta, e quando questo succede, forse passiamo da sistemi “progressisti/liberali” a sistemi molto più violenti.

              • Ros scrive:

                sistema castuale, non casuale.

                Il casino di etnie in India pare che sia durato senza scoppiare in una continua Ruanda balcanica grazie alla sistemazione in caste

              • Ros scrive:

                E poi,
                senza un Soma, verosimilmente , non si campa🙄

              • Ros scrive:

                castuale???☹️
                Castale -castalico- in caste …

                quello che è

              • PinoMamet scrive:

                “Il casino di etnie in India pare che sia durato senza scoppiare in una continua Ruanda balcanica grazie alla sistemazione in caste”

                …dubito che sia proprio così…

                diciamo che le caste hanno funzionato benissimo finchè nessuno le prendeva troppo sul serio ed erano solo un modo come un altro per indicare gruppi all’incirca etnici che facevano all’incirca lo stesso lavoro, ma potevano anche all’occorrenza cambiarlo.

                Oppure un modo complicato per rivendicare origini nobiliari, o per nobilitarsi, collegandosi ad origini mitiche di secoli e millenni prima
                (le varie caste di brahmani…)

                come se qualcuno andasse in giro nel 1600 dopo Cristo a dire di essere discendente di Omero e Tiresia, per dire…

                oppure a varie ondate di invasori NON indiani
                (le varie caste di neo-guerrieri-
                quelli antichi essendo unanimamente ritenuti estinti- che si ricollegano agli invasori persiani, sciti, unni… persino greci)

                più o meno come i nobili spagnoli rivendicavano discendenza da Los Godos e quelli russi dai Variaghi
                (e, ci informa Tolstoj, non ci credeva nessuno).

                In compenso, nel Ruanda è stata proprio la divisione in caste
                (Tutsi e Hutu erano caste a tutti gli effetti, non etnie come ammanito agli ingenui occidentali educati a canzoni di Edoardo Vianello…)

                a scatenare il genocidio…

              • Ros scrive:

                PinoMamet: “…dubito che sia proprio così…
                diciamo che le caste hanno funzionato benissimo finchè nessuno le prendeva troppo sul serio … In compenso, nel Ruanda è stata proprio la divisione in caste …
                a scatenare il genocidio…”

                Vero🙂

              • Ros scrive:

                Miguel: “…ma vedo la coperta che diventa sempre più corta, e quando questo succede, forse passiamo da sistemi “progressisti/liberali” a sistemi molto più violenti…”

                ma sono pur sempre sistemi transitori che spesso non permettono alcuna durevole stabilità.

                I governi dei colonelli vanno bene solo a gestire la transizione verso un nuovo ordine.

                Poichè c’è sempre in ballo la terza legge della dinamica dove ad ogni azione segue una reazione uguale e contraria a sparigliare i piani.

                Preferibilmente, e possibilmente certo🙄,
                si prenderanno più mosche con una goccia di miele che col barile d’aceto.

              • Ros scrive:

                “…forse passiamo da sistemi “progressisti/liberali” a sistemi molto più violenti…”

                è anche vero che rispetto alla placida stabilità della goccia di milele e Soma del tempo delle vacche grasse occasionalmente si può governare svernando in altri creativi modi; nel bene e nel male:

                Tal Giuliano da Empoli
                (che pur mi pare un piccinino schierato) ha appena publicato
                “L’ora dei predatori
                Il nuovo potere mondiale visto da vicino”

                https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/lora-dei-predatori-giuliano-da-empoli-9788858449325/

                “Da New York al Medio Oriente, dal palazzo dell’Onu all’hotel Ritz-Carlton di Riyad, Giuliano da Empoli ci accompagna in una serie di incursioni in territori dove il potere è basato sulla spettacolarizzazione, sull’uso spregiudicato delle informazioni e sulla capacità di generare shock continui.

                I predatori hanno capito come sfruttare il nuovo ordine globale.

                E il caos è il loro ambiente naturale.

                «Oggi è scoccata l’ora dei predatori e ovunque le cose stanno evolvendo in modo tale che tutto ciò che deve essere deciso lo sarà con il fuoco e con la spada.

                Questo piccolo libro è il resoconto di quei fatti, scritto dal punto di vista di uno scriba azteco e alla sua maniera, per immagini, piú che per concetti, nell’intento di cogliere il soffio di un mondo che sprofonda nell’abisso e la gelida morsa di un altro che prende il suo posto».

                mi pare sia troppo tragico e pessimista;
                preferirei restare sul sicuro attenendooi alle sempreverdi idee de “Il Manuale delle giovani marmotte”;
                il VI° in special modo 👆

                https://imgv2-2-f.scribdassets.com/img/document/102372219/original/3a18175258/1?v=1

              • firmato winston scrive:

                Vi consiglio di rileggere Huxley.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “inimmaginabile”

                Ma in Orwell le caste ci sono eccome: il Partito Interno, il Partito Esterno e i prolet.

                Solo che il progresso tecnico – l unico, per un materialista di ferro par suo – ha reso obsoleto il sistema delle caste.

                Lo rende obsoleto perché rende in potenza tutti al sicuro e coi piedi al calduccio. E in una condizione così ila subordinazione delle masse verso le élites si squaglia come neve al sole.

                A rimettere le cose a posto è la guerra. Guerra delle élites verso le masse, ottenuta con combattimenti limitati ma continui contro ipotetici nemici esterni ma che distruggono proprio le eccedenze prodotte dalle macchine che renderebbero tutti più liberi dalla paura. E l’isteria guerriera viene puntellata sia col monopolio dell’informazione sia col continuo instillare un senso di precarietà incombente, rappresentato dalla Psicopolizia.

                E più si è in alto nella scala sociale più si è fanatizzati, perché sono i più ricchi quelli con maggiori strumenti per capire il funzionamento vero del sistema ma anche quelli che hanno la maggior convenienza alla sua perpetuazione. Questa schizofrenia è la “controllata pazzia” in cui consiste l’ortodossia, il “non aver bisogno di conoscenza”, il bispensiero.

                Non c’è posto per chi manca di disciplina e lascia cadere la benda dagli occhi, chi comincia a dialogare con se stesso (il diario di Winston). È proprio il rifiuto di dialogare con se stesso il peccato supremo che Arendt contesta a Eichmann nel suo ‘Eichmann a Gerusalemme’. Compiendolo, tutti in Oceania sono ugualmente colpevoli: ricordiamo la scena in cui l’inquisitore fa riascoltare a Winston la registrazione del suo impegno a compiere attentati terroristici per conto della fantomatica Fratellanza.

                Ma le vera guerra eterna, quella che davvero consolida la disuguaglianza fra gli esseri umani, è quella dell’immaginario. E non solo per il teleschermo o la Neolingua. “Devi liberarti delle idee ottocentesche sulle leggi di Natura. Potrei liberarmi a mezz’aria in questa stanza, se il Partito lo chiedesse”.

                Belin, sembra di sentir parlare Peter Thiel o Elon Musk.

                È la guerra dell’immaginario, quella che in Huxley manca completamente.

                E che in Orwell, invece, è eterna.

                Lo aveva capito Valerio Evangelisti, che fa combattere i neonazisti della sua RACHE nelle guerre del futuro con armi che materializzano gli incubi dei nemici, e che al suo Eymerich fa mobilitare la Shekinah per fare esplodere Betelgeuse.

                Più in generale: Orwell afferma che “fin dalla fine del Neolitico” le diseguaglianze ci sono sempre state (gli Alti, i Medi e i Bassi) ma che il progresso ha sparigliato le carte, costringendo l’antica struttura per rimanere stabile (‘come un giroscopio’) a una guerra eterna , che è pace .

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                AdV:
                “È la guerra dell’immaginario, quella che in Huxley manca completamente. ”

                Tutto giusto, ma manca l’ultimo passaggio, che relativizzandolo rovescia (ricorsivamente) il significato di tutto quanto detto sopra, e’ che e’ l’unica cosa che rende un minimo interessante il racconto di Orwell, passaggio che manca completamente in tutte le volgarizzazioni che ne sono state fatte.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Comunque i teleschermi di Orwell non sono le TV, apparecchi puramente riceventi, ma i nostri aggeggi moderni.

                Nel film tratto da 1984 c’è la scena dell’istruttrice di ginnastica in modalità remota che riprende il protagonista che sembra impegnarsi poco. Non riesco a non pensare a quel mio vicino istruttore di fitness che durante il Covid faceva lezione dicendo agli allievi di tenersi inquadrati perché lui potesse controllare che non sbagliassero…

            • Peucezio scrive:

              Huxley descrive bene la società degli anni ’60, grosso modo, Orwell la nostra.

              Solo che Huxley sarebbe un progresso rispetto a Orwell: il potere che usa la carota anziché il bastone, il consumismo che addormenta i sudditi rendendoli contenti anziché il despota cattivo che li opprime e si diverte a vederli soffire.

              Questa è una prova in più di ciò che dico anni e cioè che la piega recente del potere non va intesa in senso progressivo ma regressivo: quando una società torna indietro, si contrae, involve e succede questo.

              Ma non è che si contrae perché si stanno esaurendo le risorse terrestri, come pensa Miguel, ma perché questa società era solo l’Occidente (in Africa non c’era il consumismo né Huxley) e nel momento in cui altri attori accedono alla prosperità l’Occidente non può non contrarsi.
              Sia nel senso che ce n’è un po’ di meno per lui, sia perché se ti bei di un monopolio e ti viene tolto, reagisci male: c’è un meccanimso d’invidia.

              Che è poi alla base della nuova moda occidentalista: il bello dell’Occidente è che aveva la capacità dell’autocritica.
              Oggi invece rivendica ossessivamente la propria superiorità, che in realtà ha perso, perché consisteva proprio nella sua maggiore libertà, pluralismo, pensiero critico, capacità di relativizzare e relativizzarsi, quindi l’atto stesso di rivendicare una superiorità ne è ipso facro la sua smentita.
              Questo è il paradosso in cui, in buona fede, cadono persone come Roberto (Francesco non lo cito perché non lo prendo sul serio: secondo me ci prende per il culo).

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Huxley”

                Sì, ma sono gli anni ’60 l’eccezione, mentre quella orwelliana tende a essere la regola.

                L’immenso surplus di beni e servizi del dopoguerra ha riempito i sogni del mondo tramite il cinema – è lì che sono nati i Nando Meniconi de’ noantri, i johnwayniti. Ma di fatto la crescita improvvisa del benessere materiale che all’epoca ha investito USA e vassalli è stato qualcosa di senza precedenti nella storia umana. Ed è immaginando una cosa simile, resa possibile da un progresso tecnico affrancato dalla guerra, che la fantascienza della Belle Epoque in Europa e del primo dopoguerra oltreoceano ha inventato quel mondo di torri svettanti, abiti attillati e macchine volanti che definiamo appunto ‘fantascientifico’ e che adesso ci sembra più antiquato di una crinolina Vittoriana. È lì che nasce la “nostalgia del futuro” che ancora ha fatto in tempo a provare la generazione dei boomer. Tanto la guerra era resa impossibile dalla Bomba (nei fatti) e dai super-eroi dei fumetti nell’immaginario; al pericolo giallo del Dottor No ci pensava per conto nostro 007.

                È questo mondo utopico che prima Wells poi Huxley giustamente satireggiano. Ma è il mondo di cui popoli stanchi di guerra giustamente favoleggiavano fra un rotocalco e un concorso a quiz.

                Ma la realtà costante, il basso continuo della storia, è la guerra.

                Non necessariamente la guerra materiale,a la guerra dell’immaginario ario; quel senso costante di precarietà che spingeva i contadini a eseguire le corvées per il signore trincerato in quel castello che prometteva loro protezione alla bisogna, e che spinge oggi la gente a non scendere in piazza contro un riarmo pretestuoso e devastante.

                Orwell descrive il mondo stabilizzato da questa guerra, che essendo perpetua e’, di fatto, una pace: la pace sociale, la resilienza di una piramide sociale contro ogni perturbazione.

                Huxley sfotte un sogno del passato ed è passato con esso; Orwell descrive uno schema ricorrente della Storia “dal neolitico in poi”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Mah, io credo che, al di là di riassestamenti e temporanei riflussi, la terza rivoluzione industriale con la rivoluzione antropologica che ne è conseguita sia un fenomeno irreversibile, come lo è stato l’antropocene, la rivoluzione neolitica e la prima rivoluzione industriale.
                Il fatto che oggi accusiamo un contraccolpo non significa che la strada non sia segnata.
                Pensa ai cinesi e agli indiani: vagli a dire che abbiamo scherzato e che non potranno vivere per le prossime generazioni come siamo vissuti noi negli ultimi sessant’anni.

              • firmato winston scrive:

                @AdV:
                “e che spinge oggi la gente a non scendere in piazza contro un riarmo pretestuoso e devastante”

                guarda che non e’ cosi’ semplice, e abbiamo come esempio proprio la nostra ultima seconda grande guerra: la seconda guerra mondiale e’ nata _anche_ dal rifiuto di alcuni popoli, stanchi per la precedente guerra, di affrontare a muso duro per tempo chi invece si apprestava a tentare di aggredirli per sottometterli, proprio in quanto molli e decadenti (affrontare i tedeschi, appunto, o perlomeno chi li rappresentava, Hitler, invece di abbozzare alle prime aggressioni pur di mantenere la pace a tutti i costi, cosi’ giungendo infine alla guerra totale (vedi Conferenza di Monaco, che e’ proverbiale, non puo’ essere ignorata)

                qualche parallelo c’e’

                di eventualmente davvero inquietante in Trump, Putin e XI c’e’ il fatto che sembrano essersi dimenticati completamente tutti della lezione di Monaco del 1938, chi per la groenlandia, chi per le periferie dell’ex impero sovietico, che per taiwan (e il tibet!!!)

                come conseguenza della politica dell’appeasement, gia’ nel ’40 praticamente TUTTA l’europa continentale era stata invasa dalla germania, guardate le cartine (motivo per cui il duce decise di interrompere il periodo di attesa di sviluppi della “non belligeranza”, entrando in guerra a fianco della Germania ormai apparentemente indiscussa vincitrice, con l’ulteriore per noi catastrofe che ne e’ seguita), apprestandosi infine a invadere la Russia, sperando se non nell’appoggio dell’inghilterra perlomeno nella sua non intromissione in una guerra tesa a sconfiggere il nucleo del comunismo realizzato – sbagliando completamente i calcoli, al punto di far succedere l’impensabile, l’alleanza del diavolo con l’acqua santa, l’URSS con gli USA e l’UK.

                L’apprendimento di questa lezione ha informato la realta’ dei rapporti internazionali dall’ultimo dopoguerra: dalla “lezione di Monaco”, a livello internazionale, si e’ preferito essere inflessibili sull’espansionismo militare di alcuni a spese di altri, piuttosto che ricadere nell’anarchia del bellum omnium contra omnes (vedi la tatcher con le falkland, che peraltro ha messo in moto il crollo, dopo quello argentino, dei regimi militari in tutta l’america latina, e anche questo andrebbe sottolineato)

                questo e’ il primo argomento che va considerato

                l’ucraina stessa ne e’ un esempio plateale: Biden fece l’errore colossale (ammesso che sia stato un errore e non un trabocchetto), smentendo decenni della politica di cui sopra, di far intendere a Putin che gli Usa non sarebbero intervenuti, che consideravano l’ucraina un affare interno russo, salvo poi cambiare idea da cui l’impasse attuale

                e’ lo stesso identico errore che fu fatto nel ’38, ai tempi della conferenza di Monaco

                leggi lo Shirer e, per una testimonianza diretta, Speer: sono dei testi molto piu’ avvincenti di un romanzetto

                io di questi argomenti ne so poco, ma non cosi’ poco da non poter capire che tu non ne sai nulla: sei molto abile dialetticamente e molto convinto, dovevi fare l’avvocato 😉 e’ bene pero’ che chi legge e ne sa ancora meno, si renda conto che l’argomento e’ serissimo e richiede un minimo di competenza per essere discusso, a meno che non si voglia fare la solita garrula gara di retorica dove tutti hanno sia ragione che torto e magari concludendo che ha ragione quello che ha torto ma e’ stato meno abile nella retorica, che e’ il modo migliore per passare infine alle mani, e alla guerra, quando non c’e’ una superiore autorita’ poliziesca che imponga con la forza la vittoria del torto: perlomeno si abbia l’onesta’ di ammettere, e di avvertire prima, di cosa si sta facendo.

                En passant, secondo me questo tipo di controversie c’e’ un solo modo di risolverle pacificamente: dando la completa autonomia alle regioni separatiste, con garanzia internazionale ARMATA di rispetto di quell’autonomia, PRIMA che la situazione si incancrenisca al punto da polarizzare odii interni tali da rendere impossibile la risoluzione pacifica del conflitto senza pulizie etniche e/o genocidi. Ma dev’essere fatto prima che gli odii si sedimentino, altrimenti non serve a nulla, o e’ addirittura peggio.

                Anche questa e’ una lezione che si dovrebbe imparare.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “al punto di far succedere l’impensabile, l’alleanza del diavolo con l’acqua santa, l’URSS con gli USA e l’UK”

                So che va di moda dirlo, ma non so quanto ci sia di vero.

                Francia e Regno Unito hanno dichiarato guerra alla Germania per proteggere la Polonia retta da un regime di estrema destra che aveva partecipato alla spartizione cecoslovacca, mentre a USA e URSS fu la Germania ha muovere guerra.
                L’Italia dichiarò guerra a tutti e quattro, invece, per cui strano che poi fossero tutti alleati contro di noi…

              • firmato winston scrive:

                non “meno abile”, “piu’ abile”

                faccio spesso di questi errori, non li correggo mai confidando nel fatto che chi legge, comprendendo il significato complessivo del discorso, li corregga da se’ o non se ne accorga neppure (che poi e’ lo stesso motivo per cui io li faccio senza accorgermene)

              • firmato winston scrive:

                “per proteggere la Polonia retta da un regime di estrema destra”

                MT, ormai gira una barzelletta:

                Papa’, mi fa male la gamba!
                Ma quale figliolo, quella di sinistra o quella di estrema destra?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Polonia tra le due guerre era retta da una dittatura nazionalista. Credevo fosse noto, al di fuori delle barzellette.

              • firmato winston scrive:

                E i suoi vicini invece?
                Da una parte c’era Stalin, dall’altra Hitler… che infatti se la sono spartita, quella maledetta Polonia… banderista, cosi’ impara 😉
                Mi sembra piuttosto ovvio che paesi vicini in rapporti conflittuali tendano ad avere regimi politici/religiosi diversi se non opposti. Polonia e, altro esempio, Irlanda, sono cattolici. Per il “nazismo” ucraino vale lo stesso. E c’hanno pure una chiesa “uniata”, no?
                Miguel lo chiama motore ad energia avversaria.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non so cosa c’entrino i vicini col ragionamento. Era per dire che non ci fu nessuna imponderabile alleanza tra diavolo e acqua santa, ma Hitler che attacca un regime nazionalista e potenze occidentali che intervengono in sua difesa, seguito da Hitler che attacca l’Unione Sovietica. Ha fatto tutto lui.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Danimarca-Norvegia e Svezia sono state in guerra per secoli ed aderirono entrambe alla Riforma, nessuno impedì agli epicoscopaliani e ai cattolici di allearsi nelle rivolte giacobite (eppure i primi sono molto simili ai loro nemici anglicani), i cattolici italiani e austriaci non ebbero problemi a scannarsi tra di loro e i cattolici soldati del Regio Esercito in dissoluzione non ebbero problemi ad unirsi agli ortodossi serbi e montenegrini per combattere contro i cattolici croati.

                Allo stesso modo, i vari nazionalisti dell’Europa orientale avevano tutti rivendicazioni territoriali sui propri vicini, altri nazionalisti.

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                negare che Orwell descriva il funzionamento dei regimi di Hitler e Stalin (o viceversa) mi pare un atto di grande audacia.

                Fjno a Trump, almeno, in Occidente regimi di quel genere non erano in vista.

                Poi ci sono le stramberie di Peucezio: certo che l’Occidente è superiore e sa di esserlo! perchè alla bisogna è capace di volgere l stesso sguardo critico su se stesso.

                Non capisco proprio perchè pensi che io stia scherzando.

                Ma torniamo a Orwell: la sua intuizione che il controllo sulla Storia sia parte fondamentale del regime è corretta e interessante. Mi basta leggere come Pino e MT si raccontano la Seconda guerra mondiale e dintorni per averne riprova.

                Più interessante è la svolta “alla Huxley” del mondo odierno, che abolisce la Storia lasciando un presente senza senso e profondità.

                Non so quale regime sia più forte.

                Ciao

                PS altra caratteristica notevole dell’Occidente era quella di accogliere altre culture e altri territori, arrivando AL LIMITE a sognare la fine della storia come susseguirsi di guerre.

              • firmato winston scrive:

                Francamente io non capisco cosa c’entrino i tuoi ragionamenti, anzi non capisco i tuoi ragionamenti proprio, stai ripetendo piu’ o meno quello che ho detto io dicendo che e’ sbagliato, evidentemente perche’ la stessa cosa se detta da te e’ giusta, se detta da altri e’ sbagliata.
                Ti invito a sospettare che questo possa far girare molto i coglioni ai tuoi interlocutori.

                URSS USA e UK si sono alleati o no contro Hitler? Si’.
                Erano il diavolo e l’acqua santa? Si’.
                E’ stato hitler a produrre tale situazione? Si’.
                Si era egli illuso che gli Usa e l’UK almeno non avrebbero sostenuto lo sforzo bellico URSS quando lui l’avesse attaccata per sbaragliare il comunismo sovietico, credendo che, dovendo proprio scegliere, avrebbero preferito lui a Stalin? Altrettanto si’.
                Quindi, l’alleanza degli altrimenti nemici USA UK e URSS fu per lui imprevedibile (ma improbabile anche per il resto delle persone dotate di normale comprendonio, fattene una ragione).
                Questo suo errore di calcolo non e’ un fatto secondario e senza importanza, se lo avesse previsto magari non si sarebbe lanciato in quell’impresa russa che fu per lui (e per noi suoi alleati) la fine.
                Hitler si riteneva in dovere di cancellare il comunismo dalla faccia della terra, e credeva di non avere come nemici Usa e UK almeno in questo. Inoltre, sua intenzione era spartirsi l’egemonia mondiale con l’Inghilterra, spettando a lui pero’ quella sul continente europeo, Russia compresa.
                Non e’ cosi’ strano, all’epoca l’europa nel suo insieme era ancora di gran lunga la maggiore potenza mondiale, in tutti i campi.
                In questa ottica, diventa preponderante la scelta di Churchill di aver scelto invece l’URSS.
                Adesso col senno di poi sembra scontato, all’epoca no.
                Per concludere il ragionamento, questa serie di eventi produsse la scomparsa dell’Europa dalla scena mondiale, Inghilterra compresa, e la sua spartizione fra Usa e URSS.
                Dillo niente.

                Sai perche’ chiamavano Thoreau* il “signor no”? Perche’ aveva la fastidiosissima quando non odiosa caratteristica di contraddire anche quelli che gli davano ragione.
                Adesso infatti si presume che fosse un cosiddetto “asperger”.

                * che pero’ e’ un personaggio che personalmente apprezzo molto, forse per non aver dovuto averci a che fare direttamente 🙂

              • firmato winston scrive:

                “Non e’ cosi’ strano, all’epoca l’europa nel suo insieme era ancora di gran lunga la maggiore potenza mondiale, in tutti i campi.”

                E, badate bene, la germania lo era senz’altro diventata, di fatto ma non di diritto, all’interno dell’europa continentale.
                I tedeschi credevano che, dopo italia olanda spagna francia inghilterra belgio portogallo, fosse arrivato il loro turno di primeggiare nel continente che primeggiava.

                Per noi europei e’ stato un enorme punto di svolta della storia.

                E ha ragione anche Miguel quando dice che le premesse furono gettate con l’inutile strage della prima guerra mondiale.
                Ma non era cosi’ automatico che dovesse finire cosi’.

                Il fatto di poter “vedere” il passato ci fa illudere che il futuro sia solo un passato prevedibile ma non ancora accaduto. Non e’ cosi’.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “Poi ci sono le stramberie di Peucezio: certo che l’Occidente è superiore e sa di esserlo! perchè alla bisogna è capace di volgere l stesso sguardo critico su se stesso.”

                Intanto sarebbe da capire cosa significhi superiore.
                Il Rinascimento effettivamente è stato una vetta di complessità e ricchezza nella storia umana, ma l’Occidente liberale borghese è merda nichilista, quindi semmai è inferiore, tranne che sul piano materiale, cioè sul piano più basso inferiore per definizione.

                Ma qui non stiamo parlando dell’Occidente borghese liberale.
                Quello che c’è oggi è la sua caricatura, la sua versione regressiva, imbarbarita, autoritaria.
                Cioè l’Occidente era davvero capace di autocritica quando ne aveva minori motivi, mentre oggi, che fa veramente schifo, più che mai, non la fa.
                Ed è normale che sia così: l’autocritica mica la fanno i selvaggi e l’Occidente si è tribalizzato.

              • habsburgicus scrive:

                E c’hanno pure una chiesa “uniata”, no?

                @firmato winston
                vero, ma anche falso.. non aiuta la generale superficialità di molti commentatori -anche altolocati- sulla questione, oltremodo complessa
                in breve
                1.da circa 1700 sino al 1793 (nel XVIII secolo, dai), praticamente tutti i cristiani di tradizione liturgica bizantina ALL’INTERNO della (morente) Rzeczpospolita erano, con pochissime eccezioni cristiani uniti o “uniati” (le eccezioni, in termini geografici odierni, erano le due seguenti: nel Granducato di Lituania, la Bielorussia del sud-est proprio nei luoghi ove è nato Lukashenka, cioè Homiel, Mahiliou, Mscislau ecc; nel “Regno di Polonia”, l’area di Uman’ in Ucraina ove peraltro c’erano oltre ai cristiani innumerevoli ebrei, e i villaggi politicamente “polacchi” subito oltre l’inclita città di Kijow/Kiev/Kyiv che dal 1667 apparteneva a Mosca e ove l’Unione era aborrita e ça va sans dire interdetta)
                2.dal 1793 al 1839 l’Unione fu eliminata, con successo, dall’Impero russo dunque ANCHE dalla (oggi) “banderista” Volinia, ove semmai gli ortodossi odierni sono autocefali, odiano Kirill allo spasimo ma si sentono “veri ortodossi” sotto Costantionopoli e considerano gli “uniati” dei poveretti 😀 [altro discorso sarebbe stato con un Papa vero, pre-Concilio, che avrebbe cinicamente sfruttato il tutto per realizzare una seconda e più vasta Unione 😀 idea che già frullò nella mente di Vel’jamyn Ruts’kyj, Metropolita “uniate”dal 1613 al 1637 e calvinista in gioventù, e del suo “concorrente” ortodosso Petro Mohyla, un moldavo, che intavolarono trattative segretissime con Urbano VIII, per creare un Patriarrcato di Kyiv sotto Roma che insomma, la mettesse nel didietro 😀 -scadendo di linguaggio- tanto alla Polonia quanto alla Moscovia e pure al Fanar :D..cosa che oggi farebbe esaltare Zelens’kyj..se conoscesse il fatto, ciò di cui si può legittimamente dubitare :D]
                3.l’Unione sopravvise SOLO in Galizia (allora austriaca e mai russa, al più occupata nel 1914-1915 e talune aree fino al 1917..ciò lo sa anche Putin 😀 fu sovietica, russa mai) e solamente in Galizia l’uniatismo è la religione delle masse ucraine..andate dall’uniatissima Ternopil’ (in Galizia) fino a Rivne (in Volonia) e già gli uniati diventano rari–ma le statue di Bandera aumentano 😀 dunque non c’è relazione frra le due cose, almeno diretta
                4.alcuni teorici più estremi dell’ucrainesimo, tipo Dmytro Doncov, venivano dal Donbas (si !), aree mai polacche e soprattutto mai uniate ! Doncov, il teorico del cosiddetto “banderismo” e “padre intellettuale” di Stefan Bandera diffondeva il suo Verbo di odio antimoscovita in russo, poichè non sapeva l’ucraino….poco male, altri lo tradussero..ma in polacco, mica in ucraino, almeno subito 😀 altrimenti l’avreebbero capito in pochi 😀 tutto è complesso là

              • firmato winston scrive:

                Habs, tutto molto complicato, ma se dall’analisi dei fatti reali che puntualmente elenchi passiamo alla sintesi, l’a-posteriori della specie diventa l’a-priori dell’individuo: stringendo, ogni pretesto va bene per litigare e differenziarsi dai vicini, compreso l’uniatismo, che ho portato ad esempio proprio perche’ risalta bizzarramente nel suo essere spiazzante. E’ il +1 della gara fra matematici.

                Non so cosa possa succedere nel prenderne atto, ma una volta che si e’ imparato qualcosa e’ impossibile disimpararlo (come l’andare in bicicletta: provate a disimpararlo).

                Raccontino di Achille Campanile su una gara fra matematici.
                Si alza il primo:”Un milione!” Applausi moderati.
                Il secondo:”Un milione di milioni!” Applausi piu’ convinti.
                Il terzo:”Un milione di milioni di milioni di milioni!” Applausi fragorosi.
                Ma il quarto:”Un milione di milioni di milioni di milioni!” e continua fra gli oohhh di meraviglia , “di milioni di milioni di milioni!” e va avanti “di milioni di milioni!” finche’ ha fiato e la voce non gli si riduce a un sussurro.
                Applausi scroscianti di tutto il consesso: eccolo il vincitore non ci sono dubbi!
                Senonche’ si alza un quinto ed esclama: “Piu’ UNO!”
                Viene giu’ il teatro dalle acclamazioni, lo portano in trionfo, e viene dichiarato vincitore assoluto.
                Quello battuto sul filo di lana torna a casa affranto, la moglie cerca di confortarlo ma non c’e’ niente da fare, piange, e’ inconsolabile:
                “E pensare che se avessi detto “Piu’ DUE!” avrei vinto io!

              • firmato winston scrive:

                Nel mondo vivente c’e’ una evidente pressione alla differenziazione, che peraltro si riflette nel linguaggio che discrimina (e non il contrario come credono i narcisisti-specialisti del verbo). Oggi sappiamo, o crediamo di sapere che non si puo’ mai dire, che ogni tanto avviene una grande estinzione: eppure, che si sia al primo avvio della vita sulla terra, oppure all’ennesimo sèguito di una grande estinzione, nel vivente c’e’ un afflato intrinseco alla differenziazione, che proseguendo nel suo cammino produce una inafferrabile mirabilia di diversificazioni dall’uno e nell’uno. Il bello e’ che e’ proprio il tentativo di confinarle, di limitarle e di sopprimerle che le nutre. Avviene a tutte le scale, ma come per tutti i brodi in cui si e’ immersi, non li si nota.

  4. MOI scrive:

    https://www.bbc.com/news/articles/cqjg22rey0lo

    What we know so far about Bondi Beach Hanukkah shooting

    ……………..

    https://tg24.sky.it/mondo/2025/12/14/sydney-sparatoria-bondi-beach-morti

    Sydney, spari a Bondi Beach durante festa Hanukkah: 12 morti, neutralizzati gli assalitori

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “What we know so far about Bondi Beach Hanukkah shooting”

      Che orrore…

      Lo Stato genocida, mentre ammazza migliaia di bambini, dice di essere lo Stato di una certa comunità religiosa sparsa nel mondo.

      Qualcuno ci crede, e sconvolto dallo sterminio di bambini, decide di fare una cosa orribile e idiota per vendicarli: spara su gente della comunità religiosa di cui lo Stato genocida rivendica il monopolio.

      E così tutti i parenti dei morti innocenti per la rappresaglia dei morti innocenti, si sentiranno ancora di più dalla parte dello Stato genocida.

      La Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria segna un altro punto, ancora!

  5. MOI scrive:

    https://www.ndtv.com/world-news/after-deadly-australia-beach-attack-netanyahus-oil-on-fire-remark-9807920

    AppAfter Deadly Australia Beach Attack, Netanyahu’s “Oil On Fire” Remark

  6. MOI scrive:

    https://www.ndtv.com/world-news/after-deadly-australia-beach-attack-netanyahus-oil-on-fire-remark-9807920

    ……………………………………………

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/12/14/netanyahu-laustralia-ha-gettato-benzina-sul-fuoco-dellantisemitismo_5368d68f-3f1b-45ab-8979-6875559af36e.html

    AppAfter Deadly Australia BeaNetanyahu, ‘l’Australia ha gettato benzina sul fuoco dell’antisemitismo’

    Premier Israele rinfaccia al collega di Canberra il riconoscimento dello Stato palestinese.

    • Miguel Martinez scrive:

      “AppAfter Deadly Australia BeaNetanyahu, ‘l’Australia ha gettato benzina sul fuoco dell’antisemitismo’”

      La cosa pazzesca è che è da due anni che Israele attacca Gaza, eppure non è successo mai nulla di simile, prima nel mondo – per fortuna.

      Vi ricordate i massacri senza senso commessi dall’Isis una decina di anni fa?

      Qui i “terribili islamisti” sono stati assolutamente tranquilli. Poi è statisticamente inevitabile che tra un miliardo di musulmani, in qualche angolo del mondo, in due anni, qualcuno dia di matto.

      Confermando così il paranoico racconto dei massacratori (“noi ogni giorno uccidiamo 160 bambini, per impedire che una volta in due anni, si uccidano 16 dei Nostri”).

  7. tomar scrive:

    OT ma di certo quello di Ahmed al Ahmed è un nome che appare da subito di rilevanza storica per quanto confligge con le narrazioni suprematiste/antislamiste e simili.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Occhio ai Comunitari!

    Firenze, 12 dicembre 2025 – Un passante in moto che insegue un ladro di biciclette elettriche e lo blocca in via Castelfidardo. È finita così la fuga di un trentasettenne fiorentino, arrestato dai carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze dopo il tentato furto ai danni di un rider pakistano di 26 anni. Secondo la ricostruzione, la vittima si trovava all’interno di un locale di via lungo l’Affrico quando si è accorta che un uomo stava scappando con la sua bicicletta lasciata all’esterno, così ha richiamato l’attenzione dei presenti e chiesto aiuto. Un cliente del locale, resosi conto di quanto stava accadendo, è salito subito sulla propria moto e ha deciso di seguire il fuggitivo, raggiungendolo poco dopo in via Castelfidardo. Qui l’uomo è stato bloccato in attesa dell’arrivo dei carabinieri, che nel frattempo erano stati inviati sul posto dopo una segnalazione di lite in strada. Il rider è arrivato pochi istanti più tardi e ha riconosciuto il ladro senza esitazione, mostrando ai militari la documentazione che attestava la proprietà della bici. Il trentasettenne è stato trovato in possesso delle chiavi di accensione del mezzo, poi sequestrate. Per lui è scattato l’arresto.

    • Francesco scrive:

      Questi ci rubano pure la Cultura! Ladri di biciclette era roba nostra e adesso se lo è preso un rider pakistano di 26 anni!

      😀

      PS per fortuna c’era un cliente nel locale che non si è fatto i cazzi suoi.

    • firmato winston scrive:

      Comunitaristi, non comunitari! 🙂

      Altrimenti sembrano europeisti, e non so se gli piace come definizione…
      Comunque, dal punto di vista della sinistra che e’ sempre statalista (qualunque problema deve essere istituzionalizzato, inquadrato e risolto nell’istituzione preposta – “compagni, facciamo una legge”), il comunitarismo e’ (estrema) destra, anche se una destra molto diversa dal nostro “fascismo reale”, che invece, di fatto molto similmente al comunismo reale, intendeva costituire una vera e propria religione dello Stato, esplicitamente – da cui l’ostilita’ della chiesa verso tale concorrenza.

      Il motore ad energia avversaria, la polarizzazione delle idee ben in mostra anche qui dentro, fa si’ poi che queste profezie si auto-avverino, per quel che valgono.

      Il comunitarismo eventualmente richiama l’anarchismo e il libertarismo delle piccole comunita’ (interessante notare che il duce in origine fu, anche, anarchico, come si cambia nella vita!). Gli anarchici del Poum (estrema destra qualcuno direbbe oggi!) coi quali combatte’ Orwell in Spagna vennero infatti ammazzati dai comunisti che allora erano tutti obbedientemente stalinisti (compresi quelli italiani). Erano stalinisti oppure buttati fuori e ostracizzati dalla loro “chiesa” ultra-settaria.

      Massimo Fini con altri a suo tempo fondo’ il “movimento zero”, al quale aderiva, se non ricordo male dal sito ora non piu’ online, Alain De Benoist della “nuova destra”, un miscuglio di, cito wikipedia: “difficilmente classificabile in quanto sintetizza alcuni dei concetti che abbracciano il marxismo, l’ecologismo, il multiculturalismo multipolare o differenzialismo antropologico (a tutela delle identità culturali dei vari popoli, da considerarsi quali ricchezza del mondo, in grado di garantire un confronto costruttivo ed quel mutuo sviluppo che permetta il progresso futuro delle stesse), il socialismo, il federalismo comunitario, il distributismo e il paganesimo”

      Qualche anno fa, purtroppo solo qualche anno fa, ho letto un libro stupendo di Ignazio Silone, la sua autobiografia, Uscita di sicurezza, un bellissimo documento sulla vita nella prima meta’ del secolo scorso, leggetelo.

      “Il Motore ad energia avversaria”

      Ai miei tempi lo si chiamava semplicemente “materialismo dialettico” qualora si ponesse l’accento sulla materia, sui rapporti di produzione, piuttosto che sulle idee e sullo spirito (Hegel, che a sua volta non era altro che un personaggio molto influenzato sia dal misticismo orientale che dalla dialettica complementare degli opposti, sempre orientale). Niente di nuovo.

      Materialismo Dialettico = comunismo = scontro = imposizione autoritaria,
      Mutuo Appoggio = anarchismo/libertarismo kropotkiniano = armonia nella diversita’ = equilibrio spontaneo = Hayek

      Non e’ chissa’ che novita’, il motore ad energia avversaria e’ alla base di meta’ della filosofia, qui da noi in occidente almeno dai tempi di Eraclito.

      Pero’, piuttosto che nell’era della dialettica, a me adesso pare di vivere nel giorno della marmotta, dove ogni giorno viene riscoperta la stessa acqua calda e qualsiasi cosa accada “ALLARMI! emergenza! mai visto ne’ sentito prima nell’intera storia del mondo”. 😉

      Siamo proprio decadenti, mi domando come ci vedano dal resto del mondo. La mia impressione e’ che qui da noi siamo gia’ “Huxley”, altrove sono forse ancora un po’ “Orwell”. Quindi siamo decadenti e in quanto tali disprezzabili e disprezzati (ve la ricordate la retorica fascista sulla mollezza decadente dell’inghilterra? be’ ha vinto la guerra ma, visto il dopo, che era decadente era abbastanza vero). La questione ucraina da questo punto di vista e’ ambigua, gli ucraini sono ben lungi dall’essere Huxley: probabilmente nel loro caso l’avversione alla Russia e’ maggiore di quella per l’Europa, che del resto e’ ben riconosciuta come EURSS da chi, gli europei orientali che si barcamenano, piu’ che il fascismo hanno saggiato il comunismo sovietico.

      Punti di vista. Bisognerebbe sforzarsi di piu’ di mettersi nei panni degli altri punti di vista, altrimenti e’ impossibile, piu’ che inutile, la comunicazione. Come quasi sempre ANCHE in questo blog.

  9. Miguel Martinez scrive:

    Comunque spero che quello che è successo in Australia aiuti a capire perché io sulla strage di Gaza sono stato sostanzialmente zitto.

    Non è (solo) viltà.

    E’ che so che queste cose finiscono velocissimamente in pasto alla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.

    Non potendo fare assolutamente nulla per fermare il genocidio, preferirei far incontrare il mio amico ballerino nato a Gaza, con la mia amica israeliana, e creare una co-spirazione, un respirare insieme, di persone che non si fanno divorare dalla Macchina.

    • Puffo giardiniere scrive:
      • Puffo giardiniere scrive:

        Al sequestro dei capitali russi eh, mica alle mucche…

        • Francesco scrive:

          Alle sovvenzioni ai contadini, non alle mucche.

          E’ questa la contraddizione di Giorgia, che dura al governo senza governare.

          Noi italiani dovremmo smetterla di ridere dei francesi e pensare a mettere ordine in casa nostra.

          Mi stavo chiedendo: investire in fabbriche di filo spinato? mica può venire buono, nelle guerre future che il sovranismo ci garantisce? che se spero nella pensione faccio la fine di Marmeladov.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Investire in case e carne stampate in 3D.
            Canapa. Solare termico. Coltura idroponica.
            60 euro costa una vaschetta tutto compreso 12 piantine. Me la porta Babbo Natale.
            Non si farà, o si, forse. Ma ci vogliono l’imprenditore e l’acquirente con testa propria. Diciamo dei Patafisici.

            • Puffo giardiniere scrive:

              https://www.3dnatives.com/it/carne-stampata-in-3d-cose-e-280320249/

              La carne stampata in 3D.
              O se si preferisce mangiare carne di mucca butterata…o di maiale con la peste suina, o di pollo con influenza aviaria.
              Certo, si sostenga economicamente l’allevatore.
              Ma affinché si astenga dal far danni.
              Quando un’epoca è finita, è finita.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Scionti ferma un brevetto sul microceppo che imita la consistenza naturale del tessuto della carne. Ha dichiarato a El País: “Utilizzo tecniche normalmente impiegate per la carne coltivata e tecniche prese in prestito dal bioprinting e adattate per l’uso con materiali per la carne di origine vegetale. La difficoltà sta nel riorganizzare le nanofibre delle proteine ​​vegetali per farle sembrare proteine ​​animali. Prima si deve studiare l’istologia del tessuto animale, come sono organizzate le fibre muscolari, e poi si deve cercare di replicare il tutto con ingredienti di origine vegetale che non sono stati modificati geneticamente”. La stampante 3D che utilizza è stata sviluppata dalla Fondazione CIM, un centro tecnologico collegato all’UPC, e estrude la pasta su un piatto di stampa seguendo un disegno creato da Scionti su un software CAD.

                Dopo il successo di Novameat è stata la volta dell’azienda israeliana Redefine Meat che nel 2020 ha lanciato 5 formati di carne tar cui l’Alt-steak, una bistecca a base vegetale che l’anno successivo è entrata con successo nei menu di hotel e ristoranti in Israele, e dopo poco negli USA e in Europa.

                Che poi, questi israeliani, non fanno solo del casino. Son gente complicata.

              • mondo parallelo scrive:

                https://www.veb.it/lavori-rischio-ia-entro-2028-125383

                Quali sono i veri lavori a rischio causa IA.

  10. MOI scrive:

    Duecento ex ostaggi e famiglie scrivono a Netanyahu: «Inchiesta statale su 7 ottobre»

    https://www.ilsole24ore.com/art/duecento-ex-ostaggi-e-famiglie-scrivono-netanyahu-inchiesta-statale-7-ottobre-AIijlBP

  11. MOI scrive:

    E purtroppo Netanyahu potrà come prima più di prima continuare la propaganda che solo trasferendosi in (Eretz) Israel un Ebreo è al sicuro… o per lo meno, sarà vendicato a caro prezzo.

  12. Puffo giardiniere scrive:

    Ma la Cina non pretende nulla di tutto questo: opera secondo principi fondamentalmente diversi. Non chiede riforme politiche, né insiste nell’adottare un sistema basato sulla sua valuta. Non insiste nemmeno nell’allinearsi alla politica estera cinese.

    Perché allora l’America ha rifiutato l’offerta di Maduro? Perché il vero problema non è il petrolio. Il petrolio è fungibile. La domanda chiave è quella posta nel SSN: nella fortezza regionale di Washington, il corollario di Trump alla Dottrina Monroe afferma che “gli Stati Uniti faranno tutto il possibile per espellere le aziende straniere che costruiscono infrastrutture nella regione”.

    Trump dimostra, attraverso il suo blocco navale del Venezuela, che le catene di approvvigionamento, i prestiti, i sistemi di pagamento alternativi e i corridoi delle materie prime cinesi saranno “espulsi” dalla fortezza americana dell’emisfero occidentale. Da qui i blocchi navali di Venezuela e Cuba.

    Questo è il primo round di una guerra per determinare chi plasmerà l’architettura e il sistema economico in America Latina, e non solo.

    È estremamente simbolico e pericoloso. Con quali mezzi – economici o militari – verrà attuato il corollario di Trump? Lo vedremo.

    Alastair Crooke quello che non ne azzecca mai una.
    Però, cavolo, proprio Cuba ci deve prendere di mezzo!
    C’erano già là i cinesi che stavano sistemando tutti i piccolissimi problemi dell’isola caraibica e adesso, fuori!
    L’America nord e sud, è degli americani di razza ariana!
    Niente cinesi nel mio cortile!

  13. MOI scrive:

    @ FIRMATO WINSTON

    … sapresti fare un breve (quindi efficace) distinguo fra Comunitarismo, Comunità e Comunismo ? 😉

    • firmato winston scrive:

      @moi

      Anche lo sapessi 😉 non credo di essere in grado.
      Le parole, poi, sono fatte apposta per definire nel senso di delimitare: ma cosi’ lasciano sempre fuori un sacco di sottintesi impliciti nei concetti che dovrebbero simbolizzare, facilitando cosi’ diatribe infinite e interminabili.

      Lo zen spiega “bene” il concetto. 😉

      La parola e’ inganno, sempre, non in quanto veicolo di possibile falsita’ ma in quanto sempre parziale nelle sue definizioni: perche’ sono “definizioni” 😉

      Invece, si vive in un miscuglio. E infine probabilmente si muore.

      En passant, a proposito di comunita’ e quindi di “edizioni di comunita’” di Adriano Olivetti, non si chiamano cosi’ per sbaglio, lo sapete che Adriano Olivetti era sempre a rompere le palle al duce per “aiutarlo” a mettere in pratica la comunita’ ideale, faccenda per la quale gli sembrava che il fascismo fosse la buona strada?
      Nel dopoguerra, diventando di colpo antifascisti tutti i fascisti che c’erano prima, specie gli intellettuali, si stese il velo dell’omerta’ su questa storia: ben pochi avrebbero potuto rinfacciare a Olivetti qualcosa che non gli si rivoltasse contro. E quei pochi vennero zittiti: Fascisti!

      C’era un raffinato sito di Geminello Alvi, “laconfederazioneitaliana.it”, che si ispirava a concetti olivettiani.

      Ha chiuso, ma c’e’ ancora qualcosa su webarchive, qua:
      https://web.archive.org/web/20150219184643/http://www.laconfederazioneitaliana.it/

      e qua, proprio su orwell e huxley:
      https://web.archive.org/web/20221127022134/http://www.laconfederazioneitaliana.it/

  14. MOI scrive:

    Io sapevo che Orwell descrive il Socialismo Reale, Huxkey il Capitalismo … due Opposti che ci disumanizzano entrambi, per la Teoria del Ferro di Cavallo 😉

    • Peucezio scrive:

      Quindi il capitalismo ci ha resi socialisti.

      • Moi scrive:

        Il Capitalismo ha “brandizzato” (scusa, ma dicono tutti così …) e mercificato il Dissenso; il Socialismo è diventato uno sfoggio di “Empatia & Bontà” per ricchi, la miseria difatti rende “brutti, sporchi e cattivi” [cit.]

      • MOI scrive:

        Entrambi, come osservò Vittorio Messori, sono sistemi che NON hanno Dio al centro … bensì Politica (Socialismo) ed Economia (Capitalismo).

  15. Moi scrive:

    @ MONDO PARALLELO

    Quando le AI saranno sempre meno limitate ai software e avranno sempre più un hardware come corpo robotico … allora sì che non rimarrà più nessuna attività umana, nemmeno lo sport.

  16. habsburgicus scrive:

    https://president.gov.by/ru/events/po-reseniu-prezidenta-bezvizovyj-rezim-v-ezda-v-stranu-dla-grazdan-38-evropejskih-gosudarstv-prodlen-na-2026-god

    Lukashenka, con un decreto, prolunga l’esenzione dal visto per i cittadini di 38 paesi europei (fra cui noi) sino al 31 dicembre 2026…lo stesso aveva già fatto Xi, per la Cina…al momento mi sono ignote le decisioni delle autorità della Mongolia, la cui esenzione dal visto scadeva parimenti il 31 dicembre 2025
    Lukashenka dunque, in contrasto con Putin, desidera l’arrivo di turisti stranieri nel suo paese e compie un gesto amichevole verso l’Europa…..Putin, invece, rispetto a quando ci sono stato per l’ultima volta io (nove mesi fa, non all’epoca di Nabucodonosor), ha ancora indurito le norme per ottenere una SIM russa e ha messo fuori legge tutte le eSIM (che nel marzo 2025 già funzionavano peggio del 2024) rendendo per noi la connessione problematica, al livello di Iran, Turkmenistan, Eritrea e Siria e quasi all’inimitabile livello nordcoreano

    • habsburgicus scrive:

      P.S
      l’Occidente (l’Europa) se fosse saggio/a dovrebbe provare a staccare Lukashenka da Putin, poco per volta, al limite prospettandogli il placet per la successione dinastica del figlio (si sa, come dicono a Napoli, i figli so’ ppezzi e ‘ccore)…..ma quelli non sanno l’arte politica e manco ci penseranno 😀

    • firmato winston scrive:

      “l’Occidente (l’Europa) se fosse saggio/a dovrebbe provare a staccare Lukashenka da Putin, poco per volta, al limite prospettandogli”

      Habs non ce ne basta una di questione Ucraina… quello che non va ai russi e’ proprio l’allontanamento delle regioni a loro prospicienti verso diverse aree economiche e soprattutto culturali… magari del decadente occidente dove impera il woke e il “mondo alla rovescia”, che basta tornare indietro di mezzo secolo nella nostra storia per immedesimarci e comprendere che anche noi avremmo pensato e fatto lo stesso… il resto da parte loro sono pretesti, e da parte nostra cecita’ selettiva verso visioni del mondo diverse dalla attuale nostra – con l’aggravante per noi che le dovremmo piu’ facilmente capire perche’ abbiamo avuto le stesse visioni fino a ieri l’altro, e non siamo ancora tutti e del tutto convinti che cambiarle sia stata del tutto la scelta giusta, vistene tutte le conseguenze comprese quelle che, come sempre accade, non erano state previste…

  17. habsburgicus scrive:

    vi riporto una parte della prosa di Kirill, in un sermone tenuto ieri 14 dicembre 2025 nella chiesa di San Vladimiro nel quartiere moscovita di Krylatskoe (qui il testo integrale) https://www.patriarchia.ru/article/118777
    il passo cruciale è questo
    La storia del nostro paese ha molto da insegnarci, se la osserviamo con attenzione; viviamo in un’epoca davvero molto prospera e talvolta viene persino da pensare: «Signore, ma davvero è realtà? Un presidente ortodosso, un primo ministro ortodosso, governatori ortodossi, insegnanti e direttori ortodossi!» – che cosa si potrebbe desiderare di più? E ringraziamo il Signore per tutto ciò: per la misericordia concessa alla generazione più anziana, perché siamo arrivati a vivere questo momento, mentre le giovani generazioni e quelle di mezzo vi vivono appieno. Tutto ciò è realmente un dono dall’alto e di questo dobbiamo essere riconoscenti a Dio sia per il paese in cui viviamo sia, lo dico apertamente, per il potere politico, alla cui guida vi sono persone ortodosse — per la prima volta dai tempi zaristi! — e, naturalmente, per tutto ciò che oggi la Russia sta compiendo.

    per Kirill quindi, Putin, non è sovietico ma è un restauratore ortodosso della Russia profonda….ciò sarebbe buono e giusto–e darebbe ragione a Peucezio…ma le cose stanno proprio così ? si vedrà
    nello stesso sermone, Kirill attacca Khrushchev (senza neppure citarlo per nome) per la sua nuova crudele campagna antireligiosa lanciata nel 1961, nell’ambito di una delle tante follie cruscioviane cioè la realizzazione del comunismo entro il 1980 “la nostra generazione vivrà già nel comunismo !”

    • Peucezio scrive:

      Per carità, la Russia putiniana è fatta di tante cose.
      Qui nono si tratta di scegliere la teocrazia perfetta (nemmeno l’Iran lo è, per quanto ci si avvicini), ma di scegliere i meno antiteocratici se vuoi.
      Cioè di abbattere l’Occidente nichilista, in quanto lo è per statuto, per professione, per rivendicazione, ha fatto del laicismo la sua religione.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La Russia non è mai stata teocratica. Nella teocrazia il potere religioso controlla quello politico, mentre nella tradizione cesaropapista romana funziona esattamente al contrario.

        • firmato winston scrive:

          Altrimenti, potremmo dire che pure l’inghilterra e’ una teocrazia.

          Ti piace l’inghilterra, Peucezio?

          Scherzi a parte Peucezio, se c’e’ una cosa che contraddistingue in modo unico o quasi l’occidente e’ proprio la separazione fra stato e chiesa: ma ti rendi conto che se aspiri a renderlo teocratico sei tu quello che lo vuole distruggere?

          • Francesco scrive:

            Beh, si può dire tutto di male delle idee di Peucezio ma non che non siano chiare.

            Il suo ideale è una dittatura personale in cui anche la religione sia strumento dello Stalin di turno.

            Ma quelli che non parlano di politica possono stare tranquilli … illusione che trovo abbastanza patetica ma per lui fondamentale.

            Ciao

  18. MOI scrive:

    Qualcuno sa qualcosa di preciso su Grokipedia, di Elone “Mister Trillionaire” Muschio ?

  19. Miguel Martinez scrive:

    Donne, non sposate un italiano!

    https://www.controradio.it/pisa-per-15-anni-picchia-e-insulta-la-moglie-54enne-allontanato-da-casa/
    Pisa, per 15 anni picchia e insulta la moglie: 54enne allontanato da casa
    15 Dicembre 2025
    Vittima una donna marocchina: ingiurie, percosse, morsi e offese razziste. Dopo l’ennesima denuncia il gip dispone il divieto di avvicinamento.

    Per quindici anni avrebbe reso la vita della moglie un inferno, tra botte, insulti e minacce, fino al provvedimento del giudice. Un uomo di 54 anni è stato allontanato dall’abitazione familiare con divieto di avvicinamento alla persona offesa, su disposizione del gip di Pisa al termine di un’indagine della squadra mobile, che lo ha indagato per maltrattamenti in famiglia. La coppia era sposata da circa vent’anni, ma dal 2010, ha raccontato la donna agli inquirenti, la convivenza era diventata intollerabile a causa di un comportamento sempre più aggressivo. Gli investigatori della sezione specializzata in violenza di genere hanno ricostruito «un allarmante quadro di sistematiche violenze fisiche, verbali e psicologiche», fatto di ingiurie, percosse, schiaffi, morsi e perfino offese a sfondo razziale. La vittima, di origine marocchina, aveva provato più volte ad allontanarsi dal marito italiano, salvo poi tornare sui suoi passi, anche dopo aver avviato le pratiche di separazione. In quella fase aveva già presentato una denuncia che aveva portato a un primo allontanamento cautelare, poi decaduto per il ritiro della querela. Nelle scorse settimane l’escalation di violenza ha spinto la donna a rivolgersi nuovamente alla polizia. In pochi giorni la squadra mobile ha raccolto un quadro indiziario ritenuto sufficiente dal gip per applicare la nuova misura cautelare di allontanamento e divieto di avvicinamento, a tutela della vittima. Il caso viene ora seguito dalla rete istituzionale di contrasto alla violenza di genere, cui la questura invita a rivolgersi tutte le donne che subiscono maltrattamenti, anche quando la violenza si consuma tra le mura domestiche.

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