Sinistra e Destra

Trovo in rete questa meravigliosa immagine, che spiega mondi interi, ma manca di qualunque fonte, come spesso succede.

Liberalism, negli Stati Uniti, vuol dire, all’incirca quello che in Italia chiamano progressismo.

A sinistra (non a caso) nell’immagine, il massimo dell’accoglienza. Tutte le religioni, anche quella del Reverendo Jim Warren Jones.

A destra la precisazione che ti accolgono con grandissimo affetto nel loro cesso, qualunque sia la tua razza, religione, paese di origine, orientamento sessuale o genere) a una sola condizione: che tu paghi e li arricchisca.

Un paraguaiano può andare al cesso quanto un finlandese.

Ma un povero, no.

Faccia la pipì per strada.

Che poi se la fa per strada, offende il Decoro, e ben gli sta la multa.

Se la faccia a casa. Se non l’hanno sfrattato per farci un B&B.

E se no, la pipì la faccia in carcere.

Che lì ti accolgono non solo, qualunque sia il tuo genere, ma anche se non sei un customer. Anzi, soprattutto se non sei un customer.

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422 risposte a Sinistra e Destra

  1. Moi scrive:

    … Sublime ! 😀

  2. Moi scrive:

    Spiega molto bene l’ Astensionismo … di chi non può permettersi lo status di “customer”.

  3. roberto scrive:

    Se esistessero cessi pubblici in abbondanza e puliti (prendiamo per esempio Paradisi del socialismo come Tokyo, Parigi o New York) non ci sarebbe bisogno di chiedere ai privati di occuparsi della questione

    Non ho mai ben capito questa idea di scaricare sui privati problemi che riguardano il pubblico

    • MOI scrive:

      Per chi non lo sapesse, il Maccabi è una squadra di basket Israeliana 🏀 di Tel Aviv… con tanto di Maghen David vistosamente nel logo con nome in caratteri Ebraici ✡️ incastonato. Giocava qua in trasferta a Bologna vs la Virtus ove ha perso 99 a 89 … ovvie implicazioni geopolitiche, per i facinorosi pretesti ghiottissmi.

  4. roberto scrive:

    A pensarci bene il titolo della foto, compreso il titoletto, potrebbe essere “the essence of anti liberalism”

    • MOI scrive:

      Perché “Anti” ? Si sa che il Woke si preoccupa di ogni minoranza tranne i poveri … colpevoli Calvinisticamente d’essere tali, soprattutto se bianchi: la “White Trash”, unica espressione razzista non sanzionata e anzi incoraggiata.

      • roberto scrive:

        Perché la critica al liberalismo è quella che i privati non si prendono in carica i problemi del pubblico….il che è una cosa che si può rimproverare, anzi si deve rimproverare, ad una società nella quale il pubblico non esiste per niente. Ma ho appena fatto l’esempio di tre città perfettamente integrate nel sistema capitalistico dove puoi pisciare gratis con estrema facilità, senza entrare in un bar (= senza obbligare il barista a utilizzare tempo e risorse per te)

        • MOI scrive:

          E dell’ episodio sul 🏀 basket non dici nulla ?

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          certo. Puoi morire di fame, ma con la vescica vuota.

          No, battute a parte, non vedo proprio come il liberalismo sia compatibile con un benessere minimo per tutti.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “certo. Puoi morire di fame, ma con la vescica vuota.”

            E’ interessante come notiamo cose diverse.

            Un imprenditore dice che lui al mondo distingue solo tra due tipi di esseri umani: quelli che danno i soldi a lui, e quelli che non glieli danno. Di fronte a questa distinzione, tutte le altre diventano irrilevanti.

            Ora, un commentatore nota – giustamente – il singolo caso su cui si esprime l’imprenditore, quello dell’utilizzo dei “servizi”. E su questo apre un percorso di discussione interessante.

            E mi aiuta così a mettere meglio a fuoco il punto che interessava a me: il fatto che più il capitalismo si fa “assoluto” (come diceva Preve), più cadono le distinzioni umane, fisiche, nel bene o nel male.

            Ma vengono sostituite in maniera rigorosa dalle distinzioni economiche.

            Un bianco non vale più di un nero.

            Un essere umano (non importa se bianco o nero) che ha 1100 euro vale il 10% di qualunque essere umano ne abbia solo 1000.

            Allo stesso modo, dentro lo spazio di proprietà di un’azienda, nessun essere umano che non paga ha il diritto di sostarci.

            • Francesco scrive:

              Secondo me si continua a fare confusione tra mercato e resto del mondo, cosa che nessun liberale farebbe.

              Lo fanno liberisti, liberal, comunisti. Ma non i liberali.

              Vorrei essere impiccato per le mie colpe, però!

              Ciao

  5. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Eccellente.

    È il solito discorso del bisogno impellente (in questo caso urinare) che per essere soddisfatto nel mondo del TINA per essere soddisfatto deve tramutarsi per forza nella disponibilità a spendere danaro.

    Un po’ come il trasporto pubblico a Oxford, assente dopo le sette di sera perché trasportare i potenziali passeggeri dopo quell’ora non vale la spesa per i privati che possiedono le compagnie di autobus.

    È quello che si verifica quando i mezzi di produzione (dei beni e dei servizi necessari alla soddisfazione dei bisogni umani) sono proprietà di privati (che legittimamente badano a massimizzare i propri profitti).

    Ecco perché qualcuno ha detto invece “a ciascuno secondo i suoi bisogni”.

    E non “a ciascuno secondo il suo portafoglio”.

    Le differenze di religione, razza ecc. sono effettivamente scalzate dal capitalismo portato fino in fondo.

    Una storiella racconta del direttore di un grande magazzino nel Sud degli USA al tempo del Ku Kux Klan. Manda a chiamare tutti i commessi, mostra loro una banconota da dieci dollari e dice loro: “Darò un aumento di stipendio a chi mi saprà dire se questa banconota è stata spesa da un cliente bianco o un cliente nero”.

    Il liberalismo nega le diseguaglianze fra gli esseri umani perché tutti possono diventare clienti, e ogni discriminazione fa perdere clienti.

    Ma lo fa istituendo un’altra discriminazione: una sola ma più fondamentale: quella fra chi può pagare e chi no.

    Invece, nel “Capitale” – e nella “Lettera a Meneceo” di Epicuro, che Marx studiò, e ne “La Ginestra” di Leopardi – gli esseri umani sono uguali perché hanno gli stessi bisogni di base. E hanno anche tutti la capacità di produrre altri bisogni, che possono differire da individuo all’altro.

    Mentre per continuare a vendere merci nel modo più economico il capitalista deve indurre bisogni sempre nuovi – che quindi non sono quelli di base degli esseri umani – ma che siano anche uguali per tutti (se non non riesce a soddisfarli con una produzione di massa). Così il capitalismo produce il consumismo.

    Ma il consumismo è una conseguenza. La causa prima è illustrata nell’immagine che è costata postata qui.

    Cosa succederebbe se presi da un’incontinenza collettiva una massa di diseredati prendesse d’assalto le latrine del locale?

    Il proprietario pagherebbe tasse per istituire alberghi diurni e vespasiani, o assumerebbe dei picchiatori per allontanare chi urina senza comprare nulla?

    Nel primo caso avremmo la socialdemocrazia. Nel secondo il fascismo.

    E se la società si dovesse impoverire così che il numero degli squattrinati aumentasse e il proprietario avesse maggiori difficoltà a pagare le tasse per mantenere i diurni la socialdemocrazia non sarebbe più praticabile. Resterebbe il fascismo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      il fascismo dove li prende i soldi? ne hai una visione angelicata

      ciao

    • Francesco scrive:

      PS osservazione per me molto seria. Il direttore potrebbe mostrare una banconota e chiedere se è stata spesa da un cliente nazista o meno. Però un cliente nazista è un pò diverso, per tanti altri versi, da un cliente non nazista.

      Per questo non ho mai accettato la santificazione del mercato implicita in questa storiella. Il potere di spesa è condizione necessaria per comprare ma non è sufficiente per essere un buon membro della società.

  6. Ros scrive:

    e beh carimiei😒!

    e che vi era mai parso che eravamo nel paese dei balocchi a ridosso del campo dei miracoli?

    Che chi passa tràse piscia scoreggia ammorba e caca, senza accattarsi niente poi io lavo e metto carta da culo nuova,
    che io mi sono fatto i gabinetti pubblici per beneficenza alla facciazza vostra.

    Tràsono barboni colle pulci appidocchiate, tossici epatitici A B C e pure D,
    miserabbili scabbiosi con la lebbra sifilidica, lo scolo e il mal francese, negri fetenti scesi dalle palme a zonzo che sono cent’qanni di solitudine che non si lavano le palle, troie appestate positive d’Aiddiesse in disarmo dalla nottata, travoni brasiliani con trenta centimetri di cazzo allo stato brado …

    e che è il mio esercizio
    – ca ci pago la partita iva a tutti denari a quei cornuti e infami dello stato –
    la corte dei miracoli?

    Il circoTogni?😳

    Ronald Tatcher dice che non ci i sono pasti gratis per i miserabili
    (gratis ci sono solo rendite e contributi pubblici per i magnati che il Signore ha detto che a chi ha sarà dato in abbondanza, a chi non ha sarà tolto anche quello che ha)

    e quindi i miei cessi devono essere a gratis?

    Per le minchiatelle a gratis semo tutti ‘i stessi e vabbè, che si sa’ che sono minchiatelle che non gliene fotte veramente niente a nessuno delle minchiatelle

    mai soldi sono la trinità
    Seria👆
    Santa👆
    Sacra👆

    Eppoi,
    me lo venite a lavare voi poi il cesso?

    Serietà ci vuole, porco mondo

    • Ros scrive:

      Paul Bru “Histoire de Bicêtre”:

      «Da molti secoli Parigi e i suoi dintorni erano infestati da una folla di vagabondi, pitocchi, e di poveri.

      La maggior parte, uomini senza scrupoli, facevano i mendicanti di mestiere e tenevano i loro quartieri generali nelle corti dei miracoli.

      Si chiamavano così i loro rifugi perché non appena vi entravano smettevano i costumi del loro lavoro.

      I ciechi riacquistavano la vista, i paralitici riprendevano l’uso delle loro membra, gli zoppi erano sanati.
      Tutti i mezzi sembravano loro adatti per suscitare la compassione dei passanti

      Un immenso travestimento che, in una parola, indossavano e smettevano in quest’epoca tutti gli attori di questa eterna commedia che il furto, la prostituzione e l’omicidio recitavano sui selciati di Parigi»

      (da leggersi al tal proposito “L’uomo che ride” (L’Homme qui rit) di Victor Hugo, 1869. )

      e oggi tutti loro senza consumare vengono pisciare nel mio bar🙁😫

      sempre attuale:

      “La pietà e la forca. Storia della miseria e della carità in Europa”
      di Bronislaw Geremek

      https://www.ibs.it/pieta-forca-storia-della-miseria-ebook-bronislaw-geremek/e/9788858146958

      ps

      io, se a zonzo nel momento del bisogno, èspleto sempre negli androni e portoncini eleganti delle zone bene cittadine.

      Così glieli benedico🙏

  7. MOI scrive:

    @ MIGUEL / PUFFO

    Avete sentito della famiglia a cui sono stati sottratti i bambini perché vivevano im una casa fuori dal mondo, nei boschi ?

    • Puffo giardiniere scrive:

      Si. Avevo messo il link stamattina all’alba.
      Dovrebbero indagare un po’ prima di prendere provvedimenti così drastici.
      Ma forse hanno indagato. C’è stata una intossicazione da funghi.
      Nel bosco i pericoli forse sono meno che in città.
      Ma forse c’è stato anche l’effetto Cappuccetto Rosso.
      Ah, chi vive nel bosco avrà sicuramente una composting toilette. Roba fine. Niente viene sprecato. Soprattutto il prezioso fosforo.

      • Puffo giardiniere scrive:

        In paesi come il Vietnam e l’Indonesia, i servizi igienici sono spesso posizionati sopra gli stagni dei pesci. Anche gli escrementi umani e animali possono essere raccolti manualmente e gettati negli stagni dei pesci. Perché? Stimolati dall’aggiunta di azoto, fosforo e carbonio, alghe e fitoplancton crescono rapidamente e iniziano a scomporre nutrienti e batteri, producendo ossigeno. Con l’aumento dei livelli di ossigeno, i pesci sono in grado di nuotare nell’acqua e nutrirsi di alghe e fitoplancton. I pesci vengono quindi catturati e venduti sul mercato. Infine, una volta svuotato lo stagno, gli escrementi dei pesci e gli eventuali sedimenti rimanenti possono essere utilizzati per fertilizzare le colture circostanti, come il riso o gli alberi da frutto.

        Si, va bene, sono un po’ fuori tema, ma a me di destra e sinistra interessa poco, perché sotto sotto sono uguali. Perseguono lo sviluppo economico, con tutto ciò che ne consegue.
        Insomma, visto che l’argomento è adiacente, introduco la questione delle acque reflue.
        Non sono inquinate!
        Bisogna trattarle in una certa maniera come fanno in Vietnam!
        https://solar.lowtechmagazine.com/2021/03/urban-fish-ponds-low-tech-sewage-treatment-for-towns-and-cities/
        Energia? No grazie. Pesci.

        • Puffo giardiniere scrive:

          A questo punto, il tuo cinico interiore potrebbe aver trovato un’altra controargomentazione: certo, funziona su larga scala. Ma dovresti essere piuttosto disperato e povero per abbassarti ad allevare pesci in acque reflue. Anche se potrebbe funzionare in India, e ha funzionato per un po’ in Vietnam e Cina, non funzionerebbe mai nei paesi sviluppati, dove ci sono standard igienico-sanitari più elevati e dove comunque nessuno vorrebbe mangiare il pesce allevato in acque reflue.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Potreste rimanere sorpresi nello scoprire che, in effetti, all’inizio del XX secolo in Germania esistevano oltre 90 sistemi di questo tipo. 15 Fino agli anni ’90, la città di Monaco di Baviera trattava ancora la maggior parte delle sue acque reflue attraverso l’allevamento ittico. In effetti, la Germania è stata pioniera di alcune delle indagini scientifiche più dettagliate e rigorose sulla fattibilità su larga scala degli allevamenti ittici alimentati da acque reflue, già a partire dal 1890.

            • Puffo giardiniere scrive:

              Io poi, non so se si possa fare senza alterare tutto il sistema, ma i pesci non li mangerei affatto. Li lascerei invecchiare in pace tra le loro alghe.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma vedi che il problema non era il bosco: è che questi tenevano i figli essenzialmente ai domiciliari (anche se in una casa con un “parco” molto grande…) e non li sottoponevano ai trattamenti sanitari previsti dalla legge.
      Robe che neanche nei campi nomadi…

      • Puffo giardiniere scrive:

        piccoli, ripete l’avvocato Giovanni Angelucci che sta lavorando al ricorso per far tornare i tre con i genitori, “sono vaccinati, non hanno problemi di socialità e neppure di scolarizzazione, e l’abitazione ha l’idoneità statica con un certificato rilasciato lunedì scorso e che depositeremo”.
        Nulla, insomma, per cui disporre la sospensione della potestà genitoriale alla coppia. “Questi bambini hanno più relazioni vere di tanti coetanei che magari hanno amici virtuali sul telefonino. E la mobilitazione pacifica, che c’è stata e ci sarà, dei cittadini di quel comprensorio, dimostra la socialità di questa famiglia
        Da Ansa

        La verità si saprà col tempo.
        La storia è stata politicizzata.
        Per quello che si legge, vivevano tipicamente da Puffi giardinieri.
        Pannello solare, stufa a legna, e soprattutto non succubi fin dall’infanzia del consumismo. Erano anche vaccinati.
        I genitori parlano non so quante lingue.
        Ebanista il padre, istruttrice di equitazione la madre.
        Io sono stato su un cavallo una volta sola e si è subito imbizzarrito. Ci vuole una scienza, per i cavalli…

        • Miguel Martinez scrive:

          Sulla “famiglia nel bosco”…

          Li capisco perfettamente, è stata un po’ anche la mia esperienza.

          Io non ho fatto né le elementari né le medie, ho cominciato la scuola direttamente al liceo classico.

          E certo non credo che mi avrebbe giovato se mi avessero messo in un’istituzione da bambino, presumibilmente con casi disperati di figli di delinquenti e psicopatici.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Insomma, l’avvocato, oltre a dire che è tutto falso (come da sue prerogative), ammette che fino a domenica scorsa la casa non era provvista di un certificato di idoneità statica.

          Interessante.

          Evito qualsiasi commento sulle infinite professionalità dei genitori (inclusa quella di insegnanti, a questo punto), in quanto non ho modo di misurarle.

      • Peucezio scrive:

        Mauricius,
        se non incontrano nessuno si vaccinano per cosa? Per non essere contagiati dalle formiche?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Non consideri che:
          1) i genitori possono essere un veicolo di contagio.
          2) i ragazzi ad un certo punto raggiungeranno la maggiore età e suppongo che vorranno uscire di casa
          3) esistono malattie che si trasmettono anche tramite vettori diversi da altri esseri umani.

          • Peucezio scrive:

            1) beh, ma se stanno nel bosco come si contagiano? Parliamo di una famiglia isolata da tutti, da quanto ho capito.
            2) E allora possono sempre vaccinarsi.
            3) E i vaccini obbligatori le prevengono?

            • paniscus scrive:

              “beh, ma se stanno nel bosco come si contagiano? “—–

              Mai sentito parlare del tetano, che colpisce indifferentemente gente che tocca spine di piante spontanee o schegge di legno, di pietre o di radici, o sassi vari?

    • roberto scrive:

      Leggo su repubblica l’intervista alla madre che dice “Può stare con i figli soltanto a colazione e prima che si addormentino: “Li vedo stranamente euforici, e capisco che è la dimostrazione della loro ansia. Vorrebbero tornare a casa, tornare a essere un nucleo familiare. Io resto qui, non li lascio soli”

      E mi domando, non è che l’euforia dipende dal fatto che fondamentalmente ai bambini piace stare in compagnia dei loro simili? Che forse si sono un po’ rotti il cazzo di parlare con ricci e volpi e gli piace giocare con altri bambini? Che dopo aver giocato tutta la vita con sassi e legnetti, scoprono lego e biliardino?

      • Peucezio scrive:

        Sarebbe da capire.
        La socialità è fondamentale ovviamente.

        Infatti sono scettico su una scelta individuale di una famiglia che isola dei bambini dal mondo, mentre semmai la soluzione, se si vuole fuggire dal modello dominante dai suoi inquinamenti, è la microcomunità, con tanti genitori e bambini.

        Va da sé che lo stato non ha diritto di interferire su una cosa del genere, tantomeno in questo modo violento e traumatico.
        Si poteva creare un’interlocuzione coi genitori e se c’erano vere criticità, trovare una soluzione.

        Ma l’auspicio è che sia l’occasione per parlare del problema, perché questo è un caso particolare, ma i figli si portano via ai genitori per motivi risibili o inesistenti, perché sono poveri, per ragioni pretestuose e se questo caso sarà un’occasione per fare leggi più restrittive e arginare una piaga enorme, ben venga.

        • roberto scrive:

          Ho appena letto l’ordinanza…ed effettivamente il problema più serio sembra proprio quello dell’isolamento sociale: non solo scolastico (cosa che a me sembra molto grave) ma proprio sociale, sti bambini vivevano in mezzo al bosco senza vedere nessuno tranne i genitori, al punto che manco parlano italiano (hanno bisogno della madre che faccia da interprete)

          Poi gli altri problemi (casa fatiscente) sembrano un quid pluris.

          E l’altra cosa che ha allertato il tribunale è che avevano iniziato un percorso di contatti con i servizi sociali e all’improvviso i genitori hanno chiuso la porta

          Io sono dell’idea che togliere i figli dovrebbe essere davvero l’estrema ratio ma che i figli non sono proprietà dei genitori e che farne dei piccoli uomini scimmia mi pare davvero un caso estremo

          Aggiungo che due che decidono di vivere nei boschi e si avvelenano con dei funghi sono manifestamente dei coglioni

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Mi chiedo in che modo possano adempiere all’obbligo scolastico da privatisti senza parlare nemmeno in italiano.

            • roberto scrive:

              Infatti non avevano nessun certificato che attestasse che seguivano una scolarità da privatisti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Infatti non avevano nessun certificato che attestasse che seguivano una scolarità da privatisti”

                Beh, non ce l’avevo nemmeno io 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Sulla “scuola da privatisti”…

                Premesso che non ho certezze su tutta la vicenda, ho comunque un contributo personale da dare.

                Non ho fatto alcuna scuola “da privatista”, in senso ufficiale. Ma credo tutto sommato di non avere una “cultura” inferiore alla media di quella degli italiani regolarmente scolarizzati.

              • roberto scrive:

                Scusa e come hai fatto ad iscriverti ad un liceo?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Scusa e come hai fatto ad iscriverti ad un liceo?”

                Mi sono iscritto da privatista per l’esame di quinta elementare e poi per quello da terza media. Non so se sarebbe ancora possibile oggi. Con 15000 lire, ho comprato tutti i libri di scuola media da un ragazzo che abitava vicino a me e che avevo conosciuto portando a spasso il cane, e mi sono preparato per l’esame.

                Avevo già imparato le basi del latino e del greco (e ammetto di aver aggiunto poco durante il liceo, ma è colpa mia).

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Ma credo tutto sommato di non avere una “cultura” inferiore alla media di quella degli italiani regolarmente scolarizzati.”

                Sai cosa ne penso.
                Se sei Miguel o Peucezio puoi fare a meno della scuola, se sei roberto passi la giornata all’accademia del biliardo o giocando a basket e rischi di non imparare a leggere e scrivere

                (L’accademia del biliardo era il posto dove ci incontravamo quando facevamo sega)

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Non so se sarebbe ancora possibile oggi.

                Grazie e scusa la curiosità indiscreta

                Non ho idea se oggi sarebbe possibile…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Grazie e scusa la curiosità indiscreta”

                Figurati!

              • firmato winston scrive:

                @Miguel:
                “Mi sono iscritto da privatista per l’esame di quinta elementare e poi per quello da terza media. Non so se sarebbe ancora possibile oggi.”

                Sarebbe l’ennesima prova che le istituzioni, dopo i lodevoli inizi, finiscono tutte per pensare prima di tutto a perpetuare ed espandere se stesse, creando e/o perpetuando il problema che dicono di risolvere. Anche per la sanita’ e’ cosi’, se si considera l’intero arco di esistenza delle persone, e la esplicitazione di sempre nuovi malanni che ne espandono sempre piu’ l’ambito (pensate al bonus psicologo: prima ti fanno andare fuori di testa, poi ti danno il bonus per curarti che comunque sei costretto a finanziare con le tasse per riuscire a pagare le quali vai ancora piu’ fuori di testa: un meccanismo perfetto!).
                Se la si guarda da questo punto di vista, si vede che la scuola e’ gia’ di suo perfetta a creare condizioni per cui ci sia bisogno di sempre piu’ scuola, e non solo per finalita’ educative, di istruzione e di indottrinamento.
                E’ come il debito pubblico 😉

                Ma c’e’ qualcosa poi che non rientra in questo giochetto?
                Sarebbe interessante chiedersi quanto tutto questo sia inerente all’abbrivio autorinforzante in continua accelerazione che ha preso la specie umana durante il neolitico (cioe’ dalla fine dell’ultima glaciazione che rendeva il pianeta un luogo molto meno ospitale di un pianeta riscaldato!), e che in soli diecimila anni ci ha completamente distaccati dall’ambiente in cui saremmo immersi, passando da metodi di caccia e raccolta di qualsiasi altro predatore apicale (come illustra Daniel Quinn nei suoi libretti) all’agricoltura, alla pastorizia e all’industrialismo, autoproducendo si’, ma anche “mettendo sotto chiave” il cibo prodotto col sudore. Per arrivare infine agli apici, Robelux e Mauricius, . 😉

              • paniscus scrive:

                “(L’accademia del biliardo era il posto dove ci incontravamo quando facevamo sega)”—-

                Figuriamoci che oggi (anche se non mi è ancora capitato personalmente)

                si potrebbero portare classi intere in accademie del biliardo

                per spiegare le leggi di conservazione dell’energia e della quantità di moto,

                e magari anche qualche rudimento di ottica geometrica

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Ho appena letto l’ordinanza…ed effettivamente il problema più serio sembra proprio quello dell’isolamento sociale: ”

            Bravo, apprezzo sempre chi non si limita (come me, in questo caso) a guardare i titoli dei giornali.

            Sulla vita sociale, capisco. E’ una lacuna importante; allo stesso tempo, la vita sociale dei bambini non è solo quella spontanea e importante; è anche la socializzazione in un sistema culturale fatto di televisione, pubblicità, prodotti, politica e oggi elettronica.

            Immaginati di vivere tu, la tua signora e tre figlioli in Afghanistan. Non frequentate la moschea, i bimbi non sono circoncisi, non sanno nemmeno leggere il Corano, il loro Pashtun è minimo. E un giorno arriva l’Imam e dice, “questi bambini stanno crescendo senza socializzare, adesso li portiamo alla scuola coranica a fare la vita normale e felice che fanno tutti i bambini normali!”

            Come reagite?

            • roberto scrive:

              Miguel

              Non posso immaginare nessun motivo al mondo che mi spingerebbe a vivere isolato, e ancora di meno a obbligare i figli a vivere isolati

              Se c’è una cosa sulla quale io e mia moglie siamo sempre stati d’accordo è appunto facilitare la socialità dei figli rispetto a qualsiasi altra cosa

              Ciò detto l’imam avrebbe ragione. Certo che sarei sconvolto come sono sicuro lo siano i due pirla, ma essere sconvolti non vuol dire aver ragione

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            se le cose stanno come dici capisco l’intervento degli assistenti sociali.
            Per me la casa-famiglia non è mai una soluzione: è un lager, come qualsiasi struttura collettiva non famigliare:
            in un caso estremo li dai in affidamento temporaneo a una famiglia.

            Qui però è un caso particolare: sono stranieri. Mi chiedo perché non gli venga proposto di trasferirsi tutti e quattro nel paese d’origine di lui o di lei, così risolviamo il problema.

          • Peucezio scrive:

            Comunque, visto che per qualche misterioso motivo, è diventato un caso mediatico in cui si sono schierati tutti dalla parte dei genitori, al di là del merito del caso singolo, se servisse a frenare la piaga dei figli sottratti ai genitori senza nessun motivo che lo giustifichi (e purtroppo in un’enorme quantità di casi è così), ben venga.

        • roberto scrive:

          Peucezio

          “Si poteva creare un’interlocuzione coi genitori e se c’erano vere criticità, trovare una soluzione.

          È appunto quello che è stato fatto…il tribunale interviene dopo una fase di dialogo con i servizi sociali, quando tarzan e Jane chiudono il dialogo.
          L’accordo era partecipare a un gruppo genitori-figli una volta a settimana…ma hanno deciso che era meglio isolarsi dal mondo

          • Peucezio scrive:

            In effetti mi risulta incomprensibile.

            Ma questi qua che lavoro fanno? Campano con le risorse del bosco?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma questi qua che lavoro fanno? Campano con le risorse del bosco?”

              Ovviamente non so la risposta. Ma so che milioni di persone, fino a pochi decenni fa, campavano proprio “con le risorse del bosco”.

              Miguel Martinez è un signore che campa comprandosi un computer su cui digita traduzioni per un’agenzia a Genova che fa traduzioni per una ditta di Milano che devono vendere cose fatte in fabbrica in Cina a grandi magazzini negli Stati Uniti, da mandare con i container, e poi Miguel Martinez va su fatturazioniaruba e fa una fattura elettronica – sulla quale lo Stato italiano trattiene un po’ più di un terzo per fare ponti sullo stretto e altro – per cui la ditta a Genova fa una fattura alla ditta di Milano che si fa pagare dalla ditta negli Stati Uniti e il tutto arriva sul conto di una banca con sede a Verona.

              E invece c’è gente che va nel bosco e raccoglie quello che c’è nel bosco.

              A volte, costruiscono anche un metato.

              • Peucezio scrive:

                No, no, indubbiamente.
                Mi chiedevo se anche questi fanno così.

                Per farlo è fattibile, ma se non hai l’elettricità per avere una tv, un pc o un cellulare, non solo non sai nulla di quello che succede nel mondo, e pazienza, ma tronchi ogni rapporto con la civiltà umana e anche col passato.

                Ammenoché non ti porti dietro dei libri e tramite quelli e le cose che sai non insegni tutto ai tuoi figli.

                ma poi avranno gli strumenti per inserirsi nel mondo, se lo volessero?
                Magari a 5 o 10 anni va benissimo così, ma se poi non gli fai fare un qualche tipo di scuola vera e propria (anche comunitaria, quello che vuoi) e soprattutto frequentare gente, imparare la vita, innamorarsi, scopare, cosa diventano?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                ” ma se non hai l’elettricità per avere una tv, un pc o un cellulare, non solo non sai nulla di quello che succede nel mondo”

                ripeto, ho seguito poco i dettagli, ma credo che avessero pannelli solari, la mamma tra l’altro so che insegnava dei corsi online, e avevano la casa piena di luci. Non avevano l’allaccio alla corrente “pubblica”.

                https://www.vanityfair.it/article/famiglia-del-bosco-bambini-abruzzo-come-vivono

              • Peucezio scrive:

                Io comunque mi sparerei: nel bosco non c’è neanche un bar…

                Per me si può rinunciare a tutto, scuola, tv, computer… ma se non ci sono bar e ristoranti che campiamo a fare??

                È il motivo per cui non mi piacciono l’Antartide e la luna.
                Ma nemmeno il mare aperto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Io comunque mi sparerei: nel bosco non c’è neanche un bar…”

                Interessante dettaglio, che fa riflettere: io soffro sempre a entrare nei bar. Nulla di drammatico, ma non ho idea cosa ordinare, mi imbarazza tutto il rito del chi-paga-chi-non-paga, il dover offrire, dover accettare, tutte cose che non hanno fatto parte della mia infanzia ovviamente.

                Con questo, invece, capisco perfettamente il condividere il cibo fuori dalla “istituzione bar/ristorante”, in casa o in situazioni informali di festa.

                Lo racconto come piccola eccentricità mia, non certo come considerazione su altri.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “ma tronchi ogni rapporto con la civiltà umana e anche col passato.”

                Infatti si sono avvelenati con i funghi…è un dettaglio che da cercatore dilettantissimo di funghi non mi da pace, cavolo vivi in mezzo al bosco e non sai cosa raccogli? Ma poi è chiaro che se non hai libri, non hai internet e non hai un amico esperto, il risultato è inevitabilmente quello

              • roberto scrive:

                miguel

                “Nulla di drammatico, ma non ho idea cosa ordinare, mi imbarazza tutto il rito del chi-paga-chi-non-paga, il dover offrire, dover accettare, tutte cose che non hanno fatto parte della mia infanzia ovviamente.”

                è interessante…per me vale esattamente il contrario, dal salutare il barista alla danza del caffè (pago io, no io)

              • roberto scrive:

                Questa l’ho scritta per una collega alla quale dopo pranzo ho offerto il caffè, in risposta al suo messaggio “la prossima volta faccio io”
                (Lei è cresciuta in un paese semicivilizzato, a nord delle Alpi)
                Non è pensato per il caffè al banco perché qui ahimè non esiste

                LA DANZA DEL CAFFÈ

                La regola di base è che il primo che arriva alla cassa paga il caffè.

                Ci sono però varie eccezioni

                La donna ovviamente si alza con grazia ed eleganza e non corre come un centometrista alla cassa. Di conseguenza, in maniera del tutto casuale, un commensale sarà già arrivato per primo alla cassa e si applicherà la regola di base.

                E tra amici? Beh lì vale tutto: sgambetti, spintoni, gomitate sul naso, ditate negli occhi…l’importante è arrivare primi alla cassa e ancora più importante accettare sportivamente la sconfitta, protestando blandamente ma senza scenate.
                Tra amiche invece è un gioco di sguardi e di sorrisi (…prova a mettere le mani nella borsetta e ti spezzo tutte e cinque le dita…click click clack clack click…)

                Ovviamente fra amici se c’è una grande differenza di età o disponibilità economica, il più giovane o meno abbiente potrà fare il gesto di pagare ma immancabilmente non arriverà primo alla meta. È lecita però una timida protesta “professò, la prossima però faccio io”. Ma le prossime volte andrà in scena ineluttabilmente lo stesso spettacolo.

                Il fatto che un superiore gerarchico permetta, rectius, imponga ad un sottoposto di pagare il caffè è stato considerato mobbing dalla corte di cassazione

                C’è poi un altro caso: sei amico del barista o habitué del luogo. Il caffè sarà immancabilmente per te, con un gesto teatrale della mano “Mario faccio io! Grazie caro, il miglior caffè di Napoli…salutami Rosaria”

                Queste sono delle regole immutabili, che contraddistinguono la civiltà mediterranea dalla barbarie a nord del limes dell’Impero Romano

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “LA DANZA DEL CAFFÈ ”

                bellissimo (e verissimo!)

                Poi è una cosa che mi piace osservare, solo che essendo io cresciuto nel bosco 🙂 mi risulta un po’ ostico giocarci.

              • PinoMamet scrive:

                Come non concordare con Roberto?

                Comunque moltissime regole del semplice vivere civile, che agli abitanti dell’Italia sembrano normalissime e non richiedono particolare attenzione, sono sconosciute e devono essere studiate punto per punto da molti stranieri.

                Che a volte ne sono scandalizzati o spaventati!

                Me ne rendo conto da quell’immenso campionario di umanità che sono i commenti dei social.

                da evitare sempre (soprattutto evitare di rimanere coinvolti in discussioni) ma comunque una miniera di… Moiate 😉

                cioè di quelle osservazioni che ogni ci riporta l’incomparabile Moi.

                Direi che l’Europa/Occidente ne risulta saldamente diviso in due parti:
                la parte di influenza greco/latina/mediterranea, dove le persone sono educate… perchè sì.

                la parte dei barbari, dove la regola è la “schiettezza” (vale a dire essere rudi e diretti al limite della sgradevolezza, e oltre) e dove l’idea, per dire, di fare i complimenti alla suocera italiana per la cucina è vista come un’assurdità che lede i diritti personali
                (“se non mi è piaciuto perché devo dirle che è buono?”).

                I francesi come al solito stanno in mezzo.

              • roberto scrive:

                pino

                “Direi che l’Europa/Occidente ne risulta saldamente diviso in due parti:”

                sono d’accordo ovviamente su questa divisione…faccio un pochino fatica a inquadrare gli spagnoli, mi sembra di notare una grandissima differenza fra gente “studiata”, o forse “urbanizata” che si comporta come si comporterebbe un gentiluomo meridionale da noi (cioè come una persona civile) e il resto che è pura barbarie, ma ho un campione troppo ridotto (è curioso, ho una caterva di amici e conoscenti greci e pochissimi spagnoli)

                comunque i veri campioni della “schiettezza” (= incapacità di esprimere un sentimento negativo senza mettere quelle forme necessarie ad una pacifica convivenza) sono quelli dell’est, intesi non come slavi, ma proprio ad est della mitteleuropa (croati, bulgari, slovacchi, baltici, rumeni)

              • PinoMamet scrive:

                In effetti non ho grande conoscenza degli spagnoli; quelli conosciuti mi sono sembrati mediamente maleducati, ma in modo diverso dai “nordici” e… “estici” 😉

                gli spagnoli mi sono sembrati maleducati nel senso di chiassosi, cafoni e del tutto insofferenti alle regole.
                Se c’è una scritta “Non toccare” su qualcosa, si faranno un punto d’onore di toccare.

                soprattutto, quelli che ho conosciuto io parevano avere tutti una grandissima opinione di sè stessi.
                (Ricordo l’insopportabile cugina spagnola di una mia amica, subito soprannominata “Miss Simpatia Spagna”….)

                Magari sono solo io che ho conosciuto gli spagnoli sbagliati, può essere…

                curiosamente diversissimi dai greci, sanno essere compagnoni ma sono anche riservati e corretti.

                Anche in questo caso, magari ho solo avuto fortuna io.

              • roberto scrive:

                pino

                ““Miss Simpatia Spagna””

                una zia di mia moglie (pa ce all’anima) che viveva nei pirenei francesi catalanofoni, l’avevamo soprannominata “dona qualitat suprema”, perché di ogni cazzata che comprava nel primo paesello oltreconfine, puigcerda, ci diceva nella sua strana parlata mezza catalana e mezza francese “vient d’espana, qualitat suprema!”

                a dire il vero faccio lo stesso io con i prodotti italiani, ma quelli sono davvero di qualità superiore 🙂

              • Peucezio scrive:

                Ah, vabbè, per gli spagnoli è la loro ossessione che le cose loro sono le migliori del mondo, quando spessissimo fanno cacare.

                Strana l’impressione di Pino sulla regola: io in Spagna ho sempre avuto l’impressione opposta.
                Casinisti e caotici sì, ma perché le regole sono assurde, non perché non le seguano.

                Sono capaci di essere pedissequi e moralisti su una regola del tutto inutile o la cui infrazione crea disagi minimi, poi sulle superstrade e tangenziali sorpassano immancabilmente da destra (ma è proprio sistematico) col risultato che se tu sei su quella centrale e devi uscire, rischi di perdere l’uscita per evitare un incidente.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Ho una certa fiducia nei tribunali, ma appunto, qui siamo solo all’inizio della faccenda. Aspetterei a tirare le conclusioni.
            Avvelenamento da funghi.
            Su questo non c’è molto da aggiungere. La raccolta dei funghi non è per tutti. Anche se mi dicono che spesso gli errori si risolvono con un mal di pancia. L’importante è saper riconoscere i funghi veramente velenosi. Per quanto ne so (ho visto su you tube) sono pochi. Ma io mangio i funghi rigorosamente coltivati e se solo sono un po’ anneriti butto via tutto. Ne mangio a quintali.

        • roberto scrive:

          Aggiungo un dettaglio succoso: i genitori erano d’accordo a far fare una visita pediatrica ai figli a condizione di ricevere (da chi? Boh?) 50.000 euro per figlio…

          Capisci cosa dico quando dico che i figli non sono proprietà dei genitori?

          • Peucezio scrive:

            Certo che il sistema mediatico è veramente folle e segue logiche imperscrutabili.

            Tolgono i figli a famiglie normalissime, solo con qualche difficoltà economica, e non dice niente nessuno, poi li toglono a ‘sti pazzi (non dico abbiano fatto bene, ma capisco che sia una situazione critica, difficile da gestire) e apriti cielo!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Infatti sono scettico su una scelta individuale di una famiglia che isola dei bambini dal mondo, mentre semmai la soluzione, se si vuole fuggire dal modello dominante dai suoi inquinamenti, è la microcomunità, con tanti genitori e bambini.”

          Condivido.

          Cito ancora il caso mio, che somiglia a quello dei bambini nel bosco… senza il bosco.

          Una differenza importante, perché effettivamente mi è mancata tutta una parte fondamentale di contatto diretto con la natura e di capacità pratica, che questi bambini hanno avuto.

          Diciamo che è un’esperienza importante, perché ti va vedere sempre la vita con un attimo di distacco, senza spirito gregario.

          Però credo che chi mi conosce, sa che non mi ha reso “asociale”.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            In questo sei molto post-umano, però.

            Mi spiego, perché non sembri buttata lì.

            Noi siamo animali sociali. Cioè siamo più simili alle formiche che agli orsi marsicani.
            Se all’orso marsicano togli l’habitat, te ne resta qualche decina di esemplari isolati, che sopravvivono finché si tiene in piedi il poco territorio selvatico o inselvatichito che gli resta.
            Se togli all’essere umano l’habitat… non mi risulta che abitiamo nell’Africa australe, per cui ci siamo già risposti. All’essere umano non puoi togliere l’appartenenza ad una società.
            La società è proprio la cosa più importante che esista: viviamo per essa, pensando sempre al nostro ruolo in essa, ci incazziamo se la società non ci riconosce, ci esaltiamo quando lo fa, ci interessa studiarne il passato (la storia), il modo in cui si regola (il diritto), in che modo coopera per produrre le risorse che le servono (l’economia) e in generale chi parla di quelle cose tende ad avere una tribuna privilegiata. Addirittura pure quando si parlava di Spazio lo si faceva per immaginare di andare a vivere su Marte o chissà dove, cioè del rapporto tra qualche sasso lontano e – sempre – la società.
            Questo è indifferente rispetto alla socievolezza o meno dei singoli individui: anche l’hikikomori di turno passa la giornata a fruire di contenuti prodotti dalla società.

            Questa è una cosa profonda in noi e pensare di poterla rimuovere per poterci intendere come orsi marsicani che hanno bisogno principalmente dell’habitat naturale… ecco, è una visione post-umana.

            • Peucezio scrive:

              OMDAMT.

              Ovviamente capisco bene il punto di vista di Miguel.
              Ma come Miguel c’è solo Miguel: non è un caso raro, ma, direi proprio, individuale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma come Miguel c’è solo Miguel: non è un caso raro, ma, direi proprio, individuale.”

                Ma a parte i giudizi degli amici 🙂 Se Miguel a sei anni fosse stato tolto dalla sua casa e messo in un Istituto, assieme ai figli di uno che aveva ammazzato la moglie e al bambino violentato dal padre, seguito da un educatore venticinquenne sottopagato di una cooperativa sociale che poi molla tutto per andare a fare l’insegnante di sostegno a scuola, poi siccome mancano i fondi ci mettono in un palazzone dove ci stanno anche i dodicenni spacciatori…

                Ci sarebbe questo blog, su cui state facendo i commenti?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ci sarebbe questo blog, su cui state facendo i commenti?”

                Dovremmo chiederlo al diverso Miguel Martinez che ne sarebbe venuto fuori. Che non può risponderci, però.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Dovremmo chiederlo al diverso Miguel Martinez che ne sarebbe venuto fuori. Che non può risponderci, però.”

                🙂 Certo, ma credo che sia importante riflettere sull’impatto di certe “Istituzioni”.

                Che noi vediamo come la Soluzione Scientifica al Problema Sociale, ma spesso creano – involontariamente – altri immensi danni.

            • Peucezio scrive:

              Semmai io sono sempre sorpreso dai naturalisti, quelli che detestano gli esseri umani, che amano il bosco e la natura.

              Qui è diverso: questa è una famiglia, quindi comunque un germe di comunità.

              Ma più vai a nord nel mondo (e più sali di ceto sociale e anche di età), più trovi misantropi che veramente vivrebbero in mezzo agli alberi senza il “disturbo” di qualsiasi essere umano.

              Io da buon meridionale sono un caso estremo nell’altro senso: per me la pólis è tutto. Ma proprio tutto.
              Non m’interessa praticamente nulla al mondo che non sia umano.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Semmai io sono sempre sorpreso dai naturalisti, quelli che detestano gli esseri umani, che amano il bosco e la natura.”

                Ovviamente non conosco le persone in questione.

                Ma conoscendo tante persone che fanno scelte analoghe, anche se meno drammatiche, direi che non odiano affatto gli esseri umani, anzi.

                Odiano i grattacieli, i supermercati, l’ingegneria genetica, gli stati, gli eserciti, le autostrade.

                Che secondo loro, uccidono l’umano.

                Magari è una visione ingenua per cui contrastano l’Uomo e la Macchina, mentre l’Uomo è destinato a trasformarsi in Macchina, non lo so…

                Ma almeno concediamo loro di fare ciò che fanno, per amore dell’Umano.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                ma quella credo che sia un’altra cosa.

                Ti assicuro che il tipo umano che dico io è diffusissimo.
                Infatti si prendono animali domestici per evitare di interagire con gli umani.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Infatti si prendono animali domestici per evitare di interagire con gli umani.”

                Boh, io sono gattaro, e interagisco con parecchia gente, molti dei quali gattari.

                E conosco un sacco di canari che sono le persone più socievoli del mondo perché passano il tempo a incontrare altri canari sconosciuti ai giardini.

                Anzi, a pensarci, forse le persone più “sociali” che io conosca sono anche gattari/canari.

                E’ una sorta di sovrabbondanza di socialità.

                Poi non escludo che ci possano essere anche gattare novantenni molto sole.

              • Peucezio scrive:

                Sono proprio due categorie diverse.
                Voi avete fatto anche due figli.
                I tipi a cui penso io non fanno figli e li sostituiscono con gli animali.

                C’è chi ama gli animali perché è molto comunicativo e quindi cerca sia la compagnia umana che animale e chi ama gli animali per misantropia (o anche, ahimè, per solitudine).
                E oggi questo tipo è molto diffuso.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “I tipi a cui penso io non fanno figli e li sostituiscono con gli animali.”

                Boh, conosci parecchia gente strana lì a Milano.

                In Toscana manco i militanti vegani sono così.

                Dev’essere il Lambro.

              • Francesco scrive:

                A Milano credo siano moltissimi.

                Anche se potrebbe essere una leggenda urbana. Personalmente non ne conosco anche se un mio amico è proprio quel tipo ma se ricordo è andato a vivere fuori Milano.

                Era già un’idea che girava decenni fa, allora era negli USA e li chiamavano “DINK”

                Due stipendi e niente figli.

                Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per MT

              “In questo sei molto post-umano, però.

              Mi spiego, perché non sembri buttata lì.”

              Capisco il tuo ragionamento.

              Credo che ci siano due piani – quello teorico e quello dell’esperienza concreta.

              La mia esperienza attuale ti dà ragione, nel senso che vivo un’esperienza profondamente “sociale”, “comunitaria”, tra adulti.

              Ma l’esperienza della mia infanzia è stata più simile a quella dei “bambini del bosco” (ma ripeto, purtroppo, senza bosco), e capisco anche quella.

              Probabilmente il problema sta nel fatto che il bambino è anche indifeso nei confronti della “società”, mentre l’adulto non lo è.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però non è un po’ il discorso per cui mio nonno fumava ed è morto a 93 anni e giusto perché è caduto dalle scale?

      • Peucezio scrive:

        Comunque la cosa che mi preoccupa è che questi sono dei tipi eccentrici a voler essere eufemistici e va bene.

        Ma secondo me assistenti sociali e fauna affine farebbero la stessa cosa anche in una microcomunità in cui ai figli è garantita la socialità e il resto (diciamo che se c’è qualche decina di bambini, la socialità è più che sufficiente: non è che puoi avere centinaia di amici).

  8. Tamar Pitch, Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza

    Wolf Bukowski, La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro

  9. Ujjj scrive:

    Diciamo che la “sinistra” post blair neoliberista può essere considerata la responsabile di questi conflitto artificiale e strumentale sui diritti civili o come si suol dire “woke”. Lo ha fatto nel momento in cui ha usato tutte queste battaaglie secondo me sacrosante per dare un’aria di progressismo a politiche che di progressista invece non hanno proprio nulla come l’austerità lacrime e sangue o il liberismo sfrenato degno della Tatcher. Il che causa un rifiuto assoluto di questi temi da chi subisce le politiche suddette e si butta su queste nuove destre “anti-woke” che sicuramente sono più coerenti: stesse politiche schifose e classiste ma almeno odiano anche il diverso, non solo i poveri.

  10. Moi scrive:

    Facinorosi ProPal :

    Lepore incolpa Piantedosi

    https://www.gazzetta.it/Eurolega/22-11-2025/scontri-bologna-lepore-contro-piantedosi-ordine-pubblico-gestito-male-citta-ostaggio.shtml

    Lepore attacca Piantedosi: “Gestione sconsiderata. Bologna ostaggio degli scontri”

    Il sindaco chiede scusa ai cittadini, denuncia oltre 100 mila euro di danni e accusa il Ministro dell’Interno di aver imposto una strategia opposta a quella del comitato cittadino. Otto agenti feriti, tensioni e scontri per il match Virtus–Maccabi

    • Francesco scrive:

      mettere pure lui al gabbio, insieme con i manifestanti? poi quelli violenti ce li teniamo, gli altri li rilasciamo “sperando di vederci presto comunque” che mica siamo la Cina, noi

      😉

  11. MOI scrive:

    Sta girando una vulgata woke curiosamente sensata:

    La coppia dei bambini nel bosco riceve tanta solidarietà perché sono AngliSassoni, una “razza” ritenuta superiore a noi stessi da molti Italiani l.

    SE fosse stata una famiglia di immigrati scuretti , o neri , o ” zingari” …le stesse persone solidali (50 mila online firme autenticate in 12 ore, mi pare …) sarebbero scandalizzate invece per maltrattamenti di minori.

    • MOI scrive:

      Invece così hanno tanta solidarietà di chi evoca le Toghe Rosse che vorrebbero obbligare quei bambini all’ indottrinamento woke nella scuola pubblica.

      Quando in realtà esiste lo Home Schooling , anche se purtroppo è proibitivo a molta gente per ragioni economiche.

      • paniscus scrive:

        “Quando in realtà esiste lo Home Schooling , anche se purtroppo è proibitivo a molta gente per ragioni economiche.”—-

        Veramente non è proibitivo per ragioni economiche, ma per ragioni socio-culturali. Chi vuole fare educazione privata ai figli dovrebbe essere in condizioni di fargliela effettivamente in famiglia, senza bisogno di pagare lezioni private esterne.

        Se vogliono assolutamente lo homeschooling, i casi sono due: o se ne occupano personalmente (se ci riescono), oppure pagano di tasca propria un istruttore privato che la pensa come loro.

        Non vedo perché mai debba esistere il diritto all’insegnamento privato gratis: o mandi regolarmente il figliolo alla scuola pubblica, oppure lo affidi a insegnanti privati ma li paghi.

    • Moi scrive:

      … mi pare il classico Orologio Fermo di Alan Turing.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Sta girando una vulgata woke curiosamente sensata:”

      In effetti, ho sentito tante volte, “togliamo i figli agli zingari”.

      Non è detto che siano le stesse persone che oggi solidarizzano con la famiglia “anglosassone”, ma sicuramente non si eccitano allo stesso modo a sostenere le ragioni dei magistrati.

  12. MOI scrive:

    A proposito di Liberalismo :

    torna l’ Eugenetica in versione business a prezzi non più troppi proibitivi:

    https://adage.com/creativity/work/aa-nucleus-have-your-best-baby/

  13. MOI scrive:

    Work
    IVF ads urge you to ‘have your best baby’ through genetic optimization

    Out-of-home ads in New York promote Nucleus Genomics’ carrier screening and embryo selection experience. (Nucleus Genomics)

    • MOI scrive:

      L’ importante è che tutto questo business sua in Inglese… in Tedesco farebbe troppa paura.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “L’ importante è che tutto questo business sua in Inglese… in Tedesco farebbe troppa paura.”

        🙂

        Ti ringrazio della segnalazione, credo che sia una delle notizie più importanti dell’ultimo decennio. A modo suo, anche più importante di ciò che succede a Gaza.

        • MOI scrive:

          Contestualmente, “IQ is 50% Genetics” è confortante … ho pensato al film Gattaca :

          https://en.wikipedia.org/wiki/Gattaca

          (1997)

          The film draws on concerns over reproductive technologies that facilitate eugenics, and the possible consequences of such technological developments for society. It also explores the idea of destiny and the ways in which it can and does govern lives. Characters in Gattaca continually battle both with society and with themselves to find their place in the world and who they are destined to be according to their genes.

          The film’s title is based on the letters G, A, T, and C, which stand for guanine, adenine, thymine, and cytosine, the four nucleobases of DNA

          [Cit.]

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ moi

            “Gattaca”

            Film meraviglioso, che so a memoria.

            Guardátelo, ne vale la pena!!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • MOI scrive:

              Ma infatti esiste una specie di Club degli Intelligentoni 😉 , tutto basato su rompicapo logico- matematici : il MENSA … loro però ne parlano come se fosse tutta genetica.

              • MOI scrive:

                Ho sempre trovato più interessante il “Lateral Thinking” … anche quando ne ignoravo un’ esistenza codificata, tipo nell’ opera di Edward De Bono.

            • Francesco scrive:

              davvero? visto e passato come acqua sulla roccia

              non mi ha detto praticamente nulla

              ciao

  14. MOI scrive:

    Come direste “Unwertes Leben” in NeoInglese ? 😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Neoinglese”

      Più che la traduzione letterale ‘unworthy lifes’ userei un’espressione più momoralistica, tipo ‘unfair burdens’.

      Era proprio la propaganda hitleriana quella che sosteneva che il costo del mantenimento dei malati ‘degeneri’ gravava indebitamente sul denaro dei contribuenti.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  15. Moi scrive:

    @ PINO MAMET

    Enzo Jacchetti denunZiato dalle Comunità Ebraiche … fonte: Dibba in tutta la sua indignazione.

    • PinoMamet scrive:

      Non lo sapevo.

      Boh? Io sono contrario alle denunce, e favorevole al diritto alla cazzata.

      Il dibattito non l’ho visto ma da quello che lessi ribadisco il mio punto di vista: scontro tra retoriche, quella italica dove chi urla vince, adesso vengo e ti spezzo le corna, “le creature non si toccano “, e quella americanofila del Sapientino “definisci ‘sto cazzo “, i dati mi cosano e non rispetti il mio turno quindi sei Feisist che equivale a Hitler e ho vinto io.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “Il dibattito non l’ho visto”

        Posso vantarmi anch’io di non averlo visto?

        Quando ero nel bosco da piccolo, non mi hanno abituato al televisore, e ringrazio ancora.

  16. Moi scrive:

    @ PANISCUS / PINO MAMET

    Ho letto da un commento social che ci sarebbe una classe ove 18 su 20 hanno avuto la diagnosi ADHD … concretamente, sono esenti da interrogazioni de compiti in classe “a sorpresa”.

  17. MOI scrive:

    A quanto pare, su Taiwan Sanae Takaichi ha preso posizioni AntiCinesi …

  18. Gino scrive:

    Un po’ come la Firenze a marchio PD. Però sul tram la pipì la puoi fare e a volte anche la popò (anche senza biglietto).

  19. Miguel Martinez scrive:

    Nell’interessantissima discussione sulla “famiglia del bosco”…

    Stiamo parlando del futuro di bambini. Che si dovrebbero “socializzare”.

    Nella mia esperienza, le persone più malvagiamente egoiste sono state tutte “socializzate” da piccoli.

    Dallo speculatore immobiliare che ti mangia la casa, a quello che chiama i vigili perché alle sette di sera c’è una ragazza che suona il violino.

    Non credo che il “privatismo” assassino e soffocante dipenda dal grado di isolamento infantile.

    • PinoMamet scrive:

      Io non sono andato all’asilo perché avevo quattordicimila zii, e non sono morto.
      (Visto che sono nato negli anni Settanta a volte scherzo che ero all’asilo con l’eskimo e il Manifesto sotto braccio, ma non è vero: non ci sono andato proprio).
      Il primo giorno alle elementari ero un po’ spaesato, e questo credo sia il massimo degli effetti negativi.

      Ah, c’era stato anche un episodio con delle psicologhe che in terza o in quarta ci fecero disegnare una strada di città e a un certo punto dissero che cominciava a piovere e visto che io avevo disegnato gli omini senza ombrello (grazie al cazzo, fino a due minuti prima c’era il sole…) ne trassero l’idea che avessi chissà che problemi.
      Me lo dissero anni più tardi i genitori.
      Mi dissero che la maestra (cattolicissima , duemila anni di esperienza, prossima alla pensione, moglie del maresciallo dei Carabinieri) mandò a cagare le psicologhe.
      Io ero Il più bravo della classe, tra l’altro.

      • paniscus scrive:

        “Visto che sono nato negli anni Settanta a volte scherzo che ero all’asilo con l’eskimo”—-

        Da qualche parte del mio archivio di fotografie familiari, che sicuramente non sono state cancellate ma continuano a galleggiare in qualche folder di computer vecchi che possono funzionare ancora, esiste una foto di mia figlia all’età di circa 3 anni in braccio al nonno, con entrambi fieramente paludati in eskimo originale degli anni settanta.

        L’eskimo da adulto era stato conservato quasi religiosamente per decenni, quello piccolo risale comunque agli anni settanta, non ho ricordi diretti di averlo usato io, ma sicuramente era stato indossato da mio fratello (più giovane), sempre all’età di 3 o 4 anni. Ovviamente quell’eskimo da bambini non è mai stato buttato via ed esiste ancora, ma non saprei dove trovarlo nell’immediato…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Mi dissero che la maestra (cattolicissima , duemila anni di esperienza, prossima alla pensione, moglie del maresciallo dei Carabinieri) mandò a cagare le psicologhe.”

        🙂

    • PinoMamet scrive:

      Comunque non so niente della famiglia nel bosco, ma almeno per quanto riguarda l’età prescolare credo che gli asili nido senza dubbio, e le scuole materne molto probabilmente, siano una cosa abbastanza contro natura, che dobbiamo accettare in mancanza di meglio ma che sono lontani dall’ideale sviluppo umano.
      L’essere umano a quell’età è fatto per stare con la madre, con la famiglia, vedere coetanei sì ma senza doverci passare ore e ore…. da solo in loro compagnia 😉
      Il militare avrà tempo di farlo più avanti se proprio vorrà!

      Ma sento tantissimi genitori che invece non riescono a concepire niente di diverso.

      Idem per le scuole…

      • paniscus scrive:

        “L’essere umano a quell’età è fatto per stare con la madre, con la famiglia, vedere coetanei sì ma senza doverci passare ore e ore…. da solo in loro compagnia”—

        Cioè, la mamma ha da stà a casa, senza lavorare, senza avere un’indipendenza economica e sociale, senza avere una vita personale fuori dalla famiglia, almeno fino a che i figli non arrivino alla scuola dell’obbligo (ma se i figli sono più di uno con qualche anno di differenza, si può arrivare anche a 10 o 15 anni di abnegazione totale)… mentre ai padri non è richiesto NIENTE di tutto questo?

        • Puffo giardiniere scrive:

          Negli anni 50′ il bambino andava all’asilo dove c’erano le suore.
          Io ci sono arrivato tardi, perché nei primi anni della mia vita la mia famiglia era errante tra varie località appenniniche.
          Ma quando sono stato all’asilo c’erano tutti i bambini tenuti in uno spiazzo di terra battuta con un grande muro intorno e non c’era niente da fare.
          Così i bambini, per passare il tempo, si mordevano l’uno con l’altro.
          Nel pomeriggio i bambini venivano messi in uno stanzone buio sopra una branda perché dormissero. E dormivano, pare….ma io no. Mai dormito al pomeriggio. Neanche di notte. Insonne.
          Si mangiava della pasta condita con una specie di ragù misto a conserva di pomodoro
          in tubetto. Avevo deciso di lasciarmi morire di fame. Così mi hanno tolto e sono andato a
          vivere con una nonna giardiniera che tutto il giorno lavorava tra l’orto, il vigneto e le galline. E così sono arrivato alle elementari.
          Dottrina alle sette di mattina. Scuola (quella tosta, di una volta, col maestro autoritario) e doposcuola dalle suore.
          Un inferno.
          Meglio essere allevati da una lupa.

        • PinoMamet scrive:

          È chiaro (rispondo a Paniscus) che nella nostra società il bambino va preso e spedito all’asilo.

          Ma per il bene dei genitori, non contiamoci balle, non del bambino che deve “socializzare ” e che deve imparare i numeri, i colori, le stagioni, i giochi, chissà perché proprio da estranei con cui non ha nulla in comune e con coetanei che gli fregano i giocattoli, e non da genitori, zii, fratelli e cuginetti.

          Se gli esseri umani fossero fatti per essere mandati all’asilo nido, nascerebbero in covate di gruppo, come le tartarughe.

          E in realtà non ho mai pensato a “la donna deve stare a casa”.

          Pensavo alla mia infanzia, passata seguendo gli zii nell’azienda, giocando con mio fratello, stando dalla nonna, andando da mia mamma che teneva la contabilità ecc.
          Non è che tutti possano farlo, né che lo proponga come obbligatorio.

          Dico che penso di essere stato fortunato a essermi risparmiato l’ambientamento all’asilo con i pianti e aspettare che mamma torni a prendermi, la maestra simpatica e quella stronza, il compagnuccio prepotente ecc. ecc.

          • MOI scrive:

            Se gli esseri umani fossero fatti per essere mandati all’asilo nido, nascerebbero in covate di gruppo, come le tartarughe.

            ………..

            😁😁😁😁 bellissima questa !

          • firmato winston scrive:

            @pino:
            “nella nostra società il bambino va preso e spedito all’asilo.
            Ma per il bene dei genitori, non contiamoci balle”

            Non solo l’asilo… anche l’universita’.
            Forse ci siamo dimenticati un fatto che era di dominio comune fino a qualche decennio fa, che la scolarizzazione di massa e’ servita soprattutto come “parcheggio” atto ad assorbire la disoccupazione che altrimenti sarebbe seguita con l’impiego delle macchine per produrre i beni essenziali (non quelli essenziali _adesso_, bensi’ quelli essenziali per l’umanita’ di ogni tempo). Purtroppo, come sempre accade, questa soluzione “infallibile” ha avuto un sacco di altri effetti collaterali imprevisti e negativi, che anche noi qua impersoniamo con le nostre mere “esistenze”.
            Poi ci si possono raccontare un sacco di storie e di balle… per autodimostrarsi non solo utili ma indispensabili. L’universita’ serve anche a questo.

        • Peucezio scrive:

          Paniscus,
          “Cioè, la mamma ha da stà a casa, senza lavorare, senza avere un’indipendenza economica e sociale, senza avere una vita personale fuori dalla famiglia, almeno fino a che i figli non arrivino alla scuola dell’obbligo (ma se i figli sono più di uno con qualche anno di differenza, si può arrivare anche a 10 o 15 anni di abnegazione totale)… mentre ai padri non è richiesto NIENTE di tutto questo?”

          Si chiama natura.

          Possiamo anche scegliere di rinnegarla del tutto.
          Ma allora dobbiamo prima non solo essere in gradi di produrre bambini in provetta e questo già si fa. Ma anche con strutture psicologiche tali da non aver bisogno di calore e affettività.
          Ma a che servirebbe produrre un’umanità del genere? Tanto vale produrre dei robot, oggi che ne abbiamo le tecnologie.

          Per carità, io capisco benissimo il desiderio di indipendenza e autoaffermazione di molte donne.
          Infatti secondo me non tutte le donne sono fatte per avere figli: perpetuare la specie forse dovrebbe diventare un ruolo sociale specializzato.

          A parte che non capisco questa smania di lavorare. Potessi vivere io senza l’assillo di un reddito!
          Se la società e lo stato fossero organizzati per tutelare la maternità (non solo quella degli immigrati), metterebbero la donna in condizioni di crescere i figli senza lavorare.
          Anche perché, scusate, voi parlate di un mondo ideale, di favola.
          Quante persone, uomini o donne, lavorano per gratificaizone personale, per vocazione, perché il lavoro le rende felici e sentono in esso di esprimere i propri talenti?
          Una parte sì, ma ampiamente minoritaria.
          Donne così, con tali talenti, sarebbe uno spreco se non lavorassero per allevare i figli.
          Ma la maggior parte dei lavori, diciamocelo francamente, sono lavori di merda.
          Sono lavori dipendenti, in azienda o nel pubblico, frustranti, alienanti, col capo che ti rompe i coglioni, il cartellino, gli orari… Una vita dalla quale un destino favorevole per qualche misterioso motivo mi ha finora preservato – ne ringrazio Dio – e a cui penso con raccapriccio.

          In ogni caso si andrà sempre di più verso il telelavoro, grazie a Dio, e il problema si porrà sempre meno.
          Una cosa bella della tecnologia moderna è che ci consente di trascendere la fisicità.
          E allora la fisicità diventa scelta, piacevolezza (non puoi fare sport o farti fare un massaggio o fare sesso virtualmente), non più necessità e rottura di balle.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Ma la maggior parte dei lavori, diciamocelo francamente, sono lavori di merda.”

            Concordo.

            E anch’io vorrei fare un lavoro in comunità, che mi permettesse di relazionarmi continuamente con i miei figli, insegnando loro cose utili (e permettendo anche a loro di fare piccole cose utili).

            Il problema è che è proprio il “telelavoro” che ha distrutto tutto questo: dove per “tele-lavoro” intendo anche il minatore che passa tutta la giornata sotto terra per tirare fuori metalli che verranno usati all’altro capo del mondo. Gente che dedica la parte più attiva della propria vita a qualcosa che non toccherà mai.

            Poi se vuoi, dopo il telelavoro arriva il tele-nonlavoro. Cioè i meccanismi di scambio globale che assumono vita autonoma tra robot e intelligenza artificiale. E siccome al non lavoro corrisponde il non reddito, ci saranno i non figli.

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “credo che gli asili nido senza dubbio, e le scuole materne molto probabilmente, siano una cosa abbastanza contro natura, che dobbiamo accettare in mancanza di meglio ma che sono lontani dall’ideale sviluppo umano.”

        Totalmente d’accordo.
        Infatti mica lo si fa per i bene dei figli.
        Asilo nido e scuola materna (ma in fondo anche scuola elementare e in parte media) sono parcheggi per togliersi i figli dalle balle perché il folle modello produttivo e sociale contemporaneo non consente o rendere difficile alle madri occuparsene, come invece sarebbe giusto e sano.

        • MOI scrive:

          La accusa di “Parcheggio”, da almeno da 10 anni, si rivolge anche delle scuole superiori… o come cazzo si chiamano adesso con un calco anglofono tipo “primarie”.

          • Peucezio scrive:

            Ma primarie non sono le elementari?

            Comunque il liceo non è un parcheggio.
            Lo dico da critico radicale della scuola in ogni suo ordine e grado.
            Anche perché un adolescente può stare benissimo da solo in casa senza pericolo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “perché il folle modello produttivo e sociale contemporaneo non consente o rendere difficile alle madri occuparsene, come invece sarebbe giusto e sano.”

          E noi padri no? Solo perché ci hanno fatti maschi, non abbiamo il diritto anche noi a una vita familiare?

          • Peucezio scrive:

            No. 🙂

            Mi spiego meglio. Ovviamente sì.

            Ma c’è un livello di affettività primitiva, istintuale, basilare, nei primi anni di vita, ma non solo, che è solo femminile.

            È il motivo per cui l’idea dei due padri culattoni è un abominio.

            Per carità, un padre può essere affettuoso, tenerissimo… ma è una cosa diversa, è un diverso tipo di affettività.

            E le due cose non si compensano: servono entrambe.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma c’è un livello di affettività primitiva, istintuale, basilare, nei primi anni di vita, ma non solo, che è solo femminile.”

              Credo che sia abbastanza vero per il periodo di allattamento. Dopo non mi sembra.

              • Peucezio scrive:

                A parte che l’allattamento dovrebbe arrivare almeno fino ai 3 anni, ma in ogni caso non è così.
                In un certo senso è così per tutta la vita.
                Mi capita anche parlando con persone attempate, più anziane di me, che la madre non ce l’hanno più, di sentire un senso di struggimento e nostalgia viscerale che per il padre non hanno.
                Per il padre c’è nostalgia, stima, affetto, ma non è la stessa cosa, non è una cosa di viscere, di carne come per la madre.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma quello è ovvio: sono persone che hanno vissuto in una realtà dove le cure parentali erano prevalentemente (se non quasi interamente) affidate alla madre.
                Noi tendiamo a legare con chi c’è, non con chi non c’è.

              • Ros scrive:

                Peucezio: “…sentire un senso di struggimento e nostalgia viscerale che per il padre non hanno…”

                Sarà qualcosa connesso a quella nostalgia per il Paradiso;

                ovvero per quella vita che per nove lune abbiamo tutti trascorso dentro il grembo materno immersi nell’estasi submarina del liquido amniotico

                https://www.meer.com/it/66466-lombra-nella-relazione-io-e-mia-madre

                La nostalgia di quella perduta unità mistica con il tutto senza i confini di un Io individuale a dividere e definirci

                https://gravidance.playy.it/2013/08/nel-grembo-materno/

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                mah, sarebbe da vedere… è possibile.
                Ma è anche vero che la madre è la madre e l’affettività femminile è diversa da quella maschile.
                Infatti poi noi eterosessuali, cioè la stragrande maggioranza delle persone, scegliamo partner di sesso femminile.

                Ma mica lo dico io. Che la maternità sia una cosa speciale e più viscerale, direi biologica, etologica, rispetto a quella femminile è una cosa ovvia.

              • Peucezio scrive:

                Ros,
                certo, ma quella è un’altra cosa ancora, ancora più primitiva e profonda.

              • paniscus scrive:

                “A parte che l’allattamento dovrebbe arrivare almeno fino ai 3 anni”—-

                Guarda che l’allattamento, anche se arrivasse fino ai tre anni, NON implicherebbe comunque la presenza fisica totale globale della madre 24 ore su 24.

                A partire dall’inizio dello svezzamento, cioè diciamo dai 6 mesi di vita, il bambino si rende perfettamente conto che oltre al latte materno c’è parecchia altra roba interessante con cui nutrirsi, che può essergli offerta anche dal padre, dalla nonna o da qualsiasi altro adulto, per cui non c’è bisogno della simbiosi fisica assoluta con la mamma in qualsiasi momento.

                Un neonato che ancora prende SOLO il latte materno deve effettivamente essere allattato a richiesta e senza orari fissi, ma appunto questa situazione dura per pochi mesi.

                Un bambino di un anno o due che è ancora parzialmente allattato dalla madre ma che mangia anche altro, si rende perfettamente conto che non può reclamare la tetta quando la mamma non è presente.
                Essere molto giovani non vuol dire essere scemi.

                Mio figlio ha cominciato ad andare all’asilo nido quando ancora era allattato ma già si sbafava la pastasciutta e altro, ma non si è mai sognato di sclerare con le educatrici dell’asilo perché voleva il latte materno quando io non ero nei paraggi!

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                sì, sì, d’accordo.
                Io non collegavo l’importanza della presenza fisica della madre solo all’allattamento.

              • paniscus scrive:

                “sì, sì, d’accordo.
                Io non collegavo l’importanza della presenza fisica della madre solo all’allattamento.”—-

                E allora, quando i figli sono piccoli, nell’accudimento pratico familiare… che cosa ci sarebbe (a parte l’allattamento al seno) che non potrebbe fare anche il padre allo stesso modo?

                Esiste un gene specifico sul cromosoma Y che rende i maschi incapaci di cambiare un pannolino, o di preparare una pappa di riso e verdura? A me non risulta!

              • Ros scrive:

                Peucezio:
                “…sentire un senso di struggimento e nostalgia viscerale che per il padre non hanno…”

                d’altronde è mammiferi
                (Mammalia Linnaeus, 1758)
                che ci siamo chiamati da noi medesimi,
                mica che ci siamo appellati quale papiferi!😳

                Noi specificamente succialatte dalle burrose tette: sluuurp😋

                a impastarci la pasta cme i micetti😻

                Ci sarà un perché motivazionale intrinseco ed archetipico della cosa?

                Credo che il famigerato patriarcato sia nato per compensazione giustizifera;

                Ovvero perché il patre pare che non sia mai certo d’essere veramente lui l’artefice della presunta sua prole;

                ed è un tarlo che corrode.

                Lui va a caccia e a travagghiare, dall’alba all’inbrunire,
                e nel mentre capace che ti passa il postino, l’idraulico, l’arrotino l’ombrellaio che aggiusta le cucine a gas …
                (donne è arrivato l’arrotino!!!) che lo fa becco con un bel parco di corna a coronargli il capo di criniera;

                e sempre avviene che lo sa tutto il villaggio che sghignazza e addita tranne lui pisquano tristanzuolo che come Pippo Pippo non lo sa che quando passa ride tutta la città.

                Per la Matria v’è certezza,
                il Patre ci è sempre un pochino ignoto🤔

                E gli nasce così il bisogno di recintare e segregare l’allegra Matria in un controllo delle sue naturali pulsioni.

                Chi comanda e può si fa l’eunuco a controllare, e magari oltre ai coglioni ci taglia pure la lingua per evitare accalorate slinguazzate in basso loco umido d’antro peloso.

                (se ci taglia – oltre all’attrezzatura di piacere e la lingua per cunnilingusare – pure le mani poi il servo non serve più a niente🙄)

                Il Patre,
                dopo che ebbe scoperto la prima fondamentale verità:

                “i figghi non vengono dai cavoli a cicogna ma vengono dopo che uno masculo s’è ingroppata a sbattipanza la fémmina inseminandola come il terreno con le cérere e la fava;

                e nel percorso impervio è facile diventarci cornuti e al posto di perpetuare la propria stirpica cromosomìa uno finisce per nutricare i figghi di qualche figghio di boottana con tanto tempo libero a cosciolare in giro.

                E lui travagghia!
                da mane a sera come un cornuto, ora ci vuole!

                Dopo che ebbe scoperto la prima fondamentale verità scopre la seconda:

                le fémmine sono prevalentemente di due soli tipi *
                quella con le ali,
                e quella boottana.

                Fémmine con le ali ne avete mai viste?

                Allora sono tutte boottane?😑👆

                e fu allora che per sicurezza ci nacque la necessitudine del patriarcato che a uno a farsi ridere dietro da tutti l’altri inconsapevoli cornuti, ci giravano giustamente un poco i coglioni;

                eppòi un giorno ti guardava in faccia il figlio e gli pareva di vederci la ghigna infame del fruttarolo all’angolo…😒

                Non si può campare così🙁!
                si disse, e nascette il patriarcato👆

                *
                tranne la propria mamma e, se ci si bene st’attenti, le proprie sorelle.

                E questa è tutta la storia

                https://www.youtube.com/watch?v=rPpcorkOlsQ

              • Ros scrive:

                ps

                se ci avete fatto caso la festa del papà è il 19 marzo per San Giuseppe

                notoriorissimo cornuto!*👆

                Vi pare sia per caso?🤔

                * senza offesa

              • firmato winston scrive:

                @ros:
                “La nostalgia di quella perduta unità mistica con il tutto senza i confini di un Io individuale a dividere e definirci”

                Gia’… d’altra parte identificare, identificarsi, individuare individuarsi, e’ dividere, separare.
                Dicono sia caratteristica unica del linguaggio verbale, ma e’ una immane stronzata da specialisti sempre intenti a rimirarsi davanti allo specchio, sfido chiunque a credere che un qualsiasi animale non identifichi, non divida, non individui, solo perche’ non usa il linguaggio verbale, il verbo.

                “Credo che il famigerato patriarcato sia nato per compensazione giustizifera”

                Lo penso anch’io, o meglio credo si trattasse di una forma di equilibrio delle differenze e di suddivisione dei compiti, che e’ sempre esistito in qualsiasi epoca e in qualsiasi societa’ per volonta’ di entrambi gli attori, attraverso la quale bene o male siamo arrivati fino qua.
                Ma adesso quell’equilibrio e’ rotto, e non c’e’ nulla a sostituirlo se non un caotico delirio di onnipotenza narcisistico a colpi di migliaia di miliardi di selfie.
                La crisi sociale e’ drammatica, mi domando come facciano ancora persone di sesso diverso a comunicare e incontrarsi. Come tipico, e sintomo di quest’epoca pazza e decadente, si crede di aver risolto il problema cancellando le parole sgradite.

              • Ros scrive:

                firmato winston: “…identificarsi, individuare individuarsi, e’ dividere, separare.
                Dicono sia caratteristica unica del linguaggio verbale, ma e’ una immane stronzata da specialisti sempre intenti a rimirarsi davanti allo specchio, sfido chiunque a credere che un qualsiasi animale non identifichi, non divida, non individui, solo perche’ non usa il linguaggio verbale, il verbo…”

                Nel testo di “Cosa succede in città” Vasco il Blasco chiòsava:

                “Egoista….Certo….Perché no!
                Perché non dovrei esserlo!…
                Quando c’ho il mal di stomaco
                con chi potrei condividerlo!…Oh!

                Ce l’ho io, mica te!!…O no!
                Ce l’ho io, mica te!!…O no!!! ”

                https://www.youtube.com/watch?v=tCCDQEtDrD8&list=RDtCCDQEtDrD8&start_radio=1

                è l’averci un corpo di materia carne nervi e sangue che inevitabilmente ci individua come eghi d’individui individuali.

                Se mi danno un calcio nelle palle SONO IO che avverto il dolore ,mica Buddah;

                il dolore tremendo dolore😭,

                mica un altro lì nell’infinito eterico nirvanico di Meister Eckarth Angelus Silesius Bracamuthanda indù🙄

                Lo sento io il dolore,
                e allora grazie al cazzo che m’immedesimo con me medesimo😒

                Patriarcato

                Pare che in quelle società edeniche e comunitarie
                (dove il Ezecchiele lupo fa lingua in bocca con l’agnello) ove non ci fosse nucleo familiare definito e i figli di uno venivano indifferentemente cresciuti assieme a quelli di chiunque altro quel patriarcato di lì non avesse necessità di esistere e formarsi.

                E insieme a ciò la libertà sessuale della donna era pressocché assoluta.

                Quelle società – insomma -descritte (forse con un tantinello di licenza immaginativa) da Margaret Mead o Bronislaw Malinowski

                https://www.ibs.it/sesso-repressione-sessuale-tra-selvaggi-libro-bronislaw-malinowski/e/9788833924205

                “Sesso e repressione sessuale tra i selvaggi”

                “…Malinowski giunge però alla conclusione che in una società extraeuropea e matrilineare, come quella da lui osservata e studiata, il complesso di Edipo non possa svilupparsi…”

                https://www.ibs.it/maschio-femmina-ebook-margaret-mead/e/9788865765036

                https://generiamosalute.it/al-di-la-dei-paradigmi/margaret-mead-e-lantropologia-della-liberta/

              • paniscus scrive:

                —“Lo penso anch’io, o meglio credo si trattasse di una forma di equilibrio delle differenze e di suddivisione dei compiti, …”—

                Diciamo che il patriarcato è nato semplicemente per poter attribuire a un figlio anche una linea familiare paterna.

                Nelle società arcaiche, in cui non esistono né metodi seriamente funzionanti per rimanere incinta solo quando si vuole, né test genetici di parentela, l’unico modo per attribuire una discendenza maschile a un neonato è la convenzione di chiamare “padre” quello che nel gruppo sociale è riconosciuto da tutti come compagno fisso della mamma. Se questo compagno fisso non c’è, o se ce n’è più di uno, salta tutta la ricostruzione della genealogia

                (a meno che non si tratti di società “primitive”, poco numerose e molto “collettiviste”, in cui tutti si occupano diffusamente dei figli di tutti e non è particolarmente importante sapere chi è davvero il padre – anche perché sono tutti parenti, e quindi, anche se non è il padre, chiunque potrebbe essere lo zio o il cugino).

                Siccome (a differenza di molti altri mammiferi) la femmina umana non mostra nessun segno esteriore riconoscibile su quando ha i giorni fertili e quando no,

                questo tentativo di rendere certa la paternità ha portato a un controllo feroce della sessualità femminile, ma NON di quella maschile,

                il che vuol dire donne recluse e controllate 24 ore su 24 (anche se magari in quelle comunità le ore non si misuravano), ragazzine fatte sposare non appena avute le prime mestruazioni (anche se il resto del corpo non ha completato la crescita) e percezione dell’adulterio o della poligamia femminile come molto più gravi di quelli maschili.

                Ma mi aspetterei che oggi questi stessi meccanismi siano abbastanza superati, o sbaglio?

            • Moi scrive:

              Adesso va di moda ANCHE la proposta Nazifemminista Woke di chiudere “reversibilmente” i dotti spermatici maschili con le vasectomie … ovviamente SOLO per i Maschi Bianchi Etero Cis (vs i quali si può dire tutto) hanno il coraggio di chiederlo espressamente.

        • MOI scrive:

          Purtroppo la Socializzazione Scolastica non di rado è controproducente: insegnando l’ impunità ai Bulletti (a meno che i Bulizzati non imparino a menare) e premiando i Furbetti che copiano sui Coglioni che studiano sul serio.

          Per quanto riguarda l’ apprendimento, non siamo più nell’ Ottocento del Libro Cuore ❤️ 📖 e neppure negli Anni Novanta: volendo c’è l’ intero scibile umano nello smarfo … che però viene usato per le cazzate.

          • firmato winston scrive:

            @Moi
            “a meno che i bullizzati non imparino a menare”

            Imparano, imparano, ogni tanto fanno una strage.
            Tremenda e’ l’ira del mansueto…
            Solo che fa notizia solo quando avviene negli Usa. Se succede nella paradisiaca Europa, e’ notizia che si tende a sopprimere, non credo per evitare emulazioni, bensi’ perche’ non s’inquadra nella narrativa corrente del conformismo mediatico.
            Il conformismo mediatico e’ fortissimo: un allarme per essere percepito al massimo come tale, e quindi passibile del massimo sfruttamento mediatico, deve essere rappresentato come unico.
            Notate che un allarme cessa solo quando viene scalzato da un altro (Covid contro Clima e viceversa, ad esempio).
            Il ragazzo che non molto tempo fa ha fatto una strage a scuola mi pare in Austria, e’ stato sulle cronache un giorno solo.
            Tanto che viene da sospettare che magari questi fatti avvengano piu’ spesso, ma non si sappia perche’ non passano alle cronache.
            Come i suicidi, specie sotto ai treni… lo sapete che di norma NON passano alle cronache, per consenso comune degli stakeholder, come si dice adesso? Il motivo ufficiale e’ per evitare emulazioni, ma c’entra anche il fatto che il suicidio, essendo percepito come un fallimento collettivo di cui diventa difficile dare la colpa sempre e solo agli altri, si preferisce ignorarlo, tutti. In Italia ci sono circa 50 volte piu’ suicidi che femminicidi veri e propri (e 5-10 volte piu’ di incidenti sul lavoro): vi pare che il primo caso attiri piu’ allarme e attenzione dei secondi? La gente nemmeno lo sospetta.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Solo che fa notizia solo quando avviene negli Usa. Se succede nella paradisiaca Europa, e’ notizia che si tende a sopprimere”

              Cioè sostieni che in Italia ci siano frequenti sparatorie nelle scuole, ma che vengano tenute segrete?

          • PinoMamet scrive:

            “Purtroppo la Socializzazione Scolastica non di rado è controproducente: insegnando l’ impunità ai Bulletti (a meno che i Bulizzati non imparino a menare) e premiando i Furbetti che copiano sui Coglioni che studiano sul serio.”

            OMDAMMOI.

            (lo si vede anche negli sport.

            Una ventina d’anni di pargoletti spediti a “scuola calcio”, e il risultato è che gli italiani sono diventati bravi… a tennis).

    • PinoMamet scrive:

      “Dallo speculatore immobiliare che ti mangia la casa, a quello che chiama i vigili perché alle sette di sera c’è una ragazza che suona il violino.”

      nel mio capoluogo, che si picca di essere tempio della musica in virtù di aver fatto fuggire a gambe levate l’unico compositore famoso locale (Verdi), alcuni avvocati hanno protestato perché durante il giorno uscivano fastidiose note musicali…
      dal Conservatorio.

      “Porca puttana, non riesco neanche a scrivere una diffida in santa pace, senza essere disturbato da Verdi e Puccini!”

      • Peucezio scrive:

        Ma di giorno uno non può fare tutto il rumore che vuole?

        No, ditemelo, perché nel mio condominio si fanno costantemente lavori rumorosissimi, con trapano e altre diavolerie (altro che Verdi o Puccini) e così gli sguinzaglio contro la marina, l’aeronautica e quant’altro!

      • Peucezio scrive:

        In ogni caso secondo me le ristrutturazion dovrebbero prevedere l’obbligo di indennizzo ai vicini, in proporzione alla vicinanza.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Pino Mamet

        “alcuni avvocati hanno protestato perché durante il giorno uscivano fastidiose note musicali…
        dal Conservatorio.”

        🙂

  20. mondo parallelo scrive:

    https://scenarieconomici.it/germania-chiama-i-politii-parassiti-sui-social-media-il-giorno-dopo-ha-la-polizia-in-casa/

    Non so se sia pertinente con l’articolo…mi sa che il caso di questo cittadino tedesco che aveva criticato i politici in genere e si è ritrovato la polizia in casa, raporesenti un punto di svolta epocale riguardo alla libertà di parola. Evviva la socialità.
    😔

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mondo Parallelo

      “mi sa che il caso di questo cittadino tedesco che aveva criticato i politici in genere e si è ritrovato la polizia”

      Avevo già letto questa storia, da una fonte tedesca.

      L’episodio mi sembra descritto in maniera ineccepibile e dettagliato: un rancoroso tizio qualunque come in Italia ce ne sono a milioni, in un commento su X, scrive una banalità da sbadiglio (che si può condividere o meno, io non la condivido). Il commento viene letto da un centinaio di persone (lo diceva l’articolo originale in inglese) per cui non ha certo fatto scandalo, e quindi sicuramente è stato scovato dall’intelligenza artificiale.

      Che evidentemente dà la caccia a tutti i cliccatori casuali che si sfogano.

    • firmato winston scrive:

      @fuzzy:
      “mi sa che il caso di questo cittadino tedesco che aveva criticato i politici in genere e si è ritrovato la polizia in casa, raporesenti un punto di svolta epocale riguardo alla libertà di parola.”

      Ha detto di molto peggio dal punto di vista di uno statalista-collettivista, un refrain che peraltro e’ tipico fra i libertari:

      ““No, chiunque sia finanziato dallo Stato non paga le tasse, ma vive delle tasse: ogni funzionario pubblico, ogni politico, ogni dipendente di un’impresa statale, chiunque sia sovvenzionato e finanziato dallo Stato. Nessun parassita paga le tasse. Il tweet è disponibile qui; mentre scrivo, ha totalizzato 402 visualizzazioni e dieci “mi piace”.”

      L’ho trovato qui, un sito libertario, non so se la traduzione sia corretta:
      https://www.miglioverde.eu/germania-dai-del-parassita-a-un-dipendente-pubblico-ti-arriva-a-casa-la-polizia/

      Che chi vive stipendiato con le tasse degli altri sia un percettore netto di tasse rispetto a quelle che lui stesso paga e’ un’ovvieta’, le tasse in fondo servono proprio a questo. Ovviamente cio’ non implica che il suo lavoro sia inutile o dannoso: pero’ si puo’ dire che sia piu’ difficile da stabilire, dato che nessuno e’ libero di scegliere se pagare le tasse o meno per alimentare quel lavoro: si suppone che obbediendo rousseianamente alla “volonta’ generale rappresentata dalla maggioranza degli elettori”, l’impiego delle tasse incassate come deciso dalle istituzioni sia per definizione utile e giusto. Ma e’ una finzione. E’ l’eterno problema del potere dittatoriale della maggioranza sulle minoranze, il problema del “principio maggioritario”, come lo chiamava Ruffini. In Europa si stanno facendo pressioni enormi, da parte degli europeisti senza se e senza ma, con i nostri Draghi e Prodi in testa, e da parte di tutta la invadente burocrazia ad essi collaterale, per eliminare il diritto di veto, che serve proprio a tutelare le minoranze, in questo caso non dentro agli Stati, ma degli Stati.

      Si puo’ discutere all’infinito sulle cause, ma e’ altrettanto indubbio che in occidente la parte del prodotto nazionale lordo destinata al saldo dei debiti e alla spesa pubblica sia diventata preponderante e in crescita irrefrenabile. Evidentemente c’e’ un ciclo di retroazione positiva che si autoalimenta, che non e’ un bel segno: le oscillazioni che si autoalimentano prima o poi portano alla rottura catastrofica, non ci sono santi e miracoli che tengano. Per quanto riguarda il debito non e’ strano, anzi e’ intrinseco, visto che ogni emissione di nuova moneta avviene a debito. Per quanto riguarda la spesa pubblica, e’ altrettanto ovvio che aumenti sempre, visto che da un pezzo ormai la maggioranza degli elettori, la maggioranza che in quanto tale decide, campa, direttamente o indirettamente, di spesa pubblica – o comunque di dirigismo pubblico: una spesa privata costretta dalle leggi, di fatto e’ una tassa.

      Tieni conto che per la gente di sinistra, anche moderata, i libertari, essendo contro ogni forma di collettivismo e autoritarismo, un po’ come gli anarchici ma piu’ individualisti, sono considerati estrema destra e fascisti**. Per i fascisti, essendo i libertari nemici dello Stato e del collettivismo autoritario di destra, sono altrettanto considerati nemici da eliminare. Qui dentro l’unico che forse non appartiene a una delle due categorie e’ il padrone di casa, Miguel.

      Musk, Thiel, la leader di Afd, le Leghe delle origini avevano tutti un retroterra libertario, e infatti dalla sinistra sono considerati estrema destra e fascisti, basta che sollevino un braccio per trovarli in prima pagina come emuli di Hitler. I fascisti invece possono inizialmente supportarli per calcolo politico, riservandosi di farli fuori poi. E’ lo stesso identico fenomeno che sta succedendo rispetto alla famiglia nel bosco. Notate che oggi nessun giornale di sinistra o di centro-sinistra ne accenna in prima pagina: omerta’!, mentre ne parlano tutti gli altri. Questo fatto e’ fenomenale come cartina di tornasole per portare allo scoperto chi di sicuro, al di la’ delle sue chiacchiere ecolaliche, non sta dalla parte della liberta’ e dell’autodeterminazione. Purtroppo non funziona al contrario. Ci sono personaggi che supportano la famiglia per ipocrisia e turpe tornaconto politico contro i loro avversari, ma che se comandassero loro farebbero peggio.

      Il potere, la fame di potere, e’ una brutta bestia.

      Osservate chi e’ oggi che tende a supportare le leggi contro la liberta’ di opinione, se non quelli tuttora convinti di avere la verita’ in tasca e che l’unico modo giusto di vivere sia il loro, a supportare leggi come la Mancino o peggio la Zan che e’ stata discussa per anni prima di essere accantonata, ma prima o poi con l’alternanza del potere ce la ritroveremo fra le palle. Sono leggi perfette per essere interpretate dal potere di turno, non necessariamente politico, ma anche solo del conformismo vigente, a sfavore di chi si vuole togliere di mezzo perche’ non allineato, appunto, al conformismo maggioritario. Con l’aggravante scandalosa, voluta sempre dagli stessi, che oggi con una condanna penale si perdono i diritti politici, per adesso quelli attivi.

      Nell’Italia unitaria, abbiamo avuto un solo periodo di discreta liberta’, quando e’ stata disarcionata la classe dirigente, che occasionalmente era anche fascista, che ha portato al disastro bellico il paese. Ma nel giro di una trentina d’anni e’ tornata pienamente al potere, piu’ di prima, sotto altro nome. C’e’ piu’ liberta’ politica ma grazie al cazzo, non serve a nulla. La liberta’ politica dovrebbe essere un mezzo per ottenere le altre, non un fine in se’.

      • mondo parallelo scrive:

        Non saprei da dove partire per risponderti.
        https://it.wikipedia.org/wiki/Libertarismo
        Parto dal diagramma di Venn.
        Il libertarismo non fa per me. È troppo cervellotico
        Se mi dici Kropotkin quello lo capisco.
        Capisco Illich. Thoreau.
        Ma io non parto dalla libertà.
        Per me si tratta di gestione del rischio.
        L’attuale società finanziarizzata è troppo rischiosa. È una piramide che si tiene in piedi sul vertice.
        È stata impostata già negli anni 70′ per mantenere il valore del dollaro.
        https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9791280551146/autore-vadim-bottoni/ebook-il-mito-del-dollaro.htm
        (Libro magico infiltratosi nel mio kindle per sua iniziativa)

        Ora siamo arrivati alla “bolla” finale.
        Bisognerebbe sapere dove cadere. Appunto, su Kropotkin ecc.
        Ma la gente in genere neanche sospetta che stiamo cadendo.
        Ci si immagina una specie di crescita continua. Pura fantasia. Salvo miracoli.
        Le tasse non sono che uno dei tanti ingranaggi a perdere che compongono la bolla.

        • firmato winston scrive:

          @fuzzy:
          “Per me si tratta di gestione del rischio.
          L’attuale società finanziarizzata è troppo rischiosa”

          Il divertente e’ che la finanza nasce apposta per gestire il rischio: condividendolo, compensandolo e spalmandolo nel futuro. Che ne so, permette ad esempio di indebitarsi per acquistare del cibo in momenti di scarsita’ da chi ne ha in sovrappiu’, per scambiare il favore quando i rapporti si invertono. In questo modo si gestisce il rischio delle annate cattive rispetto al solito, o ad esempio delle grandinate, che ci sono da sempre e dappertutto.

          Ma come sempre il troppo stroppia: mi sa che qualsiasi strumento inventino gli uomini, specialmente se molto efficace, finiscono per abusarne fino a trasformare quella che inizialmente e’ una benedizione in una maledizione. Ed eccoci qua in un mondo prossimo alla saturazione pur con le eccezionali tecniche di oggi, con sempre meno spazio di manovra in caso di imprevisti.
          Ma non saremo di certo noi a cambiare l’andazzo.

          Per quanto riguarda il libertarismo/liberalismo, lascerei perdere le astrusita’ di certe correnti ideologiche. Dal punto di vista generale, significa solo una preferenza per soluzioni non autoritarie. Quelli che pronosticano in continuazione sfracelli e fini del mondo, e’ difficile che possano esimersi dal pretendere soluzioni autoritarie. Su un blog che frequentavano c’era chi, di fronte al pronosticato collasso ambientale, riteneva imminente la necessita’ di una militarizzazione della societa’. E’ pericoloso propagandare il panico, si rischia di innescare uno dei periodici processi di paranoia di massa, che creano quelli si’ sfracelli: in un mondo pieno di armi nucleari, e’ giocare col fuoco, vuol dire essere irresponsabili, al contrario di quel che si crede di essere. Di “cattivi maestri” dovremmo avere una certa esperienza, anche perche’ sono sempre gli stessi, che usano sempre gli stessi stratagemmi.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Economia di guerra

            Non ho mai capito bene in cosa consistesse la versione ambientalista.
            Ne scrive anche Turiel che non è certo un guerrafondaio. Boh.
            Per me si tratterebbe solo di avere un piano B. Ma per questo ci vuole uno Stato.
            Non credo che altrimenti verrebbe fuori da solo.
            Ricordo un articolo di De Decker (low tech magazine) che appunto si intitolava “da soli non ce la possiamo fare”).

      • paniscus scrive:

        Veramente anche i dipendenti pubblici pagano le tasse sul loro stipendio. E anzi, possiamo dire con ragionevole certezza che siano tra le pochissime categorie che le pagano tutte integralmente senza sgarrare, e che non potrebbero evadere nemmeno un centesimo, neanche se volessero.

        Semplicemente, la differenza con altri tipi di lavoratori, sta nel fatto che il dipendente pubblico considera “stipendio” quello che gli arriva già in netto, con le tasse già trattenute alla fonte,

        e quindi quel margine di denaro “mancante” che va a finire in tasse, nemmeno lo vede, quindi non si lamenta di dover versare al fisco dei soldi che aveva già incassato e che considerava come suoi di diritto.

        E credo che funzioni in modo quasi uguale per tutti i lavoratori dipendenti, non solo quelli dell’impiego pubblico, anche nelle aziende private.

        Ma questa è appunto una percezione psicologica, non una differenza sostanziale.

        Prendere 100 (unità di misura a caso) e poi doversi recare apposta in un ufficio per versarne 30 che non si potranno utilizzare più,

        è considerato molto più vessatorio e irritante, rispetto a prenderne direttamente solo 70, facendo finta di non sapere che in realtà erano 100 ma che i restanti 30 esistevano ma non sono mai stati nella propria disposizione personale.

  21. MOI scrive:

    @ PANISCUS

    MA SE l’ IQ dipende solo al 50% dalla genetica, esistono tecniche risolutive (ne conosco un paio) per i Rompicapo Logico Matematici … come fa il MENSA a proclamare la validità dei risultati ? Come capire chi ha risolto un test per “Farina del Proprio Sacco” e chi invece ha applicato una formula già esistente ?

    … Che poi chi passa questi test figheggi da “Tutta Genetica, Baby” ci sta:

    specie se, come spesso accade, vengono derisi come “Nerd/Sfigati” nei rapporti interpersonali/sociali .

    • MOI scrive:

      Cmq NON ho mai provato… preferisco il Lateral Thinking, vedi Edward De Bono.

    • MOI scrive:

      Una persona “normale” o poco più 😉 con un grande studio mirato dietro, millantando la sola Terza Media, potrebbe riuscire a spacciarsi per Super Genio.

    • paniscus scrive:

      “MA SE l’ IQ dipende solo al 50% dalla genetica”—

      E questo chi l’ha dimostrato?

      • firmato winston scrive:

        @pani:
        “intelligenza, 50 per cento genetica – e questo chi l’ha dimostrato?”

        Dimostrato e’ una parola grossa.
        Comunque tempo fa vi avevo linkato un video molto dirompente in proposito, che parla dell’importanza, non assoluta ma parziale, dell’eredita’ genetica non tanto nell’intelligenza (che e’ scontata: a essere meno scontato e’ cosa significhi intelligenza, ‘che ognuno vede come tale la propria o quella di suo interesse) quanto nella predisposizione a diversi tipi di socializzazione, e quindi al dotarsi di religioni/sistemi politico-istituzionali diversi.
        Dicono che gli attuali metodi statistici e di analisi genetica danno segnali in tal senso che sono “inequivocabili”.
        Chissa’ se lo sono davvero.
        https://www.youtube.com/watch?v=oLiWTco6izY
        Comunque, che la eredita’ genetica abbia una sua importanza e’ ovvio che ce l’ha, sarebbe alquanto presuntuoso da parte dell’essere umano smarcarsene, e se dall’ultimo dopoguerra gli scienziatoni che prima la sostenevano si sono tirati indietro con una svolta a 180 gradi, nel dire, all’opposto, che tutto dipende dall’ambiente e dall’educazione/indottrinamento, e’ chiaro che e’ stato per smarcarsi dalle corresponsabilita’ pesanti che avevano avuto nell’indurre le ben note politiche naziste con i tragici epiloghi che ben sappiamo, e che oggi condanniamo. Ma moltissimi scienziati all’inizio erano entusiasti dell’applicazione cosi’ “coraggiosa”, da parte del nazismo, dei principi del razionalismo scientifico dell’epoca. L’eugenetica non l’ha inventata hitler, era senso comune fra gli uomini di scienza dell’epoca. A tirare indietro sono stati semmai i preti, il cui “oscurantismo”, secondo gli scienziati, gli impediva di capire dove stesse il giusto e il buono. La svolta per cui nel ’36 eravamo quasi tutti fascisti e dal ’46 quasi tutti antifascisti non si osserva solo nella politica, ma anche nella scienza. Che poi e’ una svolta per modo di dire, e’ una comodita’: quello che chiamiamo antifascismo spesso, anzi quasi sempre, e’ solo una forma diversa di fascismo, cioe’ di imporre un punto di vista e un modo di vivere uguale per tutti, con l’ausilio della psicopolizia del pensiero “politicamente corretto” (sorvolando sul fatto che e’ la stessa cosa che si faceva, a parti invertite, nell’italia e nella germania degli anni ’30: l’idea di “corretto” cambia nel tempo, ma non quella di imporlo a tutti) 🙂

        Tu che mi sembra che lo conosci gia’, hai letto di Lucio Russo, anche, “La cultura componibile”? E’ bello, divertente e sempre piu’ attuale. Spiega l’idiozia degli specialisti, che per forza e’ sempre piu’ diffusa, essendo oggi impossibile agire, nel mondo sempre piu’ complicato, senza essere degli specialisti.

        Un’AI ci salvera’. E’ un’amara battuta, non ci salvera’, se non nel senso che diverra’ indispensabile, come gia’ oggi lo e’ il computer, per gestire una societa’ umana sempre piu’ complessa e altrimenti ingestibile (perche’ a quanto pare sul fatto che l’umanita’ debba essere “gestita” sono quasi tutti d’accordo – ma anche questa e’ un’idea, e una moda, che come tutte le mode cambiera’).

      • Peucezio scrive:

        Peraltro stabilire un’identità tout court fra Q.I. e intelligenza mi pare molto forzato.
        Non che non sia un indicatore, per carità…

      • Moi scrive:

        La promozione pubblicitaria dell’ Azienda Eugenetica Americana … non hai visto ?

  22. Ros scrive:

    ve lo arrimembrate Nicolai Lilin?

    Autore a tipo piùomenamente russo
    (transinistro siberiano situato presso-vicino a boh!) che fu per cinqueminuti buoni assai amato in occidente mondadoreinaudiano con la sua “Educazione siberiana” che ci ha fatto pure il fim Gabriele Salvatores di Mediterraneo?

    Ebbene sempre lui ha recentemente scritto “Putin atto secondo”
    (che nel 2020 c’ aveva scritto pure il I°)

    https://www.ibs.it/putin-atto-secondo-come-zar-ebook-nicolai-lilin/e/9788858536506

    giusto per abbondare sul tema ci ha pure in pendant accoppiato
    “La guerra e l’odio. Le radici profonde del conflitto tra Russia e Ucraina”

    https://www.ibs.it/guerra-odio-radici-profonde-del-ebook-nicolai-lilin/e/9788858531396

    ora:
    li ho appena leggiucchiati alla bersagliera, mentre che ero tutto concentrato in bagno ad espletare quella grossa, vedendo così come deve vedere tutto il fattaccio dell’Ukragna un russo selvatico abbastanza tipico e normalo da quelle parti lì
    (benché pure ben bene aperto all’occidente editoriale mainstream tanto da abitarci in Lombàrdia e pubblicare con la delfina Marina di fu zio Silvio) anche se studiato e allitterato in qualche transinistro siberiano modo tutto suo.

    Che vi debbo dire?!🤔

    E’ interessante perché dice cose che evidentemente devono essere papali papali per i russi selvatici abbastanza tipici e normali in quelle lande e che invece sono miscanosciute da noi europidi ancor’ancora cavalier serventi d’una city londinese che poi dice manco è più in Europa
    – che se ne è brexitùta dice –
    ma semper fidelis intrallazza làida e rìa a romperci la minchia
    (fair is foul and fouls is fair⚠️) per farci ancora massimo possibile danno e immischiarci la sua tignosarogna.

    Se volete sapere come che se la cantano e se la suonano i cristiani russi selvatici tipici normali leggieteveli pure voi accomodati in bagno o dove più vi aggrada e pare;

    ci fa pure tutto l’exscursus storico della russofobia europide dai tempi antichi antichi
    (862 d.C.) ad ora pronobis

    una sciccheria da siùri insomma!😋

    per non spoilerare la sorpresa non vi dico chi lui dice che sono i buoni e chi i cattivi e come dice che finisce la guerra

    • MOI scrive:

      C’è un video che non ho ancora visto in YouTube di una ragazza Cinese che dice che perfino il Cinese Mandarino (come il Mongolo a cui è toccato) ha rischiato di venir scritto in Cirillico …

      • MOI scrive:

        @Habs … sbagliato reply, scusate

      • MOI scrive:

        In parte fu fatto con i “Dungan” …

        • habsburgicus scrive:

          sì….in URSS, o almeno in Kyrgyz SSR, ciò venne efffettuato solo in età tardissima, nel 1953 (o 1954), per il poco che ne so una delle cirillizzazioni più tarde in assoluto in URSS, a Stalin morto ! l’abkhazo fu (ri)cirillizzato nel 1954, poi bon…quasi tutte le cirillizzazioni avvennero nel 1936-1938 (entro la RSFSR) e nel 1939-1941 (per le SSR non russe)
          tra l’indifferenza dell’Occidente (e ti pareva :D) Putin ha varato nel 2002 una legge che impone il cirillico per le lingue della Federazione Russa, norma che prima non esisteva de iure..quindi, se domani putacaso i baschiri volessero adottare l’alfaberto latino (o quello arabo, o quello greco :D) sarebbero “nemici del popolo” 😀 nella Crimea occupata/annessa il tataro di Crimea, che sotto gli ucraini era scritto in alfabeto latino, è stato cirillizzato, anche se poi in Crimea il 99, 9 % delle indicazioni sono in russo, puramente in russo, esclusivamente in russo

          • habsburgicus scrive:

            pochi sanno che nel 1955 un Mao ancora ubbidiente 😀 cirillizzò varie lingue della Cina popolare incluso l’uiguro e diverse lingue della Manciuria (i più ritenevano che era questione di anni per la forzata cirillizzazione, o dunganizzaziomne, dello stesso cinese, e così denunciava Chiang da Taipei ponendosi a unico difensore della Sinicità)..erano i tempi dell’amicizia “eterna e indistruttibile” fra i due Stati e i due Partiti, “nel nome invitto e glorioso di Marx-Engels-Lenin-Stalin”…cose che da voi in Emilia mandavano in orgasmo 😀 😀 l’amicizia scomparve presto, ci fu il “contrordine, compagni !” e Mao decirillizzò tutte ‘ste lingue 😀 😀 e di cirillizzare il cinese, ammesso che Mao mai ci avesse pensato seriamente, non si parlò più

            • habsburgicus scrive:

              mi permetto di consigliarvi, se lo trovate, l’opera in russo del compagno Aitov Gil’ (membro del Partito) intitolata Novyj alfavit, Velikaja Revoljucja na vostoke (Il nuovo alfabeto. La grande rivoluzione all’Est), edito a Saratov (RSFSR) nel 1932, ça va sans dire con due citazioni di Stalin nel frontespizio, come era normale ai quei tempi….
              il libro tratta dei nuovi alfabeti e fu scritto a cura del Comitato del nuovo alfabeto del Basso Volga presso il presidium del Comitato esecutivo territoriale (Nizhnevolzhskij Komitet novogo alfabita pri prezidiume Krajispolkoma)

              • habsburgicus scrive:

                per i Dungani (ignorati in Ausonia e non solo), ci sono queste due opere in russo
                1.Дунгане. история и культура. российские дореволюционные работы о дунганах (I Dungani. Storia e Cultura. Lavori russi prerivoluzionari sui Dungani), edita a mosca ne4l 2017 a cura di M. R. Madivan e di O.I. Zav’jalova
                2.Советские дунгане в период строительства социализма (I Dungani sovietici nel periodo della costruzione del socialismo), pubblicato a Ilim nel 1977 ad opera del compagno Jusupov (membro del Partito) naturalmente questa seconda non è scientifica, ma bisogna accontentarsi, che io sappia non esistono opere scientifiche sui Dungani di epoca marxista (quella precedente, che è scientifica, arriva solo al 1917)

              • MOI scrive:

                Invece il Vietnam e la Corea del Nord avevano già una tradizione fonetica … in funzione anti Logogrammi Cinesi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Corea importò e adattò l’alfabeto tibetano (pare via corte Yuan), che è un lontanissimo parente del nostro. Però leggo che il Vietnam ha una storia simile a quella del Giappone, con l’importazione dei logogrammi cinesi e l’attribuzione agli stessi anche (ma non solo) di un valore fonetico.

                Insomma, tutti gli alfabeti (e simili) fonetici esistenti avrebbero un’unica origine, dall’Islanda alle Filippine.

              • MOI scrive:

                In parte ci sta: Re Sejong radunò a corte tutti gli uomini più colti del suo regno: laici (Yangban) e religiosi (Confuciani vs Buddhisti non senza conflitti interreligiosi /politicoreligiosi fra loro) per una Causa Più Grande di Tutti Loro , Re stesso compreso, destinata ai Posteri.

              • MOI scrive:

                Lo Hiragana e il Katakana del Giapponese sono due sillabarî “puri” fonetici, cioè (a differenza dei sistemi detti “Abugida” …) con sillabe la cui forma è totalmente indipendente da una previa distinzione dei fonemi in consonanti (a parte /n/ per
                motivi prettamente linguistici) e
                vocali come grafemi distinti.

                Gli Hiragana derivano da porzioni di Kanji in corsivo a pennello, i Katakana da incisioni “standard” tradizionali di Kanji.

              • MOI scrive:

                Se non sbaglio fu il Brahmi Persiano a unire Africa e (parzialmente) Asia nei sistemi di scrittura …

                Al Greco resta se non erro il primato di primo “alfabeto” in senso propriamente definitorio:

                né Abjad né Abugida.

          • MOI scrive:

            Mi viene in mente questa provocazione:

            il Comunismo, o meglio il “Socialismo Reale “, avrebbe funzionato in Giappone ?

            … Probabilmente no, quindi sicuramente non può funzionare da nessun’ altra parte.

            • Francesco scrive:

              ma oggi che con i computadori si possono far fare agli uffici di pianificazione moltissimi più conti, non potrebbe funzionare?

              Excel potrebbe risuscitare Stalin e addirittura Lenin?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Considerando che la maggior parte degli utenti lo usa solo per fare le tabelle grazie alla griglia ridisegnata… no! 😀

              • Francesco scrive:

                pensavo all’Ufficio per la Pianificazione Centralizzata, mica all’utente medio

                o anche tu pensi che la teoria economica del comunismo sia una gran cazzata in senso ontologico?

                :0

              • firmato winston scrive:

                E’ quello che sostiene gia’ da lustri l’accademico matematico professor Odifreddi: adesso che i computer permettono il comando e il controllo capillari, finalmente si puo’ fare il comunismo, e basta con queste inefficienze del caotico capitalismo. Senza ironia. Marx stesso del resto, e piu’ i suoi seguaci, vedevano il comunismo come il perfezionamento finale del capitalismo, con un solo grande capitalista perfetto, lo Stato. Contestualmente ci fu chi noto’ che non e’ detto che avere un solo grande capitalista, lo Stato, in veste sia di controllore che di controllato, sarebbe stato meglio. Ma per le marmotte passano i secoli, e i ragionamenti, invano.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “o anche tu pensi che la teoria economica del comunismo sia una gran cazzata in senso ontologico?”

                Non ho idea di cosa c’entri l’ontologia in questo, ma con l’hegelismo non si può mai sapere.
                Diciamo che l’economia di mercato è come la selezione darwiniana: è efficientissima grazie al fiume di sofferenza che provoca e ogni riduzione della sofferenza la rende per forza di cose meno efficiente.
                Marx non risponde a molte domande, tra le quali: chi verifica che la concorrenza tra cooperative di lavoratori non provochi lo stesso efficientismo del capitalismo?

              • Francesco scrive:

                Quale concorrenza? le quantità prodotte sono decise a priori dall’UPC e le unità locali eseguono.

                Non esiste proprio una qualche forma di concorrenza tra loro. Ci mancherebbe solo che dopo aver fatto il comunismo ci si ritrovasse quella terribile rottura di coglioni di dover lavorare bene tra i piedi!

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                L’UPC esiste finché esiste un’autorità centrale. Ma, alla fine della fiera, secondo Marx l’autorità centrale cessa di esistere (è questa la sintesi della dialettica storica – non chiedermi cosa significhi: sono sempre stato molto esplicito sull’hegelismo). E chi tiene su l’UPC?

              • Francesco scrive:

                e come si sogna il coordinamento dell’attività economica il nostro Carletto?

                nè mercato nè pianificazione bensì???

                PS cazzata ontologica, quindi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ve l’ho sempre detto che l’hegelismo è una scorciatoia mentale che permette di evitare di porsi problemi di causa ed effetto.

              • Francesco scrive:

                perchè non rispondi alla mia domanda, invece di elevare inutili lai filosofici al Cielo?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ firmato Winston

              “un solo grande capitalista perfetto, lo Stato”.

              No.

              Marx teorizza l’abolizione dello Stato, sostituito da un’alleanza fra produttori.

              È Bordiga che definisce l’URSS come il paese dove c’è un solo capitalista, che è lo Stato. E difatti Bordiga dice che l’URSS non è un paese Comunista, ma un nuovo tipo di paese capitalista.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                Non ho passato ne’ ho intenzione di passare il resto della mia vita a compulsare la bibbia di Marx, Marx e’ contraddittorio e inconcludente su questo argomento, per cui puoi trovare qualsiasi cosa ti faccia comodo per avere ragione. Comunque se hai letto attentamente proprio per questo ho scritto “piu’ i suoi seguaci”. Mi perdonerai se non continuero’ a discutere con te di questo argomento, sarebbe in ogni caso perfettamente inutile, e stupido.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                @FW

                Non è per niente contraddittorio Marx sul punto: l’abolizione dello Stato e delle classi sociali è proprio ciò che distanzia Marx da Hegel, che invece vedeva nella comunità organizzata nello Stato un punto di arrivo.
                Se non è chiaro questo, tanto vale non parlare di Marx.

              • Francesco scrive:

                Sì vabbè, alla fine il comunismo di Marx è pericolosamente vicino al paese nei cui fiumi scorrono latte e miele della Bibbia …

                anche senza Stato, l’alleanza fra produttori farebbe quello che nel comunismo reale facevamo noi del UPC: decidere cosa produrre, in che quantità, come. E che le innovazioni erano “al momento” inopportune.

                Ciao!

              • firmato winston scrive:

                @MT:
                “Non è per niente contraddittorio Marx sul punto: l’abolizione dello Stato e delle classi sociali è proprio ciò che distanzia Marx da Hegel,”

                Si’ e’ vero**, ho tagliato dei passaggi intermedi e ho tirato dritto verso quella che a me sembra una conclusione logica, diversamente da come intende la logica Marx: la contraddizione la intendevo nel senso che non si capisce attraverso quali miracolosi passaggi intermedi secondo Marx si sarebbe arrivati dalla dittatura del proletariato all’abolizione delle classi e dello Stato. Se non sbaglio non se ne e’ mai occupato, e ha fatto male, perche’ in un secolo e mezzo di tentativi di applicazione della sua dottrina, non ne e’ mai riuscito uno che non abbia avuto esito esattamente opposto a quello da lui predetto: il rafforzamento dello Stato fino alla vera e propria paranoia di massa, e la costituzione di un’elite piramidale burocratica classista che non ha eguali se non forse nell’antico mandarinato cinese (oltre che in un qualsiasi esercito moderno, da cui appunto la tipica militarizzazione di fatto delle societa’ che si dicono comuniste). L’unica cosa efficace che ha fatto Mao, e che ha posto le premesse per il risveglio del Dragone anche se in senso opposto da quanto da lui predetto e desiderato (tanto per cambiare…), e’ stata l’eliminazione fisica del mandarinato.

                ** per quel poco che ne so: ritengo Marx un (falso) profeta e i suoi sacri testi una forma di fede religiosa spacciata come scienza, per cui ritengo anche uno spreco di tempo passare la vita a fare l’esegesi delle sue inconcludenti ponzate, oltre che a discuterne coi suoi fedeli e sacerdoti.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Lilin era quello che si era inventato il popolo siberiano inesistente, vero?

    • paniscus scrive:

      “ve lo arrimembrate Nicolai Lilin?”—

      Non ho mai letto niente di intero dei suoi libri, solo qualche frammento, ma ammetto che fin dal primissimo momento in cui fu lanciato con una spudoratissima operazione commerciale internazionale, ho SEMPRE pensato
      che fosse un millantatore o un provocatore, o entrambe le cose.

      E non ho mai più cambiato idea.

  23. MOI scrive:

    @ PINO MAMET

    Premesso che conosco l’uso del termine “eskimo”, canzone di Francesco Guccini compresa … se non sbaglio si chiama o “parka” o “anorak” , entrambi termini di origine Inuit, vero nome degli “Eschimesi” … intesi dall’ estrema Russia dei Čukci alle coste Orientali Groenlandesi, passando per Alaska, Canada e la megalopoli 😉 Nuuk …

    • habsburgicus scrive:

      @Moi
      nel XIX secolo, nell’Impero russo, il prelato Innokentij (Veniaminov) della Chiesa ortodossa russa codificò vari linguaggi “eschimesi” (yupik ecc) con dei cirillici vari…
      diverrà Metropolita di Mosca -uno dei tre soli Metropoliti ex officio della Russia imperiale, gli altri due essendo quelli di San Pietroburgo e Kiev (talora il titolo era dato ad personam ad altri ecclesiastici)- nel 1867, succedendo al celebre Filaret, fanatico nel suo odio verso Roma..
      morirà nel 1879 e nel 1977 il Patriarca Pimen (per grazia del KGB Patriarca di Mosca e di tutte le Russe) lo santificò…si narra -non ci metterei la mano sul fuoco- che la sera precedente il CC del PCUS -senza il cui volere non si muoveva foglia, anche dentro la Chiesa ortodossa- tenne una lunghissima riunione per decidere se la santificazione di Innokentij (che era pro-Monarchia) era utile alla classe operaia..infine qualcuno trovò il passo giusto di Lenin, e Innokentij potè essere santificato 😀 ! ma lo chiamarono San Innocenzo d’Alaska (dove anche operò, essendo russa fino al 1867) per dare al tutto un tono anti-americano e blandamente revanscista

    • PinoMamet scrive:

      “se non sbaglio si chiama o “parka” o “anorak””

      Sì, ma negli anni Settanta era diffuso in Italia un tipo particolare di parka che era stato, in origine, adottato dalla Marina americana, poi dai portuali: molto caldo (interno in finta pelliccia staccabile), ragionevolmente impermeabile, economicissimo.

      Era universalmente noto come “eskimo”, e così lo cita Guccini
      (“portavo allora un eskimo innocente, dettato solo dalla povertà”).

      I colori erano due, verde militare o blu aviazione.

      (esiste un marchio che ha ripreso il nome (Eskimo) e li rifà, un po’ attualizzati)

      Gli universitari anni ’90-2000 tentavano di imitare gli zii degli anni ’70, e portavano un parka similare, però di origine Bundeswehr (con tanto di bandierina tedesca sulle maniche): gli assomigliava, ma non era esattamente la stessa cosa…

      • Ros scrive:

        PinoMamet: “…un parka similare, però di origine Bundeswehr (con tanto di bandierina tedesca sulle maniche): gli assomigliava, ma non era esattamente la stessa cosa…”

        Ce l’ ho ancora🙂

        Lo giubbottazzo a tipo mimetica militare flaggato crucco dei punkabbestia alternativi fintoscappati di casa che facevano la questua alla stazione.

        Lo comprai di sesta mano usato al negozio delle pulci, pulci comprese

        https://www.fruugo.it/nuovo-tedesco-combattere-esercito-della-nato-parka-cappuccio-fodera/p-10420742-21929136?language=it&ac=google&utm_source=google&utm_medium=paid&asc=pmax&gad_source=1&gad_campaignid=17189573039&gclid=Cj0KCQiAoZDJBhC0ARIsAERP-F-tYunK-daemAdu4TpxbgACXPA5Xya9A4wjyn1PdKliuEWAciqUvaoaApOIEALw_wcB

      • MOI scrive:

        E il “Montgomery” con gli alamari in plastica finto artiglio d’ orso ? 🐻

        … che “back story” 😉 ha ?

        • MOI scrive:

          C’è anche la versione edulcorata con gli alamari a “piolo” in (finto) legno … ma è ovviamente ben più filo l’ artiglio (finto) d’orso. 🐻

        • PinoMamet scrive:

          Il Montgomery si chiama così quasi solo in Italia, ed era il cappottone, anzi, sovraccappottone da turno di guardia della Royal Navy.

          Si chiama Duffle coat, in realtà (dal nome della stoffa, a sua volta dal nome di una città mi pare belga).

          Il colore originale era biancastro/naturale oppure beige/kaki, e gli alamari originali erano proprio quelli in legno, legati con una cordicella molto rustica.

          Lo adotta, appunto, il generale Montgomery, e appare in quantità industriali come surplus di guerra in tutt’Europa, quindi anche questo molto economico e reso popolare dalle foto del famoso generale.

          Più avanti iniziano a farne versioni “civili”, con gli alamari in osso (o finto tale) legati in pelle, interni in tartan, taglio ingentilito ecc.

          Io ne avevo uno pressochè identico ai modelli della Seconda guerra, solo in blu; di un marchio inglese che non esiste neanche più ma aveva tutti i timbri di garanzia della famiglia reale ecc.

          Se ne vuoi uno (taglio originale, o varie versioni “modernizzate”) il marchio originale che resiste tuttora è Gloverall.

          Se invece vuoi un montone da aviatore inglese il marchio è Irvin
          (ma i puristi storcono il naso: oggi usa dei montoni troppo belli, e poi ha aggiunto le tasche, del tutto inutili ai piloti di Spitfire…
          e si rivolgono ad altri marchi specialisti in ricostruzioni storiche.
          Costo esorbitante, ingiustificato per giocare a Gino Pilotino).

  24. Miguel Martinez scrive:

    Per i sadomasochisti in ascolto, sulla rassegna stampa di oggi leggo, “Violenza di genere domani gratis con Repubblica”

  25. Ernest scrive:

    La sensazione è quella di essere incastrati…

  26. mondo parallelo scrive:

    https://lesakerfrancophone.fr/loperation-americaine-appater-et-allumer-cible-les-causes-premieres-de-poutine

    Sembrerebbe scoppiata la pace tra America e Russia.
    I mercati investono nella chimica e abbandonano il settore degli armamenti.
    https://scenarieconomici.it/i-mercati-hanno-gia-deciso-scommettono-sulla-pace-e-sul-gas-russo-crolla-la-difesa-vola-la-chimica/

    Però capita di leggere questo Alastair Crooke
    che in certa stampa viene osannato come il mega esperto in diplomazia, che dice il contrario.
    Sta per partire una nuova offensiva contro la Russia.
    Boh. Speriamo di no. Ecche’! L’industria degli armamenti e dei fossili si lasciano scappare il boccone?
    C’è da dire che questo Alestaire non ne ha mai azzeccata una. Apparentemente….

    • habsburgicus scrive:

      Sembrerebbe scoppiata la pace tra America e Russia

      e quando mai ci sarebbe stata la guerra ? 😀

      • Puffo giardiniere scrive:

        Da sempre…..🤓

        • firmato winston scrive:

          Tipo la seconda guerra mondiale?
          USA e URSS all’epoca non solo erano alleati, ma lo erano contro di noi italiani.

          • Puffo giardiniere scrive:

            Ma io non ero ancora nato. O Nato.
            😎

            • mondo parallelo scrive:

              Gli europei hanno pubblicato il loro piano, che è semplicemente una reiterazione della loro precedente richiesta di cessate il fuoco, senza alcuna concessione alla Russia. Stanno chiaramente cercando di bloccare un accordo.

              Ma non hanno un posto al tavolo. Sono nel menu. Trump vuole che siano loro a pagare per il SUO piano di pace, e alla fine lo faranno.

              Il presidente ad interim ucraino Vladimir Zelensky sa di non poter respingere categoricamente il piano di Trump. Verrebbe accusato di non volere la pace e il sostegno degli Stati Uniti andrebbe perso. Quindi, pressato dagli europei, sta chiedendo modifiche che la Russia quasi certamente rifiuterà.

              Da quanto ho capito, ci sarà presto un altro incontro (o telefonata) tra Zelensky e Trump.

              Se Trump accetta le modifiche di Zelensky ai punti chiave del piano, la Russia dovrà respingerlo, anche come base di discussione. Trump sarà quindi sotto pressione per imporre ulteriori sanzioni alla Russia. La guerra si intensificherà e continuerà.

              Se Trump respingerà le modifiche ai punti chiave del piano, Zelensky dovrà farlo. Trump taglierà i servizi segreti statunitensi e ogni altro supporto all’Ucraina, portando a una più rapida sconfitta dell’Ucraina e alla fine della guerra.

              La Russia, come dice Putin, è pronta a entrambe le soluzioni.
              https://lesakerfrancophone.fr/ou-en-est-le-plan-en-28-points

              Con moon of Alabama si va (quasi) sul sicuro.

              • Francesco scrive:

                la Russia è pronta ad avere contro gli USA? come no, questa me la segno.

                ah, lo dice Putin, quello che garantiva che non avrebbe attaccato l’Ucraina e che pensava a una rapida e indolore passeggiata tra folle adoranti per il ritorno alla madrepatria.

                e salutami la luna

              • mondo parallelo scrive:

                Avere contro gli Usa.
                Putin è un moderato ma sulle condizioni di pace non si tirerà indietro, mi sa.
                Altrimenti in patria gli diranno: “come, abbiamo fatto una guerra perdendo centinaia di migliaia di soldati e adesso ci svendi per un piatto di lenticchie?”

              • mondo parallelo scrive:

                E poi Trump è tenuto per le palle dai cinesi con le terre rare e oramai anche la sua bolla tecnologica è messa a repentaglio da Deep Seek. Tra poco avrà ben altro a cui pensare che a far la guerra alla Russia, mi sa.

              • Francesco scrive:

                non so quale dei due post è più ridicolo

                e considero Trump un pericoloso buffone!

                ciao

            • mondo parallelo scrive:

              https://scenarieconomici.it/tungsteno-il-tallone-dachille-delloccidente-mentre-la-cina-chiude-i-rubinetti-usa-e-ue-scoprono-di-essere-disarmati/

              Trovo questo. Neanche a farlo apposta. Il Tungsteno. Non c’erano le lampadine al tungsteno? O le valvole? Non controllo.
              Ho controllato. Le lampadine.

              • mondo parallelo scrive:

                Anche le valvole. Termoioniche

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mondo parallelo

                “tungsteno”

                Pure il tungsteno, adesso?

                OK, siamo a posto. Senza tungsteno la fusione non si fa. Ci sono dei componenti che – con tutto che il plasma sarà confinato – dovranno comunque sostenere lo stesso carico termico che si avrebbe alla superficie del Sole (nel caso migliore) e dieci volte tanto (in quello peggiore). L’unico materiale che può resistere – se adeguatamente raffreddato con elio o azoto liquidi – abbastanza a lungo per rendere possibile produrre elettricità è il tungsteno. E per ogni macchina ce ne vorrà pure parecchio, tipo qualche centinaio di tonnellate. Putin o non Putin, se vanno in porto i progetti sulla fusione Cinesi, Giapponesi, Inglesi, Russi, Statunitensi, Sudcoreani e Tedeschi (in rigoroso ordine alfabetico) nei prossimi dieci-quindici anni come previsto allora la domanda di tungsteno andrà alle stelle. E ad avercelo sono solo Russi e Cinesi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Ma una volta il tungsteno non lo lavoravano gli Austriaci?

              • mondo parallelo scrive:

                È una carenza che si può risolvere col tempo, riaprendo le vecchie miniere e con una politica industriale adeguata.
                Poi ci sono i vincoli ambientali, la burocrazia. Ma gli investimenti in armamenti non sono compatibili con queste tempistiche. Le terre rare, poi richiederebbero competenze anche nella raffinazione che a parte i cinesi, nessuno possiede (forse i russi?) e recuperarle avrebbe dei tempi lunghissimi.

  27. habsburgicus scrive:

    OT
    a quanto pare, fra poco, inaugureranno un servizio marittimo fra il porto pakistan di Gwadar e l’Oman.. il 13 novembre hanno firmato il relativo accordo..si aprirà quindi una nuova via per entrare/uscire dal Pakistan, paese che non è proprio in testa ai sogni dell’occidentale medio e che dunque soffre di prezzi aerei cari….
    tuttavia per arrivare a Gwadar ci vuole il N.O.C (no-objection certificate) che non è facile da avere), non basta il semplice (e facile) visto pakistano, ora gratuito..in quell’area operano i guerriglieri beluci e il governo pakistano non vuole avere tra i piedi spie, giornalisti aut similia…..se i guerriglieri saranno eliminati, o almeno ricacciati di 150 km, si potrà costruire una bella autostrada da Gwadar a Karachi, abolire il N.O.C e attendere (improbabili) “orde” di turisti 😀
    https://www.gwadarpro.pk/1989264143682011137/pakistan-okays-gwadar-oman-ferry-service

  28. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.greenme.it/salute-e-alimentazione/carne-scaduta-da-anni-ripulita-e-rimessa-in-commercio-linchiesta-shock-di-report-su-un-macello-del-mantovano/
    Carne scaduta da anni ripulita exrimessa in commercio.
    Un piccolo macello insignificante?
    “un’azienda storica della zona che gestisce ogni anno circa 200 milioni di euro di carni importate”.
    L’azienda si difende. Da chi? Ma da Report, naturalmente.
    In più
    https://ilfattoalimentare.it/roditori-carcasse-la-pellegrina-prosciutti-parma-san-daniele-allevamenti.html
    Ai roditori piace il prosciutto.
    🤫

  29. Moi scrive:

    @ FIRMATO WISTON / TUTTI-E-*

    Contro il determinismo (biologico e culturale)

    https://www.youtube.com/watch?v=2pwSrfaI-Z4

    Immanuel Casto

  30. Moi scrive:

    13 min : 19 sec

  31. Puffo giardiniere scrive:

    https://italy.news-pravda.com/world/2025/11/26/329515.html

    Furby, vedo che non solo Francesco vorrebbe andare a combattere nelle trincee ucraine, ma anche un noto politico….
    -Io mando. Invio richiesta con firma falsificata e vengono a prendere.
    Ma Francesco non lo sono ancora venuti a prendere…
    -Come no? Francesco scrive già da trincea. Bombe plananti cadono vicino, ma lui contento.
    Lui difende Pokrovs’k da Putin.
    Ma non l’avevano già espugnata questa Pokrovs’k?
    -Manca ancora trincea di Francesco. Poi guerra sarà finita.
    Ah, ma allora il nostro politico si deve affrettare, altrimenti arriva troppo tardi.
    -Vengono a prendere domani con elicottero.
    Va in trincea con Francesco. Dice Putin che vuole vedere loro. Non crede se non vede.
    Ma infatti. Secondo me ti sei inventato tutto.
    Gufetto maledetto.
    -tu insulti? Allora mando anche te….fatto.
    Furby, sei un cretino.

    • Puffo giardiniere scrive:

      https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/11/25/famiglia-nel-bosco-primi-contatti-per-i-lavori-al-casolare_2c234dc0-8cb1-4e45-9386-aeb6378baa95.html

      Seguo la vicenda della famiglia nel bosco con molto interesse…
      Vengo oggi a sapere che in zona c’è la comunità dei neo rurali che ora ospita il padre dei tre bambini.
      Poi pare che tutta la questione si stia restringendo attorno al bagno.
      E allora non vorrei mai che per via di un bagno stile composting toilette da camper, avessero imbastito tutta questa storia.
      Mah!
      Son curioso di vedere come andrà a finire…
      Poi cerco chi sono questi neo rurali.

      • Puffo giardiniere scrive:

        https://www.greenme.it/lifestyle/costume-e-societa/vivere-fuori-dai-circuiti-della-modernita-chi-sono-i-neo-rurali-e-perche-fanno-tanto-discutere/

        Eccoli!
        Per me questo stile di vita vale come opzione. Per loro è diventata una realtà. Mia madre dice che hanno ragione loro e che lei da bambina viveva così ed è arrivata a 85 anni in piena salute.

            • Puffo giardiniere scrive:

              https://rivistanatura.com/botswana-popolo-dei-boscimani-costretto-a-non-camminare-piu/

              I boscimani.
              Secondo Marvin Harris la boscimane lavorava mediamente tre ore in un giorno per raccogliere e quello che aveva raccolto bastava alla sua famiglia per tre giorni.
              Habitat: desertico. Estremità del Kalahari.
              Il segreto dei boscimani? Limitare la crescita demografica per non esaurire le risorse del territorio. E disponevano di adeguate tecniche per farlo.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Sempre Marvin Harris sulle malattie infantili durante l’età della pietra

                Infezioni batteriche e virali. Niente. Erano forti e ben nutriti.

                Malattie epidemiche letali: vaiolo, febbre tiroidea, influenza, peste bubbonica, colera, si verificano solo in presenza di alte densità di popolazione.
                Malaria: deriva dal disboscamento di foreste
                umide che aveva creato le migliori condizioni di riproduzione per le zanzare.
                Carie: morivano con 2,2 denti in meno
                Erano alti 177 centimetri e le femmine 166
                Non uno in più o uno in meno.

                Vita media 32,5 anni.
                Recentemente Tom Murphy, riferendosi agli studi più recenti, ha azzardato 70 anni.
                Ma non vado a ritrovare l’articolo.
                Magari un’altra volta. Murphy ha una mente matematica e assolutamente non può sbagliare. Se dice 70 son settanta. Cronometrati al secondo.

              • Ros scrive:

                Puffo giardiniere: “…Malattie epidemiche letali: vaiolo, febbre tiroidea, influenza, peste bubbonica, colera, si verificano solo in presenza di alte densità di popolazione…”

                e beh🙄

                Parrebbe che non ci sia rosa senza spina e non sia spina senza rosa
                (la spina senza rosa avoglia però se c’è)

                Parrebbe evidente che aumentandosi la densità demografica si ha uno sviluppo culturale e tecnologico necessariamente più complesso.

                Se non finisce a schifìu, s’intende.

                Una cosa conduce fatalmente all’altra.

                La società scarsamente popolata
                (oltre ad avere quelle problematiche di “Deriva genetica” e endogamia che le portano spesso al vicolo cieco dell’estinzione) magari non avrà le epidemie, ma manco, però, avrà l’immunologia inventandosi così i vaccini.

                Di solito non ha bisogno d’inventarsi niente.

                Densita demografica e sviluppo parrebbero direttamente proporzionali.

                Per centinaia di migliaia di anni pur essendo noi già come specie
                – possibilità e potenzialità –
                anatomicamente Homo sapiens identici ad oggi non si è vista nessuna particolare evoluzione delle nostre società, e ogni sviluppo tecnologico è apparso col contagocce ad andatura di lumaca.

                Nel mondo ci si contava a poche decine di migliaia con società formate da un centinaio di persone al più.

                Non v’era bisogno d’inventare granché per sbarcarci il lunario.

                Con l’aumentare della densità demografica
                – stanzialità, agricoltura, e città stato –
                si sono avvicendate rivoluzioni tecnologiche, agricole, culturali, artistiche e quant’altro sempre più veloci.

                Di necessità virtù, da crisi a nuove opportunità
                wēijī: 危機 in cinese tradizionale e 危机 in semplificato

                ” Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri.
                Uno rappresenta il pericolo e l’altro rappresenta l’opportunità”

                diceva Kennedy.

                Con la prima rivoluzione industriale e il conseguente aumento costante della popolazione ad oggi ci ritroviamo a bazzicare per intelligenze artificiali, androidi e viaggi spaziali

                Cosa è meglio?🙄

                sul tema “Deriva genetica” e pericoli di una scarsa densità demografica mi permetto di consigliare la piacevolissima lettura di
                “Italiani veri”
                Giacomo Moro Mauretto

                https://www.ibs.it/italiani-veri-storia-evolutiva-genetica-ebook-giacomo-moro-mauretto/e/9788835741947

              • firmato winston scrive:

                Tutti gli animali molto efficienti nella predazione, i predatori apicali come l’uomo, sono sensibili alle malattie contagiose (anche i gatti ad esempio, i non vaccinati possono morire di herpes, malattia molto contagiosa: la densita’ naturale di un gatto selvatico, che e’ il predatore piu’ efficiente e per questo e’ anche estremamente territoriale, sarebbe di un solo esemplare ogni qualche decina di kmq).

                La ragione e’ che, essendo i predatori apicali necessariamente molto meno diffusi delle loro prede sul territorio, che altrimenti distruggerebbero per poi morire anche loro, hanno meno bisogno di resistenza alle malattie epidemiche: anzi le malattie epidemiche, limitando la densita’ demografica dei predatori apicali, concorrono a mantenere l’equilibrio e quindi la vita di tutti, predatori e prede.

                Corollario che non si puo’ pensare ma si e’ costretti a dire: e’ la medicina moderna che ha distrutto questo equilibrio, che era un equilibrio della vita e della morte: lo sappiamo tutti, senza bisogno di leggere Harris, basta mettere in croce due informazioni. Senza la medicina moderna e le sue vaccinazioni non sarebbero state neanche lontanamente possibili le metropoli da milioni o decine di milioni di abitanti. Nel medioevo, le citta’, che pur erano piccolissime rispetto a quelle attuali, dovevano essere continuamente rifornite di gente sana dal contado circostante, perche’ la mortalita’ maggiore che le caratterizzava, a causa della densita’, le avrebbe altrimenti spopolate.

                E’ un po’ quello che succede adesso in occidente rispetto al resto del mondo, su altra scala, ma con la cultura dei mezzi contraccettivi al posto degli antibiotici e dei vaccini 😉

                Notate che l’ultima recente esplosione della popolazione del pianeta comincia con l’introduzione dei primi efficaci vaccini di massa, nel 1800, assieme allo sfruttamento dei combustibili fossili. Ma e’ senza i primi che i secondi non sarebbero serviti a molto, e non il contrario. L’800 e’ il secolo della prima transizione demografica (la transizione demografica consiste in una prima fase di esplosione della popolazione grazie alla diminuzione della mortalita’ infantile, seguita dopo un paio di generazioni dal crollo della natalita’).

                Diverso tempo fa vi avevo linkato quel bel video dell’AMNH, su youtube.

  32. Peucezio scrive:

    Comunque ho visto che perfino il Corriere pubblica articoli pro genitori nel bosco.
    Molto strano. Non mi è chiaro cosa ci sia sotto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Che i figli sono di proprietà dei genitori. E questo concetto per certi versi si sta rafforzando: la gestazione per altri cosa non è se non la cessione del figlio da parte della madre?
      Rispetto all’antica Roma, è solo cambiato il genitore proprietario.

      • Peucezio scrive:

        Uhm…
        Cioè tu ci vedi la stessa logica dell’adozione omosessuale, utero in affitto, ecc.

        Da sinistra arrivano con queste cose, da destra rispondono con l’idea (in sé sacrosanta, tranne casi estremi, che per me significano violenza fisica o psicologica grave o trascuratezze estreme, ma ora non conta il merito) che i figli non si tolgono ai genitori, e il mainstream si adegua.

        Ma a Bibbiano non è successo. Solo da destra si è stigmatizzata la cosa.

        Mi chiedo se invece non ci sia dell’altro.
        Al di là di una certa delegittimazione (secondo me fondata, anche se può produrre conseguenze anche negative, in altri ambiti) dello stato, delle istituzioni, del collettivo, forse c’è addirittura proprio un certo ecologismo new age, per cui, insomma, c’è Greta, ci sono quelli che vivono nel bosco senza inquinare, c’è quello che vuole andare in bici e gli facciamo la ciclabile, ecc.

      • Peucezio scrive:

        E anche delegittimazione dell’autorità in sé.

        Che può essere feconda e pericolosa al tempo stesso.

  33. Puffo giardiniere scrive:

    Società scarsamente popolata.

    Non mi preoccuperei troppo per questo.
    I boscimani sono arrivati indenni fin quasi ai tempi nostri.
    Più che altro è stato il contatto con la nostra civiltà a decimarli.
    Comunque
    Mio prossimo libro natalizio
    https://www.amazon.it/Civilizzati-fino-alla-morte-progresso-ebook/dp/B09V245993
    C’entra eh, con la famiglia nel bosco.
    Peccato che siano riusciti a metterci in mezzo anche la politica.
    Avranno dei secondi fini, immagino.
    Si, l’Italia è sempre stata un crocevia di popoli.
    Ma le boscimani mica stavano sempre in casa.
    Giravano e socializzavano con gente delle altre tribù.
    Trovi tutto nel libro di Harris “Cannibali e re”, che so che hai letto.
    Vale una rilettura.

    • Ros scrive:

      “…Non mi preoccuperei troppo per questo.
      I boscimani sono arrivati indenni fin quasi ai tempi nostri.
      Più che altro è stato il contatto con la nostra civiltà a decimarli…”

      Non diamoci più colpe di quelle che ci spettano, a decimarli e costringerli al deserto sono state le popolazioni bantu scese dal centro Africa intorno all’anno mille dc.

      • Puffo giardiniere scrive:

        La situazione è drammatica: mentre i pochi Boscimani che sono rimasti nel deserto lottano per sopravvivere e per restare nelle loro terre, le migliaia di loro che sono stati trasferiti nei campi di reinsediamento sono vittime di alcolismo, HIV, depressione

        (Dal link precedente)
        Nel deserto i boscimani se la cavavano ma non so come. Invece nei campi di reinsediamento rischiano di non farcela.

  34. Peucezio scrive:

    Va da sé che i bambini, come gli adulti e chiunque, dovrebbero essere proprietà di sé stessi.
    Ma se proprio devo scegliere, meglio proprietà dei genitori che dello stato.

    Ma la cosa che IN OGNI CASO dovrebbe essere evitata e che invece si mantiene in virtù di interesse e anche, ahimè, culturali, sono le case famiglia, orfanotrofi e ogni altra istituzione collettiva: nei casi estremi in cui devi allontanare i bambini dal padre ubriacone e violentatore (dei bambini stessi), dalla madre prostituta e drogata che li picchia a sangue, non dovrebbero fare neanche una notte in una struttura ed essere immediatamente dirottati presso una famiglia affidataria (non adottiva ovviamente: l’adozione può venire in seguito con le complesse e selettive procedure che sapppiamo).
    Le conseguenze dello stare in quei lager sono traumatiche e sicuramente segnano i bambini per sempre.
    Ma anche se non fossero dei lager (e per lo più lo sono), è di per sé un luogo spersonalizzante, freddo, la negazione assoluta di ciò che occorre per un bambino.

    Così come gli ospizi.
    Secondo me un giorno saranno ricordati come noi oggi ricordiami i sacrifici umani, le torture legalizzate, la schiavitù e simili (o almeno lo spero).

    • Peucezio scrive:

      Purtroppo su questo tipo di strutture mostruose ci mangiano in tanti.
      Ma ci vuole un salto culturale.
      Anche sulla sedia elettrica c’è chi ci mangia, ma se si decide per motivi etici che la pena di morte non va bene, il boia cambierà mestiere o gli si darà una bella pensioncina.

  35. Moi scrive:

    https://www.distractify.com/p/why-does-trump-call-warren-pocahontas

    Donald Trump’s “Pocahontas” Nickname for Elizabeth Warren Has Been Around for Years
    Trump’s nickname dates back to a controversy from the 1980s.

  36. Moi scrive:

    ControRisposta di DX Social :

    “La SX è ipocrita: prima ci dice di vivere da Green … poi quando una famiglia lo fa davvero, toglie i figli.”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Secondo te nei prossimi cinquant’anni a destra si riuscirà ad avere una vaga idea di cosa sia veramente l’ecologia?
      Riformulo: pecco di ottimismo. Nei prossimi cinquecento anni.

      • Moi scrive:

        La Destra dà risposte semplici a questioni complesse, come la Woke … però in modo molto più divertente.

      • Peucezio scrive:

        Perché, cos’è l’ecologia?

        Secondo me l’ecologia non esiste.
        Esistono singoli problemi cui si dovrebbe cercare di trovare una soluzione.
        L’ecologismo invece è un’ideologia.

        E l’ecologia è la disciplina che studia gli ecosistemi e non c’entra nulla con le macchine elettriche e il resto delle cagate. C’entra col fatto che il leone sta in cima alla catena alimentare, che se togli i gatti dilagano i topi e a quel punto diminuiscono gli animali che dai topi vengono predati, che se uccidi la tale pianta questo ha una serie di conseguenze a catena.

        • Francesco scrive:

          Peucezio

          temo che l’ecologia qualche conclusione permetta di trarla, anche senza cadere nell’ecologismo che correttamente individui come ideologia perniciosa

          ciao

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “E l’ecologia è la disciplina che studia gli ecosistemi e non c’entra nulla con le macchine elettriche”

          Premesso che sono abbastanza d’accordo con te, ti sei appena contraddetto:

          1) “Esistono singoli problemi” (tipo, inquinamento) “cui si dovrebbe cercare di trovare una soluzione” (tipo macchine elettriche)

          2) “l’ecologia è la disciplina che studia gli ecosistemi”, cioè l’enorme complessità del rapporto tra tutto, che è il contrario di un “singolo problema”.

          • Francesco scrive:

            Però pensare che noi umani possiamo fare di meglio che affrontare un singolo problema alla volta è irrealistico.

            Già è tanto quando non cerchiamo di ignorarlo!

            Ciao

  37. Moi scrive:

    Explained: Elon Musk, Donald Trump And Claims Of White Genocide In South AfricaClaims of a white genocide” in South Africa have circulated online and among far-right groups, with Trump and Musk even saying white farmers were being killed and their land taken.

    https://www.ndtv.com/world-news/is-there-a-white-genocide-in-south-africa-like-trump-and-musk-claim-8478518

  38. tomar scrive:

    “Le nostre zuppe sono merda per poveri”: il numero due di Campbell’s nella bufera per un audio rubato.

  39. Moi scrive:

    Carlo Nordio … il Faßista 🙂 Woke ?!

    https://www.blitzquotidiano.it/politica/violenza-sulle-donne-nordio-luomo-abituato-a-dominare-roccella-non-calano-con-educazione-sessuale-a-scuola-3756279/

    Violenza sulle donne, Nordio: “L’uomo abituato a dominare”. Roccella: “Non calano con educazione sessuale a scuola”

    • Francesco scrive:

      Non riesco a capacitarmi di tutta questa simulata fiducia nella capacità della scuola di educare e/o indottrinare la balda gioventù.

      Ma sono mai entrati in una classe?

  40. mondo parallelo scrive:

    https://scenarieconomici.it/washington-nel-caos-sparatoria-contro-la-guardia-nazionale-a-un-passo-dalla-casa-bianca/

    Oh! Un attacco pianificato alla guardia nazionale?
    Come scricchiolio non c’è male.

    • mondo parallelo scrive:

      https://finanza.repubblica.it/mobile/News/2025/11/21/usa_pmi_manifatturiero_novembre_scende_a_51_9_punti_sale_invece_il_pmi_servizi_a_55_0_punti-157/

      Il PMI sotto i 50 punti indica un rallentamento della produzione.
      E quindi? Tutto sto casotto che ci hanno tagliato il tubo del gas e ci hanno fatto fare la guerra all’Ucraina perché l’industria europea si trasferisse negli Stati Uniti?
      Boh. A me sembra che non sia servito quasi a niente.
      Adesso se la devono vedere con gli americani stessi. Questo pare.
      Il mandato a Trump era per reindustrializzare l’America.

      • mondo parallelo scrive:

        tra i più feroci nemici della proposta di pace trumpiana, come già avvenuto negli ultimi mesi, si è distinto il Cancelliere tedesco Friedrich Merz. Si tratta di un politico che ritiene (come la Von der Leyen) la politica di riarmo (con i soldi dei contribuenti) un ottimo espediente per rilanciare l’economia. E rimanere al potere. Merz è arrivato persino (nel silenzio generale) a far riunire un Parlamento già congedato, per far cambiare la Costituzione. Il motivo? Il nuovo Bundestag, già eletto, non gli avrebbe mai dato l’autorizzazione per fare 1000 miliardi di euro di debiti da spendere per armi e infrastrutture militari. Naturalmente, Merz per giustificare questa spesa ha dovuto dire che Putin potrebbe invadere l’Europa. E, comunque, che si potrebbe essere tutti coinvolti in una guerra generale in Ucraina. Non c’è da stupirsi, dunque, se ieri, come riporta il britannico Daily Telegraph, il Cancelliere si è scagliato contro la proposta di Trump. «L’Ucraina non deve essere sottoposta a una ‘pace del cimitero’», ha detto, e ha poi accettato a un nuovo pacchetto di spesa per l’Ucraina. «Il signor Merz – scrive il Telegraph – ha utilizzato l’espressione ‘Friedhofsruhe’, l’equivalente inglese di ‘quiete della tomba’ o, in termini letterali, un luogo in cui regna la pace solo perché tutti i suoi abitanti sono morti». Il Cancelliere ha suggerito che nel prossimo bilancio del governo verrà annunciato un maggiore sostegno militare all’Ucraina. Ha aggiunto che «bisogna far capire a Putin che l’Europa non è disposta a rinunciare alla propria stabilità e alla propria pace in cambio di un accordo sulla guerra in Ucraina».
        🍄

        Ma Merz lavora per l’anomala Germania non ancora finanziarizzata e che vorrebbe non finanziarizzarsi mai o per la finanza americana che la vorrebbe finanziarizzare.
        E però Trump volendo la pace mette i bastoni tra le ruote?
        🤔🧐🤧

        • Francesco scrive:

          Guarda che c’è un refuso, hai scritto “trumpiano” invece che “dettato da Putin”.

          Se correggi il refuso tutto il resto assume un significato diverso.

          Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ mondo parallelo

          “Ma Merz lavora per l’anomala Germania non ancora finanziarizzata e che vorrebbe non finanziarizzarsi mai o per la finanza americana che la vorrebbe finanziarizzare”

          La seconda che hai detto.

          Merz ha presieduto la filiale tedesca della banca di investimenti USA BlackRock dal 2010 al 2020. Ed è stato ‘senior counselor’ della filiale di Duesseldorf dello studio legale USA Mayer Brown dal 2004 al 2021.

          https://www.google.com/search?q=did+the+german+chancellor+Merz+work+for+U.S.+banks%3F&rlz=1C1GCEB_enIT975IT975&oq=did+the+german+chancellor+Merz+work+for+U.S.+banks%3F&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIKCAEQABiABBiiBDIKCAIQABiABBiiBDIHCAMQABjvBTIHCAQQABjvBTIHCAUQABjvBdIBCTI1Mzg3ajBqNKgCALACAQ&sourceid=chrome&ie=UTF-8

          Ciao!

          Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Cioè alla fine gli facciamo il culo a Putin? e non si poteva farlo prima senza far crepare X ucraini?

              Boh

              • Puffo giardiniere scrive:

                Spero che si diano una calmata.
                Morire per Black Rock non mi pare il massimo.
                A parte il fatto che non ci si capisce un accidente….

              • Francesco scrive:

                concordo sulla seconda cosa, non certo sulla terza

                a me la questione di fondo pare chiarissima

                ciao

              • mondo parallelo scrive:

                https://www.remocontro.it/2025/11/28/wsj-piani-di-guerra-tedeschi-contro-la-russia/

                Articolo che prova a spiegare ciò di cui non si capisce un accidente.

              • PinoMamet scrive:

                Beato Francesco a cui sembra chiarissimo…

              • Francesco scrive:

                Oh, la faccio molto breve e brutta.

                Putin è cattivo, il suo regime e la sua cricca sono cattivi, come usano la violenza all’interno per stare al potere così la usano all’esterno per affermare la loro idea di grandezza della Russia.

                Non è certo il primo caso nella storia dell’umanità, mi pare.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Questo ce lo ripeti da tre anni, faccio fatica a dire che sia un sunto degli articoli (anzi mi pare che c’entri in fondo pochissimo) e insomma viene sa chiedersi cosa li hai letti a fare…

              • Francesco scrive:

                Il mio è un sunto dei fatti.

                Gli articoli della sinistra divan-rivoluzionaria li leggo da quando ero piccolo e sempre gran cazzate sono.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Ripeto: che li leggi a fare?

                Risparmiati la fatica, tanto non c’è verso che cambi idea.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                ho cambiato idea su molte cose. Meglio quindi che stia all’erta e mi guardi intorno.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Non porti più la cravatta? Hai cambiato dopobarba? Hai disdetto l’abbonamento in palestra? 😉

                Sarei proprio curioso di sapere in cosa hai cambiato idea!! 😉

              • Francesco scrive:

                Ho dismesso la divisa della Reaganjugend che indossavo con convinzione e sono diventato un moderato, per esempio.

              • firmato winston scrive:

                @fuzzy:
                “remocontro.it/2025/11/28/wsj-piani-di-guerra-tedeschi-contro-la-russia/
                Articolo che prova a spiegare ciò di cui non si capisce un accidente.”

                Occhio che questa e’ una classica “fake truth”: i militari non fanno “previsioni”, fanno “scenari”: significa che preparano piani di risposta per ogni evento possibile, evento imprevedibile che puo’ arrivargli tanto da un’altra forza militare esterna quanto dal ghiribizzo dei loro politici interni che decidono come usarne la forza.

                Quindi, prendere UNO degli eventi possibili descritti da questi scenari per dire che e’ cio’ a cui si stanno preparando come se quella fosse l’unica possibilita’ per il futuro, non e’ tanto falso quanto una mascalzonata vera e propria, per manipolare l’opinione pubblica e spingerla alla paranoia, facendo cosi’ avverare proprio quello scenario.

                L’informazione “seria” di oggi e’ quasi tutta cosi’, e purtroppo non solo l’informazione ma anche la politica: esempi ne sono l’agenda 2030, la lotta al cambiamento climatico… (sull’invasione dell’europa da parte della russia non mi pronuncio 😉 ) : dicono di essere dei “piani B”, quando in realta’ sono la negazione del piano B: sono dei modelli di risposta astratti del tutto campati per aria in quanto calcolati su dati che sono scelti apposta, magari basandosi sul cosiddetto BAU, per escludere ogni altra eventualita’.

                Quello che ci sta lentamente portando al collasso con la tecnica della rana bollita e’ proprio questo modo di credere di evitare il collasso. L’unico modo di cambiare traiettoria e’ cambiare radicalmente la classe politica e i cosiddetti “tecnici” che la supportano, questi non ammetteranno mai alcun errore, sono troppo incancreniti nelle loro “previsioni infallibili”. Cambiare in meglio, si spera 😉 L’alternativa sara’ il reset forzoso, e doloroso, per cause di forza maggiore.

                Qua siete tutti abbastanza colti: non fatevi portare a spasso da queste scemenze. Le previsioni che escludono terze eventualita’ sono fatte apposta per autoavverarsi.

          • mondo parallelo scrive:

            “Putin è cattivo, il suo regime e la sua cricca sono cattivi, come usano la violenza all’interno per stare al potere così la usano all’esterno per affermare la loro idea di grandezza della Russia”.

            Beh, e allora?
            Mi sembra impossibile che tu non conosca Machiavelli.
            Così va il mondo. Non solo con Putin.

            • Francesco scrive:

              Concordo: per questo va combattuto e sconfitto. Perchè fa quel gioco qui in Europa, compra giornali, intellettuali, politici, governanti, partiti interi e sposta le frontiere con la guerra.

              E’ contrario a ogni interesse e a ogni principio su cui si basa la nostra civiltà.

              Io sostengo la necessità della guerra a Putin in Ucraina su basi strettamente realiste, come sostenni che non si poteva salvare la Georgia per motivi geografici.

              Ciao

            • PinoMamet scrive:

              “Concordo: per questo va combattuto e sconfitto.”

              Sì, beh, ed esattamente quando comincerebbe la seconda parte?
              Dobbiamo aspettare ancora tanto, o possiamo tirare una bella linea e dire “fermiamoci qui”?

              Se l’Ucraina avesse tirato una bella linea l’anno scorso, adesso Kiev avrebbe più Nuova Russ.. ehm, Ucraina.
              Te lo dissi, l’anno scorso.
              E quello prima pure.

            • PinoMamet scrive:

              “Io sostengo la necessità della guerra a Putin in Ucraina su basi strettamente realiste”

              No, Francè, non c’è nulla di realistico.

              Tu la sostieni su basi ideali.

              un ideale espresso (“salvare la democrazia in Europa”, che è sotto attacco da parte… dell’Europa;
              e “salvare la democrazia in Ucraina”, dove non c’è mai stata;
              e “salvare le frontiere ucraine”, delle quali, permettimi, chissenefrega)

              e un ideale non espresso che però è il segreto di Pulcinella
              (“far vincere la Nato contro i russi che sotto sotto sono sempre i sovietici”).

            • PinoMamet scrive:

              “che è sotto attacco da parte… dell’Europa”

              naturalmente Francesco tu mi contesterai scandalizzato questa affermazioni;

              ma tu che parli tanto di ingerenze russe, come le chiamiamo le ingerenze “europee” nelle elezioni in Romania e in Moldavia?
              “Ah ma questo candidato era filorusso” e allora???

              E siamo già arrivati al punto di spegnere i microfoni in diretta ai politici sgraditi
              (cerca Sahra Wagenknecht microphone” o “microfono”… perché dubito che i telegiornali abbiano dato la notizia).

              Le ingerenze non ti piacciono?

              beh, sai cosa, neanche a me.

              le dittature e le censure non ti piacciono?
              A me ancora meno.

              • Francesco scrive:

                no, a te piacciono un sacco

                al punto che le neghi o peggio attribuisci alle democrazie le caratteristiche e i comportamenti delle dittature

                io resto incredulo per il fatto che casi conclamati di politici europei comprati da Putin ti lascino indifferente

                ciao

              • PinoMamet scrive:

                Caro, il più grande difensore delle dittature qua dentor sei sempre stato tu.

                Sui politici comprati, non vedo perchè quelli comprati da Putin mi debbano scandalizzare più di quelli comprati da Biden, o dalle elezioni cancellate con un tratto di penna dalla Von der Leyen.

              • PinoMamet scrive:

                “attribuisci alle democrazie le caratteristiche e i comportamenti delle dittature”

                se li attribuiscono da sole, purtroppo, la colpa non è mica che denuncio il fatto;

                semmai tua che non lo vuoi vedere…

              • Peucezio scrive:

                Francè, definisci dittature.

                Parlo sul serio.
                La dittatura è un costrutto propagandistico.
                Non esistono dittature: nessun regime politico si autodefinisce tale.

              • Peucezio scrive:

                Semmai la libertà è un fatto concreto.

                In Russia durante il covid c’erano meno restrizioni che in Italia.
                Questo non è un costrutto propagandistico, ma un fatto.

                Se poi la libertà è quella del giornalismo di mistificare, altro che Politkovskaja, altro che assalto alla Stampa, quelle sono carezze.
                In uno stato serio Berlusconi avrebbe avuto il potere di mette nei gulag gente come Travaglio, Biagi, la Gruber e tutto il resto della canaglia che non trovava di meglio da fare che raccontare con chi scopava.

              • Francesco scrive:

                Grazie.

                Se avessi mai avuto bisogno di esempi delle bugie con cui i nemici della libertà sostengono le loro tesi non sarei riuscito a inventarne di più convincenti.

              • Francesco scrive:

                >>> Francè, definisci dittature.

                E cari miei, quando nel paese di Mussolini si fanno queste domandine … dovrei pure rispondere?

                😀

              • PinoMamet scrive:

                È più semplice rispondere a Peucezio che negare il fatto che la ingerenza europea nelle elezioni romene e moldave sia stata una portata, vero? 😉

                E della censura in diretta ai politici non ne parliamo?

              • Francesco scrive:

                Pino

                i giudizi un tanto al chilo su quello che è successo in Romania e Moldavia, ignorando che sia successo nel mondo di Putin, posso anche lasciarli a te.

                La situazione è tale che i politici filo-Putin dovrebbero fare la fine di quelli filo-fascisti nel Regno Unito del 1939.

                No, non so cosa è successo alla sciroccata nazi-bolscevica tedesca. So quelli che sarebbe bene le succedesse.

                La democrazia e la libertà sono troppo preziose per lasciare che neri e rossi ci giochino. Le sfasciano sempre.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Traduzione:

                “Non so rispondere però Putin”.

                Metti un attimo il gomito così…

              • Francesco scrive:

                Sai che non colgo il riferimento?

                :0

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      OT ma molto chiaro

      Le posizioni sul conflitto ucraino si possono riassumere in QUATTRO grandi categorie, a partire dalla differenza tra antiamericanismo e filoamericanismo, declinati secondo interpretazioni MORALI dei fenomeni (cioè fantasiose, sceniche), oppure REALISTE (cioè basate sugli interessi delle Potenze e delle loro élites).

      ANTIAMERICANISMO MORALE

      L’antiamericanismo morale è tipico di coloro che istintivamente non credono a una sola parola dei media occidentali e istintivamente simpatizzano per i nemici degli Usa, fossero anche gli Unni di Attila. Secondo questa interpretazione, gli Usa e l’UE sono il Male Assoluto e qualunque cosa è meglio.

      Costoro interpretano il conflitto ucraino secondo la propaganda di Mosca: la Russia, ultimo baluardo della cristianità, è intervenuta in Ucraina per debellare il nazismo e proteggere la popolazione russofona. Qualunque altra cosa è da imputare all’Occidente malvagio.

      ANTIAMERICANISMO REALISTA

      Chi appartiene a questa categoria sottolinea le responsabilità occidentali all’origine del conflitto ucraino, e gli interessi delle élites occidentali nella sua continuazione.

      In quest’ottica realista il conflitto ucraino nasconde il tentativo storicamente ciclico delle talassocrazie atlantiche (Usa e Uk) di interrompere qualunque barlume di unità euroasiatica, soprattutto quella continuità continentale strategica tra Russia ed Europa dove le materie prime russe incontravano la conversione industriale europea (soprattutto tedesca).

      Per contro, l’interventismo militare russo in Ucraina non è solo difensivo, ma anche offensivo secondo la logica delle sfere di influenza, ed esprime una prova di forza di chi vuole avere il potere di violare il diritto internazionale al pari della Nato, rivendicando lo status imperiale che fu zarista e poi sovietico, al fine di costruire il nuovo ordine multipolare.

      Corollario di questa visione, spesso, è che il mondo multipolare sia auspicabile, in quanto portatore di modelli alternativi alle liberaldemorazie occidentali, modelli alternativi in cui il potere economico è sottoposto al potere politico (ciò accadrebbe in certa misura in Russia e in misura maggiore in Cina), mentre ormai in Occidente il potere politico è sottoposto al potere economico.

      FILOAMERICANISMO MORALE

      Declinato anche come filo-occidentalismo. Con questa interpretazione torniamo nel mondo delle fiabe e delle contrapposizioni morali. Il Libero Occidente è minacciato da Autocrati Orientali senza scrupoli. Ieri Serse, oggi Putin. La “democrazia ucraina” deve resistere all’attacco dell’Autocrate, e tutto il Mondo Libero deve partecipare a questa impresa degna di un’epopea letteraria.

      Il mondo è tutta una telenovela, o meglio, un dramma hollywoodiano. Ogni conflitto è cinematograficamente personalizzato: Bruce Willis contro Gary Oldman (scopri il film).

      Chi segue questa posizione non parla mai di Russia, ma sempre di Putin. Mai di Pentagono, ma sempre di Trump. Vive in un mondo di figurine mediatiche buone/cattive che si alternano sul palcoscenico. Quelle cattive, se non sono Putin, sono pagate da Putin (persino Trump, persino il vecchio Papa, forse persino Putin, si paga da solo).

      In questa interpretazione le liberaldemocrazie occidentali sono il futuro del mondo e ciò a cui tutto il mondo aspira. Tutti nel mondo, siano sufi o beduini, mapuche o mandarini, non vedono l’ora di diventare come noi, in questo sogno impediti dagli Autocrati di cui sopra. Tutti i popoli vogliono entrare nella Nato o almeno nella UE. Non vedono l’ora e non pensano ad altro.

      Per chi si nutre di questo tipo di immaginario, la satira di Kubrick è passata invano e resta ancora valida la frase di quel marine di Full Metal Jacket: “dentro ogni vietcong c’è un uomo che sogna di diventare americano” (o europeo).

      FILOAMERICANISMO REALISTA

      Chi appartiene a questa categoria sottolinea le responsabilità occidentali all’origine del conflitto ucraino, E LE RIVENDICA.

      L’allargamento della Nato a est è stato un atto deliberatamente provocatorio; in Ucraina nel 2014 c’è stato un golpe; il sabotaggio del North Stream è di matrice atlantica, così come il riarmo europeo.

      Queste affermazioni, che i filoamericani con i cartoni animati nella testa vedono come propaganda russa, per i filoamericani realisti sono affermazioni scontate che segnalano la grande strategia degli Stati Uniti, una strategia da rivendicare e di cui essere orgogliosi, grazie alla quale il primato dell’Occidente si prolungherà ritardando o scongiurando il mondo multipolare.

      L’impero statunitense, tutt’altro che agonizzante, ha dunque operato un capolavoro di strategia “divide et impera”, dividendo Russia ed Europa con la guerra ucraina, e dividendo Russia e Cina con la pace ucraina.

      La guerra ucraina, cioè la divisione tra Russia ed Europa, è stata istigata con l’allargamento minaccioso della Nato, poi con il regime change ucraino, poi ha trovato espressione concreta nel sabotaggio del North Stream e suggello finale con il riarmo europeo, il quale inaugura una nuova Cortina di Ferro.

      La pace ucraina, cioè la divisione tra Russia e Cina, cerca di ricondurre la Russia nell’alveo di un dialogo bilaterale con gli Usa, e utilizza il riarmo europeo per spostare il grosso dell’impegno militare statunitense sul Pacifico in funzione anti-cinese. In caso di conflitto con la Cina, i russi avranno il confine europeo sul piede di guerra e ci penseranno due volte prima di supportare l’amico-nemico cinese.

      In quest’ottica, a dispetto delle ridicole chiacchiere italiane, il “piano di Trump” e il “piano UE” sono entrambi piani della Nato e del Pentagono (come del resto è ovvio che sia), perché rispondono allo stesso identico disegno: Usa e Russia devono fare la pace, ma Europa e Russia NON devono fare la pace, ma devono restare divise da una nuova Cortina di Ferro (altrimenti rimettono in piedi la fornitura di gas russo e tutto torna come prima, allora a che è servito usare gli ucraini per dividerli?).

      Nell’ottica filoamericana realista, ricordiamolo, tutto questo quadro può sembrare “cinico” ma è perfettamente funzionale a prolungare la supremazia degli Usa e del modello economico-politico occidentale, contro i rivali asiatici.

      Queste, dunque, le quattro posizioni.

      Ora, avrete notato che le posizioni realiste, che siano antiamericane o filoamericane, concordano sui fatti principali, perché partono dall’analisi della realtà e la realtà quella è. Ma si augurano esiti finali opposti. Sono le posizioni morali a negare interi segmenti della realtà, da una parte o dall’altra.

      Avrete anche notato che l’ultima posizione, quella filoamericana realista, è del tutto assente nel nostro dibattito. Non solo è assente nel dibattito italiano, ma anche europeo.

      Nel nostro dibattito le grandi conquiste della strategia americana vengono o negate (dai filoamericani morali, che non possono includerle nella loro narrativa favoleggiante) oppure denunciate come negative (dagli antiamericani morali o realisti). I filoamericani realisti, che quelle strategie rivendicano come giuste, non trovano spazio.

      Negli Stati Uniti, invece, la posizione filoamericana realista è ben presente e rappresentata, perché è semplicemente patriottica e non desta alcuno scalpore (anche se è comunque minoritaria nel dibattito USA, ma questo solo perché è la meno ipocrita).

      Non mi riferisco solo a Biden e alla Nuland, che in maniera esplicita hanno rivendicato pubblicamente il sabotaggio del North Stream e le ingerenze nel regime change ucraino (checché ne dica il commovente impegno di chi cerca di negarlo).

      Queste posizioni si leggono “tra le righe” anche nei contributi di gente come Luttwak o Ikenberry, e in modo più esplicito nelle analisi della Rand Corporation, di Geopolital Futures, della Brukings Institution, di George Friedman, Ben Hodges (ex comandante US Army Europe), Larry Johnson (ex CIA), Douglas MacGregor (colonnello US Army).

      E in tutti questi casi ciò che in Europa è diventato “propaganda russa”, viene confermato e semplicemente rivendicato come funzionale all’interesse americano.

      In Europa non può esistere una narrazione filoamericana realista basata sull’interesse delle Potenze, perché subito si paleserebbe che quell’interesse non è nostro, non è europeo (certamente non è europeo occidentale), ma è (anglo)americano.

      Il filoamericanismo (o filo-occidentalismo) europeo può essere solo ingenuo, fiabesco, disneyano, in aperta contrapposizione alla logica realista (la complessità è putiniana, la geopolitica è putiniana, il realismo è putiniano, 2+2 è putiniano ecc) ma è anche un filo-occidentalismo strillato, compulsivo, tanto più isterico quanto più si allontana dalla realtà per ascendere all’ideale.

      L’Europa, nelle sue classi dirigenti, è una figlia adolescente intrisa di idealismo, che dal padre-padrone prende solo le menzogne (o le paghette), e queste crede ciecamente o rifiuta con rabbia (nelle sue sparute frange antiamericane).

      Ma in tutto questo non ha ancora trovato, nemmeno nel suo esibito filo-occidentalismo, il coraggio adulto della verità.

      (Di Emanuele Rossi, tratto da Facebook)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Posso chiosare solo che usare l’aggettivo “realista” per ricostruzioni che nel migliore dei casi sono deliranti è veramente una bella scelta.

        Quasi quanto farsi scappare quel “Brukings Institution” che rivela molto dello scrivente.

        Ah, io parlo di Putin perchè voglio evitare l’accusa di russo-fobia. Non ho nulla contro la Russia, neppure ricordi ancestrali come li hanno i polacchi, gli ucraini, i baltici, i finlandesi e molti altri.

        PS sottoscrivo al 99% il marine di FMJ. Mettici “uomo libero” se proprio soffri di fisime progressiste.

        PPS quanto era gnocca la giovane Milla coi capelli arancioni?

  41. Moi scrive:

    @ ROS

    A me gli Hanzi non li prende più … volevo dirti :

    https://en.wikipedia.org/wiki/Tianxia

    • Ros scrive:

      Non ti prende più gli Hanzi😳☹️?

      troppa vita sedentaria?
      Ti si sarà impigrito🙄🤔

      Il mio Silvestrino invece mi prende tutto, lui☝️😑 :
      merli, sorcetti campagnoli, grilli, lucertole…

      ps
      con Firefox pare che li prenda😉

      E’ il terrore del giardino lui; Attilino il flaggellino del giardino😺

    • Ros scrive:

      天下; Tiānxià

      “…Il centro di questa visione del mondo non era di natura escludente,
      e i gruppi esterni, come le minoranze etniche e gli stranieri, che accettarono il mandato dell’imperatore cinese furono a loro volta accolti e inclusi nel Tiānxià cinese.

      Nel pensiero politico cinese classico, il ” Figlio del Cielo “, avendo ricevuto il Mandato del Cielo , sarebbe nominalmente il sovrano del mondo intero.

      Sebbene in pratica ci fossero aree del mondo conosciuto che non erano sotto il controllo del monarca cinese, nella teoria politica cinese i governanti di quelle aree derivavano il loro potere dal monarca cinese…”

      evvabbe’🙄 si sape che oramai qua finìu ca’ ogni popolo si alza la mattina e pensa d’essere lui l’eletto.

      Finiremo tutti a cucire vestiti nei sottoscala venticinque ore su ventiquattro con la brandina e la gavetta a fianco mangiando involtini primavela miao miao.

      Non c’è più religione!

      Guarda lì, guarda là
      che confusione…
      Guarda lì, guarda là
      …Che maleducazione!!!🙁🙁🙁

  42. Moi scrive:

    火狐

    Firefox

  43. MOI scrive:

    PREMESSO che il Consenso Sessuale è “laicamente sacrosanto”, che è successo al Senato ? … Il giornalista “anti woke” Giuseppe Cruciani ha fatto capire ai Senatori Maschi che con la Legge che stavano approvando avrebbero rischiato di non scop*re più nemmeno loro ?! … Ma davvero il Parlamento Italiano è messo così ?!

    • MOI scrive:

      Devo dare (ancora una volta) ragione a Yasmina Pani:

      la Dx Xenofoba è il modello del Femminismo Woke: hanno semplicemente sostituito “Immigrato Ne(g)ro/NordAfricano Islamico” con “Italiano Bianco EteroCis”

      … in realtà lo pensavo già di mio, MA oggi come oggi devi trovare una do na che la pensi come te per NON venire accusato di Maschilismo. Alla peggio, ti diranno che è colei che citi tu ad essere “Ancella del Patriarcato”

      [sic]

  44. MOI scrive:

    Devo dire che concordo con le Femministe che

    “il consenso è quel concetto che il maschio etero capisce soltanto se l’ oggetto del discorso è il proprio culo”

    [Sic]

    … ma la realtà giuridica deve articolarsi.

  45. Miguel Martinez scrive:

    Per Peucezio o Habs, ne sapete qualcosa?

    Euronews (Italiano)

    Spagna, suor Isabel arrestata: la Guardia Civil perquisisce il monastero delle religiose ribelli
    Storia di Javier Iniguez De Onzono

    La Guardia Civil ha fatto irruzione al convento noto come “La Bretonera”, con l’obiettivo di arrestare Laura García de Viedma, ex‑badessa nota come suor Isabel, nell’ambito di un’inchiesta per contrabbando di beni d’arte e patrimonio storico‑artistico.

    Le religiose coinvolte fanno parte di una comunità di suore che, dal maggio 2024, si è dichiarata in rottura con la Chiesa cattolica: hanno rifiutato l’autorità del Papa e si sono poste sotto la giurisdizione di un presunto “vescovo” scomunicato, Pablo de Rojas Sánchez‑Franco, fondatore della cosiddetta “Pía Unión de San Pablo Apóstol”.

    Secondo l’accusa, suor Isabel avrebbe cercato di vendere oggetti che appartenevano al patrimonio della comunità religiosa, non in suo possesso legittimo, tra cui opere d’arte e lingotti d’oro, con l’intento di finanziare l’acquisto di un altro monastero, a Orduña.

    Contestualmente all’arresto della ex‑badessa, un antiquario è stato fermato con l’accusa di aver partecipato alla compravendita illecita dei beni. Il procedimento è in corso su ordine del tribunale di Briviesca, dopo una denuncia presentata da un anonimo non legato alle cause ecclesiastiche originarie.

    Il caso segue una lunga disputa iniziata con la rottura ufficiale del 2024: le 16 suore clarisse di Belorado e Orduña hanno annunciato la loro uscita dalla Chiesa, suscitando scomuniche, accuse di scisma e un contenzioso legale per la proprietà dei monasteri.

    L’arresto di oggi segna un capitolo drammatico in questa vicenda fatta di credo religiosi, beni storici e conflitti civili. Le autorità indagano ora sulla possibile estensione della rete di ricettazione e sui legami economici che avrebbero permesso il traffico di opere e materiali appartenenti a un patrimonio riconosciuto come ecclesiastico.

    • habsburgicus scrive:

      ne sapete qualcosa

      no

    • Ros scrive:

      “…Secondo l’accusa, suor Isabel…”

      io le suore le ebbi a conoscere che ero imboscato perfintaferito all’ospedale militare;

      rancide manesche cattive vecchiazze arrospate

      https://www.youtube.com/watch?v=L-NVL8YvfiY

      brutta gente guarda!
      Dio ce ne scansi🙁

    • paniscus scrive:

      “Le religiose coinvolte fanno parte di una comunità di suore che, dal maggio 2024, si è dichiarata in rottura con la Chiesa cattolica: hanno rifiutato l’autorità del Papa e si sono poste sotto la giurisdizione di un presunto “vescovo” scomunicato, Pablo de Rojas Sánchez‑Franco, fondatore della cosiddetta “Pía Unión de San Pablo Apóstol”.”—

      Questo è un lavoro per Petra Delicado!

    • Peucezio scrive:

      Non ne sapevo nulla.

    • habsburgicus scrive:

      si vede che deriva da Mons. Thuc e, per quanto ne so (a parte il giudizio personale ottimo su questo prelato educato sotto un’altra Chiesa, in un altro e migliore mondo, che lottò strenuamente contro il comunismo e fu vergognosamente abbandonato dal Vaticano..al fratello andò peggio, gli americani lo ammazzarono durettamente, capite ? ammazzarono l’unico uomo che avrebbe potuto salvare il Vietnam dal comunismo e impedire l’umiliaziomne della detta America..e poi dicono che uno si butta a sinistra ), ribadisco -per il poco che ne so- le ordinazioni di Mons. Thuc sono molto sospette….
      Peucezio ne saprà di più

      • Peucezio scrive:

        Beh, che c’è da sospettare, lì si tratta di imporre le mani e pronunciare delle formule: a invalidarle bisogna mettercisi d’impegno.

        Semmai sono sospette le ordinazioni moderniste, sia vescovili che sacerdotali, perché sono state stravolte le formule e non dicono più chiaramente che stai facendo un vescovo o un presbitero, col risultato che la maggioranza anche delle messe tridentine che si celebrano nel mondo sono sostanzialmente recite teatrali, perché manca almeno un anello nella catena di ordinazioni, quando non tutti gli anelli.
        È il motivo per cui Mons. Viganò si è fatto riordinare sub condicione (non l’ha dichiarato ufficialmente, ma nemmeno mai smentito: è un segreto di Pulcinella).

        • PinoMamet scrive:

          Ma che vuol dire sub condicione ?

          • Peucezio scrive:

            Vuol dire che tu non sei sicuro se il sacramento che hai ricevuto a suo tempo sia valido o no.
            Allora lo rifai e se il primo era valido, il secondo è nullo, se il primo era invalido, vale il secondo, ad ogni modo sei finalmente sicuro di aver ricevuto quel sacramento.
            Quindi il sacramento che ricevi è valido sotto condizione che non lo fosse il primo.

            Io ho fatto la cresima sub condicione.

          • Peucezio scrive:

            Nel caso della cresima, per tua curiosità, il problema non è la formula, cioè non è che ci sia un dubbio sul fatto che questa sia valida o no.
            Il problema è contingente:
            1) adesso a volte non usano olio d’oliva, quindi la materia non è quella del sacramento il che invaliderebbe. È raro, ma accade.
            2) Sempre per la storia che ho spiegato prima sulle ordinazioni, c’è il rischio che il vescovo non sia vescovo (anzi, non sia neanche prete!), quindi non può amministrare validamente la cresima.

            Uno dovrebbe andare a risalire, ammesso che sia possibile, a che tipo di olio è stato usato quando si è cresimato da bambino e la successione apostolica del vescovo: data della sua ordinazione, dell’ordinazione di quello che l’ha ordinato, ecc.
            Ovviamente cose molto complicate. Con un bel sacramento sub condicione hai bell’e che risolto senza tante indagini complicate.

            • Ros scrive:

              “…Con un bel sacramento sub condicione hai bell’e che risolto…”

              Quando facevo casini mia nonna mi diceva sempre che a me non mi era pigliato il vattìo;

              mi diceva sempre l’acquasanta del Vattìo non mi era trapanata ‘ntall’interno della crapa🙁

              Per sicurezza dici che dovrei rifare tutto a sub condicione?

              Dal Vattìo, alla Comunione e lo SpiritoSanto della Cresima?😳

              • Peucezio scrive:

                Beh, il battesimo è difficile sbagliarlo.
                È valido perfino quello dei protestanti.

                Però, non credere, per gli ortodossi nemmeno il battesimo cattolico è valido: te lo fanno rifare, anche se per es. ti devi sposare.

                In Puglia invece un tempo si diceva che se le parole del battesimo ti erano state pronunciate in modo inesatto, acquisivi la capacità di vedere spiriti ed entità altrimenti invisibili.

              • habsburgicus scrive:

                per gli ortodossi nemmeno il battesimo cattolico è valido

                specialmente i russi (e le Chiese di obbedienza russa, come quella serba)..
                romeni e greci accettano il nostro battesimo, di solito (qualche greco lo negò in passato)
                è un po’ come il calendario anche se non c’è relazione
                le chiese ortodosse più fanatiche nell’odio verso di noi (russi, serbi..ma anche georgiani ! i nostri giornalisti forse lo ignorano, ma nel ritorno della Georgia all’ovile di Putin un grande ruolo fu giocato dalla Chiesa ortodossa geoergiana fanaticamente anti-europea per le solite cose del gender ecc, al punto dar far sembrare i sedevacantisti dei moderati :D) mantengono il vecchio calendario;
                le chiese ortodosse più moderne, e meno anti-romane (Romania, Grecia, anche Bulgaria che è ormai perduta per Putin e Kirill, il più grande e inopinato successo dell’Europa di cui nessuno parla 😀 :D), usano il nostro calendario per le feste fisse e mantengono il vecchio calendario solo per le feste mobili..ecco perchè in Romania il Natale è al 25 dicembre e non al 7 gennaio (e i romeni si offendono se i nostri scribacchini parlano di “Natale ortodosso” quando bisognerebbe parlare di “Natale russo” o “Natale vecchio stile” :D)..
                eh no, i russi non sono tutti gli ortodossi !

              • roberto scrive:

                Habsb

                “ ecco perchè in Romania il Natale è al 25 dicembre e non al 7 gennaio”

                Però ho vari amici rumeni che festeggiano il 7 (sono anni che intorno al 7 siamo invitati a qualche cena di Natale rumena)

          • Peucezio scrive:

            Comunque non è roba solo di tradizionalisti e simili.
            Vi si ricorre ogni volta che per qualsiasi motivo vi siano dubbi sulla validità di un sacramento o sul fatto che sia stato amministrato.

            Non esiste ovviamente l’eucarestia sub condicione o la penitenza sub condicione, perché confessione e comunione sono sacramenti che vengono reiterati.

    • PinoMamet scrive:

      Comunque ho letto e non ci ho capito niente.

      Cioè, questa “Pia Unione” sarebbero dei sedevacantisti (lo ricavo dalla prolissa pagina sulla “posiciòn teològica”), però in polemica con altri sedevacantisti/anticonciliaristi (lo ricavo dal loro abbondante uso di virgolette quando parlano di personaggi e sacramenti lefevriani)?

      C’è grande confusione sotto il cielo!!

  46. firmato winston scrive:

    @paniscus:
    “Veramente anche i dipendenti pubblici pagano le tasse sul loro stipendio. E anzi, possiamo dire con ragionevole certezza che siano tra le pochissime categorie che le pagano tutte integralmente senza sgarrare, e che non potrebbero evadere nemmeno un centesimo, neanche se volessero. ”

    E’ vero, ma porre l’accento solo su questo giustifica la rabbia e l’estremismo dei libertari piu’ assatanati, da cui personalmente ugualmente mi dissocio.
    Non credo sia utile per nessuno dilungarsi ulteriormente.

  47. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.espansionetv.it/2025/11/29/famiglia-nel-bosco-coniugi-verso-lok-a-casa-offerta-gratis/

    La famiglia nel bosco cambia casa ma resta nel bosco.
    🙂
    La casa appartiene a un imprenditore che è
    cresciuto vivendo nel bosco.

    • firmato winston scrive:

      Speriamo che stavolta case e persone abbiano tutte le certificazioni di legge.
      Altrimenti vengano eliminate immediatamente.
      Al di la’ delle chiacchiere confusionarie e’ questo a cui si mira direttamente.

    • firmato winston scrive:

      A proposito ti rendi conto adesso delle implicazioni della “casa di fango”? Cioe’ che il problema primario da risolvere non e’ costruire la casa di fango per chi la vorrebbe, ma distruggere la folle e disumana struttura normativo-burocratica che avvelena la nostra societa’. Invertire l’ordine vuol dire vivere nel mondo delle fiabe per dormire, ingiustamente, sonni tranquilli. E’ un problema difficilissimo da risolvere, perche’ soprattutto gli intellettuali, coloro che fanno la cultura, sono indottrinati e ammaestrati da decenni di permanenza nelle claustrofobiche istituzioni scolastiche, e questo si’ che sarebbe un tema interessante, molto molto interessante da affrontare, perche’ porterebbe allo scoperto il velleitarismo e l’incongruenza delle posizioni degli ambientalisti professionisti da salotto: quello che gli interessa veramente e’ solo comandare in virtu’ del loro superiore discernimento, e Dio ce ne liberi dalla gente di quel genere…
      In un certo senso e’ lo stesso problema del Marx di cui si parla sopra fra me e MT: la distanza o addirittura l’incongruenza fra l’obiettivo e i mezzi per raggiungerlo, che ha come conseguenza l’effetto contrario. Un po’ come quelli che promettono che “e’ l’ultima guerra che si fara’”. Si’, forse, ma intanto si fa un’altra guerra. Il green-deal/washing e’ dello stesso stampo.

      • Puffo giardiniere scrive:

        Casa di fango

        https://youtu.be/AjgUaUltD0Q?si=UR3o4Mhcf_jJ0q9D

        Opzioni Diaz Winston, semplicemente opzioni.
        Continui a ragionare con lo stampino di una specie di principio universale per cui non bisogna cambiare niente perché altrimenti è
        peggio. Ma il mondo è sempre cambiato e sta cambiando.

        • firmato winston scrive:

          @fuzzy:
          Potresti spiegarti meglio?
          Non capisco cosa c’entra con quello che ho detto.
          Cosi’ mi da’ l’impressione di un attacco gratuito alla persona tanto per fare lo stronzo.
          Mi sembra strano pero’, manco ci conosciamo, che gusto ci puo’ essere?

          • Puffo giardiniere scrive:

            Non voglio fare l’attacco alla persona di nessuno.
            Se tu mi dici che la casa di fango è un sogno infantile, io ti replico che se non pensi a delle opzioni oltre a quello che c’è e fa schifo, non fai che reiterare sempre le stesse consuetudini.
            E con queste si rischia.
            Può essere la casa, o l’energia rinnovabile o altro.
            Guardati il video, va là, che son sicuro che non l’hai guardato….

            • firmato winston scrive:

              Ma io non ho assolutamente detto una cosa del genere, anzi intendevo proprio il contrario: intendevo che se uno vuole farsi la casa di fango, che per me se se la vuole fare va e fa benissimo, non puo’ farsela perche’ ha contro tutta la struttura istituzionale, normativa e burocratica che glielo proibisce, per cui prima (e/o durante) bisogna eliminare tale avversita’. Altrimenti succede semplicemente quello che sta succedendo alla famiglia nel bosco, che gli hanno persino portato via i figli che stavano vivendo il sogno di ogni bambino (e forse e’ SOPRATTUTTO di questo che tutti hanno paura: che siano messe in dubbio le nostre certezze, che ci sia gente che vive mille volte meglio rifiutando cio’ per cui noi lottiamo egoisticamente, a sinistra non meno che a destra, per tutta la vita – il fatto che ci siano dei poveri che VOGLIONO vivere da “poveri” per la sinistra e’ un’offesa, una inconcepibilita’, una violazione della legge, ed e’ per questo che la strumentalizzazione di quella famiglia avviene solo a destra, mentre la sinistra al massimo tira fuori il blocco delle contravvenzioni per fargli il verbale).

              Ho preso ad esempio il caso della famiglia nel bosco proprio per questo, sottolineando che non e’ solo la casa che NON possono farsi come vogliono, ma neanche lo stile di vita pacifico che hanno scelto gli viene permesso, uno dei rarissimi casi di VERO AMBIENTALISMO e DECRESCISMO pratico, in prima persona, al contrario di quelli tutti chiacchiere e distintivo (dove il distintivo e’ rappresentato da leggi, bonus, certificazioni, patentini, parcelle professionali, normative impossibili eccetera).
              Piuttosto, medita sul fatto che non possa essere anche tu uno di quelli che fanno solo chiacchiere. Dai l’esempio e fatti la casa di fango, sempre se non ci sei dentro gia’. Io non ho assolutamente niente in contrario anzi hai tutto il mio appoggio ed eventualmente, se lo fai davvero, apprezzamento.
              Si capisce meglio cosi’?

              Ho l’impressione che tu abbia un serio blocco mentale nel capire che non volere che tutti siano obbligati a stare nella casa di fango, come nel mio caso, non equivale a obbligare tutti a non starci, anzi: si chiama liberta’ di scelta. A me personalmente peraltro una cosiddetta baracca o casa di fango poggiata direttamente sulla terra (o ancora meglio su una palafitta) e’ mille volte preferibile a un appartamento da mille e una notte in un condominio in centro a Firenze. Io fra l’altro vivo gia’ in un modo simile, anche se la mia casa e’ di fango ma cotto in fornace, e lotto tutti i giorni pagando in prima persona contro i mille obblighi ad esempio tassatori e normativi che mi impediscono di vivere in modo dimesso, modesto e decrescista: perche’ se hai anche una baracca su un fazzoletto di terra ti arriva comunque la tassa delle immondizie che serve a finanziare la movimentazione delle immondizie, compresa la truffa del riciclo, che tu non produci. E per pagarla sei costretto a correre a tua volta nella ruota del criceto per procurarti i soldi. Le tasse servono soprattutto a questo: a costringere la gente a correre per procurarsi i soldi. Altrimenti, se fossero cosi’ automaticamente utili, lo Stato potrebbe benissimo pagare i servizi semplicemente stampando i soldi necessari, e poi l’utilita’ dei servizi si pagherebbe da se’ senza creare inflazione. Ma questo per i contafagioli, per gli addetti all’economia e alla tassazione, e’ incomprensibile, o fanno finta di non capire, o lo considerano una istigazione al reato. La truffa, la narrazione in cui viviamo, e’ molto piu’ omnicomprensiva di quanto si possa immaginare finche ci si e’ dentro prigionieri.

              Ma non pretendo che tutti siano della mia stessa opinione.

              Su questo sono sempre stato in grave disaccordo con gli ambientalisti politici di origine sinistrorsa, cioe’ quasi tutti, e per questo polemizzo: NON RIESCONO A CONCEPIRE la liberta’ di scelta: se si fa una cosa, e si deve fare perche’ altrimenti crolla il pianeta (nientepopodimeno!!!), si deve fare tutti insieme e tutti uguale. E’ un modo di concepire il vivere sociale che a me fa ribrezzo, preferisco morire che vivere in una societa’ cosi’ (infatti preferisco morire), con della gente che concepisce la socialita’ cosi’, cioe’ solo in modo autoritario e/o conformista. Non e’ per caso se tutti gli esperimenti comunisti/marxisti sono finiti in disastri socio-economici e laghi di sangue, Marx non aveva capito bene che razza di gente avrebbe raccolto il suo messaggio, e come lo avrebbe interpretato. Ma e’ colpa sua comunque, vuol dire che tanto sveglio non era. Gli ha fornito alibi e pretesti.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Winston
                Non abito in una casa di fango.
                Non ho nessun pannello solare sul tetto e neanche sul balcone.
                Non ho l’auto elettrica.
                La green economy non m’interessa.
                Non sono niente di tutto quello che ti immagini.
                Giro sul web e cerco notizie sul petrolio e l’energia in genere e sulle possibilità di consumarne meno.
                Queste possibilità di consumare meno energia per me sono delle opzioni.
                Le opzioni migliori rispetto all’abitare consistono tra l’altro in case in terra cruda.
                Scrivo di queste cose perché anche altri le conoscano. Non necessariamente solo i commentatori, che hanno altri punti di vista, ma siamo comunque su un blog in cui si parla anche di ecologia.
                Cerco nel mio piccolo di far girare le informazioni che raccolgo.
                Poi nella vita abito in una normale villetta con un giardino che ho trasformato in un mezzo bosco e orto.
                Non mangio carne. Tengo il riscaldamento basso. Spengo le luci se non servono. Da quando sono in pensione uso pochissimo l’auto. Non ho un cane.
                Penso di più al futuro che al passato o anche la presente.
                E questo è tutto.
                Catalogami come vuoi.

  48. Ros scrive:

    @Moi

    arrivano i nostri finalmente!
    Arriva la cavalleria con tutta la cavalla Furia

    https://www.youtube.com/watch?v=PFxFVPdU3hI&list=RDPFxFVPdU3hI&start_radio=1

    Azzurra Barbuto:
    “Difesa del maschio di razza bianca”, Baldini + Castoldi, 2025;
    con la prefazione di Vittorio Feltri.

    Evviva!!! 🥳

    https://www.youtube.com/watch?v=gmJRcQj2D4w

    finalmente qualcuna ci addifende😏

  49. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Più passa il tempo, meno è OT

    Bruxelles vuole ritardare l’inevitabile, Washington vuole gestirlo e Kiev vuole negarlo. Solo una di loro ha il potere di dettare i tempi, e non è l’Europa
    di The Islander

    – La caduta di Andriy Yermak – faccendiere, esecutore, guardiano e alleato indispensabile di Zelensky – non è uno “scandalo di corruzione”. È un pugno sul tavolo da parte di Washington. NABU, il cane da attacco addestrato dagli Stati Uniti per la politica ucraina, non ha fatto irruzione nell’ufficio presidenziale per caso. Ha fatto irruzione per ricordare a Zelensky che la guerra non è nelle sue mani, che il processo di pace non è nelle sue mani e che il guinzaglio intorno a Bankova Street è tenuto a Washington, non a Kiev e certamente non ai chihuahua europei.

    Perché la vera storia non sono le dimissioni di Yermak. La vera storia è l’Occidente che si rivolta contro se stesso su come porre fine a una guerra che la Russia ha già vinto.

    La caduta di Andriy Yermak, il più fedele alleato di Zelensky e di fatto il principale artefice del potere in Ucraina, non è uno scandalo. È un colpo dall’alto. NABU, l’agenzia anticorruzione finanziata e addestrata dagli Stati Uniti, non ha fatto irruzione nella casa e nell’ufficio del più potente funzionario non eletto dell’Ucraina per caso. E in qualsiasi altro Paese, le sue dimissioni dopo un’operazione anti-corruzione sarebbero uno scandalo politico. In Ucraina, è una detonazione geopolitica.

    Yermak non era solo un capo di stato maggiore, era l’architetto ombra del regime, l’uomo attraverso cui ogni nomina, ogni trattativa oligarchica, ogni richiesta occidentale e ogni decisione in tempo di guerra doveva passare. E la rapidità delle sue dimissioni dimostra chiaramente che si trattava meno di corruzione e più di pressione – orchestrata, programmata ed eseguita dall’unico attore che può azionare una leva del genere: Washington.

    Per mesi, gli Stati Uniti sono stati divisi tra i neoconservatori aggrappati alle fantasie di un’inversione di tendenza sul campo di battaglia e il blocco emergente dei realisti (JD Vance et al.) che hanno finalmente accettato ciò che le linee del fronte hanno dimostrato per oltre un anno: la Russia ha già vinto.

    L’esercito ucraino è allo sbando, le riserve di munizioni della NATO sono esaurite e gli elettori americani hanno finito con una guerra che non offre né vittorie né strategie. I realisti ora vogliono un’uscita diplomatica controllata e salva-faccia, che blocchi silenziosamente le perdite territoriali mentre Washington afferma di aver “garantito la pace”. Zelensky ha resistito a ogni centimetro di questo perno perché la pace pone fine al suo potere. E Yermak è stato il pilastro inamovibile di quella resistenza, isolando Zelensky da qualsiasi pressione negoziale, il filtro che impedisce a messaggi indesiderati di raggiungere il presidente. Purgandolo attraverso un raid della NABU, gli Stati Uniti hanno isolato Zelensky.

    Nel frattempo, l’UE è nel panico
    I leader europei temono la pace più della guerra perché la pace impone responsabilità… perché hanno distrutto le proprie industrie, incendiato la propria sicurezza energetica, fatto precipitare le proprie economie in recessione e incanalato centinaia di miliardi nella corruzione per una guerra che Washington stessa si sta ora preparando a chiudere? Bruxelles ha sostenuto Zelensky incondizionatamente, non per convinzione, ma per pura autoconservazione. Se la guerra finirà, dovranno rispondere della rovina che hanno inflitto alle proprie popolazioni. L’Europa ha bisogno di un conflitto perpetuo per rinviare la resa dei conti politica. Washington, al contrario, vuole una via d’uscita che salvi la faccia. Questa è la vera divisione tra UE e USA: Bruxelles vuole ritardare l’inevitabile, Washington vuole gestirlo e Kiev vuole negarlo. Solo una di loro ha il potere di dettare i tempi, e non è l’Europa.

    Mosca vede la frattura occidentale, ne percepisce la disperazione e ne comprende il vantaggio. Il messaggio di Putin è stato freddo e coerente: o i negoziati si svolgono a condizioni che riflettono la realtà del campo di battaglia e affrontano la causa principale del conflitto, oppure la Russia continuerà a logorare le forze per procura della NATO fino a quando non rimarrà più nulla con cui negoziare. Per la Russia, entrambe le strade portano alla vittoria. La Russia non ha motivo di affrettarsi, è l’Occidente che sta esaurendo tempo, armi, unità e credibilità.

    E quando i cittadini europei si renderanno finalmente conto che i loro leader hanno sacrificato prosperità, stabilità, industria e autonomia geopolitica per una guerra che si è conclusa esattamente come Mosca aveva previsto, la resa dei conti politica sarà epocale. La caduta di Yermak non segna la fine di un’era, ma l’inizio del collasso dell’UE.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • firmato winston scrive:

      Assomiglia alla fine di Craxi…
      Essendo noi italiani, e avendo quindi la massima esperienza mondiale di vendette politiche trasversali attraverso la Magistratura e la Legge applicata o interpretata a seconda della convenienza del potere dominante, potrebbe assomigliare alla fine che ha fatto Craxi, che ha pagato quasi da solo per aver fatto quello che all’epoca facevano TUTTI (tranne radicali e missini, questi ultimi perche’ erano fuori dai giri), e che qualche malelingua dice che fu per vendetta dopo lo schiaffo che dette agli americani a Sigonella (quando cercavamo di tenerci buoni anche gli arabi, col piede in due staffe).
      En passant, se cosi’ fosse, i massimi beneficiari finali della nostra mani pulite dell’epoca, che sono quelli del PD di adesso, stanno continuando a pagare il debito di riconoscenza verso gli Usa (a spanne infatti mi sembra il partito piu’ filoamericano e piu’ filo grande finanza globalizzata – la fissa del debito sono soprattutto loro che ce l’hanno, anche se in pratica non hanno mai fatto nulla di efficace per ridurlo se non dando la colpa di tutto ai loro NON elettori, che per i piddini oltre che tutti fascisti sono anche tutti evasori.

    • habsburgicus scrive:

      La caduta di Yermak non segna la fine di un’era, ma l’inizio del collasso dell’UE.

      non esageriamo…
      segna l’inizio della fine di Zelens’kyj (che lo ha sacrificato per salvarsi ma di rado le ciambelle riescono con il buco, come apprese Ahmed III nel 1730, a cui nulla servì aver sacrificato il fido Damad Ibrahim Pascià, che fu Gran Visir dal 1717 al 1730 e suo genero, in seguito alla rivolta islamica di Patrona Halil, un albanese rinnegato che agitò la bandiera del Corano “tradito” dal governo “empio” del citato Damad Ibrahim, e che farà presto anche lui una brutta fine, sotto il nuovo Sultano Mahmud I, 1730-1754)..embé ?
      Poroshenko, avversario storico di Zelens’kyj, non è meno patriota di lui, anzi lo è di più in quanto Poroshenko difese l’ucrainesimo nei giorni di Janukovych quando Zelens’kyj era solo un comico e per nulla antirusso (a quei tempi) !
      dunque, se vogliamo dire che l’Ucraina -tradita dagli USA- rischia molto e purtroppo potrebbe finir male, è vero ancorchè tutti voi filorussi sottovalutiate gli ucraini che non sono italiani e prima di arrendersi vorranno veramernte essere allo stremo :D….in questo mi separo dall’opinione dell’ottimo Francesco che è più ottimista e mi sembra sottovaluti gli indubbi successi oggettivi di Putin (successi dovuti SOLO al tradimento di Trump e al cambio di schieramento degli USA, ma insomma cambia poco..Putin adesso ha il vento in poppa, un anno fa non l’aveva, non stiamo a chiederci i motivi, sarebbe inutile in questa sede)…
      ma il fato di Jermak incide ben poco sullla tragedia che è di ben altra portata

    • roberto scrive:

      Andrea

      “NABU, il cane da attacco addestrato dagli Stati Uniti per la politica ucraina,”

      Fermo la mia lettura qui

      NABU è stato voluto dalla commissione europea che tra i parametri per iniziare a discutere di un possibile allargamento aveva appunto fissato la creazione di una agenzia anti corruzione (ed in generale lotta alla corruzione)…anzi addirittura la creazione dell’agenzia indipendente era legata alla questione dei visti per i cittadini ucraini
      Fra l’altro immagino ricorderai la polemica di quest’estate (legge approvata che metteva il NABU sotto controllo del procuratore generale => protesta UE => legge cambiata dopo una settimana per ritornare alla situazione precedente, cioè l’indipendenza del NABU)

      Gli agenti NABU sono sicuramente formati in Europa, grazie ad un programma che si chiama EUACI (European union anti corruption initiative), finanziato in parte dall’UE ed in parte (non saprei dirti perché) dalla Danimarca. Non posso escludere ovviamente che ci siano formazioni anche degli USA (perché no? Se ti occupi di corruzione ci sta!)

      Suggerisco di rileggere la notizia basandoci su questi fatti materiali

  50. MOI scrive:

    @ ROS

    Ci sono in realtà 2 Trend Woke AntiRazzisti per la nota Teoria del “Ferro di Cavallo”:

    I

    Mischiarsi il più perché tanto spariranno solo i Bianchi … e con loro sparirà Razzismo, avendolo inventato loro.

    II

    I Bianchi attratti da altre razze hanno un Fetish Razzista: soprattutto (manco a dirlo) i ” MasKietti BianKi Etero Cis ” …

  51. MOI scrive:

    II

    :Nei Jefferson, la coppia Tom (Bianco) & Helen (Nera) era considerato progressista ANTI-r@zz1$t@ … mah ! 🤔

  52. habsburgicus scrive:

    @
    a proposito di sinistra (e destra), quindi non OT 😀
    il 29 novembre di 82 anni fa, nel 1943, l’AVNOJ (Comitato antifascista di liberazione nazionale della Jugoslavia) sulla base del motto “vi è una sola divinità, Marx, e Tito è il suo profeta” 😀 poneva a Jajce (oggi nella Bosnia in mano ai serbi..ci sono stato, bella cittadina) le basi per la futura Jugoslavia “popolare”* e poscia “socialista”** sotto la guida del compagno Tito, al grido “Smrt fašizmu, svoboda narodu !” (morte al Fascismo, libertà per il popolo !) il cui eco sinstro accompagnò lo stermino dei nostri connazionali massacrati in Istria et viciniora

    *la Jugoslavia fu una Repubblica “popolare” dal 29/11/1945 all’aprile 1963, con la sigla FNRJ..la Costituzione del 1946 ricalcava ancora pedissequamente il modello sovietico, quella del 1953 era già puramente titoista
    **la Jugoslava si dichiarò “socialista” nel 1963 (con sigla SFRJ), secondo Stato europeo a farlo (il primo fu la Cecoslovacchia nel 1960, il terzo la Romania nell’estate 1965..bon..tutti gli altri rimasero “popolari” o financo solo “democratici” come la cosiddetta “DDR”, a parte l’Albania che nel dicembre 1976 aggiunser la dicitura “socialista” ma non abbandonò l’aggettivo “popolare” divenendo quindi la RPSSh, R.P.S d’Albania); la Costituzione jugoslava del 1974, l’ultima, aumentò a dismisura le autonomie non solo delle 6 Repubbliche ma anche del Kosovo e della Vojvodina (che i serbi sono riusciti a rioprendersi), tanto che per i serbi è anatema

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “accompagnò lo stermino dei nostri connazionali massacrati in Istria et viciniora”

      Peccato che non ci sia stato nessuno sterminio dei nostri connazionali.

      • Francesco scrive:

        ehm, diciamo che tra te e hasburgicus la lotta di credibilità è impari

        su cosa ti basi per questa affermazione?

        • firmato winston scrive:

          Prima che vi imbarchiate in un’ulteriore sterile polemica senza fine, qui c’e’ un’ottima lezione che e’ un capolavoro di sintesi di Raoul Pupo, uno dei rari esperti super partes dell’argomento:

          Confine orientale e identità: foibe e narrazione – Raoul Pupo (Università di Trieste)
          https://www.youtube.com/watch?v=UllGKRVZi4Q

          Credo che MT la conosca gia’.

          • habsburgicus scrive:

            molto interessante, grazie…..
            nulla che non conoscessi già, ma Pupo lo descrive con chiarezza, equanimità e (sostanziale) imparzialità, il che è sempre molto lodevole nel campo degli studi storici, specialmente quando si trattano argomenti di questo tipo che scatenano spesso ancora oggi reazioni emozionali, a differenza putacaso della descrizione dei massacri di Herat da parte mongola nel 1221 d.C

            • firmato winston scrive:

              @habs

              Quando ho detto “Prima che vi imbarchiate in un’ulteriore sterile polemica senza fine” non comprendevo certo te, che qui dentro sei uno di quelli che, sapendo di piu’, hanno meno certezze 😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Francesco, vedo che non hai letto mezza riga di quello che ti ho suggerito. Direi che come arbitro sulla questione non vali un granché, mi sa.

          • Francesco scrive:

            credo di non averlo mai fatto in tutti questi anni.

            e non mi viene neppure il dubbio di aver fatto male, mica sei Andrea che almeno ha Stalin dalla sua parte.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              L’idea che per parlare di storia bisogna documentarsi non ti sfiora, suppongo.

              Almeno “o l’Italia o l’esilio” hai scoperto chi lo ha scritto e in quale circostanza?

      • habsburgicus scrive:

        Peccato che non ci sia stato nessuno sterminio dei nostri connazionali

        siamo passati al negazionismo delle foibe, Mauricius ? 😀 😀

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          No, credo nell’esistenza degli inghiottitoi carsici.

          Non credo, invece, che nel territorio dell’OZAK sia stato compiuto lo sterminio degli italiani, in quanto contrasta con tutti i documenti in nostro possesso.

          Ma basta farsi un giro da quelle parti: a Pirano l’ultima targa esclusivamente in italiano è stata installata nel 1948. E lo sterminio a tuo dire quando sarebbe avvenuto?

  53. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    La minaccia di Putin sul mondo libero non conosce confini di specie

    https://www.open.online/2025/11/26/russia-piccioni-droni-sorveglianza-citta-putin/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  54. Francesco scrive:

    Moi

    ti sei perso l’uscita della Albanese dopo l’assalto delle squadre fasciste alla Stampa? ma che ci stai a fare allora?

    😉

  55. MOI scrive:

    Albanese sull’assalto a La Stampa: “Sia monito per i giornalisti”. Meloni: “Parole gravi”

    La reazione di maggioranza e opposizione. Sensi (Pd): «Orrore». Calenda: «Sinistra si dovrà vergognare di lei». Costante (Fnsi): «Parole che fanno pensare più ad una minaccia che alla solidarietà

    https://www.lastampa.it/politica/2025/11/29/news/albanese_sull_assalto_alla_stampa-15416463/

    • PinoMamet scrive:

      Prima o poi si noterà che, qualunque cosa si pensi di Gaza, la Albanese è una persona orribile: una moralista ipocrita, saccente e intimidatoria.

      Datele giusto il tempo di occuparsi di qualcos’altro…

      • roberto scrive:

        notato da un pezzo….

        https://www.instagram.com/reel/DPQkn9djDGT/

        (ogni tanto penso a come avrei reagito io se fossi stato il sindaco di reggio emilia….porbabilmente me ne sarei andato mandandola platealmente e sonoramente affaculo, con un ampio gesto del braccio ad indicarle il cammino da seguire)

        • Francesco scrive:

          confesso che la reazione maggioritaria alle immonde cazzate della Albanese è uno dei pochissimi segnali positivi nell’Italia di oggi

          persino Salvini è odiato ma per i motivi sbagliati

          Ciao

  56. MOI scrive:

    CMQ è interessante: durante lo Sciopero Generale, si parla di Israele / Palestina

  57. PinoMamet scrive:

    OT ma ormai si può:

    il rimpianto Ritvan va rivalutato. Ricorderete che, pur essendo in generale una persona dalla grande cultura ed elasticità mentale, credeva fermamente al mito degli albanesi che sarebbero i Pelasgi dai quali i Greci avrebbero copiato tutto…

    ebbene, va scusato: non solo in Albania, a quanto pare, lo credono tutti (credo glielo insegnino proprio a scuola) ma la versione di Ritvan era semmai moderata:

    l’albanese medio che i Greci non esistano proprio! Non solo quelli moderni (sulla base del fatto che esistesse una minoranza linguistica albanese, che nella vulgata albanese diventa “i greci parlavano tutti albanese”) ma neppure quelli antichi, perché erano Pelasgi e quindi parlavano albanese.
    la lingua greca l’avrebbero inventata gli inglesi… non si sa perché, per fare dispetto agli albanesi.
    Le prove?
    Beh, la bandiera greca assomiglia a quella della Compagnia delle indie (!), il primo re della Grecia moderna era tedesco (e con ciò? mah) inoltre i greci sono nazionalisti, e poi insomma “tutti sanno che” in Grecia si parla/parlava/parlerà albanese e gli altri paesi lo negano perché sono tutti al soldo dei greci.

    davvero si trovano su internet degli sciroccati che scrivono queste cose.

    ma mentre noialtri europei occidentali facciamo finta che il mondo sia tutto fatto da persone razionali che non credono più alle patrie e considerano le nazioni come un relitto del passato…

    in Iran inaugurano in pompa magna una statua con l’imperatore romano Valeriano che si inchina al persiano Shapur (copia del famoso bassorilievo), in Turchia Erdogan proclama che i confini della Turchia vanno da Samarcanda a Tessalonica (comprese) e che i greci “potrebbe trovarsi invasi dai turchi in una notte” e devono “ricordarsi di Smirne”, in India si accolgono gli ospiti internazionali sotto gigantografie dei confini della Grande India di Aśoka…

    • Ros scrive:

      PinoMamet: “…mito degli albanesi che sarebbero i Pelasgi dai quali i Greci avrebbero copiato tutto…

      ebbene, va scusato: non solo in Albania, a quanto pare, lo credono tutti (credo glielo insegnino proprio a scuola) ma la versione di Ritvan era semmai moderata…”

      lo scopri solo adesso😁

      il bello è che se vai a vedere e tastare il comune sentire ci danno dentro pure i rumeni (che c’ hanno inventato loro il latino e i romani ce l’hanno poi arrubbato, allòro🙁).

      Ah😳!
      Pure i sardi pare ora s’accampano la primogenitura latinorium:
      Bartolomeo Bèrtulu Porcheddu “Il più grande falso storico di tutti i tempi, la lingua latina “comune”

      “…la tesi, per l’autore certezza, che la lingua sarda abbia dato origine a quella latina, e non viceversa, perché i sardi avrebbero dominato il Mediterraneo ben prima dei Romani e dei Greci… e quindi sì!”

      https://www.youtube.com/watch?v=oTfRMxk_qSU

      https://www.bartolomeoporcheddu.it/il-piu-grande-falso-storico-di-tutti-i-tempi-la-lingua-latina-comune-foto-a-colori/

      https://antichecuriosita.co.uk/il-latino-deriva-dal-sardo/

      Campanilismo spostati!

      raga’ forza che chi si sveglia prima domanimattina mattina ci ha inventato lui tutto lo scibile civiltatico compresa la rava e la fava😎

      i lupi panturanici lunatici …

      i cinesi col 天下 Tiānxià fel figlio del cielo …

      l’eccezzziunalismo – veramente! – americano …

      ci giurerei che pure i tre porcellini baltici se vai a ravanare in loco ti dicono che Ulisse gli era compaesano loro.

      E tutti dicono giustamente seriamente😎

      • Ros scrive:

        del resto etnografia e antropologia culturale da mo’ ci dicono che il nome più comune usato da ogni etnia, tribù, orda, banda, chefferies…

        per nominarsi
        tradotto significa sempre:
        “i primi uomini; che siamo noi: l’origginali👆😑”

  58. mondo parallelo scrive:

    Il Black Friday

    “una festa della ’religione consumista”

    https://www.remocontro.it/2025/11/29/black-friday-il-consumismo-americano-corre-ancora/

  59. Miguel Martinez scrive:

    Oggi ho vissuto uno straordinario esempio di come capiamo ciò che ci aspettiamo.

    Incrocio un amico di una certa età, che parla in modo poco chiaro.

    E capisco:

    “Stamattina al Conad, c’erano cinque neri! Sono arrivate le gazzelle e la polizia è arrivata cinque minuti dopo, e hanno bloccato tutte le strade!”

    E invece, stamattina c’era la Maratona, e il mio amico voleva dire:

    “Stamattina alla corsa, in testa c’erano cinque neri! Correvano come gazzelle, i primi concorrenti sono arrivati cinque minuti dopo, la polizia ha bloccato tutte le strade”

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