Stiamo organizzando la mostra in Palazzo Vecchio, a Firenze, con la copia della Porta del Paradiso del Ghiberti e le opere di vari artisti.
Anna mi racconta come un certo signor Motoyama aveva importato in Giappone tutti i marchi di lusso di Firenze, gli mancava solo Gucci.
Il signor Gucci lo riceve finalmente, e tira fuori una scatola d’argento con le sigarette, e la porge al signor Motoyama.
Il quale tira fuori dalla tasca un prezioso fazzoletto di seta, per non sporcare con la propria impronta la scatoletta. E in quel momento, il signor Gucci decide di commerciare con il signor Motoyama.
Il signor Motoyama, per gratitudine alla città di Firenze, ha chiesto al suocero di Anna di costruire una copia della Porta, da donare in modo da mettere l’originale al riparo nel Museo del Duomo; e visto che c’era, farne due altre copie – una da portare in Giappone, una in dono a chi aveva fatto il lavoro.
“Non ha fatto nessun contratto. Una stretta di mano, perché Motoyama era un vero signore”.
A non tanta distanza, su una strada che la signora Anna percorre spesso, credo, incrocio un uomo.
Magro, alto, forse cinquant’anni portati male, gli occhi spiritati, ma un sorriso che è più vivo di quello di molti.
So che guarda proprio me, per un motivo: non è la prima volta che i nostri sguardi si sono incrociati, e gli occhi si mandano sempre messaggi (come anche tra umani e gatti).
“Scusami, no, non ti chiedo soldi…
Vengo da Catania, sono appena uscito dal carcere…
ho visto che alla Caritas oggi sono chiusi…
No, all’Albergo Popolare non ci voglio andare, perché mi fa paura!
Non voglio soldi, vorrei lavorare, ma mi puoi accompagnare al Conad e comprarmi qualcosa da mangiare?”
“Come ti chiami?”
“Domenico“
“Io sono Miguel…”
“Ah, Michele, come mio fratello!”
e mi fa un gran sorriso un po’ folle.
Per un attimo, penso a tutti quelli che ho conosciuto che sono passati per il carcere. Che la fanno facile, quelli che pensano che il carcere sia il luogo dove debbano scomparire le persone e i problemi.
Dal tedesco che conobbi da ragazzo, incarcerato nella fu DDR per aver fatto un saluto nazista, che mi disegnava con geometrica perfezione le facce dei suoi agazzini prima di svenire ubriaco, agli eco-anarchici, a tanta gente semplice cui non mi sono mai permesso di chiedere la storia, come il napoletano di Scampia che avrebbe potuto ricreare il mondo se un tumore non lo avesse ridotto in pochi mesi a un rottame, ma sorride ancora…
Lo so, lo so, non ho nulla da proporre di alternativo al carcere, ma mi viene da piangere lo stesso per le vite di giovani che incontra e poi distrugge con implacabile efficacia (a parte gli ecoanarchici, ma quelli barano perché sono santi e il demonio non potrà mai colpirli).
Gli metto due euro in mano e non mi dice di no, ma so che lo ritroverò presto, perché le nostre vite sono sempre intrecciate.
Penso a un attimo nella mia vita, in cui tanti che conoscevo mi raccontavano delle loro giornate in carcere, e volevo anch’io passarci… ma ero molto giovane
Poco dopo incontro Marianne (chiamiamola così) che è a capo di un club di milionari di tantissime nazionalità, innamorati confusamente di Firenze.
Marianne l’ho conosciuta facendo da umile interprete a qualche riunione. E mi ha fatto anche riflettere su come ci si possa rapportare anche con quel mondo, pur non facendone ovviamente parte di diritto. Diventare milionari è un percorso – almeno agli occhi di chi è vissuto diversamente – dove è facile perdere l’anima.
Ma un milionario in gita a Firenze è in stato di riposo, l’occhio di falco per un attimo si rilassa, e in quei momenti, si hanno di fronte persone molto umane, piccole quanto noi. Probabilmente gli esemplari più feroci non si rilassano guardando dalla camera da letto la cupola del Brunelleschi.
Però Marianne deve comunque navigare tra persone complesse e potenti che non battono ciglio quando si chiede loro un milione di euro, ma si impuntano per cose minuscole; e lei, che è nata in un paese anglosassone, deve anche navigare le insondabili profondità dell’Italia.
E così si sfoga con me a raccontare anche lei sogni e delusioni, e poi scopro improvvisamente una cosa di cui mi ero dimenticato: che lei aveva ospitato per prima, la copia della Porta del Paradiso.
E che era per questo che ne avevo parlato all’amica, conosciuta per caso, che aveva, proprio lei, in bottega la copia della Porta, e Anna – la zia dell’amica conosciuta per caso – mi aveva spiegato per un’0ra l’immensa fatica degli artigiani a ricrearne la copia, sei mesi per ogni pannello, passaggio dopo passaggio, immutato dopo il Rinascimento; e avevo spiegato tutto questo all’amica californiana ceramista conosciuta per caso che mi aveva fatto conoscere per caso degli americani innamorati della statua dell’estasi di Santa Teresa del Bernini…
E così è grazie anche a lei che siamo qui, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio:

Pensando a come mi fossi dimenticato del ruolo fondamentale di quell’incontro, inizio a pensare a tutti gli altri incontri, e mi rendo conto di come la meraviglia che è la nostra esistenza, sia una tela, una ragnatela, ma senza nessun ragno, solo i legami che ci sono tra tutti noi…
anzi è come la tela di seta, dal valore inestimabile (quanti pranzi per Domenico?), che l’Antico Setificio ci ha prestato per riempire i pannelli della Porta del Paradiso.

Spiego ad Amir che quel tipo di seta, dove la trama e l’ordito sono fatti di fili di colore diverso, si chiama ermisino, in onore di Hormuz, città dell’Iran, il paese dove è nato Amir. E Amir mi spiega che a Hormuz le montagne hanno proprio quei riflessi.
Amir disegnava da sempre seguendo le antiche scuole di miniature persiane, ed è venuto a Roma per studiare l’arte rinascimentale, diventando amico di un frate carmelitano scalzo a Roma: uno dei pādrīān-e pā-berehna-ye kūh-e Karmel che dal 1604 uniscono l’Iran sciita al mondo cattolico.
Poi in Via della Spada, incrocio un furgone, due ragazzi che lo riempiono di tutta la biancheria dei bedenbrecfas della strada… Lenzuola, letti, dormire, ma dove caspita dormiranno loro, se tutte le case sono state svuotate?
Per Borgo San Frediano, passa una donna di pelle nera. E’ vestita in modo curatissimo, con begli orecchini. In mano agita una minuscola chitarra rossa in plastica.
Mi chiede, gridando,
“Scusa, dove via di Leone? Dove aiutano poveri?”
Le indico, la seconda a sinistra, e mi grida di nuovo,
“Miracolo! Posso fare doccia!”
Ci arrampichiamo in cima in cima all’ultima torre medievale rimasta a Firenze, di quelle che c’erano prima che si diventasse repubblica; è ancora di proprietà di una famiglia fiorentina, saliamo piano su piano su piano e arriviamo in cima, e c’è la luna piena.

E questo luogo, comunque, riesce a essere ancora un luogo dove gli artisti possono ritrovarsi, banalmente perché il figlio del proprietario è un artista.

E mentre colgo una visione unica di Firenze, posso ancora dire a chi mi chiede se voglio un bicchiere di vino o qualcosa da mangiare, “no, veramente non mi va niente“.
E qui mi vengono un sacco di riflessioni confuse sul rapporto tra ricchezza e umanità, che a Firenze ovunque ci circonda: come nei racconti degli anziani, che dicono che i bimbi – affetti da tubercolosi, e senza acqua corrente in casa fino a pochi decenni fa – potevano però giocare liberi nel giardino del Marchese Torrigiani.
E nella relazione complessa tra aristocratici e tutta l’umanità poverissima che doveva vivere a poca distanza a piedi da loro – le balie, innanzitutto. Tetta in bocca al piccolo Signore.
Cogliere le crepe tra quel mondo, e l’altro in cui il denaro, da acqua con cui si gioca, diventa un’onda che spazza via tutto.

Per essere pignoli motoyama è il suocero di Anna hanno stipulato un contratto, solo che invece di farlo per iscritto hanno scelto come forma l’oralità, cosa perfettamente ammessa dalla legge (la forma scritta è obbligatoria solo in alcuni casi (esempio compravendita di immobili, locazione abitativa….)
La sola cosa è che in caso di firma orale auguri a chi deve far valere il contenuto del contratto….
Per Roberto
“Per essere pignoli motoyama è il suocero di Anna hanno stipulato un contratto,”
Giustissimo!
Noto UN commento, il tuo (grazie!) quando si parla dei temi dell’umanità, della ricchezza, della povertà.
E centomila quando si tratta di tifare tra Palestina, Ucraina, ecc. ecc.
@rob
Questo forse ti interessa, e’ di Cofrancesco, un anziano studioso che trovo saggio e interessante:
https://www.huffingtonpost.it/cultura/2024/04/04/news/lemmerdeur_che_cosa_insegnano_i_casi_meloni_vs_canfora_ed_egonu_vs_vannacci-15554285/
Riguarda l’imbarbarimento sostanziale di una societa’ diventata forse troppo grande e onnicomprensiva per riuscire ad avere valori condivisi.
Puo’ darsi, ma e’ una mia supposizione e che dipende da molti altri fattori, che piu’ i gruppi sociali diventano grandi e complessi, e ormai si va sul miliardo di elementi, piu’ diventi necessaria una molteplicita’ di regole formali (e di capri espiatori) per tenerli assieme, a sostituire quello che nei piccoli gruppi fa tradizionalmente il comune contesto esistenziale.
Dice:
“Non è la giuridicizzazione della morale (è morale solo ciò che è legale) ma l’occupazione da parte del diritto di tutto l’ambito umano: il diritto è “oggettivo” e si prende tutta la scena mentre la morale arretra sullo sfondo, sciogliendosi in un pulviscolo di sensibilità “soggettive”, tanto numerose quanto irrilevanti.”
Appurato che i kanji (li metterei se li prendesse) sono gli stessi, “Motoyama” non l’avevo ancora incontrato come nominativo, pur avendo spesso trovato “Yamamoto”… Yama = montagna ; Moto = vicinanza .
Le letture “nanori” (dei nomi propri) sono generalmente Kun standard (con le dovute soluzioni eufoniche NON semplici) per i cognomi e i nomi femninili (però preferibilmente scritti in hiragana almeno da 60 anni per le rotondità dei tratti che suggeriscono femminilità) con tradizionale suffisso “ko” (bimba) … spesso invece a sé stanti per i nomi maschili.
Per Moi
https://www.japantimes.co.jp/life/2010/10/14/people/fashion-retailer-choichiro-motoyama/
Interessante … ho “trovato fuori” che era anche un Clan Medievale, in Giappone è un po’ come in Toscana: 😉
il Capitalismo Dinastico di origine Aristocratica.
https://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Motoyama
Se costui ne fosse un Discendente, non mi meraviglierei
Ad esempio il simpatico ragazzo pescatore Sanpei Mihira ha la stessa coppia di kanji … On per il nome e Kun per il Cognome.
Più o meno ” 3 pianure” …
miguel
“i bimbi – affetti da tubercolosi, e senza acqua corrente in casa fino a pochi decenni fa – potevano però giocare liberi nel giardino del Marchese Torrigiani.”
devo ancora elaborare ma trovo questa immagine terribile
Per roberto
“devo ancora elaborare ma trovo questa immagine terribile”
E’ complessa, e l’ho raccontata in modo che lascia fuori molte sfumature.
I marchesi Torrigiani sono, dalla fine del Settecento, il cuore della “ribellione” fiorentina – l’ultimo Gran Maestro della Massoneria soppressa sotto il fascismo fu Domizio Torrigiani; e oggi i Torrigiani sono una straordinaria congerie di oppositori e anticonformisti, a partire dallo stesso ultimo Marchese (tutta Santo Spirito piena al suo funerale), e i suoi figli.
Il loro giardino, con i suoi percorsi massonici, è uno dei più grandi giardini privati d’Europa, e occupa quasi un terzo del nostro rione.
Ora, la tubercolosi era strutturale alla geografia di San Frediano, con le sue case umide, buie e strette e appunto senza acqua corrente. Ovviamente, la colpa non è della famiglia Torrigiani, che possedeva tante terre fuori le mura, e quindi casomai sfruttava i contadini, ma non gli abitanti di San Frediano.
Dentro San Frediano, oltre la metà delle famiglie faceva lavori “autonomi”, che potevano andare dal corniciaio alla prostituta, dall’argentiere al ladro, dal trippaio al galardino (quello che raccoglieva le cicche delle sigarette per strada per riempire altre sigarette da vendere alle donne che avevano i mariti in carcere).
Quindi non erano in genere degli sfruttati “diretti”.
Sicuramente alcuni di questi facevano anche i giardinieri o i muratori per i Torrigiani, che non facevano tanta distinzione tra chi lavorava per loro e chi no.
Così è più chiaro?
In Toscana avete ghigliottinato troppi pochi nobili.
Anche in questo siete simili all’Inghilterra, dove esiste tuttora un ruolo per la nobiltà (che va uccisa, e il cadavere preso a calci e poi bruciato) e il plebeo ha introiettato questo spirito di ammirazione per la casta degli sfruttatori.
Pino,
mi fai pensare che il comunismo sia come l’anoressia e l’alcolismo, una malattia da cui non si guarisce mai del tutto!
Ciao
Cazzo c’entra il comunismo?
Non si può semplicemente odiare??
Il comunismo tra l’altro ce l’aveva con il Capitale.
E tu, mi pare di capire, ce l’hai a morte con i Capitalisti (oltre che con i Nobili).
🙂
Io ce l’ho a morte con una marea di persone, modestamente, senza che Carletto Marx ci abbia nulla a che fare
Per quanto abbia grande stima di te e della tua capacità di incazzarti, credo siamo tutti nani sulle spalle di giganti, che vedono attraverso i loro occhi …
Ciao
Per Francesco
“mi fai pensare che il comunismo sia come l’anoressia e l’alcolismo, una malattia da cui non si guarisce mai del tutto!”
Non so cosa voglia dire “comunismo”.
Il pensiero di Karl Marx, un genio che ha spaziato su tutto e scrivendo quasi due secoli fa, ha capito parecchio di quello che succede ancora oggi, anche se parte da fondamenta filosofiche hegeliane e affini che mi sono lontane?
Dei governi ormai tramontati di certi paesi del Terzo Mondo per alcuni decenni del ventesimo secolo?
Un partito italiano che ha fatto un enorme lavoro per garantire la sicurezza sul lavoro, otto ore lavorative, stipendi regolari e roba del genere, per cui alla fine gli imprenditori hanno saggiamente deciso di andare in Bangladesh che lì non c’è il comunismo?
La tendenza un po’ ingenua ad agire come se non fossimo un branco di cannibali pronti a fregarsi a vicenda – libere volpi in libero pollaio – ma che possiamo collaborare, sostenerci a vicenda e pensare a lungo termine?
Soprattutto l’ultima cosa che hai detto, vista senza lenti rosa.
Ciao
Per Francesco
“Soprattutto l’ultima cosa che hai detto, vista senza lenti rosa.”
Ottima risposta, che va all’essenziale. Grazie!
““Soprattutto l’ultima cosa che hai detto, vista senza lenti rosa.”
Chiaramente una visione diversa pone un dilemma interessante.
Io posso immaginarmi tre scenari:
1) Miguel è una brava persona, che collabora bene e non è tendenzialmente cannibale. Anche la maggior parte delle persone sono come Miguel. Però ci sono alcuni cannibali, e quindi bisogna fare leggi feroci per controllarli, contratti firmati con il sangue, e delimitare la proprietà di ciascuno.
2) Miguel è una brava persona, ma a differenza di Miguel, quasi tutti sono cannibali feroci.
3) Miguel, come tutti gli esseri umani, è un cannibale feroce che cerca di fregare il prossimo.
Il punto 3 diventa interessante, quando è Miguel (o se preferisci, Francesco, o Peucezio o chi vuoi) a pensarlo di se stesso.
Però l’essenza del comunismo è l’odio di classe, nutrito dalle spiegazioni di Marx sul futuro radioso, dall’invidia, dal senso di colpa, dal bisogno di dare la colpa a qualcuno, dall’indignazione.
Ecco, per me l’essenza del comunismo è cedere all’odio e su quello pensare di costruire un mondo migliore.
E quella base impedisce poi di costruire davvero un sistema in cui si collabori e ci si sostenga a vicenda.
Ciao
“Però l’essenza del comunismo è l’odio di classe”
No, l’essenza del comunismo è la lotta di classe.
Una roba completamente diversa.
Quello che dici (“è tutta invidia!”)( è la più gfrossa autogiustificazione morale dei ricchi, che tu hai perfettamente introiettato per masochismo, così come hai introiettato l’ammirazione per gli inglesi che ti disprezzano e il servilismo verso gli americani che ti dominano.
Che dire?
Fatti vedere da uno bravo, ma non ha niente a che fare con il pensiero di Marx, né pro né contro.
Per Pino Mamet
“No, l’essenza del comunismo è la lotta di classe.
Una roba completamente diversa.”
Probabilmente ci sono diversi piani.
1) Per quanto riguarda il pensiero marxista, ovviamente, l'”odio” non esiste proprio.
2) Per quanto riguarda la strategia militante dei partiti comunisti, nemmeno l’ l’odio esiste: i comunisti duri e puri che ho conosciuto io tendono a essere molto tattici (fin troppo!), e attenti a non far prevalere emozioni.
3) Credo che molti mezzadri toscani odiassero davvero i loro padroni. E sognassero di vederli appesi a un albero, anche se hanno fatto poco per metterlo in pratica. Quindi sì, a un certo livello, l’odio esisteva nel mondo comunista.
Miguel,
eppure dovresti saperlo, data la tua ascendenza ispanica e quindi cattolica: la natura umana è corrotta dal peccato originale; l’uomo è creatura e quindi limitato nelle sue conoscenze e nella sua comprensione.
immaginare un mondo che prescinde da questa doppia consapevolezza è il limite del socialismo. utopia buona ma come tutte le utopie capace di infinita cattiveria.
ciao
Per Francesco
“immaginare un mondo che prescinde da questa doppia consapevolezza è il limite del socialismo. utopia buona ma come tutte le utopie capace di infinita cattiveria.”
C’è ovviamente del vero in quello che dici: in molti “sentimentali” di sinistra – che in questo sono poco marxisti – le persone sembrano essere quasi “naturalmente” buone. Per dire, lo schiavo nero è una vittima “buona”, senza pensare che è stato venduto in schiavitù da un altro nero.
x Pino
>>> No, l’essenza del comunismo è la lotta di classe.
Una roba completamente diversa.
eh no, è proprio la verità della cosa, l’odio, la lotta di classe è più una piuma di struzzo a nascondere il nocciolo della questione.
e quando dico che sei comunista intendo quello!
a proposito, dei molti possibili motivi dell’odio ne hai visto uno solo … in questo sei come Andrea
Ciao
“la lotta di classe è più una piuma di struzzo a nascondere il nocciolo della questione.”
..no.
No, semplicemente no.
È più giusto quello che dice Miguel.
” e quando dico che sei comunista intendo quello!”
Io non ho bisogno di nessuna piuma di struzzo per odiare qualcuno.
Se odio qualcuno, è perché merita di essere odiato, molto semplicemente.
Sei tu quello strano, davvero, senza offesa.
Davvero, senza offesa, dovresti farti vedere da uno bravo.
intendiamoci: sei strano, ma non sei raro.
L’Italia è un paese di masochisti odiatori-di-sè-stessi: c’è pieno.
Forse c’è un fraintendimento sulla lotta di classe: la lotta di classe non è quando i poveri si incontrano e decidono di odiare i ricchi.
La lotta di classe è un fenomeno hegelianamente inteso, per cui esiste naturalmente una dialettica conflittuale tra la classe dominante e quella subalterna. Se i subalterni chinano il capo, la lotta di classe non finisce, ma semplicemente cessa la consapevolezza della sua esistenza.
Esatto
“eppure dovresti saperlo, data la tua ascendenza ispanica e quindi cattolica: la natura umana è corrotta dal peccato originale; “—
Ma dove sta scritto che chiunque abbia origini in contesti cattolici debba credere automaticamente nel “peccato originale” descritto nell’antico Testamento?
Io sono totalmente italiana (e quindi, secondo il discorso di cui sopra, di retaggio cattolico), ma alla favoletta del peccato originale non ci ho mai creduto nemmeno da bambina imbranata.
E oltretutto la storia del peccato originale non arriva affatto dal cattolicesimo, ma appunto da tradizioni dell’antico Testamento.
Per me, l’unica interpretazione possibile del concetto di “peccato originale” è esclusivamente scientifica ed evoluzionistica,
cioè, io ritengo che il concetto di “peccato originale”, ossia di quella componente di difetti morali, di tendenze alla violenza, alla menzogna o all’egoismo, che abbiamo più o meno tutti (chi più chi meno, e chi riesce a controllarli e chi no)
possa essere identificato proprio con la nostra inevitabile componente animalesca, che ci arriva direttamente dall’evoluzione biologica di tutti noi, e non certo dalla trasgressione di un’unica coppia di antenati estremi.
La trasgressione e la violenza esistono perché deriviamo, almeno lontanamente, da specie più aggressive e meno intelligenti di noi (anche se nel tempo abbiamo provato a limitare questi danni), ma non certo perché siamo nati perfetti e poi siamo stati puniti per uno sgarro incosciente!
Paniscus,
“Ma dove sta scritto che chiunque abbia origini in contesti cattolici debba credere automaticamente nel “peccato originale” descritto nell’antico Testamento? ”
Ma dai, era sicuramente una battuta.
Come quando si dice: “essendo di origine tedesca devi essere esperto di filosofia” o “di musica”.
Affermo che “peccato originale” è un concetto così basilare della civiltà cattolica che è ancora nel DNA mentale di quei popoli.
Anche ora che di cattolico hanno pochissimo. Ma prima che quell’idea e i suoi corollari smettano di avere effetti credo che debba esserci un cambiamento di civiltà.
Ciao
“Affermo che “peccato originale” è un concetto così basilare della civiltà cattolica che è ancora nel DNA mentale di quei popoli.”
Solo che il “DNA mentale” non esiste.
Fai un giro in qualunque aula scolastica e te ne renderai facilmente conto.
“Affermo che “peccato originale” è un concetto così basilare della civiltà cattolica che è ancora nel DNA mentale di quei popoli.
Anche ora che di cattolico hanno pochissimo.—-
Cioè, intendi sostenere che tutti gli italiani (o altri popoli di origine culturale cattolica), ANCHE nel caso che non abbiano mantenuto quasi nulla di cattolico, battezzino i figli perché pensano realmente che siano nati pieni di peccato originale e che il battesimo serva a toglierglielo?
O perché temono realmente che chi rimane senza battesimo non possa andare in Paradiso?
Esisteranno anche quelli che realmente la pensano così, ma non credo che siano tanti.
A me risulta che nella maggior parte dei casi lo facciano
a) per consuetudine sociale,
b) per fare una bella festa di benvenuto al neonato,
c) per non dare un dispiacere ai nonni (che a loro volta non hanno mai creduto nel peccato originale, ma ci tengono alle tradizioni),
d) o addirittura per scaramanzia superstiziosa, cioè l’idea che il bambino battezzato sia maggiormente protetto da disgrazie o malattie rispetto a quello non battezzato…
Io direi piuttosto che la perdita dell’innocenza edenica è un archetipo più o meno universale.
D’altronde che la colpa, la malizia, la perdita d’innocenza sia un tratto endemico all’umanità associata così come la conosciamo da sempre è un dato di fatto.
Mentre i più ottimisti e rousseauiani fra noi direbbero che il bambino non nasce affatto colpevole, ma innocente e poi viene corrotto dalla società, altri direbbero che l’uomo è naturaliter malvagio.
Io penso non che sia naturaliter malvagio, ma che sia naturaliter… naturale e siccome la natura è cattiva (perché l’etica è una dimensione umana e culturale, non naturale e quindi la natura è premorale e come tale malvagia), se non viene redento dalla civiltà, resta una bestia preda dei peggiori istinti.
In questo si potrebbe vedere un’analogia col battesimo: sarebbero le istituzioni umane a correggere l’uomo (quando non lo corrompono ancora di più).
“…eppure dovresti saperlo, data la tua ascendenza ispanica e quindi cattolica: la natura umana è corrotta dal peccato originale…”
il peccato originale è forse la peculiarità della corteccia neofrontale propria e
(parrebbe🤔) esclusiva della specie umana.
Il Neopallio🤓,
hub avanzato del cervello Sapiens.
https://www.medicoverhospitals.in/it/articles/neocortex
Un chilo e quattrocento grammi di malloppo neurnale che porta fatalmente a quel vizietto specificatamente nostro e prometeico dello scoperchiare vasi di Pandora insomma,
fregando fuochi e mele tramite hybris e curiosaggine dal giardino privato e vietato del principale;
del:
fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza😒😑.
Quel vivere nella dimensione del “Divenire”, pianificando costantemente proiettati tanto nel passato quanto nel futuro, mai soltanto nell’istante – animale – dell’Essere;
del qui ed ora.
Quella “dannazione” di cui scrive
Thomas Ligotti ne “La cospirazione contro la razza umana” In memoria di Peter Wessel Zapffe🤘
vedi:
“L’ultimo messia” (1933)
https://www.ilsaggiatore.com/libro/la-cospirazione-contro-la-razza-umana
“…la specie umana presuppone, da un certo punto in poi, la propria coscienza, e che la coscienza ha un certo effetto sul nostro modo di vivere.
Per Zapffe, l’effetto è:
una violazione nell’unità della vita, un paradosso biologico, un abominio, un’assurdità, un’esagerazione di natura disastrosa.
È la vita che oltrepassa il suo scopo, e lo fa a pezzi.
Una specie è stata armata troppo pesantemente, da uno spirito onnipotente esterno a essa, ma ugualmente minaccioso per il suo benessere.
La sua arma è come un gladio senza l’impugnatura o la lama, una spada a doppio taglio che fende qualsiasi cosa; chi la brandisce però deve afferrare la spada e volgere una lama contro di sé.
Nonostante i nuovi occhi, l’uomo è sempre ancorato alla sua materia, il suo animo ci si rivolta dentro, sottomesso alle sue cieche leggi.
Eppure può guardare alla materia con distacco, confrontare se stesso con tutti i fenomeni, guardarvi attraverso e individuare i propri processi vitali. Si accosta alla natura come un ospite inatteso, stendendo vanamente le braccia per riconciliarsi con il proprio creatore.
La natura non risponde più;
ha realizzato un miracolo con l’uomo, ma in seguito l’ha disconosciuto.
Egli ha perduto il suo diritto di permanenza nell’universo, si è nutrito all’albero della conoscenza ed è stato espulso dal paradiso.
È potente nel mondo, però maledice il suo potere acquisito in cambio dell’armonia dello spirito, dell’innocenza e della pace interiore tra le braccia della vita…”
“la nobiltà […] va uccisa, e il cadavere preso a calci e poi bruciato”
Non è comunismo, è pura verità.
Per Lucia
““la nobiltà […] va uccisa, e il cadavere preso a calci e poi bruciato”
Non è comunismo, è pura verità.”
Boh, l’altro ieri ho visto un “nobile” senza titoli particolari (suo bisnonno americano acquistò lo spazio più bello di tutta Firenze). Proprietario del più grande giardino privato di Firenze.
Piccolo, con i capelli ancora scuri, nonostante l’età.
Era caduto per terra, mentre cercava di prendere un treno, e non si sa se si fosse spaccato o no delle costole.
Il 7 ottobre, si erano festeggiate con le candele il compleanno di sua moglie, una donna nera meravigliosa, che aveva creato mondi di teatro.
Il 12, lei è morta, di colpo.
L’aristocratico, che qualcuno vuole uccidere, prendere a calci e bruciare, mi guarda… gli ha preso anche un brutto raffreddore.
E so anche che questo fragile anziano, cui voglio un gran bene, nato in Kenya, è l’ultima barriera che potrà salvare questo luogo meraviglioso dalla speculazione.
No, non ci sto a ucciderlo e prenderlo a calci.
Ieri sera vado a vedere l’ultimo di Virzì, perché era nel cinema vicino casa e pioveva.
Essendo ambientato in Toscana, non può mancare la tenuta agricola del conte- contadino, presa in autogestione dalla nipotina contessina ribelle che dice le parolacce e dalla sua banda di alternativi (tutti agronomi ed enologi anche se si sfondano di canne).
I miei amici: “mi aspettavo peggio, però manca completamente di realismo”.
Vagli a spiegare che in Toscana ce li avete davvero, quei personaggi odiosi.
E li trovate pure simpatici.
Mao, Pol Pot, per favore, tornate! In Toscana han tanto bisogno di voi, e non lo sanno!
Per PinoMamet
“Vagli a spiegare che in Toscana ce li avete davvero, quei personaggi odiosi.”
Odiosi o no, è verissimo!
““Vagli a spiegare che in Toscana ce li avete davvero, quei personaggi odiosi.””
Esempio supremo, la nipote (o pronipote, non ricordo) di Don M (avete capito di chi parlo, ma non voglio attirare motori di ricerca) – famiglia di ascendenze ebraiche ma archetipici aristocratici toscani, proprietari di un un enorme terreno e un bosco ai confini di una ridente cittadina toscana.
Ha creato una sorta di comune di Artisti con le Canne che vivono in roulotte nel bosco. Finché un giorno un’imperiosa parente ha minacciato di diseredare, e sono spariti artisti, roulotte e canne.
PinoMamet: “Ieri sera vado a vedere l’ultimo di Virzì…”
e beh però Mastandrea è bravo;
non ci si riesce a credere che
(e manco come attore🙄) venga fuori da quel caravanserraglio di freak del Maurizio Costanzo Show nel ’91;
ancora me lo ricordo allora
Il film è interessante per vari motivi, e non è girato male.
Ma mi ha colpito come cose normali e tutto sommato comuni a sud dell’Appennino tosco emiliano, siano considerate fantascienza a nord del medesimo.
(Non si tratta di nord e sud Italia, eh? Ma proprio della diversa società, e diversissima sensibilità, tra toscani ed emilianoromagnoli, almeno su certe cose).
Belle le scene di pioggia.
Lucia: “la nobiltà […] va uccisa, e il cadavere preso a calci e poi bruciato”
Non è comunismo, è pura verità”
Tutti in piedi cantando con Mireille!
e seri!😑👆
https://www.youtube.com/watch?v=KRA_CAJcHj0
“ÇA IRA”
Ha mantenuto più lo Spirito iniziale … nel Corso della Storia.
https://youtu.be/bzu01gO3pi4?si=nyXiTceFqCE2_9ON
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
Voilà trois cent ans qu’ils nous promettent
Qu’on va nous accorder du pain
Voilà trois cents ans qu’ils donnent des fêtes
Et qu’ils entretiennent des catins
Voilà trois cents ans qu’on nous écrase
Assez de mensonges et de phrases
On ne veut plus mourir de faim
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
Voilà trois cent ans qu’ils font la guerre
Au son des fifres et des tambours
En nous laissant crever de misère
Ça ne pouvait pas durer toujours
Voilà trois cent ans qu’ils prennent nos hommes
Qu’ils nous traitent comme des bêtes de somme
Ça ne pouvait pas durer toujours
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
Le châtiment pour vous s’apprête
Car le peuple reprend ses droits
Vous vous êtes bien payé nos têtes
C’en est fini, messieurs les rois
Il faut plus compter sur les nôtres
On va s’offrir maintenant les vôtres
Car c’est nous qui faisons la loi
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates à la lanterne
Ah, ça ira, ça ira, ça ira
Les aristocrates, on les pendra
NOTE
I
“À la lanterne” allude a quando i usavano i lampioni come forche per le impiccagioni sommarie. Prassi che notoriamente verrà mandata in obsolescenza dal brevetto della ghigliottina … al quale Re Luigi XVI contribuì suo malgrado, non potendo immaginare che ne sarebbe invece diventato un bel/brutto giorno il più celebre “Testimonial e Influencer”. 😃
II
Il termine “catin” è un desueto modo sessista 😄 di indicare “donnaccia/sgualdrina/ecc…”
II
C’è qualcosa di Universale nella Nobiltà … se pensiamo al Re di Tailandia , Indegno Successore di Re Rama IX , che passò l’ Emergenza Covid “locked down” in un Bordello Tedesco:
in Thailandia avrebbero dovuto instaurare la Repubblica e … usarlo da sacco semovente per la Muay Thai ! 😉
@MOI: “ÇA IRA”
si è poure bella ma però con la marsigliesa di Mireille Mathieu conciata accaschettata come una Jeanne d’Arc pulzella d’Orléans sul rogo fermaimpalata non c’è gara🙄
a sentirla mi sono tutto sull’attentato in fregola e pronto all’affilarmi già la roncola,
e la fionda pure,
vestito da Capitan Harlock senzaculott a righe – mi raccomando – e andarmi pure io a pigliare la Pastiglia🏴☠️
Gl’ abbruceremo le chiese con i loro altari
Gl’ abbruceremo savanarolamente a pira lenta i palazzi e le loro réggie decadentemente postribolari a’ rebours dove attendono alle loro cene eleganti con tutte le loro signore dell’alt’aristocrazia borghese (e c’è pure qualche grande nome!) bevendosi lo scottegges e lo schiumante;
e con le budella dell’ultimo vecchiopretescoreggione c’impiccheremo tuttettré i cornuti del BorgheseAvvocato e
Papa Re’
Dio lo vuole!!!
Con tutte le sue corna!😑🖕
liberté egalité
a tignité!!!🥳🥳🥳
se pensiamo al Re di Tailandia , Indegno Successore di Re Rama IX , che passò l’ Emergenza Covid “locked down” in un Bordello Tedesco:
in Thailandia avrebbero dovuto instaurare la Repubblica
non dirlo mentre sei là Moi 😀 sarebbe lesa maestà, punita con durezza
i ritratti di Rama X ci sono dappertutto (per dire, in Corea del Nord a quanto è dato vedere a noi stranieri, sono onnipresenti i ritratti di Kim nonno e Kim figlio, portati anche sulle spillette di guide, militari e agenti vari, ma i ritratti dell’attuale Kim sono rari, almeno all’aperto..ci sono nelle fabbriche e nelle scuole, ma non te li lasciano fotografare, a differenza delle statue di Kim I e Kim II :D)—e ho detto tutto, direbbe Peppino 😀
Miguel: “…Boh, l’altro ieri ho visto un “nobile” senza titoli particolari
Piccolo, con i capelli ancora scuri, nonostante l’età.
Era caduto per terra, mentre cercava di prendere un treno, e non si sa se si fosse spaccato o no delle costole.
Il 7 ottobre, si erano festeggiate con le candele il compleanno di sua moglie, una donna nera meravigliosa, che aveva creato mondi di teatro.
Il 12, lei è morta, di colpo…”
Che cosa siamo a questo beffardo mondo noiautri tutti?
Niente siamo. Niente!
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Vanitas vanitatium et omnia vanitas,
mannaggia!🙁
mih a leggere mi sono venuti i lucciconi e gli occhioni a ciuchino
https://www.youtube.com/watch?v=D7tD0mXgGm0
sono tutto scommosso 🥹🥹🥹
mischinazzo però il nobiluomo, è pure piccoletto e vascio
tutti la cosa fitùsa siamo
tutti la stessa fine infame all’ultimo finisce che facciamo
con la livella allivellati:
alti e vasci ricchi e poveri belli e brutti…
“…’A morte ’o ssaje ched’è? …è una livella.
’Nu rre, ’nu maggistrato, ’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto, ’a vita e pure ’o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò, stamme a ssenti’…nun fa’’o restivo,
suppuorteme vicino-che te ’mporta?
Sti ppagliacciate ’e ffanno sulo ’e vive:
nuje simmo serie… appartenimmo à morte!”
vuoliamoci bene, che in verità in verità vi dico che siamo tutti miserabbbili deambulando spersi in questa valle di lacrime😽
“vuoliamoci bene”
no.
Sì!
ma cazzo Pino è l’ABC dell’umanità.
da quello posso sperare di partire per vivere in pace tra interisti e milanisti, omini e fimmine, umani e vegetariani, sani e culattoni, sunniti e sciti, cattolici ed eretici ………………….
Ciao
🙁
No 59% Si 61%
Però ci vorrebbe anche il premio finale.
Oppure si potrebbe parlare di entropia e Sintropia.
Si è mai vista una cosa al mondo che non avesse un contrario?
E allora, se c’è l’Entropia, perché non deve esserci anche il suo contrario, la Sintropia?
C’è anche chi dice che esiste solo il caos e che tutto viene fuori dalle infinite combinazioni che genera. Può essere, ma io mi chiedo, chi ha generato il caos?
Per questo bisogna essere vegetariani.
😋
@pino:
“In Toscana avete ghigliottinato troppi pochi nobili.
Anche in questo siete simili all’Inghilterra, dove esiste tuttora un ruolo per la nobiltà (che va uccisa, e il cadavere preso a calci e poi bruciato) e il plebeo ha introiettato questo spirito di ammirazione per la casta degli sfruttatori.”
A dire il vero in europa una certa familiarita’ con la ghigliottinatura di “eletti” ce l’abbiamo.
Ringrazio due volte Roberto, per aver commentato due volte qui, e anche Moi per le sue divagazioni linguistiche.
Nel mondo avvengono cose importanti, che hanno un enorme impatto sulla nostra vita.
A volte sono cose lontane, ed è giusto che ognuno abbia le proprie forti idee a proposito. Ma proprio perché sono lontane, sono cose su cui non possiamo minimamente influire; e che conosciamo solo per sentito dire di sentito dire: esempio Ucraina e Palestina.
A volte sono cose invece vicine: la storia di Domenico è molto vicina a me, e la racconto dalla mia individuale prospettiva.
Ma è anche la storia di tutte le persone che abbiamo conosciuto che sono passate per il carcere, delle persone che conosciamo tutti, che hanno magari sessant’anni e una vita di disastri e devono costruirsi un futuro. E qui tutti noi ne sappiamo di più di quanto sappiamo di Ucraina o Palestina.
Poi la storia di Amir fa pensare a quanto sia complessa in realtà la storia di “Oriente/Occidente”, “Cristianità/Islam”, e quindi riguarda tutte le persone vicino a noi che provengono da storie diverse.
La ragazza nera con la chitarra rossa mi fa pensare a tutte le volte che non riusciamo a catalogare, a capire cosa abbiamo di fronte, e quindi a qualcosa che fa saltare tutti i miei luoghi comuni e le mie certezze.
Il comportamento “da signori” fa pensare a come siano possibili relazioni umane molto, molto diverse da quelle che ci insegnano a scuola: ancora prima di pensare se siano “migliori” o “peggiori”.
E poi il mistero del rapporto triangolare, che riguarda tutti noi – la ricchezza, l’umanità e la miseria.
Insomma, credo che da qui potrebbero emergere da ciascuno di noi, storie infinitamente più autentiche e interessanti dei punti che segniamo di volta in volta dicendo che Putin o Zelenskyy è cattivo.
“A volte sono cose invece vicine: la storia di Domenico è molto vicina a me, e la racconto dalla mia individuale prospettiva”
Ma scusa, tu hai conosciuto Domenico, e vabbé, ognuno ha conosciuto i Domenichi suoi.
Ma non puoi pretendere che diventi più popolare dell’attualità.
Io non compro la Gazzetta dello Sport, ma se la comprassi non mi sognerei mica di trovarci grandi articoli sulla filologia greca o sui cazzi del mio vicino di casa, eh?
Eppure a me sembrano argomenti interessantissimi e in cui l’umanità ha molto da imparare…
Per PinoMamet
“Ma scusa, tu hai conosciuto Domenico, e vabbé, ognuno ha conosciuto i Domenichi suoi.
Ma non puoi pretendere che diventi più popolare dell’attualità.”
Ovviamente, ma io non parlo di Domenico: parlo dell’esperienza generale di conoscere gente che è stata vittima di reati; di gente messa in carcere per aver commesso reati; della vita che questa gente fa una volta uscita dal carcere. E quindi sto parlando di cose che tutti noi abbiamo sperimentato da vicino, molto di più di quanto abbiamo sperimentato della vita nel Donbass (a parte Roberto, che almeno qualche ucraino l’ha conosciuto, e Habsburgicus ovviamente!).
Io porto i miei esempi personali, ovviamente, ma non sto parlando della mia vita personale.
Insomma, mi sorprende che il Donbass sia più “popolare” come dici tu, della vita vissuta di ciascuno di noi.
Invento un esempio. Francesco ci parla del Donbass citando il New York Times, per dire che nel 1993 i russi hanno picchiato un ucraino. Sbadiglio da parte mia.
Francesco, rispondendo a questo post, ci racconta del suo caro amico (ripeto, invento!) che da una vita fa il volontario in carcere, e ha scoperto tante cose interessanti e inattese. Enorme attenzione da parte mia.
Io i carcerati ce li ho avuti in famiglia.
Però obiettivamente alcuni argomenti “tirano” più di altri: è normale, non mi sorprende.
Sul Donbass o sulla Palestina si può fare il tifo: sulle vicende umanissime che riporti, umane di poveri e umane di ricchi, beh, le si legge, e che dire?
Semmai mi suscita curiosità sapere perché realmente si faccia il tifo per Kiev o per Mosca, per Palestina o per Israele, aldilà delle motivazioni razionali che sappiamo dare tutti;
e visto che le diamo tutti e una volta scritte rimaniamo con quel senso di “no, non è tutti, non è proprio questo “, allora ci deve essere dell’altro sotto, psicologico.
Per PinoMamet
“Semmai mi suscita curiosità sapere perché realmente si faccia il tifo per Kiev o per Mosca, per Palestina o per Israele, aldilà delle motivazioni razionali che sappiamo dare tutti;”
Davvero! Condivido!
Per PinoMamet
“e visto che le diamo tutti e una volta scritte rimaniamo con quel senso di “no, non è tutti, non è proprio questo “, allora ci deve essere dell’altro sotto, psicologico.”
Provo a dire la mia su guerra russo-ucraina.
1) so molto poco in partenza. Ho conosciuto ucraini ai tempi dell’Urss, compreso uno che era stato nella Decima Mas della Repubblica Sociale, altri che facevano parte della perseguitata chiesa cattolica uniata; ho conosciuto pochissimi “russi”, sovietici o post-sovietici.
2) il mio ragionamento fondamentale è: sono contro la guerra. Ci sono due modi per essere contro la guerra
1) dire “sono contro quei mostri di nemici che vogliono la guerra, ammazziamoli tutti!”
2) ritenere invece che chi mi manda in guerra non è il “nemico” lontano, ma “l’amico” vicino.
Esempio: Bin Laden faceva una propaganda per reclutare seguaci che sicuramente non mi sfiora, perché non fa leva sui sentimenti delle persone a me vicine.
Oriana Fallaci buonanima faceva una propaganda che cercava di sfruttare tutti i “nostri” sentimenti, e quindi lei sì che rischiava di mandare a uccidere e morire la gente vicina a me.
Quindi, se sono contro la guerra, io devo smantellare la retorica di Oriana Fallaci, non quella di Bin Laden.
3) Tra la propaganda di Putin (“ricordiamoci che nel Donbass si parla russo!”) e la propaganda di Crosetto (“difendiamo la Fontana del Nettuno di Palazzo Vecchio dai cosacchi che vogliono abbeverarci i cavalli!”), quella pericolosa per me e per le persone che mi sono care è quella di Crosetto. Se vivessi in Russia, sarebbe ovviamente il contrario.
“Quindi, se sono contro la guerra, io devo smantellare la retorica di Oriana Fallaci, non quella di Bin Laden.”
Quando si fa così, chi invece si è fatto invasare dallo Spirito di Guerra pensa che io stia “dalla parte di” Bin Laden. O per parlare di tempi recenti, “dalla parte di Putin”.
No.
L’unico modo per opporsi alla guerra è disertarla. E dobbiamo disertare il “nostro” esercito, qualunque sia, non il “loro”.
Per PinoMamet
“L’unico modo per opporsi alla guerra è disertarla. E dobbiamo disertare il “nostro” esercito, qualunque sia, non il “loro”.”
Spero che questo risponda alla domanda, “perché a volte Miguel scrive cose critiche sull’alleanza UE-Ucraina”.
Ros
L’Europa si arma per comprare le armi americane e rivitalizzare l’industria dell’Impero più incasinato del mondo.
L’Europa comprerà petrolio sempre dallo stesso Impero in fallimento. Se non gli si esauriscono i pozzi prima.
L’Europa aprirà le porte alla finanza del solito Impero in fallimento con titoli Etf che propineranno a tutti. Prova ad andare in banca all’Unicredit per investire anche tre soldi in croce, vedrai se non insistono per farti comprare gli Etf incentrati sul riarmo
E la finanza garantirà la pensione e la sanità, perché se restano statali come sono non son funzionali alla finanza stessa, salvo poi che la finanza possa fallire e lasciare tutti su una strada.
L’Impero in fallimento non lo si vuole far fallire, perché se fallisce lui fallisce tutto l’Occidente. Ma è destinato comunque a fallire. Sembrano tempi ordinari ma sono eccezionalmente straordinari.
La guerra in Ucraina, in quanto a bassa intensita e combattuta dagli ucraini presi su per strada, fa comodo a tutti, anche a Putin, perché fa alzare i prezzi del petrolio e del gas.
>>> L’unico modo per opporsi alla guerra è disertarla.
Mah, di massima direi di no. Chi diserta in guerra, se va male lo fucilano, se va bene il suo Stato perde la guerra.
L’unico modo in cui la diserzione potrebbe impedire una guerra sarebbe se “non venisse nessuno” ed è praticamente impossibile. Quanto a fermare una guerra che c’è già, è molto più difficile.
Ciao
Per Francesco
“Mah, di massima direi di no.”
Ma prescindiamo dall’efficacia della diserzione.
Quello che vorrei tu capissi è che ci si può opporre alla propaganda del proprio governo, senza necessariamente essere un sostenitore di chi il proprio governo ha scelto come nemico.
Era possibile per un tedesco pensare che Hitler raccontasse balle, senza per questo essere automaticamente un sostenitore del sistema sovietico.
>>> anche a Putin, perché fa alzare i prezzi del petrolio e del gas.
A me pare che detti prezzi siano in calo e, soprattutto, che Putin debba venderli con un forte sconto in Asia, mentre in Europa vendeva a prezzo pieno.
Quella guerra è una iattura per la Russia e una pezza per il regime di Putin. Il che rafforza la mia tesi che sia dovuta a ragioni psichiatriche, di nostalgia dell’Impero, degne di quello che ci mandò a conquistare l’Etiopia.
Ciao
Minuto 21.51
Più un’attenta visione dell’intervista completa perché noto che la tua versione psichiatrica del mercato del petrolio e gas GNL russo è un po’ inadeguata alla realtà dei fatti.
🤔
https://youtu.be/m9Pzn71mdUY?si=xiCaewd2W_OU58_3
Il link, che per altro avevo già messo poco tempo fa e tu hai evidentemente ignorato.
Guarda che la mia decisione di non guardare filmati informativi cresce, con la diffusione della IA, non diminuisce.
Tocca a te la fatica di riassumere ed esporre, come alle elementari.
🙂
Miguel,
forse non capisci come funziona una guerra. O forse io non capisco nulla, essendo un 68ino vissuto nella bambagia.
Uno può benissimo sapere che Stalin è un bugiardo patologico alla guida di un sistema criminale: se non indossa l’elmetto e prende il fucile e combatte, sarà Hitler a vincere la guerra sul fronte orientale.
E’ uno degli schifi della guerra, ti obbliga a scegliere una parte, tra quelle che sono in campo. Pure se ti fanno schifo tutte.
E’ molto difficile avere il lusso di poter disertare rischiando solo la propria pelle.
Ciao
Gli americani e il Vietnam.
Potevano benissimo disertare, sapendo che il Vietnam non aveva né le forze, né la minima intenzione di invadere gli USA.
Tutto il torto era da una parte sola, quella americana.
E infatti tantissimi americani per bene sono andati in Canada o in Messico, a sfondarsi giustamente di canne, anziché sparare sui Vietcong.
Qualcuno veramente GRANDE, come Muhammad Ali-Cassius Clay, si è fatto condannare e spogliare di tutti i titoli vinti, pur di non sparare sui Vietcong.
>>> Tutto il torto era da una parte sola, quella americana.
Premesso che non sono affatto d’accordo, in quante guerre si può dire una cosa del genere?
Ucraina-Russia?
Occidente-Talebani?
Romani-Unni?
Tedeschi-Cecoslovacchi?
Sovietici-Ungheresi?
non me ne vengono in mente altri e neppure di queste sono così certo.
e, soprattutto, se si desse il caso che NOI abbiamo ragione e LORO hanno torto, disertare è ancora la cosa giusta da fare?
Per Francesco
“>>> Tutto il torto era da una parte sola, quella americana.
Premesso che non sono affatto d’accordo,”
Non sono d’accordo nemmeno io.
Credo che ci fossero molti motivi giusti per la guerra nel Vietnam, intanto mantenere alto il livello di occupazione nelle fabbriche statunitensi, garantire dividendi alle fabbriche d’armi, dare l’esempio di quello che poteva succedere a chi si opponeva agli Stati Uniti.
Non mi piace parlare di “torti” o di “ragioni” in casi simili.
Per Francesco
“e, soprattutto, se si desse il caso che NOI abbiamo ragione e LORO hanno torto, disertare è ancora la cosa giusta da fare?”
Sì, se io fossi stato un vietnamita (ma non lo sono!) non mi sarei arruolato tra i Vietcong. Avrei disertato. Anche perché non avrei voluto contribuire a ciò che è il Vietnam oggi.
Miguel
troppo comodo! e per molte ragioni, tra cui che l’arruolamento nelle FFAA del Vietnam del Nord non era facoltativo e che col senno di poi ci riempi solo le fosse
è col senno di allora che devi dire se avresti combattuto contro gli Americani e i loro servi del Vietnam del Sud!
Ciao
Miguel:
“3) Tra la propaganda di Putin (“ricordiamoci che nel Donbass si parla russo!”) e la propaganda di Crosetto (“difendiamo la Fontana del Nettuno di Palazzo Vecchio dai cosacchi che vogliono abbeverarci i cavalli!”), quella pericolosa per me e per le persone che mi sono care è quella di Crosetto…”
mi pare di vederla similmente anch’io nella mia ignava mancanza di tifoseria e morale:
da una parte, a millemilamillanta di km, ci sono due slavi scismatici e ‘mbriaconi più o meno stessa faccia e stessa razza che se le danno per i cazzi loro (evabbe’ mi dispiace e sarebbe meglio che la finiserro e si mettessero d’accordo);
dall’altra (oltre agli USA a mettere zizzaniaa convenienza loro) c’è un Europa che pare volesse mettersi l’orbace e l’elmetto per pugnar per uno dei due slavi che gli è simpatico costi col che costi e non si capisce perché.
Cioè si capisce😒 ma vabbe?
Ora:
se quest’Europa
– che pur mi era simpatica nella sua nullapocanza – per andare apresso alle beghe dei due slavi lì mi vuole tagliare il welfar, aumentare le bollette e magari pure mandarmi in guerra o farmi bombardare la mia casetta piccolina in Canadà con tanti tanti fiori di lillà …
No!
Non mi conviene.
Si fottano i due slavi e chi di cacchiarola loro c’ ha raggione me ne fotte un cacchio
non mi rompano la minchia;
chi li conosce!
Ma non si poteva fare un’Europa Romanza senza infilarci i nanetti baltici e sti’ slavi alcolizzati lì?
Si, hanno anche le femmine buone e care facce ingenue appena truccate di tenera euforia
occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari…
e ce lo ricorda pure baglioni
https://www.youtube.com/watch?v=1D-3eeo1roA
ma a parte questo a che minchia ci devono servire i slavi a noi?🤔
Per ros
“mi pare di vederla similmente anch’io nella mia ignava mancanza di tifoseria e morale:”
🙂
>>> da una parte, a millemilamillanta di km, ci sono due slavi scismatici e ‘mbriaconi più o meno stessa faccia e stessa razza che se le danno per i cazzi loro
Mah, mi pare una descrizione inaccurata e parziale delle cose. Stessi parlando di una delle innumerevoli guerre tra negri che insanguinano l’Africa potrei essere tentato di fare quella considerazione. Ma solo tentato.
I miei sbadigli sono il contrario dei tuoi, insomma.
@ Martinez
“enorme attenzione”
Io vado al lavoro coi mezzi pubblici. Sui mezzi viaggiano soprattutto persone anziane, spesso più di me. Il loro argomento preferito di conversazione sono le malattie, le analisi mediche, i ricoveri ospedalieri ecc.
Ovviamente la traccia è sempre la stessa, cambiano i dettagli ma non la sostanza: ricetta- coda in farmacia- guarigione-malattia-ricetta- coda in ambulatorio-analisi-ritiro referto-ricetta-coda in ambulatorio-ricovero-morte-funerale.
Logico che se ne parli fra chi lo vive o chi ha parenti o persone care che lo vivono.
Ma anche cambiando i dettagli la sostanza non cambia.
Per la galera credo che sia lo stesso. Mille storie, tanti dettagli, alla fine sempre la stessa storia. Non credo sia cambiata granché, almeno da quando hanno abolito la tortura (dove l’hanno abolita).
Tu mi dirai: ma il Donbass, allora?
Beh, lì sapere se si avvicina o si allontana la prospettiva di una guerra nucleare francamente mi coinvolge molto di più delle storie di carcerati – anche se magari sono persone migliori di chi in carcere non ha mai messo piede.
A leggere certi tuoi post, perdona la franchezza, mi sembra di rileggere la Capanna dello Zio Tom – anche se ti riconosco volentieri una prosa poetica non comune.
Bella da leggere, ma mi coinvolge solo in quanto ha risvolti politici o economici.
È un po’ un mio limite, lo riconosco, interessarmi molto di più dell’umanità che degli esseri umani. Beh, me ne sono fatta una ragione: non tutti possono eccellere, quanto a intelligenza emotiva.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Il loro argomento preferito di conversazione sono le malattie, le analisi mediche, i ricoveri ospedalieri ecc.”
Interessante! Lo dico sul serio, perché riflette molte cose, dall’età media che avanza, al fatto che l’autobus è ancora un luogo di comunicazione (e mi sorprende, a parte coppie che salgono insieme, o studenti palesemente della stessa scuola, a Firenze non noto discorsi tra i passeggeri). Anche al fatto che viviamo in un attimo nella storia in cui esistono ancora servizi medici pubblici, con tutti i loro limiti. Ma viene anche la curiosità di capire cosa sono state tutte queste persone, in altri tempi…
@ Martinez
“interessante”
Tieni conto che l’età media dei Genovesi è 49 anni e otto mesi.
(A cinquant’anni tondi arrivano i Savonesi; Savona è la città più anziana d’Europa).
In più, la sciagurata giunta che abbiamo appena mandato a casa comprava voti rendendo gratuiti gli autobus per gli ultrasettantacinquenni.
Insieme, questi due fattori particolarissimi hanno facilitato la conversione degli autobus in panchine ambulanti dei giardinetti, specialmente nelle periferie.
Non mi aspetto che altrove accada lo stesso.
Ciao!
Andrea Di Vita
Guarda che i bus aggratis sono un must della nuova sinistra!
😉
PS pare che sia una delle proposte di Mamdani per NY, oltre che dei verdi per Milano. Ma se ai milanesi togli la possibilità di avercela coi maranza che non pagano il biglietto ci togli motivo per vivere.
@ francesco
“bus”
Si’, se ci sono i soldi. Altrimenti è il contrario della sinistra: è demagogia.
Se non ci sono i soldi, i bus gratis li puoi fare se metti una bella
patrimoniale. E se fai pagare le
tasse agli evasori.
(A questo serve lo Stato. Non a far ricche le fabbriche d’armi USA con le tasse che pago).
Ciao!
Andrea Di Vita
La patrimoniale per pagare una spesa corrente? la solita demagogia di sinistra!
del resto, un buon 75% della politica di sinistra è demagogia, iniziando da Marx ed Engels.
e smettila di fingere che esistano comunisti einaudiani: spenderete sempre PRIMA di avere i soldi per le coperture, fa parte della vostra natura
😉
Ciao
Miguel Martinez: “Ringrazio due volte Roberto, per aver commentato due volte qui, e anche Moi per le sue divagazioni linguistiche.
Nel mondo avvengono cose importanti, che hanno un enorme impatto sulla nostra vita…”
mi sovviene a volte un piccolo e irragionevole dubbio che la lettura e l’interesse per l’articolo principale del blog e i commenti sottostanti vadano e divagano come per vita propria, ovvero il sospetto – magari infondato eh😳! che forse forse, delle rarissime volte, si commenti ai commenti indipendentemente dalla piacevolezza e interesse suscitati dall’articolo padronale.
Mi spiego da povero qual sono:
a me l’articolo (come minchia mai si chiama nello slang webbico l’argomento articolare del blog? Mi sfugge😳) e piaciuto assai più del precedente e l’ho leggiuto più volte con sommo gusto e soddisfazione, ma al momento non mi sovveniva nulla da dirci intorno a parte che manifestarci soddisfazione con “bellissimo articolo!”.
Insomma
– voglio poveramente dire –
semplicemente si commenta dove più assai si sta già bradamente commentando e frizzantemente verve e brulica la vita commentale momentanea indipendentemente dall’argomento articolar padronale di testa e che quanto questo sia stato leggiuto e piaciuto.
ps
ruffianamente e felinamente😽😺
t’assicuro giurin giuretto bella madre santissima m’avessero a cecare se mento☝ che m’è piaciuto di più di quell’altro con un fantastiliardo di commenti a contornare
Che ci vuoi fare Miguel🙄
ci sono argomenti calimeri;
accussì è, non ci si può fare nulla
https://www.calimero.com/sites/default/files/cartolina-ingiustizia-en.jpg
Acqua corrente
C’è uno dei primi libri di Fritjof Capra che si dilunga per un intero capitolo sulla salute e le aspettative vita
Dice che più della medicina è stato importante introdurre l’acqua corrente in tutte le case.
Prima si moriva banalmente per carenza di igiene.
Ma l’800′ per quanto ne so è stato un inferno in tutti i sensi.
Io avevo una bisnonna che faceva la sciamana del paese. In realtà si diceva che fosse una strega. Quando da bambino mi presi una brutta storta a un braccio mi portarono da lei a farmi “segnare” che voleva dire che mi faceva una stregoneria, e stetti subito bene.
😋
Ho avuto anche una vecchietta vicina di casa che faceva la stessa cosa.
Mi ha previsto un incidente automobilistico con minuzia di particolari. E io stupido che non le ho creduto. Sono vivo per miracolo.
Per Puffo
“Io avevo una bisnonna che faceva la sciamana del paese”
Che bello! Grazie!
@MIGUEL
Paradiso Haram degli Sbucaltatori
https://tech.everyeye.it/notizie/maxi-grattacielo-170-km-arabia-saudita-collasso-840436.html
170 kilometri (?! 😱) di grattacielo in Arabia Saudita ?!
Ma è una roba che esce dall’ atmosfera ?!
😱😱😵💫😵
Per Moi
“Paradiso Haram degli Sbucaltatori”
Una certa Franca Maggiorelli, nella Voce del Serchio (sic!), scriveva pochi mesi fa questo meraviglioso delirio su Matteo Renzi e il Paradiso Haram degli Sbucaltatori:
http://www.lavocedelserchio.it/vediarticolo.php?id=45812&page=0&t_a=in-arabia-saudita-the-line-la-citta-futuristica-che-si-inaugurera-nel-2030
UN PROGETTO INCREDIBILE,
PROGETTATA DA FUKSAS, UNO DEI PIÙ GRANDI ARCHITETTI DI TUTTI I TEMPI, IN ARABIA SAUDITA, “THE LINE” LA CITTÀ FUTURISTICA CHE SI INAUGURERÀ NEL 2030….
Sarà una città in verticale, incredibile.
Lunga 170 km., larga 200 metri e alta 500. Tridimensionale.
Dalle rive del Mar Rosso, attraverserà il deserto e arriverà alle montagne.
Avrà un rivestimento specchiato da entrambi i lati che le conferirà un aspetto unico al mondo.
Dentro, tutto ciò che si può immaginare in una città futuristica, che costerà oltre un trilione di dollari e sarà controllata da un’ intelligenza artificiale..
Una città che ospiterà 9 milioni e mezzo di abitanti, edifici abitativi, uffici, aree mix use, strutture sportive,ricreative,teatri, parchi, impianti sportivi.
Tutto esclusivo con la bellezza di molte cose riprodotte e famose delle nostre Regioni.
Un investimento sui giochi calcistici.
Una piccola porzione del progetto che vedremo nei prossimi anni.
Da noi, il calcio, ha vissuto in serie A, le stagioni migliori, negli anni 80, quando c’ erano i Moratti e gli Agnelli, che sapevano i fatti loro. Oggi non è più così…e i risultati, sono evidenti….
Nel mondo, non esiste nulla del genere….la città specchio .
NEOM si chiamerà…Poco dipendente dal petrolio, avrà un proprio sistema giudiziario.
Poi Troiena nel Golfo di Akaba, Oxegon , una struttura galleggiante, giardini pensili, un sistema di trasporto, completamente interrato e tutto si percorrerà in venti minuti, con un treno.
Nessuna macchina, nessun inquinamento. Ampio uso di robot.
70 imprese edili e 10.500 persone italiane al lavoro.La ferrovia e i treni con velocità di 500 km orari.
La consulenza di Renzi che pensa sempre ai cittadini italiani.
Energia rinnovabile. Le persone si muoveranno in tre dimensioni: alto, basso e attraverso.
Creerà 380.000 posti di lavoro, studierà la diversificazione economica e contribuirà con 48 milioni di dollari, al PIL nazionale.
Un aeroporto nel deserto….
Dice Matteo Renzi:” In Arabia Saudita, c’è una LEADERSHIP moderata, riconosce Israele.
Le polemiche non servono,i sauditi, sono gli unici che possono garantire ai palestinesi, lo Stato libero di Palestina.”
Si chiedono cosa avrà questo ragazzotto di Rignano di speciale per piacere così tanto all’ estero?
Se lo chiedono solo gli sprovveduti
Noi lo sappiamo. È unico al mondo come la città verticale. Vede l’ orizzonte…non il dito che indica la luna. Perché non partecipare …..qui, chi lavora, è ben pagato….
Arrivederci amici, a domani! Non molliamo e continuiamo a sognare…
Non vi nascondo che sarei tentata da andarci ad abitare…in un posto così….che deve essere una meraviglia!
Ah, no … un “Muro” abitato … alto 500 m , però 170 km di cantiere vuol dire più o meno da Rimini a Modena di lunghezza ! 😱
Il carcere
L’Italia ha forse la legislazione più garantista
del mondo.
Per andare in carcere bisogna aver fatto delle cose incredibili.
Istintivamente non provo molta simpatia per i carcerati.
Sarà forse un mio limite.
Conoscevo il fratello di uno che aveva ammazzato la propria ragazza. Lui, una persona abbastanza trattabile salvo farlo incavolare che allora diventava cattivo come il veleno. Il fratello, scontata la pena, ha trovato una seconda ragazza e dopo poco ha ucciso pure quella. Tornato in carcere si è impiccato .
🤢
Per Puffo
“Per andare in carcere bisogna aver fatto delle cose incredibili.”
Riflessione interessante.
Lo sento dire spesso, ma non so se sia un tipico luogo comune italiano (“in un paese normale queste cose non succedono!”), qualcuno è al corrente di studi comparativi in merito?
Nella mia esperienza, è possibile campare sotto il radar – rubacchiando, picchiettando, truffacchiando – senza rischiare seriamente di finire in carcere; ma con il rischio sì di non poter mai cambiare vita, che è il vero problema.
Poi mi sembra che il carcere colpisca soprattutto i casi patologici, come quello che descrivi tu. Oppure gli stranieri.
Anche perché a parità di reato, un patologico o uno straniero difficilmente troverà una casa che lo accolga ai domiciliari.
Ma è un campo in cui ho tutto da imparare.
A proposito di Ricchezza, mi scrive la signora Frances Connolly, dall’interessante indirizzo info@africainternationalbeautyexpo.com (il sito esiste davvero, con foto di donne dai capelli liscissimi), informandomi della seguente notizia:
Il tuo account e-mail è stato selezionato per una donazione di $ 2.500.000,00. Contattaci per maggiori informazioni tramite questa e-mail: med75381@gmail.com
Una fortuna che mi sento di condividere con voi tutti per celebrare la festa di San Giovanni l’Elemosiniere e di San Martino di Tours, quello che condivideva la propria ricchezza.
Scusate, mi segnalano che la Signora Franca Maggiorelli su Facebook scrive questo a proposito di Matteo Renzi.
Commovente la Vera Seguace:
E ANCORA UNA VOLTA,PER CHI SI ASPETTAVA FISCHI E UOVA ADDOSSO AL NOSTRO LEADER…LA FESTA DELL’ UNITÀ, È STATA UNA GROSSA DELUSIONE:
E il meglio…deve ancora venire!
Alla Festa dell’ Unità, dopo tuoni e fulmini nei giorni che l’ hanno preceduta, è uscito un sole bellissimo!
Quelli che hanno riempito pagine di giornali intere,paventando chissà cosa…sono rimasti di nuovo delusi…
La prova, con grande e incontestabile successo, è stata superata alla grande anche stavolta…
La svolta, è divenuta, e senza possibilità di equivoci, una realtà…e allora…baci, abbracci, applausi ed ovazioni…Un successo insperato!
Giorni di accuse, ingiurie e falsità e subito dopo, vi dovete ricredere!
Un vero e proprio Miracolo!
” Bentornato Matteo!” Ma lui, dice subito di non essere il Figliol Prodigo , ringraziando comunque sorpreso e grato per l’ accoglienza…
Applausi scroscianti…chi non ha visto il video, se lo vada a vedere.
È possibile trovarlo facilmente…
E sono certa che dopo , qualcuno avrà necessità, di una cura invasiva per il fegato!
Combattere contro tutti quelli che in questi giorni lo hanno contestato, denigrato, calunniato, è stata un’ impresa che solo chi ha la testa come un’ Ariete, come lui, poteva intraprendere!
Ma è stata dura!
E riesce pure ad infondere tanta forza e determinazione in quel piccolo esercito, che combatte con lui, senza mollare!
Sempre con quell’ aria serena, quel sorriso,che non lo abbandona mai…
La Forza di un leone.È un solista e combatte da solo, il nostro gladiatore ….come arma, solo la ragione..e la verità….
Di fronte, i canali televisivi, e la totalità dei giornalisti e dei giornali, vigliaccamente uniti e compatti…nel tempo!
Un’ opera di demolizione e disinformazione a tutto campo.
E il meglio, deve ancora venire….
Tutti compatti e ricompattati, nella caccia al ragazzo di Rignano, il Mostro.
Vigliacchi e codardi, uniti per mistificare la realtà e guadagnarsi il gettone di presenza nella giostra della diffamazione.
E poi ci sono stati gli ” amici” che al momento di aiutarlo, se la sono data a gambe levate come fanno i vigliacchi..
Soprattutto, quelli cresciuti alla Leopolda!
Ma, ce la farai anche stavolta , caro Matteo…A quella Festa, li hai lasciati con un palmo di naso..Loro con le loro offese…le loro volgarità, tu, con educazione, sorridendo…con la tua preparazione, la tua competenza politica…il tuo intervento magistrale!
Zitto zitto, ne hai fatti già fuori tanti:
Il baffetto malefico, il clown del Papeete…i fratelli e le sorelle d’ Italia.. quello che smacchiava i Giaguari …
Hai delineato il Viale del Tramonto per i traditori…Ci hai fatto vedere il buio oltre la siepe…
Scatolette di tonno, che non si aprivano…Magistrati che non lavoravano per una Giusta Giustizia..
Da solo, sempre, anche nel cuore della notte!
Ed hai vinto tante battaglie, su tanti fronti …un trionfo, in più di un’ occasione!
Hai saputo fargli un mazzo così,da solo, col tuo modesto 2% tanto declamato.
Ci hai portato Draghi…hai trasformato in realtà,tanti sogni.
La Storia, ti darà ragione..non è ancora finita!
Ma sono sicura che li farai annegare nella stessa m…a che ti hanno tirato addosso!
Ma tu e quel piccolo esercito del 2%…quanta paura fate!!Noi cantiamo intanto ;”IOSTOCONRENZISEMPREECOMUNQUESENZASEESENZAMA ” Arrivederci a domani!
A proposito di Ricchezza e Criminalità … avete visto cos’è saltato fuori dalla Procura di Milano ?!
WeekEnd per Super Ricchi a Sarajevo negli Anni Novanta a provare l’ ebbrezza del Safari Umano [sic] in zone di guerra … spendevano fino a centinaia di milioni di vecchie lire.
Aspetto conferme.
Avevo già letto che cose di questo tipo accadevano durante le guerre civili in Jugoslavia ma prima di crederci mi prendo un pò di tempo.
PS poi uno dice che la NATO ha fatto male a intervenire. Se non erro, da quando lo ha fatto la situazione è almeno congelata e il sangue non scorre più.
@ francesco
“poi uno dice”
La polemica era contro l’intervento NATO su Belgrado per il Kosova, quando venivano bombardati i caseggiati e l’ambasciata Cinese.
Sarajevo è in Bosnia. Non conosco nessuno che abbia mai preso le difese dei cecchini Serbo-bosniaci.
Al contrario: proprio il confronto fra l’operazione NATO del 1995 in Bosnia e quella del 1999 contro Belgrado illustra bene la differenza fra un’azione (la prima) mirata effettivamente a interrompere uno specifico crimine di guerra e una (la seconda) mirata a ottenere uno scopo politico (la a caduta di Milosevic) :
durante tutti i quindici giorni dell’operazione del 1995 la NATO uso’ meno esplosivo che di una sola notte di bombardamenti Inglesi sulla Germania nella WW2.
Ciao!
Andrea Di Vita
La seconda operazione mise fine ai massacri in Kosovo, come la prima aveva messo fine a quelli in Bosnia.
Le differenze sono minime e formalistiche.
Almeno questo è quello che risulta a me. Oltre al fatto che le truppe NATO sono ancora sul campo a garantire il cessate il fuoco.
Ciao
@ francesco
“massacri”
Se colpire la Serbia fosse stato giustificato dal fermare la pulizia etnica in Kosova – nobilissimo intento, il Kosova lo visitai prima del
massacro e posso testimoniare come ci vivevano gli Albanesi – allora come dimostra l’esempio Bosniaco sarebbero bastati pochi interventi mirati. A meno che uno non creda che la pulizia etnica fosse telecomandata dall’ambasciata di Pechino o dalla torre della televisione,
colpite dalle bombe in mezzo alle case.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non intendo neppure iniziare una discussione su un tema di cui nessuno di noi due sa nulla.
Ammetterò solo una malcelata soddisfazione per l’erroneo bombardamento dell’ambasciata cinese: in questa epoca i cinesi sono come l’impero britannico due secoli fa.
Ciao
OT
https://www.avvenire.it/idee-e-commenti/la-bbc-il-bias-e-il-dovere-dellonesta_100740
fine OT
giusto per darvi un saggio dei motivi per cui esiste una destra
@ Francesco
“esiste una destra”
Adesso la BBC è di sinistra?
E quando parli di destra, ti riferisci mica ai titoli di Libero (e de La Repubblica) che dicevano che i Russi stavano ormai combattendo con le pale perché stavano finendo i missili?
Allora capisco perché esiste una destra.
Per farci ridere.
Ciao!
Andrea Di Vita
<<< Adesso la BBC è di sinistra?
estrema e non da adesso, un famoso esempio di rossi al potere.
davvero non lo sapevi?
Francesco, per voi nazistoidi anche la BBC è di sinistra.
No stronzo.
La BBC è di sinistra per qualsiasi conservatore almeno dagli anni 80 del secolo scorso.
Certo, forse sei così stronzo da considerare nazistoide qualsiasi conservatore.
Però vorrei rilevare che è affascinante la scoperta di vivere in mondi così diversi che permette questo blog.
Era di sinistra nel senso che non era spudoratamente pro-Pinochet come te?
Per MT
“Era di sinistra nel senso che non era spudoratamente pro-Pinochet come te?”
Partiamo dal presupposto se qualcuno commenta su questo blog, è in buona fede. Ci sono ben altri luoghi dove agire in malafede con profitto.
Quindi nessuno qui è “spudorato”. Poi magari ha i suoi paraocchi, che è umano.
“agire in malafede con profitto”
Davvero l’unico motivo per cui non sempre diciamo proprio apertamene tutto quello che pensiamo è il profitto?
No, nel senso che fa parte dell’ambiente di sinistra che partorisce il 99% dei film europei o dei premi Nobel per la letteratura o che domina le università.
Davvero vorresti negare che esiste un bias di sinistra nell’accademia e nelle arti liberali? persino in quelle non sussidiate come il cinema USA c’è!
Davvero, sono ognora più sconvolto dalla diversità dei mondi in cui viviamo.
Qui per molti il PCUS è morto di raffreddore o vecchiaia.
🙂
Sull’interessante tema dell’odio di classe che ha tirato fuori Francesco…
forse c’è una certa confusione con lo spirito di fazione.
Mi ricordo da ragazzo la radicale differenza tra il PCI e Lotta Continua.
Per il PCI i singoli fascisti erano esseri umani, magari a cui impedire per motivi politici di parlare, ma anche potenzialmente recuperabili nel solco dell’amnistia di Togliatti.
Per Lotta Continua erano una fazione di nemici senza volto, entità demoniache. Ma non era “lotta di classe”, mica che il figlio del professore universitario di Lotta Continua invidiasse il figlio magari di operai fascista, era odio di fazione, al di là delle giustificazioni teoriche. Infatti, Lotta Continua non è mai stata un’organizzazione marxista.
Aggiungo, perché il tema è affascinante…
Qui per la prima volta i peruviani che puliscono le B&B per conto di cooperative in subappalto hanno scioperato. Rivendicando cose come lavorare solo otto ore al giorno, essere pagati tutte le ore che lavorano, ecc.
E’ un esempio da manuale di “lotta di classe”.
Ma non credo che queste rivendicazioni facessero da piuma di struzzo per nascondere il loro vero movente, l’odio per qualcuno.
Infatti non è lotta di classe, è sciopero per i diritti. Ed è pure cosa buona e giusta.
Il veleno entra solo con la lotta di classe per rovesciare il sistema. E’ quello il punto di svolta.
Ciao
PS non è colpa mia. E’ con Marx che la lotta di classe diventa parte di qualcos’altro.
Per Francesco
“Infatti non è lotta di classe, è sciopero per i diritti.”
Non capisco bene cosa tu intenda per “diritti”. Il Libero Mercato prevede o no che si possa negoziare fino in fondo tutto? E se c’è qualcuno disposto a lavorare quindici ore al giorno per due euro l’ora, quali “diritti” glielo devono impedire? Se i lavoratori non sono più liberi di negoziare il loro lavoro, finiremo in dittatura, no?
Per Francesco
““Infatti non è lotta di classe, è sciopero per i diritti.”
Non capisco bene cosa tu intenda per “diritti”. ”
Preciso che il mio dubbio è solo sul liberale che parla di “diritti”. Capirei se avessi detto, “va benissimo che un peruviano si rifiuti di lavorare per meno di tot se vuole, ma va benissimo che un altro lavori per ancora meno al posto suo, è il bello del Mercato”.
Non ho mai detto di essere un estremista liberista, forse non te ne sei accorto.
Solo che occorre un buon equilibrio nel regolare il mercato, per evitare di ammazzare la gallina dalle uova d’oro.
Da buon democristiano, so che in medio stat virtus.
Ciao
Per Francesco
“Non ho mai detto di essere un estremista liberista, forse non te ne sei accorto.”
Mi sembra che tu abbia criticato il “comunismo” più volte. E contemporaneamente ti sia dichiarato sostenitore della globalizzazione economica.
Per cui ti chiedo…
Io sono un investitore.
Ho tre scelte:
1) investire su operai pakistani a Prato che pago 50 euro al giorno, per lavorare 15 ore al giorno.
2) investire su operai pakistani a Prato che pago 50 euro al giorno per lavorare 8 ore.
3) investire su operai pakistani in Pakistan che pago 10 euro al giorno per lavorare 15 ore al giorno.
Il punto 1) potrebbe essere il “buon equilibrio” tra 2) e 3) di cui parli?
No, credo che il buon equilibrio sia far fare ai lavoratori di Prato un prodotto diverso da quello che viene fatto in Pakistan.
A parità di prodotto, è folle pensare di farlo a Prato (o a Chattanooga) invece che in Pakistan.
Può essere cosa buona e giusta cercare di far nascere sindacati e diritto del lavoro anche in Pakistan.
E’ cosa idiota volere che gli operai pakistani siano pagato come quelli italiani (e quelli italiani come quelli di Chattanooga).
Ciao
Per Francesco
“No, credo che il buon equilibrio sia far fare ai lavoratori di Prato un prodotto diverso da quello che viene fatto in Pakistan.”
Cosa si può produrre a Prato che è impossibile produrre in Pakistan?
Per Francesco
“A parità di prodotto, è folle pensare di farlo a Prato (o a Chattanooga) invece che in Pakistan.”
Credo che tu intenda economicamente, cioè in termini di quanto l’investitore è costretto a pagare.
E’ la solita distinzione tra “prezzo” e “costo”: il costo complessivo del trasporto merci viene esternalizzato al mare e all’aria che respiriamo.
Per Francesco
“Può essere cosa buona e giusta cercare di far nascere sindacati e diritto del lavoro anche in Pakistan.”
Vuoi diffondere il comunismo anche lì?
Miguel, certo! e seguendo l’esempio del generale MacArthur nel Giappone occupato!
😀 😀 😀
PS cosa produrre a Prato? e lo chiedi a me, che non sono un imprenditore? fosse facile, non girerebbero in Ferrari, quei pochi che hanno successo.
Per Francesco
“PS cosa produrre a Prato? e lo chiedi a me, che non sono un imprenditore? fosse facile, non girerebbero in Ferrari, quei pochi che hanno successo.”
Giusta la tua risposta.
E capisco benissimo il concetto, “noi abbiamo davanti problemi più grandi di noi, e non sappiamo che risposta dare, anche perché non contiamo nulla!” E’ la risposta che do anch’io tutti i giorni di fronte agli orrori che vedo.
Cerco di riformulare la domanda, in modo incerto…
Cosa provi di fronte al futuro dei 200.000 abitanti di Prato (gente bella e brutta), quando pensi che probabilmente a breve, i lavori “bassi” che possono fare, saranno fatti da pakistani in Pakistan; e i lavoro “alti” saranno fatti dall’intelligenza artificiale?
Te lo chiedo alla pari, nel senso che so quello che provo, ma non ho certo “la soluzione”.
Che sono miei fratelli in Cristo, quanto i pakistani, che auguro loro ogni bene e che sono fortunati a vivere nell’epoca e nei paesi con la massima presenza dello Stato assistenziale.
Ciò detto, che come ogni umano devono badare a se stessi ogni mattina che si svegliano e non aspettarsi che altri lo facciano per loro. E lo dico guardando in faccia me, che sono un emerito coglione molto poco capace di badare a me stesso.
Ciao
Sul tema lotta di classe…
L’industria superfiga della Moda Made in Italy, una gloria nazionale, funziona perché vicino a Prato c’è una vasta rete di fabbrichette, quasi tutte di proprietà cinese, cui la Moda subappalta le lavorazioni. Che vengono quindi fatte veramente in buona parte in Italia.
Questo è possibile perché la fabbrichetta cinese ha tanti operai pakistani pagati part time per lavorare in realtà quindici ore al giorno per sette giorni la settimana.
Ora, i comunisti (un piccolo sindacato che è riuscito a organizzare alcuni di questi pakistani) hanno sobillato per odio di classe questi pakistani, che hanno quindi scioperato.
Se gli scioperanti vinceranno, sappiamo tutti che gli effetti dal punto di vista della Scienza Economica saranno disastrosi.
Le fabbrichette non saranno più in grado di fare prezzi concorrenziali; la Moda Italiana dovrà rivolgersi direttamente a fabbriche in Pakistan, invece di importare pakistani, a una spesa ancora inferiore.
Se invece avessero permesso alle Leggi di Mercato di operare liberamente, tutto sarebbe andato meglio: magari sarebbero arrivati i bengalesi disposti a lavorare per la metà di ciò a cui sono disposti a lavorare i pakistani.
Insomma, non capisco proprio come un liberale come Francesco possa dire che gli scioperanti fanno bene.
Veramente la Moda italiana vende con margini altissimi, per cui può anche sopportare un aumento del costo del lavoro.
E’ l’industria tessile normale che è morta da molto tempo.
Avendo studiato economia, so che rimpiangere il bel tempo andato è poco utile e pensare di ricrearlo a suon di dazi anche peggio.
PS gli scioperanti fanno benissimo, purchè si sappia che un loro eccessivo successo ucciderà le imprese. Per colpa MIA, che comprerò la maglietta gialla da 5 euro invece di quella gialla da 10 euro.
Ciao
Continua l’ Inchiesta sul Safari Umano a Sarajevo :
https://www.ilmessaggero.it/mondo/cecchini_italiani_turisti_guerra_sarajevo_pagavano_per_uccidere-9180909.html
Cecchini italiani “turisti” della guerra a Sarajevo. «Pagavano per uccidere i civili, 100 milioni di lire per un bambino»
La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta su almeno tre italiani che tra il ‘92 e il ‘96 si radunavano a Trieste per essere portati dai militari serbi su una collina per fare i cecchini
https://scenarieconomici.it/iran-corsa-ai-missili-le-fabbriche-lavorano-24-ore-su-24-per-prepararsi-a-un-nuovo-conflitto-con-israele/
È inevitabile che ci sia un secondo conflitto tra Israele e Iran.
È la situazione a mio parere più preoccupante tra tutte quelle che si vedono in giro per il mondo.
La Cina non sta semplicemente a guardare.
Gli Stati Uniti idem.
Mah.
https://italy.news-pravda.com/world/2025/11/12/320476.html
L’Iran sta armando i palestinesi in Cisgiordania e Hezbollah a un ritmo incredibile, affermano il Washington Free Beacon e i media israeliani
I media israeliani affermano che Al-Sharaa in Siria ha ridotto il controllo sulle rotte del contrabbando verso il Libano, consentendo a Hezbollah di riarmarsi.
Sarebbe da soppesare parecchio, ma il sospetto che siamo vicini a una nuova ripresa del conflitto Israele Iran inizia a farsi avanti.
Ripenso a un vecchio articolo di Alastair Crooke che sosteneva che il fatto che la Russia sia impegnata in Ucraina la esclude all’eventualità che possa sostenere efficacemente l’Iran.
Boh! Forse sospetto troppo.
Speriamo che il periodo natalizio non porti sfiga…
Ero fuori tema.
Adesso con la patrimoniale sono tornato nei ranghi del disciplinato commentatore sulla ricchezza.
Porca vacca! Che poi, anche lei non ne ha colpa….è un animale mansueto.
“Immagina un’imposta dell’1% del tuo patrimonio superiore dovuto milioni di euro, per garantirti otterrai un incasso annuo di 26 miliardi di euro, per evitare lo smantellamento dello Stato Sociale, ti ritroverai con tutto come pignoramento se sei interessato ai tuoi contributi milionari sopra. Ma allora la dichiarazione di Giorgia Meloni in merito a viscerale ostilità a patrimoniale non dovrebbe far capire che la posizione, et quella della destra, è apertamente rivolta alla difesa dell’1% più ricco della popolazione? Non c’è bisogno di pagare più di 43 milioni di contributi italiani alla destinazione della Meloni che deve aumentare l’aliquota piena alla loro destinazione prevista? È possibile dimostrare lo status sociale?”
https://altreconomia.musvc2.net/e/tr?q=5%3dBbKSId%264%3dS%26y%3dZKUH%26M%3dLaCYP%26M%3dsRBH4_Piua_aS_Jb1h_TQ_Piua_ZX3wR07nM6GxGs.A5_Piua_ZXHlR0AxM6AlJw-9t95ElG-1D-190LtR7-6pG-AM1C0-JtAu0t-G6-A594Al-C-CFz-BwA-1GC-8zPBA-oC4-EzLvG_3ykr_Cn_0sdx_Kh6R5_KzS05p_Piua_aVFpUADpRB73_Piua_ZNM5K_57oGCE_3ykr_DlwElG4_Jb1h_TGSBE_n95HlGyF_3ykr_DlfnBZISCcfcY1%26v%3dE6QD5C.LwL%26tQ%3dIaGgR%26L4%3d3l9sZRTFYISCYJUJcP%260%3dlaNSIDLSD9NVDgLaBbL6KbI6mhsVG9v3CYJan0wbIZOZK9QUGAOSGhtTK0LWChL6&mupckp=mupAtu4m8OiX0wt
Boia, che link lungo….
Testo riveduto e corretto.
Adesso, io raramente mi impiccio di politica italiana, ma quando ce vo’ ce vo’!
Aoh, Italliani, mo’ svegliateve che ve stanno a frega’….
Un’imposta dell’1% sui patrimoni superiori ai due milioni di euro garantirebbe un gettito annuo di 26 miliardi di euro ed eviterebbe lo smantellamento dello Stato sociale. Un atto nell’interesse dei quasi 43 milioni di contribuenti
La presidente del Consiglio ha dichiarato con orgoglio che “con la destra al governo le patrimoniali non vedranno mai la luce”. Si tratta di un’affermazione qualificante in termini identitari, a cui dovrebbe seguire una presa di coscienza da parte di tutti i contribuenti italiani. Il nostro sistema fiscale, infatti, ha qualche “piccolo” problema.
Innanzitutto è costruito quasi esclusivamente sul gettito di Irpef e Iva. Nel caso dell’Irpef, il 27% dei contribuenti, con redditi compresi tra 28mila e 60mila euro, paga oltre il 70% dell’intero carico fiscale. Queste stesse fasce sociali -lavoratori dipendenti e pensionati- pagano anche gran parte dell’Iva che, trattandosi di un’imposta sui consumi, colpisce senza alcun riferimento al reddito.
In secondo luogo, il sistema delle flat tax e l’aliquota massima dell’Irpef al 43% (che vale per i redditi da 50mila euro in su, per cui rimane la stessa per chi guadagna 50mila euro e chi guadagna 10 milioni di euro) favorisce i redditi alti, tanto che il 5% più ricco della popolazione italiana gode di un regime fiscale regressivo.
Inoltre non esiste, di fatto, alcuna imposta patrimoniale sulla rendita finanziaria né alcuna imposta strutturale sui cosiddetti “extra-profitti”. Infine, esistono aliquote diverse per gli stessi redditi a seconda della tipologia, e il reddito da lavoro dipendente è quello che paga le aliquote più pesanti. Deve essere aggiunto un dato ulteriore: i contribuenti italiani sono poco meno di 43 milioni.
Ora, alla luce di questi numeri, immaginare un’imposta dell’1% sui patrimoni superiori ai due milioni di euro, che garantirebbe un gettito annuo di 26 miliardi di euro, per evitare lo smantellamento dello Stato sociale, dovrebbe risultare a tutti come un atto che si muove nell’interesse dei milioni di contribuenti di cui sopra. Ma allora la dichiarazione di Giorgia Meloni in merito a una viscerale ostilità a una patrimoniale non dovrebbe far capire che la sua posizione, e quella della destra, è apertamente rivolta alla difesa dell’1% più ricco della popolazione? Non dovrebbe far capire ai 43 milioni di contribuenti italiani che la destra di Meloni ha come obiettivo aumentare il carico fiscale complessivo a loro destinato? E soprattutto a smontare lo Stato sociale?
Qui si passa alla storia per cojoneria.
Mai come i tedeschi però, che hanno finanziato con due miliardi di euro gli stessi che gli hanno tagliato il tubo del gas.
L’episodio più ridicolo in tutta la storia dell’umanità.
Perchè? mi pare un giusto gesto di gratitudine per chi ha tagliato il cappio che gli si stringeva alla gola.
La questione è andare a chiedere spiegazioni a chi ha infilato il collo della Germania in detto cappio.
Ciao
Ma non era la logica del libero mercato?
Andare a prendere il gas dove costava meno?
Fino a poco tempo fa arrivava comunque dalla Russia dopo vari passaggi clandestini di imbarcazione ed era GNL molto più caro.
Adesso c’è il rischio che non arrivi più niente perché il GNL russo va in Cina e India, il GNL americano potrebbe esaurirsi a breve oppure essere necessario Trump per tenere bassi i prezzi della benzina in America, altrimenti lo linciano.
Cosa ci resta? O’ sole, o’ mare….
Oh, intendiamoci, con una bella decrescita dell’80% si risolve tutto. Basta organizzarsi.
Cucine solari, frigoriferi in terracotta, case in terra cruda o palafitte a seconda del clima.
In attesa del nucleare cinese di quarta generazione. Ma senza fretta. Facciamo lo stesso. Come essere al camping.
Si. Errore madornale
Il gas non è benzina.
Ma io ho un’auto a metano che funziona benissimo. Adesso qui non ne fanno più. In Cina invece usano i Camion a Metano.
I soliti esagerati.
Invece mi sa che la benzina è la plastica siano di provenienza americana a prescindere, perché il petrolio leggero che si estrae col fracking si presta perfettamente per questi utilizzi.
Il gas americano potrebbe servire per tenere bassi i prezzi del riscaldamento in America, visto che tra non molto potrebbe scarseggiare. Altrimenti Trump viene linciato anche per questo.
Lo linciano due volte. Così impara a fare lo sbruffone.
@ francesco
“cappio”
Pagare meno il metano per sostenere l’export e il welfare adesso è un “cappio”.
Ovvero: quando il johnwaynismo evolve in tafazzismo.
Anzi – trattandosi di Tedeschi – “Tafazzismus”.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> Ma non era la logica del libero mercato?
Sì, fino a che qualcuno ha scoperto che si poteva usare la logica del libero mercato per fottere gli altri paesi al gioco della politica.
Non che un politico normale non potesse arrivarci anche prima, che dipendere da un solo fornitore per un input vitale come l’energia fosse problematico.
E senza neppure bisogno di ricordare che quel fornitore era la Russia di Putin.
L’economia è sempre stata una parte del quadro, come sanno i veri economisti e i veri politici.
Ciao
Adesso dipende da un solo fornitore.
E fornisce a prezzi quadruplicati ed è pure dispotico (o disperato, a seconda dei punti di vista) e ci mette contro una potenza atomica.
Però, non l’avrei mai detto fino a una settimana fa, ci sono segnali di progresso tecnologico da parte della Cina che fanno pensare a una nuova epoca di energie sostenibili e anche relativamente economiche.
È un sentore, più che altro.
Il fatto è che bisognerebbe farseli amici, i cinesi….
Posso farti notare che nessuno ha obbligato la Germania ha dismettere le sue centrali atomiche?
Insomma, la sintesi oggettiva è che i crucchi si sono rincoglioniti, ai sapienti spiegare perchè.
Noi italici sotto la Melona compriamo energia da 2/3 fornitori, dici che siamo meno scemi dei tedeschi?
Evviva
Dismettere centrali atomiche tedesche
Prima della Riunificazione tedesca era prevista una notevole espansione della capacità nucleare, tramite la costruzione dell’impianto di Stendal ed il completamento di quello di Greifswald con gli ultimi 4 reattori. Questi piani furono cancellati a causa della non convenienza economica di aggiornare i sistemi agli standard occidentali, la costruzione degli impianti in costruzione fu quindi interrotta e tutti gli impianti iniziarono ad essere smantellati, anche Greifswald 4 che era rimasto in funzione per pochi mesi e Greifswald 5 che doveva essere solo allacciato alla rete per diventare produttivo.
Wikipedia
Già negli anni 80′ il nucleare era economicamente morto.
Non che io l’abbia visto morire di persona, ma mi è capitato spesso di sentirlo dire.
Perché se costruivi una centrale sicura costava una follia e se la volevi più economica non era sicura.
Adesso possiamo saltare e rimbalzare da un argomento all’altro, per carità, nessun problema, ma resta il fatto che il gas russo l’abbiamo schifato e ora se ne va verso l’Oriente.
Quello americano arriva finché arriva, perché è quello che resta della gloriosa epopea del fracking e se tu vai a informarti troverai che in america gran parte dei bacini produttivi sono ormai esauriti e in quelli che
restano ci sono pozzi che si cannibalizzano l’un con l’altro.
A un certo punto gli americani se lo terranno per loro.
La Meloni non so bene cosa faccia. La Meloni è sostenuta dall’ENI.
Se trova del gas in giro è per questo motivo, immagino.
Ma io sull’ENI non mi impiccio.
In genere vedo che nessuno si impiccia.
Ma sono scampoli.
Mi permetto di avere dei bei dubbi, grossi come portaerei cinesi da battaglia, sui veri costi dell’energia nucleare.
Tanto più in epoca di crisi climatica e di valutazione economica dell’inquinamento.
Sul fatto che valga la pena di fare spallucce all’imperialismo russo per avere gas a buon prezzo … dammi dell’idealista!
Ciao
>>> Sì, se io fossi stato un vietnamita (ma non lo sono!) non mi sarei arruolato tra i Vietcong. Avrei disertato.
Posso chiedere cosa pensate di questa affermazione di Miguel, cari co-avventori di questo bar? Sono molto curioso.
Ciao!
Per Francesco
” Sì, se io fossi stato un vietnamita”
Precisiamo che si trata di un discorso del tutto teorico, che parte da questi presupposti:
1) Per la prima volta nella storia di questo blog, mi sembra che tutti abbiamo concordato che una specifica lotta – quella dei Vietcong contro gli americani – fosse giusta. Quindi la possiamo definire la guerra giusta per eccellenza.
2) Io dico (ovviamente parlando del tutto teoricamente, alla mia età, a questa distanza storica, geografica, ecc. ecc.) che la mia posizione attuale è di disertare anche la guerra che TUTTI considerano giusta.
Ehm, Miguel, a volta dubito che l’italiano sia la mia madre lingua!
Non solo non sono affatto d’accordo fin da piccolo (me lo ha ricordato mia mamma, io non me lo ricordo mica) ma aggiungo che, fosse stato per i Vietcong, il Vietnam del Sud sarebbe un paese libero e capitalista, non solo capitalista.
Solo che nel gioco entrarono le forze armate del Vietnam del Nord.
Ciao
Per Francesco
“Non solo non sono affatto d’accordo fin da piccolo”
avevo capito che anche tu ti fossi dichiarato d’accordo che fosse una “guerra giusta”: ne ho parlato solo perché era un caso unico di accordo universale. Quindi ritiro l’esempio del Vietnam.
Giusta o no, io guardo ai frutti.
Ci sono partiti di opposizione, stampa libera, sindacati.
In Corea del Sud, dove vinsero gli americani contro i coreani del Nord che volevano unire il paese sotto il loro controllo.
A Taiwan, che gli USA hanno protetto dalla riunificazione cinese per questi ultimi 70 o 80 anni.
In Giappone, che è stato occupato dalle truppe USA e non da quelle URSS.
Ciao
@ francesco
“stampa libera”
Vabbè, contro i feticci è tempo perso.
Quando Sempronio non arriva a fine mese sapere cosa dice il Caio coi piedi
al caldo di Tizio coi piedi al caldo è una magra soddisfazione.
Almeno una volta in URSS si faceva davvero la fame.
Ma dire che in Vietnam del Sud si stesse meglio che nel Vietnam di oggi…😂
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
credo tu abbia capito che non sono disposto a barattare la libertà per un piatto di lenticchie.
Per questo ritengo di essere io l’erede dei partigiani e tu quello degli imboscati (a essere generoso).
Ciao
PS Corea del Sud di oggi sarebbe il paragone corretto, e ben lo sai.
@ francesco
“libero”
Allora, io l’età per ricordare i telegiornali Rai che parlavano dei bonzi buddisti che si davano fuoco per protestare contro l’oppressione del governo di Saigon.
E ricordo gli speciali Rai di approfondimento che parlavano delle condizioni dei deportati dai vari villaggi al confine con il Nord confinati in campi di concentramento a Sud perché non aiutassero i Vietcong.
Solo nella propaganda USA – e, appunto, un “Berretti Verdi” – veniva definito “libero” il Vietnam del Sud.
Jan Palach te lo ricordi e i bonzi no?
Ciao!
Andrea Di Vita
C’è chi si da fuoco per protestare contro l’oppressione chi a favore della stessa.
Come c’erano giovani volontari col fazzoletto rosso e giovani volontari in camicia nera.
Ammesso e non concesso che il regime comunista vietnamita dia spazio al buddismo come fa Putin con la chiesa ortodossa.
Sennò i poveri bonzi sono bruciati invano.
PS il Vietnam del Sud era libero, non è mica questione di come lo chiamavano. Facta, non palabras.
miguel
“2) Io dico (ovviamente parlando del tutto teoricamente, alla mia età, a questa distanza storica, geografica, ecc. ecc.) che la mia posizione attuale è di disertare anche la guerra che TUTTI considerano giusta.”
sarei curioso di sapere se è una questione di frontiere che a te non sembrano interessanti…se l’esercito nemico volesse conquistare l’oltrarno, diserteresti o ti uniresti all’Esercito Popolare d’Oltrarno?
roberto: ”se l’esercito nemico volesse conquistare l’oltrarno, diserteresti o ti uniresti all’Esercito Popolare d’Oltrarno?”
Ma davvero non riusciamo a vedere altre alternative che la lotta armata o la capitolazione totale?
La disobbedienza civile di massa no?
E son sicuro che a Miguel, che di certo non diserterebbe dall’Oltrarno, verrebbero un sacco di idee al riguardo.
tomar
“La disobbedienza civile di massa no?”
è un’opzione in effetti…secondo me l’efficacia di una cosa del genere è quasi nulla, ma si può provare, perché no?
Per roberto
“se l’esercito nemico volesse conquistare l’oltrarno, diserteresti o ti uniresti all’Esercito Popolare d’Oltrarno?”
Bella domanda!
penso confusamente che se il governo italiano o quello greco o quello finlandese volesse mettere l’Oltrarno sulla loro mappa, non me ne importerebbe molto.
Se il governo in questione iniziasse a sfrattare i residenti, sarebbe un problema.
Come è un problema quando il governo italiano permette a multinazionali statunitensi di sfrattare la gente.
Miguel: “…penso confusamente che se il governo italiano o quello greco o quello finlandese volesse mettere l’Oltrarno sulla loro mappa, non me ne importerebbe molto…”
Infatti non è mai quello il guaio.
Stare sotto l’egemonia di un “Impero” o l’altro, sotto un’ideologia astratta e fumosa di comodo e propaganda non è mai il problema.
Il problema può esserci nel momento del cambio egemonico da un cornuto all’altro, lì possono manifestarsi violenze, massacri, pogrom, cacciata, dispersione ed eventuale ricollocozione altrove della popolazione autoctona.
I romani per secoli si sono lamentati del fatto che Roma facesse stare meglio le colonie allogene che i loro cittadini, poichè un impero necessita di tenersi buoni le etnie dei territori conquistati e assimilati
(a meno di non genocidiare tutti i residenti e colonizzare il territorio con la demografia etnica propria quando possibile).
Gli statunitensi, eleggendo Trump e il suo programma di “smantellamento imperiale” col proposito di riportare tutto a casa chiedono esattamente come gli antichi romani al proprio governo di d’isimperarsi e nazionalizzarsi normalmente e così pensare al solo benessere sociale della sua cittadinanza che usare tutte le risorse per mentenerne un’estenuante egemonia imperiale mantenendone i clientes meglio di loro.
Se si finisce sotto l’ombrello imperiale di tizio o caio poi tizio o caio dovranno necessariamente garantire un buon tenore di vita ai subordinati se vogliono la stabilità (oppure farli tutti fuori in un modo o nell’altro, ma per quello ci vuole un surplus abbondante di popolazione propria da ricollocare nelle colonie, cosa che spesso manca).
Insomma,
l’unica buona e giusta ragione per cui “Johnny prenda il fucile” è nell’immediato cambiamento di cornuti all’egemonia con le voiolenze che può portare, o se ti si vuole far fuori definitivamente o ricollocarti altrove in qualche fottuta riserva;
altrimenti è ragionevolmente, convenientemente,
meglio starsene quieti
(calati juncu ca passa a china) e aspettare che le cose si ri-normalizzano con i cornutoni nuovi che governeranno esattamente come i vecchi; all’inizio forse pure meglio.
Ros
Tutto compreso mi sa che hai raggione…
Addirittura i Russi non vogliono prendere molti prigionieri in Ucraina perché poi li devono mantenere a sbafo.
Io vorrei che l’Italia fosse invasa dalla Bielorussia, perché il bielorusso usa il filobus e non le orrende macchine puzzolenti e nei propri condomini la cucina è in comune, con grande funzionalità complessiva. Poi il bielorusso è un tuttofare che non ha bisogno di chiamare i famigerati artigiani per le riparazioni. E le bielorusse mi dicono che sono molto attraenti.
La considererei un’invasione auspicabile.
https://www.missioniafricane.it/il-colonialismo-belga-in-congo-saccheggi-e-soprusi/
Ma Dio mi guardi dai Belgi. E dal caucciù….
Puffo giardiniere: “Io vorrei che l’Italia fosse invasa dalla Bielorussia”
tutto sta a convincere i bielorussi🙄
Oramai, mi sa, che è sempre più difficile trovare fessi che in nome della gloria e dell’impero si affannino a mantenerci satolli al calduccio rimboccandoci le coperte🙁
L’ EuroFola 🙂 di paragonare UE e USA però NON regge:
è ovvio che la California abbia più ricchezze del Wyoming, mica è un Paese Comunista 🙂 … però che la California prosperi sulla pelle del Wyoming NON può esistere.
Puffo,
“E le bielorusse mi dicono che sono molto attraenti.”
Credo siano le più fighe del mondo insieme alle baltiche.
“Io vorrei che l’Italia fosse invasa dalla Bielorussia, perché il bielorusso usa il filobus e non le orrende macchine puzzolenti “—
Se i bielorussi invadessero l’Italia, scoprirebbero che la maggior parte degli italiani usa le orrende macchine puzzolenti e comincerebbero a usarle anche loro,
anche perché probabilmente gli autobus e le tramvie italiane fiunzionano PEGGIO di quelle di un paese abituato all’uso quotidiano diffusissimo dei mezzi pubblici 🙁
miguel
“penso confusamente che…”
certo! mi sembra una risposta coerente con quello che hai detto in precedenza…ma…se non lo sai cosa vuole fare quell’esercito calato dalle steppe?
@ roberto
“steppe”
Qui col babau dell’esercito calato dalle steppe ce lo stanno mettendo a tutti dove non batte il sole…
Ciao!
Andrea Di Vita
minchia andrea ma hai davvero il chiodo fisso!?! ti sei triggerato per una fesseria…Sotituisci steppe con mari del sud, o foresta nera o spazio profondo, non sto minimamente pensando ai tuoi eroi, stiamo parlando di tutt’altra cosa con miguel
@ Roberto
“chiodo fisso”
Lo so benissimo che non state parlando della Russia.
Ma il problema è che proprio perché la gente non reagisce spontaneamente come pensa Miguel diventa possibile cascare tutte le volte nella trappola dei ‘Valori In Pericolo! Corri A Difenderli!’.
Che sia Russia o Austria-Ungheria o Beciuania è lo stesso.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Non sai cosa voglia fare”
Tu hai idea di cosa vorranno fare i nostri amici americani tra 30 anni? E quindi hai imbracciato le armi per cacciarli dall’Italia preventivamente?
sai che non sono colto e bravo come te in storia, e non seguo con particolare attenzione l’attualità, ma mi sfugge il momento in cui l’esercito americano ci ha invaso, almeno durante la mia vita….
ma non capisco la logica degli interventi tuoi e di andrea che sembrate intervenire per il gusto della provocazione in una discussione che manifestamente non avete seguito (nulla di grave, mica si possono seguire tutti i rivoli delle discussioni su questo blog…)
Speravo che lo sbarco di Gela del 1943 fosse conoscenza comune, ma evidentemente mi sbagliavo.
tu hai chiesto se ho imbracciato il fucile, capisco ora, nel 43 a gela…e ovviamente dal mio inciso “almeno durante la mia vita” non potevi sapere che nel 43 sarei nato 30 anni dopo…allora completo la risposta e no, non ho potuto imbracciare il fucile contro nessuno
(trovo sempre un tristemente inutile discutere con te, peccato e pazienza)
Roberto,
“mi sfugge il momento in cui l’esercito americano ci ha invaso, almeno durante la mia vita….”
Infatti è successo prima che tu nascessi e non se ne sono più andati.
Vae victis.
O coglione, abbiamo dichiarato noi la guerra agli ammerigani in quell’occasione!
Almeno quello te lo ricordi?
Sulle loro intenzioni, io non c’ero ma la memoria storica del popolo italiano mi pare sia arrivata fino a noi.
Si saranno sbagliati tutti.
PS ce l’avevo con MT.
Non che questo mi sia molto di scusa, lo ammetto.
roberto: “…se non lo sai cosa vuole fare quell’esercito calato dalle steppe?…”
E’ vero che abbisogna considerare per cosa ri vogliono annettere.
Se è per le risorse territoriali e/o materie prime c’è il concreto rischio di fare la fine dei conghi coi belgi di re Leopoldo di Puffo Giardiniere.
Se invece i motivi sono geopolitici standard è diversa cosa.
L’Italia, la Germania occidentale ecc sono state annesse all’influenza USA perché ai confini dell’antagonista sovietico ed evitarne l’influenza loro.
E per un bel po’ sono state trattate all’ingrasso coi guanti fini e merlettati e le pastarelle la domenica pure.
Lo stesso motivo per cui
– caduto che fu’ il muro con Rocky IV° –
ci siamo subitaneamente accollati a mantenere i tre porcellini baltici, e i polacchi, e pure vorremmo accollarci il resto dell’ex patto di Varsavia – Ucraina compresa – sempre per lo movente motivazionale strategico; e che per lo stessomotivo li vuole pure la Federazione Russa:
aree cuscinetto d’influenza e piattaforme portaerei d’attacco per eventuali casini a venire e salvaguardare così i propri confini a casa propria)
e li abbiamo – i baltici e l’altri cosi lì – rinpannucciati, improfumati e incravattati e allicchettati come fossero cristiani quando che fin’a ieri sti buzzi bifolchi manciavano muschi e licheni quando gli andava bene che manciavano🙄
Abbisogna farsi bene i conti insomma.
Noi, Europa, che risorse eventuali da depredare abbiamo?
A che cosa possiamo servire a l’uni o all’altri?
O ai – che so’ – cinesi?
Nel 2019 Conte col salvini assieme e i 5 stelle hanno provato a venderci alle loro vie della seta e l’americani l’hanno subito fatti sbaraccare baracca e burattini al papeete mettendoci un Draghi al posto del Dragone…
https://tg24.sky.it/economia/2023/12/07/via-della-seta-italia-cina-cosa-e
A quelli che gli serviamo e semmai gli serviamo gli serviamo più vivi o più morti?
Più grassi o più magri?
🤔
Serviamo all’Impero decadente perché abbiamo un sacco di risparmi e con questi vogliono provare a non decadere del tutto.
Ma decaderanno. Sono già praticamente falliti a detta persino del presidente della Fed.
I Russi non verranno a invaderci. Non ha senso. Gli andrà già bene se non saranno loro ad essere invasi da noi. Si tutelano con la minaccia nucleare. E c’è chi ancora non capisce che fanno sul serio. Perché il Russo è un ultranazionalista che se gli tocchi la Mafre Russia ti fa saltare in aria mezza Europa. Ma non le élite europee che prenderebbero l’aereo e scapperebbero in Nuova Zelanda dove hanno i Bunker antiatomici.
ros
(grazie per la risposta in tema)
“Se invece i motivi sono geopolitici standard è diversa cosa.”
questo però non è detto, metti che gli svizzeri invadono oltrarno ed impongono la svizzerizzazione dell’oltrarno con obbligo di sostituire il lampredotto con la fonduta, di mettere orologi a cucù dappertutto e di non fare rumore nel parco….mi sembra pericoloso!
“sempre per lo movente motivazionale strategico”
sai che su questa cosa io ho sempre avuto molti dubbi. per me nell’allargamento ad est c’è una parte importante “economica” (un mercato vergine, una ricostruzione, un posto dove delocalizzare imprese) e una parte ancora più importante di pura ideologia (riuniamo tutti sotto un’unica bandiera blu e passiamo alla storia), ed una parte atlantista (nel senso a wahington era gradita la presenza a bruxelles dei suoi piccoli cavalli di troia)
la considerazione geopolitica in ottica “contro il patto di varsavia”, con l’URSS ormai distrutta e, nell’ingenua idea del momento, irrilevante, mi convince molto poco
sono d’accordo in sostanza con l’analisi di robelux…
cerchiamo di fissare alcuni punti incontrovertibili, sine ira et studio
1.l’allargamento a Est della vecchia CEE divenuta CE e poscia UE è stato un errore, grave, foriero di conseguenze negative e lesivo dello stesso europeismo in quanto un’Europa piccola e più omogenea avrebbe potuto fare molti più passi verso l’integrazione effettiva (specialmente se i conservatori britannici avessero lasciato la Thatcher al potere nel novembre 1990 e quindi l’UK si sarebbe forse tolto dai piedi cinque lustri prima della brexit :D)
2.detto ciò, ormai l’allargamento c’ì stato e non si può più tornare indietro pena la fine stessa dell’idea europea
3,questo allargamento intempestivo non fu però dovuto a oscuri complotti dei soliti ignoti (che poi, per chi li denuncia, sarebbero sempre noti :D) bensì -e lì Roberto coglie il segno- dovuto essenzialmente a tre fattori:
3a.il “delirio di onnipotenza” che spinse alcuni al sogno di “colorare” dei colori europei l’intero Continente, diciamo un’ulteriore prova dei danni di OGNI ideologismo, anche quello ammantato delle più candide intenzioni
3b.la volontà di fare affari e profitti (anche se poi, e gli economisti chioseranno, forse si sarebbero fatti maggiori profitti tenendoloi fuori e “sfruttandoli” à la Léopold II Roi des Belges 😀 :D)
3c.il desiderio USA di annacquare la spinta integrativa (censita essere minacciosa) con nuovi Stati e staterelli nazionalisti che avrebbero volentieri preso le mosse da Washington…un’ala orientale frenante che facesse da sponda all’ala occidentale egualmente frenante (i britannici, non a caso spinti nella CEE da Washington e sgraditi a de Gaulle che avrà avuto tutti i difetti di questo mondo, ma fesso non era)
bon ! nessuna volontà antirussa, anacronistica ai tempi
anche se concedo che alcune azioni, improvvide, possano essere state interpretate dal Cremlino in altro modo…
invece fu esiziale la decisione del DEM William Jefferson Clinton, fra un blowjob e l’altro, di ALLARGARE la NATO ad Est (NATO e CEE/CE/UE non sono intercambiabili eh :D), una delle Ursachen che indebolì la “Russia buona” di El’cin [o meglio di un successore “buono” dello stesso El’cin] e rese storicamente inevitabile la risovietizzazione putinista (anche se Putin stesso era meno radicale agli inizi e una politica alla SB, diciamo una super Pratica di Mare, forse lo avrebbe tenuto agganciato all’Occidente)…
ma, ribadisco, la NATO è altro e concerne(va) gli USA..
l’Europa assolutamente non aveva alcuna intenzione antirussa nell’allargarsi a Est, anche se agli occhi sospettosi di Mosca potè darne l’impressione
habsb
sono totalmente d’accordo con la tua aggiunta sulla NATO e ovviamente, sulla differenza fra NATO e UE
A detta del generale Fabio Mini che evidentemente non usa le mezze parole, per l’Europa i Paesi Baltici sono un “cancro”.
🙂
L’Europa dell’Est per quanto mi risulta, doveva essere un serbatoio di manodopera a basso costo per la Germania esportatrice per
vocazione. Adesso non si sa più che roba siano.
Non riescono neanche più a votare perché gli annullano le elezioni con pretesti vari.
Secondo me rimpiangono l’Urss.
Lo dico così, a naso.
Roberto: “sai che su questa cosa io ho sempre avuto molti dubbi. per me nell’allargamento ad est c’è una parte importante “economica” (un mercato vergine, una ricostruzione, un posto dove delocalizzare imprese) e una parte ancora più importante di pura ideologia…”
beh sono d’accordo che i motivi possono essere molteplici,
e che quelli che hai citato hanno sicuramente – anche – il loro peso.
Ma anche in quel caso alla Federazione Russa non resta che rientrare anche loro nella nostra orbita (e bisogna vedere se vogliono, se vogliamo noi, e a quale prezzo🙄) o cercare sponde altrove coi sedicenti brics se esistono poi davvero o i cinesi.
E coi cinesi sono confinanti scomodi e riottosi;
I cinesi che rivorrebbero tanto Taiwan (dagli USA) che Vladivostok (dai russi) e altro territorio confinante che considerano loro attualmente russo.
https://it.wikipedia.org/wiki/Conflitto_di_frontiera_sino-sovietico
Magari domani
– a dispetto di quel che pare e ci immaginiamo possibile –
i russi saranno alleati e aiutati da noi atlantici e USA – nella loro guerra contro la Cina
habsburgicus: “l’Europa assolutamente non aveva alcuna intenzione antirussa nell’allargarsi a Est, anche se agli occhi sospettosi di Mosca potè darne l’impressione”
sono sostanzialmente d’accordo con le tue considerazioni, ma era pure prevedibile quel che è successo.
Caduto il muro pare (così dicono) fosse stata data garanzia che non ci sarebbe stato alcun allargamento NATO ad Est
https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/03/25/news/la-nato-e-la-russia-non-un-centimetro-a-est-3847203/
I russi sono assai patologicamente paranoici, in special modo dopo Napoleone e Hitler
*
>>> Secondo me rimpiangono l’Urss.
Detto peraltro dei popoli dell’Europa dell’Est, che dell’URSS non fecero mai parte.
Diciamo che secondo me la nostalgia dell’URSS è un fattore, e potente, ma in Europa occidentale. E in Italia poi! tira quasi con un pelo di fica, che notoriamente è la più potente forza dell’universo.
Ciao
“Posso chiedere cosa pensate di questa affermazione di Miguel, cari co-avventori di questo bar? ”
niente, penso invece, come già detto, che tu abbia dei pesantissimi e abbastanza fantasiosi pregiudizi sugli avventori di questo bar 😉
Dopo tutti questi anni non credo mica, caro Pino.
Però cosa ne dici del punto di Miguel?
😀
il punto 2, mannaggia
ciao
Per Francesco
torno alla domanda che si è probabilmente persa tra i tanti commenti…
FRANCESCO: ““No, credo che il buon equilibrio sia far fare ai lavoratori di Prato un prodotto diverso da quello che viene fatto in Pakistan.”
MIGUEL: “Cosa si può produrre a Prato che è impossibile produrre in Pakistan?”
ti ho dato l’unica risposta seria che conosco
ciao
Per Francesco
“ti ho dato l’unica risposta seria che conosco”
Non capisco la tua risposta. La mia domanda non è provocatoria, penso che sia enormemente importante.
Se accettiamo un sistema di trasporti planetari che esternalizza i propri costi sull’ambiente, non vedo praticamente nulla che non si possa produrre in Pakistan a una frazione del costo.
Certo, possono esistere prodotti di nicchia tipo la mortadella di Prato IGP, che per motivi di aura “deve” venire da Prato… ma nulla di cui potrebbero campare i 200.000 abitanti di Prato.
1) non vedo perchè accettare un sistema di trasporti internazionali truccato
2) per sistemarlo, la cosa giusta sarebbe abolire i trucchi all’origine, non aggiungere dei contro-trucchi altrettanto truffaldini
3) studia economia, anche lì a ogni reazione corrisponde una reazione. In Cina i salari sono cresciuti abbastanza da renderla un posto non opportuno per nuovi investimenti “labour intensive”
4) i pakistani che male ti hanno fatto?
Ciao
“Dopo tutti questi anni non credo mica, caro Pino.”
È proprio questo che mi stupisce: dopo tutti questi anni!
“Però cosa ne dici del punto di Miguel?”
Cosa ti devo dire? Miguel sul tema delle guerre è sempre stato chiaro, non trovo nulla di strano nella sua affermazione, non capisco la domanda.
Ti aspettavi che chiedessi di farlo processare come nemico del popolo?
Boh.
Pino
non ho chiesto cosa pensi di Miguel (io tutto il bene possibile, a me piace pure di più quando non siamo d’accordo) ma cosa pensi della diserzione.
Mica è difficile da capire, lo ho scritto a chiare lettere!
Ciao
Ehm, tu hai scritto “il punto di Miguel “…
A chiarissime lettere!
Invece vuoi sapere cosa pensa il sottoscritto della diserzione?
Bastava chiedere, comunque è semplicissimo:
disertare dall’esercito americano è un dovere, disertare dai vietcong un’opzione, disertare da me una condanna a morte.
Non molto chiaro il ragionamento che sta dietro … il tono è un bel pò garibaldin-mussoliniano ma non capisco lo stesso.
Ciao
Non vedo cosa ci sia da capire.
Da una mailing list mi arriva questo testo, che sento molto vicino…
per gli anglofoni, ovviamente!
Pick Red, or else you want our economy dead!
Pick Blue, or else you’re a bigot and I will hate you!
When will this end? When will I be able to have a non-political conversation with a friend?
These parties were meant to divide us,
They call it left and right.
Their only purpose is to make us turn on each other and fight.
If you chose red I guess you’re rich and white,
If you chose blue I guess you might be black and maybe gay too.
But what if I don’t want to always choose?
What if for once I just want to ignore the news?
The only options are right and left!
If you don’t choose, you’re mentally dead!
What if political correctness isn’t something I’m trying to find?
What if I have already made up my mind?
I have traditional values, conservative as you might say, but Trump doesn’t represent me.
I use my own brain.
Politicians promise a lot, they lie a lot.
But in the end, they only want money.
To get it, they make us go astray.
But what if I don’t like the candidates, and think about life in a different, and more meaningful way?
It seems like the Wokies and the Trumpies have equally lost their common sense,
Both extremes have been indoctrinated and are caught up in a trance
We are divided by the media, controlled by the news
How could we forget that the left wing and right wing help the same bird fly?
Until we realise that we need to fight the system instead of each other, out brain cells will continue to die
I’m sure many of us want a middle ground
But a central party to represent us is nowhere to be found
I keep hearing
If you’re liberal you’re definitely gay
If you’re conservative you’re racist at the end of the day.
But what if this isn’t a game I’m willing to play?
How about we start to think past black and white,
How about we create a new grey, where everyone shines a light.
Where opinions are valued, not hated upon,
Where no one gets triggered, if we dislike something we just move on
This would be so much better than where we’re at now.
No politicians, only people who come together to create a new plan.
Where everyone gets a voice, every woman and man.
Where we can say that a new chapter finally began.
There won’t be one person above all,
We will all get a say, and we can destroy the old red and blue wall.
Politics were made to divide us, to make us players in the game
Maybe at one point in the future, politics won’t be about money and shame.
But for now we need to remember to love one another and to light up our flame
Because in the end we’re all innocent people, who were sucked up into this deadly game.
I decided to quit, to try something new
The question is, will you?
Concordo con Paniscus sull’ interpretazione del Peccato Originale come ineluttabile pessimo di fondo sulla natura umana … cmq così come viene presentato nel Cattolicesimo dalle catechesi dei preti, in quegli stessi termini, nella Tanakh NON c’è. Nel Corano viene presentato, mi pare, in modo diverso ancora.
Io lo vedo come una versione mitologica sostanzialmente più “soft” _ e oserei dir meno eloquente poeticamente _ di Prometeo e dell’ uccellaccio che gli rode il fegato che tuttavia si rigenera.
https://valori.it/reshoring-europa-industrie/
Oh, si viene a sapere che proprio quando ci si aspettava una fuga delle imprese dall’Europa, queste invece ritornano.
🙄
Merde!
E allora Trump che attira le imprese in America, la desertificazione industriale italiana?
I motivi? Una maggiore affidabilità delle catene di approvvigionamento (95%), la volontà di avvicinarsi ai clienti finali (92%), le tensioni geopolitiche e la sicurezza nazionale (90%), la riduzione dei costi logistici (80%) e le politiche dei governi (76%). Otto su dieci dicono di voler riportare le industrie in Europa per smarcarsi dalla Cina. Senza dubbio quella di rilocalizzare è una scelta che ha dei costi, ma questi si possono abbattere grazie alle tecnologie digitali. Lo testimonia più della metà delle organizzazioni intervistate.
https://valori.it/reshoring-europa-industrie/
Va ben. Ne prendiamo atto. L’Europa sopravviverà alla deglobalizzazione. Forse.
Mi sento strano…..
ⵣ …
Scusate, non sapevo se avrebbe preso questo simbolo di fatto lettera “” … se lo incontrate, è assurto a simbolo della Rinascita Culturale Amazigh / Berbera : ci tengono a differenziarsi dagli “Arabi”, pur NON rinnegando l’ Islam…
AI Overview
La lettera ⵣ è una rappresentazione del popolo berbero (Amazigh) e fa parte dell’alfabeto tifinagh. Il suo significato è molteplice: rappresenta la libertà (yaz), la resistenza, la vita e l’identità culturale del popolo berbero, che abita il Nord Africa. È spesso usata nella bandiera berbera, dove il colore rosso simboleggia la resistenza e la vita.
Significati e usi:
Alfabeto: È una lettera dell’alfabeto tifinagh, la scrittura tradizionale del popolo berbero.
Identità culturale: La lettera, chiamata Yaz (o AZA), è il simbolo più importante della cultura berbera e rappresenta gli “uomini liberi” (Amazigh).
Simbolo di libertà: Il simbolo Yaz è spesso interpretato come la figura dell’uomo libero, liberato da tutte le catene.
Bandiera berbera: La lettera ⵣ è posta al centro di una bandiera con tre bande orizzontali (blu, verde e giallo). In questo contesto, è rossa e simboleggia la resistenza e la vita, oltre a rappresentare chi ha lottato per difendere la lingua e la cultura berbera.
La Gen Z “Amazigh” (alcuni dicono che “Berberi” sarebbe un termine Coloniale …) sta riscoprendo le proprie “radici”.
Il nome “Berberi” diffuso in Europa non risale agli stessi indigeni ma agli Arabi, che, conquistando quelle regioni, chiamarono “al-Barbar” tutte le popolazioni non di origine coloniale, che vi trovarono. È verosimile che gli Arabi venendo a contatto, specialmente nelle città costiere, coi residui dell’elemento greco e latino, e sentendo da essi il nome βάρβαροι e barbari applicato agl’indigeni, ne derivassero la loro designazione: ma la cosa non è del tutto certa, perché vi è qualche traccia di nomi proprî di frazioni della stirpe originaria da cui potrebbe essere derivato il nome “al-Barbar” con susseguente estensione a tutto il complesso della popolazione.
[da Treccani]
… Sia ! Basta che anche gli Arabi facciano un po’ i “Villains” 😉 , perché sempre e solo “Noi” Europei & Derivati 🙂 USA ?
@Moi
nel centro di Algeri, su alcuni edifici che tradiscono l’origine franco-giacobina, ci sono scritte in caratteri berberi…..nelle province algerine, notoriamente lasciate a se stesse (anche gli splendidi siti archeologici come la fantastica Djemila/Cuicul e, in minor grado, Timgad/Thamugadi fondata da Traiano nel 100 d.C, sono pubblicizzati molto poco e Djemila è quasi impossibile da trovare) tali scritte sono più rare ma talora ci sono
in Marocco, il “cugino” nemicissimo degli algerini*, le scritte in caratteri berberi ci sono pure nei cartelli stradali ma di fatto sono artificiali e la gente ci fa poco caso….
in Marocco ci sono sempre e solo i numeri nostri, in Algeria anche, ma una volta, salendo verso Notre Dame d’Afrique che domina Algeri così come nei sogni del Card. Lavigerie** la Francia avrebbe dovuto dominare sui nativi e Cristo avrebbe dovuto col tempo soppiantare Maometto, ho visto i numeri arabi comuni nel Mashreq (ci sono sulle targhe saudite pre-MBS, ci sono in Iraq e nei quartieri meno europeizzati di Dubai) e soprattutto, con lievi varianti, in Iran ove sono gli unici numeri noti alle masse cosicchè 5783 non sarebbe capito dall’iraniano e dall’afghano medio e l’unica forma nota sarebbe ۵۷۸۳ (l’Iran è un caso unico in quanto solo lì veramente i nostri numeri sono del tutto ignoti, ma financo a Dubai -dicesi Dubai !-mi è capitato un bancomat ove si poteva digitare il PIN solo in numeri arabi orientali !)
*tutti ad esaltare il Marocco (anche perchè in Algeria non ci va quasi nessuno) ma a me è piaciuta più l’Algeria del Marocco….aggiungiamoci che è infinitamente meno cara e inoltre gli algerini sono più onesti…vi è anche simpatia sincera verso l’Italia e odio verso la Francia….riconosco che l’Algeria è più difficile, il Marocco ormai è del tutto integrato nel cosiddetto mondo occidentale ad una tale profondità che ho trovato solo in Giordania e neppure nel Golfo (modernissimo, sì, ma ancora con una sua qual specificità)
**
fu proprio il Card. Lavigerie che, obbedendo alle istruzioni segretissime di Leone XIII, fece nel 1890 il famoso brindisi alla République, inizio del ralliement poi finito malissimo
@ Habsburgicus
——————
Anche i Gen Z Marocchini “Arabi” NON Maranza stanno riscoprendo il Darija volendolo elevare a lingua e scrivendolo in caratteri Latini con qualche espediente alfanumerico di cifre, tipo “3” per “ayn” … ma l’ho visto fare solo su “Base Italiana”, probabilmente perché si adeguano alla mentalità VERA Italiana che NON è affatto il Nazionalismo Tricolore, BENSI’ il primato della realtà locale su quella nazionale.
Anche la Tunisia è una meta poco complicata da raggiungere ed essendo più piccola si fa prima a visitare, inoltre è più facile che parlino un po’ Italiano oltre al Francese … vuoi per Effetto Craxi 🙂 , vuoi per la vicinanza alla Sicilia.
@Moi
https://www.hawzahnews.com/ agenzia iraniana sciita (la data in alto a sinistra è 23 aban 1404, che corrisponde a oggi o meglio già a domani)
l’agenzia è plurilingue e ha versioni anche in azerbaigiano, russo, spagnolo, kiswahili, inglese, francese, turco, hindi, bengali, urdu e arabo
https://solarthermalworld.org/news/treasure-project-accelerates-pit-thermal-energy-storage-expansion-across-europe/
Per chi in inverno non volesse patire il freddo nella propria palafitta, ci sono questi impianti basati sul solare termico.
Si chiamano PTES (accumulo di energia termica in fossa)
Ce ne sono già otto in Europa.
Dovrebbero diventare 8100 entro il 2050.
Paesi nordici eh!
Si immagazzina il calore in estate e si riutilizza in inverno. Efficienza annua dell’89%. Utilizza delle geomembrane (ahia!)
Si ipotizza che entro il 2050 metà del fabbisogno di riscaldamento europeo potrebbe già essere coperto dal riscaldamento locale. (Cosa significa? Si è locale, ma con cosa viene prodotto?)
https://www.facile.it/energia-luce-gas/guida/teleriscaldamento-cos-e-come-funziona-e-quanto-costa.html poi mi erudisco
Seguono cifre non ben capite.
Riporto per chi magari ci capisce qualcosa
Il teleriscaldamento dovrà passare da 446 TWh attuali a 1784 nel 2050.
Di questo TWh 10% saranno immagazzinati con PTES e contribuiranno per il 40%.
Cos’è il teleriscaldamento?
Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale. Le centrali di produzione possono sfruttare diversi combustibili per produrre il calore necessario: sia quelli tradizionali quali gas naturale, oli combustibili e carbone che fonti alternative utilizzate per la produzione di calore: geotermico, rifiuti, biomassa (scarti di legno,segatura, cippato). Come suggerisce la definizione stessa, il teleriscaldamento, quindi, è una forma riscaldamento a distanza, che evita l’utilizzo di una caldaia locale; con l’impiego di una generale centrale termica il riscaldamento si snoda tramite un sistema di tubature interrate che, come una rete metropolitana, arrivano in modo più o meno capillare sotto la propria abitazione. In questo sistema di tubazioni l’acqua calda che si diffonde viene intercettata per ogni abitazione da una centralina di trasformazione (scambiatore). Quest’ultimo preleva il calore dalle tubature e lo distribuisce attraverso i normali termosifoni, pannelli radianti, o qualsiasi elemento sia installato negli ambienti domestici. L’acqua calda viene distribuita alla temperatura di 80-90° in tubazioni e condutture di diametro maggiore rispetto alle tubazioni ordinarie. In altre parole, l’apparato impiantistico del teleriscaldamento da una sola centrale di produzione a servizio di intere città passa per via di più centrali termiche di produzione del calore, situate nei singoli edifici.
Oh, ecco…
Dunque il teleriscaldamento è una roba che ha senso nelle città.
Il PTES immagazzina per il 10% e però contribuisce per il 40% e poi dicono che i miracoli non esistono….comunque non l’ho capita.
Ma si, dai, provo a indovinare…
Come si spiega che il 10% diventi il 40%?
Immagino che sia per questa efficienza dell’89%. Insomma, il calore che incamera resta disponibile per lungo tempo.
Basta.
(Ma quanto mi piace il solare termico…).
@ puffo giardiniere
“città”
Un quartiere di Brescia va avanti da decenni col teleriscaldamento.
Ciao!
Andrea Di Vita
Volevamo farlo anche a casa mia ma hanno scoperto che i tuboni non passano di lì, quindi nisba.
E’ un bel caso di Grandi Opere Utilerrime.
Ciao
>>> Efficienza annua dell’89%.
Nulla capisco ma questo mi puzza di Gatto e Volpe di collodiana memoria!
Ciao
Collodi
Eh, non si capisce tutto bene, ma a voler essere pro solare termico verrebbe da pensare che di tutto il calore immagazzinato in estate l’89% arrivi ad essere disponibile anche in inverno.
Allora se metti nel mucchio tutto il calore anche da altre fonti, es il geotermico, avendo il PTES una minore dispersione, arriva a riscaldare di più in proporzione agli altri.
Io l’ho un po’ intuita così. Era un articolo non molto divulgativo.
Sì ma 89% di efficienza annuale è roba da baciarsi i gomiti e ciucciarsi il prepuzio.
Troppo bello per essere credibile.
Ciao
Ma io sono pro solare termico a prescindere.
In ogni caso sono corposi progetti europei.
Qualcuno li avrà passati al vaglio, si spera.
@ puffo giardiniere
“si spera”
Da ex Esperto Valutatore dei BRITE-EURAM per ben due volte posso dirti solo:
spera, spera …
Ciao!
Andrea Di Vita
Ahi, e pure il compagno Andrea è negativo …
🙁
L’Europa alla deriva.
Facciamo il 60%?
Al di sotto non sono disposto a scendere…
😎
https://energieinstitut-linz.at/en/project/demonstrating-large-thermal-energy-storages-and-improving-their-components-processes-and-procedures-for-an-accelerated-realisation-of-100-sustainable-district-heating-networks-in-europe/
Comunque questo dovrebbe essere il progetto europeo.
Uomini di poca fede!
https://energieinstitut-linz.at/
È questo l’Istituto che passa al vaglio…
Però, che adesso non salti fuori che sono dei Putiniani, por favor!
@ puffo giardiniere
“poca fede”
L’unica maniera oggi che questi hanno di beccare soldi Europei è di dimostrare che il loro progetto serve al riarmo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Corre voce che i Russi in Ucraina stiano sbaragliando tutto. E questo metterà in dubbio la stessa esistenza della Nato. E il riarmo, quindi? Boh.
Comunque
https://youtu.be/M_pGrnU9ofE?si=qZe1OmuAyGbjVAG9
Questo Alex Krainer conosce molto bene l’America.
Dunque Trump per come lo descrive lui è una persona coerente.
Ma siccome spesso dice cose che non pensa o non pensa di fare, noi che cerchiamo di capirlo non lo capiamo.
Insomma, per farla breve: niente guerra al Venezuela e neanche all’Iran.
E perché? Perché sa che potrebbe non vincerle, e se non le vince perde le elezioni. Mi sembra logico
L’Europa? Diventerà una superpotenza turistica. E avanti di questo passo.
In questa intervista c’è tutto.
Passato, presente e futuro dalla prospettiva americana, naturalmente. Forse Trumpiana.
A quanto pare è stato reso pubblico il Curriculum di Mia Bintou Diop: campagna elettorale per Luca Salvetti e Padre Insolvente per l’ Affitto … c’ è qualche Razzzista , Misogino di Estrema Destra 😉 che osa ribattere “Be’ ma … tutto quoi” ?!
ha messo nel curricumum “padre insolvente”? io nel mio CV non scrivo nulla sui miei genitori…
perchè non hai 23 anni e hai qualcosa da scrivere!
😀
@ FRANCESCO 😀 😀 😀
Una Gen Z AfroDiscendente [sic] candidata da una Millenmial Lella MultiEtnica … Woke Power VS Boomer Maschi Bianchi Etero Cis !
@ tutti
OT (mica tanto…) ma è un riassunto ottimo dello stato presente
https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2025/09/18/vicolo-cieco-keynesismo-militare-europa/
Ciao!
Andrea Di Vita
Non mi pare un ottimo riassunto, credo che ci vorrebbe un Toni Negri per farne uno più tendenzioso e più politicamente distorto.
Mi limito a due punti:
1) “i rapporti debito/PIL ormai critici” di cui parla il Nostro sono fatti, non teorie del nemico. Immaginare di aumentare i debiti pubblici in paesi come Italia e Francia nella vecchissima logica di Keynes avrebbe conseguenze molto pesanti in termini di credibilità di questi Stati debitori e di costo del servizio del debito
2) “senza scontrarsi frontalmente con l’ideologia ordoliberale”. Per chi non lo sapesse, gli ordo-liberali sono parenti stretti dei socialdemocratici, non i sosia europei dei mitici iperliberisti anglosassoni. Immagina di scalzare la loro serietà e prudenza nella gestione dell’economia significa buttarsi in pasto ai sovranisti – i Salvini e i Vannacci e i Melanchon.
Saluti carissimi
Francesco: “Non mi pare un ottimo riassunto, credo che ci vorrebbe un Toni Negri…”
eppure l’autore il buon Giovanni Federico di Corato è un CEO ambrosiano, ed è puranche bocconiano come te Francesco🙄
Capace che andavate pure a scuola assieme,
e pure assieme servivate messa all’oratorio a CL non vi salutate?
Certo la ditta sua bazzica e fattura nella promozione e nella gestione di fondi di investimento immobiliare in Europa; e non mica nella ferraglia ruotodentata a tornio macchinutensiliare con gli USA come fondamentale partner di riguardo al processo di internazionalizzazione; partenariato per altro non toccato dai dazi trumpiani…
Non sarà che si lamenta – e giustamente pure! – poiché del possibile malloppo da stanziare in keynesismo di guerra si vuole pure nella loro ditta la giusta fetta di conguaglio.
Come ce li infiliamo pure gli immobiliaristi nel business del riarmo in modo che non mettano troppo bastoni fra le ruote?🤔
Come l’accontentiamo pure a loro?
E poi?
Se spartiamo pure con loro poi t’arrivano gli assicuratori, i ristoratori, i cassamortari…
tutti a chiedere la loro fetta per non rompere li coglioni e non vedere e non sentire e non parlare.
Accussì va a finire che del malloppo restano solo da spartirci le cotiche spolpate😳
con tutti sti mortazzi di fame attorno alla carcassa!!!😒
per caso fai riferimento ai 5.700 emendamenti presentati alla Finanziaria?
😉
Francesco: “per caso fai riferimento ai 5.700 presentati alla Finanziaria?
😉”
già!
non ci avranno vita liscia e facile all’impresa con tutta la folla lì a battere cassa e chiedere la propria fetta di «compenso per la macinatura» 😁😁😁
ed è la la folla a sole 24 ore confidustriale del salotto a biedermeier buono mica che i pizza e fichi di plebei.
La folla che mangia sfogliatelle millefoglie in crema chantille’ di pandispagna diplomatico e vanille givrée la Reine des Vanilles in poltroncina regency!
@ francesco
1. “fatti, non teorie” Fatti, è vero, ma la loro interpretazione e di conseguenza il modo con cui si reagisce a questi fatti sì che sono teorie del nemico. Il tabù del rapporto debito/PIL è appunto un tabù, che lo stesso Mario Draghi sfata quando distingue fra “debito buono” e “debito cattivo”, il primo fatto per investimenti produttivi e il secondo per clientele.
2. “ordoliberali” in origine probabilmente si poteva distinguere in Europa fra loro e i thatcheriani tout court. Ma ormai…
Ciao!
Andrea Di Vita
Sul secondo punto sarei curioso di capire meglio, è ben difficile che partendo da assunti e paesi e storie così diverse possano essersi avvicinati.
La mia ipotesi è che lo siano solo agli occhi di osservatori socalisto-pomiciniani, gente avversa a ogni forma di controllo e limitazione della spesa pubblica.
Sul rapporto debito PIL, il problema è che sappiamo di non sapere, pur avendo ragionevole certezza che non possa andare verso l’alto all’infinito.
Ciao
Andrea Di Vita: “OT mica tanto… il sole 24 Ore”
“…l’Europa avrebbe bisogno disperato di politiche espansive per sostenere la domanda interna, rilanciare l’innovazione e ridurre la dipendenza tecnologica, ma un ordinario keynesismo civile è oggi impraticabile.
I trattati europei, la disciplina fiscale e i rapporti debito/PIL ormai critici rendono impossibile una politica espansiva tradizionale senza scontrarsi frontalmente con l’ideologia ordoliberale.
Parlare apertamente oggi di deficit per welfare, transizione ecologica o politica industriale significherebbe ammettere che decenni di austerità sono stati un errore: ammissione politicamente impraticabile per classi dirigenti che hanno già un non secondario problema di consenso.
Ecco allora la scorciatoia: la difesa. La spesa militare è l’unico campo in cui il deficit risulta moralmente accettabile (“difesa dei valori”), giuridicamente consentito (deroghe per la sicurezza nazionale) e politicamente spendibile (non divide, anzi ricompone).
In questo senso il riarmo è l’unico keynesismo oggi tollerabile dalle dirigenze politiche europee
un keynesismo regressivo, che stimola la domanda senza redistribuire, finanzia innovazione in settori chiusi e sottrae risorse a priorità civili…”
èccala qua l’ indigesta fetentissima fregatura trista da ingoiarci!💩
Pagheremo tutti noi indebitandoci ulteriormente, perdendo stato sociale e servizi per un keynesismo che arricchisce solamente pochissimi già ampiamente privilegiati.
Un socialismo a solo beneficio di pochi ricchi elargito coi soldi, il sacrificio e le risorse di tutti.
A noi popolazione pagante e garante cosa ce ne viene da questa roba?
Si investa a deficit per tutti non per pochi!
@ Ros
“deficit per tutti”
La guerra è appunto un mezzo per distruggere i beni prodotti dalle macchine senza ridistribuirli alla gran massa della popolazione, in modo da mantenere le disuguaglianze sociali. La guerra è pace.
Ciao!
Andrea Di Vita
La guerra (questa) sarebbe giusta. E potrebbe portare a una lunga pace con la Russia, se non alla pace vera e propria.
Il problema che smentisce il pirletta bocconiano è che neppure il riarmo è politicamente spendibile, oltre a tutto il resto.
Morti eravamo prima e morti restiamo ora. Dove per prima metterei il 1989 e l’incapacità europea di far fronte a un compito così immane e così importante.
Posso citare la non gestione europea della dissoluzione jugoslava come peccato originale?
Ciao
Sono stato proprio ieri a Firenze (che è sede dell’agenzia italiana di gestione del programma Erasmus). Avevo il treno abbastanza sul tardi quindi mi sono attardato a bere un paio di bicchieri di onesto rosso toscano in via dell’Ariento (io continuo a preferire i rossi piemontesi, ma de gustibus). Ero con una ragazza spagnola che vive a Palermo (e che lavora con i progetti Erasmus) e che non era mai stata a Firenze e che restava lì fino al giorno dopo. Le ho consigliato una visita a San Frediano. Nel frattempo un’altra reduce dalla riunione con l’agenzia Erasmus ci ha avvisati tutti su whatsapp di “stare attenti a Firenze” (complemento di termine, non di luogo) perché le avevano fregato il borsellino sulla via della stazione. I tavolini fuori dall’osteria finto-autentica (ma non male) hanno la vista completamente ostruita dai banchi del mercato. In compenso abbiamo assistito a due o tre simpatiche scenette di folklore locale: per esempio una lite tra un venditore bangla (pakistano?) e un marocchino che minacciava di tagliargli la gola. Una signora fiorentina e un turco (credo proprio fosse turco) hanno fatto da pacieri. Oppure un albanese che ha rudemente rimproverato un pakistano (bangla?) con tanto di casco che sul marciapiede intralciava il passo con il suo monopattino. Al che il pakistano, dopo un attimo di smarrimento, ci ha guardato commentando sdegnato: “marocchino di merda!”.
https://saga.dk/projects/lunark
Oh, caro Kelebekiano, nel caso tu decidessi di andare a vivere sulla luna, dove i terreni edificabili costano poco, qui c’è la casa in terra cruda che fa per te.
(Io no, grazie).
Ma quanto costa una casa in terra cruda stampata in 3d?
https://living.corriere.it/architettura/card/case-stampate-in-3d/?costi-tempi-e-situazione-in-italia&id=2
Un affarone, tenuto conto che è perfettamente coimbentata.
Della serie: la casa in terra cruda viene avanti e presto busserà alla tua porta.
A pagina 3
La casa non necessita né di riscaldamento né di condizionamento, poiché riesce a mantenere al suo interno una temperatura mite sia d’inverno che d’estate principalmente grazie all’involucro esterno, nel quale sono integrati sistemi di ventilazione naturale, di isolamento termo-acustico e di impiantistica. I 30 mq di parete, spessa 40 cm e costituita da articolati intrecci che le conferiscono la giusta rigidezza, sono stati stampati in 100 ore e per un costo di approssimativo di 900 €.
Metti che tu voglia avere un riscaldamento da sauna, allora aggiungi un allacciamento al teleriscaldamento locale e hai risolto.
Costo energetico. Quasi zero.
Io ne vorrei una per trasferirmi in ambiente appenninico. Perché in pianura d’estate non si vive più.
E poi mi piace l’autunno in mezzo ai boschi.
Se me la vendono per 20.000 euro tutto compreso, la compro.
Hai preso nota, Babbo Natale?
https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/biotech/2025/11/13/carne-coltivata-meno-costosa-con-le-cellule-che-sfidano-il-tempo_33ef8b6a-f3b9-4353-9bde-02accc0f2450.html
Tra l’altro, ogni tanto vado a vedere come siamo messi con la carne coltivata.
L’ultima è che adesso si può produrre a costi abbordabili.
Io non la mangerò mai, perché la carne mi ha sempre fatto schifo. Ma può darsi che ai carnivori venga propinata come prodotto addirittura più salutare della carne da allevamento.
E dato che l’allevamento è l’industria più impattante sul pianeta, ci si può aspettare una ripresa sia in quantità che in qualità di foreste che non dovranno più essere disboscate.
Bene. Oggi solo buone notizie.
mondo parallelo: “…Tra l’altro, ogni tanto vado a vedere come siamo messi con la carne coltivata …
Io non la mangerò mai, perché la carne mi ha sempre fatto schifo.
Ma può darsi che ai carnivori venga propinata come prodotto addirittura più salutare della carne da allevamento…”
L’importante sono le proteine buone lì contenute se ci sono tutte e buone con l’associazione a delinquere del gruppo vitaminico B.
Ci sono tutte con tutti gli aminoacidi essenziali nello sbobbicopastone a propinarsi?
allora bon, vada per la carne coltivata ben condita.
E per il gusto palatale della buonamangiata
– che pure è importante – ci facciamo le cotolette impanate con le melanzane o coi funghi Pleurotus gnam gnam🐷
le molenciane a cotoletta sono state designate come patrimonio dell’umanità dell’unesco☝😑
Io, che sono carnivoro strafottentemente peccatore, da anni alla carne ci ho quasi-quasi rinunciato perché l’animali da allevamento intensivo mi fanno empatica e pietosa pena (fan culo l’ambiente che non l’ho mai sentito piangere soffrire io st’ambiente) quando che ci penso a come disumanamente vivono che sono pure loro creature del Signore e non mi pare giusto e allora per la necessaria quota proteica di 1 grammo 1 grammo e mezzo di proteine per chilo-peso corporeo mi mangio le proteine in polvere a schifìo beverone e bona lì vaffanculo in qualche modo ci rimedio.
Chissà come minchia le fanno poi ste proteine in polvere🤔
ma vabbè non stiamoci la a cercare i peli ‘ntall’uova altrimenti non si finisce mai contenti e non rimuginanti per una cosa o l’altra che c’è sempre a ben vedere🙄
https://www.coopshop.it/photo/2020/08/17/e/raw/large/4575747_1894842_1.jpg
per il gusto a tipo carne unami che pur ci vuole, vai di melenzane e funghi a cotoletta che sono una goduria basta immagginarsele quali braciole di vitella;
che ci vuole!
https://ricette.giallozafferano.it/Cotolette-di-melanzane.html
https://www.youtube.com/watch?v=a28vnCbqqW8
In una dieta variata da 2500-2900 calorie ci sono già tutte le proteine del caso. Basta variare evitando le calorie vuote, tipo gli alcolici o certo cibo spazzatura.
Le proteine in polvere io le eviterei.
Poi vedi tu.
https://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/vrg/proteine.html
L’importante è capire che ad esempio una melanzana rispetto al proprio peso ha poche proteine ma rispetto alle proprie calorie ne ha il giusto.
Si deve fare il calcolo del proprio fabbisogno calorico. Quando hai soddisfatto quello sei a posto, comprende anche le proteine.
Ot
un poco più serio e scientifico delle sòle solite e stucchevolezze politicomediatiche.
Un esperimento sociologico tramite phaseolus vulgaris in quantità bene azotate su base urbana atto a sorprendere la piccineria borghese nei loro valori avìti di pirite solfosalica ferrosa e princisbecco.
E’ sociologianente illuminante😲
c’ abbiamo già tutte le armi necessarie alla lotta di classe ònde sconfiggere ogni aristocrazia borghese classista latra e mercatara;
Niente è ancora perduto,
a noi la volontà di usarle senza alcuna umana pietà👆😑
https://www.youtube.com/watch?v=byOIMNSW2jU
https://video.corriere.it/video-virali/giappone-la-premier-dorme-appena-2-ore-a-notte-ecco-le-mie-occhiaie-/74a9dc52-5758-49f8-8185-ac9b2db15xlk
… la neoeletta Premier del Sol Levante se non sta attenta rischia il “Karoshi” !
😱🇯🇵
https://it.wikipedia.org/wiki/Karoshi
OT
l’agenzia ufficiale bielorussa ci informa che Lukashenka e Putin hanno discusso al telefono questioni concernenti la difesa, la sicurezza e la situazione ai confini*
https://blr.belta.by/president/view/perspektyunyja-praekty-abarona-i-bjaspeka-situatsyja-na-granitsy-padrabjaznastsi-razmovy-lukashenki-z-151423-2025/
*la Lituania, unilateralmente, ha chiuso la frontiera terrestre con la Bielorussia…conosco persionalmente almeno una persona che ha dovuto rinunciare al suo viaggio dalla Lituania in Bielorussia, dove ha una donna -o forse più :D- per questo; i lituani dovrebbero riaprirla il 30 novembre; a causa delle sanzioni, non esistono voli dall’Europa verso la Bielorussia e la frontiera polacca era tradizionalmente lunghissima, anche 24 ore di coda (“era” poichè il nuovo presidente, Nawrocki, fanaticamente anti-ucraino, strarebbe cambiando tutto e si vocifera addirittura di un prossimo incontro a sorpresa fra Nawrocki e Lukashenka, con abbraccio reciproco, in cui Nawrocki attaccherebbe violentemente l’Ucraina e i Baltici, chiederebbe alla Germania le riparazioni contro “i crimini genocidi commessi contro il popolo polacco”, si dichiarerebbe devoto a Trump e pronto a riprendere le relazioni con Putin sulla base dell’ “antifascismo”, che per la Polonia vuole dire le “province occidentali”…sarà–chi vivrà vedrà :D)
chiuso al momento il canale lituano (e sub judice quello polacco), unica via terrestre per passare in Bielorussia, è il bus da Daugavpils in Lettonia a Polack, ma da Polack non è comodissimo arrivare a Minsk, anche se fattibile
vi è poi la “via russa”..passare a Kaliningrad in bus da Danzica con eVisa russo (200 dirham degli Emirati) e volare da Kaliningrad a Minsk -volo ritenuto interno in nome di Marx e Lenin, ancora vivi a quelle latitudini :D- oppure passare da Dubai (sic !) e scendere direttamente a Minsk, in compagnia di splendide e per noi inarrivabili bielorusse che negli Emirati hanno sollazzato i ricchi pornoemiri 😀 😀 :D..la Serbia, pur devotissima al suo Putin (le cui lodi sono cantate in Serbia 24 ore su 24 !), ha voli per Mosca ma non per Minsk..si potrebbe tuttavia con eVisa russo arrivare a Mosca da Belgrado e/o Istanbul (Pegasus e Turkish+compagnie putiniane che non compaiono sui nostri motori di ricerca ma si trovano cercando bene) e/o Baku (AZAL) e poi da Mosca andare in aereo a Minsk..se uno volesse andare via terra dalla Russia in Bielorussia dovrebbe munirsi di visto russo consolare, che richiede l’invito ed è stampato sul passaporto con la foto, occupando un’intera pagina (come il visto USA), oltre a essere molto più caro, l’eVisa non basta
quindi, voleste andare in Bielorussia, vi ho pure fornito tutte le informazioni più recenti 😀 😀
habsburgics non ha nessuna voglia di tornarci ma se per caso cambiasse idea, probabilmente passerebbe da Daugavpils, in quanto Polack (dove c’era un collegio gesuita che Alessandro I fece chiudere nel 1820 -atto nefasto) mi ha sempre affascinato
Andarci no.
Aspettiamo che arrivi l’invasione civilizzatrice.
Che poi, adesso che i russi hanno questo missile a propulsione nucleare faranno anche dei filobus volanti per la Bielorussia e invadere l’Italia a partire da Cesenatico sarà un attimo.
prof
scusa ma forse ho capito male … i polacchi potrebbero chiedere alla Russa la fettona di territorio che Stalin si fregò illo tempore???
questo sì che sarebbe “interessante”
un’altra Polonia forse sì..Nawrocki di certo no
penso che potrebbe addirittura diventare l’Orban polacco, ad maiorem Putini gloriam
e a chi obiettasse che, polonismo e sovieto-russismo sono incompatibili, io risponderei che chiunque avrebbe detto dieci anni fa che era incompatibile il nazionalismo magiaro e il putinismo…e invece
soli i Baltici sono MATEMATICAMENTE e PER DEFINIZIONE nemici di ogni Mosca e di ogni URSS..
in quanto tertium non datur
o vince Mosca, e allora il Baltico cessa di esistere
o Mosca è umiliata, e il Baltico gode 😀
non sono possibili mezze misure, là
questa è la differenza, spesso trascurata, fra polacchi e baltici
i polacchi POSSONO passare al Cremlino (Dmowski sosteneva questo, in altri tempi e con altri Cremlini :D)
i baltici NO
questa verità è misconosciuta in Occidente
In effetti ho un amico polacco, si parlava di politica internazionale con l’amico russo che me l’ha presentato, il polacco spiegava le ragioni della loro adesione alla Nato e della loro diffidenza verso la Russia, ma non notavo livore antirusso.
Poi magari lo dissimulava per rendersi più credibile.
Perché nazionalismo magiaro e nazionalismo russo sarebbero incompatibili? I due paesi hanno i Carpazi in mezzo e si sono sempre confrontati perché gli ungheresi in quel momento erano in orbita germanica.
Piuttosto, qualcuno ha capito chi bilancerà la Germania quando l’avremo riarmata a spese UE e gli USA saranni fuori dall’equazione?
la Francia ?
o la solita Londra ?
ed eccoci tornati al 1914 😀
Che poi la Germania è sempre quella (non è qualche perdita ad Est a cambiare le cose), mentre Francia e Inghilterra sono due ombre di ciò che erano un secolo fa.
Direi proprio di no. La Germania è magna pars dell’Europa ma la Francia è tanta roba. Col nucleare in più.
E del resto la Francia era inferiore alla Germania già un secolo fa e gli inglesi la appoggiavano per questo.
C’è un vero rischio di ritorno al 1914, per questo sono decisamente filo NATO e filo UE. Pure con immense riserve sulla UE reale.
Ciao
La Francia aveva un enorme impero coloniale. Adesso sta perdendo persino ciò che resta della sua influenza postcoloniale.
L’atomica è la polizza sulla vita, ma non ti rende da sola una grande potenza. A meno che non crediamo che la Corea del Nord sia tale.
Concordo in pieno.
Ma in base a quali dati la Germania è “molto” più forte di Francia e Regno Unito?
A me pare un City nel campionato inglese, non un Bayern nel campionato tedesco.
ciao
Lo era nel ’14 e nel ’39, per cui perché non dovrebbe esserlo oggi dato che i due potenziali avversari si sono indeboliti e notevolmente?
In base a cosa? popolazione, PIL, forze armate?
Insomma, la tua tesi è interessante ma andrebbe irrobustita con qualche dato.
Ciao
Cioè tu stai chiedendo a me i dati del Pil francese e britannico da confrontare col Pil tedesco?
O mi stai chiedendo dati sui km2 di colonie perse dal 1945 ad oggi rispettivamente da Regno Unito e Francia da una parte e Germania dall’altra?
Mi basterebbe che tu ammettessi di aver scritto una fesseria.
Ciao
Mauricius Tarvisii: “…qualcuno ha capito chi bilancerà la Germania quando l’avremo riarmata a spese UE e gli USA saranni fuori dall’equazione?”
E perché mai dovrebbero esserlo!
A sentire sottogli USA non se lo possono assolutamente permettere, pena lo sfracello.
Che Trump prometta di tirare i remi in barca è un conto, che possa – o voglia – farlo davvero un’altra;
e poi – sempre a sentire lui – nemmeno noi possiamo forse permettercelo;
siamo tutti quanti partecipi e nolente o volente sodali del destino USA.
Tocca tifare per la loro stabilità e tenuta, o muoia Sansone con tutti i filistei.
Tocca dare ragione pure a Francesco 😀
Cina e Russia comprese a tifar per gli USA obtorto collo per non cadere nella cosiddetta “trappola della sterlina”
https://it.frwiki.wiki/wiki/Sterling_trap
“…Quel rapporto d’interdipendenza tra due Stati rivali, nel quale il governo che possiede titoli o riserve altrui non può disfarsene se non disintegrando sé anche stesso…”
Cap. XI° Globalizzazione o dell’Impero universale:
“La globalizzazione è sinonimo secco di egemonia americana, in latino pax americana.
A determinare l’esistenza di un unico mercato planetario non è lo sviluppo tecnologico che consente ai flussi finanziari di attraversare la geografia, né alcuna antropologica predisposizione agli scambi.
La globalizzazione è conseguenza della superiorità della Marina statunitense, capace di occludere il passaggio alle altre Marine negli stretti, negli istmi.
Da Gibilterra a Suez, dai Dardanelli a Panama, da Bāb el-Mandeb a Hormuz, da Malacca a Bashi.
Poiché nel mondo circa il 90% delle merci transita via mare, tale capacità, come capitato in passato ai romani e agli inglesi, ha trasformato il planisfero in un unico mercato.
La globalizzazione non afferisce in alcun modo al libero commercio.
Raccontare l’unico mercato globale come intrinseco al paritario scambio di merci tra le nazioni è la glassa
(leggi propaganda) della superiorità americana, non la sua sostanza.
Peraltro, il libero commercio (in ideologia: liberismo) non è mai esistito, né mai esisterà.
Non c’è mai stato giorno sulla Terra senza che una comunità applicasse dazi ai prodotti di un’altra comunità.
Con il crollo dell’Unione Sovietica gli Stati Uniti ascesero a egemone globale.
E l’assenza di uno sfidante sui mari germinò l’attuale “mondializzazione”, come detta dai francesi.
Visto da Arlington, in Virginia, dove ha sede il Pentagono, il mondo è soprattutto composto da mari e oceani.
Negli uffici del Dipartimento della Difesa, il planisfero è diviso in comandi militari a cui è assegnata una specifica regione.
Dal Nordamerica (Northcom) all’Europa (Eucom), dal Sudamerica (Southcom) al Grande Medio Oriente (Centcom), dall’Africa (Africom) all’Indo-Pacifico (Indopacom).
Partizione di patente matrice strategica.
Nello specifico sono la III, la IV, la V, la VI e la VII flotta della Marina a pattugliare i quadranti atlantico, mediterraneo, indiano e pacifico, dove transitano tutte le merci scambiate nel mondo.
Sono queste flotte a decidere quotidianamente dell’accesso alle rotte marittime.
A dispetto di ogni previsione che immaginava un incremento degli scambi effettuati per via telematica o aerea, negli ultimi venticinque anni i traffici realizzati via mare sono cresciuti del 300%.1
Il trasporto navale resta certamente il più conveniente, ma anche l’unico su cui la superpotenza può intervenire ad libitum e che incentiva fortemente.
Oltre al controllo dei mari, la globalizzazione prevede lo scientifico perseguimento del deficit commerciale e del debito pubblico da parte dell’egemone per mantenere legati a sé i soggetti inseriti nella propria costellazione.
Nel 2023 gli Stati Uniti esportano appena il 13% del loro PIL e registrano un deficit commerciale di 632 miliardi di dollari, ovvero il modo migliore per diffondere nel globo il dollaro e rendere alleati e avversari involontari partecipi del destino americano.2
Già prima dell’implosione sovietica, l’America aveva posto le fondamenta della globalizzazione marittima che avrebbe centrato con l’estinzione del nemico.
A sancire tale struttura in forma preventiva fu la conferenza di Bretton Woods del 1944.
Oltre a riconoscere il dollaro quale moneta di riserva globale, questa palesò lo schema di dipendenza che Washington avrebbe elaborato nei confronti dei clientes.
Gli americani avrebbero consentito ai Paesi occidentali di accedere al proprio mercato senza pretendere lo stesso trattamento, quanto l’osservante aderenza alla comunità atlantica.
In barba a ogni fraintendimento di matrice economicistica, il deficit commerciale tornò arma in possesso della potenza dominante, connotato naturale della primazia.
Non solo.
Tutti i Paesi partecipanti si impegnavano a esportare soprattutto attraverso gli oceani, sotto sorveglianza della Marina statunitense, con il potenziale strangolamento del sistema produttivo altrui che questo comportava.
Nelle lungimiranti parole del diplomatico statunitense William Culbertson, inviato nella cittadina del New Hampshire:
«Soltanto accogliendole nel nostro sistema di scambi preferenziali le nazioni accetteranno l’impero americano»3.
La spiccata profondità egemonica degli americani si manifestò nell’abbandono del mercantilismo e nell’adozione di una politica economica eminentemente strategica. Passaggio obbligato di qualsiasi costruzione globale e marittima, allora inedito assoluto nella storia americana.
Dal 1991, alba della globalizzazione, Washington ha volontariamente aumentato il proprio deficit commerciale misurato in merci, passato dai 31 miliardi di dollari del 1991 ai 750 miliardi del 2016 (502 miliardi se si calcolano i servizi).4
Specie in rapporto ad alcuni interlocutori primari.
A partire dalla Cina, che negli anni Novanta abbracciò il capitalismo, dunque il sistema americano, e nel 2001 fu accolta nell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Da allora le esportazioni cinesi verso l’America sono aumentate del 250%, con il 60% delle merci prodotte nella Repubblica Popolare che attraversa gli oceani, mentre il surplus commerciale nei confronti degli Stati Uniti è schizzato dai 12 miliardi del 1991 ai 347 miliardi del 2022.5
Il ruolo di compratore di ultima istanza è massima prerogativa della globalizzazione, essenziale per causare dipendenza negli altri, per condurli a sé.
E trasformare la propria moneta in riserva globale.
Nel pagare le merci straniere, il perno del sistema pone materialmente la propria moneta nelle mani degli altri, costringendoli a denominare i loro risparmi in valuta straniera e a partecipare del suo benessere.
La Federal Reserve stampa la banconota da cento dollari per esclusivo uso esterno, spedita per il mondo in carichi da 640 mila pezzi ciascuno.
È l’unico biglietto su cui non figura alcuna immagine della città di Washington.
E due terzi dei suoi esemplari circolano fuori dai confini degli Stati Uniti, con una diffusione all’estero aumentata del 105% tra il 1990 e il 2020 (il 77% del totale stampato).
Valga l’interrogativo dell’economista Ruth Judson. «Gran parte degli americani non ha mai visto un biglietto da cento dollari, tuttavia questi costituiscono l’80% delle banconote emesse dalla Federal Reserve.
Ma allora chi li possiede?»6.
Per la superpotenza condizione indispensabile e ingrata, perché priva di competitività molte industrie statunitensi.
Negli anni Settanta gli americani distrussero volontariamente la manifattura nazionale, affinché potessero importare dagli altri, controllando inizialmente circa metà delle rotte marittime, poi tutte le altre.
Da allora il Midwest, storica regione di prima industrializzazione, è detto “Rust Belt”, a indicare la catena di montaggio arrugginita per assenza di utilizzo.
Iniziativa perfettamente coerente per un impero che si avviava a essere globale, imitata in maniera sconsiderata negli anni Ottanta dalla Gran Bretagna, allora una media potenza, per velleità osmotica.
Al deficit commerciale si aggiunge la costante crescita del debito pubblico, ormai oltre i 33 mila miliardi di dollari, la più gigantesca cifra mai registrata nella storia dell’umanità.7
Detenuto attraverso i titoli del Tesoro d’oltreoceano da ogni nazione del globo interessata o costretta a vivere nel sistema washingtoniano.
Compresi i nemici, indotti con loro sommo dolore a puntellare finanziariamente la superpotenza. Per mantenere apprezzata la moneta del più grande mercato del mondo, per conquistare la benevolenza del Paese che perlustra le rotte navigabili.
Specie la Cina, che nel 2023 possiede 821 miliardi di debito americano,8
obbligata a devolvere al nemico un’immensa liquidità che dovrebbe utilizzare per risolvere le proprie deficienze strutturali
(specie domestiche).
Cifra che, finché sarà egemone, l’America non ripagherà mai nella sua interezza.
Fu negli anni Ottanta che Washington si trasformò da creditore a principale debitore internazionale, persuadendo i contribuenti stranieri ad accollarsi i costi del riarmo americano in funzione antisovietica.
Dalla fine della Guerra fredda, con la nascita della globalizzazione, il debito pubblico statunitense è balzato da 3.665 miliardi di dollari agli attuali 33.045 miliardi, posseduto per il 32% da governi stranieri, alleati e rivali.
Su tutti, oltre alla Cina: il Giappone, che detiene 1.090 miliardi di dollari in buoni del Tesoro;
il Regno Unito (217 miliardi); l’India (118,2 miliardi); la Germania (82,2 miliardi);
la Russia (86,1 miliardi); la Corea del Sud (93,2 miliardi); e il Messico (47,1 miliardi).9
Durante la presidenza di George W. Bush furono soprattutto giapponesi e cinesi, attraverso l’imponente sottoscrizione di buoni del Tesoro statunitense, a sponsorizzare la guerra al terrorismo che manteneva l’egemone globale impantanato in teatri secondari.
Anziché un segnale di vulnerabilità, come vorrebbe l’interpretazione antimperiale del sistema internazionale, il legame finanziario palesa l’inferiorità della periferia nei confronti del centro.
Esportatori netti, i satelliti sono costretti ad acquistare bond americani per mantenere apprezzato il dollaro e reinvestire il surplus commerciale nel più stabile luogo della Terra, l’unico a non aver mai conosciuto cambi di regime.
In nuce: per mantenere il benessere del loro principale acquirente, nonché garante delle vie di comunicazione.
Dentro l’acquisto coatto del debito americano, per continuare a esportare verso gli Stati Uniti e solcare le rotte marittime presiedute dall’antagonista, oggi la Cina si trova nella cosiddetta “trappola della sterlina”.
Trattasi del rapporto d’interdipendenza tra due Stati rivali, nel quale il governo che possiede titoli o riserve altrui non può disfarsene se non disintegrando sé stesso.
Il perfetto contrario della vulgata che vuole Pechino in grado di rovesciare Washington dismettendone il debito pubblico.
Pregiudizio che non spiega perché mai la Repubblica Popolare decida ogni anno di sottrarre miliardi al proprio bilancio per puntellare la ricchezza del suo principale nemico.
A sperimentare i devastanti effetti di tale giogo fu nel primo dopoguerra la Francia della Terza Repubblica.
Per prevenire l’ulteriore apprezzamento del franco, corroborato dal surplus commerciale e dal rimpatrio di capitali, tra il 1926 e il 1931 la Banca di Francia incassò un’enorme quantità di sterline, valuta che all’epoca costituiva la metà delle riserve internazionali.
Eravamo al crepuscolo della globalizzazione britannica, identica per telaio a quella statunitense.
Preoccupato dalla continua svalutazione della divisa britannica che erodeva il valore delle riserve e contrario a puntellare ulteriormente un avversario storico, nel 1928 il governatore della Banca centrale francese, Émile Moreau, ordinò la liquidazione del portfolio monetario.
In tre anni Parigi convertì i pound in dollari, quindi passò all’oro.
La decisione provocò un terremoto finanziario.
La repentina vendita delle sterline sbriciolò le restanti riserve nazionali, conducendo la Banca di Francia a un passo dalla bancarotta e costringendo il governo Laval a intervenire per salvare l’istituto.
Stessa sorte toccherebbe oggi alla Cina se provasse ad affrancarsi dal sistema statunitense con la medesima tecnica.
Ne sono convinti gli analisti del Pentagono, che internamente definiscono impraticabile una totale dismissione dei titoli americani da parte pechinese.
La Repubblica Popolare conquisterebbe un margine di manovra solo se tramutasse lo yuan nella moneta di riserva globale, ma l’impresa resta ai limiti dell’impossibile, nonostante i proclami.
Anche se avallasse l’apprezzamento della divisa nazionale e accettasse un deficit dei conti con l’estero, il governo cinese manca di una Marina in grado di insidiare quella statunitense, nonché della stabilità e della trasparenza richieste dagli investitori stranieri.
Siamo convinti di vivere tempi straordinari, ma il meccanismo della globalizzazione corrente è identico a quello del passato.
E questa finirà esattamente come le altre.
Nei secoli passati si sono registrate almeno altre due globalizzazioni.
Quando Roma sconfisse Cartagine seppe estendere la sua potenza sulle rotte marittime che attraversavano il Mediterraneo: abbastanza per costruire una globalizzazione strutturale, sebbene non letteralmente geografica.
Medesima sostanza della seconda globalizzazione, quella inglese, sancita anche qui dalla formula latina, pax britannica.
Esistita dalla metà dell’Ottocento con il controllo dei tracciati marittimi, la regolamentazione degli stretti e il massiccio popolamento dei territori d’oltremare, fu la prima per estensione geografica.
Durò fino all’alba del XX secolo, quando la Prima guerra mondiale innescò il declino del Regno Unito, accelerato nel 1942 dall’appropriazione americana dei suoi principali avamposti nell’Atlantico.
Come Washington, anche Roma importava dalle colonie ogni risorsa primaria.
Stesso approccio del Regno Unito, per questo tuttora dotato di una cucina disseminata di pietanze straniere.
Speculare alla globalizzazione marittima è la struttura di Internet, altrettanto sostanziata dall’elemento nautico.
Fenomeno profondamente americano, coincidente con il suo dominio planetario, nella versione attuale la rete globale è stata sviluppata da privati, ma è nata nel ventre del Pentagono ed è tuttora funzionale alle esigenze strategiche della superpotenza (vedi capitolo XII°).
In questa fase la Repubblica Popolare vorrebbe gemmare una controglobalizzazione senza averne i mezzi (marittimi).
Ovvero le nuove vie della seta (One Belt, One Road nello slogan anglofono), teorica alternativa alla pax americana.
Progetto onirico centrato sulla costruzione di infrastrutture in Asia, in Europa e in Africa, per muovere le merci prodotte nell’Impero di Mezzo.
Pensato per rendere più profondo il mercato interno, per smaltire il surplus industriale, per sottrarsi allo strapotere marittimo degli Stati Uniti e allacciare notevoli porzioni del globo al benessere cinese, manca del principio antieconomico che è sostrato della primazia globale.
Per questo le nuove vie della seta sono state accolte con riserva anche dai Paesi che vi hanno aderito, felici di beneficiare degli investimenti pechinesi, molto meno di sposare i piani commerciali altrui.
Al di là della liquidità assicurata nell’immediato dall’acquisto di quote nei porti greci o spagnoli, è impossibile stabilire quali siano nel lungo periodo i benefici per le nazioni coinvolte nel progetto.
Monumentale incongruenza che impedisce di avvicinare gli Stati Uniti.
Pure fossero costruite nella loro interezza
– obiettivo pressoché irrealizzabile –
queste consentirebbero a Pechino di aumentare le sue esportazioni, mentre il cardine del sistema deve necessariamente essere un importatore netto.
Per sostituirsi agli Stati Uniti, la Repubblica Popolare dovrebbe creare dipendenza tra sé e i membri del sistema, garantendo a questi totale accesso al proprio (risicato) mercato domestico.
Senza pretendere perfetta reciprocità.
Possibilmente insidiando il controllo delle rotte marittime.
Anche accettando l’eventuale gravare sugli strati più fragili della popolazione interna dei meccanismi della globalizzazione, generati soprattutto dalla necessità di creare dipendenza tra il centro e la periferia dell’impero. Come avviene negli Stati Uniti.
Qui l’arrivo in massa di prodotti cinesi e la delocalizzazione perseguita da molte industrie nazionali, con conseguente dismissione di interi settori produttivi, hanno prodotto un impoverimento netto della classe medio-bassa, che nell’ultimo decennio ha perso il 45% della sua ricchezza e quasi tre milioni di posti di lavoro.10
Le amministrazioni statunitensi hanno promesso in più occasioni di rilanciare le manifatture interne, con tanto di legislazione pensata per ricondurre in patria la produzione (Inflation Reduction Act del 2022).
Al netto di un minore ritorno di alcune industrie, tali propositi vanno giudicati impossibili.
Se tornassero Paese esportatore, gli Stati Uniti distruggerebbero la globalizzazione e la propria egemonia universale.
Esito inaccettabile e impossibile per la natura spontanea della costruzione imperiale.
Eppure evenienza presa assai sul serio dalle cancellerie europee, sicure che Washington possa tornare a esportare come un Paese qualsiasi.
Come scritto, negli anni di Donald Trump, nonostante i suoi strali, anziché diminuire il deficit commerciale americano è aumentato. Crescita indecifrabile senza lo strumentario della geopolitica umana.
Senza comprendere di cosa sia composta, è impossibile stabilire come e quando finirà la globalizzazione.
In questi anni infuria il dibattito sullo stato dell’arte della pax americana, tra chi la considera già ampiamente defunta, chi rimane nel dubbio e chi la vede resistente.
Centrata sul controllo delle rotte marittime, come capitato ai romani e ai britannici, la globalizzazione americana terminerà quando uno sfidante saprà insidiarne la superiorità marittima e controllare almeno un mare di pertinenza.
Non certo in caso di applicazione di dazi nei confronti dei suoi membri:
come detto, la globalizzazione non è sinonimo dell’impossibile liberismo.
L’impero romano d’Occidente crollò dopo la sconfitta nella battaglia navale di Capo Bon (468), quando l’immensa flotta allestita assieme a Costantinopoli fu distrutta dai vandali.
L’impero britannico smise di essere egemone durante la Seconda guerra mondiale, quando non riuscì a interdire la Marina tedesca e fu costretto a cedere agli americani le piattaforme nell’oceano Atlantico.
Oggi la Cina, massimo sfidante degli Stati Uniti, non controlla neppure un mare rivierasco, come dimostrato dall’incapacità di conquistare Taiwan, posta ad appena 160 chilometri dalla costa.
In assenza di tale scatto, la globalizzazione resterà intatta.
E con essa l’egemonia americana.
1Increasing shipping traffic – a growing risk to whales, warns WWF, 7/6/23.
2Trade in Goods with World, Seasonally Adjusted, U.S. Census.
3Cit. in B. Steil, The Battle of Bretton Woods: John Maynard Keynes, Harry Dexter White, and the Making of a New World Order, Princeton University Press, Princeton 2013, p. 115.
4U.S. Trade in Goods and Services, U.S. Census Bureau.
5Ibidem.
6Ruth Judson, The Death of Cash? Not So Fast: Demand for U.S. Currency at Home and Abroad, 1990-2016, International Cash Conference 2017 – War on Cash: Is there a Future for Cash? 25-27 aprile 2017, isola di Mainau, Germania, atto della conferenza, p. 5. Disponibile al sito: https://www.econstor.eu/bitstream/10419/162910/1/Judson.pdf (ultimo accesso il 10 agosto 2023).
7Dati di settembre 2023.
8Ibidem.
9Dati di agosto 2023. U.S. Treasury.
10Trends in income and wealth inequality, Pew Research Center, 9/1/20.
Dario Fabbri “Geopolitica umana” (2023, Gribaudo)
https://www.gribaudo.it/opera/i-grandi-temi-della-geopolitica/
LA SINTESI, PORCA TROIA!
scusa ma quando ci vuole ci vuole. se anche solo il 10% di quanto sbrodolato dal Fabbri non fosse falso, Trump non esisterebbe come fenomeno politico ma sarebbe ancora in televisione.
Ciao
O così o, parafrasando Enzo Jannacci … “Dàghela al Maschio Bianco Etero Cis” ! 🙂 La Sinistra del Terzo Millennio NON lascia Alternative.
In Inglese “dàghela” credo che si esprima con “bashing”.
Andrea Di Vita: “Fabbri”
“…ma mi sembra un poco unilaterale.
A prenderlo alla lettera, il primo ipersonico che ti colpisce una portaerei USA segna la fine della potenza USA…”
si sono d’accordo.
La lettura dei suoi libri è una miniera di aneddoti storici e linguistici interessanti e assai gustosi ma le conclusioni sono solo l’ennesimo punto di vista fra i tanti altrettanto possibili.
Mi pare che in questo caso la sua, di conclusione, parta dal Carl Schmitt di
“Terra e mare. Una riflessione sulla storia del mondo”
https://www.adelphi.it/libro/9788845917431
“…La storia del mondo è storia di lotta di potenze marinare contro potenze di terra e di potenze di terra contro potenze marinare.
Dai tempi più remoti questa opposizione elementare è osservabile e, ancora nel XIX° secolo, si usava caratterizzare le tensioni dell’epoca tra Russia e Inghilterra come lo scontro tra un orso e una balena.
I cabalisti medioevali parlavano della storia del mondo come di una lotta tra Leviatano e Behemoth…”
“…l’uomo, per sua natura creatura terrestre, “rinasce quale figlio del mare”. Venezia e Genova, Amsterdam e Londra sono le culle di questa rinascita.
Nell’antichità, la stessa Atene di Temistocle aveva evitato un declino rovinoso trasformandosi in una talassocrazia.
Nelle “Vite parallele”, Plutarco sottolinea come, una volta sventata la minaccia persiana dopo la vittoria di Salamina (480 a.C.), con l’apertura del Pireo fosse subentrato ai tradizionali “aristòi” latifondisti un ceto virtuoso del “remo e del timone”.
Il suo valore sociale non si basava sul sangue o sulla proprietà terriera, ma sulla capacità di governare la nave, metafora della capacità di reggere la polis. Questa “apertura al mare” crea anche una nuova antropologia: marinai, nostromi e piloti educati all’audacia e alla prudenza, al coraggio e all’accortezza che il dominio dei flutti imponeva…”
“…La scoperta di nuovi mondi offrì successivamente immensi spazi di conquista.
A questa corsa parteciparono, in diversa misura, tutti i paesi europei.
Fu tuttavia solo l’Inghilterra a raccogliere con determinazione la sfida del mare.
Pionieri della conquista del mare furono i pirati, i primi a insidiare il dominio spagnolo del “Siglo de oro”.
Accanto a loro c’erano i corsari, autorizzati dai loro governi ad arrembare le navi nemiche.
Schmitt, sulla scia di Max Weber, sottolinea che il fenomeno della pirateria è legato al protestantesimo professato dai suoi protagonisti.
In questo senso, come l’etica protestante aveva nutrito lo sviluppo capitalistico, l’élite protestante, convinta della propria superiorità morale e spirituale, fornì il supporto ideologico e le energie umane alla scelta per il mare.
Non è quindi casuale che i più valorosi navigatori e pirati siano stati i puritani inglesi, gli ugonotti francesi e i calvinisti olandesi, che intrapresero una sanguinosa lotta contro i cattolici.
In questo senso, la contrapposione tra amico e nemico si ripropone tra cattolicesimo (gesuitismo) e protestantesimo (calvinismo).
Del resto, c’è una forte correlazione tra conquista dei mari e “capitalismo di rapina”.
Gli inglesi, da pastori che vendevano la lana delle pecore nelle Fiandre, divengono ricchi navigatori anche in virtù delle grassazioni dei loro corsari.
Quindi, l’Inghilterra decide per il mare, per il capitalismo e per l’universalismo.
Schmitt identifica il momento cruciale di questa scelta nell’occupazione della Giamaica nel 1655 da parte di Oliver Cromwell, il puritano protettore del Regno…”
https://www.startmag.it/mondo/terra-e-mare-di-carl-schmitt/
vedere anche:
Filippo Ruschi, “Questioni di spazio”, https://
http://www.ibs.it/questioni-di-spazio-terra-mare-libro-filippo-ruschi/e/9788834896839
@ Ros
“Schmitt”
Nel linguaggio di Schmitt, allora, la Cina con la Belt Road punta a garantirsi lo ‘Heartland’ , l’immenso spazio centroasiatico dice c’è il punto delle terre emerse più lontano dal mare. La partnership con la Russia – fornitore di risorse minerarie e garante privilegiato delle future rotte artiche – diventa cruciale.
Il confronto fra le “potenze terrestri” e le talassocrazie è stridente nella penisola Coreana, col Nord che si rafforza diventando ufficialmente alleato militare di Mosca mentre viene sostenuto economicamente da Pechino (caso unico nella storia!) e il Sud con la sua cantieristica che raggiunge persino la capacità produttiva navale degli USA.
La guerra di Ucraina allora è il respingimento dell’infiltrazione della talassocrazia USA-UK a opera della “potenza terrestre” Russa.
Ma il solo dominio del mare non basta, visto che almeno finora le risorse naturali accessibili sono nelle terre emerse e quelle sottomarine sono inaccessibili.
Così, nessuno crede davvero che Trump possa invadere stabilmente il Venezuela, anche se la sua strapotente flotta gioca a tiro a segno coi pescherecci o presunti tali di Caracas.
Ma qui ci viene a fagiolo l’esperienza del nostro padrone di casa, Martinez, sul ruolo dell’immaginario.
L’immaginario è un fattore indipendente dal fatto che il dominio sia nel mare o nella terra. L’immaginario serve a giustificare il dominio, a renderlo accetto ai dominati.
Come Roma aveva il “civis” e Londra il “gentleman”, gli USA il “self made man” che grazie ai propri sforzi arriva a consumare beni in abbondanza per sé e per la sua famiglia.
Il successo del modello USA, mediato da Hollywood, è stato globale. Si può fare la guerra ai marines, non alle Charlie’s Angels.
Ma come sempre accade si finisce per hybris col diventare vittime del proprio successo.
La civiltà materiale Romana era talmente superiore che i barbari d’Eurasia hanno finito col sopraffarla. Il rispetto Britannico per l’individuo ha lasciato mano libera a Gandhi. La presunzione di essere la ‘fine della Storia’ spinge Cinesi, Russi (e Indiani, Iraniani…) all’antiamericanismo. Nei primi due casi le potenze egemoni sono state sconfitte dalla loro stessa cecità (forse con l’eccezione di Tacito e Orwell).
Nel terzo?
Di certo l’evidente doppiopesismo proSionista su Gaza non promette bene.
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Ros
“Fabbri”
Leggo solo adesso.
Dice molte cose sensate, ma mi sembra un poco unilaterale.
A prenderlo alla lettera, il primo ipersonico che ti colpisce una portaerei USA segna la fine della potenza USA.
Ora, va bene che la lettera di Einstein a Roosevelt che lo avvisava del pericolo di una Bomba nazista parlava dell’attentato terroristico di una Bomba messa su una nave ormeggiata un un porto (memoria del botto di Halifax nella WW1?)…
…va bene che i Russi hanno il Poseidon…
…ma pensare che bastava che gli Houthi centrassero la Eisenhower per metterle in crisi gli USA mi sembra fantapolitica.
I Romani mica avevano solo il Mare Nostrum. Avevano le strade, gli acquedotti, le leggi.
Gli Inglesi mica avevano solo la Royal Navy. Avevano i treni. L’India la tenevano coi treni, non con la Queen Elizabeth.
Tutti e due, soprattutto, erano credibili. Erano comunque un modello: civis Romanus, White Man’s Burden.
Ciascuno può giudicare se gli USA sono nella stessa condizione.
È proprio l’idea di un impero globale esteso a tutto il pianeta, quella di un mondo unipolare, che è in discussione. La Cina non ha bisogno di farsi impero del mondo; quando cominciò a colonizzare l’Africa, all’inizio del Seicento, smise spontaneamente. E anche per la Russia la priorità è la stessa dei cinesi: non farsi mangiare in testa dagli USA.
Ma da qui a pensare che se domani la Ford viene affondata da un ipersonico nei Caraibi allora l’impero USA è in declino ce ne corre.
Sempre diffidare da chi interpreta tutto in termini di un solo fattore.
Ciao!
Andrea Di Vita
all’inizio del Seicento,
due secoli prima, caro Andrea…
nella prima metà del XV secolo (all’epoca di Dom Henrique e ben prima di Bartolomeu Dias e Vasco da Gama, oltre che del nostro -e tuo in particolare, da genovese- Cristoforo Colombo), sotto i primi Ming, dinastia che come è noto regnò dal 1368 al 1644 e costituisce un intermezzo sinico* fra gli Yuan mongoli (1271-1368) e i Qing manciù (1368-1912..nel Manciukuò, ancora 1932/1934-1945)
* vi è chi ha sostenuto che le triadi (la mafia cinese) nacquero come risposta “lealista”, a mo’ di società segrete, del Sud contro i Qing, donde lo slogan “rovesciate i Qing, restaurate i Ming !” che ancora si sentì all’epoca dei Boxer e della crudele, infida e corrotta Imperatrice Qing Cixi (1900)..
poi le triadi divennero criminalità comune anche se mantennero, e mantengono, contatti con il potere, esattamente come nella Sicilia d’antan
Qing manciù, 1644-1912, ça va sans dire 😀
@ habsburgicus
“Seicento”
Ha assolutamente ragione!
Mi cospargo il capo di cenere. Il bello è che volevo pure aggiungere la frase “E se Cinesi e Portoghesi si fossero scontrati sulla via delle Indie dubito che a vincere sarebbero stati i secondi”!
😞😞
Ciao!
Andrea Di Vita
“vi è chi ha sostenuto che le triadi”
Sulle società segrete in Cina è stato detto di tutto. Anche che fossero eredi delle comunità nestoriane dell’Alto Medioevo.
Posso intervenire? a me questa storia dello scontro tra Mare e Terra pare una cosa molto … patafisica.
Suona bene, a prima vista è convincente, e vai di sostegno alla tesi fino e oltre i limiti del ridicolo.
Quasi quanto la geopolitica, che nel ridicolo ci sguazza.
Però, dato il valore simbolico assunto dalle portaerei USA nella Guerra del Pacifico, la volta una che un ipersonico ne affonda una potrebbe ben essere letta come IL segno del destino (e del declino).
Ciao
@ francesco
“ridicolo”
Concordo.
Spesso a furia di voler interpretare tutto chi parla di geopolitica finisce col non spiegare nulla.
Probabilmente la Storia segue delle regole generali (una l’ha formulata Barbero: meglio non attaccare la Russia 😉) ma difficilmente possiamo estrapolarle, e per due motivi:
1. conosciamo solo diecimila anni o giu’ di lì della Storia umana;
2. nella Storia noi ci stiamo dentro come una zattera sul mare. Mettere su la vela e sperare in un vento propizio ha senso; pretendere di capire come si muovono le correnti in profondità è insensato.
Anche chi rigetta l’interpretazione provvidenzialistica della Storia di un Agostino e si proclama strenuo materialista più che indicazioni MOLTO generali (tipo l’importanza della lotta di classe) non è che possa formulare. A fare il contrario si fa giustamente la figura dei trinariciuti.
Ciao!
Andrea Di Vita
meglio non attaccare la Russia 😉
da Ovest (Poltava 1709; Beresina 1812; Stalingrado..ma già Lago Peipus 1242)
da Est, l’hanno attaccata una volta (i Mongoli di Batu Khan nel XIII secolo) e se la sono conquistata 😀
quindi Xi può dormire sonni tranquilli…se fosse malauguratamente necessaria in futuro una “operazione speciale sinica per denazificare la Russia” l’unico precedente sarebbe a favore dei cinesi 😀 (P.S pure i giapponesi, con obiettivi limitati, hanno battuto i russi nel 1904-1905, quindi a Est questa regola non vale)
Francesco: “…Posso intervenire?
a me questa storia dello scontro tra Mare e Terra pare una cosa molto …”
Può darsi
– anzi è certo –
che lo sia in buona misura come come ogni metodologia che pretende d’avere scoperto la formula definitiva passepartout di unica interpretazione di un evento.
E da farci entrare il tutto sempre ad ogni modo come l’asino tirato per la coda.
Sono pur sempre prospettici punti di fuga arbitrariamente fissati su una linea dell’orizzonte atti ad osservare un fenomeno;
cambiando il punto cambia ne l’osservazione, la creazione e la conoscenza del fenomeno.
La “VeritàVera”
(ammesso che possa esistere)
può essere soltanto l’insieme
– pressocché infinito –
di tutti i punti di vista in simultanea.
La “VeritàVera” dovrebbe essere attrezzato a coglierla solo l’onniscente occhio dell’onnipotente.
Ogni punto di vista è soltanto una delle infinitamente possibili parti viste (e così create) dall’arbitrarietà del punto d’osservazione capitato o scelto.
Come diceva quello lì dei tuoi?
Il damascato folgorato:
“Videmus nunc per speculum in aenigmate, tunc autem facie ad faciem;
nunc cognosco ex parte, tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum”
Questo infinito mare ci sarà
– dice – dato di vederlo vero soltanto nel the day after👼
Quién es el mar?
Quién soy?
Lo sabré el día
ulterior que sucede a la agonía👆
miseriaccia😒!
Intanto cincischiamo di qua e di la, di sotto e di sopra, di destra e di sinistra, di bianco e di nero ben sapendo che è sollazzo e svago per passare con muliebre curiosaggine il tempo
Forse per i fatti del 1956 e per i 45 anni di oppressione russa?
Vero che la storia si misura in secoli ma un pò sono sorpreso.
Poiché in Italia c’è chi come te inneggia ai repubblichini collaborazionisti e alla X MAS (lo facevi qualche settimana fa), singoli accadimenti storici non sono decisivi nel determinare come i popoli si vedono tra di loro.
Le incompatibilità tra i nazionalismi hanno cause strutturali.
Strano, a mia memoria io chiedevo come mai la X MAS fosse diventata un mito della destra, tra tutto quello che successe nel 1943-45.
Adesso scopro che inneggiavo ai repubblichini.
Guarda tu com’è fallace la memoria.
La X MAS arriva fra poco più di un mese … 😃
“fosse diventata un mito della destra”
Quel “della destra” ce lo aggiungi adesso. Allora era la X MAS che salvava le vite degli italiani.
Era la spiegazione, da me letta, di come aveva fatto la X MAS a diventare un mito positivo. Io però in Istria non c’ero, nel 1945, quindi ho chiesto.
A sinistra, essendo stronzi, non intendevano ridimensionare i miti dei partigiani comunisti buoni, compresi quelli jugoslavi.
Ma la sinistra è egemone sui libri e sui giornali, non nella cultura popolare, dove certe cose resistono grazie alla memoria viva.
Ecco, il sunto sarebbe quello.
Alla fine il ricordo degli americani che liberano l’Italia è più forte delle lezioni di storia.
Ciao
@ francesco
“buoni”
Dalle mie parti non ce n’era bisogno.
E se nonostante settant’anni di americani e di preti la sinistra è davvero ancora egemone un motivo ci sarà.
Ciao!
Andrea Di Vita
Siete bacati dentro. Ergo la mia idea della rilevanza del peccato originale ha senso!
Più seriamente, immagino che la decadenza della Liguria rispetto ai tempi della Repubblica di Genova spieghi una malmostosità che in politica porta spesso a sinistra.
Chi era il centro del mondo fatica a trovarsi periferia di Torino e Milano, e poi neppure quello.
Ciao!
Francesco, sarebbe strano se nessuno te lo avesse mai detto, ma non si sa mai: in famiglia siete fascisti, per cui vi siete tramandati una memoria di leggende di repubblichi eroi, di quelli della X MAS che salvano gli italiani e altre puttanate. Vi siete ripetuti acriticamente propaganda di 80 anni fa e ve ne siete pippata così tanta che vi ha bruciato i neuroni e non riuscite a distinguere il vero dal falso. E, se qualcuno ve lo fa notare, sono i professoroni comunisti che non vogliono ammettere la verità storica che solo voi vi tramandate in maniera catacombale.
Serve il QI di destra per pensare così.
@tutti
ma andate a scavare fossi
Fòssi ?
Mé a la tô etè a saltèva i fòss par la lónga !
😀
x MT
complimenti! hai sbagliato il 100% delle cose che ha inventato
eppure ti avevo già consigliato di astenerti dalle cazzate
davvero, non sei più capace di me di dedurre le cose, solo più saccente e meno disposto ad ammettere gli errori
a presto, sigh
@Francesco
Quindi non hai nemmeno la scusa della distorsione della memoria familiare? Ti inventi proprio la storia di sana pianta giusto per segnare il punto nelle discussioni su internet?
Andiamo bene…
L’altra sera a casa di amici ho incontrato una coppia uzbeka.
Per meglio dire: lui russo-ebreo-tataro, lei russa-uzbeka-armena-georgiana.
Gli ho chiesto dell’unica cosa che conosco della cultura uzbeka: i coltelli tradizionali.
Salta fuori che ne ignoravano completamente l’esistenza fino a poco fa, adesso scopre che diversi italiani glieli chiedono.
Gli chiedo se parlano uzbeko: no, neppure lei.
In Uzbekistan, ci dicono, i russi (in senso lato, diciamo i madrelingua russi, i “sovietici”) sono tantissimi e parlano russo, gli uzbeki conoscono tutti il russo, quindi il problema non si pone.
Lui ha una tipica faccia slava, lei un aspetto vagamente orientale, ma niente che faccia scalpore in Italia, dove, finché non apre bocca, è una mora bassina con gli occhi leggermente a mandorla.
Senza che sappia niente delle mie vicende personali, riconosce immediatamente nel sottoscritto un ebreo!
“Avete tutti la stessa faccia!”
(Nonostante la mia parte “genetica”, tra mille virgolette, ebraica, sia minima… ma si vede che il resto lo fa l’Italia 😉
Confermo però che Leonard Cohen è il sosia di mio zio Gianni e un paio di mafiosi ebrei-americani sono identici a mio zio Romano…)
Confermano il boom del turismo italiano in Uzbekistan: ce ne vanno tantissimi, di italiani, e l’Uzbekistan sta investendo molto in cultura, turismo ecc.
Ha anche una certa politica identitaria, di “orgoglio uzbeko”, probabilmente (penso io) anche a causa della labilità dell’identità medesima…
C’è anche un libro dal simpatico titolo “Stan [sic] Trek”, che fa il verso a “Star Trek” per parlare di questi “Mondi Sconosciuti” 🙂 … di Ted Rall , scrittore, divulgatore, giornalista e vignettista “semiserio” tipo Beppe Severgnini.
l’Uzbekistan, a differenza degli altri “stan”, ha scelto di aprirsi senza riserve al turismo…ciò sin dall’arrivo al potere di Shafqat Mirziyoyev (Islom Karimov aveva tutt’altra politica e ci voleva ancora il visto)….
l’occidentale è ben visto, le formalità sono ridotte al minimo (via terra talora ci sono ancora lungaggini), le carte di credito ormai sono accettate (non dappertutto) ed è facile prenotare biglietti del treno online (et, le cas échéant, te li rimborsano pure come è capitato al sottoscritto)….non ci sono più registrazioni macchinose, gli hotel -ancorchè siano divenuti più cari- sono migliorati… Toshkent è un hub regionale aereo e ci arriva(va) pure WizzAir da Abu Dhabi, ma Uzbekistan Airways -se la si prende nei giorni giusti- non è molto più cara e collega direttamente Milano a Toshkent….in più, oggettivamente, l’Uzbekistan ha (quasi) tutto, a parte le alte montagne
il vicino Tagikistan, che pure ad habsburgicus (che ha notoriamente gusti strani :D) è piaciuto di più, è molto meno attrezzato a ricevere turisti, che infatti non riceve……hotel degni sono rari, trovare taxi è un problema (non c’è Yandex, almeno a Khujand), il cambio può non essere facile, vi è una registrazione obbligatoria all’OVIR [l’ente ufficiale del vecchio KGB che mantiene il nome sovietico] qualora si resti un po’ di giorni e per visitare il Gorno-Badakhshan occorre un permesso speciale…aggiungiamoci il fatto che pochissime linee aeree si spingono fino a Dushanbe e quelle poche a prezzi folli, ed ecco spiegata la scarsa appetenza del Tagikistan..che oggettivamente ha meno (eccetto belle montagne in più)
invero, Qazaqstan e Kyrgyzstan non creano problemi (e il Qazaqstan è “cartizzato”) ma il primo è forse visto come troppo “russo” e ciò di questi tempi spaventa, il secondo è colpevolmente ignorato ancorchè a Bishkek ci arrivi la Pegasus da Istanbul (io ci arrivai così)
su un altro piano è il Turkmenistan….
lì nulla è cambiato, se non in peggio, dai tempi di Brezhnev… il turista indipendente NON è ammesso e, come in URSS c’era l’Intourist che aveva il compito di far vedere ciò che doveva essere visto e soprattutto di non far vedere ciò che non doveva essere visto :D, così in Turkmenistan è necessario avere una guida per ottenere il çakylyk (lettera d’invito) -“condicio sine qua non” per il visto turistico- che è un documento molto più importante del visto che sarà stampato alla frontiera previo un pagamento congruo in dollari ben tenuti e nuovi di zecca [il dollaro è l’unica moneta ammessa ovviamente, alla faccia di chi dice che il dollaro è in crisi :D] che include anche il test COVID obbligatorio per volontà del Supremo che domina il Turkmenistan e la cui effigie è onnipresente, MA SOLO dopo aver mostrato il çakylyk e aver dato i numero di contatto della guida, che poi arriverà (invece la dogana pura è alla buona, i bagagli non sono passati ai raggi X..a differenza di quanto avviene in Uzbekistan)..ad habsburgicus il çakylyk l’ha chiesto già il soldato turkmeno dopo l’apertura della porta di confine (gli uzbechi non l’hanno chiesto dunque, a livello teorico, se non lo avessi avuto, avrei potuto entrare in Turkmenistan per circa 1 metro..ma non oso immaginare la reazione brutale delle autorità turkmene in quel caso 😀 habsburgicus sarebbe stato espulso con ignominia e con un timbro di espulsione, analogo nelle frontiere alla bocciatura segnata sul libretto 😀 ? habsburgicus sarebbe stato anche multato, in dollari 😀 ? habsburgicus sartebbe stato accusato di ingresso illegale e arrestato ? come è noto, per via aerea, questi problemi non si pongono in quanto, nel caso di “paesi particolari” la compagnia aerea chiederà prova del visto prima di farti imbarcare dunque mai nessuno arriverà a Pyongyang o Teheran senza visto, sarebbe fermato prima :D); il Turkmenistan peraltro è bello e affascinante, ma non turistico (c’è nessuno)…l’Uzbekistan, così vicino e così diverso, ha scelto un’altra strada..e mi pare che non se ne penta
a livello di politica culturale, per quel che ho notato io:
in Uzbekistan bisogna distinguere tra il piano formale e il piano sostanziale
sul piano formale, il russo è in netto regresso (qualche insegna ancora a Toshkent) ad eccezione del Qaraqalpaqstan, ove il russo è comune (o almeno il cirillico): le scritte sono infatti quasi sempre in uzbeco latino (una volta, sul treno in una stazione del deserto, ho ancora visto uzbeco cirillico..parlo sempre dell’Uzbekistan “proprio” AL DI FUORI del Qaraqalpaqstan)
sul piano sostanziale, il russo resta diffuso, diffusissimo, specialmente a Toshkent (e nel Qaraqalpaqstan, ça va sans dire)
in Turkmenistan -ed è una cosa che ho guardato con attenzione :D- il carattere molto più autoritario del regine ha ottenuto risultati migliori: non sono riuscito a vedere una sola scritta in cirillico e una sola scritta in russo, tutto è stato cancellato..solo il turkmeno, scritto in caratteri latini….non dubito però che, nel privato, il russo sarà ancora diffuso
il Tagikistan obbedisce a Putin, usa il cirillico e il russo è l’unica lingua nota (accanto al tagico)..idem in Kyrgyzstan e Qazaqstan (dove qualcuno però sa l’inglese), ma in Kyrgyzstan si sente la vicinanza di Xi e il cinese non è del tutto straniero….i cinesi sono presenti pure in Tagikistan e un tunnel famoso porta un’iscrizione che loda l’aiuto dei cinesi al popolo tagico
P.S se io fossi Putin, smetterei di pensare al Dombas e rivolgerei la mia attenzione a quelle lande, ove c’è il rischio che i cinesi si pappino tutto 😀 😀 faccia lui, eh
Un trend social abbastanza diffuso delle ragazze degli Stan (a parte Afghan e Paki …) è di mettere musichette pop / bubble gum con scritto sovraimpresso “Where you think I come from” con bandiere “China Sud Corea Giappone” … poi “Where I actually come from” con bandiere degli “Stans” e “Guess my Stan”.
Generalmente sono tute davvero belle.
Infatti un libro come Stan Trek me lo sarei aspettato da un Italiano Gaudente … però du carta nessuno glielo avrebbe mai pubblicato. La Casa Editrice che lo facesse si ritroverebbe rasa al suolo da un’ Orda Woke con torce e forconi !
Negli Stati Uniti è stato coniato e diffuso il nomignolo “The Stans”, tipo “What Stan are you from ?” …
@Moi
il bello è che “stan” si riferisce ai 5 ex-sovietici ma a rigore dovremmo includervi il Pakistan (di solito messo nell’Asia meridionale, accanto all’India indù sua acerrima nemica) e l’Afghanistan (spesso unito al Medio Oriente di cui costituisce l’estrema propaggine orientale) 😀
insomma gli “stan” dovrebbero essere 7 e non 5…
e se mai il Dagesta, ove c’è Derbent, riuscirà a rendersi indipendente da Putin (campa cavallo :D) saremmo a 8
Il Dagestan è diventato sui Social famoso per i giovani barbuti che praticano MMA : parlano con lessico Statunitense + pesante accento Russo :
“If yu vôna bikóm strônga fàita … vài yu skrôlingh instiéd ov triéiningh ?”
Hanno nomi e patronimoci su base Araba con morfologia Russa, tipo Ali Mustafaevic Mohamedov …
“Vì Mózlemz tu bikóm betta fàita, vi fàita tu bikóm betta Mózlemz” .
[Cit.]
Come nello Zocalo, centro dei centri del Mexico, la polizia protegge il palazzo presidenziale dagli assalti della generazione Z (ogni governo ha la sua nel mondo di smarphonia) potrebbe girare come video didattico sulla retta gestione poliziesca di simili situazioni.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/16/proteste-messico-generazione-z-sheinbaum-news/8197329/
https://www.lanotiziagiornale.it/la-parabola-della-destra-italiana-da-filo-palestinese-a-filo-israeliana-quando-il-sostegno-a-gaza-era-un-merito/
La parabola della destra italiana, da filo-palestinese a filo-israeliana: quando il sostegno a Gaza era un merito
La destra post-fascista italiana nasce filo-palestinese. La trasformazione radicale iniziò con Fini. E fu anche un’operazione geopolitica
Il sostegno a Israele, politicamente paga per chi ha dovuto sdoganarsi da un passato ingombrante e di ostacolo per la scalata al potere.
Anche se tale sostegno personalmente non ha giovato a Gianfranco Fini, che oggi è fuori dai giochi politici.
Ma infatti sono degli imbecilli. Quando mai gli ebrei hanno aiutato i loro leccapiedi?
Ma tu dai per scontato che la mossa di Fini fosse fasulla e interessata.
Io credo alla sua buonafede, e anche a un ragionamento di opportunità politica: in certi casi, una non esclude l’altro.
Ma, fosse pure l’opportunità politica l’unica motivazione, lo scopo non era quello di ottenere l’aiuto “degli ebrei ” (bontà tua, sei rimasto l’unico a credere così influente il mondo ebraico… in Italia, poi… ) ma semplicemente quello di liberarsi dell’ingombrante cadavere di Mussolini.
E la mossa è riuscita alla perfezione: senza Fini, non ci sarebbe stato nessun governo Meloni.
Ad accusarla, sempre più stancamente, di fascismo, sono rimasti solo alcuni di sinistra, che lo fanno perché ormai è parte dei loro personaggi.
E i turisti francesi che vogliono fare gli snob, ma quelli sono semplicemente cretini.
Concordo con Pino, oggi per fingere di prendere sul serio le accuse di fascismo rivolte a Meloni occorre essere dei veri professionisti della recitazione.
Mentre il corpaccione di FdI credo sia ancora fascista, al ridicolo modo dei missini. Non ho idea di cosa siano i nuovi fratelli, quelli entrati nel giro in questi anni.
Ricordo male o i nazisti sono invece andati dietro a Salvini?
Poi dicono che uno si astiene.
🙂
@ MIGUEL
Icché gli è ‘sta cosa del Ristoratore Razzista Fiorentino ?
… Pare che abbia dato, a loro insaputa, dei “Cinesi di MeLda” [sic] a un gruppo di Turisti da Taiwan … anche loro, però, si sono seduti a un tavolone in 13 per ordinare 5(!) pizze condivise.
Per Moi
“Icché gli è ‘sta cosa del Ristoratore Razzista Fiorentino ?”
Pel foltuna, mi è sfuggita la notizia!
“Cinesi di MeLda”
se l’ordine era davvero quello, hanno fatto bene ad insultarli, cazzo!
hanno occupato 8 coperti per niente
“Cinesi di MeLda”
e perché si sono offesi?
che gli frega a loro?
son taiwanesi loro o no?
E che sono Pasquale loro?
https://vimeo.com/391439066
Capace pure che erano aborigeni taiwanesi (台灣原住民族),
manco cinesi han di quelli veriquindi;
manco cristiani confuciani.
Cinesi contraffatti e attaroccati.
E gli aborigeni taiwanesi (台灣原住民族) si sàpe che sono pitocchi e pezzentoni col braccino corto e pizzicagnoli di razza maleyse filippina e indonesia.
Mica che sono mandarini, e manco clementine!
Lo sanno tutti da quelle parti che quella gente di Formosa autoctona è taccagna ed è rognosa.
E poi stazzano piccolini;
con una pizza nostratica ci mangiano in cincue o 6;
ci mangiano tutt’essette i nani lì che sono un cazzo e due barattoli d’ingombro cadaunense.
S’erano cinesi mandarini popolari originali mica andavano a mangiare lì,
andavano mangiare a casa nei loro ristoranti-lavanderia-tabacchi-bar in famiglia nei sottoscala;
o no?🙄
… ti ha preso i Caratteri Cinesi ? 😵💫
Interessante la Storia di “Xmas” … nato a Estrema SX per rimuovere “Christ”, approdato a Estrema DX per la “Decima MAS” 😱😃
Conobbi di persona degli Statunitensi del Dixieland che mi dissero che “Xmas” lo avrebbero inventato i “Commies” … ma gli Statunitensi generalmente non conoscono troppo bene la Storia, nemmeno la propria.
La Bibbia invece sì … almeno le generazioni nate prima del 2000.
secondo wiki i comunisti non c’entrano niente (ovviamente, hanno altre cose più serie a cui pensare invece che queste fesserie)
https://en.wikipedia.org/wiki/Xmas
a Estrema DX per la “Decima MAS”
solo in Italia, Moi…..non siamo il centro del mondo 😀
già in Francia e a fortiori in Belgio Decima Mas non vuol dire proprio nulla 😀 eppure i “destri” ci sono anche lì
Sono appena morte le Gemelle Kessler … la cosa inquietante è che si parla di un “Suicidio Assistito” , ma pare che qualcosa NON torni.
Soffrivano di qualcosa ?
… Malattie fisiche intendo, in certi Paesi UE può bastare la depressione, non so in Germania.
Tipo in Olanda basta la depressione… mi pare anche in Francia, dove una superstite del Bataclan lo ha chiesto, facendo vincere ipso facto i Terroristi ottenendolo .
Moi
“basta”
sai che sono molto scettico sull’uso di “basta”, che ha un sottointeso diminuente, se riferito alla depressione?
per depressione non intendo un po’ di malinconia perché ti ha mollato la ragazza, e nemmeno quel po’ di depressione che prima o poi nella nostra vita colpisce tutti…ma forme molto gravi di depressione maggiore che sono incredibilmente (nel senso proprio, se non le vedi, o dio ce ne scampi, non le provi, non ci credi) debilitanti
@ ROBERTO
Cos’è ‘sta storia che la UE vuol proibire gli aerei e imporre i treni ?!
Sarebbe ora!
PS basterebbe azzerare i sussidi e molte cose andrebbero a posto. Ma figurati se quest’epoca di statalismo selvaggio lo farà mai!
moi,
ma di cosa stai parlando!?!
davvero dammi uno straccio di indizio perché non ho la minima idea di cosa tu abbia in mente
forse Moi si riferisce a questo
https://transport.ec.europa.eu/news-events/news/commission-launches-plan-accelerate-high-speed-rail-across-europe-2025-11-05_en
da nessuna parte però si dice che saranno vietati gli aerei…
l’unico nemico del trasporto aereo è il nostro Miguel, che ne ha il copyright 😀 😀 scherzo, eh
https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-piano-ue-l-espansione-rete-ferroviaria-ad-alta-velocita-AH1AbeXD
e dove leggi “la UE vuol proibire gli aerei”?
direi che tu possa risponderti da solo alla tua domanda….
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/11/17/324058.html
Il computer fotonico Jiuzhang 2.0 ha risolto in 200 secondi ciò che ai computer classici richiederebbe 2,5 miliardi di anni.
come portare la democrazia in Cina e in Russia senza sterminare i popoli?
sarebbe un bel risultato!
Mi ricordi una vecchia battuta (non so da dove partì, non c’ era internet …) sui Logogrammi :
“Il Cinese usa tutto il cervello per scrivere la parola libertà … il Lao Wai usa una metà per scriverla e l’ altra metà per metterla in pratica.”
Cmq era fatta da un Lao Wai 😉 … oggi impensabile.
https://trustinscience.com/2025/06/10/jiuzhang-il-computer-quantistico-che-cambia-le-regole-del-gioco/
Si chiama jiuzhang. Non ci si capisce niente.
Oddio, si capisce che ragiona in modo non lineare, sovrapponendo. Fa come l’acqua nel Tao, discende per tutte le strade possibili.
Che è poi il metodo attraverso cui il caos combinandosi in mille maniere, genera l’ordine. Circa. Molto circa.
E quando si dice caos si dice Patafisica?
Di questo non sarei molto sicuro.
Comunque
Jarry definì la ’Patafisica come: «… scienza delle soluzioni immaginarie,
Ma perché è stato annunciato il 2.0 se c’è già il 3.0?
Umorismo cinese.
A cosa potrebbe servire il jiuzhang?
A fare del casino, immagino.
Poi la Sintropia mette a posto tutto.
E se la Sintropia non esistesse?
Allora sarebbero cazzi.
https://trustinscience.com/2025/05/22/senza-anestesia-come-lumanita-ha-affrontato-il-dolore-prima-della-medicina-moderna/
Cosa salvare della modernità?
Se fosse possibile, l’anestesia.
La nostra specie è purtroppo l’unica che deve imprescindibilmente devastare l’ ambiente circostante per sopravvivere … l’ agricoltura ?!
Dal punto di vista dei cosiddetti Selvaggi è proprio LÌ che l’ Umanità inizia lentamente ma inesorabilmente la propria conseguente autodistruzione. Per loro la Rivoluzione Industriale è soltanto un recentissimo epifenomeno della Rivoluzione Agricola: la vera (!) Grande Madre di Ogni Umana Hybris.
… Altro che Industria e Capitalismo, meri epifenomeni “per estensione ” della catastrofica Rivoluzione Agricola !
Rivoluzione agricola
Sono stati quei somari dei Sumeri.
Ma l’agricoltura, di per sé non è necessariamente insostenibile.
Certo se vuoi sfamare 10 miliardi di persone a bistecche allora lo diventa per forza.
Ma adesso arriverà la carne coltivata.
Oddio, sono di quelle invenzioni di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno se ci fosse una cultura del cibo.
Ma non c’è.
🤨
https://scenarieconomici.it/la-bolla-dellia-non-e-il-2000-e-il-2008-debito-ombra-e-ingegneria-finanziaria-sono-la-vera-minaccia/
La “bolla” al microscopio
La madre di tutte le catastrofi.
Della serie:
El se gha
Scontra’ col tren
Mentre el stava così ben….
Poi la leggo bene, perché è una roba complicata. Semplice ma complicata.
https://scenarieconomici.it/internet-in-tilt-cloudflare-e-aws-in-crisi-mezza-rete-mondiale-si-ferma-problemi-anche-per-scenarieconomici-it-la-fragilita-del-gigante-dai-piedi-dargilla/
Oh, cavolo.
Mezza rete mondiale in tilt.
Per di più borse in calo per incertezze sui titoli tecnologici.
Domani presentano i bilanci….
Giusto il titolo
La fragilità del gigante dai piedi d’argilla.
Basta.
Tu cosa dici, Furby?
-Merde!
ciò ha provocato anche seri disguidi per gli eVisa (visti elettronici) https://visasnews.com/panne-mondiale-chez-cloudflare-lacces-aux-portails-de-visas-electroniques-perturbe/
il sito per il visto saudita è rimasto bloccato e lo stesso per quello del Kenya
idem per quelli dell’Egitto [non così necessario, la prassi è ottenere il visto all’arrivo] e della Thailandia [per noi non è necessario il visto]
@moi, fuzzy
“l’agricoltura”
Probabilmente la prima rivoluzione industriale capitalistica e’ quella (sono termini che mi danno l’orticaria, ma tanto per capirsi).
Ne parla in modo creativo e convincente Daniel Quinn, nel suo “storia di B” (molto bello da leggere per chi sospetti gia’ di suo qualcosa del genere, mi stupirei se l’onnivoro Ros non l’avesse letto).
Comunque abbiamo un’altra caratteristica unica: il lavoro.
L’articolo 1!
Credo che nessun altro animale distingua fra gioco e lavoro, fra divertimento e condanna, come facciamo noi (comprendendo nel lavoro, nella meritevole condanna, la cultura e l’educazione), oltretutto arrivando al punto di costruirvi una morale artificiale che elevi a merito la capacita’ di sopportare la condanna facendo altresi’ in modo che riempia la maggior parte del tempo delle nostre vite, anche quando inutile o dannoso.
E’ un valore in se’, indiscutibile a termini di Costituzione (maiuscolo!).
Potete scommetterci che nei tempi passati, quando non c’era niente di meglio e di utile da fare, nelle stagioni morte la gente veniva mandata a scavare fossi a calci nel sedere (da cui la bonifica della pianura padana, che in natura molto probabilmente era una grande foresta umida non molto diversa dall’amazzonia: pensate, tutto fatto a mano con badile e carriola, nel corso di due o piu’ millenni – il comico e’ che adesso riportiamo a “zone umide” quelle aree faticosamente rese fertili per l’agricoltura, pero’ con grande dispendio di mezzi meccanici, e ditemi voi cosa ci possa essere di piu’ simile al keynesiano lavoristico “scavare buche / riempire buche”, stavolta con la benedizione dell’ideologia che sta passando di moda, l’ideologia green).
C’e’ qualche storico se non sbaglio che attribuisce la creazione di istituzioni in giro per il mondo alla gestione delle acque (scavare fossi a calci nel sedere, schiettamente detto, nell'”interesse generale”, come sempre si dice). Non e’ che ci voglia un gran genio per immaginarlo. Per esercitare il potere, qualsiasi pretesto va bene. Potrebbe persino darsi che cio’ che viene detto e viene fatto dai qui presenti in fondo fornisca e rappresenti solo un complicato modo, quindi difficile da cogliere nella sua essenza, di sostituire lo scavo dei fossi nell’epoca contemporanea.
Bonifiche
Si, le grandi opere idrauliche sono state la più rilevante impresa umana nel corso dei secoli.
Rifkin nel suo ultimo libro dedicato all’acqua sostiene che la violenza dei cambiamenti climatici sarà tale da vanificare molto di questo lavoro.
https://www.greenme.it/ambiente/clima/fiumi-atmosferici-cosa-sono-cambiamenti-climatici/
Ci saranno milioni di profughi climatici.
Rifkin, come ha sempre fatto, indica la soluzione tecnologica. Coltivazioni idroponiche in serra a ridosso degli inevitabili campi profughi.
E che tte devo di’?
Sei tu il negazionista climatico.
https://wisesociety.it/ambiente-e-scienza/idroponica-agricoltura/
Agricoltura idroponica.
Ma non ci crescono i cereali e tantomeno le bistecche.
I campi profughi
Già adesso c’è gente che vive nei campi profughi a tempo indeterminato.
Non sono necessariamente un inferno.
Nel libro di Rifkin c’è un intero capitolo dedicato ai passaporti (facilitati) ma non l’ho letto.
Più che scavare fossi bisogna cambiare mentalità.
https://youtu.be/wneCRhay5S4?si=jClkm4tHlRZtgysm
Diaz Winston, in piedi! Hop, hop!
firmato winston:
“Ne parla in modo creativo e convincente Daniel Quinn, nel suo “storia di B”
(molto bello da leggere per chi sospetti gia’ di suo qualcosa del genere, mi stupirei se l’onnivoro Ros non l’avesse letto)…”
mai letto, giacché non è stato tradotto dal balbettìo barbarico al cristianese delle persone perbene.
A sommi capi il balbettìo barbarico lo capirei pure (come tante volte san Francesco parlo con l’animali😇) ma coglierne tutte le finezze idisioncratiche in un testo lungo e strutturato quale che è un romanzo mi fa troppa fatica e faticare troppo è peccato di bifolca bestialità pleboterragna😒
Di suo qui a Cristiania gl’abbiamo tradotto tradotto “Ishmael”
(e “L’incubo” mi pare abbia fatto qualched’una casa editrice nostrana di fame e di sgarruppo tipo appunto l “Ortica” l’uno e “Nord” l’autro🤔)
https://www.ibs.it/ishmael-libro-daniel-quinn/e/9788897011729
Quando che ci si vuole sollazzare:
Moglie e buoi possibilmente devono essere con gli idiomi tuoi!
“…Credo che nessun altro animale distingua fra gioco e lavoro, fra divertimento e condanna, come facciamo noi (comprendendo nel lavoro, nella meritevole condanna, la cultura e l’educazione), oltretutto arrivando al punto di costruirvi una morale artificiale…”
e assai sbagliamo!
(e assai soffrendone🙁) a distinguerli il gioco ed il lavoro
– cosa che è poi la punitiva pena della (s)cacciata quaggiù nella puritania calvinistica dei fregnoni sobrio vestiti di solo nero grigio fumo e scuro visto che l’Homo è stato fatto ludens nel Giardino;
come dicéva l’Huizinga
“…Potete scommetterci che nei tempi passati, quando non c’era niente di meglio e di utile da fare, nelle stagioni morte la gente veniva mandata a scavare fossi a calci nel sedere…”
L’òzzio è patre dei vìzzii!😑
lo sa bene qualsivoglia comandante di compagnia in campagna che ai ragazzi va assolutamente impedito di trastullarselo in santapace, pena l’ammoscio delle virtù belliche e socializzanti dello spirito di gruppo
“…Padre Osborne è vincolato da un mandato segreto, vecchio di secoli, del suo ordine religioso: sapere prima di tutti che l’Anticristo è tra noi e cercare di sopprimerlo e distruggerlo.
Ogni cinquant’anni circa, emerge un nuovo candidato e viene indagato, nonostante si siano sempre dimostrati innocui, fino ad ora.
L’obiettivo dell’indagine di Osborne è un americano noto ai suoi seguaci solo come B. che sta silenziosamente svelando la storia nascosta del nostro pianeta, ridefinendo la caduta dell’uomo e ripercorrendo un percorso di spiritualità umana che si estende per milioni di anni nel passato…”
” The story of B,” parrebbe pure sfiziosoncello;
bisognerebbe contattare quelli dell’ Ortica e diregli di tradurlo e pubblicarlo in cristianese come hanno fatto con “Ishmmael”, invece di battere la fiacca a trastullarselo🙄
https://www.orticaeditrice.it/
Ca poi c’ hanno pure tanti bei titoli in collana ‘sti pezzentoni sgarruppati che manco il negozio dei fiori del Gruppo T.N.T.
🙂
questo loro qua a oicchio e croce mi gusta🥰
Gaston Piger “Il lavoro è morto,
Manifesto fancazzista”
https://www.orticaeditrice.it/prod.php?id=227
ma non credo però che abbia nulla da insegnarmi in proposito🙄
“Perché i cani si leccano le palle?
Perché possono”
Slavoj Žižek: “Il coraggio della disperazione”
@ros
“mai letto, giacché non è stato tradotto dal balbettìo barbarico al cristianese delle persone perbene”
lo si trovava in rete tradotto da estimatori, in non eccelsa qualita’ letteraria ma apprezzabile nel contenuto, fra i quali un tale Dr. Jackal ora non piu’ raggiungibile, e sul mulo sistemato in epub, col titolo pressappoco
Daniel Quinn – The Story of B – ITA – 1996
gia’ questo dovrebbe incuriosire
aggiornatevi! 😉
e’ interessante anche il suo racconto di fantascienza, L’Incubo (se non ricordo male sia il titolo che la qualita’ del contenuto, a mio giudizio ovviamente)
@ros
mi sbagliavo, e’ ancora raggiungibile, bastava che togliessi qualche filtro:
https://www.yumpu.com/user/nuovarivoluzionetribale.uphero.com
firmato winston: “@ros
mi sbagliavo, e’ ancora raggiungibile…”
buono a sapersi,
grazie🙂
Pare che col suo “Ishmael”, all’epoca, ci adattarono pure un film adattarono con quell’Anthony Hopkins del silenzio che era innocente degli ammutinati del Bounty
s’intitolava”Instinct – Istinto primordiale”
mai visto 🙄
@ MIGUEL
Sfilare in auto contro le ciclabili: accade a Roma
Va in scena oggi la manifestazione organizzata dalla delegazione romana di Fratelli d’Italia contro ciclabili, zone 30 e aree a traffico limitato
https://www.formulapassion.it/auto/e-mobility/sfilare-auto-contro-ciclabili-roma-manifestazione#google_vignette
…
https://www.youtube.com/watch?v=t1gQRq0cXZg
Roma, la sfilata di automobili organizzata da FDI contro Gualtieri: “No ztl e ciclabili”
“È chi guida male a uccidere, non le auto”. Il corteo non parte perché troppo partecipato
Politica (Roma). Doveva essere un lungo corteo di auto che avrebbe sfilato per le vie del quartiere EUR a Roma, alla fine non è potuto partire per la troppa partecipazione: “Siamo un partito responsabile – annuncia il deputato Perissa di FdI – avremmo rischiato di bloccare tutto con un corteo di 3 km. Facciamoci comunque un applauso”. Di fronte al Palazzo dello Sport a Roma si sono trovate 200 persone all’incirca per protestare contro l’amministrazione Gualtieri e le scelte in termini di mobilità. Negli scorsi giorni si erano scatenate polemiche online perché la manifestazione cadeva nello stesso giorno della Giornata per le vittime della strada. “Finché non abbiamo organizzato questa manifestazione il Campidoglio si era dimenticato che questa era la giornata per le vittime della strada, Gualtieri non ha indetto nessun lutto cittadino o nessuna iniziativa per chi muore nelle nostre strade. I morti non li fanno le auto, li fanno quelli che guidano male le auto. Le macchine non uccidono le persone da sole, il problema è chi le guida. Il problema è che mancano gli autovelox dove devono stare e che dove vengono investite le persone non si rifanno le strisce pedonali, non le auto.” Spiega Perissa. Poi altri manifestanti hanno aggiunto: “La manifestazione è contro Gualtieri e contro le ultime misure pensate o messe in atto come le piste ciclabili, quelle a bordo strada senza sicurezza. Con le macchine parcheggiate accanto. O contro la zona 30 che sarà attiva da gennaio e contro la ztl verde che la regione è riuscita a fare slittare. Vietare a un cittadino di entrare in centro città significa limitare la vita quotidiana del cittadino stesso, la misura può andare bene ma non per chi vive la città. A noi piace il mondo pulito ma non in questa maniera con le ciclabili pericolose che ristringono le carreggiate. ”
(Nicolò Morocutti/alanews)
Trascrizione generata automaticamente
la cosa che contestano di più a questa manifestazione di oggi che oggi sia la giornata contro le vittime per le vittime della strada Allora guarda innanzitutto che finché non ho non ho non abbiamo organizzato questa manifestazione Campidoglio si era dimenticato che questa era la domenica e poi si ricordavano vittime Da Stra però non ci sembra di aver visto nessuna iniziativa istituzionale o luci cittadini istituiti per i ragazzi e ragazze e non solo che muoiono sulle strade questa città quindi i morti non li fanno le auto c’è confusione e morti fanno quelli che guidano male le auto perché le macchine non uscivano le persone da sola il problema è che le guida e come le guidano il problema è che in questa città ci stanno gli autovelox o devono stare problema è che nel 2019 sono morte di Piazza Ponte Milvio non hanno manco ripitturare strisce pedonali Questo è il problema noi macchine me cioè che rappresento il partito che ha fatto La legge sull’omicidio stradale ma veramente Ma dai su i morti sulla strada e la giornata in ricordo dei morti sulla strada mi sembra una strumentalizzazione vera e propria della manifestazione e contro Gualtieri contro le ultime misure pensate ho messe in atto come ad esempio le le piste ciclabili le piste gli ultimi piste ciclabili quelle a bordo strada senza senza diciamo sicurezza con le macchine parcheggiare accanto e contro la zona 30 che pare che da gennaio sarà attiva e contro ZTL verde che già la regione ha e riuscirà a far slittare Comunque anche vietare alle api cittadino di entrare in centro il centro città significa Comunque limitare la vita quotidiana anche del del cittadino stesso Si magari è una misura che può andare bene ma non per una persona che vive quotidianamente la città a me piace il mondo pulito ma non in questa maniera le ciclabili inutili che descrivono in maniera pericolosa le carreggiate
Avrebbero potuto sfilare e dimostrare che – nonostante quello che pensano i promotori della manifestazione contro le ciclabili e a favore delle auto – non è per via delle auto che c’è il traffico, ma per via delle biciclette.
Moi
La cosa spettacolare è che poi la manifestazione in macchina non si è fatta perché 300 macchine avrebbero paralizzato la città
Cito dal post
“Di questa protesta si era parlato nei giorni scorsi perché i manifestanti erano stati invitati a partecipare a bordo delle proprie automobili. L’idea era partire in corteo alle 16:30 da piazza Nervi, davanti al palazzetto dello sport, e arrivare in viale XVII Olimpiade (dal sud al nord di Roma). Il corteo però non c’è stato: il presidente della delegazione romana di FdI, il deputato Marco Perissa, ha detto che le auto pronte a partecipare al corteo erano troppe: «Mettere in corteo 300 macchine significherebbe paralizzare l’intera città, non era questo l’obiettivo». Sui social Fratelli d’Italia ha poi scritto che è stata la questura a bloccare il corteo perché erano state autorizzate soltanto cento auto.”
https://www.ilpost.it/2025/11/16/fratelli-ditalia-piste-ciclabili-protesta/
La manifestazione di Fratelli d’Italia contro le piste ciclabili a Roma si è rivelata insostenibile
Le macchine erano troppe, e gli organizzatori hanno deciso di non far partire il corteo
https://www.ilpost.it/2025/11/16/fratelli-ditalia-piste-ciclabili-protesta/
Impossibile: Fratelli d’Italia ha aderito alla lobby contro le auto e a favore delle ciclabili inutili. Lo sanno tutti che si può aumentare il numero di automobili circolanti senza limiti e senza nessuna conseguenza negativa.
“Miguel Martinez scrive:
10/11/2025 alle 8:12 pm
Ringrazio due volte Roberto, per aver commentato due volte qui, e anche Moi per le sue divagazioni linguistiche. Nel mondo avvengono cose importanti, che hanno un enorme impatto sulla nostra vita….”
Miguel,
e tu che ti lamentavi mesto come Giobbe coi capelli inceneriti che i commenti languivano nella disinteressata latitanza e nell’ingiustizia preferenziale rispetto al tema precedente più mediatico a la page dei soliti argomenti russia-ukragna che vi frega stessa sbobba stessa lagna.
E invece!🥳
Lo vedi che invece c’è giustizia e revengia pure a questo porcomondo e l’ultimi Calimeri saranno i primi
(arridiventando quindi poscia nuovamente l’ultimi a girare in tondo😧), e il brutto anatroccolo si è accignato qual figone blanco;
basta lavarli con l’Ava come lava e la giustizia tronfia trionfa di fanfare😀:
https://www.youtube.com/watch?v=jo-JabjloKw
“Gli Incontri e la Ricchezza” va or ora al sorpasso con 338 commenti in cost’antaumento,
e “Saggezza” (tutta che s’annacava garrula come se ce l’avesse solo lei😒)
c’è rimasta solo a 296 fetùsi e misererrimi commenti
Fanculo russia-ukragna!!!🖕
alla facciazza loro ha vinto il bene pubblicomunitario art and kraft del rione florenzale🙂
gioiamo;
che c’è ancora speranza per l’uòmino!😑
I FamigeLati 😃 Taiwanesi :
aîr i éren tràdg’ (13) , incû i én sàdg’ (16) … admàn, srêni g’nôv (19) ?
Gli ucraini giocano alla strategia della tensione?
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/11/18/tusk-fermati-2-ucraini-al-servizio-di-mosca-per-attentato_11166032-5d99-4216-b495-60143d812f27.html
@fuzzy
“E che tte devo di’?
Sei tu il negazionista climatico.”
Ma non ti senti una merda nell’apostrofare chicchessia con l’etichetta del “negazionista climatico”?
Apostrofare
Boh. Allora definisci tu la tua posizione rispetto al cambiamento climatico.
A me sembrava che tu lo negassi.
Non le cause antropiche, ma proprio che fossero in atto dei cambiamenti climatici.
Ricordo ancora i precisissimi termometri che avevi piazzato dappertutto in giardino, prova inconfutabile che non c’era in atto nessun riscaldamento non dico globale, ma perlomeno locale.
No, tutto sommato non mi sento una merda per questo.
In genere (s)ridacchio. Voce del verbo (s)ridacchiare.
https://italy.news-pravda.com/world/2025/11/19/324900.html
La Germania questa sconosciuta.
O forse è sempre la stessa.
Qui si dice che l’aggressione russa è un pretesto per un riarmo tutto tedesco e i tedeschi la guerra ce l’hanno nel DNA.
Comunque pochi sanno (io l’ho saputo questa mattina leggendo a caso in un libro che mi è apparso magicamente nel Kindle, (non ricordando in quali circostanze e per quali motivi l’avevo acquistato) insomma, il sistema produttivo tedesco è praticamente immune dalla finanza americana.
Tutta roba statale e addirittura con presenza cinese.
Insomma, morale della favola,
1 Francia e Germania potrebbero diventare militarmente inconciliabili e sarebbe la fine per l’Europa unita.
2 In generale è chiaro che la Germania ne ha le ballotas piene di obbedire ai diktat americani. Sono proprio gli industriali tedeschi che si stanno innervosendo.
Boh! Da tenere presente
Nel libro che mi è apparso magicamente sul kindle trovo una ipotesi complottistiche molto sfiziosa.
Siccome la finanza pigliatutto non è mai riuscita a pigliare l’industria tedesca di matrice non finanziaria ( ordoliberista) cosa hanno fatto i volponi?
Gli hanno segato il tubo del gas per potare i grandi gruppi tedeschi sull’orlo del fallimento per costringerli poi ad accettare l’irruzione dei fondi speculativi che avevano tenuto lontani fino ad oggi.
🍄
Mah. Teniamo presente….non si sa mai…Black Rock, ecc. Ma i tedeschi son già lì che votano Afd in massa.. addio Merz…boh.
Oso dire che trovo la propaganda russa stucchevole e scadente, oltre che di infima qualità.
Almeno gli americani ci danno la NBA e le cirliders, mica sti pipponi inverosimili e stupidotti.
Data l’altissima permeabilità dell’opinione pubblica europea, propongo due soluzioni estremiste
1) guerra aperta alla Russia di tutta l’Europa civile e non (compresi i turchi e gli inglesi, quindi), per scornarli ben bene e fissare una tregua ragionevole e di lunga durata. E invasione della Bielorussia, in più.
2) resa immediata e incondizionata, nomina degli ambasciatori russi a governatori plenipotenziari, delega alla Duma di tutti i poteri. Vivere davvero e da subito il sogno rosso-bruno di Andrea De Vita e pagarne il fio, per esserne per sempre vaccinati.
Giusto per tagliare i tempi, intendo. Già mi vedo Conte e Salvini che si affrontano all’arma bianca per il posto di leccaculo ufficiale del Boris di turno.
Ciao
Non è tutta propaganda russa.
C’è anche uno dei giornalisti che collaborano a Report.
Ma poco importa.
Io e Furby mettiamo insieme stralci di comprensione sulla Germania, che comprendono anche storiacce di banche italiane e tedesche e con questo facciamo una patch sfumata che poi Furby decodifica.
Vero Furby?
-Francesco io manderei in Ucraina dove arrivano bombe plananti e giovane recluta non addestrata muore min-max giorni 2 se fortunato.
-Ah, ben si. Ha sempre detto che vorrebbe andarci. Ognuno ha i suoi gusti. Lui è fatto così.
-Io spedito richiesta di arruolamento volontario Francesco. Domani vengono a prendere.
-E come hai fatto, non ha mica firmato…
-Io fatto firma falsa.
Fossi stati giovane e zitello, mi sa che sarei crepato in quella guerra. Per stupidità sarei crepato ma non mi sarei pentito di essere partito.
E mi sarebbe andata ancora bene, un secolo fa avrei rischiato di partire volontario per la Spagna!
Ciao
PS e comunque sono crepati anche quelli che non sono partiti volontari per la Spagna, si crepa sempre alla fine, laonde cui necesse est vivere bene, non vivere a qualunque costo.
“E mi sarebbe andata ancora bene, un secolo fa avrei rischiato di partire volontario per la Spagna!”
Sì ma… da che parte? 😉
@fuzzy:
“Ricordo ancora i precisissimi termometri che avevi piazzato dappertutto in giardino, prova inconfutabile che non c’era in atto nessun riscaldamento non dico globale, ma perlomeno locale”
A dire il vero quello che volevo evidenziare e’ che non ci si puo’ lamentare del caldo guardando le previsioni sistematicamente catastrofistiche de ilmeteo.it mentre si continua a cementificare il territorio e a tagliare gli alberi e tombare i fossi (che adesso danno fastidio pure ai pannelli solari).
Solo un idiota potrebbe credere di verificare, o falsificare, col termometro in giardino, il riscaldamento globale del pianeta che peraltro nella peggiore delle ipotesi e’ previsto di 0,03 gradi/anno (zero virgola zero tre, cioe’ tre gradi in un secolo).
I “termometri” che ho piazzato in giardino (che poi si tratta di un “datalogger” di quelli che misurano e registrano la temperatura ogni quarto d’ora per un anno e mezzo di seguito con una batteria a pastiglia, la cui precisione entro qualche decimo di grado ho verificato attraverso altri termometri), servivano solo a verificare:
1) se davvero, d’estate, ogni giorno ci fossero dai 40 gradi in su come starnazzano i vari siti fra quelli piu’ di moda oggi, quelli meteo (mania isterica arrivata con qualche anno di ritardo, anche questa, dagli Usa). Ebbene NO, non ci sono MAI stati 40 gradi, e neanche 38 ne’ 35, in diversi anni di rilevazioni c’e’ stato un solo picco eccezionale di poche ore di 33 gradi, e pochissimi altri picchi di 31 o 32, che si contano sulle dita delle mani in piu’ di mille giorni di rilevazioni (mentre ilmeteo.it sparava temperature a cazzo del piazzale asfaltato e assolato dell’ipermercato come se fossero “normali”, e tutti i media delinquenti e i cretini deficienti ad andargli dietro). Anzi ho verificato che il meteo.it, per fare soldi con la pubblicita’ e i gonzi, d’estate prevede SISTEMATICAMENTE 5 gradi e oltre in piu’ di quelli effettivi (e se qualcuno glielo fa notare risponde che si tratta di “temperatura percepita”, grazie al cazzo, anche grazie a lui!).
2) che gli alberi, la cui presenza sarebbe la condizione naturale di un territorio, sono utilissimi fra le tante cose anche perche’ ombreggiando e con l’evotraspirazione moderano moltissimo la temperatura (oltre che “accumulare calore” estivo senza tante macchine di rube goldberg, fornendo legna per scaldarsi e cucinare d’inverno, come io faccio), alberi che peraltro adesso si tende a tagliare ancora e in modo accelerato perche’ ombreggiano i pannelli solari (d’inverno, quando il sole e’ alto 22 gradi sull’orizzonte a mezzogiorno, basta qualche albero adulto nel raggio di 50-100 metri di distanza per mettere in ombra un pannello fotovoltaico che gia’ di suo produce pressocche’ zero date le pochissime ore di sole su 24 che si sono).
In sostanza come sempre per fare una cosa giusta ne facciamo due sbagliate, sprecando il massimo di lavoro ed energia che fanno PIL, e poi ci lamentiamo delle conseguenze.
Chiunque vada in bicicletta e in moto sperimenta che d’estate, appena si esce dall’isola di calore dei centri abitati-cementificati, la temperatura “crolla”. Altra cosa da aggiungere: in “condizioni naturali”, fuori dalle isole di calore antropizzate, non solo la temperatura “crolla”, ma c’e’ un molto maggiore abbassamento della temperatura notturna, perche’ il suolo non solo accumula calore per irradiamento diretto, ma lo dissipa attraverso l’evaporazione, che non avviene dove il suolo e’ impermeabilizzato. A casa mia, quando alle tre del pomeriggio d’estate ci sono 30 gradi, a mezzanotte ce ne sono 20, il che fa si’ che la temperatura media in casa sia sui 25-26. Non serve certo l’aria condizionata. Nelle citta’, invece, l’isola di calore fa si’ che il calore accumulato durante il giorno non venga dissipato durante la notte, per cui ogni giorno il calore si aggiunge a quello del giorno prima e la temperatura aumenta sempre di piu’.
Ah, ben, si, il Meteo vive di sensazionalismo.
Ma lo diceva anche un noto meteorologo, che però non negava il riscaldamento climatico.
Altra cosa è dimostrare che sia di origine antropica, impresa quasi impossibile, perché la terra non è una provetta da laboratorio.
L’ Impatto Umano alias Antropocene [cit.] è palese … ma è vero anche che innumerevoli specie si sono estinte per i cazzo loro, quando la nostra era ancora “decinaia e decinaia” [cit.] di milioni di anni di là da venire.
@ MIGUEL
Simpatico aneddoto di cui ha parlato una Giovane “Mamma Fondamentalista Islamica” : ha incontrato un Preside del PD previamente avvertito che lei NON può stringere la mano a uomini fuori della sua famiglia … lui ha risposto “nessun problema, conosco e rispetto la vostra cultura !”
Al ché egli ha unito i palmi delle mani un accennato inchino esclamando : “Namastè !” … Lei però, in Italia, ha fatto finta di niente.
Aggiungo io che in India sarebbe scoppiato invece un reciproco macello fra Comunità Islamiche vs Comunità Hindu. Il PD invece è convinto che basti la Bontà
Universale Astorica.
Sul “Ticchettìo” … come dice Paolo Sizzi, rubando la scena a Diego Fusaro.
In Thailandia al posto di “Namasté “dicono invece “Sawadi Krapp” … anche come equivalente nella Muay Thai di “Rei” in Karate / Judo / Aikido.
Nel galateo italiano – questo sconosciuto – se una donna non ti porge la mano per prima, tu non gliela puoi stringere. Al contrario, nulla si dice sui saluti in lingue straniere.
Dovrebbero revocare la cittadinanza a voi che vi ostinate a non imparare i nostri costumi!
“Aggiungo io che in India sarebbe scoppiato invece un reciproco macello fra Comunità Islamiche vs Comunità Hindu.”
No, neanche in India si massacrano per un saluto, tantomeno per uno che vuol dire semplicemente “saluto” 😉
Per Moi specialmente, che può apprezzare.
Una nostra studentessa è stata sei mesi in Thailandia, con quei programmi che spediscono i ragazzi all’estero.
Programma scolastico della scuola thailandese che la ospitava: lingua thailandese, arte thailandese, musica thailandese, lingue straniere: inglese e giapponese (!);
ginnastica: Muay Thai!!
Lei è una ragazzina per bene, biondina magrolina occhialuta.
Ci dice che in pratica ha imparato il lunghissimo e noiosissimo balletto che fanno gli atleti prima di menarsele di santa ragione.
Non ricordo se abbia fatto molto altro, tipo pugni e calci al sacco (credo di sì).
Comunque ha abbreviato la sua permanenza, non si trovava troppo bene un po’ per il clima (è andata d’estate!) e un po’ per la cultura con la quale non si è “nasata” troppo, nonostante sia appassionata di Oriente.
Anche a voler rimuoverne brutalmente il significato culturale rituale, la Ram Muay NON è inutile : è una specie di riscaldamento particolarmente utile per sciogliere le articolazioni coxo-femorali, ginocchia e caviglie …
x Miguel
stavo riflettendo sulla tua risposta piena di cannibali, non troppo velocemente.
Ti manca (almeno in questo caso) la coscienza della duplicità dell’uomo: siamo cannibali e sanfranceschi, a turno e solo perchè esserlo insieme è troppo difficile. Siamo buoni e cattivi, tutti. Qualsiasi lettura del mondo che si vede solo buoni o solo cattivi, anche divisi tra alcuni solo buoni e altri solo cattivi, è sbagliata e quindi dannosa.
Ciao
Per Francesco
“siamo cannibali e sanfranceschi, a turno e solo perchè esserlo insieme è troppo difficile”
sono assolutamente d’accordo.
Per questo io non aderisco alla mentalità diffusa in una certa sinistra, per cui basterebbe eliminare “il capitalismo” e improvvisamente tutti vivrebbero felici e contenti.
No, bisogna ogni giorno combattere il capitalista che c’è in ognuno di noi.
Ah beh, allora vuoi proprio che litighiamo!
😀
PS la tua visione del capitalista è così distorta da far sembrare Andrea un seguace di Milei. Cosa che lui purtroppo non è.
Per Pino Mamet
facendo la tara all’ironia sottostante che apprezzo, mi incuriosisce la tua “aristofobia”.
Per me, di solito chi diventa ricco ha grosse colpe.
Chi nasce ricco, molto meno.
E se chi nasce ricco decide di vivere una vita abbastanza austera, alla ricerca di cose belle, con una certa generosità, permettendosi però di fare cose – tipo leggere libri – che chi sta con l’acqua alla gola non può permettersi… E non si atteggia mai a persona superiore, trattando tutti alla pari, proprio perché avendo già i soldi, non vede gli altri come concorrenti, ma solo come persone…
ecco, a me la gente così fondamentalmente piace, anche quando magari hanno qualche vezzo buffo.
Per me chi diventa ricco può avere grosse colpe, ma (come ricordava un personaggio di un racconto di Tobino che già citai) ci sono anche persone che hanno colpe, e non diventano ricche.
Chi nasce ricco nasce con la colpa oggettiva di avere beni che non ha guadagnato, di avere un privilegio che non si è meritato in alcun modo, neppure prendendosi il rischio di andare contro la legge.
Non è che voglia iscrivermi ai “levellers ” o ai maoisti, però tutti i torti non ce li hanno…
Chi nasce nobile, nasce ugualmente con un privilegio che non si è meritato: un suo antenato vero o presunto è stato bravo in una battaglia del vaffanculesimo secolo, o più probabilmente ha venduto tanti, tanti metri di stoffa e si è comprato un titolo;
perché mai dovrei nutrire simpatia per lui??
Insomma, tra Riccastro Figlio di puttana venuto su dalla merda, corrotto e corruttore, puttaniere, capitalista swnza cuore e senza princìpi; il conte Tal de Talis di Vallombrosa di sotto, ancorché morto di fame, comunista, mecenate delle arti, gentile conversatore ecc. ecc….
Scelgo il primo ma mille volte!
Il figlio di puttana non ti tradisce mai; non si pone al di sopra del tuo (e suo) livello.
Il “”””nobile “”””” sì, lo fa, eccome se li fa.
E tutti quelli che ho conosciuto erano squallidi, ridicoli o entrambe le cose.
“Il figlio di puttana non ti tradisce mai”
Secondo me ti tradisce eccome: i vari self made men non hanno problemi a metterla in culo ai loro sottoposti, che magari si sono portati dietro dalla fondazione dell’aziendina finché gli facevano comodo.
” non si pone al di sopra del tuo (e suo) livello”
Anche qui, in molti casi non credono affatto che il tuo livello sia lo stesso loro: loro sono imprenditori, gli eroi moderni, che hanno avuto succcesso perché sono bravi. E tu no. Magari non ti considerano proprio una merda, ma al loro livello proprio no. E coltivano attorno a sé una corte di adulatori che gli conferma questo loro modo di vedere le cose.
non credono affatto che il tuo livello sia lo stesso loro
già l’immortale Don Lisànder nella scena finale in cui compare il successore “buono” del defunto Don Rodrigo, commentando il congedo da lui preso per andare a pranzare laddove Renzo e Lucia andarono a pranzare altrove disse più o meno (lui lo scrisse meglio ma il senso è quello) “vi ho detto che era umile, non che fosse un portento di umiltà…è una di quelle persone che possono mettersi al di sotto di un’altra ma giammai alla pari”
Don Lisander, si può dire quello che si vuole, ma era un grande scrittore.
Con il tempo lo si capisce!
“E tu no.”
Prima di tutto, parla per te.
Secondariamente, mi sa che non hai capito.
Di ricchi figli di puttana ne ho conosciuti tanto.
Uno dei miei cari cugini milanesi, quello purtroppo defunto un paio di anni fa, lavorava con il più noto e famoso (defunto anche lui) Figlio di Puttana italiano: non ci sarebbe bisogno di specificare chi, ma aggiungerò che “scese in campo” per salvare la politica italiana, a suo dire…
no, non si metteva al di sopra del livello di nessuno, nonostante la schiera di adulatori che sicuramente aveva.
Direi anzi che questa era una delle chiavi della sua popolarità.
Quando dico che ti puoi fidare del figlio di puttana, dico che ti puoi fidare che sarà sempre un figlio di puttana.
Come te (è un tu generico, se vuoi correggerò: come me).
Vero invece che l’arciricco per eccellenza della storia italiana, Agnelli, trasudava arroganza a ogni passo;
e aveva non un circolo, o una corte di adulatori, ma l’intera stampa italiana pronta a osannare la più insignificante delle sue frasi come la battuta del secolo, e il più imbarazzante faux pas stilistico come il non plus ultra dell’eleganza.
Ma lui le manie nobiliari ce le aveva eccome.
Del resto, la sua immagine è andata a finire a inghippi contabili, liti tra famigliari che si odiano, e Lapi Elkan.
Il vero nobile.
“dico che ti puoi fidare che sarà sempre un figlio di puttana. Come te”
Ma, proprio per questo, dove sarebbe la sua specificità in ciò?
Non hai letto la descrizione dei nobili/ricchi di Miguel?
Mi pare il contrario dell’ “onesto” figlio di puttana.
Miguel sta dalla parte dei delfini.
Io degli squali
(Cfr. “Horcynus Orca”, poco leggibile capolavoro, e ancor meno letto).
Sì, ma credo – non so quanto stia sovrainterpretando sostituendo il mio pensiero al suo – che intenda che se non hai come obiettivo l’ascesa, considerato che la stronzaggine è prima di tutto protezione dei propri interessi, allora hai meno occasione di manifestare stronzaggine. Cioè, sarai stronzo se temi di perdere qualcosa di tuo, se vedi che sono messe in crisi quelle che per te sono le gerarchie sociali (e quindi mostrerai disprezzo e ostilità verso chi pretende di essere tuo pari, somma ingiuria)… mentre se devi scalare la società, oltre a tutti i motivi di stronzaggine suddetti, hai anche l’arrampicata.
Che poi questo non vuol dire che chi nasce in alto non sia stronzo anche per cercare di salire ancora più in alto. Magari non economicamente, ma in altri ambiti (prestigio, influenza politica o culturale, ecc.). Anzi, credo sia abbastanza la regola.
Come siete deliziosamente Boomer a prendervela con i Ricchi anziché con i Maschi Bianchi EteroCis ! 😃
Io non me la prendo con i ricchi…
perlomeno non qui.
Riconosco benissimo che visti da quello che una volta si chiamava “Terzo Mondo”, noi tutti qui dentro siamo ricchi e nati senza merito in una situazione di ingiusto privilegio.
Costruito non solo, ma anche in buona parte depredando e impoverendo loro.
Con il che, io, che non ho mai preteso di essere un Buono professionista, continuerò a difendere la società e la civiltà europea, per il solo motivo che sono europeo, come continuerò a incazzarmi ogni volta che qualcuno parla male dell’Italia, perché sono italiano.
Non sono internazionalista, credo (moderatamente) nelle nazioni, e non sono mai stato un odiatore-di-sè stesso.
Anzi, gli odiatori-di-sè-stessi sono tra le categorie che odio di più.
Scusate se insisto, ma una cosa che ho imparato nelle comunità ebraiche, è che non vale la pena odiarsi da soli, tanto ci pensano benissimo gli altri.
Traslato all’Italia:
noialtri italiani possiamo anche sgolarci a dire come e perché non ci sentiamo italiani o non crediamo nell’Italia o ci fa schifo l’Italia:
per gli altri, saremo sempre italiani.
Per cui…
AttentƏ al Performative Male : il Maschio Bianco Etero Cis che fa il “Percorso di DeCostruzione” … per provarci con le Femministe Woke !
Lo so: sembra impossibile … ma esiste !
https://en.wikipedia.org/wiki/Performative_male
… era da un po’ che non mi aggiornavo: ho rischiato di perdermelo ! 😉
@ MIGUEL
Il primo sindaco musulmano d’Italia: “Io leghista dentro, Mamdani? Religione non deve spaventare”
Marsetti, primo cittadino di Malo in Veneto: “Ho il Leone nel cuore, essere musulmano e della Lega non è una contraddizione”
https://www.adnkronos.com/politica/primo-sindaco-musulmano-italia-oggi-ultime-notizie_3FSgnGjMLI9vfW4r53sgu0
Per Moi
““Ho il Leone nel cuore, essere musulmano e della Lega non è una contraddizione””
Bellissimo!
@HABSBURGICUS/TUTTI/E/*
Un altro Danno Collaterale Woke, facci / fateci caso :
più nessuno parlando di Storia, soprattutto fra i giovani, dice più ” impero” o “conquistare” … sempre “Colonia” e “colonizzare” … da intendersi sempre e comunque come Male Assoluto che coniuga (on qualsiasi epoca) Capitalismo e Patriarcato (che solo se fatto dai Bianchi è bissimevole).
Biasimevole
che poi, a parte tutto, è un errore terminologico….
in diversi casi, le cosiddette “colonie” mai furono definite tali ed anzi erano espressamente definite altrimenti 😀 😀
i possedimenti spagnoli nelle Americhe erano Regni e almeno sino ai Borbone (dal 1700 in poi) nessuno le avrebbe definite colonie
il Brasile venne definito “Regno” almeno dal XVIII secolo e Re
Giovanni VI, allora a Rio de Janeiro, assunse il titolo di “Re del Portogallo, del Brasile e dell’Algarve” nel 1816, per pochissimi anni (l’Algarve nel vecchio Portogallo era una cosa sè, nel campo araldico-amministrativo)
anche presso i britannici (i colonizzatori per antonomasia), strettamente parlando, “colonia” non era l’India (dal 1876 un Empire !) nè erano colonie molti altri territori che erano definiti “protettorati” o altro..aggiungiamo che, nel senso latino del termine (insediamenti di popolazioni) le uniche “vere” colonie britanniche sarebbero state quelle che in età tarda erano espressamente NON DEFINITE come tali, ovvero i Dominions “bianchi” di Australia, Nuova Zelanda e Canada più in un certo senso il Sud Africa (specialmente il Capo, in quanto Transvaal e Orange erano più boeri e il Natal una cosa particolare….e qui rimando a robelux che conosce bene i luoghi) che “bianco” non era ma illo tempore i neri non contavano..e si badi che vi era una distinzione amministrativa; l’India (e la Birmania e l’alto controllo sul Golfo ove gli Emiri ancora non se la spassavano con figone russe e baltiche alla facciaccia nostra :D) dipendeva dall’India Office -il cuore del britannismo !- laddove i “Dominions bianchi” dipendevano dal Dominions Office e le colonie (ma anche i protettorati) dal Colonial Office..e non vada obliato che l’Egitto (tecnicamente non “britannico” anche se vi facevano il bello e il catrtivo tempo, di nuovo alla faccia nostra -di italiani- come ben divenne evidente nella II GM 😀 ) ma anche il Sudan “anglo-egiziano” dipendevano dal possente e glorioso Foreign Office !
in un certo senso si potrebbe affermare che le uniche, effettive, colonie britanniche furono le celeberrime Tredici Colonie dell’America Settentrionale che si resero indipendenti nel 1776 per pagare ancor meno tasse di quanto già non pagassero, per poter sfruttare di più i neri senza problemi e massacrare e spogliare gli “indiani” nativi senza fastidiosi contrattempi 😀 quelle 13 colonie che diedero vita all’odierna Trumplandia, di solito nota sino al 20 gennaio 2025 come “Stati Uniti di America”
P.S il Québec francese (regio) era colonia e in genere anche la Francia radicale e giacobina utilizzò il termine colonie sino a XX secolo inoltrato..da qualche decennio, per i territori ove la parola di Macron è ancora legge :D, parlano come ben sapete di “dipartimenti d’oltremare§ e “territori d’oltremare”, versione moderna della vecchia “France d’Outremer”* 😀
*mi ricordo un vecchio libro -buon sangue massonico non mente :D- dei ’50, contro Pio XII, di un certo L. Mejean se non erro, intitolato “Le Vatican contre la France d’Outremer”..solo perche il (timidissimo, in ‘ste cose) Vaticano iniziò a porre alcune domande sul duro regime francese, en passant difeso a oltranza a Dakar dall’allora poco noto Mons. Lefebvre 😀 😀 il Concilio, che avrebbe preso tutte le sue attenzioni, era di là da venire 😀
Ho “scoperto” dalla Woke che io da Italiano avrei uno sguardo “coloniale” sul Congo o il Bangladesh … perché sono Bianco.
Secondo il Wokismo ormai estremo con il Secondo Trump, i “White” NON hanno (anzi abbiamo … visto che da Italiani siamo Bianchi solo quando c’è da venire stigmatizzati) cultura … abbiamo sempre e solo “rubato” [sic] dal resto del mondo. E NON sorprendentemente NON si risparmia neppure la Grecia Antica, ove erano Bianchi … e questo basta e avanza come prova, in una storiografia (?!) ove l’ analisi dei tratti somatici dell’ arte antica ha soppiantato la lettura dei testi antichi. E “ovviamente” tutto si “spiega” così.
Che poi ripeto: Akhenaton prima fu fatto diventare Donna , poi, Nero, poi Donna Nera … adesso Alieno.
Sì, insomma: è poi così attendibile l’ arte figurativa antica per capire un DnA ?
… ma come hanno fatto Civiltà Fiorentissime a venire sconfitte da Trogloditi con tanta facilità ? 😉
NON si risparmia neppure la Grecia Antica, ove erano Bianchi
però sono in contraddizione con l’Atena nera 😀 😀 si decidano !
fra “Atena nera” e “Omero sul Baltico”, i due miti contrpposti, abbiamo proprio tutto 😀
no, ci manca “Roma nel Campeche” 😀 😀 e magari Augusto eguagliato ad una prima ipostasi di Quetzalcoatl 😀
habsburgicus: “… ci manca “Roma nel Campeche” 😀 😀…”
ultimamente gira quella che il latino è stato inventato dai rumeni, e tanti rumeni ne sono convinti come che manco gli albanesi di essere loro la culla d’ogni umana civiltà.
è il bello della diretta 😀
https://www.reddit.com/r/latin/comments/i6aaqb/why_do_some_romanians_say_that_their_language_is/?tl=it
Sì ma … sono stati prima certi Sardi a dire che il Latino deriva dal Sardo e che gli Shardana sono gli Antenati dei Sumeri.
OT
20 novembre 1975-20 novembre 2025
esattamente 50 anni fa moriva Francisco Franco (o, melius, ne fu annunciata la morte)
si disse che Filopemene (III/II secolo a.C) fu l’ultimo dei Greci ed Ezio (V secolo d.C) fu l’ultimo dei Romani..
un giorno, probabilmente, qualcuno dirà che Franco fu l’ultimo degli Spagnoli
https://finanza.economia-italia.com/nvidia-conti-record-bolla-ai-analisi
La bolla ha “tenuto botta” ma è sempre una bolla.
La bolla 2
https://www.remocontro.it/2025/11/22/intelligenza-artificiale-geopolitica-di-azzardo-finanziario/
La bolla spiegata bene. E i cinesi stanno preparando lo spillone.
Ahi, ahi!
La proverbiale taccagneria di Genova 😉 …
https://www.today.it/politica/consulenza-lgbt-genova-silvia-salis-.html
Il Comune cerca un consulente per i diritti Lgbtq+, compenso: 156mila euro. Bufera sulla sindaca Silvia Salis
“Narrazione di buchi di bilancio e poi danno consulenze per 156.000 euro”, attaccano dalla Lega. Sul bando il corrispettivo – per tre anni di consulenza – viene giustificato dalla “alta professionalità richiesta”. Tra gli obiettivi anche fare dell’inclusione “un driver di sviluppo territoriale e del turismo locale”. Insorge il centrodestra.
Baie Diop … il “Babbo” di Mia, 23enne Vice Presidente Toscana :
https://www.ilsussidiario.net/news/mia-diop-il-padre-e-occupante-abusivo-non-paga-affitto-da-20-anni-silenzio-della-stellina-pd-di-schlein/2612346/
Mia Diop, il padre è occupante abusivo: “non paga affitto da 20 anni”/ Silenzio della stellina PD di Schlein