Saliamo per la parte nascosta di Costa San Giorgio, a due passi dal Ponte Vecchio mostruosamente affollato, per un vicoletto dove non c’è mai nessuno.

O meglio, qualcuno ci passa e affigge un manifesto ammonitore:

Con noi ci sono Sasha, gioielliera californiana che ha vissuto per cinque anni in una chiesa abbandonata tra i monti aretini, e sua nipote Thea che trucca gli attori di Hollywood, e parla del rapporto tra corpo, psiche, difetti umani, luci, e poi racconta delle cittadine californiane devastate dagli incendi.
Sasha ci dice che un tempo, aveva un gatto.
Il gatto le portava in omaggio, di tanto in tanto, dei topi morti (mice, in inglese si distingue nettamente tra topini mice e toponi rats).
Un giorno, Sasha ha deciso di adottare lei un topo, immagino un criceto, ma magari era proprio un topolino.
L’ha presentato al gatto, ha messo a contatto i due corpi, e il gatto ha capito che il topo era parte della famiglia.
E così ci ha riflettuto dentro una testa piccola con occhi immensi e baffi lunghi e molto sensibili.
E da allora ha cominciato a regalare a Sasha topolini trovati qua e là.
Ma vivi, catturati con delicatezza materna con i denti.

Miguel
avrà smesso di mangiare topi ma dubito sia diventato vegetariano …
F. il tristo
Per Francesco
“avrà smesso di mangiare topi ma dubito sia diventato vegetariano …”
Mica era quello il senso del post…
Sai che se non me lo spieghi a prova di persona limitata e priva di immaginazione io non ci arrivo!
Scusa
Il gatto amico del topo è roba da cittadini.
In campagna il gatto “deve” mangiare i topi.
Altrimenti i topi si mangiano le zucche.
Ma nei campi le mangiano lo stesso, perché i topi sono molti e i gatti che passano da quelle parti sono pochi.
Oppure se il topo si “intriga” in cantina, tu lasci un po’ la porta aperta affinché il gatto entri e ti liberi dall’ospite indesiderato.
Io faccio affidamento su una gatta di un vicino che passa spesso nel mio giardino. È una gatta che ha imparato a convivere con due cani. Ma evidentemente preferisce la solitudine.
Ah, complimenti al poeta!
Ha assimilato Dante alla perfezione.
Ma io non sono il Puffo giardiniere, sono il Mondo parallelo. E nel commento precedente era il contrario.
Non cominciamo a confondere le personalità….
“Non cominciamo a confondere le personalità….”—
Beh, se ci spieghi meglio quali sono le principali caratteristiche marcate che distinguono meglio i due personaggi, per tutti noi sarebbe molto più facile interpretare i testi!
Beh, il Puffo è più vicino al mondo materiale.
Il mondo parallelo è un rompicoglioni bastian contrario
Per mondo parallelo
“Il gatto amico del topo è roba da cittadini.
In campagna il gatto “deve” mangiare i topi.”
Sono ovviamente d’accordo.
Quello che trovo affascinante è il rito di portare il topo, senza averlo mangiato, all’umano; e poi la capacità di cambiare questo rito, in base a una sorta di nuova visione delle cose.
In effetti certi animali pare che riescano a bypassare l’istinto.
Ma non ditelo agli antispecisti!
E’ morto Dick Cheney. Uno che prima di Trump era il diavolo, oggi sospetto ci sia molta incertezza.
@ francesco
“Cheney”
È morto anche il vignettista Forattini.
Ho un’idea su chi dei due verrà rimpianto meno.
Ciao!
Andrea Di Vita
Secondo me ti fa male vivere così immerso nella polemica partitica di basso livello.
Perdi di vista quello che è importante nella tua vita.
Ciao!
https://youtu.be/e3TDvYQ9GjA?si=AtnRKEUetqlDUBA-
Ebbene sì. I tedeschi sono completamente nella merda.
Crisi industriale e crisi finanziaria.
Governo che non se ne vuole andare. Rischi per la democrazia ecc.
Ma come hanno fatto?
Celani dà la colpa alla politica delle auto elettriche e al green deal.
Poi dice forse più realisticamente che le si son chiusi i mercati d’esportazione. America, Cina e anche Russia
Mah. Ci saranno grossi problemi di instabilità che tenteranno di tenere sotto controllo con la repressione
Questo è.
È successo qualcosa di simile 90 anni fa … o giù di lì.
https://italy.news-pravda.com/world/2025/11/04/315984.html
I Patriot li paghiamo, arrivano in Ucraina e vengono immediatamente distrutti.
Non servono più a niente se non per l’industria bellica americana.
Ci sarebbe da piangere, ma è meglio ridere, anzi, sbellicarsi
😁😅🤣
Cosa sarebbe successo esattamente se un flare di Classe X ci avesse colpito in pieno? Un impatto diretto avrebbe potuto scatenare una tempesta geomagnetica severa. Questo fenomeno induce correnti estreme nelle reti elettriche, rischiando di bruciare i trasformatori su vasta scala. Potremmo affrontare blackout generalizzati e prolungati, il collasso delle comunicazioni satellitari e GPS, e danni ingenti all’elettronica. La ripartenza delle infrastrutture richiederebbe settimane o mesi, con un impatto economico e sociale incalcolabile.
https://scenarieconomici.it/fortissima-eruzione-solare-segna-il-sole-ci-siamo-salvati-per-un-soffio-da-un-evento-carrington/
Certo, se tu fai una piramide e la metti sulla punta, questa presto casca giù.
Le piramidi bisogna metterle sulla base.
Meno energia ma diffusa.
Stufette a legna. Segnali di fumo…
Ma checcé vo’?
D’inverno si accendeva alla mattina
Per riscaldar la gelida cucina
Per cucinar qualcosa sopra il fuoco
E si faceva tutto con quel poco
Vorrei riaverla dove stava prima
La vecchia stufa messa giù in cantina
https://aforisticamente.com/le-poesie-piu-belle-di-vincenzo-cardarelli/
Io poi ogni tanto m’incazzo.
Ma è mai possibile che uno come Vincenzo Cardarelli si trovi solo in vecchi libri usati oppure in edizioni costosissime?
Oppure lo traducono in inglese e da noi non lo considera nessuno?
Grrr!
🤧
Cosa costano i missili ipersonici? perchè i Patriot sono una tecnologia anni 90 …
😉
Per i russi le armi costano relativamente poco perché le producono con materiali propri e in fabbriche ex sovietiche mai dismesse.
E nessuno ci fa la cresta sopra.
Per quelle che compriamo noi in europa è un costo folle e poi te le eliminano subito perché sono obsolete.
Costeranno poco ma ci è affondato il comunismo, in quei costi.
Vedremo cosa succede.
Ciao
Ma qui sempre indietro si guarda?
L’industria degli armamenti americana potrà recuperare un po’ di competitività con quella russa in un periodo mediamente lungo.
I Russi hanno fatto tesoro della corsa agli armamenti che ci fu ai tempi di Reagan e hanno continuato a sviluppare la missilistica.
Infatti adesso sono parecchio avanti e recuperare quel ritardo non sarà per niente facile e soprattutto sarà costoso, sempre che ci si riesca, dato che in America son tutti o economisti o avvocati. Pochi ingegneri.
E poi le terre rare. Servono anche quelle. Costano. Mancano le raffinerie di terre rare e le conoscenze per raffinare.
Con=rispetto a quella
>>> Governo che non se ne vuole andare ..
Beh, hanno appena fatto le elezioni e formato una maggioranza parlamentare, l’idea che se ne dovrebbero andare è perlomeno bizzarra.
>>> Rischi per la democrazia …
In effetti, tra Linke e AfD e pupazzi di Putin e rosso-bruni non sono messi benissimo ma occorre fare il pranzo con gli ingredienti che si hanno, mica lamentarsi sempre.
Certamente le sciagurate scelte politiche in tema di auto elettriche e chiusura delle centrali nucleari pesano moltissimo. Come la crisi della domanda cinese, la guerra scatenata dalla Russia e pure il Trumpo con i dazi. Però la Germania aveva un rigido modello Auto und Export driven e troppo poco mercato.
Il libero mercato è brutto sporco cattivo e tutto quello che vuoi ma è un meraviglioso meccanismo di adattamento ai mutamenti dell’ambiente. Più lo regoli, meno è capace di cambiare, più ci stai comodo nel breve periodo e morto nel lungo periodo.
Ciao
I sondaggi parlano del partito di Merz in caduta libera.
Una situazione che di solito non dura.
Se non che son già li che vogliono proclamare stati di emergenza per fantasiose aggressioni russe via droni, per rendere il simpatico Cancelliere inamovibile.
Che tu sappia poco della Germania è comprensibile. Io non ne sapevo niente.
Mi sono rapidamente aggiornato con Celani e sono rimasto basito.
https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2025/11/05/borse-asiatiche-in-forte-calo-pesano-i-timori-sulla-bolla-ai.-seul_ccb155cc-f3fd-43a3-94cc-e8196de793d2.html
La bolla….a questo serve il libero mercato.
A generare queste bolle marcescenti che poi scoppiano.
E, non per allarmare, che allarmo già un bel po’, ma questa bolla è la più infame che si sia mai vista.
Gli Stati non avranno la forza di tamponarne le conseguenze e quindi stamperanno scarriolate di soldi e ci sarà iperinflazione.
Proprio una bella giornatina oggi.
Una splendida giornata!
https://youtu.be/OYI1THyBrjE?si=MxFZQvw3OjKlrpQx
I sondaggi parlano del gradimento del presidente Milei in caduta libera.
E danno pure la vittoria a Hillary Clinton!
Non so quanti anni hai ma i sondaggi sono utili quanto le prime pagine della Gazzetta nei giorni PRIMA delle partite.
Ciao!
Mi dicono che sia una coalizione rissosa e che i super esperti di economia tedesca (c’è una specie di consiglio supremo composto mi pare da 4 luminari) abbia pronunciato una parola in tedesco che significa collasso.
Quindi tra l’Spd che sta quasi scomparendo dai sondaggi e tutto l’insieme delle cose, il governo di Merz è parecchio traballante.
Ma Merz non è mica uno messo lì per caso, e cercheranno di farlo restare in carica con ogni mezzo.
Questo mi dicono.
Sospetto che le tue fonti facciano un pò cagare, caro.
La coalizione è molto rissosa perchè mette insieme partiti democratici di varia tendenza, che litigano tra loro, fanno poco, scendono nel gradimento degli elettori e confermano le tesi dei peggiori estremisti.
Una cosa alla francese.
Al confronto, l’Italia che ha una maggioranza di partiti di destra, mista tra forze democratiche e forze populiste, è una meraviglia!
PS e chi lo ha messo il cancelliere crucco? i Poteri Forti?
Scrivi pure in base alle tue fonti che io scrivo in base alle mie.
Chi era quello, un tal Pier Capponi?
https://www.raiscuola.rai.it/storia/articoli/2021/02/Voi-sonerete-le-vostre-trombe-noi-soneremo-le-nostre-campane-718aec72-048e-4edd-a9e3-95499f0db6a6.html
Molto simpatico Piero ma … il re di Francia rimaneva di ben altro livello, rispetto a Firenze.
Ahimè, saremmo rimasti tali per secoli e secoli!
O.T.:
Non c’è limite all’abiezione:
https://www.settimananews.it/chiesa/corredentrice-non-esageriamo/
“Il titolo di «corredentrice» rappresenterebbe uno schiaffo alla tradizione protestante che ha marginalizzato il culto mariano e dei santi in ragione dell’assoluta centralità del Cristo in ordine alla salvezza.”
Da
https://www.settimananews.it/chiesa/corredentrice-non-esageriamo/
Vomitabondo.
E la cosa è ufficiale:
https://www.avvenire.it/chiesa/la-madonna-e-madre-di-tutti-noi-non-chiamatela-corredentrice_100468
Tanto prima o poi torneranno alla carica i marianisti, come hanno sempre fatto: è da decenni che tirano fuori questa roba a periodi alterni.
Anche i papi. Perfino Wojtyla mi pare.
Sai, i papi sono gente strana, notoriamente idolatri e superstiziosi…
I pontefici sono sempre stati contro Maria corredentrice.
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19801210.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1982/documents/hf_jp-ii_aud_19820908.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1984/november/documents/hf_jp-ii_spe_19841104_fedeli-arona.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1984/documents/hf_jp-ii_ang_19841104.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1985/documents/hf_jp-ii_ang_19850331.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1985/documents/hf_jp-ii_hom_19850131_santuario-alborada.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1990/march/documents/hf_jp-ii_spe_19900324_oftal.html
https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/angelus/1991/documents/hf_jp-ii_ang_19911006.html
Queste sono le sole citazioni di Wojtyla, uno che io non considero papa ma tu sì.
Già, ma dimenticavo che anche lui è un pericoloso fascista reazionario…
Il Papa è infallibile ex cathedra, cioè quando redige documenti di magistero, non quando recita preghiere o invocazioni, che non costituiscono magistero.
Certo.
Leggi quello che ho scritto più sotto.
Il punto è come valutare l’esortazione a evitare un aggettivo usato più volte dai papi?
Forse non eretica.
Sicuramente inopportuna, temeraria, sciocca.
Tr al’altro tu hai detto che sono sempre stati contro.
Talmente contro che la chiamano così 🙂
https://www.vatican.va/archive/aas/documents/AAS-06-1914-ocr.pdf?utm
Testo liturgico approvato dal bieco antimodernista Pio X.
Scusami, ma è un test odi più di 700 pagine in cui si parla di tutto, dal revoca di un interdetto alla città di Galatina (?) a sentenze di nullità matrimoniale promulgate dalla Sacra Rota fino all’istituzione di diocesi nel Tonchino… e sono solo le prime pagine!
Ti dispiacerebbe indicare il punto in oggetto??
Fa riferimento al testo di una preghiera a cui è attribuita un’indulgenza. Che non fa magistero, ovviamente, tantomeno dogma.
Mai parlato di dogma.
Bene, perché la Chiesa si oppone proprio alla richiesta della proclamazione di quella presunta verità di fede a cui tu credi.
La Chiesa non può opporsi alla procalamazione, perché la proclamazione la può fare solo la Chiesa, quindi si opporrebbe a sé stessa.
Il fatto che non l’abbia fatta finora, benché spesso fosse attesa e probabilmente non l’ha fatta per un accidente storico, non significa che in futuro non possa farla.
Peraltro io non è che ci credo, io ritengo utile che faccia parte della dottrina cattolica: se fossi io papa proclamerei il dogma.
Un cattolicesimo con Maria corredentrice è un cattolicesimo in cui mi riconosco di più che ritengo migliore.
Non mi è neanche ben chiaro cosa signfichi crederci.
Se una Chiesa in ordine, con dei veri papi, non eretica e non protestantizzante o bolscevizzante ma cattolica integrale, proclamasse il dogma, vorrebbe dire che è vero e quindi ci crederei.
E sarei contento, perché per me aggiungerebbe valore al cristianesimo.
In sostanza non ho titoli per dire se Maria sia corredentrice, ma che lo sia lo ritengo asupicabile.
Cioè la Chiesa esprimerebbe una spiritualità più sana.
“Un cattolicesimo con Maria corredentrice è un cattolicesimo in cui mi riconosco di più che ritengo migliore.”
per pura curiosità: perché?
Pino,
strano che me lo chieda conoscendomi.
Ttutto ciò che rafforza gli elementi di mediazione rispetto a quelli di astrattezza…
Poi c’è il ruolo del femminile. Che anche quello è mediazione, legame con la terra, concretezza.
L’insofferenza è quella verso il patriarcale, l’astratto, il trascendente antipluralistico.
Amo il cattolicesimo anche proprio in quanto materno, mediatore, istituzionale, l’esatto opposto dell’uomo solo davanti a Dio dei protestanti.
Il femminile è unione, il maschile è separazione, scissione, individualità radicale, irrelata.
Come hai sempre detto, per te il cattolicesimo (nella tua versione fai-da-te) è il surrogato scadente per altro.
Mauricius,
non sai distinguere i piani.
Una cosa è il mio personale auspicio circa la corredenzione di Maria, una cosa le posizioni via via espresse dalla Chiesa.
Io ho risposto circa la mia personale simpatia per quella definizione e per la sua dogmatizzazione, se mai si fosse fatta o se in futuro si farà, solo perché me l’ha chiesto, ma mica poggio su questo le mie critiche al documento attuale.
Il documento attuale è ripugnante perché contraddice una sensibilità precedente, anche se non dogmatizzata, solo per leccare il culo ai protestanti.
Si ridimensiona Maria per compiacere gli eretici schifosi.
Che poi, a parte Maria, ma in generale, è quello che si fa da settant’anni.
…sempre premesso che non sono fatti miei, ma non può essere che “compiacere gli eretici schifosi”, tradotto dal peuceziano 😉 , voglia dire semplicemente dialogo? 😉
Sempre che c’entri qualcosa col caso in questione..
Pino,
se per dialogare dovessi sacrificare Maria, anche no grazie.
Non riesco a credere che il dialogo sia un Moloch per cui rinunciare a tutto.
Non è la “perla preziosa” di cui parla il Vangelo, secondo me.
Ciao
PS scrivo “dovessi” perchè siamo a livelli teologici per me inattingibili.
Pino,
cosa c’entra il dialogo con la religione? Il dialogo è un fatto umano, terreno, profano.
Esattamente quello che piace a te della religione no? e il dialogo non è anche una caratteristica della Trinità secondo la teologia cattolica?
😉
“se per dialogare dovessi sacrificare Maria, anche no grazie.”
Non mi pare che si chieda tanto, e a dire il vero, non mi pare neppure che il rifiuto della concessione ufficiale del titolo di “corredentrice”
(che non è “sacrificare Maria”) sia motivato dal dialogo, ma da “banali” questioni dottrinali cattoliche.
Concordo, la mia era una ipotesi teorica.
Ciao
Pino,
“sia motivato dal dialogo, ma da “banali” questioni dottrinali cattoliche.”
Posso dire con affetto che sei un po’ ingenuo? Su questi temi, s’intende, non in generale.
Non c’entrano nulla le questioni teologiche, si tratta di compiacere l’ossessione antimariana dei protestanti (ma anche di islamici ed ebrei), che vedono il culto mariano come idolatria, perché sono trascendentisti radicali, cioè la negazione dell’essenza del cristianesimo, che è l’Incarnazione, l’umanizzazione di Dio, l’esatto opposto del trascendentismo radicale.
Beh, posso assicurarti che gli ebrei se ne fregano, del culto mariano!
“islamici”
Beh no, i musulmani venerano Maria, sia pure come madre del più grande Profeta antecedente a Maometto.
E ne riconoscono la verginità. (La chiamano infatti La Tutta Pura).
“i musulmani venerano Maria”
Peucezio desidera il passaggio all’adorazione, perché così il cattolicesimo, accanto a un dio maschio, potrà avere anche una dea femmina.
Mauricius,
no, in realtà io sostituirei il dio femmina al dio maschio, non lo affiancherei.
O, meglio, li affiancherei, ma dando la preminenza alla Dea.
Per inciso, non ho mai capito che guadagno ci sarebbe stato a passare dalle divinità materne mediterranee a quelle paterne semitico-indoeuropee.
È un’inversione dell’ordine naturale oltretutto: mai visto un uomo partorire una donna (anche se ormai ci arriveremo, ahimè).
Pino,
gli ebrei ci considerano idolatri politeisti.
E i mussulmani pure.
Hanno grande rispetto della Madonna, ma non si sognerebbero di considerarla madre di Dio.
Se Mauricius fosse vissuto ai tempi di Nestorio, prima del concilio di Calcedonia, quando ancora la questione non era stata definita una volta per tutte, secondo me sarebbe stato un nestoriano.
Per Peucezio
“gli ebrei ci considerano idolatri politeisti.
E i mussulmani pure.”
Degli ebrei non saprei dire.
I musulmani (una “esse” sola!) considerano i cristiani dei mezzi musulmani che hanno il difetto di essersi distratti dall’unicità di Dio.
Poi molto dipende da musulmano a musulmano
In effetti noialtri giudii perlopiù consideriamo o dovremmo considerare i cristiani idolatri politeisti;
ma esistono importanti eccezioni, e un generale la questione non è chiarita.
A livello di sensibilità popolare, direi che gli ebrei europei occidentali o americani tendono a considerare i cristiani “fratelli monoteisti che sbagliano”, quello europei orientali, o orientali tout court, li vedono più come politeisti pagani.
Miguel,
“I musulmani (una “esse” sola!) ”
No.
Sono legittime ambo le grafie, ma io ritengo consigliabile quella con la doppia, perché corrisponde alla pronuncia, infatti anche nelle regioni settentrionali, dove la ‘s’ scempia intervocalica sonorizza, nessuno o quasi nessuno dice [muzulˈmano].
https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/musulmano-o-mussulmano/37730
Io sento sempre e solo pronunciare mussulmani, con due belle esse sorde.
@Peucezio
“io sostituirei il dio femmina al dio maschio, non lo affiancherei”
Sì, hai ragione: troppo spesso tendo a non descricere in termini abbastanza caricaturali la tua posizione.
Come sei gentile.
Detto poi dal cattolico abortista che bestemmia il papa 😀
Pino,
“Io sento sempre e solo pronunciare mussulmani, con due belle esse sorde.”
Anch’io.
Forse mi suona anche [musulˈmano], con ‘s’ sorda ma scempia, ma sarà gente del centro-sud.
“sostituirei il dio femmina al dio maschio”
La domanda sorge spontanea: Belen o Elodie?
(Scherzo, a me piace Eva Green)
A malapena conosco Belén, ma non mi attizza in modo esagerato.
Comunque non parlavo di figa! 😀
L’altra risposta è in attesa di moderazione, non so perché.
Per Peucezio
“L’altra risposta è in attesa di moderazione, non so perché.”
Troppi link (anche troppi da far venire voglia di guardarli!).
Puoi riassumere in breve perché Maria dovrebbe essere co-redentrice? Nulla in contrario, solo per sapere.
Non sono io a dover rispondere.
Mauricius ha sostenuto la bestialità per cui i papi sarebbero stati contrari e avevo messo un po’ di link di documenti in cui le attribuivano il titolo di “corredentrice”.
Non che la cosa mi riguardi, eh?
Ma non sei tu, Peucè, a prendertela con i papi quando dicono cose contrarie al dogma?
Ecco, dai tuoi link mi sono il fatto l’idea che alcuni papi, presi da un certo entusiasmo mariano, abbiano attribuito questo titolo di “co-redentrice” alla Madonna in preghiere o invocazioni…
ma poi, messi di fronte all’elaborazione dottrinale, tutti si siano mantenuti alla credenza tradizionale e al dogma della Chiesa, per il quale di redentore ce n’è uno solo…
Bisogna lasciare da parte qui l’aspetto dogmatico.
La questione della corredenzione di Maria non è stata mai fissata dogmaticamente né in senso positivo né negativo.
Il punto è che c’è una tradizione anche papale per cui la Vergine è stata definita corredentrice.
Forse negarlo non è eresia in quanto non si trattava – ma dovrei approfondire – di affermazioni impegnative sul piano del Magistero, ma è quantomeno un’affermazione temeraria.
Il fatto che poi che venga fatto per compiacere gli amici protestanti di Mauricius, cioè gli eretici dichiarati e nemici da sempre della Chiesa di Cristo è deplorebole sotto ogni punto di vista ed è una forma di implicita apostasia e di sfregio a Maria per blandire e accontentare gli odiatori di Cristo e della Chiesa.
Il protestantesimo viene infatti tirato in ballo dall’articolista che ho citato.
Poi arriva Mauricius, che ragiona alla rovescia su tutto, e viene fuori che i conservatori sono filoprotrestanti e i modernisti mariofobi veri cattolici, ma vabbè, per Mauricius di giorno c’è buio e di notte c’è luce.
Il problema di Maria corredentrice è teologico. E la teologia cattolica se ne frega di quello che dicono i protestanti: una cosa è vera o no sulla base di argomenti.
E “il Papa tal dei tali usava questa formula” non è un argomento almeno dai tempi di Gregorio Magno e della polemica sui Tre Capitoli.
>>> E la teologia cattolica se ne frega di quello che dicono i protestanti: una cosa è vera o no sulla base di argomenti.
Non so se sia storicamente esatto ma lo sottoscrivo al mille per mille!
E anche basta con letture dietrologiche un tanto alla tonnellata, mi sembra di leggere i commenti del tipo “la moglie dell’arbitro una volta ha detto una frase in latino, chiaro che lui è a favore della Roma”
Mauricius,
se l’uso della formula è irrilevante allora perché si prendono la briga di scoraggiarlo?
Perché esortano a non fare una cosa che i papi facevano?
Questi non hanno dato una definizione teologica, hanno esosrtato a non dare un’attribuzione.
Sempre per leccare il culo ai protestanti, peraltro.
Mauricius dice che l’uso della formula è irrilevante ai fini della definizione della dottrina
La Chiesa cattolica dice qualcosa di più: l’uso è persino erroneo e pericolosa fonte di malintesi.
Quindi i papi hanno fatto un uso erroneo e pericoloso.
Beh, e che c’è di strano?
Direi che è anzi uno dei cavalli di battaglia dei sedevacantisti contro gli ultimi papi: avrebbero dato fiato alla bocca e fatto dichiarazioni imprudenti e contrarie alla dottrina.
Pino,
certo, se fosse stato solo Wojtyla, ma questa della corredenzione è molto più antica.
Ma il punto è che Mauricius NON è sedevacantista.
Anche se secondo me sotto sotto lo è con tutti i papi precedenti a Roncalli, ma non dirlo in giro…
Ad ogni modo non si dialoga per rinnegare tutto ciò che caratterizza.
Se dialogo con qualcuno cui mi adeguo totalmente perché mi vergogno di ciò che sono, ho il complesso d’inferiorità, che dialogo a fare? Sì dialoga fra diversi, non fra uguali.
Dialogare serve semmai per confrontarsi, non per dire: io sbaglio tutto e tu hai ragione.
Ma neanche per dire “io ho ragione, e tu sbagli tutto” 😉
quest’ultimo è stato l’atteggiamento ufficiale della Chiesa fino agli anni Cinquanta;
direi che è quello che piace a te 😉
ma con quest’atteggiamento, appunto, non c’è dialogo.
Secondo te alle religioni non serve, il dialogo.
Secondo me serve; le religioni non “sono” Dio, e neppure “sanno tutto” su Dio;
neanche quelle rivelate.
E poi, aldilà del livello teologico, c’è tutto un mondo prettamente umano- le religioni vivono nel mondo- che non è da sottovalutare, e che dal dialogo ha tantissimo da guadagnare.
Verissimo invece che la Chiesa cattolica sembra- anche vista da fuori- la più accondiscendente e aperta alle ragioni altrui, sino all’autoflagellazione.
In ciò rispecchia la sensibilità del paese che ne ospita la sede principale: l’Italia, con il suo inesauribile complesso di inferiorità.
E rispecchia anche il mondo occidentale, con la sua mania delle scuse e dei pentimenti.
sia chiaro: io non partecipo né dell’una, né dell’altro, in questo.
per me, viva la civiltà europea, e viva l’Italia, sempre.
Abbiamo fatto dei torti a qualcuno?
Ebbene li rivendico e li rifarei tutti, con orgoglio.
Mo’ anche basta, con questa mania delle scuse.
L’Europa resta il posto migliore del mondo, se gli altri sono stati colonizzati, eh, mi dispiace, ma si attaccassero pure al cazzo.
NON erano migliori degli europei, in niente, tantomeno a livello morale.
E lo stesso- lo dico da perfido giudeo- vale per la Chiesa cattolica.
Gli aridi calvinisti, i meschini luterani- per non parlare poi dei barbarici islamici- si cavino il cappello di fronte al Barocco e alla Scolastica.
Per PinoMamet
“E poi, aldilà del livello teologico, c’è tutto un mondo prettamente umano- le religioni vivono nel mondo- che non è da sottovalutare, e che dal dialogo ha tantissimo da guadagnare.”
Infatti, mentre è ovvio che c’è poco da dialogare sulla Trinità (se non a un livello metafisico o poetico o esoterico, che interessa pochissimi), ogni religione è anche una comunità con un’etica forte. E quindi viviamo quotidianamente questioni di convivenza, come è naturale.
Pino,
d’accordo ovviamente su tutto il resto.
Circa il dialogo, non so se non serva, so che non è il compito delle religioni.
Che è quello di fornire verità metafisiche, non di occuparsi di contingenze, opinioni, fare dibattiti.
Se la Chiesa è un’istituzione sovrannaturale e il papa è il vicario di Cristo a che pro dialogare?
Dio deve scendere a compromessi? Non ha ragione di suo, ma deve contemperare le sue opinioni, trovare un compromesso, correggersi, adeguarsi?
Dio ha torto, è imperfetto?
O ha cambiato idea?
La Chiesa una volta era indulgente sui comportamenti e intransigente sulla dottrina.
Come è giusto che sia: la dottrina è quella, ma l’uomo è fallibile.
Oggi si è flessibili sulla dottrina ma si ragiona in modo scioccamente moralistico.
Il risultato poi è che c’è qualche prete che s’inchiappetta i ragazzini perché non può più avere la concubina coram populo, come accadeva un tempo, per cui si sfoga altrove, facendo disastri.
E, possiamo dirlo una buona volta?
La coerenza, parafrasando Fantozzi, è una cagata pazzesca!
Un mondo in cui nessuno potesse mai mettere la macchina in diviesto di sosta sarebbe invivibile: devi comprare un chiodo in un negozio, devi magari girare per mezz’ora per trovare un parcheggio regolare anziché metterti in seconda fila per due minuti contati e poi andartene.
Ma se non esistesse il divieto di sosta sarebbe un casino ingestibile: uno ti si pianta davanti al passo carrabile e non esci più.
E con questa, mi spiace dirlo, perché a pelle mi sarebbe pure simpatico, ma Prevost si dimostra un mentecatto.
Certo, molto meno peggio di Bergoglio, ma non ci vuol molto.
Cioè tu credi che Maria sia corredentrice? Mi spieghi come meriterebbe questo titolo?
Non lo credo io.
In rete trovo questo:
https://eccematertua.com/sites/ecce/files/calkins.pdf
che dovrebbe essere abbastanza completo.
Io ovviamente ci credo, ma non è che me lo sono sognato una notte.
Maria non ci è finita sulla croce e non si è incarnata per la salvezza. La redenzione non poteva che derivare dalla divinità e Maria non è divina.
Se hai bisogno di scrivere 100 pagine in cui nelle prime dieci non tocchi questo problema di fondo, allora stai mettendo su una cortina fumogena.
Comunque il ciarpame che hai linkato è il motivo per cui io sostengo la superiorità della teologia medievale: la questione deve essere chiara, argomentata in maniera asciutta e replicando alle obiezioni. Il collage di citazioni (che ti sa fare qualsiasi tesista) serve a corroborare l’argomento razionale, non a sostituirlo completamente come nella defecata che hai portato a sostegno della tua tesi.
E, ancora una volta, si conferma la superiorità del cattolicesimo sulle stronzate che vi costruite su misura, in perfetto stile protestante.
Però questo non mi sembra molto uno stile da teologo medievale!
😉
In realtà a me sì…
dovrei risponderti una roba tipo “e tu cosa vuoi che sei di un’altra parrocchia”
poi ricordo il padre Dante e taccio!
😀
Mauricius,
guarda che io non ho linkato il documento, che neanche ho letto visto che è in inglese e non lo capisco, perché porterebbe argomenti a favore della tesi del ruolo di corredentrice, ma solo per le citazioni.
A me la questione sul piano teologico non m’interessa, io sono a favore per tutt’altre ragioni che sai bene.
Ma il punto è che per la Chiesa Maria è corredentrice da secoli, così come era concepita senza peccato originale e assunta in cielo ben prima che si istituissero i relativi dogmi.
Maria non è corredentrice. Punto. E le citazioni di magistero del documento che non capisci non contengono nessuna attribuzione di corredentorietà (?).
Quello era in più.
Avevo linkato una dozzina di documenti in cui Wojtyla chiama la Vergine “corredentrice”.
Per me non fa magistero, ma per te sì.
No, per me non fanno magistero, perché sono formule di invocazione, non documenti dottrinari.
Parlavo di Wojtyla.
Wojtila non è magistero. Spero sia noto a tutti che la persona del Papa non è magistero.
Grazie al cavolo…
Mauricius,
già, essere per il culto mariano è protestante e volerno diminuire sarebbe cattolico 😀
Questa me la incornicio proprio!
Sul serio, non ho mai conosciuto uno più protestante di te e più ansioso di negarlo ossessivamente.
Il protestantesimo è un metodo, indipendentemente dalle conclusioni (estremamente eterogenee) a cui arriva il fedele con l’esame a ruota libera.
Già, il vero dramma postmoderno.
Non esistono più contenuti ma metodi.
Io comunque non sono sto affermando una mia tesi personale, ma riferendomi a una tradizione secolare, benché mai dogmatizzata.
Ma il protestantesimo, in effetti, non è un contenuto (che è variabilissimo tra le confessioni) ma proprio un metodo
(lettura personale delle Scritture).
Beh, non esiste un confine ontologico fra contenuto e metodo.
Infatti l’ossessione per le scritture è un altro contenuto della dottrina protestante recepito dalla chiesa vaticanosecondista.
È metodo o merito?
È metodo perché non mi riferisce un contenuto teologico in sé, ma una fonte.
Ma è anche contenuto, tanto che i modernisti tanto cari al nostro Mauricius l’hanno fatto proprio.
E secondo lui hanno ragione perché giuridicamente sarebbero papi.
Quindi in nome di un principio metodologico cattolico si recepisce un principio metodologico non cattolico.
Questi sono i cortocircuiti di quando si smarrisce ogni discussione di merito.
Per cui, se il papa dicesse che Dio non esiste, Dio non esisterebbe perché l’ha detto il papa.
Semmai non è papa.
Il Protestantesimo è un metodo con spesso il limite di credere davvero che la Traduzione di Lutero o la King James sia il Testo della Parola di Dio in ogni sua parte … tipo Corano in Arabo per i Musulmani.
Curiosamente, gli AntiClericali credono che i Cattolici debbano fare altrettanto. Probabilmente perché, se lo facessero, sarebbero Macchiette alla Ned Flanders più facili da ridicolizzare.
Quando per gli Ebrei stessi la Tanakh NON È intoccabile.
Invece nel Mondo Reale … il motto dei Giuristi per la Vita è una frase del Pagano (!) Cicerone:
Vera lex est
recta ratio
naturae congruens
… altro che dover mettere sullo stesso piano il mangiare crostacei con l’ omosessualità
e la non conformità di genere
perché lo dice il Levitico.
Il Corano onora Maria con il titolo siddiqa, “donna di verità …
https://notedipastoralegiovanile.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14912&catid=354&Itemid=1064
Comunque ero sicuro della reazione pavloviana di Mauricius: non l’ho evocato perché sapevo che si sarebbe evocato da solo 🙂
La mia replica era argomentata. La tua reazione è pavloviana: lo dice la Chiesa? E allora è sbagliato. È il contrario di quello che pensava Lutero? E allora è giusto.
>>> È il contrario di quello che pensava Lutero? E allora è giusto.
dove si mette la firma su questo punto? 😀
Maurì, replica a cosa?
Francè,
“dove si mette la firma su questo punto? 😀 ”
Se lo trovi dimmelo, che voglio essere la prima firma!
Forse vi ricorderete dell’autore perché difese il Cubo di Firenze.
Ora ha una nuova soluzione al problema dei crolli del patrimonio archeologico romano: spianare tutto.
https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2025/11/torre-dei-conti-roma-2/?fbclid=IwdGRjcAN5S4FjbGNrA3lLfWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHnvkNILfisKIfByaMycP0tnp0bu0uoStqVqEqksVZL06K-qoubfwFJ98Q_m6_aem_gKN5uzgQRkwvXsNQeF5aeQ
Vuole un “meraviglioso edificio contemporaneo ” con bookshop e caffè.
Io gli voglio un po’ bene, perché penso gli si possa attribuire tranquillamente il merito di unire i commentatori del blog nell’augurargli la ghigliottina.
Non prima di essere stato torturato, naturalmente.
La milfona gnoccolona russa Maria Zakharova dice che la Torre dei Conti – e con lei tutta la montatura monumentale delle belle arti italiche a seguire – è crollata perché oramai è che c’ abbiamo le pezze al culo, la rogna, la tigna seboracea dermaticistica da scorbuto, il beri-beri e la pellagra marasmatica di kwashiorkor a forza e causa di buttare i soldi lì nel pozzonero a Kiev🙄
la causa è dubbia, la descrizione abbastanza precisa, la gnocca apprezzabile
PS come definiresti la classe sociale di appartenenza del nuovo capo del Soviet Nuova York?
Francesco: “la causa è dubbia, la descrizione abbastanza precisa, la gnocca apprezzabile…”
apprezzabile dici?
sarà🙄…
però la babushka ci dice le cattiverie.
Dice pure che all’italiani per causa della sopravvenuta porcamiseria ci sono venuti gli occhi di pesce basedowiani a palla,
il gozzo, e il ginocchio della lavandaia;
e che non gli s’addrizza più il cutugno, non gli si erge più lesto e frizzo a mezzoggiorno cantando anema e core & nostalgia nostalgia canaglia.
Non si dicono queste cattiverie gratuite in un nomento difficile a chi t’ha pur dato la gioia di cotanti cutugni🙁
babushka cattiva è!
https://www.youtube.com/watch?v=6xckBwPdo1c
ps
mi sto attardando a capire che è mai sto “nuovo capo del Soviet Nuova York”?
😀
quello che a 34 anni pare aver lavorato 0 giorni della sua bella vita. salvo tentare di fare il rapper, che per me conta in negativo come lavoro.
saluti
‘sto Mamdani mi sta istintivamente sulla punta del cazzo.
Leggo che avrebbe convinto la madre, nota regista (è quella di Salaam Bombay e Monsoon Wedding) a rinunciare alla regia di un Harry Potter per girare invece una roba di ambientazione africana “impegnata”.
Quindi, oltre che figlio di papà (e mammà), anche un saccente rompiscatole e impiccione.
Mi aspetto le peggio cose da lui su New York, ma magari mi sbaglio.
A me Harry Potter fa cagare, ma i saccenti rompiscatole wokini molto di più.
>>> Quindi, oltre che figlio di papà (e mammà), anche un saccente rompiscatole e impiccione.
Un giovane, insomma! ecco perchè sta sulle palle pure a me.
In economia mi sa che vale Trump, tra l’altro. Ignoranza abissale e proposte che avrebbero effetti “leggermente diversi da quelli auspicati”
🙂
“Mamrani”
A me uno che ha come argomenti il costo della vita (dalle case alla spesa) e cose come asili, scuole e biblioteche, protezione dei lavoratori, tutela dei piccoli negozi sta istintivamente simpatico, pure se viene da una famiglia ricca
Poi vuole tassare i ricchi (una flat tax del 2% per chi guadagna più di un milione di dollari, mica un esproprio proletario) e quindi gli faranno la guerra a destra perché nel programma da qualche parte c’è la parola LGBTQ, e a sinistra perché viene da una famiglia borghese
Ma pazienza, credo che siano decenni che non leggevo un programma così simile alle mie idee …
https://www.zohranfornyc.com/platform
Francesco
“Economia”
Sei tu l’esperto, che cosa non va?
https://drive.google.com/file/d/14-aM9DKG337SDMilmfQtLRR-pDwyWSTc/view?pli=1
A ‘sto giro un po’ la vedo come Roberto.
Sì, ma in politica non contano i programmi, contano le persone.
Come in tutto.
E Mamdani ha la faccia da stronzo, quindi si comporterà da stronzo.
Sentitevi liberi di darmi ragione dopo.
Pino,
è molto probabile.
È più interessante come sintomo che come personaggio.
Roberto
a naso: che se tassi i ricchi di NY con una patrimoniale del 2% quelli se ne vanno. E incassi meno che prima, avendo però aumentato le spese.
E non ho voglia di leggere il resto: tanto gli esiti si vedranno.
Discordo da Pino: i programmi contano almeno quanto le persone. Berlinguer magari era un santo ma di certo era un comunista e male avrebbe fatto.
Ciao
” i programmi contano almeno quanto le persone”
Beh nel 1919 fu pubblicato un programma che chiedeva la giornata lavorativa di 8 ore, il minimo salariale, il suffragio universale comprese le donne, una legge sulla vecchiaia che fissasse il limite dell’età lavorativa a 65 anni, la sostituzione dell’esercito con una milizia a scopo esclusivamente difensivo…
fu pubblicato sul giornale di un signore dallo strano nome spagnolo, datogli dai genitori in onore del primo capo di stato nativo-americano;
aveva un cognome che inizia con M, ora non ricordo tanto bene…
😉
Per Pino Mamet
“aveva un cognome che inizia con M”
di chiara origine araba.
Mai fidarsi dei semiti!
Francesco
“ quelli se ne vanno.”
Bah! Vorrei davvero sapere in “se ne vanno” quanto ci sia di baubau e quanto di reale perché io non ce lo vedo john Paulson abbandonare il suo superattico da 15 milioni di dollari nell’upper east side per andare a vivere…dove? In Florida? Con i coccodrilli? Et bon pagare un po’ di tasse….
Sempre negli USA può restare, il riccone.
Per questo ho moltissimi dubbi sulle tasse statali.
francesco
” tasse statali.”
ma queste non sono statali, sono della città di new york (so che è una cosa sorprendente per chi non conosce il sistema ma negli USA fra tasse federali, tasse statali, tasse locali di vario genere si pagano alla fine un mucchio di tasse)
quello che dico è appunto che il riccone tassato dovrebbe spostarsi da new york in un posto con una tassazione inferiore.
invocavo la florida che ha o% di tasse sul reddito, ma se vogliamo pensare alle città, cheyenne (wyoming) e anchorage (alaska) sono quelle dove c’è la tassazione più bassa negli stati uniti….ci sono fughe di miliardari?
consideriamo anche città un po’ più grandi, come houston, miami, las vegas…tutte città con una tassazione globale (cioè tutti i livelli compresi) molto inferiori a quella attuale di new york…perché i ricconi newyorchesi non se ne sono già andati e perché dovrebbero andarsene ora?
ps per una volta voglio bacchettarti anche io: prima dici che le proposte di mamdani sono di una ”ignoranza abissale” e poi che non hai voglia di leggere il resto…non è che sei un pochino prevenuto?
Roberto,
ma non se ne sono già andati in molti?
Al di là delle tasse, mi risulta che ormai la genet si distribuisce per appartenenza politica, per cui tutti i fascisti se ne vanno a Miami e i comunisti a New York o in Florida (a me piace chiamarli così 🙂 ).
Peucezio
“ ma non se ne sono già andati in molti?”
Uh? Ma quando mai….ma davvero credete che uno straricco per due spicci di tasse in più lascia il suo superattico con vista a central Park per andare a vivere altrove?
Da quanto leggo non solo per le tasse, ma proprio per non stare in un ambiente ostile.
In un’epoca in cui un’opinione diversa si traduce in un trauma psicologico non stupisce.
1) ammetto di essere prevenuto quasi quanto Pino! ma di uno che parla di controllo dei prezzi e degli affitti e di salari minimi posso dire che di economia conosce molto ma molto poco
2) moltissimi miliardari di Nuova Iorche sono liberal. Perchè è quasi gratis, fino a oggi. Se Mamdani mette delle tasse vere, sono curioso di vedere come reagiranno.
3) ma davvero lo shutdown non finisce? questi stanno giuocando con il fuoco, mi pare quasi di rivedere la fronda contro Gorbachev che portò alla fine del PCUS.
Ciao
Mauricius Tarvisii: “…Ora ha una nuova soluzione al problema dei crolli del patrimonio archeologico romano: spianare tutto….”
Epperò mi pare sia pure d’ammirare uno che come il tal Tonelli ha il coraggio di palesarsi con voci inedite rispetto alle geremiadi obbligo e contorno da catechismo artistico-civico di protezionismo sacro da accumulatori seriali di monumentazioni.
In Italia poi specialmente
siamo in evidente e patologica presenza di Disturbo da Accumulo Compulsivo, (hoarding disorder) seriale, accaparramento compulsivo d’arte, piazze, e monumentatura carabattolare varia di frivole, pisciose e vetuste chincaglie che impedisce quel naturale cambiamento nascita-crescita-vecchiaia-morte che caratterizza ciò che è organico e vitale.
Le archetipali età della vita nella sua tristadanza
https://masterful-artists.com/wp-content/uploads/2025/03/Edvard_Munch_-_The_dance_of_life_1899-1900-e1741789333225.jpg
Siamo in evidente e patologica presenza di un crudele accanimento terapeutico di beni culturali démodé d’antan.
La torre è vecchia!
E’ stanca!
Soffre!
E arrivata dove doveva andare.
Non ce la fa più a farcela!😳
Abbiate un minimo d’umana pietà😢
Fatela morire in pace
fare e largo ai giovini abbisogna.
“…Tuttavia perché attendere penosamente che il rudere vada in autoconsunzione?
È davvero credibile che questo fabbricato possa essere restaurato?
Ha senso farlo, visti i costi che l’operazione avrà?
Ha una logica – dopo aver pianto già un defunto – affrontare i relativi rischi?…
La verità è che nessun edificio è eterno;
e a volte sono i monumenti stessi che ci parlano e ci dicono quando il loro tempo è giunto.
La Torre dei Conti lo ha fatto con grande evidenza raccontandoci che non ha più alcun senso la sua presenza in quel posto, che non ce la fa più, che non bisogna accanirsi…”
Massimiliano Tonelli
insomma:
Così pensava forte un trentenne disperato che se non del tutto giusto quasi niente sbagliato🙄
…no.
Vabbè, per questo tizio i cubi di vetro nei centri storici sono belli.
Ci viene in soccorso la saggezza di Bernabucci:
https://www.youtube.com/watch?v=LGYdyALrzIk
Versione estesa:
https://www.youtube.com/watch?v=TaptgKT777o
Esatto!!!
Ci vorrebbe del vento
Per sloggiare il cemento
E poi anche di dietro
Qualche cubo di vetro
Poi si fa un uragano
E va tutto su Urano
Tra ammoniaca e metano
E tra questa abbondanza
Ci portiam la finanza
Con i suoi miliardari
E istituti bancari
Nascerà un nuovo Stato
Sul “gigante ghiacciato”.
Nascerà un ricco Stato.
Gratt, gratt…
Vedremo soltanto una sfera di fuoco
Più grande del sole, più vasta del mondo
Nemmeno un grido risuonerà
E catene di monti coperte di neve
Saranno confine a foreste di abeti
Mai mano d’uomo le toccherà
[Cit. ]
I famosi “Guccini di campagna”
ah è Guccini!😳
aq me mi pareva la sigla di Ken il guerriero
https://www.youtube.com/watch?v=1Crm94eMuPE
MOI: “Vedremo soltanto una sfera di fuoco…”
Per il costipato Hokuto no Ken bastava una tisana di senna e tarassico per la regolarità e gli passava tutto
Puffo giardiniere: “Ci vorrebbe del vento
Per sloggiare il cemento…”
la calviniana speculazione edilizia pare appena scritta nell’ illustrare il vizietto cementificatorio immobiliarista selvaggio mattonista del Bel Paese Galbani;
se poi ci si aggiungesse pure la visione del Rosi di “Le mani sulla città” cantandoci a contorno il ragazzo della via gluck di Celentano altro non ci rimarebbe che mestiziosamente cospargerci il crapo bafometto di cenere come fossimo salici chiangenti tardonovembrini🙁
https://www.ibs.it/speculazione-edilizia-ebook-italo-calvino/e/9788852036347
https://www.youtube.com/watch?v=nNwoD63V6Z0
Tardonovenbrini
Sopra i legnosi steli dei giardini….
Quasi quasi mi sento un Carderelliano.
Ma un po’, nella mia insignificanza, lo sono.
L’Autunno è la mia stagione ideale.
Ci sono pure nato.
https://www.remocontro.it/2025/11/06/regno-unito-nei-debiti-100-del-pil-poi-i-gioielli-della-corona/
E si scopre che il Regno Unito, così propositivo in guerra, si è ridotto con le pezze al culo.
Forse proprio per questo guerreggia.
Mah.
È adesso che ci vuole il colpo d’ala.
Flat, flat…
Tra l’altro, ieri e l’altro ieri due giornate da brivido nelle Borse mondiali. Ma tutto tace.
Flat, flat.
Nel frattempo in Bielorussia…
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/11/08/318184.html
https://scenarieconomici.it/la-fine-delleuro-leconomista-che-vuole-punire-litalia-con-la-gerexit-senza-sapere-che-sarebbe-un-regalo/
Articolo sul divorzio tra i paesi del nord europa e quelli mediterranei.
🧐
Roba difficile, anche se tutto sommato sembrerebbe sensata.
Non si capisce a che livello dovrebbe essere tarata l’inflazione.
Certo piuttosto che la soluzione Milei pare meglio questa….
Dai, forza, si proceda. Hop, hop!
https://youtu.be/wneCRhay5S4?si=Iiah57VrQPc9lKN0
Kelebekiani. In piedi!
https://lesakerfrancophone.fr/la-chine-a-trouve-dans-les-archives-americaines-une-source-denergie-qui-pourrait-alimenter-son-avenir-pendant-20-000-ans-et-la-fait-fonctionner
Di Vita!
Ho potuto leggere poche righe per recente operazione di cataratta e mi è venuto un capogiro.
Ma l’articolo aspetta solo la tua conferma e poi col nucleare è fatta. Forse. Roba cinese, naturalmente, su un vecchio progetto americano.
Hop, hop!
🙂
@ mondo parallelo
“capogiro”
Pensa a star bene! Auguri di pronta guarigione!
“nucleare”
Confermo.
Gli USA inventarono i reattori al torio a sali fusi ma li trascurarono perché c’erano già quelli che andavano a uranio, di derivazione militare (Rickover è il padre del sottomarino nucleare).
La Cina non solo ha costruito un reattore nel deserto, a dimostrazione che non gli serve l’acqua per il raffreddamento, ma ha annunciato di volerci costruire una nave a propulsione nucleare.
Il torio è molto più abbondante dell’uranio e non può essere facilmente utilizzato per produrre plutonio.
Ma c’è una cosa che posso aggiungere io e che l’autore dell’articolo forse ignora.
L’acciaio speciale inventato dai Cinesi lo applicano anche alla costruzione del loro ultimo tokamak in costruzione a Hefei, che è in gara con quello USA in
costruzione a Boston e che usa acciai simili
La differenza è che il tokamak Cinese è costruito al 100% in Cina. Quello USA viene costruito con pezzi che arrivano da officine meccaniche in Italia, e precisamente dalla Toscana per la base del criostato e da Chieti per la camera da vuoto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Dimenticavo: anche il torio produce scorie, ancorché di decadimento secolare e non plurimillenario. E anche se non produce plutonio239 produce uranio233, che pure è fissile.
Se la fusione si farà, le uniche scorie che produrrà saranno quelle di alcuni componenti del reattore a fine vita, e nemmeno quelli ci metteranno migliaia di anni a decadere. E non produrrà alcun materiale fissile, per la gioia degli aficionados della non proliferazione.
Se la fusione non si farà, comunque il torio sarà meglio di oggi, se i Cinesi riusciranno a far funzionare un reattore prevenendo la corrosione da sali fusi.
L’ironia è che la primissima applicazione cui si era pensato negli USA per il reattore al torio era di usarlo come propulsore per un bombardiere. Il Burevestnik è arrivato prima.
Ciao!
Andrea Di Vita
Perché gli stranieri sono così approssimativi? Perché nessuno di loro si sente incompleto quando non si sforza di tradurre, comparare, capire l’altro?”. Tali domande, poste da Wang ma chiaramente condivise dall’autore, rivelano un’asimmetria cognitiva che definisce il presente: l’Asia ha studiato a lungo l’Occidente, mentre l’Occidente ha smesso di studiare l’Asia.
https://sbilanciamoci.info/se-la-cina-ha-vinto/
È di qualche giorno fa la notizia del computer ottico che supera il muro dei 10 GHz.
Sembrava fosse qualcosa di impossibile.
🙂
@ mondo parallelo
“approssimativi”
Perché la cultura dominante, dopo la caduta del Muro, ritiene di non avere nulla da imparare. Noi raffiguriamo noi stessi come il regno della libertà – magari a che solo quella di fare quel che ci pare in barba a processi e controlli – e immaginiamo tutto il resto del mondo gemere sotto regimi oppressivi dai quali non vede l’ora di liberarsi per mangiare come noi nei fast food e vedere i reality in TV.
In questo la nostra sinistra scimmiotta la destra, solo che al posto del poter vedere i reality mette il poter celebrare matrimoni omosex.
Sia per la nostra destra sia per la nostra sinistra l’idea che noi NON si sia la più perfetta e desiderabile società che mai il genere umano abbia raggiunto – pur se ancora non ideale – è inconcepibile.
Nel dodicesimo secolo per noi la questione delle questioni era se il papa fosse o no superiore all’imperatore. Quattro secoli dopo, era se gli Asburgo dovessero o no dominare il mondo. Oggi, se si debba eliminare del tutto oppure no lo Stato sociale.
Che al resto del mondo non interessi nulla semplicemente non ce ne accorgiamo.
L’universale fallimento delle sanzioni cretine a Mosca per l’Operazione Speciale – che Biden proclamò a nome di tutto il genere umano, venendo ignorato ovunque tranne che da compiacenti vassalli – è la prova di questa perdurante cecità.
La putinofobia è rimasta limitata a Polacchi, Baltici, banderisti e alla redazione di Repubblica e affini (come il nostro johnwaynita Francesco).
Il Quora di lingua inglese è pieno di commosse rievocazioni di eroici episodi a Guadalcanal o della battaglia delle Ardenne. Nulla è più appiccicaticcio delle glorie passate.
Per fortuna il mondo va avanti.
Ciao!
Andrea Di Vita
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/09/russia-bugia-ue-invasione-europa-putin-riarmo/8188367/
Enrico Grazzini, indubbiamente un saggio.
Punto di partenza obbligato per chi vuole addentrarsi un po’ nei meandri della finanza .
“Il fallimento della moneta” già citato più volte.
Il vero pericolo non è Putin.
È questa Bolla che potrebbe scoppiare da un momento all’altro trascinandosi dietro ke paranoie occidentali.
Tutto si fa per disinnescare questa bolla, anche il riarmo europeo.
https://www.resilience.org/stories/2025-11-09/washington-denials-and-ai-bailouts/
Di Vita
Guarda quanti Draghi…
https://www.wikihow.it/diversi-tipi-di-draghi
😇
@ mondo parallelo
“draghi”
Manca il più pericoloso di tutti:
il Mario di Goldman Sachs.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. vista l’ambizione morale di Alberico, ho sempre pensato che Fafnir fosse un wyrm. Non ho mai condiviso il rispetto Cinese verso i draghi: mi riconosco nei protagonisti di “Il regno del fuoco”. Anche se devo ammettere che “Dragon Trainer” mi è piaciuto.
Andrea
“e immaginiamo tutto il resto del mondo gemere sotto regimi oppressivi dai quali non vede l’ora di liberarsi per mangiare come noi nei fast food e vedere i reality in TV.”
io non credo che il resto del mondo gema, anzi credo che la stragrande maggioranza degli esseri umani cerchi di tirare a campare al meglio nelle condizioni che ha, ma semplicemente vedo che ancora oggi nel 2025 effettivamente c’è uno spostamento continuo di popolazione da “non occidente” verso “occidente”
quando vedrò flussi migratori dall’UE o dagli usa verso cina e russia e non viceversa allora in effetti inizierò a credere al dclino dell’occidente e cose del genere
@ Roberto
“quando”
Sì va sempre dai paesi più poveri ai paesi più ricchi.
Bisogna vedere quanto a lungo i paesi più ricchi restano tali.
Tanti secoli fa erano i Germani a migrare in Italia.
Qualche decennio fa era il contrario.
Non confondiamo una diseguaglianza di reddito con una diseguaglianza morale.
La prima esiste sempre, anche se temporanea.
La seconda esiste solo nella presunzione dei più ricchi del momento.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“ Non confondiamo una diseguaglianza di reddito con una diseguaglianza morale.”
Io non faccio nessuna considerazione morale….mi limito a rispondere alla tua affermazione “ immaginiamo tutto il resto del mondo gemere sotto regimi oppressivi dai quali non vede l’ora di liberarsi per mangiare come noi nei fast food e vedere i reality in TV.” dicendo che no, non li immaginiamo ma proprio li vediamo quelli che non vedono l’ora di mangiare come noi.
Tu mi dici che in futuro non sarà così? Può essere, per il momento (ed il momento dura da un po’) è come dico io
Beh, c’è pure gente che emigra in Russia
Ma i Russi sono poco accoglienti nei confronti degli stranieri, soprattutto se provengono dai paesi dell’Asia Centrale.
Il Russo è piuttosto razzista.
Questo si legge.
A proposito di Razzismo … che beffardo destino per Gigi D’Agostino, con “I’ll Fly With You_ L’ Amour Toujours” diventata Inno NeoNazi con le parole del refrain cambiate in :
“Ausländer raus, Ausländer raus … Deutschland den Deutschen und Ausländer raus !”
😱 🎼🎵🎶
Roberto,
l’Italia è tornata un paese di emigrazione.
E non solo verso l’Occidente: ci sono italiani che vanno a lavorare in Cina.
La Cina ha i suoi problemi ma è un paese in crescita, l’Italia in declino,
In ogni caso la vitalità di un sistema non si misura solo dagli spostamenti, ma anche dalla demografia.
È abbastanza naturale che la gente si sposti da un posto con molti giovani e bambini a un posto con molti vecchi e meno gente, perché quello con meno gente divide la ricchezza fra meno persone, quindi si può sperare di prenderne una parte e colmare in parte il vuoto demografico.
Ma questo mica significa che il paese di vecchi sia vitale e quello di giovani decadente, semmai il contrario.
>>> Sia per la nostra destra sia per la nostra sinistra l’idea che noi NON si sia la più perfetta e desiderabile società che mai il genere umano abbia raggiunto – pur se ancora non ideale – è inconcepibile.
Beh, dove si firma? è molto difficile alla mia età trovare affermazioni che si possono sottoscrivere con tutta tranquillità.
Nessuna delle società “alternative” al modello occidental-liberale è minimamente alternativa. Pallide copie con inserti di porcherie (il PCC, per fare un esempio).
Oh, non è che siamo più belli e più bravi: è solo che abbiamo un sistema più vicino ai bisogni della natura umana.
Molto imperfetto ma … mi sento di escludere che doversi prostrare al Funzionario di Partito o al Mullah sia una miglioria.
Ciao
x MP
grazie della segnalazione, mi segno anche questo nome
peccato solo che l’invasione per difendersi sia una carta già giocata all’infinito dai trolletti putinisti – e una cagata pazzesca
ciao
Francesco, davvero non lo sapevi? Mai visti gli spot televisivi di Navalny sugli immigrati-scarafaggi o gli immigrati-carie o sulla liberalizzazione delle armi per poter sparare agli immigrati?
Francesco,
“è solo che abbiamo un sistema più vicino ai bisogni della natura umana.”
Apprendo oggi che fa parte dei bisogni della natura umana farsi riconoscere dallo stato come appartenenti a un sesso diverso perché la mattina ci si è alzati così (o si è vista su tiktok qualche “influencer” che ci ha convinto che se ci piace il colore rosa siamo donne anche se abbiamo il pisellino) e convincere il proprio pappagallo a chiamarti col nuovo nome altrimenti ti traumatizzi.
@ Roberto
“mangiare come noi”
Non rigirare la frittata.
Il fatto che noi adesso si abbia più da mangiare – e che di conseguenza siamo una desiderabile metà di emigrazione – non implica una qualche superiorità della nostra civiltà. Dopo mezzo millennio di colonialismo il nostro vantaggio materiale è il minimo sindacale. Il fatto è che noi invece ci crediamo superiori; è questa presunzione che ci frega.
Ciao!
Andrea Di Vita
@ francesco
“miglioria”
Questa convinzione – che condividi con la maggioranza qui da noi – è la causa della nostra rovina.
Hai presente la favola della lepre e della tartaruga?
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea Di Vita:
“Sia per la nostra destra sia per la nostra sinistra l’idea che noi NON si sia la più perfetta e desiderabile società che mai il genere umano abbia raggiunto – pur se ancora non ideale – è inconcepibile…”
Cade a fagiuolo l’appena pubblicato di Dario Fabbri
“Il destino dei popoli. Come l’umanità ha fatto la storia e creato il nostro tempo”,
Gribaudo, 2025
https://www.ibs.it/destino-dei-popoli-come-umanita-ebook-dario-fabbri/e/9788858055915
che sto or ora leggiucchiando con piacevole curiosità.
Pare promettere d’essere assai godibile
stralci dal prologo:
“…Guardare ai popoli impone il rovesciamento del punto di vista.
Accettare che l’umanità esista in infiniti rivoli, spesso non comunicanti, vicendevolmente ignoti.
Esercizio particolarmente oneroso per noialtri occidentali, specie europei, da secoli persuasi che il resto dei bipedi voglia vivere come quaggiù.
Pregiudizio quotidianamente impartito, più o meno implicitamente, in ogni nostra scuola o università.
Semplice il sillogismo: la democrazia è la migliore forma di governo, dunque, potesse scegliere, ogni umano vorrebbe imitarla.
Sentenza apparentemente ragionevole, ma che tradisce una drammatica incomprensione del pianeta; corretta è soltanto nella parte iniziale.
La grande maggioranza degli umani, forse sette miliardi di non occidentali, disprezza aspirazioni e pretese dei singoli (l’individualismo), telaio dottrinale di ogni democrazia liberale, mentre ritiene più nobile l’affermazione della collettività …
I diritti umani sono riconosciuti in pochissime contrade di questa terra perché inventati tra Europa e Nordamerica.
Nel protoetimo di molte lingue il termine “libertà”, ammesso vi sia, possiede accezione negativa, perché inteso come prodromo all’anarchia, al corrompersi del bene comune.
In russo come in mandarino, come in persiano.
La lingua araba pone il verbo in testa alla frase affinché sia l’azione il centro del discorso, non chi la compie.
Per un cinese han, massima libertà è perpetuare la gerarchia confuciana.
E chiunque ponga le proprie ambizioni, anche legittime, sopra lo scorrere della società è da ritenersi bestiale.
Lo stesso vale per gli Amhara o per i Viet.
Il mondo dura in perfetta e spettacolare assenza di un ombelico antropologico.
Vi sono centri geopolitici, imperiali, economici, ma nessun popolo può dirsi alfiere dell’umanità.
Perché mai ecuadoriani, maliani o malesi dovrebbero accettare quello che noi chiamiamo ordine liberale internazionale …
Perché mai dovrebbero ritenerlo migliore della loro supremazia?
Un conto è dominare il mondo
– con la Cina in grave difficoltà l’era statunitense durerà ancora –
altro è credersi compimento ultimo della specie.
Professione di relativismo tuttora immaginabile per gli occidentali, usi parlare a nome dell’ecumene. Mancando puntualmente il centro di gravità altrui.
Qui siamo ancora convinti che all’inizio del Novecento i giovani turchi abbracciarono secolarismo e repubblicanesimo per diventare noi.
Siamo ignari di come quelli, teorici discendenti dei karluk e di altre tribù mongoliche, considerassero occidentali l’Islam e la sua spiritualità.
Ai loro occhi il laicismo era (è) orientale, non europeo. Smacco non male per chi crede d’aver inventato la separazione tra Stato e religione.
All’inizio di questo millennio, per vent’anni (2001-2021) gli Americani vollero introdurre gli Afghani alla democrazia. E per vent’anni mai s’accorsero che semplicemente gli Afghani non esistono.
La popolazione locale è di etnia pashtun, hazara, tagika, uzbeka, araba, turcomanna, baloci, nuristani, quindi essenzialmente iranica, altaica, semitica. Non afghana.
Anziché tradurre il nome nella propria lingua, molti media europei continuano a chiamare Gaza City la principale città della Striscia, quasi fossimo nel Kent o in Oregon.
In barba all’arabo Madīnat Gaza, estratto dall’aramaico Məḏīntā, «comunità, villaggio dove si amministra la giustizia», poi città. Anglicismo che segnala distanza siderale dagli eventi, anche tra chi crede di battersi per la causa.
Con medesimo piglio ci schieriamo regolarmente con i rivoltosi ovunque questi agiscano.
Nella certezza, ossia nell’illusione, vogliano costruire in casa loro una società identica alla nostra. In Iran, in Russia o in Egitto.
Mentre ogni volta quegli stessi manifestanti sfoggiano caratteristiche proprie, da noi allegramente ignorate. Anche perché non espresse in inglese.
In piazza i giovani iraniani si richiamano all’impero achemenide per tornare potenti, gli antiputiniani annunciano di voler rianimare la Grande Madre Russia, i manifestanti egiziani guardano (anche) alla Fratellanza Musulmana per strappare a Turchi e Persiani la presunta guida dell’umma araba. Non vogliono diventare né newyorkesi, né madrileni.
Più rilevante, resta segreto l’incedere stesso dei popoli, incomprensibile con il nostro metro di giudizio. Anche nella contemporaneità.
Per penetrare i fatti del pianeta è necessario trafficare in psicologia collettiva. Non contano programmi, idee o progetti dei singoli leader. Valgono sensibilità, idiosincrasie, percezioni, pregiudizi delle aggregazioni. Specie di quelle più potenti. Dentro un’indagine inizialmente fumosa, giacché i popoli non hanno esatta idea di ciò che li attraversa nel momento in cui li attraversa. Proprio come noi non sappiamo diagnosticare cosa ci muove nell’istante in cui avviene.
Ieri i Romani non sapevano comunicare (davvero) perché odiassero Cartagine, i Persiani perché avversassero i Curdi e apprezzassero gli Azeri, i Giapponesi perché temessero tutti gli stranieri, soprattutto occidentali.
Oggi gli Americani non saprebbero spiegare perché sono tanto depressi, i Russi perché sono impantanati in Ucraina, gli Iraniani perché oscillano tra il disprezzo per gli ayatollah e il timore di instaurare un nuovo regime, gli Europei occidentali perché hanno paura anche della loro ombra.
Interpellassimo gli abitanti di Washington, ci racconterebbero di un’America in profondo declino, prossima alla disfatta, eppure quella superpotenza resta nettamente superiore agli sfidanti.
Chiedessimo ai moscoviti, ci canterebbero della vittoria russa in Ucraina, benché l’Operazione militare speciale non abbia ottenuto nessuno degli obiettivi strategici perseguiti.
Parlassimo con i Persiani, si professerebbero tutti o quasi contro il regime, ma la maggioranza della popolazione continua a ritenerlo baluardo dello storico antagonismo locale.
Discutessimo con gli Europei occidentali, probabilmente questi finirebbero a magnificare manifattura e finanza, mentre le grandi civiltà non campano di economia.
Dunque è inutile badare alle elezioni, o, ancora peggio, alle dichiarazioni delle autorità.
Soltanto scandagliando il portato culturale, etnico, religioso dei popoli si può coglierne l’azione …”
a leggerlo viene il dubbio che forse non abbiamo le idee chiare del fatto che su 8 miliardi di popoli terrestri vari 7 e passa non hanno nulla – ne vogliono avere – a che vedere con le nostre fisime particolaristiche occidentali;
che qualche decina di migliaia
(su sette miliardi e passa) di “occidentalizzati” dal virtuale si spostino poi qui da noi non è che, forse🙄, faccia poi molto testo
leggervi è convincersi vieppiù che la tomba dell’occidente sarà visitata dalle moltitudini
potremmo persino fare la fine dell’antica Roma, che tutti i barbari e pure arabi e turchi idolatravano
non male, per una caduca civiltà umana!
andrea
“Dopo mezzo millennio di colonialismo il nostro vantaggio materiale è il minimo sindacale. ”
non capisco più di cosa parli…russia e cina sono state colonizzate per mezzo millennio?
e comunque si, “Il fatto che noi adesso si abbia più da mangiare (…) *implica* una qualche superiorità della nostra civiltà.” perché in fin dei conti di quello si tratta: puoi avere una società con una meravigliosa poesia o una raffinatissima cultura, ma se la gente per mettere insieme pranzo e cena deve scappare la tua civiltà mi pare alquanto deludente
La Cina è stata colonizzata.
Se volete vedere una statua di Dante e dei bei fasci littori, andate a Tientsin.
Roberto,
“puoi avere una società con una meravigliosa poesia o una raffinatissima cultura, ma se la gente per mettere insieme pranzo e cena deve scappare la tua civiltà mi pare alquanto deludente”
Direi che la civiltà è fatta delle due cose: soddisfazione delle istanze di base e vette di cultura e arte, materia e spirito direi.
Ma l’Occidente di oggi sta smarrendo entrambe.
Quello che dici tu era vero negli anni ’60-’70, in parte ancora ’80, ma oggi è sempre meno vero e comunque la cosa interessante non è la fotografia dell’oggi, ma la prospettiva, perché se stiamo raschiando il barile possiamo anche avere l’illusione di stare bene, ma dura poco.
Una civiltà è tale se prepara il proprio futuro, non se raschia le ultime risorse.
@ roberto
” *implica* una qualche superiorità della nostra civiltà.”
Sì, nel furto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“” *implica* una qualche superiorità della nostra civiltà.”
Sì, nel furto.”
E’ interessante come lo stesso fenomeno possa essere visto da due punti di vista diversi.
Roberto parla del fatto che la “nostra civiltà” offra al momento (ad esempio) più cibo per più persone.
Mettendo da parte cosa sarebbe la “nostra civiltà”, è vero. Non so cosa significhi “superiore”, ma so che a me fa piacere poter aprire il frigo e trovarci del cibo.
Però è anche vero che trovo il cibo in frigo perché in pochi decenni, la tecnologia della “nostra civiltà” è riuscita a strappare i nutrienti al suolo e a riempire il terreno di sostanze chimiche a una velocità senza precedenti, creando una catastrofe forse irreversibile, però per le future generazioni.
In questo senso il mio frigo pieno (di cui, ripeto, sono contentissimo) è anche un “furto”.
@ Martinez
“frigo”
L’idea del frigo la ebbe un genio, Thomson lord di Kelvin. Ecco perché si chiamava ‘kelvinator’. L’ebbe studiando i cicli delle macchine termiche. Le macchine termiche sono diventate importanti quando si è reso disponibile il carbone. Gli investimenti nel carbone sono arrivati dai capitalisti che avevano fatto la loro fortuna saccheggiando l’India.
Date le conoscenze di base, l’invenzione nasce sì dal genio individuale (quale era Kelvin) ma si sviluppa in presenza delle giuste condizioni al contorno.
Lo sviluppo della tecnica che ha dato all’Occidente il dominio del mondo nasce col capitalismo, e un capitalismo senza colonie non è mai nato.
Questo per quanto riguarda il passato.
Per quanto riguarda il futuro, sembra che l’aver dimenticato che ogni motore ha bisogno di una guida ci stia mandando a ramengo.
Non solo nei confronti dell’ecosistema, ma proprio nei confronti di chi, proprio perché rimasto indietro, non ha dimenticato che il bene della collettività NON è la somma dei profitti dei singoli.
Caduto il Muro, ormai incartapecorito, da noi si et creduto davvero che fosse finita la Storia. Ricordo l’entusiasmo generale ai tempi delle prime privatizzazioni. Sembrava che la finanza avesse creato una cuccagna universale. Ma aver sempre per principio privilegiato il profitto del singolo come sommo criterio di Bene – al punto di dimenticare che le alternative sono possibili, TINA – ha fatto sì che spostassimo i soldi dalla produzione alla finanza.
Col risultato che adesso la Cina ci toglie il tappeto sotto i piedi. E dopo la Cina l’India…
La lepre e la tartaruga.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ciao!
Andrea Di Vita
OT per moi….sono passato per la ridente cittadina di Overton, Nevada…ad ogni finestra mi sono detto “chissà se c’è moi”
🙂
https://en.wikipedia.org/wiki/Overton,_Nevada
😀
Da Western 🤠 🌵
Ucraina, ambasciata russa a Roma critica Calenda per il tatuaggio. E lui replica: “Verrete sconfitti come l’Urss”
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-ambasciata-russa-a-roma-critica-calenda-per-il-tatuaggio-e-lui-replica_45qeZWEaDAwKMWfigktxCR
@ MOI
“Calenda”
Se fosse serio andrebbe volontario ad arruolarsi.
Almeno l’interventista D’Annunzio il volo su Vienna lo fece davvero.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. si è poi saputo più niente della guardia del corpo di Angelina Jolie in visita in Ucraina, guardia che è stata arruolata a forza?
Ma poi l’ URSS mica è stata “sconfitta” in una guerra … è implosa per questioni interne.
Impossibile: i film finiscono sempre con la mega battaglia del Bene contro il Male dove gli USA vincono.
Questioni interne?
😀
Moi, questa me la segno perchè è bellissima. Adesso Ronald Reagan era una questione interna all’URSS.
Ronald Reagan ha fatto molti danni, è vero, ma soprattutto agli americani.
Non credo che abbia influito più di tanto sull’economia sovietica.
Aveva anche dei lati positivi: era un ottimo barzellettiere.
Credo, invece, che abbia dato il colpo di grazia all’economia sovietica.
Nel tentativo di non rimanere troppo indietro sul piano tecnologico e militare sono crollati.
Questo trascurando il rilancio dell’Occidente liberal-capitalistico e della democrazia a livello politico.
Ma tu dove eri all’epoca?
😉
“Nel tentativo di non rimanere troppo indietro sul piano tecnologico e militare sono crollati.”
Non li ha mica obbligati Reagan…
“Questo trascurando il rilancio dell’Occidente liberal-capitalistico”
per carità… giudaica voglio ignorare il riferimento alla democrazia.
Per quanto riguarda “l’Occidente liberal-capitalistico” quello che ha fatto Reagan è stato il più grande trasferimento di ricchezza dal ceto medio e basso americano, verso il ceto alto.
Distruzione del poco stato sociale che era rimasto, meno tasse per i ricchi, deregulation.
L’occupazione aumentò, a spese però dei poveri, che divennero sempre più poveri, mentre i ricchissimi divennero… enormemente ricchissimi.
confermi che non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere nè peggior sordo di chi non vuole sentire
rimane da capire come mai i rossi siano crollati, invece di vincere!
voglio dire, quale momento migliore di quello per un bel “proletari di tutto il mondo unitevi”? e invece accadde tutto il contrario
😀
Non so come dirtelo in modo educato, ma non hai capito niente del mio commento.
Il bello di dialogare con te è che tu parti sempre da fermissimi pregiudizi sull’interlocutore e sull’argomento, e finisci con gli stessi fermissimi pregiudizi.
Potresti evitarti la briga di leggere gli altri… anzi, a pensarci, è proprio quello che fai.
Pino
i sovietici non erano obbligati a inseguire gli americani … a patto di rinunciare allo status di superpotenza che la 2GM aveva loro dato.
Su Reagan, il tuo sintetico giudizio è, absit iniuria verbis, una cagata pazzesca. Non so neppure se sia scorretto, so che RR ha fatto moltissimo di più rilevante e ha cambiato la storia.
Anzi, in verità so che i poveri USA non diventarono più poveri ma più ricchi, pur non avendo altrettanto beneficio che i ricchi dal neoliberismo reaganiano.
Ma è come parlare del Milan di Berlusconi citando solo lo spessore della righe rosse e nere sulla maglia.
Ciao
PS esplicita pure il tuo pensiero in materia di democrazia, non è che mi metto a piangere.
No, Francé, il.mio giudizio sulla Reaganomics è condiviso da molti tuoi colleghi economisti.
A credito di Reagan va la politica di disarmo nucleare, condivisa con Gorbachov, ma dubito sia stata questa a far fallire l’URSS…
semmai la ha mantenuta in vita per un po’.
A suo debito, la politica ultra liberista e l’appoggio ai peggiori dittatori fascistoidi.
Sarei curioso di conoscerli, questi economisti che bocciano il liberismo e la deregulation reaganiana!
Mentre potrei avere più di un tentennamento sul debito pubblico cresciuto assai e troppo.
Il disarmo atomico fu una grandissima cosa ma discese dal riarmo precedente, che convinse la controparte a lasciar perdere la corsa agli armamenti. Senza che questo salvasse un sistema dai suoi fallimenti economici e politici.
Ciao
“Sarei curioso di conoscerli, questi economisti che bocciano il liberismo e la deregulation reaganiana!”
basta aprire Wikipedia, eh?
“Poverty level
The percentage of the total population below the poverty level increased from 13.0% in 1980 to 15.2% in 1983, then declined back to 13.0% in 1988.[70] During Reagan’s first term, critics noted homelessness as a visible problem in U.S. urban centers.[71][72] According to Don Mitchell, the increased cuts to spending on housing and social services under Reagan was a contributing factor to the homeless population nearly doubling in just three years, from 1984 to 1987.[73][74] ”
“Continuing a trend that began in the 1970s, income inequality grew and accelerated in the 1980s. The Economist wrote in 2006: “After the 1973 oil shocks, productivity growth suddenly slowed. A few years later, at the start of the 1980s, the gap between rich and poor began to widen.”[98] ”
“Economist Paul Krugman argued the economic expansion during the Reagan administration was primarily the result of the business cycle and the monetary policy by Paul Volcker.[5] Krugman argues that there was nothing unusual about the economy under Reagan because unemployment was reducing from a high peak and that it is consistent with Keynesian economics for the economy to grow as employment increases if inflation remains low.[110] Krugman has also criticized Reaganomics from the standpoint of wealth and income inequality. He argues that the Reagan era tax cuts ended the post-World War II “Great Compression” of wealth held by the rich.[111]
The CBO Historical Tables indicate that federal spending during Reagan’s two terms (FY 1981–88) averaged 22.4% GDP, well above the 20.6% GDP average from 1971 to 2009. In addition, the public debt rose from 26.1% GDP in 1980 to 41.0% GDP by 1988. In dollar terms, the public debt rose from $712 billion in 1980 to $2,052 billion in 1988, a three-fold increase.[31] Krugman argued in June 2012 that Reagan’s policies were consistent with Keynesian stimulus theories, pointing to the significant increase in per-capita spending under Reagan.[112]
William Niskanen noted that during the Reagan years, privately held federal debt increased from 22% to 38% of GDP, despite a long peacetime expansion. Second, the savings and loan problem led to an additional debt of about $125 billion. Third, greater enforcement of U.S. trade laws increased the share of U.S. imports subjected to trade restrictions from 12% in 1980 to 23% in 1988.[7]
Economists Raghuram Rajan and Luigi Zingales pointed out that many deregulation efforts had either taken place or had begun before Reagan (note the deregulation of airlines and trucking under Carter, and the beginning of deregulatory reform in railroads, telephones, natural gas, and banking). They stated, “The move toward markets preceded the leader [Reagan] who is seen as one of their saviors.”[113] Economists Paul Joskow and Roger Noll made a similar contention.[114]”
“Greg Mankiw, a conservative Republican economist who served as chairman of the Council of Economic Advisers under President George W. Bush, wrote in 2007:
I used the phrase “charlatans and cranks” in the first edition of my principles textbook to describe some of the economic advisers to Ronald Reagan, who told him that broad-based income tax cuts would have such large supply-side effects that the tax cuts would raise tax revenue. I did not find such a claim credible, based on the available evidence. I never have, and I still don’t … My other work has remained consistent with this view. In a paper on dynamic scoring, written while I was working at the White House, Matthew Weinzierl and I estimated that a broad-based income tax cut (applying to both capital and labor income) would recoup only about a quarter of the lost revenue through supply-side growth effects. For a cut in capital income taxes, the feedback is larger — about 50 percent — but still well under 100 percent. A chapter on dynamic scoring in the 2004 Economic Report of the President says about the same thing.[119]
Glenn Hubbard, who preceded Mankiw as Bush’s CEA chair, also disputed the assertion that tax cuts increase tax revenues, writing in his 2003 Economic Report of the President: “Although the economy grows in response to tax reductions (because of higher consumption in the short run and improved incentives in the long run), it is unlikely to grow so much that lost tax revenue is completely recovered by the higher level of economic activity.”[120]
più che una bocciatura è una conferma di non apprezzare gli scopi della politica economica reaganiana, però.
salutami il caro Krugman, un ottimo esempio di militanza politica applicata all’economia. dovrei aver studiato su uno dei suoi testi all’università, tra l’altro.
Ciao
““Nel tentativo di non rimanere troppo indietro sul piano tecnologico e militare sono crollati.””
tra l’altro, l’Europa farebbe bene a prendere nota 😉
Concordo: per questo va azzerata una spesa superflua come il welfare, nel mentre che si investe in cannoni! mica vorremo fallire con un Comecon qualsiasi.
😀
PS è il bello di vedere le stesse cose da punti di vista opposti. Senza cannoni l’Europa si estingue, senza soldi idem, senza welfare è solo un piccolo passo indietro.
Secondo togliere il welfare è “un piccolo passo indietro”???
La mia più grossa consolazione per il futuro, Francè, è che tu non conti un cazzo.
Altrimenti non le sparerei così grosse.
Ma dato l’ammontare delle spese per il welfare, dovremmo essere in guerra con la Russia per anni per avvicinare la spesa militare a quella dello Stato sociale.
Ciao e studia i bilanci degli Stati!
C’è stata la Terza Guerra Mondiale con le Armi Nucleari ?
Poi Reagan con Hokuto Shinken ha sconfitto Gorbačëv’ con Nanto Seiken ?
… Credevo fosse un anime ! Cmq con i Cantieri per la Ricostruzione del Mondo han fatto presto !
Moi
non fare il Papa Francesco!
c’è stata la Terza Guerra Mondiale senza armi nucleari e abbiamo stravinto noi!
anche se i cantieri per la ricostruzione del mondo sono andati molto meno bene del necessario.
Ciao
@ Francesco
“abbiamo stravinto noi!”
No, Francesco.
Non noi.
Gli USA.
E adesso c’è la rivincita.
Ciao!
Andrea Di Vita
sbagliato
noi democratici, liberali, occidentali
voi zavorra rossa abbiamo dovuto portarvi dietro quali pesi morti
😉
e per non dimenticare nessuno, pure la zavorra nera è toccato portare nella landa della democrazia.
poi ci sono le piccole soddisfazioni, come Berlinguer che ammette che si sta meglio all’ombra della NATO o Fini che condanna senza reticenze il fascismo.
🙂
Francesco, magari sei occidentale, ma non sei liberale, tantomeno democratico.
@ Francesco
“noi democratici, liberali, occidentali”
Sembra un titolo di Repubblica.
Non riuscirò mai a capire la tua ammirazione per i cleptocrati che ci hanno governato negli ultimi decenni (dico degli USA; noi siamo un protettorato).
Per fortuna che si stanno indebolendo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Piano con gli insulti: posso tollerare a fatica che mi si dia del nazista ma non certo del repubblicone!
La tua diagnosi degli USA come potenza cleptocratica non avrebbe superato gli esami per tamburino di regime ai tempi del Duce, dubito alla corte di Baffone. Prova a quella dei Kim, che mi sembrano di bocca molto buona.
@ francesco
“insulti”
Quale insulto? Voleva essere un meritatissimo riconoscimento!
Su come gli USA abbiano spolpato il Sudamerica favorendo questo o quel cacicco locale dal Guatemala al Cile non ho bisogno di ritornare.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ma tornaci, che sarà sempre una bella rimpatriata sentir dare la colpa agli USA invece che ai Peron e ai Chavez e alle classi politiche locali.
Che il Sud America non è solo le povere piccole repubbliche del Centro America.
‘sti russi-sovietici crollati nell’ottananove🙄 perche che fu?🤔
“…Al cospetto della Russia usiamo piglio incrociante lo spassoso e l’escatologico. “Perché i russi non si ribellano?” ci interroghiamo.
Premessa implicita:
i russi sono costretti nella condizione che vivono.
Anziché obiettare un solido “dovrebbero ribellarsi a sé stessi?”,
al pregiudizio iniziale associamo patetica solidarietà per chi non ha alcuna voglia di rinunciare a sé.
Più semplice e sensato sarebbe accettare questa realtà:
le ambizioni dei russi non coincidono con le nostre.
Più accurato. I russi fanno ciò che vogliono, come ogni soggetto non sottoposto a egemonia straniera. Capovolgimento della vulgata che vuole i popoli indisponibili al nostro sentire come inibiti dal tiranno.
Abbagliati dal solipsismo, pretendiamo di valutare i russi tramite categorie che funzionano soltanto qui. Ne studiamo condizioni economiche, vocazione elettorale, dimestichezza con i diritti politici. Tutto ciò di cui non vivono.
I russi sono per loro arbitrio, non per quello di un demiurgo, più o meno impresentabile.
Il punto è fotografarli senza infingimenti, giacché la loro temperie sposta le vicende del pianeta. Anche le nostre, seppure narcotizzate da inarrivabile leggerezza.
Urge superare la risibile definizione di Winston Churchill, “la Russia è un rebus avvolto in un mistero che sta dentro a un enigma”.
Aforisma ultracitato con attitudine sportiva, senza percepire l’incapacità di penetrare il sentimento altrui che tradisce.
Tolta la lente blu che crea la nuit américaine, incontriamo un popolo imperiale, bellicoso, paranoico.
Collocato tra Europa e Oriente, precedente ogni leader.
Convinto proprietario dell’Ucraina, in guerra contro “l’Occidente predatorio e collettivo”, spaventato dalla vicinanza della Cina, preoccupato dal peggioramento della sua demografia, per nulla turbato dalle vittime tra la popolazione civile o dalla morte di Aleksej Naval’nyj.
Ossessionato dalla storia e dalle pagine che la racconteranno. Dedito all’ultimo sacrificio, inagibile contro la sua volontà.
Dovremmo mandare a memoria:
nessun individuo produce una moltitudine. Vero il contrario. È la Russia a figliare i suoi capi, non questi a generarla.
Né fanno la storia le élites delle metropoli, magnificate dai media euroamericani quando irrequiete, ma ignorate dalla maggioranza della popolazione locale.
Tantomeno servono le elezioni per comprendere i fatti.
Più che a sfidare la dittatura, in Russia il voto serve a spartirsi fette di potere. Ma attenzione: l’impostura del voto non certifica immobilità. Niente di umano è per sempre. Dove vige la collettività e non arriva il suono dei nostri pareri, il cambio di regime avviene lo stesso. In forma cruenta.
Anziché tramite schede inserite nelle urne, in molti luoghi, capi, oligarchie, vicari della divinità, assemblee di saggi e santi finiscono assediati nelle stanze, lanciati dalle finestre, sparati in fronte, consegnati alle necropoli. Dal Caucaso alle Piramidi, dalla Mesopotamia al Hindu Kush. Così in Russia.
Oltre ogni censura o propaganda. Altro bemolle artificiale originato nelle nostre distillerie. Anche se il fatto ci offende, gli esseri umani riconoscono facilmente la coltre che omette o emenda le informazioni. In ogni contesto. O l’intuito risiede soltanto nelle nostre città?
Semplicemente in alcune circostanze i popoli scelgono di credere alla narrazione ufficiale. Per sentimento, tradizione, interesse. Ben conoscendo l’inganno.
Le false notizie (fake news, per colpevole abulia dei traduttori) diventano vere quando vuole l’opinione pubblica, non per disegno di chi le diffonde. Inversione dell’elitismo che dichiara informe (e oscena) la massa, incapace di intendere e volere, da assegnare al curatore d’anime (belle).
Largamente analfabeta, sottoposta a peggiore censura di quella odierna, la Russia ottocentesca produsse la letteratura più sofisticata di ogni tempo. I conti non tornano. Lo stereotipo ci imbroglia. Perché razzista.
Anziché cucire sugli altri abiti tratteggiati per noi, imprecando per la mancata corrispondenza tra taglie, conviene indagare il recondito che nella Federazione russa balena il rovesciamento dello status quo.
Alle prese con un popolo profondamente storico, rimontiamo al passato per capire quando i russi rinnegano il proprio regime.
Non per le condizioni materiali, secondarie là dove si vive di gloria.
“Perché le sanzioni economiche non incidono sulla determinazione dei russi?” La risposta soffia nel vento.
Non per assenza delle conquiste politiche di genesi franco-statunitense, giudicate coloniali da una popolazione che valuta negativo il termine libertà, svoboda, sgorgante dal protoetimo swé, il medesimo dell’egoistico self anglofono, inaccettabile attitudine di anteporre il sé alla comunità.
Non per l’impossibilità di esprimere dissenso, amputazione ritenuta legittima in molti contesti, più attenti alla solidità del fronte interno che al mancato pluralismo.
Due sole ragioni ne accendono l’eversione. Quando la patria subisce umiliazioni all’estero. E quando Cesare si mostra incantato dalla cultura altrui. Punto.
Due casi per ciascuna ragione. 1905, la flotta del Baltico fu annientata dai giapponesi davanti all’isola di Tsushima, la più umiliante delle sconfitte. Seguì la nascita dei soviet e l’ammutinamento della Potëmkin. Onda lunga confluita nella Rivoluzione d’Ottobre, dentro la disfatta della Grande Guerra.
1989, conclusione in ritirata della campagna d’Afghanistan, durata un decennio per l’apprezzamento degli americani. Nella testa dei russi la sensazione di non poter competere con il nemico. Insopportabile elemento di inferiorità.
Ne venne la necessità di rinunciare alle più distanti province dell’impero, depotenziando il gruppo dirigente. Due anni dopo, la popolazione occupò le strade di Mosca contro la fazione che proponeva di conservare l’Unione Sovietica nella sua interezza.
Sei vittime e decine di feriti. Tra questi, il ministro degli Interni, Boris Pugo, lettone filorusso, e il consigliere per gli Affari Militari, Sergej Achromeev, che preferirono il suicidio alla condanna a morte per tradimento. Opposto della pacifica implosione dell’Unione Sovietica corrisposta ai posteri.
Altrettanti sconvolgimenti per colpevole esterofilia dei capi. 1773-1775, rivolta dei cosacchi russificati e dei vecchi credenti, nota nei sussidiari leaderisti come “ribellione di Emel’jan Pugačëv”. L’individualismo romanzesco è filone imperituro. Migliaia di militari e contadini, richiamanti la naród (нарόдъ), il popolo, si scagliarono contro la prussiana zarina Caterina, occidentale e occidentalista, nata nella Stettino luterana.
Affascinata dall’Illuminismo all’ora del tè, era nota per intrattenere intensi carteggi in lingua d’oïl con Voltaire e Diderot, al quale pagò per tutta la vita un prestigioso appartamento in rue de Richelieu, puntinato di paralumi e damasco.
Nei suoi scritti, il capo degli insorti era “le marquis de Pougatchev”, per beffarda umiliazione dell’analfabeta origine del Don di costui. Eccesso di superiorità. Nella fase alta, gli insorti conquistarono lo sterminato territorio tra il Volga e gli Urali.
Soltanto la guerra contro gli ottomani rinviò l’incontro tra la zarina e il creatore, per amor patrio della popolazione – al solito. Ma il messaggio era stato recepito.
1991, damnatio memoriae ai danni di Michail Gorbačëv. Raro trovare un ex leader più inviso ai russi del premio Nobel per la Pace.
Allucinato dal declino dell’Unione Sovietica, pensò di rilanciare lo Stato con riforme economiche, con tanto di espressioni (glasnost’, perestroika) adottate dalla propaganda d’Oltreoceano. Tra il sospetto dei russi, scettici come ogni impero verso i compatrioti acclamati all’estero.
Testimoni raccontano la rabbia che allagava le strade, quando la tv sovietica irradiò scritte sui muri tedeschi imbrattati di gratitudine. “Danke Gorbi!”
Nell’agosto del 1991, la piazza gli salvò la pelle perché sognava di rifugiarsi in un impero ridotto. Ma nelle settimane successive gli sputò in faccia il disprezzo. Non solo l’amaro destino di chi è chiamato a protocollare il declino.
L’ultimo sovietico era reo d’aver guardato oltre la propria civiltà …”
stralcetti da:
Dario Fabbri “Sotto la pelle del mondo” 2024, Feltrinelli
https://www.ibs.it/sotto-pelle-del-mondo-ebook-dario-fabbri/e/9788858861165
molti punti interessanti
“Michail Gorbačëv”
su questo, quando sono stato in ucraina, nel 1990, tutti, senza nessuna eccezione erano straentusiasti della trasformazione dell’allora URSS e facevano le capriole dalla gioia per la fine incombente del regime, ma effettivamente tutti senza eccezione detestavano gorbaciov.
ho ancora conservata una bandiera dell’URSS sulla quale i nostri amici avevano scritto delle piccole frasi di saluto e uno di loro, quello più politico del gruppo, oltre al classico “ciao amico è stato bello conoscerti e spero di rivederti presto” aveva aggiunto “Ельцин отец перестройки” cioè “Eltsin è il padre della perestroika” (non sono tanto sicuro di essere d’accordo sul merito, ma è indicativo, mi sembra, di una cosa che per noi che vedevamo gorbaciov come un idolo è stata una grande sorpresa)
@Roberto
grazie per la tua preziosa testimonianza !
in effetti, in quei giorni lontani, Boris Nik. El’cin (detestato qui dai vari giuliettichiesa e ignorato da tutti gli altri) era considerato il vero alfiere delle perestrojka anche in città “non russe” quali Khar’kov [possiamo ancora chiamarla così quando ci sei stato tu..non era ancora l’ucraina Kharkiv, anzi si è definitivamente ucrainizzata solo ….”grazie” a Putin :D]…
e possiamo chiederci se forse uno El’cin pan-sovietico* ovvero volto a trasformare tutta l’URSS (tranne il Baltico), e non meramente la Russia, non sarebbe stato meglio per tutti, in primis per gli abitanti di quelle lande, ucraini, russi, bielorussi, jakuti o mordvini che siano
*El’cin, una delle figure più calunniate (anche perchè purtroppo, più tardi, eccedette nel bere), all’inizio era il “vero gorbacioviano”, un pasdaran della perestrojka che fu tradito da Gorbaciov che lo purgò nel 1987 per compiacere il “duro” Ligaciov (marxista duro e puro) e forse anche per una certa invidia (se Gorbaciov avesse guardato l’Italia non l’avrebbe avuta, ma guardò evidentemente per una volta anche le sue terre :D)..El’cin, da segretario del PCUS a Mosca, si distinse per apertura e fece della capitale sovietica la vetrina della perestrojka (lo posso testimoniare, giovanissimo, per l’agosto 1987)…
dopo un periodo triste in cui iniziò a bere (ma il popolo, quello vero, non l’aveva dimenticato neanche a Khar’kov, come tu ci ricordi) si “riciclò” come politico “russo” ma per mere ragioni amminiastrative e tornò alla ribalta, in RSFSR..però sino a tutto il 1991 El’cin era spendibile anche su un piano extra-russo…
poi avvenne ciò che avvenne
immagino che il buon habsb non se la prenderà se confesso pubblicamente che ieri abbiamo passato un po’ delle nostre serate chiacchierando amabilmente via whatsapp su questa bandierona emersa dalla notte dei tempi e dal fondo di un cassetto, anche perché è stata firmata da almeno una persona che nel frattempo è diventata un amico comune…mi ha colpito rivedere scritte in russo ed in ucraino e già allora “viva l’ucraina indipendente” e la bandiera ucraina che sarebbe stata ufficialmente adottata l’anno dopo
ottima e interessante chiacchierato, come sempre !
vedendo quelle bandiere, con le prime scritte di un nazionalismo ucraino (non ancora anti-russo) e al contempo la persistenza di un’identità comune (che chiamerò “postsovietica” ma i giovani di allora volevano ANDARE OLTRE l’URSS), viene da chiedersi se uno scioglimento “dolce” dell’URSS seguito da un immediato ricongiungimento sul modello europeo (alcuni punti comuni ma piena indipendenza), in una costituenda “Unione eurasiatica” a sua volta collegata alla nostra UE in fieri (Maastricht, 7 febbraio 1992 !), non avrebbe evitato caterve di mali..lo so è un’utopia e un anacronismo, ma non resisto egualmente a esternare questi miei pensieri…..il brutto sta nella vocazione imperiale della Russia che non è pronta ad accettare altri come pari..da noi in Europa, invece, due guerre mondiali e infinite guerre precedenti, hanno eliminato tali velleità e, oggi (pur con qualche frizione persistente) francesi e tedeschi si sentono pari nella “comune casa europea”
volevo scrivere “pansovietica”, nopn “postsovietica” 😀 😀
Eh, magari…
Ma in realtà i russi volevano porsi alla pari in un’interlocuzione pulita e rispettosa con Ue e perfino Nato.
È stato l’Occidente a non volerlo e a umiliarla costantemente.
Habsb.,
ma perché la perestrojka sarebbe stato un bene?
Ad ogni modo in Russia è detestato da tutti.
E giustamente, perché nei suoi anni c’era anarchia totale, miseria, criminalità che ormai aveva il controllo della società, oligarchi e mafiosi (non vi sto a dire per lo più di che etnia 😉 ) che si arricchivano svendendo il paese e le sue risorse, anziani che venivano uccisi da criminali che si impossessavano delle loro case a suo tempo assegnate dal regime sovietico, insomma, una specie di incubo, di distopia realizzata.
Per cui anche ai russi negli ultimi tempi Gorbačev non piaceva, perché dopo l’entusiasmo iniziale avevano visto che il nuovo corso non era affatto tutto rose e fiori.
Ma niente di paragonabile al risentimento verso El’cin.
Quanto razzismo nel signor Dario, che descrive la bestialità ineliminabile del popolo russo in toni che un inglese dell’Ottocento sottoscriverebbe senza batter ciglio!
Deo gratias è tutto sbagliato.
Saluti
@ francesco
“bestialità ineliminabile”
E meno male che il razzista sarebbe il signor Dario. 😆
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
io leggo come lui descrive il popolo russo: tu trovi altri aggettivi per sintetizzare quello che dice Dario?
e che tipo di relazioni puoi avere con lo Stato abitato da quel popolo?
io ci vedo non Dario che descrive il popolo russo ma Dario che descrive i suoi pregiudizi ideologici.
mi vengono in mente i razzisti bianchi che spiegano l’inferiorità naturale dei negri o i leghisti della prima ora che parlano dei meridionali.
ma forse è il mio assioma di partenza che mi influenza “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”
Ciao
francesco,
mah non sono sicuro di essere d’accordo.
piuttosto credo che dario non approfondisca il gigantesco, fenomenale fantasmagorico iato che c’è fra classe dominante e il resto della popolazione
cioè ne fa un accenno quando dice che da un popolo di semischiavi di analfabeti è uscita una letteratura raffinata (e non capisco perché limitarsi alla letteratura, tutta la cultura russa ottocentesca è stupefacente) ma poi si perde
ed in particolare secondo me non ci prende quando scrive “un popolo imperiale, bellicoso, paranoico”, perché manca l’aggettivo “rassegnato” o “passivo”.
lo zar di turno mi ordina di mandare tre figli a morire in una guerra chissà dove fatta chissà perché? e vabbé è lo stato naturale delle cose…a mio nonno hanno chiesto di sacrificare 4 figli per costruire il Belomorkanal, a mio padre altri due per conquistare berlino
perchè passivo? può ben darsi che io sia pure fiero che i miei figli abbiano versato il sangue per la gloria della Madre Russia.
e incazzato se sono morti invano perchè la guerra la abbiamo persa, maledetti stranieri!
Ciao
francesco
“perchè passivo?”
forse hai ragione, e probabilmente sono influenzato dal vivere vicino a gente che se pensi di toccargli 3 centesimi di stipendio fa (*giustamente!*) 15 giorni di sciopero e al confronto i russi mi sembrano appunto rassegnati e passivi
ma ammetto che è solo una mia impressione
Francesco,
sì, credo sia come dici tu.
I coloni americani fecero una guerra di indipendenza per poter pagare meno tasse rispetto alle già pochissime che pagavano, per cui l’avidità verso il fisco e la propensione a mandare a morire i propri figli non sono incompatibili.
roberto:
“…francesco,
mah non sono sicuro di essere d’accordo.
piuttosto credo che dario non approfondisca il gigantesco, fenomenale fantasmagorico iato che c’è fra classe dominante e il resto della popolazione…”
Per correttezza verso l’autore (🏴☠️) posterei anche il resto che ha avuto a dirci sui russi.
Così possiamo giudicarlo dal suo pensiero completamente completo.
Pensiero che è in ogni caso interessante🙂
così’ come per tutti gli altri capitoli su India, Messico, Cina ecc … e Italia , non riesco a smettere di leggerlo con gusto
“…L’ultimo sovietico era reo d’aver guardato oltre la propria civiltà.
“Abbiamo commesso molti errori e molte cose potevamo fare meglio, ma lasciamo un paese più libero, con libere elezioni, libertà di stampa, dotato di un sistema multipartitico, rispettoso dei diritti umani,” s’assolse Gorbačëv nel discorso del 25 dicembre, pochi istanti prima dell’ammainabandiera.
Immediato il disgusto dei telespettatori. Negli anni molti capi sovietici avevano adoperato tali categorie con dolo, per ingannare gli americani.
Nessuno mai le aveva pronunciate sul serio. Incredibile.
Nella terra di Tolstoj l’opposizione reclama il potere con la forza, non tramite manifestazioni di piazza o, ancora meno, presentando liste elettorali.
Laggiù partecipare alle Presidenziali significa ambire un posto al fianco del dittatore, Vladimir Putin, nell’epoca che ci tocca di vivere, non volerlo scalzare.
Vero nemico dello Stato è Lev Trockij, non Aleksandr Solženicyn. Evgenij Prigožin, non Aleksej Naval’nyj. In campo massimalista il nuovo è veicolato con violenza. Non solo quella delle armi. L’avvento della prossima èra sta nella folla che circonda il palazzo.
Naval’nyj mai ha convinto la popolazione, perché post-storico e abbracciato dall’Occidente – peccato non redimibile. Inizialmente s’era proposto come novello Aleksandr Nevskij, agendo sul terreno di Putin, negando l’esistenza dell’Ucraina, brandendo il panslavismo, canonizzando l’impero. “Datemi dello sciovinista, questo è quello che penso.”25 Poi era rinculato su posizioni aliene.
Patrocinava una Russia meno corrotta, più liberale e benestante.
Ricetta da Baden-Württemberg o da élite pietroburghese, non da oblast’ di Tula.
Ragione del suo oblio, inversamente proporzionale alla popolarità in Occidente, accelerato dall’incarcerazione imposta dal Cremlino. Impossibile impressionare i russi con l’omicidio di un dissidente, volontario o preterintenzionale, dopo aver assistito alla scorticazione di Pugačëv o allo sterminio dei Romanov a Casa Ipat’ev. Appena il 5% comunica di interessarsi alla vicenda.26
Milioni di russi disprezzano Vladimir Putin. Ne conoscono da tempo la doppiezza morale, le numerose famiglie, il lusso nel dopolavoro, la fortuna occultata. Ma testimoniano massiccio consenso in suo favore. Per genuina convinzione.
Pure strumentalmente, Putin traduce in gesti e parole il genio del luogo.
È antioccidentale, militarista, razzista, difensore dell’unicità russa. In un lemma, è imperiale. Qualità reputate financo più lodevoli per chi è cresciuto a Leningrado, la più europea delle città russe. Putin finirebbe al cimitero di Novodevičij in due sole circostanze. Se presiedesse una Russia sconfitta in guerra, evenienza non ancora capitata – ragione del fallito golpe di Prigožin.27 Oppure se la patria fosse sottomessa a potenza straniera. In tale scenario si verificherebbe l’insopportabile umiliazione dell’universalismo russo, opposto dell’uguale aspirazione d’Occidente. I russi non pretendono di parlare a nome dell’umanità come capita(va) ai romani, ai francesi o agli americani.
Si raccontano al servizio dell’ecumene, da salvare dal baratro, offrendosi esempio.
Nella sentenza di Fëdor Dostoevskij, “il popolo russo è l’unico che comprende l’intera umanità”. Poi integrata da Pëtr Čaadaev, certo che la Russia fosse “al mondo per impartire una grande lezione agli altri umani”.28
Da secoli tra il Volga e il Don l’universalismo trasmuta in messianismo.
Ne è simbolo la battaglia di Kulikovo (1380), fissa nella muscolare memoria dell’impero. Vittoria strappata nei pressi di Tula ai tataro-mongoli, ingrossati da polacchi e lituani. “Oh mia Rus! Mia moglie, fino a diventare dolorosa! Il nostro lungo percorso è terso. La nostra parabola – come la freccia di un antico tataro – ci è penetrata nel petto,”29 canta Aleksandr Aleksandrovič Blok.
Nella pedagogia moscovita, non solo trionfo che valse la liberazione del territorio. Svolta che salvò il mondo dalla barbarie, il cristianesimo dall’estinzione.
Con ingenti perdite. Tema ritornante.
“Voi siete milioni. Noi nugoli, e nugoli e nugoli. Provatevi a combattere con noi! Sì, gli Sciti noi siamo! […] Noi, come servi obbedienti, facemmo da scudo fra due razze ostili, i Mongoli e l’Europa!”30 centellina ancora Blok ne Gli Sciti, con richiamo agli antichi iranici che abitavano le steppe, ceppo tra i ceppi della miscela che si fece russa. Informata da conservatorismo e vittimismo, l’unicità è della popolazione, superiore a quella di zar e dittatori.
Caduta Costantinopoli, nel 1469 il gran principe Ivan III s’affrettò a reclamare per Mosca il titolo di Terza Roma. Suo scopo era vantare superiorità sui principati omofoni e unificare la pianura. Al volo accettò la proposta di Paolo II di sposare Zoe Paleologa, discendente dell’ultimo imperatore bizantino, Costantino XI, riparata a Roma per scampare agli ottomani. E quando Gian Battista della Volpe, faccendiere veneto alla corte slava, disvelò il ritratto della nobildonna, probabilmente eseguito da Pietro Perugino, Ivan affidò ai posteri un languido “oh”.
Il matrimonio si celebrò per procura in Vaticano, in carne presso la moscovita Cattedrale della Dormizione. “Due Rome son cadute, Mosca è la terza, una quarta non vi sarà,” salmodiò tra gli incensi il monaco Filofej di Pskov.
Fin qui la storia leaderistica per come incontrata sui nostri (dimenticati) libri di testo. Sul campo, i regnanti non credevano il popolo avrebbe abbracciato l’afflato imperiale con superiore convincimento.
Acquiescente lo zar Alessio, nel 1666 il patriarca Nikon riformò la liturgia per aderire al rito bizantino ed estendere influenza sulle Chiese balcaniche e bulgare. Isus (Ісусъ), “Cristo”, andava pronunciato “Iisus”, con due “i” (Iисусъ). Il segno della croce da chiudere con tre dita anziché due.
Montò l’opposizione della gente. Sicuri di portare il verbo di Dio, i contrari s’appellarono vecchi credenti (staroobrjadcy) per confermare la tradizione. La nuova Roma non ammetteva esotismi.
Fu scisma intestino. Nel capolavoro di Vasilij Surikov, la boiarda Feodosija Morozova mostra le due dita ai gendarmi che la trascinano via.
Inizialmente perseguitati, molti si diedero alla macchia. E da lì divennero avanguardia nella colonizzazione dell’Estremo Oriente.
Prima in Siberia, poi in Alaska – ancora oggi la città di Homer, nel più settentrionale degli Stati americani, vanta una irriducibile comunità di vecchi credenti.
Dallo strappo alla suprema avanzata dell’impero. Da reietti a coloni. Riabilitati. Parabola tutta russa.
Nel XVIII secolo, Pietro il Grande pensò di trasformare la madrepatria in una potenza marittima, tecnologicamente avanzata. Nel 1703 inaugurò sul Mar Baltico una nuova capitale, battezzandola inizialmente Sint-Pietersburgh (Сантпитербурх), con dizione nederlandofona. Tradimento della Terza Roma, incardinata su Mosca.
Offesa, la maggioranza della popolazione non si lanciò sulle onde, non solo per terrore della natura. Il progetto di Pietro risultava fraudolento, colpevolmente europeo, da respingere senza esitazioni.
Altre rivolte avrebbero mosso dall’urgenza di ripristinare la Russia originaria, immune al brodo occidentalista o, peggio, orientalista.
Ancora naród, il popolo, e obščina, la comune delle terre coltivate, come Arcadia (pan)slava, da opporre al regnante di turno, ignobile usurpatore oppure rammollito dall’intelligenza con gli stranieri. O entrambi i reati.
Ivan Pavlovič Šatov, studente ne I demoni di Dostoevskij, trasmette il sentimento degli ultimi. Tutto ciò che conta.
Dopo aver descritto i russi come naród-bogonosets, “popolo teoforo”, è incalzato da Nikolaj Stavrogin, nobile smidollato e relativista. “Ma tu credi in Dio o no?” “Io credo nella Russia, nella sua ortodossia […] Sono convinto che la prossima volta il messia apparirà nel nostro paese,”31 si lancia fiero.
Altra distanza tra popolo e nobiltà, con il basso come sorgente della storia. Nel nucleo del messianismo locale vi è l’apoteosi della terra russa, zemlja (земля) in lingua, frutto dello stesso protoetimo dei nostri “humus” e “umano”.
Laggiù la nazione è irradiamento dell’universalismo. Resistente a ogni incantamento ideologico.
Pure di origine straniera, il comunismo calzò alla popolazione perché annullava le differenze religiose in nome dell’impero, virando la Russia nel mondo.32
Vladimir Il’ič Ul’janov, detto Lenin, fulminò i suoi. “Il bolscevismo è il potere sovietico più l’elettrificazione della nazione.” Fuori perifrasi: sopra il comunismo vi è Madre Russia. Nessuno proferì parola. Tranne Lev Trockij.
Forse per profondità ebraica, era persuaso l’universalismo trascendesse la Russia. Socialismo in un solo paese contro rivoluzione permanente, secondo la ridanciana sovrastruttura della politologia – sempre aliena alle cose del mondo. Fraintendimento che non poteva darsi. Lo espunse il georgiano russificato Iosif Vissarionovič Džugašvili, Stalin per attestato di sedicente virilità, che avviò Trockij alla morte. Chino sulla scrivania nell’esilio messicano di Coyoacán, alle spalle una carta della Mesoamerica, il 24 maggio 1940 l’eretico fu preso alla testa dal piccone del catalano Ramón Mercader del Río, agente di Mosca e cognato di Vittorio De Sica.
Dietro la tenda dell’universalismo, respirava forte la Russia. “Non ci illudiamo, i russi combattono per la patria, non per il comunismo,” confessò Stalin all’ambasciatore americano William Averell Harriman, sperso tra le ideologie.
Nel 1944 il nuovo inno sovietico, rimpiazzo dell’Internazionale, celebrava “la Grande Russia che saldò per sempre l’unione delle Repubbliche libere”. In Occidente avremmo continuato a credere marxista l’Unione Sovietica almeno per l’intero Novecento. Confortevolezze da misconoscenza dell’immensità russa.
La vittoria sulla Germania (e sul Giappone) nella Grande Guerra Patriottica riaccese il messianismo. Anche stavolta i figli dell’Orso s’erano sacrificati per il bene dell’ecumene, benché dimentichi degli altri sudditi dell’impero, specie ucraini, caduti al loro fianco.
“I russi sono l’unico popolo più messianico degli ebrei,”33 aggiunse Nikolaj Berdjaev. Piglio trasferito in tecnologia. Sei anni prima dell’Arpanet, il progetto del Pentagono che avrebbe procurato lo internet, nel 1963 i sovietici concepirono Ogas, rete di comunicazione interna al paese. Con ambizione maggiore. Non solo scambio di dati tra scienziati come nella versione americana. Trasferimento online dell’intera burocrazia statale, sfruttando il preesistente impianto telefonico e telegrafico.
Con il sogno di eliminare le monete cartacee, sostituite da valuta elettronica, almeno cinquant’anni prima dei bitcoin. “L’idea è ampliare la sfera dell’attività umana,”34 disvelò ai superiori Aleksandr Kharkevich, tra gli inventori della rete, con solito servigio da prestare al tutto.
Megalomania primordiale, inibita dalla mancanza di fondi e dalla competizione tra ministeri. Ogas non vide mai la luce, ma terrorizzò comunque gli americani che un decennio più tardi ne scoprirono il disegno. “I sovietici rischiano di possedere un vantaggio quasi irreparabile,”35 comunicò Arthur Schlesinger a John Kennedy.
Più che battere il nemico nel metaverso, al crepuscolo del Novecento i russi mollarono la briglia che tratteneva l’insieme. Estenuati dal mantenimento dell’impero, assaliti da statunitensi e cinesi in Afghanistan, sganciarono le province per non sprofondare. L’Unione Sovietica collassò d’improvviso. Nella trattazione politologica, aliena alla geopolitica umana, era “la fine delle ideologie”. Che bello essere noi.
Pochi compresero (comprendono) il rinculo tattico, il tentativo di sopravvivere in dimensione inferiore. Al solito rintracciabile tra gli umili più che nella mente degli zar, il sentimento russo non si fece gasoso. Rimase sotto la quotidianità.
Come l’ossessione per l’Ucraina. Secondo economicismo d’Occidente, cagionata da interesse materiale, da brama per le risorse locali, perfino dalle terre rare che rare non sono. Oppure da solitaria cupidigia di Putin.
Elemento da cogliere: i russi vogliono gli ucraini prima ancora del territorio. Come nella più criminale delle relazioni, valutano di loro proprietà gli abitanti di Galizia o Donbass, parenti sprovveduti da gestire con paternalismo e superiorità. Patologia che ogni russo confessa nell’intimità, pure senza ausilio d’acquavite. “Non riconosciamo la nazione ucraina, è semplice rivolo della nostra,” s’argomenta con convinzione.
Principio di conquista e sopruso sul cugino slavo. Con ulteriore livello di complessità. Quando gli ucraini (legittimamente) guardano altrove per affrancarsi dal giogo dell’Orso, i russi ne soffrono. Per davvero.
La voglia dei vicini di lasciarsi proteggere dagli americani, prima dai polacchi o dai tedeschi, è sentita come massimo tradimento a Mosca e oltre gli Urali.
“Come potete intendervi con il nostro peggior nemico?” Sindrome da abbandono cui si aggiunge il corredo tattico del luogo.
Sterminata spianata nell’altrettanto sterminato bassopiano sarmatico, nei secoli l’Ucraina ha consentito a Madre Russia di respingere preventivamente, o a babbo morto, gli attacchi provenienti (anzitutto) da Ovest. Lì sono stati annientati o condotti alla follia, svedesi, francesi, tedeschi, italiani, romeni, austriaci, mongoli, tatari. La terra di confine è assicurazione sulla vita. Con solito affondo messianico, che vuole i russi sacrificarsi per sé e per noi (ingrati).
“Dopo aver difeso l’umanità dai mongoli, da Napoleone e dai nazisti, torniamo a batterci contro il nazismo degli ucraini,” urla dal 2022 Vladimir Vladimirovič. “Siamo contro il satanismo, contro la devianza sessuale dei figli e dei nipoti di Kiev,”36 rincara, con aggancio al conservatorismo paracristiano, (nuova) missione imperiale. Per l’emozione generale.
Di qui il 77% d’approvazione per l’invasione dell’Ucraina.37 L’Operazione militare speciale come fusione di irrazionalità più geopolitica. Finora i successi tattici puntellano il Cremlino che spinse il pulsante rosso.
Ma la percolante sconfitta strategica potrebbe invertire la congiuntura. Con gravi rischi per la tenuta del paese. Il conflitto ucraino ha prodotto l’ampliamento della Nato, rafforzato il nazionalismo di Kiev, portato gli americani sull’uscio. Su tutto, ha trasferito i russi sulle ginocchia della Cina.
Collocazione urticante per la popolazione, oltre ogni infingimento. Lentamente sibilante nella coscienza generale, ancora velata dalla nebbia di guerra.
Il messianismo dei russi respinge l’Occidente ma disprezza di più l’Oriente. Il discrimine somatico si fa intollerabile per razzismo. Senza senso di colpa. Niente di peggio della trasformazione dell’Orso in paggio del Dragone. Pura orticaria per chi marchia i cinesi come “occhi stretti” (узкоглазый).
Nei secoli il terrore per il Levante rimase costante nelle pagine e nei pulpiti.
“Soltanto la Russia ha protetto sé e l’Occidente dai tatari, dalla minaccia proveniente da Oriente,”38 compose l’augusto Aleksandr Puškin, genere di conforto per il depresso Čaadaev. Nello stesso solco il teologo Vladimir Solov’ëv, certo che un’orda di popoli asiatici finirà per dominare il pianeta convogliando sulla terra l’Anticristo.
Aleksandr Blok invitò gli europei ad abbracciare la Rivoluzione bolscevica, altrimenti Mosca avrebbe smesso di proteggerli dagli orientali. “L’Occidente mangiato dai gialli.” Stesso sentimento di Nikita Krusciov, dopo la visita nella Repubblica Popolare. “L’atmosfera era tipicamente orientale. Tutti incredibilmente cortesi e accondiscendenti, mossi dall’ipocrisia della culturale locale. Ricordo d’essere rientrato a Mosca e aver detto ai miei compagni: lo scontro con la Cina sarà inevitabile.”
Nel 1975 Andrei Tarkovskij lasciò risuonare la sentenza di Puškin nel suo Zerkalo (“Specchio”). In campo largo gli scontri con le guardie di frontiera cinesi brandenti il libro rosso di Mao, avvenuti sei anni prima.39
Opera più significativa di altre perché imbrogliata e sbrogliata come flusso di coscienza, comprendente il passaggio decisivo della Guerra fredda. L’orrore per la Cina infilato nel subconscio. Niente di più reale del sogno.40
Dello stesso parere i russi attuali, condannati dagli eventi a sperare nel teorico accordo con gli americani. Questo il principale obiettivo del monologo in forma di intervista che nel febbraio 2024 Putin ha affidato al giornalista americano Tucker Carlson (vero cognome Boynton). Scatto da veterano della tattica altrui.
“L’Occidente teme molto più una Cina forte di una Russia forte perché noi abbiamo 150 milioni di abitanti, ma la Repubblica Popolare ne ha un miliardo e 500 milioni. E l’economia di Pechino cresce per grandi salti, oltre il 5% l’anno,”41 ha maneggiato.
Gli americani necessitano di dividere il campo nemico, ovvero staccare i russi dai cinesi, principali sfidanti per l’egemonia globale. E il capo del Cremlino si sbraccia per comunicare la manovra all’opinione pubblica d’Oltreoceano, contando sul favore di una significativa parte degli apparati washingtoniani, altrettanto certi sia indispensabile mostrare che il vecchio nemico è fatto di carne e ossa.
Iniziativa che nel 1985 fu di Sting, annunciante agli inglesi la provata natura umana dei russi. “Condividiamo la stessa biologia.”42
In sintesi l’obiettivo di Washington: parlare con i russi, per sottrarli al nocivo abbraccio del Dragone che già pretende la Manciuria siberiana e presto potrebbe reclamare la rotta artica. Alfiere narrativo della cantata apertura sarà chiunque si troverà alla Casa Bianca nei prossimi anni, incapace per assenza di mezzi di incidere davvero sul processo, gestito dagli apparati federali, specie Pentagono, dipartimento di Stato e Cia.
Tra il proposito di negoziato russo-americano e il suo compimento resta notevole lontananza, specie in merito alla guerra d’Ucraina. Bisognerà placare l’insoddisfazione di Kiev, impedire a polacchi e ungheresi di mangiarsi porzioni di territorio, rispettivamente Galizia e Transcarpazia, scongiurare la trasformazione delle cancellerie europee in elettroni liberi, alcune eccessivamente simpatetiche verso Mosca.
Più difficile ancora sarà raggiungere un compromesso.
Sfinito da un’anticamera lunga più di vent’anni, al trillare del campanello Putin non tratterebbe l’astio. Impugnerebbe una lunga lista di doglianze, fitta di umiliazioni: dal Kosovo ai colori delle rivoluzioni nel vicinato, fino alla sentenza obamiana che incardinò potenza regionale il paese più grande del mondo.
Pretenderebbe picchetti d’onore e battute di caccia nel Bois de Boulogne (senza cinghiali napoleonici). Poi consegnerebbe il menu operativo.
Neutralità dell’Ucraina, espulsione dei militari stranieri, fine delle sanzioni con ritorno delle esportazioni russe verso occidente, fissità del fronte militare, riconoscimento della Crimea russa. Forse troppo per gli Stati Uniti che pure vorrebbero chiudere la Cina in un carré di nemici: russi, indiani, giapponesi, vietnamiti, coreani, australiani. Dal 2014 la Cia ha costruito in Ucraina dodici basi.43 Difficile ordinare il “tutti a casa”.
I colloqui rischierebbero più volte di fermarsi, forse salterebbero per davvero.
Né basterebbe una conferenza ad hoc per risolvere l’impasse, con i russi fermi nella storia.
Perché, più antichi di Putin, immuni al nostro giudizio, i russi restano irriducibili. Insistono sui due continenti più rilevanti, senza accontentarsi di stare in casa a guardare in video come la California si racconta al mondo. Impossibili da trasformare per morte del dittatore in pubblica piazza o nel suo letto.
Né per scadimento demografico ampiamente in corso.
Secondo l’ente moscovita Rosstat, entro il 2045 la Federazione potrebbe precipitare a 138 milioni di abitanti, 8 in meno di oggi. Con un’età media di 44,6 anni, quasi l’Italia. Eppure non abbastanza per chi preferisce crepare di inedia anziché accettare l’insignificanza.
I russi sono russi. E noi non ne maneggiamo il destino.
Tanto vale abbandonare il conosciuto per sondare il cuore altrui. Come nei confronti dell’India, altra questione aperta e ingannevole.
25 Citato in D.M. Herszenhorn, For Putin foe Alexey Navalny, Ukraine has long been a volatile issue, “The Washington Post”, 27 ottobre 2023.
26 Cfr. Sondaggio di Fom, prima settimana di marzo 2024.
27 Cfr. La Russia non deve morire, “Domino”, n. 7, 2023.
28 Cfr. P. Caadaev, Lettere Filosofiche, 1826-1831.
29 Cfr. A. Blok, Sul campo di Kulikovo, 1908.
30 Cfr. A. Blok, Gli Sciti, 1918.
31 Cfr. F. Dostoevskij, I demoni (1873), Einaudi, Torino, edizione del 2014.
32 Cfr. D. Fabbri, Geopolitica umana, Gribaudo, Milano 2023.
33 Cfr. N. Berdjaev, The Russian Idea, Bles, New York 1947, p. 8.
34 Citato in B. Peters, How not to Network a Nation, Mit Press, Cambridge 2016.
35 Ivi.
36 Cfr. Signing of treaties on accession of Donetsk and Lugansk people’s republics and Zaporozhye and Kherson regions to Russia, President of Russia, en.kremlin.ru, 30 settembre 2022.
37 Cfr. N. Ostiller, Poll: 77% of Russians support war in Ukraine, “The Kiyiv Independent”, 7 febbraio 2024.
38 Cfr. A. Pushkin, Klevetnikam Rossii, ed. A. Saakiants, I, 317, 1962.
39 Cfr. Zerkalo (Зе́ркало) di A. Tarkovskij, Unione Sovietica 1975.
40 Cfr. La Russia davanti, “Domino”, n. 3, 2024.
41 Cfr. Interview to Tucker Carlson, President of Russia, 9 febbraio 2024.
42 Cfr. Sting, Russians in The Dream of the Blue Turtles, A&M 1985.
43 Cfr. A. Entous, M. Schwirtz, The Spy War: How the C.I.A. secretly helps Ukraine fight Putin, “The New York Times”, 25 febbraio 2024. “
Grazie Ros,
molto interessante!
Roberto,
per quello che so dei russi avendoli frequentati, non mi pare così.
Di sicuro non subiscono la guerra in Ucraina. O la subiscono considerandola colpa dell’Ucraina e pensando che Putin sia troppo morbido.
Ros,
citando Fabbri
“Anche se il fatto ci offende, gli esseri umani riconoscono facilmente la coltre che omette o emenda le informazioni. In ogni contesto.”
Farei un’eccezione per l’Italia di oggi.
La gente si fa ancora invischiare totalmente nella falsa dicotomia destra-sinistra, funzionale solo a non mettere in discussione tutto ciò che ci sta portando alla rovina.
Forse le ci vuole tempo: il gioco dev’essere in fase più avanzata.
Ma a quel punto sarà troppo tardi, temo.
“peccato solo che l’invasione per difendersi sia una carta già giocata all’infinito dai trolletti putinisti – e una cagata pazzesca”
Beh, la guerra preventiva non l’ha mica inventata Putin.
Si può interpretare legittimamente in modi anche opposti.
Grazzini all’opposto di Francesco.
Non c’è l’arbitro.
Nella fattispecie non è Francesco.
1) Francesco è l’arbiter mundi per sua propria decisione
2) la guerra preventiva è, come ben sai, una cagata pazzesca: figurati questa, basata su scuse degne di Trump
ciao
https://giubberossenews.it/2025/11/10/la-silicon-valley-sta-disertando/
Perché l’IA cinese in pochissimo tempo è diventata così attrattiva?
Sembra di capire perché i cinesi la applicano
in situazioni produttive e quindi riescono a farci profitti.
Noi naturalmente coi cinesi abbiamo troncato ogni rapporto o quasi.
Chi è stato quello che è andato in Cina a fare lo sbruffone ed è stato gentilmente accompagnato alla porta?
O forse è stata una donna?
Boh!
Comunque complimenti. Grande lungimiranza.
C’era di mezzo la via della Seta, che pare ci facesse schifo.
Roberto,
vengo a sapere ora che, mentre qualche anno fa il numeri di emigranti italiani fuori dall’Italia pareggiava più o meno quello di migranti stranieri in Italia, nel 2024 lo ha superato nettamente.
Cioè l’Italia è una terra di emigrazione più che di immigrazione.
La cosa non mi stupisce: già i migranti in gran parte passano per l’Italia ma vogliono vivere in altri paesi europei.
Siamo economicamente fermi da circa 30 anni sul parametro più importante, la produttività del lavoro. Col tempo. tutto il resto segue e va in rovina.
Ciao
Perché siamo legati all’Europa, che è un cadavere in avanzato stato di decomposizione.
Illuso.
Il cadavere siamo noi, non (solo) gli altri.
Concordo con te sul fatto che l’Occidente stia tirando le cuoia e che nel farlo tiri fuori schifezze immani e disumane – tipo le idee uocche o l’ammirazione totale per i ricchissimi.
Discordo violentemente nel giudizio che questo sia stato “l’essenza” dell’Occidente da sempre.
Ciao
Certo, noi siamo l’anello debole: stando attaccati al malato ci danneggiamo per primi e di più.
peucezio
“Cioè l’Italia è una terra di emigrazione più che di immigrazione.”
non mi stupisce per niente viste le condizioni squallide del mercato del lavoro in italia…
immagino comunque che la stragrandissima maggioranza sia emigrata in altri stati dell’UE o negli Stati uniti
PS piccola precauzione quando leggi i dati sull’emigrazione: nel gennaio 2023 è entrata in vigore una legge che stabilisce delle sanzioni per chi è residente all’estero e non si iscrive all’AIRE, quindi i dati degli ultimi due anni sono sicuramente un po’ sballati perché c’era un sacco di gente che viveva all’estero da anni senza essersi mai iscritta all’AIRE e lo ha fatto solo dopo l’entrata in vigore delle sanzioni
non cambia molto credo alla costatazione di base, italia terra di emigrazione, ma quando leggi titoloni “50% di emigrati in più rispetto all’anno scorso” devi tenere presente questa cosa
x Andrea
>>>> un capitalismo senza colonie non è mai nato.
tranne che in Germania, USA, Giappone, Corea del Sud, naturalmente.
Giusto?
PS e non mi tirare fuori le Filippine e il Camerun, dato il loro peso nullo nello sviluppo del capitalismo in madrepatria!
@ francesco
“Germania, USA, Giappone, Corea del Sud”
Gli USA avevano il ‘giardino di casa’. La dottrina Monroe è tornata utile.
In Giappone e Corea del Sud il capitalismo non è nato, ce l’hanno portato gli USA.
Non è nato neanche in Germania: l’hanno copiato dagli Inglesi, come tutti gli altri Europei, insieme con la Rivoluzione Industriale.
Ciao!
Andrea Di Vita
Il Capitalismo in senso finanziario viene fatto risalire al Monte dei Paschi di Siena, quando l’ Interesse del Prestito smise di essere Cristianamente una “Roba da Ebrei” … in tal (!) senso, esso Capitalismo Finanziario ancora non esiste nei Paesi a Regime Islamico.
Per Moi
“Il Capitalismo in senso finanziario viene fatto risalire al Monte dei Paschi di Siena,”
infatti, mi piacerebbe approfondire questo aspetto toscano.
Al volo, e magari sbagliando…
è certo in Toscana che parte tutto…
ma in Toscana c’è tutta l’ambiguità dell’usura (il Monte dei Paschi nasce per contrastare l’usura, i Medici gestiscono l’usura dei Papi che condannano l’usura)…
L’usura porta alla virtualizzazione, che è ancora impossibile in una cultura in cui la ricchezza è legata a una persona specifica, che deve comunque essere generosa, altrimenti perde di prestigio. Ecco che l’usura dei Medici si trasforma nelle cose incredibili che i Medici hanno donato al mondo. Perché Firenze è una città gelosa, pettegola, dove il capitale ultimo è il rispetto che gli altri hanno di te, e non l’astratta cifra di soldi che hai nel Banco.
“Il Capitalismo in senso finanziario viene fatto risalire al Monte dei Paschi di Siena, quando l’ Interesse del Prestito smise di essere Cristianamente una “Roba da Ebrei””
Immagino che chi ha proposto queste curiose riflessioni non sia un medievista.
Andrea
non scrivere corbellerie tanto per scrivere! Il capitalismo USA è nato prima del dominio USA sul resto del continente e sfruttando risorse interne. Il capitalismo giapponese è quello che ha permesso al Giappone di invadere i vicini e poi combattere la 2GM. Il capitalismo coreano è nato, in forme abbastanza specifiche, grazie alle scelte politiche dei governi locali e senza colonie. Idem in Germania.
Vogliamo discutere del fatto che senza colonie e traffico di schiavi il capitalismo industriale inglese non sarebbe nato? prego, mica sono uno storico da poterlo negare o affermare. Anche fosse dimostrato, resterebbe che gli inglesi rubando hanno fatto la rivoluzione industriale, il resto del mondo ha fatto piramidi di teschi.
Ciao
Gli USA sono nati con la conquista delle risorse delle “terre vergini” di un continente. E, man mano che crescevano, di pari passo cresceva l’area di drenaggio delle risorse.
sì ma era DENTRO il perimetro della madrepatria, non una colonia da sfruttare.
non è una differenza decisiva?
Ciao
Mmm no, in realtà la “madrepatria ” era a est degli Appalachi e ci doveva pure rimanere in base agli accordi presi
(Ma i confini sono sacri solo in Ucraina, si sa 😉 )
Il resto se lo sono presi.
@ francesco
“corbellerie”
Ho scritto che senza colonie non nasce capitalismo
E difatti gli USA, colonia Inglese, ne importano il capitalismo. Che hanno portato nel resto dell’Asia quando l’hanno sconfitto e/o sottoposto a colonialismo economico (la Shanghai del Bund).
(A meno che tu non consideri l’autocrazia industrializzata del Giappone di Shimonoseki ‘capitalismo’).
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
quindi non intendevi dire “senza colonie da sfruttare estraendone materie prime e beni senza pagarli”?
Perchè allora la tua tesi non ha nessun senso economico che io riesca a cogliere.
Assolutamente sì. Non è che puoi far iniziare il capitalismo dall’arrivo degli USA giusto perchè ti piace. Molte imprese moderne sono nate in Giappone ben prima del 1945.
Ciao
Per Francesco
“>>>> un capitalismo senza colonie non è mai nato.
tranne che in Germania, USA, Giappone, Corea del Sud, naturalmente.”
La Germania ha fatto due guerre mondiali per farsi le colonie a est, e sta andando vicino a una terza.
Il Giappone ha una discreta storia coloniale.
Gli USA hanno colonizzato mezzo continente e poi due terzi del mondo.
Corea del Sud… forse qui hai ragione, dovrei approfondire…
No.
La Germania ha avuto tutto il suo sviluppo capitalistico senza colonie. Ha disperatamente cercato di farsi delle colonie perchè era il senso comune dell’epoca ma senza nessun vantaggio.
Il Giappone ha iniziato la sua espansione coloniale dopo aver realizzato il suo sviluppo industriale e capitalistico.
Gli USA hanno invaso mezzo continente ma non mi pare che sia lo stesso che avere delle colonie, giusto? Il Texas e la California erano parte degli USA, non colonie da depredare.
Per questo mi pare molto discutibile sostenere che lo sviluppo dell’Occidente sia dipeso dall’avere territori sottomessi a cui sottrarre risorse. E’ vero probabilmente per la Gran Bretagna ma, ai tempi della mia università, mi dissero che gli storici litigavano sul saldo tra investimenti inglesi oltremare e prelievi dagli stessi territori.
Ciao
Per Francesco
“La Germania ha avuto tutto il suo sviluppo capitalistico senza colonie. Ha disperatamente cercato di farsi delle colonie perchè era il senso comune dell’epoca ma senza nessun vantaggio.”
Il problema sta nella parola “colonia” che significa sia “colonia” in senso romano (insediamento dei “nostri connazionali” in luoghi lontani); sia territori politicamente assoggettati; sia territori da cui si estraggono comunque risorse.
La Germania, paese tecnologicamente avanzatissimo ma privo di risorse proprie (a parte un po’ di carbone), ha dovuto costruire la sua potenza estraendo risorse dall’Europa orientale, con le buone e qualche volta con le cattive. Poi oggi non ha una sovrabbondante popolazione di ragazzi secondogeniti da mandare a colonizzare le pianure russe.
La Germania, a mia memoria, aveva sia il carbone sia il minerale di ferro. E i chimici per sintetizzare tutto il resto, comprando i componenti dove serviva. Mi permetto di ribadire che comprare è un modo legittimo di “estrarre risorse”, a differenza del colonizzare.
Per questo non mi pare che abbia dovuto estrarre risorse dall’Europa orientale.
Puoi essere più specifico?
Grazie
Miguel
“Il problema sta nella parola “colonia” che significa sia “colonia” in senso romano (insediamento dei “nostri connazionali” in luoghi lontani); sia territori politicamente assoggettati; sia territori da cui si estraggono comunque risorse.”
ancora una volta con sta storia della colonia…certo che il problema sta nell’uso della parola colonia che secondo te, andrea e peucezio può essere usata indifferentemente per descrive i rapporti “inghilterra-india” “belgio-congo” e “italia – USA”…adesso aggiungi pure “territori da cui si estraggono comunque risorse”, il che ci porta ovviamente a dire che il congo è una colonia cinese, visto che l’industria estrattiva mineraria congolese è quasi interamente in mano cinese
l’italiano è una lingua ricca, veder usare la stessa parola per descrivere situazioni così diverse mi fa piangere il cuore
Per roberto
“l’italiano è una lingua ricca, veder usare la stessa parola per descrivere situazioni così diverse mi fa piangere il cuore”
Sono d’accordo.
Seguendo l’uso anglosassone, io tendo a usare “colonia” quasi solo nel senso anticoromano, insediamento di coloni. Tipo italiani in Libia.
Per il resto probabilmente la definizione più funzionale è quella di “impero” con un “centro” e una “periferia”, che rende molto meglio il meccanismo (sia per l’Inghilterra che usava l’Irlanda come granaio che per la Cina che usa il Congo come miniera).
Anche a livello di grandi città, dove il “centro” scarica i suoi immondezzai, inceneritori, fabbriche inquinanti, aeroporti, depositi sulla “periferia” – non è necessariamente solo un meccanismo legato a sistemi statali.
Però è anche vero che si è parlato nell’Otto/Novecento di “colonialismo” anche in riferimento a fenomeni simili.
Roberto,
però, come già ti dissi, anche non saper distinguere fra uso tecnico-giuridico e uso metaforico e latamente politico significa ridurre le potenzialità della lingua a un letteralismo tecnico che la mortifica.
Peraltro lo status di alleato implica sovranità piena, mentre da noi le pressioni sono o erano fortissime, c’è stato Mattei, la strategia della tensione, Moro, i servizi segreti che rispondevano più agli americani che a noi. E negli ultimi anni i presidenti della Repubblica garanti dell’ordine americano anche a discapito dell’esecutivo e del Parlamento.
Non darei affatto per scontato che se un governo a un certo punto avesse scelto di uscire dalla nato, avrebbe potuto farlo così, liberamente.
“Il Giappone ha iniziato la sua espansione coloniale dopo aver realizzato il suo sviluppo industriale e capitalistico”
No, industrializzazione ed espansione coloniale giapponese sono andate di pari passo. Basta che vai su Wikipedia e guardi quando i giapponesi conquistarono Okinawa.
Ma si trattava di colonie strategiche, non di colonie funzionali al reperimento delle risorse necessarie per l’industrializzazione.
Un lascito della cultura militarista nipponica che preesisteva allo sviluppo “moderno”. E che sfruttava le risorse della modernità per realizzare obiettivi antichi.
No?
E’ così perché lo hai deciso tu, oppure hai qualche argomento a favore di questa distinzione?
Mi pare una idea ragionevole, dato che stiamo parlando del rapporto tra sviluppo capitalistico/industriale e colonie/cleptocrazia.
Non ti pare?
No, mi sembra che faccia a pugni con la realtà: industrializzazione del Meji e serie di campagne espansionistiche (inizia a Okinawa, prosegue in Cina, poi in Manciuria, ecc.) vanno di pari passi.
@Mauricius
sulle Ryukyu (Liuqiu in cinese) si può discettare, i nipponici avevano dei diritti…..forse “conquistare” non è il verbo più adatto ma “reincorporare” ci potrebbe stare
en passant, ciò avvenne poco dopo il trattato del 1875 (anno VIII Meiji) con l’Impero russo, che riconosceva al Giappone le Kurili [Stalin a Jalta “fregò” roosevelt e gli disse che gli Kurili erano state tradizionalmente russe :D] in cambio della sovranità imperiale russa su tutta l’isola di Sakhalin…
a Portsmouth (5 settembre 1905 v.s) il Giappone otterrà Sakhalin meridionale che il Cremlino si ripapperà nel 1945-insieme alle Kurili stavolta
Shimonoseki (17 aprile 1895/17.IV.28 Meiji) è importante…
io prima della Manciuria (1931) ci metterei la Corea (1905/1907/1910)
per il resto d’accordo con te
@ francesco
“dipeso”
Le colonie sono state condizione necessaria ma non sufficiente per la nascita del capitalismo.
Spagna e Portogallo avevano tante colonie, ma non vi è nato il capitalismo. Aggiungiamo pure l’Impero Ottomano, Austriaco e Russo, stiracchiando l’idea di ‘colonia’.
Svezia e Stati Italiani e Tedeschi? No colonie, no party.
Inghilterra, Francia, Province Unite: colonie e nascita del capitalismo.
E non ho neanche citato il ‘giardino di casa’ degli USA.
Ciao!
Andrea Di Vita
1) il giardino di casa USA non è una colonia, è una no go zone per poteri europei. mi paiono due cose diverse.
2) capitalismo svizzero? capitalismo tedesco e italiano? non ne hai mai sentito parlare?
3) dovremmo far chiarezza su quello di cui stiamo parlando: io, seguendo Marx, metto insieme capitalismo e industrializzazione, anche perchè mi pare si parlasse di risorse naturali sottratte alle colonie.
altrimenti io non capisco di cosa parliamo.
Ciao
@ francesco
“svizzero”
1. Vabbè, lasciamo perdere i non ne usciamo più.
2. Aridaje. Il capitalismo mica nasce in Svizzera, Germania e Italia. Vi è importato da Inghilterra , Olanda e Francia, potenze coloniali.
3. Io seguo Marx: capitalista è il padrone delle macchine che reinveste il plusvalore del lavoro operaio in sempre nuove macchine. L’accumulazione di capitale originaria che ha innescato la spirale capitalistica Inglese è stata data sì anche dalle enclosures, ma anche dai profitti della Compagnia delle Indie che distrusse la manifattura tessile locale per importare nell’immenso subcontinente i manufatti dei telai Inglesi. In Francia gli immensi investimenti militari napoleonici, che hanno spinto l’industria pesante sino stati resi possibili anche dai profitti dello zucchero della Martinique e dintorni. In Olanda e Belgio sono stati decisivi i profitti delle colonie Indonesia e Congo rispettivamente. Le miniere di carbone Vallone sono contemporanee allo Stato Libero, ai relativi profitti del caucciù e agli orrori connessi. In Spagna le prime industrie le impiantano gli Inglesi nelle Asturie; paesi satelliti dell’Economia Inglese sono Napoli (per lo zolfo Siciliano), Toscana (per il mercurio dell’Amiata) e Argentina (per la carne). La Germania è il Piemonte si industrializzano per armarsi in funzione anti Francese e antiAustriaca. Ma la Genova Sabauda le prime industrie vere e proprie le vede cogli imprenditori Inglesi che prendono i soldi dei Savoia e si divertono a giocare a cricket (il Genoa…). La Russia le prime acciaierie le vede fondare dagli Inglesi nel Donbass; Bakhmut la fondò un Inglese.
Ma senza la Compagnia delle Indie e la Martinique saremmo ancora a quel filosofo taoista che venti secoli fa discettava con un collega Confuciano su quanto pericoloso fosse per lo ‘spirito umano’ un mulino per la canalizzazione (sì, in Cina ce l’avevano duemila anni fa. Ma non c’era l’accumulazione originaria data dalle colonie…)
Ciao!
Andrea Di Vita
Tesi finalmente esposta in modo comprensibile anche a me ma molto poco convincente dal punto di vista economico.
Un conto è una condizione necessaria, un conto un semplice accidente.
Ciao
@ MIGUEL
ICCHÉ si dice in Oltrarno di Mia Bintou Diop ? …. Va be’, sarà un Contentino Simbolico del Potere, ma intanto è donna e nera.😉
Per Moi
“CCHÉ si dice in Oltrarno di Mia Bintou Diop ? ”
🙂
Ne scopro l’esistenza adesso: essendo livornese, non l’avevo mai incrociata prima. Qui la nostra Donna Nera è Antonella Bundu, già Signora Pelù!
Per Moi
“sarà un Contentino Simbolico del Potere”
Sicuramente non le daranno assessorati attinenti agli appalti pubblici 🙂
Più che altro personalmente mi sorprende ch’è davvero giovanissima:
23 anni !
vero!
è nera e femmina, credo che sia quello che conta agli occhi di chi la ha cooptata.
Da quel che ho capito è etero … ma “Ally” delə LGBTSPQR
etero? è proprio vero che nessun* è perfett*!
😀
Da quel che ho capito sì, cmq visto che con la Shelly 🙂 a sparare Wokate 🙂 belle grosse si viene premiati/e/ə
https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/mahmoud-sotto-attacco-chieda-scusa-ai-docenti/ar-AA1PYglP?ocid=BingNewsVerp
Marwa Mahmood VS l’ Approccio Coloniale della Scuola Italiana Faßista 😉
Ho “trovato fuori” pure “Labronica” [sic] come sinonimo più dotto di “Livornese” … non lo avevo mai incontrato prima !
si usava, Moi…..
fino ai primissimi ’50 era anzi abbastanza comune “città labronica”, “i labronici” (per il Livorno calcio), “antifascismo labronico” ecc
confermo, “i labronici” sono sempre stati quelli del livorno calcio!
al punto che chi seguiva il calcio pensava che “livornese” fosse sbagliato e si dovesse dire “labronici”. Io che seguivo piuttosto il basket mi chiedevo perché i calciatori erano i labronici e i cestisti i livornesi
Sono anche i livornesi in generale, credo. Come quando dici “siculo” o “partenopeo” invece di “siciliano” o “napoletano”.
https://youtu.be/8HvKQZL-A1c?si=9oqE-4AqGfdasEGp
Beh, questa andrebbe studiata.
È la prova inconfutabile dell’esistenza della Sintropia.
… Ma GAZA non era in un Deserto ?!
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/15/gaza-tende-sfollati-allagate-notizie/8196796/
Gaza, l’inverno è arrivato: le tende degli sfollati finiscono sott’acqua per le forti piogge