Firenze, Florence

Ieri due eventi.

Uno,

Sono anni che vedo peruviani pedalare su biciclette, stracarichi di borsoni che contengono lenzuola delle case per affitti brevi, da cui i fiorentini sono stati sfrattati. Anzi, dove i prezzi sono diventati così alti, che nemmeno i poliziotti che hanno vinto un concorso possono permettersi di affittare casa qui, poi ci si lamenta del “degrado”.

I peruviani lavoreranno molte, molte ore, ma anche loro dovranno pure andare a dormire da qualche parte…

Ecco che nascono le occupazioni di luoghi abbandonati, dove le mafie etniche con il coltello estorcono ai loro stessi disgraziati… e dove il 10 giugno di due anni fa è scomparsa la bambina Kata, in chissà quale giro di ricatti.

Ieri, per la prima volta, i peruviani sono usciti dalle tenebre, e hanno rivendicato il diritto di esistere: SOMOS LIMPIADORES, NO SOMOS BASURA, siamo pulitori non siamo rifiuti!

Lo stesso giorno, la sera…

c’è stato un Consiglio di Quartiere aperto.

Il nostro Quartiere, sostanzialmente il centro storico di Firenze più qualche aggiunta, ha un potere del tutto teorico (soldi zero), e consiglieri pagati 30 euro di indennizzo per partecipare alle riunioni.

Se 100 cittadini chiedono un consiglio di quartiere “aperto”, si deve fare una riunione dove tutti possono intervenire. E così l’altra sera abbiamo riempito la sala delle Leopoldine con un centinaio di cittadini.

Il mio è stato il secondo intervento, che riassumo qui con qualche modifica per i non fiorentini.

Il Centro Storico affascina perché è un luogo in cui una comunità di cittadini attivi – come si direbbe oggi – ha realizzato un miracolo, Firenze.

Questo ha trasformato Firenze in quell’oggetto di fantasia che possiamo chiamare Florence.

Questa aureola, ha permesso di evitare a Firenze la fine che tanti urbanisti a fine Ottocento/inizio Novecento sognavano. Pensiamo alla scrittrice Vernon Lee che ha salvato dal risanamento una vasta area del nostro rione, e non è ricordata nemmeno con una lapide.

Ma questa Florence è anche diventata una merce da speculazione, che sta sbancando Costa San Giorgio, trasformando La Calza in un albergo e il Teatro Comunale in un cubone.

Le gru al lavoro per costruire una megapiscina a Costa San Giorgio, detta “Le Rovinate” perché già i Medici avevano detto che queste zone erano troppo fragili da toccare

In tante parti di Firenze, si combatte e si resiste.

Al posto dell’ex-Teatro Comunale, in pienissimo centro storico di Firenze, la multinazionale Hines ha eretto quello che noi chiamiamo il “Cubone“. Che non ospiterà né infermieri, né poliziotti.

Noi proveniamo dall’esperienza locale, quando al Nidiaci/Ardiglione, uno speculatore ha cacciato i bambini dalla ludoteca, per farci appartamenti di lusso. Ci siamo ribellati come famiglie di tante provenienze, all’uscita di scuola – il bronzista fiorentino, la violinista americana, la cuoca filippina. E abbiamo conquistato per tutto il rione, uno spazio che da tredici anni permette alla comunità di fare vita insieme.

Un baluardo fortissimo contro ogni futura aggressione.

Da lì ci siamo accorti che concentrarsi solo sulle cose negative fa a volte dimenticare la vita stessa che stiamo cercando di difendere, che è la vita

di chi ha avuto la fortuna di nascere qui;

di chi ha scelto di vivere qui perché innamorato di Florence;

ma anche di tante persone che sono approdate qui per necessità di lavoro.

Ognuno di questi ruoli può avere un aspetto negativo –

il peruviano pagato in nero per pulire i B&B che nella sua miseria arricchisce la propria mafia, il pittore inglese che vive qui da trent’anni e non sa una parola d’italiano, ma il peggiore è l’indigeno che spaccia un terzo di calice di vino con selfie a cinque euro da una buchetta

Ma se riuscissimo invece a unirli, a difesa della vita della città?

Per questo proponiamo un progetto simbolico di alleanza tra Firenze e Florence.

Per diventare fiorentini fino a settant’anni fa, bisognava farsi cospargere di acqua nel Battistero, entrando per la Porta del Paradiso, e quest’anno cade il seicentesimo anniversario della commissione data al Ghiberti per fare proprio la Porta, lungo il percorso che unisce

il Sole che sorge da Oriente, sopra l’altare del Duomo… un breve spazio… una Porta con incise le storie fondanti della nostra esistenza… e poi il luogo verso Ovest dove le Acque trasformano il bambino – e tutti noi – in cittadini.

La storica Galleria Frilli ha costruito la Porta che vedete attualmente (l’originale è al Museo del Duomo). Ha messo a nostra disposizione un’altra copia, e 37 artisti di varie nazioni si sono cimentati nel creare opere – pittura e scultura – ispirate ai dieci pannelli della Porta.

Per la mostra, il Comune ci ha concesso dal 2 all’11 novembre, la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio.

Stamattina, a montare la mostra in Sala d’Arme

Invitiamo tutti a visitarla, tenendo presente che accanto al valore estetico delle opere, la vera idea è partire da qui per creare un’alleanza tra tutti coloro che si prendono cura della nostra città, e non la vedono solo come una vacca da mungere.

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4 risposte a Firenze, Florence

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Complimenti!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. habsburgicus scrive:

    in South Carolina, Florence è ben reale 😀

  3. maria heibel scrive:

    Miguel, sei una vera benedizione per Firenze.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Maria Heibel

      “Miguel, sei una vera benedizione per Firenze.”

      Grazie, so che non è vero ma mi piacciono i complimenti 🙂

      Ce la fai a venire un giorno alla mostra? Aperta dalle 11 alle 17 fino all’11 novembre. Oggi c’erano le splendide ragazze adette alla sicurezza (sapevano tutto e avevano anche grandi doti diplomatiche che non guasta) che mi dicevano che non avevano mai visto una folla simile a una mostra. Boh!

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