La crociata dei bambini

Henry Wadsworth Longfellow, primo americano a tradurre la Divina Commedia. Ogni tanto, a Santa Maria Novella, passo davanti alla lapide che ricorda il suo soggiorno qui da noi.

In fondo alla sua ultima opera, In the Harbor, c’è un poema incompleto, dedicato alla medievale Crociata dei Bambini.

Ora, colpisce come si ritorni sempre lì, nella Terra Santa che anche Dante mise al centro del mondo.

DANTE’S INFERNO, c1520. Woodcut from a Venetian edition of the Divine Comedy, c1520.

Che cos’è questo che leggo nella storia,
Pieno di meraviglia, pieno di mistero,
Difficile da comprendere?
È finzione, è verità?

Bambini nel fiore della giovinezza,
Cuore a cuore, mano nella mano,
Ignari di ciò che aiuta o danneggia,
Senza armatura, senza armi,
In viaggio verso la Terra Santa!

Chi risponderà o indovinerà?
Mai, da quando il mondo è stato creato
Una crociata così meravigliosa
È partita per la Palestina.

Mai, finché il mondo esisterà
Si ripeterà il passato;

Mai si vedrà di nuovo
Un esercito così, una banda così,
Sopra le montagne, sopra il mare,
In viaggio verso la Terra Santa.

Erano come una pioggia di fiori spazzati via
Dagli alberi da cui provenivano;

Come uno stormo di uccelli che vola
Attraverso il cielo solitario,
Senza possedere nulla,
Passarono in terre sconosciute,
Passarono per soffrire e morire.
Oh, la semplice fiducia infantile!

Oh, la fede che poteva credere
Ciò che i cavalieri della cristianità,
Armati e corazzati,
Non erano riusciti a ottenere
Con la loro prodezza,

Loro, i bambini, potevano e dovevano!
L’eremita, predicando
guerre sante a cavalieri e baroni,
non immaginava che le parole pronunciate nel suo insegnamento,
le sue suppliche, le sue implorazioni,
sarebbero state raccolte dalle mani dei bambini,
e che il bastone su cui si appoggiava
fiorisse come il bastone di Aronne.

Come il vento estivo solleva
Le innumerevoli foglie
Nel seno di un bosco,
Non come foglie separate, ma ammassate
Tutte insieme dal soffio,
Così, nel bene o nel male,
Il suo respiro irresistibile sollevò
Tutta in una volta la moltitudine dalle molte foglie
E dai molti pensieri.

Nel tumulto dell’aria
I rami oscillano con tutti i nidi
Cullati sulle loro creste ondeggianti;

Per il fervore della sua preghiera
Cuori turbati erano ovunque
Sballottati e agitati nei petti umani.

Per almeno un secolo,
La sua voce profetica aveva cessato di parlare;

Ma l’aria era ancora riscaldata
Dalle sue parole e dalla sua volontà inquietanti,
Come dai fuochi nei boschi lontani,
Nell’autunno dell’anno,
Una febbre insolita aleggia
Nell’atmosfera afosa.

II

A Colonia le campane suonavano,
A Colonia le suore cantavano
Inni e cantici divini;
I monaci cantavano a voce alta nei loro stalli,
E le strade affollate erano rumorose
Delle voci della folla;–

Sotto le mura della città
Il fiume Reno scorreva silenzioso.

Da quelle porte, in quel giorno d’estate,
Vestiti con abiti di tela grigia,
Con la croce rossa sul petto,
Con gli occhi azzurri e i capelli dorati,
Partirono i giovani crociati;

Mentre sopra il gruppo devoto
Sventolavano stendardi consacrati,
Sventolavano molte bandiere e nastri,
E la croce sopra tutto il resto!

Cantando a bassa voce, umilmente, lentamente,
“Restituiteci, restituiteci il santo
Sepolcro del Redentore!”
Sulla vasta processione si affollavano,
Giovani e fanciulle…

III

Ah! Quale mano maestra potrà dipingere
Come proseguirono il loro cammino,
Come i giorni diventavano lunghi e tristi,
Come i loro piccoli piedi si stancavano,
Come i loro piccoli cuori si indebolivano!

Giorno dopo giorno, sempre più veloce
Scorrevano le acque del fiume verso casa; sempre
Più e più volte la sua corrente bianca
Si infrangeva e si disperdeva in spruzzi,
Finché il fiume che scorreva tranquillo
Si trasformò in un torrente di montagna,
Che scorreva impetuoso dal suo ghiacciaio verde
Attraverso voragini e burroni neri.

Come una fenice nel suo nido,
Il sole rosso bruciava a ovest,
Affondando in una nuvola cinerea;
A est, sopra la cresta

Della catena montuosa simile al mare,
Come una fenice dal suo sudario,
Il sole rosso tornò di nuovo.
Ora intorno a loro, bianche di neve,
Si chiudevano le cime delle montagne. Sotto,
A capofitto dal precipizio
Giù nell’abisso oscuro,
Si tuffava la cascata, bianca di schiuma;
E diceva, o sembrava dire:

“Oh tornate, finché potete,
Stupidi bambini, a casa vostra,
Lì c’è la Città Santa!”

Ma l’intrepido capo disse:

“Non vacillate, anche se i vostri piedi sanguinanti
Su questi sentieri scivolosi di nevischio
Si muovono solo dolorosamente e lentamente;
Altri piedi oltre ai vostri hanno sanguinato;
Altre lacrime oltre alle vostre sono state versate
Coraggio! Non perdete il cuore né la speranza;
Sul versante meridionale delle montagne
Giace Gerusalemme la Santa!”

Come una rosa bianca nel suo orgoglio,
Sballottata dal vento in estate
E staccata dal ramo,
e i suoi petali cadono a terra,
dal fianco della montagna lontana,
spargendo tutta la sua neve intorno,
con un suono misterioso e ovattato,
si staccò e cadde la valanga.

Voci, echi lontani e vicini,
il ruggito dei venti e delle acque che si mescolano,

la nebbia che si alza, le nuvole che incombono,
li riempirono di un senso di paura,

informe, senza nome, senza fine.

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523 risposte a La crociata dei bambini

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Non vale citare Longfellow senza citare ‘Mattatoio numero 5’ di Kurt Vonnegut, che sulla Crociata di Bambini scrive un testo molto, ma molto meno lirico dei bei versi dell’ottimo traduttore di Dante!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Mattatoio_n._5

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. mondo parallelo scrive:

    Mi sa che siano più o meno gli stessi che si incollano sulle tangenziali
    Solo che questa volta non sono più definiti gretini o cretini proprio, ma irresponsabili.

    Cosa siano poi la serietà e la responsabilità è
    tutto un programma.

  3. Stefano Borselli scrive:

    Carissimo Miguel, Non puoi citare impunemente Longfellow, che ho nel cuore da quando lessi Wittgenstein che faceva suo motto una strofa di The Builders

    In the elder days of Art,
    Builders wrought with greatest care
    Each minute and unseen part;
    For the Gods see everywhere.

    Mentre, molti anni dopo, ho letto l’amato Wodehouse che riprendeva non so quante volte da The Theologian’s Tale; Elizabeth,

    Ships that pass in the night, and speak each other in passing,
    Only a signal shown and a distant voice in the darkness;
    So on the ocean of life we pass and speak one another,
    Only a look and a voice, then darkness again and a silence.

    Navi che passano nella notte e si salutano passando
    Solo un segnale e una voce lontana nell’oscurità;
    Così sull’oceano della vita passiamo e ci parliamo,
    Solo uno sguardo e una voce, poi ancora oscurità e silenzio.

  4. PinoMamet scrive:

    Per la serie “Crociate e Contro Crociate” segnalo l’iniziativa della Blue Flotilla, cioè imbarcazione private israeliane che dovrebbero frapporsi a quelle della “Sumud Flotilla” per impedire di varcare il blocco israeliano (“che è legittimo!”).

    Non hanno ancora capito bene il gioco- non hanno, come noi, duemila anni di Machiavelli-Andreotti- ma stanno cominciando 😉

    • Francesco scrive:

      così dimostrano quanto sono kattivi gli ebrei, però!

      mentre il tuo piano metterebbe ‘sti bimbiminkia nei guai: se persino Bibi non li considera, gli verrebbe il dubbio di essere solo quattro minchioni

      • mondo parallelo scrive:

        Se “Bibi” non li considera, riescono a portare gli aiuti alimentari. Ma ho idea che li considererà, purtroppo.
        Per questo dovrebbero accontentarsi di essersi dimostrati non indifferenti al genocidio in atto e fare retromarcia.
        Tra l’indifferenza e la non indifferenza c’è un abisso, nonostante la realtà generi spesso dei “fenomeni emergenti” sgradevoli.

    • PinoMamet scrive:

      “così dimostrano quanto sono kattivi gli ebrei, però!”

      infatti, perciò dico che stanno solo cominciando a capire il gioco;
      volontari civili- guidati da un’ex ostaggio donna- 10 punti;

      volontari civili guidati da un’ex ostaggio donna che porta il cibo agli ex rapitori: 1000 punti!

      Ci arriveranno, col tempo…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Stanno cominciando a capire che devono dimostrare che non è solo questione di Netanyahu: c’è un intero popolo dietro quel disegno genocida.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius tarvisii

        “intero”

        Esatto

        https://www.facebook.com/share/p/1BNbcm9JMR/

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Sì, beh, d’accordo, ma c’è qualcosa che continua a stupirmi.

        Mettiamo pure che gli israeliani, diciamo anche come popolo, abbiano il 90% di torto
        (non esiste chi ha il 100% di torto; lo sa ogni bravo sceneggiatore, e anche i non bravi)

        il fatto è che risulta praticamente impossibile, parlando con italiani (non so altri) far capire il 10% di ragioni.

        Cioè, tu le dici; e subito ti interrompono per ricordarti il 90% di torti, o per dire che “e allora invece i palestinesi…”

        la narrativa israeliana è completamente “cancellata”, come si usa dire adesso.
        Sarà di parte; è ovvio. Sarà deformata; sarà quella “dei più forti”.

        Ma nessuno la vuole ascoltare.

        Mentre quella dei palestinesi (che hanno ragione, secondo me- e lasciatemi il mio parere personale- diciamo al 50%) quella passa subito, senza bisogno di ulteriori esami e scrutini, anzi, se metti qualcosa in dubbio sei subito il cattivo.

        Ora, conoscendo israeliani (e anche ebrei italiani di passaggio in Israele) che sono sfuggiti a un attentato, in tempi recentissimi, per puro caso;

        che hanno avuto amici e parenti massacrati in attentati terroristici…

        (e se fossimo dal vivo, anziché su un blog, qui mi sareste già saltati sulla voce dicendomi “e ma allora i palestinesi, la Nakba, mio nonno in cariola…”
        invece qui dovete aspettare il commento successivo)

        conoscendo dunque persone così, e so che in Israele non sono poche, posso dire che un po’ capisco che non siano tanto ben disposti verso i palestinesi?

        Se ti ammazzano un famigliare, in genere, non sei ben disposto verso l’assassino.

        E i palestinesi ricambiano il sentimento, ci credete? Solo che “hanno ragione”, no?
        beati voi che sapete sempre chi ha torto e ragione.

        Io dico che se un ex ostaggio dei palestinesi dice che invece di sparare sulla flottiglia filo-palestinese bisogna scacciarla sventolando bandiere e suonando sirene, è già un mezzo miracolo.

        Io non sarei così accondiscendente, se fossi stato preso in ostaggio.

        Per il miracolo completo (“diamo da mangiare ai miei poveri sequestratori”) ci vorrebbe un santo.
        O un furbissimo.

        Mi sa che voi vi aspettate che gli israeliani divengano tutti santi, per farveli piacere.
        (Ai palestinesi no, non lo chiedete. Se dopo essere stati maltratti dagli israeliani fanno un po’ di terrorismo, beh, li scusate subito).

        Io mi limito a sognare che diventino furbi.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Il fatto è che siamo oltre torti e ragioni, nel senso che non stiamo proprio più parlando della questione israelo-palestinese. Che, come ogni questione, non può che risolversi con un compromesso.

          Qua stiamo parlando di uno dei due litiganti che ha deciso di sbarazzarsi della popolazione di Gaza. E lo dichiara apertamente.

        • PinoMamet scrive:

          “Il fatto è che siamo oltre torti e ragioni”

          no, non siamo oltre torti e ragioni.

          oltre al giusto e allo sbagliato c’è una bella poesia di Rumi, ma credimi, sei molto, molto, molto al di qua di essa 😉

          Ci sono torti e ragioni nel conflitto israeliano-palestinese.
          E possono, e devono essere analizzate bene.

          Tu , e non la Verità incarnata, hai già deciso a priori che la ragione è tutta da una parte.

          Io, per aver osato scrivere che forse Israele non ha 100 per cento torto, ma magari solo il 90%, sono stato etichettato nientemeno che “suprematista ebraico”…

          ma davvero, come, come fate a essere così convinti?

          Un dubbio, ce lo avete mai?

          • Francesco scrive:

            Colpa della laicità, per me. Se uno perde Dio, non riesce a reggere all’idea di poter avere torto.

            A parte quello, accendo un cero al piano di Trump, il più improbabile dei salvatori della situazione che abbia mai visto!

            Ciao

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “il fatto è che risulta praticamente impossibile, parlando con italiani (non so altri) far capire il 10% di ragioni.

          Cioè, tu le dici; e subito ti interrompono per ricordarti il 90% di torti, o per dire che “e allora invece i palestinesi…”

          Prescindendo dal fatto specifico, hai detto una verità di un’enorme importanza.

          Grazie!

      • PinoMamet scrive:

        “: c’è un intero popolo dietro quel disegno genocida.”

        Mi permetto anche:

        la Flottiglia non sfamerà Gaza. Lo sai tu, lo so io, lo sanno i gazani, e lo sanno anche i partecipanti alla Flottiglia, che lo ripetono in tutte le interviste che ho letto e hanno ben chiaro che si tratta di un gesto dimostrativo.

        Chi li vuole cacciare non vuole necessariamente far morire di fame i palestinesi;
        non gli piace il gesto dimostrativo, che interpretano come sostegno ad Hamas.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “interpretano”

          Guarda, do quelli che fanno i picnic sulle terrazze di Sderot per guardare da lontano il macello mi interessa il giusto. Cioè tanto quanto mi interessa di quelli di una qualsiasi Zona d’Interesse.

          Il bersaglio della Flotilla non sono loro, non sono meritevoli di tanta attenzione.

          Il bersaglio della Flotilla è l’ipocrisia dei nostri governanti, la cui ignavia (causata dalla piaggeria verso gli USA, proprio
          come per il golpe di Majdan) è diventata infamia.

          Per intenderci: Smotrich sarà un criminale, ma Tajani manco quello.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Guarda, do quelli che fanno i picnic sulle terrazze di Sderot per guardare da lontano il macello mi interessa il giusto.”

          vabbè, e allora ti dirò che dei palestinesi che festeggiano la morte degli israeliani con balli, feste e distribuzione di dolci me ne frega zero proprio.

          Contento così?

          • il modulo del dissenso informato scrive:

            A me sembra perfettamente normale che si odino i propri nemici in generale , siano essi israeliani , palestinesi o chessoio, a maggior ragione poi se chi odia ha subito direttamente qualcosa da parte del proprio nemico.
            Non faccio neanche tanta fatica a capire il tuo suprematismo ebraico, cioè il tuo essere sionista.
            Intendo dire che in politica il sionismo è evidentemente suprematista, dato che rivendica diritti preferenziali/esclusivi per gli ebrei su di una terra abitata da altri, non è che c’è tanto da menare il torrone su sta cosa .
            Ma insomma , alla fin fine pensare che la propria tribù è qualcosa di speciale e che è un po’ più “uguale” delle altre mi sembra assolutamente normale.
            Non che mi piacciano i suprematismi, siano essi italiani ( tipo quando c’era lui , che a furia di tirarcela e di fare i guappi di cartone guarda come siamo andati a finire), ebraici, ariani e via andare, anzi direi che i suprematismi mi fanno abbastanza cagare, ma questa è una sensibilità mia che vale giusto il tempo di scrivere qui, non è che non ci dormo la notte.
            Tra l’altro , a differenza dell’Italia di quando c’era lui, come ho già scritto in passato vedo Israele ed il suo suprematismo piuttosto vincente,se non altro perchè chi lo subisce è debole ( non sto dicendo che è buono, sto facendo un’analisi dei rapporti di forza ) ,e per essere vincente ,visto come funziona la faccenda per questo genere di cose,non è che puoi fare la mammoletta, anzi devi fare l’esatto contrario della mammoletta (un massacro qua , una pulizia etnica là, ecc ), cosa che alla lunga stanca molti spettatori, per cui il tuo problema di trovare i tuoi interlocutori mediamente refrattari alle ragioni sioniste/israeliane mi sembra più che altro un problema tuo di volere , psicologicamente parlando, la botte piena e la moglie ubriaca.
            Per il resto, non farei troppo caso al solito teatrino politico che in questi tempi prevede qualche forma di apparente presa di distanza nei confronti di Israele.
            Tranquillo, Israele è il cavallo del sistema e non prevederei che venga seriamente ostacolato e men che meno abbandonato.

            • PinoMamet scrive:

              Io sono tranquillissimo, comunque a dire il vero sarei a favore della soluzione due popoli (ma ne ho trovata anche una migliore, tempo fa, che garantiva i due popoli, peccato che non possa comandare un giorno all’ONU, come quella vecchia canzone dei Gatti di Vicolo Miracoli).

              Sono sicuramente un suprematista della cultura italiana e della cittadina dove risiedo.

              • il modulo del dissenso informato scrive:

                Nel caso di cui stiamo parlando ,da molto tempo (certo non nel 48) l’ONU è per lo più un teatrino della politica mondiale, invece in questo momento più che mai il suprematismo ebraico/sionismo è un fatto della politica reale.
                Il suprematismo della cultura italiana e della tua cittadina sarà anche una buona battuta ma non c’entra con la politica.

              • PinoMamet scrive:

                Ho il sospetto che tu mi conosca molto poco…

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “così”

            Vedi, è proprio per questo che si sta rafforzando PURTROPPO l’antisemitismo.

            Non si può essere equidistanti quando una popolo appoggia il genocidio di un altro popolo.

            Non basta dire ‘ma Hamas vuole la distruzione di Israele’, perché la risposta ovvia è ‘lo credo bene, visto l’antefatto di questi decenni’ (sto riassumendo la posizione del segretario generale dell’ ONU, che non è un criminale nazista sfuggito al Mossad).

            Qui c’è un governo che sta commettendo un genocidio, un popolo che in larga misura lo appoggia, e un popolo massacrato.

            Non si può fare gli ignavi e non prendere posizione.

            O ha ragione Hamas o ha ragione Smotrich.

            Tertium non datur.

            Io sto con Hamas contro Smotrich.

            E con me, credo, la maggior parte del genere umano.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              No, tertium datur. Datur sempre.

              Per il resto, riconfermi esattamente il mio commento: gli italiani, in genere, nella questione israelo-palestinese vogliono fortemente sentire una campana sola.

              Li fa stare bene.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Datur sempre”

                No.

                Non sulle cose fondamentali.

                Altrimenti davvero si diventa come gli ignavi di Dante.

                A scuola ci hanno detto e ripetuto che ciò che ha permesso la Shoah fu l’indifferenza di chi non stava né coi persecutori né coi perseguitati e che si faceva i fatti suoi.

                Ci hanno inzuppato di Anna Frank e di Primo Levi.

                E adesso si dovrebbe dire che “tertium datur”?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “A scuola ci hanno detto e ripetuto che ciò che ha permesso la Shoah fu l’indifferenza di chi non stava né coi persecutori né coi perseguitati e che si faceva i fatti suoi.

                Ci hanno inzuppato di Anna Frank e di Primo Levi.

                E adesso si dovrebbe dire che “tertium datur”?”

                Esattamente mentre stiamo “inzuppati” che è meraviglioso chi dice, “tertium datur”.

                Fosse anche per giustificare il ragazzo sognatore che ha dato la sua vita per il Terzo Reich, perché no? Riconoscere la sua piccola, fragile sognatrice umanità…

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                veramente basterebbe ricordarti cosa ha fatto Hamas e cosa vuole fare. Elementi che nella questione della Shoah sono del tutto assenti.

                A questo punto, il tentativo di creare uno scenario “persecutori-perseguitati” crolla come un castello di carte.

                E tutto il moralismo che ne segue con lui.

                PS sì, lo so che cerchi di sostenere la legittimità di ignorare Hamas. 🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “”Hamas”

                Aridaje.

                Ancora con la storiella che il genocidio sarebbe una forma di lotta al terrorismo.

                A parte il fatto che sull’efficacia di tale lotta si potrebbe discutere (dopo due anni di Gaza girano oggi nuovi filmati sui soldati IDF abbattuti dalla Resistenza)…

                …basterebbe ricordare che se anche Hamas fosse responsabile di mille volte le atrocità che Netanyahu le attribuisce (da che pulpito 😅) ciò COMUNQYE non giustifica un genocidio.

                Far morire di fame i bambini? “Innocenti li fe’ l’età novella” dice Dante dei figli del Conte Ugolino.

                Buttare bombe su un ospedale per colpire il nemico che si pensa esservisi rifugiato?
                Questo è certamente terrorismo

                E non ti azzardare a dire che non c’è un genocidio in corso.

                Ci sono i filmati Rai che in territorio Israeliano mostrano Ebrei che distruggono il cibo destinato a Gaza prendendolo a calci.

                Ci sono le inchieste di Ha’aretz.

                Ci sono le testimonianze di Medici Senza Frontiere, Oxfam, Emergency , Save the Children e Amnesty International.

                Ci sono le dichiarazioni di Smotrich (“vanno ammazzati tutti da piccoli, se seve un boia mi offro volontario”), Netanyahu (“Amaleciti”, Ben Gvir e simili.

                Chissenefrega di Hamas.

                C’è un genocidio in corso e tu ti preoccupi di giustificare chi lo commette.

                Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Non si può essere equidistanti quando una popolo appoggia il genocidio di un altro popolo.”

              Parto da premesse molto diverse.

              La prima è che io (e per estensione chi commenta su questo blog) conto zero.

              La seconda è che è assolutamente normale che le persone, anche persone perbene che quando moriranno andranno in paradiso perché sulle cose piccole che capivano davvero hanno fatto le scelte giuste, facciano scelte molto discutibili, basate su affetti e dolori personali, più che su grandi ragionamenti politici.

              Io non giudico i “sionisti”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “giudico”

                Ah, nemmeno io.

                La loro coscienza è affar loro (e dei loro Dei, se credenti).

                Sai che sono convinto della netta distinzione fra politica e morale.

                Sono convintissimo che fra i repubblichini ci fossero delle ottime persone, generose con tutti, ottimi padri di famiglia e amanti degli animali.

                Per questo è giusto abbatterli avendo cura di non farli soffrire.

                Perché i guai cominciano quando NON li si abbatte.

                Ricordo un episodio della scuola elementare, avrò avuto otto o nove anni. Il maestro era malato e una supplente cercava di sostituirlo. Era appena scoppiata l’ennesima strage di Palestinesi – una delle tante – e qualcuno aveva letto qualcosa sul giornale i visto qualcosa alla TV. Insomma, se ne parlava; caso strano, in quarta elementare, ma tant’è. La supplente ebbe l’idea intelligente di non rimuovere l’argomento, ma di invitarci a dire cosa ci veniva in mente. Punto’ il dito e induco’ proprio me. Ricordo benissimo, come se fosse ieri, che dissi: “Tutti parlano di pace. Ma non ci sarà nessuna pace.” “Perché?” chiede subito la supplente. “Perché è come quando due bambini devono fare la pipì e c’è un solo bagno. Finisce per forza che uno dei due se la farà addosso”. Tutti a ridere. Ma io ero serissimo. La supplente, visibilmente imbarazzata, disse: “OK… ma la prossima volta cerca di dirlo più pulitamente”. Fin da bambino non ho mai sopportato il wishful thinking, il volemose bene alla Veltroni. Mi è sempre parsa una presa per i fondelli.

                A volte mi prendo delle botte di estremista, di fanatico. Ma è solo che prediligo la chiarezza ad ogni altra virtù. Forse è per questo che ho studiato Fisica, e che mi piace la conclusione del Latino.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                rimane ai miei occhi un colossale problema: come scegli tra i due bambini?

                perchè qui la politica non ha nulla da dire

                PS ogni tua parola santifica ai miei occhi la DC di Venerata Memoria.

                Ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “che interpretano come sostegno ad Hamas”

          Ma certo: poiché, tra i tanti, anche Hamas non concorda con il progetto genocidario israeliano, allora se sei contrario la pensi come Hamas.
          Questa è la logica usata non solo da Israele, ma anche dai rappresentanti istituzionali dell’ebraismo italiano, che manifestano in ogni occasione il proprio sostegno politico attivo e incondizionato alla politica criminale del governo di Israele.

          • PinoMamet scrive:

            Mm mi sa che non sono d’accordo in niente, ma ho appena parcheggiato e ho un impegno, ci torno su dopo.

          • PinoMamet scrive:

            Per cominciare, chi sono i rappresentanti ufficiali dell’ebraismo italiano?

            Quand’è che hanno manifestato- a nome dell’intero ebraismo italiano?- sostegno attivo e addirittura incondizionato alle politiche israeliane?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              I vari Meghnagi e le varie Di Segni credo siano più che titolati a definirsi rappresentanti istituzionali delle comunità ebraiche. Lo Stato, almeno, li considera tali, dato che è al sistema di organizzazioni che rappresentano che versa l’otto per mille.
              Poi a me interessa limitatamente quanto le loro idee siano rappresentative dal punto di vista religioso: io sto parlando del piano politico, delle posizioni che delle associazioni assumono.

              E la difesa d’ufficio di Israele che hanno condotto è sempre stata ben oltre il confine del grottesco. La Di Segni è arrivata persono a sostenere che dire “Palestina lobera” significhi volere l’eliminazione degli ebrei (no, non sto inventando: “Qualcuno, anziché sostenere pari diritti per tutti, propaganda l’eliminazione di un popolo (“from the river to the sea” o “free Palestine”)” https://moked.it/blog/2025/06/06/ucei-la-mobilitazione-per-gaza-e-le-preoccupazioni-del-mondo-ebraico/ ).
              E anche il saltuario smarcarsi dal governo israeliano, visto che è sempre circondato da mille distinguo e da mille critiche ai critici, a moniti sul fatto che noialtri siamo tutti antisemiti e che alla fine giri tutto sempre attorno all’argomento della brutta figura internazionale (come se invece la condotta israeliana sarebbe stata ineccepibile qualora fosse stata accolta dal silenzio globale!), ecco, tutto questo fanno sembrare anche queste prese di posizione puramente paracule: voi non dovete azzardarvi a criticare Israele altrimenti siete antisemiti, ma in ogni caso – ehi, guardate! – siamo noi i primi a criticarlo, però anche Hamas, il 7 ottobre, se non vuoi esportare le armi o finanziare soggetti istituzionali israeliani o riconoscere la Palestina vuol dire che odi gli ebrei eccetera, eccetera, eccetera.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E prima che si dica che sono errori di comunicazione, no non lo sono: l’errore di comunicazione è un fallimento nel comunicare il proprio messaggio.
                Questi, invece, sono come il famigerato “Bergamo non si ferma” degli industriali bergamaschi: sono uscite conseguenti alla visione del mondo di chi se ne rende protagonista.

            • PinoMamet scrive:

              Non sono errori di comunicazione, sei tu che non hai capito un cazzo.

              Cordialmente.

              Ma mi chiedo come si possa dire che “Non ci riconosciamo in chi annuncia piani di svuotamento di Gaza dai suoi naturali abitanti, né in coloro – seppur isolati – che attaccano persone e beni nei villaggi della Cisgiordania. L’incitamento alla violenza è lontano da ogni morale ebraica£

              è un appoggio attivo e incondizionato alla politica di Netanyahu…

              quanto a Meghnagi, ha detto che il PD è pieno di antisemiti.

              Non so se sia condivisibile (credo che non la politica, ma la popolazione italiana sia piena di antisemiti che non sanno di esserlo, ma è un altro argomento)
              ma anche questo non è “sostegno attivo e incondizionato a Israele”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Non sono errori di comunicazione, sei tu che non hai capito un cazzo”

                Va bene. Ma per me sono tutte riprove queste.

              • PinoMamet scrive:

                Mi chiedo cosa non lo sia, per te.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se analizzi un comportamento collettivo (che può essere una folla che corre tutta in una direzione, oppure una linea politica tenuta da un gruppo), ogni nuova occorrenza del comportamento lo è.

              • PinoMamet scrive:

                Non voglio mettermi a discutere di come “non ci riconosciamo nei piani di Netanyahu” diventi nella tua testa “sostegno attivo e incondizionato a Netanyahu”…

                lasciamo perdere per carità di patria.

                Ma se vogliamo parlare di comportamenti collettivi, bene, sfondi una porta aperta, è proprio di quello che volevo parlare.

                E il comportamento collettivo degli italiani negli ultimi tempi è stato:

                – “i palestinesi hanno ragione qualunque cosa facciano”
                -“chiunque spenda anche mezza parola per Israele è un “sionista” (che vuol dire orco barbablù)”
                -“tutto quello che dice Israele è una balla”
                -“tutto quello che dicono i palestinesi è oro colato”
                -ogni tentativo di analisi è alto tradimento perché (lo scrivi tu) “siamo oltre torti e ragioni”, quindi mandiamo pure il cervello all’ammasso

                -se gli israeliani si incazzano con i terroristi palestinesi e godono a vederli morire sono criminali (e ci starebbe…), se i palestinesi si incazzano contro gli israeliani, li ammazzano, e godono a vederli morire “eh ma poverini vanno capiti”.

                a me sembra una psicosi collettiva, poi fate voi.

              • Peucezio scrive:

                Io però questa cosa della ragione ripartita proprio la trovo non convincente.

                Se un popolo stava per cavoli suoi a casa sua e non rompeva il cavolo a nessuno e tu lo vai a invadere, non importa su mandato di chi e con quale copertura giuridica (ovviamente unilaterale), lo cacci da lì, gli sottrai la terra e gli crei uno stato controllato da te in casa, quello ha ragione a prescindere, comunque reagisca.
                Anche perché non esistono limiti morali per chi difende la propria terra e la propria stessa sopravvivenza.

                E quando poi reagisci a tot morti facendone cento volte tanto, ancora una volta hai torto a prescindere: non ci sono percentuali o ragioni e torti da suddividere: hai torto e basta. Punto.

                Vorrei capire: oggi valutando l’Olocausto e in generale le politiche antisemite del III Reich, si usa il bilancino? Si fanno i distinguo? I “ma”? Eh, però anche gli ebrei…? Eh sì, ma non dimentichiamo che…?

                Qualcuno che abbia detto che le rivoluzioni marxiste nell’est Europa, con annessi gli orrori che sappiamo, o la concentrazione di ricchezza e potere finanziario nella Germania e nell’Occidente dell’epoca in qualche modo giustificano ciò che ha fatto Hitler?
                Qualcuno ha detto che, sì, insomma, Hitler ha un po’ esagerato, ma se, per dire, avessero sciolto l’Unione Sovietica (senza entrare nel merito di quanto fosse ebraica: per Hitler e i suoi lo era) o distribuito potere finanziario e banche ai gentili, Hitler avrebbe fermato l’Olocausto e che quindi, insomma, ha ecceduto, non va bene, ma non si parla mai della finanza ebraica o del bolscevismo, che sono la vera causa a monte?

                Chissà come mai nel linguaggio politico-mediatico di oggi tutto è radicale, non negoziabile, la democrazia è un valore assoluto e chi non è democratico è un reprobo e ha torto in ogni caso, Putin è criminale perché sì e così su tutto, avanti tabuizzando, etichettando il Bene metafisico e il Male metafisico, manicheisticamente, mentre in questo caso sentiamo questi mezzibusti in tv che ci spiegano che però c’è Hamas, che distinguono, eccepiscono, giustificano…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “quello ha ragione a prescindere”

                Esatto!

                È il grande non detto di tutto quello che cianciano di “due popoli due Stati” e di ‘terrorismo Palestinese” e di “diritto dello Stato di Israele ad esistere”.

                Si dà per scontato che i locali accettino di farsi derubare. Se no sono “terroristi”. E se ne giustifica il massacro.

                Va avanti così da ottant’anni. Cogli USA dietro ai sionisti e gli Europei dietro agli USA.

                Simul stabunt, simul cadent.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            “Questa è la logica usata non solo da Israele, ma anche dai rappresentanti istituzionali dell’ebraismo italiano”

            È la logica soprattutto dei dementi di destra filoisraeliani non ebrei, che sono infinitamente più ripugnanti degli ebrei sionisti, che almeno fanno il loro interesse, mentre questi sono moralmente abietti quanto stupidi (perché non si rendono conto che non trarranno nessun vantaggio dalla loro difesa di questi crimini).

            • Francesco scrive:

              Peucezio

              chiedo a te che potresti essere informato …

              è vero che negli anni Trenta gli USA fornirono all’URSS una fortissima collaborazione in termini di fabbriche e impianti, progettazione e formazione di personale tecnico? e chi avrebbe pagato detta collaborazione?

              è ben noto che negli anni Quaranta l’URSS aveva fabbriche e impianti tra i più grandi d’Europa, se non i più grandi. E che fu in grado di spostarne una parte decisiva a Oriente, nel bel mezzo dell’attacco tedesco.

              Ciao

              F o’ curioso

              • Peucezio scrive:

                Non ne ho idea.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “pagato”

                L’oro siberiano

                Ne parla Barmine, in “Uno che sopravvisse”.

                “Oriente”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Grazie! ipotizzavo potessero esserci dietro materie prime ma non ho mai letto nulla in merito.

                E non solo fornitori USA ma anche tedeschi!

                Ciao

  5. Andrea Di Vita scrive:

    @ rato Mamet

    “piacere”

    Magari tu avessi ragione.

    Agli occhi di buona metà del mondo – e per la prima volta anche in quella Occidentale
    – non è più questione di torti e ragioni. Non è più una situazione rimediabile con
    un trattato. (Anche perché lo Stato di
    Israele ha dimostrato di saper ben
    attaccare a tradimento i negoziatori).

    Mettiamo che domani Hamas accetti la tregua. Perde appare temente il potere per cederlo a una qualche autorità “neutrale” garantita da una persona autorevole 😆 come Tony Blair. Gli USA ricominciano a costruire gli alberghi a Gaza con manodopera locale sottopagato sotto la sorveglianza armata dell’IDF.

    Secondo te quanto dura?

    Nel frattempo a Teheran perfezionano gli ipersonici…

    Da un genocidio non si torna indietro. E un genocidio non portato a termine è sempre associata alla rovina di chi lo ha scatenato, dai Giovani Turchi ai nazisti ai khmer rossi ai capi tutsi del Ruanda.

    Io non temo per la fine di Israele.

    Temo per la vita che gli resta.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      In sintesi, anche se i numeri smentissero (come smentiscono) la tesi del genocidio, gli Ebrei sono pur sempre Ebrei e quindi è cosa buona e giusta sterminarli.

      Mi pari quello che finge di non capire cosa vuol dire “Palestina libera dal fiume al mare”.

      Spero, ardentemente, che il piano di Trump vi seppellisca definitivamente.

      PS il genocidio degli Armeni cosa avrebbe comportato per i Turchi?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “smentiscono”

        No, Francesco, non la smentiscono.

        “cosa buona e giusta sterminarli”

        Citami la frase dove avrei detto questo. Stai mentendo sapendo di mentire.

        “non capire”

        Fine dei massacri, ecco cosa vuol dire.

        “Trump”

        Il che non mi stupisce, visto che arrivi a ritenere santo un amichetto di Pinochet.

        “Turchi”

        Il genocidio incompiuto di solito lo fanno quelli che stanno per essere travolti, per disperazione. Netanyahu continua a uccidere perché se no perde il legittimo impedimento verso i suoi giudici. Il resto di Israele perché lo Stato di Israele nasce dall’ideologia sionista, che è intrinsecamente suprematista.

        Faccio a te la stessa domanda che ho fatto a Pino:

        anche se il piano Trump andasse in porto, secondo te quanto dura?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          1) i numeri li conosco e li so maneggiare. a oggi il genocidio sta nelle chiacchiere dei ministri israeliani, non sul campo.

          2) appena sotto! e non sto scherzando affatto

          3) fine dei massacri, di palestinesi. e inizio di quelli di ebrei, perchè qui sì che non ci sono terze opzioni. e vuoi fingere di credere allo stato bi-etnico a maggioranza araba di cui parlava Miguel?

          4) io non ritengo nulla, è la Chiesa Cattolica di Papa Francesco che lo ha riconosciuto Santo.

          5) senti, ammetti che ti sei sbagliato, non scrivere inutili cazzate. non è mica la fine del mondo!

          6) se il piano di Trump va in porto, a quel poco che ne so, dovrebbe durare almeno quanto la tregua in Corea. con ottime possibilità di diventare definitivo.

          a quel punto, infatti, la lotta armata palestinese diventa sia inutile, sia senza fondi.

          Ciao

          PS lo so che la definizione ufficiale di genocidio è così vaga e onnicomprensiva che ci starebbe benissimo pure l’Unità d’Italia. per questo non mi interessa usarla.

  6. mondo parallelo scrive:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/09/30/mosca-kiev-provochera-polonia-vuole-la-nato-in-guerra_994ca4de-7137-4308-a5ac-4bb97219985e.html

    Eh, tira una bruttissima aria…

    Tra l’altro….
    https://italy.news-pravda.com/world/2025/09/30/292054.html

    Facile per la Russia incenerire l’Europa, facile per gli USA tirarsi fuori al momento opportuno.
    Almeno fossero i popoli europei a volere questa assurda guerra sul loro territorio.
    Ma de che? Chi la vuole? E soprattutto, perché?

    • mondo parallelo scrive:
      • mondo parallelo scrive:

        https://italy.news-pravda.com/world/2025/10/01/292228.html

        Sono in atto i preparativi per la guerra all’Iran

        • mondo parallelo scrive:

          Ripensando ai gilet gialli
          E a come oramai vengono represse le manifestazioni

          La violenza della repressione fa sorgere delle domande. Come è possibile perdere l’occhio o l’uso della mano andando a manifestare?

          Un’arma controversa

          Una delle spiegazioni risiede nell’uso massiccio da parte delle forze dell’ordine di un’arma al centro della polemica: il lanceur de balle de défense (LBD) – un fucile con proiettili di gomma. Prodotto in Svizzera, e originariamente progettato per non uccidere o ferire pesantemente un bersaglio, quest’arma non smette di alimentare dibattiti. I suoi oppositori denunciano la sua pericolosità. Tra il 2004 e il 2013, si contavano già una trentina di feriti gravi a causa dei LBD. Come anche dall’inizio del movimento dei Gilet Gialli, nel novembre 2018.

          A gennaio, gli operarti sanitari hanno lanciato una petizione per una moratoria sull’uso dei LBD. Secondo Laurent Thines, neurochirurgo e capo servizio del CHRU di Besançon:

          Un projectile de type LBD4O, par exemple, lancé à plus de 90m/sec (324 km/h) a une force d’impact de 200 joules: c’est comme si on vous lâchait un parpaing de 20kg sur le visage ou la tête d’une hauteur de 1m !

          Un proiettile di tipo LBD40, ad esempio, lanciato a più di 90 m/sec (324 km/h) ha una forza d’impatto di 200 joules: è come se si lasciasse cadere un blocco di 20 kg sul viso o sulla testa da un’altezza di 1m !

          Basta.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mondo parallelo

      “perché?”

      Questa la so.

      Per non perdere la faccia.

      Leader Europei screditati dal proprio appiattimento sugli interessi del capitale finanziario con conseguentemente smantellamento dello Stato sociale si sono nascosti dopo la caduta del Muro dietro il dito di Washington. La quale, volendo stravincere, ha impedito la costruzione di una architettura comune di sicurezza Europea che includesse l’ex nemico Russo inducendo così gli ex satelliti dell’URSS a chiedere l’ingresso nella NATO, benignamente accordata loro dagli USA con lo scodinzolante assenso dei membri Europei dell’Alleanza.

      Quando la Russia ha smesso di farsi prendere in giro e ha reagito con le cattive prima alle sparate della Georgia poi al golpe di Majdan i leader Europei hanno cominciato ad abbaiare furiosi all’orso, sempre tenuti al guinzaglio di Washington.

      Dopo l’inizio dell’Operazione Speciale hanno immediatamente messo su delle sanzioni con cui rinunciavano al gas Russo a basso costo per farsi promettere dagli USA gas molto più caro (naturalmente non scontato per i vassalli…pardon, gli “alleati”). Hanno sostenuto a spada tratta i golpisti che per buona misura hanno pure distrutto il North Stream. E hanno promesso ai loro popoli che la loro strategia sarebbe stata vittoriosa e che la Russia sarebbe stata costretta a una ritirata ignominiosa e a scendere a patti.

      Quel che è peggio, hanno vergognosamente sputtanato come ‘putiniani’ tutti coloro che mostravano come anche per un nemico di Putin come loro ostentavano di essere quella adottata era una strategia comunque inefficace.

      Poi, quando a Washington è cambiato il padrone, i cagnolini si sono trovati abbandonati sul ciglio della strada.

      E come tutti i cagnolini abbandonati a tradimento non solo sono rimasti sulle loro posizioni aspettando che il padrone tornasse a prenderli, ma hanno ringhiato ancora più furiosamente di orina e sono subito corsi a leccare il cul… la mano del nuovo padrone che garantiva loro meno protezione e più dazi

      Adesso che paghiamo i dazi, paghiamo il gas rincarato e paghiamo le armi per i banderisti sempre allo stesso padrone (i cani hanno più dignità) se poi la guerra non scoppia questi nostri leader Europei che figura ci fanno?

      È ovvio che sia chi le busca (i banderisti) che ha interesse ad allargare il conflitto. E se il nuovo padrone fa spallucce l’unica è tirarci dentro i suoi cagnolini. Che non vedono l’ora di evitare lo sputtanamento di una Russia che li ignora perché non ha bisogno di provocarli per vincere.

      Se Putin attaccasser davvero per i nostri leader sarebbe manna dal cielo.

      E così leggiamo che “volano i droni”…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • mondo parallelo scrive:

        Se fosse solo per il gas rincarato…
        Io sono pro decrescita e post capitalismo.
        Il gas mi fa schifo. Porta sfiga.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ mondo parallelo

          “schifo”

          Ho l’età per ricordare la martellante pubblicità “il metano ti dà una mano” che accompagnò la metanizzazione d’Italia.

          Senza nucleare, è il metano che ci ha permesso di avere lo stesso livello di emissioni di CO2 pro capite della Polonia anche quando il nostro PIL era cinque volte più grande.

          Ho visto coi miei occhi la trasformazione di Pietrafitta (PG) da una sorta di ‘Coketown’ dickensiana a un piccolo paradiso naturalistico con agriturismi e riserve di itticoltura a seguito della trasformazione della locale centrale ENEL da carbone a metano.

          Il metano è sicuramente e di gran lunga il più pulito dei combustibili fossili, e dal punto di vista sua del trasporto sia della sicurezza d’uso è meglio a che dello stesso idrogeno.

          Ecco perché quando ho sentito Draghi scimmiottare il duce con l’infame domanda retorica ‘volete la pace o i condizionatori?’ prima ho pensato di aver capito male, poi che fosse impazzito… prima di accettare l’amara e ineludibile alternativa:
          o è un traditore venduto agli USA
          o è un cretino.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mondo parallelo scrive:

            https://lesakerfrancophone.fr/linsense-regime-de-sanctions-de-leurope-dont-moscou-et-pekin-nont-que-faire
            Qui ci sono i giri che fa il gas.
            Ma pure le terre rare portano sfiga
            Chiaro che qualcosa serve, ma in un sistema economico ridimensionato a come era negli anni 50′. Con le inevitabili migliorie garantite dal progresso.
            Altrimenti non vedo come si possa uscire dalla logica delle guerre per le ultime risorse.

            • Francesco scrive:

              prezzi altissimi? sempre meglio che guerreggiare

              Ciao

              • Puffo giardiniere scrive:

                Non ho mai trovato in giro una stima precisa. Non so neanche se sia possibile farla. Tipo consumi un ottavo di gas perché anziché riscaldare otto stanze ne riscaldi una sola (è un solo esempio), tipo anni 50′ Cosa succede al mercato del gas? Molti produttori di gas falliscono
                E quelli che restano? Vengono sovvenzionati, ipotizzo. E le riserve di gas? Durano di più, forse, ma non è detto.
                Dico così, un po’ fantasticando…
                Altrimenti guerre per il gas.
                Io lo so cosa preferisco

      • roberto scrive:

        andrea

        a chiamare l’invasione dell’ucraina “Operazione Speciale” con tanto di maiuscole siete rimasti solo tu, travaglio e lavrov…

        • Peucezio scrive:

          Vabbè, se ti appigli a questo…

          • roberto scrive:

            mi sembra un segnale molto indicativo

          • Francesco scrive:

            Peucezio

            siamo seri: Andrea ha scelto di schierarsi con Putin, arrivando addirittura ad adottarne il linguaggio, pure quando l’esito è il ridicolo

            non è che possiamo far finta di niente!

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Non ho capito perché l’ufficialità, il linguagio giuridico, rigoroso, non sostanziale ma formalista va bene solo se si tratta di paesi occidentali.

            • Peucezio scrive:

              Cioè quando si dice che siamo una colonia americana non va bene (mi riferisco a Roberto) perché saremmo alleati (più o meno quanto lo era il governo di Vichy con Hitler, solo che lì è durata meno) e bisogna attenersi alla lettera delle cose, mai capire cosa accade davvero, ma se si tratta dell’Operazione speciale guai a chiamarla così.
              Come se quella in Ucraina rientrasse nelle operazioni ordinarie di un esercito e come se il fatto che sia un’operazione speciale fosse incompatibile con l’essere un’invasione.
              Che poi è un’invasione quanto lo è stata quella italiana del Trentino Alto-Adige, di Trieste, dell’Istria, ecc.: irredentismo: mi prendo le terre di altri stati dove la gente parla la mia lingua e si sente della mia nazione.
              Si può anche chiamare invasione ma è un’invasione in casa propria o comunque “consensuale”, voluta dagli abitanti.

              • Peucezio scrive:

                Tranne, beninteso, nel caso dell’Alto Adige, che, come c’insegna il buon Miguel, è stata davvero un’invasione di una terra straniera, che dura tutt’ora.
                E ovviamente vale anche per i territori slavofoni dell’Istria, ecc.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “invasione”

                OAAP!

                I diritti dei popoli valgono solo se non si parla di Russi..

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “e bisogna attenersi alla lettera delle cose, mai capire cosa accade davvero, ”

                è esattamente il contrario!
                proprio perché mi piace capire cosa succede *davvero* a me piace utilizzare le parole per il loro senso proprio e nel loro contesto naturale

                quindi

                1. vedo cosa significa “colonia”.
                per esempio prendiamo dalla treccani il significato numero due che immagino sia l’unico applicabile e leggo
                “in età moderna, la colonia è il possedimento di uno Stato in un territorio lontano e abitato da popolazioni indigene, spesso economicamente svantaggiate, che non godono degli stessi diritti civili dei gruppi di persone che vengono dallo Stato dominante (le ex colonie britanniche; la conquista, lo sfruttamento delle colonie).
                https://www.treccani.it/vocabolario/colonia/#google_vignette

                2. vedo i rapporti tra italia e stati uniti e oggettivamente, cioè escludo dal discorso le percezioni soggettive, le ubbie politico-filosofiche, non c’è nulla di tutto ciò che è contenuto nella definizione di colonia

                3 dico che l’utilizzo del termine “colonia” per descrivere i rapporti fra italia e stati unito è sbagliato

                se poi tu vuoi porti su un piano diverso, non sul piano della *realtà*, ma quello della *tua* filosofia, della tua visione del mondo, della tua politica e usare “colonia” in senso figurato, immaginifico, ok, liberissimo…ma non credo proprio che tu usi colonia per capire “cosa accade davvero”, la usi per dirci cosa tu ne pensi

                stesso ragionamento per l’invasione dell’ucraina.
                avessero fatto un’operazione di un mese concentrandosi sul donbas, boh “operazione speciale” ci stava anche….sono lì da tre anni e hanno bombardato dappertutto, come la vuoi chiamare?

                infine fai la prova contraria.
                se usi il termine “colonia” per descrivere i rapporti fra italia e usa, cosa useresti per descrivere quelli fra impero britannico e india? colonia di nuovo? allora abbiamo una lingua così povera che usa la stessa parola per descrivere due fenomeni oggettivamente diversi? no dai, non può essere così! non mi dire che sei come quelle femministe che considerano che non c’è differenza fra molestie e stupro e chiamano tutto stupro, dalla mano sulle chiappe allo stupro vero e proprio!

              • roberto scrive:

                andrea

                “I diritti dei popoli valgono solo se non si parla di Russi..”

                per te ovviamente è il contrario, i diritti dei popoli non valgono se si parla dei russi

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                quella fra Italia e Stati Uniti è quantomeno una via di mezzo fra la colonia in senso letterale e l’alleanza fra pari.

                E comunque la situazione non mi sembra diversissima da quella della definizione Treccani.
                1) Non è un possedimento in senso strettamente giuridico, ma lo è in sostanza: decidono loro, non noi, e noi abbiamo sovranità limitata: si è visto in mille casi. Ci lasciano decidere sulla nostra politica interna, questo sì, ma anche lì entro certi limiti: pensa al caso Moro o alla fine che ha fatto Mattei.
                2) Il territorio è lontano.
                3) Indigeni siamo indigeni: mica in Italia abitano direttamente gli americani: ci abitiamo noi che sia autoctoni. Per inciso, non vedo in che senso, se gli abitanti fossero americani, non saremmo una colonia. Allora le 13 colonie inglesi in America non erano colonie, perché erano abitate da inglesi anziché da indiani americani? Ciò dimostra che anche la Treccani non è il Vangelo.
                4) L'”economicamente svantaggiato” c’è in parte: come qualità media della vita noi siamo messi meglio, come potenza economica loro sono molto più forti.
                5) Circa i diritti civili: non credo che gli USA estradino da noi cittadini americani, mentre il contrario accade; di che diritti hanno goduto le vittime del Chermis, che tu citasti tempo fa? È più semplice per un americano avere i documenti in regola per vivere e lavorare da noi che non viceversa (anche se anche da noi c’è una burocrazia seccante, non dico di no). Insomma, non è una situazione del tutto paritaria.

              • Francesco scrive:

                Desidero associarmi a roberto nel ribadire che in Ucraina è in corso la distruzione dei diritti del popolo ucraino a favore delle favole imperialistiche russe.

                Sia per i territori che Putin vuole annettersi, sia per il controllo che pretende su quello che resterebbe dell’Ucraina, sia per come ha organizzato gli “irredentisti” fin dal primo giorno.

                Sarebbe utile smettere di mentire.

                PS Peucezio, ti rilancio la provocazione di roberto: se avesse senso definire l’Italia una colonia USA, che termine dovremmo usare per quando la Libia era sotto l’Italia?

                Perchè a chiamarla “colonia” anche lei viene da ridere.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                siamo sempre lì.
                È evidente che una cosa è un’etichetta istituzionale, una cosa una definizione politica.

                E per inciso, tutta la retorica democraticista affibbia allegramente etichette politiche, non giuridico-istituzionali.

                Putin è stato eletto a soffragio universale diretto ed è legalmente presidente russo.
                Non esiste nella Federazione Russa la carica di dittatore, come c’era per esempio, sia pure a tempo, nell’antica Roma.

                Quindi la retorica della propaganda occidentale dice una cazzata sesquipedale.

        • Peucezio scrive:

          Per curiosità, quella in atto a Gaza da parte dell’esercito israeliano come la chiami?

          • roberto scrive:

            invasione

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “invasione”

              Siete rimasti giusto tu, Meloni e Trump a non chiamarla “genocidio”.

              Molto indicativo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “invasione”

              Poi ti lamenti perché ti attribuisco sempre la posizione peggiore immaginabile.

              • Lucia scrive:

                Ma non capisco, qui sembra che dire invasione sia l’equivalente a gorgheggiare “avanti così, Bibi!” con fare da cheerleader. A me sembra un termine giusto (e non esclude genocidio, anche se io di solito per parlare di Gaza dico massacro. Ma non per critica a chi dice genocidio, è che quest’ultimo è un termine tecnico e molto preciso che lascerei a professionisti di discipline giuridiche o storiche) (sì lo so che Roberto fa parte della prima categoria, intendo giurista non cheerleader 😀 )

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Lucia

                “non capisco”

                Vedi, e’ come quando una donna viene scippata della borsetta e poi viene stuprata dallo scippatore. Sul giornale non esce mica il titolo “Scippo con violenza”, semmai “Stuprata e derubata”.

                A Gaza c’è a che un’invasione (mica solo lì del resto). E c’è un genocidio.

                In Polonia nel 1939 ci fu un”invasione. E ci fu un genocidio.

                Ma oggi la gente ricorda Auschwitz e Treblinka, mica l’eroica difesa della Westerplatte o la battaglia di Varsavia.

                A parte che i giuristi hanno già concluso che si tratta di un genocidio

                https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/interrogativi-ineludibili&ved=2ahUKEwjjmZL2tIWQAxXy87sIHfXTJVYQFnoECCEQAQ&usg=AOvVaw0FDPLFW8Iy1i8A-QVgcykH

                e che gli stessi ministri di Israele (primo fra tutti Smotrich) ne traggono vanto…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Veramente si lamenta perchè sei un pò stronzo.

                Cosa appena diversa, ne convengo.

                Mi associo a Lucia: massacro mi sembra un termine appropriato ai fatti (genocidio al massimo va con le dichiarazioni e i desideri di alcuni ministri israeliani, ma le parole non sono fatti).

                Ciao

              • roberto scrive:

                lucia e francesco

                si certo “massacro” o “carneficina” sono chiaramente appropriati, come non esiterei a invocare “crimini di guerra” o “crimini contro l’umanità” e netanhyau potrebbe benissimo finire la sua vita a mangiare aringhe e patate dietro le sbarre all’aja

                pensavo che peucezio si riferisse alla scelta fra “invasione” e “operazione speciale”…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “si certo “massacro” o “carneficina” sono chiaramente appropriati”

                Non lo so.

                Il problema è che “genocidio” fa pensare a un matto che vuole sterminare un certo gruppo umano perché lo odia.

                Come definire una persona invece lucida, che vuole semplicemente togliersi dalle palle un certo gruppo umano?

                Israele, per motivi assolutamente comprensibili, vorrebbe togliersi dalle palle il 55% circa degli esseri umani che abitano nel territorio che Israele attualmente occupa.

                Questo non comporta necessariamente “massacri”, basta mettere un posto di blocco ogni cinquecento metri, privare del diritto di voto, assicurare i soldati che sparano a un membro del 55% l’assoluzione dopo un velocissimo processo, dire che il documento con cui l’indigeno rivendica la proprietà della casa non si trova nell’anagrafe… E stiamo parlando qui non di Gaza, ma della Cisgiordania.

                Poi a Gaza si cerca – e capisco perfettamente anche qui la logica – di incoraggiare la gente ad andarsene. Conosco gente che a Firenze ha cambiato casa perché c’era troppa movida sotto casa; a Gaza magari c’è gente che se ne va perché ha avuto la casa rasa al suolo, due figli ammazzati, e ha perso pure una gamba. Un ottimo motivo per dire che si tratta di un luogo sgradevole.

                Insomma, non abbiamo “massacri”. Abbiamo la “geno-eliminazione”, che a volte richiede un “-cidio”, a volte no.

              • roberto scrive:

                miguel

                “Questo non comporta necessariamente “massacri”

                non so se li comporti necessariamente o no, so che se prendiamo anche solo la metà dei morti contati dal ministero della salute di gaza, siamo già a 30.000 e mi sembrano effettivamente un massacro

                https://www.unrwa.org/resources/reports/unrwa-situation-report-189-situation-gaza-strip-and-west-bank-including-east-jerusalem

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “so che se prendiamo anche solo la metà dei morti contati dal ministero della salute di gaza, siamo già a 30.000 e mi sembrano effettivamente un massacro”

                Va bene, sarà un “massacro”, ma stavamo cercando di definire il “genocidio”.

                E volevo introdurre un’altra categoria su cui riflettere, l’eliminazione di un “geno”, dove il “-cidio”, il “massacro”, è solo uno dei possibili mezzi.

                Comunque, credo che tu voglia condannare in qualche modo quegli israeliani che “fanno un massacro”. Io, al contrario, sto cercando di giustificare il motivo per cui vogliono eliminare il 55% della popolazione che occupa abusivamente il territorio che Dio ha dato loro.

                Tu li vedi come sadici massacratori.

                Io li vedo come la polizia che qui a Firenze sfratta gli inquilini morosi.

                Si vede che sei un antisemita, nulla di male, basta dirlo 🙂

              • Francesco scrive:

                Miguel

                mi perdonerai ma è la prima volta che sento parlare di un desiderio di Israele di eliminare gli arabi israeliani!

                e senza di quelli non arrivi al 55%

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “mi perdonerai ma è la prima volta che sento parlare di un desiderio di Israele di eliminare gli arabi israeliani!

                e senza di quelli non arrivi al 55%”

                Già nel relativamente pacifico 2026, il 79% degli israeliani desideravano un trattamento “preferenziale” per i cittadini ebrei rispetto a quelli nativi https://www.timesofisrael.com/plurality-of-jewish-israelis-want-to-expel-arabs-study-shows/

                Ma è un tema di cui abbiamo già discusso molte volte: il problema non è che rimanga una minoranza di nativi palestinesi; il problema è che se non si riesce a mandare via la maggior parte, gli ebrei resteranno in minoranza.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “ Io li vedo come la polizia che qui a Firenze sfratta gli inquilini morosi.”

                Sai una cosa strana? Non ho mai sentito di case distrutte e inquilini ammazzati a migliaia a Firenze, forse è per questo che non riesco ad associare i carri armati dell IDF alla Panda di un vigile urbano…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Sai una cosa strana? Non ho mai sentito di case distrutte e inquilini ammazzati a migliaia a Firenze, forse è per questo che non riesco ad associare i carri armati dell IDF alla Panda di un vigile urbano…”

                I mezzi dipendono dalle dimensioni di un problema.

                Credo che se per risolvere il problema del 55% di indesiderati sul proprio territorio, gli israeliani potessero mandare un vigile a bussare, lo farebbero.

                Ma non capisco perché eviti la questione principale, che è il riconoscimento del problema che Israele ha.

              • roberto scrive:

                miguel

                “Ma non capisco perché eviti la questione principale, che è il riconoscimento del problema che Israele ha.”

                il problema sarebbe
                “[israele] vorrebbe togliersi dalle palle il 55% circa degli esseri umani che abitano nel territorio che Israele attualmente occupa.” ?

                ignoro bellamente la questione perché posta così semplicemente serve a te per giustificare la tua tesi : isreale ha il problema di sbarazzarsi dei palestinesi, dunque è logico che cerchi di sterminarli dunque è logico che i palestinesi cerchino a loro volta di sterminarli (…no i palestuinesi non vogliono sterminare gli israeliani, vogliono solo che scompaia israele, giusto?)

                posto così il problema è un puro esercizio di logica, sterile e a mio gusto personale molto noioso, al quale preferisco non partecipare

                diciamo che l’unica risposta è che anche io ho il problema che mi infastidisce il rumore delle macchine che passano davanti a casa mia, ma non per questo tiro sassi dalla finestra o costruisco barricate

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ma non capisco perché eviti la questione principale, che è il riconoscimento del problema che Israele ha.”

                il problema sarebbe
                “[israele] vorrebbe togliersi dalle palle il 55% circa degli esseri umani che abitano nel territorio che Israele attualmente occupa.” ?

                ignoro bellamente la questione ”

                Puoi benissimo scegliere di ignorarlo tu.

                Non lo ignora il governo israeliano, non lo ignora l’esercito israeliano, non lo ignorano i tanti che da anni scrivono del pericolo demografico per Israele.

                Certo, se preferisci pensare che ci sia una situazione che sarebbe pacifica se non ci fossero singoli individui cattivi di qua o di là, puoi ignorarla.

                Se preferisci pensare che Netanyahu sia un pazzo sadico, e non un politico, o che gli ebrei si divertano a uccidere bambini per passatempo, è una tua scelta.

                Ma non aiuta a capire la realtà.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “non sul campo”

          Vedo che il negazionismo non si limita alle camere a gas.

          https://ilmanifesto.it/le-nazioni-unite-certificano-a-gaza-e-in-corso-un-genocidio

          “onnicomprensiva”

          Fesseria. È chiarissima e univoca.

          “Chiesa”

          Il che conferma appunto ciò che penso della Chiesa.

          “inizio”

          Cioè, tu per evitare ipotetici massacri futuro giustifichi quelli presenti in atto. Roba che i Protocolli dei Savi di Sion lévati proprio.

          Aspetto sempre che ti mi dica dove avrei giustificato lo sterminio degli Ebrei. Fino ad allora, concluderò che per te ‘antisemita’ è chi cerca di impedire il genocidio.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Iniziamo dalla fine: la tua aspirazione a vedere la fine del sionismo E’ AUSPICARE (NON GIUSTIFICARE) LO STERMINIO DEGLI EBREI DI ISRAELE.

            Sulla definizione di genocidio: la colpa è tua, la hai riportata tu la porcheria. Cercala e rimettila, si spiega benissimo da sola. Non ho bisogno di aggiungere nulla.

            Quello che pensi della Santa Chiesa mi riempie di dolore. Ma sospetto che tu viva in maniera talmente difforme da come pensi che mi consolo.

            Io non giustifico la decisione di entrate a Gaza come non giustifico le colonie in Cisgiordania. Non tirarmi per la giacchetta! mi limito a non essere ipocrita sul significato di certi slogan che i nuovi cattivi maestri stanno insegnando.

            La Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite … mi sa che mi sono già fermato qua, a 57 anni ho imparato cosa segue. Non sempre eh, solo nel 99% dei casi.

            Ciao

    • Francesco scrive:

      sinceramente, io leggo che Putin ha una paura fottuta di dover affrontare davvero la NATO e cerca disperatamente di (1) separare Europa e USA e (2) spaventare l’opinione pubblica con minacce atomiche.

      finora direi che sta fallendo su entrambi i fronti.

      • roberto scrive:

        Francesco,

        Come fallendo?
        Tra Europa e usa ormai c’è un golfo e non potrà che peggiorare e sulle minacce basta pensare a tutti i “non facciamo incazzare Putin”

      • PinoMamet scrive:

        In effetti non mi pare che stia fallendo, e almeno sul punto 1 Trump gli sta dando una grossissima mano.

      • mondo parallelo scrive:

        Quindi se ha così tanta paura della Nato, è pensabile che cerchi di invadere l’Europa?

        • Francesco scrive:

          Non militarmente, quello credo che al massimo lo si sogni nelle osterie in mezzo alla steppa.

          Quello che sta facendo è manipolare la politica e la comunicazione, cercare di cacciare gli americani, sogna di ripristinare una situazione in cui la Russia è il principale e indispensabile fornitore di materie prime energetiche per l’Europa e comanda in Europa.

          E usa la guerra in Ucraina per intimidire le opinioni pubbliche. Già negli anni 30 del secolo scorso il Putin dell’epoca potè fare quello che voleva per anni e anni, grazie al rifiuto della guerra da parte di popoli e politici dell’Europa occidentale.

          Sulla separazione tra USA ed Europa: la mia impressione è che Trump sia così fuori di testa e imprevedibile che la strategia di Putin non attacca. Anche quando sembra mettere a segno un colpo, tipo l’incontro in Alaska, pochi giorni dopo Trump cambia idea.

          Ciao

          • mondo parallelo scrive:

            L’Europa, tramite la copertura dell’Ucraina può portare degli attacchi mirati a infrastrutture russe. Oleodotti, raffinerie ecc Ma in una prospettiva di fiaccare Putin.
            Poi però se cade Putin e va su un vero estremista nazionalista che comincia a tirare missili su londra parigi e roma.
            E dunque, ne vale la pena?
            Trump di continuare a finanziare la guerra in Ucraina non ne vuole sapere. Ci vende le sue armi di seconda mano, se le vogliamo pagare a caro prezzo. Anzi, le dobbiamo comprare per forza, altrimenti s’incazza.
            Quindi la Nato, per quanto riguarda l”Europa, è già stata liquidata.
            Adesso vediamo cosa America e Israele combinano in Iran.
            Se una seconda farsa o una tragedia.

            • mondo parallelo scrive:

              Non si capisce bene la Germania con questo ex ragioniere di Black Rock, a dove punta.
              Lo strano paese dei wurstel.
              😷 no comment

              • Francesco scrive:

                “Non si capisce” ha il mio pieno supporto.

                Non riesco a trovare informazioni sull’industria militare in Occidente, se non sporadiche e poco significative.

                Sulla Russia si parla genericamente di “economia di guerra”, cosa che avrebbe anche senso ma senza dettagli non mi fido.

                Sulla necessità di respingere i russi fuori dall’Ucraina non ho dubbi, questo mi pare evidente e chiaro.

                Già una tregua con troppa Ucraina in mani russe non mi pare una buona cosa.

                Al russo pazzo assetato di autodistruzione atomica non credo. Ottimismo fuori luogo?

                Ciao

              • roberto scrive:

                MP

                “Lo strano paese dei wurstel.”

                l’italia?

                se ti riferissi alla Germania, osservo che in tedesco di germania proprio non esiste la parola Wurstel…si chiamano Wurst o Würstchen

                wurstel si usa solo in italia o svizzera o austria (in questi due però con la umlaut, Würstel)

              • Puffo giardiniere scrive:

                Il Wurst.
                Con la senape. E i crauti.
                Tutta roba salata rabbiosa.
                Per forza che poi hanno fatto due guerre mondiali e anche adesso si son messi dei grilli per la testa.
                È il sale che li rende nervosi.

              • Francesco scrive:

                sembri mia moglie … solo che, se io preparo un pò di wuersteln con la senape, lei prima si lamenta, poi, quando pensa che siamo distratti, uno se lo prende e se lo mangia lo stesso!

                😀

              • Puffo giardiniere scrive:

                Vedi, a forza di mangiare i Wurst vuoi sempre fare la guerra alla Russia pure tu.
                Bisognerebbe vietarli.
                Io ho ancora in mente una indigestione da würstel altoatesino probabilmente avariato.
                La peggiore della mia vita, quando ancora ero un carnivoro.
                Poi sono diventato un pacifista gandhiano.

              • Francesco scrive:

                ma io non voglio fare la guerra alla Russia!

                voglio viverci in pace e buon vicinato

                solo che sembra che nella traduzione nel loro idioma questi vocaboli subiscano una trasmutazione inquietante

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “buon vicinato”

                Tu?

                Quello che appoggia i lettori di Kant con la svastica senza se e senza ma?

                Ma mi faccia il piacere…!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ti ricordo che detti lettori stanno all’estero per la Russia e NON hanno intenzioni di aggredire la Russia o strane idee sui confini.

                Non serve ricordare che PRIMA dell’intervento russo in Donbass nel 2014 manco esistevano.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “ti ricordi”

                Noo, macché.

                Stavano solo ospitando i militari della NATO a una distanza mai vista prima dai centri nevralgici Russi.

                Neanche Grenada ha mai minacciato gli USA, e quelli l’hanno invasa lo stesso.

                E tu muto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mondo parallelo scrive:

                Invasione Ucraina

                Potrà sembrare brutto e cattivo, ma l’Ucraina prima dei fatti di Maiden era area di influenza russa.
                Il problema è che il mondo non è stato fatto con la squadra. È caotico.
                Rompi un equilibrio e si scatena il caos
                Non so se il “popolo ucraino” avesse messo in conto tutto questo.
                Adesso, metti che Trump venda i missili Tomahawk alla Germania e che questa li passi all’Ucraina che a sua volta inizi a bersagliare il territorio russo.
                Quale reazione ci si può aspettare dai russi?
                Boh. È un gioco d’azzardo.
                Gli europei stanno mettendo in conto le possibili conseguenze dell’ insistere a provocare il nazionalismo russo?
                Lo sanno che gli USA li stanno strumentalizzando nella stessa maniera in cui sono stati strumentalizzati gli ucraini e loro si terranno ben fuori dai rischi che questa situazione comporta?

              • mondo parallelo scrive:

                https://italy.news-pravda.com/world/2025/10/02/293238.html

                Oh, ecco.
                Sono felice di smentirmi e mi rassicuro.

              • mondo parallelo scrive:

                https://italy.news-pravda.com/world/2025/10/02/293259.htmlaAh, ma allora…
                Con sti’ missili a lungo raggio…
                Li mandano o non li mandano?

              • Francesco scrive:

                Andrea e Puffo:

                l’Ucraina era una nazione indipendente dal 1991, cari, solo nei sogni bagnati di Putin era “area di influenza”. Se voleva influenzarla, avrebbe fatto bene a offrire un patto accettabile dagli ucraini, invece di comprarsi un Presidente.

                Sul terribile rischio che la presenza di “militari NATO” rappresentava per la Russia, siamo decenni oltre certe valutazioni, la tecnologia militare le ha rese obsolete e pretestuose – anche fossero vere. Oggi la NATO a che distanza è dalle poche grandi città russe?

                Ricordo che due torti non fanno una ragione. E che al tempo dell’invasione di Grenada Andrea e io non conoscevamo l’esistenza l’uno dell’altro! quindi non ipotizzi cosa io abbia fatto o detto.

                Credo di avere citato per primo io l’invasione USA del Messico, come caso esemplare di “confini scritti con le armi”.

                Non sono mica un redattore di Limes!

                Ciao

              • Francesco scrive:

                errore mio: il post era per mp, non Puffo

                PS belle fonti che ti sei scelto, per capire le cose.

              • mondo parallelo scrive:

                I missili Tomahawk

                Ah, le mie fonti sono sempre quelle. Si contano sulle dita di una mano.
                La Pravda Italia raccoglie degli articoli da Telegram. Io non sono iscritto a telegram e leggo quelli. Comunque i missili che arrivano o non arrivano sono un tormentone presente un po’ dappertutto, mi pare.
                Tra le mie fonti annovero anche i normali telegiornali, solo con l’audio a zero.
                Spero che i missili a lunga gittata non arrivino, anche perché è roba rara, costosa complicata da usare e con pochissimo ricambio. Poi magari gli ucraini sbagliano la mira e colpiscono in Italia.

              • Francesco scrive:

                Domanda tecnica: i missili da crociera Tomahawk erano quelli dei tempi degli Euromissili (anni 80).

                Che credibilità militare possono avere adesso?

                Sono lenti e la loro forza è volare basso ma … da 40 anni.

                Mi aspetterei che anche un paese come la Russia possa affrontarli “con relativa facilità”.

  7. MOI scrive:

    Ma perché i Tedeschi/Austriaci hanno ‘sta fissa del “Senf” ? .

  8. MOI scrive:

    La Flotilla Sumud Freedom è stata bloccata dall’ Esercito Israeliano … i ProPal, ovviamente inesistenti 😉 come i Woke, annunciano che bloccheranno tutta Italia, ovviamente senza porsi problema alcuno per le autorizzazioni e per la gente che a differenza loro deve andare a lavorare per la propria sopravvivenza.

      • Francesco scrive:

        1) attracco

        2) israeliane

        3) nave civile con carico civile o sbaglio?

        4) non è che si parla di antisemitismo a caso, è che ci state lavorando

        5) domani sciopero nazionale per le vittime delle guerre di sterminio in Sud Sudan, Eritrea, Birmania e per i decenni di violenza in Nigeria e Congo.

        Saluti

        • PinoMamet scrive:

          Devo dire OMDAF.

          PS
          continua a farmi ridere l’uso del termine “sionista” .

          “Per protesta contro il governo Meloni, si nega l’attracco alle navi mazziniane “…

          • Francesco scrive:

            Pino

            come ti spieghi la sfrontatezza dell’antisemitismo?

            ormai le cortine fumogene che usa sono quasi nulle, tra un pò il nostro Peucezio potrebbe parlare in pubblico e riscuotere consensi generali

            è un pò peggio di come mi aspettassi

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Sì, forse fra mille anni…

              Per ora mi blindano.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                l’altro giorno un cargo israeliano, che non trasportava robaccia militare, è stato espulso dal porto di Livorno dal sindaco della città.

                Se la notizia è corretta, siamo vicini alla stella gialla sui vestiti. Pensavo di esagerare, stamattina sento che a Ca Foscari è richiesta ai professori la dichiarazione di odiare il governo israeliano.

                Altri che blindato, domani sarai la mia ancora di salvezza!

                “conosco uno antisemita antemarcia!”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “per la gente che a differenza loro deve andare a lavorare per la propria sopravvivenza”

      Anche tu te ne sbatti i coglioni della gente la cui sopravvivenza in questo momento è piuttosto precaria grazie a Israele, ma questo non ti impedisce di fare il maestrino a cazzo di cane.

      • PinoMamet scrive:

        Mauricius, il mondo… e il blog, è pieno di maestrini.

        Intelligenti pauca 😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Se vuoi accusarmi di fottermene perché non faccio niente, accomodati: è una critica legittima. Magari non farlo mentre contemporaneamente pretendi da me l’inazione, però.

        • PinoMamet scrive:

          Io non ti accuso proprio di niente, tranne che di essere un po’ “maestrino ” come atteggiamento.
          Nessuno è perfetto, oh!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tutti

        Certo che per farsi sputtanare in diretta da Polito ce ne vuole…

        Tenetevi forte, fortissimo. Perché ieri sera, a Porta a Porta, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è riuscito a riscrivere il manuale del diritto e della politica estera.

        Tra un “credo”, un “secondo me”, un “forse” e frasi senza senso lasciate a metà, prima ha spiegato che l’Italia ha chiesto a Israele di non intercettare la Flotilla “in acque internazionali, ma il più vicino possibile a Gaza”.

        Poi, incalzato da Antonio Polito, ha ammesso che sì, forse è successo in acque internazionali, che sì, forse il blocco israeliano è illegale.
        Ma alla fine, ecco la perla: “Comunque quello che dice il diritto è importante, ma fino a un certo punto”.

        Non ci credete? Vi riportiamo lo scambio integrale:

        Tajani: “Abbiamo chiesto agli israeliani di non intercettarli in acque internazionali, quindi di farlo il più vicino possibile a Gaza”.

        Polito: “Ma perché? Non è avvenuto in acque internazionali?”

        Tajani: “Credo che forse è avvenuto in acque internazionali, ma molto vicino alla zona dove c’è il blocco navale”.

        Polito: “Cioè il blocco navale comincia in acque internazionali? E secondo il governo italiano, il blocco navale è illegale dal punto di vista del diritto internazionale?”

        Tajani: “Ma è un dibattito su questo infinito. Secondo me è una violazione del diritto. Perché o si dice che è illegittimo quello che sta facendo Israele oppure davanti a Gaza… comunque quello che dice il diritto è importante ma fino a un certo punto”.

        Ci sarebbe pure da ridere, se non stessimo parlando del Ministro degli Esteri.

        Che livelli, signori. Che livelli.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          andrea

          ” quello che dice il diritto è importante ma fino a un certo punto”

          su questo specifico punto il pessimo tajani non sbaglia del tutto.

          ho più volte espresso questo concetto: il diritto internazionale non esiste se non nella misura in cui gli stati sono *obbligati* a rispettarlo *dai propri giudici*.
          cioè se il sultano sceglie di rispettare la regola un giorno si e l’altro no, la regola non è niente più che un gentlemen’s agreement, o se vuoi metterla in un altro senso un parametro morale (in questo senso dissento fortemente da tajani, nel senso che una regola morale è sicuramente importante, come ben sai considero la morale un parametro politico).
          se il sultano è obbligato a rispettare la regola, beh la regola è una regola vera e prorpia

          nel caso, possiamo essere d’accordo, immagino, che un blocco navale in acque internazionali è una porcata…possiamo pure dire che è illegale (e chiaramente lo è), ma a che serve dirlo finche non c’è un giudice che sanziona chi ha commesso l’illegalità?

          • Peucezio scrive:

            Ma infatti non deve occuparsene il giuidice, ma le nbavi da guerra.
            In acque internazionali se mi attacchi siamo pari, quindi ti rispondo a cannonate.

        • roberto scrive:

          andrea

          scusa se te lo faccio osservare direttamente, ma perché copi cose ritrovate in giro su internet spacciandole come tue?

          questo post, parola per parola è stato pubblicato dalla pagina “Abolizione del suffragio universale”…dagli credito!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Anche tu te ne sbatti i coglioni della gente la cui sopravvivenza in questo momento è piuttosto precaria grazie a Israele, ma questo non ti impedisce di fare il maestrino a cazzo di cane.”

        Quando ti sei espresso così, hai salvato la vita di qualcuno la cui sopravvivenza è piuttosto precaria?

        Hai inflitto un danno all’esercito israeliano?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          No, ma almeno non rimprovero gli altri di fare cose inutili.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tra l’altro, non esiste alcun dovere di partecipazione e l’opinione non è subordinata all’azione. Però nel momento in cui accusi gli altri di fregarsene del prossimo nelle medesime due righe in cui ostenti memenfreghismo nei confronti del prossimo, allora ti meriti tutto il peggio che ti si può dire.

          • Francesco scrive:

            mi sembra una cazzata ma sono molto stanco e mi limito al “mi sembra”

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Quale parte ti sembra una cazzata? L’inesistenza di un dovere di partecipazione?
              Sei per caso a Gaza ad uccidere palestinesi?

              • Francesco scrive:

                >> ostenti memenfreghismo nei confronti del prossimo, allora ti meriti tutto il peggio che ti si può dire.

                ecco, questa parte in particolare

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Certo, se isoli l’apodosi…

              • Francesco scrive:

                il problema con te è che sembri pure convinto …

                in base a cosa riconoscere che Landini e Albanese sono due stronzi implicherebbe negare le sofferenze dei palestinesi?

      • PinoMamet scrive:

        “Non ci credete? Vi riportiamo lo scambio integrale:”

        Ti posso dire, Andrea, che trovo interessante lo scambio di battute tra il ministro Tajani e questo Polito?

        Invece l’introduzione te la potevi risparmiare: è un problema mio, ma non reggo più il linguaggio partigiano e ammiccante della politica, come se si desse per scontato che tutti si pensino le stesse cose.

        per esempio dalle frasi di Tajani io ricavo l’impressione opposta alla tua.

        Il ministro sa benissimo che la questione delle acque internazionali è complessa
        (il confine comunemente accettato delle acque nazionali sono le 12 miglia, ma fino a 200 miglia nautiche molte nazioni vantano una “zona economica esclusiva”, inoltre ogni Stato si riserva la prerogativa di intervenire su navi straniere anche in acque internazionali qualora ritenga che costituiscano un pericolo…

        anche la questione per cui le acque prospicenti Gaza sarebbero o non sarebbero israeliane è tutt’altro che chiara, come la vogliono spacciare i “bene informati” di una parte o dell’altra… di chi sono? di Hamas? o sono responsabilità dello Stato che di fatto controlla l’area, cioè Israele? O dell’ANP, che non la controlla affatto? E non è uno Stato? Oltre a ricordare che l’Italia attualmente NON riconosce la Palestina come Stato?)

        Ha perfettamente ragione Tajani a ricordare che la questione è un ginepraio, e, da ministro (e non giornalista o simpaticone al bar) deve limitarsi a dire che il suo parere personale è che il blocco israeliano a Gaza sia illegittimo.

        E quindi ha ragione da vendere quando dice che nella questione quello che dice il diritto internazionale conta fino a un certo punto: di fatto, Israele controlla il Gaza, il resto sono erudite discussioni.

        E l’Italia deve comportarsi di conseguenza:

        leggo per esempio reazioni scandalizzate da parte di esponenti della Flottiglia per il fatto che la nave Alpino li abbia accompagnati solo fino al limite di 150 miglia da Gaza;

        e che abbia fatto pressioni (leggi, mandato qualche ocmunicato radio) perchè chi volesse abbandonare la Flottiglia salisse a bordo dell’Alpino prima delle 150 miglia.

        Ma questo era chiaro e dichiarato fin dall’inizio!
        E cosa si aspettavano, che la Marina italiana aprisse il fuoco su quella israeliana?

        Il compito della nave era dare assistenza, evitare incidenti e riportare indietro sano e salvo chi volesse rinunciare.

        • Francesco scrive:

          però sarebbe divertente vedere le facce dei pacifisti italiani se i nostri prodi militari attaccassero guerra con Israele!

          😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “ginepraio”

          No, non è un ginepraio.

          Quelle sono le acque territoriali della striscia di Gaza.

          Tranne Israele stesso e Trump, il mondo riconosce che l’occupazione Israeliana dei Territori – Gaza inclusa – è illegale.

          Che poi Israele ci tenga per via del ghiotto giacimento di metano che fa il paio con quelli già scoperti al largo di Cipro (sul quale hanno messo le mani i Turchi) e al largo delle foci del Nilo (scoperto dall’ENI , che batte’ sul tempo la BP, proprio poche settimane prima che una certa università Inglese mandasse allo sbaraglio da Al Sisi il nostro Regeni…) non conta.

          Per il diritto internazionale in quelle acque Israele non ha diritto di abbordare nessuno.

          Che poi lo faccia e che il nostro governo di vassalli glielo lasci fare si è visto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Ammettiamo che sia come dici tu (non lo è, ma ammettiamolo)

            beh, tu cosa avresti fatto al posto di Tajani e Crosetto?

            • Francesco scrive:

              ALLA CROCIATA!

              PS bello come alla fine i Perfidi siano sempre a caccia di soldi. certi amori non finiscono, fanno giri lunghissimi e poi ritornano.

  9. PinoMamet scrive:

    Beh, è andato tutto come ampiamente previsto (anche dai partecipanti alla Flottiglia: non credo che qualcuno fosse così ingenuo da aspettarsi che la Marina israeliana si facesse indietro).

    Al momento non ho notizie di morti e feriti, quindi hanno vinto tutti.

    La Flottiglia ha avuto tutta la visibilità che voleva, Israele ha ribadito che non cederà, ci saranno un paio di manifestazioni, e tutto resterà come prima.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino Mamet

      “resterà come prima”

      Ricordo benissimo che lo dicevano anche ai tempi delle manifestazioni del Vietnam.

      Ce n’est qu’un début.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      La guerra del Vietnam non è finita a causa delle manifestazioni, però.

      • Peucezio scrive:

        Beh, hanno contribuito.

        Solo che in Israele non credo ci siano manifestazioni oceaniche contro la guerra; semmai manifestano per gli ostaggi: quando saranno iberati o (speriamo di no) morti tutti,m non manifesteranno più.

      • tomar scrive:

        “La guerra del Vietnam non è finita a causa delle manifestazioni, però.”

        Beh, fu un percorso più complesso, concluso con la vittoria militare dell’unica forza politica vietnamita che sosteneva l’indipendenza e l’unità di quel Paese (come la storia successiva ha ampiamente dimostrato), vittoria resa possibile dal ritiro delle forze militari USA dopo di 20 anni di brutale intervento armato.
        Ma in quel ritiro le manifestazioni popolari contro quella guerra, se non quelle nel mondo, almeno senz’altro quelle sempre più forti e ampie negli USA un grosso peso lo ebbero davvero.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “finita”

        Beh, tenuto conto che il Vietnam del Sud si reggeva sull’intervento USA e che le manifestazioni erano contro l’intervento USA direi che qualche ruolo ce lo hanno avuto, alla lunga.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          concordo, sul campo la situazione non era peggiore che in Afghanistan

          ma le democrazie reggono poco le guerre, anche quelle giuste

          il che riporta molto in alto la gloriosa guerra di Corea, direi!

          che voi potere fare gli gnorri ma grazie a quella guerra oggi abbiamo un paese come la Corea del Sud

          e i relativi telefilm!

          Ciao

        • PinoMamet scrive:

          “Beh, tenuto conto che il Vietnam del Sud si reggeva sull’intervento USA e che le manifestazioni erano contro l’intervento USA direi che qualche ruolo ce lo hanno avuto, alla lunga.”

          mi sembra un non sequitur travestito da ragionamento logico.

          Sì, tutti sanno che il Vietnam del Sud era appoggiato dagli USA- e che gli USA (e non solo loro, anche l’Australia e la Corea del Sud, per esempio) combattevano contro il Vietnam;

          e tutti sanno che le manifestazioni erano contro l’intervento militare americano.

          Hanno avuto “qualche” ruolo? Può essere, ma la guerra l’ha vinta Ho Chi Minh, mica Joan Baez.

          • PinoMamet scrive:

            “combattevano contro il Vietnam del Nord” ovviamente

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “Hanno avuto “qualche” ruolo? Può essere, ma la guerra l’ha vinta Ho Chi Minh, mica Joan Baez.”

            Beh, no.
            Ho Chi Minh, con tutto il rispetto, non ce l’avrebbe fatta da solo contro gli Stati Uniti, nemmeno col supporto cinese o russo.
            Il punto è che gli stati occidentali in questi casi fanno pugilato con un braccio legato dietro la schiena, perché devono dare conto alle loro opinioni pubbliche e anche facendo stragi efferate devono darsi alcuni limiti.
            E quello poi è stato un grande momento storico di mobilitazione, di passaggio generazionale e culturale, ecc. ecc.

            Quindi sì, in un certo senso direi che l’ha vinta Joan Baez.

            • Miguel Martinez scrive:

              Con l’immenso affetto che ho per Joan Baez, credo che il problema fosse un altro: il fatto che milioni di famiglie americane avevano ragazzi mandati a rischiare quantomeno qualche malattia venerea in Vietnam.

              Oggi nessuno di noi rischia qualcosa per colpa di Israele, conta solo la mobilitazione morale.

              • Peucezio scrive:

                Certo.
                Con Joan Baez intendevo questo.
                Cioè che è caduto il fronte interno, più che esserci stata una sconfitta militare americana sul campo.

                In Israele la situazione è completamente diversa: c’è un’adesione popolare alla guerra, anche per il fatto che il nemico ce l’hanno lì, non è dall’altra parte del mondo.

              • PinoMamet scrive:

                “più che esserci stata una sconfitta militare americana sul campo.”

                è quello che si raccontano gli americani da sessant’anni, ma le immagini con gli elicotteri buttati a mare a Saigon raccontano un’altra storia 😉

                che poi l’esercito che buttava il napalm sui villaggi si sia trattenuto da stragi ingiustificate perchè Gianni Morandi cantava “c’era un ragazzo che come me” 😉 è un pio desiderio…

              • PinoMamet scrive:

                “In Israele la situazione è completamente diversa”

                e certo, lì sono ebrei, mica brave persone 😉

                in realtà in Israele c’è opposizione alla guerra, e c’è anche adesione

                (come negli USA, c’era chi ascoltava Bob Dylan, e c’era chi andava a vedere Berretti Verdi con John Wayne…)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “e certo, lì sono ebrei, mica brave persone 😉

                in realtà in Israele c’è opposizione alla guerra, e c’è anche adesione”

                Capisco e colgo la tua obiezione. Infatti ho cercato di dire in modo telegrafico che esiste “qualcosa” che in questo momento agisce sotto il nome di Israele… che è l’insieme di parte dei cittadini, il governo e probabilmente – come a Firenze:-) – il mondo di “quelli che contano”, che fanno gli appalti, ecc.

                La loro forza congiunta in questo momento spinge in una certa direzione, che non è certamente quella di tutti i cittadini adesso; e che magari la pressione andrà in un altro verso nel prossimo futuro.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                ” certo, lì sono ebrei, mica brave persone 😉”

                Esatto!

                La demenza radicale di ogni “antisemitismo” (non mi piace la parola ma usiamola alla Roberto per capirci) sta qui…

                Cioè pensare che gli ebrei siano persone che pensano ai propri interessi, si sanno organizzare, riescono a risolvere i problemi in maniera intelligente, sanno superare le differenze personali collaborando con altri ebrei…

                e che il rimanente 99% della specie umana siano degli handicappati che non sanno fare nulla, solo farsi mettere i piedi in testa dagli ebrei.

                E che quindi il mondo umano è dominato dagli Ebrei più o meno per lo stesso motivo per cui le pecore sono dominate dai pastori.

                L’antisemitismo è un inno di adorazione rivolto agli Ebrei.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                l’America aveva e ha le bombe atomiche: se voleva polverizzava il Vietnam.
                Ma non poteva farlo non perché non avesse la forza, la capacità materiale di farlo, ma perché succedeva un’ammuina, perché si sarebbe ribellato mezzo mondo, dentro e fuori gli USA.
                E quindi doveva fare la guerra convenzionale.
                Per fare la guerra convenzionale devi mandarci i ragazzi a morire e le famiglie non sono felici e quindi non puoi tirare la corda oltre un certo limite, visto che non avevano il nemico in casa e non era questione di sopravvivenza.
                Che poi i vietnamiti fossero tosti non ci piove, ma tosti non significa più forti degli USA.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                al di là delle “brave persone” quella israeliana è una guerra di popolo contro un nemico che ha ragione (perché è in casa sua e non ha invaso nessuno) ma che ce l’hanno sotto il naso e quando può gli spara addosso e comunque a loro serve quella terra per loro, per viverci, non per complesse geometrie geopolitiche.

                Mi pare una situazione sideralmente lontana da quella della guerra del Vietnam.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Cioè pensare che gli ebrei siano persone che pensano ai propri interessi, si sanno organizzare, riescono a risolvere i problemi in maniera intelligente, sanno superare le differenze personali collaborando con altri ebrei…

                e che il rimanente 99% della specie umana siano degli handicappati che non sanno fare nulla, solo farsi mettere i piedi in testa dagli ebrei.”

                Ma guarda che in buona sostanza è così.
                Gli ebrei sono un aliud antropologico radicale.
                Tutta la loro storia sta lì a dimostrarlo. E anche ciò che accade in questi giorni.

                E non c’è nulla di positivo in questo: non significa ammirarli.
                L’efficienza è un valore se è orientata a un fine.

            • PinoMamet scrive:

              La vedo più come Miguel.

            • Francesco scrive:

              concordo con Peucezio: se il fronte interno americano avesse tenuto quanto quello coreano o australiano, il Vietnam del Sud sarebbe ancora lì

              che poi Pino non si renda conto che la fuga del personale di un’ambasciata anni dopo che l’esercito USA ha lasciato il campo non significa nulla … fallaci ricordi di gioventù!

              😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “La Flottiglia ha avuto tutta la visibilità che voleva, Israele ha ribadito che non cederà, ci saranno un paio di manifestazioni, e tutto resterà come prima.”

      Concordo.

      Il punto è che oggettivamente, la violenza paga, da sempre nella storia.

      Parlo della violenza dei forti: quella dei deboli, al contrario, di solito peggiora la condizione dei deboli.

      Ci saranno molte emozioni giovanili, in piazza nasceranno amori, ma nel frattempo i 136 milioni di utenti statunitensi di TikTok sono caduti in mano a un imprenditore militante sionista e agli emiri di Abu Dhabi, che mi sembra una combinazione perfetta https://www.newarab.com/news/pro-israel-billionaires-and-uae-royals-meet-tiktoks-new-owners

      Tra cent’anni ci sarà qualche corso di studi woke all’università di Mosul nella provincia nord del Grande Israele, sulle Colpe Genocide dei Nostri Antenati, con battimenti di petto.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @martinez

        “woke”

        Non parlare troppo presto

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/01/gaza-solidarieta-italiana-media-arabi-di-battista-salis-cacciari/8144478/amp/

        Ovvio che non vi siano risultati immediati. Ma questi giorni segnano una faglia fra la narrazione di un impero USA-vassalli+Israele invincibile per merito e l’opinione pubblica. Quest’ultima è smemorata e mutevole, ma le faglie rimangono sotterranee e hanno il vizietto di non richiudersi da sole. Il tuo pessimismo sembra ragionevole, ma erra perché dà per scontata una realtà di fondo immutabile. Cent’anni fa nessuno pensava che sarebbero crollato gli imperi coloniali; sessant’anni fa nessuno pensava che il Vietnam si sarebbe liberato; cinquant’anni fa che sarebbe caduto il Muro. I grandi cambiamenti arrivano inaspettato e di colpo, come i terremoti; ma se basta un imprevedibile nulla a scatenarli è per i lenti, decennali movimenti di faglia che li hanno preceduti. L’imperialismo USA è caduto sul Mekong, sta cadendo sul Donbass. Cadrà anche sul Giordano – anche se non farò in tempo a vederlo.

        Ricordi che vuol dire la parola “sumud”, no? 😉

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Per questo punto molto sul piano di pace di Trump: vederci restare sotto per sempre una certa sinistra occidentale non avrebbe prezzo.

          Oltre a far finire una situazione di sofferenza che dura dal 1948, naturalmente.

          PS quanto è miserabile e storicamente sbagliato pensare di liquidare Israele come “caso di imperialismo USA”? io sarò per il Regno di Gerusalemme ma pensare di cancellare Israele così è orribile.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “punto molto”

            Eccellente esempio di wishful thinking, o pio desiderio.

            Fare di Gaza la nuova Dubai significa fare dei Palestinesi i nuovi proletari che la costruiranno.

            Con la differenza che stavolta i proletari sanno che prima lì erano i padroni.

            Com’era quella frase della Scrittura sulla stoltezza di chi costruisce sulla sabbia?

            “sinistra occidentale”

            E tu vuoi seppellire l’unica parte della nostra società di cui possiamo non vergognarci?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              2) sì sì sì! mi fa schifo almeno quanto la mafia e l’Inter. forse più dell’Inter.

              1) non fare il solito piccolo Travaglio, la parte interessante del piano di pace è che le stronzate sulla riviera israeliana sono sparite.
              mentre, se ci pensi, di qualcosa dovranno pur campare i gazawi liberi e cosa meglio del turismo, se hai solo sabbia e mare?

              0) prima di Israele i palestinesi erano i proletari dei padroni turchi e inglesi, per la cronaca. come ti ha fatto notare Pino, un ripasso di Storia è utile per sfrondare le lettura ideologiche troppo ridicole.

              Ciao

        • PinoMamet scrive:

          “Cent’anni fa nessuno pensava che sarebbero crollato gli imperi coloniali; sessant’anni fa nessuno pensava che il Vietnam si sarebbe liberato; cinquant’anni fa che sarebbe caduto il Muro.”

          A dire il vero credo che invece all’epoca fossero tutti eventi previstissimi.

          ” Cadrà anche sul Giordano”

          Sogna ragazzo sogna…

          • Francesco scrive:

            Bah, no, la caduta del Muro di Berlino forse la sognava Reagan ma nessun altro la riteneva possibile.

            A iniziare dalla CIA, per esempio.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino mamer

            “sogna”

            Com’era quella frase della Scrittura?

            Osea, 8, 7

            “poiché semineranno vento raccoglieranno tempesta”.

            Il 7 ottobre è il primo refolo, temo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Andrea

              davvero non ti rendi conto che sei l’unico a dare ragione ai ministri più estremisti del governo israeliano???

              ancora più di Miguel

              :0

              • roberto scrive:

                stavopensando la stessa cosa…se il 7 ottobre è un refolo allora capisco “sterminiamoli tutti”

                ps prima che mi becco del genocidario preciso che credo, spero, vorrei sperare, mi illudo che il 7 ottobre sia stata una follia irripetibile e che “sterminiamoli tutti” sia solo nelle fantasie di andrea e di netanhyau

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      Alla faccia di tajani

      Mikeno in primis, poi Catalina e Ahed Tamini: sono le tre barche della Global Sumud Flotilla che stanno letteralmente vedendo la costa p@lestinese in questo momento.

      Non sappiamo quante barche, con precisione, siano adesso sotto intercettazione, e se queste tre citate riusciranno veramente a raggiungere la terraferma, ma restiamo con gli occhi sulla Flotilla e su tutte le persone degli equipaggi, catturate e non nelle ultime ore.

      Restiamo umani, per una P@lestina libera, e continuiamo a farci sentire nelle piazze e tra le strade, in modo pacifico e civile ma bloccando tutto, come altrove a bloccarsi sono state le vite di persone civili innocenti.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        😀

        come farsi una sega sotto la doccia e poi raccontare di aver scopato con Sofia Loren

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Loren”

          Che brutta vita che devi fare, Francesco, se questo è tutto quello che ti viene in mente.

          Stanno morendo di fame.

          Esci dalla tua sacrestia.

          • Francesco scrive:

            “stanno morendo di fame”

            se non dovessi lavorare, farei una ricerchina di Irlanda, Nanchino, Bengala, Biafra e altri posti dove i genocidi ci sono stati per davvero!

            comunque l’unica cosa che mi viene in mente sono quelli che hanno cercato di celebrare il 50esino del 1968 come se avessero fatto la guerra ai tedeschi nel 43-45.

  10. MOI scrive:

    @PANISCUS

    È morta Jane Goodall :

    https://abcnews.go.com/International/jane-goodall-famed-primatologist-anthropologist-conservationist-dead-91/story?id=109868347

    Jane Goodall, famed primatologist and conservationist, dies at 91
    Her research on chimpanzees changed the understanding of our closest relative.

  11. Miguel Martinez scrive:

    Visto che noi non risolveremo qui il conflitto mediorientale, mi incuriosisce una riflessione a latere.
    Lasciamo perdere per un attimo ogni considerazione storica concreta, e pensiamo in termini di immaginario.
    Da una parte esiste il racconto fondante del mondo moderno: lo sterminio degli ebrei da parte dei nazisti, anzi, con termine palesemente religioso, l’Olocausto.
    In termini sociologici, un “mito” che non vuol dire affatto una “bufala”. L’Antica Roma è esistita, ma per il Risorgimento e il Fascismo, è diventato un mito legittimante.
    Il mito dell’Olocausto è secondario, storicamente, al mito della sconfitta del nazismo, che legittima tanti stati attualmente esistenti (a parte ovviamente la Germania, che però riesce a inservici nel ruolo di Eterna Penitente), dagli Stati Uniti di Patton, all’Italia dei Partigiani, all’Inghilterra di Churchill, alla Russia.
    Il “mito” dell’Olocausto nasce tardi, addirittura negli Anni Settanta, come documenta ad esempio Norman Finkelstein: prima l0 sterminio degli ebrei era semplicemente una delle tante colpe dei nazisti, dopo diventa l’unica.
    Questo mito legittima anche Israele (che ne beneficia però parecchi anni dopo la fondazione, anche con il film Exodus), anzi diventa l’unica legittimazione del fatto che Israele può permettersi di fare cose che nessun altro stato al mondo osa fare.
    Perché “mai più camere a gas”, Israele quindi può fare tutte le cose che sono proibite a chi crede al mito stesso. Cioè può “fare come Hitler”.
    Ripeto, non ci interessa sapere se Israele “fa le stesse cose che fece Hitler”: c’è una gara sociologicamente affascinante, dove alcuni cercano di trovare paralleli con cose che Hitler ha fatto, e altri cercano di trovare le differenze.
    Insomma, il metro non è il Bene contro il Male, ma l’Esempio Mitico.
    Hitler ha fatto la Volkswagen, non mi risultano auto di marca israeliana, quindi Israele non è cattiva…

    • Miguel Martinez scrive:

      “Visto che noi non risolveremo qui il conflitto mediorientale, mi incuriosisce una riflessione a latere.”

      I soggetti nella storia sono difficili da definire: è sbagliato sia attribuire qualcosa a “tutti gli israeliani”, sia prendersela con un singolo capro espiatorio (“Netanyahu” o “Putin”).
      Per cui dico “Israele” tenendo presente questo…
      Israele ha scelto di privilegiare la propria eccezionalità, invalidando la propria legittimazione universale.
      E credo che abbia fatto bene, ovviamente dal suo punto di vista.
      Anche perché consuma così il matrimonio con l’altro Paese Eccezionale, che sono gli Stati Uniti, anch’essi al di sopra delle regole. E in grado di distruggere ogni forma di vita suprabatterica su questo pianeta con un colpetto di pulsante.
      Di fronte al terrore assoluto, non ci sono valori che reggono.

      • Peucezio scrive:

        Vuoi dire che alla legttimazione del mito si è risostituito il potere della forza bruta?
        Sì, lo credo anch’io.

        Ma almeno bisognerebbe puntare sullo sfatare il meccanismo mitologico: non cambierebbe nulla per israeliani e americani, ma per gli europei sì e sarebbe comunque un puntello in meno, anche se non decisivo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Ma almeno bisognerebbe puntare sullo sfatare il meccanismo mitologico”

          Non si può. Non è mai esistito un sistema umano che non ci si basasse.

          Poi immagino che le Macchine non ne abbiano bisogno, per cui forse tra breve ci arriveremo.

          • Peucezio scrive:

            A parte che non è del tutto così. Questo mitologismo esprime una regressione recente. I buoni borghesi positivisti dell’Ottocento non avevano mitologie.

            Ma in ogni caso, se anche fosse, basta sostituire un mito con un altro. I miti si possono sempre distruggere.

            • Francesco scrive:

              Scusa Peucezio ma se il positivismo non è una delle peggio mitologie!

              E il nazionalismo? il razzismo? quante fumisterie giravano in quelle teste vuote?

              Per tacere delle maghe, a cui ricorrevano con esoterico entusiasmo!

              Una buia era di superstizione a vapore, direi.,

              Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Una buia era di superstizione a vapore, direi.,”

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                figurati, io sono d’accordo con te non al 100%: di più.

                Anche lo scientismo riduzionista contemporaneo è un mito.

                Ma qui è in atto qualcosa di diverso, uno sprofondamento nell’irrazionale, nel ferino, nel tribale trogloditico.

                Quelli avevano trovato un modello esplicativo forte, che effettivamente funzionava (la civiltà industriale prodotta dal progresso tecnico-scientifico ha rivoluzionato il mondo) e si sono esaltati, hanno esagerato, come sempre succede, l’hanno eretta a una specie di fede laica.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “I buoni borghesi positivisti dell’Ottocento non avevano mitologie.”

              Dai, mi sembra un’epoca di mitologismo estremo, dai poeti risorgimentali ai romantici tedeschi, ai sognatori del comunismo, ai fantasticatori delle razze, a quelli che credevano che la Grande Patria XXX doveva risorgere sulle ceneri dei suoi martiri ed eroi, a tutti gli utopisti…

              • Peucezio scrive:

                Ma quello era quanto di meglio poteva produrre la scienza del tempo.
                Erano “miti” razionalisti.

                Questi no.

      • Peucezio scrive:

        Quanto agli americani, lì è in atto una trasformazione interna.
        La solidarietà a Israele, al di là delle ragioni geopolitiche e delle lobby ebraiche, sul piano del consenso popolare (che ha un suo peso), era legata agli evangelici americani sionisti. Ma è un fenomeno delle vecchie generazioni: sotto i cinquant’anni i cristiani integralisti e in generale la gente di destra è molto meno filoisraeliana, per vari motivi.
        1) componente libertaria antistatalista e isolazionista: il contribuente americano (quello cui Dio ha vietato di pagare le tasse! 🙂 ) spende soldi per un paese estero e lontano;
        2) componente nazionalista, che si mischia e si sovrappone con la prima: pensiamo ai cazzi nostri e al giardino di casa, America di nuovo grande, che ci frega di ‘ste guerre fra beduini in mezzo al deserto;
        3) marginale ma presente: gli ebrei come progressisti, dissolutori, uccisori di Cristo, diffusori del marxismo, in fondo etnia straniera di origine mediorientale, cosa c’entrerebbero con la destra? Che se la sfanghino loro.
        A sinistra accade un fenomeno diverso ma dagli esiti simili: a generazioni di progressisti istituzionali neoliberisti e globalisti, magari non entusiasti di Israele ma nemmeno ostili e comunque organici al potere vigente, succedono generazioni di fanatici attivisti pro-Pal socialistoidi woke.

        La differenza fondamentale è che ai primi non frega un cazzo dei palestinesi: vogliono che gli USA si facciano gli stracazzi loro, mentre i secondi sono solidali ai palestinesi. Ma la sostanza non cambia.

        Co vorrà tempo per la sostituzione generazionale, ma la tendenza in prospettiva ora come ora appare quella.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per peucezio

          “Quanto agli americani, lì è in atto una trasformazione interna.”

          Molto interessante, grazie!

          • Francesco scrive:

            Mi sembra anche molto wishful thinking, però!

            C’è voluto un vecchio matto come Trump per mettere un minimo di pressione su Bibi. Biden era stato molto più timido.

            Interessante, per entrambi i Paesi del Golfo restano una vacca sacra intoccabile.

            Israele si è dovuto scusare col Qatar!

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Interessante, per entrambi i Paesi del Golfo restano una vacca sacra intoccabile.

              Israele si è dovuto scusare col Qatar!”

              Ha colpito anche me questa cosa. E fa vedere come accanto alla Mitologia, che sicuramente esiste, contino i Soldi.

      • MOI scrive:

        @MIGUEL

        Sto iniziando a leggere, e soprattutto leggere in questo ultimo anno, un bel po’ commenti di rammarico sul Lavoro Incompiuto del Pittore Austriaco che prima
        … erano riservati praticamente solo agli Zingari.

        CHI VUOLE CAPIRE CAPISCA

    • Francesco scrive:

      Mi permetto di dissentire ad ampio raggio.

      Noto che l’eccesso di narrazione sulla Shoah ha prodotto, e da tempo, la contro-narrazione per cui gli Israeliani si comportano come i nazisti.

      Personalmente, la ascrivo alla variante del razzismo anti-ebraico per cui si possono tollerare gli ebrei che fanno gli scrittori, attori, registi, intellettuali ma quelli che fanno i soldati no, non vanno bene, escono dal personaggio.

      Peraltro, Exodus è del 1960, quindi falsifica la tua narrazione, che fa partire il riconoscimento della Shoah dagli anni 70. Giusto?

      Ciao

      PS il mito “gli Israeliani hanno comprato ogni pezzo di terra in Palestina su cui vivono” a quando risale?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Mi permetto di dissentire ad ampio raggio.”

        Che bello, un Francesco più unico che raro che fa affermazioni specifiche per contestare, anziché prendere in giro 🙂

        1) “Noto che l’eccesso di narrazione sulla Shoah ha prodotto, e da tempo, la contro-narrazione per cui gli Israeliani si comportano come i nazisti.”

        Qui non colgo la logica. Capirei se dicessi che molta gente si annoia dell’eccesso di narrazione sulla Shoah, però a quel punto dovrebbero avere un po’ di rispetto per i nazisti, e non capisco cosa c’entrino gli israeliani.

        2) “Personalmente, la ascrivo alla variante del razzismo anti-ebraico per cui si possono tollerare gli ebrei che fanno gli scrittori, attori, registi, intellettuali ma quelli che fanno i soldati no, non vanno bene, escono dal personaggio.”

        Totalmente d’accordo

        3) “Exodus è del 1960, quindi falsifica la tua narrazione, che fa partire il riconoscimento della Shoah dagli anni 70”

        Certo, ma non “falsifica”. Exodus è stato il primo passo in una serie di spettacolarizzazioni mediatiche, che culminano 25 anni dopo con Shoah di Lanzmann.

        Io probabilmente ho diversi anni più di te, e mi ricordo da ragazzo in Italia, di tutte le cose di cui si incolpava il “nazifascismo”, lo sterminio degli ebrei era l’ultimo. I “Fasci di m…” erano Manganellatori al Servizio dei Padroni che avevano come scopo reprimere le lotte operaie.

        Questo è anche confermato da tante testimonianze che ho letto: chi era sopravvissuto ad Auschwitz (ma anche a qualunque guerra) non aveva alcuna voglia di trasmettere l’orrore ai propri figli, per cui le storie di questo tipo emergono solo una generazione dopo, cioè appunto circa 25 anni dopo.

        In America e in Inghilterra, poi, c’era il gloriarsi della vittoria militare, senza un gran bisogno di “vittime da salvare”.

        • Francesco scrive:

          Mah, io sarò imberbe ma i racconti di Ike sconvolto dal lager (non ricordo quale) che 1) pretende che tutto venga documentato e 2) fa portare gli abitanti dei villaggi vicini a vedere cosa c’era, me li ricordo.

          Del resto non sono d’accordo con te sulla centralità assoluta della Shoah: c’è moltissimo di più nel Mito della Seconda guerra mondiale.

          Dal tradimento di Monaco al patto Molotov-Von Ribbertrop, dall’eroismo della RAF al tradimento ai danni della Polonia, dalla produzione bellica USA alla genialità inglese nel battere Enigma … e taccio su societici, giapponesi, cinesi (che noi magari no ma gli americani sanno che il primo raid sul Giappone finì in Cina)

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Del resto non sono d’accordo con te sulla centralità assoluta della Shoah: c’è moltissimo di più nel Mito della Seconda guerra mondiale.”

            Certo, e infatti all’inizio era così. Ma tu citi episodi che riguardano il mondo anglosassone, io in Italia mi ricordo da ragazzo la gente di una certa età che si lamentava soprattutto di essere stati lanciati in una guerra dove tanti figli di contadini sono morti in Russia; e dei fascisti amici dei padroni.

            Che sono due storie che non si conciliano con quelle che glorificano gli anglosassoni altrettanto anti-russi… insomma, queste storie locali, inconciliabili tra di loro, si risolvono nella centralizzazione dello sterminio degli ebrei, che sono “altro” (proprio come dice Peucezio) e quindi non rientrano nei “nostri” divergenti racconti.

            • Francesco scrive:

              Mah, non è la mia esperienza.

              Da italiano, campeggiano la fame, i bombardamenti, la guerra civile, le nostre scatolette di lamiera contrapposte ai carri armati veri degli altri eserciti, la sparizione dei generali dopo l’8 settembre, la resistenza, Trieste e la Dalmazia. E gli ebrei, pure loro, certo.

              E, se posso aggiungere, che gli americani erano molto meglio dei tedeschi, degli inglesi, dei francesi.

              Ciao

  12. mondo parallelo scrive:

    La violenza paga

    Non credo sia mai stato così.
    Sarà perché ho letto Kropotkin “il mutuo appoggio” Ma le civiltà, dietro alla parvenza violenta, si sviluppano dove c’è fiducia reciproca.
    Si può leggere anche Turchin “ultrasociety”. Tipo la Cina.
    Secondo me Israele si è messo sulla strada dell’autodistruzione.
    Sta facendo certe mosse più che altro per disperazione.
    Poi mi risulta che gli israeliani che se ne potevano andare, se ne sono già andati, perché lì, la situazione è diventata insostenibile.
    Aggiungo, e non è bello aggiungerlo, che nell’ultimo libro di Rifkin pianeta acqua, c’è un intero capitolo dedicato ai passaporti, perché se va avanti il riscaldamento globale, i profughi non saranno più una eccezione, ma la norma, con tutto quello che ne consegue.
    Non rileggo

    • Francesco scrive:

      >> Secondo me Israele si è messo sulla strada dell’autodistruzione.
      Sta facendo certe mosse più che altro per disperazione.

      Mi sa che concordo, trovo l’idea di entrare in armi a Gaza una totale follia.

      Anche se, ti ricordo, la follia è la normalità da quelle parti.

      Ciao

      • mondo parallelo scrive:

        Hamas è stato sostenuto dall’Iran e probabilmente lo è ancora.
        Gli iraniani hanno mosso quel pedone e tutto l’ordine che si era faticosamente instaurato nell’intero Medio Oriente è andato a rotoli.
        Grandi scacchisti gli iraniani.
        Non fanatici religiosi, come sembra.
        Sentivo uno dei miei esperti preferiti che analizzava la situazione che precede il secondo round del conflitto tra Israele e Iran
        https://youtu.be/erT8G-dEpck?si=Kk6tE3hM8zZUnBNI
        Eh, insomma….laggiù sta cambiando tutto.
        Prima c’erano solo gli USA, adesso c’è anche l’opzione Cina. I cinesi sono ritenuti più affidabili.
        E quindi, signori americo-israeliani, giocate bene le vostre mosse. Non con l’immobiliarista.
        Gente seria, possibilmente

        • Francesco scrive:

          Il fatto è che quelli sono persiani e sciti.

          Non so quanto filo abbiano da tessere tra gli arabi.

          I cinesi poi … aspetto ancora una loro mossa su un qualche scacchiere per valutarli.

          Sinora fanno affari a tutto spiano e basta.

  13. Miguel Martinez scrive:

    Bellissimo discorso di Pete Hegseth al corpo militare statunitense.

    https://theintercept.com/2025/09/30/trump-hegseth-generals-admirals-military-meeting/

    Riassunto nel chiaro concetto:

    ““You kill people and break things for a living,” said Hegseth toward the end of his remarks. “Move out and draw fire because we are the War Department.”

    “Voi per campare uccidete la gente e distruggete le cose. Andate avanti e fatevi attaccare, perché noi siamo il Ministero della Guerra”.

    ““We untie the hands of our warfighters to intimidate, demoralize, hunt and kill the enemies of our country.””

    “Liberiamo le mani dei nostri guerrieri, in modo che possano intimidire, demoralizzare, cacciare e uccidere i nemici del nostro paese”.

    Che bello sentire qualcuno che parla senza tutte le finzioni solite.

    • Francesco scrive:

      Beh, fino a ieri il Pentagono si occupava DAVVERO della DEI al suo interno …

      Per ora sto con Hegseth, nonostante il nome da divinità egizia minore.

      Ciao

  14. Francesco scrive:

    ripropongo, perchè ci tengo molto:

    Andrea

    rimane ai miei occhi un colossale problema: come scegli tra i due bambini?

    perchè qui la politica non ha nulla da dire

    Ciao!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “due bambini”

      Ammetto che mi sono completamente perso e me ne scuso (ho acceso il telefonino un quarto d’ora fa e sono le undici di sera)

      Quali due bambini?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        l’aneddoto è tuo, parlava di un piccola Andrea che spiegava l’impossibilità di pace in Palestina perchè “se c’è un solo bagno e due bambini a cui scappa la pipì, è inevitabile che uno se la faccia addosso”

        in quarta elementare!

        Ciao

  15. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Chi è che diceva che sarebbe finita lì?

    https://www.repubblica.it/esteri/2025/10/02/diretta/flotilla_gaza_israele_news_oggi-424884676/

    Seconda Flotilla dalla Turchia con 45 barche

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Lo sai che Erdogan deve banfare molto perchè non fa nulla.

      La tua capacità di sceglierti gli eroi sbagliati è incredibile!

      Ciao

  16. PinoMamet scrive:

    “Pino

    come ti spieghi la sfrontatezza dell’antisemitismo?

    ormai le cortine fumogene che usa sono quasi nulle, tra un pò il nostro Peucezio potrebbe parlare in pubblico e riscuotere consensi generali

    è un pò peggio di come mi aspettassi”

    mi permetto di rispondere qua a Francesco perché la domanda che pone è seria e merita una risposta articolata.

    Il fatto è che secondo me gli italiani non sanno e non credono di essere antisemiti.

    Neppure il signore che stasera, all’uscita di sinagoga per Kippur, ci ha chiesto se avessimo finito di ammazzare bambini, neppure lui, se si fosse fermato e fosse stato educatamente richiesto del suo parere, ci avrebbe detto che lui non è mica antisemita, no, ce l’ha coi sionisti.

    Fosse uno solo! sai quanti ne ho sentiti che fanno questo ragionamento.

    È bellissimo avere una causa in cui credere tutti insieme; se è una causa alta e morale, deve essere più esaltante del calcio.
    Se poi c’è un nemico da additare, c’è la soddisfazione di stare tutti insieme e dare addosso a qualcuno “che se lo merita”.

    Netanyahu è lontano, chi l’ha visto mai? Non va al bar in paese a prendere il caffè, chissà dove lo prende, capace che beva quella porcheria americana.

    Gli ebrei sono vicini- e qualche volta, essendo umani e non “aliud antropologici” come dice Peucezio, sono anche antipatici e stronzi.
    Qualcuno tifa anche per Netanyahu, ha la figlia che ha studiato in Israele, ha un cugino di secondo grado che ha fatto il militare là…

    e dove invece non sono vicini, cioè in mezza Italia o più, si prestano appunto a essere fraintesi come misteriosi “aliud antropologici”, e poi stanno sul cazzo perché minchia, ce le avete proprio frantumate co’ ‘sto giorno della Memoria, e anche basta, pure mio nonno ha fatto la guerra ma non rompeva i coglioni a mezzo mondo.

    Poi si sa che sono ricchi e potenti e dominano Hollywood e comandano l’America eccetera.

    e va anche detto (e questa è forse la parte migueliana 😉 del discorso) che il mondo ebraico americano in effetti è antipatico e lontano anni luce dalla mentalità italiana
    (di recente un tale ebreo americano scriveva che forse gli ebrei- scil. americani- dovrebbero smettere, bontà sua- di “contare quanti nobel hanno preso gli ebrei” anche se, ammetteva, “è difficile non contarli”… difficile???)

    ma per niente “aliud” da quella americana (alcuni Chabad americani sembrano, per tono, accento e contenuti la replica della gag del predicatore americano che faceva Guzzanti, quello che devi “trovare Dio prima che Lui trovi te”)

    e quindi vengono fuori tanti aspetti di vero e proprio antisemitismo, che si credevano scomparsi, sopiti o mai esistiti.

    Non in tutti, ovviamente; ma ne basta uno.

    Ogni dieci o venti commenti sui social, fieramente indignati per quello che succede a Gaza, ce n’è uno che parla di “ebrei che dominano il mondo da 3000 anni” e che “odiano tutti e pensano di essere migliori”.
    ma gli altri commentatori mica lo insultano: stanno zitti.

    Nel 1929, o 1930, in Germania, non credo che i veri antisemiti fatti e finiti, convinti, fossero molto più numerosi dei terrapiattisti nell’Italia di oggi.

    hanno preso il potere perché gli altri stavano zitti, o pensavano “sì, vabbè, esagera, io ‘ste cose non le direi, però in fondo in fondo…”

    • PinoMamet scrive:

      Errata. neppure lui avrebbe dett odi essere antisemita, ma avrebbe detto che ce l’ha coi sionisti

    • Peucezio scrive:

      Pino, d’accordo.
      E succede pure che un islamico sanguinario in Inghilterra uccide due ebrei che non gli hanno fatto niente e delle opinioni dei quali circa Israele e Gaza non sappiamo nulla.

      Ma resta il fatto che in questo momento l’emergenza sono i gazawi, non gli ebrei: sono i palestinesi a morire come mosche.

      A un certo punto bisogna
      1) distinguere la vittima dal carnefice e,
      2) avere un senso dei rapporti di forza in campo.

      Cioè qui abbiamo uno stato potentissimo, ricco e ben armato, spalleggiato dalla maggiore potenza economica e militare del mondo, contro quattro beduini (perché di questo si tratta).

      Poi, certo, la gente semplifica, generalizza: funziona così sempre, per tutti.
      Ma è anche umano empatizzare per le vittime e incazzarsi coi carnefici.
      Semmai è disumano il contrario: simpatizzare cooi carnefici e incazzarsi con le vittime.

      • Peucezio scrive:

        Cosa che purtroppo fanno in tantissimi, benché minoritari, anche fra i gentili.

      • PinoMamet scrive:

        A parte che i beduini, comunità “etnica”, in realtà, militano nell’esercito israeliano, mentre non credo siano presenti tra gli abitanti di Gaza che è una grossa realtà urbana;

        a parte questo, ma sai che avevo immaginato esattamente questo tipo di risposta?
        E la avevo anche scritta nel commento, e poi cancellata per evitare il più possibile polemiche che sviassero.

        Ma possibile che ogni volta che si parla di Israele, ma ormai anche di ebrei!
        Ci sia quello che dice “ma parliamo invece dei palestinesi “??

        No!!
        Non voglio parlare dei palestinesi, cribbio! Non sono loro l’argomento del mio commento, sarò padrone di parlare di quello che voglio??

        Alla fine sempre cacciare fuori la Palestina Card per giustificare qualunque cosa contro gli ebrei e per rendere irrilevante il loro punto di vista.

        NON VOGLIO PARLARE DEI PALESTINESI!!!!!

        • Peucezio scrive:

          “Beduini” era nel senso italiano popolare ovviamente, non in senso tecnico.

          Per carità, tu puoi parlare di quello che vuoi.
          Ma spero tu comprenda che nel momento in cui sta accadendo un orrore che sarà ricordato come uno degli orrori di questo secolo (sempre che non sia un’escalation e che non ne arrivino di ancora peggiori), almeno fra quelli compiuti da paesi occidentali, ci si tende a concentrare su quello e sulle sue vittime.

          Fosse per me dell’Olocausto si parlerebbe ogni tanto solo su polverosi libri di storia e ne sentirebbero parlare solo gli specialisti, gli ordinari di storia contemporanea.
          Ma per fortuna esiste una sensibilità collettiva, un senso di umanità che va al di là del mio sentire personale.
          E che sarebbe bello si esercitasse in egual misura con Armeni, Indiani d’America e quant’altri.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Polverosi libri…”

            Non sono tanti i genocidi che abbiamo consumato in casa nostra.

            • Francesco scrive:

              veramente non me ne viene in mente nessuno negli ultimi duemila anni, pure le guerre contro i briganti non mi pare arrivino a tanto

              o cosa intendevi?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Hai presente l’Olocausto?

              • Francesco scrive:

                Mi sa che non ci si intende sul termine “in casa nostra” allora!

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè non sai che l’Olocausto ha interessato anche l’Italia e che degli italiani ci hanno partecipato attivamente?

              • Francesco scrive:

                Sì, ne ho sentito parlare, mi pare.

                Scusa, a volte dimentico quanto sei stronzo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ah, quindi secondo te nemmeno l’Olocausto è un genocidio?

              • Francesco scrive:

                parlavo della tua cura per i dettagli irrilevanti, così diversi da quelli decisivi

                per la cronaca, ritengo la Shoah un genocidio e sono consapevole della complicità italiana

                ma lo sapevi già

                mi rimane la domanda: per “in casa nostra” intendevi in Europa o cosa?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Siamo entrambi italiani del Nord, per cui qualunque accezione tu dia a quel “a casa nostra” dovrebbe andare bene quandi si dice che l’Olocausto è un genocidio avvenuto a casa nostra.
                Nonostante a te non ne venisse in mente nessuno avvenuto negli ultimi duemila anni.

              • Francesco scrive:

                Di solito il mio salotto non arriva fino alla Germania e alla Polonia.

                Non so dove abiti tu.

                Cordiali saluti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ripeto: stai dicendo che l’Olocausto non ha riguardato l’Italia, ma solo Germania e Polonia?

              • Francesco scrive:

                Sto dicendo che i campi di sterminio stavano là.

                Che la raccolta degli Ebrei abbia coinvolto l’Italia mi è ben noto.

          • MOI scrive:

            In realtà “Beduini” all’ interno della cultura Araba, diceva Miguel un tempo, ha una connotazione spesso POSITIVA, secondo i Valori Tradizionali di Destra:

            Austerità, Fedeltà alla Parola Data ( a differenza degli Inaffidabili Mercanti), Spirito Guerriero, Senso
            dell’ Onore.

      • Lucia scrive:

        “l’emergenza sono i gazawi, non gli ebrei”
        Se tu per parlare delle atrocità del governo israeliano parli di “ebrei” dai ragione a Bibi e compagnia che “gli ebrei” per il mondo sono tutti uguali e se non si fanno uno stato loro, al di fuori di quello saranno sempre in balia di discriminazione e ostilità quando non persecuzione. È come se attorno al duemila avessi detto ad un argentino o usano col nonno italiano della “vostra dittatura di Berlusconi”, come se si prendesse in giro un cittadino britannico per le sparate di Trump o chiedere a un tunisino conto della situazione delle donne in Afghanistan. Ridicolo, se non fosse che, quando si parla di massacri o di discriminazione istituzionalizzata, considerare persone del tutto avulse da quel contesto come responsabili è molto peggio.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Una volta che divento antisemita perché critico la posizione politica delle comunità ebraiche e perché non faccio la ronda su internet per criticare gli antisemiti, allora la clava dell’antisemitismo smette di essere utilizzabile su di me e la dice solo lunga su chi cerca di utilizzarla per difendere Netanyahu.
          Che Peucezio sia antisemita (in senso proprio), invece, è di dominio pubblico: lo ha sempre dichiarato apertamente. La clava non funziona granché bene nemmeno con lui.
          Poiché date dell’antisemita a me, però, non potete sperare che dare dell’antisemita a lui mi metta di per sé contro di lui.

          Però il fine non è parlare agli altri, ma consolarsi all’interno del proprio campo: se sono tutto antisemiti, allora non occorre farsi nessuna domanda.

          • PinoMamet scrive:

            Te lo dico in tono scherzoso e amichevole, eh?

            Ma chi ti caga? 😉

            Dai, Maurí, da amico, senza che ti incazzi: ma che cavolo c’entri tu?

            Le ronde contro gli antisemiti (?), metterti contro Peucezio (???) , boh…

            Mi sembra un po’ tutta una tua fantasia che c’entra abbastanza poco con quello che ho scritto.

          • PinoMamet scrive:

            Scusa il lessico, eh?

            Ma ti parlo proprio come parlerei a un amico.

            Gli studiati parlerebbero di chips sulle shoulders, ma per me i Chips sono la stradale californiana, e Shoulders credo che sia uno shampoo, perciò uso le espressione che userei con un amico.

            Tiriamo tutti un bel respiro, me compreso, e ricordiamoci che siamo esseri umani reali, che mangiano bevono e vanno a lavorare, e stanno scrivendo su una specie di foglio di carta virtuale scambiandosi opinioni su un argomento, sul quale peraltro concordano nella maggioranza dei dettagli.

            Non stiamo ammazzando nessuno e neppure salvando nessuno.

            Il mio povero papà, quando uno in famiglia si scaldava, gli diceva:
            “Guarda che non hai fatto il mondo, c’era già quando sei nato e ci sarà ancora quando sarai morto”.

            Vale anche per me.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “Nel 1929, o 1930, in Germania, non credo che i veri antisemiti fatti e finiti, convinti, fossero molto più numerosi dei terrapiattisti nell’Italia di oggi.”

      condivido in buona parte la riflessione di Pino Mamet.

      Precisiamo però due cose importanti – che nel ’29, “gli ebrei” non venivano accusati di aver compiuto stermini in angoli remoti del mondo. In quanto “bolscevichi” stavano lì lì per distruggere la sudata proprietà privata del ceto medio; e in quanto “banchieri” lo avevano già distrutto attraverso la crisi economica mondiale.

      Anche gli zingari rubano alle nostre mamme, i marocchini spacciano ai nostri figli e i tunisini li scippano… gli ebrei ammazzano bambini in un luogo molto lontano.

      Parlo ovviamente dei personaggi etnici immaginari.

      • Francesco scrive:

        sì però i milioni di ebrei tedeschi in carne e ossa erano appena usciti dalle trincee in cui avevano combattuto a fianco degli altri tedeschi

        eppure questo fatto non potè nulla rispetto alle narrazioni sui banchieri pugnalatori alle spalle o sui bolscevichi (che erano ebrei RUSSI, cazzo!)

        per una volta sottovaluti l’immaginario e l’inconscio, credo

        Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino mamet

      “stanno zitti”

      Io non sto zitto.

      Se becco uno su Facebook che dice “gli Ebrei fanno queste porcherie” lo correggo subito con una frase standard:

      “non gli Ebrei, i sionisti. Ci sono tanti Ebrei che non sono sionisti. Fra i viventi: Dustin Hoffman e Moni Ovadia. Tra i defunti: Isaac Asimov e Hannah Arendt. E purtroppo ci sono tanti sionisti che non sono Ebrei”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Però Francesco giù parla di ebrei. Quindi credo di aver capito che se sei pro devi dire “ebrei” se sei contro devi dire “israeliani”.

        • PinoMamet scrive:

          Pro o contro cosa????

          Non vedo il motivo di complicare una questione molto semplice:

          la politica di Netanyahu e la sua percezione in Italia ha contribuito a far rinascere l’antisemitismo che si credeva finito e dimenticato.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Io l’antisemitismo in senso proprio (immagino che usare “rabbino” come insulto e roba del genere ci rientri, se non altro in termini di sensibilità antisemita – possiamo dire così?) l’ho sempre visto, dalle parti mie.
            Solo che quelli che hanno sempre condiviso questa sensibilità antisemita adesso sono amici e difensori di Israele.

            Proprio in questi giorni sentivo un amico di Israele dire che è sbagliato giudicare gli ebrei con il nostro metro, perché gli ebrei non sono occidentali come noi. Mi ci è voluto molto per non gridare e chiedergli se per lui Edoardo Weiss non fa parte della cultura occidentale.

            • Peucezio scrive:

              Mauricius,
              “Solo che quelli che hanno sempre condiviso questa sensibilità antisemita adesso sono amici e difensori di Israele.”

              Un mio amico più anziano su facebook ha due profili.
              Un giorno vedo da uno dei due profili, quello con uno pseudonimo, che è il suo compleanno e gli faccio gli auguri. Lui mi ringrazia ma mi spiega che non si tratta del suo vero compleanno. Mi accorgo che è il 20 aprile e ci scherziamo su.

              Bene, in questi mesi è diventato un filoisraeliano sfegatato. Il più sfegatato di tutti i miei amici di facebook (fra i quali i filoisraeliani per fortuna sono un numero minimo).

          • PinoMamet scrive:

            Io l’antisemitismo in senso proprio dalle mie parti non l’ho mai visto, come già ricordato;

            e ho sempre trovato che molti presunti “amici di Israele” siano in realtà antisemiti mascherati (male).

            Adesso “stanno dalla parte degli ebrei”
            (contribuendo a farli odiare, identificandoli sic et simpliciter con Israele, anzi, con la destra israeliana, tante volte senza chiedere il parere degli ebrei stessi)

            perché Israele spara sugli arabi e ha i carri armati belli.

            Domani cambieranno opinione di nuovo, e il popolo di presunti “geni”, “vincitori di Nobel” e “grandi condottieri” tornerà a essere il popolo di corrotti, dominatori della finanza che si pagano i premi, prepotenti che combattono solo contro i più deboli.

      • Francesco scrive:

        ah beh, se correggi dicendo “non gli ebrei, i sionisti” fai proprio un bel lavoro!

        non è che ti si indica come antisemita per caso, questo è un bar dove si bada alle parole e al loro senso.

        a me del sionismo frega nulla ma l’uso delle parole è molto indicativo dei pensieri sottostanti e sottaciuti.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “bel lavoro”

          Confucio dice che il primo dovere di un governante è restaurare le parole.

          Siccome siamo in democrazia, il potere del popolo (o no? 😉) e io del popolo sono minima parte, contribuiscono ridare alle parole il loro senso.

          “Sionista”=”uno che crede al motto ‘una terra senza popolo per un popolo senza terra’” riferito a Ebrei e Palestina
          “Ebreo”=seguace della religione Ebraica.

          Ci sono molti Ebrei che non sono sionisti e molti sionisti che non sono Ebrei.

          I complici del genocidio di Gaza vogliono fare credere che chi è contro i Sionisti sarebbe antisemita.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Allora se usiamo le parole nel loro significato, facciamolo davvero:

            Sionista: chi credeva alla necessità di creare uno Stato nazionale ebraico, preferibilmente nella terra ritenuta d’origine del popolo ebraico (Canaan/Israele/Palestina, “terra del monte Sion”)

            Che ci abitassero anche arabi, e andassero integrati nello stato, lo scriveva lo stesso Herzl.

  17. roberto scrive:

    Collegandomi a quanto sollevato da pino,
    Consiglio di spendere 7 minuti per ascoltare questa

    (La storia della albanese a Perugia me l’ero persa ed è allucinante e indicativa)

    https://youtu.be/kH2qgidhA1E?si=W0MYjTVJsA2ztH2c

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Democrazia è quando io posso criticare chi voglio e gli altri non possono contestare.
      Ma è Bizzarri.

      • Francesco scrive:

        ???

        odio i video e detesto la Albanese.

        se spiegaste …

      • roberto scrive:

        l’hai sentito il podcast? direi di no…

        le parole che hanno suscitato contestazioni e urla di vergogna sono

        “Dobbiamo ricordare che il feroce attacco del 7 ottobre non giustifica il massacro in essere a Gaza. La fine del genocidio e la liberazione degli ostaggi sono condizioni necessarie per avviare per quanto possibile un processo di pace”

        ora, che uno sia libero di urlare “vergogna” per questo (tra l’altro in una situazione in cui il sindaco di perugia premiava l’albanese), non lo nega né bizzarri né la mia meschina persona…ma prima dell’intervento della psicopolizia del popolo spero di poter anche io aver il diritto di dire che sta gente è messa davvero malissimo (e che pino ha ragione su tutto)

        coem nessuno nega il diritto della albanese di “perdonare” il sndaco di perugia….ma democraticamente sono anche io libero di pensare che l’albanese poteva benissimo risparmiarsela

        • Francesco scrive:

          sul fatto che stiamo messi malissimo sfondi una porta aperta

          è che ci sono troppo pochi ebrei per fare un bel pogrom come si deve!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Da quando il fatto che ci siano pochi perseguitabili sarebbe un disincentivo? Mi pare sia proprio il contrario.

            Ma è troppo pretendere qualche collegamento con la realtà.

            • Francesco scrive:

              non ho mai fatto un pogrom ma immagino che ammazzare solo due o tre persone sia poco divertente, rispetto ad accopparne qualche decina

              dura poco tempo, non hai modo di sbizzarrirti su come farlo, se sbagli e crepano subito non hai ricambi

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Porre la liberazione degli ostaggi come precondizione per qualcosa è ipocrita e infatti è la posizione di Giorgia e Bibi. Gli ostaggi stavano venendo liberato e Israele si è sputtanato come controparte negoziale facendo saltare quella tregua, per cui porre quella come precondizione è stupido.

          Bizzarri ovviamente tutto questo non lo ricorda e altri idem.

          • Francesco scrive:

            >> Porre la liberazione degli ostaggi come precondizione

            è il minimo sindacale, per restare in tema col Landini.

            e su questo ammetto di non essere disponibile a transigere.

            in teoria, in pratica non conto un cazzo e faranno come credono.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              No, evidentemente non lo è: gli ostaggi stavano venendo liberati, ma alla destra israeliana questo nonnstava bene perché impediva di raggiungere gli obiettivi primari.

              • Francesco scrive:

                oppure perchè è la cosa sbagliata da fare.

                però vedo che Trump è della tua idea e propone di liberare molti palestinesi.

                se sono rose fioriranno.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Era sbagliato liberare gli ostaggi? Ma riesci a formulare una frase di senso compiuto o – almeno – che non sembri del tutto priva di senso?

              • Francesco scrive:

                Non si cede mai ai rapitori.

                Su questo concordo con Putin e con lo Stato italiano, che blocca i beni dei rapiti.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ok, Francesco, quindi a te della vita degli ostaggi non te ne frega niente. Sei in ottima compagnia: di tutta la destra israeliana.

              • Francesco scrive:

                Non me ne frega niente è una piccola esagerazione.

                Sono per la vendetta ai danni dei rapitori, infatti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non te ne frega niente, quindi: ciò che conta è l’onore che chiede di portare avanti la faida.

                Ma perché ogni volta neghi solo per ribadire il concetto estremizzandolo?

              • Francesco scrive:

                Ma che onore e onore? chi paga i rapitori oggi si garantisce nuovi rapimenti in futuro.

                Non è molto difficile da capire, se ci è arrivato il legislatore italiano.

                Mi dispiace molto per il rapito di oggi ma mi pare evidente che sia la strategia migliore per stroncare la pratica.

                Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “minimo sindacale”

              Ho perso il conto di quante migliaia siano i Palestinesi detenuti da anni nelle galere Israeliane senza processo.

              Scambio di prigionieri no, eh?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “allucinante”

      Il sindaco ha ripetuto – penso inconsapevolmente, data la propaganda martellante cui siamo sottoposti – la bufala per cui Hamas col rapimento degli ostaggi per uno scambio di prigionieri sarebbe corresponsabile del genocidio.

      Il che è una sesquipedale fesseria.

      E dirla proprio davanti a chi si è visto addirittura sanzionare dagli USA come un Milosevic qualunque per aver denunciato in qualità di consulente giuridico dell’ONU gli immensi interessi economici dietro la spoliazione genocida della Palestina non è stata solo una fesseria, ma una sanguinosa gaffe.

      La buonafede del sindaco era appunto palese, per cui la Albanese – che meriterebbe un monumento e la immediata beatificazione in vita per il Suo coraggio di dire le cose come stanno in questo Paese dei cachi – ha signorile ente soprasseduto.

      La reazione indignata del pubblico alla fesseria di cui sopra è un corroborante sollievo!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Come no, quasi essere portati nella Cina della Rivoluzione culturale grazie a un Portale spazio-teporale!

        la “bufala” è il gorilla da 400 kg nella stanza di cui non vuoi parlare, la questione centrale e decisiva

        altro che le cazzate scritte dalla Albanese sugli interessi economici dietro il genocidio, pessima letteratura horror

        • Andrea Di Vita scrive:

          @francesco

          “Cina”

          Tu sei fissato. Cosa c’entra la Rivoluzione Culturale? Mica hanno preso il sindaco, gli hanno messo un berretto d’asino in testa e l’hanno preso a bastonate.

          “Albanese”

          Ma tu il rapporto della Albanese te lo sei letto o no? Sai dirmi quali cazzate avrebbe scritto o parli solo per sentito dire?

          Guarda che io me lo sono scaricato e l’ho letto.

          Adesso mi dici la pagina in cui ha scritto le cazzate che dici.

          Se no davvero è inutile perdere tempo a risponderti.

          • Francesco scrive:

            Dato che parla degli interessi economici dietro il genocidio, non ho bisogno di leggerne neppure una riga. La vita è breve.

            Se anche ci fosse un piano di sterminio dei Gazawi, sarebbe per motivi politici, cianciare di motivi economici è pura idiozia.

            Ah, cosa c’entra la Rivoluzione culturale? il livello delle accuse è esattamente quello, il contesto mille contro uno pure.

            Ciao

  18. MOI scrive:

    https://www.bbc.com/news/articles/cd63p1djgd7o

    Two Jewish people have died in a car ramming and stabbing attack at a synagogue in Manchester.

    • MOI scrive:

      SE pensano di aver aiutato la Causa Palestinese … ora Netanyahu ha il pretesto ulteriore di vendicare l’ Attentato Jihadista 2 Ebrei Britannici con una Rappresaglia Sionista da 200 Arabi Musulmani Gazawi .

      • Francesco scrive:

        Netanyahu non agisce così: sta “costruendo” una casa sicura per gli Ebrei, non ci occupa di rappresaglie singole.

        E spero che, invece, vada in porto il piano di pace di Trump, di cui in Italia non si parla perchè … non rientra nei parametri.

        • mondo parallelo scrive:

          Il piano di pace di Trump consiste nei preparativi per una seconda guerra all’Iran

          Un cambio di regime in Iran e Venezuela potrebbe portare un’enorme quantità di risorse energetiche aggiuntive sotto il controllo di Washington.

          https://lesakerfrancophone.fr/cogitations-sur-les-recentes-initiatives-prises-par-trump

          Questo più altre bruttissime cose che non si vogliono vedere.
          Specialmente gli illusi del trading online voi loro grafici del cazzo.

          • Francesco scrive:

            il trading on line è un fregatura.

            l’illusione di riuscire ad abbattere i regimi in Iran e Venezuela … ottime intenzioni ma spero restino tali

            far guerra alla Persia? ma se Trumpone vuole il Nobel per la pace!

            😉

            • mondo parallelo scrive:

              Trump solitamente dice una cosa e fa il contrario. Prepararsi. L’Iran è cazzutissimo.
              E se poi l’armata Brancaleone non ce la fa, saranno cavoli amari.
              Ma forse sto scrivendo cose troppo indigeste per un blog di amene conversazioni.

              • Francesco scrive:

                ma non è che sei come il regista di 300?

                che ti piacciono molto gli omoni cazzutissimi, quasi nudi e con grosse spade?

                😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “Netanyahu non agisce così: sta “costruendo” una casa sicura per gli Ebrei, non ci occupa di rappresaglie singole.”

          Esatto!

          E’ quello che sto dicendo. Non è possibile una casa sicura per gli Ebrei, in un luogo dove la maggioranza degli abitanti non sono Ebrei.

          E’ questo il punto fondamentale, sei d’accordo?

          • PinoMamet scrive:

            Io no.
            Non è possibile una casa sicura per gli ebrei in un luogo in cui la maggioranza degli abitanti odia gli ebrei.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “Non è possibile una casa sicura per gli ebrei in un luogo in cui la maggioranza degli abitanti odia gli ebrei.”

              Esatto, e sicuramente ognuno ha le sue motivazioni.

              Fatto sta che l’esistenza di una maggioranza non ebraica nello spazio occupato dallo stato che si definisce ebraico, non è conciliabile con l’esistenza di uno stato ebraico.

              Anche se la Repubblica Islamica dell’Iran si trovasse una maggioranza di buddhisti, sarebbe un problema.

            • tomar scrive:

              Pino Mamet: Non è possibile una casa sicura per gli ebrei in un luogo in cui la maggioranza degli abitanti odia gli ebrei.

              Quindi? Quali deduzioni logiche si possono trarre da questa considerazione? Che per gli ebrei il luogo meno sicuro al mondo in cui avere una casa è, nonostante il super IDF, Israele? Che tale inciampo si può quindi risolvere solo sfoltendo via via questa maggioranza con una serie di appropriate tecnicalità? Oppure?

            • PinoMamet scrive:

              Non sono così ingenuo da trarre “deduzioni logiche ” da domande pilotate e truccate.

              Non sperare che ci caschi.

              Se vuoi un parere reale, invece, beh penso proprio che Israele abbia tutto il diritto di rimanere dov’è, come Stato z maggioranza ebraica, ma democratico e multimediale etnico quale è.

              Ha anche un paio di belle spiagge.

              I giovani israeliani si fanno un po’ troppe canne, ma per il resto mi stanno simpatici.

              • PinoMamet scrive:

                Errata: multietnico

              • tomar scrive:

                PM: Se vuoi un parere reale, invece, beh penso proprio che Israele abbia tutto il diritto di rimanere dov’è

                Certamente, solo che oggi come almeno dal 1967 la domanda ineludibile (truccata anche questa?) è: DOVE “è Israele”.

              • PinoMamet scrive:

                Prova con Google Maps, dovrebbe esserci 😉

                Vuoi parlare dei confini? Ma, penso che gli accordi di Oslo potessero essere un buon punto di partenza, ma mica devono piacere a me.
                Finora sono stati i palestinesi a rifiutare tutte le possibilità, e ho idea che i confini che piacciano a loro siano come l’albero di Bertoldo.

                Quello che veramente gli piacerebbe è la Palestina “dal fiume al mare”, ma caro mio…

                anche a me piacerebbe essere milionario.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “rifiutare”

                Rabin l’hanno assassinato i Palestinesi?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “penso”

                Chissà se i derubati sono d’accordo. Sembra di no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ma io ti dirò sempre la mia opinione, non quella dei “derubati”, della quale, in tutta onestà, mi sbatto ampiamente il cazzo.

                Gli accordi di Oslo li ha rifiutati Arafat quando Rabin era vivo e vegeto.

              • PinoMamet scrive:

                Mentre praticamente tutto il blog, e mezza Italia, rivendica allegramente di potersene fregare dell’opinione degli ebrei e degli israeliani, di ritenere che la memoria della Shoah sia una specie di ricatto vittimistico con il quale gli ebrei giustificano tutto, e di poter esprimere la propria opinione senza curarsi della sensibilità ebraica sul tema…

                benissimo!
                Evviva la chiarezza!

                e io rivendico di potermene sbattere di provare particolare simpatia per la causa palestinese, che i palestinesi stessi hanno ampiamente e STUPIDAMENTE sabotato per decenni.

                Potevano avere il loro Stato da almeno trent’anni.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “Oslo”

                Io mi ricordo la foto di Clinton che spinge Arafat e Rabin a stringersi la mano.

                Comunque mi sfugge la logica: adesso se un ladro si vuole accordare col derubato per tenersi in pace solo una parte della refurtiva e il derubato rifiuta la colpa e’ del derubato?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Andrea, il tuo punto di vista è molto chiaro e lo hai espresso più volte: sei a favore dello Staro unico, arabo.

                Cosa aggiungere, se non che sono d’accordo con te?

              • PinoMamet scrive:

                Scusami: che NON sono d’accordo con te.

              • Francesco scrive:

                In un certo senso molto perverso, è commovente come, dal calduccio dell’Italia, Andrea insista per il suicidio del popolo palestinese.

                Perchè è molto evidente che la narrativa del “furto” comporta una guerra eterna, senza quartiere, per riavere tutto. E siccome gli israeliani hanno molti difetti ma vorrebbero vivere, comporta il genocidio dei palestinesi.

                Non per cattiveria ma come immediata misura di sopravvivenza.

                Chi parla di “furto che dura da 80 anni” spinge per lo sterminio molto più di Ben Gvir e dell’altro figuro mostruoso nel governo di Israele. Come chi scrive “from the river to the sea”.

                Infatti Andrea sogna bombe radioattive che dall’Iran piombano sulla Palestina. Ricordando i conti di Miguel su quanto è piccola la Palestina, le conseguenze sono prevedibili.

                Io resto fermo alla richiesta di Gerusalemme città libera e del libero transito dei pellegrini cattolici per la Terra Santa.

                Saluti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “comporta il genocidio dei palestinesi.
                Non per cattiveria ma come immediata misura di sopravvivenza”

                Facciamo passi avanti: ora per Francesco il genocidio c’è, ma è necessario.

                E, poverino, è costretto a votare Vannacci quando vorrebbe poter votare Idi Amin.

              • PinoMamet scrive:

                Ehm, a dire il vero Francesco sta riportando il pensiero di Andrea, secondo il quale l’esistenza di Israele comporterebbe il genocidio dei palestinesi.

              • Francesco scrive:

                x MT

                stai dicendo che tu o ADV siete candidati alle prossime elezioni?

                perchè io ricordo quello che io ho scritto.

                🙂

                saluti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Francesco sta riportando il pensiero di Andrea, secondo il quale l’esistenza di Israele comporterebbe il genocidio dei palestinesi”

                Ma non è quello che ha scritto ADV. E che la conseguenza dell’appropriazione della terra dei nativi debba essere per forza il genocidio di questi ultimi non mi pare che sia la posizione di ADV, che è più simile, invece, a quella che descrivi tu (cioè che debba esistere un unico stato dove a comandare siano i nativi).

              • Francesco scrive:

                A me invece pare proprio che Andrea dica il contrario.

                Che essendo i nativi certi del loro genocidio a opera degli invasori, la resistenza con qualsiasi mezzo e a qualsiasi costo è l’unica cosa da fare.

                E’ su questo che lui è in disaccordo con me.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però hai scritto una cosa diversa: poiché i nativi resistono, per gli israeliani sterminarli è necessario.

              • Francesco scrive:

                Credevo di avere scritto “poichè i nativi rifiutano qualsiasi accordo e utilizzano metodi di lotta brutali e suicidi, il loro sterminio o cacciata diventa necessario”.

                Poi possiamo approfondire la qualità degli accordi proposti, il fatto che sia Hamas a rifiutare, il progressivo deteriorarsi della politica israeliana, ma il contesto è quello.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi avevo capito bene, ottimo.

              • Francesco scrive:

                Definisci “resistono” e vediamo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non pensavo avessi queste lacune lessicali, ma ti aiuto: si oppongono allo status quo in ogni modo immaginabile, producono un gran numero banditi, terroristi, ecc.

              • Francesco scrive:

                Ah, allora siamo d’accordo.

                Buono a sapersi.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MOI

      “Two”

      Belin.

      Siamo già alla strategia della tensione?

      Allora l’azione delle masse ProPal spaventa davvero.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Siamo di nuovo alle sedicenti BR?

        🙁

      • Francesco scrive:

        ti rendi conto che questo ha ammazzato due persone e tu non vuoi vederlo? addirittura insinui che sia stato organizzato dal governo britannico per sviare l’attenzione? oppure pensi al Mossad?

        poi leggo che ti è scappato il termine “azione delle masse” e mi rendo conto che siamo nel campo dello psico-patologico. e mi tranquillizzo.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “due”

          Veramente una l’ha ammazzata la polizia.

          https://tg24.sky.it/mondo/2025/10/03/manchester-attentato-sinagoga

          Comunque guarda che strano: questi attentati sempre a fagiolo capitano, quando si tratta di sviare l’attenzione dalla mobilitazione delle masse.

          E uso ‘masse’ in senso tecnico: solo in Italia si sono mobilitati in due milioni.

          P.S.
          Aspetto sempre che tu mi dica a che pagina del suo rapporto Albanese avrebbe scritto cazzate.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Comunque guarda che strano: questi attentati sempre a fagiolo capitano, quando si tratta di sviare l’attenzione dalla mobilitazione delle masse.”

            Direi che è assolutamente fisiologico che in un continente di mezzo miliardo di persone, un essere umano dia di matto. C’è chi lo fa perché ha litigato con la moglie, c’è chi lo fa perché ha guardato il telegiornale.

            Ricordiamoci quando c’era l’Isis che non si è mai preoccupato dei palestinesi, ma faceva stragi ovunque: dopo il 7 ottobre, nulla di simile.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “fagiolo”

              Ma infatti: i matti ci sono sempre. È l’enfasi mediatica su quello che danno che cambia. Ieri sul Secolo XIX le notizie sui milioni di persone in piazza occupavano la quarta, quinta e parte della sesta pagina. Le notizie sull’attentato di Londra occupavano la seconda e terza pagina. I due gruppi di notizie si dividevano parte della prima pagina, insieme a un trafiletto sulla decadenza della tolleranza nella nostra società e a un articolo in memoria di un noto allenatore del Genoa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              beh, forse capiterebbero meno matti a sparare in sinagoga se non ci fossero centinai di persone convintissime che le sinagoghe siano club di genocidi…

              e dico centinaia perché sono ottimista, in realtà sono molti di più.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “centinaia”

                Odio dire che te l’avevo detto, ma…

                …te l’avevo detto.

                Quando un Meghnagi va in TV a dire “definisci bambino” e nessun Ebreo si alza per sputargli in faccia, cosa ti aspetti che succeda?

                O siamo mica tutti nazisti antisemiti tranne i soliti Sallusti, Vespa e islamófobi vari?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Non era Meghnagi, era un tal Eyal Mizrahi dell’associazione Amici di Israele.

                credo sia chiaro a tutti cosa intendeva con la sfortunatissima espressione.

                Difficile sputargli in faccia da dietro il televisore.

                Dell’episodio continua a risultarmi misteriosa la presenza in studio del comico Enzo Iacchetti, ma non ho visto la trasmissione, forse esisteva un motivo plausibile per aver invitato lui a difendere le posizioni filo-palestinesi.

              • Francesco scrive:

                mio cugino (per davvero, questa volta) ha trovato video di Hamas che danno una risposta inattesa e interessante alla domanda

                io ho chiesto alla IA che mi ha confermato che “bambino” è automaticamente definito qualsiasi minorenne morto, tranne quelli in uniforme

                insomma, la domanda del Perfido è meno infame di quanto sembri dal divano

                PS solo a me fa piacere che si parli di tregua imminente?

  19. Miguel Martinez scrive:

    Dichiarazione di Hamas sulla proposta del Presidente USA Donald Trump

    In considerazione dell’aggressione e della guerra genocida condotta contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza, e per senso di responsabilità nazionale nel difendere i diritti e gli interessi superiori del nostro popolo, il Movimento di Resistenza Islamica (Hamas) ha svolto ampie consultazioni con le proprie istituzioni di leadership, le fazioni e le forze palestinesi, oltre che con mediatori e paesi amici, per definire una posizione responsabile riguardo al piano presentato dal Presidente Donald Trump.

    Dopo un attento esame, Hamas comunica quanto segue:

    – Hamas apprezza gli sforzi arabi, islamici e internazionali, così come quelli del Presidente Trump, volti a porre fine alla guerra contro Gaza, a garantire uno scambio di prigionieri, a permettere l’ingresso immediato degli aiuti umanitari, a rifiutare l’occupazione della Striscia e a prevenire lo sfollamento del nostro popolo.

    – In questo contesto, e con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco completo e un ritiro totale da Gaza, Hamas annuncia la propria disponibilità a rilasciare tutti i prigionieri israeliani – vivi e resti – secondo i termini dello scambio previsti dalla proposta di Trump, a condizione che siano garantite le condizioni necessarie per l’attuazione. Il movimento dichiara inoltre la propria prontezza a entrare subito, tramite mediatori, in negoziati per definire i dettagli del processo.

    – Hamas ribadisce il proprio accordo a trasferire l’amministrazione della Striscia di Gaza a un’autorità palestinese composta da indipendenti (tecnocrati), basata sul consenso nazionale e sostenuta da paesi arabi e islamici.

    – Per quanto riguarda le altre questioni contenute nella proposta di Trump sul futuro di Gaza e sui diritti inalienabili del popolo palestinese, esse restano legate a una posizione nazionale unitaria palestinese, fondata sulle leggi e risoluzioni internazionali, e saranno discusse in un quadro nazionale complessivo a cui Hamas parteciperà attivamente e con responsabilità.

  20. MOI scrive:

    @ PINO MAMET

    SE ho ben capito, quando non fa il vecchio cassaforte con le Veline 😉 che hanno ⅓ dei suoi anni, il “Signor Enzino” … è un Filantropo ProPal da sempre.

  21. MOI scrive:

    INDUBBIAMENTE la Proposta di Donald Trump è il classico Patto Leonino … ma Hamas ha sempre saputo di essere “gatto” in confronto, mantenendo il cliché.

    • Francesco scrive:

      sei sicuro? non ho letto i dettagli per timore che la cosa sfiorisse e fosse tempo perso ma quel poco che ho visto mi pareva buono ed equilibrato

      come mia lo giudichi leonino?

      ciao

      • MOI scrive:

        Questione di Rapporti di Forza … cmq penso che se avesse vinto Kamala Harris sarebbe uguale, solo con un linguaggio molto più paraculo.

  22. mondo parallelo scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2025/10/05/295114.html

    Sempre a proposito dei missili Tomahawk a lunga gittata di cui si mormora possano in qualche modo finire in Ucraina, anche se gli Ucraini non hanno né i mezzi né le competenze per lanciarli. E chi li lancerebbe?
    Bella auto-domanda.
    E dei preparativi per la guerra all’Iran.
    Due situazioni strettamente interconnesse.
    Si tratta di guerre per le risorse altrui.

    Inevitabilmente prima o poi i russi (e i cinesi?) cambieranno registro.
    Aspetta che arrivi un solo Tomahawk…
    L’America è lontana, può permettersi di fare cazzate. L’Europa no. (E l’Europa è sacrificabile come lo sono l’Ucraina e anche Israele. Esagero? Magari …mi si dica pure che sbaglio).
    Ieri l’articolo di Emmanuel Todd che in qualche modo cercava urgentemente di dare l’allarme su quello che a breve potrebbe succedere.
    Anche per questo ci vorrebbero le piazze, non due, ma dieci, cento volte di più di quello che si è visto per Gaza.
    Anche solo per il sospetto di quello che sta per succedere.

    • Francesco scrive:

      Intendi la guerra all’Iran?

      o il rischio che Putin perda la guerra di invasione dell’Ucraina?

      Non che sia difficile riempire le piazza ma tanto per capire.

      • mondo parallelo scrive:

        Intendo la possibilità di colpire in profondità la Russia che potrebbe reagire come lasciava gentilmente intendere il russo Karaganov, facendo un po’ di paura all’Europa.
        https://www.vocedellasera.com/opinioni/sergey-karaganov-la-russia-non-deve-cadere-nella-trappola-dorata-di-trump/
        Ma su questi missili le opinioni sono discordanti, certi dicono che li danno, altri tra cui i russi, ridono.
        Se Israele, attacca l’Iran viene incenerito in padella
        Ma a qualcuno far attaccare l’Iran da Israele potrebbe far comodo. A dire il vero mi sembrerebbe folle Ma ci sono aerei cisterna e navi che si portano nei paraggi. O forse è solo un ricambio di mezzi militari.
        Anche su questo le opinioni sono discordanti.

        • Francesco scrive:

          1) devono convincermi che quei vecchi missili da crociera possano funzionare
          2) se i russi non vogliono attacchi, forse dovrebbero riconsiderare l’attacco all’Ucraina. volendo, sarebbe un interessante precedente, non credi?
          3) se pensano di avere il diritto di attaccare chicchessia perchè sono la Russia, forse questo è un problema. idem come sopra.
          4) se Israele attacca di nuovo l’Iran, boh. l’altra volta è andata molto bene tatticamente ma strategicamente non si è capito un cazzo.
          5) che l’Iran possa fare granchè in cambio mi pare dubbio
          6) il senso dell’operazione quale sarebbe’

          Ciao!

          Pax nobiscum

          • mondo parallelo scrive:

            1 e la prima volta che sento dire che quei missili potrebbero non funzionare
            2 l’attacco all’Ucraina è un bellissimo argomento per libri di storia, ma il mondo funziona per zone di influenza
            3 se qualche leader europeo fa la voce grossa con la Russia è poco furbo, perché non è in grado di avere la meglio.
            4 5 6 l’Iran nella precedente guerra ha usato
            dei missili da rottamazione e nonostante questo è riuscito a saturare le super tecnologiche difese israeliane.
            Israele è un paese piccolissimo, un attacco con missili seri e concentrato nonché senza preavviso lo trasformerebbe in una Gaza 2 .
            Il senso potrebbe essere di sacrificare Israele per avere un Iran a sua volta indebolito da attaccare in seconda battuta.
            La posta sarebbe il controllo del Medio Oriente che negli ultimi tempi sembrerebbe un po’ “scappadizzo” verso alternative agli Stati Uniti.
            Va ben, quel che ho scritti ho scritto, non rileggo

            • mondo parallelo scrive:

              Ah, visto che sono in vena di ipotesi fantasiose aggiungo che secondo me quella storia che in America comandano le lobby ebraiche e le sette evangeliche mi lascia molto scettico.
              Penso che in America comandano i miliardari di Trump. E non è farina da fare Ostie.
              Adesso con quello che ho scritto ci faccio un romanzo fantasy impubblicabile

              • Francesco scrive:

                Buona fortuna per il romanzo!

                Sul punto 1, la mia considerazione nasce dalla vetusta età dei missili stessi. Non so se siano stati aggiornati come gli F15 e ancora in grado di fare il loro mestiere ma … lenti sono e assai!

                Sul punto 456 la vedo molto diversamente. Speriamo di NON verificare mai chi ha ragione.

                Messi insieme, i paesi europei dovrebbero essere parecchio più forti della Russia. Parecchio tanto.

                Ciao

              • mondo parallelo scrive:

                Messi insieme
                Non mi risulta tanto questa supremazia
                Almeno per quanto sento dire da alcuni generali italiani che parlano di carenza di organici e fuga dei tecnici dal settore militare a quello civile.
                I giovani poi non sembrano adatti alla disciplina militare.
                Anche in America eh. O perché instabili psicologicamente, o perché assumono droghe, o perché non hanno i requisiti fisici.
                E comunque secondo me non tieni conto che
                se ci fosse un conflitto nucleare in Europa l’America non muoverebbe un dito.
                La Russia col cavolo che verrebbe qui con i suoi soldati.
                Manderebbe un missilotto e subito dopo le piazze europee sarebbero piene di pacifisti

                Del resto oramai in Europa ci sono dei partiti che si oppongono ai politici attuali a prescindere da tutto. Vogliono che se ne vadano e basta.
                Macron oramai è cotto

              • Francesco scrive:

                Ah, hai in mente lo scenario “Bomba russa e tutti giù per terra”

                Beh, quello è interessante ma non credo che non sia mai stato studiato, dopo tutto è una delle prime idee che deve essere venuta dopo aver verificato che la Bomba funziona.

                Usarne una per intimidire in sottomissione l’avversario. Temo che nei manuali ci sia scritto: a Bomba, Bomba e mezzo.

                Almeno così risulta dai film sulla guerra atomica degli anni 60, che parevano una cosa seria.

                “meglio morti che rossi” e roba del genere.

                Ciao

  23. MOI scrive:

    Era da un pezzo che non lo “sentivo”, Ilan Pappé …

    _____________________________

    Ilan Pappé: “Questa è la fine del Sionismo. Un progetto colonialista basato sulla pulizia etnica”
    Lo storico israeliano: «Israele per come lo vediamo oggi non può sopravvivere. Il piano di Trump? Fallirà, perché nessuno parla con i palestinesi del loro futuro»

    https://www.lastampa.it/esteri/2025/10/05/news/ilan_pappe_fine_sionismo_progetto_colonialista_pulizia_etnica-15337871/

    • PinoMamet scrive:

      Se fosse la fine del progetto colonialista inteso come costruire nuovi insediamenti in Cisgiordania, sarei anche felice.

      Se invece Pappè crede, come Andrea, che questa sia la fine di Israele, mi pare un altro illuso.

      Sì, tutti gli imperi passano e bla bla.

      Ma l’America è sempre là, come cantava Dalla, la Cina è sempre al suo posto, e persino la Germania, l’Italia e il Giappone, uscite a pezzi dalla Seconda Guerra Mondiale, sono ancora al loro posto e fiorenti.

      Israele resisterà a un paio di manifestazioni di Landini.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Israele resisterà a un paio di manifestazioni di Landini.”

        Assolutamente sì.

        E tra qualche anno, la mappa la farà vedere anche ben più grande di quello che è adesso.

        • Francesco scrive:

          la manifestazione?

          o anche tu ti aspetti un Israele che occupa metà Libano e tutta la Giordania, come mia sorella?

          a oggi ricordo che Israele ha dato indietro il Sinai, pur di fare la pace con l’Egitto

          era un’altra era ma lo stesso Stato

          Ciao!

  24. Miguel Martinez scrive:

    Casa Pound e Vannacci fanno scuola…

    REMIGRAZIONE!

    trovo su Telegram (ma senza fonti)

    OSCAR BLUE DI «VOICE OF AMERICA» HA AVVERTITO GLI AMERICANI DI UN’IMMINENTE ONDATA DI VIOLENZA CONTRO I TURISTI STATUNITENSI DA PARTE DEI CARTELLI CRIMINALI MESSICANI

    🔴Secondo quanto riferito, pianificano di vendicarsi «per il sequestro di diversi carichi di merci di contrabbando».

    🗣«Notizia urgente. A Los Cabos, nello stato di Baja California Sur, è stato scoperto uno striscione firmato, secondo quanto riferito, da «La Chapizza» — parte del cartello di Sinaloa, collegato a «Los Chapos». Secondo le informazioni preliminari, nel messaggio, che è stato rapidamente rimosso dalle autorità, c’erano minacce dirette contro funzionari statunitensi e cittadini americani residenti in quella zona. Sullo striscione erano indicati i nomi del direttore FBI Kash Patel, del Presidente del Messico Clavish Shamboun e del capo della sicurezza messicana Omar Garcia Harfuch. Nel testo si avvertiva di un’ondata di violenza contro i turisti americani, che, secondo quanto riferito, inizia il 5 ottobre, presumibilmente in ritorsione per il sequestro di diversi carichi di merci di contrabbando negli ultimi giorni. Nel messaggio si diceva anche che ogni cittadino americano residente a Cabo San Lucas e San José del Cabo diventa un bersaglio, con la frase: «Noi siamo quelli che comandano, e noi siamo quelli che rispondono». Le autorità hanno rapidamente rimosso lo striscione per prevenire il panico di massa tra la popolazione locale e i numerosi residenti americani di Los Cabos. Se confermato, questo sarà il primo messaggio pubblico del cartello indirizzato al direttore FBI Kash Patel sul territorio messicano. Sono Oscar Blue di «Voice of America». Rimanete al sicuro».

  25. Miguel Martinez scrive:

    Poi è divertente andare a cercare le fonti, come si faceva tanti secoli fa…

    scopro che il signor Oscar Blue è un narcotrafficante messicano pregiudicato, però adesso sta dalla Parte Giusta:

    https://patriot-fire.net/2021/04/29/live-streamer-oscar-el-blue-outed-as-drug-trafficker-by-progressive-journalists/

  26. Moi scrive:

    Ora, colpisce come si ritorni sempre lì, nella Terra Santa che anche Dante mise al centro del mondo.

    —————————————-

    Ci sta : Cristiano Cattolico, Medievale … per quanto l’ Ebraismo sia “Altro”. L’ Islam è sostanzialmente una “Rettifica” NON Richiesta dai “Rettificati”. 😉

  27. MOI scrive:

    https://www.bolognatoday.it/politica/bologna-manifestazione-giovani-palestinesi-condanne.html

    Probabilmente NON si terrà … è solo una provocazione: ma a livello mediatco già funziona.

  28. MOI scrive:

    “Vergogna per Bologna”: pioggia di condanne sulla manifestazione dei Giovani Palestinesi
    Dal presidente dell’Ucoii, Yassine Lafram, al sindaco Lepore, fino a Pd, Fratelli d’Italia, Azione e Lega: ecco tutte le prese di posizione contro l’appuntamento annunciato a Bologna


    Bologna, condanne bipartisan contro la manifestazione dei Giovani Palestinesi

    _____________

    Un Blitz che dovrebbe svolgersi già oggi , questo pomeriggio.

  29. MOI scrive:

    Il nome del PRESUNTO evento è chiarissimo:

    “Viva il Sette di Ottobre
    Viva la Residenza”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      Visto che oggi è il 7 ottobre, può essere utile un ripasso di quello che si intende quando si parla dello Stato di Israele

      https://www.raiplay.it/video/2025/10/Reportage-la-fame-dei-bambini-di-Gaza—PresaDiretta-05102025-5b91f532-b721-4438-aead-163c59a09264.html

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Ma tu non pensi mai prima di scrivere?

        A parte il fatto che la fame di Gaza è gestita da Hamas per non perdere il controllo sui palestinesi, ti ricordo che il 7 ottobre è accaduto prima.

        E che ridurre lo Stato di Israele a quello è leggermente assurdo: possiamo accusare le Forze Armate di Israele di violazioni del diritto internazionale a Gaza, processarne la condotta nelle sedi (se esistono), pure mettere delle sanzioni ma … mi sembra tu sia ansioso di fare un passo ulteriore e cancellare lo Stato di Israele.

        Ecco, questo ultimo passo mi pare quello decisivo e inaccettabile.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “questo ultimo passo mi pare quello decisivo e inaccettabile”

          Mentre eliminare i palestinesi (come esseri umani in carne ed ossa, non come idea astratta di Stato palestinese) ti pare necessario e accettabile.

          • Francesco scrive:

            Accettabile no. Necessario spero di no.

            Come forse potresti degnarti di ricordare, io propongo l’eliminazione delle colonie in Cisgiordania, l’internazionalizzazione di Gerusalemme, i due Stati, la fine del tiro all’israeliano e degli atti di terrorismo e l’eliminazione di Hamas.

            E la galera per gli israeliani che accoppano i palestinesi.

            Ma senza uscita dalla logica mors tua vita mea da parte di tutti, rimane solo la logica mors tua vita mea.

            Seriamente: eliminare Israele senza eliminare gli israeliani è chiaramente una fesseria.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “fesseria”

              No.

              Gli Israeliani possono andarsene negli USA, che li amano tanto da appoggiarli in ogni loro crimine.

              I Palestinesi dove vanno?

              La Palestina, te li ricordo ancora una volta, è casa loro. E gliel’hanno rubata. Ostinarsi a difendere il ladro contro il derubato alla lunga sputtana chi lo fa, non chi lo nega.

              A meno di non eliminare fisicamente tutto i derubati. Cosa nella fattispecie – e per fortuna – piuttosto ardua dati i numeri in campo, e nonostante l’impegno di Tel Aviv. A differenza di quelli Armeno, questo genocidio è in mondovisione. La differenza passa tra chi difende le vittime e chi si rifugia nel cerchiobottismo (“criminale Netanyahu MA ANCHE Hamas”) pur di non dover condannare i carnefici, intoccabili perché amichetti degli USA. Ovviamente nessuna ‘lotta al terrorismo’ giustifica un genocidio: se un nemico si nasconde in una scuola e io pur di colpire lui distruggo la scuola allora il terrorista sono io, e la presenza del nemico nella scuola è un solo un pretesto per sterminare i bambini nella scuola.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                andrea

                non riesco a contare le cazzate che hai scritto, sono troppe

                e allora lascio stare e ti chiedo: oggi gli israeliani sono persone nate in Israele, come lo sono i palestinesi. oggi direi che i diritti sono pari, se anche non ci fosse la decisione dell’ONU del 1948

                che vale molto di più del tuo parere, sulla faccenda

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “ONU”

                Strano che i filosionisti ricordino solo la risoluzione ONU del 1948 e non le manciate di risoluzioni ONU degli anni successivi, i veri USA ecc.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                ““criminale Netanyahu MA ANCHE Hamas””

                perché, secondo te Hamas non è criminale?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Risoluzione ONU”

                A proposito della famosa risoluzione del 2948, guarda un po’ che cosa ho trovato in Rete… 😉


                LE BALLE SIONISTE

                Il figlio di Liliana Segre, Alberto Belli Paci, ha postato recentemente una corposa riflessione che riflette in modo plastico il modo di pensare del sionismo contemporaneo. Allora facciamo un po’ di storia.

                La sua premessa: «Sto dalla parte di Israele, con convinzione. Non perché mi piaccia stare col più forte – perché Israele è certamente il più forte – ma perché penso che abbia ragione, perché penso che non sia una verità assoluta che il più debole abbia anche ragione. In questo caso, secondo me, il più debole ha torto marcio».

                Condoniamogli per un attimo la sua palese arroganza, e veniamo ai fatti.

                Dice Segre: «Quando sento invocare “Due popoli, due Stati”, mi viene in mente che questo principio Israele lo accettò alla fine del 1947, riconoscendo la Risoluzione ONU 181 del 29 novembre 1947. Quella risoluzione prevedeva la nascita di DUE Stati. Ma furono i Paesi arabi a non riconoscerla, rinunciando a far nascere lo Stato palestinese».

                Provo a rispondere. Massima sintesi. Quando si cita la Risoluzione 181 dell’ONU, i sionisti ricordano solo un dato: “gli ebrei accettarono, gli arabi rifiutarono”. Quante volte lo avete sentito ripetere dai Mieli, dai Molinari e dai loro sodali? Gli Stati arabi e la leadership palestinese respinsero la partizione perché la consideravano ingiusta e illegittima. E, in quel contesto storico, fecero bene. Si trattava di un furto.

                La Palestina mandataria aveva una maggioranza araba e meno di un terzo di ebrei. Per capirci: in tutto 1.845.000 persone, suddivise in Arabi: circa 1.237.000 persone (circa il 67%); Ebrei: circa 608.000 persone (circa il 33%).

                Ma soprattutto, gli ebrei possedevano legalmente meno del 7% delle terre. Uno sputo. Nonostante questo, la Risoluzione assegnava oltre il 55% del territorio al nuovo Stato ebraico. Insomma: un furto con scasso. La 181 fu una risoluzione oscena che ignorò demografia e proprietà fondiaria del tempo.

                Inoltre, nel futuro Stato ebraico sarebbero rimasti circa 400.000 arabi palestinesi, e il timore era che venissero discriminati o espulsi. Come infatti accadde con la Nakba.

                Per i leader arabi la partizione era soprattutto l’ennesima imposizione coloniale dell’Occidente. La pressione popolare nei Paesi arabi rendeva politicamente impossibile ogni compromesso. Mi sono spiegato?

                Ma a mio avviso il punto nodale, che viene regolarmente taciuto dal sionismo, è che Israele non fu “creato dall’ONU”, ma si autoproclamò Stato.
                Mieli, autoproclamatosi storico, questo non lo dice mai.

                La Risoluzione 181 dell’Assemblea generale fu una raccomandazione (“Partition Plan”), non un atto vincolante per gli Stati. Ripeto: raccomandazione, raccomandazione, raccomandazione.

                Gli atti potenzialmente vincolanti per gli Stati provengono dal Consiglio di Sicurezza (art. 25, Capitolo VII). Ma il Consiglio non impose né fece eseguire il piano di partizione. Per questo motivo il Piano 181 rimase lettera morta sul piano giuridico: la sua attuazione dipese solo dalle forze in campo.

                Il 14 maggio 1948, a Tel Aviv, David Ben Gurion e i membri del Consiglio nazionale ebraico proclamarono la nascita dello Stato d’Israele. Se la cantarono e se la suonarono. E si applaudirono da soli. La proclamazione avvenne poche ore prima che scadesse il Mandato britannico (15 maggio 1948, mezzanotte).

                Conseguenze: immediatamente dopo, Stati Uniti e Unione Sovietica riconobbero Israele. Washington con un riconoscimento iniziale solo di fatto, Mosca con un riconoscimento pieno e ufficiale.

                Il riconoscimento immediato fu un errore madornale. Invece di imporre un negoziato equo, le due superpotenze consacrarono il fatto compiuto. Un errore soprattutto da parte sovietica.

                Stalin fece due calcoli sbagliati. Calcolo geopolitico: colpire l’Inghilterra, allora potenza mandataria, e strapparle influenza in Medio Oriente. Illusione ideologica: credere che Israele, con i kibbutzim e le forze socialiste sioniste, potesse diventare un avamposto filo-sovietico.

                Israele invece si orientò presto verso Washington e Parigi. Così l’URSS si trovò ad aver perso sia la Palestina che la fiducia del mondo arabo.

                Settant’anni dopo, i frutti avvelenati stanno tutti lì, davanti agli occhi del mondo. Gaza ridotta a un inferno di macerie e corpi straziati. È la prova vivente di cosa significhi legittimare un sopruso alla sua nascita. Israele continua a spacciarsi per vittima, ma agisce da carnefice, protetto dalle stesse cancellerie che nel ’48 gli regalarono il sigillo della storia. La Nakba non è un ricordo, è un presente che si chiama Gaza.

                Alfredo Facchini

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Dal punto di vista giuridico, mi affido a Roberto, non ho certo le competenze per dire se hai ragione.

                Dal punto di vista morale e politico, hai torto marcio e non ci sono dubbi.

                Ma dal punto di vista del 2025, vorrei una risposta alla mia domanda: ora che entrambi i contendenti sono nati lì e hanno lì la loro patria, che senso avrebbe scacciarne la metà appellandosi al passato quasi remoto?

                Sembri Putin in Crimea o i nazionalisti baltici. Hai torto marcio.

                Ciao

              • Francesco scrive:

                1) comunque pure il Facchini non è un gran pozzo di scienza

                Israele si orientò verso Londra e Parigi, almeno fino al 1956

                solo dopo virò su Washington

                e non so quando ruppe con Mosca

                2) se un nemico si nasconde in una scuola e io pur di colpire lui distruggo la scuola allora il terrorista sono io, e la presenza del nemico nella scuola è un solo un pretesto per sterminare i bambini nella scuola.

                Mah, direi proprio di no. Pensa a Putin con i ceceni. Con tutto il male che penso di lui, non aveva nessuna voglia di sterminare i bambini ostaggi.

              • habsburgicus scrive:

                e non so quando ruppe con Mosca

                fu Mosca a rompere
                dopo l’idillio del 1947-1948 (allora l’URSS fu molto più schierata degli USA, ad onta della vulgata ! basterebbe leggere “L’Unità” dell’epoca, allora i palestinesi -che non erano ancora chiamati così, è anacronistico- non erano amati dalla sinistra :D), Stalin incominciò ad avere dubbi sin dal 1949 e soprattutto dal 1950…
                la leggenda vuole -come tutte le leggende ci sarà un 20 % di vero, un 30 % di verosimile e un 50 % di falso spudorato- che Stalin fu scioccato dall’accoglienza festosa che gli ebrei moscoviti fecero a Golda Meir che fu il primo Inviato Straordinario e Plenipotenziazrio del nuovo Stato ebraico in URSS..Stalin incominciò a temere che gli ebrei suoi sudditi ponessero il nuovo Stato sopra di lui 😀
                Stalin purgò Molotov (una purga soft, si limitò a togliergli gli Esteri) che non era ebreo ma aveva moglie ebrea, la Zhemzhuchina, e inviò la moglie nel gulag..Molotov non proferì parola e, dicitur, ciò lo salvò per il momento anche se molto più tardi, a Stalin morto e condannato (cosa che a Molotov non piacque) ammise “se Stalin fosse rimasto in vita, io non sarei sopravvissuto”
                nel febbraio 1953 l’URSS ruppe le relazioni diplomatiche con Israele (la 1° volta, obliata) dopo manifestazioni antisovietiche in Israele in seguito alla denuncia del “complotto dei medici ebrei” contro la “vita del Grande Stalin” che fu denunciato nel gennaio 1953 in seguito alle “rivelazioni” della dottoressa Tymashchuk (membro del Partito) che ebbe come ricompensa l’Ordine di Lenin….
                Stalin però morì subito, il 5 marzo 1953
                contrordine, compagni !
                la Zhemzhuchina fu liberata, Molotov restasurato agli Esteri, la Tymashchuk a sua volta purgata, i rapporti con Israele ripresi (e questa prima rottura fu eliminata dalle enciclopedie :D)..ma i rapporti non tornarono intimi
                e dal 1956 al più tardi Mosca scelse apertamente la causa araba (almeno a livello di propaganda), seppur romperà con Israele -questa volta in modo lungo-solo nel giugno 1967, dopo la Guerra dei Sei giorni, seguita da tutto l’Est (tranne la Romania)..anche il PCI si adeguò, da allora la sinistra è filo-palestinese (termine che incominciava a usarsi nell’accezione moderna)
                diciamo che il 1956 è una data simbolica
                a fine ’40 Israele era schierato su posizioni non certo filo-occidentali…come cartina di tornasole basti dire che riconobbe la Cina marxista nel gennaio 1950 (nessuno Stato arabo lo fece illis temporibus) anche se, va detto, la Cina comunista fu riconosciuta allora anche dal Regno Unito (retto dal Labour Party) il 6 gennaio 1950, dalle Monarchie nordiche, dalla Svizzera e dai Paesi Bassi (27 marzo 1950), non proprio Stati anti-occidentali, ma di certo NON era una mossa gradita agli USA (e paesi dipendenti da Washington come l’Italia si guardarono bene dal farla !)..il bello è che Mao, quando apprese che Stalin stava cambiando politica, non reciprocò e dal 1955/1956 passò apertamente al campo arabo tanto che la Cina stabilì rapporti diplomatici con Israele solo nel 1992 😀 😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Putin con i Ceceni”

                Da che pulpito!

                Putin è stato additato al mondo come un mostro sanguinario proprio per la repressione spietata in Cecenia.

                Eppure nessuno si è mai sognato di dire che Putin abbia mai espresso l’intenzione di sterminare l’intero popolo Ceceno. Le vittime civili Cecene sono morte sotto le bombe o per l’azione di questa o quella squadraccia di ‘kadyrovtsy’.

                Qui non soltanto i governanti di Israele ripetono ogni tre per due che i Palestinesi vanno fatti fuori come gli Amaleciti – cioè dal primo all’ultimo donne e bambini compresi – non soltanto i coloni organizzano quotidianamente pogrom in Cisgiordania, non soltanto i morti di fame si contano a decine di migliaia, ma il tutto lo si fa con le nostre armi e l’omertà dei nostri governi ‘perché Israele sta facendo il lavoro sporco”.

                Poi la colpa sarebbe di Hamas?

                Ma fammi il piacere!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Noto che la fine del tiro al palestinese non ce la metti. Perché, giustamente, potrebbe essere necessario ucciderli tutti dato che la felicità degli israeliani è più importante, nella tua logica.

              “eliminare Israele senza eliminare gli israeliani è chiaramente una fesseria”

              Perché, secondo te? E come mai, invece, i palestinesi è necessario per gli israeliani ucciderli “manualmente” non bastando negargli la statualità?

              • roberto scrive:

                Mauricius
                “Noto che la fine del tiro al palestinese non ce la metti. ”

                francesco
                “E la galera per gli israeliani che accoppano i palestinesi.”

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Infatti, roberto: è rilevante la distinzione nella scelta dei termini fatta da voi filogenocidari (moderati come te o più spinti come Francesco).

              • Francesco scrive:

                nessuno dei due interlocutori mi ha spiegato come liberare Israele dagli israeliani (considero quella di Andrea una battuta postribolare e nulla più)

                mantengo quindi la mia valutazione di genocidari in linea di principio, poi tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare

                non ho proprio capito l’ultima domanda di MT, invece

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, cosa intendi per “liberare Israele dagli israeliani”?

                Ti ho chiesto come mai hai affermato la necessità di genocidare i palestinesi (popopolazione attualmente priva di Stato) se, secondo te, è impossibile per una popolazione esistere al di fuori del proprio Stato-nazione.
                O volevi dire che Israele è uno Stato funzionale a garantire gli israeliani contro i nativi (tipo la Rhodesia, per capirci)?

              • Francesco scrive:

                Sono tentato di risponderti ma trovo decisamente scorretto l’uso di “nativi” solo per i palestinesi, per cui sarebbe sbagliato farlo

                Che un popolo privo di uno Stato sia debole mi pare assai evidente

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Poiché gli statunitensi e i canadesi non hanno problemi a parlare di “nativi” per riferirsi a quelli che c’erano lì prima di loro, non capisco perché tu li debba creare nel caso del litorale siro-palestinese.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “postribolare”

                Fai male.

                Due popoli, due Stati.

                Agli Statunitensi le floride coste Nordamericane, agli Israeliani la secca zona centrale degli USA, che hanno certamente l’esperienza per far rifiorire più degli Statunitensi stessi. Tanto i Pellerosse sono già stati sterminati, ci si è portati avanti col lavoro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                insisti pure? orami sei al livello del famoso ministro di Saddam

                Deo gratia, oggi pare non ci siano stati bombardamenti a Gaza

                PS nativi è un termini bigotto e ipocrita per dire pellerossa, usato da gente che è alla sesta generazione che nasce in America

                se vogliamo prenderli sul serio, mi preparo il pop corn e vado a caccia di Goti e Longobardi da scacciare dall’Italia

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “nativi è un termini bigotto e ipocrita per dire pellerossa, usato da gente che è alla sesta generazione che nasce in America

                se vogliamo prenderli sul serio, mi preparo il pop corn e vado a caccia di Goti e Longobardi da scacciare dall’Italia”

                Credo che questo commento vinca il primo premio “eroe dei tre mondi”, nel senso che contiene tre cazzate su tre realtà in tre continenti diversi.

                Pellerossa è un esonimo che non vuol dire assolutamente niente: alcune tribù indiane usavano pitture corporee rosse e quindi la cosa è stata usata per mettere insieme Irochesi e Pueblo. Credo che “nativi americani” vada bene, così come va bene “aborigeni australiani” (perché, se conoscessi il significato della parola, temo contesteresti anche quella).

                L’elemento goto non fece veramente in tempo ad assimilarsi nella Penisola e perlopiù fu espulso da Giustiniano. Però ne sappiamo veramente pochissimo.

                I longobardi, invece, sono nostri antenati. Nel senso che fanno proprio una componente dell’etnogenesi degli italiani, per cui dovresti espellere gli italiani dall’Italia per eliminarli.

                Al contrario, non c’è stata nessuna assimilazione dei nativi palestinesi da parte degli israeliani, la cui etnogenesi (credo che ormai esistano inequivocabilmente come popolo, proprio perché sono passati 80 anni e sono perlopiù nati là e hanno vissuto insieme) ha avuto nell’elemento religioso il nucleo fontamentale. Quando la religione è il collante fondamentale, l’assimilazione passa per le conversioni, ma la conversione dell’elemento nativo non è stata in alcun modo favorita.
                Per cui ci sono gli arabo-israeliani (che non includono la popolazione ebraica nativa, che invece è stata assimilata), ma sono un elemento etnico distinto all’interno dello Stato ebraico.

              • Francesco scrive:

                MT

                a volte non capisco se ci sei o ci fai

                la tua dotta dissertazione concorda al 100% con la mia tesi: OGGI gli israeliani sono nativi di Israele, come gli australiani o gli statunitensi. E questo nonostante il fatto che, quando gli antenati diretti di questi tre popoli arrivarono, sul posto ci fossero già altri popoli.

                Tutto il resto mi pare dotto ma non rilevante.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                C’è stata un’ondata di colonizzazione che non è terminata con l’assimilazione degli abitanti originari da parte dei nuovi venuti (o viceversa, come è avvenuto coi longobardi). Il fatto che la nuova società coloniale ha portato alla nascita di un nuovo popolo non fa sparire il fatto che esista una popolazione aborigena del luogo.

                Io capisco la tua necessità di privarti delle parole: senza le parole è più difficile costruire pensieri complessi e se non si pensa è più facile ripetere acriticamente gli slogan costruiti a Tel Aviv.

              • Francesco scrive:

                MT

                per curiosità, dove mai ho detto che i Palestinesi non esistono?

                credo anzi di aver scritto il contrario, che questi 80 anni di lotta e contrapposizione hanno creato uno specifico popolo arabo che prima probabilmente non esisteva

                dovresti limitare i voli pindarici

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io ho detto che dici che i palestinesi non esistono? Hai detto pure che è necessario genocidarli…

                Io ho detto che neghi che costituiscano l’elemento nativo, che mi sembra una tesi delirante.

              • Francesco scrive:

                Boh, al solito non ci capiamo.

                Non ho nessuna difficoltà a riconoscere che gli arabi in Palestina costituiscono l’elemento originale maggioritario della popolazione, per il periodo che possiamo far partire con l’inizio dell’arrivo dei primi sionisti.

                Sulla fiducia non vado a vedere i numeri.

                Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “gestita da Hamas”

          Non dire salvinate. I viveri destinati a Gaza sono stati tirati giù dai camion che li trasportavano, presi a calci e distrutti in territorio Israeliano. Anche lì era Hamas, secondo te?

          https://www.rainews.it/video/2024/05/lassalto-agli-aiuti-per-gaza-bloccati-dai-coloni-israeliani-onu-dafcaeab-6c19-474e-9dbe-39d1caee3ec5.html

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. Hamas viene dopo il sionismo, non prima. L’effetto non precede mai la causa.

          https://www.facebook.com/share/a8vzAdvh4mr5WiPF/

          • Francesco scrive:

            Non dico salvinate, rilevo quello che succede nella grande maggioranza dei casi.

            Non è che sei un bimbominkia che vede un video e pensa che tutto si svolga come in quel caso.

            Se non entrasse un fiume di cibo a Gaza, non ci sarebbero più palestinesi vivi.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “bimbominkia”

              Bimbominkia che lella fattispecie concorda con Amnesty International, Emergency, Save the Children, Medici Senza Frontiere, OXFAM…

              Ritenta, sarai più fortunato un’altra volta.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non mi interessa molto discordare con gente che si era accodata ad Hamas per fare il suo mestiere: dal loro punto di vista era la cosa giusta per operare ma trarne conseguenze politiche è un’altra cosa.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Hamas”

                Solo che dei fantomatici furti di cibo da parte di Hamas non esiste alcuna prova filmata, mentre della distruzione del cibo da parte degli Israeliani sì.

                Te l’ho detto: ritenta, sarai più fortunato la prossima volta.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Vuoi dire che non hai mai visto i filmati dei camion carichi di cibo dirottati da Hamas che sfrecciano a tutta velocità per Gaza???

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Se non entrasse un fiume di cibo a Gaza, non ci sarebbero più palestinesi vivi”

              Credo che sia un punto importante. È un peccato che poi ci si perda dicendo che è Hamas a controllare il cibo a Gaza.

              • Francesco scrive:

                Beh, mi sembra che PRIMA dell’attacco israeliano fosse così e che dopo ci sia uno scontro durissimo sulla pelle dei palestinesi “normali” per controllare quel bene fondamentale.

                Lo scontro è tra Hamas e Israele/GHF. Con le agenzie ONU e le ONG che fanno il tifo per il vecchio sistema, che funzionava.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Cioè c’è uno scontro tra Hamas e Israele per il controllo del cibo? Che valichi di confine controlla Hamas?

              • PinoMamet scrive:

                Lo puoi controllare anche dopo che ha varcato il confine, eh…

                Comunque credo che ormai abbiamo superato anche questa fase, e onestamente credo che alla popolazione di Gaza l’unica speranza credibile rimasta sia che il piano di Trump venga accettato e che funzioni.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “funzioni”

                Hamas lo ha accettato.

                E’ la destra Israeliana che minaccia di far cadere il governo Netanyahu se anche Israele lo accetta.

                Quando si dice “scoprire il bluff”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “lo puoi controllare”

                Cosa?

                Il cibo buttato per terra e preso a calci?

                Ma se c’è voluta la Flotilla per distrarre la marina di Israele e permettere così ai pescatori di Gaza di pescare qualche pesce…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Lo puoi controllare anche dopo che ha varcato il confine, eh…”

                Cioè davvero quattro miliziani di Hamas sono in grado di sconfiggere sul campo il miglior esercito della regione per impossessarsi dei carichi?
                Due anni fa li colsero con le braghe calate, ma immagino che i sicari dell’IDF adesso siano consapevoli di essere in un ambiente ostile.

                “Comunque credo che ormai abbiamo superato anche questa fase, e onestamente credo che alla popolazione di Gaza l’unica speranza credibile rimasta sia che il piano di Trump venga accettato e che funzioni”

                Il piano di creare un’organizzazione multinazionale affidata a Leopoldo II Blair per lo sfruttamento delle risorse off shore della Striscia di Gaza può funzionare benissimo per la gestione delle risorse off shore della Striscia di Gaza, un po’ meno per occupare il territorio e controllarne la popolazione.
                Anche perché cosa succederà al primo atto di resistenza? Il Vicerè fa rientrare gli israeliani per far riprendere lo sterminio da dove lo avevano lasciato?
                Tutte le soluzioni politiche che prescindono da come si comportano normalmente gli esseri umani non sono vere soluzioni politiche. Ma Trump non credo abbia mai avuto la velleità di proporre soluzioni politiche.

              • PinoMamet scrive:

                Andrea, e basta co’ ‘sto episodio del cibo a terra!!
                Minchia!
                è UN episodio di protesta successo in due anni di guerra.

                I camion che entrano a Gaza invece sì, possono essere controllati dopo che hanno varcato il confine, e l’argomento (chi li controlla, perché, no invece a me sembra che…) è stato ampiamente dibattuto.

                La retorica (tra cui metto “i coloni che prendono a calci il cibo”) non mi interessa.

              • Francesco scrive:

                ragazzi

                ma a voi che dietro queste nostre parole ci sia gente che crepa e che, sia pure nella infinitesima misura di dare un voto, noi si possa influire non frega un cazzo?

                le stronzate che leggo ogni giorno mi stanno deprimendo ormai

                come ha notato Pino, la questione pratica è cosa succede una volta che i camion carichi di cibo sono entrati a Gaza? e in prospettiva, chi potrà ricostruire Gaza? con quali soldi?

                Blair se ne è occupato per anni, ha ottimi agganci nel Golfo, dove stanno i soldi

                SE la priorità è ricostruire, forse non è l’uomo sbagliato

                ma QUALI sono le vostre priorità?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, la mia priorità può essere una sola, non potendo fare altro: far notare lo schifo a cui tu ogni volta follemente applaudi.

              • Francesco scrive:

                Abbiamo capito che abbiamo concetti di schifo molto diversi.

                A me il piano Trump, per quello che sento, piace. In larga misura perchè non prevede lo sterminio o la cacciate di nessuno dei due popoli.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma ovvio: non esiste un sistema morale universale. Nel mio i genocidi sono sbagliati, nel tuo sono necessari quando riguardano i popoli che non ti piacciono.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “episodio”

                Episodio??

                Vabbè, allora Medici Senza Frontiere, ONU, Amnesty International, Save the Children ecc. si sono mobilitati tutti contro Tel Aviv per un ‘episodio’.

                Non ho voglia di metterti qui a tutti i link che posso trovare che riportano la realtà del genocidio.

                Sono troppi, e sinceramente ho altro da fare che convincere uno che dopo tutto questo tempo mi parla di ‘episodio’.

                Continua pure a lamentare il crescente ‘antisemitismo’ del mondo che ti circonda.

              • Francesco scrive:

                x MT

                non è che riesco molto a crederti, sai?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, sei libero di rimanere nella tua ignoranza.

              • Francesco scrive:

                mi riferivo al tuo sistema etico che condannerebbe i genocidi in generale

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quale genocidio non condanno?

          • PinoMamet scrive:

            “I viveri destinati a Gaza sono stati tirati giù dai camion che li trasportavano, presi a calci e distrutti in territorio Israeliano.”

            oh, è un episodio sgradevolissimo, ma non è che sia la regola, eh?

            sarebbe come dire che tutti i giorni in Italia le autostrade sono bloccate dai No TAV…

            • Francesco scrive:

              Sai com’è, ci sono quelli che hanno il gusto del bias di conferma dei pregiudizi.

              Se poi si tratta di ebrei …

              PS non glielo dire ma se l’attacco del 7 ottobre lo avessero fatto ai danni dei coloni della Cisgiordania io sarei uno di quelli che sotto sotto pensa che se la erano cercata. Perchè la situazione in Cisgiordania pare davvero molto vicina a quello che mentendo raccontano di come erano le cose a Gaza.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Gaza”

                Nessuna menzogna, Framcesco.

                Prima del 7 ottobre la situazione a Gaza era descritta da Amnesty International come quella di un campo di prigionia a cielo aperto.

                Anche i nazisti rinchiudevano gli Ebrei nei ghetti senza toccarli, anche per anni, prima di farli fuori.

                Il 7 ottobre ha solo anticipato i tempi.

                E ha costretto i sionisti a mettere in pratica il genocidio senza poterlo nascondere al mondo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                porca puttana, sei lo stesso stronzo che faceva la battutine sul museo distrutto a Gaza!

                non ci sono musei nelle prigioni e Amnesty si è giocata la credibilità dagli anni ’70 del secolo scorso

                io ti vorrei chiedere un’oncia di serietà

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “museo”

                Guarda che la distruzione del museo l’ho vista annunciata su un sito di storia dell’arte che mi è capitato di consultare nell’organizzare le mie future vacanze in giro per monumenti. Io che i sionisti arrivassero a tale meschina infamia manco me lo immaginavo, guarda te come sono ingenuo. E visto che tutte le porcate i sionisti le giustifica o con la bufala della ‘lotta al terrorismo’, la battuta è più che naturale.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                il problema non è la cattiveria dei sionisti ora, è che fino a ieri a Gaza avevano pure un museo!

                Se questo non basta per farti capire che la tua tesi del “genocidio lentissimo fin da prima dell’8 ottobre” è una stronzata pazzesca, vuol dire che non c’è speranza.

                E mi dispiace.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “sgradevolissimo”

              No, non te la cavi così: non è un episodio.

              Se lo fosse, le parole di Smotrich e complici sulla necessità dello sterminio si spiegherebbero solo come ‘parole inopportune’.

              Se un politico dice alla TV che fanno bene a sparare a un tizio e alla TV si vedono delle persone sparare a quel tizio allora il termine corretto per definire la sparatoria non è ‘sgradevolissimo’, ma ‘crimine su istigazione’.

              (Per molto, molto meno Putin è stato considerato colpevole dell’assassinio della Politkovskaja).

              Se il politico è ministro del governo del paese degli sparatori e invece di un tizio si fa fuori una popolazione intera allora si usano i termini più concisi ‘sterminio’ o ‘genocidio’.

              Lascio ai giuristi del blog la fine distinzione.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. (la Hitlercard me la gioco solo nel postscriptum) Ecco perché anche i contemporanei non ebbero dubbi a considerare il Goebbels degli infuocati discorsi antisemiti l’istigatore della Notte dei Cristalli. E allora non si sapeva dei fatti quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.

  30. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Oggi è proprio una bella giornata!

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/10/07/salis-immunita-europarlamento-ungheria-notizie/8152140/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  31. habsburgicus scrive:

    e intanto più nessuno rammenta che il 7 ottobre (del 1571) fu la giornata della gloriosa battaglia di Lepanto, che fermò l’onda d’urto ottomana [e questo per la dx]
    e, in sottordine, che il 7 ottobre (del 1949) fu il giorno della proclamazione della “Repubblica democratica tedesca” (DDR) [e questo per la sx]
    😀 😀

  32. mirkhond scrive:

    Negli ambienti cattolici tradizionalisti se ne ricordano di Lepanto.

    • habsburgicus scrive:

      ma son quattro gatti 😀
      e lo dico io che non sono sospettabile, credo, di ostilità preconcetta verso quel mondo…..litigiosissimo fra l’altro, su dieci, almeno tre considerano altri due “dubbi” e gli altri cinque “eretici” 😀 😀

  33. Francesco scrive:

    >>> Anche i nazisti rinchiudevano gli Ebrei nei ghetti senza toccarli, anche per anni, prima di farli fuori.

    Il 7 ottobre ha solo anticipato i tempi.

    E ha costretto i sionisti a mettere in pratica il genocidio senza poterlo nascondere al mondo.

    Ecco, con tutta calma e gesso, questo è un delirio che mi ricorda le parole degli Hitler e dei Mao. Una totale dissociazione dalla realtà che però trasuda odio e violenza. Poi dicono che uno ha paura.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “delirio”

      Il che dimostra una volta di più che dovresti uscire dal cinema dove ti guardi “Berretti Verdi” da una vita e vedere il mondo, dove Amnesty International sono anni che parla dei crimini sionisti e non solo sionisti. Ti sembrerebbe tutto meno delirante, credimi. Altro che cullarsi nel sogno Anni Cinquanta di vivere in ‘democrazia e libertà’ insieme col resto del ‘mondo libero’. Siamo tutti sulle altane, Francesco, in una Zona di Interesse grande quanto l’Occidente.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Allora: quello che dice Amnesy International mi interessa il giusto, hanno dimostrato bias ideologici pesantissimi nel corso dei decenni.

        Di crimini in corso nel mondo ce ne sono a bizzeffe, punta il dito sul mappamondo e li trovi.

        Questo inficia il fatto di vivere in democrazia e libertà insieme col resto del mondo libero? fino al golpe di Trump (o contro Trump): meno dell’uno per cento.

        Tu sei così matto da pensare che chi sa quello che sai tu deve dare lo stesso giudizio che ne dai tu!

        😀

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “tutti i crimini”

          Sembri Giuliano Amato qua do difendeva Craxi: ‘tutti colpevoli, nessun colpevole’.

          Il mio governo coi crimini contro l’umanità che avvengono in Sudan o in Nigeria c’entra di striscio o non c’entra affatto.

          Mentre la sua omertosa complicità col genocidio sionista è letteralmente sotto gli
          occhi di tutti.

          E siccome sono Italiano mi indigno più per quello che fa il governo del mio Paese che per quello che fanno i Sudanesi.

          “deve dare”

          Al contrario: sai che professo il relativismo etico.

          Mi limito a constatare il doppiopesismo di chi rifiuta di sanzionare Israele dopo aver sanzionato la Russia per molto meno, e la piaggeria di chi per compiacere l’amichetto sionista del padrone d’Oltreoceano rifiuta persino di pagare il biglietto aereo di ritorno a chi ha cercato di salvare gente che moriva di fame (rimediando persino uno schiaffo morale dai Turchi, che il volo l’hanno offerto
          gratis) dopo avere addirittura riaccompagnato in patria col volo di Stato pagato anche coi MIEI soldi uno di quei trafficanti Libici cui si era giurato di dare la caccia per tutto l’orbe terracqueo.

          Un conto è essere relativisti etici, un altro è essere cialtroni.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            NO, il relativismo etico è esattamente essere ciascuno cialtrone a modo suo. In quel mondo Ben Gvir vale Santa Teresa di Calcutta e Mohammed Sinwar vale San Giovanni Paolo II.

            Infatti pure a te scappano principi generali: ti interessa cosa fa il tuo governo, straparli di genocidio sionista, pretendi il riconoscimento dei meriti dei buffoni della Flotilla … tutto per nulla relativo.

            PS diamo tempo al tempo ma c’è il rischio che finisca per riconoscere la saggezza, l’equilibrio e l’accortezza di Giorgia Meloni col mio voto, al prossimo giro.

  34. mondo parallelo scrive:

    https://it.topwar.ru/272041-svo-peredacha-kievu-raket-tomahawk-ne-ostanovit-no-otnoshenija-isportit-rjabkov.html

    Continua il tormentone dei missili Tomahawk. Ma con questi dovrebbero arrivare in Ucraina anche i militari americani che li sanno lanciare, altrimenti c’è il rischio che finiscano chissà dove.
    Possono anche essere armati con testate nucleari.
    Ma cos’è? Il dottor Stranamore?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mondo parallelo

      “Tomahawk”

      Ma nessuno ricorda che sono missili che si lanciano dalle navi?

      Quali navi sono rimaste ai banderisti?

      O lei si vuole lanciare da navi della NATO?

      Oh, volendoli si può anche lanciare da aerei appositamente modificati. Ma le modifiche chi le paga? Omaggio della ditta?

      Mah.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Non sono missili lanciabili solo dalle navi, caro.

        Ho visto Tomahawk lanciati da qualsiasi cosa tranne gli elicotteri e i sidecar. Compresi lanciatori terrestri (ma tu negli anni ’80 dove eri?).

        Sui missili con possibile testata atomica, il caro Putin li usa da tempo … vorrete mica fare due pesi e due misure, vero?

      • PinoMamet scrive:

        Sempre premesso che NON sono uno stratega, leggo su una rivista di Difesa online un articolo che sintetizza il ruolo delle forze armate italiane nello scenario di un’ipotetica invasione da parte del Patto di Varsavia (truppe ungheresi, si ipotizzava).

        In estrema sintesi, gli italiani avrebbero dovuto rallentare e sabotare il più possibile le forze “comuniste” (che comunque avrebbero sfondato) nell’attesa dell’arrivo dei rinforzi NATO.

        Ecco, secondo me la NATO stava preparando l’Ucraina proprio a questo, fino all’invasione russa;

        ed è riuscita a farlo sostanzialmente bene, perché l’Ucraina ha davvero rallentato parecchio l’avanzata russa.
        Anche perché rifornite continuamente e massicciamente da nuovi armamenti, sostenute dall’intelligence e così via.

        Quello che manca però è la seconda fase, cioè l’arrivo delle truppe NATO; fase irrealizzabile perché l’Ucraina non è nella NATO.
        (il piano sostitutivo di Macron, ispirato alla solita grandeur pasticciona d’Oltralpe, è probabilmente impantanato con le sorti dei governi francesi, e comunque velleitario).

        • Francesco scrive:

          non sono d’accordo: Putin perchè ha lanciato l’invasione dell’Ucraina?

          finora gli è costata l’ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO

          bene non gli può andare

          non capisco

          • PinoMamet scrive:

            Non capisco la tua obiezione, cioè, cosa c’entri con quello che ho scritto…

            • Francesco scrive:

              hai ragione, Pino, sono io a non capire cosa c’entri il piano NATO per l’Italia con quello che succede in Ucraina

              quel piano aveva senso nel contesto di una invasione sovietica che volesse cacciare gli americani e soggiogare gli europei con un trattato di pace redatto da AdV dopo la vittoria del Patto di Varsavia

              ma la tua lettura non regge: il piano NATO non funziona senza la seconda parte, e quindi non ha senso neppure in teoria.

              Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Eh, ma secondo me l’idea era appunto di integrare progressivamente l’Ucraina nella NATO, visto che Putin si era già pappato la Crimea.

                Il che ha spinto Putin, se non altro, ad affrettare i piani.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “bene”

            A parte che gli è GIÀ andata bene…

            …(e che tu insieme con la Von der Leyen ti ostini comprensibilmente a negarlo perché altrimenti dovresti ammettere che ha detto e ripetuto una marea di balle)…

            …Helsinky e Stoccolma valgono bene un’Ucraina, per un Russo!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  35. Francesco scrive:

    >>> Qui non soltanto i governanti di Israele ripetono ogni tre per due che i Palestinesi vanno fatti fuori come gli Amaleciti – cioè dal primo all’ultimo donne e bambini compresi – non soltanto i coloni organizzano quotidianamente pogrom in Cisgiordania, non soltanto i morti di fame si contano a decine di migliaia, ma il tutto lo si fa con le nostre armi e l’omertà dei nostri governi ‘perché Israele sta facendo il lavoro sporco”.

    La quantità di falsità infilate da Andrea in poche righe, a stravolgere e negare la verità, è quasi ammirevole. Per fortuna la verità sa badare a se stessa, nel lungo periodo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      – Israele ripetono ogni tre per due che i Palestinesi vanno fatti fuori come gli Amaleciti – cioè dal primo all’ultimo donne e bambini compresi –

      Ci sono Smotrich e Ben Gvir al governo, per cui questa è vera.

      – non soltanto i coloni organizzano quotidianamente pogrom in Cisgiordania

      La falsità è che non assaltano la popolazione locale giornalmente, ma a giorni alterni?

      – non soltanto i morti di fame si contano a decine di migliaia

      Qui sospendo il giudizio, nel senso che non esiste più un vero sistema sanitario a Gaza che possa davvero contare i morti per fame. O i morti con fame. O i morti per complicanze derivanti dalla fame.

      – ma il tutto lo si fa con le nostre armi

      Vero, dove sta l’errore?

      – l’omertà dei nostri governi ‘perché Israele sta facendo il lavoro sporco”

      Questa magari è opinabile (ma la citazione è vera), però non la classificherei come “falsità”.

      E’ vero, Francesco, la verità sa badare a se stessa. E a volte non serve nemmeno un lungo periodo perché arrivi qualcuno a smontare le tue bufale.

      • Francesco scrive:

        Iniziamo dalla fine: al citazione è di Mertz, che però stava parlando dell’atomica iraniana, giusto?

        Quello che dice il dinamico duo è grave ma … avete visto che a comandare non sono loro? Anche se ripetessero quella stronzata ogni due per tre, non è quello che fa il governo di Israele.

        Gli attacchi ai palestinesi in Cisgiordania ci sono ma parlare di pogrom è tecnicamente sbagliato. E non perchè le vittime non sono ebrei.

        Mi tengo solo il dubbio sui morti per conseguenza della fame, perchè davvero non ci sono dati.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “ma parlare di pogrom è tecnicamente sbagliato”

          Non ho idea di come si svolgano gli attacchi. Perché ci sia un pogrom occorrono:
          – un sistema di segregazione, di fatto o di diritto (c’è)
          – un gruppo sociale che può agire contro l’altro con garanzia di impunità, se non con sostanziale supporto delle autorità medesime (c’è)
          – un attacco di una pluralità di persone del gruppo che può agire indisturbato contro la comunità avversaria come generalmente intesa (forse c’è?)
          – altro? Definire l’altro, però.
          Quindi gli attacchi contro gli sloveni a Gorizia nel ’47 non sarebbero stati pogrom perché mancava il primo elemento. Cosa manca negli attacchi dei coloni?

          • Francesco scrive:

            Il numero significativo delle vittime?

            Ogni volta Radio Popolare riporta 2 o 3 morti, che sono una brutta cosa. Ma parlare di pogrom …

            Sai, la cosa nasce dalle reiterate accuse di Andrea a Israele di STARE CERCANDO DI STERMINARE i palestinesi.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Sì, può essere che sia contraddistinto dalla natura esplosiva (tanti morti concentrati) e non sistematica (uno stillicidio di attacchi che distribuisce nel tempo i morti) della violenza.

      • PinoMamet scrive:

        “Ci sono Smotrich e Ben Gvir al governo, per cui questa è vera.”

        è vera per Smotrich e Ben Gvir, il cui partito conta ben 2 seggi al parlamento israeliano…

        ” La falsità è che non assaltano la popolazione locale giornalmente, ma a giorni alterni?”
        Diciamo che li assaltano due volte l’anno?
        E quelle volte tutto l’Occidente lo sa?
        E Israele di solito fa un’indagine, dalla quale è pur vero che sono di solito assolti?

        ” i morti di fame si contano a decine di migliaia”

        niente da ridire, credo sia vero (e credo ci sia anche responsabilità di Hamas)

        ” ma il tutto lo si fa con le nostre armi”
        No, non mi pare che l’Italia sia tra i principali esportatori di armi ad Israele, né che l’argomento sia particolarmente pertinente

        ” ’omertà dei nostri governi ‘perché Israele sta facendo il lavoro sporco””

        non mi pare che Israele stia facendo alcun lavoro, sporco o pulito, per l’Italia, la quale nulla ha a che vedere con i palestinesi.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “è vera per Smotrich e Ben Gvir, il cui partito conta ben 2 seggi al parlamento israeliano…”

          Il problema è che quando fecere il diavolo a quattro per far far saltare la scorsa tregua (ricordo a tutti: sembrava finita) furono accontentati. Quindi un certo potere di determinare la politica israeliana oltre la loro effettiva forza numerica ce l’hanno.

          “Diciamo che li assaltano due volte l’anno?”
          L’ONU sostiene che la cosa avviene con una frequenza sensibilmente maggiore.
          https://www.unocha.org/publications/report/occupied-palestinian-territory/humanitarian-situation-update-328-west-bank
          Poi sarà tutto falso, per carità, però le volte che gli avvenimenti fanno notizia sono un po’ più che una ogni sei mesi.

          “non mi pare che Israele stia facendo alcun lavoro, sporco o pulito, per l’Italia”

          La citazione è di Merz. E onestamente mi sono sempre chiesto chi fosse il “noi” a cui faceva riferimento. Credo sia il “noi” della Squadra Blu, che comprende USA, UE, Ucraina, Israele, Taiwan e Corea del Sud, contrapposta alla Squadra Rossa che comprende Russia, Cina, Iran, Corea del Nord e chi altro capita di volta in volta.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “2 seggi”

          Se è Bper questo anche Prabyi Sentir contava 2 seggi nel parlamento Ucraino…

          ….ma questo non impedisce mica di avere i reparti con le svastiche nell’esercito, ai nazisti Ucraini di bruciare vivi gli oppositori come nel rigo di Odessa, di ammazzare impunemente giornalisti scomodi anche stranieri come Andrea Ronchelli, di massacrare 14000 civili in otto anni e di detenere la presidenza del Parlamento.

          Se fai parte di una minoranza di blocco con maggioranze in bilico allora fai la differenza anche con un voto. È il paradosso di Arrow, ben noto a chi studia teoria dei giochi.

          In Israele se Ben Gvir coi suoi due deputati ritira la fiducia il governo cade e Netanyahu non ha più il legittimo impedimento per evitare i processi che li attendono.

          E la società civile Israeliana ho ancora da vederla mobilitarsi contro il genocidio che il governo che si basa sui due deputati di Ben Gvir sta perpetrando.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            >>> i nazisti Ucraini di bruciare vivi gli oppositori come nel rigo di Odessa,

            Un episodio, non un “come”, e un incidente. Tragico ma non da spacciare come uno di una serie.

            >>> di ammazzare impunemente giornalisti scomodi anche stranieri come Andrea Ronchelli,

            un morto al fronte, in una guerra scatenata da chi sai tu, che cerchi vergognosamente di spacciare per uno di una serie.

            >>> di massacrare 14000 civili in otto anni

            “Prima del 2022, le vittime nel Donbass ammontavano a oltre 14.000 persone, tra cui circa 3.375 civili e circa 10.900 combattenti (soldati ucraini e combattenti filorussi).” E detta guerra fu causata da Putin.

            Dovrei programmare un piccolo bot che ti bacchetti a ogni ripetizione di vecchie menzogne, per risparmiarmi la fatica!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “quantitat”

      La quantità di evidenze sotto gli occhi del mondo che Francesco arriva a negare con tanta tranquilla sicumera dal buio del cinema dove si è rinchiuso a guardare in continuazione “Berretti Verdi” senza portare uno straccio di argomento che sua uno è rimarchevole.

      Meno male che la Storia ricorderà i milioni in piazza e le inchieste della Albanese e di Amnesty International, e non la fede cieca dei Francesco di turno.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        la storia ricorderà i milioni in piazza?

        questa me la segnerei, peccato che sarò troppo morto per controllare

        se tutto va bene, la storia ricorderà la pace di Trump, secondo me

        o la tregua di Trump

        ma una storia che abbia tempo da perdere con Albanese e Landini non la conosco proprio

  36. tomar scrive:

    Data davvero dannata questo 7 ottobre: e se la abolissimo da tutti i calendari, incluso quello islamico, in quanto data che rinfocola negli uomini solo i peggiori sentimenti di reciproco augurio di reciproca morte, di brutale sottomissione e feroce rivalsa, non sarebbe comunque un bene per la grande maggioranza dell’umanità ?

    • PinoMamet scrive:

      Il 7 Ottobre non mi risulta che sia una commemorazione ufficiale della Repubblica italiana, c’è poco da abolire.

      Ma il tuo ragionamento finisce per ricordare da vicino quelli che pensano che il 25 Aprile andrebbe dimenticato, in quanto data “divisiva”…

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Tra l’altro l’anniversario finirebbe per cadere l’8 e quindi che faremmo nella nostra follia censoria? Anno dopo anno cancelleremmo il calendario? E solo perché ci sono gli imbecilli che vanno a inneggiare ai massacri di civili?
        Non credo di voler conferire un simile potere a quelle persone.

        • habsburgicus scrive:

          Gregorio XIII (1572-1585), di felice memoria, adoperò mezzi più radicali 😀
          passò direttamente dal 4 ottobre al 15 ottobre nel 1582 (in quell’anno NON ci furono il 5, il 6, il 7, l’8, il 9, il 10, l’11, il 12, il 13 e il 14 ottobre)……naturalmente per ragioni scientifiche, vale a dire correggere alla bene e meglio* gli errori degli astronomi cesariani e non per eliminare date, concetto estraneo alla Christianitas 😀

          verso il 2800 ci sarà da correggere il calendario gregoriano..e vabbè, se la vedranno i posteri 😀

      • tomar scrive:

        Ma il tuo ragionamento finisce per ricordare da vicino quelli che pensano che il 25 Aprile andrebbe dimenticato, in quanto data “divisiva”…

        Ma perché lo dici? Giudica l’albero dai suoi frutti.
        E i frutti del 25 aprile non furono lo sterminio dei fascisti e la persecuzione generale dei loro molti complici, ma l’ampia amnistia del ministro della giustizia Togliatti (misura che ho criticato in gioventù quanto ora la ritengo saggia), il voto alle donne, la libera scelta della Repubblica, la Costituzione che ha permesso a un tipo come Almirante di essere eletto al Parlamento 4 anni dopo il suo proclama di fucilazione degli italiani che non volevano arruolarsi nelle brigate nere… e ai suoi eredi di essere oggi abbastanza saldamente al governo… data di una vittoria meno divisiva di così nei suoi effetti è difficile trovarla. Chi afferma il contrario semplicemente mente di fronte alla realtà dei fatti… dici che i miei ragionamenti ricordano da vicino gente così? Ma dai.

        • Francesco scrive:

          frutti del 18 aprile 1948, in buona misura. altrimenti certi semi avrebbero pure potuto dare alberi molto diversi.

          ciao

          😉

        • PinoMamet scrive:

          Ma io non parlo del 25 Aprile, parlo di quelli che dicono che il 25 Aprile sia una data divisiva.

          • Miguel Martinez scrive:

            “25 aprile”…

            anniversario della morte di Torquato Tasso, del terremoto del 2015 nel Nepal (10.000 morti), del giorno in cui Waldseemuller mise la parola “America” sulla sua mappa, primo utilizzo della ghigliottina, Reuter lancia il servizio aereo di piccioni per informare dell’andamento della borsa tra Aquisgrana e Bruxelles, i francesi conquistano Hanoi, Freud apre il suo primo studio, la conferenza di Sanremo distrugge il Medio Oriente e ne paghiamo ancora le conseguenze, lo Stato di New York introduce le targhe automobilistiche, Musk compra Twitter…

            una giornataccia, il 25 aprile

            • roberto scrive:

              noi italiani il 25 aprile ricordiamo il giorno in cui il comitato di liberazione nazionale dell’alta italia ha dato l’ordine di insurrezione generale contro i nazifascisti

              voi stranieri dovreste fare un minimo di sforzo per capire il paese dove vivete e se non vi piace tornare a casa vostra

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “voi stranieri dovreste fare un minimo di sforzo per capire il paese dove vivete e se non vi piace tornare a casa vostra”

                Remigrazione per tutti!

                🙂

              • PinoMamet scrive:

                A me piace anche ricordare il 25 Aprile portoghese, ma naturalmente si parlava di quello italiano.

                Sono un grande sostenitore del famo a capisse.

              • roberto scrive:

                pino

                “A me piace anche ricordare il 25 Aprile portoghese”

                anche io faccio sempre gli auguri agli amici portoghesi il 25 aprile (non me ne ricordo tante di feste nazionali altrui ma quella certamente si)

  37. Miguel Martinez scrive:

    Leggo su Telegram:

    Remigrazione e Riconquista, i primi 27 consiglieri comunali aderiscono al comitato promotore della proposta di legge

    Dopo l’annuncio di qualche settimana fa della nascita del comitato Remigrazione e Riconquista, costituito su iniziativa di diversi movimenti identitari, arrivano le prime adesioni anche a livello istituzionale. Sono 27 i primi consiglieri comunali ad aderire e pronti a sottoscrivere la proposta di legge, quando verrà lanciata ufficialmente: Gino Tornusciolo eletto a Grosseto, […] Maurizio Puglisi Ghizzi e Massimo Trigolo, consiglieri di quartiere a Bolzano.

    Vogliamo che la remigrazione entri nel dibattito politico e non sia una parola tabù. Il sostegno di consiglieri eletti può dare forza a una proposta programmatica che è assolutamente concreta e attuabile.

  38. Miguel Martinez scrive:

    “Maurizio Puglisi Ghizzi e Massimo Trigolo, consiglieri di quartiere a Bolzano.”

    E’ bellissimo! Cominciamo il rimpatrio dei coloni italiani mandati da Mussolini a Bolzano.

    Per aiutarli, ecco la traduzione in tedesco (cortesia DeepL) del loro appello:

    Wir wollen, dass die Remigration in die politische Debatte einfließt und kein Tabuthema mehr ist. Die Unterstützung durch gewählte Ratsmitglieder kann einem programmatischen Vorschlag, der absolut konkret und umsetzbar ist, Kraft verleihen.

      • Francesco scrive:

        Mig

        stasera hai ragione ma sei crudele

        • PinoMamet scrive:

          Io sono una persona semplice:
          sono italiano, e per me gli italiani hanno ragione e gli altri torto, punto.
          Inoltre ho fatto il Classico quindi sosterrò sempre le ragioni dei greci.
          Libici? E chi li conosce?

          Invece l’altro ieri per caso Youtube mi segnalava un documentario sui siciliani di Tunisia.

          Visto che erano un settore produttivo dell’economia tunisina (forse più dei francesi) finita la Seconda guerra mondiale
          (l’intervistato diceva in italiano “che l’Italia ha perso, più o meno”- i sottotitoli francesi dicevano “con la sconfitta dell’Italia”- francesi di merda)
          i francesi (di merda) hanno costretto migliaia di italofoni tunisini a “tornare” in Italia, dove non erano mai stati;

          ottenuta l’indipendenza, la Tunisia… li ha richiamati indietro! E molti sono andati.

  39. Miguel Martinez scrive:

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/10/08/si-getta-dal-sesto-piano-durante-lo-sfratto-e-muore_a29ddb04-fdcf-48ae-b486-b8e078b37ca6.html
    Si getta dal sesto piano durante lo sfratto e muore

    Morire di sfratto gettandosi dal balcone di casa sfinito da una condizione non più sopportabile di disagio psicologico e di timori per la propria sopravvivenza.

    E’ questa la tragedia emersa questa mattina a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, dove un uomo di 71 anni si è lanciato dal sesto piano durante lo sfratto che stava subendo e al quale non poteva più far fronte in alcun modo.

    Una tragedia che ha suscitato commozione ma anche polemiche sulla gestione della marginalità sociale e del patrimonio abitativo nelle metropoli.
    Il gesto, improvviso, è avvenuto alle 9.15 mentre all’ingresso del palazzo in cui viveva, in via Puricelli Guerra, si trovavano anche il suo avvocato e il padrone di casa, che dopo molti mesi di morosità e diversi interventi aveva ottenuto l’esecutività dell’atto. Letterio Buonomo, di origine siciliana, incensurato, una vita di lavoro come custode e un divorzio ormai alle spalle, si è gettato dal balcone di casa davanti ai passanti sgomenti che a quell’ora andavano a lavoro e alle forze dell’ordine che – come da prassi – erano venute a coadiuvare la riconsegna dell’alloggio. Ma l’anziano non aveva alcuna intenzione di creare problemi. “Non ce la faccio più” ha scritto in un biglietto d’addio lasciato in vista e si è buttato di sotto proprio da quella casa che gli stavano portando via. Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 che però non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

    Il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano ha espresso il suo cordoglio in un comunicato, spiegando che “non risultava possedere i requisiti per accedere al fondo per la morosità incolpevole a causa di un reddito elevato”, e che viveva una “situazione di fragilità personale legata alla ludopatia”. “Qualche settimana fa si era rivolto per la prima volta agli uffici comunali per richiedere informazioni sugli alloggi popolari – ha aggiunto il sindaco – Gli uffici competenti gli avevano fornito tutte le indicazioni necessarie per presentare domanda di assegnazione di un alloggio abitativo temporaneo nell’ambito del Servizio Abitativo Transitorio. Il soggetto non si è più presentato agli uffici, forse per timore che potesse giungere notizia ai famigliari”.
    “La crisi abitativa uccide, letteralmente – ha commentato su X l’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis – In un Paese civile, una delle massime priorità dovrebbe essere garantire a ogni persona un’abitazione dignitosa. E invece, in Italia, gli interessi economici dei privati vengono anteposti ai bisogni essenziali della popolazione. Poi i risultati sono questi… La casa non deve essere un privilegio, ma un diritto”.
    “Chiediamo una informativa urgente al ministro Matteo Salvini per sapere come il governo intenda affrontare l’annoso problema dell’accesso alla casa”, ha detto Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione, intervenendo nell’Aula della Camera, aggiungendo che “le situazioni di indigenza e di buona fede dovrebbero essere affrontate con rispetto e comprensione”.

    • MOI scrive:

      Politica e società hanno fallito … “piazze piene, urne vuote” [cit.]. NON esiste dignità umana senza libertà dalla miseria. Questo tragico episodio “mi torna”. Purtroppo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “interessi economici dei privati”

      Giova ricordare che gli appartamenti venivano forniti a tutti praticamente gratis nelle società del ‘socialismo reale’?

      Eh, ma lì non avevano ‘la libertà ‘…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Sì, è in effetti utile ricordarlo.

        Ma prova a ricordare quante ore di coda facevano, quei fortunati, o quale era il livello degli appartamenti.

        Dubito che la quota di popolazione di un paese occidentale che se la passerebbe meglio in un sistema socialista raggiunga il 20%. Nei paesi come l’Italia in cui regnano disorganizzazione e approssimazione.

        E in più là mancava la Libertà. Cosa che per gli umani degni di questo nome è importante.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sono gli appartamenti in cui vivono ancora oggi, ora che quei paesi sono utopie liberali.

          • Francesco scrive:

            Oppure sono vittime della lunghissima stagione comunista?

            PS sarebbe interessante scoprire se c’è stato rinnovamento nel parco abitativo di quei paesi. Magari coi fondi della UE.

            Se interessasse sapere la verità, naturalmente.

            • Peucezio scrive:

              Francesco,
              “Oppure sono vittime della lunghissima stagione comunista?”

              Dopo trentacinque anni?

              Comunque io ci sono stato nelle case postsovietiche. Orribili dall’esterno, ma molto curate all’interno.

              Nella Russia profonda (Mosca è tutta un’altra cosa) hanno due stanze, una con la tazza del water e una con la vasca con la doccia, per cui se vuoi lavarti il culo dopo aver fatto i tuoi bisogni, devi passare da una stanza all’altra (il bidè ovviamente è utopia, come dappertutto fuori dall’Italia) e se vuoi farti la barba devi fartela al lavandino della cucina.
              Inoltre quando ti fai la doccia le mattonelle del bagno a causa dell’umidità cascano dal muro e ti cadono in testa (non scherzo: mi è successo davvero).

              Ma alla fin fine, quando ti abitui a questi piccoli disagi, si sta bene, perché i russi sono attenti, decorosi, arredano bene le case, poi hanno anche molto senso dell’igiene quanto alla cucina per esempio, per cui mangi sempre bene.

            • Peucezio scrive:

              Una cosa curiosa: i soffitti sono bassi. Finché stai nell’appartamento non ci fai caso.
              Me ne accorsi perché un giorno volli salire a piedi al settimo piano (ho il fiato molto corto, pur non avendo mai fumato, perché non corro, non faccio attività fisica aerobica, ecc.) e mi sembrò di aver fatto sì e no due tre piani.
              C’è da dire che le parti comuni sono trascurate e puzzano.
              A Mosca molto meno e molte case sono anche molto belle viste dall’esterno.

  40. MOI scrive:

    @FRANCESCO

    Ormai i “bimbinkia”, espressione che ha digià qualche lustro, sono giovani adulti cresciuti da quando l’ espressione era in auge.

    😱

    • MOI scrive:

      VA be che trovi soprattutto in Tiktok tizi ormai già con barbette “brìzzole”😉 😁 inveire Vs … gli ” Adulti” !!!

      😱😱😱

  41. MOI scrive:

    L’ oramai osannata ovunque Francesca Albanese ha detto che la Proposta Trump sarebbe stata un Abominio Geopolitico già nel 1948.

    … e che la “West Bank” i Palestinesi la chiamano da sempre “Far West Bank”, visto che i Coloni Israeliani vi detterebbero come Unica Legge la Legge del Più Forte, cioè impunemente (!) LORO stessi.

    • Francesco scrive:

      Diciamo che c’è una parte della sinistra istruita che intende mantenere il punto qualunque sia il costo per i palestinesi, in questo senso più radicale della stessa Hamas.

      Però se la tua citazione è corretta siamo al livello del biondino di La7! come se nel 1948 non fosse successo nulla.

      Ciao

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      La proposta è quella di creare l’Associazione Internazionale per l’Afri… per Gaza, con Leopold… Toby Blair presidente, al fine di gestire lo sfruttamento delle risorse naturali del luogo.
      E far finta di credere che la cosa possa funzionare senza che nessuno compia il minimo atto di insurrezione che possa essere utilizzato per giustificare la repressione più feroce.

      Sì, ha ragione la Albanese.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Tony Blair*

      • Francesco scrive:

        Ho qualche leggero dubbio che la proposta sia quella.

        Non capirei come mai è accolta in modo positivo da un uomo come Pizzaballa.

        Vedo invece dei grandissimi trinariciuti che hanno deciso di sfidare ridicolo e verità per mantenere posizioni radicalmente anti-israeliane, alcuni pure anti-statunitensi, a cui tengono particolarmente.

        Ne approfitto per chiedere a Miguel, che legge l’arabo e ha fonti molto migliori e più interne delle nostre, l’aria che tira in Medio Oriente e cosa ne pensa lui.

        Ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Non capirei come mai”

          Ovvio che non puoi capire: a te sfugge cosa è successo fino ad oggi a Gaza, per cui ti è preclusa la comprensione del contesto.

          • Francesco scrive:

            Scusa?

            So che ami leggere nella mente degli altri e trarne profonde conclusioni ma se ogni tanto ti facessi un piatto di cazzi tuoi e rispondessi senza illazioni di questo genere?

  42. Francesco scrive:

    Miguel

    tu che leggi l’arabo, da quelle parti che aria tira? Trump ha davvero ottenuto qualcosa o con la prossima settimana si sgonfia la “pace”?

    F o’ sfruttatore

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