Ogni tanto capita di respirare una boccata d’aria fresca, grazie a una riflessione che va oltre la fitta nebbia della fuffa.
In questo caso si tratta del testo, come riportato in lingua inglese da alcuni media, di un’intervista con il generale Aharon Haliva, che era a capo dell’intelligence israeliana il fatidico 7 ottobre del 2023. Un’intervista rilasciata al canale televisivo israeliano Channel 12.
L’intervista ha suscitato scandalo sui media progressisti, mentre a me è subito piaciuta, perché l’autore parla da tecnico di una questione tecnica, senza ditino imparatore o piagnucolamenti.
Il generale è un tecnico della guerra, uno dei mestieri più importanti della storia umana, forse quello decisivo, perché non ammette appello.
Il generale Haliva, nell’intervista, dice tra l’altro:
“Il fatto che vi siano già 50.000 morti a Gaza è necessario, ed è un bisogno delle generazioni future”
“per ogni (vittima) del 7 ottobre, devono morire 50 palestinesi”
“Non c’è scelta, hanno bisogno di una nakba di tanto in tanto per sentirne le conseguenze”
Ci si scandalizza perché siamo abituati sempre e ovunque ad ascoltare balle giustificazioniste: “mi stavo solo difendendo, lui mi ha guardato male, la vittima sono io…”
Evidentemente siamo più portati ad ascoltare i bugiardi che i professionisti.
Inoltre. il generale Halivi fa una divulgazione raccontando di come Israele abbia sostenuto attivamente Hamas, anche – dettaglio interessante – in Cisgiordania.
“Se si destabilizza tutta l’arena palestinese, che impazzisce, è impossibile negoziarci e non ci sarà alcun accordo [sullo stato palestinese].”
“Hamas è un’organizzazione contro cui puoi combattere liberamente, non ha alcuna giustificazione internazionale, alcuna legittimità, lo puoi combattere con la spada”.
Il generale Haliva ci riporta all’essenziale della guerra, che non sono le pubbliche relazioni nei confronti degli osservatori neutrali affetti da sentimenti umanitari.
L’essenziale della guerra è garantire a lungo andare la supremazia del nostro gruppo – comunque definito – sull’altro gruppo, con qualunque mezzo e per il periodo di tempo più lungo possibile.
Non è Israele che la pensa così: è sempre stato così, tranne per un breve intervallo di qualche decennio successivo alla Seconda Guerra Mondiale, in cui ci si è illusi che ci fosse l’albero del bengodi per tutti e che per sopravvivere, non fosse necessario buttare gli altri giù dai rami.
La guerra – cioè una delle principali attività da sempre della specie umana – è stata arbitrariamente identifica con la figura di un baffuto muratore austriaco che la faceva, ci dicono, per pura cattiveria.
Una bella illusione, che ho condiviso anch’io, ma – appunto – un’illusione.
Con Gaza, torniamo alla normalità, che ci piaccia o no.
Il fatto che sia Israele a riportarci alla normalità, è dovuto semplicemente al fatto che questo paese, per motivi etnico-simbolici, rappresenta l’antitesi del baffuto muratore. Essendo nato senza macchia, può permettersi di fare cose normali: ma è solo un inizio, perché a mano a mano che la coperta si fa stretta, il mondo intero inizierà a fare cose normali – troppo comodo prendersela solo con Israele.
Il lucido spirito militare – scevro, come dice il generale, da ogni spirito di vendetta, qui stiamo parlando in termini professionali – parte dal presupposto della vittoria a lungo termine.
Si può vincere una battaglia come si vince una partita, poi il campionato ricomincia nella prossima stagione, con il rischio di perdere.
Il vero militare deve invece pensare alla vittoria a lungo termine: e cioè distruggere per decenni ogni potenziale di reazione da parte dell’etnia nemica.
Per questo, colpire l’infanzia diventa strategicamente fondamentale.
Conosciamo tutti qualcuno che a cinquant’anni si ricorda ancora di come il babbo ormai morto non gli comprò la macchinina che voleva all’autogrill, e ne ha ricavato un minuscolo trauma.
Immaginatevi un bambino che invece ha perso un braccio, dopo aver visto a sei anni bruciare vivi i propri genitori e la sorellina: ecco un trauma serio, che ha il vantaggio di durare quasi sicuramente tutta la vita, quindi per diversi decenni.
Un trauma-investimento, insomma.
Traumatizzare sul serio i bambini assicura, per tutta la vita utile dei sopravvissuti, il predominio dei nostri: a Gaza c’è un’occasione unica per sottomettere un’etnia per decenni.
Sia perché i traumatizzati imparano letteralmente sulla propria pelle la supremazia dell’altra etnia, sia perché non sono più in grado mentalmente di organizzarsi in maniera razionale: lo zoppo, lo scemo, lo storpio, il guercio e il matto – come si diceva in altri tempi – non vanno lontano, nonostante i proverbi.
La violenza ha molti livelli, e non funziona sempre.
Il primo livello è quello del vaccino sociale, cioè della piccola aggressione innocua che in realtà finisce solo per aumentare l’immunità del sistema che si vorrebbe aggredire. Le Brigate Rosse con le loro punture hanno rafforzato in maniera straordinaria il potere repressivo dello Stato, a tutti i livelli. Da far loro un Monumento all’Ordine Pubblico.
Il secondo livello è quello della rissa inconcludente, gli scontri a bassa intensità che non si risolvono.
Il terzo livello è quello del forte che si afferma in maniera decisiva sul debole. Che è il vero motivo per cui esistono eserciti in questo mondo, ed è l’unico momento in cui ha senso ricorrere alla violenza.
E su questo, il generale Halivi merita rispetto per la chiarezza con cui si è espresso.
Ma come è sempre esistita la guerra, esistono sempre i folli come il patrono dei filosofi, San Giustino Martire.
Anche noi lo scegliamo come patrono, ma ricordando che finì decapitato sotto l’imperatore – filosofo anche lui – Marc’Aurelio.
Però fece in tempo a scrivere:
“E noi, che eravamo pieni di guerra, di reciproco massacro e di ogni malvagità, abbiamo cambiato in tutta la terra le nostre armi da guerra: le nostre spade in aratri e le nostre lance in attrezzi per l’aratura; e coltiviamo la pietà, la giustizia, la filantropia, la fede e la speranza, che abbiamo ricevuto dal Padre stesso attraverso Colui che è stato crocifisso; e sediamo ciascuno sotto la propria vite, cioè ciascuno ha la propria moglie sposata. Perché voi sapete che la parola profetica dice: «E sua moglie sarà come una vite feconda». Ora è evidente che nessuno può terrorizzare o sottomettere noi che abbiamo creduto in Gesù in tutto il mondo. È chiaro infatti che, anche se decapitati, crocifissi, gettati alle belve, incatenati, bruciati e sottoposti a ogni altro tipo di tortura, non rinunciamo alla nostra confessione; ma più queste cose accadono, più altri e in numero sempre maggiore diventano fedeli e adoratori di Dio attraverso il nome di Gesù.”
I

@ Martinez
“etnia”
Verissimo, tutto. Ma non è tutto lì.
Ma sentivo dire le stesse cose anni fa. E prima ancora, decenni fa.
Poche cose si ricordano come il dolore.
Il bambino mutilato che ha usato bruciare la famiglia finirà i suoi giorni in un silenzio impotente, come l'”Uomo del banco dei pegni” di Rod Steiger.
Ma i suoi figli no.
E i suoi nipoti ancora meno. Perché avranno dimenticato gli errori e le ingenuità di Hamas, e avranno nel ricordo dell’orrore subíto un movente potentissimo.
Questa condanna futura il sionisti, come tutti coloro che possono vivere solo grazie a un genocidio, si salvano solo se il genocidio è completo: solo così non restano tracce e discendenti.
E questo avviene o perché i discendenti sono percentualmente trascurabili, come coi Pellerossa del Far West, o perché proprio non ce ne sono più come gli Armeni di Smirne, i Moriori del Pacifico, i Fuegini o i Tasmaniani.
Con Gaza siamo lontani da questa situazione, proprio numericamente. Percentualmente ci sono meno vittime pure della Shoah, che ha ammazzato meno della metà degli Ebrei del mondo. Gli Israeliani sono sett milioni, i Gazawi da soli erano due milioni a mezzo, forse ore ridotti a meno di due. Poi c’è tutta la Cisgiordania. La prima Nakba non ha aumentato la sicurezza di Israele. Perché dovrebbe farlo la seconda?
Ciao!
Andrea Di Vita
la seconda?
Per ADV
“Ma i suoi figli no.
E i suoi nipoti ancora meno. Perché avranno dimenticato gli errori e le ingenuità di Hamas, e avranno nel ricordo dell’orrore subíto un movente potentissimo. ”
La storia non funziona così.
La creazione di una mitologia storica (nel senso tecnico usato da Jan Assmann) dipende, non da “ricordi trasmessi” (i traumatizzati tendono a NON trasmettere, se vogliono bene ai propri figli) ma dalle necessità politiche.
Cioè può darsi che tra cinquant’anni nasca, magari nel deserto libico dove sono stati esiliati, un governo di palestinesi che per fare la guerra ai libici che non li sopportano, un governo che rivendica la gloria e gli orrori di Gaza 2025. In quel caso, ci saranno tanti musei al genocidio e quant’altro.
Ma magari lo stesso governo decide di crearsi il mito di “essere sempre stati libici” e si cancella la storia di Gaza.
” (i traumatizzati tendono a NON trasmettere, se vogliono bene ai propri figli)”—–
Di mio nonno paterno, nato nel 1911, che in fatto di guerre si era fatto di tutto, dall’Africa all’Albania, fino al campo di prigionia in Germania e al rocambolesco ritorno a casa a piedi, non ricordo che avesse mai pronunciato una sola parola sulle sue esperienze dell’epoca.
Va bene che io mi ricordi poco perché è morto quando avevo 6 anni, ma anche mio padre ricorda ancora che suo padre non avesse mai voluto sbottonarsi sui particolari di quegli anni, e che quando era ragazzo, in famiglia non se ne parlava proprio.
“gli Armeni di Smirne”
Riguardo agli Armeni in Turchia, nonostante il genocidio, vi sono stati sopravvissuti perché convertitisi in extremis all’Islam, ma hanno mantenuto nascosta la loro identità all’interno delle loro famiglie grazie a matrimoni fra connazionali.
Il loro numero attualmente varia da alcune migliaia a qualche milione a seconda delle stime. Ci sono casi di persone tornate al Cristianesimo in anni recenti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Hidden_Armenians
“San Giustino Martire”
Che nacque proprio in Palestina.
Flavia Neapolis (Sichem)
di San Giustino mi ha sempre colpito il modo elegante, e insieme sottilmente perfido :D, con cui rispose alle calunnie anti-cristiane piuttosto grossolane* di cui si era fatto eco pure il cirtense Frontone (oggi Constantine in Algeria) non proprio l’ultimo dei fessi che tuttavia tendeva a credere che i cristiani facessero strani e perversi riti, si cibassero di sangue ecc
ebbene, Giustino prima difende con dovizia di argomenti i cristiani “ortodossi” confutando queste allegazioni ma al tempo rammenta che c’erano molte sette che si definivano cristiane
e Giustino aggiunge “se loro fanno questi abomini, noi non lo sappiamo” 😀
*il primo ad attaccare il Cristianesimo in modo serio -tanto che sarebbe stato bene accolto qui sul blog come uno dei commentatori :D- fu Celso verso il 180 d.C (Alethès Lògos che conosciamo grazie al sommo Origine di circa 250 d.C)…Celso attaccò per primo i Cristiani in modo serio e non aneddotico e si eleva rispetto alle calunnie volgari di un Frontone;
sul martiro di San Giustino i dotti tendono a propendere per il 165 d.C (credo già l’erudito giansenizzante Tillemont, gloire della vecchia Chiesa gallica, che dopo aver descritto in modo dettagliato e con acribia tutti i martirii, decretava l’inferno per i persecutori con frasi del tipo ..”e ora Marco [Aurelio] bruciando nell’inferno sa quanto fosse fallace la sapienza dei Greci”) ma non vi è certezza
forse Porfirio di Tiro, “greco” d’Oriente vissuto ai tempi di Diocleziano, fu ancora più efficace di Celso..purtroppo i suoi “Katà ton christianon” fecero paura (roba di cui pure la UAAR sarebbe fiera :D) e furono eliminati dopo Costantino (e, pur da cristiano, ciò mi spiace in quanto la confutazione di Porfirio sarebbe stata più utile e avrebbe fatto crescere di più la nascente Christianitas)..
da storico mi spiace ancora di più che Teodosio II verso il 449 d.C ordinasse la damnatio memoriae assoluta di Porfirio, facendo quindi sparire anche la sua Cronaca [assolutamente secolare, i cristiani c’entrano poco] che dicono fatta benissimo (seguiva Castore di Rodi, che giungeva al trionfo di Pompeo del 28 settembre 61 a.C), naturalmente perduto anch’egli)….questà è stata una perdita enorme per noi tutti…sì, abbiamo Giorgio Sincello, ma insomma..eh 😀 😀
“era a capo dell’intelligence israeliana il fatidico 7 ottobre del 2023”
il che fa dubitare parecchio delle sue capacità 😉
Dopodiché, si è dimesso nell’Aprile 2024, e parla da libero fanfarone, cioè cittadino. In Israele di fanfaroni militaristi c’è abbondanza, e Vannacci rischierebbe di passare per un moderato, ma non è Halivi a decidere la politica estera israeliana.
Senza attribuire a Israele un cinismo addirittura superiore a quello del (innocuo! sia mai!) muratore austriaco, cioè di fare stragi di civili per farsi rispettare
(sull’efficacia del metodo ha già risposto Andrea… )
lo scopo dell’azione militare di Gaza è stato chiaro e dichiarato da subito, ed è più o meno lo stesso meccanismo per cui gli USA in caso di rapimento non pagano riscatti, ma mandano i SEALS coi mitra e le bombe a mano:
“se ci attacchi, finirai per rimetterci. Non ti conviene attaccarci”.
Per PinoMamet
““era a capo dell’intelligence israeliana il fatidico 7 ottobre del 2023”
il che fa dubitare parecchio delle sue capacità 😉”
Correggo astutamente… “era a capo dell’intelligenze israeliana per tutti i primi sette mesi dell’attacco a Gaza” 🙂
Per PinoMamet
“Senza attribuire a Israele un cinismo”
Comunque, ripeto. A me Israele interessa fino a un certo punto. Dico semplicemente che siamo a una svolta storica, che parte certo da questa specifica guerra, ma che riguarda il mondo.
Cioè il ritorno alla normalità, dove la supremazia di un gruppo umano su un altro si afferma con la violenza.
E in questo Halivi dice alcune cose interessanti e tecnicamente inoppugnabili.
D’altronde anche il Vannacci che citi non è uno stupido: basta leggersi il suo libro (e non solo qualche citazione estrapolata furbescamente di qua e di là) – riesce a esprimere molto bene una visione esattamente opposta alla mia sull’economia e sull’ambiente (che peraltro coincide con la visione di diversi commentatori su questo blog).
d’accordo se per normalità intendi “quello che è successo per la maggioranza del tempo”
ma da tempo sappiamo che la pace e i commerci rendono molto più delle guerre, vieppiù nella società tecnologica e industriale, che ha reso il saccheggio un’attività economica marginale.
sarebbe quindi una decrescita certissima, come lo sono i dazi di Trump per l’economia USA.
vero che la stupidità domina il mondo però …
Ciao
Ciò detto, e nonostante la mia indole personale, devo dire che nutro uno strano senso di fierezza nell’essere cittadino di un paese, l’Italia, che…
non è perfetto, ma non aspira ad esserlo; non si pone al di sopra di nessuno, al contrario di quanto fanno gli statunitensi, consciamente e inconsciamente;
ma neppure al di sotto, come fanno (almeno a parole) inglesi e tedeschi per i rispettivi sensi di colpa post-coloniali e post-nazismo
(i francesi non credo proprio abbiano sensi di colpa… )
non si può dire che l’Italia sia esattamente un paese pacifista (e fa bene a non esserlo; non trovo che il pacifismo abbia senso) ma è davvero un paese che “rifiuta la guerra come mezzo di risoluzione ecc.”;
anche se qualche volta un po’ se lo scorda, bisogna dire (i “bombardamenti umanitari” in Serbia…);
però insomma, certo non risulta tra i paesi più bellicosi del mondo.
eppure lo è stata! Eccome! Sfilate militari, otto milioni di baionette, ragazzini educati a sparare e marciare in uniforme, ogni pretesto colto o creato per entrare in una guerra…
e poi c’è stata quella grande, la Seconda Guerra Mondiale;
la Prima, grandissima e sanguinosissima, no: non avevo reso pacifisti gli italiani, li aveva resi ancora più bellicosi, semmai;
la Seconda invece ha creato il Grande Mutamento Antropologico Italiano (GMAI):
gli italiani si sono scoperti imbelli, paurosi, tristanzuoli, “io non ci volevo andare”, “io sono sempre stato contrario”…
vabbè, mi fanno un po’ schifo
(lasciatemi fare l’italiano anche a me, e dire che mi fanno schifo gli italiani)
però boh, al contempo sono anche orgoglioso di vedere che gli aerei militari italiani trasportano malati agli ospedali, e non bombe.
i militari italiani, a ogni “missione di pace”, si lamentano: “noi spariamo, combattiamo, e i media ci descrivono solo come distributori di caramelle…”
ma meglio così, cari, meglio così…
@ PinoMamet
“meglio così”
Il GMAI è l’effetto delle rovinose sconfitte.
Ci fu per un po’ anche in USA dopo il Vietnam. Da un lato uscivano film come “Soldato Blu”, e in genere le denunce dell’imperialismo yankee di entrarono virulente propri fra gli Statunitensi a un livello impensabile ai tempi di, che si, “Berretti Verdi”. Poi con Reagan si vede un John Rambo che piagnucola col suo colonnello perché al ritorno dalla guerra trova la “spazzatura che protesta contro la bandiera”.
Gli Inglesi hanno perso l’Impero per vincere due guerre mondiali, e niente è più appicicaticcio della passata gloria (per citare Isaac Asimov). I Francesi hanno vinto la prima e li hanno fatto passare per vincitori la seconda, quindi il loro attaccamento alla grandeur è persino più ridicolo.
Noi Italiani siamo i capibara della politica internazionale. Percepiti come simpaticoni inoffensivi, non siamo minacciati perché nessuno crede che minacceremo qualcuno. I capibara nuotano in mezzo ai coccodrilli senza problemi, non hanno nemici naturali.
Scelta finora azzeccatissima, se le nostre élites atlantiste non si monteranno la testa.
Ciao!
Andrea Di Vita
PS Rambo è un film sui traumi subiti dai reduci del Vietnam, Andrea!
@ Francesco
“traumi”
Appunto. E uno dei traumi del povero Rambo è appunto vedere messo sotto i piedi ciò per cui lui si è rovinato la vita.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Il GMAI è l’effetto delle rovinose sconfitte.”
ma in realtà l’Italia ha perso quanto la Germania… e metà ha anche vinto, o pseudo-vinto…
la Germania ha espiato col senso di colpa, e ci sta (anche se credo che ormai… abbia fatto il suo tempo! nessuno è colpevole per sempre…)
l’Italia si è assolta dai sensi di colpa
(e… lo trovo molto più sano!)
ma per farlo si è raccontata di essere più debole, incapace o pasticciona di quanto fosse
(vedasi Mediterraneo, bellissimo film che c’entra pochissimo con la guerra, girato in un’isoletta raccontata come isolata e pacifica… che nella realtà fu sede di uno scontro in cui due najoni scalzacani italiani sconfissero le forze speciali britanniche…)
@ PinoMamet
“GMAI”
La Germania unita non ha mai vinto una guerra, a differenza dell’Italia.
Il GMAI Italiano et soprattutto l’alibi di una classe dirigente che si sa screditata nei confronti del suo popolo (per il proprio sistematico ricorso al voto di scambio) e che trova comodo nascondersi di volta in volta dietro il dito o della Chiesa, o dell’America, o della NATO, o
dell’Europa.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pino
“vedasi Mediterraneo,”
Trovo significativa la scena finale con gli inglesi tutti perfetti che dicono “italians” e abatantuomo che risponde fieramente “cazzo vuole”
Sì, ci dipingiamo come straccioni ma guai se qualcuno ce lo dice
Per PinoMamet
“nutro uno strano senso di fierezza nell’essere cittadino di un paese, l’Italia”
Bellissimo!
@ mirkhond
“recenti”
Sì, lo sapevo. Per quello ho citato espressamente Smirne: lì lo sterminio è stato particolarmente accanito vista la grande visibilità sociale delle vittime.
Ciao!
Andrea Di Vita
baffuto muratore austriaco
@Miguel
ma non era un imbianchino ? 😀
“abbiamo cambiato in tutta la terra le nostre armi da guerra: le nostre spade in aratri e le nostre lance in attrezzi per l’aratura”
Grave sbaglio.
Non bisogna mai fare la guerra al suolo su cui si vive.
Il terreno deve essere arieggiato, non arato.
E coperto con pacciamatura.
Soprattutto non vanno estirpate le erbe spontanee.
Poi bisogna saper gestire l’acqua.
Come fare con l’acqua e con le future migrazioni di massa è nel libro di Rifkin “Pianeta acqua”.
Altrimenti di Gaza ce ne saranno a migliaia.
Anzi, vorrei andare ancora più a fondo nella questione.
Il problema era ben presente fin dall’antichità.
Già Platone ne parlava illustrando il mito della biga alata. Il cavallo nero spinge la biga verso la materia e il mondo sensibile, impedendo al cavallo bianco di raggiungere l’iperuranio ideale.
Insomma si tratta dei desideri.
Di come si orientano.
Dai desideri insoddisfatti nasce la frustrazione. Siccome la civiltà capitalistica enfatizza il soddisfacimento dei desideri, e non essendo questi tutti realizzabili, il risultato è una frustrazione patologica.
Da cui la ricerca di una possibile cura.
L’antifrustrazionismo.
https://www.amazon.it/Filosofia-della-frustrazione-Edoardo-Martinelli-ebook/dp/B06Y1DTGNG
Kelebekiano, con un euro e cinquanta ti puoi comprare questo libro senza frustrazione, perché appunto, è un desiderio che si appaga con una spesa estremamente modica.
Kelebekiano, massimizzare i desideri è problematico. Anziché massimizzare i desideri appagati la società contemporanea massimizza quelli frustrati.
L’antifrustrazionismo, invece, suggerisce che anziché massimizzare l’utile, sarebbe più conveniente diminuire la disutilita’.
(Tra cui le guerre, si dice nel mondo parallelo).
Per Puffo
“Non bisogna mai fare la guerra al suolo su cui si vive.”
🙂
Trovata vignetta geniale (grafica irrilevante):
WE MAY LOOK DIFFERENT
WE MAY THINK DIFFERENT
BUT INSIDE US, WE ALL HAVE ONE THING IN COMMON:
MICROPLASTICS!
😀
molto carina, spero un pò riduttiva
Sono d’accordo con Miguel (oltre che sul post, nelle linee generali, poi possiamo discutere i particolari ma vabbè)
quando dice- nei commenti, in risposta al sottoscritto- che siamo di fronte a una svolta storica.
Mi pare che in Europa occidentale, grazie ai famosi Settant’anni di Pace, che l’Unione Europea (un pochino barando) attribuisce a sé stessa-
e tantissimo in Italia, grazie al GMAI 😉 e al democristianesimo e alla Guerra fredda, e un po’ anche all’indole nazionale e ai famosi “duemila anni di cultura”…
in Europa e in Italia insomma siamo stati abituati per 70 anni che le cose si risolvono discutendo , facendo trattati, parlando di soldi…
non sei contento del trattamento ricevuto in una guerra coloniale di 100 anni fa? Vuoi la rivincita?
Embè, parliamone… facciamo che io ti finanzio la scuola, l’autostrada, ti addestro l’esercito, ti vendo le ambulanze a prezzo di favore…
ci guadagni anche tu personalmente, si capisce, aumma aumma, ci guadagnamo tutti e due, ci mettiamo d’accordo.
Il mutamento è iniziato con i Neocon e l’Iraq, direi; e i loro emuli anglofrancesi (da un giorno all’altro, “bombardiamo Gheddafi!”;
che fino a ieri era stato il destinatario invece del Trattamento Cliente Italico)
con Trump, Netanyahu, Putin, giù la maschera!
Il mondo è di chi se lo prende, come ai tempi di Carlo Magno, di Genghis Khan, di Assurbanibal, e vae victis.
I trattati? Carta straccia. Gli accordi espliciti o taciti, i rituali della diplomazia, il rispetto tra alleati, persino la semplice educazione? Modernariato.
Si torna alla legge del più forte, e senza finzioni.
L’Unione Europea, con i suoi tantissimi difetti, funge un po’ da katechon (come avrebbe detto Blondet) a tutto questo; continua a fingere che i trattati, il rispetto ecc. servano a qualcosa.
Forse è patetica; forse qualche volta è di intralcio; ma credo che (e non credo che l’avrei mai detto) con tutte le sue contraddizioni, abbia adesso un ruolo positivo, come freno alla barbarie più esplicita.
Qual è la differenza?
Con i neocon si cercava un pretesto; la guerra doveva essere “umanitaria”, il Nemico era sul punto di distruggere il mondo, il suo stesso popolo era oppresso e doveva essere liberato…
insomma, la narrazione epica della Seconda Guerra Mondiale, l’Iliade degli americani (“i poveri ebrei erano oppressi da Hitler, i tedeschi non potevano ribellarsi, e i soldati americani senza macchia hanno fatto la guerra per salvare gli ebrei e liberare i tedeschi, che adesso sono più simili a noi e più felici”).
adesso con Trump non si perde tempo a cercare queste cose; lo vedo, lo voglio, è mio, come nelle canzoni di Ariana Grande 😉
Pino,
mah, forse nelle parole.
Ma nemmeno: è la prima volta da quando mi ricordo che sento un presidente americano esprimere una retorica pacifista anziché bellicista.
Dice continuamente che le guerre devono finire, che costano migliaia di morti, ecc.
È un cambio di linguaggio radicale.
E infatti spara cose come “prendiamoci la Groenlandia, il Canada”, ma poi non spara un colpo.
Infatti vorrebbe prendersele a furia di pressioni, di accordi.
Infatti vorrebbe prendersele a furia di pressioni, di accordi
ciò peraltro è truly American..
Louisiana Purchase, 1803 [il singolo più importante avvenimento della storia USA, accanto alla sanguinosa guerra di secessione]
Gadsden’s Agreement 1853 (Miguel sa :D)
Alaska Purchase 1867
Danish Virgin Islands Deal 1916 (in vigore nel 1917)
l’America, quella vera, preferisce comprare in dollari sonanti 😀
Per Habs
“Infatti vorrebbe prendersele a furia di pressioni, di accordi”
Sicuramente è lo spirito di Trump!
e secondo voi perchè pensa che bastino le pressioni?
mica perchè dietro ha le FFAA più potenti del mondo?
era mica il motto del primo presidente Roosevelt?
Ciao
Questa è bella.. ora mi sottolinea lo pseudonimo, manco avessi un sito…
Comunque di tante cose che pensavo che avrei visto in vita mia, gli europei guerrafondai psicopatici e gli americani pacifisti e pragmatici era l’ultima su cui avrei scommesso.
UE guerrafondai
no, cerca di proteggerci da un Putin senza freni (come qui è chiaro solo a Roberto, e talora a Francesco)
so bene che le ambizioni di Putin si limitano all’Est e noi come italiani siamo fuori..
ma un Putin onnipotente, che una volta pappatasi l’Ucraina presto richiederebbe il Baltico e poi un “alto dominio” (ancorchè indiretto) sul vecchio Est (Polonia, Romania, Bulgaria ecc) distruggerebbe tutto quanto si è fatto dalla caduta del Muro in poi
certo, avremmo potuto non allargarci all’Est e forse sarebbe stato anche meglio, con il senno di poi..però si è fatto così–e tradire i nostri nuovi fratelli dell’Est sarebbe un’azione indegna e foriera di una rinascita del peggior nazionalismo..
quindi, anche se a qualcuno può non piacere, oggi la nostra frontiera orientale è a Narva e a Daugavpils e non a Gorizia
Guarda un po’ se mi tocca sentire ‘ste cose proprio da te.
Cosa si sarebbe fatto di buono dalla caduta del Muro in poi?
La svendita dell’Italia agli americani con Tangentopoli e le privatizzazione.
I paesi dell’Est che sono diventati dei puttanai secolarizzati e imbarbariti… Sotto l’ateismo di stato la religione, il senso della famiglia e delle tradizoni si erano mantenuti, poi si è visto.
Fosse per me Putin arriverebbe a Lisbona, perché è l’unico vero erede dell’Impero Romano, quindi dovrebbe regnare sull’Europa tutta, ma realisticamente mi basta che si prenda il suo.
Le repubbliche baltiche (che peraltro dovrebbero smetterla di opprimere le minoranze russe) non le toccherà mai, né la Polonia, perché fanno parte della Nato.
Il problema dei capi di stato europei di oggi è che sono dei postsessantottini comunisti frustrati di non essere riusciti allora ad ammazzare abbastanza gente con spranghe e p38 e ora vorrebbero sfogarsi a scapito della pace mondiale.
Per Peucezio
“Il problema dei capi di stato europei di oggi è che sono dei postsessantottini comunisti frustrati di non essere riusciti allora ad ammazzare abbastanza gente con spranghe e p38”
Caspita, non sapevo che Macron ammazzava la gente con la P38
Adesso lo sai 🙂
ti rispondo che le parole di un grande saggio che ha ben colto il cambiamento d’era
“I trattati? Carta straccia. Gli accordi espliciti o taciti, i rituali della diplomazia, il rispetto tra alleati, persino la semplice educazione? Modernariato.
Si torna alla legge del più forte, e senza finzioni.”
quando l’eccelso asburgico individua la NOSTRA frontiera orientale, non sbaglia di un centimetro
Alla fine non c’è un cavolo da fare: il comunismo ha fatto danni solo dove non ha governato.
Dove ha governato (in Asia lato sensu) ne ha fatti all’inizio, finché ha mantenuto la carica rivoluzionaria, poi è diventato ordine.
Dove non ha governato ha creato generazioni di disadattati psicopatici, che in suo nome hanno rovinato le loro società e ora, non paghi, vorrebbero farle finire in un olocausto nucleare.
Dove ha governato (in Asia lato sensu) ne ha fatti all’inizio, finché ha mantenuto la carica rivoluzionaria, poi è diventato ordine.
Dove non ha governato ha creato generazioni di disadattati psicopatici
@Peucezio
questo è verissimo, e hai ragione da vendere
immagino non abbiate mai sentito parlare dei problemi demografici della Cina
😀
PS Peucezio, a te una bella gita di 6 mesi in Corea del Nord mi sa che farebbe bene, per snebbiarti
PPS ogni volta che sento parlare di come è ridotto l’Occidente per colpa del capitalismo, mi viene in mente sia San Francesco sia il puzzo dei canali di scolo. e non so cosa pensare, alla fine.
@ Francesco
“Cina”
Comunque, qualsiasi sia la nostra opinione, quattro fatti sembrano scolpiti sul marmo:
1) Putin a fine secolo scorso ha ereditato una colonia, e l’ha trasformata in una delle principali potenze globali
2) i nostri Prodi, i nostri Draghi e compagnia cantante hanno ereditato il mercato unico più importante del pianeta e l’hanno ridotto a una colonia
3) i dirigenti del Partito Comunista Cinese a fine secolo hanno ereditato un paese del terzo mondo, e l’hanno trasformato nella superpotenza economica del pianeta
4) le oligarchie USA a fine secolo hanno ereditato la più grande e potente superpotenza della storia umana, e dopo 20 anni sono costretti a trattare con quella che chiamavano “una pompa di benzina con la bomba atomica”
Il resto sono chiacchiere.
Ciao!
Andrea Di Vita
Falso
Falso
Vero
Sostanzialmente falso (“costretti” un par di ciuffoli, è una scelta criminale di Trump)
Ciao!
ADV
Sul punto 3 (“i dirigenti del Partito Comunista Cinese a fine secolo hanno ereditato un paese del terzo mondo, e l’hanno trasformato nella superpotenza economica del pianeta”) lo storico e sinologo Frank Dikötter afferma che il grande sviluppo del dopo Mao è dovuto al fatto che Deng ha finalmente lasciato i cinesi più liberi dal punto di vista economico e il resto l’avrebbe fatto la grande capacità lavorativa del popolo finalmente slegata dalla pianificazione comunista. Fino a Xi si era seguito il relativamente buon andazzo (non dimentichiamo i palazzi “di tofu” ma niente in confronto all’ecatombe del grande salto) e ora putroppo da un decennio abbiamo un tipo che si crede un nuovo Mao. Secondo me Dikötter non ha tutti i torti, per lo meno non si può negare che i dirigenti del Partito Comunista Cinese a fine secolo hanno ereditato un paese del terzo mondo da sé medesimi, visto che erano al potere dalla metà del secolo.
peucezio e habsb
“Dove ha governato (in Asia lato sensu) ne ha fatti all’inizio, finché ha mantenuto la carica rivoluzionaria, poi è diventato ordine.”
mi pare che abbia governato pure in europa causando danni economici e sociali che 30 anni dopo sono ancora sotto gli occhi di tutti
@Roberto@Francesco
in genere il comunismo è stato un disastro a ogni latitudine o una sorte di pestilenza medievale inviata dall’Alto per punire i mortali dei loro peccati…anche se noi, e altri, non eravamo meno peccatori e ci fu risparmiato il comunismo 😀 [Nostro Signore stesso pose la domanda, se le vittime del crollo della Torre di Siloe fosseeo peggiori delle altre, rimaste illese..evidentemente no !]
detto ciò, bisognerebbe forse distinguere fra
A.paesi in cui il comunismo ha svolto ETIAM una funzione nazionale (Cina, Corea, Vietnam, Cuba), essenzialmente fuori Europa..lì il comunismo, fra orrori inenerrabili–ha “fatto anche cose buone” [cit.] 😀
II.paesi in cui il comunismo è stato importato con la forza in qualità di “elemento alieno” ed è stato per giunta il veicolo dell’oppressione nazionale ed imperialistica russo-moscovita (essenzialmente in Europa orientale) lì il comunismo è stato uno schifo assoluto e se lo dicessi io, passi, ma lo dicono loro 😀 :D..che sotto il paradiso rosso ci hanno vissuto 😀
poi ci sono casi ibridi
Mongolia (in Asia), ma colonia di Mosca..e infatti lì il comunismo è scomparso come neve al sole
Albania (in Europa), non serva di Mosca ma -se possibile- peggio di Mosca, una sorta di Nordcorea europea senza però quel fascino elettrizzante, difficile da spiegare, che in Corea del Nord si prova e che in senso metafisico “nobilita” il regime dinastico dei Kim 😀
Per Habs
” lì il comunismo è stato uno schifo assoluto e se lo dicessi io, passi, ma lo dicono loro”
Non voglio entrare in merito alla tua tesi generale, solo che in Germania Orientale, ho sentito anche un’altra campana; come ho sentito anche da moldavi.
Dico “anche”… non è un’assoluzione, ma quell’ “anche” rende impreciso l’aggettivo “assoluto”.
Non hai citato l’ex-Jugoslavia, e nemmeno la Romania, che sono altre storie ancora.
Ah, e hai dimenticato Livorno!
Credo che ricondurrebbe la Iugoslavia al primo gruppo. In effetti i destristi italiani, quando frignano per le foibe e l’annessionismo iugoslavo, fanno proprio riferimento al compromesso che Tito (per mezzo di Kardelj) dovette fare con i centristo sloveni e croati come condicio sine qua non per ottenere il loro sostegno: rivendicare il confine del 1866.
Quello ovviamente è il buono del comunismo, mentre il cattivo sono lo stato sociale e le norme a tutela delle minoranze nazionali.
@ habsburgicus
“Putin senza freni”
Quoque tu, habsburgice?
Quousque tandem abuteris intelligentia nostra tantis nugis?
Guarda che ci hanno sempre detto che Putin combatte con le pale. Che sta finendo i missili. Che cannibalizza le lavatrici per farli funzionare i missili. Che i suoi soldati devono pagarsi la biada per gli asini che portano loro le munizioni al fronte. Che si bombardano da soli le centrali nucleari. Che si fanno saltare da soli i metanodotti – specie quelli sottomarini. Che in tre anni non sono manco stati capaci di occupare tutto il Donbass. Che Putin ha la leucemia, il cancro, il Parkinson. Che si cura col sangue d’orso e gli incantesimi degli sciamani Siberiani. Che cammina con un esoscheletro.
E uno così secondo te sarebbe “senza
freni”?
Ciao!
Andrea Di Vita
ma sai Andrea…
il vezzo di sottovalutare Putin è tipico di quelli che, in teoria (molto in teoria :D) dovrebbero essere dei “miei” e che invece appena leggo rischio quasi di convertirmi al putinismo 😀 😀 😀 e infati smetto regolarmente la lettura 😀
solo ieri ho letto su fb una presunta “analisi” (filo-ucraina e quindi potenzialmente “buona” 😀 per me, non per te, lo so :D) in cui si descriveva una Russia onirica allo sbando, con russi che vivrebbero come miserabili in un mondo arcaico, che a stento esisterebbe fino a novembre (sic !) a meno che il KATTIVO Trump la salvi obbligando l’Ucraina libera a cedere con la forza di fronte ai ricatti dell’Orso moscovita 😀 ‘ste cose non si possono leggere né sentire ! unica cosa verosimile,. ahinoi, le minacce mafiose di Trump ma non certo una Russia ridotta al Biafra !
io, nel mio piccolo, la Russia la conosco (pure l’Estremo Oriente russo) e so che pur con i loro problemi sono una Nazione temibile, che ha certo sacche di povertà ma è al contempo moderna, e dunque da non sottovalutare..su alcune cose è meglio dell’Italia 😀 e in certi campi vi è più liberta
pendant agli anti-russi da “tastiera”, ci sono però i “filo-russi” da tastiera 😀 che non sono meglio..si dividono in due grandi categorie, per non entrare troppo in dettaglio
1.i filo-comunisti per cui Putin è il nuovo e astuto Segretario Generale del glorioso e mai morto PCUS che dopo aver eliminato il traditore El’cin ha restaurato il marxismo-leninismo e sotto la guida eroica del Partito distruggerà il Fascismo, Male assoluto, e stavolta non farà prigionieri, non ci sarano superstiti :D, mica come quel bonaccione di Stalin o quell’amnistiatore di Palmiro :D..questi tipi sono sciroccati ma almeno colgono il sovietismo di Putin (e ancor più di Lavrov che è fisiognomicamente sovietico..Putin potrebbe anche passare per russo, Lavrov no..ricordate che essere russi è un privilegio e non è da tutti :D, dal 1917 pochi lo sono stati, diciamo Solzhenicyn e pochissimi altri :D); beh, peggio sono gli altri
2.strani tipi, di dx (a loro volta divisi in neo-pagani anti-cristiani e cristiani devoti) che vedono in Putin il nuovo San Giorgio che salverebbe il Mondo dalla corruzione dell’Occidente, un Putin che ha restaurato i valori cristiani (o, per i laici, i valori dell’Uomo Bianco), un Putin isapostolo (per i cristiani) o un Putin successore di colui che fu amato da Miguel Serrano 😀 (ad onta della retorica antifascista, che gli uni e gli altri, cristiani e anticristiani, vedono come uno strumento, senza il minimo effetto pratico), un Putin affossatore del politically correct, del gender e dell’odiata UE,,,,,gli stessi ritengono la Russia un paradiso terrestre, senza “colorati” in cui il white man domina, la donna è bellissima, non ci sarebbe criminalità e i valori regnerebbero 😀 orbene costoro sono a mio parere ancora più lontani dalla realtà dei filo-comunisti in quanto la Russia è un paese secolarizzato, in cui alla religione non crede nessuno (probabilmente manco Kirill :D), in cui dominano i peggiori valori consumiustici e, per quanto riguarda la famiglia e la moralità, basto pensare che le escort russe sono famose in tutto il mondo 😀 a Dubai ne è pieno, e purtroppo sono care 😀 alcune russe vanno a escorteggiare pure in India dove i più crepano di fame, ma quelli di casta alta se la spassano alla faccia dei loro concittadini 😀
nella realtà, mio caro Andrea, Putin è un semplice (e corrotto) “figlio di buona donna” come tanti altri, e neppure peggiore a dirla tutta, anzi forse meglio di tanti qui in Occidente
accetti una soluzione equa sull’Ucraina (perchè piace a me ! bon :D), al limite si elimini Zelens’kyj (che ormai ha fatto il suo tempo), e poi non se ne parli più
e amici come prima del 2014
@ habsburgicus
“nella realtà, mio caro Andrea, Putin è un semplice (e corrotto) “figlio di buona donna” come tanti altri, e neppure peggiore a dirla tutta, anzi forse meglio di tanti qui in Occidente”
OAAH!
Purtroppo non conosco la Russia, ma un Russo che conosco da anni (e che non ha simpatie putiniane) mi descrive più o meno il Paese che dici tu.
E comunque concordo sulla tua descrizione di Putin; come ho sempre detto, il più pulito c’ha la rogna.
Ciò su cui probabilmente dissentiamo è l’identificazione di Putin come il maggior pericolo per noi Europei in generale e noi Italiani in particolare.
Putin forse è un pericolo da non sottovalutare.
Ma il Draghi del ‘volete la pace o i condizionatori?’, la Von der Leyen del ReArm Europe, la Meloni delle ‘garanzie simil-articolo 5 ‘ per i banderisti lo sono infintamente di più, e con assoluta certezza.
Anzi, per una volta il lusso del catastrofismo pessimista me lo voglio concedere io 😉
Temo infatti che se la terza Guerra Mondiale mai scoppierà in Europa, allora non lo farà perché un giorno Putin manderà di punto in bianco i tank a sfondare il corridoio di Suwałki, ma perché dopo anni di fallimento della strategia provocatoria degli atlantisti Europei orfani di Washington uno di questi per non perdere la faccia potrebbe organizzare una nuova ‘false flag’ tipo Gliwice.
https://it.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Gleiwitz
Un politico esaltato di mezza tacca – tipo la Kallas – che perde la faccia o che teme di perderla è molto più imprevedibile e pericoloso di un gelido giocatore di poker come Putin.
In fondo, a far scoppiare la Grande Guerra fu un Gavrilo Princip qualunque.
Ciao!
Andrea Di Vita
con tutta la disistima per la classe politica europea, non vedo nessuno che neppure si avvicini a Putin in quanto a essere pessimo
lo zar è veramente fuori categoria, siamo vicini a miti quali Stalin e Ivan il Terribile
Giovanni IV di Russia, detto “il terribile” e chiamato sempre col nome non italianizzato di Ivan, era un imperatore romano, da bravo nipote di Sofia Paleologa. E si comportava come tale in tutto e per tutto, dalle grandi conquiste militari al far fuori con liberalità chiunque non gli andasse a genio.
@ Francesco
“disistima”
Ma io non parlo di stima o di disistima. Io parlo proprio di fifa. La mia. E quindi cedo la parola a chi l’ha descritta meglio di tutti (c’è anche la traduzione Italiana):
https://noteblog.altervista.org/a-paura-mia-di-eduardo-de-filippo-traduzione-e-significato/
Il verso finale spiega meglio di quanto potrei mai fare io il motivo per cui la Kallas e la Von der Leyen mi fanno molta ma molta più paura di Putin.
Ciao!
Andrea Di Vita
Habs
“e in certi campi vi è più liberta [in Russia rispetto all’Italia]”
immagino tu ti riferisca alla prostituzione. O anche ad altro?
pensavo ad altro, onestamente…..
commercio, burocrazia meno invadente in molte cose ecc
nulla peraltro tipico della sola Russia
Sulla burocrazia: visto che una parte delle lungaggini da noi sono dovute a evitare corruzione e appropriazioni indebite potrebbe essere che sul punto di diano per vinti senza nemmeno provarci?…sul commercio, io ho sempre letto di un paese praticamente a monoeconomia, ovverosia estrazione delle materie prime, e tutta spartita fra i famosi oligarchi. Dici che ci sono, per chi ha spirito imprenditoriale e pochi patemi morali, buone possibilità di realizzare il Russian dream? D’altronde quello là aveva cominciato come cuoco di Putin..
Habsb.,
ma tu su cosa ti basi esattamente?
In Russia c’è di tutto e meno male che è così e che non è una specie di repubblica talebana oscurantista.
Ma non ci sono tutte le merdate nostre, i matrimoni omosessuali, i gay pride, il politicamente corretto, i bambini che cambiano sesso.
Mentre c’è molta religiosità. Come anche molti non credenti. Come in tutte le società pluralistiche.
Ma il fatto che la religione abbia un maggiore riconoscimento pubblico e ufficiale mi sembra un bene.
Così come mi sembra un bene che le donne russe siano più libere delle nostre e non è affatto in contraddizione con l’ortodossia, ma, anzi, è collegato proprio con la cultura ortodossa, meno sessuofobica di quella cattolica.
Nell’Ottocento c’era repressione, ma era di matrice borghese e occidentale, infatti le contadine erano molto più disinvolte, lo racconta anche Gogol’.
>>> In Russia c’è di tutto
parliamone!
Per Habs
“certo, avremmo potuto non allargarci all’Est e forse sarebbe stato anche meglio, con il senno di poi..però si è fatto così–e tradire i nostri nuovi fratelli dell’Est sarebbe un’azione indegna e foriera di una rinascita del peggior nazionalismo..”
Mi affascina questo uso del pronome di prima persona plurale.
Colgo che tu e qualche tuo amico che non conosco vi sareste “allargati a Est” e che tu e lui avreste dei “nuovi fratelli” da quelle parti.
Buon per voi.
Io ho un nuovo fratello dalle parti del Galluzzo, e una nuova sorella dalle parti di Fiesole, e non ho nessuna intenzione di tradirli.
sei tu il leibniziano
noi siamo europei! anzi, di più, siamo anche occidentali e umani (io pure cattolico)
😉
scusi Eccelso ma quando mi capita di dimenticarmi chi è Putin e cosa vuole?
la ringrazio in anticipo del cortese riscontro
🙂
PS l’appetito vien mangiando
Per PinoMamet
“L’Unione Europea, con i suoi tantissimi difetti, funge un po’ da katechon”
Infatti… ho molti dubbi su tanti aspetti del sistema europeo, ma proprio per questo non mi sono mai schierato con gli “antieuropeisti”.
Idem
Però mi chiedo: essere pacifisti senza essere armati è credibile? perchè il quel caso sei costretto a esserlo
Mentre paesi pacifici come la Svizzera o la Svezia erano estremamente credibili proprio perchè molto ben armati
Per PinoMamet
“con Trump, Netanyahu, Putin, giù la maschera!
Il mondo è di chi se lo prende, come ai tempi di Carlo Magno, di Genghis Khan, di Assurbanibal, e vae victis.”
Una cosa che non riesco a mettere bene a fuoco… tu citi una sfilza di nomi di individui (maschi). E in effetti, quando un sistema passa dalla modalità “eurobuonista” (per capirci) a quella “vae victis”, pensiamo sempre appunto a individui (maschi).
Eppure sono sempre dei sistemi, delle comunità di persone. Anzi, “l’eurobuonismo” ammette pure diverse posizioni e interessi, molto più individuali quindi.
Boh, da rifletterci.
“, pensiamo sempre appunto a individui (maschi).”
beh penso a loro tre perché sono loro tre che si vedono…
non ho mai avuto dubbi che Hillary Clinton, individua femmina, avrebbe fatto le stesse cose
(mentre ne ho sulla Meloni, che mi sembra più che altro una che si barcamena)
diciamo che questi tre individui hanno il pregio di esplicitare benissimo il sistema che c’è dietro.
Per PinoMamet
“beh penso a loro tre perché sono loro tre che si vedono…”
Certo. Ma a parte i “maschi”, colpisce il fatto che un sistema “vae victis” fa pensare subito a un individuo (hai citato anche Genghis Khan ecc). Ed è proprio così, non sto dicendo che “PinoMamet ci vede degli individui”.
Beh, forse Roma e l’impero britannico possono essere citati come “sistemi” che facevano le stesse cose senza che i nomi delle singole persone fossero molto rilevanti.
ma oggi viviamo in un’epoca molto legata alle singole personalità forti. è Putin a decidere di restaurare l’impero e l’imperialismo russo, come è Trump a decidere di distruggere il mito americano per copiare Putin.
Ciao
Pino,
“L’Unione Europea, con i suoi tantissimi difetti, funge un po’ da katechon (come avrebbe detto Blondet) a tutto questo; continua a fingere che i trattati, il rispetto ecc. servano a qualcosa.
Forse è patetica; forse qualche volta è di intralcio; ma credo che (e non credo che l’avrei mai detto) con tutte le sue contraddizioni, abbia adesso un ruolo positivo, come freno alla barbarie più esplicita.”
Beh, oddio… sono i pià guerrafondai e cercano di sabotare i tentativi diplomatici di Trump.
Peucezio
Il tentativo diplomatico di trump in cosa consiste?
“Diamo a Putin tutto quello che vuole”
Faccio un po’ fatica a seguirti sull’uso della parola “diplomatico”.
È essenzialmente frutto della nuova mentalità “il più grosso e prepotente prende tutto”
@ Roberto
“diamo a Putin tutto quello che vuole”
No. Vuol dire “lasciamogli quello che si è preso e togliamo di mezzo la causa di conflitti futuri”.
Due trattati antimissile stracciati unilateralmente dagli USA, discriminazioni antiRusse nei paesi Baltici, golpe pilotati in Georgia e in Ucraina, rimozione dei governi amici in Medio Oriente e nei Balcani, basi missilistiche in Polonia e Romania “in funzione antiterrorismo” (😂), militari USA in Donbass in piena pandemia (!)… sono un’ottima causa di conflitto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Se a Mosca parlassero Napoletano direbbero ” ‘ccà nisciuno é fesso”.
tranne chi crede alla propaganda di Putin, mi permetto di correggerti
Roberto,
diplomatico significa che ci si mette attorno a un tavolo e si trova una soluzione.
Ed è chiaro che Zelenskij è una pedina: se di colpo gli americani smettessero di appoggiarlo sul piano militare, economico, di sanzioni, ecc. si arrenderebbe immediatamente.
Anche perché se per assurdo gli americani facessero la voce grossa al contrario, gli europei smetterebbero istantaneamente di fornirgli armi e revocherebbero le sanzioni. Ma in ogni caso basterebbe il solo disimpegno totale diretto americano.
In ogni caso tu che scenario immagini per porre fine a questa guerra?
Qui le ipotesi sono due,
1) Zelenskij cede quello che ha già perso de facto (territori dove la gente parla russo e vuole stare con la Russia), magari con qualche scambio;
2) la guerra va avanti e Putin continua lentamente ma inesorabilmente a erodere pezzi di territorio.
La prima via si chiama “diplomazia” e mi pare più conveniente per l’Ucraina o quantomeno meno dannosa rispetto alla seconda.
@ peucezio
“guerra”
Quello che i guerrafondai nostra i con l’orifizio anale altrui fanno finta di dimenticare è che la Russia non a certa truppe occidentali in Ucraina più di quanto Kennedy accettasse missili Sovietici a Cuba.
Quindi ogni macronata sull’invio di truppe è un modo per continuare la guerra, per la gioia dei fabbricanti d’armi USA.
E siccome Zelensky pur di salvare la poltrona ha mandato migliaia di connazionali a morire per niente Zelensky sta al gioco.
Ecco perché per la prima e probabilmente ultima volta in vita mia mi tocca dare ragione a Salvini quando dice a macron di attaccarsi al tram.
Ciao!
Andrea Di Vita
basterebbe sconfiggere seriamente l’esercito invasore di Putin e vedi come la Russia accetta le truppe NATO in Ucraina
difficile, costoso, sanguinoso ma molto meno di dare a Putin quello che chiede OGGI, in attesa di sentire quello che chiederebbe DOMANI
è come pagare il pizzo, un primo passo di sottomissione da cui è difficile tornare indietro
@francesco
“seriamt”
Sai anche tu che non accadrà.
Come diceva Lincoln, “if you cannot beat them, joint them”.
Dico e ripeto: la Russia è un fornitore, l’America un concorrente.
Ciao!
Andrea Di Vita
1) ti ho già DIMOSTRATO che non è vero, e Trump ha pure rincarato la dose con le sue sanzioni. credo dovresti iniziare a considerare la realtà, almeno di tanto in tanto
2) se non possiamo batterli (e possiamo, volendo combattere), almeno conteniamoli come fatto con Stalin. unirsi a loro avrebbe senso solo nella logica fascistissima di Peucezio
Ciao
Pino e Miguel
“ in Europa e in Italia insomma siamo stati abituati per 70 anni che le cose si risolvono discutendo , facendo trattati, parlando di soldi…”
Ovviamente sono d’accordo con pino, e quando Miguel scrive che con il nuovo mondo torniamo alla vita “normale”, beh no, per noi non era affatto normale perché appunto per settant’anni abbiamo vissuto in un altro modo, e anzi negli ultimi 45 (diciamo dal disgelo della guerra fredda), abbiamo davvero smesso di pensare all’idea di una guerra *in Europa* (si lo so c’è stata la jugoslavia, ma è extra limes)
Mi ricorda un po’ quando durante il confinamento Miguel scriveva che dopo l’abboffata di libertà si era tornati alla vita normale, confinata nelle mura della città (mi aveva colpito il termine *normale*)…forse normale in altre epoche e in altre latitudini, certo non per noi cresciuti in quest’epoca in Europa
Roberto,
ma Miguel dice proprio questo, che noi per settant’anni saremmo vissuti fuori della normalità.
Il che è vero e francamente da molti punti di vista (non da tutti) preferisco questa non normalità e spero che ci restiamo.
ORAP!!!
io oso chiamarla progresso, rubando la parola ad altre culture
E, per inciso, non credo nelle coperte troppo corte.
Le coperte sono troppo corte quando qualcuno ha interesse a farcelo credere, per distirbuire meno equamente le risorse.
Per Peucezio
“E, per inciso, non credo nelle coperte troppo corte.”
Interessante il “fronte” Roberto/Peucezio/Francesco su questo tema.
Oltretutto su un tema decisivo, perché riguarda il futuro della vita qui, quindi è molto più importante dei meriti o delle colpe di Israele, Russia, Stati Uniti o simili.
mmm
io certamente credo che le risorse siano scarse (un mio amico lo negava con passione)
ma che questi spinge gli uomini a ingegnarsi su come usarle meglio e come trovarne di nuove/capire come usare roba che pare inutile
è un pendolo, idealmente
solo per i seguaci di Peron e di Cirino Pomicino e di Trump le risorse sono infinite e posso promettere tutto a tutti
Ciao
Per Francesco
“io certamente credo che le risorse siano scarse”
Questa affermazione è ovviamente corretta, ma andrebbe precisata meglio.
Noi usiamo risorse energetiche per trasformare altre risorse in parte in prodotti che riteniamo utili, in parte in rifiuti; ed eventualmente tutto va in rifiuti.
Ora, l'”economia” in senso comune riguarda solo il costo di acquisto delle risorse: in effetti, tutti cerchiamo di acquistare risorse al minor prezzo possibile. Tipo, cerco di pescare sempre più pesci, con mezzi sempre meno dispendiosi e più efficienti.
Ma nulla ci obbliga ad assumerne anche i costi a lungo termine: che è un po’ la questione che sta emergendo adesso con la crisi climatica. Cioè i pesci scompaiono, non in proporzione diretta a quanti ne consumiamo, ma anche in proporzione a quantto asfaltiamo i campi per farci centri commerciali dove vendere i pesci.
veramente l’economia “tradizionale” tiene benissimo conto del fatto che i pesci diventano sempre meno negli oceani e ne fa salire il prezzo di mercato
anzi, il fatto che non si possa pescare “a volontà” è un caso tipico di scarsità delle risorse
Ciao
“veramente l’economia “tradizionale” tiene benissimo conto”
Qua stai giocando sull’ambiguità della parola: intendi l’economia come disciplina o l’economia come il fenomeno economico?
Nel primo caso, il tenere conto di qualcosa credo dipenda molto dall’autore, nel secondo, stiamo parlando di meccanismi che funzionano per causalità, non teleologia, per cui non “tengono conto” del futuro.
sia l’economia come disciplina che il mercato come realtà tengono conto della scarsità crescente di una risorsa
e scontano il futuro previsto relativamente alla disponibilità di detta risorsa
No?
Per Peucezio
“Le coperte sono troppo corte quando qualcuno ha interesse a farcelo credere, per distirbuire meno equamente le risorse.”
Questo è stato il ragionamento implicito del “comunismo realmente esistente” (non di Marx). “Il capitalismo ha spalancato le porte dell’infinito benessere potenziale, ma i capitalisti quel benessere lo tengono per loro, dividiamolo tra tutti!”
Per roberto
“forse normale in altre epoche e in altre latitudini, certo non per noi cresciuti in quest’epoca in Europa”
Concordo.
Diciamo che la situazione Europa 1945-2022 è stata decisamente anormale. Un po’ mi dispiace, ovviamente, ma inutile piangere sul latte versato. Affrontiamo il futuro.
Peucezio
Come dice efficacemente pino, per Putin Trump e Nethanyau
“ Il mondo è di chi se lo prende, come ai tempi di Carlo Magno, di Genghis Khan, di Assurbanibal, e vae victis.”
Sei d’accordo con questa sintesi? Immagino di sì, è una fotografia molto esatta della realtà
E allora, come puoi chiamare questa realtà “pacifismo”? Mi riferisco in particolare al “retorica pacifista di trump”
Cosa c’è di pacifista nel dire “mi prendo quel che voglio sennò ti bombardo”…che è semplicemente quello che ha fatto Putin e che trump appoggia?
@ Roberto
“retorica pacifista di Trump”
Se quella retorica si traduce in fatti concreti allora la gente smette di morire.
Come pacifismo non è poco.
Certo, un cessate il fuoco che serve solo a riarmare i lettori di Kant non è la soluzione, che alla Kallas piaccia o no.
Ciao!
Andrea Di Vita
Roberto,
no, non sono affatto d’accordo con questa sintesi.
Questo era vero ai tempi dell’Iraq, della Serbia, dell’Afghanistan, della Libia, non oggi.
Oggi al massimo è vero per gli altri (Putin molto moderatamente, perché si sta riprendendo il suo molto faticosamente; Netanyahu in modo violentissimo e senza remore o freni), ma non certo per gli USA, cioè per quelli che fino a ieri si prendevano tutta la torta.
Cosa si starebbero prendendo oggi?
A me basta che gli USA stiano buoni. Per gli altri poi si vedrà: sono pesci piccoli.
Mi spiace solo per i Palestinesi, quelli sì.
Tra l’altro è vereamente surreale questa retorica sulla fine della legalità internazionale!
E anche ripugnante e ipocrita.
La legalità internazionale non c’è mai stata, ma se mai ce n’è stata qualche minima parvenza, è stata spazzata via con la caduta del Muro (che, ahimè, tanto piace al nostro Habsb.), che ha tolto ogni bilanciamento e lasciato libero sfogo al più barbaro unilateralismo americano.
Oggi non è che sia stata ripristinata; semplicemente continua a non esserci.
Con la differenza che il maggior attore ha meno interesse a fare il prepotente e a espandersi, il che almeno limita i danni.
Per roberto
“E allora, come puoi chiamare questa realtà “pacifismo”? Mi riferisco in particolare al “retorica pacifista di trump””
Concordo.
Il punto però è che Trump ha sfruttato un aspetto del mondo americano che è anche potenzialmente sano, almeno dal mio punto di vista: “siamo abbastanza grandi da non dover andare a fare guerre in giro per il mondo”.
Però contemporaneamente, Trump vuole imporre la posizione prevalente degli Stati Uniti in qualunque disputa.
E ovviamente vuole arricchire le aziende statunitensi che producono armi.
Guai ai vinti
https://www.remocontro.it/2025/08/21/un-terzo-del-debito-pubblico-usa-nelle-tasche-delleuropa/
Mah. Forse la faccenda è un poco più complicata.
Direi guai a quelli che si cacciano nei guai da soli comprando troppi titoli del tesoro americano mentre altri li vendono.
E così sembrano cedevole verso gli americani mentre in realtà stanno cercando di salvare i propri investimenti dalla “megabolla” che altrimenti scoppierebbe travolgendo Europa e mezzo mondo.
Ma si tratta di cose, appunto, complicate.
Cosa voglio saperne io?
L’Italia non sembrerebbe neanche messa così male….
🙄
Non rileggo neanche…
La Russia si, ha vinto la guerra.
Adesso a quanto pare, si riappropriera’ dei territori di etnia russa e pur non conquistando l’Ucraina occidentale la terra’ sotto il proprio controllo forse cercando di integrarla in qualche modo nel proprio sistema economico.
Le “garanzie di sicurezza” occidentali non hanno senso. Cosa fai, vai ad armare l’Ucraina una seconda volta?
@mondo parallelo
“non hanno senso”
OAMP!
Nemmeno l’art.5 della NATO prevede una risposta militare automatica di tutti i paesi dell’Alleanza nel caso in cui uno di essi venga aggredito.
Nemmeno gli accordi bilaterali dei banderisti coi vari cagnolini Europei presi uno a uno.
Figuriamoci “garanzie” ancora tutte da scrivere.
Poi, garanzie per chi?
Chi garantisce che i banderisti non si rimettano a bombardare il Donbass?
Magari con qualche Taurus gentilmente messo a disposizione insieme col relativo puntamento da eventuali “forze di garanzia” Europee?
Nessuno si ricorda di Gliwice? Di Ual-Ual?
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Gleiwitz
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Incidente_di_Ual_Ual
Ma le democrazie questi mezzucci non li usano, si dirà.
Davvero?
https://en.wikipedia.org/wiki/Thornton_Affair
https://en.wikipedia.org/wiki/Gulf_of_Tonkin_incident
https://www.history.com/this-day-in-history/february-15/the-maine-explodes
Ciao!
Andrea Di Vita
https://youtu.be/n0OFvvJXI4k?feature=shared
Si parla di missili vari tra cui gli ipersonici con o senza carrello di rientro e con diverse gittate e velocità.
Verso la fine: tra Russia e Europa non c’è partita. L’Europa ha soltanto un’arma: la diplomazia.
Dice pure che i carri armati se assistiti da un particolare sistema di difesa, potrebbero ancora servire a qualcosa
Non avrei mai detto
È un tecnico. Non esprime giudizi su chi siano i buoni o i cattivi.
Veicoli di rientro, non carrelli
@ mondo parallelo
“tecnico”
Sì, l’ ho sentito anch’io. Ho rifatto i conti, e i suoi dati mi tornano.
Ciao!
Andrea Di Vita
“tra Russia e Europa non c’è partita”
il fatto che i russo-fili lo ripetano continuamente mi convince che è vero il contrario e che hanno una paura fottuta che l’Europa (la Russia sarebbe parzialmente Europa ma pazienza) si svegli
evento remoto ma che metterebbe nei guai il povero Putin
avete presente qui film in cui un bulletto piccolo e cattivo picchia il tizio grosso ma tontolone e pacifico?
@ Francesco
“il fatto che i russo-fili lo ripetano continuamente”
No, sono i russòfobi che si ostinano a negarlo, o meglio a passarlo sotto silenzio.
Faccio dei numeri, come sempre. Un Oreshnik vola quasi a 25 Mach e pesa – diciamo – una tonnellata. Fidati se ti dico che una tonnellata che ti arriva addosso a 25 Mach non ha bisogno non dico di una Bomba, ma nemmeno di un grammo di tritolo, per polverizzarti. Semplicemente urtandoti libera in forma esplosiva un’energia pari a 110 tonnellate di tritolo (a titolo di paragone ricordo che il più grande proiettile di artiglieria della WW2 fu sparato dai tedeschi su Stalingrado e portava 7,2 tonnellate di esplosivo). Volando a 25 Mach ci si mettono quattro minuti e mezzo per volare da Kaliningrad in Russia alla nostra base navale di Taranto. Se un Oreshnik colpisce la nostra Giuseppe Garibaldi la sfonda da parte a parte senza che la nostra contraerea abbia il tempo di reagire. Putin qualche mese fa ha appunto ordinato la produzione in serie degli Oreshnik; si stima che se ne producano tre alla settimana. Senza neppure usare la Bomba, Mosca già oggi è in grado di privare l’intera Europa occidentale delle sue flotte da battaglia. E non ho citato né i Kinzhal né il resto del cucuzzaro già utilizzato, né ho parlato di armi mai testate in battaglia come i Burevestnik e i Poseidon.
Per darti un’idea della nostra situazione, con un ventennio abbondante di ritardo gli USA hanno messo anche loro in cantiere un prototipo di ipersonico, che dovrebbe essere la loro risposta all’Oreshnik, il Dark Eagle. Dopo due tentativi falliti il primo test di successo – stando a quanto dichiarato – risale al maggio scorso. Non è mai stato testato in battaglia.
Concludo ricordando due cose:
-a tutt’oggi ci sono tre eserciti con esperienza di grandi battaglie campali (non di semplici scontri di confine): Ucraino, Russo e Nordcoreano.
-a differenza di ottant’anni fa la più grande potenza manufatturiera del mondo non ce l’abbiamo in Occidente.
Ciao!
Andrea Di Vita
Oh, voi dilettanti mi fate impazzire!
In primis la più grande potenza manufatturiera è l’Occidente, prima della Cina.
In secundis, nessuna guerra è mai stati vinta da una sola nuova super-arma, benchè Hitler e Mussolini lo sperassero.
se anche i missili ipersonici fossero così efficienti, i nemici della Russia hanno armi Stealth per ricambiare il favore.
lo saprai anche tu che le guerre sono affari complicati e poco prevedibili. nei dettagli.
Ciao
Dunque il capitalismo finanziario Usa è schiacciato dalla dipendenza dai capitali e dai risparmi esteri di cui necessita, oltre che per evitare l’insolvenza dello Stato federale, per mantenere una bolla borsistica che è arrivata ad assommare circa 50mila miliardi di dollari, con i cui quali si tiene viva la ricchezza colossale delle fasce più alte di popolazione ma anche l’ormai estesissimo sistema di polizze, fondi pensione, assicurazioni, prodotti finanziari disseminati nel mondo occidentale come strumenti “sostitutivi” della ritirata dello Stato sociale
Per riscattarmi un po’ dalla sciatteria del commento precedente
https://altreconomia.it/la-crisi-degli-stati-uniti-puo-essere-ritardata-solo-dalla-sottomissione-delle-colonie/
Mi sembra tutto molto chiaro
Trump non detta legge all’Europa.
Ha bisogno dell’Europa e l’Europa ha bisogno dell’America per ragioni finanziarie nonché forse secondariamente, militari.
Rispondo brevemente a Peucezio sul presunto pacifismo di Trump.
Guarda cosa sta dicendo su Israele e Gaza: niente. Ti assicuro che negli ambienti filo-israeliani di destra e religiosi, Trump è popolarissimo, e se non è visto come il Messia (ci è andato vicino nel precedente mandato, con il trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme) è esplicitamente paragonato a un novello Ciro.
Guarda cosa sta dicendo su Russia e Ucraina: “Tu, Zelensky, non hai le carte per poter decidere da solo” (proprio così, letteralmente);
“la Russia è una potenza e l’Ucraina no” (di nuovo, letteralmente)
e quindi non ha diritto di decidere da sola, semmai gli USA, benignamente, vorranno mettersi d’accordo con l’altra potenza riconosciuta, su come spartirsi le spoglie…
certo, afferma di aver “fermato numerose guerre” (quali? mah) e non ha davvero invaso la Groenlandia né annesso il Canada…
ma ha fatto capire abbastanza chiaramente che in questo e in altri campi, vigono gli accordi leonini, e il leone è lui.
Tra l’altro parlando di “carte”, non inganni la traduzione italiana, non parlava di trattati e altra roba noiosa, ma proprio di carte da poker!
Beh, penso fosse chiaro.
Pino,
beh, no, al massimo lascia fare gli altri leoni o presunti tali.
Ovviamente non mi fa piacere il sostegno a Netanyahu: purtroppo è uno di quei punti fermi della politica estera americana da cui è difficile davvero schiodarsi, non solo per il peso pervasivo delle lobby ebraiche, ma anche per l’eredità protestante filosionista. Prima che salga alla ribalta la generazione dei Maga duri e puri alla Tucker Carlson temo ci vorrà ancora tempo.
Quindi Trump ha bloccato i rifornimenti di armi e munizioni a Israele?
non ce lo sapevo
@ tutti (non è OT)
DAL TRAUMA ALLA DENUNCIA: SOLDATI ISRAELIANI RACCONTANO L’INDICIBILE.
di Lavinia Marchetti, 22 agosto 2025
Oggi potremmo parlare dell’ennesima offensiva contro civili inermi, a Gaza city, morte e distruzione. Dichiarazioni di Netanyahu, dei naziministri, eppure, ormai, abbiamo capito che andranno avanti, fino alla fine. Sì, le nostre istituzioni condannano (con due anni di ritardo e centinaia di migliaia di morti dopo), ma presumibilmente non faranno nulla. E allora il lavoro storico diventa fondamentale, perché cancelleranno le prove. La deportazione serve anche a quello, a far sparire le tracce, con le ruspe, con le bombe. Quindi dobbiamo impegnarci a conservare una memoria, ordinata, complessa, quotidiana.
Oggi vi riporto tradotte le testimonianze dei soldati dell’IDF per Breaking the silence (è stata fondata nel 2004 da veterani delle Forze di Difesa Israeliane con l’obiettivo di raccogliere e pubblicare le testimonianze dei soldati israeliani che hanno prestato servizio nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza dall’inizio della Seconda Intifada).
Prima delle testimonianze redatte e certificate dall’associazione, vorrei condividere stralci di un’intervista a un soldato dall’IDF, appena uscita, per El Pais:
– Un sergente israeliano di 23 anni, chiamato qui Elie (nome di copertura), racconta la sua esperienza a Gaza nell’ottobre 2023. Dice che entrò pochi giorni dopo gli attacchi di Hamas, ancora sotto shock.
Elie:
“Quando sono entrato a Gaza, avevo la testa in modalità automatica e solo due obiettivi. Proteggere i miei soldati e uscirne vivo.”
“Non sono entrato con un sentimento di vendetta. In realtà agivo in modo quasi meccanico. Il governo ci mandò per proteggere gli israeliani e recuperare i nostri ostaggi, ma ora mi rendo conto che in realtà la missione era un’altra.”
“I nostri superiori non pensano ai prigionieri israeliani né ai civili palestinesi, ma a spostare la popolazione e distruggere la società di Gaza.”
“Io venivo dalla Cisgiordania, avevo passato là diversi mesi nell’esercito. Anche lì ci furono cose che mi colpirono, ma la linea rossa per me fu usare i palestinesi di Gaza come scudi umani. Qualcosa fece clic nella mia testa per sempre.”
Elie racconta come la sua unità usò civili palestinesi come scudi umani a Gaza.
Elie:
“Ci ordinarono di scegliere due ragazzi palestinesi, così, a caso, e di mandarli davanti a noi nelle case dove sospettavamo ci fossero trappole esplosive o combattenti nascosti. Dovevano entrare prima, aprire porte, muoversi per le stanze. Se tutto restava calmo, allora entravamo anche noi. Se invece saltava in aria… beh, non saremmo stati noi.”
“Li facevamo camminare davanti a noi nelle scale, nei corridoi. Li trattavamo come strumenti, come se non fossero persone. Ricordo i loro occhi, spaventati, e il modo in cui tremavano. Io tremavo dentro tanto quanto loro.”
“Ci dicevano che era per ridurre le perdite, per salvare i nostri soldati. Ma io sentivo che qualcosa in me si rompeva. Non potevo accettarlo. Era troppo. Una volta che usi esseri umani in quel modo, non puoi più guardarti allo specchio allo stesso modo.”
“Non è che li picchiavamo o li insultavamo, no. Li prendevamo, li facevamo camminare davanti a noi. Non avevano scelta. Li usavamo come se fossero metal detector o cani addestrati. A volte erano ragazzi giovanissimi, altre volte uomini più grandi. Bastava che fossero lì, che ci aprissero la strada. Ogni volta che li vedevo entrare davanti a me con le mani alzate, mi dicevo: ‘Questa è la linea rossa. È questo il momento in cui tutto è cambiato’.”
“Quando è finita la missione, ho continuato a rivedere le loro facce. Non potevo dormire. Ripensavo a quando uno di loro, un ragazzo magrissimo, mi ha guardato come per chiedermi: ‘Perché io?’. Non ho saputo rispondergli. In quel momento mi sono sentito vuoto. Sapevo che quello che stavamo facendo non era per proteggere nessuno, era solo per infliggere paura, per spezzare la dignità di quella gente.”
“Qualcosa ha fatto clic nella mia testa per sempre. Non riesco più a pensare a Gaza senza vedere quei due ragazzi davanti a me, spinti a entrare in una casa al buio. Non riesco più a vedere l’uniforme nello stesso modo. Non riesco più a credere che il nostro esercito faccia quello che fa ‘per difendere la vita’. Io so cosa abbiamo fatto. E non c’è modo di cancellarlo.”
10 TESTIMONIANZE DAL RAPPORTO PERIMETER
Testimonianza 1
Grado e unità: Sergente maggiore, fanteria.
Area: Gaza – Perimetro Est.
Periodo: Novembre 2023.
Domanda: Dove eri d’istanza?
Risposta: Eravamo nel perimetro, vicino alla recinzione orientale. Ci avevano detto che la missione era impedire qualsiasi movimento verso il confine.
Domanda: Cosa significava in pratica?
Risposta: Che chiunque si avvicinasse poteva essere considerato una minaccia. Non c’era molta distinzione. Ricevevamo l’ordine di sparare in prossimità, a terra, e spesso si finiva per colpire direttamente.
Domanda: A chi ti riferisci?
Risposta: Pastori, ragazzini che cercavano di recuperare animali, gente che camminava. Non sempre armati. A volte famiglie intere.
Domanda: Ti è capitato di colpire?
Risposta: Io personalmente no, ho sparato colpi di avvertimento. Ma nel mio plotone c’è stato chi ha colpito. L’idea era che fosse tutto “per deterrenza”.
Domanda: Come ti sei sentito?
Risposta: Strano. Sapevo che non rappresentavano un pericolo reale per noi. Ma la linea era: non devono avvicinarsi.
Testimonianza 2
Grado e unità: Caporale, corazzati.
Area: Gaza – Perimetro Nord.
Periodo: Dicembre 2023.
Domanda: Quali erano gli ordini principali?
Risposta: Stazionare lungo il confine e impedire infiltrazioni. L’ordine pratico era: nessuno deve oltrepassare.
Domanda: Come lo si garantiva?
Risposta: Colpi di avvertimento, e se non si fermavano, sparare. A volte era solo gente che cercava cibo tra le macerie.
Domanda: Ti ricordi un episodio in particolare?
Risposta: Sì. Un uomo con un sacco, lo portava a spalla, correva. Il comandante ha detto “potrebbe essere un razzo”, e si è sparato. Poi abbiamo visto che erano pane e conserve.
Domanda: Come ha reagito l’unità?
Risposta: Nessuno ha detto nulla. È rimasto tutto sospeso, come se fosse normale.
Testimonianza 3
Grado e unità: Sergente, fanteria di riserva.
Area: Gaza – Recinzione Sud.
Periodo: Novembre 2023.
Domanda: Cosa hai visto?
Risposta: Gente che tentava di attraversare, spesso famiglie. Bambini sulle spalle, donne con buste. Spari sopra la testa, ma le persone non sempre si fermavano, erano disperate.
Domanda: E allora?
Risposta: Allora si apriva il fuoco. Una volta hanno colpito una donna. Non era armata. È caduta subito, il bambino è rimasto lì a piangere.
Domanda: Come l’hai vissuto?
Risposta: Male. Ma nessuno diceva niente. Si annotava “neutralizzazione di una minaccia”.
Testimonianza 4
Grado e unità: Tenente, unità d’élite.
Area: Gaza – Zona centrale.
Periodo: Gennaio 2024.
Domanda: Qual era la logica dell’operazione?
Risposta: Il perimetro doveva restare vuoto. Nessuno doveva circolare. Era un deserto di controllo.
Domanda: Ma la popolazione?
Risposta: Trattata come intrusione. A volte bambini che giocavano a pallone troppo vicino. Veniva interpretato come “test delle difese”. Si sparava vicino, anche contro il pallone.
Domanda: Quali erano le conseguenze?
Risposta: Panico. Si sparpagliavano. L’idea era tenerli lontani, punto.
Testimonianza 5
Grado e unità: Soldato semplice, fanteria.
Area: Gaza – Est.
Periodo: Dicembre 2023.
Domanda: Cosa ti è stato ordinato di fare?
Risposta: Sorvegliare il perimetro, evitare che qualcuno si avvicinasse.
Domanda: E se si avvicinavano?
Risposta: Colpi in aria, poi alle gambe. Se continuavano, tiro letale.
Domanda: Ricordi un episodio?
Risposta: Sì, due ragazzini cercavano rottami di ferro. Sono entrati in una zona “rossa”. Abbiamo sparato, uno è rimasto a terra. L’altro ha urlato e ha cercato di tirarlo via. È stato colpito anche lui.
Domanda: Era chiaro che non erano combattenti?
Risposta: Sì, erano bambini.
Testimonianza 6
Grado e unità: Sergente, unità corazzata.
Area: Gaza – Recinzione Nord.
Periodo: Novembre 2023.
Domanda: Come avveniva l’ingaggio?
Risposta: Se qualcuno correva verso la recinzione, era automaticamente sospetto. Anche se non aveva nulla in mano.
Domanda: Cosa succedeva dopo?
Risposta: Un ufficiale ordinava: “fuoco”. Colpire prima i piedi, poi il corpo.
Domanda: Ricordi un caso?
Risposta: Una volta un uomo correva verso il confine con un bidone di plastica. Abbiamo sparato. Era acqua.
Testimonianza 7
Grado e unità: Ufficiale, brigata Givati.
Area: Gaza – Perimetro Sud.
Periodo: Dicembre 2023.
Domanda: Come descriveresti le regole d’ingaggio?
Risposta: Ambigue. Ufficialmente si diceva “solo se c’è minaccia chiara”. Ma in pratica: “non correre rischi”. Questo significava sparare molto più facilmente.
Domanda: Hai visto civili colpiti?
Risposta: Sì. Persone che cercavano cibo, vestiti, medicine. Qualsiasi movimento nella zona era trattato come ostile.
Domanda: Come reagivano i soldati?
Risposta: Molti non dicevano niente, altri ridevano, alcuni rimanevano in silenzio. Io mi sono portato dietro le facce. Non vanno via.
Testimonianza 8
Grado e unità: Caporale, fanteria.
Area: Gaza – Nord.
Periodo: Gennaio 2024.
Domanda: Com’era la vita quotidiana in missione?
Risposta: Aspettare, sorvegliare, e poi all’improvviso spari. Il silenzio era rotto da brevi raffiche.
Domanda: A chi si sparava?
Risposta: A chiunque fosse vicino al perimetro. A volte contadini, a volte bambini. L’ordine era impedire avvicinamenti.
Domanda: Come veniva registrato?
Risposta: Sempre con le stesse formule: “neutralizzazione”, “minaccia rimossa”. Mai scritto che erano civili disarmati.
Testimonianza 9
Grado e unità: Soldato semplice, brigata Golani.
Area: Gaza – settore centrale.
Periodo: Dicembre 2023.
Domanda: Quali ordini ricevevate di notte?
Risposta: Sorveglianza e fuoco immediato su qualsiasi movimento. Non importava se era un uomo, una donna o un animale.
Domanda: Ricordi un episodio?
Risposta: Una sagoma si è mossa tra le macerie. Abbiamo sparato tutti. Al mattino era una donna anziana con un sacco di farina.
Domanda: Come hai reagito?
Risposta: Nessuno ha reagito. Ci hanno detto: “procedura corretta”.
Testimonianza 10
Grado e unità: Sergente, artiglieria.
Area: Periferia di Gaza City.
Periodo: Novembre 2023.
Domanda: Che tipo di obiettivi vi davano?
Risposta: Zone “grigie” vicino ai campi profughi. Dovevano restare vuote. Chi entrava, diventava un bersaglio.
Domanda: Era chiaro se si trattava di civili?
Risposta: Spesso sì. Soprattutto donne con bambini. Ma l’ordine era: “nessuno deve avvicinarsi”.
Domanda: Cosa pensavi?
Risposta: All’inizio cercavo di distinguere, poi smetti. Diventa meccanico.
Ciao!
Andrea Di Vita
“procedura corretta”
La banalità del male.
Per ADV
“DAL TRAUMA ALLA DENUNCIA: SOLDATI ISRAELIANI RACCONTANO L’INDICIBILE.
di Lavinia Marchetti, 22 agosto 2025”
Straordinario, grazie.
Ecco, con Roberto si parlava di cosa sarebbe “normale”.
Quella che descrivono i soldati è almeno una delle principali normalità della storia umana, e quella che ci apprestiamo a vivere da vicino.
Poi possiamo scegliere di essere “anormali”, come hanno fatto in fondo questi soldati rendendo testimonianza. Ma è come San Giustino Martire.
Miguel
“Normale”
Ribadisco: della storia umana? Forse
Della storia mia, tua e di quelli della nostra generazione che sono vissuti in questa parte di mondo? Sicuramente no (a meno che tu non abbia fatto il militare in zona di guerra)
Non capisco però come mai tu stia dalla parte di coloro che più vogliono minacciare, col loro bellicismo sconsiderato, questo stato di cose che abbiamo vissuto come normale negli ultimi ottant’anni.
perchè Putin ha rotto tutte le regole della “nuova normalità” ed è del tutto ragionevole pensare che continuerà a farlo?
il limite della “buona Europa” pacifica è sempre stato farlo contando sull’aiuto militare USA, anche oltre il limite dello sfruttamento.
@ Francesco
“ed è del tutto ragionevole”
Sì, se si continua sulla strada degli ultimi vent’anni.
C’è una bella disamina dei rapporti fra la Russia e i trattati sui missili, resi carta straccia non da Mosca, a cura del solito DallAglio:
“Il Ministero della Difesa russo, ripresa dal tweet di Medvedev che avevo condiviso, comunica che non ci sono più le condizioni per continuare, da parte della Russia, a rispettare il trattato sui missili intermedi, che gli USA hanno già abbandonato nel 2019. Il testo si è, come dire, un po’ allargato.
Il revival anni’80, che tanto ci piace, presenta anche degli inconvenienti, tipo il ritorno di quelli che all’epoca si chiamavano “euromissili”, ovvero i missili a medio raggio schierati da USA e URSS sul continente europeo. Chi ha qualche anno alle spalle si ricorda, credo, i nomi: quelli cattivi erano gli SS-20 (in realtà si chiamavano RSD-10 “Pioner”, ma così erano designati dalla NATO), quelli buoni erano i Pershing-II e i BGM-109 Tomahawk, detti sbrigativamente “cruise” (per me erano alternativamente buoni o cattivi a seconda del lato della cortina di ferro oltre il quale mi trovavo).
Nel 1987, però, per la precisione l’8 dicembre, Reagan e Gorbačëv firmarono a Washington il trattato INF, Intermediate-Range Nuclear Forces, che non si limitava a bandirli ma li eliminava del tutto. Un’ottima cosa, sicuramente, ma in retrospettiva (e certo tutti sono bravi, in retrospettiva) si trattò da parte dell’URSS di un’ingenuità colossale, non solo perché di lì a 5 anni l’URSS non sarebbe più esistita, cosa che oggettivamente non si poteva prevedere, ma perché il trattato stesso era pesantemente sbilanciato in favore degli USA e della NATO.
Non prevedeva, infatti, la dismissione dei missili a medio raggio lanciati da piattaforme navali o aeree: e se per quanto riguarda l’aria i sovietici avevano già sviluppato un equivalente del Tomahawk e dell’AGM-86 (ALCM) che lo sostituì di lì a poco, non avevano nulla di paragonabile ai Tomahawk lanciati da piattaforme navali perché i loro P-700 ‟Granit” o P-5 ‟Pyatyorka” erano molto meno versatili, più datati e sostanzialmente utili solo come armi anti-nave e non per colpire bersagli a terra, come i Tomahawk fecero con grande entusiasmo (e per fortuna senza carico nucleare) e gran risalto mediatico nelle varie guerre giuste degli anni ‛90.
I russi hanno colmato il divario con l’introduzione del Kalibr che però è entrato in servizio nel 2012.
La Russia quindi si è trovata incatenata a un trattato che la sfavoriva strategicamente e che, in virtù dell’allargamento della NATO e della disponibilità di basi navali e aeree per l’aviazione USA molto più a est di quanto non fossero mai state durante la guerra fredda (e molto più a sud, dopo l’ingresso in forze degli asset militari statunitensi in Iraq e, per qualche tempo, Afghanistan, cosa che tendiamo sempre a sottovalutare perché, si sa, quello che non succede in Europa non conta), senza contare il contributo che gli alleati NATO potevano dare agli USA e che non era più bilanciato dal Patto di Varsavia, che non esisteva più, aumentava di parecchio la sua insicurezza.
La situazione peggiorò ulteriormente nel 2002, quando gli USA abbandonarono unilateralmente il trattato ABM sulla limitazione dei missili balistici (presidenza George Bush, ma il recesso fu votato già nel 1997 durante la presidenza Clinton, anche se il congresso era a maggioranza repubblicana).
Per rassicurare la Russia si disse che l’abbandono del trattato non era diretto contro di loro ma contro i ‟rogue states” tipo Iran o Corea del Nord, ma la rassicurazione non servì a molto soprattutto perché contemporaneamente gli USA cominciarono a giocherellare con il concetto EIS, European Interceptor Site, un sistema antimissile a medio raggio anti-missili balistici.
Anche qui i bersagli erano nominalmente Iran e Corea del Nord, ma la base doveva essere in Polonia – cosa che, come è facile capire, non venne accolta benissimo a Mosca. Nel 2009 (c’era già stato il ‟discorso di Monaco” di Putin nel 2007 e, soprattutto, il vertice NATO di Bucarest nel 2008) l’amministrazione Obama passò all’EPAA, European Phased Adaptive Approach: al posto dell’EIS ci sarebbe stato l’Aegis Ashore, ovvero una versione lanciabile da terra del sistema missilistico navale Aegis BMD che utilizza missili SM-3, da piazzare sempre in Polonia, a Redizikowo, entro il 2018.
I lavori per la costruzione della base iniziarono nel 2016 ma un po’ di ritardi e la questione del Covid hanno ritardato l’inaugurazione del sistema al 2024; intanto però già dal 2016 era operative la base di Deveselu, in Romania, equipaggiata sempre con il sistema Aegis Ashore. La pezza giuridica, diciamo così, era sempre la stessa: gli SM-3 sono missili difensivi, non offensivi, quindi anche se il raggio operativo è esattamente quello proibito dal trattato INF non conta.
La Russia ha risposto che gli SM-3 certamente lo sono, ma che non lo sono i Thomawak, che l’Aegis può teoricamente lanciare, e mentre noi eravamo distratti da tutt’altre questioni, questa, unita ovviamente alla situazione in Ucraina, fu la controversia che avvelenò definitivamente i rapporti tra USA e Russia.
Alla fine furono gli USA a uscire dal trattato, nel 2019 con decisione presa nel 2018 (presidenza Trump), sostenendo che fosse stata la Russia ad averlo violato (questo già nel 2014, presidenza Obama) schierando due battaglioni armati di missili 9M729 (che la NATO designa come SSC-8, e che in Russia sono anche noti come ‟Novator” perché li produce, appunto, la OKB Novator) solo nominalmente a corto raggio ma in realtà, sempre secondo gli USA, con un raggio di circa 2500 km.
Questa accusa non è stata provata (come quella russa che l’Aegis può lanciare i Tomahawk) ma ha consentito agli USA di ritirarsi dal trattato, che la Russia ha invece continuato a rispettare provando più volte a convincere gli USA a rientrarci.
Il 26 ottobre 2020, ad esempio. Putin aveva proposto (link 1, già in inglese) una moratoria che comprendesse ‟misure di verifica reciproche sui sistemi Aegis Ashore con lanciatori MK-41 che sono schierati nelle basi USA e NATO in Europa, così come sui missili 9M729 nei siti delle Forze Armate della Federazione Russa nella regione di Kaliningrad” e, nonostante i missili 9M729 non rientrassero tra quelli proibiti dal trattato si diceva disposto a non schierarli a patto che i paesi NATO prendessero misure analoghe.
Il 25 dicembre 2020 (link 2) Vladimir Ermakov, in una lunga intervista per RIA Novosti nella quale toccava parecchi punti, tornava sulle procedure di controllo reciproche includendovi esplicitamente i 9M729 schierati a Kaliningrad, e l’11 febbraio 2021 Sergey Ryabkov (link 3, dal minuto 15) ripeteva il concetto aggiungendo che lo si poteva estendere anche all’area dell’Asia e del Pacifico. Nonostante queste aperture, né l’amministrazione Trump I né l’amministrazione Biden fecero un passo per provare a disinnescare la tensione, con i risultati che vediamo adesso.
Non solo, ma dal 2024 gli USA hanno schierato nelle Filippine (non contro la Russia quindi, ma contro la Cina) i sistemi missilistici Typhon, che impiegano una versione lanciabile da sistemi di terra del missile navale SM-6 e del Tomahawk, che torna così alla sua origine da ‟euromissile”. Le batterie sono state portate nelle Filippine nell’aprile 2024 per una esercitazione, ma stranamente pare non riescano a tornare a casa e anzi il loro numero è aumentato.
Per quanto riguarda la Russia, appena il mese scorso, il 15 luglio, il Ministero della Difesa tedesco ha annunciato che la Germania intende acquistare alcuni sistemi Typhon. Se quindi mettiamo insieme l’Aegis Ashore, i Typhon che la Germania intende schierare, le atomiche a gravità che gli USA hanno spostato in Gran Bretagna e l’ultima sparata sui sommergibili nucleari, sembra abbastanza chiaro il motivo per cui la Russia ha deciso di uscire anch’essa dal trattato.
Dal punto di vista pratico, la Russia si sente ora autorizzata a schierare sul suo territorio, regione di Kalningrad inclusa e probabilmente anche Bielorussia, una serie di armamenti che finora non schierava: non solo i 9M729, ma anche versioni terrestri del Kalibr e dello Tsirkon, e gli Iskander 1000 a gittata aumentata, per non parlare dell’Oreshnik.
Niente più ‟gesti di buona volontà”, quindi, ma una risposta abbastanza decisa a una situazione escalatoria che la Russia ha lasciato sobbollire per un po’, prima di decidersi a rispondere. Inoltre, nella risposta russa si sottolineano le azioni escalatorie degli USA non solo nel teatro europeo, ma anche in quello indo-pacifico, in un assist evidente alla Cina. Sarà interessante vedere se decideranno di schierare qualcosa anche in Corea del Nord.”
http://www.osservatoriosullalegalita.org
Ciao!
Andrea Di Vita
Sarà interessante vedere se decideranno di schierare qualcosa anche in Corea del Nord
mai i nordcoreani glielo permetteranno….i nordcoreani sono gelosi della propria indipendenza, il più grande risultato conseguito da Kim Il-Sung (Kim nonno) con la sua Juché che di fatto ha soppiantato il marxismo-leninismo “occidentale” e ha creato un NUOVO socialismo, coreano al 1000 per 1000 !
in Corea del Nord si sentono con orgoglio, e in parte lo sono, gli araldi e i difensori della cultura coreana tradizionale e vi è solo disprezzo per il regime di Seoul, visto dall’alto in basso, e di cui P’yongyang non ha paurao affetta di non averne..mica è la “DDR”, Stato fallito, ove se non ci fosse stata la STASI sarebbero scappati tutti 😀 in Nord Corea non è così, anche se indubbiamente la mancanza di ogni libertà nell’interagire con i nordcoreani limita di molto le prospettive anche di coloro che, come vi sta scrivendo, sono stati là—-e non sono legioni
la “Corea democratica popolare” è così estrema e diversa da tutto il resto del mondo, da generare rispetto
P.S
per evitare equivoci
potrebbe la Corea del Nord sopravvivere ad una radicale, e al momento del tutto improbabile, liberalizzaazione ?
probabilmente no, il regime crollerebbe ex abrupto
appunto per questo, i Kim mai liberalizzeranno..hanno imparato la lezione di Mosca 😀
Mi ricordavo che la Russia avesse già stracciato il trattato INF, prima che gli USA se ne ritirassero.
E mi informi che Kalinigrad è già una base per missili a testata nucleare.
Cosa dicevamo sulla necessità di contenere Putin?
😀
lo era anche l’Albania di Hoxa, poi si è visto cosa sognavani gli albanesi!
prof, lei mi stupisce questa volta
Per roberto
““Normale”
Ribadisco: della storia umana? Forse”
Infatti, quello volevo dire.
“I nostri superiori non pensano ai prigionieri israeliani né ai civili palestinesi, ma a spostare la popolazione e distruggere la società di Gaza”
Questo ormai lo ammettono apertamente.
Mi chiedo come reagisca la stampa egiziana al blocco totale del confine, non permettendo ai Gazawi di salvarsi (e sì, significherebbe darla vinta ai fanatici fascioreligiosi al governo in Israele, ma a questo punto diviene più importante fuggire da una situazione disperata, poi si lavorerà per processi Eichmann o almeno modello Milošević all’Aia)
Per Lucia
“poi si lavorerà per processi Eichmann o almeno modello Milošević all’Aia)”
La differenza fondamentale è che Eichmann e Milošević appartenevano a stati militarmente sconfitti.
Nel primo caso, Eichmann aveva contro niente meno che gli eserciti dell’impero inglese, degli Stati Uniti e della Russia, ma anche Milošević ne aveva di avversari…
Quindi riformulerei: “tra cent’anni, ci saranno alcuni storici che parleranno in maniera negativa di Netanyahu”. Che se io fossi Netanyahu, ci potrei stare…
@ tutti (sembra OT, ma in realtà dubito che lo sia)
L’AMICO TERRORISTA
Editoriale di Marco Travaglio – 23 Agosto 2025
Che ingenui: speravamo che l’arresto in Italia dell’agente ucraino, ricercato dai giudici tedeschi per il più grave attentato degli ultimi decenni a un’infrastruttura strategica europea (i gasdotti Nord Stream), aprisse gli occhi a qualcuno sul terrorismo di Stato made in Kiev. Tantopiù che per la magistratura italiana è un “terrorista” e i pm di Genova lo sospettano pure per l’attacco a una delle quattro petroliere sabotate di recente in acque italiane. Invece niente. Silenzio di tomba da Ue, Nato, governo, Quirinale, politici, esternatori e twittatori compulsivi su ogni stormir di fronda dal fronte ucraino. Volete mettere il “contenitore per le feci” che Putin avrebbe portato in Alaska per nasconderci le sue 70-80 malattie mortali? Quella sì che è una notizia, mica il fatto che il regime ucraino, come profetizzato da Biden, fece saltare il gasdotto più lungo del mondo che forniva il gas russo all’Europa. Cioè decise con un atto terroristico la politica energetica dell’Ue, fece schizzare prezzi e bollette e ci costrinse a spendere il quadruplo col gas Usa. E le vittime dell’atto di guerra, per punire l’Ucraina, continuano a riempirla di soldi e di armi perché “combatte per noi” (figurarsi se combattesse contro). E a invitarla a entrare in Europa (non più via mare, si spera).
La stampa di regime tiene bassa la notizia, come se il capitano Kuznietsov, capo di un’unità d’élite ingaggiato dai Servizi ucraini con altri sei per l’Operazione Diametro contro i gasdotti, avesse fatto tutto di testa sua e si fosse arruolato da solo. E come se un anno fa il governo polacco non avesse ospitato e poi fatto fuggire sull’auto diplomatica dell’ambasciata di Kiev un altro terrorista ucraino ricercato, Zhuravlov, ora ben protetto nel suo Paese dal mandato di cattura tedesco. Nell’imbarazzante e imbarazzato silenzio generale, il ministro della Giustizia tedesco Hubig, che dovrebbe pretendere da Roma e Kiev l’estradizione dei due fuggiaschi, comunica: “Restiamo fermamente dalla parte dell’Ucraina, ma siamo anche uno Stato di diritto che indaga i crimini fino in fondo” (manca poco che aggiunga “purtroppo”). Ma certo, in fondo l’Ucraina ci ha solo chiuso il rubinetto del gas a suon di bombe e ci manda solo i suoi spioni a farci gli attentati in casa, che sarà mai. Immaginate se – come sostennero comicamente Usa e Ue – i gasdotti li avessero distrutti i russi. Ora i governi e la stampa al seguito sarebbero in assetto di guerra (più di quanto già non siano) per sanzionare e bombardare il nemico che ha attaccato un socio della Nato. Invece tutti zitti, sennò dovrebbero dichiarare guerra all’amico, cioè all’unico Paese che finora ha attaccato l’Ue: l’Ucraina. Chi invoca l’articolo 5 Nato e le altre garanzie di sicurezza per difendere Kiev dovrebbe invocarli per difenderci da Kiev.
Il Fatto Quotidiano
Ciao!
Andrea Di Vita
ce ne fut que la victoire qui décida s’il fallait parler de “foi punique” ou de “foi romaine” (Montesquieu)
insomma, oggi siamo nel trumpismo, l’Ucraina è data per finita e quindi certe “agevolazioni” di altri tempi non ci sono più….è chiaro che puntano a farsi belli con Trump e Putin 😀 nulla di strano..però talvolta la Storia riserva sorprese 😀
@ habsburgicus
“agevolazioni”
Fossero tutti saggi come te starei tranquillo.
Ma…
Il Wall Street Journal (foto, e link 1) si preoccupa, e con buona ragione, che i colloqui di pace che sembravano ormai bene avviati dopo l’incontro in Alaska (ma lo erano poi davvero? Mah) si siano improvvisamente arenati. Il motivo, manco a dirlo, è che i russi continuano ossessivamente a fare sempre le stesse richieste, e non sono bastate le blandizie di Trump a convincerli, che so, a dar via la Crimea e i miliardi congelati a Bruxelles. Ci si è poi messo l’incontro di Washington con Zelensky e i leader dei ‟volenterosi”, che hanno anche loro ribadito le stesse posizioni con ben poca elasticità, e soprattutto ci si è messo il vertice (virtuale, che alla fine siamo tutti più o meno in vacanza e chi ha voglia di tornare subito a lavorare?) della NATO due giorni dopo, il 20. Ed è lì che le cose hanno preso una piega piuttosto complicata.
Ora questo era un meeting un po’ particolare, perché vi presenziava per la prima volta il nuovo SACEUR (Supreme Allied Commander EURope), il generale Alexus Grynkewich, ovviamente statunitense. Dico ovviamente perché il SACEUR è sempre statunitense, anche se non sta scritto da nessuna parte che debba esserlo, così come il suo vice è stato sempre britannico tranne in due occasioni, quando è stato tedesco, e nel periodo 1978/1993 quando erano in due, uno britannico e uno tedesco (ricordo così, en passant, che in quanto membro delle FFAA statunitensi il SACEUR giura fedeltà al Presidente degli Stati Uniti, non alla NATO). Agli altri vanno i posti minori, tipo la presidenza del Comitato Militare che da quest’anno è del nostro ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ed è interessante notare come questo posto sia stato assegnato una sola volta a un paese della ‟nuova Europa”, che pure è il baluardo contro la barbarie asiatica – per la precisione dal 2015 al 2018 a Petr Pavel, l’attuale Presidente della Repubblica Ceca (è sicuramente una coincidenza, non state a dargli peso). Visto che appunto si trattava del primo meeting da SACEUR era ovvio che Grynkewich volesse fare bella figura, anche perché il suo ruolino di servizio non è che sia proprio esaltante dato che la sua unica esperienza di guerra, chiamiamola così, è l’operazione Inherent Resolve, cioè le operazioni contro l’ISIS, nel 2019/2020; anche il nostro Cavo Dragone ha partecipato solo all’ITALCON in Libano – massimo rispetto, abbiamo avuto un morto e 75 feriti ma sempre di ordine pubblico/antiterrorismo si è trattato, e di questo dettaglio forse non trascurabile che nessuno dei nostri comandanti militari ha esperienza di un conflitto ad alta intensità abbiamo già parlato con costernazione ieri.
E quindi era chiaro che i nostri nuovi capi volessero, come dire ‟mostrare la bandiera”, e segnalare che ci sono anche loro, e che le ‟garanzie di sicurezza” richieste dall’Ucraina deve essere la NATO a darle: e via a discutere di no fly-zone, di appoggi esterni o interni degli USA, niente boots on the ground però in the air forse sì, e contingenti da schierarsi forse sulla linea del cessate il fuoco, forse nelle retrovie, forse come peacekeepers, forse come addestratori e ovviamente, sostenuti in questo dall’Ucraina, solo loro. Niente Cina, niente paesi terzi eccetera, e altre amenità di quelle che Repubblica riportava alla foto 2, risposta militare (militare!) in massimo 72 ore in caso di nuovi attacchi russi. La reazione russa, ovviamente, è stata un po’ infastidita. Truppe straniere sul territorio ucraino, come ripetono ossessivamente da parecchi anni, non ce le vogliono. E siamo di nuovo al punto di partenza.
Link 1: https://www.wsj.com/world/russia-ukraine-peace-deal-trump-push-0da03328
(Dal canale Telegram di Francesco Dall’Aglio)
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“Alaska … i colloqui di pace”
Io davvero non riesco a capacitarmi di come si possa definire colloqui di pace quella roba, cioè le iene che si spartiscono la preda…boh
Adesso quasi quasi faccio un colloquio con Habsb per decidere chi si deve prendere il tuo salotto, guidare la tua macchina il giovedì e farsi pagare da te l’abbonamento alla TV….e poi dico che siamo tutti d’accordo
@ Roberto
“salotto”
Il mio salotto io non l’ho preso con la forza al legittimo proprietario. E non mi sono messo a bruciare vivi i figli del medesimo che lo volevano indietro.
Io mi stupisco sempre della memoria corta di tanta gente. Capisco ignorare Bandera e i fatti di Volinia )se non avessi sposato una di quelle parti io stesso non me saprei niente). Ma Andrea Ronchelli era Italiano. I servizi del TG2 sul Donbass anche. Possibile che basta che una parte vada bene a Washington che per tanti ‘democratici’ passi automaticamente per ‘povera vittimuzza’ delle autocrazie dittature cattivissime e terroristi? Eppure l’hanno pure beccato in vacanza a Rimini, quello che ha guidato la distruzione del North Stream. Ma no, niente, a testa bassa a ripetere la giaculatoria dell’aggressore e dell’aggedito. Che se davvero l’Europa fosse una cosa seria, a invadere l’Ucraina per liberarla dalla feccia con le svastiche avrebbero dovuto essere gli eserciti della UE. Senza aspettare che lo facesse Putin.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
Davvero nel 2025 alla storia di denazificare l’ucraina e liberare i fratelli del donbass siete rimasti a crederci solo tu e qualche casalinga di Voghera….
@ Roberto
“solo”
Se hai ragione, vuol dire che Orwell ha avuto un’altra volta ragione: “chi controlla il presente controlla il passato”.
Non è questione di “credere”, ma di “ricordare”. E sono quelli senza memoria che quando gli orinano in faccia dicono che piove. Tu dell’invio dei soldati USA in Ucraina in piena pandemia (fecero scalpore perché senza mascherina) proprio non ti ricordi. Di Andrea Ronchelli non ti viene manco in mente. Le parole “rogo di Odessa” non ti dicono niente. Sarà che io ormai ho l’età in cui la memoria a lungo termine funziona meglio di quella a breve termine, per carità. Ma sei lo stesso parte di un mondo smemorato. Dunque pericoloso.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
Siamo a tre anni e mezzo di operazione di denazificazione…ora vabbè che se Putin dice che la merda è buona c’è chi la assaggia, ma farsi prendere in giro così è ridicolo…
Roberto,
credo che tu non abbia idea del trauma che ha rappresentato per i russi la III Guerra Mondiale.
Da noi tutto il perbenistume di sinistra e liberale grida allo scandalo per qualunque cosa evochi il fascismo, completamente a vanvera e fuori luogo.
Loro hanno avuto 20 milioni di morti e inoltre era chiaro che il progetto hitleriano era germanizzare lo spazio slavo e c’era un razzismo profondo verso i popoli slavi.
Per loro è normale, già da prima, da Napoleone, ma se vuoi dai cavalieri teutonici, che da ovest arrivano sempre invasori violenti e oltretutto carichi di disprezzo e arroganza e oggi è ancora così.
Nella loro percezione è logico che l’Ue e la Nato siano i continuatori delle SS: è coerente col loro immaginario, con la loro storia e le loro esperienze dirette.
E gli ucraini nazionalisti sono i collaborazionisti, i traditori, gli amici degli aguzzini, degli invasori criminali.
# Roberto
“tre anni”
Ringraziamo di questo i vari draghi (“volete la pace o i condizionatori?”) che prolungando l’agonia del regime banderista riescono in un colpo solo a puntellare il potere banderista, fare morire più gente e rimpinguare le casse dei fabbricanti d’armi (in buona parte USA).
Ma la colpa è degli Europei: se dieci anni fa avessero detto “noi coi golpisti non commerciamo” il golpe si sgonfiava. Però voleva dire mettersi contro gli USA della Nuland “fuck the EU”.
Insomma, è la solita storia: chi pecora si fa il lupo se lo mangia
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Roberto
“è ridicolo”
Te lo dico io cosa è ridicolo, Roberto.
Ridicola è questa UE.
E mentre ci dicono che i terroristi ucraini hanno fatto saltare in aria i gasdotti Nord Stream, l’attentato terroristico più grave ai danni dell’Unione Europea dalla Seconda guerra mondiale, un atto di guerra spudorato, annunciano altri miliardi per Kiev.
Ursula von der Leyen, felicissima, ci fa sapere che hanno erogato altri 4,05 miliardi di euro a favore di Zelensky & company.
Inoltre la Commissione Europea ha dichiarato che, da febbraio 2022, l’Ucraina ha ricevuto la bellezza di 168,9 miliardi di euro. Di questa somma, 60 miliardi di euro sono stati destinati solo per gli armamenti. Gli altri 108,9 invece per tenere in piedi Zelensky. Il tutto senza che non ci dice nemmeno come li spende. Se un povero cittadino invece prende venti centesimi dallo Stato, vogliono sapere tutto.
Ora: potrà mai volere la pace Zelensky con tutti questi miliardi che incassa senza dare conto e ragione a noi che glieli diamo? Inoltre, cittadini ucraini ci boicottano le forniture di gas dalla Russia ricorrendo al terrorismo e quegli idioti di Bruxelles li ringraziano con vagonate di miliardi. È allucinante!
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Ciao!
Andrea Di Vita
roberto
per quel che vale, mi associo al 100% alla tua posizione
mi sembra di leggere quelli che “Hitler dovette reagire al complotto giudaico che controllava le banche centrali private e voleva distruggere la Germania”
è sempre utile leggersi un pò di propaganda di regimi sputtanati dalla Storia, si impara un sacco
Accendo la televisione, e c’è, di tutte le persone che stanno al mondo, Gianni Morandi.
È lì con un paio di altri cantanti boomer, ma meno di lui.
E niente, prima parla di Jesus Christ Superstar, e di come Paolo VI lo abbia visto privatamente, perché la Rai voleva censurarlo, e avrebbe detto che invece avrebbe potuto avvicinare al messaggio di Cristo tanta gente, e penso (da non cristiano) che però è difficile trovare una persona che abbia avuto un impatto maggiore sulla Storia di Gesù di Nazareth.
Non è che prima di lui non esistesse l’amore, per carità; e certo il suo messaggio è stato distorto e così via.
Però, quale dei condottieri, dei capi di Stato, degli dèi pagani, dei Grandi Eroi di prima, era noto per l’amore?
Magari qualche atto di generosità, di magnanimità, quisquilie, aneddoti… la loro fama si basava sulla Forza, sulla Vittoria, magari sulla Bellezza, ma certo non sull’Amore.
E poi manda coso, come si chiama… Toto Cutugno con L’italiano, quello che bisogna lasciarlo cantare perché ha la chitarra, l’autoradio e gli spaghetti al dente.
E boh, Gesù Cristo + Italiano vero, e mi viene in mente la mia maestra delle elementari, cattolicissima, sposata al maresciallo dei Carabinieri.
Mio fratello, due anni di più, aveva avuto una maestra altrettanto anziana, ma un po’ più moderna; gli faceva leggere un libro assurdo e violento con una migrazione di conigli, un altro con un saggio gabbiano volatore, e (non so se questo fu iniziativa di mio fratello) uno con una famiglia di cattolici irlandesi che preparavano le molotov.
E gli faceva vedere i film di Bud Spencer che fa Piedone lo sbirro.
Credevo facessero parte del programma scolastico e li aspettavo con ansia, invece a me niente, solo un documentario con gli gnu (davvero!).
In compenso la moglie del maresciallo ci parlava della missione italiana in Libano, quella con Pertini, e del ruolo dei soldati italiani, che non capivo troppo bene, ma si capiva che era una bella cosa perché stavano là senza sparare a nessuno, ma impedendo che gli altri si sparassero troppo.
ed era una cosa di cui essere orgogliosi di essere italiani veri.
E penso ai soldati israeliani riportati nel commento di Andrea, e di come invece debbano sentirsi loro.
e preferisco la chitarra e gli spaghetti al dente.
…”e un partigiano come presidente!”
Pino
“un libro assurdo e violento con una migrazione di conigli,”
Noooo!!! La collina dei conigli, watership down…è il mio libro preferito, la mia coperta di Linus, la mia madeleine de Proust letteraria…l’ho letto la prima volta in terza media a 13 anni e da allora non ha mai abbandonato il mio comodino.
L’ho letto a tutti e due i figlioli, e regalato a tutti i figli dei miei amici…
Io l’ho non-letto, l’ho sentito raccontato da mio fratello… non sembra male, mio fratello non ne è stato traumatizzato, e dicendo assurdo e violento, stranamente, non volevo criticarlo..
solo che è davvero abbastanza assurdo (i conigli con pensieri umanizzati ma che restano in tutto animali) e abbastanza violento, perlomeno nei miei ricordi… ma violento come è violenta la natura, non come quei film distopici dove tutti si odiano…
Il cartone animato è terribile, davvero violento ed inguardabile
Il libro come dici è violento come la natura
Per roberto
“La collina dei conigli, watership down…”
Bellissimo!
Pino,
boomer? Ma se avrà ottant’anni?
Non ho dimestichezza con le varie “generazioni”…
comunque sì, direi che l’età è quella (mentre i suoi due interlocutori in effetti boomer….)
Io nemmeno, ma credo che un boomer sia un attempato non vecchio, un signore che oggi ha tipo fra i 60 e i 70.
https://it.wikipedia.org/wiki/Generazione_X#/media/File:Generation_timeline-it.svg
I “boomer” sono dal ’46 al ’64, quindi effettivamente comprendono persone ormai quasi ottantenni: avevi ragione tu. Pensavo fossero quelli nati fra metà ’50 e anni ’60.
Che poi mi paiono classificazioni del tutto arbitrarie e scomode da ricordare, come la maggior parte delle cagate menomniche anglosassoni (compresi i sistemi di pesi e misure):
è così semplice dire “quelli nati negli anni ’60”, “quelli nati nei ’50”, ecc. Invece no, devono rompere i coglioni…
mnemoniche
Concordo!!!
@Peu:
“cagate mnemoniche anglosassoni (compresi i sistemi di pesi e misure)”
E’ il sistema romano antico, che gli angli e gli usani hanno conservato meglio di noi cosi’ come la legge derivata dalla tradizione, dagli usi, dai costumi e percio’ dai precedenti. Con la guida a sinistra, in alcuni casi.
Il positivismo illuministico giacobino, con la pretesa che la legge potesse essere in ogni momento modificata dalla sovranita’ razionale assoluta di qualche presunto rappresentante del popolo incarnato, conquisto’ l’europa ma non l’inghilterra, che rimase fedele alla sovranita’ della legge intesa anche come tradizione, al di sopra delle contingenze 😉
Conclusione: mettiti d’accordo con te stesso. 😉
Ma consolati all’idea che l’aporia e’ intrinseca.
Lo stesso problema si pose ai tempi della fine del fascio, quando come influencers vinsero, contro praticamente tutto il “gran consiglio” (o “gran coniglio”), la figlia e l’amante, impressionate di fronte alle belle uniformi dei nazisti. Come avrebbero potuto perdere dei fighi cosi’? E via con la fedele alleanza, canina, coi nazisti.
En passant, se leggi la gustosissima intervista sul fascismo di Ledeen a De Felice (ed. Laterza), scopri che De Felice, quando intervisto’ una delle due donne, entrambe ebree, piu’ importanti nella formazione del Duce, la Sarfatti, disse di non aver mai visto una persona tanto intrisa di entusiasmo fanatico verso la romanita’ antica. Quando si dice che il battito d’ali di una farfalla puo’ indurre l’uragano agli antipodi.
Solo in Aeronautica / Nautica si usa ancora il miglio … pare sia più pratico, per via della curvatura terrestre, Terrapiattisti permettendo.
E gli faceva vedere i film di Bud Spencer che fa Piedone lo sbirro.
maestra promossa summa cum laude ! Piedone è grandissimo ed educativo !!! fra i tre, prediligo Piedone a Hong Kong
Concordo sul valore educativo! Ma a dire il vero, credo che nessuna persona di buon senso al mondo potrebbe mai dire niente contro il compianto Bud Spencer!
@Pino@tutti
dovrebbe essere introdotto in Costituzione il reato di vilipendio contro Bud 😀 😀 😀
La punizione non può che essere a ceffoni 😉
(detto tra noi, non sarebbe bello se le controversie internazionali fossero risolte a birra e salsicce?
E lasciateci divertire!)
sarebbe ottimo !
😀
@ habsburgicus
“Bud”
Concordo completamente!!!
https://www.google.com/search?client=ms-android-cubot&sca_esv=d4c3277b19e45af9&sxsrf=AE3TifNn-8WZ5vWM2AAWOuPILn4wd18ibQ%3A1755985040717&kgmid=%2Fg%2F11f29_yhfk&q=Bud%20Spencer%20szobra&shndl=30&shem=lmsec%2Clsptbl1c&source=sh%2Fx%2Floc%2Fact%2Fm4%2F2
Ciao!
Andrea Di Vita
In ufficio ho un poster di Trinità, la scena di Emiliano quando bud Spencer gli mette la pistola nel naso (Emiliano non tradisce…Emiliano dice tutto)
😀
😀
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/suicidio-epstein-trump-ghislaine_3BvgmkNxKIFGIex9BJiVSS
America di élite allo stato puro 😀 dove se non hai almeno 1 trilione di dollari ti considerano un mendicante straccione 😀 😀 😀
la fine della vicenda ci darà alcune risposte
1.la tipa è potente, ma Trump (e/o altri, financo DEM) è più potente, e allora subirà un “effetto Pisciotta” più o meno a breve 😀
2.la tipa è più potente di Trump (e/o altri, financoDEM) e allora potrebbe esserci un “effetto Kappler” o pure una grazia 😀
3.qualcuno è più potente della tipa e di Trump (e/o altri, financo DEM) messi insieme e allora ci possono essere due sottovarianti:
3a.userà il materiale per piegare a sé Trump e ridurlo a una marionetta ai suoi ordini
3b.eliminirà la tipa e anche Trump per sentirsi sicuro
vedremo
chi crede che l’Italia all’epoca di Augusto Turati (segretario del PNF dal 1926 al 1930, corrottissimo), noto organizzatore di feste orgiastiche (pure omosex e alla fine, dicitur, che Benito lo purgò soprattutto per quello, in quanto non poteva tollerare che un suo gerarca se lo prendesse nel di dietro 😀 😀 :D) fosse il non plus ultra del vizio è evidente non abbia mai conosciuto l’America “in” ! 😀
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/ucraina-russia-faccia-a-faccia-zelensky-putin-oggi-news_2qnQ0wz2QQAix79hotv1de
direi che si comnincia a ragionare…la Svizzera sarebbe il luogo adatto per tutti e confacente alla tradizione..mi permetterei, nella mia pochezza, di proporre Montreux (già teatro della celeberrima convenzione sugli Stretti) e non Ginevra, ma andrebbe bene anche Solothurn (Soletta)..
ci pensate ? “gli accordi di Soletta”..suonano bene 😀
se poi uno volesse strafare, e scegliere una località bruttina ma vicina a Zurigo, Winterthur andrebbe bene e ha un nome che riempie la bocca…il summit di Winterthur avrebbe un posto assicurato nella Storia 😀
Ammirevole la tenacia con cui Zelensky crede o finge di credere che la Russia non abbia conquistato quasi tutta la “nuova Russia” (“nuova” ai tempi di Caterina cioè) a est del Dniepr…
c’è un confine oltre il quale tirare l’acqua al proprio mulino diventa faccia tosta e presa per il culo…
Ora, con tutti gli innegabili torti di Putin
(e io continuo a non capire perché abbia scelto la strada della guerra, quando aveva altre opzioni più ragionevoli ed economiche)
proprio non riesco a farmi trovare simpatici gli ucraini.
Avranno “ragione”, saranno vittime, quello che volete, ma è più forte di me, gli arroganti non li sopporto, e ho un’idiosincrasia per i popoli sottomarca e di serie B.
Se sei russo, sii russo e falla finita!
Ma aldilà di questo, vivano in pace e indipendenza e prosperino, per carità, ma la smettano di raccontarci frottole- e no, non penso che i politici ucraini, pro- o anti- russi, siano più democratici di Putin.
@ PinoMamet
“continuo a non capire”
Anch’io sono rimasto perplesso su questo punto…
…fino a che, qualche anno fa, non trovai in Rete (e purtroppo ho perso il link, dovrei cercarlo) un video Russo. Nonostante il mio scarsissimo Russo ho potuto capire,(visualizzando i sottotitoli con l’apposita opzione YouTube) che si trattava di un documentario di una ventina di minuti commissionato proprio dal governo di Mosca in cui si spiegava con un certo
dettaglio perché la Russia non aveva “liberato” il Donbass subito dopo Majdan nel 2014 e aveva invece aspettato otto anni. La risposta era che la Russia non era ancora pronta a sostenere un conflitto con l’Occidente. La cosa interessante non et la risposta in se’, ma la necessità evidentemente avvertita dal governo di illustrare la propria posizione. Ti immagini Renzi che fa un filmato su YouTube per illustrare il Jobs’Act al popolo? Ha senso se esiste una forte opposizione alla posizione governativa, da confutare capillarmente. Nel caso Russo, ciò suggerisce che guai subito dopo Majdan ci fosse una gran parte di Russi che rimproverasse al governo la sua eccessiva moderazione verso i
banderisti. Il che, vista la presenza di un gran numero di famiglie miste Rosso-Ucraine e la natura violenta dei banderisti, ha senso. Putin, che per noi è un autocrate, spietato, in Russia è stato considerato troppo mollaccione: per salvarsi la poltrona, ha dovuto finalmente decidersi a cominciare l’Operazione Speciale. Questo, e non la maggiore convenienza per lo Stato Russo, può avere dato inizio all’Operazione.
Ciao!
Andrea Di Vita
oppure che la guerra per conquistare una metà circa del territorio ucraino, contro la volontà della stragrande maggioranza dei suoi abitanti, russofoni compresi, fosse una totale follia per un paese “non esattamente ricco” come la Russia
e che per prepararsi a detta follia occorrevano anni e anni, spesi dall’Europa a non accorgersi di nulla e a finanziare il riarmo con l’acquisto del gas da Putin!
quello è lo scandalo – l’Europa
Pino,
“Avranno “ragione”, saranno vittime, quello che volete, ma è più forte di me, gli arroganti non li sopporto, e ho un’idiosincrasia per i popoli sottomarca e di serie B.”
Condivido.
Peraltro vorrei sapere questi grandi contributi degli ucraini in quanto ucraini alla cultura mondiale.
Gogol’, che era ucraino, scriveva il russo e le sue opere sono ascritte a pieno titolo alla letteratura russa.
Quella in ucraino, per quanto ne so (sicuramente Habsb. potrà dirci molto di più) è poco più che letteratura etnografica e dialettale.
Io non ho presente un compositore, un autore, un cineasta, un poeta o altro ucraino (se non ascrivibile a pieno titolo a un contesto culturale russo e che quindi annoveriamo fra i russi, perché nemmeno sappiamo che è ucraino, non per ignoranza nostra, ma perché è nato e ha operato all’interno di una realtà unitaria, che sia zarista o sovietica, allo stesso modo in cui consideriamo Seneca un autore romano, non “spagnolo”, che sarebbe un anacronismo privo di significato).
beh, Taras Shevchenko ebbe un certo nome già all’epoca sua (1814-1861)..e così Ivan Franko nel secondo Ottocento e, per le donne, Lesja Ukrainka (non il suo vero nome…si fece chimare “l’ucraina” per testimoniare il suo nazionalismo)..sono tutti prima del 1914 e i primi due onorati ancora sotto Putin; ho visto con i miei occhi una via Shevchenko a Kaliningrad e a Vladivostok (e pure a Shymkent in Qazaqstandove onorano anche Gagarin ma quello è prassi)
però ciò vuol dire poco….
la Slovenia ha pochissimo, in più sono pure antipatici e ci hanno infoibato :D, ma chi negherebbe che gli sloveni siano un popolo ?
per dire, la Bielorussia -che se ci fosse un genio della lampada e mi chiedesse un desiderio, sceglierei mi fosse affidata con poteri nordcoreani come “cavia” per poter realizzare un programma di etnogenesi estrema da far impallidire Mustafa Kemal 😀 :D- ha avuto molto meno..chi si ricorda oggi di Francishak Bahushevich/Franciszek Bohuszewicz (1844-1900) che usava inter alia la scrittura latino-polacca e non cirillica ? eppure i bielorussi sono etnicamente e linguisticamente più lontani dai moscoviti di quanto siano gli ucraini..semplicemente, in Bielorussia Mosca ha vinto per mille ragioni (la principale fu l’assenza di un “Piemionte bielorusso” insomma non c’era una Galizia* donde tener viva la fiaccola del nazionalismo, la Bielorussia era integralmente sotto gli Zar) e i bielorussi hanno cessato di conoscere le loro radici che sono baltiche (la Bielorussia è la “vera” Lituania..ma..sssst.-sennò i lituani si offendono :D)
*Vernadsky, autore di una celebre storia della Russia fino al 1725 in 5 volumi, che si definiva “russo” ma suo padre si definiva “ucraino” e fu nel 1918 presidente della neonata Accademia delle Scienze dell’Ucraina, scrisse che il più grande errore di Caterina II fu lasciare la Galizia all’Austria nel 1772..ed ebbe ragione ! se la Galizia fosse divenuta russa, oggi non ci sarebbe il nazionalismo ucraino o sl più sarebbe una roba da quattro intellettuali sfigatissimi, come in Bielorussia [quantomeno, in attesa che il genio della lampada mi dia ogni potere 😀 😀 :D]
quindi Putin avrebbe fatto meglio a NON invadere l’Ucraina e ad abbattere invece le statue di Caterina II 😀
” ma chi negherebbe che gli sloveni siano un popolo ?”
Gli sloveni sono un popolo solo perché sono sempre stati sotto gli Asburgo, o comunque divisi dagli altri slavi-del-sud.
Serbi e Croati sono due popoli diversi solo per la religione, fondamentalmente… e comunque chiunque di noi ha conosciuto jugoslavi che non si definivano e non si sentivano altro che jugoslavi.
La distinzione tra cechi e slovacchi poi è roba da dialettologi.
I bielorussi mi sembrano i più saggi.
Nessuna persona di buon senso, potendo scegliere tra la grande cultura russa, e una cultura locale e vernacolare, sceglierebbe la seconda.
Infatti gli ucraini non hanno buon senso, basta leggere le loro lettere ai giornali (italiani!) con le richieste di boicottare i concerti di Stravinskii..
Mentre tu mi insegni che i russi non hanno problemi con le statue di Shevchenko (e gli ucraini ne hanno con quelle di Pushkin)…
Pushkin
a Odessa, un anno fa proprio in questi giorni c’era ancora una statua di Pushkin.. l’ho constatato con (gradita) sorpresa..adesso non saprei se c’è ancora, forse sì
invece la piazza centrale dove c’era la statua di Caterina ha ricevuto nome “piazza Europa” o qualcosa di simile 😀 magari un giorno la von der Leyen e/o Macron avranno il ruolo che Clinton ha in Kosovo 😀 (visto con i miei occhi, statua gigantesca a Prishtina di Bill che almeno serve per orientarsi :D)
a Odessa, Bandera è meno venerato…le statue di Bandera invece abbondano in Galizia, a quanto si dice (in Galizia non ci sono stato, relata refero)
Pino (e peucezio)
“Nessuna persona di buon senso, potendo scegliere tra la grande cultura russa, e una cultura locale e vernacolare, sceglierebbe la seconda.”
La domanda alla quale sono stati costretti a rispondere gli ucraini non è scegliere tra due culture ma scegliere se vivere in URSS/russia o in occidente
Se parliamo di confini, sì…
ma se parliamo di persone, beh…
mi viene in mente un pezzo soul che faceva “I took you out of the ghetto, but I could not get that ghetto out of you”.
Anche lasciando perdere gli esagitati sui giornali che se la prendono con la statua di Pushkin nella città di Odessa, e che non vogliono che gli italiani ascoltino la musica classica perché “propaganda russa”…
e direi che siamo in piena paranoia nazionalista slava…
ma anche a parte loro, i politici ucraini, di una parte o dell’altra, non mi sembrano affatto di una pasta diversa da quelli russi.
La Timoshenko, che urlava di voler sparare col mitra sui suoi concittadini, è meglio di Medved?
Poroshenko, che diceva che i figli dei russofoni dovranno rintanarsi nei seminterrati, è tanto meglio di Putin?
Zelensky mi dava idea di essere un po’ più equilibrato, ma credo che abbia ricevuto (e continui a ricevere, dopo ogni incontro “di pace”) delle rassicurazioni “occidentali” che sono vere e proprie prese in giro, ma sono anche la sua ultima speranza di rimanere al potere…
*Medvedev
Francamente se l’UE non ha fatto entrare (giustamente!) Erdogan, non vedo motivi per cui debba far entrare Kuleba, Poroshenko, Yanukovic e compagni.
Non è che si diventa democratici da un giorno all’altro, per grazia ricevuta…
Per roberto
“La domanda alla quale sono stati costretti a rispondere gli ucraini non è scegliere tra due culture ma scegliere se vivere in URSS/russia o in occidente”
Un po’ come quelli del Mali, che fanno una scelta analoga con i gommoni.
On ho la minima idea di cosa c’entra il mali…è stato invaso da qualcuno?
Per roberto
“On ho la minima idea di cosa c’entra il mali…è stato invaso da qualcuno?”
Ogni giorno scelgono se vivere in Occidente o in un paese povero e senza futuro. Non si stava parlando di “frontiere” ma di tipo di stato in cui vivere (“URSS/Russia o occidente”).
Per roberto
“Ogni giorno scelgono se vivere in Occidente o in un paese povero e senza futuro. Non si stava parlando di “frontiere” ma di tipo di stato in cui vivere (“URSS/Russia o occidente”).”
Forse l’esempio del Messico è più chiaro: milioni di messicani votano ogni giorno con i piedi per far parte degli Stati Uniti.
Per roberto
“occidente o russia?”
Guarda che sto dicendo la stessa cosa che dici tu, anzi credo che tu abbia colto un punto importantissimo.
C’è un criterio spannometrico per capire dove si “sta meglio”: l’aspettativa di vita media.
L’Italia è al posto 7 nel mondo;
gli Usa al 48;
il Messico al 94;
l’Ucraina al 99;
la Russia al 112;
il Mali al 195.
E’ evidente che gli ucraini sono molto più attratti dall’Occidente che dalla Russia (o dal Mali). Idem per gli abitanti del Messico e del Mali. E’ fisica elementare.
Vabbè Miguel
Se vuoi fare casino d’accordo, buon divertimento
Sto parlando di cosa un popolo vuole fare a casa sua
A casa sua? Immagino che il primo motivo per cui gli ucraini vogliono entrare nell’UE sia proprio lo spalancamento delle vie migratorie, visto che lo spopolamento dell’Ucraina è stato un fenomeno costante dall’indipendenza in poi.
Immagino che se ai messicani venisse data l’opportunità di emigrare liberamente negli USA, la voterebbero al volo.
Mauricius,
intendi dire che vorrebbero spopolarla ancora di più, andarsene in massa?
Roberto,
“Sto parlando di cosa un popolo vuole fare a casa sua”
Scusami, ma questo è un discorso tautologico, perché stabilisci a priori che quello ucraino è un popolo e non un pezzo del popolo russo e fondi su questo la legittimità del suo desiderio di restare uno stato indipendente, cioè per te sono un popolo perché hanno uno stato, ma devono avere uno stato perché sono un popolo.
Peucezio,
Non c’è bisogno di complicare una situazione semplicissima
Il popolo che si trova ad abitare un certo paese vuole guardare verso Washington o Bruxelles (più o meno come è successo a molti ex sovietici o ex area sovietica) e Putin dice di no e ribadisce a suon di bombe
Fine
I discorsi su lingua, cultura e altre tante belle cose sono interessanti ma il succo della questione è un altro
Per roberto
“Il popolo che si trova ad abitare un certo paese vuole guardare verso Washington o Bruxelles (più o meno come è successo a molti ex sovietici o ex area sovietica) e Putin dice di no e ribadisce a suon di bombe
Fine
I discorsi su lingua, cultura e altre tante belle cose sono interessanti ma il succo della questione è un altro”
Ma credo che ci siano entrambi i fattori.
Sono convinto come te che la maggior parte degli ucraini preferirebbe far parte del giro delle nazioni più ricche del mondo (e con migliori cure mediche e tutto il resto) e non della miserabile Russia.
Questo però si complica proprio nel caso degli abitanti della parte dell’Ucraina (Crimea e Donbass) che la Russia vorrebbe annettere, perché lì sentono proprio “lingua, cultura e tante belle cose” che portano verso la Russia.
Non sono in grado di dire quanto sia importante questa o quella spinta nel cuore del singolo russofono, ovviamente: queste cose non sono mai così semplici.
@ Peucezio
l’emigrazione dall’Ucraina è sempre stata fortissima e aprendo le frontiere non vedo come potrebbe diminuire. Soprattutto nelle condizioni in cui il paese è oggi.
Roberto,
“Il popolo che si trova ad abitare un certo paese vuole guardare verso Washington o Bruxelles (più o meno come è successo a molti ex sovietici o ex area sovietica) e Putin dice di no e ribadisce a suon di bombe”
Ti ricordo che mezza Europa è stata consegnata ai sovietici – pezzi di Europa che con la Russia non c’entravano proprio nulla – alla fine della II G. M. dai vincitori che hanno eretto quell’ordine mondiale in cui tu ti riconosci, non certo io.
A noi è stata imposta l’altra parte. E ci è andata bene non per ragioni ideali, etniche o culturali, ma perché ci dava più benessere: ci ingrassavamo. Compresi i comunisti, che giocavano a voler stare dalla parte opposta, ma col culo al caldo.
In tutto ciò non hanno mai deciso i popoli da che parte stare, né i berlinesi dell’ovest con gli americani, anche se gli è andata bene, né quelli dell’est coi russi.
Ora scopriamo di colpo che sono i popoli (ammesso che esista un popolo ucraino più di quanto esista un popolo “padano” alla Bossi) a dover decidere il proprio destino (ma non i Palestinesi ovviamente, chissà perché), però stranamente ciò vale solo per gli ucraini non russofoni, mentre per i russofoni, che poi sono quelli per cui è stata fatta questa guerra, non vale.
@ Peucezio
La logica è questa: ci sono le frontiere “internazionalmente riconosciute”, cioè quelle volute dagli USA a fine Guerra Fredda. Queste sono sacre e immutabili, per cui puoi anche genocidare i palestinesi, ma guai ad annettere pezzi di Gaza.
All’interno delle frontiere, i governi eletti decidono per tutti, anche se questo vuol dire travolgere le minoranze. Non ci sono popoli e nazioni, ma il mero dato giuridico.
peucezio
“Ti ricordo ”
grazie, e io ti ricordo che siamo nel 2025
tra l’altro mi stupiscono questi discorsi fatti proprio da te, il cantore del popolo, della concretezza ruspante, dei “fatti non parole”
ti ci vedo in un bar di Kharkiv, con una salsiccia e un bicchierone di birra a spiegare ai tuoi commensali “ragazzi, non avete una legittimità storica spesso plurisecolare….arrendetevi”
oppure “L’Ucraina è un’invenzione posticcia recente, con alcune basi nel nazionalismo settecentesco, aprite le porte ai carriarmati di putin”
Per roberto
“ti ci vedo in un bar di Kharkiv, con una salsiccia e un bicchierone di birra a spiegare ai tuoi commensali “ragazzi, non avete una legittimità storica spesso plurisecolare….arrendetevi””
Bellissimo 🙂
Però lo stesso vale in un bar della Crimea, a spiegare ai russofoni che devono rassegnarsi a essere ucraini perché lo Vuole l’Europa 🙂
Però lo stesso vale in un bar della Crimea
la Crimea è un falso problema, Miguel.. la crisi divenne irresolubile con la decisione di Putin di appoggiare il secessionismo sovietizzante in Donbas nel 2014, che nasceva probabilmente da un’errata valutazione dei rapporti di forza (in aprile 2014 i comunisti, devoti a Putin, presero Kharkiv per qualche ora e se Kharkiv fosse caduta erano dolori per Kyiv, a Odesa il nuovo regime ritenne necessario lasciar adottare misure profilattiche energiche contro i filo-moscoviti in quanto la caduta di Odesa sarebbe stata uno scacco matto per il nuovo regime di Kyiv)….per la Crimea era diverso
se Putin si fosse limitato a quella, ad onta dei metodi non proprio canonici utilizzati per “rettificare” la krusciovata del 1954, tutto sarebbe già stato risolto nel 2014 !
il deal [e fu un peccato che non c’era Trump che lo avrebbe di certo sponsorizzato] sarebbe stato:
ok,
io [Russia] riconosco il golpe ai miei danni cioè la deposizione del mio tirapiedi Janukovych e accetto come presidente il vostro Poroshenko [però non esagerate con il banderismo, un po’ sì, ma adelante Pedro con juicio, eh :D]
in cambio voi [Ucraina] mi date la Crimea con tutti i crismi
e il cronista avrebbe aggiunto …e vissero felici e contenti….sino alla prossima crisi 😀
per Habs
“se Putin si fosse limitato a quella, ad onta dei metodi non proprio canonici utilizzati per “rettificare” la krusciovata del 1954, tutto sarebbe già stato risolto nel 2014 !”
Tu ne sai infinitamente più di me.
Ma mi sembra che la Russia proponga oggi di cambiare la frontiera secondo le linee etniche (come fu fatto nel Kosovo nemmeno tanti anni fa, o con la pacifica separazione della Slovacchia dalla Repubblica Ceca), con Donbas e Crimea alla Russia; e niente basi militari nemiche in Ucraina.
E che l’Europa rifiuti radicalmente questa proposta, dicendo che è meglio continuare con la guerra.
@Miguel
sulla Crimea, la Russia aveva e ha infinite più valide giustificazioni di quante possa averne sul Donbas….
il sacrificio della prima sarebbe facile, quello del secondo no..poi gli ucraini lo faranno anche, ma permetterai che non siano contenti e vogliano procrastinare 😀
inoltre la cessione della Crimea sarebbe “vendibile” su base storica e giuridica [cosa “buona e giusta”] e non violerebbe neppure la lettera della carta ONU sull’integrità territoriale (in quanto l’Ucraina sovietica quando fu ammessa all’ONU nel 1945 non aveva ancora la Crimea !) laddove il principio etnico sarebbe pericoloso..temo che anche l’astuto Toqaev tremerebbe in quanto Qaraghandy e Semey, città sue, sono abitate da russi !
vedremo quel che succederà
Per Habs
“sulla Crimea, la Russia aveva e ha infinite più valide giustificazioni di quante possa averne sul Donbas….”
Riflessione interessante. Infatti, mi sembra di capire che l’immigrazione russa nel Donbass risale alla fine dell’Ottocento, con l’industrializzazione.
scusate ma … ricordo male o quando si tenne il referendum sull’indipendenza ucraina tutte le regioni votarono a favore?
va bene dar credito a Putin ma l’equazione russofono=putiniano è una grandissima palla
sennò stiamo qui a raccontarci favolette
Saluti
francesco
“tutte le regioni votarono a favore?”
credo che la crimea abbia votato a favore se guardi il numero dei votanti ma non quello degli aventi diritto…ma habsb è l’autorità in materia
“l’equazione russofono=putiniano è una grandissima palla”
non ci dovrebbe credere più nessuno ed invece….
Ma davvero qualcuno crede che un referendum condotto dalle autorità (fino a qualche giorno prima) sovietiche (l’Ucraina è passata senza soluzione di continuità dal vecchio corso al nuovo, ricordo) potesse dare esiti inaspettati su una materia così importante come il futuro dell’URSS?
vuoi dire che le autorità sovietiche erano d’accordo con l’indipendenza dell’ucraina dall’Unione sovietica e quindi contribuivano alla dissoluzione dell’Unione sovietica?
@Roberto e chi è interessato
parte 1
ritengo che Mauricius si riferisca al referendum pansovietico del 17 marzo 1991, voluto da Gorbaciov, che si tenne in ogni Repubblica con l’eccezione del Baltico (ove il Cremlino non riuscì a tenerlo..rammento che la Lituania si era già proclamato indipendente fin dall’11 marzo 1990 e Lettonia ed Estonia si erano demarxistizzate nella primavera 1990 pur non osando ancora dichiararsi indipendenti; l’Estonia aveva addirittura già iniziato a togliere il diritto di voto ai non residenti);
in quel referendum il SI all’URSS vinse dappertuto e dunque anche in Ucraina..ma quanto vale ? nulla 😀 è l’ultima di infinite elezioni sovietiche..eh sì, perchè anche Stalin teneva elezioni..che vinceva con il 99, 99 % 😀
detto ciò vi è un fatto che Mauricius non conosce (ne dubito) o sceglie di tacere (penso sia l’interpretazione corretta), ovvero che Kravchuk -già responsabile della propaganda ideologica del PC ucraino e più nemico dei banderisti del nostro AdV ma convertitosi in nazionalista :D- nella sua qualità di Capo dello Stato (presidente del Soviet Supremo della RSS di Ucraina) aggiunse ex sua sponte delle domande aggiuntive, che a Gorbaciobv non piacquero, che raffforzarono la sovranità ucraina nei confronti di Mosca 😀 insomma in Ucraina al referendum gorbacioviano (sovietico) fu aggiunto nei fatti un secondo referendum anti-gorbacioviano (potenzialmente filo-indipendentista) che scardinava il valore del primo SI ed era l’unico che POLITICAMENTE contasse come si evince leggendo la stampa dell’epoca….e non parlatemi del “principio di non contraddizione”, là non vale 😀 😀 per dirla tutta i tre oblasti di L’viv, Ternopil’ e Ivano-Frankivs’k aggiunsero loro sponte un’ulteriore domanda, la terza, a favore dell’indipendenza ucraina, e passò anche quella (ma lì la prima domanda non passò o fu boicottata non ritirando la scheda) 😀 😀 (nei tre oblasti galiziani era stata innalzata la bandiera giallo-blu sin dalla primavera 1990, le statue di Lenin erano state abbattute quando a Kyiv ancora regnavano incontrastate e qualche villaggio “osò” -cosa ancora rischiosa- chiamare la via principale in onore di Bandera)
parte 2
Roberto e Francesco si riferiscono invece al referendum fondativo (e confermativo) dell’Ucraina indipendente tenuto DAGLI UCRAINI il 1 dicembre 1991 (l’indipendenza era stata proclamata il 24/8/1991 dalla Verkhovna Rada con 1 solo NO) e voluto da Kravchuk che nella stessa occasione fu eletto al primo turno 1° Presidente dell’Ucraina (perse solo in Galizia ove parve troppo “sovietico” e gli preferirono il dissidente non-marxista Chornovil che sarà probabilmente ucciso in un incidente voluto da Kuchma nel 1999…anche Zelens’kyj, all’inizio ritenuto uomo di Mosca sic ! :D, perderà nel 2019 in parte della Galizia 😀 😀 )
ebbene in quel referendum, ha ragione Roberto (ma anche Francesco con una piccola imperfezioncella sulla Crimea)
l’Ucraina era allora divisa in 25 oblasti, 2 città a livello repubblicano (Kyiv e Sevastopol’) più 1 Repubblica autonoma in fieri (Krym/Crimea, cap. Simferopol’)
quasi ovunque (23 oblasti su 25 più Kyiv) fu superato il 90 % per l’indipendenza e in Galizia si arrivò al 99, 6 % ! ma 94-95 % fu quasi la norma anche nel centro-est (Poltava, Chernihiv)
nei due oblasti di Donec’k e Luhans’k (il Donbas) l’indipendenza ebbe l’83-84 %, tantissimo seppur qualche devoto di Mosca c’era
la Crimea, pur a maggioranza di russi (russi, non russofoni…quasi TUTTI erano russofoni tranne in Galizioa !) l’indipendenza vinse con il 58 % e pure nella rossa Sevastopol’ siamo al 54 % (la stessa Flotta del Mar Nero, che aveva un segio separato, votò per l’indipendenza in quel seggio !!! dato rarissimo, l’ho trovato solo una volta, mi pare sul 59 %)
quindi l’indipendenza vinse dappertutto !!!!! anche in Crimea
e di certo stravinse in Donbas
l’Ucraina fu tra i pochi paesi ex-sovietici che consultò il popolo..ciò non sarà fatto da molti altri
habsb
“Roberto e Francesco si riferiscono invece al referendum fondativo (e confermativo) dell’Ucraina indipendente tenuto DAGLI UCRAINI il 1 dicembre 1991”
si certo, francesco aveva proprio detto “referendum sull’indipendenza dell’ucraina” e immagino che anche mauricius pensasse a questo…e appunto non capisco minimamente il riferimento alle autorità sovietiche in quel contesto
L’Ucraina era lo stesso paese, abitato dalle stesse persone, governato dalle stesse persone, con tutti gli apparati dello Stato gestiti dalle stesse persone, tutte abituate ad andare alle urne con gli esiti già scritti. Qualsiasi voto non può che essere culturalmente condotto con la mentalità dei plebisciti i cui risultati credo decorino la piazza della città in cui vivete: il governo non perde e non può perdere.
Vabbè, meglio tornare a guardare il basket…
@ habsburgicus
“tirapiedi”
Quel tirapiedi, come li chiami tu, ha vinto due volte le elezioni presidenziali.
Scacciarlo con la forza senza regolare ‘impeachment’ è un golpe.
Ciao!
Andrea Di Vita
Roberto,
“ma scegliere se vivere in URSS/russia o in occidente”
Cos’è l’Occidente?
Gli ucraini vivono in Ucraina.
Un salentino può porsi il problema se voglia vivere in Puglia o nel Salento e nella seconda ipotesi pretendere la creazione di una regione salentina, del tutto legittima per motivi storici, linguistici, culturali, ecc. e a cui, da barese, sarei favorevolissimo (e per inciso sono infinitamente più forti e antiche le ragioni di una regione salentina che di una nazione ucraina).
Ma resta il fatto che un salentino vive comunque nel Salento, quale che sia il suo status amministrativo o politico.
E se per lui è più importante quest’ultimo che il dato reale e fisico di trovarsi in un bel posto, col mare bello, ecc. è un pirla.
“E se per lui è più importante quest’ultimo che il dato reale e fisico di trovarsi in un bel posto, col mare bello, ecc. è un pirla”.
Dillo alle centinaia di migliaia di italiani che abbandonarono l’Adriatico orientale dal 1919 (esodo dalla Dalmazia meridionale) al 1954 (esodo dalla Zona B) pur di poter vivere sotto il tricolore e non sotto gli “s’ciavi di merda”. Loro si percepivano e sono ancora percepiti da molti come veri patrioti.
Ma lì si trattava di stare con e sotto gente che parlava un’altra lingua incomprensibile rispetto a gente che parlava la propria e aveva la stessa cultura.
Ma non esiste una cultura ucraina, esiste la cultura russa.
Come quella italiana.
@ Roberto
“Occidente”
Prendo atto con un certo sconcerto che per te un paese governato da gente che va in giro con le svastiche, che venera la memoria dei massacratori e che ha preso il potere con un golpe è “Occidente”.
Ma l’Europa non doveva difendere la democrazia? 🤣🤣
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. ah, e c’è anche la libertà di culto. I banderisti chiudono le chiese ortodosse i cui pope non rinunciano al legame ecclesiastico col patriarcato Moscovita. Io sono agnostico, ma ho visto che per alcuni Ucraini la religione è roba serissima. La libertà di culto non era un fondamento dell’Occidente?
I paesi governati dai tipi con le svastiche allora oggi sono tutti considerati Occidente.
Poi siamo ricchi, quindi vuol dire che siamo in fin dei conti buoni e abbiamo sempre ragione, ma il nostro passato è quello lì.
veramente Roberto ha detto che gli ucraini vogliono guardare all’Occidente e ai suoi valori, in grandissima maggioranza, invece che alla Russia e ai valori di Putin
non è molto difficile da capire, forse di più da accettare
Ciao!
Francesco,
“vogliono guardare all’Occidente e ai suoi valori”
Sempre con quest’espressione ossimorica…
I valori sarebbero l’assessoressa che ha messo il fiocchetto arcobaleno essendogli nata la bambina perché così da grande decide di essere maschio o femmina (non si capisce poi in cosa il fiocchetto impedirebbe l’una o l’altra cosa)?
@ francesco
“Occidente e i suoi valori”
Noto che anche per te i valori dell’Occidente includono la svastica.
Sei in ritardo di una novantina d’anni, a occhio e croce.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. persino il sovranista Nawrocki, Presidente della Polonia, vuole metter fuori legge chi si ispira a Bandera. Sei più
“occidentale” di lui!
Andrea,
il fatto che sia i nazisti che i democratici fossero anticomunisti non li rende uguali, se non nella propaganda comunista
che ci aggiungeva pure i social-fascisti, poverini
a volte mi offendo per i trucchetti che usi, manco io fossi del tutto deficiente
PS la libertà di culto è importantissima ma … la Chiesa Ortodossa Russa è una parte dello Stato, lì, come ricorda ogni volta con entusiasmo Peucezio.
Pino (e gli altri),
“Mentre tu mi insegni che i russi non hanno problemi con le statue di Shevchenko (e gli ucraini ne hanno con quelle di Pushkin)…”
Questo vuol dire veramente tantissimo circa l’indole o quantomeno la mentalità di un popolo.
Sarebbe come se nelle scuole di Pisa ci si rifiutasse di studiare Dante e la Divina Commedia per campanilismo antifiorentino.
@ peucezio
“mentalità”
Piut che con la mentalità del popolo credo che abbia a che fare con la natura posticcia del nazionalismo Ucraino.
Da noi ai tempi del fascio si imponeva di dire “Luigi Braccioforte” al posto di Luis Armstrong, e si bandi a l’uso del “lei” perché lo si presumeva eredità straniera (“a chi ti dà del lei ancora adesso / non dar del voi o del tu: dagli del fesso”).
Ecco, come serietà siamo lì. Le tragiche buffonate di un regime di banditi. Che l’UE sostiene al ritmo di centosessanta milioni di euro al giorno, tratti dalle nostre tasche.
Ciao!
Andrea Di Vita
Peucezio
Magari ha anche a che fare con il fatto che i russi hanno invaso l’ucraina e non viceversa…non riesco proprio a capire perché questo semplice dato di fatto viene sempre dimenticato
Anche i Piemontesi hanno invaso la maggior parte dell’Italia, eppure oggi non li consideriamo invasori.
Io sì, Mirkhond molto più di me, ma la maggior parte degli italiani non si sente “invasa” dai piemontesi.
Ma gli stati preunitari, anche se non corrispondevano a nazioni, lingue o etnie, avevano una loro legittimità storica spesso plurisecolare.
L’Ucraina è un’invenzione posticcia recente, con alcune basi nel nazionalismo settecentesco.
In pratica si tratta di questioni interne allo spazio postsovietico e postimperiale russo. Non si capisce cosa c’entri l’Occidente. In fondo è quasi una questione di polizia interna, come quando hanno arrestato i “serenissimi” che si sono arrampicati sul campanile di San Marco (esagero ovviamente, ma stringi stringi stiamo là, con la differenza che la Serenissima è esistita ed è stata una potenza europea e mediterranea per molti secoli, l’Ucraina non è nulla, è più fittizia della Padania di Bossi, che almeno ha una giustificazione linguistica che l’Ucraina non ha, perché l'”ucraino” è una suddivisione arbitraria all’interno del continuum dialettale russo meridionale).
E anche qui si applica un ragionamento tautologico.
Si dice questa follia che l’Ucraina andrebbe difesa in quanto avamposto dell’Occidente.
Cioè l’Occidente decide unilateralmente e arbitrariamente che un paese slavo e a maggioranza ortodosso è “occidentale” (mentre la Russia no, non è dato sapere come mai) e poi dice che se cade l’Ucraina è un vulnus all’Occidente.
Per Peucezio
“Cioè l’Occidente decide unilateralmente e arbitrariamente che un paese slavo e a maggioranza ortodosso è “occidentale” (mentre la Russia no, non è dato sapere come mai) e poi dice che se cade l’Ucraina è un vulnus all’Occidente.”
Sono d’accordo.
Però oggi penso che gli abitanti della maggior parte dell’Ucraina oggi (per semplificare, dal Don verso Occidente) abbia una forte antipatia per i russi, e desideri godere del benessere dell’Europa occidentale, come comprensibilmente desiderano goderne tanti altri (citavo gli africani che per “entrare in Occidente” sono disposti ad annegare in mare). Bisogna vedere se un’Europa che già annaspa è in grado o no di accogliere questi aspiranti europei (ucraini o africani che siano).
Non mi risulta che gli ucraini occidentali si sentano terribilmente “europei”, per ragionare da “europei” bisogna aver goduto di un estremo benessere già per due generazioni, dare per scontate cose che l’ucraino medio nemmeno si immagina.
Il punto però è che un’importante minoranza delle persone che vivono dentro i confini dell’Ucraina come appaiono sugli atlanti – la parte “oltre il Don” per semplificare – si sente invece proprio russa e non si identifica affatto nel governo di Kiev.
La questione delle frontiere riguarda proprio queste persone.
“Non mi risulta che gli ucraini occidentali si sentano terribilmente “europei”, per ragionare da “europei” bisogna aver goduto di un estremo benessere già per due generazioni, dare per scontate cose che l’ucraino medio nemmeno si immagina.”
Preciso… l’euromedio dà per scontate classi a scuola di non più di 20 alunni, insegnanti di sostegno per ogni tipo di problema, non doversi mantenere facendo la badante all’estero o affittando l’utero, poter manifestare contro un parcheggio nuovo senza venire manganellati, avere almeno due auto per famiglia, mandare un figlio a studiare a Parigi e un altro a Londra, fare le vacanze in montagna trovando un’autostrada che porta al paesino e pure un ampio parcheggio ben cementificato e una funivia.
Spesso non ha affatto queste cose, ma proprio per questo si lamenta di vivere in una situazione “eccezionale”.
Tra l’altro, senza arrivare al Risorgimento,
noi italiani chiamiamo “liberatori” quelli che ci hanno davvero invaso e sconfitto.
Cioè noi odiamo talmente la nostra sovranità e indipendenza che stiamo sempre con lo straniero contro l’italiano.
Ed eccediamo dall’altra parte.
Ma devo dire che se l’alternativa è il nazionalismo ucraino, forse siamo meglio noi.
Per Peucezio
“noi italiani chiamiamo “liberatori” quelli che ci hanno davvero invaso e sconfitto.”
Qui c’è un parallelo interessante: uno dei “liberatori” si è preso un pezzo di terra che sull’atlante si chiamava “Italia”, i cui abitanti però non si sentivano in maggioranza affatto italiani – l’Istria. Proprio come in Crimea/Donbass. E il “mondo” lo ha accettato senza tante storie, ridisegnando gli atlanti.
Con questo non intendo minimamente schierarmi a favore di qualcuno nel conflitto russo-ucraino.
Semplicemente, critico ciò che riguarda noi che abitiamo qui: il tentativo di farci risucchiare in una guerra lontana, per arricchire i commercianti d’armi e magari un giorno mandare a morire i nostri figli. E’ la propaganda di chi ci governa, non quella russa, che fa questo.
Se abitassi in Russia, per lo stesso motivo, mi dedicherei a demitizzare la propaganda russa.
Miguel
“Non mi risulta che gli ucraini occidentali si sentano terribilmente “europei””
Tu tu senti europeo?
Per roberto
“Tu tu senti europeo?”
Sì, do abbastanza per scontate le cose da “euromedio” di cui parlavo. Infatti, ci ho messo anche la protesta in piazza contro il parcheggio, che mi riguarda personalmente 🙂
E non spero di trovare un cliente a cui affittare il mio utero.
“Sì, do abbastanza per scontate le cose da “euromedio” di cui parlavo. ”
Preciso meglio: non necessariamente per me, ma attorno a me la maggioranza delle persone che conosco ha un’auto – e spesso più di una a famiglia; per i figli piccoli possono contare su un insegnante di sostegno se serve; molti di loro hanno figli che studiano a Milano, Torino, Londra, Berlino, Gerusalemme, al conservatorio a Salisburgo, qualcuno negli Stati Uniti; hanno l’aria condizionata in casa. Insomma, vivono da “europei”, è un’atmosfera che respiro tutti i giorni e che condiziona tutto ciò che si fa e come si vede il mondo.
Non credo che sia l’esperienza dell’ucraino medio, ma non ho un’esperienza diretta.
“Non credo che sia l’esperienza dell’ucraino medio, ma non ho un’esperienza diretta.”
Comunque sono d’accordo con te: è normale desiderare vivere “da europeo” e non “da russo”.
Per roberto
““Non credo che sia l’esperienza dell’ucraino medio, ma non ho un’esperienza diretta.””
Credo che tu conosca l’Ucraina molto meglio di me (io in fondo conosco solo la Donna Elettrica 🙂 ). Ma immagino che non ci sia l’uso europeo della consegna a domicilio con rider: che è un uso recente, però che ha cambiato radicalmente le usanze delle persone.
Un’amica che fa progetti in Africa (Congo e Tanzania), mi ha detto che lì la consegna a domicilio è praticamente sconosciuta, e questo significa tutta una vita di mercato (non di supermercato, perché mancano le auto) e quindi uno stile di vita “non europeo”.
miguel
““Tu tu senti europeo?”
Sì,”
wow, sono molto piacevolmente sorpreso! siamo quinde almeno in due
miguel
“Ma immagino che non ci sia l’uso europeo della consegna a domicilio con rider”
a kyiv sicuramente si…non sono invece sicurissimo che sia un uso “europeo”.
non esiste nel resto del mondo? in sudafrica per esempio è diffusissimo (ed uno dei più grossi problemi guidando lì è evitare sti motorini che guidano come pazzi)
oltretutto, davvero è così diffuso in europa da essere considerato “uso europeo”?
credo che se negli ultimi 52 anni di vita (covid escluso) mi sono fatto portare a casa il cibo 5 volte è tanto….
Per roberto
“…non sono invece sicurissimo che sia un uso “europeo”.
Non sapevo del Sudafrica! Certo, il quadro è sicuramente molto più sfumato.
@ Roberto
“dimenticato”
Semplice. Lo si dimentica per lo stesso motivo per cui si dimentica che gli USA hanno aggredito e invaso lo Stato sovrano di Grenada. Ci hanno fatto pure un film, “Funny”, con Clint Eastwood. E di sicuro la minaccia di Grenada alla sicurezza degli USA era molto minore di quella dei banderisti golpisti a Mosca.
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> Peraltro vorrei sapere questi grandi contributi degli ucraini in quanto ucraini alla cultura mondiale.
perchè? non riesco a capire quale rilevanza ha questo tema
Ciao
francesco
“perchè? non riesco a capire quale rilevanza ha questo tema”
nessuna ovviamente
Ce l’ha eccome.
Stanno dando un tributo di sangue e sacrificando una generazione per un’identità inesistente, per un ridicolo puntiglio nazionalistico basato sul nulla.
per un ridicolo puntiglio nazionalistico basato sul nulla
beh, “sul nulla” lo affermi tu 😀
vaglielo a dire, per esempio, all’amico medico di Robelux, di Kharkiv, fra l’altro una persona squisita che per quanto mi è dato comprendere (io, a differenza di Roberto, non ho il piacere di conoscerlo di persona) era quanto di più lontano dal nazionalismo e inter alia addirittura russofono (prima della guerra) ! al limite se è diventato un po’ nazionalista (e ucrainofono), bisogna “ringraziare” Putin che ha fatto più per il rafforzamento del nazionalismo ucraino del vecchio Stepan Bandera 😀 😀
peucezio
“ridicolo puntiglio nazionalistico basato sul nulla”
ogni puntglio nazionalistico è “ridicolo” e “basato dal nulla” visto dagli altri…
è per questo che continuo a ripetere che questi argomenti basati sulla cultura (gli ucraini non hanno prodotto neanche un poeta o uno scrittore!), sull’identità (ma gli ucraini sono russi) o sulla lingua (l’ucraino è il russo parlato con accento polacco!) non servono a nulla a spiegare la resistenza degli ucraini all’invasione
@ roberto
“resistenza degli Ucraini all’invasione”
Quella la spiega l’onnipresente SBU, come il Volkssturm lo spiegava la Gestapo.
Mica sono scemi. Chi può si mette in salvo, altro che ‘resistere’ per salvare le chiappe banderiste.
https://it.euronews.com/2024/11/30/decine-di-migliaia-di-soldati-hanno-disertato-dallesercito-ucraino
A dicembre 2024 erano già state contate 170000 diserzioni su un totale nominale di un milione e trecentomila.
https://www.fattieavvenimenti.it/guerra-ucraina-il-numero-di-disertori-nellesercito-ucraino-ha-superato-quello-di-morti-e-feriti-170mila-a-fine-ottobre/
Ma la percentuale reale delle diserzioni è più vicina al 20%, tanto che li devono rapire per strada per arruolarli a forza tipo la Royal Navy Inglese del Settecento
https://www.corriere.it/esteri/24_novembre_30/ucraina-disertori-e-fuggiaschi-ora-all-esercito-mancano-i-soldati-per-potersi-difendere-447c64b9-4c6e-445b-92f1-63f3e771bxlk.shtml
Alla faccia della ‘resistenza’… 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Alla faccia della ‘resistenza’… 😉”
so che per gli ucraini hai dei sentimenti che sfiorano il razzismo, ma sarei un pochino più generoso nel valutare quella che è effettivamente una resistenza da ormai più di 3 anni (e l’invasore doveva essere a kiev in due settimane, anzi tre giorni!)…anche proprio a livello intellettuale, in fin dei conti se l’esercito più potente dell’universo è ancora lì da tre anni, mah qualcosa oltre a leggere Kant ce l’avranno questi barbari ucraini, no?
no
quindi per essere degno di essere libero ho bisogno di un Pantheon di grandi uomini e donne …
me lo segno, eh, a futura memoria
Roberto,
non mi è chiaro però se fondi la legittimazione della resistenza ucraina ai russi sul principio di nazionalità o sulla volontà di appartenenza alla democrazia occidentale.
Sono due cose opposte e incompatibli, visto che ci hanno insegnato che il nazionalismo è osceno, razzista, oscurantista, mostruoso, provinciale, gretto, violento, aggressivo, fascista, nazista, schifoso e che c’è la meravigliosa Unione Europea che finalmente dissolve i gretti nazionalismi e sovranismi e che è il parto più alto della meravigliosa democraiza occidentale universalista e antirazzista.
Habsb.,
purtroppo queste sono situazioni in cui ci perdono tutti, perché gli opposti nazionalismi si rinfocolano e le posizioni moderate si indeboliscono.
Oggi gli ucraini sono diventati in larghissima parte antirussi, anche quelli che non lo erano, e i russi verrebbero che Putin buttasse le bombe atomiche sull’Ucraina (me lo dicono i miei amici russi, benedicendo Putin che col suo pragmatismo contiene queste derive e questi sentimenti popolari estremi).
Questa guerra non sarebbe mai dovuta scoppiare e non sarebbe scoppiata se quei due criminali assassini di Biden e Zelensij non avessero tirato la corda al massimo, provocando la Russia in tutti i modi.
peucezio
“Roberto,
non mi è chiaro però se fondi la legittimazione della resistenza ucraina ai russi sul principio di nazionalità o sulla volontà di appartenenza alla democrazia occidentale.”
eppure l’ho detto mille volte: è un paese sovrano che è stato invaso. punto, non c’è null’altro da aggiungere.
parlano la stessa lingua dei russi? d’accordo
non hanno poeti e scrittori di fama? ok
non ti stanno simpatici? evvabbé
sono lo stesso popolo dei russi? eh lo dice pure putin, ci crediamo…
ma quello che conta è che erano indipendenti da trent’anni, e volevano rimanere tali…prova ne è che non mi sembra che abbiano accettato di buon grado l’invasore (pure se parla la stessa lingua e se ha una cultura mille volte più interessante).
poi figurati, se gli ucraini avessero detto, si certo ci va benissimo diventare un satellite di mosca come la bielorussia, mi sarebbe stato benissimo, che mi frega? ma così non è…
e alla base di tutto trovo davvero disdicevole che ritorni l’idea ottocentesca del “prendo con la forza quello che voglio”
peucezio
“il nazionalismo è osceno,”
come ben sai perché l’ho pure detto mille volte, il nazionalismo visto come deriva del patriottismo mi sta sul gozzo. Il patriottismo lo trovo un sentimento nobile e tutt’altro che osceno
@ Roberto
“più potente”
l’Esercito più potente, e di gran lunga, è quello USA.
Quello Russo è il secondo, e per combattere contro trenta nazioni coalizzate non se la cava male.
“anni”
Di nuovo la volpe e l’uva?
La volpe voleva l”uva, e non riuscendoci si consola dicendo che era a erba.
L’UE vuole sconfiggere la Russia, e non riuscendoci dice che in fondo è bloccata da tre anni.
Ora, a parte che la Russia avanza letteralmente ogni giorno (citami una sola città riconquistata da Kiev negli ultimi due anni), lo scopo dichiatao dell’UE era quello di piegarla con le sanzioni dal primo giorno. Al diciannovesimo pacchetto di sanzioni stiamo ancora
aspettando. Lo scopo dichiarato della Russia era quello di mettere l’Ucraina nelle condizioni di non poterle nuocere. E direi che ci sta riuscendo alla grande.
Solo che siccome la Russia ovviamente non accetta truppe occidentali in Ucraina (la cui presenza scatenò appunto l’Operazione Speciale) e i leader Europei non possono perdere la faccia ammette di fi avere sbagliato tutto allora gli Europei continuano a dire che manderanno truppe in Ucraina, così la guerra non finisce gli armaioli Statunitensi sono
contenti.
“Razzismo”
Beh, sai, vedo tutti i giorni macchinoni Ucraini parcheggiati sulla strada per l’ufficio. Pensando ai milioni di Ucraini che si guardano bene dal rimpatriate per arruolarsi e sostenere la ‘resistenza’ e si centosessanta milioni che la UE in media ogni giorno spende da tre anni per sostenere i banderisti, un pochino Ke palle mi girano. Senza bisogno di essere razzisti. Quello di cui non mi capacito sono i Ragazzi nostrani che dicono ‘Slava Ukraini’ dopo che ci hanno pure fatto saltare il North Stream. E dovremmo pure mandare i nostri soldati quando loro si imboscano?
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea Di Vita
Andrea
“ combattere contro trenta nazioni coalizzate non se la cava male.”
Sei serio? Cioè veramente mi dici che in Ucraina ci sono 30 nazioni coalizzate!?!
e poi non è vero !
insomma, l’Ucraina non sarà mai stata l’Atene di Pericle..e credo che neppure un banderista abbia mai sostenuto questo, a meno di essere ubriaco :D….d’accordo !
ma qualcosa hanno dato
Ma sì, per esempio hanno messo a ferro e fuoco la Carnia.
erano Cosacchi del Don (atamano Krasnov) e quindi russi…mi spiace 😀 è possibile che ve ne fossero del Kuban’ (Ekaterinodar, dal 1920 Krasnoda “accampamento rosso”) e allora quelli sarebbero ucrainofoni (oggi l’area è russificata come anche Tahanrih e Shakhty da Lenin date nel 1920 all’Ucraina e da Stalin ridate nel 1925 alla Russia, anche se gli ucraini ebero almeno l’elemosina di Putyvl’..Tahanrih sarebbe Taganrog ove morì il 1 dicembre 1825 Alessandro I)
@ habsburgicus
“Taganrog”
E dove l’allora giovane marinaio Giuseppe Garibaldi conobbe un esule che lo avvicinarono alla Giovine Italia. C’è addirittura un monumento che lo ricorda.
https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_a_Giuseppe_Garibaldi_(Taganrog)
Ciao!
Andrea Di Vita
Quei reparti raccoglievano anche quelli di Kuban, che io sappia. Territorio rappresentato orgogliosamente in giallo su sfondo azzurro in tutte le mappe degli irrendentisti ucraini.
@habsburgicus
“qualcosa”
OK, ti vengo in aiuto io.
📖I tuoi occhi sono come il mare
I tuoi occhi sono come il mare
così calmi, radiosi;
Il mio cuore è in lutto da tempo
come un granello di polvere, annega in essi.
I tuoi occhi, come un pozzo
limpido sul fondo perlato,
e la speranza, come una stella,
mi risplende dai tuoi occhi.
Твої очі, як те море
Твої очі, як те море
Супокійне, світляне;
Серця мого давнє горе,
Мов пилинка, в них тоне.
Твої очі, мов криниця
Чиста на перловім дні,
А надія, мов зірниця,
З них проблискує мені.
Ivan Franko✍️
📚🗞️Scrittore ucraino ,nato il 27 agosto del 1856 e scomparso il 28 maggio del 1916. Nacque nella regione di Leopoli nella famiglia rurale di un ricco fabbro.
Franko iniziò a guadagnarsi da vivere grazie all’insegnamento, esercitato già durante gli anni scolastici, investendo quanto man mano guadagnato nell’acquisto di libri che, alla fine della sua vita, arrivarono ad occupare i suoi scaffali per circa 12 mila unità.
Un profondo amore per la letteratura e la scrittura lo condusse a dedicarvi la maggior parte del proprio tempo, nonostante i periodi di detenzione ingiustificati. Infatti, lo scrittore era in grado di produrre una nuova opera letteraria quasi ogni due giorni (poesia, racconto, romanzo, monografia, ecc.).
Ogni anno venivano pubblicati 5-6 dei suoi libri, all’incirca più di 5.000 opere, diventando il primo scrittore ucraino professionista a non avere un lavoro governativo e a guadagnare grazie alla scrittura.
Tutt’altro che monologico, il suo rapporto con la letteratura era spesso mediato dall’intreccio di altre lingue e voci: Franko conosceva 14 lingue e traduceva in ucraino da 48 lingue, comprese quelle orientali; scriveva in ucraino, ma anche, tra le altre, in polacco, tedesco.
Furono probabilmente questi fattori a determinare il modo in veniva chiamato dai contemporanei, ovvero “l’accademia in una persona”. Fu il pubblico ucraino a Vienna, il 26 novembre 1915, a proporre Ivan Franko per il Premio Nobel, benché la prematura scomparsa gli impedì di riceverlo.
Una piccola curiosità è che lo scrittore venne considerato l’iniziatore di una nuova moda, poiché a lui si deve la combinazione di una camicia ricamata con il classico abito europeo.
(Trovata su Facebook)
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Roberto
“trenta”
Se consideri tutte quelle che finora hanno rifornito Kiev di armi e le hanno mandato aiuti militari di vario genere, sono anche più di trenta.
Ciao!
Andrea Di Vita
sì ma cazzo ci vuole tutta la malafede di un propagandista putiniano di basso livello per dire che questo equivale a combattere contro 30 nazioni!
cosa che io invoco dal 20 febbraio 2022, in nome della Pace e della Giustizia.
Ciao
Io non sono un analista della CIA o del Mossad, però per anni il mio lavoro è stato l’inventore di balle, cioè lo sceneggiatore, e forse qualcosina sul linguaggio noto…
(per esempio, rileggendo meglio le parole di Zelesnki, non sta dicendo che Putin non ha preso quello che ha preso, ma che ci ha messo più tempo di quanto aspettato, che è vero… omettiamo qui l’analisi militare, che non ci compete)
noto che nonostante le sue spacconate, Zelensky non parla più di “vittoria ucraina” (l’anno scorso entra l’anno… l’anno prima pure…) ma di dove fare gli accordi di pace e di chi possa essere garante;
anche la millanteria sulla nuova wunderwaffen sembra funzionale più che altro ad avere qualche carta in più al tavolo del negoziato
wunderwaffen
e poi le wunderwaffen portano male 😀 come Adolf apprese ai tempi 😀 😀
Poi c’è il sommozzatore ucraino arrestato in Italia, già citato da Mauricius…
come sapete, non mi convinco che un’operazione di quel tipo (distruzione del condotto North Stream sul fondo del Mar Baltico) sia stato fatto da alcuni- mettiamo pure bravissimi- subacquei che partivano da una barca a vela…
dai, non prendiamoci per il culo.
Ma interessante che sia stato offerto questo capro espiatorio, che probabilmente ha davvero preso parte a un piano assai più ampio e complesso:
anche lasciando perdere i problemi logistici- e lascio parlare chi si intende più di me di operazioni sottomarine, camere di decompressione, ordigni esplosivi subacquei e dove trovarli, attrezzatura per immersioni a 10 o 11 atmosfere di pressione… doveva essere una barca a vela grandina, diciamo-
ma ammettiamo che invece non serva niente di tutto questo, ma solo un buon subacqueo e una buona dose di culo
(ma no, mi dispiace… credo proprio che serva tutto questo, e tanto altro ancora)
ammettiamolo: beh, qualcuno che gli dicesse esattamente dove passava il condotto doveva pur esserci…
Il tipo ha dichiarato finalmente di essere un militare ucraino. Lo ha usato come alibi (“ero al fronte”), ma almeno qualcosa di vero lo ha detto (e io che quasi pensavo che gli ucraini non ne fossero capaci..) e così finalmente spero che possiamo archiviare la balla (raccontata dagli ucraini) che la cosa fosse un’iniziativa personale dei terroristi.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/08/23/zelensky-tiene-duro-non-cederemo-terre-allinvasore_c48e6b24-465c-4642-8216-de6884e49dd3.html
Non cederà le terre all’invasor.
Nel frattempo si prodiga per far saltare in aria una centrale nucleare russa.
Ci credo quando sento Trump affermare che se non fosse stato per lui sarebbe già scoppiato un conflitto mondiale.
Ma sul terreno europeo.
Ridurre il tutto ai poveri ucraini russi invasi dalla Russia (ma stranamrnte combattenti contro l’Ucraina) mi sembra grottesco. È una favola che tiene banco da anni.
https://youtu.be/0CeoLYQGUF0?feature=shared
Dal link precedente
L’esperto in questioni di complessità nonché militare americano di alto grado Chuck Watson, fin dai primi minuti dell’intervista mette bene in chiaro che in Ucraina c’era una guerra civile che è stata strumentalizzata dagli occidentali per mettere sotto pressione la Russia.
La Russia possiede immense risorse.
Queste risorse potevano incanalarsi o verso la Cina oppure, se cadeva Putin, potevano finire nelle mani dai paesi occidentali.
Non raccontiamoci balle.
Per questo si fanno le guerre, mica per i poveri ucraini invasi….
Che poi, non so in quale minuto, Watson afferma che la cosa non detta della guerra in Ucraina è che a combattere dalla parte russa sono stati principalmente gli ucraini russi del Donbass.
Non ho rivisto il filmato. Vado a memoria.
Ah, la stessa cosa vale anche per le risorse dell’Africa.
Quegli idealisti quasi santi dei francesi dove lo trovano altrimenti l’Uranio? Magari in Russia?
Bah. Che miseria umana.
Le risorse si dovrebbero lasciare nel sottosuolo perché sono finalizzate principalmente al profitto di chi già ha tanti di quei soldi da non sapere neanche cosa farsene.
Ci sono cose più importanti e soprattutto più urgenti del profitto dei ricchi.
Come diceva la canzone di Zalone?.
https://youtu.be/vtV0xITgnso?feature=shared
@ “mondo parallelo”
“Zalone”
Grandissimo!!!
Ciao!
Andrea Di Vita
Rivisto.
Minuto 25circa
>>> in Ucraina c’era una guerra civile che è stata strumentalizzata dagli occidentali per mettere sotto pressione la Russia.
Questa è una bugia brutta e cattiva. Sono basito dal fatto che qualcuno osi ancora ripeterla, essendo stata smentita da innumerevoli prove del ruolo decisivo di Mosca nello scatenare quella guerra, iniziando dal farla combattere ai suoi soldati senza divisa ufficiale (gli omini verdi, il termine con cui sono noti).
Siamo tornati ai tempi dell’intervento cinese nella guerra di Corea come belinate a cui ci si chiede di credere? “sono tutti volontari, il governo cinese non c’entra”
Guerra civile Ucraina
Beh, lo dice un militare americano, che peraltro si dichiara filo-americano.
Lo trovo anche su questo articolo.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/05/11/donbass-dieci-anni-fa-il-referendum-che-spacco-in-due-lucraina-fu-linizio-della-guerra-civile-che-tutta-leuropa-non-ha-voluto-vedere/7543996/
Ma vuoi che gli Ucraini tutti si amassero veramente come fratelli e sentissero di far parte di una sola sacra nazione e che adesso gli ucraini russofoni dopo che hanno votato per l’indipendenza si sentano così immensamente oppressi?
E tutte quelle donne vecchi e bambini che hanno lasciato le regioni in guerra trasferendosi in Russia? Mi pare che fossero un sacco di persone
A dire il vero si sono visti poco e poi sono spariti dai radar. Poi magari cerco qualche articolo.
In Ucraina c’era una situazione tesissima tra filo-occidentali e filo-russi, che si alternavano al governo, con interessi non parzialmente, ma diametralmente opposti, praticamente inconciliabili.
La Russia non voleva perdere la Crimea come base navale strategica, e la parte filo-occidentale della Ucraina non voleva perdere l’occasione di aderire all’Occidente.
La Russia occupa la Crimea, e i filo-occidentali iniziano a inventarsi che gli ucraini non hanno nulla a che fare con i russi
(e a perseguitare i russi, visti a torto o a ragione come quinta colonna russa).
ci sono state nel mezzo provocazioni assortite, non solo “slave” (ricordo una spedizione navale, come al solito, britannica, che aveva lo scopo di passare sotto il naso della flotta russa in Crimea…) riguardo le quali “chi ha cominciato prima” mi sembra un esercizio ozioso.
Sicuramente la Russia ha strumentalizzato i movimenti russofoni secessionisti, e sicuramente gli USA-UK hanno strumentalizzato la “rivoluzione colorata” e “piazza Maidan”;
chi neghi l’una o l’altra strumentalizzazione è, nel miglior caso, un ingenuo.
O.T.:
https://www.rainews.it/tgr/lombardia/articoli/2025/08/porsche-vittorio-codeluppi-velocita-260-chilometri-orari-1f81f1b6-3433-4a08-9bb2-1632e829c845.html
Due dati sintomatici:
1) lo spirito di fazione può molto più dei contenuti: la destra rinnega il suo spirito vitalista e libertario e se si tratta di andare in quel posto alla controparte diventa legalista e moralista,
2) d’altra parte la destra postberlusconiana, cioè uno dei parti più merdosi della politica italiana del XXI secolo, sta facendo suo il moralismo di sinistra: si vede col nuovo codice della strada, con la legge draconiana sugli oggetti buttati dal finestrino, sulla legge sui maltrattamenti alle bestie, ecc.
Ma non è del tutto una novità. Fu con Berlusconi che si vietò il fumo nei locali. Per carità, è staot un bene e prima o poi era inevitabile, ma è significativo che non l’abbia fatto la sinistra.
Come al solito, per una specie di effetto collaterale del moto perpetuo a energia avversaria di migueliana memoria, ognuno deve accreditarsi verso la controparte, prevenire le critiche, per cui la destra ha il terrore di passare per troppo libertaria e disinvolta, la sinistra di passare per antisecuritaria o, al contrario, troppo repressiva.
Ma la polemica su cosa sarebbe? Sul suo avere la Porsche o sul suo fare una cosa del tutto legale?
Per MT
“Ma la polemica su cosa sarebbe? Sul suo avere la Porsche o sul suo fare una cosa del tutto legale?”
Il bello è che sia io che Peucezio ce la prendiamo con la povera Sinistra.
Io perché credo che la Sinistra permetta alla speculazione immobiliare di fare scempio delle città dove governa.
Lui perché crede che la Sinistra voglia evitare di farmi arrotare i figli da Suv che vanno a 200 chilometri all’ora, o di farmi intossicare dal tabacco del tizio che ha deciso di buttare le cicche nella mia buca delle lettere.
Miguel,
ma guarda che è la stessa cosa.
Sala vieta le macchine per lasciare fuori gli straccioni dalla città (infatti quelle elettriche, costose, ernomi e modernissime, da ricchi, entrano e comunque i ricchi non hanno di questi problemi, prendono il tassì, hanno l’autista, pagano, vanno pure in piazza Duomo se vogliono).
Le ciclabili, i culattoni e tutto il resto servono a questo, a creare una città fighetta per miliardari.
Sai, io non la vedo proprio così.
Non credo che dietro tante scelte ci siano così tanti ragionamenti.
A Sala piacciono le bici, le robe ecologici, i culattoni (che non c’entrano con l’ecologia o la viabilità), insomma tutto quello che tu definisci “città fighetta”;
non per favorire i milionari che se la possono permettere- quello è un effetto- ma perché il suo gusto, la sua inclinazione personale, gli fa dire che “è bello andare in bici”;
così come a te piace andare in automobile, magari correre un po’, senza che si possa dire che tu lo faccia allo scopo di sterminare i pedoni o di inquinare ulteriormente la già inquinatissima val Padana.
Ti piace correre in auto, perché ci vedi la libertà e il vitalismo.
Siete due tipi antropologici agli antipodi:
a te piacciono le osterie, il dialetto, e il correre un po’ il macchina perché sì, è una cosa che all’Uomo piace
(in questo caso, “l’Uomo”, astratto, è un signore molto italiano, con la camicia aperta sul petto e magari i baffi, che ama la buona cucina e ha i suoi riferimenti culturali fermi al ’78; più o meno come tanti pseudo femministi quando dichiarano la loro ammirazione per La Donna pensano a una modella di 25 anni, dolce simpatica e che gliela dà)
A Sala piace la città fighetta, perché è il “modo migliore per vivere”, “quella dove stanno bene tutti”…. quelli che la pensano come lui, gli altri essendo fascisti, maschilisti patriarcali, nostalgici razzisti e tutte quelle persone le cui opinioni (come recitano sempre gli antifascisti d’ordinanza) “non sono opinioni ma sono reati”.
Per PinoMamet
“A Sala piace la città fighetta”.
Non lo so.
Mi piace nel complesso il tuo ragionamento, ma non conosco personalmente Sala.
Conosce personalmente gli amministratori piddini di Firenze, e direi che questi principi astratti giocano un ruolo molto, molto secondario; e quasi sempre per giustificare una scelta pratica.
Scelta pratica legata a un finanziamento europeo, alla possibilità di togliere voti alla destra in un quartiere, alla paura che si arrabbi qualche categoria che bisogna tenersele tutte buone contemporaneamente (ristoratori, automobilisti, lobby gay, preti, piccoli commercianti, grande distribuzione, affittacamere, albergatori che odiano gli affittacamere, tassisti, Ncc in guerra coi tassisti, investitori/speculatori immobiliari internazionali…).
Poi qualche volta il pensiero di fare bella figura facendosi fotografare mentre si inaugura qualcosa di buono, e tanta paura di denunce.
Certo, il risultato guarda caso è sempre un comunicato stampa in cui si esalta “la città dove stanno bene tutti a differenza della Destra che discrimina”.
Mi pare che a Firenze il PD sia meno abile nello spacciare gli interessi privati per collettivi …
Per Moi
“Mi pare che a Firenze il PD sia meno abile nello spacciare gli interessi privati per collettivi …”
Non lo so.
Probabilmente il grado di retorica è uguale, semplicemente i fiorentini non si fanno fregare. Votano PD perché torna comodo, non per le chiacchiere.
Poi certo, esiste una percentuale sufficiente di persone che hanno una tale avversione per la Destra che si turano sempre e comunque il naso, ma anche lì non è che si fanno convincere dalla retorica positiva del Pd, solo dalla retorica, “non votate più a sinistra del Pd se no fate vincere la Destra”.
@ Martinez
“a differenza”
Se ci riescono (è qui il problema) questa differenza è tutta la differenza del mondo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pino,
ma guarda che sono totalmente d’accordo con te.
È proprio quello il guaio. Che la gente è convinta, per questo fa danni.
Lui applica oggettivamente uno schema coerente col neoliberismo, con la gentrificazione di Milano, con l’esplusione dei ceti medi e bassi.
Ma lo fa “in buona fede”, perché la sua sensibilità coincide con la borghesia ricca, che però pensa esattamente le cose che hai elencato su bicicliette, culattoni, ecc.
Non è che lui pensi, fregandosi le mani: “ah, che bello, adesso cacciamo a calci tutti i poveri e gli straccioni da Milano”.
Lui applica la sensibilità del suo ceto (che peraltro comprende tanta gente istruita ma non ricca, né potente), così come i padroni dell’Ottocento non è che godessero a vedere i bambini che lavoravano in fabbrica 12 ore al giorno. Semplicemente credevano di contribuire al progresso della societò ragionavano da borghesi dabbene, magari cercavano anche un minimo di migliorare la condizione dei poveri, ma velleitariamente, perché in fondo davano per scontato il sistema in cui operavano e che contribuivano a perpetuare, che comprendeva tali brutture.
OMDAP
Peraltro mi fa tristezza che un signore più vecchio di me respinga quel mondo baffuto e con la camicia aperta anni ’70 che hai descritto e in cui io potrei identificarmi, per abbracciarne uno modernissimo, fatto di concetti che si sono trovati alla ribalta quando lui era già un signore attempato.
Lo trovo squallidissimo, perché non è essere un essere aperti e aggiornati, ma è solo conformismo corrivo e servile verso tutto ciò che s’impone.
” e in cui io potrei identificarmi, ”
Anche se non ho i baffi.
Mauricius,
inizialmente, se ho capito bene, dall’aver superato i limiti, poi lui ha spiegato che era su un’autostrada tedesca, dove non ci sono, e allora si sono attaccati al fatto che stava filmando da cell. mentre guidava, cosa palesemente falsa, perché si nota che è un cellulare appeso al collo, non tenuto in mano.
peucezio
“la destra rinnega il suo spirito vitalista e libertario”
non ci vedo nulla di vitalistico e libertario nel rischiare la vita altrui…vuoi schiantarti? bene, buon divertimento in pista
rischi di farlo su un’autostrada correndo il rischio di ammazzare altra gente? male
se vai a quelle velocità basta un niente, una buca, un ramo sulla carreggiata, per perdere il controllo del missile
Per roberto
“non ci vedo nulla di vitalistico e libertario nel rischiare la vita altrui”
Concordo!
@ Martinez & Roberto
“altrui”
Giustissimo.
Va aggiunto che la vita altrui la si mette a rischio buttando schifezze inquinanti dal tubo di scappamento. Schifezze che essendo in parte più pesanti dell’aria rimangono a livello delle narici dei bambini nelle carrozzine. Carrozzine che i genitori sospingono facendo lo slalom fra le macchine parcheggiate.
Il limite di Sala non è che metta le ZTL. Il limite di Sala (e non solo di Sala) è che l’intera città dovrebbe essere ZTL. Perché il diritto a respirare degli altri è più importante del mio diritto a parcheggiare. E perché le città italiane non sono state progettare per essere svincoli di Los Angeles.
Ma ciò presuppone trasporti pubblici, il che presuppone finanze pubbliche in salute, il che presuppone niente evasori…
La solita storia.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Il limite di Sala non è che metta le ZTL. Il limite di Sala (e non solo di Sala) è che l’intera città dovrebbe essere ZTL.”
🙂
Monista!
😉
https://volerelaluna.it/ambiente/2025/08/19/come-ridurre-lo-sfruttamento-del-pianeta/
Oh, finalmente si può andare fuori tema
Dunque, per rimettere in equilibrio il pianeta la ricetta dovrebbe essere questa. E del resto si sapeva.
Ma per quello che vedo in giro non sarà un semplice rinunciare a questo o a quello.
C’è l’inevitabile rinuncia ma anche un elemento di progresso tecnologico che riduce la necessità di risorse e gli impatti.
Certo, se si vuole mantenere la terra in condizione di integrità assoluta e durevole nei secoli dei secoli, allora tocca diventare primitivi, come sempre suggerisce
Tom Murphy
In un certo senso l’articolo che ho linkato promette una sostenibilità impossibile.
Le rinnovabili non sono sostenibili all’infinito anzi, richiedono estrazione, consumo di combustibili fossili per produrle, poi devono essere smaltite e durano poco.
Ma come si dice, piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
https://energiaoltre.it/fotovoltaici-blackout-hacker/
Come se non bastasse, gli hacker minacciano
gli impianti fotovoltaici.
Io l’ho sempre detto che l’energia migliore è il solare termico a basse e medie temperature. Ma non pretendo la medaglia.
Mi basta un encomio.
Che fa rima con manicomio
(Il tamburo di latta. Che strano libro).
è normale desiderare vivere “da europeo” e non “da russo”.
Nessuno dei due, grazie
Ma il russo si sente europeo, dice il russo Orlov che leggo spesso
L’Ucraina secondo Emmanuel Todd è da tempo un paese fallito, secondo una sua categorizzazione dei paesi falliti.
Ma sono questioni difficilissime radicate nella struttura familiare dei diversi paesi.
La Russia in questo senso non è per niente un paese fallito. Mantiene solidamente i propri valori familiari, che sono diversi da quelli di un italiano
Oh. Per familiari o famigliari ho dovuto consultare persino il sito dell’Accademia della Crusca, che vi venga un bene a voi linguisti!
In La défaite de l’Occident (La sconfitta dell’Occidente), Todd sostiene che la Russia di Putin ha trionfato su un Occidente deindustralizzato e nichilista, indebolito dal declino del protestantesimo.
Da wikipedia
Basta
ma chi è questo genio? e almeno è stipendiato da Putin o scrive queste robe da solo?
Vedo un video con un breve estratto di un discorso di Crosetto, imponente ministro della Difesa.
Ne ignoro il contesto, ma Crosetto mette giù in maniera molto chiara una serie di fatti che definirei… migueliani 😉
1- l’Europa non conta più niente; dopo la Seconda Guerra, c’era l’America e l’Europa, adesso c’è Il Mondo intero, nel quale l’America conta ancora qualcosa, la Cina conta sempre di più, l’Europa non conta nulla;
2-neppure l’ONU conta qualcosa; l’ONU conta meno della Russia, conta meno di Israele (parole sue)
3-l’Italia è un paese vecchio, nel 2100 avrà perso 27 milioni di abitanti; nello stesso tempo, l’Africa, che è a 100 chilometri da noi, avrà più di tre miliardi di abitanti…
4-l’America dipende dalla Cina per l’80% delle sue terre rare, senza le quali non si fa niente; l’Europa dipende dalla Cina per il 100%…
5-dice che in ogni occasione ricorda alla NATO che non ha più alcun motivo di esistere; o allarga i suoi interessi al mondo intero, specialmente alle aree che contano ora, oppure è destinata a non contare niente;
6-l’Italia può resistere solo alleandosi con altri Stati, in maniera oculata
Uno può giudicarlo come vuole, e non ho sentito né il prima né il dopo del discorso, ma direi nella parte che ho sentito, la lucidità non gli manca…
si capisce che “è del mestiere” (leggo “senior advisor di Leonardo” e poi “presidente di Orizzonte Sistemi Navali”)
o allarga i suoi interessi al mondo intero, specialmente alle aree che contano ora
mmmmh..
non dubito della sua buona fede e apprezo il candore, ma ‘sti suggerimenti è meglio non darli, neppure in formqa ipotetica..
vi è il rischio che ne facciano tesoro 😀
è chiaro -in un mondo ideale e con il “senno del poi”- che la NATO andava sciolta solennemente il giorno stesso in cui fu ammaninata la bandiera sovietica dal Cremlino il 25/12/1991
avrebbe dovuto esserci un incontrotrionfale fra Gorbaciov e GBush senior, magari con la presenza swl Papa polacco, che avrebbe sancito l’età dell’oro 😀
Germania Est (come già era avvenuto), inglobata in Germania Ovest
vecchio Est più Baltico, in prospettiva in Europa
Kaliningrad smilitarizzata e trasformata in una Hong Kong o in una Dubai (duty free, politiche valutarie soft ecc), ma sarebbe restata de iure russa
ex-URSS (tranne Baltico), “indipendente” ma sotto l’alta autorità riconosciuta di Mosca (una sorta di Commonwealth post-marxista sotto direzione russa), che avrebbe visti riconosciuti i suoi diritti storici
nel futuro, integrzione di Mosca con l’Europa (abolizione reciproca dei visti) e realizzazione del sogno di Giovanni Paolo II
non andò così
Quello sarebbe stato l’optimum!
non andò così perchè?
forse perchè dopo 70 anni di comunismo la Russia si rivelò un disastro irrimediabile, in cui si alternano anarchia criminale e autocrazia imperialista?
la Russia ha avuto decenni per farcela, a diventare un paese civile, ma non ci ha neppure provato
e non basta la bolsa retorica della “bovera colonia depredata” per giustificarla
la Russia si rivelò un disastro irrimediabile, in cui si alternano anarchia criminale e autocrazia imperialista?
@Francesco
tocchi con la tua consueta acutezza il punctum dolens….
che si riduce ad una domanda
perchè, di tutte le terre ex-sovietiche o sotto dominazione comunista sovietica, solo in Russia è fallita del tutto la democratizzazione ?
e badate che non è da oggi….mi è capitato ieri di leggere una cronaca del gennaio-febbraio 1992 (sic !) e già allora nelle piazze sbraitando contro El’cin andavano comunisti con ritratti di Lenin e Stalin con il solito pope d’ordinanza con un’icona di Nostro Signore e -per noi blasfemia- una pseudo-icona di Stalin !!!!
sì, El’cin e i suoi rubarono a più non posso..quasi al livello del PSI 😀
ma insomma, rubarono in Romania, rubarono nel Baltico, rubarono in Ucraina, rubarono financo in Polonia, rubarono dappertutto
e la gente non perse la fiducia, sapendo che sarebbero giunti tempi migliori..e così fu, dovunque !
solo in Russia, la caduta dell’URSS fu vista -AB ORIGINE- come una catastrofe e solo in Russia iniziò un revanscismo neo-sovietico con qualche nuance “ortodossa”neo-zarista (Putin+Kirill ante litteram !) sin dall’autunno 1991 (!!!!!!!), PRIMA della caduta formale dell’URSS !
insomma, un putin potenziale era in nuce già nel 1991 (!) quando il Putin reale forse faceva il tassista a San Pietroburgo dopo la fine dei fasti nel KGB e prima dell’inizio dei nuovi fasti 😀 😀 😀
come storico, mi affascina comprendere ciò…
e confesso a te, che finora ci ho capito ben poco 😀
probabilmente per i russi la volontà di potenza, il desiderio bruto di dominare e umiliare gli altri sovietici, faceva aggio su tutto..meglio era per un russo morire di fame ma al contempo poter umiliare un ucraino e un georgiano che vivere alla loro pari..e quindi nel crollo dell’URSS non videro un’enorme opportunità ma solo la fine della possibilità di guardare dall’alto in basso ucraini, uzbechi, georgiani e gli odiati (perchè invidiati) baltici..ed ecco che vari putin in erba divennero possibili fin dal 1991/1992 sinchè nel 1999 il Putin vero, arrivò al potere..e ci resta 😀
La democrazia non è fallita solo il Russia, però.
Comunque, perché è fallita in Russia? Mettici la dipendenza economica dalle risorse del sottosuolo (lo Stato, quindi, potente per definizione) e l’impossibilità di costruire uno Stato nazionale (gli ucraini possono calpestare senza troppi problemi le minoranze – o, almeno, così credevano! – i russi no, se non vogliono perdere mezzo paese) che quindi toglie la legittimazione nazionale al governo. E la leggittimazione è ciò che permette al governo di danneggiare i propri cittadini e mantenere pur sempre il loro consenso.
habsb
“perchè, di tutte le terre ex-sovietiche o sotto dominazione comunista sovietica, solo in Russia è fallita del tutto la democratizzazione ?”
mi sembra che sia fallita con diverse gradazioni di fallimento in ogni terra ex-sovietica, con l’eccezione dei tre stati che sono entrati nell’UE e che giocoforza sono stati costretti a democratizzarsi per entrare nell’UE
Per PinoMamet
“si capisce che “è del mestiere” (leggo “senior advisor di Leonardo” e poi “presidente di Orizzonte Sistemi Navali”)”
Non ho sentito il discorso originale, ma la sintesi che ne fai è chiarissima.
Condivido: i tecnici, anche dei mestieri peggiori, sono le persone più interessanti con cui ragionare di certe cose.
sarà ma l’idea che la NATO classica non serva più con di fronte la Russia di Putin mi pare una stronzatina da intellettuale
Ciao
Comunque la Crimea dovrebbe essere restituita alla Turchia, erede dell’Impero Ottomano.
Ricordiamo che nel 1853, se avete sangue piemontese o sardo, i vostri nonni hanno dato il sangue per difendere i sacri confini dell’Impero Ottomano, riconosciuti internazionalmente, che comprendeva l’attuale Moldavia e Valacchia, più tutti i Balcani tranne un pezzo di Grecia e un pezzo di Serbia.
Con il Diritto Internazionale non si scherza!
@ Martinez
“Ottomano”
Al tempo.
Dopo esserle stata strappata con un atto di guerra batteriologica in aperto contrasto con la Convenzione di Ginevra (il lancio di cadaveri appestati oltre la mura da parte degli assedianti Tartari) la Crimea va ipso facto riconsegnata alla sovranità della Compagna (AKA Repubblica di Genova) e del suo Doge!
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
” la Crimea va ipso facto riconsegnata alla sovranità della Compagna (AKA Repubblica di Genova) e del suo Doge!”
vero!
Miguel,
alla Turchia dovrebbe essere restituito tutto, Palestina in primis.
Magari i Balcani ce li possiamo tenere come cristiani, come anche la Crimea, ma tutto il Vicino Oriente starebbe molto meglio sotto di loro.
Alla Turchia non va restituito niente!
Ponto, Smirne, Cappadocia, devono essere greche e cristiane (romee come le definirebbe Mirkhond), l’Armenia deve riavere i suoi territori e il Kurdistan deve essere libero!
PS
su un gruppo che segue la lingua e la cultura dei greci pontici leggo che la Turchia ha proibito l’ingresso di un loro gruppo folklorico, mi pare a Trapezunte, con la motivazione che farebbero propagandismo…
la stessa Turchia che produce e diffonde le serie TV che glorificano le imprese dei fondatori dell’Impero Ottomano, e che (lo scopro in un video di geopolitica) sono popolarissime dall’Albania al Pakistan…
Ultima Novità Identitaria Social:
sulla base della somiglianza grafica estetica stilistica fra alfabeto (sì, lo è: non è un abjad !) Tifinagh e Rune … gli Amazigh, specialmente quelli “Musulnani ma non troppo”, se la vogliono tirare da Vikinghi (anche sulla base del fenotipo medio NON Levantino) Vs gli Arabi.
lascito dei Vandali ? 😀 da Gaiseric a Geilimer, un secolo grosso (429-533), poco..ma potrebbe bastare
Dei vandali che non si abbassavano neppure ad andare alla stessa messa dei loro sudditi e che non si allontanavamo mai troppo dalle loro villazze nella Proconsolare e nella Bizacena?
E che non supeavano gli 80.000, tra uomini, donne e bambini, su una popolazione romano-africana di alcuni milioni di abitanti.
MOI “Amazigh”
Questa cosa dei berberi d’atlantica montagna schiari scipi e sciapiti gira da parecchio assieme ai compari loro Guanci di Gran Canaria che da loro appunto dicesi dovrebbero discendere
https://arcipelagocanarie.eu/guanches/
e non viene considerata lascito di quei quatro vandali da lì passati:
https://www.facebook.com/UltimoPaleologo/posts/790951599706473/
“Lo strano caso dei berberi biondi con gli occhi azzurri:
I berberi sono una popolazione del Nordafrica che conta circa 35 milioni di persone.
Una parte di essa ora non molto numerosa, è caratterizzata da pelle estremamente chiara, occhi azzurri o blu e capelli biondi.
Questa popolazione, strana per un’area con persone dai capelli scuri, era conosciuta fin dall’antichità e un tempo era, in proporzione, molto più numerosa.
I Romani dicono, sicuramente esagerando, che ci sono più biondi in Africa (Tunisia) che in Germania.
Ma ancora nell’alto Medioevo, la regina dei berberi Kahina, che governò una confederazione di berberi e berbero-romani (link video nei commenti), viene descritta come “con i capelli color del miele”.
Ricordiamo anche che i berberi costruiscono una componente fondamentale per l’Africa romana:
sono una parte consistente dell’esercito di Eraclio, hanno la cittadinanza, usano il latino come lingua ufficiale, i loro capi si proclamano “re dei romani” ecc. Sant’Agostino era di origine berbera o per metá berbera.
E quindi poniamoci la domanda “da dove arrivano questi berberi biondi con gli occhi azzurri?”
Escludendo migrazioni di popolo biondi in tempi recenti, come i Vandali, visto che i berberi sono molto antecedenti alla loro venuta, e considerando che la “mutazione” del biondo nasce in ambito europeo, la spiegazione più logica è che gli antenati dei berberi fossero pre proto-celti o proto-germani o di altro popolo affine che sono tornati in Africa in epoca preistorica a causa dei cambiamenti climatici o in cerca di una terra più ospitale.
Oppure, che vi siano tornati in epoca più recente, ma sempre partendo da quel contesto, per esempio durante il periodo delle grandi migrazioni dei Celti.
È difficile pensare che si tratti di popolazioni che hanno mostrato l’anomalia del biondo in modo spontaneo, perché sarebbero stati riassorbiti dai loro confratelli dagli occhi scuri in tempi rapidi… ma non sono così esperto di genetica da escluderlo del tutto.
Le evidenze archeologiche ci parlano di una popolazione bionda estremamente antica, datata forse 50.000 anni fa”
mmàh🙄
Comunque sia gli Amazigh restano interessanti e un poco atipici nel panorama arabo sunnita
https://axismundi.blog/2017/10/03/il-popolo-berbero-tra-carovane-deserti-e-oasi/
“Le teorie accreditate stimano la comparsa dei Berberi intorno al 20.000 a.C. nella zona settentrionale dell’Africa, probabilmente derivanti dall’uomo di Mechta-Afalou (una variante del paleo-europoide dell’uomo di Cro-Magnon)
il quale si è insediato nei territori del nord Africa fino al 10.000-5.000 a.C. quando l’apparizione dei capsiani ha spinto le popolazioni di tipo mechtoide sempre più verso occidente portandoli a colonizzare le Isole Canarie ed abbandonare gli insediamenti nord africani”
“la spiegazione più logica è che gli antenati dei berberi fossero pre proto-celti o proto-germani o di altro popolo affine”
Questo mi sembra un caso di “è logico perché piace a me” 😉
In realtà questa spiegazione non è più logica di più o meno qualunque altra…
Almeno la spiegazione del lascito vandalo (per quanto improbabilissima e anzi smentita dal fatto che i Libici, cioè probabilmente i Berberi, sono biondi già nell’arte egizia) ha un fatto storico documentato alla base… perlomeno come spiegazione “completamentare ”
A me- ma non azzardo giudizi- pare di ricordare di aver letto che il biondismo, in area europea, non nasce nel nord, ma arriva con gli agricoltori neolitici anatolici, e ha poi particolare fortuna nel nord Europa per i soliti motivi climatici ecc.
Magari i Berberi sono discendenti di quella migrazione lì.
Moi,
“la spiegazione più logica è che gli antenati dei berberi fossero pre proto-celti o proto-germani o di altro popolo affine che sono tornati in Africa in epoca preistorica a causa dei cambiamenti climatici o in cerca di una terra più ospitale. ”
E perché mai?
L’indoeuropeizzazione del nord Europa comunque non è così antica, quindi semmai si dovrebbe pensare a una migrazione anaria, di popoli neolitici o paleolitici imparentati forse coi moderni Finni.
Ma vai a sapere. Teniamo conto che fino a circa l’8.000 a.C. c’era ancora l’ultima glaciazione würmiana, quindi non vedo perché mai sulle montagne dell’Atlante le condizioni climatiche non potevano favorire una scarsa pigmentazione.
La melanina riguarda l’irraggiamento solore, non la temperatura. E la sua riduzione è frutto di mutazioni casuali che vengono “punite” dall’evoluzione se avvengono dove effettivamente essere neri serve. E sul Mediterraneo non serve.
Comunque quell’Europa di cui parlavamo sta finendo:
https://www.dw.com/en/german-welfare-state-can-no-longer-be-financed-merz/a-73742270
purtroppo !
bisognerebbe scopare di più e fare molti più bambini, per iniziare
“bisognerebbe scopare di più e fare molti più bambini, per iniziare”—-
Mi pare che tra tutti i frequentatori del blog, circa la metà non abbiano figli, e quelli dell’altra metà ne hanno uno solo, o comunque non più di due.
non è che basteremmo noi dodici, anche impegnandoci
è un discorso un pò più ampio!
e comunque non mi risulta che il numero medio di figli per coppia dipenda strettamente da “quanto si scopa”, ma soprattutto da quanto si usano gli anticoncezionali mentre si scopa.
E scusate la scarsa finezza, ma l’ho semplicemente copiata dai messaggi precedenti.
per quanto riguarda strettamente i partecipanti al blog, a parte i single inveterati,
credo che tutti quelli che vivono in coppia (tranne la Lucia che è più giovane)
…siano tutte serenamente in menopausa, se femmine,
o che abbiano mogli o compagne serenamente in menopausa a loro volta, se maschi.
Quindi, o non hanno figli, o hanno figli già adulti o adolescenti-quasi-adulti, e non programmano di averne altri.
E anche noi ci siamo fermati a due 😕…pur potendo in teoria, in pratica è abbastanza rischioso dal punto di vista economico fare figli senza nonni in buone condizioni fisiche (baby pensionati? 😉) nelle vicinanze o case grandi ereditate dai famigliari.
E a proposito di procurarsi pecunia (anche) per la prole, vi auguro buona giornata!
Per Lucia
“E anche noi ci siamo fermati a due 😕…pur potendo in teoria, in pratica è abbastanza rischioso dal punto di vista economico fare figli senza nonni in buone condizioni fisiche (baby pensionati? 😉) nelle vicinanze o case grandi ereditate dai famigliari.
E a proposito di procurarsi pecunia (anche) per la prole, vi auguro buona giornata!”
Esatto! E’ fondamentale questo aspetto.
Mi ricordo che tempo fa lessi di un improvviso aumento delle nascite nella specifica parte del Congo dove ci sono le miniere di coltan: perché i bambini di piccole dimensioni sono molto richiesti per fare i minatori. E quindi improvvisamente fare figli diventa un vantaggio e non un peso.
A voglia a predicare “dovete fare più figli” (come sottolinea paniscus, una predica che proviene spesso da chi ha due, uno o zero di figli). I figli esistono per tutto il resto della vita dei genitori, e quindi sono necessariamente legati all’aspettativa per il futuro che hanno.
E in una società come la nostra, il futuro è del tutto imprevedibile.
cinicamente :D, e detto in modalità scherzosa (ma neanche troppo), se l’unico modo per salvare la GLORIOSISSIMA EUROPA degli anni ’80’ e ’90 (già oggi sbiadita) in cui tutti avevano diritti e si stava bene, è la guerra (come avvenne infinite altre volte nella storia di quella cloaca che viene chiamata umanità :D), ebbene si trovi al più presto il casus belli !
non necessariamente contro Putin (che è troppo grosso :D), forse potrebbe bastare il libico Haftar—che mi sta pure antipatico 😀 o chiunque, un fesso qualsiasi da trasformare per i gonzi in una minaccia esiziale ai Sacri Valori lo si crea in 48 ore con la stampa, nevvero ?
P.S
tuttavia in questioni economiche il mio oracolo (e anche, penso, di quasi tutti voi) è Francesco……se c’è batta un colpo !
cosa c’entro? la questione è politica e spirituale, non economica!
Ciao
@ habsburgicus
“GLORIOSISSIMA”
Confondi la causa col rimedio.
Il welfare non lo salvi facendo la guerra, perché è per fare la guerra che si taglia il welfare.
Con centosessanta milioni versati in media ogni giorno nelle casse di Kiev dalla UE dall’inizio dell’Operazione Speciale a oggi cosa ti aspetti, un welfare che funziona? Dopo tutti gli smantellamenti del TINA degli anni precedenti?
Ciao!
Andrea Di Vita
Sì, però…
da settimana satnno combattendo, in Ucraina, vicino a un posto del cazzo che ha un nome tipo Pokrovsk.
Pare che abbia importanza strategica… a me sembra che i russi potrebbero by-passarlo e lasciarlo in una sacca, ma che ne so?
Ma lì vicino, c’è un altro posto più piccolo che si chiama Shevchenko, come il calciatore e il poeta dialettale ucraino.
E lì, se non ricordo male, c’è proprio una miniera di quelle famose “terre rare” di cui ogni tanto parla Trump. E Putin. E Crosetto…
@ PinoMamet
“Pokrovsk”
C’è un curioso ribaltamento di prospettiva che mi permetto di sottolineare qui perché mi sembra che in pochi l’abbiano notato.
Si trova spesso in Rete e sui giornali l’idea che i Russi avanzino lentamente con immense perdite umane, noncuranti dei propri stessi uomini, grazie all’accanita resistenza Ucraina alimentata dai nostri rifornimenti. Una situazione simile a quella degli eroi della Compagnia dell’Anello del “Signore degli Anelli” accerchiati da maree di orchi urlanti.
Pokrovsk è la dimostrazione dell’esatto contrario.
Una premessa è necessaria. La tattica dell'”onda umana”, cioé dell’attacco frontale di migliaia di uomini che si arrampicano sui cadaveri dei propri compagni caduti per assaltare la fortezza è stata usata in passato o da generali incapaci (come nella Grande Guerra: le battaglie dell’Isonzo, Passchaendele) e/o in presenza di una superiore capacità tecnica e organizzativa nemica (le vittorie di Abissini, Zulu, Sovietici e Cinesi contro Italiani, Inglesi, Tedeschi e Statunitensi ad Adua, Isandlwana, Stalingrado e in Corea rispettivamente).
I droni hanno reso del tutto impossibile una concentrazione di uomini sufficiente a organizzare un'”onda umana”: come un plotone si raduna, un drone lo avvista e o lo colpisce direttamente o dà le coordinate alla propria artiglieria e il plotone viene polverizzato.
Ogni attacco in Ucraina si svolge ad opera di piccoli gruppi di soldati ben distanziati gli uni dagli altri, che mantengono il silenzio radio e sono addestrati a muoversi in maniera coordinata secondo una sequela di appuntamenti prestabiliti. Il fatto che i Russi abbiano a disposizione una conoscenza molto precisa del territorio (era tutta URSS, dopotutto) torna molto utile. Anche se un soldato viene abbattuto gli altri continuano a muoversi. Il successo più clamoroso di questa tattica lo si è visto quando i Russi hanno aggirato una posizione nemica infilandosi uno per volta in un metanodotto in disuso (dal diametro di meno di un metro) e uscendo dall’altra parte a sedici Km di distanza.
Avendo fortificato per otto anni coi nostri soldi e le nostre armi tutto il fortificabile, gli Ucraini sono necessariamente molto meno mobili. La strategia Ucraina, non a caso, è figlia della stessa strategia professata a suo tempo da Draghi e dagli altri atlantisti: fate impantanare i Russi nel ‘porcospino d’acciaio’ (come direbbe la Von der Leyen) come lo furono i Sovietici fra le montagne dell’Afghanistan e Mosca crollerà da sola.
La mancanza di mobilità Ucraina la si è vista in modo clamoroso quando a seguito della ribellione di Prigogine e della Wagner per qualche giorno non si è più capito chi comandasse in Russia, eppure gli Ucraini non ne hanno approfittato.
Fallita questa strategia – che, ripeto, non è una pensata estemporanea di qualche stratega da salotto, ma è alla base di tutta la scommessa antiRussa dell’intero Occidente – agli Ucraini non resta che il vecchio slogan staliniano del ‘non un passo indietro’.
Nel caso di Stalin non si poteva ammettere che le truppe del proletariato di facessero battere dai servi della borghesia. Un pregiudizio ideologico fece così premio sulla razionalità dei militari. Il risultato furono milioni di morti e di prigionieri.
Nel caso Ucraino si difende ogni centimetro quadrato con le unghie e con i denti. Pokrovsk ne è un esempio, tanto che i Russi rosicchiano costantemente il fronte a nord e a sud per arrivare ad accerchiarla. Kiev fa difendere ai suoi soldati (quelli che non disertano) ogni centimetro quadrato con le unghie e con i denti perché altrimenti bisognerebbe ammettere di avere sbagliato tutto fin dall’inizio – non solo a Kiev o a Bruxelles, ma nei corridoi della Rand Corporation dove le strategie di USA e vassalli vengono ideate. E’ lo stesso motivo per cui la UE, dopo l’evidente fallimento del primo pacchetto di sanzioni, ne ha varati altri diciotto e si avvia a varare il diciannovesimo: il fatto stesso che i combattimenti continuino ne dimostra l’utilità. Finché la velocità dell’avanzata si misura in centinaia di metri al giorno la Meloni e Macron possono andare in televisione e dire che la Russia è costretta allo stallo. Il fatto che sia la somma a fare il totale non li riguarda – i lor governi dureranno meno di questa guerra.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
manca solo, nel tuo quadretto, la poderosa differenza di forze tra Russia e Ucraina, che giustifica eccome il ricordo a “fortificarsi e resistere”, quella che permette ai pochi difensori di farla sudare a molti attaccanti.
ogni altra tattica sarebbe suicida in molto meno tempo e con meno perdite russe.
nel caso di Stalin, credo invece avesse ragione lui: inchiodare i tedeschi dove avevano meno vantaggio (in città) e attuare una guerra di logoramento che i tedeschi non potevano vincere.
Ciao
PS la Compagnia dell’Anello non viene mai accerchiata dagli Orchi. capita solo nello scontro finale, dove gli eserciti di Rohan e Gondor sono un’esca per distrarre l’occhio di Sauron.
@ francesco
“poderosa”
Siamo d’accordo, mi sembra. (Quanto a Tolkien, mi riferivo all’assedio di Minas Tirith, città che poi è la versione tolkeniana di San Severino Marche
(MC)).
Gli USA – come già Hitler prima di loro hanno clamorosamente sottovalutato le
capacità Russe. Oggi il regime Ucraino, per sopravvivere, deve appunto tirarla il più a lungo possibile sperando in un ribaltamento della situazione, cioè in un intervento di qualcuno al suo fianco (come Hitler nel bunker, appunto). Nel frattempo la gente scappa e il regime deve sequestrare quante più persone a forza, per addestrare sì e no due settimane e mandarle al fronte – come col Volkssturm.
Solo che come giustamente dice Marx la storia si può anche ripetere, ma se la prima volta è una tragedia la seconda è una farsa. Sanguinosa quanto si vuole, ma sempre una buffonata.
Prima finisce meglio è.
Ciao!
Andrea Di Vita
Beh Andrea in effetti mi sa che tutto quello i negativo che i media attribuiscono ai russi, nel migliore dei casi riguardi ugualmente russi e ucraini; e spesso riguarda direttamente gli ucraini punto e basta, e viene attribuito ai russi perché la propaganda è così.
sapremo quando Pokrov’sk sarà caduta nelle mani di Putin allorchè riprenderà il nome sovietico di Krasnoarmijs’k* (in russo Krasnoarmejsk) 😀 😀 prima ancora era nota come Hrishino
*ibrido russo-ucraino, abbastanza comune…
“rosso” in ucraino puro si dovrebbe scrivere Chervonyj à la polonaise, e non Krasnyj à la russe
ai “cari” sovietici piaceva mettere rosso dappertutto 😀
Kyzyl, la capitale della Repubblica di Tyva, inclusa in Putinlandia (da lì viene Shojgu) significa “rosso”..i tuvini sono turchici ma buddisti (come i “fratelli” e vicini mongoli, non-turchici) e sino al 1914 furono sotto la vaghissima sovranità della Grande ed Eterna Cina (e un giorno Xi potrebbe rammentarsene :D), il cosiddetto Urjankhaj, prima di essere posto unilateralmente sotto il protettorato di San Pietroburgo
Qzyl-Orda, che fu capitale del Qazaqstan autonomo (entro la RSFSR) nei ’20 significa “Orda rossa”
Ulaan Baatar nella Mongolia di fatto parte integrante dell’URSS (ma ora è indipendente, Marx è morto là :D) significa “Eroe Rosso” (Baatar sta per il kirghizo Batyr..il kirghizo è turchico, il mongolo è ..mongolo, ma insomma, l’affinità turco-mongola esiste :D)
Baatar credo equivalga allo slavo Bogatyr, no?
(Lo hanno preso i Russi dai Turchi Tarai &Affini, o viceversa? Magari qualcosa legato alla radice indoeuropea che ha dato uno dei nomi di Dio in slavo e in iranico, Bog/Bag?
Boh, non so, la butto lì…)
*Tatari, ovviamente
si, Bogatyr viene di lì…..
a occhio direi che i russi l’abbiano preso dai Tatari ma quanto dici, sulla comune radice indoeuropea, è verissimo….
facciamo come avrebbe fatto un greco antico, diciamo che viene dagli Sciti e non dovremmo sbagliare 😀 😀
” forse potrebbe bastare il libico Haftar—che mi sta pure antipatico”
concordo! 😉
Tripoli, bel suol d’amore! Diventerai italiana al rombo dei cannon!
(a parte tutto, credo che sarebbe una buona idea, cinicamente.
“Tutte queste cose… costano un sacco di soldi! E per averle, qualcuno bisogna depredare!” inutile dire chi sto citando)
Tripoli italiana? Per carità: vorrebbe dire che diventiamo responsabili anche per il salvataggio di chi attraversa il Sahara!
Per Habs
“se l’unico modo per salvare la GLORIOSISSIMA EUROPA degli anni ’80’ e ’90 (già oggi sbiadita) in cui tutti avevano diritti e si stava bene, è la guerra”
Credo che dipenda dalle circostanza.
Per l’Europa, credo che la Seconda guerra mondiale fu una catastrofe più o meno ovunque (a parte la Svizzera?).
Per gli Stati Uniti, un afflusso straordinario di ricchezze, esattamente quando la civiltà industriale aveva più bisogno di manodopera, quindi un’esplosione di benessere al prezzo di pochissimi morti.
Non credo che oggi vi sia un simile bisogno, e comunque bisognerebbe impegnarsi in una guerra geograficamente lontana, come fecero gli statunitensi.
Ma sono tutte ipotesi.
Svizzera, Svezia, Portogallo, Spagna
e credo anche Norvegia e Danimarca, tutto sommato, dove quasi non si combattè
Vedo che Trump vuole rinominare il Ministero della Difesa, “Ministero della Guerra”.
Mi piace.
Mi sembra di ricordare nella storia degli Stati Uniti esattamente quattro momenti in cui gli Usa si sarebbero difesi: 1812 contro gli inglesi; 1916 contro Pancho Villa; 1942 un pallone aerostatico giapponese carico di esplosivo smarrito sopra la California; e l’11 settembre.
Che su 212 conflitti in cui gli Stati Uniti sono coinvolti, fanno una leggera maggioranza di guerre di aggressione…
ma dai miguel,
ti sei perso questa discussione!
https://kelebeklerblog.com/2025/08/22/il-trauma-come-investimento/#comment-962734
abbiamo ormai stabilito che Trump non ama le guerre, usa una retorica pacifista, mica come quei guerrafondai della Clinton e Biden!
Per roberto
“abbiamo ormai stabilito che Trump non ama le guerre, usa una retorica pacifista, mica come quei guerrafondai della Clinton e Biden!”
Grazie… guardando la discussione, vedo che io sono d’accordo con Habs quando dice che Trump più che fare attivamente guerre, preferisce minacciare e fare pressioni. Staremo ovviamente a vedere a lungo andare.
Non so se Trump usi una retorica pacifista: forse è più esatto dire che dichiara di non voler coinvolgere gli Stati Uniti direttamente in costose guerre estere, e che vuole che l’industria delle armi gliela mantenga l’Europa. Ma non vedo molto di “pacifista”, dietro tutto c’è sempre la solita minaccia in stile Clinton e Biden e Bush.
@ martinez
“1812”
Nel 1812 gli USA attaccarono.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
““1812”
Nel 1812 gli USA attaccarono.”
Oddio, me ne ero dimenticato.
Vabbene, restano pur sempre tre guerre difensive (palloncino aerostatico compreso) contro 209 di aggressione.
carino questo tuo scordare Pearl Harbor ….
😀
“pearl harbor”
se e’ per questo noi abbiamo di meglio:
Dichiarazione di guerra dell’Italia agli U.S.A. 11 dicembre 1941
https://www.youtube.com/watch?v=9irOvnJo-z0
notare: 5 giorni dopo pearl harbor
una genialata, col senno di poi
ma in effetti una genialata, anche se indirettamente, lo e’ stata: dopo quella sconfitta in guerra contro gli USA abbiamo avuto per un ventennio il periodo piu’ prospero e libero che si sia mai visto da secoli e secoli, perlomeno per la media delle persone comuni di livello basso rispetto ai qui presenti
tutto sommato anche l’italia risorgimental-fascio-nazionalista, fino alla formidabile batosta del 1945, non ha fatto altro che fare guerra al resto del mondo per tentare di placare (vedi sopra) le sue enormi contraddizioni interne
@firnato Winston
“genialata”
L’unico ad averlo capito fu lo sceneggiatore de “Il ruggito del topo”, con Pete Sellers, dove un ducato Europeo in bancarotta fa guerra all’America per farsene sconfiggere e inondare di aiuti.
Ciao!
Andrea Di Vita
e quel film italiano in cui invadiamo la Svizzera per farci sconfiggere ma lì è festa e non c’è nessuno e mannaggia vinciamo?
come si chiama?
@ francesco
“film”
Non sei originale! 😉
Nel film di Sellers il ducato vinceva la guerra perché inavvertitamente un suo armigero mette leani su una super Bomba in grado di nuclearizzare l’America… ed è il ducato a dover mantenere gli USA!
Ciao!
Andrea Di Vita
@ MIGUEL
https://www.lastampa.it/cronaca/2025/08/25/news/cubo_nero_firenze_simbolo_perfetto_decadenza_citta-15282477/
Il cubo nero di Firenze è il simbolo perfetto della decadenza della città
Questo ecomostro in piena area Unesco violerebbe un vincolo che esiste dal 1953 per tutelare le rive dell’Arno
Per Moi
“Il cubo nero di Firenze è il simbolo perfetto della decadenza della città”
Sono anni che passo davanti a questo orrore. Devo ammettere di non avere alzato un dito per impedirlo; speravo che lo facesso qualche residente del rione. Sarebbe bastato iniziare anni fa a fare una serie di esposti, a chiedere documenti, a sbucaltare gli archivi storici.
Ammetto di non aver trovato il tempo o i soldi per farlo, ma non capisco come mai se ne accorgano solo adesso.
Ma cosa ci vuole a buttarlo giù?
Bastano pochi secondi.
Per Peucezio
“Ma cosa ci vuole a buttarlo giù?
Bastano pochi secondi.”
Beh, bisogna avere le spalle un po’ più robuste delle mie.
OT su turismo, idealismo insensato, gente che non ha idea di come funziona il mondo.
normalmente dovrebbe finire ghigliottinato chi ha inventato questa cosa, ma immagino che non sarà così
https://www.ilpost.it/2025/08/27/taormina-orario-spazzatura-contestazioni/
Ci sono segnali che presto Israele attaccherà di nuovo l’Iran
Che dire?
La cosa si fa molto seria?
La prima volta è stata una mezza farsa.
Mah.
È probabile che Israele scateni un’altra guerra con l’Iran prima di dicembre, forse addirittura già a fine agosto.
L’Iran si sta preparando e sta aspettando l’attacco. Nella prima guerra ha giocato a lungo termine, modulando i suoi attacchi missilistici in previsione di un conflitto prolungato. Nella prossima, tuttavia, è probabile che l’Iran colpisca con decisione fin dall’inizio, con l’obiettivo di dissipare ogni idea di poter essere sottomesso dal predominio militare israeliano.
e dove trova le risorse per farlo? va bene che metà del governo proviene dalle peggiori osterie di Caracas ma mi parrebbe una totale follia
PS posso chiedere quali segnali?
https://x.com/chinahand/status/1960251114823266309
Le risorse?
Cercheranno di coinvolgere Trump seriamente, questa volta.
Comunque di un secondo attacco si vocifera da tempo.
Se Trump non collabora, allora Israele si vedrà arrivare addosso dei missili ipersonici di quelli seri senza poter reagire se non con armi nucleari.
Allora, qui si accettano scommesse. Cosa farà Trump?
Io non scommetto niente.
bravo, lo dice anche il parroco di non scommettere! è un brutto vizio da cui è difficile liberarsi
Roberto,
“grazie, e io ti ricordo che siamo nel 2025
tra l’altro mi stupiscono questi discorsi fatti proprio da te, il cantore del popolo, della concretezza ruspante, dei “fatti non parole””
Non ho capito né l’una né l’altra.
Io sostengo soltato che i popoli non sono invenzioni a tavolino, ma realtà storiche concrete.
E che più un popolo è tale, meno lo rivendica. Più si ossessiona per banidera, sacri confini e altre cazzate simboliche, meno vera identità ha.
Oppure si hanno vicini grandi grossi e prepotenti
Pensa alla Polonia o alla Corea.
Ciao!
Roberto,
“ogni puntglio nazionalistico è “ridicolo” e “basato dal nulla” visto dagli altri…”
Non esageriamo, altrimenti mischiamo tutto con tutto e non si capisce più niente.
La Francia è una vera nazione, con una storia, una lingua (molte lingue, purtroppo cannibalizzate da una, ma che è una grande lingua di cultura), ecc. Lo stesso l’Italia, la Spagna, la Russia, ecc. ecc.
Allora anche la Padania di Bossi era fondata. Sai quanta gente ci ha creduto negli anni ’90?
E ha più giustificazioni linguistiche dell’Ucraina.
Eppure è una solenne stronzata.
Ari-OMDAP.
Io sono contro le invasioni, però insomma, dai, l’Ucraina come nazione indipendente del tutto diversa da quella russa non si può sentire.
Moltissimi ucraini poi sembra lo facciano apposta a rendersi antipatici.
vedo su internet un video di quegli pseudo-poliglotti da social, quelli che “ti parlo nella lingua”, ti dicono ciao come va, due parole di slang, e fanno il pieno di like “wow, come sei bravo”.
becca una tizia che per sua sfiga è ucraina, e la saluta in un simil russo, che lei peraltro capisce benissimo.
I commenti degli ucraini: “è maleducazione parlare russo agli ucraini! piuttosto bisogna usare l’inglese!”
ma andate affanculo!!!!!!!!
Avete rotto il cazzo.
Volete fare la guerra con Putin? E vabbè.
Volete armi, soldi, appoggio internazionale? E vabbè.
Però non chiedetemi di aderire al lavaggio del cervello che avete subito, e al quale avete fatto finta di credere- o peggio, creduto.
Forse la Rutenia, Galizia o come la volete chiamare sarà una nazione etnicamente diversa da quella russa.
Il resto no, e andate pure affanculo.
Non mi faccio commuovere dai palestinesi di Gaza, figuriamoci da quattro nazistoidi e cinque badanti, che fino all’altro ieri ti si presentavano dicendo “sono russa… ucraina, beh, è la stessa cosa”.
In certi casi la formazione delle identità collettive avviene per contrasto e ciò è proprio quello che sta avvenendo in Ucraina in questi anni.
questo è evidente!
werner:
“identita’ collettiva per contrasto”
esatto, ed e’ cosi’ per forza, l’identita’ si costituisce per differenza, sia individuale che collettiva (ovvero tribale), il che accade anche attraverso la negazione del fenomeno, come dimostrano in ogni momento le nostre fazioni politiche, qui dentro compreso con le estenuanti schermaglie verbali
senza persecuzioni e (auto)vittimismo non avremmo mai sentito parlare ne’ di cristiani ne’ di ebrei: non esisterebbero
quello che Miguel definisce “moto perpetuo ed energia avversaria” non e’ un difetto del sistema vivente, e’ la sua caratteristica, che non assume per forza caratteristiche tragiche (vedi le manifestazioni sportive, che peraltro lui apprezza nelle loro forme piu’ primitive e ferine dei calcianti purche’ primitivi e di Firenze, che fanno figo)
le attuali classi dirigenti europee dall’alto fin giu’ per i gradi gerarchici, non so se per cultura o per istinto, lo sanno e stanno cercando di sfruttarlo
come disse d’azeglio, fatta l’europa bisogna fare gli europei
ci vuole il battesimo del sangue
al posto del burro, l’aria condizionata
patetico
“senza persecuzioni e (auto)vittimismo non avremmo mai sentito parlare ne’ di cristiani ne’ di ebrei: non esisterebbero”
E non sarebbe un mondo migliore?
falso: delle religioni pagane si parla, eppure non sono stati perseguitati se non post mortem.
se preferisci, si parla pure della religione egiziana, quella sì immune da persecuzioni.
Ciao
Lo devi dire a Werner però, non a me.
A volte le differenze sono preesistenti, e non inventate a bella posta, eh? 😉
Ad ogni modo che le nazioni nascano per contrasto…
L’Italia per contrasto a chi è nata?
La guerra sociale? Ma evidentemente c’era già una coscienza italica e comunque la si è fatta per diventare romani, come se oggi gli Ucraini combattessero per ottenere la cittadinanza russa.
Ari ari OMDAP
In effetti la prima monetazione che riporta il nome ITALIA è quella della bizzarra alleanza anti-romana… di popoli che chiedevano la cittadinanza romana, da Nord a Sud
https://it.wikipedia.org/wiki/Corfinium#/media/File:Social_War_AR_Syd_621.1.jpg
il bellum sociale è stato sottovalutato nella storiografia….è importante quasi quanto le guerre puniche !
Che poi al Guerra Sociale ci dice solo che gli abitanti della penisola si sentivano relativamente simili tra loro, almeno nel loro rapporto con il centro. Questo può essere buono per un ragionamento di sostrato, ma credo sia innegabile che l’identità italiana nasca solo dalla frammentazione di quella romana antica.
1) “del tutto diversa” è una interessante idea – invadiamo il Canton Ticino domattina?
2) “antipatico” e “meritevole di essere invaso e cancellato da Putin” sono due concetti incommensurabili
Insomma, sulle cose serie dovresti uscire dal tuo gusto come unico criterio, non credi?
La Repubblica e Canton Ticino (questo è il nome ufficiale) è una repubblica democratica di lingua e cultura italiane, recita la costituzione cantonale. Se ti fai una passeggiata per il centro della capitale cantonale (che non è Lugano) troverai numerose conferme di questo. E anche targhe ai patrioti che combatterono nelle guerre italiane contro l’Austria.
Quindi è DOVEROSO invaderla per riunirla alla Patria italica!!!
Qualche fascista ne era convinto, mentre nemmeno i fascisti pensavano all’annessione di San Marino. Mentre era larghissimo (in loco intorno al 90%, visti i dati degli esodi dalmata del primo dopoguerra e giuliano del secondo) il consenso sul fatto che il Trentino e la Venezia Giulia dovessero per forza essere annesse all’Italia e che fosse impossibile essere italiani e vivere in quelle regioni non da padroni.
Tu riesci a trarne una regola?
No, affatto.
La mia domanda retorica serviva a criticare la regole putinista, per cui ogni regione in cui ci sono dei russofoni va invasa e annessa.
Ciao
Quando è ammesso annettere le regioni in cui vive una tua minoranza nazionale?
Io invaderei la Corsica immediatamente.
Non ha nulla, ma proprio NULLA di francese.
Né la lingua, né la storia, né la cultura, nulla di nulla.
Naturalmente, l’Ucraina ha ragione ecc. ecc.
Però, per l’ennesima volta: non chiedetemi di trovarli simpatici.
Che non vogliamo vivere sotto Putin lo capisco
(beh, non è che i politici ucraini siano tanto meglio… )
che vogliano aderire al club dei ricchi (?) occidentali, lo capisco anche di più.
Che si aspettino- anzi, che richiedano in modo aggressivo- che creda alla loro favola etnica, è un po’ troppo.
d’accordo al 100%, questa volta
ciao!
Roberto,
non è che la situazione de facto o quella giuridica fondano la legittimità storica e politica di una nazione.
La situazione de facto e lo status giuridico sono il mero prodotto dei rapporti di forza.
L’Unione Sovietica a un certo punto non era più in grado di sostenere la sua struttura, aveva fatto settant’anni prima questa cagata di smembrare sia pure nominalmente l’impero russo in nome del wilsonismo di merda con le sue ossessioni etniciste e così è nato dal nulla uno stato ucraino.
Rapporti di forza per rapporti di forza, ora la Russia ha la forza per limitare sia pure di poco il danno di allora.
1) e perchè mai un danno dovrebbe essere stato?
2) sono 80 anni che si cerca di NON basare la politica internazionale sui rapporti di forza, in nome di un mondo migliore. io insisterei
Ciao
No, è l’esatto opposto. Gli americani sono 80 anni che basano la politica internazionale sui rapporti di forza solo che se tenta di farlo un altro in casa sua, si riscopre come per incanto la legalità internazionale.
peucezio
lo sai che con me la favolistica fascio-comunista non attacca
gli USA hanno tantissimi difetti ma non il potere di definire la realtà: se sono troppo potenti per essere sanzionati quando sono andati contro la legalità, non lo sono abbastanza per ottenere la legalità delle loro azioni
e, porca polenta, Putin non sta agendo in casa sua ma all’estero!
Non ho capito la tua obiezione.
Io non ho detto che quello che fanno gli USA, per il fatto che hanno i mezzi per farlo ipso facto diventa legale.
Dico più banalmente che se ne fregano della legalità e il consesso europeo, con tanto di giornalistume e tutto il resto, approva o comunque tollera.
Mentre dal 2022 come per incanto si riscopre il valore della legalità internazionale e soprattutto del principio di sovranità inviolabile degli stati.
e io ti faccio notare che al contrario, sia pure con ondeggiamenti e lentezza, anche nel loro agire la legalità finisce per contare moltissimo
prendi l’Iraq: invaso illegalmente con motivazioni false, col tempo si sono decisi a levarsi dalle palle
oggi ci sono pochissimi soldati USA nel paese e la politica locale dipende più dall’Iran che dall’ambasciata americana
Ciao
E cosa c’entra questo con la legalità?
Se ne sono andati perché non avevano più un interesse tale a restarci da compensarne i costi.
peucezio
” la legittimità storica e politica di una nazione.”
chissenfrega della legittimità storica di una nazione?
è un parametro talmente evanescente ed arbitrario che si limita ad un witz da intellettuali e fondamentalmente a dire quali sono gli stati che che sono *secondo peucezio* legittimi o no
Allora spiegami perché esistono gli stati e che senso hanno?
Perché non c’è un unico stato mondiale?
peucezio
ma che domanda è?
il senso degli stati è “comunità che si organizza ed esercita un potere sovrano su un territorio”
poi ci possono essere mille forme e casi diversi, hai il belgio con due popoli che non hanno nulla in comune ma che sono organizzati in uno stato, hai l’irlanda dove sono tutti omogenei da sempre, i cechi e gli slovacchi che sono la stessa cosa ma hanno voluto separarsi….oltre al dato reale, tangibile di cui sopra (comunità organizzata che esercita un potere sovrano su un territorio) non so cosa altro si possa dire che valga per tutti
Ma, fammi capire, se a un certo punto la Francia e l’Olanda decidessero di spartirsi il Belgio, la prima ovviamente la parte francofona e la seconda la parte fiamminga, senza sparare un colpo, con pressioni economiche, politiche, ecc., pensi che alla lunga ai valloni e ai fiamminghi cambierebbe granché?
Certo, se i ticinesi diventassero italiani per loro sarebbe un guaio, ma perché stanno in un’isola felice: magari a Cristo anche a Milano le cose funzionassero così bene e gli stipendi fossero così alto come là: mi faccio svizzero domani mattina.
Gli stati o sono nazioni o sono contingenze storiche e, come tali, modificabili.
Trasformare invece uno stato (senza vera tradizione nazionale) in un’ipostasi immodificabile, sottratta alla contingenza storica, che, ahimè, è fatta anche di guerre, invasioni, ecc., è un’idea antistorica e irreale.
Peucezio
Ma secondo te i popoli non esistono?
O esistono solo come astrazione storico culturale?
Non sono composti da persone in carne ed ossa?
Se fiamminghi e valloni fossero contenti di diventare olandesi e francesi, beh chissenefrega del Belgio, facciano quel che gli pare. In fin dei conti nessuno ha mosso un dito se i cecoslovacchi hanno deciso di mettere fine alla Cecoslovacchia per creare due Stati….
Il problema è se fiamminghi e valloni vogliono restare belgi o non vogliono essere annessi da altri e a quel punto Francia e Olanda possono benissimo prendersela in culo con le loro pretese storiche e culturali
Non esiste il popolo belga, esistono fiamminghi e valloni, che ruppero col resto dei Paesi Bassi perché cattolici. I fiamminghi, inoltre, hanno un’identità che è vecchia quanto la nostra. E, tra parentesi, i loro nazionalisti negano che esista un’identità vallona (usano il termine “Ardenniani”).
Hai scritto meglio quello che ho scritto io contemporaneamente!
🙂
mauricius
“Non esiste il popolo belga,”
è esattamente quello che dico io (cito “hai il belgio con due popoli che non hanno nulla in comune”), e nonostante ciò esiste lo stato belga che per peucezio invece non dovrebbe esistere, se applicasse a tutto il mondo i parametri che applica all’ucraina
Ma mettiamo che domani i fiamminghi insorgano e che l’Olanda li sostenga apertamente. Solo che la Francia sostiene Bruxelles, che arma delle milizie di estremisti valloni tra la teppaglia degli stadi per reprimere la rivolta nel sangue e la guerra civile belga va avanti per dieci anni, senza che i governativi, nonostante il supporto francese. riescano a sconfiggere definitivamente i separatisti, che comunque sono sostenuti dagli olandesi. E che l’Olanda alla fine decida di intervenire a sostegno dei separatisti.
Veramente staremmo parlando di una situazione in cui torti e ragioni sono così chiari?
se amsterdam iniziasse a bombardare a tappeto Bruxelles, Namur e Liegi e occupasse con i carriarmati, oltre alle fiandre, eupen e kelmis, il tutto dicendo che il Belgio non esiste e che è una provoncia dei paesi bassi…veramente sarebbe così difficile distinguere torti e ragioni?
Però un conto è il contenuto della lite, un conto sono le modalità con cui la si dirime.
Se tu mi hai derubato e io invece di rivolgermi alla giustizia ti sparo, allora io avevo sicuramente ragione nel merito, ma ho torto nelle modalità che ho scelto per farmi giustizia.
Io stavo chiaramente parlando della controversia.
Se parliamo dei mezzi scelti per risolverla, facciamo finta che i valloni facciano esplodere i gasdotti tedeschi e facciano attentati nei porti italiani. A me sembrerebbe chiarissimo chi sia il nemico di noi europei.
stai criticando l’IRA e l’OLP?
Sto criticando?
Stai indicando IRA e OLP come nemici di noi europei?
(grazie per la precisazione)
L’Ira era tradizionalmente in guerra con gli inglesi. L’Olp… ora non di chiama Anp?
@ peucezio
“Belgio”
Il paragone non regge. In Belgio c’è di mezzo la fedeltà alla Casa Reale, che è una cosa seria che coinvolge persino la minoranza Tedescófona e che unisce il Paese.
A cosa dovrebbe essere fedele un Russófono del Donbass? Alla memoria
dell’OUN-B di Bandera?
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“c’è di mezzo la fedeltà alla Casa Reale, che è una cosa seria”
Hahahahahahaha
🤣🤣🤣🤣
Prova a raccontare una cosa del genere a Brugge o a Ghent e vedi se finisci nel canale
I valloni sono francesi, i fiamminghi sono olandesi.
Semplice.
Per motivi storici molto recenti, è stato creato il Belgio, riesumando un nome antico che nessuno cagava da duemila anni, e che non corrispondeva neanche troppo bene al territorio belga.
In questo territorio vivono due etnie principali che, a quanto mi si dice, tuttora si sopportano, senza amarsi troppo.
pino
vedi sopra l amia risposta a mauricius
non esiste il popolo belga ma esiste lo stato belgio…a riprova che le questioni culturali, religiose, storiche, linguistiche sono certo interessanti ma trovano il limite di quello che esiste nella realtà attuale. oggi esiste il belgio
Allora dov’è il problema?
Se finirà la guerra e Zelenskij obtorto collo si accorderà con Putin, esisteranno parti dell’attuale Ucraina, per lo più russofone, appartenenti allo stato russo, così come ci sono tante parti della Federazione Russa per nulla russofone e così come valloni e fiamminghi stanno in un unico stato.
I confini non sono sacri e immodificabili stabiliti una volta per tutte nel 1991, anno fondativo della Statualità Universale.
Sono il prodotto della storia, della politica, della diplomazia e anche della guerra.
Senza guerre forse non esisterebbero confini e saremmo tutti fratelli. Ma purtroppo non è così, anche se sarebbe bello che un giorno lo fosse.
>>> Gli stati o sono nazioni o sono contingenze storiche e, come tali, modificabili.
ma che cazzo scrivi, Peucezio? siamo mica a inizio ‘800 con i romanticoni che si fanno belli con queste idiozie e si bombano le mogli altrui!
Quale sarebbe la terza opzione allora?
gli Stati sono sempre contingenze storiche modificabili, che siano Stati nazionali come l’Italia o pluri-nazionali come la Svizzera
con tempi solitamente lunghetti, dette modifiche
Ciao
E se sono modificabili, bene fa la Russia a voler modificare i confini ucraini.
Roberto,
“eppure l’ho detto mille volte: è un paese sovrano che è stato invaso. punto, non c’è null’altro da aggiungere.
Quindi è una questione giuridico-formale.
Sta bene, ma allora deve valere in tutti i casi.
Ti faccio presente che l’unità d’Italia è stata fatta a forza di invasioni di stati sovrani, con atti di forza bruta. Io la abolirei subito, tu?
“e alla base di tutto trovo davvero disdicevole che ritorni l’idea ottocentesca del “prendo con la forza quello che voglio””
Quest’idea non ha proprio nulla di ottocentesco.
È un’idea principalmente postbellica (II Guerra Mondiale), già inaugurata in parte da Hitler (che però le dichiarazioni di guerra in genee le faceva ancora) e portata all’ennesima potenza dagli americani, cioè a quelli che sono alla testa dell’Occidente, che si vuole garante dell’indipendenza ucraina.
Quindi invocare il principio di sovranità degli stati e di intangibilità dei confini dopo un secolo di abusi (il Novecento, non l’Ottocento, in cui c’era ancora un certo equilibrio di potenze e un certo rispetto delle regole e convenzioni) oggi, fuori tempo massimo e a solo discapito degli altri è veramente grottesco, grida vendetta alla decenza.
Peraltro la legge dovrebbe fondarsi sulla realtà, non inventarla.
La legge serve a disciplinare i rapporti fra gli uomini, non a fondare entità fittizie.
La legge mi dice che sono proprietario di una casa, ma ci dev’essere la casa. La legge ne tutela la proprietà, ma mica la costruisce.
peucezio
“La legge mi dice che sono proprietario di una casa”
tu però parlando dell’ucraina stai dicendo che siccome la famiglia pincopalla ha abitato per 8 secoli la casa vanta dei diritti su quella casa….
No.
Io dico che per esistere uno stato ucraino deve esistere una nazione ucraina. Un po’ più seria della nazione “padana”.
Oppure che può esistere come stato per qualche strana e casuale combinazione storica. Che può venire meno così come si è verificata.
Per Peucezio
“Io dico che per esistere uno stato ucraino deve esistere una nazione ucraina. Un po’ più seria della nazione “padana”.”
Non so, se i padani cominciassero a sentirsi “nazione”, la nazione padana avrebbe senso.
Il punto non è però l’Ucraina (Kiev-Lwow). Il punto è se Crimea e Donbass – regioni abitate da persone che si sentono, a torto o a ragione, “russe” e che dal 2014 sono coinvolte in un conflitto armato per l’indipendenza dall’Ucraina – debbano o no restare sotto il controllo dello stato ucraino.
A me la questione è del tutto indifferente, in base al principio che già non riesco a occuparmi utilmente di quello che ho sotto casa; ma evidentemente per l’Unione Europea a cui pago le tasse, è una questione di vita o di morte.
miguel
“ma evidentemente per l’Unione Europea a cui pago le tasse, è una questione di vita o di morte.”
ma secondo te se la russia non avesse invaso l’ucraina, all’UE gliene sarebbe importato qualcosa?
già la crimea è stata conquistata dalla russia nel 2014 senza che nessuno se ne sia accorto…
All’UE non gliene frega niente se i palestinesi vengono genocidati, per cui mi sa che l’invasione era condizione necessaria, ma nemmeno lontanamente sufficiente perché a qualcuno gliene freghi qualcosa.
Beh, capisco che non è molto sensibile ma la Palestina è in Medio Oriente, l’Ucraina e la Russia (soprattutto la Russia) sono in Europa.
Non mi pare strano che la UE consideri molto più importante quello che succede lì, quindi.,
Del resto a nessuno frega niente di quello che non lo tocca, salvo i santi missionari cattolici.
“Non mi pare strano che la UE consideri molto più importante quello che succede lì, quindi.”
hmm, solo perchè l’Ucraina è geograficamente in Europa?
mi pare un po’ debole come motivazione, considerando che Israele/Palestina non è mica in capo al mondo, è giusto sulla sponda del Mediterraneo;
e che si tratta di un’area importantissima dal punto di vista storico e simbolico per la cultura europea, per tanti motivi che trovo inutile elencare.
La verità vera credo che sia che:
-la Federazione Russa, erede storica dell’URSS, è vista come avversaria “naturale”
(a torto: papa Giovanni Paolo II, tanto per citare uno dei “tuoi”, aveva capito che l’Europa, se era unita, doveva arrivare agli Urali…) e quindi andare contro la Russia è cosa buona e giusta;
-Israele è un paese visto come “risarcimento agli ebrei per la Shoah” e a nessuno piace dover fare la parte di quello che attacca le vittime della Shoah, se proprio non ne può fare a meno…
Francesco,
“Beh, capisco che non è molto sensibile ma la Palestina è in Medio Oriente, l’Ucraina e la Russia (soprattutto la Russia) sono in Europa.”
L’Europa che intendi tu esiste solo nei manualetti scolastici dei bambini delle elementari che studiano i 5 continenti (o almeno un tempo lo facevano, non so ora).
Poi c’è la cultura europea, ma è un’altra cosa ancora.
Ma suil piano geopolitico né la Russia né l’Ucraina hanno nulla a che fare con la Ue, che nasce come aggregazione degli stati dell’Occidente filo-americano dopo la Guerra Fredda, quindi è molto più vicina all’Ue l’Australia che l’Ucraina.
Peucezio
conosco pochi stati europei più filoamericani e antirussi dell’Ucraina all’interno della UE!
quindi direi che si qualifica eccome
😉
Francesco, grazie al cavolo.
Come dice Miguel, tutto il mondo vorrebbe vivere all’Occidentale.
Allora ammettiamo il Burundi nell’Ue.
E non avrei nulla in contrario a che entrasse l’Africa intera nell’Ue.
non capisco perchè fai coincidere “vivere all’occidentale” con “entrare nella UE”
il Giappone vive benissimo all’occidentale senza pensare di entrare
e la Malesia ci sta lavorando, però è nell’ASEAN
l’occidentalizzazione non cancella le nazioni o le culture o i popolo
cancella i dittatori
😀
Roberto,
“ma secondo te se la russia non avesse invaso l’ucraina, all’UE gliene sarebbe importato qualcosa? ”
E che c’entra l’Ucraina con l’Ue?
La CEE esisteva anche ai tempi del Muro e non si sognava di rivendicare pezzi dall’altra parte.
Guarda che l’Ue non esiste (come progettualità geopolitica intendo; come burocrazia esiste eccome): sono solo cagnolini obbedienti agli USA, che ora fanno finta di fare dei piccoli distinguo rispetto a Trump perché pensano che non rappresenti i poteri forti americani (e hanno in parte ragione).
peucezio
“E che c’entra l’Ucraina con l’Ue?”
giusto per restare ancorati alla realtà, ricordo che c’è un accordo di associazione fra Ucraina e UE dal 2017…possiamo dire, semplicemente fotografando la realtà, senza troppi voli pindarci che è un paese “amico”? direi proprio di si
“progettualità geopolitica”
cosa intendi con questa espressione?
Roberto,
ah, ma con questo giochetto si può rivendicare pure la galassia di Andromeda.
A me sta sulle balle qualcuno, vado dal suo vicino, ci faccio un bell’accordino e così metto una spina nel fianco di quello là che mi stava sulle balle.
“progettualità”
Ti pare che la Ue abbia una geopolitica, in qualche ruolo di rilievo nella politica internazionale?
“Ruolo” significa che incidi, che le tue scelte contribuiscono a determinare gli esiti, che gli assetti del mondo dipendono anche dalla tua azione.
Questo vale per USA più di tutto, poi Russia, Cina, India, in qualche misura Turchia, Iran, Arabia Saudita… In piccolo anche Francia, Gran Bretagna…
Non certo per l’Ue.
Come non per la Germania, altro buco geopolitico totale.
O Israele…
>>> La CEE esisteva anche ai tempi del Muro e non si sognava di rivendicare pezzi dall’altra parte.
Beh, su questo avrei qualcosa da eccepire. Se c’erano i comunisti e i firmatari di Helsinki, c’erano anche occidentali, pure europei, che vivevano l’occupazione sovietica dell’Europa centrale e orientale (e dei paesi baltici) come un male da sanare, un giorno.
Il Muro non è caduto per la forza di gravità ma per chi ha sempre rifiutato di accettare la dittatura come “normalità”.
Ciao
Peucezio
mi ero perso questa risposta
1. “faccio un bell’accordino”
più o meno funziona così tra stati sovrani: faccio un accordo con chi mi pare e piace (tra parentesi un accordo di associazione non è un “accordino”) senza dover chiedere il permesso alla potenza che vuole decidere del mio destino
2. “Ti pare che la Ue abbia una geopolitica, in qualche ruolo di rilievo nella politica internazionale?”
prima della barbarie di quest’epoca più di quanto tu sia disposto ad ammettere…ma secondo me la questione è mal posta perché io mi chiederei soprattutto se l’UE ha vocazione ad avere un ruolo geopolitico.
forse nell’mmaginario dei padro fondatori si, ma concretamente, senza avere una vera politica estera comune, cosa che è impossibile senza diventare uno stato, la vocazione dell’UE è quella che trovi nell’articolo 1 del trattato UE
“Il presente trattato segna una nuova tappa nel processo di creazione di un’unione sempre più stretta
tra i popoli dell’Europa, in cui le decisioni siano prese nel modo più trasparente possibile e il più
vicino possibile ai cittadini”
c’è poi un’altra disposizione, l’articolo 3 che dice quali sono gli scopi dell’Unione, e il”ruolo geopolitico” è solo al quinto posto (si, lo so che non è una vera e propria gerarchia ma secondo me l’ordine non è casuale)…ed il ruolo geopolitico è sostanzialmente riassumibile con “promuovere i nostri valori e i nostri interessi” cosa abbastanza vaga da poter dire tutto ed il contrario di tutto
insomma so che questa risposta può essere sorprendente per chi considera la geopolitica qualcosa di fondamentale, ma non credo che sia una priorità per l’UE, e faccio un po’ fatica a vedere come si potrebbe fare altrimenti nelle condizioni reali, con i trattati che esistono, con le competenze che gli stati membri hanno lasciato all’UE.
come al solito una cosa sono sogni, incubi e desideri, una cosa la realtà
https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:2bf140bf-a3f8-4ab2-b506-fd71826e6da6.0017.02/DOC_1&format=PDF
Roberto,
“più o meno funziona così tra stati sovrani: faccio un accordo con chi mi pare e piace (tra parentesi un accordo di associazione non è un “accordino”) senza dover chiedere il permesso alla potenza che vuole decidere del mio destino”
Vabbè, ma allora anche la Russia fa quello che le pare e piace: se un accordo di un paese contiguo, ex parte del suo territorio, vuole fare accordi che pregiudicano gli interessi e la sicurezza della Russia, questa reagisce anche con la forza.
Circa la geopolitica, certo, ma così si è condannati all’irrilevanza.
E probabilmente è questo lo scopo dell’Ue: creare vincoli senza creare un unico stato, in modo che vi sia un ibrido che indebolisce i singoli stati senza creare un’alternativa sovranazionale forte.
Peucezio
“Vabbè, ma allora anche la Russia fa quello che le pare e piace”
scusa ma chi glielo impedisce o chi mai potrebbe adombrarsi se la russia facesse lo stesso?
solo che la differenza fra europa e russia è che noi abbiamo fatto un accordo con l’ucraina e loro ci sono entrati con i carriarmati.
insisto a dire che non è una differenza da poco
ma pare che siamo in minoranza a pensarla così
Beh, l’Europa l’ha armata fino ai denti, altrimenti questa guerra sarebbe finita molto prima, i russofoni si sarebbero trovati subito sotto la Russia e si sarebbero risparmiati migliaia di morti.
Hanno dato armi, soldi, supporto logistico.
Per me questo non è molto diverso dal fare guerra direttamente.
Anzi, è moralmente più schifoso, perché alimenti una guerra altrui, sei responsabile di migliaia di morti, ma senza farsi male, senza sporcarsi le mani, senza morti né danni infrastrutturali.
Peucezio
Lasciamo perdere il “fino ai denti”, ma ti farei osservare che l’Europa ha armato l’ucraina *dopo* l’invasione di Mosca…il problema per Mosca è proprio quello, non hanno nessuna forza attrattiva se non la forza. Almeno quando erano comunisti avevano il fascino innegabile dell’utopia
Roberto,
beh, non so gli europei nello specifico, ma l’Occidente la armava da tempo (ed è documentato, mai negato), altrimenti i russi arrivavano a Leopoli in pochi giorni.
Mah, allora affascinava i comunisti (a parole: quelli degli anni ’50 magari ci si sarebbero trovati bene, i capelloni anni ’70 non ci avrebbero resistito una settimana), oggi affascina i fascisti e alcuni veterocomunisti.
Allora professava una visione materialista, oggi una visione spiritualista.
Trovo molto più affascinante la Russia neo-ortodossa di oggi (ci sono anche stato) della grigia Russia sovietica.
Ma non sono tutti come me.
Miguel,
“Non so, se i padani cominciassero a sentirsi “nazione”, la nazione padana avrebbe senso.”
Come quelli che si sentono donna…
Dio ci guardi da quelli che si sentono qualcosa!
“Non so, se i padani cominciassero a sentirsi “nazione”, la nazione padana avrebbe senso”
…tra mille anni.
nei quali i “padani” si saranno costruiti una loro lingua (che non esiste attualmente), delle loro tradizioni distinte da quelle italiane, una loro letteratura, magari uno o due eventi “epici” (battaglie, di solito) da celebrare con medaglie e acrocchi marmorei porta-piccioni nelle piazze.
Nel frattempo, possono sentirsi quello che gli pare, ma restano italiani.
anche no, grazie
dammi un bel referendum domani e io voto per la secessione dello Stato padano
alla nazione penseremo dopo, anzi no: siamo stati italiani e divisi per un millennio
ciao!
Mi sembra la stessa cosa che ho detto io.
Tu, e gli altri tre che la vogliono (ma potreste essere anche dieci milioni, non cambia nulla) potete votare per l’indipendenza se vi pare;
i “padani” come popolo continueranno a non esistere.
Per un bel po’, almeno…
io, per stare prudente, ho detto 1000 anni.
No, Francesco, tu voti perché vuoi tenerti il residuo fiscale, che è la stessa cosa che vuole l’inesistente popolo veneto. Voteresti anche per tenerti il residuo fiscale del tuo isolato se ti accorgessi che è sensibilmente superiore a quello mediano.
La nazione è un’altra cosa.
No, ho ben coscienza che sotto una certa taglia si diventa una nazioncina irrilevante.
E le mie motivazioni separatiste sono più ampie.
E, permetti, la nazione veneta è esistita per 1500 anni.
Saluti
PS su Pino: siamo fondamentalmente d’accordo, per una volta.
Francé, è esistita la Serenissima Repubblica di Venezia, che comprendeva parte delle attuali Croazia, Albania e Grecia, e che arruolava gente da tutta Europa e specialmente da tutta Italia
(Un esempio: Basile, l’autore de Lo cunto de li cunti, capolavoro della letteratura napoletana barocca; ma anche di opere in lingua italiana, di cui era raffinato cultore, e che oltre che a Venezia e Napoli fu attivo anche a Mantova.)
che aveva per capitale Venezia e comprendeva l’attuale Veneto (e una bella fetta di Lombardia)
più un sacco di altra roba, certo
1500 anni di nazione veneta? Ammetto di fare fatica a confutarti perché non riesco proprio a capire di cosa tu stia parlando.
Nell’anno di grazia 525 gli abitanti dell’attuale Veneto si definiscono romani italiani (“itali” in latino: Teodorico, sovrano pro tempore, era Rex Gothorum et Italorum).
Spostiamoci avanti di 500 anni, nel 1025. Abbiamo da un lato i veneziani nella loro laguna, che si governano in autonomia e hanno trascinato i successori del Duca romano (bizantino) da Malamocco a Venezia e dall’altro tutti gli altri veneti che sono sudditi del Margravio di Verona, con una storia politica più simile a quella di lombardi e toscani che a quella dei veneziani, che al loro volta hanno una storia politica più simile a quella di napoletani, amalfitani e romani (di Roma).
Dobbiamo aggiungere un altro mezzo millennio (1525) per trovare una strana compagine di possedimenti in qualche modo riorganizzati dai venaziani, in parte nello Stato di Terra (Veneto, zona di Monfalcone) e in parte nello Stato di Mare (l’Istria), in cui sono diffuse o sarebbero state diffuse in fururo parlate venete (in Istria dominava ancora l’istrioto, parente del dalmatico e forse il bisiaco era ancora un dialetto friulano). Peccato che in gran parte dello Stato di Terra non si parlassero dialetti veneti e che l’areale del veneto avrebbe compreso anche territori mai o quasi mai sottoposti alla Serenissima (vedi Trieste, l’Istria asburgica, alcune aree della Contea di Gorizia e Gradisca…).
Abbiamo un areale di vernacolo, molto frastagliato, così come un ambito (quello marittimo) in cui il veneto è veicolare (lo usano anche i croati dalmati e nei primi censimenti asburgici ottocenteschi questi dichiarano in gran numero di avere l’italiano come lingua d’uso) ed abbiamo la Repubblica di Venezia. Tre insiemi con larghe intersezioni, ma non coincidenti.
Dove sta la nazione veneta?
“italiano come lingua d’uso”
Magari non è chiaro, ma veneto e italiano erano considerati sinonimi su quella sponda dell’Adriatico. La polemistica istriana slava usava la maschera del veneziano avido come simbolo negativo dell’italianità.
perdono
sono partito da una cosa che credo di sapere: Venezia nasce quando Attila distrugge Aquileia e sopravvive al crollo dell’Impero Romano d’Occidente
da allora esiste uno “Stato veneto” che si allarga anche nella pianura padana e acquisisce una gran bella cultura specifica. al punto da riuscire a resistere a tutta l’Europa che a un certo punto le si era coalizzato contro
Venezia non nasce con Attila e non c’entra con Aquileia.
Il passaggio degli Unni ha avuto il ruolo di mandare all’aria la geografia del Nord-Est antico, nel senso che ne ha eliminato i centri principali (Aquileia, Oderzo e Altino), per cui se oggi un uomo del XII secolo guardasse la nostra carta geografica ci capirebbe qualcosa, ma se a guardarla fosse un uomo del III secolo, allora questa sarebbe incomprensibile.
È facile che la fuga da Aquileia abbia alimentato la popolazione della Laguna di Grado e che la distruzione di Altino abbia fatto lo stesso con quella di Venezia, ma la vera è propria urbanizzazione, con aumento dell’importanza dei due centri, è avvenuta solo in seguito all’invasione longobarda. È in quel momento che le lagune si sono trasformate in ciò che restava della Venezia (regione) romana, mentre la terraferma prendeva una storia completamente diversa. Anche dal punto di vista ecclesiastico: la diocesi di Altino oggi è parte di quella di Treviso, mentre il patriarcato di Aquileia, sdoppiatosi, si clonò a Grado e da un lato è andato a confluire in Venezia e dall’altro si è poi trasformato nell’attuale arcidiocesi di Udine.
La guerra della Lega di Cambrai, al netto della propaganda, portò i frutti che doveva portare (il Papa riprese la Romagna) e incasinò un pochino i confini, ma cessò perché il Pontefice, suo promotore, non aveva nessun interesse a far saltare gli equilibri italiani di cui Venezia era parte.
mi tocca chiedere i danni ai miei insegnanti fin dalle elementari allora!
sigh
PS grazie
Però riconosco che una statualità di così lungo periodo crea un fondamento.
Se non un popolo in senso strettamente etnico, una nazione.
L’Italia moderna, senza contare Corfinio, l’Italia augustea, ecc., esiste come consapevolezza da prima di Dante e con Dante anche come lingua tetto di riferimento.
Come statualità è stata una fissa di quattro pazzi risorgimentali che alla fine l’hanno fatta e ci hanno regalato questo ingombrante e inefficiente carrozzone.
La Serenissima invece è stata un’entità politica seria per molti secoli.
E non credo che i veneti ci abbiano guadagnato, già da Napoleone: in questo do ragione a Francesco.
“La Serenissima invece è stata un’entità politica seria per molti secoli.
E non credo che i veneti ci abbiano guadagnato, già da Napoleone: in questo do ragione a Francesco.”
La Repubblica di Venezia era un comitato d’affari che serviva ad arricchire una manciata di aristocratici lagunari a spese di tutti gli altri e il dominio veneziano sulle città dell’entroterra fu a lungo percepito come molto oppressivo.
Vedo comunque che permane l’uso della parola “veneti” per indicare i sudditi di Venezia… oppure parliamo degli abitanti dell’attuale regione (che non era nemmeno tutta sotto la Serenissima, tra l’altro!)? Oppure di chi parla un dialetto veneto, che è una terza categoria a parte?
Beh, il fatto che non ci sia una sovrapponibilità perfetta non significa che approssimativamente il Veneto amministrativo e anche quello linguistico non corrispondano al territorio della Serenissima.
E tutto sommato credo che anche bergamaschi e bresciani ci tornerebbero volentieri.
In fondo l’Adda è il vero confine del nord Italia o, volendo, fra spirito attivo occidentale e spirito contemplativo asiatico, in continuità ideale col Reno (la Germania è spiritualmente Asia).
Mi sa che veneti e friulani si offendono se dici che non hanno lo spirito attivo…
Gli Stati
Adesso c’è la moda di fare la guerra alla Russia. (!) O all’Iran.
No, no, non ci siamo.
Il geologo Berman dopo aver fatto il punto su risorse petrolifere e altro, suggerisce che cosa lo Stato dovrebbe fare. Perché è chiaro che solo uno Stato può fare questo:
Nei prossimi 3-5 anni, ciò significa rafforzare le sottostazioni e i sistemi idrici, allestire rifugi per il caldo e il freddo estremi, ristrutturare gli edifici, realizzare microreti per ospedali e impianti di trattamento delle acque e mantenere riserve regionali di cereali e medicinali. Significa ridurre le emissioni di carbonio dove è possibile, rafforzare le difese costiere e le zone di protezione dagli incendi boschivi, condurre esercitazioni di protezione civile e ricostruire alcune produzioni nazionali di materiali essenziali. Non sarà economico, quindi è meglio superare questo momento.
https://www.artberman.com/blog/renaissance-lessons-for-an-age-of-collapse/
Ma chi ci spera? Io poco. Si predica e poi ti dicono che non sei realista.
Infatti non è quella che sembra, la realtà. La realtà è ben peggiore. Tanto che non la si vuole vedere. Forse qualche artista potrà suggerire la via del cambiamento, come dice Berman? Mah. Si. La realtà è proprio brutta. Bisognerebbe anche abbellirla un po’.
Meno macelli. Meno casermoni. La casa dei Puffi, tanto per cominciare, come modello architettonico
https://www.greenme.it/ambiente/acqua/la-grande-sete-del-mondo-21-miliardi-di-persone-senzacqua-sicura-e-34-miliardi-senza-accesso-al-bagno/
Acqua quotata in borsa.
Miliardi di persone non possono usufruire di acqua sicura o di accesso al bagno.
La prima cosa è l’acqua.
A Cuba hanno terre fertili ma non c’è l’acqua
Non è il comunismo che affama Cuba
È la mancanza di acqua per irrigare
Oppure si può girarla così: se non sono attrezzati per gestire l’acqua, è colpa del comunismo.
Ma se la siccità è nel Texas, allora è colpa del
capitalismo
E che vadano a quel paese tutti e due, comunismo e capitalismo. Non hanno testa, e neanche cervello
https://www.resilience.org/stories/2024-02-16/ancient-wisdom-to-face-challenging-times/
Gli anziani anziani, specie africani, riguardo all’acqua, facevano la cosa giusta
Gli Stati 2 “la vendetta”
Il mondo è stato globalizzato fino a ieri.
Si sta deglobalizzando, come dimostrano i dazi.
Poi gli Stati si frantumeranno in “bioregioni”
https://www.resilience.org/stories/2025-08-27/bioregioning-is-our-future/
Il bioregionalismo è il futuro
Non si può congelare il mondo e metterlo nel freezer o magari metterlo nel freezer e congelarlo. Anche perché il freezer consuma un sacco di elettricità.
Nulla di quello che c’è resterà uguale.
✋augh!
Sicuramente interessa a te e agli altri:
Leopold Kohr – IL CROLLO DELLE NAZIONI – 1957
E’ sul gigantismo come origine di tutti i mali.
Non ho letto il libro intero originale, ma solo un suo riassunto ben fatto che avevo trovato gratis in rete sul sito della libreria di Guglielmo Piombini (devo cercare di far corrispondere le mie spese ai miei incassi, cioe’ a zero 😉 )
Da qualche parte in rete c’e’ una recensione di un suo amico, Illich.
Il testo e’ particolarmente interessante per noi e oggi perche’ porta come esempio dei disastri del gigantismo proprio l’unificazione, avvenuta nel corso dell’ ‘800, di Italia e Germania, che ha trasformato delle nazioni relativamente ricche, colte (l’italia un po’ meno della germania) e pacifiche in dei mostri di aggressivita’ annessionista (l’italia dalla sua proclamazione fino alla batosta del 1945 ha fatto tutte e sole guerre di aggressione, da ben prima e senza il fascismo).
Poi c’e’ un libro piu’ recente di Alesina – Spolaore sulla dimensione delle nazioni, di cui avevo letto una recensione anni e anni fa qua:
https://www.noisefromamerika.org/recensione/dimensione-nazioni/
Credo che il libro sia infarcito di formule matematiche come si usa fra economisti gia’ dall’epoca, per “epater le bougeois”, comunque il concetto e’ interessante, ed e’ spiegato bene nel breve testo sul link sopra indicato.
La tesi di fondo comunque e’ molto controintuitiva: che la globalizzazione (sottinteso dei commerci) facilita la creazione e la esistenza di piccoli stati e nazioni, mentre il protezionismo porta al loro inglobamento in grandi stati e/o imperi che si espandono.
In effetti e’ quello che e’ successo in passato e sembra risuccedere nel presente.
un estratto della recensione:
“La tesi della ricerca è in apparenza azzardata, perché sostiene che la globalizzazione facilita la creazione di nuovi stati. Come mai un economista di fama internazionale si occupa di confini geografici anziché di deficit, disoccupazione o tassi d’interesse? Questo perché anche i confini politici, al contrario di mari e monti, sono il frutto di decisioni umane. Essendo scienza sociale, l’economia studia l’interazione tra persone e l’equilibrio a cui si converge tramite le diverse preferenze e scelte. Alcuni di questi equilibri, come ad esempio le quotazioni del Nasdaq, cambiano con velocità istantanea. Altri, come invece gli equilibri geopolitici, hanno la dinamica dei ghiacciai: sembrano immobili, ma tutto d’un tratto si possono osservare enormi spostamenti inaspettati, dovuti a graduali pressioni interne.
La tesi di Alesina e coautori incomincia ponendosi delle domande molto semplici. Perché nel periodo protezionistico ottocentesco e nella bellicosa prima metà del Novecento osserviamo imperi che fagocitano piccole realtà politiche preesistenti? E perché invece nel dopoguerra c’erano solo una settantina di stati nel mondo, e gradualmente con l’avanzare del commercio internazionale e della globalizzazione economica oggi ne abbiamo quasi duecento?
Questa intuizione su una correlazione tra apertura commerciale e moltiplicazione (e rimpicciolimento) degli stati trova conferma nelle analisi econometriche di Alesina e colleghi. Non solo esiste una causalità statistica tra apertura commerciale e la nascita di nuovi stati tipo la Repubblica Ceca e la Slovacchia, o i baltici Estonia, Lettonia e Lituania. Ma negli anni di apertura globale abbiamo in genere anche una miglior prestazione economica in paesi di dimensioni ridotte piuttosto che nei grandi stati come la Germania, la Francia e l’Italia.
Esistono però anche dei vantaggi alle dimensioni di uno stato. In caso di guerra, più grande lo stato, più grande l’esercito e minore il rischio di venire invasi. Inoltre, in caso di protezionismo, i confini politici rappresentano anche dei confini commerciali e perciò un produttore preferirà far parte di un impero piuttosto che di una città-stato.
Questa non era ad esempio la situazione rinascimentale. Dato il periodo di inferiore tecnologia bellica e a relativamente minori ostacoli commerciali, città-stato come Venezia, Genova e Amsterdam avevano accumulato ricchezze equivalenti a quelle del Regno di Francia, ma garantendo un tenore di vita medio più elevato di quello del francese medio.”
Il gigantismo di Roma ha inglobato la precedente civiltà etrusca che se vogliamo era perfettamente bioregionale.
Anche nella forma politica sostanzialmente pacifica che prevedeva diverse città stato di piccola estensione che si mantenevano in uno stato di equilibrio dinamico
La stessa agricoltura etrusca con la policoltura rappresenta il corrispettivo primordiale di ciò che ora chiamiamo permacoltura, o agroforestazione. Nel tempo si sono aggiunte la pacciamatura e poche altre semplici pratiche, ma il nucleo è quello.
Chissà che si impari. Anche perché gli imperi fanno tanto figo, ma poi crollano.
Sono crollati, stanno crollando e crolleranno. Sempre che nel frattempo non scoppi una guerra nucleare.
Almeno i romani non avevano l’atomica.
“Il gigantismo di Roma ha inglobato la precedente civiltà etrusca che se vogliamo era perfettamente bioregionale. Anche nella forma politica sostanzialmente pacifica che prevedeva diverse città stato di piccola estensione che si mantenevano in uno stato di equilibrio dinamico. La stessa agricoltura etrusca con la policoltura rappresenta il corrispettivo primordiale di ciò che ora chiamiamo permacoltura, o agroforestazione.”
Infatti: e qualcosa di simile ma molto piu’ trucido e’ successo qualche millennio dopo nel massacro dei piccoli coltivatori ucraini da parte dei comunisti russi che, abituati al latifondo e al lavoro servile, vedevano la grande proprieta’ di stato come la unica possibile, e il piccolo proprietario autonomo un vero e proprio nemico del popolo da eliminare fisicamente (cosa che fecero).
E’ strano come di tutto questo parlare di Ucraina, specie qui dentro, si tiri fuori di tutto tranne l’holodomor che peraltro si conosce benissimo, come se da solo non bastasse per giustificare un eventuale odio ucraino verso la russia e la risolutezza a non stare piu’ sotto le sue grinfie: accadde nel 1932, non secoli fa, che i miei genitori erano gia’ grandicelli.
en passant, la “terza roma”
Con Francesco, si discuteva del ruolo del mercato nel calibrare lo sfruttamento delle risorse.
Credo fondamentalmente sbagliato il modello di Francesco (economista) e corretto quello di Francesco (santo).
I prezzi delle singole risorse dipendono certamente dal mercato; ma non i costi. Che normalmente non vengono monetarizzati: spendo poco in cemento per costruire un capannone dove cerco di spendere il meno possibile. Anni dopo, come è successo a Campi Bisenzio, la cementificazione porta a un’alluvione che distrugge non solo il capannone, ma pure la mia casa.
Esiste però un ramo imprenditoriale che si occupa proprio di questi costi, ed è l’assicurazione: è lì che si può misurare quanto si stia accorciando la coperta:
https://offthefrontpage.com/mark-cuban-says-the-insurance-industry-is-concerned-about-melting-ice-in-antarctica/
@Miguel
“prezzi fasulli contro costi veri”
No, e’ un ragionamento circolare, che parte dal presupposto errato che esista il modo di misurare il “valore assoluto” di qualcosa, che non esiste. Quello che si misura e’ il valore secondo te, o secondo noi, e la fatica o per alcuni l’impossibilita’ ad astrarre dal proprio ego o dal proprio contesto tribale come misura di tutte le cose, alla fine della fiera.
Per Marx la misura assoluta era il valore-lavoro, altra definizione circolare, prettamente politica.
Sono giochi di prestigio, truffe da imbonitori, e/o forme ingenue e inconsapevoli di egoismo e narcisismo.
Il mercato serve solo a trovare un valore condiviso di scambio attraverso la contrattazione fra le parti, e di solito dipende dalla abbondanza o scarsita’ dei beni in oggetto, che a sua volta pero’ non e’ un valore assoluto, ma dipende dalla desiderabilita’ dei beni, cioe’ dal valore che viene loro _arbitrariamente_ assegnato dalle preferenze individuali o collettive, libere o imposte dalle leggi. Pensa alle gioiellerie, che fra l’altro vendono i beni oggi considerati piu’ di valore, piu’ preziosi, per antonomasia!
La maggior parte dei beni e valori che si considerano nel mondo ricco di oggi in cui il problema e’ consumare tutto cio’ che si produce, sono beni e valori “posizionali”, cioe’ che servono ad acquistare prestigio in societa’. Lo sono anche quelli culturali e ambientali, per la piega che hanno preso gli avvenimenti! Se non condividi i “valori ambientali” piu’ in voga oggi (che ne so ad esempio la concentrazione di CO2 o l’uso delle shopper o, in prospettiva dopo la infinita serie di allarmi dei decenni scorsi in gran parte dimenticati e “passati di moda”, le microplastiche), sei il paria. Lo stesso se non sei dotato di abbondanza di diplomi, patenti, lauree e master che “valgano”, senza i quali peraltro oggi come oggi il tuo lavoro non vale nulla, e viene remunerato solo come forma di “bonus”, di carita’ sociale.
E’ molto difficile da capire e da accettare, infatti viviamo in un mondo in cui sistematicamente si cerca di imporre agli altri la propria visione del valore, a volte con la persuasione ma molto piu’ spesso con la forza (di cui un esempio massimo e’ quello delle assicurazioni nel caso diventino imposte e obbligatorie: quindi occhio che forse ti stai solo prestando a diventare un ennesimo “utile idiota” al servizio della obbligatorieta’ dell’assicurazione, le cui aziende si sfregano le mani – non sarebbe la prima volta che accade nel mondo dei benintenzionati – il battage propagandistico sulla fine del petrolio ha aiutato tantissimo la speculazione sul suo prezzo, e sul prezzo delle cose che avrebbero dovuto contrastarla – da quando sono nato il petrolio e’ gia finito almeno 5 volte, e invece il consumo e’ aumentato sempre di piu’, con quello di tutte le altre fonti di energia, vecchie e nuove).
La prima regola del commerciante (scaltro) e’ far credere che quelli che ha in vetrina siano gli ultimi pezzi rimasti. Quindi scarsi, e piu’ preziosi.
Il pianeta sta crollando!
Viviamo in un meta-incubo, in un oltre-incubo.
Per FW
“Se non condividi i “valori ambientali” piu’ in voga oggi (che ne so ad esempio la concentrazione di CO2 o l’uso delle shopper o, in prospettiva dopo la infinita serie di allarmi dei decenni scorsi in gran parte dimenticati e “passati di moda”, le microplastiche), sei il paria”
Temo di non capire.
Vuoi dire che se pensi che le microplastiche facciano bene, rischi il licenziamento? Rischi che non ti riconoscano la pensione? Che ti sfrattino di casa?
Miguel:
“Vuoi dire che se pensi che le microplastiche facciano bene, rischi il licenziamento? Rischi che non ti riconoscano la pensione? Che ti sfrattino di casa?”
Questo modo di argomentare si chiama “straw-man”.
Comunque si’, in modo indiretto: nel momento in cui fai pagare dei costi per un allarme inesistente, fai perdere la casa il lavoro e la pensione a un sacco di gente. Oppure, forse peggio dal tuo punto di vista, costringi a mettere in atto una serie di contromisure che finiscono per aumentare consumi fatturati inquinamenti e PIL globali, come sai bene essere successo in pratica per tutte le istanze ambientalistiche, nessuna delle quali ha diminuito i consumi “inutili” (metto fra virgolette perche’ la definizione di inutile e’ come quella di valore: soggettiva). Te lo ricordi l’allarme tremendo per cui dovremmo essere morti tutti per le “onde elettromagnetiche”, molto simile a “microplastiche”: ebbene, e’ bastata la piccola “crisi Monti” del 2011 per dimenticarlo e passare al “tutto elettrico” (cosi’ come si e’ passati dalla tassazione punitiva sulla casa di Monti, ai “bonus” per farsela nuova a spese degli altri contribuenti, arricchendo la burocrazia che la gestisce, che penso sia il vero motivo di queste scelte, a decidere alla fine sono burocrati e professionisti). E quante decine di milioni di automobili ancora buone abbiamo rottamato anticipatamente solo in Italia per salvare il pianeta? (e far crescere forzosamente i fatturati della Fiat che alla fine ha chiuso lo stesso?).
Quando fai cose che creano debito sulla base di allarmi fasulli artatamente sollevati, costringi la gente del futuro a correre come criceti in gabbia per ripagarlo in tutti i modi possibili a pena del fallimento economico ed esistenziale, in un loop senza fine, finche’ la ruota che gira non si spacca per il suo girare troppo veloce.
E si’ anche in modo diretto, sai bene che negli Usa e in Inghilterra e’ proprio cosi’, anche se, per il momento, per altri “valori” altrettanto discutibili, quelli woke, che sono partiti come richieste di riconoscimento dei propri valori e sono finiti come negazioni, anche brutali, di quelli altrui, rovesciando i pregiudizi contro cui si battevano. Con licenziamenti e perdite di pensioni e case.
Il mio riferimento all’egoismo e al narcisismo implicito in questi atteggiamenti, individuali e collettivi, e’ che se li riconoscessimo come tali, invece di celebrarli come altruismi, come “abbiamo sempre ragione noi che siamo i buoni”, forse eviteremmo un sacco di delusioni e “washing”. Lo so che e’ difficile, ma si parte sempre con dei piccoli passi.
Non devi irritarti perche’ te lo si fa notare, c’e’ bisogno di calma, non di ulteriori isterismi. Tutto sommato stiamo vivendo e abbiamo vissuto, noi, in un periodo di straordinario benessere, se ci siamo rovinati lo stesso la vita, e tanto, e’ solo a causa dei fomentatori di ansia, dei mercanti di paura, in cerca di visibilita’ e prestigio sociale, che consapevoli o no hanno fatto il gioco degli interessi contrari di quelli che dichiaravano. Sono oggettivamente responsabili. E, peggio, non credo che della gente fuori di testa per motivi inesistenti non finisca per scatenarsi prima o dopo contro il solito capro espiatorio esterno per calmare le tensioni interne. Lo fanno tutti da sempre, siamone consapevoli. E responsabili. Si chiama paranoia di massa, ci sono ampi studi in proposito.
“Te lo ricordi l’allarme tremendo per cui dovremmo essere morti tutti per le “onde elettromagnetiche”, molto simile a “microplastiche”: ebbene, e’ bastata la piccola “crisi Monti” del 2011 per dimenticarlo e passare al “tutto elettrico” “—-
quelli che 20 anni fa avevano paura delle onde elettromagnetiche adesso sono divisi in due filoni, abbastanza differenziati l’uno dall’altro, ma ugualmente invasati:
a) quelli che hanno sostituito la paura delle onde elettromagnetiche, prima con la paura delle scie chimiche, e poi con la paura dei vaccini;
b) quelli che nemmeno si ricordano più di essere mai stati contrari alle onde elettromagnetiche e che adesso rivendicano il diritto universale alla connessione veloce con il 5G per 24 ore su 24.
In particolare, quella stessa tipologia di genitori che 20 anni fa erano inferociti contro la presenza delle antenne ripetitrici troppo vicine alle scuole, perché convinti che l’irraggiamento facesse male ai ragazzini, adesso PRETENDONO che ci sia il pienone di antenne nei pressi delle scuole, altrimenti il cellulare del pupo non prende
(ovviamente non sto parlando delle stesse persone di 20 anni fa, i cui figli sono ormai adulti e non vanno più a scuola, ma della stessa tipologia dal punto di vista dell’adesione alle mode sociali)
1) i costi devono essere superati dai prezzi, sennò si vende in perdita, non capisco cosa intendi per “non vengono monetizzati”
2) per le esternalità dovrebbero esserci le leggi, come ci sono quelle sull’inquinamento
3) le assicurazioni sono l’esempio perfetto di imprese che guardano al futuro
4) il mio Santo era una gran persona ma viveva di elemosine, a quanto ne so
Ciao!
Per Francesco
“per le esternalità dovrebbero esserci le leggi, come ci sono quelle sull’inquinamento”
Trovo ingannevole il termine “esternalità”, come se fosse un in più.
Il “prezzo” del Marmo di Carrara è l’insieme dello stipendio del cavatore, i macchinari, la benzina.
Il “costo” è la distruzione per sempre di una catena montuosa straordinaria.
Il “prezzo” dell’intelligenza artificiale è un tot per un data center.
Il “costo” è il consumo di quantità tali di acqua da privare popolazioni intere di acqua potabile.
Il “prezzo” della costruzione di un capannone, ne abbiamo già parlato…
il “costo” è l’impermeabilizzazione del territorio, un aumento enorme del riscaldamento a terra, un consumo di aria condizionata, l’impossibilità per piccoli fiumi di trovare sbocco, un clima sempre più irregolare per cui alla siccità si alternano burrasche che trasformano quei piccoli fiumi in “bombe d’acqua”, alluvioni che devastano quartieri interi.
Certo, potresti fare leggi che vietano le cave di marmo e i data center o la costruzione di capannoni, ma non credo che sia quello che tu proponi.
Oppure potresti considerare che ognuno dei costi che tu citi è un vero costo economico che entra nei conti.
Come per l’acqua o i premi di assicurazione contro le alluvioni eccetera eccetera.
Il problema è che io propongo un mix di usi (tot marmo, tot turismo), tu vorresti imporre dei divieti. Con deroga per Michelangelo.
Ciao
Per Francesco
“Oppure potresti considerare che ognuno dei costi che tu citi è un vero costo economico che entra nei conti.”
Sono costi imprevedibili, che in genere si sanno dopo. E colpiscono dove uno meno se l’aspetta, e spesso in tempi lunghi, come con l’amianto: nel 1920, non sapendo nulla degli effetti a lungo termine sulla salute, che “costo economico” gli avresti attribuito?
Se poi metti in conto il costo reale, arrivi a prezzi inaccessibili: immagina aggiungere al costo di ogni pneumatico, quello delle cure ai tumori ai polmoni dovuti alle microparticelle? In pratica il Comunista Francesco direbbe, “lo pneumatico in sé costa 10 euro, poi ci sono 1450 euro di tasse per effetti collaterali imprevisti” 🙂
non mi piace mettere gli imprevedibili neo conti
ma in assoluto sono d’accordo: se è dimostrabile che lo pneumatico costa 10 euri + 1.500 di tumori polmonari, quello dovrebbe essere il suo costo
ah, tieni conto che senza pneumatico non si vive affatto, che è peggio dei tumori ai polmoni
“ah, tieni conto che senza pneumatico non si vive affatto, che è peggio dei tumori ai polmoni”—
Cioè tu preferiresti un tumore ai polmoni rispetto alla prospettiva di non usare la macchina, o di usarla di meno rispetto a ora?
Prof
crepare si crepa di sicuro, nonostante tutto quello che possiamo fare per continuare a vivere
è questo il limite che metto alle politiche salutiste
se vado a caccia il lupo mi mangia, se non ci vado muoio di fame … non ci sono alternative sicure tra cui scegliere
Per Francesco
“Il problema è che io propongo un mix di usi (tot marmo, tot turismo), tu vorresti imporre dei divieti. Con deroga per Michelangelo.”
Non ho capito cosa c’entra il turismo, ho parlato della distruzione della montagna, non di qualche “uso”.
Comunque, sono d’accordo con la deroga per Michelangelo! Un Davide vale un buco nella montagna. Mille pavimentazioni di ville in Arabia Saudita non valgono mille buchi nella montagna.
1) la montagna in sè non esiste neppure, mantenerla intatta “alla Teddy Roosevelt” in un paese piccolo e popolato come l’Italia … sono poco convinto
2) vallo a sapere che uno è Michelangelo e non un pirla qualsiasi. e poi quelli dei pavimenti pagano quanto Michelangelo.
Ciao
Per Francesco?
” la montagna in sè non esiste neppure”
E la Terra, è piatta o non esiste neppure?!
la Terra? come tutto quello che non ha coscienza, esiste per quello che ha coscienza
quindi sospetto che esista fisicamente a prescindere ma ha senso, quindi esiste davvero, solo che io e te la consideriamo
Ciao
Per Francesco
“la Terra? come tutto quello che non ha coscienza, esiste per quello che ha coscienza”
E’ un punto di vista possibile.
Il problema è che mi vengono in mente possibili definizioni, molto diverse, di “coscienza”.
La prima è quella cosa per cui ogni essere vivente percepisce di esistere, di doversi nutrire e di avere paura (dico “vivente” perché ci sono studi interessanti in merito anche sulle piante e sui funghi). E’ una cosa che gli esseri umani condividono con i moscerini.
La seconda è una forma particolare di razionalità fondata sull’uso del linguaggio. Che manca probabilmente alla maggior parte dei viventi (anche se ci sono studi che indicano altre possibilità), ma che l’uomo condivide con l’intelligenza artificiale.
Infine, immagino possa esistere una definizione cristiana e teologica, che verte sulla scelta continua tra salvezza e dannazione.
Francesco:
“la Terra? come tutto quello che non ha coscienza, esiste per quello che ha coscienza”—-
Quindi secondo te esiste SOLO quello che ha coscienza autonoma?
Tutto il resto non esiste?
Per cui i sassi non esistono?
(però se inciampi su un sasso ti puoi far male anche tu, anche se il sasso non lo sa),
le montagne non esistono, i pennarelli non esistono, e le automobili non esistono?
Non aggiungo citazioni su esseri viventi non umani, animali o vegetali, perché con le premesse che hai espresso, dovresti per coerenza sostenere che i bovini non esistano, però la braciola la mangi, o che i meli non esistano, però le mele le mangi.
E le automobili non esistono, però tu le usi.
Pan,
ma Francesco ha detto che ciò che non ha coscienza esiste PER quello che ce l’ha, non che non esiste.
Comunque, sì, la realtà oggettiva non esiste: esiste il sasso se ci inciampo se no no.
Francé, punto di vista buddhista: la montagna esiste solo nella tua mente.
Punto di vista ebraico: la montagna esiste ma è troppo cara.
Scusate ma mi sono pure corretto perchè ho una percezione della complessità del problema … non fatemi fare una figura peggiore di quello che merito!
Come dice la prof, il sasso non sa di esistere però quando ci do una pedata mi faccio un male cane.
Ciao
paniscus
“Quindi secondo te esiste SOLO quello che ha coscienza autonoma?”
credo che voglia semplicemente dire che se le alpi apuane scompaiono perché sono trasformate in bagni di lusso per i ricchi della penisola araba, questa cosa può dispiacere a Miguel che ha coscienza, ma alle alpi apuane non interessa per niente (e nemmeno agli alberi che ci vivevano sopra o agli uccellini che vivevano sugli alberi)
un po’ come nessuno si adombra per la scomparsa dei trilobiti, mentre l’estinzione del rinoceronte bianco è una cosa molto triste
leggi la seconda parte
“quindi sospetto che esista fisicamente a prescindere ma ha senso, quindi esiste davvero, solo che io e te la consideriamo”
… e se questa è l’interpretazione corretta del francesco pensiero, sono totalmente d’accordo
Ma infatti le montagne vanno preservate per NOI, non per la natura, che non esiste o comunque non ha volontà né coscienza.
Noi dobbiamo preservare la bellezza, che è il valore sommo.
La bellezza sta nella natura come nei manufatti umani.
Ma non è intrinseca alla natura, siamo noi che glie la attribuiamo.
È l’uomo che riscatta la natura proiettandovi i suoi valori simbolici ed estetici: la natura in sé non significa niente.
Se sparissero dalla terra tutte le forme viventi, soffrirebbero al massimo i singoli viventi (animali, piante), se avessero il tempo di accorgersene e avvenisse in modo doloroso, ma per il resto all’universo non importerebbe nulla.
Siamo noi a istituire l’idea stessa di valore, a dare senso alle cose: le cose in sé non hanno nessun senso se non in funzione nostra.
Quindi Francesco sbaglia, perché vuole devastare il mondo, cioè distruggere la bellezza, danneggiando gli uomini, che se ne troverebbero privi, ma ha ragione nel subordinare il mondo alle nostre categorie di valore.
Per Peucezio
“Ma infatti le montagne vanno preservate per NOI, non per la natura, che non esiste o comunque non ha volontà né coscienza.”
Per VOI?
E NOI, i non-peucezi?
O pensi che esista una sorta di supercoscienza dell’intera specie umana?
Non capisco.
Per Peucezio
“non per la natura, che non esiste o comunque non ha volontà né coscienza.”
Ma non ce l’ha nemmeno la “umanità”. La “natura” è fatta di innumerevoli enti senzienti, umani e non, che vengono e vanno.
Poi so che c’è gente che dice “l’Uomo è andato sulla Luna”, perché una manciata di singoli esseri umani ci è andata. Che è come dire, “l’Uomo è cannibale”, perché alcuni esseri umani lo sono.
Per Peucezio
“la natura, che non esiste o comunque non ha volontà né coscienza”
Altra cosa che non mi è chiara per niente è cosa intendi per “coscienza”.
Riporto quanto già scrissi in risposta a Francesco:
Il problema è che mi vengono in mente possibili definizioni, molto diverse, di “coscienza”.
La prima è quella cosa per cui ogni essere vivente percepisce di esistere, di doversi nutrire e di avere paura, di trovare come affrontare imprevisti (dico “vivente” perché ci sono studi interessanti in merito anche sulle piante e sui funghi). E’ una cosa che gli esseri umani condividono con i moscerini.
La seconda è una forma particolare di razionalità fondata sull’uso del linguaggio. Che manca probabilmente alla maggior parte dei viventi (anche se ci sono studi che indicano altre possibilità), ma che l’uomo condivide con l’intelligenza artificiale.
Infine, immagino possa esistere una definizione cristiana e teologica, che verte sulla scelta continua tra salvezza e dannazione. E qui è molto più chiaro: noi esseri umani conosciamo dentro di noi la legge divina (che ad esempio vieta l’omicidio o la sodomia o la bestemmia o l’usura), se non vi obbediamo, violiamo questa “coscienza”.
miguel
“Non capisco”
ma cosa non capisci?
a me sembra un discorso molto semplice e lineare: se si estinguono i trilobiti pazienza, nessuno ci fa caso…se si estingue la foca monica, beh mi dispiace perché non la posso più vedere (ma immagino che alla Terra, alla Natura, all’olobionte della foca monaca interessi come dei trilobiti: nulla)
poi puoi non essere d’accordo, ma davvero non capisco cosa non capisci
Per roberto
“se si estingue la foca monica, beh mi dispiace perché non la posso più vedere”
Ok. Chiaro.
Se Roberto non può vedere la foca monaca, dispiace, perché è un’esperienza in meno nella vita di Roberto.
Però a questo punto per me, potrebbero buttare giù anche la Grande Muraglia cinese e il Grand Canyon, che con ogni probabilità io non vedrò mai.
E visto che in Sardegna ci sono stato soltanto una volta, per due giorni (in città, a Cagliari), potrebbero pure far fuori la foca monaca.
https://youtu.be/CMudp1tf2Pw?feature=shared
Nel mondo parallelo
La montagna è quasi reale.
Ma nella pratica del mondo reale conviene fidarsi che sia una montagna.
Se fossimo nel post dei santi, si potrebbe fare il collegamento con san Tommaso.
Che nel detto popolare è quello che non ci crede se non ci mette il naso.
Forse erano due santi Tommasi diversi?
Mah. È un dubbio che non mi tormenta.
Lascio in sospeso.
L’esistenza della montagna è una concordanza di percezioni o interazioni di tutto l’Universo
“I quanti” di Damiano Anselmi
Nel mondo parallelo
Se io faccio la casa del puffo in terra cruda con recupero dell’acqua piovana e maxi orto abbatto sia il costo della casa che quello delle esternalità.
1 guerre per le risorse
2 inquinamento acqua, terra e cielo
3 dissesto del territorio
4 esaurimento nervoso per motivi di spazio vitale non sufficiente e litigio nei condomini e mille altri motivi di stress.
5 effetto estetico neanche paragonabile a quello di un palazzone in cemento armato
6 niente l’ozio è il padre dei vizi, perché con un orto sei sempre impegnato ma non morto.
7 potrei andare avanti ma mi sono stancato di scrivere. Tanto non serve a niente.
L’economia serve soltanto per tenere testa al
vero male del secolo: la frustrazione.
il mio Santo era una gran persona ma viveva di elemosine, a quanto ne so
e chioso io…
oggi, i riccastri, mica più le danno le elemosine, eh 😀
un tempo c’era la famosa Milàn con ‘l-coeur en màn (scusatemi la grafia :D), ma ho qualche dubbio che esista ancora
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/08/28/267499.html
Ah, ecco. L’ Ucraina piena di missili che fa sembrare di propria produzione ma sono invece prodotti in Europa-Usa, li usa per colpire in Russia saturandone le difese, stile Iran con Israele.
Articolo lunghissimo. Ho dato una scorsa veloce.
Questa faccenda non mi piace per niente.
👎
Giocano sulla pelle dei popoli europei.
Spero che l’Italia non produca nessun missile e tantomeno ne fornisca sotto banco all’Ucraina.
Del resto mi pare che non sia neanche volenterosa.
Meglio. Tanto da perdere e poco da guadagnare
Che splendida compagnia dell’Investimento riunita per un’ora e mezza a parlare di quel che fare a Gaza! Non riguardo al trauma, ovviamente, ma appunto all’investimento. C’era naturalmente il superimmobiliarista e genero di Trump Jared Kushner, ma to’ to’ chi si rivede, il più laido di tutti, Tony Blair, che ha illustrato a Trump il suo progetto per Gaza di “un hub commerciale e di un resort per vacanze”.
Roberto,
“Ma secondo te i popoli non esistono?
O esistono solo come astrazione storico culturale?
Non sono composti da persone in carne ed ossa?”
La definizione di “popolo” non è per nulla univoca o scontata, anzi, direi che è piuttosto intricata.
Certo che esistono i popoli, ma come si definiscono e di circoscrivono di preciso?
L’umanità è composta di persone in carne e ossa, i popoli sono una definizione a posteriori, con ampi margini di arbitrarietà (diversamente dalla specie che mi pare abbastanza univoca: esistono perfino pochissimi ermafroditi geneticamente e anatomicamente non definibilissimi quanto al sesso di appartenenza, ma di ibridi uomo-scimmia non me ne consta neanche uno).
Il senso di appartenenza è solo una parte e comunque per lo più è conseguenza di altro (storia comune, lingua…).
A un certo punto, diciamo in età romantica, con conseguenze dispiegatesi in pieno dopo la I Guerra Mondiale (ma anticipate dai vari risorgimenti), si è identificata la nazione con la lingua.
Il che pone dei problemi alle nazioni allora già esistenti: a che titolo la Francia è una nazione se una buona metà (gli occitani) parlano una lingua che è molto affine anche all’italiano e al castigliano (il catalano classifichiamolo pure come un occitano del sud)?
Tacendo di bretoni, alsaziani, corsi…
E la Spagna, con tutta l’area catalanofona, i baschi, antenati di tutti noi europei, i galiziani che sono portoghesi…?
Per cui alla fine ‘sto sistema è stato applicato principalmente nell’Europa dell’est, ritagliando i confini secondo le faglie linguistiche, visto che lì c’erano grossi imperi multietnici.
Oggi comunque di fatto si tende a considerare “popolo” i parlanti di una lingua o di varietà affini fra loro. Sono popoli un po’ evanescenti, creazioni un po’ a tavolino, erudite, perché manca il senso di un destino storico secolare (che vale per serbi, ungheresi, polacchi, ma non per tanti altri… cosa fonda l’identità moldava esattamente?).
In questo senso l’idea di appartenenza ha un suo fondamento, ma non è qualcosa che si rivendica e cui il consesso delle nazioni del mondo dà il suo assenso.
Il senso di appartenenza, quando non è legato a una microcomunità tribale, è un prodotto storico di vicende traumatiche ed eroiche.
Se gli Ucraini riuscissero nei secoli a continuare a presidiare la loro identità e a preservarla politicamente, militarmente e culturalmente, senz’altro si potrebbero definire una nazione.
Ma anche proprio in virtù del fatto che qualuno ne ha insidiato l’esistenza e che avrebbe potuto vincere. Cartagine ha perso e oggi i cartaginesi non ci sono più, ci sono semiti poi romanizzati, poi risemitizzati dagli arabi.
Quindi tu vuoi che l’identità si forgi su un senso di appartenenza nato per contrapposizione ma non vuoi la contrapposizione stessa, vuoi una storia bloccata cui si sovrappone un principio di giustizia.
Ma allora parliamo di altro.
Anch’io vorrei un mondo senza guerre.
Ma non sarebbe un mondo di etnogenesi. Sarebbe per lo più un mondo in cui gli stati e le nazioni si definirebbero in base a criteri oggettivi e allora lì la lingua e la storia avrebbero sì un peso decisivo.
Ma se i popoli sono un portato storico, un senso di appartenenza dovuto a vicende condivise, è la storia, sono le vicende a doverli forgiare.
Se non lo sono, allora si devono fondare appunto su criteri oggettivi.
A tal proposito, ogni tanto mi imbatto in video di libanesi (in un caso, di un maltese!) che si proclamano “fenici”, e di arabi che li prendono per il culo e li offendono: “smettete di fare i fenomeni, siete arabi perché parlate arabo!”
In effetti, a parte i pochi parlanti aramaico/siriaco, che possono rivendicare tale identità, aggiuntiva se non alternativa a quella araba;
per gli altri libanesi temo ci sia poco da fare: i Fenici (o meglio, Cananei del nord… erano i Greci a chiamarli Fenici) saranno loro antenati, semmai, ma cosa hanno lasciato come eredità?
Forse qualche sostrato linguistico (forse) ma poco altro…
avrebbe più senso rivendicare l’identità cristiana (maronita, melchita), drusa ecc.; ma sempre arabi sono…
A proposito di antenati veri o mitici:
-pare che i toscani NON discendano dagli etruschi, tranne la zona di Volterra e quella del Casentino;
pare che in epoca imperiale romana addirittura metà del DNA toscano arrivasse dal Vicino Oriente, e poi dall’Alto Medioevo ci sia stato un nuovo apporto germanico (i Longobardi), insomma, come in tutt’Italia… (variano le proporzioni ma la sostanza è quella: l’Italia è etnicamente “conclusa” nel Medioevo).
A loro volta, gli Etruschi sembrano essere geneticamente discendenti dei popoli della cultura di Yamna, o Yamnaya.
Che sarebbero i primi proto-indoeuropei.
Solo che l’etrusco come ognun sa è una lingua non indoeuropea…
che linguistica e genetica raccontino storie diverse è un dato solo apparentemente sorprendente, ma comunque affascinante!
https://youtu.be/2dJEfsRq7S8?feature=shared
Qui un’etrusca.
E lo storico che dal tipo di corna bovino etrusco ne deduce che il popolo era originario dell’Anatolia.
Agricoltori straordinari. Beh, sì, in effetti….
La divinità degli etruschi è una dea femminile collegata alle sorgenti
La Dea Fortuna se ho capito bene.
Perché lo storico Giovanni Feo farfugliava un poco. O forse sto un po’ diventando sordo.
Il filmato è stato dedicato a lui.
Pino,
su Etruschi e Toscana.
Probabilmente era una piccola élite di origine esterna, che ha lasciato molti morti nelle tombe, ma che non so quanto c’entrasse col grosso della popolazione locale.
Per cui immagino che i Toscani di oggi discendano da chi c’era prima degli Etruschi, non dopo.
Anche perché siamo già in epoca storica e tutte ‘ste migrazioni in massa ci risulterebbero.
Quanti possono essere stati i Longobardi in Toscana?
“Quanti possono essere stati i Longobardi in Toscana?”
Quasi certamente una minoranza, come dovettero esserlo in tutte le aree italiche in cui si insediarono.
In Toscana lasciarono una forte impronta nell’aristocrazia (nell’Alto Medioevo Lambardi era il sinonimo locale dei nobili toscani).
Mi pare comunque che la Toscana fosse tra le regioni più “longobarde “, probabilmente nelle modalità che dice Mirkhond.
Si stima che i longobardi in tutto fossero al massimo un centinaio di migliaia. E quando calarono in Italia erano già un di tutto un po’ di loro.
Facciamo diecimila persone sparpagliate per tutta la Toscana? Applichiamoci il classico moltiplicatore demografico di 6 e abbiamo 1600 famiglie in tutto. Che diventano 1200 applicando il moltiplicatore demografico di 8.
Il fatto è che ognuno cerca sempre di identificarsi con la storia illustre.
Invece io trovo molto più interessante la microstoria umile, anonima, di tutti i giorni, quella da cui discende davvero la nostra fisionomia, al di là dell’aneddotica e dell’evenemenzialità.
M’interessano le trasformazioni lente, di lungo periodo, le tendenze graduali, non gli eventi, i grandi exploit, che lasciano un po’ il tempo che trovano.
Per dire, tutti facendo l’albero genealogico cercano solo la linea paterna.
Cioè una parte infinitesimale del proprio genoma (poi, certo, c’è il cromosoma Y, che si trasmette così com’è, ma è uno su 64).
E soprattutto la parte meno affidabile: dopo decine di generazioni quante probabilità ci sono che ci sia un’interruzione (un corno, per intenderci!)? E ne basta una perché la discedenza se ne vada a puttana.
Quindi è una lotteria, un’operazione inutile.
Ha molto più senso cercare la linea materna, l’unica certa al 100%.
Ma non c’è niente da fare, devono cercare il grande condottiero, il nobile o chissà cos’altro.
Invece il mondo è fatto di contadini, non di condottieri ed è il suo bello (come è bello che ci siano anche i condottieri, beninteso).
E soprattutto è fatto di donne, prima ancora che di uomini (una donna può partorire un uomo, un uomo al massimo partorisce gli stronzi quando va al cesso).
Per peucezio
“Invece io trovo molto più interessante la microstoria umile, anonima, di tutti i giorni, quella da cui discende davvero la nostra fisionomia, al di là dell’aneddotica e dell’evenemenzialità.
M’interessano le trasformazioni lente, di lungo periodo, le tendenze graduali, non gli eventi, i grandi exploit, che lasciano un po’ il tempo che trovano.”
Bellissimo!
Totale condivisione sui princìpi (poi magari le conclusioni possono cambiare).
Diciamo che fino a poco tempo fa ero esageratamente sbilanciato in questa direzione, ora mi sto un po’ riequilibrando.
Ma quando ho letto Carlo Levi mi sono sentito in totale sintonia con questo suo culto dell’Italia al di qua della storia, ancestrale, fatta di storie ignote, parallele a quelle della grande storia, che quell’Italia ha solo subito.
mi sa che sono pure io molto peuceziano
Ciao
“Ha molto più senso cercare la linea materna, l’unica certa al 100%.”—
Che ha anche il pregio di trasmettere tale e quale in esclusiva anche il DNA mitocondriale senza spartizioni e rimescolamenti…
@peu
“una donna può partorire un uomo, un uomo al massimo partorisce gli stronzi quando va al cesso”
nei “grandi numeri” sbagliato nella sostanza (a meno che “stronzi” non sia una metafora, per dire copie aderenti all’originale): dipende dall’uomo, una donna in media puo’ fare _in media_ al massimo 6 figli, un uomo in confronto non ha limiti, che e’ uno dei due vantaggi evolutivi che hanno portato al prevalere della riproduzione sessuale nella maggior parte delle specie, in quanto accelerante la trasmissione dei caratteri “vantaggiosi” che altrimenti sarebbe troppo lenta o negativa: nella specie umana e’ in particolare il motivo per cui i maschi, nella societa’, sono piu’ “a perdere” delle femmine, nel senso che e’ piu’ utile una loro sfrondatura e selezione ad esempio in guerra, cosa che peraltro specialmente da giovani ci pensano da soli a fare (e il motivo per cui anche nelle societa’ ufficialmente monogame un sacco di bambini non sono figli biologici del proprio padre e solo le madri sanno il perche’ – se non erro si osserva semplicemente, dal punto di vista statistico, dall’analisi dei gruppi sanguigni – e’ un argomento che la saggezza popolare, specie quella femminile, anche detta pettegolezzo, conosce benissimo, ma sul quale dal punto di vista della pace sociale e’ meglio sorvolare 😉
chissa’, potrebbe anche essere uno dei motivi (sempre evolutivi) per cui il sesso si fa di nascosto
come diceva woody allen, se fossimo perfetti non si farebbero le matite con la gomma dall’altra parte
🙂
la Francia è un altro caso interessante.
Il termine Francia nasce per indicare due nazioni, la Francia e la Germania 😉 ;
e tre con la Lotaringia (Lorena)…
ma insomma, il termine di Regno dei Franchi, o più semplicemente Francia, resta appiccicato solo alla Francia occidentale, la ex Gallia.
Nel Medioevo, andando a spanne, nasce quindi la Francia… e due identità francesi linguistiche, quella d’oil e quella d’oc, per usare il criterio dantesco.
A non contare i bretoni.
identità linguistiche e in pare culturali piuttosto distinte, ma unificate politicamente con la fine della Guerra dei Cent’anni.
Da lì sono tutti francesi.
(Ma i caratteri tipicamente francesi… da un lato sono antichissimi e pre-esistenti: li ritroviamo già nei Galli, quelli descritti da Strabone, che li vedeva, e non aveva più motivo di demonizzarli;
non in quelli di Tito Livio e Polibio che non li hanno mai visti saccheggiare Roma, né in quelli di Cesare, che ha tutto l’interesse a demonizzarli per saccheggiare la Gallia…
ma in quelli di Strabone appunto, che li vede baffuti, raffinati, litigiosi, amanti del vino e delle Belles Lettres…
e poi nei Franchi, nuovamente baffuti, eredi un po’ della tradizione germanica, e un bel po’ di quella gallo-romana, altezzosi, litigiosi;
un po’ credo siano il risultato del positivismo e dello Stato-Nazione ottocentesco, che ha nella Francia l’esempio più tipico e imitato, e ne risulta un paese centralizzato, feroce nella repressione del dissenso e del malessere sociale- Caienna e Biribì appena hai qualcosa da dire- insofferente delle differenze locali, e magliette a righe e baschi per tutti, secondo gli usi lanciati da Re e Presidenti alternati, ma parimenti autocratici)
e i Normanni?
parlano francese ma non sono mica francesi, almeno per un bel pò
o sbaglio?
i Normanni di Jersey e Guernsey, l’unico lembo del sacro suolo britannico a cadere nelle mani di Adolf, parlano francese ma non sono francesi neppure oggi 😀
Pino,
mi sembra una descrizione perfetta!
Curioso che cercando Biribì in grafia italiana si trovino solo graziose cosette infantili, mentre Biribi in francese evocava i durissimi battaglioni di punizione impegnati a costruire strade in Africa… (“la Gioiosa”)
“Il che pone dei problemi alle nazioni allora già esistenti: a che titolo la Francia è una nazione se una buona metà (gli occitani) parlano una lingua che è molto affine anche all’italiano e al castigliano (il catalano classifichiamolo pure come un occitano del sud)?
Tacendo di bretoni, alsaziani, corsi…”—–
Mi torna il ricordo della pacchianissima cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi francesi dell’anno scorso, in cui, per dimostrare di essere inclusivi
fu dato spazio e visibilità alle comunità francesi della Martinica, della Guadalupa, dell’isola di Reunion e della Nuova Caledonia,
ma non c’era traccia di rappresentanze di cittadini francesi continentali ma di etnia bretone, alsaziana, corsa, occitana e simili, cioè gruppi che avevano SEMPRE vissuto nella Francia europea…
Tale mossa NON mi sorprese affatto …
https://www.corriere.it/le-serie-del-corriere/la-bomba-atomica/1957-armi-nucleari-in-italia.shtml
limitandosi al testo scritto, che odio i video, quante stronzate trovate?
poi facciamo il conto
🙂
premesso che so poco nel campo, non è sbagliatissimo, Francesco…
a fine ’50 alcune correnti DC erano pronte per il passaggio a potenza nucleare (ciò sarebbe stata una macro-violazione del trattato di pace del 10 febbraio 1947 dunque ulteriore ragione per farla :D..sottobanco, i voti di missini e monarchici erano acquisiti 😀 :D) e de Gaulle avrebbe offerto a noi di procedere insieme…de Gaulle, come sappiamo, creerà la force de frappe ma in due a sfidare l’America era meglio di uno e la Francia, potenza vincitrice [pro forma :D] avrebbe potuto coprirci le spalle all’ONU se qualcuno (non negli USA, in Inghilterra) avesse fatto troppo chiasso..agli USA manco sarebbe dispaciuto molto se fossimo divenuti nucleari….
non andò così, fu persa quell’occasione che non tornerà mai più–
e nel 1975, mestamente, accettammo la servitù nucleare non a caso -nella Storia vi è una certa qual Giustizia poetica- nel medesimo anno in cui la sinistra DC, con plauso del PCI, cedette ogni cosa a Tito nel tristemente noto “trattato di Osimo”..vero, Tito aveva già tutto ! appunto per questo, non bisognava dargliela vinta anche de iure
lo “scandalo Ippolito” (su queste cose massima autorità assoluta è il nostro AdV, che ha anche una grande preparazione tecnica !) servì a spaventare definitivamente gli italiani (circa 1963)…e fu naturalmente montato dalle forze (esterne con sponda interna) che volevano evitare un’Italia nucleare, cioè libera, sovrana, grande..
Crasso avrebbe detto che nessuno a Roma poteva essere considerato ricco se non era in grado di mantenere un esercito a sue spese….
2100 anni dopo habsburgicus dice che nessuna Nazione può dirsi libera se non ha le armi nucleari 😀
Habs:
“lo “scandalo Ippolito””
un’autorita’ in proposito, anche se non massima e assoluta, ma testimone diretto, come gia’ dettovi a suo tempo (AdV aggiunse che ebbe l’onore di conoscere suo figlio, mi sembra di ricordare), e’ Mario Silvestri nel suo “Il costo della menzogna, l’Italia nucleare”, Einaudi 1968. Dovresti conoscerlo bene come autore, fu un ingegnere ordinario di impianti nucleari, protagonista fin dal primo dopoguerra della ripresa sia della ricerca che dell’industria nucleare in Italia, ma piu’ noto per aver scritto degli importanti testi storici revisionisti, tabu’ nell’italia censoria e patriottica dell’epoca, di storia militare sulle battaglie dell’isonzo e su caporetto. (“isonzo 1917”, “caporetto”, “la decadenza dell’europa occidentale” in piu’ volumi per migliaia di pagine).
Il testo sul nucleare lo trovi sul mulo, non credo sia piu’ edito.
Quando lo comprai una ventina di venti anni fa mi mandarono una copia di pregevole fattura editoriale, ancora stampata a piombo e odorante di carta fresca, perfettamente conservata della prima edizione del ’68, trenta e piu’ anni dopo ancora a magazzino visto lo scarso successo di vendite, suppongo.
E’ un autore nel suo ambito imbarazzante al modo di De Felice: ci sono troppi interessi opposti ma convergenti (fascismo-antifascismo) che lucrano ancora sulla deformazione della storia perche’ possa venire fuori qualcuno a dire la verita’. Un po’ come col Covid, o le regole europee per la formazione del prezzo del gas e dell’energia: quando sia la maggioranza che l’opposizione, sia l’industria energetica che gli ambientalisti, sia il governo para-comunista che l’industria farmaceutica, hanno comuni interessi a tacere, tutto tace.
En passant Ippolito anni dopo fu parlamentare comunista, come “indipendente di sinistra”. Io lo ricordo come compianto direttore di Le Scienze quando, ormai tanti e tanti anni fa, si trattava ancora di una rivista scientifica degna di tale nome.
“2100 anni dopo habsburgicus dice che nessuna Nazione può dirsi libera se non ha le armi nucleari”
sono d’accordo: temo che questo sia il principale insegnamento, per quanto passi in secondo piano nelle cronache, della questione ucraina (e libica, e iraniana, e coreana)
e’ anche probabile che sia uno dei motivi per cui usa e “urss” tendano a cercar di tornare ai vecchi tempi in cui erano loro a dettar legge, solo che ora c’e’ non uno ma diversi “terzi incomodi” – il “terzo mondo” non e’ piu’ tale, anzi, dalla cina arrivano ormai quotidianamente annunci di traguardi tecnologici da paura – senza contare se riuscissero a ricongiungersi con taiwan e il suo indiscusso e inarrivabile primato tecnologico nei semiconduttori.
altro che CO2 e microplastiche, gli oppi dei viziatissimi popoli occidentali (e non nel senso dell’acero campestre)
Mario Silvestri nel suo “Il costo della menzogna, l’Italia nucleare”, Einaudi 1968.
grazie mille !…vedrò di procurarmelo
e’ anche probabile che sia uno dei motivi per cui usa e “urss” tendano a cercar di tornare ai vecchi tempi
sono d’accordo con te….
e anche per questo noi europei [ammesso l’Europa sussista] dovremmo avvicinarci alla Cina
Europa+Cina vs USA+Russia/URSS
la Cina ci porterebbe in dote l’Africa, ove i cinesi sono forti, e dove i francesi sono riusciti a farsi odiare da tutti 😀
pochi tuttavia sembrano condividere le mie posizioni filocinesi 😀 😀
P.S
(interessa poco, ma solo per spiegarmi in modo definitivo)
io una volta ero molto diffidente verso l’Europa…e talora qualche traccia del mio antieuropeismo viene ancora fuori 😀
ebbene, ho cambiato idea
ritengo ora che l’Europa sia una grande opportunità, il meglio che politici più grandi degli odierni ci hanno lasciato in eredità (tradita dalle varie vdL, of course)
andiamoci cauti prima di buttare via l’Europa…
Trump odia l’Europa ? Putin idem ?
ebbene, “a brigante, brigante e mezzo”…sfida accettata !
riderà bene chi riderà ultimo
donde la necessità di non offendere i cinesi, gli unici che per mere convenienze materialistiche, sia chiaro, possono favorire l’Europa
mi si dirà..ma l’Europa vuol dire i matrimoni gay, il politically correct ! ti sei convertito anche a questo ? no ! ma ritengo siano questioni importanti ma trasversali che non dovrebbero farci mutare il nostro destino che dopo il 1945 è quello di essere europei o perire…ahinoi, tertium non datur
poi magari sbaglio tutto adesso 😀 e avevo ragione una volta 😀
Per Habs
“donde la necessità di non offendere i cinesi, gli unici che per mere convenienze materialistiche, sia chiaro, possono favorire l’Europa”
Ho sempre problemi con questo tipo di tesi, che mi sembrano sul tipo, “dobbiamo schierarci a favore della galassia dell’Orsa Maggiore o a favore di quella di Andromeda II?”. Ho il sospetto che il fatto che ci permettono di votare ogni cinque anni per il sindaco, ci abbia fatto montare la testa e pensare di dire qualcosa sui massimi sistemi.
Ecco perché la mia posizione sul Donbass non è “sì, deve essere ucraina! sì deve essere russa!”, è solo, “no, non mandate a morire mio figlio per il Donbass!”
Premesso questo, concordo con molto di quello che dici. Mi sembra un’intuizione intelligente.
Poi ovviamente i cinesi faranno ancora più danni degli americani, ma solo perché arriveranno dopo e avranno in mano mezzi molto maggiori.
sull’Europa concordo, anche io sono “europeista di un’altra Europa”
sulla Cina discordo: perchè legarsi a un simile regime?
aspetterei di vedere se Trump è una malattia curabile o letale, prima di troncare i rapporti
il problema è che se una volta c’erano De Gasperi e Adenauer e Churchill oggi ci sono Salvini, Weidel e Farage
se i politici sono un sintomo del livello dei popoli, siamo morti
Ciao
habsb
“poi magari sbaglio tutto adesso”
sans surprise sono d’accordo con te e non sbagli 🙂
l’unica cosa sulla quale non sono tanto d’accordo è definire “i matrimoni gay, il politically correct” come questioni “importanti”
sono questioni importanti a destra, se non ci fosse la guerra al politically correct la destra non avrebbe semplicemente nulla di cui parlare (anche l’antimmigrazionismo ormai passa per una lotta al woke e al politically correct, facci caso)…e ovviamente a sinistra, siccome ormai sono tutti imbecilli, cascano come dei fessi nel trappolone di accettare l’insulsa guerra della destra (tipo, notizia di qualche giorno fa: tizia partorisce e invece del fiocco rosa o blu ne mette uno arcobaleno…e sti grandissimi cazzi non lo vogliamo dire? no, dobbiamo leggere questa, ehm, “notizia” su repubblica)
per le persone comuni sono questioni che possono essere risolte in tre secondi (tizio vuole sposare caio? ok auguri)
ciò detto, dire che l’europa (intesa come UE) è matrimoni gay e politically correct è materialmente sbagliato (tanto per dire, per i matrimoni gay non esiste nessuna competenza dell’Unione!) e chiaramente ingeneroso (ci sono duemila altre cose che fa l’UE)
Habsb.,
io capisco le tue ragioni ideali.
Ma bisogna partire dall’Europa reale, quella che abbiamo.
Che non è quella degli statisti anni ’60, ma della classe dirigente postsessantottesca di decerebrati attuali.
Il problema dell’Europa, prima che geopolitico, economico, ideologico, ecc. è antropologico.
L’Europa è perdente, che sia intesa come continente o, come io penso, come nazioni singole, perché è stata rovinata da una cultura buonista e nichilista, da un modello educativo nemico della realtà, assecondante e moralista al tempo stesso, che ha creato generazioni di bambini cresciuti isterici e nevrotici.
In qualche misura si sono salvati i ceti bassi, più legati al pratico.
Ma la classe dirigente non la puoi fare col fruttivendolo e col facchino, ci vogliono un minimo di competenze.
E le competenze passano attraverso il liceo, una laurea, un mileu familiare minimamente istruito, tutti fattori che oggi risultano distruttivi, portatori di valori alla rovescia del tutto avulsi dalla connessione col reale, del tutto relegati in una bolla.
Con questo materiale umano non si va da nessuna parte ed è bene che una simile classe dirigente venga spazzata via dall’egemonia violenta di altri poli esterni. Il mio ideale sarebbero i russi, ma perfino gli americani sono meglio di questa feccia.
In ogni caso – e questo non riguarda il degrado antropologico odierno, ma si applica anche all’Europa degli anni ’50 e ’60, nessuna realta politicamente rilevante è mai nata da una fusione a freddo in pace e in amicizia: sono sempre stati i singoli popoli a creare imperi con la loro forza espansiva.
Per questo qualsiasi forma di unione fra nazioni europee che non sia il risultato dell’imperialismo di una di esse (o esterno) non funzionerà mai.
Né i Romani, né Carlo Magno, né Napoleone né nessuno di costoro ha aggregato pacificamente i popoli in una federazione. La storia proprio non funziona così.
La federazione la fanno i deboli ed è sempre molto meno forte della somma delle sue parti.
Peucezio
dopo Roma, tutta la storia europea è riassumibile come “fallimento di Tizio nel conquistare tutto il continente”
Carlo Magno ci andò molto vicino ma già coi tre figli crollò tutto
La grande realizzazione post-1945 è che forse era il caso di smetterla
Oggi, che i singoli Stati europei sono potenze minori, è ancora più evidente la necessità di riuscire a fare la “fusione a freddo” delle nostre forze
Oppure affondare
Ciao
PS concordo sul tracollo antropologico
Francesco,
la storia non si fa con gli auspici, ma con la realtà.
E infatti l’Europa degli stati nazionali era egemone nel mondo, quella dell’Ue è una scorreggia irrilevante.
E meno male, dico io, visti i danni che ha fatto l’Europa nel mondo.
Mi spiace solo che vi partecipiamo anche noi, con tutte le conseguenze nefaste che ne traiamo.
Ti ricordo, in questo caso, che la realtà non è una prigione ma il palcoscenico delle nostre azioni.
Quindi possiamo almeno provare a fare l’Europa Unita e ha molto senso.
>>> E infatti l’Europa degli stati nazionali era egemone nel mondo, quella dell’Ue è una scorreggia irrilevante.
EH NO, qui imbrogli!
Tra l’egemonia mondiale degli Stati europei e la scoreggia UE c’è stato un periodo in cui gli Stati europei sono precipitati dalle stelle alle stalle e la UE è un tentativo di dare dignità alla stalla.
Se togli quel passaggio decisivo, non si capisce più nulla.
Ciao!
@habs
“cedette ogni cosa a Tito nel tristemente noto “trattato di Osimo””
A quel che ne so aveva un senso militare e strategico molto importante e ben preciso: serviva a farsi amica e non risospingere la Yugoslavia non allineata verso il patto di Varsavia: il che significava spostare la distanza dei carri armati russi da pochi minuti a diversi giorni dall’Italia, che dal punto di vista militare faceva tutta la differenza del mondo.
Tito fu fatto cavaliere della repubblica per questo fondamentale motivo, anche se si tende a dimenticarlo, ognuna delle due chiese italiane per i suoi motivi (chi la negazione della minaccia sovietica, chi l’esagerazione delle foibe).
Riguardo il non allineamento della Jugoslavia ci sono fior di agghiaccianti testimonianze degli italiani che scelsero ideologicamente di restare o trasferirsi nel dopoguerra nella comunista Yugoslavia, e che prima vennero perseguitati in quanto italiani sospetti “nemici del popolo” (si diceva cosi’), e poi in quanto comunisti italiani e quindi stalinisti, dopo la rottura di Tito con Stalin (il PCI italiano era stalinista). Praticamente non andavano mai bene. I racconti dell’isola calva sono tremendi, ce n’e’ una descrizione del tremendo “doppio legame” esistenziale nel forse migliore libro di Pansa, quello su Andrea Scano. Bellissimo e commovente racconto.
Osimo ratificava una situazione abbondantemente consolidata e accettata. E fare l’escalation con la Iugoslavia poteva servire solo a peggiorare le condizioni degli italiani di laggiù, come nell’ondata di aggressioni del ’53.
Non mi risulta vero che le armi nucleari sganciate dai aerei possano esser esganciati solo da aerei USA.
Sono- ed erano anche nel passato, lo ho imparato da diverse interviste a piloti italiani- sganciabili anche da aerei italiani, che si addestravano all’uopo.
da Wikipedia invece imparo che in tempo di pace il codice per l’utilizzo è conosciuto solo dal presidente USA, in tempo di guerra viene fornito agli alleati, tra cui l’Italia, che acquistano perciò il pieno controllo dell’arma.
@ Francesco
“video”
Molto sintetico, ma sostanzialmente esatto.
Ciao!
P.S. Si potrebbe aggiungere che più o meno quando Taviani – che io stimo solo perché, da massimo esperto di studi Colombiani qual era, fugò ogni iberico dubbio sulla Genovesità di Cristoforo Colombo – diceva quelle cose in Svizzera c’era lo stesso dibattito. Solo che, essendo la Svizzera una democrazia sovrana e non un vassallo, lì era in Parlamento. Decisero di non farsi la Bomba, ma di spendere una cifra simile ai sei miliardi di lire dell’epoca per munire con Elvetica precisione ogni edificio residenziale di un rifugio antiatomico. Oggi la Svizzera ha più rifugi antiatomici che abitanti, e mia figlia che in Svizzera ci vive dice che sono tenuti benissimo.
esatto? ma se già il primo dato, quello del numero di testate atomiche in Italia, è sparato alla cazzo di cane: ” l’Italia ospita un terzo delle testate nucleari presenti in Europa.”
poi la tua idiozia preferita: in caso di guerra quello che NON succede è che il nemico attacchi il potenziale nucleare. non per caso ma perchè scatena certamente una risposta nucleare da parte dell’attaccato, perchè è l’uscita dalla guerra convenzionale per passare al livello successivo. e l’imbecille ci aggiunge pure un “ovviamente”, a sottolineare che sta sparando a casaccio.
“Non è sempre stato ovvio che le atomiche italiane fossero controllate dagli Stati Uniti.” ora, quelle atomiche sono americane, non italiane. scusa se questo cambia leggermente tutta la questione.
ah, chiederei al giurista Roberto se l’accenno al Trattato di Non Proliferazione ha senso. il TNP prevede anche di non ospitare armi atomiche sul proprio territorio?
bella anche l’idea che usare atomiche tattiche in Jugoslavia avrebbe arrostito i veneti. Credo che Rovelli abbia appena scoperto la parola “arrostire” e voglia esibirla.
carino anche il fatto che siamo una colonia USA ma che possiamo farci la Bomba, se vogliamo. colonialismo lasco, lo definirei, un pò come la difesa del Milan
“la Democrazia Cristiana era favorevole e il Partito Comunista contrario ad armi nucleari italiane.” chissà perchè
Saluti
@ francesco
“terzo”
Negli aerei che partono da basi a terra, sì. Londra ha i missili solo sui sottomarini. Italia e Germania hanno la maggior parte delle bombe USA sugli aerei. Va da se’ che parliamo della NATO.
“NON”
De Gaulle non era d’accordo con te. Chiedeva: possibile che gli USA rischino Boston per contrattaccare dopo che Mosca mi ha distrutto Strasburgo? Noi non siamo sotto l’ombrello NATO tenuto aperto dagli USA; noi siamo l’ombrello NATO che protegge gli USA. Siamo i sacrificabili. Mica vero che un conflitto atomico porterebbe necessaria.ente fine dell’umanità. Dopo 300 kiloton su Kapustin Year e altrettanti su Ghedi Washington e Mosca potrebbero benissimo arrivare all’armistizio. Tanti sarebbero diventate inabitabili poche migliaia di Kmq di poco conto per loro: un po’ di steppa fra il Caspio e gli Urali per Mosca, e la Padania da Milano a Venezia per Washington.
“ovvio”
Rovelli ha ragione: il programma Atlas era un programma della nostra Marina Militare, che tutt’ora mantiene un laboratorio di ricerche nucleari vicino Livorno (il CAMEN). Ci lavoro’ mio padre, so quel che dico.
“possiamo farci”
Senza il permesso USA?
“chissà perché”
Uno dei tanti motivi per cui bisognava votare PCI.
Come hanno capito gli Svizzeri, le basi da cui la cade la Bomba sono bersagli delle Bombe altrui. Kapustin Year e’ in mezzo al nulla. Da dove la lanci una Bomba, in
Italia? Da Sequals? Dal Salto della Quirra? Da Monteromano? (Tre dei pochi poligoni sul territorio nazionale). E le esplosioni necessarie alla stewardship (il controllo di qualità della manutenzione) dove le facevi? Nella Somalia che avevamo in amministrazione fiduciaria? O magari lanciavi lo Atlas dalla Vittorio Veneto nello Jonio, come prevedeva la Marina, così che se la becca la Bomba il fall-out arrivava a Napoli?
Ciao!
Andrea Di Vira
Year=Yar
Vira=Vita
cade=si lancia
si capiva lo stesso!
🙂
1) guarda che smontare la tua tesi è facilissimo: proprio perchè era dubbio che gli USA rischiassero Boston per replicare una bomba russa su Vigevano, la NATO ha messo armi nucleari in Europa
così che i russi sapessero che a distruggere Vigevano ci rimettevano Rostov senza escalation automatica
come ben sai, anche io sono abbastanza vecchio da ricordare gli euromissili
2) Rovelli non dice un terzo delle bombe lanciate da aerei!
3) leggi Rovelli: loro erano disponibili
4) poichè i fatti smontano gli argomenti fallaci prima e meglio: Corea del Nord; Iran.
Ciao!
@ francesco
“Europa”
E guarda caso a questo modo gli USA possono attaccare la Russia da basi lontane dal territorio USA.
Ma guarda tu che combinazione.
Poi uno se la prende con l’Operazione Speciale! 😆
Ciao!
Andrea Di Vita
Scusa ma solo nei circoli più dementi di propaganda putinista si pensa ad attacchi nucleari contro la Russia.
E credo di aver già detto che non è possibile trattare con i matti come con le persone sane o rassicurare dei paranoici gravissimi.
@ francesco
“nucleare”
Le basi missilistiche non servono mica solo ad attacchi nucleari.
Fino all’avvento degli ipersonici, il parametro cruciale e’ il tempo di preavviso: l’unico modo per sopravvivere a un attacco e rimanere in grado di rispondere è di poter intercettare i missili in tempo. È quello che costringe Iran e Israele a poco risolutivi duelli a distanza: ciascuno dei due fa in tempo ad accorgersi dell’attacco altrui. Poi se uno non usa la Bomba non lo farà neanche l’altro.
Ma se gli USA prima di ritirano unilateralmente dai trattati contro i missili a medio raggio poi ti installano i Pershing da 8 Mach a Redzikowo (che sta a 210 Km da Kaliningrad) ecco che Washington può annullare Kaliningrad con uno stormo di Pershing senza usare la Bomba e senza che Mosca lo possa impedire, perché il tempo di volo è di meno di due minuti.
Proprio questo – ma è una mia opinione – è il motivo dell’aver snobbato per tanto tempo gli studi sugli ipersonici al Pentagono: pensavano di non averne bisogno. La solita storia della lepre e della tartaruga.
Ora, con Mosca che ha ipersonici in servizio e gli USA no, la situazione è diversa.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. capisci ora perché Rovelli e tanti altri – compreso il sottoscritto – sono “pacifinti”? Perché come dice quel dj, Linus, “non succede… ma se succede” il patatrac per un qualunque motivo, noi ci siamo lasciati mettere esattamente nel mezzo a furia di sentire bei discorsi sulla “difesa del mondo libero”. Non è ideologia Comunista o rossobruna, è l’esatto contrario dell’ideologia: è un’analisi costi-benefici. Rischiamo l’annientamento per conto terzi.
@francesco
“disponibili”
Disponibili CHI? I vassalli? Quelli lo sono per definizione
“Rovelli”
Si capiva
“fatti”
Il di “fatti” conosco le dimensioni del fall-out di una data Bomba.
E i fatti dicono che prima della NATO Milano non rientrava nel raggio di caduta del fall-out di nessuna esplosione nucleare. Oggi invece sì.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
ma dai cazzo! “si capiva” non si può leggere, non solo perchè è falso ma anche perchè non sei tenuto alla pedissequa difesa di ogni parola di uno della tua parte politica.
Secondo Rovelli, gli USA erano aperti al programma atomico italiano. Leggi!
Prima della NATO Milano sarebbe stata un bersaglio gratuito di una Bomba sovietica. Dopo la cosa si è fatta più spessa.
Ah, i fatti, quanto sono noiosi!
@ Francesco
“Milano”
Non si spreca una Bomba su un obiettivo non pericoloso a meno di motivi gravissimi come il voler sottomettere il Giappone prima che lo facciano i Sovietici.
E Milano è a un tiro di schioppo da un obiettivo molto pericoloso per Mosca – Ghedi – da quando a Ghedi ci son le bombe USA.
” gli USA erano aperti”
E vorrei ben vedere! La Bomba ce la saremmo dovuta pagare noi insieme con tutto l’ambaradan per il lancio e la manutenzione! Oggi le Bombe di Ghedi le paga il contribuente
USA, tant’è che Trump è passato
a battere cassa.
(Che se avessimo a governarci persone serie avrebbero risposto “vuoi che ti paghiamo? Bene! Allora pagaci tu l’affitto per tenere le tue Bombe da
noi!”).
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
secondo di guerra atomica ne capisci meno di me.
Almeno io so che è un campo del tutto ipotetico (e per fortuna), in cu hanno solo simulazioni, studi, ipotesi … tutta quella roba che “scade” nei primi 10 minuti di una guerra vera.
Però se volessi intimidire tutta l’Europa Occidentale e far capire che la festa è finita, ecco una città come Milano direi che va bene.
Ciao
PS che tu finga di non vedere che un’Italia con la Bomba sarebbe stata MOLTO meno dipendente dagli USA politicamente e militarmente …
@ Francesco
“Però se volessi intimidire tutta l’Europa Occidentale e far capire che la festa è finita, ecco una città come Milano direi che va bene.”
Ma come?
Non eri tu che credevi che l’ombrello degli USA fosse più che sufficiente a proteggere Milano da una simile eventualità?
E allora mi dici che bisogno c’è di tenere le Bombe a Ghedi?
Vanderbilt è più che sufficiente, no? 😉
“un’Italia con la Bomba sarebbe stata MOLTO meno dipendente dagli USA politicamente e militarmente …”
Ti pare davvero che Londra sia meno dipendente dagli USA dell’Italia? La Bomba ce l’hanno, eppure sono decenni che gli Inglesi vivono in un (giustificato) complesso di inferiorità verso la loro ex-colonia…:-)
Un deterrente per funzionare deve essere credibile. Avere qualche dozzine di Bombe senza potersi permettere i vettori necessari per lanciarle in caso di attacco è velleitario. Ed è esattamente il caso Britannico: Bombe e sottomarini sono nazionali, ma i Trident sono USA perchè gli Inglesi non hanno mai avuto i soldi (e la palle) per produrseli in casa.
I Francesi stanno un tantinello meglio, ma anche loro hanno una (1) base per rifornire i loro sottomarini, il che vuol dire che una Bomba ben piazzata ti fa fuori il 75% della ‘force de frappe’ al primo colpo.
L’Italia degli anni Settanta con la Bomba – priva di una flotta, un armamento missilistico e un’aviazione corrispondenti e adeguate, inimmaginabili con l’inflazione dell’epoca – sarebbe stata come il Pakistan: avrebbe avuto senso solo se avesse avuto scontri per Gorizia con Tito (che a quel punto se la sarebbe fatta pure lui).
E d’altro canto, ti pare che la Svizzera sia dipendente da Washington quanto lo è l’Italia?
Eppure mica ospita Bombe USA sul proprio territorio.
I soldi li ha spesi in rifugi, e sta tranquilla così.
Stessa sicurezza, costi infinitamente inferiori e sovranità preservata.
Ciao!
Andrea Di Vita
OT
https://visasnews.com/etats-unis-le-prix-de-lesta-passe-a-40-usd-des-le-30-septembre-2025/
e infine la montagna ha partorito il topolino 😀 tante parole per un banale aumento di 19 USD, per l’ESTA
(al momento vige ancora il vecchio prezzo, dunque a chi interessa conviene chiederlo ora e risparmiarsi sui 18 €, il costo di una pizza, un caffè e una birra..e a Zurigo memmeno quello :D)
Lungo, ma interessante….
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/25062-la-massoneria-e-leuropa-risposta-a-corrado.html
LA MASSONERIA E L’EUROPA, RISPOSTA A CORRADO
Silvano Danesi / 2 Politica 08 Agosto 2025
Cosa può fare o, meglio, cosa dovrebbe fare la Massoneria per contrastare la decadenza di questa Europa ormai giunta al più basso livello in quanto a leadership politica, economica e culturale?
La domanda mi è rivolta da Corrado, al quale mi accingo a rispondere partendo dal concetto fondamentale di identità.
Il processo di individuazione vale per i singoli, per i popoli, per l’umanità. La questione di fondo è sapere chi sei, perché se non sai chi sei, sei un alienato.
C’è, accanto al principio di identità, quello di realtà. Se non ti rapporti alla realtà effettuale e vivi all’interno di un bozzolo ideologico che scambi per realtà sei un alienato.
L’Europa non sa più chi è, perché ha perso il rapporto con le sue radici e non ha più un rapporto con la realtà, perché è stata avvolta in una sorta di incantamento: una bolla ideologica che le ha fatto perdere il rapporto con la verità. Verità intesa come orthotes, esatta corrispondenza.
Parafrasando Benedetto XVI, grande intellettuale mitteleuropeo e grande teologo, dal quale la Massoneria dovrebbe mutuare il coraggio della testimonianza, le ideologie hanno un tempo contato, mentre la verità non invecchia.
La Massoneria che si dichiara custode della Tradizione potrebbe, dovrebbe, essere l’agente primario di un recupero dell’apparato radicale e, al contempo, dovrebbe essere capace di riportare l’attenzione alla verità.
Per essere agente di recupero dell’apparato radicale dell’Europa, prima di tutto la Massoneria, essendosi da tempo trasformata in un club, deve ritrovare sé stessa come eteria iniziatica, luogo di tradizione e di spiritualità e, al contempo, di spirito innovativo.
L’esempio italiano, da questo punto di vista, è tristemente paradigmatico.
La Massoneria italiana è perennemente alla ricerca di legittimazioni estere. C’è chi chiede di legittimare la propria esistenza agli inglesi e chi ai francesi, e così facendo la Massoneria italiana perde la propria sovranità e diventa vassalla di altri.
La prima questione da risolvere, pertanto, è quella di essere sovrani di sé stessi, ossia liberi, non vassalli.
Solo un soggetto libero, sovrano, cosciente della propria identità, ben radicato nella Tradizione, può essere agente di un’operazione di recupero dell’apparato radicale europeo e di ritorno alla verità, dopo l’ubriacatura ideologica.
L’Europa di ubriacature ideologiche è stata più volte vittima. Nel secolo scorso il nazismo e il comunismo si sono presentati sulla scena della storia come manifestazioni dell’hegelismo di destra e di sinistra, imponendosi come ideologie. Nella seconda metà del secolo scorso e in questo primo venticinquennio del nuovo secolo l’Europa è stata vittima dell’ideologia neocon, che si è presentata come woke, cancel culture, green, climate change, gender fluid, transumanesimo. Tutti elementi di un’unica perdita di rapporto con la realtà che si chiama globalismo finanziario (dietro la quale si nasconde il neocolonialismo). La realtà si è alienata nella finanza che, di per sé, è già un’alienazione della realtà.
Ora, sulla scena della storia si presenta un’altra ideologia, quella transumanista legata all’intelligenza artificiale, che vorrebbe fare dell’homo sapiens l’homo deus: un destino riservato a pochi ricchi, mentre la massa dei poveracci è destinata a diventare simile agli altri animali dello zoo terrestre.
Siamo non al progresso, ma al regresso dell’umanità.
La Massoneria, che dichiara di voler lavorare per il progresso dell’umanità non può esimersi dall’affrontare la questione, epocale, del suo possibile regresso ad opera di un ristretto mondo di una tecnocrazia finanziaria che ripropone un modello feudale: i ricchi nel castello, la moderna gleba nelle terre extra moenia.
L’esempio di Milano è paradigmatico della logica del castello.
Se guardiamo all’identità d’Europa, un’autorevole lezione in merito ci viene dal quel fine intellettuale che è stato Joseph Ratzinger, poi divenuto Papa Benedetto XVI.
Nel discorso tenuto al Parlamento tedesco (22 settembre 2011) Benedetto XVI ha affermato che l’identità Europea nasce dall’incontro fra cultura greca, romana ed ebraica.
“Nella prima metà del secondo secolo precristiano – ebbe a dire Benedetto XVI – si ebbe un incontro tra il diritto naturale sociale sviluppato dai filosofi stoici e autorevoli maestri del diritto romano. In questo contatto è nata la cultura giuridica occidentale, che è stata ed è tuttora di un’importanza determinante per la cultura giuridica dell’umanità. Da questo legame precristiano tra diritto e filosofia parte la via che porta, attraverso il Medioevo cristiano, allo sviluppo giuridico dell’Illuminismo fino alla Dichiarazione dei Diritti umani (…) La cultura dell’Europa è nata dall’incontro tra Gerusalemme, Atene e Roma – dall’incontro tra la fede in Dio di Israele, la ragione filosofica dei Greci e il pensiero giuridico di Roma. Questo triplice incontro forma l’intima identità dell’Europa”.
Ovviamente non vanno dimenticate altre radici, proseguendo sul terreno identitario indicato da Benedetto XVI.
L’allora cardinale Joseph Ratzinger, in un discorso pronunziato al Senato italiano il 13 maggio 2004, si è così espresso: “’Europa – Cos’è essa propriamente? Questa domanda è stata sempre nuovamente posta, in maniera espressa, dal cardinal Józef Glemp in uno dei circoli linguistici del Sinodo Episcopale sull’Europa: dove comincia, dove finisce l’Europa? Perché ad esempio la Siberia non appartiene all’Europa, sebbene essa sia abitata anche da europei, la cui modalità di pensare e di vivere è inoltre del tutto europea? E dove si perdono i confini dell’Europa nel sud della comunità di popoli della Russia? Dove corre il suo confine nell’Atlantico? Quali isole sono Europa, e quali invece non lo sono, e perché non lo sono? In questi incontri divenne perfettamente chiaro che Europa solo in maniera del tutto secondaria è un concetto geografico: l’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma è invece un concetto culturale e storico”.
Ecco il punto fondamentale dal quale partire: l’Europa non è un continente nettamente afferrabile in termini geografici, ma è invece un concetto culturale e storico.
È su questo terreno, relativo al concetto culturale e storico dell’Europa, che la Massoneria può, deve, dare il proprio contributo, superando la tentazione di schierarsi con questo o con quel potere, con questa o con quella ideologia, ma agendo secondo la via dell’esame di realtà e della ricerca della verità.
La Massoneria, prima di essere trasformata in un club al servizio dell’impero anglosassone, era la portatrice della ricchezza di quell’Europa intesa come concetto culturale e storico. Ne sono testimonianze dirette le numerose opere architettoniche, con il loro apparato simbolico e le opere di quei massoni che hanno segnato pagine eccelse della cultura europea.
La Massoneria dovrebbe, potrebbe, essere portatrice di tutte le profonde radici culturali e storiche, ma per essere attore di cambiamento e, soprattutto, di disincantamento dalla bolla ideologica nella quale si è involuta l’Europa, deve, primariamente, smettere di essere, nel migliore dei casi, un club di borgesi in ansia di status e nel peggiore, un varietà di personaggi frustrati nella vita che trovano nei gradi la compensazione al loro fallimento.
La Massoneria deve, primariamente, ritornare ad essere un’eteria iniziatica, dove storia, cultura ricerca della verità intesa come orthotes si accompagnano al compito fondamentale di identificazione dell’essenza dell’essere umano e, conseguentemente, dell’umanità. In questa tensione conoscitiva la Massoneria, erede di antiche eterie iniziatiche, conduce (dovrebbe condurre) anche all’apertura verso l’aletheia” (in greco antico: ἀλήθεια), che è rivelazione, disvelamento di ciò che è nascosto e che si mostra. L’aletheia non è semplicemente la corrispondenza tra un’asserzione e la realtà (come il termine latino “veritas”, che riguarda l’othotes), ma piuttosto il manifestarsi della realtà stessa, il suo venire alla luce, il suo essere svelata.
Qui la Massoneria si presenta con tutta la sua potenza relativa alla conoscenza del linguaggio archetipico e simbolico.
Qui la Massoneria dovrebbe essere maestra di vita, di pensiero, di ricerca.
“Il libro nascosto dell’universo – scrive René Alleau – non si lascia leggere ad alta voce. La natura fugge dalla violenza dell’evidenza: essa confida i suoi misteri al mormorio della penombra. I suoi paesaggi non svelano la loro profondità che all’alba e al crepuscolo, attraverso i vapori e le nebbie. Sapere non è connettere; è assaporare ciò che noi intravvediamo a mezzo cammino”. [1]
La via sottile come il rasoio, il confine tra il giorno e la notte, tra questo e l’altro mondo, il fiume che divide e unisce al contempo due terre, sono metafore della sapienza che i massoni hanno appreso dalla cultura druidica.
Fra buio e luce,
fra giorno e notte,
è Crepuscolo che crea Magia.
Né pioggia né acqua marina,
né flusso né acqua di pozzo;
è Rugiada che crea magia.
Né pianta né albero,
né fusto né foglia;
è Muschio che crea Magia. [2]
“Un simbolo – aggiunge Alleau – non significa: evoca e focalizza, assembla e concentra, in una maniera analogicamente polivalente, una molteplicità di sensi che non si riducono a un solo significato o a uno qualunque solamente”. [3]
La chiave della simbologia è l’analogia.
La qualità del simbolo è la trasparenza. Mentre l’apparire ha come suo contrario il nascondimento, il trasparire non ha contrari: lascia intravedere ciò che inizia ad apparire.
“La funzionalità simbolica – ci dice ancora René Alleau – è inseparabile dal suo «orientamento sacro» o dalla sua visuale ierofanica di «potenze numinose» o «non-umane» alle quali i miti ed i riti rilegano l’essere umano, «riunificando» l’anthropos e il cosmos per la potenza del Logos, che non è linguaggio ma verbo e parola «resuscitata», «ri-creata», al di là del senso culturale e sociale delle «parole della tribù»”. [4]
Se i simboli sono il modo con il quale l’universo, ossia la natura, si mostra, l’archetipo della Natura-Physis è l’impronta (Arché Typos) dell’Origine.
È con questo sguardo noetico che dobbiamo rapportarci alla Natura, uscendo dalla bolla ecologista, che è pura e semplice ideologia globalista neocoloniale.
L’archetipo è, secondo Jung, “un contenuto autonomo dell’inconscio”, “un’immagine autonoma primitiva che, preconscia, è universalmente presente nella costituzione della psiché umana. … Gli archetipi non sono invenzioni arbitrarie, ma elementi autonomi della psiché inconscia preesistenti ad ogni invenzione. Essi rappresentano la struttura immutabile di un mondo psichico che, con i suoi influssi determinati sulla coscienza, dimostra di essere «reale»”. [5]
L’archetipo è il modo con il quale il “primordiale” si mostra, in quanto è “una disposizione che, in un dato momento dello sviluppo dello spirito umano, comincia ad agire ordinando il materiale della coscienza in figure determinate”. [6]
Torniamo a Ratzinger e al discorso pronunziato al Senato italiano il 13 maggio 2004.
“C’è qui un odio di sé dell’Occidente che è strano e che si può considerare solo come qualcosa di patologico; l’Occidente tenta sì in maniera lodevole di aprirsi pieno di comprensione a valori esterni, ma non ama più sé stesso; della sua propria storia vede oramai soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro. L’Europa, per sopravvivere, ha bisogno di una nuova – certamente critica e umile – accettazione di sé stessa, se essa vuole davvero sopravvivere”.
Quella che descrive Ratzinger è l’oicofobia, della quale ha scritto Roger Scruton, ossia l’avversione o il rifiuto della propria cultura, della propria nazione, della propria storia e delle proprie tradizioni.
All’oicofobia si accompagna il cosmopolitismo, fratello gemello del globalismo, il quale è un’ideologia che promuove l’universalismo e il superamento dei confini nazionali, ma che può portare a un disprezzo per le specificità culturali. Scruton, nel suo libro “England and the Need for Nations”, ha usato il termine oicofobia per descrivere questa tendenza, sottolineando come il rifiuto della propria cultura possa portare a una perdita di identità e coesione sociale.
Nel superamento dell’oicofobia e della negazione dei valori europei, c’è anche il superamento di una divisione fittizia, figlia di antiche fratture, ma che, nella storia recente, è dovuta alla Guerra Fredda che ha introdotto confini culturali e storici innaturali.
L’Europa è in crisi sistemica e identitaria per essere diventata la piattaforma operativa delle logiche neocon che non sono altro che il vecchio colonialismo delle monarchie europee in abiti moderni.
Le monarchie europee si sono avvalse della finanza, spesso incarnata, come front office, da finanzieri ebrei (da non confondere con l’ebraismo, la religione ebraica e tanto meno con Israele).
Il neocolonialismo (ossia il vecchio in abiti neocon) sta per essere definitivamente abbattuto e resiste con tutti i mezzi.
Le due nazioni maggiormente impegnate nella difesa del neocolonialismo sono Inghilterra e Francia.
Se la Massoneria rimarrà ancorata alle logiche politiche degli ultimi presidi neocoloniali sarà travolta con loro.
Se saprà emanciparsi dai legami che l’hanno trasformata in instrumentum regni e tornerà ad essere un’eteria iniziatica, spiritualmente caratterizzata e portatrice di valori, allora potrà dare un contributo importante alla difesa dell’apparato radicale europeo e potrà porsi come laboratorio di ricerca per le sfide che la storia sta ponendo all’umanità.
[1] René Alleau, La science des symboles, Payot
[2] Citazione in: Riccardo Taraglio, Il vischio e la quercia, Ed. Dell’Acquario
[3] René Alleau, La science des symboles, Payot
[4] René Alleau, La science des symboles, Payot
[5] C.Gustav Jung, La simbolica dello spirito, Fabbri
[6] C.Gustav Jung, La simbolica dello spirito, Fabbri
La Destra Estrema Europea ha una nuova Super Eroina, una 14enne di Dundee :
Who is Mayah Sommers? ‘Young Queen Of Scots’ Goes Viral After
Fighting Against Europe’s Migrant Assault Threat
A 14-year-old Scottish girl has become a viral icon after her arrest for brandishing weapons to fend off alleged migrant attackers — reigniting debate over Europe’s failure to safeguard its children.
https://www.ibtimes.co.uk/who-mayah-sommers-young-queen-scots-goes-viral-after-fighting-against-europes-migrant-assault-1742327
Per Moi
“Mayah Sommers”
Molto interessante!
La frase:
“The episode has come to symbolise what many call a systemic failure across Europe: the inability, or unwillingness, of authorities to shield their own citizens, particularly young girls, from migrant crime”
Bene, il problema esiste: giovani maschi a volte molestano giovani donne di ogni provenienza.
Alcuni “giovani migranti” (che può significare tanto pakistani quanto canadesi) possono anche avere una sensazione di rivalsa: “siccome mi sento una vittima dei forti, me la prendo… con i più deboli dei forti”.
Ci sono varie soluzioni radicali, potenzialmente tutte efficienti, per questo problema: eliminare tutti i migranti, eliminare tutti i giovani, eliminare tutti i maschi. O almeno un’intersezione dei tre gruppi.
Per il resto, non so esattamente cosa dovrebbe fare “le autorità”: mettere una telecamera addosso a tutte le femmine? un sistema di tracciamento su tutti i maschi? Assumere due milioni di agenti di polizia in più?
Forse due milioni è un po’ esagerato, ma in effetti qualche poliziotto in più in giro non sarebbe male e soprattutto qualche poliziotto che si occupi di queste cose e non delle mille cazzatine che si sentono in giro, tipo sgombrare una festa o arrestare un vecchietto che ha rubato un salame al supermercato
https://www.bolognatoday.it/cronaca/rave-party-ex-cierrebi-polizia.html
Poi magari che chi è arrestato abbia un processo in tempi ragionevoli e se giudicato colpevole si faccia anche un po’ di galera
sul serio
Insomma avere la ragionevole paura che se ti beccano finisci nei guai
Poi si potrebbero fare mille cose preventive…io penso sempre che se un giovanotto pieno di ormoni passa le giornate a correre su e giù per un campo da calcio, si fa qualche amico, spende un po’ di energie e occupa il suo tempo
Per roberto
” soprattutto qualche poliziotto che si occupi di queste cose e non delle mille cazzatine che si sentono in giro”
Io ho sempre pensato che se tu no fossi in Lussemburgo, ma a Firenze, potremmo fare tante cose belle insieme.
Condivido proprio questo spirito pratico.
Poi bisogna vedere, ma mi hai dato un’idea, di cominciare a cercare di capire quali sono i problemi reali delle forze dell’ordine a Firenze.
Il più ovvio è che non ci può essere una pattuglia dell’ordine a ogni angolo della città. E ovviamente il buon spacciatore, scippatore o stupratore aspetta che si allontani la pattuglia, prima di entrare nel proprio ruolo professionale.
Poi c’è il fatto, ci piaccia o no, che l’Italia ha un sistema per cui non puoi sparare a vista a chiunque ti stia antipatico.
Gli “occidentali” si vantano di essere umani, a differenza delle bestie del Terzo Mondo, perché “in Occidente” c’è la democrazia, i diritti, ecc. ecc., siamo mica schiavi degli ayatollah di Putin come gli spacciatori gambiani dell’Afghanistan.
E quindi se arrestano qualcuno, quello deve essere processato. Che è una cosa estremamente complessa e lunga. E c’è anche l’idea che se la polizia non ti becca proprio mentre stai ammazzando qualcuno, ma solo perché sei sospettato, potresti anche essere innocente. E non è proprio carino tenere uno innocente in galera per dieci anni mentre si aspetta che si trovi il tempo di processarlo.
Per cui i famosi Magistrati Buonisti tendono a guardare il codice, e quindi liberare persone sospettate di reati minori, in attesa di processo.
Per roberto
“Poi si potrebbero fare mille cose preventive…io penso sempre che se un giovanotto pieno di ormoni passa le giornate a correre su e giù per un campo da calcio, si fa qualche amico, spende un po’ di energie e occupa il suo tempo”
Su questo concordo anch’io… con i Calcianti di Parte Bianca di Santo Spirito, sarebbe interessante prendere in accoglienza qualche ragazzino maranza condannato a rendersi socialmente utile. Dove c’è gente che “ha valori” ma è anche in grado di riempirlo di cazzotti.
Al Giardino, abbiamo accolto infatti qualche condannato, e per ora è andato molto bene. Però non funziona se a gestire il maschietto che si crede ganzo, è una psicologhessa.
Infatti, appena dietro l’angolo da noi c’è il gradino dove si piazzano i quattordicenni – ragazzini senza famiglia o patria – a strafarsi di canne pagate non si sa come, con presenza di adulti inquietanti: sono lì, perché fanno parte di un progetto di “recupero” da parte appunto di psicologhesse/operatrici sociali e affini.
Purtroppo esistono soggetti giovani maschi (Anche Italiani !) che capiscono come comportarsi solo (!) se vengono gonfiati come zampogne per direttissima … in questo l’ Oltrarno con i Bianchi di Santo Spirito è molto più efficiente del Comune di Firenze.
E “soggetti anche non più giovani” , aggiungo.
miguel
“Però non funziona se a gestire il maschietto che si crede ganzo, è una psicologhessa.”
infatti parlo di sport (ma anche altre attività di gruppo possono andare bene), non di scuola o psicologia
con tutti i giovani atleti, già professionisti e ricchi, nei guai per stupro, ho molti dubbi sul tuo ottimismo
ciao
(che può significare tanto pakistani quanto canadesi)
insomma, dai 😀 napoletanizziamoci secondo l’aurea massima “cca’ niscuno è ffesso” 😀
è chiaro che “migranti” è un eufemismo per “non-europeo” di etnia “non-bianca” (indo-pakistani, magrebini, neri, asiatici, mulatti e meticci americani)
un po’ come “extracomunitario” da noi indica nei fatti il nero, il colombiano e il magrebino, non certo lo svizzero e il norvegese che sono altrettanto extracomunitari 😀
Eh, abbiamo Costituzioni che sanno parlare solo di Essere Umano in Astratto come Essere Astorico e Aculturale … siano obbligati per Legge (!) a raccontarci che l’ Integrazione di un Pakistano o di un Norvegese in Svezia sia la stessa identica cosa !
E ci sentiamo ripetere da 35 Anni il Mantra Pensioni & Pomodori da 35 anni, ininterrottamente e immodificabilmente, dall’ Establishmet.
La Classe Intellettuale sa solo Cascare dal Pero se l’ Estrema Destra va su … per poi prontamente risalire sul Pero ancora più in alto apposta per caderedi nuovo … incurante dell’ Equazione U=mgh, implacabile e indifferente.
famme capì
i negri arrivano dall’Africa e dalla Polonia, raccolgono i pomodori, fanno girare il PIL che paga le pensioni da 35 anni o giù di lì
e questo è un dato di fatto accertato e pacifico
perchè lo chiami Mantra?
siaMo
… Sbagliatore Automatico.
“Canadesi”
Qui ha fatto scandalo una storia che farebbe ridere in qualsiasi altro paese.
A gennaio una squadra di basket compra un giocatore americano.
Giovedì arriva
Venerdì si allena
Sabato partita: fa un miliardo di punti
Sabato sera va in discoteca con un altro americano che è il miglior marcatore del campionato
La serata finisce con una rissa nella quake l’americano nuovo accoltella un magrebino, e l’altro americano ne gonfia di botte un’alto. Sembra che il gruppo di maranza locali li abbia presi a parte con insulti razzisti e loro si siano incazzati
Domenica arrestati
Lunedì licenziati
Fantastica la storia di questo tizio che esce per la prima volta dagli Stati Uniti, arriva in Lussemburgo che immagino non sappia neanche dove sia e gira armato facendosi arrestare alla prima serata 🤣
Per roberto
“Fantastica la storia di questo tizio che esce per la prima volta dagli Stati Uniti, arriva in Lussemburgo che immagino non sappia neanche dove sia e gira armato facendosi arrestare alla prima serata ”
Grazie, stupenda!
Non capirò mai questa cosa di far lavorare o meno la gente non in base a quanto è brava in quel lavoro, ma in relazione a cosa che fa altrove e che non c’entrano un beato cazzo.
Io, se è bravo, farei suonare nei concerti, gareggiare, giocare a qualunque sport, fare il medico, il politico, l’avvocato, ecc. lo stupratore, il maniaco, il serial killer, l’antropofago, il parricida, l’infanticida.
Semmai lo sbatto in carcere se fa reati, ma dal carcere o accompagnato stile Hannibal Lechter lo faccio lavorare.
Non per niente, perché preferisco essere operato dal chirurgo bravo che nel tempo libero ammazza e squarta la gente che da quello ciuccio che però è una persona irreprensibile.
Si tratta solo di lasciargli fare il chirurgo impedendogli, al tempo stesso, di ammazzare e squartare la gente, in modo che così mi avvantaggio io, paziente, e si avvantaggiano i potenziali ammazzabili e squartabili.
È un po’ difficile far giocare uno che è in prigione, non ti pare? Poi voglio dire, compri un giocatore a fine gennaio, la stagione finisce a maggio sono si e no 16 settimane…se uno appena arriva inizia a perdersi giorni/settimane/mesi di lavoro, boh grazie ma preferisco risparmiarmi i soldi….
Perché mai?
Lo accompagni scortato alla partita e poi lo riporti in carcere.
peucezio
temo che il carcere non funzioni così…anche perché se tutti dovessero essere scortati a lavorare non basterebbero tutte le guardie del mondo…
Tutti no.
Solo quelle poche persone che hanno competenze speciali.
La maggior parte dei carcerati non sono brillanti medici, campioni sportivi o cose simili.
Anzi, di solito è gente priva di competenze, sono un po’ la parte più marginale, ahimè, della società.
Che poi prima o poi si dovrebbe fare un ragionamento sul carcere.
Non dico che ora come ora io abbia in mente dei sistemi alternativi, ma resta una cosa disumana, un relitto di epoche buie.
Cioè, come dice Pino, con grandissima semplicità ed efficacia,
il carcere è brutto.
in Brasile, ho letto, esiste un carcere “aperto”
in cui i reclusi tornano volontariamente la sera, dopo aver fatto attività fuori
se è vero, è qualcosa di grande
peucezio
“il carcere è brutto”
e sono d’accordo, ma non sono sicuro che esista davvero un modo meno brutto per proteggere la società
in fin dei conti, per tornare al caso di prima, un tizio che gira armato di coltello e quasi manda al creatore un altro, non mi sembra molto rassicurante lasciarlo in giro comme si de rien n’était
“Non dico che ora come ora io abbia in mente dei sistemi alternativi”
Per me ogni ragionamento sul carcere può fermarsi qui.
Beh, per il tizio col coltello bastano i domiciliari (seri, con un bracciale che non riesci a toglierti e avvisa immediatamente se muovi un passo fuori).
Comunque sono convinto che un giorno il carcere sarà ricordato come oggi ricordiamo l’Inquisizione (non quella vera, quella della vulgata laicista), le torture, gli impalamenti, ecc.
Per inciso, non c’è nessun reato violento di cui i domiciliari non impediscano la reiterazione.
E i reati non violenti per come la vedo io non dovrebbero essere reati.
Peucezio
“domiciliari”
Di nuovo, non so se uno che è pericoloso possa davvero stare ai domiciliari…diciamo che non lo vorrei come vicino di pianerottolo
Ciò detto mi domando come funzionerebbe nel caso specifico.
Nella squadra locale i contratti con i professionisti americani (2-3 al massimo) prevedono un po’ di soldi (diciamo sui 5000) uso di una macchina e stanza in un appartamento (sono tutti e tre nella stessa casa)….se uno lo licenziano perde la “casa”…non so come potrebbe essere i domiciliari se uno la casa non ce l’ha (o non può pagare l’affitto)
Vabbè, queste sono questioni risolvibili.
Io pongo un principio.
Peucezio
« Io pongo un principio »
D’accordo ma….
Mi hai rimproverato mille volte che ho idee e principi ma non guardo la realtà….
È un licenziamento per giustificato motivo oggettico per impossibilita sopravvenuta della prestazione. Come diceva Roberto, se sei in carcere ti è impossibile lavorare, per cui il datore di lavoro deve poter “liberare il posto”.
In Italia, tra l’altro, se vieni prosciolto poi il datore di lavoro ha l’obbligo di riassumerti.
perchè arrestati e licenziati? da quello che dici, domenica chiavi della città e lunedì allenamento.
non vi capisco, voi lussemburghesi.
francesco
“perchè arrestati”
hanno mandato due persone all’ospedale conciate maluccio…quello con il coltello se non ricordo male era accusato di tentato omicidio
“e licenziati?”
come sopra….
Ma da quello che scrivi hanno fatto bene a farlo, no?
Dove è la tua coscienza anti razzista?
PS scherzo per non piangere 🙁
Potrebbe diventare un decennio dopo la Anti-Greta Thunberg … sicuramente la Scozzesina è umanamente molto più spontanea.
Allora amerai un sacco i maranza…
Se fosse possibile riportare la notizia viaggiando nel tempo a 45 anni fa … tutto il Regno Unito sarebbe incredulo, tranne ovviamente Enoch Powell.
POLE LOTTA TROUBLE Tourist faces being thrown in Turkish jail for POLE DANCING on hallowed flag – but she defiantly says ‘people loved it’
Bystanders were seen recording the dance as she put her moves on display
https://www.the-sun.com/news/15049887/tourist-jail-turkey-pole-dance/
E la Pole Dance Femminile entra a far parte della Storia degli Incidenti Diplomatici.
In realtà nei Kibbutzim (?) è pieno di “Settlers” mooolto più esaltati dei Militari dell’ IDF … solo che hanno molti meno mezzi a disposizione, come già abbiamo visto.
“Esaltati” nel senso di fregarsene espressamente (!) della Diplomazia Internazionale per puntare al Grande Obbiettivo Finale :
Erez Israel PanEbraico.
Meno zero simpatia per le posizioni di Casa Pound, ma qui c’è una confutazione tecnicamente precisa delle sciocchezze che girano sull’occupazione romana di Casa Pound:
https://www.instagram.com/reel/DN5W58zDLIO/
Ovviamente Casa Pound non ci arriva alla conclusione di difendere le occupazioni altrui, che spesso sono nelle stesse circostanze.
@ MIGUEL
C’era una Serie 📺 TV Britannica sul Lockdown Maschile, tipo Covid … in pratica il problema è il Cromosoma Y al posto del Covid . PERÒ NON l’ho vista … non so se ci sono personaggi Trans e come sono contati. Nel trailer, paraculamente si vedeva solo uomini bianche e donne bianche e poliziotte bianche.
Tuttavia in una scena in cui c’ è da rischiare una coltellata viene mandato avanti un poliziotto maschio, nero ⚫️ ad arrestare il trasgressore bianco , che gli dà del traditore della mascolinità.
NON so altro, NON l’ ho vista.
Viene mandato il maschio perché notoriamente “expendar gender”, come in tutte le guerre dall’ Età del Bronzo alla Seconda Guerra Mondiale.
Il fatto che il nero ⚫️ sia poliziotto 🚔 evita che dia rappresentato come potenziale stupratore … però è sacrificabile, expendable.
… Mah !
“Expendable Gender”
Ho visto solo un trailer.
Secondo (già più volte citata) Yasmina Pani, la Woke è un’ Estrena Dx eguale e contraria, che vive della stessa psicosi da propagandare:
cambia che il Male Assoluto anziché essere l’ Immigrato Afro / Levantino/ Zingaro / Islamico
… è il Maschio Bianco Etero Cis.
In questo caso devo citare Andrea che cita George: il problema non è la musica, è il metodo.
Presunzione di possedere la Verità e patologico bisogno di imporlo al prossimo.
Ciao
La Pani dovrebbe fare la sociologa divulgatrice, perché quando parla di questi temi dice sempre cose ineccepibili, mentre quando parla di linguistica scopriamo che gli articoli determinativi sardi vengono da ISTE con assimilazione progressiva di -T- (sic), che una vocale posposta è prostetica anziché epitetica, che lo schwa è una via di mezzo fra ‘a’ ed ‘e’ (lo ha detto davvero).
Dire che si è laureata a Pisa con la Marotta: certi rudimenti minimi dovrebbe averli.
Peccato questa sciatteria scientifica in chi si accredita come “linguista”, visto che poi conduce battaglie sensatissime ed equilibrate.
Gaza come Côte d’ Azur di Eretz Israel PanEbraico … non solo Donald Trump e Benjamin Natnyahu , vi si mette pure Tony Blair :
https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/28/news/gaza_resort_tony_blair_trump-424812246/amp/
https://energyskeptic.com/2025/carbon-capture-and-storage/
Il sequestro del carbonio, secondo notizie aggiornate, sarebbe una trappola che sequestra soltanto i soldi dei contribuenti.
Dichiarano importanti progressi ma inesistenti e così ricevono assurdi finanziamenti.
Mi sa che non siano soltanto quelli della cattura del carbonio a fare i furbi in questo modo.
https://www.resilience.org/stories/2025-08-28/the-annihilation-of-the-ontological-feminine-the-second-essay-of-the-five-essay-series-the-abyss-of-civilization/
Articolo che ho appena iniziato a leggere, ma che mi pare notevole. O perlomeno è nelle mie corde. Della serie scava e ri-scava, e sotto sotto alla cultura trovi una certa relazione con i grandi mutamenti nella vita materiale preistorica.
E ancora prima, natura e cultura erano in relazione diretta attraverso l’animismo.
E ancora niente sacerdoti a dettare legge.
E siccome non c’erano sacerdoti, non c’era troppa violenza e tutto funzionava abbastanza bene.
Mi viene il dubbio che fosse così, ma dovrei approfondire.
(Per quanto possibile).
Resta fuori la questione dell’incremento demografico che ha fatto seguito all’invenzione dell’agricoltura. E da lì è stata tutta una rincorsa a complicare le cose inutilmente.
Sento già che sono in contraddizione con me stesso.
🤨
Manicomio, please.
Oppure, l’agricoltura va bene soltanto se viene fatta a imitazione della natura.
Ecco. Mi sento meglio
Io credevo che fossi serio!
Lo studio è un esempio perfetto di Tardo Rincoglionimento Occidentale, del tipo “femminista sentenzioso”.
E’ anche divertente da leggere, in effetti.
Sono molto serio.
🤓
Ormai in Occidente è impossibile ritrovare la Bussola …per questo, purtroppo per la nostra identità culturale, sempre più gente può trovare solo la QIBLA !
Che poi capire cosa significa Qibla non è così tanto facile.
Senza sovrastrutture mistiche culturali religiose, è una direzione verso la quale accasciarsi faccia a terra e culo per aria.
Ah, la direzione della Mecca…
Mah, l’Occidente e anche l’Oriente, mi pare, hanno smarrito la natura umana, che emerge solo a contatto con tutta l’altra natura.
Il dominio della natura ha plasmato la cultura umana. Ma la Natura se la ride sotto ai baffi (donna baffuta) del dominio umano sacerdotale e razionalizzante in linea retta verso la Mecca. Le basta far straripare un fiume e spazza via una mezza regione di inutili artefatti umani.
Il giusto, come sempre, sta dinamicamente nel mezzo.
Chiaramente metaforico per l’avere certezze in un Occidente ove è tutto decostruito fino a essere distrutto … tranne il Capitalismo, che NON si tocca e anzi al massimo si rende più “Inclusivo”.
Il mezzo tra l’artefatto umano e la natura
Nella fattispecie indicavo un tipo di agricoltura che si ispira ai processi naturali.
Ma non si sa se potrà sfamare otto miliardi di persone. Quindi, si, è un mezzo per ora virtuale, ma possibile magari tra cent’anni.
Cent’anni facciano a tempo a ritrovarci in un Deserto Post Atomico.
Dato un’occhiata all’articolo…. mah, lungo e tanta carne al fuoco, probabilmente troppa.
Andiamo per ordine:
-“Resilience”: è un termine che fa cagare e quando passerà di moda sarà sempre tardi.
-Che l’umanità primitiva avesse in prevalenza divinità femminile, assai probabilmente legate alla sfera riproduttiva e alla nascita, è piuttosto evidente dalle “veneri” preistoriche
(per inciso la strana pettinatura “a ricciolini” di alcune di queste statue sembra coincidere con i copricapi di conchiglie preistorici noti come “cuffie del Gravettiano”)
– forse le società di cacciatori raccoglitori non avevano ruoli di genere così distinti, seppure insomma le donne rimanessero incinte, a differenza degli uomini, anche nella preistoria.
Da un lato ho letto di una scoperta di una antichissima cacciatrice (a giudicare dal corredo funebre) in Sud America…
dall’altro, non sono un antropologo, ma mi pare che i ruoli di genere siano in effetti distinti nelle attuali società di cacciatori/raccoglitori, a differenza di quello che racconta l’articolo:
https://en.wikipedia.org/wiki/Yanomami_women
(“Yanomami women are responsible for domestic duties and chores, excluding hunting and killing large game. Although the women do not hunt, they do work in gardens and gather fruits, vegetables, medicinal plants, fish, small animals, honey and insects for food.”)
oppure:
https://ahcsa.org.au/resources/AHC-Community-Report-online.pdf
-trovo vero che la mitologia conti e che le sue trasformazioni possano darci indizi, e anche parecchi, sulle trasformazioni della società;
che si possano trarre regole universali nello specifico dall’evoluzione della mitologia sumera (e in una sua suddivisione per epoche sulla cui affidabilità mi permetto di avanzare riserve) è probabilmente spingersi un bel po’ troppo in là.
@ puffo giardiniere
“sequestro”
La più grande truffa del secolo dopo ReArmEurope.
Eppure basterebbe ricordare Lavoisier: nulla si crea e nulla si distrugge
Se bruciando certi materiali sotterranei immetto CO2 in aria e libero energia, e’ evidente che per sequestrare la CO2 dall’aria e ritrasformarla in materiali sotterranei ho bisogno di energia.
E chi me la dà?
Se sono una pianta, il Sole, con una funzione clorofilliana. Ma è un processo un poco lento: per mettere su una quercia da una tonnellata ci metto vent’anni almeno. Il vento? Soffia quando vuole.
Se non uso il nucleare, allora devo ricavare l’energia bruciando altri fossili, e quindi (dato che l’efficienza complessiva non arriva mai al 100%, causa Secondo Principio) finisce che per sequestrare un Kg di CO2 finisce che in aria ce ne libero un Kg e mezzo. (Esagero, forse, ma certamente non granché).
Ciao!
Andrea Di Vita
Per me è una truffa molto più grande del Rearm Europe.
Che concettualmente è ineccepibile, mentre la cattura del carbonio non sta proprio in piedi, come dici tu.
Ciao
Oggi titolo su La Stampa:
“L’Europa si riarma: munizioni, confini blindati e i bambini impareranno a usare i droni”
“i bambini impareranno a usare i droni””
Interessante, perché è l’unico modo per trasformare i “nativi digitali” in piccoli Balilla.
Confesso che punterei i miei due euri sui combattenti di Hamas.
OMDAF
Tra parentesi ieri tra i 600 e passa missili sparati su Kiev ha fatto una brutta fine il palazzo della delegazione UE…
https://www.euronews.com/my-europe/2025/08/28/eu-delegation-in-kyiv-severely-damaged-by-shock-wave-of-russian-strike
Ma vabbè sono danni materiali….i 23 poveracci che ci sono rimasti invece non si riparano
Cazzo, era ora!
Non hanno nemmeno bombardato in forma intimidatoria, nei dintorni, a scopo di umiliazione, quando quello sterco umano di Biden è andato a Kiev.
Spiace ovviamente per i civili.
Ti ricordo che l’Ucraina è uno Stato indipendente, non una colonia russa.
E può accogliere chi vuole, non deve chiedere il permesso a Lavrov.
Certo.
Solo che colpire sedi Ue nell’Ue creerebbe conseguenze enormi e a maggior ragione colpire Biden negli USA.
Invece se vai in un paese in guerra ci vai a tuo rischio e pericolo.
Con ciò, so bene che non si poteva comunque colpire Biden neanche in Ucraina senza innescare se non la III Guerra Mondiale qualcosa di molto simile.
Ma almeno umiliarlo buttandogli delle bombe vicino al culo si poteva fare…
Peucezio
“Invece se vai in un paese in guerra ci vai a tuo rischio e pericolo.”
Tipo l’ambasciata cinese a Belgrado? Mi sembrava che ti avesse scioccato quel bombardamento, forse ricordo male…
No, a me mi ha scioccato tutta quella guerra criminale contro un paese europeo sovrano, volta a mutilarlo di una parte del suo territorio.
Con la differenza che il Cossovo non è un cuscinetto vitale per la sicurezza USA e i cossovari non sono americani, quindi non esisteva nessuna giustificazione.
In ogni caso i cinesi non avevano fatto nulla agli USA, mentre Biden arma l’Ucraina, quindi sarebbe stato un obiettivo del tutto legittimo.
Un’ambasciata è un’ambasciata: dovrebbe essere inviolabile. Ma una visita di stato in una situazione del genere è una provocazione: vai in un paese in guerra, in una città sotto le bombe: rischi deliberatamente.
Il Donbass sarebbe un cuscinetto vitale per la sicurezza russa?
Ma dai, almeno tu potresti non renderti ridicolo con simili affermazioni!
Intendo dire, il fascismo non è mai stato timido nell’esaltare l’imperialismo, a differenza di alcuni progressisti.
Ah, una cosa che mi interessa: i kosovari non sono americani, quindi non esiste nessuna giustificazione per intervenire a fermare un eventuale massacro/persecuzione/quello che sia.
Lo sai che non ci sono solo i kosovari al mondo?
Ciao
@ Francesco
“Il Donbass sarebbe un cuscinetto vitale per la sicurezza russa?”
No.
Ad essere vitale per la sicurezza russa è che nel Donbass non si installino USA e UK.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Tra l’altro, gli Inglesi hanno una tradizione secolare di presenza in Donbass. Bakhmut l’anno fondata loro.
>>> Ad essere vitale per la sicurezza russa è che nel Donbass non si installino USA e UK.
Che dire? già questo è sufficientemente ridicolo da disarmarmi!
Non ha nessun senso, basta una cartina geografica perchè sia evidente, non serve neppure informarsi su cosa è la tecnologia militare nel 2025.
Quando dico che la propaganda russa a favore della guerra è pessima, penso a questo genere di cose.
Ciao!
Il palazzo non è stato colpito: è stata l’onda d’urto a fare danni, dice l’articolo.
https://youtu.be/AlPiDwROn9I?feature=shared
Oh, ecco i Sumeri.
Corso di storia per Puffi, naturalmente.
Che poi il Tigri e l’Eufrate ora sono quasi completamente prosciugati
Come cambia il mondo….però la grande svolta deve essere stata in quel periodo.
La natura è stata per la prima volta smembrata e messa sotto controllo. Un po’ come Tiamat viene smembrata da Marduk.
Il sumero ha inventato l’aratro strumento di scissione della terra, e soprattutto ha iniziato la più grande opera tecnologica dell’uomo: il contenimento delle acque.
Questo contenuto è riservato solo ai telespettatori Puffi.
https://youtu.be/dDcMS2eVSWI?feature=shared
C’è già anche il “surplus”
👁👁
https://thesubversivefarmer.net/blog/farm-like-an-ecosystem
E quindi ritorno a bomba sul mio solito pallino dell’agricoltura a imitazione della natura
Non so se ci siano dei puffi interessati, comunque sono lieto di dare la buona notizia
Esiste già.
C’è questa ‘zia gallina’ botanica e raffinata scrittrice che ha messo a punto e implementato il tutto.
Lo descrive in quattro apprezzabili racconti
La domanda che si pone all’inizio: sarà sufficiente per otto miliardi di persone?
Non si sa.
Probabilmente no.
È un progetto pensato per un futuro con poche persone e pacifiche.
Prendere nota e trasmettere alle future generazioni.
@ puffo giardiniere
“generazioni”
Premesso che la prima volta che ricordo di avere corso su un prato avevo dodici anni e che per me vale la domanda di Celentano a Pozzetto in “Lui è peggio di me” (“ma le mele non crescevano nelle cassette del supermercato?”), ho dei colleghi nati e cresciuti in collina fra campi e galline. Quando ci fu il referendum dei Verdi contro i pesticidi si astennero tutti in massa per farlo fallire: senza pesticidi i loro campi avrebbero prodotto un terzo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Un terzo
Ci credo. Se coltivi le mele, le pere, le pesche ecc.
Io ho un melo di varietà antica che negli ultimi anni non ha prodotto quasi niente, per via della carpocapsa, dovrei fare dei trattamenti ma non mi va.
Però ci sono alberi come il prugno, il fico, il melograno, il cachi, il kiwi (per ora) il nocciolo e diversi arbusti che di fronte agli insetti e alle malattie non fanno una piega.
Lo stesso vale per certe erbe spontanee commestibili.
Lo scrive anche la zia gallina nel lungo racconto che ho linkato
In più tiene un grande orto orevalentemente a patate e delle galline.
Su dieci ettari ne coltiva mi pare, uno.
Ma altrimenti sarebbero tutti pascoli degradati.
@ puffo giardiniere
“pascoli”
Ho chiesto a uno di loro perché non privasse a vendere cibo con l’etichetta ‘bio’.
Mi ha detto che se lo facesse tutti i guadagni in più che ne ricaverebbe se ne andrebbero per pagare un addetto che seguisse tutta la burocrazia necessaria alla certificazione.
Proprietario di un campo di pesche ereditato da un parente, lo fa curare da un contadino con cui divide il ricavato della vendita dei frutti a un’azienda che glieli compra in blocco per farne confetture da vendersi al supermercato.
Quando viene la stagione prega il cielo che venga la grandine, così il raccolto è dimezzato e i prezzi vanno alle stelle.
Decisamente non saprei trovare persona più lontana da tutte le idee di ‘agricoltura sostenibile’ di cui leggo in questo blog. Non che lui sia una persona particolarmente superficiale; è che applicare quelle idee semplicemente costa troppo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Applicare quelle idee
Se è un campo di peschi che vengono trattati, c’è ben poco dell’idea di una coltivazione naturale
L’idea non è quella.
Deve essere una specie di bosco ma con una grande varietà di piante commestibili.
Anche animali tra cui quelli sgraditi come i lupi o le vipere.
Questo racconta la ‘zia gallina’.
Non è un progetto attuabile veramente se non si può fare affidamento su un reddito diciamo integrativo.
Comunque garantisce l’autosufficienza alimentare e forse la vendita di qualche prodotto (che so, uova? Frutta? Verdura?) in un piccolo mercato locale.
Per ADV
“Mi ha detto che se lo facesse tutti i guadagni in più che ne ricaverebbe se ne andrebbero per pagare un addetto che seguisse tutta la burocrazia necessaria alla certificazione.”
Esatto, confermo!
Per questo alcuni contadini che conosco hanno inventato la “garanzia partecipata”: “io di soldi per pagare burocrati che mi certifichino non ne ho, se vuoi vedere come cresco la frutta, vieni a trovarmi quando vuoi, il mio campo è qui!”
Per ADV
“Decisamente non saprei trovare persona più lontana da tutte le idee di ‘agricoltura sostenibile’ di cui leggo in questo blog”
Quando passi per Firenze, cerca di capitarci il venerdì, che ci sono i contadini che fanno il mercato in Piazza Tasso, e parliamone insieme.
https://thesubversivefarmer.net/blog/farm-like-an-ecosystem-part-iii-wild-farming
Per usare le parole della nostra zia botanica gallina (puffa)
Ora arriva l’inevitabile domanda…
Come possiamo nutrire otto miliardi di persone nel mondo se ripristiniamo i nostri ecosistemi, le nostre foreste, coltivandone solo una piccola percentuale? La mia risposta: possiamo fare entrambe le cose; potremmo fare entrambe le cose subito. Abbiamo sperperato la terra su cui coltiviamo cibo. L’USDA stima che tra il trenta e il quaranta percento delle riserve alimentari venga sprecato e che il settanta percento della soia coltivata negli Stati Uniti venga utilizzata per l’alimentazione animale, con il pollame al primo posto nel settore zootecnico. (E la soia non fa parte della dieta naturale dei polli). Lo spreco inizia in fattoria, dove 1,2 miliardi di tonnellate all’anno, circa il 15,3% del cibo prodotto a livello globale, vanno perdute. https://earth.org/food-waste-on-farms/ Nell’allevamento animale, lo spreco maggiore deriva da un alto tasso di mortalità. (Lascio questo alla vostra immaginazione.) “I supermercati impongono rigide specifiche estetiche agli agricoltori e acquistano solo prodotti che soddisfano le specifiche di dimensioni, forma e colore, indipendentemente dal loro valore nutrizionale, dal sapore e dal valore.” https://earth.org/food-waste-on-farms/ E “lo spreco alimentare è responsabile di un terzo di tutte le emissioni di gas serra causate dall’uomo…” https://earth.org/how-does-food-waste-affect-the-environment
Andrea e Miguel
« Mi ha detto che se lo facesse tutti i guadagni in più che ne ricaverebbe se ne andrebbero per pagare un addetto che seguisse tutta la burocrazia necessaria alla certificazione »
La prossima volta provate a chiedere « si ma concretamente quanto ti costerebbe »
Io conosco un produttore di arance in Sicilia, due allevatori di agnelli (Belgio e Francia) e un viticultore (Germania) che fanno bio e tutti mi dicono sempre che i costi sono molto molto ampiamente ripagati dai maggiori guadagni, e che in più prendono fondi UE proprio per fare bio e quelli già da soli coprono tutti i costi
Non vorrei essere andreottiano ma non mi sorprenderebbe se dietro il « c’è troppa burocrazia » ci fosse il semplice desiderio di vendere a prezzi bio cose per le quali si prendono piccole scorciatoie e che non sono del tutto bio (« eh sai lavoro perfettamente secondo le regole ma non posso certificarlo, fidati »)
Per roberto
“Non vorrei essere andreottiano ma non mi sorprenderebbe se dietro il « c’è troppa burocrazia » ci fosse il semplice desiderio di vendere a prezzi bio cose per le quali si prendono piccole scorciatoie e che non sono del tutto bio (« eh sai lavoro perfettamente secondo le regole ma non posso certificarlo, fidati »)”
Ennesima scusa per farti venire a Firenze, e farti conoscere i contadini, e chiarire la cosa con loro, e non con me che sono laureato in lingue orientali.
E se vuoi ti trovo pure dove dormire!
Miguel
« vieni a trovarmi quando vuoi, il mio campo è qui! »
Tu sapresti distinguere un campo bio da uno non bio semplicemente guardandolo?
Io no, ed ecco che ritorna il discorso fiducia che passa attraverso la conoscenza personale (ma immagino che non tutti abbiamo amici contadini) o appunto la certificazione
Per roberto
“Tu sapresti distinguere un campo bio da uno non bio semplicemente guardandolo?”
🙂
Il problema è che la certificazione ufficiale, da quello che mi raccontano i contadini, è puramente formale (una sorta di autocertificazione molto burocratica) e ha dei costi enormi.
Insomma, non so se valga di più del giudizio del laureato in lingue orientali che passa una giornata a vedere come l’amico contadino semina i pomodori.
Sul Cubo Nero di Firenze, internet mi segnala per caso o per algoritmo questo articolo:
https://www.artribune.com/progettazione/architettura/2025/08/firenze-ex-teatro-comunale-polemiche-cubo-nero-fake/
Ma questo è proprio un demente totale.
Cosa vuol dire “fake”? Se una cosa è brutta è brutta? Se è in totale distonia con l’ambiente circostante è uno sfregio.
“Fake” è una notizia falsa, non una valutazione estetica.
A parte che se uno non è capace di scrivere esprimendosi in italiano è un povero mentecatto comunque.
Su questo sono d’accordo.
Il resto dell’articolo (che ho letto distrattamente perché avevo altro da fare) mi sembra basato su due tesi:
-“quello che c’era prima non era granché “- e allora??
-“poteva andare peggio” grazie al cazzo
E anche sulla tesi che la città non è un monumento ma appunto una città… discutibile, se parliamo di Firenze o cittàstoriche, cioè di mezza Italia (allora le Soprintendenze che ci stanno a fare?(
Infatti.
Peraltro nulla vietava di falo “in stile” in modo che si mimetizzasse con il contesto. Ma in Italia questa pratica fa veramente fatica a prendere piede.
@werner
“piede”
Falso.
Sia il centro di Brescia, sia i paesini della Val di Chienti in provincia di Macerata (da Loro Piceno a San Ginesio, da Belforte a Vespignano, sia quelli Umbri compresi fra Città della Pieve e il Trasimeno, sia
Caltagirone in Sicilia, sia Triora in provincia di Imperia, sia i dintorni di Siena sono ottimi esempi in cui le costruzioni più moderne si integrano perfettamente nel paesaggio urbano senza alterare il paesaggio urbano ed extraurbano.
Un solo esempio: vicino a Tolentino, lungo la modernissima statale che collega
Foligno all’Adriatico, c’è il grande stabilimento di una famosa marca di elettrodomestici. Sfido chiunque ad accorgersene. È letteralmente mimetizzato nel paesaggio.
Non è vero che in Italia non siamo abituati a integrare l’antico col moderno (andate a Loreto, andate a Tolentino, andate a Urbisaglia…). E’ vero che una politica corrotta ha spesso lasciato mano libera agli intrallazzi.
Ma il buon gusto Italiano non è solo uno slogan, e non è limitato alla cucina e al vestire.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non parlavo di integrare il moderno con il contesto, che comunque spesso vine fatto molto male (vedere i sopralzi di Milano a titolo di esempio), ma di farlo proprio come “falso antico”, nello stesso stile degli edifici corcostanti. A volte lo fanno, ma spesso si limitano ad aggiungere uno o due piani di vetrate sopra ad edifici storici che risultano posticce.
Purtroppo in Italia non si fa.
All’estero fanno molti più danni ma questa cosa si fa di più.
Non ci si rende conto che un luogo è un insieme: se tu lo sfregi con un elemento eterogeneo, rendi meno fruibile tutto il resto.
Per questo le cose posticce in alcuni casi vanno bene: in sé essendo un falso non avrebbero molto senso, ma servono per apprezzare il resto, cioè tutta la parte autentica.
Per Peucezio
“Cosa vuol dire “fake”?”
Lui ha scovato, chissà dove (magari l’ha creata lui?) una foto che fa vedere il cubone più alto di quello che è.
E quindi siccome quella singola foto è falsa, allora ogni critica al Cubone è “fake”.
Per vedere com’è il Cubone in realtà, basta cercare Teatro Comunale immagini sul motore di ricerca.
Per PinoMamet
“Sul Cubo Nero di Firenze, internet mi segnala per caso o per algoritmo questo articolo:”
Interessante.
L’autore ha sicuramente ragione quando parla della maniera in cui tanti fiorentini criticano le “novità” – ad esempio, a me non dà fastidio il Tribunale di Novoli, perché l’hanno costruito fuori dal centro, è un’architettura molto particolare, ma interessante.
Concordo con lui poi sul salvataggio dell’Odeon, dove una splendida amica ha cercato per anni di salvare l’unico cinema storico rimasto a Firenze – svuotato dopo il Covid – e poi invece di farci un Cubone, ha trovato un accordo con una libreria locale, per salvare il ruolo culturale del posto. E ci sono stati i soliti a dire che era uno “scempio”, senza suggerire alternative.
Sul Cubone, l’autore invece ha torto marcio. Il cubo nero si vede eccome, dall’altra sponda del fiume. L’autore usa il solito trucco di prendere UNA foto esagerata, che probabilmente è un fotomontaggio, per negare che esista la realtà del cubone. Come dire che il terremoto all’Aquila non c’è stato, perché UN utente di Facebook si è divertito a fare un fotomontaggio in cui un vulcano distrugge l’Aquila. Insomma, l’autore è pure in malafede.
Al Teatro Comunale ci sono stato nel 2012 circa, era in ottime condizioni, quindi l’autore bara dicendo che era un “rudere” (e non c’era bisogno di costruire l’altro Cubone del Maggio, sarebbe bastato restaurare il Teatro).
Io ho visto com’era prima, e come è adesso, anche dal punto di vista di chi abita direttamente dietro il Cubone e prima vedeva il cielo e adesso vede solo un palazzone.
Per realizzare questa speculazione privata, il Comune ha perso milioni di euro, e ci ha guadagnato tra l’altro il babbo di Matteo Renzi.
Verissimo invece che “si vedeva da anni e nessuno diceva niente”. Ogni volta che passavo davanti allo sventramento della zona, mi chiedevo perché nessuno si ribellava.
Diciamo che il signor Massimiliano Tonelli è stato pagato per scrivere questo articolo, visto che la multinazionale statunitense che ha sventrato il quartiere deve tenere il profilo basso in questi giorni?
È che la torre scenica aveva una copertura (un tetto spiovente) che si mimetizzava meglio con lo skyline, pur facendo schifo. Quindi è vero che l’ingombro sulla carta è lo stesso, ma l’impatto del nuovo è sicuramente maggiore.
Io penso che bisogna “coniugare modernità e tradizione”, almeno in architettura: introdurre soluzioni moderne mantenendo un’estetica il più possibile tradizionalisteggiante. Altrimenti le città diventano tutte indistinguibili: un palazzo come quel coso nero si vede indifferentemente in centro a Firenze, all’EUR a Roma e dietro la stazione ferroviaria di Lubiana.
non si potrebbe dire lo stesso del Colosseo? mica ogni città romana aveva un impianto simile?
la butto lì perchè di architettura non capisco nulla
Ciao!
Gli anfiteatri c’erano in ogni città romana degna di questo nome. A Milano ce n’era uno bello grosso.
I teatri, sulla cui base sono costruiti gli anfiteatri (lo dice la parola stessa), invece, c’erano in ogni città romana anche non degna di questo nome.
Io mi chiedo perché farlo nero.
Voglio dire: i soldi ce li fai uguale, la speculazione funziona lo stesso.
E allora ho ragione quando dico che l’ideologia, il cupio dissolvi, è molto più decisivo dell’interesse, del vantaggio.
Lo faccio nero a sfregio, per compiacere il mio narcisismo distruttivo di architetto creativo che vuole rompere la bellezza e l’armonia delle cose.
Per Peucezio
“Io mi chiedo perché farlo nero.
Voglio dire: i soldi ce li fai uguale, la speculazione funziona lo stesso.”
Domanda interessante. Lo chiedo a qualche amico architetto, cosa ne pensa.
Peucezio
Magari non è cupio dissolvi ma semplice mania di protagonismo. Il tizio vuole fare una cosa et la quale pensa che sarà ricordato e probabilmente pensa che quel cubo nero sia bello
Per roberto
“Magari non è cupio dissolvi ma semplice mania di protagonismo. Il tizio vuole fare una cosa et la quale pensa che sarà ricordato e probabilmente pensa che quel cubo nero sia bello”
Concordo, ma nei prossimi giorni chiederò agli amici architetti.
@Puffo Giardiniere
L’Opera di Hundertwasser è un perfetto esempio di quel rovescio del Funzionalismo antidecorativo di Loos, Le Corbusier e compagni assumendo come padre nobile l’irrazionalismo proteiforme di Antoni Gaudí e continuandone la visione sino all’esasperazione psichedelica;
mescalinica.
Se Gaudí si proponeva gemme magmatiche, berilli e corindoni di frattali di rocce metamorfiche in continuo divenire Hundertwasser nella sua bioarchitettura inseguiva i fiori, le forme spettacolari di una passiflora, delle orchidee, il perturbante dei funghi…
L’irrazionalismo femmineo e dionisiaco del Mythos architettonico al suo apice formale.
Roberto,
anche questo è possibilissimo.
E però significa che gli architetti non capiscono il bello e considerano bello il brutto.
O non capiscono il contesto, credono che fare un edificio sia farlo in mezzo al deserto.
Non per niente un insulto tipicamente brussellese è skieven arkitekt (architetto pazzo)…deriva dal nomignolo affibbiato all’architetto che intorno alla metà del 19 secolo ha rifatto Bruxelles
Per roberto
“Non per niente un insulto tipicamente brussellese è skieven arkitekt (architetto pazzo)”
🙂
Peucezio:
“…E però significa che gli architetti non capiscono il bello e considerano bello il brutto…”
Penso che tutto parta dalla necessità di volere o meno considerare il “bello” come attributo dell”arte, e dai primissimi vagiti delle avanguardie storiche quando una nuova sensibilità dichiara guerra all’ornamento, alla decorazione, e al bello fine a se stesso come “peccato” del fare artistico.
I futuristi con Marinetti (1909) dichiareranno di volere uccidere il chiaro di luna, Carlo Carrà dipinge (1916) “L’Antigrazioso”.
Adolf Loos scrive “Ornamento e delitto” (1908) dove viene considerato inutile ogni orpello privo di utilità e funzione.
Loos apre così la strada al “Razionalismo” e al “Funzionalismo”, in sintesi al gusto architettonico moderno dei
Le Corbusier, Ludwig Mies van der Rohe, Walter Gropius, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto…
Bruno Taut nel suo libro “Modern Architecture”del 1929 fissa i caratteri del Movimento Moderno in cinque punti:
• La prima esigenza in ogni edificio è il raggiungimento della migliore utilità possibile;
• I materiali impiegati e il sistema costruttivo devono essere subordinati a questa esigenza primaria.
• La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo.
• L’estetica di tutto l’edificio è nel suo insieme, senza preminenza di facciate o piante o particolari architettonici. Ciò che è funzionale è anche bello.
• Come le parti vivono nell’unità dei rapporti reciproci, così la casa vive nel rapporto con gli edifici circostanti. La casa è il prodotto di una disposizione collettiva e sociale.
Le Corbusier scrive “Vers une architecture” 1923, testo fondante dell’Architettura
(Movimento) moderna
Tutto ciò rispecchiava lo spirito del tempo, insieme quindi all’olandese De Stijl (Mondrian), il Bauhaus, il Costruttivismo, il Razionalismo italiano, International Style negli USA…
In breve la ricerca e manifestazione del “bello” fine a se stesso verrà considerato inutile e puerile e un marchio infame per chi cede alle sue lusinghe.
“La forma segue la funzione” di Louis Sullivan:
«una struttura razionalmente progettata potrebbe non essere necessariamente bella, ma nessun edificio può essere bello che non abbia una struttura razionalmente progettata.»
TYale visione può consideraesi la naturale reazione al parossismo decorativo di Antoni Gaudì, e l’Art déco in tutte le sue denominazioni europee: Art Nouveau, floreale, Liberty, che ne erano il perfetto contraltare, l’altra faccia della medaglia e l’eccezione che conferma la regola basti vedere edifici come il Chrysler Building di di New York ecc.
Insomma in architettura pare si sentano ancora i cascami del funzionalismo e della decorazione come crimine di Loos e succesivamente dell’ “Arte Povera” di Germano Celant ad impedire un’estetismo fine a se stesso o addirittura ricercare la musa sguarnita dell’ “Antigrazioso” di Carrà.
Ciò perché la ricerca del “bello” e decorativo in viene accomunata al femminile e irrazionale al contrario evitarlo sarà quindi virile e razionale, una sorta di nuova dicotomia tra Logos e Mythos, tra Apollineo e Dionisiaco, tra Yin e Yang
vedere l’interessantissimo:
Giuliana Altea “Il fantasma del decorativo” 2012 il Saggiatore,:
“Riscoprire il decorativo, una delle tendenze estetiche più riconoscibili del XX° secolo. Amata dagli artisti simbolisti e Art Nouveau, bollata a lungo come superficiale e irrazionale, oggi la decorazione riemerge nelle esperienze di un’arte che, uscendo dai recinti disciplinari, deborda nel quotidiano e sempre più si identifica con il design.
Giuliana Altea prende spunto dalle tesi di Jacques Soullilou per esaminare il decorativo come nodo teorico in cui si concentrano le tensioni della nostra cultura. Legato ideologicamente al popolare, al femminile, al primitivo – le tre “periferie” che circondano il soggetto legittimo maschio-bianco-occidentale -,
il decorativo prende forma in ambiti alti e bassi della produzione culturale, come l’arte d’avanguardia, l’arredamento d’interni, la moda, l’architettura, o in figure chiave della modernità come la Parisienne o la prostituta.
È un fantasma nel suo accostarsi a identità altre, “perennemente in bilico tra autonomia ed eteronomia, tra singolarità e alterità, tra arte e vita”.
Utilizzando gli strumenti analitici dei cultural studies, “Il fantasma del decorativo” segue le vicende dell’ornamento e della decorazione dalla fine dell’Ottocento in avanti.”
https://www.ibs.it/fantasma-del-decorativo-ebook-giuliana-altea/e/9788865762257
Sul tema ne ha scritto Tom Wolfe con “Maledetti architetti. Dal Bauhaus a casa nostra”
https://www.ibs.it/maledetti-architetti-dal-bauhaus-a-libro-tom-wolfe/e/9788845249082
“…tratta qui della “perdita della qualità della vita” sotto il profilo dell’architettura.
Lo scatolone di vetro è il comune risultato delle diverse tendenze che hanno animato quest’arte negli ultimi cinquant’anni:
sull’impronta di Gropius, il celebre fondatore del Bauhaus, e Le Corbusier, massimo teorico del razionalismo, gli architetti europei sbarcati in America negli anni Trenta esercitarono un vero e proprio colonialismo intellettuale.
Nacque così l’International Style, che ispirò palazzi di vetro, cemento e ferro, pressoché identici: privi di colore e linee curve.
Ora la gente in quegli edifici tristi e scomodi non vuole più abitare, ma le soluzioni proposte dall’architettura postmoderna si limitano a riflettere e deformare i fantasmi del passato…”
Per Ros
“Penso che tutto parta dalla necessità di volere o meno considerare il “bello” come attributo dell”arte, e dai primissimi vagiti delle avanguardie storiche quando una nuova sensibilità dichiara guerra all’ornamento, alla decorazione, e al bello fine a se stesso come “peccato” del fare artistico.”
Non so molto di filosofia dell’arte, ma ho il sospetto che il concetto stesso di “bello” abbia parecchio di moderno; i futuristi erano dei postmoderni 🙂
sotto articoli assai interessanti a proposito
http://www.faredecorazione.it/?p=21603
http://www.faredecorazione.it/?p=19854
http://www.faredecorazione.it/?p=10278
http://www.faredecorazione.it/?p=9582
poi, nel caso del cubo nero fiorentino, l’intento credo fosse proprio quello di cercare in tutti i modi una forma – e colore – archittettonica che non potesse armonizzarsi e confondersi col resto attorno evitando un pastiche.
Dichiararne visivamente una manifesta estraneità al contesto onde non cadere in una fasulla e ricostruita imitazione del contesto originario.
L’elemento estraneo va evidenziato come tale.
Insomma
la cosa ha una sua logica conservativa nell’qautenticità dell’insieme.
@ Ros
“necessità”
E gli architetti sono dei cani
Che devastano le città
Ti prego fulmina le loro menti
Perché da loro nasce il vero terror
E dimenticano i nostri nonni
Che hanno costruito una Venezia per noi
Adriano Celentano, “Deus”
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. da giovane, il Re d’Inghilterra scrisse un saggio dello stesso tenore, “A Vision of Britain”. A vedere il panorama di Londra, capisco il cupio dissolvi di una Truss.
Ros
La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo.
Si, io scrivo sempre della casa dei Puffi perché si identifica facilmente, ma in realtà penso a Hundertwasser
https://www.hundertwasserhaus-wien.at/
Na più che altro a certi progetti di case immerse nel paesaggio se non semi-interrate.
Lo stesso Hundertwasser aveva una bellissima casa con tetto verde mi pare in Nuova Zelanda.
Odio le vie strette tra i casermoni. Per me Parigi fa schifo. Anche Firenze, a parte qualche piazza.
Meglio Lucca!
😛
https://www.connectivart.it/hundertwasser-il-genio-dellarchitettura-organica/
Sempre Hundertwasser con prima foto significativa.
Era quello che diceva che la linea retta fa male alla salute
Poi gli hanno offerto una cattedra in non so quale Università e subito ha messo all’opera i suoi allievi per disegnare la linea più lunga del mondo. Licenziato mentre ancora stava completando la linea.
Per me, un eroe.
Ros,
qui però il punto è un altro.
È la mancanza di rispetto per la storia, è lo sfregiare un contesto legato ad altri valori estetici.
Un intero quartiere fatto secondo i criteri cui hai fatto riferimento va benissimo.
Per Peucezio
“Un intero quartiere fatto secondo i criteri cui hai fatto riferimento va benissimo.”
Sto controllando le vecchie mappe di Firenze https://stradariostorico.comune.fi.it/#
Mi sembra che tutta la zona dove si erge la Porcata al Cubo sia stata edificata tra il 1843 e il 1855: quindi non abbiamo esattamente una zona “antica”, ma certamente c’è un’armonia di grandi palazzi signorili, belli ma senza ostentazione.
Comunque il vero problema è che il Comune ha venduto per quattro soldi un bene pubblico, che poi è stato ri/trivenduto a una multinazionale statunitense che ci fa un mega-albergo di lusso, in una città dove gli abitanti non trovano più casa.
Il colore è il meno (anche se concordo che sia un problema).
Peucezio: “..qui però il punto è un altro.
È la mancanza di rispetto per la storia, è lo sfregiare un contesto legato ad altri valori estetici…”
Tutto ciò è assolutamente moderno;
il rispetto e la conservazione
– la musealizzazione –
delle vestigia passate nasce insieme alla borghesia nel tardo XIX° secolo.
E’ il secolo in cui opererà Eugène Viollet-le-Duc e cominciano i lavori di conservazione e restauro prima ignorati.
Il Colosseo, la grande piramide o il Partenone furono per secoli viste come niente altro che cave di materiali da costruzione.
Demolire una chiesa romanica per far posto ad una gotica era cosa assolutamente naturale, intonacare un affresco precedente per dipingerne sopra uno nuovo la norma.
Si costruiva il nuovo tranquillamente sul vecchio tanto che la maggioranza degli edifici storici sono dei sostrati successivi di stili diversi uno sopra e accanto all’altro.
Con la nascita ottocentesca del restauro (della storicizzazione e del museo) si affermano due scuole di opposta sensibilità, una è quella di Viollet-le-Duc e del cosiddetto «restauro stilistico ricreativo», ovvero operare sul vecchio ex-novo ricostruendo in eguale stile e maniera.
L’altra scuola facente capo a John Ruskin è assolutamente purista e conservativa, il monumento va soltanto messo in protezione senza alcun intervento re-integrativo, l’elogio romantico delle rovine come memento mori nell’ottica struggente, nostalgica di un Caspar Friedrich
https://i.pinimg.com/originals/92/e7/81/92e781b0fa945da5a6b1ebc247a63268.jpg
per Viollet-le-Duc invece
«restaurare una costruzione, non è mantenerla, ripararla o rifarla, è ristabilirla in uno stato completo che può non essere mai esistito fino a quel momento»
Viollet-le-Duc “Dictionnaire raisonné d’architecture”
Oggi vige la metodologia conservativa di Ruskin, e quando un architetto o reastauratore interviene in un contesto storico lo fa evidenziando l’estraneità dei lavori integrativi rispetto all’originale.
Non ricrea aggiungendo in identico stile più o meno fantasiosamente come teorizzato da le-Duc ma evidenzia l’integrazione successiva come tale in manifesta chiarezza tramite l’uso di materiali e stili estranei al contesto storico d’origine (uso di vetro e metallo, soppalchi ecc.) tutta roba che comunque può essere tolta in qualsiasi successivo momento.
Le integrazioni sono “precarie” e a tempo determinato insomma.
Nel caso del cubo nero credo che l’estraneità stilistica rispetto al contesto può essere vista come conservativa nel senso di John Ruskin mentre operare integrando nello stesso stile (Viollet-le-Duc) avrebbe creato un falso,
paradossalmente avrebbe creato un pastiche imitativo che non avrebbe tutelato l’integrità dell’originale.
Miguel: “Non so molto di filosofia dell’arte, ma ho il sospetto che il concetto stesso di “bello” abbia parecchio di moderno; i futuristi erano dei postmoderni 🙂”
Il concetto di bello inteso come armonia, simmetria e proporzioni ri-nasce nel Rinascimento mediato dall’arte Classica;
l’arte romanica e successivamente quella gotica al bello di questo tipo classicheggiante preferirono l’espressivo con tutta la sua perturbante violenza.
Una scultura romanica privilegiava la massima espressività rispetto all’armonia delle propoprzioni e la fredda correttezza prospettica rinascimentale che rinasce – appunto – riprendendo ciò che si era conservato dell’arte Classica greca e romana e dalla sua simmetrica e precisa modularità.
Perciò la scultura romanica ci appare oggi sorprendentemente moderna e verrà ripresa dalle avanguardie storiche assieme all’arte extraeuropea, naif, primitiva e brut-uoutsider dei malati mentali
(e in piena avanguardia che Hans Prinzhorn scrive “L’attività plastica nei malati di mente” 1922)
I pittori preraffaelliti inglesi (apprezzatissimi da John Ruskin) e i tedeschi nazareni attivi a Roma all’inizio del XIX° secolo si ribellano al formale e ingessato classicismo accademico, considerando il Rinascimento come un’involuzione rispetto alla genuinità misticheggiante precedente immersa in un passato immaginario e nostalgico di dolce saudade.
Ovviamente identificando il Rinascimento e le sue scoperte come preludio alla soffocante società vittoriana delle fabbriche e delle macchine.
insomma l’apparente inconciliabilità dell’arte moderna con quella classico-accademica pare spesso stare in quella dicotomia tra Apollineo e Dionisiaco dove la classicità è incarnata dall’archetipo Apollineo e l’espressività da quello dionisiaco.
La Classicità dal pieno, celeste e lindo emergere della Coscienza e l’espressività dal dolce naufragare
(in questo mare) dell’Incoscienza posseduti dal Demone socratico, da quel Duende di Garcìa Lorca o dalla sacra manìa di Platone come dono divino da pagarsi a caro prezzo.
Hans Sedlmayr avrebbe definito la deriva nell’espressivo caos inconscio dell’arte moderna come una “Perdita del centro”
“Perdita del centro. Le arti figurative dei secoli XIX° e XX° come sintomo e simbolo di un’epoca (1948)
https://www.recensioni-storia.it/la-perdita-del-centro
Prima l’impressionismo e in seguito le avanguardie reagiscono all’Apollineo classicheggiante dell’arte accademica visto una gabbia e un limite con l’irrompere dell’elemento Dionisiaco e dell’espressività spontanea nel loro operare
(dal Logos celeste di un Raffaello al Mythos ctonio dell’artista maudit-maledetto, fou e saturnino), tutto ciò coadiuvato in seguito dalla (ri)scoperta dell’inconscio e dell’emergere dei suoi fantasmi visti come possibilità di un’arte più libera vera, e viva (Surrealismo)
Karl Jaspers “Genio e follia. Strindberg e Van Gogh”
(2001, Raffaello Cortina)
https://www.ibs.it/genio-follia-strindberg-van-gogh-libro-karl-jaspers/e/9788870787207
Puffo Giardiniere citava Hundertwasser
https://i.pinimg.com/originals/c8/e2/fc/c8e2fcc96babd9073ad4075c93e9ba45.jpg
e la sua bioarchitettura passiflorense come quanto di meno classicheggiante e “funzionale” troviamo, ora basta comparare la sua arte con quella brut in genere
(Adolf Wölfli ecc)
https://i.pinimg.com/originals/78/df/22/78df2223d7d0b49715a36062c0736883.jpg
, di un Jean Dubuffet per comprenderne tanto l’affinità inconscia e irrazionale quanto l’estrema necessità decorativa sino all’horror vacui
Ros,
allora non si fa niente:
o si lascia il teatro o lo si restaura o se proprio crolla a pezzi piuttosto si lascia uno spazio vuoto.
Per Peucezio,
Făgăraș, Romania. Centro storico devastato da Ceausescu, trasformato in cuboni di cemento brutti quasi quanto la Porcata al Cubo. In mezzo sopravvive qua e là qualche casetta all’antica, in classico stile romeno, bellissima.
Però quei palazzoni orrendi offrivano a tutti gli abitanti un appartamento con acqua corrente, servizi igienici, riscaldamento e un balconcino. E pure un Capo Palazzo per badare che tutto filasse liscio (e nessuno parlasse male di Ceausescu!).
E decenni dopo, sono palazzi solidi, sani e le case sono luminose. Peccato che la vista sia costituita da altri palazzi analoghi…
Però la Porcata al Cubo non ha nemmeno uno di questi aspetti positivi.
Miguel: “…Făgăraș, Romania. Centro storico devastato da Ceausescu, trasformato in cuboni di cemento brutti quasi quanto la Porcata al Cubo…”
Se consideriamo la città come un organismo vivo dove viverci
– ovvero come è stato per tanti secoli prima della musealizzazione del passato – l’atteggiamento conservativo inevitabilmente blocca ogni naturale cambiamento in bene o male che sia.
Se l’organismo città è vivo muta con il tempo e le nuove sensibilità estetiche dove il vecchio fa posto al nuovo o
l’affianca in nuove sintesi.
L’atteggiamento conservativo fa si che la città mantenga un centro storico intoccabile spesso ridotto a immutabile cartolina fissandola in naftalina come una farfalla morta nella bacheca di un entomologo e relegando il succedersi architettonico degli eventi in un altrove vergine o nell’ampliamento delle periferie in metastasi.
Insomma si creano scatole della memoria dove la il divenire storico si ferma nella sua feticistica conservazione.
Praticamente in tal modo abbiamo la fine della storia e della vita della città nell’elogio estetico delle cose morte.
Città che diventano solo storici parchi a tema e salottini scenografici per la fruizione turistica ma impedite al naturale fluire degli eventi e cambiamenti.
L’esasperazione nel conservare inevitabilmente finisce per impedire ogni cambiamento, e quindi ogni possibilità storica futura per quel luogo destinato così alla marcescenza ammirata.
Il rischio è che la citta divenga un museo-mausoleo ovvero un profumato, ben truccato e spolverato cadavere in funzione esclusiva di futura memoria.
Mah…
la (poca) parte colta di me, vorrebbe dire che bello e brutto sono criteri soggettivi, che il compito delle avanguardie è di ridefinire l’estetica, che non si può restare ancorati a criteri di epoche passate presi come modelli immutabili e fissi…
…no, fa proprio cagare.
Ne hanno parlato ieri sera al TG1.
X Andrea
No, i missili Pershing non sono più in servizio. Sono stati definitivamente eliminati e distrutti tra il 1988 e il 1991, dopo la ratifica del Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio (INF), che ne ha imposto il ritiro dal servizio operativo.
Non che l’IA sia necessariamente veritiera ma mi pareva stranissimo quello che avevi scritto.
Ed è certamente FALSO che il tema di intercettare i missili a testata nucleare nemici sia granchè importante: tecnicamente non hanno trovato come fare e per questo hanno rinunciato, ai tempi della Guerra Fredda.
Il tema è tornato di attualità con l’emergere del rischio di attacco con uno/pochi missili da parte di attori minori. In quel caso ha senso parlare di difesa ABM.
La garanzia che non ti tirino in testa le Bombe è tutta nella ridondanza del tuo arsenale di Bombe, per cui ne rimarranno sempre abbastanza da causare danni inaccettabili al nemico.
Ciao!
@ francesco
“Pershing”
Hai ragione, e chiedo venia.
Ma la distanza non cambia: i missili attuali non hanno prestazioni inferiori a quelle che avevano i Pershing.
“non hanno trovato”
Ragione di più per pensare che ogni nuova base NATO a ridosso dei confini Russi costituisca una minaccia reale per Mosca.
Tu come reagiresti se qualcuno ti parlasse pacatamente mettendoti un taglierino alla giugulare? Senza tagliare, per carità! Sono in funzione “antiterrorismo”.
“tutta nella ridondanza”
Non tutta. La deterrenza sta nell’abbondanza dei vettori che all’occorrenza ti faccia o piombare una Bomba sulla testa qualora tu attaccassi. Non a caso a temere la Bomba del Pakistan è solo l’India, che è a un tiro di schioppo. E tutta la panoplia necessaria di sottomarini, missili e aerei secondo te poteva permettersela, l’Italia degli anni Settanta con l’inflazione al 25% e i Tedeschi che prendevano in garanzia parte dell’ oro della Banca d’Italia?
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. a proposito: quand’è che ci ripigliamo la parte del nostro oro oggi custodito a Fort Knox?
1) QUALI missili, buon uomo? quelli anti-aerei che secondo amiocugino potrebbero essere riadattati a vettori di armi atomiche? la domanda è seria perchè non sono a conoscenza di missili USA a testata atomica di medio raggio.
2) Se io fossi un noto boss mafioso e i miei vicini di casa iniziassero a girare con un giubbetto antiproiettile, non potrei che lamentarmi per essermi fatto troppa pubblicità, in effetti.
3) Mi consenta di rilevare che il primo passo è avere la Bomba, avere una triade di vettori è solo il secondo passo. Il Caro Leader, nella Sua Eccelsa Bontà, si accontenta di avere missili balistici.
4) a parte lo sproposito della domanda, non so se fidarmi meno di Trump o di Urso, come custode del mio oro.
Saluti!
Lo sapevamo qual’è l’unico Paese dotato di Bombe che ha ufficialmente dichiarato che non le userà mai per primo, ma eventualmente solo dopo aver ricevuto un attacco nucleare? Io me l’ero dimenticato, come molte altre cose, un grazie a Carlo Rovelli che me lo ha ricordato due giorni fa.
Considerando la mia profonda disistima per Rovelli, non è che potresti dircelo?
Io punterei sull’Iran.
Saluti
L’Iran è sulla soglia nucleare, che sappiamo, quindi la bomba non ce l’ha.
Eh non si può mai scherzare!
“Lo sapevamo qual’è l’unico Paese dotato di Bombe che ha ufficialmente dichiarato che non le userà mai per primo, ma eventualmente solo dopo aver ricevuto un attacco nucleare? ”
Tutti?
Mi sembra la base della teoria della deterrenza nucleare.
No, i paesi occidentali, dando per acclarata la capacità del patto di Varsavia di sfondare, si erano riservati il diritto di usare armi atomiche tattiche con le divisioni corazzate dei rossi.
Col senno di poi, una discreta cazzata di idea.
Però è quello che mi ricordo.
Ciao!
PS poi ci sono i Russi odierni, che minacciano di usare le Bombe se li guardi storto.
@ francesco
“Russi odierni”
Perché, dico, perché fai sempre finta di dimenticare che la prima a parlare di possibile uso della Bomba fu il premier Britannico Truss?
Ciao!
Andrea Di Vita
perchè è durata al potere per circa due settimane? o perchè è falso?
scegli tu
😉
No, qui la questione della deterrenza non c’entra, si tratta della dichiarazione ufficiale che “noi non le useremo mai per primi”. E l’unico paese nucleare ad aver fatto questa dichiarazione, ci ricorda Rovelli, è la Cina.
Non l’hanno fatta l’India e il Pakistan, né l’Inghilterra e la Francia, né tantomeno la Corea del Nord, non l’ha fatta la Russia che anzi ne ha recentemente minacciato l’uso preventivo, non l’han fatta ovviamente gli USA, che oltre a essere stati gli unici a usarla, hanno ripetutamente minacciato il suo uso preventivo, Eisenhower nel 1955 contro la Cina, Kennedy nel 1962 contro l’URSS, Bush con ‘Irak nel 2002, nonché recentemente Trump con l’Iran.
Quanto a Israele, la Bomba non c’è l’ha, ma ministri importanti del suo governo hanno espresso l’auspicio di usarla per sveltire la questione palestinese.
“No, qui la questione della deterrenza non c’entra, si tratta della dichiarazione ufficiale che “noi non le useremo mai per primi”.”
…continuo a non vedere perchè non c’entri la deterrenza…. comunque:
grazie Cina per l’interessante dichiarazione, la mettiamo nella rubrica “beneficio di inventario” (sperando di non doverla spostare in quella “promesse non mantenute”)
Pino Mamet: “grazie Cina per l’interessante dichiarazione, la mettiamo nella rubrica “beneficio di inventario”
Dunque la postura politica delle nazioni è un elemento di cui l’osservatore non deve tener nessun conto?
Certo a definire una postura non basta quella dichiarazione, che potrebbe essere inficiata, ad esempio, da contestuali pratiche guerrafondaie, non mi sembra però che sia questo l’atteggiamento cinese, come si è visto anche in questi giorni con la cordiale intesa con l’India.
Poi certo la Cina non si tira indietro riguardo alla sua provincia di Taiwan (quale le è riconosciuta da pressoché tutto il mondo), ma si tranquillizzi Francesco, che attende con ansia l’attacco a Taiwan, la Cina si è data tempo per il ricongiungimento fino al 2049. Manca ancora un quarto di secolo… e qualcuno riesce a immaginarsi il mondo tra 25 anni?
Ma perché mi fai le domande se poi ti rispondi da solo?
Secret Gaza makeover plan offers Palestinians $5000 to leave
According to Washington Post, comprehensive proposal would establish decade-long US trusteeship while transforming enclave into tourism and tech hub through voluntary Palestinian departures.
https://www.israelhayom.com/2025/08/31/secret-gaza-makeover-plan-offers-palestinians-5000-to-leave/
Fortunatamente me lo sono perso perché ero altrove:
https://www.secoloditalia.it/2025/09/auguri-maometto-a-bologna-sfilano-gli-islamici-per-festeggiare-il-profeta-lega-non-e-integrazione-video/
Islamici in corteo per il compleanno di Maometto. Ma senza donne. La Lega: “Questa non è integrazione”
Considerando che avrebbe (!) incontrato un “Angelo” (?) già da 40enne e prima era un Perfetto Sconosciuto … come fanno a sapere a Data Certa del
“Compleanno di Maometto” ?
[SIC]
Fra l’ altro ho visto in Rete che qualche Elemento Appartenente all’ Insieme Umma considera “Shirk” questa sorta di Natale Islamico Ipso Facto di Fine Agosto …
Cmq : 1446 + 40 = 1846
PS
Ieri, a proposito di conti, ho “scoperto” (in realtà lo avevo già sentito nominare ma mai visto) il “Soroban” (onlin) … un po’ 🫠complicato, specie oltre le addizioni, ma divertente.
1486 … 😁😁😁😁
“Bruno Taut nel suo libro “Modern Architecture”del 1929 fissa i caratteri del Movimento Moderno in cinque punti:
• La prima esigenza in ogni edificio è il raggiungimento della migliore utilità possibile;”
Sì
“• I materiali impiegati e il sistema costruttivo devono essere subordinati a questa esigenza primaria.”
Diciamo di sì… ma una volta soddisfatta l’esigenza primaria, possono anche essere di maggiore qualità o pregio, anche visivo
“• La bellezza consiste nel rapporto diretto tra edificio e scopo, caratteristiche dei materiali ed eleganza del sistema costruttivo.”
Sottolinerei l’eleganza, che l’architettura successiva ha spesso negletto, frainteso o attivamente contrastato (brutalismo)
•” L’estetica di tutto l’edificio è nel suo insieme, senza preminenza di facciate o piante o particolari architettonici.”
Può essere
“Ciò che è funzionale è anche bello.”
No
“• Come le parti vivono nell’unità dei rapporti reciproci, così la casa vive nel rapporto con gli edifici circostanti. ”
Sì
“La casa è il prodotto di una disposizione collettiva e sociale.”
Questa è aria fritta
Nel caso del Cubo Nero, vorrei sapere dove e come sia stato preso in considerazione il “rapporto con gli edifici circostanti”…
@ francesco
“QUALI”
Tu credi veramente che con mille miliardi o quel che è di budget del Pentagono gli USA non sarebbero in grado di inventarsi una risposta alla tua domanda?
“noto”
Noto a chi? Dopo la caduta del muro di Berlino molti a Mosca (a cominciare da Eltsin) credevano che la Russia sarebbe entrata a pieno titolo nella “casa comune europea” immaginata da Gorbachëv. Il che dimostra oltre ogni dubbio, te lo concedo,li danni di troppa vodka. Furono sempre e solo USA e UK a negare ogni sviluppo in questo senso. La Russia era chiamata “la pompa di benzina coi missili”. Fu sempre e solo Washington a smantellare unilateralmente tutta la rete di accordi che preveniva pericolosi riarmi durante la Guerra Fredda. I Russi alzeranno un po’ troppo il gomito, ma non sono fessi.
3) avere la Bomba senza i vettori per trasportarla con credibile successo sul nemico è contare quanto il Pakistan.
4) ti darei ragione con un altro POTUS
Ciao!
Andrea Di Vita
1) quindi gli USA non hanno un missile a medio raggio a testata atomica ma ad Andrea questo non interessa …
2) noto a chi? direi a tutti gli abitanti del pianeta tranne te. ed è falso che sia stata Washington a smantellare gli accordi di riduzione degli armamenti atomici per prima.
3) i vettori li avremmo potuti costruire, avendo la Bomba. pensa che senza neppure averla abbiamo costruito i Tornado!
4) speriamo arrivi presto!
PS solo io auspico un golpe militare in Israele come strada più veloce e certa verso un mondo migliore? dei militari russi mi fido un attimo meno.
L’idea del golpe militare in Israele, stile 25 Aprile portoghese, immodestamente l’ho lanciata io…
vabbé pino, non sbandierare pubblicamente i tuoi piani che il mossad è in ascolto
😀
il Mossad è parte integrante del piano! se Israele perde il primato dei servizi segreti è fottuto
😉
https://www.facta.news/antibufale/liz-truss-nucleare-morte-cittadini
come mi aspettavo!
x Andrea
non capisco come mai nelle tue analisi sulla pericolosità degli USA non citi mai i bombardieri.
cosa hai contro i B1B e i B2? non li ritieni degni di attenzione?
Ciao
Dunque, la Russia è piena di bombe atomiche soprattutto lanciabili dai sottomarini
Gli Usa, mi pare hanno appena trasferito le nuove B61-12 in vari paesi d’Europa, tra cui l’Italia
E siamo circa a pari. Forse.
Solo che i Russi dispongono di missili ipersonici con vettore di rientro, quindi precisissimi e non intercettabili, che data la velocità a cui viaggiano, pur non essendo a testata atomica, producono gli stessi effetti senza essere soggetti ai vincoli sugli armamenti nucleari. Guerra convenzionale, insomma
La Russia li sta producendo in serie.
Per cui io mi chiedo: ma che balle ci stiamo raccontando?
In Russia c’è gente che si meraviglia di quanto Putin sia moderato
Fosse per loro li lancerebbero subito.
Chi rappresentano veramente questi politici guerrafondai europei suicidi?
Perché sono lì? E poi magari la gente vota per l’opposizione e questa continua a fare le stesse politiche dei predecessori se non peggio, come è successo nel Regno Unito
Mah! Va ben che il Fuck Europe ce l’hanno già anticipato qualche anno fa. Magari l’hanno già messo a regime.
Senti: non ti annoi da solo a raccontarti di queste super-armi russe che dobbiamo ringraziare Putin di essere tanto moderato?
E non ti viene in mente che un’arma distruttiva quanto una bomba nucleare (credo che quelle atomiche non le abbia più nessuno) ha gli stessi limiti di utilizzo? Se Putin disintegra Liverpool con un ipersonico, secondo te chi ha voglia di fare lo schizzinoso che nota che non ha avuto bisogno di armi nucleari? gli albionici sparano una roba brutta su Leningrado e sono pari e patta.
Davvero, la voglia di appecorarsi davanti a Putin non riesco a capirla.
Ho udito
Ma vedi, io non mi lascio mai trascinare troppo dalle mie opinioni se non ho disponibile una conferma autorevole e recente.
In questo caso
https://youtu.be/n0OFvvJXI4k?feature=shared
Dove sul finire, se non ricordo male, si consiglia di intraprendere la strada della diplomazia.
In Ucraina pare proprio che uno di questi noiosi missili sia arrivato e nessuno ha mai pensato di ricambiare con un corrispondente missile nucleare.
(Adesso tu mi dirai che l’esperto in questione è un cazzone. Conosco la tecnica. In altri blog si parlava di agricoltura e mi dicevano che le principali Università del mondo pubblicavano solo delle cazzate.
È questo che mi annoia, più che altro. L’argomentazione “perché lo dico io”).
No, non te lo dico: non guardo i video.
Però … non ho sentito nessuno dire che in Ucraina i russi hanno devastato “qualcosa” in modo paragonabile a un’esplosione atomica*. Quindi mi pare improbabile.
Nel caso, nessuno sparerebbe una Bomba in conto terzi.
* preciso: le immagini delle città liberate dai russi assomigliano molto a quelle di Gaza City o di Dresda o di Hiroshima. Però se i russi avessero usato non mille missili e razzi normali ma un “ipercazzo duro duro” ci sarebbe la fila di simpa che se ne vantano.
Io mi fido molto delle mie opinioni perchè ci lavoro abbastanza e sono sempre disponibile a cambiarle. A ragion veduta.
Ciao
Francè, certo che sei… particolare.
da un lato, continui a pensare che la Russia possa essere una minaccia per l’Europa, senza alcuna evidenza se non “i russi sono fatti così”.
Dall’altro, è da prima che iniziasse la guerra in Ucraina che continui a pensare che la Russia sia più debole di quanto realmente è.
Anzi, bisogna dire che è un tuo leitmotiv da sempre: la Russia è debolissima, è un guappo di cartone, le sue armi sono obsolete ecc. ecc.
Ora, il missilone ipersonico russo lo hanno fatto vedere tutti i telegiornali italiani, non c’è bisogno di cercare tanto.
Credo si chiami Oreshnik o versione migliorata dell’Oreshnik, porta non una, ma parecchie testate, e quelle cadute in Ucraina
(su una mega fabbricona di armi mi pare, una roba tipo una città industriale) non erano manco armate, erano inerti.
Naturalmente la… affidabilissima stampa ucraina è corsa a minimizzare i danni, e non è strano
(solo adesso, e solo grazie all’algoritmo di Youtube scopro filmati di appassionati americani che mostrano come persino l’aviazione irachena di Saddam , nonostante fosse del tutto obsoleta, privata di difese contraeree e ridotta al lumicino perché la maggior parte dei suoi aerei e tutti i più moderni erano fuggiti in Iran per ordine di Saddam che voleva evitarne saggiamente la distruzione completa…
persino in queste condizioni abbattè e danneggiò alcuni F 15 americani…
ovviamente la stampa occidentale all’epoca non lo disse).
Non mi risulta nessun abbattimento di F15, mai.
Hai qualche link?
Non la stampa generalista ma gli appassionati seguono con curiosità e una certa aspettativa la statistica del 100% di vittorie degli Eagle, aspettando che prima o poi si interrompa
Quindi sono molto curioso!
PS militarmente, la Russia è deboluccia. anche avere UN punto di forza come gli ipersonici è meglio che niente ma non cambia il quadro generale.
In cambio ha una leadership molto salda e decisa, una altissima soglia di tolleranza alle perdite, nessun dubbio tra burro e cannoni, una sterminata coorte di simpatizzanti in Occidente.
Sul revanscismo imperiale non dico nulla, dice tutto Putin. come sulle minacce rivolte agli europei diuturnamente – che ignori bellamente pure tu.
Ora, io avrei dei desiderata personali – dall’intervento sul campo della NATO in Ucraina fino ai confini del 2016, per esempio, al un trattamento dei putinisti europei e americani in linea con quello dei fascisti inglesi nel 1939.
salvo l’impiccagione di quelli beccati coi soldi russi nelle mutande, of course.
Ma sono desideri miei che nessuno prende in considerazione.
Ciao
Putin ha ribadito per tutto il tempo che gli europei non hanno nulla da temere.
A meno che non lo attacchino.
Nel qual caso reagirà con gli “accrocchi emiliani ” dai quali mi insegni che non c’è nulla da temere 😉
Forse gli USA dovrebbero importare alcuni emiliani? 😉
(Sugli F 15, devo ritrovare il link, appena ho tempo)
Ecco qua:
https://www.youtube.com/watch?v=5RtwFbSeV5Y
mi devo correggere: un F18 abbattuto, un F15 fatto abbattere dalla contraerea, e un altro danneggiato
(abbattuto secondo gli iracheni, “io non ho visto niente, ha sbagliato numero, non richiami più, se c’ero dormivo” secondo gli americani)
“Ora, io avrei dei desiderata personali – dall’intervento sul campo della NATO in Ucraina”
fermiamoci a questo, che mi sembra già un vasto programma 😉
Se la NATO fosse intervenuta subito, avrei anche potuto credere alle buone ragioni ideali della guerra in Ucraina “per la libertà e l’autodeterminazione”.
Invece si è limitata ad armare gli ucraini fino ai denti
(sì, fino ai denti, e lo sapete bene:
leggo, 118 miliardi di dollari- miliardi di dollari – solo come aiuto militare diretto, più di 300 miliardi di dollari
tre- cento- miliardi di dollari
in totale…)
sapendo che comunque sarebbe servito solo a rallentare l’avanzata russa.
Taccio sull’atto di terrorismo internazionale della distruzione del condotto North Stream, il cui valore tattico e strategico per la guerra in Ucraina era ZERO, non serviva a nulla contro l’economia russa, che tanto era già sanzionata e vendeva il petrolio altrove, e aveva l’unico scopo di impedire che in futuro potesse aiutare il complesso industriale europeo…
Europa, l’unico paese che fa la guerra a sé stesso! Infatti non è un paese né mai lo sarà)
Voilà
https://en.wikipedia.org/wiki/Oreshnik_(missile)
Mooooooooooolto interessante.
Sembra un accrocchio emiliano nel senso migliore del termine. Prendi un vecchio missile, togli uno stadio che non ti serve andare lontano, non metti le bombe che tanto la velocità fornisce abbastanza energia, scegli un nemico tecnologicamente scarsino e pazienza se il sistema era ipotizzato per portare una Bomba … la precisione non dovrebbe essere il massimo.
Ma l’effetto lo fa lo stesso.
C’è qualche ingegnere che ne capisce molto di più di me?
@ PinoMamet
“Voilà”
Incredibile come la Statunitense Wikipedia usi tutti i possibili artifici per sminuire l’impatto della nuova arma, dal citare solo fonti USA e Ucraine al tacere il semplice fatto che oggi fra USA e vassalli nessuno è in grado di schierare sul campo sistema di difesa contro un ipersonico. Esempio plastico di applicazione della favola della volpe e dell’uva.
Ciao!
Andrea Di Vita
Sì, beh, poi Francesco ci mette il resto 😉
credo sia l’unico in Italia che ha scoperto l’Oreshnik qui, con quasi un anno di ritardo, anche se è stato su tutti i telegiornali…
(che a loro volta hanno mostrato solo le immagini dell’impatto delle testate- inerti per scelta, e non per incapacità di portare il nucleare, come ammette la stessa Wikipedia- e non le immagini spettacolari del volo- metti mai che qualcuno possa rimanere troppo impressionato 😉 )
Improbabile
Gli ucraini non ti diranno mai cosa quel missile ha fatto. Ma Zelensky all’epoca aveva
fatto delle dichiarazioni che ora io, personalmente, nelle mie modeste ricerche su Ecosia (il google pseudo ecologico) non ritrovo.
I russi non mirano all’effetto di Hiroshima. Distruggono le infrastrutture e i depositi o fabbriche di armi
Questo perché conducono una guerra di logoramento.
Non andranno all’arrembaggio
finché l’Ucraina non sarà completamente incapace di opporre resistenza.
(Io mi informo su Analisi Difesa)
Analogamente se un missile del genere centra perfettamente la nuova base Nato in Romania, evidentemente scassandola in modo irreparabile, con cosa risponderà la Nato? Con un bombardamento nucleare?
E poi?
Tu vuoi fare la guerra alla Russia, mi par di capire. Sulla scia dei volenterosi in braghe di tela.
O forse propagandi la stessa retorica.
Io no, sono per la diplomazia. Tutto qui.
Chi ha perso ha perso. Non è mica la prima volta che ci sono dei perdenti in Europa.
E che sarà mai….l’Italia poi.
>>> Tu vuoi fare la guerra alla Russia, mi par di capire.
Non vedo alternative, se non peggiori. Anche la Polonia aveva perso nel 1939, e la Francia nel 1940. Mica per questo si smise di combattere.
Ciao
@ francesco
“alternative”
Perché invece continuare a foraggiare coi nostri soldi e le industrie del nostro principale concorrente per sostenere il Volkssturm di un regime
neonazista in ritirata perpetua è un’alternativa migliore.
Questo non è neanche più bispensiero.
È Tafazzi.
Ciao!
Andrea Di Vita
1) non è un nostro concorrente, se non in misura estremamente ridotta. ed è il nostro miglior cliente all’estero, di gran lunga.
2) non è un regime e non è neonazista, quello dell’Ucraina.
Ora, io cerco il dialogo e il confronto ma se mi dai un 100% di bugie cosa resta su cui confrontarsi?
ah, una domanda di metodo. la sconfitta degli ucraini è la prova che sono sub-umani degni di essere schiacciati. vale anche altrove?
🙁
@ francesco
“concorrente”
Tafazzi insiste e persiste.
Paghiamo i dazi agli USA.
Paghiamo agli USA le armi per sostenere i banderisti contro Mosca, facendo così morire altri Ucraini solo per foraggiare l’industria USA.
Rinunciamo al gas Russo per comprare dagli USA (che spesso lo comprano dalla stessa Russia per vie traverse) lo stesso gas pagandolo molto di più.
Ci ficchiamo così deliberatamente in anni consecutivi di decrescita del settore manifatturiero.
Sottostiamo senza fiatare ai diktat di Washington (NON di Trump: di Washington) di spostare da loro le nostre industrie.
Il tutto senza nemmeno riuscire a fare vincere un regime che ha tacitato le opposizioni, ammazzato giornalisti ancora prima del 2022 e che l’unica guerra che sa vincere e’ quella dei rapimento contro il proprio stesso popolo per gli arruolamenti forzati, con gli Ucraini che disertano ormai a centinaia di migliaia.
Ci raccontiamo di quanto sia minacciosa quella stessa Russia che fino a pochi mesi fa descrivevamo come ridotta a combattere con le pale e cannibalizzando le lavatrici.
Cosa mai potrebbe andare storto? 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
la Russia, se ricordo, è piena di missiloni basati a terra, quasi tutti a carburante liquido
pochissimi bombardieri, e poco seri
qualche sottomarino lanciamissili
gli USA hanno un tot di missili basati a terra, non roba modernissima
un buon numero di bombardieri, alcuni Stealth
un numero significativo di sottomarini Boomer
una dotazione poco più che simbolica di bombe lanciabili da aerei normali (tipo gli F35), per me piazzate lì a rassicurare gli alleati
Ciao
https://youtu.be/rjlgnNW2qNs?feature=shared
Ros
La poco conosciuta biografia di Hundertwasser (soprannome che significa “cento acque”) talento autodidatta.
@Puffo giardiniere
Grazie 🙂
è un artista assai interessante,
La sua aticipità al di fuori di teorie e correnti artistiche del suo tempo è stata con tutta evidenza una necessità espressiva personale
Interessante (bello il riferimento alla fine a Ingrao e Tremaglia)
L’Unità
Piero Sansonetti
Meloni consegna la Flotilla ai terroristi israeliani: l’idealismo dei volontari riscatta la vigliaccheria del governo italiano
Giorgia Meloni ha risposto ieri alla lettera che le aveva spedito Elly Schlein mercoledì pomeriggio, però ha risposto senza capire – credo – quello che Elly Schlein le aveva scritto. O forse fingendo di non capire. La segretaria del Pd le aveva spiegato, con cortesia, che era necessaria e urgente una presa di posizione dell’Italia a difesa della Flotilla che sta prendendo il mare, con un carico di aiuti umanitari, diretta verso la costa di Gaza. Dal momento che un ministro israeliano ha dichiarato che la flotta è considerata dal governo israeliano come una pattuglia di terroristi. Con la Flotilla sono partiti un gruppo consistente di volontari italiani – tutti disarmati, tutti non violenti, tutti pacifici – e anche quattro nostri parlamentari. La dichiarazione del governo di Israele suona come un’offesa all’Italia e al Parlamento italiano. Un’offesa che chiede una risposta. Sul piano politico e su quello diplomatico. Sul piano politico Giorgia Meloni avrebbe dovuto far notare a Tel Aviv che se dobbiamo parlare di terrorismo, beh allora dovremmo valutare soprattutto le azioni spietate dell’esercito israeliano, non certo quelle dei giovani imbarcati per portare soccorso. Sul piano diplomatico la premier avrebbe dovuto convocare l’ambasciatore israeliano e pretendere garanzie di incolumità assoluta per la Flotilla. È ancora in tempo per farlo.
Meloni invece nella sua risposta ha spiegato che i volontari della Flotilla avrebbero dovuto consegnare gli aiuti raccolti al governo italiano, invece di avventurarsi in mare, e ha dichiarato che il governo si comporterà verso i connazionali che dovessero essere aggrediti o catturati dagli israeliani esattamente come si comporta nei confronti di qualunque cittadino italiano all’estero. Difficile capire quanto ci sia di provocazione, nell’atteggiamento della premier. E quanto invece di scelta politica.
Ci sono quattro parlamentari italiani su una delle navi in partenza con la Flotilla e dirette a Gaza. Sono Annalisa Corrado, Benedetta Scuderi, Arturo Scotto e Marco Croatti. Bisogna ringraziarli. Innanzitutto perché sono coraggiosi, sanno che vanno incontro a dei pericoli seri, che rischiano anche la vita, ma evidentemente sentono la responsabilità della loro missione democratica, e sanno che fare politica non vuol dire solo cercare voti e potere, ma seguire uno schema di idee e di valori che non cambiano col passare delle settimane. In politica esistono due estremi: l’opportunismo e l’idealismo. Talvolta si alternano, talvolta no. In questo caso possiamo dire che ha vinto l’idealismo. Merce molto rara in questi tempi. L’idealismo viene addirittura vilipeso e tacciato di ideologismo (le ideologie, lo sapete, sono bandite: tranne quella liberista).
Credo che questi quattro parlamentari, insieme alle altre decine e decine di volontari che si sono imbarcati a Genova e a Catania, abbiano dato un contributo a salvare l’onore dell’Italia. Perché parlo di onore dell’Italia? Perché le posizioni del nostro governo di fronte alla gigantesca sciagura umanitaria in corso in Palestina, per via del massiccio attacco terroristico dell’esercito israeliano, rappresentano il punto di vista di burocrati grigi e ciechi. I nostri ministri, e Giorgia Meloni che li guida, non osano scagliarsi – come fanno molti giornali di destra – contro i volontari che portano aiuti ai superstiti: si limitano a trattare la questione come si potrebbe trattare la scelta se aumentare o diminuire l’Iva sulle lavatrici. Il ministro Crosetto tuona perché Israele ha attaccato un presidio dell’Onu in Libano. Giusto. Fa bene ad arrabbiarsi. Ma se si arrabbia per questo attacco cosa dice dell’uccisione di almeno 18.000 bambini, ma probabilmente molti di più, o del fatto che Israele impedisce l’arrivo degli anestetici e che i medici di Gaza sono costretti ad amputare ai ragazzi gambe e braccia senza anestesia? Non dice niente. O al massimo sussurra quell’unica parolina ammessa nel vocabolario della destra (“sproporzionato”), attento a non fare arrivare la sua voce a Tel Aviv. Io non ho ancora capito cosa sarebbe proporzionato: uccidere solo 9000 bambini e non 18 mila?
Il nostro governo, e gran parte della nostra stampa, ha riempito di disonore l’Italia. Sono questi ragazzi spavaldi che si imbarcano, e sfidano Netanyahu, a riscattarci. A cancellare la vigliaccheria. L’altro ieri Elly Schlein ha scritto una lettera a Giorgia Meloni per chiederle di schierare il governo e la diplomazia italiana a protezione della Flotilla. La risposta della premier è stata imbarazzante. Nella prima parte del comunicato di replica a Schlein, Meloni spiega che i volontari avrebbero fatto bene a consegnare a lei gli aiuti, in modo che lei li avrebbe girati agli americani o direttamente agli israeliani – cioè agli autori e ai complici del massacro – e poi ci avrebbero pensato loro a cosa farne. Non so se questo argomento sia ingenuo o costituisca una provocazione voluta. Conosco Meloni da parecchi anni, e non mi è mai sembrata ingenua. Nella seconda parte della sua dichiarazione la Presidente promette che se ci sarà bisogno comunque – per somma generosità – il governo si interesserà al caso. Ma non al caso politico – spiega – semplicemente fornirà l’assistenza che sempre fornisce ai “connazionali all’estero”.
Ora cerchiamo di capire come stanno le cose. Il governo israeliano ha annunciato che tratterà gli equipaggi della Flotilla come terroristi. Cioè ha accusato di terrorismo i volontari disarmati e nonviolenti che portano gli aiuti, e ha bollato come terroristi anche quattro nostri parlamentari. Può di fronte a un simile affronto il governo non reagire con il massimo della forza possibile? Perché, mi chiedo, non è stato convocato l’ambasciatore israeliano per chiedere conto della calunnia insopportabile nei confronti delle nostre istituzioni? Perché non si è minacciata la rottura delle relazioni diplomatiche? Perché non si è avvertito il governo di Israele che se sarà ostacolata o aggredita la Flotilla l’Italia deciderà immediatamente delle sanzioni contro Tel Aviv?
Vi racconto un episodio della prima Repubblica. Una delegazione parlamentare italiana fu invitata in Unione Sovietica. Pietro Ingrao, allora presidente della Camera, formò questa delegazione con rappresentanti di tutti i partiti. Per il Msi fu scelto Mirko Tremaglia. L’ambasciata sovietica fece sapere che non avrebbe fatto entrare Tremaglia in Russia perché Tremaglia era stato fascista. Ingrao rispose che la formazione della delegazione spettava a lui e non al Cremlino, e che se ci fosse stato un veto su Tremaglia la delegazione italiana non sarebbe partita. Mosca cedette. Quella era autonomia, indipendenza. Idea liberale. Dico meglio: quella era politica. Tutte doti che gli attuali esponenti del governo non conoscono.
Mah, molto rumore per nulla.
Una inutile iniziativa, buona solo a far parlare di sè i Buoni che la fanno.
Non dico che faccio il tifo per l’improvviso risorgere di un bel pò di mine della guerra del Mediterraneo ma sono molto tentato, essendomi umanamente insopportabili i tipi delle barchette.
Ho già detto che auspico un golpe militare in Israele e la distruzione di tutte le colonie? non vorrei passare per un sionista.
Un plauso convinto alla Meloni, che, se è totalmente priva di progettualità politica e di volontà di fare le riforme necessarie, sa come trattare donnette quali la Schlein.
Sansonetti cita Hamas in qualche rigo del suo pamphlet?
PS simpatico il raccontino finale edificante, puzza di falso ma simpatico. Dico puzza di falso perchè mi risulta che Tremaglia sia stato fascista sino alla morte.
@ francesco
“Hamas”
Cosa c’entra Hamas con l’assassinio deliberato dei bambini con una pallottola in testa?
Va bene leccare l’ano del POTUS, ma pure dei sionisti amichetti del POTUS…
Qui davvero gli unici che hanno cercato di fare qualcosa per fermare il genocidio sono gli Houthi.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. hai visto il film “Gandhi”? Hai presente l’episodio della marcia del sale, quando gli indù vanno volontariamente a farsi bastonare dalle guardie Inglesi? Ecco, la “Flotilla” sta facendo la stessa cosa.
Mai avrei immaginato di considerare uin governo di destra peggiore perfino di quelli di sinistra.
Credo che solo i governi Draghi e Monti, dal dopoguerra o almeno dalla caduta del Muro, siano stati peggiori di questo.
# peucezio
“Draghi”
E da parte mia mai avrei creduto che alcuni esponenti del partito erede del PCI di Enrico Berlinguer arrivassero a solidarizzare con i massacratori.
Per chi non lo sapesse parlo della Picierno.
Ciao!
Andrea Di Vita
Vabbè, la Picierno è la fognatura umana d’Italia.
@ francesco
2. “falso” il trattato INF fatto saltare nel 2019 , il JCPOA nel 2018 e l’ABM nel 2002.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Trattato_INF
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/usa-fuori-dallaccordo-sul-nucleare-iraniano-cosa-cambia-litalia-20597
https://www.google.com/search?q=usa+ritiro+trattati+disarmo&oq=usa+ritiro+trattati+disarmo&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigATIHCAIQIRigATIHCAMQIRifBTIHCAQQIRifBTIHCAUQIRifBdIBCTEzMjk3ajBqNKgCArACAQ&client=ms-android-cubot&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8
3. “li avremmo potuti costruire” sì, tagliando ancora sanità e pensioni.
Scusa ma a quale mio intervento ti riferisci?
A prescindere da questo dettaglio, ti sei poi iscritto ai 5 stelle come il tuo punto 3 lascia intendere?
🙂
@ francesco
“riferisci”
Quello in cui dicevi che gli USA non hanno stracciato gli accordi.
“5 stelle”
Non ce n’è bisogno. Bastano un poco di memoria storica e cinque minuti su Google.
Ciao!
Andrea Di Vita
trovato
2) a quanto ne so io, Mosca li ha violati, Washingotn ne ha preso atto e se ne ritirata, quei trattati.
3) i Tornado li abbiamo comunque costruiti, quindi la spesa è stata sostenibile. Non si è mai visto uno Stato con spese militare basse come l’Europa dagli anni ’70, ti ricordo.
Ciao
@Francesco
“Europa”
Almeno a qualcosa le basi USA sono servite.
Sarebbe proprio il caso di cominciare a fare loro pagare l’affitto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Guardando la Sumud Flotilla che parte…
E’ incredibile pensare al ruolo della Città Santa Centro del Mondo, anche nella Divina Commedia…
E viene in mente la Crociata dei Bambini del 1212, che non volle versare sangue. E che da due simpatici armatori francesi e cristiani, furono venduti come schiavi ai tunisini.
Magari qualche loro discendente c’è oggi tra i clandestini che sbarcano sulle coste italiane
Magari tra i partecipanti alla Flotilla c’è un discendente dei simpatici armatori francesi 😉
Comunque, spero che non gli succederà come agli (esaltati violenti turchi) manifestanti della Mavi Marmara, che avevano avuto l’idea geniale di assalire a sprangate i militari della Shayetet 13 israeliana (l’ennesima brutta copia del ComSubIn italiano), i quali, non essendo BRAVI, ADDESTRATI e PROFESSIONALI come gli italiani, né condividendone la formazione intrinsecamente umanistica e contraria alla violenza fin dove possibile, hanno aperto il fuoco.
A parte questo:
NON condivido alcuna idealizzazione dei partecipanti alla flottiglia, che mi sembrano i soliti furbacchioni che vogliono farsi belli;
e non credo che gli succederà nulla, proprio perché sono vecchie volpi di parlamentari italiani e Grete Thunberg, e non pazzoidi esaltati turchi.
Ma c’è gente anche di altri paesi, non si sa mai.
Suppongo che finirà come a Luglio, con i militari israeliani che rifocillano una incazzatissima Greta con quei dolcetti che danno sempre in sinagoga per le feste.
Mi ricordavo male- nessuno è perfetto 😉
le danno dei panini, e non dei rugelach; e lei sembra piuttosto felice di riceverli.
https://ynet-pic1.yit.co.il/picserver6/crop_images/2025/06/09/Bkez2TQmle/Bkez2TQmle_0_0_680_383_0_large.jpg
carino il cappellino-rana!
Incollo per intero questa antologia di articoli di destra, giratomi da un conoscente di destra. Non c’è bisogno di leggere fino in fondo per cogliere il punto fondamentale: la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria si basa su una falsificazione radicale.
La Sinistra dice, “Voi destri siete razzisti che volete cacciare dall’Italia la povera gente che paga le nostre pensioni!”
La Destra risponde, “Visto, la Sinistra difende i Terroristi Islamici che prima stuprano le nostre donne e poi mettono loro i burqa!”
La Sinistra ri-risponde, “Visto, la Destra considera criminale chiunque sia nato all’estero! Abbiamo ragione noi a dire che sono razzisti!”
E invece i conti reali sono (più o meno) quelli che si fanno in questi articoli (fatta la tara al tono).
https://voxnews.org/2025/09/05/mai-cosi-tanti-immigrati-in-italia-1-300mila-da-quando-e-premier-miss-blocco-navale/
I giornali di destra non ve lo dicono perché, come quelli di sinistra, sono di proprietà di chi fa soldi con gli immigrati a basso costo. I patrioti sono stati traditi.
# Meloni e la Grande Sostituzione: Da Eroina Sovranista a Complice dell’Invasione Islamica!
Il governo Meloni doveva essere la svolta, il baluardo contro la sostituzione etnica che sta cancellando l’identità italiana. Promesse roboanti: blocco navale, difesa dei confini, priorità agli italiani. Invece, cosa vediamo? La stessa politica dei governi precedenti, quelli di sinistra che Meloni criticava tanto.
Anzi, peggio: sotto la sua guida, l’Italia è diventata un magnete per immigrati, soprattutto islamici, che arrivano a frotte, cambiando il volto delle nostre città, sovraccaricando i servizi e minacciando la nostra cultura millenaria. È una tradimento bello e buono, una capitolazione al globalismo che favorisce la grande sostituzione etnica teorizzata da Renaud Camus. Meloni, dove è finita la tua fermezza? Sei diventata la continuatrice di Conte e Draghi, ma con un velo di retorica patriottica per ingannare gli elettori.
Ricordiamo le promesse: “Blocco navale immediato!” urlava in campagna elettorale. Invece, da quando è premier – dal 22 ottobre 2022 – gli sbarcati via mare sono arrivati a quasi 300.000. Sì, avete letto bene: calcolando i dati ufficiali, dal fine ottobre 2022 a oggi, 5 settembre 2025, sono sbarcati circa 294.213 immigrati irregolari. Per il 2022, da ottobre a dicembre: circa 25.998 (stima basata su dati cumulativi, con ottobre parziale da 22 in poi). Nel 2023: 157.652. Nel 2024: 66.317. E nel 2025, già 43.947 fino a settembre. Altro che blocco! I barconi continuano a scaricare migliaia di persone, spesso da Paesi islamici come Tunisia, Libia, Egitto, Bangladesh e Nigeria, portando con sé valori incompatibili con la nostra società cristiana e laica.
Non è solo l’irregolare: Meloni sta portando avanti la sostituzione con l’immigrazione “regolare”. Non bastavano i 500.000 immigrati previsti per i tre anni precedenti, ora ne aggiunge altri 500.000 per i prossimi tre, per un totale di 1 milione in sei anni. E chi sono questi? In gran parte da Paesi islamici, manodopera a basso costo che deprime i salari italiani, occupa posti di lavoro e altera il panorama demografico. È una invasione programmata, sotto il pretesto di “bisogni economici”. Ma quali bisogni? Quelli delle lobby che vogliono schiavi moderni, mentre gli italiani male occupati aumentano.
E ora, la ciliegina sulla torta: l’ultimo decreto sulle “badanti”. Una follia assoluta! Questo provvedimento esclude dal meccanismo delle quote gli ingressi per assistenza familiare e sociosanitaria. In pratica, chiunque si spacci per badante – e sappiamo quanti abusi ci sono stati, con nigeriani e bengalesi che entrano con questo pretesto – potrà venire liberamente, fuori da qualsiasi limite. Per i primi 12 mesi, devono lavorare solo in quel settore, ma poi? Cambiano datore con una semplice autorizzazione, e restano. È un canale aperto per l’immigrazione di massa, camuffata da umanitarismo. Estende permessi per vittime di sfruttamento da 6 a 12 mesi, con accesso all’assegno d’inclusione – pagato dalle nostre tasse! – e facilita ricongiungimenti familiari, portando famiglie intere. Chi sei, davvero, Meloni? Quali padroni servi, davvero, Meloni?
Questo non è governo sovranista: è complicità nella sostituzione etnica. Le nostre strade si riempiono di moschee, i quartieri diventano enclave straniere, la criminalità esplode. Meloni, eletta per fermare tutto questo non lo ferma: lo accelera. È ora di aprire gli occhi: questo esecutivo non difende l’Italia, la consegna ai globalisti. Pretendiamo rimpatri, confini chiusi e politiche per gli italiani prima. Altrimenti, l’Italia che conosciamo sparirà, sostituita da un califfato multiculturale. Sveglia, compatrioti!
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https://voxnews.org/2025/09/05/meloni-fa-entrare-altri-immigrati-corsie-speciali-per-sedicenti-badanti/
Meloni fa entrare altri immigrati: corsie speciali per sedicenti badanti
Al Cdm non è seguita alcuna conferenza stampa per illustrare il provvedimento perché gli elettori del partito della Meloni non devono sapere le porcherie che il suo governo sta facendo in contrasto con le promesse elettorali.
# Meloni Tradisce Ancora: Nuove Marchette agli Immigrati, Altro che Blocco Navale!
In un Paese già sommerso da ondate migratorie incontrollate, il governo Meloni continua a spalancare le porte agli immigrati, tradendo clamorosamente le promesse elettorali di fermezza e sovranità. Ricordate il famoso “blocco navale” sbandierato in campagna elettorale? Era solo un’illusione, un miraggio per ingannare gli italiani stanchi di invasioni e caos. Ora, con l’ultimo decreto-legge approvato dall’Esecutivo, la premier non solo conferma la sua politica di accoglienza mascherata da “regolarità”, ma la amplifica, facilitando ingressi fuori quota e regalando permessi come se fossero caramelle. Non bastavano i 500mila immigrati previsti per i prossimi tre anni, da sommare ai 500mila dei tre precedenti? No, evidentemente no: ora arrivano nuove concessioni per i sedicenti “badanti”, che in questi anni si sono rivelati un canale privilegiato per nigeriani, bengalesi e chissà quanti altri, spesso lontani dal vero bisogno di assistenza.
Questo decreto, pomposamente presentato come “disposizioni urgenti in materia d’ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri, nonché di gestione del fenomeno migratorio”, non è altro che un ennesimo cedimento al globalismo e alle lobby che lucrano sull’immigrazione. L’obiettivo dichiarato? Rafforzare il quadro giuridico per un’entrata “legale e ordinata”, contrastare il lavoro illegale e rendere più efficienti gli Sportelli Unici per l’Immigrazione. Belle parole, ma nella sostanza si tratta di un invito aperto a entrare in Italia, bypassando controlli reali e ignorando le conseguenze sul tessuto sociale ed economico del nostro Paese.
Analizziamo i punti salienti di questo scempio normativo, che rivela la vera faccia del governo Meloni: non un baluardo contro l’immigrazione selvaggia, ma un facilitatore di flussi che stanno cambiando irreversibilmente l’Italia.
### Fuori Quota per “Badanti” e Assistenti: Una Porta Aperta all’Abuso
Una delle novità più scandalose è l’esclusione dal meccanismo delle quote per i lavoratori nel settore dell’assistenza familiare o sociosanitaria, destinati a persone con disabilità o anziani. In pratica, chiunque si dichiari “badante” potrà entrare liberamente, senza limiti numerici. E per i primi 12 mesi, potranno lavorare solo in quel settore, con cambio di datore solo su autorizzazione degli Ispettorati del lavoro. Sembra un controllo, ma è un’illusione: sappiamo bene come questi canali siano stati abusati in passato per far entrare manodopera a basso costo da Paesi come Nigeria e Bangladesh, spesso senza reali qualifiche. Risultato? Un boom di falsi badanti che finiscono nel sommerso, alimentando criminalità organizzata e sfruttamento. Invece di proteggere gli italiani anziani, Meloni regala un’autostrada all’immigrazione irregolare camuffata da legale.
### Permessi Più Lunghi per Vittime di Sfruttamento: Un Incentivo al Vittimismo?
Il decreto estende da 6 a 12 mesi i permessi di soggiorno per stranieri vittime di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, e lo stesso per quelli per motivi di protezione sociale. Non solo: a questi si aggiunge la possibilità di richiedere l’assegno d’inclusione, quel sussidio che già pesa sulle tasche degli italiani. E per le vittime di violenza domestica, stessa musica. Sulla carta, sembra umanitario, ma in realtà crea un sistema che incentiva denunce strumentali e prolunga la permanenza di chi, una volta entrato, non ha intenzione di andarsene. Chi paga? I contribuenti italiani, già alle prese con un welfare al collasso e servizi pubblici sovraccarichi. E chi ne fruirà potrà anche ricevere l’assegno di inclusione (che nel 2025 prevede, per una persona sola, circa 540 euro mensili).
### Burocrazia “Efficiente” che Favorisce gli Stranieri
Tra le altre perle, c’è la revisione dei termini per il nulla-osta al lavoro subordinato: ora decorre dalla quota d’ingresso, non dalla presentazione della domanda. Controlli estesi sulle dichiarazioni dei datori per vari tipi di ingressi, dalla ricerca ai trasferimenti intra-societari. E poi la pre-compilazione delle richieste, limitata a massimo 3 per datore privato, estesa anche al lavoro stagionale. Sembra un tentativo di ordine, ma è solo fumo negli occhi: questi meccanismi renderanno più facile per i datori assumere stranieri a basso costo, deprimendo i salari degli italiani e favorendo la concorrenza sleale. Inoltre, il diritto a soggiornare in “attesa” di conversione del permesso si estende, permettendo a immigrati di restare e lavorare temporaneamente senza reali garanzie.
### Ricongiungimenti Familiari e Volontariato: Altri Canali per l’Invasione
Non contenti, alzano da 90 a 150 giorni il termine per il nulla-osta al ricongiungimento familiare, allineandosi alla normativa europea che Meloni criticava tanto. Questo significa famiglie allargate che arrivano in massa, aggravando il carico su scuole, sanità e alloggi. E per i giovani stranieri in programmi di volontariato? Il decreto ministeriale diventa triennale, non più annuale: un altro flusso stabile e incontrollato, sotto il pretesto dell’”utilità sociale”.
Infine, la proroga fino al 2027 per la Croce Rossa Italiana nella gestione dell’hotspot di Lampedusa: un’ammissione di fallimento, perché invece di chiudere i centri e rimpatriare, si perpetua un sistema che attira barconi e tragedie nel Mediterraneo.
### Conclusione: Meloni, Dov’è il Cambiamento Promesso?
Questo decreto non è “gestione del fenomeno migratorio”, è capitolazione. Meloni, eletta con slogan anti-immigrazione, si rivela l’ennesima marionetta di Bruxelles e delle ONG, che continuano a lucrare sul business dell’accoglienza. Gli italiani, intanto, subiscono criminalità in aumento, quartieri degradati e un’identità nazionale diluita. È ora di dire basta: pretendiamo un vero blocco navale, rimpatri immediati e politiche che mettano al primo posto i cittadini italiani. Altrimenti, questo governo non è altro che un’ipocrisia in giacca e cravatta. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!
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https://voxnews.org/2025/09/04/sparano-sulle-processioni-e-stuprano-le-nostre-bambine-ma-il-governo-ne-sbarca-degli-altri/
Sparano sulle processioni e stuprano le nostre bambine ma il governo ne sbarca degli altri!
**ROCCELLA IONICA NEL CAOS: GOVERNO PORTA IN CASA NOSTRA TERRORISTI CHE SPARANO ALLE PROCESSIONI E STUPRANO – SVEGLIAMOCI!**
Ci vogliono sparare alle processioni, gettano ragazzine sotto i treni, stuprano e uccidono, e il nostro governo continua a raccattare questi invasori dai barconi e portarli nelle nostre case, nei centri accoglienza, dove ricevono una paghetta di mille euro al mese!
A Roccella Ionica, 55 migranti – iraniani, iracheni e curdi – sono sbarcati oggi, soccorsi dalla Guardia Costiera e dalla Guardia di Finanza dopo cinque giorni di navigazione dalla Turchia, con donne, bambini e minori non accompagnati, accolti come eroi dalla Croce Rossa. E questo, nonostante i sospetti su 200 ospiti di un centro accoglienza vicino Milano per lo stupro di una ragazza – è un tradimento imperdonabile! Azzeriamo questa invasione islamica, ora!
Questi predatori, arrivati a bordo di una barca a vela, sono stati trasbordati per “motivi di sicurezza” e sistemati nel Centro di prima accoglienza, mentre a Milano si indaga su un’ondata di violenze sessuali attribuita a qualcuno dei 200 immigrati ospitati in un centro, un’ulteriore prova della natura criminale dell’immigrazione.
Intanto, a Viterbo, un commando turco pianificava un attentato alla processione di Santa Rosa; a Friedland, un iracheno ha spinto una 16enne sotto un treno; a Treviso, un guineano ha violentato una minorenne – e il governo li coccola! Con 140.000 adulti e 23.000 minori nei centri, pagati con i nostri soldi, l’Italia è un bersaglio.
Il bello di questi meccanismi è che c’è un accordo a trattarsi con reciproco rispetto: la Destra sarebbe costituita da onesti fanatici che credono davvero alla Razza Italica e alla Civiltà Cristiana; la Sinistra da onesti fanatici che credono davvero alla Mescolanza dell’Umanità Intera e alla Islamizzazione.
Ripeto, degli articoli sull’immigrazione, trovo interessanti le statistiche e le norme citate… stendo un pietoso burqa sull’islamofobia sottostante 🙂 compreso “califfato multiculturale” ecc.
Non credo che la Sinistra voglia l’Islamizzazione, però di certo ha un certo amore per il concetto di Mescolanza;
più che altro, il difetto della Sinistra è che finge di non vedere che l’Islamizzazione o perlomeno l’Islam europeo sia, se non vogliamo usare la parola problema, perlomeno un tema da affrontare.
La sinistra sarebbe quella che ha i giusti strumenti culturali per affrontarlo, e non lo fa.
La Destra non so se creda alla Razza Italica: da milioni di commenti sui media, direi che in tema di razze gli italiani di destra (ma anche di sinistra) si sono bevuti in pieno le balle di Bossi e di Miglio, da Nord a Sud, e negano l’esistenza di una solaRazza Italica, il che è corretto, ma credono all’esistenza di due o tre razze italiche, il che è ancora più… fantasioso.
Invece alla Civiltà Cristiana (“giudaico-” è scomparso con Gaza: gli ebrei sono tornati i soliti cattivoni ammazzacristi della tradizione: leggere, come al solito, i commenti sui social media se non ci credete) ci crede davvero.
parlo ovviamente dei Votanti, non dei Votati.
i Votati credono, more solito, alla poltrona e alla photo opportunity con i giornalisti.
Pino,
“Non credo che la Sinistra voglia l’Islamizzazione, però di certo ha un certo amore per il concetto di Mescolanza;”
La sinistra persegue la distruzione per la distruzione.
Si tratta quindi di appoggiare qualunque elemento vada in contrasto in modo assertivo e potenzialmente violento contro le strutture e le eredità storiche delle nostre società.
Un discorso di buon senso sarebbe essere a favore del mantenimento degli spazi di libertà individuale che in Occidente ci si è via via conquistati, senza rinnegare il patrimonio storico cristiano, ma lasciandolo da una parte come una tradizione individuale, dall’altra come un’opzione individuale libera. Non è il massimo ma mi pare oggi l’opzione più ragionevole.
Invece loro vogliono l’integrazione a tutti i costi di gruppi umani non solo ostili alla religione tradizionale, ma anche alle libertà ottenute nelle nostre società (delle donne, ecc.), integrazione non nel senso che si adeguano, ma nel senso che vanno accettati con questa loro ostilità.
E poiché la sinistra non persegue davvero la creazione di una teocrazia islamica in Occidente (infatti critica l’Iran, ma anche, giustamente, l’Isis), è chiaro che lo scopo è fare danni per fare danni.
Per Peucezio
“Si tratta quindi di appoggiare qualunque elemento vada in contrasto in modo assertivo e potenzialmente violento contro le strutture e le eredità storiche delle nostre società.”
Allora, “la Sinistra” è un concetto enorme, che riguarda un’enorme parte della popolazione italiana al di sopra di una certa età: la maggior parte di quelli che si pongono comunque questioni che vadano oltre la personale sopravvivenza.
Direi che il concetto fondamentale sia che i rapporti di forza economica non devono decidere della vita delle persone umane.
Dove la “forza economica” può essere intesa in molti modi diversi, dalle multinazionali giù giù fino al vecchio latifondista di una volta.
Ho forti dubbi sulla vaga visione di “persona umana” che c’è dietro. Magari si chiede lo stesso stipendio per tutti nella fabbrica… che produce armi.
E’ vero che la Sinistra ha creato le reti (costruttive) delle cooperative, delle case del popolo e tante altre cose.
Proprio perché questa visione è vaga, c’è però la tendenza a fissarsi sulla critica, invece che sulla costruzione: mi ricordo che quando si è prospettata la possibilità di autodeterminarci, governando direttamente il nostro Giardino Comunitario, c’era gente di sinistra che ci diceva, “No! Non ci si può sostituire alle Istituzioni Pubbliche!” E giù critiche al Comune che non pagava un custode.
Ma la negatività non è certo un difetto solo della Sinistra.
Secondo me tu hai una visione idealizzata della sinistra.
Probabilmente perché hai presente il tipo di umanità di sinistra che ti circonda, lì in Toscana.
Ma la Toscana è un mondo a sé, non per niente ha prodotto la cultura, l’arte e la scienza mondiale.
Per Peucezio
“Secondo me tu hai una visione idealizzata della sinistra.”
Al contrario, parlo della sinistra non idealizzata, quella che si incontra quotidianamente.
E ovviamente, come tutti i fenomeni, ha le due opposte deviazioni dei furbi (come quelli descritti da Pino Mamet) che si attaccano alle poltrone, e quelli che invece si rinchiudono in una torre di immondizia dicendo “no” a qualunque cosa e facendosi occasionalmente manganellare dalla polizia.
Per cui è vero, la sinistra è anche la sindaca di Prato che si prende la tangente dagli speculatori immobiliari; ed è anche il transattivista cretino che fa lo scemo interrompendo una conferenza. Come la destra è anche l’aspirante sindaco di Prato che fa parte della stessa loggia dello speculatore immobiliare; ed è anche quello che su Facebook scrive di come lui i migranti li affonderebbe a cannonate (la mosca cannoniera).
Ma parliamo della gran parte delle persone.
Miguel,
“Al contrario, parlo della sinistra non idealizzata, quella che si incontra quotidianamente.”
Appunto.
Che sono una parte della sinistra e probabilmente non la peggiore, al netto di quelli che descrivi più sotto.
Ma nessuno, Peucè, persegue la distruzione per la distruzione.
Pensa trovarne uno che lo dice! “Voglio la distruzione perchè sì!”
Sarebbe come quei sempre più rari adolescenti darkettoni, vestiti tutti di nero, con gli anelli a forma di teschio, che fingevano di avere tutta questa sympathy for the Devil, ed erano poi dei tranquilloni cocchi di nonna.
(Quasi estinti: ne ho visto uno l’anno scorso agli esami di Maturità, ma era un Liceo artistico, ed era raro persino lì…)
Macché!
No, sono tutti convinti di stare dalla parte del Bene.
È questo che li rende così feroci.
Dico tutti, tutti:
sinistra, destra, centro, filoamericani, antiamericani, filoisraeliani, antiisraeliani…
e sì, anche i tantissimi, infiniti filopalestinesi d’Europa.
Mettili in branco e dagli qualcuno contro cui sputare odio: a caso, pure.
L’uomo in branco è una brutta bestia.
Per PinoMamet
“Mettili in branco e dagli qualcuno contro cui sputare odio: a caso, pure.
L’uomo in branco è una brutta bestia.”
Verissimo!
Pino,
bisogna distinguere due piani.
“No, sono tutti convinti di stare dalla parte del Bene.
È questo che li rende così feroci.”
“L’uomo in branco è una brutta bestia.”
Tutto verissimo.
Ma secondo me c’è anche dell’altro.
E cioè che la sinistra, lato sensu, è una visione ideologica del mondo.
E come tale ignora la complessità del reale e vuole tagliare tutto con l’accetta.
Col risultato di distruggere (l’accetta rompe, non sana).
Certo che la singola persona è convinta di fare bene. Ma la sua visione del “bene” ha uno sostrato nichilista, è basata sulla pars destruens, ha più l’ossessione di rompere ciò che secondo lei è disfuzionale e oppressivo che di costruire qualcosa di buono.
La religione ha avuto sicuramente anche un aspetto di oppressione. Perché si è irrigidita, soprattutto dalla Controriforma (o dalla Riforma, nelle zone dove si è imposta), in atteggiamenti prescrittivi, autoritari, ecc.
L’uomo di sinistra o più in generale i classico laicista militante (che oggi è più liberale che di sinistra in senso classico; in generale parliamo di progressismo) dice: distruggiamo la religione (Marx questo dice, poi la cosa si è temperata).
Mentre costruire significherebbe recuperare ciò che di autentico c’era nella religiosità pretridentina in forme aggiornate.
Per Peucezio
“Ma secondo me c’è anche dell’altro.”
Riflessioni interessanti:
1) “Certo che la singola persona è convinta di fare bene. Ma la sua visione del “bene” ha uno sostrato nichilista” Vero, ma vale per tutti: il Cattolico ce l’ha con il Peccato, il Povero con i Ricchi, i Bianchi con i Neri, i Fiorentini con gli Juventini: la prevalenza della negatività è universale.
2) “Mentre costruire significherebbe recuperare ciò che di autentico c’era nella religiosità pretridentina in forme aggiornate.”
Bello, concordo. Era il principio dei nostri “cattocomunisti”, fu lo spirito di La Pira, è lo spirito di Padre Bernardo Gianni qui a Firenze. Da non cattolico, è la cosa che più mi avvicina al cattolicesimo. E fa parte certamente del patrimonio della Sinistra realmente esistente, assieme a molte altre cose che condivido di meno.
Miguel,
“Vero, ma vale per tutti: il Cattolico ce l’ha con il Peccato, il Povero con i Ricchi, i Bianchi con i Neri, i Fiorentini con gli Juventini: la prevalenza della negatività è universale.”
Non sono d’accordo.
La modernità è fuga dal principio di realtà. Odio contro l’esistente.
L’uomo medievale non odiava il mondo.
Ad eccezione di ricorrenti ondate rigoriste, che in Italia sono rimaste episodi isolati, mentre hanno poi culminato nel protestantesimo e poi nella modernità nel nord Europa.
L’uomo medievale considerava la creazione prodotto divino, compreso l’uomo, compreso il cibo, il vino, le donne.
“Bello, concordo. Era il principio dei nostri “cattocomunisti”, fu lo spirito di La Pira”
[…]
In parte.
C’è un aspetto che inficia il tutto.
In realtà sarebbero vari, ma concentriamoci su uno.
E cioè che se rinneghi il bello e l’arte (e la novella “liturgia” scaturita dal quel mondo è il trionfo del brutto) rinneghi proprio quel radicamento nell’autenticità della religiosità medievale e rinascimentale, rinnegata dal rigorismo controriformista (c’è stato un momento in cui si sono proprio alternati papi mecenati e mondani a papi rigoristi e austeri) e in parte riemersa in epoca barocca.
In realtà c’è anche dell’altro.
Il rinnegamento del principio di gerarchia e di distinzione, che è alla base di tutto il cattolicesimo storico e che il protocomunitarismo originario propugnato da quel mondo distrugge (il prete come presidente, secondo la classica logica protestante, ecc.), l’insofferenza, anch’essa protestante, verso il sacro a favore di un cristianesimo umanista e mondano (Cristo come portatore di un codice etico e non come somma teofania, come autosacrificio).
Non c’è del protestantesimo l’idea del successo sociale ed economico: il cattolicesimo di sinistra alla base del concilio, ecc., è un cattolicesimo “socialista” e comunitarista, quindi preferibile all’orrendo individualismo competitivo del protestantesimo soprattutto anglosassone (quello tedesco e nordeuropeo è già diverso, ha anch’esso dei tratti sociali e comunitari, anche se a tratti velleitari e buonisti, come d’altronde il nostro cattocomunismo).
Per Peucezio
“La modernità è fuga dal principio di realtà. Odio contro l’esistente.”
D’accordo, a patto che non parliamo di “odio”, ma di “trasformazione”.
La modernità vede tutto ciò che esiste come materia prima da sfruttare e trasformare in qualcos’altro.
Non “odia” il Duomo di Pisa, come non “odia” il marmo delle Alpi Apuane.
Ma vede nel luogo sacro, la possibilità di arricchire un’azienda mondiale di crociere; il che implica la distruzione per sempre della sacralità del Duomo.
E vede nelle Alpi Apuane tanti bagni per magnati sauditi.
Ma al di là della frotta di turisti che immagina sostituire i credenti nel Duomo, e al di là dei coglioni sauditi che vede mostrare ai clienti statunitensi i propri cessi,
vede l’astrazione: la trasformazione della realtà in denaro.
La modernità quindi macina e distrugge tutto, come se lo odiasse, ma non è un’emozione di “odio”, che sarebbe una cosa arcaica.
Riconosco un altro, non dico pregio, ma aspetto non totalmente negativo in quella cattolicità che hai presente, che è un po’ alla base sempre del concilio e postconcilio.
Che mentre la visione protestante è essenzialmente dualistica e manichea, il cattolicesimo progressista è radicalmente inclusivista: in un certo senso tutto è buono, tutto si riscatta, il male non esiste.
Il che ha una serie di insidie, ma è preferibile al dualismo radicale protestante, che, come ogni radicalismo, a forza di individuare nemici demonizza tutto e quindi diventa un nichilismo radicale.
Miguel,
non sono molto d’accordo.
La modernità avrà anche come esito un meccanismo cieco e impersonale.
Ma nasce da un odio profondo, ha una radice fortemente emotiva.
Quello dell’iconoclasta, dell’invasato, del fanatico.
La modernità è prima di tutto passione.
E anche il vero borghese settecentesco (quello di oggi è un pallido riflesso, agisce ormai per inerzia, le conseguenze più serie sul piano materiale arrivano oggi, perché la tecnica è più potente, ma il vero moto è stato impresso allora) è pervaso e animato da un credo.
Nel progresso, nella continenza, nella razionalità, nella frugalità.
In sostanza è uno che persegue uno stile di vita ascetico allo scopo di rendere il mondo più ricco: persegue la povertà (come stile di vita, non come censo) per sé e la ricchezza come destino del mondo.
Per Peucezio
“La modernità è prima di tutto passione.”
Su questo sono d’accordo.
Tutti gli esseri viventi sono mossi da desideri, ma solo la specie umana ha creato la “modernità”.
Perché è mossa da SALIGIA Superbia, avidità, lussuria, invidia, gola, ira, accidie.
E ciascuna di queste passioni vede nel Denaro la possibilità di realizzazione.
Il problema è che il Denaro, che è un’astrazione che esiste solo nella psiche umana, nega ogni realtà esistente per definizione.
Quando dico che un cubo di marmo “vale” centomila euro, sto negando la sua fisicità, sto dicendo che quel marmo non esiste, è solo la funzione di un calcolo bancario.
Eh, questa è un po’ l’essenza del capitalismo, se non come ispirazione, come risultato: la quantificazione nega la sostanza delle cose.
In effetti le cose sono incommensurabili: non ha senso dire che tot pere valgono tot scarpe o tot viaggi in tram o tot consulenze dal commercialista: sono tutte cose diverse fra loro.
Per Peucezio
“Eh, questa è un po’ l’essenza del capitalismo, se non come ispirazione, come risultato: la quantificazione nega la sostanza delle cose.”
Esatto.
E’ il passaggio dal fisico al mentale: un denaro in cui non si crede, non esiste.
Ecco perché dico che il capitalismo è radicalmente antimaterialista.
Per Pino Mamet
“No, sono tutti convinti di stare dalla parte del Bene.
È questo che li rende così feroci.”
Esatto! Bellissimo l’esempio e condivido totalmente il concetto.
@ Martinez
“Bene”
Nietzsche è uno dei primi ad avere avuto il coraggio di dire che è precisamente a questo che serve il concetto di “Bene” a fornire uno stendardo alla volontà di potenza del popolo.
Ciao!
Andrea Di Vita
C’è anche una destra filoisraeliana, che difende Israele visto come il baluardo dell’Occidente contro l’Islam, e questa destra è cristiana.
Sì, è vero.
Sono dei tizi strani, devo dire, faccio abbastanza fatica a capirli.
C’è poco da capire, sono dei dementi.
E sono la maggior parte delle persone di destra.
Ragionano in modo schematico: gli stanno sulle balle gli immigrati islamici e pensano che quindi bisogni andare in quel posto agli islamici: non hanno idea né del fatto che i palestinesi non c’entrano niente coi marocchini (è come dire che belgi e peruviani sono uguali perché parlano una lingua neolatina e sono di tradizione cattolica), né del fatto che Israele non è mai stato antislamico (quella palestinese è una questione nazionale, non religiosa), anzi, si è sempre alleato con i gruppi integralisti salafiti; d’altronde l’Islam è una filiazione diretta dell’ebraismo molto più del cristianesimo.
D’altronde quei coglioni sono filoccidentali, come se non ci fossero stati la Bosnia, il Cossovo, la Cecenia, il Nagorno-Karabak, la Siria, le primavere arabe, lo Xinjang, i Rohingya, ecc. ecc. ecc.
Per Peucezio
“Ragionano in modo schematico: gli stanno sulle balle gli immigrati islamici e pensano che quindi bisogni andare in quel posto agli islamici:”
Permettimi di difendere quelli di Destra.
Esistono milioni di persone semplici, che hanno ricordi frammentari di “tempi più umani”, di relazioni più informali. Di essere meno esposti alla velocità, alla violenza del commercio, all’istantaneità dei messaggi.
Prima le auto, e poi i prezzi delle case, hanno cacciato i residenti dalle strade in cui gli esseri umani parlavano tra di loro, e si capivano magari con la battuta in dialetto.
Allo stesso tempo, vivono il terrore della tecnica che sta per distruggere il posto di lavoro a tutti: sanno che i loro figli non hanno futuro, anche se studiano – già negli Stati Uniti, si inizia a lavorare sull’abolizione dei medici umani…
Attorno a loro, la città fondata sulla zonizzazione (area uffici – area divertimenti – dormitorio per ricchi – dormitorio per poveri – centri commerciali, tutti collegati con strisce di asfalto da percorrere chiusi in auto) ha creato mondi chiusi e diffidenti tra di loro.
Si trovano in difficoltà a comunicare con gli “intellettuali”, cioè gente che magari dice cose molto giuste, ma che si sente è cresciuta a studi umanistici e non a lavoro “vero”.
Allo stesso tempo, essendo persone semplici, hanno trovato rifugio tra le gonne di Zuckerberg, in un mondo urlato di messaggi su Facebook, dove tutto diventa isolamento irreale.
Poi piccoli, orridi fatti di cronaca – l’immigrato su diecimila che molesta la ragazzina italiana, per dire – fanno pensare di aver trovato la “causa” dei mali: quel sintomo del male capitalista che sono le migrazioni.
Ma infatti io empatizzo in pieno con questo tipo di umanità e credo che, stringi stringi, abbia ragione, anche se non sa sempre individuare esattamente la causa del problema.
Ma un’umanità così è un’umanità di buon senso, che vuole recuperare un modo di vivere più a misura d’uomo.
Ed effettivamente il grosso dell’elettorato di destra è così.
In effetti parlando di “maggioranza” di quelli di destra sono stato impreciso.
Vale per la parte ideologica.
L’uomo medio italiano, secondo me anche di destra (quello meno ideologico e fazioso, che magari negli anni ’80 era democristiano), empatizza coi palestinesi, perché qualunque persona dotata di senso di umanità non può non stare dalla parte di un popolo bombardato tutti i giorni, espulso dalla sua terra, ecc.
Il problema sono i filoisraeliani.
Che sono esattamente e specularmente come il comunistume che vorrebbe lo stupro libero delle nostre donne da parte dei marocchini e la castrazione fisica, proprio anatomica, dei maschi italiani che fanno un complimento galante a una donna.
In questo senso destra e sinistra sono posizioni detestabili, oscene.
E se da una parte c’è l’uomo di buon senso, che tendeva a sinistra quando la sinistra difendeva gli operai e tende a destra oggi, perché crede che la destra difenda le persone comuni (e fuori d’Italia a volte lo fa; in Italia non più: un po’ lo ha fatto ai tempi del Berlusca), dall’altra c’è il giornalista o il politicante di destra e di sinistra, entrambi ripugnanti, con i suoi seguaci faziosi.
Diciamo che mediamente l’umanità di sinistra, questo è vero, è più detestabile di quella di destra, perché è mediamente più istruita quindi più portata ad applicare schemi astratti.
Mentre ai livelli del potere politico-mediatico si equivalgono, con la differenza che lì l’ignoranza è un limite, non un pregio, perché fa fare ancora più danni: in questo momento forse la Schlein sarebbe meno rovinosa della Meloni.
” specularmente come il comunistume che vorrebbe lo stupro libero delle nostre donne da parte dei marocchini e”—
A parte il fatto che l’espressione “le nostre donne” non si può sentire… hai mai conosciuto un “comunista” o un simil-comunista che VUOLE esplicitamente che le donne italiane siano liberamente violentate dai marocchini e che questi stupri non siano punibili?
In effetti hai ragione.
A loro sta bene anche la sottomissione delle loro donne.
Per la donna italiana la famiglia è intrinsecamente oppressiva, patriarcale, tossica, ma se un pakistano uccide la figlia che vuole essere più emancipata c’è una tolleranza di fondo, un’indulgenza, una comprensione.
” hai mai conosciuto un “comunista” o un simil-comunista che VUOLE esplicitamente che le donne italiane siano liberamente violentate dai marocchini e che questi stupri non siano punibili?”
È una cosa implicita.
Così come nessun giornalista o politico destrorso ti dirà mai che vuole lo sterminio totale della popolazione palestinese, ma in realtà vuole esattamente quello e tutto ciò che sostiene (l’esistenza di Hamas giustifica la reazione israeliana, che forse è leggermente eccessiva, ma, insomma, hanno ragione e la vera emergenza è l’antisemitismo, ecc.: la destra che si riaccredita come massimo nemico dell’antisemitismo…) va oggettivamente in quella direzione.
Per Peucezio
“” hai mai conosciuto un “comunista” o un simil-comunista che VUOLE esplicitamente che le donne italiane siano liberamente violentate dai marocchini e che questi stupri non siano punibili?”
È una cosa implicita.”
No.
Fa semplicemente parte del meccanismo per cui noi diamo poca retta alla propaganda dell’avversario.
Un fascista che ricorda le foibe non nega, non giustifica, non esalta, le stragi di Marzabotto o di Stazzema.
Non li vede nemmeno.
Questo non vuol dire che “vuole” Marzabotto o Stazzema.
Miguel,
proprio non sono d’accordo.
Qui l’energia avversaria non c’entra.
È proprio che al fascista tutto sommato di Marzabotto o Stazzema non frega granché.
Magari non le approva, ma, insomma…
Così come sotto sotto il comunista medio non dico che approvi le foibe, ma, insomma, nemmeno le depreca davvero, con convinzione.
Perché sotto sotto, nel cuore, nell’istinto più profondo, il comunista vuole le foibe e il fascista vuole Marzabotto e Stazzema.
Poi c’è il comunista intelligente, come il fascista intelligente, capaci di distinguere e deprecare anche contro la propria parte.
Ma sono o una minoranza, oppure è l’uomo comune meno ideologico, quindi non è un vero fascista o comunista, ma un uomo di buon senso che prende quello che c’è di buono dove c’è e vota secondo dove gli sembra che si facciano scelte più sensate.
Per Peucezio
“Perché sotto sotto, nel cuore, nell’istinto più profondo, il comunista vuole le foibe e il fascista vuole Marzabotto e Stazzema.”
Boh… non conosco per fortuna gente così, forse tu ne conosci.
Beh, gli esuli istrani e dalmati venivano presi a sputi e contumelie dai comunisti. E scappavano dalle foibe. In sostanza la loro colpa è non essersi lasciati infoibare.
“È una cosa implicita.”—-
“No. Fa semplicemente parte del meccanismo “—–
No, nemmeno quello: è solo una grande, enorme, emerita cazzata.
Se una persona che si considerava intelligente e colta ci crede davvero, vuol dire, che tanto intelligente non è e che dobbiamo ricrederci, oppure che se l’è inventata apposta per prendere in giro gli interlocutori.
bene: e secondo te quale sarebbe il motivo per cui l’uomo medio di sinistra dovrebbe provare gusto e soddisfazione per il fatto che una donna italiana sia stuprata da un immigrato clandestino e anzi VORREBBE (come hai detto testualmente) che di questi stupri ce ne fossero sempre di più? Solo perché odia le donne in generale? O solo perché vorrebbe violentarle lui invece dell’immigrato? Ma che senso ha?
“perché crede che la destra difenda le persone comuni (e fuori d’Italia a volte lo fa; in Italia non più: un po’ lo ha fatto ai tempi del Berlusca)”—-
veramente, per quanto mi ricordo, il Berlusca ha sempre difeso quelli che erano già ricchi e avvantaggiati, non certo le “persone comuni”.
Questo è oggettivamente falso.
Berlusconi ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista e finanziarista di sinistra.
Per Peucezio
“Berlusconi ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista e finanziarista di sinistra.”
Sarebbe da vedere le leggi che ha fatto.
Sull’urbanistica innanzitutto (che per noi che viviamo in città è la chiave di tutto), sulla mobilità, sulla gestione delle banche, sul nascente mondo dell’informatica, sui commerci internazionali, sui contratti di lavoro, sulla creazione di centri commerciali, ecc. ecc.
Lo dico con spirito aperto: nel senso che onestamente all’epoca non so che leggi avesse fatto in merito. Semplicemente, la difesa di – o l’attacco – contro “l’uomo comune” parte da lì, e ammetto di saperne poco.
Quindi l’ “oggettivamente” falso o vero, dipende dal contenuto da quelle leggi.
Sì, io mi riferisco soprattutto al fatto che ha cercato di rallentare l’espropriazione dell’Italia.
“ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista e finanziarista di sinistra.”—-
Se per “difeso” si intende che ha messo in atto dei provvedimenti concreti per migliorare la situazione economica e sociale della cosiddetta “gente comune”, gradirei molto che ne venisse elencato qualcuno, e dimostrato gli effetti che tali provvedimenti hanno avuto davvero.
Se invece si considera una “difesa” il semplice fatto di provare ad accattivarsi la simpatia di gente semplice ostentando le barzellette sul “presidente operaio”, sul “magistrato scimpanzé” e le promesse di ridurre le tasse (che io sappia, MAI realizzate per le categorie della vera gente comune, ma solo per chi era già ai vertici dell’imprenditoria), allora, semplicemente, questa “difesa” non è mai esistita.
Peucezio
“ “ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista e finanziarista di sinistra.”—-
Facendo cosa?
“Sì, io mi riferisco soprattutto al fatto che ha cercato di rallentare l’espropriazione dell’Italia.”—
Veramente ha fatto l’esatto contrario, cioè fare tutto il possibile (a volte riuscendoci e a volte no) per distruggere le strutture base delle istituzioni e servizi della nazione vendendole ai privati (ovviamente non a vantaggio di quella categoria di privati che fa una vita da “gente comune”, ma a chi era già privilegiato in partenza).
A me questa sembra esattamente una espropriazione.
“Questo è oggettivamente falso.
Berlusconi ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista e finanziarista di sinistra.”
No, Peucè, ha solo messo più tette in televisione.
@ peucezio
“difeso”
L’unico provvedimento preso dai governi Berlusconi a tutela della gente comune nel corso della loro ahimè lunga storia è la proibizione del fumo di sigaretta nei ristoranti.
Ti sfido a citarmene altri.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
“fumo di sigaretta”
Magari è l’unica cosa che a Peucezio non piacerà visto che ha eliminato un aspetto della socialità allegra e ruspante delle osterie….
“L’unico provvedimento preso dai governi Berlusconi a tutela della gente comune nel corso della loro ahimè lunga storia è la proibizione del fumo di sigaretta nei ristoranti.”—-
Alla quale va aggiunta la sua appendice successiva, sempre da un altro governo Berlusconi, cioè il decreto Lorenzin che estese il divieto totale di fumo in tutte le scuole e istituzioni educative equiparate, ANCHE negli spazi aperti (cortili, terrazze, campi sportivi, giardini).
E’ vero che il fumo in classe o nei corridoi era già vietato da anni, ma fino a quel momento, qualsiasi bambino o preadolescente poteva assistere tutti i giorni allo spettacolo “educativo” dei suoi insegnanti, o altri lavoratori adulti della scuola (o alle superiori anche di compagni poco più grandi di loro) che gli fumavano allegramente in faccia durante gli intervalli, o nelle eventuali ore di buco, o durante le uscite didattiche all’aperto.
I governi berlusconiani sono stati come un orologio fermo che, in una giornata almeno 2 minuti su 1440 dice l’ora giusta (arrotondando la sensibilità della lettura al singolo minuto).
E a questi due casi brillanti si può aggiungere anche il recentissimo divieto di smartphone in aula, anche se l’UNICA cosa buona fatta da questo patetico ministro (che in realtà è più leghista che berlusconiano, ma l’andazzo generale è simile).
Per Peucezio
“Il problema sono i filoisraeliani.
Che sono esattamente e specularmente come il comunistume che vorrebbe lo stupro libero delle nostre donne da parte dei marocchini e la castrazione fisica, proprio anatomica, dei maschi italiani che fanno un complimento galante a una donna.”
Capisco, ma credo che i filoisraeliani facciano parte della Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria:
“Voi di Destra non dovete nemmeno aprire bocca, perché siete bisnipoti di quelli che hanno sterminato gli Ebrei! Così vinciamo noi perché siete squalificati in partenza, tiè!”
“Eh no, siamo quelli che aiutano gli Ebrei ad ammazzare gli immigrati palestinesi ( 🙂 ) che mettono il burqa alle donne! Tiè, abbiamo vinto noi, siete voi che non dovete aprire bocca perché volete sterminare gli Ebrei!”
Insomma, è un gioco in cui palestinesi, ebrei (ma anche tedeschi degli anni Trenta) c’entrano in realtà poco.
2) ” vorrebbe lo stupro libero delle nostre donne da parte dei marocchini”
Scusa, a cosa ti riferisci?
“e la castrazione fisica, proprio anatomica, dei maschi italiani che fanno un complimento galante a una donna.”
Credo che tu stia confondendo le parti, è stato Salvini a proporlo:
” “Non importa che tu sia italiano o straniero, se stupri una ragazza – in questo caso addirittura in tre! – hai un problema e devi essere curato.
Per violentatori e pedofili il carcere non può bastare: serve la castrazione chimica.
Punto”.
Casomai, la Sinistra sembra non farsi un problema per il fatto che i transattivisti stanno imponendo la castrazione chimica in stile Salvini ai ragazzin* colpevoli di avere qualche disturbo adolescenziale, solo che si chiama “transizione”.
Non so se sia davvero questione di MMPEA in questo caso.
Gli ebrei (non tutti ovviamente, parlo dell’ebreo archetipico, d’altronde qui si parla di immaginario) sono ricchi, sono la quintessenza dell’Occidente più osceno, egoista, arrivista, cinico, avido, quindi sono esattamente l’incarnazione dei valori della destra occidentalista, quella che ama i ricchi.
Circa la castrazione, ripeto, il punto non è quello che si professa esplicitamente, ma quello che si esprime in modo implicito.
C’è una demonizzazione castrante della virilità anche più sana, civile, galante, delicata, purché sia autoctona.
“Insomma, è un gioco in cui palestinesi, ebrei (ma anche tedeschi degli anni Trenta) c’entrano in realtà poco.”
Per quanto concerne gli ebrei, confermo.
Non entro nei particolari, ma so di associazioni filoisraeliane che parlano a nome e per conto degli ebrei (e qualche volta lasciando intendere di essere formate da ebrei… senza esserlo) e non si sognano/degnano di mettersi in contatto con le comunità ebraiche.
O lo fanno poco, tardi, e direi di malavoglia.
Sospetto perché le comunità ebraiche sono formate dagli ebrei veri, che possono essere anche stronzi, antipatici o addirittura di sinistra (addirittura anti-Netanyahu!), e non dagli ebrei ideali, vittime di Hitler e perciò simbolo di democrazia giustificati a fare tutto, e grandi piloti di carri armati e aerei da caccia.
Sono la versione speculare della sinistra che invoca gli interventi di questa o quella personalità incidentalmente ebrea, sempre aspettandosi che, essendo ebrea (e perciò simbolo di democrazia e grande intellettuale pacifista… ) non possa che condannare Israele.
Per Pino Mamet
“Sono la versione speculare della sinistra che invoca gli interventi di questa o quella personalità incidentalmente ebrea, sempre aspettandosi che, essendo ebrea (e perciò simbolo di democrazia e grande intellettuale pacifista… ) non possa che condannare Israele.”
Verissimo!
“Esistono milioni di persone semplici, che hanno ricordi frammentari di “tempi più umani”, di relazioni più informali. Di essere meno esposti alla velocità, alla violenza del commercio, all’istantaneità dei messaggi. “——
Veramente a me sembra che più le persone sono “semplici”, più sono le prime a cascare nelle trappole tecnologiche e organizzative diffusesi negli ultimi anni.
Gli anziani con livello socioculturale medio-basso sono i più compulsivi frequentatori di facebook, di whatsapp, di smartphone sul cui funzionamento non capiscono nulla, e di millemila app inutili e truffaldine che “fanno tanto comodo” o che “tanto non ci si rimette niente perché sono gratis”.
Normalmente, per quella generazione, che adesso è intorno agli 80 anni, la catastrofe è arrivata intorno ai 65, quando il figlio di 35 o 40 ha deciso di regalare ai genitori lo smartphone vecchio che aveva dismesso dopo essersene comprato uno più sfizioso. Il tutto con pregressa competenza informatica pari a zero.
Ditemi voi se sulle panchine dei giardinetti si vedono ancora uomini anziani che leggono il giornale cartaceo o donne anziane che fanno la maglia, chiacchierando tra di loro: stanno TUTTI a “scrollare” facebook o whatsapp, o a fare insulsi giochini video di labirinti e di figurine esplosive. NON mi sembra che si lamentino della perdita dei contatti umani tra di loro, se la fanno andare bene così…
Per Paniscus
“NON mi sembra che si lamentino della perdita dei contatti umani tra di loro, se la fanno andare bene così…”
Io incontro qui in San Frediano tutti i giorni, gente di una certa età, che si ricorda di quando c’era molta più relazione umana, di quando c’erano le seggiole sui marciapiedi e le strade non erano strapiene di auto e camion, e ti potevi fermare nelle botteghe a parlare, e c’era da dare una mano a questa o quella persona, e c’era quell’altra che stava sempre alla finestra a spiare su quello che facevano le ragazze e a spettegolare e parlarne male.
Ora, questa nostalgia si consuma sempre di più nella solitudine creata da una società ipermobile, e proprio questa gente, magari (e forse di più altrove) si trova chiusa sul profilo Facebook a interagire nella maniera allucinante che giustamente tu denunci, creando sacche di gente risentita.
Esatto.
Facebook è diventato il luogo dove i vecchi si lamentano che la gente sta tutto il giorno su facebook e sta appiccicata allo smartphone, come loro.
Per Peucezio
“Facebook è diventato il luogo dove i vecchi si lamentano che la gente sta tutto il giorno su facebook e sta appiccicata allo smartphone, come loro.”
🙂
Bello, sul Sudtirolo:
https://resistenzeincirenaica.com/2025/05/21/una-fascia-tricolore-e-uscimmo-a-riveder-le-stelle/
@ Martinez
“Bello”
Non bello, ma stupido.
Il Tricolore non è un simbolo fascista, è la bandiera della Repubblica di cui anche il sindaco di Merano è rappresentante. Se non si sentiva di indossarlo non doveva candidarsi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“è la bandiera della Repubblica di cui anche il sindaco di Merano è rappresentante.”
E’ la bandiera dello Stato occupante. La sindaca di Merano dovrebbe rappresentare i cittadini, non gli occupanti.
Facciamo partire una flottilla per Merano? 😉
A parte gli scherzi, no, la Repubblica Italiana non occupa un bel niente, è un paese democratico dove i cittadini di madrelingua tedesca possono usare la loro lingua liberamente, che ha lo status di ufficialità dove vivono, e godono anche di privilegi fiscali.
Se sente di non essere rappresentata dallo Stato italiano, sarebbe buona cosa che non si presentasse alle elezioni per una carica istituzionale dello Stato italiano.
Non prendiamoci per il culo.
Belstaff e Londonderry sono da un’altra parte, Ramallah e Nablus lontanissime.
A parte ciò, sono il primo a dire che se i sudtirolesi vogliono davvero secedere, devono poter fare un bel referendum e andarsene davvero, a uso Brexit, e smettere di rompere i cosiddetti.
Miguel
“ E’ la bandiera dello Stato occupante. ”
Ma non diciamo fesserie, dai….
Devo però dare atto a Miguel che non c’è mai stato un plebiscito in cui gli altoatesini hanno scelto se stare nell’Austria o in Italia: il fatto che stiano nello stato italiano è il risultato di una conquista militare.
Per Roberto,
non molto diversamente da Crimea e, finora, larga parte del Donbass, con la differenza che gli abitanti di questi posti per la maggior parte vogliono stare con la Russia, mentre non è che gli altoatesini fossero lì a invocare l’arrivo degli italiani per liberarli dall’Austria, anzi, erano austriaci come gli altri austriaci e sotto l’impero austriaco stavano in braccio a Cristo.
Lo dico da italiano nazionalista, che baratterebbe volentierissimo l’Alto Adige con Corsica, Istria e Dalmazia (almeno le zone costiere italofone).
Non capisco proprio cosa c’entri il femminismo in tutta la faccenda…
Per Pino Mamet
“Non capisco proprio cosa c’entri il femminismo in tutta la faccenda…”
Mi perdo. Ecco perché metto sempre una piccola citazione del commento a cui mi riferisco.
Mi riferisco al sito dove si parla della sindaca anti-tricolore e il suo gesto è reinterpretato in chiave femminista. Comprensibilmente, visto che è un sito femminista, ma direi con una certa dose di creatività.
Comunque quest’estate tra le varie cose sono stato su in Alto Adige, proprio ai confini con l’Austria, dove il regime fascista ha spostato la salma del fratello ardito di mio nonno, in realtà morto altrove.
Cordialità, educazione, simpatia.
La stampa locale però parlava di gesti simili a questo (forse proprio questo, non ho controllato le date) e di atleti altoatesini che volevano uniformi sportive “neutre ” cioè senza tricolore per le competizioni internazionali.
A Bolzano invece acconpagnai le classi di tedesco due anni di fila, e una volta mi beccato una guida che raccontava che il Sud Tirolo era una regione autonoma che aveva “accettato la costituzione italiana ” ma per il resto faceva quello che voleva…
Mah…
Comunque, a parte forse gli sloveni di cui so poco, i germanofoni sudtirolesi mi sembrano l’unica VERA minoranza etnica.
Le altre sono folklore (compresi i valdostani, che anche quando hanno cognome francese parlano il francese peggio di chi lo ha fatto alle medie, e odiano i francesi con ancora maggiore accanimento dell’italiano medio…)
Per PinoMamet
“Comunque quest’estate tra le varie cose sono stato su in Alto Adige”
Io seguo le vicende del Sudtirolo da quando avevo dodici anni circa: mia madre aveva raccolto una documentazione enorme su quello che succedeva in quel luogo.
Un luogo che è radicalmente, inequivocabilmente “non Italia”. Non è nemmeno “Germania”, è un mondo alpino, con una parlata sua, uno stile di vita comunitario straordinariamente radicato, che non ha mai aggredito nessuno.
Nel 1918 è stato occupato con la violenza da uno stato che ha deciso di farne un pezzo della sua fantasia chiamata “Italia”, erede dell’Impero romano e altri deliri.
A Bozen, c’è ancora un monumentone fascista che spiega che “qui noi abbiamo insegnato la civiltà ai barbari”.
Lo stupro del Sudtirolo è stato compiuto per decenni, con un pazzo di nome Ettore Tolomei che ha inventato nomi finti italiani per ogni singolo angolo del paese (tipo, “Schnauders” che diventa dantescamente “Snodres”). Hanno importato coloni dall’Italia, dando loro casa e lavoro; hanno vietato l’insegnamento della lingua autoctona; hanno imposto a un certo punto persino il cambio dei cognomi di famiglia per farne gli “italiani” che dovevano essere.
A migliaia, gli autoctoni hanno scelto l’esilio, andando in terra straniera (in questo caso, la Germania – ripeto i sudtirolesi non sono “tedeschi”), ma va ricordato che Hitler ha tradito i sudtirolesi in pieno, permettendo che Mussolini li trattasse come voleva.
Nel dopoguerra, è cambiato poco; e nel 1960, un gruppo di nativi tirolesi ha lanciato una straordinaria lotta armata non violenta, che credo abbia pochi paralleli: distruggere i tralicci con cui la potenza coloniale rubava l’energia idrica al Tirolo per alimentare le industrie milanesi. Consiglio a tutti la lettura della vita di Georg Klotz, piccolo oste montanaro, che riuscì per anni a condurre una guerriglia senza fare male a nessuno, poi lo hanno fatto fuori pagando un delatore per ammazzarlo.
In seguito, va detto a onore della Democrazia Cristiana, che l’Italia ha trovato un accordo rispettoso. Che pur conservando l’idea che i nativi tirolesi debbano essere sudditi dell’Italia, ne rispetta la diversità. E che potrebbe essere un modello per molte altre risoluzioni.
“ma va ricordato che Hitler ha tradito i sudtirolesi in pieno, permettendo che Mussolini li trattasse come voleva.”
fino al ’43, poi se li è ripresi…
e ricordiamo che i non violenti 😉 tirolesi del reggimento Bozen erano quelli di via Rasella…
Beh, via Rasella però è un attentato subito, mica fatto.
Non è una colpa.
Beh non glielo hanno fatto mica a caso…
“della sua fantasia chiamata “Italia””
l’Italia non è una fantasia, chiunque sia tornato da un viaggio all’estero può confermarlo.
Tutte le differenze che in Italia sembrano enormi
(e sono nel 90% dei casi semplicemente la differenza economica tra Nord e Sud, dovuta allo sfruttamento di quest’ultimo) viste da fuori si riducono a questioni di sfumature, non diverse a quelle di qualunque altro paese e molto minori a quelle che ci sono tra un bretone e un provenzale.
E l’Italia appare nella sua evidenza di architetture, facce, modi di fare.
Che il SudTirolo faccia parte dell’Italia invece sì, è una finzione;
che serviva a giustificare due cose:
-il premio di consolazione per non avere ottenuto la molto più italiana Istria
-la sfruttamento dell’energia idroelettrica sul versante sud delle Alpi.
Per PinoMamet
“l’Italia non è una fantasia, chiunque sia tornato da un viaggio all’estero può confermarlo.
Tutte le differenze che in Italia sembrano enormi”
concordo, sai quante cose ho scritto esaltando i campanili italici, i piccoli mondi, le bottegaie incazzose, i dialetti… è il paese che amo di pù al mondo. Solo che finisce a Salorno, e lì inizia un altro paese, molto bello. Che, ripeto, non è “la Germania”.
La fantasia è lo Stato Italico Madre della Civiltà e del Diritto, erede di Roma, ecc. ecc.
Sì, andando nel Sud Tirolo si ha immediatamente l’impressione di non essere in Italia.
Non ti puoi sbagliare!
Come tornando dall’estero in Italia, al contrario, tu accorgi subito di quando sei in Italia.
@ Martinez
“campanili”
Parliamoci chiaro.
Con tutto quello che è successo in Europa negli ultimi due secoli, se non era per quello Stato unitario i frequentatori dei campanili e dei piccoli mondi che tanto ti piacciono facevano la fine dei Curdi.
Lo ricorda bene Manzoni:
‘noi fummo da secoli
calpèsti e derisi
perchè non siam popolo
perchè siam divisi’
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
che c’entra Manzoni con l’inno di Mameli?
@ peucezio
“Manzoni”
Lapsus calami!!!
Chiedo venia!!!
Ciao!
Andrea Di Vita
IL (!) Manzoni 😉
Manzoni in effetti scrive concetti molto simili nell’Adelchi e nel Marzo 1821;
l’errore è più che comprensibile
l’Italia non è una fantasia, chiunque sia tornato da un viaggio all’estero può confermarlo.
d’accordissimo, al mille per mille, con Pino !
L’ Italia sì … gli Italiani come popolo complice Hollywood, all’ Estero, no:
esistono solo Siciliani e Napoletani, ogni altra identità è del tutto sconosciuta oltre 10 km dai nostri confini.
“molto minori a quelle che ci sono tra un bretone e un provenzale.”
Aggiungo: nonostante bretoni e provenzali stiano insieme dai tempi di Enrico IV, e frequentino stesse scuole e accademie e corti dai tempi di Luigi XIII, e gli italiani siano stati uniti politicamente l’altroieri.
Segnalo questa analisi molto ampia e ben documentata:
https://www.nazioneindiana.com/2025/09/04/quattro-modi-per-negare-un-genocidio-gaza-e-la-guerra-delle-parole/?unapproved=377857&moderation-hash=24949b3eb43375fb04fbb1430439027f&fbclid=IwY2xjawMo_rpleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFyUURaZVJqYXd2dDNQOFNrAR7rknOi8v6c21qbibmQTsUa_NoLE2ff2kZ3GXVUJmOZKQMYjM8hdx9Se1ghow_aem_tz249k3lX6Ze3fuyfWFE-w#comment-377857
@ per tutti gli i segnanti nel blog (a cominciare da Paniscus…)
https://youtu.be/KrZ-ieSGin4?si=INLdUWsnUc8fHHLx
Ciao!
Andrea Di Vita
@Miguel (in omaggio alle tue radici)
https://www.google.it/books/edition/Arte_de_el_Idioma_Mexicano/HF8sW2d8I-wC?hl=it&gbpv=0
una delle prime (NON la primissima) grammatica del nahuatl, edita a México nel 1713, regnando Don Felipe V, ad opera di un frate agostiniano, ordine che evidentemente oltre a dare un eresiarca (Lutero) e un Papa nordamericano, talora faceva pure altro 😀
Per habs
“@Miguel (in omaggio alle tue radici)”
Ganzissimo!
e questa è una superchicca 😀 @tutti
https://www.google.it/books/edition/Arte_da_lingoa_de_Iapam/HrtIAQAAMAAJ?hl=it&gbpv=0
Arte da lingoa de Iapam, edita nel 1604 a Nagasaki (Nangasaqui) nel Collegio della Compagnia di Gesù PRIMA del tristissimo “regalo” dei barbari nordamericani… è in portoghese, all’epoca dell’unione delle Corone iberiche, regnando a Madrid Don Felipe III che a Lisboa si traformava in Dom Filipe II (1598-1621)
ha l’approvazione del vescovo del Giappone in data 26 maggio 1604…
quando il Giappone avrebbe potuto diventare “nostro” !
Grandissimo! fantastici entrambi i link!!
Interessante.
NON è provato, ma c’è chi sostiene che il “ne ?” Giapponese di conferma derivi proprio dal Torinese … dai Padri Missionari “Kirishitan” Italiani, oltre che Portoghesi.
Rectius: “richiesta di conferma”
NON ho capito: hanno riesumato il caso della Fascia Tricolore della Sindaca Katharina Zeller ?
… Che il Sud Tirolo sia più Femminista dell’ Italien 😀 , si mettesse d’ accordo con Lilli Gruber.
(v.di la Polemica Storica sul “Maso Chiuso” / “Geschlossener Erbhof”).
… Verstanden ? 🫠
Nessuno nota il dettaglio più banale e più violento: un uomo che impone un gesto fisico e simbolico a una donna. E la macchina si mette in moto: puntuale, feroce, come sempre.
Il gesto del “passaggio della fascia” non è neutro. È un piccolo rituale di potere, una coreografia. E in quella coreografia, Zeller ha infranto le regole. Non ha interpretato il ruolo previsto per lei. Ha disatteso il copione.
[Cit.]
Una SX così deve meravigliarsi dei viti che riesce a trattenere … NON di quelli che perde !
vOti
Da Sindaca a Sindaca invece è un gestionale neutro ? PERCHÉ ?
… Illuminatemi !
“GESTO” … Sbagliatore Automatico interessante, però stavolta
Dimentico sempre che un cognome di donna senza articolo è una pretesa femminista: un Dogma Targato Boldrini-Murgia … che avevo sempre percepito al contrario.
Davanti ai cognomi maschili, l’ articolo è sempre stato un simil-titolo onorifico.
A scuola ci è stato inculcato culticamente “IL Foscolo / Manzoni / Leopardi / D’Annunzio” … nessuno direbbe mai “Il Volo” per Fabio Volo, per citare un autore detestato (e fatto detestare al proprio pubblico) da Michela Murgia.
@ MIGUEL
A comedy writer’s arrest supercharges a transatlantic debate about free speech in Britain
https://edition.cnn.com/2025/09/03/uk/uk-farage-free-speech-linehan-latam-intl
Graham Linehan ‘relentlessly’ harassed trans activist, court told
https://www.bbc.com/news/articles/cn0x2kx08wdo#:~:text=Graham%20Linehan%20%27relentlessly%27%20harassed%20trans%20activist%2C%20court%20told
‘Father Ted’ creator Linehan in UK court for trans harassment case
https://www.straitstimes.com/world/europe/father-ted-creator-linehan-in-uk-court-for-trans-harassment-case
Per Moi
“arresto di Linehan”
Il caso è allucinante.
E va messo in parallelo con il caso di Palestine Action, colpevole di aver imbrattato qualche aereo militare destinato a Israele con vernice e quindi dichiarata ufficialmente “organizzazione terroristica”, con la possibilità per chiunque lo sostenga di farsi anni di galera.
Ecco come agisce la polizia inglese:
https://www.theguardian.com/world/2025/sep/06/police-make-arrests-at-london-palestine-action-ban-protest
Ovviamente quelli che protestano per l’arresto di Linehan sono in buona parte di destra e filoisraeliani, e non difenderanno mai Palestine Action; e viceversa.
Esistono anche Trans e Gay di Dx … che sanno chi li accetterebbe di più fra Israele e Palestina.
https://timesofindia.indiatimes.com/world/uk/why-are-jk-rowling-elon-musk-calling-uk-police-state-detention-row-deepens-this-is-totalitarianism/articleshow/123660049.cms
Why are JK Rowling, Elon Musk calling UK ‘police state’? Detention row deepens: ‘This is totalitarianism’
@PANISCUS
Silvio poteva discorrere indifferentemente di Economia Politica con dei Capi di Stato in una Sala Conferenze come di Calcio & Figa con dei Muratori su Cantiere.
Il problema è che discuteva di economia politica parlando di calcio e figa
Peucezio: “Berlusconi ha difeso l’uomo comune contro l’oppressione dell’elitarismo capitalista”
Le leggi ad personam (votate con una rapidità record) mi sembrano l’esempio perfetto al riguardo.
Essendo nato senza macchia? che intendi?
Per Linda
“Essendo nato senza macchia? che intendi?”
L’Occidente post-1945 nasce simbolicamente come riscatto dalla colpa della Guerra. A partire dagli anni Settanta, questa colpa si è focalizzata sullo sterminio degli ebrei. Israele è per ovvi motivi senza questa colpa.
Idee chiare:
https://www.ilgiornale.it/news/politica/stato-palestina-regalo-ai-terroristi-pace-coi-rapiti-casa-e-2532553.html
“Lo Stato di Palestina un regalo ai terroristi. La pace coi rapiti a casa e Hamas distrutta”
“Lo Stato di Palestina un regalo ai terroristi. La pace coi rapiti a casa e Hamas distrutta”
“Riconoscere lo Stato di Palestina è l’atto di leader deboli: i Chamberlain del nostro tempo. È una ricompensa ad Hamas per le atrocità del 7 ottobre”. Amir Ohana, il presidente della Knesset, ha idee molto chiare sull’argomento.
Presidente Ohana, è partita l’operazione militare a Gaza City. E’ certo che la sua conquista porti alla fine di Hamas?
“Lo Stato di Israele è determinato a non porre fine a questa guerra finché tutti i nostri ostaggi non saranno restituiti e le capacità militari e di governo di Hamas non saranno smantellate. Per raggiungere questi obiettivi, è necessaria una significativa pressione militare, e l’attuale operazione a Gaza lo dimostrerà molto chiaramente”.
Secondo alcuni capi militari il movimento estremista è già stato sconfitto. Non c’è il rischio di una spirale di odio che potrebbe comportare conseguenze gravissime?
“Purtroppo, l’organizzazione terroristica di Hamas non è stata ancora sconfitta, sebbene abbia subito duri colpi, perdendo l’intera leadership militare e parte di quella politica. Non ci preoccupiamo dell’animosità dopo l’odio che abbiamo sperimentato il 7 ottobre. Distruggere il nemico è il nostro unico modo per affrontare l’odio. Vale la pena ricordare che Israele ha lasciato Gaza vent’anni fa, nel 2005, nell’ambito del Piano di Disimpegno. All’epoca, ci fu detto che porre fine alla cosiddetta ‘occupazione’ di Gaza avrebbe ridotto l’odio e portato la pace. Invece, abbiamo ottenuto il 7 ottobre. Se dobbiamo vivere di spada, è meglio che rimanga nella nostra mano che alla nostra gola”.
Come giudica la mossa di alcune nazioni di voler riconoscere lo Stato di Palestina?
“Non sorprende che Hamas abbia immediatamente elogiato quei leader. Se questa mossa andrà avanti, manderà un messaggio non solo ad Hamas, ma a tutti i terroristi: è così che si fa. Omicidi di massa, incendi dolosi, stupri, mutilazioni e rapimenti saranno premiati. Ciò di cui il mondo ha bisogno ora sono i Churchill. Siamo fortunati che la potenza più importante sia guidata dal presidente Trump e che l’unica democrazia in Medio Oriente, l’unico e solo Stato ebraico, sia guidata dal primo ministro Netanyahu”.
Si può dire che Israele ha perso la guerra dal punto di vista della comunicazione?
“Preferirei che i nostri soldati vincessero sul campo di battaglia e perdessero sui media, piuttosto che il contrario. O, per usare le parole del quarto primo ministro israeliano, una donna saggia di nome Golda Meir: ‘Preferisco le vostre condanne alle vostre condoglianze'”.
È partita la missione degli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il ministro Itamar Ben Gvir ha detto che saranno trattati come terroristi…
“Qualsiasi flottiglia il cui scopo sia minare la capacità di Israele di controllare cosa e chi entra a Gaza – data la minaccia esistenziale che Hamas rappresentava prima del 7 ottobre e certamente anche dopo – sta commettendo un atto di terrorismo. Non c’è da stupirsi che Hamas li consideri dei partner. Queste sono flottiglie per le pubbliche relazioni. Ce ne sono state simili in passato, tutte gestite professionalmente dalle nostre forze armate. Se vogliono un panino al pastrami, come quello che Greta ha ricevuto pochi istanti prima della sua espulsione da Israele, ci sono modi molto più semplici per ottenerlo”.
Donald Trump vuole fare di Gaza una meta per il turismo di lusso. Può essere la soluzione?
“Questa è la prima volta che sentiamo da un leader occidentale un’idea davvero fuori dagli schemi, con un reale potenziale per interrompere la spirale di violenza tra Gaza e Israele. Lasceremo che vivano vite meravigliose – migliori di quelle che hanno a Gaza – e non saremo più i bersagli della violenza che ci hanno rivolto per decenni”.
È giusto obbligare i palestinesi ad abbandonare le loro case?
“Nessuno parla di coercizione. Stiamo parlando di migrazione volontaria”.
Il ministro Bezalel Smotrich ha assicurato: “Prenderemo l’82% della Cisgiordania”. Ma gli Emirati hanno replicato: “Così saltano gli Accordi di Abramo”. Secondo lei è una mossa sensata?
“La Giudea e la Samaria sono davvero la culla della civiltà ebraica. Sono un convinto sostenitore delle comunità ebraiche in Giudea e Samaria, convinto che gli arabi abbiano già 21 stati – territori vasti, molte volte più grandi del piccolo Stato di Israele. La storia dimostra che i ritiri non hanno portato la pace; hanno solo alimentato il terrorismo. Allo stesso tempo, le nostre relazioni con il mondo arabo – e lo dico da persona che ha avuto il privilegio di servire nel governo che ha firmato gli Accordi di Abramo – sono di grande importanza per Israele e la regione. Ascoltiamo attentamente le loro posizioni, che naturalmente rispettiamo. In definitiva, dobbiamo prendere le migliori decisioni possibili e ci impegneremo a prenderle con un ampio consenso”.
Dopo gli Accordi di Oslo si sarebbe voluti arrivare alla soluzione “due popoli due stati”, poi naufragata. E’ ancora praticabile?
“L’idea che il conflitto del 1967 potesse essere risolto semplicemente ritirandosi entro le linee del 1967 era errata fin dall’inizio, e la maggior parte degli israeliani, che avevano imparato dall’esperienza, vi si oppose anche prima del 7 ottobre. Dopo gli orrori del 7 ottobre, anche i pochi che la sostenevano hanno smesso di appoggiare tale posizione. Ora capiscono che premierebbe il terrorismo e ridurrebbe, non aumenterebbe, le possibilità di pace”.
Gli oppositori di Benjamin Netanyahu pensano che è ostaggio dell’ultradestra religiosa. Il premier deve affrontare anche un processo per corruzione e alcuni pensano che prolunghi la guerra per evitarlo…
“I lettori potrebbero essere sorpresi nell’apprendere che il processo è in corso, con il primo ministro Netanyahu che testimonia anche nel mezzo della guerra. I casi inventati da elementi corrotti ai vertici delle forze dell’ordine israeliane stanno crollando e la verità sta venendo a galla. Non c’è alcun collegamento tra la necessità di raggiungere gli obiettivi della guerra e il processo, le considerazioni sulla coalizione o nessuna di queste false affermazioni. Nessun esercito ha mai dovuto combattere in tali condizioni: i terroristi di Hamas si nascondono nei tunnel sotto scuole, ospedali e moschee, mentre noi facciamo tutto il possibile per evitare di danneggiare i civili non coinvolti. Se potessimo separare i terroristi di Hamas dalla popolazione civile e dai nostri ostaggi, questa guerra finirebbe in una settimana, e questo sarebbe nell’interesse di Israele”.
Netanyahu è stato incriminato dalla Corte penale internazionale e alcuni osservatori e agenzie parlano di genocidio a Gaza. Che cosa ne pensa di queste accuse?
“In primo luogo, il primo ministro Netanyahu non è stato condannato per alcun reato: è stato semplicemente accusato falsamente. Un’incriminazione è ben lungi dall’essere una condanna. Queste accuse infondate sono state mosse da un pubblico ministero corrotto, ora al centro di un grave scandalo, incolpato di molestie sessuali. Per distogliere l’attenzione dalla propria condotta scorretta, il procuratore capo della CPI Khan ha agito in modo manipolativo. Sia l’atto d’accusa che il pubblico ministero finiranno nel dimenticatoio della storia. In secondo luogo, vorrei porre alla Corte una sola domanda: come si aspettano che rispettiamo il primo principio del diritto internazionale ovvero: l’autodifesa? Non abbiamo iniziato questa guerra. Il 6 ottobre, i bambini di Gaza e di Israele dormivano pacificamente nei loro letti. La guerra è iniziata da Gaza e può finire oggi, se Hamas restituisce tutti i nostri ostaggi e depone le armi. Hamas sta prolungando questo conflitto e sta causando sofferenze alla popolazione di Gaza, non a Israele”.
Israele combatte su diversi fronti, non solo quello di Gaza. Il Libano, la Siria, lo Yemen e qualche mese fa anche l’Iran. Qual è l’obiettivo militare e politico dello Stato ebraico?
“L’obiettivo di Israele è quello di realizzare il principio nato dall’Olocausto, in cui sei milioni di persone – un terzo della nostra popolazione – furono assassinate: Mai più accadrà. Questo non può rimanere uno slogan finché regimi assassini (anche contro il proprio popolo) minacciano apertamente la distruzione dello Stato ebraico e cercano le armi per farlo. Israele non ha mai voluto la guerra. Ha teso la mano in segno di pace a ogni stato della regione”.
Come sono i rapporti in questo momento con l’Italia e la premier Meloni?
“Le relazioni tra Italia e Israele sono eccellenti. Ho avuto il privilegio di essere ospitato dai miei omologhi, i presidenti Fontana e La Russa, al parlamento italiano, dove ho incontrato anche il presidente del consiglio Meloni. In una delle mie conversazioni con il ministro degli Esteri Tajani, mi ha detto qualcosa che ho profondamente apprezzato e per cui lo rispetto: che l’Italia non riconoscerà uno stato palestinese prima che lo faccia Israele stesso”.
Perché l’insorgere di un nuovo antisemitismo?
“Questo è l’odio più antico della storia umana.
C’è sempre chi cerca di trovare delle ragioni per convalidarlo, ma gli eventi hanno dimostrato che, qualunque cosa faccia il popolo ebraico, verranno sempre inventate menzogne per accusarlo, sia di cose che non ha mai compiuto, sia delle stesse azioni che i nostri nemici commettono contro di noi. È profondamente preoccupante. Pur incoraggiando l’Aliyah (immigrazione) in Israele, è anche importante per noi che le comunità ebraiche si sentano al sicuro ovunque scelgano di vivere”.
mi ha detto qualcosa che ho profondamente apprezzato e per cui lo rispetto: che l’Italia non riconoscerà uno stato palestinese prima che lo faccia Israele stesso”
esempio da manuale di cattiva diplomazia 😀
non entro nel merito, ma insomma l’eccelso successore di Prinetti, Visconti Venosta e San Giuliano avrebbe potuto limitarsi a dire “l’Italia non intende riconoscere uno Stato palestinese”..l’effetto era lo stesso e non ci si legava le mani per il futuro con quell’impolitico “prima che” 😀 😀
bien vu Habsb!
forse ancora meglio “l’ialia considera che non ci siano le condizioni per un riconoscimeno di uno Stato palestinese”
si, vero….
chapeau !
Golda Meir: ‘Preferisco le vostre condanne alle vostre condoglianze’”.
non trovo molto da obiettare
“In una delle mie conversazioni con il ministro degli Esteri Tajani, mi ha detto qualcosa che ho profondamente apprezzato e per cui lo rispetto: che l’Italia non riconoscerà uno stato palestinese prima che lo faccia Israele stesso”.”
E cioè MAI.