Birthright

L’amica americana racconta…

“Sai che io ho abbastanza sangue ebraico da poter ricevere un viaggio Birthright?”

Taglit-Birthright Israel è un progetto che dal 1999 ha portato 900.000 giovani dai 18 a 26 anni a una visita gratuita di 10 giorni in Terra di Canaan, finanziato da tre grandi miliardari americani – Charles Bronfman (dall’alcol alla speculazione immobiliare), Michael H. Steinhardt (gestore di fondi di investimento) e Sheldon Adelson (casinò).

“Io ho detto di no, ma c’è andata una mia amica, it was very weird. Ovunque venivano accompagnati da gente che sembravano modelli seducenti.

Poi le hanno detto che se voleva sposare un uomo ebreo, le avrebbero dato una casa dopo aver escorted out una famiglia araba che ci abitava. E se faceva cinque figli ebrei, lo Stato l’avrebbe mantenuta.”

Sono tempi interessanti…

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221 risposte a Birthright

  1. tomar scrive:

    Sarebbe interessante sapere quanti di quei 900.000 hanno in questi 25 anni aderito all’operazione di sostituzione etnica.

  2. PinoMamet scrive:

    1- il sottoscritto potrebbe avere la cittadinanza israeliana, se è per questo…

    2- una mia amica ha partecipato, tipo dopo le Superiori, a uno di questi viaggi Taglit. È un programma di visite guidate per rinforzare il legame tra i giovani ebrei e lo Stato di Israele.

    Non è né un’agenzia matrimoniale né una immobiliare 😉 e non mi risulta abbia i mezzi per occupare case- rigorosamente arabe 😉 – e cacciarne gli abitanti.

    Il resto mi sembra la descrizione un po’ esagerata (o per meglio dire, mi sembra come quando uno prende alla lettera una battuta) sul trattamento che Israele riserva agli haredim, facendo incazzare tutti gli altri cittadini…

  3. Miguel Martinez scrive:

    Per PinoMamet

    ” e non mi risulta abbia i mezzi per occupare case- rigorosamente arabe 😉 – e cacciarne gli abitanti. ”

    Infatti, anch’io sono rimasto colpito da questo concetto di “escorted the Arabs out”, quando la ragazza chiedeva come le avrebbero procurato la casa. E immagino che Israele abbia anche altre risorse per trovare casa per gli immigrati.

    Presumo che fosse una sorta di vanto, ma come scrivo, si tratta di un racconto indiretto.

    • PinoMamet scrive:

      C’è da dire due cose:

      -Israele è un paese giovane, rispetto all’Italia (ci vuole poco…) e non mi stupirebbe che l’organizzazione di Taglit scegliesse guide di bell’aspetto anche con l’idea di mostrare, per così dire, il volto più bello di Israele (“venite qua dove ci sono tanti bei ragazzi o belle ragazze con cui fidanzarvi…”)

      -effettivamente (ma non c’entra con Taglit) Israele ha un programma collaudato ed efficiente per accogliere i nuovi immigrati ebrei, insegnandogli la lingua in poco tempo (l’Ulpan), aiutandoli a trovare casa e lavoro… non è detto che siano casa e lavoro dei sogni, chiaramente, ma certo è un grosso aiuto.

      L’Italia non fa niente del genere per gli immigrati di origine italiana che arrivano da Argentina o Brasile…

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “L’Italia non fa niente del genere per gli immigrati di origine italiana che arrivano da Argentina o Brasile…”

        Ma no, anzi: se ne tornino a casa loro, visto che non sanno neppure l’italiano!

        Credo che discenda sempre dalla diversa concezione di nazionalità (e quindi con uno scollamento tra il dato normativo – che ormai cambia, però – e la percezione culturale): alla fine si è italiani se si è come gli altri, quindi “per adesione”, non per stirpe.

        • Peucezio scrive:

          Siamo sempre lì: l’unico stato al mondo cui si consente di avere come principio fondativo la razza.
          Dopo il Terzo Reich, lo stato d’Israele.

          • PinoMamet scrive:

            …anche in Italia vige lo ius sanguinis, eh? 😉

            • Peucezio scrive:

              Nel senso che la cittadinanza si trasmette per via di discendenza, non nel senso che esista un sostrato etnico alla base della cittadinanza stessa.
              Altrimenti i tedescofoni dell’Alto Adige non sarebbero italiani.

            • PinoMamet scrive:

              Mah, ti dirò, non mi pare chiarissima la differenza.

              Cioè a un certo punto l’Italia unita decide che tutti gli abitanti degli ex stati pre-unitari sono cittadini italiani.
              E vabbè.
              Ma anche gli italiani “etnici” delle “terre irredente” erano subito riconosciuti come cittadini italiani…

              Naturalmente, se Israele non avesse riconosciuto la cittadinanza agli ebrei “etnici” di tutto il mondo, non sarebbe semplicemente nata, quindi rifiutare questo criterio è come rifiutare l’esistenza di Israele stessa.

              Che può essere una libera opinione (con la quale non sono d’accordo ovviamente) basta essere chiari però.

              Collegare invece questo criterio a ragionamenti “razziali” come quelli del Terzo Reich è del tutto falso e arbitrario:

              gli ebrei che possono ottenere, ed ottengono, la cittadinanza israeliana appartengono a tutte le “razze” del mondo, dagli etiopi agli afroamericani passando per indiani e cinesi…

              • Peucezio scrive:

                Sì, non intendo razziale in senso genetico né fenotipico, ma come ascendenza.

                Uno stato dovrebbe essere prima di tutto territoriale.
                Avrebbe semmai quindi dovuto includere da subito tutti i palestinesi.

              • Peucezio scrive:

                Cioè, tornando al mio esempio dell’Alto Adige, sarebbe stato come se l’Italia, dopo la I G.M., occupando l’Alto Adige ne avesse cacciato gli abitanti di lingua tedesca, una parte uccidendoli e una parte mandandoli in Austria.

              • PinoMamet scrive:

                ma neppure Israele ha cacciato o ucciso tutti gli arabi, sono più del 20% dei cittadini israeliani…

                molti più degli altoatesini, in percentuale!!

              • PinoMamet scrive:

                Non voglio dire che la legge israeliana sulla cittadinanza sia identica a quella italiana;

                ci sono alcune differenze macroscopiche.

                ma insomma, non è neppure il Terzo Reich…

                insomma, la mia politica è sempre:

                critichiamo quello che ci pare, ma cose vere, non esagerazioni retoriche.

              • Peucezio scrive:

                La percentuale la devi calcolare rispetto alla popolazione altoatesina, non italiana.

                Mussolini mandò molti italofoni a Bolzano e i germanofoni non ne furono felici, ma da qui a cacciare o uccidere la popolazione…
                Immaginati se ne avessero cacciati l’80% dando al 20% la cittadinanza italiana.

              • paniscus scrive:

                “come se occupando l’Alto Adige ne avesse cacciato gli abitanti di lingua tedesca, una parte uccidendoli e una parte mandandoli in Austria.”—

                Beh, l’Italia di allora non l’ha fatto materialmente, ma ha praticamente bandito la lingua locale da tutte le scuole e tutte le comunicazioni ufficiali pubbliche.

                Un signore a cui devo molto, sia in termini di formazione culturale e scientifica, sia in termini di confidenza e amicizia personale nonostante la grande differenza di età,

                mi raccontava di essere nato (all’inizio degli anni ’30, la data precisa non la ricordo) in un paesello, peraltro bellissimo, dell’appennino toscano,

                ma di essere stato trasferito in Alto Adige pochi mesi dopo la nascita… perché i suoi genitori, che non erano fascisti, ma che erano entrambi insegnanti, si erano fatti intortare dalla propaganda dell’epoca, che incentivava gli insegnanti a trasferirsi lì, pagandoli un po’ di più, apposta per “italianizzare” gli irredenti residui (e pur non essendo intimamente fedeli al regime, erano pur sempre una coppietta squattrinata con figlio piccolo).

                La famigliola rientrò in Toscana sei o sette anni dopo, e per fortuna del figlio in questione e dei due fratelli nati dopo.

                Ma questo signore, quando l’ho conosciuto io, ormai anziano, mi confessò di essersi reso conto solo in età matura di che razza di schifezza razzista e dittatoriale ci fosse dietro a quei suoi ricordi di infanzia, che prima gli sembravano innocui…

                Se non fosse uno stucchevolissimo meme giornalistico, lo ricorderei come “una persona SOLARE”, ma in senso completamente diverso a quello normalmente inteso.

                E’ morto quasi novantenne all’inizio di marzo del 2020, e sono riuscita ad andare al suo funerale, appunto nel bel paesello pistoiese, immediatamente prima che scattasse il primo lockdown. Se fosse sopravvissuto per pochi giorni in più, non avrei nemmeno potuto dargli l’ultimo saluto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Immaginati se ne avessero cacciati l’80% dando al 20% la cittadinanza italiana”

                Il piano era proprio quello: l’opzione serviva proprio a mandare via i germanofoni per sostituirli con italiani.
                Fu la guerra a fermare tutto.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Siamo sempre lì: l’unico stato al mondo cui si consente di avere come principio fondativo la razza.
            Dopo il Terzo Reich, lo stato d’Israele.”

            Mi posso sbagliare, ma mi sembra di ricordare di aver letto che alcuni criteri per la cittadinanza israeliana sono volutamente ricopiati dal Terzo Reich, sul principio, “se Hitler ti perseguita è un criterio per essere accolti qui”.

            Comunque è chiaro che ogni organismo collettivo umano ha un Noi e un Loro per definizione.

            La definizione “razziale” è una cosa molto particolare, che nasce dalla convergenza casuale nel primo Novecento di diversi filoni, ai tempi in cui non era ancora stato scoperto il Dna: il darwinismo, le scorribande dei colonizzatori in Africa, la paura dei bianchi poveri americani nei riguardi dei neri appena emancipati, l’eugenetica e alcuni teorici austriaco-tedeschi che hanno ripreso le idee di de Gobineau sulla “razza semitica”.

            Insomma, cose quasi incomprensibili oggi, per cui è retorico fare confronti, ma è anche troppo facile smentirli…

            • Peucezio scrive:

              Tutto vero, hai descritto in modo esattissimo la genesi del razzismo novecentesco.

              Credo che nel caso ebraico ci sia qualcosa di più antico.
              In effetti le religioni antiche sono comunitarie, non strettamente di discendenza.
              Cioè ci può anche essere il mio dio che protegge il mio popolo, ma il popolo è un gruppo umano basato sulla coesione comunitaria, più che sul sangue e come tale potenzialmente infinitamente estensibile (i romani sono il caso estremo).

              • Val scrive:

                Quasi tutti gli Stati sono in qualche misura un tentativo, sempre imperfetto, di correlazione tra un territorio e alcune caratteristiche etnico-culturali. Dopo la Rivoluzione Francese e con il romanticismo questa omogeneizzazione etnico-linguistica del territorio è diventata programmatica, con ricerca di radici comuni e reinvenzioni del passato. Lo Stato della Francia rivoluzionaria è stato, oggettivamente, un dispositivo implacabile di distruzione, scientemente perseguita, di tutte le diversità. Questa ossessione per la purezza è a mio modesto modo di vedere il peccato originale di qualsiasi Stato, emendato parzialmente dalla protezione dei diritti delle minoranze etnico-linguistiche nelle democrazie moderne. E sempre a mio modestissimo modo di vedere, con tutti i suoi difetti l’Unione europea ha avuto il grandissimo merito di incarnare davvero il motto “unità nella diversità”, mettendo un freno ai nazionalismi, che io percepisco come una malattia sociale. Evviva Il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi! 🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Val

                ” Evviva Il conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi! ”

                Sono abbastanza d’accordo!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Val

                “Kalergi”

                Concordo al 100%.

                Che dici, lo fondiamo un Kalergi fan club? 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Val,
                d’accordo su tutto, a parte l’osservazione sull’Unione Europea.

              • Moi scrive:

                Kalergi non può essere fermato da nessuno :

                https://www.youtube.com/watch?v=XAvrrcHbp4o

      • PinoMamet scrive:

        Questo è vero, e lo noto di mille commenti dei social italiani;

        che nonostante raccolgano, come noto, il peggio del peggio, stranamente, quando si parla di cittadinanza, non sono particolarmente razzisti, e ce l’hanno egualmente col maranza che non paga il biglietto del treno e se ne vanta, e con l’italoamericano che pretende la cittadinanza italiana senza parlare una parola;

        ad entrambi è contrapposto il modello virtuoso dell’immigrato che lavora, rispetta le leggi e ama la cultura italiana.

        Sì, il singolo razzista c’è sempre, ma di norma zittito dagli altri.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “che nonostante raccolgano, come noto, il peggio del peggio, stranamente, quando si parla di cittadinanza, non sono particolarmente razzisti”

          Come sapete, sono mezzo statunitense e mezzo messicano, ma mi sono sempre e solo dichiarato “messicano”.

          Ho avuto mille problemi nella mia vita – compresi problemi legati allo status di cittadino straniero a rischio di espulsione.

          Ma onestamente, non ho mai percepito un’antipatia per il solo fatto che io fossi messicano o per il mio nome.

          Nemmeno da parte che gente che ce l’aveva con “gli zingari” o con “i musulmani” o con “gli ebrei”.

          Al massimo c’erano le battutine sui messicani che facevano la siesta.

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “Come sapete, sono mezzo statunitense e mezzo messicano, ma mi sono sempre e solo dichiarato “messicano”.”

            Ma per patrilinearità, per nascita o perché corrisponde al tuo nome e cognome e quindi è più facile da spiegare?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma per patrilinearità, per nascita o perché corrisponde al tuo nome e cognome e quindi è più facile da spiegare?”

              Mia madre aveva rinunciato alla cittadinanza statunitense per prendere quella messicana 🙂

              • paniscus scrive:

                “Mia madre aveva rinunciato alla cittadinanza statunitense per prendere quella messicana 🙂”—

                Circostanza che io cito sistematicamente ogni volta che arriva qualche alunno nuovo che cambia scuola facendo il cosiddetto “salto del salmone” o “migrazione dell’anguilla nei Sargassi”… cioè passando da un contesto più facile a uno più impegnativo, al contrario della grande maggioranza dei trasferimenti.

                Posso vantare la conoscenza personale di una ragazza che aveva voluto a tutti i costi passare dal liceo artistico allo scientifico (con risultati ottimi)

                e un altro che era scappato da una coccolosissima e facilitatissima scuola privata per iscriversi a un liceo statale considerato molto esigente (caso NON finito altrettanto bene, con bocciatura in tronco e approdo in un’ulteriore terza scuola)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino Mamet

        “nuovi immigrati Ebrei”

        Chi stabilisce che sono Ebrei? Con quale criterio? Sia che sia per conversione, sua che si tratti di essere figli di madre Ebrea, se domani tutti gli Ebrei fuori da Israele decidessero di andare a vivere in Israele dove li si mette? Se lo Stato di Israele è “lo Stato degli Ebrei”, allora tutti gli Ebrei devono poterci vivere; e siccome chiunque non sia Ebreo può liberamente decidere di convertirsi, teoricamente l’intero genere umano può acquisire il diritto di andare a vivere in Israele. E allora: come fa lo Stato di Israele ad accettare di avere confini ben definiti una volta per tutte, se si riserva comunque il diritto a fare immigrare e a trovare una casa a chi vuole?

        Per intenderci, se io fossi Svizzero e domani l’Italia proclamasse che tutti gli Africani che scelgono di circoncidersi hanno diritto ad emigrare in Italia e a trovarvi casa e lavoro forniti dallo stato Italiano comincerei a preoccuparmi. Perché quando cominciano a scarseggiare i posti in Italia viene spontaneo pensare di espandere i confini.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          “Chi stabilisce che sono Ebrei? Con quale criterio?”

          dovrei chiedere a quel paio di amici che hanno in effetti fatto Aliyah (o come cavolo si trascrive!!), insomma che si sono trasferiti.

          Mi pare che ci sia un controllo incrociato tra Stato di Israele, rabbinato di Israele e comunità ebraica di provenienza; visto che, ovviamente, i documenti italiani non specificano religione ed etnicità.

          questo per chi è ebreo “halachicamente”, cioè secondo la normativa ebraica.

          Ma la cittadinanza viene data anche a chi ha un solo nonno ebreo, che può benissimo essere quello paterno, e in quel caso non so come funzioni. probabilmente si passa sempre attraverso qualche Comunità ebraica o Tribunale rabbinico che si occupa di controllare documenti vari.

          Non so come si faccia nei confronti di altri Stati, credo sia più o meno la stessa cosa.

          mi pare che a molti provenienti dall’ex URSS sia stata chiesta una qualche prova di ebraicità di nonni o bisnonni, tipo un documento che provi una sepoltura in un cimitero ebraico o cose così.

        • PinoMamet scrive:

          Anche la domanda sulle conversioni è interessante e merita un approfondimento.

          In teoria la conversione (che non è una “conversione”, il termine ebraico fa più riferimento al concetto di “smettere di essere uno straniero”) è aperta a tutti.

          Nella pratica, è molto difficile (parlo di una conversione ortodossa), per alcuni motivi espliciti:

          conoscenza e rispetto di usi, costumi e norme piuttosto complicate, saper leggere l’ebraico almeno quanto serve alla preghiera, vivere vicino a una comunità ebraica in modo da poter rispettare tutte quelle regole che presuppongono la vita comunitaria (ovviamente la circoncisione nel caso dei maschi) ecc.

          sempre in teoria, tutto questo viene verificato con un esame (severo) dopo un anno dalla richiesta, da un tribunale rabbinico;
          nella pratica, ci vogliono di solito dai tre ai cinque anni (ma ho conosciuto persone che ci hanno messo sette e in un caso tredici anni…);

          inoltre, i rabbini e le comunità ebraiche non hanno affatto fretta o voglia di fare “proselitismo” (virgoletto perché non è il termine adatto essendo religioso, ma capiamoci) e sono di solito attivamente impegnate a scoraggiare i curiosi;
          vuoi fare una visita in sinagoga? Benvenuto! E assaggia la torta ricotta e visciole dell’alimentari all’angolo, è speciale!
          Vuoi diventare ebreo? Ne parleremo un’altra volta, anzi, guarda, ho un impegno, devo proprio andare, vuoi il numero del rabbino, eh, boh, dovrebbe essere sull’elenco, ricordarti di non chiamarmi 😉

          Inoltre, per esempio in Italia, ci sono solo due tribunali rabbinici ufficiali che possono operare “conversioni” (quindi riconosciute da Israele), Roma e Milano. Se abiti a Gemona del Friuli o a Lampedusa, sono un po’ fuori mano, e il tuo interesse per l’ebraismo è destinato a rimanere solo una simpatica curiosità intellettuale, a meno di una volontà ferrea, da sport estremo.
          ma a Lampedusa non c’è comunità ebraica…

          Poi, nessuno lo sa, ma credo esistano alcuni motivi impliciti o non detti, per cui diciamo che qualcuno è “più scoraggiato” di altri… voglio dire, ho conosciuto persone preparatissime, con tutti i requisiti per superare l’esame del tribunale rabbinico, tutto in regola eppure… no, ci dispiace.

          Diciamo che il rischio che Israele venga invasa da tutta la popolazione mondiale è altamente scongiurato, per ora 😉

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Anche la domanda sulle conversioni è interessante e merita un approfondimento.”

            Grazie dell’approfondimento.

            Una cosa che incuriosisce è perché i nativi palestinesi non corrono a convertirsi al giudaismo…

            C’è un’interessante discussione qui

            https://politics.stackexchange.com/questions/88936/if-a-palestinian-converts-to-judaism-can-they-get-israeli-citizenship

            dove si racconta anche un episodio buffo (traduco con DeepL, che mi fa perdere i link alle fonti citate, che troverete comunque nell’articolo originale):

            “C’è un esempio di un palestinese che ha fatto questo [chiesto la conversione al giudaismo]. Dopo essere stato respinto da diversi rabbini, la sua richiesta è stata accettata dal Meir Institute, un’importante sinagoga sionista religiosa, e gli è stato permesso di studiare lì e convertirsi, ricevendo il nome David Ben Avraham.

            Nel marzo 2024, mentre si recava alla sinagoga, Avraham è stato fermato per strada da un soldato dell’IDF, che gli ha chiesto il suo nome. Lui ha dato al soldato il suo nome ebraico, e il soldato ha riso di lui e gli ha detto di alzare le mani. Quando lo ha fatto, è stato ucciso sul posto. L’IDF ha rifiutato di rivelare il nome del soldato, ma si è appreso che questi non parla correntemente l’ebraico e ha chiesto che il processo si svolgesse in inglese.

            Come correttamente indicato nelle altre risposte, la sua conversione non è stata accettata dall’Autorità nazionale per le conversioni. Tuttavia, dopo la sua morte, gli è stato concesso il permesso di risiedere in Israele. È stato sepolto nell’insediamento sionista religioso di Har Brakha.”

          • PinoMamet scrive:

            “Una cosa che incuriosisce è perché i nativi palestinesi non corrono a convertirsi al giudaismo…”

            beh ma questa è semplice:

            la maggioranza dei palestinesi sta benissimo con la religione che ha, e non ha intenzione di convertirsi all’Ebraismo, neppure come strategia;

            e una richiesta di conversione di massa mostrerebbe immediatamente la sua natura “strategica”, e non verrebbe mai presa in considerazione.

            Già il tribunale rabbinico israeliano (che utilizza criteri molto rigidi e sospettosi verso tutti ) è comprensibilmente ultra cauto verso le richieste palestinesi…
            (“non è che questo fa finta di fare l’ortodosso poi un bel mattino si sveglia, urla Allah Akbar e accoltella tutta la yeshivà?”)

            • PinoMamet scrive:

              Comunque singoli palestinesi convertiti all’Ebraismo, e diventati israeliani, ci sono stati, basta digitare su Youtube Palestinian convert to judaism o cose del genere e li trovate.

      • paniscus scrive:

        “-Israele è un paese giovane, e non mi stupirebbe che l’organizzazione di Taglit scegliesse guide di bell’aspetto anche con l’idea …. (“venite qua dove ci sono tanti bei ragazzi o belle ragazze con cui fidanzarvi…”)—-

        Purtroppo, o per fortuna, la cosiddetta “bellezza del somaro” (o della somara) ha una durata limitata. Se anche scoppiasse qualche colpo di fulmine, vorrei proprio vedere quante di quelle coppie reggerebbero a lungo termine.

        • Moi scrive:

          In che senso ? “La Bellezza del Somaro” per me è solo un titolo di un film Italiano di 15 anni fa.

        • Moi scrive:

          https://lorciofani.com/2010/12/17/la-bellezza-del-somaro-recensione/

          Ho trovato questa spiegazione, ma mi sembra una situazione demenziale …

          • Moi scrive:

            Tipo questa, sempre con di mezzo la Francia … e che effettivamente non ha avuto mai senso per 40 anni.

            https://ceraunavoltagoldrake.blogspot.com/2018/01/goldrake-il-mistero-dellatlas-40-anni.html..

          • PinoMamet scrive:

            Sì, la spiegazione attraverso una fantomatica espressione francese “beauté de l’âne” trascrizione errata di “beauté de l’age”, mi è sempre sembrata una stronzata.

            L’espressione corrente francese per indicare la bellezza illusoria della giovinezza è “beauté du diable”;

            anche a digitare “beauté de l’âne” su Google non si trova nulla, tranne un titolo di un film, che in effetti parla di asini, a quanto ho capito.

            Non conosco naturalmente tutte le espressioni gergali e idiomatiche francesi, ma insomma a naso mi puzza di bufala.

            Secondo me la “bellezza dell’asino” o “del somaro” è così chiamata o per indicare qualcosa che inganna i semplici, gli sciocchi (come l’ “oro degli stolti”, la pirite), oppure qualcosa di umile, fin troppo comune (il povero asinello contrapposto al nobile destriero…)

          • PinoMamet scrive:

            Comunque le spiegazioni para-etimologiche popolari mi stanno sul cazzo, e però hanno vita lunghissima e tenace.

            A Parma ci sono persone convintissime che l’espressione parmigiana “bombén” (molto) derivi un generale francese napoleonico, mai esistito…
            (in realtà deriva da mont-ben, a sua volta da molt-ben..
            già dante ricordava nel De Vulgari che i parmigiani dicevano “monto” al posto di “molto”…
            stessa etimologia per il reggiano “dimondi”, che in realtà si usava anche a Parma e provincia fino a un paio di generazioni fa, ed è esattamente “di molto”;
            in provincia di Parma esistono anche altri termini con lo stesso significato..)

            Invece tantissimi napoletani sono ancora convinti che il “purtuall” (arancia) napoletana, che ovviamente è il comunissimo “portogallo” di quasi tutti i dialetti italiani (e del greco moderno ecc.), derivi il nome da un misterioso episodio in cui soldati, manco a dirlo, francesi avrebbero regalato arance dicendo “pour toi! pour toi”…

            che mi sembra altrettanto improbabile del superbo generale Bombin 😉

  4. mondo parallelo scrive:

    https://youtu.be/cqXGRPiDdj0?feature=shared
    Secondo Alex Krainer (ma chi è costui? Lo trovo fenomenale per come sa muoversi attraverso le apparenti contraddizioni di Trump) Israele crollerà da solo.
    Quindi Trump lo asseconda più che altro per
    essere lasciato in pace da Sionisti e Cristiani evangelici (e chi sono? boh).
    Questo e molto altro su questioni complesse che viste in una certa angolazione appaiono più comprensibili.
    Clap clap!

    • mondo parallelo scrive:

      Romeo aveva Giulietta Testo
      [Strofa 1]
      Intrappolato tra le stelle contorte
      Le linee tracciate, la mappa difettosa
      Che portò Colombo a New York
      Tra l’Oriente e l’Occidente
      La chiama indossando un gilet di pelle
      La terra stride e trema fino a fermarsi
      Un crocifisso di diamanti nel suo orecchio
      È usato per aiutare a scongiurare la paura
      Di aver lasciato la sua anima nell’auto a noleggio di qualcuno
      Nei pantaloni nasconde uno straccio
      Per pulire il pasticcio che ha lasciato
      Nella vita della flessuosa Giulietta Bell
      [Coro]
      E Romeo voleva Giulietta
      E Giulietta voleva Romeo
      E Romeo voleva Giulietta
      E Giulietta voleva Romeo

      [Strofa 2]
      Romeo Rodriguez raddrizza
      Le spalle e maledice Gesù
      Si passa un pettine nella coda di cavallo nera
      Sta pensando alla sua stanza solitaria
      Il lavandino che emana un fetore vicino al suo letto
      Poi sente il suo profumo nei suoi occhi
      E la sua voce Era come una campana

      [Strofa 3]
      Fuori le strade fumavano
      Gli spacciatori di crack sognavano
      Di un Uzi che qualcuno aveva appena trovato
      Scommetto che potrei colpire quella luce
      Con il mio unico braccio buono dietro la schiena
      Dice il piccolo Joey Diaz
      Fratello, dammi un altro tiro
      Quei quartieri del centro non sono un granché
      Quegli italiani hanno bisogno di una lezione
      Questo poliziotto morto ad Harlem
      Pensi che capirebbero l’avvertimento
      Stavo ballando quando ho visto il suo cervello finire per strada
      [Coro]
      E Romeo aveva Giulietta
      E Giulietta aveva il suo Romeo
      E Romeo aveva Giulietta
      E Giulietta aveva il suo Romeo

      [Strofa 4]
      Prenderò Manhattan in un sacco della spazzatura
      Con scritto in latino sopra che dice
      “è difficile fregarsene di questi tempi”
      Manhattan sta sprofondando come una roccia
      Nel sudicio Hudson, che shock
      Hanno scritto un libro a riguardo
      Hanno detto che era come l’antica Roma
      Il profumo gli bruciava occhi
      Tenendosi stretti alle sue cosce
      E qualcosa tremolò per un minuto
      E poi svanì e se ne andò
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      https://youtu.be/J7yScl4-kms?feature=shared

      Qualunque canzone di Lou Reed può andar bene.
      L’America non rurale me la immagino così.
      Comunque una grande pacca.

      • mondo parallelo scrive:

        Questo incedere tra vicende umane marginali ma sostanziose che ricorda un po’ la prosa di Miguel Martinez, ovviamente con
        le varie distinzioni del caso, è inimmaginabile rispetto alle storie della provincia, dove l’elemento predominante è il vuoto.
        Direi Nebraska di Bruce Springsteen.
        Perché poi, mi sono andato ad imbarcare in un simile ragionamento?
        E’ Il caldo che dà alla testa?
        A dire il vero io fino a 35 gradi sto benone.
        🙂

  5. Miguel Martinez scrive:

    Oggi in Piazza Santo Spirito, commemorazione del Comandante Potente, trentenne partigiano ucciso “da un colpo di mortaio” (non si capisce sparato da chi) l’8 agosto del 1944.

    Una scena meravigliosa, spero di avere al più presto una foto.

    I presenti sono pochi, ma ci sono:

    1) carabinieri
    2) polizia
    3) guardia di finanza
    4) un monsignore in piena divisa da monsignore
    5) tre anziani con la bandiera rossa e la falce e martello
    6) due bandiere palestinesi
    7) l’assessora del Partito Unico con deleghe a Educazione, Formazione professionale, Cultura della memoria e della legalità
    8) il Presidente del Quartiere che suonava in una banda rock e ha un tatuaggio sul collo ed è molto becero fiorentino nel senso migliore
    9) la Fulvia che aveva il nonno famoso partigiano
    10) due vigili urbani impettiti con i guanti al caldo
    11) quattro suonatori di clarino vestiti da rinascimentali

    VIVA L’ITALIA!

  6. tomar scrive:

    Credo che in molti ci siamo domandati di quanto fosse strano che Israele continuasse e continui sistematicamente questa politica del tiro al piccione sulla folla che pan domandava, politica che ha comprensibilmente costretto a inorridire anche menti tendenzialmente proisraeliane, e la risposta può certo essere che gli israeliani sono ormai così autocentrati che dell’altrui orrore se ne fanno un baffo. Però perché insistere così stupidamente con una pratica così palesemente impopolare e gaglioffa?
    Gaglioffa e impopolare lo è senz’altro, ma forse non del tutto stupida da un punto di vista militare.
    Concentrando le distribuzioni di cibo in 4 punti dagli oltre 200 di prima, le hanno rese inevitabilmente così logoranti e faticose per i riceventi, che quasi solo maschi 15-45enni ancora un minimo valenti sono in grado di affrontare le battaglie per il pane. Ma ciò implica che in questa massa di affamati che si accalcano alle trappole della GHF è anche concentrata una percentuale di “obbiettivi legittimi” molto più alta rispetto all’insieme della popolazione, non ci sono vecchi, donne, bambini, malati, stremati ecc.
    Ci saranno senz’altro tra questi dei militanti e dei collaboratori di Hamas, devono mangiare pure loro (e magari persino cercare di tenere in vita i forse 20 ostaggi loro rimasti), ma la sostanza è che sono più o meno tutti maschi adulti in grado di impugnare un’arma.
    Sparando più o meno a casaccio sulla massa degli accalcanti – potrebbero quindi aver fatto notare gli analisti dell’IDF – siamo statisticamente sicuri di neutralizzare un maggior numero di obbiettivi lato sensu legittimi, con molto minor quantità di danni collaterali, rispetto alle varie operazioni di neutralizzazione finora condotte… e con un costo economico ridicolo.
    “E a quelli che ora ci criticano e criticheranno per le sparatorie ai centri della gagliarda GDF gettiamo semplicemente in faccia le statistiche delle vittime di queste sparatorie: ci trovate una bambina, un bambino, un neonato, una donna, un vecchio, un malato? Non ce li trovate, ma dopo tutti i vostri lai sulle donne e i bambini il vostro antisemitismo di fondo vi acceca al punto di giudicare disumana una pratica che in un contesto bellico potrebbe viceversa essere definita, a conti fatti, umanitaria.”

    • PinoMamet scrive:

      Ho pronta una risposta più articolata, ma è sabato e non ho tanto tempo da perdere con te.

      Diciamo che c’è un singolo concetto nel tuo intervento con cui sono d’accordo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Dubito ci sia tutta questa riflessione dietro.

  7. tomar scrive:

    Mauricius Tarvisii: “Dubito ci sia tutta questa riflessione dietro.”

    Ma allora secondo te per quale motivo gli israeliani continuano imperterriti in questa pratica del tiro agli affamati (anche oggi almeno altri sei fatti secchi) nonostante susciti l’esecrazione mondiale? Semplicemente perché sono belve rese cieche dalla loro sete di sangue et similia? Ti convincono spiegazioni del genere?

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Perché non gliene frega niente dell’esecrazione mondiale: hanno gli USA dietro. E davanti e di lato.

      • tomar scrive:

        Mauricius Tarvisii: “Perché non gliene frega niente dell’esecrazione mondiale: hanno gli USA dietro. E davanti e di lato.”
        Ma questo vale per tutto quello che fanno, non spiega però perché scelgano di fare anche questo in forma così metodica.
        Poi certo, oltre all’obbiettivo di esercitarsi su un target selezionato questi spari sugli affamati raggiungono anche l’obbiettivo più generale di stressare psichicamente i palestinesi in ogni momento della loro vita quotidiana.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ tomar

          “metodica”

          Il metodo è essenziale al genocidio.

          Ammazzare giovani adulti , come tu stesso hai spiegato , è più facile attirandoli con l’esca del cibo in pochi punti. Questi sono a che padri di famiglia, e in una società tradizionale una vedova con figli è , appunto , una vedova con degli orfani : un soggetto così deve che sfamarlo è uno dei primi precetto delle religioni abramitiche (con l’eccezione, appunto, dei sionisti).

          L’ideale sarebbe che le vittime cominciassero ad azzuffarsi fra di loro per il pane. Farebbe risparmiare stress e pallottole ai carnefici.

          Per il resto, l’effetto combinato di marce forzate in un territorio senza risorse, fame e sete sortisce un effetto simili a quello che ebbe sugli Armeni per opera dei Turchi.

          Non a caso le prime vittime dei sionisti sono stati medici e infermieri, e – in subordine – i giornalisti che possono testimoniare.

          Dovessi organizzarlo io un genocidio farei così. Anche tenuto conto che i Gazawi erano due milioni, e IDF non raggiunge i trece toma effettivi.

          La ‘lotta al terrorismo di Hamas’ è solo un utile pretesto, valido tanto in quanto viene propagandato dai nostri mass media per cui tutto i civili uccisi sarebbero ‘vittime collaterali’. Svolge un ruolo simile ai ‘Protocolli dei savi di Sion’, un babau; così come le frasi tipo ‘é colpa di Hamas che si nasconde dietro i civili’ riecheggiano quelle dei nazisti che in Polonia spiegavano che le stragi di civili erano dovute ai ‘banditi che si nascondono fra donne e bambini’ (lo disse il capo del Governatorato Generale, Frank).

          I nazisti usavano le schede perforate dell’IBM, i sionisti usano l’intelligenza artificiale; ma il meccanismo del genocidio rimane lo stesso.

          Anzi, oggi è accelerato: ci sono già i negazionisti prima ancora che il genocidio sia finito, non c’è più bisogno di aspettare decenni.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      So che il punto di vista degli israeliani è pura propaganda, mentre quello di Hamas eh poverini ma vanno capiti, ma…

      gli israeliani dicono che a fare il tiro sugli affamati è Hamas.

      E lo dice anche Mahmud Abbas, a dire il vero.

      https://www.jpost.com/breaking-news/article-852406

      permettimi di rispondere anche a questo:
      “Ci saranno senz’altro tra questi dei militanti e dei collaboratori di Hamas, devono mangiare pure loro (e magari persino cercare di tenere in vita i forse 20 ostaggi loro rimasti)”

      ecco qua:
      https://www.youtube.com/watch?v=VJdPtQFeAkw

      Notare la dualità della comunicazione:
      al mondo mostrano le immagini dei palestinesi morti di fame (e saranno senz’altro vere) e anche quelle dell’ostaggio ancora più scheletrico e che si scava la fossa (letteralmente) come mezzo di pressione…

      al loro interno, mostrano l’immagine “noi siamo forti e mangiamo alla faccia nostra”.

      Visto che trovo che su questo blog (ma in generale in tutti i media iatlaini) la narrazione sia pesantemente pro-palestinese- e posso capirlo, solo che è diciamo… poco imparziale…

      mi limito a bilanciare un pochino con questo:
      https://www.youtube.com/shorts/kYI5BdIEK6Q

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “gli israeliani dicono che a fare il tiro sugli affamati è Hamas”

        E sono rimasti solo loro a dirlo. E non è una bella cosa…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          ““gli israeliani dicono che a fare il tiro sugli affamati è Hamas”

          E sono rimasti solo loro a dirlo. E non è una bella cosa…”

          Cioè dopo due anni consecutivi di attacchi da cielo, mare e terra da parte di uno degli eserciti migliori del mondo contro un gruppo di scalcagnati indigeni, con tutti gli strumenti elettronici più moderni, l’esercito in questione non riesce nemmeno a gestire una fila per il pane che arrivano gli scalcagnati e mettono in fuga i soldati. Al solo scopo poi di sparare sulla propria gente…

          • PinoMamet scrive:

            Sai quanto gliene frega ad Hamas della “propria gente”.

            Comunque se l’esercito (sedicente) tra i più potenti al mondo voleva far fuori i palestinesi così, per il gusto di farli fuori, non c’era mica bisogno di distribuirgli anche gli aiuti.

        • PinoMamet scrive:

          “E sono rimasti solo loro a dirlo. E non è una bella cosa…”

          ripeto, lo dice anche l’Autorità nazionale palestinese.

          Che suppongo conosca la realtà palestinese un po’ meglio di noialtri.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            L’ANP dice che rubano gli aiuti, non che sparano a chi è in coda, almeno nell’articolo che hai linkato.

  8. Miguel Martinez scrive:

    Già nel 2018, Ronald Lauder, presidente del congresso ebraico mondiale, disse tutto quello che c’era da dire, quando affermò che il governo israeliano aveva davanti a sé una scelta netta:

    https://www.nytimes.com/2018/03/18/opinion/israel-70th-anniversary.html

    “a stark choice: Grant Palestinians full rights and cease being a Jewish state or rescind their rights and cease being a democracy.”

    Da qui discende che sia perfettamente normale che il governo d’Israele decida di eliminare il problema alla radice, al costo di rendersi antipatici per un breve periodo a un po’ di studenti idealisti in giro per il mondo.

    Perfettamente normale che si faccia ciò che fanno tutti in queste circostanze, far cadere la colpa dei propri massacri sui propri avversari: è una strategia ovvia.

    In questo senso, non mi sono mai permesso di criticare Netanyahu.

    Ciò che non è normale è che ci dobbiamo cascare noi.

    • PinoMamet scrive:

      Benissimo; e potrei, con i dovuti distinguo, essere d’accordo anch’io
      (gli israeliani cattivissimi che fanno al tiro al piccione sugli affamati non me li bevo, scusate);

      ma non dobbiamo neanche cascare dritti in quello che dice Hamas, eh?

      Mo’ pare che Hamas siano i grandi difensori della libertà, e la bocca della verità…

      perdonatemi ma no, se le cose stanno così mi ritiro, e suonatevela e cantatevela tra voi…

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “gli israeliani cattivissimi che fanno al tiro al piccione sugli affamati non me li bevo, scusate”

        Meglio quelli di Hamas cattivissimi che fanno al tiro al piccione sugli affamati in una zona controllata dagli israeliani. Che quindi glielo lasciano fare?

      • PinoMamet scrive:

        Secondo me la cosa più probabile: è bande di predoni di diversa obbedienza che fanno razzie; folla che tumulta;
        saltuaria banda di predoni che prende a mitragliate l’altra, o la folla che tumulta;
        saltuario reparto israeliano che prende a mitragliate l’una o l’altra, o la folla che tumulta.

        NON credo che Israel/USA abbiano diminuito i centri di raccolta allo scopo di far più facilmente a mitragliate;

        dalle immagini della folla affamata io non voglio trarre conclusioni di chi ci guadagni, ma se dovessi giudicare dal metro della popolarità/impopolarità, direi che fanno il gioco di Hamas.

        Ma secondo me il metro della popolarità/impopolarità è molto relativo, dipende sempre chi sceglie di mandare quali immagini a chi.

        Non credo però che sia totalmente ininfluente: la propaganda esiste in tutte le guerre…

        • PinoMamet scrive:

          Tra l’altro questa è una situazione win-win:

          a Israele fa comodo che i palestinesi si ammazzino tra loro
          (no, non parlo dell’uomo della strada, Israele non è più cinico degli USA, della Francia o dell’Italia: parlo delle varie milizie)
          e che il numero di palestinesi si sfoltisca
          (di nuovo: non sono tra quelli che credono che Israele sia così cattivo & ingenuo al tempo stesso da sfoltirli a mitragliate: penso che aspetti che molti siano così stanchi e disperati da andarsene alla prima occasione)

          ad Hamas fa comodo che il mondo veda Israele cattivissimo che affama i palestinesi e li prende a mitragliate
          8e sta raggiungendo il suo scopo alla grande, se persino la Francia, persino l’Inghilterra!! stanno per riconoscere lo Stato di Palestina, che a questo punto- spera Hamas- non sarà più quello della sputtanata “collaborazionista” ANP…)
          e li legittimi come “resistenti” anziché come terroristi.

  9. habsburgicus scrive:

    OT
    a Ferragosto, in Alaska, Trump venderà a Putin l’Ucraina per pochi spiccioli…
    di sicuro vi è una relazione -al momento oscura per noi mortali- anche con l’accordo di ieri (8 agosto 2025) in cui Pashinyan è stato indotto a prostrarsi in tutto agli azeri*, che sono stati i veri grandi vincitori [egoisticamente, perchè ormai di ‘ste cose non me ne frega più nulla :D, ho solo un interese erudito/culturale/storico, mi auguro che gli azeri riaprano il Karabakh ormai “loro” con tutti i crismi, giacchè mi piacerebbe mo9lto vederlo :D]; non è improbabile che Pashinyan abbia accettato in segreto di allontanarsi dall’Iran, dunque la mossa sarebbe anche anti-iraniana…e la Russia ? chiaramente vorrà esere “pagata”, e non poco…sul “quanto”, lo vedremo presto, dopo il vertice dei due..sul “dove” vi è poco dibattito 😀

    *certo che se Pashinyan non ottiene neppure una promessa [non necessariamente mantenuta o mantenibile :D] di adesione alla UE, entro il 2239 :D, la vedo male per lui….derrota total ! forse non basterà più cercare di deporre il Catholicos
    in quel caso avrebbe avuto ragione, ab initio, Mauricius e ciò gli va riconosciuto con franchezza

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “a Ferragosto, in Alaska, Trump venderà a Putin l’Ucraina per pochi spiccioli…”

      Vediamo.

      Intanto, non credo che lo farebbe per “pochi spiccioli”, qui si parla di consegnare di tutte le terre rare e dell’agricoltura dell’Ucraina alle multinazionali usane.

      Secondo, chiudere la guerra in Ucraina significa tagliare alla radice il motivo per cui l’Europa si sta impegnando a regalare il 5% del proprio PIL alle industrie militari statunitensi.

      Non riesco in questo momento a prevedere cosa farà Trump, ma posso immaginare che scaricherà semplicemente il peso della guerra sull’Europa.

      • habsburgicus scrive:

        Miguel
        Secondo, chiudere la guerra in Ucraina significa tagliare alla radice il motivo per cui l’Europa si sta impegnando a regalare il 5% del proprio PIL alle industrie militari statunitensi

        se è così, e può esserlo !, potrebbe allora nascere un conflitto interno al Deep State..
        insomma, le indistrie militari statunitensi potrebbero non essere contente e usare i loro mezzi per sabotare l’accordo….
        quindi in camera caritatis faranno i conti se conviene più avere le terre rare e la pace, o stare senza terre rare ma con i profitti di guerra..
        la quadratura del cerchio per loro (e già si è parlato pure di questo) sarebbe indurre gli ucraini a pagare con le terre rare un minimo appooggio politico USA, mantenendo e anzi incrementando la tensione in modo da permette alle industrie militari di guadagnare (tanto le spese belliche aut similia le pagherebbero gli europei, del resto :D)
        in quel canto si scontenterebbe Putin
        un cerchio proprio quadrato sarebbe indurre Putin a papparsi il Caucaso in luogo dell’Ucraina (con la Crimea come bonus, questo sì) 😀

        • Miguel Martinez scrive:

          Per habs

          “quindi in camera caritatis faranno i conti se conviene più avere le terre rare e la pace, o stare senza terre rare ma con i profitti di guerra..”

          esatto. Alla fine è il “bottom line” che decide tutto, ma ovviamente per noi che non siamo in qualche consiglio di amministrazione, è difficile indovinare quale possa essere quel bottom line.

          Anche perché non si basa su realtà oggettive: la scelta degli investimenti è sempre aleatoria, perché deve fare concorrenza ad altri esseri umani che stanno scommettendo anche loro.

          Ma è l’unico criterio per valutare le decisioni che contano.

  10. habsburgicus scrive:

    P.S
    dunque all’Ucraina si prospetta la sorte di Saigon il 30 aprile 1975 (quando il Trump di allora 😀 [Ford o meglio il suo factotum Kissinger], se ne lavò le mani) e a Zelens’kyj quella di Van Thieu ?
    sì….ma c’è un ma……esiste l’Inghilterra (gli altri non contano)…..chiaramente sono cose che io, nella mia pochezza, non posso conoscere ma si presume che gli ucraini conoscano come attivare certi canali..
    SE gli ucraini ottenessero, per vie segrete, la CERTEZZA di un appoggio britannico (anche con “operazioni coperte” in Russia, di disturbo, condotte dall’Intelligence Service) e con invio sottobanco di armi, soldi e “volontari” tramite Polonia, Lituania ecc. gli ucraini potrebbero anche rischiare “o la va o la spacca”..continuare a combattere assolutamente soli (i primi 4-5 mesi sarebbero orrendi) nella speranza che con le buone o con le cattive Trump esca di scena e si torni alla normalità
    devono deciderlo loro..non mi permetto di consigliare alcunchè…anche perchè non mi nascolterebbero 😀
    però poi non piangano se succedesse la castastrofe…..basta esserne consci
    con l’Alaska, Kyiv che tornerà Kiev :D, avrà la lukashenkizzazione, ma continuerà ad avere una “statualità” entro il cosiddetto “mondo russo”
    resistendo, può salvare tutto (con sacrifici immensi) ma anche perdere assolutamente tutto…..
    inutile illudersi..e poco contano i nostri pensieri e le nostre preferenze

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Secondo me è più facile che l’Ucraina imploda (pace umiliante, quei reparti dell’esercito che ormai funzionano come governi autonomi insorgono e sostituiscono i “traditori”, ecc.) rispetto ad una sua soluzione bielorussa. E Putin non ha i mezzi (e credo neppure la volontà politica) di evitare che questo accada.
      E infatti ancora ieri pare che battesse sull’annessione del “Donbass allargato”, dove effettivamente può pensare di regnare incontrastato.

      • Peucezio scrive:

        Ma che intendi per “implosione”?
        Non un’implosione che porti al governo un filorusso, perché la poni come alternativa a una soluzione alla bielorussa.
        Quindi? Una guerra civile? Una divisione de facto in zone controllate da mafiosi di vario tipo?
        Un nuovo governo antirusso? Ma allora non sarebbe un’implosione, ma un mero avvicendamento.

        O un mero squagliarsi militare, un’implosione sul campo?
        E a quel punto non dico che i russi arrivino a Leopoli, ma magari a Kiev.

        Non mi è chiarissimo che scenario stai ipotizzando.

    • habsburgicus scrive:

      naturalmente ci sarebbe un’altra possibilità, inverosimile però 😀
      [modalità fantastica ON]
      Putin, contro ogni aspettativa, si scopre statista e come Bismarck dopo Sadowa (3 luglio 1966) chiede agli ucraini semplicemente il minimo assoluto:
      i.Crimea va da sé
      ii.Donbas, senza neanche eccedere sulle frontiere
      iii.neutralità (e neppure smilitarizaazione)
      in quel caso gli ucraini accetterebbero al volo (se Zelens’kyj non volesse, lo prenderebbero a calci :D)
      i filorussi trionferebbero alle prime elezioni e un primo disgelo inizierebbe ad avere luogo
      e magati su Kelebek 9 nel 2146, quando Ucraina e Russia saranno tormati “amici per la pelle” e “strettissimi alleati” si dirà che quella decisione di Putin (criticato all’epoca da Medvedev e Kirill :D) rese possibile la riconciliazione fra Ucraina e Russia solennizzata nel 2054 (100 anni dopo la criusciovata sulla Crimea :D) con la demolizione della statua di Bandera a Kyiv sul cui luogo venne eretta una statua di San Vladimiro/Volodymnyr e la scrissa RUS’ alta 150 metri !
      [modalità fantastica OFF]

      • habsburgicus scrive:

        1866, eh
        scusate

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “in quel caso gli ucraini accetterebbero al volo (se Zelens’kyj non volesse, lo prenderebbero a calci :D)”

        Leggevo oggi che il 69% degli ucraini vorrebbe la pace, una percentuale molto maggiore dei tedeschi 🙂

        • Peucezio scrive:

          Bisogna vedere una pace a quale costo.

          Anche di ritrovarsi un governo filorusso?
          O amputazioni territoriali notevoli?

      • Peucezio scrive:

        Habsb.,
        beh, ma che Putin voglia il Donbass e la neutralità definitiva dell’Ucraina mi pare ovvio: non credo pensi realisticamente di arrivare a Kiev: non ci sarebbe nulla di inverosimile o fantascientifico in ciò.
        In che senso sarebbe contro ogni aspettativa?

        • habsburgicus scrive:

          nel senso che, stando a quel che dice, eh, vorrebbe anche una sorta di alto controllo sulla politica ucraina con l’epurazione degli elementi nazionalisti….
          senza voler capire, che la “debanderizzazione” sarebbe molto più efficace (e duratura) se fossero gli ucraini stessi a capire che la politica antirussa (adottota con la rivoluzione del 2014) è stata un errore e a prendere loro stessi l’iniziativa di un cambio di rotta..il che presuppone però che non siano poste condizioni “ideologiche” lasciando paradossalmente liberi gli ucraini di decidere i da farsi

          • Peucezio scrive:

            Mah, penso che chieda 100 per ottenere 50: sa benissimo che col Donbass, magari la Crimea riconosciuta internazionalmente come russa e il divieto permanente e irrevocabile di entrare nella Nato è tutto non dico grasso che cola, ma va più che bene.

    • PinoMamet scrive:

      “SE gli ucraini ottenessero, per vie segrete, la CERTEZZA di un appoggio britannico (anche con “operazioni coperte” in Russia, di disturbo, condotte dall’Intelligence Service) e con invio sottobanco di armi, soldi e “volontari” tramite Polonia, Lituania ecc. gli ucraini potrebbero anche rischiare “o la va o la spacca”..continuare a combattere assolutamente soli (i primi 4-5 mesi sarebbero orrendi) nella speranza che con le buone o con le cattive Trump esca di scena e si torni alla normalità”

      da quello che ho visto degli ucraini, o meglio di Zelenski, in questi 3 anni, questa mi sembra l’ipotesi più probabile!

      Ormai è abbastanza chiaro che ha deciso di bypassare tutti i controlli democratici, anche quelli impostigli dall’UE (anticorruzione ecc.):

      sa che per lui o la va o la spacca.
      Ha promesso agli ucraini mari e monti, o mantiene o per lui è finita comunque.

  11. il modulo del dissenso informato scrive:

    “arrivano gli scalcagnati e mettono in fuga i soldati. Al solo scopo poi di sparare sulla propria gente…”
    Volere è potere, è una diabolica ma raffinata tattica di Hamas per screditare l’evidente umanitarismo israeliano 🙂
    Propongo anche di non usare un termine drammatico come genocidio ma di sfoltita, così magari si riesce a mettere d’accordo tutti ed in parte si torna anche al tema di questo post.

    Da quando è nato ciclicamente Israele deve sfoltire gli indigeni,visto che si riproducono troppo in fretta e che ce n’è sempre una parte che non si rassegna alla sottomissione e/o che si fa comprare (vedi l’ANP), vuoi per pulizia etnica cioè spostandoli altrove, vuoi per eliminazione fisica, vuoi per un mix di entrambe, gli stati in generale non sono enti di beneficenza , sopraattutto nella loro proiezione estera,ma hanno esigenze strategiche legate ai propri presupposti di potere, in questo caso l’ideologia sionista.
    Per il momento, l’attuale leadership israeliana ha fatto un ottimo lavoro dal punto di vista del suo interesse di stato, tra Gaza, West Bank ,Libano e Siria , unica pecca l’Iran , chi troppo vuole nulla stringe ma insomma niente di irreparabile.

  12. MOI scrive:

    Un nomignolo sprezzante per Israele sui Social è “Isn’treal”, alludendo che esiste solo la Palestina, ed è tutta Palestina …

    Israeliani : Palestinesi = Statunitensi : Nativi Americani

    … ma “Molisn’t” è nato prima.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MOI

      “Nativi”

      E’ noto che non sono precisamente un filo usa, ma quel che è giusto è giusto: non esageriamo con l’antiamericanismo. Le terre delle riserve gli Statunitensi ai Nativi le hanno lasciate.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  13. Miguel Martinez scrive:

    un interessantissimo post, da leggere per gli appassionati di storia:

    https://storiainrete.substack.com/p/storia-di-olimpia-e-delle-migliaia

    Storia di Olimpia e delle migliaia di donne violentate durante la Campagna d’Italia
    Portoferraio celebra la donna che nel ’44 si offrì ai soldati senegalesi per salvare dallo stupro alcune ragazze. Un simbolo ritrovato per una tragedia dimenticata, quella delle “marocchinate”

    • firmato winston scrive:

      @moi

      Sul triste argomento ho appena letto un paio di libri, “il gran sole di hiroshima” di karl bruckner, e “hiroshima” di john hersey appena ristampato: se non ricordo male, in uno dei due, i sopravvissuti che vagavano per la citta’ distrutta e i suoi dintorni in mezzo a resti umani e zombi vaganti, restavano stupiti dal rigoglio della vegetazione, che sembrava essere stata fertilizzata dalle radiazioni e stava gia’ riappropriandosi dell’ambiente** (radiazioni che i superstiti non sapevano ancora essere tali, ricordiamoci che la bomba fu sviluppata nel piu’ totale segreto, i tedeschi stessi, in gara contro i quali avrebbe dovuto essere stata sviluppata, ne rimasero stupiti).
      Comunque diffondere dappertutto i semi di alberi dal patrimonio genetico potenzialmente danneggiato dalle radiazioni come racconta l’articolo che linki sopra, mi pare una stronzata: non ci riusciamo proprio a tenere le mani in tasca una volta tanto, senza aggiungere danno al danno? Non mi risulta che per gli OGM si chieda di fare lo stesso… perlomeno a prescindere dal loro valore alimentare.

      Tempo fa dicevate che la religione naturale per l’uomo, piuttosto che il monoteismo, e’ il politeismo. Credo di no, eventualmente e’ l’animismo, che attribuisce un’anima, un’individualita’ altra ma in cui riconoscersi, a tutto: solo che ha il difetto di non mettere l’uomo, o meglio qualcuna delle sue tribu’ in qualunque modo intese, al centro di tutto, sopra a tutto, e contro tutto (giapponesi compresi, alla faccia del loro teorico animismo). Questo e’ il problema, che e’ particolarmente acuto fra gli uomini che passano la vita a guardare se stessi, anche solo culturalmente, allo specchio – per non parlare di chi lo fa fisicamente.
      Un problema rigeneratosi in particolare in epoca moderna a suo tempo a Firenze…

      ** lo stesso pare sia successo a chernobyl, che grazie alla scomparsa della presenza umana che fatto il danno se l’e’ data a gambe, dicono sia diventato un paradiso ecologico pieno di vita, e di forme di vita

      Mah.

      • MOI scrive:

        Da non confondersi con “maruta”
        … cavie umane di esperimenti scientifici , letteralmente “tronchi”.

        Non riesco più a inserire kanji e kana, altrimenti ne avrei l’ accuratezza, eh …

  14. MOI scrive:

    80 anni da Hiroshima, gli Hibakujumoku alberi sopravvissuti alla bomba atomica
    Simbolo di speranza e resilienza, 160 nel mondo come testimonianza

  15. mondo parallelo scrive:

    https://youtube.com/shorts/-LqjOhOMWAA?feature=shared

    La genialità non è acqua.
    Ma bisogna anche dire che nessuno in realtà sa che cosa sia l’acqua.
    Non esiste una sola cosa al mondo che sia isolabile da tutto il resto, come diceva Emilio del Giudice.
    https://youtu.be/FP0-iLfFFN0?feature=shared
    (Si. In effetti è il caldo che mi fa fondere con tutto il resto. Mo’ me bbevo un bicchiere de acqua fresca. Poi continuo a guardarmi del Giudice. A dire il vero ho provato pure l’omeopatia ma poco dopo mi sono beccato un’influenza che non passava più. Da sistema immunitario compromesso).
    Quindi, volevo dire, non si isoli Israele da tutto il resto. Soprattutto rispetto all’Inghilterra.
    Ricordo un libro (naturalmente) divulgativo sulla Cabala. Di un (pare) autorevolissimo Rabbino un tale Laitman
    https://www.michaellaitman.com/
    Tutto un gran giro di spiega,ioni e alla fine il succo: bisogna frequentare le persone giuste.
    E con questo io sono rimasto, non sapendo quali siano le persone giuste né se ce ne siano.
    Io poi, son parallelo, figuriamoci….
    Naturalmente non rileggo.

    • mondo parallelo scrive:

      https://italy.news-pravda.com/world/2025/08/10/253730.html

      Aree interne addio.
      Bravi Questi si che hanno capito tutto…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @mondo parallelo

      “Del Giudice”

      L’ho conosciuto. Andai a trovarlo, più o meno all’epoca del filmato. Simpaticissimo.

      Certo, quando dice (al minuto 11.23) che “il vuoto quantistico è antecedente allo spazio-tempo” gli è andata bene che non ci fosse un teorico delle stringhe in sala.

      Era molto bravo a farsi capire, ma il guaio è che quello che vuole fare capire è una delle tante possibili interpretazioni possibili della meccanica quantistica. Di certo non è l’unica.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  16. mondo parallelo scrive:

    https://youtu.be/fjUrolJcDtE?feature=shared

    Oh, dunque, la narrativa su Israele insiste sul suo espansionismo e sembra quasi che Netanhiau sia in procinto di creare questa grande Israele e il tutto grazie al suo opportunismo e alla sua totale
    mancanza di scrupoli.
    La realtà probabilmente ha a che fare con politiche confuse e difficoltà esterne e interne crescenti.
    Gli stessi vertici militari nominati da Netanhiau non nascondono le difficoltà che prima o poi arriveranno a un punto critico.

    • mondo parallelo scrive:

      Netanyahu probabilmente.
      Non poteva avere un nome più semplice?

      • Peucezio scrive:

        Sai cosa significa a Milano ‘sto nome?

        • MOI scrive:

          Che significa ? … Non mi viene mente nulla di sensato, nemmeno su base GalloItalica / Emiliana.

        • PinoMamet scrive:

          In effetti non riesco a immaginarmi cosa significhi a Milano Netanyahu… boh???

          • Peucezio scrive:

            Significa “pulisci culo”.

            In grafia milanese sarebbe netta gnao e si legge [ˌnɛtaˈɲau].

            nettà è chiarissimo.
            Mentre gnao, che vuol dire “ano” (el bus del gnao), è una di quelle forme espressive, fonosimboliche, che non hanno una vera etimologia, come ‘popò’, ecc.

            In realtà non avevo mai fatto caso alla corrispondenza col nome del politico israeliano finché non l’ho sentito in una canzone di Walter Di Gemma.

          • Peucezio scrive:

            Non è che in milanese si usi l’espressione netta gnao, è il Di Gemma e io di conseguenza che composizionalmente l’abbiamo associata a Netanyahu (mi riferisco alla pronuncia all’italiana, senza aspirazione dell”h’): non è un’espressione cristallizzata o idiomatico.

            Però potrebbe capitare di dire te gh’hee de nettass el bus del gnao ‘devi pulirti il buco del…’, anche se di solito gnao la sento più come voce scherzosa in filastrocche, canzoni, proverbi che non in forma denotativa.

            Chessò:

            allegher, allegher, che ‘l bus del gnao l’è negher,
            come dire che tanto vale stare allegri, non crucciarsi, perché non è che si possa modificare granché la situazione, così come il colore nero del buco del culo.

          • Peucezio scrive:

            La forma di uso ancora più comune (ma gnao si usa molto) è bus del cuu ([byz del kyː]).

            Ma ci sono altri sinonimi.
            Per esempio ghicc ([ˈɡitʃ] o, meglio, [ˈɡɪtʃ]) o anche lisca:
            l’hoo ciappaa in del lisca ‘l’ho preso nel didietro’.

          • Peucezio scrive:

            Ma mentre cuu indica il culo, quindi anche le natiche (i ciapp), per cui per dire che ho preso uno a calci nel sedere si dice l’hoo ciappaa a pesciad in del cuu, le altre voci indicano proprio l’ano, solo che gnao si tende a far precedere da bus del, le altre due voci sono autonome: in del ghicc: non ho mai sentito **in del bus del ghicc: credo sarebbe una ripetizione.

            • tomar scrive:

              Peucezio: “in del ghicc: non ho mai sentito”

              Nemmeno io. Mio papà parlava per lo più in milanese, specialmente con mia mamma, e usava spesso anche espressioni popolari. Probabilmente conosceva anche questa, ma non ricordo di averla mai sentita da lui.

              • Peucezio scrive:

                Sì, non è di quelle che si usano spessissimo.

              • Peucezio scrive:

                “Soo nò se a Portofino
                fra gente molto kitsch
                i rubinetti d’oro
                s’i e metteven in del ghicc”.

              • Moi scrive:

                a Bologna esistono due strani termini gergali relativamente moderni (anni 1960s ?) per indicare il c u l o :

                “bòfice” (generalmente voluttuoso femminile)

                “brévo” (generalmente in senso omofobo di sventura : “a l’ ho ciapè int al brévo” … in senso di “sono stato raggirato”)

              • Peucezio scrive:

                Moi,
                ah, ma quindi vuoi dire che, in italiano o dialetto che sia, l’espressione “prenderlo in culo” intesa nel senso “mi hanno fregato, mi è andata male” è omofoba, perché presuppone che prenderlo in quel posto sia brutto?

              • MOI scrive:

                @ PEUCEZIO

                Con cognizione di causa non so risponderti, ricordo solo che da piccolo non volevo mai prendere i suppostoni 😁😆

                … che sia espressione di una sedimentata e spesso inconscia ma reale omofobia, lo dicono loro:

                i più colti fra loro cmq retrodatano questa mentalità dal solito Medio Evo Cristiano a Roma Antica, mentre le altre popolazioni di Italici erano più matriarcali …

              • Peucezio scrive:

                Probabilmente dobbiamo partire dal fatto che “omofobia” non vuol dire granché fuori dal contesto in cui nasce.
                In altre epoche non esisteva l’omosessualità come criterio distintivo e unificante al suo interno: non ha senso dire che Socrate o Adriano erano omosessuali, come se fosse una categoria specifica.

                Il punto è che il ruolo passivo era riprovato fuori da certe forme socialmente codificate e che riguardavano praticamente solo adolescenti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “Il punto è che il ruolo passivo era riprovato fuori da certe forme socialmente codificate e che riguardavano praticamente solo adolescenti.”

                confermo sia per quanto riguarda il mondo islamico che la mia gioventù a Roma: dove “se l’è fatto mettere in c…” è una frase negativa, “ti spacco il c…” è positiva.

                Nella Firenze rinascimentale, secondo un interessante studio che ho letto, non esisteva il concetto di “omosessualità”. Esistevano i rapporti tra maestri di bottega e apprendisti adolescenti. Il problema è che la pratica della sodomia (quindi un atto specifico) attirava su Firenze la punizione divina, e quindi metteva in pericolo la sicurezza della Repubblica. Per cui era punito come delitto politico, non morale.

                Lesbiche non pervenute.

              • paniscus scrive:

                “ricordo solo che da piccolo non volevo mai prendere i suppostoni “—

                Guarda che a quei tempi le supposte le imponevano anche alle bambine femmine, per cui non avevano alcun significato erotico.

              • Moi scrive:

                Visto che siamo fra Gen X e ai nostri tempi NON c’era il Woke:

                “Ed bus dal cul, ungòn l’ ha al sò …”

                😉

            • mondo parallelo scrive:

              “Neta” gira anche in Emilia

              • MOI scrive:

                Sì, a Bologna “nàtt/malnàtt” corrisponde a “pulito/sporco” MA “iau” , proprio non si dice neanche come Grammelot …

  17. mirkhond scrive:

    Il suo vero cognome è Mileikowsky.

    • MOI scrive:

      Ma “Netanyahu” in Ebraico non voleva dire “Dono del Cielo” ? Stessa radice di “Nathan” ?

      … O è una bufala ?

      🇮🇱🐃

      • PinoMamet scrive:

        Sì è un nome biblico (credo reso come Netania o Natania, così come Geremia rende l’ebraico Yirmiahu)
        e il significato è proprio “dato da Dio”, “dono di Dio”

      • Peucezio scrive:

        Certo che da “dono di Dio” a quell’altra cosa…

        I milanesi perfino senza farlo apposta riescono ad abbassare tutto, bachtinianamente: per una curiosa legge cosmica un nome dal significato così nobile ed elevato, anche proprio come topica metaforica (il cielo) in un’espressione meneghina del tutto casualmente assonante diventa un’espressione scatologica, tanto per cambiare.

      • Peucezio scrive:

        Di solito invece lo fanno scientemente e deliberatamente, per esempio capovolgendo il romanticismo sentito come un po’ sdolcinato della canzone napoletana:

        Oi vita, oi vita stracca,
        sont stuffa de fà la vacca;
        oi mondo, oi mondo boia,
        de fà la tròia mi me senti pu
        .

        Scusate l’inserto triviale dentro la dotta discussione di semitistica.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “Ma “Netanyahu” in Ebraico non voleva dire “Dono del Cielo” ? Stessa radice di “Nathan” ? ”

        Uranolatra!

        Yahu non è il cielo!

  18. MOI scrive:

    @ PINO MAMET

    Probabilmente mi confondo, ma … mi sembra di aver visto_ in qualche video di propaganda Sionista _ la bandiera delle Comore ma senza Hilal e Stelle nel triangolo verde, con vertice però normalmente verso infuori.

    … Che significa, nel qual caso ?

  19. MOI scrive:

    🇰🇲 questa… ma con triangolo tutto verde.

    … boh, o almeno mi è parso do vedere.

  20. MOI scrive:

    OK, grazie: infatti sono bandiere simili… cambia cromaticamente la disposizione delle bande orizzontali

    COMORE

    Giallo
    Bianco
    Rosso
    Blu

    DRUSI

    Rosso
    Giallo
    Blu
    Bianco

  21. mondo parallelo scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2025/08/10/253605.html

    Questa mi interesserebbe moltissimo.
    Disgraziatamente non ne so quasi niente.
    Girano libri di dubbia attendibilità da parte di gente che già in passato ho riscontrato essere molto inaffidabile se non in mala fede.
    Comunque🍄

  22. MOI scrive:

    Cmq è interessantissimo vedere gli errori delle AI … anche senza capirli: “Lateral Thinking” cosiddeto.

  23. Moi scrive:

    Marco Rizzo: “Sostenere la Palestina significa volere l’islamizzazione dell’Europa? È il contrario”

    https://www.youtube.com/watch?v=nMhCw_r5NHs

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Rizzo”

      La cosa davvero triste è che a ricordare una cosa così evidente siano solo Rizzo e pochi altri, nella politica Italiana.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  24. Moi scrive:

    uccisi 6 reporter in un raid a Gaza: “Israele vuole mettere a tacere chi denuncia il genocidio”. Tel Aviv: “Erano terroristi”
    di F. Q.
    L’emittente televisiva ha confermato la morte del giornalista palestinese Anas Al-Sharif, 28 anni, del collega Mohammed Qreiqeh e dei tre cameramen Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa. L’attacco deliberato è stato rivendicato dall’esercito israeliano: “Si spacciavano per giornalisti, ma in realtà erano terroristi”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/11/al-jazeera-giornalisti-uccisi-gaza-news/8091166/

  25. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.ilmeteo.it/notizie/meteo-italia-pi-calda-del-maghreb-milano-con-37c-supera-algeri-e-tunisi-parla-tedici-210002

    In nord Africa se la passano alla grande, con temperature di 33/ 34 gradi e la brezza marina che rinfresca.
    Quasi quasi prendo un barcone e mi trasferisco in Africa.
    Mi dicono certi turisti seriali che in Marocco sono tutti molto civili, educati e lo Stato funziona a meraviglia. Un po’ strano ma pare sia vero.

  26. Puffo giardiniere scrive:
  27. MOI scrive:

    @PINO MAMET

    Nel mondo triste del Motivational delle Aziende, pare che stia tornando alla ribalta una frase , reinventata stravolgendo il contesto, di Thedot Herzl:

    Im Tirtzu Ein Zo Agada

    … la prima volta lo credevo Sardo 😁😆

    Pare che significhi:

    “Se lo vuoi, non è più un sogno”

    … che è poi Erez Israel: SE sarà compiuto, lo sarà a prezzo dell’ odio dal resto del mondo (chi più chi meno , poche approvazioni) delle Comunità Ebraiche nel resto del Mondo che non avranno mai più la serenità di prima neo loro Paesi.

    Ma questa ultima cosa probabilmente è una strategia Sionista calcolata, per popolare questo Erez Israel forse in fieri.

    • MOI scrive:

      Ho visto dei meme Nerd Pro Pal che ritraggono Netanyahu come Erik Lehnsherr / Magneto … per chi conosce il fumetto o i media derivati , l’ identificazione dei due è immediata.

    • PinoMamet scrive:

      Sì, “haggadà” è letteralmente un racconto, un mito, una leggenda o un’esposizione orale (come la “Haggadà di Pesach” che si legge la prima sera- le prime due sere, fuori da Israele- di Pasqua)

  28. mondo parallelo scrive:

    https://www.remocontro.it/2025/08/11/luomo-di-trump-per-la-fed-e-larricchimento-del-boss/

    Le Criptovalute entrano nel vivo.
    Tipo la privata Amazon emette una propria criptovaluta garantita da se stessa.
    Così come una volta il dollaro era garantito dall’oro.
    Il tutto sa tanto di fregatura planetaria.
    E il dollaro? In picchiata, si suppone. Quindi ripagare il debito americano sarà uno scherzo
    Se non vale più niente, ripagare in dollari non costa niente.
    Qualcuno che ne sappia qualcosa?

        • mondo parallelo scrive:

          Pian
          https://www.ilpost.it/2023/06/28/euro-digitale/

          In Europa c’è il progetto per l’Euro digitale.

          (Ritornando al dollaro, il rischio è che con le criptovalute si crei tanto di quel casino che alla fine il dollaro ne esca massacrato.
          Se invece dovessero funzionare il dollaro ne uscirebbe rinforzato).
          Circa.

          • MOI scrive:

            Sì … molta gente “Statalista” vorrebbe l’ abolizione proprio del Contante per contrastare l’ evasione fiscale … mi pare che in Finlandia ci manchi poco. 😉

            • mondo parallelo scrive:

              Statalista.
              Certo ma dipende da che Stato.
              Comunque se le monete digitali consentissero di aprire le banche centrali ai cittadini, alle imprese e agli enti pubblici, le banche commerciali potrebbero venire disintermediate trasferendo le entrate da signoraggio dalle banche commerciali a quelle centrali e quindi agli Stati che con quei soldi potrebbero finanziare non armi, ma spese pubbliche o il pagamento del deficit di Stato.
              Solo che poi i miliardari convincerebbero Trump o chi per lui a bombardarci e dovremmo combattere un secondo Vietnam.

              • mondo parallelo scrive:

                E dunque stanotte ho fatto un sogno.
                Eh, eh, come certi faraoni.
                Va ben, è il libro di Borges che sto leggendo.
                Ho sognato un noto giocattolo munito di intelligenza artificiale: Furby next generation.
                Sono andato in banca e chi ti trovo?
                Furby alla cassa.
                Furby, sono qui per pagare l’IMU
                Oh, ciao, Fuzzy.
                Chi sarebbe questo Fuzzy?
                Mah, forse uno che ti assomiglia. Dunque per l’IMU sono dieci mila Euro coin.
                Eh? Che roba è l’Euro Coin?
                Ben com, non lo sai?
                Adesso ci sono gli euro coin.
                Un euro coin equivale a dieci euro.
                Ah. Ma così vengo a pagare dieci volte più di prima.
                Si ma se non paghi ti metto nella lista dei cattivi e poi ti impiantano un microchip nel cervello che ti tiene sotto controllo.
                Ah. Ma scusa, per l’IA e le criptovalute non c’è una regolamentazione?
                No. Hanno deregolamentato tutto.
                E se ti tolgo le pile?
                Guai a te! Guarda che c’ho il laser!
                Ah, va bene. Allora provo a svegliarmi anche se sono le due di notte e dopo mi toccherà di restar sveglio fino all’alba.
                E non rileggo neanche

              • Miguel Martinez scrive:

                Per mondo parallelo

                “E dunque stanotte ho fatto un sogno.”

                🙂 anzi 🙁

              • mondo parallelo scrive:

                Tarvisii
                E non venirmi a dire che la conversionevin euro non è corretta! Perché stavo sognando.
                Chiaro?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, io ti vengo a dire che è più probabile che i laser ce li abbia Emiglio il Meglio, mentre Furby mi sa più che ti scatena i Gremlins.

              • mondo parallelo scrive:

                Vacca boia!
                Sulla robotica non si finisce mai di imparare!

              • Moi scrive:

                Tu costruisci robò(t)
                Belli, geniali però
                Tutti senza qualche rotèèèèlla

                https://www.youtube.com/watch?v=xPe7-eoMb-8

              • mondo parallelo scrive:

                https://www.resilience.org/stories/2025-08-13/the-worst-inventions/
                Tom Murphy inventore genialoide spiega quali sono state le peggiori invenzioni nella storia dell’umanità.
                Ma io non l’ho ancora letto.
                Di solito Murphy scrive dei mezzi libri.
                Da scaricare sul kindle dopo doverosa traduzione automatica.
                Murphy animalista non so se vegetariano.
                Lettura da ombrellone. Non importa che ci sia il mare.

              • Moi scrive:

                @ HIGHLIGHTS

                1

                Agriculture

                2

                Writing

                3

                Money

                4

                Science

                5

                Energy

              • mondo parallelo scrive:

                Si. Secondo Murphy tutto il disastro si è originato a partire dall’agricoltura.

              • Puffo giardiniere scrive:

                Personalmente non credo che lo schema molto lineare congegnato da Murphy abbia un senso nella realtà attuale.
                La scienza ha modificato l’agricoltura rendendola potenzialmente sostenibile
                https://www.ilnuovoagricoltore.it/lagricoltura-rigenerativa-e-un-modello-sostenibile-per-il-futuro-delleuropa/
                Che poi, la scienza si, ma soprattutto la pratica di certi sperimentatori pionieri non necessariamente scienziati, sul campo.

                Nello stesso tempo sempre la scienza ne potrebbe mettere in pericolo la sostenibilità

                https://www.arc2020.eu/genetic-engineering-and-generative-ai-an-explosive-mix/

                Nuovi Ogm prodotti con intelligenza artificiale
                Cosa potrebbe andare storto?

                1Abbassamento della soglia di competenza (biologi fai da te)
                2 Scatola nera. Conclusioni umanamente incomprensibili
                3 Allucinazioni. Modelli non fattibili o non responsabili
                4 Distorsione dei dati. Come fa il correttore automatico circa

                Se ce ne fosse bisogno magari si potrebbe pure rischiare.
                Ma non ce n’è bisogno.
                No, no. Direi proprio di no

              • Puffo giardiniere scrive:

                Fino a qualche anno fa la zona di Mantova si caratterizzava per grandi colture di mais (che richiede molta irrigazione) che poi diventava mangime per i maiali o per i polli.
                Ovunque questi capannoni maleodoranti e mosche.
                L’irrigazione era garantita dal Po e dai suoi affluenti. Ma avvicinandosi ai fiumi si sentiva un forte odore di liquami probabilmente sversati in acqua illegalmente.
                Invece sotto alla linea del Po, il mais viene meno coltivato per via delle estati sempre più siccitose, a favore di erba medica per le vacche o addirittura del sorgo (la pianta cammello) per il biometano.
                I generale direi che è tutta una schifezza
                Non è solo come si coltiva e questo può essere migliorato in modo radicale, ma anche e soprattutto quello che si coltiva.
                Naturalmente il grano che serve per l’alimentazione umana, lo importiamo in gran parte
                Mi sembra logico.

  29. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/shorts/RslHSxFX-aU

    35 sec

    Benjamin Netanyahu 1978 vs 2023

  30. PinoMamet scrive:

    Oh comunque se volete scandalizzarvi davvero (ma chi ve lo fa fare, con questo caldo!) non pensate all’innocuo programma turistico Taglit, ma a Sar-El:

    due settimane (ma anche un mese, se siete proprio fissati, o una settimana se andate di fretta… ci si aggiusta) da volontari ausiliari delle forze armate israeliane, in divisa.
    Non c’è neanche bisogno di essere ebrei.

    Un amico (ebreo) ha fatto anche questo: beh, sono semplici e noiosi compiti di logistica (controllare le scadenze delle dotazioni negli zaini, robe così), qualche lavoro di protezione civile, e un po’ di turismo nelle basi militari.
    Prendono tutte le età.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma davvero c’è gente così stupida che va a fare due settimane di naja all’estero?

      • Moi scrive:

        Naja come nuovo Erasmus ? … Geniale, Roberto starà prendendo appunti. 🙂

      • PinoMamet scrive:

        Mah, naja, è più una specie di vacanza in divisa per aspiranti guerrieri della terza età, o sovrappeso, o sionisti convintissimi, cioè, in una parola, per americani 😉

        ma ci va anche gente da tutto il mondo 😉

  31. roberto scrive:

    OT totale agostano

    come forse sapete in grecia, come in ogni paese civile, le spiagge sono in parte date in concessione per ombrelloni e lettini ed in parte lasciate libere, ed in più hanno regole draconiane su varie cose (libero accesso sempre, pulizia, infrastrutture per i disabili eccetera)

    quest’estate mi hanno fatto vedere un’applicazione davvero geniale, “my coast”
    https://www.gov.gr/en/upourgeia/upourgeio-oikonomikon/oikonomikon/MyCoast_app

    arrivi su una spiaggia apri la tua app*, ti geolocalizzi e vedi le regole che si applicano alla tua spiaggia (esiste una concessione o è un abusivo?) e segnali le eventuali irregolarità (tipo non ti fanno accedere al mare con la scusa della “spiaggia privata”…o bloccano l’accesso alla rampa per disabili…o la concessione si è fottuta un pezzo di spiaggia libera…o il concessionario non pulisce la spiaggia…)

    inutile dire che non esistono le schifezze che si sono lette da noi ultimamente tipo “vietato portarsi il picnic in spiaggia” o “tornelli per accedere ad una spiaggia”

    * a scanso di equivoci, mica lo fai sempre, in fin dei conti sei in vacanza… 🙂

  32. habsburgicus scrive:

    da un punto di vista selfish, noi italiani ci abbiamo rimesso grandemente dal crollo dell’URSS…
    l’importante era stare al di qua della cortina di ferro 😀 su questo non si transige 😀
    poi, che ci fosse il “paradiso sovietico” al di là, a noi dava poco fastidio..anzi lo spauracchio dell’URSS “impauriva” i capitalisti che non osavano tosarci (troppo) come diverrà abitudine dal 1991/1992 in poi..e anche con le privatizzazioni ci andavano cauti..
    l’URSS per noi era una polizza di assicurazione per il nostro benessere 😀
    e il PCI, con la scusa dell’URSS, si poteva tenere fuori dalla “stanza dei bottoni” in aeternum…ma poichè qualcosa in cambio bisognava pure dare, si lasciava al PCI l’Emilia, la Toscana e qualcosa d’altro (RAI 3) che il PCI -volendo dimostrare la sua efficienza-governava in genere bene e su RAI 3 faceva anche buoni programmi…così erano contenti emiliani, toscani e pure i telespettatori
    l’altra faccia della medaglia era l’oppressione e la miseria di chi A EST ci viveva..
    ma non ha già detto qualcuno che “mors tua vita mea” ?
    aridatece er Muro 😀

  33. Moi scrive:

    @ PINO MAMET

    “Palestinese” ha la stessa radice lessicale Ebraica di “Invasore” ?!

    https://www.youtube.com/watch?v=NOfAfKQWHFk

    Rabbi Dovid [sic] Vigler commenta Golda Meir

  34. MOI scrive:

    “Minacce fondamentaliste”, annullata proiezione di BAarbie nella banlieue di Parigi

    ……………………..

    Ah, questo sì che è un sequel:

    ciòmp ciòmp, glu glù, buurrpp !

    Popcorn e bibite.

    😁

    • MOI scrive:

      Pare che ci sia un Proverbio Nazionalista Hindu, ovviamente diffuso nel resto del Mondo in Colonialese 😄 e che riassume la retorica dell’ Oriana Furiosa:

      “Fundamentalist Islam is a venomous snake hidden in the grass … Moderate Islam is the grass hiding the venomous snake”

  35. MOI scrive:

    Pare che il nuovo sindaco di Brighton sia un Bangla che parla Inglese livello “Me Tarzan You Jane” … poi dicono che Enoch Powell esagerava.

    😱

    • roberto scrive:

      io ti invito sempre a verificare i “si dice”

      leggo che si chiama Amanda Grimshaw, non ha la faccia tipica dei bengalesi e faccio fatica a credere che parli così male l’inglese

      https://www.brightonandhovenews.org/2025/05/22/new-mayor-of-brighton-and-hove-takes-over/#google_vignette

    • PinoMamet scrive:

      Allora, da breve ricerca dovrebbe trattarsi del sindaco precedente , che era questo signore qua:

      https://www.brighton-hove.gov.uk/sites/default/files/styles/bhcc_half/public/2023-05/mohamed.png?itok=X6xwHKRI

      si trova online un suo discorso pubblico (alla comunità rwandese per una loro festao celebrazione), con tanto di berrettino a maglia in testa, lo stesso della foto, ed enorme catenona dorata;

      che a quanto pare deve essere uno degli attributi dei sindaci inglesi, o perlomeno di quello di Brighton
      (la indossa anche la nuova sindaca della foto di Roberto, insieme a tutta l’altra paccottiglia)
      ma nell’insieme contribuisce a dare un’impressione molto… Mr T 😉

      in effetti nel discorso che si trova online l’ex sindaco parla con un accento “indiano” molto pesante: e vabbè.

      • roberto scrive:

        moi

        “parla Inglese livello “Me Tarzan You Jane”

        che poi voglio dire, hai presente il livello di ingrese di Trump? usa solo due o tre aggettivi, big, bad, terrible…”he is a big friend, but he makes terrible mistake, this is bad very bad, but we will make a big big deal”

      • PinoMamet scrive:

        Che poi, se il problema è l’accento, in Italia, tra De Mita, Razzi, e praticamente tutti i leghisti, c’è l’imbarazzo della scelta…

      • roberto scrive:

        A conferma, a proposito di linguaggio da bambino

        Dalla conferenza stampa di stanotte
        Trump: “We had an extremely productive meeting. Many points were agreed to. There are just a very few that are left. Some are not that significant. One is probably the most significant. We have a very good chance of getting there. We didn’t get there, but we have a good shot of getting there.”

        Ah ok….

  36. MOI scrive:

    Ho provato a mettere il link na non è andato …

  37. habsburgicus scrive:

    12.56 (2.56 ad Anchorage, 14.56 a Mosca)
    8 ore e 34 minuti alla Jalta 2 😀 (11.30 ad Anchorage, 21.30 da noi e 23.30 a Mosca)

  38. Puffo giardiniere scrive:

    E Dio si mise a fare la campagna
    Un po’ in ritardo, nell’ottavo giorno
    Tanto a creare non ci si guadagna
    E volendosi guardare un poco intorno
    E non avendo proprio una gran fretta
    Prima creò una bella bicicletta.

    Mah. Ero qui che mi grattavo la pancia…..

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