Uno dei luoghi di Firenze è la Galleria Bellini, sul Lungarno. A due passi dalla Buchetta dei Selfie con le sue folle, la Galleria è quasi invisibile, devi essere attratto da qualcosa per passarci.
Il sito della Galleria la racconta così:
“Qui vivono “i Bellini”, dal 1756, in antica intimità con i fondi-oro, i capolavori degli artisti del Quattrocento e del Rinascimento, le ceramiche lumeggiate di Maestro Giorgio da Gubbio, i piccoli bronzi di Donatello, di Filarete, di Tiziano Aspetti o del Riccio, le arcaiche sculture lignee. E’ qui che si incontrano i Bellini circondati dai festoni policromi robbiani, gli arazzi della manifattura medicea, le casse nuziali decorate in pastiglia, le austere cattedre, le aggraziate savonarole, le credenze, le “fratine”, le cassapanche, gli specchi.”
Se conoscete bene Firenze, capirete che non è retorica, descrive un’atmosfera particolare che si coglie qui dopo molti anni. Camminando per strada tra i turisti, sei rinchiuso, tra muri alti: gli spazi iniziano dietro, nelle ville, nei palazzi, nei giardini segreti, nelle collezioni di personaggi rapiti in modo straordinario dagli oggetti stessi che hanno raccolto.
Alla Galleria, vedo che c’è la mostra di un artista dal nome cinese, Wu Keyang.
Ci torno con un amico profondamente fiorentino: da ragazzo figlio di gente semplice, faceva ragioneria la mattina, e il pomeriggio in bicicletta portava i fiori ai clienti di una bottega. E’ diventato un giorno, per caso, l’amministratore del palazzo privato più prestigioso (scusate la parolaccia) di Firenze, senza perdere nulla della sua ricchezza interiore.
Mi accoglie un signore cinese, gli chiedo se è l’artista, mi dice sorridendo che è solo il curatore.
Non sono un artista, per cui non ci arrivo professionalmente. Ci arrivo perché decifrando le forme, piano piano, trovo qualcosa dentro di me che vive la stessa cosa, che avrebbe voluto dirmi quello che dice il quadro. I dipinti sembrano cambiare costantemente, diventando un’altra cosa, secondo la prospettiva.
Il curatore mi racconta una storia che non capisco bene,
“Lui meditava nella neve, in Mongolia… un amico lo vede pensa che sta male… gli dà medicine, e lui diventa tutto nero e capisce che sono veleni e sta per morire. Per questo dipinge così!”
e ride.
Su una panca del Quattrocento, dorme un bambino. “E’ figlio del Maestro”, spiega il curatore.
“Lui è il Maestro, fai finta che è quadro anche lui!”
dice il curatore ridendo, indicando il pittore che sta seduto nella posizione del loto. E’ totalmente immobile, non sembra nemmeno respirare. Ha una folta barba nera, come non ti aspetti da un cinese.
C’è un quadro evanescente, in cui si intuisce una figura che medita, un albero e degli ideogrammi che secondo il punto da cui li guardi, appaiono e scompaiono, e il curatore spiega,
“Questo è albero di Bodhi, il risveglio, nome dell’albero che Buddha meditava sotto e trovò risveglio… L’uomo che medita ha Maestro, che dice a lui, ‘cura ogni giorno l’albero del Bodhi e spolvera l’altare perché resti pulito’. Ma l’uomo che medita che tu vedi, risponde al Maestro, ‘non c’è nessun albero e nemmeno un altare e nemmeno nessuna polvere’. E tutti e due dicono il vero!”

Vi assicuro che c’è scritto il testo di una poesia
E mi legge in cinese le parole della poesia con cui il discepolo risponde al maestro.
Passa una mezza ora, nella Galleria non ci sono visitatori.
Poi il Maestro si alza dal suo immobile silenzio.
Mi stringe la mano e ci fa sedere tra i quadri suoi e le madonne dei Bellini, e prepara il tè, in piccolissime tazzine di plastica, dal sapore intenso, mentre i suoi figli scorrazzano per la sala.
Mi guarda e inizia a parlarmi, con molto entusiasmo, in cinese. Il curatore cerca di trasmettere qualcosa del suo discorso, ammetto di perdermi da linguista nel tentativo di capire il linguaggio non verbale, lo sguardo, i suoni, più che ascoltare il traduttore.
Ma il senso è l’importanza di cercare ciò che può unire il profondo di ogni cultura, andando proprio all’essenza.
Poi chiede di me mentre mi versa ancora tè, e gli dico che faccio il traduttore, ma mi occupo soprattutto del mio quartiere…
Gli dico che ho notato un’immagine che ricorre nei suoi quadri, una sorta di goccia primordiale che crea l’universo, sperma acquatica di vita…

E gli dico che mi ricorda come i calligrafi iraniani che nei secoli hanno riscritto così il Nome di Allah:

Provo rozzamente a disegnare il calligramma.
A un certo punto, tramite il traduttore (ma guarda sempre me mentre parla), mi dice,
“Qui cè il mio catalogo, di solito lo vendiamo, ma a te lo regalo!”
E inizia a schizzarci velocissimamente una dedica; in un attimo mi trovo questo sulla prima pagina:

In quel momento, mi scatta nella mente un’idea molto confusa e un po’ surreale.
Cioè, Firenze – diciamo la Val d’Arno fino a Livorno – è davvero un luogo strano. In questo piccolo tratto di fiume limaccioso, ci sono stati non solo i grandi nomi che sapete a memoria da Dante in poi.
Tagliando con l’accetta, qui è nata l’economia moderna, il denaro-fiorino che avrebbe sconvolto il mondo con le banche, la prospettiva, il sistema fibonacciano dei numeri senza il quale non potrebbe stare in piedi nulla del sistema in cui viviamo, l’orologio che scandisce il nostro tempo, la definizione di come si muove il sistema solare, l’anatomia, il motore a scoppio e il telefono… E l’America si chiama così per via di uno della famiglia dei Vespucci che stavano a Borgo Ognissanti che lo vedo dalla finestra di casa.
Esagero un po’, volutamente… ma stiamo parlando di un luogo che nel bene come nel male ha forgiato il mondo in cui viviamo.
Il farmaco è insieme il veleno e l’antidoto, come gli anticorpi non sono altro che le pesti trasformate; e chi ha messo al mondo un figliolo, se ne assume anche la cura.
E allora l’idea che avevamo, di Firenze e Florence, si estende…
Qualcosa di ancora molto confuso, che riguarda questo luogo, i segreti che si nascondono dietro i suoi muri, la sua gente, e l’Arte e le Arti.
E che forse solo facendosi piccolo quanto un gonfalone, può rapportarsi proprio per questo al mondo intero.

Il cinese che medita
Mah, se proprio bisogna meditare tramite la pittura o dipingere tramite la meditazione…
https://portalebambini.it/zentangle/
Posso dire di aver provato, perché invecchiando si ritorna bambini.
Difficile fare senza doversi aspettare un buon risultato. Infatti i risultati, in genere, sono pessimi.
Ommmm
invecchiando si ritorna bambini.
_________
“A barbaj , a’ m chègh adòss, a’ m péss adòss …”
[cit. Duilio Pizzocchi versione la Zdàura Signora Novella]
Pizzocchi
Non lo conosco.
Mi sa che non fa ridere
C’è Vito, che è di un altro livello.
Sono andato una volta a mangiare nella sua trattoria e direi che se la cava molto meglio come comico che come ristoratore.
Gene Gnocchi, pure, avrebbe dei numeri, ma
forse non si è mai impegnato abbastanza
Non mi vengono in mente altri nomi
Ci fu Gino Cervi.
Basta
Comici emiliani, eh!
Ci fu anche il talentuoso Nick Novecento, morto troppo giovane.
Paolo Rossi vissuto a Ferrara durante l’adolescenza, è di origini mi pare friulane, ma a me personalmente, mi ha sempre annoiato. Bravo sicuramente, e si è impegnato moltissimo. Ma poco comico.
Il carattere Cinese per “acqua” non me l’ ha preso … tant par canbièr .
CMQ è considerato propedeutico anche molti altri per ordine di tratti.
Ispirato alla Calligrafia Arabofona nella allora Colonia Francese del
Maghreb, Guillaume Apollinaire ci scrisse un intero libro di poesie, in Calligrafia… ovviamente su base linguistica Francese.
CalligraMMI … solito Sbagliatore Automatico !
grandi nomi che sapete a memoria da Dante in poi.
Tagliando con l’accetta, qui è nata l’economia moderna, il denaro-fiorino che avrebbe sconvolto il mondo con le banche, la prospettiva, il sistema fibonacciano dei numeri senza il quale non potrebbe stare in piedi nulla del sistema in cui viviamo, l’orologio che scandisce il nostro tempo, la definizione di come si muove il sistema solare, l’anatomia, il motore a scoppio e il telefono… E l’America si chiama così per via di uno della famiglia dei Vespucci che stavano a Borgo Ognissanti che lo vedo dalla finestra di casa.
……………………….m
Anche a Firenze, un po’ di sano Abbiamoinventatonoituttismo ogni tanto ci vuole. Anzi: “vòle”.
😉
Per Moi
“Anche a Firenze, un po’ di sano Abbiamoinventatonoituttismo ogni tanto ci vuole. Anzi: “vòle”.”
🙂
😀
Modestamente, abbiamo inventato anche l’opera https://diariodiunfiorentino.wordpress.com/2018/10/07/the-birth-of-opera-in-florence/
“Abbiamoinventatotuttoismo”
Secondo James O. Ward dell’Università della California, Noi Fiorentini avremmo inventato anche la Massoneria:
https://www.academia.edu/43257449/Freemasonry_in_early_16th_Century_Florence
As we will show, Freemasonry in the modern sense already existed fully formed in the first decades of the 16th century, in the Florence of those heirs of her republican traditions— intellectual and political—who had been displaced from power by the return of Medici rule to the city in the fall of 1512.
We will investigate several groups which gathered together in that year in the city as loci of opposition to Medici rule which betray—in their commitment to political freedom, as well as in their rituals and practices—their Masonic affiliation. Our researches in this direction will thus serve to illuminate another aspect of these dissident groups which has been present from the beginning: their function as places of refuge in which those excluded or marginalized from power could not only keep their ideas and beliefs alive, but could also communicate, in a relatively safe manner, with other dissident freethinkers spread throughout Europe. Students of modern Freemasonry are well- aware of the connections between Freemasonry and a commitment to political, religious and intellectual freedom, in particular, those scholars who concern themselves with the Freemasonic affiliations and allegiances of many of the founders of our Republic.
It is possible, however, to push the origins of modern Freemasonry even further back in time. In the study we are currently preparing, we give, once again using Italy as an example, several examples of Freemasonic organizations which existed in 15th century Florence. Here we will examine another important aspect of early modern Freemasonry: in contrast to the Deistic strain which runs through many of those organizations described by Biagioni, we will show that some, although most likely not all, of the Masonic organizations based in Florence were deeply Christian in their fundamental religious orientation and that, in particular, they were associated with the Servites based at the convent of Santissima Annunziata.
“the Masonic organizations based in Florence were deeply Christian in their fundamental religious orientation
Insomma i cattocomunisti c’erano anche allora.
insomma, i repubblicani antimedicei come i Giacobiti…..
tesi interessante….
permettemi, tuttavia, di essere scettico
Per Habs
“permettemi, tuttavia, di essere scettico”
Hai il sacrosanto diritto di essere scettico anche su tutte le altre rivendicazioni per Firenze qui elencate!
La Massoneria ha sempre fatto “Cultural Appropriation” ante litteram.
Si inventava la tradizione, come si diceva una volta.
“Qui cè il mio catalogo, di solito lo vendiamo, ma a te lo regalo!”
………………………..
Chissà quante nuove opere gli avrai ispirato, ora che lo sa … mi pare il minimo.
🫠
Interessante per gli appassionati di storia, che qui non mancano:
https://storiainrete.substack.com/p/la-difficile-love-story-tra-comunisti
La difficile love story tra comunisti ed ex fascisti di Salò
Estrema sinistra ed estrema destra possono solo scontrarsi? Non è detto come ha dimostrato il Pci di Togliatti che, poco dopo la fine della guerra civile, tentò la strada del dialogo
@ Martinez
“dialogo”
https://versoilfuturo.org/compagni-e-camerati-lappello-di-togliatti-del-1939
Ciao!
Andrea Di Vita
Non so se sia questione di estremi che si toccano e non banalmente il fatto che quelle generazioni non erano fanatiche e infantilizzate ma pragmatiche e con il senso del compromesso.
Per Peucezio
“quelle generazioni non erano fanatiche e infantilizzate ma pragmatiche e con il senso del compromesso”
Concordo, anche in base ai racconti che sento qui dagli anziani sullo scontro dei loro tempi, quello tra cattolici e comunisti (nella “fascistissima” Firenze, i fascisti sono scomparsi l’11 agosto del 1944 e non si sono mai più rivisti).
Credo che c’entri molto la smaterializzazione che stiamo vivendo: in luoghi in cui ci si muoveva poco fisicamente, dove tutti conoscevano tutti, dove le esperienze erano fisiche (la vita in miniera o a scaricare casse o a lavare panni, contro la vita del signore con l’auto e della signora con la domestica), dove le immagini non erano quelle dei video ma ciò che gli occhi vedevano…
In quei casi erano autentiche le vendette, ma anche il reciproco rispetto umano. E quindi del cugino fascista con cui si era cresciuti insieme, si conosceva anche l’aspetto umano e non solo quello astratto di nemico.
Per Peucezio
““quelle generazioni non erano fanatiche e infantilizzate ma pragmatiche e con il senso del compromesso””
Aggiungo una cosa ovvia: che l’esperienza della guerra era stata sicuramente una cosa tremenda, che ha creato solchi molto forti, ma erano solchi freschi in una società dove fino al 1940 era “ovvio” essere “tutti fascisti” a parte qualche vecchio contadino socialista irrecuperabile che non sopportava la retorica…
Il partigiano era stato un giovane balilla assieme al coetaneo futuro combattente dell’Rsi.
Oggi la divisione – scevra ormai da sofferenze personali e reali – dura da più generazioni, è scontata, resa mitologia fondante. Simbolicamente, la Repubblica fondata sulla Resistenza esclude per definizione i “fascisti” come gruppo; mentre il Fascismo includeva tutti gli “italiani”, anche quelli abbastanza accorti da cambiare il cognome da Hrvatovic in Corvacchia (caso inventato).
Il nemico indispensabile si trovava fuori dall’Italia (slavi, sudtirolesi, inglesi, francesi…).
Per Peucezio
““quelle generazioni non erano fanatiche e infantilizzate ma pragmatiche e con il senso del compromesso””
Altra cosa dimenticata, che mi ha ricordato qualcuno cresciuto in famiglia operaia e comunista… all’epoca, fascisti e comunisti condividevano il mito risorgimentale della Patria (più debole tra i cattolici, inesistente tra gli anarchici). Non a caso i partigiano venivano chiamati “Patrioti”, il PCI usava il tricolore nel suo simbolo. I fascisti accusavano i comunisti di aver venduto la Patria all’invasore americano, ma i comunisti accusavano i fascisti di aver tradito la Patria vendendola all’invasore tedesco.
E questo elemento “patriottico” è stato fondamentale nella lotta del PCI contro la NATO.
Miguel,
“Credo che c’entri molto la smaterializzazione che stiamo vivendo: in luoghi in cui ci si muoveva poco fisicamente, dove tutti conoscevano tutti, dove le esperienze erano fisiche (la vita in miniera o a scaricare casse o a lavare panni, contro la vita del signore con l’auto e della signora con la domestica), dove le immagini non erano quelle dei video ma ciò che gli occhi vedevano…
In quei casi erano autentiche le vendette, ma anche il reciproco rispetto umano. E quindi del cugino fascista con cui si era cresciuti insieme, si conosceva anche l’aspetto umano e non solo quello astratto di nemico.”
Condivido.
Secondo me, al di là della smaterializzazione c’entra l’educazione assecondante, che non prepara al dissenso.
Un tempo si cresceva sapendo che il mondo era vario e che c’era gente diversissima da noi, che pensava l’opposto nostro e viveva secondo valori anche opposti ai nostri.
Lo si metabolizzava molto presto.
Oggi si cerca di rimuovere dall’esperienza di un bambino o di un adolescente ogni forma di attrito, di dissenso, come traumatiche.
Il risultato è che quando poi nella vita se le trovano davanti non sanno gestirle e reagiscono istericamente.
La buona notizia è che queste reazioni isteriche raramente arrivano a una violenza fisica efferata.
Quelli erano uomini temprati, abituati all’idea dell’alterità e anche del nemico, ma all’occasione al nemico gli si sparava: c’era il senso del compromesso, ma anche della guerra, dell’omicidio, ecc., sia pure come soluzione estrema
Oggi non ci sarebbero né i partigiani (e né i tedeschi di allora), né gli anni di piombo.
Ci sono gli omicidi degli adolescenti che ammazzano la fidanzata, questo sì: è l’unica forma di violenza che cresce perché è l’unica che una forma gravissima di immaturità e fragilità può produrre.
Ma sono comunque numeri minimi, anche se nel complesso è un fenomeno abbastanza nuovo (prima accadeva, ma per onore e cagate simili, non perché senza di lei impazzisci e ti senti crollare il mondo addosso).
Ma, insomma, siamo in un mondo (per meglio dire: in un Occidente: altrove la temperatura è un po’ alta) di bimibiminchia isterici, ma molto meno violento. Meglio così, tutto sommato.
Per Peucezio
“Secondo me, al di là della smaterializzazione c’entra l’educazione assecondante, che non prepara al dissenso.”
Certo, ma non è cosa diversa dalla smaterializzazione.
Quando ero piccolo, c’erano ancora le “tribù non contattate dell’Amazzonia”, gli “indiani saggi che fanno yoga”, i “tuareg del deserto”, insomma l’idea di lontane varietà di cui sapevamo pochissimo.
La tecnologia in pochi anni ha insieme creato un contatto universale e un isolamento individuale, con un sistema di finto “rispetto” per cui non si saluta il vicino di casa, ma non si deve insultare su Facebook la persona mai vista.
Ma succede anche che nel circolo dell’MSI si poteva dire liberamente cose tremende dei Rossi; e nel circolo del PCI si poteva dire altrettante cose brutte contro le Carogne Nere. Ma siccome questi sfoghi non uscivano dal circolo, non ferivano nessuno. Poi siamo entrati nell'”Acquario di Facebook” (titolo di un libro utilissimo che mi ha aperto la mente) e tutte le scemenze che dico a casa mia diventano visibili a casa tua.
Inoltre, la smaterializzazione porta alla negazione di ogni forma di fatica fisica, di dolore, come diceva il Buddha, di “vecchiaia, malattia e morte”. E quindi lo stesso fatto di provare una sensazione fisica diventa inaccettabile, creando i “bimbiminchia”.
Però quando si parla di modelli educativi devi sempre sottrarre una ventina d’anni dal computo (se si parla di molto giovani, se no anche più decenni, secondo i casi), quindi per capire com’è un quarantenne di oggi, come agisce, come pensa, come sente, come gestisce le situazioni, bisogna analizzare non l’Italia o l’Occidente del 2025, ma di tre o quattro decenni prima, diciamo dal 1985 al 1995-2000 circa, in cui le tecnologie di cui parliamo non c’erano o erano molto meno avanzate.
Di questo ci dimentichiamo spesso, come se ogni epoca plasmasse tutte le generazioni che vi s’intersecano in contemporanea, mentre la gente dopo l’adolescenza sostanzialmente, con rare eccezioni, non cambia più.
E ti dirò che le conseguenze vere delle tecnologie di oggi, dello smarfo, ecc. le vedremo nel loro massimo dispiegarsi quando quelli che ci sono cresciuti saranno classe dirigente o comunque la parte più attiva della società, quindi fra una buona ventina, trentina d’anni, ma anche di più, data la gerontocrazia italica e le tempistiche dilatate al massimo.
Secondo me parte da un errore: non ha capito l’amnistia di Togliatti.
La guerra è finita, ci sono decine di migliaia di persone che, codice penale alla mano, andrebbero fucilate e bisogna fare una scelta: l’opzione iugoslava (si fucilano tutti, a decine di migliaia, tutto perfettamente legale), oppure il colpo di spugna.
Il corteggiamento da parte del PCI non è mai avvenuto. Il corteggiamento sul piano politico è avvenuto da parte dei settori oltranzisti del fronte atlantista (Vaticano in testa), nonché da parte degli apparati militari e dei servizi (che imbarcarono di tutti, dai fascisti agli ustascia che fuggivano dalla soluzione iugoslava).
Credo sia come dici.
Per MT
“Secondo me parte da un errore: non ha capito l’amnistia di Togliatti.”
Non parla solo dell’amnistia di Togliatti. Ci sono stati tanti nel PCI che hanno avuto un’adolescenza nella RSI.
Tanti hanno avuto un’adolescenza nella RSI in generale. Ma i grandi arruolamenti nell’immediato dopoguerra non li faceva affatto il PCI.
Per MT
“Ma i grandi arruolamenti nell’immediato dopoguerra non li faceva affatto il PCI.”
Certo, su questo sono d’accordo
Come non concordare?
https://youtu.be/y1OkCqKT-Cg?si=oEJkL4A-zPwvH6pu
Non ho capito quanto è ironico e quanto è serio.
Se è serio è da TSO.
É tratto da Boris, una serie ironica sulla TV italiana.
È vecchiotta ormai ma guardala, ne vale la pena!
😀
Per PinoMamet
https://youtu.be/y1OkCqKT-Cg?si=oEJkL4A-zPwvH6pu
🙂
Peucezio
C’è una mail per te.
Peucezio: “TSO”
TSO a Stanis?
A Stanis La Rochelle?😳
the best mind of his generation?
“Io considero Kubrick un incapace!
Lo considero il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza!
È uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere.
Come lo vogliamo chiamare? Eh?
Poi anni e anni da un film a un altro.
Anni e anni di che cosa, eh?
Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza!”
https://youtu.be/3hpbegXCPVQ?si=rDjbIB5Shjgq7fx6
Dal canale Telegram @ossrepressione
Ieri Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione incui si dice che: “è irresponsabile ospitare in sedi istituzionali soggetti che veicolano idee antisemite”. Il soggetto di cui parlano è Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati e voce instancabile contro il genocidio che si sta consumando a Gaza, invitata alla Camera e al Senato dal M5S per presentare il suo ultimo dossier.
La cosa surreale è che tra i firmatari di questa interrogazione c’è Galeazzo Bignami, capogruppo a Montecitorio di FDI, lo stesso che amava vestirsi da gerarca nazista.
Questo la dice lunga su come oggi venga usata l’accusa di antisemitismo per silenziare qualsiasi voce denunci l’abominio di Gaza.
Sarebbe tutto tragicomico se questo schifo non si consumasse sulla pelle di un popolo che rischia di essere cancellato per sempre.
“Galeazzo Bignami, capogruppo a Montecitorio di FDI, lo stesso che amava vestirsi da gerarca nazista. ”
Cioè l’imbecille si autoimpicca, facendosi fotografare con una camica da SS e la svastica al braccio. Magari per un cazzeggio autoironico, solo che, come dicevano gli antichi, photographata manent.
Per 20 anni lui penzola impiccato a questa foto, mentre ha però i piedi saldamente piantati per terra come capogruppo del partito al governo.
E finalmente lui può giocare la Hitler Card contro la Sinistra… sono ANTISEMITI! TIE’!
Mentre prima era costretto a strisciare con le scuse tipiche di chi è stato colto con le mani nel sacco, dicendo:
“Provo profonda vergogna per quelle immagini e, comprendendone da tempo la gravità, non posso che rinnovare quelle scuse.”
Fratelli d’Italia credo che sia il punto più basso intellettuale e morale raggiunto dalla politica italiana dall’Unità ad oggi.
Per Peucezio
“Fratelli d’Italia credo che sia il punto più basso intellettuale e morale raggiunto dalla politica italiana dall’Unità ad oggi.”
In Italia oggi vige il sistema detto “rappresentativo”.
Il sistema “rappresentativo” è altamente selettivo: per 40 seggi (poniamo) concorrono dieci partiti, quindi 400 persone. Il novanta percento sarà eliminato, sopravvive – darwinianamente – il 10%.
Che sono persone per definizione capaci, in molti sensi.
A volte sono davvero più in gamba;
di solito sono più ammanicate; meglio finanziate; più capaci di mentire guardandoti dritto negli occhi; più abili nello scambiarsi i favori.
E a volte sono anche più stupidi, un fenomeno interessante: una persona ambiziosa ma ottusa riesce facilmente a compiacere chi è in grado di decidere davvero, è ritenuta più affidabile.
A volte sono furbi ma non intelligenti: sanno cogliere una piccola occasione, dire la battuta giusta al momento giusto, ma capiscono pochissimo della grande realtà.
Quindi la colpa forse non è dell’ente immaginario che chiamiamo “Fratelli d’Italia”, ma di un insieme di meccanismi che porta inevitabilmente al risultato che dici.
Per Peucezio
“Fratelli d’Italia credo che sia il punto più basso intellettuale e morale raggiunto dalla politica italiana dall’Unità ad oggi.”
Tra l’altro, a Firenze, c’è almeno un esponente di FdI con cui si dialogo benissimo. Anche su temi che non mi sarei aspettato. Ma parlo di esseri umani reali, non di enti immaginari (tipo “pd”, “FdI”, “gli ebrei”).
Sì, oggettivamente hanno un personale politico molto inferiore alla media anche degli altri partiti (che pure sono penosi anch’essi), ma io mi baso solo sugli esponenti che vedo in TV, non so nulla delle realtà locali.
Comunque la caduta verticale dei politici italiani è impressionante.
Tu noti delle costanti del personale politico e delle dinamiche del potere politico soprattutto locale per così dire trasversali e universali, però se guardiamo l’evoluzione nel tempo, c’è stata un’involuzione scimmiesca (senza far incavolare paniscus, ma io, con tutto l’affetto verso i primati non umani, non farei loro governare uno stato e il guaio è che lo stanno facendo).
Fratelli d’ Italia diventerà irrilevante … SE Vannacci si farà il partito suo.
Va be’ che NON so il Birmano, ma … non trovo alcuna reazione di Ashin Wirathu su Netanyahu e Gaza.
https://youtu.be/LPzFJLAi8I0?si=H0xbJ38IowwMCtZS
“Il n’y a aucun génocide à Gaza”, estime Éric Zemmour
La saga dei dazi
Pensati per incrementare l’occupazione nazionale e il settore manifatturiero, i dazi hanno in realtà aggravato la depressione perché i partner commerciali statunitensi hanno reagito con i propri dazi, portando a un calo delle esportazioni statunitensi e del commercio globale.
https://lesakerfrancophone.fr/lincertitude-augmente-a-mesure-que-les-taxes-douanieres-augmentent
Avrà ripercussioni sulla distribuzione di film di Hollywood ?
Vedremo nelle sale più produzioni Italiane / Europee / Resto del Mondo ?
Prossima guerra, sul Baltico.
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/08/04/248956.html
Un articolo molto preciso e dettagliato.
Gli europei bloccheranno le rotte commerciali russe sul Baltico?
Se lo faranno sarà la guerra.
“Mentre Mosca sta almeno interagendo con gli americani, la situazione è molto peggiore con i paesi dell’UE, che continuano ad agire in linea con la vecchia politica dei loro “fratelli maggiori”, rappresentati dal Partito Democratico statunitense”.
https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/acqua/iran-acqua-teheran/
Stress idrico in Iran
Scusate l’impaginazione da Ocr, ma credo che sia interessante:
Su La Stampa oggi, intervista al presidente dei petrolieri italiani.
Gianni Murano “Il greggio americano non ci conviene Sussidi ai lavoratori, Lanclini sbaglia” Il presidente dei petrolieri Unem: “Folle andare a prendere i profitti delle imprese” Gianni Murano Non si capisce come si possano forzare società petrolifere private a comprare del greggio americano
L’INTERVISTA PAOLO BARONI ROMA
Acquistare dagli Usa 750 miliardi in tre anni di prodotti petrolifeti? Non si capisce come si possano forzare società petrolifere private, comprese quelle americane che operano in Europa, a comprare del greggio americano, che magari in questa fase non è nemmeno troppo conveniente» sostiene il presidente dell’Unem, l’ex Unione petrolifera, Gianni Murano. Che spiega: «Parliamo 250 di miliardi di euro di acquisti di materia prima all’anno a fronte dei 300 miliardi tra greggio e prodotti energetici che oggi complessivamente importa l’Europa: in proporzione al totale è una quantità rilevantissima, parliamo dell”80% in più». Tecnicamente poco fattibile come operazione? «Bisognerà capire esattamente i dettagli, ma mi sembra un obiettivo difficilmente raggiungibile almeno a questi livelli. L’accordo Ue-Usa è ancora troppo poco chiaro sia nelle connotazioni che nelle modalità».
Petrolio a parte, sul fronte del gas liquido ci sono più margini?
«Di Gnl se ne importa per 50 miliardi sui 300 totali, gli altri 250 riguardano il greggio. Quindi, probabilmente, ci può essere qualche margine in più, ma siamo comunque ben lontani dai 250 miliardi Gli acquisti forzati di petrolio Usa faranno aumentare i prezzi. Peraltro è un greggio che per noi è difficile da lavorare di euro di acquisti all’anno».
Uno dei timori sollevati dagli esperti ma anche dai consumatori è che questi acquisti forzati dagli Usa facciano impennare i prezzi dell’energia. Cosa di cui non abbiano certamente bisogno.
«E’ inevitabile. Il costo di acquisto della materia prima è elemento essenziale nella profittabilità delle aziende e nel momento in cui le si forza a comprare da un determinato fornitore, poi bisognerà capire anche a livello legale come questo è possibile, è ovvio che questa può venir meno producendo riflessi inevitabili sul prezzo finale. Oltre a questo si spingerebbe per una qualità particolare di greggio, che tra l’altro noi in Italia nell’ultimo anno abbiamo importato anche di meno, che per molte raffinerie non è nemmeno l’ideale lavorare».
Ma gli Usa sono in grado di aumentare così tanto la loro produzione?
«In questo momento non lo stanno facendo, anzi ci sono segnali di rallentamento della produzione di petrolio e quello che hanno esportato nell’ultimo anno non arriva al 20% della domanda complessiva europea. Quindi moltiplicare almeno per quattro questo sembra veramente un’impresa titanica».
Nel vostro campo i rapporti import-export Italia-Staff Uniti sono così squilibrati come lo sono eli altri rapporti commerciali?
«Nel settore energetico avviene il contrario, perché noi da L’annuncio dell’Opec mette sotto pressione la produzione Usa e porterà a un calo dei prezzi del petrolio gli Usa importiamo prodotti e petrolio per circa 3 miliardi di euro e ne esportiamo per circa 700 milioni.
C’è una differenza di uno a quattro e quindi nel nostro caso l’operazione dazi incide limitatamente».
Ieri l’Opec ha annunciato che da settembre aumenta in maniera consistente la sua produzione. Possiamo sperare in una riduzione dei prezzi alla pompa?
«Ci sono due elementi che stanno incidendo positivamente sulla fattura energetica italiana: da un lato il dollaro debole, di cui si lamenta tanto, aiuta l’import di materie prime in generale ed in particolare di energia. Da inizio anno il dollaro ha perso dal 12 al 15% per cui a parità di consumi abbiamo già pagato il 12-15% in meno in euro. Ora l’annuncio dell’Opec, che tra l’altro mette un o’ più sotto pressione la produzione degli Stati Uniti, sicuramente porta una fase ulteriormente distensiva sul fronte dei prezzi del petrolio confermando un trend ribassista già in corso e che speriamo prosegua».
Siamo ad agosto, magari domani saremo smentiti, ma quest’anno non assistiamo ai classici rincari che accompagnano l’esodo degli italiani e che tante critiche vi attirano ogni volta. Cos’è cambiato rispetto agli anni passati?
«E’ l’effetto combinato del cambio euro-dollaro più favorevole di cui dicevo prima e di un prezzo del petrolio che si è mantenuto sufficientemente sotto i 70 dollari al barile. Però non è il primo anno che succede, anche l’anno passato eravamo nella stessa situazione con un andamento dei prezzi bassi».
Infatti Miguel,
Avevo scritto che l’accordo era inattuabile innanzitutto perché la commissione non può farlo attuare, e avevo pubblicato un paio di articoli, fra i quali questo
https://www.politico.eu/article/eu-trade-war-donald-trump-us-oil-gas-energy/
Mi dispiace dover disturbare la vulgata del “siamo servi e caliamo le braghe”, ma ribadisco la mia impressione che trump si sia fatto fregare come chi compra un tappeto finto
Per roberto
“Mi dispiace dover disturbare la vulgata del “siamo servi e caliamo le braghe”, ma ribadisco la mia impressione che trump si sia fatto fregare come chi compra un tappeto finto”
Ovviamente mi auguro che tu abbia ragione.
Cioè che Trump abbia sì riportata a casa i dazi al 15% (e al 50%) per gli Usa contro 0% dall’altra parte; ma che non abbia capito che la Von der Leyen gli ha firmato promesse in materia di acquisto di armi e di petrolio, e di investimenti, che non è assolutamente in grado di mantenere.
Mi sorprende che lo abbia capito (con tutto rispetto) Roberto e non ancora la Cia.
Speriamo che non leggano i tuoi commenti qui.
Miguel
Non ho la minima idea su come la commissione possa obbligare le imprese europee a fare investimenti negli Stati Uniti (avevo postato un articolo di politico in cui la commissione stessa diceva la stessa cosa).
Cioè come dovrebbe funzionare, la van der leyen va dalla Nokia e gli dice “apri una fabbrica in Wisconsin”? E se la Nokia dice di no che succede?
Idem per l’acquisto di energia. Chi va da AGIP a dirgli “compra lì”? Al limite possono vietare l’acquisto di petrolio ovunque tranne che negli USA, ma non siamo un regno in cui la VDL decide, credo che una cosa del genere come minimo dovrebbe essere un regolamento e quindi passare da parlamento e consiglio…auguri!
Non so spiegarmi come mai una cosa così macroscopica non sia chiara a tutti. Può essere che trump si sia circondato da coglioni così grandi che non se ne accorgano? Mah d’altronde ha un ministro della salute novax, una ministra dell’interno che non sa cosa sia l’habeas corpus, ha licenziato migliaia di funzionari e li sta sostituendo con cani e porci basta che siano seguaci della setta…perché dovrebbero capirne meglio di una persona qualsiasi?
Per Roberto
“Non so spiegarmi come mai una cosa così macroscopica non sia chiara a tutti.”
Capisco il dubbio.
Mi sembra che siamo d’accordo su due punti: che la VDL accetta che le merci europee paghino il 15% di dazi di base, fino al 50%, le merci Usa no; e che gli Stati europei faranno acquisti giganteschi dalle industrie militari statunitensi.
Sono decisioni politiche.
Sugli acquisti di petrolio, credo che la scelta sia solo in parte “privata”: il rigassificatore di Piombino l’ha voluto, alla fine, lo Stato italiano. Ma sarebbe da approfondire.
Resta la questione degli investimenti europei negli Stati Uniti, che in apparenza è come dici tu: il governo italiano non può ordinare al marchese Frescobaldi di spostare i soldi che investe nelle vigne Chianti della Toscana alle vigne Kyanty della California.
Allo stesso tempo, credo sia sempre un errore dare del cretino a un politico di successo. A me Salvini pare che dica cazzate; però io faccio il traduttore in via di estinzione, lui fa il Ministro. Quindi sicuramente è meno scemo di me.
Trump sembra assurdo visto dall’esterno; però è riuscito da pregiudicato, con tutti i media contro, a diventare presidente degli Stati Uniti e a portare dalla sua tutti i principali interessi economici del paese; è riuscito a imporre più scelte personali di qualunque presidente dopo Roosevelt. Pazzo forse, scemo direi di no. E capace di vendicarsi pesantemente su qualcuno che cercasse di fregarlo.
Per cui su dazi e armi, direi che Trump ha vinto a man bassa; su petrolio sono incerto, ma mi sembra che il misero Biden abbia già ampiamente fregato l’Europa, non vedo perché Trump non possa farlo il doppio. Sugli investimenti, resta il dubbio.
Per roberto
“Trump sembra assurdo visto dall’esterno”
Calcola che lo dico, proprio perché io ho sbagliato radicalmente su Trump. Credevo che tutto l’establishment americano avrebbe fatto fuori quello che mi sembrava un matto. E invece il matto è riuscito a portare l’establishment dalla parte sua, a mettere l’opposizione democratica con pochissime eccezioni con le spalle al muro, a prendere il controllo proprio di quelli che pensavo l’avrebbero stroncato (corte suprema, media, servizi segreti, imprese con interessi multinazionali). Anche perché accanto a Trump ci sono think tank che lavorano con disegni enormi da decenni, e che mi rendo conto di aver totalmente sottovalutato.
Ho sottovalutato anche il cambiamento del quadro mondiale, cioè il passaggio dal regime globale/liberale alla guerra internazionale per accaparrarsi il poco di coperta che rimane.
Insomma, con Trump non mi posso certo vantare di averci azzeccato. E sto quindi attento a non ricascare nello stesso errore.
Miguel,
io invece sono un po’ deluso da Trump.
Nel senso che sembrava tanto agguerrito ma si sta dimostrando un moderato, che non fa mai quello che vuole fare davvero, poi fa finta di aver sempre voluto quello con frasi roboanti.
In sostanza si fa guidare dall’establishment che in teoria avrebbe dovuto smantellare: non ha il coraggio di metterselo contro e di agire davvero in modo indipendente.
Per Peucezio
“In sostanza si fa guidare dall’establishment che in teoria avrebbe dovuto smantellare: non ha il coraggio di metterselo contro e di agire davvero in modo indipendente.”
Beh, per quello è presidente.
Se no era qui a fare il commentatore sul nostro blog.
Miguel,
però io non credo che la storia sia ferma.
Infatti l’Impero Accadico non c’è più.
E nemmeno quello napoleonico.
Quindi la storia prevede continue cesure.
Quella di Trump poteva sembrarlo da molti segni ma non lo è o lo è in modo molto ridimensionato.
Miguel
“ Allo stesso tempo, credo sia sempre un errore dare del cretino a un politico di successo. “
No, non sono d’accordo, se uno è scemo è scemo pure se fa il ministro o il POTUS
“ Per cui su dazi e armi, direi che Trump ha vinto a man bassa;”
Sarebbe utile intendersi su cosa vuol dire “vittoria”.
Che il consumatore americano paghi una bottiglia di Chianti 20 euri invece di 15 è una vittoria per chi?
Ovviamente è molto difficile da dire per ogni tipo di prodotto.
Non ho idea se gli americani continueranno a bere Chianti…perché no? In fin dei conti è un prodotto di lusso, i consumatori non sono certo i redneck del Wisconsin…ed in questo caso sarebbe semplicemente una mega tassa sui consumatori americani. Quindi chi ha vinto?
Io ricorderei a trump che tirare la corda con le tasse negli USA, storicamente non ha portato bene
Per roberto
“Sarebbe utile intendersi su cosa vuol dire “vittoria”.”
Intanto, penso che siamo d’accordo sul fatto che l’enorme vendita di armi sia una vittoria clamorosa per l’industria statunitense a spese del contribuente europeo.
“Ovviamente è molto difficile da dire per ogni tipo di prodotto.”
Certo.
La Toscana esporta moda, cibo e prodotti farmaceutici verso gli Stati Uniti.
Il settore della moda (in massima parte etichette italiane su prodotti fatti nelle fabbriche cinesi di Prato con manodopera pakistana schiava) è già in forte crisi, i dazi penso che daranno un colpo decisivo.
Il cibo è appunto cibo di lusso.
I prodotti farmaceutici – in cui la Toscana è di gran lunga la prima regione produttrice – sono un settore industriale chiave (l’Italia è il sesto produttore mondiale) e quindi è probabilmente lì che i dazi cambieranno le cose.
Pagheranno di più i redneck? Non credo che interessi molto ai grandi imprenditori americani.
La domanda fondamentale è, aiuterà l’industria farmaceutica statunitense (oggi solo al terzo posto, dopo Germania e Svizzera)?
Non sono un economista, ma a spanne immagino di sì.
Allo stesso tempo, credo sia sempre un errore dare del cretino a un politico di successo. A me Salvini pare che dica cazzate; però io faccio il traduttore in via di estinzione, lui fa il Ministro. Quindi sicuramente è meno scemo di me.
qui si vede l’influenza del calvinismo (nella versione laicizzata), che deriva dal tuo retaggio americano, su di te 😀 😀
che Trump abbia avuto e abbia infinitamente più successo di me, di te (e anche di Roberto che pure un ruolo di un certo prestigio -“agli occhi del mondo” come dicevasi nel Seicento- ce l’ha) è lapalissiano….non c’è discussione che tenga
che il citato politico italico, pur in una dimensione differente, possa -dal suo punto di vista- guardare dall’alto in basso me, te (e anche Roberto) è altrettanto vero….lui ce l’ha fatta, come suol dirsi, ben più di noi (o almeno me e te)
il tuo “errore”, che deriva dal “calvinismo” secolarizzato, sta nel credere che Trump e il Ministro ausonico siano MIGLIORI ipso facto di me, di te e di Roberto…
esattamente come un puritano del New England sosteneva che se hai i soldi e la vita ti arride, allora sei un “giusto” in quanto il cielo ti protegge*..e se non hai una lira finirai pure all’inferno, così impari 😀
in questo sbagli….
loro non sono migliori di te, di Roberto e degli altri del blog (di me magari sì :D)
anche se sono infinitamene più potenti e, presumo, più felici e appagati
*questa è la regione di fondo per cui il comunismo non si è diffuso e non si può diffondere in America..il comunismo è basato stringi stringi sull’invida sociale “perchè quel riccastro deve avere i miliardi e io devo morire di fame” ?
l’America, quella vera, è basata invece sull’idea che se hai i soldi, sei ricco,sei famoso allora sei un Giusto, un Profeta dei Tempi Nostri visinilmente Scelto dall’Onnipotente..e se uno si permettesse di criticarlo meriterebbe di finire nel profondo dell’inferno, da omuncolo quale è 😀
La vedo come Habs…
rimango per esempio stupito dai commenti degli americani- statunitensi- sui social, dove pare che considerino inconcepibili le critiche ai ricchi e ai potenti;
non ovviamente al singolo aspetto della loro vita o personalità, che anzi è spesso oggetto di scrutini minuziosi- ma proprio al ruolo che hanno nella società.
per loro è “naturale” pensare che il ruolo del ricco sia quello di comandare, di servire da esempio, e un ricco è visto immediatamente, e senza bisogno di altre spiegazioni, come un filantropo e anzi un cardine della società.
Sembra di leggere un uomo del Seicento quando parla del ruolo “naturale” della nobiltà…
in questo senso, il più grande colpaccio degli americani non è stata l’elezione di Trump, l’arci-hustler come li chiama Miguel;
ma quella di papa Leone!
vabbè, sarà cattolico… gli hanno trovato opportune origini latine e addirittura nere, cosa di cui a noi non importa nulla ma negli USA ha la sua importanza…
ma soprattutto è american quindi lontanissimo dal cattolicesimo…
sia da quello polacco (bigottismo e nazionalismo “alla slava”), sia da quello irlandese (ipocrisia e rigidità “all’anglosassone” e superstizione celtica), che da quello francese (culto dell’Ancien Regime da una parte, e dialogo antropologico dall’altra) o spagnolo (bigotteria e tradizioni) e soprattutto da quello vero, che è quello italiano 😉
uno statunitense potrà capire Don Camillo?
Potrà capire “Gennà, fall’ascì tu, o’ 34!”?
potrà capire “prego sempre Gesù e la Madonna… che facciano morire quella puttana di mia sorella!”?
ne dubito fortemente.
E infatti, a latere, noto che la figura di papa Leone è stranamente scialba.
Non attacca, non genera entusiasmo, non suscita l’istintiva antipatia del freddo e non empatico Ratzinger, né l’istintiva simpatia dell’umano e pauperistico Bergoglio
(oppure: la simpatia per il filosofo conservatore Ratzinger, e l’antipatia per il pasticcione e impreparato riformatore Bergoglio: ma questa è una cosa dei colti, e di destra…)
che comunque sono stati dei dilettanti a confronto dei papi “seri” precedenti…
questo non colpisce, non attacca, non pare avere argomenti che facciano presa sulla psiche italica o europea.
Per Pino
“uno statunitense potrà capire Don Camillo?
Potrà capire “Gennà, fall’ascì tu, o’ 34!”?
potrà capire “prego sempre Gesù e la Madonna… che facciano morire quella puttana di mia sorella!”?”
Ieri passeggiando per le colline, arriviamo alla chiesa di San Martino, dove è sepolto Sant’Andrea lo Scozzese (cioè irlandese), e di cui s’erano smarrite le ossa.
Un giorno seppelliscono in chiesa una donna, e il parroco ha una visione di Sant’Andrea che gli urla, “toglietemi di dosso quella fetida donna!” e lo riempie di cazzotti.
Così portano via la povera donna e la seppelliscono al cimitero e sotto scoprono le ossa di Sant’Andrea.
Per PinoMamet
“uno statunitense potrà capire Don Camillo?
Potrà capire “Gennà, fall’ascì tu, o’ 34!”?
potrà capire “prego sempre Gesù e la Madonna… che facciano morire quella puttana di mia sorella!”?”
Hai ragione, ma c’è qualcosa da mettere meglio a fuoco.
Perché l’americano è il più miracolistico di tutti. “Io devo pensare in grande e allora vincerò!” “Io sono diventato miliardario perché lo può fare chiunque lo vuole!” “credi in Gesù adesso, in questo momento, e vedrai crepare i tuoi nemici crivellati dalle pallottole!”
Però è un miracolismo sicuramente diverso, meno legato ad arruffianarsi la simpatia del Datore di Miracoli.
Sarei curioso di sapere cosa ne pensano gli statunitensi, dopo i primi commenti entusiastici tipo “il primo papa americano dopo Gesù Cristo “…
Sono totalmente d’accordo con Habsb e pino
Habsb
“ retaggio americano”
In effetti il retaggio americano di Miguel è davvero evidente in tante cose, in primis il comunitarismo, inteso nel senso proprio di “comunità” non nel senso “razziale” moderno: il nidiaci di Miguel assomiglia tantissimo ad un qualsiasi paesino o quartiere americano che tende all’autogestione nell’assenza di una qualsiasi autorità o organizzazione superiore (vi ho raccontato credo come funziona la pulizia delle strade quando nevica a Boston…)
Non avevo pensato all’aspetto calvinista che menzioni ma secondo me ci prendi
D’altronde chi fra di noi “europei” ammetterebbe che Salvini è più intelligente e furbo di noi? (Ragazzi se c’è qualcuno vada da uno psicologo….)
Per roberto
“Non avevo pensato all’aspetto calvinista che menzioni ma secondo me ci prendi”
Credo che PinoMamet abbia sfiorato il punto contrario: cioè l’americano (inteso in senso archetipico, poi ci sono le eccezioni) non riesce a immaginare una critica al saccheggio delle risorse, alla loro appropriazione privata e alla loro valutazione monetaria. Vedendo ogni cosa al mondo come preda e merce intercambiabile e come proiezione del proprio sogno.
Forse come americano riesco a capirlo meglio di quanto vi riesca un italiano; ma lo considero satanico.
Mentre credo che chi invece si trova più a suo agio con quella mentalità (non necessariamente con tutte le conseguenze) sono proprio due commentatori italianissimi, Francesco e Roberto.
Habsb
“ infinitamene più potenti e, presumo, più felici e appagati”
Sul potente non c’è dubbio…ma la felicità è una cosa talmente personale che non mi azzarderei minimamente a fare ipotesi
Mi ha molto colpito un caso di semipotente che ho conosciuto molto bene e che era
A) totalmente privo di arroganza
B) divorato da un sentimento di inadeguatezza (totalmente ingiustificato perché invece era una bravissima persona)…a livello che se il giorno dopo aveva un banalissimo evento pubblico per il quale era strapreparato, non dormiva la notte (e io mi ritrovavo alle sei del mattino con 20 e-mail del tipo “sei sicuro che questo sia corretto? Ma non è meglio fare qyest’altro?”…quanti caffè avrò preso in videoconferenza in pigiama…)
È stato una delle persone meno appagate che io abbia mai conosciuto finché a fine carriera è riuscito (grazie anche ad un po’ di terapia) a superare quel sentimento di inadeguatezza
Adesso in pensione è felice e realizzato 🙂
Per roberto
“Mi ha molto colpito un caso di semipotente che ho conosciuto molto bene”
🙂
Sì, forse Habs ha un’idea un po’ italica, dove il Contadino si immagina il Papa furbo che mangia tutti i giorni e se la spassa.
Per Habs
“il tuo “errore”, che deriva dal “calvinismo” secolarizzato, sta nel credere che Trump e il Ministro ausonico siano MIGLIORI ipso facto di me, di te e di Roberto…”
No, evidentemente non riesco a spiegarmi.
Io cerco di esprimere il meno possibili giudizi morali, semplicemente perché loro se ne sbattono del mio ditino imparatore. Mi auguro un lungo soggiorno all’inferno per Trump e Netanyahu, ma questo sta a Dio e non a me.
E non penso certo che Dio li abbia scelti: se hanno la grazia di qualcuno, è quella del Principe di Questo Mondo.
Casomai, mi dà fastidio il giudizio da “commissario tecnico del bar”. Il Tizio che quando giocava all’oratorio perdeva sempre, che dice che un giocatore pagato milioni è un cretino, e che lui avrebbe giocato diversamente.
Se il consiglio di amministrazione degli investitori dell’Inter ha deciso di assumere il Cretino invece del Tizio, un motivo ci sarà.
Io, tu e Roberto probabilmente siamo migliori agli occhi di Dio di Trump e di Netanyahu. Ma questo non ci permette di sentirci più in gamba di loro e dare loro dei fessi.
“Casomai, mi dà fastidio il giudizio da “commissario tecnico del bar”.”
Questo ovviamente vale anche per la Von Der Leyen. Se lei è quello che è, è sicuramente più abile di me. D’altronde ha combinato il più grande appalto del secolo (prima della guerra) con la Pfizer, mentre io stento a trovare clienti per le mie traduzioni.
Avrà avuto i suoi motivi per andare alla pista da golf di Trump e firmare qualunque carta lui le metteva davanti: i rapporti di forza esistono.
E poi non è detto che la VDL faccia “gli interessi dell’Europa” e quindi non è detto che “tramite lei, l’Europa si sia arresa”.
Come nemmeno Trump fa “gli interessi dell’America” in senso metafisico: fa gli interessi dei grandi investitori che hanno base più o meno negli Stati Uniti.
Miguel
“ Mentre credo che chi invece si trova più a suo agio con quella mentalità”
Ci sono troppi non detto e non sono sicuro di capire
Se vuoi dire che non capisco la critica allo sfruttamento delle risorse, non è così. Semplicemente faccio notare che la critica allo sfruttamento delle risorse scorda spesso gli esseri umani. È un po’ come chi dice “tutti dovremmo guidare macchine elettriche” senza tenere conto del fatto che non tutti hanno 50.000 euri da spendere.
Cioè ho l’impressione che la critica allo sfruttamento delle risorse sia una critica con una carica ideologica fortissima e non troppo ancorata alla realtà che è fatta di esseri umani che vivono oggi sul pianeta terra.
Ho poi spesso evidenziato che questa critica non chiarisce mai qual è l’obbiettivo: tra impatto zero e ridurre l’impatto c’è un mondo di differenze
Per roberto
“ho l’impressione che la critica allo sfruttamento delle risorse sia una critica con una carica ideologica fortissima e non troppo ancorata alla realtà che è fatta di esseri umani che vivono oggi sul pianeta terra”
La Destra ovunque rivendica questo “realismo” contro la “carica ideologica”.
Ma la “Critica” è realismo. Cioè è la semplice presa in considerazione delle leggi della termodinamica. Alla termodinamica possiamo opporre le nostre ideologie: il MAGA, il Progresso, i Poveri Automobilisti Odiati dalla Thunberg, la Crescita Sostenibile, l’idea che non esiste alcun problema perché abbiamo Fede nell’Uomo che Risolverà.
Casomai, può essere ideologica la scelta di cosa fare rispetto alla realtà del collasso ambientale. E’ ideologico ad esempio concentrarsi solo sul CO2, trascurando l’insieme; è ideologico fare “offsetting” dei voli aerei che mandano soldi a finanziarie che fanno finta di fare serre in luoghi in Africa, mentre si allargano gli aeroporti… è ideologico scegliere di differenziare i rifiuti anziché cercare di abolire tutto ciò che sia uso e getta; è ideologico, come dici tu, invitare la gente a spendere 50.000 euro per un’auto elettrica anziché lavorare sul ridurre gli spostamenti.
Ma tutto questo è diverso dalla critica in sé, cioè dalla constatazione del fatto che viviamo su una piccolissima e fragilissima biosfera di un sistema che si alimenta di energia solare molto lentamente trasformata in risorse.
La critica in sé non è una proposta. E’ solo la base di qualunque proposta, ma non va negata “perché fa male a qualcuno”. Come quelli che dicono che “non esiste il cambiamento climatico, è solo una balla che raccontano per impedirmi di avere l’aria condizionata in casa”.
Per roberto
“Se vuoi dire che non capisco la critica allo sfruttamento delle risorse”
Comunque ho citato te e Francesco solo di passaggio, per spiegare meglio a Habs come io la veda proprio all’opposto degli “americani archetipici”, sulla cosa essenziale, che è la natura stessa dell’unico pianeta su cui viviamo. Un tema su cui due italiani come voi la pensano in maniera diciamo più vicina all'”americano archetipico”.
“Ieri passeggiando per le colline, arriviamo alla chiesa di San Martino, dove è sepolto Sant’Andrea lo Scozzese (cioè irlandese), e di cui s’erano smarrite le ossa.
Un giorno seppelliscono in chiesa una donna, e il parroco ha una visione di Sant’Andrea che gli urla, “toglietemi di dosso quella fetida donna!” e lo riempie di cazzotti.”
bellissimo!!
(qua è pieno di Scotti, discendenti di studenti/chierici e mercenari irlandesi.
Uno che ebbe fortuna si impadronì di un piccolo castello/borghetto nelle colline, molto carino, visitabile, appena al di là del torrente che segna il passaggio nel piacentino-
altri cognomi irlandesi moderni sono presenti in provincia- non tanto diffusi quanto quelli francesi, ma presenti- per via dei Terzi- l’esercito- farnesiani, che secondo l’uso… spagnolo avevano un reparto irlandese)
Miguel:
“…Perché l’americano è il più miracolistico di tutti.
“Io devo pensare in grande e allora vincerò!” “Io sono diventato miliardario perché lo può fare chiunque lo vuole!” “credi in Gesù adesso, in questo momento, e vedrai crepare i tuoi nemici crivellati dalle pallottole!”
Però è un miracolismo sicuramente diverso, meno legato ad arruffianarsi la simpatia del Datore di Miracoli….”
E’ vero; pare totalmente diverso.
Credo sia perché il datore di miracoli sia in fondo lui stesso.
Il miracolismo popolare mediterraneo considera la Divinità un padrone nell’alto dei cieli.
Il rapporto tra lui
– soltanto servo e soltanto uomo –
e la Divinità è di umile, rispettosa distanza.
Poiche la Divinità è assoluta è inconcepibile alterità rispetto all’uomo.
Nella religiosità USA sembra sempre che la divinità non sia altro che il riuscito superamento di se stessi e dei propri limiti, arrivando ad una sorta di superuomo.
L’acquisizione di superpoteri insomma.
La religiosità USA pare il risultato dello scienziato pazzo colpito dai raggi gamma nell’incidente di laboratorio che diventa ti l’increduibile Hulk*
Un uomo che credendo
FORTE FORTE FORTE (credendo in un Dio che pareno essere altro che lo specchio di se stesso e di ciò che vuole)
diventa l’eletto di “Matrix” Neo e può tutto.
Il miracolismo mediterraneo china umilmente il capo e chiede a Dio assoluta inconcepibile alterità se è possibile il favore, se non lo è fa niente e grazie lo stesso.
Perché lui è solo un uomo e Dio è Dio e solo lui sa quello che è giusto fare o non fare.
Quello USA è un training autogeno e di autoipnosi per convincersi sino all’esplosione maniacale della propria esaltazione,
e se il miracolo richiesto non avviene è solo perché non ci si è creduto FORTE FORTE FORTE quanto si doveva.
Non ci si è pompati a sufficenza🙄
Il questuante mediterraneo riconosce quindi la superiore e assoluta alterità del divino a cui si raccomanda, e ne riconosce il giudizio ultimo sulla cosa richiresta,
quello USA no!
Poiché sotto sotto crede che quel Dio altri non sia che lui stesso quando ha mangiato gli spinaci
https://www.youtube.com/watch?v=h8n9En73Nxc
o Asterix la pozione druida di Panoramix.
Quindi, che dai miracoli americani esca spesso il “mostro” (l’Obelix) non sorprende;
è il tipico, classico mostro dell’inflazione dell’IO che diviene aberrazione superando i limiti;
Quella concezione dell’ Hybris greca che pare loro drammaticamente mancare
*
questa cosa dell’incredibile Hulk ha, del resto, qualcosa di biblico se inteso come divino superpotere atto a sgominare il nemico in battaglia.
Superpotere e super arma come quello dell’Arca dell’Alleanza e trombe di Gerico, ma anche delle chiome di Sansone …
o oggi delle armi atomiche
Per Ros
“E’ vero; pare totalmente diverso.
Credo sia perché il datore di miracoli sia in fondo lui stesso.”
Esatto!
Ma la mia amica Luna, parte ugrofinnica parte ebrea e dell’Arizona, porta un unico tatuaggio, sulla caviglia: “YOU ARE NOT GODS”
che secondo l’uso… spagnolo avevano un reparto irlandese
proprio così !
alcuni di questi irlandesi di Spagnha, o almeno i loro discendenti, fecero anche carriera, financo nelle Americhe:
O’ Higgins sarà un famoso capitano generale del Cile e viceré del Perù e suo figlio sarà uno dei Libertadores del Cile (Pinochet amano farsi fotografie di fronte a quadri di O’ Higgins figliuo, Don Bernardo, il Libertador)
O’ Donojú [in questo caso grafia castiglianizzata di un O’ Donough, boh] sarà l’ultimo Viceré della Nuova Spagna, che concluse il celeberrimo Trattato di Córdoba [in Messico] con Don Agustín de Itúrbide il 24 agosto 1821 in base al quale la Nuova Spagna sarebbe divenuta indipendente sotto un Monarca spagnolo garantendo la Chiesa cattolica, i diritti degli spagnoli e di tutti gli altri “las tres garantías” già abbozzate a Iguala 7 mesi prima (El Plan de Iguala) : entrò a México insieme a Itúrbide il 27 settembre 1821 e poi ebbe il buon gusto di morire (o di farsi ammazzare :D) pochissimi giorni dopo, togliendo il disturbo in punta di piedi 😀 😀 😀
Don Ricardo Wall y Devereux fu un potente Ministro alla Corte di Don Fernando VI (1746-1759) e nei primi anni di Don Carlos III (1759-1788), prima di cadere in disgrazia
probabilmente anche Antonio Winspeare, che sarà -già negli anni tristi dell’esilio, l’ultimo Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario di Francesco II presso Francesco Giuseppe (1862-1866….Francesco Giuseppe volle ricevere le credenziali di un Ministro del Re di Napoli, ormai detronizzato, per testimoniare il suo disprezzo per il nuovo regime della penisola, che sarà costretto a riconoscere solo dopo la guerra del 1866)
ipotizzo -ma potrei sbagliarmi (Mirkhond ne saprà di più)-che i Winspeare fossero una famiglia irlandese al servizio dei Re di Spagna donde passarono a Napoli forse appunto sotto Carlo III (1734-1759)
Non è detto che le capacità che servono per andare al governo siano poi le stesse capacità che servono perché la propria azione politica sia efficace, però. Il fatto che uno sia arrivato è prova delle prime, non delle seconde.
Per MT
“Non è detto che le capacità che servono per andare al governo siano poi le stesse capacità che servono perché la propria azione politica sia efficace”
Verissimo. Infatti, non credo che Salvini riuscirà a “fermare l’immigrazione”. Ma quasi sicuramente riuscirà a far spendere miliardi di euro per il ponte sullo Stretto. E anche qui, non conta il progetto politico (“fare il ponte” che magari non si farà mai) ma il passaggio dei miliardi dai contribuenti alle imprese private.
In quel senso Salvini è quasi sicuramente bravissimo.
@miguel
“Casomai, può essere ideologica la scelta di cosa fare rispetto alla realtà del collasso ambientale.”
Gia’ definirlo “collasso ambientale” e’ molto ideologico, e presuppone una visione molto antropocentrica dell’ambiente (cioe’ nel senso che noi crediamo di sapere cosa sia bene e sia male per “lui”, antropomorfizzandolo: in realta’ stiamo proiettando il nostro narcisismo, e infatti i risultati si vedono: green-washing a tutto spiano).
Comunque, dopo un po’ di discussione, la contrapposizione tribale, campanilistica, prevale sulle considerazioni scientifiche e oggettive, per cui in ogni caso nessuno si fida piu’, e giustamente, delle “prove” che porta l’avversario, perche’ per l’appunto e’ l’avversario. Anche fra i tecnici e gli scienziati il “bias” e’ notevolissimo, e’ un ambiente estremamente combattivo e prono al “pensiero unico”, perche’ sulle scienze “storiche” complesse e caotiche tipo quelle ambientali, biologiche, climatiche, economiche, sociali, non essendoci la possibilita’ di ripetere l’esperimento perche’ le condizioni cambiano sempre e ogni caso e’ un caso, una storia a parte, e’ impossibile raggiungere un accordo, non solo a priori, ma persino a posteriori sulle “vere cause”!
Il revisionismo storico e’ tanto attinente alla professione dello storico, quanto da essa esecrato per il suo ricondurre alla giusta, modesta, importanza!
Quindi anche la “scienza ambientale” e’ il terreno ideale per lo scontro ideologico/tribale, dove alla fine puo’ prevalere solo la forza, l’imperio del piu’ forte, fisicamente, che nel nostro caso e’ la forza pubblica dell’apparato repressivo dello stato, e dell’EU.
Riguardo il diverso atteggiamento americano/italiano, probabilmente e’ diverso abitare un paese di antica civilizzazione dove si deve fare i conti con la scarsita’ delle risorse e quindi la loro “giusta” ripartizione da migliaia di anni, e dove piu’ volte nella storia si e’ raggiunto il picco di sfruttamento per la tecnologia dell’epoca, da un paese dove invece fino a poco fa si e’ avuta l’impressione di uno spazio illimitato dove c’e’ spazio e risorse per tutti (vedi l’atteggiamento verso l’immigrazione che solo molto recentemente e’ cambiato radicalmente rispetto che ne so ai tempi di Reagan) e dove le risorse, a saperle sfruttare, sono infinite, anche perche’ ottimisticamente “Dio e’ benevolo e cosi’ ha voluto per l’uomo”.
Infine, leggevo proprio in questi giorni la diversita’ di atteggiamento delle diverse culture rispetto alla colpa e alla vergogna. La colpa e’ un sentimento interiorizzato, indipendente dal giudizio altrui, per cui se uno fa l’azione sbagliata, e puo’ fare l’azione sbagliata, si sente interiormente in colpa, soffre. La vergogna invece e’ un sentimento sociale, per cui la persona si sente in difetto solo di fronte al giudizio negativo altrui, e quindi solo se viene scoperta e rispetto alle ideologie della propria tribu’ di appartenenza. Questa diversita’ di atteggiamento e’ secondo me ancora molto evidente fra i paesi cattolici mediterranei e quelli riformati: nei primi prevale il rispetto _formale_ delle regole e della gerarchia, nei secondi il giudizio della coscienza individuale, che e’ molto piu’ spietata: quando si e’ giudicati dalla propria coscienza in quanto esseri responsabili e non eterodiretti, non si puo’ dare la colpa ne’ agli altri ne’ alla societa’. E lo stesso vale per il merito, ovviamente.
C’e’ un paradosso, pero’: che il libero arbitrio, quindi la possibilita’ di sentirsi in colpa, e’ cattolico, mentre la predestinazione e’ riformata. Ma questo secondo me significa e dimostra solo di quanto siano sovrastrutturali e inutili le elucubrazioni teoriche, senza nessuna influenza sul comportamento pratico. SI puo’ predicare il bene e fare il male tanto quanto predicare il male e fare il bene: fra quello che uno pensa, quello che uno dice, e quello che uno fa, spesso non c’e’ alcun collegamento.
Un’ultima cosa: qui da noi il ricco non tanto e’ invidiato e lo si sospetta di essere diventato tale comportandosi male, ma si da’ per scontato che lo sia diventato rubando. Cosi’ come il politico. Sinceramente credo che questo atteggiamento una volta messo in circolo diventi devastante sia dal punto di vista sociale che individuale, perche’ si autoalimenta, cioe’ fa si’ che una persona perbene si guardi bene sia dall’avvicinarsi alla politica, che alla direzione di qualche impresa, i quali ambiti a quel punto diventano mira per forza degli unici in gara per il posto: gli spregiudicati arrivisti stronzi e amorali, gli psicopatici.
Quindi, magari, la nostra pessimistica credenza sull’equivalenza ricco=ladro e’ giusta, ma e’ proprio il crederci che la rende vera e rende impossibile cambiare se non in peggio la realta’ 🙂
Personalmente, comunque, Miguel, sono d’accordo con te e in disaccordo con tutti gli altri, forse anche in modo piu’ estremo: dal mio punto di vista io devo fare quello che credo sia giusto secondo la mia coscienza costi quel che costi, e gli altri devono fare lo stesso secondo la loro, io non ho il diritto di giudicarli ne’ di indirizzarli, neanche sotto forma di maggioranza parlamentare, perche’ ne’ io ne’ la maggioranza parlamentare, anche qualora composta dai piu’ dotti sapienti, siamo dio (in senso animistico-spinoziano). Questo chiaramente presuppone il ritenere che l’altro sia simile a me, con una coscienza simile, e che sia in buona fede. Forse e’ sbagliato, ma non vedo un altro modo, e mondo, in cui valga la pena vivere. Cosi’ come penso sia meglio credere che una societa’ sia povera perche’ e’ piena di ladri, piuttosto che credere cha sia piena di ladri perche’ e’ povera: dal punto di vista pratico una societa’ funziona meglio e diventa anche piu’ ricca se il povero si convince che smettendo di rubare diventera’ piu’ ricco e staremmo meglio tutti lui compreso, piuttosto che il contrario .
Tutto qua.
Pino,
““Gennà, fall’ascì tu, o’ 34!”?”
È vero che sei vecchio quasi quanto me, ma come fai a ricordarti la storia del 34?? 🙂
Per inciso, se non ricordo male, quando finalmente uscì, la gente ringraziava non solo San Gennaro, ma l’immancabile Maradona.
😀
lo ricordo, lo ricordo…
la mia piccola, ma preziosa (per me) eredità napoletana mi ha sempre lasciato grande attenzione e curiosità per quello che succede là!!
🙂
Siamo entrambi cultori della napoletanità.
Per inciso, c’era il pregiudizio per cui, quando un numero non esce da tanto, ci sono più probabilità che esca.
La cosa sembrava quasi accreditata implicitamente anche dai telegiornali seri. Curioso che nessuno abbia spiegato loro che le probabilità che esca un numero anziché un altro sono sempre le stesse identiche e non esiste un potere magico delle estrazioni passate di influenzare quelle future.
“Mi sorprende che lo abbia capito (con tutto rispetto) Roberto e non ancora la Cia.”
secondo me la CIA lo ha capito benissimo. Perlomeno, tutti quelli della CIA non ancora sostituiti da leccaculo con il cappellino MAGA.
Ma anche migliaia di economisti americani.
Solo che non stanno al governo…
sul governo americano attuale, temo che la sintetica descrizione di Roberto (“coglioni”) li descriva benissimo…
beh no, dobbiamo aggiungere anche gli approfittatori e gli yes-men.
Oltre a questo si spingerebbe per una qualità particolare di greggio, che tra l’altro noi in Italia nell’ultimo anno abbiamo importato anche di meno, che per molte raffinerie non è nemmeno l’ideale lavorare»
Si, dal petrolio americano si ricavano più che altro benzina e plastica, ma poco diesel
Perché è un petrolio “leggero”.
Roba inutile.
La velomobile incombe sul mercato automobilistico.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Velomobile
Produzione artigianale.
(Non si capisce perché non facciano la carrozzeria in sughero).
🙂
https://youtu.be/utW3MIe82J4?feature=shared
Comunque sia, è una figata.
Ma non la vedrei bene in salita se non con motore elettrico ausiliario.
https://www.sughero24.it/proprieta-del-sughero/?accept=
Il sughero
Leggero, impermeabile, resistenza chimica, alla corrosione, etcetera’ etcetera’
E soprattutto
Rispetto dell’ambiente naturale. Il sughero è un materiale proveniente da alberi auto rigeneranti e perciò il suo utilizzo non danneggia l’ambiente naturale.
Inoltre
Perché non Canapa anziché plastica?
Bella domanda.
La risposta si sa.
Va ben che sarebbero due canape diverse.
Quella che si fuma e quella no. Ma forse è anche una questione di costi.
Una camicia in plasticazza (pile si dice?) costa molto meno di una in canapa. Poi però ti viene il cancro per via delle microplastiche e non traspira, perciò puzzi come un caprone.
Io in canapa ho una tovaglia che mia moglie ha comprato a Pennabilli per una cifra assurda, basata su un disegno del grande Tonino Guerra, scrittore ma anche pittore.
È un materiale resistentissimo e non si restringe lavandola.
Ci sono in giro anche delle scarpe in canapa.
La canapa è una pianta che cresce senza nessun intervento di concimazione e altro.
Produce anche dei semi molto proteici ma dal sapore un po’ scialbo.
https://www.benessere360.com/olio-di-canapa.html
Ma ci si può fare un olio molto bilanciato in omega 3 e omega 6 e privo di controindicazioni.
Basta
Che se lo tengano loro, il petrolio, gli americani! In giro c’è di meglio
Ehm. Spiace imperversare, ma questa è veramente succosa
Dietro la facciata del boom tecnologico si nasconde una verità sgradevole — l’IA al momento consuma più risorse di quante ne generi in profitti,” — afferma l’articolo. Questa situazione crea seri rischi per l’economia americana, dove gli investimenti nell’IA hanno già iniziato a distogliere capitali da altri settori promettenti.
️Gli esperti avvertono che senza una chiara comprensione delle modalità di monetizzazione e dei tempi di ritorno, l’attuale “febbre dell’IA” potrebbe portare a una ripetizione dello scenario della bolla dot-com dei primi anni 2000, quando investimenti eccessivi nelle aziende internet sfociarono in una crisi su larga scala.
https://italy.news-pravda.com/russia/2025/08/04/249191.html
Sempre Pravda, naturalmente.
Vabbè, parliamo un po’ male di Firenze, cioè diciamo la verità.
Insignificante cittadina dalla storia recentissima, ignota ai Romani, è stata graziata prima dalla vicinanza con la città universitaria di Bologna, poi dalla scoperta delle miniere di varie miniere, non ultime quelle di allume indispensabili per la lavorazione delle lane;
il cui controllo, effettuato con la ferocia e la mancanza di scrupoli tipici dei toscani, ha dato l’avvio alla trasformazione di Firenze da litigioso Comune diviso nelle due parti tipiche di tutti i comuni italiani (guelfi e ghibellini) in Signoria dotata di sufficienti mezzi per richiamare artisti da altre part id’Italia.
Ottenuta la padronanza di quasi tutta la Toscana, il Ducato mediceo, nonostante la accorta politica matrimoniale, torna velocemente ad essere insignificante e secondario.
Nel frattempo uno scrittore megalomane, esiliato da Firenze, scrive un oscuro poema medievale pieno di invettive e improperi contro personaggi fiorentini, toscani e di tutt’Italia- lo scrive peraltro mentre è in esilio praticamente dietro casa mia quindi fuori dalla Toscana.
Scrive anche un trattato- in latino- su quale debba essere il voglare letterario migliore- quando ormai tutti scrivono in volgare, beninteso- e propone, guardacaso, quello fiorentino.
Non ha particolarmente successo da vivo, anche se Boccaccio lo apprezza; gli viene preferito più avanti un altro esule toscano, un aretino che in realtà che viaggia dappertutto e vive perlopiù in Francia e studia a Bologna, e che scrive in modo più leccato e lezioso- e comunque la grafia del “toscano2 sarà poi modificata dal veneto Bembo.
nel frattempo Firenze è praticamente sparita dai radar culturali e politici d’Italia.
Nell’Ottocento, Firenze viene recuperata dallo scrittore milanese, madrelingua francese, Alessandro Manzoni, come patria ideale della lingua italiana, visto che il Romanticismo aveva recuperato Dante insieme ad altre anticaglie (a volte mezze inventate come Ossian).
Essendo Manzoni un po’ pirla, e conoscendo l’italiano come lingua appresa, pensa che il modello dell’italiano “unitario” debba essere, chissà perché, quello della borghesia fiorentina ottocentesca…
per fortuna nessuno gli dà particolarmente retta, e l’italiano si sviluppa naturalmente come tutte le lingue, dall’incontro dei parlanti.
Firenze nuovamente dimenticata, finché un regista romano di origine mantovana che amava i toscani, forse perché masochista, decide di ambientarvi un film comico/drammatico che era pensato per essere ambientato a Bologna…
Dimenticavo la pletora di rimbambiti britannici che romanticizzano il Rinascimento e si stabiliscono a Firenze e dintorni, contribuendo al già ingiustificabilmente smisurato ego cittadino.
Divertente:
Zarviv, il demolitore-capo di Israele: “A Gaza spiano 50 case a settimana”
Da Repubblica
Il demolitore-capo israeliano a Gaza, un militare della riserva che si vanta di avere raso al suolo migliaia di edifici della Striscia con il suo bulldozer, abita in una casa sotto ordine di demolizione da parte di un giudice dello Stato ebraico perché costruita in un insediamento illegale in Cisgiordania. La differenza è che le case dei palestinesi continuano a essere abbattute a un ritmo tale da suscitare accuse di volere rendere Gaza per sempre inabitabile e costringerli a lasciare per sempre la loro terra; mentre il decreto giudiziario emesso da una corte israeliana per distruggere la casa illegale del demolitore dell’esercito risale al 2000 e non è mai stato eseguito.
«Quando i palestinesi si arrenderanno», dichiara in un’intervista a un giornale religioso ebraico, «a Gaza non ci sarà più niente per loro. Abbiamo già ripulito Rafah (una delle città della Striscia, ndr) e ora stiamo facendo altrettanto con Khan Younis. Gaza è per noi. Dio ce l’ha data, anch’essa farà parte di Israele».
Un’inchiesta di +972, una rivista indipendente, fra i pochi media israeliani che riportano il conflitto senza censura, ha rivelato che Zarviv vive in una zona di Beit El, un insediamento ebraico in Cisgiordania, nota come Beit El B. Per la comunità internazionale, tutti gli insediamenti ebraici in Cisgiordania, ovvero nei territori occupati da Israele nella guerra del 1967, sono illegali, ma per la giustizia israeliana Beit El è un insediamento «legale». Anche per la giustizia israeliana, tuttavia, la zona denominata Beit El B è illegale, un’espansione non autorizzata, costruita su terra appartenente a un villaggio palestinese: ma da 25 anni l’ordine giudiziario di demolire la casa di Zarviv (e altre nel medesimo quartiere) non è stato ottemperato. Secondo le associazioni per i diritti umani, la demolizione di massa delle case dei palestinesi rimaste in piedi dopo i bombardamenti – verificata da una recente inchiesta della Bbc che ha messo a confronto foto via satellite – costituisce un crimine di guerra.
OT- issimo
Da social:
c’è una foto del pilota Cocciolone, tutto sagagnato (cit.) dopo essere stato abbattuto in Iraq.
Sorvoliamo sui commenti politici… mi colpisce invece il commento di un tale dal cognome polacco che dice che il pilota italiano “assomiglia agli iracheni ” e da inizio a una serie di commenti (di non italiani) su come gli italiani siano fatti, se siano più o meno bianche, una serie di semplificazioni storiche su nord e sud Italia, i Romani (erano olivastri! No erano bianchi!) i barbari ecc.
Lo noto non perché sia inconsueto, ma al contrario perché è quasi la regola: se si parla di italiani, gli stranieri devono saltare su a dire come siamo fatti o come dovremmo essere fatti.
Mentre non mi risulta niente del genere per francesi, tedeschi, cecoslovacchi, danesi, vattelapesca…
La prima cosa che mi viene da pensare è che gran parte dell’Europa sia ancora parecchio complessata verso l’impero romano…
La seconda, che generazioni di ignoranti e semicolti italiani hanno seminato in giro una serie di iper semplificazioni campanilistiche che poi gli stranieri hanno preso per oro colato, anche perché servivano a lenire il loro complesso
(Una cosa è criticare Giulio Cesare, un’altra è prendersela col discendente di un qualunque ostrogoto o berbero…)
https://youtube.com/shorts/NPoIqA6eyXo?feature=shared
“Tutto è stato svalutato relativamente”
(È la fine della sicurezza sociale?)
Lyn Alden.
Ebbene sì. Ho il sospetto di essere stato l’unico italiano a comprare il suo libro “Broken money” e ne porto ancora i segni.
Comunque dice una cosa molto universale e onnicomprensiva. Se la tua moneta è sopravvalutata allora il tuo ineluttabile destino sarà di subire un processo di deindustrializzazione. Quello che è capitato agli Stati Uniti è prima ancora alla Gran Bretagna
Ma ora il dollaro si sta svalutando.
C’è anche un problema demografico
un po’ in tutto il mondo.
E allora si mette in moto un altro meccanismo automatico che è la fine della sicurezza sociale
Come da video il link
Destra e Sinistra non sembrano attrezzare per questo.
Ci vuole il post-capitalismo.
Roba seria. Non maquillage.
Ho detto.
Tra i vari errori, come da video IN link
https://www.rinnovabili.it/green-building/materiali-e-tecnologie/batteria-termica-mattoni-elettrici/
Gli e-bricks. Non Stati, ma mattoni termici.
Forse potrebbero funzionare.
Tra poco entrano in produzione
Calore ad alte temperature per industria.
Per i soliti 4 pilastri della civiltà, così dicono
Acciaio, cemento, fertilizzanti, plastica
Per me è roba inutile se non dannosa.
Quindi la scoperta non mi entusiasma per niente.
Oh!
Da Telegram:
VIETATO CRITICARE ISRAELE
✍️ Il disegno di legge della Lega (presentato più di un anno fa) in merito alla repressione dell’antisemitismo sbarca in commissione Affari Costituzionali, e pare piuttosto preoccupante.
📖 Si vuole adottare una definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance👉https://holocaustremembrance.com/resources/working-definition-antisemitism , che negli esempi esplicativi cita espressamente “negare al popolo ebreo il diritto all’autodeterminazione, ad esempio, sostenendo che l’esistenza di uno Stato di Israele è un atteggiamento razzista” , “paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti”; e “ritenere gli ebrei collettivamente responsabili delle azioni dello Stato di Israele.”
⛔️ Il testo del disegno di legge prevede “misure per contrastare la diffusione del linguaggio d’odio antisemita sulla rete internet” e che “Il diniego all’autorizzazione di una ri-
unione o manifestazione pubblica […] può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge.”
Non ditelo agli elettori della Lega, che fa battaglie per la libertà di espressione e poi propone questa schifezza antidemocratica a favore di uno Stato genocida.
Questa spazzatura va bocciata o ritirata! Segui @lafionda
Il piano delle élite europee è il seguente:
Spendere un sacco di soldi presi in prestito per sistemi d’arma inutili, intascarne una parte e investirla all’estero.
Spingere la Russia alla guerra commettendo un genocidio contro la popolazione russa ovunque sia concentrata in gran numero (Estonia, Lettonia, Lituania, Transnistria, Cipro, la stessa Russia).
Subire una sconfitta umiliante e dichiarare la resa incondizionata.
Fuggire in un paradiso tropicale e godersi le proprie ricchezze illecite, lasciando che i russi cerchino di mitigare la conseguente catastrofe umanitaria.
https://lesakerfrancophone.fr/le-plan-de-guerre-astucieux-de-leurope
Come la pensa un russo.
Habsburgicus
“ipotizzo -ma potrei sbagliarmi (Mirkhond ne saprà di più)-che i Winspeare fossero una famiglia irlandese al servizio dei Re di Spagna donde passarono a Napoli forse appunto sotto Carlo III (1734-1759)”
Da quel poco che ne so, i Winspeare sono di origine inglese (Yorkshire) ed emigrarono nel Regno di Napoli nel XVIII secolo, perché cattolici. Non so di cosa si occupassero in Inghilterra.
ah, quindi appartiene al filone ultra-minoritario degli inglesi cattolici che gravitavano anch’essi verso la Spagna (o altre Potenze cattoliche)….
grazie
Sui Winspeare ho trovato questo:
https://www.nobili-napoletani.it/Winspeare.htm
E questo:
https://www.nobili-napoletani.it/Winspeare-Genealogia.htm
Le notizie di stamattina dal Fatto Quotidiano…
La Destra al potere:
“Solo i migranti possono sostenere l’economia”: il report del governo per motivare l’ingresso di 497mila regolari
La relazione tecnica al decreto flussi firmata dal sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano: “Manodopera indispensabile (…) di difficile reperimento nel nostro Paese”
Le notizie di stamattina….
Dazi, Trump torna a minacciare la Ue: “Salgono al 35% se non investite negli Usa”. Non ci saranno esenzioni per vino e altri alcolici
Il presidente ha anticipato che la prossima settimana verranno annunciati nuovi dazi su semiconduttori e chip. E le tariffe sui prodotti farmaceutici potrebbero arrivare fino al 250% entro un anno e mezzo.
[…]
Complice il forte calo delle importazioni di beni di consumo, a giugno il deficit commerciale statunitense si è ridotto del 16%, a 60,2 miliardi di dollari: segno dell’impatto già visibile dei dazi sull’economia globale.
Miguel,
Hai visto che inizia a capire che gli hanno dato una mezza sola?
Ripeto, per me hanno solo comprato tempo, per fare cosa non lo so, forse aspettano che muoia
Come è stato giustamente sottolineato, gli Stati europei non possono obbligare i privati a investire negli Stati Uniti; ma si sono impegnati a farlo. E se non mantengono il loro impegno, non vedo perché gli Usa debbano mantenere l’impegno a tenere i dazi a “solo” il 15%.
Interessante per la Toscana la minaccia all’industria farmaceutica.
Forse, è questa è pura speculazione, si sono detti “tanto quel vecchio matto una scusa per fare quel che vuole la trova prima o poi, inutile fare un vero accordo che non rispetterà“ (ricordo sommessamente che in questa assurda guerra commerciale iniziata dagli Stati Uniti, sono loro i primi ad avere infranto accordi esistenti con il mondo intero)
Per roberto
“Forse, è questa è pura speculazione, si sono detti “tanto quel vecchio matto una scusa per fare quel che vuole la trova prima o poi, inutile fare un vero accordo che non rispetterà“”
Il problema è capire, al di là di quello che immagino sia uno striminzito comunicato stampa, esattamente che cosa abbia firmato la VDL.
Ho trovato questo comunicato stampa non troppo striminzito
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_25_1930
Nota l‘ultimo paragrafo
“The political agreement of 27 July 2025 is not legally binding. Beyond taking the immediate actions committed, the EU and the US will further negotiate, in line with their relevant internal procedures, to fully implement the political agreement.“
Per roberto
“Ho trovato questo comunicato stampa non troppo striminzito”
Grazie! Ottima base di discussione.
Spesso NON ci indovino, per cui fatemi vantare di questo.
1) Ieri ho scritto questo tra i commenti:
“Non è detto che le capacità che servono per andare al governo siano poi le stesse capacità che servono perché la propria azione politica sia efficace”
Verissimo. Infatti, non credo che Salvini riuscirà a “fermare l’immigrazione”. Ma quasi sicuramente riuscirà a far spendere miliardi di euro per il ponte sullo Stretto. E anche qui, non conta il progetto politico (“fare il ponte” che magari non si farà mai) ma il passaggio dei miliardi dai contribuenti alle imprese private.
In quel senso Salvini è quasi sicuramente bravissimo.
2) Oggi leggo che a) il Governo di cui fa parte Salvini fa entrare un altro mezzo milione di immigrati in Italia; b) “oggi il governo dice l’ultimo sì alla mega opera” del Ponte sullo Stretto; c) il ponte è praticamente impossibile che si possa fare https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/05/27/news/ponte_sullo_stretto-16008870/
Premesso che vale anche per la Sx (vedi Tram e “Passantone” con Matteo Lepore a Bologna) , in Italia ci sono progetti di Mega Opere fattibili solo … se tutta Italia diventasse eXclave della Cina tipo Prato !
… in Cina le Mega Opere tirano su davvero: niente Cattedrali (né Pagode 🫠) nel Deserto.
L’ingegnere Ivan Cicconi, a proposito del Tav, disse l’ultima parola in merito alle Grandi Opere italiane.
“Non si fa l’appalto per fare l’opera, ma l’opera per fare l’appalto”.
Per Moi
“Premesso che vale anche per la Sx”
Sicuro!
Infatti, se io fossi un imprenditore nel campo Passantone, voterei PD
se io fossi un imprenditore nel campo Pontesullostretto, voterei Centrodestra
Se io fossi un cittadino qualunque di sinistra, invece, mi guarderei bene dal votare PD
Se io fossi un cittadino qualunque di destra, invece, mi guarderei bene dal votare Centrodestra
Cmq ora “Al Tranvâj” 😉 ha rubato la scena mediatica al “Passantone” : in effetti, attraversando la città è molto più “invasivo” e paralizzante.
Per Moi
“Cmq ora “Al Tranvâj” 😉 ha rubato la scena mediatica al “Passantone” ”
Non so nulla di quello di Bologna. So che ci sono state molte polemiche a Firenze, per costi, alberi abbattuti e lunghi disagi localizzati legati ai lavori. I più esperti mi dicono anche di errori di pianificazione… banalmente le rotaie obbligano a lavori massicci in caso di necessità di cambiare percorso per qualche motivo.
Comunque a me il tram fa decisamente comodo, quindi taccio.
Credo che almeno per qualche minuto tanta gente abbia vacillato nella Fede Politica.
Anche perché sono “bajûch” 😉 da PNR con tempi stringenti !
In teoria il Tram dovrebbe rilanciare Grand Tour Italia , ex FICO (che è molto sotto con i bilanci)… la “Renziata” 😉 di Oscar Farinetti, noto personaggio.
Farinetti che “si fece il viaggione” che Bologna all’ inaugurazione lo applaudì per approvazione … anziché per Disciplina di Partito.
Miguel: “Comunque a me il tram fa decisamente comodo, quindi taccio.”
Mirabile sintesi del nucleo del problema.
“Comunque a me che da Milano devo andare alla mia casa nel Golfo Paradiso l’autostrada fa decisamente comodo, qundi non taccio: mi ha fatto risparmiare un’ora e mezza di viaggio rispetto a prima.”
…e comunque la tranvia fa decisamente comodo anche a mia moglie.
Il tram a Lussemburgo è stato salvifico
Silenzioso, veloce, praticamente ha eliminato il traffico privato dal centro (non ha proprio senso prendere la macchina)
https://solar.lowtechmagazine.com/2009/07/get-wired-again-trolleybuses-and-trolleytrucks/
Nulla contro il tram, ma il filobus è meglio
Un filobus (o “filo senza binari”) può essere definito in due modi: come un autobus elettrico alimentato da cavi aerei, o come un tram (o “tram”) che viaggia su pneumatici in gomma. In ogni caso, questa combinazione di autobus e tram è il mezzo di trasporto (motorizzato) più ecologico esistente al mondo.
Il Filobus
Come tutti gli altri veicoli elettrici (auto, treni, tram), un filobus non produce gas di scarico, è più efficiente dei veicoli con motore a combustione interna e può essere alimentato da energia rinnovabile. Il filobus, tuttavia, presenta interessanti vantaggi rispetto ad altri veicoli elettrici.
Quali?
Non è meglio un autobus elettrico, che non ha il vincolo dei fili e può andare ovunque?
@ PEUCEZIO
Eh, ma purtroppo i motori elettrici non hanno molta autonomia tra una ricarica e l’ altra …
I vantaggi sono elencati nell’articolo.
Derivano principalmente dal non dover portare in giro delle enormi batterie che poi necessitano di costose strutture di ricarica.
E poi il filobus va in salita come sul piano e non avendo il peso delle batterie frena meglio in discesa.
Gli svantaggi derivano dalla dipendenza dai cavi sospesi.
I filobus più “intelligenti” utilizzano soltanto una piccola batteria per spostarsi da una linea di cavi all’altra, così si semplifica l’infrastruttura e tutto fila più regolare.
Il tram è sempre meglio del filobus: minori costi di esercizio, maggiore accessibilità, maggiore capacità, superiore compatibilità con le aree pedonalizzate, minori consumi (è su rotaia).
Meglio il tram o il filobus?
Il filobus ha bisogno solo dei cavi elettrici per essere messo in funzione
Il tram necessita di ben altri lavori e di altri tempi. Con costi di infrastruttura chiaramente molto maggiori.
Le rotaie del tram sono pericolose per i ciclisti perché le ruote della bicicletta ci finiscono incastrate e il ciclista si può infortunare
Se il tram è di dimensioni maggiori del filobus è probabile che in certe strade avrà poco spazio per transitare.
A me sembra che in un contesto cittadino che comprenda anche la politica, il filobus sia più spendibile.
Il filobus non è mai la scelta migliore, in nessuno scenario.
Scenario a bassa frequentazione: vuoi un mezzo flessibile, che richieda un basso investimento iniziale e nessun intervento infrastrutturale. Qui vince l’autobus.
Scenario ad alta frequentazione: vuoi un mezzo capiente, che richieda bassi costi di esercizio e che sia prevedibile (perché interagirà con pedoni e ciclisti). Qui vince il tram.
Per ruote delle biciclette, visto che fare le ciclabili pare un tabù, esistono coperture gommate.
https://www.reddit.com/media?url=https%3A%2F%2Fpreview.redd.it%2Fso-apparently-in-basel-switzerland-they-are-trialling-v0-0gx64he5yv991.png%3Fwidth%3D1080%26crop%3Dsmart%26auto%3Dwebp%26s%3Dc785591db4f9b2bcc3c70186b4f59ccfe5e28404
Tarvisii
L’autobus sarebbe quello da sostituire, non quello che sostituisce.
Per quanto riguarda il tram, se i binari si materializzassero con un colpo di bacchetta magica, sarebbe l’ideale.
Siccome non si materializzano, allora è improbabile che si proceda a costruirli.
E si resta fermi all’autobus.
Quindi mi sa che a te (ti) piace l’autobus.
Tra qualche mese, si vota anche alle Regionali in Toscana.
Ho seguito da vicino come si stanno formando le liste del Centrosinistra.
Conoscete qualche posto sul mare dove si sta bene a ottobre?
Grecia, Creta…
Intendeva in Toscana … attenzione ⚠️ a Rosignano :
sembra (!) un’ azzurrissima spiaggia da Maldive MA è per effetto della Solvay !
Tra l’ altro l’ impianto che c’è là dietro sembra la Centrale Nucleare di Springfield nei Simpsons
😱
Giustificazione del perché la VDL è andata al campo di golf di Trump a firmare la resa: era l’unico modo per essere sicuri che non finisse la guerra in Ucraina.
https://www.politico.eu/article/us-trade-deal-eu-donald-trump-ursula-von-der-leyen-france-germany-criticism-tariffs/
Sul serio.
https://youtube.com/shorts/nwWUmRFliT8?feature=shared
Patate sotto il fieno o la paglia e seminate direttamente sull’erba 2
Il tentativo di combattere la Russia attraverso sanzioni secondarie contro i suoi clienti è destinato a fallire.
Possiamo quindi aspettarci ulteriori attacchi alle spedizioni marittime legate alla Russia.
https://lesakerfrancophone.fr/letau-des-sanctions-secondaires-se-resserre
👁👁 what? Non ho capito.
In Francia un tizio si è acceso una 🚬 sigaretta con la Fiammella 🔥 del Milite Ignoto …
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/parigi-arrestato-luomo-che-si-era-acceso-sigaretta-con-fiamma-milite-ignoto_2d3QvEugRoIRDJYQ2kmu49
Arrestato
Profanation : un homme de nationalité marocaine, Hamdi Hakim, arrêté pour avoir allumé sa cigarette avec la flamme du Soldat inconnu
Un individu a suscité l’indignation en profanant la tombe du Soldat inconnu à Paris, utilisant la flamme du souvenir pour allumer une cigarette. Interpellé, il a reconnu les faits et sera présenté à la justice.
https://www.frontieresmedia.fr/societe/profanation-sous-larc-de-triomphe-un-homme-hamdi-hakim-arrete-pour-avoir-allume-sa-cigarette-a
Scopro adesso che il tizio è di origine Magrebina … questo aggiunge simbolo al simbolo.
In pratica è un reato simbolico.
Ammetto di essere una pessima persona ma sta cazzata mi ha fatto ridere
Le ceneri della buonanima di Adolfo si rivoltano nell’aria…
The Telegraph ci fa sapere:
“PIÙ DELLA METÀ DEI TEDESCHI NON VUOLE COMBATTERE PER IL PROPRIO PAESE – The Telegraph (https://www.telegraph.co.uk/world-news/2025/08/04/half-germans-would-not-fight-country/)
Secondo un sondaggio condotto per la televisione tedesca RND, il 59% degli intervistati ha dichiarato che «probabilmente» o «certamente» non difenderà la Germania in caso di attacco.
Solo il 16% dei tedeschi è «certamente» pronto a prendere le armi per difendere il Paese, mentre un altro 22% ha affermato che «probabilmente» lo farà.
Questi dati rappresentano un serio problema per il Ministro della Difesa Boris Pistorius, che guida gli sforzi per il riarmo della Germania e per trasformarla in una forza militare europea chiave dopo decenni di sottofinanziamento dell’esercito, osserva l’articolo.
A luglio Pistorius ha presentato un piano per arruolare annualmente 40.000 giovani nella Bundeswehr. Secondo il comando, il numero dell’esercito dovrebbe crescere almeno fino a 260.000 persone entro il 2035. È inoltre previsto un aumento della riserva da 60.000 a 200.000 persone.
L’esercito tedesco ha affrontato per decenni difficoltà nel reclutamento del personale, in parte a causa del senso di colpa per la partecipazione della Germania alla Seconda Guerra Mondiale, nonché per la diffusa opinione che il Paese non abbia più bisogno di un esercito. La leva è stata abolita nel 2011 perché estremamente impopolare, sottolinea l’articolo.
In conclusione, il giornale osserva che problemi simili si riscontrano anche in altri Paesi. In Italia, un sondaggio analogo ha mostrato che solo il 16% dei cittadini è disposto a difendere il proprio Paese, nonostante l’aumento della spesa per la difesa del 46% negli ultimi dieci anni.
Nel Regno Unito, esercito e marina non raggiungono quasi ogni anno gli obiettivi di reclutamento dal 2010, secondo i dati del governo. Le ragioni sono salari bassi, cattive condizioni nelle caserme militari e un generale calo di interesse dei giovani per il servizio militare.
@ Martinez
“Pistorius”
Reintrodurranno la leva obbligatoria. Poi al primo scontro finirà come l’Esercito Nazionale Afghano contro i talibani. Le basi USA spareranno qualche colpo ma si troveranno isolate al primo Oreshnik che ne avrà polverizzata una. E tutto questo castello di carte della NATO crollerà su se stesso, ritirandosi giusto oltreManica.
(In Ucraina le diserzioni fanno effetto soltanto adesso, ma loro hanno avuto otto anni di indottrinamento banderista fra il golpe e l’Operazione Speciale. Noi no.)
Mi spiace solo per i Polacchi e i Baltici, che si ritroveranno senza retrovie.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Reintrodurranno la leva obbligatoria.”
Calcolando che l’Europa è Genderinclusiva. E quindi includeranno nella leva obbligatoria non solo mio figlio, ma anche mia figlia.
Compro già la tomba doppia (credo che si risparmi), o si fa la cremazione e via?
Crosetto ha detto che non reintrodurrà la leva in Italia.
Non so quali siano le motivazioni ufficiali, ma il motivo vero è che gli ufficiali e i generali italiani NON hanno mai voluto il servizio di leva, che gli era stato imposto prima dalle guerre, poi dalla guerra fredda…
ma ancora di più dalla paura della sinistra di un esercito di professionisti di destra, strumento in mano a possibili golpisti.
Ai generali italiani la prospettiva di una (contro) “rivoluzione dei garofani” italiani non è mai piaciuta.
La sinistra ci sperava.
Poi la destra ha sempre sognato quelle minchiate che piacciono alle destre, i “guerrieri”, i “professionals” e via sboronando.
Quando il sogno macho della destra si è unito al sogno mammistico dell’italiano medio (“figlio mio lontano da casa per un anno! e non mangia neanche le verdure!”) si è avuto il miracolo della sospensione della naja.
No, Crosetto non tornerà indietro solo per fare una stupida guerra…
dai tempi di Tolstoj (ma da sempre) si sa che il soldato sta benissimo… in tempo di pace!
Inoltre, un solo sistema missilistico fa guadagnare molto più di otto milioni di baionette.
Stupendo, mi era sfuggito…
Dieci anni fa, Netanyahu disse che la buonanima di Adolfo voleva solo far emigrare altrove gli ebrei, proprio come lui oggi propone di fare con i palestinesi.
Poi è arrivato il Mufti di Gerusalemme, che ha convinto il povero crucco a passare al piano B, lo sterminio totale, “se no vengono tutti in Palestina”.
La cosa più bella è la reazione tedesca, che la Germania ha un Merito Salvifico Universale, quello di essere sempre in penitenza con il Ditino Imparatore eretto:
“Durissima anche la replica della Germania: “La responsabilità dell’Olocausto è tedesca, non si riscriva la storia”, ha dichiarato l’ex cancelleria Angela Merkel.”
https://www.ilgiornaleditalia.it/news/esteri/722860/netanyahu-sionista-negazionista-shoah-invenzione-palestinese-hitler-non-voleva-sterminare-gli-ebrei-lo-ha-fatto-su-ordine-del-mufti-di-gerusalemme.html
““Durissima anche la replica della Germania: “La responsabilità dell’Olocausto è tedesca, non si riscriva la storia”, ha dichiarato l’ex cancelleria Angela Merkel.””
Un ebreo qualunque si permette di rubare ai tedeschi ciò che li rende unici!
Fantastico… o tremendo… o incredibile…
siamo oltre l’assurdo. I tedeschi che vogliono assolutamente sentirsi in colpa, Netanyahu che giustifica il povero Baffetto, Hamas che pubblica le immagini dei prigionieri rapiti israeliani per convincere la metà del paese che odia Netanyahu a far finire l’assedio, e Netanyahu che le sfrutta per continuare l’assedio…
io non credo che la Storia sia decisa dai vincitori.
Sarà così, sicuramente, quando ci sono dei vincitori.
Ma in questi momenti di caos totale, credo che la Storia, i fatti, gli avvenimenti, siano sempre gli stessi, solidi, visibili.
A parte qualche particolare (saranno 50.000 morti o 70.000? ecc.) le cose fondamentali sono le stesse per tutti, non è che si può mettere in dubbio più di tanto.
ma per ognuno hanno un significato diverso.
Una cosa che non c’entra, ma a mo’ di esempio.
Circola il video del tizio romano esasperato che non riesce a prendere la metro e caccia a pedate i “pellegrini” messicani che rispondono cantando la canzone più brutta del mondo, Imagine di John Lennon.
i commenti: ovviamente i romani (e io che vivevo a Roma quando è morto Woytila…) lo capiscono e lo difendono;
gli stranieri non capiscono e chiedono “ma come, tanto la metropolitana ha le sue corse regolari, ogni tot minuti ce n’è una… ” dimostrando di non aver capito un cazzo;
poi ci sono quelli che credono che sia razzista;
poi ci sono i messicani che “noi siamo la raza migliore del mondo”, “abbiamo vinto (cosa??) noi dimostrando che siamo pacifici”, ma anche “noi messicani siamo così, ahah ci piace esasperare la gente ci fa ridere” (è anche il paese con più omicidi al mondo, fate le vostre considerazioni…)
e infine gli americani che ripetono “e mentre fa tutto questo porta una maglietta di Chicago!” come se la cosa avesse qualche senso….
https://presskit.it/2025/08/06/meno-alberi-piantati-in-italia-di-quelli-bruciati-o-tagliati-per-i-parchi-eolicimo-o-solari-il-5g-litalia-che-finge-di-avere-una-politica-ambientale/
Meno alberi piantati in italia di quelli bruciati o tagliati per i parchi eolici o solari, il 5G…: l’Italia che finge di avere una politica ambientale
Andrea Ilari (CNR) smaschera l’ipocrisia verde di un Paese che continua a consumare suolo e parole
L’Italia ama raccontarsi come “green”. Ama le campagne per piantare alberi, i proclami sulle città sostenibili, i tweet ministeriali con le foglioline. Ma dietro la retorica ecologista, c’è la cruda realtà dei numeri. «Il consumo di suolo in Italia aumenta con un ritmo pari a 20 ettari al giorno». A parlare è ancora una volta Andrea Ilari, dirigente di ricerca del CNR, e il quadro che delinea è a dir poco disarmante.
Ventiquattro ore. Venti ettari. Ogni giorno, in Italia, sparisce una porzione di territorio pari a circa 30 campi da calcio sotto cemento, asfalto, lottizzazioni, capannoni e speculazioni edilizie. È un trend folle, incompatibile con qualsiasi discorso sul cambiamento climatico o sulla salvaguardia dell’ambiente. Ma, evidentemente, la schizofrenia politica è diventata la regola: da un lato si firmano protocolli per il clima, dall’altro si continua a costruire senza criterio, alimentando frane, alluvioni, isole di calore e desertificazione.
Certo, ogni tanto arriva qualche annuncio: «Nel 2023 ci dicono che sono stati messi a dimora in Italia oltre 2,4 milioni di alberi – è una cosa importante», riconosce Ilari. Ma subito dopo arriva il colpo di realtà: «Però sono purtroppo bruciati nel 2024 40 mila ettari di territorio, quindi questo significa che non si sta facendo nulla per cambiare la politica ambientale del nostro Paese».
Appunto: si piantano alberi, ma si lascia bruciare l’Italia. Le foreste scompaiono, i boschi ardono ogni estate sotto il peso del cambiamento climatico e della mancata prevenzione. E il rimboschimento – che dovrebbe essere una politica sistemica, continuativa e protetta – diventa una foglia di fico buona per le conferenze stampa.
E non è solo questione di CO₂, spiega Ilari: «Il rimboschimento è importante per l’ambiente, per il consumo di anidride carbonica, ma anche per una vivibilità delle nostre città». Ma chi ha a cuore la vivibilità, in un Paese dove l’interesse immediato vale più della salute collettiva? Dove si tagliano alberi per “riqualificare” le piazze e si costruisce anche dove il terreno frana?
Non basta piantare qualche milione di alberi se poi si lascia che il fuoco, il cemento e l’inerzia politica li cancellino. Serve una visione. Una strategia. Un’azione coerente e coraggiosa. Ma soprattutto serve la volontà di dire basta a una politica ambientale che esiste solo nei comunicati stampa.
Nel frattempo, i dati bruciano. E con loro, anche i nostri boschi.
“di quelli bruciati o tagliati per i parchi eolici o solari, il 5G”
Dove parla di parchi eolici o solari e di 5G?