La guerra che mise fine a tutte le guerre

H.G. Wells, come abbiamo raccontato qui, aveva esaltato la Grande Guerra come The War to End War, la “guerra per porre fine a ogni guerra”.

Con un secolo e qualcosa di ritardo, aveva ragione: noi nel 2032 abbiamo vissuto la Guerra che mise davvero fine a tutte le guerre.

Di umani siamo sopravvissuti in tre: Hans Krieger, tedesco; Ivan Vojnov, russo; e il sottoscritto, che ha intervistato gli altri due. Poi c’eravate voi che mi leggete, ma ormai siete nell’aldilà.

Siamo tutti e tre maschi, per cui la pace è da ora in poi garantita.

D. Conosciamo tutti il famoso Scambio degli Ultimatum e come andò a finire, ma raccontatemi la causa vera della guerra

IVAN: “La guerra fu in realtà voluta dalla Von der Leyen, Bomber Lying, ‘la bombardiera che mente”, che volle realizzare il progetto dei suoi avi nazisti di trasformare la Russia in una terra di saccheggio per la razza germanica”.

HANS: “La guerra fu in realtà voluta da Putin il Dittatore, uno psicopatico che voleva realizzare il progetti dei suoi avi mongoli di trasformare l’Europa in una terra di saccheggio per le orde d’Oriente”.

La guerra, come si sa, iniziò in Estonia

HANS: “L’estone, assieme all’inglese, fu la Lingua Primordiale d’Europa, prima che venisse invasa dai russi.

Ma gli agenti di Putin in Estonia hanno furbescamente utilizzato il russo, scritto in caratteri illeggibili per le persone civili, per tramare contro il legittimo governo europeo dell’Estonia – il Ministero degli Interni dell’Estonia ha raccolto centinaia di post scritti in lingua russa dove si parlava male del governo estone.

E poiché l’Estonia era un’arrendevole e ingenua democrazia europea, non prese misure serie, fino al giorno in cui fu trovato un post su Instagram, in criptogrammi cirillici, dove si invitava a tifare, nei campionati di calcio, contro la squadra lettone contro quella della propria patria.

Fu solo allora che il governo estone si trovò costretto a vietare l’uso anche in privato della lingua russa e per aiutare i russofoni a guarire, mise il Russian language detector, prodotto in Cina, sui loro smartphone, che multava con dieci euro ogni parola in russo.”

La squadra nazionale di calcio dell’Estonia

IVAN: “Un terzo degli estoni era di madrelingua russa. Fu la Bomber Lying a ordinare agli estoni di perseguitare chi parlava la lingua più antica d’Europa, il russo (quante altre lingue europee hanno ancora un Caso Strumentale?), anche in casa, dove venivano spiati elettronicamente per vedere come parlavano.

Per questo il governo russo inviò al regime estone la Lettera di Invito alla Libertà Linguistica, non poteva restare indifferente di fronte ai diritti di una piccola minoranza coraggiosa.”

HANS: “Il Dittatore Putin aveva mandato un feroce ultimatum al libero governo della piccola Estonia, minacciandone la sovranità.

Noi europei non abbiamo voluto restare indifferenti, di fronte alla sorte di un piccolo popolo coraggioso. Abbiamo solo voluto garantire le basi della civiltà, inviando alla Russia un Invito alla Pace Inclusiva, che il Dittatore Putin ha respinto.”

IVAN: “La Bomber Lying aveva mandato un ordine alla Russia, ‘disarmatevi entro ventiquattr’ore o vi attaccheremo’. Abbiamo solo voluto garantire le basi della civiltà, difendendoci.”

Per l’unica volta, avevano ragione gli antichi – Si vis pacem, para bellum.

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1.307 risposte a La guerra che mise fine a tutte le guerre

  1. PinoMamet scrive:

    Non so se c’entra, ma come libro-sotto-l’ombrellone (anche se in realtà sono in città… diciamo libro senza pensieri, da ferie) sto leggendo Caccia a Ottobre Rosso.

    Beh, uno di quei libri di cui si può dire che il film è più bello 😉

    Tom Clancy è appassionato di dettagli tecnologici, che danno credibilità alla narrazione, ma che risultano poco chiari e a tratti farraginosi: alla fine si riesce a seguire la strategia del comandante sovietico Ramius e dei russi e americani che gli danno la caccia perché si è già visto il film, che ne dà una versione ultra-semplificata ma almeno chiara.

    Ma il problema non è questo; non è neppure l’evidente anticomunismo dell’autore, scontato in un anglo-americano, ma sempre un po’ esagerato per un italiano che ha avuto sott’occhio il PCI per anni;

    no, il problema vero del libro, che impedisce di goderlo anche a un appassionato di cose navali come il sottoscritto, è che Clancy (come Forsyth e altri autori anglosassoni) ha una visione deformata al limite del parodistico dei russi e della cultura russa.

    Neanche del comunismo o dell’Unione Sovietica: proprio dei russi, che, tolti ovviamente i protagonisti e antagonisti, che devono avere delle doti da temere, per il resto sono un branco di ubriaconi, rozzi, e naturalmente razzisti

    (ricordo un libro del rodesiano Wilbur Smith- che non solo era rodesiano, ma era anche evidentemente razzista, del razzismo che piace agli inglesi cioè “questa tribù di neri è fatta di personae nobili eroiche e fedeli soldati dell’Impero britannico, l’altra sono dei rozzi pelandroni sottosviluppati e infatti hanno voluto l’indipendenza”- bene, un libro di questo rodesiano bianco , dove l’inviato sovietico in Africa era descritto come rozzo e razzista…)

    nel film, il capitano fa credere all’equipaggio che la destinazione finale sia Cuba, creando entusiasmo;
    nel libro anche, ma l’autore si affretta a farci sapere che Ramius è stato davvero a Cuba e sa che la vita laggiù è terribile… 😀 😀 😀
    cioè, uno che ha i colleghi finiti in gulag per errore non loro (anche qui… non è che nell’URSS finivi sempre e comunque in un gulag, eh?) trova terribili le condizioni di vita di Cuba????

    Ora, non siamo di fronte a un capolavoro della letteratura, ed è chiaro.

    Ma siamo di fronte a un libro che doveva rispecchiare quello che doveva pensare il lettore americano-e-inglese medio
    (in tutti questi libri di spionaggio si celebra la ferrea alleanza tra americani e inglesi, descritti come leggermente sportivamente rivali, ma in fondo fratelli, e migliori del resto del mondo, che compare solo come avversario- l’URSS- o, al massimo, come brevissima comparsa).

    Clacny poi ha anche la fissazione per i nerd laureati in qualche università prestigiosa e appassionati di calcoli e computer, un’ammirazione che sconfina nel feticismo…

    per fortuna il film elimina totalmente la parte inglese, e trasforma uno di questi nerd in un simpatico afroamericano…

    giudizio complessivo: è pure troppo spesso per metterlo sotto a un mobile che balla…

    • Francesco scrive:

      Uno delle mie lettura di formazione, in gioventù. Il film è troppo superficiale e semplicistico!

      I “dettagli tecnici” sono il 90% della storia e il principale motivo per leggerlo!

      PS Clancy non era anti-russo, era solo anti-comunista. Forse un tantinello troppo ma siamo alle misurazioni micro-metriche ex posto.

      PPS e ho pure imparato cosa è la cavitazione, leggendolo.

      😀

      • PinoMamet scrive:

        Non era antirusso??
        Forse dovresti rileggerlo… 😉

        Comunque riuscire a rendere una vicenda sia realistica che avvincente non è facile… e lui non ci riesce 😉
        ahò, so’ gusti!

        • PinoMamet scrive:

          a parte il razzismo più o meno esplicito dell’autore, e la sua fissazione con i nerd analisti, direi che è il tipo di libro che necessiterebbe di mappe, schemi e apparato di note…

          che non ci sono 😉

          per cui il lettore deve appunto andare a memoria con il film, che gli serve da “mappa mentale”…

          • Francesco scrive:

            No no. Io lo ho divorato ben prima che uscisse il film senza nessun problema.

            Certo, il fatto di essere un giovane Nerd molto appassionato di tecnologie militari potrebbe avermi aiutato!

            Secondo me non era razzista contro i russi, era solo che il comunismo promuoveva i peggiori ai posti di comando!

            😉

            • Francesco scrive:

              Mi spiego: a me se dici “Akula” veniva la bava alla bocca …

            • PinoMamet scrive:

              ..il comunismo promuoveva i peggiori.. secondo lui.

              E poi dovresti rileggertelo, non c’è niente da fare, è proprio razzista e pieno di pregiudizi.

              All’epoca può darsi che in America passassero per normali, ma peggio me sento…

              • Francesco scrive:

                Senti, sto leggendo The Lord of the Rings in inglese, poi avrei una decina di libri recentemente acquistati … ultimi 5 anni intendo.

                Non so se ce la faccio a trovare Clancy e rileggerlo!

                PS sul fatto che il comunismo reale sia stato un sistema che tendeva a privilegiare gente difettosa mi sa che aveva ragione Clancy. Un pò come il fascismo o oggi Trump.

                Ciao

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @martinez

    Il fatto che da quando esiste la storia scritta la guerra sia sempre presente e le tracce archeologiche di combattimenti nell’Europa precedente all’uso della scrittura mi convincono che la guerra sia intrinseca della natura umana. Forse è un mezzo che ha la Natura per impedire che una sola specie prevalga su tutto, una specie di sicura che scatta a intermittenza per la salvaguardia dell’ambiente. L’evoluzione stessa seleziona tramite la competizione i gruppi meno combattivi. Noi somigliamo più agli scimpanzé che agli oranghi. Se fosse così, allora dovremmo sperare di non incontrare mai alieni, e lo stesso naturalmente loro con noi. Sheckley diceva che le razze della Galassia si classificano in base alle armi che hanno. Niven ci ha scritto su un intero ciclo narrativo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • tomar scrive:

      Andrea Di Vita:
      “ guerra … intrinseca della natura umana. Forse è un mezzo che ha la Natura per impedire che una sola specie prevalga su tutto, una specie di sicura che scatta a intermittenza per la salvaguardia dell’ambiente.”

      Mai come riguardo all’uomo si dovrebbe allora dire che la natura è cieca, visto che la sua capacità distruttiva si è sempre più indirizzata verso l’ambiente, durante le guerre ma ancor più in tempi di “pace”, altro che salvaguardia.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tomar

        “cieca”

        Infatti l’evoluzione è un orologiaio cieco, come dice Dawkins: va avanti a mettere toppe, selezionando quella che di volta in volta è la soluzione meno inadatta a sopravvivere e trasmettersi alla discendenza.

        “verso l’ambiente”

        Perché essendo cieca la Natura più che madre verso di noi e’, leopardianamente, matrigna. Di noi non si cura, e noi possiamo sopravvivere solo coalizzandoci contro di essa. Facendo attenzione tuttavia non segare il ramo cui siamo appesi. Il guaio è che siamo talmente presi a bastonarci a vicenda o a minacciarci a vicenda di bastonarci che alla natura non ci badiamo più.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • paniscus scrive:

      “Noi somigliamo più agli scimpanzé che agli oranghi. “—-

      E grazie, gli oranghi non hanno il branco, la comunità, il “villaggio”, nemmeno se nomade ma comunque compatto.

      I maschi adulti sono sostanzialmente solitari e si avvicinano ad altri conspecifici solo nelle fasi favorevoli all’accoppiamento, le femmine, a maggior ragione, dopo essere rimaste incinte si tengono alla larga dai maschi e allevano i figli da sole (anche per parecchi anni consecutivi).

      I giovani rimangono con la madre appunto per diversi anni, anche se questa nel frattempo ha avuto altre gravidanze e altri figli, poi durante l’adolescenza si separano i ruoli, e le figlie femmine aiutano la madre ad accudire i fratellini, per fare esperienza di maternità, mentre i giovani maschi attraversano una fase intermedia di “piccola comunità di gruppo”, con dei compagni che non sono necessariamente parenti, prima di disperdersi e tornare a fare i solitari come i loro padri e nonni.

      Gli scimpanzé, i gorilla e i bonobo, invece, fanno quasi sempre un gruppo fisso, anche parecchio numeroso, con delle dinamiche sociali, gerarchie e riconoscimenti che durano per tutta la vita, sia per i maschi che per le femmine. Mi pare ovvio che noi assomigliamo più alle specie sociali che a quelle solitarie, anche se ci sono grosse differenze tra una specie e l’altra…

      • mondo parallelo scrive:

        Per colmo di ironia, lo sviluppo della
        coscienza empatica è stato reso possibile solo da un consumo
        sempre maggiore di energia e risorse naturali, che ha condotto a un
        drastico deterioramento della salute del pianeta”.
        Jeremy Rifkin

  3. Moi scrive:

    Putin è stato eletto dal suo popolo … la Bomber Lying 😁 NO.

    • Francesco scrive:

      “eletto” mi pare un verbo completamente inadatto, in questi casi!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Anche Carlo V era eletto: la parola dice poco sul come…

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        cioè quando la gente vota e quello che prende più voti vince tu che parola usi?

        • Francesco scrive:

          Dipende dal contesto: se c’è un solo candidato, se c’è un solo candidato che può fare propaganda, se il voto è pubblico, se ci sono candidati esclusi con ragioni speciose, se ci sono candidati messi in galera da giudici compiacenti, se ci sono candidati ammazzati da chi è al governo …

          sai, a volte quella del voto è una pantomima organizzata da chi è al potere per farsi bello.

          Ciao

        • PinoMamet scrive:

          Quando Francesco ha ragione, bisogna dargliela (la ragione!!)

          Anche in Bulgaria tenevano le elezioni…

          (È per questo- e qui credo che Francesco non mi sega- che dico che gli USA non sono proprio una democrazia.
          Poi magari io esagero per foga e sbaglio io, come sempre quando si esagera.
          Però caspita, una democrazia con due soli partiti, che dicono al 90% le stesse cose, che dipendono tantissimo da chi è in grado di sborsare milioni e milioni di dollari per finanziare le costosissime campagne elettorali, con un sistema di voto che sarebbe un complimento definire precario e facile ai brogli, oltre che non rappresentativo numericamente della volontà degli elettori….

          insomma, ci vuole una gran buona volontà a definirla un modello di democrazia!)

          • PinoMamet scrive:

            Errata: non mi segua!

            • Francesco scrive:

              In effetti mi pare che tu esageri. Un pochino.

              Ogni giorno di meno, temo.

              🙁

              PS rimane che non ho nulla contro il bipartitismo e che apprezzo molto il sistema istituzionale statunitense. E pure certi vezzi anacronistici, tutto sommato, non sono così male.

              Ci risentiamo se eleggono sindaco di NY un bimbominkia socialista e islamista. Per festeggiare!

    • Maffeia scrive:

      Vorrei ricordare che alle elezioni del 2024, la Von der Leyen era Spitzenkandidaten per il Partito Popolare Europeo. Il PPE ha ottenuto la maggioranza relativa, ed il Parlamento ha nominato lei presidente, come era stato indicato prima delle elezioni.
      Quindi è stata eletta dal popolo europeo in regolari elezioni.

      • Francesco scrive:

        Lei non ricordi fatti che collidono con le narrazioni!

        Qui si inventa e si crea, mica si guarda alla realtà.

        Ciao

  4. mondo parallelo scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2025-07-13/the-trouble-with-copper-tariffs/

    Il rame secondo Kurt Cobb.
    Finalmente qualcosa di reale in questo mondo Ipnocratico.
    La capacità di condurre grandi guerre (e non solo) dipende anche dal rame e dalle terre rare.
    Poi si sa che gli eserciti vanno a petrolio.
    Tutta roba oramai scarsa.
    Che poi dopo che hai prodotto il carro armato privando della sanità un milione di pensionati arriva un drone da cento euro e te lo scassa.
    E quindi? Ma arco e frecce, naturalmente.
    Al massimo balestre.

    • mondo parallelo scrive:

      So per certo che c’è gente che gioca alla guerra.
      Ti sparano con proiettili di gomma e vieni a casa tutto pieno di lividi.
      Per certi è un gioco appassionante.
      Ma non si sa se soddisfi sufficientemente gli istinti guerrieri. Magari li alimenta ancora si più.

      • mondo parallelo scrive:

        https://wri-irg.org/en/story/2024/martial-mining-links-between-global-extractivism-arms-trade-and-warfare

        Il martial mining.
        Non è roba da poco.
        Il suo epicentro è la City di Londra.
        E questo dice già molte cose.
        🍄
        Kelebekiano
        Esposizione chiara e diretti in stile emiliano.
        Stefano Vernole.
        Altrimenti ci si esaurisce il cervello senza riuscire a venirne fuori.

      • roberto scrive:

        Mp

        “ So per certo che c’è gente che gioca alla guerra.”

        Se ti riferisci al paintball, l’ho fatto un paio di volte ed è molto divertente 🙂

        • PinoMamet scrive:

          Per un video musicale a una band di metallari (fate un po’ voi i conti di quanti secoli fa stiamo parlando)
          contattammo uno di questi gruppi di giochi di guerra.

          I metallari dovevano essere rivestiti di tute tipo SWAT, che poi erano tute blu da trattorista/giardiniere/operaio, comprate al magazzino del bricolage e ritinte in nero dal sottoscritto.

          Sia i metallari che i guerrieri del week end si rivelarono dei normalissimi e innocuissimi ragazzotti di provincia, quelli che parlano di calcio, mangiate in compagnia e simili.
          Non che mi aspettassi niente di diverso.

          • roberto scrive:

            In effetti le persone con le quali ho giocato sono normali 😁 ho scoperto che un tizio che lavorava con me aveva fatto il servizio militare in Algeria per non so quanti anni e era uno sniper…ci ha massacrati 🤣🤣🤣

  5. Francesco scrive:

    Miguel

    per essere uno che rimprovera spesso gli altri di essere fissati con la guerre 1939-1945 non pensi di essere fissato con la guerra 1914-1919?

    😉

    • tomar scrive:

      Francesco:
      Miguel

      per essere uno che rimprovera spesso gli altri di essere fissati con la guerre 1939-1945 non pensi di essere fissato con la guerra 1914-1919?

      Citofonare Karl Kraus.

      • Francesco scrive:

        Gli intellettualoni fissati che la Grande Guerra gli aveva spiegato tutto della vita … il bello (o il brutto) è che poi è venuta la Guerra Ancora Più Grande. E poi la Bomba.

        • tomar scrive:

          Francesco: “ Gli intellettualoni fissati che la Grande Guerra gli aveva spiegato tutto della vita”

          Ci dici magari qual è il tuo intellettuale (non one) di riferimento al riguardo? insomma un aiutino per poterci adeguare al tuo livello?

          • Francesco scrive:

            Bella domanda! e non facile rispondere.

            Come guida nella vita? potrei buttare lì un Socrate, per il paio di cose che mi ricordo di lui. Poi Alessandro Manzoni e Dante Alighieri.

            Il sempiterno Omero.

            Tra i moderni, Tolkien e Guareschi. E Clint Eastwood, naturalmente. Quando viene utile, uso pure Karl Marx.

            😉

            • tomar scrive:

              Francesco: “Bella domanda! e non facile rispondere.”

              Più che non facile impossibile se non si è capita la domanda: cosa c’entrano Dante, Manzoni e Socrate con punti di vista diversi da quelli di Kraus, come ti richiedevo, riguardo al significato della prima guerra mondiale?

              • Francesco scrive:

                non avevo capito!

                la mia obiezione è che qualunque giudizio sul mondo che nasce dalla Grande Guerra è inficiato ab origine perchè dopo ne hanno fatte altre, e pure più grandi.

                E anche molto diverse dal punto di vista della narrazione, il che lascia in braghe di tela pacifisti, moralisti, espressionisti e autori di aforismi.

                Ciao

              • Francesco scrive:

                Tolkien, invece, va benissimo.

                Lui l’aveva fatta, quella guerra.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “per essere uno che rimprovera spesso gli altri di essere fissati con la guerre 1939-1945 non pensi di essere fissato con la guerra 1914-1919?”

      Vanno semplicemente messe in ordine le cose.

      E’ bello o è brutto ammazzare un uomo di una certa età e la sua compagna a colpi di mitra e poi appenderne i cadaveri a testa in giù, accanto a quelli di un importante intellettuale di sinistra e del figlio di un noto sanscritista?

      Se decidiamo che la storia inizia il 28 aprile del 1945, a Piazzale Loreto, non c’è discussione. E’ puro, incomprensibile sadismo umano.

      Se andiamo indietro nella storia di qualche anno, scopriamo che anche il signore di una certa età ne aveva combinate diverse, e che a causa delle sue scelte, qualche milione di italiani aveva perso, se non la propria vita, quella di qualche parente.

      E vediamo che c’è una linea retta che parte dalle scelte fatte nel biennio 1914/15 da quel signore, ancora non calvo.

      Prima del 1914, il suo destino era ancora indefinito. E lo stesso vale per un paesaggista austriaco dal baffo con il taglio tipicamente alpino, che solo allora sarebbe diventato un caporale.

      Ecco perché è fondamentale come ci schieriamo rispetto al 1914/15.

      • tomar scrive:

        Miguel: “Ecco perché è fondamentale come ci schieriamo rispetto al 1914/15.”

        Appunto.

      • Francesco scrive:

        Prima del 1914 in destino era indefinito o definito a seconda della nostra filosofia della Storia (o del nostro umore).

        Ciao!

      • PinoMamet scrive:

        “Prima del 1914, il suo destino era ancora indefinito”

        Eh ho capito, ma a me per esempio (non lo dico per polemica, lo penso davvero) pare che molte cose si sono definite con la guerra franco-prussiana: per esempio, l’unità d’Italia e la nascita del sionismo… e i prodromi della Prima Guerra Mondiale!

        se andiamo indietro, credo che arriviamo alle proverbiali Guerre Puniche 😉
        (e in realtà… più indietro ancora)

  6. mondo parallelo scrive:

    https://www.artberman.com/blog/saudi-arabias-oil-strategy-is-about-power/

    Un articolo difficile da capire a una prima lettura.
    Anche perché Berman sarà pure un grande geologo, ma secondo me non ha molto il dono della chiarezza.
    Ci sono la finanza occulta, il petrolio occulto nonché la geopolitica occulta.
    Stati Uniti e Arabia Saudita.

    • mondo parallelo scrive:

      https://www.open.online/2025/07/15/bazooka-arma-segreta-stati-uniti-unione-europea/

      Quelli che “trattiamo sui dazi’ e quelli che no.
      Occhio che così si spacca l’Europa.
      Non che ispiri molta simpatia, ma per l’America sarebbe il solito “divide et impera”.
      Non bisogna trattare sui dazi.
      Perdi il mercato americano?
      Pazienza. Ti rifarai da un’altra parte.
      Pure l’America avrebbe molto da perdere in un simile scontro frontale.

      • Francesco scrive:

        Esatto. Ma ricordati la dimensione temporale: a da passà a trumpata.

        Meglio fare conti di lungo periodo allora e portare pazienza.

        • mondo parallelo scrive:

          https://www.rinnovabili.it/clima-e-ambiente/cambiamenti-climatici/adattamento-climatico-guidare-il-cambiamento-partendo-dai-giardini-privati/
          Ha da passare la Trumpata
          Mah, il lupo cambia il pelo ma non cambia il vizio.

          Io nell’attesa che l’America crolli dopo aver rotto i coglioni al mondo e prima di lei l’Impero Britannico, lancerei la politica dei giardini ecologici. Ci sono studi in questo senso.
          Giardiniere! Il mondo è nelle tue mani. Fatti valere!

          • mondo parallelo scrive:

            Non solo si potrebbero eliminare parte delle cementificazioni nei giardini, ma piantando alberi, questi assorbirebbero l’acqua in eccesso per effetto delle violente precipitazioni e la rilascerebbero lentamente contribuendo a prevenire ke inondazioni e a ripristinare le falde.
            L’albero farebbe ombra e se da frutto produrrebbe anche cibo.
            Robert Hart, creatore del food forest stimava che a Londra ci fossero 100.000 giardini potenzialmente una foresta di un milione di alberi.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non sono sicuro che nel “backyard” della casa a schiera tradizionale inglese ci entrino dieci alberi, però.

              • mondo parallelo scrive:

                10 alberi

                Nel mio giardino, in circa 200 mq tengo mi pare 12 alberi da frutto e una grande betulla, e resta spazio per un orto e un prato
                La betulla deve essere potata da un professionista o con carrello (400 euro) o di quelli che salgono con l’imbracatura da alpinisti. (200 euro).

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Abiti in una casa a schiera tradizionale londinese?

              • mondo parallelo scrive:

                Certo!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “temporale”

          Non possiamo permetterci di aspettare che crollino, per scrollarci gli USA di dosso.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Ma nessuno vuole scrollarsi gli USA di dosso, dobbiamo solo liberarci di Trump, l’arci-anti-americano!

            😉

            A volte sei un pò ingenuo, caro Andrea

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “Trump”

              Nessuno? Chiedilo a chi si troverà a pagare per gli ottocento miliardi da dare alle industrie d”armi USA. Non crederai mica che passato Trump le cose cambino?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Spero di no: l’Europa sta fregando sulle spese militari da decenni, spero che Putin abbia dato una bella svegliata, definitiva.

                Anche perchè l’alternativa è essere lì come Cartagine con Roma, alla mercè della buona volontà dell’interlocutore.

                Tutto sommato persino Trump potrebbe aver fatto una cosa buona, ora che mi ci fai pensare meglio!

                PS passato Trump mi aspetto che le cose tornino alla paradisiaca storia post-1945. O che collassino in frettissima.

                PPS e nonostante quello voi anti-yankee siete sempre uno sputo di minoranza, nocivi ma pochi.

              • mondo parallelo scrive:

                Le spese militari europee sono condizionate dal costo delle armi che è schizzato alle stelle.
                Circa
                Per avere un’arma contro la Russia la devi comprare dagli Stati Uniti i quali comprano i materiali dalla Cina. E sempre la Cina manda armi alla Russia per vie traverse.
                È come se la Cina combattesse un po’ contro se stessa.
                Io sono contro, per modo di dire, nel senso che li trovo sbagliati
                -americani
                -russi
                -cinesi
                -europei
                -turchi
                -israelian
                -iraniani
                E potrei andare avanti a lungo
                Provo una certa simpatia per il Bhutan.
                Vorrei formare una setta segreta mondiale di rivoluzionari giardinieri con tanto di rito in lingua bhutanese antica e strumenti musicali bhutanesi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Mondo Parallelo

                “Vorrei formare una setta segreta mondiale di rivoluzionari giardinieri”

                Evviva!

              • mondo parallelo scrive:

                Riassunto Candido di Voltaire

                coltivare il proprio orto”, cioè accettare il proprio destino e i propri limiti e darsi da fare senza ricercare risposte che non si possono trovare.

                Sbagliato!

                Coltivare il proprio orto voleva dire proprio
                le testuali parole prese alla lettera.
                Voltaire era un appassionato giardiniere.

                Vado giù a mangiare qualcosa.
                Maledetta insonnia

              • mondo parallelo scrive:

                https://youtu.be/8xOSBeMsa_0?feature=shared
                Ci sono due musiche in Bhutan
                Una è tipo questa.
                Un blues del delta in versione orientale
                L’altra sono canzonette melense con batteria
                elettronica stile Rap.
                Comunque Bhutanesi stanno bene. Sembrano in forma.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “paradisiaca”

                Portella della Ginestra
                I morti di Reggio Emilia
                Junio Valerio Borghese
                Italicus
                Piazza Fontana
                Placido Rizzotto

                Me lo ricordo, il tuo “paradisiaco” post1945.

                Capisco la johnwaynite, ma tu stai messo proprio male male male.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                il mondo reale non è mai perfetto.
                Neppure quello capitalista. Lo so.

                Ma tu proponi il comunismo! qualcosa che sta al capitalismo come il Milan all’Inter, benchè nel male: almeno due categorie superiore!

                Mi sarebbe facile risponderti con la storia dell’instaurazione e mantenimento dei regimi comunisti nei paesi dell’Europa orientale, tra l’altro. E con ben altri ordini di grandezza! o bassezza?

                Ciao

  7. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Solo adesso ho colto l’ironia! Bravo!

    Hans=Ivan= Giovanni, nome generico

    Krieg(er)=Voin(ov)=Guerra

    Se c’era un Greco scrivevi (traslitterato) Ioannis Stratiotes, se invece c’era un Polacco Jan Wójnowicz.

    Il bello è che in Italiano corrisponderebbe (alterazioni vocaliche legate all’étimo) a Giovanni Guareschi!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Non mi ero mai posto il problema dell’ origine del cognome Guareschi … però a una breve ricerca pare più legato all’ idea di “guaritore” …. “a guaréss”.

      • PinoMamet scrive:

        …mah, io mi fido poco delle etimologie online e pochissimo di quelle fatte da appassionati di culture locali privi di adeguata formazione.

        Nei dialetti emiliani-romagnoli, e nel dialetto parmense specificamente, ci sono tanti modi per dire che uno guarisce, più colti (al dotòr, o dutùr, insomma, il dottore) o più popolari (al medgon, la medgon’na, il medicone, la medicona: guaritore o guaritrice popolare)…
        “il guaresco” non l’ho mai sentito dire da nessuno e non ha particolarmente senso.

        Trovo anche molto banalizzante e un po’ triste voler trovare un senso immediato in dialetto a qualunque cognome locale.

        Logicamente un senso i cognomi ce l’avevano, ma in molti casi si è ampiamente perso nel corso dei secoli

        cito alcuni cognomi locali: Sesenna- forse etrusco!- Mainardi, Sighinolfi, Gandolfi, Gandolfini, Faroldi- quasi sicuramente germanici- Terenziani, Cassi- latini- Apollinari- greco o latino- Meteori, Ermogene, Protogene- greci…

        nessuno di questi ha “senso” in dialetto, e manco in italiano, fatte salve le ovvie etimologie greco-latine di alcuni…

        Guareschi, con il tipico nesso gu- del longobardo, che rende la w di altre lingue germaniche, e il comune suffiso indoeuropeo -sk che indica provenienza o appartenenza, mi pare abbastanza sicuramente di origine germanica.

      • mondo parallelo scrive:

        Guareschi=guerreschi?
        Spiegebbe in parte anche il carattere del soggetto

        Ho visitato Brescello e dintorni durante un viaggio con bicicletta lungo il Po.
        Ovunque sempre una gran puzza di liquame.
        Non molto lontano c’è anche il paese di Ligabue pittore. Gualtieri.
        C’è pure Guastalla
        Non c’era un’anima viva.
        Avevano caricato i maiali in macchina ed erano andati tutti al mare.

      • PinoMamet scrive:

        Ricordo anche Zatorri, spagnolo o giudeo-spagnolo, e la già da me citata signora Olas, che poi (da ricerche del sottoscritto) discenderebbe da un signor ungherse che si chiamava… italiano 😉 , Olasz (forse legato ai militari ungheresi passati al servizio del Regno d’Italia e stanziati appunto da queste parti come primo degli Ussari di Piacenza, poi Cavalleggeri di Piacenza)

  8. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    C’ è un’ intervista a Dawkins in cui lui è costernato circa il Movimento LBTQecc …

  9. habsburgicus scrive:

    @chi interessa
    con mia sorpresa, ho visto che le ferrovie nazionali ucraine ancora tengono treni regolari da Kramators’k (sic ! è nella parte del Donbas che sfugge a Putin, nuovo capoluogo ucraino dell’oblast’ di Donec’k per il resto quasi tutto occupato da Putin..a due passi dal fronte e dalla Putinlandia) sino a Kyiv Paszhyrs’kyj….vendono pure i biglietti online e hanno un sito in inglese (non crediate sia così scontato :D)…..se vi interessa, un biglietto in I classe (almeno per gli stranieri non sono previste classi inferiori) costa 986 hryvne (20, 18 E) 😀 😀
    https://booking.uz.gov.ua/en/search-trips/2214110/2200001/list?startDate=2025-07-17
    https://booking.uz.gov.ua/en/search-trips/2214110/2200001/list?startDate=2025-07-17

  10. Peucezio scrive:

    Per Habsb., Mauricius e quant’altro,

    i miei due concittadini sulle recenti vicende in ambito liturgico:

    https://www.youtube.com/watch?v=mwawKPBUYpg

    • Peucezio scrive:

      Che poi per motivi diversi ho conosciuto anche di persona.

      • habsburgicus scrive:

        grazie…molto interessante..
        mi fa piacere che Giannuli che, come sai, stimo molto (non ho il piacere di conoscerlo ma mi sono incrociato con lui in una diretta su Ucraina ed Est, avevamo scambiato qualche opinione e forse, molto molto vagamente, si rammenta ancora chi sia io 😀 :D) dica la sua sul rito antico….è un laico, di sinistra (ma quella seria, da farci tanto di cappello) e quindi le sue opinioni sono doppiamente importanti perchè estraneo all’atmosfera autoreferenziale, soffocante e chiusa di molti “tradizionalisti” (non tu !)

        • Peucezio scrive:

          Anche in ambito cattolico conosco diversi “modernisti”, cioè gente legata al rito nuovo e più in generale alla dottrina postconciliare, che trovano assurde e inutilmente divisive (a maggior ragione in un’epoca di emorragia di fedeli) le restrizioni sulla messa antica.

          Io come sai vieterei quella nuova, ma lo farei in modo pragmatico, graduale e sostituendola con momenti non strettamente liturgici o sacramentali che abbiano caratteristiche simili.
          Come dire, se la gente ha bisogno della conferenzina o delle frasette un po’ insulse e melense, perché non dargliele, purché non veicolino idee eretiche e purché il Sacrificio sia invece celebrato degnamente, come Cristo comanda (detto in senso veramente letterale)?

        • Peucezio scrive:

          È da un po’ che seguo Aldo su questi temi e ho notato che ha criticato spesso gli eccessi autoritari e le derive di Bergoglio, ma mi ha stupito in queste occasioni che sottolineasse come la messa nuova sia stata fatta in larga misura per facilitare il dialogo e l’intesa coi protestanti (cosa che non viene mai abbastanza sottolineata).
          Lui non lo dice come cosa negativa, ma per sottolineare i due pesi e le due misure (atteggiamento conciliante con le altre chiese e di chiusura e ostilità verso i cattolici che amano il rito antico), ma il fatto che il cuore stesso dell’azione sacra, della vita spirituale, sia fatto non per onorare al meglio Cristo ma per compiacere gli eretici è altissimamente significativo.

          • PinoMamet scrive:

            “non per onorare al meglio Cristo ma per compiacere gli eretici”

            …ma scusa, Peucè, ma non pensi mai che magari la Chiesa cattolica non voleva compiacere gli eretici, ma dialogarci?

            Cioè, mi sembra che tu veda la cosa in maniera:

            1- schematica: il Cattolicesimo la pensa così, il Protestantesimo invece in quest’altro modo. E ha torto.
            Mentre, da Ratisbona (mi riferisco ai colloqui che precedettero il Concilio di Trento, non al discorso di Ratzinger) in poi, la Chiesa cattolica non ha fatto che tentare di dialogare con il nascente movimento protestante, e da questo dialogo si siano definite in seguito le rispettive dottrine.
            In un certo senso, la Chiesa cattolica come la conosciamo… ieri, cioè prima del Vaticano Secondo, non è meno giovane del protestantesimo, ed entrambi figli di Trento, ma forse questo per te sarebbe un po’ troppo da digerire…

            fermiamoci col dire che se la Chiesa avesse voluto condannare i protestanti senza se e senza ma, bastava una bolla.
            I Catari li hanno fatti fuori senza tante storie, i Templari (che non erano manco eretici, ma ce li hanno fatti passare) pure.
            Non hanno avuto bisogno di decenni di dibattiti.

            2- strategica: i protestanti, gli eretici, sono nemici, e vanno condannati; dialogare con loro è segno di debolezza.
            Mentre mi pare che la Chiesa abbia- strano a dirsi 😉 – una prospettiva teologica, cioè: vediamo se, muovendoci all’interno di quello che ormai è il dogma, alcuni suggerimenti o riflessioni dei protestanti non possano essere invece giuste e condivisibili;
            e soprattutto una prospettiva dialogante, cioè: vediamo se possiamo fare qualche passo verso di loro, nella prospettiva non della “conquista”, ma dell’unità della Chiesa…

            da non cattolico eh? Però vivo in Italia, “non possiamo non dirci…” ecc.

            • Peucezio scrive:

              Al di là che i protestanti erano molti di più dei catari, diffusi in molti più paesi e sostenuti da molti più principi e potenti, quindi purtroppo non era facile sterminarli tutti senza incorrere in conseguenze (ma le guerre di religione si sono comunque fatte)…

              Ma non ho mai capito che diamine intendete con “dialogo”.

              Al di là che qui si parla di liturgia, quindi non vedo proprio la pertinenza, ma proprio non capisco cos’è il dialogo e che scopo ha.

              Il dialogo con un’altra confessione può significare due cose:

              1) dialogare per definire questioni pratiche. Prendo atto che, anche se sei in errore e contribuisci alla dannazione di milioni di anime, esisti e quindi, se non posso eliminarti, devo trovare accordi con te sul piano pratico: in uno stato in cui sono presenti entrambe le confessioni, magari anche nelle singole città e villaggi, come ci si organizza per non pestarsi i calli a vicenda? Cose così…

              2) Ho dei dubbi sul fatto che ho ragione io e allora mi confronto con te. Ma in un regime di esclusivismo questo non vale. La Chiesa Cattolica si definisce e si propone come unica depositaria dell’ortodossia cristiana, cioè della trasmissione fedele della Rivelazione, del messaggio di Cristo. E chi si pone per scelta e per suo stesso statuto in opposizione alla Chiesa Cattolica Romana non può che essere nell’errore, nella mancata comunione con Cristo. Quindi sul piano teologico non ci può essere nessun dialogo.
              Se la Chiesa recedesse da questo principio di esclusività cadrebbe nell’eresia e rinnegherebbe la sua stessa essenza.

              Che è esattamente quello che ha fatto col Concilio Vaticano II: ha rinnegato Cristo.

            • PinoMamet scrive:

              Beh, mi sembri confermare appieno la descrizione del tuo atteggiamento che ho fatto… 😉

              Ma cosa voglia dire dialogo religioso è presto detto: la Chiesa non ha avuto mai la pretesa di definire tutto lo scibile umano, neppure in ambito teologico, lasciando ampi spazi a interpretazioni diverse; spazi che, all’epoca, erano ancora più larghi.

              Amplissimo poi il campo di manovra, per così dire, in materia liturgica, e quasi sconfinato, soprattutto all’epoca ma in realtà ancora oggi, in materia di disciplina e organizzazione della Chiesa.

              In tutti questi campi (quelli lasciati liberi dal dogma cioè) si può tranquillamente discutere e anche dar ragione all’interlocutore…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Beh, mi sembri confermare appieno la descrizione del tuo atteggiamento che ho fatto… 😉 ”

                Certo, perché io ho ragione. 🙂

                “In tutti questi campi (quelli lasciati liberi dal dogma cioè) si può tranquillamente discutere e anche dar ragione all’interlocutore…”

                Discutere sì.
                Dialogare con chi professa eresie su temi invece dogmatici o comunque definiti una volta per tutte e/o con chi non è, per scelta deliberata, in comunione con Roma, ma, anzi, vi si contrappone, no.

                Poi, certo, se dice che esiste Dio, che Gesù è suo figlio ed è Dio stesso, ecc. ecc., si conviene con lui, ma non c’è bisogno di dialogo: ‘ste cose la Chiesa le sa già.

                Circa le questioni aperte, non definite, che senso ha discutere con i non cattolici, che, avendo come base una visione eretica, anche se per caso capitasse che su qualcosa c’imbroccassero, in generale non potrebbero che portare confusione?
                Tanto vale discutere fra cattolici.
                Non vedo proprio l’utilità del tipo di discussione di cui parli.

                Quanto alla liturgia, certo che è sempre stata variabilissima. Ma dentro certi binari. È il novus ordo che ha livellato dall’alto imponendo un unico rito inventato a tavolino che rompe con tutte le forme di liturgia occidentali e orientali dei due millenni precedenti.

              • Peucezio scrive:

                Peraltro la discussione su questioni non definite presuppone un consenso su quelle già definite.

                Cioè che senso ha discutere con qualcuno con cui non condividi quelle basi che per te sono essenziali e fondative?
                Le sue opinioni sulle questioni aperte saranno naturalmente consequenziali a quelle sulle questioni chiuse.
                È come se un evoluzionista discutesse sui dettagli dell’evoluzione con un creazionista.
                O viceversa.

              • PinoMamet scrive:

                Ci sarebbero tante cose da obiettare (il fatto è che tu hai la tendenza a scrivere tanto, dando per scontato appunto… di aver ragione 😉 )

                Ma mi concentro sulla liturgia.

                Ancora non ho capito se c’è qualcosa di scritto e definito che dica “se girate l’altare verso i fedeli, la transustanziazione non avviene ”
                (E mi stupirebbe assai…) e allora posso anche capire tutto lo scandalo…

                O se più semplicemente è unacosa che “non sta bene fare”perché assomiglia a quello che fanno i protestanti, e allora tutto il clamore sulla questione, ed altre simili, mi sembra la classica tempesta in un bicchiere d’acqua, e per di più suscitata per ragioni pretestuose.

                Io ho sempre avuto l’impressione, te lo dico chiaramente, che in tutta la polemica contro il novus ordo le ragioni teologiche contino pochissimo, come contano pochissimo nella polemica degli ortodossi contro Roma, e siano poco più di un paravento per questioni di politica ecclesiastica (la Chiesa deve “trionfare ” contro questo o quel gruppo…)

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                fra il dogma e l’irrilevanza teologica c’è di mezzo tutto un mondo, una gamma infinita di posizioni e possibilità.

                È evidente che in sé il guardare verso il popolo non invalida il sacramento (altrimenti nelle antiche basiliche romane non ci sarebbe stato).
                Il punto è tutta l’impostazione, tutto l’insieme, che è palesemente antisacramentaled e orientato alla messa come cena, come momento di riunione, come agape e non come sacrificio, quindi stravolgendone la natura.
                E questo viene esplicitamente dichiarato nell’Institutio del 1969: in pratica la Chiesa ha ufficialmente presentato il nuovo messale dicendo che la messa è una cena e omettendo la sua natura sacrificale (lì credo siamo di fronte all’eresia piena).

                Quindi, sì, la questione è principalmente teologica.

              • PinoMamet scrive:

                Ehm… quindi no, la teologia non c’entra niente, visto che come dici tu, l’orientamento non inficia ecc.

                Poi, da babbano, penso che la Chiesa possa permettersi di non ripetere sempre quello che è ovvio a tutti i cattolici…

              • Peucezio scrive:

                Non ho capito questa logica.
                La messa è fatta di formule, gesti, simboli.
                Che possono esprimere più o meno adeguatamente i significati teologici.
                Esprimerli in modo pessimo e lontanissimo da come dovrebbero essere espressi non significa necessariamente esprimere in forma esplicita contenuti in contrasto con la teologia cattolica (benché con l’Istitutio direi che si è arrivati anche a quello).

                Comunque non riesco mai a capire perché tutto ciò ti preme così tanto.

                Da non cattolico vuoi far passare per cattolico ciò che è la sua antitesi. Boh…

              • PinoMamet scrive:

                Per me è una questione di logica, prima di tutto.

                Una cosa non può essere insieme X ma-anche-non-X.

                O la messa con l’altare girato “non funziona”
                (in greco “moderno” si dice proprio così, “δεν λειτουργεί”, “non liturge”- anche se si parla del motore della macchina 😉 )
                e allora hanno ragione i sedevacnatisti e compagnia;

                oppure funziona, è tecnicamente valida, e allora il novus ordo è valido, e tutte le altre loro motivazioni si rivelano per quello che sono

                (e che toccano la parte che interessa a me)

                cioè, fondamentale, un sacco di bei pretesti per nascondere la delusione, la rabbia o comunque il dissenso verso il fatto che la Chiesa abbia iniziato a trattare ebrei, protestanti, membri di altre religioni ecc. come esseri umani, e non come “eretici da condannare al rogo”;

                soprattutto per quello che è visto (a torto) come l’abdicazione del ruolo che si vuole per la Chiesa, cioè il sostegno militante a un regime reazionario e di destra.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ora sei tu che confondi la liturgia con la dottrina.

                Io seguo la scuola di pensiero per cui il novus ordo è invalido, ma se ti dovessi dire che ne ho certezza, mentirei.
                Ma le cose non sono solo valide o invalide, sono buone o cattive.
                Mettiamo pure che le formule e i gesti non siano stati alterati in misura tale da invalidare il sacramento.
                Prendi un battesimo: sono validi anche quelli dei protestanti, perché lì basta dire che ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che uso l’acqua e che lo faccio con l’intenzione di battezzare e il sacramento è valido (persino se amministrato da un laico, purché battezzato), ma questo mica significa che lo devo fare vestito di stracci, unto e bisunto, ruttando e bestemmiando, usando come fonte battesimale una tinozza arrugginita e sporca…
                Anche facendolo in questo modo il sacramento resta valido, ma il tutto è molto criticabile.

                Se poi, attraverso il rito, senza invalidarlo, veicolo in tutti i modi contenuti eretici che sminuiscono, pur senza inficiarlo sacramentalmente, il valore sacrificale e la transustanziazione a favore della cena, della commemorazione, della conferenza…

                Quindi, quand’anche fosse valido (e lì lascio la questione aperta), è un rito pessimo.

                Circa il modo di trattare eretici e infedeli, lì siamo all’eresia aperta.

                E non è un caso che gli stessi che hanno fatto un rito pessimo che imita in tutto la cena protestante siano anche eretici sdoganando le sette eretiche e le religioni che non riconoscono Cristo e la sua divinità.

              • Peucezio scrive:

                Aggiungo che l’essenza del rito è sacramentale, ma il rito ha anche una funzione di edificazione delle anime.
                E se un rito è pessimo, dà scandalo o comunque deprime il fervore religioso anziché fomentarlo, è insalubre per le anime dei fedeli, fa danni anche proprio sul famoso piano pastorale cui tanta importanza danno i modernisti (e che comunque ha la sua rilevanza).

              • Peucezio scrive:

                Io comunque continuo a non capire perché vuoi una chiesa cattolica non cattolica.
                Vuoi che si avvicini a voi ebrei?
                E che te ne importa? Cosa ti aggiunge? Avete bisogno della legittimazione dei cristiani?

                Se tu fossi un altro direi che sei il solito ebrei dissolutore che confermi le teorie più complottiste (ma sostanzialmente vere, anche se non nel modo schematico e ingenuo in cui vengono spesso interpretate) sul piano ebraico per distruggere la fede cristiana.
                Siccome ti conosco so benissimo che tutto ciò è sideralmente lontano dalle tue intenzioni, perché possiamo dissentire su mille cose ma sei uno onestissimo, che dici quello che pensi e che non hai certo doppi fini.

                E proprio per questo mi chiedo: cosa te ne cale?

                Per carità, mera curiosità la mia: sei liberissimo di dire la tua su qualunque argomento e ci mancherebbe pure altro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Dialogare con chi professa eresie su temi invece dogmatici”

                Prima che andasse di moda uscire dalla chiesa per capriccio e superbia (vedi i messinlatinisti), il professare verità diverse da quelle dogmaticamente riconosciute è sinonimo di “non essere cattolico”.
                E dialogare con se stessi non è propriamente dialogare.

              • PinoMamet scrive:

                “Io comunque continuo a non capire perché vuoi una chiesa cattolica non cattolica.”

                Io??
                Io preferisco chi dialoga con me, piuttosto che chi mi mette al rogo, e questo credo sia umano.

                Inoltre credo che l’Amministratore Delegato di un’azienda abbia l’ultima parola sulle politiche aziendali, specie se l’azienda lo ritiene scelto dallo Spirito Santo 😉
                (e qui bisognerebbe capire come mai a un certo punto lo Spirito Santo si sia sbagliato, e chi lo decide…)

                Ma soprattutto, ripeto, per me è un problema anche di logica:

                se un rito è valido, è valido, punto.

                Potrai trovarlo pessimo: so’ gusti. Qualcuno evidentemente lo ha trovato ottimo.
                Resta comunque valido.

                E questo vale se prendiamo l’esempio dei cattolici, ma varrebbe se parlassimo dei seguaci del Voudou o dello Shintoismo o dei puristi del tango argentino…
                la logica è logica!

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “il professare verità diverse da quelle dogmaticamente riconosciute è sinonimo di “non essere cattolico”.”

                Appunto.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Trovo un commento che credo renda molto bene la realtà:

      @bzimage75
      15 ore fa (modificato)
      la questione del rito antico coinvolge per nulla la Chiesa “reale” della parrocchie e molto, troppo, la stampa e i giornali. E naturalmente quella sparuta cerchia di cattolici tradizionalisti; I fedeli reali sentono ben altri problemi nella Chiesa. Classico argomento sovrastimando [sic!] oltre ogni limite.

      Credo che renda benissimo la situazione e aiuti a capire l’errore di prospettiva con il quale quelli per cui il cattolicesimo è un “sentito dire” si approcciano al tema. Ma per un motivo molto semplice: non si è cattolici “contro” qualcuno, per cui questo non crea dibattito e non dà visibilità. Sullo spazio mediatico (internet incluso) invece piacciono le cose contro e tutta la polemica contro la Chiesa per la quesitone liturgica (di cui non gliene frega niente a nessuno, nel mondo reale) ottiene una tribuna spropositata.

      • Moi scrive:

        L’ Islam invece più si pone come antagonismo più cresce numericamente … adesso per ovvi motivi come nemici vanno di più gli Ebrei (senza troppi distinguo con i Sionisti) ; ma non solo: come facciano a mettere Goffredo da Buglione e Voltaire dalla stessa parte della barricata, lo sanno solo loro.

      • Peucezio scrive:

        Mauricius,
        provincialismo italiano, dove i giovani ragionano come gli ottantenni dei tempi di Bugnini.
        Il vecchio o il giovane che amano e custodiscono la tradizione sono da ammirare.
        Il vecchio giovanilista è invece squallido e patetico, mentre il giovane che imita il vecchio giovanilista patetico di cinquant’anni prima è addirittura surreale e dissociato, è un giovane che vuole fare il vecchio che vuole fare il giovane: un caso psichiatrico (parlo in generale, niente di personale: diversamente da come fai tu, io non giudico la tua persona perché vai alla messa nuova, né mi permetterei mai di farlo, giudico le tue folli opinioni, quelle che esprimi qui).

        La realtà è quella per cui le chiese del Novus Ordo si svuotano, non solo di fedeli, ma pure di preti (lo hai detto tu).
        I fedeli “reali” sono quelli che non ci sono, sono i banchi vuoti.

      • Peucezio scrive:

        Circa l’antagonismo,
        cazzo loro.

        Io non sono contro.
        Io difendo la Chiesa di Cristo e la sua liturgia millenaria.
        E m’incazzo contro chi l’ha abolita, combattuta, stravolta, ostracizzata.
        Critico chi vuole togliere le cose buone, perché purtroppo esiste.
        Magari non ci fosse, così potrei amare le cose che amo senza dover combattere contro nessuno.

        Se poi c’è qualche sfigato che si nutre di odio e contrapposizione – e ce ne sono tanti in tutti i campi – peggio per lui: mi fa pena.

        E non direi proprio che sia un’esclusiva tradizionalista: Bergoglio si nutriva di odio e risentimento e i suoi atti lo attestano.
        D’altronde il modernismo è nato contro la tradizione, mentre la tradizione non è nata contro niente: la tradizione tramanda.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tu – e in genere tutto il movimento che ti sta simpatico – siete semplicemente contro. Altrimenti si farebbero i cazzi loro, banalmente, invece di passare le notti insonni a formulare teorie (indegne di un essere razionale, ma che stanno a pennello su gente che intellettualmente si sovrastima di un bel po’) sui papi formaliter, materialiter, supercazzoliter…
          Questi sono proprio prodotti di chi vuole antagonizzare, ma non può ammetterlo perché pontifica di non poterlo fare.

          • Peucezio scrive:

            Certo, se mi dici che sono contro il novus ordo e che lo voglio abolire, se mi dici che sono contro il Concilio Vaticano II e che voglio riportare la Chiesa a prima di allora, siamo d’accordo.

            Ma non è un essere contro, è amore per l’unica Chiesa di Cristo, che voglio ripristinare.
            È amore per la dottrina cattolica e per la messa cattolica.

            Ma non sono contro nessuno. Ho amici che seguono la messa nuova in buona fede e li rispetto, ho amici preti modernisti che sono ottime persone.

            Bergoglio era un persecutore della messa di sempre, un comunista carico d’odio anticristiano e come tale è degno del massimo disprezzo, ma è un giudizio oggettivo. Gli vanno riconosciuti però posizionamenti geopolitici condivisibili (che non compensano il resto, perché il papa ha una funzione spirituale e pastorale, prima che politica).

            Quando credi in qualcosa, poiché tutte le istituzioni e le posizioni hanno dei nemici, ti trovi inevitabilmente sul fronte opposto rispetto ad altri.

            Ma è una cosa che non mi fa minimamente piacere e non ci godo in nessun modo.
            Fosse per me quella merda di cena protestante non sarebbe mai stata inventata e non ci sarebbe motivo di avercela con nessuno: il mondo è bello e come dice Miguel l’ultima cosa da fare è perdere tempo a odiare e contrapporsi.

            Ma è purtroppo un tratto antropologico fortissimo dell’uomo di destra come di quello di sinistra.
            Non venirmi a dire che la cultura progressista non viva di odio e contrapposizione.
            Che sia un tempo per i padroni (e lì almeno aveva un senso), oggi per il patriarcato tossico e stronzate simili…

            Quanto a te sei l’odiatore viscerale per eccellenza, sei carico di rancore e rabbia ed emerge ogni volta che scrivi su temi liturgici o di fede.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Ma non è un essere contro, è amore per l’unica Chiesa di Cristo, che voglio ripristinare”

            In sostanza, vuoi distruggere ciò che esiste per far nascere (o rinascere) quello che vuoi: ciò che esiste lo vivi come un ostacolo. Sei un odiatore, insomma.

            • Peucezio scrive:

              La Chiesa è indefettibile.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Chiesa, appunto. Però arrogarsi di essere la Vera Chiesa prescindendo dalla gerarchia è un tantino superbo.

              • Peucezio scrive:

                Certo.
                Infatti nessuno si arroga di esserlo e chi lo facesse sarebbe un cretino.

            • Peucezio scrive:

              Che poi, Maurì,
              le tue posizioni sono estremamente ambigue e contraddittorie.

              Mi accusi di settarismo in quanto trovo ragionevole e plausibile la Tesi di Cassiciacum e mi va bene qualsiasi messa valida (non do grande importanza alla liceità, da entrambe le parti, proprio perché detesto il settarismo: non sono un prescrittivista, il rito tridentino mi nutre e se devo peccare per avere nutrimento spirituale il gioco vale la candela: si pecca per motivi molto meno edificanti…).

              E in sostanza la tua accusa è che non sarei in comunione con Roma (proprio il tipo di argomento “tridentino”, che qualsiasi prete o teologo postconciliare non userebbe mai, e vabbè).

              Però poi ci chiami “messinlatinisti” come se il problema fosse solo la lingua ma soprattutto come fossimo degli esteti a scapito della fede, che è esattamente l’accusa che i sedevacantisti fanno ai tradizionalisti rimasti nella Chiesa ufficiale: “voi non badate alle questioni dottrinali, non v’interessa la salvezza della vostra anima, ma vi beate con riti solenni, mentre noi ci arrangiamo nelle nostre cappelline e scantinati, siamo tornati nelle catacombe, perché siamo duri e puri e c’interessa solo la fede in Cristo”.

              Quindi non si capisce se il problema è la liturgia tridentina in sé (che la Chiesa ha usato per secoli e che è ancora lecita e celebrata validamente e lecitamente in tanti luoghi del mondo anche dopo le ultime restrizioni bergogliane e in accordo ad esse), nel qual caso disprezzeresti dei fedeli che assistono a una celebrazione valida e lecita della Chiesa Cattolica, molti dei quali riconoscono anche la validità e la liceità del Vaticano II e della messa nuova.

              O se il problema è il fatto che i sedevacantisti non riconoscono i papi ultimi come tali e quindi li consideri scismatici, ma allora non c’entra nulla la messa “in latino”, c’entra lo scisma.

              Ma non mi pare il problema sia questo, visto che siamo partiti parlando della “Traditionis Custodes”, cioè della messa tridentina nella Chiesa ufficiale.

              “Traditionis Custodes” che ai sedevacantisti non è parsa vera, perché loro odiano le messe tridentine celebrate dai preti della Chiesa ufficiale, in quanto, nella loro ottica, rito valido in mano a celebranti non validi, quindi se va bene nullo, se va male sacrilego.

              Ricordo che l’ottimo Piergiorgio Seveso quando fu eletto Ratzinger stette male per tutta la giornata. Io mi esaltai.

  11. Moi scrive:

    “Dawkins transofobo”. E gli tolgono il premio Umanista dell’anno
    Il celebre biologo contro il “culto transgender”

    https://www.ilfoglio.it/cultura/2021/04/21/news/-dawkins-transofobo-e-gli-tolgono-il-premio-umanista-dell-anno-2272802/

    • Moi scrive:

      Uno slogan usato dall’ odierna “gioventù ricercante” anche in Italia ultimamente è:

      “There are more Ginger than Intersex”

      Quindi, essendo il capello rosso più raro dell’ intersex genetico (che corrisponderebbe alla popolazione mondiale della Svizzera, più o meno …) essere intersex è una mutazione che deve stupire meno del ginger / “roscio” direbbero a Roma.

      • Moi scrive:

        @PANISCUS

        …. Che ne pensi ? Sarebbe, dicono, fatti mera Matematica Statistica, perciò inoppugnabile.

      • Moi scrive:

        SCUSATE : Il contrario ! O CMQ una % estremamente simile, considerando che il numero di persone con cosiddette “anomalie” genetiche è sottostimato: molta gente ignora di averne.
        Mentre i capelli rossi si vedono subito senza nessuna analisi di laboratorio.

        • Moi scrive:

          “Anomalie ” che ora si deve chiamare “Diversità” …

          • paniscus scrive:

            Se è vero che la maggior parte delle persone con tali anomalie NON sa di averle e non se ne rende conto, vuol dire che si tratta di anomalie non gravi, e che non impediscono di fare una vita normale,

            quindi perché dovrebbero preoccuparsi, o perché dovrebbe essere auspicabile uno screening a tappeto per tutti?

      • Moi scrive:

        L’ ordine di grandezza _ che vinca mò l’ uno o vinca mò l’altro 😉_ sarebbe di 1,5% VS 1,7%

        • Moi scrive:

          Cmq mi pare che in termini di salute i capelli rossi siano ininfluenti, mentre le anomalie cromosomiche (pur NON essendo ritenute malattie di per sé …) hanno non di rado conseguenze non certo salutari.

          • paniscus scrive:

            Se non altro, una buona parte delle persone con anomalie cromosomiche non riesce a riprodursi (e fino a pochissime generazioni fa erano anche ad alto rischio di morire nell’infanzia), per cui contribuiscono di meno alla propagazione del difetto alle generazioni successive. Per i capelli rossi, non mi sembra che ci siano fattori che abbrevino la vita, a meno di non vivere in società arcaiche e superstiziose in cui si viene ostracizzati e bullizzati se si ha quel colore…

  12. Moi scrive:

    Intersex variations are statistically more common than having red hair. While both are natural variations in human biology, intersex traits are found in an estimated 1.7% of the population, similar to the prevalence of red hair at 1-2%. However, some studies show intersex traits may be even more common than red hair, with estimates reaching 2 in 100 births, according to Healthdirect.
    Here’s a more detailed breakdown:
    Intersex:
    Intersex refers to variations in sex characteristics, including chromosomes, hormones, and anatomy, that don’t fit typical definitions of male or female. Some estimates suggest intersex variations are as common as 1.7% of the population, with some researchers suggesting a broader definition could push that number higher.
    Red Hair:
    Red hair is a genetic trait, primarily found in people of Northern or Northwestern European descent, with a prevalence of around 2-6%. It’s often associated with the MC1R gene on chromosome 16.
    Prevalence Comparison:
    While the 1.7% figure for intersex is often cited as comparable to the prevalence of red hair, it’s important to note that some studies place the number of clinically identifiable intersex variations much lower. For example, one study suggests a rate closer to 0.018%, according to a study in the National Institutes of Health.
    Visibility:
    Red hair is easily observable, while many intersex variations are not outwardly visible and may not be identified until later in life or through genetic testing.

  13. mondo parallelo scrive:

    Giardinieri al potere

    In Italia abbiamo veramente milioni di ortolani e giardinieri dilettanti senza dimenticare le ortolane e le giardiniere.
    E poi ci sono anche i vari gender giardinieri.
    Giardinieri di tutto il mondo. Unitevi!
    Sradicare i vialetti in cemento per non parlare delle criminali pavimentazioni con autobloccanti. Come i miei vicini che hanno pavimentato centinaia di metri quadrati e ci passano regolarmente sopra col veleno perché non cresca l’erba e non capiscono perché da me ci sia tanta erba. Che poi magari in mezzo ci può essere persino una biscia!
    Certo che c’è! E me la tengo da conto.
    Lucertole, farfalle, api, grilli, cicale, coccinelle, merli. Mi è morto il riccio. Forse ha mangiato un’esca avvelenata per i topi.
    Ma io ho una gatta non mia ma di adozione che i topi li elimina naturalmente.

    • mondo parallelo scrive:

      https://www.greenme.it/ambiente/leroy-merlin-sfalcio-prati-pecore/

      Le pecore per sfalciare i prati.
      Mah…beh……non saprei. Ci devo pensare…..
      Ci sono già le sfalciatrici a spinta….
      No. Secondo me è più roba per la cura degli spazi verdi dei Comuni.

      • roberto scrive:

        DUECENTITRENTA EURI AL MESE!!!!

        Mi devi lasciare la pecora a fine stagione per fare gli arrosticini!

        Il mio tagliaerba sarà costato 300 euri e ce l’ho da 16 anni e non credo che per un’ora di uso ogni 2-3 settimane spendo 230 euri di elettricità

        Piuttosto vado nella fattoria dietro casa e gli dico se mi mettono due pecore nel giardino, tanto già fanno il parco pubblico che è ad un tiro di sputo dal mio giardino

        • mondo parallelo scrive:

          Mia madre ha un giardino di 1500 metri quadrati. Siccome ha 84 anni, viene un giardiniere a sistemare una volta al mese. Non so quanto lo paghi.
          Penso che i 200 euro si riferiscano a un lavoro di una simile entità.
          C’è chi in circostanze simili, tiene le caprette e il somarello. Vedo passando in macchina. Prato perfetto.

      • paniscus scrive:

        “Le pecore per sfalciare i prati.
        Mah…beh……non saprei. Ci devo pensare…..”—-

        E degli escrementi delle pecore negli stessi prati, che cosa ne facciamo?

        Se si tratta solo di prati decorativi e debolmente fotosintetici, mi sta anche bene… ma non credo che la stessa strategia sia applicabile a prati da utilizzare come aree per frequentazione umana all’aperto, oppure come orti da coltivare.

    • Pier Paolo Donati scrive:

      Nel mio giardinuzzo dominato da un fico alto più di dieci metri, con voliera sul ramo sinistro e praticabile con fioriere su quello destro, vi sono farfalle, gechi, tortore, merli con nido fisso (e molte zanzare, purtroppo).

    • Pier Paolo Donati scrive:

      Vorrei rispondere a Mondo parallelo!
      Nel mio giardinuzzo dominato da un fico alto più di dieci metri, con voliera sul ramo sinistro e praticabile con fioriere su quello destro, vi sono farfalle, gechi, tortore, merli con nido fisso (e molte zanzare, purtroppo).

      • mondo parallelo scrive:

        Il fico di 10 metri

        Io ho due fichi, ma li poto di brutto.
        Anche perché il fico (quello che ai mangia) non si conserva. E quindi quasi tutto il raccolto potrebbe andare sprecato.
        Le marmellate io non me le posso permettere, perché ho tendenzialmente la glicemia alta.
        Quindi ho trovato questo escamotage
        https://blog.giallozafferano.it/lapasticciona/2016/07/marmellata-di-fichi-senza-zucchero/
        Marmellata di fichi senza zucchero. Dura poco, ma è molto meglio che azzannare i fichi crudi.
        Comunque un fico alto 10 metri è una pianta
        di assoluto rispetto.

        • Ros scrive:

          mondo parallelo & Pier Paolo Donati:
          “…Anche perché il fico (quello che ai mangia) non si conserva. E quindi quasi tutto il raccolto potrebbe andare sprecato…”

          E’ l’atroce dilemma mio d’ogni fin’estate.

          Due fichi enormi, oramai mostruosi per quanto ad ogni termine d’inverno siano abbondantemente potati.

          Uno fa i fichi verdi, chiari classici, l’altro, il fratello a fianco
          – era a diversi metri ma oggi s’abbracciano fraterni – fa quelli scuri, violacei oblunghi.

          Entrambi dolcissimi da Mellito e sindrome metabolica sicura.

          Ora:
          Io, dio sprecare;

          è una cosa che mi fa come male all’anima e mi disagia assai, pertanto fra un mese e qualcosa dovrò non solo raccoglierne ogni giorno diversi cesti ingrassando le zanzare ma anche poi girare per vicini, amici, estranei e conoscenti bussando casa casa come un testimone di Geova a regalare chili e chili di fichi a chi mi fa la gentilezza di accettare🙄

          Vicini, amici, estranei e conoscenti…
          io che sono solitario e saturnino a tutto piombo e che se ne vedo da lontano per la strada mi nascondo sotto le mascchine volessero mai fermarsi a chiacchierare.

          Costretto ogni anno dai fichi a fare esercizio coatto di socializzazione.

          Che poi sarei pure contento bene o male se li mangiassero i tutti passeri, ma è troppa roba per loro, e per le api, vespe et similia.

          A volte mi consolo pensando che se cascano marci sul terreno faranno pur sempre da concime e compostiera rinnovando il ciclo della vita;
          che niente si crea e niente si distrugge
          e quindi perde per davvero e per peccato.

          Quindi fra uccelli e insetti a pasteggiare e un po’ il terreno a compostare nulla andrebbe davvero peccaminosamente sprecato;

          come in natura del resto avviene parte che da sempre avviene.

          Ma tant’è😳
          so già che mi toccherà riempire cesti e fare il giro delle sette chiese come il matto strambo del quartiere anche quest’anno a – ohibò – socializzare.

          Che fatica vivere la vita senza peccarci contro

          • mondo parallelo scrive:

            Mah, strano, i miei fichi hanno più di vent’anni e mantengono delle dimensioni da alberello…
            Comunque, se si trasforma il fico in marmellata (senza zucchero) metà frutto viene scartato e il resto si riduce con la cottura. Quindi adesso non ricordo bene le misure, ma è probabile che un kg di fichi stia dentro a un paio di vasetti di marmellata. I vasetti si conservano per un paio di mesi.
            I fichi che inevitabilmente cadono, io li rastrello e li copro con erba sfalciata, così non puzzano e non attirano troppi insetti.
            Stessa cosa faccio con le prugne.
            Ho delle piante di kiwi vecchissime che aveva piantato mio padre, e questi sì che fanno delle sporte di frutti.
            Mia moglie porta il tutto al lavoro e viene assegnato all’istante.
            Le mele si conservano per tutto l’inverno.
            Ma la mela è una pianta delicata. Finora non ho mai fatto trattamenti ma negli ultimi tempi diversi frutti sono stati mangiucchiati dalla carpocapsa.

            • Ros scrive:

              mondo parallelo: “ma è probabile che un kg di fichi stia dentro a un paio di vasetti di marmellata”

              a parte che dopo l’averli colti mi toccherebbe pure faticarci a farci la marmellata
              (che non mangio se non in minime quantità, ne io ne i miei gatti)
              poi mi toccherebbe quindi regalare in giro la marmellata;
              e regalare la marmellata è cosa più difficoltosa che regalare i fichi come natura crea visto che la gente è schifiltosa e una cosa cucinata e imbarattolata da chissacchì fa più sospetto e senso.

              Il fattaccio è che da quei due fottuti fichi
              – sono enormi sia d’altezza che d’ampiezza – tra fine agosto e metà settembre c’è da raccogliere quasi 10 chili di fichi a botta ogni 3 o 4 giorni.

              Quei due ficheggiano a grappolate senza vergogna e remore😳
              La maledizione del fico sterile di Gesù Cristo non li tocca mica!

              • mondo parallelo scrive:

                A me le marmellate piacciono non poco.
                Poi, va be’, in famiglia siamo in quattro. Vanno mangiate.
                Ma se il miei due fichi dovessero diventare dei mostri di dieci metri sarei obbligato a tagliarli per forza. Tanto più che uno è in confine.

              • roberto scrive:

                Se uno sconosciuto mi regalasse una cassetta d fichi e/o d barattoli di marmellata diventerebbe automaticamente il mio miglior amico…i fichi viaggiano malissimo e qui nel nord sono una rarità…

              • Ros scrive:

                roberto: “Se uno sconosciuto mi regalasse una cassetta d fichi e/o d barattoli di marmellata diventerebbe automaticamente il mio miglior amico…”

                Qui nella matca trevigiana se uno sconosciuto – che può benissimo essere anche il vicino di casa da venticinque anni – ti suona per regalarti una cassetta di fichi cominciano a pensare che ci sarà qualcosa che vorrai poi da loro; glielo leggi in viso il sospetto.

                Che tu lo faccia perché ti dispiace che tantissimi buoni frutti si perdano senza che nessuno se li goda non pare loro concepibile.
                O forse sono solo io che mi faccio un sacco di paranoie😄

                Fortuna vuole che nel mazzo di vicinanza ne ho scovato due o tre che apprezzano contentissimi, e quindi finisco per dare tutto a loro tre e che ci pensino loro come meglio credano a fare girare.

                Se ti capita di passare da queste parti tra ferragosto e prime settimane di settembre fai qua un fischio e te ne assicuro anche tre di cassette 😀

              • habsburgicus scrive:

                Qui nella matca trevigiana se uno sconosciuto – che può benissimo essere anche il vicino di casa da venticinque anni – ti suona per regalarti una cassetta di fichi cominciano a pensare che ci sarà qualcosa che vorrai poi da loro; glielo leggi in viso il sospetto.

                purtroppo è così in tutto il Nord, caro Ros (magari senza arrivare agli eccessi del Veneto);
                da voi al Sud (credo tu sia originario della nobile e gloriosa Trinacria, se non rammento male) invece è diverso…e in questo il Sud batte il Nord, vi è un’ospitalità e un’apertura di gran lunga maggiore

              • Ros scrive:

                habsburgicus: “purtroppo è così in tutto il Nord, caro Ros…”

                Sai habs,
                è vero che al Nord in genere si è più abbottonati rispetto all’estroversione teatrale di noi meridionali ma nella sostanza credo cambi davvero poco.

                E’ pur sempre questione di individui e non di geografia.

                Ho trovato tantissime persone magnifiche e disponibili anche qui e direi propio che non sono più rare che al sud!

                Forse è soltanto un altro modo di porsi che riguarda solo l’atteggiamento superficiale.

                Faccio un esempio (fra tantissimi davvero) un po’ scemotto di qualche settimana fa che mi ha lasciato col sorriso.

                Compro da un rigattiere un enorme specchio da barbiere di quelli con le luci in fila sopra e sotto degli anni ’70 per la mia piccola palestra casalinga.

                Prezzo quasi regalato visto la scomodità del pezzo e il peso, uno specchio con l’armatura in acciaio cromato di circa 120 kg di peso complessivi.

                L’avevano lì da decenni.

                Difficile anche solo afferrarlo bene per gli angoli taglienti.

                Lo carichiamo in macchina con enormi difficoltà insieme a due commessi, e penso che arrivato a casa dovrò inventarmi chissà cosa per scaricarlo e portarlo dentro.

                Un miracolo dovrò inventarmi🙄!
                Mi arrangerò in qualche modo farò.

                Arrivato al parcheggio riesco a forza di muscoli e disperazione a tirarlo fuori dall’auto appoggiandolo ad essa.

                Ci sono 50 metri di salita e poi il vialetto e le scale prima d’arrivare a destinazione ed è impossibbile afferrarlo bene.

                Mi ci metto con la pazienza eroica del disperato che altro non può fare e lo smuovo dondolandolo per un angolo alla volta passin passetto una decina di centimetri alla volta per la strada.

                Dopo pochi metri sono già a mare con le mani a pezzi, ci vorranno ore sempre che riesca a farcela.

                Ebbene si ferma un auto (l’unica per altro) che passava, subito parcheggia e si offre d’aiutarmi – un trevigianissimo purosangue che tornava dal lavoro – senza la sua gentilezza sarei ancora per strada con lo specchio infame delle mie brame 🙂

              • PinoMamet scrive:

                ” purtroppo è così in tutto il Nord,”

                Ma invece no…

            • Pier Paolo Donati scrive:

              Per Mondo parallelo e Ros
              «hanno più di vent’anni». Il mio ne ha più di trenta, ed è salito verso il cielo perché stretto nell’angolo formato da un alto muro e dal retro del terratetto in cui vivo. Prima i frutti viola-nero li aprivamo seccandoli sul tetto, nella rovente estate fiorentina, e messi in barattolo bastavano per quasi tutto l’inverno; ora li mangiano storni di beccafichi, che sembrano darsi appuntamento tutti gli anni al momento opportuno.

              • Ros scrive:

                Pier Paolo Donati: “Prima i frutti viola-nero li aprivamo seccandoli sul tetto, nella rovente estate fiorentina, e messi in barattolo bastavano per quasi tutto l’inverno; ora li mangiano storni di beccafichi, che sembrano darsi appuntamento tutti gli anni al momento opportuno”

                Beh, mi pare cosa buona e giusta 🙂
                se il fico non è per il beccafico per chi mai dovrebbe essere allora?

                Per loro sarà il rituale festino annuale e gran fonte di gioia.

                Ciò che conta è che non vadano sprecati e persi senza essere stati mai per alcuno utili e apprezzati

              • mondo parallelo scrive:

                Fichi e beccafichi

                Beh, si. In effetti il beccafico ci sta.
                Seccare i fichi qui dove abito io, nell’umidità padana, è un’impresa praticamente impossibile.
                L’unica cosa che le nonne essiccavano, quando si era poveri, erano i semi di zucca.
                Mqia madre si stupisce che io nell’orto non coltivi la zucca. A quanto pare
                era l’ortaggio ideale per i nostri terreni e i nostri climi. Prima o poi ci dovrò provare.
                Di buono come la zucca non c’è niente.

              • Ros scrive:

                Proverbi toscani sul Beccafico:

                “È meglio un beccafico che una cornacchia”

                “Ogni uccello, d’agosto e di settembre è beccafico”

                pare che nella cucina contadina tradizionale in quei periodi ben rimpizzati e intrinsicamente farciti di fichi fossero una ricercatissima prelibatezza

              • Ros scrive:

                “pare che nella cucina contadina tradizionale in quei periodi ben rimpizzati e intrinsicamente farciti di fichi fossero una ricercatissima prelibatezza”

                in Sicilia allo Beccafico
                (allo con senza Beccafico però🤔) ci abbiamo le famose sarde noi

                https://ricette.giallozafferano.it/Sarde-a-beccafico.html

            • paniscus scrive:

              “Mia moglie porta il tutto al lavoro e viene assegnato all’istante.”—

              L’unica produzione vegetale che io abbia mai portato ai colleghi di lavoro (piazzando dei mazzi nella sala comune e scrivendo che chi voleva poteva prenderseli)…

              …è quella di una pianta di mentuccia di aroma fortissimo (credo che si chiami “menta acquatica” ma non ha niente a che fare con ambienti acquatici, sta nella terra e basta) che era stata seminata in una vaschetta grande e poi ne aveva invase TRE.

              Ci ho messo una settimana per ripulirle tutte e per decidere quale piccola percentuale lasciare libera per l’anno prossimo…

          • Lucia scrive:

            “molto meglio che azzannare i fichi crudi”
            Ma cosa sono tali eresie, sei peggio di uno che fa cena a messa e della messa una cena.

            Ros, spero che i vicini ti tengano in gran considerazione e omaggino come meriti, l’avessi io un vicino che mi porta a casa cassette di frutti meravigliosi. Invece ho un alberello striminzito che mi han regalato colleghe impietosite, sulla targhetta c’era scritto che resiste fino a meno venti gradi e quindi per lo meno non schiatta, ma di frutti manco l’ombra.

            Passando però alla questione fondamentale: è così difficile essiccarli, i fichi? Non sono nemmeno acquosi come albicocche, uva e manghi, altri frutti che spesso vengono sottoposti a tale trattamento…

  14. Moi scrive:

    @ PINO MAMET

    … Macché “babbano” !
    Per la Chiesa Cattolica sei un “Fratello Maggiore” ! 😉

    • PinoMamet scrive:

      Eh, me lo dicono tutte le volte!
      E pensare che io
      1- sono fratello minore, nella realtà (e molto tipico, come profilo psicologico, a quanto mi è capitato di leggere)

      2-a noialtri ebreucci la definizione (che tanti cattolici- e anche altri cristiani- hanno fatto loro in buona fede) è sempre andata strettina, perché vista- forse maliziosamente- come una furbata 😉

      Infatti nella Bibbia sono i fratelli minori di solito ad aver fortuna (e qui siamo nel campo delle favole: Davide pastorello contro il gigante Golia è in fondo l’archetipo del sartorello ammazza-sette contro il gigante delle favole dei Grimm, ecc.)

      ma soprattutto, Isacco è minore rispetto a Ismaele, e soprattuttissimo, Giacobbe è minore rispetto a Esaù (anche se essendo gemelli la questione è confusa…) e la Bibbia racconta per due versioni di come avrebbe fregato la primogenitura…
      ed Esaù per l’esegesi ebraica è Roma- Impero e Chiesa…

      • Moi scrive:

        Ma non era che il Maggiore fra due Gemelli è quello che esce per secondo … essendosi formato prima, più in alto, nell’ utero ?

        … E ci erano già arrivati i Sumeri per analogia con quando si mettono due cose in un sacco per riempirlo: esce per prima quella che hai messo dentro per seconda, l’ altra stante sul fondo del sacco.

        Almeno io la so così …

      • PinoMamet scrive:

        “Ma non era che il Maggiore fra due Gemelli è quello che esce per secondo … essendosi formato prima, più in alto, nell’ utero ?”

        Sì, infatti, quindi forse Giacobbe era davvero il maggiore… o forse no… boh?

        • paniscus scrive:

          ““Ma non era che il Maggiore fra due Gemelli è quello che esce per secondo … essendosi formato prima, più in alto, nell’ utero ?”—

          Spero che non ci sia più nessuno che crede a questa plateale scemenza.

          I gemelli identici vengono concepiti esattamente nello stesso istante, e poi si suddividono dopo, quindi il problema non si pone.

          I gemelli fraterni, una volta prodotti da ovuli diversi e spermatozoi diversi, hanno parecchi mesi per ruotare, rotolare e scambiarsi di posto nell’utero materno, per cui nessuno può stabilire con certezza chi sia stato il primo a essere concepito.

          Per cui, l’UNICO criterio di primogenitura (casomai ancora abbia qualche significato legale e serva a qualcosa) è quello della successione dell’orario di nascita, non certo del concepimento.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Cosa curiosa, anche tra i mongoli il “più fortunato” era l’ultimogenito, perché ereditava la famiglia paterna: i fratelli maggiori, infatti, se ne erano già andati “di casa”.
        E questo sistema dettava anche l’ereditarietà nell’immenso impero dei mongoli, per cui erano i fratelli minori a diventare Gran Khan.

  15. Peucezio scrive:

    Pino,
    ti rispondo qui sui tre punti.

    “Io??
    Io preferisco chi dialoga con me, piuttosto che chi mi mette al rogo, e questo credo sia umano.”

    Quando mai però la Chiesa avrebbe messo al rogo gli ebrei?
    Quindi si deve per forza dialogare o mettere al rogo la gente?
    Non si può semplicemente convivere ognuno nella propria fede senza inventare mischioni e fare dialoghi non si capisce a che scopo?
    Parlo delle altre religioni. Per l’eresia il rogo ci vuole per forza, perché l’eresia perverte la religione: lì si tratta di autodifesa.

    “Inoltre credo che l’Amministratore Delegato di un’azienda abbia l’ultima parola sulle politiche aziendali, specie se l’azienda lo ritiene scelto dallo Spirito Santo 😉
    (e qui bisognerebbe capire come mai a un certo punto lo Spirito Santo si sia sbagliato, e chi lo decide…)”

    Beh, se dici una cosa e poi il suo contrario o hai sbagliato prima o dopo. Dici di applicare la logica: la logica viene prima del principio di autorità.

    “Ma soprattutto, ripeto, per me è un problema anche di logica:
    se un rito è valido, è valido, punto.
    Potrai trovarlo pessimo: so’ gusti. Qualcuno evidentemente lo ha trovato ottimo.
    Resta comunque valido.
    E questo vale se prendiamo l’esempio dei cattolici, ma varrebbe se parlassimo dei seguaci del Voudou o dello Shintoismo o dei puristi del tango argentino…
    la logica è logica!”

    Ti ho già detto che circa la validità sono molto scettico, ma sospendo il giudizio: non ho una certezza assoluta.
    Tra l’altro c’è tutto il problema della validità dei nuovi riti di ordinazione, quindi i dubbi si sommano a cascata.
    Il che mi rende dubbioso anche della validità delle messe tridentine celebrate da modernisti.
    Il che dimostra che non solo un rito pessimo può anche essere valido, ma che perfino un rito ottimo può essere invalido.
    E per te è irrilevante, per me la bontà del rito è fondamentale, perché se Cristo non viene celebrato degnamente, oltre che validamente, la ratio stessa della Chiesa decade.
    I infatti le chiese si svuotano.

    • PinoMamet scrive:

      “Quando mai però la Chiesa avrebbe messo al rogo gli ebrei?”

      Beh caspita Peucè, sei abbastanza studiato per capire il linguaggio figurato, metaforico, generalizzante…
      devo spiegare “la Chiesa ha messo al rogo i protestanti, gli eretici e il Talmud, mentre gli ebrei li ha chiusi nel ghetto?”
      secondo me ci arrivi da solo eh?

      ” Beh, se dici una cosa e poi il suo contrario o hai sbagliato prima o dopo. ”

      certo, ma sulla questione specifica a me pare che dicano la stessa cosa (=l’orientamento dell’altare non ha nulla a che fare con l’efficacia del rito) sia prima che dopo.

      Può darsi che il Papa abbia cambiato roentamento- anzi, sicurissimamente lo ha fatto- su tantissime altre questioni che non mi pare, ripeto, abbiano una grande rilevanza dottrinale.

      I sedevacantisti vogliono dargliela, questa importanza, secondo me in modo pretestuale.

      mi ricordano quei siti di cristiani ortodossi in cui mi sono imbattuto, in cui si diceva “non si può riconoscere la validità dei sacramenti cattolici, perché sai, loro ascoltano la messa da seduti…”

      ” Ti ho già detto che circa la validità sono molto scettico”

      a questo punto non ho capito il perché; e se c’è un perché, credo sia sbagliato 😀

      ” I infatti le chiese si svuotano.”

      Questa è la chiusa più slegata logicamente che abbia mai letto.

      Cioè secondo te, tradotto, da un lato cresce la secolarizzazione della società dall’altro cresce la domanda per una chiesa ancora tradizionalista??

      Le chiese si svuotano perché i fedeli cattolici chiederebbero a gran voce il restauro della liturgia tridentina??
      Che la maggioranza dei fedeli non ha semplicemente conosciuto, e il 99,99% non sa manco quale sia la differenza con la messa di oggi??

      Peucè, senza offesa, ma tu vivi in un mondo parallelo.

      Sempre senza offesa, ma obiettivamente: penso che voi tradizionalisti, per dirla alla buona, ve la cantate e va la suonate.

      Ma il mondo là fuori è tutto diverso da quello che avete in testa voi…

      • PinoMamet scrive:

        Sono stato a decine di battesimi, cresime, matrimoni ecc.

        (vabbè da ebreo non potrei, ma chissene, erano amici, cosa fai, ti invitano e non vai? )

        mai sentito nessuno “scandalizzato” (per usare il tuo termine) dalla liturgia.
        Ma mai sentito nessuno che ne parlasse!!!

        Al massimo “hai sentito quella vecchia del coro com’è stonata” oppure “hai visto la sorella dello sposo com’era vestita per far vedere le tette! che roba!”

        ma mai, mai, mai nemmeno sentito le vecchiette rimpiangere il vecchio rito.
        Ma zero proprio.

        Cosa ho sentito realmente:
        “zia Maria, èt vist la Rosälba che scärpi e che borséta?”
        “a l’ho guardäda e m’ son voltäda da cl’ätra pärta…” 😉

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        quindi stringi stringi vuoi la chiesa progressista in funzione di voi ebrei, in modo che non vi sia ostile.
        Liberissimo.
        Lasciami dire che per fortuna lo scopo della Chiesa Cattolica non è rassicurare gli ebrei, ma restare fedele a Cristo.

        Circa le contraddizioni nel magistero, ne abbiamo già parlato.
        Non riguardano la liturgia in sé.

        Circa la quale invece non entro qui nel merito della validità, perché non ho argomenti probanti. Ti ho già spiegato che il problema principale non è quello: anche se avessi la certezza assoluta che il novus ordo sia valido riterrei quella riforma folle e criminale e sostanzialmente anticattolica, perché userebbe un rito valido per veicolare dottrine eretiche, oltre a sporcare un rito valido e una vera transustanziazione con la bruttezza e turpitudine di una celebrazione orrenda.

        Circa la sua popolarità, i dati parlano chiaro.
        I pochi fedeli rimasti la accettano passivamente perché per lo più non conoscono il rito tradizionale.
        Poi c’è chi l’ha conosciuto e preferisce il nuovo; resta il fatto che le comunità che seguono quello antico (parlo di Chiesa ufficiale, non di gruppi scismatici) sono coese, motivate, la pratica è costante, i sacramenti pure, c’è proprio molto più fervore. E l’età media di solito è più bassa.

        Invece mi chiedo, al di là della tua paura che tornino le persecuzioni contro gli ebrei, in che cosa una persona colta non credente può trovare qualcosa di buono in un rito sciatto e insulso e non avere il senso della dispresione dell’immenso patrimonio culturale ed estetico legato alla messa antica.
        A di là dei tuoi gusti personali, non puoi non sapere che c’è tutta un’intera civiltà, che si è espressa nella letteratura, nelle arti figurative, nell’architettura, nella musica, ai massimi livelli e con i massimi autori, organicamente legata a quel rito.
        Poi tutto quel mondo, anche proprio sul piano estetico, non è nelle tue corde, legittimamente, ma non puoi disconoscerne il valore culturale.

        La messa nuova io la paragonerei a questo:
        immaginati una splendida città d’arte, chessò, Firenze, Siena, venezia, Roma stessa se preferisci… piena di bellezze, palazzi, chiese, opere d’arte splendide… Arriva una bomba atomica, rade tutto al suolo, poi arrivano dei costruttori (gli stessi che hanno buttato la bomba atomica) e fanno un enorme distesa di casermoni di cemento, tutti grigi, anonimi e squallidi.

        • paniscus scrive:

          “Invece mi chiedo, al di là della tua paura che tornino le persecuzioni contro gli ebrei, in che cosa una persona colta non credente può trovare qualcosa di buono in un rito sciatto e insulso e non avere il senso della dispresione dell’immenso patrimonio culturale ed estetico legato alla messa antica.”—

          Io penso sinceramente che a una persona non credente, che comunque in chiesa non ci va, non freghi nulla del fatto che ai credenti praticanti piaccia di più il rito nuovo o quello vecchio.

          Normalmente, una persona non credente e non osservante si limita a sostenere che ognuno ha il diritto di frequentare le tipologie di cerimonie che gli pare, o di NON frequentare affatto alcuna cerimonia religiosa.

          Se qualcuno (che non si considera cristiano osservante e non va in chiesa) mette bocca su quale dovrebbe essere la Messa “giusta”, dice semplicemente fesserie fuori tema, perché la cosa non lo riguarda proprio… e nessun cristiano praticante dovrebbe discuterci, appunto perché si tratta di argomenti al di fuori della competenza del non credente.

          • Moi scrive:

            Per il mio Ateismo invece “ben vengano” i Non-Credenti che vogliono la Messa Tridentina e la Paleoastronautica 😉 … altrimenti si crea un Vuoto riempito dall’ Islam.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Moi

              ” altrimenti si crea un Vuoto riempito dall’ Islam.”

              Permettimi un dubbio, al di fuori delle polemiche solite…

              Chi nasce ebreo, magari mangia prosciutto di Parma, ma grazie alla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria, finisce per tifare il Grande Israele

              Chi nasce musulmano, magari si fa di whisky per sfogarsi della fatica di una giornata da spacciatore, ma a grazie alla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria, finisce per tifare l’Isis

              Però queste antipatie non ispirano in genere gli “altri”.

              I convertiti all’Islam che conosco si dividono in due categorie:

              1) il 90% che sono maschi italiani normali che hanno sposato una marocchina o una senegalese, e hanno quindi firmato un documento in cui si dichiarano “musulmani”

              2) il 10% sono italiani molto particolari e marginali, che per qualche motivo personale che va da una vera motivazione religiosa, al fatto di aver fatto parte di qualche microscopico gruppetto impotente di destra o di sinistra, si sentono “contro il sistema”.

              Alla fine, l’Islam in Italia sarà costituito realmente e soltanto dagli immigrati.

          • Peucezio scrive:

            Paniscus,
            no, perché la religione ha implicazioni culturali immense, che coinvolgono anche i non credenti (ammenoché non sono dei trogloditi).

            Infatti quando fu abolita la messa di sempre ci fu una sollevazione di scudi di intellettuali e uomini di cultura anche non credenti.
            La stessa Cristina Campo non era cattolica nel senso stretto del termine: la sua fu una battaglia un po’ fra lo spirituale e il culturale.

            Ovviamente per chi ci crede le questioni sono altre: contano quelle culturali ma sono subordinate a quelle spirituali.

            • habsburgicus scrive:

              Cristina Campo

              @Peucezio
              e infatti alcuni tradizionalisti, e financo dei sedevacantisti, ne hanno preso le distanze vedendo in lei qualcosa di “sulfureo”, data anche la sua relazione sentimentale con Elémire Zolla, non proprio in fama di devoto :D..e hanno fatto male (so che in questo collimiamo al 100 %) in quanto ce ne fossero di intellettuali come la Campo ! non bisogna fare troppo gli schizzinosi

              • paniscus scrive:

                “ne hanno preso le distanze vedendo in lei qualcosa di “sulfureo”, data anche la sua relazione sentimentale con Elémire Zolla, non proprio in fama di devoto”—

                E che comunque la cornificava alla grande, non mi risulta che la più “sulfurea” dei due fosse lei…

              • PinoMamet scrive:

                “non bisogna fare troppo gli schizzinosi”

                beh mi pare che invece facciate proprio gli schizzinosi, e anche tanto, con chi NON è del vostro campo…

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                Habsb. parlava di sulfureo in senso dottrinale cattolico, per le sue posizioni un po’ esoteriche, non certo sul piano della moralità famigliare o sessuale.

            • paniscus scrive:

              “no, perché la religione ha implicazioni culturali immense, che coinvolgono anche i non credenti (ammenoché non sono dei trogloditi).”—-

              La stragrande maggioranza delle persone oggi viventi, e toccate in qualche misura da un’educazione vagamente cristiana, almeno in Italia, non ha la più pallida idea che ci sia mai stata una controversia forte tra i sostenitori della messa tradizionale e i sostenitori di quella attuale, quindi non ha nessuna motivazione per attribuirvi una “implicazione culturale immensa”.

              E questo vale sia per i praticanti, sia per i cattolici formali solo di facciata, sia per i non credenti dichiarati, che occasionalmente vanno in chiesa solo per affetti familiari o amicizie (cerimonie individuali, matrimoni, funerali, battesimi, prime comunioni, cresime…)

              Chiunque abbia meno di 65 anni (anche se credente, osservante e di famiglia osservante) non ha alcun ricordo diretto aver MAI visto una messa diversa da quelle che ci sono ora, né di aver seguito un catechismo diverso da quello attuale.

              Ma anche chi ne ha di più, e ha qualche ricordo diretto della messa antica, non si pone minimamente il problema, si limita a concludere che se i papi e i vescovi hanno deciso di cambiarla, avranno avuto le loro buone ragioni, e “chi siamo noi per opporsi?”, anche perché di opporsi non gliene importa nulla, si fanno andare bene quello che passa la ditta…

              • paniscus scrive:

                aggiungo: più o meno, la percezione della differenza tra messa nuova e messa antica è confrontabile con il vaghissimo ricordo (NON vissuto, ma al massimo sentito raccontare dalle nonne) di quando non c’era la lavatrice in casa e si doveva andare a lavare i panni a mano al fiume, o alla vasca comune in piazza…

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                certo, tu hai descritto ciò che accade.

                Ma accade per ignoranza (non colpevole, ma indotta).

                Cioè la gente, il non credente medio di cultura, va a visitare una chiesa bellissima e magari si esalta, vede un affresco, ascolta una messa di Mozart, legge la Divina Commedia, ma difficilmente sa che queste opere d’arte si sono costruite su una liturgia e si sono nutrite di essa, che è stata abolita e sostituita con la squallida pantomima di oggi.

                Probabilmente crede che la messa si sia detta sempre così, ma in latino, e non ha idea né della suggestione intrinseca della messa antica, né tantomeno delle sue implicazioni teologiche, quindi apprezza questo patrimonio d’arte e bellezza, ma non sa a cosa si è ispirato e su cosa si è intimamente e profondamente innestato.

              • Peucezio scrive:

                Nel caso poi della chiesa di pregio artistico, così come della messa del grande musicista, non è solo questione di nessi teologici e simbolici e di capacità di quella liturgia di ispirare quell’arte, ma proprio di rapporto strutturale stretto, di identità: quelle chiese sono state costruite PER quella liturgia, non certo per le carnevalate di oggi col tavolaccio da macellaio e quelle messe musicate sono secondo l’antico rito.

              • PinoMamet scrive:

                Beh ma Peucè, uno può sbizzarirsi a trovare i termini offensivi per qualunque cosa, eh?

                Ma tentiamo di essere obiettivi.

                A te piacciono le chiese del Sei e Settecento.
                E vabbè.

                Ammesso che c’entrino davvero qualcosa con la musica, la pittura ecc.

                (ma a volte i musicisti, i pittori, gli scultori, avevano soprattutto in testa di mettere in pratica le loro idee, qualche volta forzando la mano ai committenti- che si trattasse di una chiesa o di una fontana o di un palazzo di un nobile massone non cambiava tanto…)

                ma anche ammesso questo, e beh, resta sempre una mera questione di gusto.

                A qualcuno possono piacere le melodie, che so, della messa armena, a un altro la liturgia siro-malabarese, che ne so.

                E a uno le schitarrate e “Abramo non partire”.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                no, non è questione di gusti, esistono valori assiologici obiettivi.

                Vediamo fra duecento anni i manuali di storia della musica quanto spazio daranno a Bach e quanto ad “Abramo non partire”.

                Ognuno ha leggittimamente i propri gusti personali: c’è anche quello che si eccita vedendo la grassona deforme e gli fa schifo la modella di vent’anni e va benissimo, contento lui.

                Ma non è che non esista un canone dell’arte e della cultura.
                Tu che sei insegnante lo sai meglio di me.
                Si può relativizzare, ma fino a un certo punto.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma non è che non esista un canone dell’arte e della cultura.”

                Beh, mi sembra una questione controversa.

                Ma soprattutto… è una questione di estetica, non ha nulla a che fare con la teologia, o pochissimo.

                Insomma, la messa dei copti etiopi, anche quelli “uniti a Roma”, è diversissima da quella tridentina, ma per i cattolici resta comunque valida…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                infatti adesso stavamo esaminando un altro aspetto.
                Ci stavamo mettendo dal punto di vista di un non credente (mi chiedevo cosa potessi trovarci tu, da non cristiano, in un rito scialbo e brutto a scapito di un rito legato a valori culturali che trascendono anche la fede, che ti piacciano personalmente o no).

                I riti copti ed etiopi sono antichi riti secolari o millenari, del tutto rispettabili e dignitosi quanto quelli latini.

                Non avranno magari prodotto Michelangelo, ma hanno prodotto sociramente forme artistiche specifiche, del tutto dignitose, come greci e russi hanno prodotto le icone, ecc.

              • Peucezio scrive:

                Per dire, ci sono arti e correnti con cui io faccio fatica o anche proprio me ne disinteresso, perché non sono nelle mie corde.

                Ma mica le svaluto o non considererei la loro perdita un danno.

              • PinoMamet scrive:

                Sì mahhh… non credo che il punto sia questo.

                Comunque credo che abbiamo chiarito le rispettive posizioni…

      • Peucezio scrive:

        Che poi né tu – e vabbè, non è affar tuo, ma visto che continui ossessivamente a difenderlo… – né Mauricius, che invece è parte in causa diretta, siete stati capaci di dirmi cosa ci trovate nel nuovo rito e cosa avrebbe di buono.

        Quando l’ho chiesto a Mauricius non ha risposto e mi ha raccontato le sue impressioni su una messa tradizionale a cui ha assistito a Milano (cosa ci sia andato a fare lo sa solo lui…). Poi sono gli altri che parlano solo male e contro anziché parlare positivamente delle cose che apprezzano.

        Quanto a te, tra l’altro, cosa diresti se si abolisse l’ebraico dai vostri riti, fossero completamente trasformati in una pappetta di frasi insulse e convenzionali in italiano, non più cantillata, ma letta con tono lamentoso e monocorde?

        • Peucezio scrive:

          Non per niente: con tutto l’affetto, siete tutti bravi a fare i froci col culo degli altri! 🙂
          E le vostre tradizioni le custodite gelosamente.

        • PinoMamet scrive:

          Ma caro Peucezio, provo in sintesi a rispondere un po’ a tutto.

          Io non ho particolare paura che i- scusami- quattro gatti che seguono la messa tridentina si rimettano a perseguitare gli ebrei-

          anche se sono convintissimo che diciamo… tre di questi gatti 😉 lo farebbero volentieri, e con la massima motivazione.

          Credo anzi che la vera motivazione della loro difesa del rito pre-conciliare sia proprio questa-

          e del resto, in modo più completo e più diplomatico, lo ribadisci tu stesso più volte:

          il novus ordo non avrebbe stravolto poi ‘sto granché a livello liturgico e teologico, ma avrebbe fatto degli altri gravi errori, che poi, quando si chiede quali sono, sotto sotto, stringi stringi, sono:
          dialogare con i non cattolici.

          Ma non è questo a colpirmi particolarmente, quanto proprio, permettimi, la mancanza di logica delle argomentazioni, che mi sembra speciosissima.

          Le chiese si svuotavano già prima del Concilio Vaticano Secondo: forse da pugliese nato (se non sbaglio) nella Spagna franchista o appena post-franchista non te ne sei accorto, ma io vivo in una regione nella quale le persone si gloriavano di inventare per i figli nomi che non esistevano tra i santi cattolici e che pretendevano (e ne ho conosciuti) funerali laici con la banda che suona Bandiera rossa.

          Ma anche i non comunisti! insomma, l’Italia del boom economico NON era il paradiso dei preti e delle tonache, ma dell’arricchimento, del consumismo, delle mode esotiche e al massimo, come spiritualità, della sperimentazione delle religioni orientali

          (nella mia sola provincia abbiamo DUE monasteri zen con tutti i crismi… certo la forma che hanno adesso la hanno raggiunta di recente cioè… trent’anni fa, ma la ricerca e poi l’approdo al buddhismo è cominciato illo tempore…)

          Le chiese erano GIA’ vuote al tempo del Vaticano Secondo.
          Apposta lo hanno fatto!

          E sì, secondo me, da non cattolico, la chiesa che ne è uscita è stata migliore.

          e se vieni o torni qui, ti parlerò di un prete (è coetaneo del mio povero papà, cioè è anziano; era giovane allora…) a cui tutti vogliono bene, che era in pratica l’incarnazione vivente del Vaticano Secondo (amici in tutto il mondo e di tutte le confessioni, grandissima attenzione ai giovani e pochissima alle forme paludate, schitarrate, incontri informali, ragazzi che si sentivano liberi di parlare di sesso e di scherzare con lui…
          tutto ciò che la Chiesa preconciliare non era!!)

          e credo che sia stato lui, da solo o quasi, a convincere due, tre o quattro generazioni di “giovani” a continuare ad andare in chiesa.

          poi gli scout, i GREST e tutte quelle altre forme del mondo cattolico… normale, compresi gli antipatici (per me al tempo del liceo e dell’università) Ciellini
          (poi ho un collega di religione che è ciellino che invece è molto simpatico).

          nessuno dei giovani convinti da queste cose sarebbe stato convinto dalla chiesa preconciliare.

          In compenso, nessunissimo anziano ho sentito rimpiangerla.

          Per questo ti dico: vivi fuori dalla realtà, il fatto di trovare piena una chiesa tradizionalista di persone affini vuol dire solo che il “marketing” dei tradizionalisti funziona per il suo mercato di riferimento .

          Quanto alle forme liturgiche ebraiche, la stragrande maggioranza delle preghiere si dicono in ebraico (ma se vuoi anche in italiano eh? quando preghi da solo, anche se nessuno lo fa) e non solo in modo monocorde, ma anche velocissimamente, come per sbrigare una pratica e “uscire d’obbligo”.

          Poi se vuoi le cose solenni, ce n’è una miriade, per tutti i gusti, dallo stile operistico italiano a quello melismatico sefardita orientale passando per i Chabad che cantano la marsigliese con le parole cambiate…

          io so che quando sento il collegamento in radio per Kippur con il Tempio maggiore di Roma (lo avevano fatto mi pare per il Covid) mi viene l’orticaria e ci sento pochissimo di “religioso”…

          se voglio sentire l’opera vado all’Opera…

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “il novus ordo non avrebbe stravolto poi ‘sto granché a livello liturgico e teologico, ma avrebbe fatto degli altri gravi errori, che poi, quando si chiede quali sono, sotto sotto, stringi stringi, sono:
            dialogare con i non cattolici.”

            Beh, no, lo stravolgimento è sia liturgico che teologico e non si tratta di dialogo, ma di ricezione di un modello non cattolico, cioè si è svuotato il Sacrificio e si è trasformato nella cena protestante: è una trasformazione sostanziale, riguarda l’essenza stessa della cosa.
            Non si è abolito esplicitamente il valore sacramentale dell’atto (temendo le reazioni: non ho dubbi che Bugnini lo avrebbe fatto), ma lo si è svuotato dall’interno, in modo da suggerirne implicitamente la perdita.

            Circa il successo sociale del Concilio, non mi stupisce tutto ciò che mi racconti e non escludo che in quel breve torno di anni, se le riforme hanno allontanato alcuni (non nel senso che si sono allontanati per reazione ad esse, ma nel senso che perdendosi il mistero e la spiritualità, hanno perso di attrattiva), hanno sicuramente tenuto o attirato altri. C’è da capire a cosa, ma questo c’è stato.

            Ma ti ricordo che parliamo di più di mezzo secolo fa. Ora quella riforma e quel rito sono dei cascami invecchiati malissimo e la gente, soprattutto i giovani e soprattutto fuori dal nostro ombelico provinciale che è l’Italia (un paese di vecchi malvissuti e di giovani che ragionano da vecchi malvissuti), chiede spiritualità, autenticità, raccoglimento, mistero, senso del sacro e della solennità, non schitarrate.

            • PinoMamet scrive:

              I giovani chiedono spiritualità, raccoglimento, mistero???

              Peucè, io vedo giovani cinque giorni alla settimana, 10 mesi all’anno…

              • Peucezio scrive:

                Certo.

                Non i giovani in genere.
                I giovani cattolici convinti, i giovani che cercano spiritualità.

                Certo i giovani che tu vedi ogni giorno non credo che siano per lo più giovani devotissimi al novus ordo, che frequentano ogni settimana con partecipazione e fervore.

              • PinoMamet scrive:

                “I giovani cattolici convinti”

                Come ti dicevo, scusa i termini, li uso per capirci…

                il marketing dei tradizionalisti funziona benissimo per il suo mercato.

                Che sono quattro gatti di cattolici, non solo convinti, ma anche generalmente tradizionalisti o reazionari.

              • Peucezio scrive:

                Vedremo nei prossimi anni quanto funziona il marketing del novus ordo e quanto quello del vetus.

                Per ora i numeri, non assoluti, ma in termini di trend, danno ragione a me.

              • PinoMamet scrive:

                Quando vedrò le folle dei tradizionalisti, ti darò ragione 😉

              • Peucezio scrive:

                Vai a Brusimpiano una domenica e vai un’altra domenica alla messa nel paese più vicino e ne riparliamo.

                E non dirmi che è perché Brusimpiano attira tradizionalisti da altri posti, perché ci sono stato e so che sono per la maggior parte gente del paese: questo qui ha riportato alla pratica e al fervore i parrocchiani del posto.

                E questo vale in tantissimi luoghi in Francia, negli Stati Uniti, ecc.

                Non è che perché siccome non lo sai, non accade.

              • PinoMamet scrive:

                Beh se avete conquistato Brusimpiano, siete a buon punto direi 😉

                dai che si scherza!!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma io non escludo che negli USA la cosa del latino possa agganciarsi al movimento carismatico, per cui c’è il prete che va in estasi di spalle al pubblico gridando nel suo latino storpiato e la folla dietro che emette gridolini orgasmici.
                Il tutto in un brutto prefabbricato arredato in modo da essere una brutta imitazione kitsch di una chiesa del centro di Roma.

                Però non è esattamente tradizione, questa.

              • Francesco scrive:

                E qui credo abbia ragione Peucezio: guarda il successo dell’ISIS!

                I giovani chiedono serietà, gli adulti offrono mediocrità o sfruttamento.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                ma di che parli?
                La crescita del cattolicesimo serio in USA serve proprio anche come argine alle cagate protestanti che dici.

                E che si apparentano totalmente alle vostre carnevalate, non certo a un rito serio e austero, che semmai considerate troppo ingessato nei suoi formalismi privi di enfasi (la solennità non è enfasi).

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Ma io non escludo che negli USA la cosa del latino possa agganciarsi al movimento carismatico, per cui c’è il prete che va in estasi di spalle al pubblico gridando nel suo latino storpiato e la folla dietro che emette gridolini orgasmici.”

                ‘Sta cosa te la sei veramente sognata di notte.
                Io indirettamente qualcosa sul cattolicesimo tradizionalista americano la so: ho conosciuto due ex seminaristi, leggo…

                È come dire che i sedevacantisti italiani sono simpatizzanti dei Testimoni di Geova e fanno il battesimo nel vascone vestiti di bianco.

              • PinoMamet scrive:

                Secondo me non c’entra niente neanche l’Isis tirato in ballo da Francesco eh?

                ma tantomeno la fantomatica “voglia di tradizione” dei giovani…

                credo che a Brusimpiano, che non ho il bene di sapere dove sia, ai parrocchiani sia toccato semplicemente in sorte un prete dotato di carisma e savoir faire.

                E poi magari anche un po’ di fascino “esotico” per i riti antichi e voglia di sentirsi particolari e di sentirsi comunità.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sicuramente.

                Ma non è un casao che un prete con più personalità e carisma celebri in rito antico e che invece i preti del novus ordo siano per lo più dei burocrati poco motivati (non dico tutti, sempre).

              • Francesco scrive:

                Pino

                io ho scritto “serietà”, non tradizione.

                Anche se molto spesso i tradizionalisti sono molto convinti e seri.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Brusimpiano leggo che ha 1170 abitanti. Per cui avrà una parrocchiale tarata su quelle dimensioni, cioè piccola (questa è la foto della chiesa intera: https://maps.app.goo.gl/eMhva1yxTCznnHGC7 ), cioè molto facile da riempire se riesci a raccogliere tutti gli svit… i “cattolici seri” del circondario.
                Ho visto preti normali più carismatici della media radunare molta più gente (che ne riempi quattro di quelle chiesette) per la normale messa domenicale. E subendo la concorrenza delle parrocchie intorno, mica facendo la roba per miserabili che cercano di darsi un tono andando alla messa in latino per fare i fighi.
                Che poi, se tutte le messe fossero in latino, la cosa perderebbe qualsiasi attrattiva per loro: non è un bisogno religioso che devono soddisfare, ma uno di autorealizzazione.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                ti ripeto che non sono tradizionalisti che vengono da fuori, ma per la maggior parte normali fedeli del paese.

                Poi puoi elaborare tutte le teorie psicologiche che vuoi.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                comunque prendo atto di ciò che avevo già intuito.

                Tu non ce l’hai con scismatici o presunti tali.

                Ma disprezzi i fedeli cattolici romani in comunione col papa, se assistono a un rito che non ti piace, malgrado per secoli sia stato il principale rito della Chiesa Cattolica.

                Cioè disprezzi i cattolici che vanno a una messa cattolica.

                D’altronde bestemmi il papa e sei per l’aborto. Come puoi apprezzare la gente che va a messa?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No, io ce l’ho col vuoto pneumatico mentale e spirituale che caratterizza il messinlatismo.
                Mi accusi sempre di confondere le diecimila sfumature di quella gente là, che vanno dai cazza(ga)ri a quello che celebra messa solo in latino perché se ne fotte dei parrocchiani e ora è in allarme perché a Roma vogliono che si garantisca sempre una celebrazione in una lingua comprensibile ai fedeli. Ma sei tu che li metti per primo in un unico calderone.
                E in effetti partono tutti da un errore comune, che si declina in modo diverso.

            • PinoMamet scrive:

              “Beh, no, lo stravolgimento è sia liturgico che teologico e non si tratta di dialogo, ma di ricezione di un modello non cattolico, cioè si è svuotato il Sacrificio e si è trasformato nella cena protestante”

              aridaje co’ ‘sta cena;

              ma insomma, se tu stesso dici che l’eucarestia “funziona” lo stesso?

              il resto mi sembrano particolari, onestamente.

              O (parlo dal punto di vista dei cattolici, sia chiaro) o il pane diventa corpo di Cristo, o no.

              Il resto mi pare questione, francamente, di gusto.

              • Peucezio scrive:

                No, te l’ho già spiegato.
                È inutile che te lo rispiego la ventesima volta.

                Un rito NON è solo la sua validità.
                Ha una semiotica.

              • PinoMamet scrive:

                Ma se la semiotica non incide sulla validità, scusa se te lo rispiego 😉 , allora chissene.

              • Peucezio scrive:

                No.

                Perché un rito non serve solo allo scopo sacramentale.
                Quello è il principale, ma la messa è il momento principale della vita religiosa di un fedele medio, di una persona comune che ci crede e pratica.

                E tra l’altro non è che uno fa la comunione ogni volta: c’è chi la fa raramente.

                Quindi il rito deve nutrire, sia sul piano della suggestione, della spiritualità, deve toccare il cuore e l’anima, sia deve suggerire la dottrina.

                Lex orandi, lex credendi:
                non l’ho inventata io.
                La messa è anche un’imago della retta dottrina, la esprime, mica solo nell’omelia, ma proprio in tutte le sue formule, gesti, ecc.

                Se un rito è valido ma suggerisce una dottrina eretica perché ad essa è informato, è dannosissimo.

                La validità è solo un aspetto, per quanto basilare.

              • PinoMamet scrive:

                La mia mente banalmente aritmetica continua a non vedere alcun problema.

                Rito valido (per voi cattolici vuol dire che l’ostia diventa corpo di Cristo) = rito valido.

                Il resto mi sembra entrare nell’ambito incontrollabile dei personalismi e dell’estetica, se non dell’estetismo.

              • Peucezio scrive:

                Vabbè…
                risponditore automatico.

              • PinoMamet scrive:

                Peucè, la logica è la logica.

                Già te lo ho detto- anzi, come diresti tu 😉 “te lo ho spiegato “.

                Inutile insistere.

              • Peucezio scrive:

                Scusami però.
                Visto che parli di logica.

                Una cosa è dire: X è valido o non è valido.
                Una cosa è dire: la validità è l’unica cosa importante o non lo è.

                Se io ti rispondo la seconda cosa, ribadire che X è valido banalmente non è pertinente.

                Poi tanto ne potremo discutere all’infinito restando sulle rispettive posizioni.
                Ma metodologicamente come la poni non sta tanto in piedi.
                Sul merito poi ognuno ha le sue visioni.

              • PinoMamet scrive:

                Ma guarda che è chiarissimo quello che dici tu.

                Permettimi però: se si parla di validità del sacramento, parlare di altro non è pertinente.

                Sì, esistono tante altre cose, lo hai detto e ripetuto: so leggere.

                E ti ho già risposto: certo, esistono tante ritualità diverse, e la Chiesa la accetta tutte.

                Eh, ribatti tu, ma sono tutte tradizionali.
                E che c’entra??
                Fatto sta che la Chiesa ammette che possano esistere ritualità diverse.

                Eh, dici tu, ma quella del novus ordo assomiglia a quella dei protestanti.
                E che c’entra?? Tanti aspetti della vita cattolica preconciliare assomigliavano- no, erano le stesse!- della vita ebraica!
                e con ciò?

                E comunque, di nuovo, se parliamo della validità (per voi cattolici) del sacramento, tutte queste cose non sono pertinenti.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ma se stabilisci tu di cosa si sta parlando poi per forza che ti dai ragione.
                Fai un discorso tautologico.

                Ma dove sta scritto che si sta parlando solo della validità.
                L’hai deciso tu del tutto arbitrariamente.

              • PinoMamet scrive:

                “Ma dove sta scritto che si sta parlando solo della validità”

                Qua:
                “Ma mi concentro sulla liturgia.

                Ancora non ho capito se c’è qualcosa di scritto e definito che dica “se girate l’altare verso i fedeli, la transustanziazione non avviene ”
                (E mi stupirebbe assai…) e allora posso anche capire tutto lo scandalo…”

                “L’hai deciso tu del tutto arbitrariamente.”

                certo, era la domanda che ti avevo fatto.

                Se ti chied oche ore sono, son o io a stabilire, del tutto arbitrariamente 😉 , che parliamo dell’orario, e non del campionato di calcio.

                e se tu mi rispondi “il Napoli ha vinto il campionato”, beh, mi fa piacere, ma…

              • Peucezio scrive:

                La discussione sta diventando sempre più surreale…

                Io ti sto dicendo che la validità non è l’unico metro di giudizio di una liturgia.

                Non puoi stabilire unilateralmente che parlare della liturgia sia solo parlare della sua validità sacramentale.

              • Peucezio scrive:

                Se poi mi stai chiedendo se l’orientamento dell’altare da solo inficia la transustanziazione, ti dico subito di no.

              • PinoMamet scrive:

                Permettimi, Peuce’, da amico e con il sorriso:

                ma mi ricordi la famosa barzelletta di Pierino…
                “Con la lettera N? Nano… ma con un cazzo lungo così!!”
                😉

          • paniscus scrive:

            Pino:

            “nella quale le persone si gloriavano di inventare per i figli nomi che non esistevano tra i santi cattolici e che pretendevano (e ne ho conosciuti) funerali laici con la banda che suona Bandiera rossa.”

            Il mio bisnonno (nato intorno al 1880, non ricordo la data precisa) si chiamava Abramo, nome che oggi esiste solo tra le comunità ebraiche, ma non aveva la sia pur minima origine ebraica (e fra l’altro diventò anche biblicamente recidivo avendo chiamato una delle figlie Noemi, non mia nonna, ma una mia prozia)… fu per tutta la vita orgogliosamente laico, e avvicinandosi alla vecchiaia aveva lasciato una lettera autografa di testamento morale, in cui si chiedeva di ricevere un funerale soltanto civile.

            Poi la cosa non andò in porto, perché ebbe una morte improvvisa (credo per un ictus, a poco più di 70 anni), senza alcuna lunga malattia precedente, e quindi i figli e nipoti non erano mai venuti a conoscenza di quella lettera, che fu ritrovata in un cassetto solo mesi dopo.

            Al momento della morte, ovviamente, i familiari chiamarono il prete perché “si usava così”, e si fece il funerale religioso come a tutti,

            ma mia nonna (morta novantacinquenne nel 2010 e lucida fino all’ultimo) rimase sempre molto amareggiata per non aver potuto esaudire i desideri postumi del padre…

  16. habsburgicus scrive:

    in versione moralista 😀
    https://t.me/lombarditas/768

  17. mirkhond scrive:

    Non si accede.

    • habsburgicus scrive:

      non ci perdi poi molto 😀 prova attraverso il suo canale Lombarditas, su TG…quel video “La solare etica lombardista contro la degenerazione contemporanea” si trova alla fine, al momento il penultimo

      • Paolo Cavestro scrive:

        Chi non crede a Benjamin Netanyahu,Baruch Goldstein e Meir Kahane Nostri Signori e Dei brucerà all’inferno in eterno!!!!

  18. mirkhond scrive:

    “Sai habs,
    è vero che al Nord in genere si è più abbottonati rispetto all’estroversione teatrale di noi meridionali ma nella sostanza credo cambi davvero poco.

    E’ pur sempre questione di individui e non di geografia.

    Ho trovato tantissime persone magnifiche e disponibili anche qui e direi propio che non sono più rare che al sud!

    Forse è soltanto un altro modo di porsi che riguarda solo l’atteggiamento superficiale.”

    Per esperienza personale non posso che condvidere quanto detto da Ros. Quando da ragazzo sono stato al Nord (Piemonte, Lombardia e in gita scolastica a Verona) sono sempre stato accolto con cordialità e gentilezza e nessuno mi ha mai chiamato terrone.
    Anzi ero io ad essere prevenuto, sbagliando.
    Infatti oggi non condivido più la guerra dei neoborbonici contro il Nord, perché come dice giustamente Ros, la cordialità, la gentilezza, l’aiuto eventuale che può esserti offerto è questione di persone e non di geografia.
    Gli stronzi e i diffidenti stanno anche qui.

    • Ros scrive:

      mirkhond

      manco dalla Sicilia da ben 25 anni, ho vissuto un po’ all’estero e un po’ in varie zone d’italia del Nord.

      Sinceramente non ho mai avvertito d’essere in luoghi in qualche modo formati da persone differenti da quelle con cui ero cresciuto.
      Sarò io ad essere scarsissimamente nostalgico o legato ad identità e origini?
      Boh🙄 non lo so.

      Solo che – davvero – non ho mai fatto caso ho pensato
      “qui la gente è diversa”.

      Alla fine credo conti soltanto il nostro atteggiamento, atteggiamento che
      – ahinoi😳 – non possiamo certo imporci di cambiare forzatamente poiché non dipende esclusivamente dalla nostra volontà cosciente ma che spesso è destinato da se a cambiare;

      nonostante noi, ci piaccia o meno il cambiamento.

      A volte mi vien quasi da credere che la nostra esperienza in vita
      (le nostre vicissitudini, le nostre conoscenze e relazioni) altro non sia che lo specchio esterno di ciò che sentiamo e crediamo dentro, di ciò che di volta in volta siamo.

      Mi pare che da qualche parte fra le fumose brughiere della psicologia ci sia anche una “teoria dello specchio” a tal proposito

      https://www.psicosgambati.it/blog/crescita-personale/339/specchio.html

      ma

      • Francesco scrive:

        no, guardate che vi sbagliate, noi polentoni siamo davvero stronzi e chiusi

        fuori da Milano, poi, praticamente è come la Scozia dei Pitti con qualche SUV e centro commerciale ma sono dei veri trogloditi!

        😀

        • PinoMamet scrive:

          Vabbé che tu sei ligure e lombardo…

          Ma io vivo in Emilia Romagna e le persone mi sembrano abbastanza… normali.

          A volte aperte e a volte chiuse, quasi sempre cordiali se non gli rompi proprio le balle, disponibili a prendere marmellate dagli sconosciuti 😉 e anche ad offrirne.

          • Francesco scrive:

            infatti voi siete centrali, mica polentoni! siete nella Padania solo perchè siamo tanto bravi (e voi tanto ricchi di industrie)

            😀

  19. Moi scrive:

    Israele ha colpito la Chiesa della Sacra Famiglia di Gaza, ferito il parroco Gabriel Romanelli
    Nel cuore della devastazione di Gaza, la Chiesa cattolica della Sacra Famiglia rappresenta un rifugio per la piccola comunità cristiana e ospita oggi circa 500 sfollati

    https://www.italiaoggi.it/economia-e-politica/politica-estera/israele-ha-colpito-la-chiesa-della-sacra-famiglia-di-gaza-ferito-il-parroco-romanelli-i6acp273

    ______________________________________

    … Ma perché ?

  20. PinoMamet scrive:

    Non c’entra nulla, ma volevo rassicurare Francesco che le mie impressioni negative su Clancy si sono molto attenuate sin quasi a scomparire finendo il romanzo.

    Forse è lui che parte male e poi si modera, può essere!

    • Francesco scrive:

      Allora prova con quello in cui risolve il problema Israele-Palestina!

      😀

      PS da giovane non perdevo un romanzo di Clancy come non perdevo un film di Schwarzenegger o Stallone … poi sono invecchiato.

      😉

      • Paolo Cavestro scrive:

        Bibi noi ti amiamo tantissimo in eterno!!!!

        • Miguel Martinez scrive:

          Qui possono convivere comunisti, sionisti, nazisti, islamisti, ultraliberisti, suprematisti bianchi, suprematisti neri, anarchici e monarchici: ognuno ha diritto di presentare le sue idee anche se ritenute criminali da altri.

          Però ci vuole stile e correttezza.

          Chi si firma come Paolo Cavestro ha mandato 58 commenti in pochissimi minuti, sfruttando peraltro l’intelligenza artificiale.

          E quindi non è gradito.

          Sionisti, leninisti, americanisti, islamisti, vanno bene.

          Troll, no.

          Ciao!

  21. Moi scrive:

    Siamo nel 2025, tutti sradicati … inutile continuare a crogiolarsi nei cliché da Cinepanettone Anni 80, che già allora pescavano dagli Anni 60.

  22. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Vedo la commovente solidarietà della Schlein, di Calenda e di Renzi a Sala.

    Consiglio vivamente ai politici di Destra di non cercare di approfittare della vicenda per motivi elettorali. Se no, i loro elettori potrebbero svegliarsi e rendersi conto che il PD non è un branco di fanatici dell’Ambiente che ci vogliono Togliere la Proprietà Privata.

    Sono la stessa cosa della Destra, ma un po’ più cauti e gentili.

    • Miguel Martinez scrive:

      Titolo sul Fatto Quotidiano: Il ministro Nordio si vanta: “Con la mia riforma a Milano hanno evitato le manette”

    • Moi scrive:

      Ormai la differenza è solo in termini di “Pride” e Ordine Pubblico : Beppe Sala continua a poverinare i Maranza e permettere in Niqab, i Milanesi delle Periferie vorrebbero i BOPE come in Brasile, la Destra lo sa MA NON può fornirli … perché Anticostituzionale.

      • Moi scrive:

        @ PEUCEZIO/ FRANCESCO

        Non so se viviate in Zone Infestate da Maranza, ma … trovereste eccessivo un BOPE a Milano ?

        • Francesco scrive:

          Credo di sì, però se il Sindaco riformasse il corpo della polizia urbana che pare scomparso da anni e anni …

          Stamane ascoltavo su RadioPopolare l’intervista a un ex politico locale che si lamentava e di brutto di Pisapia e di Sala … da sinistra!

          Inizio davvero a pensare di vivere nella migliore città d’Italia, a questo punto.

          😉

  23. Moi scrive:

    Il BOPE (Batalhão de Operações Policiais Especiais, ovvero Battaglione per le operazioni speciali di polizia) è un gruppo di intervento speciale della Policia Militar di Rio de Janeiro specializzato nell’effettuare incursioni sul territorio delle favelas ed in altre zone ad alto rischio. A causa della natura del crimine nelle favelas, le unità del BOPE possiedono una vasta esperienza per ciò che riguarda la guerriglia urbana così come nell’avanzamento in territori ostili. Il BOPE utilizza inoltre un equipaggiamento ritenuto più potente rispetto a quello usato dalle tradizionali forze dell’ordine civili.

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Batalh%C3%A3o_de_Opera%C3%A7%C3%B5es_Policiais_Especiais

  24. mondo parallelo scrive:

    Messa in latino

    Forse me lo sono sognato, ma mi pare che le primissime messe a cui ho partecipato da bambino, fossero proprio in latino
    Ancora al catechismo ci facevano studiare a memoria le preghiere in un incomprensibile latino.
    C’era un clima di intimidazione. I catechisti insistevano sul peccato mortale e l’inferno.
    Figurarsi un bambino.
    All’epoca se volevi trovare le persone più perfide del paese le trovavi tra i cattolici ferventi.
    Nei primi anni sessanta, era ancora viva la cultura autoritaria fascista.
    Certi maestri con classi di trentacinque e passa bambini, avevano la frusta di salice dietro alla cattedra. Il mio, uno dei più temuti, mollava degli sberloni degni di Bud Spencer.
    I genitori incontravano il maestro al bar e a proposito del figlio gli dicevano “se fa arrabbiare a scuola, gli dia due sberloni, che poi il resto glieli do io quando arriva a casa”
    Per carità
    Adesso magari si è diventati troppo “relativisti”.

    • Francesco scrive:

      Scusa ma di che periodo stai parlando? io sono nato nell’infausto 1968 e certe cose erano già solo sui libri!

      Ciao

      PS incomprensibile il latino del Pater e dell’Ave Maria???

      • mondo parallelo scrive:

        https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/la-chiesa-scopri-italiano

        Data la mia età che si avvicina pericolosamente ai settanta, ho assistito alle ultime messe in latino.
        Ho un ricordo minimale, ma le ricordo.
        Ricordo anche quando ci fu il cambio dal latino all’italiano. Venne accolto con un certo sollievo.
        Ed è stato a quel punto che hanno iniziato a uscire le dispense dove c’era scritta la parte del prete e le risposte dei fedeli.
        Poi sono arrivati dei canti tutto sommato decenti (qualcosa è trapelato anche in una canzone di Elio e le storie tese)
        Più tardi le chitarre e delle lunghissime omelie finché la messa tra una cosa e l’altra si è allungata di una buona mezz’ora.
        Ma io vado a messa mediamente una volta all’anno se sono proprio costretto.

        • Peucezio scrive:

          Tu comunque confermi implicitamente quanto sto sostenendo.

          Le persone di generazioni come la tua e più anziane si sono vissute un po’ il peggio degli ultimi scampoli del cattolicesimo preconciliare (c’era ancora grande devozione popolare, ma anche ‘sti preti terribili e rompicoglioni, che la menavano con la loro ossesisva sessuofobia, ecc.): è comprensibile che tu abbia vissuto quella stagione con sollievo.

          Chi oggi è legato al rito antico si ricollega a due millenni di liturgia e teologia, ma ha poco a che fare con quegli irrigidimenti un po’ ottocenteschi fuori tempo massimo e ciò che vale per te, applicato a un giovane di oggi è completamente anacronistico.
          Oggi i giovani cercano senso, struttura, non liberazione da vincoli inesistenti.

          • PinoMamet scrive:

            “Chi oggi è legato al rito antico si ricollega a due millenni di liturgia e teologia”

            Una cosa che ho imparato da un amico che segue un corso universitario di cultura ebraica (e non è manco ebreo! tutta quella roba che io schivo appassionatamente):

            gli ebrei “riformati” non sono “meno antichi” degli ebrei ortodossi.
            A un certo punto, la linea si biforcata, per così dire, il pensiero si è sviluppato in una certa direzione, qualcuno la ha accettata e qualcuno no.
            Ma il percorso del pensiero ha la stessa “antichità”.

            I protestanti non è che non siano collegati alla storia del pensiero cristiano: non è che sono sorti dall’oggi al domani senza aver letto i Padri della Chiesa ecc.
            Li hanno letti, e ne hanno tratto certe conclusioni. Lutero, lo sanno tutti, era un religioso, mica uno che se l’è sognate le cose.
            (Poi vabbè, esistono anche i Mormoni che se le sono sognate proprio, ma lì esiterei a definirli cristiani..)

            Stessa cosa il Concilio Vaticano II.
            Non è che col Concilio abbiano inventato un’altra religione!
            Hanno tratto alcune conclusioni seguendo la logica del pensiero cristiano, proprio quella tradizione bimillenaria che dici tu.

            Altrimenti, se dici che il Vaticano II è una cesura, allora ti si potrebbe obiettare che tu non segui una tradizione di 2000 anni, ma di 500 solamente: quella di Trento…

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              non per llevarte la contraria a tutti i costi, ma storicamente non direi che sia accaduto così nel caso del protestantesimo.

              O, meglio, solo in piccola parte.
              Sicuramente c’era una sorta di corrente carsica giudaizzante o vagamente ariana che è riemersa.
              E non escludo che in qualche comunità cristiana delle origini ci potessero essere delle somiglianze con le idee di Lutero e gli altri.

              Così come in qualche movimento ereticale rigorista anti-istituzionale basso-medievale.

              Ma erano cose sporadiche. E prive di continuità storica dalle origini: sono episodi ricorrenti di fanatismo, di ritorno a presunte origini, di rottura degli schemi.

              Ma resta il fatto che la cristianità, dalle origini fino al XVI secolo, si è caratterizzata per un’idea sacramentale del culto, basata su un episcopato e un sacerdozio unici mediatori (non autorizzati, ma proprio materialmente in grado di attuarla), un insieme di sacramenti, un’idea non scritturista radicale ma in cui la Scrittura si inserisce in un insieme tramandato affidato all’autorità delle chiese, depositaria dell’ortodossia dottrinale.

              L’idea cioè che si salta tutto a piè pari, che la Chiesa sia solo l’insieme dei credenti che aderiscono a una scrittora di secoli prima e a Cristo tramandatoci solo da quella, senza nessuna mediazione, che il fedele è l’unico interprete autorizzato e l’unica funzione della Chiesa è pratica, di condivisione, di ammaestramento reciproco o grazie a un esperto, senza nessun vero ruolo sacramentale, cioè che in sostanza Dio ci ha salvato attraverso al Scrittura e ci basta quella, per cui è in comunione con Dio qualunque fedele con la sua Bibbia, perfino su Marte, e tutto il resto è accessorio e non c’è un vero sacerdozio né un’istituzione sovrannaturale che non sia il mero insieme di credenti nel mondo è stato qualcosa di inedito, non nel senso che qualche pazzo in giro per l’Europa non l’abbia mai magari concepito prima, ma nessuna chiesa o comunità cristiana organizzata e con continuità storica e radicamento sociale ha mai avuto una simile impostazione prima di allora.

            • Peucezio scrive:

              Circa Trento, siamo sempre lì.
              Trento non ha inventato praticamente nulla, ha solo confermato e consolidato tutto ciò che c’era da prima.
              Io infatti non mi rifaccio a Trento (che non mi sta manco simpatico: modernità, controllo, lotta alle cosiddette superstizioni, San carlo Borromeo che andava in giro a vietare i balli…), ma alla continuità della Chiesa dalle origini fino al Novecento.

              Per il Vaticano II vale quanto detto per il protestantesimo, ma di riflesso: il protestantesimo l’ha sostanzialmente inventato, il C.V.II l’ha recepito, aggiungendoci un po’ di spontaneismo hippy.

            • Peucezio scrive:

              Per chiarire meglio,
              io seguo la messa tridentina perché è l’ultimo messale cattolico che abbiamo avuto nell’Occidente di rito latino.

              Ma mica rigetto tutto ciò che si è fatto prima.
              Non ho motivo di rigettare le varie innovazioni via via accumulatesi, perché non hanno nulla di eterodosso e mi pare che il rito tridentino così come ci è arrivato, come evoluzione organica della liturgia dalle origini a oggi (o al 1969, ma per fortuna non si è estinto neanche allora) sia, oltre che impeccabile sul piano dottrinale, anche bello, dignitoso, solenne, adatto allo scopo, spiritualmente carico.

              Ma mica perché Pio V (che poi viene dopo il concilio tridentino: in effetti l’espressione “messa tridentina” è leggermente imprecisa, anche se la usiamo tutti per intenderci), ripeto, abbia inventato nulla.

              Io non sono tridentino, io sono cattolico.

              • habsburgicus scrive:

                che poi viene dopo il concilio tridentino: in effetti l’espressione “messa tridentina” è leggermente imprecisa

                infatti
                il Missale Romanum “tridentino” fu promulgato solo nel 1570, l’anno della scomunica di Elisabetta, a Concilio tridentino concluso da 7 anni..gli antichi riti medievali (tranne quei pochi che sussistono tuttora o almeno sussitettero fino al 1962/1969) vennero eliminati fra il 1570 e il 1592 (elezione di Clemente VIII)
                in mezzo, la riforma del calendario del 1582 ad opera di Gregorio XIII di venerata memoria (1572-1585)
                insomma, parlando inquisitorialmente :D,
                qundo fu bruciato Pietro Carnescchi (1567) eravano ancora nel lungo “Medioevo liturgico” (molteplicità di riti, vecchio calendario ecc)
                quando fu bruciato Giordano Bruno (17 febbraio 1600) eravamo già nel mondo “pre-conciliare” durato liturgicamente sino a Paolo VI (Messale cosiddetto “di sempre” -locuzione che io non uso come avrete forse notato :D, nuovo calendario ecc)

            • Peucezio scrive:

              E ovviamente ciò che vale nel tempo vale anche nello spazio.

              Per me sono validi TUTTI i riti occidentali e orientali, che siano latini (romano, ambrosiano, mozarabico, lionese, o quelli degli ordini, come quello domenicano, carmelitano…), greci, assiri, copti, maroniti e quant’altro. Tutti, senza esclusione.

              So poco sulle innovazioni postconciliari nei riti orientali dei cattolici uniati (o uniti) quindi potrei valutare solo conoscendone la portata e l’entità. Credo comunque siano state molto più discrete e meno pervsive: sapevano che quelli li avrebbero inforcati e ci sono andati molto leggeri!

              Sono critico verso il neocalendarismo e il malvezzo di molte chiese nazionali ortodosse di sare sempre più spazio alle lingue vernacolari, ma non ritengo siano elementi da inficare l’impianto generale della liturgia e quindi la sua bontà e santità. A una messa rumena in rumeno ci sono anche stato.

              Non andrei mai a nessun rito protestante per nessun motivo, nemmeno per il matrimonio del mio migliore amico (resto fuori e poi gli faccio gli auguri).
              In una chiesa protestante mi potrebbe capitare di entrare, mentre non ci sono celebrazioni o riunioni, perché magari era cattolica, è una chiesa gotica di pregio… (penso a paesi protestanti, non qua in Italia).

              E non entrerei mai in una sinagoga, perché dovrei mettermi la kippah e sarebbe un atto di omaggio o comunque di riconoscimento, che non potrei né vorrei fare.

              Per il resto sono stato anche nelle moschee, da visitatore, da turista, anche se non stravedo per l’Islam (ma ne rispetto alcuni aspetti e gruppi).

              E non avrei problemi con nessun’altra religione al mondo, almeno che abbia una tradizione: potrei partecipare tranquillamente a qualsiasi rito religioso del mondo (da un rito buddista a quello ancestrale di un villaggio dell’Amazzonia), in quanto manifestazione del sacro, pur mantenendo e rivendicando la mia identità di cattolico apostolico romano.

              • PinoMamet scrive:

                “E non entrerei mai in una sinagoga, perché dovrei mettermi la kippah e sarebbe un atto di omaggio o comunque di riconoscimento, che non potrei né vorrei fare.”

                Un atto di omaggio a Dio .

                Ma se ti trovi meglio con gli dèi amazzonici, che dire, fai pure 😉

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sai bene cosa penso dell’ebraismo.

                E, sì, non ho nulla contro le divinità amazzoniche, ma contro il monoteismo abramitico sì: ha rovinato il mondo.

                Mi spiace, perché personalmente ti stimo, per cui non mancherei di rispetto alla tua religione (per non mancare di rispeto a te), ma il mio giudizio – rispettosamente – è quello e lo sai.

              • PinoMamet scrive:

                Io il Cristianesimo però lo definirei monoteismo abramitico…

              • Peucezio scrive:

                Sì, ma c’è un salto ontologico enorme.

                Perché parliamo di un Dio trinitario, un Dio umanizzatosi, cosa che per l’ebraismo (e l’Islam) sarebbe inconcepibile.

              • daouda scrive:

                Peucezio non comprende ancora che giust’appunto DIO è “ebreo” perché ha difficoltà con l’ebraismo piuttosto che con il giudaismo, un po’ come il romanziere Nicce che amava i biblici ebrei ed odiava i giudei post cristiani tipo, dove l’analogia sta nel fatto che lui ignora che il paganesimo è monoteismo polilatrico relativista, la qual cosa è inconciliabile con la Trinità.
                L’incarnazione mi sembra infatti caro P. un tuo mero alibi.

          • PinoMamet scrive:

            Errata: i protestanti non è che siano SCOLLEGATI

      • habsburgicus scrive:

        Scusa ma di che periodo stai parlando? io sono nato nell’infausto 1968 e certe cose erano già solo sui libri!

        @Francesco
        perchè tu sei di Milano che è avanti (nel bene e nel male :D)
        io sono tuo coetaneo, ma ho vaghissimi ricordi di qualcosa di simile a quanto ci dice mondoparallelo, ancorchè più edulcorati..siamo pur sempre oltre dieci anni dopo.
        in un paesino come il mio verso il 1976-1977 verosimilmente non era ancora (pienamente) arrivato il Concilio 😀 a Milano, sì
        ho vaghi ricordi di predicatori che parlavano dell’inferno alle Quarantore (oggi i giovani manco più sanno cosa siano :D) e di Venerdì Santi quasi “medievali” verso il 1976, con ogni attività che si fermava, la musica che cessava e il Crocifisso cui si andava a rendere omaggio in chiesa, prosternandosi e inginocchiandosi…..ricordo anche la profonda avversione, mista a paura, nel popolo -specia fra i più umili, i contadini- verso i comunisti (non siamo in Emilia ove il PCI era unico partitoa mmesso :D:D), ritenuti poco meno che “mostri” :D, rarissimi (pure a Alba il PCI era sul 7 %, quatro/cinque meno della mmedia nazionale) e isolati come appestati…ancora viva la diffidenza verso i protestanti (valfesi chiamati barbèt) che avevano una sezione a parte nei cinitero (non al mio paese perchè non vi erano protestanti)….talvolta il prete usava ancora i paramenti neri (aboliti in teoria dal Concilio) e c’era ancora un Messale antico (non usato, credo..all’epoca non ci facevo caso) in sacristia…
        quel mondo non c’è più, e da molto..
        basti pensare che il modello del piemontese di allora era un tipo schivo, leale, religioso, abitudinario e conservatore “bugia nèn”, un po’ freddo ma capace di calore all’occorrenza–
        oggi è Briatore, che viene da un luogo non distante..e ho detto tutto ! 😀

        • mirkhond scrive:

          “bugia nèn”

          Che cosa vuol dire?

        • PinoMamet scrive:

          “perchè tu sei di Milano che è avanti ”

          forse era il Piemonte a essere indietro… 😉

          cioè, la realtà di cui parli mi tu mi sembra… medievale, e lontanissima da quella, negli stessi, che c’era qua…

          e io non vivo a Milano, ma nella collina dell’Emilia Romagna…

          e non si tratta solo di comunismo: è proprio che la realtà sociale era diversa!

          cioè, se tu prendevi un agricoltore di qua, anche democristiano se vuoi! e lo mandavi a Milano, beh, a parte il simpatico film con Pozzetto 😉 , ma in realtà si sarebbe ambientato benissimo e in due secondi, tolto il trraffico.

          Se lo mandavi nel Piemonte che descrivi tu, gli sarebbe sembrato di tornare nel Medioevo…

          • PinoMamet scrive:

            Negli stessi anni , scil.

          • Peucezio scrive:

            Credo c’entri anche il livello di abbondanza.
            Non so se dipende dalla pianura, ma l’Emilia mi ha sempre dato di terra ricca, grassa, mentre il Piemonte meridionale, già come emerge da Fenoglio e da Pavese (non li ho letti, ma mi risulta) era piuttosto depresso.
            D’altronde l’Emilia-Romagna, come anche il Veneto e in parte la Lombardia sono sempre state policentriche, mentre il Piemonte ha Torino, alcune poche altre città di pregio, ma in generale paesi un po’ poveri.
            Che poi è anche un po’ il suo fascino.

        • Francesco scrive:

          Io allora non ero milanese ma bergamasco del contado! però ricordo solo un anziano prete anti-darwiniano e un parroco insopportabilmente noioso e (credo) già aggiornato al Concilio.

          Purtroppo niente processioni e niente Venerdì Santo … avessi io il potere in quei giorni i Mullah afgani dovrebbero andare a nascondersi per la vergogna del loro deboscio!

          Ciao

    • Peucezio scrive:

      Mondo parallelo,
      beh, mi pare tu descriva in generale l’atmosfera di allora, con forme di autoritarismo eccessive… poi in effetti si è caduti nell’eccesso opposto (penso al 18 politico, alla decadenza di competenze… il resto non è certo da rimpiangere).

      Tra l’altro io credo che la modernità abbia fatto grossi danni anche alla Chiesa preconciliare: anche se le forme sono rimaste le stesse, c’è stato un irrigidimento in senso prescrittivista, borghese… si è recepita l’istanza di controllo tipica della cultura illuminista e liberale.

      • mondo parallelo scrive:

        Eccesso opposto

        Il 68′ in provincia si è manifestato con qualche “capellone” poi gli stessi erano diventati “maoisti” ma erano pochi e malvisti dai paesani.
        Certo tra i sessanta e i settanta molto è cambiato negli stili di vita e nella cultura di massa ma non saprei dire come e perché.
        A un certo punto è arrivata l’eroina e c’erano i “tossici”. Il resto è storia che un po’ tutti, qui, avranno probabilmente vissuto in prima persona.
        Comunque, si. Si è passati all’eccesso contrario

  25. Francesco scrive:

    Domanda generale: solo a me pare che la lettura “pacifista” del mondo nata durante e dopo la Grande Guerra sia morta con la Seconda Guerra Mondiale?

    Lo dico non come valutazione ma come rilevazione dei fatti, nella cultura quella posizione di condanna di ogni guerra è diventata ultra minoritaria.

    E’ nato un pacifismo da paura della Bomba, in parte oggettivo (pure Kruscev e Kennedy ci arrivarono, e poi i trattati di non proliferazione e quelli di riduzione degli arsenali), in parte di servizio a una delle parti nella Guerra Fredda.

    E’ nato un pacifismo “individualista” che identifico col rifiuto del servizio militare ma dietro cui vedo biechi motivi di egoismo. O riba da strambi tipo Pannella, che era per l’obiezione di coscienza ma non era pacifista tout court.

    E’ rimasto un pacifismo di principio ma poca roba. Qualche cattolico con le traveggole, pochi laici.

    Questa mia visione è sbagliata?

    • mondo parallelo scrive:

      Beniamino Placido, in un articoletto che ancora ricordo, scriveva che le guerre lasciano sempre gli Stati in una condizione peggiore di quando sono state intraprese.
      Non lo so, se devo dire la verità.
      Adesso va di moda l’intelligence che colpisce i vertici dello stato nemico.
      Metti che arrivino a colpire i vertici della Russia. Quale potrebbe essere la reazione?
      Non è più il tempo degli eroi.
      Ora prevale il far le cose come se non ci fosse un domani.

      • Francesco scrive:

        Potrei rispondere a Beniamo che la IIGM lasciò gli Stati Uniti molto meglio di quando ci sono entrati … forse un caso raro ma non credo unico.

        Insomma, non sono così convinto di questa spiegazione delle guerre come tara genetica dell’essere umano sociale.

        Ciao

        • mondo parallelo scrive:

          Gli Stati Uniti non hanno avuto una guerra sul loro territorio.
          Zero morti civili. Zero devastazioni
          298.000 vittime tra i militari.
          Tante armi vendute, mi par di ricordare.

          • tomar scrive:

            mondo parallelo:
            “Gli Stati Uniti non hanno avuto una guerra sul loro territorio.”

            Ma soprattutto, con gli accordi di Bretton Woods del 1944 impiantarono il nuovo sistema monetario internazionale, che permetteva agli USA di stampare quanti dollari volevano per promuovere i propri interessi.

            • Francesco scrive:

              Ehm no, non credo sia stato così fino alla fine del Gold Standard.

              E non è stato SOLO così neppure dopo, visto che in quel sistema è stato quasi tutto il mondo a prosperare.

              E chi non lo ha fatto … si può dire che ci ha messo molto del suo.

              • mondo parallelo scrive:

                Diciamo che col vincolo alle riserve auree non si poteva stampare più di tanto
                È stato questo a far fallire gli accordi di Bretton Woods. Aver stampato troppo rispetto all’oro.
                La grossa mole di stampa è stata fatta nel dopo Bretton Woods col dollaro fluttuante.
                Francesco mi correggerà se sbaglio.

              • Francesco scrive:

                Non oserei mai. Tanto meno oggi che stiamo per affogare in un mare di liquidità neppure calcolabile nè concepibile, così profondo che tanto varrebbe dare il Nobel per l’Economia a Lucio Dalla.

                Cavoli, patate, fagioli e/o lenticchie. Mi si dice siano i veri beni rifugio.

              • habsburgicus scrive:

                Ehm no, non credo sia stato così fino alla fine del Gold Standard.

                (correggimi se sbaglio)
                durato, in forma pura solo fino al 1933/1934 dopo un’interruzione durante la Grande Guerra…..
                durato nella forma riformata da Bretton Woods sino al fatidico -e forse nefasto- 15 agosto 1971 (data ingiustamente obliata) quando il REP Nixon ci mandò tutti a quel paese e abolì la convertibilità del dollaro in oro che dal 1944 sussisteva pur con qualche limitazione
                io proporrei a Xi, Putin e/o Kim (altri candidati plausibili mancano) il gold standard proletario 😀
                introdurre una nuova moneta basata sull’oro, il marx (10 marx oro=1 lenin d’oro), a sua volta suddivisoo n 100 engels 😀 con una bella falea e martello sull’obverso e al riverso la stella rossa e la scritta “Proletari di tutti i paesi, unitecvi !”, in russo, cinese, coreano..ed emiliano (in omaggio a Cavriago :D)..volete mettere ? “quanto fa ?”..”un lenin , cinque marx e 65 engels”..impagabile !

              • mondo parallelo scrive:

                https://lesakerfrancophone.fr/vous-pensez-quil-est-trop-tard-pour-acheter-de-lor-loin-sen-faut

                Questo l’avevo adocchiato e messo da parte per una lettura più calma.
                Insomma, l’oro ha appena iniziato la sua folle corsa. Forse.

              • habsburgicus scrive:

                l’oro sarebbe da comprare..purtroppo io ho paura
                la ragione mi dice che l’oro salirà, dunque nei limiti delle mie scarse possibilità farei bene a comprare oro..
                ma è inutile..chi il coraggio non ce l’ha non se lo può dare
                voi che siete più coraggiosi però fareste bene a valutare l’investimento in oro !

              • habsburgicus scrive:

                e se poi qualcuno volesse fare operazioni strampalate,
                qui vi è il tasso di cambio effettivo della lira siriana (1 euro sono 12.000 lire siriane) 😀 😀 😀
                https://sp-today.com/en/

              • habsburgicus scrive:

                la speculazione sarebbe comprare l’oro a 24 carati in lire siriane, sperando in qualche sollevazione, attacco, attentato che ne faccia crollare il valore, e poi rivendere l’oro così comprato in euro 😀 😀 😀
                mi sa che però, perfino Cuccia, ci avrebbe rimesso le penne 😀 😀 😀 😀

              • roberto scrive:

                Habsb

                “ l’oro sarebbe da comprare.”

                Capisco la paura…prova a comprare una piccola cosa, una somma che se la perdi pazienza, poi vedi come va e se la paura ti passa

                Con l’oro devi essere paziente perché regolarmente scende un po’ e risale molto. Quindi guarda un po’ quando scende, comprane un pochino e dimenticalo per sei mesi almeno

              • Peucezio scrive:

                Non vedo il rischio.

                Non più che tenersi liquidità in euro.

                Anche la moneta è ballerina e siamo in un’epoca di inflazione, quindi il danno è certo.

                L’oro può salire o scendere, ma è sempre oro: ti resta. Alla peggio aspetti che salga prima di rivenderlo.

                Anche gli immobili a volte hanno delle crisi. Ma uno che fa, avendo un gruzzolo, se non è esperto di finanza non lo investe nel mattone?

              • habsburgicus scrive:

                @Roberto @Peucezio
                grazie per i consigli !

          • Moi scrive:

            La Guerra Civile …

          • Francesco scrive:

            410.000 mi risulta, il che è sempre poco rispetto ad altri paesi

            ricordo però che era molto diverso il modo di combattere tra USA e altri paesi, vuoi per necessità, vuoi per scelta

            tante armi e altri beni di supporto costruiti, credo sia stato il fattore fondamentale

  26. tomar scrive:

    Un simpatico esempio di come l’A.I. sia inadeguata, e presumibilmente lo sarà sempre, come strumento di censura preventiva dei commenti sui social.
    Leggendo su Repubblica i commenti all’odierna quotidiana strage a un centro di distribuzione del cibo, mi imbatto in un commento che, se ben scritto, sarebbe apparso così:
    “Umanità? Ebrei? un ossimoro”
    Era un commento in risposta a un precedente che così recitava: “In questo momento gli ebrei,stanno mopstrando la parte peggiore della loro umanità!!! Speriamo capiscano col tempo le attrocità che hanno commesso!!!”. Un commento accorato, il cui antisemitismo basico – gli ebrei anziché gli israeliani – era così temperato dall’afflato della speranza che anche gli ebrei riescano a trovare in sé stessi un briciolo di umanità che il commento è tranquillamente passato.
    Ma anche quello passato sopra è tranquillamente passato, perché in realtà era scritto così:
    Umaita? Ebrei? un ossimoro

    “Umaita? Nun c’è qui, non l’avranno ancora messa. E che sarà, una qualche cazzata filosofica probabilmente. E io mica posso cassare tutto, in sto casino dei linguaggi web, passi.”

    • PinoMamet scrive:

      ” era così temperato dall’afflato della speranza che anche gli ebrei riescano a trovare in sé stessi un briciolo di umanità”

      scusa, e dove lo leggi tutto questo afflato speranzoso?

      a me sembra un commento antisemita e basta.

      • tomar scrive:

        Pino Mamet:
        “a me sembra un commento antisemita e basta”

        Anche a me, ma evidentemente quell’afflato all’AI è bastato.
        Ma vedo ora che quel commento dell’ossimoro palesemente e violentemente antisemita è stato cassato. Sarà cioè dovuto intervenire un controllore umano. A riprova che di fronte all’enorme e facile plasmabilità delle lingue umane l’A.I. sarà sempre destinata a fare la figura della stupida.

    • Moi scrive:

      Purtroppo Netanyahu ha assottigliato parecchio la linea di demarcazione fra Antisemitismo e Antisionismo … io leggo purtroppo molti commenti social ai bombardamenti Israeliani come “richieste di scuse” inoltrate a un certo innominabile dall’ algoritmo, ma chiarissimo, “Pittore Austriaco”.

      • Peucezio scrive:

        Bisogna dire che io non vedo questa levata di scudi di ebrei in giro per il mondo contro le atrocità israeliane.

        Qualcuno le condanna anche in modo nettissimo, ma sono in pochi.
        Gli altri fanno mille distinguo, giustificano, criticano ma

        • PinoMamet scrive:

          E hanno ragione.

          • Peucezio scrive:

            Punti di vista.
            Per me lo steriminio di una popolazione con il bombardamento sistematico e deliberato di civili, ospedali, ecc., non ha giustificazioni di sorta.

            Ma ragione o meno, è naturale che se gli ebrei non si distinguono da Israele, neanche gli altri li distinguano.

            Non è antisemitismo.
            Antisemita sarebbe chi dicesse di disprezzare o odiare Moni Ovadia, malgrado sia antisionista, per il solo fatto che è ebreo.

          • tomar scrive:

            Peucezio : “Gli altri fanno mille distinguo, giustificano, criticano ma…”
            Pino Mamet: E hanno ragione.

            Ma scusa Pino: stiamo parlando di un genocidio in atto o no? Perché se di questo si tratta, non riesco a vedere “ma” che tengano.
            O invece non è genocidio?
            Fortunatamente, come in altre fasi della mia vita, trovo anche oggi un buon maestro ebreo a confortarmi col rigore del suo pensiero.
            https://it.gariwo.net/magazine/medio-oriente/sono-uno-studioso-di-genocidio-lo-riconosco-quando-lo-vedo-28875.html

            • Peucezio scrive:

              Ma poi, anche non fosse un genocidio…
              conta il risultato.

              Si obietta che un genocidio, anche tentato o parziale (come d’altronde l’Olocausto) presuppone l’intenzione di far sparire un popolo dalla faccia della terra.

              Effettivamente agli israeliani non importa nulla che i palestinesi scompaiano dalla faccia della terra, basta che se ne vanno dalla Palestina.
              Ma per ottenere questo scopo li sterminerebbero anche tutti: lo stanno facendo.
              Certo, non uccidono quelli con la cittadinanza, che vivono in Israele, perché non gli creano grossi problemi.
              E in Cisgiordania non hanno avuto il pretesto, anche perché controllano tutto e dovrebbero bombardarsi da soli: lì fanno uno stillicidio, un’espulsione lenta, grazie a mille vessazioni e violenze.

              Il risultato comunque e che stanno cercando di sterminare la popolazione di Gaza per potervisi insediare loro.
              Lo scopo quindi non è genocida in senso stretto, ma di controllo del territorio.

              Ma non mi sembra che ciò lo renda meno moralmente spregevole.
              Le etichette sono secondarie, al di là del potere evocativo.

            • PinoMamet scrive:

              “Ma per ottenere questo scopo li sterminerebbero anche tutti: lo stanno facendo.”

              ti obietto due cose: questa- non credo sia una volontà di sterminio, quella in atto a Gaza- e il fatto che i colpevoli ne sarebbero gli israeliani, complessivamente.

              Ma vedi?
              appunto ne parlo, con dei se e con dei ma.

              I “senza se e senza ma” li lascio alla retorica neocon.

              E con questo rispondo anche a Tomar…

              • Peucezio scrive:

                Figurati, io sono il massimo sostenitore dei “se” e dei “ma”.

                Ma c’è un limite.
                Se vedo, chessò, un energumeno violentare e uccidere una bambina non c’è “se” o “ma” che tenga, ma solo riprovazione morale totale.

                Tu diresti che l’Olocausto è stato un crimine efferato, ma…?

              • PinoMamet scrive:

                Non credo che a Gaza sia in corso un olocausto, e se qualcuno mi dicesse che tutti i tedeschi erano colpevoli direi se e ma…

              • Moi scrive:

                “Senza se e senza ma” era anche un tormentone _ un “catch-phrase”, si direbbe ora_ di Sergio Cofferati.

                🤔🤨

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                però i tedeschi, forse con qualche eccezione, non avevano idea di quanto accadesse nei campi di sterminio, mentre gli israeliani sanno benissimo cosa accade a Gaza.

              • PinoMamet scrive:

                …no sai?

                Io credo in realtà che neanche noi sappiamo esattamente cosa succede a Gaza.

                Ma gli israeliani, da quello che vedo e leggo presso i miei amici sui social, ne ricavano un’immagine diversissima, e direi speculare a quella che ne ricaviamo qua.

                (Succede la stessa cosa per Ucraina e Russia, mi sa…)

                ciooè, noi leggiamo “l’esercito israeliano spara sui profughi in fila per il cibo”,
                loro leggono
                “Hamas spara sui profughi in fila per il cibo”;

                noi leggiamo “Israele ha bombardato un ospedale”
                loro leggono
                “dei miliziani di Hamas si sono arroccati in un ospedale in disuso e l’esercito li ha stanati”
                ecc. ecc.

                Ora, io a Gaza non ci sono, né ci sono stato mai…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @pinomamet

                “sterminio”

                https://www.facebook.com/share/v/1GWdiTyoeT/

                https://www.facebook.com/share/16bj9LahHx/

                … cioè, praticamente Gott mit uns in Ebraico.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. credo che Goebbels sia sopravvalutato. Se i filmati su Auschwitz invece di lasciarli fare agli Alleati dopo la guerra li avesse fatti girare e li avesse commercializzati lui avrebbe fatto fare un sacco di quattrini alla Germania e avrebbe sempre trovato chi diceva “non ci credo”. Oltre naturalmente a un sacco di benpensanti che avrebbero detto che in fondo le vittime se l’erano cercata. Un tempo per dire una cosa del genere, e di nascosto nei propri diari privati, ci voleva uno Heidegger; oggi basta una maratona di Mentana.

              • tomar scrive:

                Pino Mamet: “non credo sia una volontà di sterminio, quella in atto a Gaza- e il fatto che i colpevoli ne sarebbero gli israeliani, complessivamente.”
                Quindi anche Omer Bartov parla a vanvera di qualcosa che nessuno può dire di conoscere, nemmeno in Israele. La pensì così? Magari qualche rilievo puntuale a quanto dice Bartov non guasterebbe.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ora, io a Gaza non ci sono, né ci sono stato mai…”

                Non è Hamas ad impedire ai giornalisti indipendenti di entrare, però, che potrebbero ovviare a questo problema.
                O agli israeliani viene fatto leggere anche quello?

              • PinoMamet scrive:

                Miiinchia però, che palle eh?

                Posso dire che a me dell’argomento interessa veramente poco, perché sono cinico e stronzo, e mi ci tirate dentro per la manica?

                allora, io per esempio ho un filmato del MEMRI, che è un noto canale di… informazione filoisraeliana, diciamo.

                Che riporta un servizio di Al Aqsa TV, del febbraio di quest’anno, che mostra l’inaugurazione di un nuovo supermercato nella striscia, tutto bello nuovino, con tutti i prodotti, e gli arabi felici che dicono che tutto sta tornando alla normalità anzi i prezzi sono più bassi.

                Al Aqsa TV sarebbe, a quanto ho capito, la TV di Hamas.

                Ora, per impedire di diffondere la balla che a Gaza si stia bene 😉 , Israele ha bombardato la sede di Al Aqsa TV 😉
                (che però esiste ancora, mica è scomparsa)

                Inoltre non conosco l’arabo e non sono in grado di dire se la traduzione sia corretta, aldilà della saltuaria corrispondenza di qualche parola qua e là.

                ma visto che a differenza di tanti propagandisti filopalestinesi gratis et amore dei, io gratis et amore dei non mi pulisco neanche il culo, con rispetto parlando, questi filmatini, e tanti altri simili che mi arrivano dai noti canali, li guardo per beneficio di inventario e non li riposto.

                Diciamo che tra propaganda palestinese (“siamo in grado di resistere eroicamente al feroce yahud, che poi tanto la BBC traduce con ‘israeliano’, e vi facciamo vivere meglio di prima!”)
                e quella israeliana
                (il classico “piangono miseria ma in realtà stanno benissimo alla faccia vostra”)

                faccio una doppia tara, e me ne sbatto il cazzo.

                Siate più come me!

                Grazie.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Posso dire che a me dell’argomento interessa veramente poco, perché sono cinico e stronzo, e mi ci tirate dentro per la manica?”

                A dire il vero io rispondevo a Moi, che rispondeva a Tomar, e tu hai risposto a me e da qui è nato questo filone della discussione.

              • Peucezio scrive:

                A parte questo,
                le foto con i palazzi devastato a perdita d’occhio tipo Coventry o Dresda non penso che siano propaganda palestinese.

                Non mi capita praticamente mai che su facebook l’algoritmo mi proponga contenuti di gruppi ebraici e tantomeno israeliani.
                L’unica volta che l’ha fatto, ultimamente, era proprio una foto di questo tipo, commentata da israeliani esaltati che dicevano che i palestinesi se ne devono andare o morire.
                So che non sono tutti così, ma da qui a dire che sono invenzioni di Hamas…

              • PinoMamet scrive:

                Ma chi l’ha mai detto??

            • PinoMamet scrive:

              Per Andrea:
              non conosco nessuno che trovi simpatici i coloni, neppure tra gli ebrei più di destra che conosco, quindi…

              Per Tomar:
              con Peucezio stavamo parlando di cosa sa l’israeliano medio su Gaza, non di cosa sappia o sostenga Omer Bartov.

              Onestamente credo di chiedermi di avere anche un’opinione su Omer Bartov, che conosco oggi per la prima volta, e addirittura di muovergli dei rilievi, sia un po’ troppo…

              poi capite perchè le comunità ebraiche italiane siano, come dire, un po’ nervose?

              Non è carino vivere in una costante presunzione di colpevolezza e nella richiesta ossessiva di discolparsi da quello che fa uno Stato estero
              (di cui potrei avere la cittadinanza, è vero, ma sì dà il caso oggi non ce l’abbia… )

              buona serata

              • PinoMamet scrive:

                Comunque se invece vuoi sapere, come mi pare (e ripeto, è piuttosto stressante) quello che penso io su Gaza:

                1- penso che né sappiamo molto meno di quanto crediamo di sapere

                2-non credo che, qualunque cosa succeda là, sia nota o tantomeno voluta dagli israeliani nel loro complesso

                3-non credo che i vertici militari o civili di Israele abbiano mai pianificato o voluto un massacro di massa o genocidio dei palestinesi, per non parlare di paragoni con Auschwitz e l’Olocausto.
                Poi se mi dite che 50, 60, 100.000 morti… fate un po’ voi i numeri (o meglio, per ora ve li fanno Hamas e HaAaretz, che sono uno un’entità terroristica e l’altro un giornale, e poi tutti citano…)
                sono un genocidio, e va bene, chiamiamolo genocidio, visto che a quanto pare esiste una sorta di feticismo per questa parola: bisogna usarla per forza.
                e usiamola.

                ma ripeto, non penso proprio che la volontà di Netanyahu sia sterminare tutti i gazani, perchè per farlo ci sono mezzi molto più semplici e veloci.

                Credo che la volontà sia quella di convincerne il più possibile (e qualche Stato arabo) che sia più conveniente andarsene alla prima occasione utile, e tenere solo la quota dei facilmente assimilabili, visto che, checché se ne dica e qualunque cosa blaterino gli estremisti dei coloni, Israele continua a essere anche uno paese arabo, con arabi israeliani presenti in tutti i livelli, dai ministeri all’esercito… agli ostaggi di Hamas.

                Poi, questa è la mia opinione e che ne so?

                E direi anche basta eh?

              • tomar scrive:

                Pino Mamet: “Onestamente credo di chiedermi di avere anche un’opinione su Omer Bartov, che conosco oggi per la prima volta… sia un po’ troppo…”
                Non ti ho chiesto né mi interessa una tua opinione in genere su Bartov, ma sulle cose che dice nel testo che ho linkato in relazione alla questione di cui si parlava.

              • PinoMamet scrive:

                Ti offendi molto se ti dico che hai rotto il cazzo?

                Chissenefrega.
                Cordialità.

              • Peucezio scrive:

                Pino,

                “Non è carino vivere in una costante presunzione di colpevolezza e nella richiesta ossessiva di discolparsi da quello che fa uno Stato estero
                (di cui potrei avere la cittadinanza, è vero, ma sì dà il caso oggi non ce l’abbia… )”

                E ci mancherebbe altro!
                Sei tu che li difendi e ti rispondo, ma non mi sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello di chiederti conto, a qualsiasi titolo, dei morti di Gaza o palestinesi in genere.
                Mi parrebbe proprio il modo più scorretto di porsi con una persona: ognuno risponde per sé indipendentemente dalla religione che professa.

              • PinoMamet scrive:

                “Sei tu che li difendi ”

                peucè, io tento di difendere quella che mi sembra una linea di buon senso.

                Se mi dici che gli israeliani non vedrebbero l’ora di sterminare i palestinesi, e lasciati fare, lo farebbero senz’altro, ti rispondo no, non è vero.

                Conosco gli israeliani, ne ho sottolineato mille volte i numerosi difetti, ma non sono un popolo di assassini o di “volenterosi carnefici di Netanyahu”.
                Hanno i loro stronzi, sì, come tutti, ma reagisco alle generalizzazioni, come reagisco (anzi, con molta meno veemenza) di come reagisco alle generalizzazioni sugli italiani.

                rifaccio notare, come sopra, che a differenza di molti, che postano senza farsi alcun problema la propaganda propal come se fosse la Torah dal Monte Sinài, o come se fosse il Vangelo se vuoi un paragone cristiano, che mi astengo dal postare la propaganda filoisraeliana, perché mi permetto di saper distinguere, perlopiù, cosa è propaganda e cosa no.
                (A differenza diciamo… di alcuni).

                Mi riservo di non ritenermi obbligato a rispondere a qualunque link o articolo, perchè non sono l’avvocato di nessuno, perché ho una vita e soprattutto perché NON sono sotto processo e non mi devo discolpare da niente.

                La stesse persone che chiedevano un intervento della Segre su Israele
                (“Santa Segre condannaci Israele…”)
                e poi quando l’ha fatto…

              • daouda scrive:

                Peucezio segue infondo la propaganda sovietica. Difatti è a favore di per sé del Donbass dimenticando l’infrazione dei russi a pié sospinto ( ribadire il gioco nefando della Nato, pur inequivocabile, ha stancato non solo per la intrinseca parzialità ma perché si ignora il perché lo faccia per spiegarlo col solo anti-statunitensismo ed anti-occidentalismo ).
                Inoltre riduce tutti i giudei in sé ( giacché i conservatori e riformati e liberali e ricostruzionisti e umanistici e gli indifferentisti od apostati proprio non sono giudei ma sono minim come cristiani e samaritani, ai quali vanno aggiunti tutti gli hasidim seguendo il Gaon di Vilna).
                Ora tralasciamo il sionismo che aprirebbe un’altra questione, gli haredim, i daatim ed i masortim che possono essere lievemente chi più progressista (open) chi centrista chi integralista, sono i soli giudei.
                Ergo la maggioranza dei cittadini della giordania costiera non è giudea e si calcoli che a parte i conservatori fra i minim, il resto di questi secolari sinistroidi non segue proprio le follie del turpe Bibi.

                La questione stessa dei goym è portata avanti dagli hasidim visto che Peucezio riporta in auge il suprematismo giudaico. Gli haredim non dicono cose del genere.
                La qual cosa è strumentale.

                Brutto ribadire la realtà dopo anni…

              • firmato winston scrive:

                @pino:
                “Credo che la volontà sia quella di convincerne il più possibile (e qualche Stato arabo) che sia più conveniente andarsene alla prima occasione utile”

                Anch’io ritengo palese una volonta’ del genere, che chiaramente non funzionerebbe con le buone maniere. Quindi semmai credo si possa e si debba parlare di “pulizia etnica”, nel senso che intendi sopra. D’altra parte e’ un secolo che si va avanti con questa storia, con una piu’ o meno esplicita pulizia etnica, e date le oggettive premesse, non vedo altre soluzioni realisticamente possibili, salvo trascinare all’infinito un conflitto piu’ o meno latente. E Gaza cosi’ com’e’, o com’era, non e’ sostenibile, non sta in piedi, non ha una struttura socioeconomica sostenibile: non e’ di fatto un ghetto sovrappopolato e completamente mantenuto da aiuti internazionali? O campano tutti alla grande con l’orticello in giardino, alla fuzzy?
                Piuttosto, c’e’ il problema che piu’ o meno anche tutti gli altri paesi arabi sono ampiamente sovrappopolati rispetto alle risorse di cui dispongono (sono andati tutti piu’ o meno in “bolla”, anche demografica, a causa dell’abbondante disponibilita’ di petrolio che hanno scambiato con cibo a poco prezzo e in quantita’, finche’ dura). In quasi tutti quei posti la popolazione e’ quintuplicata o decuplicata nel giro di un secolo, e tolto il petrolio spesso si tratta di zone povere e inospitali (altrimenti ci sarebbe stata tanta gente gia’ da prima, come in europa) dove la terra e’ ingrata e l’acqua stessa scarseggia, per cui al boom economico sta seguendo la depressione, con conseguenze socio-economiche annesse e connesse. Il fatto e’ che in giro per il mondo non ci sono piu’ posti in cui emigrare in massa a spese di rade popolazioni arretrate locali, checche’ ne dicano le anime belle col culo degli altri qui in europa, e’ gia’ tutto prenotato e/o occupato.

                Il mondo, anzi come si dice oggi “il pianeta”, il “villaggio globale”, e’ diventato piccolo e stretto, di fatto o comunque nella percezione che se ne ha. Tant’e’ che a qualcuno viene l’idea di trasferirsi su marte… Sara’ dura, per i posteri: il formidabile periodo di sviluppo ancora in corso prima o poi rallentera’ e col rallentamento portera’ a depressione. Non necessariamente per “esaurimento delle risorse”: non so perche’ ma la gente si dimentica o fa finta di non sapere che praticamente TUTTE le grandi crisi economiche del passato diciamo dell’ultimo paio di secoli sono state crisi da sovrapproduzione, tranne quelle artificialmente indotte da politiche suicide. Anche adesso, vivremmo in un periodo in cui le gente, di suo, non riuscirebbe a consumare tutto cio’ che viene prodotto, tant’e’ che se ne inventano di tutti i colori per indurre od obbligare a sempre nuovi consumi, piu’ pubblici che privati, con norme tasse e leggi. Cosi’ come TUTTE le crisi durevoli note degli ultimi diciamo 4 millenni sono state crisi indotte da raffreddamenti climatici, non da riscaldamenti, i riscaldamenti hanno sempre portato prosperita’ (c’e’ un libro negletto che ne parla e si intitola “la lunga estate”). Pure il nostro periodo d’oro italico dell’eta’ comunale e’ cresciuto col caldo e poi ha avuto dei contraccolpi ed e’ degenerato nelle signorie con l’avvento della piccola era glaciale. Boh, potere della propaganda, della paranoia di massa, della volonta’ di autoannientamento. La narrazione prevale e rende ciechi alla realta’.

                Esagero un po’, ma solo per cercare di compensare quella che e’ chiaramente una paranoia di massa che ci sta portando al disastro autoindotto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Firmato

                “@pino:
                “Credo che la volontà sia quella di convincerne il più possibile (e qualche Stato arabo) che sia più conveniente andarsene alla prima occasione utile”

                Concordo anch’io.

                Stiamo parlando di politica, non di cattiveria individuale. E finché si ragiona appunto in termini di cattiveria individuale – parlando di Gaza, ma anche di Ucraina/Russia, del nuovo governo Usa ecc – non arriveremo da nessuna parte. Per il semplice fatto che la “bontà” e la “cattiveria” sono più o meno equamente distribuiti ovunque, e i meccanismi per risolvere le crisi sono più o meno ovunque quelli…

                Spero di non aver mai detto una parola contro Netanyahu, Trump, Zelensky o Putin, se l’ho fatto, l’ho fatto per disattenzione.

  27. tomar scrive:

    A riprova che di fronte all’enorme e facile plasmabilità delle lingue umane l’A.I. sarà sempre destinata a fare la figura della stupida aggiungo come altro esempio al riguardo che mi ricordo di aver letto non so dove di come i commentatori sui social cinesi riescano a inserire commenti sgraditi al potere ricorrendo appunto a “errori” linguistici facilmente decodificabili dai lettori ma non dall’A.I., per cui restano pubblicati finché non interviene l’occhio di qualche funzionario.

    • Moi scrive:

      Le AI “comiche” che ho visto in azione io, rappresentano sempre i Calabresi (e solo loro) come scimmie … ma perché ?

      • Moi scrive:

        SE una AI lo facesse con i “ne(g)ri” scoppierebbe subito il finimondo … con i Calabresi invece continua da qualche anno tranquillamente.

  28. Moi scrive:

    @PINO MAMET

    Ho sentito un Parmigiano chiamare la tartaruga 🐢 “bissa scudlära” … ove penso proprio che sia derivato da ” scudèla” , per via della forma del guscio. Lo hai mai sentito dire ?

    Qui a Bologna, come in Romagna, la parola tradizionale (oltre all’ Italianizzazione calcata) è “béssa galêna”, probabilmente un Ellenismo Bizantino per “calma”, o almeno è l’ipotesi più plausibile.

    • Moi scrive:

      Ha tradotto anche “al pìt” il tacchino … che qui ho sempre sentito dire “al tòch”.

      Cmq a quanto ho visto è un tizio che ha “brandizzato” i termini dialettali, con un merchandising all’
      Americana :

      cover di smartphone, felpe,
      magliette, tazze, gagliardetti,
      portachiavi, eccetera …

    • PinoMamet scrive:

      Allora “al pit” è la forma normale- so che esistono termi ni simili anche in Piemonte e in Veneto, ma ne ignoro l’etimologia (ne ho letta una sola online, che non trovo molto convincente)

      Comunque ironicamente “al pit” si usa anche per indicare l’aquila dell’asso di spade nelle carte piacentine.

      “Al toch” mi pare di averlo sentito da bambino come sinonimo, ma nessuno lo usa ora che io sappia.

      Invece “bissa scudlära” l’ho sentito dire solo come finto dialettismo simpatico da quelli che vogliono fare i fighi col dialetto.
      Sicuramente esisteva e qualcuno lo avrà usato seriamente, ma nella realtà ho sempre sentito “tartaruga” anche in dialetto…

    • Moi scrive:

      “Pit” da “pittato”,” colorato” ?

      … Convince poco anche me.

  29. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO

    In Parmigiano scrivono “scudlära” perché è una “e” aperta e breve … in Bolognese “scudlèra” perché invece la “e” è aperta e lunga.

    • Peucezio scrive:

      Ma anche il parmigiano ha una grafia standardizzata?

      • Moi scrive:

        Non so, cmq foneticamente sento più differenze che lessicalmente.

        L’ identitarismo esasperato, il massimizzare ogni minima differenza è cmq un atteggiamento tipico (e un po’ frustrato, dopo tutto …) Romagnolo. In Emilia siamo più “al basta ch’ a s’ intandàn”.

        • PinoMamet scrive:

          Esatto

        • Peucezio scrive:

          Ah, quindi quel monologo divertente di Ivano Marescotti che vi inserii tempo fa rispecchia una tendenza reale.

          Avete una spiegazione per questo forte campanilismo romagnolo ma non emiliano?

          • Moi scrive:

            La Romagna è unita SOLO nel sentirsi “Altro” (molto spesso forzature ridicole …) rispetto all’ Emilia.

            Ha una lunga Storia unitaria con Bologna e (un po’ meno) con Ferrara… ma non l’ ha mai troppo digerita. In Romagna il dialetto è più vitale … anche se NON paragonabile al Meridione.

            • Peucezio scrive:

              Marescotti, che era dialettofono nativo (diceva che l’italiano ha cominciato a sentirlo a scuola) diceva che a Villanova di Bagnocavallo quelli sui 40-50 il dialetto non lo parlano ma lo capiscono, mentre i ventenni nemmeno lo capiscono.

      • PinoMamet scrive:

        Sì, c’è una grafia standard (non chiedermi adesso chi la abbia compilata e quando) ma noto che è sempre meno conosciuta e rispettata.

        Come il dialetto, del resto.

        • Moi scrive:

          A Bologna, i dialettofili ufficiali che lo hanno brandizzato lo hanno imbalsamato … pur sempre meno peggio che l’oblio, ma quanto vorrei che ci fosse ancora quella vitalità linguistica del Sud Italia. Persa già almeno negli Anni Ottanta.

  30. Moi scrive:

    @ PINO MAMET/ MIGUEL

    Ma è vero che l’ Inglese parlato in India (quello “alla Apu dei Simpsons”, per capirci …) è stato riconosciuto come corretto ?

    • PinoMamet scrive:

      Nescio brisa!

      • Moi scrive:

        Da quel che ho capito, sì … anche se magari non proprio quello di Apu dei Simpsons, che cmq è in assoluto il più noto almeno a livello di massa dagli “Occidentali Bianchi”.

        In ogni caso, sospetto che sia una mossa para-cula per fare i “Buoni Inclusivoni” 🤨 con dei “Non-Bianchi” Ex Colonizzati.

      • Moi scrive:

        Una delle cose più peculiari che abbia udito è che pronunciano la “w” come /v/ … e la “r” come in Italiano standard o in AngloScozzese. Nonché di vocalizzare più o meno tutto … senza schwa per le sillabe atone.

        Insomma: tutte cose che anche noi Italiani potremmo più agevolmente pronunciare così.

        PERÒ se ci mettiamo a parlare così ci prendono per il culo che sembriamo Super Mario. QUINDI il sospetto di Paraculata verso l’ India è legittimo.🤔🤨

  31. Moi scrive:

    AI OVERVIEW

    Yes, Indian English is a recognized and accepted variety of English. It’s not just a simple accent, but a distinct dialect with its own vocabulary, grammar, and pronunciation patterns, influenced by the diverse languages of India. While it may differ from British or American English, it is a valid and widely understood form of English used in various contexts, including business, education, and media.
    Here’s a more detailed breakdown:
    World Englishes:
    Indian English is part of the broader concept of “World Englishes,” which acknowledges the localized varieties of English that have developed in post-colonial contexts.
    Dialect, not just accent:
    Indian English isn’t just a pronunciation difference; it includes specific vocabulary, grammatical structures, and even slang that are unique to the region.
    Examples of Indian English:
    Vocabulary: “Prepone,” “intimation” (for a hint), “lakh” and “crore” for numbers.
    Grammar: Reduplication of words for emphasis (e.g., “little-little things”), using “gift” with two objects (e.g., “She gifted him a book” instead of “She gifted a book to him”).
    Pronunciation: Influenced by regional languages, creating unique patterns and sounds.
    Formal vs. Informal:
    While Indian English is increasingly recognized, formal writing and some official contexts in India may still adhere more closely to British English conventions.
    Growing Importance:
    Indian English literature is a growing phenomenon, further solidifying its place as a distinct and valid form of English.

  32. daouda scrive:

    gli ultimi post di MM sono migliori delle menate passate a dar veloce rassegna, comunque sono comunque le divagazioni vostre il pezzo prelibato di questo ritrovo.

    Un saluto a tutti!

  33. Moi scrive:

    Svaligiato a Bologna l’ appartamento di Romano Prodi: pare che “ha stato i zingari” [cit.] .
    La Destra estasiata ringrazia il Karma …

  34. mondo parallelo scrive:

    https://www.greenme.it/viaggi/europa/ora-puoi-dormire-nel-bosco-dentro-la-casa-dei-puffi-a-forma-di-fungo-dove-e-come-prenotare/

    La realtà supera la fantasia.
    Dormire nel bosco dentro la casa dei Puffi a forma di fungo.
    Qualche timore per il bosco.

    • mondo parallelo scrive:

      Previsioni del tempof

      Da lunedì 21 e nei giorni successivi l’atmosfera si manterrà piuttosto instabile con la possibilità di precipitazioni intense, con possibili cumulate di pioggia fino ad oltre 100/150 mm (l’equivalente di tutta la pioggia del mese concentrata però in poche ore!); ciò potrebbe dar luogo a locali allagamenti o frane lungo i versanti un po’ come abbiamo visto nelle ultime settimane. L’Italia sarà di fatto divisa in due dal punto di vista meteo climatico, segno evidente di un’Estate 2025 a dir poco estrema.

      L’Italia divisa in due e il mondo parallelo in mezzo
      Metà inzuppato e metà arrostito.

  35. Moi scrive:

    Secondo l’eurodeputata FdI, Israele – che fino a oggi ha ucciso oltre 56mila persone nella Striscia di Gaza – “ha il coraggio di difendersi, ma i giornali europei non ne parlano”. I bambini uccisi? “Sono figli di terroristi usati come scudi umani”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/04/gaza-eurodeputata-donazzan-video/8050399/

    • Moi scrive:

      Israele ha il coraggio di fare quello che l’Europa non ha il coraggio di fare”. Sulla scia delle dichiarazioni del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che nei giorni dell’attacco all’Iran ha parlato di “lavoro sporco per tutto l’Occidente”, l’eurodeputata di Fratelli d’Italia, Elena Donazzan, è intervenuta all’Europarlamento per difendere l’operato di Israele.

  36. Moi scrive:

    Elena Donazzan e l’arte di superare ogni limite: dalle frasi transfobiche alla giustificazione del genocidio

    https://wordnews.it/2025/07/11/elena-donazzan-e-larte-di-superare-ogni-limite-dalle-frasi-transfobiche-alla-giustificazione-del-genocidio/

    • paniscus scrive:

      Elena Donazzan, già 25 anni fa quando era ancora una ragazza, teneva molto a vantarsi di di amare le armi da fuoco e di avere una buona mira. Perché non ci va personalmente, a fare la pistolera o la fuciliera volontaria sui campi di battaglia più accesi? Ha paura di rovinarsi lo smalto alle unghie?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La Donazzan è una politicante molto abile che, quando tesse i suoi patti politici, tende a tenervi fede. Evidentemente il sostegno ad Israele rientra nello schema della sua rete di alleanze, per cui lo porterà avanti senza se e senza ma e sarà estremamente stimata (sul serio) dai suoi referenti.

      • PinoMamet scrive:

        Leggo nel link tutte le misfatte di questa Donazzan, il cui nome non mi è del tutto nuovo.

        Però leggendo il modo in cui sono formulate, mi viene una domanda:
        sono tutte verissime al cento per cento, o sono quel genere di ricostruzione in cui si descrive una frase o un avvenimento nel modo peggiore, al quale si è portati a credere per tifo politico?

        (si sa che gli juventini sono ladri, per cui appena si sente uno juventino che ha viaggiato gratis perché figlio di ferfoviere, “juventino si vanta di viaggiare gratis!!”…)

        Non mi interessa difendere la Donazzan: magari avrà detto o fatto quelle cose alla lettera, e anche peggio.

        Ma vi faccio un altro paragone:

        leggo un paio di giorni fa, sui siti della “mia” parte religiosa, la descrizione scandalizzata di come una compagnia aerea spagnola abbia cacciato da un suo volo una comitiva di ragazzi israeliani “solo perché stavano cantando una canzone in ebraico!”
        hanno addirittura ammanettato la responsabile o capogruppo: antisemiti! violenti! ecco l’Europa ormai è in mano a chi ci odia!
        (bisognerebbe fargli leggere quelli che ce l’hanno con la talmudica von der Leyen! 😉 )

        cerchi un po’ meglio, e salta fuori invece che:

        -i ragazzi non erano israeliani ma francesi
        -incidentalmente ebrei, diretti a Parigi dopo un campeggio in Spagna
        -hanno cominciato a fare casino, prendere in giro l’hostess che spiegava le solite procedure, e usare a cazzo i sistemi di di sicurezza (non so, avranno fattop i cretini con le cinture o i sacchetti per il vomito) e insomma a rendersi insopportabili e fare gli incivili;
        -fatti scendere, “hanno mantenuto atteggiamenti aggressivi” (secondo la compagnia), così che è stato necessario l’intervento della polizia spagnola (non nota per le buone maniere) che in effetti ha ammanettato la responsabile.

        In tutto ciò, non c’entra assolutamente nulla l’antisemitismo, Israele, e neppure le canzoni in ebraico che (dice uno della comitiva) nessuno ha cantato…

        • Moi scrive:

          Siamo in Italia : il “fair play” NON esiste, non vogliamo sapere neppure come si scrive … contro l’ Avversario Politico NON esistono colpi scorretti, tutto fa brodo e si specula su qualsiasi cosa !

        • MOI scrive:

          Elena Donazzan ha un volto spigoloso che mi ricorda un’ attrice, mi pare Britannica, ma non ricordo chi.

          • Ros scrive:

            MOI: “Elena Donazzan ha un volto spigoloso che mi ricorda un’ attrice, mi pare Britannica”

            Dame Richarda Harris Morgan in “A Woman Called Horse”?🤔

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Però leggendo il modo in cui sono formulate, mi viene una domanda:”

          🙂 Infatti, il meccanismo di isolare una frase o un’azione è sempre quello.

  37. mondo parallelo scrive:

    https://scenarieconomici.it/riarmo-germania-usa-spese-difesa-impatto-economico/

    La decisione del cancelliere Friedrich Merz (CDU) di abolire il freno all’indebitamento per le spese di difesa, – infrangendo promesse elettorali- e beccati la democrazia!

    Quindi i tedeschi comprano:
    -due sistemi di intercettazione missilistica Patriot,per un valore di circa due miliardi di euro solo per le piattaforme di lancio.
    -60 elicotteri da trasporto pesante e 35 jet da combattimento F-35 per circa 20 miliardi di euro, con l’intenzione di acquistarne altri 15
    -l’arma di precisione Typhon e per i missili da crociera Tomahawk o SM-6
    -l’esercito tedesco necessiterà di ulteriori 350 carri armati Leopard 2, più di 700 veicoli blindati Puma e fino a 5000 veicoli Boxer
    -il progetto della fregata classe126, che dovrebbe essere la nave da guerra più moderna della Marina
    -34.000 apparecchiature radio digitali ordinate che si sono rivelate incompatibili con i veicoli
    -lanciarazzi Puls e sostituzione del carro armato Fuchs con il sistema finlandese Patria
    -il sistema di difesa aerea Skyranger

    La Germania riuscirà a far sorridere i colossi industriali militari americani, ma in casa produrrà solo inflazione, e niente armi.
    🍄

    • mondo parallelo scrive:

      https://youtu.be/_PYE96_SPuI?feature=shared

      Un giardiniere quasi rivoluzionario.
      Si perché la rivoluzione è partita con un certo Fukuoka ed è stata perfezionata dall’italianissimo Giancarlo Cappello.
      Nome conosciutissimo tra gli orticoltori e so che viveva in un ecovillaggio a Bettola, provincia di Piacenza.
      Qui vediamo un suo adepto che spiega bene il metodo rivoluzionario.
      Unico difetto, occorre pacciamare col fieno, che non è subito disponibile in certe situazioni
      Io, modestamente, un po’ lavoro il terreno e applico meno pacciamatura. Il mio si chiama metodo Manenti.
      Kelebekiani. Che la rivoluzione pacifica sia con voi.
      Si santifichino Giancarlo Cappello e Gigi Manenti con la moglie Cristina Sala
      Occorrerà anche biasimare quelli che li hanno sempre screditati senza sapere quello che facevano

      • Moi scrive:

        FortunaColle 🫠

      • mondo parallelo scrive:

        La vendetta della patata
        (Con qualche piccolissimo dubbio personale riguardo ai topi mangiapatate se stanno fuori dal terreno)
        https://youtube.com/shorts/Ehoqh9Aej4c?feature=shared

        Basta

        • Moi scrive:

          Significato di Fukuoka, intendevo … purtroppo non mi ha preso i kanji con furigana.

        • mondo parallelo scrive:

          https://youtube.com/shorts/mbePgQyiovs?feature=shared

          Le patate raccolta.
          Si, si. Ci sono proprio le patate….
          E dunque
          Il nostro giardiniere rivoluzionario ha messo delle patate direttamente sull’erba. Le ha ricoperte con uno spesso strato di fieno.
          Si è preso mesi di insulti.
          Ma alla fine le patate gli hanno dato ragione
          Hasta la victoria siempre
          ✊🥔🥔

          • mondo parallelo scrive:

            La rivoluzione dei giardinieri non terrà minimamente conto di coloro che per pura fantasia personale affermano che il riscaldamento climatico faccia bene ai raccolti.
            Infatti gli studi più accreditati attestano il contrario.
            https://ilfattoalimentare.it/caldo-produzione-di-cibo-cosa-succede.html
            Ma il giardiniere con la gi maiuscola contribuisce con le proprie pratiche a compensare gli effetti del riscaldamento globale e a mitigarlo.
            Il giardiniere rivoluzionario si ricorda di aver letto che con semplice ingegneria giardinieristica si può rinverdire anche un deserto, prevenendo l’esodo di milioni se non miliardi di persone dai luoghi divenuti invivibili per la degenerazione del clima e la scarsità d’acqua.
            Tra cui le aree del bacino mediterraneo e il medio oriente dove altrimenti non ci sarà mai speranza di pace

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ mondo parallelo

              “rinverdire”

              Questo è un tema centrale del capolavoro degli anni Sessanta, “Dune”.

              Una popolazione discendente di schiavi e palesemente ispirata ai nomadi del deserto (a cominciare dall’onnipresente colore blu) che costruisce la propria indipendenza curando dei giardini che consentono di raccogliere l’umidità e innescare circoli virtuosi. Geoingegneria gestita dalle comunità locali come alternativa all’economia estrattivistica di rapina dei feudatari imperiali in concorrenza fra loro. Sembra Naomi Klein, ed è un libro dei primi anni Sessanta. Qualcuno ricorda Odun?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “primo libro”

              E hai fatto benissimo. I libri successivi sono quasi illeggibili. (Opera del figlio dell’autore, più che altro). Ed è anche vero che i protagonisti non ispirano simpatia. La storia non ha bisogno; è un affresco di civiltà.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mondo parallelo

      “riarmo”

      HA STATO PUTIN!!!

      https://www.lastampa.it/esteri/2025/07/20/diretta/guerra_russia_ucraina_news_oggi-15239139/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Cioè tu hai dubbi sul fatto che Putin abbia a libro paga una gran bella quota di politici europei?

        O almeno fingi di crederlo?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “hai dubbi”

          No, ma sicuramente molto ma molto meno di Black Rock e Netanyahu. Eppure non mi salta in mente di dire che se a un politico viene votata la (s)fiducia è colpa di qualche agente straniero. Anche alla paranoia (e al ridicolo) c’è un limite.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Cioè arrivi al punto di dire che il governo di Israele ha assoldato politici europei?

            Lascio stare quei poveretti di Black Rock, demonizzati che mi pare di essere tornati ai tempi delle Brigate Rosse e dello SIM.

            Al peggio NON c’è limite.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Cioè arrivi al punto di dire che il governo di Israele ha assoldato politici europei? ”

              Tu dici che non osano attraversare l’Atlantico o la Manica?

              https://www.trackaipac.com/congress

              https://www.declassifieduk.org/israel-lobby-funded-a-quarter-of-british-mps/

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Cioè arrivi al punto di dire che il governo di Israele”

              Ma davvero tu sei convinto che non sia così? Sinceramente? Giurin giuretta?

              No, dai, non ci credo.

              O, quantomeno, magari non sono pagati direttamente da Tel Aviv. Però comunque sono controllati da Oltreoceano – che a sua volta è influenzato dall’AIPAC.

              Hai sentito le ultime dichiarazioni di quel politico Tedesco, le solite bufale su Israele che a Gaza ‘si starebbe difendendo’? E le sparate di una delle sorelle d’Italia a Strasburgo?

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ““Cioè arrivi al punto di dire che il governo di Israele”

                Ma davvero tu sei convinto che non sia così? Sinceramente? Giurin giuretta?

                No, dai, non ci credo.”

                A prescindere dal fatto specifico (è un semplice fatto che la lobby israeliana spende milioni per comprarsi i politici statunitensi e britannici, perché dovrebbe evitare di comprarsi anche quelli europei?), è ovvio: siamo tutti convinti della bolla in cui decidiamo di vivere. E’ umano e normale, anzi il mondo funziona sostanzialmente cosi.

                Noi crediamo in assoluta buona fede nelle cose in cui scegliamo di credere.

              • Francesco scrive:

                bimbi belli, guardate sempre di quanti soldi si parla

                sono spiccioli, non il tesoro dei Savi di Sion

                Miguel, guarda i dati sui costi totali delle campagne elettorali USA o sulle donazioni complessive e vedrai i poveri Giudei sparire nella quasi irrilevanza!

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “bimbi belli, guardate sempre di quanti soldi si parla

                sono spiccioli”

                Che c’entra?

                La lobby degli ambientalisti paga 1000 dollari per comprare il voto di un deputato su quello che riguarda il fracking.

                La lobby dei petrolieri paga 1.000.000 dollari per comprare il voto di un deputato su quello che riguarda il fracking.

                Il deputato voterà sicuramente a favore del fracking.

                La lobby palestinese paga 0 dollari per comprare il voto di un deputato su quello che riguarda il Medio Oriente.

                La lobby israelian paga 10.000 dollari per comprare il voto di un deputato su quello che riguarda il Medio Oriente.

                Per chi voterà il deputato comprato, quando si tratta di mandare armi in Israele?

              • roberto scrive:

                Miguel

                « La lobby palestinese paga…lobby israeliana paga »

                Sai che sarei stupito se queste due lobby pagassero? Secondo me sono lobby che puntano direttamente sull’ideologia

              • PinoMamet scrive:

                Non so negli USA, dove è tutto diverso.

                In Italia, non credo proprio che Israele paghi i giornalisti del Foglio o del Giornale, o i deputati di Fratelli d’Italia;
                ma neppure Informazione Corretta!

                Sono tutte persone che stanno dalla parte di Israele “perché sì”, perchè per la loro forma mentis la narrazione israeliana è più convincente.

                Idem i milioni di filo-palestinesi, che non ricevono un centesimo da Hamas o da Abu Mazen, ma sono semplicemente sintonizzati con il punto di vista dei palestinesi per la propria mentalità e formazione politica.

              • Peucezio scrive:

                Sì, credo anch’io.

                Nel caso dei destrorsi poi, bisogna riconoscerlo, la stupidità è sempre una ragione sufficiente, non ha mai bisogno di spiegazioni supplementari.

            • Francesco scrive:

              Miguel

              il problema è che la lobby della Nutella mette sul piatto molto di più: secondo te il deputato X si scotta con una questione scomoda come quella palestinese per quattro spicci?

              mi parrebbe molto strano

    • Francesco scrive:

      insomma, forse non lo sai ma i gli elicotteri da trasporto Airbus sono prodotti in Europa, come i Typhoon (che scarsa fantasia nei nomi), i Leopard 2, i Puma, i Boxer, le F126

      non conosco i Puls e gli Skyranger e tanto meno il Patria … hai dettagli?

      PS e il successore del Gepard come cannone semovente anti-droni? non lo comprano?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “Pula”

        Non fare finta di non sapere che cinque delle prime sei fabbriche d’armi al mondo sono USA, e che il loro vantaggio e’ anche più grande se ci limitiamo ai missili.

        Zelensky non si arrende perché se no i suoi gli fanno fare una brutta fine, e fa rapire i suoi concittadini per arruolarli a forza. Le armi gliele danno gli USA vendendole a noi che poi le giriamo a lui. In più invece di comprare il gas da Putin come abbiamo sempre fatto lo dobbiamo comprare dagli USA al triplo del costo. La prosecuzione della guerra serve solo a Washington (quale che sua il prestino carica) e a Zelensky. In più, spendiamo ottocento miliardi in armi (in buona parte comprandole dagli USA) quando spendendo e come oggi cinquecento non arriviamo – stando a Rutte – a produrre più di un sesto delle armi che producono i Russi. In più applichiamo il diciottesimo pacchetto di sanzioni come se i precedenti diciassette avessero ottenuto qualcosa. Intanto Putin avanza lo stesso.

        Cosa potrebbe mai andare storto?

        Eppure basterebbe davvero aver conservato il libro di storia delle scuole medie. Alla voce “cause della prima guerra mondiale” la primissima risposta era “il riarmo dei paesi Europei”.

        Errare è umano, perseverare e’ cretino.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          sua il prestino = sia il presidente

        • Francesco scrive:

          Ehm, se dovessi elencare tutte le bugie e le fesserie che hai scritto e tutti gli elementi decisivi che hai omesso potrei perdere il pomeriggio.

          Noterò solo, e con sommo piacere, che alle mie osservazioni puntuali hai risposto con una frase generica … forse dovresti studiare di più l’industria mondiale degli armamenti, se intendi continuare a servire Putin.

          Ciao!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “oservazioni puntuali”

            Quali?

            La guerra futura non la fai mica più coi Leopard. Hai visto che fine fanno in Ucraina. Aggiòrnati.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              vedo che TU hai già risolto il dibattito che tiene impegnati tutti i militari del mondo … complimenti

              le mie osservazioni sono quelle relative a CHI produce le armi che la Germania ha annunciato di stare per comprare

              in Ucraina nessuno ha la superiorità aerea e questo si vede: se ci fosse in campo la NATO con le sue forze aeree, credo che la situazione sarebbe molto diversa anche sul campo di battaglia

              Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “TU”

                Il filmato del Leopard distrutto da un drone l’abbiamo visto tutti.

                Credo che l’era delle colonne corazzate fatte di file di tank velocissimi che sfondano confini e scavalcano trincee, cominciata con Guderian, sia finita la prima settimana dell’operazione Speciale, coi tank Russi incolonnati e bloccati dai
                Javelin.

                Coi droni la concentrazione della potenza di fuoco a seguito di manovre veloci è impossibile, perché ti vedono appena ti muovi. Ora sul campo agiscono pattuglie di cinque-sei uomini ben distanziati che si muovono autonomamente e in silenzio radio contro un obiettivo comune. Di più, verrebbero scoperti ed eliminati in fretta. Così invece anche se ne muore uno gli altri sono distanti e al sicuro. I tank li usi poco più che come artiglieria semovente, ed è il vantaggio di dieci a uno che Putin ha sulla NATO quanto al munizionamento d’artiglieria che sposta il fronte sempre più a ovest. Battaglie di tank tipo Kursk nella WW2 non ci sono più.

                “forze aeree”

                Possibile, certo. Ma non sono più i tempi del Kippur quando l’aviazione Israeliana faceva carne di porco dei vecchi MiG e della contraerea dei SAM. Un ipersonico che ti colpisce un hangar con gli F35 dentro vince la battaglia dell’aria prima ancora di combatterla. E la base di lancio dell’ipersonico magari sta oltre il Caspio. Non ci sono più i duelli aerei di una volta, non conta più sapere se uno Spitfire è più manovrabile di un Me109.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                credimi; i tuoi sono sogni bagnati

                😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “sogni bagnati”

                Sarà.

                Intanto la guerra con la Russia invece che rischiare di vincerla come pensi tu la NATO preferisce farla perdere agli Ucraini come dico io.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                concordo: è un incubo a occhi aperti.

                ma di recente ho partecipato a un sondaggio: il 50% dei rispondenti è contrario all’invio di soldati italiani in Ucraina anche DOPO la fine della guerra.

                questo è il vero incubo.

        • mondo parallelo scrive:

          https://www.open.online/2025/07/20/russia-attacco-2000-droni-allarme-generale-tedesco-freuding/

          Si. La Germania si svena per comprare i Patriot e poi salta fuori che rispetto ai normali droni giocattolo russi di fabbricazione cinese, sono inutili.
          Stessa cosa il carro armato. Appena il drone lo intravede è già scassato.

          • Francesco scrive:

            1) i Patriot sono per i missiloni cazzuti, veloci e con tanto esplosivo. missili costosi per obiettivi di alto valore.

            2) c’è un grosso dibattito sul tema, intanto tornano in auge i semoventi di artiglieria antiaerea degli anni 70 e 80.

            3) ma perchè della guerra non parla quasi nessuno?

            • mondo parallelo scrive:

              I Patriot

              Lo dice persino Open tra i pettegolezzi sui VIP (Vecchi In Pensione)
              il generale tedesco, evidenziando come l’impiego dei Patriot contro droni a basso costo sia sostanzialmente illogico. Questa sproporzione economica rappresenta una delle chiavi tattiche della strategia russa, spiega il generale, cioè logorare progressivamente le capacità difensive di Kiev costringendola a consumare rapidamente risorse costose e difficili da rimpiazzare

              Poi
              la Russia punta a produrre entro il 2025 circa 2 milioni di droni FPV e 30.000 droni a lungo raggio, molti dei quali progettati come esche per ingannare e saturare le difese aeree. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che Mosca mira a produrre fino a 500 droni a lungo raggio al giorno. Una capacità produttiva impressionante che si basa su un flusso costante di componenti elettronici dalla Cina, nonostante le smentite ufficiali di Pechino. I fornitori aggirano le restrizioni internazionali attraverso società di comodo, cambiando nome o sede per evitare i controlli sulle esportazioni.

              • Francesco scrive:

                vediamo se mi spiego: per abbattere i droni basta un cannone AA da 25-30 mm

                i Patriot li tieni per i missili grossi e cattivi

                ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “basta un cannone”

                Giusto.

                E quanto ci vuole per produrre abbastanza munizioni per quel cannone, se devono servire contro due milioni di droni?

                Quanto costa e quanto tempo ci vuole per la produzione di ogni proiettile, e quanto per un drone?

                Per tacere dei Patriot, che un bersaglio ipersonico non lo intercettano proprio (come i bombardamenti Iraniani su Haifa e Tel Aviv insegnano).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mondo parallelo scrive:

                Mi sa che gli ultimi droni in dotazione ai russi volino molto in alto, fuori dal tiro dei cannoni, me non saprei ritrovare il video p l’articolo dove lo dicevano. Era naturalmente un esperto in faccende militari. Forse Gaiani o il solito moon of Alabama.
                Forse Di Vita lo sa.
                Comunque è tutto armamento fatto con componenti cinesi.
                Se poi vogliamo andare in territori inesplorati
                https://youtu.be/Z43WwjSq_OM?feature=shared
                Affidabilità non garantita.
                Ma non vorrei essere catalogato come un putiniano.
                Osservo da un punto di vista parallelo.

              • mondo parallelo scrive:

                https://www.quotidiano.net/esteri/droni-fibra-ottica-russia-ucraina-hqx4b11e
                Ci sono anche i droni che volano quasi raso terra e non temono le intercettazioni elettroniche.
                Quando il drone raso terra incontra il carro armato il carro armato viene subito scassato.
                Un drone convenzionale costa 350 euro

              • mondo parallelo scrive:

                https://www.droneblog.news/droni-militari-i-3-modelli-piu-letali-del-2025-spiegati-in-dettaglio/

                Ebbene sì. C’è anche il Drone blog.

                Impatti e riflessioni finali sui droni militari

                La diffusione di questi droni letali cambia radicalmente il concetto di guerra. Le nazioni possono colpire obiettivi a migliaia di chilometri di distanza, riducendo rischi per i propri soldati e aumentando la capacità di azione asimmetrica. Tuttavia, cresce anche il rischio di conflitti a bassa intensità perpetui, difficilmente controllabili

              • Francesco scrive:

                Cari miei, a volte mi sottovalutate!

                1) per produrre proiettili da 25 o 30 mm non ci vuole niente. Il problema è che non ci sono i cannoni AA per spararli.

                2) non abbattere TUTTI i missiloni cattivi non vuole dire non abbatterne NESSUNO.

                3) certo che i droni evolvono e diventano più cattivi. ma così vengono anche a essere più complessi e costosi …

                Saluti!

          • mondo parallelo scrive:

            Dietro alla Russia c’è la Cina.
            L’Europa s’ingaggia in una partita persa in partenza.
            E quel che è peggio, rischia di replicare lo stesso scenario demenziale dell’Ucraina.
            Occhio eh!
            👁👁

  38. Moi scrive:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/19/raid-chiesa-gaza-parolin-dubbi-dichiarazioni-notizie/8067028/

    Raid di Israele sulla chiesa, Parolin: “Legittimo dubitare che sia stato un errore”. Mattarella: “Colpire chi prega o chi ha fame genera odio”

  39. Moi scrive:

    MOZART … BLACK ?! 😱

    In recent years, there has been much debate over whether or not legendary composer Wolfgang Amadeus Mozart was actually of black African descent. The theory first gained traction in the 1990s when Mozart scholar Dieter Hildebrandt put forth the claim that Mozart’s great-great-great-grandfather was a black man from Senegal who was brought to Europe as a slave.

    • Moi scrive:

      CONTINUA

    • PinoMamet scrive:

      Un bis bis bis nonno di Mozart sarebbe stato nero.

      Bellissima notizia da mettere nella categoria chissenefrega, per noi europei.

      Per gli americani… beh, aspettatevi la serie TV con Mozart interpretato da Chris Rock e Salieri che lo ostacola perché è razzista.

      • Moi scrive:

        You mean it ! 😉

      • Moi scrive:

        Antonio Salieri Veronese, per far capire che è Italiano Bianco interpretato da Chris Hemsworth …
        🫠

        • PinoMamet scrive:

          Esatto!

        • Francesco scrive:

          Ben Kingsley? lo vedo meglio.

        • PinoMamet scrive:

          Beh in Amadeus, pre-woke, Salieri era interpretato dal bravissimo Murray Abraham, che è mezzo siriano e mezzo italiano.

          Ma per tornare a Ottobre Rosso, il comandante Mancuso del sommergibile Dallas nel film è interpretato da uno che non sembra affatto un signor Mancuso… e capita spessissimo nei film americani!

          In compenso ricordo un filmetto dove la naneronzola culona Jennifer Lopez faceva l’italoamericana… con la sua faccia da india!!

        • PinoMamet scrive:

          Segnalo la serie The Bear, su un ristorante a Chicago.

          è da poco uscita la quarta stagione.

          Il protagonista è italoamericano, con cognome credo friulano (Berzatto), ed è interpretato da un attore (Jeremy Allen White) che non sembra particolarmente italiano- tantomeno friulano, i friulani che conosco sono alti e mori- ma insomma è una faccia che si può anche vedere in giro in Italia.

          Ma soprattutto regge perchè descrive una realtà etnicamente piuttosto mista, dico proprio all’interno degli italo-americani: c’è un tale dal cognome slavo (Jerimovic) che però si sente italiano perché è di famiglia e parla con italianismi, degli altri tizi dal cognome italiano, e altri dal cognome indefinibile (Fak) che però sono identici ai primi…

          dà abbastanza l’idea di quello che diventa una comunità non chiusissima dopo alcune generazioni in un paese straniero:
          la loro identità “italiana” è data da qualche parola, un modo particolare di cucinare, alcuni gergalismi, un senso di famiglia…
          Più una cosa di quartiere che di sangue.

          poi ci sono i personaggi di altra origine, tra cui questa ragazza interpretata da un’attrice mezza africana (Ayo Edebiri) che oltre che molto brava trovo, devo dire, bellissima…
          fine OT!

      • paniscus scrive:

        “the claim that Mozart’s great-great-great-grandfather was a black man “—–

        Se anche fosse vera (il che è MOLTO improbabile), vorrebbe dire che (a meno di matrimoni tra consanguinei, e anche ripetuti in più generazioni) avrebbe avuto come eredità genetica nera una parte su 2 elevato alla 5, cioè un trentaduesimo di cosiddetto “sangue nero”.

        Una parentela talmente diluita da essere praticamente irriconoscibile,

        ma abbastanza politicamente corretta da inserirla automaticamente nel prossimo film biografico o nel prossimo libro a graphic-novel da dedicare al musicista.

        Immagino che fra 10 o 20 anni verranno fuori rivendicazioni secondo cui Galileo o Newton erano neri (già qualcuno ci sta provando con Leonardo da Vinci), o che era nera anche la regina Vittoria…

        • PinoMamet scrive:

          …sulla percentuale di negritudine dei reali inglesi ci stanno già lavorando 😉

          ma in realtà non è così impossibile che Mozart (o chiunque altro) avesse un antenato nero.

          Certo i neri in Europa all’epoca non erano questa visione frequentissima, ma non erano neanche ignoti (basta guardare qualche Adorazione dei magi….) e in alcuni casi (la Napoli del Settecento…) erano una visione quasi abitudinaria.

          In fondo, se aveva un nonno nero Pushkin, perché non Mozart?

          (Tra i personaggi letterari, ricordiamo Long John Silver, sposato con una donna di colore; nelle città portuali non doveva essere una cosa così strana…
          nelle ricerche per un libricino che alcuni amici del blog si sono degnati di leggere, ho trovato per esempio che a Genova c’erano diversi ex prigionieri musulmani- qualcuno sarà anche stato nero, perché no?- con tanto di “meschita” nel porto…
          anche Venezia non mancavano arabi, turchi e “moratti”, scil. indiani del Maharashtra o semplicemente indiani…)

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “meschita”

            Confermo

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • paniscus scrive:

            Ma io non ho detto che Mozart non potesse avere un antenato nero, ho detto che se anche lo avesse avuto la cosa sarebbe stata del tutto irrilevante.

            Se fosse stato davvero un antenato di quinta generazione, praticamente (a meno che in tutte le generazioni intermedie non si fossero tutti sposati tra cugini) non gli avrebbe lasciato addosso nessuna traccia somatica visibile, quindi nessuno se ne sarebbe accorto…

            • Francesco scrive:

              ma per dei fanatici della purezza razziale “al contrario” potrebbe contare molto!

              se una volta eri negro anche con una frazione infinitesimale di “sangue nero” e ti discriminavano, ora funziona al contrario e i negri possono reclamare per sè tutti quelli di cui si dice che abbiano anche una frazione ridicola di “sangue nero”

              in un certo senso mi pare giusto così

            • PinoMamet scrive:

              Per carità, non ho nulla in contrario al fatto che gli afroamericani ricerchino qualche personaggio storico in cui identificarsi

              (perché alla fine gli unici neri che contano sono loro…

              anche se in Africa non sono manco considerati neri!
              Ho letto dei blog di neri americani “tornati” in Africa, un po’ sul modello degli ebrei americani che “tornano” in Israele… dalla Russia 😉 😉
              e hanno un discreto shock culturale, di solito, anche per il fatto che gli africani NON li considerano affatto “fratelli” e a volte manco della stessa razza;

              ho visto anche un monologo del compianto Richard Pryor, dove diceva che in un paese africano aveva chiesto di quale tribù sembrasse, e gli hanno risposto: “Italiano!”)

              insomma, va bene tutto, ma ultimamente questa cosa sta prendendo un po’ tanto piede.

              L’antenata mezza o un quarto mulatta (forse) dei reali inglesi viene fatta interpretare a un’attrice nera in no nricordo quale serie TV;

              Cleopatra, la cui percentuale di “sangue” nero, da scovare in qualche buco nella conosciuta genealogia, doveva essere pari a quello di Mozart, guai a farla interpretare a una bianca!

              Per non parlare degli ormai proverbiali Vichinghi neri e Achilli neri…
              (peraltro nell’Iliade un personaggio nero c’è davvero, e un altro viene citato nell’Odissea)

              • Ros scrive:

                PinoMamet: “Per carità, non ho nulla in contrario al fatto che gli afroamericani ricerchino qualche personaggio storico in cui identificarsi”

                Volendo il nostro peplum in sandaloni in ciò ha pur dato quando già nel 1962 Duccio Tessari girava “Arrivano i titani”.

                Da ragazzino l’avrò visto dieci volte.

                Protagonista eroe Giuliano gemma e coprotagonista spalla un giovanissimo Serge Nubret (Rator) che in seguito sarebbe diventato Mister Universo di bodybuilding.

                Ovvio che Rator poteva allora ambire ad essere soltanto la spalla esotico-selvaggia-primitiva del protagonista;
                spalla mutuata sullo stilema fumettistico e abusatissimo di “Mandrake & Lothar”.

                Epica la sua rivalità in gara nei Mister Olimpia alla fine degli anni ’70 con Schwarzenegger e di come fosse stato boicottato più volte per fare vincere l’austriaco che come immagine e carattere faceva vendere assai di più.

                https://image.tmdb.org/t/p/original/s3qs4LVtDwebNBYoCBulFsZnRcn.jpg

                https://www.youtube.com/watch?v=yU2FFkIp7y0

              • PinoMamet scrive:

                Ricordiamo anche Woody Strode che interpreta Massinissa in Scipione, detto anche l’Africano

                (Mastroianni è Scipione l’Africano, suo fratello interpreta… sua fratello Scipione Asiatico, e Gassman è Catone)

              • paniscus scrive:

                “Cleopatra, la cui percentuale di “sangue” nero, da scovare in qualche buco nella conosciuta genealogia, doveva essere pari a quello di Mozart”—-

                Cleopatra era l’erede di una genealogia di origine completamente GRECA, non africana nativa, e per di più discendente di una dinastia in cui per non so quanti secoli si sono tutti sposati tra fratelli e sorelle (al massimo, se un principe voleva proprio fare l’anticonformista si sposava la cugina di primo grado, ma non oltre). Quindi, perché mai avrebbe dovuto mantenere tracce evidenti di antenati neri, se anche ci fossero stati?

                Certo è ovvio che alcuni di questi principi, oltre a sposarsi con consanguinee, nel frattempo se la spassassero anche con le schiave o con le popolane, che presumibilmente avevano la pelle più scura, ma i figli di queste unioni illegittime non diventavano principi o faraoni a loro volta e non entravano nella linea di discendenza nobile.

              • paniscus scrive:

                Aggiungo: citofonare Mary Lefkowitz, ha 90 anni ma è ancora in vita, e il suo libro più noto sullo sgonfiapallone dell’afrocentrismo è di quasi 30 anni fa ma è ancora valido…

              • paniscus scrive:

                “anche se in Africa non sono manco considerati neri!—
                e hanno un discreto shock culturale, di solito, anche per il fatto che gli africani NON li considerano affatto “fratelli”—-

                E ci credo: di fatto NON sono neri! Sono meticci di qualsiasi grado possibile tra il quasi-completamente-nero e il quasi-completamente-bianco.

                E’ ovvio che il problema etico esiste comunque, nel senso che la maggior parte di questi meticci ha avuto (anche se personalmente non può ricordarsela tutta) una storia familiare basata su stupri, matrimoni forzati, prostituzione o abbandono di ragazze madri,

                ma comunque sta di fatto che il nativo africano che non si è mai mosso dall’Angola o dalla Nigeria attuali… quando incontra il visitatore americano dal colore di caffelatte blando, non lo riconosce come “fratello uguale a lui” e che ha con lui una storia comune.

                Anche in Italia capita spesso che i turisti americani si stupiscano del fatto che i “nostri” neri siano molto più scuri dei “loro”.

                E grazie al cavolo, i “nostri” neri sono arrivati l’altroieri direttamente dalla Nigeria o dal Senegal, mentre i “loro” neri sono discendenti di quattro secoli di incroci misti (consensuali o no)!

              • paniscus scrive:

                ” un po’ sul modello degli ebrei americani che “tornano” in Israele… dalla Russia 😉 😉”—

                Scusa, ma perché gli ebrei americani che “tornano” in Israele dovrebbero arrivarci dalla Russia? Non lo capisco.

              • PinoMamet scrive:

                Mi sono spiegato male io…

                Dicono “torniamo nella terra dei nostri antenati ” qua fuori vanno in Israele…
                E in realtà un bisnonno stava in Russia e un trisavolo in Lituania 😉

                Se invece andiamo indietro di duemila anni, beh, siamo tutti imparentati e un antenato ovunque ce l’abbiamo tutti 😉

              • Ros scrive:

                Paniscus:
                “Cleopatra era l’erede di una genealogia di origine completamente GRECA…”

                La storica dell’arte Caro Verbeek nel suo saggio “Sul naso. Una storia culturale”

                https://www.ibs.it/sul-naso-storia-culturale-libro-caro-verbeek/e/9788842832331

                fa un’interessantissima disamina della peculiarità storica e iconografica del naso di Cleopatra.

                Naso rimasto nei secoli famoso per la sua lunghezza e forma aquilina decisamente pizzuta.

                Il suo – nelle testimonianze rimaste – pare fosse un profilo eminentemente “dantesco” ante litteram tanto da diventare un meme per i tempi anche a venire:

                «Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto, tutta la faccia della terra sarebbe cambiata»
                Blaise Pascal.

                In realtà la raffigurazione di un naso – un profilo – importante era atta a simboleggiare intelligenza e capacità, e la ritroviamo quindi frequentemente nella ritrattistica di artisti, santi, poeti e condottieri, da Dante a Lorenzo il Magnifico,
                “homo acutae naris” si diceva.

                Cosa che valeva per l’uomo ma anche per la donna prestatasi ad attivita virili ed intellettive.

                Ancora nel XIX° secolo la scrittrice George Eliot doveva alla sua preminentemente nasesca fisionomia molta della considerazione negli ambienti culturali

                https://s.hdnux.com/photos/46/56/57/10152897/3/1200×0.jpg

                con quel matappione lì sulla faccia non poteva che essere brava e sveglia
                (pensa che culo che c’ ha la Elly Schlein se fosse vero, e perché forse nel PD l’hanno poi scelta)

                In una lettera al padre, parlando di George Eliot, lo scrittore Henry James scrive:

                “Aveva la fronte bassa, gli occhi di un grigio spento, il naso grande e pendulo, la bocca enorme nella quale si intravedevano i denti storti e il mento ‘qui n’en finissent pas’…

                Ora, in questa mostruosa bruttezza risiede una bellezza potentissima che in pochi minuti rapisce e sconvolge la mente, cosicché, alla fine, ci si ritrova innamorati di lei, come è accaduto a me.

                Sì, consideratemi innamorato di una donna con pretese da intellettuale che ha una gran faccia da cavallo.”

                Le donne con un nasino all’insù alla Barbie a venire erano fisionomicamente ritenute significante di stoltezza e lussuria: le allegre e svampite cortigiane di François Boucher e Jean-Honoré Fragonard le Marilyn Monroe oche giulive dell’epoca.

                Ora, tutto ciò per dire che se il naso di Cleopatra fu davvero lungo, aquilino, pizzuto…

                naso che, beh🙄, oggi diremmo fosse sul fenotipo dinarico balcanico molto comune anche in grecia …

                … ma però non tra gli africani.
                Se ne faccino una ragione👆😑

              • PinoMamet scrive:

                Scrivo dal cell e lo sbagliatore automatico fa come gli pare, scusa.
                Spero si capisca il senso.

              • Ros scrive:

                ““Aveva la fronte bassa, gli occhi di un grigio spento, il naso grande e pendulo, la bocca enorme nella quale si intravedevano i denti storti e il mento ‘qui n’en finissent pas’…

                Ora, in questa mostruosa bruttezza risiede una bellezza potentissima che in pochi minuti rapisce e sconvolge la mente, cosicché, alla fine, ci si ritrova innamorati di lei, come è accaduto a me.

                Sì, consideratemi innamorato di una donna con pretese da intellettuale che ha una gran faccia da cavallo.”

                Henry James rimase scapolone per tutta la sua vita in sospettoso odore di frociaggine🤔

                https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2019/11/Lincontro-tra-Henry-James-e-Constance-F-Woolson-7e333964-0fb6-4a40-8559-637a381b89b8.html

              • PinoMamet scrive:

                “Certo è ovvio che alcuni di questi principi, oltre a sposarsi con consanguinee, nel frattempo se la spassassero anche con le schiave o con le popolane”

                sì, mi pare che l’unico appiglio per una possibile vaga origine africana di Cleopatra sia che secondo uno degli storici antichi sua madre era sconosciuta, quindi probabilmente una concubina
                (secondo altri invece era figlia legittima di un’altra Cleopatra, sorella del marito…)

                francamente trovo l’ipotesi della figlia della concubina, fatta “ufficialmente” passare per figlia della sorella per non scombussolare le usanze egizie, sia abbastanza probabile…

                (idem nelle generazioni precedenti)

                improbabilissimo invece che questa concubina fosse nera, perché niente nell’aspetto fisico di Cleopatra lo faceva pensare.

                forse, appunto, una qualche concubina non registrata, due, tre, quattro generazioni prima….

                ma andiamo nel campo della libera invenzione, e a questo punto sono più divertenti gli UFO di Moi e Biglino 😉

            • PinoMamet scrive:

              Peraltro se per Mozart o, come tutti sanno, Dumas, abbiamo prove della loro origine in parte “nera”, per Cleopatra non ce n’è nessuna;
              gli autori antichi non ne parlano, il suo aspetto fisico è descritto nei canoni dell’assoluta normalità, nella sua genealogia conosciuta (cioè praticamente tutta) non ve n’è traccia, i ritratti dell’epoca la raffigurano come una normale donna greco/romana, i capelli secondo alcuni erano fulvi…

              insomma, niente. Una grecomacedone con qualche parentela egizia e vicino-orientale, una che a Roma, lusso a parte, passava inosservata.

              Ma le polemiche se la interpreta Gal Gadot!!

              Invece, sul solito Instagram, vedo una signorina egiziana, con tanto di velo, che spiega (bene) i cartigli dei geroglifici su una statua.

              I commenti degli americani:
              1- “sono tutte fantasie, non ne sappiamo niente, chi li hai decifrati??”
              (Champollion?)

              2-(americani neri): “sono tutte balle, gli egiziani erano neri, cosa ne sa questa bianca??”

              I commenti degli africani:

              -“gli egiziani erano neri lo sanno tutti! in realtà parlavano la mia lingua, non queste sciocchezze che dice lei!”

              Davvero, non bisognerebbe mai leggere i commenti…

  40. Moi scrive:

    Purtroppo non prende link, ma è sul sito Mozart Project

    9 Gennaio 2023

  41. Moi scrive:

    “Tomino” non è solo un formaggio Alpino, ma anche il creativo Yoshiyuki (almeno “Daitarn 3” e “Gundam” qualcosa vi diranno …) che ha criticato le idee futuristiche di Elone Muschio 😉

  42. Moi scrive:

    Gundam Creator Shuts Down Elon Musk’s Mars Dreams With a Brutal Response: “A Bunch of Amateurs”

    https://screenrant.com/mobile-suit-gundam-anime-creator-mars-colonization-amateur-plan/

  43. MOI scrive:

    @CISCO / EZIO 😉

    Cos’è ‘sta storia (l’ ho imparata via Social) che a Milanistan 😉 il Sindaco Al-Salah 😉 ha pensato di risolvere il problema dei Maranza praticamente “Abolendo la Sera” , con obbligo di serrate anticipate ?

    … Milanesi delle periferie inferociti, che sognano sempre più una soluzione di tipo BOPE come a Rio de Janeiro per le Favelas.

    • MOI scrive:

      Qualche raro commento di Estrema Destra sospira che bisognerebbe fare quel che Netanyahu sta facendo su Gaza … sui quartieri infestati da “Risorse Boldriniane ” / “Maranza” che hanno reso Milano pericolosissima e invivibile.

    • Francesco scrive:

      Mai sentito nulla del genere.

      • Moi scrive:

        Io invece non sento altro, per la “Milanistan di Al-Salah” sotto l’ assedio dai Maranza … sarà questione di Algoritmi personalizzati.

        😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Moi

          “Io invece non sento altro, per la “Milanistan di Al-Salah” sotto l’ assedio dai Maranza”

          I maranza ci sono anche da noi, e hanno pure scippato il telefonino a mio figlio 🙂 E’ ovvio che sono un problema, e capisco perfettamente la paura di tante persone.

          Ma non sono una forza. Mille maranza che mettono insieme tutti i telefonini che hanno rubato, e vanno da un sindaco per comprarselo, non hanno i soldi che ha un solo speculatore immobiliare.

          Quindi non sono loro che decidono il nostro destino.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “decidono”

            O, per dirla con Brecht, “è molto meno pericoloso chi rapina una banca di chi fonda una banca”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. sai come si fa ad alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine? Basta imporre a chi sporge denuncia un bell’accertamento della Finanza. Poi vediamo, chi sono i ladri.

            • Francesco scrive:

              questa è notevole anche per te!

              ma da uno che cita Brecht non mi devo aspettare molto di buono, in effetti

              Ciao

              F’ il lavoratore dipendente tassato alla fonte

            • PinoMamet scrive:

              ma perché ce l’hai tanto con Brecht??

              • Francesco scrive:

                Uno scrittore notevole per capacità di sintesi.

                E quindi è il perfetto esempio di stronzo comunista che vive in Occidente sputandoci sopra continuamente.

              • PinoMamet scrive:

                Mah, sto leggendo la Vita di Galileo (testo a fronte in tedesco, per fare esercizio) e devo dire che la scena dove si rifiutano di guardare nel cannocchiale se la poteva risparmiare…

            • roberto scrive:

              Andrea

              « sai come si fa ad alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine?« 

              La tua idea è scoraggiare le denunce!?!?!?!?!

              • Francesco scrive:

                Peggio.

                La sua idea è che i “ricchi” sono colpevoli ipso facto. E che se qualcuno li deruba sta praticando una giusta redistribuzione.

                Ai tempi della violenza diffusa, si chiamava esproprio proletario.

                Prima ancora, rivoluzione bolscevica.

    • MOI scrive:

      Ma questi vogliono veramente ridurre l’ Italia a un Deserto PostAtomico ! 😱

    • paniscus scrive:

      “abolire la polizia”—–

      E poi gli scrittori e i lettori di gialli come fanno???? 🙂

    • habsburgicus scrive:

      @Moi

      è un ritorno ai “tempi eroici” della sinistra dura e pura, il sogno di anarchici e massimalisti 😀
      in Russia la polizia fu abolita nel 1917, al crollo della Monarchia, in quanto “borghese”…
      Lenin confermò ciò, sulla carta, anche se poi di polizie ne creò a iosa 😀 e ben più occhiute :D..
      ma non usò il termine borghese “polizia”, bensì quello -censito essere più rivoluzionario- di “milizia”..e ciò fece scuola
      infatti, quando c’era il campo socialista, la prima differenza che saltava agli occhi era appunto l’assenza della parola “polizia”..
      nella Polonia popolare era chiamata Milicja
      nella Romania socialista era chiamata Miliţia
      nella ex-Jugoslavia vi era la Milicija
      (solo nella cosiddetta “DDR” vi era la polizia ma accompagnata da “popolare”, Volkspolizei “polizia del popolo”, i famigerati VoPo che sparavano ai fuggitivi..ma la “DDR” era solo una “Repubblica democratica” -un gradino inferiore- e manco una “Repubblica popolare” :D)
      in URSS vi era la Milicija e ciò durò nell’ex-URSS..
      l’Ucraina passò da Milicija a Policija dopo il 2004
      Putin-incredibile dictu-passò da Milicija a Policija una decina di anni fa
      la Bielorussia ha tuttora la Milicija e così il Tagikistan

      • Peucezio scrive:

        Per quanto ne so in Russia si chiama ancora milicija e il poliziotto milicioner.
        Ma non ho mai capito come distinguano il vigile dal poliziotto.

        • Peucezio scrive:

          Leggo in realtà che non si usa più se non in senso ironico o nostalgico.

        • PinoMamet scrive:

          Ma la distinzione vigile/poliziotto è una cosa tipicamente italiana.

          Leggevo mille anni fa, quando era vagamente interessante, credo Severgnini, che diceva che l’italiano negli USA si distingue perché cerca “il vigile”.

          In America, tolte le agenzie federali, i poliziotti sono tutti “vigili urbani”, nel senso che sono tutte Polizie Municipali.

          (Vabbè, poi ci sono Stati che hanno la loro Polizia stradale, ovviamente di Stato e non di città o contea- in California i famosi Chips 😉 in Italia resi famosi da Poncharello e dal Biondo-che-non-mi-ricordo-come-si-chiama 😉
          ecc., ma facciamo a capirci)

          E i vigili urbani, anche prima di aver iniziato a chiamarsi Polizia Municipale (che è successo prima di quanto si creda…
          già Otello Celletti ne Il Vigile chiedeva correttamente al sindaco De Sica un posto nella “Polizia municipale… perché so andare molto bene in motocicletta!”)
          erano già poliziotti, solo che la normativa italiana li relegava (ora meno) a compiti abbastanza secondari.

          • PinoMamet scrive:

            Per esempio i vigili di Parma, quando sono stati investiti del compito dell’ordine pubblico, lo hanno preso alla lettera….
            e in maniera maldestrissima, affidandolo a una tizia- mi si dice- un po’ esaltata e ai suoi agenti

            (alcuni ex polizia penitenziaria, cioè, perdonatemi la malignità, ragazzotti che avevano fallito il concorso da carabiniere, da polizia di Stato e e da finanziere 😉 e che forse anche nella Penitenziaria non dovevano essere dei geni visto che erano poi transitati nei “vigili”…)

            e il risultato è stato il caso Bonsu e gli agenti che si qualificano al mitico Alongi come “Polizia… senza neanche dire municipale— perchè cioè della polizia di Stato, se c’hai il fumo, un po’ hai paura, dei carabinieri anche… ma della municipale… dai là!”

            😉

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Ma la distinzione vigile/poliziotto è una cosa tipicamente italiana.”

            Infatti!

        • PinoMamet scrive:

          Come ragionano gli sceneggiatori (scusate l’OT):

          “Un personaggio di lingua latina figo? Fonzie.
          Però questo è messicano. I messicani metto il poncho.
          Poncho+Fonzarelli meno “i” finale perché i messicani non ce l’hanno= Poncharello”.
          😉

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “ILARIA SALIS – ABOLIRE LA POLIZIA”

      Un ottimo esempio di Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.

      Leggiamo la notizia:

      “Come evidenziato nell’articolo di Claudia De Napoli, edito su “Baritalia-News” leggiamo che oggi, a Monza, nei giardini pubblici del quartiere San Rocco, il Centro sociale Boccaccio, fondato da Ilaria Salis, ha programmato un evento dal titolo “Corso di base per l’abolizione della Polizia” – “POLICE ABOLITION”, a cura di Italo Di Sabato, attivista e coordinatore dell’associazione Osservatorio Repressione, che si occupa di studi sui temi legati alle dinamiche repressive e alla sicurezza urbana, finalizzato ad aprire un dibattito su tali argomenti. A conclusione: l’aperitivo! ”

      Cioè Bar Italia News (?) riporta un comunicato stampa che dice che ci sarà una chiacchierata in un giardino di Monza per “aprire un dibattito” tra dodici anziani reduci del Sessantotto, seguito da aperitivo.

      Che poi sarebbe anche carino durante l’aperitivo sentire le chiacchiere degli ex-insegnanti di scuola media in pensione su come loro avrebbero “incluso” i ragazzini più discoli. “Non c’è più il valore dell’Ascolto che c’era quando io ero giovane!”

      • Miguel Martinez scrive:

        “Un ottimo esempio di Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.”

        Per fortuna di Ilaria Salis, qualche Avversario ha cliccato sul sito di Bar Italia News, e dell’aperitivo al giardino ne stiamo parlando anche noi qui!

        • Miguel Martinez scrive:

          Ilaria Salis e la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria…

          1) un minuscolo gruppetto di ragazzotti di estrema destra decide di fare una passeggiata per Budapest gridando insulti contro l’Avversario Musulmaniaco che sta per Conquistare l’Europa

          2) una maestrina di nome Ilaria cerca sulla mappa dove è Budapest e va lì per gridare insulti e fare a cazzotti contro l’Avversario Nazista che sta per Sterminare l’Umanità

          3) le istituzioni ungheresi arrestano e incatenano e processano e condannano a pene mostruose l’Avversaria Terrorista che per un pelo non ha rovesciato lo Stato Ungherese

          4) la sinistra europea si mobilita per salvare la Piccola Maestrina dal Dittatore Orban che sta per distruggere la democrazia in Europa

          ecc. ecc. fino al giardino di Monza.

          • Francesco scrive:

            Pare che la Nostra sia una professionista di questa cosa e abbia pure parecchi amichetti. Idem con patate quelli del punto 1.

            Viva il punto 3, ergo.

  44. habsburgicus scrive:

    intanto in Armenia….
    Pashinyan potrebbe cacciare a forza il Catholicos Garegin II da Echmiadzin, ciò che equivarrebbe ad una deposizione..Pashinyan potrebbe poi far nominare un Catholicos “suo” che avallerebbe la nuova politica armena…il citato Robert Kocharian fa parte della cosiddetta “mafia del Karabakh”, un gruppo di ex-comunisti del Karabakh (o legati al Karabakh), molto influenti che condizionarono la politica armena (e, en passant, erano tutti filo-russu..fu uno di tale corrente, Sarghzyan che nel 2013 rifiutò le timide avances dell’Europa e aderì invece all’Unione euroasiatica di Putin)..tempi passati..Pashinyan vuole l’Europa e l’Occidente, e la riconcilazione con turchi e azeri (a condizioni orrende, purtroppo) e non più fiducia in Mosca….Pashinyan ritiene di non poter più tollerare un Catholicos che gli remi conro…vedremo che ne uscirà
    https://caspianpost.com/armenia/armenian-pm-urges-supporters-to-oust-catholicos-from-etchmiadzin-residence

  45. mondo parallelo scrive:

    https://www.ecosystemrestorationcommunities.org/

    Dunque, c’è questo movimento :
    Ecosystem restoration communities.

    Si presenta così

    Come ripristiniamo gli ecosistemi e diamo potere alle comunità
    Dalle foreste pluviali degradate del Brasile ai paesaggi aridi del Marocco , Ecosystem Restoration Communities (ERC) è un movimento globale che sfrutta il potere collettivo di individui e comunità per ripristinare gli ecosistemi del nostro pianeta

    A occhio, ripristinare gli ecosistemi sembrerebbe molto più facile che formare le comunità.
    Il vero degrado inizia prima di tutto nelle teste delle persone.
    O forse il degrado segue un movimento circolare iniziando dalle condizioni materiali degradate che entrano nelle teste delle persone e le teste delle persone generano ulteriore degrado materiale.
    Poi una testa matta che genera una piccolissima oasi di non degrado materiale che genera una piccolissima comunità non degradata e forse dalla spirale si potrà uscire.
    La speranza è l’ultima a morire

    • MOI scrive:

      The police and prison abolition movement is a political movement, mostly active in the United States, that advocates replacing policing and prison system with other systems of public safety.[1] Police and prison abolitionists believe that policing and prison, as a system, is inherently flawed and cannot be reformed—a view that rejects the ideology of police and prison reformists

  46. Miguel Martinez scrive:

    Perché la Destra fa profondamente schifo?

    Allora, leggo che la povera Ilaria Salis avrebbe fatto un piccolo incontro con qualche pensionato ex-sessantottino, in un giardino di Monza, per fantasticare sulla “abolizione della polizia”.

    La Destra grida allo scandalo…

    Leggo che il Comunista (dal punto di vista della Destra) Sala, sindaco della capitale economica d’Italia, sarebbe sotto inchiesta della magistratura perché invece di chiacchiere in un giardino, nei giardini ci faceva crescere palazzoni di otto piani per far fare i miliardi ad amici imprenditori.

    Uno si augura che la Destra faccia il suo mestiere di Opposizione e lo crocifigga o almeno mandi il Rosso a Ventotene.

    Bene ecco come reagisce la Destra.

    Lo dice Il Foglio:

    Parla Attilio Fontana: “Sala non si dimetta. Si vuole ammazzare Milano, la Lombardia. Fermare lo sviluppo”
    Carmelo Caruso • July 19 at 02:00
    “Un avviso di garanzia non è una condanna, Non mi fido di una parte di magistratura. I fondi sono già in fuga. Questa campagna contro Milano rischia di far cadere a terra l’Italia

    Esiste il garantismo anche in Lega. Parla Attilio Fontana, presidente della regione Lombardia, e dice al Foglio: “Lo ripeto, lo ripeto ancora. Per me Beppe Sala non si deve dimettere, l’avviso di garanzia non è una condanna, ma solo la versione di una parte. Presentare la propria difesa è un principio del diritto e stravolgerlo è inaccettabile, contrario a qualsiasi democrazia”. Presidente Fontana, Milano è la nuova Napoli di Francesco Rosi, è la città del sacco edilizio, del film “Le mani sulla città? “Le uniche che vedo sono le mani di chi sta sporcando un modello di sviluppo, modernità. Lo dico in maniera forte. Si vuole ammazzare, colpire, una regione simbolo. E’ tornato il sentimento antilombardo e antimilanese. Se si ferma Milano, si ferma l’Italia”.

    Presidente Fontana, la procura di Palermo ha fatto ricorso contro l’assoluzione di Salvini per il sequestro Open Arms. Anche per lei è “accanimento” come dice Meloni? “Penso che l’accusa contro Salvini fosse talmente infondata che il processo non doveva neppure cominciare, penso che la motivazione di assoluzione abbia sgomberato qualsiasi campo. Questo per dire che il ricorso mi lascia perplesso”. E’ accanimento? “Apparentemente sembra con onestà un accanimento”. Anche lei come Sala, oggi, è stato indagato dai magistrati di Milano per poi essere prosciolto. Si fida ancora dei magistrati di Milano? “Non mi fido di una parte della magistratura, che sia milanese o meno, conta poco. Mi spaventa una magistratura che a volte rischia di innamorarsi delle sue stesse tesi. Anche io come Sala ho ricevuto avvisi di garanzia e mi sono dovuto difendere, e non solo dai magistrati. Ricordo ancora le frasi violente del Pd in consiglio regionale contro la mia persona, affermazione di una gravita assoluta. Oggi, e mi fa piacere, osservo che nel Pd stanno cambiando opinione sulla presunzione d’innocenza”. Mentre parliamo, Elly Schlein, con una nota, ha espresso solidarietà a Sala. E’ opportunismo? “Mi sembra che nel Pd alberghi la confusione. Adesso sono costretti a essere garantisti ma chi è garantista non può esserlo solo con i suoi amici. Oggi fanno inversione e si vede tutto il loro imbarazzo”. Anche Salvini ha chiesto le dimissioni di Sala. Caro Fontana, è lei la mosca bianca della Lega? “Salvini chiedeva le dimissioni di Sala ben prima dell’indagine che oggi lo colpisce. Le chiede perché ritiene inadeguata la sua azione politica a Milano. Salvini non ha cambiato idea ma ha mantenuto sempre la sua idea”. Lei conosce Manfredi Catella indagato? “L’ho conosciuto per le sue iniziative e lo ritengo un imprenditore di visione e capacità”. Ha detto prima che è in atto “un tentativo di ammazzare una regione, un modello, un’idea”. Chi e perché dovrebbe farlo? “Si vogliono togliere competenze a una regione virtuosa come la Lombardia per rimportarle allo stato centrale. Sono attacchi che vengono da Roma. Lo dimostrano gli attacchi alle nostre banche, le milanesi. Si colpisce la Lombardia e Milano ma si colpisce anche la capacità unica che questa regione ha di agire in sinergia con le amministrazioni locali, di produrre ricchezza, quel modello di collaborazione eccezionale fra pubblico e privato. Lo ha detto bene Piero Bassetti, 96 anni, uno degli uomini più lucidi che conosca. C’è la velocità della Lombardia che permette a questo paese di rimanere agganciato al mondo e il resto è solo decrescita infelice, il vecchio desiderio da movimento Cinque Stelle”. Si può ancora costruire a Milano, teme la fuga dei fondi? “Non solo la temo, ma la registro. Un fondo ha già rinunciato e deciso di non costruire tre studentati. Il rischio gravissimo è che questa campagna contro Milano faccia finire tutti a terra. Si sta segando l’albero dove si sta seduti. Senza la Lombardia, l’Italia cade a terra”. Tra sei mesi ci saranno le Olimpiadi Milano-Cortina. Questa Milano è ancora capace di ospitarle? “Diamo per scontato un’organizzazione e non ci rendiamo conto del privilegio che abbiamo avuto. La Svezia ha provato per otto volte a ospitarle, senza riuscirci. Solo per far lasciare intendere la fortuna. Stiamo lavorando e sono certo che faremo belle Olimpiadi, bagnate da medaglie”. Gira in Lega l’idea che sui dazi si possa trattare bilatelamente. E’ anche la sua idea? “Tratta l’Europa, non prendiamoci in giro, più che altro vedo che il Pd ha cambiato opinione, prima criticava Meloni per l’amicizia con Trump, ora critica per essere timida nella trattativa, che è europea”. Cosa farà il suo amico Luca Zaia? “Deve avere un ruolo e non lo dico per Zaia, ma per il paese. Rinunciare a un amministratore cosi amato, apprezzato, capace, eccellente è una perdita che non possiamo permetterci”. Farete entrambi i ministri nel Meloni II? “Zaia di sicuro può fare tutto, io resto qui, a rilanciare la questione settentrionale, a difendere due territori come Veneto e Lombardia che producono il Pil dell’Italia”. A Milano? “A Milano”.

    • MOI scrive:

      L’ Opposizione a Milano sa che il proprio elettorato si trigghera molto di più se “Al-Salah” 😆 chiude un quadrivio per la Festa Islamica del “Barone Ashura” [cit.] … 😆

    • Francesco scrive:

      Ammetto che altre volte sono stato poco soddisfatto di Fontana, oggi direi che sottoscrivo al 90% le sue parole.

      Non trovi bello che per una volta qualcuno esca dal giochino delle contrapposizione politiche obbligate a prescindere? quello per cui hai inventato quel nome carino?

      Non ti capisco, caro Mig.

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Proprio l’unica volta in cui ci vorrebbero.

        • Francesco scrive:

          Cioè la destra dovrebbe attaccare Sala per qualcosa di buono e di destra che ha fatto? ho come il sospetto che non funzionerebbe molto bene!

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Sala di buono non ha fatto NIENTE.

            Sala fa danni anche quando scorreggia.

            È un comunista, amico dei ricchi e repressore delle libertà, come tutti i comunisti.

    • PinoMamet scrive:

      “Perché la Destra fa profondamente schifo?”

      Ok, ma perché la Sinistra fa profondamente schifo?

      Perché invece di preoccuparsi di come Sala (sinistra) gestisce Milano, si preoccupa di difendere Ilaria Salis dagli attacchi della Destra…

      • Francesco scrive:

        Non capisco: l’unica cosa buona di Sala è che permesso a Milano di vivere, perchè dovrebbe fare schifo per questo?

        Anzi, se penso a una questione emblematica come lo stadio di San Siro, ha fatto troppo poco e troppo lentamente.

        • Peucezio scrive:

          Sala ha permesso a Milano di vivere?
          Ma sei impazzito?
          Nella Milano di Sala è vietato perfino respirare, perché si inquina.

        • Peucezio scrive:

          La cosa bella è che tu non sei né di destra né di sinistra: scegli sistematicamente e deliberatamente il peggio ovunque si trovi, in modo bipartisan.

          • Francesco scrive:

            Con Sala Milano è tornata a essere un posto in cui le cose succedono, si costruiscono grattacieli, si parla persino di rifare lo stadio.

            E’ già un miracolo.

            PS ed è meglio quello che non avere assessori minchioni che vogliono farti andare a 30 km/h e sabotano il traffico ma intanto non si muove una foglia.

            • Peucezio scrive:

              Cosa me ne faccio dei grattacieli se non posso andarci perché per muoversi in macchina ci sono un milione di restrizioni?

              Cosa me ne faccio se non posso nemmeno fumare per strada?

              Nemmeno i sovietici dell’epoca di Stalin conculcavano in questa misura le libertà individuali e di movimento.

              Tra l’altro si costruiscono case (anche demolendo edifici storici) e si diminuiscono i parcheggi.
              Ma pensano che la gente vada a cavallo?

        • PinoMamet scrive:

          “Non capisco: l’unica cosa buona di Sala è che permesso a Milano di vivere, perchè dovrebbe fare schifo per questo?”

          Ah questo non lo so, non è quello che dico io, io sostengo invece che la Destra e la Sinistra fanno lo stesso gioco.

          i parenti milanesi, un’amica che ci si è trasferita perché è un’avvocata di discreto successo (mo’ non mettetemi in croce per i maschili e i femminili…) e un amico che ciu va spesso per lavoro mi parlano in realtà bene della “nuova” Milano…

          io no nci vado da un bel po’.

          Comunque me la descrivono riqualificata, ma un po’ “gentrificata”, con quartieri fighi.
          Il tutto forse a scapito dei residenti con redditi più bassi che non se la possono più pernettere.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Il tutto forse a scapito dei residenti con redditi più bassi che non se la possono più pernettere.”

            Togli pure il forse: i prezzi delle case sono abnormi.

            In generale, è una città che sta drenando un enorme quantitativo di ricchezza ed un bel po’ di quella ricchezza sta venendo risucchiata dalla speculazione immobiliare. Essendo barcate di soldi, si possono rubare con una certa tolleranza da parte della società.
            Alla fine nessuno vuole un governante capace o un governante onesto: quello che vogliamo è un governante che goda del favore divino, per cui le cose vanno bene.

          • Peucezio scrive:

            Questo secondo me era vero qualche anno fa.

            Ora non c’è quartiere, per quanto fighetto, che non sia pieno di scarabocchi sui muri dei teppistelli, di maranza, anche di una certa sporcizia…

            Queste riqualificazioni poi a volte sono indovinate, a volte creano solo disagi gratuiti al traffico.
            Non ho mai capito poi perché Milano ha l’allergia alle panche e le pochissime volte che le fa sono senza spalliera, con una popolazione sempre più anziana.

            Inoltre ormai aprono locali dappertutto a discapito dei negozi e siccome non è che i residenti possono uscire tutte le sere, sta diventando un enorme quartiere di pub per turisti stranieri. Non succede solo a Milano, ma qui è molto vistoso.

            Inoltre cantieri su cantieri, continue strade bucate, ribucate, con conseguenti disagi…
            Le zone 30 km/h per fortuna non se le caga nessuno e ognuno va alla velocità che gli pare, che sepsso è lenta di suo, indipendentemente dal limite, ma questo non è colpa dell’amministrazione comunale, ma della lentezza di riflessi dei giovani.

            Che dire poi dei mezzi pubblici carichi di pubblicità che sostituisce totalmente la livrea del mezzo, compresi i tram storici del 1928? Che dà un senso proprio di degrado, come se fossimo un comune del Terzo Mondo al tubo del gas, pronto a mendicare soldi con ogni mezzo?

            Tra l’altro io non prendo praticamente mai i mezzi, ma ormai costano due euro, mi pare, e mi dicono che stanno peggiorando, le corse diminuiscono…

            E solo a Milano sono riusciti a fare una coincidenza fra due linee di metropolitana in cui devi uscire all’esterno e rientrare: credo che sia un inedito mondiale.

            La manutenzione delle strade poi non è che sia il non plus ultra.

            Certo, rispetto a Roma Milano è la Svizzera.
            ma Roma ha altri vantaggi: si mangia da padreterno, la gente è socievole, c’è ancora un ambiente più italiano, più caratterizzato, malgrado la pervasività del turismo.

            • Peucezio scrive:

              Rispondevo a Pino.

            • habsburgicus scrive:

              sono riusciti a fare una coincidenza fra due linee di metropolitana in cui devi uscire all’esterno e rientrare

              quale è ? per saperlo, ed evitarla soigneusement 😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Mi aggrego alla domanda. Ma io perché voglio andarci.

              • Peucezio scrive:

                Hanno fatto la nuova linea 4 (dopo la cinque: i milanesi ragionano alla mmersa), che incrocia la 3 in Crocetta, non lontano da Porta Romana e Porta Vigentina, solo che non puoi passare dall’una all’altra restando nelle stazioni ma devi uscire in superficie, in strada.

              • Peucezio scrive:

                Maurì, contento tu…

                Se vieni a Milano felicissimo di portarti in giro, ma lì ghe voo nò! 🙂

              • habsburgicus scrive:

                grazie ! la 4 è quella di Linate, vero ? la 5 mi pare di averla presa una volta a Zara (?), per andare in qualche modo a MacMahon

              • habsburgicus scrive:

                a proposito, di metro..
                bisognerà anmmettere che 7, 60 € per il giornaliero di 24 h è un buon prezzo per Milano, specialmente se paragoniamo Milano ad altre città sue “consimili” (ovvero città care, ricche e con tanti schèi come si dice dalle parti di Mauricius ovvero palanche per usare il sermo genuensis :D) tipo Zurigo, Parigi, Londra e, aggiungiamoci, in Trumplandia New York, luoghi ove i trasporti pubblici hanno prezzi folli (sì, saranno un po’ più efficienti ma anche in quello Milano si difende bene. ..non è Nairobi o meglio non ancora :D)

              • roberto scrive:

                Habsb

                A Parigi c’è un abbonamento giornaliero a 12 euri…a NY invece c’è (o meglio c’era perché ci sono stato ormai 10 anni fa) un abbonamento settimanale che costava sui 35 dollari e che ammortizzavi praticamente in due giorni

            • Francesco scrive:

              1) verissima quella follia della metro, il transito tra linea 4 e linea 5 è una follia (sono di due società diverse, la causa è quella)

              2) le strade di Milano fanno molto Calcutta, confermo, da ciclista si vede anche meglio. Pure la qualità della guida tende in quella direzione, ahimè!

              3) sui graffiti ovunque confermo

              4) sulla sporcizia forse la situazione non è ancora tragica, forse sono stato a Roma di recente e il giudizio ne è influenzato

              5) vita c’è, ci sono anche molti turisti, io di città che accolgono i loro poveri e sono vive ne sento parlare solo dagli urbanisti di sinistra e in negativo (non ci sono più … ma quando mai ci sono state?)

              6) si mangia molto bene, se si usa la testa per scegliere. sennò pure a Roma muovi avvelenato

  47. mondo parallelo scrive:

    https://youtu.be/N9YfjGBtyR4?feature=shared

    È sempre lui, quello delle patate fuori dal terreno
    Il rivoluzionario dell’orto.
    Propongo di farlo sindaco di Milano.

    • mondo parallelo scrive:

      La minaccia più grande per la nostra civiltà – e per il pianeta – non è il cambiamento climatico, i combustibili fossili o il deterioramento degli ecosistemi. È il nostro modo di pensare.

      https://www.artberman.com/blog/reality-blind/

      Oh, intanto, kelebekiano, beccati questa
      E adesso mi leggo il seguito dell’articolo.

      • mondo parallelo scrive:

        Molti di coloro che ascoltano e persino concordano affermano che il messaggio è troppo deprimente da affrontare. Capisco, ma non sono d’accordo. Il comportamento della società negli ultimi 200 anni è stato fuori controllo. Dimentichiamo per un attimo il cambiamento climatico e il sovrasfruttamento. Guardiamo ai rifiuti, alla plastica, all’inquinamento, all’aumento dei suicidi e delle malattie mentali, al debito, alle guerre, alla divisione, all’instabilità finanziaria. Questi non sono segnali di una minaccia imminente, sono sintomi di una civiltà già in declino. Il disfacimento non è nel futuro; è qui. Riconoscerlo non è disperazione, è chiarezza. Solo vedendo la realtà così com’è possiamo iniziare a fare scelte diverse. La negazione ci fa sentire più sicuri, ma ci lascia impotenti. L’accettazione apre le porte all’azione, al significato e all’adattamento.

        Fine dell’articolo

        • mondo parallelo scrive:

          https://lesakerfrancophone.fr/ne-pas-connaitre-lennemi

          Quando Trump ha aumentato i dazi sulle esportazioni cinesi ad aprile, alcuni alti funzionari di Trump ritenevano che Pechino avrebbe fatto rapidamente marcia indietro, data la recente debolezza economica. Al contrario, Pechino ha risposto al bluff di Trump limitando l’uso delle terre rare da parte dei produttori americani di automobili, equipaggiamenti militari, dispositivi medici ed elettronica.

          Quando il flusso di questi materiali si è interrotto, Trump e altri funzionari hanno iniziato a ricevere telefonate da amministratori delegati che comunicavano che le loro fabbriche avrebbero presto chiuso. Ford, Suzuki e altre aziende hanno chiuso gli stabilimenti a causa della mancanza di forniture.

          Secondo fonti a conoscenza della questione, Trump e i suoi principali consiglieri sono rimasti sorpresi dalla minaccia rappresentata dalla controdecisione di Pechino. Ciò ha riportato gli Stati Uniti al tavolo delle trattative questa primavera per garantire una fragile tregua commerciale, che ora i funzionari di Trump hanno paura di cambiare. L’accordo ha ridotto i dazi da un minimo del 145% al 30% e la Cina ha accettato di consentire alle terre rare di circolare liberamente come prima.

          Interessante episodio che rivela che il “manipolo di persone più stupide al mondo”
          (Come sono state definite) non segue una logica ben definita ma improvvisa alla carlona.
          Disgraziatamente per loro, dall’altra parte ci sono i migliori cervelli del mondo.
          Ma nessuno dei due si allontana da un modello economico estrattivo e inappropriato rispetto alle vere sfide del nostro tempo.
          Basta

      • Francesco scrive:

        Ho letto i primi due paragrafi e acquisito la ragionevole certezza che procedere sia completamente inutile.

        “It [il Male] took hold with the rise of writing, mathematics, the wheel, and the horse” alle mie orecchie significa “che bella sega mentale che mi sto facendo”.

        Ciao

        • mondo parallelo scrive:

          Dice: “un singolo cattivo” ma non vuol dire quello che hai capito tu.
          Si cerca la causa di tutto. Ma non esiste un’unica causa. Un singolo cattivo.
          Il singolo cattivo è una illusione creata dal determinismo.
          Segue il resto dell’articolo non letto per fretta o magari presunzione o forse scaramanzia. O per l’abitudine di girarsi dall’altra parte rispetto a ciò che potrebbe essere scomodo nell’immediato.
          Questa dell’immediato mi sembra di averla già sentita.
          Ma non son qui per fare polemiche.
          Perché poi son qui?
          Ah, sì, perché mi hanno detto che quelli di ultima generazione sono tutti dei cretini e che bisogna dialogare. Bel dialogo, non c’è che dire.

          • Francesco scrive:

            Il singolo cattivo, nella tesi dell’articolo, è il determinismo, definito in modo tale da comprendere l’intera civiltà e far rifulgere l’autore come Splendido Paladino di una Vera&Superiore Civiltà.

            Non è che per affrontare Trump devo scendere al suo livello intellettuale o comunicativo.

            Ciao

            • mondo parallelo scrive:

              Direi che non aver capito subito l’articolo è umano, ma perseverare è diabolico.

              • Francesco scrive:

                Reductive thinking doesn’t just demand simple answers — it rejects ideas, explanations, and even wisdom the moment it spots a flaw, no matter how valid the larger insight. This is especially true when those ideas challenge core cultural myths like growth, progress, or human exceptionalism.

                Mi consenta: credo di aver capito bene la tesi dell’articolo. E di averla rigettata senza esitazioni.

                Saluti

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mondo parallelo

                “diabolico”

                No.

                Qui devo dare ragione a Francesco.

                ‘Reductive thinking doesn’t just demand simple answers — it rejects ideas, explanations, and even wisdom the moment it spots a flaw’

                Questa è esattamente la definizione di Ragione, ed è quella che sembra distinguerci da ogni altro essere vivente.

                Per nostra fortuna o nostra disdetta? Ciò è da vedere.

                E’ quella che Galileo chiamava ‘difalcare l’esperienza’: il rifiuto di un atteggiamento olistico come valida base di una conoscenza condivisa, di una ‘epistéme’.

                Questo non vuol dire che il resto della tesi dell’autore non sia condivisibile:

                ‘To accept limits not as defeat but as reality.’

                I limiti ci saranno sempre, la realtà va accettata. Solo che è proprio dell’essere umano cambiarla, la realtà. La realtà la si accetta perché se la si rifiuta non la si conosce, e se non la si conosce non la si può cambiare.

                E se no Prometeo che ce lo ha dato a fare, il fuoco? E’ sua cognata che ha fatto il pasticcio, mica lui!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non lo so, Andrea, in effetti il Nostro non cita il fuoco tra le Grandi Colpe.

                Si limita alla ruota, la matematica, la scrittura e cavalcare.

                Mah

              • mondo parallelo scrive:

                Non è la ragione. È il dominio della ragione.
                Taoismo. Yin e Yang
                C’è quel libro di Alan Watts. Il tao della filosofia. Sicuramente fuori stampa.
                Io ho avuto la fortuna di trovarlo tra i libri venduti un tanto al peso per un euro.
                Illuminante.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mondo parallelo

                “dominio della ragione”

                Una simile combinazione di parole non ha senso.

                Se ce l’avesse, sarebbe come dire che i corsi d’acqua sono soggetti al dominio dei fondovalle.

                Hai tirato fuori il Taoismo. Ecco, i Taoisti paragonano l’azione spontanea del Tao al comportamento spontaneo dell’acqua.

                Come i fiumi scendono naturalmente a fondovalle così il pensare umano tende spontaneamente alla ragione. La ragione e’ lo Kwisatz Haverach, la via più breve fra i nostri desideri e i nostri obiettivi. Lo scartare le soluzioni che via via si rivelano inutilmente complicate per raggiungere lo scopo è pura ragione, è il rasoio di Ockham.

                E come per trattenere l’acqua lontano dal fondovalle ci vuole il consapevole sforzo dell’erezione di un impianto idroelettrico, così per impedire agli esseri umani di seguire la ragione bisogna erigere la diga della superstizione. In entrambi i casi si ricava del lavoro che va a vantaggio dei costruttori.

                Il rifiuto Taoista della macchina, che spinge il contadino a continuare a portare i secchi d’acqua sulle spalle invece di usare le pompe per l’irrigazione come gli suggerisce saggiamente il passante Confuciano, è stato superato dagli stessi Taoisti con l’idea che l’esercizio ripetuto di un movimento meccanico porti l’essere umano ad esercitare quella spontanea naturalezza che è segno certo di liberazione. Da qui la tradizione degli arcieri Zen e il notissimo paragone con l’arte della manutenzione della motocicletta – nonché tutta la tradizione Orientale di apprezzamento per il lavoro di precisione, dallo shiatzu alla calligrafia alla microelettronica.

                Il “dominio della ragione” non et che un paludamento dell”ennesima superstizione, dell’idolatria dell’arbitrario. La ragione è sempre liberazione. I “templa serena” di Lucrezio!

                Non solo nel Tao della fisica, ma in generale, pura razionalità e pura libertà sono sinonimi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mondo parallelo scrive:

                https://youtube.com/shorts/CTO6VPWKyJg?feature=shared

                Di Vita
                Differenza tra ragione e dominio della ragione
                In senso proprio taoista.
                Il taoista usa l’intelligenza ma in accordo con la natura.
                L’unica cosa che funziona bene in questo mondo è la natura. Far guerra alla natura è come per San Marino voler dichiarare guerra alla Russia. A volte ci si illude di essere speciali, ma si è visto che alla fin fine il comportamento collettivo degli uomini è identico a quello dei batteri in una piastra di Petri.
                Eh, no! Se sei speciale, vai oltre. Altrimenti considerati alla stregua di un batterio. Con la differenza che almeno i batteri sono utili per l’agricoltura. Quella vera.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                non è che Putin ti piace perchè siete entrambi completamente folli?

                quello che scrivi della pura ragione mi ricorda … Seven, il film.

                O peggio, certi racconti di fantascienza sui robot che vogliono prendere il potere

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mondo parallelo

                “batteri”

                Della Natura fanno parte tanto la ragione quanto i batteri.

                La differenza fra la prima e i secondi si chiama ‘storia’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “ragione”

                Te lo devo ricordare io Padre Brown, Francesco? 😉

                Parlare male della ragione è una cattiva teologia.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                la follia è la ragione che conosce solo se stessa … cito a memoria

                e lo stesso autore, se non erro

                “est modus in rebus”

                Ciao!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “dello stesso autore”

                Io la sapevo così (da “Ortodossia”, Morcelliana ed.):

                ‘il folle non è colui che ha perduto la ragione. Il folle et colui che ha perduto tutto tranne la ragione’.

                Il che è un’ovvietà. Un albero si puo’ protendere al cielo perché è saldo sulle sue radici. Ecco perché sulla sabbia ha problemi: le radici non te hono, mentre tengono invece sulla roccia più scoscesa.

                Nessuno straparlerebbe mai di ‘dominio delle radici’, così come nessuno pretenderebbe mai che l’albero sia fatto solo di radici.

                L’albero siamo noi, il cielo la gioia di vivere, la roccia il contatto con la realtà, la sabbia le illusioni delle opinioni arbitrarie, le radici la ragione.

                Sappiamo oggi che in un bosco sano le radici degli alberi comunicano fra loro, in quello che è stato chiamato il “wood wide web”. Così, l’alberk può anche vivere da solo e torreggiare, ma di solito prospera in compagnia dei suoi simili con le cui radici le sue scambiano messaggi. Messaggi la cui utilità sta nella sopravvivenza del bosco, anche al di là della vita del singolo albero.

                Il metodo funziona: ci sono più alberi sulla Terra che stelle nella Via Lattea.

                Nella sua forma comune di chiama ‘razionalità’. In quella distillata, “metodo scientifico”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Ciao!

              • Francesco scrive:

                Andrea

                devi deciderti a seguire il principio di non contraddizione, però!

                inizi dicendo una cosa e termini dicendo il suo contrario

                Ciao

  48. Francesco scrive:

    Insurers are pulling out of California, Florida and Europe.

    Così, giusto per citare un pezzo di rara saggezza.

  49. Francesco scrive:

    To accept limits not as defeat but as reality.

    Ecco, questa frase è interessante. Da una parte è buon senso, chi costruirebbe una casa sul mare? in una palude? nell’alveo di un fiume?

    Ma a un livello più profondo è la negazione dell’umano. Noi siamo nella misura in cui non accettiamo i limiti del reale.

    Ciao

  50. habsburgicus scrive:

    OT stranamente nella fuori mano Al-Hasakah (Hasakeh), quasi in Iraq e nel cuore della Jezirah siriano, vicinissima alle zone dominate un tempo dsll’ISIS e in un’area ancora oggi infestate da bande, l’euro viene cambiato meglio 😀 misteri dells finaza
    https://sp-today.com/en/currency/euro
    saranno pochi ma 350 lire siriane per 1 E, su 1000 E sono 350.000 lire siriane che là non è pochissimo 😀

    • habsburgicus scrive:

      si vocifera che il regime islamico di al-Jolani avesse chiesto a noi di produrre le nuove lire siriane però i tedeschi ci hanno soffiato l’affare, dopo la famo9sa visita deella Baerbock a Damasco 😀
      in Siria le banconote hanno ancora i ritratti di Bashar (era normale a quei tempi..gli Assad superarono in culto della personalità AH, Stalin e Kim il-Sung nessuno dei quali osò mettere la propria effigie sulle banconote :D) e chiaramente il nuovo regime vorrebbe sbarazzarsene..però loro non sono in grado di stampare banconote e debbono chiederlo all’Europa

  51. Moi scrive:

    Rula Jebreal:

    “Siamo assistendo alla soluzione finale del genocidio programmato a Gaza. Gli israeliani non vedono i palestinesi come esseri umani, ma come sottospecie da sterminare”

    https://www.fanpage.it/esteri/rula-jebreal-a-gaza-un-genocidio-coloniale-meloni-e-netanyahu-alleati-nellinternazionale-nera/

    • PinoMamet scrive:

      …disse l’israeliana

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “…disse l’Israeliana”

        …in Italia.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          già una che dice “gli israeliani” come se fossero un’entità unica mi scade a zero

          poi se è la ben nota da molti anni Rula …

          direi che ripete a pappagallo frasi ben note della sinistra estremista da ZTL

          • paniscus scrive:

            Ancora con questa barzelletta della ZTL fatta di villette sciccose, pertinenze privilegiate e gente col SUV e col garage privato?

            Io vivo in una parte di ZTL, e ho scelto di rinunciare quasi completamente alla macchina proprio per i motivi opposti, cioè perché, quando la usavo quasi tutti i giorni, nove volte su dieci non trovavo parcheggio, e una volta tornata sotto casa dovevo girare per il quartiere per un’altra ora di perdita di tempo inutile.

            Ma la decisione definitiva l’ho presa dopo un periodo snervante (si sta parlando di 7 o 8 anni fa) in cui nel quartiere medesimo andavano di gran moda gli scassinamenti di auto, proprio nei parcheggi che in teoria avrebbero dovuto servire soprattutto per i residenti.

            Dopo aver avuto 6 o 7 danneggiamenti in un anno e mezzo (a volte un vetro rotto, a volte una serratura scassinata, altre volte graffi e sfregi per sfogare la rabbia di non essere riusciti a scassinare, e in TUTTI questi casi senza nessun tentativo di rubare nulla, nemmeno le monetine rimaste sul cruscotto per il carrello del supermercato), ho deciso che la dipendenza dall’auto era meglio perderla che trovarla. Ce l’ho ancora, ma la tengo fuori dalla portata di casa, e la uso (rarissimamente) solo per viaggi particolari o per emergenze.

            E da quando ho smesso di usarla, tranne bisogni eccezionali, sono pure dimagrita di circa 10 chili senza aver cambiato quasi nulla nell’alimentazione.

            • Peucezio scrive:

              Però, siamo sempre lì, una storia personale o di un quartiere con delle specificità molto peculiari non fanno testo rispetto al fatto incontrovertibile che nella stragrande maggioranza dei casi le ZTL sono legate alla gentrificazione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “nella stragrande maggioranza dei casi le ZTL sono legate alla gentrificazione.”

                Intanto, la parola “gentrificazione” secondo me è errata: in Italia non abbiamo quartieri di poveri residenti neri, che poi vengono occupati da ricchi residenti bianchi (la “gentry”).

                Abbiamo quartieri che vengono svuotati di tutti i loro abitanti e delle reti di negozi di prossimità e botteghe, per fare posto a dormitori per turisti, a bar e localini.

                In alcuni casi, i proprietari di bar e locali (che non sono quasi mai “residenti” delle zone in questione) vorrebbero la pedonalizzazione perché devono mettere i loro dehors anche in mezzo alla strada, ma difficilmente vorrebbero una Ztl che escluda i non residenti.

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            “direi che ripete a pappagallo frasi ben note della sinistra estremista da ZTL”

            Parli tu di ZTL che difendi Sala…

            • Francesco scrive:

              la ZTL è una necessità oggettiva delle grandi città

              che dentro ci abitino stronzetti progressisti pieni di soldi è una cosa da rimediare, invece

              😀

              • Peucezio scrive:

                È una necessità dei posti tipo dove abita Miguel, non delle grandi città in generale.

                A Milano non hanno nessun senso, perché non esiste più nulla da preservare, quindi TUTTE LE MACCHINE devono poter entrare OVUNQUE.

              • Francesco scrive:

                Errato. Almeno la speranza del traffico scorrevole è da preservare.

                A quello servono le ZTL!

              • paniscus scrive:

                “quindi TUTTE LE MACCHINE devono poter entrare OVUNQUE”

                E poi dove parcheggiano?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Parcheggiano sul marciapiede, tanto se ci sono le macchine non ci sono le persone e se non ci sono le persone “che fastidio dai?”.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “sinistra estremista da ZTL”

            Se l’alternativa alla sinistra estremista alla ZTL sono i legaioli premiati dai genocidi sionisti, allora ben venga la sinistra estremista da ZTL.

            Contro la feccia nera anche uno straccio va bene. Figuriamoci la Rula.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              maiale! anche tu fingi che sia una questione politica ma pensi ad altro!

              😉

              PS contro la feccia rossa va bene anche la Meloni … come vedi non se ne esce.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “feccia rossa”

                A sinistra di premiati dai sionisti non ce ne sono (ti prevengo: il PD della Picierno NON si può considerare “sinistra”)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                a sinistra di equivalenti politici, morali, umani di Salvini è strapieno.

                E alcuni ti piacciono pure!

                No, non puoi uscire pulito dall’Odio, credevo ci fossi arrivato alla tua età.

                Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              ““sinistra estremista da ZTL””

              Veramente alla manifestazione che abbiamo fatto in piazza, noi fan della Ztl avevamo con noi un consigliere della Sinistra e una di Fratelli d’Italia. E il PD contro.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “ZTL”

                Appunto.

                Quello della “sinistra estremista delle ZTL” è solo uno slogan legaiolo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Veramente io ne conosco un bel pò, sai che tengo famiglia grande.

                😀

    • Moi scrive:

      https://www.youtube.com/watch?v=tG0KmQSJ6pk

      “Chi non è dalla parte della Palestina è complice del genocidio. Le persone normali si illudono che non saranno processate. Non si può mostrare indifferenza. L’occidente ha decretato la sua fine. Oggi fa solo i soldi sui morti. Schierarsi è un dovere nel senso stretto del termine. Se il piano di cancellazione del popolo palestinese passerà torneremo indietro di 3000 anni. La guerra serve a fare affari. I sionisti sono cascati nella trappola postuma di Hitler”, le parole di Moni Ovadia, a margine dell’evento “Non in mio nome”, organizzato a Porta San Paolo a Roma in nome del popolo palestinese.

      • Francesco scrive:

        Posso quasi essere d’accordo con Ovadia.

        Ritengo che il governo israeliano sia caduto nella trappola postuma di Sinwar, con tutti e due i piedi e ben fino in fondo. E che sia seguito da una quota consistente del popolo israeliano.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “Ritengo che il governo israeliano sia caduto nella trappola postuma di Sinwar”

          Cioè lo scopo segreto della buonanima di Sinwar era di:

          1) rendere probabile la deportazione definitiva dei nativi palestinesi da Gaza

          2) permettere ai coloni ebrei di impossessarsi della Cisgiordania

          3) permettere a Israele di mantenere un controllo esterno sul Libano annientando i propri avversari

          4) permettere a Israele di rovesciare un governo ostile in Siria e per giunta di occupare una bella fetta del paese

          5) permettere a Israele di porre sotto scacco l’Iran.

          6) permettere a Germania, Stati Uniti e Inghilterra di fare di ogni espressione di simpatia per la Palestina un reato.

          Furbo, il signor Sanwar!

          • Francesco scrive:

            1) che la mossa del 7 ottobre fosse suicida era abbastanza plausibile, per la dirigenza di Hamas sul campo

            2) Israele ha rovinato decenni di lavoro in politica estera per trovare alleati in Medio Oriente

            3) Israele si è reso odioso agli occhi delle opinioni pubbliche occidentali – e con gravi motivi. Non parla più solo di fanatici antisionisti come Andrea, che erano già ostili prima

            4) Israele ha esercitato al massimo il suo potere militare, andando decisamente oltre la sua capacità di sostenere un tale sforzo. I risultati prevedibili li vedremo

            5) un pò dei peggiori nemici di Israele sono stati colpiti, magari duramente, ma non annientati e non mi pare neppure convinti a rinunciare

            6) il governo israeliano farnetica di espellere due milioni di palestinesi da Gaza ma non sa dove mandarli

            Se te ne fotti delle sofferenze dei palestinesi e ragioni nel medio periodo, Hamas sta vincendo.

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              2) direi il contrario. I sauditi stanno fremendo per trovare come collaborare con Israele sottobanco, altri arabi non pervenuti.

              3) è vero, conosco parecchi liceali che parlano male di Israele. Passerà come le manifestazioni per il clima, basta aspettare qualche miliardo di clic sugli smarfi.

              4) boh, lo saprai tu

              5) ma la cosa fondamentale è quello che Israele adesso sta facendo in Cisgiordania

              6) è difficile, ma l’Inghilterra ha trovato il Rwanda per ospitare gli espulsi, credo che qualche governo africano lo troveranno presto anche gli israeliani. Trump (per quanto affidabile) dice che il posto è già stato trovato.

              • Miguel Martinez scrive:

                Sempre per Francesco

                Comunque Sinwar ha sicuramente fatto cambiare idea su Israele almeno agli studenti del Collettivo K1 del Liceo Machiavelli Capponi di Firenze, per almeno un anno scolastico.

                Su questo siamo d’accordo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Comunque non capisco questa tendenza molto diffusa a sminuire la bravura di Netanyahu.

                Che ci piaccia o no quello che ha fatto, credo che sia il politico di maggior successo degli ultimi decenni nel mondo.

                E non si tratta di piccoli successi che vengono e vanno, ma di qualcosa che durerà nella storia.

              • Francesco scrive:

                Miguel,

                può darsi che Bibi abbia realizzato la Soluzione Finale del problema palestinese … o ci stia arrivando pian piano. Con gran gioia dei sauditi (perchè?).

                A me sembra che ogni giorno di più Israele sia come il vecchio Sud Africa, che alla fine dovette cedere. Non puoi fare certe cose e stare nel consesso dei paesi civili.

                Nel migliore dei casi diventi un paese del Medio Oriente come gli altri. E allora hai voglia di mantenere quello status speciale con gli USA.

                Almeno direi che così andava il mondo fino a Trump.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Devo dire OMDAF.

                Prima o poi salterà fuori il Mandela palestinese, e succederà quello che è successo in Sud Africa. molte persone a cui l’apartheid piaceva se ne sono andate, gli idealisti, i ricchi e i morti di fame sono rimasti, tutti si lamentano che funzionava meglio prima (quando mai non ha funzionato meglio prima , nella storia dell’uomo?) e nessuno vorrà davvero tornare indietro.

                E il paese diventerà simile a quello che aveva in testa Herzl, con arabi ed ebrei fianco a fianco, ma non troppi arabi 😉

              • Francesco scrive:

                Pino,

                mi pari ottimista: sia sul versante Mandela, sia su quello dei Boeri.

                Vedo più facile un esito alla somala (quello vero, non il Mulino Bianco che ci raccontava Miguel).

                Ciao

          • roberto scrive:

            Miguel

            « Furbo, il signor Sanwar »

            È quello che dico (non solo io) dall’inizio…ma mi è stato risposto che si, è una grande vittoria per i palestinesi perché ora tutti tratteranno Israele come un paria

            • PinoMamet scrive:

              Non è una grande vittoria per i palestinesi, però è vero che ora tanti trattano Israele come un paria…

              basta vedere la lista degli scrittori che non vogliono i loro libri tradotti in ebraico!
              (che è una cazzata, siamo d’accordo, ma indicativa)

              • Peucezio scrive:

                Beh, prova a paragonare Israele e la Russia.

                La Russia subisce sanzioni nemmeno lontanamente paragonabili a quella che può essere una certa freddezza internazionale verso Israele (compensata ampiamente dal supporto pieno della massima potenza mondiale) e nessuno fornisce armi altamente tecnologiche ai palestinesi.

                Ma l’Ucraina non viene rasa al suolo integralmente e la sua popolazione non viene sterminata ed espulsa forzatamente: comunque vada a finire questa guerra, gli ucraini non saranno un popolo di esili senza terra dispersi all’estero, in campi profughi e in minuscole enclave che non controllano.

                Quindi si prendono misure estreme contro un aggressore moderato (che fa una guerra di invasione come se ne sono fatte infinite nella storia) e misure moderatissime o nulle contro un aggressore estremo, che vuole se non sterimanre integralmente espellere integralmente un popolo dalla sua terra.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                ” comunque vada a finire questa guerra, gli ucraini non saranno un popolo di esili senza terra dispersi all’estero, in campi profughi e in minuscole enclave che non controllano.”

                La guerra in Ucraina non è finita.

                Quella a Gaza è finita quasi immediatamente dopo il 7 ottobre 2023: non è che a volte i carri armati palestinesi conquistino una città e una volta ne conquistino un’altra quelli israeliani.

                Non escludo che sia ancora in vita, nascosto, qualche singolo combattente palestinese.

                Ma non è una “guerra”.

              • Peucezio scrive:

                Per inciso, non volere i libri tradotti in ebraico mi pare ridicolo.

                È vero che è una lingua un po’ artificiale e mi parrebbe strano esistano parlanti nativi SOLO di ebraico: mi sembra un po’ come i catalani che vogliono i film americani doppiati in catalano anziché concentrarsi sulla valorizzazione di scrittori, autori di teatro, cineasti, ecc. locali.

                Più in generale ogni limitazione alla circolazione della cultura lo ritengo un crimine.

                Troverei riprovevolissimo censurare il direttore d’orchestra israeliano, anche il più sionista ed estremista, se è un bravo direttore d’orchestra.

              • PinoMamet scrive:

                Questa diffidenza, o meglio, incredulità verso l’ebraico parlato
                (Non dico moderno perché non ha senso, anche se ci sono persone che fanno corsi di “ebraico biblico ” ed “ebraico moderno “, che è un po’ come se uno ti vendesse un corso di “latino di Cicerone ” o “latino delle Encicliche”… vabbé che tutti dobbiamo campare…)

                Comunque sì, è parlato normalmente, ci sono madrelingua di seconda, terza, quarta generazione, ci sono israeliani che in famiglia parlano solo ebraico (poi sanno l’inglese di scuola e magari due parole yiddish o arabe del nonno).

              • Peucezio scrive:

                Questo non toglie il vizio d’origine della lingua artificiale, non tramandata.

                Vale un po’ per tutte le lingue moderne, ma questo è un caso estremo.

                Avrebbe avuto molto più senso scegliere l’jiddisch, che almeno è ancora vivo, ma purtroppo col fatto che è dei soli aschenaziti si saranno fatti scrupoli sciocchi.

              • PinoMamet scrive:

                Non è che si sono fatti scrupoli:

                il fatto è che metà del paese non lo parlava per niente…

                Si sono trovati un paese dove metà parlava yiddish, un quarto spagnolo, un quarto arabo (senza stare a distinguere i vari dialetti), e più vari ed eventuali da tutto il mondo isole comprese…

                l’unica lingua che avevano studiato tutti, almeno da saperci dire le preghierine e leggiucchiare la Bibbia, era l’ebraico…

                direi che è stata una scelta sensata, invece!

              • Lucia scrive:

                Un quarto parlava spagnolo?? Scusa l’ignoranza, ma perché? I pochi ebrei rimasti in Spagna non avevano certo dovuto emigrare in massa, no? Forse che le comunità del Nordafrica parlavano ancora spagnolo -a nel caso non sarebbe stato “arcaico”?

              • Peucezio scrive:

                Cioè, per motivi religiosi l’ebraico lo masticavano tutti, mentre l’joddisch (forse meglio “lo jiddisch”) era minoritario.

                Sì, capisco.

                Sai, fosse per me non parelremmo nemmeno italiano: la lingua di una città del ‘300 rimasta imbalsamata per secoli poi leggermente rinfrescata nell”800…

                Cioè la scuola e la televisione hanno imposto a tutti una lingua del Trecento che gli stessi fiorentini non usavano più da secoli, per cui anche a Firenze oggi si usa un fossile archeologico di settecento anni fa che nessuno ricordava più e parlava più da secoli.

                Noi, tanto per fare un esempio minimo, diciamo [ˈbatʃo] per dire bacio che non si è mai detto da nessuna parte, per un puro equivoco grafico.

                Fosse per me, che sono un irriducibile nemico della monoglossia (che è cosa diversa dal monolinguismo), useremmo il dialetto locale per la quotidianità, il toscano per gli scambi intermunicipali e per la letteratura d’arte e il latino per la scienza e gli usi ufficiali.

                Quindi questa cosa di trasformare un’antica lingua religiosa scomparsa da millenni nella lingua parlata di tutti i giorni pare follia pura: la lingua parlata si tramanda, non si impone dall’alto.

                Ma tant’è.
                Colpa di scuole stati, televisioni, tutta roba che abolirei in blocco.
                Ma finché c’è fa danni e dobbiamo tenerceli.

              • Peucezio scrive:

                “jiddisch” naturalmente; “joddisch” è stato un errore di battitura.

              • Peucezio scrive:

                “Fosse per me, che sono un irriducibile nemico della monoglossia (che è cosa diversa dal monolinguismo), useremmo il dialetto locale per la quotidianità, il toscano per gli scambi intermunicipali e per la letteratura d’arte e il latino per la scienza e gli usi ufficiali.”

                In questo ovviamente l’inglese non avrebbe nessun posto.
                Va bene come nobile lingua di Chaucer e Shakespeare, coem una grande lingua di cultura straniera, per chi s’interessa di letteratura anglosassone, così come vanno bene francese, tedesco, spagnolo, russo, ecc.

              • PinoMamet scrive:

                Per Lucia:
                Lo spagnolo (ma guai a chiamarlo così, bisogna dire che è “ladino” “judezmo ” o “haketia “, che è una lingua a parte ecc. ecc. , vabbé: spagnolo antico) era ancora parlato dagli ebrei dei Balcani, di Salonicco, della Turchia ecc.

                Mica quattro gatti, Salonicco che è tuttora la seconda città greca era in grande maggioranza una città ebraica…
                E credo che a Istanbul ci sia ancora qualche migliaio di ebrei madrelingua spagnolo.

                Anche il bulgaro Elias Canetti lo era!

              • Lucia scrive:

                Ah ok, grazie, allora devo ritrovare l’eBook di Salonica, city of ghosts di Mazower che mi fu passato tempo addietro e che finora ho colpevolmente snobbato.

          • Francesco scrive:

            Miguel

            posso chiederti se hai qualche ipotesi sullo scopo di Sinwar (mi rifiuto di chiamarlo buonanima)?

            😉

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “posso chiederti se hai qualche ipotesi sullo scopo di Sinwar”

              Presumo che sia spiegato in qualche documento di Hamas, comunque mi sembra probabile che lo scopo fosse quello di prendere un numero notevole di israeliani in ostaggio da scambiare con le decine di migliaia di palestinesi, anche non di Hamas, in carcere per motivi politici.

              Facendo leva sul fatto per l’etnia dominante, la vita di un dominante vale quella di mille dominati.

              Una scommessa perdente, perché il governo israeliano ha invece pensato che la soluzione finale della questione palestinese valeva bene la morte di qualche centinaio di ragazzotti a una rave party.

              E credo che la storia darà ragione a Netanyahu.

              • PinoMamet scrive:

                Sai che non sono d’accordo con niente?

                la vedo proprio all’opposto.

                Sinwar, che non era stupido, sapeva benissimo che la reazione di Netanyahu sarebbe stata quella di spianare Gaza.

                Lo sapeva così bene, che da anni aveva preparato chilometri e chilometri di gallerie e tunnel, l’unica speranza di resistenza per Hamas.
                Che infatti ancora resiste.

                Al costo della vita di migliaia di palestinesi: che per lui, e per Hamas, valgono pochissimo da vivi, e moltissimo da “martiri”.

                Sapendo che la storia avrebbe, in qualche modo, dato ragione a lui , passato da terrorista infame a “eroico resistente”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Sapendo che la storia avrebbe, in qualche modo, dato ragione a lui , passato da terrorista infame a “eroico resistente”.”

                Forse perché ho letto, nel bene o nel male, testi islamisti in arabo, penso che ci siano due errori nel tuo ragionamento.

                1) Gli islamisti sono convinti che Dio è con loro e quindi che vinceranno grazie agli angeli che scendono dal cielo e mettono in fuga i cattivi.

                2) Gli islamisti hanno un’idea molto rozza di cosa “sia l’Occidente”: un branco di fanatici cristiani seguaci del Papa che vogliono sterminare i musulmani, in sostanza, perché credono a tre dèi invece che a uno solo.

                3) Non danno alcuna importanza (e in questo hanno ragione) alla “opinione pubblica mondiale”, cioè in pratica agli studenti fiorentini che vanno occasionalmente a farsi manganellare per solidarietà con la Palestina.

                Quindi escluderei la tua ipotesi.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “ostaggi”

                continuo a pensare che se volevano prendere ostaggi non avevano bisogno di fare quell’immonda carneficina…anzi, invece di perdere tempo a stuprare chiunque gli capitasse sotto mano potevano rapire molte più persone

                no, volevano proprio l’immonda carneficina per suscitare una reazione brutale di israele…e ci sono riusciti in pieno! resta da capire se ne valeva la pena e sai cosa ne penso

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “immonda carneficina”

                https://electronicintifada.net/content/vach-brothers-israels-first-family-genocide/50629

                “brutale”

                A me sinceramente con i bambini di Gaza ridotti a scheletri da chi li considera Amaleciti tutto questo stracciarsi le vesti per Hamas sa tanto di quel perbenismo con cui c’è chi va a misurare i centimetri della minigonna della donna stuprata per poter affermare che in fondo se l’è cercata.

                A parte il fatto che se una vittima di stupri ripetuti per una volta tira un calcio nei genitali degli stupratori non è che mi viene proprio da compatire questi ultimi.

                Se i ladri non vogliono rischiare una brutta fine per mano dei derubati devono mollare la refurtiva.

                E siccome l’unica alternativa al mollare la refurtiva è il genocidio dei derubati, e’ chiara a tutti la natura criminale dell’occupante.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                Il fatto che gli Islamisti NON distinguano Torquemada da Voltaire … mette a dura prova ogni tentativo di credere O alla loro competenza O alla buona fede.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Moi

                “Il fatto che gli Islamisti NON distinguano Torquemada da Voltaire …”

                Veramente il Corano non menziona Voltaire. Magari nemmeno Torquemada, ma somiglia di più alle storie del Corano.

              • PinoMamet scrive:

                “1) Gli islamisti sono convinti che Dio è con loro e quindi che vinceranno grazie agli angeli che scendono dal cielo e mettono in fuga i cattivi.”

                Sì, beh, gli angeli e qualche migliaio di missili iraniani 😉

                “3) Non danno alcuna importanza (e in questo hanno ragione) alla “opinione pubblica mondiale” ”

                a me pare invece che gliene diano molta e che siano attivissimi nella loro propaganda, che mi pare altrettanto ubiqua (e altrettanto inaffidabile) della hasbarà israeliana.
                Sono solo i rispettivi pubblici occidentali a essere diversi.

                Per ora Hamas/Palestina avevano come pubblico quello degli sfigati, che non contano niente, mentre gli Stati, le istituzioni, le università, le industrie, facevano affari con Israele.

                Adesso sono riuscite nel colpaccio di far aumentare la condanna morale (che sarà aria fritta, ma aria oggi e aria domani, le cose cambiano…) e il boicottaggio culturale ed economico di Israele in maniera esponenziale.

                Sarà stato merito degli angeli inviati da Allah, o dei diavoli che pungono il culo di Sinwar, non lo so.

                Ma non credo che i palestinesi siano così stupidi da ignorare questi aspetti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Ma non credo che i palestinesi siano così stupidi da ignorare questi aspetti”

                non lo so. Ho letto pubblicazioni (in arabo) vicino a Hamas; ho conosciuto degli attivisti palestinesi, di solito cristiani ma qualcuno musulmano almeno etnicamente, che fanno volantini e piccole organizzazioni in Europa.

                Ma non ho mai visto una traccia di propaganda di Hamas in Europa. Non escludo che ci possa essere qualcosa all’interno delle comunità immigrate.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Forse è riduttivo (se non addirittura fuorviante) considerare Hamas oggi un movimento islamista. La sua causa ormai è in primo luogo nazionale.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “2) Gli islamisti hanno un’idea molto rozza di cosa “sia l’Occidente”: un branco di fanatici cristiani seguaci del Papa che vogliono sterminare i musulmani, in sostanza, perché credono a tre dèi invece che a uno solo.”

                Ma sei sicuro di questo?
                A me pare ce l’abbiano con gli Stati Uniti come tempio dell’edonismo materialista più depravato e soprattutto come sostenitori dell’invasore sionista in Terra Santa, ma non mi sembra ce l’abbiano col papa, che forse manco sanno chi è (per quello che conta oggi la Chiesa Cattolica…).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma sei sicuro di questo?”

                Sì, ed è la cosa più difficile da capire quando si affronta quel tipo di letteratura.

                Parlo ovviamente di “islamisti”, nel senso del grande filone sunnita, con molte varianti. La letteratura sciita è piuttosto diversa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “[Islamisti]

                A me pare ce l’abbiano con gli Stati Uniti come tempio dell’edonismo materialista più depravato”

                Credo che sia una nostra proiezione.

                I “progressisti” dicono, “i musulmani vogliono mettere i veli alle donne e lapidare gli omosessuali, odiano la civiltà occidentale, Taliban=Vatican”

                I “destri” dicono, “visto, questi immigrati in realtà sono dei mezzi comunisti che odiano l’America e vogliono distruggere l’Economia”

                In realtà, hanno tutt’altre fissazioni. Che sono anche difficili da capire per noi: leggere i testi islamisti, con le infinite citazioni coraniche, con i riferimenti ai hadith, vuol dire cambiare proprio punti di riferimento. E uscire dalla nostra idea della storia.

                Ne hanno un’idea loro, che non è lo specchio della “nostra”.

                Sicuramente non parlano quasi mai della “depravazione dell’Occidente contemporaneo”, casomai parlano delle Crociate.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Sicuramente non parlano quasi mai della “depravazione dell’Occidente contemporaneo”, casomai parlano delle Crociate.”

                Ma comunque non parlano tanto “contro”: parlano “per”, per la vita islamica, protetta da Dio qui in terra. E quindi si “affidano” a Dio, cosa che facilmente può indurre a fare cose poco razionali agli occhi degli “occidentali”; ma in fondo la logica è, “faccio il bene in questa vita, Dio se vorrà mi premierà, e se non mi premierà sarà la Sua volontà”.

                Ovviamente gli “europei” sono interessati solo al negativo – “questi sono nemici dei miei amici” oppure “questi sono nemici dei miei nemici”.

              • Miguel Martinez scrive:

                Direi che l’affidarsi è la chiave per capire, se si vuole capire…

                La vita mi è stata affidata da Dio, e a Dio ritornerà;

                questa vita cerco di viverla nella maniera in cui Dio l’ha voluto, posso fare molti errori e prima o poi mi verrà tolta;

                ma se faccio una cosa giusta, Dio probabilmente mi aiuterà, se lo vorrà; e se non mi aiuta, la pazienza viene da Dio e la fretta da Satana.

                Dio se vuole potrà fare un miracolo, e sconfiggere gli oppressori, ma non posso certo dirgli io cosa deve fare.

                Se mi uccidono, non so se andrò in Paradiso, perché è Dio che decide e non io, ma sarò apposto con la mia coscienza.

              • Moi scrive:

                Ma non ho mai visto una traccia di propaganda di Hamas in Europa. Non escludo che ci possa essere qualcosa all’interno delle comunità immigrate.

                ———————–

                Sarebbero dei Pirla : gli Utili Kuffar svolgono il Lavoro Sporco molto meglio ! 😉

              • PinoMamet scrive:

                Il sito La Luce della famiglia Piccardo, father and son, è un buon esempio di propaganda islamista.

                Non è firmata Hamas, è vero (ci mancherebbe, Hamas in Italia è un movimento terrorista… per fortuna) ma è firmato abbastanza chiaramente Fratelli Musulmani che sono la casamadre.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Il sito La Luce della famiglia Piccardo, father and son, è un buon esempio di propaganda islamista.”

                Diciamo che è un buon esempio di propaganda di una particolarissima visione da italiani provenienti da sinistra, che in età adulta (nel caso del father) si sono convertiti all’Islam, con una diplomazia e un’apertura mentale italianissime.

                Qui però stiamo parlando di gente che abita a Gaza e che comunica con gente che abita a Gaza. E che al massimo hanno fatto un pellegrinaggio alla Mecca e un viaggio in Qatar.

                Ti assicuro che non ragionano come la famiglia Piccardo 🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “per fortuna”

                I fortunati sono pochi

                https://www.key4biz.it/solo-per-36-paesi-hamas-e-colpevole-di-terrorismo/470898/

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Ti assicuro che non ragionano come la famiglia Piccardo 🙂 ”

                e meno male! 😀

        • PinoMamet scrive:

          Beh, una cosa l’ha ottenuta, Sinwar, cioè lo sdegno internazionale e inter-religioso contro Israele-barra-ebrei.

          Non so se fosse nei suoi piani: forse.

          Ma certo questo sdegno, che è notevolissimo e visibilissimo, e passa da qualunque stupido filmatino dove ci sia anche solo un personaggio di cartone animato ebreo (leggete i commenti: agghiaccianti), agli intellettuali europei e americani che ci spiegano che Netanyahu è come Hitler, solo peggio, fino alle proteste nelle università… europee? No, quello è normale; americane!!
          Le università americane hanno avuto un’ondata di proteste anti-israeliana!!…
          (Nonostante spesso i protestatari siano stati identificati, cacciati, minacciati di non trovare mai un lavoro ecc.)

          questo sdegno, dicevo, è solo delle persone che non contano una sega, o al massimo dei politici irrilevanti.

          Gli Stati occidentali, chi più (gli USA, UK… l’Italia…) chi meno (la Spagna…), sono sostanzialmente allineati con Israele, e ancora disposti a coprirlo…
          (ma Israele deve capire che se vuole tenerseli buoni non può continuare in eterno a lisciare il pelo ai coloni… va bene sparare sulle moschee, tutti odiano i maranza;
          ma se comincia a farlo sulle chiese…)

    • Moi scrive:

      https://www.youtube.com/watch?v=D3QDRGliuiw

      “Israele è governato dai nazisti, pensano che i bambini palestinesi siano animali. I coloni sono il nuovo Ku Kux Klan. Chi parla di due popoli e due stati non sa di cosa parla, Tajani non sa cosa dire. Cosa devono fare i palestinesi se non la lotta armata?”, le parole di Alessandro Di Battista, a margine dell’evento “Non in mio nome”, organizzato a Porta San Paolo a Roma in nome del popolo palestinese.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “Di Battista”

        Alla mia età, concordare parola per parola con Di Battista!

        Ancora un po’ e torno a frequentare la messa domenicale!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        “Alla mia età, concordare parola per parola con Di Battista!”

        fatti due domande… 😉

  52. Miguel Martinez scrive:

    Al di là dei commenti critici sul Premio a Salvini, colpisce proprio il fatto che gli amici di Israele premino il “razzista di estrema destra”. Finora mi sembra che incassassero con un certo imbarazzo il sostegno delle destre:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/22/salvini-premio-israele-strage-gaza-proteste-oscenita-news/8070182/

    Nel giorno dell’ennesimo massacro a Gaza – con i carri armati israeliani che hanno sparato sulle tende degli sfollati provocando decine di morti – il leader della Lega, Matteo Salvini, riceve il premio Israele-Italia 2025. Il riconoscimento – istituito per la prima volta dall’Istituto Milton Friedman, dall’Unione delle associazioni Italia-Israele, dal Maccabi World Union, dall’Israel’s defend and security Forum e da ‘Alleanza per Israele’ – conferito per “l’amicizia” del vicepremier “con Israele”.

    • Miguel Martinez scrive:

      Una storia interessante… il presidente dell’Associazione Amici di Israele di Firenze è Kishore Bombaci.

      Antonino Bombaci e sua moglie italianissimi, adottarono un bimbetto indiano.

      Che divenne avvocato e consigliere comunale di Fratelli d’Italia (!) a Scandicci.

      Insomma, FdI non ha problemi con il bimbetto indiano, e gli Amici di Israele non hanno problemi con l’avvocato fascista 🙂

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “indiano”

        Non Indiano.

        Ariano.

        E in più anche appartenente a una nazione in lotta con l’Inghilterra.

        Fosse stato Boero l’avrebbero adottato lo stesso.

        Salvini segue (sinceramente o no, non importa) l’orina fallace: l’Islam è la minaccia che si insedia in mezzo a noi in nome di una falsa dottrina dell’uguaglianza, e bene fanno gli Israeliani a sterminare gli Islamici (loro che possono senza tante pastoie ‘democratiche’).

        È la stessa cosa che dicono Merz (‘Israele fa il lavoro sporco per noi’) e quella eurodeputata Italiana (‘i bambini che muoiono dono figli di terroristi’).

        Ieri hanno dato fuoco a un centro Islamico in Spagna; ho ricevuto la notizia via Whatsapp da medici Italiani col commento ‘si comincia! era ora!’.

        Siamo in mezzo al nazismo in fase (ancora) pre-bellica. Solo che i Semiti da perseguitare stavolta sono altri.

        E a noi fa paura Putin! 😂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          eppure non leggo di nessuna strage ai danni dei due milioni di islamici che vivono come cittadini israeliani e votano pure!

          dici che sono nazisti distratti?

        • Francesco scrive:

          e Merz ce l’ha con Hamas, non con l’Islam

          io farei una differenza tra le due entità, non credi sia opportuno?

      • PinoMamet scrive:

        ” Ariano.

        E in più anche appartenente a una nazione in lotta con l’Inghilterra.

        Fosse stato Boero l’avrebbero adottato stesso ”

        No Andrea, queste sono fantasie.

        Puoi pensare tutto il male che vuoi della destra italiana, come ne penso io, ma non vive negli anni Quaranta.

        Della razza Ariana le importa meno ancora di quanto le importasse allora (Cioè pochissimo, l’Italia non era la Germania di Hitler… o l’Inghilterra vittoriana 😉 e nessuno stava a pensare agli ariani, tranne chi proprio voleva compiacere Mussolini che a sua volta aveva in merito poche idee ma confuse, e voleva compiacere Hitler).

        E la polemica contro la Perfida Albione è morta con la fine degli imperi coloniali.

        La destra italiana attuale va criticata per quello che fa adesso, non settant’anni fa.

        Adesso, l’elettore di destra non ha la minima idea che gli indiani siano ariani, e non gliene frega assolutamente niente.

        È mediamente xenofobo, ma gli fa piacere vedere il singolo nero “integrato” che critica i maranza e chiede di impedire l’immigrazione perché ormai sono troppi

        (Vedevo su Instagram un immigrato, forse arabo o forse indiano, che commentava il risultato del referendum sulla cittadinanza dicendo “se venite qui a rubare, non volete lavorare, dite che l’Italia non vi piace, perché dovrebbero regalarvi la cittadinanza?”: pioggia di “likes” e di commenti positivi dell’uomo della strada o portatore medio “se fossero tutti come te vi daremmo subito la cittadinanza!”)

        Insomma, viviamo nel presente, dai.

        Anche l’ammirazione della destra italiana per Israele (che è forte, ci ha l’esercito che vince le guerre, è amica degli americani, “ha trasformato il deserto in giardino non come quei fannulloni degli arabi”) dimostra che gli anni Quaranta e le preoccupazioni per la razza ariana sono finiti da un pezzo…

        • PinoMamet scrive:

          Errata: postatore.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Puoi pensare tutto il male che vuoi della destra italiana, come ne penso io, ma non vive negli anni Quaranta. ”

          Concordo!

          • Francesco scrive:

            io di fascisti fermi agli anni quaranta ne ho conosciuti un tot – pochi ma tutti quelli che ho conosciuto

            e il presidente del Senato ha un busto di Mussolini, non di Reagan

            forse non avete ragione al 100%

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “io di fascisti fermi agli anni quaranta ne ho conosciuti un tot – pochi ma tutti quelli che ho conosciuto”

              Anch’io ho conosciuto qualche fascista di quelli che dici tu. Ho conosciuto anche trotzkisti, Testimoni di Geova e satanisti.

              Ma parlavamo di politica.

              • Francesco scrive:

                guardando ai voti espressi dagli italiani, direi che non sono più del 60% della popolazione!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                Ciè Francè, secondo te il 60% degli italiani vuole la razza ariana?

                Scendiamo coi piedi sul pianeta Terra, per favore.

                Il 90% degli italiani sa vagamente che la razza ariana era una cosa che piaceva a Hitler, che è quel personaggio coi baffetti che non era Charlie Chaplin e viene citato come cattivo proverbiale;

                e persino su questo illustre colto blog, qualcuno (tu, qualche settimana fa 😉 ) dimostrava di NON sapere cosa si intendesse per “razza ariana”…

                questi 60% di italiani che votano a destra invece ce l’hanno con gli immigrati, bengalesi mori o romeni biondi che siano, perché sono troppi e prendono i 35 euro e fanno finta di essere profughi e spacciano ecc.

                pensano che in Africa vivano tutti nelle capanne, “però il mio collega nero è troppo simpatico e poi è un grande lavoratore”;

                odiano le baby gang di ragazzotti marocchini perché “creano il degrado” e “non si può uscire di notte, ma neanche di giorno”…

                questa è la realtà, mica le fantasie e il folklore di qualche esaltato di destra che c’ha il calendario di Mussolini perchè “almeno lui aveva le palle e faceva rispettare l’Italia”.

              • Francesco scrive:

                Pino

                nella storia italiana, gli unici che volevano la razza ariana erano i redattori della infame rivistucola, e per motivi alimentari.

                Ma questo non toglie che di cialtroneria fascista ce n’era un sacco e che è sopravvissuta al ventennio e al disastro militare

                E anche oggi esiste ed è diffusa in modo trasversale agli schieramenti politici

                Con minimi aggiornamenti cosmetici, temo.

                Prendi Marco Travaglio.

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Scusami ma io rispondevo ad Andrea che diceva che un tal politico di centro destra aveva adottato un indiano perché “ariano”.

                Gli dicevo che era una sua fantasia, e non c’entrava niente con la destra vera di oggi.

            • PinoMamet scrive:

              “e il presidente del Senato ha un busto di Mussolini, non di Reagan”

              sì, beh, io posso avere anche un busto di Giulio Cesare, ma questo non mi riporterà al 40 a.C. 😉

              Nè che io ci tenga particolarmente…

              • Francesco scrive:

                però direbbe parecchio sui tuoi interessi, caro Pino, e sui tuoi riferimenti culturali

                Ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “fantasia”

            Errata corrige.

            Avevo letto Bombacci (quello finito appeso a Piazzale Loreto), non Bombaci.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. comunque cambia poco. Dichiarazioni destronze pro genocidio si sprecano

            https://lanuovabq.it/it/destra-per-israele-orban-e-le-pen-ribaltano-i-luoghi-comuni

            https://www.facebook.com/ilFattoQuotidiano/posts/leurodeputata-di-fratelli-ditalia-ha-difeso-le-operazioni-militari-di-israele-du/1304745101316470/?locale=it_IT

            Non c’è niente da fare: quando dei Bianchi sterminano dei ‘popoli inferiori’ a destra vanno in brodo di giuggiole, oggi come ottant’anni fa.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “Quaranta”

          Dici?

          Non ne sarei tanto sicuro.

          A parte i commenti di tanti su Quora, che posso anche ammettere non facciano testo, ricordo bene come quando coli primi governi legaioli si voleva restringere l’arrivo di braccianti Polacchi per la raccolta delle mele in Trentino ci fossero quelli che parlavano di ‘salvaguardia della razza padana’.

          E i cialtroni che sostenevano che i padani sono di un’altra razza, Superiore, rispetto ai terroni li sfotteva ferocemente Guareschi (“Italia Provvisoria”, 1946).

          Ma ammettiamo pure siano minoranze i significanti.

          Ma la xenofobia, il sospetto pregiudiziale contro il diverso, l’omofobia, la nostalgia dell’uomo forte, la convinzione tronfia della nostra superiorità complessiva come civiltà, il ‘quando c’era Lui’… no, quelli sono diffusissimi.

          Se no il clamoroso successo delle stronzate dell’orina fallace non si spiega.

          Che poi l’infido indicatore delle nostre fanciulle (come lo chiama Hitler nel ‘Mein Hampf’) abbia la kefiah piuttosto che la kippah non cambia niente.

          Se non fosse così il malcelato sostegno di tanta opinione pubblica agli allucinanti crimini sionisti non avrebbe il diritto di cittadinanza che trova oggi, da Merz a quella eurodeputata di FDI alla Picierno a Salvini. E nemmeno le puttanate di Vannacci.

          Come dice Eco, il fascismo (nella sua versione biologica, in questo caso) non è mai morto. Non ha bisogno di adunate e camicie brune; gli basta la televisione.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            No, davvero, Andrea, mi dispiace: non c’entra proprio niente.

            Il Fascismo del Ventennio non è sopravvissuto nemmeno al Ventennio;

            e quello di Salò, stato fantoccio della Germania hitleriana, era completamente diverso da quello del Mussolini che si opponeva a Hilter sostenendo Dollfuss e riteneva la razza ariana una sciocchezza alla quale potevano credere solo i tedeschi;
            e a sua volta questo Fascismo istituzionale c’entrava pochino o niente con l’arditismo rivoluzionario e col Programma di San Sepolcro.

            Se invece sostieni, come mi pare Eco, che il Fascismo sia una tendenza dell’animo umano, una specie di summa del pensiero reazionario/militarista

            (trovo sia comunque un’esagerazione: a seguire Eco, si finisce per mettere nello stesso calderone i boy scout, i volontari della Croce Rossa, quelli che vogliono tenere pulito il quartiere, la casalinga spaventata dagli spacciatori e la Sturmabteilung in camicia bruna…)

            ma anche se fosse così, allora la “razza ariana” non c’entra proprio nulla.

            Davvero questo Bombaci, chiunque sia, non ha adottato il figlio perchè presuntamente “ariano”.

            Quanto alle sparate dei padani, non ci hanno mai creduto nemmeno loro
            (metà dei bresciani e bergamaschi in camicia verde erano terroni, o sposati a meridionali… Bossi docet) e spero che nessuna persona di buon senso abbia mai dedicato più di due secondi a starli a sentire.

            • Francesco scrive:

              Sull’ultima cosa: temo ci sia una infima minoranza interessata davvero a puttanate come scrivere Berghem invece di Bergamo.

              Intanto io aspetto il federalismo da decenni!

              😀

              PS sul fatto che il Fascismo Eterno di Eco sia così vagamente indicato da non voler dire nulla, concordo al 100%. Lo si potrebbe applicare alla Donna del Destino Elly Schlein senza forzature.

          • paniscus scrive:

            “ricordo bene come quando coli primi governi legaioli si voleva restringere l’arrivo di braccianti Polacchi per la raccolta delle mele in Trentino ci fossero quelli che parlavano di ‘salvaguardia della razza padana’.”—-

            Io invece ho un ricordo molto più netto di quanti imprenditorucci presuntuosi o piccoli affaristi furbetti, ovviamente tutti d’accordo con i governi legaioli , e per la maggior parte veneti, trentini, o lombardi di provincia,

            in quel periodo (dopo aver chiuso la fabbrichetta in Italia per riaprirla in un paese dell’est) si sono sposati (solitamente in seconde o terze nozze) con donne romene, polacche, moldave o russe conosciute in loco, senza minimamente preoccuparsi della contaminazione della razza…

            • Francesco scrive:

              ammetto che io di “razza padana” non ho mai sentito parlare

              invasione dei terroni sì ma quello era un leitmotiv da decenni, mica lo ha inventato la Lega!

              ciao

  53. Moi scrive:

    I Batteri c’erano già da molto prima degli Umani … e ci saranno ancora per molto tempo dopo.

    • paniscus scrive:

      “I Batteri c’erano già da molto prima degli Umani … e ci saranno ancora per molto tempo dopo.”—-

      Ettecredo, sono talmente tanti e hanno un ricambio generazionale talmente veloce, che qualsiasi mutazione casuale gli fa un baffo (o più correttamente, un flagello)

  54. MOI scrive:

    Il Sardo di Ollolai (NU) Franco Columbu fu penalizzato molto dalla modesta (già allora) statura di 1,65 … ma fisicamente “pound to pound” era superiore sia ad Aronold Schwarzenegger sia a Lou Ferrigno, come da loro stessi ammesso.

    • MOI scrive:

      Rispondevo a Pino Mamet, chissà dove … purtroppo i commenti sono già in piena dispersione, unico (!) problema di questo blog.

    • Ros scrive:

      MO: “Il Sardo di Ollolai (NU) Franco Columbu”

      Negli anni settanta, a differenza d’oggi, nelle gare di bodybuilding si cercava la massima armornia tra le dimensioni, la definizione (mancanza di grasso corporeo) e le proporzioni e simmetria.

      L’ideale fisico da raggiungere per molti decenni fu un’altra star del peplum nostrano, l’americano Steve Reeves.

      Un perfetto compromesso tra massa muscolare e proporzioni statuarie.

      Non era necessariamente il più grosso a vincere ma il più “bello”;
      e anche il più recitativamente abile e carismatico;
      bello inteso nel senso di Classico e statuario;
      il fisico vincente doveva poter piacere anche a un Winckelmann.

      Venivano considerate fondamentali per la vittoria anche il carisma e la capacità di posare ed entusiasmare il pubblico.
      La capacità di stare su un palco insomma.

      Arnold Schwarzenegger seppur non fosse ne il più grosso in assoluto, ne il più definito, e nemmanco il più proporzionato
      (un cubano, il mitico Sergio Oliva che arrivò secondo all’Olimpia dietro di lui si lamento dicendo “No tiene piernas, no tiene tríceps, tiene un vientre como un caballo”) aveva, però, il carisma necessario per sembrare e risultare sempre il migliore.

      Columbu fu sicuramente uno dei più forti in senso strettamente fisico, essendo anche un ottimo powerlifter;
      sicuramente era in grado di sollevare in palestra assai di più di Ferrigno o Schwarzenegger

  55. PinoMamet scrive:

    OT

    per chi volesse farsi quattro risate (incazzarsi non vale la pena)

    segnalo sul Foglio un articolo dell’ineffabile Luttwak, che deve essere stato colpito da una di quelle maledizioni che lanciava il personaggio di Antonio Albanese (“che tu possa aprire bocca solo per sparare delle cazzate gigantesche!”)

    una serie di invettive, sostanzialmente, che ha lo scopo di dire che l’America di Trump e Israele di Netanyahu stanno vincendo.

    Prima di tutto in Iran:

    infatti, secondo Luttwak, erano i soliti comunisti a dire che lo scopo di USA e Israele era il cambio di regime… 😉
    peccato per il nome ebraico dell’operazione, e peccato che lo stesso Trump lo scrivesse tutto tronfio sui social…

    la sede del Mossad non è stata assolutamente colpita! (anche se l’abbiamo visto tutti in televisione) mentre gli iraniani sono stati annientati…

    almeno ha il residuo buonsenso di dire che Israele non avrebbe mandato truppe di terra su un territorio 80 volte più grande del suo, anzi, l’articolo è la foglia di fico per il sostanziale e deludentissimo pareggio nello scontro.

    ma non finisce qua, perché se la prende con gli alleati europei (tranne i britannici, i britannici sono sempre bravissimi) che non hanno concluso niente in Afghanistan e “hanno fatto finta di pattugliare”, come adesso non stanno facendo nulla contro gli Houthi, fanno tutto gli americani (e i britannici, bisogna sempre citare i britannici… a ‘sto punto Trump chieda di annetterli, come il Canada e la Groenlandia 😉 così ci risparmiano la citazione).

    Ovviamente evita di ricordare gli americani che scappano a gambe levate…

    Sull’apporto degli alleati, i morti italiani in Afghanistan e la Marina italiana nel Mar Rosso lo smentiscono meglio di quanto possa fare io.

    ma queste sono piccole meschinità di un livoroso rimbambito qual è Luttwak;

    la parte più tragica, o più comica, è dove parla della vittoriosa campagna di Netanyahu…

    tanto vittoriosa che dopo due anni non è riuscito a combinare niente a Gaza, trenta ostaggi sono ancora in mano di Hamas, e gli altri liberati con uno scambio (cosa che si poteva fare subito) o uccisi per errore dallo stesso imbattibile e infallibile esercito israeliano, mica come noi italiani che “facciamo cagarissimo” ma almeno certe cazzate ce le risparmiamo

    (già dai tempi dell’Achille Lauro, quando, saputo che ci sarebbero potute essere vittime civili, Craxi fermò l’operazione già pronta del ComSubIn… che con tutto il rispetto, caga in testa agli omologhi bistecconi sparafacile americani)

    e all’estero cosa ha ottenuto?
    La simpatia internazionale che forse per la prima volta Israele aveva ottentuo dopo il 7 Ottobre, la ha trasformata in odio e disprezzo generalizzato, e aumento esponenziale dell’antisemitismo.

    ma visto che è un grande leader, dice Luttwak, Netanyahu sicuramente si dimetterà per il disastro di intelligence del 7 Ottobre…

    col che Luttwak dimostra di non aver capito un cazzo neanche di Netanyahu, che avrebbe avuto decine di motivi di dimettersi e non l’ha mai fatto.

    • MOI scrive:

      Io ricordo che era molto atteso nei cinema un film biografico su Golda Meir, interpretata da Helen Mirren.

      MA già il personaggio era troppo controverso di suo … poi in pochi giorni, con le reazioni durissime di Bemjamin Netanyahu al 7 Ottobre
      di Hamas, la cosa degenerò a tal punto che il film è andato direttamente su Piattaforme Streaming. Tra boicottaggi e polemiche, sarebbe stato un clamoroso flop.

    • Francesco scrive:

      Luttwak mi sembra abbastanza rimbambito da moltissimi anni. Ma credo che sull’Afghanistan possa avere ragione.

      Alla fine gli americani se ne sono andati pure loro ma credo che conti quello che hanno fatto prima.

      Ciao

      • PinoMamet scrive:

        …cioè un cazzo?

        • Francesco scrive:

          Hanno mantenuto i talebani lontani dal potere per circa venti anni.

          Poco ma non “un cazzo”

          Ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “hanno mantenuto i talebani lontani dal potere”

            Ah, ecco perché il loro Quisling Karzai lo chiamavano ‘il sindaco di Kabul’…

            …si vede che il potere che conta in Afghanistan è solo quello di controllare Kabul (e di garantire l’impunità al fratello, noto trafficante internazionale di oppio e derivati).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. ricordo ancora il berlusca che offrì di mandare un sommergibile Italiano al largo delle coste Pakistane ‘per monitorare la marina Talebana’… Non c’è niente da fare: gli àscari quando non sono eroici per davvero sono solo ridicoli.

            • Francesco scrive:

              A occhio e croce il controllo dei talebani era un pò meno che “tutto tranne Kabul”

              E ogni pezzetto di terreno non controllato da loro era una cosa buona e giusta, rispetto a loro

              Tanto più “da sinistra”, che magari a destra trovi un ignorante convinto che i talebani siano gli afgani storici

              Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Tanto più “da sinistra”, che magari a destra trovi un ignorante convinto che i talebani siano gli afgani storici”

                Che bello, non sapevo che avevamo qui un esperto di storia afghana! E’ una cosa che mi ha affascinato sin dalla prima adolescenza.

        • PinoMamet scrive:

          Li hanno mantenuti lontani anche grazie agli alleati, compreso mio cugino col suo cazzo di elicottero.

          (Che è sempre pagato troppo e dovrebbero invece alzare lo stipendio a me!!)

          quindi, Luttwak vaffanculo!

          • Francesco scrive:

            E’ questo che credo si possa contestare: non so tuo cugino ma ogni cronaca di quel paese dice che a combattere ci andavano solo quegli esaltati degli yankees e degli inglesi.

            Gli altri chiusi nelle basi e intenti a farsi i fatti propri.

            Io non c’ero ma questo lessi.

            Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Gli italiani non stavano chiusi nelle basi, tanto che diversi soldati sono morti in attività di pattugliamento.

              Al massimo sono stati accusati di aver cercato un modus vivendi con i locali, evitando di pestarsi troppo i piedi. Che però erano esattamente missione e regole di ingaggio con cui erano là, che non prevedevano la creazione del cinquantunesimo stato americano tramite rimozione dei nativi.

              • Francesco scrive:

                Credo ci siano diverse sfumature di grigio tra “rimozione dei nativi” e “far finta di non vedere i talebani”.

                Anzi, moltissime.

              • PinoMamet scrive:

                Guardati i miei link, porca puttana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

            • PinoMamet scrive:

              https://www.ilmessaggero.it/mondo/afghanistan_italiani_morti_esercito_militari_guerra_missione_ultime_notizie-6141114.html

              e
              https://www.youtube.com/watch?v=SkaL6yQr6dE

              se c’è una cosa che mi fa incazzare di te, Francesco, è la tua ammirazione patologica per americani&inglesi, che vedi come semidèi.

              Loro fanno tutto e noi niente…

              va bene se certe cose se le credono loro; ma non vedo proprio perché dove crederci io!!!!!!!!!!!

              Ma viva l’Italia, porca puttana, e vaffanculo Luttwak, vaffanculo l’America e vaffanculo dieci volte i britannici di merda, che hanno un esercito che fa più cagare del nostro
              (già ti misi il link dove un americano lo dimostrava numeri alla mano) e si credono ‘sto cazzo.

              Ma state schisci, barbari!!
              Che se mi girano le palle vi riconquisto in due mesi.

              • Francesco scrive:

                Guarda che stavo parlando solo del teatro di guerra afgano.

                Hai decisamente allargato troppo quello che ho detto!

                PS no, non credo che l’Italia sia in grado di riconquistare nulla di più dell’Albania, in due mesi. Lavorandoci, ma non lo facciamo da decenni, potremmo provare con la Libia. Sul riprenderci la Britannia, invece, non vedo speranze, forse se mandassimo un esercito di cuochi …

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “patologica”

                Scusa, ma cosa ti aspetti?

                Parti con cinquant’anni di Don Camillo e di cosacchi che abbeverano i cavalli a San Pietro, aggiungi dosi massicce e reiterate di cinema hollywodiano e condisci il tutto con prediche dell’amichetto di Pinochet, decenni di radiogiornali di Gustavo Selva ed editoriali del Giornale e del Foglio e avrai la ricetta per un perfetto Nando Meniconi.

                L’ideale dell’àscaro johnwaynita tafazziano.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                I link che ti ho messo parlano dell’Afghanistan.

                E con ME al comando, possiamo conquistare anche Washington, porca puttana!!

                E sai che sono serio.

              • Francesco scrive:

                Pino,

                convinto forse, serio non più del fu Benito, che doveva spezzare le reni alla Grecia e non riuscì.

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Guardati i miei link.

                Se ci sono persone che odio e disprezzo sono quelli che sputano sul loro paese.

                per leccare il culo agli altri, poi!!

              • Francesco scrive:

                Pino

                l’articolo ha un suo interesse. Ma è molto poco e, se posso fare domande indiscrete, come mai l’ultima vittima è del 2013 se la missione è proseguita per anni e anni?

                Ciao

              • Francesco scrive:

                Le perdite degli eserciti occidentali in Afghanistan, durante la ventennale presenza della coalizione internazionale, ammontano a migliaia di soldati, tra cui 2.461 statunitensi, 457 britannici, 159 canadesi e 53 italiani, oltre a numerose altre nazioni della NATO.

                Ecco, questi sono i dati di contesto. E ti prego di smettere di fare di me un anti-italiano solo perchè sono un pelo meno fanatico di te! Da caporale degli alpini potrei dispiacermi.

                Ciao!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                Allora, leggo che i soldati britannici sono arrivati a un picco di 9500 soldati in Afghanistan.

                487 morti.

                Gli italiani 2200 al massimo.

                53 morti.

                Non vedo tutta questa sproprozione, eh?
                (fai tu i conti, io li ho fatti: se gli italiani fossero stati lo stesso numero, avrebbero avuto 220 morti)

                Bisogna tenere conto anche della maggiore o minore pericolosità delle province assegnate e di tante altre cose…

                tra cui magari che gli italiani sono più bravi e più professionali , non ce lo vogliamo mettere??

                E anche che magari, se qualcuno è indeciso se essere amico o nemico, con gli italiani passa a amico o neutrale, con gli anglosassoni ottusi, suprematisti e grilleto facile diventa nemico??

                poi se a loro piace raccontarsela diversamente, non è per questo che me la debba bere anch’io…

              • Francesco scrive:

                Pino,

                mi sembra un discorsi di Berlusconi, quando spiegava perchè aveva fatto una cosa che si era rivelata una cazzata

                e aveva sempre ragione lui lo stesso!

                😉

              • PinoMamet scrive:

                Sei senza speranze, Francesco.

                Ti si dimostra che gli italiani hanno pattugliato, hanno combattuto, hanno avuto morti:

                niente, deve avere ragione Luttwak lo stesso.

                E va bene, fa quello che vuoi, bacia il culo ai tuoi padroni americani e inglesi.
                Sai quanto gliene frega, a loro.

                ma se fa star bene te…

              • Francesco scrive:

                Pino

                da quel che ho letto, resto convinto che abbiamo fatto quello che hai detto ma molto meno che altri alleati occidentali.

                I quali alla fine se ne sono andati anche loro mollando gli afgani nella merda.

                Non credo di idolatrare nessuno.

              • PinoMamet scrive:

                Guarda, Francè, va bene, diciamo che sulla prima parte mantengo rispettosamente il mio parere, ma sulla seconda…

                no, davvero, tu idolatri gli americani e, cosa ancora più inspiegabile, gli inglesi!!
                😉

                Guarisci! Saresti un’ottima persona.

          • PinoMamet scrive:

            E cazzate leggesti.

  56. MOI scrive:

    Mary Lefkowitz è Bianca con un cognome da Sionista:

    mente di sicuro !

    🫠😉

  57. PinoMamet scrive:

    Rispondo a Peucezio qua sotto per semplicità

    “Cioè la scuola e la televisione hanno imposto a tutti una lingua del Trecento che gli stessi fiorentini non usavano più da secoli”

    Ah, con me sfondi una porta aperta.

    Ho anche polemizzato online con un paio di “insegnanti di dizione”: una meno, e uno più, rigidi e dogmatici nel proclamare i loro:

    “non si dice in questo, ma si dice in quest’altro!”

    Mi ricordano quei “maestri di stile” quasi altrettanto chiusi e fossilizzati su regole appena imparate: gente che vestiva l’altro ieri in shorts e infradito, e oggi si scandalizza se metti una camicia a maniche corte.

    Ora, su questo blog abbiamo imparato a diffidare dai verbi impersonali, e infatti questi “si dice” non li dice nessuno, nella realtà, e i maestri di dizione e i doppiatori li imparano a memoria dal DOP:
    che a sua volta è stato fissato in epoca fascista, rimpiazzando una versione precedente e cambiandola in diversi casi, per creare un ibrido fiorentino-romano che non è mai esistito.

    Mentre la cosa bella dell’italiano parlato è che, essendo stato parlato poco e male, la pronuncia variava di città in città e direi di chilometro in chilometro… basta che ci si intende, come diceva Moi a proposito dei dialetti emiliani.

    E in realtà una grande forza della lingua italiana, almeno a livello di pronuncia, è questa enorme duttilità fonetica, per la quale posso dire cane o “hane” alla toscana (lo so che non si scrive così, capiamoci), “rapa” o “rhapa” alla parmense (idem come sopra) e mi si capisce lo stesso;
    e anche se dico sétte al posto di sètte; e se pronuncio la pesca frutto identica alla pesca atto del pescare, beh, il contesto mi aiuta e poco male.

    Non capisco perché dovrei barattare questa libertà, come dire, organica, naturale, con la rigidità di un sistema che tra l’altro non è neppure quello di qualche città modello o capofila, ma la fantasia arbitraria di qualche funzionario.

    • Peucezio scrive:

      Pino,
      “che a sua volta è stato fissato in epoca fascista, rimpiazzando una versione precedente e cambiandola in diversi casi, per creare un ibrido fiorentino-romano che non è mai esistito.”

      Una delle eredità peggiori del fascismo.

      Per carità, mi va bene che in certi ambiti estremamente specifici si usi ancora la dizione (e ti dirò che preferisco gli speaker dei telegiornali di una volta che parlavano in dizione a quelli di adesso con questi accenti pesanti ma nemmeno veraci, brutti e basta), ma è del utto normale che ognuno, professori universitari compresi, usi il suo accento.

      Ma purtroppo gli accenti locali stanno sparendo: ormai i giovani parlano sempre di più in modo indistinguibile in tutta Italia, per colpa dei film doppiati e altrer cagate.
      Che poi mi chiedo da dove prendono. Chi cazzo guarda più i film doppiati? Tutti sanno l’inglese e quelli che non lo sanno usano i sottotitoli, così come fanno con film di altre provenienze.

    • Peucezio scrive:

      Comunque la questione che ponevo, più che ortoepica, era proprio latamente linguistica: non credo nelle lingue nazionali.

      Ma direi che su queste cose siamo abbastanza d’accordo.

      • PinoMamet scrive:

        Tu sei un fascista stranissimo, lo sai.

        Io credo alle nazioni e di conseguenza alle lingue nazionali, moderatamente.

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Tu sei un fascista stranissimo, lo sai. ”

          In effetti… 🙂

          Diciamo che sono sempre più insofferente verso il nazionalismo (cascame moderno, borghese) e sempre più universalista.
          In questo senso il mio è il fascismo del ritorno alla romanità come ideale universale, imperiale nel senso nobile, non dell’impero che sottomette, ma che amministra con saggezza e crea ordine e prosperità.

          Amo l’Italia, ma non come nazione. Semmai come trionfo della complessità d’Ancien Regime, l’Italia dei campanili e al tempo stesso dell’eredità dell’universalismo romano, l’Italia delle corti splendide, raffinate, ma anche dei comuni.
          Un’Italia che con le nazioni borghesi ottocentesche (che purtroppo ci sono ancora e anzi, oggi ci conviene pure tenercele perché sono un argine a guai peggiori) non ha nulla a che fare.

          Tutto sommato l’Unità d’Italia è stato uno degli eventi storici meno italiani che ci siano stati.

          Senza con ciò disprezzare ciò che di buono ha prodotto l’Italia postunitaria (non tantissimo, ma alcune cose sì).

          • Francesco scrive:

            >>> Tutto sommato l’Unità d’Italia è stato uno degli eventi storici meno italiani che ci siano stati.

            Orpo, ORAPeu!!!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            L’Italia dei comuni e quella dell’Antico Regime erano l’una l’opposto dell’altra: il popolo in armi che fa politica e il popolino sottomesso ad una dinastia straniera forse sono più distanti tra loro di quanto non lo siano col popolo in armi che fa politica per sottomettersi ad una dinastia stran… pardon, savoiarda.

            • Peucezio scrive:

              Allora,
              facciamo a intenderci. Il linguaggio è anche convenzione.

              Io quando dico Ancien Régime intendo tutto ciò che, almeno in Europa, precede la Rivoluzione Francese, diciamo se non dal 476 o dall’800, dal 1000 in poi.

              Mi dirai che è un uso improprio.
              Pazienza: lo so e mi accontento, in mancanza di un’altra espressione.

          • Peucezio scrive:

            Una precisazione.

            Io amo la lingua italiana.

            È l’unic codice che possiedo in modo davvero nativo e naturale, malgrado sia anche dialettofono, ed è l’unico codice in cui esprimo compiutamente tutte le sfumature del mio pensiero.
            È la lingua in cui amo leggere, amo conversare, ecc.

            Proprio per questo mi piacerebbe non avvilirla per l’uso quotidiano e triviale e lasciarla alle dotte disquisizioni.
            Mentre per l’informalità e la colloquialità il dialetto ha un’espressività e un’incisività che la lingua non ha, ma non mi è stato trasmesso sul serio, ho dovuto un po’ recuperarlo.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Lingue nazionali

        E però gli italiani ci credevano e parecchio, tanto che usavano l’italiano anche se a casa loro parlavano altro. E l’italiano aveva un prestigio tale che fu usato anche dai greci – già sudditi di italiani – per scriversi la costituzione (quella della Repubblica Settinsulare) ripromettendosi nel giro di qualche decennio di cominciare a scrivere le proprie leggi in greco.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          E non parliano di quei croati di Ragusa che in pubblico facevano finta di essere italiani, parlando in italiano, salvo che poi a casa dovevano usare il croato, perché le loro mogli altrimenti non lo capivano!

          • mirkhond scrive:

            Questo a partire dall’età moderna, perché almeno fino al XV secolo Ragusa era latinofona (parlavano in Dalmatico).

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            certo.

            Ma infatti il problema non è l’italiano in sé: il toscano è stato sentito come lingua nazionale già dalla seconda metà del Trecento.
            Il problema è la perdita di ruoli, di poliglossia.
            Cioè il prestigio dell’italiano, come lingua letteraria, musicale, di commerci, ecc. ecc., è premoderno e già medievale.

            Il problema è la pretesa moderna di un solo codice per tutti gli usi, i livelli, ecc.
            Che vale ovviamente per tutte le lingue nazionali.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              La poliglossia è subottimale: perché imparare due lingue quando ne puoi imparare una sola?
              Anche perché, in realtà, te ne tocca imparare due: italiano e inglese, visto che quest’ultima è la nuova lingua veicolare. Nei cui confronti l’italiano sta rapidamente perdendo prestigio, tanto che la gente dice “èi-ài” invece di “i-a”, che è pure più breve.

              • Peucezio scrive:

                Beh, perché secondo tutti gli studi ha dei vantaggi cognitivi, contribuisce a sviluppare delle capacità.

                Ma al di là di quello, la ricchezza culturale prevale sulle ragioni economiche e funzionali: l’uomo non è una macchina e attraverso il linguaggio esprime complessità, ricchezza, varietà.

              • Peucezio scrive:

                In ogni caso tutti i meccanismi omologanti della modernità vanno combattuti, perché portano alla reductio, sono totalitari, statalisti, vogliono irregimentare il mondo, ingessarlo.

                La modernità ha paura dell’alterità e vuole eliminarla, ridurla all’identità.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non sto dicendo cosa è meglio nella società dei filosofi, sto dicendo quello che l’uomo del popolo fa perché è più facile.

              • PinoMamet scrive:

                “tanto che la gente dice “èi-ài” invece di “i-a”, che è pure più breve”

                quelli che mi fanno più ridere cono quelli che dicono
                “la presa acca di emme AI”

                (HDMI)

                Minchia, o “acca di emme i”, o “eich di em uai”, scegline uno!!

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                l’uomo del popolo se lo mette in quel posto da solo da millenni purtroppo.

                Comunque non direi che il martellamento scolastico e poi televisivo vengano dall'”uomo del popolo”, che semmai li subisce perché non ha gli strumenti pe filtrarli (e quando invece si ribellava, veniva schiacciato nel sangue).

              • PinoMamet scrive:

                ” sono totalitari, statalisti, vogliono irregimentare il mondo, ingessarlo.”

                ma tu, non eri fascista??

                ma che razza di fascista sei, insomma??

                Di quelli più fighi 😉 , camionetta, manganello e casino, sicuramente no.

                Di quelli istituzionali, libro e moschetto, la Patria non si tocca, nenache.

                Non mi pari neanche di quelli misticheggianti alla Evola.

                Sei antisemita, che è una cosa molto neo-, ma per niente “autentico”-fascista.

                Sei persino femminista, a modo tuo!

                Mah.

                Sei un reazionario neolitico, o meglio, dell’idea che hai tu del Neolitico.
                E anti-conciliarista…

                Mmmm…

                ti dirò, secondo me sei un Franchista!!

              • mirkhond scrive:

                “secondo me sei un Franchista!!”

                Anni fa su questo blog, Peucezio criticò anche Franco.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sono essenzialmente un controrivoluzionario, un antimoderno.

                Circa il fascismo, mi piace perché, pur rimanendo nel solco della modernità, ha rappresentato una modernità critica, ha tentato una sintesi e un superamento di capitalismo e socialismo attraverso il corporativismo.

                S9ono fascista per il motivo che spiegai qua tempo fa: la sfida ai due colossi ideologici della modernità e ai relativi colossi geopolitici: le potenze talassocratiche e gli imperi delle masse continentali.

                In sostanza carsicamente le fascismo sopravvive qualcosa degli Imperi Centrali contro le due forze d’Occidente e d’Oriente e, andando più indietro, del Congresso di Vienna, dei Sanfedisti, della Vandea, ecc.
                Ovviamente il fascismo non è tutto questo, è pienamente moderno e Mussolini non si sarebbe riconosciuto in tutto ciò (contro gli Imperi Centrali ci combatté pure), ma stringi stringi il fascismo è una resistenza contro le avanguardie della modernità.

                E ancora più carsicamente recupera l’universalismo romano, l’idea imperiale originaria.

              • Peucezio scrive:

                No, franchista proprio non mi definirei: Franco era un occidentalista, favorevole alle banche, al grande capitale, agli Stati Uniti…

                Semmai falangista nel senso della Falange originaria.

                Il problema è che i nemici di Franco sono talmente ripugnanti (sia quelli contro cui combatté all’epoca: massoni, anarchici, marxisti, tutto l’ateume anticlericale satanico vario, sia quelli che oggi vogliono cancellarne la memoria, che sono l’abiezione massima dell’umanità) che Franco diventa un gigante, ma è stato un nano, un tipico militare uomo d’ordine privo di visione.

              • PinoMamet scrive:

                “ma stringi stringi il fascismo è una resistenza contro le avanguardie della modernità.”

                mah, a me il Fascismo invece è sempre sembrato… l’avanguardia della modernità, negli anni Venti del Ventesimo secolo.

                Amava le avanguardie, culturali e tecnologiche;
                disprezzava il passato e i passatisti;
                ed era a sua volta, appunto, copiato e seguito, ed ha fatto, ahinoi, da apripista in Europa e altrove per seguaci e imitatori.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “mah, a me il Fascismo invece è sempre sembrato… l’avanguardia della modernità, negli anni Venti del Ventesimo secolo.”

                Da “toscano” (con tante virgolette), io ci vedo parecchie cose.

                Intanto, nasce da quella parte della Sinistra che decide che Purtroppo i Cattivi ci obbligano a fare la guerra per Difendere l’eredità gloriosa del Risorgimento.

                Quindi il primo nemico è il Panciafichista, cioè la maggioranza degli italiani che allora non voleva la Grande Strage.

                Poi è il dominio della città borghese sulla campagna: manganellate ai mezzadri (cattolici e socialisti) che si rifiutavano di condividere le spese della ristrutturazione che i proprietari terrieri volevano fare in funzione del mercato globale; e manganellate agli operai che resistevano alla ristrutturazione dopo il boom artificiale delle spese militari.

                Questi due elementi – guerra e soffocamento delle rivolte operaie e contadine – costituiscono il crimine fondante del fascismo, e fanno sì che io mi senta antifascista e mi sia anche iscritto all’Anpi.

                Poi sono il primo a dire che il fascismo ha anche fatto parecchie cose buone, dopo! O meglio, alcuni gerarchi fascisti particolarmente sensibili, hanno fatto cose interessanti, sia a livello locale, sia a livello nazionale quando si è trattato di sviluppare l’autarchia.

              • Peucezio scrive:

                Pino
                “mah, a me il Fascismo invece è sempre sembrato… l’avanguardia della modernità, negli anni Venti del Ventesimo secolo.”

                È stato tutte e due le cose insieme.
                È andato oltre la modernità borghese, in nome di una modernità di massa, un po’ come il marxismo, ma temperata.

                Al tempo stesso ha reagito alla modernià liberale borghese stessa e anche a quella marxista anche in nome del richiamo, sia pure simbolico, al passato.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                tu però fai sempre riferimento a una contingenza storica specifica, quella di quando il fascismo è salito al potere.
                Ma spesso si fanno certe scelte per motivi tattici, per avere un ceto cui appoggiarsi in un determinato specifico frangente, per cavalcare determinate paure.

                Ma il fascismo viene dal socialismo di Mussolini, poi diventa quello che dici, poi diventa il fascismo regime, il corporativismo, poi diventa la guerra al bolscevismo sovietico e al capitalismo anglo-americano, infine diventa la Repubblica Sociale, con la socializzazione delle imprese, ecc.

                È un po’ arbitrario identificare il fascismo con una sola di queste fasi storiche.

                Comunque sarebbe interessante parlare del fascismo lato sensu e includere il nazionalsocialismo tedesco.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Il fascismo è più la degenerazione di ciò che si agitava nella pancia dell’Italia liberale (tra cui corporativismo mazziniano, nazionalismo arrogante, autoritarismo spicciolo, positivismo ingenuo, anticlericalismo, vittoriamutilatismo…) che una reazione ad esso.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se volete la controprova, tutti i gruppi che sostenevano l’Italia nazional-liberale nel ’14 sosterranno l’Italia nazional-fascista nel ’22: dagli industriali agli ebrei, dai futuristi agli irredentisti e pure il gruppo dirigente liberale, che al fascismo spianerà la strada politica.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Se volete la controprova, tutti i gruppi che sostenevano l’Italia nazional-liberale nel ’14 sosterranno l’Italia nazional-fascista nel ’22: dagli industriali agli ebrei, dai futuristi agli irredentisti e pure il gruppo dirigente liberale, che al fascismo spianerà la strada politica.”

                Io ho approfondito solo la storia del fascismo toscano (giustamente qualche storico dice che non è esistito “il fascismo, ma i fascismi”), e almeno per quanto riguarda la Toscana fu esattamente così.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Il fascismo è più la degenerazione di ciò che si agitava nella pancia dell’Italia liberale (tra cui corporativismo mazziniano, nazionalismo arrogante, autoritarismo spicciolo, positivismo ingenuo, anticlericalismo, vittoriamutilatismo…) che una reazione ad esso.”

                Assolutamente d’accordo. E’ anche la tesi di Banti.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius
                “Il fascismo è più la degenerazione di ciò che si agitava nella pancia dell’Italia liberale (tra cui corporativismo mazziniano, nazionalismo arrogante, autoritarismo spicciolo, positivismo ingenuo, anticlericalismo, vittoriamutilatismo…) che una reazione ad esso.”

                Vabbè, al di là del solito pregiudizio di sinistra, culturalmente un po’ rozzo, verso il fascismo, un po’ le cose nascono per reazione e nascono dal contesto in cui si trovano.

                Ma per esempio mi colì leggere in “Cristo si è fermato a Eboli” come nel sud avevano aderito al fascismo quelli che erano stati ai tempi sanfedisti e borbonici, mentre iu vecchi liberali e garibaldini erano contro.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Se volete la controprova, tutti i gruppi che sostenevano l’Italia nazional-liberale nel ’14 sosterranno l’Italia nazional-fascista nel ’22: dagli industriali agli ebrei, dai futuristi agli irredentisti e pure il gruppo dirigente liberale, che al fascismo spianerà la strada politica.”

                Vabbè, si sa che i potenti sono sempre gli stessi.
                Ma quelli che dici furono anche quelli che vollero affossarlo e che immediatamente passarono con i “liberatori”.
                È uno dei motivi per cui preferisco il fascismo regime al fascismo movimento, soprattutto il tardo fascismo regime, quello che si alioena le simpatie internazionali con l’impresa di Etiopia, che si allea con il III Reich, ecc.

              • PinoMamet scrive:

                Insomma il peggiore! 😀

                comunque è davvero sorprendente quanto sia difficile dare una definizione univoca del Fascismo.

                Questa capacità trasformistica e opportunistica, resa chiara da Mussolini da subito (“noi ci permettiamo il lusso di essere…” 1921), avrebbe dovuto alienargli il consenso degli italiani da subito, per il chiaro ed evidente cinismo;
                e invece forse glielo assicurò.

              • mirkhond scrive:

                “leggere in “Cristo si è fermato a Eboli” come nel sud avevano aderito al fascismo quelli che erano stati ai tempi sanfedisti e borbonici, mentre iu vecchi liberali e garibaldini erano contro.”

                Beh non tutti, molti vecchi liberali e garibldini aderirono eccome al fascismo anche nel Sud. Ras Caradonna, il capo dello squadrismo pugliese, era stato in gioventù garibaldino ed era massone. Lo storico Vincenzo Roppo di Ceglie del Campo, nel 1922 disse che le camicie nere erano gli eredi di quelle rosse garibaldine. Ma ad una lettura più attenta del capolavoro di Carlo Levi, ci si accorge che anche discendenti di antichi nemici dei Borbone erano diventati fascisti.

              • Peucezio scrive:

                Mirkhond,
                beh, considera che diventarono fascisti quasi tutti: normali che ci fossero molti riciclati anche da quell’altra parte.

                Pino,
                mah, non parlerei di opportunismo.
                Il punto è che il fascismo non è mai stato un’ideologia dogmatica, diversamente dal liberalismo e dal marxismo; ciò gli conferisce quel carattere un po’ sfuggente agli schemi convenzionali che giustamente gli attribuisci.

              • Peucezio scrive:

                Non sapevo invece di Vincenzo Roppo.

              • Peucezio scrive:

                Niente delle sue posizioni politiche intendo.

  58. MOI scrive:

    Ricordo la polemica paradossale di Zero Calcare accusato di usare troppo Romanesco, dallo stesso
    pubblico Gen Z del resto d’Italia che spesso* guarda anime in Giapponese e K-Drama in Coreano senza studiarlo. E che gli rispondeva che il Romanesco ha un’arroganza pretenziosa che Giapponese e Coreano non hanno.

    • MOI scrive:

      *Sono abbastanza diffusi i “Figli ( e ancor più le Figlie) di Papà 😉 che affiancano all’ Inglese Cinese / Coreano/ Giapponese anziché un’ altra lingua Europea … invece il livello di Italiano delle classi sociali più basso si è abbassato, proprio perché seguono Influencer Semianalfabeti ma di gran successo:

      in un misto di effettivo carisma e simpatia MA con un Effetto Dunning-Krüger Mostruoso !

      Sarà meraviglioso statistica, ma mi pare molto più ricorrente al Centro (dove cmq hanno il vantaggio di dialetti “Mediani” molto simili all’ Italiano) e al Sud. La sfiducia nella politica ha un’ effetto di rigetto dell’ Italiano … come “Lingua delle Istituzioni “, dando a intendere solo di quelle e NON del Popolo, con Maiuscola .

    • MOI scrive:

      Cinese / Coreano/ Giapponese sono cmq lingue di Paesi Emergenti, all’avanguardia Scientifico Tecnologica … facendo meritatamente (!) propria quella Superiorità che Europa e Stati Uniti aveva avuto fino agli Anni Ottanta.

      L’ Arabo come Lingua Straniera invece purtroppo è visto ancora come cosa o da Antagonisti ProPal o più spesso come cieco fanatismo da “Ritornati all’ Islam”.

      • paniscus scrive:

        “Cinese / Coreano/ Giapponese sono cmq lingue di Paesi Emergenti, all’avanguardia Scientifico Tecnologica … “—

        Guarda che l’adolescente medio intrippato con le mode coreane non lo fa mica per ammirazione dell’avanguardia scientifico-tecnologica, lo fa per cosplay di qualche gruppetto musicale strillante, di qualche cartone animato infantile (molto più infantile di quelli che guardavo io nei primi anni ottanta), e per devozione leziosa e stucchevole a uno stile di prodotti da negozietti tipici (orma diffusissimi anche da noi), pupazzi, cuscini, peluche, piccoli arredi domestici, accessori di abbigliamento strampalati, pigiami, ciabatte, parrucche a forma di pesce, sgabelli a forma di biscotto asiatico, e roba simile…

      • PinoMamet scrive:

        Osservazione scolastica: da una decina d’anni e più, il coreano ha superato il giapponese per popolarità tra le studentesse;

        per i gruppi musicali di tizi inguardabili tinti biondi con la pelle plasticata, ovviamente.

        Resiste il giapponese per i manga di storie d’amore tra frocetti, letti dalle adolescenti in età scuole medie/biennio superiori.

  59. MOI scrive:

    L’ idea dell’ Italiano Lingua delle Istituzioni ha avuto un effetto opposto in Emilia Romagna … ove è stato invece accolto con fin troppo entusiasmo, penalizzando quel meraviglioso mosaico di idiomi locali.

    All’ eccesso diametralmente opposto, la Sardegna.

    • MOI scrive:

      NON caso le due regioni che a livello statistico corrispondono Storicamente anche alla massima (Emilia Romagna) e alla minima (Sardegna) % di Partecipazione al Voto.

    • PinoMamet scrive:

      Beh, “il sardo è una lingua e non un dialetto” 😉

      Che poi è anche vero.

      In realtà la distinzione in Italia tra lingue e dialetti è un po’ particolare, e mette in grande confusione gli stranieri.

      Che adesso si sono bevuti la vulgata para-leghista e para-neoborbonica per cui in Italia saremmo pieni di lingue mutualmente incomprensibili e culture che assolutamente non si capiscono tra loro…

      da un eccesso (retorica risorgimentale) all’altro!

      Ovviamente gli danno manforte nei commenti gli ignoranti italiani, per i quali “noi di Roccacannuccia di Sotto abbiamo una lingua completamente diversa da Roccacannuccia di Sopra!”

      Il commento degli stranieri per fare i fighi è: “in Italy, il latino si è evoluto in modo indipendente in ogni regione”, che è un po’ vero e un po’ falso.

      Certo ogni variante locale è il risultato dell’evoluzione locale del latino parlato, ed è la parte vera.
      Ma questo è successo in ogni paese neo-latino, e mutatis mutandis, in ogni paese: è l’assoluta normalità.

      La parte falsa, è che queste parlate locali siano rimaste completamente indipendenti in saecula saeculorum.
      Che è naturalmente impossibile, sia perché gli unici confini seri dell’Italia sono le Alpi e il mare, e all’interno non ce ne sono, sia perché i confini politici sono cambiati abbastanza spesso quasi ovunque, sia per il precoce emergere di una lingua che servisse da modello

      (quando Dante propone il fiorentino, che in realtà era già usato dai poeti bolognesi ecc…. in Francia si utilizzavano ancora due lingue colte…)

      e che diventa quella usata per commerci, leggi ecc. ecc.

      Consiglio a tutti di dare una riletta alla Secchia rapita del Tassoni, sia perchè prende in giro i reggiani teste quadre (tra le altre cose) 😉 , sia perché è chiaramente piena di dantismi, sia per il modo che ha di scherzare sulla parlata bolognese, romana, campana ecc. che testimonia che in Italia, tutto sommato, ci si capiva.

      (Testimonia anche del successo velocissimo del Don Chisciotte, che era stato scritto una decina d’anni prima e viene già citato come proverbiale…)

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “in Italia saremmo pieni di lingue mutualmente incomprensibili”

        Al di là della retorica per cui i dialetti sono lingue e tutte ‘ste cazzate terminologiche un po’ politicamente corrette, qualcosa di vero c’è.
        Credo che la varietà linguistica dell’Ialia non abbia pari.
        E se in generale è vero che all’interno di macro-aree più o meno ci si capisce, ci sono anche, sia pure circoscritti, dei controesempi.
        I materani si capiscono solo loro stessi: nessuno dei paesi vicini li capisce. I bitontini se parlano fra loro un barese non li capisce (circa 15 km).
        Il dialetto delle donne di Bari Vecchia gli uomini di Bari Nuova, anche dialettofoni, lo capiscono a fatica. Un mio amico barese verace cresciuto nel rione Libertà mi raccontava che da bambino una sua zia di Bari Vecchia andava spesso a trovarli e lui non capiva niente di quello che diceva.

      • PinoMamet scrive:

        “Credo che la varietà linguistica dell’Italia non abbia pari.”

        beh, in Scozia parlano attualmente tre lingue. Lingue, non dialetti eh?

        E calcola per l’Italia che io vedo le cose dalla prospettiva emiliana: a chi non si conosceva si dicevano le cose rigorosamente due volte, una in dialetto e una in italiano (metti che non è di qui…); canzoni popolari in italiano (anche quelle antiche, tipo i Maggi dell’Appennino reggiano…); dialetto in casa e vergognarsi di parlarlo troppo fuori;

        e per quanto riguarda i vari dialetti emiliani, beh,,, basta c’as capìssa 😉

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Lingue, non dialetti eh?”

          Tieni conto che lì i termini hanno significati proprio diversi da qui e questo proprio in virtù della nostra estrema varietà.

          Per gli inglese dialetti sono le sfumature di pronuncia o qualche particolarità lessicale, che corrispondo perfettamente ai nostri italiani regionali:
          per un inglese l’italiano parlato a Milano e quello parlato a Napoli (non il dialetto milanes e il dialetto napoletano, si badi) sono dialetti diversi.

          Infatti chiamano lo scozzese anglosassone “lingua”, ma per i nostri parametri sarebbe un dialetto.
          Lo scozzese gaelico ovviamente è un altro discorso, essendo una lingua celtica, quindi di un altro ramo dell’indoeuropeo.
          Ma anche noi abbiamo dialetti tedeschi, slavi, albanesi, ecc.
          Certo, in Scozia è storico e autoctono, ma perché era la loro lingua, poi sono stati conquistati e l’hanno via via persa.

          • mirkhond scrive:

            La situazione scozzese è complessa: fino al III-IV secolo dopo Cristo gli antenati degli scozzesi parlavano il Pitto, su cui si è innestata una vexata quaestio se fosse una lingua non indoeuropea o una variante del celtico parlato nel resto della Britannia.
            Poi dall’epoca sovracitata, giunsero dall’Irlanda i Gaelici, che diffusero gradualmente il loro idioma che nel IX-X secolo era ormai diventata la lingua del Regno d’Alba (Albainn in Gaelico), comprendente la maggiorparte dell’attuale Scozia.
            A partire dal VII secolo dopo Cristo nell’estremo sudest dell’attuale Scozia, si diffuse lo Scots, cioé l’idioma anglosassone dei Northumbriani, poi evolutosi in un dialetto inglese.
            A partire dall’XI secolo dopo la caduta di Macbeth (1040-1057), il Regno d’Alba si aprì all’influenza anglosassone, prima attraverso il filtro normanno (con l’utilizzo del Francese come lingua ufficiale) e poi direttamente dello Scots che intorno al XVI secolo, alla vigilia della rivoluzione protestante aveva conquistato la metà della Scozia.
            Con la riforma, gli stessi sovrani scozzesi scoraggiarono l’uso del Gaelico, considerato una lingua barbara, legata agli arretrati papisti del nordovest.
            Infine il diretto dominio inglese a partire dal XVIII secolo, portò al trionfo dell’Inglese, riducendo il Gaelico all’estremo nordovest della Scozia (attualmente parlato da circa 60.000 persone).

      • MOI scrive:

        Era

        “Il Sardo è una lingua … l’ Italiano è un dialetto”.

        Quando Aldo, Giovanni e Giacomo facevano i Sardi.

    • PinoMamet scrive:

      Per cui, tornando a noi, a parte sardo e friulano che hanno caratteristiche sui generis, le altre lingue italiane….

      sono lingue da un punto di vista strettamente linguistico, forse… ma: mancano di un modello unitario (esiste il milanese e il bergamasco, NON esiste “il lombardo”; ecc.);
      sono state raramente utilizzate per una letteratura sentita come completamente distinta da quella “nazionale”, e rarissimamente o mai per le leggi
      (con l’eccezione del veneziano, credo- la cui grafia ha però influenzato quella italiana col tramite del Bembo);
      sono state influenzate e hanno influenzato a loro volta il “toscano” colto…

      • Peucezio scrive:

        Il fatto è che alla fine la distinzione fra lingua e dialetto è chiara sul piano pratico, ma molto arbitraria sul piano scientifico, perché mischia due criteri, a loro volta nessuno dei due univoco e netto.

        Da una parte una lingua si distingue da un dialetto per la maggiore distanza dalla lingua tetto (e questo rende il concetto di lingua relativo e non assoluto, come la parentela: si è dialetto di una lingua o lingua autonoma rispetto a un’altro idioma, non in sé), e questo è il caso del sardo e del friulano,

        dall’altra si considera lingua un idioma con una letteratura illustre, con un uso ufficiale almeno in uno stato o in una parte di esso, con un uso scolastico, mediatico, ecc. In sostanza i dialetti sarebbero lingue orali (scritte a posteriori pper scopo etnografico o più che pratico, oppure di sperimentazione letteraria locale).

        E in questa seconda accezione il sardo e il friulano sarebbero dialetti o, meglio, raggruppamenti di dialetti affini.

        Il punto è che nessuno ha spiegato se basti uno dei due criteri perché un idioma assurga a lingua o ci vogliano entrambi o, insomma, come ci si debba regolare.

        E inoltre anche lì siamo in un ambito di arbitrarietà: fra il raggruppamento settentrionale e quello centro-meridionale c’è altrettanta differenza che fra toscano e friulano o sardo, eppure i dialetti del nord non sono considerati una lingua.
        E comunque le differenze che in Italia sono considerate dialettali, altrove sarebbero considerate differenze fra lingue, almeno per i principali raggruppamenti areali e quelle col sardo o col friulano solo differenze fra lingue ancora più accentuate.

        Se io faccio un confronto sinottico fra un testo spagnolo e portoghese, magari concentrandomi sul sistema verbale, trovo molta meno differenza non dico che fra milanese e barese, ma fra milanese e genovese.

        E anche l’altro criterio è un pochino zoppicante, anche se meno.
        Il veneziano ha avuto usi ufficiali, ha una letteratura enorme, è attestato dal ‘200, mentre tante lingue dell’est Europa sono invenzioni a tavolino recenti, ma siccome sono diventate lingue ufficiali e oggi lo sono, le consideriamo lingue.
        Ma sfido chiunque a dirmi che il macedone, un dialetto occidentale del bolgaro che non ho idea quando sia stato standardizzato, ma sicuramente ieri (il nostro Habsburgicus sicuramente ne sa più di me), sia più lingua del veneziano o del napoletano.

        Con tutto ciò, sul piano empirico la distinzione fra lingua e dialetto resta perfettamente comprensibile dal punto di vista del senso comune e come tale utile e da impiegare, al di là delle idiozie ideologiche: un dialetto è tendenzialmente una lingua orale e locale, che non differisce troppo dalla lingua nazionale cui afferisce o dagli altri idiomi del gruppo al cui interno viene classificata.

        • PinoMamet scrive:

          OMDAP!

          intervento magistrale

        • roberto scrive:

          chiarissimo…ma temo che cosi il povero lussemburghese non possa aspirare ad essere lingua 🙂

          • Peucezio scrive:

            Non più del romagnolo sammarinese, però se gli hanno dato uno statuto di ufficialità possono appiccicargli l’etichetta di “lingua”. Fa un po’ ridere, ma è così.

            • roberto scrive:

              peucezio

              “statuto di ufficialità”

              è curioso perché per legge il lussemburghese non è lingua ufficiale ma “la lingua nazionale ” (langue nationale).
              le leggi sono scritte in francese, e poi francese, tedesco e lussemburghese sono “lingue amministrative”

              per gli altri criteri, letteratura direi zero o quasi, standardizzazione…è stato creato un istituto (ZLS zenter fir d’lëtzebuerger sprooch) una decina di anni fa, fino ad allora ognuno scriveva come cavolo voleva (mi ha sepre divertito che alla maternità dell’ospedale a lussemburgo i bebé erano indicati nella cartellonistica come “bubbelchen”, a Esch sur alzette “pippelchen” 🙂 )

            • Peucezio scrive:

              Sì, non avrei dubbi sullo statuto di dialetto.

              In realtà, sul piano linguistico, cioè del primo criterio, anche l’olandese, compreso il fiammingo, è un dialetto tedesco: fa parte di un continuum basso-tedesco e non esiste nessuna cesura varcando il confine fra Olanda e Germania.

              • Moi scrive:

                Purtroppo NO : per motivi Storici NON sono Lingue Ufficiali il Romagnolo San Marinese, il Ligure Monegasco, il Tedesco-Alemanno del Liechtenstein il Lussemburghese (da quel capito una specie di “Interlingua Naturale” Tedesco / Olandese … soprattutto considerando i dialetti.

                … E neppure il Romanesco del Vaticano ! 😉

                Altra sorte invece per il Catalano di Andorra e l’ Arabo-Siculo (sorprendentemente comprensibile per Italiani che NON parlino Arabo … anche se più allo scritto formale che NON nel parlato informale), ma aperto anche gli Anglismi) di Malta.

        • habsburgicus scrive:

          che non ho idea quando sia stato standardizzato

          fra 1944 e 1945..
          le date chiave sono due
          i.il 2 agosto 1944 [il 2 agosto è data sacra là, è l’Ilinden ovvero giorno di Sant’Elia che cadeva al 20 luglio v.s=2 agosto n.s, giorno in cui nel 1903 i macedoni che allora si sentivano “bulgari” si sollevarono contro gli ottomani); illo die Tito annunciò che la “Macedonia popolare” (quasi tutta libera dai tedeschi che saranno cacciati dalle ultime roccaforti entro fine novembre), una delle entità costitutive della “Jugoslavia popolare e antifascista” in fieri avrebbe avuto una sua lingua
          ii.il 7 maggio 1945, venne adottata un’ortografia ufficiale, cirillica, composta da 30 lettere comuni al serbo (in realtà due grafemi sono diversi) e da una lettera specifica, la S, che rende il digrafo “dz”, dunque 31 lettere cirilliche
          e così nacque il makedonski jazik (lingua macedone) ad maiorem Titi gloriam..ça va sans dire che fu scelta la variante più lontana dal bulgaro e più vicina al serbo 😀
          nella Macedonia popolare (fino al 1963), socialista (1963-1991) e indipendente (dal 1991) si è voluto trovare un “padre nobile” in Krste Misirkov, rivoluzionario e linguista di fine Ottocento/inizio Novecento ma in realtà Misirkov si definiva bulgaro e pubblicò le sue opere a Sofia ! (in scritti tardi Misirkov invero scrisse qualche frase anti-bulgara, da interpretare nel contesto, come protesta per la politica bulgara indifferente ormai ai macedoni…i macedoni dal 1945 hanno estrapolato queste frasi isolate e trasformato Misirkov nell’apostolo del macedonismo..detto questo, con tutto il rispetto, stiamo parlando di un contemporaneo di Giolitti, non di un sodale di Lorenzo de’ Medici 😀 :D)

  60. MOI scrive:

    https://www.lifegate.it/guerra-cambogia-thailandia

    E ora è scontro armato (guerra ?!) pure fra Cambogia e Thailandia …

    • habsburgicus scrive:

      l’anno scorso a fine marzo, quando sono passato da Aranyaprathet (Regno di Thailandia) a Poipet (Regno di Cambogia) la situazione alla frontiera era normalissima (c’erano bus regolari da Bangkok a Siem Reap dove c’è la splendida Angkor)…..alla frontiera bisognava scendere dal bus, ti davano un collare scritto in thai, khmer e inglese con vari numeri di emergenza (per evitare che tu possa perderti nella calca) e dopo aver superato le due frontiere a piedi poi trovavi dall’altra parte il bus che ti aspettava (purtroppo il collare lo ritirano, grrr)….
      due mesi fa sono stato solo fino a Chanthaburi, affascinante città thailndese ove c’è un’imponente Cattedrale dell’Immacolata Concezione (i cristiani thailandesi vivono quasi tutti là), che è praticamente alla frontiera..e già non vi era più un’atmosfera distesa..
      ora si sparano
      speriamo che trovino un equo compromesso

    • habsburgicus scrive:

      purtroppo a monte vi è sempre la colpa dei francesi (e/o dei britannici)
      le attuali frontiere dell’inclito Regno del Siam, a est e sud furono fissate dalla Francia (a est) che abbondò a favore del Laos (terra sua, illis diebus..oggi vi domina Xi e manco più sanno una parola di francee :D) e della Cambogia (idem), e dall’Impero britannico, a ovest (a favore della Birmania) e a sud, a favore dei sultanati che poi diverranno Malaysia [Londra, come al solito fu più saggia, e a dirla tutta avrebbe potuto prendere ai thai ben altro :D..tuttora nell’estremo sud della Thailandia, ad Hat Yai, sono musulmani dunque, per dirla crudamente, sono malesi 😀 a Gedda, a fime maggio, imbarcandomi per Bangkok ho visto tante ragazze col velo e passaporto thai, chiaramente musulmane di Thailandia cioè malesi etniche che avevano fatto il pellegrinaggio alla Mecca)
      non obliamo mai (anche se i thai, un po’ come i danesi in Europa, hanno rimosso questi avvenimenti :D), che durante la II GM, la Thailandia di Pibul Songgram*, alleata del Giappone (e dal 25/1/1942 in guerra contro la Gran Bretagna e gli USA che fecero finta di non riceverla :D), riottenne auspice Tokyo vasti territori non solo dalla Gran Bretagna (Londra non li cedette, ma il Giappone li conquistò e li “restituì” ai thai) vale a dire gli Stati Shan birmani (oggi in guerriglia endemica..sono chiusi a noi stranieri) e i sultanati della Malaysia settentrionale (mossa folle..se fosse durata, la Thailandia avrebbe avuto la palla al piede di centinaia di migliaia di musulmani inassimilabili !) ma anche dalla Francia di Vichy (e Vichy li cedette con tutti i crismi—il che causò problermi all’agiografia gollista posteriore :D) e qui vi erano aree laotiane e cambogiane
      dopo il 1945, la Gran Bretagna- che non seguì i cugini USA e accettò la dichiarazione di guerra thai del 25/1/1942 (anche se poi i thai spergiurarono che non volevano, che era tutta una finta ecc 😀 :D). obbligò la Thailandia a firmare un trattato di pace con l’Impero britannico e a restituire a Londra la Malaysia settentrionale e la Birmania orientale, donde le frontiere attuali;
      de Gaulle non voleva riconoscere gli atti di Vichy ma al contempo non voleva perdere territori (che il tapino, ignaro di Ho Chi Minh. ancora pensava suoi in aeternum :D) e quindi si trovò un inciucio in cui i thai ridiedero al Laos francese e alla Cambogia francese (parti dell’Indocina francese) i territori ottenuti per grazia nipponica ma senza una delimitazione esatta…
      i laotiani sono stato contenti, la Cambogia no anche perchè vi furono ambiguità…i cambogiani, forse a ragione, dicono o millantano che i thai “fregarono” de Gaulle e mica restituirono tutto 😀 insomma una Briga e Tenda asiatica, al contrartio 😀 di cui le vittime sono state i cambogiani
      i thai dicono altro

      • habsburgicus scrive:

        *Pibul Songgram riconobbe anche Salò, quando il Giappone glielo chiese..
        ma con astuzia degna di un magliaro partenopeo dei tempi d’oro trovò il modo per non far presentare le credenziali dal Ministro thai, a nome di Rama VIII, a Mussolini, e potrà così in seguito dire agli americani -sempre boccaloni- che MAI fece atti pro-nipppnici
        il medesimo, divenuto anti-comunista e filo-USA esasperato, tornerà al potere durante la guerra fredda, già sotto Rama IX (il grande e saggio Re Bhumibol Adulyadej di cui oggi tutti sentono la mancanza !)
        la leggenda vuole che sia lui ad aver fatto aprire le prime case di prostituzione per i soldati americani da lui invitati in loco…una sorta di protolenone 😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “protolenone”

          Lessi da ragazzo sulla mai abbastanza lodata enciclopedia per ragazzi “Conoscere” che in Thailandia esiste un proverbio: “meglio perdere una provincia che l’indipendenza”.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            chiedi alla moglie polacca cosa ne pensa! che una provincia alla volta persero tutto, loro

            🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “moglie”

              In Polonia avevano il “liberum vero”. Se un solo magnate metteva il veto a un provvedimento si fermava tutto. L’alta nobiltà si arricchì a dismisura (quando gli Ossoliński vennero dal Papa i loro cavalli erano ferrati con l’oro, e i mendicanti delle strade facevano a gara a raccogliere la polvere d’oro che rimaneva nel fango) ma lo Stato ne uscì paralizzato. Lo stesso monarca, con eccezioni individuali come Sobieski o Kazimierz Wielki, contava poco. Con la formazione di Stati fortemente centralizzati ai confini nel XVIII secolo per la Polonia non ci fu scampo. Non conosco granché la storia Thailandese, ma credo sia stata diversa.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • PinoMamet scrive:

          I thailandesi mi stanno sulle balle da quando ho incontrato la maleducatissima “Karen” thailandese razzista contro gli italiani a Linate
          (sarà bello il tuo paese! pantegane e ladyboys…)

          e poi quando lessi quel sito di maestro di boxe thailandese sposato con una thailandese, nel quale la tizia interveniva per dire che loro sì che sono coraggiosi, no come gli italiani che perdono le guerre, a loro non li ha mai invasi nessuno…

          e per forza, hanno regalato il paese chiavi in mano ai giapponesi, che bisogno c’era di invaderli?

          Per ora due su due mi hanno fatto una pessima impressione, e tre con quel pagliaccio del loro re in canottiera e infradito che si comporta da cafone in vacanza nei paesi civili .

          Viva il colonialismo!!

          • Moi scrive:

            Non ho presente l’ episodio … cmq tutto il SudEst Asiatico (a quanto pare “IndoCina” non si può più dire …) è bellissimo, simile ma diverso.

            Cmq ci sono due tipi di stereotipo negativo _ soprattutto il primo _ sui “Farang” : chi cerca prostitute minorenni, spesso “khatoey” (il termine autoctono per “ladyboy”) e chi vuole fare l’ allenamento “da super duri” (in effetti lo è …) di Muay Thai.

            Ora stanno emergendo versioni locali più dure (essenzialmente mani fasciate senza guantoni + testata consentita in “clinch”) arcaizzanti della Muay Thai :

            Lethwei / Bando in Myanmar / Birmania
            Kun Khmer / Bokator in Cambogia
            Muay Lao in Laos

            … invece il Vietnam è più legato alla Cina (hanno usato i logogrammi fino agli Anni Cinquanta, mangiano tradizionalmente con le bacchette … due cose molto iconiche Cinesi NON condivise con il resto del “Sud Est Asiatico”) e ha svulippato il Viet Vo Dao / Vovinam che riprende per motivi commerciali un po’ tutto il Corpus Marziale Cinese.

            • Moi scrive:

              Viet Vo Dao / Vovinam che riprende per motivi commerciali un po’ tutto il Corpus Marziale Cinese.

              __________

              SE si fossero limitati al Nan Chuan (Wade Giles perché “Kung Fu” è più figo di “Gongfu” … NON c’ è storia !) e sviluppare quello, sarebbero stati un po’ più credibili.

            • PinoMamet scrive:

              Ho visto qualcosa di Qwan-ki-do e Vietvodao, ed è sostanzialmente kung fu con i nomi in vietnamita. Che poi spesso è cinese pronunciato male 😉 perché il vietnamita mi sa che è strapieno di prestito cinesi.

              • Moi scrive:

                Sì … anche se è un’ altra lingua.
                Vero: anche Qwan Ki Do … che è “Chuan Chi Tao”, sempre in Wade-Giles 😉

            • PinoMamet scrive:

              Tra l’altro a differenza di altri paesi buddhisti dell’area,, che seguono la tradizione Theravada, i vietnamiti seguono il Buddhismo Thien, cioè Zen detto in vietnamita

              (da cui il famoso compianto Thich Nhat Han, a lungo esule in Francia)

          • Moi scrive:

            So invece che il Re Maha Vajiralongkorn, noto anche come Rama X (figlio del Re Storico Rama IX dal lunghissimo Regno …) , che è salito al trono il 13 ottobre 2016 si rifugiò in un Bordello Bavarese durante il Covid … roba da far della Thailandia una Repubblica !

  61. MOI scrive:

    Penso che tutti avremmo preferito il Modello di Koinè meno inutilmente Toscanizzante, la “lingua comune e varia” di Giangiorgio Trissino … senza “preziosismi” (o presunti tali) da Toscanismi fini a sé stessi.

  62. MOI scrive:

    Sulla dizione mi sta bene, soprattutto se evita coppie minime a rischio equivoco. Basta però che ci siano dei segni diacritici, almeno per le toniche “é” / “è” ed “ò” / “ó”.

    Aggiungere come ipotizzato dal Τrissino Ε / ε e Ω / ω … mi pare eccessivo.

  63. roberto scrive:

    OT sulla burocrazia francese

    qualche tempo fa arriva a mia moglie (in lussemburgo) una letterina del fisco francese che minaccia di morte se non paghiamo la tassa di proprietà su una certa parcella di terreno, per un totale di 18 (si diciotto) euri

    ammetto che mi ero scordato di questa cosa, e durante la mia vacanzina pirenaica mi è stata data questa spiegazione

    premetto che nella famiglia francese di mia moglie, da parte materna (cioè la famiglia di suna nonna) erano tutti contadini.

    la parcella corrisponde ad un minuscolo pezzo di vigna nella ridente località di trilla (aude). sembrerebbe che tale parcella fosse indivisa fra la bisnonna di mia moglie e sua sorella. alla morte delle due sorelle (siamo a metà degli anni ottanta), per un qualche motivo che non sono riuscito a capire, tutti si sono scordati di questa parcella (parliamo di un pezzo di vigna di 100 metri quadrati). scompaiono le generazioni (morti nonni di mia moglie, la mamma…), scompare anche il pezzo di terreno, nel senso che ormai da più di 40 anni viene coltivato (abusivamente direi) da chi ha i terreni limitrofi, ma apparentemente il fisco francese ha deciso che questo pezzetto di terra è stato ereditato da *mia moglie*…impossibile capire perché

    lei paga senza chiedere (è tedesca nell’animo).

    poi il fisco francese si accorge di un errore (loro) e ci riscrive: avremmo dovuto pagare 12 euri e non 18 e ci chiedono il numero di conto per restituire i soldi.

    vabbé, glielo diamo ma…colpo di scena, non va bene perché i soldi possono essere restituiti solo alle legittime proprietarie (la bisnonna e la sorella morte ndegli anni 80) e il fisco ci dice che adesso non gli risulta che mia moglie sia erede
    🙂

    exeunt

    • Francesco scrive:

      io gli farei causa, sono ben 6 euro e poi c’è la questione di principio!

      😀

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “causa”

        OAAF!

        Strano che non si possa trasformare 6€ in credito d’imposta per il 2026.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          Figurati, in una storia dove spendono chissà quanto tempo ed energia per trovare eredi a caso di un fazzoletto di terra, il credito d’imposta mi sembra la cosa meno strana!
          Non ho idea se esista in Francia, ci hanno chiesto un numero di conto quindi immagino di no.
          Pure qui in Lussemburgo se per caso hai pagato somme non dovute te le restituiscono in soldoni (almeno per i privati e per somme piccole, non so se sia sempre così)non in crediti

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      ” il fisco ci dice che adesso non gli risulta che mia moglie sia erede”

      Fantastico!

      Hai pensato a contattare la stampa locale? Una storia del genere sarebbe da prima pagina, e potrebbe anche risolvere la faccenda.

  64. MOI scrive:

    https://youtu.be/pe0BT4A2fPo?si=tmNvNiHo9MVmY_H2

    Sul Tacchino e lo scarica-barile dei suoi nomi

  65. MOI scrive:

    Interessante che in Arabo, almeno variante Saudita, sia “Romano” …non lo sapevo proprio.

  66. Miguel Martinez scrive:

    E’ andata…

    Il parlamento israeliano ha approvato una mozione “non vincolante” per l’annessione definitiva della Cisgiordania, che invita quindi il governo israeliano a prendere misure concrete in tal senso:

    https://www.jns.org/knesset-passes-non-binding-motion-on-judea-and-samaria-sovereignty/

    Un caro saluto a quelli che parlano ancora di “due stati per due popoli”.

    • MOI scrive:

      Ma infatti se ascolti l’ intervista di Gianni Minoli a Benjamin Netanyahu del 1986 … pensi:

      “Questo, se va su, l’ Eretz Israel” va a finire che lo fa davvero. Cmq ripeto: il 7 Ottobre 2023 e reazione ha fatto sparire dalla distribuzione in sala un film su Golda Meir.

    • PinoMamet scrive:

      Hmmmm

      per adesso, leggo, è una “proposta per l’ordine del giorno”.

      Sicuramente una parte del governo pare dispostissima a farla diventare una legge e poi una realtà sul terreno, ma…

      ci sono di mezzo troppi ma e troppi passaggi e troppe incognite per fare delle ipotesi credibili;

      mi colpisce una cosa, la progressiva alienazione del governo israeliano, e di parte dell’opinione pubblica, nei confronti del resto del mondo.

      Proprio appena dopo che Macron ha detto che riconosce la Palestina come Stato.

      Gli israeliani a forza di condanne internazionali hanno capito, credono di capire cioè, due cose:
      -le condanne internazionali non valgono niente sul terreno;
      -“il mondo ce l’ha con noi, tanto vale che facciamo come ci pare, anzi, dobbiamo fare tutto il possibile per difenderci”

      Sono entrambe due idee molto discutibili, e i risultati si vedono adesso.

      Trump non durerà in eterno, l’Iran invece, vabbè bombardato, ma è sempre lì… gli Stati che volevano unirsi agli accordi di Abramo stanno facendo passi indietro…
      insomma, mi pare una bomba ad orologeria, e questa “proposta per l’ordine del giorno” potrebbe essere quella che dà via al conto alla rovescia…

      ma forse disinnescheranno tutto dopo Netanyahu: speriamo.

    • Peucezio scrive:

      Qui ci sono due scuole di pensiero.

      Quella di Miguel: Israele vince sempre e comunque,
      e quella di Limes: Israele perde sempre e comunque.

      Mi piacerebbe capire dove sta la realtà.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Mi piacerebbe capire dove sta la realtà.”

        Chiedi troppo!

        Gli umani non fanno parte della “realtà”, vivono in un’altra dimensione, temo!

      • Miguel Martinez scrive:

        “Quella di Miguel: Israele vince sempre e comunque,”

        Comunque credo che esistano due modi diversi di combattere.

        L’arma dei deboli è la raccolta di Punti Vittima. Tra deboli, può funzionare brevemente, suscita passeggere simpatie; se il nemico è debole anche lui, può darsi che cerchi di frenarsi. E tra i piccoli estremisti di sinistra e di destra italiani che gareggiano per avere like su Facebook, la cosa funzionicchia.

        L’arma dei forti sono le armi. Uccidere, mutilare, traumatizzare, annientare.

        Quando è possibile utilizzarle, le Armi sono infinitamente più efficaci dei Punti Vittima.

        • paniscus scrive:

          E allora perché i sionisti (non intendo “tutti gli ebrei” o “tutti gli israeliani”, ma appunto i sionisti ideologici, anche cristiani e soprattutto americani o comunque fuori da Israele) hanno comodamente utilizzato per 50 anni la strategia dei “punti vittima”, e si sono accorti solo adesso che era il caso di sostituirla con quella più violenta? Le armi ce le avevano anche prima, e in qualche caso le hanno anche usate, ma mai con la sicumera e la prepotenza di oggi…

        • Francesco scrive:

          >>> L’arma dei forti sono le armi. Uccidere, mutilare, traumatizzare, annientare.

          Credo non fosse vero neppure al tempo dei Romani, che pure ci andavano giù molto ma molto pesante.

          Forse vale per Unni e Mongoli. Ma magari è antico pregiudizio.

          Di certo non è l’arma dell’Occidente in questo ultimi 50 anni. Non l’unica e non la più forte.

          Ciao!

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Di certo non è l’arma dell’Occidente in questo ultimi 50 anni. Non l’unica e non la più forte.”

            Ovviamente non è l’unica arma; e ho detto che è l’arma “dei forti”, cioè di quelli che se lo possono permettere.

            E’ ovvio che non può essere l’arma della Meloni quando polemizza con Conte, anzi sarebbe sciocco e perdente dalla parte della Meloni provarci.

            E’ stato anche un errore da parte di Hitler provarci, quando dall’altra parte c’erano la Francia, l’Impero Britannico con le sue enormi risorse, gli Stati Uniti e l’immensa distesa dell’Unione Sovietica.

            E’ intelligente invece provarci, quando si è una potenza nucleare come Israele e si ha come nemici i ragazzini di Gaza e i Houthi dello Yemen.

            Non è sempre vincente, certo: gli Stati Uniti hanno usato questi mezzi nel Vietnam, ad esempio, e non hanno vinto la guerra.

            Poi non sempre necessario uccidere: gli Stati Uniti hanno sconfitto ieri l’Europa senza un solo morto diretto (i morti li vedremo quando dovremo tagliare i servizi sanitari e tutto il resto, ma resteranno nel vago delle statistiche), imponendo un tributo di qualche migliaio di euro a ogni europeo, bambini e pensionati compresi; garantendo la chiusura di tante industrie; e prendendo la tangente da quelle che resteranno.

            In questo caso, si potrebbe dire che la forza… è la forza dei forti.

            • Francesco scrive:

              Ehm, direi che la tua comprensione della politica internazionale è un pò rozza e imprecisa.

              E dico così solo perchè sei il padrone di casa!

              😉

              PS come ho già detto, non è l’unica nè la più forte arma dei forti. E usata da sola funziona solo in circostanze molto particolari e accontentandosi di successi molto particolari, tipo le piramidi di teschi.

            • PinoMamet scrive:

              “E’ stato anche un errore da parte di Hitler provarci”

              diciamo che è stata una scommessa…
              e all’inizio gli è andata anche bene!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Mi piacerebbe capire dove sta la realtà”

        Io sono per la via media: il Genocidistan sta sempre a galla, per un mix tra cialtroneria dei suoi vicini e sostegno incondizionato di tutta la potenza politica e militare dell’Impero.

        • Francesco scrive:

          Credo di ritenere entrambe le spieghe erronee.

          😀

        • PinoMamet scrive:

          Mah, a parte la definizione di Israele, per il resto la vedo come Mauricius.

          Israele ha il sostegno degli USA e della Gran Bretagna, incondizionato; e di tutti gli altri paesi occidentali, con tanti se e tanti ma e tanti distinguo e tanti riconoscimenti ai palestinesi, che non costano niente, ma… di fatto sostegno a Israele
          (lo sta erodendo, ma lo ha ancora);

          i palestinesi, già cialtroni di loro, hanno il sostegno dell’Iran, che è una potenza ancora più sgangherata dell’Italia di Mussolini (che negli anni Trenta faceva paura, l’Iran mai…), e di tanti altri paesi del cazzo, litigiosi, impreparati e spesso pronti a vendersi al miglior offerente, e con tanti di quei casini in casa loro, che i palestinesi (che in genere gli stanno anche sul cazzo) sono l’ultimo dei loro problemi…

  67. mirkhond scrive:

    E’ quello che hanno sempre voluto e che vogliono: la Palestina tutta per loro.

    • MOI scrive:

      I Sionisti chiamano quel territorio”Eretz Israel” … affermano che i “Palestinesi” NON esistono : è solamente un aggettivo sostantivato per “Arabi”.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “I Sionisti chiamano quel territorio”Eretz Israel””

        E hanno ragione: la terra biblica è quella, mica la costa.

        Ora, ho sentito qualcuno dire che Netanyahu sarebbe “stupido” o avrebbe “sbagliato”.

        Secondo me, non ne ha sbagliata una, e sta per mettere in atto in modo estremamente abile la soluzione finale a una questione ormai secolare.

        Certo, si aliena per un po’ qualche studentello in giro per il mondo che agita la bandiera palestinese, ma direi che il prezzo vale la pena.

      • PinoMamet scrive:

        “E hanno ragione: la terra biblica è quella, mica la costa.”

        beh, insomma, è biblica anche la costa… non tutta, per esempio Cesarea era una città “greca”, cioè pagana, ma lo erano anche alcune città dell’interno (Scitopoli, che faceva parte della Decapoli “pagana” che per il resto era sparsa tra Giordania e Siria attuali)

        invece Gaza e la rispettiva “striscia” sino ad Ascalona (attualmente israeliana) non erano territorio di Israele ma dei Filistei (l’autentica “Palestina” prima che i Romani estendessero il nome)

        • PinoMamet scrive:

          Anche a Nord fin quasi Haifa erano Fenicia…

          ora che ci penso, alcuni dei miei amici israeliani in effetti abitano in Fenicia o in Filistea!!

  68. Miguel Martinez scrive:

    Ministro del governo israeliano dice che il suo governo sta lavorando per “spazzare via” i nativi palestinesi, “una popolazione cresciuta leggendo il Mein Kampf”, da Gaza.

    Affascinante sapere che i gaziani medi pensano che la colpa della Prima guerra mondiale sia della Francia e che la Silesia vada difesa dai polacchi.

  69. Miguel Martinez scrive:

    https://contropiano.org/news/internazionale-news/2025/07/26/gli-ultimi-colpi-di-coda-di-usaid-nessun-furto-degli-aiuti-da-parte-di-hamas-0185255

    Gli ultimi colpi di coda di USAID: nessun furto degli aiuti da parte di Hamas

    L’agenzia statunitense USAID, braccio del soft power stelle-e-strisce che l’amministrazione Trump ha deciso di smantellare, in una revisione delle priorità di spesa e propendendo per l’uso diretto dell’hard power, ha smentito le ricostruzioni che accusavano Hamas di aver dirottato gli aiuti umanitari per ottenerne un guadagno.

    Il Bureau for Humanitarian Assistance (BHA) dell’agenzia ha analizzato 156 casi segnalati da propri partner che hanno riguardato il furto o lo smarrimento di forniture finanziate dagli USA, tra l’ottobre 2023 e il maggio di quest’anno. Le cause dietro questi eventi sono varie, ma in nessun caso, dietro di essi, è stato riconosciuta la responsabilità di alcun gruppo designato come terroristico.

    Anzi, lo studio, presentato con una serie di slides visionate dall’agenzia Reuters, indica che in ben 44 occasioni furti e smarrimenti sono stati dovuti all’azione diretta e indiretta delle forze armate israeliane. Tra le cause, sono segnalati attacchi aerei, ordini di evacuazione e consegne forzate di aiuti lungo rotte segnalate come insicure dalle ONG che operano a Gaza.

    I risultati delle verifiche sono stati condivisi con alcuni funzionari del Dipartimento di Stato. Un suo portavoce ha respinto nettamente le conclusioni del rapporto, sostenendo che Hamas ha saccheggiato gli aiuti e accusando le organizzazioni umanitarie di aver insabbiato il tutto per la loro complicità con l’organizzazione. Tutto questo senza portare alcuna prova.

    Queste informazioni si inseriscono in un quadro politico che va ben oltre il genocidio che sta avvenendo in Palestina, e che tocca dei nervi scoperti della politica statunitense. Infatti, le accuse di dirottamento degli aiuti sono state usate da Washington e Tel Aviv per legittimare il passaggio della loro gestione alla Gaza Humanitarian Foundation (GHF).

    Tale organizzazione è al centro di una bufera per essersi dimostrata un vero e proprio strumento della pulizia etnica, un catalizzatore di gazawi disperati, che diventano così un bersaglio facile dell’IDF. Le Nazioni Unite hanno stimato che le forze armate di Israele abbiano ucciso almeno un migliaio di persone in cerca di cibo, la maggior parte proprio intorno ai siti di distribuzione della GHF.

    I vertici militari israeliani hanno commentato le slides USAID affermando che le accuse sul dirottamente degli aiuti derivano da rapporti dell’intelligence. Stando a questi rapporti, almeno il 25% delle forniture sarebbero state sequestate da Hamas per ridistribuirle ai propri militanti o rivenderle con extraprofitti ai civili.

    Allo stesso tempo, però, una fonte vicina ai servizi segreti stelle-e-strisce ha dichiarato a Reuters che non ci sarebbe nessun materiale che descriva questo tipo di azioni da parte di Hamas, e che Washington si stia basando esclusivamente sulle dichiarazioni non verificate di Tel Aviv. USAID non nega la possibilità che ciò sia avvenuto, ma afferma che, per ora, non c’è nessuna prova al riguardo.

    In sintesi, l’analisi a firma USAID starebbe facendo franare la legittimazione (già decisamente incrinata) dell’operazione con cui tutto il sistema di aiuti umanitari è stato affidato alla GHF. E non perché nell’agenzia ci sia un moto di umanità: si tratta di uno scontro interno all’establishment statunitense.

    USAID doveva chiudere i battenti il primo luglio. Per una serie di motivi di budget e burocratici continua a sopravvivere, anche se i suoi programmi di assistenza sono ora gestiti direttamente dal Dipartimento di Stato. In sostanza, si trova ad essere un involucro vuoto, fortemente egemonizzato da settori economici e politici legati al Partito Democratico.

    USAID si avvale, ovviamente, della collaborazione di molte agenzie esterne, associazioni e ONG che creano una vera e propria galassi di interessi, cresciuta intorno al business degli aiuti umanitari. Questa galassia è radicata profondamente nel mondo del Partito Democratico, e perciò il rapporto USAID va interpretato come un’altra carta giocata nello scontro con Trump.

    Il tycoon ha sostituito questi affaristi con altri, indebolendo anche il ‘capitale politic’ dei democratici. Quello per cui USAID può ancora essere utile è lo scontro interno alla classe dirigente oltre l’Atlantico. Che, lo vediamo bene, versa in condizioni pietose.

  70. MOI scrive:

    La Francia riconosce lo Stato di Palestina. Trump: “Macron non conta nulla”. Netanyahu: “Premio al terrorismo”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/25/francia-riconosce-palestina-netanyahu-condanna-news/8073516/

  71. MOI scrive:

    Ripeto: i pochi commenti social che leggo pro Israele sono di gente di Estrema Destra che sogna ad occhi aperti di poter applicare il “Trattamento Gaza” ai Maranza / Beurs e ai Musulmani in genere presenti in Italia/ Europa.

  72. mirkhond scrive:

    Quando gli Ebrei erano perseguitati e indifesi, venivano disprezzati dagli avi ideologici di questa gente. Oggi che sono ricchisssimi e potentissimi vengono esaltati perché fanno quello che questi signori vorrebbero a casa loro.

    • Peucezio scrive:

      Vero, purtroppo, per la destra di oggi.

      Ma non è che ai tempi fossero perseguitati e indifesi: al tempo dell’Olocausto erano già i padroni del mondo.
      Infatti la guerra l’hanno vinta.

    • PinoMamet scrive:

      Beh, mi sembrano due prospettive deformate… quella di Mirkhond leggermente, e quella di Peucezio moltissimo…

      Parto da quella di Mirkhond:
      sicuramente tra gli antisemiti mitteleuropei degli anni Dieci o Venti del XX secolo… c’erano quelli che ce l’avevano con gli immigrati ebrei poveri dall’Europa orientale, che facevano le cose tipiche degli immigrati poveri;
      e magari non avevano nulla contro gli ebrei borghesi e “assimilati” della propria nazione.
      (Vedere Roth, “Ebrei erranti”).
      E questi sono paragonabilissimi agli xenofobi di ogni epoca e ogni nazione.

      ma c’erano anche quelli che ce l’avevano invece con gli ebrei potentissimi e che dominano il mondo (come oggi Peucezio 😉 ) che era l’idea opposta…

      in ogni caso, non credo che i sostenitori italiani di Israele, per intenderci, facciano particolari legami tra immigrati e palestinesi; gli stanno sulle bella gli immigrati, ed è un argomento, e sostengono Israele perchè è di destra e alleato degli USA, ed è un altro argomento…

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “sicuramente tra gli antisemiti mitteleuropei degli anni Dieci o Venti del XX secolo… c’erano quelli che ce l’avevano con gli immigrati ebrei poveri dall’Europa orientale, che facevano le cose tipiche degli immigrati poveri;
        e magari non avevano nulla contro gli ebrei borghesi e “assimilati” della propria nazione.
        (Vedere Roth, “Ebrei erranti”).
        E questi sono paragonabilissimi agli xenofobi di ogni epoca e ogni nazione.
        ma c’erano anche quelli che ce l’avevano invece con gli ebrei potentissimi e che dominano il mondo (come oggi Peucezio 😉 ) che era l’idea opposta…”

        Condivido.
        E probabilmente l’antisemitismo nazista si alimentava un po’ di tutti e due i sentimenti.

        “in ogni caso, non credo che i sostenitori italiani di Israele, per intenderci, facciano particolari legami tra immigrati e palestinesi; gli stanno sulle bella gli immigrati, ed è un argomento, e sostengono Israele perchè è di destra e alleato degli USA, ed è un altro argomento…”

        Uhm, non saprei.
        Secondo me la maggior parte dei filoisraeliani di destra lo sono principalmente per antislamismo (demenziale, perché la questione palestinese è nazionale, non religiosa).

    • PinoMamet scrive:

      E ora Peucezio:

      la Seconda guerra mondiale non è stata fatta “dagli ebrei”, che vi hanno figurato come singoli soldati di vari eserciti (la “Brigata ebraica” voluta da Churchill più che altro come arma psicologica ha fatto solo gli ultimi mesi di guerra), come partigiani, o come vittime della Shoah;

      tantomeno è stata fatta “per gli ebrei”, che, lungi dal dominare il mondo come presentato dal Mein Kampf o dai Savi di Sion, cominciavano appena ad essere considerati cittadini “non troppo esotici” negli Stati Uniti d’America
      (la politica delle università per limitarne il numero credo fosse ancora in funzione…)

      ma soprattutto, non passavano per l’anticamera del cervello né all’Inghilterra, né, successivamente, agli USA come causa per le loro rispettive entrate in guerra…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “ma soprattutto, non passavano per l’anticamera del cervello né all’Inghilterra, né, successivamente, agli USA come causa per le loro rispettive entrate in guerra…”

        Infatti. Il bello è che poi ci sono alcuni esaltati oggi che sostengono, in parallelo ai neonazisti ma sul fronte opposto, che “gli Stati Uniti sono entrati in guerra per salvare il mondo da Auschwitz”, insomma per… salvare gli ebrei.

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        eh, insomma…

        Quello che dici è corretto.
        Ma ci sono livelli ulteriori.
        Senza cadere nel complottismo più schematico, già allora, come ben denunciò Henry Ford, gli ebrei controllavano sostanzialmente l’America e in generale l’Occidente era fortissimamente condizionato da loro.
        La Russia bolscevica poi era una creatura loro, anche se Stalin li aveva ridimensionati (e comunque fu attaccato lui).

        • PinoMamet scrive:

          Beh, il fatto che Henry Ford fosse un complottista antisemita non rende vero il complottismo antisemita… 😉

          • Peucezio scrive:

            Ma che motivo doveva avere?
            Il fatto che abbia rinnegato il libro dimostra paradossalmente che aveva ragione: gli ebrei avevano un tale potere di pressione che dovette rimangiarselo, malgrado fosse Henry Ford.

            • Francesco scrive:

              Peucezio

              scusa ma … e le lagne sui complotti dei papisti e dei gesuiti? credo che se studiassimo la pubblicistica inglese e tedesca ne troveremmo a tonnellate. Anzi, mi pare di ricordare che persino Garibaldi ci si cimentò.

              Ed è tutta roba che prescinde da una base storica minimamente seria.

              Non puoi prendere quel fatto come prova, secondo me.

              Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quando uscì Il Cimitero di Praga, non mi ricordo che esponente di una comunità ebraica intervistato mi pare da Fazio disse che il libro convalidava i pregiudizi antiebraici. Perché? Perché mettendo gli ebrei alla stessa stregua dei Gesuiti (le leggende nere sui quali avevano un fondo di verità, diceva), allora implicitamente si sosterrebbe che anche i Protocolli dei Savi di Sion avrebbero un fondo di verità.

              • Francesco scrive:

                Devo convenire, solo che i Gesuiti a un certo punto sono stati sciolti dalla stessa Chiesa.

                E poi riformati ma senza quella capacità di combinare cose che avevano prima.

                Infatti nel noto libraccio hanno messo al loro posto l’Opus Dei.

                Ciao

              • paniscus scrive:

                “Infatti nel noto libraccio hanno messo al loro posto l’Opus Dei.”—

                Ma quello non era in un romanzo di Dan Brown, in cui i cattivi (mezzi monaci e mezzi sicari tagliagole) erano chiaramente una parodia dell’Opus Dei? Che c’entra quello di Umberto Eco?

                Premetto che entrambi li ho letti molti anni fa e che quindi potrei confondermi, ma mi pare che ci sia una bellla differenza tra i due autori, sia come cultura di fondo, sia come stile di scrittura!

          • PinoMamet scrive:

            “Ma che motivo doveva avere?”

            e scusami, tu che motivo hai??

            • Peucezio scrive:

              Infatti io ho ragione.

            • Peucezio scrive:

              Insomma, a me pare come la barzelletta dell’autostrada.

              Se tutti nella storia del mondo ce l’hanno con gli ebrei, o sbagliano tutti o sbagliano gli ebrei.

            • PinoMamet scrive:

              Ah ecco, se lo prova la barzelletta allora… 😉

              Forse dovresti cercare fonti più autorevoli, eh?

              per il resto, non mi risulta che tutti nella Storia ce l’avessero con gli ebrei.
              Mi sembra una bizzarra deformazione prospettica.

              I Romani hanno fatto la guerra agli Ebrei, come la hanno fatta a popoli di mezzo mondo.
              Non risulta che pensassero qualcosa di particolare contro gli Ebrei, tantomeno che “volevano dominare il mondo” o “controllavano le banche”.

              Negli autori latini c’è qualche accenno ai tanti ebrei residenti in Italia e a Roma, descritti come poveri e creduloni, superstiziosi.

              I cristiani ce l’avevano con gli ebrei… perché non diventavano cristiani.

              I musulmani “ce l’avevano” con i non musulmani.

              Con gli Stati-nazione nasce l’idea di un paese “uno d’armi, di lingua e d’altar”, e ogni paese si dota di un mito delle origini:

              sorgono in Francia le statue di Asterix, di cui nessuno parlava da secoli (anzi, nessuno aveva mai parlato, al di fuori del De Bello Gallico), le sigarette Gaulois, in Germania di Arminio…

              in questo, gli ebrei, felicissimi di essere emancipati, scelgono perlopiù di “integrarsi” e identificarsi con il mito nazionale, anche quando c’entra pochino con loro.
              E quello è forse il momento di nascita dell’antisemitismo moderno…

            • PinoMamet scrive:

              Errata: ho confuso Vercingtorige con Asterix!! 😀 😀

              Il fatto è che il simpatico gallo dei fumetti è modellato proprio su una statua del noto avversario di Cesare…

              • MOI scrive:

                Ancor più Ambiorix / Ambiorige, a Liegi … la statua è identica.

                😁😉

              • MOI scrive:

                Fra l’ altro gli han messo per piedistallo un Dolmen … da cui probabilmente l’idea di Obelix che si allena portandosi un Menhir dietro la schiena

            • Peucezio scrive:

              I Romani ne hanno fatto una strage perché erano gli unici che non volevano integrarsi.

              Non credo che i cristiani li odiassero in quanto non si convertivano, ma, deicidio a parte (che è di più del semplice non convertirsi), in quanto usurai, affamatori, in Polonia distillatori d’alcol con la piaga sociale che questo comportava, ecc. ecc.

            • PinoMamet scrive:

              I Romani hanno fatto le guerre giudaiche come hanno fatto quelle galliche, e prima ancora quelle puniche, sannitiche…

              gli Ebrei si integravano spesso e volentieri: la più bella lode dei Romani la scrive Giuseppe Flavio, non solo ebreo, ma anche uno degli ex capi della rivolta;

              ma prima ancora, gli ebrei di Roma fanno parte della vita politica cittadina e offrono 3000 uomini (mezza legione!) a Cesare…

              Per uscire da Roma, gli non erano odiati né perseguitati in Persia, dove si sono sempre trovati benissimo;
              e dal ì in India…

              e si potrebbe dire che era perché non facevano proselitismo…

              ma invece in Arabia lo facevano ,e ci prosperarono fino al tempo di Maometto, quando c’erano intere tribù ebraiche;
              molto antica anche la presenza in Nord Africa, dove non ci sono segni particolari di “avercela con gli ebrei” fino all’arrivo dell’Islam.

              La presenza ebraica in Etiopia è un altro capitolo a parte, cher andrebbe studiato senza le lenti colorate per non dire i paraocchi, dell’antisemitismo europeo…

              ” in quanto usurai, affamatori, in Polonia distillatori d’alcol”

              gli ebrei non “nascono” usurai, ma vi vengono costretti dalle leggi cristiane;

              dove ne hanno le possibilità, o prima o dopo tali leggi, gli ebrei fanno di tutto
              (nella Puglia medievale sono ricordati come pescatori, che non è il primo lavoro a cui si tende ad associarli…
              ecc. ecc.)

              Insomma, l’idea che “tutto il mondo odia gli ebrei perché sono un popolo di banchieri e usurai” è semplicemente falsa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Insomma, l’idea che “tutto il mondo odia gli ebrei perché sono un popolo di banchieri e usurai” è semplicemente falsa.”

                Sto leggendo un libro molto bello su “Firenze in camicia nera”, autore Alberto Marcolin.

                E’ un tentativo di raccontare per quanto possibile ciò che successe davvero in quegli anni, senza giustificare e senza condannare.

                Per dare un’idea, l’autore non ha paura a dire che la visita di Hitler a Firenze fu un evento vissuto in maniera straordinaria dai fiorentini: fu preparata con immensa maestria, coinvolse masse entusiaste, commosse lo stesso Hitler. Insomma, l’autore non può essere sospettato di “resistenzialismo”.

                Bene lo stesso autore dice che le leggi razziali colpirono in maniera negativa tanti fiorentini che si erano affidati al fascismo: senza alcun motivo comprensibile, venivano colpiti membri della borghesia fiorentina, imparentati con tanti non-ebrei, persone stimate e rispettate.

                Io ho vissuto anni fa a Roma, e mi ricordo di un antigiudaismo popolare diffuso: nulla di razzista, nulla di teologico. Tipicamente, “lo sai che gli ebrei fanno così, uno apre un negozio, fa prezzi in perdita, gli altri ebrei lo aiutano; così fa fallire i negozi dei cristiani, e poi se li comprano gli ebrei, e quando hanno conquistato tutta la strada, mettono i prezzi che vogliono”. La stessa cosa che ho sentito dire da parte degli arabi contro i bengalesi al mercato di San Lorenzo a Firenze.

                E’ vero che sono arrivato a Firenze molti anni dopo, ma non ho mai sentito nulla di simile contro gli ebrei qui; anzi, non ho mai sentito nulla contro gli ebrei in generale.

                Insomma, sono cose che variano di luogo in luogo.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “gli ebrei non “nascono” usurai, ma vi vengono costretti dalle leggi cristiane;”

                Scusami, ma questo è proprio un luogo comune storico infondato, perché già durante la cattività babilonese gestivano la finanza, erano prestatori, lo racconta lo stesso Liverani.

              • PinoMamet scrive:

                Penso che c’entri la particolarissima condizione degli ebrei romani…

                io vivo in una parte d’Italia dove attualmente gli ebrei sono pochissimi (se non si contano gli studenti israeliani) ma fino alla Seconda Guerra erano invece parecchi, presenti in ogni cittadina, e ampiamente mescolati con il resto della popolazione;

                ho visto i documenti che si tenevano in sinagoga sulle conversioni al cristianesimo, ed erano tantissime…

                l’altra sera passo in una orribile città di teste quadrate, di cui non mi degno di fare il nome, e vedo un centralissimo negozio di salumi, uno di quelli con le insegne anni Cinquanta…
                il cognome del proprietario è un cognome tipicamente ebraico-locale…

                beh, forse anche per questa presen<a direi capillare, non ho MAI sentito nella mia infanzia niente di antisemita.

                I topoi dell'antisemitismo classico (l'ebreo usuraio, l'ebreo che domina il mondo, l'ebreo che odia i cristiani): mai.
                L'ebreo tirchio? apparso per la prima volta quando andavo al Liceo, ripreso da… le barzellette ebraiche che cominciavano ad avere una certa popolarità con libricini ("Nuove storielle ebraiche"…) e spettacoli teatrali o approfondimenti televisivi a tema ebraico.

                ma credo che ogni realtà italiana sia un caso a parte.

                Mi stupiva di Peucezio quando riportò modi di dire dialettali sugli ebrei in Puglia ("mi pari un giudeo"), regione nella quale gli ebrei prosperarono… nel Medioevo, ma sono scomparsi completamente dopo
                (sono rinati a San Nicandro per motivi particolarissimi);

                mentre nei dialetti di qua io non sapevo neanche come si diceva "ebrei", forse perchè nessuno pensava "agli ebrei" ma al signor Modena che vendeva abiti usati, al signor Levi che faceva l'operaio specializzato, o al signor Coen che faceva il fotografo (tutti veri, peraltro).

                O al signor M, che aveva il bisnonno ebreo e faceva il salumaio, perlappunto….

                (Ho poi si scoperto, dal nome del vicolo che stava di fronte al mio vecchio Liceo, "vicolo Tal dei Tali ovvero Borghèn dij Ebrèi", che si diceva proprio ebrei, come in italiano… ma l'ho scoperto l'altroieri, si può dire).

              • Peucezio scrive:

                È vero in generale che gli ebrei, trovandosi in mezzo a popoli diversissimi per millenni, hanno sempre oscillato fra la chiusura e forme di parziale integrazione (credo sia inevitabile in qualunque comunità umana) e questo spiega i casi che citi, come quelli di Miguel, che illustrano il risultato paradossale di leggi punitive che ricadono su famiglie che si sentivano profondamente italiane, come tali erano percepite e molte erano addirittura fascistissime.

              • PinoMamet scrive:

                “Scusami, ma questo è proprio un luogo comune storico infondato, perché già durante la cattività babilonese gestivano la finanza, erano prestatori, lo racconta lo stesso Liverani.”

                Per quanto mi riguarda possono raccontarlo anche Mosè e Aristotele;

                non ho idea se gestivano la finanza a Babilonia
                (e francamente, credo che anche quello di Liverani sia un bel tirare a indovinare… fammi leggere il passaggio e giudicherò)

                ma a Roma, nella Persia degli Achemenidi e in quella dei Sasanidi, in Arabia, nell’Italia medievale…

                facevano tutt’altro.

              • PinoMamet scrive:

                Nell’Egitto pre-tolemaico gli ebrei fanno i mercenari, e costruiscono (eresia!) un secondo Tempio ad Elefantina, se non vado errato…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ma stai scherzando?
                Liverani tira a indovinare?

              • Peucezio scrive:

                Allora, scusami, io l’ho letto tanti anni fa, quindi magari ricordo male, ma uno storico, come sai, è uno che studia i documenti: l’esistenza di prestatori ebrei a Babilonia non è un’interpretazione è un dato, che o è documentato o non esiste.

              • PinoMamet scrive:

                Scusami, ma non parliamo in astratto, parliamo in concreto.

                Le fonti babilonesi saranno scritte in accadico o in aramaico.

                Ci sono già sufficienti ambiguità nell’ebraico biblico, che viene studiato in Occidente dai tempi di San Gerolamo…

                queste fonti sono su tavolette cuneiformi, arrivate quasi tutte frammentarie.

                Questi sono fatti.

                Ora veniamo alle supposizioni:

                io mi immagino che Liverani, per grande che sia, abbia trovato in un paio di queste fonti il nome di un tale, che potrebbe essere anche ebreo, che viene ricordato come prestatore di denaro…

                una roba del genere ” ‘Oved ben Yrmia[… ] il prestat[… ] riceve dieci petecchioni da Ashur-ezr-hu il [mese ] di Nisan il giorno [… ] dici”.

                Vedrai se mi sbaglio 😉 e vedrai se è sufficiente per costruirci su la fantasia dell’ebreo eterno banchiere…

                tu sei linguista di formazione, ma io di formazione sono filologo…

              • habsburgicus scrive:

                l’esistenza di prestatori ebrei a Babilonia non è un’interpretazione è un dato, che o è documentato o non esiste.

                @Peucezio
                c’è l’archivio Murashu, di età achemenide, utile anche per datazioni..costoro prestavano denaro in modo “moderno”..i più degli eruditi ritengono siano ebrei ma se guardiamo lo fanno per una sorta di petitio principii (“visto che è noto… ecc ecc :D)..in realtà provatissimo non è, potevano essere paganissimi 😀 ancorchè ciò sia verosimilmente più improbabile dell’ipotesi “comune” cui aderisce anche Liverani… resta un’ipotesi però

              • habsburgicus scrive:

                (anche) grazie a quell’archivio, Parker e Ddubbesatein, aqutori di un manuale ormai datato (1956) ma ancora fondamentale, hanno calcolato praticamente tutti i mesi intercalari anteriori al 367 a.C..e en passant, si è visto, che il “ciclo di Metone” non era usato 😀 li intercalavano in altre posizione, massime sotto Serse (486-465 a.C)

              • habsburgicus scrive:

                Dubbestein

              • PinoMamet scrive:

                Insomma, dovevano essere ebrei perché “si sa” che gli ebrei prestano denaro??

                ????

                Non è neppure tirare a indovinare, che in fondo ci si può azzeccare;
                è ragionare per partito preso, che è molto peggio…

                Scusatemi, ma per il rispetto agli studiosi rimango invece del mio parere:

                qualche nome che potrebbe essere ebraico (mica che sia sempre così facile dirlo…) di qualcuno che esercitava la professione di prestatore di denaro, come facevano anche altri.

                Insomma, tra tremila anni trovano un contratto del signor Levi, ma neppure, del signor Colombo, che ha un negozio di elettrodomestici…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Nessuno è sfiorato dall’idea che TUTTI prestassero a titolo oneroso e che fosse quella la causa del divieto biblico?

              • PinoMamet scrive:

                ma infatti!

                comunque ricordo che stiamo parlando di questa roba qua:

                https://www.spurlock.illinois.edu/img-DB/recognition/Images04/1913.14.1729.jpg

                se qualcuno pensa che da questa roba qua si possano trarre delle grandi certezze
                (cioè, voi credete che nelle tavolette cuneiformi si trovi scritto “dott. Elia Levi, ebreo di professione banchiere”???)
                beh…
                beato lui 😉

                io parlo di cose che conosco, e dico, per fare un esempio di cose a noi note e vicine, che la famosissima e imitatissima Saffo la abbiamo conosciuta per secoli attraverso imitatori e citazioni sparse;

                poi troviamo nel Cinquecento una sua poesia, riscritta in un greco “normalizzato”, nel famoso Anonimo del Sublime;
                e la abbiamo poi ritrovata nella forma forse originale in dialetto eolico, ma mutila, nei papiri egizi…

                che c’entra? Niente, ma per dare un’idea di cosa parliamo.

                Se qualcuno prendesse un passo mutilo di una poesia di Saffo per trarre qualche conclusione generalizzante sulla storia greca o sul carattere del “Greco eterno”, che è “ontologicamente gay”, beh…
                oserei dire che sarebbe una cazzata 😉

        • PinoMamet scrive:

          Questa idea poi della Russia bolscevica come “voluta dagli ebrei ” è una delle più grosse fake news della storia.

          È vero invece che è esistito un sindacato dei lavoratori socialista ebraico, il Bund, perché c’erano molti operai ebrei, semplicemente, uniti dalle stesse condizioni di lavoro e dalla stessa lingua.

          Che non aspirava al “dominio sui gentili”, ma alla società egualitaria socialista.

          • Peucezio scrive:

            Beh, qui è proprio la storia che ti contraddice.
            Lo sai anche tu che i capi della rivoluzione bolscevica erano tutti ebrei tranne Stalin.

            • PinoMamet scrive:

              Ma no!
              Era ebreo Trostkii, e lo sanno tutti. E anche che fine fece.
              Altri in ruoli importanti non ne conosco.

              Il bolscevismo peraltro si dette immediatamente da fare per distruggere la vita religiosa ebraica, né più né meno di quella cristiana, con confische, esilii ecc. ecc.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “non ne conosco”

                A parte Trotskij?

                Zinov’ev, Kamenev, Kaganovic, Radek, Litvinov, Jagoda. Ezhov aveva una moglie Ebrea molto attiva politicamente. Beria aveva padre Ebreo. Sono i primi che mi vengono in mente.

                Cfr. Rapoport, “La guerra di Stalin contro gli Ebrei”.

              • PinoMamet scrive:

                Kamenev non era ebreo (era ebreo suo padre), Radek mi pare ebbe guai ben prima della salita al potere di Stalin, comunque numeri e statistiche li ho riportati sotto…

              • PinoMamet scrive:

                Beria invece era georgiano cristiano ortodosso.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                e quali altri gentili ci sarebbero stato oltre Stalin?

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Kamenev non era ebreo (era ebreo suo padre)”

                Ah, vabbè, allora…

              • PinoMamet scrive:

                “Pino,
                e quali altri gentili ci sarebbero stato oltre Stalin?”

                …tutti gli altri?

                Sì, Andrea su un saggio apposito ha trovato alcuni nomi di persone di origine ebraica o in parte ebnraica.

                I numeri te li ho dati, sono riperibili.

                L’unico davvero importante, che tutti conoscono, ripeto, è Trotskii.

                Per il resto, non stupisce che in Russia, dove viveano molti milioni di ebrei, in gran parte socialisti, se ne trovassero in buon numero rappresentati anche nel Partito bolscevico: sarebbe stato strano il contrario…

                ma da qui a immaginare la Rivoluzione d’Ottobre come una cospirazione giudaica, ce ne passa…

                anche perché, ri-ripeto, la prima cosa che hanno fatto i bolscevichi è stato perseguitare le religioni, compresa quella ebraica.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                ma che c’entra, i rivoluzionari bolscevichi erano atei, mica religiosi.

              • habsburgicus scrive:

                Sverdlov, morto nel 1919…..e diversi altri

              • PinoMamet scrive:

                No vabbè ci rinuncio.

                Io i numeri ve li ho messi, il link ve l’ho messo.

            • PinoMamet scrive:

              “”If we discard the speculations of pseudoscientists who know how to find the Jewish origin of every revolutionary, it turns out that in the first composition of the Council of People’s Commissars of Jews there were 8%: of its 16 members, only Leon Trotsky was a Jew. In the government of the Russian Socialist Federative Soviet Republic of 1917–1922 Jews were 12% (six out of 50 people). Apart from the government, the Central Committee of the Russian Social Democratic Labour Party (Bolsheviks) on the eve of October 1917 had 20% Jews (6 out of 30), and in the first composition of the political bureau of the Central Committee of the Russian Communist Party (Bolsheviks) – 40% (3 out of 7)”.— Vedomosti (dated 17 June 2013).”

              https://en.wikipedia.org/wiki/Jewish_Bolshevism

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “If we discard the speculations of pseudoscientists who know how to find the Jewish origin of every revolutionary,”

                Non ho sottomano Slezkine in questo momento, ma mi ricordo di cifre più alte; e comunque sono cifre alte (prendo apposto quella più alta, “3 su 7”.

                Il problema è il senso che si danno a queste cifre.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, neanche Slezkine è la Torah dal Sinài, eh? 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Beh, neanche Slezkine è la Torah dal Sinài, eh? ”

                Di sicuro!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Vedomosti”

                Leggo solo ora, chiedo venia del ritardo.

                L’IA di Google mi informa che prima del 1917 in Russia c’erano 170 milioni di persone, di cui gli Ebrei erano 6 milioni. Il 3,5%, insomma.

                Nel Comitato Centrale tu scrivi che gli Ebrei erano il 20%, cioè quasi sei volte di più che nella intera popolazione.

                Credo che sia questo che fa associare gli Ebrei al Comunismo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “gli ebrei controllavano sostanzialmente l’America e in generale l’Occidente era fortissimamente condizionato da loro.
          La Russia bolscevica poi era una creatura loro, anche se Stalin li aveva ridimensionati (e comunque fu attaccato lui).”

          Ynet è un sito ebraico americano di destra,

          https://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4099803,00.html

          e dice che oggi gli ebrei costituiscono il 2% della popolazione statunitense, ma il 25% degli americani più ricchi sono oggi ebrei; e sono complessivamente il gruppo etnico più ricco. Però la grande avanzata economica degli immigrati poveri in fuga dall’impero zarista avviene DOPO la seconda guerra mondiale. E posso garantire anche da racconti familiari, che venivano esclusi dai club dei Wasp, che li vedevano molto male.

          Quello che è interessante è la presenza ebraica a Hollywood, già alla fine degli anni Trenta, sei degli otto studi principali appartenevano ad ebrei. Qui c’è un articolo molto interessante https://www.myjewishlearning.com/article/jews-in-hollywood-1930-1950/ da cui emerge che sicuramente c’era un’ambizione di uscire dalla miseria, di farsi ammettere nel Mondo dei Gentili, ma anche un certo grado di nepotismo e di sostegno segreto a cause “filantropiche” ebraiche.

          “Il loro desiderio, in quanto immigrati o quasi immigrati, di essere pienamente accettati come “americani” culturalmente assimilati, “americani al cento per cento”, li ha resi entusiasti della trasmissione, dell’idealizzazione e della creazione della cultura popolare americana. Attraverso i loro film, hanno presentato al mondo la loro percezione selettiva degli aspetti dei valori e delle virtù americane.”

          E in questo c’è sicuramente un appiglio per chi vuole assimilare “americanismo” e “giudaismo”.

          Per quanto riguarda la Russia, leggere Slezkine!

          Vero che circa la metà dei primi dirigenti bolscevichi appartenevano alla minoranza ebraica, per tanti motivi: in un paese di contadini, erano circa la metà di quelli che avevano studiato, avevano in naturale antipatia lo zar. E volevano uscire dal ghetto e smettere di “essere ebrei”, a differenza degli ebrei che andarono negli Stati Uniti o in Palestina.

          E in questo c’è sicuramente un appiglio per chi vuole assimilare “americanismo” e “bolscevismo”.

          • Miguel Martinez scrive:

            ebrei, USA, bolscevismo…

            Io so che ovunque nelle discussioni, si cerca il dato che conferma il nostro pregiudizio di partenza; e dall’altra parte, quel dato – che magari è vero – non si deve nemmeno menzionare, perché “se no si danno armi al nemico”.

            Qui però siamo in uno spazio talmente insignificante e impotente, che possiamo ad esempio dire che la metà dei primi dirigenti bolscevichi erano nati in famiglie ebraiche, senza che questo necessariamente dimostri che i Protocolli sono autentici 🙂

          • Peucezio scrive:

            Ma poi basta dire che la rivoluzione bolscevica fu finanziata dalle banche ebraiche americane.

            • PinoMamet scrive:

              Mah…
              a dire questo, trovo solo fonti di destra cattoliche, più che sospette.

              Sicuramente la rivoluzione russa, come tutte le rivoluzioni, avrà avuto bisogno di finanziatori, che avranno sperato di ottenre qualcosa indietro.

              Non penso che le banche americane, “ebraiche” o meno, abbiano finanziato Lenin (se pure è vero…) per odio verso l’Ortodossia cristiana…

              come sicuramente non odiava l’ortodossia, e neppure lo zar, la Germania che facilitò il transito di Lenin verso la Russia, e che pure è ricordata come finanziatrice della Rivoluzione bolscevica, per il validissimo ed evidentissimo motivo di togliersi di mezzo almeno uno dei due fronti su cui combatteva…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Ma poi basta dire che la rivoluzione bolscevica fu finanziata dalle banche ebraiche americane.”

              Mi ricordo vagamente di questa cosa, che coinvolgeva Trotskij credo… Mandi un link? Non importa se la fonte è un po’ sopra le righe, mi interessa solo per iniziare a seguire la pista.

              • Peucezio scrive:

                Lo cerco e te lo mando.
                Ma non è roba che trovai online.
                Forse ne accenna anche Solženicyn.

  73. MOI scrive:

    Trump disse che Gaza deve diventare la Côte d’Azur residenziale di Eretz Israel …

  74. Ros scrive:

    Quando l’overtourism comincia a stufare pure ai bottegari

    https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/venezia-tassa-turisti_101481783-202502k.shtml

    Il presidente dell’Associazione Piazza San Marco denuncia il collasso del commercio: “Fiumi di visitatori che non spendono”

    Setrak Stokazzian c’ha tutta la raggione da vendere,
    si ma però non se la vuole accattare nessuno!

    “Chisti pezzi di pezzenti e brutta et inferiora vascia gente t’arrivano a Venezia già mangiati al Lidl di Mestre e poi non s’accattano manco una chincaglia di carabattola di maschera gondolata acciarpanata made in China a quattrocentosettanta volte il suo valore nullo,

    manco una porcatella soprammobbiliare a collocarsi sulla televisione sopra il centrino ricamato dalla buonanima di nonna🙁

    Eppoi continua:
    “Già mangiati vengono!!!
    Che minchia ci vengono a fare sti cazzi di morti di fame!”

    dice con veemenza appassionata il presidente dei bottegari di laguna; manco le borse firmate attaroccate costo appartamento s’accattano più:

    “Passeggiano, fotografano ma non comprano nulla”

    Stokazzzian descrive la scena quotidiana come un’onda di visitatori disorientati:

    “…non si fermano in nessuna attività commerciale”.
    “pure il lusso è in difficoltà, un tempo si vedevano turisti con borse firmate uscire dai negozi di Piazza San Marco. Oggi è raro. – spiega il presidente dell’Associazione Piazza San Marco – Io stesso ho visto diverse famiglie dividere una pasta o da bere.

    Lo ha visto lui stesso lo ha visto! Ha visto che si dividono una pasta i degenerati

    “Ci sono file alle fontanelle per prendere dell’acqua😳😳😳 perché non si compra più nemmeno quella.”

    Con la borraccia piena ti ci vengono!

    “Mi domando, ma dov’è la bella gente … Arrivano al mattino con i pullman dal litorale e se ne vanno nel pomeriggio, senza aver speso un euro”.

    Dov’è la bella gente?
    Trovate al Signor Stokazzian la bella gente su’, basta con gli scherzi tirategliela fuori

    “Per Stokazzian è necessario intervenire con urgenza:
    “Bisogna porre un limite ai grandi flussi turistici giornalieri, a queste persone farei pagare 100 euro a testa. – aggiunge – Ci sono maree di persone con il braccialetto bianco che arrivano dai camping.
    Questa gente non sa nemmeno cos’è la cultura e lo si vede perché arrivano, non sanno nemmeno dove sono, e se ne vanno, senza aver comprato nulla”.

    Sti fottuti fetenti e infami non s’accattano la cultura che vende il Signor Stokazzian et amici ristoratori sua preferendo andare invece per strade, calle, musei, mostre…

    Come si fa a non farci chiangere il cuore per queste sue strazioseggianti vicissitudini 😳
    Preghiamo tutti per lui🙏

    • PinoMamet scrive:

      Ho letto l’articolo: geniale, questo Tokatzian.

      i turisti bevono alle fontanelle e si portano i cibi cotti da casa, come Filini e Fantozzi. Dramma!

      Beh, baristi e ristoratori veneziani inizino a fare prezzi decenti, e vedranno che i turisti preferiranno un bel pranzetto da seduti alla pasta scotta mangiata in piedi.

      Per Tokatzian non c’è speranza: fa il gioielliere, non è il lavoro che vende alle masse…
      e francamente non credo che il suo volume d’affari cambi granché, in un caso o nell’altro.
      Si metta il cuore in pace, 10.000 ricconi in fila al suo negozio, anziché 10.000 turisti faidatè in fila alla fontanella, non li vedrà mai.

      Quanto all’idea della tassa di 100 euro, beh, è da Nobel.
      I turisti faidatè non verranno più: quell’uno su cento che comprava l’autentica maschera veneziana made in China non la comprerà più.

      E i 5 turisti che verranno ancora, avranno 100 euro in meno da farsi fregare per i ciondoli di Tokatzian, e 100 euro finiti nei vari conti di assessorati e altre stronzate magnaschèi.

      Della cultura, faccia il piacere di non parlare.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Beh, baristi e ristoratori veneziani inizino a fare prezzi decenti, e vedranno che i turisti preferiranno un bel pranzetto da seduti alla pasta scotta mangiata in piedi.”

        🙂

        Il bello è che ovunque sono i bottegai che credevano di fare i furbi, che hanno segato il ramo su cui vivono. Poi magari si tengono in piedi comunque con un imbragatura.

        Se io fossi dittatore d’Italia, vieterei l’espansione degli aeroporti; vieterei ai comuni di sussidiare gli aeroporti; farei tassare il carburante degli aerei come si tassa il carburante dei Pinomamet quando guidano l’auto per andare a lavorare.

        Insomma, semplicemente mettere nel PREZZO del volo anche il COSTO.

        Poi farei come a New York, che se vuoi fare affitti brevi, devi vivere nello stesso palazzo in cui affitti.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma il signor S.Tokatzian esiste veramente? Non è un pesce d’aprile o una cosa del genere?

    • firmato winston scrive:

      @Ros, Stokazzian, Miguel:
      “Bisogna porre un limite ai grandi flussi turistici giornalieri, a queste persone farei pagare 100 euro a testa”

      Occhio che forse non tutti sanno che per camminare a Venezia bisogna gia’ pagare una tassa “sperimentale”, di 10 euri, indipendente dal reddito e quindi gia’ piu’ onerosa per i poveri, che non so neanche se si possa pagare se non online (di sicuro solo prenotandosi online almeno tot giorni prima viene, graziosamente, dimezzata, col tipico distinguo azzeccagarbuglico-burocratico che serve a far _apparire_ razionale e “giusto” cio’ che non lo e’, spostando l’attenzione dei precisini da una cosa che e’ solo una ulteriore, semplice e gratuita vessazione): quindi il sig. Stokazzian non propone di introdurre la tassa, ma semplicemente di aumentarla (che, si sa, una volta introdotta, Stokazzian o no, poi succede sempre che venga aumentata, all’infinito, avete un solo esempio contrario, salvo che in seguito alla caduta di un regime e di una intera classe dirigente e professionale a seguito di una formidabile rotta subita in guerra?)
      Cosa aspettate, Miguel, a fare lo stesso a Firenze? Cosa di meglio e piu’ ovvio e “semplice” di una tassa? Fra l’altro creerebbe un sacco di nuova occupazione per l’esazione, i controlli, le multe, le sanzioni andate in mora, i ricorsi legali, gli atti giudiziari, un sacco di aumento di PIL nel terziario dei servizi, nuova ricchezza, nuovo PIL!
      La realta’ supera sempre la fantasia.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Firmato

        “Cosa aspettate, Miguel, a fare lo stesso a Firenze? ”

        🙂

        Conosco alcune persone che lo hanno proposto, e in effetti la proposta è ragionevole in sé: il turista che viene e va in giornata lascia dietro di sé una scia di rifiuti, le sgommate dei pullman sull’asfalto, spazio parcheggio tolto ai residenti ecc., la cifra di 10 euro non mi sembra irragionevole. Poi non abitando a Venezia, troverei molto più ragionevole vietare l’approdo di navi e ridurre al massimo il traffico all’aeroporto, pazienza per chi ha la pazienza di venire in treno…

        Considera però che:

        1) Venezia è una città con un unico accesso, facilmente monitorabile.

        2) Venezia è ormai ridotta quasi esclusivamente a una macchina turistica.

        3) A Firenze si può accedere da decine, forse centinaia di strade: dove tiri poi il confine della “zona speciale”?

        4) Su ognuna di queste centinaia di strade, ci piazzi dei controllori che mi chiedono la carta d’identità tutte le volte che passo?

  75. Moi scrive:

    Come saprete, dopo l’ attore di Theo Robinson / Huxtable e Ozzy Osbourne ci lascia anche Hulk Hogan.

    Su Ozzy Osbourne, polemiche soprattutto animaliste … ho “trovato fuori” 🙂 che esistono “formiche da sniffare” !

    Su Hulk Hogan, polemiche sul recente appoggio a Donald Trump e … un’ intercettazione telefonica di disappunto sulle frequentazioni della figlia Brooke (n. 1987) da adolescente ; pare che abbia detto:

    “I just can’t believe she’s dating a nigger !”
    [cit. sic]

    Ma poi si è scusato … per quel che NON può servire negli Stati Uniti !

    • Moi scrive:

      FORSE NON TUTTI SANNO CHE fu un Wrestler … Abraham Lincoln : ebbene sì, proprio lui !

      • Moi scrive:

        Abraham Lincoln era fisicamente longilineo, ectomorfo , non certo massiccio quindi … però cmq alto sopra il 1,90 , nell’ Ottocento !

    • PinoMamet scrive:

      Beh allora voglio fare una polemica anch’io: i Robinson mi hanno sempre fatto cagare! 😀

      • Moi scrive:

        Ebbero cmq ” All Black Guest Stars” VIP davvero notevoli come Stevie Wonder, James Brown, B. B. King, Sammy Davis Jr, Miriam Makeba, ecc … mai stati però fra i miei preferiti, in ogni caso.

      • Moi scrive:

        Malcolm‑Jamal Warner , l’ attore … cmq ho scoperto per caso che esiste un calciatore Giamaicano che si chiama proprio Theo Robinson. 😉

    • Moi scrive:

      Inside Abraham Lincoln’s Surprising Career As A National Wrestling Champ

      In 12 years of wrestling, Abraham Lincoln was known to have lost only one match out of 300 on his way to being inducted into the National Wrestling Hall of Fame.

      https://allthatsinteresting.com/abraham-lincoln-wrestling

      • Moi scrive:

        Abe Lincoln’s Legendary Wrestling Career – He Was a Champ!

        The man in the stovepipe hat, Abraham Lincoln, was the 16th President of the United States and also an amazing wrestler.

        https://www.youtube.com/watch?v=vvWQPoCmuk0

      • PinoMamet scrive:

        Beh, si impara sempre qualcosa… scopro che Lincoln era alto quasi come il mio trisavolo
        (il mio bisavolo “abbassò la razza” sposando una donna bassa e dalla faccia cattiva… )

        un altro lottatore famoso (o pancraziaste forse, ma dovrei controllare sulle fonti) era Platone…

  76. Miguel Martinez scrive:

    Su Trotzky e i banchieri, un riassunto da un libro sulle 10 settimane che lui passò a New York:

    https://www.timesofisrael.com/trotskys-day-out-how-a-visit-to-nyc-influenced-the-bolshevik-revolution/

    “Tuttavia, come spiega in dettaglio il libro di Ackerman, la cospirazione trotskista-ebraica, specialmente nel 1917, assunse una forma molto specifica. Essa era incentrata sul più importante finanziere ebreo di New York dell’epoca, Jacob Schiff.
    Schiff aveva apertamente usato la sua ricchezza per fare pressione sulla Russia affinché modificasse le sue politiche antisemite. Inoltre, Schiff aveva rifiutato di consentire alla sua banca di partecipare ai prestiti di guerra americani alla Gran Bretagna o alla Francia fintanto che queste ultime fossero rimaste alleate della Russia. Il suggerimento di un legame tra Schiff e Trotsky proveniva direttamente dal governo degli Stati Uniti, in particolare dalla sua Divisione di Intelligence Militare (MID).
    Il libro di Ackerman cita come i fascicoli della MID di quel periodo siano pieni di calunnie contro ebrei di alto profilo di New York come Schiff e altri, collegandoli ai leader bolscevichi.
    Ackerman sostiene che queste accuse provenivano da individui che avevano chiaramente un programma antisemita.
    “L’idea era che i banchieri ebrei pagassero Trotsky per rovesciare il governo e creare il bolscevismo”.
    “Trotsky era seguito dai servizi segreti britannici in quel periodo”, dice Ackerman, “e molte delle persone che i britannici avevano sul loro libro paga erano persone provenienti dalla Russia con una chiara storia di antisemitismo. Tra questi, Boris Brasol, che all’epoca faceva circolare copie dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion ai servizi segreti militari americani e britannici, sostenendo che gli ebrei stavano guidando il bolscevismo e rappresentavano una minaccia”.
    “Schiff aveva ovviamente contribuito a gruppi che sostenevano il rovesciamento dello zar”, dice Ackerman. “Ma una volta che lo zar fu rovesciato, Schiff si schierò con il governo Kerensky. Quindi non era affatto allineato con Trotsky o i bolscevichi”.

  77. Miguel Martinez scrive:

    Qui una citazione direttamente dal libro di Ackerman:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Jacob_Schiff

    “La critica di Schiff nei confronti della Russia era il suo antisemitismo. In patria Schiff non aveva mai mostrato alcuna simpatia per il socialismo, nemmeno nella sua versione più moderata rappresentata da Morris Hillquit. Schiff aveva dichiarato vittoria per i suoi scopi in Russia dopo la caduta dello zar nel marzo 1917 e Alexander Kerensky, in rappresentanza del nuovo governo provvisorio, aveva dichiarato gli ebrei cittadini a pieno titolo. Oltre alle ripetute dichiarazioni pubbliche di sostegno, utilizzò sia il suo patrimonio personale che le risorse della Kuhn Loeb per concedere ingenti prestiti al regime di Kerensky. Quando Lenin e Trotsky presero il potere nel novembre 1917, Schiff li respinse immediatamente, interruppe ulteriori prestiti, iniziò a finanziare gruppi antibolscevichi e chiese persino ai bolscevichi di restituire parte del denaro che aveva prestato a Kerensky. Schiff si unì anche a un’iniziativa sostenuta dagli inglesi per esortare i suoi correligionari ebrei in Russia a continuare la lotta contro la Germania.

  78. MOI scrive:

    Il Destino di Gaza sarà deciso a bordo di uno Yacht in Sardegna ?!

  79. MOI scrive:

    https://tg.la7.it/esteri/gaza-trattative-pace-yacht-sardegna-witkoff-24-07-2025-241619

    Gaza, trattative per la pace su uno yacht. Vertice in Sardegna tra l’inviato Usa Witkoff e i mediatori

    Il possibile cessate il fuoco nella Striscia al centro dei colloqui con il ministro israeliano Dermer e i diplomatici del Qatar

  80. Miguel Martinez scrive:

    Molto bello:

    https://www.lafionda.org/2025/07/27/gli-ebrei-riflessioni-di-una-scrittrice/

    A una settimana di distanza dai tragici eventi delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972, Natalia Ginzburg pubblicò su La Stampa di Torino l’articolo “Gli ebrei” (14 settembre 1972), successivamente raccolto nel volume “Una vita immaginaria” (Einaudi, 1974). Riprendiamo qui la seconda parte del testo, che ci sembra ancora oggi particolarmente incisiva e significativa. Per chi volesse leggere l’intero articolo, è disponibile la versione completa: Gli ebrei.

    lo sono ebrea. Tutto quello che riguarda gli ebrei, mi sembra sempre che mi coinvolga direttamente. Sono ebrea solo per parte di padre, ma ho pensato sempre che la mia parte ebraica doveva essere in me più pesante e ingombrante dell’altra parte. Se mi succede di incontrare in qualche luogo una persona che scopro essere ebrea, istintivamente ho la sensazione di avere con essa qualche affinità. Dopo un minuto magari la trovo odiosa, ma permane in me un senso di segreta complicità. Questo è un aspetto della mia natura che trovo strano e che non mi piace affatto, perché è in aperto contrasto con tutto quello che ho sempre pensato nel corso della mia vita, perché ritengo che non esistano fra gli ebrei delle affinità se non estremamente superficiali, perché penso che gli uomini debbano oltrepassare i confini delle loro origini. Questo è ciò che penso, ma quando incontro un ebreo non riesco a reprimere una strana e buia sensazione di connivenza. Quando ho saputo della strage di Monaco, ho pensato che avevano ammazzato ancora una volta quelli del mio sangue. L’ho pensato in mezzo a un mare di altri pensieri, ma l’ho pensato. Nel pensarlo, ho provato disprezzo per me stessa perché era un pensiero da disprezzare. Non credo affatto che gli ebrei abbiano un sangue diverso da quello degli altri. Non credo che esistano divisioni di sangue. Sono ebrea e ho avuto una educazione borghese. Questa educazione borghese mi ha istillato alcune idee false. Devo avere in qualche modo respirato, nell’infanzia, l’idea che gli ebrei e i borghesi avevano diritti e superiorità sugli altri. Non mi è stato detto certo mai nulla di simile, in casa mia, e anzi mi è stata insegnala la parità di diritti fra gli uomini. Ma nelle strutture della mia educazione doveva essere presente un’idea di superiorità. Noi lottiamo tutta la vita per liberarci dei vizi della nostra educazione, ma i vizi dell’educazione ci restano stampati sullo spirito come dei tatuaggi. Nella nostra vita adulta, si passa il tempo a lavare questi tatuaggi dal nostro spirito. Nei confronti degli ebrei di Israele, credo di aver pensato che essi avevano diritti e superiorità sugli arabi. A un certo momento questa mi è sembrata un’idea mostruosa. L’ho strappata e calpestata con furia. Però mi sono accorta che una simile idea mostruosa l’avevo coltivata in me per molti anni come una pianta sul davanzale. Pur avendola strappata e calpestata, non sono perfettamente sicura che non ne restino in me dei brandelli sparsi. Le nostre idee mostruose hanno la virtù di farci capire come è fatto il nostro paesaggio interiore. Una idea mostruosa vi cresce e prolifera quietamente senza far sparire nulla intorno a sé. Cresce e prolifera accanto ai nostri impulsi migliori e alla nostra sete di giustizia e di uguaglianza, senza farli sparire ma trasformandoli a poco a poco in un mucchio di paglia fradicia.

    Le nostre idee mostruose dovrebbero anche avere la virtù di farci capire come sono fatti i nostri nemici, o quelli che usiamo chiamare i nostri nemici. Esse dovrebbero insegnarci a posare gli occhi sugli altri con tolleranza e con estrema attenzione. Dopo che le abbiamo strappate e calpestate, noi dovremmo serbarne memoria e smetterla di pensare a noi stessi come ai figli del bene universale. A volte ho pensato che gli ebrei di Israele avevano diritti e superiorità sugli altri essendo sopravvissuti a uno sterminio. Questa non era un’idea mostruosa, ma era un errore.

    Il dolore e le stragi di innocenti che abbiamo contemplato e patito nella nostra vita, non ci danno nessun diritto sugli altri e nessuna specie di superiorità. Coloro che hanno conosciuto sulle proprie spalle il peso degli spaventi, non hanno il diritto di opprimere i propri simili con denaro o armi, semplicemente perché questo diritto non lo ha al mondo anima vivente. Riguardo agli ebrei di Israele, mi succede questo. Se qualcuno parla contro di loro provo un senso di rivolta e di oscura offesa. Mi sembra che venga offesa la mia stessa famiglia. Se però qualcuno ne parla con ammirazione e devozione, ho la sensazione subitanea di non condividere questi sentimenti e di trovarmi sull’altra sponda. Dopo la guerra, abbiamo amato e commiserato gli ebrei che andavano a Israele pensando che erano sopravvissuti a uno sterminio, che erano senza casa e non sapevano dove andare. Abbiamo amato in loro le memorie del dolore, la fragilità, il passo randagio e le spalle oppresse dagli spaventi. Questi sono i tratti che noi amiamo oggi nell’uomo. Non eravamo affatto preparati a vederli diventare una nazione potente, aggressiva e vendicativa. Speravamo che sarebbero stati un piccolo paese inerme, raccolto, che ciascuno di loro conservasse la propria fisionomia gracile, amara, riflessiva e solitaria, forse non era possibile. Ma questa trasformazione è stata una delle cose orribili che sono accadute. Quando qualcuno parla di Israele con ammirazione, io sento che sto dall’altra parte. Ho capito a un certo punto, forse tardi, che gli arabi erano poveri contadini e pastori. So pochissime cose di me stessa, ma so con assoluta certezza che non voglio stare dalla parte di quelli che usano armi, denaro e cultura per opprimere dei contadini e dei pastori. Il nostro istinto ci spinge a stare da una parte o dall’altra. Ma in verità è forse impossibile oggi stare da una parte o dall’altra. Gli uomini e i popoli subiscono trasformazioni strane, rapidissime e orribili. La sola scelta che a noi è possibile è di essere dalla parte di quelli che muoiono o patiscono ingiustamente. Si dirà che è una scelta facile, ma forse è l’unica scelta che oggi ci sia offerta.

    • PinoMamet scrive:

      “Se mi succede di incontrare in qualche luogo una persona che scopro essere ebrea, istintivamente ho la sensazione di avere con essa qualche affinità. Dopo un minuto magari la trovo odiosa”

      Questo posso confermarlo!
      davvero!
      …entrambe le parti 😉

    • mirkhond scrive:

      Bellissima riflessione e profondamente condivisibile.

    • roberto scrive:

      “Affinità”

      Ma questo succede ogni volta che incontri qualcuno del tuo gruppo in un contesto diverso da quello del gruppo!

      Se incontro un napoletano a Milano
      Se incontro un italiano all’estero
      Se incontro un europeo negli Stati Uniti
      Se incontro un “occidentale” in Giappone

      Immagino che se incontrassi un terrestre in mezzo alla folla di extraterrestri al mercato su un pianeta lontano, immagino che sentirei affinità con il terrestre anche se fosse hitler (…poi mi starebbe sulle balle…)

      • PinoMamet scrive:

        Sì, è vero, però…

        mi è capitato mille volte di sentire corregionali in altre regioni, distinguendoli dall’accento o dal (sempre più raro) dialetto: alzata di spalle.

        Italiani all’estero: se li conosci, bel sentimento di fraternità, una spaghettata insieme nel miglior ristorante italiano della città (lo gestisce un libanese, di solito 😉 ) poi ognuno giustamente per la sua strada.

        Poi vedi un tizio americano, che ha appena parlato in inglese con il portiere dell’albergo. Non ha niente, nulla, assolutamente nada di particolare, nella fisionomia, nell’accento, nei vestiti: niente.
        Eppure.
        Lo guardi un po’… “scusi, ma per caso lei è ebreo? No, perché anch’io…”

        Poi te ne vai pensando “ma che faccia da stronzo!”
        (Storia vera)

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      molto bello.

  81. tomar scrive:

    Molto condivisibile anche su quanto dice riguardo alla linea saggia, razionale e umana che avrebbe dovuto essere adottata a Monaco.

    • Francesco scrive:

      cioè? non c’è nella parte di articolo pubblicata qui

      • habsburgicus scrive:

        c’è Francesco, guarda meglio..
        più meglio quello che Fanfani e il PSI proponevano per salvare Moro

        • habsburgicus scrive:

          pardon, hai ragione tu
          lo devi cercare qui https://volerelaluna.it/controcanto/2025/07/21/gli-ebrei/

          ma per vostra comodità, ve lo copincollo
          Se fossi stata Golda Meir, avrei liberato i duecento prigionieri, come i guerriglieri chiedevano. Dicono che non si deve mai sottostare ai ricatti. A me sembra che anche i ricatti si devono accettare, nel caso di una grande disgrazia comune. Dicono che i duecento prigionieri, una volta liberi, avrebbero ancora catturato innocenti e disseminato stragi. Ma il mondo oggi è costruito in una forma così disastrosa che è necessario decidere di minuto in minuto come difendersi e chi difendere. Penso che quei nove ostaggi andavano salvati e ogni altra considerazione lasciata in disparte. Penso che se Golda Meir avesse liberato i duecento prigionieri, avrebbe dato al mondo una lezione, non di debolezza, ma di forza. O almeno dell’unica forza in cui è legittimo credere, la forza che se ne infischia di vincere ed è pronta a perdere, la forza che non risiede nelle armi, nel petrolio o nell’orgoglio ma nello spirito.

          • Francesco scrive:

            OK, grazie. Temevo ci fosse ancora in giro qualcuno che propende per questa idea.

            Che è quello che stiamo facendo col cretino alla Casa Bianca ma almeno in quel caso non ci sono ancora alternative.

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Che è quello che stiamo facendo col cretino alla Casa Bianca ma almeno in quel caso non ci sono ancora alternative.”

              Quello che chiami “cretino” è riuscito a venire in Europa, divertirsi giocando a golf, parlare per un’oretta con la capa più o meno ufficiale del nostro Continente.

              Uscito dal colloquio, è riuscito a imporre all’Europa dazi del 15% (ma al 50% per l’acciaio) più l’impegno a comprare 750 miliardi in armi e gas dagli Stati Uniti.

              Non credo che nessun altro sarebbe riuscito a fare una rapina del genere, perché lo chiami “cretino”?

              Io lo definirei un genio.

              • Ros scrive:

                “…Sul piatto Usa anche il rafforzamento dell’impegno europeo negli acquisti di armamenti a stelle e strisce – già delineato nell’intesa sul 5% in ambito Nato -, accompagnato da 600 miliardi di dollari di investimenti oltreoceano e 750 miliardi in forniture energetiche americane, gnl in testa, nei prossimi tre anni…”

                https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/07/28/accordo-sui-dazi-tra-usa-e-ue-dal-15-ai-600-miliardi-investiti-lintesa_8f7e5cd0-62c5-4694-b566-870c7fb94fac.html

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Ros

                ““…Sul piatto Usa anche il rafforzamento dell’impegno europeo negli acquisti di armamenti a stelle e strisce – già delineato nell’intesa sul 5% in ambito Nato -, accompagnato da 600 miliardi di dollari di investimenti oltreoceano e 750 miliardi in forniture energetiche americane, gnl in testa, nei prossimi tre anni…””

                Giusto, ci sono anche gli “investimenti oltreoceano”, cioè la deindustrializzazione dell’Europa.

                Una straordinaria vittoria americana, roba da guerre coloniali dell’Ottocento.

                I dazi peraltro sono triplicati (erano in media del 4,8%).

                Trump parla di un impegno di acquistare una “enorme quantità” di armi dagli Stati Uniti.

              • Ros scrive:

                Miguel: “Giusto, ci sono anche gli “investimenti oltreoceano”, cioè la deindustrializzazione dell’Europa”

                e non dimentichiamo che all’ Europa tocca anche sostenergli le spese per la loro guerra in Ucraina

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “un genio”

                Il padrone che dà ordini al servo non ha bisogno di essere un genio. In questo caso, poi, i capi dei servi sono particolarmente venduti e i servi sono particolarmente mona.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Il padrone che dà ordini al servo non ha bisogno di essere un genio.”

                Certo. Ma vedo una diffusa tendenza tra i deboli (come noi) a ragionare così: “Tizio uccide, spara, mi deruba. Quindi perde la mia simpatia. E se perde la mia simpatia, vuol dire che è un cretino perché perde il mio voto! Peggio per lui!” Il mondo non funziona così, né a Gaza né nei “negoziati” con Trump.

              • Francesco scrive:

                Cioè tu e gli altri “rossi” del blog siete gli unici al mondo a prendere per buone le promesse fatte a Trump???

                Ha ottenuto impegni a fare quello che già succede (comprare gas e F35) e promesse per quando sarà morto.

                Ha portato a casa i dazi al 15% che saranno una mattarellata nella palle all’economia USA, più di tutto.

                E ha cannoneggiato l’alleanza con l’Europa (che solo dei poveri dementi vedono come un dominio imperiale USA).

                Ha fatto più danni agli USA della Spagnola, altri che genio.

                Ciao e diffida degli imbonitori!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ha fatto più danni agli USA della Spagnola, altri che genio.”

                Cioè, gli europei – per poter continuare a mandare avanti le loro industrie – devono finanziare la ripresa del fracking, che era diventato anti-economico; devono triplicare gli acquisti di materiale distruttivo dagli Stati Uniti; devono togliere i soldi che hanno investito in Europa per investirli negli Stati Uniti e crearvi posti di lavoro; devono impegnare la Russia in una guerra senza fine, ma pagandola loro e non gli Stati Uniti. E su quello che esportavano agli Stati Uniti (a parte i semiconduttori che agli USA servono) devono pagare tre volte più dazi.

                Non capisco in che senso avrebbe allentato il vincolo militare tra Usa ed Europa, anzi…

                Mi sembra una vittoria non da poco.

              • PinoMamet scrive:

                Sì, beh, qualche danno però lo ha fatto anche a “noi” (Europa).

                Poi ho visto un pezzo di servizio di telegiornale, dove con grandi sorrisi la VDL tenta di raccontare che è stato un successo per tutti.

                Lo è stato: nel senso che la VDL (cioè, ritengo io con poca paura di sbagliare, il lavoro della diplomazia e degli economisti europei- e anche americani!!) è riuscita a limitare i danni per entrambi…

                comunque sì, diffidare dagli imbonitori!

                per quanto mi riguarda, prima se ne va Trump, meglio è.

              • Francesco scrive:

                Io credo si debba considerare sempre che il rapporto USA-UE ha un piano economico (commerciale e finanziario) e uno militare. Più vari altri.

                Se scegliamo di restare dei nani militari (sul campo più che nella spesa) dobbiamo concedere di più in campo economico.

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Se scegliamo di restare dei nani militari (sul campo più che nella spesa) dobbiamo concedere di più in campo economico.”

                Tu dici che se l’Europa puntasse dei missili su Washington, il governo americano diventerebbe più mite? Non lo so, è un’ipotesi; considera comunque che per quanto l’Europa possa armarsi, gli Stati Uniti sono sempre in grado di annientarci (e qui uso il “noi” perché ci andrei di mezzo anch’io). Quindi non sono sicuro che la tua soluzione funzionerebbe.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                se la UE avesse delle sue Forze Armate e fossero credibili, sarebbe tutto diverso. Anche nei rapporti con i nostri amici statunitensi, anche al tempo di Trump.

                Non credo che essere per metà messicano ti esoneri dal rendertene conto.

                PS i missili li dovremmo puntare dall’altra parte, e poi potremmo dire a Trump che se vuole andarsene può farlo. tutto ti devo spiegare?

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “PS i missili li dovremmo puntare dall’altra parte, e poi potremmo dire a Trump che se vuole andarsene può farlo. tutto ti devo spiegare?”

                No, questo non l’ho capito.

                Se l’Europa punta i missili contro la Russia, allora Trump si spaventa e non chiede più soldi?

                Ha paura che l’Europa faccia male alla Russia?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, stai ripetendo ad oltranza ‘sta cagata che non ci rispettano perché non abbiamo ancora attuato il piano di riarmo della VDL e l’hai sparata pure parlando della Libia, che militarmente in confronto a noi non vale una sega (nel senso che l’intervento militare di qualsiasi paese europeo in solitario potrebbe rovesciarne il governo in pochi giorni).
                Adesso dici che un esercito potenziato in mano a politici a servizio degli USA (e che TU dici che devono essere i cani da riporto degli USA per non essere dalla parte sbagliata della Storia) darebbe peso negoziale in una trattativa commerciale non si sa bene come.
                Ma non ti stanchi di dire stronzate?

              • Francesco scrive:

                caro coglioncino regale

                in Libia ci sono soldati turchi e russi

                sono loro a fare la differenza, non le bande libiche

                e i cannoni europei servono a dare dignità e credibilità all’Europa, non a rifare la fortezza europa di zio Adolf

                se fossero cannoni americani? fin tanto che possiamo usarli noi europei – ed è un grosso se – non vedo il problema

                saluti scocciati

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ecco, diciamola tutta: i cannoni turchi sono pronti a sparare, quelli italiani o francesi no. Come dimostra la mave francese che si ritira appena quella turca accende il radar di puntamento.

                I cannoni di per sé non danno alcuna dignità. E il cannone in mano al servo fedele fa solo piacere al padrone.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “i missili li dovremmo puntare dall’altra parte”

                …e finché si continua con questa storiella del babau dell’orso Russo gli Europei continueranno a fare i vassalli di chi i soldi invece di spenderli in ospedali li spende per arricchire i mercanti d’armi.

                un’Europa seria diceva dure a Trump: ‘vuoi farci pagare le armi? E allora cominciamo a farti pagare le tue basi sui nostri territori’.

                Si monetizza ogni rischio, e il rischio di fare da avamposto sacrificabile in una guerra atomica no?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                A proposito di Libia:

                leggo e che l’Italia sta addestrando, zitta zitta, i soldati di Haftar.

                Ma anche i soldati del governo di Tripoli.

                ma forse è il viceversa: prima quelli di Tripoli, del governo “ufficiale”, e poi, per non scontentarlo, quelli di Haftar.

                https://www.ilpost.it/2025/07/24/soldati-haftar-addestrati-italia/

                Haftar fa lo stesso il grosso, cacciando il rappresentante italiano e quello maltese, come sappiamo…

                ma la cosa comincia a sembrarmi anche un po’ un gioco delle parti…

                e la mossa italiana, come va interpretata?
                Segno di forza? l’Italia che non rinuncia a esercitare un’influenza sulla Libia…
                segno di debolezza? l’Italia che deve accettare i diktat di un dittatorello…
                segno di stupidità? l’Italia vaso di coccio che finirà schiacciata tra gli interessi di nazioni più forti e decise…
                segno di furbizia? l’Italia che dà un colpo al cerchio e uno alla botte e starà sempre a galla…

                secondo me, è un segno di Italia.

              • PinoMamet scrive:

                Va da sè che se invece di Meloni, Salvini e Piantedosi avessimo Netanyahu e Benny Gantz, l’Italia avrebbe preso il pretesto di qualche peschereccio aggredito dai libici, e avrebbe bombardato Haftar e tutta la sua famiglia.

                Che continua a sembrarmi la strada migliore, se devo seguire la mia pancia….

              • habsburgicus scrive:

                un’Europa seria diceva dure a Trump: ‘vuoi farci pagare le armi? E allora cominciamo a farti pagare le tue basi sui nostri territori’.

                grande ADV !
                in questo sono pienamente d’accordo con ADV..
                le basi andrebbero fatte pagare, e profumatamente 😀 è quella che io chiamo l’escortizzazione della politica 😀
                l’Europa dovrebbe parlare chiaro agli USA e, come ripeto inascoltato da sempre, trovare sponda cinese :D..i cinesi non sono ideologici, sono lontani, sono cinici e dunque il patner ideale 😀 la Russia invece presenta problemi, l’Est mai accetterebbe l’amicizia con il Cremlino che apertis verbis dichiara di volersi riprendere il Baltico…inoltre la Cina è più affidabile..
                sia quel sia, bisognerebbe far capire agli USA che il do ut des vale anche per loro !
                e, qualcuno mi dirà (forse MT :D), se improvvisamente spuntassero d’incanto “brigate r” (pardon, “islamiche” o fate voi) che inizierebbero a dare torbidi in Europa ? e a minacciare la vita dei leader europei più vocali nell’opposizione agli USA ? (coincidenza, eh, sia chiaro–lungi da me fare certe associazioni d’idee, eh !!)..vabbè, le elimiremmo, col, ferro e col fuoco….anche Moro sarebbe stato salvato usando il terrore…”trattare in modo speciale” qualche brigatesta e vedi che quelli cantavano come usignoli 😀 😀 😀
                la nostra è un’epoca difficile e triste..ma ha un vantaggio..è possibile liberarsi dalla dipendenza nordamericana auspice Trump (che fra “genio” e “fesso” mi pare più simile alla seconda opzione :D)..basta volerlo e aver coraggio, oltre alla propensione ad un minimo rischio !

              • habsburgicus scrive:

                qualche peschereccio aggredito dai libici, e avrebbe bombardato Haftar e tutta la sua famiglia.

                Che continua a sembrarmi la strada migliore, se devo seguire la mia pancia…

                e in questo come non concordare al 10.000 per % con Pino ?
                tu regere imperio populos, Romane memento: hae tibi erunt artes, pacisque imponere mores, parcere subiectis et debellare superbos !
                mi pare chiaro che Haftar è nella categoria dei “superbi” 😀
                e visto che, per fortuna nostra e sfortuna sua :D, è fra i “superbi” inermi [invece, tanto per fare un nome a caso :D, Putin è fra i superbi armati dunque intoccabili :D], è un candidato ideale al “bombardamento terapeutico”..ricetta prescritta dal Dr. Habsburgicus, che funziona sempre con quei tipastri à la Haftar, fidatevi 😀

  82. habsburgicus scrive:

    OT (lo so che non ve ne frega niente :D)
    la AJet, una compagnia low-cost turca (controllata, si mormora, dalla famiglia di Erdy) ha inaugurato, o inaugurerà, a breve dei voli diretti da Istanbul ad Aleppo, al costo di 149 dollari a/r
    Miguel, turcofonissimo, mi correga se ho preso fischi per fiaschi 😀 (le mie conoscenze del turco sono limitate, ahimè) ma scrivono -non uso i diacritici per far prima-
    Yeni Rotalar
    Yepyeni Hikayeler
    ISTANBUL-HALEP
    149 USD
    Bilet Satislarimiz basladi !
    Aleppo non è proprio la quintessenza della sicurezza ma, insomma -se il regime siriano sopravvive- fino ad allora, sarebbe un’idea per il Natale
    finora per andare in Siria (non proprio una destinaziomne richiestissima :D), bisognava passre dalla Giordania (c’è un bus per 10 dinari) o via Libano con un mix di taxi e mezzi pubblici

  83. habsburgicus scrive:

    però fanno di meglio..la stessa compagnia preconizza voli da Istanbul ed Ankara a Şam (che sarà Damasco) a 99 USD !..per Cenevre (che sarà Genève, la ville de Calvin) 59 USD
    unica moneta, naturalmente il dollaro (come dappertutto fuori Europa, tranne in Françafrique)..e poi qualcuno si ostina a dire che il dollaro è in crisi 😀

  84. Miguel Martinez scrive:

    Scusate, sarà un problema di incapacità del giornalista di comunicare, o la Schlein dice che per accontentare Trump, bisogna fare ciò che vogliono le aziende big tech americane?

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/27/dazi-usa-ue-schlein-governo-trump-fallimentare-notizie/8075679/

    Dazi, Schlein: “La totale accondiscendenza a Trump del nostro governo è fallimentare”

    “In questo momento c’è grande preoccupazione per la trattativa in corso tra l’Ue e gli Usa sui dazi. Noi crediamo che l’atteggiamento del governo italiano di totale accondiscendenza a Trump si sia rivelato del tutto fallimentare”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del Revolution Camp in corso a Paestum. “Ricordiamo che i dazi per un paese come l’Italia sarebbero estremamente dannosi perché abbiamo una forte vocazione all’export, quindi esprimiamo anche da qui, l’auspicio che questa trattativa porti a dei risultati per evitare una guerra commerciale che sarebbe pesantissima per le imprese e per i lavoratori italiani, quindi dobbiamo concentrarci sull’obiettivo di evitare questa guerra commerciale essendo pronti a mettere sul piatto del negoziato quello che interessa di più a Trump: gli interessi delle big tech americane”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Credo (spero) che voglia dire che si possono usare le norme sulla regolamentazione dell’economia digitale come arma di ricatto.

    • PinoMamet scrive:

      Diciamo che la chiarezza espositiva non è mai stata il suo forte.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      Trovata su Facebook

      “CORROTTI

      Alla fine: dal 1° agosto, dazi al 15%.
      Mentre per acciaio e alluminio non cambierà nulla: resteranno al 50%.
      Dopo quasi quattro mesi di tira e molla, l’Europa — come da copione — ha sbracato.

      530 miliardi di merci europee — di cui circa 65 miliardi italiane — esportate ogni anno negli Stati Uniti subiranno una supertassa del 15%. Una misura senza precedenti. Tre volte tanto: prima si aggirava intorno al 4,8%.

      La narrazione: la chiamano “intesa storica”, “the big one”, “una vittoria per l’amicizia transatlantica”. In realtà, è solo l’ennesima genuflessione dell’Europa ai piedi dell’imperatore del caos.

      Trump ride, stringe mani, mentre Bruxelles e Roma — con von der Leyen e Meloni in prima linea — consegnano il cuore economico del continente (energia, industria, tecnologia) al mercato americano delle armi e del gas liquido.

      «L’Ue effettuerà 600 miliardi di investimenti in armi negli Usa e ci acquisterà 750 miliardi di energia», ha spiegato gongolando Trump. Grottesco è dir poco. Un drenaggio colossale di risorse pubbliche che impoverisce i cittadini europei per ingrassare il Pentagono e Wall Street.

      L’Unione — ridotta a una colonia americana — si inginocchia a una Casa Bianca che impone tariffe punitive, commissaria le Big Tech europee e obbliga all’uso esclusivo di chip statunitensi.

      Trump impone dazi e ride. L’Europa china il capo e firma. Si chiama colonizzazione economica. È l’abdicazione finale dell’Europa. L’Ue, che applicava un dazio medio dello 0,9% sulle merci americane, ha deciso di non reagire, di non applicare contro-dazi su 93 miliardi di euro di beni e servizi statunitensi da aziende USA in Europa. Ricordiamocelo quando torneranno a parlare di un’Europa che vuole emanciparsi dagli USA, di esercito europeo. Supercazzole.

      E non è solo la destraccia, incarnata da una nullità come la Meloni, a esserne complice. A inchinarsi davanti al nuovo ordine euro-atlantico è anche la autoproclamata sinistra, quella della moderazione infinita.

      Non più tardi della scorsa settimana, il PD ha rinnovato la fiducia a Ursula von der Leyen — quella stessa presidente che oggi ratifica l’asservimento totale dell’Europa agli interessi americani.
      Meglio un posto nel salotto buono di Bruxelles che un progetto di giustizia sociale, pace, indipendenza.

      Quattro mesi fa, l’Europa si è lasciata umiliare senza reagire all’arroganza trumpiana — al contrario di Cina e Canada, che hanno saputo rispondere colpo su colpo. Invece di negoziare da pari, si è presentata già colpevole, implorando clemenza. Oggi ha solo ottenuto uno sconto di pena.

      Come si spiega una tale sottomissione?

      L’Europa non si è piegata a Trump per debolezza: si è consegnata volontariamente, perché i suoi vertici sono ormai parte integrante del sistema di potere statunitense. Non più interlocutori sovrani, ma amministratori delegati del protettorato euro-atlantico.

      Come dimenticare la mail adulatrice di Mark Rutte, segretario generale della NATO, indirizzata a Trump per celebrare l’ottenimento del 5% del PIL europeo destinato alla Difesa «L’Europa pagherà tantissimo, come deve essere, e sarà una tua vittoria».

      Un messaggio che sintetizza perfettamente il nuovo ordine: l’Europa paga, Trump incassa, e i vertici europei ringraziano.

      Dietro la firma dell’accordo c’è un’intera classe dirigente — da Bruxelles a Roma, da Parigi a Berlino — tenuta al guinzaglio da anni di collusioni, pressioni e porte girevoli tra le istituzioni europee, i colossi USA e le lobby militari ed energetiche.

      Von der Leyen, Meloni, Macron, Scholz: tutti sanno che oggi il vero potere non è più nelle mani degli elettori, ma nei circuiti opachi della finanza globale, nei fondi d’investimento, nei consigli di amministrazione delle multinazionali tech, nei contratti blindati con il Pentagono. Chi vuole contare deve obbedire. Chi alza la testa viene escluso, delegittimato, screditato o fatto fuori.

      E poi ci sono i ricatti. Di bilancio, di intelligence, di carriera. Chi è seduto a Bruxelles o in qualche ministero nazionale sa benissimo che certe decisioni non si prendono liberamente, ma dentro un ecosistema di pressioni invisibili e promesse ben visibili: incarichi internazionali, consulenze milionarie, accesso ai circuiti di potere una volta lasciata la carica.

      La verità è che l’Europa non si è piegata. Si è fatta comprare.

      Alfredo Facchini”

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “L’Unione — ridotta a una colonia americana — si inginocchia a una Casa Bianca che impone tariffe punitive, commissaria le Big Tech europee e obbliga all’uso esclusivo di chip statunitensi.”

        Qualche dato in più sui riferimenti alle “Big Tech europee” e all’ “uso esclusivo di chip statunitensi”?

        • Francesco scrive:

          Miguel

          perchè chiedi dettagli a chi soffre di delirio alcolico?

          se poi si spiega, di solito è pure peggio!

          PS grave che la UE abbia ceduto sulle tassazione delle Big tech USA, comunque. anche loro dovrebbero andare nel calderone del commercio tra Europa e USA

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “uso esclusivo di chip statunitensi”

          Nvidia

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            ““uso esclusivo di chip statunitensi”

            Nvidia”

            Il contesto?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              L’uso esclusivo di chip statunitensi è una conseguenza naturale del controllo statunitense del mercato dei chip. Nvidia opera sostanzialmente in solitario.

              • Francesco scrive:

                ieri era Intel

                è il bello del mercato

                e in questo caso dell’America

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Nvidia e Intel sono entrambe società americane.

              • Francesco scrive:

                sì lo so benissimo, e fanno i migliori chip del mondo

                anzi, prima li faceva Intel e ora li fa Nvidia

                qui si tratta di capire se vogliamo ottimi chip o chip europei (o italiani?)

                capisco che sono un prodotto strategico ma non è detto che siamo capaci di farli qui in Europa

                Ciao

        • roberto scrive:

          Miguel

          Al volo su “uso esclusivo di chip statunitensi”…è come dire “uso esclusivo di unicorni”

          Quando ci sarà un regolamento EU che impone l’uso di chip inviterò tutti i kelebekkiani a cena facendo il giro d’Italia

      • Francesco scrive:

        ma chi cazzo è questo nazistello di m?

        davvero non riesco a capacitarmi di come si possa essere non solo così bugiardi ma anche così privi di sensi del ridicolo.

        un altro che pur di mentire prende alla lettera le sparate di Trump, tanto per chiarire il livello.

        ci si rivede quando avremo la spesa militare al 5% del PIL, cari.

        io passo.

        • PinoMamet scrive:

          Ok Francesco, io voglio anche crederti, perché sarebbe più consolante pensare di non essere stati inculati, ma…

          me lo puoi spiegare?

          • Francesco scrive:

            Abbiamo fatto delle promesse a Trump. Di lungo periodo. Lui crepa prima.
            Allora rivedremo quelle promesse. Questo per la spesa militare.

            Sui dazi, abbiamo abbozzato per vari motivi, in primis per non andare allo scontro con un pazzo che potrebbe davvero chiudere la NATO oggi. Tra tre anni si ridiscute tutto: per allora i danni all’economia USA dei dazi saranno evidenti e si darà la colpa a Donald.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “allora rivedremo”

              Tu ti illudi.

              Pensi che la Von der Leyen, Tusk, Merz fra tre anni cambiano atteggiamento? Per sputtanarsi ancora più di oggi? Questi sono pronti ad attaccarla loro, la Russia, pur di non perdere la poltrona! Sono dei Zelensky un po’ meno esaltati e un po’ più ricchi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Magari fossero quel tipo di uomini (e donne).

                A buoni conti, l’accordo sui dazi dura tre anni … fatti una domanda e datti una risposta.

                PS nessuno ha attaccato la Russia, è viceversa che vano le cose. quasi mi sfuggiva!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “ridicolo”

          Non sembra il solo

          https://www.ilpost.it/2025/07/28/accordo-dazi-ue-usa-trump/

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Che mi pare essere molto miope. Il punto è ricordarsi che Trump non è gli Stati Uniti ma una rottura.

            Se fosse confermata dopo di lui, il 5% di spese militari ci servirà eccome.

            Ma ci si aspetta che una volta crepato lui il buon senso torni.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “buon senso”

              È qui che ti sbagli.

              La politica USA, nelle sue grandi linee, è sempre la stessa. Un impero non cambia le sue linee di tendenza in pochi anni. Biden era contrario al North Stream e ce l’ha fatto minare dagli Ucraini, Trump vuole che gli portiamo l’acqua con le orecchie; entrambi vogliono sfruttare il vantaggio di tenerci distanti dalle risorse naturali più economiche messe a nostra disposizione dalla geografia – che non sono quelle USA – per tenerci al guinzaglio.

              E avendo a governarci gentucola come il mai abbastanza disprezzato Draghi del “volete la pace o i condizionatori” finiamo col non avere né la prima né i secondi, e a pagare i tributi all’imperatore di turno.

              Spero solo che Trump faccio il massimo danno possibile. Più debole il padrone, più liberi i suoi servi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                ti ho già invitato a trovare un vero impero che abbia trattato i suoi clienti un centesimo bene come gli USA con i loro alleati dal 1945 a oggi!

                basta giocare con le metafore per tirare conclusioni sbagliate

                saresti meno fuori di testa se volessi, novello AH, invaderla la Russia di Putin. Ma fidarsi è un’idea imperdonabile!

                Ciao

                PS il cavallo, il cinghiale, il cacciatore

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “impero”

                Perché finora non aveva granché bisogno di sfruttarci.

                Ora che si indebolisce, per i vassalli la pacchia è finita.

                Anche nell’impero Romano l’oppressione fiscale dei secoli della decadenza era intollerabile, giusto?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. io a un accordi o con Teodorico o Odoacre ci penserei per tempo,prima che Giustiniano coi suoi colpi di coda ci rovini.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “@ francesco

                “impero”

                Perché finora non aveva granché bisogno di sfruttarci.”

                Seguendo l’ormai secolare guerra tra Francesco e ADV 🙂 mi permetto di fare le pulci a entrambi…

                Francesco fa alcune critiche di buon senso allo statalismo e a certe sicumere ideologiche di tante persone di Sinistra.

                Per il resto, mi sembra che ragioni in modo che potremmo definire “razziale”: l’Occidente inteso come l’insieme degli Stati dell’Unione Europea, Regno Unito, Australia (e dintorni), Israele e Stati Uniti è in se stesso popolato solo da gente buona, che vuole un mondo migliore. Al massimo, sono dei “cretini” o dei “fessi” che cadono nelle trappole degli Orientali. E poi Francesco si gioca la Hitler Card per qualunque motivo (“ah, tu dici che non posso torturare a morte il tuo cane? Sei un nazista, Hitler era vegetariano e vietò la vivisezione! Meno male che Churchill ha salvato il mondo da quelli come te!“).

                In questo non vedo mai un accenno al terzo incomodo, che è il Pianeta su cui vivono Occidentali e Orientali.

                ADV ha ovviamente ragione a smascherare le manipolazioni cui siamo sottoposti tutti i giorni. E siccome viviamo in Occidente, a manipolarci sono per forza di cosa gli “Occidentali”, se vivessimo in Russia sarebbe l’inverso. Però proprio come Francesco ci mette una carica moralizzante che mi crea parecchi dubbi.

                In fondo, gli esseri umani potenti, di qua o di là, sono diventati tali perché hanno pochi scrupoli. Vince di solito chi sa mentire, accoltellare alle spalle e non provare crisi di coscienza. Quindi criticare queste persone per ragioni “morali” serve davvero a poco.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “ti ho già invitato a trovare un vero impero che abbia trattato i suoi clienti un centesimo bene come gli USA con i loro alleati dal 1945 a oggi!”

                Erode non credo che potesse lamentarsi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Però proprio come Francesco ci mette una carica moralizzante che mi crea parecchi dubbi.”

                Non so se sia una ‘carica moralizzante’, ma personalmente mi sento preso per i fondelli dai Parenzo, i Rutte, le Von der Leyen, i Draghi, le Picierno e i Rampini di turno che pretendono di farmi fesso ripetendo la sempiterna baggianata delle ‘povere democrazie liberali aggredite dalle autocrazie cattivone’.

                Che si tratti di Donbass o di Gaza o di sanzioni cretine o di ReArm Europe è lo stesso.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> l’Occidente inteso come l’insieme degli Stati dell’Unione Europea, Regno Unito, Australia (e dintorni), Israele e Stati Uniti è in se stesso popolato solo da gente buona, che vuole un mondo migliore.

                Scusa ma hai scordato Giappone, Corea del Sud e Taiwan. E a fasi alterne l’America Latina, che pare volersi tirare fuori dai suoi guai (aka diventare Occidente) e poi ci ricasca. Altri paesi si sono o si stanno allontanando da quel modello politico-economico (Turchia, Sud Africa). Di razziale non c’è nulla, è un club aperto.

                Non è il Mulino Bianco, questo lo dicono forse in due o tre. Ma è il posto del mondo in cui criticare il governo è legittimo e normale (o lo era).

                E in cui gli studi sull’impatto antropico sull’ecosistema sono nati e si sono sviluppati più che altrove.

                Ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Scusa ma hai scordato Giappone, Corea del Sud e Taiwan.”

                Ok, allora però non diciamo “Occidente”. Diciamo forse, “paesi dove il capitalismo è abbastanza diversificato da aver creato un ampio ceto medio”?

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                la baggianata può essere fuori luogo in Israele, dove ci sono anche altri fattori

                per l’Ucraina è adaequatio intellectus et rei al 100%

  85. MOI scrive:

    Secondo Alessandro Di Battista il movente di Benjamin Netanyahu sarebbe “Islamofobia” … va be’: è la classica parola da punti-vittima che può significare tutto e nulla.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “punti-vittima”

      Sì, come “antisemitismo” e “autocrazia”. Tutti termini affibbiati a destra e manca, ormai.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      L’islamofobia non c’entra un cazzo, se ne fotte Netanyahu, dell’islamofobia.

      Lui vuole prendere Gaza per poter dimostrare in qualche modo di “avere vinto”, e già che c’è anche Giudea e Samaria. La religione non c’entra niente e neanche lo scontro di civiltà: non è mica Oriana Fallaci.
      Vuole semplicemente la grande Israele.

      Non confondiamo Milano e Tel Aviv…

    • Francesco scrive:

      un’idiozia senza pari.

      Bibi è quello degli accordi di Abramo con regimi islamisti.

      ma dubito che ADB sappia certe cose.

      • MOI scrive:

        È una “fantasia” condivisa in Europa fra Immigrati e “Bianchi MA Poveri” Italiani ed Europei incazzati con i Maranza / Immigrati:

        1_

        I Sionisti stanno massacrando i Nostri Fratelli , colpevoli secondo loro di esistere come Musulmani liberi su quella terra.

        2_

        Ah, se potessimo sterminare Maranza e cagacazzi Beduini vittimisti, sempre a sputare nel piatto dove mangiano … come fa Israele.

        • Francesco scrive:

          quindi questi ignorano che in Israele vivono parecchi arabi israeliani di libera religione musulmana?

          😀 😀 😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “libera”

            Francesco, smettila di ripetere a pappagallo le frottole del Foglio, dai. Da che non c’è più il Sudafrica di una volta il simbolo stesso di ‘apartheid’ è lo Stato di Israele, e da molto prima del 7 ottobre. Lascialo dire a chi se ne intende:

            https://youtu.be/8LarxvtHZqM?si=YF6EJmwVFQkz49wV

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Andrea, quello che il video dice dei cittadini israeliani arabi, che definisce “palestinesi cittadini di Israele” è proprio sbagliato, e mi stupisce anzi che possa essere spacciato così impunemente da Amnesty International.

              Li facevo più affidabili.

              Dice che gli arabi israeliani “hanno la cittadinanza ma non possono avere la nazionalità”, che non ha semplicemente senso.
              Hanno la cittadinanza israeliana, o nazionalità israeliana che dir si voglia.

              Dice che non possono vivere in molte città, mentre possono vivere dove gli pare.

              Poi dice che soffrono discriminazioni “istituzionalizzate”, che non solo è falso, ma non si preoccupa nemmeno di provarlo con qualche esempio.

              esiste sì dal 2003 una controversa legge che impedisce che il coniuge palestinese di un cittadino israeliano (indipendentemente da etnia e religione) ottenga la cittadinanza, ma è una cosa diversa da quello che sostiene il filmatino…

              I miei amici israeliani ebrei dicono che gli arabi sono ufficialmente uguali, “ma purtroppo poi nella realtà sono un po’ discriminati”.

              Io non credo che Israele sia lo Stato perfetto- è di molto ma di molto meno perfetto dell’Italia, e vabbè, mi piace vincere facile;
              ma persino degli Stati Uniti.

              però va criticato per le cose vere, e non per le invenzioni.

              • Francesco scrive:

                Andrea adora le invenzioni, solo che non le distingue dalla realtà.

                Una delle poche vittime della fantascienza, sospetto!

                🙂

              • MOI scrive:

                Anche Moni Ovadia non ha mai risparmiato, suo malgrado, la dicitura “Apartheid” per i Palestinesi in Israele.

                🍉
                🇮🇱

              • Francesco scrive:

                Appunto! quando è che Ovadia ha detto qualcosa di attinente alla realtà per l’ultima volta?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “però va criticato per le cose vere, e non per le invenzioni.”

                Giustamente.

                Credo che una delle questioni principali sia l’accesso allo spazio fisico: https://www.hrw.org/news/2020/05/12/israel-discriminatory-land-policies-hem-palestinians

              • PinoMamet scrive:

                Certo, questa è una questione vera, che riguarda i palestinesi però, non gli arabi israeliani citati da Andrea…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Credo che una delle questioni principali sia l’accesso allo spazio fisico: https://www.hrw.org/news/2020/05/12/israel-discriminatory-land-policies-hem-palestinians
                “Certo, questa è una questione vera, che riguarda i palestinesi però, non gli arabi israeliani citati da Andrea…”

                No, riguarda proprio i cittadini non ebrei dello Stato d’Israele, la proprietà della terra, le destinazioni d’uso, ecc. Altra questione è quella dei non ebrei senza cittadinanza ma sotto occupazione israeliana, in Cisgiordania.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “invenzioni”

                Guarda che le discriminazioni le ammette pure PinoMamet.

                Staccati dal cinemino anni ’50, per favore.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Non sono cose ufficiali (che onore “persino io”, come se fossi Netanyahu in persona! 😉 )

                sono robe tipo i terroni nel Nord degli anni Cinquanta, da quello che ho capito io:

                il singolo stronzo che non ti affitta l’appartamento, o cose così.

                Non ho sentito niente in proposito dai miei amici arabi israeliani: sì, perché conosco anche arabi israeliani.

                Lo ho sentito dagli ebrei israeliani, ai quali dispiace.

                Direi che il sentire comune dell’israeliano medio rispetto agli arabi israeliani è: “se ha fatto il militare, è mio fratello”.

              • PinoMamet scrive:

                Un caso particolare sono i Beduini, che infatti facevano spessissimo il militare da volontari (leggo che i numeri sono un po’ calati negli ultimi anni, dopo che un governo ha tradito le loro aspettative)

                e uno particolarissimo sono i Drusi, che hanno scelto di fare il militare obbligatorio , popolano la polizia israeliana, e vengono considerati una specie di “ebrei onorari”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino mamet

                “se ha fatto il militare è mio fratello”

                Se è così, allora gli imboscat… volevo dire gli ultraortodossi che il mutare non li fanno sono considerati meno “fratelli” dei Musulmani?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Rispondendo per l’israeliano medio:

                assolutamenbte sì!

                arabo che fa il militae: fratello

                ultraortodosso che piglia soldi dallo stato, fa dieci figli e non fa il militare: furbacchione, rubasoldi, mangiapane a tradimento, “prendono i nostri soldi e non danno niente in cambio”, “sono pure sporchi, non si cambiano mai!”
                (tutte cose che ho sentito)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Moi

          “È una “fantasia” condivisa in Europa”

  86. Francesco scrive:

    1) quando Trump parla di “investimenti europei negli USA” parla di fargli la carità di comprare i titoli di Stato.

    2) credo di essere il solo ad avere studiato cosa sono i dazi e cosa provocano in una economia. potreste credermi se vi dico che chi parla di vittoria di Trump non sa di cosa parla.

    3) il problema non è il 79nne Donald, è il suo giovane vice. tutto dipende da cosa farà lui una volta al potere (se ci arriva).

    4) con quello che costano le armi fatte in Europa, i contabili mi sa che tifano per quelle americane. che di solito sono anche state provate in guerra. certo, se pensate che di armi non ce ne sia bisogno … fatevi vedere

    5) visto le ragazze della pallavolo? allenatore argentino, esce una nera ed entra una russa, l’Italia vince la Lega delle Nazioni. si può fare una narrativa contro Salvini e Vannacci, senza colpo ferire.

    Ciao!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      1, 2, 5 concordo.

      3 No. Tutto dipende da noi. Ci fosse un nuovo Biden più giovane e sano staremmo messi uguale. Siamo noi che dobbiamo smettere di prendere da quello che dice Washington.

      4 a parte che non è che le armi USA si siano dimostrare questo granché in Ucraina e in Medio Oriente negli ultimi tempi…hai presente il modello di difesa Svizzero? (O quello Jugoslavo, per citare una nazione non amante del Cremlino?)

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        4 di cosa stai parlando? pur usate col contagocce, direi il contrario. esci un attimo dal sogno di una guerra fatta solo coi droni e gli ipermissili e guarda ai fatti. oppure chiedi a un generale che non sia Vannacci!

        Svizzeri? davvero mi citi gli svizzeri? tank tedeschi e caccia USA. per cominciare. la povera Jugoslavia campava di cattive copie di armi russe, invece, e faceva al massimo paura all’Albania

        3 dire che il giovane Biden vale il laido vecchiaccio Trump è una fesseria

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Svizzera”

          Nemmeno Hitler, che pure nel 1944 la circo dava da tutti i lati, si è azzardato a invadere la Svizzera.

          Quello si ‘ che è un ‘porcospino d’acciaio’.

          Solo che da buon porcospino non minaccia nessuno.

          Forse è per quello che non va bene per noi della NATO.

          Quanto alla Yugoslavia, essendo l’unico paese dell’Est con l’Albania ad essersi liberato senza l’intervento di truppe straniere anche a Mosca sapevano che la sua resistenza partigiana sarebbe stata tosta. Certo, inutile per ‘esportare democrazia’.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            1) la Svizzera ricicla soldi per chiunque, non è un porcospino moralista e non c’era motivo di invaderlo allora
            2) dato che insisteva a fornire meccanica di precisione alla Germania, ci fu un “erroneo” bombardamento alleato che li persuase a smettere. porcospino ma ascoltatore attento
            3) Yugoslavia molto tosta per le guerre partigiane, certo. ma come modello non mi piace troppo, pare una Toscana in cui non sanno di stare scherzando e si ammazzano sul serio

            PS e Tito ce la fece perchè c’era la Guerra Fredda. quello mise un freno a Stalin, molto più che i terribili partigiani slavi.

    • roberto scrive:

      Sul punto due, mettimi fra gli happy few che hanno qualche conoscenza sui dazi e ovviamente sono d’accordo con te

      • roberto scrive:

        In realtà sono d’accordo su tutto. Sul 3 ovviamente ha ragione anche ADV con il suo “dipende da noi”…sul 4 ignoro totalmente la materia e non mi esprimo

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco

      “credo di essere il solo ad avere studiato cosa sono i dazi e cosa provocano in una economia. potreste credermi se vi dico che chi parla di vittoria di Trump non sa di cosa parla.”

      Io non sono contrario ai dazi.

      Non mi piace vedere le campagne toscane avvelenate e le sorgenti prosciugate per fare monocultura di vini di lusso da vendere in California, con inondazioni di fondi pubblici europei che vanno a finire in mano a investitori internazionali.

      Non mi piace vedere i contadini del Ghana che non riescono a competere con i pomodori italiani (sovvenzionati e raccolti con lavoratori in nero e megamacchinoni).

      Non mi piace vedere l’uva cilena nel supermercato italiano che costa meno di quella italiana.

      Capisco che i dazi potrebbero dare fastidio a molte persone, dal Marchese Frescobaldi che vede diminuire il suo reddito, al ghanese scappato dalla miseria in Puglia, che improvvisamente scopre che si raccolgono meno pomodori di prima…

      E ovviamente i dazi dovrebbero essere reciproci.

      • PinoMamet scrive:

        “E ovviamente i dazi dovrebbero essere reciproci.”

        Non sono un economista, ma credo che tutto il trucco della questione
        (del perché cioè i dazi a lungo andare non siano “sostenibili”) stia tutto in questa frase.

        L’autarchia (l’italiano mangia l’uva italiana, il cileno mangia l’uva cilena) credo possa funzionare, malino, cinque, sei anni… a naso eh?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “L’autarchia (l’italiano mangia l’uva italiana, il cileno mangia l’uva cilena) credo possa funzionare, malino, cinque, sei anni… a naso eh?”

          Ovviamente l’imprenditore italiano che vuole fare una fraccata di soldi vendendo il parmigiano ai ricchi cileni non vorrà che i cileni impongano dazi. E i cileni che sono diventati miliardari vendendo l’uva cilena agli italiani nemmeno. E la probabilità è piuttosto alta che entrambi riescano a comprarsi i deputati e i media.

        • PinoMamet scrive:

          beh, ecco, se c’è una cosa che ho imparato dal mio amico che insegna economia, è che le cose sono sempre un po’ più complesse di così.

          Apposta studiano robe tipo “la teoria dei giochi”.

          Vivendo nella zona dove appunto si produce il parmigiano, posso dirti che non esiste l’imprenditore che vuole fare una fraccata di soldi vendendo il parmigiano ai cileni;
          esiste ancor meno il singolo agricoltore che produce il parmigiano per sè e per i vicini di casa…
          questo è proprio una fiaba!

          esiste il Consorzio del Parmigiano Reggiano, mica da ieri (ho controllato, è scritto subito nel sito: dal 1934, ma in realtà la storia inizia ancora prima…) che ha uno statuto, stabilisce un disciplinare e regolamenti sui criteri della produzione, ha un bilancio e dei dividendi…

          e ha fatto causa ai produttori statunitensi di “Parmesan” e ha interesse a vendere in tutto il mondo, Cile non escluso.

          E molto probabilmente non apprezza, né lo apprezzano i consorziati, che siano grandi caseifici o piccoli agricoltori con venti mucche, la perdita del mercato statunitense…

        • PinoMamet scrive:

          L’unica cosa che posso apprezzare (parlo sempre da orecchiante eh?) dei dazi è che, essendo appunto reciproci, finiscano per annullarsi a vicenda

          (“ok, allora tu torni a comprare l’acciaio da me, e io torno a comprare il grano da te”)

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          beh, ma le economie possono ristrutturarsi.

          Se tutti diventano semi-autarchici mica moriranno tutti; torneranno a una prevalenza delle produzioni nazionali, come sei faceva un tempo.

          • PinoMamet scrive:

            Le economie, Peucè, sono fatte da esseri umani.

            Che non è detto vogliano tutti vivere come si faceva un tempo (sempre ammesso che un tempo si facesse così… in realtà no, un sistema autarchico non credo sia mai esistito)…

            insomma, mettiamo il caso più “innocente” di tutti: produci grano in abbondanza, oltre il fabbisogno del tuo paese.
            Che fai, lo distruggi?

            Oppure: hai un’annata di merda e non ne produci abbastanza, mentre sai che nel paese X ci nuotano dentro.
            Non lo comprerai?

            Economie pianificate ci sono state, in tempi recenti.
            In genere chi ci ha vissuto non ne parla per niente bene 😉
            (magari ha il rimpianto per i vecchi tempi quando non si pagava il gas e lo Stato ti dava i libri di scuola e ti faceva imparare a smontare i lkalashnikov: ne ho conosciuti;
            ma non ho conosciuto nessuno che rimpiangesse le file di un’ora al negozio di alimentari per poi magari trovarlo vuoto, o doversi fare i chilometri per scambiare olio vs carta igienica…)

            • Peucezio scrive:

              Descrivi casi estremi, in cui lo scambio è un fatto di buon senso (e infatti c’è sempre stato un certo livello di scambio nella storia).

              Ma oggi evidentemente siamo in un frangente storico in cui l’eccesso di scambio, il meccanismo per cui nessuno produce più nulla localmente, tutte sono monocolture – anche a livello industriale – e tutto fa il giro del mondo, per cui io devo comprare forbici fatte in Cina anziché qua, è diventato disfunzionale (e in America se ne sono accorti, con la desertificazione industriale, la crisi, la povertà).
              Trump l’ha capito, gli europei no, perché ragionano in modo ideologico (si vede anche con l’agenda ecologica). Poi lui lo fa in modo folcloristico ed erratico e va bene, ma Trump esprime a suo modo tendenze storiche importanti.

              Non bisogna attaccarsi feticisticamente a un modello, quale può essere quello neoliberista, globalista o altri, indipendentemente dalle circostanze storiche.

              E a me pare per inciso che da quando c’è la globalizzazione le disparità economiche si siano acuite. E questo a me non piace, non lo ritengo un progresso.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                quali disparità economiche?

                a livello globale so che i poveri stanno meglio (diciamo tra gli anni ’80 e i ’20) e questo secondo me è il dato più importante

                vorrei una globalizzazione con le giuste tasse sui ricchi, se fossi il dittatore del mondo

                Ciao!

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “insomma, mettiamo il caso più “innocente” di tutti: produci grano in abbondanza, oltre il fabbisogno del tuo paese.
              Che fai, lo distruggi?”

              Infatti, se produci vino non solo per 60 milioni di italiani, ma anche per 600 milioni di persone nel resto del mondo, sicuramente finirai per produrre “oltre il fabbisogno del tuo paese”.

              Ergo, diversificare…

              “Pianificare” lo fa già l’Unione Europea, che dà milioni di euro a imprese che poi impiegano manodopera in nero per esportare nel resto del mondo. Direi che se ne potrebbe fare a meno… leggo adesso che in Inghilterra, il governo laburista ha imposto una tassa di successione stangata sui contadini: i figli già reticenti a fare un lavoro del genere, preferiscono quindi vendere le terre all’agribusiness globale.

              • PinoMamet scrive:

                Beh, non ho idea del perché un governo laburista proponga una cosa del genere, ma se devo farmela (basandomi sul niente) suppongo sia proprio per evitare casi tipo il Friuli e il Veneto prosecchizzati…

                e infatti, fatto una ricerchina e trovo:
                https://www.ilsole24ore.com/art/i-trattori-invadono-londra-agricoltori-protestano-contro-tassa-successione-AGekEqoC

                cioè, chi ha poderi del valore superiore a 1 milione di sterline (non credo sia una cifra impossibile da raggiungere, ma parliamo comunque di imprenditori, non del “contadino” con la camicia a quadri e il cappello in mano che vi sognate in Toscana 😉 )
                pagherà le tasse di successione… metà della quota normale.
                mentre prima non le pagava per niente.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “cioè, chi ha poderi del valore superiore a 1 milione di sterline (non credo sia una cifra impossibile da raggiungere, ma parliamo comunque di imprenditori, non del “contadino” con la camicia a quadri e il cappello in mano che vi sognate in Toscana 😉 )
                pagherà le tasse di successione… metà della quota normale.
                mentre prima non le pagava per niente.”

                Ammetto di aver fatto una ricerca meno approfondita, in effetti cambia un po’ il quadro.

                Senza approfondire ulteriormente perché mi chiama il lavoro…

                immagino che il “milione di sterline” si riferisca al valore dei terreni e dell’impresa, non al conto in banca del contadino.

                Nel secondo caso, nulla da ridire.

                Nel primo caso, invece, il contadino benestante deve privarsi del 20% della propria impresa. Se ce l’ha sotto forma di risparmi in banca, bene; ma se no deve vendere, in condizioni di debolezza economica, il 20% della propria impresa a qualcuno.

                E immagino di questi tempi che gli unici interessati siano gli speculatori finanziari, che si stanno impossessando di investimenti “fissi” per garantire quelli volatili.

                E questa mi sembra una chiara scelta politica.

              • PinoMamet scrive:

                Mi rifiuto di usare il termine toscano contadino che trovo profondamente offensivo per la categoria, come mi rifiuto di usare il termine negro o giudeo.

                Detto ciò, la tassa di successione non prevede che l’agricoltore debba privarsi del 20% della sua impresa
                (o l’imprenditore non agricolo del 40%…)

                anche perché altrimenti sarebbe già fallita l’Inghilterra da un pezzo 😉

                si tratta del 20% al di sopra di una certa quota di valore dell’impresa;

                qui spiega come funziona:
                https://www.gov.uk/inheritance-tax

                non sono sciuro di aver capito tutto bene, specialmenet questa parte:
                “Funds from your estate are used to pay Inheritance Tax to HM Revenue and Customs (HMRC). This is done by the person dealing with the estate (called the ‘executor’, if there’s a will).

                Your beneficiaries (the people who inherit your estate) do not normally pay tax on things they inherit. They may have related taxes to pay, for example if they get rental income from a house left to them in a will.”

                Ora, io non so se questo sia un bene o un male per l’agricoltura inglese: leggo che riguarderà 500 imprese, fondamentalmente latifondi di ricconi.

                Penso però che se l’agricoltore inglese è furbo la metà dell’agricoltore o imprenditore italiano, troverà un bravo commercialista che gli farà pagare meno… fino a niente.

                Non mi pare una misura catastrofica, comunque, se il resto dell’imprenditoria britannica la sopporta il doppio…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Non mi pare una misura catastrofica, comunque, se il resto dell’imprenditoria britannica la sopporta il doppio…”

                Non lo so.

                Se le cose stanno come ho ipotizzato io (senza saperne niente), ho ragione io 🙂

                Se le cose sono stanno come dici tu (che hai fatto qualche ricerca in più), sono un po’ un pollo che ha abboccato alla prima cosa che ha trovato in rete 🙂

                La lezione importante sarebbe, non schierarsi mai concretamente (tipo andare con una tanica di benzina a immolarmi sotto il British Institute qui a Firenze) senza avere le idee molto, molto chiare. E’ per questo che di solito mi impegno solo su questioni che conosco MOLTO bene.

          • PinoMamet scrive:

            Se qualcuno ha la nostalgia delle “battaglie del grano”, magari con Salvini che si fa fotografare mentre miete a torso nudo 😉 (e sarebbe capace di farlo) mi faccia insomma il favore di non includermi 😉

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “Se qualcuno ha la nostalgia delle “battaglie del grano”, magari con Salvini che si fa fotografare mentre miete a torso nudo 😉 (e sarebbe capace di farlo) mi faccia insomma il favore di non includermi ”

              C’è un bel libro, L’autarchia verde, che racconta di come andarono le cose… ricordiamo che il fascismo nasce quando i padroni delle fattorie decisero che i mezzadri dovevano condividere i costi della ristrutturazione dei poderi per aprirli al mercato globale. E giù manganellate e olio di ricino al contadino che si rifiutava di fare la “sua parte”.

              Mussolini era un globalista, finché non ha deciso – globalisticamente – di fare come facevano tutti i globalisti dell’epoca, rubarsi un pezzo di Africa.

              Peccato che in quel pezzo di Africa sorgeva il Nilo, e gli inglesi che stavano saccheggiando l’Egitto (e lì ci sarebbe una storia tremenda da raccontare) avevano paura di lasciare in mano ai loro concorrenti le sorgenti del Nilo, e quindi fecero l’embargo all’Italia.

              Al che Mussolini fu costretto rapidamente a deglobalizzare, chiamò a raccolta le migliori menti scientifiche d’Italia, e in effetti escogitarono diverse cose molto interessanti.

              Poi Lui si fece la nota fotocomparsa…

              • PinoMamet scrive:

                “ricordiamo che il fascismo nasce quando…”

                beh, questa mi sembra una prospettiva diciamo parziale… forse toscana non so.

                Secondo me a chiedere un po’ si troveranno almeno una ventina di “il fascismo nasce quando” tutte diverse, secondo le regioni, gli strati sociali e le memorie famigliari o di settore…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Secondo me a chiedere un po’ si troveranno almeno una ventina di “il fascismo nasce quando” tutte diverse, secondo le regioni, gli strati sociali e le memorie famigliari o di settore…”

                Sono d’accordo, e infatti ho voluto seguire uno dei filoni possibili.

                Semplicemente, chi lancia la Hitler Card (o la più piccola Mussolini Card) vince facile barando:

                Siccome Mussolini ha fatto l’autarchia, allora dobbiamo solo mangiare uva cilena e vendere Prosecco toscano in Cile!”

                Ho voluto lanciare un filone alternativo di riflessione, per dire, “giudichiamo uva cilene e prosecchi veneti in base al mondo reale, non in base al Fu Regime”.

              • PinoMamet scrive:

                Comunque di foto-comparsate di Mussolini credo ce ne fosse una per anno: a cercare su internet se ne trovano tante diverse, dalla prima in giacca e cravatta, alle varie versioni con o senza canottiera, con un cappello di paglia o berrettino sportivo o occhialoni da aviatore…

                credo fosse una cosa a cadenza annuale.
                A giugno o luglio ti toccava la foto di Mussolini mietitore.

                Ad Agosto, salto nel cerchio di fuoco, a Dicembre sciatore, come Big Jim 😉

              • Francesco scrive:

                quindi Silvio ha solo copiato un illustre precedente?

                🙁

          • PinoMamet scrive:

            La prevalenza delle produzioni nazionali si può fare, secondo me, in maniera moderata.

            in genere, gli economisti (di cui mi fido fino a là, ma sicuramente ne sanno più di me) non parlano bene dei dazi, come modo di sostenere la produzione nazionale.
            In certi casi e in periodi limitati possono anche funzionare, ma non una cosa generalizzata.

            Secondo me, sempre da ignorante, se l’Italia volesse sostenere il suo prodotto nazionale, dovrebbe investire di più sulla ricerca, dare sussidi alle piccole e medie imprese, fare leggi serie contro la delocalizzazione, incoraggiare il consumo di prodotti nazionali o locali…
            alcune di queste cose già si fanno.

            Non credo ai miracoli e non credo alle guerre commerciali
            (“smettiamo di comprare arance spagnole” e gli spagnoli che rispondono “smettiamo di comprare vino italiano”…)

            • Peucezio scrive:

              Pino,
              “Secondo me, sempre da ignorante, se l’Italia volesse sostenere il suo prodotto nazionale, dovrebbe investire di più sulla ricerca, dare sussidi alle piccole e medie imprese, fare leggi serie contro la delocalizzazione, incoraggiare il consumo di prodotti nazionali o locali…
              alcune di queste cose già si fanno.”

              D’accordo.
              Ma i dazi ci sono sempre stati, sono una normalissima leva economica degli stati: è l’abolizione di ogni vincolo ad essere un inedito storico recente, voluto da quegli spicopatici bombardatori dell’Europa di Clinton, Blair e combriccola e che stiamo pagando ancora adesso.

              • Francesco scrive:

                i dazi hanno funzionato … pochissime volte e in circostanze molto particolari

                i giovani USA pieni di risorse e di gente

                la neonata Germania

                la Corea del Sud

                nella maggioranza dei casi, privilegiare la produzione nazionale significa solo favorire prodotti scadenti e cari

                Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “in genere, gli economisti (di cui mi fido fino a là, ma sicuramente ne sanno più di me) non parlano bene dei dazi, come modo di sostenere la produzione nazionale.”

              Direi che la primissima cosa è sostenere l’ambiente.

              Che si fa in modo molto semplice a dirsi (a fare invece…): facendo pagare il COSTO e non il PREZZO.

              Il prezzo delle uva cilene al Conad sotto caso è bassissimo.

              Il costo è sicuramente immenso, e comprende anche gli scarichi a mare delle navi che avvelenano i pesci vicino alle Azzorre (invento ovviamente) e mandano quindi in fallimento i pescatori locali.

              Un costo difficilissimo da valutare: ma più è corta la catena, meno sono i costi.

              Questo non ha nulla a che fare con nazionalismi: se a Trieste si importa qualcosa dalla Slovenia, costa meno che importare dalla Sicilia.

              • Francesco scrive:

                OMAMM!!!

                e pure di accordo totale: meno Stato e più mercato anche nei trasporti internazionali di beni!

                solo che alla fine do per certo che l’uva cilena arriverà lo stesso, per sane ragioni economiche

                😉

            • PinoMamet scrive:

              Tutto rose e fiori finché non guarderete i prezzi sul pacco di pasta. 😉

              Io ve l’ho detto, poi fate un po’ voi…

          • roberto scrive:

            Peucezio

            Mi ricordo una trasmissione su Rai Tre in cui si faceva tirassegno contro il signor Monin perché compra olive in Tunisia. C’era quella specie di eremita montagnaro capellone che ne diceva di tutti i colori, Giannini e la Berlinguer che infierivano e il povero signor Monin che diceva una banalità: in Italia non ci sono abbastanza olive per coprire il consumo nazionale, quindi figuriamoci l’export.
            Credo che i consumi dell’Italia autarchica degli anni 30 siano ben diversi da quelli dell’Italia attuale e nessuno ha voglia di condirsi l’insalatacon l’olio di semi

            • Peucezio scrive:

              Siamo sempre lì, Roberto,

              la globalizzazione non è: non mi bastano le olive italiane per il consumo internoe ne compro altrove; è faccio andare a ramengo le olive italiane e le compro tutte altrove. Con le olive non li si fa, ma in generale il criterio è quello.

              Oltretutto le olive hanno dei limiti: il territorio è quello. L’industria no: puoi produrre in casa molte più cose di quanto non si faccia.

              • PinoMamet scrive:

                Sì ma è tutto un unico…

                cioè, tu puoi mettere i dazi sulle merci cinesi, e ci sta;

                e quelli i cinesi non ti comprano più i prodotti alimentari italiani;

                e i produttori italiani per rifarsi alzano i prezzi delle olive e del pomodoro;

                e il consumatore italiano compra le olive tunisine e i pomodori turchi;

                ma anche il signor Monin compra più olive tunisine, che costano meno…

                e l’agricoltore italiano, che non può delocalizzare in Tunisia e in Turchia, se la prende nel posteriore;

                insomma, non voglio dire che non si possa fare niente;

                e ripeto, forse i dazi nel breve periodo possono anche servire;

                ma in genere, non sono la soluzione al problema, sono più un pannicello caldo.

              • Peucezio scrive:

                Ma infatti non c’è da risolvere un problema ma da ristabilire il sacrosanto principio che non ci può essere l’anarchia e la deregulation totale e che gli stati possono e devono porre qualche minimo limite, in funzione della tutela della propria economia.

              • PinoMamet scrive:

                Questo è un discorso ragionevole, invece Trump che sbraita e pensa di gestire gli accordi come se fosse un cowboy che agita le pistole in un suk orientale, direi proprio che non lo è…

              • Peucezio scrive:

                Trump è puro folclore.
                Poi c’è la sostanza.

              • Francesco scrive:

                non mi toccate la deregulation!

                è un mito di gioventù

                😀

                PS già mi faccio piacere i regolamenti sanitari europei, che fungono da barriera alle porcherie USA

      • Francesco scrive:

        Miguel

        il problema è che prima di essere a favore o contrari ai dazi sarebbe bene conoscere un pò di economia e non pensare che gli economisti siano dei venduti al soldo dei ricchi e che in realtà le cose siano semplici

        per quello che conosco di te, ti inviterei a leggerti Smith e Ricardo e DOPO a criticare il liberismo: si può fare, lo giuro, non sono letture velenose

        quello che so è che i dazi impoveriscono complessivamente le economie. e non mi risulta migliorino la distribuzione del reddito dentro i singoli paesi.

        e anche che negli ultimi decenni di globalizzazione i poveri sono diminuiti come mai nella storia

        Ciao

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “il problema è che prima di essere a favore o contrari ai dazi sarebbe bene conoscere un pò di economia e non pensare che gli economisti siano dei venduti al soldo dei ricchi e che in realtà le cose siano semplici”

          Ma non penso che le cose siano semplici; e sono sicuro che dal punto di vista “economico” tu ne sappia più di me.

          Ad esempio, posso credere che il bilancio economico del turismo per Firenze sia straordinariamente vincente. Nel senso che nelle casse/pos “di Firenze” entrano tantissimi soldi, molti di più di quelli che escono. E immagino che in termini puramente economici, la questione sia inoppugnabile.

          Il problema è che io a questo aggiungo una dimensione antropologica e una ecologica.

          Antropologicamente, i soldi “vanno ai fiorentini”, o vanno a una minoranza di fiorentini, a moltissimi investitori che con Firenze non c’entrano nulla, a peruviani pagati in nero per fare le pulizie nei b&B? E come la mettiamo con la perdita umana delle botteghe trasformate in ristoranti, delle case private trasformate in b&b, eccetera?

          Ecologicamente, già le città di per sé sono ambientalmente pesanti… Firenze è in grado di reggere 15 milioni di “non cittadini” l’anno? Che peso ha sulle strade, sulle infrastrutture, sui rifiuti, sulla cementificazione, sui trasporti, sulla salute?

          Non dico che l’economia non abbia la sua parte, dico che forse dovremmo considerare sempre tutti e tre i fattori insieme.

          • PinoMamet scrive:

            Beh guarda io ho un amico che insegna economia all’università;

            non è il mio campo, non è la mia mentalità, e non sono i miei gusti, ma…

            l’economia si occupa anche di quanto denaro va ai fiorentini, delle diverse fasce di reddito, ecc.

            Non dico che la “sua” (della materia, non dell’amico) prima preoccupazione sia l’ecologia- la giustizia sociale neppure, ma già un po’ di più…

            però sono tutti fattori che gli economisti tengono in considerazione.

            Con tutto il male che se ne vuole pensare, non sono tutti un branco di sciacalli che pensano solo a come arricchire loro, e più ricchi…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “Con tutto il male che se ne vuole pensare, non sono tutti un branco di sciacalli che pensano solo a come arricchire loro, e più ricchi…”

              Ma certo, come sai, non demonizzo mai nessuno.

  87. MOI scrive:

    Dichiarazione Pesissima:

    Borgonovo: “Dire che Netanyahu alimenta l’antisemitismo è come dire che una minigonna provoca uno stupro”

    https://www.la7.it/in-onda/video/borgonovo-dire-che-netanyahu-alimenta-lantisemitismo-e-come-dire-che-una-minigonna-provoca-uno-26-07-2025-605206

  88. MOI scrive:

    https://youtu.be/zRG0KsbiHpY?si=hMmFflMqx7nDJUXn

    Dopo un po’ che stava languendo per eccessiva vicinanza al PD, Andrea Lorenzon torna alla ribalta con il suo corto animato sugli Avengers … a Gaza.

    Ovviamente con l’ icona dell’ Anguria 🍉, che _ qualora qualche Boomer 🫠 lo ignorasse ancora_ riprende i colori della bandiera di Palestina consentendo così di aggirare gli Algoritmi “FiloSionisti” da Social .

    • MOI scrive:

      NON-Spoiler : ero convinto che facesse una battuta sui Produttori Ebrei per il Marvel Cinematic Universe … invece NO.

      Probabilmente sarebbe stato troppo scontato.

  89. Francesco scrive:

    >>> diciamola tutta: i cannoni turchi sono pronti a sparare, quelli italiani o francesi no

    ORRRAMT!

    volevo sottolinearla. i cannoni da soli non sparano. senza cannoni però non si spara neppure volendo,

    sulla patetica farsa di Andrea per cui Putin è un poveretto perseguitato dalla cattiva nomea di babau …

    far pagare le basi agli USA? ottima idea, se siamo pronti anche a farne a meno, nel caso che loro non ci stiano. lo siamo? Andrea vuol fare la doccia con Putin, convinto che non succede nulla; Hasb con Xi, sperando che i cinesi davvero ce l’abbiano piccolo piccolo

    Io mi tengo il vecchio sistema, scusate!

    Saluti

    • PinoMamet scrive:

      Ma non è tutto bianco o nero…

      Trump, imbonitore e tragattino, gran venditore e contrattatore, lo sa: “voleet che restiamo? allora pagate!”
      la risposta giusta non può essere
      “ok, allora paghiamo”…
      penso che lo sappia anche lui!

      La risposta giusta è:
      “No, siete voi che dovete pagare l’affitto a casa nostra…”

      in realtà poi le cose sono ancora più complesse perché gli USA hanno una serie di accordi diversificati, per cui
      (leggo su fonte tutt’altro che imparziale) l’Italia paga per esempio il 37% delle spese delle basi americane sul suo territorio-
      che è una bella percentuale, ma non è il totale…

      e in cambio naturalmente usufruisce della protezione americana (e anche del nucleare, ricordiamolo, di cui le Forze armate italiane dispongono, e che possono però usare solo con “doppia chiave”, NATO- o americana, mi sfugge- e italiana…
      cioè, sì, gli aerei italiani hanno portato- per fortuna solo in esercitazione- missili nucleari, e missili nucleari sono stati stivati nelle basi italiane )

      per cui si tratta, nella pratica, di contrattare su queste percentuali: di più, di meno…
      affari, insomma.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet

        “NATO o americana”

        Americana, americana.

        Siamo i fusibili, le avanguardie sacrificabili, dello schieramento USA.

        Ecco perché l’idea che altri tenessero le loro Bombe in casa nostra per proteggere noi è una buffonata talmente ridicola da fare piangere gli angeli.

        Noi non siamo sotto l’ombrello della NATO

        Noi siamo l’ombrello.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          ti piace ripetere questa bugia, eh Andrea!

          eppure è il contrario e solo tu lo neghi

          mah, fatti qualche domanda!

          Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “vecchio sistema”.

      Págatelo.

      Se devo rinunciare a sanità e pensioni – come vorrebbe Rutte – per arricchire la Lockheed Martin allora mi conviene mettermi a progettare bombe H per gli Iraniani, rigorosamente in Russo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Rutte comunque è vergognoso, è riuscito a essere peggiore persino di Stoltenberg, che almeno si risparmiava le sceneggiate da zio Tom.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ pino Mamet

          “Tom”

          OAPM!

          …e senza offesa per lo zio Tom, che se non altro aveva la scusante di rischiare delle frustate!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        dici che è meglio comprare più Eurofighter in attesa dei caccia europei di sesta generazione?

        per me va bene, basta che ci armiamo e non facciamo la fine degli antichi Romani

        come mi ha insegnato il buon MT, le armi d’assedio ad Attila le fabbricò un Romano

        PS vuoi che l’Europa diventi il servo di padroni poveri e crudeli, lamentando che l’amico americano è in realtà è un cattivo amico. mi sembri quello che se li tagliò per far dispetto alla moglie.

  90. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    “War Room – Russia, Ucraina, NATO:
    Un Trump piuttosto costipato (foto, passata una certa età i viaggi intercontinentali cominciano a esigere un tributo pesante) ha deciso che in fondo non ha più tanta voglia di parlare con Putin e i 50 giorni di tempo per fare pace diventano dieci o dodici dopodiché poi si vede, dazi, sanzioni, chissà. A proposito di pace, ieri si era anche intestata quella tra Thailandia e Cambogia ma si è poi scoperto che il piano che i due belligeranti hanno accettato è quello dell’ASEAN e gli USA c’entrano pochino. Ma in fondo perché rovinare una bella storia con la verità.

    Per quanto riguarda l’accordo commerciale con l’Unione Europea, che dire. Quando gli imperi iniziano la decadenza, processo fisiologico che prima o poi li colpisce tutti e può durare anche parecchio tempo, le opzioni per non dico risolvere ma almeno posticipare il crollo non sono moltissime. Si può andare in giro a fare guerre, ma ormai anche gli houthi hanno gli ipersonici e i costi rischiano di superare i benefici. Una tattica che ha invece controindicazioni molto minori è quella di spremere le province, esigendo tributi sempre più pesanti. Gli imperatori più accorti fanno in modo di non prendere tutto subito ma di aumentare gradatamente le richieste in modo da spostare quanto più in avanti nel futuro il punto di rottura e l’ovvia ribellione; fanno anche in modo che le elite locali, già da tempo corrotte con prebende e sinecure, convincano i provinciali che il tutto avviene per il loro bene, perché al di là della frontiera ci sono i peceneghi, gli xiongnu o i tlaxcaltechi che non vedono l’ora di superare il fiume e saccheggiare le nostre terre ubertose. Il problema è che, stando appresso alle elite, noi ci siamo convinti di essere l’impero, non una sua provincia, e che gli interessi dell’impero erano anche i nostri. E finché le cose andavano bene, essere provincia non è stata una cattiva cosa. Finché, appunto, le cose andavano bene.”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      va là che lo hai scritto tu! il mind set malato è quello

      forse aveva ragione Giuliano Ferrara, il pazzo Trump può essere il peggior nemico del furbo Putin perchè se si incazza conosce molto poco la prudenza e i limiti

      questa cosa dei 10-12 giorni mi fa molto ridere e le risposte russe sono imbarazzanti … quasi quanto “piuttosto costipato (foto, passata una certa età i viaggi intercontinentali cominciano a esigere un tributo pesante)”

      insomma, il culo brucia e tanto

  91. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    “CHRIS HEDGES – ABOLIZIONE DEL PRIMO EMENDAMENTO

    Coloro che hanno testimoniato nella capitale dello Stato contro l’adozione dell’IHRA da parte del New Jersey, sostenendo che avrebbe criminalizzato la libertà di parola, si sono visti spegnere i microfoni e sono stati zittiti, a dimostrazione della nostra tesi.

    Di Chris Hedges – 28 luglio 2025

    La scorsa settimana ho testimoniato nella capitale dello Stato del New Jersey, a Trenton, contro il disegno di legge A3558, che adotterebbe la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA), che confonde l’antisionismo con l’antisemitismo.

    “Questo è un pericoloso attacco alla libertà di parola, che cerca di criminalizzare le legittime critiche alle politiche israeliane”, ho affermato. “La campagna dell’amministrazione Trump per sradicare apparentemente l’antisemitismo nei plessi universitari è chiaramente un modo per mettere a tacere la libertà di parola ed espellere i non cittadini, anche se si trovano qui legalmente. Questo disegno di legge confonde falsamente l’etnia con uno Stato politico. E, sia chiaro, il peso della repressione nei plessi universitari è diretto contro studenti e docenti che si oppongono al Genocidio a Gaza, 3.000 dei quali sono stati arrestati e centinaia sono stati censurati, sospesi o espulsi. Molti di questi studenti sono ebrei. Che dire dei loro diritti? Che dire delle loro tutele costituzionali?”

    “Ho avuto numerosi rapporti con giornalisti e dirigenti politici israeliani”, ho continuato. “Conoscevo, ad esempio, l’ex Primo Ministro israeliano Yitzhak Rabin, che negoziò l’accordo di pace di Oslo. Rabin fu assassinato nel 1995 da un ultranazionalista israeliano che si opponeva all’accordo di pace. Rabin affermò senza mezzi termini in numerose occasioni che l’Occupazione era dannosa per Israele. I colleghi israeliani criticano spesso le politiche israeliane sulla stampa israeliana con un linguaggio che questo disegno di legge definirebbe antisemita”.

    “Ad esempio”, continuai, “il giornalista israeliano Gideon Levy, che ha prestato servizio nell’esercito israeliano e scrive per il quotidiano Haaretz, ha chiesto l’imposizione di sanzioni a Israele per fermare il Massacro a Gaza, affermando ‘Fate a Israele quello che avete fatto al Sudafrica’”.

    “Omer Bartov, che fu comandante di compagnia israeliana nella guerra del 1973, è Professore di Studi sull’Olocausto e il Genocidio all’Università Brown”, dissi. “In un articolo del 15 luglio sul New York Times, ha affermato che la sua “inevitabile conclusione è diventata che Israele sta commettendo un Genocidio contro il popolo palestinese”.

    “Questo tipo di dichiarazioni, e molte altre che potrei citare da colleghi e amici israeliani, li vedrebbero criminalizzati come antisemiti ai sensi di questa legge”, ho aggiunto.

    Il presidente della commissione, Robert Karabinchak, un democratico, ha silenziato il mio microfono, ha picchiato il suo martello per impedirmi di parlare e ha permesso a gruppi di Sionisti, che molestavano e insultavano apertamente i musulmani presenti nella sala, di schernirmi e zittirmi.

    Ero lì a sostenere che questa legge avrebbe limitato la mia libertà di parola, mentre allo stesso tempo mi veniva negata la libertà di parola.

    Questa dissonanza cognitiva definisce gli Stati Uniti e Israele.

    Il presidente della commissione ha anche messo a tacere Raz Segal, lo storico israeliano e studioso del Genocidio, e, con un gesto particolarmente insensibile, ha rimproverato Mehdi Rabee, il cui fratello quattordicenne Amer è stato ucciso dai soldati israeliani nell’aprile del 2025.

    “Mio fratello quattordicenne, originario di Saddlebrook, nel New Jersey, è stato assassinato dalle IDF”, ha detto Mehdi alla commissione, con la voce tremante per l’emozione. “Stava solo raccogliendo le olive in un uliveto con i suoi amici, cosa che noi palestinesi facciamo da migliaia di anni. Mio fratello, che non rivedrò mai più, mio fratello che i miei genitori non vedranno mai diplomarsi al liceo o all’università. La deputata Swain, mio padre e il Centro Comunitario Palestinese-Americano hanno cercato di contattarvi più e più volte. E tutto ciò che abbiamo ricevuto è stato solo silenzio. Dato il vostro silenzio, non dovreste avere il diritto di prendere in considerazione l’idea di votare per questo disegno di legge finché non incontrerete la mia famiglia, che è sotto il vostro distretto”.

    “Vi chiedo di attenervi alla proposta di legge”, interruppe Karabinchak.

    “Questo disegno di legge mette a repentaglio il mio diritto, garantito dal Primo Emendamento, di criticare Israele per ciò che ha fatto a mio fratello”, ha proseguito. “Ho il diritto di chiamare Israele come voglio. Quando le sue politiche rispecchiano quelle dei Nazisti, ho il diritto di chiamarlo con il suo nome. Vi invito a votare no in memoria di mio fratello”.

    Karabinchak, irritato dal fatto che i sostenitori abbiano tributato a Rabee un’acclamazione, ha ridotto tutte le testimonianze critiche al disegno di legge da tre minuti a un minuto.

    “Il tempo è sceso a un minuto”, ha detto alla folla di circa 400 persone in commissione e in quattro sale di servizio. “Chiederò a tutti di parlare, chi vuole parlare potrà dire ‘Mi oppongo al disegno di legge’ o ‘Sostengo il disegno di legge'”.

    “Facciamo altri applausi”, ha detto, con la voce intrisa di sarcasmo. “Siamo contenti ora, vero? Non ti ho buttato fuori come avevo promesso. Quindi ora hai semplicemente zittito le altre persone che hanno diritto di parola. Ecco cosa hai appena fatto! Capisci cosa hai fatto! Si? Un minuto. Un minuto. È finita. E non sarò gentile e non “sarò breve”. Spengo il microfono”.

    Il nostro peccato è stato quello di aver osato menzionare l’innominabile: il Genocidio a Gaza.

    I Sionisti presenti nella sala hanno aggredito verbalmente e fisicamente i musulmani che erano venuti a opporsi alla legge. Un Sionista si è ripetutamente spinto contro i corpi di coloro che si trovavano all’esterno dell’aula e stavano tenendo una manifestazione contro la legge.

    Amy Gallatin, membro della Commissione per le Relazioni Umane di West Orange, “istituita con ordinanza municipale nel 1992 per creare e promuovere valori di diversità, equità e inclusione tra i gruppi della comunità”, ha aperto le foto sul suo iPad in una delle sale affollate e ha detto a chi le sedeva intorno: “Guardate, è Maometto!”.

    Quando il Rabbino Yitzchok Deutsch ha lanciato un commosso appello per salvare la popolazione di Gaza, Lisa Swain del Distretto 38 e il deputato Avi Schnall del Distretto 30, entrambi Democratici, hanno riso e sghignazzato mentre parlava.

    I Sionisti, che hanno dipinto immagini raccapriccianti di ebrei che vivevano sotto vessazioni e temevano per la propria vita, e di un Nazismo che presumibilmente dilagava per le strade del New Jersey, non sono rimasti in silenzio, sebbene le loro dichiarazioni fossero iperboliche all’estremo e spesso frutto di una fervida immaginazione. Hanno apertamente sbavato per l’adozione del disegno di legge, che, a loro dire, avrebbe fornito alle forze dell’ordine gli strumenti per criminalizzare coloro che incitano all’odio, il che, se si leggono gli “esempi contemporanei di antisemitismo” che accompagnano l’IHRA, include discorsi che criticano le politiche israeliane.

    L’IHRA è stato adottato da 35 Stati, dal Distretto di Columbia e da università come Harvard e Columbia.

    “La definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA include la critica protetta di Israele e delle sue politiche”, scrive l’Unione Americana per le Libertà Civili. “Ad esempio, la definizione dichiara che ‘negare al popolo ebraico il diritto all’autodeterminazione, ad esempio affermando che l’esistenza di uno Stato di Israele è un’iniziativa Razzista’, ‘fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti’ e ‘applicare doppi criteri richiedendo a Israele un comportamento non previsto o richiesto da qualsiasi altra nazione democratica’ sono tutti esempi di antisemitismo”.

    “Se il Dipartimento dell’Istruzione adottasse questa definizione e indagasse sulle denunce presentate dalle università ai sensi del Titolo Sesto basate su di essa, gli amministratori di istituti e università probabilmente metterebbero a tacere una serie di discorsi protetti, tra cui le critiche al trattamento riservato dal governo israeliano ai palestinesi, analogie che paragonano le politiche israeliane a quelle della Germania Nazista o la condivisione di convinzioni diverse sul diritto a uno Stato Ebraico”, continua l’Unione Americana per le Libertà Civili. “Le persone potrebbero non essere d’accordo sul fatto che tali discorsi siano antisemiti, ma questo dibattito è irrilevante per il Primo Emendamento, che proibisce al governo di censurare o penalizzare i discorsi politici fondamentali”.

    Il Procuratore statunitense Kenneth S. Stern, Sionista dichiarato e principale redattore di quella che è diventata la definizione di antisemitismo dell’IHRA, lamenta che l’IHRA sia stata “grossolanamente abusata” per “limitare la libertà accademica e punire il linguaggio politico”, incluso il “linguaggio filo-palestinese”.

    I cinque membri della commissione, che avevano chiaramente preso una decisione prima di entrare nell’aula gremita, hanno approvato all’unanimità il provvedimento, che passerà al voto dell’Assemblea di Stato. Saranno senza dubbio risarciti per la loro perfidia, come tutti i politici che si inchinano ai dettami della Lobby israeliana.

    L’America, come Israele, vive in una realtà parallela. Nega la cruda e incontrovertibile realtà del Genocidio trasmesso in diretta internet. Calunnia chiunque, compresi gli studiosi israeliani dell’Olocausto come il Professor Segal, definendoli antisemiti.

    Purtroppo, so come andrà a finire. L’ho visto con i miei occhi nelle numerose dittature che ho seguito come corrispondente estero per vent’anni in America Latina, Medio Oriente, Africa e Balcani. Chi di noi lotta per una società aperta viene messo a tacere, accusato di essere traditore e criminale. Siamo inseriti in una lista nera, censurati e, a volte, rinchiusi. Se riusciamo a fuggire in tempo, siamo costretti all’esilio. Mentre veniamo messi a tacere, i delatori, i truffatori, i Fascisti Cristiani, i miliardari, i Sionisti e i delinquenti, elevati alle più alte cariche del governo federale dalla Casa Bianca di Trump, vengono ricompensati con potere assoluto, lusso e dissolutezza.

    La nostra classe dirigente, sottomessa alle multinazionali, non ha una vera ideologia politica. I partiti politici sono una farsa, una sorta di intrattenimento per ammaliarla nella nostra finta democrazia. Il liberalismo, e i valori che afferma di rappresentare, è una forza esausta e in fallimento.

    La parodia nella sala delle commissioni di Trenton è stata un altro deprimente promemoria del fatto che ormai ben poco può fermare il nostro cammino verso uno Stato autoritario: né la stampa, né le università, né i tribunali, che non possono far rispettare le poche sentenze emesse da giudici coraggiosi, né la classe politica, incluso il Partito Democratico, né il processo elettorale.

    Dobbiamo resistere, anche solo per affermare la nostra integrità e dignità, anche solo per essere solidali con gli oppressi, anche solo per rallentare il consolidamento della tirannia, anche solo per gioire delle piccole vittorie di Pirro che solo la Resistenza rende possibili.

    Ma non dobbiamo lasciarci ingannare.

    Chris Hedges è un giornalista vincitore del Premio Pulitzer, è stato corrispondente estero per quindici anni per il New York Times, dove ha lavorato come capo dell’Ufficio per il Medio Oriente e dell’Ufficio balcanico per il giornale. In precedenza ha lavorato all’estero per The Dallas Morning News, The Christian Science Monitor e NPR. È il conduttore dello spettacolo RT America nominato agli Emmy Award On Contact.

    Traduzione: La Zona Grigia

    Fonte: https://chrishedges.substack.com/p/abolishing-the-first-amendment? ”

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      la legge, quel pochissimo che ne viene citato, mi pare ottima.

      e sono d’accordo sull’uso strumentale da parte di Bibi e soci del termine antisemitismo!

      non vedo però motivo di dare spazio a chi vuole fare un uso strumentale della critica a Bibi e alle politiche israeliane nei confronti dei palestinesi (anche ben prima di questo governo)

      Ciao

  92. MOI scrive:

    https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_luglio_28/lainate-famiglia-di-ebrei-francesi-aggredita-e-insultata-in-un-area-di-sosta-sulla-milano-laghi-qua-non-siamo-a-gaza-assassini-0c89ef89-f3bd-4d44-bee5-46c30c813xlk.shtml

    Lainate, padre e figlio francesi con la kippah aggrediti all’autogrill: «Assassini». I familiari: «Noi ebrei abbiamo paura». La Russa: «Ignobile»

    —————

    Sui Social, tanta solidarietà ProPal agli aggressori. Evidentemente andare in giro con la kippah in testa è visto come una provocazione da sostenitori di Netanyahu.

    • PinoMamet scrive:

      Sì, sono anch’io iscritto a vari gruppi “ebraici” sui social, e ho letto la notizia;

      poi sono iscritto a vari gruppi… napoletani! (per via dell’orgoglio bisnonnesco) vedo la stessa notizia, data con toni decisamente pro-palestinesi.

      ora, visto che il fatto è accaduto a Milano, ci si potrebbe chiedere che c’entrano i gruppi napoletani… ma i commenti fanno paralleli con la polemica tra la ristoratrice partenopea e i clienti israeliani, di qualche tempo fa.

      Solo che:
      1- questi non erano israeliani, ma italo-francesi

      2-non risulta (a differenza forse dei clienti israeliani di Napoli) che stessero facendo il tifo, difendendo o anche solo parlando di Israele;

      stavano solo facendosi i cazzi loro, mentre erano ebrei 😉

      Insomma, un po’ il crimine di “driving while black” negli USA 😉

      Tra i commenti, si contano per fortuna non pochissimi moderati (“che c’entrano questi, lasciateli in pace!”);

      ma anche molti non-così-tanto-moderati (“perché gli ebrei non si discolpano per quello che fa Israele!”);

      e ahimè parecchi non moderati per niente (“lo sapevamo che gli ebrei erano mascalzoni!”, “sono tutti colpevoli, mentre parliamo a Gaza muoiono altre venti persone!”…)

      Il tutto è molto, molto preoccupante.

    • PinoMamet scrive:

      E sì, nei commenti ho anche letto quello che dice che mettersi la kippah sarebbe un atto di provocazione….

  93. roberto scrive:

    Iniziamo a ragionare su quello che dicevamo Francesco e io ieri: l’accordo con gli usa sono parole scritte sulla sabbia giusto per guadagnare tempo nell’attesa che il pagliaccio arancione muoia

    Qui una piccola riflessione sull’aspetto energia

    https://www.politico.eu/article/eu-trade-war-donald-trump-us-oil-gas-energy/

    Più o meno possiamo dire lo stesso su ogni volet (sempre sottolineando che la commissione non ha competenze specifiche, su che base può impegnarsi a fare investimenti negli USA? Io non la vedo)

  94. roberto scrive:

    Ed ecco qui….

    https://www.politico.eu/article/eus-600bn-us-investment-will-come-exclusively-from-private-sector/

    Mi sa che trump, e tutto il cocuzzaro filotrumpista, si sono fatti infinocchiare e che la von Der Leyen è una venditrice di tappeti 🤣🤣🤣🤣

    • habsburgicus scrive:

      anch’io, che non so assolutamente NULLA di economia, ho la sensazione a pelle che Francesco e Roberto possano averci visto giusto; insomma la VdL non avrà fatto cose mirabili nè sarà un Bismarck in gonnella, ma ad un Trump “onnipotente” che frega l’Europa governata da cretini e per giunta venduti (come in tutti i siti filo-Putin :D) onestamente non ci credo..sbaglierò, eh

      • Francesco scrive:

        è già emerso che l’accordo è politico e che la parte legale, cioè quella obbligatoria ed effettiva, seguirà …

        a cialtrone, cialtrona e mezza!

        Chapeau alla nostra cara Ursula

  95. roberto scrive:

    Altra notizia che non dovrebbe passare inosservata

    La commissione propone la sospensione di certi accordi con Israele.
    La palla ora è nel campo degli Stati membri (al consiglio bisogna approvare a maggioranza qualificata)

    Vedremo che succederà

    https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_25_1921

  96. tomar scrive:

    “Hitler sta facendo il lavoro sporco per noi”

    Questo immagino che abbia pensato quella maggioranza di tedeschi che non partecipavano direttamente alla Soluzione Finale ma che comunque non potevano non vedere o non sapere degli ebrei prelevati dalle loro case per essere trasferiti chissà dove, mentre le loro proprietà venivano sequestrate e svendute agli ariani.
    Merz è un tedesco loro degno successore.

    • Francesco scrive:

      non mi risulta che ci fossero problemi tra tedeschi ed ebrei europei prima di Hitler, però, solo pochi esaltati antisemiti con la testa piena di cazzate

      quindi trovo difficile pensare che ci fosse necessità di fare un qualche sporco lavoro

      Merz, invece, parlava della Bomba atomica iraniana. che forse sarebbe un problema

      trova tu le differenze!

  97. MOI scrive:

    https://it.euronews.com/cultura/2025/07/29/ucciso-da-colono-israeliano-lattivista-palestinese-del-documentario-no-other-land

    Ucciso da Colono Israeliano l’ Attivista Palestinese Awdah Hathaleen del documentario “No Other Land”

  98. Moi scrive:

    https://stream24.ilsole24ore.com/video/cultura/gaza-jovanotti-no-borders-festival-tifo-solo-la-pace/AHgPnquB?refresh_ce=1

    Gaza, Jovanotti dal No Borders festival: tifo solo per la pace
    26 luglio 2025

    ______________________

    Ovviamente 🙂 criticato durissimamente come “ignavo”, “pusillanime”, “venduto”, ecc …

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Ovviamente”

      Ovviamente e giustamente.

      Di quelli come lui diceva bene Dante: ‘non ragionar di lor, ma guarda e passa’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  99. Moi scrive:

    As Gaza starves, Netanyahu jokes about McDonald’s with ‘manosphere’ podcasters Nelk Boys

    https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jul/24/netanyahu-nelk-boys-podcast

    The Israeli PM went on Full Send Podcast ‘to reach young people’. After his appearance, its YouTube channel lost more than 10,000 subscribers in less than a day

    It’s just side-splittingly funny that kids are dying of starvation in Gaza thanks to a man who is a big fan of Whoppers.’

    • Moi scrive:

      The Benjamin Netanyahu Interview | NELK BOYS

      https://www.youtube.com/watch?v=JZvCmAgRWI0

    • PinoMamet scrive:

      A dire il vero, a me i media ebraici o filo-israeliani mi postano video di Netanyhau che rassicura che Israele non sta bloccando gli aiuti alimentari, che la popolazione di Gaza li sta ricevendo meglio di prima ecc.

      Che può essere una balla, non voglio discutere, ma è diverso dall’immagine di Netanyahu-che-ride-delle-sofferenze che vuol dare questo articolo.

      Diciamo che poteva scegliere un momento migliore per parlare di hamburger con degli youtuber.

      Ma questo credo sia il suo vero problema di comunicazione
      (è un problema più per noi che per lui, però…)
      cioè l’essere tarato, diciamo, sull’americano medio.
      Degli anni Novanta/Duemila, però.

      A noi europei, è destinato a stare antipatico, qualunque cosa faccia.
      Assai gliene frega, a lui, manco ci calcola.

      Agli americani…. diciamo che credo cresca il numero di quelli che non lo sopportano.

      • MOI scrive:

        Però riconoscerai che l’ abbinamento algoritmico “Netanyahu +Manosfera/Manosphere” ; laddove rafforza una certa “PostVerità” Woke… nella sua “echo chamber” / “bolla autoreferenziale”.

        • MOI scrive:

          Che poi “man” di “manosphere” , è “strécca-strécca” 😉 Maschio Bianco Etero Cis Binario Neurotipico … l’ Incarnazione del Male, la Summa del Ribaltamento (con però la medesima applicazione) di ogni Stigma.

  100. Moi scrive:

    Yehuda Shimon, 48 anni, avvocato e colono israeliano. Shimon è uno dei fondatori di Havat Gilad, insediamento illegale nella Cisgiordania occupata.

    “Crediamo che ogni luogo della Terra di Israele ci appartenga e che dobbiamo viverci. C’erano 5 o 6 famiglie quando siamo arrivati qui. Ora ce ne sono 100”, dice l’avvocato. Sull’illegalità delle azioni dei coloni, commenta: “Non crediamo che il diritto internazionale debba avere voce in capitolo su ciò che è successo qui. Penso che il diritto internazionale sia scritto da persone che odiano Israele, gli israeliani e che non credono nella Bibbia”. “Spero – dice Shimon -che cacceremo tutti gli arabi da Gaza e che le nazioni li accolgano.

    Se dovessi decidere io, direi a tutta la comunità internazionale: “avete un mese di tempo per prenderli tutti. Dopo un mese, li uccido tutti. Non voglio nemmeno un arabo”.

    Fania Oz-Salzberger, storica e scrittrice israeliana, commenta l’intervista di Mannocchi e le parole del colono: “Quella persona che ha parlato di fronte alla telecamera non è mio fratello, è un pessimo ebreo e un pessimo cittadino”.

    https://www.youtube.com/watch?v=VpXXFxI0854

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Dopo un mese, li uccido tutti. ”

      Altro che 7 ottobre: non so nemmeno se a fermare gente così bastano gli ipersonici.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        gli infermieri? uno che dice queste cose dovrebbe essere internato

        persino in Medio Oriente.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “uno che dice queste cose”

          Non solo sono i governanti di Tel Aviv a dirle, ma la maggioranza degli Israeliani li sostiene pure (appunto, Israele è una democrazia, no?)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Non fare il nazistoide!

            le dichiarazioni di alcuni svitati, eletti in piccoli partiti estremisti, non possono essere usate come prove contro tutti quelli che hanno votato i partiti che oggi formano la maggioranza, non tutti estremisti.

            io cosa c’entro col tuo sodale Salvini, anche lui troll putinista? eppure è nel “mio” governo (se ho votato Noi Moderati, non ricordo se mi son astenuto invece)

            Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Andrea, no, la maggioranza degli israeliani non è rappresentata dai “coloni”, più di quanto la maggioranza degli italiani sia rappresentata da Casa Pound.

            La differenza reale, seria, importante, è che in Italia le connivenze con Casa Pound non vanno aldilà di lasciargli occupare qualche immobile, mentre là gli lasciano occupare le terre altrui e terrorizzare la popolazione.

            Questo è gravissimo, ma è diverso da dire che la maggioranza degli israeliani la pensa come questo esaltato…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              “Questo è gravissimo, ma è diverso da dire che la maggioranza degli israeliani la pensa come questo esaltato…”

              Gli esseri umani sono strani e complessi. Anche se la maggioranza degli israeliani la pensassero in questo momento in un certo modo, non sarebbero per me da “condannare”. Le onde psichiche, le paure, i conformismi esistono ovunque e sono molto più forti dei singoli esseri umani.

            • PinoMamet scrive:

              Ma a me non interessa condannare nè assolvere.
              Non faccio il giudice e non scaglio pietre.

              Io descrivo gli israeliani che vedo, e gli italiani che vedo.

  101. Puffo giardiniere scrive:

    https://valori.it/falde-acquifere-alimenti-pollo-formaggio/

    Polli e formaggi assetano l’America.

    https://scenarieconomici.it/geoingegneria-esperimento-segreto-modifica-clima/

    Dato che il riscaldamento globale è tutta una
    montatura ordita da non si sa chi

    AttualitàGeoingegneria, l’esperimento segreto per modificare il clima finanziato da miliardari
    Un’università USA ha pianificato un controverso esperimento segreto di geoingegneria per creare nuvole artificiali su vasta scala. Svelati i piani tenuti nascosti per “non spaventare il pubblico”, finanziati da miliardari e fondazioni.

    Kelebekiano, tranquillo. Il miliardario provvede per te (e soprattutto per perpetuare i propri sporchi interessi).
    E questo è un luminoso esempio di come la tecnologia e la democrazia vadano a braccetto.

  102. MOI scrive:

    Sulla “inesistente” procurata carestia come strategia di evacuazione di Gaza … Benjamin Netanyahu è stato smentito addirittura da Donald Trump !

    😳😱

    • Francesco scrive:

      che si basa su quello che vede in TV …

      Donald si tiene al livello del suo elettorato, cioè in bassissimo

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “quello che vede in TV”

        Stai dicendo che i circuiti televisivi internazionali sono in mano ad Hamas?

        Tutti uniti a calunniare Israele? 😂

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          fondamentalmente sì, le immagini mostrate sono sempre a senso unico

          ieri, per la prima volta, immagini di camion carichi di cibo in mano a figuri incappucciati di nero, immagino di Hamas.

          non per nulla dico che Hamas sta stravincendo la guerra.

  103. MOI scrive:

    https://contropiano.org/news/politica-news/2025/07/30/limpossibile-simmetria-tra-gaza-e-lautogrill-di-lainate-0185351

    L’impossibile simmetria tra Gaza e l’autogrill di Lainate
    di Sergio Cararo

    […]

    anche andarsene orgogliosamente in giro ostentando la kippah non è proprio la migliore delle idee in momenti come questi. Per certi aspetti è una manifestazione di arroganza

    […]

    • PinoMamet scrive:

      Nessuno fa simmetrie tra Gaza e l’autogrill di Lainate.

      Il resto dell’articolo non mi abbasso a commentarlo, si commenta da sè.

      mi limito a citare questo passaggio:
      “Il fatto poi che tutti gli “aggrediti” in vari contesti (ristoranti, alberghi etc.) abbiano sempre il telefonino acceso in mano per fare le riprese sembra più una regola d’ingaggio che un comportamento protettivo.”

      Tutti hanno il telefonino acceso in mano, sempre; non vedo perché noi ebrei dobbiamo fare eccezioni solo per permettere al cretino di turno di esprimere il suo sostegno ai palestinesi insultando a caso sconosciuti di passaggio.

      • tomar scrive:

        Pino Mamet:
        “Tutti hanno il telefonino acceso in mano, sempre”

        Concordo e aggiungo ovunque, tranne il sottoscritto (che spesso lo dimentica a casa) e pochi altri.
        Poi mi incasino anche quando cerco di fare le riprese, diteggio alla cazzo e poi il video non c’è o è interrotto sul più bello.
        E poiché senza video oggi non c’è realtà, da quel punto di vista io sarei un soggetto più facilmente aggredibile senza problemi.
        Data la mia invisibilità non avere una difesa video ovviamente non mi preoccupa, ma mi chiedo come possa essere così stupida e ridicola Israele da continuare a dichiarare falsi le centinaia di video che comunque sono girati in rete, perché sì, lo smarfo ce l’hanno anche le ragazze e i ragazzi di Gaza, è l’ultima cosa da cui vorrebbero separarsi perché è l’unica uscita mentale che hanno da quell’inferno, e lo usano naturalmente.
        Davvero di una stupidità tale da stupire persino Trump.
        Deus dementat

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Tomar

          “mi chiedo come possa essere così stupida e ridicola Israele da continuare a dichiarare falsi le centinaia di video che comunque sono girati in rete”

          Non sono d’accordo.

          Io affermo (con video e registrazione e cento testimoni) che Tomar mi ha picchiato.

          Tomar dice che Miguel mente.

          Qualcuno crederà a me (e ai video ecc).

          Qualcuno crederà a Tomar.

          E qualcuno crederà che “la verità sta in mezzo”.

          Per cui Tomar farebbe benissimo a dire che Miguel mente. Sarebbe una mossa intelligente, non una mossa stupida.

          • tomar scrive:

            Miguel: “Per cui Tomar farebbe benissimo a dire che Miguel mente. Sarebbe una mossa intelligente, non una mossa stupida.”
            Farebbe benissimo anche, se oltre al video di Miguel e ai suoi 100 testimoni (che potrebbero essere tutti amici suoi) ci fossero su quell’aggressione altri 100-1000 video? Non gli crederebbero nemmeno i suoi figli.
            E d’altra parte le reazioni stizzite di fronte a tanta stolta improntitudine non sono mancate nel mondo, anche da parte dei più tiepidi.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Tomar

              ” Non gli crederebbero nemmeno i suoi figli.”

              E se il babbo Tomar dicesse,

              “cari figlioli, sto scrivendo il mio testamento, come sapete ci sono in ballo dieci milioni di euro in sassi colorati.

              Ah, prima di firmare il testamento, mi farebbe tanto piacere avere una vostra letterina in cui mi dite in tutta onestà se credete di più alla mia versione della rissa, o a quella di Miguel?”

          • PinoMamet scrive:

            Il fatto è, Tomar, che:

            1- ho lavorato, poco, ma neanche tanto poco, nel cinema.
            Il regno del filmato falso : è basato su questo.

            2-oltre a centinaia di video, che saranno tutti verissimi, che mi arrivano da parte filopalestinese, devi mettere in conto gli altrettanto- e saranno altrettanto verissimi- che mi arrivano da parte filoisraeliana…

            per cui, come già dissi, io faccio una bella tara a entrambe le parti.

            (I filmati di parte filoisraeliana non negano, di solito, che a Gaza le cose siano tragiche.
            Negano che siano così tanto tragiche, negano l’autenticità di questo o quel filmato palestinese, danno responsabilità su cui noi Buoni non possiamo essere d’accordo ecc.;
            ma esistono)

            Sono un essere schifoso, sono complice, i posteriori mi condanneranno, sono come i tedeschi nel ’33, no sono peggio, sono come Battisti nel ’68.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “anche andarsene orgogliosamente in giro ostentando la kippah non è proprio la migliore delle idee in momenti come questi. Per certi aspetti è una manifestazione di arroganza”

      persona molto razionale e abituata a frenare i propri istinti: “ebreo non è Israele, come l’Isis non è l’Islam”.

      Persona furba: “chi critica Israele odia gli ebrei! Israele sono gli ebrei! Se critichi Israele vuol dire che vuoi le camere a gas per tutti gli ebrei!”

      Persona tonta: “certo voi ebrei e/o Israele che ammazzate la gente e piagnucolate, avete rotto!”

      Persona furba”: “visto, avevo ragione!”

    • roberto scrive:

      Noi

      “ anche andarsene orgogliosamente in giro ostentando la kippah non è proprio la migliore delle idee in momenti come questi. Per certi aspetti è una manifestazione di arroganza”

      Della serie “la tizia aveva la minigonna, se l’è cercata!”

      • Miguel Martinez scrive:

        per roberto

        “Noi

        “ anche andarsene orgogliosamente in giro ostentando la kippah non è proprio la migliore delle idee in momenti come questi. Per certi aspetti è una manifestazione di arroganza”

        Della serie “la tizia aveva la minigonna, se l’è cercata!””

        Della serie: ebreo NON E’ UGUALE a Israele.

        Chi confonde le due cose sbaglia. Da entrambe le parti.

      • PinoMamet scrive:

        Ho visto finalmente l’intervista al francese aggredito.
        Deve averla vista anche il giornalista Cararo dell’articolo postato, visto che ne parla.

        È un tale con barba, camicia bianca con tzitziot che escono, e sì, ovviamente la kippah.

        Dovrebbe essere evidente che porta la kippah, il segno di riconoscimento più facile (dubito che i grandi esperti di religioni comparate che si possono trovare all’Autogrill di Lainate sappiano cos’è il tallit katan) per motivi religiosi e non per ostentare alcunché.

        Bello che anche la sua dichiarazione più conciliante (“voglio tornare in Italia per dimostrare che non tutti sono antisemiti”) venga trasformata in una dichiarazione di guerra da parte di Carraro…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Alla fine invece di scrivere cazzate bastava aspettare.
      E saltava fuori che l’unico ad aver malmenato qualcuno probabilmente è il tizio francese, stando ai referti del pronto soccorso.

      https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2025/07/30/legale-ma-quale-aggressione-francese-ebraico-querelato_95550dd0-0e3b-4893-9ac4-2ad494baa62e.html

      • PinoMamet scrive:

        behhhh…

        diciamo che dalla versione dell’avvocato degli accusati si scoprono due cose:

        -alcuni dei tizi che nel video si vedono e sentono insultare gli ebrei sarebbero di origine palestinese (anche se parla di una intera “compagnia di origine palestinese”)

        -hanno riportato delle lesioni

        Questi sono i fatti.

        Adesso le cazzate, o opinioni che dir si voglia.

        -un cinquantenne con un bambino di sei anni al seguito che si mette a insultare un gruppo di palestinesi? Sì, tutto può essere, ma lo trovo poco probabile… come ha capito che erano palestinesi, per esempio?
        Nel video parlano tutti italiano, e a me, da italiano, parevano italiani

        -un gruppo di italiani, magari tanto più se di origine palestinese, che si mette a insultare un tale perché visibilmente ebreo e confuso con gli israeliani che assediano Gaza?
        Lo trovo più probabile.

        -Lesioni: nelle colluttazioni capita anche di prenderle, eh?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Nel video parlano tutti italiano, e a me, da italiano, parevano italiani”

          Anche a me. Però riascoltalo, perché la cosa torna.

          “Lesioni: nelle colluttazioni capita anche di prenderle, eh?”

          Nelle colluttazioni sì, ma la versione del francese era che lui era a terra pestato da tre o cinque persone. E in genere non si riportano traumi cranici quando si pesta in massa una persona a terra.

          “-un cinquantenne con un bambino di sei anni al seguito che si mette a insultare un gruppo di palestinesi? Sì, tutto può essere, ma lo trovo poco probabile… come ha capito che erano palestinesi, per esempio?”

          Facciamo un’ipotesi. Effettivamente sono stati gli altri a iniziare con le provocazioni (rinfacciandogli Gaza), poi lui ha cominciato a fare il pazzo (e quindi mezzo Autogrill gli stava gridando contro mentre riprendeva), poi quegli altri lo hanno rincorso per chidergli di cancellare il video e lui li ha menati.

          Magari è un’ipotesi sbagliata, magari è vero che questo si è ritrovato in un Autogrill dove era in corso il raduno della gioventù hitleriana, però… non era meglio che tutti, dalle comunità ebraiche al pirla di Contropiano alla stampa al gran completo fossero un po’ più prudenti prima di correre il rischio diffamare dei tizi ripresi a caso in autostrada diffondendo video non pixelati e lanciandosi in dichiarazioni un po’ troppo perentorie date le informazioni in loro possesso?

        • PinoMamet scrive:

          Credo di poter dire sine ira et studio che la cosa ha tutta l’aria di una discussione degenerata.

          Il video è ovviamente tagliato, e non si sa cosa sia successo prima e dopo.

          Come in tutte le discussioni, non è chiaro “chi ha cominciato”- dipende da che punto si intende farla cominciare…

          poi un paio di spintoni e due cazzotti- e anche qui, vai a ricordarti chi è stato per primo…

        • PinoMamet scrive:

          “Facciamo un’ipotesi. Effettivamente sono stati gli altri a iniziare con le provocazioni (rinfacciandogli Gaza), poi lui ha cominciato a fare il pazzo (e quindi mezzo Autogrill gli stava gridando contro mentre riprendeva), poi quegli altri lo hanno rincorso per chidergli di cancellare il video e lui li ha menati.”

          Lo trovo molto probabile!

        • PinoMamet scrive:

          Ricevo e sintetizzo

          (dai gruppi “napoletani”; il fattaccio è avvenuto nella “nemica” Lombardia- scherzo- ma i commentatori napoletani sembrano essersi presi a cuore la tematica in seguito alla vicenda della ristoratrice)

          viene riportata più correttamente la versione dell’avvocato dei presunti assalitori antisemiti:

          non si parla di una “compagnia”, ma di una “compagna” palestinese di un signore italiano;

          la donna indossava a quanto pare un ciondolo a forma di Palestina libera (immagino la forma di Israele-Palestina-Canaan con i colori palestinesi) o comunque qualcosa che la identificava con la causa palestinese;

          pare stesse anche parlando in arabo, col compagno italiano o con altri non so;

          quindi è stato il turista francese a riconoscerla come palestinese, e, dice l’avvocato, a indicarla e rivolgerle insulti anche sessisti
          (momento opinioni-diverse-da-fatti: in queste cose ripeto non è mai chiaro chi comincia…)

          a questo punto sono intervenuti altri avventori italiani- quelli che si vedono nel filmato- e lo hanno circondato gridando Palestina libera e Ve ne dovete andare ecc.;

          a questo punto (e questo non si vede nel filmato che si ferma prima) pare che il francese sia partito con la capocciata alla Zidane a uno degli italiani, quello delle lesioni;

          poi (e qui ci ricolleghiamo invece al racconto del francese, non presente nella dichiarazione dell’avvocato) a quanto pare gli italiani si sono incazzati davvero lo hanno raggiunto al cesso e lo hanno corcato di botte.
          Dice il francese.

          La cosa abbastanza chiara è che, comunque la si voglia giudicare, non sono stati gli italiani a urlare “ecco uno con la kippah, dalli all’ebreo!”
          (forse è stato il francese a dire al figlio “ecco una palestinese, quelli ci odiano, brutta sharmutta!”)

          In tutto ciò, è mancata una figura fondamentale (speciale per i pugliesi):

          https://www.youtube.com/watch?v=jGhmKJrlBoQ

      • PinoMamet scrive:

        Resto sempre pronto a cambiare opinione se emergeranno altri fatti.

        Faccio notare che ho sempre accolto con scetticismo la versione della signora israeliana cacciata (o non cacciata; che ha pagato; o non ha pagato il conto) dalla ristoratrice napoletana (che ha attaccato briga; no che è stata provocata…)

        e che sono stato il primo a smentire la storia degli “studenti israeliani cacciati dal volo spagnolo perché cantavano in ebraico”
        (erano studenti francesi che facevano casino e prendevano per il culo le hostess)

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Resto sempre pronto a cambiare opinione se emergeranno altri fatti.”

          Partiamo dall’assioma fondante del giornalismo, quello dell’Uomo che Morde Cane.

          Poi dal fatto che il giornalista sta lì in agguato pronto a saltare al collo al primo Mordicane.

          Succederà prima o poi che qualcuno riempie di insulti qualcun altro?

          Succede tutti i giorni: sul mio vecchio blog, avevo messo una sezione intera sugli insulti che mi arrivavano. Un povero padredifamiglia traduttoredimanualitecnici sommersi da insulti, minacce di morte…

          Personalmente, mi sono divertito da matti.

          Però immagino che se mi avesse fatto comodo per qualche motivo fare la vittima, l’avrei fatto… avessi trovato l’occasione per accusare uno speculatore immobiliare che sfratta la gente di qualcosa, anche in maniera un po’ pretestuosa…

  104. Francesco scrive:

    x Miguel

    >>> Se l’Europa punta i missili contro la Russia, allora Trump si spaventa e non chiede più soldi?

    perchè fai lo gnorri? se l’Europa ha missili da puntare contro la Russia, non ha più bisogno della presenza militare USA per essere al sicuro, come è stato dal 1945 a oggi.

    e se non ha bisogno, il potere di contrattazione di Trump crolla verso lo zero.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “zero”

      Avresti ragione se uscissimo dalla NATO.

      Il comandante supremo delle forze NATO è un generale USA che obbedisce al Presidente degli USA.

      Uscendo dalla NATO dovremmo prenderci la responsabilità di scegliere quale modello di difesa adottare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Beh, io ritengo la NATO molto più di un’alleanza militare, è più vicina a essere la Res Publica dei popoli occidentali.

        Ma nei termini in cui ponete la cosa voi, nel momento in cui l’Europa si è riarmata “davvero”, la NATO diventa superflua. Siamo tanti, ricchi, atomici e armati.

        Ciao

        • PinoMamet scrive:

          “Beh, io ritengo la NATO molto più di un’alleanza militare, è più vicina a essere la Res Publica dei popoli occidentali.”

          Addirittura!

          Anche meno, dai. I popoli occidentali sono meglio della NATO.

          • Francesco scrive:

            mmmmmmmmmmmmm

            no, seriamente non credo

            anche perchè gli occidentali anti-NATO sono pochissimi e pessimi

            con tutti i suoi limiti, la NATO è quel che c’è di buono nell’Occidente

            Ciao

          • PinoMamet scrive:

            Scusami, ma davvero, non per polemica, ma…

            oltre ad aver fatto la Guerra Fredda, a cos’altro è servita la NATO??

            La cose buone dell’Occidente per me sono la democrazia e la libertà (sì, cari amici di pseudo-sinistra sempre più puri degli altri, è una libertà relativa e bla bla, ma andate a vivere a Teheran o Pyongyang e poi ne riparliamo…), e tutto ciò in cui si declinano:
            le università libere, la ricerca, la discussione politica, la stampa libera, la libertà religiosa…

            che c’entra la NATO in tutto ciò??

            è una riunione di eserciti, mica di filosofi…

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Pino Mamet

              “una libertà relativa”

              Come diceva Pertini (citato, credo, persino da Einaudi), non esiste una ‘libertà relativa’. La libertà è indivisibile. O c’è o non c’è. Per esempio, è inutile avere la sacrosanta libertà di scegliere chi governa se vengono censurate le opinioni considerate inaccettabili da chi governa: la libertà di voto, quella di parola e quella di informazione vanno a braccetto. Spetta alle persone, cui in ultima istanza spetta la sovranità, decidere cosa sia da seguirsi e cosa no. Un governo che lo fa per loro non è il governo di un paese libero, per quanto libere siano le elezioni che vi si tengono.

              Al contrario, mentre di libertà ce n’è una che è indivisibile, di governi illiberali ce ne sono tantissimi, non ce n’è quasi uno uguale a un altro. Ci sono quelli che mandano al gulag i sospetti oppositori facendoli sparire nel cuore della notte e quelli dove chi propone narrazioni diverse da quelle governative viene sistematicamente ridicolizzato e/o ostracizzato da un coro di mass media. I secondi sono certamente molto meno violenti dei primi, e sono alla lunga anche più efficienti nel dominio. Ma non sono governi di paesi liberi.

              Come al solito Orwell lo dice molto meglio di come posso fare io:

              “Il nemico è la mente del grammofono. Non è importante di quale disco suoni la musica”.

              E nel senso indicato da Orwell, io personalmente non mi arrogo il diritto di attribuire la patente di ‘libertà’ a qualche Paese.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Pino

              la NATO è stata la condizione militare che ha reso possibile che tutto il resto succedesse o riprendesse dopo la seconda guerra mondiale.

              Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “io ritengo”

          Questo è quello che la NATO dice di essere.

          Il suo motto è “animus in consulendo liber”.

          A me ricorda tanto la Lega di Delfi.

          E vista la fine che fece, prima di fare la fine dei Melii vorrei evitare di farmi coinvolgere solo per arricchire Atene.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            >>> A me ricorda tanto la Lega di Delfi.

            ed è un tuo problema, che coi fatti c’entra meno di una cronaca di Pellegatti con la partita di pallone vera!

            Ciao!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Res Publica dei popoli occidentali”

          Quindi gli svizzeri non sono occidentali. Buono a sapersi.

    • Miguel Martinez scrive:

      per Francesco

      “perchè fai lo gnorri? se l’Europa ha missili da puntare contro la Russia, non ha più bisogno della presenza militare USA per essere al sicuro, come è stato dal 1945 a oggi.”

      ??

      Mi dici quando l’Europa (non parlo dell’Estonia o dell’Ucraina, parlo dell’Europa pre-1990) sarebbe stata minacciata dalla Russia?

      L’unica cosa che mi ricordo è stata l’occupazione di Parigi nel 1814, e quella di Vienna nel 1945, che se ne sono andati senza poi alcuna minaccia euroamericana che io sappia.

      Stalin ha pure stroncato i poveri comunisti greci che speravano che li avrebbe aiutati durante la guerra civile.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Mi dici quando l’Europa (non parlo dell’Estonia o dell’Ucraina, parlo dell’Europa pre-1990) sarebbe stata minacciata dalla Russia?”

        Non infierire.

        Rivolgere a Francesco questa domanda è davvero sparare sul pianista.

        Dovrebbe ricordarsi che la NATO è stata fondata nel 1949 e il Patto di Varsavia nel 1955.

        E’ il secondo che è nato in reazione alla prima (e in particolare al riarmo della Germania Ovest), non il contrario.

        (Proprio come l’orrore delle foibe è la conseguenza di Arbe e Gonars, non la causa).

        Riarmo Tedesco che tra l’altro riprende alla grande.

        Dopo Carlo XII, dopo Napoleone, dopo Hitler continua l’aggressione da Ovest verso Est, non da Est verso Ovest. Hai voglia a mettere su Stati cuscinetto.

        Com’è che diceva Zhukov?

        ‘Abbiamo liberato l’Europa dal fascismo. Non ce lo perdoneranno mai’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          l’Europa (occidentale) è stata minacciata dall’URSS dal 1945 al 1992. Poco, alla fine, che col povero Gorby l’URSS capì ammise a se stessa di avere altre gatte da pelare.

          Ma ogni singolo giorno precedente sì, senza possibilità di dubbio alcuno.

          Montanelli scrisse pagine divertenti sulla curiosa concezione della geografia e della difesa dei comunisti intenti a giustificare l’URSS.

          Io non penso di poter rivaleggiare con lui.

          Saluti

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “rivaleggiare”

            Come propagandista, no: Montanelli era un maestro. Come persona in buona fede, neanche: lui non ti bacia neanche la suola delle scarpe.

            E proprio perché ti ritengo in buona fede, ti ricordo qualche fatterello – riguardante gli ultimi decenni – che forse hai dimenticato.

            Chi come me ha qualche anno alle spalle si ricorda, credo, gli “euromissili”, ovvero i missili a medio raggio schierati da USA e URSS sul continente europeo.

            Quelli ‘cattivi’ erano gli SS-20 (in realtà si chiamavano RSD-10 “Pioniér”, ma così erano designati dalla NATO).

            Quelli ‘buoni’ erano i Pershing-II e i BGM-109 Tomahawk, detti sbrigativamente “cruise”. Nel 1987, però, per la precisione l’8 dicembre, Reagan e Gorbačëv firmarono a Washington il trattato INF, Intermediate-Range Nuclear Forces, che non si limitava a bandirli ma li eliminava del tutto.

            Un’ottima cosa, sicuramente. Ma in retrospettiva (del senno di poi son piene le fosse) si trattò da parte dell’URSS di un’ingenuità colossale.

            E non solo perché di lì a 5 anni l’URSS non sarebbe più esistita, cosa che oggettivamente pochissimi previdero, ma perché il trattato stesso era pesantemente sbilanciato in favore degli USA e della NATO.

            Non prevedeva, infatti, la dismissione dei missili a medio raggio lanciati da piattaforme navali o aeree. E se per quanto riguarda l’aria i Sovietici avevano già sviluppato un equivalente del Tomahawk e dell’AGM-86 (ALCM) che lo sostituì di lì a poco, non avevano nulla di paragonabile ai Tomahawk lanciati da piattaforme navali perché i loro P-700 ‟Granit” o P-5 ‟Pyatyorka” erano molto meno versatili, più datati e sostanzialmente utili solo come armi anti-nave e non per colpire bersagli a terra, come i Tomahawk fecero con grande entusiasmo (e per fortuna senza carico nucleare) e gran risalto mediatico nelle varie ‘guerre giuste’ degli anni ‛90. (I Russi hanno colmato il divario con l’introduzione del Kalibr che però è entrato in servizio nel 2012).

            Mosca quindi si è trovata incatenata a un trattato che la sfavoriva strategicamente. Un trattato che aumentava di parecchio la sua insicurezza, dato l’allargamento della NATO e della disponibilità di basi navali e aeree per l’aviazione USA molto più a est di quanto non fossero mai state durante la guerra fredda (e molto più a sud, dopo l’ingresso in forze degli asset militari statunitensi in Iraq e, per qualche tempo, Afghanistan, cosa che tendiamo sempre a sottovalutare perché, si sa, quello che non succede in Europa non conta), senza contare il contributo che gli alleati NATO potevano dare agli USA e che non era più bilanciato dal Patto di Varsavia, che non esisteva più.

            La situazione peggiorò ulteriormente nel 2002, quando gli USA abbandonarono unilateralmente il trattato ABM sulla limitazione dei missili balistici (presidenza George Bush, ma il recesso fu votato già nel 1997 durante la presidenza Clinton, anche se il congresso era a maggioranza repubblicana). Per rassicurare la Russia si disse che l’abbandono del trattato non era diretto contro di loro ma contro i ‟rogue states” tipo Iran o Corea del Nord. Ma la rassicurazione non servì a molto soprattutto perché contemporaneamente gli USA cominciarono a giocherellare con il concetto EIS, European Interceptor Site, un sistema antimissile a medio raggio anti-missili balistici. Anche qui i bersagli erano nominalmente Iran e Corea del Nord, ma la base doveva essere in Polonia – cosa che, come è facile capire, non venne accolta benissimo a Mosca.

            Nel 2009 (c’era già stato il ‟discorso di Monaco” di Putin nel 2007 e, soprattutto, il vertice NATO di Bucarest nel 2008) l’amministrazione Obama passò all’EPAA, European Phased Adaptive Approach: al posto dell’EIS ci sarebbe stato l’Aegis Ashore, ovvero una versione lanciabile da terra del sistema missilistico navale Aegis BMD che utilizza missili SM-3, da piazzare sempre in Polonia, a Redzikowo, entro il 2018.

            I lavori per la costruzione della base iniziarono nel 2016 ma un po’ di ritardi e la questione del Covid hanno ritardato l’inaugurazione del sistema al 2024; intanto però già dal 2016 era operative la base di Deveselu, in Romania, equipaggiata sempre con il sistema Aegis Ashore.

            La pezza giuridica, diciamo così, era sempre la stessa: gli SM-3 sono missili difensivi, non offensivi, quindi anche se il raggio operativo è esattamente quello proibito dal trattato INF non conta.

            La Russia ha risposto che gli SM-3 certamente lo sono, ma che non lo sono i Tomahawk, che l’Aegis può teoricamente lanciare.

            E mentre noi eravamo distratti da tutt’altre questioni, questa, unita ovviamente alla situazione in Ucraina, fu la controversia che avvelenò definitivamente i rapporti tra USA e Russia.

            Alla fine furono gli USA a uscire dal trattato, nel 2019 con decisione presa nel 2018 (presidenza Trump), sostenendo che fosse stata la Russia ad averlo violato (questo già nel 2014, presidenza Obama) schierando due battaglioni armati di missili 9M729 (che la NATO designa come SSC-8, e che in Russia sono anche noti come ‟Novator” perché li produce, appunto, la OKB Novator) solo nominalmente a corto raggio ma in realtà, sempre secondo gli USA, con un raggio di circa 2500 km.

            Questa accusa non è stata provata (come quella russa che l’Aegis può lanciare i Tomahawk) ma ha consentito agli USA di ritirarsi dal trattato, che la Russia ha invece continuato a rispettare provando più volte a convincere gli USA a rientrarci.

            Il 26 ottobre 2020, ad esempio. Putin aveva proposto una moratoria che comprendesse ‟misure di verifica reciproche sui sistemi Aegis Ashore con lanciatori MK-41 che sono schierati nelle basi USA e NATO in Europa, così come sui missili 9M729 nei siti delle Forze Armate della Federazione Russa nella regione di Kaliningrad” e, nonostante i missili 9M729 non rientrassero tra quelli proibiti dal trattato si diceva disposto a non schierarli a patto che i paesi NATO prendessero misure analoghe.

            Il 25 dicembre 2020 Vladimir Ermakov, in una lunga intervista per RIA Novosti nella quale toccava parecchi punti, tornava sulle procedure di controllo reciproche includendovi esplicitamente i 9M729 schierati a Kaliningrad.

            L’11 febbraio 2021 Sergey Ryabkov ripeteva il concetto aggiungendo che lo si poteva estendere anche all’area dell’Asia e del Pacifico.

            Nonostante queste aperture, né l’amministrazione Trump I né l’amministrazione Biden fecero un passo per provare a disinnescare la tensione.

            Con i risultati che vediamo adesso.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • roberto scrive:

              aggiungo la fine di questo articolo inreressante di dall’aglio (andrea ma mettilo un link quando citi roba altrui!)

              “Non solo, ma dal 2024 gli USA hanno schierato nelle Filippine (non contro la Russia quindi, ma contro la Cina) i sistemi missilistici Typhon, che impiegano una versione lanciabile da sistemi di terra del missile navale SM-6 e del Tomahawk, che torna così alla sua origine da ‟euromissile”. Le batterie sono state portate nelle Filippine nell’aprile 2024 per una esercitazione, ma stranamente pare non riescano a tornare a casa e anzi il loro numero è aumentato.

              Per quanto riguarda la Russia, appena il mese scorso, il 15 luglio, il Ministero della Difesa tedesco ha annunciato che la Germania intende acquistare alcuni sistemi Typhon. Se quindi mettiamo insieme l’Aegis Ashore, i Typhon che la Germania intende schierare, le atomiche a gravità che gli USA hanno spostato in Gran Bretagna e l’ultima sparata sui sommergibili nucleari, sembra abbastanza chiaro il motivo per cui la Russia ha deciso di uscire anch’essa dal trattato.

              Dal punto di vista pratico, la Russia si sente ora autorizzata a schierare sul suo territorio, regione di Kalningrad inclusa e probabilmente anche Bielorussia, una serie di armamenti che finora non schierava: non solo i 9M729, ma anche versioni terrestri del Kalibr e dello Tsirkon, e gli Iskander 1000 a gittata aumentata, per non parlare dell’Oreshnik.

              Niente più ‟gesti di buona volontà”, quindi, ma una risposta abbastanza decisa a una situazione escalatoria che la Russia ha lasciato sobbollire per un po’, prima di decidersi a rispondere. Inoltre, nella risposta russa si sottolineano le azioni escalatorie degli USA non solo nel teatro europeo, ma anche in quello indo-pacifico, in un assist evidente alla Cina. Sarà interessante vedere se decideranno di schierare qualcosa anche in Corea del Nord.”

              http://www.osservatoriosullalegalita.org/25/acom/08/07dallagliopace.htm

              • Andrea Di Vita scrive:

                @roberto

                “link”

                Non ho preso il testo da lì, manda un canale Telegram di uno storico e analista militare, Francesco Dall’Aglio, che seguo regolarmente e che ha scritto il testo suddividendolo in vari posti distinti. (Ecco perché non ho messo il link; avrei dovuto
                metterne quattro).

                Ti ringrazio per la tua aggiunta. Comunque non cambia granché: dimostra chiaramente chi minaccia chi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Peccato che il tuo amico storico abbia scordato di dirci perchè l’URSS schierò gli SS20 e di parlarci del movimento pacifista contro gli Euromissili (e la NATO) e, insomma, quasi tutto quello che serve a dare un senso corretto ai fatti citati (e a quelli omessi).

                Ah, Andrea, a volte sembri scordare che anche io sono vecchiotto e c’ero, all’epoca.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “perché l’URSS schierò gli SS20″

                Guarda, è sufficiente l’IA di Google a risponderti.

                perché l’URSS schierò gli SS20

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                L’Unione Sovietica schierò i missili SS-20 per bilanciare la minaccia rappresentata dai missili statunitensi Pershing II e cruise schierati in Europa occidentale, nell’ambito della più ampia Guerra Fredda. Questi missili, a gittata intermedia, erano considerati una contromisura sovietica per contrastare il potenziale offensivo degli Stati Uniti e dei loro alleati.
                Ecco i dettagli:
                Contesto:
                Durante la Guerra Fredda, la corsa agli armamenti tra USA e URSS portò a un costante rafforzamento degli arsenali militari di entrambe le superpotenze.
                Minaccia percepita:
                L’Unione Sovietica vedeva i missili Pershing II e cruise dispiegati in Europa come una minaccia diretta al suo territorio, poiché avevano tempi di volo brevi e una grande capacità di colpire obiettivi all’interno dei confini sovietici.
                Contromisura:
                Per bilanciare questa minaccia, l’URSS sviluppò e schierò i missili SS-20, anch’essi a gittata intermedia, capaci di raggiungere obiettivi in Europa occidentale e potenzialmente anche parte del territorio dell’Unione Sovietica.
                Obiettivo:
                Lo scopo principale era di creare un deterrente, dimostrando che l’URSS aveva la capacità di rispondere a un eventuale attacco con armi nucleari.
                Trattato INF:
                Il dispiegamento degli SS-20 e dei missili statunitensi correlati portò a intense tensioni e negoziati, che culminarono nel Trattato INF del 1987, che prevedeva la distruzione di tutti i missili a gittata intermedia di entrambe le superpotenze.
                Trattato INF – Wikipedia
                Trattato INF. Il trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) venne siglato a Washington l’8 dicembre 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbačëv, a seg…

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                Wikipedia
                https://it.wikipedia.org
                Guerra fredda
                Il blocco orientale era guidato dall’Unione Sovietica e dal suo Partito Comunista, con forte influenza in tutto il Secondo Mondo. L’URSS seguiva l’ideologia …
                Patto di VarsaviaBlocco occidentaleCrisi dei missili di CubaBlocco orientaleMuro di BerlinoPrimavera di PragaDissoluzione dell’Unione
                Mancanti: schierò ‎| Deve includere: schierò

                CORE
                https://core.ac.uk
                PDF
                Le reazioni dell’URSS ai processi di integrazione europea
                di MN GUALDESI — L’Unione Sovietica e i progetti di integrazione europea: dal “socialismo in un solo paese” al 1956.

                Treccani
                https://www.trecca

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “l’Europa (occidentale) è stata minacciata dall’URSS dal 1945 al 1992.”

            Premetto di avere zero simpatia per la vecchia URSS. Credo che Solzhenicyn avesse ragione per molti versi. Capisco i polacchi e gli ungheresi, poi quando vai nell’ex-Germania orientale o in Moldavia, senti la gente che dice, “si stava meglio quando si stava peggio”, insomma le cose al mondo non sono mai in bianco e nero.

            Semplicemente, non mi sembra che l’URSS abbia mai pensato a espandersi oltre a quella che per lei era linea difensiva della Cortina di Ferro.

            Anche perché aveva un sistema economico autosufficiente, che per sopravvivere non aveva lo stesso bisogno espansivo delle economie capitaliste: infatti è rimasta “arretrata”.

            Non mi viene un solo episodio “minaccioso” sovietico, appunto dal 1945 al 1992, nei confronti dell’Europa occidentale.

            Poi se la vogliamo mettere sul tifo paranoico, chiunque si può immaginare minacce.

  105. MOI scrive:

    Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

    ………………..

    Dal punto di vista dello Sviluppo Economico e del Controllo Sociale IperTecnologico, per molti versi è diventata “Occidente” perfino la Cina … adesso sì che “La Cina è vicina” [cit.]

    MA la Cina e i suddetti differiscono dall’ Occidente perché

    1

    NON abbracciano il Capitalismo
    Folle delle Immigrazioni Super Massive Sostitutive.

    2

    Hanno ancora ben chiaro l’ovvio:

    l’ Ordine Pubblico è possibile SOLO se il Delinquente Anituale teme la Legge MOLTO più di quanto il Comune Cittadino Onesto teme ìl Delinquente Abituale.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “NON abbracciano il Capitalismo
      Folle delle Immigrazioni Super Massive Sostitutive.”

      Non ho approfondito, ma mi sembra che in Cina ci siano milioni di immigrati congolesi, per non parlare di vietnamiti e altri.

  106. Puffo giardiniere scrive:

    Mussolini che mieteva il grano

    Non so se sia inerente alla discussione di cui sopra, che non ho seguito
    Ma ne approfitto per segnalare un particolare
    Prima del 1945 la resa in grano per ettaro era di 10 quintali
    Attualmente si arriva a un massimo di 80 quintali al nord con grano tenero che si riducono a 40 quintali al sud
    Il grano duro è poco meno produttivo al nord e uguale al sud.
    Questo con agricoltura convenzionale

    Il biologico produce circa 35 quintali per ettaro

    Comunque il triplo rispetto ai tempi di Mussolini.

  107. roberto scrive:

    Per Miguel, peucezio e I daziofili

    Peppe vende i suoi pomodori a 100 talleri al chilo

    Subisce la concorrenza di xinguo che vende i suoi pomodori a 90 talleri al chilo

    Il governo dice “aiutiamo peppe e mettiamo un dazio del 20% sui pomodori cinesi!”

    Adesso i pomodori cinesi costeranno 108 talleri.

    Che farà peppe secondo voi? Mantiene il suo prezzo a 100 perché è buono e patriottico o li venderà a 106, sapendo che comunque xinguo non può andare sotto i 108, e quei 6 euri di margine in più gli fanno comodo?

    E Salvatore che prima comprava i pomodori a 90 o al massimo a 100 perché quelli di Peppe sono buoni e italiani, adesso si ritrova a pagarli 106

    • roberto scrive:

      Questo è per dire che il discorso trumpiano “ma basta comprare americano”, è un pochino semplicistico visto che non tiene minimamente conto del fatto che i produttori americani non sono patriottici al punto di essere stupidi

      • PinoMamet scrive:

        Il mio amico economista sostiene- chiedere a lui per maggiori informazioni- che gli economisti statunitensi, lungi dall’esultare per i dazi di Trump, pensano che affosseranno definitivamente l’economia USA.

        Relata refero.

        Sono cose che mi diceva qualche mese fa, magari la situazione è cambiata… ma non credo.

        • Peucezio scrive:

          Comunque vada sarà un successo.

          Nel senso che sia uno splendido isolamento, sia invece una crisi degli Stati Uniti riduce la loro influenza geopolitica, economica, culturale e valoriale su di noi, il che trovo sia un bene enorme.

          Certo, la riduce di poco: sono ancora troppo potenti per non esercitarla, ma si comincia con poco nella vita.

          • PinoMamet scrive:

            Credo invece che affonderemo con loro.

            La speranza è che Trump se ne vada via, prima o poi, e che i vari governi, non escluso il suo, riescano in qualche modo a limitare i danni, lasciandolo gridare alla vittoria.

            Un po’ il trattamento “bambino scemo” insomma.

            Ma non sarà così semplice.

            • Puffo giardiniere scrive:

              https://youtu.be/yPq1kvH9K8o?feature=shared

              La crisi verticale americana viene da lontano. Trump non ne è stato l’unico artefice.
              Che noi affonderemo insieme a loro mi sembra probabile.
              Tutti i dettagli nell’intervista a Volpi.
              E meno male che c’è qualcuno che ce lo spiega. Altrimenti saremmo ancora lì ad ascoltare le balle che ci vengono propinate quotidianamente.

            • Peucezio scrive:

              Affonderemo comunque, ma per ragioni endogene.

              Non affonderemmo se ci staccassimo dall’Occidente ed entrassimo nei BRICS, ma non lo faremo perché la nostra classe dirigente è espressione del degrado antropologico che ci farà appunto affondare.

              Se ci fosse un altro al posto di Trump sarebbe molto peggio.

            • PinoMamet scrive:

              “Non affonderemmo se ci staccassimo dall’Occidente ed entrassimo nei BRICS, ma non lo faremo perché la nostra classe dirigente è espressione del degrado antropologico”

              No Peucè, lascia perdere il degrado antropologico.

              L’Italia non entrerà mai (cioè: entro 50 anni, che il termine umano per “mai”) nei BRICS, perché non avrebbe nessun senso.

              Può darsi che l’allineamento USA- NATO- UE vada strettino o sia da rimodellare: succede.

              Ma non si può pensare di passare di punto in bianco alla “concorrenza” senza subire ripercussioni.

              E i BRICS a loro volta non sono la panacea economica o l’Asse del Bene o chissà che:

              sono un’associazione di economie emergenti, secondo Roberto tanto blanda dall’essere quasi inesistente, secondo me un bel po’ più concreta, che si vuole porre in contrapposizione non al Capitalismo, ma al capitalismo americano .

              Già solo il tentativo di Conte di aderire alla “nuova Via della seta”, con cessione di porti ai cinesi, è stato accolto malissimo dagli USA, sicché pare non se ne sia fatto nulla.

              Quello che l’Italia può e deve chiedere agli USA, in cambio del loro disimpegno, è il riconoscimento del ruolo di leader nel Mediterraneo allargato (che di fatto ha già) alla faccia dei franzosi, e in contrapposizione con i turchi.

              Ma non glielo puoi chiedere sbattendogli le porte in faccia e andando a contrattare con russi- mentre li stai combattendo, in pratica- cinesi e indiani che stanno dall’altra parte del globo, e brasiliani che ci saranno finchè dura Lula poi il BRICS diventerà RICS…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “contrattare”

                Sit, ma finché non ci provi neanche a contrattare e stai lì a fare il servo sciocco buono solo ad adulare Washington e a dir sempre sì non puoi pensare che ti prendano in considerazione.

                L’altro ieri la solita nave di volontari che portava cibo a Gaza et stata fermata in mare aperto da motovedette Israeliane che hanno fermato chi era a bordo, inclusi due cittadini Italiani. Il tutto a due passi (marittimamente parlando) dalle navi della nostra Marina che pattugliano (a fare che non si sa) quel tratto di mare. Dal nostro governo ma vo una parola.

                Una giurista Italiana che lavora pro bono let l’ONU ha pubblicato un rapporto sul genocidio a Gaza e sulle aziende coinvolte. Gli USA l’hanno sottoposta a sanzioni. Il nostro governo? Muto.

                Chi pecora si fa il lupo se lo
                mangia

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Questo è per dire che il discorso trumpiano “ma basta comprare americano”, è un pochino semplicistico visto che non tiene minimamente conto del fatto che i produttori americani non sono patriottici al punto di essere stupidi”

        Certo.

        Anche quando Trump (in modo certo spaventoso, non voglio giustificare gli orrori che commette l’ICE) attacca il lavoro nero, crea non pochi problemi ai produttori.

        • firmato winston scrive:

          @miguel

          A suo tempo ho letto il libro di Vance, diceva che una delle cose che lo hanno allontanato dai democratici era l’assistere, durante le cene, al timore dei ricconi che gli venisse meno il lavoro servile irregolare e ricattabile sul quale basavano le loro fortune.

          E’ un libro interessante e piacevole che, fra tutte le stronzate che leggiamo comunque, merita lettura, visto che ci interessa tutti.
          Per quelli che per sentirsi piu’ tranquilli nei loro pregiudizi vorrebbero che fosse un “mein kampf”, si risparmino il tempo, non lo e’, tutt’altro 😉

          Un’altra cosa interessante che dice narrando della sua personale esperienza di hillbilly miracolato ed entrato nelle simpatie dei potenti da laureato ad Harvard in quota parte dei marines “famiglia allargata che l’ha salvato”, di come sia importante far parte di un gruppo dove basta la telefonata di uno che conta perche’ ti si spalanchino tutte le porte.

          Alla fine e’ sempre il familismo comunitaristico quello che conta. L’importanza della famiglia allargata era una delle fissazioni di Kurt Vonnegut. Che e’ quello che poi ci fa sentire spersi, isolati e abbandonati pur nel profluvio di garanzie legali formali ed astratte… quanto spietate.

        • roberto scrive:

          Miguel

          „problemi ai produttori.“

          Non ti sarà sfuggito che nel mio esempio il problema è di chi i pomodori li mangia non di chi li produce

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Non ti sarà sfuggito che nel mio esempio il problema è di chi i pomodori li mangia non di chi li produce”

            Infatti.

            Nel caso specifico, sicuramente grazie al libero mercato, il consumatore paga meno.

            Il produttore, per restare concorrenziale, deve ingegnarsi a trovare immigrati che lavorino in nero per lui (rischiando quindi sotto il profilo legale), usare trucchi per gonfiare la produzione, chiedere sovvenzioni all’Europa, indebitarsi per comprare macchinoni che facciano una produzione agroindustriale senza manodopera, e tante altre cose.

            Poi magari grazie al libero mercato, trova un macchinone prodotto in Cina che costa di meno.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “Per Miguel, peucezio e I daziofili”

      Mi sembra un ottimo ragionamento, il tuo, sicuramente vero e condivisibile.

      Aggiungerei che:

      Grazie a quei 6 euro in più Peppe potrà finalmente pagare i contributi ai propri lavoratori. Avrà meno bisogno di fare tre raccolti l’anno (sparo a caso, non me ne intendo) e potrà smettere di abbattere il vicino bosco per farci il suo pomodoreto (si dice cosi?), consumerà meno acqua salvando il paese di Pomorosso dalla solita siccità.

      E Salvatore, quando fa la pizza margherita per i turisti al suo ristorante, sarà un po’ più attento a evitare gli sprechi.

      Il problema degli economisti non è che dicono il falso. E’ che dicono solo una parte della verità.

      • roberto scrive:

        Miguel

        Perché?

        Perché peppe dovrebbe voler pagare i contribuiti de non lo ha fatto finora?
        Perché dovrebbe voler produrre di meno? Anzi questa è proprio sbagliata, se diminuisce l’offerta di pomodori (meno cinesi) e la domanda è costante (io te Peucezio continuiamo a voler mangiarci la nostra insalata di pomodoro) peppe dovrebbe voler disboscare mezza Italia per godere di ulteriori profitti
        Forse per Salvatore l’aumento del costo di una materia prima potrebbe incentivarlo a sprecare meno, ma più robabilmente scaricherà quel costo sui consumatori, tanto tutti lo sanno che i pomodori adesso si vendono a 106….

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “Perché peppe dovrebbe voler pagare i contribuiti de non lo ha fatto finora?”

          Stiamo ovviamente parlando di una situazione diversa di quella del recente accordo tra Usa ed Europa, dove le merci europee pagano dazio e quelle usane no. Chiaro che in quel caso, l’effetto sul pomodoraro Peppe sarà molto diverso dell’effetto sul tomatoman Joe.

          Se ci sono i dazi sui pomodori importati dalla Cina, ma il Ghana non mette dazi sui pomodori italiani, Peppe sarà tentato a tenere sempre altissima la produzione, quindi a disboscare ecc.

          Io parlo di una situazione generale che riduce tutti gli scambi internazionali, e quindi riduce appunto la domanda alla sola domanda interna.

          Il caso dei pomodori è un po’ un caso limite oggi, perché è un campo in cui l’Italia (terzo produttore mondiale dopo California e Cina) esporta in 180 paesi: il 60% del fatturato delle industrie conserviere proviene dall’estero.

          Per cui i “dazi reciproci” ridurrebbero drasticamente la produzione e costringerebbero a diversificare.

          Invece quella dei contributi mi sembra ovvio: se Peppe deve straprodurre per mezzo mondo a prezzi concorrenziali (e quindi produrre tanto, con un margine minimo, in tempi strettissimi) è ovvio che deve barare da qualche parte, e quindi lo farà tagliando sulle paghe, i contributi, la legalità insomma. Altrimenti addio il sogno di battere i cinesi in 180 paesi…

          Sicuramente se è costretto a ridurre la produzione, assumerà meno persone; ma potrà farlo a condizioni più eque (se costretto dallo Stato).

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “dazi”

          Comunque non capisco bene l’oggetto del contendere. Credo che l’aumento – o l’assenza – di dazi possa avere conseguenze estremamente complesse, e non facilmente prevedibili, su tantissimi elementi.

          Quello su cui non mi trovo d’accordo è l’idea che un (possibilissimo) aumento dei prezzi per il consumatore interno sia l’unico effetto che conti. Infatti la tua critica ai dazi inizialmente toccava quest’unico argomento.

          Inoltre, la questione dei dazi può essere vista in due modi completamente diversi:

          1) alla Trump: faccio pagare i dazi alle importazioni, impedisco che altri li mettano alle esportazioni. Semplicemente, rende più unidirezionale il grande movimento planetario di merci. Insomma, nell’interesse della Nazione.

          2) legando i dazi alla questione dei costi profondi del grande movimento planetario di merci. Insomma, nell’interesse del Pianeta.

          • roberto scrive:

            Miguel

            “Quello su cui non mi trovo d’accordo è l’idea che un (possibilissimo) aumento dei prezzi per il consumatore interno sia l’unico effetto che conti”

            No non è l’unico effetto che conti, ma se tu speri nei dazi per avere, in sostanza, meno merci e/o meno movimenti di merci, è anche possibile che succederà così, ma succederà passando per un enorme, generale aumento dei prezzi di tutto

            Tu che non consumi e io che guadagno abbastanza bene possiamo fregarcene naturalmente, ma temo che non sarà così per tutti ed esito quindi a rallegrarmene

            Come dico sempre il pianeta esisterà per migliaia di anni senza di noi, e poi l’universo esisterà senza il pianeta.
            Noi sul pianeta ci dobbiamo vivere oggi e domani

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Tu che non consumi e io che guadagno abbastanza bene possiamo fregarcene naturalmente, ma temo che non sarà così per tutti ed esito quindi a rallegrarmene”

              Capisco… comunque se non ci penseranno i dazi, ci penserà qualcun altro.

              Tanti turisti a Firenze riversando fiumi di soldi…

              tanti turisti a Firenze hanno bisogno di aria condizionata ovunque, visto che tanto transito di turisti (tra l’altro) sta portando al cambiamento climatico…

              tanta aria condizionata nelle stradine strette significa tanta aria calda buttata sulla strada, e quindi il bisogno di ancora più aria condizionata…

              tanta aria condizionata ha fatto saltare la corrente elettrica in città.

              A casa di una mia amica, la corrente è saltata per dieci ore e si è rovinato tutto ciò che lei aveva in frigo.

              Ecco, sono queste concatenazioni che trovo interessanti.

              • roberto scrive:

                Sì è interessante

                Devo ammettere che la prima concatenazione alla quale penso è come campa una famiglia di quattro persone con 2000 euri al mese…il costo della casa certo (e quindi si capisco Airbnb e i turisti), ma anche il costo della spesa, e quant’altro

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Devo ammettere che la prima concatenazione alla quale penso è come campa una famiglia di quattro persone con 2000 euri al mese…il costo della casa certo (e quindi si capisco Airbnb e i turisti), ma anche il costo della spesa, e quant’altro”

                Mi sembra un buon criterio.

                Giustamente colleghi “il costo della casa”. Infatti, ho parlato dei dazi (immaginari, proprio perché bidirezionali e non da saccheggio come quelli di Trump) nel contesto di una domanda più ampia, sull’effetto del libero mercato globale… ad esempio sulla vita di una famiglia di 4 persone con 2000 euro al mese.

                Probabilmente sarebbe utile stilare una lista delle priorità: forse proprio a causa del mercato globale, il cibo è in genere l’ultima cosa che mi preoccupa: una scatoletta di tonno di provenienza imprecisata e una busta di tre abbondanti mozzarelle, totale 2 euro, totale 60 euro al mese, sarebbe sicuramente sufficiente per vivere molto meglio che in Cisgiordania, senza parlare di Gaza.

                Quindi – forse a torto – tendo a credere che la priorità sia la casa. E se fossi nella situazione di tanti, la certezza di un lavoro in regola e che dura abbastanza per pagare il mutuo. Poi se raddoppiano il prezzo della scatoletta di tonno, pazienza…

                Ora, bisogna capire quale sia l’effetto del libero mercato globale proprio su Casa e Lavoro. A parte ovviamente Airbnb e turisti, è probabilmente molto complesso – ho un’amica che faceva la guida turistica madrelingua giapponese qui a Firenze, la deglobalizzazione (dovuta al Covid, non a dazi) le ha distrutto il lavoro.

          • roberto scrive:

            Miguel

            “Oggetto del contendere”

            Voglio solo far capire che i dazi non sono una cosa di cui rallegrarsi (si in certi casi si, immagino che gli speculatori trovino modo di guadagnarci, e come ho cercato di dimostrare i *produttori* domestici in qualche caso ci guadagnano…i tutti gli altri temo di no)

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Voglio solo far capire che i dazi non sono una cosa di cui rallegrarsi”

              Sicuramente non c’è da rallegrarsi per i dazi unilaterali, su questo siamo d’accordo. E Trump impone i dazi per far arricchire gli Stati Uniti a spese nostre, non certo per migliorare l’ambiente.

              • Francesco scrive:

                aspetta, aspetta!

                Trumpo impone i dazi, che sono pagati dai consumatori americani. che gli USA se ne arricchiscano ci sono ottimi motivi per dubitarne, che il Resto del mondo ci rimetta, dopo essersi adattato, mica è detto.

                Lui dazia l’acciaio? e io vendo negli USA oggetti in acciaio che costano meno di quelli fatti negli USA, grazie ai dazi!

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Lui dazia l’acciaio? e io vendo negli USA oggetti in acciaio che costano meno di quelli fatti negli USA, grazie ai dazi!”

                Hai ragione che le variabili sono innumerevoli, e nemmeno l’IA è in grado di prevederli, anche perché non sono meccaniche, ma a ogni passo c’è un’astuta reazione umana.

                Comunque la soluzione a breve al problema che poni tu consiste nel mettere dazi acnche ai prodotti importati in acciaio, mi sembra. Cosa che comporterebbe altre conseguenze…

                Ma credo che tu commetta un errore nel confondere “i consumatori americani” con gli interessi dei grandi investitori statunitensi. Non sto dicendo che siano sempre divergenti, semplicemente non sono la stessa cosa.

    • Miguel Martinez scrive:

      per Roberto

      “Peppe vende i suoi pomodori a 100 talleri al chilo

      Subisce la concorrenza di xinguo che vende i suoi pomodori a 90 talleri al chilo”

      Comunque tocchi un problema reale.

      La concorrenza, che sia internazionale o interna, tende sicuramente a ridurre i prezzi.

      Il traduttore Miguel Martinez costa (al lordo) poniamo 18.000 euro l’anno.

      L’abbonamento a DeepL costa meno di 100 euro l’anno.

      Miguel Martinez potrebbe certo provare a proporsi a 90 euro l’anno…

      L’amico Walter Seroni è un fabbro fiorentino, che tutta la vita ha creato opere insieme pratiche e artistiche, nella sua forgia.

      Poi si è trovato a dover fare concorrenza ai prodotti cinesi, e alla fine non ha piu potuto pagare l’affitto della sua bottega, si e trovato sfrattato. E gira per il rione come un’anima in pena, chiedendo a tutti se per caso hanno un piccolo angolo con un camino dove lui possa riprendere a forgiare i metalli.

      Ma il cliente puo sicuramente comprare un oggetto in metallo a un prezzo molto inferiore a quello che dovrebbe chiedere Walter fosse solo per pagare l’affitto.

      • Francesco scrive:

        questa però non è concorrenza, credo sia progresso tecnologico

        e sarebbe lo scopo per cui si lavora e ci si rompe la testa a farlo

        pure a sud di Milano, anche se lo negate con decisione!

        ciao

  108. MOI scrive:

    Chi dice di boiycottare gli Stati Uniti, 🇺🇸 rinunZia anche ai film di Hollywood ? 🎞📽🎬

  109. Puffo giardiniere scrive:

    https://www.vietatoparlare.it/corde-tese-sullatlantico-laccordo-trump-von-der-leyen-come-miccia-del-collasso-europeo/

    Secondo certe interpretazioni oramai ricorrenti, i dazi servirebbero a spaccare l’Europa per poi soggiogarla a pezzetti.

    Perché come già si è scritto e ripetuto più volte, il capitalismo ( o super organismo?) sta divorando se stesso.

    https://youtu.be/h5VWZm7ESfk?feature=shared

    Che poi questo non implica necessariamente
    un finale catastrofico con ritorno al medioevo. Significa che dopo il capitalismo potrebbe essere sempre possibile un post capitalismo. Il post capitalismo non è niente di drammatico. Assomiglierebbe molto alla attuale Bielorussia. Kelebekiano, sei pronto?
    (Quante cazzate che scrivo, ma con forse un fondo di verità)
    🤓

  110. MOI scrive:

    Trump preoccupato che ai Nativi Europei stia succedendo la stessa che ai Nativi Americani …

    https://youtu.be/U3iVl36SFAs?si=fMFuM778VC2A5Qm1

  111. MOI scrive:

    Ho visto anche una specie di meme sulla LiberalLogic101 che faceva:

    “gli Israeliani invadono la Palestina e la sostituiscono etnicamente … i Liberals si stracciano le vesti.”

    “la gente nera e marrone musulmana invade l’ Europa e la sostituisce etnicamente … i Liberals esultano.”

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Facciamo finta che la cacciata dei nativi sia una differenza irrilevante.

      Vedo lo stesso problema, ma speculare, con la logica dei destristi che sostengono Israele. Ma di comprende comprendendo che a destra l’etica è ribaltata, per cui cacciare i nativi è positivo ed è proprio questo a fare la differenza.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius tarvisii

        “destristi”

        Il bello è che gli stessi che negano il genocidio con la trita risposta “E allora Hamas?” spesso e volentieri sono anche quelli che dicono che “non esiste l’eccesso di legittima difesa” quando un migrante va loro a rubare in casa e loro gli sparano addosso, magari alle spalle quando sta scappando. Però se la casa è la Palestina e il migrante è un sionista allora il ladro e di casa Palestinese che reagisce è un “terrorista”.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  112. MOI scrive:

    La Lega Araba condanna il 7 ottobre, chiede a Hamas di disarmare e lasciare Gaza, per uno Stato palestinese

    https://www.huffingtonpost.it/esteri/2025/07/30/news/la_mossa_della_lega_araba_hamas_disarmi_e_lasci_gaza_per_uno_stato_palestinese-19752557/

  113. mirkhond scrive:

    Milano, ebrei in piazza contro Israele: “Israele sta portando avanti un genocidio a Gaza”

    https://youtu.be/RxFQg7J-Pi4?si=t0zkQM4do71l12kQ

  114. MOI scrive:

    La Federazione mondiale di Muay thai è la prima a vietare bandiera e inno di Israele: “Hanno ucciso un giovane atleta, il silenzio non è più un’opzione”

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/07/31/muay-thai-israele-bandiera-inno-vietati-morte-atleta-bambino-notizie/8080857/

  115. MOI scrive:

    “Ho sempre rifiutato di usare questa parola, ora non posso trattenermi: a Gaza è genocidio”: le parole dello scrittore israeliano Grossman

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/01/grossman-genocidio-gaza-israele-palestina-notizie/8081290/

  116. mondo parallelo scrive:

    https://italy.news-pravda.com/world/2025/08/02/247743.html

    La surreale faccenda dei sottomarini atomici
    di Trump.
    Nel frattempo le tensioni Usa Cina si concentrano sul territorio Europeo.
    Non buono, direi.

  117. MOI scrive:

    @ PINO MAMET

    La risposta “Social” di una ragazza mezza Israeliana a un ProPal che proponeva di fare Israele terraformando Marte, che tanto gli Ebrei i soldi per farlo ce li hanno :

    “E ne farebbero un pianeta pazzesco, e poi li accuserebbero di essersene appropriati con la forza per la gelosia.. e così che funziona l’antisemitismo” [cit.]

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “antisemitismo”

      Se rubassero il suolo ai Marziani direbbero che sono antisemiti i ProMars.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  118. MOI scrive:

    @ PINO MAMET

    Hai mai subtropicale parlare di Piano Fugu ?

  119. MOI scrive:

    Era un progetto che si proponeva il trasferimento e la colonizzazione di Ebrei in fuga dalla Germania Nazista nella Manciuria, Stato Fantoccio dell’Impero Giapponese.

    Il nome del piano deriva dal tipico piatto giapponese fugu, considerata una prelibatezza culinaria, che deve essere preparata sviscerando con la massima attenzione l’omonimo pesce data l’estrema velenosità di alcune sue parti: questo paragone deriverebbe dalla presunta pericolosità del popolo Ebraico, che se non attentamente controllato e circoscritto, sarebbe fatale per gli altri popoli.

    L’ingenua idea dei Giapponesi era che questi Ebrei si sarebbero portati dietro capitali e conoscenze, a vantaggio del Giappone.

    https://lanostrastoria.corriere.it/2016/08/05/il-piano-fugu-colonizzare-la-manciuria-con-gli-ebrei/

  120. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=4_oKd6gGQHo

    Piergiorgio Odifreddi è diventato uno Storico :

    “Israele Nazista, da Giosué a Netanyahu”

    [sic]

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “Odifreddi”

      Rispettiamo le precedenze temporali. Guardando chi è venuto prima e chi dopo, semmai e’ il nazismo che si è ispirato, non Israele.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Andrea, su, c’è un limite oltre il quale l’opinione diventa tifo, e un limite oltre il quale la critica a Israele diventa odio per la cultura ebraica… che ha un nome preciso.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ PinoMamet

          “preciso”

          (Leggo solo ora)

          Il concetto di “un popolo senza una terra per una terra senza un popolo” implica che gli abitanti di quella terra precedenti all”arrivo del “popolo senza terra” (gli Ebrei) non siano un popolo, e non possano vantare dunque gli stessi diritti degli Ebrei. Quella “terra senza un popolo’ è ‘res nullius’, come l’Australia per gli Inglesi prima di Cook.

          Il concetto Tedesco simile è ‘spazio vitale’: il popolo Tedesco ha il dovere verso se stesso di espandersi nelle vaste pianure a Est della Germania e chi se ne frega se gli Slavi e i Baltici c’erano prima.

          Il secondo concetto nasce nel 1897, ma originariamente valeva solo per le specie non umane.

          https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lebensraum

          Il primo concetto risale al 1843. Ed è stato formulato in ambienti che Martinez oggi definirebbe Cristianosionisti, in Inghilterra.

          https://it.m.wikipedia.org/wiki/Una_terra_senza_popolo_per_un_popolo_senza_terra

          Personalmente credo che Odifreddi, che certamente storico non è, abbia avuto ragione a ricordare un fatto. L’idea che la non-Europa sia res nullius prima che vi giungano gli Europei è Comune al sionismo e al nazismo, e trova la sua origine comune nel razzismo eurocentrico ottocentesco.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. E dare dell’antisemita a chi ricorda questo fatto è vano. I Protocolli dei Savi di Sion risalgono al 1903.

          https://www.google.com/search?q=protocolli+dei+savi+di+sion&oq=protocolli+dei+savi+di+sion&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqDQgAEAAY4wIYxwMYgAQyDQgAEAAY4wIYxwMYgAQyCggBEC4YxwMYgATSAQkxMDM4OGowajSoAg6wAgHxBZAqAdbc2yNW&client=ms-android-cubot&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

          a

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Personalmente credo che Odifreddi, che certamente storico non è, abbia avuto ragione a ricordare un fatto.”

            Certamente il sionismo rientra tra i nazionalismi ottocenteschi, l’unico che si sia salvato grazie proprio alla buonanima di Adolfo.

            Ma io (non avendo letto quanto scrive Odifreddi) parlavo del riferimento a Giosuè.

        • PinoMamet scrive:

          “P.S. E dare dell’antisemita a chi ricorda questo fatto è vano. I Protocolli dei Savi di Sion risalgono al 1903.”

          Questa frase non ha alcun senso, e la ignoro.

          Per il resto, il primo a indicarti che la frase “una terra senza un popolo ecc.” non l’hanno inventata gli ebrei, ma i cristiani, è stato il sottoscritto.

          Circa ottantamila volte, in risposta a tuoi interventi in cui sostenevi il contrario.

          Fa piacere notare che il vecchio adagio “repetita iuvant” abbia un fondo di verità.

          L’idea che i territori non europei fossero res nullius è di molto precedente al nazismo, e non ha nulla a che fare con la Bibbia, che si occupa semmai dei rapporti da tenere con le popolazioni presenti in terra di Canaan e negli immediati dintorni.
          E non sostiene di sterminarle tutte, tranne gli Amaleciti.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “rapporti da tenere”

            Come eufemistico giro di parole questo “rapporti da tenere” è da Oscar!

            Mi ricorda quella famosa pubblicità dell’ufficio turismo Sudafricano degli anni Sessanta, che vantava il Paese come “laboratorio dell’innovazione dei rapporti fra le razze umane”.

            Chissà se gli abitanti di Gerico avrebbero concordato con questa tua magnifica espressione.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. proprio il fatto che “una terra senza un popolo ecc.” non sia originario di ambienti Ebraici conferma la necessaria e do erosa distinzione fra Ebrei e Sionisti. Come i Cristiani che inventarono questo motto non erano E rei, ci sono sempre stati tanti E rei che non erano Sionisti, ben prima di Moni Ovadia e Dustin Hoffman. Albert Einstein, Hannah Arendt e Isaac Asimov sono degli esempi. Nella sua ultima autobiografia, in particolare, Asimov parla di un dibattito pubblico che tenne con Elias Canetti a New York, in cui disse apertamente che lo Stato di Israele si sarebbe rivelato col tempo una gigantesca trappola per gli Ebrei. Oggi sarebbe considerato antisemita.

          • PinoMamet scrive:

            Immagino che tu non ti sia accorto che la conclusione del tuo ragionamento è che gli ebrei “buoni” sarebbero quelli che non leggono la Bibbia.

            Saluti.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “leggono”

              Non me ne sono accorto perché non è vero.

              La Bibbia è una collezione di dozzine di testi scritti in secoli diversi e in lingue diverse. Dentro ci trovi praticamente la giustificazione a tutto e al contrario di tutto.

              (Come il Corano, del resto).

              Leggere la Bibbia qui non vuole dire nulla. Citare la Bibbia (o il Corano) applicandola all’oggi può essere pericoloso – come ad esempio quando si paragonano i Palestinesi agli Amaleciti.

              Ma per quanto sforzi facciano i sionisti (e le destre nostrane) rimane vero che Sionisti ed Ebrei sono spesso e volentieri persone diverse.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Andrea, questa è una collezione di frasi che una per una sembrano sensate e persino vere;
              tutte insieme dipingono un quadro falso, che dimostra cursoria conoscenza del mondo ebraico.

              Non è che tutti gli ebrei debbano essere sionisti- né nel passato, e neppure oggi.

              Ma non è vero neppure il contrario, cioè che il sionismo rappresenterebbe in qualche misura un pervertimento del genuino sentimento ebraico… che gli ebrei dovrebbero, chissà perché, imparare da non ebrei, assieme alla “legittima” lettura della Bibbia e di quali passi attualizzare e quali no.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “legittima”

                Se ho dato questa impressione chiedo venia perché davvero non era mia intenzione. Da agnostico non metto lingua sull’interpretazione dei testi sacri di una religione e da partire dei credenti.

                Ribadisco un’ovvieta’ cui mi pare siamo d’accordo ma che in troppi oggi (non tu né io) hanno interesse a ignorare: Ebreo e Sionista sono due cose diverse, e l’essere una di queste cose non è conduzione né necessaria né sufficiente per essere l’altra.

                In particolare, l’Ebraismo è una religione, mentre il Sionismo è una ideologia politica le cui origini risalgono all’eurocentrismo razzista ottocentesco e che può avvantaggiarsi di una particolare interpretazione del testo biblico.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                Ciao!
                Un abbraccio!

      • PinoMamet scrive:

        Mettiamola così: non farti trascinare dal tifo, sei meglio di così.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Odifreddi”

        Odifreddi è un razionalista anticlericale scientista. Come tale ce l’ha con i preti, e quindi con i libri dei preti, quindi con la Bibbia.

        Ovviamente ha ragione sulla cultura dello sterminio che si trova in tanta parte del testo deuteronomico, ma la logica sottostante è molto diversa da quella nazista (e anche da quella catto-clericale).

        Gli uomini possono scegliere tra molti dèi.

        In particolare ce n’è uno potente, ma gelosissimo degli altri. Finché i suoi devoti sacrificano animali a lui e a nessun altro, li premia con vittorie militari e ricchezze; se lo dimenticano o lo tradiscono, li lascia massacrare dai devoti degli altri dei.

        Confondere questa visione con il nazionalismo tedesco del Novecento vuol dire barare, per segnare punti con la Hitler Card.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Volendo proprio richiamarsi a quegli anni, sarebbe anche facile sottolineare come la complicità politica delle comunità ebraiche con i crimini israeliani sia simile a quella della Chiesa croata con i crimini degli Ustascia.

          Parliamo, alla fine, di un paese che si fece addestrare la marina dagli ex X MAS: quella è la risma.

          https://www.congedatifolgore.com/it/gli-incursori-di-israele-furono-addestrati-da-due-della-xmas/

          https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fiorenzo_Capriotti

        • PinoMamet scrive:

          Maurì, hanno chiamato ex membri della X MAS semplicemente perché erano i più bravi a fare quel tipo di operazioni.
          Infatti sono stati poi copiati e imitati da tutti.

          Mi sembra che tu confonda questo avvenimento con l’altro, che si presta molto di più al ruolo di materiale per polemiche, cioè che la Marina “israeliana” sia stata addestrata sì da fascisti, ma in Italia, a Civitavecchia, e ben prima che Israele nascesse- da cui le mie virgolette.

          Certo, la cooperazione è finita con l’emanazione delle leggi razziali, e dubito che avesse un grande sottostrato ideologico al di fuori di “rompiamo le scatole agli inglesi “, ma che importa?
          L’importante è poter mettere Israele e Fascismo nella stessa frase, e fare goal.

          Nel contempo, ricordarsi di sminuire i rapporti tra Muftì di Gerusalemme e Nazismo: “Basta! Ci avete rotto le scatole con questa storia! E poi i palestinesi erano invasi, da qualche parte dovevano pur cercare aiuto!
          EalloralaNakba?”

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Non è che mi sorprende granché che qualche ebreo italiano abbia suggerito ad un amico in Israele di rivolgersi alla marina italiana, anche se fascista: i rapporti tra gli ebrei e l’Italia liberale prima e fascista dopo erano idilliaci.

            Se invece usi politicamente l’Olocausto come paravento politico e ti rivolgi ai suoi responsabili, perché il tabù vale solo per gli altri, allora un po’ di ipocrisia quando viene sventolato il tabù la si può rimproverare.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “L’importante è poter mettere Israele e Fascismo nella stessa frase, e fare goal.”

            C’è un’alternativa, che è quella che cerco di usare io.

            “Il Mufti di Gerusalemme alleato di Hitler? Bene, ricordiamo anche i sionisti addestrati a Civitavecchia, per capire che forse in entrambi i casi si tratta delle normali alleanze che nascono nei conflitti politici, dove tutti cerchiamo qualcuno che ci sostenga. E quindi se vogliamo capire la storia, non si va lontano agitando la Hitler Card o la Mussolini Card”.

            E’ in questo senso che rispondo a chi ogni giorno dice che “Putin è il nuovo Hitler”, che dovremmo ricordare che la principale ossessione della buonanima di Adolfo era l’occupazione e lo sfruttamento della Russia. Il che non vuol dire che la Von Der Leyen è la Signora Eva Braun reincarnata, semplicemente che con la Hitler Card possiamo dimostrare tutto e il contrario di tutto.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Maurì, hanno chiamato ex membri della X MAS semplicemente perché erano i più bravi a fare quel tipo di operazioni.”

            Esatto.

            La politica funziona così.

  121. habsburgicus scrive:

    oggi (anzi ieri :D), 13 zhniwnya [13 agosto] Lukashenka ha ricevuto a porte chiuse il Ministro della Difesa bielorusso Viktar Khrenin [una volta vi sarebbe stata l’aggiunta “membro del Partito” :D]..
    il bello è che il Ministro ha una targa che lo definisce “Ministro della Difesa della Repubblica di Bielorussia” SOLO in russo 😀
    https://blr.belta.by/president/view/lukashenka-zasluhau-zakryty-daklad-ministra-abarony-148150-2025/

  122. habsburgicus scrive:

    e rammentate che nell’affascinante lingua bielorussa,
    Putin è –Pucin ! per la precisione Uladzimir Pucin)
    vi è infatti la ciekannie*, una delle più belle caratteristiche del bielorusso che lo rende unico ancorchè purtroppo (quasi) in estinzione
    https://blr.belta.by/politics/view/putsin-naznachyu-spetspradstaunika-pa-dagavory-ab-garantyjah-bjaspeki-pamizh-belarussju-i-rf-148091-2025/

    *albergo in bielorusso è infatti Hascinica contro il russo Gostinica: qui vi è akannie e ciekannie, eodem tempore (la dziekanne la trovate ad esempio in Dzvina, la Dvina..o in Dzerzhinskij, in teoria “polacco” in realtà bielorusso e di famiglia che fu uniate…praticamente tutti i polacchi dell’Est sono bielorussi polonizzati 😀 lo era Kasciushka, più noto come Kosciuzko inter alios)

    • habsburgicus scrive:

      Kosciuszko (senza i segni diacritici)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “ciekannie”

      Nulla di esoterico, credo.

      Noi abbiamo ‘madre’ che diventa ‘matri’ a Palermo con la ‘t’ che si legge quasi come una ‘c’ di ‘ciao’. E abbiamo ‘fornitura’ con un vocabolo graficamente molto simile in Inglese, ‘furniture’, dove la ‘t’ si pronuncia come nella ‘matri’ Palermitana.

      Con un po’ di fatica, mi par di capire che Putin parla con un funzionario Bielorusso degli accordi fra i due Paesi riguardo la sicurezza. Sbaglio?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        sì…e faranno a settembre un’esercitazione congiunta dal nome inquietante “Zapad” (Occidente), in risposta ad analoghe manovre NATO negli scorsi anni
        i lituani hanno già risposto, annullando molte corse bus da Vilnius a Minsk, di fatto ormai unica strada percorribile per giungere in Bielorussia….e ho letto sui fora dedicati, lo sconforto e la preoccupazione di chi è a Minsk, che si è visto annullato il biglietto (mica dicono che è per “Zapad”, ho visto gli screenshots..i lituani, in lituano e inglese, dicono che è per “cause tecniche” :D) e non riesce più a uscire..salvo ricorrere ad un taxi carissimo fino alla frontiera [dalla Polonia è ancora peggio, code di 24 ore a Terespol sono la norma…finora la “via lituana” reggeva abbastanza bene]

  123. mondo parallelo scrive:

    https://scenarieconomici.it/milano-lombra-dellimpunita-sulla-tragedia-di-cecilia-de-astis-milano-la-citta-dove-gli-omicidi-non-vengono-puniti/

    Eh, spinosa faccenda quella dei minori non perseguibili. Forse un segno dei tempi.

    Soffro e non mi esprimo.
    😑

  124. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti OT-tone

    Qualcuno possiede per caso un bosco?

    https://www.ilpost.it/2025/08/15/abbandono-boschi-italia/

    (specie in Toscana…)

    Incredibile.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Puffo giardiniere scrive:

      Quando sento dire “bosco ceduo” “castagneti” e altro, penso a delle importanti opportunità sprecate.
      Non per fare i mobili o altre scemenze, ma per ricavare cibo e legna da ardere sostenibile dai boschi e nello stesso tempo preservarli dal degrado
      L’ubriacatura dei combustibili fossili non durerà per sempre.
      Bisognerebbe perlomeno non perdere il “saper fare”.
      I giovani, anziché stare nelle città a darsi delle coltellate, dovrebbero passare per un periodo in montagna ad apprendere i rudimenti della potatura e della gestione del territorio.
      Sotto rigoroso servizio militare e vita di caserma. Sti’ buoni a niente!

    • roberto scrive:

      per qualche tempo…

      mia moglie aveva ereditato da sua madre un bosco nei pirenei (non saprei dirti quanto grande, ma abbastanza, per attraversarlo tutto ci voleva una buona mezz’ora)

      per un po’ lo abbiamo “prestato” ad un apicoltore per portarci le sue api, poi
      l’abbiamo regalato per la totale impossibilità di occuparcene

    • firmato winston scrive:

      Nell’articolo ci sono un sacco di puttanate, specialmente quelle dette dall’esperto professore-professionista, che tanto per cambiare porta l’acqua al suo mulino: i maggiori disastri che si son verificati nei boschi negli ultimi decenni sono stati direttamente causati proprio dalla gente come lui che ha suggerito o imposto politiche di gestione sbagliate (una delle piu’ tipiche, ora corretta, ma sempre _dopo_, era impiantare o selezionare boschi monospecifici allo scopo di semplificarne e massimizzarne la resa, rendendoli pero’ molto piu’ vulnerabili a malattie e avversita’ meteorologiche).
      Di questi esperti, vi fidereste ciecamente di nuovo?
      Senza contare il suggerimento esplicito nell’articolo che l’uomo deve sempre inserirsi e mettere le sue manacce dappertutto, altrimenti la natura non sa che fare. Tutte palle per mettere in mostra la propria “professionalita’”, e passare all’incasso.
      Mentalita’ narcisistica, arrogante e sbagliata, che periodicamente ci riporta al disastro.
      Gente che si sente in obbligo di riempire di segni una pagina e ci mette dentro a caso di tutto, seguendo il suo filo logico. La realta’ non segue fili logici, non segue il logos. E’ il logos che deve cercare di inseguire la realta’. E’ anche per questo che agli intelligentoni risulta incomprensibile che gente poco logica e quindi secondo loro stupida ottenga in pratica risultati migliori.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        C’è però un problema reale di essenze nei boschi: i boschi alpini sono stati devastati ripetutamente per il fatto di essere monocolture di abeti rossi (in teoria l’essenza prevalente dovrebbe essere il larice, che però è deciduo, per cui d’inverno non piace ai turisti…): meno resistenti alle intemperie, esposti al bostrico…
        Gli interventi, se non fatti prima in un ambiente già antropizzato, occorre farli dopo, ma con un maggiore rischio di dissesto idrogeologico.

        Poi c’è chi non impara mai e fa campagne di ripiantumazione di massa di ulivi in Salento…

  125. roberto scrive:

    come ben sapete sono dell’idea che trump sia un imbecille (e vabbé) e che in più ha deciso di sostituire tutta l’amministrazione con i più cretini possibili. quando dico tutta parto dai sottosegretari (un’accozzaglia di crani vuoti come quella sarebbe statisticamente difficile da mettere insieme) ai funzionari prima licenziati e poi, almeno in parte, sostituiti con cani e porci (era un po’ questa la missione del DOGE)

    ora repubblica mi da una conferma.

    come cazzo si fa a lasciare nella stampante di un albergo documenti di questo tipo?
    non dico il menù e la pronuncia del nome di putin, ma, tutto il resto, posti dove vanno, orari, persone, numeri di telefono…ma non hanno qualche leggerissimo problema di sicurezza?

    ***

    Media, documenti del vertice dimenticati dagli americani in albergo

    Documenti preparatori del vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin, comprese le location precise dei diversi incontri, gli orari e i nomi dei partecipanti, con tanto di numero di telefono dei funzionari americani, sono stati trovati nella stampante di un albergo di Anchorage. Lo rivela oggi l’emittente americana Npr, spiegando che le otto pagine, con il timbro del dipartimento di Stato, sono state trovate nel business centre del Captain Cook Hotel, ad una ventina di minuti dalla base Elmendorf-Richardson dove si è svolto il vertice. Tra i documenti, evidentemente dimenticati da dipendenti del dipartimento di Stato, figura anche il menù del “pranzo in onore del presidente Putin”, che invece poi è stato cancellato: insalata verde con vinaigrette di champagne, filet mignon e halibut e creme brulée per dessert. Dettagliata anche la mappa dei posti a sedere, che prevedeva che Trump e Putin, affiancati dalle loro delegazioni, sedessero uno di fronte all’altro. Dai documenti emerge anche il regalo preparato da Trump per Putin, una statua da scrivania dell’America Bald Eagle, l’aquila considerata il simbolo degli Stati Uniti. Non manca poi la lista di tutti i partecipanti americani e russi al vertice, con tanto di pronuncia fonetica dei secondo, a cominciare da “Mr President Poo-tihn”.

    https://www.repubblica.it/esteri/2025/08/16/diretta/trump_putin_incontro_alaska_notizie-424791415/?ref=RHEX-BG-P1-S1-T1-d345

    • PinoMamet scrive:

      …qui le cose sono due: o è un’elaborata messa in scena della Cia finalizzata a depistare i russi giocando sul fatto che l’amministrazione Trump abbia fama di stupidità… oppure…

      no, sono veramente cretini.

    • Miguel Martinez scrive:

      per roberto

      “come ben sapete sono dell’idea che trump sia un imbecille (e vabbé) e che in più ha deciso di sostituire tutta l’amministrazione con i più cretini possibili.”

      Non so.

      L’episodio che racconti potrebbe essere vero, oppure inventato: ho presente altri episodi simili in cui la stampa si inventa dei fatti, che i potenti si sentono troppo potenti da dover smentire – farebbero la figura dei bischeri a farlo.

      Inoltre, non sappiamo chi è che si è lasciato dietro i documenti, e nemmeno chi li ha ritrovati.

      Io parto dal presupposto molto semplice che Miguel Martinez è un traduttore di manuali tecnici in forte crisi a causa dell’IA che a stento è riuscito a salvare un piccolo giardino, mentre Donald Trump è un miliardario proprietario di milioni di metri quadri di proprietà immobiliari e in grado di annientare il pianeta con un clic.

      Quindi tra i due, ho ben chiaro chi sia il piu cretino/imbecille, e non mi permetto di giudicare nessuno.

      • roberto scrive:

        La notizia sembra sia vera, i documenti sono questi (pubblicata un po’ ovunque sulla stampa d’oltreoceano)

        https://www.documentcloud.org/documents/26052867-trump-putin-summit-documents/

        So che è una cosa così enorme che non ci puoi credere….

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tralasciando che la metà delle foto sembrano segnaletiche di ergastolani e che la cena era relativamente parca… evabbene! A chi non capita di dimenticare in giro documenti riservati? O di invitare nelle chat dove si decidono le guerre perfetti estranei? O di licenziare in massa dipendenti pubblici a caso?

          • roberto scrive:

            MT

            “a cena era relativamente parca”

            non mi sarei spostato in alaska per una cosa del genere…e che cavolo sembra il menù di un ristorante acchiappaturisti!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “So che è una cosa così enorme che non ci puoi credere….”

          E allora sarà vera, mica che non ci credo.

          Quello che so è che Miguel fa il traduttore in via di estinzione, Trump ha il dito sul pulsante del nucleare. Lo posso odiare, augurargli una morte atroce e molte altre cose, ma fatto sta che il cretino dei due non è certo lui. Poi nessuno è infallibile, e può fare degli errori, che vengono ingranditi enormemente dal ruolo svolto: io sicuramente avrò fatto decine di volte cose come lasciare in giro documenti che era meglio che restassero riservati, ma l’impatto è minimo. Lui lo fa una volta, e l’impatto è enorme.

          Era questo per me l’oggetto del contendere.

          • roberto scrive:

            miguel

            “io sicuramente avrò fatto decine di volte cose come lasciare in giro documenti che era meglio che restassero riservati”

            francamente non ci credo, e posso dirti che *io* nel mio piccolo, pur non essendo né miliardario, né nell’organizzazione della nuova yalta, non l’ho mai fatto perché bene o male chiunque faccia un lavoro per il quale è necessaria un minimo di riservatezza, a partire dal giorno 1 sai che non lasci documenti in giro

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “francamente non ci credo, e posso dirti che *io* nel mio piccolo”

              Ma infatti nel confronto tra me e te, posso benissimo ammettere di essere il più cretino, senza alcun problema, come semplice dato oggettivo, perché siamo comunque persone paragonabili.

              • roberto scrive:

                miguel

                ancora una volta i tuoi geni americani saltano fuori…non riuscirò mai a convincerti del fatto che l’equazione successo = merito è una grandissima palla

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ancora una volta i tuoi geni americani saltano fuori…non riuscirò mai a convincerti del fatto che l’equazione successo = merito è una grandissima palla”

                Ma io concordo. Non parlo affatto di “merito”. Un bugiardo, o una persona che manda in rovina mezzo mondo e con le sue politiche anti-ambientali distrugge il futuro degli abitanti del proprio paese, ha zero merito. Ma se riesce nei propri intenti distruttivi, è sicuramente intelligente.

                Mi chiedo da dove derivi questa strana idea che essere “intelligenti” sia un “merito” e abbia qualcosa di positivo. Probabilmente è una cosa che ci è stata martellata a scuola, dove il bambino che prende dieci è considerato “meglio” del bambino che prende otto; ma penso che sia un’idea molto moderna.

                Non credo che nelle vite medievali dei Santi, si sia mai detto che San Tizio fosse “intelligente”. Eppure era santo.

                Anzi, il Diavolo è sicuramente “astuto”, “loico” come dice Dante.

              • roberto scrive:

                detto in un momento in cui sono chiuso in casa da 4 giorni a lavorare mentre tutti sono in vacanza, non mi sento super intelligente….ma grazie comunque

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “detto in un momento in cui sono chiuso in casa da 4 giorni a lavorare mentre tutti sono in vacanza, non mi sento super intelligente….ma grazie comunque”

                🙂

                Ma per me dire intelligente non è un complimento. Dire che tu sei più intelligente di me è come dire che tu porti le scarpe misura 46 e io quelle misura 44.

      • PinoMamet scrive:

        “Quindi tra i due, ho ben chiaro chi sia il piu cretino/imbecille, e non mi permetto di giudicare nessuno.”

        Permettimi, Miguel, tu hai un bruttissimo vizio: ti piace troppo Firenze, e credi che quello che succede sulle rive dell’Arno sia un sorta di paradigma universale, o dovrebbe esserlo.

        A parte questo, non ho il minimo dubbio che tu sia, di svariate lunghezze 😉 , molto più intelligente di Trump.

        A meno che Trump, per motivi che ci sfuggono, mentre non fa che vantarsi di quanto sia abilee, vincente, the best e così via, segretamente goda a farsi passare come cretino e rimbambito.

        No, decisamente la ricchezza non è il metr odi giudizio dell’intelligenza.

        Ci sono ricchi intelligenti (mi viene in mente Gianni Agnelli, un insopportabile vanesio dai gusti tamarri che una stampa asservita e pagata faceva passare per arbiter elegantiarum, ma anche indubbiamente un abilissimo manovratore politico, più ancora che economico)

        ma c’è anche Briatore e Gianluca Vacchi (quello che si vantava di ricevere 5 milioni di euro l’anno dalla famiglia per non lavorare, vale a dire: valore di mercato, meno cinque milioni di euro. L’anno.)

        Inoltre, i documenti non li ha lasciati in giro Trump (per quanto, chissà) ma qualche distrattone assunto su sua iniziativa, probabilmente al posto di qualcuno più bravo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “A parte questo, non ho il minimo dubbio che tu sia, di svariate lunghezze 😉 , molto più intelligente di Trump.”

          Certamente esistono diverse forme di intelligenza.

          Ho letto da qualche parte che la definizione migliore è la capacità di un ente di realizzare i propri obiettivi anche in condizioni impreviste.

          E’ ovvio che io e Trump abbiamo obiettivi diversi; ma mi sembra anche ovvio che lui i suoi obiettivi – prima economici poi di potere politico – li abbia realizzati molto bene.

          • Miguel Martinez scrive:

            “E’ ovvio che io e Trump abbiamo obiettivi diversi; ma mi sembra anche ovvio che lui i suoi obiettivi – prima economici poi di potere politico – li abbia realizzati molto bene.”

            Sia chiaro che parlo degli obiettivi personali di Trump. Che non hanno nulla a che fare, che so, con il benessere dell’americano medio tra vent’anni. Avere un capo “intelligente” non è affatto necessariamente un bene per i sottoposti.

        • PinoMamet scrive:

          Dipende anche molto dal punto di partenza, eh?

          Non è come alle Olimpiadi, dove i cento metri sono cento metri per tutti.

          Nella vita il traguardo per qualcuno è a cento, per qualcuno a duecento, e per qualcuno a un milione di metri.

          Qualcuno ha i giudici di gara neutrali, qualcuno li ha che lo spingono e chiudono un occhio se bara, qualcuno li ha proprio contro, come la prima donna che ha corso la maratona di Boston (le foto con gli arbitri che tentano di bloccarla, spaventati dall’idea che una donna, beh, corresse…)

          Oppure pensa alle bambine nere scortate a scuola dall’esercito o dalla FBI in Alabama, mentre l’intera cittadina urlava insulti e minacce….

          Immagino che il Kenya e il Senegal siano pieni di persone che, nelle condizioni di Trump, sarebbero più ricchi di Trump…

  126. MOI scrive:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/16/gaza-occupazione-militare-internazionale-palestina-onu/8094105/

    Un Fenomeno del Fatto Quotidiano vorrebbe l’ Occupazione Internazonale ONU della Palestina

  127. Miguel Martinez scrive:

    Per Moi

    La soluzione semplice semplice alla questione israelo-palestinese

    • Moi scrive:

      La vorrebbe un sacco di gente, ma geopoliticamente ci sono di mezzo gli Stati Uniti d’ America … 😉

    • PinoMamet scrive:

      Mah, qui siamo grandicelli per stare a questionare sul colore della bandiera.

      Una vale l’altra.

      Mi viene in mente di chiedermi invece chi sarebbe più qualificato per realizzare questo Stato unico… lo Stato che per settant’anni ha garantito pari diritti alla minoranza della stessa etnia e religione di quelli che lo hanno attaccato per settant’anni, o l’entità, da molti definita terroristica, che ha preso il potere ammazzando la sua stessa gente…

      ma è un discorso virtuale, perché lo Stato unico, se ci sarà, sarà di chi vincerà sul campo.

      • Moi scrive:

        No : lo Stato Unico non ci sarà mai …

        The world hates a Jew who hits back. The world loves us only when we are to be pitied.

        Those that perished in Hitler’s gas chambers were the last Jews to die without standing up to defend themselves.

        We Jews have a secret weapon in our struggle with the Arabs; we have no place to go.

        By the way, did you ever realize that if Moses would have turned right instead of left, we’d have had the oil, the Arabs would have had the sand?

        Let me tell you something that we Israelis have against Moses. He took us 40 years through the desert in order to bring us to the one spot in the Middle East that has no oil!

        This country exists as the fulfillment of a promise made by God Himself. It would be ridiculous to ask it to account for its legitimacy.

        Golda Meir

        PS

        Not being beautiful was the true blessing. Not being beautiful forced me to develop my inner resources. The pretty girl has a handicap to overcome.

        • PinoMamet scrive:

          Non vedo cosa c’entri…

          comunque, se pensi che questo brano indichi che Israele non accetterà la presenza di arabi (ma Golda Meir è stata primo ministro tanti decenni fa, e gli arabi israeliani non hanno fatto che crescere di numero nel frattempo…)

          anche questo sarebbe uno Stato unico…

          • Moi scrive:

            Diciamo che un po’ 🙂 di Scetticismo è inevitabile … poi Netanyahu è un Ritorno alle Origini, gli “AntiSionisti” lo definiscono l’ Uomo della Seconda Nakba .

          • Moi scrive:

            Anche lo Status Giuridico di “Dhimmi” viene presentato come una perduta antica “Pacchia per gli Ebrei”, dagli “AntiSionisti”.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Moi

          “We have no place to go”

          È esattamente quello che vale per i Palestinesi.

          Il che spiega la volontà sionista di genocidio.

          La fregatura è che per fare un genocidio ci vogliono due cose: una grande superiorità numerica e – meno importante – un certo grado di riservatezza.

          Persa la seconda, bisogna puntare tutto sulla prima.

          E quella in Palestina non c’è.

          Il fatto stesso che Netanyahu dopo quasi due anni parli ancora della necessità di occupare tutta Gaza per finire la distruzione di Hamas vuol dire che con tutta la sua indubbia superiorità militare Israele non ha ancora distrutto Hamas in tutto questo tempo. Figuriamoci sterminare “gli Amaleciti”.

          E poi c’è ancora tutta la Cisgiordania.

          L’incapacità di costruire una pace accettabile per tutti è una conseguenza della sopraffazione; ma non si è mai visto finora un’armata di trecentomila riservisti sterminare quasi tre milioni di civili.

          (C’è l’eccezione dei Conquistadores, ma li aiuto’ il morbillo. I Khmer Rossi e gli Hutu avevano bande di boia non molto meno numerose delle loro vittime, e il milione e passa di nazisti sul fronte orientale ebbero dalla loro milioni di volenterosi collaborazionisti ad aiutarli nell’ammazzate gli Ebrei. Mezzo milione di agenti di Stalin ammazzarono una decina di milioni di persone, ma godettero di una segretezza quasi totale. E gli Armeni furono uccisi tanto dai Turchi quanto dai Curdi. I Maori che sterminarono i Moriori non erano molto meno numerosi di loro, e Tasmaniani, Araucani e Pellerossa furono sterminati da uomini Bianchi ben superiori a liro in numero).

          Poi naturalmente e’ anche una questione di tempi. Più tempo richiedono, più intensa la propaganda richiesta per fare accettare i genocidi al resto del mondo. I mass media fanno tanto – pensiamo all’Irlanda della ‘carestia delle patate’,
          dove a Londra raccontavano che i morenti erano vittima della loro pigrizia. Stesso discorso per lo Holodomor. In Ruanda se la sono sbrigata in poche settimane e non ne hanno avuto bisogno.

          I sionisti hanno dalla loro la hasbarah e molti mass media (almeno in Occidente) ma godono di poca segretezza e ci stanno mettendo molto tempo, forse proprio per via della grande disparità numerica.

          Le conseguenze di un tentato genocidio, per chi ne è responsabile, possono essere molto peggiori di quelle di un genocidio riuscito. I Turchi non temono gli Armeni; oggi la Germania proibisce le manifestazioni ProPal.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • mondo parallelo scrive:

            https://www.wired.it/article/hamas-armi-droni-iran-israele-gaza-palestina-russia/

            Se Hamas non fosse stata armata dall’Iran non si sarebbe mai verificato tutto il casino di Gaza (Sterminio? Non sterminio? Siamo forse a una via di mezzo).
            E forse i burattinai sono ancora più in alto
            Speriamo che trattando, lassù nel fresco dell’Alaska, riescano a trovare un compromesso.
            Da quelle parti ci sono molti interessi e progetti in ballo
            Adesso, non dico mica che Trump non sia un
            personaggio da fumetti, ma almeno tratta…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Le conseguenze di un tentato genocidio, per chi ne è responsabile, possono essere molto peggiori di quelle di un genocidio riuscito. I Turchi non temono gli Armeni; oggi la Germania proibisce le manifestazioni ProPal.”

            Ma credo che la Vittoria sul Drago Nazista sia la legittimazione mitica di tutto l’Occidente contemporaneo, con gli ebrei nel ruolo della vergine salvata da San Giorgio.

            Mentre non esiste alcuna mitologia analoga sulla vittoria inglese sull’impero ottomano.

            Quindi Israele diventa intoccabile, non perché gli ebrei abbiano dei superpoteri, ma perché sono parte indispensabile di un racconto non-ebraico, e Israele comprensibilmente sfrutta al massimo questo legame mitico.

            • Miguel Martinez scrive:

              Sempre per ADV

              “conseguenze di un tentato genocidio”

              Veramente il genocidio è andato male a Hitler solo perché ha deciso di entrare in guerra contemporaneamente contro la Francia, l’Impero Britannico, la Russia e gli Stati Uniti, nonché una caterva di altri paesi.

              Israele non mi sembra che stia facendo nulla del genere, al massimo litiga con il Libano o con l’Iran.

              Quindi non vedo particolari rischi.

          • roberto scrive:

            Andrea

            “C’è l’eccezione dei Conquistadores…”

            questo elenco di genocidi e atrocità varie, mi fa venire in mente una domanda

            perché quando parli di israele, fra le tante mostruosità che la storia ci mette a sua disposizione, ti giochi regolarmente, anzi direi esclusivamente, la hitler card e il paragone con il nazismo?

            non sei l’unico ovviamente, anzi, ormai è quasi mainstream il paragone “israele nazismo”, ma perché?

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “perché quando parli di israele, fra le tante mostruosità che la storia ci mette a sua disposizione, ti giochi regolarmente, anzi direi esclusivamente, la hitler card e il paragone con il nazismo?”

              Infatti, è una cosa che evito, almeno come tecnica per vincere facile.

              Credo che sia perfettamente legittimo fare confronti tra fenomeni storici: ad esempio mi sembra che ci sia un’inevitabile continuità tra la Germania attuale e quella nazista, come paese dalle enormi capacità produttive ma con poche risorse, che ha come nemico eterno la Russia, vista insieme come potenziale minaccia e potenziale preda.

              Questo non ha nulla a che fare con Auschwitz o Marzabotto, e infatti su altri piani – come il razzismo biologico – non vedo alcuna continuità tra le due Germanie.

              I confronti tra elementi simili vanno fatto perché ci illuminano la strada e ci fanno comprendere qualcosa, non per segnare punti.

              • roberto scrive:

                miguel,

                certo, ma ti renderai conto, immagino, che il paragone in sé non è neutro.
                per dire, se veramente lo scopo del paragone è solo capire o fotografare la situazione, credi davvero che il paragone fra la Germania di oggi “come paese dalle enormi capacità produttive ma con poche risorse, che ha come nemico eterno la Russia” (*) e la Germania nazista sia il più adatto, o l’unico o più in generale abbastanza neutro da dirci qualcosa sulla germania e non piuttosto su quello che tu pensi della germania?

                (*) tralascio totalmente il merito del paragone, stiamo discutendo del metodo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “il paragone fra la Germania di oggi “come paese dalle enormi capacità produttive ma con poche risorse, che ha come nemico eterno la Russia” (*) e la Germania nazista sia il più adatto”

                Ovviamente bisogna farlo con parsimonia, e cercando anche altri paralleli.

                Che devono però riguardare il rapporto tra la Germania moderna e la Russia.

                Forse si può trovare qualche parallelo nella politica di Bismarck, ma non mi ricordo abbastanza per farlo di getto; o con la politica orientale della Germania durante la Prima guerra mondiale, che in effetti ci sta. Poi si possono fare paragoni con il “Drang nach Osten” anche in epoca medioevale, ma la situazione economica era talmente differente, che non so se siano validi.

                Il paragone tra la politica orientale della Germania degli anni Trenta e quella attuale ci aiuta anche a capire meglio il nazismo, che non è solo un “male assoluto”, è anche stato un fenomeno storico, determinato da tanti fattori.

                Ma io evito invece il confronto tra Israele e la Germania nazista: il genocidio tedesco degli ebrei aveva radici totalmente diverse dal genocidio israeliano dei palestinesi.

                Ovvio che il sionismo è uno dei nazionalismi europei ottonoventeschi, come il nazismo. Ma forse il paragone viene meglio con il risorgimento italiano, o con il nazionalismo polacco. E siccome viene meglio, io personalmente evito di dire “sionismo=nazismo”: preferisco dire “sionismo=Risorgimento”, che ci dovrebbe fare riflettere anche sul Risorgimento.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ma io evito invece il confronto tra Israele e la Germania nazista: il genocidio tedesco degli ebrei aveva radici totalmente diverse dal genocidio israeliano dei palestinesi. ”

                “Totalmente” è eccessivo: chiaro che gli israeliani vogliono impossessarsi delle terre dei palestinesi, come i tedeschi volevano impossessarsi dei beni degli ebrei, in entrambi i casi la motivazione apparente è difensiva (“gli ebrei vogliono distruggere la Germania, ci stiamo solo difendendo”), ecc.

                Ma ci sono mille altri genocidi con cui fare il confronto, molti dei quali più simili a quello attuale, e quindi non vedo alcun bisogno di tirare in ballo il nazismo.

  128. MOI scrive:

    3×10⁶:3×10⁵=10 a testa:

    con un grande vantaggio bellico tecnologico, non sarebbe chissà che impresa in termini bellici …

  129. Miguel Martinez scrive:

    Troppo bello, è solo la Destra al governo che ci salva da un pogrom contro gli ebrei “come nel ’38”

    Leggere per credere:

    https://www.ilgiornale.it/news/politica/pd-pieno-antisemiti-e-i-dem-perdono-testa-2523736.html

    “Per fortuna che c’è il Presidente del Consiglio Meloni e il resto della destra che ci difende. Altrimenti torneremmo al ’38. Se al governo ci fossero Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni a noi ebrei sparerebbero in strada. Il Pd è pieno di antisemiti”, attacca il presidente della Comunità ebraica.

    • roberto scrive:

      ok, non si deve giudicare e se lui è presidente della comunità ebraica di milano ed io no avrà sicuramente riuscito meglio la sua vita e sarà super intelligente…ma penso che sia un miserabile imbecille

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma penso che sia un miserabile imbecille”

        Perché imbecille?

        Bugiardo, sicuramente.

        Ma in un colpo solo sposta l’attenzione da ciò che fa un certo stato mediorientale alla sofferenza degli ebrei italiani; mette la Sinistra (fissata con l’antifascismo e quindi spaventata a essere considerata antisemita) con le spalle al muro; si arruffiana il partito al governo.

        Geniale, direi.

        E’ che probabilmente tu attribuisci ai concetti di “intelligente” e “cretino” delle valenze morali che io non ci metto. Quando io dico che sicuramente io sono più cretino di Trump, contemporaneamente penso di essere “più buono” di lui sotto tanti profili.

        • Miguel Martinez scrive:

          ” si arruffiana il partito al governo.”

          E ancora più geniale, trasforma ciò che sta combinando uno stato mediorientale, in occasione di compattamento terrorizzato degli ebrei italiani dicendo che la critica a Israele è solo un pretesto per sparare per strada in Italia a chi è di origine ebraica.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Secondo me è un errore politico.

            La forza delle comunità ebraiche sta nella soglia dell’antisemitismo: io ti tengo costantemente sulla soglia dell’accusa di antisemitismo, per cui ti minaccio di fartela oltrepassare (delegittimandoti) nel momento in cui fai qualcosa che non mi va a genio. Sarebbe l’equivalente del deterrente nucleare nel dibattito pubblico, per fare un paragone grossolano.
            Nel momento in cui sparo l’atomica per delegittimarti, allora automaticamente perdo quella capacità di deterrenza. E se l’atomica, come in questo caso, si rivela una miccetta (l’accusa ha del caricaturale e provoca ilarità, non sdegno), allora tutto il sistema di deterrenza basato sulla soglia dell’antisemitismo subisce un colpo.

            Certo, ci sono ancora tante comunità ebraiche che possono giocarsi l’anatema e la forza del tabù è ancora fortissima, ma da questa scelta maldestra ci guadagna in realtà solo la Meloni, mentre per le comunità ebraiche ne viene una perdita secca.

            Ma che i fasci siano stupidi e facciano cose stupide è lapalissiano.

          • PinoMamet scrive:

            La vedo abbastanza come Mauricius, con alcuni distinguo.

            Che sono questi:
            la forza delle comunità ebraiche.

            Le comunità ebraiche italiane in realtà non hanno alcuna forza particolare.

            Siamo quattro gatti, Roma con 15.000 ebrei raduna la metà della popolazione ebraica italiana, e anche così è una presenza a mala pena significativa a livello, per dire, di elezioni comunali.

            Poi c’è Milano, che credo abbia circa la metà degli iscritti di Roma.

            Le comunità ebraiche gestiscono sinagoghe, cimiteri, e musei, alcuni significativi come il MEI di Ferrara, ma insomma, a seconda della consistenza numerica, potremmo metterle sullo stesso piano di influenza di una piccola diocesi…
            o di una parrocchia, nella maggior parte delle città che ospitano una comunità ebraica.

            Cioè non tante.

            Anche demograficamente gli ebrei italiani seguono la tendenza italiana, direi anzi che stanno messi peggio della media: moltissimi gli anziani e le persone di mezza età, quindi il pubblico di riferimento dei partiti di destra e centro destra.

            Persino i vari espositori della bandiera della Brigata Ebraica sono molto di più gruppi di simpatizzanti per Israele a vario titolo (quasi tutti- stranamente non tutti!- di destra) che non ebrei.

            A differenza degli USA, dove gli ebrei sono visibilissimi… a Hollywood e grazie a Hollywood, in Italia gli ebrei sono virtualmente invisibili nei media, e mentre l’americano medio conosce (suo malgrado, come ricordava mi pare Bukowski) alcuni termini yiddish e alcune abitudini ebraiche, l’italiano medio degli ebrei non sa in genere assolutamente niente e meno gliene importa.

            Sa che per qualche motivo stavano antipatici a Hitler (“se li odiava così tanto ci sarà stato pure un motivo!”) e quindi anche a Mussolini (“che ha fatto anche cose buone” e comunque lo faceva solo per andare dietro a Baffetto ma in realtà era il noto bonaccione che mandava gli esiliati in villeggiatura a Ponza…)

            e visto che l’Olocausto è stato una brutta cosa, a nessuno piace essere associato a Hitler (tranne ai neofascisti, che anzi scambiano i due dittatori e sono i più ortodossi seguaci della definizione anglosassone, ma anche russa, di “fascismo” come summa di tutte le dittature… solo a che loro piace 😉 )

            questo è l’unico “potere” di cui in effetti dispongono le comunità ebraiche…

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        sbagli, lasciatelo dire da un linguista:
        nella neolingua il termine “antisemita” significa chi contesta a Israele il diritto di uccidere civili inermi a migliaia con una risposta totalmente sproporzionata all’offesa, quindi il presidente della comunità ebraica ha ragione.
        Aggiornati, perbacco!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per peucezio

          “nella neolingua il termine “antisemita” significa”

          Boh, non credo che certe parole “significhino” qualcosa, credo che siano strumenti per ottenere uno scopo.

          Una persona si sente impegnata nella battaglia a difesa di un certo stato (in questo caso Israele, ma potrebbe anche essere un altro).

          Per agire militarmente, può usare droni, missili, fucili, soldi, parole: in tutti i casi, lo scopo è fare il massimo danno al proprio nemico e vincere.

          Non ha molto senso discutere della correttezza di queste parole: ha più senso discutere della loro efficacia, che dipende da diversi fattori.

          Ad esempio, un mite individuo che protesta contro la guerra, senza avere alcun interesse particolare, appare come una persona buona; quindi è una mossa intelligente dipingere quella persona come cattiva, e rivolgere quindi l’aggressività delle persone contro di lui anziché contro chi fa la guerra. Definire qualcuno come “antisemita” conta su enormi risorse emotive, tipo viaggi studio ad Auschwitz.

          Allo stesso tempo, se “persona mite che si oppone alla guerra = antisemita”, vale ovviamente l’inverso: “antisemita = persona mite che si oppone alla guerra”, e queste tende a ridurre drasticamente la potenza di questa arma verbale presso molto persone, almeno nell’estrema Sinistra.

          Però è anche importante permettere finalmente alla gente di Destra – oggi prevalente – di usare l’insulto finale, che finora era sempre stato rivolto contro di loro. E con un po’ di fortuna, rivolgere l’accusa di antisemitismo può portare davvero alcuni pacifisti a un grado crescente di antipatia nei confronti degli ebrei, i quali si sentiranno perseguitati e quindi si raccoglieranno attorno alla bandiera israeliana.

          Sono tutti fattori da valutare nell’utilizzare questa arma, ma ricordiamo che non è un “punto di vista”, è – appunto – un’arma.

        • PinoMamet scrive:

          Sì, beh…

          allora un conoscente di Facebook, di lavoro rabbino, fa una manifestazione pacifista di preghiera (rileggere: pacifista; di preghiera)in Sardegna, in una località che per qualche motivo si chiama Su Judeu.

          I miti pacifisti gli intasano la bacheca di miti commenti del genere “adesso che sono riuniti tutti, una bella bomba!”
          (a scrivere questo- ho controllato il profilo- è un giovanotto a quanto pare davvero mite, pieno di buoni sentimenti, impegnato nel volontariato… ha anche una foto dove è circondato da bambini africani sorridenti…)
          oppure
          “Fuori dalle palle i rabbini insieme ai loro seguaci!”
          (questa è “impegnata presso il Ministero della Pubblica Istruzione”)

          sono quelli che sotto ogni singolo post che riguardi Gaza scrivono simpaticherie del tipo “l’unico errore di Hitler: non ha finito il lavoro”.

          Evito di scrivere qui notizie personali: io ho sempre avuto dubbi, per tutti questi anni, sul fatto che in Italia esistesse un genuino sentimento antisemita

          (ah, ma non si può dire: fatemi fare Peucezio 😉 : perché ormai se dici antisemita, chiunque e il suo gatto ti ripetono la filastrocca che “anche gli arabi sono semiti”…
          wow, cento punti)

          un genuino sentimento antiebraico, mettiamola così…

          e negli ultimi mesi mi sono amaramente ricreduto (compresa esperienza, lasciatemi dire almeno questa, con un vecchio malvissuto, con tanto di barba di antico pelo, sedicente di sinistra, che ripeteva “dovete accettare le regole del paese che vi ospita, come dite voi”: ??? secondo voi è una frase con un senso compiuto?? e qual è la regola italiana che gli ebrei italiani- “ospitati dall’Italia” da duemila anni e più- non rispetterebbero??)

          Ma tutte persone mitissime, eh?
          Tranne quando si parla di ebrei.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            ““Fuori dalle palle i rabbini insieme ai loro seguaci!””

            E’ esattamente quello che avevo scritto:

            “E con un po’ di fortuna, rivolgere l’accusa di antisemitismo può portare davvero alcuni pacifisti a un grado crescente di antipatia nei confronti degli ebrei, i quali si sentiranno perseguitati e quindi si raccoglieranno attorno alla bandiera israeliana.”

            Ecco perché, a differenza di Roberto, credo che il presidente della comunità ebraica di Milano faccia bene (dal punto di vista suo) a parlare in quel modo.

            • Miguel Martinez scrive:

              ““E con un po’ di fortuna,”

              Una caratteristica presumo comune a tutti gli esseri viventi è dare più peso al pericolo e alle esperienze negative che a quelle positive: è più importante vedere una sola vipera, che mille belle lucertole. Anzi, ogni cosa che striscia potrebbe essere una vipera…

              Da qui nasce ovunque (proprio in qualunque gruppo umano) la generalizzazione del negativo. Quattro bimbi zingari rubano un’auto e mettono sotto una donna? Il fatto è assolutamente vero. Ma la deduzione istintiva è che tutti gli zingari, ovunque siano potenziali ammazzapensionate.

              Un fascista impazzito ammazza dei senegalesi (è successo proprio qui a Firenze)? Tutti i fascisti sono potenziali omicidi.

              Un estremista di sinistra spacca una vetrina? Ecco che…

              Un ebreo sghignazzando esalta l’uccisione di bambini? Ecco che…

              Un pacifista scrive scemenze contro gli ebrei? Ecco che l’intero movimento pacifista è antisemita.

              Sono meccanismi profondamente umani. In qualche modo, forse dobbiamo disumanizzarci.

            • PinoMamet scrive:

              Sì ma Meghnagi non è rabbino 😉

              comunque il meccanismo della (come la chiami?) macchina a energia avversaria, o macchina dell’odio reciproco, sta funzionando anche troppo bene.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Sì ma Meghnagi non è rabbino”

                Ahiaha!

                Grazie della correzione, errore molto stupido da parte mia.

                Si chiama “macchina del moto perpetuo a energia avversaria”.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Sì ma Meghnagi non è rabbino””

                Avvalendomi della mia onnipotenza di blogger, ho corretto sul commento originale, perché tra 1278 (!) commenti a questo post, è facile che qualcuno legga solo il mio commento, senza vedere la tua correzione. Grazie di nuovo!

              • PinoMamet scrive:

                Ma grazie a te e sempre un abbraccio!

          • Miguel Martinez scrive:

            Per polemizzare gentilmente…

            Tu scrivi:

            “I miti pacifisti gli intasano la bacheca di miti commenti del genere “adesso che sono riuniti tutti, una bella bomba!”

            I “miti pacifisti” in Italia sono alcune centinaia di migliaia di persone, che hanno in comune appunto il pacifismo. “Intasare” fa pensare a centinaia, forse migliaia di pacifisti che scrivono commenti come quello che citi tu.

            Poi tu stesso dici:

            “a scrivere questo- ho controllato il profilo- è un giovanotto ”

            Che è al singolare.

            Non ho seguito la vicenda, ma basandomi solo su ciò che scrivi tu, mi pare di capire che una singola persona abbia scritto un pessimo commento. E sicuramente quella singola persona merita quanto meno di essere ampiamente perculata e derisa.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “mi pare di capire che una singola persona abbia scritto un pessimo commento”

              Ovviamente questa riflessione vale in tutte le direzioni e per tutti. In questo caso polemizzo su Israele, ma può essere applicata a qualunque contesto, anche di segno contrario.

              Tipo, si cita Miguel Martinez per dire che “i messicani sono fanatici esaltatori di Firenze contro Prato”.

            • PinoMamet scrive:

              Il mio conoscente- lui davvero rabbino 😉 – ha fatto uno screenshot, dal quale si vedevano tre dei commenti ricevuti.

              ne ho riportati due…

              Io poi ho riportato l’esempio personale del vecchietto.
              Che era sostenuto da almeno una ventina di persona di medesima estrazione che dicevano le stesse cose, magari con frasi un po’ più di senso compiuto 😉

              Commenti del genere “Hitler doveva ammazzarli tutti”, magari in commento a video stupidissimi tipo
              “le migliori gag dei Griffin (cartone animato ironico/sarcastico) sugli ebrei”
              ne leggo a bizzeffe tutti i dì…

  130. Moi scrive:

    Stranamente nessuno li ha cita, o almeno mi è sfuggito, MA … esistono anche Ebrei Haredim eppure AntiSionisti :

    https://it.wikipedia.org/wiki/Neturei_Karta

    • PinoMamet scrive:

      Nessuno li cita?
      Sono famosissimi, Moi (oh, i Neturei Karta sono circa quattro 😉 però di ebrei anti-israeliani, haredim o meno, ce ne sono quanti ne vuoi-
      anti-Netanyahu poi è mezzo Israele…)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “i Neturei Karta sono circa quattro 😉 però di ebrei anti-israeliani, haredim o meno, ce ne sono quanti ne vuoi-
        anti-Netanyahu poi è mezzo Israele…”

        Per quanto possa valere la mia esperienza, concordo su tutti i punti. Anzi, come dicevo, ho la peculiare esperienza di conoscere praticamente solo ebrei molto critici verso Israele. Non è statisticamente significativo, ma è importante per capire quanto poco contino i nostri stereotipi.

    • PinoMamet scrive:

      Sempre più-o-meno a proposito:

      mi viene riportato un intervento dell’attrice Gal Gadot (bella interprete di Wonder Woman, ma non all’altezza dell’indimenticata Lynda Carter…) che comincia all’incirca in stile Giorgia Meloni:

      “Mi chiamo Gal, sono una madre, sono una moglie ecc. ecc.” fino arrivare al punto clou “e sono ebrea! e dirlo adesso genera controversie e questo è assurdo!”

      Ora, il fatto che colpisce è che lei faccia questo discorso- condivisibile o meno- in America , e riferendosi a vicissitudini di cinema ;

      cioè nel luogo, e nell’ambiente di lavoro, dove essere ebrei era tutto tranne che controverso, anzi, era motivo di vanto.

      Pare che si riferisca a una specie di querelle con un’altra attrice, Renè Zegler, che nella lavorazione del loro ultimo film (“Biancaneve”…) avrebbe fatto dichiarazioni molto propalestinesi, mentre la Gadot, che è israeliana, si sarebbe rifiutata di condannare Israele…

      da cui, secondo lei, l’ostracismo al botteghino per il film

      (secondo altri, il flop è motivato dal fatto che “Biancaneve”, cioè la Zegler, non è mica tanto bianca e suona un po’ di presa per il culo…
      secondo altri, molto più verosimilmente, dal fatto che il film sia imbarazzantemente brutto)

      comunque, vabbè, la Gadot ricorda che per parte materna discende da sopravvisuti all’Olocausto, mentre la famiglia paterna sarebbe israeliana da otto generazioni
      (lo cito a Peucezio che non credeva che esistessero israeliani “ebraici madrelingua” 😉 )

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Moi

      “antisionisti”

      Fra i viventi, a parte il solito Moni Ovadia, direi Dustin Hoffman.

      Fra i trapassati Hannah Arendt, Albert Einstein e Isaac Asimov.

      E nessuno di questi e’ un Neturei Karta.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  131. Miguel Martinez scrive:

    Non vorrei risvegliare le solite polemiche…

    ma premesso che per me “essere intelligenti” è come “avere i piedi grossi”, cioè è tutt’altro che un “merito” o una “qualità morale”, direi che questo titolo del Fatto Quotidiano di stamattina rivela che Trump non è solo intelligente.

    E’ un genio:

    “Ucraina, Trump guarda al trilaterale con Zelensky e Putin per arrivare alla pace. “Kiev acquisterà 100 miliardi di dollari di armi Usa con soldi Ue””

    Lo so, i titoli semplificano, bisogna vedere i dettagli e la fattibilità, ma anche il solo pensiero è geniale – in un colpo solo:

    1) riesce a fare la pace con la Russia, e magari farsela alleata contro l’Europa e la Cina

    2) riesce a mantenere a pieno ritmo le industrie militari statunitensi

    3) riesce a far pagare i costi a Miguel, Roberto, Peucezio, PinoMamet, mondo parallelo e tutti noi.

    • Miguel Martinez scrive:

      ” Trump non è solo intelligente”

      Con questo, non intendo partecipare al solito coro di denigrazione – da parte pacifista – nei confronti dei dirigenti europei.

      Un conto infatti sono Miguel, Roberto ecc. che pagheranno in modo drammatico tra tasse, disoccupazione e perdita di servizi.

      Un altro sono i grandi investitori europei.

      Qui le variabili diventano tantissime, ma non penso che un progetto come quello di Trump debba impoverire un investitore miliardario di Parigi, per cui i soldi non hanno territorio e che magari a Parigi nemmeno paga le tasse.

      • Peucezio scrive:

        Non è esattamente così, le nazioni sono sistemi, se si impoveriscono e diventano Terzo Mondo, c’è una perdita per tutti, perché hai meno base da spartire.

        Le dirigenze europee sono infantili e ideologiche, credono alla loro stessa retorica, non fanno gli interessi di nessuno, ma fanno ridicole questioni di principio.
        Secondo me molti di loro credono addirittura alla storiella del paese sovrano aggredito (vera in sé se non fosse che vale solo stavolta).

    • roberto scrive:

      Beh Miguel,

      Aspetta di vedere cosa succederà nella realtà

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Aspetta di vedere cosa succederà nella realtà”

        Ovviamente, e infatti ho messo le mani avanti. Però già l’idea stessa è geniale, non concordi?

        Siccome non ci si capisce sempre, vorrei che fosse chiaro che io non desidero la soluzione proposta da Trump. Apprezzo comunque il fatto che lui dica la cosa fondamentale che c’è in ballo nelle guerre, che non è la Bandiera che Sventolerà sul Donbass o la Patria, ma i soldi, e vada quindi al punto.

        • roberto scrive:

          Sì ma distinguere i propri desideri dalla realtà è uno degli aspetti che fanno parte di questa cosa che io considero “intelligenza”

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “desideri”

            Il guaio non è che siano desideri di Trump. Il guaio è che sono desideri della Von der Leyen e della maggioranza che la sostiene, più Rutte e Meloni.
            Cioè: chi dovrebbe rappresentare i nostri interessi è proprio chi ci danneggia di più.

            Si può dire a Trump quello che diceva Petrolini a uno spettatore che lo fischiava: “Io mica ce l’ho con te. Ce l’ho con quelli che ti vengono dietro”.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • mondo parallelo scrive:

          Quindi sì, l’Ucraina può avere “garanzie di sicurezza”. Ma le condizioni di queste garanzie saranno stabilite dal garante principale, che deve essere la Russia.

          Trump sembra averlo capito. Quanto tempo ci vorrà perché anche questi “leader” europei lo capiscano?

          Moon of Alabama

          Tradotto, nel mondo parallelo, significa che ora in Europa l’unica garanzia di sicurezza è la volontà della Russia di fermarsi e non andare oltre.
          L’America se ne lava le mani perché ha problemi exonomici urgenti di cui occuparsi.
          L’Europa non conta niente. Forse sarà da spremere per i capitali che ancora possiede. Ma questo non lo dice Moon of Alabama, è la materia di Alessandro Volpi di cui attendo il prossimo articolo.

          • mondo parallelo scrive:

            Io poi vorrei vedere il Donbass tra dieci anni, se sarà così depresso per la crudele occupazione russa come si paventa. Secondo me, no.
            Oserei dire che me lo immagino come una novella Bielorussia.

          • roberto scrive:

            MP

            “Ma le condizioni di queste garanzie saranno stabilite dal garante principale, che deve essere la Russia.”

            detto in soldoni, la russia deve essere garante che in futuro non invaderà di nuovo l’ucraina…si davvero geniale, come mai non nessuno ci ha pensato prima?

            (non è vero che nessuno ci ha pensato prima, è da sempre una delle principali richieste russe)

            • mondo parallelo scrive:

              Vado sul basilare.
              L’Europa si deve rendere conto che ha perso la guerra.
              E militarmente, a parte gli attentati di matrice inglese, che più che altro rompono i coglioni, l’ultimo è stato in questi giorni a una grossa centrale nucleare russa, per fortuna sventato, non può fare altro.

              Trump l’ha capito.
              Del resto non ci vuole un genio per capirlo.

              • PinoMamet scrive:

                Sono d’accordo.
                Ieri la Von der Leyen diceva che “i confini non si cambiano con la forza”.

                Che è un bellissimo principio, peccato che praticamente TUTTI i confini che abbiamo oggi sono frutto di qualche guerra.
                Quindi il principio non è stato mai applicato.

                Allora la von der Leyen col suo principio lascia all’Ucraina l’unica opzione di continuare la guerra fino alla restaurazione del confine precedente, l’unico confine “sacro” e inviolabile, tra i tanti che ha avuto l’Ucraina (o non-Ucraina) nel corso del tempo…

                che potrebbe accadere domani (improbabile) tra due o tre anni, o magari mai (più probabile).

                I politici europei devono rendersi conto che la realtà è reale .

                Non tutto al mondo è un pezzo di carta: esistono le guerre, e a volte si perdono pure.

                Ora, naturalmente la proposta di Putin (Russia garante della pace in Ucraina) è irricevibile.

                ma l’idea che la Russia dovrebbe ridare indietro tutte le sue conquiste, e in più pagare i danni (che da tre anni a questa parte è stato l’unico “piano di pace” zelenskiano-europeo) così, perché sì…
                è al limite dell’assurdo.

              • mondo parallelo scrive:

                https://lesakerfrancophone.fr/leurope-exige-des-garanties-de-securite-pour-lukraine-la-russie-peut-les-lui-donner

                Questo è l’articolo di moon of Alabama
                Ne ho estratto solo la parte saliente.

              • mondo parallelo scrive:

                https://altreconomia.it/spartizione-trump-putin-e-limpressione-che-lucraina-sia-solo-un-tragico-pretesto/

                Questo l’articolo di Alessandro Volpi.
                Scaricato sul kindle ma non ancora letto

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “I politici europei devono rendersi conto che la realtà è reale .”

                Ma c’è un ostacolo metafisico, che pertiene alla loro stessa visione del mondo.
                Questo banale principio è proprio quello rispetto al quale loro recalcitrano come bambini isterici che scoprono che il mondo non è lì per soddisfare i loro capricci.

        • PinoMamet scrive:

          ” Però già l’idea stessa è geniale, non concordi?”

          Anche costruire un muro con il Messico e farlo pagare dal Messico era un’idea geniale.
          Che non si è avverata.

          In generale le idee geniali di Trump assomigliano molto a quelle che avevo io, a 7 anni.

          • PinoMamet scrive:

            Un’altra grande caratteristica di Trump: promettere che farà una cosa, non farla, dire a tutti che l’ha fatta oppure che si ricordano male, e insomma ha vinto lui e “se non vi va bene me ne vado a porto via anche il pallone”.

            Lo vedevo l’altro giorno al telegiornale vantarsi di aver “fermato molte guerre”- non è dato sapere quali, nessuno ha osato chiederglielo.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E’ un genio:

      “Ucraina, Trump guarda al trilaterale con Zelensky e Putin per arrivare alla pace. “Kiev acquisterà 100 miliardi di dollari di armi Usa con soldi Ue””

      E’ stata l’Ucraina a proporla questa soluzione. Poiché non credo che si siano spesi del credito che non avevano, evidentemente l’idea geniale nasce da qualche alleato europeo.

      https://www.ft.com/content/8dad9c67-59da-4f38-b43a-3d6ba5f1df57

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