La Terra degli Arii

Molti anni fa, mi laureai in lingue orientali, e sicuramente uno degli aspetti più interessanti fu lo studio della storia e della lingua persiana, o se preferite, iraniana.

Siccome si sta parlando molto di Iran in questi giorni, volevo indicare qualche traccia di riflessione, in base ai miei ricordi – non ho il tempo per approfondire le ricerche, ma non sarà difficile farle per i lettori interessati.

Brevissimamente, c’è un punto di svolta fondamentale nella storia dell’Iran: un brigante molto in gamba, appartenente a una tribù di montagna si era impossessato del trono, trovandosi in mano un paese minacciato dai russi a nord e saccheggiato e umiliato dagli inglesi a sud.

Per resistere, si appoggiò all’unica nazione europea che non aveva ambizioni da quelle parti, la Germania nazionalsocialista. E quando si rifiutò di troncare le relazioni con la Germania, l’Iran si è trovato invaso e occupato militarmente proprio da inglesi e russi. Che tolsero il trono al brigante e vi misero il figlio, Mohammad Reza, la “Luce degli Ariani”.

All’inizio del Novecento, in molti paesi, le elite culturali modernizzanti da una parte hanno rigettato le antiche superstizioni, ma dall’altra hanno inventato antiche radici mitiche. Basti pensare agli anticlericali italiani dell’Ottocento, che se la prendevano con gli austroungarici, tirando fuori il ricordo dei Romani che avevano fatto del Danubio una barriera contro i barbari.

Ecco che in Iran, un’élite intellettuale di figli di possidenti agrari da una parte, indossa giacca e cravatta alla faccia dei mullah. E dall’altra si scopre erede di un impero millennario, invaso e sottomesso dai semiti del deserto, i mullah a cammello: l’impero degli Ariani, che hanno dato il nome all’Iran (e anche, pare all’Irlanda, ma è un’altra storia). Conquistatori di una vasta parte del mondo, inventori della Vera Religione che era quella del Profeta della Razza Ariana, Zoroastro.

Ho conosciuto tanti iraniani all’estero, che ragionano come questo amico di cui parlo qui.

Da una parte questa elite intellettuale ha trovato un alleato naturale nella Germania nazionalsocialista; dall’altra – e indipendentemente dal nazismo tedesco – ha creato attorno a sé il mito del popolo ariano. A differenza dei tedeschi, potevano effettivamente lamentarsi di essere stati letteralmente sottomesso dai semiti, in questo caso gli arabi.

La storia è complessa… Mohsen Jahansuz, figlio dissidente di latifondisti, nemico dei semiti arabi (ma indifferente agli ebrei) tradusse il Mein Kampf in persiano, pensando che Hitler fosse un sostenitore della riforma agraria, e fu arrestato dallo Shah come agente insieme nazista e sovietico.

La dinastia di briganti che ha riesumato l’antichissimo nome “Pahlavi”, ha perseguitato i mullah, e che ha insistito nel chiamare l’Iran la Terra degli Arii, è diventata il faro simbolico per questa cultura.

Per questo ambiente, la rivoluzione iraniana del 1979 ha significato la fine della diversità iraniana; il trionfo della “cultura del deserto” e del semitismo. Ritrovo un mio vecchio post dove parlo di una persona che ha assunto il nome antisemita (nel senso che certamente aveva prima un nome arabo) di Khosro Fravahar, fondatore dell’Iranic Aryan National Front.

Khosrow è l’imperatore che sconfisse i Bizantini e sottomise i semiti fin nello Yemen; il farahavar è l’antico simbolo zoroastriano del sovrano divino, messo al bando dalla rivoluzione islamica, che ha voluto un simbolo totalmente diverso.

Vedo che oggi il signor Khosro Fravahar, a meno che non sia un omo-pseudonimo, ha una pagina Facebook dove scrive:

“Cari compatrioti, è ora che occupate le strade della patria. Alzatevi e splendete.

La Repubblica Islamica è nella sua posizione più debole.

“Sono preoccupato che, con i continui attacchi criminali dei mullah sulle aree residenziali in Israele e la mancanza di combattimenti da parte vostra, l’esercito israeliano abbia cambiato tattica e trasformato le città iraniane nella Striscia di Gaza. Con il vostro arrivo in strada, sia la Repubblica Islamica si è indebolita sia il rischio che le nostre città diventino la striscia di Gaza è minore.

Lunga vita all’Iran e Viva lo Shah

Cordiali saluti, Khosro Fravahar”

E qui sarebbe interessante analizzare tutta una letteratura invece di parte araba, che vede nei persiani i nemici storici, alleati in fondo di Israele dai tempi di Ciro, ma anche dell’Irangate in cui – secondo i nazionalisti arabi – gli ayatollah rivelarono la loro vera natura di quinta colonna israeliana in Medio Oriente.

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571 risposte a La Terra degli Arii

  1. Ros scrive:

    “…Khosrow è l’imperatore che sconfisse i Bizantini e sottomise i semiti fin nello Yemen; il farahavar è l’antico simbolo zoroastriano del sovrano divino, messo al bando dalla rivoluzione islamica, che ha voluto un simbolo totalmente diverso…”

    In quest’ottica lievemente antisemitica e blasé
    (intesa a quella truzza e beduinica dell’Islam sudato e cammelliero!) c’è un bel libro
    – sempre che il suo stile liricamente aulico flamboyant piaccia🙄 –
    di Pietro Citati:
    “La primavera di Cosroe. Venti secoli di civiltà iranica”

    https://www.adelphi.it/libro/9788845920370

    Mai letto per intero però io questo suo in proposito, lo stile liricamente aulico flamboyant poco lo reggo invero;
    troppo spessamente m’appalla lesto i coglioni🙄

    ma confido lieto che con l’età e la caduta del testosterone endogeno con conseguente sarcopenia potrò infine leggerlo scontando la pena d’avere sprecato diconsi ben 9 euri nell’edizione tascabile Adelphi del 2006 che ubriaco comprai un mattino in giro da flaneur alla feltrinelli cittadina.

    Quindi se il vostro testosterone latita ai confini dell’ipogonadismo mi sentirei di consigliarvene il testo🙂

  2. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Peggio che andar di notte!

    Secondo questo tizio che tu citi l’intimazione di Netanyahu agli Iraniani di rovesciare il loro governo sarebbe l’ennesimo tentativo di “semitizzazione” dell’Iran…

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Ha ragione.
      Non è che gli ebrei siano meno semiti degli Arabi. Stessa razza, stringi stringi, per quanto si ammazzino fra loro.

  3. mirkhond scrive:

    “Semiti del deserto”

    Deserto che però c’è anche in Iran.

  4. mirkhond scrive:

    E proprio nell’Iran Achemenide (559-330 a.C.) che si sviluppò l’idea del Giardino/Paradiso, il parco reale/oasi in mezzo alle sconfinate lande desertiche dell’immenso Aryanam Vaeyo (Estensione degli Aryani da cui Iran), che avrebbe poi ispirato l’Eden biblico.

  5. PinoMamet scrive:

    “Secondo questo tizio che tu citi l’intimazione di Netanyahu agli Iraniani di rovesciare il loro governo sarebbe l’ennesimo tentativo di “semitizzazione” dell’Iran…”

    No, direi il contrario.

    Nella narrativa ebraica, biblica e talmudica, la Persia è la grande protettrice degli ebrei.

    L’assiro Nebuchadnezzar, semita (Nabucodonosor) conduce gli Ebrei all’esilio, nella semitica Babilonia (poco lontano dalla zona di provenienza del semitico Abramo)

    il persiano Kurush (Ciro), non semita, li libera dall’esilio e gli permette di ristabilirsi in terra di Canaan e di costruire il Secondo Tempio;

    naturalmente molti ebrei restano sparsi in giro per l’impero persiano…

    e a “Shushàn ha-birà”, a “Susa la capitale”, si svolge il libro/novella di Ester, nel quale il malvagio consigliere Haman (semitico) tenta di far sterminare tutti gli ebrei al re persiano Achashveròsh (Assuero- forse Artaserse, anche se nel Talmud i re persiani sono ricordati con nomi molto più fedeli agli originali), ma il re persiano si fa convincere dalla concubina Ester (ebrea) a non ascoltarlo, e fa punire Haman e onorare Mordechai, lo zio (ebreo) di Ester.

    • PinoMamet scrive:

      In genere- con la notevolissima eccezione di Faraone- gli avversari degli Ebrei sono gli altri popoli semitici più o meno imparentati, a cominciare dai discendenti di Ismaele (gli arabi) e poi quelli di Esaù…

    • PinoMamet scrive:

      Ai giorni nostri, gli esuli iraniani, a cominciare dall’erede al trono di Shah, hanno ottimi rapporti con le comunità ebraiche, uniti dal fatto di essere popoli antichi, e di avere un nemico comune nell’Islam e negli arabi…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Ai giorni nostri, gli esuli iraniani, a cominciare dall’erede al trono di Shah, hanno ottimi rapporti con le comunità ebraiche, uniti dal fatto di essere popoli antichi, e di avere un nemico comune nell’Islam e negli arabi…”

        Infatti

      • mirkhond scrive:

        Una presenza ebraica è rimasta in Iran anche sotto gli Ayatollah, con un proprio deputato al parlamento.
        Non so com’è la situazione attualmente, date le prodezze di Mileikowsky……

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ PinoMamet

      “Kurush”

      E infatti per sfottere il mio amico Ebreo osservante quando ci scriviamo per e-mail tutte le volte che il discorso cade sugli Iraniani io li chiamo sempre ‘discendenti di Ciro’.

      🙂 🙂 🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “Nella narrativa ebraica, biblica e talmudica, la Persia è la grande protettrice degli ebrei.”

      Infatti. Tra l’altro, ho sentito spesso gli arabi dire che ebrei e persiani sono alleati dietro le quinte contro di loro.

    • PinoMamet scrive:

      Pensadoci bene, credo che Achashveròsh trascriva Serse, Xshayarsha o qualcosa del genere in persiano, adattandolo alla fonetica ebraica…

  6. firmato winston scrive:

    A voi che ne sapete di gran lunga piu’ di me, sbaglio del tutto nel rammentare che e’ una tipica caratteristica dell’anticolonialismo il socialismo nazionalista (anche detto nazionalsocialismo) antidemoglobalistgiudoplutocraticomassonico?
    Senza considerare che il nemico del mio nemico e’ mio amico.

    • habsburgicus scrive:

      @firmatowinston
      nel mondo arabo fu così (Nasser, il Ba’ath siriano, il Ba’ath iracheno, anche il primo Bourghiba), nell’India indù ancora più -e fa pure rima 😀 (Subhas Chandra Bose, il Netaji, l’anti-Gandhi, è esaltatissimo non solo a Kolkata ma financo a Delhi), in altre arere geografiche forse no, anche se nella vecchia America Latina vi furono intellettuali in Messico, Braile e Cile (che finirono tutti male :D) con idee simili..ma là, in America Latina, si vince à la Pinochet con altri metodi, ove la cultura è un optional e pure sgradito 😀 conosco meno l’Africa nera, direi di no anche se qualche vago richiamo lo potremmo trovare in Robert Mugabe, il tiranno nero dello Zimbabwe (ex-Rhodesia del Sud) che riuscì a superare gli exploit di un bicolore DC-PSI mandando in bancarotta il suo Stato in meno di 30 anni 😀 😀 neppure un Cirino Pomicino, lasciato libero di operare ad libitum, avrebbe forse potuto farlo ! 😀 😀

      • firmato winston scrive:

        habs
        “no oppure meno socialismo nazionale in america latina dopo decolonizzazione”

        forse perche’ la decolonizzazione in quei posti ha interessato in maggior parte colonizzatori e meticci che avevano gia’ surclassato la popolazione originaria, quindi piu’ difficili da convertire ad una tradizione comunitaria/tribale del sangue e della terra: sarebbe stata troppo inventata anche per loro. Per cui, come tu stesso mi pare osservi, bando a superflui pretesti narrativi e giu’ di manganello e/o falce e martello direttamente. 🙂

  7. habsburgicus scrive:

    tolsero il trono al brigante e vi misero il figlio, Mohammad Reza, la “Luce degli Ariani”.

    non era un brigante, Miguel, era un grande ! 😀 brigante lo fu da giovane 😀
    il trauma del Shahrivar 1320 (agosto/settembre 1941 d.C), qunado l’arroganza anglosassone unita -come sempre- alla brutalità bolscevica lo depose è qualcosa che ha segnato il figlio
    il regno di Mohamed Reza (finora l’ultimo Scià) si può dividere in quattro parti
    I.gli anni del controllo “alleato” (1941-1945); il buon Scià si gode la vita, chiavandosi un numero enorme di donne quantificate dal collaboratore Assadolah ‘Alam che si occupava di procurargliele :D, ma non fa politica; gli organizzano pure una conferenza nella “sua” capitale senza avvertirlo 😀 (Tehran, 28 novembre-1 dicembre 1943)
    II.gli anni della democrazia (1945-1951) e di Mossadegh (1951-1953) lo Scià continua a essere esautorato, nel mentre divorzia dall’egiziana Fawziya (la più bella delle sue mogli a mio umile parere) e inizia il love affair con Soraya Esfandiari (che non era brutta neppure lei :D)
    III.gli anni della dittatura e del potere personale (1953-1978) dopo la restaurazione il 19/8/1953 (nel 1332 AHS), con aiuto di CIA e britannici (ma non vanno trascurate le dinamiche interne come invece fa la nostra sinistra), lo Scià assume il potere in prima persona e cerca di riformare la Nazione, oggi possiamo dire “fallendo” ancora nei ’50 divorzia da Soraya e si prende Farah Diba (la meno bella delle tre mogli) che poi incoronerà Imperatrice donde il nome Shahbanu Farah che porta tuttora in esilio (vive ancora)
    IV.il crollo (1978-1979) lo Scia cadde perchè fu tradito e ostacolato da Carter 8forse in buona fede !) e perchè non volle usare il terrore…..se non trovava iraniani disposti a fare i massacri :D, bastava chiedere a Israele 😀 (pagando eh..quelli fan mica nulla per nulla :D) che ammazzasse 1000 0 2000 mullah..si dava la lista al Mossad, quelli li ammazzavano, lo Scià pagava per il “servigio”…e finiva tutto 😀
    andò come andò 😀

    • Francesco scrive:

      credo anche io, si parva licet, che il buon Carter fosse in piena buona fede nel “mollare” quelli che riteneva alleati impresentabili degli USA

      senza piena cognizione delle conseguenze, a volte nefaste, che a questo mondo al peggio non c’è mai fine e anche a fare il bene occorre molta prudenza

      ciao

      • habsburgicus scrive:

        che a questo mondo al peggio non c’è mai fine e anche a fare il bene occorre molta prudenza

        neppure un compatriota di Xi avrebbe potuto dire parole più vere e più sagge..
        accordo totale e assoluto !

        • tomar scrive:

          habsburgicus (et Francesco): “anche a fare il bene occorre molta prudenza”

          Divertente che due (pur diversamente) cattolici abbiano la stessa morale di Candide come stella polare.

          • Francesco scrive:

            “siate prudenti come serpenti” e pure “la via dell’Inferno è lastricata di buone intenzioni” mica sono di Voltaire!

            l’etica della responsabilità, se non è una scusa, è una cosa seria

  8. Moi scrive:

    Cmq se l’ Operazione si chiama “Rising Lion” … in teoria dovrebbe rifarsi alla Bandiera Pre-Rivoluzione Islamica :

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fd/State_flag_of_Iran_%281964%E2%80%931980%29.svg

  9. habsburgicus scrive:

    a questo punto, con la Repubblica islamica da ritenersi finita (prima crolla meglio è, nel loro stesso interesse), unico obiettivo importante è salvaguardare l’integrità dell’Iran..con i Pahlevi, senza i Pahlevi, contro i Pahlevi è indifferente…purchè l’Iran come Stato sussista, è interesse di quasi tutti….smembrare l’Iran (Azerbaigian agli azeri, montagne ai curdi, Luristan ai lori, Khuzistan all’Iraq come avrebbe voluto il vecchio Saddam :D) sarebbe pericoloso e potenzialmente un disastro
    l’Iran islamico (1979-2025) passerà nelle accademie come caso da manuale di una pessima politica…..fecero troppe parole e pochi fatti…..e ora è venuta la fine…bon….vi sono tante altre cose interessanti al mondo

    • habsburgicus scrive:

      il guaio è che Israele non colpisce Khamene’i, come potrebbe fare in 2 minuti 😀 e lo si capisce, mica sono scemi 😀 dove lo trovano uno così inefficiente ? 😀
      sparito Khamene’i, ci sarebbe un vuoto di potere, il regime islamico subirebbe scacco matto..e un militare con gli attributi potrebbe fare un golpe, proclamare Reza Ciro come Scià, sopprimere il regime islamico, e salvare l’Iran come Stato unitario….nei prossimi giorni vedremo

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il whishful thinking fa brutti scherzi. Soprattutto se si usa un organo del Mossad per confermare le proprie opinioni già orientate.

      L’Ucraina è stata sottoposta per anni a bombardamenti molto più devastanti per le sue capacità industriali e militari rispetto a quelli israeliani sull’Iran e non mi sembra che si sia squagliata.

      • habsburgicus scrive:

        se si usa un organo del Mossad
        questo lo sapevo, Mauricius…..mi faresti veramente torto se pensassi che mi era ignota l’affiliazione del sito 😀 😀
        su una cosa, penso, non ci siano dubbi..l’Iran che rimase amichevole per noi nonostanti le sanzioni (incredibile dictu), sta cessando di esserlo..vedi il rapporto integrale del viaggiatore francese
        e mi dispiace

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A me pare che la sconfitta dell’Iran e l’insurrezione contro lo Stato iraniano siano per adesso più nella propaganda che nella realtà. Agitare curdi e baluchi o la borghesia di Teheran che si vede costretta a sfollare e abbandonare i propri beni materiali non so che differenza possa fare.
          E voglio vedere chi organizza un corteo di protesta nella capitale con l’allarme aereo che suona ad ore alterne.

      • habsburgicus scrive:

        non mi sembra che si sia squagliata

        vero..
        però
        1.in tutta l’Ucraina occidentale l’appoggio per quelli che tu chiameresti i “banderesti” è plebiscitario,,,,non è chiaro sia così in Iran per gli ayatollah
        2.l’Ucraina ha qualche “amico” potente, soprattutto l’Inghilterra (non gli USA)..naturalmente se vuoi farmi dire che agli inglesi degli ucraini (e forse pure delle ucraine in quanto nelle élites hanno tendenze gay :D) non gliene può fregare di meno e l’Ucraina è spinta ed eccitata (e al momento “giusto” sarà tradita e abbandonata) per ragioni non chiare ma certamente sordide che hanno nulla a che fare con “libertà e democrazia” :D, ebbene te lo dico 😀 😀

        • Peucezio scrive:

          Certo che hanno a che fare con la libertà e la democrazia: gli inglesi sono dissolutori da sempre (o, meglio, da Cromwell): a loro interessa disarticolare tutto ciò che è struttura.
          E la Russia è troppo poco nichilista e troppo di cultura europea per non essere vista come IL nemico.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Però in Ucraina c’erano e ci sono veramente dei filorussi, cioè gente che vede nella Russia un liberatore (anche di recente si è registrata la buona accoglienza dei russi in qualche paesino ultimamente preso). Invece vedo che FUORI dall’Iran ci sono molti iraniani che invocano bombardamenti contro il “proprio” paese e questo credo che li squalifichi notevolmente come futura classe dirigente degli attualmente bombardati.
          E il bello è che sono i media occidentali a dare megafono a questi personaggi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “Ucraina occidentale”

          Tu più di ogni altro, Habsburgicus, sai che l’Ucraina occidentale e quella orientale hanno avuto storie diverse fino al 1945.

          La seconda è Russa dai tempi del trattato di Perejaslav del 1654. La prima è rimasta sotto la Polonia fino alle spartizioni settecentesche, poi in buona parte è rimasta Asburgica e dopo il 1918 è tornata sotto la Polonia. I banderisti erano terroristi antiPolacchi del primo dopoguerra. È solo quando 600 Km di Polonia sono finiti sotto Stalin che le due Ucraine sono state unite, ma in comune avevano solo la religione (escludendo i Ruteni Uniati liquidati con l’Operazione Vistola dai Polacchi dopo i massacri banderisti di Volinia due anni prima) e in parte la lingua (a Leopoli nessuno parlava Russo, nel Donetsk tutti). La spaccatura è rimasta dolo la caduta del Muro, e in un paese preda di oligarchi senza uno Zar che li rimettesser in riga con elezioni più o meno regolari prima vinceva un oligarca appoggiato dalla parte orientale poi uno appoggiato dalla parte occidentale (uno peggio dell’altro, IMHO). Il golpe del 2014 ha fatto saltare questa traballante situazione di compromessi, da qui la secessione dell’Est, la relativa repressione fatta passare per ATO, Operazione anti terrorismo (da qui l’interesse accademico di Orsini, che di mestiere studia il terrorismo), l’invio di truppe NATO e la conseguente Operazione Speciale che speriamo pinga fine alla buriana pluridecennale.

          So che la mia è una semplificazione; ad esempio un ex collega di Zaporizhzhia mi diceva che da lui dopo il 2014 letteralmente un comune sì e uno no passava coi secessionisti, per cui la linea di confine era inevitabilmente come un frattale.

          Ma dire che l’Ovest Ucraino sta coi banderisti è una banalità, scusami, che non spiega nulla. È come dire che tutta l’Alvernia tifava per i Francesi a Sédan.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            invio di truppe NATO però mi manca … anzi, quanto manca!!!

            di cosa parli?

            Ciao

            PS dire che l’Ovest ucraino sta con l’Ucraina è riduttivo, sarebbe più corretto dire che cercandoli col lanternino si riesce a trovare dei filo-russi.

      • Francesco scrive:

        l’Ucraina ha un governo democratico che rappresenta il suo popolo, dubito si possa dire lo stesso del regime degli Ayatollah, al netto delle pie illusioni sul crollo di detto regime

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          democratico

          😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “democratico che rappresenta il suo popolo”

          Con undici partiti messi fuorilegge. Giornalisti stranieri assassinati. Gente rapita per la strada per arruolarla a forza.

          Questa è la democrazia stile amichetto di .
          Wojtyła…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

  10. habsburgicus scrive:

    e qui vi copincollo un ottimo resoconto sull’autorevole gruppo di viaggi “Overland to Iran”, da cui si deduce che purtroppo l’età dell’oro per noi occidentali è finita..da un lato sta venendo meno legge e ordine (NON era così fidatevi !), dall’altro la polizia sta diventando paranoica e vede spie ovunque (idem, NON era così !); lo scrivente è un francese, che io non conosco (in DPRK ho conosciuto altri francesi, grandi viaggiatori in genere)..il testo è inglese, unica lingua da usare fuori Europa, purtroppoma è così 😀

    [initium]
    Hello everyone,
    Iran is making the news in a tragic way, but I will still publish this post even if it seems less important given what is happening now.
    We traveled to Iran for a month, entered from Armenia, went out to Turkmenistan. After ten days of travel without history we were rooted of all our cash on the road by fake police officers (or real ones, we will never know!) Arrested on the grounds of a pseudo traffic offense, they confiscated the SD card of our dash cam. Then they looked for drugs, alcohol, searched our bags. They asked to check that we did not have fake dollars and Euros. They were very urgent and authoritarian. By diverting my attention for a few seconds they stole the money without me noticing right away, it was very stressful. Then they told us to go get the SD card at the police station a little further away, that they were following us. But they ran away, I noticed the theft a few minutes later, too late. But what could I do?

    I spend on the two days spent at the police to file a complaint, the suspicion, “are you spies? “Etc… Exhausting and so stressful with the intervention of the secret police who tried to find out who we were…

    The surveillance cameras on the road where we had passed were obviously broken!!!

    End of the first story.

    We were traveling with a Swiss friend that we had left that day for half a day.

    Two days after this misadventure and while he was heading to Iraq and we had separated, he was robbed at the bivouac by three hooded men armed with a gun and knives. Pilled on the ground, they took phone, computer, camera, router etc… then fired a shot into one of the tires before fleeing. Our friend also filed a complaint with the police and then quickly reached Armenia before flying to Switzerland quite shocked.

    Another more violent and traumatic method.

    These are facts, it happened about three weeks ago, the police asked us not to communicate on the networks about this. What we did while we were in Iran.

    It is clear that the situation is changing very badly in Iran, even before recent events. Insecurity is increasing, probably because of the crisis that is increasingly severe every day. You have to know it and not be an ostrich even if it is a wonderful country with many great, generous and welcoming people. But here, it is not an isolated act, we were also told about a vehicle looted in Isfahan a few months ago.

    It is up to everyone to take their responsibilities in complete awareness.

    But I’m afraid we’ll have to forget this destination for a while now.

    It is tragic for Iranians and especially Iranian women.

    They have all my compassion.
    [finis]

  11. MOI scrive:

    La Tradizione … Inventata

    da AI OverView

    “Tradizione inventata” si riferisce a un insieme di pratiche, spesso rituali o simboliche, che vengono create o reinterpretate per stabilire o rafforzare l’identità di un gruppo e che appaiono come antiche, ma in realtà hanno origini recenti. Queste tradizioni, pur essendo presentate come radicate nel passato, sono spesso il risultato di una costruzione sociale intenzionale.
    In dettaglio:
    Il concetto di “tradizione inventata” è stato introdotto da Eric Hobsbawm e Terence Ranger nel loro libro del 1983, “The Invention of Tradition”.
    Queste tradizioni possono essere create o riadattate per diversi scopi, come creare un senso di appartenenza, giustificare istituzioni o ideologie, o stabilire gerarchie sociali.
    Esempi di tradizioni inventate possono includere cerimonie, rituali, costumi, simboli e narrazioni che vengono presentati come se fossero tramandati da lungo tempo, ma che in realtà sono stati creati relativamente di recente, spesso in risposta a specifiche esigenze sociali o politiche.
    L’invenzione della tradizione può essere un processo cosciente o inconscio, ma spesso comporta la selezione di elementi del passato e la loro reinterpretazione per adattarli al presente.
    Queste tradizioni non sono necessariamente false o negative, ma è importante riconoscerne l’origine e la funzione per comprendere meglio la loro natura e il loro impatto sulla società.
    In sintesi, una tradizione inventata è una pratica che sembra antica, ma che in realtà è stata creata o reinterpretata in tempi relativamente recenti per soddisfare determinate esigenze sociali o politiche.

    • MOI scrive:

      I primi esempi che mi vengono in mente sono laici : reenactment Celtico o Medievale, gastronomia, danze in costume, arti marziali coreografiche dalle più note come Karate di Okibawa, Kung Fu / Wu Shu, Aikijujutsu (sì, “jutsu”… in teoria almeno, furigana alla mano)
      a quelle meno note tipo Kalaripayattu o Gatka. Ma anche forme di lotta “oliate” o con la presa fissa in cintura, con costumi e musiche di accompagnamento tipici, in tutta Europa e Asia Occidentale.

      • MOI scrive:

        Ovviamente ci sono i tutto il mondo, in Francia per ovvie ragioni demografiche è particolarnoto il Laamb Senegalese.

        • mondo parallelo scrive:

          Il passato è in continua evoluzione

          • mondo parallelo scrive:

            Nel futuro, secondo Rifkin, il neo nomadismo in cerca di ambienti vivibili.
            L’arte effimera ne dovrebbe porre le premesse culturali.
            Rifkin può piacere o no.
            Oppure piacere e non piacere.
            Se lo si intende come creatore di opzioni sicuramente è valido.
            -Drenaggio sostenibile
            -Giardini di
            pioggia
            -Pavimentazioni permeabili
            -Giardini sui tetti
            -La città spugnosa
            🤓

            • MOI scrive:

              Adesso è uscito o imminente il documentario 2073, ovviamente cupo, pessimista, dispotico.

            • MOI scrive:

              Il problema del Futuro è sempre quello: enormi miglioramenti per pochissimi, enormi peggioramenti per tantissimi. Per questo solo una Dittatura (più o meno abilmente mascherata) può attuare Politiche Green.

              • MOI scrive:

                Poi ci sarà sempre qualche “Cane di Mustafà” … l’ Emilia Romagna è piena di gente così, soprattutto attempata, basta che “vada su” la Squadra (in senso da tifoseria) “giusta”.

              • mondo parallelo scrive:

                Enormi miglioramenti per pochissimi.

                Non sono sicuro di questo.
                Dittature ecologiche?
                Nel senso del green deal.
                Ma tempo cinquant’anni i pannelli solari saranno spazzatura per non parlare delle pale eoliche o delle batterie al litio
                Ho la sensazione che l’epoca delle uova d’oro per i super ricchi sia stata questa che sta finendo.
                E poi il ricco non sa fare niente. Mica come nel medioevo che almeno il modestamente ricco feudatario era dedito al mestiere delle armi.
                Oggi nella categoria ci sono solo degli inutili parassiti, come ha fatto ben notare Taleb.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “laici”

        Tradizione inventata?

        Suggerisco Guglielmo Tell.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Hmmm non ho seguito e non so come mai siamo finiti a parlare di tradizioni inventate…

      che sono un argomento molto interessante, peraltro.

      Il problema è che, scava scava, tutte le tradizioni sono inventate.

      Sono tutte state “inventate”, perlomeno come tradizione (una cosa da tramandare) a un certo punto, più avanti o più indietro.

      Basta saperlo e accettarlo.

      Invece mi pare che, specialmente in Italia, noi viviamo in una falsa dicotomia tra “vero” (personificato dal personaggio di “mio nonno”, sempre morto di fame, che parlava solo dialetto ecc. ecc.) e “falso” (“le cose che ci insegnano a scuola”, che poi a scuola non sono insegnate affatto)

      per cui la “sagra della polenta”, che risale agli anni Sessanta, sarebbe una tradizione “vera”, mentre l’apericena, che risale al Duemila, sarebbe una tradizione “falsa”;

      il “dialetto” (“che è una vera e propria lingua! è protetta dall’Unesco!”) sarebbe “vero”, anche se nella forma in cui lo si parlicchia (di solito malissimo) non è più antico del Novecento, e non è mai stato usato aldilà dell’uso strettamente famigliare o locale;

      mentre l’ “italiano”, che risale a… lo sanno tutti, e che è sempre stato usato (per cairtà, anch’esso malissimo) per tutto- commerci, leggi, regolamenti, cronache locali, contratti, omelie, prediche, spettacoli itineranti… tutto quello che non era strettamente in latino- sarebbe “falso”….

      Gli psicologi parlano di “uccidere il padre”… gli italiani dovrebbero uccidere il nonno!
      Simbolicamente, eh?

      (Del resto, il loro mitico nonno- che ormai dovrebbe essere semmai un bisnonno o meglio un trisavolo- era una persona molto diversa e migliore, se non altro perché era vivo, e non un santino…)

      • MOI scrive:

        La principale differenza fra Religioni Orgamizz e Tradizioni Inventate (dalle quali i Nazionalismi pescano a piene mani) è che anziché esserci un Profeta/ Prescelto … c’è un Fondatore che dice di aver fatto un estenuante travaglio di ricerca e messo in ordine. Anche se ovviamente ha rielaborato e magari inventato tante cose, rendendole più piacevoli.

        Ma la Storia delle Religioni Organizzate non è poi così diversa, ha il vantaggio di Credere per Fede.

      • Ros scrive:

        PinoMamet: “…in una falsa dicotomia tra “vero” (personificato dal personaggio di “mio nonno” … Gli psicologi parlano di “uccidere il padre”… gli italiani dovrebbero uccidere il nonno!…”

        E poi però senza nonno Nanni chi ce lo fa lo stracchino ogni mattina caldo caldo e fragrante, puntuale come un orologio?

        e senza nonna Pina chi ce le fa le tagliatelle?

        https://www.youtube.com/watch?v=nM_brCXj10I&list=RDnM_brCXj10I&start_radio=1

  12. roberto scrive:

    al volo come la penso

    israele : russia = iran : ucraina

    la sola lievissima differenza è che israele ogni tanto becca anche obbiettivi militari mentre i russi fanno i russi da tre anni bombardando ‘ndo cojo cojo…ma in fin dei conti è un dettaglio e non cambia la sostanza di un paese che ne aggredisce un altro

    ho detto

    PS peucé ma non avevi promesso che con trump sarebbe iniziata una nuova era di pace mondiale, altro che i sanguinari e guerrafondai democratici? qui ogni volta che guardo le notizie sembra che la fine del mondo sia per domani….

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “israele ogni tanto becca anche obbiettivi militari mentre i russi fanno i russi da tre anni bombardando ‘ndo cojo cojo”

      Proprio ieri sera Campochiari mostrava le voragini fatte dalle FAB sulle trincee ucraine. Un po’ precise per essere a casaccio.

      La differenza vera è che la Russia non sta commettendo un genocidio sma Gaza, che a quanto pare per te non esiste. Ma sarà che non riguarda i tuoi amici di Charkiv, quindi è secondario.

      • Francesco scrive:

        Provo a metterla così: la Russia ha i mezzi per bombardare le trincee ucraine, le infrastrutture ucraine, le città ucraine (e quando le conquista è sempre una distruzione quasi totale). Ma dato che non ci sono di mezzo gli occidentali fottuncazzo della parte in cui bombarda le città e i civili che ci vivono.

        Israele ha di fronte un nemico che combatte in modo diverso dalle Forze Armate ucraine. E, come ho detto dal primo giorno, non avrebbe dovuto entrare a Gaza per l’impossibilità di combattere Hamas senza coinvolgere al 100% i civili.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A te non “fottuncazzo” e il tuo interesse è puramente strumentale.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “distruzione totale”

          È quello che capita quando nascondi le infrastrutture militari fra le case, come quella fabbrica di droni in un appartamento a Sumy.

          È quello che di cui i sionisti accusano Hamas: nascondere i lanciamissili fra le case così i poveri sionisti devono tirare giù le case con la gente dentro (quanto gli dispiace, poverini).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            nel caso di Hamas parlerei di fatti acclaratissimi, non di “accuse”

            nel caso dell’Ucraina, non so nulla.

            anzi, so che la Russia ha iniziato a bombardare le città e poi a raderle al suolo da subito (ma non conta, se a farlo non sono gli yankees go home)

            Ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          No, forse sei così preso dalla tua foga giustificazionista del genocidio che non ti sei nemmeno sforzato di capire quello che ho scritto.

          • roberto scrive:

            Mauricius
            hai scritto

            “Proprio ieri sera Campochiari mostrava le voragini fatte dalle FAB sulle trincee ucraine. Un po’ precise per essere a casaccio.”

            ed io ti ho pubblicato foto delle “trincee”…palazzi a Kiev bombardati ieri

            per il resto penso proprio che sia tempo perso discutere con te, quindi perdonami se salterò i tuoi prossimi inutili commenti provocatori

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Le cose si escludono a vicenda?
              Tu hai fatto una affermazione: i russi bombardano a caso, a differenza degli israeliani.
              L’affermazione banalmente è falsa e rientra nel giustificazionismo del genocidio di Gaza a cui ormai siamo abituati.

              • Francesco scrive:

                Ehm no. Dovresti sforzarti un minimo di ridurre la percentuale di cazzate che scrivi.

          • PinoMamet scrive:

            Su Russia e Ucraina: date un’occhiata ai siti di bieca propaganda russa, e poi a quelli di bieca propaganda ucraina (cioè la stampa italiana…):

            dicono esattamente le stesse cose, a parti inverse. Ma esattamente le stesse! No simili, proprio le stesse.

            -il Nemico bombarda e piglia solo infrastrutture civili: lo fa apposta!

            -“Noi” bombardiamo con precisione e solo strutture militari

            -Il Nemico ha liberato dal carcere mafiosi e stupratori per mandarli al fronte

            -Filmatino di Soldato Nemico che scappa

            -Filmatino di Soldato Nostro che da solo fa fuori tre carrarmati nemici

            -filmatino di Prigioniero Nemico che dice che lui non ci voleva venire e il suo governo è tutto uno schifo..

            la differenza è che a quella russa non sono obbligato a far finta di credere…

            • Francesco scrive:

              Già che c’eri, hai anche trovato i ringraziamenti ufficiali russi alla Corea del Nord per i soldati che ha mandato?

              e, scusa se oso, trovo strano che la propaganda russa riconosca agli ucraini la capacità di attaccare in Russia!

              mica c’hanno i supermissili AS 400 che fermano qualsiasi cosa?

              PS ma sono dettagli, in generale la propaganda è sempre uguale

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “ringraziamenti ufficiali russi”

                Li hanno trasmessi gli stessi Russi. Su YouTube trovi il filmato completo della parata del Giorno della Vittoria con Putin che bacia e abbraccia ‘alla russa’ dei generali Nordcoreani in alta uniforme.

                “trovo strano che la propaganda russa riconosca agli ucraini la capacità di attaccare in Russia”

                La propaganda fatta bene non nega palesemente l’evidenza. Se il Milan vince il derby con l’Inter non trovi da nessuna parte il milanista che dice che l’Inter è una squadretta. Esaltare i meriti del nemico sconfitto è il modo migliore – e il più elegante – per esaltare i meriti di chi lo scontro l’ha vinto.

                “i supermissili AS 400”

                Di nuovo, mai una propaganda ben fatta nega palesemente l’evidenza. Nelle guerre di questi giorni è chiaro che l’autodifesa perfetta è impossibile perché qualunque sistema di autodifesa può venir saturato da un numero sufficiente di proiettili e/o droni e/o missili.

                Di solito delle due parti in conflitto si vede chi perde dalla maggiore inverosimiglianza della sua propaganda rispetto a quella di chi sta vincendo.

                Certi titoli di giornale ai tempi della Repubblica Sociale letti oggi sono esilaranti.

                Analogamente, il ministro della propaganda di Saddam si è coperto di ridicolo quando parlò di tank USA in fiamme proprio mentre la stessa telecamera che lo inquadrava mostrava dalla finestra la fila di tank USA che sfilavano sotto le sue finestre.

                Allo stesso modo, Zelensky dice di avere avuto trentunmila caduti quando secondo siti USA i caduti Russi supererebbero il milione e mezzo. Poi vai a vedere lo scambio dei cadaveri per le esequie e vedi che i Russi portano quattromila salme di caduti Ucraini e gli Ucraini un centinaio.

                Il giorno che gli ayatollah avranno sbroccato e diranno che i barchini dei pasdaran affondano la ‘Eisenhower’ sarà segno certo che il loro governo è alla frutta. Fino ad allora, l’occhiuta censura Israeliana e la reticenza dei nostri mass media sulle perdite Israeliane e l’insistenza sull’inevitabile vittoria finale suggerisce che le cose non siano tutte rose e fiori per Tel Aviv.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                l’insistenza sull’inevitabile vittoria finale suggerisce che le cose non siano tutte rose e fiori per Tel Aviv

                @Andrea
                su questo debbo darti ragione !
                la vera differenza nell’approcio analitico fra me e te (a parte le sfumature che sono folclore 😀 :D) sta nel fatto che tu pensi che Trump non interverrà, io ho paura che sarà obbligato a intervenire (proprio perchè le cose per l’Iran non vanno così male)
                potresti però avere ragione tu e lo riconosco fin d’ora, con anticipo
                attendiamo

              • habsburgicus scrive:

                approccio

              • Francesco scrive:

                >>> Il giorno che gli ayatollah avranno sbroccato e diranno che i barchini dei pasdaran affondano la ‘Eisenhower’ sarà segno certo che il loro governo è alla frutta.

                cioè quello che scrivevi tu l’altro giorno parlando degli Houthi? o era qualcun altro di voi fanatici anti-yankee?

                😀

                PS ricordo che qui, fino a oggi, si dava per fandonia la partecipazione di soldati nord-coreani alla guerra.

                PPS concordo col tuo metodo ma direi che esageri di brutto con gli “aggiustamenti”

              • Francesco scrive:

                >>> l’insistenza sull’inevitabile vittoria finale suggerisce che le cose non siano tutte rose e fiori per Tel Aviv

                posso giocarmela anche per Mosca? questa inevitabilità è uno dei principali leit motiv dei troll putinisti fin dall’inizio della guerra

                col corollario “che bello se l’Ucraina si fosse arresa subito, tanto alla fine perderà di certo”

                😉

    • Peucezio scrive:

      Roberto,
      “PS peucé ma non avevi promesso che con trump sarebbe iniziata una nuova era di pace mondiale, altro che i sanguinari e guerrafondai democratici? qui ogni volta che guardo le notizie sembra che la fine del mondo sia per domani….”

      Mi fa piacere che tu non faccia il filo-occidentale acritico e condanni l’aggressione all’Iran quanto quella all’Ucraina.

      Io non ho promesso nulla, ho detto che con Trump l’America non si sarebbe messa ad aggredire e occupare paesi in giro per il mondo, ma mica Trump può impedire agli altri di farlo.

      E poi avevo sottovalutato quanto gli europei, non più capaci di fare la guerra direttamente perché sono tutti ultracinquantenni, fossero assetati di sagnue e avrebbero supportato l’Ucraina anche contro gli USA come si è visto con l’attacco agli aerei russi (essenzialmente fatto dall’intelligence britannica).
      Senza gli europei probabilmente la guerra in Ucraina sarebbe già finita.

      Che poi Trump sia troppo morbido e accondiscendente con Israele non ci piove: fa parte ancora della vecchia guardia, per motivi anagrafici, o, meglio, di una generazione di transizione, fra i vecchi neocon e la nuova destra stile Tucker Carlson, che non è più filoisraeliana.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Io ormai non escludo che Trump interverrà a favore di Israele: la sua ultima esternazione sui social sembra suggerire una cosa di questo tipo.
        Il problema con Trump è che non ha problemi a dire una cosa e il suo contrario a poche ore di distanza.

        • habsburgicus scrive:

          Io ormai non escludo che Trump interverrà a favore di Israel

          ricorderai, Mauricius che, tra il serio e il faceto io lo dissi subito…..tutti mi derisero, tu -devo riconoscerlo- pur non essendo (allora) d’accordo ammettesti che era possibile…
          e l’intervento USA cambierebbe tutto..

      • roberto scrive:

        peucezio

        “ma mica Trump può impedire agli altri di farlo.”

        quindi tu consideri realistico che israele abbia agito in autonomia senza informare prima gli stati uniti? e che non abbia ricevuto prima un nihil obstat da washington?

        tutto può essere, e magari per una scaramuccia potrebbe essere proprio così, ma qui non è una scaramuccia!

        • Peucezio scrive:

          Non penso che Trump si sia opposto.

          Dico che Trump non mi pare uno che inizia guerre e le conduce unilateralmente.

          Credo che tu ancora non abbia capito quale portata traumatica abbiano avuto per me le guerre in Iraq e in Serbia, ma anche in Libia.

          Purtroppo Trump è uno che tende a lasciare mano libera a queste potenze di secondo livello e all’occorrenza, temo, gli dà pure una mano.
          Ma non credo (posso essere smentito) che vedremo i soldati americani in Iran ad abbattere il regime degli Ayatollah.

      • habsburgicus scrive:

        Che poi Trump sia troppo morbido

        Epstein !
        probabilmente Musk si è lasciato sfuggire la verità…
        Trump, e moltissimi altri eh, sono probabilmente ricattabili..e ricattati 😀
        se così è, sottolineo SE, l’autonomia di Trump è inferiore a quella di un bimbetto di quattro anni, e l’eventualità che ora pure Mauricius -di cui ammiro la freddezza oggettiva- inizia a paventare, rischia di essere vicina..alla faccia dedl popolo bue redneck che crede al MAGA 😀 😀 😀

        • roberto scrive:

          habsb

          “Trump, e moltissimi altri eh, sono probabilmente ricattabili..e ricattati”

          trump ha 79 anni, ha le sue belle pendenze per stupri, molestie e violenze varie…mi sembra che se anche avesse violentato e ucciso bambini, in fin dei conti non cambierebbe nulla

          non mi sembra “ricattabile” da questo punto di vista

          ho meno dubbi sul fatto che sia al libro paga del cremlino

        • Peucezio scrive:

          Habsb.,
          ricattabile da chi?

          Mi sembrano tutte speculazioni fantascientifiche.

          • habsburgicus scrive:

            ricattabile da chi ?

            non certo dagli iraniani, è chiaro 😀
            semmai è vero quanto dice Roberto, che anche un ricatto servirebbe a poco

      • Francesco scrive:

        per quello che vale la mia opinione

        1) gli USA non sono intervenuti contro l’Iran ai tempi dell’attacco all’ambasciata … faccio fatica a credere che possano voler mettere soldati sul terreno in qualsiasi caso.

        2) non troverei per nulla strano che Bibi stia agendo alla cazzo, facendo quello che crede senza più passare per vecchie liturgie come avvisare gli USA prima.

        3) non è che la Guerra Fredda ci ha abituato troppo bene? a potenze fredde, razionali, ciniche e non idiote?

        • habsburgicus scrive:

          ti rispondo a ritroso, caro Francesco
          3.può essere
          2.possibile anzi forse probabile
          1.avresti ragione qualora gli USA fossero compos sui…ma lo sono ? o meglio lo è chi il fato, e un corpo elettorale ubriaco, ha messo alla Casa Bianca ? ai posteri l’ardua sentenza

        • Peucezio scrive:

          A ‘sto giro mi sembra che le osservazioni di Francesco non siano affatto peregrine.

        • PinoMamet scrive:

          Devo dire… OMDAF

        • Andrea Di Vita scrive:

          @francesco

          OAAF!

          Trump però potrebbe ordinare bombardamenti a tappeto stile Vietnam. Distruggerebbe tutto, senza vincere la guerra. Alla fine magari non ci sarebbero neppure gli ayatollah ma un regime laico. In ogni caso, tuttavia, per non sembrare dei Badoglio i nuovi governanti dovrebbero essere anche più antisionisti di adesso. E con la Cina pronta a rifinanziare la ricostruzione delle infrastrutture del suo principale fornitore di petrolio, sul lungo periodo quella di USA e Israele sarebbe una vittoria di Pirro.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Ottimista su tutta la linea! dubito che da soli dei bombardamenti possano spazzare via gli Ayatollah.

            Il che da un lato è un bene, per gli iraniani che non crepano sotto le bombe, dall’altro lascia aperto il problema di come liberare il mondo da quel regime.

            La diaspora iraniana quanto è forte? che contatti ha all’interno? uno scenario di rivoluzione al ritorno di questi dall’esilio è possibile?

            Ammazzati i capoccia dei Guardiani della Rivoluzione e magari i Top Ayatollah, gli altri vorrebbero prendere il posto sulla linea del fuoco?

            Un Iran post-Ayatollah potrebbe cambiare radicalmente politiche, aprendo all’Occidente e magari con rapporti meno ostili con i regimi sunniti, senza con questo mollare del tutto gli sciti.

            No?

            • habsburgicus scrive:

              La diaspora iraniana quanto è forte? che contatti ha all’interno?

              purtroppo è debolissima, in quanto Mauricius ha ragione..è più simile all’opposizione russa, quattro gatti 😀 diciamolo piano, ma il defunto Naval’nyj (pace all’anima sua) rappresentava più o meno la famiglia sua, forse…
              eppure gli ayatollah anche se sono più coriacei di quanto immaginassi non hanno speranze..
              ecco perchè nella mia logica sarebbe opprtuno che un militare, naturalmente figlio di buona donna e pensando soprattutto agli interessi suoi e poi ANCHE a quelli dell’Iran 😀 [un misto fra Pinochet che tradì Allende e Compaorè che tradì
              Sankara :D], rovesciasse il regime islamico -magari dopo un attacco durissimo alla leadership politica e religioso- e proclamasse Reza Ciro nel cui Nome assumerebbe ogni potere proclamando la legge marziale, instaurando una censura ferrea, la sospensione dei diritti dell’uomo e farebbe impiccare l’impiccabile..vogliamo chiamarlo “alto tradimento” ? chiamiamolo pure 😀 così facendo, il tipo farebbe un’indubbia “porcata” ma salverebbe la Nazione
              invece a restaure “puri” si rischia…specie dopo l’inevitabile (temo) intervento di Trump qualora le cose si facessero difficili

              • habsburgicus scrive:

                @Francesco
                se per diaspora, intendi gli esuli politici, sono pochi e quasi tutti monarchici..vivono in Svizzera e USa, e appartengono alla classe alta, per quanto Ardeshir Zahedi già da me citato, ricchissimo e parente addirittura dello Scià (però poi ne ripudiò la figlia, non dopo la caduta della Monarchia, già sotto la Monarchia), aiutasse tutti gli esuli monarchici anche se poveri
                se per diaspora, intendi gli immigrati sono rari…c’è qualche iraniano in Europa ma sono pochi..
                gli iraniani non sono bangladeshi 😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ habsburgicus

                “Pinochet”

                Sarebbe visto come un nuovo Badoglio dal suo popolo, a meno di non mantenere una politica antisionista almeno altrettanto decisa di quella degli ayatollah.

                Aver chiamato ‘Rising Lion’ – con chiaro riferimento allo stemma dei Pahlavi – la propria aggressione all’Iran è stato un clamoroso autogol politico di Netanyahu.

                E in pochi anni, coi soldi della Cina – e con un Pakistan compiacente – l’Iran ridiventerebbe forte quanto oggi.

                Con in più l’amara lezione che dell’Occidente non ci si può fidare mai. Timeo Danaos et dona ferentes…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Bah, lo Shah non cadde perchè troppo amico degli Ebrei e una volta spenta la propaganda non dubito che anche un nuovo governante dell’Iran potrebbe avere rapporti pacifici con Israele.

                Anche perchè dopo (2025-1979) di retorica contro Small & Big Satana sospetto che gli iraniani si siano rotti le palle a manetta.

                Sei mesi di filmacci hollywoodiani e storia antica di amicizia tra Persia e Israele e sarà tutto passato.

                Ciao!

  13. tomar scrive:

    Trump: “Tutti lascino Teheran.”

    Poi gli Arii non dicano che non li avevamo avvisati.

  14. mondo parallelo scrive:

    https://italy.news-pravda.com/russia/2025/06/17/211715.html

    Sottopongo al parere tecnico di Di Vita.
    🤔

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      È possibile: i sistemi di difesa aerea sono terribilmente costosi e dopo giorni di utilizzo intenso è facile che le scorte di missili siano critiche.

      In Israele c’è chi si sta chiedendo quanto stia costando questo ennesimo delirio di Netanyahu al contribuente.

      • mondo parallelo scrive:

        https://italy.news-pravda.com/russia/2025/06/17/211727.html
        Se fosse vera (che foto sono?)
        sarebbe da dire “pochi colpi ma efficaci).
        E a questo punto sarebbe già tutto chiaro
        Un errore da parte di Israele attaccare l’Iran
        Posto che sulla stampa nostrana non passa niente e non si possono avere termini di confronto.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Nell’attacco dell’altra volta un missile ci era caduto proprio davanti.

          • mondo parallelo scrive:

            Media, ‘colpito quartier generale Mossad vicino Tel Aviv’
            L’Iran ha colpito con un attacco missilistico il quartier generale del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana, vicino a Tel Aviv. Lo scrive la Tass che cita l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

            Pure l’ansa dà inaspettatamente la notizia.
            E dunque questi missili non colpiscono a casaccio e solo di tanto in tanto.

            Nel frattempo si attende una operazione spettacolare israeliana del tipo 007 gold finger.
            Son curioso di sapere che cosa hanno in mente di fare.
            Boh.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Mi sembra sempre più evidente che Israele non sia in grado di sconfiggere l’Iran, checché ne dicesse la propaganda i giorni scorsi. E infatti ha chiesto l’intervento degli USA e Trump ha scritto sul suo social che non sta lavorando al cessate il fuoco, ma a ben altro.

              • mondo parallelo scrive:

                Nel frattempo, è ovvio che Israele non si affida esclusivamente alla propria intelligence. Solo un paese al mondo può fornire attacchi israeliani con una precisione così estrema: gli Stati Uniti. L’intelligence americana ha la capacità di raccogliere dati primari basati su informazioni sugli abbonati alla rete mobile e di fornirli ai propri alleati in Israele. Inoltre, il Pentagono dispone di capacità di ricognizione spaziale che gli consentono di acquisire immagini radar precise del terreno e delle attrezzature militari, nonché di monitorare la situazione in tempo reale. Inoltre, gli Stati Uniti colpiscono missili e droni iraniani al di fuori del territorio iraniano.

                Da uno dei vari siti telegram

                Ma se i siti da bombardare sono situati troppo in profondità, hai voglia di sapere dove si trovano.
                Devi andare ad espugnarli sul terreno e in Iran ci sono milioni di potenziali martiri.
                A meno che dentro ad ogni missile iraniano non ci sia una piccola spia artificiale israeliana che lo faccia esplodere a comando…
                Oppure abbiano assoldato degli squadroni di picciotti con la lupara.

              • mondo parallelo scrive:

                https://italy.news-pravda.com/italy/2025/06/17/211884.html

                L’intelligence israeliana sembrerebbe presa di mira.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ mondo parallelo

                “picciotti”

                Questo mi fa venire in mente un’altra cosa.

                Se il giorno dopo Pearl Harbour, con tutti gli USA sotto shock, la mafia italoamericana su commissione di Roma avesse eliminato in apparenti incidenti Enrico Fermi gli USA non avrebbero avuto l’uranio arricchito per farsi la Bomba pochi anni dopo.

                Ma oggi la tecnologia della Bomba ha ottant’anni. Pensare di “decapitare il programma nucleare Iraniano” assassinando dieci professori è roba da “Dossier Odessa”.

                Un po’ come pensare di fare fuori la linea di comando di un moderno corpo militare ammazzando qualche generale. È come se la mafia avesse pensato di distruggere i Carabinieri assassinando Dalla Chiesa.

                Eppure queste due fesserie ci vengono continuamente propinate dai titoli dei nostri giornali.

                Gli stessi che piangono lagrime amare sui poveri civili Israeliani e sulle distruzioni sull’Iran
                invece mostrano foto satellitari e riportano le dichiarazione di Tel Aviv.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mondo parallelo scrive:

                https://italy.news-pravda.com/italy/2025/06/17/211928.html

                Ah, ecco il “colpaccio” degli 007 golf finger
                Effettivamente mi sembra una bella botta.
                Non so a quali mezzi tecnici si appoggino le comunicazioni militari in Iran.
                In Libano se non ricordo male, venivano intercettate pure le comunicazioni su reti a utilizzo esclusivo degli Hezbollah

              • Francesco scrive:

                Andrea

                come sei in malafede tu non conosco quasi nessuno!

                che bisogno aveva la mafia di “distruggere i Carabinieri”? ammazzando Dalla Chiesa mandò un messaggio, che orecchie attente potevano ben recepire. Bastava che il suo successore, dalle credenziali impeccabili, fosse un pò meno zelante …

                Ciao!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Carabinieri”

                Non mi sono spiegato.

                Non ho detto che la mafia volesse distruggere i Carabinieri.

                Dico che se l’avesse voluto, ammazzare Dalla Chiesa non le sarebbe servito a tale scopo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                ma neppure Israele deve distruggere la “chiesa scita di Persia”, gli basta trovare un Papa un pò meno battagliero

                è che tu poni obiettivi o condizioni “totali” e poi hai gioco facile a dire che non ce la si può fare!

                Ciao

              • mondo parallelo scrive:

                Colpaccio 2
                https://www.open.online/2025/06/17/iran-israele-ayatollah-khamenei-bunker-mossad-marco-mancini/

                Una enorme rete di spie basata sui dissidenti interni.
                Si sa dove si nasconde Khamenei.
                Va ben.
                Per oggi basta.

            • habsburgicus scrive:

              la mafia italoamericana

              la mafia era fanaticamente antifascista, et pour cause 😀 dal 1943 incasserà i lucrosi dividendi 😀
              mai avrebbe lavorato per Roma 😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ mondo parallelo

      “parere”

      Ha senso. Torna col fatto che Netanyahu parlasse di ventimila ipersonici Iraniani. Ovviamente non sono tutti ipersonici, ma la dottrina d’uso è chiara: si usano i droni lenti (otto ore fra Teheran e Tel Aviv) per fare sprecare munizioni, una quantità di balistici per saturare le difese e poi uno o più pochi ipersonici (costosissimi, ma sempre meno di un F35) per colpire obiettivi importanti (raffineria, aeroporto, istituto Weizmann) perché sono non intercettabili.

      Il bello è che quindici anni fa gli studi del Georgia Tech (prestigiosissimo centro di eccellenza dell’ingegneria aerospaziale USA) furono abbandonati perché privi di finanziamento del DoD. Oggi gli ipersonici ce l’hanno pure gli Houthi…

      Se ci riesco posto un filmato da Telegram, dove compaiono le riprese fatte dai telefonini dei passanti, di quando arriva un ipersonico, così si vede la differenza.

      In Israele tali riprese sono illegali; hanno pure arrestato dei giornalisti che viola ano il divieto.

      Attenzione: Netanyahu non mente quando dice che i suoi aerei dominano il cielo di Teheran. L’aviazione Iraniana ha dei Tomcat che risalgono allo Scia’. Vengono usati come falsi bersagli per fare sprecare missili agli aerei di Tel Aviv.

      Ma sui missili Israele è completamente dipendente dagli USA. (Mica solo su quello, del resto).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Ma la mia richiesta di info sulla raffineria? brucia ancora? o hanno usato un ipersonico per un focherello fatuo?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “brucia”

          Ottima domanda.

          Ma mentre per i danni sull’Iran abbiamo le foto satellitari ampliamente diffuse, per quelli su Israele la censura è rigidissima. L’intera zona, appena colpita, viene immediatamente chiusa ai mass media. Della raffineria, del porto di Haifa e del Mossad sappiamo solo da brevissimi filmati (uno ne ho postato) di ragazzini col cellulare che li postano su Telegram. E’ come per la fabbrica Ucraina colpita da un Oreshnik: chi ne ha più saputo niente?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            La comunicazione dall’Ucraina è fantastica! Nel senso di divertente, se presa col necessario umorismo.

            Circa un anno fa, mi pare, c’è un bombardamento russo su quella che gli ucraini definiscono una “struttura civile”.
            Il cameraman ci passa davanti, filma da fuori della cancellata l’edificio colpito, poi quando sulla cancellata appare una bella targa con quello che sembra un simbolo militare, improvvisamente la telecamera filma il marciapiede, e voila, ritorna a filmare l’edificio un attimo dopo, quando la cancellata torna innocua… 😉

          • Francesco scrive:

            Strano.

            A leggere Andrea e Mauricius pareva che Internet traboccasse di prove dei Grandi Successi Persiani, se appena si usciva da Rete4 e Rai1.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Persiani”

              Oh, ma tenuto conto del fatto che nella bolla informativa in cui siamo praticamente solo Telegram fa arrivare qualche informazione in senso contrario.

              Facendo quindi la tara su quello che viene detto da parte di tutti è facile capire come i danni inferti dall’Iran siano molto superiori a quanto stampa La Repubblica.

              Un esempio: ieri Netanyahu diceva che Tel Aviv ha il pieno controllo dei cieli nemici. Come ho scritto, questo è vero per quanto riguarda gli aeroplani, ma la difesa l’Iran la fa coi missili.

              Secondo esempio: oggi un viceministro di Tel Aviv ha detto trionfalmente che la contraerea Israeliana ferma l’85% dei missili Iraniani. Ciò implica che:
              a) gli Iraniani lanciano missili, cosa difficile se Tel Aviv avesse davvero il controllo dei cieli nemici;
              b) il 15% dei missili Iraniani passa, e in un territorio piccolo come quello di Israele anche senza ipersonici si fanno dei macelli. E i filmati dei telefonini mostrano che Teheran gli ipersonici ce li ha eccome (e Tel Aviv no, o l’avrebbe sbandierato)

              Terzo esempio: Tel Aviv chiede l’aiuto degli USA per distruggere i bunker del sito di Farows. Il che implica che da sola non ci è riuscita. Buona parte dei bersagli facenti parte del complesso nucleare Iraniano sono sotterranei. L’incapacità Israeliana di distruggere Farows dimostra che l’attacco Israeliano finora ha fallito uno dei suoi obiettivi.

              Insomma, neanche una propaganda a senso unico che dipinge i poveri civili Israeliani in fuga dai missili della rappresaglia Iraniana e che se ne frega alla grande dei poveri civili Iraniani (o Libanesi, Siriani, Gazawi…) vittime delle aggressioni Israeliane fatte passare per ‘esercizio al diritto all’autoifesa’ impedisce di leggere in controluce quello che ci viene raccontato.

              Tanto più che non mancano affatto prove che la realtà sia diversa da come ce la raccontano Mentana e Vespa.

              Ciao!

              Andrea

              • Francesco scrive:

                Guarda che ho le orecchie pure io … Israele dice di avere il controllo dello spazio aereo sopra Teheran.

                Il che mi pare esagerato (ma non ho dati) e lascia un sacco di spazio in Iran per lanciare i suoi bombardamenti su Israele.

                Tu potresti provare a lavorare sulla differenza tra desideri del cuore e robuste ipotesi razionali, comunque!

                Ciao

  15. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Ecco (trasferito da Telegram) uno dei tanti ipersonico Iraniano su Haifa, che la contraerea evidentemente la bucano.

    https://www.facebook.com/share/v/1C8EpAKebo/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  16. habsburgicus scrive:

    prosegue l’esodo degli occidentali dall’Iran, in genere verso l’Armenia (farei anch’io così se fossi là in questi tragici giorni, è la via migliore…molto peggio è cercare di uscire via Pakistan e Iraq e la stessa Turchia, impossibile è prendere un traghetto nel golfo verso gli Emirati..il Turkmenistan sarebbe un’opzione ma non daranno il visto…l’Afghanistan anche ma vi è il problema del visto ancorchè lo si possa avere pagando in dollari le persone “giuste” :D..l’Azerbaigian non ci lascia entrare via terra e i rapporti con l’Iran sono pessimi..Israele domina a Baku, quando arrivate là in aeroporto vedrete un cartello in cui si ricorda che noi dobbiamo avere il visto, ma gli israeliani lo possono ottenere on the spot, ciò che a noi è impossibile)
    un +49 (cioè un tedesco) scrive:
    We just passed trough Tehran on they way to Armenia.
    There are no big signs of destruction. Just one or two smoke-piles outside the centre.
    Not much traffic, because people stay at home or already left the city.
    Still long queues for petrol.
    Got controlled by the secret police, but only had to show our passports
    un +41 (svizzero) aggiunge
    We just left Iran yesterday with our truck to Armenia. We had several police check the last few days. They were always friendly and just did their job. Even it was enoying and took some time , but we totally understand it because of the actual situation. We felt very sad to leave, Iranian people are great and they have to stay and can’t go. We will come back one day.
    speriano bene per tutti quelli che sono ancora là (non pochissimi, eh 😀 italiani rari)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Armenia”

      Quando penso alle minacciose dichiarazioni di un politico Turco che alla fine della riconquista Azera dell’Artsakh disse che bisognava riconsiderare la faccenda della sovranità Armena sul corridoio che separa il Nakhicevan dal resto dell’Azerbaijan (corridoio che costituisce appunto il passaggio fra Armenia e Iran e che è l’unica frontiera terrestre Armena sempre aperta)…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  17. Mauricius Tarvisii scrive:

    Intanto Adolf Merz, ormai noto per la sua progettata Campagna di Russia del ’29, prende posizione, rendendoci noto che da mesi la Germania soffre a causa del terrorismo iraniano.

    Merz: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”

    Israele in Iran “sta facendo il lavoro sporco per tutti noi“. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ribadendo il suo sostegno agli attacchi israeliani durante un’intervista rilasciata alla Zdf a margine del G7 in corso a Kananaskis, in Canada. Senza i raid israeliani, “avremmo potuto continuare a soffrire per mesi e anni a causa del terrorismo di questo regime, che avrebbe persino finito per acquisire armi nucleari“, ha affermato Merz.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/live-post/2025/06/17/trump-tutti-dovrebbero-evacuare-teheran-il-tycoon-vuole-colloqui-con-liran-risposta-ok-se-israele-si-ferma/8029485/

  18. mirkhond scrive:

    I tedeschi passano da un estremo all’altro…..

  19. mirkhond scrive:

    Un’analisi sul conflitto Israele-Iran:

    https://youtu.be/SfseFzlr-Z4?si=nwElVxpy4rc5HNYa

  20. MOI scrive:

    Merz: “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi”

    …………

    Frase già Storica ?

    • Francesco scrive:

      ho sentito anche io parlare di Unconditional Surrender

      che è una tradizione americana che non funziona più da tempo

      mi pare strano, mi puzza molto di Benito 1940

  21. mirkhond scrive:

    Hanno tutti paura di Israele con la sua opzione Sansone….

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma figurati!

      • habsburgicus scrive:

        @Mauricius
        il fatto è che Israele ha amici (o servi :D, cambia poco) e può contare sugli USA, sull’Europa e su molti altri, non ultimi i leader arabi (che da molto hanno messo in soffitta il Corano :D) soprattutto Al-Sisi (buono quello, direbbe Totò !), Abdallah di Giordania e gli Emiri del Golfo che sono al livello di autentici
        zerbini 😀
        l’Iran, per sfortuna sua, amici non li ha..la Russia se ne frega (e forse peggio), la Cina è assolutamente indifferente, Erdy meglio perderlo che trovarlo e gli altri contano come il due di picche..il Pakistan è inaffidabile e debole, e c’è sempre l’indù (Modi) che può essere aizzato contro di lui senza un grande sforzo 😀
        ecco perchè io sono pessimista, talvolta volutamente esagero 😀 ma lo faccio apposta specialmente per “provocare” persone come te (e altri qui), che stimo e dicono cose indubbiamente valide, ma si fanno illusioni sulla Russia e la Cina..è un pessimismo che nasce da un’analisi fredda e oggettiva..nessuno può fermarli rebus sic stantibus e non certo l’Iran
        detto questo, vedremo

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “servi”

          Nell’immediato concordo al 100%

          Più sul lungo termine, se l’Iran attuale venisse spianato stile Piana delle Giare di sicuro alla fine resterebbe un’enorme spazio di espansione per la Cina, che avrebbe sia le risorse per la ricostruzione sia l’interesse a impiegarle: un interesse duplice, per il petrolio e per la Via della Seta.

          Gli Statunitensi come nation-builders hanno fallito ripetutamente negli ultimi decenni, fra Kabul e Baghdad…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            sicuro per Baghdad? non è esattamente la Svizzera ma prima c’era Saddam, ora è un’altra cosa

            non molto filo-USA, questo è vero

        • tomar scrive:

          habsburgicus: “ la Cina è assolutamente indifferente”

          Qui credo proprio, nonché spero, che ti sbagli.

  22. mirkhond scrive:

    Quelli pazzi come sono farebbero saltare il mondo intero se messi alle strette. Non dimentichiamo che hanno la bomba atomica…..

    • MOI scrive:

      Per me lo scenario più estremo sarebbe un “Eretz” (o quasi) Israel come Paese-Bunker e Autarchico che aspiri ad avere tutti gli Ebrei del Mondo, senza più le Comunità Ebraiche all’ Estero.

    • Francesco scrive:

      Duca

      guarda che la Bomba non ha effetti così disastrosi: nel peggiore dei casi sarebbero molti milioni di arabi e medio-orientali a morire, non tutti

      per fortuna mi pare una ipotesi remota

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Guarda che loro la tirerebbero su Parigi, Roma, Berlino…

        • Francesco scrive:

          Gli Ebreacci? per pura cattiveria? oppure i Persiani, offesi per il film Aladdin?

          PS a noi che ci frega? mica viviamo a Roma!

          😀

          • Peucezio scrive:

            Gli ebrei se si sentissero minacciati.

            • PinoMamet scrive:

              Se, buona notte.

              Quella era una sparata da tipico sborone israeliano di uno degli innumerevoli ex ministri o ex spie, per fare il grosso.

              Figurati se Israele butta un missile nucleare sulla parte di mondo che lo sostiene, gli fa fare quello che vuole e ci abita suo cugino;
              Oltre che unico retroterra strategico che ha…

              • Peucezio scrive:

                Se stessero per venire distrutti si vendicherebbero della razza gentile.

                Ovviamente è un’ipotesi remotissima, perché chi è il pazzo che vorrebbe distruggere Israele, sapendo di essere annientato a sua volta.

              • PinoMamet scrive:

                “Se stessero per venire distrutti si vendicherebbero della razza gentile.”

                i Savi di Sion, certamente 😉

                Gli ebrei del mondo reale invece hanno idee reali 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Gli ebrei del mondo reale invece hanno idee reali”

                Dici una cosa sacrosanta, cui ci dobbiamo aggrappare come un tesoro prezioso in questi tempi.

                Il problema è che la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria fa scattare automatismi enormemente più forti di tutto il nostro realismo, e non è forse nemmeno possibile trovare una via di uscita.

                FATTO: “Esercito israeliano fa strage di bambini affamati”

                ANTISIONISTI: “Israele stermina bambini”

                ISRAELE: “Antisemiti accusano gli ebrei di sterminare bambini! Antisemiti! Vogliono riapire Auschwitz solo perché odiano gli ebrei! Quindi è necessario che esista Israele per salvare gli ebrei odiati da tutto il mondo!”

                una buona parte degli antisionisti, ahimè… “Certo che con questa lagna voi ebrei avete rotto!”

                ISRAELE: “Visto? E’ proprio come abbiamo detto, e se tu hai la bisnonna ebrea e ti occupi di arte rinascimentale, sappi che gli Antisemiti ti vogliono uccidere, e quindi devi aiutarci ad ammazzare i bambini potenziali futuri antisemiti!!!”

              • Miguel Martinez scrive:

                ” e se tu hai la bisnonna ebrea e ti occupi di arte rinascimentale, sappi che gli Antisemiti ti vogliono uccidere”

                E a questo punto mi vengono in mente persone bellissime, che mi hanno dato, anime vicine, che quel particolare Stato Satanico (attenzione, tutti gli Stati sono satanici per definizione!) sta cercando di tentare.

              • Miguel Martinez scrive:

                Dalla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria, non esiste salvezza collettiva.

                E’ troppo forte, e trascina all’inferno tutti.

                Esiste solo una salvezza individuale, o di piccola comunità… esiste solo il Commissario dei Carabinieri che chiamò a casa sua una giovane ebrea, con la scusa di farle vedere il gattino nato da poco. Non per metterle le mani addosso, ma per dirle, “stanno per arrestarvi tutti, salvati finche puoi!”

                Che è alla fine l’unica cosa che possiamo fare noi, anche per i nativi palestinesi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “reale”

                Lo penso anch’io.

                Ma allora perché ostinarsi a dire che la Bomba degli ayatollah è un pericolo per il mondo tale da meritare addirittura una guerra per prevenirlo?

                Lo stesso discorso vale per la Bomba di Tel Aviv e per quella di Teheran.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Adesso credo che l’obiettivo principale sia la sopravvivenza politica di Netanyahu e, come esternalità positiva, far passare in secondo piano la macelleria a Gaza.

              • PinoMamet scrive:

                Concordo con Mauricius

  23. MOI scrive:

    Opzione Sansone ? Troppo pochi per rischiare di estinguersi VS molti …

  24. habsburgicus scrive:

    (altre notizie dall’evacuazione)
    mi fa piacere che Turkmenistan e Azerbaigian, Statiin tempo di pace non semprer collaborativi, abbiano chiuso un occhio, ubi maior minor cessat

    via Turkmenistan (un +33 cioè Francia)
    After several days of hesitation, and after fleeing Teheran to the north 3 days ago, we decided to leave Iran via Turkmenistan. The French embassy helps us advance our transit visa.
    Too many interrogations by the secret police and too many terrible stories from other travellers. As said in the group above, it’s hard to enjoy a country that’s suffering. We’ll be back one day. Those two months were fantastic

    via Azerbaigian (un +32, dunque Belgio)
    Astara azerbaijani land border is magically open to leave Iran. I also read a comment about Turkmen embassy in Iran releasing transit visas, not sure if it’s about everyone or citizens going back to some countries.

    (non trovo notizie via Iraq ma, onestamente, sarebbe una via assurda)

  25. habsburgicus scrive:

    @Moi
    un Medio Oriente vicino geograficamente, ma lontanissimo culturalmente, dai luoghi della tragedia di questi giorni…
    su questi yachts, il Corano da tempo è andato in prescrizione 😀
    https://www.youtube.com/watch?v=GDArrR1QN_4

  26. tomar scrive:

    habsburgicus: “ la Cina è assolutamente indifferente”

    Qui credo proprio, nonché spero, che ti sbagli.

  27. habsburgicus scrive:

    OT
    @Moi
    certo che ‘sti italiani debbono sempre farsi riconoscere 😀 😀 😀
    https://www.farodiroma.it/a-kiev-durante-la-guerra-a-caccia-di-donne-turismo-sessuale-degli-italiani-in-ucraina-sfruttando-la-tragedia-in-corso-aurelio-tarquini/
    ma sarà vero ? boh, ne dubito

  28. mondo parallelo scrive:

    E quindi iniziamo il 18 del mese.

    L’Iran è ancora in piedi, nonostante sia infiltrato di spie a tutti i livelli con le comunicazioni al collasso e Trump canti vittoria per avere il dominio dello spazio aereo. Ma non l’avevano già, questo dominio?
    Mi sa che oggi sarà una giornata movimentata.
    C’è il rischio di diventare tifosi per una parte o per l’altra.
    Meglio il distacco. Ommm.

    • mondo parallelo scrive:

      https://italy.news-pravda.com/world/2025/06/18/212809.html

      La Cina dà segni di supporto militare all’Iran.

      • mondo parallelo scrive:

        https://www.open.online/2025/06/18/usa-donald-trump-nuova-guerra-iran-israele-medio-oriente/

        Le difese aeree di Tel Aviv possono durare al massimo per altri dieci dodici giorni.

        • mondo parallelo scrive:

          I Pasdaran dichiarano il ‘dominio’ sullo spazio aereo di Israele
          Le Guardie della rivoluzione iraniana hanno dichiarato di avere raggiunto “il dominio totale sui cieli dei territori occupati (Israele, n.d.r.), rendendo le difese israeliane impotenti di fronte agli ultimi attacchi missilistici dell’Iran”. Lo riferisce Tasnim, agenzia vicina ai pasdaran, secondo cui “una nuova tornata di attacchi missilistici da parte dell’Iran ha preso di mira posizioni nei territori occupati mercoledì mattina, segnando l’undicesima ondata della risposta di Teheran all’aggressione israeliana”.

          Secondo i Pasdaran Israele ha già esaurito le difese missilistiche

          Trump questa mattina si è svegliato e non ha più la voglia di fare la guerra all’Iran.
          Dopo aver conosciuto Biden non ci si può meravigliare più di niente.
          E poi cosa bombardano il programma nucleare iraniano che non è mai stato voluto nemmeno dagli iraniani stessi?
          È il programma missilistico quello che deve far paura a Israele.
          Basta

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “I Pasdaran dichiarano il ‘dominio’ sullo spazio aereo di Israele”

            Come no…

            La particolarità qui è che nessuno controlla niente: si ha la capacità di fare danni all’altro, ma non di evitare danni a se stessi. E’ il tipo di guerra più idiota possibile, insomma.

  29. MOI scrive:

    IRAN

    Finora, i Profughi dall’ Iran sono sempre stati di estrazione sociale talmente laica e alto (!) borghese da non sembrare neanche Musulmani 😉 e per questo bene accetti … cambierà qualcosa ?

    • mondo parallelo scrive:

      Leggo, sempre dal lunghissimo libro di Rifkin “un pianeta d’acqua” del campo che ha ospitato per lungo tempo i profughi siriani.
      In realtà sarebbe una specie di grande prigione
      Ma è bene organizzato e persino personalizzato.
      Niente degrado. Vi sono presenti tutti i servizi essenziali.

      Nel futuro i campi profughi diventeranno la norma, perché milioni o miliardi di persone dovranno spostarsi per ragioni climatiche.
      Il nomadismo diventerà la condizione perenne delle prossime generazioni.
      Quindi si studia come l’architettura potrebbe adattarsi a queste prossime necessità.
      Case stampate in 3D con materiali riciclabili e altro che devo ancora leggere
      La stampa 3D mi sa tanto che sia l’ultima americanata. Materiali riciclabili, anche la semplice terra, ci sta.

  30. Francesco scrive:

    x Andrea

    il livello di arricchimento dell’uranio riscontrato dalla AIEA è compatibile con qualcosa che non sia un programma militare per farsi la Bomba?

    • PinoMamet scrive:

      Io credo fermamente che l’Iran voglia farsi la bomba.

      Non credo affatto che sia sua intenzione buttarla su Israele, perché, a parte Hiroshima e Nagasaki, l’arma atomica/nucleare non è mai stata usata, per la nota dottrina che ha fatto sì che la Guerra fredda restasse fredda.

      Netanyahu non teme davvero la distruzione, teme che l’Iran possa diventare abbastanza temibile da essere inattaccabile, come sponsor di Hamas, Hezbollah ecc.
      e allora addio piani di espansione territoriale del suo governo di ultra destra.

      Naturalmente per far digerire ai cittadini israeliani l’attacco missilistico sul ristrettissimo territorio israeliano, Netanyahu deve far paventare un rischio molto più concreto e immediato, di tipo strettamente militare e non politico/militare/ideologico/visione del mondo/pizza/fichi/chivivràvedrà.

      • PinoMamet scrive:

        Quanto all’idea di reinstaurare nientemeno che lo Shah

        (mi pare un simpatico vacanziero come tanti re in esilio, un tale che con i suoi capelli bianchi, i sopracciglioni neri, la testa iranica squadrata e piatta, mi aspetterei di trovare in un bar dell’Appennino Modenese mentre gioca a bocce)

        mi pare sufficientemente velleitaria da non essere presa in considerazione.

        Da sparare dei missili, a reintrodurre una monarchia in una potenza straniera nella quale non si è posato neppure uno scarpone, beh, direi che ci passa un camion a rimorchio, e da qui a là tanto vale immaginarsi gli alieni…

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “arricchimento”

      La Bomba richiede U235 ultrapuro. Lo schema che si vede in tutti i documentari sulla reazione a catena, quello dove una pallina (il neutrone) colpisce un nucleo che si spacca liberando due neutroni che vanno ciascuno a spaccare altri nuclei ecc. immagina implicitamente che tutti i nuclei siano U235, il che è un’utopia. Più puro è, meno lo devi comprimere per fare avvicinare i nuclei (usando esplosivi) al punto che la densità così alta da rendere praticamente certo che un neutrone che passi da quelle parti (prodotto da una delle rarissime fissioni spontanee dell’U235) scateni la reazione a catena prima di andare perduto, essere catturato da altri nuclei ecc. In altre parole più “sporco”, meno arricchito l’U235, più esplosivo ci devi mettere per farlo implodere a dovere, più pesante e inefficiente era la Bomba. Stesso discorso per il Pu239. A Hiroshima
      fissiono’ meno dell’1% del materiale fissile, il cui peso era circa un quintale (vado a memoria): un petardo da dilettanti, si potrebbe dire.

      Diciamo che con U235 arricchito a meno dell’80% fai giusto un po’ di contaminazione radioattiva, ma davvero poca roba. Niente fungo.

      Per una centrale basta U235 arricchito a non più del 4%.

      Se dobbiamo credere ad IAEA, l’Iran oggi ha 160 Kg di U235 arricchito al 60%.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        Dimenticavo:

        mentre ovviamente è facilissimo riottenere U235 al 4% partendo da quello arricchito al 60% (basta mescolarlo con U235 meno arricchito) arrivare all’80% è un processo di arricchimento, e come tale è lungo. Si usano centrifughe che girano molto velocemente, ma anche cosi’ ci vuole una pazienza di Giobbe.

        È importante perché riguarda un dettaglio che forse non tutti hanno notato. Il capo della IAEA ha detto che le centrifughe a Natanz sono state danneggiate. Ma non direttamente dalle bombe, visto che sottoterra dove stanno le centrifughe le bombe non arrivano, ma dalla mancanza di corrente elettrica causata dal bombardamento. Una centrifuga che gira velocemente, se azionata da un motore elettrico sottoposto a uno sbalzo di tensione, può rompersi per lo stesso motivo (la forza centrifuga) per cui i bambini sui cavallini della giostra si possono fare male se la giostra si ferma di botto in piena corsa.

        Ma riesce difficile immaginare che gli Iraniani non ci abbiano pensato, dato che un blackout può sempre capitare e che basta un gruppo di continuità per ovviare alla faccenda.

        L’affermazione del capo della IAEA sembrerebbe quindi (la cautela è d’obbligo) fatta più che altro per sostenere una propaganda. Il che mette in cattiva luce l’obiettività del personaggio.

        (Del personaggio, non dell’istituzione. Il predecessore Blix mantenne il punto quando si tratto’ dell’inesistenza della Bomba di Saddam).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        questo però non risponde alla mia domanda: con l’uranio al 60% ci faccio qualcosa o è solo un passo verso quello buono per farci una Bomba?

        non avrebbe molto senso usarla, visto che i palestinesi mi paiono troppo vicini agli israeliani per certe armi

        ma insomma

        • mondo parallelo scrive:

          https://www.open.online/2025/06/19/iran-israele-bomba-atomica-aiea-grossi/
          Sarò scemo, ma se non hanno la bomba ma forse c’è qualcosa di nascosto chissà
          dove, per me, tradotto, significa che andranno a bombardare per niente.
          Su analisi difesa un nuovo articolo aggiornato. Alleluja. Ma mi rendo conto che tra un annuncio e l’altro, occorre del tempo per filtrare.

          Confrontando, però, trovo che le notizie che arrivano da Telegram non sono poi così tanto inaffidabili.

          • mondo parallelo scrive:

            https://www.analisidifesa.it/2025/06/sei-giorni-di-guerra-tra-israele-e-iran-il-rischio-di-intervento-degli-stati-uniti/?_gl=1*4wwvhn*_up*MQ..*map__ga*NDEyMDc2MDIxLjE3NTAzMDk0ODc.*map__ga_QBRKXG4M97*czE3NTAzMDk0ODYkbzEkZzAkdDE3NTAzMDk0ODYkajYwJGwwJGgw

            Boia, che link lungo….ma passa?
            Proviamo
            Pronti? Via!

            • mondo parallelo scrive:

              Che poi adesso arrivano le portaerei.
              E qui mi ritorna il solito dubbio
              Si, ma devono tenersi a distanza di sicurezza rispetto ai missili ipersonici.
              Non sarebbe la prima portaerei che fa marcia indietro con la scusa di dover andare a fare rifornimento. E quindi come funziona la faccenda? L’aereo che parte dalla portaerei deve volare per un bel pezzo prima di arrivare in Iran.
              Qui ci vuole un tecnico.

              • mondo parallelo scrive:

                https://lesakerfrancophone.fr/fil-de-discussion-sur-la-guerre-contre-liran-4
                Ecco, finalmente è uscito il sospirato articolo di Moon of Alabama.
                Sempre informatissimo.
                Nessuna potenza è disposta a lasciarsi impelagare nella guerra Israele Iran
                E questa è già una gran bella notizia.
                Tra i due contendenti che se le daranno di santa ragione, lo sfavorito è Israele.
                Insomma, Netanyahu che non è un astro del firmamento, ha fatto la cazzata.
                Così disse Moon of Alabama. (Colui che non sbaglia mai. Ma chi è poi? Boh. Pare sia un giornalista tedesco)

              • Francesco scrive:

                Non sono un lunatico ma mi sa che “Netaniau ha fatto la cazzata” è un ottimo riassunto di molti anni di politica israeliana.

                PS che tipo di guida hanno gli ipersonici? una IA che spia da una telecamera? c’è un omino in un container?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “mi sa che “Netaniau ha fatto la cazzata” è un ottimo riassunto di molti anni di politica israeliana.”

                Qui sono in radicale disaccordo.

                Come ho già detto un migliaio di volte, senza avere il minimo riscontro… Israele ha il problema di dover essere per costituzione lo Stato di una sola etnia, che al massimo può tollerare altre. E contemporaneamente di occupare uno spazio dove la maggioranza della popolazione non appartiene a quella etnia.

                Quindi ci sono due possibili soluzioni: smettere di essere uno stato etnico; oppure ridurre a minoranza, la maggioranza di altra etnia.

                Date queste premesse, mi sembra che la politica di Netanyahu sia coerente; che abbia saputo vincere sempre; che abbia saputo andare fino in fondo; ed è in fondo che si vince, come sapeva Gengis Khan.

                Netanyahu farà la storia, i suoi critici faranno cronaca.

              • mondo parallelo scrive:

                Ha fatto la cazzata

                Adesso che ne ha fatta una, speriamo che non gli venga in mente di farne un’altra ancora più grossa.
                O che non venga in mente a Trump.
                Come si suol dire “due bocce in misura”

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il problema dei fascisti è questo loro mix esplosivo di arroganza, ferocia e inettitudine.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “omino”

                che guida ha un ipersonico?

                Tutti
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                +9
                Un missile ipersonico può utilizzare diversi sistemi di guida, tra cui la guida inerziale, la guida satellitare (come il GPS), la guida terminale (come la guida infrarossa o radar), e, in alcuni casi, sistemi di guida basati su intelligenza artificiale. La scelta del sistema di guida dipende dalla missione, dalla gittata del missile e dal tipo di bersaglio.
                Ecco una spiegazione più dettagliata:
                Guida inerziale:
                Questo sistema utilizza sensori come giroscopi e accelerometri per determinare la posizione e la velocità del missile. È un sistema autonomo che non richiede segnali esterni, ma può accumulare errori nel tempo.
                Guida satellitare:
                Sistemi come il GPS forniscono al missile informazioni precise sulla posizione, consentendo correzioni di rotta e un’alta precisione nel colpire il bersaglio.
                Guida terminale:
                Questa fase di guida avviene vicino al bersaglio e può avvalersi di sensori che operano nelle frequenze infrarosse, radar, o ottiche. Questi sensori rilevano il bersaglio e forniscono dati di guida per il controllo finale del missile.
                Guida basata sull’intelligenza artificiale:
                Alcuni sistemi di guida avanzati utilizzano algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare le informazioni ricevute dai sensori e prendere decisioni autonome sulla traiettoria del missile, soprattutto in scenari complessi e dinamici.
                I missili ipersonici possono utilizzare una combinazione di questi sistemi di guida.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                grazie della lezioncina ma speravo in qualcosa di più specifico.

                Un sistema inerziale, su certe distanze, mi pare irragionevolmente impreciso, se poi inizi a manovrare …

                Gli altri sono più precisi ma che sensori e che elettronica e che software ti servono, tanto di cappello agli ingegneri … yemeniti?

                Boh

                Ciao

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Yemeniti?”

                A lume di naso direi …Russi.

                Ho visto di persona cosa studiano di fluidodinamica.

                “lezioncina”

                Lo so.

                Ma non si tratta certo di cose che si pubblicano liberamente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Netanyahu farà la storia”

                Se vince…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                ““Netanyahu farà la storia”

                Se vince…”

                Giusta riflessione.

                Credo che dipenda da chi ti fai nemico.

                Hitler si è fatto nemici l’impero inglese, quello francese, l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. E si è fatto amici gli italiani, gli ucraini, gli slovacchi e i giapponesi.

                Netanyahu si è fatto nemici i palestinesi e l’Iran. E si è fatto amico gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Germania.

              • PinoMamet scrive:

                Verissimo.
                Hitler si era fatto amico anche di Franco, però, che alzò spallucce.

                La Germania- che militarmente è alla frutta- manderà a Israele tante belle parole.

                Come l’Italia.

                Francia e Spagna hanno già fatto capire quel che pensano di Netanyahu.

                Inghilterra e USA, vedremo.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Hitler si era fatto amico anche di Franco, però, che alzò spallucce.”

                Non è che Franco abbia alzato spallucce, è stato Hitler a lasciargliele alzare, perché si è fatto infinocchiare da Serrano Súñer (so di cosa parlo, perché quest’ultimo era amico di famiglia), abilissimo diplomatico, tanto che poi lo stesso Führer nei Tischgespräche ne parla con risentimento.
                Decisiva fu inoltre l’intercessione di Mussolini.
                Ma è chiaro che se Hitler si fosse impuntato non ce n’erano: la Spagna entrava in guerra o veniva occupata in un baleno.
                Non avrebbe dovuto nemmeno combattere o mettere soldati: serviva solo che mettesse a disposizione il territorio, in modo soprattutto da bloccare Gibilterra e il conseguente accesso al Mediterraneo (ma per orgoglio o finto tale gli spagnoli ritennero disonorevole tale soluzione e di combattere, essendo stremati dalla Guerra Civile appena finita, non se ne parlava: ancora negli anni ’50 avevano la tessera per il pane).

        • Andrea Di Vita scrive:

          @francesco

          “non risponde”

          Lo so. Ma sulle basi delle informazioni disponibili non posso dire di più. Avere tanto U235 al 60% lascia aperte due vie: verso la Bomba (arricchendolo) o verso l’energia elettrica (impoverendolo). Quale via si seguirà è una decisione politica.

          Il punto è sempre lo stesso: è una decisione politica che ricade sotto l’ombrello della sovranità nazionale.

          L’Iran è membro dell’IAEA e ne ha sempre consentito le ispezioni – a differenza di Israele. In più, l’Iran aveva firmato un accordo che Trump nella sua prima presidenza ha stracciato unilateralmente.

          Cedere, per Teheran, equivale a vedere limitata la propria sovranità nazionale. E’ un po’ come con l’ultimatum alla Serbia del 1914, ma senza l’attentato di Sarajevo.

          “palestinesi”

          Esattamente.

          La Bomba di Teheran garantirebbe la pace in medio oriente perché stabilirebbe un equilibrio del terrore in cui nessuno provocherebbe una guerra o attaccherebbe i vicini perché tutti temerebbero che la situazione sfugga di mano fino all’irrimediabile.

          Il che spiega bene l’assoluta ostilità verso la Bomba Iraniana da parte di chi da quelle parti a condurre attacchi preventivi è abituato da sempre. 😉

          Nota a margine: se a Fawros ci sono davvero quintali di U235 al 60%, una serie di bunker buster sganciate con molta precisione può distruggere il deposito. Così facendo polverizzerebbe l’uranio, che si sparpaglierebbe in aria formando una bella nube radioattiva. Seguendo i venti, questa può finire in Pakistan. Ciò può spiegare la decisa presa di posizione Pakistana a favore del suo vicino occidentale (nonostante il governo di Teheran sua una teocrazia sciita mentre il Pakistan e’ in larga parte sunnita). Le esplosioni produrrebbero fessure nel terreno da cui la polvere radioattiva può uscire: lo si è visto negli anni Sessanta con le esplosioni nucleari sotterranee nel Nevada. Fu proprio il pericolo costituito dalle eventuali conseguenze di una nube radioattiva a fare cassare in passato il progetto USA di una bunker buster nucleare.

          • Francesco scrive:

            Non vorrei sembrare pedante (anche se temo sia un pò tardi) ma che discorso sarebbe “moh mi faccio un pò di U235 al 60% e poi lo allungo fino al 4% per la centrale elettrica”? se non erro raffinare l’uranio è un processo costoso e lungo.

            Se sto lavorando in direzione della Bomba ha un senso, sono ancora lontano ma la strada è giusta. Sennò è uno spreco di risorse e basta!

            Sbaglio?

            PS USA e URSS si sono quasi tirati addosso le Bombe. Ed erano in due e abbastanza civili e strutturati.
            Non mi sento tanto sicuro con Ebrei, Persiani, Arabi, Turchi (e gli Egiziani poverini?) tutti in stallo messicano isterico col dito sul bottone rosso.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “spreco”

              Verissimo.

              Resta il fatto però che una volta fatto 30 l’Iran non ha fatto 31. Se voleva,la Bomba se l’era già fatta.

              Il punto è che l’Iran è sotto sanzioni da prima che si parlasse di una Bomba.

              Il suo gioco era : “togliete le sanzioni, o…”

              Tant’è che finché Trump non stracciò l’accordo di Obama l’arricchimento fu sospeso.

              “isterico”

              Infatti la dottrina della mutua distruzione assicurata e’ MAD! 😉

              Però c’è da dire che funziona.

              (In un vecchio racconto di fantascienza si immaginava di un Presidente USA che dava la Bomba alle due principali gang di spacciatori di New York. Di colpo la calma tornava sulle strade…)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ha funzionato con DUE contendenti, a debita distanza, molto sicuri di sè e con alcuni interventi dall’Alto.

                Non è che ci punterei molto in Medio Oriente! anzi

                PS racconto del menga, direi. Le possiamo contare, le guerre calde durante la Guerra Fredda.

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                “Non è che ci punterei molto in Medio Oriente!”

                Perché, in Medio Oriente amano l’idea di morire tra atroci sofferenze e scomparire dalla faccia della terra?

                Guerre calde durante la Guerra fredda ce ne sono state.
                Guerre nucleari mai.

              • Francesco scrive:

                è Andrea che cita un racconto in cui la disponibilità di armi nucleari porta la pace sulle strade di NY

                giusto?

                PS per la tua domanda sul MO, tenderei a rispondere di sì!

  31. PinoMamet scrive:

    Devo invece dar adito a Francesco: era poi vero che la Corea del Nord aveva mandato soldati in Russia, nella regione di Kursk.

    Nonostante tutti i maldestri tentativi della propaganda ucraina di provarne la presenza 😉 , c’erano davvero, o almeno così hanno proclamato le autorità russe.

    Se davvero sono stati utilizzati lì (e non vedo perché no), mi pare chiaro che i russi lo considerassero un fronte di secondo piano, un’incombenza dalla quale liberare truppe russe da mandare altrove.

    Probabilmente i consiglieri NATO di Zelenski non ci avevano pensato, e si erano immaginati addirittura che i russi ripiegassero da altri fronti…

    • Francesco scrive:

      Grazie dell’adito ma non so cosa farmene (e neppure cosa sia, a dirla tutta)

      😀

      Io non mi spiego la sparizione dei giornalisti al fronte e delle notizie militari. Sotto il fascio si sapeva che le truppe italiane in Grecia erano ripiegate sulle posizione preparate in precedenza … oggi neppure quello!

  32. habsburgicus scrive:

    ultime notizie dall’Iran
    questo francese riuscì a passare in Turchia a Razi (IR/TR) sabato 14 (lui ha scritto domenica e parla di “ieri”)
    Crossed the border to Turkey yesterday in Razi. It went very smoothly, it’s a small border, very few people cross here. Seen Iranian taxi’s going from Khoy to Van in Turkey, where you can get a flight to Istanbul I’ve heard.
    Good luck to everyone trying to leave. And strength to the people living in Iran, my thoughts are with you.

    Razi è vicino a Orumiyeh (sotto i Pahlevi Reza’iyeh) l’anticas Urmia ove c’era una missione dellas Chiesa russa fra i nestoriani (che sono eretici anche per i russi, mica solo per noi) quando la Russia ancora esisteva (inizio del XX secolo); lì operavva anche una missioner protestante americana (quando l’america non andava in giro a bombardare la gente o a minacciare di farlo) giunta a metà XIX che ci diee grammatiche in siriaco vernacolo..noi catolici erano più forri nell’iraq allora ottomano
    Urmia è bella, nel 2023 era sicurissima e c’erano anche belle donne senza velo che ti guardavano e sembravano quasi volere interagire con te (in Iran non è la norma, però una ragazza mi ha rivolto la parola in inglese in metro a Teheran e ha parlato per una decina di minuti finchè se n’è andata dileguandosi velocemente quando ha notato che un islamico sebrava interessato 😀 en passant, i maschi iraniani non islamici, o almeno non devoti, non hanno mai la barba e sono vestiti all’occidentale con un’eleganza che qui si è persa -e io ho mai avuto :D- un po’ rétro, stile ‘anni 50)….
    allora era un facile trovare un taxi a Urmia, io l’ho preso per la frontiera irachena a 250 km di distanza (8.000.000 rials ovvero 16 euro..ma si poteva ottenere a meno, volendo);
    per Razi direi che un 5 euro basti e avanzi
    l’Iran piace a tutti ed è piaciuto anche a questo francese

  33. tomar scrive:

    Ministro della Salute Israele: “Attacco a ospedale Soroka è crimine di guerra.”

  34. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Come dargli torto?

    https://www.facebook.com/share/p/16mWr6bYit/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  35. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Il filmato che vi propongo è della televisione indonesiana. E’ mai possibile che in Italia non si può mai vedere uno straccio di notizia super partes? Ma il giornalismo italiano si è estinto?

    La risposta iraniana all’attacco israeliano è stata molto più devastante di quanto ci riportano i nostri media. Ma bisogna informarsi all’estero per capirlo.

    E che il sistema Iron Dome sia stato bucato più e più volte quindi è un fatto. Ed è un fatto anche che alcuni missili del sistema vanno in avaria, non si sa se perchè si guastano o perchè gli iraniani riescono a deviarli con interferenze elettroniche. Sta di fatto che nel filmato che propongo si vede chiaramente che il missile antiaereo parte e ricade sulla città.

    https://www.youtube.com/shorts/qFEtxglQYfU
    https://www.youtube.com/shorts/qFEtxglQYfU

    (Trovata in Rete)

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Marcus scrive:

      “Avaria”

      Qua in Cina si può accedere a Sputnik che nel pomeriggio ha pubblicato questo articolo (di seguito):

      New evidence suggests that Iran successfully compromised Israel’s vaunted air defense systems during recent attacks — forcing Tel Aviv to fire on its own positions. How?
      Iran overwhelmed Israeli defenses by breaching the data transmission and correction system early in flight, explains military expert and historian of the Air Defense Forces Yuri Knutov.
      “Based on the footage that was released, it seems that the Iranians were able to breach the data transmission and correction signal system at the early stage when the missiles were flying, using an inertial guidance system. As a result, the system misdirected the missiles, not toward their intended target, but toward Israel’s own surface-to-air missile batteries, leading to a strike on them.”
      The attack included:
      100+ Shahed drones (swarming tactics)
      Decoy ballistic missiles (old models to waste interceptors)
      Fattah hypersonic missiles (unstoppable by Israeli Arrow/PAC-3)
      As a result, the Iron Dome’s interception rate dropped drastically to just 10-15%.
      “The use of jamming against surface-to-air missiles and missile defense systems is actually a fairly old tactic. During the Vietnam War, the Americans used jamming to mislead missiles by range, angle, and many other active interference methods. Special transmitters were deployed to create the illusion of aircraft presence on the radar screens of Vietnamese missile guidance stations,” Knutov says.
      “During the Arab-Israeli conflicts of 1970 and 1973, similar jamming techniques were used by both Israeli and Egyptian pilots, as well as Soviet pilots who assisted the Egyptians,” he says.
      Masterful deception
      Iran’s hypersonic Fattah missiles and Haj Qassems guided ballistics hit critical Israeli targets, including the Defense Ministry HQ and a major airbase housing F-35 and F-16 fighters. Despite Israel’s marketing of its advanced defense systems, the Arrow and Patriot systems failed to stop them.
      Iran also deployed decoys so effectively that Israeli strikes repeatedly hit fake targets. The Iron Dome, which covers only 144 sq km and is good for single rockets, but seemingly couldn’t handle mass attacks or the hypersonic gap — Fattah missiles reach Israel in 7 minutes, while the Iron Dome needs 11 minutes to reload.
      Iran has learned from past Israeli strikes and improved tactics, establishing backup command centers and more efficient maneuvering to increase its chances of success.

  36. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/19/israele-iran-gaza-media-genocidio/8030125/

    MONDO
    L’Iran è una distrazione: media e personaggi pubblici israeliani chiamano apertamente al genocidio

    L’opinione pubblica israeliana incita al genocidio di un “gruppo inutile”, mentre quella occidentale tace

    di Ranieri Salvadorini 19 Giugno 2025
    “Queste persone lì (a Gaza) meritano la morte. Una morte dura, una morte straziante. Avremmo dovuto vedere molta più vendetta, molti più fiumi di sangue” afferma Yehuda Shlezinger, giornalista.

    L’opinione pubblica israeliana incita al genocidio di un “gruppo inutile”, mentre quella occidentale tace. In questi giorno, “per coprire (il genocidio) che non è più possibile nascondere, Israele (…) ha attaccato l’Iran” – così Paola Caridi, ripresa anche da Repubblica. Una guerra di dimensioni spaventose è possibile, certo, ma il focus resta Gaza.

    Premessa. Esperti di genocidio e giuristi di quasi tutto il mondo concordano: è genocidio. Così il Lemkin Institute For Genocide Prevention (qui la definizione giuridica): “Il genocidio di Israele contro i palestinesi comporta l’omicidio pianificato e del tutto intenzionale e lo sfollamento forzato di tutti i palestinesi dalle loro case ancestrali (…), con tutti i mezzi disponibili.” Intenzionalità, la parola chiave. Per il Lemkin (nome del giurista che coniò il termine) l’uso di “omicidio di massa” è un errore dei media occidentali: nasconde la volontà di eliminare un popolo in quanto tale.

    Le dichiarazioni genocidarie note del governo israeliano sono poche. Meno quelle di media, religiosi, parlamentari, soldati, personaggi pubblici, politici. Ecco un breve estratto (database: Law4Palestine, più di 400 citazioni) di cosa dicono giornalisti e altre figure della comunicazione popolari in Israele.

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    Il ministro Amichai Eliyahu dichiarò che “dobbiamo trovare modi che siano più dolorosi della morte per i cittadini di Gaza”. Guadagnò un titolo sulla sua valutazione dell’uso dell’atomica. Shimon Rikli, giornalista: “Perché esattamente abbiamo l’atomica?”, mentre per Naveh Dromi “i palestinesi sono un gruppo inutile”; Erel Segal gli fa eco: “[…] non dovremmo solo uccidere Hamas, ma eliminare ‘tutti i giocatori’”. E Yinon Magal: “I civili non sono ‘puliti’, la nostra vendetta è su di loro.” Un’intenzione trasversale in politica per Yotam Zimri: “[…] la nostra guerra non è contro Hamas, ma contro i palestinesi (…)”. E sempre Rikli sostiene che “(…) questa è un’occasione per (conquistare) tutta Gaza, perché accontentarci di [distruggere solo] Hamas?”. Per Yehuda Shlezinger: “Questa [immagine di un quartiere distrutto] è come dovrebbe apparire tutta Gaza, tutta Gaza”. Similmente Noam Fathi: “Quando vediamo le immagini di edifici bombardati (a Gaza) e cadaveri, dico: chi se ne frega?” Anzi:“[l’attacco] deve essere molto più forte”: nessun israeliano dovrebbe avere pietà per “questi abitanti di Gaza”.

    “Bello ballare, mentre a Gaza soffrono”

    “Un sabato di lacrime di gioia” per Ishay Cohen, giornalista, l’8 giugno 2024, quando le Idf uccisero più palestinesi del solito. E se per Yinon Magal “C’è una giustizia poetica in una festa in trance che blocca gli aiuti umanitari a Gaza”, Tomer Kamerling dice “Chi viene a ballare a Gaza? Gaza scomparirà e io ballerò lì come non ho mai ballato prima.” Eytan Weinstein, popolare podcaster, afferma che “Se mi dessi un pulsante per cancellare Gaza, ogni singolo essere vivente a Gaza non esisterebbe più domani. Lo premerei in un secondo.” Lo dice a Naor Meningher (5 campagne per Netanyahu), che gli racconta: “Ieri siamo andati a un concerto, ci siamo divertiti un sacco, io e la mia ragazza […] è bello sapere che stai ballando a un concerto e centinaia di migliaia di abitanti di Gaza sono senza casa seduti in una tenda”.

    “Le nostre vite valgono di più”

    Roy Sharon ‘precisa’: “(…) ho detto che se, per eliminare una volta per tutte le capacità militari di Hamas (…), abbiamo bisogno di un milione di corpi, allora che ci siano un milione di corpi”. Non è il solo, e Ishay Cohen esplicita l’assunto di fondo di questa logica: “Anche mille palestinesi morti non valgono la vita di uno dei nostri rapiti”.

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    Disumanizzazione

    I bambini palestinesi, terroristi a 5 anni, riferisce la giornalista Ayala Hasson: “Se hanno 4 anni ‘sono bambini’ e non li puoi far morire di fame, non c’è niente da fare”. Mentre per Kamerling “Non ci sono cittadini comuni a Gaza”. E non ci sono donne: “Ogni donna è un mostro”. E poiché Dana Varon è convinto che non abbiamo “a che fare con esseri umani normali” allora “(…) Spazzare via, uccidere, distruggere, distruggere”.

    “Dovevamo uccidere di più”

    “La prima notte avremmo dovuto eliminare 50.000 abitanti di Gaza, per vendetta”, spiega Eliyahu Yossian e così Zvi Yehezkeli: “L’esercito israeliano avrebbe dovuto uccidere 100.000 palestinesi all’inizio della guerra.” “Non importa chi sia o meno coinvolto con Hamas (…)”.

    “Sappiamo prima chi uccidiamo”

    Yehezkeli ammette che gli omicidi sono premeditati: “(…) Per esempio, oggi c’era un obiettivo: la famiglia di un giornalista di Al Jazeera. In generale, lo sappiamo.” Il ‘target’ era Wael Dahdouh, corrispondente di Al Jazeera, di cui sono stati assassinati la moglie e due figli.

    “Gaza, sei una troia”

    Lior Narkis, popolare cantante israeliano, grida dal palco: “Gaza, sei una troia. Gaza, sei figlia di una troia enorme come tua madre”, mentre i soldati esultano. Per Narkis gli israeliani dovrebbero “entrare a Gaza e massacrarli vivi (…) Sono disposto a entrarci adesso”.

    Chiamata al genocidio, alcuni precedenti

    E’ il 2014. Ayelet Shaked (politica di Casa ebraica), condivide su Facebook un testo di Uri Elitzur, per lei “rilevante oggi come lo era allora”. E’ una chiamata al genocidio perché dichiara che “l’intero popolo palestinese è il nemico” e ne giustifica la distruzione, “compresi i suoi anziani e le sue donne, le sue città e i suoi villaggi, le sue proprietà e le sue infrastrutture”. E incita al massacro delle madri palestinesi: “(…) Altrimenti, altri piccoli serpenti saranno allevati lì”. Grande successo social. Il mainstream occidentale grida allo scandalo, poi lo ‘disinnesca’ (Nyt). Dal 2015 al 2019 Shaked sarà ministra della Giustizia. Dal 2020 al 2022 ministra dell’Interno.

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    “Margine Protettivo” fu già genocidio?

    Sempre nel 2014 iniziava “Margine Protettivo” (Amedeo Rossi mostra su questo le collusioni tra propaganda israeliana e La Stampa). Di quell’aggressione il Tribunale Russell sottolineava “il potenziale di un regime di persecuzione che può diventare di fatto genocida” e prove che “tale incitamento (razzista, nda) si è manifestato a molti livelli della società israeliana, sia sui social media che su quelli tradizionali, da tifosi di calcio, agenti di polizia, commentatori dei media, leader religiosi, legislatori e ministri del governo”. Fatti che rafforzano l’idea di molti studiosi che quello in corso sia un’accelerazione violentissima di quel ‘genocidio al rallentatore’ iniziato decenni fa.

    Le responsabilità dei media

    Per Craig Mortimer i media occidentali vanno “processati” – almeno sul piano etico – per la propaganda a Israele. E dedica loro parole di Navi Pillay (quando fu Procuratore del Tribunale penale internazionale per il Ruanda, rivolte a personalità mediatiche ruandesi): “Eravate pienamente consapevoli del potere delle parole (…) Senza armi da fuoco, machete o altre armi fisiche, avete causato la morte di migliaia di civili innocenti”. E ancora: “Il potere dei media di creare e distruggere valori umani fondamentali comporta una grande responsabilità. Chi controlla tali media è responsabile delle loro conseguenze”. Tale responsabilità è oggi viva nella società civile, certo non tra i media mainstream che hanno la pretesa di rappresentarla.

    Le persone che si sono lasciate traumatizzare dal flusso di immagini inguardabili che viene da Gaza – esse stesse la narrativa – ha ben chiaro che la verbosità illimitata con cui alcuni ‘opinionisti’ provano a ‘complessificare’ un bambino amputato senza anestesia o uno morente tra le braccia della madre per una fame organizzata (non?) si rende conto del fondato disgusto che provocano in chi è costretto ad ascoltarli.

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    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      cioè anche in Israele c’è gente della risma di Travaglio? non è una grossa sorpresa, direi

    • PinoMamet scrive:

      In effetti non mi formerei un’idea dell’Italia collezionando frasi di CasaPound o dei gruppi musicali di estrema destra o bazzicando i forum dei neonazisti…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “In effetti non mi formerei un’idea dell’Italia collezionando frasi di CasaPound o dei gruppi musicali di estrema destra o bazzicando i forum dei neonazisti…”

        Ovviamente hai ragione, e secondo me ADV nel suo spirito polemico esagera: è facile passare dal piccolo insegnante sconosciuto con evidenti problemi psicologici che ha scritto su Facebook che augura dei brutti guai alla figlia della Meloni, a dire “ecco, la Sinistra in Italia dice apertamente che vuole uccidere bambine di sette anni!”

        Le cose si complicano però quando il Ministro della Difesa dice le stesse cose che dice il forum dei neonazisti.

        Ed è quello che sta succedendo in Israele.

        Io non avrei nessun problema con uno sciroccato che scrivesse, “io ai bambini palestinesi gli sparerei”.

        Ho problemi con un esercito che da quasi due anni, spara su bambini palestinesi.

        • Miguel Martinez scrive:

          “Ho problemi con un esercito che da quasi due anni, spara su bambini palestinesi.”

          Poi capisco la logica.

          Chi spara sistematicamente, mese dopo mese, sui bambini, sta cercando di risolvere alla radice quello che per lui è un problema.

          E se le uniche conseguenze sono:

          1) un titolo critico sul Fatto Quotidiano

          2) un corteo di studenti che cammina per un chilometro lamentandosi

          beh, chi sono io per dire, che lui “sbaglia” ad ammazzare bambini?

          • Francesco scrive:

            MM

            una domanda tecnica: i nazisti abbandonarono subito quel metodi di sterminio, troppo lento

            dici che gli israeliani sono ignoranti e più stupidi?

            è il principale motivo che mi rende dubbioso sulla spiegazione “genocidio”

            Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Oltre a ripetere fino alla noia che i palestinesi a Gaza non ce li vogliono cosa devono fare?
              I nazisti i campi li creavano nell’Europa orientale dove gli ebrei si sterminavano a furor di popolo. Inoltre mica Hitler aveva bisogno di supporto esterno al di fuori dei propri vassalli per portare avanti il progetto.
              Israele è completamente dipendente dal supporto occidentale e non può mettere su le camere a gas senza rendere veramente difficile per chi lo sostiene continuare a negare. E, ad oggi, i governi occidentali ritengono di aver bisogno di poter negare e di poter affermare le buone ragioni di israele per non perdere voti.

              Francesco, non sono tutti come te che pure davanti alle file davanti alle camere a gas continueresti a negare e a giustificare: all’elettore normale certe cose non piacciono.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Israele è completamente dipendente dal supporto occidentale e non può mettere su le camere a gas senza rendere veramente difficile per chi lo sostiene continuare a negare.”

                Israele a marzo ha tolto la corrente agli impianti di desalinizzazione, fondamentali per la fornitura di acqua agli abitanti di Gaza. Non sono un medico, e non so se sia peggio morire di sete o morire in una camera a gas.

                Ma questo non influisce affatto sul sostegno occidentale.

                Una persona perbene e umana continuerà a votare a destra – anche se appoggia Israele – perché non vuole che con le tasse si distrugga la sua piccola impresa;

                e una persona perbene e umana continuerà a votare a sinistra – anche se non alza un dito contro Israele – perché vuole salvaguardare l’assistenza sanitaria gratuita.

                Per questo l’impatto sull’opinione pubblica di ciò che stanno facendo in Palestina, è alla fine indifferente.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “è il principale motivo che mi rende dubbioso sulla spiegazione “genocidio””

              Non capisco la tua domanda.

              Lo scopo degli israeliani non è “far morire ogni nativo palestinese tra dolori atroci”.

              Non ho mai pensato che gli israeliani fossero dei sadici.

              Lo scopo è eliminarli dalla terra in cui i palestinesi sono nati.

              Ucciderli è molto utile, ma soprattutto perché traumatizza e terrorizza i sopravvissuti, che vorranno scappare a tutti i costi.

              Tecnicamente, si chiama “genocidio”.

              • Francesco scrive:

                Miguel,

                sono 70 anni che i palestinesi non si fanno traumatizzare per un cazzo.

                mi sa che pure gli israeliani ci sono arrivati, anche se a te non pare.

                concordo con te che passo passo Bibi sia arrivato all’idea di buttarli fuori da Gaza ma nessun paesi li accoglierebbe … o li stermina o restano lì.

                sospetto che parecchi in Israele accetterebbero la prima opzione, spero che siano in minoranza.

                PS già i romani sapevano che le mezze misure non funzionano. o li stermini tutti, o te le fai amici.

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Sì ma gli israeliani “non hanno, come noi, duemila anni di civiltà alle spalle” 😉

                (Chi lo diceva dei tedeschi? Mussolini pre-leggi razziali, o Todaro il sommergibilista che salvava i naufraghi?)

                Certo, se chiedi a loro ti diranno che ne hanno tremila, cinquemila, sborantamila.

                Balle. Sì, c’è tra loro una piccola minoranza di italiani o francesi non ancora completamente americanizzati.

                Il resto è un mix tra arabi e russi, per dirla semplice; e peggio ancora, molto americanizzzati come visione del mondo (il successo come segno del favore divino ecc.)

                Poi ci sono gli Haredim, che hanno una civiltà antica, ma del tutto autoreferenziale.

                No, temo proprio che a metà almeno della popolazione israeliana sterminare no, ma cacciare i palestinesi sembri una soluzione accettabile.
                Peccato però che non l’accettano i confinanti…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Il resto è un mix tra arabi e russi, per dirla semplice; e peggio ancora, molto americanizzzati come visione del mondo (il successo come segno del favore divino ecc.)”

                Lo dice anche Anna Foa, in una bella intervista:

                https://it.insideover.com/guerra/anna-foa-niente-giustifica-i-bambini-morti-a-gaza-e-il-suicidio-di-israele.html

              • Francesco scrive:

                Mi state dicendo che ha ragione Salvini e che far entrare troppo immigrati snatura l’anima di un paese?!?

                Devo resettare 40 anni di convinzioni democratiche?

                Ma anche no!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                Mmm no, l’anima di Israele è stata sempre quella, semmai sono gli immigrati francesi e italiani che la ingentiliscono un po’.

        • PinoMamet scrive:

          “Le cose si complicano però quando il Ministro della Difesa dice le stesse cose che dice il forum dei neonazisti.”

          beh questo succede quando si prende il Ministro della Difesa dal forum dei neonazisti 😉

          Non so, a me arrivano esternazioni di autorevoli membri della comunità ebraica italiana (non faccio nomi ovviamente) che dicono molto, molto chiaramente che vedere Netanyahu- per disprezzato mai nominato per nome, ma sempre come “l’imputato”- e i suoi lecchini (sic) sulla televisione israeliana gli provoca conati di vomito, e si auspicano la sparizione sua e di tutto il suo dna (ari-sic).

          Immagino che anche in Israele perlomeno metà della società civile la pensi allo stesso modo…

          • PinoMamet scrive:

            Mah, ho già postato i sondaggi di segno opposto, e in generale si sa il peso da dare ai sondaggi…

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “Non so, a me arrivano esternazioni di autorevoli membri della comunità ebraica italiana (non faccio nomi ovviamente) che dicono molto, molto chiaramente che vedere Netanyahu- per disprezzato mai nominato per nome, ma sempre come “l’imputato”- e i suoi lecchini (sic) sulla televisione israeliana gli provoca conati di vomito, e si auspicano la sparizione sua e di tutto il suo dna (ari-sic).”

            Io sono ancora più radicale: tutti gli “ebrei” (virgolette per indicare gradi che vanno da praticanti religiosi a quello che ‘aveva la bisnonna ebrea’) che conosco sono contrari alla politica attuale dello Stato d’Israele.

            Ma è proprio questa associazione tra un certo stato mediorientale, e una comunità culturale-religiosa, che ci incasina tutti.

            Immaginati che il governo italiano faccia una schifezza; e in Canada qualcuno dica, “eh, ma io conosco dei cattolici qui che parlano malissimo di Salvini”.

            Questo intreccio porta cinque minuti dopo a dire, sempre in Canada, “tu critichi Salvini? Vuol dire che tu odi i messicani che vanno in chiesa a Toronto la domenica!”

            Per me i messicani che vanno nella chiesa cattolica a Toronto la domenica sono innocenti in partenza dei delitti di Salvini.

            • Francesco scrive:

              ma non di quelli del Papa!

              Miguel, la Storia è effettivamente complicata, temo

              Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ma non di quelli del Papa!”

                Certo, ma solo i cattolici hanno un Papa.

              • Francesco scrive:

                Intanto abbiamo sommato cattolici ed ebrei. Se ci metti pure un pò di ortodossi col loro Patriarca e le altre religioni con un “referente istituzionale” non siamo così pochi

                😉

  37. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=d7OU92MHu6A

    Gli interventi ai confini della realtà contro il Pride a Budapest: da Satanisti a genitali al vento

  38. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    In discussione alla Knesset una legge che punisce con venti mesi di galera chiunque riprenda video con l’arrivo/il lancio di missili dal territorio Israeliano.

    Il ministro Ben Gvir dice che secondo lui bisognerebbe che anche la semplice visione di Al Jazeera dovrebbe costituire reato.

    Un articolo dell’Economist avanza dubbi sull’effettiva capacità della bunker buster da 13 tonnellate degli USA di distruggere effettivamente Fawroz. Primo, per dubbi sulla precisione del puntamento (ufficialmente con una rosa di tiro di dimensioni del metro, in realtà starebbero di 1 Km). Secondo, perché testata su un tipo di calcestruzzo obsoleto, dalle caratteristiche meccaniche inferiori a quello usato per i bunker Iraniani (a quanto si dice, per invogliare il Pentagono all’acquisto del costoso ordigno). Terzo, perché il B1 che la deve trasportare ne può portare solo due, visto che pesa troppo; ed è verosimile che due sole non bastino per Fawroz, così che più missioni sarebbero necessarie.

    Commento mio: il rischio di una figuraccia planetaria in caso di fallimento si unisce al tumore per le sorti delle basi USA in Iraq, facile bersaglio degli ipersonici, nel motivare chi sconsiglia Trump dal decidere l’attacco.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “il rischio di una figuraccia planetaria in caso di fallimento si unisce al tumore per le sorti delle basi USA in Iraq, facile bersaglio degli ipersonici, nel motivare chi sconsiglia Trump dal decidere l’attacco.”

      Trump agirà come gli gira a lui, e non abbiamo idea quindi cosa farà.

      Premesso questo, sono in disaccordo con ADV, che ragiona sempre da italiano: la “figuraccia planetaria” è una preoccupazione da piddino o forzitaliota.

      Qui si tratta di sterminare i propri nemici e incutere il terrore più profondo in chiunque possa ostacolare i tuoi interessi. Terrore non di fare la figuraccia, ma di vedersi ammazzare i propri figlioli davanti ai propri occhi, di morire di fame, di vedere squarciato in due i corpi delle persone che ci sono care.

      E’ una tattica vincente, se te la puoi permettere. E oggi Israele e Usa se la possono permettere. Mentre il consigliere comunale di Fratelli d’Italia che su Facebook scrive, che so, “io agli immigrati li prenderei a randellate”, non se lo può permettere. E fa la figuraccia per questo, perché non è in grado di incutere terrore.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        In genere la figuraccia non la vuoi fare se vendi qualcosa. Armi, per esempio.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “vincente”

        Vincente a Gaza.

        Se provi ad applicare la stessa tattica in Iran come minimo ti ritrovi in un gigantesco Afghanistan.

        “pddino”

        Mi pare di ricordare che l’ultima volta che gli USA cercarono di distruggere dei bunker sotterranei nemici con delle bombe fu in Iraq, e che non andò benissimo. E quelli Irakeni erano una barzelletta in confronto a questi.

        Comunque, a futura memoria: sono convinto anch’io che in caso di attacco USA diretto all’Iran non ci sia partita.

        Ma – passata l’euforia iniziale – sono anche convinto che il ‘nation building’ di un Iran non più antisionista sia un pio desiderio – o, per dirla in Inglese – un ‘wishful
        thinking’.

        In passato la potenza Iraniana ha avuto tante versioni – Achemenidi, Parti, Sasanidi, Savafidi – ma non e’ mai davvero venuta meno. E mettersela contro non è mai stata precisamente una buona idea. Lo impararono a loro spese i Romani, vuoi che non cápiti ai sionisti?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • roberto scrive:

          ADV

          ” il ‘nation building’ di un Iran non più antisionista sia un pio desiderio ”

          premesso che non ho nessuna simpatia per un nation building a suon di bombe (l’ho detto e ribadisco israele : russia = iran : ucraina)….mi domando quanto l’antisionismo sia di regime e quanto sia popolare. ho l’impressione, ma mi correggerete se sbaglio, che in fin dei conti agli iraniani non è che importi più di tanto di israele, e se non ci fossero i mullah a ordinare di odiare israele, se ne fregherebbero bellamente

          certo che bombardandoli israele rischia di alienarsi ogni simpatia locale

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “popolare”

            OAAR!!!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            credo sia per quello che Bibi si illude di star bombardando “solo” il regime, tra Ayatollah e Pasdaran

            bisognerebbe sapere come la vedono gli iraniani “normali”

            Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ tutti

          Articoli sulla stampa Britannica segnalano che secondo gli Israeliani l’unico modo che hanno gli USA di essere sicuri di distruggere i siti sotterranei di Fawroz è di lanciare la Bomba.

          Altri segnalano recenti miglioramenti delle tecnologie informatiche Iraniane, che avrebbero consentito a Teheran di hackerare le telecamere di videosorveglianza nelle città Israeliane. Si spiegherebbe così il grande danno prodotto nel parco tecnologico di Bersheba da un singolo missile Iraniano.

          Stando ad Al Jazeera in tutto l’Iran ci sono manifestazioni di massa a favore del governo.

          Stando a un sondaggio di YouGov in UK, solo il 15% degli intervistati giustifica Israele.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Per fortuna nessuno crede alla stampa!

          • PinoMamet scrive:

            “Stando ad Al Jazeera in tutto l’Iran ci sono manifestazioni di massa a favore del governo.”

            beh, anche in Italia c’erano manifestazioni di massa a favore di Mussolini…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Pino Mamet

              ““Stando ad Al Jazeera in tutto l’Iran ci sono manifestazioni di massa a favore del governo.”

              beh, anche in Italia c’erano manifestazioni di massa a favore di Mussolini…”

              Da quel poco che so dell’Iran (ma credo di essere l’unico qui che abbia dato diversi esami di iranistica all’università, correggetemi se sbaglio), la questione è un filino più complessa.

              Abbiamo un paese con un’identità doppiamente antiaraba – zoroastriana/ariana da una parte, sciita dall’altra (che poi siano stati dei turchi a sciitizzare l’Iran nel Cinquecento, importando un’identità antichissima degli arabi iracheni, è un esempio di quanto sia complessa l’identità persiana).

              Questa identità da Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria va contemporaneamente contro l’Islam, contro lo Shah brigante di etnia mazandariana, contro gli arabi (sempre!), contro i kurdi, contro i turchi, contro gli armeni, contro gli inglesi, contro i russi, contro gli israeliani (ma non particolarmente contro gli ebrei), contro gli Stati Uniti.

              • PinoMamet scrive:

                Certo;
                ma anched l’Italia, nel suo piccolo, ha un’identità.

                Ce l’ha talmente forte, che ha resistito a secoli di disunione e di dominii assortiti, e resiste tuttora ai tentativi di chi ancora non ha mandato giù che si sia riunita.

                Io credo che- sotto sotto, ma non lo ammetteranno nemmeno sotto tortura- siano gli altri ad avere dei complessi di inferiorità verso l’Italia, talmente grandi perlomeno quanto quelli che tutti gli italiani, tranne il sottoscritto, nutrono verso gli stranieri.

                La seconda Roma, la terza Roma, i Franchi che sono gli eredi di Roma, Britannia che è la cugina di Roma e domina i mari, Washington che ha il Campidoglio e la statue coi fasci littori…

                ma Roma è sempre rimasta allo stesso posto, cioè a Roma.

                E quindi, se navighi un po’ sui siti dei semicolit, un’infinità di siti che insegnano l’italiano a entusiasti stranieri si ostinano a dire che “l’italiano (nel senso di lingua) è posteriore all’unità d’Italia! in Italia si parlano solo i dialetti!” e altre amentià del genere, che gli sono state suggerite dagli italiani stessi nella loro ansia di non volersi sentire grandi, di volersi sentire solo i poveri ignoranti del paesello, e mai gli eredi di Cesare.
                e che gli stranieri ben volentieri hanno accettato, e ulteriormente deformato in chiave anti-italiana.

                L’Italia non deve esistere; non si ha da fare, né domani né mai.

                Invece il Risorgimento è esistito, ed è esistito, ebbene sì, il Fascismo, suo naturale erede e continuatore.

                E gli italiani andavano estatici sotto il balcone del DVCE- non solo costretti, non solo di malavoglia, non solo ironicamente, come si sono raccontati dopo- e gli stranieri veramente fino al ’38 hanno avuto paura di quel buffone smargiasso di Mussolini, come adesso hanno paura dei buffoni smargiassi Netanyahu e Khamenei, che non sono migliori, né diversi.

              • habsburgicus scrive:

                ATPM=accordo totale con Pino Mamet

              • habsburgicus scrive:

                contro gli armeni

                non tanto..gli armeni sono ben voluti, e viceversa..o meglio, tanto gli armeni quanto i persiani hanno nemici ben più temibili cosicchè le loro possibili differenze si riducono al nulla

              • Francesco scrive:

                in larga misura concordo con Pino

                ma resta al primo posto il programma di avere la Padania Libera!

                😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Vincente a Gaza.

          Se provi ad applicare la stessa tattica in Iran come minimo ti ritrovi in un gigantesco Afghanistan.”

          Ma non credo che Israele pretenda di occupare militarmente l’Iran.

          Molto più realisticamente, pensa di:

          – distruggerne le basi economiche

          – far scoppiare una guerra senza fine tra il 60% di Farsi e il 40% di azeri, kurdi, arabi, baluchi e tutto il resto, con la speranza che nascano altri sottoconflitti (immaginiamo azeri contro kurdi, ad esempio)

          Mi sembra un progetto sensato e fattibile. Non sono un buon profeta, ma secondo me è anche realizzabile.

          • mondo parallelo scrive:

            Distruggerne le basi economiche.

            L’Iran non è un paese qualsiasi.
            Se distruggi l’Iran distruggi il mondo.
            Non vorrei fare il profeta del venerdì, ma secondo me presto troveranno un accordo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “fattibile”

            Avresti anche ragione, se non fosse che quello che davvero unisce tutti gli Iraniani (azeri, baluci e sunniti inclusi) è l’odio verso quegli Stati Uniti che sostenevano lo Scià e la sua Savak e che affossaron Mossadegh.

            Persino gli esuli adesso dicono che per quanto schifo facciano gli ayatollah bisogna unirsi tutti contro il nemico comune.

            Un diplomatico USA, parlando della Giordania, diceva che era poco più di un’oasi con una bandiera sopra.

            Mettendo più oasi, avevi la Siria o l’Iraq.

            Ma l’Iran è molto di più. I suoi confini non sono il frutto del colonialismo. La sua identità statale neanche.

            La strategia Israeliana che descrivi è esattamente quello che si pensava di poter fare all’epoca coloniale. Un’epoca passata.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              io ieri sera ho sentito un tizio, di cui però ignoro identità e credenziali, dire che l’80% degli iraniani è contro il regime

              questo torna con quello che è successo in Iran fino a ieri, tra registi censurati e ragazzi massacrati

              cosa succeda ora non lo so

              chi abbia ancora “fresca” la memoria del regime dello Shah finito nel 1979 e sostituito dal regime degli Ayatollah, ecco non mi stupirei se fossero molto più occidentali di sinistra di mezza età che iraniani

              🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “io ieri sera ho sentito un tizio, di cui però ignoro identità e credenziali, dire che l’80% degli iraniani è contro il regime”

                Credo che ci sia una diffusa stanchezza di vedere le stesse facce in giro, un po’ come ai tempi di Tangentopoli da noi.

                Aggiungiamo poi la spaccatura tra “ariani” e “semiti” (non ti ho sentito commentare ancora a proposito); e infine il fatto che il 40% della popolazione non è “persiana”.

                Insomma, il paese ha ottime possibilità di piombare in un caos senza fine, che risolverebbe un sacco di problemi sia per Israele che per l’Arabia Saudita.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                ti dirò: nelle manifestazioni contro il regime non ho visto (nè ho letto nei commenti) nulla sulla distinzione tra Semiti e Ariani.

                E’ troppo culturale per me, scusami.

                E credo pesi anche il fatto che (1) mica puoi votare contro gli Ayatollah, sono lo che comandano, non è come la DC e (2) i Pasdaran non sono come i Carabinieri, che io sappia sono molto più simili alla Mafia

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ti dirò: nelle manifestazioni contro il regime non ho visto (nè ho letto nei commenti) nulla sulla distinzione tra Semiti e Ariani. ”

                Non ho mai partecipato a una manifestazione in Iran, evidentemente ne sai più di me.

                Parlo degli iraniani che conosco in Italia, e che quando sanno che ho studiato il persiano, si aprono un po’ di più.

          • PinoMamet scrive:

            “Persino gli esuli adesso dicono che per quanto schifo facciano gli ayatollah bisogna unirsi tutti contro il nemico comune.”

            beh conosco diversi iraniani, e sicuramente qualcuno la pensa come te… ma ne conosco anche uno che è stato intervistato dalla stampa italiana e ha espresso opinioni pesantemente anti-regime e nettamente filo-israeliane…

            • Moi scrive:

              Gli Esuli Iraniani credo che la pensino più o meno:

              “Ripristinare un nuovo Shah subito, senza (troppi specie fra i civili) inutili morti e distruzioni” .

              Purtroppo dal punto di vista strategico del territorio, l’ Iran a quanto pare è difficile da espugnare:

              chiuso da tre catene montuose, ampie zone desertiche, altri Paesi da transitare, un mare stretto, il Caspio…

              Una vera e propria Fortezza Naturale, come molti Paesi in Asia.

  39. PinoMamet scrive:

    Premesso che NON tutti gli israeliani ragionano così (credo anzi che siano una minoranza) e che questo NON è il motore delle azioni israeliane, siti religiosi mi fanno notare che oggi è il 23 di Sivan:

    e chissenefrega, direte voi.

    Il 23 di Sivan Mardocheo, il capo degli ebrei a Susa, ha avuto (secondo il Libro di Ester, che ricordo molto probabilmente è una novella, e non una cronaca) il permesso di far scrivere un editto al Re di Persia, col quale permetteva agli ebrei di tutto il regno (che andava “dall’India all’Etiopia” perlomeno nella finzione novellistica) di difendersi da coloro che li avessero attaccati;

    infatti precedentemente il “malvagio Haman” (“agaghita”, cioè discendente degli Amaleciti, nemici- semitici- giurati di Israele) aveva convinto il re di Persia ad emettere un decreto con il quale dava la possibilità di sterminarli.

    Poiché il re di Persia non ritira i decreti, ma può emetterne altri, Mardocheo ottiene un decreto che permette agli ebrei l’autodifesa, e li avverte prima che arrivi nella città il decreto precedente…

    Insomma, per farla breve, è il giorno in cui inizia la sconfitta di chi attacca gli ebrei

    (la storia finisce con Haman impiccato alla forca preparata per Mardocheo).

    La morale è abbastanza chiara: il re di Persia non è un cattivo ragazzo, è solo mal consigliato dai soliti semiti nemici di Israele;
    Israele comunque saprà difendersi e prevalere.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Pino Mamet

      “Premesso che NON tutti gli israeliani ragionano così (credo anzi che siano una minoranza) e che questo NON è il motore delle azioni israeliane, siti religiosi mi fanno notare che oggi è il 23 di Sivan:”

      interessante. Infatti non è chiaro perché l’Iran debba essere “il nemico”. Anzi, ho conosciuto molti arabi di una generazione ormai passata, che vedono nell’Iran l’amico naturale di Israele.

      Anni fa scrissi uno studio, che venne pubblicato da Ca’ Foscari, sul fatto abbastanza ovvio che l’Iran era sempre l’alleato naturale dell’Occidente contro gli Ottomani. E’ lì che i Carmelitani si sono insediati già nel Cinquecento.

      • habsburgicus scrive:

        E’ lì che i Carmelitani si sono insediati già nel Cinquecento.

        e regnando Clemente VIII (1592-1605), al secolo il senese Ippolito Aldobrandini, di felice memoria, venne ricevuta un’Ambasciata di ‘Abbas e-Kabir (1588-1629) cioè di ‘Abbas I il Grande, colui che 1622 toglierà Hormuz al Re del Portogallo (che era ancora il Re delle Spagne :D) e che qualche anno prima insediò gli armeni, da lui fatti deportare, nel cuore dell’Impero, alla periferia di Esfahan in un quartiere che prese il nome di “Nuova Julfa” ove Julfa era la località di frontiera ferroviaria tra Iran e URSS e oggi è la frontiera stradale fra Iran e Naxçivan azero (Culfa in azero)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Iran”

        L’Iran è il nemico da quando ha scacciato lo Scià e umiliato gli USA col pasticcio degli elicotteri Statunitensi caduti nel deserto mentre cercavano di liberare gli ostaggi nell’ambasciata. Lo è perché senza il continuo supporto USA lo Stato di Israele cessa di esistere. Infatti i nemici dell’Iran sono gli Israeliani e i sionisti in genere (come i ‘cristiano-sionisti’), non gli Ebrei: e in Iran esiste una minoranza Ebraica (credo) rappresentata in Parlamento.

        Aggiungi la naturale tendenza espansionistica del sionismo all’Eretz Israel e capisci perché a Teheran appena sentono nominare li Stato di Israele mettano tutti mano alla pistola.

        (Leggevo di un accademico Israeliano secondo cui dopo il nucleare Iraniano tocca alle capacità nucleari del Pakistan…)

        L’ostilità fra Teheran e Tel Aviv è militare e politica, non religiosa o culturale. In certi quartieri abitati da ortodossi delle città Israeliane le donne in pubblico sono coperte più che in Iran (testimonianza di un amico Israeliano).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          veramente sarebbe molto facile fare a metà per i due Stati e limitarsi a fottere gli Arabi, nella tua Versione del mondo ™

          😀

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “sarebbe molto facile fare a metà per i due Stati”

            Lo sarebbe, se gli invasor… i coloni che occupano la Cisgirodania non avessero ormai raggiunto l’11% della popolazione dello Stato di Israele.

            Come ricorda Martinez, con l’attuale distribuzione della popolazione nella regione la formazione di due Stati è irrealistica.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Lo diceva di recente anche Rima Hassan (l’europarlamentare sequestrata in alto mare dagli israeliani) in un’intervista post-rilascio sul perché non c’è alternativa all’unico stato.

              https://www.youtube.com/watch?v=Y3PiGeu4oEg

            • Francesco scrive:

              io parlo di due Stati: Persia e Israele.

              tu a cosa pensavi?

              :0

            • Francesco scrive:

              Ah lo so, io voto a favore dell’espulsione dei coloni dalla Cisgiordania manu militari da molto tempo.

              Un pò più seriamente di quanto voti per la restaurazione del Regno di Gerusalemme, anche!

              Un conto è mettere in discussione l’esistenza di Israele, un altro è parlare dei suoi confini.

              Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Tu “voti” (in realtà tifi) solo per l’eliminazione dei palestinesi da Gaza.

              • Francesco scrive:

                Io? e da quando scusa?

                Io tifo per l’eliminazione di Hamas dalla faccia della terra ma mi pare sia una questione molto diversa e ho sempre detto che non si deve sacrificare la popolazione di Gaza per quello.

                PS da quando sei telepatico?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non eri tu ad aver scritto che sarebbe stata una buona idea bloccare tutto ciò che entra fino alla vittoria? E ben prima che lo facesse Bibi.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                che fastidio ti dà Hamas?

              • Francesco scrive:

                Sì e avevo anche precisato il perchè lo avrei fatto.

                Non per far morire di fame e di sete due milioni e duecentomila persone ma per battere Hamas.

                E ho pure detto più volte che non faccio politica per i miei limiti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Sì e avevo anche precisato il perchè lo avrei fatto.

                Non per far morire di fame e di sete due milioni e duecentomila persone ma per battere Hamas.”

                Rileggere, prego.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi faresti morire milioni di persone per battere Hamas? Ma è proprio la strategia di Bibi: se non puoi vincere la guerra, elimini l’intera popolazione nemica e risolvi il problema.

              • Francesco scrive:

                No: il mio piano (e ripeto che lo ho messo giù proprio perchè consapevole di contare zero nel mondo reale) era inchiodare Hamas a restituire gli ostaggi o uccidere tutti i gaziani.

                Questo perchè nascondendosi in mezzo ai civili avevano reso impraticabile la cosa “normale”, cioè affrontarli sul campo.

                La mia speranza era che fosse Hamas a finire sulla graticola, come assassini, stupratori, rapitori e pure nemici del loro stesso popolo su ordine estero.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Questo perchè nascondendosi in mezzo ai civili avevano reso impraticabile la cosa “normale”, cioè affrontarli sul campo.

                La mia speranza era che fosse Hamas a finire sulla graticola, come assassini, stupratori, rapitori e pure nemici del loro stesso popolo su ordine estero.”

                In effetti, potrebbe funzionare.

                Pensiamo ai tedeschi in Italia, alle prese con i “terroristi” dell’epoca.

                Terroristi che si nascondevano in mezzo ai civili e che erano impossibili da affrontare sul campo.

                I tedeschi si sono limitati a fare qualche rappresaglia di qua e di là: in un paese di 40 milioni di persone, hanno ucciso (cito a memoria) 25.000 civili, nello stesso periodo di tempo all’incirca in cui Israele, in una striscia di 2 milioni circa di persone, ha ucciso almeno il doppio. Insomma, gli israeliani hanno ucciso circa 40 volte di più.

                E gli israeliani hanno distrutto circa l’80% degli edifici di Gaza, i tedeschi quanti ne hanno distrutti in Italia?

                Ma se i tedeschi avessero applicato la Strategia Francesco – uccidere tutti gli italiani sterminandoli anche per fame e per sete, se i “terroristi” non la smettevano di fare attentati – forse gli italiani avrebbero messo i partigiani “sulla graticola, come assassini, stupratori, rapitori e pure nemici del loro stesso popolo su ordine estero.”

                La storia non si fa con i se, ma sarebbe un’ipotesi interessante.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “inchiodare Hamas a restituire gli ostaggi o uccidere tutti i gaziani”

                Lo vedi che non sei mai stato contrario al genocidio?

              • Francesco scrive:

                Non puoi affrontare Hamas se non sei disponibile a dichiararti al loro livello. Ma il mio piano lo prevedeva come bluff.

                Per sconfiggere Hitler ci si alleò con Stalin e si accettarono i metodi di Bomber Harris.

                A volte è necessario fare cose orribili.

                A volte lo si fa solo per soldi.

                Ciao

              • Francesco scrive:

                Miguel

                tu sei uno spirito ridanciano ma direi che al tuo divertissement manca qualche dettaglio

                che renderebbe evidente che l’equivalenza tra partigiani e Hamas è una solenne stronzata

                saluti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “tu sei uno spirito ridanciano ma direi che al tuo divertissement manca qualche dettaglio”

                Ne mancano tanti, ad esempio:

                Nel 1943-1945, i tedeschi in Italia dovevano vedersela anche con gli eserciti degli Stati Uniti e l’Inghilterra, non con i proclami degli iraniani.

                I tedeschi non hanno mai preteso che l’Italia fosse data loro da Dio da colonizzare dalle Alpi allo Ionio (su questo Hitler si era esplicitamente distanziato, nel Mein Kampf, da quelli che dicevano “il nemico è a Sud”, per lui “il nemico è a Est”).

                E sicuramente ci sarebbero tanti altri dettagli.

                Premesso questo, ho posto una domanda completamente diversa, che non riguarda la parte dei “terroristi/guerriglieri” ecc., ma quella di un esercito regolare più forte alle prese con una guerriglia diffusa.

                Ti chiedo, se i tedeschi avessero fatto le stesse cose in Italia, che tu auspichi gli israeliani facciano in Palestina, avrebbero potuto vincere (non dico sull’esercito Usa, immagina che avessero solo il problema dei partigiani)?

                Ripeto, è una domanda tecnica, tolgo la parola “Hamas” al tuo intervento se ti disturba:

                “il mio piano […] era inchiodare XXX a restituire gli ostaggi o uccidere tutti i YYYY.

                Questo perchè nascondendosi in mezzo ai civili avevano reso impraticabile la cosa “normale”, cioè affrontarli sul campo.

                La mia speranza era che fosse XXX a finire sulla graticola, come assassini, stupratori, rapitori e pure nemici del loro stesso popolo su ordine estero.”

                Ti dispiace rispondere nello specifico?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se gli italiani nel ’42 avessero detto “consegnateci tutti i ribelli o per il filo spinato intorno a Lubiana non passa più nemmeno mezza pagnotta” questo avrebbe annientato il movimento di liberazione sloveno?

              • Francesco scrive:

                Domande legittime.

                Come ritengo legittima la mia fortissima ostilità a tutte le forme di lotta senza uniforme, che limitare la guerra a quelli in uniforme è stato uno dei pochi progressi nella Storia dell’umanità.

                Si può dibattere se abbia un risvolto di favorire i contendenti più grossi e forti ma mi pare di avere fatto una osservazione pertinente.

                Hamas ha fatto cose che non ricordo nessun movimento di Resistenza abbia fatto, neppure in Jugoslavia, Miguel. Le sta ancora facendo, anzi.

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Come ritengo legittima la mia fortissima ostilità a tutte le forme di lotta senza uniforme, che limitare la guerra a quelli in uniforme è stato uno dei pochi progressi nella Storia dell’umanità.”

                Bene, ma io non sto parlando della tua antipatia o simpatia, se sogni la vittoria di questi o di quelli.

                Stiamo parlando di un movimento di “persone non in divisa” (lasciamo perdere le etichette che ci piacciono o no) con un vasto sostegno popolare, per evidenti motivi storici.

                Come fare in modo di staccare il “popolo” dalle “persone non in divisa”.

                Il metodo suggerito da te (portare la popolazione, attraverso incessanti massacri senza limite, la totale distruzione delle case e la morte per fame e per sete, a rinnegare le “persone non in divisa”) potrebbe funzionare, non lo nego.

                Vedremo se in Palestina funziona.

                Ma ti chiedo, secondo te, se l’esercito tedesco nel 1943-45, avesse applicato il tuo metodo in Italia, avrebbe funzionato?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                riguardo alla tua soluzione per la Palestina, prendi la mia come una domanda puramente tecnica.

                Un veicolo che pesa X tonnellate deve attraversare un fiume, qual è il tipo di ponte più adatto per permetterne il passaggio?

                Questo tipo di ponte è stato usato in passato, con quali esisti?

                Perché non è stato usato prima, invece?

                Lasciamo perdere se in caso ti piacciono i passeggeri del veicolo, in un altro ti stanno antipatici: stiamo cercando di capire se in circostanze analoghe (veicolo di X tonnellate che deve attraversare un fiume, oppure esercito regolare che deve eliminare un gruppo di combattenti non in divisa) lo stesso metodo può funzionare.

                Quindi, ribadisco la mia domanda: se i tedeschi avessero applicato il metodo Francesco in Italia nel 1943-45 (facendo astrazione della grande differenza che allora c’era una guerra mondiale in corso, oggi c’è una superpotenza contro un campo profughi), avrebbero potuto ottenere il risultato che Francesco si auspica nel conflitto attuale in Palestina?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “neppure in Jugoslavia”

                Come dirci che non sai di cosa stai parlando con altre parole, insomma.
                Non mi sembra che Hamas dopo la vittoria nella guerra civile a Gaza abbia fatto fucilare diecimila domobran… militanti di Al-Fatah.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                2) il fatto che una cosa sia nuova non vuole dire che fallirà sempre. la Svizzera campa da secoli con tre lingue e due religioni e senza un re, per fare un esempio. Laggiù in Terrasanta ci sono poco spazio e due popoli che si odiano (almeno in larga misura e con tendenza al di più e non al di meno). La soluzione dei due Stati è nuova per molti versi ma tiene conto delle circostanze. Quella classica, il popolo più forte stermina quello più debole, mi piace meno.

                1) non ho suggerito di sterminare i palestinesi di Gaza, solo di minacciare di farlo. Ho proprio scritto che sarebbe stato un bluff. E che lo ho suggerito solo perchè consapevole che nessuno mi si fila.
                Cosa avrebbe dovuto fare un governo ideale di Israele dopo il 7 ottobre? non lo so. mi sentirei di escludere sia l’invasione di terra, sia chiedere scusa ad Hamas. Il mio bluff molto teatrale mi pareva in linea con lo stile del Medio Oriente. Non ho scritto nulla su distruggere le case e massacrare i palestinesi di Gaza, ti faccio notare.

                3) i tedeschi ci hanno anche provato ad ammazzare un sacco di civili per intimidire le popolazioni dei paesi occupati, non mi pare con successo. Ma non ricordo nessun 7 ottobre a opera dei partigiani in nessun paese occupato dai nazisti.

                Ciao

  40. mondo parallelo scrive:

    Perché hai provocato l’Iran?!

    — Il ministro della Sicurezza Nazionale Ben-Gvir ha accusato il capo del Mossad Barnea di aver iniziato la guerra.

    Barnea rispose:

    Non sapevo che l’Iran avesse tali capacità missilistiche!

    Da Telegram

    Così siamo messi….lo sapeva anche le galline delle capacità missilistiche iraniane e questi che sono i capi del Mossad non lo sapevano. Ma mi sembra strano
    Questi sono capaci di fare qualsiasi scemenza. È gente distratta che magari gli parte un ordigno nucleare per disattenzione.
    Comunque la sede del Mossad e altro erano proprio a ridosso dell’ospedale colpito, se non dentro, corre voce.
    Magari col boato si svegliano.

  41. habsburgicus scrive:

    (altre notizie recentissime di prima mano sull’Iran)

    We (3 frenchs) just got out of iran though Turkmenistan. Here are the situation I experienced on those lasts days (we just reunited yesterday with my fellow cyclists) :
    – heavy controls and search. I didn’t experienced any search during my 5 weeks in Iran but during the last 3 days, a lot of check points on the road, lugage and passeport checking. One was quite heavy : 6 hours, had to face the car’s floor during transportation, moved 2 times, phone check etc…
    – lot’s of people of the road trying to moove out of Téhéran and some difficulties to have fuel and it can be complicated to have a bus ticket, lot’s off them are full
    – Internet was really slow until 2 days ago when it was shut down, making whatsapp and international communication very difficult.
    – the turkmen border is still open and we had help from our ambassy to change our transit visa date.
    This is just a statement of those last days in Iran and change that we experienced, no political statement or anything. I did felt a change as a tourist and wasn’t really confortable to stay (it is still only my choice and opinion).
    Enjoy your trip and take care

    aggiungo io che è evidente che tutti noi occidentali ormai siamo sospettati (NON era così, ad onta della vulgata) e che nulla sarà più come prima per noi….si deduce poi che lo Stato iraniano, anche in province lontane, sussiste e non è collassato

    • PinoMamet scrive:

      “e che nulla sarà più come prima per noi”

      ecco, questo è il classico tocco di pessimismo alla Habs 😉

      A te Leopardi te fa un baffo… 😉

  42. mondo parallelo scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2025-06-18/greening-the-sahara-for-a-nourishing-and-regenerative-algeria/

    Quelli che….
    Se vuoi la pace prepara la guerra.
    No
    Se vuoi la pace impara a gestire il clima attraverso l’acqua.

    Milioni di persone in Turchia, Siria e Iraq dipendono dal Tigri e dall’Eufrate per l’acqua. Mentre i fiumi iniziano a prosciugarsi, le controversie internazionali sull’accesso all’acqua si stanno già surriscaldando

    https://www.scienzenotizie.it/2023/03/20/leufrate-si-sta-prosciugando-a-rischio-uno-dei-fiumi-piu-importanti-al-mondo-5367277

  43. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    https://www.facebook.com/share/19YuLiYc7V/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  44. tomar scrive:

    Alle grida strazianti e innocenti
    di una folla che pan domandava
    il feroce monarchico Bava
    gli affamati col piombo sfamò.

  45. tomar scrive:

    Alle grida strazianti e innocenti
    di una folla che pan domandava
    il feroce monarchico Bava
    gli affamati col piombo sfamò.

  46. tomar scrive:

    corrige:
    Alle grida strazianti e dolenti

    • habsburgicus scrive:

      e vabbè, errore veniale Mauricius..ok, la tipa non conosce la Storia…e dovrebbe dispiacermi, e infatti mi rattrista..però anche tutti gli altri governanti, con pochissime eccezioni, non conoscono la Storia e la loro visione va indietro al massimo all’11 settembre 😀 quindi non mi scandalizzo che una estone non abbia mai sentito parlare del conflitto irlandese 😀

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Il problema è tutto il resto: un ministro degli esteri che va in parlamento con la storiellina strappalacrime fottendosene di chi sia l’interlocutore e che pretende pietà e condanna selettive a seconda della propria (ma mica è sua, dicamocelo sinceramente) agenda politica è squallido. L’ignoranza abissale che tradisce è solo la magnificazione di questo pietoso teatrino.

    • Francesco scrive:

      Davvero qualcuno ha paragonato i riots all’occupazione sovietica dei baltici? almeno ditemi che adesso è impalato sulla piazza grande di Brussels!

      PS potrei essere d’accordo solo se risalissimo a Cromwell

      • PinoMamet scrive:

        Beh… non saprei, l’oppressione degli irlandesi cattolici è qualcosa di più antico e profondo e prolungato del periodo dei riots…

        ma a te i cattolici interessano poco, giusto? 😉

        • Francesco scrive:

          ma se non erro quella persecuzione ha toccato il suo culmine con l’orrendo Cromwell

          mentre paragonare gli anni ’70 là con gli anni ’30 nel Baltico

          a me mi pare una stronzata

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “ma se non erro quella persecuzione ha toccato il suo culmine con l’orrendo Cromwell

            mentre paragonare gli anni ’70 là con gli anni ’30 nel Baltico

            a me mi pare una stronzata”

            OSACF

            Occasione secolare di accordo con Francesco.

            La Kallas ha detto una scemenza da ignorante, per poter esaltare il proprio vittimismo personale.

            Ma premesso questo, credo che gli orrori subiti dalle popolazioni del Baltico negli anni di Stalin siano stati davvero spaventosi, e non paragonabili a quanto subito dagli irlandesi negli anni Sessanta.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “potrei essere d’accordo solo se risalissimo a Cromwell”

        Curioso che la cosa risalga a Cromwell…

        • Francesco scrive:

          why?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Curioso che tu sappia che l’oppressione degli irlandesi risale almeno a Cromwell e ciononostante credi che sia una cosa limitata al dopoguerra.

            • Francesco scrive:

              i dettagli, bambino bello, i dettagli!

              io ho detto che NEL dopoguerra era una cosa limitata, soprattutto se paragonata a quello successo negli anni 30 ai baltici per mano di Stalin

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Negli anni ’30 i baltici erano indipendenti: Stalin li annesse nel ’39, poi si unirono allegramente ai nazisti per rendere i propri paesi judenfrei.

                Credo che la nostra parlasse degli anni immediatamente successivi alla guerra.

                Come vedi, nei dettagli ci si impicca, se non si guarda il fenomeno nel proprio complesso. E dire agli irlandesi che non possono comprendere l’oppressione è un’idiozia.

              • Francesco scrive:

                grazie della preziosa correzione!

                ma resto della mia idea sulla Kallas, che non è certo tenuta a saperne molto del lontano passato irlandese.

                e comunque si unirono allegramente ai nazisti per rendere i propri paesi Stalin-frei, con gli ebrei come sfortunate vittime

                non dimentichiamo i dettagli, caro

  47. mondo parallelo scrive:

    https://youtu.be/Gwx6HJoy_kA?feature=shared

    In un momento in cui si parla di missili l’indispensabile Volpi rivela la realtà economica sottostante in cui il mondo intero
    è paralizzato per la paura che si arrivi al blocco dello stretto di Hormuz.
    (E bastano delle comuni mine dico io, se non ricordo male)
    La Cina non si lascerà soffiare il petrolio iraniano e altre bazzecole, senza ritorsioni, non militari, ma sempre economiche. Blocco delle esportazioni di terre rare e altro di indispensabile.
    In tutto questo l’Europa rispolvera il colonialismo.
    🤪
    Si, ciao

    • Francesco scrive:

      forse sei giovane: il blocco di Hormuz è come la Salerno – Reggio Calabria e il Ponte sullo Stretto

      😉

      • Andrea Di Vita scrive:

        @francesco

        “Stretto”

        Tanto tuonò che piovve.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • mondo parallelo scrive:

        L’Iran ha solo due modi possibili per rispondere all’attacco. Uno è, come sottolinea Scott Ritter, un attacco distruttivo e devastante contro Israele stesso. Deve essere una situazione abbastanza grave da indurre Israele a chiedere agli Stati Uniti di negoziare la fine della guerra. Tuttavia, ciò rischierebbe di provocare attacchi nucleari israeliani contro l’Iran.

        Un’altra possibilità è quella di vendicarsi del potere che sta dietro a Israele e che ha cospirato con esso per lanciare l’attacco. In Medio Oriente ci sono obiettivi americani che l’Iran potrebbe colpire facilmente. Ma la risposta degli Stati Uniti sarebbe una guerra aerea e missilistica che annienterebbe qualsiasi difesa ancora possieda l’Iran.

        Un attacco più sensato agli Stati Uniti avrebbe come bersaglio la loro economia. L’Iran può interrompere la produzione di petrolio. Dispone di vari mezzi per bloccare la produzione di petrolio e gas nei paesi alleati degli Stati Uniti nelle sue vicinanze. Può chiudere lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa il 25% della produzione mondiale di idrocarburi. Gli Stati Uniti possono fare ben poco per impedire all’Iran di mantenere un simile blocco.

        Come ho detto prima:

        Trump vuole prezzi del petrolio più bassi e la libertà di perseguire i suoi interessi interni.

        Se il prezzo del petrolio dovesse salire per qualche mese sopra i 200 dollari al barile, le possibilità dei repubblicani di mantenere la Camera e il Senato sarebbero annientate. Rovinerebbe la presidenza di Trump. Ciò rivolterebbe il mondo contro Israele. Trump sarebbe costretto a cercare la pace con l’Iran.

        Ci sarebbero danni collaterali significativi per l’economia globale.

        Da un vecchio articolo di Moon of Alabama

        • mondo parallelo scrive:

          secondo i ricercatori la soglia degli 1,5 gradi potrebbe essere superata già a partire dalla fine del decennio in corso. Cosa significherà questo? Secondo lo Special report 1.5 pubblicato proprio dall’Ipcc nel novembre del 2018, ogni decimo di grado al di là di tale limite contribuirà a trasformare l’attuale crisi climatica in una catastrofe

          https://valori.it/obiettivo-1-5-gradi-clima/

          A rigore di logica se l’Iran bloccasse il flusso di petrolio, il clima ne trarrebbe beneficio
          I paradossi sono inevitabili.
          Il mondo non è stato fatto con la squadra.

          • Ros scrive:

            mondo parallelo: “secondo i ricercatori la soglia degli 1,5 gradi potrebbe essere superata già a partire dalla fine del decennio in corso”

            e noi sai che facciamo?
            Noi ci leggiamo “Terra abbruciata” così ci avvezziamo all’idea della canicola & canazza annessa.

            Una volta avvezzi e con le cosce scquarate poi ci passa la paura🙂

            James G. Ballard: “Terra bruciata”

            https://www.ibs.it/terra-bruciata-ebook-james-g-ballard/e/9788858860830

            *
            “Stato psicofisico prevalentemente estivo che colpisce gli individui proprio nel momento in cui si dovrebbe occupare di innumerevoli incombenze.

            In tale stato il suo cervello viene improvvisamente inghiottito da un enorme buco nero che gli risucchia tutte le idee, le forze e la volontà per portarli a termine, trasformandolo in un baccello che ondeggia grazie solo alla forza del vento”

            • Ros scrive:

              lo stato psicofisico di sopra è la canazza, che in questi giorni di caluria effettivamente mozzica🙄

              • mondo parallelo scrive:

                Nella profonda campagna emiliana già descritta da Guareschi, se ti aggiri in bicicletta alle tre di pomeriggio, puoi incontrare anche il diavolo.
                Ma io per fortuna non soffro molto il caldo.
                Da giovane facevo i miei giri in bicicletta partendo anche alle quattro di pomeriggio.
                L’asfalto emanava un certo odorino da bruciacchiatura.

        • Francesco scrive:

          però, scusa, se l’Iran blocca lo stretto di Hormuz smette pure lui di esportare petrolio e gas.

          per quanto tempo può permettersi di farlo?

          Ciao!

    • Moi scrive:

      Ho appena imparato questo proverbio Africano da un “AfroItaliano”, solitamente cultore del Greco e del Latino :

      ” Finché il leone non avrà imparato a scrivere , il protagonista della storia sarà sempre il cacciatore. “

  48. Moi scrive:

    NON è un nuovo fronte su cui preoccuparsi spero … ma mi è capitato um Marocchino da Social secondo il quale la Mauritania (!) in realtà NON esiste … è Marocco Irredento.

    • Moi scrive:

      Che io sappia …

      Anticamente “Mauretania con la E” Latino indicava l’ attuale Maghreb, gli odierni Marocco e “Mauritania con la I” (tutta a Sud del Marocco) si contendono ancora il Sahara Occidentale …

      MA la “Storia Bianca” è inaffidabile perché è razzista, si sa !

      • Moi scrive:

        Sotto Lampedusa, una volta era tutto Wakanda.

        😇🌈

      • habsburgicus scrive:

        @Moi
        in realtà la Mauritania, Stato che oscilla tra definirsi “arabo” o “nero”, non rivendica più l’ex-Sahara spagnolo, i problemi ci sono fra Marocco e Algeria la quale non rivendica NULLA per sé (almeno in pubblico) ma sostiene con fermezza, ormai unica al mondo, la lotta del Fronte Polisario cioè del popolo saharawi ed è adamantina nel negare che il Sahara occidentale sia marocchino donde rottura diplomatica fra Rabat e
        Algeri, confine chiuso, e clima da guerra freddissima fra Algeri che si definisce “araba” e “anti-imperialista” e appoggia la Palestina e il Marocco che si defniasce “berbero” ed è tutto per l’Occidente e per Israele;
        il Marocco dal canto suo ritiene quelle aree “nuovo Marocco” e noi occidentali ci possiamo entrare liberamente anche se tutti coloro che ci sono stati (io purtroppo ancora no) parlano di un’atmosfera diversa dal vecchio Marocco (il Marocco internazionalmente riconosciuto), più tesa e meno easy (posti di blocco, polizia curiosa ecc :D): ci sono bus dal vecchio Marocco, ad esempio si può andare da Agadir (sud del vecchio Marocco, per i marocchini “Marocco centrale” attenzione a non sbagliare 😀 :D) a Laayoune con CTM, e da Laayoune si può andare a Dakhla (quasi in Mauritania) con Supratour..la frontiera con la Mauritania è aperta, e già questo dimostra che i mauritani si sono arresi ai marocchini accettando tutto, ma il visto mauritano non è facile da avere, adesso c’è un eVisa che spesso non viene dato; la frontiera, a quanto si deduce dai rari resoconti di viaggiatori che leggo sempre avidamente, si passa alla buona a piedi (non adesso, eh, 50 gradi all’ombra…diciamo a dicembre :D) e in Mauritania vi è un taxi collettivo che porta a Nouadhibou donde in qualcge modo si potrà giungere a Nouakchott, la capitale…la moneta è l’ouguiya di cui adesso esiste una versione pesante e truffano i rari stranieri dando le banconote vecchie fuori corso 😀 (la Mauritania disse no all’arroganza gallica e rifiutò di aderire al franco CFA..ciò però le diede l’indipendenza ma la condannò alla miseria in quanto, potete immaginare, l’ouguiya può forse e dico forse essere utile come surrogato della carta igienica :D); oltre Nouakchott vi è il Senegal, Stato nero filo-occidentale , ove Macron regna e in cui la moneta è il franco CFA, basta il passaporto, la vaccinazione non sarebbe richiesta ma dipende :D…..farsi il “nuovo Marocco” e transitare in Mauritania saarebbe un bel modo inusuale e anticonformista, in inverno, di arrivare nell’Africa nera 😀 😀 in estate sarebbe una forma particolare di suicidio 😀

        • Moi scrive:

          … complimenti per la tua preparazione ! SE le AI rielaborano le informazioni on-line … mi sa che sei tu con i tuoi commenti qua, la loro principale fonte.

          😉

          • habsburgicus scrive:

            😀
            a me oltre alla Storia e alle questioni culturali, i viaggi piacciono quindi cerco di informarmi sempre 😀 su Whatsapp vi sono vari gruppi di viaggiatori, alcuni dei quali veramente interessanti….e naturalmente, nel mio piccolo, condivido anch’io le poche cose di cui ho esperienza, ad esempio un russo (?) -mai visto e mai conosciuto- proprio l’altro giorno mi ha chiesto del Turkmenistan e credo di essergli stato utile…
            poi mi piacerebbe pure le donne 😀 😀
            il calcio no, ma da italiano qualcosa sono costretto a sapere pure di quel gioco barbaro 😀

        • Moi scrive:

          Be’ … tantissimi Marocchini possono sembrare “Terroni” , i Mauritani mi sembrano decisamente più scuri e con lineamenti solo vagamente Semitici, palesemente meno del ” Corno d’ Africa ” che pure non ha una popolazione pienamente “Negroide” , direbbe Sizzi .

          • Moi scrive:

            Gli Eritrei soprattutto, per dirla alla Sizzi, sembrano “ibridi semiti-negroidi”,ovviamente con il secondo dominante e il secondo recessivo (anche se il più recessivo di tutti è il Norreno) … i Mauritani mi pare che abbiano lineamenti vagamente “ibridati sbiancati” , a livello degli AfroAmericani .

          • Moi scrive:

            Insomma, per farla breve: Marocchini e Mauritani mi pare che 9 volte su 10 siano fenotipicamente(!) distinguibili a 👁 occhio.

            Poi hanno culturalmente in comune tantissimo: a partire dall’ Arabo come Lingua Ufficiale (anche se ovviamente non l’ unica parlata) e dall’ Islam come religione dell’ oltre 90% della popolazione.

            • habsburgicus scrive:

              Insomma, per farla breve: Marocchini e Mauritani mi pare che 9 volte su 10 siano fenotipicamente(!) distinguibili a 👁 occhio.

              giustissimo Moi !
              per l’arabo, credo che lo parlino un pochino pure in Ciad (limgue ufficiali, francese e arabo) ove sono già veramente neri, e probabilmente un simil-arabo si parla pure a Kousséri nell’estremo nord del Camerun e in alcune aree della C.A.R (e del Niger, ça va sans dire) dove sono nerissimi
              non oso pensare che arabo sia 😀 😀 un arabo che cin la lingua del Corano avrà un’affinità molto relativa 😀

  49. Moi scrive:

    Ci sono diversi conflitti nel mondo che, pur non ricevendo la stessa attenzione mediatica dei più noti, continuano a causare sofferenza e instabilità. Alcuni esempi includono guerre civili in paesi come Myanmar, Sudan, Repubblica Centrafricana, e Congo, oltre a conflitti regionali in Yemen, Eritrea, Mali, e Somalia. Anche il conflitto tra Israele e Hamas, nonostante la sua rilevanza, spesso viene oscurato da altri eventi, così come la crisi in Venezuela e la “crisi anglofona” in Camerun.
    Questi conflitti, spesso definiti “guerre dimenticate”, sono caratterizzati da:
    Bassa intensità:
    Possono non raggiungere le dimensioni di conflitti come la guerra in Ucraina, ma causano comunque numerose vittime e spostamenti di popolazione.
    Vittime civili:
    Bambini, donne e anziani sono spesso le principali vittime di questi conflitti, che comportano violazioni dei diritti umani, stupri e altre atrocità.
    Dimenticanza mediatica:
    La mancanza di copertura mediatica contribuisce a mantenere questi conflitti nell’ombra, rendendo più difficile trovare soluzioni e portare aiuto umanitario.
    Ecco alcuni esempi specifici di conflitti di cui si parla meno:
    Siria:
    Il conflitto in Siria, iniziato nel 2011, continua a provocare instabilità e violenze, nonostante la riduzione dell’attenzione mediatica.
    Afghanistan:
    La guerra civile in Afghanistan, con il coinvolgimento di diverse fazioni interne e potenze straniere, è un conflitto di lunga durata che spesso viene dimenticato.
    Nigeria:
    Il conflitto tra il governo nigeriano e vari gruppi armati, come Boko Haram, continua a colpire la popolazione civile.
    Kashmir:

    Da AI OVERVIEW

    Il conflitto tra Pakistan e India per la regione del Kashmir, seppur considerato di “bassa intensità”, ha causato numerose vittime.
    Repubblica Democratica del Congo:
    Il paese è teatro di numerosi conflitti interni e violenze, spesso trascurati dai media.

    • Moi scrive:

      TUTTO PRESO DA AI OVERVIEW
      … chiedendogli semplicemente in Italiano:

      “guerre di cui nessuno parla”.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Ci sono diversi conflitti nel mondo che, pur non ricevendo la stessa attenzione mediatica dei più noti, continuano a causare sofferenza e instabilità. ”

      Verissimo.

      Il punto per me però è questo.

      Io non posso certo occuparmi di qualunque cosa succeda nel mondo.

      Posso occuparmi di quei conflitti in cui l’Italia è direttamente coinvolta: perché ci manda delle truppe, perché le sue imprese ci guadagnano, perché il governo italiano sostiene in qualche modo una delle parti in causa.

      Credo che l’Eni sia coinvolto sia nei conflitti in Mozambico che in quelli del Delta nigeriano. Credo che la Leonardo sia coinvolta nel vendere strumenti di morte a Israele, e che ditte israeliane giochino un ruolo nella cybersicurezza italiana. E credo che l’Italia sia direttamente coinvolto nella fornitura di armi all’Ucraina.

      Non mi sono documentato, ma non ho sentito di un coinvolgimento italiano nel conflitto nel Myanmar, e posso quindi disinteressarmene.

      • Francesco scrive:

        E in base a che cosa puoi disinteressartene? o meglio, hai ragione di interessarti di qualche guerra fuor di Toscana?

        Non sei dell’idea che votare ogni 5 anni sia nulla, ergo quello che fa il Governo italiano col beneplacito del Parlamento ti passa sopra la testa come fosse la Cometa di Halley?

  50. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=T2dg5ZcEgLg

    Elly Schlein e l’inglese, ecco come se la cava la segretaria del Pd. E la platea impazzisce per lei

  51. Moi scrive:

    Melvin Schlein: “Nel kibbutz dormivo con il mitra sotto il letto. Mia figlia Elly crede nei due Stati, io poco”

    Il padre della segretaria del Pd, professore alla Franklin University di Lugano ed esperto di politiche internazionali interviene sul conflitto in Medio Oriente: “La rappresaglia di Israele un errore strategico”

    https://www.lastampa.it/politica/2023/11/12/news/guerra_israele_-_palestina_melvin_schlein_nel_kibbutz_dormivo_con_il_mitra_sotto_il_letto_mia_figlia_elly_crede_nei_due_-13855879/

  52. mondo parallelo scrive:

    Intanto l’impossibile guerra Iran Israele, distoglie l’attenzione da Gaza.
    Si muore di sete.
    https://www.remocontro.it/2025/06/21/trump-frena-in-iran-e-putin-accelera-in-ucraina/

  53. Moi scrive:

    Reza Ciro Pahlavi II, figlio dell’ultimo Scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi, rovesciato nella rivoluzione del 1979, ha dichiarato di essere pronto a guidare l’Iran durante un’eventuale fase di transizione politica. “Sono a disposizione del mio popolo”, ha affermato nei giorni scorsi, invitando gli iraniani a sfruttare il clima di tensione causato dalla guerra con Israele per rovesciare il regime degli ayatollah.

    https://tg24.sky.it/mondo/2025/06/16/reza-ciro-pahlavi-guida-iran

  54. habsburgicus scrive:

    (altre notizie random dall’Iran)

    un altro belga (+32) ci dice che Mashhad è tranquilla; a Mashhad-e Moqaddas (Mashhad la Santa) c’è la tomba dell’Imam Reza (in arabo Rida), l’VIII Imam, fatto uccidere nell’817 d.C dal Califfo ‘abbaside al-Ma ‘mun (813-833 d.C), quando da noi regnava (si fa per dire :D) Ludovico il Pio (814-840 d.C), figlio di Carlo Magno
    Dear all, we am have been traveling from Tehran to Mashhad this week. Many, many, checkpoints. We ride with motorcycles and have been taken out all the time. Super fit sly officers thought. We are in Masshad, situation calm here, we trot to get visas for Afghanistan. Afghani embassy is open, but they have difficulty to process the visas as they also have limited internet.
    [probabimente non aveva altra scelta, tutto dipende dal luogo in cui era quando ci fu il disastro cioè l’attacco all’Iran..tuttavia uscire via Afghanistan, oltre ai problemi di visto, è ceteris paribus una delle soluzione meno consigliabili; probabilmente, secondo il mio -ininfluente- parere, solo uscire dal Pakistan a Taftan per Quetta o Rimdan per Gwadar è peggio in quanto c’era già una guerriglia beluchi spalleggiata dagli indù e forse da Israele e vi è il rischio che aumenti e addirittura prima del 13 giugno i pakistani talora ponevano ai rari occidentali che si avventuravano fin lì di avere una scorta armata, tendenzialmente molto cara, anche se qualcuno l’avrebbe ottenuta gratis, di default]

    un thailandese (+66 ) ci dice che internet è tornata in Iran
    internet is back in Iran!

    • habsburgicus scrive:

      qui vi è l’opinione di un iraniano, che si esprime con grande dignità e calma [è una famosa guida turistica che si occupava dell’ottenimento dei visti per i viaggiatori indipendenti non-iraniani e organizzava trasporti, cambi e anche il bancomat iraniano ecc…tutti ne parlano un gran bene…io non mi ero rivolto a lui quando chiesi il visto e feci la Mah Card -uno dei bancomat iraniani- per conto mio, anzi allora non sapevo dell’esistenza di costui, ma pur essendomi trovato bene con TAP Persia (a cui chiesi solo il supporto per il visto, 29 euro via PayPal…tutto il resto me lo sono fatto da me) contavo di contattarlo nell’eventualità di un mio secondo viaggio in Iran, per prenotare qualche bus in zone remote :D: purtroppo ciò non è più possibile e non lo sarà, temo, per molto tempo]

      Thank you for all the messages you have sent me; it is reassuring to have friends like you. I apologize for not being able to respond to each message in a timely manner. My family and I are doing ok, but like all the people in Iran, we are facing challenges. We hope that the situation will improve as soon as possible because Iran and its people deserve better than this.
      Pray for Iran.

      • habsburgicus scrive:

        l’ottenimento della Mah Card è stato a suo modo epico..e quindi vi scrivo due parole (swe ve l’ho già scritto, mi scuso)

        allora, una volta avuto la Visa Grant Notice e comprato il biglietto aereo, e prenotato con qualche difficoltà degli hotel di lusso a Tehran (il mitico Ferdowsi, sui 55 E, in Iran tutto è a buon prezzo) e in altre città [in Iran non funziona Booking per ordine di Washington e si riescono a prenotare con vari problemi solo hotel di livello alto..gli hotel di livello basso ci sono, ma non sono prenotabili, uno volendo si presenta e magari una camera gliela trovano], mi sono posto il problema di avere una carta iraniana..
        in Iran, come in Russia (ma non in Bielorussia) non funzionano le nostre carte ma naturalmente le carte esistono, ma iraniane..
        a differenza dei russi, sospettosi, infidi, burocratici in altre parole sovietici (fatevi una carta MIR e poi mi dite 😀 :D) che rendono impossibile al turista “normale” farsi una loro carta (e in Russia ho sempre dovito usare contanti), in Iran vi è meno burocrazia
        trovo online un tale che getisce la Mah Card, trovo buone recensioni e decido di provare..
        si fa tutto online, debbo dargli passaporto e visto (in copia) e fissiamo l’appuntamento all’Hotel Ferdowsi a Tehran per la consegna, tre settimane dopo
        poi il nulla…
        passano giorni, giorni, giorni..e manco un beh..non avevo pagato nulla però mi scocciava aver dato i miei dati a qualcuno che avrebbe potuto essere un ciarlatano 😀
        manco ci pensavo più..il 2 settembre 2023 ero a Beirut nel Museo Nazionale (molto bello), dove a noi fanno pagare 1.000.000 lire libanesi (10 euro) e loro pagano 100.000 lire libanesi (1 E) !!!! alla faccia dell’eguaglianza :D…
        mente ammiravo un monumento del paganissimo Shipit Ba’al :D, mi arriva un WhatsApp con numero iraniano, il tipo dice che è tutto posto, la Mah Card è pronta, e chiede conferma per l’incontro in hotel 😀
        arrivato a Tehran tre giorni dopo al mattino (mi hanno fatto fare check-in anticipato e check-out posticipato, in Iran non guardano ‘ste bazzeccole, quelle sono le cose che fanno amare l’Iran, come la splendida torta al cioccolato che mi hanno fatto trovare in camera quasi che sapssero i miei gusti 😀 :D) lo contatto, entro un’ora è nella hall.persona distinta che parla un ottimo inglese..io gli consegno 100 euro e lui mi dà la carta dicendo che entro 4-5 ore sarebbe stata caricata con 50.000.000 rial (avevamo concordato il cambio 1 euro=500.000 rial, oggi è il doppio) più 20 euro per il servizio (100+20=120); mi consegna una splendida ricevuta in persiano e inglese, poi lo saluto
        alla sera provo a usarla-ci credevo poco :D- e invece funziona..
        morale. l’avrò usata 30 volte, anche per spesucce da 10.000 rial (2 centesimi !) ed è veramente accettata ovunque..ho ancora avanzato 1 milione di rial (2 euro)..avrei potuto prelevare soldi iraniani con quela carta ma non l’ho fatta e comunque sarbbe stato possibile solo dalla Banca Ayandegah laddove per pagare la carta si può usar ovunque…
        tipico dell’Iran, ma già lo sapeco, è che ti chiedono il PIN !!! in Iran il PIN di quattro numeri della loro carta è quasi pubblico 😀 l’ho imparato in persiano e ogni volta recitavo la cantilena 😀 😀
        la Mah Card, e tutte le sue “sorelle”, sono il modo migliore pe evitare di portrsi dietro pacchi di rials 😀 😀 facile da avere, e comoda
        in Russia, purtroppo, ciò non è possibile..c’è chi ha carta russa, intendiamoci, ma sono i residenti…la burocrazia è tremenda e rende impossibile farla per uno che stia pochi giorni, pensate che vorrebbero pure una traduzione in russo da un notaio certificato 😀 😀 ora per decreto di Putin è difficilissimo pure farsi una SIM russa che una volta era semplice
        che il popolo iraniano possa presto tornare a godere dei benefici della Pace !

  55. Moi scrive:

    Reza Ciro Pahlavi, l’ombra dello Scià si allunga sull’Iran ma nessuno vuole tornare al passato

    Uscito di scena nel 1979, all’alba della Rivoluzione islamica, non ha mai fatto ritorno in patria, ma ha continuato, dall’esilio, a costruire un profilo da oppositore del regime teocratico

    https://www.ildubbio.news/cronache/reza-ciro-pahlavi-lombra-dello-scia-si-allunga-sulliran-ma-nessuno-vuole-tornare-al-passato-kxvoipyv

  56. Ros scrive:

    e così fu che lo zio scemo del nipote psicopatico attaccò l’Iran🤔

  57. habsburgicus scrive:

    quindi, come prevedibile e previsto, gli USA si sono fatti coinvolgere..e Trump doveva essere il pacifista 😀 😀 naturalmente un presidente DEM avrebbe fatto lo stesso, e financo prima 😀
    io lo dissi fin dal primo giorno e sembrai troppo pessimista 😀 ma era solo realismo ancorchè amaro (io sono per la pace); Mauricius fin da allora, pur in disaccordo con me, ammise che la possibilità c’era e mi pare di capire che la ritenne sempre più probabile con il passare dei giorni
    P.S fonti iraniane minimizzano e nello specifico possono anche avere ragione, l’imperizia dei nordamericani è leggendaria 😀 ma l’intervento diretto USA non è da prendere sottogamba (come fanno gli anti-americani su telegram 😀 😀 😀 e forse lo stanno già facendo :D) e l’Iran rischia di vedersela molto brutta in quanto è isolato di fronte a due potenze che lo sovrastano militarmente
    on verra

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Voglio vedere il riallineamento dei “pacifisti” repubblicabi: la Gabbard ha già detto si essere stata fraintesa.

    • roberto scrive:

      Io invece ho detto dal primo giorno che Trump è un pazzo bullo e violento e quindi non sono per nulla sorpreso

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Perché pazzo bullo? Mica sta agendo sua sponte: sta facendo quello che gli è stato chiesto, smentendo quanto prima dichiarato e col rischio di alienarsi la base.

        Piuttosto. avvicinandoci a noi. Tempo fa avevi aspramente criticato Dieudonné (accusandolo di antisemitismo) per aver denunciato una supposta estrema influenza dei “politici sionisti”. Alla luce dei fatti recenti, rivalutando il peso delle posizioni filoisraeliane nella politica non solo americana, ma anche europea e francese, rinnoveresti quella condanna? E, se sì, perché? Per una mera questione nominalistica (l’uso della parola “sionista” al posto del più politicamente corretto “filoisraeliano”) o per ragioni proprio di fondo?

        • PinoMamet scrive:

          “Tempo fa avevi aspramente criticato Dieudonné (accusandolo di antisemitismo) per aver denunciato una supposta estrema influenza dei “politici sionisti”.”

          Sto leggendo la pagina Wikipedia dedicata a Dieudonné e credo che abbia fatto ben più di una singola esternazione discutibile…

          anche accettando che sia tutto nel regno della satira e nei confini della libertà di parola, penso si possa tranquillamente ammettere che Dieudonné è perlomeno ossessionato dal tema degli ebrei.

          ma che cavolo c’entra qui??

        • roberto scrive:

          Mauricius

          Quando scriverò una autobiografia ti chiederò di aiutarmi visto la passione con la quale mi segui

          Non mi ricordo minimamente la discussione. Dieudonné è antisemita perché è antisemita non perché denuncia le influenze sioniste.
          È ossessionato dagli ebrei e li odia
          Non denuncia un cazzo

          • paniscus scrive:

            Ma Dieudonné non era quello che 10 anni fa era stato accusato di antisemitismo solo perché aveva l’abitudine di ostentare un gesto volgare con le braccia, detto “quenelle”, che più o meno corrisponde al “gesto dell’ombrello” italiano? Da che cosa si dedurrebbe che quello sia un simbolo antisemita?

            • PinoMamet scrive:

              No, Dieudonné era quello che aveva fatto uno spettacolo insieme a un noto negazionista dell’Olocausto, e che ha espressamente detto che il gesto della quenelle è da intepretarsi come “in culo agli ebrei”.

              • roberto scrive:

                pino

                “uno spettacolo ”

                magari fosse stato solo uno…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “No, Dieudonné era quello che aveva fatto uno spettacolo insieme a un noto negazionista dell’Olocausto, e che ha espressamente detto che il gesto della quenelle è da intepretarsi come “in culo agli ebrei”.”

                Quando ti piglia il tifo, ti piglia. Peccato.

              • PinoMamet scrive:

                A me??
                Io ho riportato le informazioni che si trovano su Wikipedia.

                Visto che non seguo i comici francesi, non ho motivi particolari di antipatia preconcetti verso Dieudonné, e neanche di simpatia però.

                Cioè, non vedo perché condannarlo a priori; ma neppure perché dovrei difenderlo a priori.

            • roberto scrive:

              paniscus

              “solo”

              nemmeno per sogno

              https://fr.wikipedia.org/wiki/Dieudonn%C3%A9

      • PinoMamet scrive:

        ” sta facendo quello che gli è stato chiesto”

        mah, questa mi sembra una supposizione, non so quanto credibile…

        negli USA esiste una forte, ma non onnipotente lobby filoisraeliana, sì, ma Trump ha ampiamente dimostrato di sbattersene delle lobby e persino dello “Stato profondo”, oltre che di essere assai ondivago e imprevedibile…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          A quanto pare non è disposto ad andare contro quella lobby là. Anche se questo gli costa sputtanare la Gabbard, mettersi contro Carlson, Bannon e compagnia e far rumoreggiare la base MAGA (che è ciò che lo tiene su dentro il partito).

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “negli USA esiste una forte, ma non onnipotente lobby filoisraeliana, sì, ma Trump ha ampiamente dimostrato di sbattersene delle lobby e persino dello “Stato profondo”, oltre che di essere assai ondivago e imprevedibile…”

          E allora perché l’avrebbe fatto? Che ci guadagna?

          • PinoMamet scrive:

            e che ci guadagna dal lasciare carta libera a Putin??

            • Peucezio scrive:

              Tutto.
              Dall’aiutare l’Ucraina non ha nulla da guadagnare, mentre la Russia è preziosa per contenere la Cina, mentre alleata con la Cina indebolisce gli USA.

              • Francesco scrive:

                Beh, aiutando l’Ucraina avrebbe moltissimo da guadagnare.

                Tu non te ne rendi conto ma Putin è un danno ogni giorno che continua a respirare, per la Russia come per il resto del mondo. Salvo forse la Cina che se magna un pezzetto di Russia al giorno.

                Ciao

          • roberto scrive:

            Peucezio

            “E allora perché l’avrebbe fatto? Che ci guadagna?”

            Azzardo un’ipotesi

            Voleva genuinamente intascarsi il merito di aver fatto finire la guerra in Ucraina e non ci è riuscito

            Voleva essere ricordato come quello che ha fermato la guerra a Gaza ed è andata male

            Adesso prova a mettere il bollino “Trump” su una vittoria conto l’Iran

            Non ha nulla di razionale ma ci sta con ego smisurato, e demenza senile che credo siano due tratti sui quali possiamo essere tutti d’accordo

            • Peucezio scrive:

              Sì, non sarebbe implausibile, ma un conto è voler far finire due guerre (senza riuscirci) un conto è entrare in una terza facendo un attacco in prima persona.

              Sono due cose opposte, non è che una compensi l’altra.

            • Peucezio scrive:

              Tra l’altro sono un po’ scettico sul fatto che Trump non sia riuscito a far finire le due guerre: gli USA hanno mezzi e risorse tali da farlo.
              Bastava dire a Putin: “se non la smetti rimpinziamo l’Ucraina di armi da farti un culo così” e dire a Zelenskij: “se non la smetti non ti diamo più neanche una fionda così resisti una settimana”.
              E qualcosa di simile con Israele.

              Il punto è che a Trump in fondo frega poco e niente di queste guerre: a lui, come a maggior ragione al suo elettorato, importa la politica interna.
              Quindi fa casino, si mette in evidenza, le spara grosse, ma poi, quando deve impegnarsi seriamente, lo fa su altre cose e se in politica estera alle sparate non seguono i fatti pazienza.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Tra l’altro sono un po’ scettico sul fatto che Trump non sia riuscito a far finire le due guerre: ”

                beh è proprio fattuale: aveva detto che la guerra in ucraina sarebbe finita entro un giorno, o una settmana, o un mese e siamo ancora là

                aveva detto che aveva dei progetti per la palestina e siamo ancora là (anzi peggio)

                poi sono d’accordo che non gli interessa veramente ma non escludo affatto che consideri queste due cose come dei “fallimenti” (metto fra virgolette perché immagino che si consideri infallibile)

              • Peucezio scrive:

                Sì, sì, che non è riuscito è innegabile.

                Intendevo dire che non ci si è impegnato sul serio. O almeno così mi sembra.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Intendevo dire che non ci si è impegnato sul serio. ”

                ah avevo frainteso!

                questa è una bella questione, ma credo che sia più per lo psicologo di trump che per noi. nel senso che è evidente dal punto di vista oggettivo che non si è impegnato seriamente, ma mi domando se lui non abbia in fin dei conti fatto il suo massimo e non sia sinceramente convinto di aver fatto il massimo.

                è chiaro che prendere zelenski per il bavero, sbatterlo contro il muro e urlargli “ora firmiamo a big beautiful deal” può funzionare per un diverbio fra palazzinari ma non è una buona idea per risolvere una guerra, ma lui se ne rende conto? secondo me no

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “negli USA esiste una forte, ma non onnipotente lobby filoisraeliana,”

          E’ un tema interessante.

          Si può leggere in vari modi:

          1) “tutti gli esseri umani sono simpatici e si vogliono bene a vicenda, tranne gli ebrei che hanno un gene che ordina loro di fregare chi non è ebreo”. Questa mi sembra la base implicita del cosiddetto “antisemitismo”.

          2) “tutti gli esseri umani cercano di fregarsi a vicenda, ma gli unici che riescono davvero sono gli ebrei, perché hanno dei superpoteri”. E’ il fondamento inconfessabile dell’ “antisemitismo”. E se gli Ebrei stanno ai Gentili come le vacche stanno agli umani, non si capisce di cosa si lamenterebbero i Gentili.

          3) “esistono tanti gruppi umani, uniti da esperienze condivise, sogni, paranoie e follie. Quando si parla di transessuali, o di Kashmir, o di Palestina, o dei diritti dei bagnini alle spiagge, o di tifosi della Juve, il gruppo che impazzisce emerge sempre. E quando si tratta di Israele, il gruppo che impazzisce è una parte delle persone di origine ebraica, per una serie di motivi emotivi che vanno dalla Bibbia a Hitler. E dall’altra parte non c’è nessuno, per cui vincono sempre loro“.

          • PinoMamet scrive:

            Io la vedo all’incirca come il punto 3.

            Noto che dall’assedio di Gaza in poi, sta cadendo il tabù per cui non si possa mai rispondere agli argomenti filo-israeliani, per paura dell’accusa di antisemitismo.

            Non parlo neppure dei social, dove ormai i commenti apertamente antisemiti sono all’ordine del giorno, e numerosissimi, firmati orgogliosamente con nome e cognome.

            No, parlo del mondo degli “intelligenti”, i colti, gli intellettuali e persino il mondo politico, che critica Israele e i suoi sostenitori con la massima disinvoltura.

            Dire insomma che “dall’altra parte non c’è nessuno” è sempre meno vero…

            • Moi scrive:

              Il “Colpo da Maestro” è stato sbandierare (per dogma o dimostrazione molto sommaria …) che gli Israeliani sono “White”, i Palestinesi POC (calderone per “non-Bianchi”, termine vago ma forte tipo “gagiò” (Romanés), “goy” (Ebraico), “kafir” (Arabo Islamico), “farang” (Thai), “gaijin” (Giapponese), “laowai” (Mandarino), “gweilo” (Cantonese) , “pagano” (gergo Cristiano) , “barbaro” (Greco e Latino) e altri …)

        • Francesco scrive:

          e niente, pure Trump deve essere una figura razionale che agisce in base ai pregiudizi ideologici di chi scrive

          la figura del minchione proprio non è prevista nei loro schemi!

          Ciao

  58. Andrea Di Vita scrive:

    @ habsburgicus

    “Iran”

    L’IAEA sostiene che di fughe radioattive non ce ne sono.

    Se le bunker buster hanno distrutto i siti sotterranei ci si può aspettare che materiale radioattivo raggiunga la superficie.

    Può ad esempio trattarsi di uranio, polverizzato dalle esplosioni. O più semplicemente di un isotopo del Radon che è l’unico elemento radioattivo allo stato gassoso in condizioni ambientali standard.

    L’assenza di radioattività sembra confermare che o le bombe non hanno distrutto i siti oppure che questi siano già stati svuotati dell’uranio arricchito nei giorni precedenti l’attacco.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  59. Mauricius Tarvisii scrive:

    Possiamo chiamarla “operazione castigo”? Alla fine ricorda molto quell’altra, per certi versi…

  60. Moi scrive:

    @PINO MAMET

    Nuovo Trend Gen Z Americani (indi Planetari, almeno in “Occidente”) ProPal :

    I veri “Jews” erano “black” … i “Jewish” sono i loro discendenti talmente “whitened” post Diaspora da essere divenuti Estranei Totali in Terra Santa.

    😳

    • PinoMamet scrive:

      Ah beh, non è una novità, e da mo’ che ci sono in giro i black jews o black hebrews, semmai la novità è che adesso i bianchi liberal accettino le loro fòle…

  61. Mauricius Tarvisii scrive:

    Von der Leyen: ‘L’Iran s’impegni a una soluzione diplomatica’

    “L’Iran non deve assolutamente entrare in possesso della bomba. Con le tensioni in Medio Oriente che hanno raggiunto un nuovo picco, la stabilità deve essere la priorità. Il rispetto del diritto internazionale è fondamentale. È giunto il momento che l’Iran si impegni in una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”. Lo scrive sui social la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/06/22/gli-usa-bombardano-tre-siti-nucleari-in-iran.-trump-ora-la-pace_4c8f259d-c867-402b-8061-9f955bbfe739.html

    Ma il lavoro della VdL è a titolo gratuito, vero? Non è che la sto pagando per sparare queste stronzate?

  62. Moi scrive:

    @ PINO / PANISCUS / MIGUEL

    SCHOOL vs PRISON … USA

    https://www.youtube.com/shorts/XsBBGZLo2wc

  63. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/shorts/YD5G62PJUvE

    (Scritte in Portoghese però parla Inglese)

    Príncipe Reza Pahlavi do Irã que se encontra exilado nos USA comenta sobre a postura de um Monarca.

  64. Moi scrive:

    @ PINO MAMET

    https://www.craiyon.com/image/WsOfdY1VTwGwwJfFixnNVg

    … in un certo senso, purtroppo sì.

    Benjamin Netanyahu cosplaying as Magneto

  65. Moi scrive:

    Young Benjamin Netanyahu, 28, on Palestine (1978)

    https://www.youtube.com/shorts/HNZhsuwhZZ4

    45 sec

  66. tomar scrive:

    In questi giorni sono particolarmente depresso per motivi personali.
    Ma se mi dicono: “Esci dal tuo piccolo mondo, apriti al mondo!”
    sto ancora peggio.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tomar

      “depresso”

      Ci sono passato anch’io.

      Parlo per esperienza, ora che ne sono uscito. Il depresso non trova nulla per uscire dal suo stato di abbattimento (eufemismo) permanente, perché non trova gioia in nulla né trova giusto cercarvene. Si sente come separato da un vetro dal resto del mondo, un sepolto vivo che respira ma che è invisibile e che vuole sopra ogni cosa restare tale. È come il naufrago abbarbicato allo scoglio che ha troppa paura di abbandonare per afferrare la cima gettatagli dai soccorritori e che così finisce lentamente per annegare nell’acqua salata. Non serve a nulla incoraggiarlo a scuotersi, perché sa di non poter far capire agli altri il senso di impotenza cui si sente condannato. Resterà così finché o non pone fine ai suoi giorni, o non trova fuori di sé qualcosa o qualcuno per cui vivere, al di fuori e a fianco dei suoi guai; qualcosa che non li sostituisce né li rende meno dolorosi, ma che lo induce a fare un passo esitante dopo l’altro… finché non si rende che ha ricominciato a camminare, che non è più rattrappito sullo scoglio. La depressione potrà tornare, ma ormai sa che non è che uno dei tanti piani possibili dell’esistenza, che non ha nulla di definitivo. Rileggendo le mie parole mi rendo conto di essere un po’ melodrammatico, ma credetemi che è proprio così.

      AGGIORNAMENTO un po’ di tempo dopo avere scritto questa risposta ho avuto tre sfighe cosmiche tutte insieme: la morte di mia madre per cancro+ Covid, l’allagamento della casa e un incidente stradale. Ciò mi ha fatto ripiombare nella depressione. Sapendo però di esserne già uscito, ho chiesto aiuto al mio medico curante, che mi ha indirizzato al centro di igiene mentale della mia ASL. Lì ho trovato due eccellenti professioniste (una psicologa e una psichiatra) che lavorando in tandem con una terapia a base di colloqui e di farmaci durata quasi due anni mi hanno riportato alla condizione di serenità che ho descritto sopra. In tutto ho pagato 40€ per due ticket; le medicine per problemi mentali sono totalmente a carico dello SSN. Per cui, consiglio CALDAMENTE chi si trova nella mia condizione di depresso di chiedere l’aiuto di un professionista.

      In conclusione: un depresso NON deve sforzarsi di rimuovere i pensieri che lo deprimono, non farebbe che rafforzarli. Deve invece rimanere disponibile a non rimuovere il pensiero – che ogni tanto pur gli viene – che ciò che lo deprime, pur rimanendo reale, NON è l’unica realtà: e che quindio stare male NON è necessario.

      Le esortazioni altrui “a uscire dal proprio guscio” sono tanto benintenzionate quanto inutili.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • tomar scrive:

        “ciò che lo deprime, pur rimanendo reale, NON è l’unica realtà”

        Certo (e in verità non sono realmente depresso, cosa sia la vera depressione l’ho provato 40 anni fa) ma quel che dicevo è che se guardo la realtà del mondo fuori dal mio piccolo io sto solo peggio e in un modo in cui non lo sono mai stato da quando mi ricordo.

      • Francesco scrive:

        Grazie della tua “confessione”, nel senso di Agostino!

        Cercherò di farne tesoro al meglio (e più non posso dire).

        Ciao

      • Ros scrive:

        Andrea Di Vita: “Il depresso non trova nulla per uscire dal suo stato di abbattimento (eufemismo) permanente, perché non trova gioia in nulla né trova giusto cercarvene. Si sente come separato da un vetro dal resto del mondo, un sepolto vivo che respira ma che è invisibile e che vuole sopra ogni cosa restare tale.”

        Quando dicono ad un depresso
        “vedrai che ti sentirai di nuovo bene”

        lui risponde
        “non voglio sentirmi di nuovo bene;
        non voglio niente, niente!”

        Quello stare bene sa che è in fondo una menzogna. Uno stato ingannevole.
        Non c’è nulla che ti rende più lucido sulla condizione umana, sul peso intollerabile di avere coscienza di se – e sullo stare in vita in genere – come la depressione maggiore.

        Purtroppo.

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        grazie della condivisione.

        La depressione è una vera piaga sociale e individuale: io ci ho perso un amico, che si è tolto la vita l’anno scorso.
        Esistono studi promettentissimi sugli psichedelici quali la psilocibina, che pare che funzionino (con una sola assunzioen una tantum o pochissime) in un’ampia maggioranza di casi di depressioni gravi resistenti agli psicofarmaci, con remissione totale del problema.
        Ma purtroppo per un bigottismo e una forma di sciocca ottusità ancora non vengono adottati (aggiungiamo che le case farmaceutiche non hanno alcun interesse a che si risolva un problema con una sola assunzione, oltretutto di sostanze non protette da copyright), anzi, sono sostanze illegali.

  67. Miguel Martinez scrive:

    Io Non Sto Con Oriana segnala questa meritoria iniziativa contro la fame a Gaza:

    https://www.pizzaidf.org/product-page/pizza-aza

    Dal 2002 Pizza IDF -fondata da Menachem Kuchar- fornisce meraviglioso cibo kosher alle soldatesse e ai soldati[*] delle Forze di Difesa dello stato sionista.
    Il 20 dicembre 2023, appena sei settimane dopo l’attacco senza precedenti di Hamas contro civili israeliani innocenti durante la festa di Simchat Torah, PizzaIDF ha iniziato a consegnare pizze calde appena sfornate a Gaza. Per la prima volta dopo diciassette anni nella Striscia compariva una fetta di pizza kosher.
    Le donne e gli uomini delle Forze di Difesa difendevano con coraggio lo Stato ebraico, e PizzaIDF era al loro fianco, consegnando pasti quotidiani a centinaia di soldati e sostenendo le pizzerie a conduzione familiare del sud dello stato sionista, che lavoravano 24 ore su 24 per preparare pizze sufficienti a soddisfare la domanda. Dai campi base settentrionali alla città di Gaza, dalle pianure costiere fino a Khan Younis, PizzaIDF ha servito i soldati in prima linea, gli operatori speciali, le unità di intelligence, il personale di supporto e tutti coloro che hanno servito il popolo ebraico.
    Adesso abbiamo bisogno del TUO aiuto per continuare. Sostieni PizzaIDF a Gaza intestando una dedica in una pizzeria da campo o sponsorizzando un pasto nei nostri negozi temporanei per i battaglioni dell’IDF ancora in servizio nella Striscia. Aiutaci a sfamare i nostri soldati in lotta; rispondi alla chiamata, unisciti oggi stesso alla nostra Brigata di Gaza!

    [*] Esse ed essi sono inclusivasterisco.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Gaza”

      A parziale consolazione dello schifo posto quanto trovato in Rete, che trovo oltretutto rimarchevole data la mia passione per i vecchi film di Hollywood…

      Gli Stati Uniti hanno messo in scena la più spettacolare dimostrazione di debolezza. L’operazione Midnight Hammer, portata a termine dagli Stati Uniti ieri sera, è davvero unica.

      Provate a ripensarci e ad apprezzarne la complessità: sono stati lanciati in aria più di 120 velivoli: caccia, aerei cisterna e, infine, sette B-2, a cui è stato assegnato un ruolo chiave in tutto l’evento. Sono loro, grazie a diversi rifornimenti, a sorvolare buona parte del globo, a volare dalla base aerea di Whiteman all’Iran in 18 ore, a passare inosservati e, di fatto, a colpire contemporaneamente gli impianti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan. Dopodiché, ecco il turno dei sottomarini americani: lanciati i Tomahawk, che dovevano completare l’opera.

      Per la prima volta nella storia, gli Stati Uniti hanno utilizzato in condizioni di combattimento una bomba di cui solo loro e nessun altro sono in possesso: la GBU-57, da quasi 14 tonnellate, in grado di colpire bersagli a una profondità di 60 metri.

      I maestri di Hollywood hanno una sceneggiatura già pronta, soprattutto considerando che alcuni dettagli sono di per sé estremamente cinematografici. Secondo Axios, Trump ha deciso di attaccare dal suo golf club. Immaginate la scena: il presidente americano effettua un putt (è così che nel golf si chiamano i colpi morbidi e decisivi) alla buca successiva, la palla rotola lentamente lungo il prato corto e colpisce perfettamente il bersaglio, e poi Trump dà l’ordine agli Spirits tramite una comunicazione speciale di colpire.

      Non è una scena di un film?

      NO, è la realtà non un film, e il successo è finito con il golf.

      Ciò che il proprietario della Casa Bianca voleva fare di una dimostrazione di potenza degli Stati Uniti si è trasformato in una dimostrazione di debolezza. Sia di Trump stesso che di tutta l’America. E su più fronti contemporaneamente.

      Cominciamo con la più ovvia. Washington non sa ancora se sia stato possibile distruggere il programma nucleare iraniano. Il presidente giura che questo problema non è più all’ordine del giorno e che la distruzione delle strutture è “monumentale”. Il Pentagono reagisce con più cautela: gli obiettivi sono stati gravemente danneggiati, ma una valutazione definitiva dei danni richiederà tempo. E il vicepresidente Vance afferma addirittura che gli Stati Uniti sono riusciti solo a ritardare significativamente l’acquisizione di armi nucleari da parte di Teheran.

      Ma, scusate, se l’amministrazione americana riceve gli stessi rapporti di intelligence, perché le valutazioni dei suoi membri differiscono? O Trump sta nascondendo qualcosa ai suoi stretti collaboratori?

      Anche la retorica di Washington è indicativa. Solo la donna delle pulizie non ha chiesto negoziati dopo l’attacco alla Casa Bianca, ma l’intero establishment ha ripetuto sistematicamente: abbiamo fatto il nostro lavoro, è tempo di diplomazia.

      E allo stesso tempo hanno dichiarato che non effettueranno altri attacchi. Ma se i risultati di questo attacco devono ancora essere valutati, come possiamo essere sicuri che tali operazioni non saranno più necessarie?

      Ma l’agenda accomodante non si è fermata qui: il capo del Pentagono Pete Hegseth – l’ultima persona da cui ci saremmo aspettati di sentire una cosa del genere – ha specificamente sottolineato che il rovesciamento del governo iraniano non rientra negli obiettivi degli Stati Uniti. Sebbene la questione sia stata discussa apertamente la scorsa settimana.

      Infine, a Washington nessuno chiede pubblicamente dove siano finiti i 400 chilogrammi di uranio che Teheran avrebbe rimosso in anticipo dai siti, secondo quanto riportato dai media americani.

      Questa dissonanza tra retorica pacifica e azioni aggressive è facile da spiegare: gli Stati Uniti non hanno alcun modo per aumentare il livello di scontro. Se Washington si impegnasse seriamente in un’altra guerra in Medio Oriente, con tutti gli stivali possibili sul campo, dovrebbe pagarne un prezzo colossale.

      Migliaia di miliardi di dollari finirebbero nelle sabbie iraniane, migliaia di soldati americani troverebbero lì il loro rifugio definitivo e tutti i programmi di potenziamento degli armamenti dovrebbero essere significativamente ridotti: la guerra sarebbe un peso troppo gravoso per il bilancio americano.

      Sì, per l’Iran, se gli Stati Uniti decidessero di lanciare un’operazione di terra, ciò potrebbe comportare una pesante sconfitta, ma Washington non può rivendicare altra vittoria che una vittoria di Pirro.

      Ecco perché non si sta nemmeno preparando per un’operazione di terra: sia la prima che la seconda guerra in Iraq sono state precedute da operazioni logistiche di portata incredibile. Per quasi un anno, il Pentagono ha spostato mezzo milione di soldati in mezzo mondo.

      Diverse aree di sosta sono state predisposte per ogni operazione. E nel caso dell’Iran, è difficile trovarne anche solo una. L’Iraq? Quello in cui gli americani temono è un attacco alla base aerea di Ain al-Asad da parte delle milizie filo-iraniane? Beh, buona fortuna.

      Tuttavia, anche l’operazione aerea non porterà a una vittoria facile. Voglio sinceramente credere che il Pentagono abbia abbastanza analisti di talento da valutare la complessità del compito di “bombardare un paese di 90 milioni di abitanti riportandolo all’età della pietra”.

      E Teheran possiede anche armi in grado di colpire le portaerei americane. Naturalmente, gli americani e i loro alleati potrebbero dubitarne, finché la prima “fortezza galleggiante” non affonderà

      Certo, Washington ha sempre l’opzione definitiva: le armi nucleari. Ma è estremamente difficile parlare di questa opzione razionalmente: le mostruose conseguenze di una tale decisione sono evidenti.

      Nel frattempo, gli avversari degli Stati Uniti hanno chiaramente capito che Washington non può trattare con Teheran senza pagare un prezzo inaccettabile, ma ha troppa paura che qualcuno se ne accorga. Ecco perché è costretta a compiere operazioni incredibilmente complesse ma, con grande amarezza degli americani, insensate.

      Anche se le strutture fossero state effettivamente distrutte, non ci sono prove che l’Iran abbia davvero cercato di ottenere armi nucleari. Anzi, l’intelligence americana sostiene il contrario.

      Trump lo aveva già fatto due volte in passato: durante il suo primo mandato, gli Stati Uniti attaccarono la Siria nel 2017 e nel 2018. Con lo stesso inverosimile pretesto: il presunto uso di armi chimiche, che non furono mai in grado di provare. Anche in quel caso, gli attacchi furono più spettacolari che efficaci.

      Ma la capacità di risposta di Teheran è molto più ampia di quella di Damasco. Quindi, a quanto pare, questo putt di Trump non è andato a buon fine. Il tiro è stato difficile, debole, ma la palla non è ancora in buca. Ha però surriscaldato la situazione fino al limite. Con questa singola azione, la Casa Bianca ha violato ogni possibile disposizione del diritto internazionale e ogni nozione di giustizia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        Una domanda per il nostro ingegnere… A parte il caso specifico dell’Iran, che effetto fisico/ambientale/sanitario può avere la distruzione di una centrale nucleare?

        • Andrea Di Vita scrive:

          # Martinez

          “distruzione”

          La distruzione dell’isola nucleare col materiale fissile dentro porta a quello che si è visto a Chernobyl.

          Vero è che proprio dopo quell’esperienza ora l’isola nucleare è ancora più protetta da calcestruzzo e contenimenti vari.

          Certo, se uno ci butta una bunker buster sopra…

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            ma le centrali che producono uranio ce l’hanno in Iran?

            mi rendo conto di non saperlo!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Non ti sembra di non conoscere troppe cose visto quanto eri lanciato nel tifo per Israele contro l’Iran?

              • Francesco scrive:

                No.

                So abbastanza cose per tifare contro la Repubblica Islamica e a favore del popolo iraniano.

                E ti faccio notare che nella guerra Iran-Israele non tifo per nessuno, mi pare un’idea balorda prendersi a missilate e bombe da 1.500 km di distanza. Non porta da nessuna parte.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                ma perché per te tutto il mondo deve diventare una Sodoma e Gomorra?

      • Francesco scrive:

        Andrea,

        stavo giusto aspettando un tuo delirio post-B2.

        Da quello che scrivi, pare proprio che il tuo equilibrio sia rimasto offeso, dalle Bunker Buster USA. Forse peggio del programma atomico iraniano.

        Il bello è che su parecchie cose singole concordo con te!

        Ciao

        PS l’uso di armi chimiche in Siria mi pare un fatto pacificamente accertato, Obama ci ha perso la faccia su quello.

  68. Mauricius Tarvisii scrive:

    Un tale che si firma Avvocato dell’Atomo e dietro cui l’internet sbava dice nessuno. E che in ogni caso Israele non farebbe mai niente di così poco utile e che avrebbe una ricaduta così negativa sulla propria immagine.

    Però credo che questo ci dica di più sul prof. avv. Dell’Atomo, che sulla questione in sé.

  69. Mauricius Tarvisii scrive:

    https://www.pravda.com.ua/eng/news/2025/06/22/7518239/

    Se non esistessero bisognerebbe inventarli.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      https://www.pravda.com.ua/eng/news/2025/06/22/7518239/

      Peaceful efforts to prevent Iran from acquiring nuclear weapons have been ongoing for years, but they have not yielded effective results. As early as this spring, the United States warned Iran of the consequences in the absence of constructive steps.
      We assert that it is precisely the aggressive actions of the Iranian regime and its long-standing destructive policy aimed at undermining international peace and security — including its hostile attitude toward Israel and many other nations — that have led to the current developments.

    • Francesco scrive:

      Non capisco cosa intendi dire.

      L’Ucraina è uno dei pochissimi paesi che ha rinunciato alle armi nucleari che aveva.

      Giusto?

      A memoria, Ucraina, Kazakistan, forse Sud Africa.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius tarvisii

      “inventarli”

      A dimostrazione che aveva ragione Bergoglio, e che siamo davvero in una terza guerra mondiale a pezzi.

      https://www.ilsussidiario.net/news/scenari-le-idee-di-brzezinski-e-il-piano-usa-per-tenere-diviso-il-medio-oriente/2613768/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Mah, a me questa ossessione per Brez. non mi convince pienamente.

        Carter è stato Presidente per soli 4 anni, poi il nostro è stato richiamato da Obama moltissimi anni dopo e già anziano.

        Fanaticamente anti-sovietico, direi che era un residuato della guerra fredda da molto tempo.

        Ma non vedo prove della sua reale influenza.

        Ciao

  70. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Come volevasi dimostrare (io solo la lotteria non azzecco mai…😞)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/06/23/attacco-usa-iran-uranio-nucleare-notizie/8036714/

    As essere proprio spreconi spreconi, l’esplosivo per cinque Bombe lo si ricava. Se poi si condisce il tutto con del deuteruro di litio, direi che ai 100 kilotoni per Bomba si arriva. E letto l’art. 10 del Trattato di non proliferazione, a Teheran hanno pure la giustificazione legale.

    https://www.isprambiente.gov.it/files/temi/trattato-non-proliferazione.pdf
    Ciao!

    Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        Prevengo un’obiezione.

        Oggi di solito la Bomba la si costruisce col Plutonio239, non con l’Uranio235, perché partendo dall’Uranio naturale é più facile produrre Plutonio239 che separarne l’Uranio235. Ma il Plutonio239 tende a esplodere troppo presto, e per evitarlo gli si fa raggiungere la densità critica con un’implosione sferica. Questa richiede tuttavia un’ottima elettronica per la sincronizzazione di tutte le cariche che producono l’implosione. Gli Iraniani hanno un piccolo reattore a Uranio naturale per la produzione di Plutonio239 ad Arak ma non mi stupisce che abbiano arricchito tanto Uranio. Possono sempre scambiarne il mancato arricchimento futuro con una rimozione delle ultradecennali sanzioni.

        O almeno potevano, fino all’altro ieri. Magari adesso hanno cambiato idea; magari gli USA NON hanno distrutto loro l’Uranio arricchito perché sotto sotto vogliono trattare, alla faccia di Netanyahu.

        Sta di fatto che per fortuna da Fordow di Radon non se ne vede uscire.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Ma non avevano solo U235 al 60% con cui non si può fare la Bomba? ce lo avevi detto tu.

          E magari sbaglio ma anche se hanno spostato l’uranio non è che hanno spostato pure tutto il resto … è cosa facile rimettere in piedi un impianto per l’arricchimento dell’uranio?

          Ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “detto”

            Sì. Ma proprio perché arricchire l’Uranio è un processo spaventosamente lento e monótono (sembra che Fordow avesse tremila centrifughe, una centrifuga gira giorno e notte a centomila giri al minuto, e Teheran ha ripreso ad arricchire Uranio da quando Trump stracciò l’accordo siglato da Teheran con Obama otto anni
            fa) possiamo concludere che gli Iraniani ci hanno messo otto anni con tremila centrifughe per passare dal 3-4% al 60% di arricchimento di 4 quintali di Uranio.

            Problema: immaginando che abbiano una tecnologia di esplosivi convenzionali come quella che aveva a disposizione Oppenheimer e che quindi per la Bomba ci vogliano 70 Kg di Uranio arricchito al 99% (siamo ottimisti) di quante centrifughe nascoste da qualche parte ha ancora bisogno l’Iran per farsi una Bomba entro dodici mesi partendo dagli attuali 400 Kg al 60%?

            La risposta è 8*(70/400)*3000*(99-60)/(60-4)=2925 centrifughe, cioè grosso modo quelle che FORSE sono state distrutte a Fordow. Dico FORSE perché non essendo stata rivelata radioattività è molto probabile che Fordow sia intatto o quasi.

            Noterai che sono stato molto conservativo: ho postulato che non ci fossero centrifughe da altre parti, ne’ altri depositi di Uranio; che il reattore a Uranio naturale di Arak non produca più Plutonio (che per la Bomba richiede una tecnica di innesco a implosione che suppongo inaccessibile all’elettronica Iraniana), ecc. ecc.

            Calcoli a parte, quelli hanno la mentalità (per fortuna!) del mercante di tappeti: non hanno accelerato sull’arricchimento perché contavano di scambiarlo con la fine delle sanzioni.

            Avallando l’attacco a tradimento (durante delle trattative!) di Tel Aviv, Trump ha distrutto per un pezzo ogni residua fiducia Iraniana nell’ottenere qualcosa con le buone.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Sì, conosciamo questa tua interpretazione della situazione politica persiana.

              Che però richiederebbe un pò più di un divano per avere fondamento.

              Io, da buon socratico, so di non sapere.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Io, da buon socratico, so di non sapere”

                Però sembravi molto sicuro circa l’ereditarietà del potere in Iran, tanto da fare anche un paragone con la Corea del Nord.

              • Francesco scrive:

                Se leggi bene, noterai che lo ho buttata lì come ipotesi.

                Dopo tutto, nessun musulmano butterebbe una Bomba su Gerusalemme o lì di fianco, giusto?

                Mentre che Ayatollah e Pasdaran siano abbarbicati al potere mi pare cosa ben nota.

  71. Moi scrive:

    @ MONDO PARALLELO :

    SE avessi il Dono della Fede … direi che il Buco Nero verso la Terra l’ ha mandato Dio perché si è rotto il cazzo dell’ Umanità, pentito di averla creata !”

    • Moi scrive:

      Fortuna che ancora NON è riiniziato il Campionato Serie A di Calcio, altrimenti avremmo Orde di Ultras che invocherebbero (da Parte Iranica) la distruzione ed eliminazione totale dell’ Italia dal Volturno a Lampedusa … visto che è stato calcolato che la gittata Persica massima arriverebbe fino a lì.

  72. Moi scrive:

    @MIGUEL

    Questa l’ ho trovata, o meglio, questa ha trovato me da pochissimo:

    Persone FLINTA … acronimo, per una volta , derivato NON dall’ Inglese, ma dal Tedesco.

  73. Moi scrive:

    AI OVERVIEWFLINTA* è un acronimo tedesco che sta per Frauen (donne), Lesben (lesbiche), Intersex (intersessuali), Nichtbinär (non-binari), Trans e Agender. In pratica, include tutte le persone che non si identificano come uomini cisgender. L’asterisco (*) alla fine serve a includere tutte le altre identità di genere non binarie.
    L’acronimo è nato in Germania per creare uno spazio inclusivo e sicuro per queste identità, spesso marginalizzate, e per favorire l’alleanza tra loro. FLINTA* non è una definizione di orientamento sessuale, ma piuttosto una definizione di genere.
    In breve, FLINTA* è un termine ombrello che raggruppa diverse identità di genere, spesso escluse dalle categorie binarie maschio/femmina.
    Ecco una breve spiegazione dei termini all’interno dell’acronimo:
    Donne (Frauen): Persone che si identificano come donne.
    Lesbiche (Lesben): Donne che provano attrazione romantica e/o sessuale per altre donne.
    Intersex (Intersexuell): Persone nate con caratteristiche sessuali che non rientrano nelle tipiche definizioni di maschio o femmina.
    Non-binarie (Nichtbinär): Persone che non si identificano esclusivamente come maschio o femmina.
    Transgender (Trans): Persone la cui identità di genere differisce da quella loro assegnata alla nascita.
    Agender (Agender): Persone che non si identificano con alcun genere.

  74. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Tregua.

    Gli USA non hanno distrutto Fordoz, gli Iraniani non hanno colpito che una base USA vuota dopo aver avvisato tutti che avrebbero colpito, l’Iran fa sapere a Trump tramite Qatar che per quanto lo riguarda è finita lì, Hormuz rimane libero, l’Uranio arricchito è al sicuro e verosimilmente anche le centrifughe, Trump passa da paciere e Netanyahu torna a cuccia.

    Gli ayatollah hanno dimostrato di reggere l’aggressione di Israele, che non è mai stato danneggiato così gravemente negli ultimi decenni .

    Il prezzo del barile scende da 77.80 a 69.98 US$ alle 23.10.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • mondo parallelo scrive:

      24 giugno

      https://www.open.online/2025/06/24/iran-israele-tregua-trump-tel-aviv-teheran/

      Tregua probabilmente fallita

      Trump sostiene ancora Israele?
      Gran teatro ma pochi fatti
      E d’altra parte sembra che abbia mollato pure l’Ucraina.
      Il nucleare di Teheran?
      La questione si sposta tra i due contendenti diretti.
      Israele dovrà digerire migliaia di missili iraniani. Un territorio così piccolo ne sarebbe raso al suolo. Già si vocifera di un terzo di Israele distrutto.
      Sono tutte ipotesi mie che non valgono niente.
      E’ mi che mi piace ipotizzare
      Come si suol dire: vedremo

      • mondo parallelo scrive:

        Il cessate il fuoco è arrivato dopo quattro ondate di attacchi iraniani contro i territori occupati da Israele”.

        Un canale televisivo iraniano ha riferito che il cessate il fuoco tra Iran e Israele è entrato in vigore.

        Da fonti più aggiornate

        • mondo parallelo scrive:

          Alle 06:29 ora iraniana, l’agenzia ha pubblicato un post criptico con la didascalia:

          “06:59⏳”

          Non c’era alcuna spiegazione, solo il tempo e il simbolo della clessidra .

          Esattamente 30 minuti dopo, un’immagine di un edificio distrutto è apparsa sul feed dell’IRNA con testo in arabo ed ebraico: “Siamo i padroni dell’ultimo colpo. ”

          Dopo le 7 del mattino, anche Israele ha segnalato arrivi da parte iraniana, ma l’Iran ha dichiarato che i missili sono stati lanciati prima dell’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco.

          Il mistero dell’ultimo colpo forse svelato.

          E con questo, che la si faccia finita per un pezzo non se ne parli più.

          • mondo parallelo scrive:

            Forza aggressore

            Di Marco Travaglio

            Fanno tenerezza le frasi roboanti dei leader Nato e Ue del 24.2.2022 sull’aggressione della Russia contro l’Ucraina, confrontate ai loro pigolii e balbettii di oggi sull’aggressione di Israele&Usa contro l’Iran. E il fatto che l’intervento russo fosse stato provocato per 15 anni e che le armi atomiche da piazzare sotto le finestre di Putin la Nato le avesse davvero, mentre l’Iran non le ha per minacciare Israele (che le ha da quasi mezzo secolo), aggiunge un tocco di surrealismo ai famosi “valori” dell’Occidente. Ecco il segretario Nato Jens Stoltenberg il 24.2.22: “Condanno fermamente l’attacco sconsiderato della Russia all’Ucraina. È una grave violazione del diritto internazionale e una seria minaccia alla sicurezza euro-atlantica. Invito la Russia a cessare immediatamente la sua azione militare e a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. Siamo col popolo ucraino in questo momento terribile”. Ed ecco il segretario Nato Mark Rutte ieri: “Non sono d’accordo con chi ritiene l’attacco degli Usa in Iran in contrasto col diritto internazionale. La mia principale paura è che Teheran possa avere l’atomica”. Poi c’è il mitico cancelliere Merz: “Non c’è alcuna ragione di criticare gli attacchi americani all’Iran”, sempre nell’ambito del “lavoro sporco per tutti noi”. Intanto la Von der Leyen chiede non agli aggressori Israele e Usa, ma all’Iran aggredito, di “fermarsi” e “impegnarsi in una soluzione diplomatica credibile” perché “il tavolo dei negoziati è l’unico luogo in cui porre fine a questa crisi”: il tavolo dove gli iraniani erano regolarmente seduti, in Oman e a Ginevra, quando prima Netanyahu e poi Trump l’hanno fatto saltare a suon di bombe. Tutti gli altri acconsentono tacendo, ma ripetendo che “l’Iran non deve avere l’atomica”, a partire da Macron e Starmer che ce l’hanno. Nessuno condanna la violazione del diritto internazionale e/o propone sanzioni (l’unico sanzionato è l’Iran, dal 1979), né tantomeno invii di armi e aiuti a Teheran. Il mantra “aggressore e aggredito”, ripetuto allo sfinimento per Russia e Ucraina, è evaporato. I nostri “valori” sono quelli del Marchese del Grillo: io so’ io e voi non siete un cazzo; noi e i nostri amici possiamo, tutti gli altri no.

            Una menzione speciale per i finti anti-trumpiani che fino all’altroieri, quando Trump invocava e organizzava negoziati su Ucraina e Medio Oriente, lo lapidavano come traditore dell’Occidente: ora che bombarda i negoziati, sono tutti più trumpiani di lui. Ci ordina di buttare il 5% del Pil in armi? Sì, buana. Poi tutti a menare Conte e le piazze “pacifinte” che “vogliono farci uscire dalla Nato”. Poi si scopre che basta dire no per ottenere flessibilità, come la Spagna di Sánchez, che vuol fermarsi al 2,1% e resta nella Nato. Vergogniamoci per loro.

            Il ritratto impietoso del nostro Vecchio Continente oserei dire più che altro una caricatura.
            Il mitico Mertz….🤓
            Come si fa a staccarlo dal seggiolone?

            • Moi scrive:

              L’ ha al cul inciudè al Scranåun cumpâgn a un Puléttich Italiàn …

              • mondo parallelo scrive:

                Dovrei fare paragoni con certi funghi….

              • Moi scrive:

                A proposito di Funghi … 🍄 tutta la mia più profonda stima a chiunque conosca il film horror tokusatsu del 1963 マタンゴ (Matango) di Ishirō Honda.

                🇯🇵
                😉
                🎬

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ mondo parallelo

            “faccia finita”

            Ne dubito.

            Trump prima intima la resa incondizionata, poi dice che ci penserà, poi manda i B2, poi NON distrugge l’uranio arricchito (4 quintali mancano all’appello) poi parla di Make Iran Great Again, poi annuncia la tregua prima che li facciano i contendenti.

            Netanyahu prima attacca a tradimento chi stava al tavolo delle trattative cantando vittoria, poi becca delle scoppole come non mai nella storia dello Stato di Israele, poi chiama mamma America perché i cattivacci gli hanno fatto la bua, poi accetta la tregua.

            L’Iran prima è un pugile suonato, poi contrattacca con una frazione dell”arsenale missilistico, poi imbosca l’uranio arricchito, poi vede l’assenza di ogni “regime change” nonostante la spallata e il governo incassare pure il sostegno degli oppositori, poi si lecca le ferite: ma adesso pure l’art.10 del Trattato di Non Proliferazione (che scioglie da ogni obbligo il paese aggredito) lo autorizza a farsela davvero, la Bomba.

            Potranno mai i sionisti tollerare a lungo lo sputtanamento da loro stessi presuntuosamente provocato?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Andrea Di Vita scrive:

              Ancora una volta si vede quanto nel giusto fosse il vecchio von Clausewitz: la guerra è la gram antica, ma la politica è il linguaggio. Se sbagli l’analisi politica puoi avere tutte le armi che vuoi, alla fine la guerra la perdi. Altro che “prima la forza, poi la pace” come dicono i sionisti. Tel Aviv confidava in un “regime change”, come Napoleone lo sperava quando attaccò lo Zar; mancando quello, tutte le magagne vengono al pettine. Israele non ha le truppe per invadere l’Iran, vince solo se gli USA lo sostengono finché il nemico di turno non ha un “regime change” tipo la Russia nel 1917; ma adesso gli USA hanno altro cui pensare. Intanto la Russia continua l’arricchimento del combustibile a Bushehr, e la Cina continua a mandare merci via ferrovia dai confini settentrionali dell’Iran.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                Concludo: con gli Houthi su Aden e un GPS di petroliere hackerato a Hormuz (che ha mostrato che le navi navigavano in pieno deserto) non c’è neanche bisogno di minarlo, lo stretto di Hormuz. Una volta che una superpetroliera ci si incaglia i Lloyd aumentano i premi delle polizze, e l’effetto sul.prezzo della benzina è uguale. Senza neppure bisogno dei barchini dei Pasdaran.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • mondo parallelo scrive:

                Potranno mai i sionisti tollerare a lungo lo sputtanamento da loro stessi presuntuosamente provocato?

                A meno che non facciano una ritorsione nucleare mi sembra evidente che i sionisti hanno perso la guerra.
                Ma questo tira in ballo la credibilità degli Stati Uniti come potenza militare invincibile.
                Forse per questo motivo tutto il teatro che ha avvolto le varie azioni di guerra.
                Insomma da domani
                o cambieranno gli equilibri del mondo
                o scoppierà una guerra nucleare.
                Io direi la prima, ma non si sa mai.

              • mondo parallelo scrive:

                https://italy.news-pravda.com/world/2025/06/24/219817.html

                Ho già seguito alcune interviste di questo Andrea Zhok.
                (professore di filosofia morale presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale di Milano e saggista).
                Mi sembra un osservatore obiettivo e piuttosto prudente nei giudizi.

              • Francesco scrive:

                Si parlava giusto di funghi … è venuto in mente anche a me ma pensando a vostre abitudini alimentari “non ortodosse”

                😀

              • Francesco scrive:

                OBIETTIVO E PRUDENTE.

                Certo, e Miguel è uno stretto consigliere di Matteo Renzi e/o Matteo Salvini.

                😀

              • mondo parallelo scrive:

                Obiettivo

                Il programma nucleare iraniano proseguirà.

                Il garante di questo – al netto di ogni valutazione dell’entità dei danni alle infrastrutture nucleari e dell’assassinio di scienziati iraniani – è Putin, che ha ribadito non solo che l’Iran ha il pieno diritto a sviluppare il nucleare civile, ma che la Russia continuerà a collaborarvi (quasi tutte le infrastrutture nucleari iraniane sono prodotte dalla russa Rosatom). Questo significa che qualunque cosa venga fatta all’Iran, con l’aiuto e la tecnologia russa vi si potrà sempre porre rimedio, e questo dovrebbe mettere la parola fine ad ogni fantasia di stoppare con la forza questi programmi.

                Può anche non piacere, ma sembra obiettivo.
                Se poi dice che i sionisti hanno fatto delle “porcate” non so come dovrebbe dire altrimenti.
                Che hanno fatto il lavoro sporco?
                Come dice il fungo?

              • Francesco scrive:

                A me, invece, sembra una marchetta a Putin il Potente.

                PS ma il cessate il fuoco è già cessato?

              • mondo parallelo scrive:

                Putin, a mio parere, fa il suo sporco mestiere, ma ameno lo fa con cognizione di causa.
                Non che io personalmente sia Putiniano
                Anzi, io sarei un pacifista gandhiano.
                Se vuoi la pace prepara le migrazioni climatiche.
                Questo attaccamento alle identità e alla zolla non ha senso, se visto dalla prospettiva del cambiamento climatico
                Ho scritto senza occhiali.
                Fenomenale. Spero che si capisca qualcosa
                🤓

              • Francesco scrive:

                tutto perfetto, senza occhiali sei un 10/10!

  75. mondo parallelo scrive:

    https://youtu.be/LVVd4spE6rw?feature=shared

    Dunque, qui abbiamo fatto i geopolitici ed esperti militari in misura più o meno parziale cercando di mettere a posto alcuni tasselli del puzzle.
    Io poi qualche pezzo l’ho voluto incastrare per forza, anche se non calzava perfettamente
    Ebbene.
    Nel video in questione si vede il puzzle completo. Se poi sua un puzzle parallelo, non lo so.
    A me mi piacie così….aggiudicato.

  76. mirkhond scrive:

    E’ morto Alvaro Vitali.

  77. mirkhond scrive:

    Infatti. Ci lascia un grande attore.

  78. Miguel Martinez scrive:

    Piccoli kamikaze crescono:

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/rutte-paesi-nato-pronti-a-morire-insieme

    “Mark Rutte, ex premier olandese e attuale segretario generale della Nato, presenta l’Assemblea dell’Alleanza che inizia oggi pomeriggio all’Aja con un’intensa retorica bellica: gli Stati membri, dice, sono pronti a «combattere insieme e, se necessario, a soffrire e morire insieme».”

    • Francesco scrive:

      Finalmente uno che parla della guerra in termini seri e non edulcorati!

      Vi rendete conto che c’è gente che giustifica le spese per la difesa solo se danno un rendimento economico?

      PS se vuoi evitare di morire per Vilnius, devi convincere Putin che sei disposto a farlo. ma questo è così banale che mi vergogno a dirtelo.

        • Francesco scrive:

          essendo De Andrè, prerisco alla grande astenermi

          ma grazie del pensiero

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ti ho proposto l’originale proprio per quello.

            • Francesco scrive:

              troppo buono ma se le idee sono le stesse anche la mia reazione lo è

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Fammi capire: hai dedotto le idee espresse dalla canzone da quello che credevi che fosse l’autore, poi hai scoperto che quello non era l’autore, ma le idee sono rimaste le stesse perché lo avevi stabilito tu sulla base di un ragionamento rivelatosi poi errato?

              • Francesco scrive:

                No, so che DA era uno stronzo anarchico e che molte sue canzoni sono prese pari pari da altri stronzi anarchici precedenti.

                Non è che perchè rido ascoltando il gorilla in italiano o in francese non so di cosa sta parlando.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “finalmente”

        Finalmente uno che non si vergogna di dire che lecca il culo a Trump!

        Visto che cinque dei sei massimi produttori d”l’armi sono Statunitensi, almeno usiamo il babau del Putin brutto e cattivo per giustificare il tributo dei vassalli all’imperatore.

        Per fortuna la NATO non è l’UE. Se nei prossimi anni – com’è verosimile data la nostra tradizione italica, e come fervidamente auspico – nel calderone del 5% finiranno le spese per le pensioni dei forestali e per le pensioni di quell'”opera di interesse strategico” che è bla nuova fuga foranea di Genova allora riusciremo a mandare il riarmo dove merita: a tarallucci e vino.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Continuo a pensare che Putin ti paga troppo, anche se sei un volontario che lavora gratis per lui.

          La UE ha ribadito un paio di milioni di volte che vuole comprare armi europee nella massima misura possibile e tu fai scadente pentastellismo.

          E soprattutto la questione è militare, non economica. Ma a quanto pare aprire gli occhi è uno sforzo eccessivo.

          Miguel, per lezioni di russo hai qualche nome da consigliarmi?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Miguel, per lezioni di russo hai qualche nome da consigliarmi?”

            Da ragazzo, lessi un bellissimo libro proprio sulla lingua russa e la sua storia. Era in inglese e non mi ricordo né titolo né autore, mi dispiace.

            Il russo non l’ho mai approfondito, non mi piace come pronunciano le vocali àtone, preferisco di gran lunga il serbo.

            Comunque sarebbe bello conoscere bene almeno una lingua slava.

          • Andrea Di Vita scrive:

            # francesco

            “UE”

            La UE diceva pure che voleva tutte le auto elettriche alimentate a fotovoltaico per il 2050.

            “eccessivo”

            Per te evidentemente sì.

            Non esistono in Europa fabbricanti d’armi in grado di sostenere il riarmo che vuole Tutte nei tempi del ReArm. Non ci sono manco più le acciaierie necessarie, dopo le sanzioni cretine.

            Lo dico e li ripeto: non è chi ci vende il metano a basso costo il nostro nemico,a chi ha indotto i nostri governanti a separarcene sponsorizzando una banda di golpisti.

            Mi rendo conto che è più difficile ammettere di essere stati gabbati che aprire gli occhi.

            Ma i fatti hanno la testa dura, grazie a Voltaire e a Brecht.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Non preoccuparti: ho giò comprato il popcorn per quando i fatti ti prenderanno a calci in culo.

              Io non alzerò un dito, mi limiterò a godermi lo spettacolo.

              >>> Non esistono in Europa fabbricanti d’armi in grado di sostenere il riarmo che vuole Rutte nei tempi del ReArm.

              Beh, questa è una gran bella affermazione. Puoi sostenerla? Se fosse così, sarebbe molto preoccupante ma c’è ampia esperienza storica di mobilitazioni e pure una ampia base industriale europea quasi senza nulla da fare.

              Volendo, mi sa che si può fare, a non essere più gli Europei in mutande in un mondo di gente in armatura.

              Ciao

              • mondo parallelo scrive:

                Tra il 5% del pil in armi e il lasciarsi comandare dai funghi preferisco essere invaso da qualsiasi altro paese.
                Meglio da San Marino.
                Son pieni di balestre tarocche da vendere ai turisti.
                Fin lì ci posso arrivare.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Sempre Rutte, ma in privato, rivolgendosi al Padrone

      https://www.agi.it/estero/news/2025-06-24/nato-rutte-europa-paghera-tanto-come-deve-32043531/

      “Europe is going to pay in a BIG way, as they should, and it will be your win”

    • PinoMamet scrive:

      “gli Stati membri, dice, sono pronti a «combattere insieme e, se necessario, a soffrire e morire insieme”

      e lasciamoglielo credere, se lo fa felice 😉

  79. Moi scrive:

    A proposito Canzonette di Guerra:

    Vorrebbe qualcuno dare a intendere di non aver mai udito “Bombardiamo Tel Aviv” di Tony da Milano e “Rossa Palestina” di Umberto Fiori ? … Due Hits da sempre degli AntiFa Filoislamici ?!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “filoislamici”

      Dove vedi il filoislamismo in Rossa Palestina?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “Filoislamici”

      Checché ne dicano feltri e il felpa, il pericolo (di guerra, di terrore o di crollo del tenore di vita) non viene da Putin o dagli Islamici, ma dai banderisti e dai loro degni compari sionisti – cioè, in ultima analisi, dai loro mandanti d’Oltreoceano.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Aspetta che non ho capito, sai che sono tardo.

        1) Israele con gli accordi di Abramo sta per fare pace con quasi tutto il Medio Oriente, allora l’Iran gli lancia addosso tutti i suoi burattini e il pericolo viene da Israele?

        2) Putin invade l’Ucraina per restaurare il glorioso impero zarista di Stalin (confusione sua, non mia) e la colpa è dell’Ucraina?

        😉

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Cerchiamo di capire il favoloso mondo di Francesco: a Gaza nel 2023 si stava una favola, poi l’Iran ha fatto credere ai palestinesi di stare male e ha provocato il 7 ottobre (credo che sia ormai doveroso specificare l’anno).

    • PinoMamet scrive:

      Ammetto di non aver mai sentito “Bombardiamo Tel Aviv”.

      Spero di continuare così.

  80. Moi scrive:

    Personalmente penso solo con gran inquietudine :

    “Mai, mai, scorderai … l’ attimo, la Terra che tremò” [cit]

    • Moi scrive:

      “C’era una volta una città
      In quell’isola laggiù
      C’era una via che passava di là
      Proprio dove vivi tu
      C’era allegria c’era felicità
      Ma la guerra è una follia
      Ma se qualcuno sorride a te
      Un domani ancora c’è…”

      [cit.]

  81. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Comunque il macellaio ha fallito il suo scopo principale, ed è questo quello che conta.

    https://www.ilpost.it/2025/06/25/primo-report-intelligence-stati-uniti-siti-nucleari-iran/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  82. Miguel Martinez scrive:

    https://thecradle.co/articles/harvard-linked-study-finds-israel-disappeared-nearly-400000-palestinians-in-gaza-half-of-them-children-report

    Uno studio legato ad Harvard rileva che Israele ha fatto “scomparire” quasi 400.000 palestinesi a Gaza, metà dei quali bambini: rapporto

    Lo studio, condotto da un professore dell’Università Ben Gurion, utilizza analisi basate sui dati e mappature spaziali per evidenziare un grave calo della popolazione di Gaza dall’ottobre 2023.
    24 GIUGNO 2025

    Uno studio pubblicato tramite l’Harvard Dataverse rivela che Israele ha “fatto sparire” almeno 377.000 palestinesi dall’inizio della sua campagna genocida contro la Striscia di Gaza nel 2023.
    Si ritiene che metà di questo numero sia costituito da bambini palestinesi.
    Il rapporto è stato redatto dal professore israeliano Yaakov Garb, che ha utilizzato analisi basate sui dati e mappature spaziali per mostrare come l’assedio di Gaza da parte dell’esercito israeliano e gli attacchi indiscriminati contro i civili nell’enclave abbiano portato a un grave calo della popolazione.

    I 377.000 palestinesi dispersi a causa del genocidio israeliano rappresentano circa il 17% dell’intera popolazione della Striscia di Gaza, che attualmente è di circa 1,85 milioni di persone. Prima della guerra a Gaza, la popolazione della Striscia era stimata in 2,227 milioni di persone.

    Secondo il rapporto, mentre alcuni sono sfollati o dispersi, si ritiene che un numero significativo sia stato ucciso dalle forze israeliane.

    Il professore osserva che il bilancio ufficiale di 61.000 morti è chiaramente sottostimato, in quanto non include le vittime intrappolate sotto le macerie.

    Garb ha anche condannato nel rapporto la Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un controverso meccanismo di distribuzione degli aiuti statunitense-israeliano lanciato il mese scorso.

    “Questi complessi di aiuti sembrano riflettere una logica di controllo, non di assistenza, e sarebbe inappropriato definirli ‘centri di distribuzione di aiuti umanitari’. Non rispettano i principi umanitari e gran parte della loro progettazione e del loro funzionamento è guidata da altri obiettivi che minano lo scopo dichiarato”, ha affermato.

    L’ONU ha accusato la GHF di essere stata progettata per facilitare lo sfollamento forzato. Da quando ha iniziato le sue operazioni, la GHF ha causato la morte di centinaia di palestinesi in cerca di aiuto dalle forze israeliane.

    Il rapporto legato ad Harvard non è la prima indicazione che il bilancio delle vittime a Gaza potrebbe, in realtà, essere significativamente più alto di quanto riportato.
    La rivista medica The Lancet ha pubblicato uno studio nel gennaio di quest’anno che rivela che il bilancio delle vittime del genocidio israeliano a Gaza è stato molto probabilmente sottostimato del 41% nei primi nove mesi di guerra.

    Lo studio di gennaio ha evidenziato che circa il 59,1% delle vittime erano donne, bambini e anziani.

    L’anno precedente, nel luglio 2024, The Lancet aveva affermato che l’assalto di Israele a Gaza avrebbe potuto causare tra 149.000 e 598.000 vittime.

    • Francesco scrive:

      Ops

      un altro punto segnato da Trump, con la sua dura lotta contro le università USA e la loro produzione di stronzate!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Tu non stai bene.

        • Francesco scrive:

          Quindi secondo te Hamas sta dichiarando circa un settimo o un ottavo delle vere vittime palestinesi?

          Chiedo perchè a quanto pare tu stai bene.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Il numero che senti è quello di una lista di nomi. La gente sparita nel nulla (magari se l’intera famiglia è sparita nel nulla) non è detto che finisca in quella lista, perché nessuno ne denuncia la morte.

            Facciamo un esempio più vicino a noi. Quanti morti finirono sul fondo del pozzo di Basovizza?

            • Francesco scrive:

              Quindi Hamas, che basa tutta la sua strategia sulla comunicazione vittimistica del genocidio, che manda le donne palestinesi a piangere i loro figli “martirizzati”, minimizza il numero delle vittime per un puntiglio metodologico.

              Prendo atto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non hai capito un cazzo come al solito.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “comunicazione vittimistica”

                Francesco, guarda che stai usando per Gaza le stesse parole che usano Faurisson e Garaudy per le camere a gas della Shoah.

                Sei il primo esemplare di churchilliano negazionista che conosco!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                NO ANDREA.

                Sto dicendo che se Hamas potesse far dire che Israele ha sterminato 400.000 palestinesi lo farebbe dire ogni giorno. Mentre si limita a far dire che ne ha sterminati 60.000.

                Se Hamas stesse giocando a quanto è brava a difendere i palestinesi, potrei capirlo. Ma sta giocando a quanto sono cattivi gli israeliani e allora non avrebbe senso.

                Cazzo c’entrano i negazionisti della Shoah?

                Ho già abbastanza problemi con le posizioni che ho, per vedermene appioppare altre!

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Sto dicendo che se Hamas potesse far dire che Israele ha sterminato 400.000 palestinesi lo farebbe dire ogni giorno. Mentre si limita a far dire che ne ha sterminati 60.000.”

                Se per una volta ti degnassi di uscire dal tuo mondo di sogni, e pensassi a come funziona la realtà, ti renderesti conto che la faccenda è complessa.

                1) il governo di Israele applica la “Strategia Francesco”, cioè cerca di terrorizzare la popolazione civile a tal punto, o da sterminarla; o da farla fuggire; o da traumatizzarla in modo che facciano qualunque cosa voglia Israele. la “Strategia Francesco” richiede quindi di massimizzare i morti, e ancora di più i mutilati e i traumatizzati a vita.

                2) Israele ha bisogno di farsi vedere invincibile anche di fronte al resto del mondo, la potenza capace di fare qualunque cosa e di fregarsene di chiunque si lamenti. E quindi non dispiace a Israele che il resto del mondo sappia cosa sta succedendo: mica sono i droni palestinesi che fanno vedere i ruderi di Gaza. E’ una strategia molto efficace, perché toglie al nemico l’arma del vittimismo. “Ci accusate di ammazzare? Bene, ammazziamo… e allora?”

                3) il governo di Israele deve comunque stare attento, in parte, all’opinione pubblica, per cui non rivendica mai uccisioni di civili, non dà numeri; e gioca un po’ sul vittimismo rispetto al 7 ottobre, e sul fatto che nessuno in Occidente sa cos’è successo prima e perché esiste Gaza.

                4) il governo di Gaza ha bisogno opposti. Non conta per nulla sull’opinione pubblica mondiale (il massimo che ha avuto di sostegno è stato qualche corteo con ragazzi manganellati, e Greta Thunberg che non è riuscita a scaricare nemmeno un pacco di pasta prima di venire deportata). Sanno benissimo che il “mondo” (inteso come Occidente) non sa nulla della storia di Gaza o della Palestina. Mentre deve far finta alla propria popolazione di essere in grado di proteggerla, che è una balla enorme. Ma non può permettere alla “Strategia Francesco” di passare. Cioè di far credere alla popolazione che è impotente a difenderla.

              • Miguel Martinez scrive:

                per francesco

                “Quindi Hamas, che basa tutta la sua strategia sulla comunicazione vittimistica del genocidio, che manda le donne palestinesi a piangere i loro figli “martirizzati”, minimizza il numero delle vittime per un puntiglio metodologico.”

                Vedi che segui con attenzione i comunicati di Hamas in lingua araba.

                Evidentemente tu segui dei masochisti, comunque se hai delle fonti fammi sapere.

                I comunicati che leggo io invece parlano sempre di improbabili colpi di Eroici Combattenti contro gli occupanti e ovviamente minimizzano le perdite dei Nostri che Resistono Eroicamente, e non vi preoccupate che Domani Vinceremo, siamo Forti e Ganzi.

                Come è ovvio, nessuno fa propaganda facendo vedere quanto siamo sconfitti e falliti e massacrati.

              • Francesco scrive:

                Miguel,

                come ben sai, io non parlo arabo e mi limito alle fonti occidentali.

                Che sono unanimi, quelle filopalestinesi e quelle neutrali, nel poverinare i palestinesi e nel riportare i dati di Hamas.

                Dici che Hamas è così sofisticato da avere una duplice narrazione, una interna al mondo arabo “stiamo vincendo” e una esterna per gli occidentali “ci stanno genocidando”? e anche se sono così bravi, perchè nella seconda minimizzare le vittime del Genocidio?

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “perchè nella seconda minimizzare le vittime del Genocidio?”

                Perché si è fatto così in tutte le guerre, e si farà sempre così. Proprio per evitare che vinca la Tecnica Francesco (terrorizzare la popolazione civile a un punto tale che si arrende).

                Durante la Seconda guerra mondiale, gli inglesi bombardavano furiosamente le città tedesche per uccidere le famiglie dei soldati al fronte e demoralizzarli; e i tedeschi altrettanto sminuivano l’efficacia dei bombardamenti.

                Psicologia elementare.

              • PinoMamet scrive:

                Sì, però…

                sarà senz’altro così per i comunicati in lingua araba.
                Può avere un senso: “state tranquilli, stiamo vincendo, è tutto sotto controllo!”

                Ma per noi babbani che leggiamo la stampa in italiano, tradotta dai comunicati in inglese, la solfa è sempre stata:

                Arabi: “Gli israeliani hanno massacrato migliaia di persone innocenti a Gaza!”

                Israeliani: “abbiamo sparato solo ai terroristi! gli arabi gonfiano le cifre per demonizzarci!”

                (questa primavera eravamo fermi alla cifra ufficiale, secondo la “verità dei palestinesi” , di 50.000 morti, tra cui donne e bambini.

                La piazza propalestinese italiana, posso testimoniare, li aveva già trasformati in “50.000 bambini”…)

                e sicuramente nella comunicazione internazionale vince chi è più Vittima…

                (altro grido dei pro-pal durante la manifestazione del 25 Aprile, rivolto a sparuto gruppetto formato da comunità ebraica- sparutissimo e spaesato questo, credetemi 😉 – e sostenitori dell’amicizia Italia-Israele/”Brigata Ebraica”/vari ed eventuali-quattro gatti in tutto):

                ” non siete vittime!!!”

                Ma chi vuole esserlo, dico io? 😉

                Eppure l’urlatore aveva capito benissimo come funziona la comunicazione da noi.

                La vittima vince.

                Ti minacciano?
                Lascia perdere Cicalone Simone, Manuel Spadaccini, e altri maestri di autodifesa che Moi conoscerà benissimo.

                Bùttati a terra e dì che le hai prese 😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “La vittima vince.

                Ti minacciano?
                Lascia perdere Cicalone Simone, Manuel Spadaccini, e altri maestri di autodifesa che Moi conoscerà benissimo.

                Bùttati a terra e dì che le hai prese”

                Molto d’accordo, ma solo finché i duri non cominciano a giocare.

                Sai che ho sempre sottolineato come la maggior parte della comunicazione politica italiana funzioni esattamente come dici tu.

                Il problema è che il vittimismo è un gioco che si fa bene in due.

                Forse perché sono particolarmente interessato al Medio Oriente, mi sembra che la svolta sia avvenuta con l’Isis, che non si è mai lamentata di nessuno, e diffondeva allegramente video dove si vedevano i suoi militanti sgozzare sciiti, abbattere campanili di chiese e molto altro.

                Il vittimismo funziona finché solo finché l’altro si scusa e si giustifica. Quando l’altro rivendica di averti dato un pugno in faccia, che fai? Con chi ti lamenti?

                E’ un po’ anche la modalità di Trump II.

                Pensiamo a quando una navetta di pacifista voleva portare una quantità insignificante di aiuti umanitari in Palestina qualche mese fa. Nella modalità italiana, li si sarebbe accolti con tutti i sorrisi, per far vedere quanto si è buoni, e poi si sarebbero buttati o rubati gli aiuti quando nessuno guardava.

                Invece gli israeliani li hanno bombardato in acque internazionali, al largo di Malta.

                Attenzione: non sto dicendo che sia stato peggio; anzi è stato meno ipocrita. Quello che mi interessa è il messaggio che si è voluto trasmettere.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                condivido in pieno la tua analisi.
                Non dico sia una rivoluzione definitiva, ma quantomeno qualcosa sta cambiando.

                Sarebbe l’occasione buona per smontare per sempre il vittimismo olocaustico.
                Israele fonda la propria legittimazione sulla propria forza, non sul vittimismo olocaustico, ma questo può valere con palestinesi e Iran, ma Israele, pur fortissimo, non è più forte del resto dell’umanità messa insieme, che è indulgente verso gli ebrei solo perché hanno avuto l’Olocausto e quindi si perdona loro tutto.

                Se passa il principio che il più forte ha ragione, che Hitler aveva ragione perché aveva la forza per fare ciò che ha fatto e che ora si tratta di giocarsela sulla forza, a nessuno interesserà più tollerare le intemperanze di Israele.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                il vittimismo funziona benissimo per sputtanare il cattivo ipocrita e bugiardo

                il mondo mica loda la forza! almeno da queste parti, se da altre parti Hamas e Putin si vantano di quanto ce l’hanno duro e lungo

                e pure Xi minaccia di farlo sapere a quelli della Taiwan Region

                ma in Europa non attacca

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                ” se da altre parti Hamas e Putin si vantano di quanto ce l’hanno duro e lungo”

                Quello che mi meraviglia sempre di te è il tuo spirito da tifoso.

                Tu hai scelto una certa squadra nel campionato, e a tutte le partite, stai lì a urlare e sbraitare e agitare bandierine sugli spalti…

                se la squadra che odi fa qualcosa, urli che hanno fatto apposta e che l’arbitro è venduto se non la squalifica;

                se invece la squadra che ami viene rimproverata, urli che l’arbitro è venduto perché ha agito a favore del Male Assoluto.

                Non lo so, forse perché ho vissuto in tanti paesi e ho conosciuto gente di tutti i tipi e di tutte le idee, non riesco proprio a entrare in questa modalità.

                Anzi, mi dispiace quando vedo delle persone così – non avendo io una squadra avversaria, non le sento come nemiche, ma mi dispiace per loro, e per tutta la bellezza e la varietà della vita che si perdono.

                A parte il Calcio Storico fiorentino, non riesco proprio a vivere la vita da tifoso.

              • Francesco scrive:

                Miguel

                citavo alla lettera TE su Hamas e PUTIN sulla guerra in Ucraina

                va bene tutto ma questo non è tifo, è cronaca!

                Ciao

            • PinoMamet scrive:

              “Il numero che senti è quello di una lista di nomi. La gente sparita nel nulla (magari se l’intera famiglia è sparita nel nulla) non è detto che finisca in quella lista, perché nessuno ne denuncia la morte.”

              senza polemica, ammetto che non ho capito.

              Di quale lista parli? quella dei morti fornita da Hamas, o quella dei dispersi fornita in questo articolo?

              • Francesco scrive:

                Io ho capito che Hamas dichiara solo i morti identificati per benino, mentre tutti gli altri per ora staranno in un limbo tipo MIA.

                Ma egli dice che non ho capito un cazzo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Terzo tentativo di rispondere: o la va o rinuncio!

                Il numero di morti a Gaza di cui si parla sempre è l’esito di un elenco nominativo che raccoglie tutti quelli di cui è stata denunciata la morte. Sono, in sostanza, i morti identificati. Il vantaggio è che è possibile riverificare i dati espungendo i nominativi delle persone che poi salta fuori essere ancora vive (è anche successo con quella famosa lista), per cui questa è una modalità di conteggio molto precisa, in circostanze normali.
                Il problema del sistema è che quando iniziano ad esserci enormi quantità di morti, che non si riescono ad identificare tutti, questo non funziona più. Succede nelle battaglie più sanguinose, durante le calamità naturali e via discorrendo. In questi casi, quindi, si fa ricorso a sistemi diversi, che fanno stime a ritroso (quanti erano prima? Quanti sono adesso? La differenza sarà il numero di morti): è più facile riconteggiare gli effettivi dei reparti coinvolti dopo la battaglia di Bachmut che contare i morti, che saranno la differenza.

                Lo studio ha operato delle stime a ritroso e ha trovato un grande scollamento tra i risultati ottenuti e il dato ottenuto con il conteggio nominativo.

              • Francesco scrive:

                Lo immaginavo.

                L’unico problema che ho a credere allo studio lo ho già esposto con estrema chiarezza. Ma lo rifaccio senza problemi.

                Magari mi sbaglio e Hamas davvero è un pò come me, uno statistico pignolo all’eccesso.

                Però la sua strategia è stata chiara: colpire durissimo, prendere ostaggi, nascondersi tra i civili, se Israele ci casca ed entra a Gaza ogni morto civile è un Punto Vittima per noi da sbattere in faccia al mondo occidentale che appoggia Israele.

                In questa strategia, rinunciare a centinaia di migliaia di punti vittima mi parrebbe assurdo.

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Però la sua strategia è stata chiara: colpire durissimo, prendere ostaggi, nascondersi tra i civili, se Israele ci casca ed entra a Gaza ogni morto civile è un Punto Vittima per noi da sbattere in faccia al mondo occidentale che appoggia Israele.”

                Veramente lo scopo era un altro, subito dichiarato da Hamas. https://web.archive.org/web/20231029222410/https://www.ynetnews.com/article/hjv5rrqz6

                Scambiare gli ostaggi israeliani con 5200 palestinesi prigionieri degli israeliani.

                Se fosse riuscito, sarebbe stato un colpo notevole: Hamas riesce a fare ciò che nessun altro movimento palestinese era mai riuscito a fare.

                Israele ha preferito fare la campagna militare, e ha fatto bene: gli ostaggi erano persone di poco conto; accettare lo scambio avrebbe significato accettare un interlocutore; era l’occasione per avviare la soluzione finale della questione palestinese e anche di regolare i conti con Libano e Siria.

                Il prezzo pagato è stato qualche corteo di ragazzini di sinistra, i tweet di Greta Thunberg e i portuali di Marsiglia che hanno ritardato un paio di consegne di armi. Ma anche un sacco di simpatia in un Occidente sempre più di destra, che dice, finalmente qualcuno che tratta questi arabi come si deve.

              • Francesco scrive:

                Mah, Miguel, a occhio e croce stai minimizzando e non poco l’effetto di questa “guerra” su Israele.

                Quello immediato può essere come lo descrivi tu ma nel medio e lungo periodo prevedo danni molto pesanti.

                In effetti non credo che Hamas abbia mai preso sul serio il suo piano A: voi ci date 5.200 carcerati, noi 250 civili presi in ostaggio dopo averne ammazzati altri 1.200 (vado a memoria).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “In effetti non credo che Hamas abbia mai preso sul serio il suo piano A: voi ci date 5.200 carcerati, noi 250 civili presi in ostaggio”

                Ci sono tanti altri casi in cui un gruppo etnico che si ritiene superiore, trova normale scambiare una vita “preziosa” contro 20 vite che non contano (frequente nel caso della storia israeliana, tipo 1978, scambio del solo corpo di un soldato israeliano morto contro 76 palestinesi vivi).

                E infatti Israele ha accettato un certo numero di scambi, anche in questi ultimi mesi.

                Ma in linea di massima sono d’accordo con te, Hamas ha calcolato male.

              • PinoMamet scrive:

                “Ci sono tanti altri casi in cui un gruppo etnico che si ritiene superiore”

                mah, credo di poter realisticamente elencare i difetti degli israeliani:

                -pensano di essere intelligenti, anche quando sono palesemente dei buzzurri (cioè spessissimo)

                -hanno un pessimo gusto nell’abbigliamento (sembra una battuta, ma è significativo)

                -sono di solito diretti al limite della maleducazione, e anche oltre il limite;

                -credono che il resto del mondo li odi, e credono che li odi “inspiegabilmente” o “per invidia” (di che, non è dato sapere)

                -pensano di essere furbi e bravissimi a fare affari e “gente di strada” (poi arrivano in Italia e si fanno imbrogliare o derubare come il più sprovveduto degli statunitensi)

                MA

                NON credono di essere un gruppo etnico superiore.

                Si stupiscono invece di “quanto poco valore danno gli arabi alla vita: noi lottiamo anche solo per un cadavere, mentre loro si fanno saltare in aria”

                questo è il punto di vista israeliano sulla questione.

                L’altro, corollario, è: “tanto poi i prigionieri rilasciati li ribecchiamo tutti”

  83. Moi scrive:

    Nuova Tesi Complottista Social:

    La Lobby Ebraica vuole una guerra che stermini i Goyim che non sono riusciti a stermininare con il Covid prima e l’ “Intruglio Magico” poi … come per Gaza.

  84. Miguel Martinez scrive:

    Sulla questione fondamentale del Vittimismo… mi ricordo che da ragazzo, avevo come vicino di casa la vedova del Generale Gandin, quello fucilato a Cefalonia. E quando lei morì, ne ereditai la piccola biblioteca.

    Tra i libri, uno sulla conquista dell’Etiopia scritta proprio da Badoglio, quando era ancora un fascista integrale.

    Mi colpì lo stile tanto diverso da quello della “epoca Onu” in cui ero cresciuto io.

    L’Italia avanzava rivendicazioni sull’Etiopia. Colse l’occasione di un piccolo incidente di frontiera – come si fa sempre in questi casi – per occuparla. Con “virile decisione” (non mi ricordo la frase precisa), mirando allo scopo, senza “ipocrite diplomazie”.

    E’ lo stile a cui siamo tornati a livello mondiale, da quando c’è la terza guerra di Gaza.

    Se si è abbastanza forti, è una strategia vincente: quando l’altro piagnucola, “ma la legalità internazionale?”, io posso dire, “me ne frego”. E quello che può dire?

    Pensiamo alle straordinarie telefonate del Mossad agli scienziati iraniani; ma anche alle dichiarazioni di Trump sugli immigrati.

    • Francesco scrive:

      veramente a me pare sia così almeno dalla seconda guerra di Cecenia

      poi lo stile è diventato virale, come dicono i giornalisti

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