I Luoghi e gli Intraluoghi (1)

In questi giorni, ho fatto un viaggio da Firenze a Timișoara in Romania e ritorno, partecipando a un progetto europeo sul tema dell’economia solidale e sociale. Che senza soldi, non si campa; ma senza solidarietà, si campa male.

I lettori di questo blog sono pochi ma variegati, per cui ricordo loro che, l’anno scorso, i paesi europei della Nato hanno preso dalle nostre tasche e messo in quelle delle multinazionali 454 miliardi di dollari in spese belliche (la Russia, nello stesso anno, ha speso 149 miliardi).

Quindi, comunque la pensiate sull’Unione Europea, un euro speso per mandare Miguel Martinez in Romania è un euro in meno buttato per mutilare o ammazzare qualcuno.

Ora, Firenze per me è un Luogo, più precisamente un luogo sotto un campanile.

Timișoara per me è un altro Luogo. O meglio, lo è il posto dove siamo andati a mangiare la sera, un podere chiamato Farmely.

Ci arriviamo attraverso una stradina sterrata, verso il tramonto.

Siamo in un paese in cui, alla caduta del comunismo, speculatori europei hanno comprato a prezzi da miseria immensi spazi agricoli, dove spruzzarci ogni tanto qualche pesticida per ricevere la manna dei fondi agricoli europei (l’Europa è anche questo).

Ma qualche isola sopravvive.

I poeti di tutte le lingue hanno inventato un sacco di parole straordinarie per descrivere cosa si prova in certi momenti; e i pubblicitari hanno subito scippato quelle parole per venderci merci, per cui non vi dico cosa ho sentito. Questo video rende comunque qualcosa. E’ tutto in lingua romena, infatti l’azienda è locale e non si rivolge al Mercato Globale.

Ad accoglierci, c’è la Contadina.

La Contadina, in maglietta, mentre noi patiamo il freddo in maglioni e giacche, corre di qua e di là, dando da mangiare agli animali, mentre ci racconta con lieve ironia che in una vita passata, era stata insegnante d’inglese. Poi ci indica un avvallamento, e ci dice che era stata una discarica dove si trovava di tutto, come dimostra questa vecchia foto:

Così si sono messi, lei, suo marito e sua figlia, a ripulire il tutto, e proprio dove c’era la discarica, è sgorgato un mic laculet, un piccolo lago. “It was our revenge!” ci spiega sorridendo la Contadina.

Cani e gatti, tanti; e con un’interazione che ci affascina tutti.

I gatti si annusano tra di loro e si rotolano giocosamente con gli enormi cani. E ovunque vada la Contadina, c’è sempre un gatto o due che la rincorre: hanno già mangiato, e quindi non è fame, è una forma di relazione antichissima che da gattaro, vorrei decifrare. Mi metto in ginocchio, e mi trovo un gatto su ciascun ginocchio che fa le fusa, e tre cani in fila per farsi coccolare.

Passiamo al pollaio, ci sono due galli enormi, con lo sguardo torvo da conquistare assiro, che ogni tanti becchettano qualche sottomessa femmina: due galline hanno mezza schiena spennata.

I polli vegetariani che si massacrano, i cani e gatti carnivori che si vogliono bene, non so esattamente che morale trarne, ma credo che sarebbe importante.

Posiamo per una foto, ma mancano i gatti, perché hanno deciso tutti insieme di saltare affettuosamente addosso al fotografo.

Interrompiamo, per vedere il tramonto:

La Contadina ci chiede,

Do you want to live here?“, e sorride.

Ogni elemento della cena è unico, come sapore, come tatto e come colore.

In quel momento, in quei sapori, nell’aria fresca della sera, colgo la natura demoniaca del Turismo…

Il due giugno, a Livorno, sbarcheranno a Livorno ben dieci gigantesche navi da crociera, che manderanno decine di migliaia di turisti in pullman a visitare Firenze. In giornata, lasciandosi dietro solo montagne di rifiuti.

Non sono diversi da me: sono persone che cercano un Luogo.

Ma così non solo non lo troveranno, ma distruggeranno ancora un altro Luogo, di tutti quelli che esistono al mondo.

Però proprio per questo, non c’è nulla di più importante che aiutare ogni Luogo che spunta al mondo, a vivere.

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87 risposte a I Luoghi e gli Intraluoghi (1)

  1. mirkhond scrive:

    Stasera al tg1 hanno detto che in Italia in questa estate è previsto l’arrivo di più di 200.000.000 di turisti!
    Il problema non è il singolo turista o i piccoli gruppi, ma che oggi ce ne sono troppi.

    • Peucezio scrive:

      Bisognerebbe creare la paura, un clima di intimidazione, far percepire l’Italia come un luogo poco sicuro per i turisti.
      Basta che si diffonda la voce.

      • Moi scrive:

        Mi pare che si stia formando già … con la Woke che in funzione antiGoverno presenta l’ Italia come il Paese più razzista, omofobo e maschilista d’ Europa.

        • Ros scrive:

          Moi: “Mi pare che si stia formando già … con la Woke che in funzione antiGoverno presenta l’ Italia come il Paese più razzista, omofobo e maschilista d’ Europa.”

          Seeeeeeeeeh aspetta e spera…

          come se adesso al turista da mandria in sbarco col solleone all’atto pratico fregasse davvero qualcosa di quei frociacci lì dei negri femmina🙄

        • roberto scrive:

          Moi

          Se fosse vero attireresti turisti razzisti omofobi e maschilisti….

      • roberto scrive:

        Peucezio

        « Bisognerebbe creare la paura, un clima di intimidazione« 

        Ogni tanto ci penso a questa cosa perché se tutti funzionassero come me funzionerebbe: dopo aver passato una settimana a Barcellona in cui davvero avevo l’impressione che tutti odiassero i turisti (il culmine cenare in un ristorante con vista su un enorme striscione « fuori i turisti »), mi sono detto che non ci metterò più piede (avrei anche la tentazione di trattare male i Barcellonesi che escono dalla loro città ma sono un tipo tranquillo), e tutto sommato cerco di evitare posti che hanno la fama di essere non ospitali con i turisti, ma
        1. Evidentemente non tutti funzionano così, come dimostra il fatto che Barcellona è strapiena di turisti
        2. Alla fine nessuno resta volentieri a casa perché fa parte della natura umana e spostare i milioni di turisti che affollano le località più famose in posti meno noti e attrezzati mi sembra un disastro

        La soluzione dovrebbe essere nord Corea o trump che dichiarando guerra a mezzo mondo ha fatto precipitare il turismo negli Stati Uniti (per la gioia di chi ci campava di turismo…)

        • PinoMamet scrive:

          Non so se in Italia tutti odino i turisti- in Liguria sì.
          Ma ci vanno lo stesso.

          Nel mio non-capoluogo, che è in fondo una città di provincia senza nulla di particolare, buttata in un panorama deprimente, anzi, senza panorama perché è in pianura
          (io abito in collina, ricordo, una bellissima collina che pochissimi conoscono)

          nel mio non-capoluogo, dicevo, non trovi più nessuno che sorrida per strada.
          Quelli della periferia vogliono fare i bulletti, e quelli del centro vogliono fare i borghesi che se la tirano.

          Nei negozi, i commessi sembra ti facciano un favore a fare il loro lavoro- che comunque fanno male.

          Fortuna che turisti ce n’è pochi, ma quei pochi continuano a venire…

          OT Romania

          ho lavorato a Timisoara.
          La ricordo deprimente, e i romeni , beh, il classico carattere slavo (che non sono, vabbè, ma è come se lo fossero) e balcanico.

          • roberto scrive:

            pino

            “Non so se in Italia tutti odino i turisti- in Liguria sì.”

            no, non credo proprio…almeno scenendo in italia ormai da “turista” non mi è mai capitato di sentire la minima ostilità, ma effettivamente evito la liguria, evito come la peste l’estate e pasqua e cerco di evitare le città più turistiche…l’ultima volta a venezia è stata nel 2016 o giù di li e non vado a firenze da vent’anni almeno

        • PinoMamet scrive:

          Naturalmente il mio non-capoluogo è in Emilia, trovo inutile specificarlo dopo tanti anni.

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          “La soluzione dovrebbe essere nord Corea o trump che dichiarando guerra a mezzo mondo ha fatto precipitare il turismo negli Stati Uniti (per la gioia di chi ci campava di turismo…)”

          Perché lui li arresta direttamente.
          Non tutti, ma a campione.
          E la cosa funziona.

          • Peucezio scrive:

            Cioè, ragazzi, ma ci rendiamo conto che fino a non moltissimi anni fa io entravo in Duomo con la stessa disinvoltura con cui entravo nella Galleria Vittorio Emanuele, potevo girarmelo come volevo, concentrarmi su un particolare, dirmi una preghiera…
            Oggi devo fare la fila e pagare per visitarlo e devo fare una fila più piccola per andare a pregare, ma posso pregare solo in un’area limitata?
            Io che vivo a Milano da mezzo secolo tondo.
            E questo perché dei coglioni di americani e altra gente varia vengono in massa a rompere i coglioni.
            Io non dico che la gente veramente colta e sensibile non debba poter viaggiare, ma bisogna disincentivare, selezionare, in modo che venga solo la gente veramente motivata.
            Basterebbe che dell’Italia si parlasse solo in cicrcuiti veramente colti e che fosse bandita da qualsiasi mezzo di comunicazione di massa.

            • mirkhond scrive:

              Ma infatti il problema non è la qualità, ma la quantità di turisti davvero eccessiva.
              Tra l’altro portando alla proliferazione dei B&B che tolgono la possibilità di afffittare immobili ai residenti e l’imposibilità di prendere un taxi, che se li chiami, nemmeno ti rispondono….

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Esatto

              • Peucezio scrive:

                Mirkhond,
                “Ma infatti il problema non è la qualità, ma la quantità di turisti davvero eccessiva.”

                Esattamente.

                “Tra l’altro portando alla proliferazione dei B&B che tolgono la possibilità di afffittare immobili ai residenti e l’imposibilità di prendere un taxi, che se li chiami, nemmeno ti rispondono….”

                E anche questo è un problema enorme.

            • roberto scrive:

              Si Peucezio, ne abbiamo parlato mille volte…per me la gente colta e sensibile non ha nessun merito né diritto in più del bovaro dell’Arkansas o di dove vuoi tu

              Forse basterebbe organizzare un pochino meglio le cose, lasciare per esempio sempre uno spazio ed una entrata solo per chi vuol pregare, allungare i tempi di apertura del duomo, limitare le visite giornaliere…cose così

              • roberto scrive:

                Credo che il problema sia che a differenza della vulgata che ci vede tutti più poveri, il benessere aumenta, la popolazione aumenta e gli spazi quelli sono

              • Ros scrive:

                roberto: “…Credo che il problema sia che a differenza della vulgata che ci vede tutti più poveri, il benessere aumenta…”

                Un bel saggio che cerca una risposta è “Teoria della classe disagiata” di Raffaele Alberto Ventura

                https://www.minimumfax.com/shop/product/teoria-della-classe-disagiata-2006

                “Cosa succede se un’intera generazione, nata borghese e allevata nella convinzione di poter migliorare – o nella peggiore delle ipotesi mantenere – la propria posizione nella piramide sociale, scopre all’improvviso che i posti sono limitati, che quelli che considerava diritti sono in realtà privilegi e che non basteranno né l’impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento?

                Cosa succede quando la classe agiata si scopre di colpo disagiata?

                La risposta sta davanti ai nostri occhi quotidianamente: un esercito di venti-trenta-quarantenni, decisi a rimandare l’età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei in attesa che le promesse vengano finalmente mantenute, vittime di una strana «disforia di classe» che li porta a vivere al di sopra dei loro mezzi, a dilapidare i patrimoni familiari per ostentare uno stile di vita che testimoni, almeno in apparenza, la loro appartenenza alla borghesia.

                In un percorso che va da Goldoni a Marx e da Keynes a Kafka, leggendo l’economia come fosse letteratura e la letteratura come fosse economia, Raffaele Alberto Ventura formula un’autocritica impietosa di questa classe sociale, troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle”

                Nessuno di noi inborghesiti acculturati, e disagiati😳 intende
                – giustamente – retrocedere sino ad un proletariato dickensiano vittoriano rinunciando a ciò che Luca Ricolfi chiama “società signorile di massa”, e alle sue oramai irrinunciabili costumanze.

                Costi quel che costi.

                https://www.ursaecoeli.it/2020/02/19/luca-ricolfi-la-societa-signorile-di-massa/#:~:text=Luca%20Ricolfi%2C%20con%20una%20scrittura%20chiara%20e%20ragionata%2C,%C3%A8%20diventato%20di%20massa%3B%20l%E2%80%99economia%20%C3%A8%20in%20stagnazione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Ros

                ” questa classe sociale, troppo ricca per rinunciare alle proprie aspirazioni, ma troppo povera per realizzarle”

                Esatto!

                Ecco in una frase il motivo del successo elettorale delle Destre Destre Rancorose in Occidente.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Forse basterebbe organizzare un pochino meglio le cose”

                E’ quello che dice la Santanchè e che dice la Destra in Italia. Ovviamente è “meglio organizzarsi meglio”, ci mancherebbe. Ma finché i numeri restano così alti, se non intasano il Duomo (anche per noi fiorentini, il Duomo è precluso), i turisti occuperanno ogni centimetro quadrato della piazza davanti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Il caso delle navi crociera è particolarmente interessante.

                La Royal Caribbean ha uffici a Miami, ma sede legale… in Liberia. Su una nave mette fino a 7600 passeggeri, creando un sistema economico “autosufficiente”, nel senso che non ha bisogno di spendere quasi nulla nei porti dove attracca.

                La nave arriva a Livorno, la ditta proprietaria paga un corteo di pullman per caricare i passeggeri e poi scaricarli a Firenze il tempo di una breve passeggiata, poi tutti di nuovo sulla nave.

                Mentre non incidono sul problema della casa, fanno imbestialire gli imprenditori locali del turismo, visto che non spendono un euro o quasi, mentre i pullman occupano tutti i parcheggi periferici disponibili.

                Esattamente cosa si godono invece gli Intruppati per me è un mistero.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “cose così”

                Roberto, l’anno scorso ero sulla stradina che collega il Pantheon a via del Corso, dopo la quale a poche decine di metri c’è la fontana di Trevi.

                C’erano talnente tanti turisti a piedi in quella stradina che anche senza volerlo facevano cadere le lavagnette dei ristoranti coi menù, semplicemente passando fra i tavoli perché la strada era letteralmente tappata.

                A poche decine di metri ci sono capolavori come palazzo Braschi (quello in fondo a piazza Navona a sinistra guardando il portale della chiesa) e l’acquedotto dell’Aqua Virgo (dietro la fontana di Trevi), due assoluti capolavori. A visitarli c’eravamo una famigliola di Cinesi, una di Olandesi, mia moglie ed io.

                Finché i turisti sono così tanti e così concentrati su pochi posti noti (e a Venezia e Firenze è pure peggio) non c’è organizzazione che tenga. Credimi, giro i monumenti d’Italia da cinquantadue anni ogni estate.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea

                “Finché i turisti sono così tanti e così concentrati su pochi posti noti […] non c’è organizzazione che tenga

                Credimi, giro i monumenti d’Italia da cinquantadue anni ogni estate.”

                dai l’esempio, stai a casa, o se proprio non vuoi, viaggia in un’altra stagione

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “dai l’esempio, stai a casa, o se proprio non vuoi, viaggia in un’altra stagione”

                Tranquillo, io l’esempio lo do regolarmente: non posso entrare né al Duomo né agli Uffizi né a Palazzo Pitti. E cerco di evitare Piazza del Duomo per quanto posso. E come vedi, quando viaggio, viaggio a Timisoara.

              • roberto scrive:

                Miguel

                « non posso entrare né al Duomo né agli Uffizi né a Palazzo Pitti.« 

                Credo che tu possa entrare prenotando come tutti

                Vai, martedì ci sono posti ad ogni orario !
                https://uffizigallery-florence.com/it/

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Credo che tu possa entrare prenotando come tutti

                Vai, martedì ci sono posti ad ogni orario !”

                Ma perché non vuoi capire il senso di quello che ho detto?

                Certo che potrei. Ma forse non ho voglia di muovermi con centomila altre persona per guardare per una frazione di secondo qualcosa.

                Vorrei poter entrare al Duomo della mia diocesi, come entro alla chiesa della mia parrocchia (San Frediano in Cestello) potendo riflettere sulle immagini, e se fossi un po’ più cattolico, pregare.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                ma il turismo non crea solo quell’inconveniente lì, ma ne crea un milione, snatura tutto, distrugge tutto ciò che incontra: lo usa e lo butta.

                In linea di principio sono totalmente d’accordo con te.
                Il punto è far capire al bovaro dell’Arkansas che non se ne fa nulla di andare a scoprire il Rinascimento, mica di vietargli di venire in Italia.

                Queste cose non funzionano secondo criteri oggettivi, ma secondo meccanismi dell’immaginario legati a tutto un sistema mediatico di diffusione dell’immaginario stesso.

                La Puglia era bella anche prima, ma non se la cagava nessuno.

                Si tratta di creare un’immagine non attraente, non di moda, in modo che venga chi davvero è interessato e capace di apprezzare al di là delle suggestioni mediatiche.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                guarda che anch’io sono insofferente a divieti vari, biglietto per entrare a Venezia e cose simili.
                Quindi capisco benissimo la tua sensibilità e la questione di libertà che poni.

                Il punto è che i fenomeni non vanno gestiti in astratto, in linea di principio, ma ne va valutata la portata: se l’esperienza dei luoghi in questo modo si snatura, stai distruggendo il bene per renderlo fruibile.

                E comunque, libertà per libertà, via quest’obbrobrio del biglietto a pagamento e della fila per entrare nelle chiese: le chiese sono luoghi di preghiera aperti a tutti.
                O almeno lasciate totale libertà di accesso e movimento per la gente del posto.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                « In linea di principio sono totalmente d’accordo con te.
                Il punto è far capire al bovaro dell’Arkansas che non se ne fa nulla di andare a scoprire il Rinascimento, mica di vietargli di venire in Italia »

                Ma che ne sai? Magari viene e ne resta colpito, gli piace, o si annoia a morte e almeno sa che non gli piace…davvero, dici di non fare discorsi astratti, ma come fai a dire « questa categoria di persone non se ne fa nulla del rinascimento »?

                Ragazzi io capisco il problema, se poteste suggerire soluzioni che non abbiano questo gusto mefitico di classismo (il turismo è riservato alle Classi alte, ai colti e agli abbienti) vi ascolterei con più interesse

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ragazzi io capisco il problema, se poteste suggerire soluzioni che non abbiano questo gusto mefitico di classismo (il turismo è riservato alle Classi alte, ai colti e agli abbienti) vi ascolterei con più interesse”

                Non credo che nessuno di noi sia particolarmente “abbiente”, io di sicuro no.

                Un Luogo è insieme di relazioni tra persone e con il posto in cui le persone si trovano, con il passato e con il futuro.

                Il Duomo di Pisa è un incredibile monumento costruito e voluto dal “Comune” (che vuol dire proprio “ciò che è comune a una comunità”) per sentirsi uniti, per riflettere insieme, per pregare, certamente anche per vanagloriarsi un po’ e sentirsi meglio dei lucchesi.

                Questo è il senso con cui è stato costruito, non come sfondo per i selfie dei croceristi (schierati peraltro davanti a farsi le foto dove fanno finta di sorreggere la Torre Pendente).

                Diciamo che il Duomo di Pisa è come un cane.

                E’ possibile averci un rapporto di amicizia che dura nel tempo; oppure è possibile usarlo come pallone da far prendere a calci da centinaia di persone, tutti i giorni, che pagano un euro a testa per il privilegio di farlo: è un uso completamente diverso.

                E soprattutto l’uso nuovo (selfatoio per milioni di crocieristi; pallone da calcio) esclude l’uso primario (centro comunitario, animale da compagnia). Lo rende proprio impossibile.

                Certo, poi possiamo discutere sulla possibilità che “anche i locali” possano o no prendere a calci il cane, o come selezionare i calciatori, se in base al censo o a numero chiuso o semplicemente fornendo più cani.

              • roberto scrive:

                Miguel

                « Ma perché non vuoi capire il senso di quello che ho detto?« 

                Il senso è chiarissimo: tu pensi di avere un diritto, scusa se uso una parolaccia, è per capirci, ad usufruire di qualcosa senza altri 100.000 Miguel tra i piedi. È lo stesso discorso di Andrea, il turista annoiato dagli altri turisti.
                La differenza è che tu pensi di avere questo diritto perché sei capitato a vivere a Firenze e ti occupi di uno spazio comune, e Andrea perché paga le tasse

                Ecco io mi trovo invece ad essere tra i 100.000 che rovinano il vostro piacere, me ne dispiaccio ma non credo di aver meno diritto di voi ad entrare agli Uffizi

                Dite che se ci entro anche io è un problema di spazi? Sono d’accordo, entrare a numero chiuso è chi prima arriva meglio alloggia

                Dite che se io vado agli Uffizi la tizia calabrese non trova casa? Capisco ma a parte che non c’è scritto da nessuna parte che uno debba vivere dove lavora (per dire io abito a mezz’ora di macchina da dove lavoro perché non posso permettermi un posto più vicino), costruite più case o più alberghi, migliorate il trasporto pubblico…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Dite che se io vado agli Uffizi la tizia calabrese non trova casa? Capisco ma a parte che non c’è scritto da nessuna parte che uno debba vivere dove lavora (per dire io abito a mezz’ora di macchina da dove lavoro perché non posso permettermi un posto più vicino), costruite più case o più alberghi, migliorate il trasporto pubblico…”

                Cioè per permettere agli americani di farsi il selfie davanti alla buchetta del vino, l’infermiera deve prendere l’aereo tutte le mattine da Lamezia Terme, lavorare otto ore in ospedale e riprendere l’aereo la sera?

                Per quanto riguarda la soluzione che proponi, ammetto di non aver mai costruito una casa o un albergo. Francamente non saprei da dove cominciare.

                Se il tuo invito è rivolto invece al Comune di Firenze, qualcuno (non io) dovrebbe innnanzitutto abolire l’obbligo di pareggio di bilancio per 1) cementificare ciò che resta della Piana, e quindi 2) deviare i corsi di tutti i fiumi per evitare le esondazioni dovute alla stessa cementificazione (come è successo quest’anno).

                Per quanto riguarda il “miglioramento” del trasporto pubblico, la Regione ha un bilancio limitato con cui paga una ditta francese (at-bus) che risparmiando all’osso, ha vinto la gestione dei trasporti in tutta la Toscana. E siccome doveva insieme guadagnare di più e spendere di meno, ha ovviamente peggiorato e non migliorato i trasporti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Sempre per Roberto

                “il turista annoiato dagli altri turisti.”

                Non è che è “annoiato” dagli altri turisti, sarebbe irrilevante. E’ che la funzione del luogo cambia dopo un certo numero critico, e quindi NESSUN turista gode della sua funzione.

                Alla fattoria di Timisoara, eravamo una quindicina, arrivati con uno specifico progetto che riguarda peraltro la “economia sociale solidale”, quindi proprio le attività come quella.

                Se fossimo stati in mille, non è che saremmo stati un po’ più stretti: la fattoria sarebbe un’altra cosa.

                Non ho alcuna “soluzione” per questo tipo di fatto, ma credo che sia importante rendersene conto.

              • roberto scrive:

                miguel

                “Per quanto riguarda la soluzione che proponi,”

                e allora, come sempre, TINA => tutti in lock down nel proprio quartiere….

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Ma che ne sai? Magari viene e ne resta colpito, gli piace, o si annoia a morte e almeno sa che non gli piace…davvero, dici di non fare discorsi astratti, ma come fai a dire « questa categoria di persone non se ne fa nulla del rinascimento »?

                Ragazzi io capisco il problema, se poteste suggerire soluzioni che non abbiano questo gusto mefitico di classismo (il turismo è riservato alle Classi alte, ai colti e agli abbienti) vi ascolterei con più interesse”

                Le eccezioni ci sono sempre, si va per macro-tendenze.
                Se poi c’è il bovaro sensibile che ama l’arte ben venga.

                Magari c’è anche il maranza di Corvetto che ascolta Shumann anziché la trap: meglio per lui.

                Io non voglio vietare niente a nessuno, voglio disincentivare con adeguate contro-campagne mediatiche (o assenza di campagne, di ribalta mediatica, di pubblicità, offerte, ecc.).

                E circa il classismo la penso come Gaber, quando diceva che la cultura per le masse è un’idiozia e che la fila col panino davanti ai musei gli faceva venire la malinconia.

                A me piace un mondo vario. Studio le culture orali da una vita, ormai anche istituzionalmente.
                E ci sono cose che non sono per tutti.

                E comunque per me l’arte NON È museale, non è da vedere intruppati in comitive… così si perde ogni senso di raccoglimento, di capacità di immersione in un contesto, di poesia del luogo.

                È come pensare che ci possa essere qualcosa di romantico nell’andare a letto con una donna dopo che ci sono andati altri venti uno dopo l’altro, per un quarto d’ora l’uno, anziché portarla a cena fuori in un posto carino e raccolto, averci chiacchierato e scambiato idee, ecc.

                Per me l’arte e la bellezza NON sono compatibili con una fruzione consumistica: il consumismo va bene per il cellulare, le scarpe…

                Quindi la folla intruppata impedisce a me e a chi davvero vuole vivere un’emozione estetica e immergersi in un contesto di farlo.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Dite che se io vado agli Uffizi la tizia calabrese non trova casa? Capisco ma a parte che non c’è scritto da nessuna parte che uno debba vivere dove lavora (per dire io abito a mezz’ora di macchina da dove lavoro perché non posso permettermi un posto più vicino), costruite più case o più alberghi, migliorate il trasporto pubblico…”

                Come al soltio ragioni in linea di principio e non cogli i fenomeni storici.

                Quello che sta accadendo è che le città diventano non alla portata dei loro abitanti (per inciso, pensare a una deportazione nell’hinterland degli abitanti storici delle città per favorire il turismo è mostruoso, significa proprio odiare il rapporto fra l’uomo e il territorio, ogni idea di comunità e pensare che le persone siano cose liberamente collocabili, anziché esseri umani inseriti in una rete sociale fatta di altri uomini, di luoghi, di riferimenti; e non capisco che piacere trovi a vedere un posto morto, imbalsamato, musealizzato, da cui sono stati tolti tutti coloro che lo rendevano vivo per far vedere a te il cadavere).

                Ma questa tendenza si inserisce in una più generale dinamica di redistribuzione al contrario, per cui togliamo dal cazzo gli abitanti delle città, tranne i miliardari, per renderle a misura di turisti, impostiamo l’economia sulle esportazioni tenendo gli stipendi bassissimi per essere competitivi: tutto cioè è funzionale non a una fruzione interna, ma all’esportazione di beni o all’erogazione di servizi all’esterno, a scapito del tenore di vita delle popolazioni e a favore dei pochi che gestiscono il business.

                Sembra che a te piacciano queste distopie mostruose in cui siamo tutti schiavi senza nulla di pochi ricchi (perché di questo si tratta) e poi i classisti sono gli altri.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Non è che è “annoiato” dagli altri turisti, sarebbe irrilevante. E’ che la funzione del luogo cambia dopo un certo numero critico, e quindi NESSUN turista gode della sua funzione.”

                Esatto, è proprio questo il punto.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “Io non dico che la gente veramente colta e sensibile non debba poter viaggiare, ma bisogna disincentivare, selezionare, in modo che venga solo la gente veramente motivata.”

              Il problema non è la “cultura”.

              Il problema è l’integrità del Luogo: a Farmely ci si sta bene, perché la Contadina ha anche altro da fare, perché ha comunque tempo per comunicare individualmente e autenticamente con le persone, perché il numero di persone è talmente basso che le regole si autoimpongono, si intuiscono, non ho visto quasi nessun cartello che ti dice cosa devi fare o no.

              E quel Luogo è godibile ugualmente da chi è “colto” e da chi è analfabeta. E certamente anche un analfabeta “merita” di andarci.

              Il punto è che il numero di persone che ci va deve essere molto piccolo, perché resti Luogo.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                la cultura c’entra in senso lato.
                Tu se vai in un contesto del genere lo sai apprezzare e amare.
                Moltissima gente direbbe: ma che ci sono venuto a fare in mezzo a ‘sti contadini invece di andarmi a vedere una bella grande città piena di negozi?
                Non è un giudizio valoriale, è una banale constatazione sociologica.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “Duomo”

              Io rilancio la mia modesta proposta.

              Ormai tutti prenotano prima via Rete, di solito col telefonino.

              Vieni in Italia, dove abbiamo Firenze, Venezia, Pompei, Taormina e in generale il 60% dei patrimonio UNESCO, monumenti e simili?

              Quando prenoti dal cellulare, 100€ di tassa di soggiorno al giorno, come fanno in Bhutan.

              Vuoi risparmiare? Rispondi correttamente a tre domandine di cultura generale, tipo: e’ nato prima Giotto o Michelangelo? è più vecchio San Pietro o il Colosseo? Gli Etruschi parlavano inglese?

              Vedi come il turismo ridiventa gestibile.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                In Bhutan il Buddha della Grande Scoperta dell’ Acqua Calda sul Turismo.

              • roberto scrive:

                andrea

                “Vuoi risparmiare? Rispondi correttamente a tre domandine di cultura generale”

                posso rispondere da solo da casa al momento della prenotazione?
                direi che un piccolo controllo su google e il problema è risolto (…poi se prenoto con un’agenzia chiedo direttamente a loro di farlo)

                ma continuo a trovare il principio sbagliato: il colto di vita, intellettuale dalle ottime letture e vaste conoscenze, *non ha nessun diritto in più* rispetto a john wick che passa la sua vita a occuparsi della mandria di bovini in kansas e che vuole vedere una volta roma “because I read it’s very old”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma continuo a trovare il principio sbagliato: il colto di vita, intellettuale dalle ottime letture e vaste conoscenze, *non ha nessun diritto in più* rispetto a john wick che passa la sua vita a occuparsi della mandria di bovini in kansas e che vuole vedere una volta roma “because I read it’s very old””

                Mi trovo lontano da entrambe le impostazioni, per molti motivi.

                Il primo è che qualunque “soluzione” presuppone il potere di imporla. Il potere sulle grandi cose, dipende dall’insieme dai desideri delle persone e dal denaro che si possiede.

                Miliardi di esseri umani sognano, comprensibili, di “scappare altrove”, e questo mette in moto un meccanismo che genera cifre inimmaginabili… leggo da un sito a caso (quindi senza controllare i dati):

                “Il turismo internazionale è tra i primi cinque settori economici al mondo, dopo quello chimico e petrolifero ma si posiziona prima dell’industria alimentare e automobilistica”

                Questo vuol dire che chi riesce a intercettare quel desiderio umano, ha più potere di tutta l’industria alimentare mondiale messa assieme.

                Quindi tutti i discorsi su cosa farei io, se fossi il dittatore del mondo, lasciano il tempo che trovano.

              • Miguel Martinez scrive:

                Secondo, quando si parla di “diritti”, c’è una tipica falsificazione di fondo.

                Se mi chiedi, ha il “diritto” di vedere Roma solo l’amante dell’arte antica, o ce l’ha anche il bovaro del Kansas, stai facendo il tipico discorso di Destra: “i Sinistri Amici dei Ricchi vogliono la Ztl per escludere i Poveri Automobilisti Comuni”.

                No, viene PRIMA di tutti un altro Diritto.

                In questo caso, il diritto dell’infermiera calabrese che ha vinto un concorso al Policlinico, di trovare un tetto a un prezzo ragionevole. Poi vediamo se c’è posto per un americano, non per due.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “posso rispondere da solo da casa al momento della prenotazione?
                direi che un piccolo controllo su google e il problema è risolto (…poi se prenoto con un’agenzia chiedo direttamente a loro di farlo)”

                Ci avevo pensato subito anch’io!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “posso rispondere da solo”

                Si risolve facilmente.

                Fra tutti i fortunati che hanno passato i tre quiz si estrare a sorte un numero massimo di tot ingressi l’anno in Italia.

                Vuoi entrare lo stesso? Paga.

                Così abbiamo anche messo a posto il furbetto che si fa rispondere dall’agenzia.

                Come dice Martinez, il nemico è il numero.

                “dai l’esempio, stai a casa”

                Ma io sono Italiano. Pago le tasse (io) qui, e i miei soldi servono (anche) a restaurare i monumenti. Pure quelli che non farò mai in tempo a visitare in vita mia. E pure quando in vacanza non ci vado.

                Un Bhutanese mica paga la tassa di soggiorno per visitare le bellezze del suo Paese.

                Perché io nel mio Paese mi devo letteralmente fare camminare sui piedi da orde di gente che viene solo a farsi il selfie perché ha visto l’influencer farlo?

                Ciao!

                Andrea Di Vita
                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Quando prenoti dal cellulare, 100€ di tassa di soggiorno al giorno, come fanno in Bhutan.

                Vuoi risparmiare? Rispondi correttamente a tre domandine di cultura generale, tipo: e’ nato prima Giotto o Michelangelo? è più vecchio San Pietro o il Colosseo? Gli Etruschi parlavano inglese? ”

                Questa mi pare una buona idea.

              • roberto scrive:

                Andrea

                Come al solito proponi delle soluzioni « facilissime » che discutendo diventano orrendamente complicate (e continuo a pensare fondamentalmente classiste)

                A che serve il test che puoi far fare a Google se poi hai un sorteggio (ok lo capisco)…che puoi evitare se sei ricco (questo lo capisco meno…)

                Per le tasse, tu stesso dici che vivi in un paese dove c’è una evasione pazzesca, può essere davvero un discrimine tra chi ha il diritto a visitare e chi no?
                Infine, se io non vivo in Italia ma ci pago le tasse perché ho una casa?
                Posso ma meno di te perché pago meno tasse?
                Se vado a trovare i miei genitori, cosa mi succede, devo stare chiuso in casa per non disturbare i di vita che vogliono godersi da soli i beni artistici?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “orrendamente”

                Se i genitori ti invitano puoi entrare liberamente, è chiaro. Qui stiamo parlando del turista, non di chi va a trovare i parenti.

                Vedi, io mi picco di essere un tipo pragmatico. Tu ti preoccupi di non avere un atteggiamento classista di fronte alla fruizione del nostro patrimonio artistico. Io, semplicemente, mi preoccupo del patrimonio artistico. Se non avere un atteggiamento classista pregiudica la sopravvivenza del patrimonio artistico allora evviva il classismo. In certe grotte, per l’accesso, esiste il numero chiuso – e non solo in Italia – perché lo stesso fiato dei turisti rovina irrimediabilmente le grotte. Di fronte al pericolo di una Costa Concordia davanti al campanile di San Marco non me ne importa niente di sembrare classista: io blocco l’accesso delle navi di crociera alla laguna. Per me davanti all’ingresso all’orecchio di Dioniso a Siracusa si potrebbe anche fare appostare un cecchino per fargli sparare un colpo a caso sulla folla, se serve a tenere lontana la massa. Credo che il sistema dei tre quiz e la lotteria sia più umano, ma forse pecco di eccessiva mollezza di carattere.

                Anche il sistema Bhutanese di fare pagare duecentocinquanta dollari al giorno per il soggiorno (e senza lotteria o tripletta di domande) può andare bene. E ovviamente quel sistema non si applica ai Bhutanesi.
                Addirittura la legge Bhutanese considera reato penale l’arrampicarsi sulle vette sopra i seimila metri, molte delle quali rimangono così inviolate. Meglio questo provvedimento draconiano che rischiare le pelle degli sherpa per ripulire le cime dalla monnezza lasciata dalle varie spedizioni di turisti, come devono fare i Nepalesi con l’Everest.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                « Io, semplicemente, mi preoccupo del patrimonio artistico »

                A dire il vero sembra proprio che tu ti (pre)occupi di come *tu* possa usufruire del patrimonio artistico, senza avere masse di incolti fra i piedi….e senza sparare sulla massa (molto indicativo il termine che hai scelto) basterebbe un numero di accessi limitato: chi prima arriva meglio alloggia, poveri ricchi ignoranti professori…tutti uguali davanti ad un banale sistema di prenotazione come al teatro

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “a dire il vero”

                Non mi sembra rilevante. E non mi sembra rilevante perché il problema non sono io, ma la salvaguardia del patrimonio artistico. Ho citato il Bhutan che nega l’accesso alle sue vette più alte. A mali estremi estremi rimedi. Ma senza arrivare a tanto, chiunque abbia visto cosa diventano la Basilica di San
                Marco a Venezia o il Santo di Padova in certi giorni capisce l’urgenza del problema. L’Italia e’ chi ci vive; sicuramente Firenze è innanzitutto dei Fiorentini, poi delle infermiere Calabresi che ci devono poter trovare un alloggio alla portata delle loro tasche se ci lavorano, e infine – e solo se c’è posto – dei bovari dell’Arkansas. Esattamente come in Bhutan per i Bhutanesi. Altrimenti, per timore di essere classisti, finiamo come quel paesino dell’Appennino (mi pare si chiamasse Roccaraso) con mille abitanti o giù di lì che un bel giorno si è trovato invaso da trentamila Napoletani a fare foto alle mucche perché la Settimana prima una popolare influencer Partenopea su TikTok aveva postato un video entusiasta che lo consigliava. Il sindaco esasperato si è messo a chiamare la Prefettura per cercare aiuto. E non è un problema solo Italiano, anzi. Ho visto un documentario dell’Alaska in cui si spiegava come il principale problema di Point Barrow, paesino costiero dell’Oceano Artico e più settentrionale centro abitato degli USA, siano gli AirB&B che hanno reso inaccessibili gli affitti degli immobili ai residenti. E in Islanda la massa dei turisti USA che in piena estate vogliono vedere dall’interno le grotte di ghiaccio che l’innalzamento della temperatura produce nei ghiacciai all’interno del paese spinge guide senza scrupoli a minare il ghiaccio con la dinamite per ricavare grotte artificiali dove portare i turisti, con ovvio pericolo per tutti. A Reykjavik uno scantinato di periferia e’ affittato a scopo di AirB&B in alta stagione a 4000 $ al mese.

                Sarò classista, ma preferisco la lotteria.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                Dimenticavo

                Almeno la lotteria e le tre domande non discriminano per censo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                sul sorteggio sono d’accordo con te, è sempre sbagliato.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “prenotazione”

                Ultimo effetto del turismo di massa

                https://www.repubblica.it/viaggi/2025/05/31/news/cina_turista_danneggia_staute_esercito_terracotta-424640731/

                Ciao!

                Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        @Peucezio
        basterebbe uscire da Schengen e introdurre norme turkmene e/eritree 😀 😀
        visto obbligatorio per tutti, ottenibile solo previo invito..
        permessi di viaggio per spostarsi da luogo a luogo
        e, per visitare l’Oltrarno, permesso specialissimo di classe 1, ottenibile solo con firma autografa di Miguel 😀

  2. Ros scrive:

    “…l’anno scorso, i paesi europei della Nato hanno preso dalle nostre tasche e messo in quelle delle multinazionali 454 miliardi di dollari in spese belliche (la Russia, nello stesso anno, ha speso 149 miliardi)…”

    Il paradigma Keynes di prender tempo per non fare affondare subito la Das Narrenschiff del capitalismo in agonia e stato semivegetativo pare sempre quello.

    Staccargli la spina e che smetta finalmente di soffrire non se ne parla, che di un nuovo sostituto non si riesce ad immaginarne nulla per adesso
    (vedere Il “realismo capitalista” di Mark Fisher), quindi si piglia tempo al solito vecchio collaudato modo che tanto del domani a debito, e della libra di carne dovuta a Shylock… non v’è certezza.

    Del domani…
    «Nel lungo periodo siamo tutti morti» diceva appunto 😎

    E lo stato torna ad essere l’irrinunciabile buon padre anche per il liberalismo più sfegatato e proclamato dei laissez-faire che con la manina santa di Adam Smith ci si puliscono ora il sedere.
    Il solito paradigma dello stato che appalta buche da scavare per poi esser ricoperte è vivo e lotta insieme a noi, ma passa ad un inedito keynesismo di club esclusivista:

    Un Potlach solo per pochi insomma; piuttosto che beneficiare con denaro a pioggia la più larga parte della popolazione si preferisce – semper statalmente – beneficiarne solo una molto piccola ed esclusiva; un club di amici diciamo.

    Quella dei fabbricanti d’armi, questa volta. Domani è un altro giorno e si vedrà.

    Ovvio poi che la libbra di carne viva da versare al Mercante di Venezia va accollata a tutti. E Shylock pretenderà garanzie sulla sostenibilità del debito chiedendo di tagliare paroparo altrove.

    Una bella fregatura per gli altrove, ma sempre di un rinverdito sempreverde Keynes trattasi però😳
    Che d’altro non c’è nulla all’orizzonte.

  3. Ros scrive:

    “I gatti si annusano tra di loro e si rotolano giocosamente con gli enormi cani. E ovunque vada la Contadina, c’è sempre un gatto o due che la rincorre: hanno già mangiato, e quindi non è fame, è una forma di relazione antichissima che da gattaro, vorrei decifrare. Mi metto in ginocchio, e mi trovo un gatto su ciascun ginocchio che fa le fusa, e tre cani in fila per farsi coccolare”

    Sempre benedetti siamo i gatti che sempre ci benedicono🐈

  4. mondo parallelo scrive:

    Lo stato ideale è una piccola comunità intima dove tutte le necessità della vita sono presenti in abbondanza. Lì tutti sono soddisfatti di vivere e morire senza cercare pascoli più verdi.
    Anche se hanno auto o barche, non le usano per viaggiare all’estero. Anche se hanno polizia e fortificazioni, queste non vengono mai utilizzate.
    Le transazioni commerciali sono abbastanza semplici da essere calcolate sulle dita piuttosto che richiedere una complicata contabilità. Le persone sono soddisfatte del loro cibo, contente del loro abbigliamento, comode nelle loro abitazioni e felici delle loro usanze.
    Anche se le comunità vicine sono a vista, e il canto dei galli del vicino e l’abbaiare dei cani del vicino sono a portata di mano, invecchiano e muoiono senza mai preoccuparsi di uscire dalle proprie comunità.

    Si parlava di cani e di galli.

    Il Tao è un testo futurista. Nel medio periodo ci deve essere keynes per forza.
    Keynes a calare fino al raggiungimento del Tao. Altrimenti detto, la via dell’acqua che scorre
    😎

    • Ros scrive:

      mondo parallelo: “Il Tao è un testo futurista. Nel medio periodo ci deve essere keynes per forza.
      Keynes a calare fino al raggiungimento del Tao”

      Bisognerebbe ci avessero la sfrontatezza capitanocoraggiosa d’arrischiare i dadi della sorte cambiando i paradigmi economici allo stesso modo di come tu cambi i nickname😄

      • mondo parallelo scrive:

        “Non ci si bagna due volte nello stesso fiume”.
        Che poi adesso più che un fiume è un torrente impetuoso.
        Potrebbe essere un pacifico canale d’irrigazione.

  5. Ros scrive:

    Al momentaccio mi tocca lavorare ad un progetto in quel di Mestre, postaccio metropolitano infausto e truce;
    passeggio per via Piave ond’andare a pranzo sgomitando fra una fitta folla che pare di stare all’ora di punta a Tokyo.

    Nessun fastidio amme’ che sono tranquillo e strafottente e demofrascico
    – anzi mi pare faccino pure allegria e colore –
    solo la sana curiosità che t’uccide il gatto che va al lardo🐱 .

    Di conseguenza fermo due nordeuropee vegliarde ancora ancora commestibili acconciate come soltanto loro chi sa come sanno fare e chiedo:

    Ma ditemi care, che ci venite a fare ‘nta sto posto che non c’è una beneamata minchia da vedere, ma solo fumo dolore e strider di denti?

    Le sventurate rispondono:
    we semo acca’ only for sleep and manciare, nostra holiday is Venice! Ove poscia we go a cosciolare gor the calle; but Venice to sleep and manciare costa un casin of money.

    Cioè, morale della fabula e svelato l’arcano mica il pienone è solo nelle località turistiche ma pure le limitrofe dove non ti fottono coi prezzi.

    • roberto scrive:

      Finché anche a meste inizieranno a fotterti e sarai fottuto in un posto di merda…e i turisti andranno a dormire a Padova o Chioggia scoprendo che è molto bellina

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Finché anche a meste inizieranno a fotterti e sarai fottuto in un posto di merda…e i turisti andranno a dormire a Padova o Chioggia scoprendo che è molto bellina”

        Consolati, hanno già scoperto Padova: https://www.mattinopadova.it/cronaca/turismo-padova-quanti-sono-dati-bnmtmkmi

        “Padova sbaraglia tutti i record di turisti, superando il primato stabilito l’anno prima della pandemia e puntando dritta ai 2 milioni di presenze. Dai numeri pubblicati dall’ufficio statistiche della Regione, emerge come nel 2024 la città del Santo abbia ospitato oltre 1,7 milioni di persone, mentre nei precedenti 12 mesi erano state poco più di 1,6.”

        • Miguel Martinez scrive:

          Sempre per Roberto e sempre a proposito di Padova, ecco il risultato:

          https://quifinanza.it/mercato-immobiliare/affitti-padova-situazione-oggi/809386/

          “A Padova ad aprile 2024 un appartamento in affitto costa in media 12 euro al mq, un record. A titolo di confronto il prezzo medio dell’affitto a Genova è di 8,74 euro al mq, mentre a Torino è di 10,71 euro al metro quadro. Nella città veneta l’onda dei rialzi dei prezzi dell’affitto è stata un piccolo tsunami, che si abbattuto sulla cittadina all’indomani della pandemia. Da marzo 2020 il prezzo medio per tutti i tipi di locazione è cresciuto del 17%, mentre il costo medio di una stanza per studenti universitari è aumentato del 49%. Per questo anche gli studenti di Padova, come quelli di Bologna e Milano, hanno montato tende fuori dall’università in segno di protesta e per richiamare l’attenzione sul problema del costo dell’affitto. Dopo gli studenti, è stato il turno della polizia. A Padova, denuncia la Federazione Sindacale di Polizia “i prezzi della cintura urbana sono ormai troppo elevati” rispetto allo stipendio di un agente di polizia ai primi anni di servizio. Oggi, affittare un appartamento nella periferia di Padova, rispetto al 2020, costa in media il 46% in più. “

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ros

      “Cioè, morale della fabula e svelato l’arcano mica il pienone è solo nelle località turistiche ma pure le limitrofe dove non ti fottono coi prezzi.”

      Esatto. E quindi anche i luoghi limitrofi diventano inabitabili.

  6. Ros scrive:

    i luoghi limitrofi diventano dormitori e mensa pubblica ancora quasi popolare per quei lanzi di turisti in Carlo V° al sacco e in massa interessati alle località più nobili affiancate ove plausibilmente manco spenderanno per la logistica bottegatar’autoctona e lamenta;

    E sul loco di cartolina nobile a passeggio per consumare consumeranno solo l’aria e il palafittato suolo fetente e marcio, e manco neanche più le graziose porcatelle di souvenir di gondolame e carnevalesche maschere troio-casanoviane che tanto ci stanno le foto fatte col telefono ad attestare agli amici l’avvenuta calata.

    E così mentre la racchia e laida tignosa Mestre di sghimbescio ingrassa senza suo merito,
    la dulcinella tisica Venexia langue piange, piange e langue febbricitante di colera sotto il sole, e mala calpesta invanamente a gratis muore col mascara che gli cola sulle guance smunte agonizzante su una sedia a sdraio al lido che la bellezza è cosa andata e persa come la gioventù del Tadzio☹️😢😭

    • mondo parallelo scrive:

      Nella pianura padana profonda mai vi fu turismo. Al massimo una cocomeraia vicina a un macero richiamava i locali in genere un po’ stralunati e in ciabatte. Ma faceva tanto Blues del delta, perbacco.
      Ora tutte sparite. Il cocomeraio è stato annichilito dallo stigma di povertà che si portava addosso. Le zanzare tigre hanno fatto il resto

      • Moi scrive:

        Invece adesso Polesine e Valli di Comacchio hanno il Turismo Naturalista della Palude, con ecozattere a vedere i nimaléin e magnàr 😉 l’ anguilla.

  7. Moi scrive:

    Se sei fan di Harry Potter devi sapere che J.K. Rowling ha appena creato un fondo contro le persone trans
    J.K. Rowling ha istituito un «fondo per le donne» per portare avanti le sue battaglie transfobiche
    .

    https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a64887520/j-k-rowling-contro-trans/

    • Ros scrive:

      Moi:
      “J.K. Rowling ha istituito un «fondo per le donne» per portare avanti le sue battaglie transfobiche”

      Si vede che sta schiffarata beatalei che ha fatto i píccioli🙄

      Forse che’ispirazione ora latita randagia?

      Musa Calliope sua s’è fatta suor’anoressica sacra di clausura in culo al mondo per accarezzarsi le sporgenze belle delle ossa costolari da chitarra?

      Col successo di Arripotta gnometto maghetto quattrocchio ci ha perso l’eye of the tiger come Rocky III° contro Mr. T Baracus Clubber Lang dell’A Team?

      L’ultimo suo tomo pare essere stato nell’ontano 2021 nomeato come “Il maialino di Natale” una cosa per bimbini piccoli sul tipo Ambarabàciccì coccòtrecivettesulcomòchefacevanol’amorecon lafigliadeldottoreildottoresiammalò…ambarabà ciccì coccò.

      Ma non è veramente vero perché per scrivere ancora dice che
      (come Stephen King alias Richard Bachman)
      più di recente ha scritto sotto il nome masculopenico di Robert Galbraith, ché a quanto pare l’uominimasculi non possono addivenire mai mai veramente vere femmine non c’ avendo lo scolo rossoblooddyco morganico del sanguis draconius ogni luna nuova e gatto Salem nero;

      ma però la femmina può farsi ominomasculo quale come quanto – l’Orlando virginio-woolf sackvillo-west – gli pare e piace e alléi comanda.

      Gli abbasta lo c’ averci una stanza tutta per sé giù al faro e tre ghinee onde poter restare ogni domenica gattara a misurarsi la suddetta stanza finestra letto con la radio che
      continua a dirgli che è domenica;

      buona domenica passata a piangere sui libri, passata a scrivere da sola, venti minuti su una pagina, tristezza nera nello stomaco, e in testa voglia di morire.

      Ma non morire di domenica☹️, in questo giorno da buttare! Che tanto basta farsi Orlando e di sorellanza in sorellanza nuove nuove ripartire ancora🐱

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Ros

        “Si vede che sta schiffarata beatalei che ha fatto i píccioli🙄”

        E tu riesci a creare una maraviglia poetica, come a questa, accuddì? E ce l’adduni, come un riàlo, tra i clicchettati commenti in questa banna?

  8. Moi scrive:

    J.K. Rowling uses Harry Potter wealth to fund anti-transgender organization

    https://www.advocate.com/news/jk-rowling-anti-trans-organization#toggle-gdpr

    • Miguel Martinez scrive:

      per Moi

      “J.K. Rowling uses Harry Potter wealth to fund anti-transgender organization

      https://www.advocate.com/news/jk-rowling-anti-trans-organization#toggle-gdpr”

      L’autore crea un quadro in cui non può che avere ragione, poi inizia la discussione.

      Immaginatevi la ragazza di Reggio Calabria, che ha vinto un concorso come infermiera a Careggi e scopre che Airbnb ha fatto alzare talmente i prezzi degli affitti, che lei non può nemmeno sognare di andarci a vivere, e quindi scrive su Facebook qualcosa di vagamente critico sul turismo.

      E le rispondono, “Razzisti italiani attaccano i diritti della Tourist Community con un Hate Post dove se la prendono con chi vorrebbe avere il diritto di visitare una città d’arte”.

  9. roberto scrive:

    Miguel

    « Padova »

    Ne parlavo proprio questo week end con mia figlia che vorrebbe fare l’erasmus in Italia (….non avendo mai vissuto in Italia vorrebbe provare a vedere come si sta), le ho fortemente sconsigliato Padova proprio per la difficoltà di trovare una camera

    • Moi scrive:

      E la Federico II a Napoli, i NeoBorbonici ne parlano come se fosse Oxford, Cambridge, Stanford, Havard messe assieme ! 😉

      • PinoMamet scrive:

        Moi, ma che c’entra? Non ti piacciono i neoborbonici? Non piacciono neanche a me, come non mi sono mai piaciuti i leghisti.
        Bene, non andare nei loro siti.

        I leghisti perlomeno erano riusciti ad andare in Parlamento ed anche al governo. Non hanno mai concluso un cazzo, essendo una banda di cialtroni votati in maggioranza da sottosviluppati, ma si può dire che almeno avessero una certa rappresentatività.

        Quanti sono i deputati neoborbonici??
        I cialtroni del Sud evidentemente preferiscono votare altri.

        Per cui sono tutte chiacchiere da bar: è sufficiente cambiare bar…

        • Peucezio scrive:

          Beh, i leghisti hanno governato bene in tante realtà locali e il Salvini del governo giallo-verde, prima di farsi prendere da un’ambizione idiota che l’ha fatto cadere in una trappola come l’ultimo dei deficienti, dimostrando la sua totale insipienza politica e strategica, non aveva operato male.

          Oggi non li voterei per nessun motivo: filoisraeliani oltretutto, hanno votato le sanzioni alla Russia e le armi all’Ucraina col governo Draghi: gentaglia.
          Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare.

          Sui neoborbonici, non creo né che Moi volesse stigmatizzarli, né esaltarli: hai preso troppo sul serio la sua osservazione giocosa.

        • PinoMamet scrive:

          Governare le realtà locali è una faccenda di buon senso, e qualche volta immagino che persino un leghista possa farcela, se gli si mette vicino qualcuno dotato di almeno mezzo cervello.

          La parte di Salvini che ha governato bene me la sono persa.
          Io ricordo che è stato capacissimo di incasinarsi da solo imputandosi a ostacolare lo sbarco della “capitana” tedesca, un gesto puramente simbolico da entrambe le parti (e sì, penso fosse una provocazione politica contro di lui, e non ci fosse nessunissima emergenza perché i poveracci potevano essere sbarcati praticamente in qualunque altro porto mediterraneo, nel tempo che la scema coi dreads ha stazionato lungo le coste italiane…)

          poteva farli sbarcare con grandi feste e fare il figurone dell’umanitario, ma niente da fare, non ci arriva.

          Quanto all’osservazione di Moi, sarà pure giocosa- e quando mai non la è?- ma un gioco oggi, uno domani, mi sembra abbastanza chiaro l’orientamento…

          • Peucezio scrive:

            Sì, Salvini spesso si è impuntato su gesti simbolici inutili.
            Però è anche vero che gli sbarchi, se non ricordo male, in quel periodo sono diminuiti.

          • Peucezio scrive:

            E, per favore, a uno che vive nella Milano di Sala non dire che “governare le realtà locali è una faccenda di buon senso”, non infierire su un povero sventurato! 😀

      • roberto scrive:

        moi

        “Federico II a Napoli”

        è una delle papabili in effetti…più che altro perché a lei piace la città, abbiamo amici e famiglia e chissenefrega dei neoborbonici

        ho sempre trovato un po’ ridicoli i ranking delle università finché si parla del primo ciclo di studi…se vuoi studiare studi ovunque, a harvard come a camerino. poi quando si tratta di ricerca è un altro discorso

    • Andrea Di Vita scrive:

      @Roberto

      “Erasmus”

      Può provare o Vicenza (una Padova in miniatura, ma molto bene organizzata e relativamente meno assillata dal turismo) oppure paesini come Dolo, che stanno fra Padova e Mestre e non hanno turismo perché sono solo villette di contadini arricchiti in mezzo alla campagna (ma con pregevoli chiese cinquecentesche qua e là). Se ha la macchina, sei a Padova o a Venezia in meno di mezz’ora. Se ama la vita notturna Jesolo è a un tiro di schioppo, e se ami l’arte a un tiro di schioppo ci sono le ville Palladiane. Unici veri difetti: il clima (atroce) e il traffico sulle strade principali (troppo poco sviluppate per un’economia così attiva e dunque intasate di mezzi pesanti). Ovviamente cucina incredibile. Per essere Italia del nord, costo della vita abbordabile.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  10. Peucezio scrive:

    Intanto in Polinia, in modo del tutto inaspettato, almeno per me, vincono i sovranisti (la Polonia la davo per persa, destinata a diventare un covo di LGBT e abortisti, invece almeno a ‘sto giro ci salviamo e mi compensa la doccia fredda rumena).

    Dae Repubblica: “Mentre tra i giovani under 30, il 52,9 ha preferito Nawrocki al sindaco di Varsavia. Che ha prevalso in tutte le maggiori città, dalla capitale a Danzica, ma è stato sconfitto nelle campagne, dove il Pis è storicamente più forte.”, alla faccia dell’idea dei giovani che votano progressista.
    Mentre si conferma la polarizzazione città-campagna, con la seconda conservatrice.

    Tra l’altro questo qui pare sia anche poco filo-ucraino (anche se non è certo filorusso: per un polacco sarebbe un ossimoro).

  11. PinoMamet scrive:

    Un’amica insegnante arrotonda facendo la guida turistica, come tante.

    Nota le caratteristiche dei vari gruppi umani (veneti, volgari e ignoranti; francesi, snob e hanno smesso di dare le mance; spagnoli, chiassosi e disordinati- per inciso, lei è mezza spagnola…)

    l’ultima volta ha avuto un gruppo di statunitensi ispanici da Miami. Ciccioni che parlavano spagnolo, incapaci di reggere più di due secondi di spiegazione.
    Capita l’antifona, gli ha fatto fare un breve giro per le cose più pacchiane, commentate da “oy que lindo! que tìpico!”, e poi di corsa a mangiare.

    Che ce sono venuti a ffà? Non è mica dietro l’angolo, Miami.

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