“Gli unici normali siamo noi”

Una giornata radicalmente italiana. Vissuta sotto il Campanile. Che non ha bisogno di alcun Tricolore.

Questa volta i campanili sono due, con campane dal suono riconoscibilmente diverso: Santa Maria del Carmine e Santo Spirito.

Il 22 maggio, tutto insieme, la benedizione delle bandiere dei Calcianti di Parte Bianca, e la processione di Santa Rita, avvocata delle cause disperate, come sono tante delle nostre.

Ci incontriamo davanti al sagrato del Carmine (semitico primordiale, kerem el, il vigneto di Dio).

Il Carmine fu un dono ai seguaci di Simon Stock, un ecovegeteriano inglese a capo di un gruppo di immigrati palestinesi, che faceva il mendicante e viveva in un albero: quando gli presentarono un pesce cotto da mangiare, lo lanciò in un fiume e quello nuotò al largo. A quei tempi, non c’era Salvini, che al posto della chiesa, ci avrebbe fatto un aeroporto internazionale.

I Calcianti sono riuniti per la processione che li porterà in Santo Spirito, per ottenere la benedizione delle bandiere.

I‘Bargio, alto e forte, con tanti sogni, mi abbraccia, e mi indica la piccola banda di umani vestiti in costumi rinascimentali, ognuno con una storia altrettanto surreale, che non riescono sempre a stare fermi e ogni tanto si picchiano e poi si abbracciano, e mi dice,

“O Miguel, ma te tu hai visto che mondo di matti, e che sta succedendo?

Davvero, noi che scendiamo in piazza siamo gli unici normali!

C’è la Vale con du’ figlioli arrampicati sulla bici, e il giovane che scarica le casse al mercato. E per lavoro gira con un furgone dove ha scritto, NO SORVEGLIANZA SPECIALE con grande vernice spray.

A un certo punto arriva correndo, ma proprio correndo, Letizia, che è una ragazzina simpatica mamma da qualche mese, e il Partito Unico l’ha fatta assessora alle politiche giovanili e allo sport; e si mette a marciare in testa al corteo.

Tra trombe e tamburi, arriviamo al sagrato di Santo Spirito. Che il Priore ci tiene molto al fatto che il sagrato, come dice il nome, sia spazio sacro. E invece di solito c’è una montagna di turisti che ci si mangiano le pizze del locale di fronte che hanno scoperto su TripAdvisor.

Si schierano sul sagrato i Medioevi dai costumi sgargianti, e il Capitano cantilena,

““Badate a voi, le armi in pugno.

Presentate le armi, salutate!.

Rimettetevi, armi a terra. Riposatevi sulle vostre armi.

Gridate con me, Viva Fiorenza”

E un turista accanto a me sussurra alla moglie, “ha detto Viva Firenze”. No, ha detto, Viva Fiorenza, e se mi seguite, capirete che è un’altra storia.

Entrano nella basilica del Brunelleschi i Calcianti con le loro bandiere, la basilica è piena piena.

Vedo accanto a me, i Cavalieri di Malta, con abiti neri;

le Misericordie con gli stendardi che ricordano che esistono da quando la discutibilissima figura di Pietro da Verona, sterminatore di eretici, creò comunque una comunità di gente che fino a memoria d’uomo girava incappucciata come i Ku Klux Klan.

Ma lo facevano per un motivo opposto: invece di bastonare i deboli, soccorrevano i malati, che non dovevano riconoscerli, per non contrarre un debito con loro. Inoltre, i familiari del malato erano obbligati a pagare il servizio della Misericordia, con un semplice bicchiere di acqua, e questo gesto cancellava ogni possibile debito verso l’uomo invisibile.

Immaginatevi un potente aristocratico di Firenze, conosciuto da tutti, che salva una servetta malata. E che con questi due gesti – cappuccio e bicchiere d’acqua – annulla tutto il rapporto di forza tra di loro.

Il grande Annigoni ritrasse così la Misericordia, dove l’unico volto che si vede è quello del Malato raccolto nella gerla, chi lo salva resta invisibile:

David Graeber, che ha scritto la riflessione più profonda sul debito, è morto prima di conoscere questa storia, temo.

Rigidi in piedi, a sinistra e a destra dell’altare, du’ carabinieri con i pennacchi, che mi fanno subito venire in mente una canzone di De Andrè.

Quello a destra dell’altare a un certo punto starnutisce, ma quello a sinistra è incredibile, non si muove nemmeno una piuma del pennacchio, mentre si appoggia sulla spada. A un certo punto, il suo capo carabiniere gli chiede qualcosa, e il carabiniere fa un microscopico movimento con la bocca per rispondergli.

Accanto a me, in chiesa, c’è uno dei Bianchi che vedo da anni, e scarica casse al mercato. Indossa una maglietta con un’enorme faccia da diavolo cornuto ghignante e la scritta in inglese, GOD IS BUSY, DO YOU NEED ANYTHING? E noto che ha pure tatuaggi di diavoletti sulle braccia.

L’arcivescovo in persona – che chiamano un cattocomunista – racconta la storia di Santa Rita da Cascia, esordendo

“tanta gente prega Sant’Antonio e Santa Rita, perché fanno tanti miracoli, ma forse Sant’Antonio e Santa Rita fanno tanti miracoli, perché tanta gente li prega!”

Mi colpisce quanta gente fa la comunione, e tornano con quello sguardo particolare che ha chi mastica un’ostia, per cui quando vedi un viso familiare, distogli leggermente lo sguardo, per non metterlo in imbarazzo.

Allora si passa a benedire le Bandiere dei Bianchi, che scattano su… e per tutta la basilica si sente riecheggiare, E PER I BIANCHI… HIP HIP HURRA‘ che non sarà un’invocazione rinascimentale, ma ha un suo perché. Qui potete godere il momento.

Fuori piove… e l’Arcivescovo chiede,

“Voi Calcianti, se piove, rinunciate a giocare? Nemmeno noi a Castelfiorentino rinunciavamo alla processione con l’immagine della Madonna se pioveva!”

E così i Calcianti di Parte Bianca si caricano in spalla la statua di Santa Rita.

Rita non fu una politica che è riuscita a far spendere miliardi in armi, non è la storia di qualcuno è riuscito a mandare qualcuno sulla Luna, e non è la storia di qualcuno che ha sterminato un popolo.

Santa Rita, cioè la signora Margherita Ferri in Mancino, fu una ragazzina costretta a sposarsi con un cornificatore violento, ci ha fatto du’ figlioli che poi sono pure morti, e ha vissuto dentro il suo piccolo essere drammi che nemmeno ci immaginiamo, e che quando le hanno ammazzato il marito – vicino al Mulinaccio – ha spezzato con un sorriso la Macchina del Motore Perpetuo a Energia Avversaria.

Quando non vollero farla entrare in convento, volò dallo scoglio di Roccaporena fin dentro il convento, dove a quel punto per forza l’accettarono. E poi riuscì a compiere un miracolo tanto piccolo quanto straordinario – nell’inverno prima di morire, Rita mandò sua cugina a prendere una rosa e due fichi nel suo orto a Roccaporena.

E chi riesce a far fiorire rose nell’inverno, vale più di tutti i conquistatori.

(Le foto non sono mie, le ho rubacchiate dal profilo Facebook dei Bianchi di Santo Spirito)

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209 risposte a “Gli unici normali siamo noi”

  1. Tommaso scrive:

    Leggere i post di questo blog mi offre la possibilità di vedere il mondo con uno sguardo curioso. Ce l’ho anch’io da sempre uno sguardo curioso, ma qui c’è qualcosa in più: uno sguardo sano che illumina la bellezza delle piccole cose.
    Grazie!

  2. Ros scrive:

    belli i costumi d’entrambi i campanili.

    Minchia però i bianchi con le scarpe da tennis no dai! Manco e’ stesse fra di loro poi🙄

    I rossastri – fighettini e allicchettati meglio – tengono calzari più conformemente dignitosi al ruolo

  3. maria heibel scrive:

    Bellissimo articolo, ho vissuto anni fa a San Frediano, ma non ho vissuto questi momenti. Bravissimo nel tuo testimoniare e con il tuo sguardo e pensiero molto particolare. E belle foto scelte 🙂 Grazie Miguel.

  4. Francesco scrive:

    i carabinieri in alta uniforme che accompagnano la Santa! meglio che Pinocchio e De Andrè messinsieme!

    un giorno dovrò passare da voi, mi sa proprio

    🙂

  5. Pio scrive:

    Un quartier generale Nato a Firenze, possibile?
    Qui l’allarme di Ottolina tv:
    https://www.youtube.com/live/yNhZZj_WTkc?feature=shared

  6. Corpo umano scrive:

    Oh, da qualche parte ho letto commenti sulla decrescita

    Mi metto qui in fondo perché c’è meno affollamento.

    Io sono arrivato alla decrescita non tramite Latouche, ma prima attraverso Pallante e poi Jason Hickel, Ted Trainer (ecovillaggi) e Kris de Decker (low tech). Poi, per movimento a ritroso, i pionieri Thoreau e Illich

    Sulla decrescita circolano i soliti luoghi comuni. Ritorno al medioevo e roba simile.
    Il medioevo è il medioevo, il post capitalismo è il post capitalismo.
    Chi confonde è superficiale o forse in malafede. Ogni tanto si legge qualche articolo online altrimenti stampato su giornalazzi che nessuno compra e che vivono solo di sussidi non essendo buoni neanche come sostituto della carta igienica.
    C’è una specie di ottuso cliché anti-decresita tipicamente destroide.
    Oh. Bene. Mi sono divertito.

    La decrescita è un’opzione.
    Se mai dovesse fallire la crescita infinita, allora c’è la decrescita.
    E perché mai la crescita non potrebbe essere infinita? Se piace pensarlo lo si può pure pensare.
    In fondo come diceva Cartesio tutto quello che si può sapere è che esistono dei pensieri.

    • Corpo umano scrive:

      Veramente lo diceva Bertrand Russel, citando Cartesio.
      Che poi ho il sospetto che Cartesio sia stato ampiamente anticipato da qualche sciamano. Cose turche.
      Ma guarda te’ sti’ turchi. Non gli avrei dato una cicca.

      • corpo umano scrive:

        https://altreconomia.it/stipendi-bassi-e-gettito-sulle-spalle-del-17-dei-contribuenti-cosi-si-e-spezzato-il-welfare/
        Mentre la mia mente cavalcava nel cielo mi è giunto questo brutto pensiero molto terrestre

        • Corpo umano scrive:

          https://www.analisidifesa.it/2025/05/armi-russe-e-cinesi-alla-parata-di-bengasi-dellesercito-nazionale-libico/

          Cambiando argomento
          La Libia
          Tanto per cominciare, io non ne so niente.
          Però mi sto informando, perché qualsiasi casino succeda il Libia, noi italiani, con le basi Nato che abbiamo sul nostro territorio, ci siamo dentro.
          So che il popolo libico vorrebbe votare e se votasse farebbe vincere il figlio di Gheddafi.
          In Libia ci sono moderni armamenti russi e cinesi.
          Uno dei miei tanti sospetti è che se l’Europa si riarmera’ sarà per il nord africa.
          Kelebekiano
          Beccati questo, se tu ci capisci qualcosa Io no.
          Ci sono troppe sigle.
          https://youtu.be/S0dn9J5ygBU?feature=shared

          • Ros scrive:

            Corpo umano: “Uno dei miei tanti sospetti è che se l’Europa si riarmera’ sarà per il nord africa.”

            “Tripoli bel suol d’amore” si cantò nel 1911, poco prima dell’inizio della guerra italo-turca, per propagandare l’imminenza delle operazioni che avrebbero portato il Regno d’Italia ad attaccare l’Impero Ottomano…

            “Sai dove s’annida più florido il suol?
            Sai dove sorride più magico il sol?
            Sul mar che ci lega con l’Africa d’or
            La stella d’Italia ci addita un tesor
            Ci addita un tesor!

            Tripoli, bel suol d’amore
            Ti giunga dolce questa mia canzon!
            Sventoli il tricolore
            Sulle tue torri al rombo del cannon!
            Naviga, o corazzata:
            Benigno è il vento e dolce è la stagion
            Tripoli, terra incantata
            Sarai italiana al rombo del cannon!

            A te, marinaio, sia l’onda sentier
            Sia guida Fortuna per te, bersaglier
            Va e spera, soldato, Vittoria è colà
            Hai teco l’Italia che gridati: “Va!”
            Che gridati: “Va!”

            Tripoli, bel suol d’amore
            Ti giunga dolce questa mia canzon!
            Sventoli il tricolore
            Sulle tue torri al rombo del cannon!
            Naviga, o corazzata:
            Benigno è il vento e dolce è la stagion
            Tripoli, terra incantata
            Sarai italiana al rombo del cannon!

            Al vento africano, che Tripoli assal
            Già squillan le trombe, la marcia real
            A Tripoli i turchi non regnano più
            Già il nostro vessillo issato è lassù
            Issato è lassù!

            Tripoli, bel suol d’amore
            Ti giunga dolce questa mia canzon!
            Sventoli il tricolore
            Sulle tue torri al rombo del cannon!
            Naviga, o corazzata:
            Benigno è il vento e dolce è la stagion
            Tripoli, terra incantata
            Sarai italiana al rombo del cannon!”

            Ma per questa possibilità di un riarmo
            (non certo contro il pericolo russo) in vista d’un lebensraum novello coloniale *
            ahinoi, assai sono gli europidi più grossi e bulli ad essere necessitosi contendenti con le pezze al culo e l’Italia, Pulcinella vaso di coccio tocchera al solito pagare parte per le bucce, forse e se va bene.

            *
            «Senza considerazione per le tradizioni e i pregiudizi, il nostro popolo deve trovare il coraggio di unire il proprio popolo e la sua forza per avanzare lungo la strada che porterà il nostro popolo dall’attuale ristretto spazio vitale verso il possesso di nuove terre e orizzonti, e così lo porterà a liberarsi dal pericolo di scomparire dal mondo o di servire gli altri come una nazione schiava»

            La storia non si può fermare, di tanto in tanto vanno scoperte nuove (o vecchie) americhe o si muore di fame et pestilenza

            • Corpo umano scrive:

              Ros
              Trovo questo titolo di Limes e capisco che ci sono due governi in libia

              “Il paese resta spaccato in due: il governo di Tripoli è ostaggio delle milizie, quello di Bengasi del generale Ḥaftar. Intanto la corruzione dilaga, i trafficanti prosperano e le crisi saheliane producono instabilità. La scommessa di Eni e Bp. Le elezioni sono un sogno”

              Ma siccome la frammentazione e la corruzione impediscono la messa in produzione del petrolio qualcuno in occidente vorrebbe che la Libia si normalizzasse. (C’è pure un mostruoso giacimento di gas nelle acque territoriali a cavallo dei due governi). Solo che se si normalizza e i libici vanno a votare per un unico legittimo governo, viene eletto il figlio di Gheddafi. E allora apriti cielo!
              E in tutto questo ci sono i russi, gli americani e i furbissimi turchi che si tengono in una posizione come solito ambigua e opportunistica.

              • Francesco scrive:

                Non vorrei fare il Silvio 2.0 ma noi italiani avevamo delle entrature con la famiglia Gheddafi!

                Non è che potremmo giocare su questo fatto e schierarci dalla parte della democrazia, della pace, del popolo libico e dell’ENI?

                😀

              • Ros scrive:

                “…viene eletto il figlio di Gheddafi. E allora apriti cielo!
                E in tutto questo ci sono i russi, gli americani e i furbissimi turchi che si tengono in una posizione come solito ambigua e opportunistica…”

                “Grande è la confusione sotto il cielo, e quindi la situazione è eccellente”

                A volerci credere!🙄😎

              • Corpo umano scrive:

                Ai russi interessa la posizione strategica della Libia. Ai Turchi il petrolio. Questi due potrebbero mettersi d’accordo e convivere serenamente.
                Gli occidentali non lo so, penso che, data la loro famigerata natura, vogliano tutto.

              • PinoMamet scrive:

                “Non vorrei fare il Silvio 2.0 ma noi italiani avevamo delle entrature con la famiglia Gheddafi!

                Non è che potremmo giocare su questo fatto e schierarci dalla parte della democrazia, della pace, del popolo libico e dell’ENI?”

                OMDAFfone!!!

              • Ros scrive:

                Francesco: “Non è che potremmo giocare su questo fatto e schierarci dalla parte della democrazia, della pace, del popolo libico e dell’ENI?”

                Nel 1911 le altre potenze coloniali dal vaso di ferro la Libia ce l’ha concessero poiché era a considerarsi poco altro che quello “scatolone di sabbia” di Salvemini docet vs il Giolitti che nonostante la vittoria sul turco moribondo ci perse il capogoverneriato e la fiducia in patria per quisquilie e pinzillacchere burodemocratiche.

                Oggi?
                Pare difficile che ce la lascino in esclusiva e omaggio

              • Ros scrive:

                “ce l’ha concessero”

                sic😳😳☹️

              • Corpo umano scrive:

                Il figlio di Gheddafi, Sahif, vive sotto protezione russa e mantiene contatti con la Turchia. E questo già farebbe capire gran parte della questione.
                I libici vogliono lui al governo.
                E quindi, come si fa per fare il Berlusconi 2?
                Te la devi vedere con i Russi e con i Turchi.
                Per questo il mio sospetto che l’Europa si riarmi non per conquistare la Russia e prendersi una scarica di Oreshnik sulle principali basi militari nonché sulle antiche e acculturate metropoli, ma guardi soprattutto all’Africa.
                Non ho prove.
                Ma come modestissimo giocatore di scacchi so che le partite si vincono più col gioco dei pedoni che puntando direttamente al Re.

              • Francesco scrive:

                Secondo me gli italiani sono in grado di rivaleggiare con i russi, quanto a offerte al Gheddafino

                poi alla Russia la Libia non serve, la flotta russa del Mediterraneo è un delirio insensato

                bisogna giocare bene la partita, certo

    • Francesco scrive:

      >>> In fondo come diceva Cartesio tutto quello che si può sapere è che esistono dei pensieri.

      Vostro Onore, mi oppongo! ieri l’altro ho tirato un pestone contro lo stipite della porta col dito grosso del piede sinistro. beh, si può sapere ben altro che “esistono dei pensieri”!

      • Corpo umano scrive:

        Il dito spappolato è un pensiero corporeo.
        Sai quelli che si fanno operare sotto ipnosi….

        • Francesco scrive:

          So che fece assai male doloroso. Altro che “pensieri” e basta!

          Mi ha riconvinto della tesi leninista del realismo del mondo esterno.

          Ciao

        • PinoMamet scrive:

          In Israele un mio amico uscendo di spiaggia camminò a piedi nudi sull’asfalto incandescente per 200 metri buoni, e tentó di convincermi a fare altrettanto, “perché è tutto nella tua testa”.
          Dopo due passi, mi convinsi anch’io della tesi leninista 😉 e misi le scarpe.

          PS suppongo che il segreto non stesse nella sua testa, ma nelle piante dei piedi ampiamente incallite dall’uso di stare scalzo.

  7. roberto scrive:

    OT piccola curosità da Bruxelles

    per l’ennesima volta la spagna cerca di far passa cetalano, basco e galiziano come lingue ufficiali e per l’ennesima volta si prende una porta in faccia (per cambiare il regime linguistico ci vuole l’unanimità e sembra che 7 siano contrari)

    è uno di quei temi che mi incuriosisce perché da una parte tocca la democrazia (che un regolamento o una direttiva siano pubblicati in tutte le lingue ufficiali sulla gazzetta ufficiale non dovrebbe nemmeno essere messo in discussione, come il fatto che la commissione adesso scrive solo in inglese sul suo sito e le traduzioni vengono lasciate ad un urfido traduttore automatico è uno scandalo che mi lascia ogni volte senza parole), ma dall’altra da la misura di come la politica non tiene minimamente conto della realtà. nel caso, come fai ad aggiungere tre lingue minoritarie senza far aumentare di conseguenza i costi (e nessuno vuole aumentare il budget)? e anche se fosse possibile, dove diavolo trovi i traduttori dal e verso il galiziano o basco (sempre che se ne trovino per il catalano, cosa che a me stupirebbe)?

    https://agenceurope.eu/en/bulletin/article/13649/16

    • Francesco scrive:

      sempre pensato che sotto sotto la Spagna socialista siano una manica di stronzi

    • PinoMamet scrive:

      Beh non mi sembrano lingue così poco conosciute da mancare di traduttori, ma in effetti non vedo la necessità di aggiungerle, visto che catalani galleghi e baschi sanno tutti il castigliano…

      Allora noi italiani che facciamo, imponiamo all’Europa il sardo e il friulano?

      E magari anche il griko, il cimbro e l’arbereshe, visto che non sono identici a greco, tedesco ed albanese rispettivamente?

      ‘Sti spagnoli stanno esagerando…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Se la Spagna vuole risolvere i propri problemi di tenuta interna con questo genere di iniziative, dovrebbe metterci i soldi, credo.

    • Peucezio scrive:

      basterebbe che catalani e baschi (e anche galiziani, se volessero) poterssero fare degli stati a sé dentro l’Ue e l’Ue sarebbe obbligata ad accettare le rispettive lingue.

      E tra l’altro in Spagna a quel punto, tolti catalani e baschi, vincerebbe la destra per sempre, visto che la sinistra si appoggia sistematicamente su di loro.
      Ma ‘sti nazionalisti castigliani sono così coglioni che vogliono restare aggrappati a queste minoranze e tenersele a tutti i cosi, malgrado gli stiano sui coglioni, a costo di farsi governare da quel mentecatto di Sánchez (non è che la destra sia molto meglio, ma almeno non profana i cadaveri della gente).

      • Francesco scrive:

        Hai appena descritto alla perfezione la situazione in Spagna! dove il nazionalismo estremista della destra serve a far convergere i voti di tutti i regionalisti sulla sinistra.

        Bei coglioni, devo dire anche io.

      • roberto scrive:

        peucezio

        “basterebbe”

        questo è vero

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “Spagna”

      Il mio capo, al JET, era di passaporto Italiano ma nato e cresciuto in Brasile, per cui oltre all’Inglese parlava come un madrelingua tanto il Portoghese quanto l’Italiano. Una volta provò a consultare documenti della Commissione in Portoghese. Ci dovette rinunciare, tanto cattiva era la lingua in cui erano scritti. Del resto, uno dei vincitori, tanti anni fa, del bando per traduttori free-lance dal Francese all’Italiano del Parlamento Europeo è il sottoscritto, che il Francese lo ha studiato alla scuola media. Per finire, la funzionaria addetta a informare gli esperti valutatori del programma Brite che provenivano dall’Italia (fra cui sempre il sottoscritto) era una gentile signorina Fiamminga che sapeva dire tre parole di Calabrese imparate dalla nonna emigrata tanto anni prima; le avevano consentito di millantare l’Italiano fra le sue competenze linguistiche al momento di partecipare a un concorso per posizioni all’interno della burocrazia comunitaria. Inutile dire che comunicammo in Inglese.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. comunque trovo incredibile che il Maltese sia lingua ufficiale dell’ UE e il Catalano no.

      • roberto scrive:

        Andrea

        “maltese”

        è molto semplice: c’è una sorta di gentlemen’s agreement secondo il quale gli stati che entrano chiedono solo una lingua come lingua ufficiale. La Spagna ha chiesto logicamente lo spagnolo (anche perché quando è entrata la questione del catalano praticamnet non esisteva), malta ha chiesto il maltese

        lussemburgo per esempio non ha chiesto il lussemburghese, ma non tutti sono pratici come noi 😉

        • Peucezio scrive:

          Gli irlandesi hanno chiesto l’inglese o il gaelico?

          • roberto scrive:

            peucezio

            “irlandesi”

            è una storia particolare!

            all’inizio non hanno chiesto nulla, solo la traduzione dei trattati in gaelico e la possibilità per gli irlandesi di rivolgersi in gaelico alle istituzioni (ma senza l’obbligo per esse di rispondere in gaelico). immagino che sia dovuto al fatto che negli anni 70 nessuno parlava il gaelico in irlanda.

            con il passare del tempo hanno chiesto di avere il gaelico come lingua ufficiale (mi sfugge l’anno, intorno al 2010), ma si sono trovati davanti ad un paio di problemucci: impossibile trovare un numero sufficiente di interpreti e traduttori (posso dirti che conoscevo tutta la sezione irlandese della corte quando è stata creata: si trattava di una persona 🙂 )ma anche di persone che parlassero o leggessero il gaelico! cioè non solo non si riusciva a tradurre, ma una volta tradotto i lettori erano pochissimi

            allora ci si è inventati un sistema ibrido: lingua ufficiale, ma con deroga, cioè solo alucni documenti tradotti e niente interpretariato

            si arriva al 2015: l’irlanda chiede di rimuovere tutte le deroghe e di avere il gaelico come lingua ufficiale. pian piano il gaelico viene trattato al pari di tutte le altre lingue…alla corte di giustizia c’è stata una procedura in gaelico (e modestamente ho avuto l’onore di essere il cancelliere nell’udienza di pronuncia dell’unica, finora, sentenza in irlandese, con anche una breve inquadratura su RTE, radio telefiss eireann, 🙂 )

            a partire dal gennaio 2022 il gaelico è lingua ufficiale al pari di tutte le altre. HO letto che nelle istituzioni ci sono circa 150 eurocrati che hanno come prima lingua il gaelico

            di fatto con il Brexit non c’è più nessuno stato che ha chiesto l’inglese, ma continua ad essere lingua ufficiale perché bisognerebbe modificare il regolamento sulle lingue (regolamento 1/58), per farlo ci vuole l’unanimità e ovviamente né malta né irlanda accetterebbero mai (onestamente credo che anche cipro non accetterebbe visto il numero di cirpioti che hanno come prima lingua l’inglese perché hanno studiato lì)…e poi comunque adesso è lingua franca un po’ per tutti, all’eccezione della corte di giustizia che resta fieramente francofona…tornare indietro sarebbe impossibile

            • Peucezio scrive:

              Che peccato: occasione persa per cacciare a calci nel sedere l’inglese dall’Unione Europea.

              • roberto scrive:

                mah peucezio, bisogna essere realisti….cacci l’inglese dalla UE, secondo te un lituano ed un belga in che lingua si parleranno?

              • Peucezio scrive:

                Boh, francese, tedesco, latino…

              • Peucezio scrive:

                Io farei una legge universale per imporre con la forza il latino come unica lingua internazionale e veicolare, per la scienza, la diplomazia, i viaggi, ecc.

                Perché ha il vantaggio di non essere la lingua di nessuna nazione attuale, quindi non ne favorisce nessuna: non fornisci un privilegio ad alcun popolo.

                Invece usare una lingua nazionale come lingua mondiale significa “nazionalizzare” il mondo, assoggettarlo culturalmente a un popolo specifico.

              • PinoMamet scrive:

                Mi pare che il compianto Andreotti fosse un sostenitore del latino come lingua europea.

                Bellissima teoria, nel mondo delle idee.
                Nel mondo della pratica, credo che occorra fare più o meno come si fa oggi..

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Boh, francese, tedesco, latino…”

                No ho detto “realista”

                Siamo nel maggio 2025, pensi di trovarne tanti di lituani che parlano francese? O qualsiasi altra lingua che non sia l’inglese (il russo per quelli della nostra generazione?)

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Io farei una legge universale per imporre con la forza il latino come unica lingua internazionale e veicolare, ”

                Io sono un pochino scettico sull’imposizione di una lingua per legge, nel senso che la legge constata un dato di fatto, non crea la realtà

                Ma anche volendo, che si fa nel frattempo?
                Non è che io sia un gran sostenitore dell inglese in sé (se tutti parlassero in italiano o francese sarei più contento), ma il dato di fatto è che in Europa tutti (a parte Peucezio e gli spagnoli) parlano inglese

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Peucezio

                “a forza”

                Mario Capanna, eletto eurodeputato, fu interrotto nel suo primo discorso a Strasburgo perchè lo tenne in Latino.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                “Latino”

                Ce il precedente di rivellini che ha fatto un discorso in napoletano 🙂

                Sul latino, i finlandesi durante il loro semestre di presidenza avevano pubblicato dei documenti in latino sul loro sito, in polemica con i tedeschi che volevano che il tedesco fosse aggiunto come lingua di lavoro

                https://www1.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/europa/notizia_22841.html_1472437.html

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Io sono un pochino scettico sull’imposizione di una lingua per legge, nel senso che la legge constata un dato di fatto, non crea la realtà ”

                Certo. Purtroppo il mio è un sogno.
                Sarebbe possibile in un mondo come dico io, meno economicista e anglocentrico.

                Purtroppo temo che nemmeno l’impopolarità internazionale e l’isolazionismo di Trump basteranno a de-anglicizzare il mondo, perché ormai è un processo troppo avanzato.

              • Peucezio scrive:

                Semmai spero che le tecnologie diventino così pervarive che imparare una lingua straniera sia antieconomico laddove tu avessi un sistema che ti traduce istantaneamente e in modo che quasi non te ne accorgi tutto ciò che leggi e tutto ciò che ti viene detto in una lingua straniera.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “ spero che le tecnologie diventino così pervarive che imparare una lingua straniera sia antieconomico”

                Penso che prima poi sarà così in effetti….

          • roberto scrive:

            a proposito di lingue piccole, sono stato cancelliere nella prima udienza in maltese…e sono stato l’unico a pronunciare qualcosa in maltese (ho chiamato la causa “grazie signor presidente, causa C-65/12 tizio contro caio” 🙂 )….il governo maltese, le parti private (maltesi) e la commissione hanno tutti chiesto ed ottenuto una deroga e di parlare in inglese. I giudici ovviamente fanno domande nella loro lingua o in francese…l’unico poveraccio al quale si applicava la lingua di procedura era il cancelliere 🙂 (ma è stato divertente e gli avvocati sono stati molto simpatici)

      • roberto scrive:

        andrea

        sei stato davvero sfigato nei tuoi rapporti con gli eurocrati, ogni volta hai un aneddoto pessimo!

        onestamente credo che il livello linguistico richiesto ai concorsi sia abbastanza alto (cioè non “credo”, lo so, sono stato in varie giurie di concorso), e alla fine il livello linguistico dell’amministrazione dell’Unione mi sembra davvero notevole, contando anche il numero di lingue nelle quali si esprime.
        Poi chissà che dirà di me l’agente del governo greco con il quale mi è capitato di avere varie telefonate in greco, magari è un de vita che sul blog kelebekakis si lamenterà dei funzionari dell’unione che parlano un greco orrendo, ma in fin dei conti è la mia quarta lingua e tutto sommato tra due parole di greco e quattro di inglese ci siamo sembre capiti egregiamente pure in questioni abbastanza complicate

        sui documenti portoghesi non so che dirti, mi sembra una storia un po’ curiosa, vista la quantità di controlli linguistici che si fanno…magari al tuo amico che ha studiatio in brasile sembravano strani, visto che certo non è il portoghese che si usa nelle istituzioni.
        il mio problema è che da 3-4 anni a questa parte la Commissione ha smesso di fare questi controlli sui testi publicati sul loro sito (non sui documenti!) e lasciano tutto alla traduzione automatica

        infine per il tuo posto da freelance, non è nulla di straordinario e sai perché? quando fai il concorso/test per diventare freelance, devi dimostrare di saper tradurre e chissenefrega se non hai il diploma o non hai studiato la lingua, per la buona e semplice ragione che non esistono diplomi per qualsiasi cosa. Io per esempio ho iniziato facendo il traduttore freelance per la corte di giustizia e non ho studiato a scuola, nemmeno alle medie, il francese (che oggi è la mia prima lingua di lavoro…) e pochissimo l’inglese (…liceo classico), ma le ho imparate in qualche modo, sono andato molto bene al test e mi hanno preso. tutto qui.

  8. PinoMamet scrive:

    OT Cose da Moi

    Il remake “live action” di Lilo&Stitch era figurato su queste pagine perché Moi ci aveva parlato della polemica di una giornalista samoana, perché un’attrice filippina interpretava una hawaiana. E vabbè.

    ma a io voglio sottolineare le cose positive, cioè che Lilo&Stitch sta andando benissimo e fa un sacco di soldi.

    Il che dimostra che il pubblico non è razzista: questo film, come il cartone da cui è tratto (molto carino!) e da cui si discosta pochissimo, ha come protagoniste due femmine, non bianche, che vivono in una famiglia non tradizionale .

    E al pubblico piace, e non ha sollevato nessuna polemica: prima di tutto perché è scritto bene e divertente, e poi perché non vuole fare ingoiare a viva forza nessun messaggio obbligatorio al pubblico.
    Le protagoniste del cartone erano due sorelle hawaiane, e due sorelle hawaiane sono rimaste.
    Non c’è stato bisogno di “ritinteggiare” nessun personaggio (qualche attore sì: la filippina è stata scurita… ma è un altro discorso), né di cambiare una virgola della storia per costringere il pubblico a farsi piacere l’idea dell’antirazzismo, della donna forte e vincente o della famiglia allargata.

    E anche come vengo presentati questi temi è interessante: le due sorelle sono hawaiane, perché vivono alle Hawaii. La composizione etnica delle amichette di Lilo è variegata, perché sono variegate le Hawaii, ma tutte fanno le stesse attività scolastica o parascolastiche, perché è così che va il mondo.
    L’assistente sociale/ex agente FBI è nero, perché sì.
    La capa degli alieni è femmina… e a tutti va bene così!!

    Nessuno vuole costringerti a niente. Anche il concetto di “ohana”, ripetuto nel cartone e sicuramente anche nel film, che è volendo un’ode alle famiglie allargate o non tradizionali… è in realtà un concetto universale e tradizionalissimo: la famiglia è chi si prende cura di te.

    E il piccolo nucleo famigliare iniziale delle due sorelle non è idealizzato: ci sono litigi, insofferenze, guai con gli assistenti sociali… la morte dei genitori è stata un trauma (leggo, un po’ ridimensionato nel film, ma ok).

    Altro che la Luke Skywalker femmina che fa tutto lei e ammazza il film, o la Capitan Marvel protagonista di un trailer che avrebbe dovuto renderla simpatica (?) facendola vedere mentre se la prendeva con un signore colpevole solo di essere maschio, o gli innumerevoli vichinghi neri o Achilli neri o sirenette nere o Biancanevi nere…

    • Francesco scrive:

      però ti contesto il “famiglia non tradizionale” visto che le due sono sorelle e orfane, insomma la famiglia era normalissima, poi la tragedia la ha ridotta

      forse l’adozione di un alieno in seno alla famiglia potrebbe essere leggermente “non tradizionale”

      😀

      PS ho adorato vedere il cartone animato coi figli, circa un milione di volte

  9. Francesco scrive:

    Imperialismo locale:

    1) Roberto lavora per la Morte Nera. Con moderato entusiasmo

    2) Peucezio è per il Sacro Romano Impero di Mosca

    3) Andrea è per l’Impero Socialista Eurasiatico

    4) Pino e io, a quanto pare, siamo per un Impero Italiano che si riprenda almeno la Libia, forse anche la Crimea genovese

    5) Hasburgicus per me veleggia verso l’Impero Britannico …

    6) Mirkhond è un fedele dell’Impero Assiro, col suo amore per deserti, pace, silenzio e femmine velate

    mi sa che rimane solo Miguel a lottare contro gli Imperi!

    😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “Eurasiatico”

      Contro l’Oceania, sempre!

      😀😀😀

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      francesco

      beh no, io lavoro per la morte nera con grandissimo entusiasmo (aggiungerei soprattutto a fine mese, se non avesii paura di scatenare battute antieurocratiche). Non provo entusiasmo per chi adesso è al comando della morte nera, ma so che non sarà sempre così e soprattutto so che nel mio piccolissimo posso fare piccole cose per aggiustare cose che non mi piaccioo

      (alderan non lo distruggerei per esempio)

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “(aggiungerei soprattutto a fine mese, se non avesii paura di scatenare battute antieurocratiche)”

        Non da parte mia! 🙂

        Almeno fra tante cose discutibili l’Ue fa la cosa buona di versare lo stipendio a persone come te, che oltretutto sanno goderselo!

    • roberto scrive:

      Habsb invece è l’ultimo dei grandi esploratori del XIX secolo, direi che è questa la dimensione che per lui conta 🙂

    • mirkhond scrive:

      Purtroppo nell’area che fu l’Impero Assiro oggi non regnano ne pace ne silenzio. Sob!

      • Francesco scrive:

        davvero? non avevano liquidato l’ISIS ormai?

        l’Iraq è sparito dai radar, da quando non possono più dare la colpa agli americani di quello che capita laggiù

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “2) Peucezio è per il Sacro Romano Impero di Mosca”

      Ottimo!

      “4) Pino e io, a quanto pare, siamo per un Impero Italiano che si riprenda almeno la Libia, forse anche la Crimea genovese”

      Ma la Corsica non si potrebbe…?
      E magari anche con Istria e Dalmazia, sempre se non le dispiace, come diceva il dottor Tomas?

      • PinoMamet scrive:

        Libia sì (come colonia), Crimea sì, Corsica sì, sì, sì!! E anche Istria e Dalmazia, alla faccia degli slavi con le loro facce sempre incazzate e i loro nazionalismi.
        E Nizza magari…

        faccio a meno della Savoia perchè lì si parla francese.

        • Peucezio scrive:

          In realtà anche a Nizza.
          Il nizzardo è un dialetto provenzale, quindi occitano, con qualche elemento ligure, contrariamente a ciò che comunemente si crede.

          Invece Monaco è tutta italiana: il monegasco è schiettamente ligure (anche se immagino che l’ultimo parlante sarà morto chissà quanto tempo fa, ma chissà mai…).

          • PinoMamet scrive:

            Mah, su un canale online dedicato al genovese (su Instagram) ho sentito un’intervista a un giovane parlante nizzardo, e mi è sembrato schiettamente ligure…

            Avevo letto da qualche parte che il provenzale aveva scalzato il ligure in epoca piuttosto tarda, e poi ovviamente quando Nizza diventa francese i simpatici cugini 😉 fanno il resto per far sparire le tracce do italianità, ma a quanto pare ci sono ancora…

            • Peucezio scrive:

              Ah, quello non saprei, non escludo che secoli fa fosse ligure.
              Ma se per esempio leggi la novella del Papanti lì è molto evidente l’occitanità e siamo a pochi anni dall’Unità d’Italia.

        • Francesco scrive:

          mi associo al mio socio di imperialismo!

          ma siamo sicuri della Corsica? ci abitano i Corsi, gente che assomiglia ai Sardi … io gli darei l’indipendenza a quelli lì

          chi li vuole? già abbiamo i bergamaschi e i bresciani

          • Ros scrive:

            Francesco: “…Corsica…gente che somiglia ai sardi”

            Quali sardi?
            Ai toscani assomigliano, una faccia una razza Maremma maiala!☹️

          • PinoMamet scrive:

            Il còrso di quasi tutta l’isola è in effetti toscano, è stata cambiata qualche convenzione grafica, non so se dai pizzuti o dai corsi medesimi, per renderlo più diverso…
            ma mi risulta che per un bel po’ i corsi scrivessero in italiano, puro e semplice.

            Nella parte meridionale c’è un dialetto di tipo italiano meridionale (ma qualcuno dice toscano pure quello), come quello della Sardegna settentrionale (gallurese), ben diverso dal sardo vero e proprio che è una lingua a parte…

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “mi sa che rimane solo Miguel a lottare contro gli Imperi!”

      Vero… Povero Miguel, solo contro tutti noi…
      Meno male che messi insieme non teniamo testa a mezzo Miguel!

      • Francesco scrive:

        Sul latino sono con te! nonostante io usi spesso e volentieri l’inglese, il latino sarebbe tutta un’altra cosa. Ma ahimè è solo un sogno!

        Mentre mi fa orrore un mondo in cui non serva più imparare le lingue straniere grazie all’informatica. E’ come se mi chiudessero la testa.

        • Peucezio scrive:

          D’accordo, ma qui il problema è che disimpareremo tutti le nostre lingue per parlare l’inglese e se per assurdo la tecnologia riusciusse a salvare il pluralismo linguistico nel mondo, ben venga.

          • Francesco scrive:

            mah

            non mi pare stia succedendo

            io uso l’inglese ma anche l’italiano (e studio il tedesco)

            se vivessi in Cina userei di più l’inglese ma non certo in Spagna o Brasile

            • Peucezio scrive:

              Francè, noi siamo vecchi.

              Una mia collega ha sentito due ragazze di Milano parlare fra loro in inglese, perché si sono conosciute in un contesto internazionale e quindi…

              Questo è un caso estremo, d’accordo (ma significativo: si va in questa direzione).

              Ma il problema è che l’italiano che si usa diventa sempre peggiore, infarcito di calchi, tradotto alla lettera dall’inglese.

              E inoltre si assottiglia sempre di più la produzione scientifica in italiano, che significa che l’italiano tende a regredire a lingua colloquiale, quindi quantomeno a sparire come lingua di cultura.

              E vale più o meno per tutte le lingue che non siano l’inglese.

              Negli anni ’80 eravamo infarciti, invasi di anglicismi, ma l’italiano aveva ancora un’ottima tenuta. Oggi no.

              • Francesco scrive:

                In effetti mi sa che hai ragione …

                ma una cultura che non sa parlare di suo, anche quando ignora troppo l’inglese per copiarlo, merita solo l’estinzione

    • Moi scrive:

      Veramente Miguel ha sempre calcolato che sono le Democrazie Liberali a fare il più grosso numero di morti … sempre SE il parametro è valido. 😉

      • Moi scrive:

        @ FRANCESCO (IMPERI)

        • Moi scrive:

          A proposito di Imperi :

          Come la scrittura logografica ha consentito una longevità all’ Impero Cinese molto maggiore degli altri :

          https://www.youtube.com/watch?v=sr1PpWLx0Ew

          (22 min )

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Moi

            “Cinese”

            Quella blogger è grandissima! La consiglio a tutti. Sembra superficiale, ma è un vero pozzo di scienza su tutto ciò che riguarda la storia e la cultura del suo Paese.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Corpo umano scrive:

            I dialetti sono lingue senza l’esercito.
            E brava la cinesina!
            Iscritto al canale.
            Canale?
            🤔

            • Corpo umano scrive:

              Certo, sono una grande rottura di pale da imparare…
              🙂

              • Corpo umano scrive:

                https://youtu.be/LZyiIdiYGZs?feature=shared

                Sul finire del video spunta il Taoismo.
                Si, si, roba fine….
                👍

              • mondo parallelo scrive:

                I seminativi coprono quasi un terzo di Cuba. Il terreno è altamente fertile, consentendo fino a due colture all’anno, ma la natura altamente variabile delle precipitazioni annuali ha storicamente afflitto l’agricoltura

                Oh, finalmente ci sono arrivato!
                A Cuba il problema è il solito che affligge tanti paesi poveri.
                Magari hanno i terreni fertili ma non hanno l’acqua.
                Ma c’è un problema ancora più profondo.
                Non hanno capito che l’acqua deve essere gestita in una certa maniera. Combinando tecniche tradizionali con altre più moderne.
                Adesso gli telefono e glielo dico.
                Sti’ somari.
                Che chiedano ad El Habib Ben Amara

                El Habib Ben Amara è un architetto e urbanista originario di uno ksar tribale (oasi fortificata) in Algeria. È un attivista contro la desertificazione e uno dei massimi esperti in materia di gestione sostenibile delle risorse idriche nel Sahara, e ha scritto per i principali quotidiani algerini.

                A parte il fatto che si ostinano a voler mangiare la carne di maiale.
                Esportano tabacco e mi pare caffè.
                Mah.
                Comunque…
                https://youtu.be/eGvFtIgprSU?feature=shared
                Kelebekiano, in piedi! Hop, hop!

              • mondo parallelo scrive:

                5988 litri per 1kg di carne di maiale
                https://www.veganok.com/giornata-internazionale-dellacqua-qual-e-limpronta-di-carne-e-prodotti-lattiero-caseari/
                (1020 litri per un litro di latte).
                Basta

              • mondo parallelo scrive:

                Però

                Un chilo di carne o di latte o di frutta non vuol dir niente.
                Sono le calorie, piuttosto.
                Quindi la tabella che misura le calorie in relazione all’acqua è quella più appropriata.
                Ma sono calcoli sempre con un ampio margine di imprecisione.
                In linea di massima si può affermare che la carne di maiale consuma circa il doppio di acqua rispetto ai più comuni cereali. 2,15 rispetto a 0,51.
                Forse ai miei amici vegani piace un po’ la statistica ad effetto, insomma, fanno un po’ i furbi ma sostanzialmente hanno abbastanza ragione.
                Basta 2

  10. Peucezio scrive:

    https://blog.messainlatino.it/2025/05/leone-xiv-basta-incomprensioni-nella.html#more

    Se non fosse stato un progressista, lo avrebbero denunciato per mobbing, poi com’è che si dice adesso? Burn-out… Insomma, tutte ‘ste cagate in inglese per indicare un clima di lavoro pesante, opprimente, ansiogeno.

    Il mito di Bergoglio come un bonaccione è un totale capovolgimento della realtà: chiunque abbia seguito un minimo le vicende del Vaticano, ma proprio un minimo, sa bene che era una personalità autoritaria, dispotica, un uomo rozzo, prepotente, privo di ogni tatto, delicatezza e discrezione.

    Ma si sa: quando uno è dalla parte “giusta” viene santificato, fosse pure Landru.
    Ovviamente da quelli che in chiesa manco ci vanno.

  11. Corpo umano scrive:

    Imperi
    https://valori.it/finanza-armi-germania/
    Le ambizioni imperiali della Germania: finanza e armi verso il fronte orientale
    In questo quadro, le tre principali società tedesche di produzione di armi, Rheinmetall, Renk e Hensoldt, stanno conoscendo un rally incredibile che ha portato i loro titoli al valore più alto di sempre. Come accennato, la Germania punta sul riarmo per alimentare una bolla finanziaria autoctona, con l’aiuto dei grandi fondi – BlackRock e Vanguard – che in Rheinmetall hanno quasi il 10% e sono presenti anche in Hensoldt.

    Lo schema è semplice: i risparmiatori tedeschi danno i loro soldi alle Big Three che li mettono nelle tre società tedesche, spinte al rialzo dai venti di guerra. È chiaro allora che Merz, ex amministratore di BlackRock, non ami i tentativi di mediazione. In quest’ottica è molto più comprensibile la dimensione bellicistica del nuovo governo teutonico che trova nelle armi e nella finanza dei grandi fondi strumenti per far valere il proprio peso. Merz come Guglielmo II vuole dare alla Germania un impero, certamente anti europeo e largamente costruito con un baricentro ad est, tra la Polonia e il Baltico, e fondato sullo scontro, divenuto indispensabile, con la Russia.

    OK, baricentro est Europa.
    Quindi niente Africa (forse)
    No comment
    Basta.

    • Ros scrive:

      Corpo umano: “Merz come Guglielmo II vuole dare alla Germania un impero, certamente anti europeo e largamente costruito con un baricentro ad est, tra la Polonia e il Baltico, e fondato sullo scontro, divenuto indispensabile, con la Russia”

      Se fosse cosi sinceri auguri, che ci si possano rompere un’altra volta le corna insieme alla solita Polonia e ai nanetti baltici ingrugnati;
      ma non capisco cosa ci quaglino gli altri paesi europei a tenere lo strascico ai crucchi e aprire il borsellino innemicandosi la Russia.

      Lo pretendono gli Yankees?
      Mi sa che lo pretendono🙄

      Comunque la Merkel Angela con i russi pareva tenere più costruttive intenzioni;
      c’è già da rimpiangerla

      • Corpo umano scrive:

        Gli altri paesi europei.
        Bisogna aspettare un prossimo articolo che ce lo spieghi.
        Ma a naso, son cose di finanza.
        Non certo perché Putin minacci di invadere la Polonia.
        Magari qualche staterello del Baltico se rompe i coglioni.
        Dove ci sono certe minoranze russe che potrebbero essere reintegrate nella madrepatria.

      • Francesco scrive:

        Scusa Ros ma quali risultati avrebbe ottenuto la Merkel con la sua politica di totale apertura alla Russia? a parte infilare la testa nel cappio delle forniture energetiche, puntando a una situazione di dipendenza quasi assoluta da Putin, intendo.

        Tutta la buona volontà di Angela non pare aver smussato di nulla l’approccio di Putin: forze armate quasi smantellate, industrie militari ridotte ai minimi termini, legami economici strettissimi, eppure lui è rimasto fermo all’approccio imperiale.

        Per non parlare, visto che parli di rimpianti, di un sistema economico tedesco che lei ha portato a schiantarsi sugli scogli di una doppia dipendenza (un settore, l’auto; un cliente, la Cina).

        Rimpiango la Graf e la Schiffer, io.

        • Ros scrive:

          Beh cercava una mediazione onde evitare più gravi conflitti, e nel suo libro “Memorie” oltre che in tante interviste afferma che gli è stato in tutti i modi impedito.

          Cercate una mediazione e non il conflitto non mi pare disdicevole.

          https://www.ilgiornale.it/news/politica-estera/cercai-frenare-lucraina-evitare-reazione-putin-cos-lex-2401531.html

          La sua contrarietà all’aperta provocazione della candidatura ucraina alla NATO poteva anche essere visto come buonsenso.

          E il suo dialogo con Putin pure.

          Per ciò che riguarda la dipendenza energetica dalla Russia forse non era ne peggiore ne migliore di quella dagli USA.

          L’Ucraina sta pagando caro l’essere stata usata e sacrificata per interessi altrui

          • Ros scrive:

            In Ucraina stavano meglio prima o adesso?
            Cosa avrebbero voluto gli ucraini (non Zelensky, gli USA, l’ Europa, ma gli ucraini)?

            Una guerra non è una partita di pallone da vedersi in TV a casa con i popcorn tifando per i nostri e maledicendo gli altri in quanto assoluto male.
            Una guerra, se la si vuole, bisogna essere disposti a pagarla con il sangue e il dolore proprio e dei propri cari.

            • Francesco scrive:

              Quindi cosa avrebbero fatto meglio a fare, gli ucraini? hanno votato un presidente moderato, ti ricordo

              ma questo non ha moderato gli appetiti di Putin

              arrendersi come chiesto?

              • Ros scrive:

                Gli ucraini hanno votato un presidente moderato,
                Zelensky non sembra affatto che abbia mantenuto queste premesse.

                Quella ridicola felpa mimetica da meme e cartone animato sempre addosso ad uno che sul fronte non si è mai sbucciato un ginocchio inciampando cosa vuole simbolicamente significare?

                Quando decideranno per un accordo soddisfacente per tutte le parti coinvolte teso a spartirsi il paese e le zone di rispettivo saccheggio
                – poiché lo decideranno, non può che così concludersi il fattaccio presto o tardi –
                per cosa sarà morta una generazione di giovani?
                Per cosa si sarà distrutto un paese e le sue genti?

                Evitando, chissà, le provocazioni NATO e le intromissioni d’oltreoceano con loschi affari
                alla Hunter Biden poi gentilmente graziati
                – intromissioni che tante volte sono state atte a gettare benzina sul fuoco –
                questo accordo di relative influenze poteva trovarsi prima di mandare al macello un Paese.
                Cosa questa che una Merkel pareva volere.

                Finito il bordello che senso si potrà dare a questi lutti inutili dei tanti che tanto non contano un cazzo?

                In questo conflitto hanno pagato russi e ucraini (non certo Zelensky, Putin, famiglie d’ entrambi e soci però!).

                Tanti hanno solo perso nella concretizzazione del conflitto, innanzitutto la solita popolazione la cui vita non conta un cazzo, e le carni da cannone da spendersi in divisa da soldatino, ovvio.

                Ma qualcuno ci guadagna ed ci ha guadagnato.
                Qualcuno ci ha sperato e ci ha investito;
                no, sarò cinico, ma non credo lo ha fatto per ideali democratici e liberali.

                E neanche vuole che finisca.
                Dunque chi è che il fattaccio lo ha voluto?
                Se Russia e Ucraina non ci guadagnano affatto chi ci guadagna?

                Le Diable probablement🙄

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “presidente moderato”

                Da cosa deduci questa presunta moderazione di Zelensky, adesso?

                (No, non citarmi le sue promesse elettorali)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                figliuoli, in base a cosa uno viene eletto? in base alle promesse elettorali, che altro?

                mr. Z è un russofono, mezzo ebreo, votato come speranza anticorruzione e di pace

                poi Putin ha attaccato, senza minacce di alcun genere, senza ingresso dell’Ucraina nella NATO, senza basi USA in Ucraina, senza nulla di nulla di nulla

                e mr Z sta facendo la sua parte molto bene

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “quali risultati avrebbe ottenuto la Merkel con la sua politica di totale apertura alla Russia”

          Una crescita economica stabile che adesso a Berlino si possono solo sognare.

          Metano a basso costo.

          Una sostanziale pace in Europa talmente radicata che ci è voluta tutta la cattiva volontà dei neocon USA stile Nuland ‘fuck-the-EU’ per far saltare.

          E saltata la quale è saltata anche la mosca al naso a Putin. Dàgli torto…!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Esattamente quello che dicevo io: infilare la testa nel cappio della dipendenza economica da Putin, senza neppure ottenere da lui un qualche cambiamento nell’atteggiamento imperiale.

            Al punto che ha continuato imperterrito a considerare l’Ucraina una colonia russa in attesa di ritorno alla Madrepatria.

            Una sostanziale guerra in Europa, con una fortissima opera di disinformazione sistematica e di foraggiamento di partiti di servizio (mica tutti lavorano gratis come te).

            Ah, la crisi economica tedesca NON dipende per un cazzo dal metano, gli errori strategici sono precedenti.

            Secondo la mia modesta opinione, con la mafia non si tratta e non si accomoda perchè non serve a ridurne le pretese.

            Ciao

    • roberto scrive:

      roberto

      “Merz come Guglielmo II”

      se non cadi dalla sedia in preda a risate inarrestabili a leggere questa frase, vuol dire che non hai mai visto merz

      • Corpo umano scrive:

        Merz, ex amministratore di BlackRock
        🧐
        È la punta dall’aspetto po’ ragionieristico di un iceberg di ragionieri.
        Si, perché dalla parte occidentale del fronte comandano degli ignoti ragionieri.
        Pur di far quadrare la partita doppia sono disposti a far scoppiare la quarta guerra mondiale facendola combattere agli altri.
        Anche perché, empatia zero. Son freddi
        Ma se non gli quadra la partita doppia muoiono di dolore. Poveretti. Bisogna capirli.
        Non so se si possa pubblicare questo commento.
        Se viene rimosso non mi offendo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Corpo umano

      “est”

      Si’, mi convince anche perché la Von der Leyen del ReArm Europe era ministro democristiano della Difesa (stesso partito e stessa nazione di Merz).

      Solo che c’è un problema grosso come un casa: la Storia si ripete, ma la prima volta è una tragedia la seconda è una farsa.

      Guglielmo II regnava su una nazione in piena ascesa economica, con una produzione di acciaio superiore a quella Inglese e Francese, una flotta che si avviava ad eguagliare quella Britannica, una scuola dalla disciplina rigidissima e un livello di istruzione impeccabile, un insieme di istituti di ricerca (le Forschungen) e di università di livello mondiale, una massa di contadini inurbati disponibili come carne da cannone in un esercito dalla tradizione appunto Prussiana e soprattutto un’opinione pubblica esaltata al massimo grado dal recente trionfo sulla Francia (che appariva come l’aggressore di una Prussia che non le aveva fatto niente), dall’unificazione del Paese e dalla proclamazione dell’Impero.

      Tranne forse che per le Forschungen, non una di queste condizioni è valida oggi.

      L’unica cosa che Merz può fare da subito è reintrodurre la leva obbligatoria.

      Con la maggioranza traballante che si ritrova… auguri.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ corpoumano

      “finanza”

      Sembra di stare in un’opera di Brecht! O uin un’incisione di Grosz, coi banchieri che indossano l’elmetto a punta! ‘La resistibile ascesa di Arturo Ui’, la guerra come sottoprodotto e strumento della speculazione finanziaria.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        però mancano i Comunisti che promettono un futuro migliore

        ci sono i Finanzieri, i Futuristi, i Fascisti oltreconfine e dentroconfine, i Demagoghi, gli Ecologisti intenti a farsi belli

        peggio di un’opera di Brecht

        per fortuna che la realtà è sempre stata molto diversa da quella roba: pensa se Brecht avesse mai avuto ragione un solo giorno della sua vita!

      • Corpo umano scrive:

        1 Speculazione finanziaria. Trattasi di sopravvivenza al collasso del capitalismo globalizzato?
        2 Leva obbligatoria mah, quante potenziali Ucraine ci sono al confine con la Russia?

        Io ho dei dubbi sulla capacità tedesca di produrre grossi quantitativi di munizioni, in primis e poi passare dalla golf ai missili ipersonici, così, di pacca, non sarà certo facile. Almeno nei tempi brevi.
        Nel frattempo chissà mai cosa può succedere.
        Magari la Cina muove una piccola pedina e tutto il gioco si capovolge.
        Mio nonno a un certo punto si era messo a giocare una schedina con tutte ics.
        Un giorno o l’altro, diceva, dovrà pur capitare che tutte le squadre pareggino…
        Mai successo.

  12. Andrea Di Vita scrive:

    @ francesco

    “realtà”

    Quale ‘realtà’?

    Quella del Signore degli Anelli con Putin-Sauron, Frodo-Zelenski e Biden-Gandalf (e magari Trump-Saruman)?

    O quella di “L’Uomo che Uccise Liberty Valance” con Putin-Lee Marvin, Lukashenko-Lee Van Cleef, Zelensky-James Stewart e Von der Leyen-John Wayne?

    Un johnwaynita par tuo dovrebbe saper rispondere all’impronta.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Putin – Hitler

      Zelensky – Benes

      De Vita – Henlein

      Salvini – Chamberlain

      Churchill – non pervenuto

      ecco, dovessi ricorrere a un paragone farei questo

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “Henlein”

        Paragone poco lusinghiero per Henlein.

        Lui non aveva migliaia di vittime della repressione Cecoslovacca da denunciare.

        https://www.ilsole24ore.com/art/gli-osservatori-osce-in-donbass-si-rischia-disastro-umanitario-AE5iCIN

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          abbiamo già sviscerato cosa è successo in Ucraina e in Donbass in quegli anni, e anche chi si è preso la briga di scatenarlo.

          non intendo negare gli eccessi degli esaltati nazionalisti ucraini ma … prima che Putin facesse scoppiare la violenza non ci si ammazzava.

          e dopo un paio d’anni di sconti feroci la violenza era quasi completamente cessata, a quello che ne so.

          sai, a volte ripetere la stessa bugia non funziona.

          • Ros scrive:

            Di una cosa bisogna dare assolutamente ragione a Francesco,
            Putin e la Russia cedendo all’invasione aperta del 2022 si sono garrotati con le loro stesse mani.

            I russi non possono vincere se gli ucraini non accettano d’avere perso, Napoleone pur entrando vittoriosamente a Mosca non vinse e dovette ritirarsi a mani vuote poiché lo zar Alessandro non accettò affatto di perdere e negoziare la resa.

            In Vietnam tra il 1965 e il 1975 gli Stati Uniti hanno sganciato oltre tre volte più bombe rispetto al totale di quelle sganciate dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale, e ciò nonostante furono costretti al ritiro dalla resistenza vietnamita supportata dagli alleati esteri comunisti.

            Per i russi – e per Putin – cadere in questo cul de sac da cui è impossibile uscire se non con una ritirata ignominosa quanto quella napoleonica e ugualmente pregna di infauste conseguenze è impossibile;
            pur con tutta la loro superiorità bellica se l’Ucraina non accetta una resa la guerra di logoramento potrebbe protrarsi all’infinito grazie agli aiuti internazionali e la resistenza.
            E la Russia non ha alcuna possibilità di occupare l’Ucraina intera facendone sparire la popolazione e neutralizzandone ogni resistenza e guerriglia.

            L’Ucraina non pare avere alcuna volontà di resa, l’irrinunciabile maglioncino mimetico del fieren alleaten Galeazzo Musumeci in Zelensky parla chiaro sull’irriducibilità delle intenzioni.

            Il focolaio ha ogni possibilità di rimanere acceso dissanguando la Russia senza alcun vantaggio.

            L’Ucraina, volente o nolente la sua popolazione (Zelensky, oltre ad avere già concluso il suo mandato elettorale a maggio del 2024 ed essere rimasto in carica per legge marziale, pare risultare in un ovvio drastico calo di consensi) sembra avere tutte le intenzioni di continuare.

            https://www.avvenire.it/mondo/pagine/ucraina-volodymyr-zelensky-rischia-di-non-essere-il-presidente-del-dopoguerra-e-della-pace-con-la-russia

            Tra i due litiganti lo zio Sam ha tutti motivi di godere dell’anzazzo avendo fatto cadere la Russia in tali sabbie mobili ed ad averla isolata da ogni tipo di commercio con l’Europa.

            Un ottima mossa per gli USA che hanno imparato la lezione sia del Vietnam che del recente Afghanistan (i russi ci sono invece malamente ricascati);

            In quanto all’Ucraina e il suo calvario
            (la martoriata Ucraina del fu Francesco Papa la domenica affacciato al suo balcone urbi et orbi) possono considerarsi un necessario danno collaterale e un sacrificio assai ben gradito.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Ris

              “vincere”

              Oh, ma se è solo per questo Putin ha già vinto.

              Si mette l’Ucraina nelle condizioni di non essere più in pericolo per la Russia?

              Sì.

              Sì liberano le regioni precedentemente bombardate dai lettori di Kant?

              Sì scaccia il nemico dal Kursk?

              Sì.

              Sì rafforzano i legami ad Est e in Africa lasciando che siano USA + vassalli a isolarsi con le loro mani?

              Sì.

              Sì costringe l’Europa vassalla degli USA a strangolarsi economicamente con le sue stesse mani?

              Sì.

              Sì allontana sine die quell’ingresso di Kiev nella NATO che prima dell’Operazione Speciale sembrava imminente?

              Sì.

              Sì mettono le mani sui giacimenti minerari?

              Sì mettono le mani sui distretti più industrializzati?

              Si e’ evitato negli ultimi due anni che gli Ucraini vincessero anche una sola battaglia?

              Se questo è un Vietnam… avercene!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita: “Oh, ma se è solo per questo Putin ha già vinto…”

                Volendo, anche questo è un modo di vederla.

                Fu vera gloria?
                Ai posteri l’ardua sentenza.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “ripetere la stessa bugia”

            Ecco, appunto.

            Il rigo di Odessa non l’ha fatto Putin.

            E neanche l’assassinio di Andrea Rocchelli.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  13. Moi scrive:

    Il Futuro è fatto di gente che non saprà né saprà fare alcunché … siano gli Ultimi Esseri Umani a concepire il sapere come piacere di per sé.

    NON che fossimo tanti neppure prima … 😉

  14. Corpo umano scrive:

    https://energyskeptic.com/2025/how-cuba-survived-peak-oil/#more-1459

    Fuori da qualsiasi tematica condivisa.
    Cuba 2025
    Crisi nerissima
    Manca il petrolio.
    L’agricoltura biologica, ahimè, non produce. I prodotti agricoli, mancando i trasporti m, non arrivano dove ce ne sarebbe il bisogno.
    Cuba ci mostra il peggiore picco del petrolio che si possa immaginare.

  15. Peucezio scrive:

    Trump “socialista”. 🙂
    Più passa il tempo più mi convinco della bontà delle ricette e dell’amministrazione di Trump.
    Sta perfino salvando il culo all’Iran da quelle belve di israeliani (vedremo, ma ora come ora il dato è questo), cosa che per me è un merito immenso, perché l’Iran, insieme alla Russia, ha avuto un ruolo cruciale nel difendere il pluralismo etnico-religioso nel Vicino Oriente contro gli integralismi omologatori.
    E ora sta anche liquidando l’ala più liberista e tecnocapitalista a favore di uno stato più assistenziale.
    Fa benissimo a voler demolire lo stato profondo, per carità, ma non per demolire lo stato sociale, ma per demolire il coagulo ideologico mondialista, bellicista e progressista che lo stato profondo rappresenta.

    https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/25_maggio_29/musk-e-in-ritirata-chi-lo-ha-sconfitto-e-come-a3bbe1f3-499e-4dae-95a5-bb9d47b5dxlk.shtml?refresh_ce

    Musk è in ritirata. Chi lo ha sconfitto, e come?
    di Federico Rampini | 29 maggio 2025

    Era nell’aria da tempo, ora l’ha confermato lui stesso sul suo social X: Elon Musk si ritira dal suo ruolo politico. Secondo il suo annuncio “il tempo previsto” per la sua missione governativa si è concluso. Si riferisce al suo incarico alla guida del DOGE, il Department of Governement Efficiency che avrebbe dovuto tagliare le spese pubbliche improduttive e ridimensionare la burocrazia. Ma sullo sfondo c’è anche il giudizio negativo che Musk ha espresso pubblicamente sulla nuova legge di bilancio che Trump vuol fare approvare dal Congresso: non riduce deficit e debito federale come dovrebbe (anzi, forse rischia di aumentarli). Musk cerca di presentare questa sua ritirata in termini non conflittuali, afferma di rimanere in ottimi rapporti con Donald Trump. Può darsi che sia vero. Ma la sua delusione è evidente. Ha subito una sconfitta. Da parte di chi, e per quali ragioni?
    Musk è in ritirata. Chi lo ha sconfitto, e come?

    La notizia è clamorosa solo in apparenza. È un colpo di scena per chi si era affezionato al “teorema dell’oligarchia”: l’idea che l’America con l’elezione di Trump avesse smesso di essere una democrazia, per diventare un regime diretto da un ristretto gruppo di plutocrati, capitalisti onnipotenti. Il teorema non è sopravvissuto neppure per pochi mesi alla prova della realtà.

    Musk, che doveva essere il numero uno dei presunti oligarchi, si ritira con la coda fra le gambe. Da un lato perché lungi dall’arricchirlo il sodalizio con Trump finora gli è costato caro (calo dei valori di Borsa; caduta del fatturato Tesla). D’altro lato perché la missione politica di cui Musk si era innamorato – una drastica cura dimagrante per lo Stato – si è arenata fra mille resistenze: l’alleanza fra le lobby del pubblico impiego e la magistratura ha bloccato molte delle sue decisioni.

    Sembra dunque che sia stato vittima anche lui dell’illusione di molti imprenditori prestati alla politica, che hanno creduto ingenuamente di poter trasferire nel settore statale il decisionismo e la velocità delle aziende private. Ma va ricordato che anche dei tecnocrati abili e competenti, grandi conoscitori dell’amministrazione pubblica, sono stati sconfitti quando hanno cercato di attuare delle “spending review”: vengono in mente i casi italiani di Mario Monti, Mario Draghi, Carlo Cottarelli.

    Per restare all’America, invece, c’è il precedente di Ronald Reagan, il presidente repubblicano e liberista che negli anni Ottanta cercò di ridurre il Welfare e lanciò degli slogan celebri: «Lo Stato non è la soluzione, è il problema»; «la frase più spaventosa della lingua inglese è: sono il governo e sono qui per aiutarti». Reagan era un grande comunicatore e un politico astuto, ma lasciò un settore pubblico poco cambiato rispetto a quello che aveva trovato. Ora alla lunga lista degli sconfitti viene ad aggiungersi pure Musk.

    L’altro potere che ha sconfitto Musk sta alla Casa Bianca. Anche sul rapporto fra Trump e l’imprenditore di Tesla e StarLink si erano montate delle teorie: i due non possono andare d’accordo perché troppo egomaniaci. Pure questo luogo comune è stato smentito. Non c’è stato fra i due uno scontro di ego e di vanità personali. La battaglia è stata politica, e Trump l’ha vinta subito. Il nodo è proprio quella manovra di bilancio che affronta l’iter dell’approvazione al Congresso. Musk avrebbe voluto trovarci robusti tagli di spesa, una riduzione drastica del disavanzo pubblico. Questa sua attesa era coerente con il suo iperliberismo, la fede nella superiorità del mercato, la diffidenza verso lo statalismo. Trump invece, dovendo scegliere fra l’ideologia di Musk – che ha qualche alleato in seno al “vecchio” establishment repubblicano – e i desideri della base operaia che lo ha riportato alla Casa Bianca, non ha esitato. In Trump l’istinto populista prevale sull’ideologia. La sua manovra di bilancio salvaguarda tutte le voci principali del Welfare, dalla sanità pubblica (Medicaid per i meno abbienti e Medicare per i pensionati) alle pensioni della Social Security. I tagli di bilancio sono modesti, peraltro vanificati dall’aumento delle spese militari e per gli interessi sul debito. Non è stata l’egomania a guastare l’asse Trump-Musk, è stata una precisa scelta del presidente sugli interessi sociali che preferisce rappresentare.

    La prevalenza del populismo in Trump equivale, in un certo senso, a una vittoria della sinistra. Dopo la grande crisi finanziaria del 2008, si affermarono soprattutto a sinistra delle dottrine economiche che incoraggiavano a fare deficit senza limiti e a stampare moneta per combattere la recessione. La Modern Monetary Theory, ad esempio, promuoveva l’idea che le banche centrali possono e debbono aumentare la moneta in circolazione e spingere gli interessi verso lo zero. Fu condotta, sempre da sinistra, una vigorosa battaglia ideologica contro il rigorismo nella finanza pubblica: per esempio contestando, in Europa, ogni legittimità per i parametri di Maastricht, Patti di stabilità e altre rigidità di bilancio. Queste erano idee sostenute negli Stati Uniti dalla sinistra di Bernie Sanders, Elizabeth Warren, Robert Reich, Alexandria Ocasio Cortez. Per il vecchio partito repubblicano erano inaccettabili. Trump però ha rapidamente cambiato la natura del Grand Old Party, ne ha fatto un partito popolare e populista. La trasformazione è avvenuta anche sul piano delle idee: Trump vorrebbe una Federal Reserve che spinga gli interessi più in basso, e difende la spesa sociale contro chi (come Musk) vorrebbe tagliarla.

    Questa metamorfosi ha un interessante risvolto internazionale. Per reagire al protezionismo di Trump, e al suo disinteresse verso la difesa dell’Europa, la Germania di Friederich Merz sta anch’essa abbandonando l’ortodossia economica. Addio rigore, con la riforma costituzionale Berlino rinnega le rigidità di spesa pubblica: lo fa per difendersi dalla Russia, e per rilanciare la domanda interna. Il populismo economico di Trump così ha ricadute anche al di fuori dello scenario americano. Musk aveva sperato in un altro percorso. Ma i suoi miliardi e il suo social X non spostano voti quanto le pensioni e la sanità: su questo l’istinto di Trump probabilmente è più pragmatico.

    L’altro mito che esce distrutto è quindi quello sullo strapotere mediatico di Musk. Possedere X non gli ha consentito di capire il prezzo che la Tesla avrebbe pagato per le sue scelte politiche, in quella parte di America che era il suo mercato principale: da eroe dell’ambientalismo è passato ad essere considerato un fascista i cui prodotti vanno boicottati o perfino vandalizzati. La proprietà di un social media non gli ha permesso di controllare o manipolare l’opinione pubblica. Quello che Musk sembra accingersi a fare – un ripiegamento, la scelta di un profilo più basso, un ritorno a focalizzarsi sulla gestione aziendale – è una scelta obbligata, molto normale per chi voglia limitare i danni. Non si addice a quello status di Padrone del Mondo che gli veniva attribuito.

    • Francesco scrive:

      Beh, visto che il debito pubblico mondiale continuerà allegramente a crescere, a Berlino, Mosca, Washington, Pechino, consiglio di studiare la coltivazione dei cavoli e delle patate.

      E se non avete terra, cazzi vostri. Avete solo un rene da vendere.

      • Peucezio scrive:

        Beh, mi sembra tutta gente che di terra ne ha a strafottere.

        • Francesco scrive:

          Parlavo di NOI, non di loro. Che pure faranno la fine di Romolo Augustolo, se gli va bene.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Cioè Germania, Russia, Stati Uniti e Cina faranno la fine di Romolo Augustolo.
            Conquistati dall’India o dalle orde africane?

            • Francesco scrive:

              Morti per collasso interno, implosi, estinti per mancanza di voglia di trombare e figliare.

              Non serve neppure l’avvelenamento da plastica, che pure c’è. O Tik Tok.

          • Peucezio scrive:

            Sai che veramente tu sei fuori dalla storia?

            In un’epoca in cui l’Europa è moribonda e in stato comatoso sotto ogni punto di vista, politico, sociale, culturale, demografico, antropologico e perde terreno perfino su quello economico che era l’unico che gli era rimasto, mentre gli USA, che ti piaccia o no, sono ancora sulla cresta dell’onda, vi si inventa tutto, sono ancora il laboratorio e la fucina di innovazione del mondo e il resto del mondo, un tempo depresso, ci sta sorpassando da ogni punto di vista e sta facendo in pochi decenni quello che noi abbiamo fatto in tre secoli, tu rimani attaccato ai cadaveri e disprezzi le nazioni giovani e in ascesa.
            È una forma di necrofilia, come quella di tutti voi liberali progressisti euro-elitaristi.

            • Francesco scrive:

              Veramente io parlo di NUMERI, DATI, CIFRE e altre cose noiose ed esistenti.

              In attesa di un incrocio tra Isaia, Mosè e Sansone che spieghi come scancellare trilioni di svanziche di debito pubblico senza farsi male, i paesi da me citati sono tutti impegnati ad accumulare debito quasi senza ritegno: un caso reale di crescita infinita, direi.

              Mentre la Cina è già sull’orlo del tracollo demografico – ammesso che l’economia stia in piedi. La Russia c’è già dentro, l’Europa ci sguazza, in America pare che se la cavino ma dovrei controllare.

              Ah, la Cina sta progettando sciami di droni sottomarini guidati dalla IA per controllare i mari: se non è Terminator questo!

              Ciao

  16. Moi scrive:

    C’È una nuova vulgata sui 5 ReferendA :

    4 SÌ … vs Renzi
    1 SÌ … vs Salvini

    … quindi il PD è per 4/5 schizofrenico 😉

    • roberto scrive:

      Moi

      “ schizofrenico”

      Eppure
      A) renzi non fa più parte del PD
      B) nel PD attuale renzi è popolare come uno juventino a Napoli
      C) anche nel PD all’epoca di Renzi non è che tutti fossero così contenti del Job act (già non l’hanno votato tutti e se ti ricordi alle manifestazioni contro il Job act partecipava una fetta di PD)

      Tenendo conto di questi elementi oggettivi, la vedi la contraddizione?

  17. Corpo umano scrive:

    https://www.resilience.org/stories/2025-05-27/every-drop-counts/

    Ogni goccia è importante, secondo El Habib Ben Amara.
    Purtroppo dopo aver constatato amaramente il fallimento di Cuba, ai decrescisti non restano che le oasi tunisine come fonte di ispirazione.
    Ma sarà dura. Gli stessi tunisini le snobbano.

    • Corpo umano scrive:

      Non Tunisini, o forse lo snobbano anche loro, ma lui fa appello agli Algerini.
      Dice che 20 litri d’acqua a testa sono sufficienti per fare tutto, compresa la sovranità alimentare.
      Mi sono venuti in mente i palestinesi della Cisgiordania e anche i Pakistani.
      È che sono già pieno di alberi, altrimenti pianterei una palma.
      Addirittura in un momento di follia ho seminato dei semi di Moringa. Naturalmente
      non è cresciuto niente, per fortuna.
      مرحبا

  18. Moi scrive:

    Nuova Vulgata fresca fresca:

    Chi NON vota i 5 referendA 😉 …

    dovrebbe PERDERE la Cittadinanza Italiana !

  19. Moi scrive:

    @FRANCESCO

    Gli scenari sono realisticamente 2 :

    1

    Con III Guerra Mondiale :
    Ken Il Guerriero

    2

    Senza III Guerra Mondiale :
    Elysium

    • Francesco scrive:

      Ken non è molto realistico però, e non parlo della sopravvivenza del genere umano dopo che gli oceani si sono prosciugati.

      Parlo della produzione di gel per capelli, tinte e motociclette!

      Ciao

      PS sarebbe la IV guerra mondiale, se permetti.

  20. Moi scrive:

    @MIGUEL

    Cos’è ‘sta storia che l’ Arabo avrebbe 12 milioni e mezzo di parole ?

    È andata così: ci sono in Tiktok dei video sulla calligrafia, Araba e Cinese … succede che gli Arabi vanno a trollare sotto ai video di calligrafia Cinese che la loro sarebbe più bella , ma NON il contrario.

    Qualcuno addirittura afferma che la calligrafia Araba sarebbe più difficile. Al che io ho fatto notare che parliamo di 28 lettere vs migliaia di caratteri.

    Al che un Arabo (o Arabista, per me è uguale) ha risposto peccato con questi 12 milioni e mezzo di parole in Arabo. E ovviamente 😉 se non ci credi sulla parola sei Islamofobo.

    • Moi scrive:

      “PICCATO” … Sbagliatore Automatico.

    • Moi scrive:

      I Madrelingua Inglese fanno “Noiabbiamopiùparoledituttismo” (altro trend popolare … ma mai come l’ Abbiamoinventatonoituttismo, quello cmq anche in Cinesi e gli Indiani lo fanno) 😉 a quota 1 milione scarso.

      … BAH !

      • Moi scrive:

        Che l’ Inglese abbia tantissime parole ci credo … non foss’altro per il primato culturale che detetiene al punto che degli Alieni che dovessero scoprire via internet la Civiltà Umana direbbero che è l’ unica Lingua Ufficiale del Pianeta (!) Terra.

        • Moi scrive:

          Gli stessi Alieni che basandosi sugli action movies direbbero che “nonostante la massa fisica minore, nella specie umana la femmina è più forte del maschio”.
          😉

    • Moi scrive:

      L’ Ebraico, lingua che io sappia più affine all’ Arabo, avrebbe appena 80 000 (ottantamila) parole … sfigurando così accanto all’ Arabo.

      • Moi scrive:

        Un rapporto grossomodo approssimato

        Ebraico 1 / Arabo 150 !

        … Mi sembra strano.

        • PinoMamet scrive:

          Non è strano, se ci pensi.
          L’ebraico è conosciuto sostanzialmente per la Bibbia, che ha un numero limitato di argomenti, è molto ripetitiva e non è che sia enorme.

          La grammatica stessa è presa dagli esempi biblici, ed essendo fortemente difettiva è stata “riempita ” nel Medioevo con la logica e scopiazzando proprio dall’arabo.

          Altre parole sono calchi e reinvezioni moderne, quando è tornato a essere lingua parlata.
          Ma devo dire che in genere gli israeliani parlano abbastanza spiccio e semplice… “non è una popolazione di filosofi ” 😉 come dice Barbero dei Longobardi…

          • Peucezio scrive:

            Ma gli israeliani lo usano anche parlando fra loro nella vita di tutti i giorni, non solo come lingua ufficiale?
            E se sì solo quelli di provenienze diverse, per potersi intendere, o anche tipo in famiglia, ecc.?

          • PinoMamet scrive:

            Certo che parlano ebraico!

            Oh, gente, la prima Alyah è dell’ottocento…

          • PinoMamet scrive:

            Mi stupisce che ci siano di queste curiosità…

            Tra l’altro la stragrande maggioranza degli israeliani hanno origini miste (un bisnonno romeno, uno russo, uno marocchino e uno… israeliano!)

    • Moi scrive:

      Sulla difficoltà di scrivere (!) in Cinese penso che sia superfluo argomentare … suppongo.

      😉

    • Miguel Martinez scrive:

      per Moi

      “Cos’è ‘sta storia che l’ Arabo avrebbe 12 milioni e mezzo di parole ?”

      Mai sentito prima, è chiaramente una modernata da Mondo Moi cui i lessicografi che con incredibile pazienza nel Medioevo raccolsero tutte le tracce della lingua araba non pensavano nemmeno; come non ci pensò nemmeno Edward Lane che nell’Ottocento da solo scrisse l’unico dizionario arabo-inglese ancora oggi inoppugnabile.

      Comunque penso che sia facile un calcolo del tutto teorico.

      Le radici indoeuropee hanno una struttura tipo C-C: consonante-vocale-consonante: VeD (“io vedo, vidi, previsione”), DiC (“dico, dissi, dittatura”).

      Dagli esempi, si capisce già che non c’è un sistema regolare per costruire concetti: certo, esiste, “prevedere” e “predire”, ma non esiste “vidatura” accanto a “dittatura”.

      Le radici semitiche hanno una struttura C-C-C (consonante – consonante – consonate). Che significa già in potenza… una potenza in più (giusto?).

      Inoltre, da ogni radice, si possono costruire almeno sedici sfumature verbali – semplificando, esiste un singolo verbo per dire a scelta scrivere, far scrivere, scrivere insieme, desiderare di scrivere, scriversi l’un l’altro, chiedere a qualcun altro di scrivere. Somiglia un po’ al nostro scrivere, descrivere, prescrivere, proscrivere, ma è molto più regolare e ampio.

      E si può fare con qualunque radice – scoppiare, descoppiare, prescoppiare, proscoppiare, per dire (non ho idea cosa potrebbero significare).

      • Moi scrive:

        Penso che cmq tutte (!) le lingue si basino su un gioco combinatorio / creativo …

      • PinoMamet scrive:

        “Dagli esempi, si capisce già che non c’è un sistema regolare per costruire concetti: certo, esiste, “prevedere” e “predire”, ma non esiste “vidatura” accanto a “dittatura”.”

        mmm, no, direi che un sistema regolare c’è (ha sostanzialmente ragione Moi…)

        esiste certo “dittatura” perchè esiste “dittatore”, anzi, “dictator”, il cui rapporto con il verbo “dico” è piuttosto lungo…
        quanto a “vidatura”, la faccio breve, ed esiste anche quella, solo che è “visura” (d+t -> dz -> s)

        più legate alle rispettive radici, esistono “dizione” e “visione”…

        Direi invece che la vera differenza tra il sistema indoeuropeo e quello semitico è l’importanza delle vocali, piuttosto scarsa nel sistema semitico, e invece vitale in quello indoeuropeo

        (“vidi” e “video” si differenziano solo per le vocali, come “give” e “gave” del resto… ecc.)

        Forse anche questo ha influito sulla differente evoluzione degli alfabeti usati di preferenza per le lingue indoeuropee e per quelle semitiche rispettivamente…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          perchè esiste “dittatore”, anzi, “dictator”,

          Alla fine all’italiano non sarebbe piaciuto formare “dittatura” da “dittatore” (in generale formare parole è visto male): bene che la parola esistesse già in latino.

  21. Moi scrive:

    12 milioni di parole in Arabo mi sembra un’ esagerazione … d’altronde sono gli stessi che barano retrodatando da Maometto (personaggio storico) ad Adamo (personaggio mitologico già riciclato dai Sumeri da parte degli Arabi) le origini della propria religione.
    Gli stessi che fanno gli Storici con le religioni degli altri e i Mistici con la propria, gli stessi che prima fanno i duri poi vanno a fare le vittime dai politici Liberal / Democratici … insomma : non mi pare proprio gente affidabile. Su
    nessun argomento, men che meno quando si autoglorificano.

  22. Moi scrive:

    I 12 milioni e passa di
    parole in Arabo …

    https://youtube.com/shorts/Qn51stt-Wyk?si=Fe1DUtclnRNb3SXT

    … o forse miGLioni ? 😉

  23. Moi scrive:

    Sempre lui, questo Michael_972

    https://youtube.com/shorts/oNHaOJ3Pbu0?si=GZNnfSKmDSdcuw_u

    Arabic and Hebrew are NOT descended from Aramaic ….

  24. Moi scrive:

    Si crede che la lingua con il lessico più ristretto sia il Pirahã, parlato da popolo omonimo che vive nella regione amazzonica del Brasile. Secondo alcuni studi linguistici, questa lingua ha un numero molto limitato di parole, che si stima tra i 200 e 250 termini. Ciononostante, si tratta di un idioma altamente complesso per quanto riguarda la struttura grammaticale e la fonetica.

    [cit. ibidem]

  25. Moi scrive:

    For some time, I’ve been hearing rumours (from Arabs, of course) that Arabic has the largest number of words of any language. Recently I found one vector for this rumour: Comparison of the Number of Words in Languages of the World, a poster put together by Azzam Aldakhil which has the merit of at least giving the sources for its figures, namely Muʕjam ʕAjā’ib al-Lughah by Shawqī Ḥamādah, 2000. (In a follow-up comment he gives the page numbers, 83-84.) This poster claims that “Arabic has 25 times as many words as English”.

    https://lughat.blogspot.com/2013/12/does-arabic-have-most-words-dont.html

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “https://lughat.blogspot.com/2013/12/does-arabic-have-most-words-dont.html”

      Dice esattamente quello che penso io, ma con molta più preparazione 🙂

      L’unica domanda sensata in questo caso sarebbe, “quale lingua vanta il dizionario pubblicato con il numero più alto di voci?”

      • Moi scrive:

        Nel 2025 tra internet, AI , i Social … direi l’ Inglese … ma anche solo prima del 1980 non sono più così sicuro.

      • Peucezio scrive:

        In effetti il mmeh pugliese è molto polisemico.
        Che poi non è altro che un mbeh con l’assimilazione centromeridionale (come “in bocca” che diventa mmocche).

        Però abbiamo anche il mmah, per esprimere stizza, e il , che in realtà è un nah, di origine greco-bizantina, per esprimere stupore (in qualche caso misto a ironia e rimprovero), ma anche per porgere un oggetto, che corrisponde cioè più o meno al to’ toscano (< TŎLLE, imperativo di TOLLĔRE).

  26. Moi scrive:

    FINALMENTE

    Un trattato esaustivo sul termine “Girasugo” … usato molto dalla Woke che abolirebbe il Suffragio Universale per non far più governare la Destra.

    https://www.dunningkrugercafe.it/il-girasugo/

    • Moi scrive:

      Lo avevo sentito dire solo da un tizio Toscano … credevo fosse un Toscanismo.

    • Moi scrive:

      Questo sito incarna perfettamente tutti i pregiudizi di Destra sulla Sinistra elitista che disprezza il popolino ignorante … solamente che dà tutto per positivo.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “https://www.dunningkrugercafe.it/il-girasugo/”

      Carino!

      Poi in queste polemiche, si prendono di mira i casi più assurdi – che esistono – per delegittimare categorie intere. Come sempre e da tutte le parti.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “Girasugo”

        Ecco dove l’anticomplottista si dà mostruosamente la zappa sul piede:

        “La definizione arriva dai social, dai quali lo stesso girasugo attinge la conoscenza e da il meglio di se elargendo spiegoni più contorti del filo delle cuffiette quando escono dalla tasca. In particolare da un meme del quale sinceramente non saprei nemmeno risalire all’origine per citarne l’autore (se sei tu e stai leggendo, fammelo sapere!). Il pannello ritrae un Bill Gates col sorriso da cospiratore pedosatanista democratico strafatto di adenocromo e viene fatto notare come lui, Bill, con la sua intelligenza e i suoi miliardi sia riuscito a comprare il silenzio di tutti tranne il tuo, che nonostante la cosa più complessa che sai fare sia girare il sugo col mestolo (“la cucchiara”) lo hai sgamato (probabilmente con un link su Facebook, mentre cagavi).”

        Allora, l’Anticomplottista dice che i social trasformano le persone in zombie che vivono di link su Facebook. Poi deride quello che (su Facebook) dice che Bill Gates è demoniaco.

        La derisione è meritata. Ma l’Anticomplottista inveisce sull’unica persona che si accorge che si accorge, in modo buffo, infantile, contraddittorio, del vero problema. Su cui l’Anticomplottista tace.

  27. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Cim ento mio: la realtà supera la fantasia. Le bufale guerrafondaie non conoscono limiti.

    L’ultimo giapponese
    Di Marco Travaglio

    L’altra sera mi mozzicavo i pugni per non poter fermare le rotative mentre Federico Fubini, a Otto e mezzo, sconvolgeva il mondo con uno dei suoi scoop: “I russi non hanno più i mezzi corazzati, fanno gli assalti coi motorini sotto i droni, mandano i muli nelle retrovie” e “sono ridotti a tal punto che in Jacuzia c’è il programma ‘Cambia Vita’ rivolto agli homeless, che sono tutti alcolizzati, per entrare nell’esercito… Non è vero che l’Ucraina sta perdendo”. Ora, Fubini è non solo il vicedirettore del Corriere (che peraltro gli rema contro raccontando che “Kiev è a corto di Patriot e i missili russi bucano le sue difese”, “i russi sono cinque contro uno”, “50 mila russi per sfondare a Sumy: rischio offensiva estiva su tre direttrici”). Ma è anche la punta di lancia della famosa Task Force europea anti-fake news: quindi ogni sua parola è vangelo.

    Già sapevamo, grazie al Corriere e alle altre gazzette atlantiste, che da 39 mesi Putin e l’economia russa hanno le ore contate e le truppe di Mosca combattono “senza calzini”, “senza divise”, “senza munizioni”, “senza razzi”, “senza missili”, “con le pale del 1869” e “usano le dita come baionette”, mentre i chip dei carri armati li rubano da “lavatrici, refrigeratori e tiralatte elettrici”. Il che già faceva ben sperare, anche se non si capiva cosa aspettassero ad arrendersi. Ma ora che han finito anche i tank, sostituiti con motorini e muli, e soprattutto i soldati, quasi tutti morti (gli ucraini invece sono invulnerabili e dunque ansiosi di arruolarsi) e rimpiazzati con homeless ubriachi fradici, la speranza diventa certezza: abbiamo vinto. Resta solo da spiegare perché: 1) gli euro-vip vanno e vengono da Kiev progettando di inviarle altre armi senza averle e financo truppe, temendo un tracollo definitivo non per i russi, ma per gli ucraini (pretattica?); 2) l’Ucraina non s’è ancora ripresa le cinque regioni annesse dai russi e ha pure perduto le aree che aveva invaso a Kursk (una finta per disorientare il nemico?); 3) centinaia di migliaia di ucraini scappano dalla leva e dal fronte, mentre Mosca seguita a inviare truppe fresche (tutti clochard jacuzi avvinazzati a dorso di mulo o sul Ciao Piaggio?); 4) a reclamare garanzie contro future invasioni sono Zelensky e i Volenterosi, non Putin. Ma soprattutto: che bisogno c’è di buttare 800 miliardi per riarmarci fino ai denti indebitandoci fino al collo? Se la Russia è già ridotta ai motorini e ai muli con qualche superciuck contro un solo esercito, figurarsi come potrebbe affrontare i 32 della Nato invadendo l’Europa. Quindi sia chiaro: noi stiamo con Fubini, ultimo giapponese nella jungla. Spicciamoci a dichiarare vittoria e a metterla nero su bianco, prima che qualcuno ci ripensi. Così risparmiamo un sacco di soldi pubblici, ché lui fra l’altro ci tiene tanto.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Moi scrive:

      Si è tutti/e/ə 😉 un po’ Hiroo Onoda, in un mondo così rapidamente in cambiamento.

    • mondo parallelo scrive:

      https://youtu.be/hG9y2ltEWWI?feature=shared
      Non che le grandi spiegazioni pigliatutto non mi suscitino una certa diffidenza
      Però, avendo passato diversi mesi a studiare da geopolitico da bar, e avendo oramai una certa confidenza con molti degli argomenti messi in fila da questo Sannino, me li ritrovo comodamente tutti messi in ordine e impacchettati.
      Ma voler prendere tutte le supposizioni per buone mi sa che sia un po’ da creduloni.
      Bello però il gioco combinatorio.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mondo parallelo

        “combinatorio”

        Sì, ma visto uno visti tutti.

        Negli anni Cinquanta la sinistra pseudo-bordighiana attribuiva ogni male alle FODRIA, le Forze Oscure Della Reazione In Agguato (la formula, ironica, è di Zavattini).

        Oggi i simil-Rampini attribuiscono ogni male alle Autocrazie in lotta contro noi Democrazie.

        Le simmetrie più sono semplici, più sono generali e meno spiegano, perché ci si può adattare tutto e il contrario di tutto.

        E’ sentendo discorsi del genere che Marx una volta sbotto’ a dire di non essere marxista.

        Se parliamo di cosmologia, ancora ancora ci possono stare perché i dettagli sotto l’ammasso di galassie non interessano.

        Ma nelle guerre…tanto vale mettersi a prevedere i terremoti. È più serio. Troppi fattori in gioco.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

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