Camicie nere in San Frediano!

L’altro giorno, i residenti del nostro rione hanno trovato attaccati negli androni dei loro palazzi, un minaccioso messaggio:

“«Oggetto: Eventi Gucci in data 14 e 15 maggio 2025 – informazioni riservate per i residenti. Gentili residenti, siamo lieti di condividere con Voi, in via strettamente confidenziale, che il nostro cliente, Guccio Gucci S.p.A., organizzerà una serie di eventi e riprese cinematografiche a Firenze in data 14 e 15 maggio 2025, che, interesseranno diverse aree della città e anche alcune aree del quartiere Santo Spirito, tra cui Piazza Santo Spirito, Via delle Caldaie, Via Sant’Agostino e Via Mazzetta.”

Poi, in via strettamente confidenziale, dei perfettamente sconosciuti ci informano che noi che qui ci viviamo, non potremo girare per il nostro rione in quei giorni, ma non dobbiamo dirlo a nessuno.

Quelli che ci vietano di andare in giro per il nostro rione si chiamano Enic, che non è una nuova forza di polizia municipale. Anzi, secondo il loro sito

“Dal 1964 siamo un’azienda leader nel settore dell’organizzazione di eventi.
Realizziamo e interpretiamo con cuore e passione ogni tipo di evento”

Non ho una particolare simpatia per Gucci, ma nemmeno una particolare antipatia. Facessero pure gli eventi… ma non accetto che sia una ditta privata che decida, con cuore e passione, dove posso andare e dove no.

Il Partito Unico avrà pure salvato Firenze dalla Marea Nera, ma per favorire la grande impresa privata non ha consultato chi abita nel Rione, non ha fatto alcuna delibera nota ai cittadini, ed è uscito all’ultimo momento pure con un comunicato con cui annuncia che Gucci valorizza Santo Spirito. Che senza Gucci, l’Oltrarno sarebbe i’ Brònchesse.

Non esiste, pare, alcun documento del Comune che vieti ai cittadini di girare da quelle parti a piedi.

Oggi la zona era presidiata da un centinaio di Camicie Nere, stipendiate da qualche ditta privata.

Oggi, verso le 13.30, entro in Via Sant’Agostino, presidiato da un manipolo di Camicie Nere.

Subito mi si parano davanti, gesticolando e dicendo che lì non posso passare. Continuo dritto, sapendo che loro sanno che non possono mettermi le mani addosso. Cominciano a parlarmi in inglese, niente, e così mi seguono.

A quel punto, decido di fermarmi, a guardare con tutta calma la piazza.

La Camicia Nera addetta a pedinarmi mi dice,

“qui non si può entrare”

“ma Lei è della polizia?”

“no”

“e allora Lei chi è?”

“Nessuno”

“Appunto!”

E tiro diritto.

La sera, torniamo in dieci.

Questa volta c’è la Digos e ci sono i Carabinieri e c’è la Polizia Municipale, a dare ufficialità alle Camicie Nere.

Bloccano tutte le persone normali, ma appena compare un catafalco nero, con dietro i vetri affumicati un autista vestito di nero, lo fanno passare.

Avanzo, e una signora della Polizia Municipale mi chiede,

“dove andate?”

Le dico,

“Dalla vinaia messicana di Borgo Tegolaio”.

“Vi accompagno, ma poi vi lascio con questi…”

“No, non vogliamo farci accompagnare da sconosciuti”.

E così lei ci accompagna lungo tutto il percorso vietato, proprio fino alla Vinaia Messicana, e le Camicie Nere si scansano vedendo la divisa.

Sussurro nell’0rrecchio all’agente di Polizia Municipale, “lei ha tutta la nostra simpatia!”

Arriviamo alla Vinaia, e ci prendiamo tutti un Gottino da un euro: il giornalista del Corriere, quello noto come di estrema sinistra e quella che si era candidata con i Fratelli d’Italia, e brindiamo tutti insieme. Paga per tutti l’estremista di sinistra.

Poi dobbiamo ritornare… E così decidiamo di entrare da un’altra parte, dove troviamo soltanto le Camicie Nere, senza poliziotti per confondere le acque.

E penso che sono tutti giovani maschi pagati una miseria per sopraffare gli altri, potrebbero essere tutti mio figlio – la tragedia è che quando ci sono le guerre, noi della fanteria riusciamo solo a colpire piccoli fanti con noi, i generali non riusciamo mai ad ammazzarli.

Questa volta ho però davanti una transenna, e non solo una Camicia Nera.

Mi ci metto davanti, aspettando l’occasione.

A un certo punto, una Camicia Nera ci ordina, “fate passare la signora!“, che è qualche gucciana alle mie spalle. E apre la transenna. Invece di scansarmi per far passare la signora, entro io.

E mi trovo addosso un’orda di Camicie Nere, cui chiedo, “Lei chi è?”, e visto che non mi rispondono vado avanti lo stesso. C’è un Capo Camicia Nera che urla in qualche infoattrezzo, “chiamate la Digos!”

Continuo a camminare, e siccome le Camicie Nere sperano che io almeno tiri dritto, decido invece di svoltare nella piazza. Mi si parano davanto, bloccandomi con le mani, e dico,

“se mi mettete le mani addosso vi denuncio!”

Che poi è complicato, se io tiro dritto, sono io che metto il mio corpo addosso alle loro mani, è reato?

Compare il proprietario di un bar, che conosco, e che ha avuto un risarcimento di Gucci, e che mi dice con fare disperato, “Miguel, ma che fai?“, e un po’ mi dispiace, perché è una persona che so che cerca di essere giusto in un mondo di miserabile disonestà.

In quel momento compare la stessa agente di polizia municipale che ci aveva accompagnati dalla Vinaia Messicana, e mi prende per mano.

E scoppiamo a ridere, e lei mi guarda dritto negli occhi e senza che io le avessi chiesto nulla, mi dice “io mi chiamo…” e mi dice nome e cognome.

Solo dopo, mi chiede, “e tu, come ti chami?”

E le dico,

“Miguel Martinez, e te lo dico volentieri perché non mi hai chiesto un documento”

E tenendoci sempre per mano, io le racconta la mia storia, e scopriamo insieme i comuni amici, e le storie del rione, e cerco di risparmiarle la giustificazione, “questo è il mio lavoro, lo devo fare“.

Sotto casa, in un luogo dove non si può sostare ma non crea problemi a nessuno, trovo parcheggiato il centesimo catafalco nero con scritto, “Gucci”. E mi vendico.

Batto forte con le dita sul finestrino, e il guidatore vestito di nero mi urla,

“che c… vuoi, sono in emergenza!”

“ma questo è un posto dove è vietata la sosta”

“Che c… vaff… “

“Non si preoccupi, chiamo i vigili…”

Un minuto dopo, l’autista mi guarda con la faccia dello schiavo universale, e mi dice,

“hai vinto, sei contento, me ne vado?”

Anche lui, un fante nella guerra dei ricchi contro il mondo.

Ah oggi, c’è una donna magrissima e triste, che mi bofonchia qualcosa per chiedermi dei soldi.

E poi dice,

“almeno con questo caldo, posso prendere un po’ di sole!”

Tiro fuori la bellezza di 25 centesimi e glieli metto in mano, e poi le chiedo,

“Come ti chiami?”

E la miserabile si trasforma, mi guarda negli occhi, e mi stende una mano forte in fondo a un braccio fragile fragile, e mi dice,

“Serena!”

“Io sono Miguel!”

E ci sorridiamo, e aggiungo lei, e l’agente di polizia municipale, alle innumerevoli persone che vorrei incontrare ancora.

Che assieme, potremmo costruire mondi di meraviglia, se solo sapessimo, delicatamente, uscire dai nostri mondi di maledizione.

Questa voce è stata pubblicata in esperienze di Miguel Martinez, Firenze, imprenditori, urbanistica e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

572 risposte a Camicie nere in San Frediano!

  1. Certo, fanno tutti il loro mestiere.
    Come considerò Luciano Bianciardi in uno scambio con Enzo Tortora[*], anche quel tale Lang che impiccò Cesare Battisti non faceva altro che il suo mestiere.
    Nell’impossibilità di abolirli, questi mestieri, resta sempre il piacevole dovere di deridere e di evitare chi li pratica.

    [*] “Il mostro Valpreda, messo alle strette dagli inquirenti, si rotola per terra nella cella schiumando bava e sangue” (1970, su “La Nazione”).

  2. roberto scrive:

    ma che genere di “evento” era?

    non voglio essere sempre controcorrente ma mi sembra che di cose tipo “chiudo quella strada perché c’é la maratona/la gara ciclistica/si gira un film” ce ne siano da sempre in ogni città (addirittura anche in Lussemburgo! addirittura anche il mio paesello ogni tanto chiude per qualcosa, ci è pure passato il tour de france!)

    nel mondo normale chi organizza l’evento lo fa informando con largo anticipo i residenti, creando il minor disagio possibile, per il minor tempo possibile, e, si ci sono sempre i cagacazzi che dicono “sono prigioniero in casa”, ma in genere funziona tranquillamente e i residenti si godono lo spettacolo in prima fila (il tour de france mi è passato praticamente davanti alle finestre!)

  3. roberto scrive:

    cioè questa cosa
    “informazioni riservate”

    nel mondo normale, civile…semplicemente non esiste

    nel mondo civile…il 31 maggio a lussemburgo c’è una maratona…per un giorno si chiude tutta la città al traffico, attraversare le strade è complicato e insomma “prigionieri a casa”

    ma da settimane c’è questo sito che informa del percorso

    https://www.vdl.lu/fr/visiter/loisirs-et-divertissement/fetes-foires-et-evenements/evenements-sportifs/ing-night-marathon-luxembourg

    e da settimane distribuiscono questi volantini
    https://www.vdl.lu/sites/default/files/media/ni/document/Depliant-ING-Night-Marathon-Luxembourg-31052025.pdf

    non sono informazioni riservate e si, per un giorno tutti fanno un piccolo sacrificio per condividere lo spazio con i maratoneti (dai grandi atleti al mio vicino di ufficio che corre la prima maratona a 50 anni suonati)

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “nel mondo civile…il 31 maggio a lussemburgo c’è una maratona…per un giorno si chiude tutta la città al traffico, attraversare le strade è complicato e insomma “prigionieri a casa””

      Ma anche da noi succede, ci sono diverse maratone ogni anno, regolarmente annunciate, con avvisi affissi ai muri sia dalla polizia municipale che dall’azienda dei trasporti.

      E quando c’è l’evento, c’è la polizia municipale con le sue auto che sbarra la strada, e i volontari vestiti da esseri umani normali che indicano la strada ai corridori.

      Senza manipoli di camicie nere che ti chiedono dove abiti o cercano di bloccarti fisicamente.

      • roberto scrive:

        immagino, è per questo che chiedevo che evento era

        • roberto scrive:

          era una cosa privata tipo quando vi hanno chiuso il pontevecchio?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “era una cosa privata tipo quando vi hanno chiuso il pontevecchio?”

            Ti ricordi? 🙂

            Sì, all’incirca

            • roberto scrive:

              Ah capisco…allora voto anche io per la soluzione del pitale di urina proposta da ros…semplice, elegante e storicamente accurata

              Come dimenticarsi del ponte vecchio? Ancora una cosa fatta ad minchiam, non vedo nulla di male nel fatto di affittare beni pubblici, vedo tutto di male nel farlo in quel modo

  4. Ros scrive:

    E’ in eventi come questi che gli estremisti ambientalisti situazionisti rompicoglionisti dovrebbero movimentarsi con taniche di piscio vecchio fermentato a benedire le cotonature delle ciofolone accarampanate d’entrambi i sessi.

    Al tuo posto avrei fatto assai peggio, mi sarei fatto bloccare e toccare con una mano e gliela l’avrei fracassata assieme al braccio per legittima difesa.

    Queste situazioni – assieme a tutti i “gucci” di questo mondo – riescono sempre a tirare fuori la mia piccola, nascosta, timida natura squadrista

    • Ros scrive:

      A un cornuto un cornuto e mezzo!☝️

      Bene dice la saggezza popolare

    • Peucezio scrive:

      Ros,
      “E’ in eventi come questi che gli estremisti ambientalisti situazionisti rompicoglionisti dovrebbero movimentarsi con taniche di piscio vecchio fermentato a benedire le cotonature delle ciofolone accarampanate d’entrambi i sessi.”

      Magari!!

    • Francesco scrive:

      Miguel

      che ha grande umanità e sprazzi di saggezza, è consapevole che le Black Shirts potrebbero essere tutti figli suoi

      tu c’hai il patentino per il lancio di precisione della tanica di piscio raffermo sul Generale Gucci o spari alla Bomber Harris? ‘ndo cojo cojo e va bene così?

  5. Ros scrive:

    L’ importante in questi casi e fargli andare in vacca e polemiche l’evento;

    Il loro vino deve diventargli aceto.

    Il loro nome e brand annegato dagli insulti.

    la prossima volta i generali gucci ci penseranno bene se non conviene loro meglio dis’ostentare tali decadenti froscenze in qualche nascosta e privata catacomba

  6. Ros scrive:

    C’è modo e modo di organizzare un evento, quello di mettere in giro una squadraccia privata di grisi e nibbi pagati da un don Rodrigo Gucci per impedire ai cittadini di recarsi ove gli pare nella loro città non sembra il migliore.

    Queste limitazioni al libero movimento in spazi pubblici dovrebbero essere esclusivamente di competenza alle forze dell’ordine ufficiali.

    Sa un poco di snob e spocchiosa soperchieria classista in questo modo.

    • Francesco scrive:

      più che sapere è una soperchieria bella e buona! per questo gestirei con molta attenzione la lotta contro di essa

      i soperchi pagano fior fior di professionisti della comunicazione!

      • Corpo umano scrive:

        La lotta contro la soperchieria

        Ed ecco un gatto nero
        Che mi sbarra il sentiero
        Mi fermo o vado avante
        Come ardito passante
        E mi prendo la briga
        D’una tragica sfiga?
        Se solo fosse bianco
        Gli passerei di fianco
        Dicendo “caro gatto
        Ora facciamo un patto
        Scegliti la tua via
        Ch’io mi scelgo la mia”
        Ma invece è proprio nero
        feroce e battagliero
        Quindi cedo allo smacco
        Tremante e giro il tacco
        Mi sposto sul sentiero
        Che passa parallelo.

        Bah, non so se aggirare sia proprio il sistema giusto.
        Ci sarebbe da tenere in considerazione lo storico Peter Turkin che io però non ho letto.
        Le classi medie non sono il volgo di una volta. Se vogliono, essendo istruite, possono creare un sacco di problemi ai potenti.

        • Corpo umano scrive:

          https://www.greenme.it/ambiente/agricoltura/primo-interamente-biologico-mondo/
          Comunque, mi dispiace dirlo, penso che le città abbiano i giorni contati
          I centri storici si sgretolano. Tempo al massimo un secolo e rimarranno solo rovine
          E poi il turismo è un tipo di economia che richiede molta energia fossile.
          Viaggi low cost. Niente. Finito.
          Kelebekiano
          Come dice Winston “Guarda che”
          In India hanno già capito tutto

          Il Sikkim, in India, è il primo stato interamente biologico al mondo: ha eliminato fertilizzanti chimici e pesticidi.
          Nel cuore dell’Himalaya indiano, incastonato tra Bhutan, Nepal e Tibet, esiste un piccolo stato che rappresenta un vero esempio di rivoluzione verde: si tratta del Sikkim, il primo territorio al mondo ad aver adottato una politica agricola interamente biologica. Dal 2016, ogni angolo dei suoi oltre 7.000 chilometri quadrati è libero da fertilizzanti chimici e pesticidi, rendendolo un modello per la sostenibilità ambientale e un nuovo punto di riferimento per il turismo responsabile

          Quindi prendi su il tuo biciclone e pedali fino ad arrivare in India.
          Così potrai dire di essere stato un vero turista e di aver visto qualcosa di utile
          (Oggi son rotto, me lo sento)

          • Corpo umano scrive:

            https://youtu.be/emGCq9mMkjY?feature=shared

            La storia di Camillo ol camaleonte.

            Storia di confini verdi e rossi

            Ma non neri….nel senso delle camicie.

            Forse non c’entra o forse si.
            È un raccontino decisamente Fuzzy.

          • firmato winston scrive:

            @fuzzy:
            “Comunque, mi dispiace dirlo, penso che le città abbiano i giorni contati
            I centri storici si sgretolano. Tempo al massimo un secolo e rimarranno solo rovine”

            Sarebbe, o sara’, un bel botto!

            Comunque non e’ vero che dispiace, i catastrofisti si nutrono di queste aspettative, ci godono, altrimenti gli toccherebbe trovarsi un lavoro. 🙂

            Riporto da le scienze, l’ultimo numero:
            “Ai giorni nostri, circa 4,6 miliardi di persone vivono nelle città, il 57 per cento della popolazione mondiale. E secondo le previsioni delle Nazione Unite arriveranno al 68 per cento entro la metà del secolo. La popolazione urbana ha superato quella rurale nel 2007.”

            Uno dei problemi del nostro tempo e’ che aggiungiamo continuamente nuove infrastrutture, su spinta delle lobby dei progettisti, dei costruttori e dei manutentori, che cosi’ si assicurano un guadagno a vita natural durante (se notate, e dovreste notarlo, vengono promulgate in continuazione nuove norme costrittive per le manutenzioni* – prima dell’esplosione delle tasse locali come ricordava Peucezio le strade si riasfaltavano quando avevano delle buche cosi’: oggi si riasfaltano strade perfette per dar luogo alle manutenzioni programmate, e una buca fa scandalo epocale nello sciacallaggio dei media ormai tutti scandalistici-catastrofistici – e i comuni rendono edificabili ogni anno nuove porzioni del loro territorio per cominciare ad incassare l’imu sul terreno edificabile, visto che il governo centrale gli ha tagliato i fondi in cambio della facolta’ di nuova imposizione fiscale locale***).

            A forza di aggiungere cose, “come se non ci fosse un domani”, prima o poi non si riuscira’ piu’ a star dietro a tutto, neanche impazzendoci sopra (il problema sara’ drammatico per le sparute nuove generazioni dei luoghi, come il nostro, in repentino calo demografico**), e in particolare in Italia dove abbiamo millenni di accumulo di capitale artistico-architettonico da manutenere e sempre piu’ per obbligo di legge…

            Sull’ultimo numero di le scienze dove si tratta di uno dei piu’ antichi insediamenti “cittadini”, c’e’ questa premessa:

            “Ai giorni nostri, circa 4,6 miliardi di persone vivono nelle città, il 57 per cento della popolazione mondiale. E secondo le previsioni delle Nazione Unite arriveranno al 68 per cento entro la metà del secolo. La popolazione urbana ha superato quella rurale nel 2007.
            Solo poche migliaia di anni fa, però, gli esseri umani (pochissimi) vivevano ancora di caccia e raccolta, riuniti in piccoli nuclei che conducevano un’esistenza nomade. Con la fine dell’ultima glaciazione e l’origine dell’agricoltura, alcuni gruppi abbandonarono la vita nomade per fondare piccoli insediamenti sedentari dove i terreni fertili, la vicinanza di fonti d’acqua e la ricchezza di risorse garantivano cibo in abbondanza e per lunghi periodi. Fu in quegli embrioni di villaggi che ebbe inizio la domesticazione di pecore, capre, bovini, e nacquero i primi germogli di società strutturata, in cui le persone cominciarono a dividersi ruoli e funzioni, mentre il baratto diventava la prima forma di commercio.
            Quando e dove quei villaggi si siano trasformati in città è materia di dibattito.
            Di sicuro tra le prime città ci furono i grandi centri abitati della cultura di Cucuteni-Trypillia”

            En passant sembra che attorno al 1200 aC un “raffreddamento globale” locale abbia posto fine all’eta’ del bronzo delle zone prospicienti al mediterraneo orientale: le varie fonti che ne parlano (deficienti indottrinati alla moda attuale) fanno i salti mortali per non dire esplicitamente che il “cambiamento climatico” fu un raffreddamento, e che e’ il raffreddamento quello che maggiormente danneggia l’agricoltura in quanto col freddo niente evaporazione uguale niente pioggia uguale niente raccolti. Comunque, col crollo (per la goduria dei catastrofisti) delle rese agricole la prima cosa occorsa e’ stata, ovviamente, l’abbandono delle citta’: niente surplus agricolo, niente cibo, niente citta’. Le citta’ vivono di prelievo (spesso una vera e propria rapina travestita con metodi “oggettivi” e “democratici” fiscal-burocratici) sul territorio circostante, che tanto piu’ si estende quanto piu’ e’ affollata la citta’, fino a comprendere, oggi, l’intera superficie terrestre, per mezzo del gioco delle tre scatolette dell’economia, del debito e della finanza.

            Ma all’epoca la numerosita’ della popolazione, sia complessiva che cittadina, era una minima frazione di quella odierna…

            Ovviamente vale anche per Firenze, che all’epoca fu il centro della speculazione finanziaria e del prestito ad usura del mondo conosciuto (se non erro Dante stesso faceva lo speculatore e l’usuraio), e vale per i suoi abitanti passati, presenti e futuri, per cui perche’ ci si dovrebbe impietosire?

            Ci potete scommettere comunque che, in caso di crisi, tutti questi miliardi di persone non molleranno facilmente. Se le citta’ hanno prevalso e’ perche’ l’unione fa la forza, una comunita’ numerosa, gerarchizzata, organizzata e armata come e’ quella cittadina ha sempre avuto la meglio sul contado circostante. Anche in termini di voto democratico, attraverso il principio di maggioranza. Tranne in caso di fame vera generalizzata, appunto. Ma anche in quel caso, pensate a come la Mosca dei soviet comunisti risolvette il problema della carestia alimentare da lei stessa provocata ai tempi dell’holodomor ucraino… rapinandogli tutto con la forza poliziesca e militare e facendo morire prima loro di fame.

            Quindi, perche’ impietosirsi per i problemi delle citta’? Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso.

            * manutenzioni obbligatorie: anche il bonus del 110 per cento lo e’ stato: solo che a pagare non e’ stato chi ne ha goduto gratis, ma chi dovra’ sopperire con nuove tasse, obbligatorie, al buco fiscale provocato dai certificati di credito fiscale messi in circolazione per, sembra, 220 miliardi! In tre anni quasi il doppio di 50 anni di baby pensioni.
            ** decrescita demografica in italia: si sta avviando al camposanto la generazione dei baby boomers che nasceva al ritmo di un milione all’anno e quindi morira’ allo stesso ritmo una volta arrivata a fine corsa, a fronte di meno di 400 nascite all’anno attuali: fa un calo di 6 milioni di abitanti ogni dieci anni! Con o senza riempimento dei buchi da parte di frotte di migranti, sara’ un problema socio-economico enorme, auguri!
            *** imposte locali: prima dell’IMU le strade venivano asfaltate con il provento delle imposte sui carburanti e del bollo auto, come era giusto e ovvio, ora non piu’, i comuni devono arrangiarsi, e i proventi dai carburanti finiscono nel gorgo delle spese generali dello stato

            Del resto gia’ adesso abbiamo un debito pubblico di 50.000 euri pro capite neonati e stravecchi compresi, che fanno circa 150.000 euri a contribuente, 300 milioni delle vecchie lire… a contribuente

            Cosa potra’ mai andare storto? Godetevi la vita!

            • Corpo umano scrive:

              Winston
              Sono arrivato all’ottantesimo centimetro
              Veramente, non per presa in giro
              Non ho capito se mi dai ragione o torto
              Comunque.
              A me delle città non mi interessa punto.
              Ti ho messo uno splendido esempio di campagna sostenibile perché il contadino locale si ciba prevalentemente di miglio e di ortica, così pare.
              E questo non è catastrofismo.
              In Europa le catastrofi, benché evitabili, ce le andiamo a cercare non so perché.
              Boh.
              Io vado eh! Ho già la bici pronta.
              Arrivo tra un anno, se va bene.
              Non ricordo quanto tempo Marco Polo ci ha messo ad arrivare. Spero di riuscire a far meglio di lui.

              • Corpo umano scrive:

                Winston
                Senti cosa dice Chris Smaje antropologo contadino
                L’apocalisse in cui stiamo entrando, per quanto disastrosa, è una rivelazione o una scoperta di ciò in cui abbiamo sbagliato, e dobbiamo guardarlo senza battere ciglio se vogliamo evitare un disastro peggiore. Ciò su cui abbiamo sbagliato non riguarda fondamentalmente cose come il carbonio che immettiamo nell’atmosfera, i combustibili fossili che bruciamo, la carne che mangiamo, l’acqua in eccesso che utilizziamo o gli infiniti habitat e le specie selvatiche che stiamo annientando. Si tratta più di sintomi che di cause. Ciò su cui abbiamo sbagliato è la cultura. Ciò che abbiamo sbagliato è il nostro orientamento spirituale al luogo.

                L’Apocalisse di cui parla Smaje è evitabile.
                Ma l’Europa non la eviterà, perché ha un baco culturale riguardo al luogo.
                Non metto il link perché è lunghissimo e dopo ti lamenteresti per avertelo fatto leggere. Perché sei una piaga dolorosa e non ti va bene niente. Dico sul serio, non per ironizzare.
                🙂

              • firmato winston scrive:

                “Perché sei una piaga dolorosa e non ti va bene niente. Dico sul serio, non per ironizzare.”

                Ma ti rendi conto di quello che scrivi?
                Non sei molto simpatico, a sentirsi dire cosi’ viene solo da suicidarsi.

              • Corpo umano scrive:

                Winston
                Ben….piaga dolorosa, tradotto significa persona sempre insoddisfatta.
                Non vorrai mica suicidarti per questo?
                Tu mi attribuisci cose ben peggiori.
                Ti prescrivo un gelato al caffè.
                Quello proprio con la panna che galleggia nel caffè.
                Poi alle 17 c’è il tennis.

  7. Mauricius Tarvisii scrive:

    In pratica cominciano con una intimidazione pseudolegale, la cosa per cui le informazioni sarebbero “riservate”. E quindi diffuse coi volantini…
    Poi mandano dei tizi ad intimidire i residenti.
    Poi fanno intervenire le FF.OO. che evidentemente non hanno disposizioni precise.

    Immagino sia la cialtroneria che deriva dalla tracotanza.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      La cosa divertente che un Capomanipolo alla fine ha tirato fuori un’ordinanza del Comune. Il mio amico ha notato che mentre era interrotta sì la circolazione delle auto, non c’era scritto nulla a proposito dei pedoni. Per cui quando ha minacciato di denunciare, l’hanno fatto passare.

  8. paniscus scrive:

    “In quel momento compare la stessa agente di polizia municipale che ci aveva accompagnati dalla Vinaia Messicana, e mi prende per mano.
    E scoppiamo a ridere, e lei mi guarda dritto negli occhi e senza che io le avessi chiesto nulla, mi dice “io mi chiamo…” e mi dice nome e cognome.
    Solo dopo, mi chiede, “e tu, come ti chami?””—–

    …e poi ho scoperto che è anche la mamma di un mio ex-alunno di parecchi anni fa 🙂

  9. Ros scrive:

    Cioè gucci pucci et similia rusco🤔

    Cioè sti’ grand’uomini a quel che pare novi nobili d’aristocrazia medicea dei tempi di noiautri che ti faranno mai di rilevante onde volere coglierne cotanta importanza nella gerarchia piramidal sociale?

    Cotanta classe da mobilitarsi puramente la digos a piacimento privatizzandosi un quartiere.

    Cinturini, ciarpame e borsette pare!😳

    Cinturini e borsette; costo di produzione stimabile 10 euri costo di vendita 5000.

    Quindi ti forniscono lo status symbol agli arricchiti che altrimenti – vedi mai – che si so’ arricchiti non se ne avvede nessuno con le facce che hanno senza che si allicchettano come alberi di maggio di paccottiglia e perline griffate e cafonate.

    Borsette; e si sbuttana una delle città storiche più importanti del mondo smarchettandola a smerciatori di borsette manco fossero capi di stato, scomodando pure la digos.

    Signora mia che tempi!😲

    Cioè borsette aoh !!!

    Boh. Non mi capacito.

    Ed è capace che se vai a spulciare i conti della serva le squadraccie private son – chissà – pagate pure dalla stessa cittadinanza tramite qualche accroccio di pseudolegale imbroglio della giunta comunale.
    ca chisti non pagano mai un cazzo per noblesse oblige, favorucci e regalini e parte.

    Ma davvero si possono fare miliardi con ste’ troiate???

    Saint-Just! Saint-Just vedi d’occupartene tu che sono pure roba tua sti’ cosi!

    https://it.wikipedia.org/wiki/Kering

    “Kering S.A. è un gruppo internazionale del settore del lusso con sede a Parigi. Possiede marchi come Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta, Boucheron e Pomellato”

    https://www.today.it/economia/gucci-tasse.html

      • Miguel Martinez scrive:

        Gucci è letteralmente un marchio, un timbro con cui una ditta con sede a Parigi certifica che un certo oggetto gode dell’Aura del Rinascimento e dello Stile Italiano.

        L’oggetto in questione è prodotto da una catena di microditte cinesi a Prato e dintorni, che riescono a fare prezzi miracolosi facendo lavorare gli operai pakistani per quattordici ore al giorno (come minimo) sette giorni la settimana con contratti a tempo parziale. https://www.ilsole24ore.com/art/prato-distretto-cinese-abiti-low-cost-prolifera-la-criminalita-AH79cJU?refresh_ce=1

        Appena imparano la parola “sindacato” i pakistani vengono presi a manganellate da bande interetniche di cinesi e camorristi italogeni.

        https://www.abitipuliti.org/caso-montblanc-al-jazeera-sfruttamento-filiera-del-lusso/

        Ma recentemente, la finanza e l’ispettorato del lavoro hanno cominciato a fare ispezioni nelle ditte cinesi, i poveri cinesi hanno dovuto ridurre drasticamente le ore di schiavitù dei pakistani e quindi aumentare i prezzi alla ditta di Parigi, e così un’Eccellenza Toscana è entrata in crisi.

        • Ros scrive:

          https://www.abitipuliti.org/caso-montblanc-al-jazeera-sfruttamento-filiera-del-lusso/

          Bisogna pure comprendeli, poracci va’ ☹️

          Queste perline di vetro colorate a forma di suppellettili da scambiarsi coi zulu parvenu in cambio di euro a sacchi di migliaia non pare mica che possa altrimenti avere davvero un gran mercato in termini di ampiezza e diffusione e introiti.

          Ai ricchi veri solitamente l’educazione e il pelo nello stomaco vieta di buttare i soldi, vogliono roba buona vera non stampini.

          Restano parvenu zulu a debito scoperto, concubine zarre e truzze di sceiccame di Dubai con la tovaglia in testa?

          Zulu parvenu spesso e in realtà faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.

          Di simile bestiario non c’è ne poi così tanto in giro di solvibile da giustificare incassi miliardari.

          Alle stelline dello star system le perline colorate a griffa vanno obbligatoriamente date a gratis e condizione del venire poi sfoggiate a spasso dei Red carpet e servizi fotografici.

          Insomma, i soldi lordi da dove dovrebbero poi uscire se tocca pagarci un minimo se pur miserrimo di tasse e di operai?

          Come dovrebbero campare i settori del lusso facendo da lavanderia di denaro incognito pro terzi di Colombia?

          La chincaglieria delle perline a di detta loro esclusivo lusso pare un mercato invero arduo a percorrerlo da buoni cristiani.

          O così o si chiude la bottega e tocca tornare ad adulterare salami, bufala e vino.

          Quel che da rosiconi savonaroliani epaticiautofagi con l’ittero gialloverdin tignoso da sui nervi è che queste baracconate di Oz e quinte di cartone di ditte di pezzenti e pitoccame piene di buffi, debiti e pagherò poi s’atteggiano col cosiddetto volgo a salotto bene dell’aristocrazia mondana lion-massone-countryclub e condannino le imitazioni dei vucumpra’ che sono spesso fatte addirittura meglio.

          Che poi qualche zulu parvenu si indebiti accattandosi col rene sacrificato disparo le loro cianfrusaglie con lo stampino ostentantabile di fede e solo selezione sociale darwiniana.

          • Lucia scrive:

            “concubine zarre e truzze di sceiccame di Dubai con la tovaglia in testa”
            😃
            Però ne parlavo proprio ieri sera con amici (oggi è Männertag, festa nazionale…sti patriarcali 😉 poi però ad una “inchiesta” radiofonica se sarebbe giusto istituire anche come festa nazionale il Frauentag, tutti sono ovviamente d’accordo eh), peccato che il velo sia considerato simbolo religioso, e di una in particolare suore a parte. Sarebbe bello un mondo dove, così come qualche volta al mese ci si mette una minigonna, una/due volte si ha voglia di mettersi uno sciccosissimo velo sgargiante indonesiano o, se si è un po’ depresse, qualcosina di scuro modello Teheran ’83

            • roberto scrive:

              Lucia

              “Männertag”

              Oggi sono da mia moglie a baden baden e qui lo chiamano Vatertag….è festivo perché cade sempre il giorno dell’ascensione

        • Miguel Martinez scrive:

          “«Serve una forte volontà politica d’intervento – spiega Fabia Romagnoli, presidente designata di Confindustria Toscana nord – ma prima di impostare qualunque strategia occorre riconoscere l’eccezionalità dei fenomeni migratori a Prato». Quasi 50mila cinesi stimati, di cui almeno 15mila clandestini, 5mila aziende cinesi, per l’85% impegnate nell’abbigliamento low cost e per l’85% nella forma di ditta individuale che permette di essere chiusa e riaperta nel giro di un giorno, per sfuggire ai controlli e alle sanzioni. ”

          https://www.ilsole24ore.com/art/prato-distretto-cinese-abiti-low-cost-prolifera-la-criminalita-AH79cJU

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ros

      “Borsette; e si sbuttana una delle città storiche più importanti del mondo smarchettandola a smerciatori di borsette manco fossero capi di stato, scomodando pure la digos.”

      Ogni tanto mi diverto per scherzo ad andare in giro con una bellissima sporta della spesa con il logo e il nome ben in vista della SAN NICCOLO’ LUXURY REAL ESTATE (regalatami da un’amica che ci lavora).

  10. Corpo umano scrive:

    Oh, che bella denominazione.
    Gli arricchiti

    Come sono infelici
    Senza salde radici
    Come sono lontani
    Come freddi marziani

    Con i visi rifatti
    Ricoperti di cere
    Sembran proprio i ritratti
    D’un cadente sedere

    Si abbia un poco di considerazione per la condizione infelice dell’arricchito.
    È uno che ha speso una vita per ritagliarsi una finta identità.
    Gli si assegni una lauta pensione direi mille lire al mese, così potrà finalmente riposare dalla fatica di essere ricco.

  11. Val scrive:

    Bravo Miguel, apprezzo davvero la guerriglia contro questi prepotenti. A volte essere rompicoglioni è divertente, il più delle volte è psicologicamente costoso (a volte può essere costoso e basta, se ti prendi una manganellata o una multa, ma sorvoliamo), quindi hai la mia solidarietà.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Val

      “Bravo Miguel”

      Grazie!

      • Lucia scrive:

        Condivido ringraziamento di Val

        Ed ora, buon Männertag a tutti!

        • Ros scrive:

          Lucia: “Ed ora, buon Männertag a tutti!”

          Ma grazie😀

          Ma allora noi masculi non siamo visti all’unanimità quali tutti burini villani narcisi patrigni viulenti ed affini?😀

          Che non siamo insomma una schifezza para para dove ci si piglia piglia!

          Mi pareva fossimo – qua e la – pure tapini e meschini calpesti e derisi pur se un poco narcisi tristanzuoli e pisquani ma come i biscotti:
          brutti ma buoni!

          Ora ci aspettiamo che la L’Oréal Paris includa nel claim pure a noi altri paria meschini:

          https://www.youtube.com/watch?v=fSfr6ge7lmM&t=11s

          Ebbene PURE IO VALO!!!😎

          La L’Oréal Paris sappia che pur’io valo e mi lavo e la pelle mi curo;
          e lo dicono nientedimeno che a Trinidad e Tobago, Giamaica, Australia, India, Stati Uniti, Singapore, Malta, Sudafrica, Ungheria, Irlanda, Ghana, Austria, Canada, Danimarca e Liechtenstein👆

          Segnamoci i buoni

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ lucia

          “a tutti”

          In che paese?

          So che esiste una ‘festa del maschio’ in Islanda.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Ros scrive:

            “In che paese?”

            Trinidad e Tobago, Giamaica, Australia, India, Stati Uniti, Singapore, Malta, Sudafrica, Ungheria, Irlanda, Ghana, Austria, Canada, Danimarca e Liechtenstein

            https://de.wikipedia.org/wiki/Internationaler_M%C3%A4nnertag

            “Secondo gli organizzatori, la Giornata internazionale degli uomini serve a identificare la discriminazione di uomini e ragazzi nei settori della salute, del diritto di famiglia, dell’istruzione e dei media, nonché a riconoscere i loro risultati positivi e il loro contributo”

            • Promuovere i modelli maschili; non solo le stelle del cinema e gli atleti, ma anche i lavoratori ordinari che conducono una vita decente e onesta.

            • Celebrare il contributo positivo degli uomini nei settori della società, della comunità, della famiglia, del matrimonio, dell’assistenza all’infanzia e dell’ambiente.

            • Concentrati sulla salute e il benessere degli uomini in termini sociali, emotivi, fisici e spirituali.

            • Evidenziare la discriminazione contro gli uomini nei settori delle prestazioni sociali, dell’atteggiamento e delle aspettative sociali e della legge.

            • Migliorare il rapporto di genere e promuovere l’uguaglianza.

            • Creare un mondo più sicuro e migliore in cui gli uomini sono al sicuro e possono raggiungere il loro pieno potenziale.

            sono tutto commosso😚😘

  12. Corpo umano scrive:

    https://italy.news-pravda.com/world/2025/05/20/187816.html

    Che goduria scoprire che esiste ancora la Pravda.

    Nessuna notizia su Ansa del nuovo blackout in Spagna. Ma la Pravda è subito sul pezzo.
    Si, perché ci vuol sempre il lato nascosto della luna. Infatti è tonda, non piatta.

    • Corpo umano scrive:

      https://www.rainews.it/articoli/2025/05/nuovo-blackout-in-spagna-linee-telefoniche-in-tilt-ad-aprile-il-primo-caso-fb5d882d-98c8-4f91-b645-46ff5a71e62b.html

      Era un guasto alle linee telefoniche.
      Ma si, dai, anche la rai è stata diligente.
      Qualche notizia a tutto tondo arriva, nonostante tutto.
      Comunque, società tecnologica verticistica, basta un blackout e sprofondi nella preistoria.
      Peggio del Covid.

      привет

      • Corpo umano scrive:

        https://italy.news-pravda.com/world/2025/05/21/188344.html
        Kelebekiani
        Mi dispiace per il centro storico, perché in fondo il territorio è una delle cose più importanti di cui bisognerebbe aver cura, ma insomma, cambio argomento, perché la Pravda mi informa che Israele è pronta per attaccare l’Iran.
        E non è una delle solite presunte bizzarrie di
        Nethanyau. Israele senza gli Stati Uniti non muove neanche una paglia.
        Alla fine dei conti di Trump non ci si è capito un accidente e resta un mistero.

        • Corpo umano scrive:

          Ma non è tanto la persona di Trump. È che lo strattonano da tutte le parti.
          Gli Stati Uniti sono un Impero allo stadio terminale. Nell’isteria collettiva può succedere di tutto.
          E dell’Europa non ne parliamo.
          Siamo alla parabola dei ciechi
          (Forse)

          привет

          • Corpo umano scrive:

            Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!»
            (Matteo apostolo ed evangelista)

            • MOI scrive:

              “Mé, a la tô etè a saltava i fùss par la lónga !”

              Scusate … non ho resistito a fare l’ Umarell della situa ! 😉

              • MOI scrive:

                “SALTÈVA” … “è”.

                … Lo Sbagliatore Automatico colpisce ancora.

                😄

              • Corpo umano scrive:

                I fossi per il lungo

                Quando il fosso era qualcosa di significativo.
                C’erano dei fossi pieni di rane, libellule ecc che erano uno spettacolo a vedersi.
                Lungo il fosso correvano dei vigneti.
                Io da bambino, nelle mie prime escursioni territoriali, seguivo con lo sguardo i fossi e mi domandavo dove andassero a finire.
                привет

              • Corpo umano scrive:

                Non riporto il link perché sarebbe un articolo a pagamento che sfuma gentilmente dopo poche righe
                Comunque con un becero espediente sono riuscito a visualizzarne una buona parte.
                E quindi India Pakistan sono in tregua, ma l’India porta avanti dei piani per aumentare la deviazione dell’acqua dal sistema idrico dell’Indo. Acqua che è vitale per il Pakistan.
                Delhi sta accelerando progetti come raddoppiare la lunghezza del Ranbir Canal potenzialmente più che triplicando il prelievo d’acqua. Da 40 fino a 150 metri cubi al secondo.
                In più è previsto un aumento dell’energia idroelettrica a Jammu e Kashmir da 3,360 MW a 12,000 MW tramite costruzione di ampie dighe senza precedenti nell’Industria system.
                Insomma, per farla breve, è una guerra, provvisoriamente in tregua, per l’acqua.
                E questi sono i limiti. Mica brustoline.

              • Corpo umano scrive:

                Indo System
                E si che avevo anche corretto il correttore.

  13. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Segnalo un interessante articolo del ricercatore massone, Silvano Danesi, sul recente viaggio di Carlo d’Inghilterra a Ravenna.

    https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/23740-sua-maesta-a-ravenna.html

    • habsburgicus scrive:

      Ravenna è zona SUA…..
      quindi, se per caso ci legge, che il grande e rimpiantissimo Z ci faccia l’onore di tornare una tantum a dirci la sua sulla questione…
      poi, se proprio non ci sopporta (per colpa nostra, eh !) potrà nuovamente e con tutta serenità mandarci a quel paese in saecula saeculorum !

      • habsburgicus scrive:

        conoscevo Giordano Gamberini e sapevo che era un cosiddetto “vescovo” della fantomatica “chiesa gnostica”..ignoravo che fosse valdese ma avrei dovuto arrivarci, mea culpa (i valdesi sono fanatici nemici del Cattolicesimo e da sempre sono “pappa e ciccia” con le logge)….
        GG fu una delle persone più importanti d’Italia (molto più dei transeunti e spesso imbecilli politici, che non contano nulla :D) pur essendo ignoto ai più e forse proprio per questo
        il suo fanatismo anticristiano (anticattolico) era leggendario e, purtroppo per l’Italia, tutto quello per cui operò si realizzò e anche di più..in questo GG, vissuto oltre un secolo, può vantarsi di aver vissuto pienamente….immagino che nessuna gioia sia stata più grande per lui che vedere l’autodemolizione di quella che fu la possente e gloriosa, e financo temibile dal punto di vista massonico, Chiesa cattolica ancorchè nell’anticlericale Ravenna da molti e molti decenni i credenti siano irrilevanti

  14. roberto scrive:

    OT

    una cosa che farà stare simpatica la commissione europea agli antiimmigrazionisti e che invece me la rende invisa

    conoscete probabilmente il meccanismo dello “stato sicuro”: in soldoni, abdul chiede asilo, ma l’asilo gli viene negato se può aver protezione in uno “stato sicuro”

    ora la commissione propone di cambiare la regola nel senso che

    – non sarà più necessario un collegamento fra la persona che chiede asilo e lo stato sicuro (eh!?! )…basterà un accordo fra UE e stato. quindi un afghano che arriva in italia potrà effettivamente esser mandato in tunisia o albania se l’UE avrà concluso un accordo con questi stati (non vale per i minori)
    – il transito attraverso uno stato sicuro crea il collegamento fra richiedente asilo e stato terzo (cioè se passo dalla tunisia, lo posso rimandare in tunisia…)
    – le contestazioni contro le decisioni amministrative non hanno espetto sospensivo…mando moqtar in albania e la resta finché si svolge il processo in italia

    https://home-affairs.ec.europa.eu/news/commission-proposes-facilitate-application-safe-third-country-concept-2025-05-20_en

    l’avrebbe potuta scrivere salvini sta roba (se sapesse scrivere)….

    • roberto scrive:

      e questo è il testo che inizia con la parola “holistic”…uno di quesi segnali che ti fa capire che seguirà un mare di cazzate

      https://home-affairs.ec.europa.eu/document/download/2a052deb-ee05-43fe-8d65-afd9de206f42_en?filename=Proposal-for-the-application-of-the-%E2%80%98safe-third-country%E2%80%99-concept_en.pdf

    • Peucezio scrive:

      Mi sa che tira un’aria che va un po’ in quella direzione.

      Un minimo di controllo delle frontiere gli stati devono pur esercitarlo.

      Il problema è come gestisci il calo demografico.
      Un mondo abortista, antinatalista, antifamilista, che vive solo in funzione delle pretese degli omosessuali e trans mi chiedo coem pensa di perpetuarsi senza immigrazione.

      Il problema semmai è la selezione.
      Perché scegliere islamici (con l’impatto culturale che hanno) o più in generale persone di etnie che statisticamente commettono in media più reati quando si può fare un filtro?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Un mondo abortista, antinatalista, antifamilista, che vive solo in funzione delle pretese degli omosessuali e trans mi chiedo coem pensa di perpetuarsi senza immigrazione.”

        Milano deve essere un luogo strano… a Firenze non conosco nessun “abortista, antinatalista, antifamilista” che abbia come unico scopo vivere “in funzione delle pretese degli omosessuali e trans”

        Conosco invece un sacco di donne che vogliono avere un lavoro prima di fare il primo figlio; che hanno paura di perdere lo stesso lavoro se fanno un figlio; che non riescono a trovare un monolocale in affitto, figuriamoci uno spazio per far crescere una famiglia intera; che si accompagnano a uomini che hanno paura di perdere il lavoro in qualsiasi momento.

        Ergo il primo figlio a 40 anni, poi la menopausa. Ma manco un pensierino ai trans, a differenza di voi milanesi che evidentemente non avete invece i problemi di cui sopra.

        • Peucezio scrive:

          Ma io sto parlando delle politiche degli stati europei, non della gente comune.

          Se appunto ci fosse una politica seria a favore della natalità, con veri incentivi, le cose cambierebbero.

          • Peucezio scrive:

            Ma non si fa per ragioni ideologiche.

            E cioè perché le élite di potere occidentali sono nichiliste, perseguono un cupio dissolvi, vogliono l’estinzione della specie, perché in fondo sono naturaliste, ritengono l’uomo un fattore inquinante e da eliminare nell’ecosistema globale.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “E cioè perché le élite di potere occidentali sono nichiliste”

              Tu dici che il primo pensiero del presidente del Consiglio di amministrazione della Blackrock, Laurence Fink, quando si sveglia la mattina, è come estinguere la specie umana?

              E per questo gli azionisti lo pagano $26,939,474 l’anno? https://aflcio.org/paywatch/highest-paid-ceos?industry=All&state=All&sp500=1&combine=&page=2

              Di persona non lo conosco, quindi la tua ipotesi vale la mia.

              • Peucezio scrive:

                Gli azionisti sono deficienti per definizione: delegano a qualcuno pensando faccia il loro interesse.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Gli azionisti sono deficienti per definizione: delegano a qualcuno pensando faccia il loro interesse.”

                Cioè i dirigenti delle banche che decidono di investire i soldi che hanno in mano in un fondo come la Blackrock, sono deficienti, pensano che il signor Fink voglia fare i soldi, e invece il signor Fink sta solo pensando a come fare ecologia?

              • Peucezio scrive:

                No, i dirigenti delle banche, agli altissimi livello sono complici.

            • roberto scrive:

              peucezio

              “le élite di potere occidentali sono nichiliste, perseguono un cupio dissolvi, vogliono l’estinzione della specie,”

              scusami ma trovo sempre assurda questa idea…

              • Peucezio scrive:

                Io guardo ai fatti.

                I fatti sono un’ideologia antinatalista.
                Che viene trasmessa anche al “sud del mondo” e agli immigrati, quindi qui si va oltre la sostituzione etnica, si va alla sostituzione di specie: lasciamo il mondo ai bruti.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Io guardo ai fatti.”

                tu guardi *alcuni* fatti e ne trai delle conclusioni piuttosto singolari

              • Peucezio scrive:

                Mi vuoi dire che in Occidente le classi dirigenti sono portatrici di un’ideologia a favore della natalità?

              • habsburgicus scrive:

                Mi vuoi dire che in Occidente le classi dirigenti sono portatrici di un’ideologia a favore della natalità?

                in Francia, pur massonica e radicale, sì, almeno sino a qualche anno fa…
                Roberto che vive a due passi dagli eredi dei Galli, saprà dirci se è ancora così e quale è la politica della natalità nel granducato e nell’ex-Reich (o Crucconia :D, fate voi)

              • roberto scrive:

                peucezio,

                come dice Habsb in francia sicuramente si, tra assegni di maternità, congedi parentali e vantaggi vari, fare figli *conviene*, al punto che una delle critiche che fa la destra populista è proprio il fatto che gli immigrati vivono di figli (…che non spiega perché i francesi gallici di figli ne fanno meno rispetto agli altri, ma sono populisti, non puoi chiedere troppo)

                idem per la germania, con una differenza: se in francia lo scopo è permettere alle madri di lavorare, in germania è quello di permettergli, anzi incoraggiarle a stare a casa.
                per dire, se fai un figlio hai diritto a stare a casa per *tre anni* mantenendo il posto di lavoro (sarà un caso ma delle colleghe di studio/amiche di mia moglie, praticamente tutte hanno fatto 3 figli restando a casa in pratica 10 anni)…in realtà questa cosa (elternzeit) per legge spetta a tutti e due i genitori, ma un po’ la pressione sociale ed un po’ il fatto che durante l’elternzeit guadagni una frazione dello stipendio, fa si che lo prendono più donne che uomini (leggo, 25% delle donne e 1,8% degli uomini prendono l’elternzeit
                https://www.destatis.de/DE/Themen/Arbeit/Arbeitsmarkt/Qualitaet-Arbeit/Dimension-3/elternzeit.html#:~:text=Frauen%20nehmen%20Elternzeit%20deutlich%20h%C3%A4ufiger,auf%201%2C8%20%25%20zu.)
                ovviamente l’elternzeit è accompagnato da assegni vari

              • roberto scrive:

                stendo un velo pietoso sul lussemburgo, che come mi direte è piccolo e ricco…comunque qui ci hanno dato soldi per comprare i pannolini, un premio in denaro per mia moglie che allattava…hai dei prezzi calmierati per le babysitter se i figli sono malati (attraverso una associazione, krankkannerdaheem)…il vero problema sono gli asili, ma in fin dei conti i prezzi sono in linea con gli stipendi, sono aperti dalle 7 alle 19.00 ed è difficile non trovare posto (capita ma devi essere un po’ sfigato)

              • roberto scrive:

                non parliamo del nord europa, dove è praticamente quasi una moda stare a casa con i figli con congedi parentali pure per i ministri

                taccio ovviamente anche dell’UE, nella quale il leitmotif è “conciliare lavoro e famiglia”

                quindi si, direi che le politiche in genere sono molto pro natalità

                probabilmente non lo sono abbastanza, perché comunque i soldi sono quellli, e probabilmente non lo sono ovunque…immagino che tu avendo la prospetiva italiana non te ne sia accorto, e niente di tutto questo è ovviamente valido per gli Stati uniti

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “probabilmente non lo sono abbastanza, perché comunque i soldi sono quellli, ”

                e forse non toccano il tema decisivo della casa. Che mica tutti accettano di partorire in una stalla tra il bue e l’asinello, poi scappare per lavoro in Egitto…

              • habsburgicus scrive:

                krankkannerdaheem

                il guaio è che, con un nome così, rischiamo di diventare malati prima noi, a pronunciarlo 😀

              • roberto scrive:

                habsb
                🙂

                ho scritto alla tedesca tutto attaccato, in realtà si scrive

                Krank Kanner doheem (malati bambini a casa)

              • roberto scrive:

                miguel

                “e forse non toccano il tema decisivo della casa”

                probabilmente, ma ammetto che per mia esperienza personale, tra i miei amici/conoscenti i problemi più frequenti erano “non ho i soldi per pagare l’asilo” “non trovo i posti in asilo” “non posso permettermi di perdere il lavoro” “non ce la faccio a lavorare 10 ore al giorno e ad occuparmi dei figli” “occazzo quanto costano i pannolini”

              • Peucezio scrive:

                Già, malgrado tutto sopravvive un certo stato sociale, diversamente dall’Italia, meglio così.

                Secondo me ci vorrebbero misure molto più drastiche, ma comunque meglio di niente.

              • paniscus scrive:

                “Io guardo ai fatti.
                I fatti sono un’ideologia antinatalista.”

                No, i fatti che riguardano la vita della normale gente comune non hanno niente di IDEOLOGICO, sono semplicemente dei fatti e basta. Ci sarà pure una minoranza che sbandiera attitudini narcisistiche e goderecce, come orientamento ideologico personale, ma appunto è una minoranza.

                Il motivo vero per cui gli italiani (o i cittadini dei cosiddetti paesi avanzati) fanno pochissimi figli, è appunto l’evidenza che, prima di poter fare un figlio, bisogna avere un lavoro stabile e avere un tetto da mettergli sopra la testa, a questo ipotetico figlio. Per cui, si fa il primo figlio a 35 o 40 anni, e anche se poi si cercasse di avere il secondo ci sono elevate probabilità che non riesca più (un sacco di gente è convinta che finché non si è in menopausa conclamata si sia sempre fertili, quando invece la fertilità diminuisce gradualmente già a partire dai 30 anni).

                L’ideologia c’entra pochissimo.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                io infatti parlavo dell’ideologia delle classi dirigenti, non della gente comune.

                La gente comune semplicemente è più o meno consumista.
                I poveri di un tempo figliavano e basta, oggi ci pensiamo mille volte perché siamo abituati a mille comodità e oltretutto vogliamo che le abbiano anche i figli.
                E viviamo la genitorialità come una responsabilità immensa, come una scelta ponderata, una cosa che deve coincidere esattamente col nostro percorso esistenziale di quel momento, il nostro senso di realizzazione personale (non è una critica, lo faccio anch’io, ma bisogna prenderne atto), mentre un tempo nessuno si poneva di questi problemi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “io infatti parlavo dell’ideologia delle classi dirigenti, non della gente comune.”

                Secondo me stai cogliendo diverse cose vere, per poi confonderle.

                Concordo abbastanza con quello che dici sui “poveri di un tempo” (poi la nostra comune amica Daniela, che ha fatto approfonditi studi demografici, avrebbe diversi puntini da mettere sulle “i”).

                Mentre credo che quando parli di “classe dirigente”, tu non abbia riflettuto su cosa stai dicendo.

                Io vedo che ci sono persone che hanno “più potere”.

                “Potere” è l’infinito del verbo, che alla prima persona fa “posso”.

                Io posso alzarmi la mattina all’ora che voglio perché non devo timbrare un cartellino (licenza poetica).

                Pino Mamet, che deve insegnare a scuola, non può.

                Pino Mamet, se il preside domani lo manda via, può fare ricorso e chiedere di venire pagato lo stesso.

                Io, che ho la partita Iva, non posso.

                Questo piccolo esempio ci dice già quanto sia difficile definire chi “può”.

                Generalmente, si associa a un insieme di cose: in primis i soldi che si hanno – io con i soldi che ho in banca, posso affittarmi una guardia del corpo per un paio di giorni. Elon Musk può affittarsi eserciti interi per decenni.

                Poi il potere di togliere il potere agli altri, diciamo il potere della violenza: cioè tutta la gamma che va dal potere mandare un drone a sterminarti la famiglia, fino al fatto di avere un avvocato più ganzo del tuo e quindi poterti pignorare la casa.

                Ed esiste anche un “clero”, cioè persone che dipendono da chi ha il potere del denaro e della violenza, ma che hanno il potere della parola, che ovviamente nella specie umana è importante.

                Nelle nostre attuali società occidentali, non esiste una “classe dirigente”. Esistono sfumature diversissime e molto complesse di potere.

              • habsburgicus scrive:

                Ed esiste anche un “clero”

                concetto previano…
                correggimi se sbaglio ma, in soldoni, il sempre rimpianto Costanzo Preve sosteneva inter alia che i “giornalisti” e i cosiddetti “intellettuali embedded” fossero il clero dell’attuale società post-liberale (e post-democrarica), insomma dell’Occidente, peucezianamente inteso,
                così come i “santi monaci” e i dotti teologi furono il clero nei christiana tempora, vulgo “Medioevo”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per habs

                “Ed esiste anche un “clero”

                concetto previano…”

                Esatto!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Il problema semmai è la selezione.
        Perché scegliere islamici (con l’impatto culturale che hanno) o più in generale persone di etnie che statisticamente commettono in media più reati quando si può fare un filtro?”

        Ci sarebbe da guardare le statistiche nazionalità per nazionalità.

        Le quote dipendono da molti fattori: ad esempio, mi raccontavano dell’accordo tra la Fincantieri, che manda a rottamare le navi in Bangladesh e in cambio prende immigrati solo da lì; mentre so che per qualche motivo, esiste un accordo speciale che fa del Perù un paese da cui si può immigrare senza difficoltà – infatti a Firenze, le comunità straniere sono, in ordine di numero:

        – romeni, che ovviamente sono europei
        – peruviani
        – cinesi
        – albanesi
        – sri lanka
        – marocchini (in netto calo)
        – ucraini
        – bangladeshi

        Non mi sembra che nessuno “scelga” islamici. Le altre etnie non mi sembrano particolarmente portate a delinquere, ma stiamo parlando immigrati regolari – ovvio che il minore albanese non accompagnato o il maliano che dorme su una panchina può benissimo essere un delinquente.

        • habsburgicus scrive:

          – romeni, che ovviamente sono europei
          – peruviani
          – cinesi
          – albanesi
          – sri lanka
          – marocchini (in netto calo)
          – ucraini
          – bangladeshi

          se le cose stanno così -e non ho il minimo dubbio in quanto sei documentato e informatissimo e nulla ti sfugge della città che fu la seconda, effimera, capitale della Terza Italia- a Firenze siete messi abbastanza bene e questo si percepisce… io stesso, per il poco che può valere la mia opinione, mi sono sentito tranquillo a SMN, cosa che non capita a Termini, a Milano Centrale o a Lampugnano
          al Nord però è peggio e ci sono molti magrebini e neri che in sà sono ottimi (il razzialismo è da condannare) ma per mille ragioni sono problematici e inadatti in sommo grado all’Italia
          esaminiamo la tua lista (lo so che non è politicamente corretto il farlo, ma sul tuo blog di norma si può ciò che non è concesso altrove :D)
          romeni, come dici, sono Europa..da espungere dalla lista, e non se ne parli più
          peruviani SI, bene
          cinesi (bisogna tenere buono Xi 😀 per loro vigono altri criteri..la cina non si tocca, la Politica vince su tutto..bon)
          albanesi SI, benissimo
          sri lanka insomma, ma c’è di peggio (e almeno son buddhisti più i tamil di Jaffna che sono però induisti)
          marocchini questi sarebbero da far diminuire in modo elegante e dolce ma come dici sono già in netto calo, dunque ok
          ucraini SI (le donne ancor di più, gli uomini possono starsene là :D)
          bangladeshi come sri lanka, anzi ancora peggio, ma ci sta, fra i musulmani sono forse quelli che danno meno problemi
          c’è solo da increnentare l’arrivo di bielorussi (e specialmente bielorusse), far arrivare un po’ di messicani e filippini (cattolici) e qualche georgiano/armeno
          poi sarebbe una situazione magari non eccelsa ma tollerabile 😀
          al Nord è peggio

        • MOI scrive:

          Un Vecchio Saggio di Altri Tempi mi disse:

          “L’ Italia ha due sfighe irrimediabili:

          la prima è la presenza del Vaticano … la seconda è la vicinanza al Nord Africa e Medio Oriente”.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          certo, non si scelgono gli islamici: sono fra quelli che entrano di più anche perché ce li abbiamo a un braccio di mare.

          Invece bisognerebbe scegliere eccome, in base alle statistiche dei reati per comunità immigrata.

          • habsburgicus scrive:

            @tutti
            senza scherzi…
            Peucezio e Moi hanno puntato il dito nella piaga..
            i dati di Miguel su Firenze, naturalmente ESATTISSIMI, sono i dati ufficiali degli immigrati LEGALI..che sono però una frazione dei non-italiani (e non-europei) in Ausonia
            infatti c’è tutta l’immigrazione clandestina, che magari tocca meno Firenze, che è per ovvie ragioni (in primis geografiche) soprattutto islamico/maghrebina e nera

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Habs

              “i dati di Miguel su Firenze, naturalmente ESATTISSIMI, sono i dati ufficiali degli immigrati LEGALI..che sono però una frazione dei non-italiani (e non-europei) in Ausonia”

              Attenzione che “clandestino” (cioè del tutto invisibile) e “irregolare”, cioè visibile, ma senza regolare permesso di soggiorno, sono due concetti diversi. Credo che ci siano situazioni diversissime – il minore albanese non accompagnato (grande piaga fiorentina), il richiedente asilo più o meno autentico, quello che gli hanno detto di tornare in questura tra otto mesi per avere il permesso di soggiorno, eccetera.

              Qui qualche dato:

              https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/stranieri-irregolari-italia-2023-2794597.html#

              “Nel 2023 gli stranieri presenti in Italia sono stati 5 milioni e 775 mila. Sono 55 mila in meno rispetto al 2022, come riportato dal Rapporto Ismu sulle migrazioni. Tra i trend particolarmente in vista nel dossier si attesta una diminuzione della componente “irregolare”, che dalle 506 mila del 2022 oggi si attesta sulle 458 mila unità.”

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “sono fra quelli che entrano di più anche perché ce li abbiamo a un braccio di mare.”

            Romeni, peruviani, cinesi, albanesi, srilankesi… marocchini al sesto posto. Poi certo, sono fra quelli che entrano di più; e i numeri saranno diversi in altre parti d’Italia.

            Il problema è capire quanti delinquenti sono immigrati regolari, e quanti no: se sono irregolari, significa per definizione che non stati “accolti”.

            Qui ad esempio uno studio di parecchi anni fa, ma interessante. si vede come gli stranieri irregolari commettono crimini 34 volte di più degli italiani.
            Gli stranieri regolari 2,8 volte di più.

            https://www.welforum.it/i-reati-commessi-dagli-stranieri-irregolari/
            Fonte: Cima, Ricolfi 2015 su dati Ministeri interno e Barbagli, Colombo 2011.”

            Il 2,8 volte in più credo che sia fisiologico in una popolazione costituita per la maggior parte da giovani maschi in condizioni di povertà, contro una popolazione autoctona di tutte le età e tutte le condizioni economiche.

            Mentre la percentuale degli irregolari è veramente un problema.

            A cui nessuno, nemmeno un governo con Salvini ministro degli interni, ha trovato però la soluzione.

            • Peucezio scrive:

              Uno stato serio stabilisce che non possono esistere irregolari: o ti regolarizzo o ti caccio.

              E se non ho dove cacciarti prendiamo un’isola del Tirreno, facciamo una struttura per immigrati e da lì non escono finché non si capisce se e dove rimpatriarli o se regolarizzarli.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Uno stato serio stabilisce che non possono esistere irregolari: o ti regolarizzo o ti caccio.”

                So che tu e ADV siete innamorati dello Stato Serio che sbatte in galera i fascisti e fa sparire gli stranieri 🙂

                Ma la faccenda è molto meno semplice.

                Intanto, l’economia italiana ha bisogno di un numero molto maggiore di stranieri di quelli ammessi con le quote attuali. E riesce a essere competitiva in gran parte perché lo straniero irregolare per definizione non può protestare.

                Secondo, anche se fosse facile farlo, non so se la soluzione giusta per lo stupratore seriale sia metterlo sul primo aereo per la Tunisia, e rivederlo tornare qui con il prossimo barcone, senza farsi nemmeno un giorno di galera.

                Sul piano giuridico, penso che Roberto saprà spiegare quali sono le difficoltà.

                L’isola del Tirreno… la Sicilia?

              • Miguel Martinez scrive:

                Tra l’altro, io ho ho vissuto qualche anno da messicano clandestino in Italia 🙂

                Andavo al liceo, e hanno deciso che non bastava per cui mi hanno messo il timbro “espulso dall’Italia” sul permesso di soggiorno.

                Tra l’altro, è difficilissimo regolarizzarsi per lavoro se sei già in Italia, perché gli imprenditori italiani non possono assumere irregolari.

                Per cui l’imprenditore italiano in teoria deve chiamare uno sconosciuto direttamente in… Egitto o in Perù, quello va al consolato italiano nel suo paese, e ottiene il visto.

                Questo significa che o le assunzioni vengono fatte tramite mafie varie, oppure un “turista” egiziano in Italia conosce un imprenditore, che si fida di lui; si paga il viaggio di ritorno in Egitto, da lì viene assunto, si paga il secondo viaggio di ritorno in Italia…

              • Miguel Martinez scrive:

                per Peucezio

                “E se non ho dove cacciarti prendiamo un’isola del Tirreno”

                interessante la sequenza di pronomi sottintesi… l’état c’est moi!

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “L’isola del Tirreno… la Sicilia?”

                Pensavo a qualcuna un po’ piàù piccola…

                La Sicilia si affaccia sul Tirreno solo per uno dei tre lati.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                infatti io non suggerivo solo l’espulsione, ma anche la regolarizzazione.

                Io sarei per la cittadinanza senza voto e senza potersi arruolare nell’esercito, così hai tutti i diritti e nessuno svantaggio pratico della mancanza di cittadinanza, ma non ottieni cose di cui alla maggioranza degli immigrati non frega un cazzo.

                Una mia amica nata in Albania, quando non aveva la cittadinanza era disperata, ma da quando l’ha avuta non ha mai votato, perché era l’ultimo dei suoi problemi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “infatti io non suggerivo solo l’espulsione, ma anche la regolarizzazione.”

                Benvenuto alla complessità… se uno pensa che entrando può regolarizzarsi, è un ottimo incentivo per entrare da irregolare!

              • Peucezio scrive:

                Forse.

                Io dico semplicemente che andrebbe deciso subito.
                E non in base al diritto di asilo e cagate del genere, ma in base all’integrabilità e alla spendibilità del soggetto sul mercato del lavoro.

                Piuttosto che lasciare uno nella clandestinità farei il testa o croce.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “E non in base al diritto di asilo e cagate del genere, ma in base all’integrabilità e alla spendibilità del soggetto sul mercato del lavoro.”

                sai una cosa? nonstante ia sia ateo, non vado a messa se non trascinato a forza, non abbia nessunissimo interesse per il trascendete…a volte a leggervi (uso il plurale perché prendo spunto da questo commento per parlare in realtà di tanti altri), penso di essere il frequentatore più genuinamente cristiano del blog

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “a volte a leggervi (uso il plurale perché prendo spunto da questo commento per parlare in realtà di tanti altri), penso di essere il frequentatore più genuinamente cristiano del blog”

                Non so se sono “cristiano” o no.

                Ma senza voler offendere Peucezio, immaginiamo che la frase sia di un anonimo – mi trovo veramente al polo opposto della presunzione che trasuda, di sentirsi Stato, di poter dire come governerebbe se fosse lui il dittatore (lo dico anch’io a volte scherzando). La presunzione di essere Stato, di avere un sistema in grado di decidere della “integrabilità” delle persone, il culto del “mercato del lavoro”. Ecco, io non sono Stato.

              • Peucezio scrive:

                Può essere.

              • Peucezio scrive:

                Però lasciami anche dire che è più cristiano difendere casa propria che sterminare un popolo a casa sua per insediarvisi al suo posto.

                L’esistenza dello stato d’Israele (ma anche per esempio degli Stati Uniti e di tutti gli stati american) è la dimostrazione di come l’immigrazione possa essere un sopruso spaventoso.

              • PinoMamet scrive:

                Vabbé Peucè, diciamo che non mi sembra il più pertinente degli esempi 😉

              • roberto scrive:

                peucezio

                “la dimostrazione”

                sai che non riesco a vedere il rapporto fra un povero cristo che ha attraversato il mondo a piedi per arrivare in italia e i coloni ameicani o israeliani?

                se i poveri cristi arrivassero in massa con armi e bandierine e dicessro “questo è mio” ti capirei, ma non mi pare che sia il caso

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “sai che non riesco a vedere il rapporto fra un povero cristo che ha attraversato il mondo a piedi per arrivare in italia e i coloni ameicani o israeliani?”

                Concordo.

              • habsburgicus scrive:

                @Roberto
                a proposito (la Ursache sta nell’immigrazione, resta da vedere se arrivarono prima i bianchi o i neri :D)
                in Sud Africa, ti sei sentito a rischio di essere genocidato ? 😀 😀 😀
                https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/21/tensione-alla-casa-bianca-trump-accusa-il-presidente-sudafricano-ramaphosa-di-genocidio-e-insulta-i-media/7997504/

              • roberto scrive:

                habsb

                ” ti sei sentito a rischio di essere genocidato”

                a capetown mi sono sentito in pericolo di criminalità comune come mai in vita mia, ma in fin dei conti ho fatto la vita da colonialista in posti incredibilmente belli a poche centinaia di metri da gabbie di lamiera infernali nelle quali sono rinchiuse migliaia di persone che se sono incazzate hanno davvero il diritto di esserlo

                al kruger e dintorni mi sono sentito più o meno in sicurezza come in svizzera (…a parte che ci girano i leoni…)

                comunque gli amici che ci hanno ospitato e che vivono lì da 25 anni ridono di gusto all’idea che si possa parlare di genocidio di bianchi (sono bianchi pure loro…) e sono molto contenti del fatto che i boeri (una manica di razzisti schiavisti) si levino dalle palle e se ne vadano negli USA

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “Vabbé Peucè, diciamo che non mi sembra il più pertinente degli esempi 😉 ”

                E perché?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “se i poveri cristi arrivassero in massa con armi e bandierine e dicessro “questo è mio” ti capirei, ma non mi pare che sia il caso”

                Quando sei più povero non pensi di arrivare in un posto per dominarlo.
                Ma poi accade.
                Pensa ai Germani: all’inizio erano quattro selvaggi.

                E comunque molti lo dicono proprio che vogliono islamizzare l’Europa, diventare dominanti.

              • Peucezio scrive:

                Comunque mi colpisce sempre come i non credenti riducano sistematicamente la religione all’etica.

                Non che non sia importante.
                Ma
                1) l’etica è una conseguenza;
                2) c’è anche dell’altro e quest’altro, senza togliere valore all’etica, è il vero nucleo della religione.

                Che è il rapporto col sacro, col soprannaturale.
                Non il soprannaturale stesso, ma il rapporto fra gli uomini e il soprannaturale, cioè fra uomo e Dio.

                E lo strumento principe di questa connessione è il sacrificio.

                Per questo non si pul ridurre la religione alla liturgia, però la liturgia è il suo cuore, la sua manifestazione prima.

                È il motivo per cui non transigo e la cancellazione del sacrificio, in ambito cattolico, sostituito dalla cena, dall’agape conviviale va considerata una cancellazione stessa del cristianesimo.

              • paniscus scrive:

                “c’è anche dell’altro e quest’altro, senza togliere valore all’etica, è il vero nucleo della religione.

                Che è il rapporto col sacro, col soprannaturale.”—

                Veramente a me non sembra che “i non credenti riducano la religione all’etica” mentre i credenti diano una grande importanza al sacro e al soprannaturale”.

                La maggior parte degli autodichiaranti credenti, almeno in ambito cristiano, ma probabilmente anche in quello musulmano (sull’ebraismo o su religioni più lontane ne so troppo poco), tende a seguire certi precetti solo perché nel loro ambiente “si usa così”, e perché distaccarsi dalle abitudini sociali consolidate implica un concreto rischio di essere disapprovato dal gruppo.

                Il padre musulmano che vuole assolutamente che la figlia porti il velo non lo fa perché realmente convinto che a non portare il velo si vada all’inferno, ma perché ha paura che nessun bravo ragazzo voglia sposarla, o che lui stesso possa sentirsi criticato dai vicini come genitore inadeguato.

                Esattamente come la nonna cattolica si straccia le vesti perché la nipote va a convivere senza matrimonio o si sposa solo in Comune, ma non certo perché sia convinta che la ragazza rischi di andare all’inferno, ma solo per la preoccupazione di cosa diranno i parenti…

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                in ambito mussulmano è senz’altro così.
                In ambito cattolico lo era fino a poco tempo fa (poi sarà rimasto qualche novantenne in qualche paese della Calabria con questa mentalità; fra un po’ schiatta, poverino).

                Ma tutto ciò con la religione c’entra poco.
                Fa parte di convenzioni sociali che la religione recepisce, perché per definizione nelle società tradizionali investe un po’ tutti i piani del sociale. ma il soprannaturale non c’entra granché.
                Péarliamo di gente che sentirebbe lo stesso peso sociale anche indipendentemente da un sistema di precetti religiosi codificati, cioè che fa così per non essere criticata oppure perché ha interiorizzato profondamente questa mentalità che crede che fare così sia bene o forse per una fusione di tutte e due le cose (se una cosa è socialmente riprovata, è intrinsecamente cattiva).

                Ma il nucleo della religione non è questo, è il rito.
                Come pratica.
                E il mito.
                Come credenza, come nucleo dottrinale.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “l’avrebbe potuta scrivere salvini sta roba (se sapesse scrivere)….”

      Comunque confermi la mia tesi, che sono i tempi che stanno cambiando, non sono le singole persone con le loro idee personali. E’ la storia che scrive, non Salvini…

      • roberto scrive:

        Miguel

        Ci penso…I tempi stanno cambiando e su questo non ci piove (ma sono anni che lo dico, il mondo va in una direzione che non mi piace). Ma “i tempi” è come il sì impersonale, la penna non la tengono in mano i tempi ma i Salvini (o le VDL o i trump)

        • Peucezio scrive:

          Beh, no.

          “I tempi” è una constatazione, il “si” si riferisce a un dover fare, senza specificare chi lo dovrebbe fare e perché mai avrebbe interesse a farlo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            ““I tempi” è una constatazione, il “si” si riferisce a un dover fare, senza specificare chi lo dovrebbe fare e perché mai avrebbe interesse a farlo.”

            Si questo è un po’ il nucleo di quello che dicevo.

          • roberto scrive:

            peucezio e miguel

            “I tempi” è un costrutto astratto ed impersonale…come scrivo una riga dopo non sono “i tempi” a prendere la penna in mano. certamente i salvini sono figli dei tempi, ma non è la stessa cosa se c’è un salvini o un maroni o uno zaia

            • Peucezio scrive:

              Allora non hai compreso il senso dell’obiezione di Miguel al “si”.

              Il punto non è la genericità, il punto è l’idea dell’opportunità di agire.

              Cioè un’azione presuppone un attore e un attore è un portatore di interessi. E gli interessi sono differenziati e di solito contrapposti.

              In una partita di calcio non ha senso dire “bisognava chiudersi a catenaccio” o “bisognava attaccare” se non specifichi a quale delle due squadre ti riferisci.

              Poi, certo, se dici che nel calcio oggi prevale la zona (tieni conto che io sono rimasto agli anni ’80, quindi dico spropositi) puoi compiere una generalizzazione indebita, ma lì parliamo della questione dell’equilibrio fra la sintesi e il senso della complessità del reale.

              Invece nel primo caso c’è un vizio molto più sostanziale, perché si istituisce un’idea di azione senza attori.

            • Peucezio scrive:

              Cioè la questione che poni tu è conoscitiva, quella che poniamo io e Miguel è etica, cioè che non c’è un’etica senza soggetti.

        • roberto scrive:

          peucezio

          ok, non vi piace l’esempio del si (…non riesco mai ad azzeccare esempi o analogie in un blog nel quale leggo le analogie più pazzesche, pazienza…)

          ma resta il punto

          miguel scrive “E’ la storia che scrive, non Salvini…”

          io dico che salvini è sicuramente figlio dei suoi tempi ma è lui che scrive. Lo fa per gli elettori dei suoi tempi? lo fa oggi e non ieri perché i tempi sono maturi?
          certo, e chi lo nega! ma lo fa lui perché è lui, non perché TINA

          la tesi di miguel (ma in generale la sua visione del mondo) è un gigantesco TINA = non c’è altra alternativa, deve succedere così perché la storia, i tempi, l’economia lo decidono

          no, questa è una tesi che non solo trovo sbagliata, ma pecca perché “consolatoria”. se ci sono forze invincibili, se TINA…allora non c’è nulla che nessuno possa fare e concentriamoci sul nostro giardino che è una specie di bolla protettiva rispetto al mondo

          • Peucezio scrive:

            Beh, non credo che Miguel volesse dire questo.
            Risponderà lui nel caso.

            Credo volesse dire che prima di fare proclami su cosa è giusto bisogni partire dalla realtà dei fatti.

            Per il resto, sono contrario al TINA quanto te.

            Ma la negazione del TINA, sacrosanta, che è un giusto smascheramento di un assetto di potere che fa i propri interessi e mistifica facendoli passare per necessità, non deve diventare velleitarismo astratto.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “io dico che salvini è sicuramente figlio dei suoi tempi ma è lui che scrive. Lo fa per gli elettori dei suoi tempi? lo fa oggi e non ieri perché i tempi sono maturi?
            certo, e chi lo nega! ma lo fa lui perché è lui, non perché TINA”

            Certo, c’è la storia e ci sono le persone.

            Per dire, Cristoforo Colombo ha sicuramente rivoluzionato il mondo. Possiamo però pensare che se non ci fosse stato lui, qualcun altro non avrebbe scoperto l’America magari trent’anni dopo?

            Se a Gavrilo Princip gli si fosse inceppata l’arma, la storia sicuramente sarebbe stata diversa; ma credo che comunque entro qualche anno si sarebbe arrivato a un’immensa strage tecnologica, con immani ricadute storiche. Magari diverse da quelle che si sono avute.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “no, questa è una tesi che non solo trovo sbagliata, ma pecca perché “consolatoria”. se ci sono forze invincibili, se TINA…allora non c’è nulla che nessuno possa fare e concentriamoci sul nostro giardino che è una specie di bolla protettiva rispetto al mondo”

            Beh, il “giardino” mi sembra una buona metafora per dire, “fin dove arrivo realmente”.

            Miguel Martinez può incidere sul Medio Oriente?

            Marciare ogni venerdì per le strade di Firenze con una bandiera palestinese, ad esempio, fermerà il genocidio?

            Accetto quello che dici di “giardino”, se lo prendiamo come metafora per “ciò che effettivamente riesco a fare, con il potere reale che ho” (e questo ci riporta alla questione del “potere”, di ciò che “io posso”).

            • Miguel Martinez scrive:

              Per roberto

              “a tesi di miguel (ma in generale la sua visione del mondo) è un gigantesco TINA = non c’è altra alternativa, deve succedere così perché la storia, i tempi, l’economia lo decidono”

              Prendiamo per esatta la tua semplificazione, lo faccio anch’io quando bisogna fare un ragionamento che va al sodo.

              Ecco, io faccio il traduttore.

              Da un paio di anni, l’intelligenza artificiale fa traduzioni incredibilmente efficienti.

              Ora, ogni singola persona che si rivolge all’IA invece che a me, lo fa per sua individuale scelta, è responsabile delle sue azioni, è come il Salvini che giustamente descrivi.

              Ma nel complesso, io credo che il 97% della gente sceglierà di fare clic più o meno gratuitamente sul proprio telefono per ottenere una traduzione, invece di spendere i soldi occorrenti per mantenere il lavoro a me. E lì le differenza tra chi vota PD e chi vota Lega, ad esempio, saranno minime.

              E non c’è molto che io possa fare per cambiare questo quadro.

              Devo agire dentro il quadro, cercando il “mio giardino”, magari andando a pulire i bed & breakfast o facendo il rider che porta le pizze.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ecco, io faccio il traduttore.”

                Ora, immaginate che a un certo punto Salvini venga pagato da un agente di Chat Gpt per fare una legge che autorizza tutti gli enti pubblici a usare l’IA.

                Sarebbe certamente lui che ci ha messo la firma; e sarebbe anche un atto antipatico e da corrotto.

                Ma posso dire che “il problema dei traduttori è Salvini”, e limitarmi a inveire contro di lui, senza cercarmi un altro lavoro?

              • roberto scrive:

                Miguel

                “E non c’è molto che io possa fare per cambiare questo quadro.”

                non credo che quella del traduttore sia la professione del futuro ma a naso, non so quanti anni tu abbia, direi che più o meno per i prossimi dieci anni dovresti essere tranquillo, se accetti che il tuo lavoro diventi sempre più quello di un revisore (con tutto quello che implica, puoi fare più pagine al giorno ma probabilmente pagae meno) o se cerchi di spostarti su qualche nicchia tipo la traduzione letteraria

                per il resto non puoi cambiare quel pezzetto di quadro ma non sei salvini quindi non sono sicuro che il tuo esempio sia pertinente.

                per il resto occuparsi del giardino è una cosa bellissima, non fraintendermi, ma per dire, se un giorno governeranno dei pazzi scatenati tipo quelli che sono al potere ora negli USA, o più semplicemente i tifosi della remigrazione che spediranno a “casa loro” le splendide mamme del giardino…beh il tuo lavoro sarà tristemente stato inutile. per questo secondo me prestare un po’ di attenzione a quello che succede fuori dal giardino non è una brutta idea

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “beh il tuo lavoro sarà tristemente stato inutile. per questo secondo me prestare un po’ di attenzione a quello che succede fuori dal giardino non è una brutta idea”

                Ma “prestare attenzione” lo faccio continuamente.

                Sono curiosissimo e mi informo su tante cose.

                Ma credevo che tu ponessi l’alternativa tra cambiare il giardino e cambiare il mondo, e dicevi, se ti occupi del giardino, non cambierai il mondo.

                Se c’è un trucco per cambiare il mondo, insegnamelo.

              • roberto scrive:

                caro miguel

                non ho trucchi per cambiare il mondo e non ho neanche tantissima voglia di lasciarmi travolgere da giochini retorici.

                io credo che un contributo lo possiamo dare tutti, con le nostre azioni (come fai tu), partecipando chi più chi meno alla vita politica, votando

                per te invece vita politica e voto non contano nulla perché appunto TINA

                ok, possiamo essere d’accordo sul nostro disaccordo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “per te invece vita politica e voto non contano nulla perché appunto TINA

                ok, possiamo essere d’accordo sul nostro disaccordo”

                Probabilmente tu sei ottimista sul potere del tuo voto, io sono pessimista.

                Comunque voto quanto te, magari con uno stato d’animo diverso.

                Voterò volentieri per i referendum a giugno.

                Gli stati d’animo sicuramente hanno un loro impatto: tu che sei ottimista, probabilmente farai una gran campagna per smuovere gli amici a votare, e alla fine trascinerai trenta dubbiosi a farlo.

                Io sento già in partenza che non si raggiungerà il quorum, per cui cercherò di convincere a votare giusto tre o quattro persone che conosco bene e poi dedicherò le mie poche energie ad altro – fare le “piccole cose” che faccio, costa una fatica enorme, mi consuma ore ogni giorno, e non me la sento di rubare tempo a quello che posso fare.

                Quindi tu sicuramente realizzerai di più di me qui.

                E se tutti facessero come te, andrebbe a votare il 90% degli italiani, se tutti facessero come me, il referendum perderebbe. E’ successo qualcosa di analogo dove in Germania, il partito della Wagenknecht, per colpa di quelli come me, ha mancato il quorum per (se ben ricordo) 19.000 voti.

                Ma questa riflessione è bilanciata dal fatto che il Pessimista che è in Me, prevede che “tutti” non faranno come te, faranno come me. E quindi, la piccola minoranza di quelli che faranno come te, faranno alzare la percentuale dei votanti dal 40% al 41%.

              • habsburgicus scrive:

                ok, possiamo essere d’accordo sul nostro disaccordo

                formula splendida che fu utilizzata almeno una volta in diplomazia durante le trattative segretissime [e quindi, ça va sans dire, note a tutti :D] fra Romania e URSS a Riga presso la Legazione del Regno di Romania nel 1932…
                il ministro romeno Mihai Sturdza, un principe che poi sarà legionario, scriverà nelle sue Memorie che i sovietici -ai ferri corti con i romeni per la questione della Bessarabia annessa dai romeni nel 1918 ma unilateralmente- insistettero, e ottennero, che fosse firmato un documento in cui l’URSS e il Regno di Romania si dichiaravano d’accordo nel sostenere di essere in disaccordo su tale spinosa questione :D..e poi si passò oltre, alle cose “serie” 😀
                en passant, il Regno di Romania fu l’unico Stato con il quale URSS mai firmò un trattato di riconoscimento dei confini…
                il governo di Lenin li firmerà con Estonia (2/2/1920, a Tartu), Lituania (12 o 14 luglio 1920, non mi sovvengo, a Mosca), Lettonia (11/8/1920, a Mosca), Finlandia (14/10/1920, a Tartu), Polonia (18/3/1921, a Riga) e nel frattempo Iran (26/2/1921), Afghanistan (28/2/1921), Turchia (18/3/1921, con il governo kemalista di Angora/Ankara) !
                con la Romania, no..
                si disse che furono i romeni a perdere il treno, per dar mente al Macron di allora 😀 (i francesi non mancano mai quando si tratta di dare cattivi consigli)…negli anni in cui un marxista duro e puro, una vera “macchina rivoluzionaria” priva di ogni sentimento nazionale quale fu Lenin, fece molte concessioni a tanti -in quanto per lui l’importante era l’Ideologia, il rafforzamento del potere sovietico in attesa di marxistizzare il mondo !- i romeni snobbarono i sovietici che probabilmente come lasciarono Ivangorod agli estoni (oggi è di Putin, eh…Stalin nel 1945 la tolse dall’Estonia pur risovietizzata e la diede all RSFSR) avrebbero nel 1920/1921 lasciato la Bessarabia ai romeni…
                quando i romeni cambiarono idea, ormi c’era stato il “contrordine compagni”, era cambiato tutto e c’era Stalin..e i sovietici, rafforzati, non erano più così accomodanti

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Probabilmente tu sei ottimista sul potere del tuo voto, io sono pessimista.”

                Questo è sicuramente vero. Cioè so che il mio voto al referendum non conterà nulla perché non arriveremo al quorum (ottimista non è sinonimo di pirla), ma se riuscirò a convincere 30 persone a votare (= cercare di capire, interessarsi, leggere) sarò contento (adesso sono a 5, nel week end avrò un paio di cene/pranzi con amici italiani e si parlerà dei referendum)

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Salvini”

        Nella fattispecie, la politica interna Tedesca.

        Che viene fedelmente rispecchiata a Bruxelles e a Francoforte, con la fobia dell’inflazione, il ReArmEurope, e adesso la stretta sui migranti.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “le contestazioni contro le decisioni amministrative non hanno espetto sospensivo…mando moqtar in albania e la resta finché si svolge il processo in italia”

      Ma il ricorso contro il provvedimento di espulsione o il ricorso contro la mancata concessione di un titolo di permanenza? La differenza non è da poco: se per un quid pro quo io vengo raggiunto da un provvedimento di espulsione, devo poterlo bloccare il tempo necessario per dimostrare di essere italiano, prima di venire spedito in Angola.

      • roberto scrive:

        Mauricius

        “Ma il ricorso contro il provvedimento di espulsione o il ricorso contro la mancata concessione di un titolo di permanenza?”

        si parla delle decisioni che dichiarano inammissibile la domanda di protezione internazionale perché c’è uno stato terzo sicuro per il richiedente. siccome queste decisioni sono seguite da una decisione di espulsione (contestuale o “senza ritardo”, o addirittura già esistente se la domanda di protezione è stata fatta in occasione di una procedura di espulsione), in effetti si rientra nel primo caso…ed ecco perché mi sembra una porcata, che però piacerà a destra e ai sovranisti

        dovrei verificare ma mi sembra che sia esattamente l’interpretazione del regolamento data dal governo italiano nelle famose cause sull’albania, quasi come se la commissione avesse deciso di sposare quella posizione (vi avevo già detto che all’udienza la commissione ha detto chiaramente “abbiamo cambiato idea e siamo d’accordo con l’italia” su quasi tutto..il quasi era proprio questo punto procedurale)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il Primate Nazionale parla di una legge simbolica passata qualche tempo fa che non introduce niente di nuovo. E’ fuffa: tolto qualche piccolo incentivo (alcuni dei quali esistevano già da anni…), non c’è niente di concreto. E, soprattutto, non c’è niente di precettivo.

    • PinoMamet scrive:

      Aldilà del contenuto dell’articolo, noto che si sta perdendo la capacità di scrivere in maniera semplice, chiara e diretta.

      Non si tratta solo di questo articolo e di questo giornalista: mi sembra una tendenza generale.
      Per ricavare il pensiero dell’autore bisogna fare lo slalom tra allusioni, rimandi, polemiche personali, mentre magari l’autore parte allegramente dalla fine del ragionamento…

      l’incipit di questo articolo è esemplare: tra fantomatiche gattare con i capelli viola e un’allusione a Verona che è chiara a nessuno e verrà spiegata molte righe sotto, il riferimento all’aula sorda e grigia collegato incongruamente con la data del 1946, quando il Fascismo era bell’e che finito, viene voglia di cestinare direttamente il giornale e chi lo scrisse.

  15. Peucezio scrive:

    Ottimo pezzo di Rampini:

    https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/25_maggio_21/europa-illiberale-vista-angloamericani-oriente-occidente-rampini-a9d5c9fe-3a5c-4bc2-9ac8-7f0654d68xlk.shtml?refresh_ce

    “L’Europa illiberale, vista dagli angloamericani
    di Federico Rampini | 21 maggio 2025

    La libertà di espressione e pensiero: crederci significa difendere anche i discorsi che non ci piacciono

    C’è una narrazione contemporanea che descrive l’America come una democrazia in pericolo, o già moribonda, avvelenata dagli impulsi autoritari di Donald Trump, dalle mire oligarchiche di Elon Musk. Questa la conoscete bene, è una tesi che assorbite quotidianamente stando in Europa. E c’è una narrazione simmetrica, speculare, rovesciata: uno sguardo angloamericano sull’Europa la vede preda di tentazioni illiberali, censura, limitazioni alla libertà di espressione e di pensiero.

    Non solo e non necessariamente perché Viktor Orban in Ungheria o l’AfD in Germania rappresentano culture autoritarie. No, secondo questa descrizione angloamericana è l’establishment benpensante europeo a voler mettere la museruola alla democrazia perché non si fida più del popolo. L’accusa non riguarda solo la sinistra, i progressisti, ma anche le tecnocrazie moderate e centriste, tutte impegnate a «disciplinare» le democrazie europee, di fatto commissariandole.

    Voi magari pensate che a vedere l’Europa in termini così negativi siano solo il vicepresidente Usa Vance e la tribù MAGA (Make America Great Again). In effetti Vance è andato a dirlo agli europei, che gli intolleranti illiberali sono loro, per le limitazioni che mettono alla libertà di parola con il pretesto dell’antifascismo. Venendo dal suo pulpito la predica viene respinta da un coro di indignazione.

    Ma io invece mi riferisco ad altre voci critiche, angloamericane ma per nulla trumpiane. Due esempi recenti mi sembrano letture interessanti. Il primo è un editoriale di Walter Russell Mead, autorevole storico americano, conservatore ma non trumpiano, della scuola di Henry Kissinger.

    Mead è stato invitato in Danimarca a un convegno sullo stato di salute della democrazia. Le sue riflessioni pubblicate sul Wall Street Journal dopo aver partecipato all’incontro di Copenaghen sono interessanti, venendo da un pulpito non screditato come quello di Vance.

    L’altro esempio è britannico ed è perfino più sorprendente. Il settimanale The Economist, anti-trumpiano in modo netto ed esplicito, nel suo ultimo numero pubblica tuttavia un editoriale allarmato sull’attacco che l’establishment europeo progressista o moderato-centrista sta conducendo contro le libertà. Vi propongo queste due letture, in sequenza, cominciando da Mead.

    Mead:
    «Perché i “buoni” continuano a perdere? È stata questa la domanda che ha tormentato il vostro editorialista la scorsa settimana al Copenaghen Democracy Summit. Questo incontro annuale è stato avviato nel 2018 da Anders Fogh Rasmussen, ex primo ministro danese ed ex segretario generale della NATO. Il Democracy Summit, i cui partner statunitensi negli anni passati hanno spaziato dal Carter Center al George W. Bush Institute, rappresenta ciò che un tempo si chiamava il centro vitale della politica occidentale.

    Per molti partecipanti al summit, inclusi i danesi furiosi per le richieste di Donald Trump su un’acquisizione della Groenlandia, le grandi minacce globali alla democrazia sono Trump, Xi Jinping e Vladimir Putin. In tanti piangevano la sconfitta di Kamala Harris alle elezioni del 2024; altri si preoccupavano per i successi dei partiti filotrumpiani in gran parte dell’Europa.

    La verità è che il centro vitale è sulla difensiva in Europa e negli Stati Uniti da circa un decennio, e in questo periodo la democrazia ha subito un arretramento a livello globale. Joe Biden ha descritto la politica mondiale come una competizione tra democrazie e autocrazie. Ha lasciato l’incarico mentre i suoi nemici erano in ascesa. Una statistica spesso citata durante il summit: il 72% della popolazione mondiale vive sotto regimi autocratici. A tratti, l’edizione di quest’anno del Democracy Summit è parsa ispirata e piena di speranza.

    Il discorso di Rasmussen, in cui ha chiesto che la spesa europea per la difesa raggiungesse il 4% o più del PIL, è stato focalizzato e chiaro. … Ma questi momenti di entusiasmo non hanno potuto nascondere le debolezze interne che minano la causa dei sostenitori della democrazia nel mondo. Troppi di loro, soprattutto in Europa, confondono la democrazia intesa come processo—elezioni libere con una stampa libera per determinare chi governa un Paese—con i risultati elettorali.

    Definiscono un’elezione democratica solo se vincono le persone “giuste”. Secondo la prima definizione, qualsiasi elezione ragionevolmente libera è una vittoria per la democrazia, anche se a vincere è una persona pessima con idee pessime. Secondo la seconda, invece, le elezioni che portano al potere i candidati “sbagliati” sono considerate antidemocratiche. Una vittoria elettorale di un partito che vuole reprimere l’immigrazione illegale? Un fallimento della democrazia. La vittoria di un partito che si rifiuta di riorganizzare la società in base alle preferenze di chi si sente nato nel corpo sbagliato? Un passo avanti verso l’autoritarismo.

    La vittoria di un partito che rifiuta i vincoli dell’energia verde perché troppo costosi o impraticabili? Un attacco a tutto ciò che la democrazia rappresenta. Secondo questa seconda definizione, diventa dovere dei sostenitori della democrazia sopprimere i loro oppositori interni. La polizia dovrebbe indagare i cittadini che postano tweet “antidemocratici” su persone trans o sull’immigrazione.

    I governi possono e devono bandire i candidati antidemocratici o mettere al bando i partiti politici antidemocratici per il crimine di sostenere idee “non democratiche”. Non importa se queste idee sono popolari. Più un’idea “antidemocratica” diventa popolare, più diventa urgente reprimere chi la sostiene. Questo approccio è follia—un disastro assoluto e totale per la causa democratica.

    La democrazia è una tigre, non un gattino. Non si tratta di sancire le preferenze culturali e politiche delle classi professionali istruite imponendole al resto della società. La democrazia riguarda l’autogoverno, non il buon governo. È, se mai, uno strumento attraverso cui la maggioranza può contenere le pretese e le illusioni di un’élite compiaciuta di sé.

    Alexis de Tocqueville capiva questo molto meglio di tanti attuali sostenitori e difensori della democrazia. Vedeva la democrazia come una forza impetuosa che travolgeva gerarchie e modi di vita tradizionali. Era potente tanto per il bene quanto per il male. Era irresistibile nel lungo periodo, motivo per cui consigliava alle persone prudenti e riflessive di farci i conti e trovare un compromesso.

    Ciò di cui la democrazia ha più bisogno oggi è l’unica cosa che i suoi sostenitori più rispettabili e zelanti hanno clamorosamente mancato di offrire: leadership. Le società democratiche hanno bisogno di leader che comprendano la realtà del loro tempo e sappiano ispirare i cittadini a sostenere le politiche necessarie al loro Paese.

    Quando il centro vitale non riesce a produrre leader forti, i demagoghi si precipitano a colmare il vuoto. Troppi sostenitori della democrazia oggi sostengono che le masse popolari, ignoranti e testarde, abbiano tradito la causa democratica. Ma questa è una scusa. A fallire, infatti, sono le élite e gli apparati delle democrazie.

    In tempi come questi, con nubi di guerra all’orizzonte e mutamenti economici e sociali che agitano le acque interne, conformismo, senilità e mediocrità non sono più ammissibili».

    Editoriale di The Economist: «Quando il vicepresidente americano accusa l’Europa di non tutelare la libertà di espressione, la risposta più ovvia è che lui è un ipocrita. La Casa Bianca in cui serve J.D. Vance è una nemica dei discorsi che non approva: espelle studenti per le loro opinioni politiche, perseguita i media critici e fa pressioni sulle università. Ma il fatto che sia un ipocrita non significa che abbia torto. L’Europa ha davvero un problema di libertà di espressione. Un problema che non è distribuito in modo uniforme.

    Il peggior trasgressore nell’Unione Europea è di gran lunga l’Ungheria, dove il governo ha schiacciato o cooptato la maggior parte dei media indipendenti. (Curiosamente, il partito di governo, di ispirazione pro-MAGA, sfugge alle critiche di Vance). Altri paesi che si distinguono negativamente includono la Germania e il Regno Unito.

    Il divieto tedesco di negare l’Olocausto è comprensibile, vista la sua storia, ma la legge contro l’insulto ai politici è una parodia della giustizia. Chi detiene il potere ne abusa senza pudore. Un ex vice-cancelliere ha presentato centinaia di denunce penali contro cittadini, incluso uno che lo aveva chiamato “idiota”. Il mese scorso, il direttore di un giornale di destra è stato multato pesantemente e condannato a sette mesi di carcere con la condizionale per aver condiviso un meme con una foto ritoccata della ministra dell’interno che teneva in mano un cartello con scritto: “Odio la libertà di opinione”.

    Tutti i paesi europei garantiscono il diritto alla libertà di espressione. Tuttavia, la maggior parte cerca anche di limitarla quando ne percepisce danni. Questo va ben oltre le forme di espressione che anche i liberali classici concordano debbano essere vietate, come la pornografia infantile, la diffusione di segreti di Stato o l’incitamento alla violenza fisica.

    Spesso si estende a discorsi che feriscono i sentimenti o che, secondo l’opinione di qualche funzionario, sono falsi. In alcuni luoghi è un reato insultare un gruppo specifico (il re in Spagna; ogni sorta di persone in Germania). In Gran Bretagna è un crimine essere “gravemente offensivi” online. Le leggi sulla blasfemia esistono ancora in più di una dozzina di paesi europei.

    L’intero continente criminalizza il “linguaggio d’odio”, concetto difficile da definire ma che viene costantemente esteso per includere nuovi gruppi. In Finlandia è illegale insultare una religione, ma anche citare le sacre scritture può essere rischioso: un deputato è stato processato per aver pubblicato un versetto della Bibbia sull’omosessualità.

    La polizia britannica è particolarmente zelante. Gli agenti passano migliaia di ore a setacciare post potenzialmente offensivi e arrestano 30 persone al giorno. Tra i fermati ci sono stati un uomo che aveva inveito contro l’immigrazione su Facebook e una coppia che aveva criticato la scuola elementare della figlia. L’obiettivo delle leggi contro il linguaggio d’odio è promuovere l’armonia sociale.

    Eppure ci sono poche prove che funzionino. Reprimere la libertà di espressione in realtà alimenta le divisioni. I populisti prosperano sull’idea che la gente non possa dire ciò che pensa davvero, un’opinione ormai condivisa da oltre il 40% di britannici e tedeschi. Il sospetto che l’establishment soffochi certe opinioni si aggrava quando gli organi di controllo dei media mostrano parzialità politica.

    La Francia ha multato un canale TV conservatore per 100.000 euro per aver definito l’aborto la principale causa di morte al mondo—un punto di vista comune tra i pro-life, ma da cui il pubblico va evidentemente protetto. Le leggi sulla sicurezza online che impongono multe salate alle piattaforme social per contenuti illegali le spingono a rimuovere anche contenuti semplicemente controversi, suscitando l’ira di chi si vede censurato.

    Le leggi formulate in modo generico concedono ampi poteri ai burocrati e sono un invito all’abuso. I paesi in cui questi abusi non sono ancora frequenti dovrebbero imparare dall’esempio britannico. La stretta non è stata imposta dall’alto, ma è nata quando la polizia ha scoperto che le piacevano i poteri concessi dalle leggi sull’espressione di opinioni.

    È molto più facile beccare un utente su Instagram che un ladro; le prove sono a portata di clic. Quando la legge proibisce di offendere, crea anche l’incentivo per le persone a dichiararsi offese, usando così la polizia per mettere a tacere un critico o regolare i conti con un vicino. Quando certi gruppi sono protetti dalle leggi sull’odio e altri no, questi ultimi sono incentivati a chiedere protezione a loro volta.

    Così, il tentativo di eliminare le parole offensive può innescare una “spirale del tabù”, in cui sempre più argomenti diventano intoccabili. Prima o poi, questo soffoca il dibattito pubblico. È difficile avere un confronto aperto e franco, ad esempio sull’immigrazione, se una delle parti teme che esprimere le proprie opinioni possa farle arrivare la polizia alla porta.

    Poiché questo argomento viene sollevato con forza dalla destra populista, molti liberali europei si sono fatti scrupoli nel difendere la libertà di parola. Questo è un errore. Non solo perché leggi che possono essere usate per zittire un lato possono facilmente essere usate per zittire anche l’altro, come si vede nelle reazioni draconiane alle proteste pro-Gaza in Germania. Ma anche perché credere nella libertà di espressione significa difendere anche i discorsi che non ci piacciono. Se le democrazie non riescono a farlo, perdono credibilità, a vantaggio delle autocrazie come Cina e Russia, che conducono una lotta globale per il soft power. … Gli europei sono liberi di dire ciò che vogliono su Mr. Vance. Ma non dovrebbero ignorare il suo avvertimento. Quando gli Stati hanno troppi poteri sulla facoltà di espressione, prima o poi li useranno».”

    • habsburgicus scrive:

      In alcuni luoghi è un reato insultare un gruppo specifico (il re in Spagna;

      e anche da noi, il “vilipendio del Capo Supremo di questa inclita e italica Repubblica”..
      e non è teoria, almeno non lo è più (al povero Leone dissero di ogni..e i suoi calunniatori si beccarono onori e prebende e Leone invece si prese una pedata nel didietro e fu cacciato in malo modo..naturalmente dopo essere stato tradito dagli “amici” DC :D)
      no, no, è ormai pratica…
      ricordiamoci infatti che Paolo Sizzi, che a nessuno qui piace per le sue idee ma che credo nessuno qui o altrove ritenga pericoloso :D, si è fatto credo la galera (o comunque fu condannato) per un puro reato di opinione [magari opinione pessima, assurda, quel che volete..ma opinione !]
      vorrei che i giuristi qui si soffer,ino su queta illiberalità italiana, soprattutto nella II Repubblica (nella I Repubblica l’interpretazione di questa norma era più larga)

      • Peucezio scrive:

        L’Italia è un paese dittatoriale dove non esiste la libertà di pensiero.
        Non è mai esistita: per combattere la censura fascista si è creata una controcensura altrettanto fascista (anche se di colore opposto).

        Come i tedeschi, che sono talmente nazisti da essere nazisti anche nell’antinazismo.

        L’autoritarismo è un’infezione molto difficile da estirpare.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Rampini”

      Da noi è bastato vedere come sono stati esposti al pubblico ludibrio quelli che da subito hanno espresso chiaramente il proprio scetticismo sull’efficacia delle sanzioni verso la Russia per rendersi conto del livello della nostra democrazia.

      Non è necessario ammazzare giornalisti e dissidenti per ammazzare la democrazia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        andrea

        ma il pubblico ludibrio non dovrebbe essere pure coperto dalla libertà di esperessione in versione totale, come quella suggerita dall’articolo dell’economist?

        io questo non riesco a capire: secondo i “libertàssoluta” dovrei poter essere libero di insultare tras, negri, ebrei, omosessuali, politici perché “libertà di espressione”…ma non posso dire che travaglio è un cretino o che il tizio che va tutti in giorni in TV a dire che bisogna arrendersi al Potente e Sublime Putin è un idiota a libro paga del cremlino, no, non va bene è “pubblico ludibrio”

        non ti sembra di cogliere una una certa leggera contraddizione, e non ti viene il sospetto che il libertàassolutisti siano per la libertà assoluta di parola per loro stessi e per quelli che gli stanno simpatici?

        • Peucezio scrive:

          C’è chi invoca la censura per quelli che criticano i putiniani?
          Se qualcuno lo fa, sbaglia.

          Agli antiputiniani va obiettato nel merito, mica vanno zittiti, ci mancherebbe.
          Ed è giusto constatare come la stampa mainstream sia appiattita su di loro, ma combattere un quasi monopolio mica signifca combattere la legittimità dell’opinione monopolista.

          Nel mio caso il discrimine è chiarissimo:
          non puoi offendere singole persone specifiche, con nome e cognome; non puoi incitare a commettere un reato contro di loro o farne l’apologia una volta commesso, per rispetto verso di loro e verso i loro cari.
          Cioè devi rispettare gli individui, le persone.

          Ma per il resto puoi dire TUTTO.

          Anche perché le categorie non esistono, sono etichette di comodo, che uso tantissimo anch’io, per sintetizzare, fornire coordinate.
          Ma non sono entità reali, solo entità cognitive, concettuali.
          Non ha senso dire “gli omosessuali”: nessun essere umano al mondo ha una sessualità identica a quella di un altro.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Nel mio caso il discrimine è chiarissimo:”

            Abbastanza d’accordo. Nel senso che sarei contento di vivere con leggi più o meno come quelle che tu implicitamente auspichi.

            Poi personalmente mi stanca la valanga incessante di insulti reciproci e la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria – non insulterei né i froci né i fasci 🙂

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “Poi personalmente mi stanca la valanga incessante di insulti reciproci e la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria”

              Anche a me.
              La politica italiana poi è diventata una pantomima surreale e oscena, dove due personaggi reiterano all’infinito lo stesso identico gesto e s’insultano a vicenda criticando quel gesto.

              • Francesco scrive:

                Posso accodarmi? una pantomima noiosa, mal recitata, sempre più forzata e non creduta neppure dagli attori.

                Tutto sommato preferisco il calcio, che pure quanto a recita non scherza.

        • Peucezio scrive:

          Il ridurre l’individuo alla categoria è un’altra delle mode contemporanee, che inventano un milione di etichette (una per ogni pratica sessuale, una per ogni atteggiamento psicologico o della personalità, ecc.) pensando così di esaurire la complessità del reale, cosa che puoi fare solo se dai un’etichetta a ogni individuo, cosa che c’è già, visto che c’è l’anagrafe.

          Avete notato che una volta si usavano aggettivi e descrizioni articolate per spiegare il carattere di una persona, oggi tutti si riempiono la bocca a sproposito di termini ogirinariamente tecnici come “narcisista”, “ossessivo-compulsivo”, “autistico” (per indicare anche il nerd un po’ fissato e metodico) e mille comportamenti che prima non avevano un nome, ma si descrivevano volta per volta, ora hanno la loro bella etichetta, magari in inglese?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “pubblico ludibrio”

          Il diavolo sta nei dettagli.

          Se su un dato argomento – ad esempio il colore delle pareti degli stadi di calcio – c’è
          un acceso dibattito alla TV fra i sostenitori di “la proprietà di ogni stadio mette il colore che vuole” e “tutti gli stadi sul territorio nazionale devono avere un colore unico stabilito dalle autorità competenti” (naturalmente faccio un esempio a capocchia, per capirci) io mi aspetto che i sostenitori delle due parti vengano interpellati dal conduttore del dibattito in modo più o meno equilibrato nei limiti del possibile così che lo spettatore interessato possa farsi un’idea.

          Ma se al dibattito la posizione dei “tinta unita” è rappresentata da cinque ospiti su sei, e il sesto che sostiene la posizione “a ogni stadio il suo colore” viene sistematicamente ridicolizzato non tanto dagli avversari ma dallo stesso conduttore del programma, che non perde occasione per interrompere e per suggerire che il malcapitato in realtà è un agente dell’Associazione Venditori di Vernici..

          …se il conduttore non subisce alcuna reprimenda per il suo comportamento (eufemismo) poco equilibrato…

          …e se questo avviene sistematicamente su tutti i canali televisivi, su tutti i giornali, su tutte le radio, arrivando pure a pubblicare in bella evidenza nomi, cognomi e fotografie dei sostenitori dell: “a ogni stadio il suo colore”…

          …e questo avviene per settimane, mesi, anni senza pausa…

          …allora poi succede che ci sono i parlamentari e gli europarlamentari che tuonano contro gli assessorati allo Sport di Roccasecca di Sotto e contro i titolari dei circoli ricreativi di Grottamelata Lombarda perché hanno affittato una sala agli organizzatori di una mostra fotografica sugli stadi nel mondo. E che in caso l’affitto non venga revocato minacciano di agire in sede legislativa per togliere ai reprobi ogni finanziamento pubblico. E sui social la maggioranza dà loro ragione.

          Te ne accorgi solo quando ti piacciono le vernici multicolori.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            per fortuna in Italia non succede! ogni giorno giornali e TV si prostituiscono a Putin con assoluto entusiasmo e libertà, mentre altri giornali e TV dicono qualcosa di vero e sensato

            i primi, a mio modesto parere, andrebbero appesi per il collo, se ricordo la pena per i traditori

            come ben sai, il tradimento non è una opinione legittima

            😉

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “si prostituiscono a Putin”

              Stavo per mettermi a ridere quando mi e’ capitato sotto gli occhi un interessante post su Facebook di qualche mese fa. Lo riporto qui perché non credo che la situazione sia cambiata granché. Buona lettura!

              “ITALIA CASO UNICO IN EUROPA

              In Italia assistiamo a un fenomeno strano, che occorre spiegare. Come si evince dalle foto, da noi la propaganda bellicista non attecchisce. Caso unico in Europa Occidentale.

              Questi dati vengono spesso condivisi, insieme ad altri sondaggi simili, su bacheche di imbecilli che parlano di “propaganda russa”. Ma noi pochi eletti, che abbiamo messo a frutto gli insegnamenti della scuola dell’obbligo, possiamo tentare di essere più precisi.

              Innanzitutto va registrato un fatto: solo in Italia, nell’Europa Occidentale, esiste un forte orientamento televisivo-culturale disallineato rispetto alla propaganda euroatlantica, un cavallo di Troia all’interno del mainstream.

              Solo in Italia, OGNI GIORNO, le televisioni propongono le opinioni di gente come Travaglio, Cacciari, Santoro, Caracciolo, Di Battista, D’Orsi, Montanari, Orsini, Odifreddi, Barbero, Canfora, Rovelli ecc. Questo conferisce legittimità e autorevolezza pubblica alla posizione disallineata.

              Da quando esiste internet, si tende a sottovalutare il potere della televisione. Ma la televisione è ancora quella cosa che influenza anche chi non la guarda, perché essa fa parte dei media primari (insieme ai grandi giornali), ovvero quelli che selezionano i “fatti del giorno” che tutti i media secondari devono inseguire per monetizzare il trend (blog, social e piccole realtà editoriali).

              Potremmo arrivare a dire che in Italia abbiamo (quasi) un dibattito democratico sulla guerra, e questo fa storcere molti nasi che vorrebbero che la cappa della propaganda americana funzionasse meglio, come negli altri paesi europei.

              Dunque questa è la situazione che spiega i DATI in foto. Ora, però, resta da spiegare questa SITUAZIONE, cioè perché, nell’Europa Occidentale, SOLO il sistema mediatico italiano concede ampio spazio al disallineamento.

              La mia opinione, e vi spiegherò perché, è che questo discende direttamente dal tatticismo dei nostri apparati diplomatici, con il beneplacito paziente e comprensivo degli Stati Uniti, che con l’Italia hanno sempre avuto un occhio di riguardo, non solo perché siamo la loro base di lancio mediterranea, ma anche perché ci vedono come la testa di ponte in grado di sabotare, all’occorrenza, i progetti francesi e tedeschi in sede europea.

              I media, se lasciati liberi, sono spontaneamente inclini a provocare polemiche, anche scandalose, per attirare ascolti e introiti. Ma nel resto dell’Europa Occidentale gli apparati esercitano pressioni che limitano la vocazione aziendale dei media dominanti, e questo sacrifica lo spazio delle posizioni disallineate sul conflitto.

              Solo in Italia, e solo sul conflitto ucraino, quella naturale vocazione aziendale è lasciata libera anche nei piani alti del mainstream. Questo ci sembra strano ma bisogna ammetterlo, e bisogna spiegarlo.

              Come mai gli apparati italiani sono così “liberali”?

              Italia e Germania erano i Paesi più dipendenti dalla Russia sul piano energetico, e i più interlacciati con la Russia sul piano commerciale. La distruzione angloamericana di questo spazio economico comune, che prosperava nel riconoscimento pacifico di rispettive sfere di influenza (dove l’Ucraina è cosa russa, come noi siamo cosa americana), ha comportato e comporterà una catastrofe economica in Italia e in Germania.

              Ma se la Germania in cambio ha ottenuto il permesso americano di riarmarsi, noi non abbiamo ottenuto all’apparenza nulla. In realtà, ciò che abbiamo ottenuto è una certa indulgenza americana di fronte al comportamento ambiguo
              della nostra politica e della nostra diplomazia, che non può permettersi di mandare del tutto all’aria rapporti strategici vitali con la Russia.

              Dunque dobbiamo inserire l’unicità mediatica italiana in un quadro più ampio di unicità geopolitica italiana. È così che comprendiamo davvero il fenomeno. La nostra economia non può permettersi che la nostra politica venga intossicata dalla russofobia, per questo i nostri media fanno da argine, mentre al contempo fanno propaganda Nato. I nostri media sono ambigui come la nostra diplomazia.

              Già prima della guerra ucraina, il governo Prodi fu l’unico governo europeo a opporsi, durante il vertice di Bucarest del 2008, alla mozione ufficiale Nato per includere Georgia e Ucraina nell’Alleanza.

              Dopo l’invasione della Crimea (2014), in un clima di sanzioni, Enrico Letta fu il solo leader europeo a partecipare all’inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi.

              Nel 2015 l’Italia propose all’Unione Europea di non rinnovare le sanzioni alla Russia automaticamente, ma di ridiscuterle ogni 6 mesi.

              Nel 2016 Matteo Renzi fu l’unico leader europeo a partecipare al forum economico di San Pietroburgo.

              Dopo la guerra ucraina, l’Italia è l’unico Paese europeo occidentale che non ha consentito agli ucraini di usare le proprie armi per colpire il territorio russo.

              Confindustria ha continuato, unica in Europa, a partecipare al forum economico di San Pietroburgo (che è il “Davos eurasiatico” e per la Russia ha una grande importanza strategica).

              L’Italia è l’unico Paese europeo che appone il segreto di Stato sulle armi che inviamo in Ucraina. Certo, alcuni sistemi d’arma sono difficili da nascondere, ma questo sano doppiogiochismo consente di mantenere buoni rapporti formali sia con gli Usa (perché le armi le inviamo), sia con la Russia (perché possiamo dire di inviarne poche).

              Nel 2024, l’ambasciatrice italiana Cecilia Piccioni è l’unica diplomatica europea dall’inizio della guerra a incontrare di persona Vladimir Putin, sul quale in teoria graverebbe un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale.

              Durante la recente iniziativa anglo-francese di invio di truppe, l’Italia è l’unico tra i maggiori Paesi europei occidentali che ha categoricamente escluso un piano di peacekeeping al di fuori dell’Onu.

              L’Italia è ancora il Paese europeo che maggiormente importa gas direttamente dalla Russia. La nostra quota di approvigionamento dipendeva dalla Russia per il 40%; poi è crollata al 5% dopo l’invasione; quest’anno è risalita al 9%.

              Il 22 febbraio 2025 il ministro dello Sviluppo Fratin ha dichiarato che obiettivo italiano è ricucire il legame energetico con la Russia, aspettando pazientemente che si calmi la tempesta. È probabile che l’Italia stia negoziando con gli Usa questo speciale permesso, poiché obiettivo americano era esacerbare la tensione ucraina soprattutto per colpire il North Stream e il surplus commerciale tedesco.

              Notizia di ieri è che la Russia ha denazionalizzato Ariston, restituendola alla proprietà italiana. Molte altre grandi aziende italiane in Russia come Pirelli, De Cecco, Marcegaglia, Ferrero, Enel, non hanno mai chiuso ma solo ridotto la produzione, in attesa.

              Ecco dunque spiegata, certo tra altri fattori, la peculiarità tutta italiana.”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Da quando esiste internet, si tende a sottovalutare il potere della televisione.”

                Molto interessante. E penso anche vero: io ho una visione (per mia fortuna) distorta della realtà, non avendo la televisione (nel senso che l’oggetto esiste, e viene usato dal figliolo ogni tanto per vedere qualche partita di calcio e basta).

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “non succede”

              Guarda come passa il tempo la Picierno. Eurodeputata, passa il suo tempo a tempestare di e-mail il circolo Arci di Catanzaro o di Vipiteno perché non si permettano di fare parlare in pubblico questo o quel blogger Russo, pena immediate quanto indefinite iniziative a loro carico. Va bene essere pasionaria delle cause perse, ma che la sinistra si sia ridotta dalla Ibarruri alla Picierno fa cadere le braccia.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      sull’articolo di mead invece (tralascio il fatto che è pieno di impersonali e sarebbe stato più interessante se avesse attribuito chiaramente i pensieri a persone specifiche, detta così l’avremmo potuto scrivere tutti noi….), pone una questione interessante

      “I governi possono e devono bandire i candidati antidemocratici o mettere al bando i partiti politici antidemocratici per il crimine di sostenere idee “non democratiche”

      il governo dell’epoca doveva bloccare la marcia su roma?
      è giusto vietare la ricostituzione del partito fascista?

      detto in altra maniera, uno stato democratico deve in nome della democrazia acconsentire a che forze non democratiche accedano al potere e quindi acconsentire alla propria fine?

      • Corpo umano scrive:

        Uno Stato ipnocratico, direi.
        Non che le forze non democratiche siano molto più affidabili.
        Questo è il menù. Prendere o lasciare.
        Comunque si cade nel fosso.
        Basta.
        Io poi cosa c’entro?
        Ho tolto la risposta a Di Vita.
        Prego

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        questa però non posso fartela passare.

        È evidente che un partito che inserisse nel suo programma l’abolizione del suffragio universale (cosa che peraltro piacerebbe a molti antipopulisti vicini alle tue posizioni e lo proclamano ormai apertamente da anni), cioè che dicesse: “votateci, così se vinciamo non voterete più” NON si deve poter presentare alle elezioni.

        Quello che è intollerabile è stabilire che un partito è antidemocratico non perché voglia davvero abolire la sovranità popolare, ma perché ha idee che non ci piacciono.

        • PinoMamet scrive:

          OMDAP

        • roberto scrive:

          peucezio

          credo che nessun partito, nemmeno il più fanaticamente autoritario scriverebbe nel suo programma “abolizione del suffragio universale”, e sono d’accordo sul fatto che immigrazione, aborto o ecologia non siano temi che abbiano a che vedere con la democrazia in senso lato

          cioè capiamoci:

          se io sono a favore della prigione per gli omosessuali non posso certo fregiarmi del titolo di “democratico”, ma non credo che dovrebbero espellermi dalla lotta elettorale *per questo*.

          però se io dico “in ogni caso se la corte costituzionale si opporrà alla prigione per gli omesessuali, non rispetterò la sentenza, anzi manderò in prigione i giudici per alto tradimento, e farò chiudere i giornali che non saranno allineati, e scioglierò tutte le associazioni che si battono per i diritti degli omosessuali, e a chi non piace si può accomodare in esilio o in prigione”(*)…beh credo proprio che abbiamo un problema serio per la democrazia

          (*) esempio di fantasia, ma se dico “the supreme court is bad, and the communist judges make an horrible job, and they should go to prison because they are bad, and this journal is very bad it is not allowed anymore in the press conference room” sono più o meno frasi pronunciate da trump, quindi la fantasia non è così lontana dalla realtà

          • Peucezio scrive:

            Sì, su questo non posso darti del tutto torto.

            Diciamo che è una forma di scavalcamento della democrazia rappresentativa, coi pesi e contrappesi, in favore di una democrazia plebiscitaria (uno viene eletto e per quattro anni fa quello che vuole, senza limiti).
            Capisco quindi che una democrazia rappresentativa può prendere delle contromisure.
            Che secondo me buon senso vuole siano: “ci attrezziamo perché il tizio sia sì eletto se ha i voti, ma poi non riesca a fare tutto ciò”. Mi viene da dire che se invece ci riesce vuol dire che il sistema non è così ben congegnato.

            Io non ho particolare affetto per la democrazia rappresentativa: ha i suoi pregi ma in questo momento è diventato un paravento di élite oppressive e autocratiche. Per cui preferisco la democrazia plebiscitaria.

            Ma riconosco comunque il problema.

            • roberto scrive:

              peucezio

              “Io non ho particolare affetto per la democrazia rappresentativa: ha i suoi pregi ma in questo momento è diventato un paravento di élite oppressive e autocratiche. ”

              se ti sembro un po’ fissato con gli stati uniti è perché sono sentimentalmente coinvolto (è un paese che ho girato in lungo ed in largo, ho un sacco di amici, famiglia e tante passioni legate agli USA)

              appunto guarda cosa sta succedendo lì
              1. sistema sicuramente fragilissimo che si è mantenuto in piedi per 250 in base a qualcosa che mi sembra sempre più somigliante ad un gentlemen’s agreement
              2. una onda di democrazia plebiscitaria che si fonda proprio sul mantra “uno viene eletto e per quattro anni fa quello che vuole, senza limiti”
              3. il risultato è esattamente una élite oppressiva e autocratica al potere

              PS tu che sei un accademico, guarda cosa succede oggi.
              per vendetta, per un capriccio non troppo chiaro (che immagino sia piuttosto legata all’arroganza degli ignoranti e alla prepotenza di chi non sopporta nessuna forma non dico di contestazione ma di semplice critica), l’amministrazione Trump blocca la possibilità per l’università di Harvard (Harvard! non camerino) di iscrivere studenti stranieri, e obbliga tutti quelli già iscritti ad andare altrove.

              adesso, aldilà delle simpatie, delle affinità politiche, siamo d’accordo che *oggettivamente* questa è una manifestazone di una “élite oppressiva e autocratica”, vero?

              https://www.dhs.gov/news/2025/05/22/harvard-university-loses-student-and-exchange-visitor-program-certification-pro

              • habsburgicus scrive:

                non ho letto nulla o pochissimo sulle pratiche da polizia segreta dell’ICE,

                come ti ha già rammentato Francescoi, l’ICE è la polazia dell’immigrazione….
                qualcuno ha parlato di alcuni TURISTI tedeschi (dico tedeschi, non malawiani !) brutalmente trattati dall’ICE pur essendo in possesso di ESTA, incarcerati, fermati e impediti di entrare in USA !
                confesso che il trend attuale mi fa paura e pur avendo io il visto e non il semplice ESTA, probabilmente mi asterrò dal visitare gli USA….anche perchè a me piacerebbe arrivare a Miami dall’Avana e non vorrei avere problemi 😀
                questo Trump indubbiamente fa paura, soprattuto perchè del tutto irrazionale..nordcoreani, iraniani e birmani non mi hanno fatto paura, perchè a loro modo razionali

              • Peucezio scrive:

                Sai qual è il problema?

                Che Iran, Nord Corea e Birmania sono stati poveri.
                Che non osano trattare male gli italiani o gli occidentali in genere se non per buoni motivi.

                I poveri comunque sono gentili coi ricchi: è sempre stato così.

                Qui invece siamo di fronte alla maggiore e più ricca (anche se con una ricchezza molto sbilanciata e diseguale) del mondo.
                Quindi fanno quel cazzo che vogliono.

                Temo anch’io non sia un buon momento per andare negli USA.

              • Peucezio scrive:

                maggiore e più ricca potenza

                Avevo omesso “potenza”.

            • roberto scrive:

              chissà come finirà questa storia…ho un paio di amici che lavorano lì e che mi hanno detto che Harvard sicuramente impugnerà la decisione…ma Trump ha già detto che se ne fotte di quello che dicono i giudici e la nuova Gestapo (l’ICE) è sicuramente già alla ricerca di quelli che ora saranno immigrati illegali, tanto loro arrestano, cacciano fuori e chi si è visto si è visto, dato che ormai non vale più l’habeas corpus….

              • Francesco scrive:

                beh, per ora i desiderata di Trump e i fatti non coincidono ancora!

                la stessa Corte Suprema lo sta bastonando mica male

                certo, un pò del mio ottimismo discende dal fatto che ha 78 anni e più di tanto non può durare, questo stronzo

                ciao

              • roberto scrive:

                Francesco

                Temo che tu sia ottimista e che tu non segua troppo
                le vicende d’oltreoceano, perché almeno in campo “lotta agli immigrati” ne stanno succedendo di tutti i colori

                Per dire quella porcata che vuol fare la commissione e che segnalavo l’altro giorno (espulsioni prima di ogni intervento del giudice) lì è già realtà

              • Francesco scrive:

                quella battaglia, tra storia USA e tendenze fortissime nei popoli occidentali, la davo già per persa

                passeranno anni prima che si parli di immigrazione in modo ragionevole e civile

                🙁

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “certo, un pò del mio ottimismo discende dal fatto che ha 78 anni e più di tanto non può durare, questo stronzo”

                Lo rimpangerete.
                Trump è molto esuberante ma è un buon diavolo.

                Poi arriveranno quelli più compassati ma molto più freddi e risoluti.

              • Francesco scrive:

                ti dirò: leggendo ogni giorno quello che lui e i suoi dichiarano, ripresi fedelmente da Fox News, dubito che sia un buona diavolo

                sono curioso di sapere chi potrebbe venire DOPO di lui, nella mancanza totale di figure politiche degne

                un pò come la fine di Roma, quando semplicemente non c’era più nessun Romano decente che potesse guidare i resti della grande civiltà ormai morta

                o il Milan di quest’anno

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Trump è molto esuberante ma è un buon diavolo.”

                cerdo proprio che tu non sappia di cosa parli…e ci credo non leggi l’inglese, non segui la stampa americana, come potresti avere un’idea di quello che succede nella realtà, non nel mondo delle idee?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                beh, più o meno le cose arrivano anche qua.
                Ma se ti risulta che la stampa in inglese riveli cose tenute segrete da quella in lingua italiana, raccontamele un po’.

                Sacrifici umani, antropofagia…?

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Ma se ti risulta che la stampa in inglese riveli cose tenute segrete da quella in lingua italiana, raccontamele un po’.”

                no è che di certe cose la stampa italiana proprio non se ne occupa…non ho letto nulla o pochissimo sulle pratiche da polizia segreta dell’ICE, sull’idea di sospendere l’habeas corpus, sulla gente, anche con la green card, o addirittura americani arrestati negli aroporti e fatti sparire per giorni….

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Trump è molto esuberante ma è un buon diavolo.”

                però sono curioso di sapere da dove nasce questo giudizio “è un buon diavolo”…

              • Peucezio scrive:

                Temperamento, è un uomo di mediazione, uno a cui piace fare affari, evita lo scontro, la guerra finché può, mi sembra un entusiasta, non un rancoroso o un cinico.

                Un po’ come il Berlusca.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “no è che di certe cose la stampa italiana proprio non se ne occupa…non ho letto nulla o pochissimo sulle pratiche da polizia segreta dell’ICE, sull’idea di sospendere l’habeas corpus, sulla gente, anche con la green card, o addirittura americani arrestati negli aroporti e fatti sparire per giorni…”

                L’ultima cosa io l’ho letta in italiano.
                Delle altre cose puoi dirmi qualcosa?
                Cos’è l’ICE?

                L’impressione comunque è che stia succedendo qualcosa di sistemico e Trump sia solo l’innesco.
                Cioè che gli USA stiano in qualche modo uscendo dallo stato di diritto.

              • Peucezio scrive:

                Semmai quando il sistema (questo nuovo, molto arbitrario e privo di scrupoli) andrà avanti da solo senza Trump ci sarà da preoccuparsi, perché i sistemi sono molto peggio delle persone e finché c’è un individuo forte, magari li alimenta, ma all’occorrenza li contiene.

              • Francesco scrive:

                ti ricordi quando Berlusconi strillava contro i giudici comunisti? glielo passavo perchè i giudici erano molto più potenti di lui (e perchè aveva ragione)

                Trump dà dei comunisti ai giudici che non gli danno ragione, compresa la Corte Suprema nominata da lui, e lì ai comunisti sparano a vista, all’incirca

                per farti un esempio

                PS l’ICE è la polizia che controlla l’immigrazione

              • roberto scrive:

                peucezio

                “non un rancoroso”

                minchia! mi sembra che il 100% delle sue azioni di questo mandato siano dettate da rancore e vendetta…

              • roberto scrive:

                francesco e peucezio

                “Trump dà dei comunisti ai giudici che non gli danno ragione,”

                ma questo sarebbe il minimo a me quello che fa paura è che semplicemente se ne frega.

                un giudice del massachusset emana un’ordinanza che sospende l’espulsione di una decina di tizi verso il sud sudan (sud sudan!)?
                il giorno dopo i tizi sono imbarcati su un aereo e spediti a djibouti…cioè non “impugno la decisione” come farebbe un semplice berlusconi, ma me ne fotto e faccio strame della costituzione

                https://www.politico.com/news/2025/05/21/trump-deportations-south-sudan-00362919

              • roberto scrive:

                peucezio

                “ICE”

                fino a poco fare era la polizia di forntiera, ora sono queste bande di uomini mascherati e armati che sequestrano la gente durante i processi

                https://www.youtube.com/watch?v=qQW9Jd4m61w

                o semplicemente per strada
                https://www.youtube.com/watch?v=Hrx1nUjh_lM

                si lo so, sembrano delle milizie paramilitari stile sudamericano…ma sono una specie di corpo di polizia

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “minchia! mi sembra che il 100% delle sue azioni di questo mandato siano dettate da rancore e vendetta…”

                Ma non mi sembra rancore, mi sembra un modo per dire: “se mi ostacolate pagate un prezzo”, un modo per agire senza vincoli, una deterrenza, più che un mezzo per sfogare un rancore.

                Ma io non sono dentro di lui, magari sbaglio.

                Comunque per me una mancata guerra in Iraq o simili compensa mille deportazioni di immigrati, perché una guerra uccide, distrugge infrastrutture, crea fame, disarticola una società…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “cioè non “impugno la decisione” come farebbe un semplice berlusconi, ma me ne fotto e faccio strame della costituzione”

                Eh, d’altronde se non si fa così non si riesce a fare niente e si è paralizzati nell’azione di governo.

                Fosse per me si farebbe in Italia, dove c’è una totale paralisi decisionale cronica e permanente, a tutti i livelli, con conseguente decadenza e impoverimento.

                Capisco comunque le tue perplessità.

              • Peucezio scrive:

                Mi viene anche da dire che se Trump può agire contro la sospensione senza impugnarla, solo battendoli sul tempo e disattendendo una decisione della magistratura, è perché evidentemente il sistema è congegnato in modo da consentirglielo, altrimenti chi esegue materialmente l’ordine di Trump verrebbe arrestato o addirittura ci sarebbe una forza pubblica che risponde direttamente al giudice che gli impedirebbe di agire manu militari.

              • Ros scrive:

                roberto: “però sono curioso di sapere da dove nasce questo giudizio “è un buon diavolo”…

                beh dai, a mio parere è evidente.

                Ha la faccia e il cipiglio da simpaticunazzo sparaminchiate come natura crea.

                Poi, certo, si va a de gustibus, ed è vero che c’è chi invece ti pare preferire quelli che parono persone serie e annobiliate fini;
                quelli che li guardi e pensi che no, che è impossibile che possano mai scoreggiare, tantomeno in ascensore.
                Manco ce lo avranno loro il bucjo de culo loro.

                Lui, Trump, invece è come noi, è uno di noi.
                Lui il bucjo de culo ce l’ha e lo usa con maestria.

                Scoreggia!
                Allegramente!
                Orgogliosamente!

                Soprattutto in ascensore.

                Per la preferenza all’uno o all’altro tipo so’ gusti alla finfine🙄
                Ma cla maggioranza verte per quelli che c’hanno il bucjo de culo come noi.

                Eppoi Trump è giallo di natura.

                L’altro giorno vedo in tv
                – caso più unico che raro –
                ” 5 minuti” di Bruno Vespa, che s’aspettavano in casa quello lì dei pacchistari.

                Ebbene c’era la segretaracchia del partito demofrascico dal nome dis’italico barbaro crucchiante tipo shtetl, quella che pare si inzitelli apposta.

                Ora, la tipa si sforzava di eloquiare la sua parte in commedia a mo’ di maniera simpaticunazza e verace;

                l’attori, conferenzieri, e doppiatori chiamano ciò parlare con la voce gialla

                https://www.mikybotti.com/blog/crescita-personale/cosa-sono-colori-voce

                la voce gialla constà nel parlare sempre sorridendo entusiasti, qualsiasi sia la cosa che stai a dire.

                Pensiamo a Fiorello, ebbene questo parla solo con la voce gialla; semper perennis gialla. Inimmaginabile pensarlo – lui et similia sua – con altra cromia vocale.

                Pare che più sai parlare bene e naturale con la voce gialla e più è la simpatia raccolta fra gli ascoltatori del messaggio.

                Tornando ora alla segretaracchia;

                nel sentirla ingiallire forzatamente invanamente dilettantescamente male la sua voce da sembiare accussì solare, assertiva, ridente e propositiva, fiorellante come un Mastrota.

                Gialla, appunto!
                A sentirla non puotti credere alle mie recchie e a tale sconsideratezza in atto e in bella luce.
                La segretaracchia si sforzava; si sforzava male e invano, poverella 😳 mesi e mesi d’addestramento quotidiano che per la politica ci vuole farla gialla oggi;
                Invano proprio.

                S’impegna;
                ma non v’è portata per il giallo.
                Il risultato è minimominimo controproducente. Fa spavento ai bimbini.

                I suoi addestratori gli devono dire che se la voce gialla non gli riesce se ne deve fare una d’un colore a lei più adatto.

                Tipo, che so’, la blu mista un poco alla verde per esempio, provare questa ed evitare ogni giallume che gli viene troppo assai male.

                E’ che tutti si sono fissati con la voce gialla come considerata la migliore e più efficace per vendere un prodotto; e poi non è così.
                Perché se non la sai fare e ti ci sforzi pare che stai cacando duro e stitico di pena e di dolore☹️

                E al pubblico recchiante gl’arriva solo una fintazione recitativa d’antipatia e fetore col sorriso spastico impostato a quarantaquattro denti mal’impaiati bocca aperta.

                Gl’arriva uno spettacolo piatòso di quelli che ti fanno arrossire e vergognare di empatica umana pena per l’altro e l’arrancare suo che vedi.

                Trump invece c’ha il carisma a mazzi e sprazzi; spontaneo, innato e veritierio e sgorgheggiante a ludica fontanella estiva.

                Ti fa tutti colori dello spettro vocale Trump, blu e rossa innanzitutto, poi ci nuancia assieme lievi tocchi in verde…

                …tranne il giallo da servetta agginocchiata docile che ti deve vendere il sapone.

                Eppoi non può essere cattivo Trump, perché è troppo un sano scorreggione come noi.

                E’ uno di noi!

                Bisognerebbe avvertire gli addestratori dei politici che la voce gialla va evitata sempre e comunque perché non funziona in quell’ambito particolare.
                Blu, rossa e verde, mai gialla se non lesinata alla battuta a chiosa; e mai grigia.
                La nera poi è sempre troppo rischio, può far fare il botto in bene come in male.

                Il fatto è però che la segretaracchia del partito demofrascico con questa voce gialla non convincerà giammai alcuno in maggioranza🙄

          • Peucezio scrive:

            Roberto

            “se io sono a favore della prigione per gli omosessuali non posso certo fregiarmi del titolo di “democratico”, ma non credo che dovrebbero espellermi dalla lotta elettorale *per questo*.”

            Questa invece non l’ho capita.
            Che c’entra la democrazia?
            Negli USA un tempo gli omosessuali finivano dentro, ma mi pare difficile escludere gli Stati Uniti dal novero delle democrazie liberali rappresentative, con pesi e contrappesi, divisione dei poteri, ecc.
            Lì è questione di morale: un tempo era sentita come immorale l’omosessualità, oggi per esempio la pedofilia.

            • roberto scrive:

              peucezio

              “Questa invece non l’ho capita”

              beh mi sembra che escludere dalla vita civile una parte della popolazione (siano gli omosessuali, o le donne, o i neri, o quelli con gli occhiali), non sia esattamente “democratico”

              • Francesco scrive:

                Beh, oggi sono esclusi i minorenni, con un limite di età del tutto arbitrario.

                Diciamo che ogni definizione di cittadini esclude qualcuno dai diritti e doveri di cittadinanza.

                Poi anche a me piace la situazione attuale, dove NON sono escluse persone in base a parametri che sarebbero ingiustificati come il sesso, la religione, l’etnia, il censo, il QI … anche se sospetto che questo sia correlato ai voti presi da personaggi come Conte e Salvini.

                Insomma, è un gioco complesso ricco di retroazioni a sorpresa.

                Ciao

              • Corpo umano scrive:

                Democrazia

                Può essere
                a) formale
                b) sostanziale
                e soprattutto
                c) ipnocrazia. Semplicemente ci sono talmente tante interpretazioni dei fatti in giro e tutte confezionate per essere credibili sui social, che alla fine non ci si capisce più niente di niente e i furbi sotto sotto sanno come farsi i propri, interessi.
                Ma allora bisogna capire cosa c’è sotto.
                E sono faccende complicate e scorbutiche
                Tipo
                https://altreconomia.it/perche-il-declassamento-del-debito-statunitense-e-un-segnale-forte/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NL21525NANS

                In sostanza per avere accesso a una vera democrazia bisogna dedicare qualche mese di studio a questa roba.
                Chi lo fa? Pochi. E quindi ci si cucca l’ipnocrazia

              • roberto scrive:

                Francesco

                ‘oggi sono esclusi i minorenni,”

                facevo l’esempio di una società che incarcera gli omosessuali, i minorenni sono liberi di girare 🙂

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “beh mi sembra che escludere dalla vita civile una parte della popolazione (siano gli omosessuali, o le donne, o i neri, o quelli con gli occhiali), non sia esattamente “democratico””

                Quindi gli USA non erano democratici.

                Secondo me stai facendo confusione.
                Ogni società ha i suoi tabù e punisce alcuni comportamenti.
                In Gran Bretagna, e credo anche in Italia, se ti trovano nel PC immagini pedofile di fantasia, tipo disegni, fumetti, ti arrestano.
                Il che signifca anche che probabilmente non ti fanno votare, ecc., in ogni caso ti escludono dalla vita civile.
                Eppure non c’è nemmeno la vittima: si colpisce solo una tua preferenza sessuale.
                Quindi la Gran Bretagna non è democratica.

                A me della democrazia rappresentativa non frega nulla, ma la democrazia rappresentativa non c’entra con ciò di cui parli.
                Significa banalmente che c’è la sovranità popolare, il suffragio universale, ma anche tutto un sistema di regole e contrappesi che ne limitano la portata, che istituiscono poteri indipendenti e di controllo, ecc.

                Cosa c’entra questo con i reati e i comportamenti stigmatizzati e perseguiti penalmente?

              • Peucezio scrive:

                Ci sono zone d’Italia con un’altissima incidenza di furti.

                Il furto è reato.

                Allora dobbiamo dire che l’Italia non è democratica perché esclude i ladri dal consesso civile?

                Lì, d’accordo, almeno c’è la vittima.
                Nei casi che ho citato nemmeno.

                Ma ce ne sono tanti altri.
                Tantissimi ordinamenti giuridici democratici, oggi o nella storia, pongono dei limiti nel disporre di sé.

                Negli USA in molti stati è vietato anche il suicidio.
                Quindi gli USA non sono democratici perché escludono dal consesso civile i tentati suicidi?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                però ciò che sostieni è altamente sintomatico di una temperie.

                Una persona ragionevole e intelligente come te comincia a classificare scelte di merito valoriali come fattori di democraticità, sia pure perché siamo su un terreno un po’ liminare (il caso di reati senza vittima, di pressione dello stato su scelte o preferenze individuali).

                Ma ciò apre la strada proprio a quello cui assistiamo sempre di più, cioè l’idea che il popolo decide, ma decide legittimamente solo quando decide ciò che vogliamo noi.
                Cioè che il merito delle scelte prevale sulla titolarità da parte del popolo di quelle scelte.
                Il che significa che il popolo non decide più: ci sono cose “giuste” e cose che non lo sono e bisogna fare quelle, indipendentemente dalla volontà collettiva.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “ Secondo me stai facendo confusione.”

                Non credo, mi sono riletto e mi sembra tutto abbastanza chiaro. Ma capisco se mi dici che non sei d’accordo

                E si, esito a definire gli usa della segregazione razziale una democrazia…poi bisogna vedere esattamente a che periodo ti riferisci

              • roberto scrive:

                peucezio

                ““ Secondo me stai facendo confusione.”

                provo a rispiegare concentrandomi sul nocciolo

                tu scrivi
                “Quello che è intollerabile è stabilire che un partito è antidemocratico non perché voglia davvero abolire la sovranità popolare, ma perché ha idee che non ci piacciono.”

                io rispondo:

                partito ha idee di merda? => pazienza

                partito antisistema ma nel quadro cosituzionale? => pazienza

                partito vuole perseguire le sue idea (che siano di merda o no) con metodi contrari alle regole? => antidemocratico e non va bene, e fa bene una democrazia a difendersi

                più chiaro di così non credo di poter essere

              • Peucezio scrive:

                Robbè,
                siamo d’accordo su tutto.

                Non ti ho seguito quando hai detto che uno stato che incarcera gli omosessuali non è democratico.

                Uno stato che incarcera gli omosessuali lo trovo orribile, ma non vedo il nesso con la democrazia.

                Anzi, mi pare uno di quei casi in cui un principio di libertà debba prevalere sulla democrazia.
                Cioè se il 99% dei cittadini stabilisce che l’1% non ha il diritto di inchiappettarsi (scusa la brutalità, ma per capirsi: gli ordinamenti puniscono gli atti, non le inclinazioni), non me ne frega un cazzo di quello che vuole il 99% dei cittadini: non hanno diritto a imporre all’altro 1% un comportamento, se non ne sono coinvolti o toccati.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “E si, esito a definire gli usa della segregazione razziale una democrazia…poi bisogna vedere esattamente a che periodo ti riferisci”

                In pratica mi stai dicendo che quella americana non è la più vecchia democrazia del mondo, ma una delle più recenti… Va bene.
                La retorica sulla democrazia americana mi ha sempre infastidito.

                Ma noi parlavamo del reato di omosessualità, non c’entra nulla la segregazione razziale.

                In linea di principio potremmo dire che se arbitrariamente neghi lo statuti di cittadini elettori e addirittura di soggetti giuridici a una parte della popolazione, non sei democratico, perché riduci arbitrariamente l’universalità del suffragio.

                Ma allora bisogna intendersi su cos’è la democrazia.
                Gli schiavi ad Atene mica votavano.
                Eppure era una democrazia.

                Essenzialmente “democrazia” significa che c’è una base elettorale non cetuale, identificata con la comunità, col “demos”, che ha la sovranità.

                Un contadino povero italiano di epoca postunitaria, prima di Giolitti, ecc., era cittadino a pieno titolo, era un uomo libero, poteva sottoscrivere contratti, ecc. ecc., ma non poteva votare.

                Quindi c’era un voto su base cetuale, non una democrazia piena.

                Per i Greci gli schiavi non erano cittadini, erano res.
                Ovviamente è un’idea odiosa.
                Ma farei fatica a negare lo statuto di democrazia a un sistema simile.
                La democrazia non è un premio che si dà a una società giusta e virtuosa e tantomeno, come si tende a fare oggi, un costrutto retorico, una parolina magica; “democrazia” è una definizione tecnica, un modello istituzionale.
                Quindi farei un po’ fatica a negare agli USA schiavisti o all’Atene di Pericle lo status di democrazia, anche se non ci piacciono come modelli sociali e istituzionali per ottimi motivi.

                Ma in tutto questo l’omosessualità non c’entra nulla.
                Lì viene perseguito un comportamento.
                Ovviamente sbagliando, per come la pensiamo noi. Ma non c’entra il modello istituzionale e costituzionale: non è questione di forma di governo, ma di ordinamento penale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Ma noi parlavamo del reato di omosessualità, non c’entra nulla la segregazione razziale.”

                Credo che ci sia un fraintendimento: anch’io avevo pensato di scrivere qualcosa come quello che scrivi tu, ma credo che roberto abbia semplicemente sbagliato parola. Infatti se leggi il resto del suo commento, si capisce che roberto fa un’ipotesi di un comportamento veramente antidemocratico, distinguendolo da quello di cui stiamo parlando.

                Il problema poi è cosa si intende per “democratico”.

                Mi vengono in mente cose diversissime

                1) “reale partecipazione della gente comune al governo delle cose” (compresa anche la gestione dell’economia);

                2) “rispetto da parte dello Stato di diritti privati individuali”;

                3) “sistema fondato sulla separazione dei poteri”

                4) “scontro tra due squadre di tifosi dove vince quella che pesca il numero 51%”

                Non sono tutte mutuamente esclusive come definizioni, ma credo che sarete d’accordo sono talmente diverse, che non si capisce bene cosa si intenda con “essere democratici”.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Mi vengono in mente cose diversissime”

                Tutte le 4 definizioni (e sicuramente ce ne possono essere cento altre) possono secondo me coesistere con l’ammissione o il divieto dell’omosessualità: quella più “tollerante” potrebbe essere la definizione 2), ma non è detto.

                Comunque ricordo che sotto il fascismo, l’omosessualità non era reato: in compenso la polizia aveva la facoltà di colpire con i provvedimenti della diffida, dell’ammonizione giudiziale e del confino di polizia tutti coloro i quali “costituivano motivo di scandalo”. In quanto reati amministrativi, non c’era neppure bisogno di processo. E quindi molti omosessuali “noti” pare che fossero mandati al confino.

                Negli Stati Uniti la “sodomia” (cioè uno specifico atto fisico, non una “preferenza” soggettiva) fino al 1962 era reato in tutti gli Stati, punibile con i lavori forzati (e con la pena di morte in alcuni fino al 1873).

                Dal 2003, le leggi antisodomia sono state tutte invalidate dalla Corte Suprema, ma restano sulla carta: attualmente è vietata anche tra persone di sesso opposto in Oklahoma, Louisiana, Mississipi, Georgia, Florida, Maine, Michigan e le due Caroline; Texas, Kansas e Kentucky sono di vedute più ampie, e la vietano solo tra persone dello stesso sesso.

                Nell’Idaho, la pena era l’ergastolo.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,

                “1) “reale partecipazione della gente comune al governo delle cose” (compresa anche la gestione dell’economia);

                2) “rispetto da parte dello Stato di diritti privati individuali”;

                3) “sistema fondato sulla separazione dei poteri”

                4) “scontro tra due squadre di tifosi dove vince quella che pesca il numero 51%””

                Oggi si usa come clava retorica una parola che vuol dire 1), teorizzando che vuol dire 2) e 3), mentre nella realtà è 4).

        • roberto scrive:

          peucezio

          “antipopulisti vicini alle tue posizioni”

          prego notare che chi è contro il suffragio universale è davvero lontano dalle mie posizioni

          • Peucezio scrive:

            Tu forse sei lontano da lui, ma non lui da te.
            Nel senso che gente che la pensa come te quasi su tutto, pensa anche queste cose qua, che tu non epnsi e sarei scorretto e ingiusto nell’attribuirtele.

      • Peucezio scrive:

        E no, mi dispiace, l’immigrazione o i diritti degli omosessuali o il diritto all’aborto non c’entrano nulla con la sovranità popolare e le libere elezioni.

      • PinoMamet scrive:

        Vietare la marcia su Roma andava fatto, era una misura democratica.

        La domanda più giusta sarebbe: era giusto impedire che il partito fascista partecipasse alle elezioni?
        E la risposta è semplice: se dichiarava di rispettare i principi democratici, non c’era motivo di proibirlo (nessuno può predire il futuro..) ;
        nel caso sel partito fascista, comunque, lo squadrismo smentiva qualunque dichiarazione, per cui andava proibito.

        Per quanto riguarda la seconda domanda, ha risposto la Storia.

        Nessuno dei due casi mi pare possa mettere in discussione la validità dei principi della democrazia, semmai li conferma.

  16. PinoMamet scrive:

    La mia aspirazione:

    l’esercito di Israele che in massa si ribella a Netanyahu, incrocia le braccia e rifiuta di proseguire ogni operazione a Gaza.
    A discrezione, aggiungerei marcia pacifica su Gerusalemme con garofani nelle canne dei fucili.
    Netanyahu rassegna le dimissioni.

    Nel frattempo i gazani finalmente sfamati cacciano Hamas…

    • Corpo umano scrive:

      Hamas è come un iceberg, si vede solo la parte superficiale. Non è dato sapere cosa ci sia sotto, a parte i tunnel a Gaza.
      Ma io pensavo male rispetto alle fallite trattative tra Usa e Iran.
      Non mi aspetto niente di buono.
      Vedo segnali inquietanti.

      • Peucezio scrive:

        Inquietanti per chi?

        • Corpo umano scrive:

          Inquietanti per il rischio della famosa guerra regionale
          Ma forse negli ultimi tempi ho letto troppo la Pravda.
          Non è un mistero che Israele abbia pronto un piano per attaccare i siti nucleari dell’Iran.
          Ma non potrebbe far questo senza il supporto degli Stati Uniti.
          Addirittura girava voce che questo attacco sarebbe avvenuto dopo il ritorno di Trump dal viaggio in Medio Oriente.
          Poi questo duplice omicidio che avrebbe potuto scatenare una reazione, anche se l’assassino si è lasciato catturare.
          Boh.
          Per fortuna non è ancora successo niente.
          Sulla Pravda le notizie appaiono per una mezz’oretta e poi spariscono nel nulla.

          • Corpo umano scrive:

            https://italy.news-pravda.com/russia/2025/05/22/190080.html
            Oggi negoziati sul programma nucleare iraniano.
            Forse si dovrà trovare un piano B.
            (Ieri sembrava che le trattative fossero fallite. E invece no. Piano B. Ultima spiaggia). Credo. Ma io queste notizie le trovo solo sulla stampa diciamo “alternativa” se pur di parte.
            E comunque, in genere ci capisco poco.
            Il Medio Oriente è opaco.
            Non ci si dovrebbe neanche pensare.
            Quel che capita capita.

            • Corpo umano scrive:

              https://italy.news-pravda.com/russia/2025/05/22/190063.html
              Informa la Pravda che oggi è la giornata mondiale della tartaruga.

            • Corpo umano scrive:

              https://www.remocontro.it/2025/05/21/nucleare-iraniano-i-colloqui-infiniti-che-convengono-a-tutti/

              L’Iran è alle prese con una paradossale crisi energetica.
              Nel frattempo arricchisce l’uranio.
              Se lo arricchisce fino al 90% allora potrebbe costruirsi un certo numero di bombe atomiche.
              Ma atomica o non atomica, l’Iran è pieno di missili micidiali. Si è già visto qualcosa non molto tempo fa quando i missili (ipersonici? Balistici?) iraniani hanno bucato le difese missilistiche israeliane.
              Israele geograficamente è un piccolo staterello con una concentrazione di popolazione altissima.
              Di fronte ad un attacco missilistico massivo verrebbe quasi cancellato.
              D’altra parte possiede un certo numero di atomiche che se lanciate su un territorio enorme come quello iraniano sicuramente causerebbero degli sconquassi inimmaginabili, ma non arriverebbero alla distruzione totale dell’Iran.
              Insomma, sarà bene che tutti si calmino e trovino una soluzione.
              Oggi a Roma.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Corpo umano

                “Roma”

                Qualche nota a margine.

                Israele ha dalla sua il precedente del bombardamento riuscito di Osirak, il reattore nucleare Irakeno.

                Va detto però che Osirak era in una zona pianeggiante, del tutto esposta e facile bersaglio.

                E, soprattutto, che Osirak dietro aveva la megalomania di Saddam, che per certi versi era il classico dittatore pazzo dei film hollywoodiani. L’Iraq non ha mai avuto la quantità di scienziati e tecnici dell’Iran (che ha notevoli esperienze fatte in casa sulla fusione nucleare), tant’è che si basava sempre su singoli scienziati e tecnici stranieri (come l’inventore del cannone orbitale), eliminati i quali dal Mossad non si sarebbe mai risollevato tanto facilmente.

                Gli impianti Iraniani sono fra e sotto le montagne, quindi relativamente difficili da colpire dall’alto (chi ha visto “I ponti di Toko-Ri” sa cosa voglio dire). Hanno sostenuto, sia pure con gravi danni e ritardi di anni, l’attacco informatico di Stuxnet alle loro centrifughe. Hanno centinaia, se non migliaia, di tecnici e scienziati (di cui molte donne) motivati da un patriottismo di cui abbiamo poca idea qui.

                E soprattutto l’Iran ha già dato prova di saper superare le difese antimissilistiche Israeliane con colpi che finora sono stati solo dimostrativi. Al punto di poterne rifornire gli Houthi, che finora sono stati in grado di infliggere pesanti perdite alle pur soverchianti flotte USA, che hanno saputo spingere il porto Israeliano di Eilat sull’orlo del fallimento e che hanno colpito pure l’aeroporto internazionale ‘Ben Gurion’.

                Il patto di cooperazione militare fra Iran e Russia garantisce a Teheran l’accesso all’assistenza dell’unico produttore di missili ipersonici i cui prodotto sono stati testati con successo sul campo. Difficile immaginare che tutte le basi di lancio Iraniane vengano messe fuori combattimento con un colpo solo. E un paio di ipersonici sui desalinizzatori di Tel Aviv renderebbero le città Israeliane invivibili.

                Il bello è che molti in Iran non vogliono affatto uno scontro. E’ l’ostinazione USA a sostenere i sionisti che dà man forte ai sostenitori della linea dura a Teheran, proprio per il patriottismo di cui sopra (che non è necessariamente fondamentalismo religioso).

                Il pericolo è che, messo alle strette dal non riuscire a venire a capo dei molteplici fronti si cui si è impegnato e con la spada di Damocle dei procedimenti penali pendenti sul suo capo e sospesi solo per via delle ostilità in corso – Netanyahu scateni comunque l’attacco.

                Ma anche nel caso più favorevole a Netanyahu in cui l’attacco riuscisse in pieno e Teheran non fosse in condizione di mettere a sua volta Israele in ginocchio, illudersi che ciò provocherebbe una rivolta popolare contro il governo degli ayatollah mi sembra francamente un’illusione.

                E in pochi anni ci troveremmo una nazione relativamente avanzata di ottanta milioni di abitanti fanaticamente dédita alla vendetta.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                gli Houthi, che finora sono stati in grado di infliggere pesanti perdite alle pur soverchianti flotte USA,

                >>> no scusa ma cosa ti sei fumato? perchè accusi ME di avere visto troppi film di John Wayne ma poi scrivi roba che neppure gli sceneggiatori di Top Gun …

              • Corpo umano scrive:

                https://www.remocontro.it/2025/05/23/liran-a-roma-per-trattare-tra-minacce-e-crisi-energetica/
                Questo è appena stato pubblicato
                Nethanyau stando a vari articoli che ho letto, non attaccherebbe ma l’Iran senza il supporto degli Stati Uniti
                Gli Houthi hanno fatto sì che la flotta navale americana che era impegnata a combatterli, dopo aver sprecato dei droni sproporzionatamente costosi per respingere i droni low cost degli Houthi, abbia ingranato la marcia indietro e se ne sia andata a fare rifornimento.
                Cosa complicata, a dire il vero. Quindi Trump ha fatto la pace con gli Houthi.
                Ho un video ma per ora non lo linko

              • habsburgicus scrive:

                @Francesco
                gli Houthi, che finora sono stati in grado di infliggere pesanti perdite alle pur soverchianti flotte USA,

                >>> no scusa ma cosa ti sei fumato? perchè accusi ME di avere visto troppi film di John Wayne ma poi scrivi roba che neppure gli sceneggiatori di Top Gun …

                il nostro AdV, che è peraltro sempre informatissimo ed è un piacere leggerlo, ha l’abitudine di dare un’importanza forse eccessiva ai siti telegram aut similia “filo-russi” [melius, anti-YSA..ve ne è una caterva, il web oggi lo dominano loro 😀 😀 :D] che sogliono magnificare le “imprese” degli Houthi, come la (presunta) forza iraniana, le “vittorie del compagno Putin contro i fascisti banderisti” ecc ecc
                gli Houthi in realtà , dal poco che so (potrei sbagliarmi), certamente sono molesti ma il loro impatto sugli USA è di fatto prossimo a pi greco diviso la lunghezza dell’equatore in metri 😀

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “illudersi che ciò provocherebbe una rivolta popolare contro il governo degli ayatollah mi sembra francamente un’illusione. ”

                Non conosco dall’interno la società iraniana, ma addirittura immagino che un attacco esterno del genere la compatterebbe di più e ridurrebbe di molto la dissidenza.

                Gli iraniani si sentono iraniani prima che islamisti, sciiti, antioccidentali, filo-occidentali, ecc.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                non ci provare 🙂

                tu hai scritto una cosa precisa e assai diversa da quello che riportano i giornali!!!

                il giorno in cui qualcuno sarà in grado di scalfire la US NAVY, il crollo dell’impero americano sarà molto più vicino

                a oggi non è ancora successo (anche se pare che gli sciami di droni marini con AI cinesi …)

                😉

    • Francesco scrive:

      scusa Pino ma che cazzo servono i garofani? PRIMA fucilare il governo di Bibi, poi mettere fiorellini nei cannoni

      anche se ho sentito che le giovani generazioni di soldati sono di quella parte lì, non più del tipo Rabin

      🙁

  17. Miguel Martinez scrive:

    Una domanda…

    Leggo:

    ” German Foreign Minister Johann Wadephul announced that we will meet the new 5 percent spending target […]

    Five percent of the German GDP is an enormous amount of money. Specifically, it is 220 billion Euros a year, or 45% of the entire federal budget for 2025. For comparison, the Chinese presently spend 230 billion Euros a year on defence, and the Russians 125 billion. ”

    Io avevo capito che si parlava di 5% della spesa pubblica. Ma si tratta davvero di 5% del PIL da spendere in armi?

  18. Moi scrive:

    Sui ReferendA 🙂 :

    In realtà pare che si possa di diritto (!) espressamente (!) selezionare di votarne solo alcuni, senza farsi dare le schede degli altri … MA questa possibilità di “astensione selettiva” va a inficiare la segretezza degli intenti.

    In ogni caso SE ci asteniamo da tutti e 5 (nessuno mi riguarda personalmente) … almeno le Femmeniste Woke Lesbiche Vegane Misandriche Tricopolicrome 😉 si lamenteranno per qualcosa (!) contro di noi in quanto Masci Bianchi Etero Cis “preMillennialS” anagraficamente !

    Riflettete : avete l’ occasione di astenervi per fare un dispetto alle antipaticissime Femmeniste Woke Lesbiche Vegane Misandriche Tricopolicrome !

    😉

    • Moi scrive:

      Girano ‘ste statistiche preventive (!) che il Maschio Bianco Etero Cis che abbia vissuto almeno 20 anni di Novecento sarà la categoria che si asterrà di più …

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “In ogni caso SE ci asteniamo da tutti e 5 (nessuno mi riguarda personalmente) …”

      interessante…

      in effetti non sono un lavoratore dipendente, sono un Partita IVA forfettario.

      Sono già cittadino italiano, per altre vie.

      Però non esisto solo io.

    • PinoMamet scrive:

      A me pare che nessuno dei quesiti abbia a che fare con le Lesbiche Woke Vegane, però.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Se ne parla la sinistra DEVE riguardare solo le lesbiche woke vegane: la sinistra parla solo di quello e non dei lavoratori, che invece sono tutelati dalla destra.

        Le basi, insomma! 😀

        • PinoMamet scrive:

          😀

        • Francesco scrive:

          se le tutele che la sinistra pensa di offrire ai lavoratori sono quelle dei 4 referendum di Landini, mi tocca rivalutare le ricette economiche di Salvini!

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Premesso che sono convinto che tu non sappia cosa si intenda nel linguaggio giuridico per “tutele”, riesci a farmi un esempio di tutela efficace che offriresti ai lavoratori?

            • Francesco scrive:

              un’economia in crescita e libertà di fare sindacato

              tutto il resto sono palliativi

            • Francesco scrive:

              illumina

              mi pare ti piaccia molto

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Facciamo un esempio, di quelli che hai scelto tu: libertà di associarsi al sindacato.

                Di che tutele gode questa libertà?

                In Italia la libertà sindacale gode di numerose tutele: dal divieto di licenziare chi si iscrive al sindacato (o chi NON si iscrive) alla nullità di tutti i provvedimenti del datore di lavoro adottati in conseguenza dell’iscrizione sindacale.
                La tutela non è una posizione giuridica in sé, ma ciò che è previsto per la sua protezione.

                I referendum riguardano, tra le altre cose, le tutele contro il licenziamenti illegittimi.

              • Francesco scrive:

                a mio modesto parere: la tutela della libertà di iscriversi al sindacato non dovrebbe essere difesa in primo luogo dalla forza dei sindacati tra i lavoratori?

                se questa c’è, la la tutela legale è superflua; se non c’è, temo sia vuota.

                mi sembra un caso di tentata sostituzione della realtà con la legge.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Quindi tu non vuoi tutelare nemmeno la libertà sindacale: e allora perché dicevi stronzate, sopra?

    • Peucezio scrive:

      Moi,
      “MA questa possibilità di “astensione selettiva” va a inficiare la segretezza degli intenti. ”

      È vero.
      Io me ne fotterò e rifiuterò ostentatamente la scheda di quel pirla di Magi, ma effettivamente il voto dovrebbe essere segreto.
      Accusano le dittature di inficiare de facto, con espedienti, la segretezza del voto, ma questi fanno la stessa cosa.

  19. Moi scrive:

    https://www.huffingtonpost.it/politica/2025/05/19/news/il_no_al_remigration_summit_di_alessandro_gassmann_via_il_nome_di_mio_padre_dal_teatro_di_gallarate-19237439/

    Il no al Remigration Summit di Alessandro Gassmann: “Via il nome di mio padre dal teatro di Gallarate”

    Una presa di distanza dopo la riunione dell’ultradestra europea, dai contenuti xenofobi: “Mio padre ebbe parenti deportati e uccisi dai nazifascisti”

  20. Moi scrive:

    https://en.wikipedia.org/wiki/Remigration

    … quindi è “pulizia etnica” anche senza ammazzarli ?

  21. MOI scrive:

    Quindi il Kapitalismo ha creato la Superiorità Bianca per poi distruggerla in nome di sé stesso.

    “Acsé cum a t’ ho fat a t dsfagh”

  22. MOI scrive:

    … e ne si va pure fieri di odiare sé stessi-I !

    https://www.telegraph.co.uk/news/2025/04/26/ban-white-men-racist-plays-theatre-shakespeare/

    Why isn’t it racist to ban white men?

    A female theatre director has proposed a year-long ban on plays by writers who are white and male.

    So long, Shakespeare…

    __________

    … lo sapevate ?

    • Corpo umano scrive:

      Moi
      Ma non ti è mai venuto il sospetto che tutto questo genderismo di marca democratica sia un utile alibi per mascherare il dilagare della diseguaglianza economica?
      Ti tolgono la pensione, la scuola, la sanità,
      il lavoro e non so che altro, ma ti dicono che in fondo tutti sono uguali secondo la razza, l’orientamento sessuale ecc (oh, per carità, dovrebbe essere una cosa da darsi per scontata, senza il marchio pubblicitario sopra)
      Ah, che grande democrazia!
      Col cavolo! È solo una presa per il culo.
      Dico così ma non sono molto addentro alla faccenda.

      • MOI scrive:

        non ti è mai venuto il sospetto che tutto questo genderismo di marca democratica sia un utile alibi per mascherare il dilagare della diseguaglianza economica?

        _____________

        SÌ … tipo da quando ci fece la sua prima conferenza Gianfranco Amato.

        (2008 o giù di lì)

      • Peucezio scrive:

        Corpo umano,
        ma non c’è dubbio.

        Solo che questi ci credono davvero.
        I più smaliziati no, ma c’è tutto un mondo che conta che è fanatico con queste cazzate mentre non dà nessuna importanza alla giustizia sociale.

        E sono questi il vero problema, perché chi persegue interessi economici ci sarà semre, ma un ceto dirigente così demente non è scontato.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “A female theatre director has proposed a year-long ban on plays by writers who are white and male.”

      Mi sembra un ennesimo caso di Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.

      Un giornalista afferma di aver letto un articolo su una rivista, senza citare il link, che dice che un’anonima “female theatre director”, in una non meglio precisata conferenza ancora da svolgersi, starebbe per suggerire appunto che “Si” imponga il suddetto bando.

      Immagino che sia tutto vero, ma sospetto che come tante volte su questo blog, il signor Si sarebbe il famoso “Se io fossi lo Stato”.

      s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
      a tutti mozzarei lo capo a tondo.

      Ma a quel punto il Giornalista, da Maschio Bianco, può sentirsi perseguitato e porta a casa un piccolo tesoretto di Punti Vittima.

  23. MOI scrive:

    Derby 😉 Razzismo Razzializzato :

    nel live actidi Lilo & Stich … un’ Hawaiiana interpretata da una Filipina: scandalo !

  24. MOI scrive:

    Live Action di

    • habsburgicus scrive:

      Cmq le Hawaii nel loro piccolo sono multietniche …

      e uno degli Stati più solidamente DEM da quando è stata ammessa negli USA (nel 1959, sotto Eisenhower, REP)…
      credo che i REP alle presidenziali abbiano sempre perso nelle Hawai’i tranne i casi particolari di Nixon 1972 (contro McGovern) e Reagan 1984 (contro Mondale) che in entrambi i casi fecero 49 a 1 (+1)..il “+1” è il Dstrict of Columbia (la città di Washington), che vota solo dal 1964, e che finora ha SEMPRE votato DEM anche e ha solo 3 “grandi elettori”

      • habsburgicus scrive:

        invece l’1 è per Mondale il Ninnesota (Stato di sinstra, pieno di svedesim e per giunta lui veniva di lì)..lo’unico Stato che disse NO a Nixon non mi sovviene, forse il rosso Massachusetts (che, fascino dell’America, fu uno Stato REP nell’Ottocento :D)

    • PinoMamet scrive:

      Letto l’articolo: sì, posso capire il punto di vista dell’autrice dell’articolo (donna samoana, ci dice), ma…

      ricordo le centinaia di ruoli di antichi romani interpretati da attori anglosassoni che NON assomigliano neanche lontanamente a un italiano/romano/mediterraneo, né antico né moderno, senza che nessuno alzasse un ciglio.

      Morgan Freeman (mi pare di aver letto che abbia trovato un’ascendenza Hausa, comunque dall’Africa immediatamente subsahariana) ha interpretato lo xhosa Nelson Mandela, al quale assomigliava in fondo abbastanza poco, e molti lo hanno trovato convincente….

      e vogliamo citare i vichinghi neri?
      E le nuove regole dell’Academy che vogliono che un film, per essere premiabile, debba avere tot ruoli riservati alle “diversità”??

      ma io ho la risposta definitiva: Il gladiatore II.

      Credo non ci fosse neppure un particolare lontanamente accettabile in tutto il film…

      • MOI scrive:

        Giugurta Zulu 😉 diventa “trascurabile” dopo che vedi gli ormai mitici 🦈 🦈 🦈 squali della naumachia al Colosseo … già memi
        prima che uscisse il film.

  25. Francesco scrive:

    >>> Non è necessario ammazzare giornalisti e dissidenti per ammazzare la democrazia.

    Il che rende molto strana la passione con cui i dittatori lo fanno sistematicamente! Non ti è mai venuto in mente?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @francesco

      “sistematicamente”

      No. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, diceva Benjamin Franklin (citato da Asimov). Un paio di spin di tor funziona meglio dell’OVRA, e l’OVRA meglio della Securitate.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        la tesi della dittatura grazie agli spin doctor è molto popolare ma anche chi aveva Goebbles aveva pure la Gestapo e le SS

        la Storia è dalla mia parte e quanto a dittature il campione è amplissimo, ahimè!

        sulla violenza mi sa che aveva ragione Heinlein, almeno in una prospettiva laica

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Goebbels”

          Infatti quando non si ottiene qualcosa con le buone si ricorre alle cattive.

          Il potere questo è: la capacità di infliggere dolore.

          Ma come ogni cosa va dosato. Non tutti sono Tiberio, che poteva dire degli altri: “mi ódino pure, purché mi temano”.

          Il consenso è necessario anche al peggior tiranno, se no fa la fine di un Caligola o di un Eliogabalo qualunque.

          E per il consenso ci vogliono gli spin doctor (a un livello più alto), un Vespa e un Parenzo (a uno più basso).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Dovresti approfondire i tuoi studi di sociologia della dittatura, secondo me.

            Per adesso mi sembri fermo agli slogan che confermano le tue idee di partenza.

            Che è un pessimo metodo!

            Ti consiglio un passaggio per il principio di non contraddizione, per iniziare.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Dovresti approfondire i tuoi studi di sociologia della dittatura, secondo me.”

              Ottima idea.

              Che ne dici di Machiavelli?

              “Deve nondimeno il Principe farsi temere in modo, che, se non acquista l’amore, e’ fugga l’odio, perchè può molto bene stare insieme esser temuto, e non odiato; il che farà, semprechè s’astenga dalla roba de’ suoi cittadini, e de’ suoi sudditi, e dalle donne loro. E quando pure gli bisognasse procedere contro al sangue di qualcuno, farlo quando vi sia giustificazione conveniente e causa manifesta; ma sopratutto astenersi dalla roba d’altri; perchè gli uomini dimenticano piuttosto la morte del padre, che la perdita del patrimonio.”

              (Il Principe, cap. XVII)

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                molto stimato in Italia ma un pò scarso quanto a risultati, sia suoi che dei suoi discepoli

                amplia gli orizzonti, che il cinismo italiano è anche una scusa per la pigrizia, l’arretratezza, l’ignavia e il disimpegno

                Ciao

                PS dalla tua citazione pare si possa dedurre perchè i rossi sono peggio dei neri, hai notato?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “un pò scarso quanto a risultati”

                Càpita, quando si precorrono i tempi.

                “scusa”

                Tutto si può dire di Machiavelli tranne che cercasse scuse.

                “citazione”

                Visto che per i neri i rossi si acquattano pronti a colpire praticamente dovunque, e specialmente nelle teste di chi pensa, a me sembra l’esatto contrario.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “amplia gli orizzonti, che il cinismo italiano è anche una scusa per la pigrizia, l’arretratezza, l’ignavia e il disimpegno”

                Ma perché voi comunisti odiate così tanto la realtà? Cosa vi ha fatto?

              • Francesco scrive:

                la realtà può e deve essere modificata, non è la scusa per i pigri

                su questo mi sento al 100% yankee (o cattolico)

                🙂

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                a me Machiavelli pare un uomo del suo tempo e della sua terra, non un teorico di valore. Il suo cinismo era giusto il riflesso della piccineria della politica italiana dell’epoca e non è mai diventato un sistema.

                Intanto fuori d’Italia gli Stati-nazione dettavano legge.

                Poi mi è simpatico ma questo è un pò poco per farne un maestro.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “la realtà può e deve essere modificata”

                Quindi la biologia ha torto e ha ragione chi si sente una donna o un cavallo.
                Quindi la logica ha torto e hanno ragione i modernisti, che vogliono conciliare tutto e il suo contrario, e i woke, che pensano sia un pregiudizio patriarcale.
                Quindi la storia ha torto e bisogna riscriverla contro la realtà.
                Quindi la lingua ha torto e la si deve inventare creando una lingua senza l’oppressiva grammatica patriarcale e l’odiosa prescrittività autoritaria e borghese.

              • Peucezio scrive:

                E soprattutto non scomodare il cattolicesimo, che è profondamente realista.

                Perché è creazionista: il mondo esiste in sé, non è una proiezione soggettiva.

                Poi a livello filosofico possiamo disquisirne a lungo, ma è un’altra questione.

              • Peucezio scrive:

                Che è proprio l’antitesi dello spirito yankee, cioè il radicalismo soggettivista e onirico:
                la realtà non è, esiste solo il sogno.

              • Francesco scrive:

                Sbagliatissimo, caro Peucezio.

                Tu confondi ogni idea di cambiamento dell’esistente con i deliri del soggettivismo contemporaneo.

                Ma dimentichi, per esempio, l’invenzione del fuoco: quanto ha cambiato la realtà?

                Oppure la Risurrezione di Cristo: quanto ha sconvolto la realtà per i credenti in Lui? ha riaperto le porte del Cielo, ha dato speranza alla vita umana. Scusa se è poco e se le conseguenze non sono state immense.

                In un certo senso, mi ricordi il programma del Partito Socialista di 1984: ridefinire la lingua in modo tale che la frase “tutti gli uomini sono uguali” non abbia nessun senso, perchè si può pensare solo all’uguaglianza fisica.

                Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Non ci capiamo.
                Il problema non è cambiare la realtà in sé: l’uomo fa parte della realtà: è naturale che contribuisca a plasmarla.

                Ma tu hai criticato Machiavelli.
                Cioè la dinamina disincantata e oggettiva della realtà.
                Questa è un’idea woke: rifiutare infantilmente la realtà e pensare che coincida col dover essere.

                E in ogni caso la realtà va cambiata per la realtà.
                Non per l’idealità.
                Va cambiata cioè per gli uomini, per le cose, per un vantaggio oggettivo, non per un teorema astratto, una visione aprioristica, ideale, non calata nelle cose.

                Che è invece il vizio di tutti quelli che tu ami.

              • Peucezio scrive:

                * disamina

              • Peucezio scrive:

                Non è un caso se l’Italia col suo cinismo ha prodotto la maggior parte della bellezza e della cultura che c’è nel mondo, mentre il calvinismo, col suo moralismo, ha prodotto solo brutture, grigiore, deserto estetico e culturale.

              • Peucezio scrive:

                Per inciso,
                qual è il modo ottimale di cambiare la realtà?

                Massacrare e mutilare per sempre migliaia di bambini a Gaza?
                Distruggere l’Iraq, cioè la nazione più antica del mondo?
                Gettare l’umanità nella decrescita, nella povertà, nel declino, perché è più “sostenibile” (e magari “inclusivo”? Espropriandola di macchine, case, risparmi…
                La censura sul pensiero e sulla parola, il controllo pervasivo, il Grande Fratello?
                Cioè noi privilegiati veniamo ancora solo espropriati, quegli altri sterminati proprio.

                Questo è il modificare la realtà che piace a te?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Gettare l’umanità nella decrescita, nella povertà, nel declino, perché è più “sostenibile” ”

                Per favore, non confondiamo cose totalmente diverse tra di loro… l’immenso consumo puramente distruttivo della guerra; la fantasia di avere la botte piena e la moglie ubriaca, che si chiama “sviluppo sostenibile”; il fatto dei ritorni in continua diminuzione (la decrescita come fatto fisico); la teoria di Serge Latouche, simpatico e solitario pensatore francese, secondo cui è possibile gestire in maniera decente tale decrescita (non lo citi esplicitamente, ma quando sento nominare la “decrescita” il riferimento è di solito a lui).

                Se no diventa come, dire, “basta eclissi lunari, broccoli a cena e canzoni rap! Non ne posso più!”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “qual è il modo ottimale di cambiare la realtà?

                Massacrare e mutilare per sempre migliaia di bambini a Gaza?”

                Ma nessuno vuole massacrare e mutilare i bambini di per sé.

                E’ che è una maniera straordinariamente efficace per convincere i sopravvissuti ad andare altrove. Non è cattiveria, è strategia.

                Si tratta di dare la soluzione finale a un problema, che dura da ottant’anni. Al costo di fare temporaneamene una figura antipatica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “cosa vi ha fatto?”

                La realtà, nulla.

                Quello che viene fatto passare per Realtà Ultima, tutto.

                Il termine tecnico è “falsa coscienza”.

                Lo preferisco a “sonno metafisico”, è più calzante.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                ma io non ce l’avevo con te: il vero comunista è Francesco.

                Comunista nel senso contemporaneo, non dei comunisti di un tempo, quelli veraci e simpatici.
                E anche seri.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Per favore, non confondiamo cose totalmente diverse tra di loro…”

                Hai capito a cosa mi riferivo.
                A questa tendenza espropriante del potere occidentale contemporaneo (non sarette proprietari di nulla e vivrete felici), con la scusa della sostenibilità ambientale.
                Latouche invece mi sembra una persona rispettabile con idee interessanti.

                Ma io non ce l’ho con la decrescita di Latouche, ma con quella di Sala (preso qui a paradigma dell’Occidente) che vuole che torniamo dalle automobili alle bici e ad andare a piedi.
                E in prospettiva ci diranno di tornare a lavare i panni al fiume e di illuminare casa con le candele.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma io non ce l’ho con la decrescita di Latouche, ma con quella di Sala”

                Per favore, usiamo i termini precisi. Lo chiedo a tutti.

                Sala vuole lo “sviluppo sostenibile”. Non la “decrescita”.

                Vale anche per la cara amica sociologa che ieri ho sentito definire, senza particolare astio, “transfobiche”. No, sono femministe che non ritengono che maschi biologici siano donne: avrei preferito che avesse usato il termine critico, ma più precio, “trans-exclusionary radical feminist” o Terf.

  26. MOI scrive:

    @ROBERTO

    Ma non c’era una raccolta firme per un Referendum Europeo (sì ce ne sono parecchie ultimamente …la Sx di opposizione si muove ormaiquasi solo così ) per mettere fuori legge le Terapie di Riparazione/ Conversione
    dei minorenni LGBTQecc… ?

    • roberto scrive:

      Moi

      a mia conoscenza è quella che indichi sotto (ma non è un referendum, è una “iniziativa cittadina”, lo scopo è chiedere alla commissione di proporre una legslazione)

    • Peucezio scrive:

      Ma sarebbero quelle per trasformare in eterosessuali gli omosessuali?

      Ovviamente mi sembra una follia.
      Ma anche questi sono curiosi: i bambini possono cambiare sesso ma non orientamento sessuale.

      • Francesco scrive:

        trovo ancora più curioso che un maschietto possa “sapere” di essere una femmina (o viceversa) ma allo stesso tempo sia impossibile definire maschio o femmina

        anzi, per essere preciso lo trovo divertente

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Ma sarebbero quelle per trasformare in eterosessuali gli omosessuali?

        Ovviamente mi sembra una follia.
        Ma anche questi sono curiosi: i bambini possono cambiare sesso ma non orientamento sessuale.”

        In effetti…

        • MOI scrive:

          È tutto in base alla presunta “spontaneitudine” dei bambini… e NON assecondare è per la Cultura Alta essere contro la Scienza.

          • Peucezio scrive:

            Beh, psicologi e assistenti sociali che ti convicono a cambiare sesso perché una mattina hai giocato con la macchinina rosa anzoché con quella blu non mi sembra tanto spontaneo.

  27. roberto scrive:

    sempre referendu, ho trovato questo

    da una parte ichino, gli stessi argomenti per no o astensione che avete letto (avete letto?) qualche giorno fa, dall’altra scarpelli per il si

    https://lavoce.info/archives/107867/referendum-in-materia-di-lavoro-le-ragioni-del-si-e-le-ragioni-del-no/

  28. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Per gli appassionati dell’Ipotesi Altaica!

    Meanwhile Hungary is seeking a closer cooperation with the Organization of Turkic States (OTS). Following the informal summit of the OTS which Budapest hosted on Tuesday and Wednesday this week, Péter Szijjártó, Hungary’s Minister of Foreign Affairs and Trade, recalled that his country joined the organization as an observer seven years ago and that although the world has changed a lot since then, these changes have only further reinforced the importance of cooperation with the Turkic states. He pointed out that Europe is facing serious challenges in the areas of security, the economy, and energy supply, but thanks to its cooperation with the Turkic states, Hungary has been able to find answers to these difficulties more easily.
    “We have also contributed to this by doubling our trade with the Turkic states, and as a result of the significant infrastructure developments that have taken place, the transport time between Europe and China will be reduced by approximately one week (…) Hungary has taken advantage of the fact that the economic growth of the Turkic states has not stalled,” he emphasized.

    As an example, he mentioned that Hungary’s and Turkey’s largest railway construction companies have formed a strategic alliance, while Hungarian pharmaceutical companies will soon begin production in Azerbaijan. He also said that an industrial park had been set up in Uzbekistan specifically for Hungarian companies, and a hydroelectric power plant was being built in Kyrgyzstan with Hungarian participation. Péter Szijjártó then pointed out that Hungary’s energy supply would not be secure today without the Turkic states, as the majority of natural gas reaching Hungary is already transported via the TurkStream pipeline running from Russia to Turkey.
    The region represented by the Turkic States has become the world’s third largest source of oil and natural gas, so Hungary’s cooperation with these countries is of enormous importance in terms of the country’s energy supply, he said.
    (Sources: Tass; Telex) @LauraRuHK

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Turkic”

      Il che spiega l’aver ricevuto con tutti gli onori a Budapest Netanyahu, dato gli ottimi rapporti di Tel Aviv con l’Azerbaigian.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  29. Miguel Martinez scrive:

    Un sondaggio interessante (tradotto con DeepL)

    https://countercurrents.org/2025/05/82-of-israelis-support-ethnic-cleansing-in-gaza-poll-finds/

    Secondo un sondaggio, l’82% degli israeliani è favorevole alla pulizia etnica a Gaza.
    23 maggio 2025
    Un nuovo sondaggio ha rivelato un allarmante sostegno tra gli ebrei israeliani alla pulizia etnica a Gaza. L’indagine, pubblicata giovedì su Haaretz, mostra che l’82% degli ebrei israeliani sostiene l’idea di espellere i palestinesi nativi dalla Striscia.
    Il sondaggio è stato condotto a marzo da uno dei ricercatori per conto della Penn State University. Sono stati intervistati un totale di 1.005 ebrei in tutto Israele.
    Alla domanda se l’esercito israeliano dovrebbe agire come gli israeliti biblici sotto Giosuè a Gerico, uccidendo tutti gli abitanti di una città conquistata, il 47% ha risposto di sì.
    Più del 65% degli intervistati crede in una reincarnazione moderna di Amalek, un nemico biblico degli ebrei. Di questi, il 93% ritiene che il comando biblico di “spazzare via Amalek” sia ancora valido oggi.
    Il sostegno alle espulsioni forzate è salito alle stelle. L’82% è favorevole all’espulsione di tutti i palestinesi da Gaza. Più della metà (56%) sostiene anche l’espulsione dei palestinesi nativi che sono cittadini israeliani. Nel 2003, il sostegno a queste opinioni era inferiore, rispettivamente al 45% e al 31%.
    Anche gli israeliani laici sono favorevoli a misure radicali. Tra loro, il 69% sostiene l’espulsione della popolazione di Gaza e il 31% sostiene l’imitazione della distruzione biblica di Gerico.
    La tendenza è più forte tra le giovani generazioni. Tra gli ebrei israeliani sotto i 40 anni, il 66% è favorevole all’espulsione dei cittadini palestinesi autoctoni e il 58% sostiene la ripetizione della conquista di Gerico. Solo il 9% degli uomini sotto i 40 anni, che sono i più propensi a prestare servizio militare, ha respinto qualsiasi idea di espulsione o genocidio.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “sondaggio”

      ‘Un popolo senza terra per una terra senza un popolo’, dicevano i sionisti.

      Il popolo senza terra erano gli Ebrei.

      La Palestina era la terra senza un popolo.

      Gli abitanti Palestinesi non sono un popolo.

      Al più sono Amaleciti: se ribelli di sterminano.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        “Il nemico non è Hamas. Ogni bambino, ogni neonato a Gaza è un nemico. Dobbiamo conquistare Gaza e non lasciare indietro nessun bambino di Gaza. Non c’è altra forma di vittoria”, ha dichiarato Moshe Feiglin, politico israeliano ed ex parlamentare del Likud, in un’intervista televisiva trasmessa martedì sul Canale 14 di Israele.

        Mentre i politici israeliani continuano a esprimere con assoluta chiarezza le loro intenzioni genocide, le agenzie responsabili degli aiuti umanitari a Gaza lanciano allarmi di imminente catastrofe se i valichi di frontiera verso Gaza non verranno immediatamente aperti agli aiuti.

        TRT Français, 21 maggio 2025

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Questo commento Andrea coglie completamente…. non nel segno 😉 , dall’inizio alla fine.

        Ma è troppo lungo spiegare cosa ci sia di sbagliato, cioè tutto!

        • PinoMamet scrive:

          Peraltro te l’ho già scritto diverse volte, ma hai sempre ignorato le correzioni.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ PinoMamet

            “ignorato”

            So benissimo che la storia del sionismo è molto più complicata di uno slogan.

            Il guaio è a che a semplificarla fino a ridurlo a quello slogan sono i governanti di Tel Aviv.

            E – a parte Moni Ovadia e qualche altro gruppo più o meno sparuto di Ebrei in giro per il mondo – io tutto questo chiamarsi fuori dalla solidarietà verso un genocidio da parte delle comunità Ebraiche mica la vedo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “E – a parte Moni Ovadia e qualche altro gruppo più o meno sparuto di Ebrei in giro per il mondo – io tutto questo chiamarsi fuori dalla solidarietà verso un genocidio da parte delle comunità Ebraiche mica la vedo.”

              Immagino pochissime “comunità”, ma vedo molti “individui”.

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        “‘Un popolo senza terra per una terra senza un popolo’, dicevano i sionisti.”

        Per qualche misterioso motivo facebook mi ha proposto un post di ebrei israeliani, che in inglese dicevano questo e aggiungevano che dovevano andarsene o morire. L’intestazione era una foto di case di Gaza coventrizzate.

        Sarebbe da capire l’algoritmo per cui facebook rompe il cazzo per post del tutto innocenti, ma poi propone a uno che non c’entra niente un post che fa l’apologia, anzi, l’istigazione al genocidio.

        • PinoMamet scrive:

          Probabilmente il tuo algoritmo sono io! 😀

          A parte gli scherzi, credo che l’algoritmo a volte non distingua tra “contro ” e “a favore “, si limita a censire delle parole-chiave…

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “Probabilmente il tuo algoritmo sono io! 😀”

            Sai che non ci avevo proprio pensato?!
            In effetti è plausibile, anche se è un’umanità sideralmente lontana da te.

    • PinoMamet scrive:

      “Di questi, il 93% ritiene che il comando biblico di “spazzare via Amalek” sia ancora valido oggi.”

      Questo è il dato che a un profano sembrerebbe tra i più significativi, mentre è il meno interessante: tutti i comandamenti biblici sono validi ancora oggi, mentre l’identificazione di “Amalek” è tutt’altra questione…

      No, il dato che mi preoccupa è quel 56% di intervistati che espellerebbe anche gli arabi israeliani.

      Naturalmente il mio campione personale di israeliani è molto limitato, però è da tempo che sostengo il deterioramento dell’intellettualità ebraico/israeliana.

      da anni- chi mi legge anche distrattamente forse lo ha notato- sostengo che italiani ed ebrei hanno cambiato di posto 😉
      gli italiani sono complessati, si vergognano di essere italiani, hanno un’ideologia ufficiale che li vuole non violenti e “che fanno cagarissimo a combattere”, esportano cervelli;
      gli israeliani sono convintissimi di sè stessi, per niente autocritici, esaltano il proprio passato imperiale (nel loro caso, regio), si vedono come grandi machos ed eroi di guerra, esportano armi.

      Gli unici che non l’hanno capito sono gli americani, che hanno sott’occhio gli ebrei-americani e gli italo-americani, due categorie che sono soprattutto e peculiarmente americane, e continuano a mostrare ebrei intellettuali e italiani ignoranti, ma quando mai gli americani ci hanno capito qualcosa?

      Il mondo ebraico italiano meriterebbe un altro commento tutto per sè…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “da anni- chi mi legge anche distrattamente forse lo ha notato- sostengo che italiani ed ebrei hanno cambiato di posto 😉”!

        Affascinante, e da quel poco che so di israeliani, penso che sia proprio così.

      • PinoMamet scrive:

        Riguardo al mondo ebraico italiano, mi permetterei di distinguere, spannometricamente (da quanto non lo scrivevo!), tre tribù:

        1- gli ebrei

        2-i quasi-ebrei

        3-gli amici di Israele

        1- Gli ebrei, che fanno riferimento alle Comunità ebraiche italiane, sono storicamente vicini a Israele, ma con posizioni molto variate e un’accesissima dialettica interna, di cui all’esterno arrivano eco smorzate, se pure arrivano.
        L’identificazione comunità ebraiche=Israele sta un po’ stretta, anche se fino a poco tempo fa ad avere la meglio era la corrente più convintamente e meno criticamente filoisraeliana.

        Non è detto che continui ad essere così…

        2- i quasi-ebrei sono tutte quelle persone che hanno il nonno ebreo (parlo per esperienza personale: tipicamente è un ebreo non italiano, libico o austriaco poco importa, ma comunque di difficile accertamento quanto a ebraicità), oppure la famiglia di origine ebraica italiana che a un certo punto si è convertita “perché bisogna fare come gli altri” e “tanto le religioni sono tutte uguali”, però si piccano di essere ancora ebrei (c’è un giovane comico italiano che ne parla), oppure sarebbero ebrei con tutti i crismi ma non frequentano le comunità ebraiche e in certi casi non sono neppure iscritti, perché non praticanti o per paura di diventarlo o perché non gli va di pagare la retta, che ne so…

        tutte quelle persone che insomma si ricordano di essere ebree, o si vantano (anche a sproposito) di esserlo quando è figo dirlo;

        questi sono abbastanza combattuti, perché da un lato l’assedio di Gaza li spinge a considerare questo un periodo in cui “non è tanto figo” dire di essere ebrei e di avere magari un cugino in Israele;
        d’altra parte, la retorica anti-israeliana (che ho sperimentato in una determinata occasione di persona fisicamente, ma non ne parlo qui) sta pescando a tutto spiano in argomenti ormai dichiaratamente antisemiti, e questo spinge alcuni tra i quasi ebrei, per reazione, a identificarsi più chiaramente con le posizioni israeliane;

        3- gli amici di Israele…. dagli amici, si sa chi ci deve salvare 😉

        partiamo dalle cose positive: sono antifascisti. Se il fascismo è quel tizio mascellone con la camicia nera, a loro non piace.

        Detto ciò, sono una manica di destrorsi che è diventata filo-israeliana sostanzialmente perché la sinistra è filo-palestinese.
        A loro Israele piace senzaseesenzamà, sono sempre pronti a scusare tutto, e in generale la colpa di tutto quello che succede è sempre dei palestinesi, ma ancora di più della sinistra italiana che tiene per i palestinesi.

        Sono i grandi fautori degli striscioni della Brigata Ebraica, reparto che ha combattuto qualche mese nell’ultima guerra, e su cui sono stati scritti libri che ne esaltano le gesta (almeno in una occasione, fregando quelle compiute dalle meno vendibili truppe dell’esercito italiano cobelligerante…), e su cui forse neppure i propal avrebbero da ridire, se gli “amici” non si fossero premurati di aggiungerci sopra “sionisti che salvarono l’Italia” (e i pro-pal NON sanno cosa significhi sionista, e credono voglia dire Netanyahu in ebraico…)

        • PinoMamet scrive:

          “Per esperienza personale ” nel senso che ho conosciuto diverse persone della tribù

        • Peucezio scrive:

          Molto interessante.

          Io, che non ho mai frequentato le comunità ebraiche, a livello invece di conoscenze sporadiche ho incontrato più volte un tipo di personaggio che mi viene da pensare sia frequente, cioè il battezzato, a volte indifferente, a volte cristiano convinto, di ascendenze ebraiche, di solito in linea paterna (è la madre che ti fa battezzare), ma che non rinnega in nessun modo né nasconde ll’origine ebraica, senza nemmeno vantarsene o farne un vessillo identitario.

          Vi faccio un breve elenco:
          un signore di padre ebreo e dal nome ebraicissimo (persona tra l’altro mitissima e anche critica verso gli ebrei) ma, appunto, battezzato (ma non praticante, forse non credente, non ricordo);
          la moglie (non conosciuta direttamente) di un altro tizio, padre ebreo, mi pare, lei battezzata e cattolica fervente;
          due ragazze ebree per un quarto, una in linea materna, l’altra non ricordo, nessuna il linea maschile (cognomi non ebraici), ma nessuna educata come ebrea; una delle due è di sinistra e filopalestinese. Non nascondono né ostentano tale loro ascendenza: capita ne parlino.

          Poi, unico caso non italiano, un russo ebreo in linea paterna (cognome inequivocabile), fattezze ebraiche quasi da caricature antisemite anni ’30, ora vive in Israele, ortodosso (cristiano s’intende) fervente, legge la Bibbia (non so se in russo o in paleoslavo), fa tutti i digiuni prescritto (quelli ortodossi sono seri), ecc.

          • PinoMamet scrive:

            Sì, è una tipologia relaticvamente frequente, almeno nelle parti d’Italia che hanno avuto una popolazione ebraica significativa… o una presenza ebraica tout court, almeno dopo il Medioevo.

            Sono persone, come dire..
            sono persone.

            Se non pretendono di rappresentare “gli ebrei ” li trovo indifferenti.

            Invece trovo pesantissima la quarta tribù, quelli che amano una roba chiamata “cultura ebraica “, che poi non ho capito bene se sarebbe la Qabbalah, un madrigale composto da un convertito nel Seicento, un libro scritto da un newyorchese con problemi sessuali o una raccolta di barzellette un po’ tristi.

            • Peucezio scrive:

              Sbaglierò, ma se è gente di destra temo che le cose che citi siano molto più raffinate: magari!
              Invcece credo sia mera fascinazione della violenza bruta e del sopruso: come dire, gli Israeliani sono forti, ricchi, organizzati, quindi hanno ragione, sono da ammirare e questo si proietta sull’ebraicità in genere.

            • PinoMamet scrive:

              Di solito la quarta tribù è vagamente di sinistra.
              Gli amici di Israele invece di destra, e sono come dici tu…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “Di solito la quarta tribù è vagamente di sinistra.”

                Infatti, tipo l’insegnante di lettere che racconta storie edificanti ai bambini.

            • Peucezio scrive:

              Aaaah, avevo perso il conto.

              La quarta quindi non sono i filosionisti assetati di sangue per conto altrui.

              Sì, ho presente e credo abbia molte declinazioni.
              gente per lo più innocua, con cui magari si parla anche piacevolmente, ma che si è costruita un po’ un mito.
              Insieme magari a gente preparata che ha un sincero interesse per aspetti della cultura ebraica che magari conosce davvero.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            ” ho incontrato più volte un tipo di personaggio che mi viene da pensare sia frequente,”

            Esatto, è anche la mia esperienza

          • PinoMamet scrive:

            I quasi ebrei.

            Un paio (donne, una cattolicissima, una semplicemente cervellotica e noiosa) bazzicano la sinagoga, tanto per rompere il cazzo.

            Altri se ne tengono ben lontani e di solito non sanno neanche dove sia.

            Ammetto di non averli in cima alla mia lista di simpatie, ma sarà un fatto casuale, avrò incontrato io meno gradevoli.

            Sempre meglio degli amici di Israele, ma soprattutto degli “amanti della cultura ebraica “…

            A me piacciono le cose semplici: o sei dentro, e puoi parlare a nome del club, o sei fuori e sei libero di andartene affanculo.

            • Peucezio scrive:

              Devo dire che quelli che conosco io sono per lo più brave persone, alcune ottime.
              Una la considero una mia amica personale, anche se non delle intime.

              E nessuno di loro si vuole accreditare come ebreo o va in sinagoga, da quanto ne so.

              Non conosco però la moglie del tizio, ma da quel pochissimo che ho capito dev’esseere una cattolica un po’ fanatica.

            • Peucezio scrive:

              Per inciso, io sono sideralmente lontano dalla cultura ebraica intesa come collegata alla religione e alla tradizione ebraica,

              ma ci sono espressioni culturali ebraiche (nel senso di elaborate da ebrei per lo più laicizzati, non di contenuto ebraico, ma in cui l’ebraicità a volte ha un suo peso e una sua presenza, magari implicita, magari esibita, pur con distanza) senza le quali la mia vita sarebbe meno ricca.

              Il mondo sarebbe più povero, per dire, senza i film di Woody Allen. Ma la lista sarebbe lunga.

      • Francesco scrive:

        Pino

        a me è parso stranissimo che non ci sia una grossa fetta di Israeliani laici che ha risposto “andate a cagare” a una domanda simile

        Non per simpatia verso i Palestinesi ma per rigetto degli “ultra religiosi” israeliani.

        Cosa non capisco del sondaggio e delle risposte?

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “Secondo un sondaggio, l’82% degli israeliani è favorevole alla pulizia etnica a Gaza.”

      Non sono minimamente sorpreso.

      • Francesco scrive:

        beh, inizierei a chiedere come è formulata la domanda, prima di giudicare

        anche se sospetto che sia proprio così: MM ha convinto gli Israeliani, con qualche piccolo aiuto

        • Peucezio scrive:

          Io non giudico, constato.

          • Francesco scrive:

            già il fatto che tu prenda per buono quel sondaggio, senza che il tuo fine senso critico scatti, è un giudizio

            poi, se dopo accurate indagini, fosse risultato veritiero, avremmo dovuto prenderne atto, che ci piacesse o meno

            tipo, per me, i risultati delle elezioni politiche in quasi tutti i paesi in ci si tengono

            ciao

  30. MOI scrive:

    CMQ come ha detto giustamente Yasmina Pani , la Sx realmente oggi esistente è la copia in negativo della Destra :

    Creare panico e psicosi di massa … solo con “Maschio Bianco Etero Cis” , non di rado chiamato con il nomignolo Gianfranco Basico , al posto dell’ Immigrato.

    Il problema, conclude la Pani, è che la Caccia al Capro Espiatorio e le Battute sui Cliché … la Destra sa farlo meglio, quindi è avvantaggiata.

    Lei si dichiara “Comunista”, addirittura, ma i “Comunisti” ufficialmente organizzati l’ hanno rinnegato come “Ancella del Patriarcato Etero Cis Bianco ” !

  31. habsburgicus scrive:

    (come Robelux, che conosce a menadito gli USA, saprà già)

    Trump vorrebbe raddoppiare il prezzo dell’ESTA, da 21 USD a 40 USD
    https://visasnews.com/etats-unis-vers-une-augmentation-du-prix-de-lesta-a-40/
    in compenso il Ghana, uno Stato nero di quelli “marca leone” finora poco accessibile, si apre e riduce i tempi per l’ottenimento del visto https://visasnews.com/le-ghana-reduit-le-delai-de-traitement-des-demandes-de-visa/ 😀 😀 (per il Ghana, purtroppo, vi è l’obbligo della vaccinazione contro la febbre gialla e gli hotel di livello sono carissimi, peggio che a Zurigo, sigh)

    • Peucezio scrive:

      Ma che li paghi a fare se appena metti piede in America ti arrestano comunque…

      • habsburgicus scrive:

        ti arrestano comunque…

        credevo di essere io il pessimista, ma vi è chi mi supera, vedo 😀
        senza l’ESTA (o, in alternativa, il visto) nessuna compagnia aerea ti farebbe imbarcare quindi negli USA uno manco ci arriverebbe..
        a meno di provare via terra dal Canada..in quel caso, una delle due..1.il funzionario assonnato e disinteressato, per giunta abituato ai canades, ti fa cenno di passare senza controllare nulla (e allors uno si unisce al club degli immigrati illegali 😀 perchè srebbe negli USA senza alcun titolo, ancorchè per pochi giorni a differenza del salvadoregno che negli USA, Trump permettendo, ci vorrebbe stare per sempre); 2.il tipo controlla, vede che non hai manco l’ESTA, americanamente chiama un po’ di guardie che ti puntano le pistole, ti perquisiscono, umiliano, brutalizzano…e potrebbe finire molto molto male !

        • Peucezio scrive:

          Ma l’ESTA è il visto?

          • habsburgicus scrive:

            allora….
            con l’unica eccezione del Canada (finchè dura) e a certe condizioni di alcune, ma pochissime, isole caraibiche (mi pare le Bermude, forse anche le Bahamas) e del Pacifico (Marshall, Micronesia), nessuno può entrare negli USA con un semplice passaporto/documento d’identità…..la norma sarebbe obbligare tutti al visto che negli USA (a differenza del mondo civile :D) è richiesto anche per un transito aeroportuale…tuttavia ai cittadini di 42-43 paesi (tutti quelli occidentali ma senza Romania e Bulgaria, a loro arbitrio; i paesi anglosassoni tipo Australia e Nuova Zelanda, oltre al Regno Unito; i paesi asiatici ricchi come Giappone, Sud Corea, Singapore e credo addirittura la non-riconosciuta Taiwan !; da poco Israele; da pochissimo il Qatar unico Stato arabo a godere di questo privilegio, che non hanno neppure gli Emirati che invece sono esenti dal vito Schengen qui da noi..ma NESSUN Stato latino-americano manco il possente Brasile e il ricco Cile, per non parlare della presuntuosa Argentina), con certe eccezioni, è stato concesso un Visa Waiver (esenzione del visto) a patto di avere un’autorizzazione elettronica
            l’ESTA è per l’appunto questa autorizzazione elettronica, che certifica che si è nella categoria privilegiatissima di coloro che non necessitano il visto….si fa online…..vale 2 anni, chiedono le solite cose, più varie americanate e vogliono foto del passaporto come prassi, in allegato…si ottiene in poche ore
            il visto invece è più complicato da ottenere…..innanzitutto si compila online un formulario molto più invasivo (anche se c’è di peggio al mondo) più americanate ancora più estreme del tipo “ha mai organizzato o preso parte a genocidi ?”, “intende compiere attentati terroristici contro il popolo americano ?” 😀 indi si fissa un appuntamnto presso una sede diplomatica USA PREVIO pagamento di una forte somma (180 dollari) che sale a 215-220 se uno vuol farsi mandar il passaporto a casa….alcuni ci mettono anni ad avere l’appuntamento, altri non lo avranno mai (si sentono storie da horror, anteriori a Trump, ora sarà peggio), tuttavia in Europa (ove i più non necessitano il visto) è più semplice e mi dicono che al Nord (Norvegia ecc) si potrebbe avere un appuntamento in pochi giorni..a Milano la media è 2-3 mesi..l’appuntamento si può cambiare e spostare, pure fi sede, fino a 24 ore prima..arrivato il giorno dell’appuntamento uno va là portando con sè il passaporto, alcune fototessera e la copia del formulario inviato online mesi prima…il tipo verrà soggetto ad altre americanate per entare nel loro consolato, indi seguirà le loro isruzioni e infine gli faranno l’intevista che dura spesso 30 secondi 😀 il funzionario dice, se tutto va bene, APPROVED..ma non hai ancora il visto..devi consegnare loro fisicamente il passaporto che sarà vistato alla vecchia maniera (un’intera pagina, con foto.-.come i russi) e ti sarà spedito a casa se hai pagato il supplemento oppure ti diranno loro dove andare a ritirarlo (non sarà il consolato)….il visto dura 10 anni e non è soggetto a decadenza per via dei propri viaggi, insomma chi ha il visto può andare in Iran, in Siria, in Corea del Nord e il visto resta valido….magari uno attrarrà le attenzioni dell’ICE, eh 😀 il visto turistico si chiama B1/B2 e permette anche business che l’ESTA non permette (ci sono altri visti eh)…..usare il visto B1/B2 per lavorare (in modo continuativo !) e anche per studiare, però sarebbe un illecito enorme e già con un Biden si potevano avere problemi e con Trump finirebbe male…..fare affari invece si può

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Habs

              ” nessuno può entrare negli USA con un semplice passaporto/documento d’identità…”

              Impressionante!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “ha mai organizzato o preso parte a genocidi ?”

              Cioè gli israeliani non possono più entrare negli USA?

              • paniscus scrive:

                io ho un vago ricordo paleolitico (anzi, paleocartaceo) di quando, sugli aerei in volo verso l’America, ci facevano compilare a mano un patetico modulo a crocette, in cui si chiedevano cose del tipo “stai entrando negli Stati Uniti con l’intenzione di spacciare droga?” o “stai entrando negli Stati Uniti con l’intenzione di organizzare attentati?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Paniscus

                “ho un vago ricordo paleolitico (anzi, paleocartaceo) ”

                Io mi ricordo sull’aereo per Singapore, che ti facevano compilare – un quarto d’ora prima dell’atterraggio – una cosa tipo,

                “se porti con te delle sostanze stupefacenti, ti informiamo gentilmente che per l’importazione di sostanze stupefacenti c’è la pena di morte”.

              • roberto scrive:

                paniscus

                “patetico modulo a crocette”

                in realtà il modulo a crocette che tanto fa ridere i turisti non è stato fatto a caso (io suggerisco sempre la lettura del “cronoscopio” di asimov: quando una regola appare assurda, meglio cercare di capirla prima di battezzarla definitivamente come assurda)

                mentire sul modulo porta ad una serie di conseguenze, la prima e più evidente è quella di annullare il visto o l’esta…l’ultima è che è un reato in se, quindi se ti beccano con la droga non dovrai rispondere solo del reato ma anche della piccola bugia detta in aereo, il che può fare una bella differenza

                comunque l’hanno eliminato un paio di anni fa, adesso lo stesso formulario lo compli una sola volta quando chiedi l’ESTA (e immagino il visto)

    • roberto scrive:

      habsb

      “(come Robelux, che conosce a menadito gli USA, saprà già)”

      in realtà non lo sapevo, ma ammetto che 20 dollari in più o in meno ogni due anni non mi cambiano la vita 🙂

  32. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Oggi 24 maggio è l’anniversario della morte di Andrea Rocchelli, giornalista Italiano assassinato volontariamente dall’esercito Ucraino.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Andrea_Rocchelli

    Ciao

    Andrea Di Vita

    • habsburgicus scrive:

      @Andrea
      sei tu che hai commentato in Quora sul romanesco il 15 maggio, in un bell’ inglese chiaro ? se sì, complimenti ! ottimo intervento

  33. Andrea Di Vita scrive:

    @ habsburgicus

    “Quora”

    No, scrivo spesso su Quoraq non mi ricordo in particolare questo. Hai il link?

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  34. MOI scrive:

    C’ È un commento mio che non vedo …
    Cmq c’ è anche su Facebook oltre che Tiktok il video della Sciura che propone la “remigrazione” dalla Lombardia non solo degli stranieri/extracomunitari… ma anche dei terroni ?

    • MOI scrive:

      Poco importa, ne ho fatto una sintesi: cmq non è la prima volta che sento dire che lo Ius Soli è partito con il piede sbagliato dei Terry al Nord.

      • MOI scrive:

        Cmq non suona proprio nuovissimo: ricorda “Blut und Boden” , come slogan … che secondo Rula Jebreal e Alessandro “Aldibbah” Di Battista è poi lo stesso di Netanyahu e del Sionismo.

        E secondo Moni Ovadia questo è tradire la Torah … il cui vetro significato è “Vivi da Straniero fra gli Stranieri … e incontrerai Dio”.

  35. Moi scrive:

    @ PEUCEZIO / PANISCUS

    Sì … l’ Islam e il Cattolicesimo sono religioni molto “Comunitarie” … pure troppo. 😉

  36. Corpo umano scrive:

    Oggi dalla Pravda notizie troppo cupe.
    Io dico che Trump, che pure non è un fiorellino, durerà poco, poi riprenderanno il potere i guerrafondai a distanza.
    La quarta guerra mondiale è già in atto, ma non presenta le caratteristiche classiche di una guerra mondiale perché ci sono di mezzo le armi atomiche.
    https://italy.news-pravda.com/italy/2025/05/25/191709.html
    😑

    • Corpo umano scrive:

      https://italy.news-pravda.com/italy/2025/05/25/191805.html

      The Spectator
      Giornale anglosassone.

      L’economia dell’UE è in una fase morente: stagnazione e declino industriale

      La rivista britannica The Spectator ha affermato che l’economia dell’UE è prossima al collasso.

      • La quota dell’industria europea nel mondo è scesa dal 22,5% al ​​14% dal 2000

      • La produzione di acciaio è scesa dal 7% al 4%

      • In 8 anni, l’industria automobilistica dell’UE si è ridotta da 18,7 milioni a 14 milioni di auto

      • Dal 2015 circa 3 milioni di aziende agricole hanno chiuso

      Dell’acciaio al 7% e della produzione automobilistica francamente, se ne puo’ anche fare a meno.
      Le aziende agricole.
      Robaccia becera, mi sa.
      Produzioni probabilmente inutili da esportazione o coltivazioni per mangimi che
      deturpano inutilmente i terreni e le falde acquifere.

      Ne concludo che l’economia europea sta migliorando.

      • Corpo umano scrive:

        https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2025/05/16/loccidente-e-una-pretesa-superiorita-che-non-esiste/

        La superiorità dell’occidente non esiste

        Il futuro dell’occidente è la supremazia dei ricchi senza regole né leggi

        • Francesco scrive:

          vergognati! leggere certi articoli è peggio di possedere tutta la collezione di Lando e rileggerla di notte con grande gioia

          🙂

      • Francesco scrive:

        male, molto male, da dati siffatti non va concluso nulla

        piuttosto iniziato un percorso di studi economici e statistici!!!

        saluti

        • Corpo umano scrive:

          Studi economici e statistici

          Roba autoreferenziale.

          Consiglio piuttosto un giretto in bicicletta nelle campagne desertificate oppure cercare parcheggio in città a qualsiasi ora e per qualsiasi motivo, anche urgente.

          Comunque comunico ufficialmente al mondo che ho scoperto la chiave di ogni cosa: è l’acqua.
          Veramente l’aveva già scoperto
          El Habib Ben Amara (anche Talete, se è per quello)
          Ma poi l’hanno subito emarginato
          https://www.resilience.org/stories/2024-02-28/despite-the-precipitation-drought-is-lurking-unless-urgent-measures-are-taken/
          Ma bisogna prendere un badile e cominciare a spalare.

          • Corpo umano scrive:

            Statistica

            https://regoledelgioco.com/giochi-di-abilita/sedie-musicali/
            Il gioco delle sedie musicali

            Qualcuno resterà senza sedia
            E perché manca una sedia?
            Mica per il valore delle sedie
            È che si gioca in base alla scarsità indotta.
            Quindi bisognerebbe interrogarsi sulla vera natura delle scarsità.
            Non dico dell’oro, ma dell’acqua, degli alberi, delle cose essenziali.
            È in atto un gioco perverso.
            😕
            Io poi vorrei sapere chi è stato quello stronzo che ha inventato il gioco delle sedie musicali.

            • Corpo umano scrive:

              In Europa, a partire dal ‘500, i primi capitalisti avevano bisogno di trovare un modo per ottenere masse di lavoro a basso costo. Per fare questo, hanno recintato le terre comuni e distrutto le economie di sussistenza in modo che la gente non avesse altro modo per sopravvivere che lavorare per salari bassi. Questo produsse una crisi di povertà di massa in Europa. All’epoca, le élite lo giustificarono dicendo che è solo quando le persone sono minacciate dalla fame che lavorano davvero duramente, quindi bisogna mantenere la povertà per alimentare i motori della produzione industriale. La stessa cosa è successa sotto il colonialismo.

              In altre parole, per mantenere il capitalismo in funzione, è stata prodotta una scarsità artificiale

              https://www.dirittiglobali.it/2021/04/lintervista-a-jason-hickel-cosi-il-capitalismo-uccide/

              • Corpo umano scrive:

                Il capitalismo è un sistema del sedicesimo secolo che non è adatto al ventunesimo secolo. Possiamo e dobbiamo immaginare qualcosa di meglio.

                Il principio di base di un’economia postcapitalista è che dovrebbe essere organizzata intorno al benessere umano e alla stabilità ecologica, piuttosto che intorno agli interessi del capitale e dell’accumulazione da parte delle élite.

                Non è così difficile, in realtà

                Sempre dal link precedente
                E perché se non è così difficile non si fa?
                1 perché è difficile?
                2 perché le persone sono state indottrinate al capitalismo fin dalla più tenera età, vedi il gioco delle sedie musicali?
                Trattasi di vero e proprio imprinting, come scriveva Ernst Mayr
                https://en.m.wikipedia.org/wiki/Ernst_Mayr

                Io direi la due.
                Basta.

              • Ros scrive:

                Corpo umano: ”
                Il principio di base di un’economia postcapitalista è che dovrebbe essere organizzata intorno al benessere umano e alla stabilità ecologica, piuttosto che intorno agli interessi del capitale e dell’accumulazione da parte delle élite.

                Non è così difficile, in realtà…”

                lo è lo è, forse mi sa’ che lo è🙄😳…

                sto or ora leggendo il saggio giaculatorio J’Accuse a quella puttanaccia di Zia Cerere detta Domestica Demetra che ha spodestato il posto a Rea-Cibele selvatica di tale Lierre Keith *

                “Il mito vegetariano” 2015, Sonzogno.

                Cassandrico sfigante et disturbante saggio che dice come tanta fonte di tutte le nostre conquiste quanto delle nostre rogne venute e avvenire sia la zappaterratura!😳

                Manco lo zio matto John Zerzan è stato così chiaro.
                Da quando che a qualche grandissimo caino e cornuto c’è venuto in testa il frizzo e il lazzo di zappare e – soprattutto – far zappare – è finita la festa in paradiso de L’âge d’or.

                In breve e in somma che fa il totale siamo prima diventati più vasci brutti tignosi e storticagnolorognosi rispetto ai cristoni aitanti e bellibiondi duometriali cacciaraccoglitori cromagnoidi
                (ma questo si sàpe, la penuria delle proteine nobili fa l’omo gnomo storto rachitico tristo e minorto e rompilaminchia al prossimo tuo come a te stesso).

                Compensamente ci ha inculato asangue facendoci aumentare di quantità a te’ magna, che la quantità – pure questo si sàpe – vale chiossà della qualità, dice.

                Vabbè🙄

                Che il regno della quantità dia segno infame del tempo kaliyughico pare ovvietà tale che è cosa vana rimarcarlo ancora e non lo facciamo.

                Poi, come se non abbastasse la zappaterratura si fotte piano piano la terra buona e pregna fregna d’humus che poi ne resta solo la scoccia polverosa e trtistanzuola che non servirà più a niente.

                Lei dice che abbiamo bisogno delle proteine nobili
                (non miserrime cenciose ceciose e fasuolose plebee, tantomeno quelle soiose piene d’estrogeni che ci affrosciano attutti ginecomasticamente le tettine);

                Quindi i vegetervegani
                – secchi rachitici pisquani e tristanzuoli affrosciati e sterili –
                si stanno cataramente suicidando con l’Endura del perfecto per debbolezza flaccida amorale intrinseca e acquisita dei ciandala nietzscheani Der Antichrist. Fluch auf das Christenthum.

                Morale da schiavi per colpa di quella puttana biondadigrano svampita di Cerere e dei cereali.

                Quindi – dice – nella natura Rea Matria Matrigna poco per niente Gaia ma assai sora Grifagna sora Micragna sora Gramiglia ci devono stra l’uccellacci e l’uccellini.

                Niente frociaggini d’agnelli lingua in bocca con li lupi a sciacquarsi le palle nei fiumi di latte e miele quà, ma predatori e prede che ammazzando alacremente l’uno a l’autro come meglio si puòte creano le condizioni sostenibili della vita nell’ecosistema.

                Fotti il cattivo predatore ed è finita pure per la preda che tropp’assai s’allarga e s’inflaziona mangiandosi fino all’osso della cotica la terra fino a malmorire di fame entrabbe.

                Eppéro allora dice che l’agricoltura intensiva su larga scla ammazza l’humus del terreno vivo e anc’ogni ecosistema finendo per addiventare tuttacosa ‘ na Death Valley National Park buona solo per li scorpioni di Mad Max oltre la sfera del tuono.

                E pure dice che l’allevamenti intensivi
                – oltre ad essere dis’etici e psicopatici – manco loro sono sostenibili perché – fidatevi – c’ha fatto giusto i conti della serva e ti fanno un casino tale di danno che a lungobrebe andare finisce tutto garantito a schifìu🙁

                Conclusione e morale della fabula grimmiana?

                Lo devo ancora finire, maperò mi sa che dici che non ci puòtiamo salvare perché siamo troppo assai per mangiare giusto sano e buono tutti l’aminoaicidi nobili non soiosi a 1 grammo e mienzo minimo per chilopeso corporeo per mantenerci accussì bellibiondibuonoi duometriali come da Eden e non tignosi e vasci ‘gnobbili pidocchiosi manciafasuola, e salvaguardando la terra senza mangiarcela tutta a breve.

                Dunque ci serve🤔:

                o uno spazio vitale come diceva giustamente Adolfo per i crucchi sua;

                Una riserva pianetale nova nova fertile coltivabile infinitevole di lebensraum vergine e pregno-fregno d’humus da permettere l’agricoltura per i secoli dei secoli amen, e non esiste.

                Insieme a n’altra riserva pianetale per farci prosperare erba cellulosica per l’allevamento e piante perenni che dice che pure servono.
                Riserve pianetali entrambe bensi badi von annessi laghi e fiumi a presso.

                Altrimenti a portarci l’acqua il gioco non vale la candela, che l’irrigazione oltre a salare tipo Cartagine il terreno a lung’andare
                (vedi la nienzaluna exfertile che schifìu di sabbia pietrosa che è addiventata, e per sto’ schifì i miserabbbili ci s’ammazzano pure🙁), l’acqua è puramente scarsa è per fare mezzo chilo di pasta e fasuola ci vuole il lago di Como per intero, quasi.

                Sempre coi conti della serva fatti stiamo messi male.
                Godiamo finché puòtiamo che il Malthus
                – col tempo e la paglia che fa maturare le sorbole –
                ci aveva per finire d’averci tutta la ragione ahinoi noi meschini noi – con quel cazzo di crescete e moltiplicatevi bibblicopatriarcale della zappaterratura – tapini😳

                Ci avevano pur provato le socialdemocrazie Usa-roosoveltiane e scandinavo-olofpalmeriane a sterilizzare dove meglio si poteva … invano …

                Siamo oramai i figliocci di Cerere sora Gramigna sora Grifagna e sora Micragna faciamocene una ragiine, e gozzovigliamo a saturnale e baccanale finquando è mpossibile che di doiman non v’è certezza.

                Ma però può essere pure che domanimattina gli Andrea Di Vita ci inventano la pietra filosofale della fusione a freddo nucleare e con le staminali cadaverili ci facciamo il Soylent Green del film di Cialtron Eston e la sfanghiamo facile facile a gratisse et amore dei😎

                * della Lierree se ne era pure parlato scrivutamente qui in antiche andate ere, comunque sia devo vedere infine dove va a quagliare

                https://kelebeklerblog.com/?s=Lierre+Keith

              • Ros scrive:

                scusate gli erori gli è tutta colpa del telefono che si dice da solo se medesimo d’essere intelliggente;
                a esempio di scusante io clicco coi miei agili ditonzi l’A e mi viene SD con mienza F pure tutteassiemeappassionatamente.

                Non è giusto, e sicuro pure qusto colpa della zappaterratura e di MarioMerola😒

              • Corpo umano scrive:

                Ros
                Non ho capito bene tutti i passaggi.
                Comunque
                Come ho già ripetuto molte volte, le proteine tra tutti i nutrienti sono i più facilmente ricavabili. Le verdure stesse sono ricche di proteine ma povere di calorie, essendo in gran parte composte da acqua.
                Quindi se fai il calcolo in base a proteine rispetto al peso (i famosi 100g) sembra che nelle verdure non ci siano sufficienti proteine.
                Ma se fai proteine rispetto a calorie allora come per miracolo saltano fuori moltissime proteine nobili e plebee (ma su questo non mi dilungo).
                Quindi tu cosa dovresti fare?
                Semplicemente aver cura di raggiungere la quota di calorie adeguate al tuo “gender” e alla tua età, ed eventualmente al livello di esercizio fisico che pratichi.
                Ci sono le tabelle.
                Quello che è ben più difficile ottenere da una dieta è il calcio. Ma per fortuna il calcio più disponibile si trova soprattutto nei vegetali.
                Nel nord europa si rimpinzano di latticini e nonostante questo hanno il record di osteoporosi.
                Poi sull’agricoltura ne possiamo discutere in altri commenti.
                L’argomento è complicato da un mucchio di pregiudizi e libri del cazzo che girano ancora dal 1930.
                I bravi controterzisti, comunque, sanno come si fa e che macchinari moderni si possono usare senza tornare alla zappa. È un problema in via di soluzione, direi.
                Non rileggo. Beccati gli errori.

              • Ros scrive:

                Corpo umano “Ros
                Non ho capito bene tutti i passaggi..”

                ahi ahi, non sei stato attento poiché io fui chiarissimo come l’acqua sgorgante di montagna, cartacanta caro😑👆

                il problema
                – secondo la Lierre Keith ex vegana giuda rinnegata perché dice che fa rachiticare le genti – non è individuare e mantenere una giusta dieta individuale con tutti i macro e micronutrimenti necessari, ma la sostenibilità dell’agricoltura intensiva ed estensiva per 8 miliardi di persone; agricoltura che ammorta il terreno facendone a lungandare deserto svitato e valle di sonora màtria sola di bufi alvarius et viridis e di peyote.

                E che si fotte pure l’acqua a strafottere🙁

                lo dice lei mica io, ultimo schiavo di Cesare che niente sàpe e niente vole sapere col telefono coi tastini tropppo picciolini per i miei ditonzi frettoloosi

              • Corpo umano scrive:

                Ros
                https://www.ilnuovoagricoltore.it/agricoltura-come-mantenere-efficiente-lo-strato-attivo-del-terreno/

                Ma l’agricoltura anche industriale negli ultimissimi anni ha fatto mea culpa e ha capito quello che i fricchettoni ortolani come me andavano dicendo fin dai primi anni 2000.
                Niente chimica e niente ogm, anche i nuovi ogm, però.
                La dietetica è infarcita da falsi miti che se tu chiedi a qualsiasi nutrizionista serio ti dice che sono falsi miti. Carne (proteine) e latticini (calcio).
                L’acqua è la base della vita. E scusate se è poco. Se il ciclo dell’acqua viene alterato ne nascono infiniti effetti a catena.
                Ma non è solo il ciclo dell’acqua.
                L’acqua nel momento in cui cade, deve essere trattenuta prima che velocemente si indirizzi verso il mare
                La sapienza dei vecchi contadini africani o indiani ecc era quella di saper trattenere l’acqua tramite metodi molto empirici
                A questi metodi aggiungi robe più moderne, tipo l’irrigazione a goccia o la pacciamatura, e puoi far ricrescere la vegetazione anche nei deserti.
                Lo stanno già facendo. Ma bisogna accelerare.
                Leggi il link

                Despite the precipitation drought is lurking unless urgent measures are taken

                Oppure “il nuovo paradigma dell’acqua”

              • Francesco scrive:

                >>> In Europa, a partire dal ‘500, i primi capitalisti avevano bisogno di trovare un modo per ottenere masse di lavoro a basso costo.

                E che cazzo se ne facevano? io sono MOLTO ignorante ma le prime macchine a vapore sono di fine Settecento e con esse i primi operai.

                Nel Cinquecento era ancora era di corporazioni, che io sappia.

                E di fame, altro che di esubero della popolazione.

                Illuminatemi, e pure gratis, alla faccia del capitalismo!

              • Corpo umano scrive:

                https://www.epertutti.com/storia/Le-origini-del-capitalismo42767.php
                E no, eh, qui l’ignorante devo essere io.
                Però mi aiutano i motori di ricerca. Non chat gpt, che la odio.
                E quindi nel 1500 c’era già la manifattura e jason hickel su cui mi baso nella mia “decrescitologia” ha ragione.
                Modernizziamoci please.
                Se il mondo va a rotoli è perché persegue una falsa modernità.
                Forza, hop, hop.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Corpoumano

        “mangimi”

        Sarai falice di sapere che la Von der Leyen ha genialmente proposto da settembre l’aumento al 50% dei fertilizzanti importati da Russia e Bielorussia, che rappresentano il 30% del mercato UE. (Il restante 70% o è di origine Turca, il che vuol dire Russa o Bielorussa dopo una triangolazione, o proviene d’Oltreoceano. Così mandiamo altri soldi a Trump).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          La smetti di fare propaganda alla dichiarazione di guerra alla Russia? basto io, in generale.

          E’ ogni giorno più chiaro che la nostra dipendenza economica dalla Russia per le materie prime richiede un sano rapporto politico con quel paese. Il che esclude Putin, nel medio periodo.

          Datosi che il nostro ha circa 6.000 Bombe, nel breve si tratta di sconfiggere la sua sciagurata avventura ucraina oppure sottomettersi.

          Saluti

          • Andrea Di Vita scrive:

            @francesco

            “nel breve”

            No.

            Nel breve significa riconoscere che le sanzioni cretine sono state inutili, controproducenti e prese solo per piaggeria verso il padrone d’Oltreoceano o andare verso un declino forse irreversibile.

            (E tutto pur di compiacere il novello Milosevic di Kiev che ci ha pure fatto saltare il North Stream. Tafazzi, scansati!)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Come detto, le mie proposte nascono dalla consapevolezza che legarsi economicamente al paese guidato da Putin è sbagliato.

              E’ mettersi l’anello al naso e consegnare la catena al peggior padrone su piazza.

              Persino i politici europei ci sono arrivati, dopo decenni di acquescenza.

              Tu, da tifoso del Male, non mi stupisci nel farti trovare nel suo campo con argomenti fallaci per omissione.

              Ciao!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Putin”

                Non c’è niente da fare, avevano ragione i Romani.

                Quos dii perdere volunt, dementant.

                Tu continui a confondere la causa con l’effetto.

                Non è che Putin è un Male primordiale dal cui ingresso nel mondo deriva ogni sciagura.

                Putin è l’effetto. E’ la reazione ad un’azione ben precisa. E questa azione, la causa della situazione attuale, è quella dell’imperialismo yankee alla continua ricerca di nuovi mercati da conquistare e di nuove risorse da depredare. Tant’è che i Russi sopportano Putin perchè ricordano il male ben peggiore della Russia ‘democratica filoOccidentale’ di Eltsin.

                Finchè la Russia non è stata provocata non si è mossa, con Majdan nel 2014 come con Gamsakhurdia prima e quell’altro delinquente di Saakashvili dopo nel 2009.

                E noi ci facevamo affari d’amore e d’accordo, e nessuno temeva che i cosacchi abbeverassero i loro cavali in piazza San Pietro.
                Sono gli USA, e solo gli USA, il nostro comune nemico. Ed è la Russia, e solo la Russia, che li può indebolire in Europa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Tu continui a confondere la causa con l’effetto.

                Ehm, non per nulla. Qui, se vogliamo restare in ambito latino, siamo al lupo e l’agnello.

                Molte le scuse che il lupo si inventa, una sola la verità.

                Certo, il lupo si impegnava un pò di più che non riciclare la vecchissima fregnaccia dell’imperialismo americano …

                mi fai sentire giovane!

                Ciao

  37. Miguel Martinez scrive:

    Altro micro-esempio di come con un micro-fatto, si può tenere in azione la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.

    Titolone su Il Giornale stamattina:

    “”Andiamo a bruciare il consolato di Israele”. Follia pro Pal in piazza a Milano”

    Cioè durante una manifestazione antigenocidio a Milano, “uno dei presenti” avrebbe gridato, appunto, “Andiamo a bruciare il consolato di Israele”. Nessun altro dettaglio.

    Il micro-fatto potrebbe essere vero o falso o storpiato in sé. Ma fa capire come sia fisicamente impossibile fare qualcosa per frenare la Macchina: in centinaia di manifestazioni contro il genocidio dei nativi palestinesi, gli organizzatori possono fare tutto il possibile per imporre comportamenti “perbene”, privando la manifestazione di qualunque interesse per i media.

    Ma per quanto si sforzino, non potranno mai impedire che un solo individui faccia uno strillo che vanifichi tutto, e rimetta in moto la Macchina.

    Questo ovviamente vale anche sul fronte opposto: la Meloni non potrà mai impedire a un consigliere comunale di FdI di Vattelpesca in Monte di scrivere sul proprio profilo Facebook, “eh, si stava meglio quando si stava peggio!” con la foto del proprio nonno in camicia nera.

  38. PinoMamet scrive:

    Rispondo qua sotto a Francesco, che scrive:

    “a me è parso stranissimo che non ci sia una grossa fetta di Israeliani laici che ha risposto “andate a cagare” a una domanda simile

    Non per simpatia verso i Palestinesi ma per rigetto degli “ultra religiosi” israeliani.

    Cosa non capisco del sondaggio e delle risposte?”

    Allora, innanzitutto quello riportato è un sondaggio.

    Altri danno risultati completamente diversi:

    https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/poll-most-israelis-believe-governments-decision-to-expand-the-war-politically-motivated/

    https://www.pewresearch.org/short-reads/2025/05/09/fewer-israelis-support-israel-taking-over-gaza-now-than-in-2024/

    che dire? penso che ci sia un enorme casino e un’enorme incertezza nell’opinione pubblica israeliana.

    Le manifestazioni israeliane contro l’assedio a Gaza sono state, com’è uso, intralciate dalla polizia, ma ci sono state e più di una:

    https://www.youtube.com/watch?v=YSnkIenzB9Y

    https://timesofindia.indiatimes.com/videos/international/thousands-of-israelis-protest-against-netanyahu-govt-nationwide-demanding-release-of-hostages/videoshow/121390237.cms

    un ex ministro o generale (ora mi sfugge il nome) ha detto pubblicamente che bisogna cessare le operazioni prima che Israele divenga per tutti “il paese che ammazza bambini per sport”…

    insomma, mi pare che l’opinione pubblica sia molto più frammentata e variegata di quanto si ricava leggendo il sondaggio riportato da Miguel o…. Andrea De Vita 😉

    A parte questo, l’opinione di chi vorrebbe Gaza controllata da Israele e i palestinesi espulsi, o di chi li ritiene colpevoli in massa (e ripeto, mi pare siano ben lungi dall’essere la maggioranza di Israele) deriva da alcuni fattori:

    1- la nota sindrome di assedio di Israele, per cui “nel resto del mondo non ci capiscono e ce l’hanno con noi per partito preso, ci condannano comunque, per cui tanto vale fare quello che ci pare”

    2-rafforzata dal post-7 Ottobre, quando il resto del mondo, appunto, ha immediatamente mostrato scetticismo per le cifre e i resoconti israeliani….

    3- per poi accettare acriticamente qualunque comunicato stampa di Hamas proveniente da Gaza, “perché i palestinesi sono la parte più debole” (come se i deboli non potessero mentire…)

    4-le crescenti condanne internazionali per l’operato delle forze armate di Israele, che, nell’opinione pubblica israeliana (credeteci o meno) sono fermamente “l’esercito più morale del mondo”, quello che “certe cose non le fa perché noi non siamo così”
    (la versione ufficiale e credutissima di “italiani bravi gente”, solo correlata da illustrazioni di regole di ingaggio… identiche a quelle di tutti gli eserciti del mondo, ma che gli israeliani credono fermamente “roba loro”- chiedetegli se non mi credete)

    5- la liberazione di alcuni ostaggi trasformata da Hamas (forse per vendetta verso il trattamento di alcuni prigionieri palestinesi liberati con braccialetto in ebraico che ricordava una frase biblica del genere “Dio non si dimentica”…) in uno show brutale e umiliante

    6-i resoconti di alcuni ostaggi liberati, che raccontavano del cinismo, del disprezzo e del vero odio gratuito riversato su di loro dalle famiglie degli “ospitanti”, compresi donne e bambini (anzi, specialmente donne e bambini)

    7-mentre nel mondo passavano le immagini di ostaggi che baciavano i rapitori o li ringraziavano, senza porsi il dubbio che fosse una messinscena o una forma di guerra psicologica

    8- importantissima, la delusione per il ritiro unilaterale deciso da Israele dalla striscia di Gaza, che ha portato, anzichè alla pace, alla sua trasformazione in fortezza di Hamas e base per il terrorismo, con conseguenti chiusure delle frontier (e di nuovo, opinione internazionale che parla di prigione a cielo aperto, ma pochissimo di terrorismo proveniente da Gaza)

    Riporto queste idee non perché le condivida necessariamente, ma per capire cosa passa nella testa degli israeliani che vorrebbero riprendersi Gaza.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “Riporto queste idee non perché le condivida necessariamente, ma per capire cosa passa nella testa degli israeliani che vorrebbero riprendersi Gaza.”

      Infatti, la cosa più importante è capire cosa passa nelle teste delle persone, e mi sembra un riassunto credibile.

      Un po’ come invito sempre (e abbastanza invano) i nostri “antirazzisti” – le cui tesi sostanzialmente condivido – a pensare cosa passa per la testa alla gente “comune”, sostanzialmente apolitica, che deve lavorare e si trova la vetrina del negozio spaccata da un marocchino che cerca i soldi per il crac.

      Solo se comprendiamo ANCHE il suo disagio, possiamo fare qualcosa di diverso dal mettere in azione la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.

    • Francesco scrive:

      grazie mille Pino

      il mio cazzatametro suonava forte, in effetti, come capita quasi sempre con le “fonti” citate da Andrea

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “cazzatametro”

        Oh, dico, ma tu sempre dalla parte sbagliata della storia?

        Vabbè che ammiri l’amichetto di Pinochet, ma datti una calmata!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Ti ricordo che Papa Giovanni Paolo II è stato riconosciuto Santo dalla Chiesa Cattolica.

          Non proprio pizza&fichi.

          Mentre persino il Manifesto ammette, gioioso, che in quanto comunisti sono dalla parte del torto fin dalla nascita.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “Santo”

            Guarda che non c’è mica da gloriarsene tanto, ad aver fatto santo uno così.

            Quanto ad esempio al Guatemala, lui semplicemente si voltò dall’altra parte.
            Emblematica a questo proposito la vicenda del Vescovo Gerardi, che si era attivato già da molti anni nella denuncia delle indicibili violenze di cui era vittima il popolo del Guatemala.
            Il Vescovo dei Poveri, come veniva chiamato, si dedicò all’assistenza nei confronti delle migliaia di indios costretti a fuggire dalle proprie case a causa dalle violente rappresaglie della dittatura.
            Testimoniò sul massacro di Panzos, in Alta Verapaz, che ci concluse con oltre cento poveri contadini assassinati e celebrò personalmente il loro funerale. Le conseguenze furono una trama di attentati che danneggiarono e diedero alle fiamme le sue proprietà, minacce di morte dirette e indirette. Andò a Roma a denunciare la vicenda a Papa Wojitila, che si rifiutò persino di riceverlo e diede ordine alle Guardie Svizzere di non farlo entrare all’interno di Città del Vaticano. Nel 1998 il Vescovo Gerardi diede alla luce la pubblicazione del libro denuncia “Guatemala: Nunca Mas!” in cui venivano documentati gli eccidi, le fosse comuni, i casi singoli e collettivi di violenze, stupri e torture.
            Fu pubblicato il 25 Aprile e il giorno dopo fu ritrovato orrendamente sfigurato all’interno della sua Parrocchia. Il cadavere fu riconosciuto soltanto grazie all’anello vescovile. Le indagini si indirizzarono sul suo cane. Secondo una surreale perizia medica, il bassotto del Vescovo aveva assaltato il proprio padrone in preda a un raptus e ne aveva divorato la faccia e gran parte del corpo. Questa versione grottesca – che si concluse con l’arresto del cane – fu accettata e confermata ufficialmente da Giovanni Paolo II°, che nominò come nuovo Vescovo e successore di Gerardi il signor Mario Rios Montt, fratello del feroce dittatore che insanguinava il Guatemala.

            Ma mica c’è bisogno di scomodare il Guatemala o il Cile. Macchè. L’azione pastorale dell’amichetto di Pinochet si è fatta sentire pure in Argentina.

            https://www.censurati.it/2001/02/03/accuse-al-papa-le-madri-di-plaza-de-mayo/

            Ciao!

            Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ PinoMamet

      “immediatamente mostrato scetticismo”

      Chissà perché.

      https://electronicintifada.net/content/vach-brothers-israels-first-family-genocide/50629

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ PinoMamet & tutti

        E chissà se è vero questo che ho trovato in Rete. Mi di corregga se è falso.

        “Immagino che la MADRE CRISTIANA oggi, come ogni domenica, andrà a battersi il petto in chiesa.
        Buona lettura.🙈
        Israele ieri ha approvato all’unanimità il piano di completa pulizia etnica dei palestinesi a Gaza.
        Israele prevede di conquistare militarmente il 90% del territorio della striscia e rinchiudere l’intera popolazione nel restante 10%, dentro una piccolissima area al confine con l’Egitto.
        Due milioni e duecentomila persone verranno deportate a forza, a tempo indeterminato, in un’area di 45 chilometri quadrati, stiamo parlando di c.a. cinquantamila persone per chilometro quadrato, una persona ogni 20 mt quadrati, uno spazio 5 metri per 4.
        È la stessa identica cosa che fecero i nazisti con gli ebrei nel ghetto di Varsavia.
        La gente palestinese che si ribellerà, verrà convinta dietro una raffica di mitra AK47. Dentro la striscia di Gaza non ci sono più nemmeno gli osservatori dell’ONU cacciati anch’essi con violenza inaudita, nell’area in cui si prevedono di deportare oltre 2 milioni di esseri umani in maggioranza bambini, donne, persone fragili, non c’è nulla di nulla, niente acqua potabile, niente servizi igienici, niente elettricità, niente ospedali, niente scuole, il nulla assoluto.

        Per questi reclusi, dopo 500 giorni di bombardamenti e massacri, adesso in attesa di essere etnicamente spazzati via, a discrezione dell’esercito israeliano è previsto solo un pacco alimentare, col minimo di calorie appena necessarie per sopravvivere, il pacco verrà consegnato solo dietro riconoscimento facciale.
        Le razioni prevedono solo cibo secco o conservato, senza nulla di fresco.
        Gli assassini genocidari concederanno in tutto solo sessanta camion di merci al giorno, contro i seicento che prima del genocidio erano considerati dall’ONU il minimo indispensabile.
        Il tutto per una popolazione che conta il 30% di bambini con malnutrizione acuta, con diversi casi di malattie, con feriti, con invalidi, persone fragili, percentuale destinata a salire ulteriormente perchè Israele ha comunque deciso di continuare il blocco totale del cibo fino a quando vorrà.

        I vari ministri del governo Netanyahu parlano apertamente di conquista definitiva di Gaza, vuol dire che da questa “zona umanitaria” i palestinesi potranno uscire solo da morti oppure rinunciando per sempre alla loro terra…
        ammesso sempre ci sia qualche paese disposto ad accoglierli, con tutto il gigantesco carico di problemi che Israele ha impresso indelebilmente nelle vite di questi milioni di persone.

        Rivolto agli ipocriti benpensanti, che finora non si sono voluti schierare, a coloro che si indignavano piccati, sostenendo che ciò che succedeva a Gaza non si poteva definire genocidio, a tutti coloro che parlavano di diritto di Israele alla difesa, a coloro che ancora ora solidarizzano con gli arroganti provocatori sionisti, che adesso vengono pure in Italia e anche in altri paesi, a portare la stessa identica arroganza, la stessa mentalità violenta, dispotica, e di sopraffazione, che hanno usato contro il popolo palestinese per 80 anni.
        Questo era dall’inizio il piano di pulizia etnica e genocidio previsto per il popolo palestinese.”

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          ma chi è questo stronzetto? passi per l’odio che tracima da ogni riga, passi per le pretese fasciste nei confronti dei dissidenti, passi per l’ipocrita chiagni e fotti, passi per il paragone col Ghetto di Varsavia

          ma scrivere che “La gente palestinese che si ribellerà, verrà convinta dietro una raffica di mitra AK47” è troppo!!!

          non solo definire mitra un AK47 è prova di totale ignoranza, ma non sapere che l’AK47 non è usato dalle IDF è follia pura!

          come ho già rilevato, le tue fonti sono spazzatura che al confronto il Presidente del Senato olezza di viole di campo.

          🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “AK47”

            Sì, quando ci si arrampica sugli specchi è tipico aggrapparsi alle metafore più o meno azzeccate.

            Ovviamente nel merito non sei in grado di rispondere.

            Mi ricordi Faurisson quando diceva che le camere a gas non esistevano perchè altrimenti le SS sarebbero rimaste asfissiate dal Zyklon-B.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              nel merito, ho scritto qui dal primo giorno che entrare a Gaza era un crimine e un errore

              e dal terzo giorno che gli Israeliani sotto Netanyahu stanno diventando TROPPO medio-orientali

              dove in effetti le questioni si spicciano con bagni di sangue

              a uno che toglie Hamas da quadro per raccontare, quindi, bugie, non devo altro

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Hamas”

                E basta con questa scusa!
                Non regge più!

                Anche se Hamas fosse colpevole di dieci volte tanto di quello che gli Israeliani la incolpano, ce l’abbiamo avuto anche a Genova il terrorismo. Abbiamo avuto sparatorie in mezzo alla strada. Ma mica si sono tirati giù dei condomìni perché dentro si pensava si nascondesse un brigatista.

                Hamas sta all’IDF come le BR alle SS.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non sono eccessivamente interessato alle tue affermazioni in merito, caro Andrea.

                Mi basta rilevare che tutta la narrazione “alla ADV” crolla appena si inserisce Hamas.

                Saluti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “nel merito, ho scritto qui dal primo giorno che entrare a Gaza era un crimine e un errore”

                Tu, infatti, sostenevi che gli abitanti di Gaza dovessero essere genocidati via morte per fame.

              • Peucezio scrive:

                Sarebbe come se, siccome negli anni ’70 c’erano le BR, si fosse bombardata la popolazione dell’Emilia Romagna perché lì c’era una prevalenza di comunisti.

              • Francesco scrive:

                ho detto che bisognava fare così, per mettere Hamas spalle al muro senza ammazzare i palestinesi

                a quel punto, la mia aspettativa è che Hamas avrebbe dovuto cedere o passare per quella che faceva morire di fame i bambini palestinesi

                e che avrebbe ceduto

                tu avevi proposte meno rischiose?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ho detto che bisognava fare così, per mettere Hamas spalle al muro senza ammazzare i palestinesi”

                Ma dai, che analisi è?

                Abbiamo (ririripeto) uno Stato con un problema gigante: è lo Stato di un’etnia, che però sul terreno che quello Stato occupa militarmente, è in (lieve) minoranza.

                Quindi deve fare in modo che la sua popolazione costituisca la maggioranza.

                Per farlo, ha rinchiuso la gran parte della maggioranza in topaie minuscole, chiuse dai muri e regolarmente bombardate.

                Ovviamente nelle topaie, la gente prova una discreta antipatia verso la minoranza.

                Ma il problema non è l’antipatia che ogni tanto esplode; il problema è la maggioranza stessa.

                Adesso finalmente esiste l’opportunità di risolvere la questione, eliminando una gran parte della maggioranza.

              • PinoMamet scrive:

                “Sarebbe come se, siccome negli anni ’70 c’erano le BR, si fosse bombardata la popolazione dell’Emilia Romagna perché lì c’era una prevalenza di comunisti.”

                No, dai, non cominciamo con gli esempi fantasy.

                Questo non c’entra veramente niente.
                L’Emilia Romagna non è mai stata una base del terrorismo, non ha mai attaccato l’Italia con razzi o missili, e di conseguenza non ha subito nessun embargo o blocco dall’Italia;
                non è mai stata governata dalle BR e non ha mai ammazzato mille lombardi o toscani, rapendone un altro paio di centinaia.

                Davvero, trovo questo modo di fare gli esempi un po’ pericoloso: se paragoniamo situazioni imparagonabili, allora vale tutto…

                In genere, permettetemi, con affetto e un po’ di ironia:

                penso che tu e ADV sareste pessimi negoziatori; non fatevi mai mandare dalla polizia a dissuadere un suicida o un rapinatore che tiene una vecchietta in ostaggio! 😉

                Io credo fermamente che molte situazioni vadano de-escalate (non so se esista un termine equivalente in italiano corretto; facciamo che è notte, e ci capiamo), mentre il gioco della retorica “calcistica” porta all’escalation…

                (“e allora nel ’92 quella volta l’arbitro vi ha regalato un rigore… siete i soliti ladri!”)

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                infatti io non faccio il negoziatore.
                Il negoziatore è uno che deve contare su balle.
                Io, visto che nulla degli eventi concreti dipende da me, posso permettermi il lusso di analizzare la cosa spassionatamente.

                Sui forti limiti del mio paragone hai ragione.
                Ma nessun atto terroristico, per quanto pesante, giustifica una risposta che fa 10 o 100 volte il numero di vittime fra i civili del popolo fra le cui file è venuto fuori il gruppo terroristico.

                Altrimenti – e qui non vedo come potresti considerare improprio il paragone – facevano bene i nazisti, quando c’era un attentato, a rastrellare e uccidere il decuplo delle vittime dell’attentato.

                Con la differenza
                1) che si era in guerra, cioè esisteva uno stato italiano, che, tra l’altro cambiando fronte, aveva scelto di mettersi in guerra col III Reich,
                2) i nazisti potevano applicare il 10/1 ma non si sono mai messi a radere al suolo interi territori allo scopo di sterminare o espellervi la popolazione che vi abitava, come risposta ad attentati ai loro uomini.

  39. habsburgicus scrive:

    OT, scusasi
    oggi è il 25 maggio..
    esattamente 215 anni fa i ricchi borghesi criollos di Buenos Aires deponevano l’ultimo* Vicerè spagnolo del Río de la Plata, dando inizio al processo che porterà da subito allo smembramento di detto Vicereame (esistente solo dal 1776, non obliamolo) e in sei anni alla proclamazione dell’indipendenza delle Province Unite del Río de la Plata al Congresso di Tucumán il 9 luglio 1816,,,la mitopogia artgentina però enfatizza, a ragione, il 25 maggio donde la Plaza de Mayo ecc
    l’indipendenza latino-americana, ancor più se possibile dell’indipendenza dei nordamericani delle 13 colonie dalla Gran Bretagna, è spesso vista in modo ideologico e pseudo-romantico sottacendo che gli indios furono le principali vittime di quest’indipendenza, come i neri e i pellerossa lo furono del 4 luglio 1776, qualcosa che è (era ?) ormai acquisito nella migliore e più aggiornata storiografia USA..che non vota Trump 😀
    e forse non è un caso che nell’Alto Perù (Bolivia) e nel Perù steso le masse indie rimasero fedeli alla vecchia Spagna sino alla fine o quasi

    *l’Alto Perù rimase orgogliosamente spagnolo ma prese l’occasione per separarsi dall’aliena Buenos Aires e tornare sotto il naturale alveo di Lima come fu sino al 1776
    il Paraguay ben presto prese la sua strada sotto il crudele José Gaspar de Francia
    Montevideo però -forse per mera rivalità con Buenos Aires- rimase “realista” e il gen. Elío assunse da Montevideo i poteri viceregali dunque de iure il Viceregno non finì..Montevideo cadrà nel 1814 ai rivoluzioanri, poi se la papparono i portoghesi-brasiliani (prologo alle garibalderie della generazione successiva) sotto Dom João VI, Re del Portogallo, del Brasile e dell’Algarve che dimorava a Rio de Janeiro da quando dovette in fretta e furia lasciare Lisboa (29 novembre 1807) per sfuggire alle truppe del giacobino incoronato Buonaparte guidate da Junot, e infine diventerà nel 1828 capitale della “Repubblica orientale dell’Uruguay”, uno Stato così massonico 😀 che ha una città chiamata “Treinta y Tres” che sì, ricorda ufficialmente i 33 “immortali” che si batterono per l’indipendenza contro il Brasile, ma è anche il numero ben noto a Firenze e non solo, pure a Ravenna e altrove :D..ma questa è un’altra storia

  40. Francesco scrive:

    OT

    perchè Hamas non rilascia/restituisce gli ultimi ostaggi? questo non metterebbe in grandissime difficoltà il governo di Israele?

    fine OT

    • PinoMamet scrive:

      Se li rilascia, magari va a finire che Netanyahu deve ritirarsi davvero da Gaza. L’opinione interna non gli permetterebbe più di continuare l’operazione.

      E se Netanyahu si ritira da Gaza, magari va a finire che i palestinesi chiedono conto ad Hamas di avergli dato il permesso per entrare.

      Inoltre, Israele smette di essere il cattivone agli occhi del mondo…

      Non so, ragionamenti miei.

      (E poi, credo che ai membri di Hamas piaccia avere prigionieri israeliani…)

      • PinoMamet scrive:

        Errata: non il permesso, il pretesto.

      • Francesco scrive:

        Se Hamas libera i prigionieri e restituisce i cadaveri, Israele è praticamente costretta a ritirarsi – checchè ne pensino i ministri estremisti e mi pare abbastanza idioti.

        A quel punto Hamas ha vinto e i palestinesi che avrebbero voglia e motivo di chiedere conto della strategia folle di Hamas devono tacere o essere ammazzati. Almeno per alcuni anni.

        Se Hamas si tiene gli ostaggi, Bibi continua l’attacco.

        Da quello che capisco, Hamas ci guadagna molto di più liberandoli.

        Ciao

        • roberto scrive:

          francesco

          “Da quello che capisco, Hamas ci guadagna molto di più liberandoli.”

          io continuo a pensare che ad hamas non giene frega assolutamente nulla di “guadagnare”, dei palestinesi, della striscia di gaza.

          gli piace tenere ostaggi e gli piace provocare le reazioni di israele per motivi che non credo nessuno possa comprendere in modo razionale (si certo il loro fine ultimo è la distruzione di israele, ma mi sembra che prende un calcio nei maroni e dice “hai visto come i miei testicoli hanno fermato il tuo piede?”)

          sennò
          1. non ci sarebbe mai stato il 7 ottobre
          2. come dici avrebbe già liberato gli ostaggi e lo avrebbe fatto da un pezzo

          la scusa “se diamo indietro gli ostaggi israele distruggerà gaza” era una cazzata un anno fa, ma adesso, a gaza ormai distrutta è una cazzata tragicomica

          • Francesco scrive:

            Un anno fa, liberare gli ostaggi poteva sembrare debolezza

            Oggi, stravinta la guerra mediatica, sarebbe la mossa finale per “far fuori” Bibi e mettere ancora più in ginocchio Israele

            Il 7 ottobre probabilmente è stato necessario per mantenere vivo il fuoco del terrorismo contro Israele, se andavano in porto gli accordi di Abramo sarebbe diventata una cosa del passato

            Oggi è più vivo che mai, anche se Sinwar è morto

            Questo, per quello che mi sembra di capire

            Ciao

            • PinoMamet scrive:

              “Il 7 ottobre probabilmente è stato necessario per mantenere vivo il fuoco del terrorismo contro Israele, se andavano in porto gli accordi di Abramo sarebbe diventata una cosa del passato”

              Anche questo è vero.

              Con gli accordi di Abramo, stava saltando fuori una cosa che nel mondo arabo probabilmente pensavano in tanti:

              con Israele conviene fare gli affari, e non la guerra.
              Ai “fratelli” palestinesi penseremo poi…

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però mettiti nei panni di un tiranno arabo, che è sempre ad un passo dal finire appeso a testa in giù: certo, gestisci le rendite del petrolio, ma da qualche parte una legittimazione un po’ meno venale la devi tirare fuori.
                Sostenere a parole la causa palestinese è quella fonte di legittimazione. Smettere di sostenerla è di per sé rischioso, per cui serve contemporaneamente che ci siano tanti, ma tanti profitti e che quello che si sacrifica passi molto, ma molto in sordina.

              • PinoMamet scrive:

                Mmmm, già…

                il fatto è che forse le situazioni sono sempre complesse, le cause molteplici… indagarle è doveroso, discuterne è utile, ma forse a volte le cose succedono “perché sì”

              • Francesco scrive:

                Ma anche questa storia della “sacralità” della causa palestinese, non è passata di moda, almeno nei paesi del Golfo?

                anche perchè i Patti di Abramo erano una cosa lì lì per realizzarsi, se non ricordo male.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                In tempi normali è possibile che la garanzia americana (che comporta il controllo dell’informazione estera) permetta a quei regimi di alienarsi in qualche misura l’opinione pubblica.

        • PinoMamet scrive:

          “Se Hamas si tiene gli ostaggi, Bibi continua l’attacco.”

          Ed è esattamente quello che vuole Hamas.

          Tanti morti palestinesi, tanti “martiri”, tanta riprovazione e condanna morale di Israele da parte del mondo, tanta legittimazione di Hamas come “eroici resistenti”.

          Credo che sia proprio questo il motivo per cui Hamas ha organizzato l’attacco del 7 Ottobre, che altrimenti sarebbe stato pura follia suicida.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            ““Se Hamas si tiene gli ostaggi, Bibi continua l’attacco.”

            Ed è esattamente quello che vuole Hamas.”

            Credo che da tutte le parti, si ragioni troppo “alla italiana”.

            Io ho scritto una decina di volta qui quale mi sembra sia la questione fondamentale:

            Abbiamo una piccola striscia di terra, militarmente controllata dai rappresentanti di un gruppo etnico, con il compito di farne lo Stato di quel gruppo etnico.

            Il problema è che la (lieve) maggioranza di persone che abitano in quel territorio, non appartengono a quel gruppo etnico.

            Questa è una situazione che alla lunga richiede l’eliminazione del gruppo lievemente maggioritario. Eliminazione non vuol dire che qualcuno goda nell’ucciderli: devono “andarsene”, o in un altro paese, o nell’aldilà.

            Più ne vanno nell’aldilà, più è facile mandare i sopravvissuti in un altro paese.

            In questo si calcola il rischio di fare brevemente “brutta figura” davanti a tante persone, che però più che marciare avanti e indietro con la bandierina palestinese, non possono fare nulla.

            Se ci sono diecimila cortei in giro per il mondo non importa. Il problema sarebbe solo quando gli Stati Uniti smettessero di mandare armi, ma non mi sembra che stia succedendo; o quando l’Italia smetterà di affidare la propria cybersicurezza a ditte appartenenti allo stato in questione.

            Per cui mi sembra irrilevante la questione della “brutta figura”, della “riprovazione morale”, eccetera.

            • Miguel Martinez scrive:

              “Per cui mi sembra irrilevante la questione della “brutta figura”, della “riprovazione morale”, eccetera.”

              Che poi se lo scopo è quello di terrorizzare a tal punto la (lieve) maggioranza etnica da spingerla ad andare altrove, ogni singola visione di orrore non è un “punto vittima” per i massacrati, ma un “punto terrore” per i massacranti.

              Moltissimi video delle città della Striscia ridotti a ruderi sono stati diffusi dai vincitori, non dai perdenti.

              • Miguel Martinez scrive:

                I punti vittima fanno comodo finché il gioco non si fa duro, come è in media nello spettacolo dello scambio di insulti su Facebook tra destri e sinistra in Italia.

                Dopo, i punti vittima ti fanno solo vittima.

            • PinoMamet scrive:

              “Per cui mi sembra irrilevante la questione della “brutta figura”, della “riprovazione morale”, eccetera”

              beh, ecco, se fosse così Israele avrebbe potuto liberarsi di Gaza molto prima.

              A dire il vero, avrebbe potuto anche evitare di andarsene, da Gaza…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “beh, ecco, se fosse così Israele avrebbe potuto liberarsi di Gaza molto prima.

                A dire il vero, avrebbe potuto anche evitare di andarsene, da Gaza…”

                Come sai, apprezzo enormemente la tua posizione, e credo che le tue riflessioni siano importanti per non farci entrare nella logica del “noi abbiamo ragione e loro torto”.

                Per cui non prendere la mia risposta come un “eh no, non è come dici tu!”

                Semplicemente, penso che Israele abbia lasciato Gaza perché era un modo per risolvere la questione della (lieve) maggioranza di nativi palestinesi nello Stato Ebraico.

                Ci si liberava di colpo di ben due milioni di loro, rinchiudendoli in un minuscolo spazio senza risorse.

                Poi cosa ci sia davvero dentro il cervello di ogni essere umano, è un mistero per tutti noi.

              • Francesco scrive:

                Mig

                forse invece hai detto una mezza fesseria prima … o meglio hai ignorato tutte le alternative tentate fino a ora a parte, appunto, l’eliminazione degli altri

                persino Golda Meir pensava a un tempo in cui gli arabi avrebbero vissuto in pace con gli ebrei come a una possibilità

                Ciao

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma no: il governo israeliano ha già reso noto cosa intende fare con Gaza. Al massimo se glinsotaggi vengono liberati i loro parenti smettono di protestare.

      • PinoMamet scrive:

        Beato te che lo sai…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Io so solo quello che dichiara Smotrich, mai smentito dai suoi colleghi criminali.

        • PinoMamet scrive:

          Sì, beh, anche Trump dichiara tante cose…

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Appena dirà che i massacri che sta facendo fanno parte di un progetto politico per liberarsi di un gruppo etnico in una determinata zona, darò del genocida anche a lui.

            • PinoMamet scrive:

              ..non credo che il punto della mia risposta fosse questo, ma chi sono io per interpretare il mio pensiero? 😉

              • Francesco scrive:

                nessuno rispetto al nostro Giovane Saggio!!!

                PS Trump mica ha già fatto fare il rendering di Gaza senza arabi?

              • PinoMamet scrive:

                Mm no, ha postato un filmatino AI di Gaza-Trump-Riviera dove tutti sono felici e Elon Musk regala soldi a pioggia. Etnie non pervenute.
                Se è per questo, si è anche postato vestito da Papa…

                Però ha dichiarato che la situazione di Gaza lo preoccupa e che bisogna far passare aiuti umanitari.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il filmatino in realtà era stato creato dai suoi critici e lui lo ha postato senza spiegazioni. Non era roba sua!

              • Francesco scrive:

                ma lo ha adottato perchè gli piace l’idea?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Credo per triggerare gli avversari, sapendo che tanto il consenso dei suoi non lo perde.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ciò detto, le dichiarazioni pubbliche sulla distruzione di Gaza e l’espulsione della popolazione nativa, nonché sulla necessità di far passare qualche aiuto per avere il sostegno internazionale minimo che serve per portare avanti le operazioni, fanno cadere l’ultima difesa contro l’accusa di genocidio: l’assenza di dolo specifico.

          Poi uno può anche dire che ci sono delle ragioni serie per cui Israele porta avanti il progetto genocidario, così come c’erano ragioni serie per cui in Europa orientale gli ebrei venivano odiati al punto da portare al consenso popolare per l’Olocausto. Però questo non legittima un bel niente.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            ” Però questo non legittima un bel niente.”

            Capisco, e figurati se non sono d’accordo.

            Ma la “legittimazione” è un concetto astratto. Le armi sono un fatto.

            Dietro i progetti, ci sono sempre ragioni serie, da tutte le parti.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Netanyahu non possiede personalmente l’arsenale israeliano: è il suo esercito a farlo e sono USA e alcuni altri paesi occidentali a fornirgliele. Però lui ha la legittimazione che serve perché il suo esercito gli ubbidisca e i suoi fornitori lo riforniscano.
              Ora, noi diamo la legittimazione del governante per scontata (in genere perché riconosciamo la legittimazione dell’ordinamento giuridico, per cui se c’è scritto che Tizio deve governare allora è lui che governa), ma non è detto che nelle situazioni estreme sia proprio così.

  41. Miguel Martinez scrive:

    Tradotto con DeepL, lungo ma godibile per gli amanti del Libero Mercato

    https://medium.com/@hrnews1/blackrock-is-suing-unitedhealth-for-giving-too-much-care-to-patients-after-the-ceo-was-murdered-4af185038a62

    BlackRock fa causa a UnitedHealth per aver prestato “troppe cure” ai pazienti dopo l’omicidio del CEO
    HR NEWS
    3 min di lettura
    ·
    1 giorno fa

    Pensate di aver visto il massimo della follia aziendale? Aspettate un attimo.
    BlackRock, il più potente gestore patrimoniale al mondo e maggiore azionista di UnitedHealth con quasi il 10% delle quote, ha letteralmente citato in giudizio il colosso dell’assicurazione sanitaria. Ma non per quello che vi aspettereste. Sono arrabbiati perché UnitedHealth potrebbe effettivamente fornire troppe cure ai pazienti.
    Sì, avete letto bene. Nel mondo capovolto di Wall Street, fornire assistenza sanitaria è apparentemente dannoso per gli affari.

    Quando aiutare i pazienti diventa un “problema”

    Ecco la premessa contorta della causa: dopo l’omicidio del CEO Brian Thompson e le proteste in tutto il Paese per il rifiuto delle richieste di rimborso, UnitedHealth sembra essersi spaventata. Si dice che stia approvando più cure, coprendo più procedure e forse, Dio non voglia, comportandosi come una vera compagnia di assicurazioni invece che come una macchina di rifiuto.
    E BlackRock è INCACCHIATA per questo.
    La causa sostiene che UnitedHealth abbia “ingannato gli investitori” non chiarendo come tutta questa pubblicità negativa potesse indurla, beh, a onorare i propri contratti assicurativi. Perché a quanto pare, quando il tuo amministratore delegato viene ucciso per aver negato delle cure contro il cancro, la risposta logica è… forse smettere di negare così tante cure contro il cancro?
    Ma questo riduce i profitti. E quando i profitti calano, l’enorme partecipazione di BlackRock perde valore.

    La matematica è disgustosa ma semplice
    Ogni richiesta approvata = meno soldi per gli azionisti. Ogni intervento chirurgico coperto = dividendi più bassi. Ogni vita salvata = prezzo delle azioni più basso.
    Questa è la spirale mortale della finanza sanitaria nella sua forma più pura. BlackRock ha contribuito a trasformare UnitedHealth in una macchina per negare le richieste di rimborso, ha tratto enormi profitti da questo modello e ora sta facendo causa perché l’indignazione pubblica potrebbe costringere l’azienda a fornire effettivamente assistenza sanitaria.
    Sta letteralmente facendo causa per il diritto di lasciar morire le persone per profitto.
    La farsa dell’“investimento responsabile” di BlackRock smascherata
    Ricordate quando BlackRock amava parlare dei principi ESG e di essere un investitore responsabile? Era carino.
    A quanto pare, la loro idea di “investimento responsabile” significa assicurarsi che le assicurazioni sanitarie rimangano spietatamente efficienti nel negare le cure. Quando UnitedHealth ha iniziato a coprire più trattamenti dopo l’assassinio del suo amministratore delegato, BlackRock ha visto scomparire i dollari e apparire le spese legali.
    A proposito, questa è la stessa azienda che è stata citata in giudizio per greenwashing in Europa. A quanto pare, mentire sulla propria attenzione verso l’ambiente non è l’unica cosa che fa.
    L’incentivo perverso definitivo
    Pensate a quanto sia assurda questa situazione: BlackRock possiede UnitedHealth, guadagna quando nega le richieste di rimborso e poi la fa causa quando la cattiva pubblicità la costringe ad approvare più cure. È come possedere un ristorante e poi fare causa allo chef perché cucina troppo bene e quindi costa di più.
    Ma qui non si tratta di hamburger. Si tratta di persone che muoiono.
    Ogni trattamento chemioterapico approvato da UnitedHealth dopo l’assassinio? Sono soldi che escono dalle tasche di BlackRock. Ogni prescrizione di insulina che coprono? Profitti persi. Ogni intervento chirurgico che non combattono con le unghie e con i denti? Distruzione del valore per gli azionisti.

    Quando l’omicidio diventa un problema aziendale

    Ecco cosa è successo davvero: Luigi Mangione non ha solo ucciso un amministratore delegato, ma ha accidentalmente creato un’interruzione dell’attività. Improvvisamente UnitedHealth non poteva più negare le richieste di rimborso con la stessa efficienza sociopatica perché tutti stavano guardando. La reazione negativa dell’opinione pubblica ha significato che hanno dovuto fingere di preoccuparsi dei propri clienti.
    E fingere? È costoso.
    La causa intentata da BlackRock sostiene essenzialmente: “Ehi, non ci avete detto che uccidere il vostro amministratore delegato vi avrebbe costretto a coprire più cure mediche, e questo sta riducendo i nostri profitti”.
    Il sistema funziona esattamente come previsto
    Questo non è un bug del sistema sanitario americano, è una sua caratteristica. L’enorme influenza di BlackRock ha contribuito a trasformare UnitedHealth nella macchina di rifiuto delle richieste di rimborso che è diventata. Hanno votato pacchetti di retribuzione per i dirigenti che premiavano il rifiuto delle cure. Hanno approvato strategie che davano la priorità ai profitti degli azionisti rispetto ai risultati dei pazienti.
    Ma quando l’indignazione pubblica minaccia quel modello di business, non cambiano rotta per sostenere un’assistenza sanitaria migliore. Fanno causa per proteggere il loro diritto di trarre profitto dalla sofferenza umana.
    La battuta finale che non fa ridere
    BlackRock probabilmente vincerà questa causa. O si accontenterà di milioni di dollari. In entrambi i casi, trarrà profitto da un sistema progettato per sottrarre la vita ai pazienti.
    Non sta solo facendo causa a UnitedHealth, sta facendo causa all’idea stessa che l’assicurazione sanitaria debba fornire un’assicurazione sanitaria. Sta lottando per il suo diritto costituzionale di trarre profitto quando le persone muoiono e di perdere denaro quando le persone vivono.
    Benvenuti nell’assistenza sanitaria americana, dove prendersi troppo cura degli altri significa esporsi a una causa legale.

    • Francesco scrive:

      Bah, articolo intellettualmente molto scadente. Sarebbe molto più intrigante se sostenesse che dando molte più cure ai pazienti la UH stava ampliando la sua quota di mercato e aumentando gli utili, oltre a costringere le altre assicurazioni a seguire il trend per non essere buttate fuori dal mercato.

      La causa intentata da BR potrebbe diventare un gran bel calcio nelle proprie palle, no? oppure sancire la divisione del mondo in modo ancora più netto, forse irreversibile, e portare “il pubblico” a chiedersi che cosa gliene frega dei profitti di BR, a questo punto.

      Ma lo scenario che preferisco è quello in cui BR perde la causa!

      Ciao

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Sarebbe molto più intrigante se sostenesse che dando molte più cure ai pazienti la UH stava ampliando la sua quota di mercato e aumentando gli utili, oltre a costringere le altre assicurazioni a seguire il trend per non essere buttate fuori dal mercato”

        Una possibilità interessante, concordo. Da chiedersi (non ne so nulla) se si tratta di un mercato in cui esiste una reale possibilità di concorrenza, o se è come il Libraio Pietro contro Amazon. Nel primo caso, potresti anche avere ragione, perché no?

        Perché la causa di BR sarebbe un autogol?

        BR non vende direttamente al pubblico, quindi fare brutta figura è del tutto irrilevante. Al massimo potrebbe perdere la causa, e quindi dover pagare penali e studi legali, ma lo avranno messo in conto.

        Temo che tutti noi siamo troppo legati allo spettacolo mediatico, per cui pensiamo che quando qualcuno viene deriso pubblicamente, ha perso.

        Nella mia esperienza, non è così: se io trovo il modo legalmente ineccepibile di guadagnarci facendo morire di fame dei bambini, mi rifiuto di rispondere alla stampa per il brevissimo periodo in cui va di moda preoccuparsi dello specifico caso.

        Tra un anno o due, io avrò un mucchio di soldi, e voi vi sarete dimenticati di me.

        • Francesco scrive:

          Non funziona così.

          Questa gente ha bisogno della reputazione, se non altro per non rischiare di essere il prossimo capro espiatorio e, da squalo, ritrovarsi tonno.

          Ciao

  42. PinoMamet scrive:

    “E – a parte Moni Ovadia e qualche altro gruppo più o meno sparuto di Ebrei in giro per il mondo – io tutto questo chiamarsi fuori dalla solidarietà verso un genocidio da parte delle comunità Ebraiche mica la vedo.”

    Rispondo qua ad ADV, che scrive quanto sopra.

    In sintesi, gli ha già risposto Miguel: individui sì, comunità molto meno.

    Ma è abbastanza spiegabile.
    Anche Moni Ovadia.
    Moni Ovadia da tanto tempo si è dichiarato spendendosi a favore della causa palestinese. (tra l’altro, mi pare che sia da tempo che non fa più il personaggio dell’ebreo ashkenazita- che non è- imitando un compianto rabbino americano-milanese 😉 )

    È comunque un personaggio di spettacolo, e logicamente al pubblico arrivano le sue esternazioni, e non quelle del dentista o del professore di matematica ebrei. Il che non significa che questi ultimi non possano essere d’accordo con lui.

    Per le comunità, il discorso è più complesso. Si tratta appunto di comunità, con uno statuto, un presidente, un consiglio, dei rapporti con le istituzioni locali.
    Riunite nell’UCEI, a sua volta un organismo importante che dialoga con le istituzioni italiane- e israeliane.

    All’interno delle comunità c’è, come dicevo, un dialogo che non di rado degenera nello scontro; ma al di fuori, prevale il linguaggio istituzionale.
    Chi si aspettasse che l’UCEI si metta di punto in bianco a fare una critica feroce di Israele, aspetterebbe un bel po’.
    Ma questo non vuol mica dire che gli ebrei italiani godano nel vedere i palestinesi morire di fame, o inneggino alla pulizia etnica, e neppure che non siano capaci di critiche anche taglienti all’operato israeliano…

    • PinoMamet scrive:

      Comunque, permettetemi lo sfogo.

      Non basta dire “sionisti” anziché “ebrei” per poter dire di non essere antisemiti.

      Io sono strasicuro che molti critici di Israele non vogliano essere antisemiti . Però lo sono.

      (Per favore, risparmiatemi almeno stavolta i giochi di parole etimologici, gli arabi che sono semiti, la palla dei Khazari e tutto il resto… parliamone un’altra volta, ok?)

      Se peschi nel repertorio antisemita degli ebrei che vogliono il predominio, che vogliono ammazzare o schiavizzare gli altri popoli a forza di citazioni bibliche ecc., beh, allora anche se dici “sionisti” mi sa che sei sempre antisemita.

      Sono stato, diciamo mimetizzato bene, ma non troppo, in una noto corteo che celebra una ricorrrenza della storia italiana 😉
      io lo ricordavo con la banda cittadina e i bersaglieri in congedo che correvano, da quando ero bambino;
      invece adesso è diventato tutto Fri Palestain (rigorosamente in inglese, chissà perché), bandiere palestinesi ovunque, c’era anche un ragazzo travestito, chissà perché, da arabo del Golfo (ho gli stessi vestiti a casa, ma più belli), camioncini con sound-system a tema…

      vabbè, parli con le persone, e salta fuori che tutti, ma tutti! hanno un fantomatico amico ebreo che però la pensa come loro e raderebbe al suolo Israele (Gaza non va rasa al suolo, e siamo d’accordo; Israele, invece…)

      ora, la comunità ebraica della mia città, anche a contare i famosi mezzi-ebrei, è così piccola che si può dire che la conosca tutta… compresi gli studenti israeliani.
      fatemeli conoscere, questi fantomatici amici ebrei!

      O sono a festeggiare insieme agli amici gay degli omofobi?

      • PinoMamet scrive:

        Oppure è lo stesso amico ebreo per tutti, le cui dichiarazioni concilianti e ragionevoli vengono all’uopo travisate, esagerate, modificate a piacimento…
        vuoi vedere che sono io? 😉

        ma non credevo di conoscere tanta gente 😉

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ pino Mamet

      “comunità”

      Non mi sembra che siamo granché in contraddizione.

      La Brigata Ebraica di Milano (gli ex combattenti nella Resistenza e i loro eredi) hanno testé dichiarato di considerare male (eufemismo) il gesto di Sala di esprimere pubblicamente solidarieta’ alle vittime del
      genocidio.

      È esattamente come se negli USA di Roosevelt la comunità Tedesca avesse espresso contrarietà ad un’eventuale solidarietà manifestata da Fiorello la Guardia o chi per lui ai perseguitati da Hitler.

      Poi va da sé che antisemitismo sia una cosa e antisionismo un’altra, visto che ci sono tanti Ebrei che fortunatamente non sono sionisti e purtroppo tanti non Ebrei che sono sionisti.

      Anche qui il paragone calza: è interesse della propaganda sionista far passare l’antisionista per antisemita, proprio come lo era della propaganda nazista fare passare ogni oppositore del nazismo come nemico del popolo Tedesco.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        La cosiddetta Brigata ebraica non è composta dagli ex membri della brigata medesima, ma da simpatizzanti pro Israele di destra.
        Quelli della mia città li ho infine conosciuti: non sono neppure ebrei, e in anni di presenza e di dichiarazioni pro Israele non si sono fin’ora mai premurati di accordarsi o sentire la comunità ebraica cittadina, fino a quest’anno.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @pinomamet

          “cosiddetta”

          Ne prendo atto e me ne compiaccio.

          Però so da fonte certa (tuoi correligionari meneghini) che per le sue posizioni antisioniste Moni Ovadia viene soprannominato “babbreo” (=”Ebreo babbeo”).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S.

          A scanso di equivoci, metto in chiaro che -per brevità e certo impropriamente – in questo blog io per “sionismo” intendo solo l’idea del “un popolo senza una terra per una terra senza un popolo”. Non mi addentro cioè in tutte le distinzioni e le categorie che una descrizione completa richiederebbe. E’ un po’ come se parlando in pubblico dicessi “triangoli” per indicare tutti i poligoni: è improprio, ma rende l’idea che mi riferisco solo a figure piane e non a oggetti solidi.

        • Miguel Martinez scrive:

          per PinoMamet

          “La cosiddetta Brigata ebraica non è composta dagli ex membri della brigata medesima, ma da simpatizzanti pro Israele di destra.”

          Questo mi incuriosisce: di solito la gente di Destra non guarda molto lontano: certo, Israele è simpatica perché è l’occasione di dare degli antisemiti a quelli di sinistra, riportando così a casa un fumante Punto Auschwitz: “L’assessore Rossi che ha fatto la Ztl è un antisemita!”

          Ma non li vedo così lungimiranti da mettersi a fare una Brigata Ebraica, a immedesimarsi in qualcun altro: psicologicamente è più da sinistri innamorati di cause lontane.

          Forse sono dei destri alla “Il Foglio”/Calenda, magari ex-radicali?

          • PinoMamet scrive:

            Beh, li ho conosciuti… ovviamente non do particolari e non faccio nomi.

            Sono i famosi “amici di Israele ” di destra di cui parlavo sotto.
            Quasi tutti ultracinquantenni, sicuramente antifascisti, con una visione idealizzata di Israele come democrazia “cazzuta “, riprendono le idee che aveva Informazione Corretta (se esiste ancora), hanno la curiosa convinzione di sapere cosa debbano pensare gli ebrei…

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              ” sicuramente antifascisti, con una visione idealizzata di Israele come democrazia “cazzuta “”

              Ecco appunto, diciamo una variante della specie renziana-calendiana-radicale.

          • Ros scrive:

            Miguel: “Questo mi incuriosisce: di solito la gente di Destra non guarda molto lontano: certo, Israele è simpatica perché è l’occasione di dare degli antisemiti a quelli di sinistra … ”

            L’Uzi Miguel, è per l’Uzi!!!😒👆

            https://it.wikipedia.org/wiki/IMI_Uzi

            è come la Gioconda delle pistole mitragliatrici 9mm, iconica, come si suol dire, quanto l’AK-47 Avtomat Kalašnikova per i fucili d’assalto (l’Heckler & Koch MP5 e la nuova UMP sono meglio; pure l’italica Beretta PMX dei carabinieri se è per quello🙄, ma l’Uzi è storia e gloria) a quelli della destra pelata-rasata gli arrapa la patata solo a sentirne il nome.

            Israele per i cristonipelatoni col giubbottazzzo nero a bomber è la santa patrona delle armi e degli eserciti che s’incula a tutti mica il vittimismo ebreo😎

            mica è quel piangina moscia di Spielberg e delle sue lagne antiche🤔

            Israele è l’Uzi, ed è, soprattutto, lui!!!

            Zohan

            https://www.youtube.com/watch?v=x3Csxm37kjw

            • Francesco scrive:

              Potrebbe anche essere, che l’Uzi sia il Kalashnikov di destra.

              Ma non è roba per vecchi boomer ormai?

              Gira ancora?

              • Ros scrive:

                “Gira ancora”

                A voglia che gira ancora, a quanto pare non c’è tribù di Mau Mau villain che nei film americani se lo fa mancare.

                L’ M16 invece, mischinello che ci colpa lui, dopo il Vietnam non se l’è cagato più nessuna pellicola ☹️

              • Francesco scrive:

                mi sa che vai al cinema meno di me! l’M16, nella versione più fighetta e meno liscia, lo vedi dappertutto

                i cattivi sono passati alle armi tedesche

                l’Uzi non lo vedo più dai tempi dei film della Golan

              • Ros scrive:

                Francesco “l’Uzi non lo vedo più dai tempi dei film della Golan”

                Vero😄
                Per la Golan-Globus nella prima metà degli anni ’80 l’ Uzi era un must dei B-movies d’azione.

                L’avevano sempre le gang dei latinos, e Cuck Norris.

                Ma mi riferivo al Kalashnikov, che è l’arma dei signori della guerra del terzo e quarto mondo per antonomasia, nonchè per tutti i cattivi antiamericani

                https://youtu.be/VyYLct-5nIE?si=9PmkksNGviEdzg-o

                Gunny docet
                🙂

          • PinoMamet scrive:

            Ovviamente c’è destra e destra, e c’è un abisso tra loro e il mio conoscente-di-campeggio (in Abbruzzo) A.;

            A, laziale di nascita e di fede calcistica, con er busto de Musolini nella roulotte, A. a pesca di totani cor gommone all’alba, A. con gli scarponcini da parà il 15 Agosto, A. col suo vino del casolare di famiglia, un vino “che te mette ee mani ‘n faccia”, A. e le sue liti con i vicini di campeggio tifosi napoletani, A. che stava dalla parte dei palestinesi perché gli ebbrei comandano il mondo, sono ricchi, conigli e pure romanisti.

            Umanamente, sto con A. tutta la vita: simpatico, genuino, ignorante, è completamente innocuo, anzi, le sue sparate da savi di Sion sentite in qualche ritrovo di neofascisti non fanno che aumentare la simpatia e la comprensione per la causa ebraica…

            A. è ignorante (altrimenti non terrebbe er busto de Musolini) e sfruttato da chi lucra sulla sua ignoranza, ma è mosso da buoni sentimenti piuttosto semplici e chiari: i palestinesi sono i più deboli, sta dalla parte dei palestinesi.

            Invece questi signori, tutti laureati (il tipo particolare del laureato-che-però-ha-fatto-il-militare-e-gli-è-piaciuto) non so quanto siano sinceri e genuini.

            Mi dà l’idea che se Israele fosse il più debole, sarebbero più fascisti loro di A.; non tutti eh? sia chiaro.
            Ma una buona metà sì…

  43. Corpo umano scrive:

    Tra il 25 e il 40% dell’acqua totale utilizzata da Israele proviene dalla Cisgiordania. Israele consuma 1’82% dell’acqua della Cisgiordania, mentre i palestinesi ne usano solo tra il 18 e il 20%. I coloni israeliani che vivono in Cisgiordania consumano circa 350 litri al giorno pro capite contro i 70 – anche se con punte negative che arrivano ai soli 20 – dei palestinesi (va ricordato che l’Oms raccomanda un utilizzo di circa i 100 litri per persona al giorno per mantenere i giusti livelli d’idratazione e d’igiene)

    https://www.geopolitica.info/il-ruolo-dellacqua-nel-conflitto-israelo-palestinese/

    Si fa ricorso sempre alle armi e mai alla gestione dell’acqua.
    Anni fa si sentiva dire che gli israeliani erano all’avanguardia nell’irrigazione a goccia.
    Adesso boh.
    Ma non vorrei che sotto sotto si trattasse dell’ennesima guerra per l’acqua.
    Che poi, una attenta gestione di questa risorsa potrebbe risolvere dei problemi apparentemente insolubili.
    Che poi non è che pure in Italia l’acqua sia così abbondante

    https://open.spotify.com/episode/5u8obFb8Mdcf5PphyD2Ov8

    Ma si risolve. Oramai per la scarsità, anche estrema di acqua, si sa come fare.
    Poi magari ne viene sprecata il doppio per far funzionare l’Intelligenza cretina artificiale. (ICA)

    • Corpo umano scrive:

      Che poi a non rileggere i commenti vengon fuori delle strane ripetizioni

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Corpoumano

      “acqua”

      C’è una causa più urgente: il metano.

      Davanti a Gaza, in mare, c’è un gigantesco giacimento di metano.

      Sarebbe di proprietà Palestinese.

      Figuriamoci.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Corpo umano scrive:

        Perché Hamas ha attaccato Israele oggi?
        Hamas non ha bisogno di particolari motivazioni o ragioni per attaccare Israele e uccidere e terrorizzare migliaia di israeliani. Il gruppo radicale ha in realtà come obiettivo l’eliminazione dello stato di Israele e lo sterminio del popolo ebraico.
        https://areasosta.com/faq/su-cosa-si-basa-leconomia-palestinese

        Probabilmente l’acqua è soltanto una delle tante cause di quello che succede da quelle parti.
        Ma faccio fatica pure a far dipendere il tutto dal gas.
        Torno alla mia posizione indefinita che consiste nel non prendere posizione.
        Da quelle parti è tutto un incasinamento che non ci si capisce niente.
        E d’altra parte ci sono guerre anche peggiori di cui nessuno parla.
        Noi stessi italiani, che siamo tanto buoni e paciocconi, che diavolo abbiamo messo insieme in Libia?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ corpo umano

          “sterminio”

          Non ripetiamo la bufala. Hamas nasce nel 2001. L’occupazione Israeliana data dal 1967. Dopo 34 anni di occupazione, quale Resistenza non vuole la distruzione dell’occupante? Questo non significa “desiderare lo sterminio”.

          E’ come dire che l’Armija Krajowa o i Maquis desiderassero lo sterminio del popolo Tedesco. Le parole sono importanti, sono pietre. Non lasciamole in mano ai moderni Goebbels della hasbará.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Non ripetiamo la bufala. Hamas nasce nel 2001. L’occupazione Israeliana data dal 1967.”

            Il libro Fiamme a Oriente credo che sia del 1956, e racconta in tutto il suo orrore le storie dei palestinesi scappati a Gaza, i nonni o bisnonni dei ragazzini di oggi.

          • roberto scrive:

            andrea

            “Hamas nasce nel 2001”

            1988

            https://en.wikipedia.org/wiki/1988_Hamas_charter

            • Corpo umano scrive:

              Di Vita

              Tesi antisemite e antisioniste nello statuto di Hamas
              modifica
              Lo statuto di Hamas del 1988[82] incorporava una serie di teorie cospiratorie antisemite.

              L’art. 7 della Carta presenta il jihād contro il sionismo come rispondente alle parole, proferite secondo Bukhari e Muslim dallo stesso Maometto, per le quali i musulmani combatteranno ed uccideranno gli ebrei.

              «Benché […] molti ostacoli siano stati posti di fronte ai combattenti da coloro che si muovono agli ordini del sionismo così da rendere talora impossibile il perseguimento del jihād, il Movimento di Resistenza Islamico ha sempre cercato di corrispondere alle promesse di Allah, senza chiedersi quanto tempo ci sarebbe voluto. Il Profeta – le benedizioni e la salvezza di Allah siano su di Lui – dichiarò: “L’Ultimo Giorno non verrà finché tutti i musulmani non combatteranno contro gli ebrei, e i musulmani non li uccideranno, e fino a quando gli ebrei si nasconderanno dietro una pietra o un albero, e la pietra o l’albero diranno: ‘O musulmano, o servo di Allah, c’è un ebreo nascosto dietro di me – vieni e uccidilo. (Articolo 7)

              • Miguel Martinez scrive:

                per Corpo Umano

                “Hamas”

                A me Hamas interessa pochissimo, come poco mi interessa Netanyahu: quando la storia si muove, trova sempre gli individui sulle cui spalle farsi trasportare. Mi interessa un conflitto storico che nelle sue ripercussioni, coinvolge il mondo intero.

                Per questo non insisto nemmeno sulle istigazioni allo sterminio da parte di tanti sionisti in questo periodo: sono espressioni tipiche in tempo di guerra, e qui abbiamo ottant’anni di guerra.

                Poi è molto comodo gettare la storia addosso a un individuo “cattivo”, e far finta che ammazzando quel cattivo, tutto torni normale.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Poi è molto comodo gettare la storia addosso a un individuo “cattivo”, e far finta che ammazzando quel cattivo, tutto torni normale.”

                Se ne parlava qui tempo fa… c’è una sorta di faglia sismica che separa – per semplificare – Est e Ovest in Europa. Le guerre russo-turche (la prima nel Cinquecento!), la guerra russo-svedese, l’invasione napoleonica, la guerra di Crimea, la guerra dei Balcani del 1912 (con conseguente guerra in Libia), l’omicidio di Sarajevo, le due guerre russo-tedesche, la diaspora degli ebrei orientali tra Auschwitz, New York e Tel Aviv, la guerra civile jugoslava, l’attuale guerra ucraina…

                Dire che è Tutta Colpa di Francesco Giuseppe o di Putin vuol dire rifiutarsi di guardare in faccia il mondo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ corpo umano

                “antisemite”

                Dai, non scherziamo.

                https://www.fanpage.it/esteri/non-solo-gaza-migliaia-di-israeliani-marciano-a-gerusalemme-est-occupata-al-grido-morte-agli-arabi/

                Di fronte a questi qui tu vai a fare le pulci ad Hamas?

                Invasione->Resistenza
                Causa-> Effetto

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Hamas”

                Fui io a suo tempo a parlare di ‘linee di faglia’ per le guerre.

                Ora, i terremoti sono inevitabili, ma possiamo difenderci dai loro effetti più devastanti costruendo case antisismiche e aumentando la resilienza (qui il termine è adatto) della popolazione predisponendo adeguate misure di Protezione Civile.

                Poi ci sono gli sciacalli, che approfittando del caos successivo a una forte scossa derubano gli appartamenti abbandonati. Quelli li si abbatte sul posto.

                Qui è lo stesso. La faglia Palestinese è una delle tante faglie Est-Ovest. Le scosse possono essere se non evitare quantomeno rese più innocue creando reti di solidarietà fra le persone, di cui i Nidiaci e l’Oltrarno sono un esempio.

                Poi ci sono Netanyahu, Ben Gvir e i sionisti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Hamas”

                Dimenticavo: così come gli sciacalli non hanno certo provocato loro il sisma, ma si approfittano del caos, così Netanyahu non ha creato lui la Nakba, ma dalle sue sanguinose conseguenze si avvantaggia per dribblare i procedimenti penali cui sarebbe andato altrimenti soggetto.

                La sua colpa non è neanche il non aver previsto il 7 ottobre. I terremoti non li prevedi, sai che in certe zone prima o poi arriveranno ma non conosci né il giorno né l’ora. La sua colpa – e parlo proprio di colpa in senso etico, non politico – è di aver volutamente reso la situazione sempre più violenta per tutti per lucrare la propria personale impunità. Finché il genocidio continua lui è intoccabile, è il Commander in Chief anche se il nemico sono donne e bambini.

                Poi, concordo con te che il sionismo prima o poi porta a questa situazione; era inevitabile, date le premesse, che si arrivasse allo sputtanamento globale dello Stato Ebraico anche se a un prezzo umano immenso. E se il disonore di Israele si porta dietro il disonore degli USA e di questa UE vassalla, tanto di guadagnato per il genere umano. Il sangue Palestinese lava via la retorica del Giardino Fiorito delle Libertà Occidentali.

                È l’unica consolazione e, di questi tempi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “E se il disonore di Israele si porta dietro il disonore degli USA e di questa UE vassalla, tanto di guadagnato per il genere umano. Il sangue Palestinese lava via la retorica del Giardino Fiorito delle Libertà Occidentali.”

                Non sono d’accordo. L’onore è importante finché i rapporti sono impostati come quelli tra consiglieri comunali che devono tutti stare attentissimi a non fare brutta figura, davanti ad altri consiglieri comunali che passano tutto il tempo cercando di far fare brutta figura ai primi.

                Se però le cose vengono impostate sul terrore, più se ne esercita meglio è.

                Quando il drone israeliano colpisce al largo di Malta la nave che porta aiuti a Gaza, il messaggio è che ovunque nel mondo, noi possiamo colpire tutti, e lo faremo senza pietà.

                E’ un messaggio assolutamente efficace, infatti non mi risultano altre navi partite con aiuti per Gaza.

                Inoltre, lo Stato d’Israele dichiara di rappresentare il popolo ebraico, ma la maggior parte del popolo ebraico (compresi tanti con doppia cittadinanza israeliana) vive altrove.

                Senza il loro sostegno, Israele non esisterebbe; ma per garantirsi il loro sostegno, gli ebrei “normali” del resto del mondo devono sentire che Israele è un rifugio; e si ha bisogno di un rifugio quando ci si sente odiati. Senza “antisemitismo” non c’è Israele. E senza azioni tremende da parte di Israele, oggi non esiste alcun motivo perché la gente normale ce l’abbia con gli ebrei – se dici all’umano medio che gli ebrei sono “deicidi usurai”, non colpisci più alcuna corda profonda.

                Quindi la “brutta figura” è importantissima.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                però tu c’insegni che oggi bisogan fare “i vittimi e le vittime”.
                Se continui a fare il forte alla fine nessuno ti vede più come una vittima.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “però tu c’insegni che oggi bisogan fare “i vittimi e le vittime”.”

                No, dipende dalla strategia che usi.

                Quando non puoi fottere, chiagni.

                Quando puoi, cambia tutto: conviene la strategia del puro terrore. Anzi, a quel punto l’unica cosa che conta è non farsi mai vedere deboli.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “1988”

              Grazie della precisazione, mi sono sbagliato!

              Comunque la sostanza non cambia

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            minkia Andrea, quante bugie riesci a mettere insieme in poche righe!

            e come sei abile a dimenticare la cose … a te i MAGA che dimenticano lo schiavismo del Sud ti fanno un baffo ma anche i normali Troll

            dì la verità, ti sei fatto una medaglietta di latta di ArchiTroll Supremo che indossi quando sei solo in casa

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “MAGA”

              Francesco, ormai a negare il genocidio ci siete rimasti solo tu e i lettori del Foglio (per Gaza), Faurisson (per la Shoah) e il governo Turco (per il Grande Malessere).

              • Francesco scrive:

                Strano, io non ho accennato al tema.

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “accennato”

                Implicitamente sì, se mi accusi di dire falsità. Seguendo la propaganda filosionista, per te il problema è Hamas, non la sua causa (i decenni di occupazione dopo la Nakba) e il suo effetto (il genocidio).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Che Hamas sia il problema di questi ultimi 20-30 anni e la causa dell’estremismo che diventa dominante in Israele mi pare così evidente!

                Dietro Hamas ci sono i soldi che ne fanno una forza, naturalmente.

                Il resto sono tue opinioni.

  44. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Trovata in Rete

    Stabilito dunque che gli USA devono sganciarsi dal conflitto – o meglio, devono massimizzare i profitti sia economici che politici minimizzando al contempo i rischi per la propria sicurezza e le spese – resta da capire come fare a farlo continuare, il conflitto, altrimenti non si massimizza nulla. Certo, abbiamo già ripetuto che ci devono pensare i ‟volenterosi”, che sono a quanto pare dispostissimi a farlo: ma abbiamo anche già ripetuto che da soli c’è ben poco che possano fare, perché i magazzini sono sostanzialmente vuoti e le fabbriche di materiale bellico possono produrre solo pochi pezzi, e non tutti utili. La soluzione più razionale sarebbe quindi prendere il denaro pubblico europeo, che noi troviamo come è ben noto a terra e del quale non abbiamo mai alcun bisogno abitando noi in un continente dove tutti sono milionari, e con quello comprare armi e munizioni da chi le produce: ovvero, visto che la lista dei nostri alleati è piuttosto esigua, dagli Stati Uniti. Così torniamo al punto primo, all’imperativo categorico, diciamo: a loro i soldi, a noi le spese ed eventualmente i rischi. Che questa fosse l’unica strada praticabile era piuttosto ovvio, e ce lo conferma anche Bloomberg: ‟Compra americano: come l’Europa deve rifornirsi di armi per l’Ucraina” – ‟deve”, attenzione, non ‟può”. Deve. In questo modo, ci informano i soliti noti che da più di tre anni ci rassicurano sulla vittoria imminente (Andrew Weiss, Samuel Charap e Charles Kupchan, che se gestissero un chiosco di graffe fritte avrebbero già chiuso da due anni e 11 mesi, ma si vede che il Carnegie Endowment for International Peace, il Council on Foreign Relations e la divisione Russia ed Eurasia della RAND Corporation hanno criteri diversi), si metterà pressione sulla Russia, si aiuterà l’Ucraina a difendersi, e si convincerà Trump a non tagliare l’intelligence per l’Ucraina (come quest’ultima cosa dovrebbe avvenire è lasciato nel vago, ma che fa). In più, altre sanzioni (sempre europee), il taglio del margine di profitto per il petrolio russo e il bando definitivo del Nord Stream. Soluzioni innovative e mai sperimentate prima, insomma, con altissima probabilità di successo. Ovviamente, mentre si finalizzano i contratti con gli USA, i ‟volenterosi” devono continuare a mandare ciò che hanno. È notizia di oggi che il governo tedesco pare abbia finalmente rotto gli indugi e annunciato che verranno forniti all’Ucraina i famosi missili cruise Taurus, con un raggio di circa 500 km (a giudicare dagli annunci di tenore simile fatti negli ultimi anni, questo significa naturalmente che sono già stati inviati e sono già pronti all’uso). Non solo: le limitazioni al loro impiego sul territorio russo sono cancellate, un po’ come fatto all’epoca per gli SCALP/Storm Shadow francesi e inglesi. Anche in questo caso gli USA si guardano bene dal fornire i loro missili equivalenti o dall’intervenire direttamente nel loro funzionamento, limitandosi al più ad autorizzare i ‟volenterosi” a fare l’uso che vogliono di quel materiale, che ha componentistica americana al suo interno ma non è, in fondo, roba americana, così che anche in questo caso spese e rischi sono appannaggio quasi esclusivo dei ‟volenterosi”. Qualche autorizzazione però bisognerà appunto darla, così come bisognerà cedere materiale militare, entrambe cose che spiaceranno alla Russia. Ma a questo ci ha pensato Trump col suo ultimo ‟Truth”: a Putin deve essere capitato qualcosa, perché è diventato completamente PAZZO! Sta uccidendo senza motivo un sacco di gente e sempre senza motivo sta lanciando missili e droni sulle città ucraine. Evidentemente, come lui (Trump) ha sempre detto, vuole prendersi tutta l’Ucraina, ma questo sarà la rovina della Russia! Segue poi una parte che i nostri media hanno un po’ ignorato, nella quale dice che pure Zelensky dovrebbe smetterla di parlare a sproposito, perché così non aiuta il suo paese, ogni cosa che dice crea problemi, la cosa non gli piace, ed è meglio che la smetta. Questa guerra è la guerra di Zelensky, di Putin e di Biden e lui sta solo cercando di dare una mano. Ma appunto, come ha già detto in precedenza, se continueranno a lanciarsi roba addosso lui non potrà fare altro che ritirarsi e lasciare che se la vedano da soli, magari con l’aiuto dei ‟volenterosi” che sembrano così ben disposti a comprare armi americane. E se loro le vogliono comprarle, lui può mai rifiutarsi di venderle? MAGA!

    https://www.bloomberg.com/news/articles/2025-05-24/buy-american-how-europe-must-stock-up-on-weapons-for-ukraine

    https://www.politico.eu/article/germany-merz-lifts-range-limits-ukraine-weapons-russia-taurus-missiles/

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      “Stabilito dunque che gli USA devono sganciarsi dal conflitto – o meglio, devono massimizzare i profitti sia economici che politici minimizzando al contempo i rischi per la propria sicurezza e le spese – resta da capire come fare a farlo continuare, il conflitto, altrimenti non si massimizza nulla. ”

      Difficile entrare nella testa di Trump, ma ci sta che lui voglia sganciare gli Stati Uniti dal conflitto in Ucraina, ma non porre fine al conflitto stesso, visto che potenzialmente può portare miliardi agli Stati Uniti. Quindi gioca facendo finta di volere la pace. Boh…

      • Francesco scrive:

        Sì, quella parte avrebbe un senso, in senso stretto e ristretto.

        Però mi pare che se la guerra continua e putacaso Putin la vince, il costo politico per gli USA sarebbe un pò altino.

        Il tutto per pochi miliardi di acquisti di armi, che i paesi NATO avrebbero acquistato lo stesso, anzi di più, senza le dichiarazioni di sganciamento di Trump stesso? non è che per caso avete scordato di leggere i bilanci della difesa NATO degli ultimi anni prima di dar corda a certi imbecilli?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @Francesco

          “puta,caso Putin la vince”

          Ma che stai dicendo?

          Ma se sta finendo i missili!

          I suoi cannibalizzano le lavatrici (l’ha detto la Von der Leyen)

          Combattono con le pale (La Repubblica).

          I suoi soldati pagano di tasca propria il mangiare ai muli che portano loro le munizioni in trincea (sentito con le mie orecchie da fonte Polacca).

          • Francesco scrive:

            Guarda che il bulletto che picchia i bambini non è simpatico.

            Non so gli altri avventori, a me questo tuo ripetere insulse cazzate fa un pò pena. Ce lo sappiamo che in guerra gira la propaganda più miserabile, a volte ne vengono fuori manifesti bellissimi anche da parte dei peggiori. Ma è pur sempre una cosetta irrilevante.

            Temo che le tue pessime frequentazioni ti stiano attaccando il gusto per la battuta facile e gratuita.

            Ciao

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Guarda che il bulletto che picchia i bambini non è simpatico.”

              Quello che non sopporto è l’ipocrisia di chi fa lo scandalizzato per l’Ucraina e poi passa le giornate a fare l’apologia di un genocidio.

              • Francesco scrive:

                Mi spiace tanto, caro.

                Ti ricordo solo la differenza tra una guerra imperialistica di invasione per motivi di grandezza e una reazione spropositata e criminale e sbagliata a un gravissimo atto terroristico da parte di un’organizzazione che proclama di volerti eliminare e ha sostenitori molto ricchi e molto potenti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Grazie per aver dimostrato una volta di più il mio punto, ma credo che fosse tutto già sufficientemente evidente.

              • Francesco scrive:

                Non credo, visto che parli di ipocrisia,

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “motivi di grandezza”

                Come la Baia dei Porcino il bombardamento NATO di Belgrado (per tacere di Iraq e Afghanistan).

                “terroristico”

                Ogni Resistenza è terrorismo per l’oppressore (Orsini, quello della Bomba omonima, insegna).

                Certo che il doppiopesismo atlantista non poteva trovare un alfiere più devoto di te, Francesco!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea

                ti rispondo con Hegel (dopo averci messo mezzora a capire a cosa ti riferivi)

                “di notte tutte le vacche sono grigie”

                se verità e bugie sono uguali, tutte le cose sono dello stesso colore e conta solo la forza

                ma verità e bugie non sono uguali, mai

                ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “ma verità e bugie non sono uguali, mai”

                Tu lo dovresti sapere che possono convivere più verità.

                “Sono stato a Milano, l’Italia è un paese di vaste pianure”

                “Bugiardo, io sono stato a La Spezia, e so che l’Italia è un paese schiacciato tra mari e monti, senza pianure!”

                “Ah sì, sei tu che menti! Io ho le foto di Milano che smascherano le tue schifose menzogne! Ma chi ti paga?”

              • werner scrive:

                “Tu lo dovresti sapere che possono convivere più verità.

                “Sono stato a Milano, l’Italia è un paese di vaste pianure””

                Sì, ma anche no.

                Basta prendere un atlante per scoprire che l’Italia è un paese con il 35% di montagne, il 23% di pianura e il 42% di colline.

                Fuor di metafora, io capisco la logica di Rashomon e che Depende, de qué depende de según como se mire todo depende…

                E capisco che quasi sempre la realtà non è bianco o nero ma ricca di sfumature.

                E capisco pure che vi sono molte situazioni in cui ciò che appare chiaro e razionale da un certo punto di vista può apparire confuso o illogico da altri.

                Però poi al relativismo bisogna mettere un punto e se vogliamo provare a capire il mondo che ci circonda è necessario distinguere tra realtà e menzogna, coscienti che non sempre è possibile, che a volte sbaglieremo e che le ricostruzioni di oggi potrebbero rivelarsi fallaci domani.

                L’alternativa è rinunciare a capire e abbandonarsi al caos. E nel caos, come diceva Francesco, vince quasi sempre quello più cattivo con il bastone più grosso.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Werner

                “Basta prendere un atlante per scoprire che l’Italia è un paese con il 35% di montagne, il 23% di pianura e il 42% di colline.”

                Certo.

                Ma se tu sei convinto che quello che parla di pianure è un assassino bugiardo prezzolato, non lo farai. E se qualcuno ti costringe a farlo, dirai che l’autore è stato pagato dagli italopiattisti.

                Quindi, purtroppo non basta. E credo che molti commenti di questo blog lo dimostrino.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                Putin non vuole sterminare gli ucraini e mandare via dall’Ucraina quei pochi che rimangono per metterci i russi.
                Vuole solo che gli ucraini di lingua russa possano stare sotto al Russia senza doversi spostare.

              • Peucezio scrive:

                Tra l’altro è sorprendente come le ragioni umanitarie sembra siano irrilevanti.

                Cioè il fatto che uno rada al suolo un intero territorio e ne stermini la popolazione è secondario, cioè che conta è se chi lo fa è un dittatore o un democratico (come se glie ne fregasse qualcosa alle vittime), se lo fa per imperialismo, per reazione, ecc.
                Che poi sono etichette che non vogliono dire nulla: tutte le nazioni sono imperialiste e nessuna lo è; tutte agiscono per autodifesa e nessuna lo fa perché tutte ne travalicano i limiti.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                a parte che quello che vuole Putin, chissenefrega

                non capisco la pertinenza di quello che dici con me

                però ti faccio notare che fino a un minuto prima dell’attacco di Hamas neppure Bibi aveva intenzione di fare alcunchè ai palestinesi di Gaza

                mentre Putin ha ben chiaro da molti anni che l’unica Ucraina buona è quella sottomessa alla Russia

                e non mi dire che le ragioni umanitarie non contano per me, sai quale è la mia idea di cosa dovrebbe fare l’ONU in Palestina

                Ciao

              • Francesco scrive:

                >>> L’alternativa è rinunciare a capire e abbandonarsi al caos. E nel caos, come diceva Francesco, vince quasi sempre quello più cattivo con il bastone più grosso.

                toglierei il QUASI

                ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “a parte che quello che vuole Putin, chissenefrega”

                A te te ne frega, visto che fai continui processi alle intenzioni dandogli dell’imperialista espansionista.

              • werner scrive:

                “Quindi, purtroppo non basta.”

                Sì, questo purtroppo accade spesso. Ed è chiaramente una dinamica che non aiuta.

                D’altra parte esercitare spirtio critico e selezione delle fonti è possibile. I bugiardi (prezzolati o meno) esistono come pure le fonti che sostengono falsità in perfetta buona fede. Esiste la possibilità di verificare e incrociare informazioni (oggi più che mai). Farlo o non farlo è nostra responsabilità.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “alcunché”

                Ecco, questa e’ la menzogna più nera.

                Dal gennaio precedente al 7 ottobre ci sono parecchi casi documentati di violenze arbitrarie condotte da Israele contro singole famiglie Palestinesi col preciso scopo di indurle a scappare.

                https://www.facebook.com/share/p/1Adhyfp1FA/

                oltre al solito stillicidio di omicidi impuniti, ecc. con lo stesso scopo.

                Francesco, senza la pulizia etnica dei Palestinesi lo Stato di Israele semplicemente non esiste. Da Deir Yassin in poi.

                Altro che 7 ottobre. Quello è stata una risposta infinitesima.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                1) Andrea, cerco di essere preciso e di parlare di Gaza, proprio perchè anche io conosco la situazione in Cisgiordania. Ma Hamas non ha attaccato per quello, il 7 ottobre. E quello che ha fatto a Gaza da quando ha il potere è uno dei motivi di quello che succede in Cisgiordania.

                2) Peucezio: è un limite della lingua italiana. Non mi interessa quello che vuole Putin nel senso che non ha nessun buon diritto ad averlo, non nel senso che non mi preoccupo delle sue dichiarate mire imperialistiche.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “insulse cazzate”

            Sono esattamente le cose dette e ripetute per tre anni da chi ci ha fatto mettere sanzioni cretine a Mosca.

            E fino a tre mesi fa chi osava dire quello che dici tu oggi veniva stercorizzato e coperto di insulti. Parlo per esperienza personale.

            Adesso che il padrone di Washington è cambiato, per continuare a compiacerlo senza perdere la faccia si è lanciato un piano di riarmo folle, sponsorizzato e pubblicizzato dagli stessi che dicevano le cazzate di cui sopra, i quali per giustificarsi adesso dicono che Putin è un pericolo quando le sanzioni sono state prese proprio perché Putin NON fosse un pericolo.

            Perché devi dare ancora retta a chi ti ha preso per i fondelli per tre anni?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              A essere sincero, le affermazioni sulla totale impreparazione delle truppe russe io le ho sentite solo nelle prime settimane di guerra.

              Poi è emerso che l’Operazione Militare Speciale era completamente fallita, che il popolo ucraino non aveva nessuna intenzione di accogliere i liberatori russi e questi hanno cominciato a guerreggiare sul serio: facendo cose che hanno preceduto quello che si vede a Gaza ma le città ucraine rase al suolo non valgono nulla.

              Poi mi si parla di ipocrisia e doppiopesismo.

              Sulle sanzioni, la tempistica è stata quasi uguale: prima dichiarazioni roboanti, poi silenzio quasi tombale, salvo scoprire quanta roba ancora importiamo dalla Russia.

              Io non sono mai stato tra quelli.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “io non sono mai stato fra quelli”

                Giustissimo. Ma a governarci sono ‘quelli’. A riarmarci sono ‘quelli’. Tu da ‘quelli’ compreresti un’auto usata? E ti fidi a lasciarti condurre da ‘quelli’ contro la Russia? Ti fidi di quello che ti dicono ‘quelli’?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Se l’alternativa è peggiore (che so, Andrea Di Vita o Giuseppe Conte) mi tocca fidarmi sì.

                Tocca vivere i tempi che tocca vivere. C’è chi deve fidarsi di Winston Churchill e chi di Ursula von der Leyen.

                Me ne lamento, eh, ma non cambia molto.

                Ciao!

                PS non contro la Russia, contro Putin. Se c’è una cosa che mi insegna la 2GM è non confondere le due cose. Mai.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “boh”

        Lui può sempre dire di averci provato, a fare fare la pace. È pure vero, tra l’altro.

        Se poi gli Europei si ostinano a sostenere i banderisti e vogliono dar loro le armi che hanno per poi rifornirsi di nuovo dagli USA, fatti loro.

        Lui si frega le mani, a vedere i vassalli che facevano concorrenza agli USA suicidarsi per piaggeria.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Trump ha provato a fare la pace? questa è peggio di quella dei Russi che combattono con le pale o che fanno la guerra per denazificare.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “Trump”

            Dei colloqui li ha cominciato. Lui.

            Basta questo a metterlo molti gironi sopra Stoltenberg e la Von der Leyen.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Colloqui?

              ora, non vorrei fare il sofista ma non mi risulta nessun colloquio.

              C’era un fesso che faceva finta di fare il furbo, un assassino che chiedeva tutto, un resistente che chiedeva giustizia. Nessuna ha parlato con nessuno.

              Vedremo se ci saranno altre tornate di colloqui. Per ora mi pare siamo agli appelli di Cartagine al Senato di Roma DOPO la sconfitta.

  45. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Volenterosi? Mica tanto.

    🇩🇪 GERMANIA, TAURUS. KLINGBEIL SMENTISCE MERZ
    Fonte: n-tv
    Il vice cancelliere e ministro delle finanze tedesco Lars Klingbeil (socialdemocratico) ha negato che Berlino abbia cambiato rotta riguardo alla portata degli attacchi ucraini con armi tedesche sul territorio russo.
    “Per quanto riguarda la gamma di armi fornite alle Forze armate ucraine, voglio dire che non esiste alcun nuovo accordo che vada oltre quanto fatto dal governo precedente”, ha affermato Klingbeil.
    E il suo collega di partito, il membro del Bundestag Ralf Stegner, ha espresso l’opinione che le dichiarazioni pubbliche del cancelliere Friedrich Merz sull’innalzamento dei limiti alla gittata degli attacchi con armi tedesche contro la Russia “non siano utili”.
    “In generale, considero sbagliato tutto ciò che amplifica la guerra”.
    Merz, una barzelletta al giorno.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Merz è il Cancelliere, quindi quello che dice lui vale di più di quello che dicono gli altri.

      Nel caso di specie, per fortuna!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Merz

        “dice”

        Ci vuole un voto delle Camere.

        Merz il piano di riarmo l’ha dovuto fare votare al parlamento uscente in scadenza, perché di quello uscito dalle urne non si fida a.

        Merz ha già avuto 18 franchi tiratori contro (fatto inaudito a Berlino).

        E anche se si riarma, con un esercito che in proporzione alla popolazione è quasi la metà di quello Italiano la Germania deve reintrodurre la leva obbligatoria.

        Preparate i popcorn.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Io ho pure fatto scorta di Coca Cola.

          Ma a Merz potrebbe bastare rimettere in sesto la sua industria militare, quasi azzerata da 20 anni di pacifismo estremista. A quel punto Putin cambierebbe idea su quanto molli e deboli e adivvini siano gli europei.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “rimettere”

            E con quale acciaio, visto che grazie alle sanzioni cretine la produzione di acciaio della Germania è diventata minore di quella della Turchia.

            Ah, l’eterogenesi dei fini! Vuoi vedere che anche le sanzioni cretine hanno un lato buono?

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              l’acciaio si produce, per fare i cannoni, anche a condizioni economiche svantaggiose.

              la suicida miopia della Merkel è ormai una roba del passato.

              per esser un fisico, sei privo del minimo realismo e buon senso.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @francesco

                “senso”

                Il bue che da’ del cornuto all’asino.

                Dimostri di non avere la minima idea né dei tempi che ci vogliono per fare ripartire un’acciaieria né di quelli necessari a mettere su nuove linee di produzione di armi.

                Ammesso e non concesso che i Tedeschi abbiano davvero voglia di tornare alla leva obbligatoria, senza la quale tutte queste armi sono poco credibili.

                Cominciamo ad arrivare altri distinguo dalla maggioranza di governo a Berlino sul riarmo.

                Trovo in Rete:

                “Aggiornamento sulla questione Taurus e, soprattutto, autorizzazione al loro impiego in profondità sul territorio russo, di cui abbiamo accennato ieri: non è vero niente, anzi è vero ma la notizia è vecchia e comunque non abbiamo autorizzato niente e niente abbiamo mandato e vedremo se e quando eventualmente lo faremo. La retromarcia è cominciata già ieri ad opera del vice-Cancelliere Lars Klingbeil (SPD), che in una conferenza stampa a Berlino ha affermato che ‟per quanto riguarda la portata [delle armi date all’Ucraina], vorrei dire che non esiste un nuovo accordo che vada oltre quello deciso dal governo precedente”. Poco fa, per concludere, lo stesso Merz, in una conferenza stampa col Primo Ministro finlandese Petteri Orpo ha detto che la decisione di autorizzare gli attacchi a lungo raggio sul territorio russo è stata presa ‟mesi fa” (e quindi al tempo della presidenza Biden, cosa che lascia libero Trump) e lui a quello si riferiva, mica ad altro. Non pareva si riferisse a quello, ma fidiamoci sempre di ciò che si dice la mattina dopo.

                Ora, le ipotesi sono tre (e la terza sono a sua volta due). O Merz ha parlato a sproposito e con troppo entusiasmo (cosa che, mi dicono, non avviene raramente) e qualcuno lo ha fatto ragionare; o tra CDU ed SPD sono già alla guerra per bande, con Cancelliere e vice-Cancelliere che vogliono farsi le scarpe a vicenda (e anche all’interno della CDU c’è una frangia di opposizione, capeggiata da Ralf Stegner che ha criticato apertamente la posizione di Merz); oppure è tutto un teatrino, nel qual caso 1) qualcuno si è letto la voce ‟ambiguità strategica” su Wikipedia e pensa che sia questa roba qui, o più probabilmente 2) ci sono problemi tecnici per montare i Taurus sugli aerei a disposizione dell’aviazione ucraina, e il ritardo nell’impiego va in qualche modo giustificato. Perché dopo avere detto da anni che se lo avessero eletto li avrebbe mandati in Ucraina, ora Merz non può rimangiarsi la parola e qualcosa si dovrà inventare.

                Intanto domani Zelensky va in visita ufficiale in Germania, e forse ne sapremo qualcosa di più. Sempre intanto, i russi non ci stanno perdendo il sonno, come non lo hanno perso per tutte le Wunderwaffen precedenti.”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Fonte? direttamente la Pravda o il tuo amato FQ?

                Non che voglia mettere in dubbio quello che scrivi all’inizio, mi riconoscerai che critico l’inerzia dei paesi europei occidentali dal 20 febbraio 2020 e non ho mai smesso di farlo.

                Io predico il dover essere dell’Europa e il prezzo di non avere nessuna intenzione di farlo.

                Ciao

              • Francesco scrive:

                Ah grazie.

                Per capire: il permesso per bombardare la Russia è una cosa vecchia di mesi (e allora tutti parlano di nulla) o no?

                Trovo le notizie vaghe e contradittorie.

  46. Moi scrive:

    Moni Ovadia ripete spesso d’essere Ebreo BULGARO di nascita ergo vivo UNICAMENTE grazie all’ Armata Rossa …

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “UNICAMENTE”

      ‘Ogni essere umano che ama la libertà deve più ringraziamenti all’Armata Rossa di quanti ne possa pronunciare nel corso della sua vita’.

      Ernesto Hemingway

      ‘Abbiamo liberato l’Europa dal fascismo. Non ce lo perdoneranno mai’.

      Maresciallo Zhukov

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Al solito, mancano giusto alcuni dettagli perchè le tue affermazioni non siano false per omissione.

        Però la citazione di EH è così una cazzata che potrebbe essere anche falsa! non che io nutra soverchie illusioni sul conto del pur ottimo scrittore ma chiunque metta nella stessa frase libertà e Armata Rossa sta già mentendo.

        Pure Zhukov mi puzza: non è che hai sintetizzato un pò troppo?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “cazzata”

          Più di venti milioni di caduti non sarebbero d’accordo

          “falsa”

          L’ho trovata citata da più parti. Conoscendo Hemingway e le sue posizioni antifasciste (‘Non saria’ per settembre’) mi sembra vera. Se hai fonti diverse informaci.

          “Zhukov”

          Idem come Hemingway. Sembra che l’abbia detto a Berlino nel 1945.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            1) non nego neppure uno dei caduti, anzi a memoria erano parecchi di più, contando i civili.

            2) nego senza sforzo la parte sulla libertà. cretino Ernesto se veramente l’ha detto ma dove e quando?

            3) la frase di Zukhov è molto più interessante ma vorrei molte più informazioni, se le hai. grazie.

            Ciao

  47. Francesco scrive:

    >>> Poi, concordo con te che il sionismo prima o poi porta a questa situazione; era inevitabile, date le premesse, che si arrivasse allo sputtanamento globale dello Stato Ebraico anche se a un prezzo umano immenso. E se il disonore di Israele si porta dietro il disonore degli USA e di questa UE vassalla, tanto di guadagnato per il genere umano. Il sangue Palestinese lava via la retorica del Giardino Fiorito delle Libertà Occidentali.

    Ecco, è questo che mi fa salire il sangue alla testa quando litigo con Andrea. Questa immane menzogna. Piena di livida malvagità.

    Per fortuna ho imparato a leggere da piccolo e un poco ho sfruttato questo per informarmi.

    • PinoMamet scrive:

      In effetti ero praticamente d’accordo con il commento di ADV, fino a questo punto qua…
      perché? Boh, perché qui non auspica che Israele divenga davvero il giardino fiorito delle libertà occidentali, ma che venga spazzato via nel disonore.
      Con la retorica del Sangue Palestinese (tanto è sangue altrui) che sfrtta quella del Giardino Fiorito…

      Non credo sia malignità; nessuno è maligno, in fondo, tutti pensano di agire per il bene (rileggetevi Il Maestro e Margherita, la parte in cui Gesù è da Pilato…)

      Non credo neppure sia una menzogna: una menzogna la dici per convincere gli altri, Andrea invece ci crede lui stesso, per lui è verità e anche piuttosto evidente.
      Del resto, sappiamo tutti che basta girare l’angolo per vedere un panorama del tutto diverso, e altrettanto “vero”.

      Però, nonostante le migliori intenzioni di Andrea, resta davvero un passo un po’ inquietante.

      • Andrea Di Vita scrive:

        # pino Mamet

        “spazzato”

        Ti prego, rileggi quello che ho scritto. Non Israele deve essere spazzato via, ma la retorica del Giardino Fiorito. Quella sì è nauseabonda. E il disonore di cui si sta macchiando Israele è almeno utile al raggiungimento dello scopo

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        Ciao!

      • PinoMamet scrive:

        Ok! ciao!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “salire il sangue alla testa”

      Ecco, abbiamo isolato il germe del johnwaynismo nella testa di Francesco! Finalmente. Solo adesso possiamo trovare la cura al contagio.

      “menzogna”

      Quale, di grazia? Io di cose ne ho dette tante; è il vantaggio della concisione cui cerco – spesso ahimè inutilmente – di adeguarmi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        “inevitabile”

        ma non è un aggettivo che è scaturito a caso dalla tua mente, dietro c’è un immondo coacervo. che partorisce anche le deliranti conseguenze sulla “UE vassalla degli USA” – che è una tipica espressione fascista, lo sai?

        Ciao

        PS il maestro e Margherita è uno di libri preferiti di mio padre, dovrò davvero rileggerlo!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          ““UE vassalla degli USA” – che è una tipica espressione fascista, lo sai?”

          Ah, ecco perché Mussolini si alleò con Stalin contro Hitler. ARMIR, Armata Italiana nel Ruhr.

          • Francesco scrive:

            Credo di non capire, era un tentativo di fare una battuta “alla ADV”?

            Per aiutare, mi correggo: “- che è una tipica espressione neofascista”

            Saluti

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “mi correggo: “- che è una tipica espressione neofascista””

              No, mi dispiace. Non do del “bugiardo” o simili a nessuno, semplicemente come è umano, ti sbagli.

              I neofascisti italiani, sin dalla fondazione dell’MSI, sono sempre stati divisi tra i conservatori, quelli del “fascismo regime”, soprattutto del sud, che vedevano negli Stati Uniti e nella Nato un baluardo contro la Russia. Non avevano un particolare affetto per la Germania, ma non credo che pensassero più di tanto all’Europa.

              Chi aveva vissuto l’esperienza della Repubblica Sociale, invece, tendeva a esaltare la “Europa Nazione né USA né URSS”. Ne sono legittimi eredi quelli di Casa Pound, che casomai ha aggiunto un elemento che non aveva senso nell’Italia del dopoguerra, l’ostilità verso l’immigrazione.

              • Francesco scrive:

                Ammetto che per me i missini sono solo quelli incattiviti ed eredi della RSI

                Gli altri sono spariti prima che io iniziassi a leggere

                E per quelli valeva il giudizio fascista di rigetto totale della demoplutocrazia, piuttosto si guardava con simpatia ai Soviet, come dei camerati che sbagliavano su alcuni dettagli

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ammetto che per me i missini sono solo quelli incattiviti ed eredi della RSI

                Gli altri sono spariti prima che io iniziassi a leggere”

                Rivolgo a te la stessa domanda che rivolgerei a chi la pensa all’opposto di te.

                Vuoi solo pensare a fare la guerra (verbale) a qualcun altro, segnando punti, o vuoi cercare nella tua vita (che auguro più lunga della mia, ma sempre entro tempi umani) cercare di capire qualcosa?

                Nel secondo caso, sappi che l’MSI è stato sempre stato saldamente in mano a gente che la pensava come te, a partire dalla difficile elezione di Michelini come segretario, quando nemmeno io era ancora nato.

                Il resto erano sognatori e chiacchieratori.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “tipica espressione fascista”

          Francesco, tu hai la staliniana abitudine di prendertela con le persone invece che con le loro idee.

          Ignoro se i fascisti dicessero questo. Ma è irrilevante.

          Non è che se Almirante diceva che tre per sette fa ventuno allora invece fa ventidue.

          Era nell’URSS staliniana che si credeva che il grano sarebbe cresciuto nella neve perché lo insegnava il compagno Lysenko, che non poteva avere torto perché era stato approvato dal compagno Stalin. E che chiunque come Vavilov diceva che quelle di Lysenko erano fesserie finiva male.

          Tu contattami che le sanzioni cretine, l’acquiescenza alla distruzione del North Stream per mano Ucraina e l’appoggio ai lettori di Kant dal 2014 in poi non è stato una forma di vassallaggi Europeo verso Washington, se puoi.

          Ma non potrai, te lo dico già.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            contattami=contestami

          • Francesco scrive:

            L’aiuto alla democratica Ucraina è fedeltà dell’Europa alla sua anima e ragione d’essere. Se non lo facciamo, tradiamo noi stessi come con lo schiavismo o il fascismo o l’acquiescenza a Hitler negli anni ’30 del secolo scorso.

            Siamo veramente alla base del nostro essere, al contrario di quello che pensa Pino. Siamo alla verità della retorica sulla Resistenza.

            Ciao

  48. Peucezio scrive:

    Moi (so che apprezzi questi documenti sociologici),

    Novus Ordo:
    https://www.youtube.com/shorts/zMhVWZvV1Ns

  49. Francesco scrive:

    >>> Quando puoi, cambia tutto: conviene la strategia del puro terrore. Anzi, a quel punto l’unica cosa che conta è non farsi mai vedere deboli.

    Miguel ma questa strategia non la possono usare tutti! perchè i mezzi qualificano i fini e chi li usa, quindi i mezzi che vanno benissimo per il solito AH sono esiziali per altri regimi politici.

    non tutti sono narcos messicani o camorristi italiani, c’è gente che deve apparire civile e decente per restare al potere.

    Ciao

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Finché c’è gente come te che lecca il culo ai criminali genocidi e gli fa la propaganda gratis, i mezzi non sono esiziali.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Tra l’altro mica ti leggono, quindi non li puoi compiacere e puoi metterci un po’ di onestà intellettuale ogni tanto.

      • Francesco scrive:

        Non mi è chiaro quando o come io avrei “leccato il culo” a Bibi, visto quello che scrivo di lui qui da molto tempo.

        Ma forse per voi di Hamas sono sfumature impercettibili.

        PS Miguel, ma come tira la macchina a insulti contrapposti! mica su può usare per alimentare qualche centrale elettrica?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “PS Miguel, ma come tira la macchina a insulti contrapposti! mica su può usare per alimentare qualche centrale elettrica?”

          Questo solo post ha già 535 commenti, che sono un bel po’ di ore di lavoro.

          Funziona!

          • Francesco scrive:

            O forse, visto che qui nessuno ottiene nulla ad agitarsi eppure ci agitiamo un sacco, certe questioni sono vissute come decisive anche se sono molto teoriche?

            Ciao

  50. mirkhond scrive:

    Alla cortese attenzione di Pino Mamet e Moi

    L’Emilia non esiste?

    https://youtu.be/nM6UlPkwfBs?si=ZEAKTn4pkFXUkPOW

    • PinoMamet scrive:

      Non lo ho ancora ascoltato tutto, mi sembra ben documentato e interessante, i commenti sotto a volte condivisibili, a volte discutibili e a volte deliranti, ma vabbé, quello è internet.

      Comunque l’Emilia esiste adesso, è in unione con la Romagna che si è liberi di ritenere regione “unita col trattino ” o parte dell’Emilia storica, è campanilistica come tutte le regioni italiane e non ha alcuna pulsione particolare a dividersi in province e men che meno unirsi alla Lombardia.

    • Moi scrive:

      Volevo segnalarlo io ma mi ero poi dimenticato … confermo quello che ha scritto Pino, per il momento aggiungo solo due cose :

      Primo, che la Romagna ha sempre avuto una pretesa unitaria che l’ Emilia non ha mai avuto; o meglio : che l’ Emilia in qualche modo direi ha iniziato ad avere di recente come solidarietà dopo il Terremoto del 2012.

      Secondo, è l’ unica regione d’ Italia ove l’ appartenenza fra Destra o Sinistra è molto più sentita e presa sul serio di quella Campanilista e anche di Nord Vs Sud.

  51. Moi scrive:

    Ma Männertag non era questa ?

    … L’ ho imparato pochi anni fa da Luiza Munteanu , che si divide fra “Soloventilatori” 🫠 (come dice lei) e Propaganda al Nucleare, e Femminismo NON Misandrico, collaborando anche con Yasmina Pani.

    Ancella spesso giudicata dal Femminismo Woke come un’ “Ancella del Patriarcato” o una “Pick-Me”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *