Marco Toti è un lettore di questo blog, che si occupa di mistica comparata e di storia intellettuale del ‘900, sulle quali ha pubblicato tre monografie e decine di articoli scientifici. Dottore di ricerca in storia delle religioni, attualmente insegna materie letterarie nelle scuole secondarie.
Ci ha regalato queste interessanti riflessioni su un tema tanto cruciale quanto rimosso: il carcere.
“Beati noi che siamo stati salvati”. Carcere e ideologia neocapitalistica: note a margine di un’esperienza didattica ed umana
di Marco Toti
“’Giustizia’, c’è scritto sul portone,
Ma chi ci crede è proprio un minchione”
Agli amici detenuti
“Noi a volte pensiamo ciò che loro a volte fanno”: questa frase mi è come rimbombata in testa al mio ingresso in carcere come docente di lettere, nel settembre 2023. Al tempo, come quasi tutti “fuori”, ancora dividevo moralisticamente gli uomini in “buoni” e “cattivi”; questi ultimi stavano giustamente “dentro”. Il problema non era tanto come ci stessero, ma si riduceva alla certezza che molti che stavano “fuori” dovessero essere ristretti. La mia esperienza in carcere mi ha aiutato a rivedere ciò che pensavo, immaginosamente, degli “altri” per eccellenza: i detenuti.
Che cosa fa sì che noi ci limitiamo a pensare ciò che i detenuti fanno? L’ambiente, l’educazione ricevuta, certe tendenze soggettive che da potenziali diventano attuali, ma anche la “fatalità”, e quel “margine” che sempre sfugge all’indagine scientifica. Lascia sgomenti il solo pensiero che, a volte, ad un attimo di sconsideratezza succeda una esistenza di pene gravose (“one moment of madness, one lifetime of sadness”), messe in moto proprio da quel semplice, singolo atto (che però raramente è “casuale”).
Scelsi Rebibbia come possibilità con cui conciliare l’insegnamento e, in qualche modo, una sorta di modesta “ricerca sul campo”, essendo da sempre interessato alle cosiddette “marginalità”, spesso più significative delle esperienze di vita ordinarie in quanto più
“radicali”: l’”eccentricità”, a volte, implica una maggiore “profondità”. In questo caso, si è trattato di una marginalità paradossalmente prossima, immersa nel tessuto urbano e tuttavia del tutto misconosciuta, oltre che conoscibile solo tramite una “full immersion” (la mia, in realtà, pur essendo durata nove mesi, non ha ovviamente comportato l’ingresso nelle “sezioni”). Ho scoperto ciò che al tempo stesso è banale e “nascosto” agli occhi dell’”uomo della strada”: oltre quelle alte, minacciose mura, ci sono persone come noi; e là c’è, veramente, un altro mondo, caratterizzato da sue regole non scritte — su tutte, il “rispetto”, vocabolo tanto spesso pronunciato quanto vago e riconducibile ad un “campo semantico” che si apprende solo vivendo nella strada e, poi, in carcere) e da una propria coerente, spietata logica interna, talora smussata da una certa solidarietà generale e da lampi di inaspettata umanità.
Si potrebbe dire che, in carcere, usi tramandati “oralmente” abbiano preminenza rispetto al “regolamento” scritto (ma spesso “sfuggente”). Per quanto riguarda la mia esperienza, posso dire che in carcere c’è poca scuola: anche se il carcere è una scuola – e certamente “autentica”! -, sebbene non delle più “accoglienti”. Il più delle volte, la lezione si riduce ad un ascolto impotente dei problemi dei detenuti, che non sono né pochi né poco rilevanti (a volte, ritengo, strutturali per volontà istituzionale). Il docente, allora, si trasforma in psicologo, assistente sociale, sociologo, finanche improvvisato etnologo (il detenuto è certamente un “altro”, che può essere studiato senza che ciò implichi la sua reificazione); talora, dopo qualche mese di lezione, diviene addirittura amico cui confidare problemi e patemi.
Anzitutto, il carcere mi è parso da subito un luogo innaturale, sottilmente angoscioso, surreale1 (ma non irreale); di più, il prodotto di un occhio inflessibile, che tutto controlla e sorveglia: in ultima analisi, una sorta di proiezione moralistico-manichea della Weltanschauung neocapitalistica (“capitalismo di sorveglianza”). Il penitenziario come sistema è un incubo neoborghese, razionalista, che riproduce in vitro la dialettica servo-padrone; si potrebbe affermare persino che il carcere sveli compiutamente e pienamente i meccanismi vigenti nella società contemporanea, rendendoli evidenti (sebbene nascosti alla maggioranza dei cittadini). Il carcere è si un grande business, ma, ancor di più, costituisce – oltre che un “gioco” e, ancor più, un esperimento di ingegneria sociale — una istituzione simbolica di potere2, ove il “padrone” non è banalmente il carceriere – “prigioniero che imprigiona prigionieri”3, come le gabbie più grandi ne contengono altre, più piccole -, ma la burocrazia senza volto né nome (magari alleggerita da alcuni slogan, parole d’ordine e pratiche di ambito psicologico): che avrebbe certamente mandato all’inferno, razionalmente e legalmente, il buon ladrone.
Il carcere, che mette a nudo il prigioniero (talora anche fisicamente!) alienandolo in un io che non esiste4 e spesso abbandonandolo a se stesso, esposto ad ogni possibile arbitrio da parte dell’istituzione, costituisce quindi la proiezione pubblica – al tempo stesso patente ma invisibile, quasi impensabile, dall’esterno — dell’universo ideologico borghese (privato, o legalizzato); esso ne esplicita in particolare la dimensione “arcaica”, primitiva e “sospesa”, come “ibernata”5 nel tempo (e nello spazio): vi è quindi un rapporto di somiglianza tra carcere e mondo esterno6, che restano tuttavia, per quanto possibile, universi non comunicanti per necessità “istituzionale”7 (il sistema “a compartimenti stagni” costituisce un carattere classico della burocrazia). D’altra parte, in entrambi i casi l’atomizzazione costituisce la condizione necessaria per la reificazione: solo se si è soli, privi di relazioni “strutturate”, si può essere ridotti a un numero ed utilizzati come cose. Una tale spoliazione forzata dell’io, sempre apocalittica nel suo senso etimologico, potrebbe anche essere salvifica; tuttavia, per lo più, risulta distruttiva (proprio perché artificialmente coatta su persone non pronte per un tale regime di vita): partecipando al suo processo di “cosificazione”, il detenuto nega se stesso come persona per sopravvivere come cosa, numero, mero ingranaggio di un meccanismo impersonale8; d’altronde, tutte le imitazioni di istituzioni animate da un fine sovrannaturale risultano coazioni meccaniche.
Qui correrebbe l’obbligo, se questo fosse un lavoro “scientifico” ed “originale”, di sviluppare comparazioni tra la vita monastica e quella dei detenuti9: un ristretto, dopo che durante una lezione avevo parlato dei tre voti monastici (povertà, obbedienza, castità), mi fece notare che essi sono rinvenibili, pure per costrizione, anche nella vita dei detenuti. Il carcere come cenobio forzato, terribile luogo di una salvezza (non richiesta!) già in questo mondo (nel 1873, il convento di Santa Maria Regina Coeli alla Lungara fu confiscato alle monache carmelitane per essere trasformato in prigione)10? O come limbo, “notte oscura”, ovvero persino immagine del purgatorio? Difficile a dirsi, anche se, in relazione all’istituzione carceraria, suggestioni e motivi tratti dal cattolicesimo non mancano. Ad ogni modo, si può pensare al passaggio dall’egemonia cattolica (disciplina dell’ascesi monastica) a quella protestante (disciplina del lavoro) con riferimento alla nascita del carcere moderno; d’altro canto, non c’è dubbio che “il crimine e l’ascesi conducono alla cella”.
Noi siamo abituati all’istituzione carceraria come necessità morale e giuridica, e quindi tendiamo a non metterla in dubbio, evitando di storicizzarla11; tuttavia, essa è storicamente determinata – il carcere “moderno”, non più unicamente istituto di “custodia preventiva” ma luogo di espiazione di una pena, nasce verso il XVII secolo, e si sviluppa con la progressiva abolizione delle pene corporali e, poi, della pena di morte –, e quindi in teoria reversibile: anche se questa reversione sarebbe oggi molto problematica, in primo luogo perché difficilmente pensabile. In realtà, l’istituzione carceraria moderna si fonda su una ideologia che considera uomo e lavoro in modo astratto ed utilitaristico, in linea con i canoni dell’illuminismo e poi della rivoluzione industriale, identificando la pena con la privazione della libertà per un tempo determinato, proporzionale al reato commesso (ed evolvendo dal lavoro “riabilitativo” al puro e semplice controllo terroristico delle attività del detenuto)12. Il principio della retribuzione si realizza “nello stadio del processo economico in cui la ‘forma di equivalente’ e il ‘principio dello scambio’ diventano dominanti, cioè nella società capitalistica”, ove “la pena del carcere – come privazione di un quantum di libertà — diviene la pena per eccellenza”, e “l’idea di retribuzione per equivalente trova così nella pena carceraria la sua massima realizzazione, proprio in quanto la libertà impedita (temporalmente) è in grado di rappresentare la forma più semplice ed assoluta di ‘valore di scambio’ (leggi: valore del lavoro salariato)”13; e ciò non fa altro che confermare il legame strettissimo tra sistema carcerario e “capitalismo di sorveglianza”: per abbattere il primo, si dovrebbe eliminare il secondo (vaste programme!). Senonché, il carcere, e con esso tutte le principali strutture “disciplinari”, è stato interiorizzato come luogo della giusta (ma invisibile!) pena del reo, che in teoria tende al suo recupero facendolo consapevole del crimine commesso, cui viene opposto l’”autocontrollo” borghese (si pensi alle buone maniere, che N. Elias ha inteso come espressione della “civilizzazione”14). Nella fase della sua nascita, il carcere moderno ha ricoperto la funzione di “una sorta di struttura di mediazione tra un’economia capitalistica emergente e il disciplinamento della vita metropolitana quotidiana”15; esso ha quindi adattato modelli già presenti nella società del tempo, tra cui quello della “disciplina” a fini produttivi16 (valore-lavoro calcolato secondo il tempo), per cui, in specie nella società capitalistica del 1700, ad una libertà/eguaglianza formali si giustappone una disciplina (ed una sorveglianza) reale17: “nella pena carceraria […] ritroviamo, quindi, riflessa la contraddizione centrale dell’universo borghese: la forma giuridica generale che garantisce un sistema di diritti egualitari viene neutralizzata da uno spesso reticolato di poteri non egualitari”18. Verrebbe anche da pensare che l’umanitarismo borghese sia una dottrina dei “buoni sentimenti” essenzialmente funzionale al disciplinamento dei detenuti (ma non solo), a fini evidentemente utilitaristici (produttivi o “istituzionalizzanti”).
D’altra parte, sarebbe fin troppo facile dimostrare che il principio del “recupero” del prigioniero, cui tenderebbe la pena, è una menzogna bella e buona, con cui il sistema (e il cittadino “onesto”) copre la propria cattiva coscienza, facendo volteggiare nell’aria parole d’ordine tanto retoriche quanto emotivamente efficaci. Non si dimentichi che, spesso, ciò che nelle società moderne è affermato ai quattro venti è negato all’atto dell’applicazione del principio.
Gli stessi meccanismi “teorici” inerenti al sistema carcerario — ad esempio colpa-pena/castigo-espiazione, riparazione, “pentimento” etc. — sono fortemente debitori del cattolicesimo. Dal lessico morale cattolico il diritto ha tratto molte categorie a tutt’oggi utilizzate, anche se la indistinzione tra custodia e reclusione è occorsa funzionalmente all’espansione del capitalismo e del razionalismo scientifico19. Questo è un punto cruciale: il carcere moderno come luogo di “restrizione” in cui si sconta una pena, dunque, sarebbe il prodotto “sovrastrutturale” di una precisa ideologia, quella borghese-capitalistica20, non scevra da intersezioni con la morale cattolica post-tridentina. Questa ideologia proietta nella realtà le sue sovrastrutture-maschere, tra le quali la prigione come luogo di punizione: una istituzione artificiosamente “totale”21 e, allo stesso tempo, un significativo “survival”/caricatura delle società dispotiche, che mostra “quanto di autoritario c’è ancora nella struttura del mondo esterno”22.
In prigione, la vita diviene una iperbole di squilibri: in essa ogni evento (interno o esterno), ogni fatto, anche minimo, ogni attesa acquistano un significato ed una frequenza esponenzialmente potenziati, spesso in maniera insopportabile (da cui il largo uso degli psicofarmaci, e la triste ricorrenza dei suicidi, tentati o riusciti). Fa molta tristezza, in un tale ambiente, toccare con mano quante vite sono state gettate alle ortiche: rendersene conto, in prima persona, deve essere terribile (pur potendo costituire l’incipit di una “redenzione”). Come i cimiteri non sono stati fatti tanto per i morti, come le aule di giustizia non sono state realizzate tanto per chi è giudicato, così il carcere, mi pare, non è stato ideato tanto per i delinquenti (“qui non ci sono tanti delinquenti, ma molti fessi che si sono fatti beccare”), quanto per noi, per farci stare beatamente tranquilli, titillando la nostra “falsa coscienza”. Vi è sempre da considerare che tutti gli atti degli uomini sono, almeno in parte, interessati: anche nella più sublime manifestazione di generosità, c’è almeno una punta di “ego”.
In generale, i detenuti — io ho avuto collaboratori di giustizia e condannati in via definitiva per reati “comuni”, il più delle volte connessi alla droga — sono molto rispettosi e umani. Non mi vergogno certo a dire che mi sono affezionato, essendone ricambiato, ad alcuni di loro. Ovviamente, spesso i ristretti sono interessati a migliorare la loro condizione: ma chi di noi non lo è? Molti si danno da fare, ma il lavoro è scarso, essendo Rebibbia sovraffollata. Il resto della giornata lo passano per lo più guardando la tv, giocando a carte, seguendo corsi di varia natura o, in qualche caso emblematico, a rievocare un passato talora mitizzato. Alcuni restano in branda, anche se ciò di solito non è ben visto. Altri scrivono, talvolta con una lucidità spietata, sulla propria condizione e sulle proprie colpe.
Sofferenza – amplificata esponenzialmente a causa dell’impotenza rispetto sia a ciò che sta “dentro” che, a volte anche di più, a ciò che sta “fuori” – e noia sono i problemi maggiori del carcerato (la prigione rimane un luogo violento, ma non più di quanto ci si potrebbe aspettare: qui si dilatano, in ragione del contesto e delle circostanze, fatti e problemi che esistono anche fuori. Colpisce inoltre come, in un luogo dove non è di certo ordinario l’apprezzamento per i magistrati, viga una legge ferrea ai danni di “infami”, molestatori, stupratori e pedofili). Una certa quota di sofferenza sarebbe evitabile se le condizioni di vita dei prigionieri fossero migliori: dal punto di vista degli spazi, della “privacy” e delle cure mediche, almeno a Rebibbia, esse sono molto problematiche. Non sono pochi i suicidi e le morti che si potrebbero scongiurare, se le cure – insieme all’ambiente generale — fossero adeguate.
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Un uomo, accusato forse ingiustamente per uno scippo, entrò in carcere come scippatore ed uscì rapinatore, per aver frequentato in cella un ladro provetto. Il carcere, per come è pensato e realizzato, produce, paradossalmente ma sistematicamente, criminalità23, follia, angoscia. Abbiamo abolito la pena di morte e le pene corporali, ma non la tortura e le pene psicologicamente ed arbitrariamente inflitti (e l’effetto boomerang!).
Della galera si parla tanto, ma si tratta in buona parte di chiacchiere a vuoto; le persone comuni, poi, quasi sempre non sanno nulla dell'”istituzione”, e parlano spesso senza cognizione di causa né umana pietà. Quasi sempre non si fa nulla in merito: i carcerati spesso non votano, e tutelarli non è mai stato à la page. Eppure, dovrebbe essere interesse dello Stato agire, per evitare le famose “recidive”, che risultano in percentuali altissime. D’altra parte, chi assume, fuori, un detenuto che ha scontato la sua pena? Senza lavoro, disorientati, senza soldi né appoggi familiari o amicali, si ricade per lo più inevitabilmente nella “coazione a ripetere” il reato, che a un certo punto diviene quasi una “seconda natura”, fatta di desiderio di trasgressione, bisogno di sfogo e rivolta, brama di denaro e mera necessità24: altrimenti, la riacquistata libertà si farà latrice di un’angoscia spesso letale.
La droga è il primo problema: distrugge vite e induce molti, per procurarsela, a delinquere. Per non parlare dei soldi che si guadagnano trafficandola: un mio studente, l’ultima ruota del carro di un’associazione dedita allo spaccio, mi ha detto che, “lavorando” solo la domenica, guadagnava 1200 euro! Se si riuscisse, per assurdo, a eliminare la droga (ma soprattutto l’alienazione, che è una evasione da se stessi e che spinge a drogarsi), moltissimi reati scomparirebbero nel nulla da cui provengono.
Diverse sono le motivazioni di chi è un “delinquente abituale”. Una volta, un rapinatore non pentito mi ha confessato che il crimine per lui è come una droga (mentre per altri, come si è visto, è la droga a costituire il “movente” del crimine, ed è sempre la droga a “trasformare” l’individuo in un delinquente): nelle 24-48 ore in cui egli “fiuta” che la polizia gli è alle calcagna, non riesce a fermarsi, firmando la sua stessa condanna (torna il peccato più grave, quello di tracotanza). Evidentemente era affascinato dalla sfida con l’autorità, anche (soprattutto?) quando si tratta di una partita persa. “Perché?”, gli ho domandato? “Perché siamo matti”, mi ha risposto.
Una volta un altro detenuto mi ha detto: rinchiudere una persona in una gabbia è un delitto contro la dignità umana (spesso anche i cortili deputati all’”aria” non sono altro che grandi gabbie di cemento). Il carcere in sé costituisce allora una violazione dei cdd. “diritti umani”. In effetti, non è facile dar torto al detenuto in questione (al “Nuovo Complesso” di Rebibbia stanno in sei in una cella di 18 mq, con nello stesso ambiente, adiacenti, WC e cucina!). D’altra parte, secondo alcuni “carcere” viene dall’aramaico “carcar” (“tumulare”): dalla etimologia scopriamo quindi molto più che dalle declamazioni retoriche ed ipocrite, in bella vista proprio perché contraddette dalla realtà. I detenuti, in ultima analisi, sono veramente dei “sepolti vivi”, che espiano una punizione senza che nessuno, tra i “liberi”, li veda25. L’autorità diviene così una rappresentazione fantasmatica, cui sia i ristretti “istituzionalizzati” che i “buoni cittadini” offrono la dovuta riverenza (mentre i pochi non rincitrulliti dalla propaganda istituzionale non hanno la forza di organizzarsi politicamente); essa produce altre rappresentazioni, principi che generano labirinti di norme inaccessibili se non a una ristretta cerchia di tecnici (burocrati di Stato, magistrati, avvocati specialisti in questo campo e con afflati umanitari): norme che spesso non sono né conosciute né osservate, ma solo declamate nelle occasioni “ufficiali” (con meccanismi di manipolazione di massa che ricordano gli slogan pubblicitari).
Il carcere, come il mondo “di fuori”, non è più quello di una volta. Esso ha risentito, in forma a volte ancora più visibile, dei mutamenti profondi che hanno investito la società degli ultimi decenni. Ad esempio, i vincoli di solidarietà, un tempo ferrei, si sono oggi allentati, anche a causa del numero sempre maggiore di detenuti immigrati, che ha trasformato la popolazione ristretta da un insieme più o meno “omogeneo” ad una entità più complessa, divisa e sfuggente. Nonostante ciò, l’ex sindaco di Roma G. Alemanno, arrestato l’ultimo giorno del 2024, ha affermato che il carcere costituisce “un’intensa esperienza comunitaria” – difficilmente comunicabile a chi non vi è stato — nell’ambito della quale i compagni di cella condividono tutto (cibo, lavoro, emozioni, ricordi): un comunitarismo realizzato nel contesto di una esperienza coatta e di margine (come possono esserlo, da un altro punto di vista, le comuni), “a metà strada tra il campeggio e la caverna”: ed è proprio la natura comunitaria dell’esperienza carceraria – non certo la burocrazia statale — che permetterebbe di concretizzare quella “rieducazione” del detenuto intesa come fine dall’art. 27 della Costituzione (oggi in crisi)26. In tal modo, in un certo senso si riproducono in carcere quei vincoli comunitari che, nel frattempo, sono stati pesantemente depotenziati nel mondo “libero”27.
Ad ogni modo, in carcere ho imparato, tra le altre cose, che “delinquente” e “cattivo” non sono sinonimi, nella vita reale. A volte, i detenuti mi sono sembrati bambini28 (anche per le loro “immaginose” sparate e per il loro codice basato sull’omertà). Inoltre, fare veramente i conti con se stessi implica ed induce un certo grado di onestà: nei colloqui che ho avuto con loro, quasi nessuno si è dichiarato innocente. Ma, in fondo in fondo, chi di noi lo è del tutto?
MARCO TOTI
1 Non solo per le architetture tutte sviluppate in orizzontale, i colori, le procedure da seguire ed altri dettagli in parte noti, ma anche per i discorsi paradossali dei detenuti sulla criminalità (che non sarebbe più quella di una volta!).
2 M. Foucault, autore del classico Sorvegliare e punire (Parigi 1975, per la prima volta tradotto in italiano l’anno successivo), ha distinto tra pena pubblica (destinata al corpo e visibile) e pena privata, invisibile e destinata all’”anima”. La prima, concepita per lo più come punizione “compensatoria”, sarebbe inerente ad un universo ideologico religioso, premoderno; la seconda, intesa come “redenzione” laica, sarebbe nata nell’ambito degli antecedenti storici del carcere moderno, le cdd. case di correzione: l’antecedente “remoto” del carcere moderno sarebbero quindi le bridewells, utilizzate a partire dalla seconda metà del XVI secolo in Inghilterra per i bambini senzatetto e per la punizione delle “donne problematiche”. L’attività di una sorveglianza virtualmente ininterrotta è ben espressa nel “carcere ideale”, il Panopticon di J. Bentham, del 1791, ove i detenuti, che non possono distinguerla in quanto “oscurata”, possono essere continuamente osservati dalla torre di guardia. Con ciò si è passati da una violenza esplicita inflitta ai corpi ad un forse più subdolo soft power “psicologico”. Infine, il detenuto è per l’appunto “ristretto” e “disciplinato” come corpo nello spazio (sulla falsariga dell’esercito) e come anima nel tempo (al modo dei conventi); in particolare, i corpi sono macchine da “efficientare” nelle scuole, nelle fabbriche, negli ospedali, nei monasteri, in famiglia, nelle stesse carceri. In democrazia, il regime “libertario” che ne risulta sarebbe possibile poiché i diritti civili sarebbero concessi nel contesto di una ubiqua educazione all’”autocontrollo” (ossia, per l’appunto, propria di una società “disciplinare”).
3 A. Ricci-G. Salierno, Il carcere in Italia. Inchiesta sui carcerati, i carcerieri e l’ideologia carceraria, Torino 1971, p. 274.
4 “[…] sono un bambino al quale è necessario spiegare tutto”, dice un carcerato di sé, immaginandosi libero (A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 283).
5 “’Il linguaggio esterno’ si è arricchito di nuovi termini e di espressioni che non comprendiamo. Il nostro si è fossilizzato su vecchie espressioni e involgarito dall’intercalare dei vari ‘cazzo’, ‘in culo’, e via dicendo” (A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 283). Lo stesso discorso vale per certi gesti, tanto antichi da apparire anacronistici, adoperati dai carcerati più anziani (e di più lungo corso in galera).
6 A. Ricci-G. Salierno, op. cit., pp. 279-280. Questo rapporto è ben visibile nell’ambito della sessualità: in carcere, da necessità il sesso diviene ossessione, quindi mezzo di sfruttamento ed infine “rito”: “l’80 per cento […] o inculano o si fanno inculare” (ibidem, p. 209). Sulla libertà fittizia caratteristica dell’universo ideologico borghese, dentro e fuori dal carcere, v. ibidem, p. 438.
7 “La prigione crolla se crei un collegamento tra il mondo esterno e il mondo interno. Il tesoro vero da salvare nelle carceri è l’isolamento” (parole di un detenuto riportate in A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 234 [corsivi nostri]). Ciò illustra bene come, compatibilmente con il carattere della società, nel carcere moderno la pena, al di là di arbitrii spesso reali, è più “astratta” rispetto alla “materialità” delle tradizionali pene corporali; ed essa risulta quantificata in un tempo che si vorrebbe proporzionato al reato commesso. Tuttavia, la tortura non costituisce solo una pratica che offende il corpo (ed anzi, le torture più raffinate sono psicologiche).
8 A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 259. “Dopo questi anni di esilio, io già temo di non ritrovare più me stesso”, afferma un carcerato (A. Ricci-G. Salierno, op. cit, p. 283).
9 Il carcere romano di Regina Coeli era in origine un convento.
10 Ricordiamo che San Giuseppe Cafasso, vissuto a Torino nel XIX secolo, fu soprannominato “il prete della forca”, in quanto accompagnava fino al patibolo i condannati a morte, dopo averli indotti alla riconciliazione con Dio.
11 L’idea della segregazione come espiazione è ripresa dalla vita monastica, ed è usata dapprima come pena canonica per i chierici e per i regolari; d’altra parte, il mantenimento di molte persone in strutture comuni era impensabile, e comunque non praticabile, in epoca preindustriale (ringrazio il dott. R. Turrini Vita per queste informazioni). In ambito cattolico, è con l’istituzione dell’Inquisizione ecclesiastica che fu introdotto il carcere a vita come strumento di espiazione della pena. Sulle origini del carcere moderno, in prospettiva marxista, è indispensabile D. Melossi-M. Paravini, Carcere e fabbrica. Alle origini del sistema penitenziario, Bologna 20184, variamente citato oltre, che significativamente affermano a p. 144 n. 200: “La connessione tra isolamento, concezione penitenziale o spirituale, come si diceva, della pena e follia, è così sintetizzata dal Marx de La sacra famiglia: ‘[…] Per l’uomo, per il quale il mondo sensibile diventa una semplice idea, le semplici idee si trasformano per contro in esseri sensibili. […] Dentro al suo spirito si crea un mondo di fantasmi palpabili, sensibili. È questo il mistero di tutte le visioni religiose; è questa nello stesso tempo la forma universale della follia’”. A parte la forzata analogia tra religione e follia, riteniamo che tale processo psicologico, certamente esacerbato in carcere, sia fondamentalmente proprio del mondo moderno.
12 Ibidem, pp. 114-115.
13 Ibidem, p. 314.
14 N. Elias, Il processo di civilizzazione, tr. it. Bologna 1982-1983.
15 D. Melossi-M. Pavarini, op. cit., p. 12. Il nesso tra penalità e capitalismo è evidente in specie tra i quaccheri (ibidem, p. 35 n. 9); inoltre, “il terreno della criminalità […] è quello privilegiato su cui avviene lo scontro di classe” (ibidem, p. 126).
16 Ibidem, pp. 19 e 21. “La stessa ‘invenzione’ del capitalismo prese forma nell’invenzione della casa di lavoro”, avvenuta fin dalla seconda metà del 1500 in Inghilterra (sulle workhouses quali antecedenti del carcere moderno si può vedere ibidem, pp. 69-75); il principio di costruzione del già menzionato Panopticon, progettato da J. Bentham alla fine del XVIII secolo quale “casa di ispezione”, viene poi esteso “a ciascuna sorta di stabilimento ove persone di condizione assai diversa debbano essere sottoposte a sorveglianza”, ossia carceri, fabbriche, case di lavoro, ospizi per poveri, manifatture, ospedali per folli, lazzaretti, ospedali e scuole” (ibidem, p. 20), cioè istituzioni “disciplinari” e tendenzialmente “totali”. Che la concentrazione forzata di malati, proletari, studenti e marginali (tutte categorie “deboli”) in un luogo preciso sia un’immagine concreta – anche se parziale — della massificazione moderna?
17 Ibidem, pp. 25-26 (Foucault). V. anche ibidem, pp. 124-126.
18 Ibidem, p. 315 (v. anche p. 316).
19 A. Ricci-G. Salierno, op. cit., pp. 18-19.
20 La “struttura” è quindi l’”universo ideologico”, il modo di vita borghese-capitalistico, e non semplicemente le forze e i rapporti produttivi.
21 A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 181.
22 A. Ricci-G. Salierno, op. cit., pp. 234-235. L’autoritarismo borghese è una degenerazione del legittimo principio di autorità.
23 Questa connessione strutturale tra carcere e criminalità “in uscita” serve a giustificare l’apparato repressivo, la cui funzione tacita è quella di salvaguardare l’”ordine”, ossia l’ideologia dominante (A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 277). Tale salvaguardia costituisce una delle rappresentazioni più efficaci del sistema: non è tanto importante infatti contenere la criminalità entro limiti fisiologici, quanto rappresentare il potere che l’apparato statale sembra avere su di essa (soprattutto per mezzo dell’apparato massmediatico). La rappresentazione, ovviamente, è finalizzata alla perpetuazione dell’ordine vigente.
24 In questo senso, senza che si annulli il principio della responsabilità personale — senza però dimenticare che per molti il crimine è una professione e il carcere un rischio, come negli scambi di borsa! –, bisognerebbe sempre tener presente il contesto sociale di provenienza del detenuto (e di quello in cui il detenuto si reinserirà, eventualmente, dopo la sua scarcerazione). Sui problemi materiali e psicologici di chi esce v. A. Ricci-G. Salierno, op. cit., pp. 285-306 (“l’angoscia è quando tu non sai dove appoggiarti” [p. 296]). Per chi esce e non ha supporti esterni “rimane o la fuga, o la carriera di delinquente, o il suicidio. […] la fuga può essere intesa appunto come suicidio” (p. 301). Significativo quanto afferma un ex detenuto: “Ora sono un delinquente!” (all’uscita dal carcere; all’ingresso, egli dice, non aveva contatti con la malavita).
25 Su tale problema v. S. Ferraro, La pena visibile o della fine del carcere, Soveria Mannelli (Cz) 2013.
26 https://www.barbadillo.it/120510-rebibbia-calling-alemanno-una-intensa-esperienza-comunitaria/. Teniamo a ricordare come da un lato il modello comunitarista non sia facilmente adattabile a contesti nazionali di una certa estensione e popolazione, dall’altro come sia auspicabile una indagine approfondita sulla “comunità” quale luogo elettivo di realizzazione della persona (anche nel suo essere un “tramite” fondamentale tra questa e lo Stato).
27 Si pensi alla “visione del mondo” dei totalitarismi novecenteschi, che non a caso utilizzarono, tra le parole individuanti il modo di concepire i rapporti umani e politici, termini quali “camerata” e “compagno”. Ciò manca, significativamente, nel liberalismo.
28 “[…] la caratteristica tipica di un prigioniero è la regressione a livello infantile” (A. Ricci-G. Salierno, op. cit., p. 279). Di particolare interesse è la “fantasmatizzazione dell’autorità”, operata spesso dal carcerato, in una sorta di conflitto di odio-amore che può ricalcare il rapporto col padre-ombra (sul tema v. anche ibidem, p. 283 e supra, n. 4). Un giorno un detenuto, osservando i libri che portavo con me per la lezione, mi chiese: “professore, ma lei li sa tutti a memoria questi libri?”.

C’ è gente autoincarcerata per dover sopravvivere, senza aver commesso reati : si chiama Lavoro Dipendente.
mi sembra davvero un deprecabile cattivo gusto confrontare lavoro subordinato e prigione…
È comunque fattuale che le sofferenze date dall’ Ergastolo si possono evitare in blocco mediante la Pena Capitale.
Nessuno tocchi … Abele.
@Moi
la pena capitale è un argomento difficile e controverso..
i “saggi in Israele” [cioè tutti i dottori e i giurisperiti della Chiesa, anteriori al Concilio ça va sans dire] non sono sono concordi sul punto…
io non mi esprimo ma tendenzialmente sarei per la pena capitale (purchè un dotto nella Sacre Scienze riesca a trovare un appiglio nella Tradizione, citando -possibilmente non (troppo) a sproposito :D- i Padri e i Concili :D)
@ MOI
“Pena”
Dove vige la pena capitale ci sono i Sacco e Vanzetti.
Non vorrei mai vivere in un paese dove c’è la pena di morte: nella tomba non esiste appello, e un errore giudiziario è irrimediabile. In un paese simile ogni innocente è a rischio di essere condannato al patibolo per sbaglio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea Di Vita
trovo molto interessante, direi “bello”, l’articolo di alemanno
Concordo
In realta’ la descrizione di Alemanno e’ praticamente uguale a quella che avrebbe potuto fare un soldato della normale naja: nessuno qui ha fatto la naja da semplice soldato in un normale reparto dell’esercito, cioe’ non da sottufficiale privilegiato o da imboscato/raccomandato?
Essendo l’universo concentrazionario simile, sono simili le dinamiche umane che vi si instaurano (sostanzialmente di gerarchizzazione e di sopraffazione esplicite, naturali nel contesto appunto concentrazionario): per parafrasare il Thoreau della “disobbedienza civile”, il muro alto 4 metri che circondava la caserma di leva e separava il dentro dal fuori era nulla rispetto all’abisso che separava la societa’ civile del fuori rispetto a quella oppressivamente militare del dentro, erano semplicemente irriducibili, inimmaginabili una per l’altra. All’epoca mi facevano ridere le considerazioni dei politici circa la opportunita’ che tutto il popolo dovesse far parte dell’esercito attraverso la leva obbligatoria cosi’ da controllarlo: erano di gente che non aveva neanche la minima idea di cosa succedesse davvero dietro le mura di una caserma e se fosse il popolo a comandarvi li’ dentro… se vi comandava, era con lo stile della mafia, o della mala, piu’ spietata.
Per il resto, visto che ci siamo, altre considerazioni:
– sono abbastanza d’accordo sul fatto che mettere in una piccola gabbia degli uomini come oggi si vorrebbe non fare neanche con gli animali sia anacronistico, pero’ attenzione: se la punizione per comportamento antisociale divenisse meno afflittiva, visto come tende ad andare il mondo di oggi, e’ probabile che assisteremmo a un esplodere del numero delle condanne (l’esplosione delle tipologie di reato e’ gia’ in corso): quindi, pensarci bene prima alle varie possibili conseguenze di un’eventuale bonomia che avrebbe, come spesso succede, l’effetto opposto
– riguardo la scarsa differenza fra l’umanita’ dei detenuti e di quelli che non lo sono, direi a Miguel di consigliare al suo amico la lettura di Jon Ronson, Psicopatici al potere (cosi’ impara anche ad esprimersi in modo meno supponentemente codificato ed ieratico): in ognuno di noi c’e’ la tendenza piu’ o meno marcata a manipolare gli altri per proprio tornaconto, cioe’ a mentire, oppure piu’ semplicemente ad omettere cio’ che fa comodo. Piu’ o meno marcata
– seppellire vivo uno al posto della pena di morte credo serva piu’ che altro a seppellire la propria sadica crudelta’ sotto uno spesso strato di ipocrisia perbenista, a nettarsi la coscienza al minimo prezzo: infatti nel nostro ordinamento se non sbaglio l’equivalente del “fine pena mai”, l’ergastolo ostativo, e’ comminato piuttosto raramente
Per FW
“In realta’ la descrizione di Alemanno e’ praticamente uguale a quella che avrebbe potuto fare un soldato della normale naja: ”
Molto interessante, grazie!
@Miguel
tieni conto che Alemanno parla in modo tutto sommato elogiativo della sua esperienza simil-naja da carcerato proprio perche’ essendo Alemanno… e’ fascista, e l’ordinamento gerachico-impositivo-militare di un ambiente concentrazionario gli piace
sarebbe bene tenerne conto prima di entusiasmarsi troppo…
infine, considera che anche l’ambiente scolastico fa parte della stessa tipologia (vi raccomando “Lavoro ombra” di Ivan Illich)
secondo me, cio’ che insegna maggiormente la scuola non e’ nel contenuto dell’insegnamento, che scorre via, quanto nella sua forma, nel modo in cui e’ somministrato (oggi fra l’altro con un turbinio demenziale di continui test, misurazioni, prove e corse ad ostacoli – che razza di gente, che razza di teste di cazzo volete che escano dopo aver vissuto i loro _decenni_ “formativi” in un ambiente cosi’?)
Per FW
“sarebbe bene tenerne conto prima di entusiasmarsi troppo…”
ammetto di non aver letto il testo di Alemanno.
devo essermi rincoglionito: non riesco a leggere un siffatto articolo. non solo è intollerabilmente verboso, è ricco di inutili richiami dotti e lentissimo nel procedere, come un fiume fangoso che non ha nessuna voglia di andare da qualche parte
e sì che il tema mi interessa
Il problema è complicato, ma credo che ci siano dei problemi di fondo nell’approccio dell’autore che rendono tutto il discorso – e lo dico con la mia consueta brutalità – aria fritta.
Intanto scinderei due piani: quello dell’empatia (devo poter capire come si sta dentro il carcere) e quello dell’analisi razionale. Quest’ultimo può pescare dal primo piano, certo, ma per misurare l’afflittività della pena, non certo per abdicare all’analisi razionale.
L’autore evidentemente qui sta cercando di sviluppare un’analisi razionale sul carcere. E quindi razionalmente gli risponderò.
Premessa. Il diritto serve “ne cives ad arma ruant”: se non si condivide questo assunto, allora tanto vale non approcciarsi neppure a questi temi. Ad oggi tutti i sistemi giuridici – e l’articolo non propone niente di alternativo – questo obiettivo lo cercano di raggiungere tramite norme strutturate in questo modo:
a) una fattispecie (cioè un’ipotesi di evento generale ed astratta)
b) un effetto giuridico ad essa ricollegato
Esempio (art. 18 d.lgs 151/2001):
a) L’inosservanza delle disposizioni contenute negli articoli 16 e 17 [questa è la fattispecie, l’inosservanza del periodo di maternità da parte del datore di lavoro]
b) è punita con l’arresto fino a sei mesi [questo è l’effetto giuridico: se avviene la fattispecie, questo è ciò che accade]
L’effetto giuridico qui è il carcere, ma ci sono altri effetti previdibili: potrebbe essere previsto un ristoro economico per la vittima, una sanzione pecuniaria, il diritto di vendetta, un supplizio (cioè una pena corporale, dalla fustigazione alla perdita di una parte del corpo) proporzionato…
Ma dallo schema nessuno è mai riuscito a scappare. E l’autore nemmeno ci prova, infatti si limita a giudicare in senso assoluto una delle soluzioni senza confrontarla con le altre. Per capirci, è come il naufrago che si lamenta perché col salvagente si bagna (cosa senza dubbio vera), ma senza valutare quale potrebbe essere l’alternativa (no, non rimanere a bordo: la nave sta affondando…).
A questo punto, alla luce della premessa che secondo me è sufficiente a squalificare l’intero pezzo (almeno dal punto di vista dell’analisi razionale. Ma questo è il terreno che ha scelto l’autore), faccio qualche osservazione sparsa su alcuni passi scelti.
“l’idea di retribuzione per equivalente trova così nella pena carceraria la sua massima realizzazione, proprio in quanto la libertà impedita (temporalmente) è in grado di rappresentare la forma più semplice ed assoluta di ‘valore di scambio’ (leggi: valore del lavoro salariato)”
Qui è particolarmente evidente il fatto che l’autore ignori le alternative e i precedenti. La proporzionalità ed il prezziario risalgono ad Hammurabi… e temo solo perché non abbiamo fonti scritte anteriori. Dal supplizio al guidrigildo, l’idea che la pena debba essere proporzionale al danno provocato è stata costante. La rottura di questa corrispondenza è intervenuta solo relativamente di recente, quando, cioè, si è cominciato a dare rilevanza all’elemento soggettivo: non conta solo quello che hai fatto, ma anche l’aspetto volontaristico, per cui il torto fatto per sbaglio è spesso e volentieri punito meno duramente (o in certi casi non è punito affatto!) rispetto al torto fatto deliberatamente.
Il bello è che questa distinzione ha cominciato a pesare molto solo nell’epoca della grande contabilizzazione (gli ultimi secoli del Medioevo) e oggi informa l’intero sistema.
“Un uomo, accusato forse ingiustamente per uno scippo, entrò in carcere come scippatore ed uscì rapinatore, per aver frequentato in cella un ladro provetto. Il carcere, per come è pensato e realizzato, produce, paradossalmente ma sistematicamente, criminalità”
Qua mescola due aspetti. Il primo è la triste realtà per cui qualsiasi sistema deve ammettere un margine di errore: se non si ammette che il chirurgo possa sbagliare, allora non si può operare. La tutela contro l’errore ponderabile è la creazione di procedure e regole di condotta che minimizzino il rischio. Queste regole, nella materia in questione, sono contenute in una cosa chiamata Codice di procedura penale.
Il fatto che il carcere crei delinquenti è semplicemente falso: il tasso di recidiva in Italia è intorno al 70%, non del 100%, non del 130%. Percentuale che, tra l’altro, è quasi (quasi, perché ogni sistema ha un margine di errore) azzerata tra chi accede al lavoro,
https://www.ilsole24ore.com/art/carcere-recidiva-quasi-azzerata-chi-puo-imparare-lavoro-AE9e7TfC
“Diverse sono le motivazioni di chi è un “delinquente abituale”. Una volta, un rapinatore non pentito mi ha confessato che il crimine per lui è come una droga (mentre per altri, come si è visto, è la droga a costituire il “movente” del crimine, ed è sempre la droga a “trasformare” l’individuo in un delinquente): nelle 24-48 ore in cui egli “fiuta” che la polizia gli è alle calcagna, non riesce a fermarsi, firmando la sua stessa condanna (torna il peccato più grave, quello di tracotanza). Evidentemente era affascinato dalla sfida con l’autorità, anche (soprattutto?) quando si tratta di una partita persa. “Perché?”, gli ho domandato? “Perché siamo matti”, mi ha risposto.”
Quindi buttiamo la chiave, come negli USA? Ovviamente sarebbe una cazzata. Oppure quel “siamo matti” è una forma di paracula autoassoluzione? “Non prendetevela con me: sono solo matto, quindi sono un po’ una vittima, quindi capitemi”.
“Una volta un altro detenuto mi ha detto: rinchiudere una persona in una gabbia è un delitto contro la dignità umana”
Non pretendo che un detenuto sappia cosa significhi la parola “delitto” (è delitto ciò che il diritto considera tale), ma l’autore accetta in toto questa definizione di “delitto” come “cosa che non mi piace”. Per prima cosa non è il massimo da parte di chi scrive di diritto penale, in secondo luogo, anche accettando la definizione, torniamo al discorso di prima: i sistemi alternativi sono meno “delittuosi”? Tagliarti un braccio in mezzo alla folla urlante in piazza è veramente più dignitoso?
“Ad ogni modo, in carcere ho imparato, tra le altre cose, che “delinquente” e “cattivo” non sono sinonimi, nella vita reale.”
Delinquente è chi commette delitti (proprio letteralmente). Non ha connotazioni etiche particolari, se non il fatto che in genere sono delitti azioni non proprio moralmente irreprensibili.
@ Mauricius tarvisii
“delitto”
Non esse do un giurista, ho letto sia il tuo popost sia l’ articolo postato da Martinez, e devo dire che il primo mi convince mentre il secondo no.
Quest’ultimo sembra scritto da un imitatore scalcagnato di Diego Fusaro.
Ciao!
Andrea Di Vita
Premesso che in effetti abbiamo dei codici precedenti ad Hammurabi, sono d’accordo col commento di Mauricius
Sentenza importante del tribunale dell’UE, che di fatto dice che la commissione deve pubblicare gli SMS fra Pfizer e VDL!
https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2025-05/cp250060it.pdf
@ Roberto
“Tribunale”
Un plauso ai giudici!
Detto questo, mi chiedo se la VDL farà come il berlusca prendendosela col ‘complotto dei giudici’. Forse no, dato che non ha televisioni e non può farsi fare le leggi ad personam.
Ma supponiamo che dopo tutti i ricorsi ed esauriti tutti i cavilli la VDL se ne venga fuori dicendo che quegli SMS se li è persi.
Che succede?
Va in galera per occultamento delle prove, o che so io?
Ciao!
Andrea Di Vita
Mmm per come la vedo io da babbano, è ovvio che i messaggi che non sono stati prodotti, non verranno esibiti neppure dopo la sentenza del tribunale.
La sentenza non riguarda infatti il non averli prodotti, quanto il non aver giustificato in un modo qualunque il non averlo fatto (“me so’ persa er telefono “…)
Questo perché esisterebbero motivi sufficienti per superare (cito) la presunzione di inesistenza dei messaggi stessi
(Naturalmente nessuno può provare l’inesistenza di qualcosa!)
andrea
“Che succede?”
devo ammettere che sono molto perplesso su come la commissione può eseguire la sentenza
riassumo la questione:
– un tizio chiede alla commissione “datemi gli SMS”
– la commissione risponde “non ce li abbiamo”…questa risposta è una decisione formale
– tizio chiede al tribunale di annullare la decisione
– il tribunale annulla dicendo in sostanza che la commissione non ha provato che gli SMS NON esistono o NON sono a sua disposizione
e mo’ che dovrebbe fare la commissione?
mettiamo che quegli SMS non siano in possesso della commissione perché la VDL ha usato il suo telefono privato…o che siano stati distrutti, o mai archiviati…
diciamo che la commissione si è un po’ inguaiata non dimostrando le cose che pretende.
ad esempio ha detto che i cellulari professionali dei commissari vengono cambiati regolarmente, ma non ha saputo dire/provare che quello della VDL sia stato nel frattempo cambiato (probabilissimo e facile da provare in un universo amministrativo dove ogni oggetto è catalogato) e se quando cambi i telefoni i messaggi rimangono (cosa che mi sembra logica) o no. su cose come questa la commissione DEVE giustifcarsi…ma se alla fine della giornata sti benedetti SMS non ci sono, dove li vanno a pescare?
Non saprei. Cosa prevede il diritto dell’Unione nel caso in cui vengano distrutti documenti pubblici al fine di occultarne i contenuti?
pubblici? magari VDL può eccepire che non erano affatto pubblici
ma gli SMS non sono comunque nei DB del provider telefonico?
cosa ha detto di preciso il Tribunale?
PS VDL è donna di Merkel, quindi è presuntivamente colpevole di essere una spia russa, dimostri lei di essere innocente se può!
😀
@ Francesco
“magari VDL può eccepire che non erano affatto pubblici”
OAF!
Precisamente!
VdL ha sempre detto che il contenuto degli SMS era ‘protetto dalla privacy dei funzionari della Commissione’.
(Un mio amico Magistrato si scompiscio’ dalle risate a leggere questa frase).
E’ per quello che, da uomo della strada non giurista, sono rimasto basito.
Possibile che una questione così importante sia discussa in una corrispondenza privata?
Visto da fuori, sembra un po’ come la faccenda di quel tizio con Trump che ha messo un giornalista in una chat privata dove si discuteva un attacco agli Houthi.
Ciao!
Andrea Di Vita
francesco
“cosa ha detto di preciso il Tribunale?”
“38 […] quando un’istituzione afferma che un documento non esiste nell’ambito di una domanda di accesso, l’inesistenza di tale documento è presunta, conformemente alla presunzione di veridicità che si ricollega a tale dichiarazione
[…]
40. Se tale presunzione viene superata e la Commissione non può più avvalersene, essa è tenuta a provare l’inesistenza o il non possesso dei documenti richiesti fornendo spiegazioni plausibili che consentano di determinare le ragioni di una siffatta inesistenza o di un non possesso (v., in tal senso, sentenza del 20 settembre 2019, Dehousse/Corte di giustizia dell’Unione europea, T‑433/17, EU:T:2019:632, punto 49 e giurisprudenza citata)
[…]
84 Di conseguenza, è giocoforza constatare che, nella decisione impugnata, la Commissione non ha fornito alcuna spiegazione plausibile che consenta di comprendere la ragione per cui essa non aveva potuto reperire i documenti richiesti. Neppure le spiegazioni esposte dalla Commissione in risposta ai quesiti posti nell’ambito di una misura di organizzazione del procedimento, e ribadite nel corso dell’udienza, ammesso che siano pertinenti ai fini della valutazione della legittimità della decisione impugnata, rispondono a quanto richiesto, in quanto non consentono di sapere che cosa sia concretamente avvenuto dei documenti richiesti.
85 Poiché la presunzione di inesistenza dei documenti richiesti è stata superata, spettava alla Commissione, come risulta dal precedente punto 40, fornire una spiegazione plausibile che consentisse di comprendere la ragione per cui essa non aveva potuto reperire i documenti richiesti, che si presumevano essere esistiti in passato, ma non esistevano più alla data della domanda di accesso ai documenti o, quanto meno, non avevano potuto essere rinvenuti. Orbene, come risulta dall’esame precedente, in sostanza, la Commissione si è limitata a indicare di non essere in possesso dei documenti richiesti. In tali circostanze, si deve concludere che la Commissione è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in sede di trattamento della domanda di accesso ai documenti, quali ricordati al precedente punto 59, e ha quindi violato il principio di buona amministrazione previsto all’articolo 41 della Carta”
se la VDL ha utilizzato il suo telefono personale, non credo proprio che la commissione possa andare a cercare dal suo provider e la cosa è morta lì (almeno per quel che riguarda il diritto UE, magari puoi andare da un giudice nazionale)…se ha utilizzato quello di lavoro sicuramente si, e la commissione deve spiegare perché non ha cercato, o se ha cercato cosa ha trovato, o se non poteva cercare perché non poteva cercare
Grazie.
Perchè ci stiamo occupando di queste cazzate e non del mancato riarmo dell’Europa occidentale?
Io sono un pò perplesso, sembra quasi che Miguel sia il Grande Vecchio della politica UE!
@ francesco
“cazzate”
Mica tanto.
Se la VdL ha fatto fare la cresta alla Pfizer sui vaccini (e se no, perché tutta questa segretezza?) allora non è affatto inverosimile che lo faccia pure col riarmo che sponsorizza a tutto spiano.
Suo marito lavoro’ per una ditta legata alla Pfizer, ma lei stessa è stato ministro della Difesa del suo paese.
Per parafrasare un noto personaggio, è chi è stato fedele nel poco che ci si aspetta sarà fedele anche nel molto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
questo è miserabile travaglismo, maxime quel vomitevole inciso.
Ma chi se ne frega? siamo appesi agli umori di Vladimir e Donald e non credo possiamo perdere tempo con ometti di merda in cerca di notorietà
non vorrei morire costantinopolino
“la cresta alla Pfizer sui vaccini (e se no, perché tutta questa segretezza”
“la cresta” e’ il normale guadagno: in un contratto di compravendita e’ una normalissima pratica commerciale tenere riservato il prezzo di transazione per evitare che faccia da precedente in altre contrattazioni: verso il basso da parte del venditore e verso l’alto da parte del compratore: in altre parole ognuna delle due parti si vuole tenere le mani libere per future contrattazioni con altri attori in modo da ottenere il massimo
una delle condizioni teoriche per il “mercato perfetto” e’ infatti tutto il contrario, cioe’ la trasparenza!
se non erro molto di quel che girava attorno alla questione dei vaccini e’ stato secretato o raccontato tramite balle e omissioni, con la scusa (piu’ o meno legittima, giudicheranno i posteri) che si trattava di una procedura d’urgenza, e che il fornitore si trovava in una posizione di quasi assoluto monopolio (tutti gli altri molti vaccini in gara tranne – forse – i due americani e quello inglese, se non erro erano falliti, non funzionavano neanche per quel minimo)
del resto mai nella storia, ma neanche lontanamente, e’ stata vaccinata tanta gente in cosi’ poco tempo
la pfizer mi pare abbia fatto decine di miliardi di dollari di extraprofitti ufficiali (dopo aver occultato tutto l’occultabile ai fini fiscali, immagino)
tenete conto che negli Usa le grandi multinazionali sono abituate a dichiarare profitti dell’ordine di un terzo e piu’ del fatturato, altro che lo zero virgola di quelle europee (o di quelle americane in europa), il che accade per i diversi regimi fiscali e, in fondo, la opposta valutazione morale riguardante la legittimita’ del profitto del proprio lavoro, che e’ esecrata in europa specie del sud e invece ammirata in Usa
comunque attorno a questa storia c’e’ stato un tale investimento emotivo da parte delle persone, che MAI ammetteranno di poter avuto torto
bisogna aspettare che muoiano tutti, e poi forse una futura generazione potra’ essere credibile nell’analisi di questo periodo (sempre che non vada a finire come coi partigiani del 26 aprile e loro abbondanti eredi)
francesco
“Perchè ci stiamo occupando di queste cazzate e non del mancato riarmo dell’Europa occidentale?”
banalmente e limitandomi alla mia meschinissima persona…semplicemente perché c’è un ricorso e io mi occupo di cose noiose come giudici & avvocati e non della Grande Politica
🙂
allora, herr Roberto, lei è giustificato!
Andrea
“Suo marito lavoro’ per una ditta legata alla Pfizer”
questa sembra una bufala
https://www.logicallyfacts.com/en/fact-check/false-no-ursula-von-der-leyen-s-husband-does-not-work-for-a-company-owned-by-pfizer
https://correctiv.org/faktencheck/2022/11/24/orgenesis-nein-heiko-von-der-leyen-arbeitet-nicht-bei-einem-unternehmen-das-pfizer-gehoert/
@ Roberto
“bufala”
Vero. Chiedo scusa, ho detto una fesseria.
Ciao!
Andrea Di Vita
@ francesco
“Costantinopolino”
Capisco che tu sia ossessionato da Putin come l’ultimo dei Baltici, ma parlando da Genovese a un economista par tuo, follow the money!
Quando uno va a fare la spesa, cosa fa? Si scrive su un pezzo di carta le cose da comprare, va al mercato e cerca la cosa migliore al prezzo più basso.
ReArm Europe – o come si chiama adesso – fa il contrario: stanzia i soldi – o meglio, promette di non contabilizzare la spesa per l’ammontare di quei soldi – PRIMA di sapere per cosa vadano spesi.
Armamenti, certo. Ma mica sono tutti uguali, gli armamenti.
La VdL non ha detto “riuniamoci, stabiliamo a chi serve cosa e allochiamo le risorse – ovvero non contabilizziamo le relative spese – corrispondenti all’ammontare necessario”
Così Italia, Francia, Germania (soprattutto) e gli altri compreranno ciascuno tank, missili, aerei ecc. senza nessuna garanzia di evitare doppioni e sprechi.
Con un’Europa che nella difesa ha tanti centri di spesa nazionali invece di un unico centro di spesa Europeo il ReArm Europe è un invito allo spreco.
Spreco che verosimilmente non aumenterà granché la nostra sicurezza (se li facesse davvero, come mai Putin dovrebbe aspettare tutti questi anni che noi ci si riarmi e non dovrebbe invece attaccarci ora che siamo ancora deboli?). Ma che farà lievitare la domanda di armamenti, dunque – tu mi insegni – i prezzi.
Per la gioia dei fabbricanti d’armi.
Che anche grazie alla VdL si ingrasseranno a spese nostre magari senza neanche renderci granché più sicuri.
Poi uno non deve pensare male della VdL, che ha pure bypassato il voto di Strasburgo invocando a sproposito l’articolo dei Trattati che parla di emergenze (come se il riarmo fosse un’emergenza da affrontare in tempi rapidi come quelli richiesti dal discorso a dei terremotati o degli alluvionati).
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Così Italia, Francia, Germania (soprattutto) e gli altri compreranno ciascuno tank, missili, aerei ecc. senza nessuna garanzia di evitare doppioni e sprechi.”
questo non è completamente vero perché reaArm europe finanzia solo programmi ai quali partecipano almeno due stati
per il resto, si sono d’accordo che sarebbe bello avere un unico centro di spesa, ma questo implica una difesa comune che implica una politica estera comune. io ci metterei la firma anche oggi, ma credo di essere in assoluta minoranza ed in ogni caso è una cosa che fa parte più del mondo dei sogni che de la realtà
la realtà ci dice che non possiamo più contare sugli USA (=NATO) per la difesa e che qualcosa deve riempire il buco
@ Roberto
“due Stati”
Giusto, ma la sostanza non cambia.
Guarda le vicissitudini del nuovo tank Europeo (Francia+Germania? Germania+Italia?) e anor peggio del nuovo caccia Europeo (Italia+UK+Giappone? Francia+Germania?).
Il Continente è uno.
Di quante filiere distinte di tank e di caccia abbiamo bisogno per difenderci?
Poi, è verissimo che degli USA non ci si può fidare (io lo dico da decenni 😉 )
Ma delle due l’una.
O adesso siamo indifesi, e allora col ReArm Europe stiamo dicendo a Putin: “guarda che per cinque-sei anni siamo così indifesi che abbiamo bisogno di spendere altri 800 miliardi oltre ai 500 che già spendiamo prima di poter essere sicuri da una tua aggressione”. Il che, se Putin è quel malvagio Sauron che i nostri giornali ci dipingono, è un invito esplicito ad attaccare i quanto prima, e in ogni modo prima che ci si possa difendere.
Oppure già adesso siamo abbastanza bene difesi (e/o Putin non è quel malvagio Sauron che ci vogliono far credere e non ha alcuna intenzione di attaccarci) e in tal caso il costosissimo ReArm Europe è inutile.
I somma, come la giri la giri è un
danno.
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Ma delle due l’una.”
ok per la pars destruens.
per quella construens qual è la tua idea?
non si riempie il buco lasciato dalla NATO?
@ Roberto
“pars construens”
Ci si allea con la Russia.
If you cannot beat them, join them.
Sono i nostri partner naturali, sia Mosca sia Pechino. Putin è un fornitore, Trump (e Biden) un concorrente.
Un estraneo ai giri della nostra élite, Conte, lo aveva capito e aveva siglato l’ingresso Italiano nella Via della Seta.
Poi la melona nazionale, da buona cagnolina di Biden, ha congelato tutto.
Ma siamo ancora in tempo.
Prima di rivolgermi qualunque obiezione, ti ricordo che non solo il metano a basso costo viene da Est, ma anche le celle fotovoltaiche, il solare termodinamico (che l’Italia ha teste’ ceduto alla Cina), il torio e l’uranio (dopo la cacciata della Francia da mezzo Sahel).
E che Trump ha in mente di fare gestire da una società USA i gasdotti Gazprom perché noi Europei si possa comunque ricevere il gas Russo comprandolo formalmente dagli USA (con inevitabile loro cresta a nostro danno). Alla faccia delle sanzioni cretine tanto care a Bruxelles (a che edizione siamo giunti? La diciassettesima?)
Ciao!
Andrea Di Vita
@ Roberto
“sarebbe bello”
https://www.lastampa.it/economia/2025/05/14/news/armi_l_italia_fa_saltare_la_maxifusione_franco-tedesca_tra_knds_e_renk-15146021/
Alla faccia del ReArm Europe…
https://www.analisidifesa.it/2025/05/la-ue-rinuncia-allenergia-russa-lindustria-chimica-in-fuga-dalleuropa/
Eh, però “c’è un aggressore e un aggredito”…
Ciao!
Andrea Di Vita
andrea
“Prima di rivolgermi qualunque obiezione,”
no non ti preoccupare, nessuna obiezione, mi sembra una cosa troppo fuori dal mondo per discuterne seriamente…dico solo che questa è da sempre la posizione dei vari sovranisti, salvini (ricordi? meglio putin che bruxelles), le pen, orban…e per me è inconcepibile questa idea che esci dall’ombrello americano per metterti sotto a quello russo
@ Roberto
“esci”
E allora avanti così, che vuoi che ti dica.
Con l’industria che scappa perché l’energia costa troppo rispetto alla concorrenza, montagne di soldi sprecate (per i motivi che ti ho detto) senza migliorare granché la nostra sicurezza militare, la gente impoverita e spaventata che vota i peggiori demagoghi xenófobi, la democrazia che diventa una burletta da Kishinëv a Parigi passando per Bucarest, e gli Europei che prendono ceffoni a coppie finché non diventano dispari ma che continuano a scodinzolare in attesa di un osso dal padrone.
Hai sentito Taviani che dice di sperare in una grande area di libero mercato fra UE e USA? Che ne è di tutte quelle belle regolamentazioni UE a difesa della salute dei consumatori e della privacy dei cittadini?
Hai sentito il rappresentante delle industrie della difesa dire che le spese militari devono diventare rilevanti quanto quelle per la sanità? E Tajani rispondergli che bisogna convincere la gente ad arrivare al 5% per le spese della difesa?
Dimmi, credi che su questa strada la UE reggerà?
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. ti dico un segreto di Pulcinella: nell’unico comparto della ricerca dove la UE ha investito massicciamente in proprio, la fusione nucleare, l’Europa sta rimanendo indietro anche lì.
E sulle tecnologie spaziali non è messa meglio. Se no non avremmo Starlink fare concorrenza a Galileo in casa nostra.
https://www.msn.com/it-it/money/economia/il-potere-del-dollaro-trump-punta-su-tether-criptovaluta-di-un-italiano-come-funziona/ar-AA1Ebw4F
Lo Stablecoin.
Conflitti d’interesse incredibili
E la legalità?
A certi livelli evapora
Comunque, brutto a dirsi, ma al giorno d’oggi, in Italia, per finire in carcere bisogna aver fatto delle cose inenarrabili.
Trattamento civile in carcere si, ma francamente per certi soggetti provo pochissima simpatia.
Eh…così la penso.
@ tutti
Certo di far cosa gradita
https://www.ilpost.it/podcasts/globo/il-primo-papa-statunitense-ha-un-problema-in-casa-con-massimo-faggioli
Ciao!
Andrea Di Vita
ma è la pubblicità di un libro! che puzza del solito catto-comunista che attacca i fratelli cattolici non allineati, se non un repubblicone che sparla dei cattolici per dogma
io speravo fosse quel giocane centrocampista ex-Juventus
Buone notizie:
https://www.corriere.it/esteri/25_maggio_15/trump-mohammed-bin-salman-netanyahu-1494fe3b-01b3-45d5-9071-996e45a72xlk.shtml?refresh_ce
Intendiamoci, i sauditi mi fanno schifo e mi terrorizza l’idea che un giorno possano avere il nucleare.
Ma in questa fase sembrano stare avendo un ruolo positivo: mi tocca riconoscerlo.
Se davvero ci fosse un modus vivendi fra Sauditi, Iran e USA a scapito dei macellai genocidi israeliani e del vario terroristume salafita, sarebbe un medio oriente molto migliore.
Purtroppo il copia-incolla perde i grassetti, ma poco importa.
“Perché Trump si è innamorato di Mohammed bin Salman (e sembra essersi stufato di Netanyahu)
di Gianluca Mercuri
L’ultradestra americana è stufa di pagare la bolletta militare di Israele. E Trump, con un approccio iper-presenzialista e pragmatico, celebra un matrimonio d’affari con Mohammed bin Salman
Al principe saudita abbracci e ripetute dichiarazioni di gradimento, «Mi piaci, mi piaci tanto». Al premier israeliano nemmeno una visita nel primo viaggio in Medio Oriente, Gerusalemme bypassata e l’ostentazione di un gelo senza precedenti. Non basta per dire che Donald Trump stia per riservare a Benjamin Netanyahu un trattamento alla Zelensky, ma se si pensa che Israele è sempre stato intoccabile anche per lui mentre l’Ucraina non l’ha mai fatto impazzire, il cambio di tono colpisce. E proseguendo il parallelo, la cotta per Mohammed bin Salman, o MbS, il principe reggente saudita, ha contorni molto simili a quella di Donald per Putin: ammirazione per il carattere deciso (eufemismo) e i modi spicci, invidia per le scorciatoie decisioniste consentite dall’azzeramento di ogni aspirazione democratica e soprattutto affinità «valoriali» succose, ovvero affinità materiali: la possibilità di fare affari senza vincoli e senza limiti, cosa che con la Russia sarà possibile appena Trump avrà risolto la fastidiosa grana ucraina e potrà togliere le sanzioni contro Mosca. Con MbS, invece, il matrimonio d’affari celebrato in questi giorni sta già dando frutti corposi. Ed è anche un matrimonio strategico, che intralcia i piani israeliani di una guerra senza fine a Gaza ma che, almeno al momento, non sembra considerare il futuro di Gaza e dei palestinesi una priorità. Anche se i rumors accreditano un Piano di pace che il presidente americano potrebbe annunciare venerdì. E con lui le sorprese, ormai s’è capito, non sono mai da escludere. D’altronde non sarebbe un inedito: i suoi Accordi di Abramo del 2020 – con il riconoscimento tra Israele, Emirati, Bahrein, Marocco e Sudan – includevano uno Stato palestinese delineato in tutti i dettagli, con la firma di Netanyahu. Che poi fu il solito maestro nell’incassare i riconoscimenti senza la minima traccia di Palestina.
Adesso, quel che è certo è che, a dispetto della presunta vocazione isolazionista, le mosse di Trump mostrano che il suo approccio è iper-presenzialista e pragmatico, e non a caso polemico con i nation builders – tanto i neocon di destra quanto i liberal di sinistra – che volevano imporre anche in questa regione regime change, valori occidentali e democrazia. Mentre invece l’unica cosa che conta, afferma The Donald, è fare tacere le armi e riordinare il caos, per potere fare finalmente affari.
Per questo ora MbS gli piace più di Bibi: perché non è più ossessionato come Bibi. In particolare dall’Iran.
Durante il primo mandato trumpiano, l’irruente erede al trono saudita si mosse da principe del caos, facendo sopprimere orrendamente il giornalista dissidente Jamal Kashoggi, muovendo guerra agli Houthi yemeniti, sequestrando per quattro giorni il premier libanese per costringerlo a cacciare gli Hezbollah filo iraniani dal governo e imponendo un embargo dei Paesi del Golfo contro il Qatar, anche lì perché rompesse con l’Iran. Tutto, insomma, per contrastare l’asse regionale costruito da Teheran. Ma negli anni in cui Trump ha dovuto lasciare la Casa Bianca, l’ossessione iraniana di MbS è scemata al punto che con l’Iran ha fatto la pace, mediatori i cinesi. Il Qatar è stato riammesso nel consesso delle petropotenze del Golfo. E Israele gli ha fatto il lavoro sporco di colpire Iran, Hezbollah e Hamas e così far cadere il regime di Assad in Siria.
Ridimensionato e blandito l’Iran, per il principe saudita non c’è dunque più bisogno di un patto formale con lo Stato ebraico. E mentre prima osteggiava, come Israele, qualsiasi accordo sul nucleare iraniano, ora spinge Trump a trovare un’intesa con Teheran, dopo averlo convinto a togliere le sanzioni alla Siria e a stringere la mano al suo nuovo presidente Ahmed al Sharaa, che pure sarebbe ancora nella lista americana dei terroristi. Il mondo capovolto.
Il senso di tutto questo, l’israeliano Zvi Bar’el lo condensa in poche righe come sa fare un grande analista: «L’Arabia Saudita è ora una risorsa strategica su cui Trump è impegnato, mentre Israele sta rapidamente diventando un peso strategico. L’Arabia Saudita possiede la chiave della stabilità regionale e Trump ne ha bisogno per ottenere vantaggi economici e diplomatici».
In mezzo c’è Gaza, che c’entra moltissimo, ma non al punto di diventare del tutto decisiva. Prima del 7 ottobre, la normalizzazione dei rapporti tra israeliani e sauditi sembrava vicinissima. Lo era. E sarebbe stato il trionfo di Netanyahu: pace con la più grande potenza economica e simbolica sunnita, custode dei luoghi santi dell’Islam, senza nessuno Stato palestinese in cambio. L’Autorità nazionale palestinese era rassegnata a subire il colpo definitivo, accontentandosi di compensazioni economiche. I sauditi si erano stufati di chiedere una Palestina che non arrivava mai: il suo riconoscimento era la condizione per far riconoscere Israele da parte di tutto il mondo arabo, offerta lanciata fin da vent’anni prima con l’Iniziativa di pace del 2002. Ora, prima del 7 ottobre, la posta per MbS era un accordo di difesa con gli Stati Uniti e il via libera americano al programma nucleare civile saudita. Ma la destra israeliana, sospettosa, tergiversava e ha perso l’occasione.
Ora, dopo quasi 600 giorni di carneficina a Gaza, MbS sa che, se riconoscesse Israele abbandonando i palestinesi, milioni di arabi la prenderebbero male. Quindi è tornato a condizionare il sì a Israele al sì alla Palestina, o almeno a un impegno significativo – anzi: «passi irreversibili» – di Israele in quel senso. Ma c’è di più: la normalizzazione dei rapporti con Israele non è più una condizione per le intese militari tra sauditi e trumpiani, che si guardano negli occhi e si piacciono sempre di più. L’accordo su difesa e nucleare civile si fa lo stesso. Spiazzando ulteriormente Israele.
Allo stesso modo, visto che hanno avuto quello che volevano dagli americani, difficilmente i sauditi avranno ora lo Stato palestinese come priorità. Intanto però hanno bloccato i deliri trumpiani della «Riviera di Gaza» svuotata dei palestinesi. La deportazione di massa che fa sognare la destra israeliana ora ha il veto di Trump in persona, perché ostacolerebbe i suoi affari con i partner arabi. Ma il presidente americano in questi giorni è andato oltre: ha trattato direttamente con Hamas liberando il «suo» ostaggio, l’israelo-americano Edan Alexander, e ha avallato un paio di piani per Gaza. Uno darebbe all’America la gestione degli aiuti umanitari alla popolazione, resi sempre più urgenti da una situazione drammatica; un altro le darebbe addirittura l’amministrazione della Striscia, sul modello dell’Iraq post-Saddam Hussein, ma insieme a un governo di tecnici palestinesi non appartenenti né a Hamas né all’Autorità nazionale. In questo quadro, Hamas ha lanciato addirittura segnali di disponibilità al disarmo, con le armi consegnate ai mediatori arabi e la liberazione di ostaggi israeliani e detenuti palestinesi.
Insomma, mentre Netanyahu annuncia la re-invasione imminente, Trump viene descritto come «stufo di lui» e deciso a imporgli per lo meno un cessate il fuoco. A quel punto, tra i due vecchi amici sarebbe la resa dei conti: Bibi dovrebbe scegliere se cedere a Donald e rischiare di mandare in frantumi la propria coalizione, che vuole la guerra. Trump dovrebbe scegliere se portare la logica affaristica fino in fondo, come gli chiede la sua, di ultradestra. Che è stufa di pagare la bolletta militare di Israele. Mentre i sauditi la loro se la pagano da soli, eccome, con 142 miliardi di dollari già messi nero su bianco. Ecco perché ora sono loro l’asset strategico di Trump.”
>>> In questo quadro, Hamas ha lanciato addirittura segnali di disponibilità al disarmo, con le armi consegnate ai mediatori arabi e la liberazione di ostaggi israeliani e detenuti palestinesi.
davvero? Pino, ne sai qualcosa? a oggi Hamas mi risulta impegnata a pretendere il monopolio della distribuzione del cibo a Gaza. Ma forse non ho informazioni corrette.
@ Francesco
“pretendere il monopolio”
E chi dovrebbe distribuirlo? Netanyahu? Trump? Le ONG, coi sionisti che hanno già sparato loro addosso?
Dai, sii serio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ah, la domanda è legittima. La risposta non può essere Hamas, però.
Tra l’altro, ci sono ONG e ONG simpatizzanti e complici di Hamas: io cercherei di distinguere.
“cercherei di distinguere”
Peccato che la capacità di distinzione non esista e si tramuti in “se Israele gli spara, vuol dire che sono complici del 7 ottobre (del ’98, a ‘sto punto)”.
“Peccato che la capacità di distinzione non esista”
Lo trovo discutibile.
Comunque a lamentarsi della gestione di Hamas degli aiuti, che sembra simile a quelle spartizioni di bottino da film noir (“9 a me, 1 a te, 9 a me…”), o, se vogliamo fare i colti, a certe favole di Fedro o Esopo col leone che si piglia tutto, perché è leone…
non sono gli israeliani, ai quali importa ben poco, ma i palestinesi stessi.
Immagino che se gli israeliani smettessero di bombardare chi aiuta la popolazione non essendo affiliato ad Hamas (tipo quelli di World Central Kitchen, dico) il problema sarebbe attenuato, almeno in qualche misura.
Anche questo è vero
Per Francesco
“Ah, la domanda è legittima. La risposta non può essere Hamas, però.”
Ma perché non la fai semplice.
Esiste una situazione impossibile: un pezzo di terra abitato per il 45% circa da un’etnia che pretende di esserne il padrone per diritto divino, che deve tenere sotto controllo il 55% della popolazione che è dell’etnia sbagliata.
Non se ne esce nemmeno rinchiudendo la maggior parte dell’etnia sbagliata dietro muri in piccoli ghetti isolati l’uno dall’altro, senza alcun diritto.
Quindi la soluzione finale del problema non può che essere l’eliminazione dell’etnia sbagliata.
Se non è possibile mandarli tutti in Madagascar, bisogna trovare altri modi per distruggerli.
E l’essere umano non resiste più di tanto senza né cibo né acqua.
Che problema c’è?
Sono d’accordo Miguel…chissà perché se è così semplice tutti si agitano tanto
Per roberto
“Sono d’accordo Miguel…chissà perché se è così semplice tutti si agitano tanto”
Ma è normale: si agita l’etnia dominante, anch’io sarei preoccupato a vivere in un luogo abitato per la maggior parte da gente che ha un ricordo terrificante di come mi sono impossessato della terra dove abitavano. E si agita l’etnia dominata, visto la mezza fine che ha già fatto, e la fine totale che rischia di fare.
Perché ti sorprende?
Mi sorprende perché in genere le soluzioni logiche, quelle per le quali TINA, quelle inevitabili…non dovrebbero suscitare troppe passioni
Per roberto
“Mi sorprende perché in genere le soluzioni logiche, quelle per le quali TINA, quelle inevitabili…non dovrebbero suscitare troppe passioni”
Ma anche la soluzione logica della Thatcher, a suo tempo suscitò non poche passioni. Figuriamoci quando ci sono di mezzo decine di migliaia di morti ammazzati.
Capisco che possa lasciare indifferente te, ma non lascia indifferenti i diretti interessati.
Roberto,
magari ti fraintendo, ma volte mi sembra che tu ragioni come se ci fosse il medico e la malattia e i problemi del mondo sono malattie, non soggetti attivi.
E quindi, quando sorge un problema, tipo, chessò, un terremoto, è naturale che gli uomini si coalizzino per risolvero: stanno tutti dalla stessa parte.
E le divisioni sorgono per il fatto che non hanno tutti le stesse soluzioni.
Un tizio ha il tumore, ci sarà il medico tradizionale che vuole fargli la chemio, il medico olistico che concepisce soluzioni alternative magari strampalate, il parente che vuole ricoverarlo perché sia curato meglio, quell’altro che vuole tenerlo a casa perché così è più felice e magari questo facilita la guarigione e comunque se muore muore in casa sua coi suoi cari accanto.
E per questo motivo si accapigliano, magari litigano, nascono dissensi, discordie, dissidi insanabili, odi. Ma sempre in funzione dello stesso scopo.
Invece nella politica internazionale e non solo ci sono soggetti dagli interessi contrapposti.
Per cui ciò che per l’uno è un bene per l’altro può essere un male (o anche la distruzione) o viceversa.
Quindi non si tratta di trovare LA soluzione, perché i vari soggetti hanno problemi diversi e opposti e la soluzione dell’uno è il problema dell’altro.
Poi ci si può legittimamente chiedere chi ha ragione o, almeno, chi ha più ragione.
Ma questa è un’operazione ulteriore, di principio, che io ritengo legittima e giusta, ma deve partire dall’assunzione che i soggetti nella storia non operano in base al principio della ragione, ma della forza: cioè vince e riesce a perseguire i propri scopi chi ha i mezzi e la risolutezza per farlo.
E questo a prescendiere da tutte le passioni, ondate emotive, indignazioni, considerazioni sul giuisto e sull’ingiusto, sull’opportuno e non opportuno che le parti terze possono fare e che, dobiamo farcene una ragione, stringi stringi sono chiacchiere.
Ammenoché le parti terze non hanno interessi in ballo e non sono abbastanza forti da interferire.
E allora lo faranno a loro volta in funzione del proprio interesse e in virtù della forza che hanno.
Poi si può auspicare che l’umanità diventi sempre meno peggio, più umana e che certe cose diventino sempre meno accettate dalla coscienza collettiva. Io ovviamente lo auspico, come lo auspichi tu.
Ma siamo su un piano ulteriore, metastorico, basato su tempi medio-lunghi.
Per Peucezio
“Quindi non si tratta di trovare LA soluzione, perché i vari soggetti hanno problemi diversi e opposti e la soluzione dell’uno è il problema dell’altro.”
Splendido, condivido tutto il ragionamento, non perché mi “piace” (anzi), ma perché le cose stanno così e non ci piove.
Forse è il caso che chiarisco meglio il mio pensiero.
Quello che voglio dire è che Israele e i Palestinesi non sono due bambini che litigano e ci sono gli adulti che devono capire come gestirli.
Israele è un paese democratico, totalmente nel consesso del cosiddetto “Occidente libero”, con cui tutti i paesi intrattengono relazioni diplomatiche, economiche, politiche e militari importanti, ed è un paese estremamente potente sul piano economico e militare.
Quindi non abbiamo “un problema” che il consesso internazionale deve risolvere.
Abbiamo un soggetto che decide deliberatamente di agire in un certo modo.
Di fronte a ciò si possono avere due atteggiamenti. Di condanna fattiva, non a parole, o di complicità.
La condanna, se volesse essere seria, si esprimerebbe attraverso sanzioni serissime, pesanti, un totale isolamento internazionale di Israele da parte di tutte le nazioni civili, roba che non entri neanche uno spillo.
Ciò senza nulla togliere alle colpe di Hamas, ma non mi pare che Hamas intrattenga chissà quali rapporti con le cancellerie occidentali. Se così fosse, varrebbe anche per Hamas.
In linea teorica non ci sarebbe nulla di così esotico e strano in tutto ciò.
Se oggi per miracolo, nel consesso delle nazioni, riapparisse il Terzo Reich, se in Germania andasse al potere AfD, issasse la bandiera con la svastica e proclamasse di voler combattere e sterminare il popolo ebraico e di invadere il resto dell’Europa, penso che tutti la isolerebbero.
Ma nel mondo reale nessuno isolerà mai Israele, perché la storia non la fa l’etica, la fa la forza e Israele non ha perso nessuna guerra mondiale.
Quindi si è scelta la complicità.
L’Italia manda perfino armi (sarà poca roba, d’accordo) a Israele.
Ora, questo non è l’atteggiamento che si ha di fronte a un problema.
È semplicemente una scelta etica e politica chiara.
Si sceglie di stare col più forte del tutto indipendentemente dalle sue responsabilità morali.
Per ragioni di interesse, di subalternità, di costrizione in quanto si sta all’interno di un consesso che ci vincola, per mille ragioni.
Ma si tratta non di un possibile orientamento di approccio a un problema terzo, si tratta di decidere di sostenere indirettamente bombardamenti indiscriminati e deliberati su civili, donne, bambini, su ospedali, sulla croce rossa, di supportare di fatto il’atto di affamare un’intera popolazione, di creare una generazione di storpi, malati, ciechi, mutilati, orfani…
Ora, se uno mi dice che per motivi suoi ritiene questo un costo etico accettabile in funzione di obiettivi politici della Meloni o di Trump o di Macron o di quant’altri, allora non sono d’accordo, ma mi pare una posizione realistica e onesta.
Se mi si dice che il punto è capire come risolvere il problema del conflitto fra Israele e i Palestinesi, no, è una presa in giro, più o meno in buona fede, perché NESSUN ATTORE in campo di un qualche rilievo vuole risolvere il problema del conflitto fra Israele e i Palestinesi e infatti non fa nulla per farlo.
Miguel lo dice in modo più sintetico, giocando sul paradosso, portandolo alle estreme conseguenze, mentre io lo spiego in modo disteso e analitico, ma il concetto è quello e mi pare poco constestabile, se parliamo della realtà e non delle petizioni di principio del tutto astratte dagli accadimenti reali.
https://www.la7.it/intanto/video/riccardo-magi-vestito-da-fantasma-protesta-contro-il-governo-e-viene-espulso-dalla-camera-14-05-2025-596214
Un momento surreale oggi alla Camera dei Deputati, dove Riccardo Magi, parlamentare di Più Europa, si è presentato travestito da fantasma durante il premier time, in segno di protesta contro il silenzio del governo sui referendum.
“Automemarsi” sarà pure la morte della dialettica MA … nel 2025 è ciò che in assoluto meglio “funzia” ! 😉
Oltre ai 4 + 1 referenda 😉 … è in corso la raccolta firme per un 6° sul matrimonio egualitario.
che peccato, mi è appena finito l’inchiostro!
Ma si può sapere alla fine che cosa ci sia che ti dà tanto fastidio, nella possibilità che anche altre persone acquisiscano un diritto che TU hai già, e che non danneggiano in alcun modo te, né quegli altri che la pensano come te? Per quale motivo ci tieni moltissimo che alcune persone, e alcune parti della società civile, siano IMPEDITE dal fare quello che tu invece puoi fare e a cui ritieni di avere pieno diritto?
Ma perché un cane si deve chiamare gatto? Se è un gatto chiamiamolo gatto.
Tu ti esprimi così perché continui a pensare che il matrimonio civile sia una specie di matrimonio cattolico, soltanto un po’ meno “socialmente perbene” e un po’ meno “emotivamente romantico”. Quando invece le cose non stanno così.
Il matrimonio civile è una forma di istituzione riconosciuta dallo stato (credo che formalmente si chiami “negozio giuridico” ma non ne sono certa), e che riguarda solo diritti e doveri davanti alle leggi dello stato, indipendentemente se assomiglia a quello religioso o no.
Siccome le regole previste dalle leggi dello stato sono INDIPENDENTI da quelle della religione cattolica (o anche cristiana in generale), non c’è nessun motivo per cui debbano assolutamente imitare quelle.
Oltretutto, è giusto e normale che i precetti della chiesa cattolica siano fissi e immutabili in base alla dottrina religiosa,
mentre le leggi civili sono soggette a cambiamenti continui in base ai mutamenti della società e alle preferenze dei cittadini, per cui è normale che mutino nel tempo, a seconda delle condizioni sociali, mentre quelle religiose no.
Per cui, scusate se insisto: a un credente cattolico, o a una coppia di credenti sposati in chiesa (ma con matrimonio valido anche per lo stato civile), che danno gli fa il fatto che anche una coppia di persone dello stesso sesso, che si vogliono bene e che hanno progetti di vita insieme a lungo termine, possa sposarsi (civilmente) senza minimamente rompere le scatole alle coppie eterosessuali già convinte, e senza pretendere di farlo anche in chiesa?
In sintesi, dove sta il problema, per chi non è minimamente coinvolto?
Paniscus,
no, io lo chiamo così perché il matrimonio inteso come unione di due sessi diversi è un UNIVERSALE ANTROPOLOGICO.
E anche per un fatto linguistico. Perché in lingua italiana il matrimonio indica questo, non un generico legame affettivo di convivenza.
Per cui lo si è dovuto adattare di forza, dandogli un significato che non ha mai avuto.
Io non capisco la vostra ossessione per i nomi.
Perché vi cambia tanto chiamarlo in un modo improprio quando potete chiamarlo in mille modi che volete?
E il cattolicesimo non c’entra niente: il cattolicesimo c’è da duemila anni, l’istituzionalizzazione sociale e sacrale del matrimonio c’è presumibilmente da quando esiste l’homo sapiens, visto che lo si trova anche nelle tribù che non hanno mai visto l’uomo bianco e che sono ancora allo stadio paleolitico.
” Io non capisco la vostra ossessione per i nomi.”
Premesso che sono a disagio quando si parla di “voi”, “noi”, “nostro”, “vostra”…
Mi pare che sei tu ossessionato dai nomi.
Secondo te una cosa che è in tutto e per tutto un matrimonio, andrebbe chiamata in qualche altro modo complicato, non ho capito perché: per non turbare le tribù rimaste al paleolitico.
A parte che l’antropologia distingue, e lo sai bene, una mezza dozzina di modelli famigliari diversi (e non in tutti il figlio è allevato da padre e madre insieme) e a parte che non sono affatto sicuro che non esistano popoli che ammettono o pratichino il matrimonio omosessuale…
A parte ciò, sono ben io che non sono rimasto al paleolitico!
Pino,
DAL paleolitico non significa nel paleolitico, significa solo che non è un’invenzione della Chiesa Cattolica, come pensa Paniscus, ma un fato universale delle culture umane.
Se poi tu ti vuoi collocare fuori dall’umano liberissimo.
“A parte che l’antropologia distingue, e lo sai bene, una mezza dozzina di modelli famigliari diversi (e non in tutti il figlio è allevato da padre e madre insieme)”
Certo, ma tutti sono basati sulla complementarità dei due sessi, anche quelli poligamici. Infatti le diverse mogli dello sceicco sono sposate con lui, mica fra loro.
” e a parte che non sono affatto sicuro che non esistano popoli che ammettono o pratichino il matrimonio omosessuale…”
Trovamene una.
Io non sono ossessionato dai nomi, sono ossessionato dalla lingua, che va usata in modo proprio, non in base ai capricci dei gruppi di pressione e delle lobbu minoritarie.
“Io non sono ossessionato dai nomi, sono ossessionato dalla lingua”
Beh… la differenza mi sembra, diciamo, molto sottile 😉
Ma a me, vedi, non interessano le lobby minoritarie.
Nonostante una venerabile tessera dell’ArciGay, che aveva l’invidiato pregio di essere ricaricabile a ogni rinnovo annuale anziché doverla sostituire (e quindi nessuno la ricaricava, e quando andavi negli altri locali circcoli Arci nessuno si prendeva la briga di controllare se tu l’avevi effettivamente rinnovata…
per cui entravi, la esibivi a mo’ di Janes Bond “Gay… Arci Gay…” e loro ti lasciavo entrare 😉 )
a parte ciò, sfortunatamente, non sono gay.
E quindi mi interessa relativamente fargli dei favori.
Meno ancora mi interessa entrare in polemica con la Chiesa cattolica, che anzi spesso mi trovo a difendere.
Il fatto è che secondo me la società cambia, evolve, si trasforma.
Adesso esistono i gay, che desiderano sposarsi.
Sì, possiamo rimpiangere (ma perché poi) i tempi in cui essere gay era trasgressivo, ma i gay di oggi non sono più la trasgressione, sono uno dei tanti aspetti della normalità, e vogliono sposarsi.
e a me due persone che decidono di stare insieme legalmente pare un matrimonio, ecco.
Per Pino Mamet
“e a me due persone che decidono di stare insieme legalmente pare un matrimonio, ecco.”
Sono abbastanza d’accordo con tutti e due.
Infatti abolirei del tutto il “matrimonio civile”, che è semplicemente una parodia di un rituale religioso che ha significati sacri profondi.
E – se fossi Dittatore Duce – creerei un sistema del tutto laico e separato per regolare questioni di eredità, di chi va a trovare chi in ospedale, ecc.
Tendo a essere più d’accordo con Peucezio che con Pino Mamet sul fatto che è sbagliato chiamarlo “matrimonio”, ma non ne farei un dramma. Comunque mi pare che il problema non si ponga, attualmente si chiama “unione civile”.
Pino,
“Il fatto è che secondo me la società cambia, evolve, si trasforma.”
Vabbè, questo è abbastanza ovvio, ma questa trasformazione è l’esito dell’agire degli uomini, quindi si possono sempre esprimere giudizi, anche critici, anche perché se gli omosessuali non fossero stati critici a suo tempo ma si fossero limitati a prendere atto dello statu quo, a quest’ora sbirebbero ancora discriminazioni ingiuste.
“e a me due persone che decidono di stare insieme legalmente pare un matrimonio, ecco.”
Mi sembra una grossa forzatura, prima che linguistica, concettuale.
Esistono mille tipi di rapporti di convivenza (fra famigliari anche non coniugi, fra coppie non sposate e che non vogliono legalizzare la loro convivenza, fra amici, conoscenti, condivisori di appartamenti, ecc.) e un miliardo di tipologie di rapporti affettivi.
Il matrimonio è un’altra cosa: è l’istituzionalizzazione della complementarità sessuale in quanto tale complementarità è la base biologica della riproduzione.
Il resto francamente mi pare una forzatura, come dire che un pitale è un bicchiere perché è un contenitore e può contenere liquidi.
Ma io non ci berrei 😀
Ma fammi capire, le arcigay sono circoli Arci?
Per Peucezio
“Ma fammi capire, le arcigay sono circoli Arci?”
Se si chiamano “Arci-” qualcosa, ovviamente sì. Qual è il problema?
Sì certo
Lo immaginavo ma non ne ero certo.
Miguel,
“Infatti abolirei del tutto il “matrimonio civile”, che è semplicemente una parodia di un rituale religioso che ha significati sacri profondi.
E – se fossi Dittatore Duce – creerei un sistema del tutto laico e separato per regolare questioni di eredità, di chi va a trovare chi in ospedale, ecc. ”
Che sarebbe esattamente anche la mia soluzione.
Abolizione del matrimonio civile e accordi e soluzioni legali per regolare queste materie.
“ma i gay di oggi non sono più la trasgressione, sono uno dei tanti aspetti della normalità, e vogliono sposarsi.”—-
Ma infatti una delle argomentazioni di Peucezio che non riesco a capire è proprio questa fissazione che gli omosessuali, in quanto omosessuali, per principio, dovrebbero automaticamente mantenere per l’eternità il carattere trasgressivo e provocatorio CONTRO qualsiasi forma di famiglia “tradizionale”.
Non riesco proprio a capire per quale motivo l’omosessuale che vuole fare il trasgressivo (cioè, il ragazzo di vita da marciapiede, il travestito, o la drag queen), quello va bene,
mentre l’omosessuale che vuole una vita tranquilla, con una famiglia stabile e con gli stessi diritti degli eterosessuali, invece quello non va bene perché non rispecchia abbastanza lo stereotipo del gay che qualcun altro ha adottato come definizione generale…
Mmm devo dire che, proprio in base al principio “se è un gatto chiamiamolo gatto”, penso che l’istituto in base al quale due persone decidono di dare forma legale alla loro convivenza sancendo una serie di diritti e doveri reciproci… debba chiamarsi matrimonio.
E nonostante l’istinto (io ho un istinto molto retrivo e fascista) mi porti a stare dalla parte di Francesco e Peucezio, analizzando la questione razionalmente non vedo motivi per distinguere giuridicamente matrimonio “eterosessuale” e “omosessuale”.
Certo, da una coppia etero possono nascere figli;
ma i figli nascono spesso e volentieri anche fuori dal’istituto matrimoniale, inoltre a livello legale non c’è distinzione tra figli naturali e figli adottati.
L’unico modo per distinguere il matrimonio omosessuale sarebbe infatti quello di creargli a tavolino, per così dire, la distinzione di non poter adottare figli: e non riesco a coglierne un valido, che non sia quello di penalizzare gli omosessuali.
Non vedo proprio nessun problema pratico.
Come sai io abolirei il matrimonio civile anche fra uomo e donna e lo sostituirei con un’unione legale flessibile basata sul disciplinamento modulare, per così dire, di ciò che i contraenti scelgono di disciplinare e condividere.
Per meglio dire, non prevederei nemmeno quest’unione come pacchetto a priori, ma vari contratti ognuno su materie separate, contraibili anche insieme in un pacchetto scelto e voluto dai contraenti.
Ma comunque sia, anche immaginando un’unione legale sul genere di quella che c’è in Italia, non riesco a immaginare una sola ragione per la quale la si debba chiamare “matrimonio”; non vedo proprio in che senso cioè un nome diverso vada a detrimento di qualche ragione o interesse pratico di chi lo contrae.
…che dire… io non vedo alcuna ragione per la quale NON la si debba chiamare matrimonio…
A parte che bisogna avere un motivo per fare le cose e non per non farle e le etichette non si mettono a cazzo, ma secondo il loro significato consolidato e accettato,
resta il fatto che quest’ossessione del termine “matrimonio” da parte degli omosessuali è di principio, perché sul piano pratico non gli cambia nulla.
Ed è un sintomo del loro imborghesimento, della ricezione di un modello di omosessualità imposto da una cultura anglosassone monogamica puritana che ha creato un modello di omosessualità storicamente inedito (e secondo me insano in sé, perché rigido, forzato).
Perché è inutile che ci pigliamo per il culo, la monogamia, la coppia stabile sono nate ed esistono in virtù della riproduzione, dell’ossessione maschile per la trasmissione dei geni.
Altrimenti sta’ pur certo che ci sarebbe il sesso libero ovunque, da parte di chiunque, di tutti con tutti e sarebbe tutto un gran troiaio (che a me non dispiacerebbe affatto).
Che poi possano esistere legami affettivi più significativi questa è un’altra questione, ma la struttura famigliare monogamica viene da quella fissazione lì, non certo da ragioni affettive, perché l’affetto si esprime in mille direzioni e nessuno ha un solo affetto nella vita.
Quindi questa boiata del “matrimonio” omosessuale è la trasposizione all’omosessualità (non agli omosessuali, che non esistono: ognuno di noi ha una sessualità composita e plurivoca ed è questione di prevalenza) di un tabù di origine patriarcale, che si è cristallizzato molto oltre la sua funzione originaria (già di per sé abietta, perché subordina vincoli affettivi e sociali a istanze biologiche di trasmissione del genoma).
Quindi lasciami dire che, contrariamente a quanto dici, se tu che sei rimasto al Paleolitico, non io (che infatti lo disprezzo e ritengo la modernità una sua riproposizione rivisitata), perché ti attacchi a dei modelli figli di società androcratiche fortemente condizionate da istinti biologici e dal privilegio maschile legato alla forza bruta, mentre le società meno patriarcali, cioè quelle agricole, ecc., hanno modelli molto meno rigidi e più pluralistici e flessibili, che non hanno nulla a che fare con l’orrendo perbenismo borghese anglosassone su cui si fonda il nuovo omosessualismo monogamico.
Pino,
a scanso di equivoci l’ultimo era un discorso paradossale, non prendermi alla lettera!!
Non ti ci vedo vestito di pelli con in mano la clava.
“A parte che bisogna avere un motivo per fare le cose”
Appunto: il motivo è la semplificazione giuridica e la facilità di comprensione.
Del resto, dal momento che tutti dicono “matrimonio omosessuale “, “adesso anche i gay vogliono sposarsi”, “le amiche lesbiche si sono sposate all’estero ” ecc., la questione mi pare ampiamente risolta dall’uso.
Il resto del discorso, cioè l’imborghesimento degli omosessuale, l’ossessione maschile per il trasferimento dei geni e così via, non mi pare pertinente e quindi non la commento.
Pino,
intanto l’uso non fa la regola, se non dopo generazioni e non sempre, infatti usiamo ancora il dittongo “uo” – malgrado i fiorentini abbiano smesso di farlo secoli fa – solo perché ci è stato tramandato dalla lingua scritta.
Questo fatto che usi sciocchi, sciatti, ideologici o a volte dovuti anche solo a ignoranza, a calchi, debbano ipso facto, per la loro diffusione fra i parlanti, diventare norma è discutibilissimo.
E non vedo nessuna utilità nella semplificazione giuridica.
Quella linguistica è completamente inutile (il diritto usa denominazioni astruse, strane eppure funziona benissimo) e quella fattuale è dannosa, perché l’eterogeneità delle situazioni da normale è immensa.
Aggiungi che l’uso di “matrimonio” è divisivo e gratuitamente offensivo per chi crede nel matrimonio di sempre e nella famiglia tradizionale, mentre un termine neutro (unione, ecc.) non offende nessuno, non divide e non crea problemi e polemiche inutili.
“intanto l’uso non fa la regola, se non dopo generazioni e non sempre, “—-
e certo, come no: è noto che una mutazione antropologica planetaria come quella verificatasi con l’avvento degli smartphone e dei social, ha avuto bisogno di lunghissime generazioni e di complesse controversie prima di riuscire ad affermarsi… 🙂
Paniscus,
ma leggi quello che uno scrive prima di rispondere?
Io ho parlato di lingua.
Cosa c’entra lo smartphone?
Peraltro questo atteggiamento degli omosessuali, queste pretese che vanno molto oltre un giusto diritto a non subire alcun tipo di discriminazione, sono quelle che,c ome tutti gli eccessi, stanno attirando loro ostilità: l’ondata anti-woke che monta negli USA (e non solo: si è vista la recente sentenza britannica sui trans) rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca e di suscitare ingiuste reazioni di risentimento contro gli omosessuali in generale, facendoci ripiombare ai tempi in cui erano davvero dscriminati e vessati ed è una cosa che non vorrei vedere, perché un eccesso non ne compensa un altro, ma come c’insegna l’ottimo Moi, vi si somma.
Per peucezio
“l’ondata anti-woke che monta negli USA (e non solo: ”
Verissimo, ma attenzione al meccanismo del “cherry picking”.
Per dare un esempio opposto: il Generale Vannacci scrive un libro in cui sostanzialmente avanza noiose tesi su come troppo ecologismo è pericoloso per l’economia italiana, e come va bene cambiare le abitudini, ma non troppo velocemente; e da qualche parte ci mette una battuta sul fatto che la Egonu ha una faccia diversa da quella che di solito si associa a un’italiana. Che è un’affermazione forse antipatica, ma oggettivamente vera.
Da lì migliaia di persone che non hanno letto il Vannacci (e hanno fatto benissimo) credono che Vannacci sia uno che scrive deliranti testi razzisti, segno che stanno per tornare le camere a gas, ecc.
Ogni fenomeno ha delle punte stravaganti di questo tipo: in una banale e pacifica passeggiata “gay pride” o manifestazione di Fratelli d’Italia ci sarà inevitabilmente l’esibizionista che fa lo scemo; e ci sarà inevitabilmente il giornalista felice di cogliere il cretino con il pisello di fuori o il cretino con lo svastica tatuato sul braccio.
E a quel punto tutta la “normalità” svanisce e gli avversari vedono solo l’eccezione, che è vera: c’era davvero il tizio con il pisello o lo svastica di fuori (sì, svastica dovrebbe essere un sostantivo maschile).
“chi crede nel matrimonio di sempre e nella famiglia tradizionale”—-
In realtà anche quelli che ci credono, ci credono già in maniera estremamente diluita, depotenziata e superficiale rispetto a quello che sembri evocare tu.
Secondo te quanti ce ne sono rimasti, anche tra i dichiarati cattolici, che credono davvero
a) che il matrimonio debba essere indissolubile,
b) che sia inammissibile sposarsi senza voler fare figli,
c) che considerano scandalosa una convivenza senza matrimonio,
d) che pensano davvero che anche tra coppie sposate l’uso degli anticoncezionali sia sbagliato,
d) che uomo e donna debbano avere ruoli paritari e più interscambiabili possibile,
e) varie ed eventuali…
La stragrande maggioranza di chi afferma di “credere al valore del matrimonio e della famiglia tradizionale”, trova assolutamente ovvio che, se l’unione finisce male (per quanto il fallimento sia doloroso), debba esistere il diritto insindacabile di serpararsi, divorziare e riaccompagnarsi, o trova assolutamente normale che si si possa sposare anche avendo già chiaro di NON volere figli, usando contraccettivi per decenni, e magari ammettendo anche l’aborto in base al principio che debba essere una scelta personale…
Questo vuol dire “credere nella famiglia tradizionale e nel matrimonio di sempre”? Se la vedi così, vuol dire che a crederci sono rimasti quattro gatti, e non vedo perché la loro opinione dovrebbe valere di più di quella degli (N-4) gatti che sono infinitamente di più.
Per Paniscus
“In realtà anche quelli che ci credono, ci credono già in maniera estremamente diluita, depotenziata e superficiale rispetto a quello che sembri evocare tu.”
Probabilmente per “matrimonio” si intendono tre cose molto diverse:
1) una tappa sacramentale (battesimo -> cresima -> matrimonio -> estrema unzione -> funerale -> giudizio dell’anima -> ingresso a inferno, purgatorio o paradiso) dentro una visione religiosa del Creato
2) un contratto pubblico tra due individui che regola questioni come la proprietà della casa, chi può visitare chi in ospedale, ecc.
3) una bella festa tra amici, con buffi vestiti e brindisi e foto, che può avvenire in occasione di 1) o di 2), ma anche di altro.
Chiamarli tutti “matrimonio” è un po’ come chiamare “mafia” qualunque gruppo di persone che faccia qualcosa insieme.
@ MIGUEL
È un meccanismo universale ma in Italia si fa proprio a ritegno zero !
😃
Paradossalmente Schwa e Svastica hanno in comune l’ assonanza iniziale e il femminile in “o”.
https://www.deviantart.com/instantawning/art/Schwastika-72837152
Non so se si vedrà … sui Social gli Algoritmi l’ eliminerebbero subito.
😁😉
Per Moi
“Non so se si vedrà … sui Social gli Algoritmi l’ eliminerebbero subito.”
Geniale! Roba da Moi!
Personalmente sono d’accordo con te, ma forse solo perche’ l’idea che la sessualita’ sia una faccenda individuale e personale e’ un portato dei nostri tempi: ad uno sguardo spassionato, nell’altrove, sempre e dappertutto, la sessualita’ e’ stata considerata per quello che e’ cioe’ una faccenda di pertinenza sociale, per cui e’ normale che fosse regolata secondo dettami simili a quelli che regolano il furto, il rispetto dei patti, il pagamento delle tasse, l’abbigliamento consono senza troppa ne’ troppo poca nudita’, l’obbligo scolastico, e tutte quelle altre cose che diamo per scontate e “naturali” ma non lo sono per nulla.
Il nostro essere “liberali” in fondo non lo e’, e’ solo l’imposizione di un costume sociale di tipo diverso.
Peraltro, sono completamente finiti, anzi si sono ribaltati i tempi in cui la difesa di certe minoranze richiedeva un grande coraggio perche’ implicava la contaminazione con un mondo che il resto del corpo sociale aborriva. A suo tempo difendere omosessuali, drogati, prostitute, (o come arrivo’ a fare Pannella addirittura gli indagati di tangentopoli in piena manipulite, il massimo dell’autolesionismo) non portava voti… adesso succede esattamente il contrario, vieni massacrato per il motivo contrario, e’ alla cronaca di ogni momento.
Quindi forse siamo stronzi esattamente quanto prima, e’ cambiato solo il come.
Francesco e Peucezio pero’ in effetti danno l’impressione piu’ che altro di preferire la stronzaggine tradizionale. Perche’ lasciare il certo per l’incerto? 😉
Che poi sia giuridicamente ammissibile un referendum strutturato in maniera da AGGIUNGERE qualcosa a una legge invece di abrogarla, ho comunque qualche dubbio. Ma sinceramente non capisco questo atteggiamento di sarcasmo e di esplicita approvazione di discriminazioni.
https://tg24.sky.it/politica/2025/05/14/proposta-referendum-matrimonio-egualitario
Referendum matrimonio egualitario, polemica sul testo del quesito proposto
In pratica è un Correttivo delle Unioni Civili di Renziana Memoria.
>>> Ci si allea con la Russia.
ora, Andrea, se non ci fosse Putin, la cosa potremmo anche parlarne.
suonerebbe sempre troppo IV Reich, soprattutto venendo da un comunista anti-americano, ma una parte “geografica” di plausibilità c’è
solo che Sauron è vivo e lotta contro di noi. nessuno si allea con Sauron: o ci si piega come Lukashenka, o si è piegato come Georgia e Ucraina.
e dato che tu sostieni a gran voce che Mordor ha delle esigenze storiche tali che sarà guidata da un Sauron, la questione finisce qui. I consoli Conte & Salvini, al potere per Grazia e Volontà dello Zar, te li tieni tu.
che poi manco è Sauron, è un Saruman con illusioni di grandezza, in attesa di essere richiamato all’ordine dal suo Padrone di Pechino
@ francesco
“Sauron”
Te l’ho detto che hai visto troppi film di Hollywood.
Il Signore degli Anelli piace anche a me.
Ma è una bella favola, non il mondo reale.
È inutile dire “questo mai!” quando non si è in grado di formulare un’alternativa funzionante.
E fare i cagnolini degli USA può funzionare per gli USA, forse.
Per noi no.
Se no non si capisce perché nonostante la verità ufficiale propalata a spron battuto in stile orwelliano il dissenso rimanga così radicato.
Dalla Georgia alla Germania.
Perché la gente intuisce il macello che le preparano i vari Draghi, Bon der Leyen e Goldman Sachs.
https://youtu.be/kbnF_Ou4H5E?si=fjSA2KJFkj3VnZE_
Ci vorrebbe un altro Brecht, a descrivere la situazione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
« E fare i cagnolini degli USA può funzionare per gli USA, forse«
È questa la cosa che trovo assurda di te…fare i cagnolini Usa no ma farli della Russia si (perché lo sai vero che rispetto alla Russia non esistono alleati alla pari, specialmente se disarmati!?!)
un materialista che preferisce un padrone povero a uno ricco? ma quando si è mai visto?
@ Roberto
“perché lo sai vero che rispetto alla Russia non esistono alleati alla pari, specialmente se disarmati”
No, il paragone non regge.
Noi per Mosca siamo (stati) la gallina dalle uova d’oro. Compriamo (compravamo) gas e risorse in cambio di manufatti di pregio e tecnologia. Nessuno strozza la gallina dalle uova d’oro.
Siamo molto ma molto più forti rispetto alla Russia di quanto lo potremo mai essere rispetto agli USA.
Per contro, l’alleanza di tutta l’Eurasia sì che è invincibile. Per questo USA e UK fanno di tutto per smantellarla.
E poi, se Putin è davvero un Sauron pronto a invaderci ed in grado di farlo, perché non lo fa già? Gli stiamo dicendo in tutte le salse che siamo deboli e disarmati. Talmente deboli e disamati, in effetti, da voler più che raddoppiare la nostra spesa militare – talmente in fretta, anzi, che non siamo neanche sicuri che questo raddoppi davvero la nostra sicurezza. Perché Putin dovrebbe graziosamente concederci il tempo di diventare il ‘porcospino armato’ in cui la VdL spera di trasformarci? Per spirito di cavalleria? Ma non era un Putler?
Ciao!
Andrea Di Vita
Scusa Andrea, « noi » chi?
L’Italia?
La tanto vituperata Europa?
E non capisco, siamo forti o deboli e disarmati?
Ed infine, sei sicuro sicuro che il fatto che la Russia trattasse con un po’ di prudenza l’Europa non dipenda un pochino dal fatto che l’Europa aveva l’ombrello nato?
@ Roberto
“noi”
L’Europa.
“siamo forti”
Secondo la VdL siamo talmente deboli da doverci riarmare in fretta e furia, alla sanfasò.
(Per me è una scusa per giustificare la spesa di 800miliardi senza controllo – in buona parte destinata al riarmo voluto dal suo partito di governo in Germania – perché – come per qualunque piano di spesa – un piano di riarmo serio non l fai stabilendo prima quanto spendi ma per che cosa di preciso spendi).
“l’Europa aveva l’ombrello nato”
O l’Europa quell’ombrello ce l’ha ancora, e allora come tu stesso dici non c’è da preoccuparsi né da spendere in fretta e furia 800 miliardi, o non ce l’ha più, e allora perché Putin se davvero è un novello Hitler non ci attacca?
Ciao!
Andrea Di Vita
O l’Europa quell’ombrello ce l’ha ancora ma per colpa di Trump non è più una certezza al 100% come fino a ieri.
E allora l’Europa alla Zanotelli, con Forze Armate ridicole, “tanto ci pensano gli Yankees”, diventa un lusso e un rischio che non possiamo più correre.
Sai, è come con la Mafia: mica spara sempre, nel 99% dei casi le basta che l’interlocutore abbia ben cosciente che potrebbe sparare. Putin è uguale uguale.
Vedi, se l’Europa si riarma, in fretta e parecchio, la narrativa di Trump sugli scrocconi evapora e la minaccia di ritirare le truppe e chiudere le basi perde efficacia.
Ma se non lo fa, è tutta un’altra musica.
@ francesco
“mafia”
Vale anche al contrario.
Nemmeno Putin può essere certo di cosa sarebbe una reazione USA se la Russia
attaccasse l’Europa.
Questo dubbio ci ha tenuto al sicuro, te, me e Zanotelli.
Perché adesso dovrebbe essere diverso? Putin non puo’ mica essere sicuro che Trump non interverrebbe.
Senza contare un’altra cosa (che per me è la più importante).
In una guerra le prime a saltare non sarebbero Mosca e Washington, ma le basi lontano dai centri di comando: Giacciolosky-sulla-Dvina e Aviano.
Preferisco Zanotelli.
Ciao!
Andrea Di Vita
Mi hanno postato da poco un video, mi pare vero, in cui a Trump chiedono di parlare di Russia-Ucraina.
Lui comincia a dire che ci sono stati molti morti, poi che i morti sono dovuti ai tanti droni, che il drone è un affare che ti scova anche se sei dietro un albero e poi ammazza te e butta giù l’albero come il migliore dei lumberjack/timberman, poi che l’attuale ministro die trasporti americano… ma quello che c’era prima ha speso un sacco di soldi per delle cose inutili (seguono particolari inintelleggibili), era uno ridicolo che andava a lavorare in bicicletta, un vero coglione e ha speso un sacco di soldi, e comunque l’attuale ministro dei trasporti non so se lo sapete ma è stato campione di arrampicata sugli alberi, saliva velocissimo, ecco perché ho parlato di boscaioli.
Sì, credo che dovremmo pensare a difenderci da soli…
@ Pino Mamet
“difenderci da soli”
Ovvio!
Ma bisogna prima capire da chi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
““difenderci da soli”
Ovvio!
Ma bisogna prima capire da chi.”
Esatto.
Non partiamo dalle etnie, ma dai ruoli sociali.
Dobbiamo difenderci contro gli speculatori immobiliari.
Il resto è ciliegina sulla torta.
Dal min. 2:25 in avanti:
ignorate pure i commenti del conduttore/comico in studio, non c’è bisogno, si commenta da solo…
https://www.youtube.com/watch?v=U7X1kZZnD8c
@ francesco
“se l’Europa si arma in fretta e parecchio”
Ecco, questo davvero non ha senso.
Perché o Putin è un novello Hitler molto più armato di noi e intenzionato ad attaccarci, e allora più in fretta ci riarmiamo più acceleriamo la data dell’invasione, che deve comunque avvenire prima che il nostro riarmo giunga al punto di poterci credibile ente difendere,
oppure no, e allora il nostro riarmo lo costringerà a diventarlo se non vorrà correre il rischio di essere aggredito prima lui da noi.
È il paradosso della sicurezza che gli storici conoscono benissimo.
https://youtu.be/UGhF6cI3Nd0?si=yY8JpPXXO2YjFvBW
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Perché o Putin è un novello Hitler molto più armato di noi e intenzionato ad attaccarci,”
No, dai… di Hitler si può dire tutto, tranne che volesse attaccare “noi”, cioè l’Italia.
Sul fatto che il Nemico Vero fosse a Est e non a Sud, c’ha scritto anche un libretto piuttosto famoso, che varrebbe la pena di leggere.
Sì, credo che dovremmo pensare a difenderci da soli…
bravo Pino !!!
sì, non dobbiamo lasciare perdere l’occasione
Per Habs
“Sì, credo che dovremmo pensare a difenderci da soli…”
Esatto!
Combattiamo gli speculatori immobiliari, le multinazionali del lusso, i ladri di case!
Non mi interessa molto che bandiera sventola sul Donbass, ma qui voglio che sventoli quella dei liberi cittadini!
Se poi per “noi” intendi qualcosa di completamente diversa dai “noi” realmente esistenti, diccelo
@Andrea
Roberto ha posto l’obiezione giusta
tutto dipende da quel “noi”
se “noi” è l’Italia o anche la vecchia CEE, hai ragione !
se “noi” è l’Europa dei 27, hai torto
a meno che tu voglia (e probabilmente lo vuopi :D) gettare a mare l’Est, Baltico in primis ma anche Polonia e Romania…
per costoro non c’è possibilità di un rapporto alla pari con la Russia e vi è ancora una differenza fra i Baltici e gli altri..
per i Baltici unica possibilità per accontantarte un Putin ormai privo di inibizioni sarebbe la lukashenkizzazione cioè il ritorno sotto Mosca (e chi conosce un lituano, un estone o un lettone, e Roberto potrà confermare, sa che NON lo accetteranno mai, a costo di far la fine di Numantia e Masada..li hanno già provati :D)
per la “tua” Polonia, la Cechia, la Romabnia e la Bulgaria sarebbe sufficiente la ficoizzazione* o al limite l’orbanizzazione ovvero porsi agli ordini di Mosca in fundamentalibus salvaguardando però la sovranità formale..se l’Europa è così fessa, da dare a Fico e Orban pure i denari nostri, meglio ancora..non per noi, per loro 😀 😀
Mosca non li vuole incorporare, neppure la Polonia..il Baltico invece sì e Putin ormai non lo nasconde neppure più e solo la NATO (ora, con Trump, una tigre di carta) lo ha finora dissuaso…diciamo che Putin vorrebbe “rifare” una sorta di URSS e quindi non è disposto a relazioni “normali” da pari a pari con paesi che già furono sovietici..invece Putin accetta, magari a malincuore, l’indipendenza degli altri (diciamo del vecchio “Patto di Varsavia”), Polonia inclusa
*Orban non è antifascista (in Ungheria sono state riabilitate in pompa magna tutte le personalità dell’epoca Horthy :D) dunque non ha potuto in coscienza andare a Mosca il 9 maggio, in un’orgia di antifascismo estremo, esasperato, sovietico, che manco un 25 aprile a Bologna nei ’70 😀 😀 😀 i mani degli eroici morti del ’56 glielo impedivano
Fico è marxista e antifascista, si è recato alla corte di Putin per il suo 9 maggio, e di certo Putin predilige un cagnolino come Fico rispetto a Orban..Orban ha i suoi difetti, gravi, ma non è una marionetta di Putin..ciò non toglie che AL MOMENTO Orban è politicamente con Putin, ma non è un matrimonio d’amore..i due tipi sono troppo diversi
Per Habs
“se “noi” è l’Italia o anche la vecchia CEE, hai ragione !
se “noi” è l’Europa dei 27, hai torto”
Scusa, non capisco proprio la grammatica.
“noi” per me vuol dire la mia famiglia, i miei amici, la gente del mio rione.
Non ho nessun amico che si chiami “Italia”, “CEE” o tantomeno “Europa dei 27”.
>>> Perché Putin dovrebbe graziosamente concederci il tempo di diventare il ‘porcospino armato’ in cui la VdL spera di trasformarci? Per spirito di cavalleria? Ma non era un Putler?
voglio il copirait! questa è farina del mio sacco
@ francesco
“sacco”
Lo ignoravo, io l’ho trovata in Rete e l’ho fatta mia! 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
Per una volta, ti concedo che hai un ottimo argomento: la gente, una larga parte dei popoli europei, non vuole vedere chi è Putin e quali sono le conseguenze della sua politica.
Le cazzate sul fatto che sia colpa di Draghi, von der Leyen, Goldman Sachs … dimostrano che Tolkien aveva ragione. Ti ricorderai che quando Gandalf arriva a Rohan portando cattive notizie viene accusato di essere il colpevole da Vermilinguo? esattamente quello che stai facendo tu adesso.
Per chi capisce, il Signore degli Anelli non è una favola, è un mito. Una spiegazione della realtà oltre il velo delle apparenze.
Hitler potè contare sulla volontà dell’opinione pubblica europea di non vedere e non capire fino al 1939. Questo non cambiò di un millimetro i suoi piani.
Oggi hai scelto di essere un corifeo nazista, senza nessun motivo.
Male, lasciatelo dire.
@ Francesco
“non vuole vedere”
Vox populi vox Dei, si sarebbe detto una volta.
La gente è meno scema di quello che élites fuori dal mondo immaginano che sia. E’ disinformata, quello sì.
Ti riscrivo la domanda che ho fatto anche al nostro Roberto:
Ma se Putin è davvero un Sauron pronto a invaderci ed in grado di farlo, perché non lo fa già? Gli stiamo dicendo in tutte le salse che siamo deboli e disarmati. Talmente deboli e disamati, in effetti, da voler più che raddoppiare la nostra spesa militare – talmente in fretta, anzi, che non siamo neanche sicuri che questo raddoppi davvero la nostra sicurezza. Perché Putin dovrebbe graziosamente concederci il tempo di diventare il ‘porcospino armato’ in cui la VdL spera di trasformarci? Per spirito di cavalleria? Ma non era un Putler?
Non lo fa perché ci sono gli USA Non lo fa perché non ne è capace? Non lo fa perché non è un nuovo Hitler?
E allora a che serve riarmarci con tanta furia, col “nemico alle porte”?
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S.
Attenzione: nessuno dice che non si debba pensare a una difesa Europea. Anzi, è l’unico modo per sganciarci dagli USA, almeno finché questi non prendano un’altra sbelra epocale tipo Vietnam. Ma non è certo quello che vogliono le nostre élites atlantiste.
P.S.2: noto con piacere che nessuno ha risposto finora alle mie osservazioni sugli effetti della ‘strategia’ (gentile eufemismo) seguita negli ultimi tre anni dai leader Europei, e che riporto qui:
‘[…] l’industria che scappa perché l’energia costa troppo rispetto alla concorrenza, montagne di soldi sprecate (per i motivi che ti ho detto) senza migliorare granché la nostra sicurezza militare, la gente impoverita e spaventata che vota i peggiori demagoghi xenófobi, la democrazia che diventa una burletta da Kishinëv a Parigi passando per Bucarest, e gli Europei che prendono ceffoni a coppie finché non diventano dispari ma che continuano a scodinzolare in attesa di un osso dal padrone.”
le tue “osservazioni” ricadono alla voce “pessima propaganda russa” e non sono degne di risposta, se non per farti notare che il Putin ha davvero preso a calci la gallina dalle uova d’oro, in nome dell’Impero
e gli stessi che a volte parlavano di vox populi ricordavano allo stesso tempo il referendum Gesù-Barabba. 😀
@ francesco
“davvero”
A giudicare da come sta adesso la Russia e da quello che rischiava ad averci gli USA a Sebastopoli e nel Donbass, non sembra proprio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Se Francesco non avesse la mania di citare Tolkien, toccherebbe dargli ragione!
@ PinoMamet
“Francesco”
La debolezza degli argomenti di Francesco la si vede proprio dal fatto che richiamano ciò che dice Tolkien, che con la faccenda c’entra coi cavoli a merenda.
Putin non è Sauron e Zelensky non è Aragorn, la NATO non è la Compagnia dell’Anello e la Russia non e’ Mordor.
Siccome si da’ il caso che anch’io sia un appassionato di Tolkien, mi guardo bene dal citarlo a questo proposito.
Ciao!
no
ti guardi bene dal citarlo perchè Tolkien era un reduce di guerra e un uomo saggio e non avresti nessuna possibilità di inserire le tue bugie nel suo Mito
lo cito troppo (ha ragione Pino) perchè lo scopo dei miti è proprio quello di fare chiarezza e lui ci riesce benissimo
Per Francesco
“ti guardi bene dal citarlo perchè Tolkien era un reduce di guerra e un uomo saggio e non avresti nessuna possibilità di inserire le tue bugie nel suo Mito”
Vedi, per me la lettura di Tolkien, quando non era ancora stato tradotto in italiano, è stata forse la singola esperienza più importante della mia vita.
E’ facile per tutti noi pensare male dei “cattivi”. Ci stanno antipatici gli arabi o gli americani o i cinesi o la NATO o i russi o i tedeschi? Possiamo subito trovare qualche parallelo con i “cattivi” del Signore degli Anelli.
Ci salviamo da questo demoniaco errore, solo pensando ai “buoni” del Signore degli Anelli.
Frodo e Gandalf somigliano ai Nemici dei Nostri Nemici?
Per chi odia i cinesi, somigliano a Trump?
Per chi odia i russi, somigliano agli imprenditori che stanno chiedendo miliardi per riconvertire l’industria delle auto in un’industria degli omicidi?
E così via…
Io in Oltrarno, conosco molte persone che somigliano a Frodo e Gandalf. Ma nessuno di loro è a capo di una superpotenza: e infatti, nel Signore degli Anelli, non ci sono superpotenze buone.
@ Francesco
“Signore degli Anelli”
Essendo una (bellissima!) favola, “Il Signore degli Anelli” ha una morale: nulla può salvare l’individuo – nè la forza (Boromir), nè la scienza (Gandalf), nè il coraggio (Frodo), nè la stirpe (Aragorn) se non l’astenersi dal tradimento, la fedeltà alla parola data (Sam Gamgee).
Avendo una morale, è irrilevante per la politica, che è l’attività amorale per eccellenza.
Al contrario: è proprio nell’intimo di chi reputa in buona fede di sorvegliare la Contea (il ‘giardino fiorito’ di Borrell, se preferisci) e di proteggerla dai pericoli che alberga il male. Tant’è che sia Galadriel sia Gandalf rifiutano l’Anello.
Quando l’azione dei forti si ammanta di giustificazioni morali, è segno certo che vi alberga il marcio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Se io fossi un intellettuale, come non sono, scriverei libri su di te.
Una collana “Dell’inutilità della cultura”.
🙁
@ francesco
“cultura”
Quando tu parli di cultura, io impugno il mio buonsenso.
Ciao!
Andrea Di Vita
quando tu parli di buon senso, hai la faccia di Giuseppe Conte
e quella di Grima Vermilinguo
😉
Volendo fare un discorso metastorico,
mi sto convincendo ancora di più che la Santa Madre Russia sia l’unico argine contro le orde islamico-asiatiche dell’est e contro le orde barbarico-germaniche dell’ovest, l’ultimo erede rimasto della civiltà greco-romana, cioè della civiltà tout court.
@ peucezio
“Santa”
‘…e una quarta Roma non ci sarà!’
(“Ivan il Terribile”, film di Eisenstein, primo tempo)
Ciao!
Andrea Di Vita
cioè una cattiva copia dei Mongoli e dei Tartari è la civilità, mentre Roma, Parigi, Berlino, Londra, Madrid, Milano e Washington non lo sono
posa il fiasco, fratello!
Da dove cominciamo?
In primo luogo, la Russia (intesa come Rus’, come Moscovia, come Russia zarista e via dicendo) non ha mai cercato di imitare i mongoli. Il suo modello mitico è sempre stata Costantinopoli. Quindi al massimo puoi dire che sia una una brutta copia mal riuscita dell’Impero Romano (quello vero).
In secondo luogo, visto che ti piace fare le cospleiate del medievale latino, ti ricordo che nell’Europa del tempo c’era un’enorme ammirazione per ciò che era mongolo: dall’inserimento di calligrafie mongole nell’arte (Giotto incluso), all’impiego di nomi mongoli o mongoleggianti (immagino che tu abbia sentito parlare di Can (o preferisci Khan?) Francesco (detto Grande) della Scala), ai contatti costanti tra gli europei e le corti di Karakorum/Pechino.
Tutto questo perché i mongoli erano gli eredi dell’impero cinese e della sua civiltà… oltre che di molto altro.
All’apice della civiltà mongola, Berlino e Madrid erano paesi, Washington non ancora pervenuta.
ho usato “mongoli” nel senso prevalente della cultura europea orientale; orde di barbari selvaggi e cannibali (;)).
poi gli occidentali, al calduccio grazie alla distanza, facevano gli amanti dell’esotismo!
l’apice della civiltà mongola: mi illumini? o pensi alla Cina governata dai Mongoli rapidamente assimilati? io la definirei ancora civiltà cinese.
la Russia ha sempre imitato la brutalità e il dispotismo orientali, con limitare dosi di “occidentalismo”, più inteso come tecnologia che altro. che si raccontasse di essere l’erede di Costantinopoli lo so ma trattasi di solennissime panzane. o forse del solo lato oscuro di Costantinopoli, e di Roma stessa, chè l’arbitrio e la crudeltà degli imperatori sono ben noti.
In ogni caso, Peucezio parla dell’oggi, non del 1300.
Credo ci sia un cortocircuito nella tua fantasia.
Prima mi dici che i russi sono le vittime delle orde cannibali dell’Oriente e poi dici che sono le orde cannibali dell’Oriente?
Secondo me hai un’idea molto approssimativa su come combattessero le guerre gli eserciti romani.
No, nessun cortocircuito: i Russi sono diventati “uguali” al loro nemico più forte, per batterlo. E non sono mai stati capaci di lasciarsi davvero alle spalle quella identificazione. Sono sempre convinti che la forza più brutale sia necessaria nella normale conduzione della società – e della politica internazionale.
Quella dei cannibali era una battutaccia, però ci stava bene!
PS i Romani erano dei grandissimi figli di puttana ma hanno portato l’ordine e la legge ovunque sono arrivati in pianta stabile. Vedo due facce della loro medaglia.
Ciao
Poi sulla presunta civiltà cinese dell’Ilkhanato non so se valga la pena rispondere.
Francesco,
mischiare la Roma imperiale e cristiana con la Roma dei piemontesi e della Meloni è grottesco.
E quando lo avrei mai fatto?
@Peucezio
premesso che la Russia non va disprezzata nè odiata in quanto è una Nazione con la quale potremmo riprendere un giorno relazioni di mutuo vantaggio,
a me stupisce questa tua visione ottimistica della Russia di Putin…..
tralasciamo che è piena di islamici (tatari, ex-sovietici, ok..ma islamici..i tassisti sono tutti musulmani centroasiatici aut similia :D), tralasciamo il fatto che “le orde barbaro-germaniche” non esistono più e, quando esistettero, diedero nuova linfa all’Europa 😀
sono ancora più stupito della tua posizione in quanto tu non sei, come hai più volte detto tu stesso, “antifascista” e la Russia di Putin è l’Antifascismo puro, estremo, fondante 😀 😀 😀 tu, con le tue idee, saresti arrestato, torturato eed eliminato in pochi istanti in quanto Nemico Supremo, Inconciliabile, da schiacciare senza pietà alcuna ! oppure passeresti all’Antifascismo, ci sta, eh.. nel mondo è successo di tutto 😀
non sei però il solo, altre persone stimabilissime la vedono grosso modo come te…
vabbè, no si può capire tutto 😀 contenti voi 😀
Non voglio entrare nel dibattito su Mosca Terza Roma, ma a latere:
mi pare che tu invece Habs abbia un’idea troppo ottimista dei Germani.
Che bilancia quella del tutto negativa che ne ha Peucezio (che bontà sua li identifica coi soli Anglo Sassoni, e non tornerei neppure su questa polemica).
Ma ti dirò, più passa il tempo e meno mi piacciono.
Leggo il diario del viaggio intorno al mondo, in navigazione solitaria, di Joshua Slocum, un canadese- statunitense fierissimo del suo sangue nordico.
Ha un’introduzione di quel tale scandinavo (sono fuori casa e mi sfugge il nome) che ha scritto una specie di autobiografia di Long John Silver, il pirata di Stevenson: lo descrive come un capolavoro.
Lo leggo e mah, una serie di inossidabili pregiudizi yankee e nordici, e considerazioni tipo “è una politica sbagliata insegnare ai polinesiani i loro “dialetti kanak ” anziché l’inglese “.
Non solo Stevenson- che era scozzese e non inglese- ma lo stesso discutibilissimo Jack London sono dei fini antropologi…
Al confronto con Slocum, cioè.
PinoMamet: “Ha un’introduzione di quel tale scandinavo (sono fuori casa e mi sfugge il nome) che ha scritto una specie di autobiografia di Long John Silver, il pirata di Stevenson”
Björn Larsson “La vera storia del pirata Long John Silver”, e in seguito ” L’ultima avventura del pirata Long John Silver”
Libri carini questi di Larsson;
fanno il loro dovere con mestiere.
Anche “Raccontare il mare” edito da Iperborea è molto bello.
Insomma va’ è un buon autore.
L’altro lì, Slocum mai letto🙄
Habsb.,
distinguiamo i vari punti.
Per i russi i tedeschi non erano portatori di un’ideologia, ma erano nemici invasori.
Loro dicono “fascisti” (intendendo in realtà “nazionalsocialisti” e, intendendo ancora più in realtà “tedeschi” e intendendo ancora più in realtà “europei”, “occidentali”) ma non pensano al fascismo contro il comunismo, cioè al corporativismo contro la collettivizzazione.
Pensano ai nemici invasori dell’ovest contro la Santa Madre Russia.
E hanno ragione, perché la brutalità dell’invasione tedesca è stata criminale.
Ma come sai io ho avuto e ho ancora amici russi stretti.
Guardavano alle mie idee con curiosità, un po’ divertiti, come una stramberia; non ho mai percepito il minimo risentimento.
Mentre da noi c’è il tabù del fascismo, lì c’è un forte sentimento nazionale, ma non c’è il tabù.
Quando parlano di “Ghitler”, come dicolo loro, lo vedono come un nemico, ma non c’è isteria.
Mi ricordo una ragazza ucraina, allora filoputiniana, e tra l’altro di padre ebreo (credeva, poi, anni dopo, ha scoperto che i suoi genitori erano adottivi), che diceva che Hitler aveva alcune sue fissazioni ma in fondo era un patriota in buona fede che era stato fregato da Stalin.
E ora i russi stanno rivivendo la guerra in Ucraina, che loro vedono come un’aggressione occidentale (e secondo me hanno ragione), come una riedizione della II Guerra Mondiale, che, stringi stringi, è l’aggressione dei polacco-lituani e si va indietro, per i più colti fino alla Quarta Crociata, ecc.
Peucezio
credo che i Russi abbiano con la Germania un rapporto molto più ambiguo, di odio e amore. Forse simile a quello degli italiani, in questo.
Ciao
Amore per nulla.
Semmai vedono il tedesco con odio, risentimento e paura, ma anche con una componente di ammirazione: noi siamo casinisti, viscerali, passionali, loro sono efficienti, lavoratori, fattivi, organizzati…
è esattamente quello che intendevo io!
i popoli “casinisti” hanno amore e odio per i popoli “organizzati”
benchè al 99% siano solo stereotipi
Habsb.,
circa le orde germaniche, secondo me hanno dispiegato il potenziale distruttivo, ancor più che con le invasioni barbariche, proprio con la modernità capitalista borghese, che ha distrutto equilibri millenari, stravolto il mondo.
@Peucezio
proprio con la modernità capitalista borghese, che ha distrutto equilibri millenari, stravolto il mondo.
su questo eravamo, siamo e saremo in pieno accordo !
io lo lego alla Riforma, come ho anche già scritto qui, che rappresenterebbe una cesura fra anglosassoni “buoni” (quelli del Medioevo) e la feccia cui fai riferimento tu 😀 (POSTERIORE alla Riforma)
naturalmente la Riforma ha una sua sequela, peggiorata (se possibile ! al male non c’è mai limite, ahinoi) con l’Illuminismo che celebrò i suoi fasti massime in Francia cioè in terra “cattolica” o almeno non del tutto “riformata” (molti rivoluzionari erano però di origine ugonotta e/o giansenista..e i giansenisti sono i calvinisti del Cattolicesimo !) al punto che paradossalmente i popoli che subirono la Riforma (diciamo malattia di grado 1) non giunsero agli estremi di chi dovette sobbarcarsi il giacobinismo (malattia di grado 2..da noi il cosiddetto “risorgimento”, una variante “soft” diciamo malatia di grado 2-) o financo evitò il giacobinismo ma si beccò un secolo dopo l’anarchismo e il sinistrismo senza freni (Spagna rossa 1936-1939, malattia di grado 3) 😀 😀
ammetto tuttavia che è opinabile, e non insisto 😀
e gli inglesi dove li metti?
Io credo che i germani abbiano dispiegato il proprio potenziale, la loro vera essenza col protestantesimo e che i germani medievali fossero, per così dire, germani a metà, germani ancora nel solco della continuazione della civiltà antica, benché in parte germanizzata e profondamente cambiata.
insomma, i Germani prima di Lutero erano meno Germani dei Germani dopo Lutero?
lo sai che non ha senso come frase?
Habsb.,
circa la Russia piena di mussulmani: ti sei fatto un giro nelle grandi città europee? O nel Michigan?
La Russia ha in pancia milioni di mussulmani, che lo erano da prima di essere conquistati: che fa, li stermina?
Ma comandano i russi, comanda Putin, diversamente da come succede da noi, che le logiche “inclusive” delle élite di sinistra al potere ci vietano addirittura di rivendicare la nostra identità cristiana in quanto razzista, offensiva, salviniana, ecc.
Ma comandano i russi, comanda Putin
questo è vero (tranne in Cecenia appaltata a Kadyrov :D)
ciò però parla non a favore di Putin quanto della nostra dabbenaggine 😀 limitata all’Ovest molto meno all’Est,,,,
già in Cechia e in Polonia (due paesi anti-Putin), a comandare sono cechi e polacchi…sabato sono stato a Praga per un brevissimo viaggio e a Praga ci sono certo immigrati ma si nota subito che non siamo a Milano (in particolari i neri sono pochissimi) ! e non voglio fare i complimenti alla tua città 😀 😀 poi lo sai che a me Milano piace, ha un sistema di trasporti ottimo, ma hanno lasciato diventare la zona stazuione Centrale e zona Lampugnano (che a voi milanesi non interessranno ma per chi non è milanese sì) un’autentita cloaca..
P.S (O.T nell’O.T)
a Praga c’era una manifestazione pro-Palestina, molto affollata, vicino a Piazza San Venceslao verso le 16.00 del 17 maggio
scusa gli errorini
Per Habs
“ma hanno lasciato diventare la zona stazuione Centrale e zona Lampugnano (che a voi milanesi non interessranno ma per chi non è milanese sì) un’autentita cloaca..”
Non voglio darti né ragione né torto. Ma appena prima hai parlato di “immigrati” e di “neri”, e qui parli di “autentica cloaca”. E tu sei una persona coltissima che coglie infinite sfumature.
Ma una persona più banale di te, che fa le stesse associazioni… certamente non andrà mai a un corteo di Casa Pound, di cui probabilmente ignora l’esistenza.
Ma se sente denunciare che esiste una proposta terribile, la “remigrazione”, la cattivissima idea di mandare via gli “immigrati irregolari”, e lui distingue poco tra la parola “irregolare” e la parola “delinquente”… un’idea gli viene.
peucezio
“l’ultimo erede rimasto della civiltà greco-romana, cioè della civiltà tout court.”
mi piacerebbe che tu sviluppassi questa idea…in cosa la russia di oggi (ma francamente pure quella di ieri e dell’altro ieri) è erede della civiltà greco romana?
Buona domanda, te lo spiego in sintesi.
Da un lato c’è un dato simbolico: l’identificazione dei russi con eredità di Bisanzio, la Terza Roma, la religione ortodossa, l’idea imperiale.
Però qui siamo sul piano dell’immaginario, che uno potrebbe legittimamente considerare arbitrario, mitologico.
Però io trovo anche alcuni elementi oggettivi.
Intanto nell’idea imperiale orientale c’è comunque un’analogia con l’universalismo romano, anche se appunto un po’ orientalizzato (come è il caso della stessa Bisanzio).
Ma poi c’è il fatto che io nei russi, per come li ho conosciuti, ci vedo molto di meriterraneo.
Questo gusto della convivialità, dello scambio, della piacevolezza comunicativa, questo amore per l’arte e la creatività, questo calore, forte senso di ospitalità e se vuoi anche una certa componente di indisciplina, approssimazione…
Tutte cose che li distinguono dai popoli del Nord Europa, ma anche dell’Estremo Oriente, ipercollettivisti e col culto ossessivo del lavoro.
E anche per esempio dagli spagnoli, volgari, sgraziati, di un’esuberanza caciarona e spesso grossolana, mentre i russi hanno un’innata grazia, che si sente anche nella dolcezza della loro lingua (mentre lo spangolo ha suoni asperrimi, temperati nelle varietà latino-americane, che infatti sono tutt’altra cosa).
Tornando all’idea imperiale,
c’è l’idea che mentre l’imperialismo anglosassone, prima inglese e poi americano, è mero imperialismo di rapina, non è mai esportazione di ordine, progresso, quello russo assomiglia di più a quello romano: imponiamo un ordine, talvolta anche dispoticamente, ma esportando un modello.
Inoltre considero il capitalismo anglosassone (almeno nelle sue forme estreme) e l’integralismo sunnita due modelli distruttivi, perché subordinano la pluralità del reale alla loro istanza di omologazione furiosa.
I Romani hanno omologato a ovest, perché non c’era un cazzo e le orde di selvaggi celti, iberi, ecc. non vedevano l’ora di diventare civili e romani; ma a est, dove c’era gente molto più civile di loro da più secoli, non solo non hanno imposto nulla (e si è continuato a parlare greco, ecc.), ma hanno semmai assimilato.
T’immagini gli americani a diventare tutti francofoni o italofoni e noi a usare l’inglese solo in contesti puramente burocratici e MAI in contesti culturali o di scambio internazionale, come koiné?
O gli islamisti wahabiti e salafiti rispettare ammirati le culture locali?
Mentre la Russia è un impero multietnico, multireligioso e multilinguistico.
Dove le singole repubbliche a base etnica hanno tutelate la loro religione, la loro lingua e la loro cultura.
In questo senso mi ricordano i romani: chi si romanizzava sceglieva di farlo e chi aveva un’identità forte la preservava.
Intendiamoci, l’erede più diretto resta l’Italia, ma solo in senso culturale e, a suo modo (sempre meno) antropologico, ma non certo in senso politico: politicamente l’Italia è irrilevante e quando ha rilevato, ha fatto danni, essendo dominata da un’élite di piemontesi borghesi francesizzanti figli di quello stesso mondo barbarico che dicevo.
di quello stesso mondo barbarico che dicevo
@tutti
tornando a “cose alte” (non Putin, tutte ‘ste stupidaggini lì, di cui mi scuso di parlare ogni tanto :D), che sono quello che più contraddistingono questo blog, io con intempo sono venuto a rivalutare i Barbari
uno dei più grandi crimini commessi a nostro danno fu la “liberazione” (non richiesta !) che Giustiniano ci impose..venti anni di follie, massacri, eccidi…..fu per noi l’inizio del Medioevo (insieme all’invasione longobarda del 568 d.C che ne è conseguenza)
stavamo tanto bene sotto i Goti !
un bel Regno gotico si sarebbe con il tempo cattolicizzato (come faranno i cugini Visigoti in Spagna sotto l’immortale Recaredo nel 587 d.C..il grande Recesvindo darà un suo Codice, il Forum Judicum “Fuero§Juzgo”, nel 654 d.C, che sarà la base dei fueros, la quintessenza della Spagna più vera, che purtroppo non esiste più)
e noi avremmo mantenuto l’Unità, che sotto i Goti c’era ancora, anzi avevamo Dalmazia, Provenza (almeno sotto Teodorico), Sicilia e a quanto pare anche Sardegna
la riconquista di Giustiniano lasciò un’Italia prostrtata che sarà facile preda dei Longobardi i quali tuttavia non avranno la forza di co9nquistarla tutta donde la divisione che durò 13 secoli §(568-1861/1866/1870) e che fu cause di immani sciagure, quali la mancata nascita di un “popolo italiano”…
il “popolo italiano” sarebbe invece nato in un Regno a guida gotica, come nacque in Francia in un Regno a guida franca
mai nessuna catastrofe fu peggiore per l’Italia della decisione di Giustiniano di inviare Belisario nel 535 d.C
Viva i Barbari ! Giustinaino boia !
scusate alcuni errori ortografici ! succede quando si scrive di getto e con foga 😀
La Sardegna e la Corsica all’epoca ostrogota erano sotto i Vandali.
grazie per la precisazione…
e vabbè, era pur sempre un’Italia grande 😀
Per habs
“mai nessuna catastrofe fu peggiore per l’Italia della decisione di Giustiniano di inviare Belisario nel 535 d.C”
riflessione affascinante, grazie!
o quella di richiamarlo lasciando generali incompetenti?
Ma i goti di Teodorico non erano più barbari, erano romanizzati, anzi, grecizzati.
I barbari sono Lutero, Cromwell…
@ PEUCEZIO
Il Matrimonio Civile, una volta almeno, lo celebrava il Sindaco quindi l’ Autorità Civile … sì insomma: Peppino in opposizione a Don Camillo 😉 … ma da forse almeno 10 anni lo può fare chiunque scelto dagli sposi , pure con (tutto il rispetto) il tuo “Fontaniere” 🚰 😉 (Idraulico) di Fiducia con la Terza Media !
(… ma che a differenza dell’ Ingegnere Idrico, se ci mette le mani lui, il cesso wc 🚽 non perde più neppure una goccia 💧)
Peppino…?
Certo … pure lui !
PEPPONE … dannato Sbagliatore Automatico, ma come si fa ?!
… Incredibile !
@
ANDREA DI VITA
PANISCUS
Né Alchimia né Harry Potter 😉 :
Piombo Trasmutato in Oro
Scienze Non è alchimia, ma fisica: al CERN trasformato per alcuni istanti il piombo in oro
Nell’acceleratore di particelle LHC realizzato il passaggio (per una frazione di secondo) dal piombo all’oro. Grazie a un nuovo meccanismo.
https://www.focus.it/scienza/scienze/non-e-alchimia-ma-fisica-al-cern-trasformato-per-alcuni-istanti-il-piombo-in-oro
Riparte la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.
1) Alcuni estremisti di Destra decidono di fare un convegno sulla “remigrazione”. Che è un termine che conosco solo perché so che ne hanno parlato tantissimo i media contrari, ai tempi delle elezioni in Germania.
2) Io ho partecipato a moltissimi convegni dove i convenuti se la cantavano e se la suonavano tra di loro, realizzando esattamente zero dei loro progetti, ma mangiando in piacevole compagnia. E’ il triste destino di chi non ha nemici.
3) Invece nel caso dei Convenuti Remigrazionisti, qualche avversario viene a sapere che ci sarà il convegno, partono proclami a tutto spiano, poi folle urlanti cercano di impedire il convegno stesso.
4) le folle urlanti si prendono un po’ di manganellate, i “remigratori” si prendono una vagonata di punti vittima, pensano di aver sollevato il tema più importante del mondo, e milioni di persone vengono a sapere che esiste il concetto di “remigrazione”.
5) Per le folle urlanti, vale il famoso Principio del Corteo di Sinistra, raccontatomi da Roberto Massari: “ne abbiamo prese tante, ma quante gliene abbiamo dette!”
Cosa sarebbe la remigrazione?
Per MT
“Cosa sarebbe la remigrazione?”
Remigrazione, storia della nuova parola d’ordine delle destre globali
di Stefania Parmeggiani
07:00
12 Maggio 2025 alle 10:28
Una nuova parola ha fatto il suo ingresso nella politica italiana: remigrazione. Potreste averla letta passeggiando a Roma per i Fori imperiali, su uno striscione srotolato dal Colosseo. O in qualche post su X, sotto una delle foto dei migranti ammanettati e scaricati in Albania da una nave della Marina militare italiana. O come commento a una qualsiasi denuncia di insicurezza e degrado nelle nostre città.
In ogni caso, attenzione: non è una parola innocua. Indica la deportazione di massa degli “stranieri” ed è la naturale conseguenza di anni di teoria dell’invasione: se l’Occidente “è minacciato dall’arrivo dei migranti”, se “è in atto un piano per sostituire i bianchi con individui di altre etnie” – idee molto popolari nella galassia dei cospirazionisti – l’unica soluzione è chiudere i confini, respingere gli indesiderati e cacciare chi pur avendo i documenti in regola “non è assimilabile alla cultura nazionale”.
Dopo avere circolato in sordina per anni nei circoli e nei movimenti dell’estrema destra europea e statunitense, essere salita alla ribalta internazionale con la vittoria di Trump e l’ascesa dei sovranisti in Europa, da qualche mese la parola remigrazione ha messo radici anche da noi: viene pronunciata apertamente da parlamentari ed europarlamentari della Lega, raccoglie plausi da sottosegretari e ora rischia di presentarsi ufficialmente a Milano, città che suo malgrado potrebbe ospitare il 17 maggio una conferenza di leader, teorici e attivisti europei che pianificano la deportazione di milioni di persone.
Il termine, in uso nelle scienze sociali per indicare il ritorno volontario di un migrante nel suo Paese di origine, entra a far parte della propaganda dell’estrema destra francese negli anni Novanta. I quotidiani italiani la registrano nel 2017, quando una “nave nera” battente bandiera mongola inizia a ostacolare i soccorsi delle ong nel Mediterraneo.
A bordo “i pirati” di Generazione Identitaria – militanti neofascisti italiani, francesi e tedeschi – che con l’operazione Defend Europe vogliono impedire gli sbarchi. Falliscono, ma la parola remigrazione comincia a circolare anche sulle nostre coste. Diventa popolare dopo il 25 novembre 2023.
Quel giorno a Potsdam, in Germania, Martin Sellner – attivista austriaco, figura di spicco del Movimento Identitario, un’organizzazione di estrema destra che è stata sciolta in Francia per istigazione alla discriminazione, all’odio e alla violenza – annuncia ad alcuni esponenti del partito tedesco Alternative für Deutschland il suo progetto: creare uno Stato nell’Africa settentrionale dove trasferire circa due milioni di persone, richiedenti asilo, stranieri con permesso di residenza, cittadini di seconda o terza generazione “non assimilati”. Non dice mai deportazione di massa. Dice sempre: remigration.
Quando la notizia diventa pubblica, grazie a un’inchiesta del sito di giornalismo investigativo Correctiv, scoppia uno scandalo: manifestazioni di piazza, marce antirazziste, proteste…
I politici di Afd prendono le distanze dal vertice, ma solo formalmente: un anno dopo, in vista delle elezioni federali, recapitano a trentamila persone con background migratorio un falso biglietto di espulsione. In Austria il Partito della Libertà fa della remigrazione un pilastro del programma elettorale. Entrambi vengono premiati alle urne.
In Italia, il termine entra nel dibattito pubblico a Capodanno dell’anno scorso. Il detonatore sono le violenze in piazza Duomo a Milano. Alcune ragazze denunciano di essere state circondate, aggredite, palpate e denudate in mezzo alla folla da gruppi di giovani uomini. Si parla di taharrush gamea, una espressione araba che identifica un’aggressione di gruppo in segno di disprezzo per il genere femminile.
Parte la caccia agli aggressori e subito Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega nord in Regione Lombardia, dichiara: «Anche in Italia dobbiamo parlare di remigrazione, ovvero rimpatriare non solo clandestini e criminali, ma anche stranieri che scelgono di non volersi integrare». Il deputato leghista Rossano Sasso ribadisce il concetto in aula: «Dal Parlamento italiano un messaggio per chi odia l’Italia e viola la legge: remigrazione unica soluzione».
A Como alcuni giovani leghisti parlano di «remigrazione anche per gli stranieri senza reati». Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, ricondivide un articolo del quotidiano La Verità, che pronostica il grande successo nel 2025 della parola.
Si terrà il summit?
CasaPound tappezza di manifesti abusivi un centinaio di città italiane e a fine marzo srotola dal Colosseo il suo striscione. Infine, ciliegina sulla torta, l’annuncio del Remigration Summit. Su X circola un video in cui Sellner chiama a raccolta giornalisti, opinionisti, attivisti e politici anti-immigrazione di tutta Europa per pianificare strategie comuni. Non dice dove, gioca a carte coperte, ma poi filtra che la città-palcoscenico della remigrazione sarà Milano.Oltre quaranta sigle tra associazioni, ong e partiti chiedono che la conferenza venga vietata. Il sindaco Beppe Sala teme che la sua città, «medaglia d’oro della Resistenza, modello da decenni di accoglienza e convivenza civile», venga sfregiata da «adunanze che alimentano l’odio e la disumanità».
Il prefetto per decidere attende informazioni certe sul luogo e sulla natura dell’evento. Andrea Ballarati, ex militante di Gioventù Nazionale, la sezione giovanile di Fratelli d’Italia e oggi fedelissimo collaboratore di Sellner, fa sapere che «la pressione mediatica non funzionerà».
Nel momento in cui il Venerdì va in stampa non sappiamo se il Remigration summit si farà veramente il 17 maggio a Milano, se si terrà altrove o sarà annullato a causa delle polemiche, ma abbiamo una certezza: la nuova parola d’ordine delle destre non sparirà dai radar. Il pericolo è che venga normalizzata.
Che poi si potrebbe considerare criticabile, brutale.
Però c’è qualcosa di affascinante nella reversibilità del tempo della storia.
In quanto sfida il razionalismo occidentale, che è lineare e non contempla l’inversione del vettore.
Il Politico Innominabile & Incitabile diceva che in politica NON esiste “non possiamo” : esiste solo “non vogliamo” …
Ho cercato “remigrazione” su Google. Le prime quattro pagine (poi mi sono fermato, ma immagino che le persone normali si fermino molto prima) danno esclusivamente risultati di media scandalizzati dalla “diffusione” del termine.
Cioè un termine che viene diffuso per le prime quattro pagine di Google SOLO da persone ostili alla sua diffusione…
Ecco lo straordinario potere della Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria.
Notare le ultime parole dell’articolo su Repubblica di Stefania Parmeggiani, che mi sembra fatto piuttosto correttamente e non sbrodola in escandescenze, ma è chiaramente ostile al concetto dietro la parola “remigrazione”.
Bene, dopo averlo diffuso lei, conclude:
“ma abbiamo una certezza: la nuova parola d’ordine delle destre non sparirà dai radar. Il pericolo è che venga normalizzata.”
Ovviamente un giornalista fa solo il proprio dovere di informare, ma è la diffusione di un’informazione in questo caso che normalizza l’informazione stessa. Un paradosso interessante.
Miguel
„Cioè un termine che viene diffuso per le prime quattro pagine di Google SOLO da persone ostili alla sua diffusione…“
Un po come la teoria del gender
Per roberto
“Un po come la teoria del gender”
Esatto
La Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria funziona ugualmente per entrambe le parti.
@ Martinez
“Macchina a moto perpetuo”
Non sono d’accordo.
Secondo me non si tratta di pompare un nemico sulla base di una parola d’ordine. Sì tratta di riconoscere un pericolo mortale. Tanto più mortale quanto subdolo, perché se si accetta la finestra di Overton e si dice “tanto sono fesserie” è certo che attecchisce, come la muffa su un muro che non viene mai arieggiato e ripulito. A furia di dire che il fascismo non esiste più ci troviamo in questa situazione. Se lasciamo impunita anche questa corbelleria, se lasciamo agibilità politica a chi pubblicamente sposta sempre più in là l’asticella dell’inaccettabili, sappiamo già dove si va a finire. Dobbiamo tutti educarci a pensare che questo linguaggio e il modo di pensare che sta dietro questo linguaggio è da respingere automaticamente, è un vero psicoreato orwelliano. E se qualche pseudo liberale alla Giuliano Ferrara strillerà alla violazione di libertà di informazione ce ne faremo una ragione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
” Se lasciamo impunita anche questa corbelleria, se lasciamo agibilità politica a chi pubblicamente sposta sempre più in là l’asticella dell’inaccettabili, sappiamo già dove si va a finire.”
E’ un ragionamento che conosco bene e sento tutti i giorni.
Tutto dipende dal potere che si ha.
Esiste il potere “tipo Israele”: se tu non mi obbedisci ammazzo te e il tuo bambino nella culla e acceco e storpio a vita tua moglie, e le distruggo poi la sedia a rotelle. E so che nessuno oserà mai alzare un dito contro di me.
Questo è vero potere. Chi lo ha può legittimamente decidere di “non lasciare agibilità” ai propri avversari.
Se hai meno potere, sappi che ciò che non strozza il tuo avversario, lo ingrassa.
ADV crea il Movimento Suprematista Genovese, con un capitale di 100 euro e tre aderenti.
Quelli di La Spezia possono fare finta di niente. Oppure possono chiamare i telegiornali e fare le scritte sotto casa di ADV, “qui abita un mostro”, e farsi poi denunciare e condannare per danneggiamento.
Tutto questo renderà più o meno potente il Movimento Suprematista Genovese?
@ Martinez
“tipo Israele”
Un potere come quello che dici tu non nasce dal nulla. Lo si fa cresce, lo si vezzeggia, gli si dà spazio, lo si giustifica. Alla fine diventa quello che descrivi tu. Un pericolo assoluto per tutti. E dico ‘per tutti’ perché la sua hybris non conosce confini e dunque può provocare conseguenze che coinvolgono tutti: infatti, mettendo in discussione la sicurezza di qualcuno (le vittime di turno) mette in discussione la sicurezza di tutti.
“quelli che ‘devono punire’ chi siamo?’
Tutti quelli che respirano su questa terra, alla lettera. Perché una volta scatenato il vortice, si sa dove comincia ma non si sa dove finisce.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
” Lo si fa cresce, lo si vezzeggia, gli si dà spazio, lo si giustifica.”
Infatti, e lo si fa perché e quando conviene.
Però a differenza di te e di Roberto, a quel verbo impersonale, ci metto dei soggetti reali:
Conviene ai parlamentari americani farsi la campagna elettorale con i soldi regalati dall’AIPAC, conviene alle grandi imprese di armi avere le commesse dell’esercito Usa con soldi da riversare su Israele, conviene alle destre sospettate di essere “antisemite” tenersi amico il paese simbolo degli ebrei, conviene alla sinistra non agitarsi troppo per non essere accusata di antisemitismo, conviene a tante mega-aziende che possono godere del fatto che Israele è un paese che ha relazioni economiche speciali sia con l’Europa che con gli Usa.
E siccome a questi conviene, tutto l’agitarsi delle persone perbene, dei pacifisti, della gente come me e te, conta zero.
>>> Perché una volta scatenato il vortice, si sa dove comincia ma non si sa dove finisce.
O caro, non ti fischiano le orecchie a scrivere codesta frase? pensi forse di essere meno pericoloso di Casa Pound?
E, permetti, non ti viene in mente che il Fascismo è sopravvissuto in tutta Europa a decenni di damnatio memoriae agitata da un sacco di Andrea, molti comunisti in mala fede? e che essendo una damnatio ad personam è stata del Fascismo la salvezza e la nutrice?
Sai che per i Fascisti propendo per il trattamento Harris. Ma certi Antifa non meritano di meglio.
Ciao!
Per ADV
“Se lasciamo impunita anche questa corbelleria”
Mi piace il pronome sottinteso, “noi”.
“Noi”, quelli che “devono punire”, chi siamo?
I commentatori di questo blog?
Gli elettori che non sanno nulla dei grandi temi, ma si trovano sotto casa “il Ragioniere”, lo spacciatore di crac dall’aria vagamente araba, e che si trovano tutti i giorni l’auto con il finestrino sfondato perché un cliente del Ragioniere spera di trovarci venti euro ma non li trova?
E quelli devono “punire” con il loro voto chi parla di “remigrazione”?
O lo deve fare Dio?
Casa Pound spiega così il concetto di remigrazione:
“L’unica soluzione è la remigrazione totale e senza compromessi di tutti gli immigrati irregolari presenti sul nostro territorio, incentivando altresì il rimpatrio volontario verso i paesi d’origine per tutti i discendenti d’immigrati nati in Europa, attraverso strumenti di collaborazione diplomatica ed economica con i paesi d’origine. Vogliamo incentivare un discorso identitario che metta al centro il concetto: un popolo, una terra.”
https://casapounditalia.org/remigrazione/
sulla pagina di Casa Pound, potete anche firmare per la “remigrazione”. Viene la tentazione di metterci, che so, i nomi dei consiglieri del Pd di qualche comune e vedere l’effetto che fa 🙂 (no, non lo faccio).
Gli amici di Zelenskij…
@ Martinez
“Un popolo, una terra”
…un Fuehrer.
Aveva ragione il maresciallo Zhukov quando disse: ” Li abbiamo liberati dal fascismo. Non ce lo perdoneranno mai”.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
““Un popolo, una terra”
…un Fuehrer.”
Casa Pound è un gruppo di coatti romani senza arte né parte. Che hanno avuto l’incredibile fortuna di incrociare delle persone che hanno ritenuto che fossero un Pericolo Mortale.
O meglio, persone che si sentivano importanti perché si sono autocreate la fantasia di poter Salvare il Mondo dal Pericolo Mortale, sbraitando e dicendo, che il gruppo di coatti romani senza arte né parte fosse il Massimo Pericolo sul Pianeta.
E così Casa Pound è diventato un vero pericolo.
@ Martinez
“fortuna”
Un vibrione da solo è innocuo, si fa i fatti suoi.
Mettilo in un organismo umano a contatto con acqua sporca in un ambiente sovraffollato con pessime condizioni igieniche e il vibrione provocherà un’epidemia di colera.
Certo, la cosa migliore è sempre sanitizzare l’ambiente; è meglio prevenire che curare.
Ma che fai, tolleri il vibrione?
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Ma che fai, tolleri il vibrione?”
Come roberto, anche tu usi il Tu Sottinteso.
Io sono il padrone del mio corpo (in qualche senso), e quindi posso decidere se “tollerare” il vibrione, e lo posso ammazzare se voglio.
Non sono padrone dell’Italia, e non posso ammazzare gli italiani che non mi piacciono. E se lo facessi, andrei io in galera e ci guadagnerebbero in punti vittima quelli che voglio ammazzare.
come sta andando negli USA, la vicenda di quello che ha ammazzato l’AD di una grande assicurazione sanitaria?
la storia fa ancora notizia? e in che direzione?
Ciao
Si torna a parlare di Piano Mattei
https://energiaoltre.it/come-sta-procedendo-il-piano-mattei/
… e di riflesso di Enrico Mattei stesso:
https://www.corriere.it/cronache/25_maggio_15/lupo-rattazzi-intervista-enrico-mattei-7aee8479-1ec3-49a5-8874-fefd7a7d1xlk.shtml
Lupo Rattazzi:
«Su Enrico Mattei nessun complotto, il suo aereo precipitò per il maltempo e posso dimostrarlo»
Com’ era moderato, il Complottismo di una volta🙂
Riguardo alla Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria, ecco come Casa Pound commenta il fatto che a La Spezia abbiano speso energie enormi nel tentativo di impedire al gruppetto di fare una passeggiata di qualche ora in città per poi ripigliare il treno e tornarsene a casa:
Anche a La Spezia, come a Bologna e in ogni altro posto dove abbiamo manifestato in questi mesi, abbiamo affermato un principio: non possono esistere città dove non ci è consentito scendere in piazza.
Quelli che minacciavano di impedirci di farlo, di metterci a testa in giù, di spedirci nelle fogne, anche stavolta, hanno sfilato con la coda tra le gambe, inscenando i soliti miseri teatrini, consapevoli di essere ben protetti da cordoni e mezzi della polizia. Tanti invece gli applausi di commercianti e cittadini, tanti gli incoraggiamenti, nonostante il clima di tensione creato da giorni.
Noi di certo non possiamo arretrare, di fronte a un sistema mafioso, quello dell’antifascismo e della connivenza sempre più chiara, tra i centri sociali e le consorterie della sinistra istituzionale.
E poco conta se ad ogni manifestazione o commemorazione ci piovono addosso denunce, daspo, processi, condanne.
Lo sappiamo che stare da questa parte ha un costo, a volte molto caro da pagare.
È il prezzo di essere liberi.
Che dire?
Se questa gente la lasci libera di fare le loro passeggiate ti ritrovi la marcia su Roma…o se vogliamo essere più moderni ti ritrovi gli USA come sono ora
Meglio evitare
Ps ma quanto piagnucolano i fascisti? Non dovrebbero essere dei maschioni virili?
Per roberto
“Se questa gente la lasci libera di fare le loro passeggiate ti ritrovi la marcia su Roma…o se vogliamo essere più moderni ti ritrovi gli USA come sono ora”
Nella tua frase c’è un soggetto implicito alla frase “la lasci libera”, cioè “tu”.
Quindi o significa Miguel Martinez, a cui stai rispondendo, o non significa niente.
Io non posso certo impedire niente a nessuno, non riesco nemmeno a impedire la sfilata di Gucci a Firenze, figuriamoci se riesco a “impedire le passeggiate” di qualche gruppuscolo.
E questo vale anche per chi va lì gridando e agitandosi e facendosi manganellare dalla polizia.
Ma se non riesco a spiegare una cosa così elementare, si vede che proprio non so comunicare.
miguel,
guarda che non avere le stesse idee non vuol dire “non saper comunicare la tua idea”
io ho capito che tu consideri casapound una cosa folkloristica ed innocente che vive grazie a chi la maltratta…è un po’ quello che dico io su gender o transessuali che è una cosa che vive solo grazie a chi se ne scandalizza
io invece non credo che casapound e affini siano solo una macchietta che recita in un teatrino. a differenza di gender e transessuali che resteranno per un motivo ovvio (a poche persone piace farsi tagliare le palle e a tutti piace il sesso) ultraminoritari, secondo me casapound ha un germe di pericolo, e ti ho fatto una analogia precisa: ricordi quando tutti ridevamo per il tizio travestito da bisonte che assaltava il campidoglio? ecco, adesso gli amici del bisonte sono quelli che sguinzagliano bande armate e mascherate a rapire gente che sembra non avere la faccia da bianco
Per roberto
“io ho capito che tu consideri casapound una cosa folkloristica ed innocente che vive grazie a chi la maltratta…è un po’ quello che dico io su gender o transessuali che è una cosa che vive solo grazie a chi se ne scandalizza”
Questa è solo parte del problema.
Ma potrebbero ovviamente diventare entrambi problemi più grandi, dato un certo clima storico: giustamente citi l’esempio degli “amici del bisonte”.
Bene, la mia domanda è: cercare di impedire a quelli di Casa Pound di fare una passeggiata come può fare chiunque altro, che esito reale darà?
Il caso del Bisonte è un po’ diverso, perché lì c’era un chiaro reato. Ma se ci fossero stati degli esagitati a tirare pomodori a ogni comizio di Trump, o ci fossero stati vigili che facevano la multa a chiunque ci andasse, o ci fossero stati editoriali di fuoco tutti i giorni sulla stampa che i seguaci di Trump non leggono, chiedendo che gli si vieti di parlare…
se ci fosse stato tutto questo, Trump avrebbe preso meno voti?
L’altro giorno a Gorizia hanno segato un Albero di Maggio.
https://www.majenca.com/it/storia/
(Questo è il sito della festa di S. Dorligo della Valle, ma di quel fenomeno parliamo)
Ne parlano solo gli sloveni e i nazionalisti, ovviamente questi ultimi per esaltare la cosa.
https://www.facebook.com/share/p/1EkimK1oe5/
https://www.facebook.com/share/p/1EKVMUawvT/
Immagino che se i nazionalisti non avessero costante diritto di tribuna (fatto di incitamenti costanti all’odio contro una minoranza nazionale), con legittimazione da parte delle istituzioni (alle associazioni nazionaliste sono iscritti diversi politici della destra di laggiù), magari certi incidenti sarebbero meno probabili.
Per MT
“Immagino che se i nazionalisti non avessero costante diritto di tribuna (fatto di incitamenti costanti all’odio contro una minoranza nazionale), con legittimazione da parte delle istituzioni (alle associazioni nazionaliste sono iscritti diversi politici della destra di laggiù), magari certi incidenti sarebbero meno probabili.”
Capisco. Personalmente ho sempre tifato per sloveni e sudtirolesi, contro gli invasori, ma cerco di rispondere con riferimento alla questione più generale che tu poni.
Qui stiamo parlando di residui di orrori ottocenteschi e risorgimentali; e di conflitti tra due comunità “balcaniche”, legati a vicende storiche uniche, che la gente da entrambe le parti ha nel sangue: in nessun’altra parte d’Italia, a parte il Sudtirolo, vedo qualcosa di simile, per cui faccio fatica a collegare ad altro.
Non ho idea se una minore “legittimazione da parte delle istituzioni” avrebbe salvato l’albero.
Però vedo tutto questo come una cosa molto diversa dall’Italiano Medio che (facendo certo di ogni erba un fascio) si percepisce come individuo più o meno isolato, intento a lavorare, vessato dalle tasse e circondato da spacciatori di crac con la faccia da arabi, maranza con coltello, zingari fastidiosi, molestatori marocchini, e pensa come sarebbe bello se venissero tutti rimandata a Casa Loro nel Negronistan.
Non è che smetterebbe di sentirsi così, se venisse preso a pomodorate un corteo di Casa Pound.
Qualche anno fa a Firenze un anarchico mise una bomba alla sede di Casa Pound.
Un artificiere ci rimise la mano e un occhio cercando di disinnescare la bomba.
L’anarchico marcisce oggi in galera.
Casa Pound da allora ha una sede molto più bella.
miguel
“se ci fosse stato tutto questo, Trump avrebbe preso meno voti?”
se le autorità avessero stroncato sul nascere quella prova di colpo di stato, se lo stato si fosse difeso, se la società civile (proprio nel senso “le persone civili”) avessero partecipato alla difesa della società, forse, e dico forse, il fenomeno di quei golpisti di estrema destra sarebbe in qualche modo finito nel dimenticatoio
è un po’ come la marcia su roma. senza la marcia su roma il fascismo sarebbe andato al potere? non so, ma con il senno di poi valeva la pena di provare a fermarli
Miguel pone un problema più di fondo.
Passi per il reato: andavano arrestati e sbattuti in galera (polizia, pubblici ministeri, giudici) tutti i partecipanti al 6 gennaio. E direi che le dichiarazioni false di Donald avrebbero dovuto valere a lui una chiamata in tribunale.
Ma TUTTI gli allarmi contro le bugie delle destre sovraniste paiono aver spostato zero voti fino a ieri (oggi forse Putin ha cambiato un pelo le cose).
Come mai la verità non conta nulla agli occhi degli elettori?
Ciao
Per Francesco
“Come mai la verità non conta nulla agli occhi degli elettori?”
“Bugie” e “verità”.
Capitano infinite cose. E possiamo sempre creare tra di loro i collegamenti che ci fanno più comodo.
Possiamo dire che milioni di turisti “portano tanti soldi”, ed è vero. Possiamo dire che per accomodare milioni di turisti, i prezzi delle case diventano inaccessibili e quartieri interi vengono svuotati dei loro abitanti. Vero anche quello.
La verità che sceglie la persona media, che ha ereditato una casa, è che lui ha il diritto di affittarla al prezzo che più gli aggrada; e che se a suo figlio, una banda di maranza gli ha tolto il cellulare minacciandolo con un coltello, gli stranieri che delinquono dovrebbero andare tutti a casa.
Sono “verità” anche queste, no? E quindi la gente vota a Destra. Poi certo vedere quelli dei “centri sociali” che tengono bloccata la polizia che dovrebbe andare a caccia dei delinquenti (semplifico, ma siamo nelle teste di persone semplici) aiuta.
francesco
“Come mai la verità non conta nulla agli occhi degli elettori?”
temo che gli occhi dei lettori abbiano visto una reazione tiepidissima rispetto a quello che era un vero e proprio tentativo di colpo di stato. reazione timidissima da parte dello stato (ok, qualcuno si è beccato qualche condanna pesante, prontamente perdonata da trump), da parte della politica, da parte della società
alla fine quindi la “realtà” che è passata sotto gli occhi delle elettori è che il bisonte era una carnevalata un po’ come il tanko dei serenissimi
Roberto,
ma mica Trump ha vinto perché non sono stati repressi quei quattro pazzi.
Trump ha vinto per un milione di motivi che conosci bene, strutturali, economici, sociali e culturali e probabilmente la demonizzazione mediatica della sua persona e del mondo Maga ha dato un contributo decisivo.
Comunque, se a un certo punto s’impone una tendenza storica, non è l’indignazione dei bempensanti a fermarla.
Semmai sai cosa la ferma?
La capacità di una classe dirigente di canalizzare in modo diverso le energie e le frustrazioni che prendono quella direzione.
Se negli USA ci fosse stata una classe dirigente non woke ma invece socialdemocratica seria, che anziché perseguire la globalizzazione e la finanziarizzazione dell’economia, avesse protetto l’industria, rafforzato lo stato sociale, il sistema educativo, posto le premesse per un benessere diffuso, la gente avrebbe scelto quella classe dirigente anziché Trump e Musk.
Mentre i discorsi indgnati e gli anatemi non hanno mai sposato consenso a favore di chi li fa.
peucezio
“ma mica Trump ha vinto perché non sono stati repressi quei quattro pazzi.”
guarda se metti un “solo” dopo “vinto” sono interamente d’accordo con tutto il tuo messggio
provo a riformulare: ne faccio una questione di occupazione del discorso pubblico. se l’unico messaggio che passa in pubblico è quello del bisonte e dei suoi ispiratori, è chiaro che bisonte e ispiratori avranno un vantaggio enorme nel creare quella tendenza storica di cui parli
torniamo a casapound
se manifestano per la remigrazione e nessuno dice niente, l’unico messaggio che resterà nell’aria è quello a favore della remigrazione
la wokissima tecnica del “lasciamoli parlare” (perché è democratico, perché sennò gli diamo importanza, perché sono quattro gatti, perché si suda) si è dimostrata terribilmente fallimentare
Per roberto
“la wokissima tecnica del “lasciamoli parlare””
Bene, impedisci loro di parlare, se ci riesci.
Ho detto prima come ci riesce lo stato d’Israele ad azzittire il cantautore Leon Rosselson, che è molto efficace.
Altra tecnica abbastanza efficace, ma che richiede una notevole organizzazione, sono gli omicidi su larga scala: se ne ammazzi pochi, crei martiri, e quindi peggiori la tua stessa situazione – il terrore va portato a tutti i livelli, anche i parenti più lontani devono temere.
Non so cos’altro suggerirti.
miguel
ti faccio un altro esempio.
fino alla fine del XX secolo, era davvero improponibile dirsi apertamente “razzista”
poi un po’ con “lasciamo la parola a tutti” un po’ con “le tue idee mi fanno schifo ma morirò per lasciartele dire”…siamo arrivati a questa società di schifo dove è del tutto normale, sdoganato, accettato il razzismo
siamo (io e te) sicuri che è stata una buona idea lasciar parlare tutti senza reagire?
io no
Guarda che alla fine del XX c’ero anch’io e ci sono anche oggi e non noto mimimamente ciò che dici.
Noto semmai che oggi devi avere paura appena parli, mentre negli anni ’90 al massimo dovevi avere qualche esitazione se avevi a che fare col solito giovane estremista di sinistra un po’ bigotto, ma altrimenti potevi dire un po’ quello che volevi.
Almeno a Milanoe a Bari. A Bologna non lo so.
peucezio
” ma altrimenti potevi dire un po’ quello che volevi.”
posso garantirti con assoluta certezza che negli anni 80-90 a bologna era assolutamente impossibile dirsi fascisti o razzisti senza finire con la testa nel cesso del liceo…e che adesso invece è una cosa davvero banale
Per roberto
“posso garantirti con assoluta certezza che negli anni 80-90 a bologna era assolutamente impossibile dirsi fascisti o razzisti senza finire con la testa nel cesso del liceo…e che adesso invece è una cosa davvero banale”
Insomma, questi mettevano le teste dei loro avversari dentro il cesso, e i loro avversari hanno prevalso.
La violenza non è sempre necessariamente vincente.
miguel
“Insomma”
è andata così in effetti, liberissimo di non crederci ma in italia siamo passati da un’epoca in cui i fascisti erano di fatto clandestini ad una in cui fanno le sfilate, e mi sembra impossibile che osservatori attenti come quelli che freqeuntano questo blog non l’abbiano notato
Per roberto
“è andata così in effetti, liberissimo di non crederci ma in italia siamo passati da un’epoca in cui i fascisti erano di fatto clandestini ad una in cui fanno le sfilate, e mi sembra impossibile che osservatori attenti come quelli che freqeuntano questo blog non l’abbiano notato”
Ma guarda che siamo d’accordo: non ha funzionato cacciare i fascisti dalle scuole, non farli parlare, prenderli a colpi di chiave inglese, eccetera. E’ fallito alla grande.
Per roberto
“guarda che non avere le stesse idee non vuol dire “non saper comunicare la tua idea””
No, perché non stiamo parlando di cosa pensiamo di Casa Pound.
Stiamo parlando del modo più efficace per impedire la diffusione delle idee di Casa Pound, da parte di chi ha idee opposte.
“Stiamo parlando del modo più efficace per impedire la diffusione delle idee di Casa Pound, da parte di chi ha idee opposte.”
Per dare un’idea.
Poniamo che tu sia “contro le teorie del gender”.
Secondo te, per impedirne la diffusione, è efficace chiamare la televisione per filmare un esorcismo davanti a un locale gay, con un prete che fa una lunga predica sulle maledizioni bibliche contro i sodomiti?
miguel
“Secondo te, ”
puoi riformulare la domanda? non ho capito nulla
Per roberto
“puoi riformulare la domanda? non ho capito nulla”
Allora è vero che mi spiego male…
Io sono contrario all’idea della “remigrazione”, cioè la deportazione di Miguel Martinez, solo perché è nato in Messico.
Allora posso mettermi dietro la tastiera e dire ciò che farei io se fossi il Dittatore, ma non lo sono.
Non sono io il padrone dello Stato, lo sono i politici eletti dai cittadini.
Quindi, qual è la strategia più efficace che io posso usare, perché la maggioranza dei cittadini non aderisca all’idea della “remigrazione”.
A parte fare in modo che al Giardino, le mamme italiane facciano amicizia con le mamme nigeriane, non me ne viene una seria.
Ora, immaginiamo il Cittadino Medio Fiorentino, quello che ha avuto il finestrino rotto dallo sconosciuto che cerca gli spiccioli per comprare il crac dallo spacciatore marocchino pluripregiudicato ma felice e libero, che non ha mai prima sentito la parola “remigrazione”…
apre il telegiornale e vede un Miguel Martinez con la bocca spalancata e tutto agitato che tira pomodori addosso a un gruppo di giovani che dicono che i delinquenti vanno mandati a casa loro e che questa cosa si chiama “remigrazione”.
Poi sente qualche Professore che dall’alto della sua cattedra annuncia che è Indegno dei Nostri Valori che venga permesso a quei giovani di aprire bocca.
Bene, la mia azione, e i discorsi del Professore, alla lunga che effetto avranno?
“Bene, la mia azione, e i discorsi del Professore, alla lunga che effetto avranno?”
Ti do un esempio contrario, di repressione efficace.
Leon Rosselson è un cantautore ebreo inglese, che una volta scrisse un capolavoro: un dialogo cantato, ambientato in un bar nel deserto della Palestina, anni Cinquanta, tra due reduci dei campi di concentramento tedeschi, dalla vita sfasciata, dove uno sceglie la vita in maniera confusa, e l’altro sceglie la prepotenza, contro i nativi palestinesi. E’ uno dei testi più straordinari che mi sia capitato di sentire, e fortunatamente me lo sono scaricato qualche anno fa.
Bene, se ci vai oggi su Youtube, vedi che ti dice che c’è “contenuto per adulti” o qualcosa del genere, e ti chiede di dimostrare la tua età per poterlo vedere, mostrando un documento. Cioè io dovrei far vedere il mio documento alla stessa persona che ha censurato il video.
Questo è un esempio di censura estremamente efficace, che stronca un discorso sgradito, evitandone la diffusione.
Perché c’è uno Stato che ha interesse che si sopprima questa riflessione, c’è una multinazionale che ha interesse a compiacere quello Stato.
Se invece i filosionisti fossero andati a tutti i concerti dello sconosciuto cantautore Rosselson, lanciando pomodori, avrebbero ottenuto lo stesso risultato?
miguel
“Quindi, qual è la strategia più efficace che io posso usare, perché la maggioranza dei cittadini non aderisca all’idea della “remigrazione”.
beh questo ” fare in modo che al Giardino, le mamme italiane facciano amicizia con le mamme nigeriane” è un ottimo punto di partenza ovviamente. il problema è che il vostro giardino è microscopico e che le persone che riesci a contattare di persona sono quattro gatti
quindi, insieme a questa meritoria opera nei confronti dei quattro gatti, anzi delle quattro gatte, trovo che effettivamente manifestare contro chi vuole espellere te e le mamme, non lasciare mai che dicano le loro cose senza controbattere siano cose in fin dei conti utili.
sono stati anni di passività assoluta in nome del “puoi dire tutto quello che vuoi in nome della democrazia”, con il risultato che hanno ormai occupato tutto lo spazio pubblico…ecco io credo propro che come casapound può dire quel che vuole anche io ho il diritto di dire che mi fanno orrore loro e le loro idee, e che sia utile per far vedere che c’è qualcun altro oltre casapound
questa in questo video è la strada da seguire, non fare finta di niente
https://www.youtube.com/watch?v=8c0PkTRfaXU
Per roberto
“questa in questo video è la strada da seguire, non fare finta di niente”
Non ho capito.
Allora, un gruppo di giovani va a commemorare un ragazzino ammazzato a colpi di chiave inglese. Come insegna la Chiesa cattolica, i “martiri” creano una forte identità.
Qualcuno mette una canzone che agli occhi dei giovani, rappresenta quelli che hanno ammazzato a colpi di chiave inglese il loro martire.
E va benissimo, sono sfoghi umani. Anch’io mi sono divertito così con le Camicie Nere di Gucci.
Ma quando dici “è la strada da seguire” immagino che tu intenda che dopo questo evento, molti dei ragazzi smetteranno di fare gli attivisti; che gli elettori che prima erano a favore di politiche di destra (tipo via libera per i proprietari di B&B) inizieranno a cambiare idea; o che scopriranno la storia di Sergio Ramelli e diranno, “hanno fatto bene ad ammazzarlo”.
Boh, non è che faccio finta di niente, è che non ci arrivo.
Per roberto
“Boh, non è che faccio finta di niente, è che non ci arrivo.”
Il bello è che avevamo già trattato lo stesso tema qualche post fa, quando scrissi più o meno:
1) Ultima Generazione e io siamo d’accordo che i combustibili fossili sono un grosso problema (semplifico)
2) Ultima Generazione quindi imbratta la Venere di Botticelli
3) Domanda: che impatto ha avuto l’imbrattamento della Venere di Botticelli sul mercato dei combustibili fossili?
o questo
https://www.youtube.com/watch?v=QlVzfzp1qyw
(nota il pelato che mette le mani addosso al ragazzino…)
Per roberto
“o questo
https://www.youtube.com/watch?v=QlVzfzp1qyw”
Eccezionale il ragazzo che invece di insultare, va dall’avversario e cerca di spiegare le proprie ragioni. Quasi sempre impossibile in una situazione di adrenalina e di gruppo, e infatti non ci riesce, ma è una bella persona.
Roberto,
“quindi, insieme a questa meritoria opera nei confronti dei quattro gatti, anzi delle quattro gatte, trovo che effettivamente manifestare contro chi vuole espellere te e le mamme, non lasciare mai che dicano le loro cose senza controbattere siano cose in fin dei conti utili. ”
Davvero lo pensi?
Una cosa è utile se esprime un sentimento diffuso.
Una società profondamente antirazzista blocca o contiene la diffusione del razzismo.
Poi va anche a manifestare contro il razzismo, ma non confondere le cause con gli effetti.
Anche perché a manifestare contro una causa ci possono essere anche pochissimi sfigati che non contano nulla, che sia “remigrazionisti” o invece ragazzi dei centri sociali che contano pochissimo.
Ma il meccanismo mediatico che innescano – in questo Miguel vede lucidissimamente – crea polarizzazione violenta e non porta a niente di costruttivo.
Roberto,
a volte ho l’impressione che tu e Miguel non v’intendiate perché tu parli del dover essere e lui dell’essere.
Va bene il dover essere (con molte limitazioni!!!!), ma deve partire dalla presa d’atto del dato di realtà, non dall’auspicio come pura petizione di principio generosa quanto velleitaria.
Altrimenti rischia di diventare un esercizio autocmpiaciuto (sono felice perché sono buono, anche se il mondo va a ramengo).
Che tra l’altro mi sembra un modo di sentire molto lontano dal tuo temperamento di persona pragmatica e di buon senso.
Per Peucezio
“a volte ho l’impressione che tu e Miguel non v’intendiate perché tu parli del dover essere e lui dell’essere.”
Vero. Come la vedo io, Roberto è uno che dice, “il mondo deve stare sollevato!”
Io dico, “il mondo si può sollevare, se si trova una leva”.
In Garfagnana, il primo fascismo non ha trovato una leva, perché c’erano poche fabbriche e i contadini erano piccoli proprietari. Nessuno aveva bisogno di fascisti o manganelli.
In Valdarno, hanno trovato una leva perché c’erano i proprietari delle fabbriche che dovevano ristrutturare le loro industrie uscendo dalla produzione bellica e riducendo drasticamente gli stipendi agli operai; mentre i proprietari terrieri volevano far pagare ai mezzadri i costi della riconversione. E i fascisti avevano i manganelli che facevano comodo a entrambi.
In Valdarno, il fascismo ha quindi vinto, in Garfagnana no.
Miguel
Il paragone con ultima generazione non funziona perché nessuno capisce chiaramente cosa vuole UG, a parte dare fastidio
Invece contromanifestare contro casapound è un messaggio molto semplice: non ci piace casapound
Per roberto
“Invece contromanifestare contro casapound è un messaggio molto semplice: non ci piace casapound”
Sì, certo, il messaggio è più chiaro.
@ Martinez
“opposte”
Alessandro Gassman ha preso una posizione che gli fa onore.
A meno di 48 ore dall’indegno raduno anti-migranti dell’ultradestra europea (con tanto di saluto di Vannacci e della Lega) al teatro di Gallarate intitolato a papà Vittorio, l’attore ha scritto un messaggio durissimo nei confronti dell’evento e del sindaco leghista Andrea Cassani, chiedendogli esplicitamente di togliere il nome di suo padre al teatro.
“Caro sindaco, leggo che nel teatro intitolato a mio padre nella vostra cittadina è avvenuta la riunione internazionale dei partiti di estrema destra europei (neofascisti e nazisti).
Se nelle sue intenzioni vi è quella di continuare a ospitare in un luogo di cultura manifestazioni con slogan razzisti e illiberali, le chiedo di togliere il nome di mio padre al suddetto teatro. Mio padre ebbe parenti deportati e uccisi dai nazifascisti. Grazie”.
Non è la prima volta che Alessandro Gassman interviene pubblicamente contro la destra estrema e razzista. E (temo) non sarà l’ultima.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. ti ricordo che il fascismo non è un’opinione, è un crimine.
Per ADV
“P.S. ti ricordo che il fascismo non è un’opinione, è un crimine.”
Premesso che una cosa non esclude l’altra, non lo so: posso avere la “opinione” che rubare ai ricchi per dare ai poveri sia una buona cosa, poi se lo faccio, compio effettivamente un reato.
Il fascismo non lo definirei una “opinione”. Per me fu un movimento con varie tappe, attorno alla personalità cangiante di Benito Mussolini.
Casomai alcuni fascisti, come Gentile o altri, avevano delle “opinioni” pure parecchio diverse tra di loro (pensa a “strapaese” contro “stracittà”).
Detto questo, non so esattamente cosa voglia dire un “crimine”, forse ci può aiutare MT.
In Italia esiste un reato chiamato “ricostituzione del disciolto partito nazionale fascista” e un altro di “apologia del fascismo”, che però credo che diventi tale solo se rivolto appunto alla “ricostituzione”.
Insomma, credo che non sia reato dire, “Mussolini ha fatto bene a prosciugare le Paludi Pontine!” purché non sia legato a una precisa organizzazione. Che però credo debba avere delle caratteristiche oggettivamente antidemocratiche: mi posso sbagliare, ma anni fa ci fu il movimento Fascismo e Libertà che riuscì a sopravvivere ai tribunali, perchè aveva statuto e programma “democratici”.
“Fascismo e Libertà” anzi, vedo che il vero nome è addirittura Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale (MFL-PSN), e regge felicemente ai tribunali dal 1991. https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_Fascismo_e_Libert%C3%A0_-_Partito_Socialista_Nazionale
Sul sito (archiviato) https://web.archive.org/web/20131010034005/http://www.fascismoeliberta.info/phpf/viewpage.php?page_id=2 Leggo:
“Il Movimento politico nazionale FASCISMO E LIBERTÀ-PARTITO SOCIALISTA NAZIONALE, legalmente costituito con atto notarile in data 25 Luglio 1991, ha ottenuto il riconoscimento di liceità con la propria denominazione ed il simbolo del Fascio Repubblicano, dalle SENTENZE DI ARCHIVIAZIONE e/o PIENA ASSOLUZIONE di supposti reati di ricostituzione del disciolto partito fascista e di apologia di fascismo (Legge Scelba) emesse dai Tribunali di MILANO (tre sentenze), ALESSANDRIA, SIENA, TERNI, TRIESTE, CALTANISSETTA, VICENZA, PADOVA, AREZZO, PORDENONE, ORISTANO (Tre sentenze), GENOVA, (due sentenze) BRINDISI, (due sentenze), BRESCIA, PISA, ANCONA, TREVISO, NOVARA, MANTOVA, TERAMO, SONDRIO, SIENA, ASTI, BOLOGNA, TORINO, ALBA(CN), CREMONA con la motivazione:”IL FATTO NON SUSSISTE.”
Noi non abbiamo raccolto la triste e disonorevole eredità del neofascismo della Prima Repubblica, in primis quello del Movimento Sociale Italiano, col suo progressivo avvicinamento ai valori della destra borghese e liberalcapitalista da sempre avversa al Fascismo rivoluzionario e profondamente socialista. Noi non abbiamo ereditato l’avvicinamento politico agli USA ed a Israele tipico del MSI e di altri piccoli partiti più moderni spesso legati alla massoneria internazionale e nazionale. Noi siamo fedeli agli insegnamenti del Fascismo Storico, quello del Ventennio e della esperienza della Repubblica Sociale Italiana.
“Ecco da dove nasce l’esigenza di dare vita ad un Movimento come il nostro: dal constatare come sia indispensabile oggi portare avanti con fedeltà e coerenza l’ideologia incorrotta e sempre giovane del Duce Benito Mussolini e dalla constatazione che questo compito non può essere delegato ad altri che, in 60 anni di Prima e Seconda Repubblica, mai hanno anche solo osato avvicinarsi alla denominazione “Fascismo” e alle sue eterne simbologie che affondano le loro solide radici nella maestosità dell’Impero Romano.”
Pisanò !
famoso per aver anticipato Pansa….la sua dettagliatissima “Storia della guerra civile in Italia 1943-1945” (10 volumi !) ancorchè ben lungi da essere obiettiva (e Pisanò non avrebbe preteso tanto !) is thoroughly researched e rappresentò un balsamo di fronte alla vulgata resistenzialista ad maiorem PCI gloriam..vero Moi
? dalle tue parti ne sapete qualcosa 😀 😀 😀
è triste che in tutta ‘sta lista copiosa solo Alba abbia la parentesi….
perché solo Alba non è provincia…
questa è un’ingiustizia che il nobile popolo albese, e il popolo fratello roerino, dovrebbero sanare, secedendo da Cuneo 😀 😀 😀
un tempo si disse in Alto Adige Los von Trient….
è ora di dire ad Alba e dintorni Feura da Cuni ! 😀
Per roberto
“Ps ma quanto piagnucolano i fascisti? Non dovrebbero essere dei maschioni virili?”
Vuoi dire la battuta facile, o vuoi capire come funziona?
Funziona che loro dicono,
“eravamo in dieci, ma abbiamo avuto il coraggio di dire qualcosa di così importante, che ci sono saltati addosso in mille. E siamo rimasti in piedi, tra la canea ululante. Grazie ai loro attacchi, sappiamo di essere dei veri eroi!”
Roberto,
“Se questa gente la lasci libera di fare le loro passeggiate ti ritrovi la marcia su Roma…”
Tu inviti sempre a fare discori realistici, non campati per aria, a evitare iperboli e affermazioni clamorose…
Davvero pensi una roba del genere??
La marcia su Roma??
quella su Washington è riuscita e alla grande: Presidente, Senato, Camera dei Rappresentanti
e di soldi i Dem ne avevano a volontà
quindi meglio essere prudenti: Salvini e Conte hanno già governato
Ciao!
Di solito quando c’è un dittatore non si indicono elezioni.
Invece temo che si faranno sia quelle di medio termine, sia, fra quattro anni, le nuove presidenziali.
non per desiderio dei Maga, però, se li leggi sai che per loro le uniche elezioni vere sono quelle che vincono
Romania divisa su basi geografiche https://www.antena3.ro/alegeri-prezidentiale2025-tur2/
alla buona,
vecchia Romania (tranne Bucarest e le città), per Simion, dunque per Putin e contro l’Europa
nuova Romania (ex-asburgica) più Bucarest et viciniora, per Dan, dunque per l’Europa e contro Putin
Dan sarebbe il vincitore, la von der Leyen non sarà triste 😀
io sono triste perchè questo supporto popolare amplissimo per il putinismo, con intere regioni europee schierate dalla sua parte, è un’ammissione di fallimento democratico molto grave!
ciao
Mi duole dirlo, ma i romeni, stringi stringi, sono degli straccioni un po’ come i greci e gli spagnoli (e anche un po’ noi italiani, ahimè), col complesso della povertà e del sottosviluppo, che vedono la Ue come Babbo Natale, che porta soldi gratis.
Tutt’altra razza gli ungheresi, più fieri e dignitosi, che, passata l’occupazione comunista, sono tornati un paese serio.
fieri dignitosi e idrovora di fondi UE
mica tutti sono come i calabresi, che nulla prendono dalla UE, piuttosto che rinunciare alle loro tradizioni di svaccare di fronte a requisiti e scadenze!
stranamente il Dolj vota per Dan (il Dolj è arretrato, sta nella vecchia Romania, votava Iliescu e poi il PSD nuovo nome del disciolto PCR :D, dunque era un candidato ideale per votare Simion 😀 :D)
(non ci metto la mano sul fuoco ma sembra ufficiale..e non c’è bisogno di tradurre)
Nicușor Dan a devenit noul președinte al României, conform numărătorii oficiale, date transmise pe site-ul Autorității Electorale Permanente.
se così è, l’Europa ha vinto
Ursula von der Leyen dopo la vittoria di Nicușor Dan “I romeni hanno scelto la promessa di un Paese prospero in un’Europa forte”
https://stirileprotv.ro/alegeri/prezidentiale/2024/ursula-von-der-leyen-dupa-victoria-lui-nicusor-dan-romanii-au-ales-promisiunea-unei-tari-prospere-intr-o-europa-puternica.html
Roma locuta, causa soluta ovvero, attualizzando, i romeni hanno deciso -sovranamente. che nel novembre 2024 andava fatto quello che si fece da parte della loro Corte…bon, e buonanotte ai suonatori !
Tradotto, la von der Leyen e Leuropa hanno mandato il loro avvertimento mafioso (si vota per chi vogliamo noi o sono cazzi) e i romeni hanno capito l’antifona.
Li ho conosciuti, i romeni: cinici, furbi e rassegnati insieme, come tutti i popoli assuefatti a lunghe dominazioni straniere.
Tipo gli italiani, ma meno ottimisti: noi abbiamo avuto Marshall, loro Ceaucescu.
pino
“Tradotto, la von der Leyen e Leuropa hanno mandato il loro avvertimento mafioso (si vota per chi vogliamo noi o sono cazzi) e i romeni hanno capito l’antifona.”
davvero pensi questo!?!
io ricordo ancora una volta che le elezioni non le ha annullate la VDL o L’europa o i poteri forti, ma la *corte costituzionale romena*!!! poi certo possiamo immaginare che la VDL abbia chiamato i giudici costituzionali per dirgli “fate qualcosa” ma ci credo poco
poi da quando in qua i popoli ascoltano gli avvertimenti? …dell’europa poi…
Si chiama “sistema di potere”: se ne è creato uno e, come ogni sistema di potere, non si riduce a singoli nomi o organismi.
Esatto!
” ma ci credo poco”
Io sono italiano, vivo in Italia, ho lavorato nel cinema e ho avuto a che fare con i dovuti ministri e direttori della sezione apposita.
Ci credo molto, moltissimo.
Magari in una forma un po’ più ipocrita e raffinata, ma neanche troppo.
sarà come dite voi…ma non escluderei che ai rumeni sia stato sul gozzo vedere pacchi di soldi (e sembra armi) arrivare da mosca ad un candidato
Secondo me ai rumeni fa piacere vedere arrivare soldi, da una parte o dall’altra.
Di nuovo, l’esperienza italiana è maestra.
Io credo invece che dopo le prime e VERE elezioni, l’Europa abbia inscenato (lo sospetto, non ne ho idea) la solita campagna terroristica che aveva fatto contro la Brexit, mutatis mutandis. Agli inglesi “finirete in malora “, ai romeni “vi tagliamo i fondi e finirete in malora “.
Tutto mascherato da “imparziali ” articoli di giornale, pareri di opinionisti ecc.
Gli inglesi non se la sono bevuta, i romeni, con una storia e un’economia diversa, sì.
Quando ci lavorai io comunque mi sembravano per niente antirussi. L’Europa anche gli piaceva: cacciava i soldi.
Semmai ce l’avevano un po’ su con gli ungheresi, e tanto con gli zingari.
Gli inglesi non se la son
pino
“l’Europa abbia inscenato (lo sospetto, non ne ho idea) la solita campagna terroristica che aveva fatto contro la Brexit,”
guarda sarei davvero felice se l’europa fosse in grado di inscenare una campagna terroristica, perché in realtà quanto a comunicazione l’europa non è capace nemmeno di far capire elementi del tutto basilari come “il parlamento europeo codecide sulla stragrande maggioranza delle cose” e “l’europa siete voi”…non riesce a smentire efficacemente nemmeno una sola delle 10000 bufale che girano sul suo conto…e vuoi che faccia campagne terroristiche? magari!
mi sembra mutatis mutandis come “gli ebrei dominano il mondo” quando non riescono a controllare nemmeno uno pezzetto di deserto….
Io però ricordo quello che si leggeva prima della Brexit…
E infatti è andata come si diceva: il Regno Unito si è causato da solo un sacco di inutili casini burocratici, non ha più diritto di parola sulle regole europee ma deve adeguarsi, sta cacciando un sacco di lavoratori stranieri che andavano ad arricchire l’economia locale.
Dei soldi che Farage prometteva sarebbero zampillati dalle fontane una volta smesso di foraggiare i burocrati di Brussels, neppure l’ombra.
Ciao!
Roberto,
non puoi sostenere che i media siano antieuropeisti.
Antieuropeista è “La Verità”, ma non mi sembra che il Corriere, la Repubblica, la Stampa, ecc. ecc. ecc. siano antieuropeisti.
Per Peucezio
“Antieuropeista è “La Verità”, ma non mi sembra che il Corriere, la Repubblica, la Stampa, ecc. ecc. ecc. siano antieuropeisti.”
Calcola che TUTTI gli esseri umani vedono sempre i propri nemici ingranditi.
L’antieuropeista vede ovunque un megasistema europeista che lo schiaccia
L’europeista vede l’onda antieuropea che sta per spazzare via la civiltà
il destro vede i comunisti ovunque
l’ebreo vede gli antisemiti sotto il letto
il diffidente vede gli immigrati che stanno per fare la Sostituzione Etnica
l’antifascista si sente l’ultimo baluardo contro la Nuova Marcia su Roma
il musulmano vede i Crociati che vogliono distruggere l’Islam
i transattivisti vedono i Transfobici pronti a ucciderli
i conservatori vedono i Trans che stanno per mutilare in massa tutti i nostri figli
E’ umano.
peucezio
“non puoi sostenere che i media siano antieuropeisti”
guarda repubblica ho smesso di leggerlo per quel motivo….sotto il regno di renzi che aveva iniziato a sfruttare questa soluzione facile dell’utilizzare l’europa come capro espiatorio di tutto, e repubblica ci andava dietro. è cambiato? bene
ma ciò detto, quando leggo “che l’Europa ha inscenato una campagna terroristica”, cosa devo immaginare, che la VDL influenza repubblica ed il corriere!?!
a me sembra un pochino incoerente da una parte dire che si tratta di gente inutile ed insignificante e dall’altra che è una specie di spectre che controlla l’informazione (tra l’altro con risultati abbastanza discutibili visto l’attuale simpatia per l’UE….)
Io non ho mai detto che è gente inutile (magari!)
Credo invece che la von der Leyen sia una persona pessima umanamente e pericolosa politicamente.
E credo che se Putin ha interesse e capacità di interferire nelle elezioni romene, altrettanto interesse e capacità abbia la von der Leyen.
Pino
“ altrettanto interesse e capacità abbia la von der Leyen.”
Sull’interesse non ho dubbi…sulla capacità invece ne ho molti
Miguel,
l’Ue è diventata impopolare ultimamente.
Ma non certro a livello delle élite che controllano i media.
Siamo sempre là: a moltissima gente comune non piace il woke, né gli eccessi LGBT, ma tutte le persone che in qualche minima misura contano sostengono queste cause: editoria, stampa, università, media, multinazionali, ecc. ecc.
Come ho detto tante volte, esiste l’ideologia del potere.
a proposito di brexit inizia l’epoca reset…ridiscussione degli accordi
https://www.theguardian.com/world/2025/may/19/monday-briefing-reports-of-late-night-breakthrough-in-landmark-uk-eu-reset-deal
Inizia?
Comunque lo so che “tieni” per l’Europa: ci mancherebbe.
E io non sono completamente euroscettico, solo mi piacerebbe… una Europa completamente diversa.
E mi stanno anche sulle balle gli inglesi.
E però, non so, dentro di me la Brexit continua a sembrare una grande vittoria dei concetti di democrazia e autodeterminazione.
Porca mignotta, conterà qualcosa il volere di un popolo, o no??
O solo quando piace a “quelli giusti”??
Certo che conta. Purchè non pensi di decidere se 2+2=4 o 5.
Se invece sceglie di metterci tre settimane a fare una cosa che si faceva in tre minuti oppure di pagare molto di più, è Libero di comandare.
Si chiama Tafazzi Principle.
Francesco,
parli tu di Tafazzi…
pino
“la Brexit continua a sembrare una grande vittoria dei concetti di democrazia e autodeterminazione”
ma io su questo sono totalmente d’accordo!
come ricorderai ho sempre sostenuto che una volta votata la brexit se ne dovevano andare e che i due anni di discussioni sono stati assurdamente lunghi…il problema è che loro stessi non avevano capito che… “out is out”!
cioè, hai deciso di brexitare?
benissimo, ciao ciao!
però non puoi pretendere chessò, per fare un esempio reale, la libera circolazione in europa per i servizi finanziari britannici e allo stesso tempo l’eliminazione in UK della libera circolazione dei cittadini UE.
oppure (ed è una delle cose discusse oggi) la fine della libera circolazione delle merci tra UK e UE e allo stesso tempo di poter esportare la loro merda in UE senza rispettare le regole UE.
oppure partecipare agli appalti in UE sullo stesso piano che le ditte UE, ma senza reciprocità
pino
“Inizia?”
si inizia…
fino ad oggi il divorzio UK/EU era regolato appunto dall’accordo sulla brexit.
starmer ha deciso che vuole modificare l’accordo, cosa che i governi precedenti (sunahk, struss e Johnson) non avevano la minima intenzione di fare (…anche perché l’avevano appena concluso)
ovviamente starmer non sta affatto pensando di riportare l’UK in UE (…spero almeno, sarebbe matto…), ma sta cercando di rinegoziare certi aspetti dell’accordo brexit
@Roberto
si, notato..ho anche fatto brevi considerazioni in fb…..
in breve, credo che la soluzione migliori per entrambi (UK e UE) sia una solida amicizia DA SEPARATI..senza le illusioni dell’europeismo e l’asprezze dei brexisti….
noi e loro dovremmo trovare un modus vivendi vantaggioso..primo passo, simbolico, dovrebbe essere l’abolizione dell’ETA per noi (e lo dico anche se personalmente non ci guadagnerei nulla:D io ce l’ho, quando ancora costava 10 £, adesso sono 16 £)
Habsb
Già, dimenticavo l’ETA…I britannici si lamentano perché per entrare in Europa devono fare la fila con glie extracomunitari, ma intanto impongono l’ETA agli europei….”chiagni e fotti” come si dice in inglese?
Che roba è, baschi a parte?
@Peucezio
letteralmente “Electronic Travel Authorization” una sorta di (quasi) visto elettronico…
il capostipite, se non per motivi cronologici quantomeno per ragioni di prestigio, è l’ESTA americana, che costa 21 USD, può tardare alcune ore, e non la può ottenere chi sia stato in uno o più degli Stati che gli USA a loro arbitrio definiscono “criminali” (Iran, Nord Corea, Siria -ma adesso la toglieranno..si sono dimenticati di togliere l’Iraq, che c’era dai tempi del vecchio Saddam :D) o qualora uno ce l’abbia decadrebbe ipso facto [che poi non è vero 😀 io avevo l’ESTA, credevo fosse decaduta dopo il viaggio in Iran e quello in Nord Corea e pochi giorni fa mi arriva una comunicazione che la mia ESTA sta per scadere e di farne un’altra 😀 io ormai avevo/ho già il visto, che non ha limitazioni di Stati..il visto prevede una interview che io ho fatto a Milano ma si può scegliere ogni località anche se, presumo, che se uno scegliesse Mogadisci ciò forse non deporrebbe a suo favore :D]
oggi le eTA sono diffusissime massime nei paesi anglosassoni o assimilati..
1.il Canada chiede un’ETA facile, manco ti chiedono una fotografia (vogliono solo i tuoi dati) e costa meno di 7 euro in C$ (Canadian dollars)..vale 5 anni o sino alla scadenza del passaporto (ciò è tipico di ogni ETA, anche quella britannica e l’ESTA degli USA, che sono strettamente legate al passaporto..se cambi passaporto, cessa di valere; il visto USA invece supera i passaporti e continua a valere anche dopòo la scadenza del passaporto vecchio poichè immagino per gli USA tutti gli altri sono plebei irrilevanti 😀 😀 e quindi i loro documenti fanno premio :D]
2.la Nuova Zelanda chiede un’ETA, oggi carissima (117 NZ$ cioè 61 euro)..vale due anni, te la danno entro 2 minuti dopo aver pagato, la mia scadrà ahimè il 5 giugno (nel 2023 quando l’ho fatta costava la metà, 58 NZ$..l’aumento deriva da una folle tassa ecologista imposta dal NZ Labour Party)
3.l’Australia chiede un’ETA-visto (insomma una ETA che è anche eVisa), che costa 20 A$ (12 E), vale 1 anno e te le danno 30 secondi dopo aver pagato
4.il Regno Unito dal 2 aprile non ci lascia più entrare col semplice passaporto..vi è un’ETA UK, abbastanza cara oggi 16 £ quindi 20 E) che viene data immediatamente dopo il pagamento
5.Israele, dal 1/1/2025, ha introdotto una ETA-IL che oggi costa sui 25 NIS (7-8 E)..io l’ho fatta a fine 2024 qundo era gratis..vale 2 anni
6.il Kenya ha un’ETA-visto, che costa 30 USD e non viene data subito..ma siamo in Africa, insomma 😀
7.l’India richiede un’ETA-visto, che può valere 30 gg, 1 anno o anche 5 anni, e che consente l’ingresso nella terra degli indù solo da 31 aeroporti* e 5 porti marittimi elencati in fondo, ma assolutamente non dai posti di frontiera terrestri, da cui però si può uscire: per quelli ci vorrebbe il visto stampato sul passaporto, ottenibile alla buona vecchia maniera in un consolato indiano, lungo e difficile da ottenere (ma poi lo si ha, eh); poi l’India essendo l’India, io che avevo l’ETA annuale sono entrato (per la seconda volta) in India via terra dal Bhutan e lungi dal dirmi qualcosa manco si sono ricordati di timbrarmi il passaporto 😀 dandomi un altro tipi di problemi a Delhi Airport al ritorno in quanto non risultavo mai rientrato in India dopo essere uscito, risolti senza farmi perdere l’aereo per fortuna 😀 :
noi europei, in un lontano futuro 😀 (l’hanno già rimandata mille volte) dovremmo introdurre una ETIAS
*il bello è che fra i 31 aeroporti c’è Port Blair nelle Andamane
nella riga sotto però c’è scritto che per entrare a Port Blair bisogna avere un permesso speciale in quanto “area ristretta” (si favoleggia che Modi avrebbe proprio in quelle isole armi nucleari puntate su tutti i vicini :D)
ma dico io, benedetti indù, se non volete fare entrare la gente da Port Blair -come è vostro diritto- non potevate semplicemente espungerlo dalla lista dei 31 che sarebbero divenuti 30 ? 😀
o forse Vishnù in persona è appars e ha detto che 30 porta male e bisogna mettere 31 ? 😀
mi sembravano per niente antirussi
Pino ha ragione…..
in un’ipotetica scala di antirussismo (da 0 a 10) io metterei
Baltici, 10 (Lettonia 11 :D)
Polonia, 9
Ungheria, 7 (eh sì, Orban è filo-Putin per ragioni sue ma non crdiate che i magiari siano così russofili :D)
Cechia, 6, 5/7
Romania, 5
Slovacchia, 4
Bulgaria, 3
si può discutere sui numeri., ma di certo i romeni -specialmente nella “vecchia Romania”- sono meno antirussi di baltici e polacchi (e, aggiungo, io finnici..e svedesi sic !)
Uhm, però il mio amico americano sposato con una russa mi raccontava che a Vienna guardavano lei in cagnesco e lui con simpatia, a Budapest il contrario.
può essere…..di certo gli ungheresi non sono nella prima fascia degli anti-russi, poi dipende da chi ha incontrato, dai milieux frequentati ecc
uno Yankee guardato con simpatia a Vienna? dove ci stanno i rossi più fighetti di tutta l’Austria e i neri nazisti al soldo di Putin?
ragazzo fortunato
habsb
“scala di antirussismo ”
conosco pochi lettoni, ma per i lituani direi 12
🙂
il più buffo nel mio carnet è un lituano-americano, che da ben prima dell’invasione dell’ucraina aveva posizioni profondamente razziste contro i russi al punto che non mi ricordo più in quali mondiali, ci vedevamo per vedere le partite e lui veniva solo per tifare contro la russia, chiunque fosse l’avversario 🙂
patetico
io metterei 6-7 anche sloveni e croati, che però mi sembrano russofobi in chiave antiserba (cioè li odiano perché sono amici degli odiati serbi)
io metterei 6-7 anche sloveni e croati, che però mi sembrano russofobi in chiave antiserba (cioè li odiano perché sono amici degli odiati serbi)
si, verissimo..diciamo una russofobia indiretta 😀 😀
Roberto,
“sarà come dite voi…ma non escluderei che ai rumeni sia stato sul gozzo vedere pacchi di soldi (e sembra armi) arrivare da mosca ad un candidato”
Ma questo si fa sempre, in tutte le elezioni del mondo.
Non capisco perché da quando la Russia si permette di fare quello che gli americani fanno da sempre ovunque apriti cielo, è attentato alla democrazia.
Si dovrebbe avere almeno l’onestà di dire che siamo sotto un determinato potere e che non si vuole che ce ne siano altri concorrenti ad esso.
non è che mi beva per provato e conclamato che gli USA riempivano regolarmente di soldi i candidati filo-occidentali
il Piano Marshall era un pochino di più di questo e di altre cose simili ho poca conoscenza
e all’epoca un Partito doveva esserci, non bastava avere un profilo su Tik Tok
Pino
mi sembra che tu tragga conclusioni un pelo forti partendo da pochissimi fatti e molti pregiudizi.
Che ci sia una discrasia tra votare Putin e stare nell’Unione Europea, in più, mi pare un dato di fatto, non una minaccia mafiosa.
Ciao
Per Francesco
“Che ci sia una discrasia tra votare Putin e stare nell’Unione Europea,”
Questa me la sono persa. Putin si è candidato in un paese europeo, o vuoi dire che la Russia fa parte dell’Unione Europea?
Putin manovra un buon numero di pupazzetti nei paesi della UE
Grazie ai soldi che ha come Presidente russo e di cui non deve rendere conto riesce a farne dei personaggi politici rilevanti
Ma quando uno vota Salvini in Italia (per fare un esempio) è chiaro sta votando il puparo e non il pupo
Trovo che l’offerta del puparo sia eccezionalmente miserabile ma a molti pare appetibile
Ciao
nel jud. Harghita, abitato in maggioranza da ungheresi Secui i quali temono il nazionalismo romeno incarnato da Simion, dalla Chiesa ortodossa e dai nostalgici del PCR (in quei luoghi vi sono convergenze particolari :D), Dan ha avuto il 90, 75 % dei voti ! Orban non ama l’Europa, gli ungheresi di Romania dovrebbero seguire Orban ma di fronte al pericolo di un governo anti-magiaro (come avveniva prima della rivoluzione !) gli ungheresi di Romania, e specialmente i Secui (Secleri), hanno scelto tutti l’Europa alla faccia di Orban 😀
nel depresso jud. Tulcea (in Dobrugia), ove vivono anche dei “vecchi credenti” russi (i lipoveni), invece Simion ha avuto il 58, 33 %..comunque Simion non ha stravinto neppure nelle aree più povere e nostalgiche..
per confronto, in Moldova il candidato russofilo, che poi ha perso grazie alla diaspora, ha stravinto nella sovietica e putiniana Gagauzia con il 96 % (la Sandu è stata umiliata là)
la Romania è divisa ma in modo meno netto della Moldova..
anche la diaspora romena, seppur tendenzialmente pro-Europa, non è così schierata da una parte come la diaspora moldava (in Occidente), al 90 % per la Sandu -che in patria ha perso 😀
Certo che in un paese dove i giudici annullano arbitrariamente delle lezioni per obbedienza a poteri forti, difficile non sospettare brogli a gogo.
Poi chi lo sa…
Comunque pure ‘sti americani:
finché predicano valori capovolti e distruttivi esercitano un soft power efficacissimo, poi, appena si mettono dalla parte del bene diventano incapaci di esercitalo, anzi, lo esercitano alla rovescia innescando la reazione avversa.
e fatti qualche domanda!
forse quello che ti appare “bene” è una manica di stronzate, con appiccicati sopra un paio di buoni adesivi per acchiappare i gonzi come noi.
Ciao!
@ francesco
“appiccicati”
Medico, cura te stesso…
Ciao!
Andrea Di Vita
infatti io non voto mica quella gente lì, piuttosto mi isso sulla colonna e mi astengo
ci vuole qualcosa di eccezionalmente pravo e grave, per esempio le tue idee, per farmi solo considerare di tornare nel giuoco
Ciao
Francesco,
“forse quello che ti appare “bene” è una manica di stronzate, con appiccicati sopra un paio di buoni adesivi per acchiappare i gonzi come noi.”
Tu sei un fiancheggiatore di Satana in perfetta e totale buona fede.
Sai che penso esattamente la stessa cosa di te? sei così affascinato dal tuo sogno di una Russia cristiana e tradizionalista e paventi un Occidente dissolutore dell’umano con tale convinzione che appoggi un mafioso con la Bomba.
Ciao!
No, Francesco, l’Occidente dissolutore dell’umano non lo pavento, è là da più di 200 anni (diciamo dal 1789, anche se in realtà parte già da Lutero).
ma quella è UNA parte dell’Occidente, mica tutto
ci sono anche io, per esempio!
😀
Altro grandissimo errore è pensare che le passeggiate siano un problema di per sé.
Ogni anno qui a Firenze il Partito Marxista Leninista Italiano celebra il compleanno di Mao, responsabile si dice di qualche decina di milioni di morti ammazzati; ed esaltano a figura di Stalin, il padre dei Gulag e di deportazioni di massa e molto altro.
Sognano di trasformare l’Italia in una dittatura come non s’era mai vista.
Ogni giorno alla stazione puoi incrociare i Testimoni di Geova, che invece auspicano il pronto e totale annientamento della vita umana sul pianeta da parte di un Geova furibondo, con instaurazione successiva di una teocrazia planetaria.
Siccome nessuno se ne è accorto né degli uni né degli altri, i due contano zero: non sono riusciti a mettere in azione la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria; anzi siccome sono ottusi, non ci arrivano nemmeno.
come funziona questa cosa dei TDG? se sono tutti morti, chi ha il teocreta?
i castori?
:0
Per Francesco
“come funziona questa cosa dei TDG? se sono tutti morti, chi ha il teocreta?
i castori?”
🙂
Li fa risorgere
Ma tutti o gli Eletti? e non è in contraddizione con la Rapture dei protestanti?
non che io abbia nulla contro la Risurrezione della carne, ben inteso!
Per Francesco
Testimoni di Geova, da Wiki
Con riferimento alla Salvezza, secondo i testimoni:
L’anima umana alla morte cessa di esistere, non esiste dicotomia tra corpo e anima: l’uomo stesso è un’anima. (Ezechiele 18:4; Ecclesiaste 9:10; Salmi 6:5; 146:4; Giovanni 11:11-14; Genesi 2:7)
L’inferno di fuoco non esiste, il vero significato in greco (tradotto poi in latino) del lemma italiano “inferno” corrisponde alla comune tomba del genere umano. (Giob. 14:13, Martini; Apoc. (Riv.) 20:13, 14)
La speranza per i morti è la resurrezione che è di due tipi: il risveglio dalla morte alla vita sulla terra restaurata per la grande folla dei Testimoni o in cielo come co-regnanti di Gesù Cristo per i 144.000. (1 Cor. 15:20-22; Giov. 5:28, 29; 11:25, 26)
La morte scioglie il matrimonio. I resuscitati “non si sposano né le donne sono date in matrimonio”: Gesù, con queste parole, si stava riferendo in particolare a coloro che hanno la speranza di vivere in cielo. (Matteo 22:30)
Soltanto un piccolo gregge di 144.000 unti avrà una risurrezione celeste per regnare con Cristo. (Luca 12:32; Riv. 14:1, 3; 1 Cor. 15:40-53; Riv. 5:9, 10)
Solo i 144.000, una volta morti verranno rigenerati come figli spirituali di Dio sotto forma di un corpo, appunto, spirituale. (1 Piet. 1:23; Giov. 3:3; Riv. 7:3, 4)
e gli altri? pizza e patatine per l’eternità o solo per una vita umana standard?
“Siccome nessuno se ne è accorto né degli uni né degli altri, i due contano zero: non sono riusciti a mettere in azione la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria; anzi siccome sono ottusi, non ci arrivano nemmeno.”
Preciso: non basta la Macchina del Moto Perpetuo: devi anche essere in ritmo con la storia. Lutero agitava la Bibbia, e ha cambiato il mondo. I TdG fanno lo stesso e non si prendono nemmeno una multa per occupazione di suolo pubblico.
Mao e Stalin hanno fatto cose straordinarie (nel bene o nel male) nei contesti della Russia e della Cina di allora. Nel contesto della Firenze di oggi, i loro eredi spendono 90 euro per la sala e poi restituiscono correttamente la chiave.
La domanda è, se stiamo vivendo in circostanze in cui gruppuscoli privi di potere, denaro o armi, che da trent’anni parlano male degli immigrati, si trovano dalla loro il vento della storia, o no.
Ma li hai visti?
Sono quattro sfigati.
Gli immigrati potrebbero essere reimpatriati, ma non da loro, dalla destra di governo, che non lo farà mai.
Al massimo rimpatria un paio di sfortunati per fare scena.
Per Pino Mamet
“Gli immigrati potrebbero essere reimpatriati, ma non da loro, dalla destra di governo, che non lo farà mai.”
Immagina cosa succederebbe a Gucci se rimpatriassero i subappaltatori cinesi di Prato che fanno lavorare come schiavi i pakistani… O quelli che raccolgono i pomodori al Sud permettendo a me di comprare il pomodoro autentico italiano per una sciocchezza al Conad.
O mandassero via i peruviani che a Firenze dormono negli scantinati e puliscono in nero i B&B.
Il Capitalismo sta distruggendo la sua stessa a Creatura olim perfetta : l’ Occidente.
Spiega, grazie.
Francesco
Comunque sulla questione Remigrazione, ovviamente i miei sono discorsi oziosi.
In realtà anche se il 99% di quelli che cercano oggi rumorosamente di impedire a Casa Pound di fare passeggiate si rendessero conto di quanto sia controproducente; ci sarà sempre qualcuno che farà un comunicato di sdegnata condanna, o qualcuno che tira un pomodoro.
E basterà questo per fare notizia, e permetterà a quelli di Casa Pound di sentirsi eroi perseguitati.
La Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria richiede anche pochissimo carburante.
bastano le entrature nel Magico Mondo dei Mass Media!
che devono essere un tema interessante, a pensarci bene
Per rispondere a roberto, consiglio di guardare il video della manifestazione di Casa Pound a La Spezia: tanti hanno cercato in tutti i modi di impedirla.
https://t.me/casapoundufficiale/6008
Quello che interessa non è “come è andata veramente”, che è soggettivo, ma la sensazione che ne trasuda di persone che hanno vinto nonostante mille ostacoli: un perfetto esempio della Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria. Il senso della manifestazione è dato proprio dall’opposizione che ha incontrato – il tema non è in realtà la “remigrazione”, che era ufficialmente l’argomento.
miguel
““come è andata veramente”, che è soggettivo,”
interessante questa frase
Per roberto
“““come è andata veramente”, che è soggettivo,”
interessante questa frase”
Esatto! Questa volta almeno ci siamo capiti: cioè il vero come-è-andata-veramente consiste in tutto l’insieme di tutto ciò che è successo e tutte le interazioni umane in questione. Tra tutte queste cose ognuno di noi sceglie quelle, magari tutte vere, che più rientrano nel proprio schema e confermano qualcosa che già pensavamo. Ecco perché “come è andata veramente” va tra virgolette.
Per roberto
“Per rispondere a roberto, consiglio di guardare il video della manifestazione di Casa Pound a La Spezia https://t.me/casapoundufficiale/6008 ”
L’hai visto poi il video? Credo che la parte finale, dove scorrono le parole che dice il leader, rispondano a tante domande sull’effetto che fa su quelli di Casa Pound – cioè se le contestazioni li scoraggiano o li incoraggiano.
Per Peucezio
“essere e dover essere”
Ho l’impressione che Roberto (e più sorprendentemente anche ADV) crede al potere magico della parola.
Se un minuscolo gruppo può dire una certa parola tra i suoi, allora tutto diventa a rischio.
Io penso invece che le parole funzionino solo quando ci sono le circostanze per cui la gente vi si identifica.
I seguaci della piccola setta di Lenin in Russia hanno volantinato e brigato invano per anni.
Poi è scoppiata la Grande Guerra, e milioni di contadini analfabeti, mandati a crepare nelle trincee, hanno capito perfettamente le parole “Pane, Terra e Pace”.
Non è Casa Pound che sta facendo il lavaggio del cervello al popolo italiano; è Casa Pound che ha trovato una parolina che corrisponde a ciò che milioni di persone sentono.
“Parolina”
E la parolina può creare problemi di convivenza? Per fare l’esempio diverso che volutamente ho portato: i fiumi di parole dei nazionalisti giuliani possono portare a o comunque favorire (il segatore si dice “c’è tanta gente che lo pensa, quindi io lo faccio”. E poi trova l’ovazione di chi lo pensa, ovazione di un movimento che ha al proprio interno personalità politiche e che viene invitato alle varie giornate del Ricordo istituzionali) incidenti come quello che ho segnalato?
Per MT
“E la parolina può creare problemi di convivenza?”
Questo sicuramente. Succede anche tra tifoserie di calcio.
Ma qui si diceva che se non “si” stronca la passeggiata di un paio d’ore di Casa Pound, finiremo con l’avere di nuovo la Marcia su Roma.
Sì, sono sicuro che i problemi legati alla gestione della società multietnica (che non è gestire qualche straniero in centro a Firenze) sono di gravità analoga alla gestione delle curve durante i derby.
Tolomei cercava di far tifare Milan agli interisti, no?
E legalizzare le Squadre di Supereroi tipo Articolo52 ?
Per MT
“Sì, sono sicuro che i problemi legati alla gestione della società multietnica”
Scusami, non ho capito niente
Ogni volta che più comunità (quindi con culture, lingue, religioni e valori diversi) coesistono si pone il problema della convivenza. I colti sono un problema limitato (hanno la cultura dotta che finisce per essere un fattore unificante), chi abita in centro vede poco il problema (gli Altri sono presenti in dosi mitridatiche facili da assimilare), ma dove i numeri si fanno consistenti e quindi effettivamente ci sono i due gruppi etnici a confronto (perché siamo a Gorizia o in una Banlieu francese: cause diverse, effetto analogo) una gestione pubblica del fenomeno serve. E i provocatori sono parte del problema.
Cosa sono i provocatori?
Casa Pound ne fa parte integrante. Come chiunque getti benzina con iniziative idiote.
La politica è tutta una provocazione: ha ragione Miguel.
Ma una provocazione irrilevante.
Esistono le provocazioni che mettono a rischio equilibri fragili e quelle che sono i soliti derby all’italiana. Non è buono che non ci sia la capacità di distinguere tra il tifo e la convivenza sociale.
Ah, cioè i discorsi di quattro esagitati (o anche di una minoranza con una sua visione che a te può non piacere, ma è del tutto irrilevante, perché non ha nessun potere) mette a rischio equilibri fragili?
E quali sono gli equilibri fragili?
Che l’Italia rischia di diventare come la Francia, dove si bruciano le chiese, si fanno attentati, ci sono sacche di sharia di fatto, ci sono quartieri sottratti al controllo dello stato?
È questa tendenza l’equilibrio fragile che dovremmo tutelare?
Io credo invece che sia una cosa da paventare.
Al di là che le soluzioni possano essere più o meno strampalate, velleitarie o inattuabili.
I Fascisti e i Nazisti
In questo momento potrebbero essere più democratici dei Dem.
Ma non sono un’alternativa decente
È giunto il momento di cominciare a non votare in massa.
Percentuali di astensione del 90%.
Bandiere esposte ai davanzali.
“Io non voto”
Nel frattempo istituire nuovi partiti
– il partito Valdese.
– il partito neo-Etrusco. O neo-Ostrogoto.
– il partito Patafisico italiano. PPI
Magari lassù nelle alte sfere qualcuno comincerebbe a capire.
Ah!
.
-Partito comunista Italo-cubano
-Partito animalista senza la Brambilla.
Che comunque mi stava simpatica. Ma non
ho capito perché. (Liberate Dudu’, che possa
avere le sue sacrosante pulci senza che gli
facciano la toelettatura tutti i santi giorni)..
-Partito Cinico TV per quelli col pelo sullo
stomaco.
-Partito vittoria garantita a tutti i tornei di
tennis per Sinner. Questo prenderebbe un
sacco di voti. PVGS.
Partito Anti Valdese?
Partito Bistecca Libera e Affanculo i Vegani?
PPR? che sarebbe il Partito Papa Re (20 euri a chi aveva indovinato)
PBS – Partito Ballando con le Stelle, per soli 0ver 65 però.
PAC – Partito Anti Cellulare. Puoi iscriverti solo se sei un Martinez entro 5 gradi.
Il PBL si può votare solo se si accetta di allevare un bisonte in casa.
Poi per la bistecca bisogna discuterne col bisonte.
quel che è giusto è giusto!
Riassunto…
oggi abbiamo discusso a lungo di Casa Pound, Remigrazione e altro.
Cerco di chiarire la mia posizione.
Mi interessano poco gli identitarismi storici, mi interessa il fatto che Casa Pound sostiene due tesi nette: Remigrazione e Potenza Europa. “Potenza Europa” è più o meno la tesi della Von der Leyen (“Riarmiamoci, contro Trump e Putin!”), ed è da sempre la tesi fondante del fascismo stile Repubblica Sociale (contro i filoamericani in stile Ventennio).
A me fanno orrore entrambe le tesi.
Quello che mi interessa è:
1) La Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria, che è la base dello spettacolo politico italiano.
2) la domanda, “se io sono contrario a Remigrazione ed Europa Potenza, quale tattica mi farà vincere e non perdere?”, che è diverso dalla domanda, “quale tattica mi farà sentire più bello ed eroico e dalla parte giusta?”
3) capire che la politica non è fatta dalle “prese di posizione”, ma dalle Leve, i grandi interessi umani così forti da smuovere le cose. Cioè dal Potere che si possiede.
4) capire che se si decide di entrare in Guerra, bisogna avere la forza e la cattiveria di condurla fino in fondo e vincerla. Se non riesci a sterminare il Nemico, lo ingrassi. E sterminare vuol dire proprio sterminare, non punzecchiare. Vuol dire fare come sta facendo Israele adesso.
5) capire che le parole non hanno potere, finché non c’è la circostanza storica che permette di metterle in atto: lanciare i cerini accesi in mare è diverso dal lanciarli in una polveriera.
6) stare molto attenti agli “impersonali” (“si deve”, “bisogna”) che scaricano tutto su qualcun altro, che non si sa chi è. Contiamo sulle nostre forze e vediamo cosa possiamo fare noi. Magari quasi niente, ma è meglio accendere una sola candela che maledire il buio (o ordinare al sole di splendere alle 2 di notte).
Devo dire che se l’alternativa è il suprematismo europeo in funzione antirussa che vuole Casapound, è meglio l’estinzione della razza europea e la sostituzione etnica: credo che tutto il resto del mondo ne trarrebbe giovamento.
5) […] lanciare i cerini accesi in mare è diverso dal lanciarli in una polveriera.
menzione onorevole e bacio in fronte a questa importantissima rilevazione!!!
Francesco,
ma ci devono essere i cerini, non il nulla.
basta un nulla per far esplodere una polveriera
mentre in una piscina un lanciafiamme è quasi innocuo
Già, è la scusa del giorno d’oggi: nessuno deve potersi esprimere su nulla perché tutto minaccia la democrazia, istiga al razzismo e tutto il resto delle puttanate.
Che mondo orrendo.
Invece si deve poter dire quello stracazzo che si vuole e il ricatto continuo dell’allarme razzismo, allarme antisemitismo e il resto delle troiate allarmistiche e ridicole va ignorato.
La sinistra vive e si nutre di allarmismo onirico, delirante e idiota.
beh, che l’allarme sia stato quasi sempre suonato a vuoto e a vanvera o in malafede è verissimo
è così che siamo arrivati alla situazione attuale, in cui il Lupo c’è ma nessuno ascolta gli allarmi
ben gli sta, ai De Vita, ma noi che colpa c’abbiamo?
Nessuna.
Dobbiamo semplicemente constatare che lupi non ce ne sono o, meglio, che sono altri più seri.
Ecco un esempio meraviglioso di Leva.
Gli abitanti delle Canarie manifestano in 100.000 contro l’overtourism: una cifra enorme, per un posto piccolo, capace di stravolgere almeno tutti i consigli comunali del posto.
Non lo fanno per qualche valore astratto, ma perché riconoscono il proprio interesse e lo sostengono.
Certo, hanno contro l’interesse complessivo dell’economia spagnola, più l’intera industria turistica planetaria, più tutto il sistema speculativo-finanziario, più l’Europa che sostiene che ogni angolo del Continente deve essere aperto alla prepotenza del più forte, purché la sua ditta abbia sede in Europa.
Ma è una lotta possibile, perché c’è comunque una leva; e il nemico non è gruppetto di estremisti che ha tutto da guadagnare dalla fama che gli viene dallo scontro, anzi.
https://www.lindipendente.online/2025/05/19/alle-canarie-migliaia-di-persone-sono-tornate-a-protestare-contro-il-turismo//?tg_rhash=cb891b7c9401eb
” insieme al fomento dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca”
Potevano tradurre invece di lasciare parole spagnole senza senso in italiano.
A parte questo hanno ragione da vendere.
Si parla dei gasti dell’immigrazione, ma il turismo è molto peggio, è desertificazione.
E rende impossibile reperire un taxi.
Ma perché l’ Europa non può avere i BOPE come in Brasile, a mantenere l’ ordine pubblico ?
Ragazzi, parliamo di cose serie,
qualche opinione sul nuovo papa Leone XIV.
Mi sono fatto tante opinioni su chi parla di Leone XIV, piuttosto.
C’è un tentativo disperato di sottolineare le discontinuità, soprattutto in politica estera. Anche se la linea non è cambiata e le persone che scrivono i discorsi sono sostanzialmente le stesse.
E Paolo Mieli era in prima fila in questa operazione.
Chissà perché.
Sì, i commentatori laici sono interessati al dato geopolitico, come se il ruolo del capo della Chiesa fosse quello.
E sperano che Leone vada in culo alla Russia.
Sarà sicuramente meno sbilanciato in senso “orientalista” di Bergoglio (che in quello aveva ragione; solo in quello, ma gli va riconosciuto), perché è persona più pacata.
Ma non ce lo vedo come papa dell’occidentalismo, diversamente da Ratzinger, che è stato un ottimo papa “materialiter” ma si è fatto strumentalizzare da una certa cultura neocon.
Io comunque trovo che un papa più conservatore sul lato dottrinale e “progressista” (che poi non c’è un cazzo di progressista nello stare con i poveri: è una cosa giusta e basta) in senso sociale sia un po’ l’optimum, almeno per quello che ci può dare oggi un papa comunque nel seolco del Vaticano II e dell’apostasia cattolica (ma le cose si ricostruiscono per gradi, non certo tutte insieme in un sol giorno).
@Peucezio
sono d’accordo……Leone XIV era il meglio rebus sic stantibus
però alcuni lo criticano proprio per questo e lo vedono come molto più pericoloso di Bergoglio..non tanto la IBMC quanto altri tradizionalisti alcuni dei quali hai come amici su fb
e sbagliano !
Davvero?
Ma tradizionalisti in che senso?
Sedeplenisti?
Come sai “tradizionalisti” vuol dire mille cose, da quelli che preferiscono la messa trindentina ma riconoscono pienamente legittima quella montiniana fino ai sedevacantisti più estremi con tutte le sfumature intermedie.
ti ho mandato in WhatsApp il link di uno dei suoi articoli….
credo sia di quelli poco interessati alla forma..cioè ritengono illeciti i Papi del concilio ma non scelgono chiaramente
diciamo un ultra-lefebvrista (potrei sbagliartmi, non è chiaro achi faccia riferimento, non credo a don Ricossa, forse -dico forse- a don Floriano Abrahamowiz un sedevacantista “duro”)
Sarà sicuramente meno sbilanciato in senso “orientalista” di Bergoglio (che in quello aveva ragione; solo in quello, ma gli va riconosciuto), perché è persona più pacata
@Peucezio
ti farà piacere apprendere che il ruolo secondo lui molto positivo di Francesco in Medio Oriente è stato riconosciuto da un siriano (che parla e scrive un ottimo italiano), oggi in esilio (era un assadista estremo anche se ha rotto con Assad quando Assad è fuggito..secondo lui è stato un “coniglio”)…il tipo ha pubblicamente lodato questo aspetto del defunto Pontefice (lo ha scritto sul suo fb che tu non vedi perchè non credo tu sia fra i tuoi amici e neppure io potrei, direttamente, in quanto non è neppure fra i miei..sono però amico di una sua amica e ho potuto vedere questo passo)
Aggiungo, rispetto all’unico tema che in fondo m’interessa varamente (perché alla lunga, col tempo, il resto viene di conseguenza: lex orandi lex credendi), che circa la messa tridentina è possibile che Leone abbia dovuto promettere qualcosa ai cardinali conservatori, alcuni dei quali è molto plausibile che lo abbiano votato, come soluzione di compromesso accettabile, stante l’impossibilità, dati i numeri, di eleggere uno dei loro.
Al di là comunque degli accordi segreti, mi stupirebbe (ma posso sbagliarmi) scoprirlo ostile alla messa antica, sia perché mi sembra uno che ama lo forme e una certa solennità, sia perché mi sembra uno più portato a unire che a dividere (il che in sé non andrebbe bene: è evidente che in sé la coabitazione col novus ordo è inaccettabile, ma realisticamente oggi è impensabile la sua abolizione).
Direi che si danno due scenari plausibili:
– un superamento della Traditionis Custodes con una ri-liberalizzazione stile Ratzinger;
– un suo mantenimento formale interpretandola in senso molto largo e di fatti disapplicandola (sarebbe comunque un mezzo guaio, perché i vescovi locali più accanitamente progressisti continuerebbero a rompere i coglioni).
Mi pare improbabile invece un suo atteggiamento persecutorio come quello di Cicciopirla.
Comunque tutta questa continuità non la vedo.
Non solo in aspetti esteriori e di protocolli.
Hai letto della rimozione di Paglia?
Vedremo comunque.
* protocollo
Paglia dovrebbe essersi ritirato per limiti di età (è del ’45 giusto giusto).
Io aspetto, comunque.
Trovo comunque molto interessante il suo linguaggio teologico, l’insistenza sulla divinità di Cristo, le critiche al relativismo, per il mistero e contro la spettacolarizzazione della liturgia: mi sembra sia partito bene insomma e mi sembra sia uno che ci crede davvero.
Poi trovo molto positivo in questo momento un personaggio conciliante, capace di mediare (diversamente dall’autoritario Bergoglio), ma al tempo stesso autorevole e fermo sulle cose importanti (diversamente dal debole Ratzinger, ottima persona ma priva di risolutezza e capacità di resistere a pressioni esterne).
Mi sembra insomma nei suoi panni nella talare bianca.
Non anti-istituzionale (ci tiene a dare dignità al papato, dignità che ormai era finita sotto i piedi) e con un senso forte (ma gentile) nel ruolo.
Ma sono tutte impressioni iniziali, valgono quello che valgono per ora.
Devo dire che ho più o meno la stessa impressione di Peucezio.
mi associo, l’impressione di discontinuità “umana” come premessa a quella “politica” è fortissima
sull’Ucraina parla di “pace giusta” che è totalmente incompatibile col pacifismo filoputiniano, sono molto curioso di sentirlo ancora, credo che prima o poi si dovrà sciogliere la contraddizione logica
peucezio
“qualche opinione sul nuovo papa Leone XIV.”
per me è un motivo di grande imbarazzo, perché da dieci giorni a questa parte nelle discussioni colte e raffinate alle quali partecipo, tra un bicchiere di vin de constance, un ostrica ed una tartina al foie gras…non so proprio che dire! non ne ho mai sentito parlare prima della elezione, e fondamentalmente essendo ateo non me ne po’ fregà de meno
trovo sempre fastidiosi i discorsi del tipo “ah non è contro i matrimoni gai” (e grazie ar cazzo, detto facendo cadere l’ostrica per terra, è il papa mica il segretario dell’arcigay!)
ho scoperto che ha studiato a villanova che pure essendo una università di secondo piano ha sfornato grandi campioni (jalen brunson e kyle lowry!)…ma è un argomento che in società non acchiappa (lo riservo per gli spogliatoi)
altro non saprei dire
Io invece mi sono letto le varie ipotesi sulle origini italiane di Leone XIV. All’inizio hanno detto che fosse di origine piemontese (il cognome Prevosto è presente nella regione), poi ligure (per via materna), e infine siciliana (suo nonno si sarebbe in realtà chiamato Giovanni Riggitano da Milazzo, provincia di Messina, e avrebbe cambiato il cognome in Prevost per via di una relazione extraconiugale con una collega francese, la cui madre si chiamava Prevost, e da cui avrebbe avuto figli, tra cui il padre del futuro papa).
Comunque sia, pare che Leone XIV abbia appreso di tali origini solo una volta diventato papa, mentre prima era convinto di essere di origine francese per via patrilineare.
Mah… secondo me se ne saprà qualcosa di preciso solo tra un po’.
A me pare che la sua eventuale origine italiana sia un po’ di comodo, un po’ come quando hanno scovato un antenato nobile (e a cercare bene bene prima o poi ce l’hanno tutti) per Kate Middleton
Per Pino Mamet e Habsburgicus
Chi erano i Taurini?
https://youtu.be/fw4b9q5IY9I?si=JfgpeYpgtOFsD1bJ
io credo fossero Celti misti a Liguri, ma culturalmente celtizzati..
però io sono nessuno, e l’argmento è senza dubbio difficile quanto affascinante
anche perchè ‘sti Liguri sono evanescenenti..manco un’iscrizione ci hanno lasciato 😀 😀
Grazie!
Io sapevo che i Liguri antichi erano un popolo preindoeuropeo con un forte superstrato celtico.
Può essere, ma credo che in definitiva nessuno ne sappia più di tanto (come per tanti altri popoli, in effetti)
Sui referendum :
pare _da statistiche woke che incrociano i dati_ che l’ astensionismo sarà alto alle urne, in maggioranza assoluta da parte dei pre-Millennials (over 40 con sbalzo over 45 e ancor più over50 in su) maschi bianchi etero cis binari … sarà mica frutto di quasi 20 di Propaganda in cui siamo il Male Assoluto senza quasi mai neppure nominare il Capitalismo sfrenato ?
20 anni
Sempre sui referendum :
Pare anche che sempre in maggioranza assoluta da parte dei pre-Millennials (over 40 con sbalzo over 45 e ancor più over50 in su) maschi bianchi etero cis binari sia bassissimo il livello di partecipazione alla Raccolta Firme per Matrimoni Egualitari e Abolizione della Caccia … stesso discorso.
SE dobbiamo essere a prescindere il Male Assoluto (addirittura che a una donna nostra coetanea bastano due cromosomi X per dichiararsi totalmente “Altro da Noi” !)
… meglio esserlo con un motivo che senza motivo, no ?
NON ho visto statistiche ufficiali, ma solo lagne / indignazione da
parte di Late Millennials e Gen Z … ma NON mi sorprenderebbe.
Così come NON mi sorprenderebbe l’ Allarme Gen Alfa : i “cinni” di oggi saranno in gran parte o di Destra Occidentale (autoctoni) o Fondamentalisti Islamici (alloctoni) … visto che il Woke apparirà come l’ideologia degli Adulti e del Potere Istituzionale.
SO BENE che molti di voi _ anca pió vic’ ca mé 😁 _ voteranno a busso 5 SÌ per fare un Dispetto a Salvini e alla Meloni … ma sappiate che per tanti giovani (alcuni presto ex tali o già ex tali fuori dall’ Italia) siete il Male Personificato SOLO per motivi anagrafici e genetici !
… Sappiatelo !
Io 4: non ritirerò la scheda per quello di Magi.
Qual è quello di Magi?
Cittadinitudine.
Esatto.
Non sono favorevole alla riduzione a 5 anni per la cittadinanza, ma non prendo la scheda ancor più per andare in culo a quel mondo liberale, europeista e occidentalista che Magi rappresenta che per il merito del quesito.
L’idea, con i 4 sì e un’astensione, è proprio di rimarcare una vocazione sociale e anti-liberale.
moi
“Sappiatelo ”
si si mo’ me lo segno (cit)
a oggi sono per un Sì e quattro “no grazie” alla scheda
ciao
SE il SÌ è quello di Magli, alle Aziende dei Baüscia NON conviene … meglio poter rinnovare il Parco Schiavi ogni quando vogliono.
MaGi … SE è quello, per favore elenca i vantaggi economici: evita sceneggiate umanitarie alle quali sei il primo a NON credere.
moi
“elenca i vantaggi economici”
e chissenefrega dei presunti vantaggi o svantaggi economici!
A te magari. Ma a Francesco frega eccome.
vedi sotto!
però mi sono offeso che tu pensi questo di me
Chiedo venia e faccio ammenda dell’offesa.
Ma a mia discolpa tieni conto che è molto difficile stare dietro ai tuoi contorti schemi ideologici.
cazzi loro, adesso io voto in base alle esigenze del Lumpenkapitalist!
ma figurati
” voteranno a busso 5 SÌ per fare un Dispetto a Salvini e alla Meloni …”
Ok, mi basta come motivazione.
sui referendum,
premesso che
– vado a votare per tutti e cinque, e che voto si per l’ultimo (per una questione squisitamente politica, non credo che ci sia una grande differenza fra 5 o 10 anni per la cittadinanza, ma avversano il si forze politiche che a me stanno sul gozzo)
– trovo scandaloso il modo in cui si fanno i referendum, a partire dalla assoluta cripticità dei quesiti, fino ad arrivare al fatto che per il quisque de populo (tra i quali metto tutti tranne gli esperti in materia) è impossibile capire le conseguenze (mi riferisco ai primi quattro, l’ultimo è chiaro)
fino a ieri sera ero (acriticamente) per cinque si.
poi ho letto questo riassuntino di ichino e in effetti tenderei al no al primo ed al quarto
https://www.corriere.it/opinioni/25_maggio_15/ichino-cosa-chiedono-i-4-referendum-sul-lavoro-1a3961c8-9800-46a1-a71d-9a579d36dxlk.shtml
che ne dite?
io tendo a fidarmi di Landini e Schlein e a essere contrario a tutti e quattro
Ciao
manca un “non”?
no, no, la fiducia è piena: se dicono una cosa, quella giusta è l’opposto sempre.
già con Bersani (quello vecchio) era diverso ma questi due sono come Conte, affidabilissimi
🙂
non condivido nel caso, ma anche io ho delle bussole che indicano sempre il sud
🙂
Salvini, per esempio?
😀
@ Francesco
“opposto”
Belìn!
Proprio questa volta che pensavo di astenermi sei riuscito a convincermi a votare cinque SI’ !
Ciao!
Andrea Di Vita
e perchè mai un compagno trinariciuto come te avrebbe voluto astenersi?
mica mettono la GRP ai voti!
Roberto,
ma che senso ha votare NO se sai che un NO contribuisce a far vincere il Sì (che poi non vincerà comunque, ma questo è un altro discorso)?
Puoi non ritirare le schede per quelli che non vuoi che passino, come farò io.
E te lo dico contro il mio interesse 🙂 visto che quelli a cui voteresti No io spero che passino.
Peucezio
Sono contrario all’astensione come sinonimo di “no”
Sarei tentato dall’astensione per il fatto che come dicevo non si capisce davvero niente dei quesiti referendari e fare dei referendum così mi sembra una presa in giro….solo che la russa si astiene e io faccio l’altra cosa 🙂
Questo però è significativo del tuo poco pragmatismo (detto con rispetto e rimarcando la piena legittimità della tua scelta).
Fai una questione di principio del tutto indipendentemente dai nessi causa-effetto fra gli eventi, come se la politica fosse petizione di principio e non azione sulla realtà.
Ora comincio a spiegarmi molte cose.
guarda che il poco pragmatismo è una Virtù
io ad astenermi mi sento una merdaccia fantozziana, anche se vincerò
ma sarà una pessima vittoria
Già, tu hai questa cosa curiosa, che stai col peggio, col capitalismo più predatorio, con tutte le espressioni politiche e storiche del più inumano cinismo, ma ne fai un’idealità.
Per fortuna sul piano personale sono sicuro che sei l’antitesi di tutto ciò!
in effetti di persona immagino di essere un buon coglione
ma io non sto col “capitalismo predatorio”, sono a favore della libertà economica, delle leggi anti-trust, delle tasse, del controllo rigoroso della spesa pubblica
ciao!
Perché non hai capito che il capitalismo predatorio è proprio questo.
Malgrado ciò non sei affatto un buon coglione, sei buono e anche intelligente, solo che qui dentro ti diverti a fingere di essere pazzo.
guarda che non mi conosci!
io sono ancora convinto che non ci sono alternative migliori del libero mercato, tra i vari sistemi escogitati dalla Storia e dalla Fantasia umana
solo che da giovane ne ero convinto con entusiasmo, oggi con un accenno di rassegnazione
Ciao
E in che senso allora non ti conoscerei?
Mi torna invece questa rassegnazione senile.
peucezio
“Fai una questione di principio del tutto”
non so se faccio una questione di principio di tutto, ma sono sicuramente una persona con ideali e principi e, permettimi, fiero di avere ideali e principi
diffido grandemente dei cinici che si travestono da pragmatici
Ma questo va benissimo, per carità.
Anch’io ce li ho.
Il punto è un altro.
Che se voglio realizzare una mia idealità, metto in campo i mezzi pratici che lo consentano.
Altrimenti è un esercizio testimoniale ma non utile: in pratica, sul piano effettivo, diventa un tradimento della propria idealità.
E quindi un esercizio autocompiaciuto, a suo modo narcisistico.
Non, probabilmente, da parte tua, che hai uno slancio sincero, credo, ma questo approccio è una delle cifre della contemporaneità.
Cioè non mi sporco le mani per ottenere davvero quello che vorrei e che penso sia un bene per gli altri e la società, ma mi compiaccio di una scelta di comodo, che mi gratifica senza servire a nulla.
Bada, il mio è un discorso sociologico, non prenderla sul personale, perché tu avrai le tue ragioni non riducibili a questo schema sociologico.
Per dire,
io voto Democrazia Sorvana e Popolare pur sapendo che non serve a un cazzo e che è un voto simbolico e testimoniale.
Ma l’alternativa è non votare, perché tutto il resto dell’offerta politica lo trovo ripugnante.
Ma se ci fosse un’alternativa realistica, con mille compromessi, ma che ritenessi accettabile (cioè in cui il vantaggio compensasse i compromessi) non voterei mai DSP, sapendo che è irrilevante, anche se corrisponde molto di più alle mie idee della scelta di compromesso ipotetica che dicevamo.
Questo per dire che non contesto in sé i gesti di tipo testimoniale e simbolico.
Se non quando vanno a discapito dello scopo.
>>> Che se voglio realizzare una mia idealità, metto in campo i mezzi pratici che lo consentano.
Ma non al prezzo di perdere la mia idealità! la condizione è quella, altrimenti la mia idealità la distruggo mentre dico che cerco di realizzarla.
Ciao
francesco e peucezio
“Ma non al prezzo di perdere la mia idealità! ”
esatto, è questo il punto. se il pragmatismo prevale sull’idealità, il pragmatismo è fine a se stesso
Roberto,
“esatto, è questo il punto. se il pragmatismo prevale sull’idealità, il pragmatismo è fine a se stesso”
Su questo siamo d’accordo.
Il guaio è che oggi non succede quasi mai.
Nella quasi totalità dei casi sono i veri cinici a vestirsi di idealismo.
Questo a livello della retorica ufficiale, che però esprime un sentire (e a sua volta lo influenza) tipico di tutto un ceto dirigente.
Roberto,
“diffido grandemente dei cinici che si travestono da pragmatici”
Io invece penso un po’ l’opposto.
Che nel cinico e nel pragmatico ci sia in realtà una forma di profondo rispetto per gli altri e che quindi la vera idealità sia il pragmatismo, l’assunzione, come ho detto molte volte qui (spero di non risultare monotono, ma lo vedo come un punto cruciale), del principio di realtà come accettazione di un senso di responsabilità integrato e adulto.
Il vero cinico molto difficilmente te lo viene a dire, si presenta come tale.
Con ciò, esiste anche l’autentico cinismo compiaciuto e convengo con te nel ritenerlo altamente disprezzabile.
Ma credo sia piuttosto raro oggi, tanto più nel discorso pubblico.
per Peucezio
“ma che senso ha votare NO se sai che un NO contribuisce a far vincere il Sì”
La cosa triste dell’astensione per dire No, è che falsa i risultati.
Poniamo che votino il 70% degli italiani. Il 45% vota sì, il 25% no, il 30% se ne sta a casa. Quindi in una situazione normale, il Si vincerebbe.
Invece promovendo l’astensione, quel 25% di perdenti vince attribuendosi di fatto gli astensionisti.
è per quello che le regole sono importanti, come diciamo noi liberali
io andrei di certo a votare No, se le regole fossero diverse
Miguel,
è il paradosso di questa regola.
D’altronde quella opposta sarebbe ancora più dannosa, perché darebbe a una maggioranza motivata e ideologica un potere sproporzionato.
La mia soluzione, come dico da sempre, sarebbe l’obbligo del voto, così davvero decide la maggioranza.
Non dico che debba venire il carabiniere a casa col fucile spianato a pportarti a votare, ma io farei una cosa del tipo che se non voti niente più accesso alla sanità gratuita, alla pensione e tutto il resto, ammenoché tu non abbia documentati motivi di salute o di impossibilità di altro genere.
OPPURE l’ Opposto : Abolizione del Parlamento … si decide e fa tutto per Via Referendaria , e sarebbe oggettivamente anche un bel risparmio per le Casse dello Stato !
Fosse per me si sceglierebbe un gruppo di cittadini a caso, sempre diversi, e si darebbe loro un diritto di veto su ogni legge dello stato, comprese quelle più specifiche e tecniche.
Ma prima della scelta andrebbero isolati in modo da non poter subire influenze di sorta.
non mi spiace l’obbligo del voto ma il sistema attuale, con una soglia più alta per indire il referendum, va bene
chi non vota subisce e si dequalifica da cittadino da solo
“La mia soluzione, come dico da sempre, sarebbe l’obbligo del voto, così davvero decide la maggioranza.”—-
No, io preferirei semplicemente l’abolizione del quorum: si pesano solo i risultati di chi è andato a votare veramente. Per quanto ne so, in Svizzera è da sempre che si fa così…
Sì, ma crea una grave distorsione.
Cioè decidono solo persone motivate, preparate, informate.
Bene, potresti dirmi!
Invece no, perché le élite istruite non sono neutrali, esprimono interessi di classe.
In sostanza rafforzerebbe ulteriormente lo svuotamento dall’interno della democrazia a favore di una dittatura oligarchica, già ahimè in atto da anni.
e chi ha detto che i poveri sono necessariamente demotivati, impreparati, ignoranti?
i partiti di massa hanno dimostrato che le cose possono stare diversamente
ciao!
E infatti i partiti di massa non esistono più.
Negli anni ’50-’60 c’erano gli operai che leggevano Gramsci, oggi sono tutti tamarri.
Io li rispetto, anzi, sono meno imborghesiti, ma purtroppo ne pagano lo scotto in termini di irrilevanza politica.
Il grande Ichino, che ha scritto la biografia del Gigi Pedroli, che poi è morto purtroppo (novantaduenne, c’è da dire), ma ho fatto in tempo a conoscerlo, intervistarlo, comprargli i suoi duschi, farci una foto insieme e perfino sentirlo cantare in teatro!
Tutta la parte da “che poi è morto” è riferita ovviamente al Gigi, non a Ichino, che per fortuna è vivo e vegeto.
Peucezio
Ichino il giuslavorista!?!
E di chi stiamo parlando? L’hai citato tu. 🙂
Pietro Ichino.
D’altronde è famoso.
https://www.pietroichino.it/?p=53578
Lo lessi con gusto. È anche una storia divertente, interessante.
Ero andato da non molto a visitarlo, nel suo laboratorio d’incisione sul Naviglio Grande, quando scoprii questa cosa del libro di Ichino.
Un divertissement di un accademico serio, che decide di dedicarsi a cose estranee al suo ambito, ma ben riuscito.
ah interessante!
mi stupiva che uno che ha pubblicato tantissimo nel suo campo avesse pubblicato anche cose in settori totalmente diversi!
Infatti è curioso, anch’io ne rimasi stupito.
Non sapevo nulla dell’opera di Ichino, non capendo niente di diritto del lavoro, ma avevo ben presente il suo nome come giuslavorista stimato.
A me sta simpatico rigorosamente SOLO per il suo lato enigmistico e ludolinguistico, ha scritto un libro sui rebus che è un vero spettacolo.
Su tutto il resto, potrei litigarci a oltranza…
I quesiti non possono che essere formulati in questo modo, visto come funzionano i referendum.
Ichino dice sciocchezze, come al solito. E come al solito le dice per il suo sostegno senza se e senza ma alla causa datorialista.
Il primo e il secondo quesito viaggiano insieme per forza di cose, per cui i rilievi sulla sistematica del primo mi sembrano pretestuosi. Se non passa il primo quesito, il secondo si applicherebbe solo agli assunti prima del 2015…
L’aumento delle tutele in caso di vittoria del primo quesito è netto, anche se difficilmente quantificabile. E la difficile quantificazione è dovuta ai problemi strutturali che aveva il Jobs Act, per cui è stato fatto a pezzi dalla Corte Costituzionale e dall’interpretazione della Cassazione, che ha dovuto mettere ordine al caos mentale del legislatore.
Il terzo quesito ha effettivamente le criticità che dice Ichino, nel senso che probabilmente l’equilibrio raggiunto dopo il Decreto Dignità (tanto vituperato dai filopadronalisti alla Ichino) è quello più verosimilmente stabile per gli anni che verranno e – a mio avviso – coniuga bene le due opposte esigenze.
Il quarto quesito elimina la gabola per cui puoi sbarazzarti dei rischi esternalizzando le lavorazioni pericolose e poi chi si è visto si è visto.
Ovviamente l’unico quesito a cui lui è a favore è quello che non tocca i padroni.
I giuslavoristi in effetti stringi stringi stanno sempre coi “padroni”, come si diceva una volta.
Purtroppo abbiamo questa destra merdosa, che rema contro confermando i peggiori (e purtroppo in larga padre fondati) stereotipi sulla destra e inficiando il populismo vero, non quello di facciata, a vantaggio dei ricchi.
E non so se mi indigna di più la sua miseria morale o la stupidità abissale del suo elettorato.
Mauricius
Puoi articolare sul primo quesito?
In particolare, a me interessa sapere cosa succede se passa il si? Ichino dice tre cose che non ho il tempo né le competenze per verificare.
Sulla forma del referendum, non dico per il primo ma per gli altri si potrebbe quantomeno riportare l’articolo
L’articolo x della legge y è attualmente così formulato: “bla blacks bkablaba”
Volete voi eliminare la K?
Sulle Raccolte Firme dei potenziali prossimi :
pare che per il Matrimonio Egualitario sia più fattibile una legge a parte, in aggiunta alle Unioni Civili (che già ci sono anche per coppie etero) …
MENTRE la Caccia pare che abbia uno scarso coinvolgimento: i Cacciatori NON sono tanti, gli Animalisti (per quanto molto attivi) neppure … gli è proprio che a molta
gente degli animali non frega nulla.
Sempre su Casa Pound,
Non so se avete notato, CP sta facendo una doppia campagna: due proposte (parallele tra di loro) presentate contemporaneamente.
La prima consiste nel “rimandare a casa loro” gli stranieri irregolari.
La seconda consiste nel rilanciare la Seconda Guerra Mondiale con l’Europa contro USA e Russia (“Europa potenza”).
Il bello è che ho sentito solo ed esclusivamente denunciare la prima proposta. Nemmeno un sussurro contro la seconda.
colpa di Trump: se lui annuncia/minaccia/ipotizza di volersene andare, Europa Potenza ha come unica alternativa Putin Padrino Padrone
e chi lo vorrebbe, tolto ADV?
Io.
Grazie ma credevo la trappola fosse troppo evidente anche per te!
e chi lo vorrebbe, tolti comunisti e fascisti?
😀
Ma non è una trappola.
È un ottimo affare per tutti.
Tranne che per eurocrati e islamisti sunniti.
Comunismo e Fascismo sono un affare solo per i gerarchi dei Partiti
E i camiciai.
😉
Eh beh, mio nonno era gerarca…
E grazie a lui ho un tetto sopra la testa.
Comunque non è vero.
Si stava meglio quando si stava peggio.
È sempre così, fidati.
è sempre e solo questione di errori di prospettiva
se non temessi Pino, ti direi di rileggere i passi di Tolkien sui tempi che ci tocca vivere
prova con Sant’Agostino, che ne parla anche lui!
si sta meglio oggi sotto mille punti di vista e peggio sotto cento
come sempre
Ciao
Francè,
non ho capito niente.
Ma non posso rileggere Tolkien perché per ri-leggerlo bisogna averlo letto.
francesco si riferisce al bellissimo scambio fra frodo e gandalf
“I wish it need not have happened in my time,” said Frodo.
“So do I,” said Gandalf, “and so do all who live to see such times. But that is not for them to decide. All we have to decide is what to do with the time that is given us.”
che secondo deepL vuol dire questo
“Vorrei che non fosse accaduto ai miei tempi”, disse Frodo.
“Anch’io”, disse Gandalf, ”e anche tutti coloro che vivono per vedere questi tempi. Ma non spetta a loro decidere. Noi dobbiamo solo decidere cosa fare del tempo che ci è stato concesso”.
però “so do all who live to see such times” lo tradurrei in un altro modo “e anche tutti quelli che devono vivere questi tempi”
Francesco,
ora ho capito meglio.
Grazie al cavolo: l’Italia degli anni ’20-’30 era l’Italia degli anni ’20-’30: non poteva avere i progressi materiali di quella degli anni ’60 o dei duemila.
Che ha avuto non grazie, ma malgrado la democrazia, visto che durante il fascismo c’è stata un’accelerazione dei progressi sia in campo infrastrutturale che sociale.
I russi negli anni ’90 rimpiangevano Brežnev (e perfino Stalin, almeno quelli che non ha ucciso…) e ti assicuro che se quando non ci sarà più Putin vi succederà qualche mammalucco, per citare il personaggio milanese del film di Sordi, tutti rimpiangeranno Putin.
E lo stesso varrà per Lukašenko e per gli ayatollah (sperano che restino per sempre).
Peucezio
il 90% dei progressi realizzati dal Fascismo erano palle inventate dal regime
e, molto peggio, negli altri paesi non fascisti i progressi sono stati molto maggiori
per non parlare di quelli realizzati DOPO il fascismo
non c’è gara, è come mettere il Milan di Berlusconi contro quello di Giussy Farina
Per Francesco
“il 90% dei progressi realizzati dal Fascismo erano palle inventate dal regime”
Non so cosa sia un “progresso”.
Non è mai esistito “il Fascismo”.
All’epoca c’erano circa 40 milioni di italiani, che si arrangiavano a fare tante cose, in continuo conflitto tra di loro, omaggiando in gran parte il linguaggio che andava di moda all’epoca ma facendosi i fatti loro.
In ogni comune, anzi in ogni quartiere, succedevano cose diverse, con persone diverse: proprio la mancanza di “democrazia” rendeva più diverso l’effetto del carattere personale di chi contava di più in un luogo, e faceva magari la guerra a quello che contava di più nel luogo accanto.
E ovviamente in questo mondo c’erano ANCHE scienziati geniali, poeti bravi, imprenditori capaci di fare cose nuove (che non sono necessariamente buone).
Ma uno deve arrivare dal Messico per dirvi come funzionava quello che chiamate “il Fascismo”, cioè la vita di 40 milioni di diversissimi e litigiosi italiani tra il 1922 e il 1945?
Francesco,
a volte mi sembra tu viva davvero in un mondo onirico, una sorta di universo di immaginazione.
Miguel,
ma così diventa una notte in cui tutte le vacche sono nere.
Nessun regime rende una società una specie di monolite omogeneo, tranne forse quello nord-coreano e probabilmente nemmeno.
Ma, insomma, non è che l’Italia fascista non avesse una sua impronta, soprattutto a livello di decisioni politiche, realizzazioni infrastrutturali, ecc.
E sono cose che hanno inciso, nel bene e nel male, case popolari, inquadramento, anche sventramenti dei centri storici…
Per Peucezio
“Ma, insomma, non è che l’Italia fascista non avesse una sua impronta, soprattutto a livello di decisioni politiche, realizzazioni infrastrutturali, ecc.”
Certo, ho semplificato, volevo far passare un concetto che è facile dimenticare: cioè che – accanto a una cultura post-risorgimentale molto ben descritta dal Banti, accanto all’iniziativa personale di Benito Mussolini che sicuramente contava – c’erano semplicemente tutti gli italiani dell’epoca, che facevano la vita “normale” nel bene e nel male.
E proprio per il sistema gerarchico fascista, le diversità dei singoli podestà, o magari anche di figure locali informali, incideva ancora di più di quanto incidano oggi i personaggi singoli.
Miguel
“ Non so cosa sia un “progresso”.
Non è mai esistito “il Fascismo”.
Io invece esito sulla definizione di quartiere, non so bene cosa sia un comune e soprattutto non mi è chiaro cosa dovrebbe essere il “Messico”
Per roberto
“Io invece esito sulla definizione di quartiere, non so bene cosa sia un comune e soprattutto non mi è chiaro cosa dovrebbe essere il “Messico””
Concordo in pieno con te, tranne che per il “Comune” che è un’istituzione ben definita https://it.wikipedia.org/wiki/Comune_(ordinamento_italiano).
Sul “progresso”, è da capire cosa si intende: presumo che significhi “aumento del consumo energetico da parte di esponenti della specie umana”, ma non sono sicuro.
Sul Fascismo, come ho detto a Peucezio, ho voluto rispondere in modo sintetico con una battuta a Francesco che dice, ““il 90% dei progressi realizzati dal Fascismo erano palle inventate dal regime”: è ovvio che la cultura dell’epoca, l’iniziativa di Benito Mussolini, l’organizzazione che ha messo in piedi, hanno avuto un loro impatto. Ma se un ingegnere inventa un nuovo tipo di vite, e la radio lo annuncia dicendo “L’Italia Fassista fa un nuovo passo da gigante!”, è casomai un regime che si prende un merito non suo, ma non è una “palla inventata dal regime”.
Poi è chiaro che sono stato volutamente sintetico in questo caso.
Il mio riferimento al “Messico” era una battuta.
Io ho origini molto miste e infatti è un errore da parte mia dire “Ma uno deve arrivare dal Messico” – oltretutto quello che so del Fascismo, non l’ho imparato in Messico. Comunque spero che perdonerai l’espressione imprecisa e approssimativa, grazie comunque per averlo notato.
Per roberto
“non mi è chiaro cosa dovrebbe essere il “Messico”””
Qui c’è un altro tipo di problema: ovviamente esiste attualmente un ente giuridico chiamato “Stati Uniti del Messico”, riconosciuto da altri enti giuridici simili. Ma hai ragione nel porti la domanda, cosa significhi questo su qualunque altro piano, anche perché nel contesto, chiaramente non mi riferivo all’ente giuridico.
Ma come dicevo, spero che mi perdonerai non aver approfondito.
Miguel,
“c’erano semplicemente tutti gli italiani dell’epoca, che facevano la vita “normale” nel bene e nel male.”
Indubbiamente.
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=pfbid037SdEN3bf3nxz2Xxj4RFwVQoRw6ZmNyHMisJbn86uLytkWgxdVgGsMtJWq6tsUfgTl&id=100009049797713
Emiliani e romagnoli del blog:
vi convince la carta?
Vitali è uno studioso serissimo e competente.
Anche se da profano (non della disciplina ma dell’area) non condivido del tutto alcune sue idee geolinguistiche in merito.
Qui mi sorprende molto la coincidenza di alcuni confini linguistici con quelli amministrativi, soprattutto per uno come lui, che ha battuto il territorio passo passo.
Però, boh, l’emiliano è lui…
Mmm almeno per la parte che conosco, direi che per i confini ci siamo: il confine a Nord è in effetti il Po, che funziona quasi sempre egregiamente da confine naturale
(ci sono alcuni sconfinamenti a est ma ci sta)
La parte appenninica delle prov. di Parma e Piacenza è sicuramente ligure, e anche questo è esatto;
mi stupisce la nettezza dell’area grigia pontremolese, nel suo corrispondere con i confini regionali, ma boh…
Mi convince invece pochissimo che i dialetti parmensi siano raggruppati con quelli piacentini (la distinzione la sentirebbe anche un sordo o un alieno… “mangià” piacentino anziché “magnär” parmense, per dire…) e non con quelli reggiani, dove la distinzione è roba di accenti, qualcosa di lessico ecc.
non che ci tenga ad avere qualcosa in comune con i reggiani! 😀
Sull’estensione delle zone grigie non saprei dare dati, ma sulla loro esistenza e sul loro status di “grigiezza” concordo con lo studioso…
In effetti è uno serio e sistematico. Me ne sono reso conto, oltre che dai suoi libri, dall’unica occasione finora di conversazione di persona.
Poi ci sarà sempre un margine di opinabilità in queste classificazioni, immagino.
Io però sono un po’ scettico sul suo considerare linguisticamente non emiliane le zone grige.
Mmm diciamo che a un profano suonano “bastarde” o di transizione con un altro gruppo linguistico, ma dipende sempre da dove si vuol tirare una linea di “purezza “… un elemento di soggettività ci sarà sempre…
Sostituendo le “ä” con le “a” semplici , spesso il Modenese si trasforma in Mantovano. 😉
Stessa cosa da “è” ad “à” per il participio passato dei verbi in “èr” (cispadani) / “àr” (transpadani).
Curiosamente, la variante in “à” dei participio passati in”àr” si ritrova nella variante “Muntanèra”…” muntanara”; qui però credo che sia Toscanismo (lasciando fuori “/to/”)… non Lombardismo.
Non ho Facebook
… cmq il Novarese è Lombardofono , come tutto lì areale attorno al Lago Verbano, Canton Ticino incluso.
Vulgo “Lago Maggiore”.
5 sì
a perdere sono abituato
OT
https://news.antiwar.com/2025/05/19/smotrich-allowing-minimal-aid-into-gaza-will-ensure-israel-can-destroy-the-strip/
Smotrich: consentire aiuti “minimi” a Gaza garantirà a Israele la possibilità di “distruggere” la Striscia
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato lunedì che consentire aiuti “minimi” a Gaza garantirà a Israele il sostegno continuo dei suoi “amici” per portare avanti il suo obiettivo di “distruggere” il territorio palestinese.
Le dichiarazioni di Smotrich sono arrivate dopo oltre 70 giorni di blocco totale di Gaza da parte di Israele e un giorno dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva affermato che Israele avrebbe consentito l’ingresso nel territorio di una quantità “base” di cibo. Secondo quanto riferito, lunedì sono entrati a Gaza i primi cinque camion di aiuti dal 2 marzo.
Smotrich ha affermato che consentire l’ingresso di una quantità minima di aiuti a Gaza permetterà “ai nostri amici nel mondo di continuare a fornirci un ombrello di protezione internazionale contro il Consiglio di Sicurezza e il Tribunale dell’Aia, e a noi di continuare a combattere, a Dio volendo, fino alla vittoria”.
Netanyahu ha fatto commenti simili lunedì, affermando che consentire l’ingresso di aiuti “minimi” a Gaza era una questione di mantenere il sostegno degli Stati Uniti. “I nostri migliori amici nel mondo – senatori che conosco come forti sostenitori di Israele – hanno avvertito che non potranno sostenerci se emergeranno immagini di fame di massa”, ha detto.
“Dobbiamo evitare la carestia, sia per ragioni pratiche che diplomatiche. Senza il sostegno internazionale, non saremo in grado di portare a termine la missione della vittoria”, ha aggiunto il primo ministro.
L’anno scorso, Smotrich ha affermato che potrebbe essere “morale e giustificato” per Israele far morire di fame due milioni di palestinesi a Gaza, ma che il mondo non lo permetterebbe.
Smotrich ha dichiarato lunedì che nei prossimi giorni una piccola quantità di rifornimenti sarà consegnata ai “panifici che distribuiscono pita alla popolazione e alle mense pubbliche che forniscono una razione giornaliera di cibo cotto. I civili a Gaza riceveranno una pita e un piatto di cibo, e questo è tutto”.
Smotrich ha elogiato la nuova offensiva militare israeliana, soprannominata “I carri di Gedeone”, affermando che l’IDF sta ora “distruggendo ciò che resta della Striscia semplicemente perché lì c’è solo una grande città del terrore”. Ha aggiunto che una volta che la popolazione civile sarà costretta a trasferirsi nel sud di Gaza, sarà espulsa da Gaza “come parte del piano del presidente Trump”. Smotrich è stato uno dei principali sostenitori della pulizia etnica di Gaza all’interno del governo israeliano.
Netanyahu ha affermato che Israele è impegnato in “combattimenti intensi e su larga scala a Gaza” per prendere “il controllo dell’intero territorio”.
Sia Netanyahu che Smotrich hanno affermato che gli aiuti non arriveranno a Hamas. Israele sta progettando di istituire un nuovo meccanismo di aiuti che coinvolgerà appaltatori privati statunitensi che forniranno sicurezza ai punti di distribuzione degli aiuti. Il piano è stato condannato dall’ONU e da altre agenzie umanitarie perché insufficiente e perché costituisce un modo per sfollare con la forza i palestinesi affamati utilizzando gli aiuti come “esca”.
Secondo le prime notizie, Israele consentirà all’ONU e alle agenzie umanitarie internazionali di consegnare i camion con gli aiuti fino a quando non sarà istituito il nuovo meccanismo. Tuttavia, il numero di camion che Israele avrebbe intenzione di far entrare non sarà sufficiente a fornire soccorsi adeguati alla popolazione civile.
Autore: Dave DeCamp
@ PEUCEZIO
L’ Influencer “(Finta) Oca di Destra” Michelle Comi ha commentato il Referendum Cittadinanza affermando che un gatto, per quanti anni possa passare nella cuccia di un cane, resterà sempre un gatto e non sarà mai cane.
questa tizia che mi è del tutto sconosciuta pensa a se stessa come ad una cagna?
leggo ora sul web
[initium]
L’influencer Michelle Comi: “Cerco qualcuno che mi inviti in vacanza. Mai pagata una” Michelle Comi non ha progetti per luglio, quindi si fa avanti sui social alla ricerca di qualcuno che la porti in vacanza.
[finis]
e poi le donne dicono che sono discriminate 😀 😀 😀 chiaro, debbono essere almeno carine, per le altre certe “opportunità” non si presentano :D….ma insomma, ce ne stanno di meglio……e non è neppure necessario andare fino in Lituania 😀 😀 😀
se ci fosse ancora Silvio, la vedremmo Ministro in un battibaleno 😀 😀 😀
Per Habs
“Michelle Comi non ha progetti per luglio, quindi si fa avanti sui social alla ricerca di qualcuno che la porti in vacanza.”
Mi offro io: ho appena concluso un progetto qui a Firenze con cinque stupende ragazze di Siviglia, aspiranti assistenti sociali ed educatrici, in cinque hanno fatto 1800 ore di lavoro con autistici, anziani e sfigati vari.
E si sono anche divertite.
Nessun problema a trovare qualcosa da fare anche alla signora Comi.
Le cinque splendide ragazze di Siviglia hanno anche imparato come si dà da mangiare agli alpaca, allevati per fare compagnia a un gruppo di down che sono pure autistici.
Insomma, l’utile al dilettevole, e pure nella culla del Rinascimento.
Si sono anche fatte fotografare mentre accanto ai Calcianti di Parte Bianca in costume, reggevano i cartelli per restituire ai Padri Agostiniani il convento che lo Stato Italiano rubò loro.
convento che lo Stato Italiano rubò loro
presumo al tempo di quell’Italia laicissima che proprio oggi (20 maggio) nel 1882 firmò la Triplice Alleanza, con quelli che tradirà nel 1915 😀
Per Habs
“presumo al tempo di quell’Italia laicissima”
🙂
” pensa a se stessa come ad una cagna?”
E non è la sola 😉
Per Pino Mamet
“” pensa a se stessa come ad una cagna?”
E non è la sola 😉”
Incuriosito, sono andato a vedere sui motori di ricerca (no, non Google). Purtroppo vedo che i Fondamentalisti Moderni hanno imposto anche a lei la Mutilazione Facciale, quella cosa per cui invece di una bocca, i circoncisori o simili costruiscono becchi di papera.
Poveretta (anche se di becchi ne ho visti di molto più brutti e pericolosi).
per roberto
“questa tizia che mi è del tutto sconosciuta pensa a se stessa come ad una cagna?”
🙂
Per Moi
“L’ Influencer “(Finta) Oca di Destra” Michelle Comi ha commentato il Referendum Cittadinanza affermando che un gatto, per quanti anni possa passare nella cuccia di un cane, resterà sempre un gatto e non sarà mai cane.”
C’ha ragione! Un toscano non sarà mai un suddito dei Savoia! Viva il Granducato!
“C’ha ragione! Un toscano non sarà mai un suddito dei Savoia! Viva il Granducato!”
E fuori i cani italiani dal Sudtirolo e dalle terre slovene! E pure da quelle sarde!
@ Martinez
“cuccia”
Volendo giocare al Diego Fusaro 😉: solita ossessione destrorsa per l’ “identità”.
Se il gatto dorme nella cuccia e fa la guardia contro i ladri, dopo un po’ va considerato come un cane.
Conta quello che uno fa, non quello che
uno è.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Volendo giocare al Diego Fusaro 😉: solita ossessione destrorsa per l’ “identità”.”
🙂
Transdogs are dogs ! 😉
@ PEUCEZIO
Conosco, anche se non personalmente, Daniele Vitali :
ha imparato il dialetto in età adulta sui libri, ha intervistato molti dialettofoni anziani nei posti più isolati … poi ha creato un Mostro.
😉
Fonetizzazione molto forte, tanti diacritici sull’ alfabeto Latino da far quasi concorrenza al Vietnamita
😁😉 … espressioni idiomatiche e perfino battute umoristiche standardizzate , ricerca spasmodica di arcaismi Ottocenteschi, neologismi spesso “cringe” … tipo “z’arvlåun eletrònich” per “computer” , attestato nel Grande Dizionario… scritto da lui stesso.
Criterio del “meno sembra Italiano meglio è”.
Insomma: un “Personaggione”, come si dice “da ‘ste bande”.
Vietnamita che almeno quello è lingua ufficiale:
fonemi 29 consonanti, 12 vocali e 6 toni … 😉
🇻🇳
In Cinese hanno reso “computer” combinando “cervello” e “fulmine” (elettricità).
Insomma: un “Personaggione”, come si dice “da ‘ste bande”.
Il calco SinoBolognese dovrebbe essere “z’arvèl ed siàn (esiste anche “fólmen”, ma esseno troppo simile all’ Italiano va ovviamente scartato 🫠)” .
Ebbene sì: la Lamborghini supercar elettrica prende il nome dialettale (!) da lì.
moi
“Lamborghini supercar elettrica”
la lamborghini sián!?!
figata, non lo avrei mai immaginato 🙂
https://www.gqitalia.it/tech-auto/article/lamborghini-sian-fulmine-ibrido
SÌ … cmq i miei nonni lo dicevano.
Suppongo che sia onomatopeico.
电脑 (simp.)
電腦 (trad.)
diànnǎo (pinyin)
Computer