Il maschio Alfa e l’autodistruzione delle Sinistre

Qualche giorno fa, sono andato alla presentazione di un libro intitolato L’ideologia del tecno-mondo. Resistere alla megamacchina, scritto dagli amici Silvia Guerini e Costantino Ragusa.

Sono ecologisti radicali, vegani, che provengono dal mondo anarchico. Nella loro critica globale al tecnocapitalismo e al saccheggio del mondo, Silvia in particolare ha anche espresso in altre occasioni un parere negativo sulla medicalizzazione del disagio adolescenziale attraverso la somministrazione di castranti chimici, la mutilazione genitale e la mastectomia.

Ciò che adesso banalmente si chiama questione trans tocca corde antropologiche profonde – recentemente ho avuto a che fare con un’affascinante ricerca sui femminielli napoletani, che mi ha fatto riflettere su molte cose, assai più antiche e interessanti delle mode contemporanee.

Ma Silvia ha toccato questo argomento dalla prospettiva della medicalizzazione istituzionale tecno-chimica, con contorno di influencer. Silvia è un po’ come quelli che criticano la mutilazione genitale femminile in Somalia: che abbiano ragione o no, non lo fanno certo perché sono ginecofobi odiatori di donne.

Immancabilmente Silvia si è subito presa della transfobica. Un’accusa falsa, ma che proprio per questo permette di evitare qualunque discussione: se mi accusano di essere cuneofobo perché non mi piace la politica del turismo della Daniela Santanchè, che faccio? Elenco tutte le volte che non ho parlato male di Cuneo? Dico che per diventare uomo di mondo, occorre andare a Cuneo?

Allora, alla presentazione del libro, dove Silvia non ha parlato della questione trans, ci saranno una trentina di persone. Provenienza varia, ma tutta gente che Libero ricoprirebbe di insulti:

sognatori ecologisti, apicoltori vegani, critici della speculazione immobiliare, femministe lesbiche e non, nemici della globalizzazione, innamorati di filosofie orientali, provenienza in maggioranza dal liceo classico…

A un certo punto quattro giovanissimi cominciano a sbraitare. A vederli, sembrano vagamente di sesso femminile, compreso quello che chiaramente è il capogruppo, diciamo il Maschio Alfa.

A un certo punto rendono impossibile continuare (uno tira fuori un fischietto) e gridano che vogliono fare una domanda, e quando alla fine gli si permette di farla, è una cosa come,

“Ma la Guerini ci spieghi perché qualcosa che la sua transfobia qualcosa si fa complice nel capitalismo oppressione della minoranza più oppressa che sono i trans che qualcosa…”

Non l’ho resa molto bene, ma nemmeno gli interessati ci sono riusciti. Qualcuno dice al Maschio Alfa, che è bello, alto e biondo, “e che tu avresti la faccia da oppresso?”

Dopo aver confusamente rotto per un altro po’, i quattro sono andati via. Senza aver fatto male fisicamente a nessuno, né aver fatto danni di alcun tipo.

Ma l’effetto psicologico dell’aggressione è stato forte.

Di colpo, quelli arrivati per una noiosa presentazione di un libro, si sono tutti sentiti aggrediti, per motivi incomprensibili, da un gruppo di dementi violenti. E si sono stretti attorno a Silvia, che la maggior parte di loro ha incontrato per la prima volta in vita loro.

Ora, questa gente ha alle spalle storie personali opposte alla “Destra”, ma in quel momento ho capito come – in ambienti più normali – i comportamenti aggressivi di quella che possiamo chiamare la “Estrema Sinistra” (metteteci i transattivisti o Ultima Generazione, che non c’entra, ma lo stile è sempre quello) siano uno dei principali elementi che hanno portato le Destre al potere in tante parti del mondo. Perché la gente, nella grande maggioranza, vota contro e non per. E banalmente vota contro chi li ha aggrediti.

In quella serata, la causa del transattivismo si è procurata, da sola e a gratis, trenta nuovi avversari.

Allo stesso tempo, ho pensato ai quattro contestatori.

Ho provato una gran simpatia per loro, perché mi hanno ricordato tutte le volte che ho fatto anch’io idiozie simili. E credo anche che avrei potuto parlare a lungo con ciascuno di loro individualmente, e avremmo potuto costruire una profonda amicizia. Però quando si è in gruppo, anche un gruppettino di quattro, ogni dialogo diventa impossibile, noi umani siamo programmati così…

E pensando alle idiozie che ho fatto io nella mia vita, ho capito anche una cosa tragica.

I quattro torneranno a casa, pensando di aver vinto. In fondo, sono riusciti a interrompere la Transfoba Terf Guerini, hanno vinto la battaglia quindi. E se si vince la battaglia così, occorre applicare la stessa tattica in tante altre battaglie!

E quindi i quattro si lanceranno presto in altre aggressioni. In quattro che restano sempre gli stessi, a procurarsi trenta nemici nuovi ogni volta. E doppio punteggio, se oltre a riuscire a guadagnare un sacco di nemici per la propria causa, riusciranno un giorno pure a farsi arrestare.

Il Motore Perpetuo a Energia Avversaria funziona anche così.

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751 risposte a Il maschio Alfa e l’autodistruzione delle Sinistre

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “arrestare”

    L’estremismo malattia infantile del Comunismo…e di ogni possibile sinistra.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Non lo definirei estremismo però.

      Sono quattro bimbiminchia che dimostrano semmai il crollo culturale ed etico della sinistra, che una volta pensava ai poveri (dell’Italia e del mondo), oggi pensa solo ai transessuali, nemmeno per tutelarli, ma per spingerli a sentirsi tali quando hanno qualche minimo dubbio.

      Questo non è estremismo, è idiozia. Di popoli imborghesitisi a tal punto che hanno perso ogni contatto col mondo reale e le sue tragedie e hanno trasformato la militanza in onanismo intellettuale da bambini nevrotici.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Sono quattro bimbiminchia che dimostrano semmai il crollo culturale ed etico della sinistra, che una volta pensava ai poveri (dell’Italia e del mondo), oggi pensa solo ai transessuali, nemmeno per tutelarli, ma per spingerli a sentirsi tali quando hanno qualche minimo dubbio.”

        Attenzione, la Sinistra è tante cose.

        Qui abbiamo quattro bimbiminchia, d’accordo.

        Spesso le diverse sinistre fanno fatica a distanziarsi da loro, d’accordo.

        Ma tu vuoi vedere solo quella sinistra, e non invece la sinistra che ha promosso i referendum di giugno https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_in_Italia_del_2025.

        Che ti possono piacere o meno, ma hanno esattamente l’idea di “pensare ai poveri”, o meglio ai lavoratori.

        Altrimenti cadi nella stessa mentalità di chi vuole pensare che “destra” sia soltanto il tizio che qualche anno fa a Firenze uccise a pistolettate due senegalesi. Non cediamo per favore anche noi al motore perpetuo a energia avversaria.

        • PinoMamet scrive:

          Li ho letti e sono d’accordo con tutti!

        • MOI scrive:

          Quattro li prendo come Certificazione Ufficialmente di Schizofrenia del PD … Uno sull’ Immigrazione ha sempre lo stesso problema di astrattezza:

          le diverse culture NON si integrano allo stesso modo. Perché non vengono razionalmente categorizzte con tempistiche differenziate ?

          NON riusciamo a integrarci e a coesistere fra Terroni e Polentoni, come possiamo pensare di farlo con altre culture praticamente a noi “aliene” sul nostro stesso pianeta ?

          • paniscus scrive:

            E in base a quali criteri definiresti le varie fasce possibili di “categorie differenziate”, e i relativi tempi di attesa?

            • MOI scrive:

              Quindi insiemistica, statistica descrittiva e inferenziale, criteri di similitudine, formule, teoremi, algebra, stocastica, calcolo combinatorio, matematizzazione della realtà, logica formale e fuzzy… tutta roba che non esiste più nel mondo reale ?! 😃

            • MOI scrive:

              Cioè, confrontando un triangolo equilatero e un triangolo isoscele tirate fuori l’ Uuiverso MA operando un confronto fra un Islandese e un Afghano non riuscite a cavare un ragno dal buco ?! 🙄😁

          • roberto scrive:

            Moi

            “ NON riusciamo a integrarci e a coesistere fra Terroni e Polentoni,”

            Plurale majestatis? Io coesisto benissimo con polentoni, maomettani, giudei…addirittura con danesi e olandesi

            • PinoMamet scrive:

              Io entro in classi composte a metà di terrone, e l’altra metà equamente divisa tra mezzi terroni e stranieri, e convivono benissimo…

              Anche etnie o religioni storicamente rivali in Italia, o perlomeno a scuola, vanno d’accordissimo: serbi e albanesi, indiani e pakistani, indù, sikh e musulmani…

              È davvero un falso problema.

              Dover fare i salti mortali per portare in gita all’estero la studentessa o lo studente che non ha ancora il passaporto italiano, quello sì che è un problema!!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ MOI

            “le diverse culture NON si integrano allo stesso modo.”

            Qui sono in totale disaccordo.

            ‘Gli esseri umani non nascono uguali. E’ la Costituzione che li rende uguali’. (Cit. Ray Bradbury, ‘Fahrenheit 451’).

            La forza della civiltà è appunto quella di assimilare esperienze diverse rendendole fruibili a tutti.

            Genova, Milano, Napoli, Londra, Roma, New York, Costantinopoli… hanno sempre accolto gli stranieri più diversi, che in capo a qualche generazione diventavano rispettivamente Genovesi, Milanesi, Napoletani… ecc.

            La capacità assimilatoria della città è precisamente quell’afflato universalistico che libera dalla schiavitù dei particolarismi provinciali.

            L’aria della città rende liberi.

            Sono le Piccole Patrie a rendere schiavi.

            Lo spiega benissimo il cinema. Non a caso il Sud di ‘Via col vento’, il Meridione di ‘Per grazia Ricevuta’, il Galles di ‘Com’era verde la mia vallata’, la Polonia di ‘Austeria’ sono sistematicamente teatro di chiusura mentale, di bigotteria, di strapaese.

            La civiltà è tale perché integra, assimila, trascende i particolarismi che discriminano gli esseri umani.

            La barbarie ritorna col ritorno dei confini: nelle teste prima ancora che nelle carte geografiche.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Welcome back, John, we missed you!

              Mai letto una simile sbrodolata a lode dell’ultima melting pot ancora funzionante, almeno fino a ieri.

              Peccato che da Parigi a Londra a Berlino quel tempo in Europa sia passato e ora siamo in un altro mondo, molto più “moista”.

        • Francesco scrive:

          ecco, “o meglio ai lavoratori” spiega molto bene i danni causati dalla Sinistra a questo paese dagli anni Settanta in poi (mi permetto il lungo periodo tanto non hanno mai cambiato idea nè guardato alla realtà)

          ricordo solo che Milei è stato eletto democraticamente

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “dalla Sinistra”

            Mi sono perso qualcosa, evidentemente.

            Quand’è che la Sinistra avrebbe governato questo paese dagli anni Settanta in poi?

            “democraticamente”

            Non vuol dir nulla. Anche un noto personaggio coi baffetti lo fu.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              2) si può dire ma Milei è stato eletto per disperazione dopo 50 anni di disastro economico, a questo mi riferivo. 50 anni in cui l’Argentina è passata dal Primo al Terzo mondo, se non errro

              1) non è necessario essere al Governo per fare disastri: dall’egemonia gramsciana al dominio delle piazze, la sinistra ne ha avuto di potere. e ne ha fatti di danni.

  2. Corpo umano scrive:

    Ultima generazione

    Sono rimasti l’ultimo campanello d’allarme.
    Certo quel suono così penetrante nelle orecchie può turbare il micro borghese assopito nella routine quotidiana inalterata nei secoli dei secoli. Lasciamolo dunque nel suo bozzolo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ corpo umano

      “allarme”

      Il modo migliore per disinnescare un allarme è quello di farlo suonare continuamente. Dopo un po’ lo spegneranno quelli stessi che dovrebbe avvisare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Ma se non stesse suonando a vuoto? mi viene in mente il film “Don’t look up” o la storiella della ninfee.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “vuoto”

          Ma certo che non suona a vuoto.

          Mettendo il profitto sopra ogni cosa il capitalismo devasta l’ambiente nel quale ci siamo evoluti a vivere, lo si sa dai tempi del Club di Roma.

          Un altro mondo è possibile, ma non ci sarà perché non lo pagherà chi potrebbe pagarlo.

          Sospetto che avesse ragione Malthus, e che a salvare la biosfera – e forse anche la nostra stessa specie – sarà la sicura incorporata che ci portiamo dietro da sempre: la guerra.

          Ieri il ministro delle Ferrovie del Pakistan (da cui dipendono le dighe sull’Indo) ha minacciato per l’ennesima volta l’India coi centosessanta missili balistici del suo Paese, e la Germania ha presentato a Bruxelles la domanda per esentare il proprio piano di riarmo dal Patto di Stabilità come consentito dal Readiness 2030. L’industria militare Maci a utili in tutto il mondo.

          Cosa mai potrebbe andare storto?

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            In Europa, i piani imperialisti di Putin. E’ il motivo per cui sono nelle file dei guerrafondai.

            Tra India e Pakistan? nulla che non stia andando storto dal 1948.

            Alle previsioni del Club di Roma? tutto.

            Ciao

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Putin”

              Se Putin non esistesse te lo dovresti inventare, Francesco.

              Senza un Bad Guy i film hollywoodiani d’antan non funzionano granché, e per te la realtà è quella di quei film lì.

              Ricordi la faccenda delle armi di distruzione di massa di Saddam? L’incidente del golfo del Tonchino? L’affondamento del Lusitania? Quello del Maine? L’incidente di Thornton?

              A Gliwice non è stato inventato niente.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                No, non ricordo nulla. Anzi, non ne ho mai sentito parlare, stavo guardando i Puffi!

                Davvero pensi che io, o chiunque altro, non riesca a distinguere la bufala sulle ADM di Saddam dall’invasione di Putin? davvero pensi di avere una minima credibilità?

                Ah, i Puffi non erano mica male.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Corpo Umano

      “Ultima generazione

      Sono rimasti l’ultimo campanello d’allarme.”

      Ultima Generazione ha sicuramente una motivazione valida, e fa bene a suonare l’allarme.

      Bisogna vedere COME lo fa.

      Un gruppo di “ultimi” butta della vernice sulla Venere di Botticelli. Che non faccia danni, e quali siano le motivazioni, lo vengono a sapere i pochi che leggono il volantino degli Ultimi.

      Tutto il resto del mondo legge un titolo che dice “Ecologisti vandalizzano la Venere di Botticelli”. Il lettore ne deduce che la loro motivazione sia l’odio per l’arte e tutto ciò che l’uomo ha fatto, dalla Venere di Botticelli alle fabbriche. Perché gli ecologisti presumibilmente vogliono farci vivere nelle caverne, ma senza pitture sulle pareti come ad Altamira.

      Risultato: la gente che prima nemmeno se ne interessava, diventa attivamente “antiecologista”. E per proteggere la Venere di Botticelli, approvano leggi più repressive.

      Appena passa la legge più repressiva, gli Ultimi gongolano: “avete visto, abbiamo colpito nel segno! Hanno paura di noi!”

      E così ripartono all’attacco di qualche altra opera d’arte.

      Ah pensate che anch’io, che conosco di persona alcuni “Ultimi” e ne condivido sostanzialmente la causa, non mi ricordo esattamente il motivo per cui imbrattano le opere d’arte (lo so, senza danneggiarle) – c’era un ragionamento, ma è troppo complicato da ricordare.

      • MOI scrive:

        Neppure io lo so, ma provo a indovinare… evito di cercare in Google, per il divertimento di tentare:

        Vandalizzano cioè che si ritiene che resterà dopo l’ umanità stessa a testimonianza presunta “in positivo” della sua esistenza … così che gli esploratori Alieni del futuro possano capire l’ autoestinzione umana.

        😃

      • Corpo umano scrive:

        Allora, diciamolo
        La maggior parte delle persone sta tirando dalla parte del riscaldamento globale e altre emergenze forse anche più gravi

        Questa è la normalità.

        Quindi i casi sono due
        1 campanello d’allarme si
        2 campanello d’allarme no

        Si o no il risultato non cambia, mi dicono.
        Bene.
        Allora, come diceva Freak Antoni
        “Mangiate merda, 100 miliardi di mosche non possono sbagliare”.
        (io preferisco quelli che imbrattano.
        Li assolvo).

        • Corpo umano scrive:

          Il “modo” del campanello d’allarme.
          Non ho mai sentito un campanello d’allarme che non suonasse in modo un po’ fastidioso ed insistente.
          Ma mica si muore per un campanello d’allarme.
          Il micro borghese da bozzolo reagisce come fosse una minaccia esistenziale.
          Ma è il micro borghese da bozzolo la minaccia esistenziale.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        io non credo però che la scelta delle opere d’arte, sia pure in forma simbolica e non distruttiva, sia fatta a caso.
        Perché proprio l’arte, che non ha nessun potere inquinante?
        Perché non colpire simboli del consumismo, del progresso, quelli che i danni all’ambiente li fanno davvero?

        Una volta in una trasmissione sentii una di quelle attiviste in qualche modo rivendicarlo. In sostanza diceva che era un modo di colpire i simboli identitari della nostra civiltà.

        La loro è una visione nichilista quindi: loro non vogliono preservarci dalla distruzione, vogliono assecondarla.

        Loro non temono per il nostro futuro, odiano il nostro passato. E, con la loro concezione apocalittica, vogliono toglierci un futuro, in modo che il nostro passato non si perpetui e non si attualizzi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “odiano il nostro passato”

          Mi sono sempre chiesto se quelli che imbrattano i quadri per l’ecologia sono gli stessi che imbrattano i monumenti di Montanelli e degli schiavisti del Settecento, e che censurano Omero perché maschilista.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Immagino che la fonte sia la stessa ma credo siano due rami diversi del fiume, uno più interessato all’ecologia e l’altro alla politica.

            Divertente come gli ecologista rifiutino di studiare qualcosa di economia o di politica, come se le conseguenze economiche e politiche delle scelte ecologiche fossero trascurabili? dovute? l’intendenza seguirà come diceva Napoleone?

            Boh

          • Corpo umano scrive:

            Vogliono toglierci il futuro.

            Naturalmente non sono in grado di togliere il futuro a nessuno.
            Ci vuol ben altro per togliere il futuro

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “Mi sono sempre chiesto se quelli che imbrattano i quadri per l’ecologia sono gli stessi che imbrattano i monumenti di Montanelli e degli schiavisti del Settecento, e che censurano Omero perché maschilista.”

            No, per niente, anche se fanno di tutto per farlo pensare.

            Quelli che imbrattano i monumenti a Montanelli vogliono danneggiare il monumento e sono contro Montanelli. Quelli che “imbrattano” la Venere di Botticelli non vogliono danneggiare il quadro e non sono contro Botticelli.

            Poi è significativo dell’incapacità di comunicazione di Ultima Generazione che due persone intelligenti e curiose, e appartenenti a schieramenti opposti, come Andrea e Peucezio, abbiano tratto la stessa conclusione errata.

            • tomar scrive:

              Miguel: “l’incapacità di comunicazione di Ultima Generazione”

              Tempo fa andai a una loro riunione in una baracca storica dell’Isolotto.
              Saran stati 4-5 maschi e 2-3 femmine, giovani giovani.
              Verso la fine intervenni dicendo che il contributo che eventualmente potevo dare era quello di stimolare una riflessione sulle strategie comunicative.
              Credo di aver lasciato anche mail e tel. ma non ci sono stati altri contatti.
              Che dire? Anzitutto non era la riunione di un servizio d’ordine con spranghe e questo per me è già molto, ma poi penso soprattutto al nome che si sono dati e all’intensità emotiva con cui un 12-25enne viva quel nome. Mi sembrerebbe assai poco empatico che noi più vecchi non si riesca a sentire la concretezza di questa angoscia esistenziale. Per altro non campata per aria, non è che siano dei neomillenaristi.
              Quindi penso che la constatazione della loro incapacità comunicativa debba essere per noi delle generazioni precedenti anzitutto uno stimolo ad aiutarli a superarla.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “io non credo però che la scelta delle opere d’arte, sia pure in forma simbolica e non distruttiva, sia fatta a caso.”

          Vedi quanto sono imbecilli? Anche tu che non sei il conformista medio, ci sei cascato.

          In realtà, loro dicono qualcosa come, “attenzione, le cose più belle del mondo sono in pericolo a causa della crisi ambientale! Quindi facciamo capire quanto sia prezioso ciò che è minacciato, facendo un gesto che non danneggia minimamente le opere d’arte, ma vi attira anzi l’attenzione”.

          Il risultato è l’ESATTO opposto, cioè che chi guarda solo i titoli, finisce per pensare che loro vogliano danneggiare le opere d’arte.

          • Peucezio scrive:

            Io in realtà mi sono basato su una frase detta in tivvù da un esponente proprio di UG.

            Se poi mandano quelli che dicono il contrario di quello che il movimento pensa, non so che dire.

            Io invece tendo a pensare che siano naturalisti che amano la cultura.

            Ma se hai documentazione o riferimenti rispetto all’interpretazione che stai proponendo, li leggo con piacere.

            • Peucezio scrive:

              * che odiano la cultura.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Io in realtà mi sono basato su una frase detta in tivvù da un esponente proprio di UG.”

              Quale sarebbe questa frase?

              • Peucezio scrive:

                Beh, mica me la ricordo a memoria, ma qualcosa tipo:

                cosa conta l’arte di fronte al pianeta… o qualcosa del genere.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “cosa conta l’arte di fronte al pianeta”

                Ah questo sì. “Il Pianeta”… Allora, è corretto dire che noi viviamo in un sistema chiuso chiamato Pianeta Terra, alimentato dal lento sacrificio del Sole. E’ un fatto, e anch’io ogni tanto lo tiro fuori.

                Ma da alcuni anni “Pianeta” è diventato il simbolo di una sorta di rovesciamento dell’ambientalismo storico, che ha sconvolto tanti “ecologisti” che io conosco – loro erano partiti dall’amore per la biodiversità, per la natura, per il miracolo della vita. Mentre “Pianeta” è diventato lo slogan di quelli che si preoccupano solo della “sopravvivenza della società civile”, del benessere dell’Uomo astratto.

                Il rischio del “Pianetismo” consiste nell’affrontare Gaia come se fosse una macchina con un problema chimico (attualmente, “eccesso di CO2”) che va rimediato con tecnosoluzioni – pale eoliche o magari energia nucleare (non sto dicendo che UG sia filonucleare, ma potrebbe facilmente diventarlo).

                Ovviamente io in questa divisione sono vicino ai “vecchi” ambientalisti.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Io invece tendo a pensare che siano naturalisti che odiano la cultura.”

              Se vai sul loro sito, non vedo traccia di amore per la natura, si preoccupano solo ed esclusivamente del benessere della “società civile ordinata” e del “nostro modo di vivere”:

              https://ultima-generazione.com/

              “Il governo deve essere sincero e ammettere al pubblico quanto sia grave la nostra situazione. Abbiamo superato la soglia di 1,5 gradi che avrebbe dovuto tenerci al sicuro e ora ci troviamo di fronte a una crisi in rapida accelerazione che minaccia la società civile ordinata e il nostro intero modo di vivere. Ampie parti del mondo stanno diventando inabitabili. Il caldo estremo e le inondazioni rendono impossibile la coltivazione del cibo e costringono le persone ad abbandonare le proprie case. I nostri sistemi sanitari, le nostre economie e la nostra sicurezza sono minacciati. Abbiamo urgentemente bisogno di eliminare gradualmente petrolio, gas e carbone per sempre, al fine di ridurre al minimo il danno alle nostre famiglie e comunità.”

              Poi se uno vuole, può sospettare tutte le motivazioni nascoste che gli pare. Tanti sospettano che chi è contro la guerra sia “sul libro paga di Putin”.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Se vai sul loro sito, non vedo traccia di amore per la natura, si preoccupano solo ed esclusivamente del benessere della “società civile ordinata” e del “nostro modo di vivere”:”

                Che poi mi tocca difenderli, proprio per i motivi per cui non sono d’accordo con loro.

                Conosco meglio Extinction Rebellion, da cui nasce UG.

                E lì si vede un modo di ragionare molto pragmatico, anglosassone e anti-ideologico.

                1) Esiste un grosso problema sociale

                2) Se la gente sapesse che esiste, la gente che – a prescindere dagli schieramenti politici – è intelligente e brava e sa fare i propri interessi, costringerebbe i politici a prendere le misure necessarie per risolvere il problema sociale

                3) quindi bisogna farsi sentire dalla gente, sfruttando i media

                4) per sfruttare i media, se non si hanno mezzi, bisogna fare cose eclatanti, ma non violente, concentrandosi solo sul messaggio che deve essere semplicissimo e su richieste pratiche

                Secondo me questa strategia si basa su un’incomprensione profonda della natura umana e quindi è destinata a fallire, ma loro tirano fuori sempre le suffragette e le marce per i diritti umani nel Sud degli Stati Uniti.

              • Peucezio scrive:

                Sì, non voglio nemmeno esagerare la portata dirompente di questa gente, che alla fin fine è piuttosto innocua: negli anni ’70 si sparava alla gente, questi non aggrediscono nessuno.

                Al massimo sono dannosi proprio per la causa che difendono.

                Io comunque resto per il modello cinese.
                Una società più confuciana e collettivista è più attrezzata per gestire un problema come quello climatico, al quale l’individualismo competitivo occidentale non è in grado di far fronte, perché non sa fare sistema.
                Coi vantaggi e gli svantaggi che questo comporta, perché in virtù di questo modello noi viviamo più liberi.

                Ma per risolvere un problema come il riscaldamento globale ci vogliono scelte strategiche dall’alto, non movimentismi simbolici e testimoniali.

                Purtroppo in Occidente vige il culto feticistico del gesto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma per risolvere un problema come il riscaldamento globale ci vogliono scelte strategiche dall’alto, non movimentismi simbolici e testimoniali.”

                Ma è esattamente ciò che dice Ultima Generazione (e prima ancora, Extinction Rebellion).

                Il problema, dicono, è troppo grande per la buona volontà dei singoli: devono intervenire gli stati, e pesantemente

                ” Ultima Generazione avanza in particolare tre richieste al governo: 1) installare immediatamente almeno 20 gigawatt di energia eolica e solare; 2) interrompere subito la riapertura delle centrali a carbone dismesse; 3) cancellare il progetto di nuove trivellazioni nell’Adriatico. ”

                Poi ritengono che l’unico modo per smuovere il governo sia smuovere l’opinione pubblica, con il noto effetto boomerang.

    • Peucezio scrive:

      Corpo,
      in effetti sono un vero campanello d’allarme della degenerazione culturale e antropologica delle società occidentali.

      E il bello è che ne parli come non fossero i più borghesi di tutti.

      • Corpo umano scrive:

        Peucezio
        Dovresti fornire un minimo di sostegno scientifico per le eclatanti affermazioni
        Altrimenti è teatro.

        • Francesco scrive:

          Sì beh certo ma … chi se non dei borghesi si preoccupa per la fine del mondo?

          • Corpo umano scrive:

            Borghesi
            Alcuni se ne preoccupano, la stragrande maggioranza ne è la causa.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Corpo umano

              “causa”

              Nella misura in cui l’egemonia gramsciana è quella della borghesia, ne siamo TUTTI la causa.

              Conosco una gentile signora ultranovantenne. Per metà della sua vita ha fatto la fame insieme col marito, faticando oltremodo per mettere insieme il pranzo con la cena. Adesso stanno bene, e le figlie fanno fatto degli ottimi matrimoni e si sono sistemate. Parlando di tutt’altro, il discorso è caduto casualmente sulle pellicce. Notai come le pellicce sintetiche risparmiassero molte sofferenze agli animali. Di colpo questa signora dolce e gentile mi aggredi’ inviperita: “Come sarebbe? E una deve lavorare tutta la vita per indossare della plastica?”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Sono totalmente d’accordo con la signora.

              • Corpo umano scrive:

                Di Vita

                Ne siamo tutti la causa

                Ma certo. Però in una certa misura
                Il che significa che se trovi la misura giusta il
                problema si riduce in proporzione, almeno per far fronte all’emergenza.

                Peucezio
                Le tue parole si commentano da sole

              • Francesco scrive:

                Tutto sommato faccio moltissima fatica a non dare pienamente ragione a Peucezio.

                Sarà libera la signora di spendere i soldi che ha onestamente e duramente guadagnato come vuole lei, nel solo rispetto delle leggi?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “nel solo rispetto delle leggi”

                Allora basta cambiare le leggi, vietare l’acquisto di nuove pellicce e trasformare il tuo accordo totale con Peucezio in radicale disaccordo?

              • Peucezio scrive:

                Ecco i moralizzatori del costume.

                La nuova dittatura.
                Cioè io, per ipotesi, per una mia scelta etica del tutto personale, non voglio uccidere gli animali.
                Quindi non mangio carne, non indosso pellicce e va bene.

                Ma pretendo pure di imporre agli altri le mie scelte etiche personali.

                Questa è una degenerazione, perché sarebbe come se io imponessi a un vegano di mangiare carne perché “mangiare carne” è giusto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “Ma pretendo pure di imporre agli altri le mie scelte etiche personali.”

                A cosa ti riferisci? Non credo che nemmeno in qualche regione dell’India sia imposta per legge una dieta vegetariana.

                Premesso questo, non trovo strano che una persona che ha una convinzione etica cerchi di trasmetterla anche agli altri.

                Ad esempio, su questo blog ci sono diverse persone che, a ragione o a torto, considerano contraria alla loro etica la pedofilia: per una “scelta etica del tutto personale, non vogliono avere rapporti sessuali con bambini”, per parafrase la tua affermazione.

                Ora non mi sorprenderebbe se cercassero con gentilezza di dissuadere anche altri dal compiere atti pedofili.

              • Francesco scrive:

                Sì Maurizio

                certo. cosa ci trovi di strano? mi pare banalissimo.

                Saluti

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “sarà libera”

                Ovviamente NO, se danneggia l’ambiente – che è di tutti.

                La libertà di ciascuno finisce dove comincia la libertà degli altri.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “d’accordo”

                Perché sei un perfetto esempio di egemonia borghese, nel senso gramsciano: fai proprio l’ideale di libertà del consumatore alla base del sistema capitalistico, nonostante tutto il tuo gran parlare di fascismo – che pretende di essere movimento antiborghese per eccellenza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                le pellicce non danneggiano l’ambiente, al massimo danneggiano l’animale scuoiato

                non cominciare a fare il comunista che si allarga e toglie pure l’aria in nome del “bene comune”

                😉

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Perché sei un perfetto esempio di egemonia borghese, nel senso gramsciano: fai proprio l’ideale di libertà del consumatore alla base del sistema capitalistico, nonostante tutto il tuo gran parlare di fascismo – che pretende di essere movimento antiborghese per eccellenza.”

                Il borghese non è consumista, il borghese è austero e continente.
                Il borghese ha creato il consumismo per assoggettarvi il popolo.

                Ma la pelliccia non è consumismo, è un bene di lusso, quindi al massimo è aristocratica.
                Io sono antiborghese, mica anti-aristocratico.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “le pellicce non danneggiano l’ambiente, al massimo danneggiano l’animale scuoiato”

                Infatti è questo il punto.
                Si confonde l’animalismo con la difesa dell’ambiente.

                Gli animalisti non vogliono l’eliminazione delle nutrie nel nord Italia, che non sono autoctone e hanno provocato scompensi nell’ecosistema, ma a loro non frega un cazzo: credono che la vita di una nutria abbia un valore intrinseco come fosse un essere umano.
                Sono folli.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Si confonde l’animalismo con la difesa dell’ambiente.”

                Infatti, e la confusione la fai tu.

                Esistono mille forme di critiche al sistema esistente, diversissime tra di loro, che a volte si sovrappongono, a volte sono in conflitto.

                Il tizio che ha messo su lo startup di pale eoliche non è la stessa cosa del climatologo terrorizzato per il futuro, e non sono la stessa cosa della signora che ce l’ha con le pellicce.

                Ovviamente confondere fa comodo a chi vuole demonizzare in partenza: esiste davvero qualche prete pedofilo; esiste davvero qualche fissato che crede che il cancro si curi andando in pellegrinaggio a Lourdes e quindi non prende le medicine; è esistita davvero la commissione che ha condannato Galileo.

                E allora tiro fuori queste tre cose (che se vedi bene, non c’entrano nemmeno l’una con l’altra) per deridere l’intera civiltà cristiana di due millenni e tapparmi le orecchie davanti a qualunque cosa mi dica un cattolico.

              • Corpo umano scrive:

                Gli animalisti sono folli

                Veramente quelli che mettono gli animali sullo stesso piano dell’uomo sono gli antispecisti
                E non è detto che gli antispecisti siano vegani.
                È una posizione complessa
                Per quanto riguarda animali e ambiente c’è un evidentissimo legame che si manifesta soprattutto negli allevamenti intensivi e nella conseguente agricoltura industriale.
                Insieme costituiscono la peggiore causa di degrado ambientale.
                Emissioni di anidride carbonica, perdita di biodiversità, deforestazione, alterazione del ciclo dei nutrienti, consumo di acqua, pesticidi, inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.
                Ma in che mondo vivete?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “austero e continente”

                Quello di Max Weber e della morale protestante. Ma la massa non ha morale, ha bigiotteria: e la massa condivide felicemente l’assunto che il possesso di ricchezza è segno della predilezione divina. Il proletario partenopeo delle commedie di Eduardo, che aspetta che la buonanima del padre gli porti il terno in sogno da giocare alla lotteria così che quando lo vince la moglie si potrà pavoneggiate con due visoni alla volta, è un Briatore in sedicesimo, è un classico borghese. O, se preferisci, è un ‘imborghesito’. Finché non vince è pure simpatico, perché fa pena; ma non appena ha vinto sarà sua cura sbattere in faccia quei visoni al suo ex compagno di miseria che è rimasto a mangiare pane e fantasia. Il trading on line è la versione moderna della vera liturgia sinceramente praticata un tempo da questi imborghesiti: la giocata settimanale al banco lotto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                Naturalmente

                bigiotteria=bigotteria

              • Peucezio scrive:

                Corpo,
                “Per quanto riguarda animali e ambiente c’è un evidentissimo legame che si manifesta soprattutto negli allevamenti intensivi e nella conseguente agricoltura industriale.
                Insieme costituiscono la peggiore causa di degrado ambientale.
                Emissioni di anidride carbonica, perdita di biodiversità, deforestazione, alterazione del ciclo dei nutrienti, consumo di acqua, pesticidi, inquinamento dell’aria e delle falde acquifere.”

                Tutto questo è verissimo e si tratta di problemi molto seri.
                Per questo è inqualificabile che se ne facciano portabandiera dei dementi assoluti come quelli di Ultima Generazione.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Tutto questo è verissimo e si tratta di problemi molto seri.
                Per questo è inqualificabile che se ne facciano portabandiera dei dementi assoluti come quelli di Ultima Generazione.”

                A cui vengono spontanee due risposte.

                1) se non ti va bene che a farsene portabandiera siano solo quelli di Ultima Generazione, fattene portabandiera anche tu.

                2) Ma davvero hai sentito parlare di questi problemi solo da Ultima Generazione?

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                tu parli del parvenu, dell’arricchito.

                Ma l’arricchito è un proletario coi soldi, è l’antitesi antropologica del grigio borghese.
                Infatti hai esordito parlando di masse.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “masse”

                Io ho parlato di egemonia gramsciana, che è un concetto che si applica alle masse. I ‘grandi borghesi’ alla Buddenbrook o alla Gaslini sono sempre stati l’eccezione alla regola. Certo, sono stati il sale della terra del capitalismo. Ma quando si parla di ‘borghesi’ di solito . e non a caso – ci si riferisce a Fantozzi, non a Ricordi o Rockfeller.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” I ‘grandi borghesi’ alla Buddenbrook o alla Gaslini sono sempre stati l’eccezione alla regola.”

                Boh, sai, nella storia c’è tutto, e quindi si può dimostrare qualunque tesi, o smentirla.

                Anche dire dove sia nato il capitalismo non è facile.

                Semplicemente, credo che ciò che ha messo in moto il grande processo sia stato soprattutto la vendita dei monasteri inglesi da parte di Enrico VIII.

                Qui il protestantesimo c’entra, ma non come ideologia – Enrico VIII non si è mai dichiarato protestante, e la riforma inglese aveva anime molto diverse.

                A comprare i beni ecclesiastici furono i grandi aristocratici inglesi, formatisi in epoca cattolica. E che pensavano di investire nel commercio della lana, poi con l’India, poi mettendo sul proprio terreno le prime fabbriche (che avevano bisogno di acqua e di essere vicini alle miniere, non di trovarsi in città), costruendo la rete dei canali…

                Gente che aveva una cultura classica e non disdegnava affatto la bella vita. E che non era particolarmente religiosa. Qualcuno come gli Howard è addirittura rimasto cattolico.

              • Francesco scrive:

                Scusate ma l’affermazione di Andrea mi ha fatto trasecolare: a me quando parlo di borghesia non viene per nulla in mente il ragionier Ugo Fantozzi.

                Ma capita solo a me?

                Magari è uno dei motivi per cui spesso non ci capiamo.

              • Peucezio scrive:

                Andrea e Francesco,

                Andrea, tu hai parlato di “masse”, quindi se sono masse non è borghesia, ma popolo.
                Mi pare eivdente.

                E Fantozzi non è popolo, è piccolissima borghesia.
                È un impiegato, non un operaio o un manovale o un bracciante.

                Fantozzi è un Boddenbrook in piccolissimo.
                Nel senso che ne ha recepito gli stessi modelli, si dà del lei coi colleghi, coltiva il valore del decoro borghese, parla un discreto italiano (migliore e lessicalmente più ricco di quello medio di un laureato di oggi), solo con qualche ostentata storpiatura caricaturale (“vadi”, ecc.), comune perlatro ai suoi capi anche altissimi in grado.

        • Peucezio scrive:

          Corpo,
          sì, facciamo uno studio scientifico referato per stabilire che i bimbiminchia di Ultima Generazione non sono dei tamarri, ma gente che ha fatto almeno il liceo…

          Chiederò un PRIN.

        • Peucezio scrive:

          Comunque, ragazzi, qua ci scherziamo, ma ormai siamo arrivati alla degenerazione per cui si ficca dentro la scienza per qualsiasi ragionamento.

          Vado a cagare e devo fare uno studio scientifico sulla forma e la consistenza degli stronzi.

          • Corpo umano scrive:

            Si ficca dentro la scienza in qualsiasi discorso

            Vuoi parlare di clima, biodiversità ecc senza passare attraverso la scienza?
            🥱

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Ovvio: se no non si possono sparare stronzate in libertà.
              I temi scientifici vanno trattati come una seduta al cesso, dove entri, sforni una cagata e poi te ne vai con un bel senso di soddisfazione. Senza preoccuparti che qualcuno valuti il contenuto di quella cagata.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                non diciamo idiozie. Ficcare la scienza ovunque significa trasformalta in una barzelletta.

            • Peucezio scrive:

              Corpo umano,
              qui non si parlava di clima e biodiversità, ma di Ultima Generazione, quindi al massimo di sociologia spicciola.

              Tu hai attribuito a quei coglioni una funzione positiva, mentre sono solo l’ultima generazione di millenaristi come tante ne ha partorite la storia occidentale.

              Semmai sarebbe interessante indagare su quale perverso meccanismo produca periodicamente ondate di millenarismo.

              Per inciso, io vorrei capire che titoli hanno uomini di legge o, nel tuo caso non ho idea, per parlare di climatologia e simili.

              Qui dentro parliamo di tutto, ma non mi pare che pulluli di specialisti.
              Io posso dire di esserlo nel mio ambito, perché ho anche pubblicazioni referate, altri forse anche, non lo so.
              Ma mi sa che non si esce più di tanto dall’ambito umanistico.
              Tranne la nostra Paniscus, che però non opera in ambito accademico (ma ovviamente non mi permetterei di contraddirla quando parla con cognizione di causa su questioni di cui lei è esperta e io no).

            • Peucezio scrive:

              Diciamo comunque che dal covid in poi, ma anche da un po’ prima, va di moda tirare fuori LASCIENZA alla stracazzo di cane: è un vezzo di questi ultimi anni.
              E possibilmente usarla come una clava contro l’avversario, da parte di gente che con la scienza non ha nemmeno la minima parentela, come giornalisti o, qui dentro, gente che si occupa di tutt’altro.

              È un vezzo sciocco che andrebbe proprio evitato e squalifica chi lo fa.

              • Corpo umano scrive:

                La scienza fa parte della nostra cultura “generale”
                Cosi penso la percepiscono quelli di ultima generazione, salvo che tra di loro ci sono anche degli “specialisti”.
                È come quando si va dal medico e ti trova una malattia.
                A loro è stato detto che saranno l’ultima generazione
                Vuoi togliergli il diritto di protestare?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Corpo Umano

                “La scienza fa parte della nostra cultura “generale”
                Cosi penso la percepiscono quelli di ultima generazione, salvo che tra di loro ci sono anche degli “specialisti”.”

                Premessa la mia critica di fondo alle scelte tattiche di Ultima Generazione, mi sembra irrilevante la questione se sono degli “specialisti”.

                L’ambiente – cioè aria, acqua, cibo e tutto il resto – non è una questione riservata agli “specialisti”.

                Io personalmente ci capisco pochissimo di economia, ma questo non mi esonera dal riscuotere le fatture e pagare le tasse. Poi posso fare degli errori anche lì.

              • Peucezio scrive:

                Io non voglio togliere nessun diritto a nessuno, finché protesta pacificamente.

                Se blocca le strade e imbratta i monumenti dev’essere punito (in proporzione al gesto, non in modo esagerato e comunque prima di lui andrebbero puniti i ragazzini decerebrati che imbrattano edifici anche storici dappertutto in giro per l’Italia, e a frustate).

                La scienza non è cultura generale, perché, almeno appena di esce da pochi concetit base (tutti sanno che la Terra gira intorno al Sole) è troppo tecnica e richiede troppa applicazione per essere alla portata dell’uomo medio anche colto.

                E la loro poi non è scienza, è mitologia apocalittico-millenaristica.

              • Corpo umano scrive:

                https://www.greenme.it/ambiente/clima/abbiamo-superato-6-limiti-planetari-su-9-che-cosa-sono-e-perche-dovremmo-preoccuparci/

                Lo studio rappresenta il terzo aggiornamento del quadro portato avanti da 29 scienziati provenienti da otto Paesi diversi sin dal 2009. Per la prima volta, un team internazionale di scienziati è in grado di fornire uno schema dettagliato della “resilienza planetaria” mappando tutti e nove i processi di confine che definiscono uno spazio operativo sicuro per l’umanità.

                Peucezio, non fare i giochini di parole.
                Tu sei dentro a un destino comune.
                Puoi pensare in termini individualisti oppure collettivi.
                Quelli di ultima generazione individualisticamente pensano che la scienza degli scienziati dice loro che non hanno futuro e questa scienza degli scienziati loro la capiscono perché possiedono un minimo di cultura scientifica che hanno appreso a scuola e in più si saranno anche informati per conto loro.
                Metti insieme il tutto e ti vengono dei seri e fondati dubbi di essere veramente l’ultima generazione.
                Per quanto riguarda la collettività, la specie umana si sta giocando la sopravvivenza
                Questo dovrebbe suscitare una reazione collettiva e invece ci sono quelli come te che su un tema collettivo invocano la libertà individuale.
                A Cuba durante il periodo Especial, non c’era niente da mangiare.
                E così hanno messo la pena di morte per chi mangiava carne
                Adesso siamo in non so quanti miliardi sulla terra. Chiedi a qualunque agronomo se sia possibile nutrire tutti a carne.
                Se tu mangi carne qualcun altro non mangerà niente, come diceva Trilussa.
                La tua libertà individuale di mangiare carne
                andrà a scapito di un altro che non mangerà niente.
                Ma il veganesimo è molto altro.
                Non rileggo perché l’orario è parecchio mattutino.

              • Francesco scrive:

                Capisci, caro CU, che in questo modo hai servito un assist perfetto a qualunque Stalin del XXI secolo.

                Anche se tu avessi ragione, la prospettiva è poco allettante quanto il collasso del sistema, che il predetto sistema stalinista dovrebbe prevenire o limitare nei suoi danni.

                Siccome le previsioni, parlando di un sistema complesso come “tutta la biosfera” non sono poi così affidabili, l’idea di perdere quasi ogni libertà per salvarsi … è molto poco allettante e convincente.

              • Corpo umano scrive:

                Stalin

                Veramente dicevo Cuba
                Niente industria pesante
                (Ma qui non fate altro che parlar di storia e poi mi venite fuori con degli svarioni del genere).
                Comunque si parlava di nuova generazione e delle loro strategie comunicative.
                E che sono l’ultimo campanello d’allarme.
                Poi toccherà fare circa come Cuba
                Cioè con poco Quello che resta. Perché, a parte l’esaurimento delle risorse, senza un ambiente che fornisca tutti gli eco-servizi necessari non ci può essere economia.
                Voglio vedere come si crea l’acqua potabile con l’IA. Ma devono sbrigarsi di brutto a farle fare il miracolo. Perché i tempi sarebbero un po’ strettini.
                Dico l’acqua ma potrebbero essere altre risorse naturali essenziali.
                Vala’ vala’, futuristi, dei miei stivali, date un po’ ascolto ai “cretini” di ultima generazione, che ne hanno di cose da insegnarvi.

              • Francesco scrive:

                O mamma mia! almeno Stalin teneva in piede l’URSS, per quanto in modo miserabile

                Castro non lo ha mai fatto e il Blocco è la foglia di fico del suo fallimento epocale

                Se dopo il Collasso la tua idea di riferimento è quella, allora Ken il guerriero è una storia utopistica!

                Quelli di UG si sentono importanti, il resto è mancia.

                Come i coglioni che sventolavano il Libretto rosso si sentivano la generazione rivoluzionaria.

                Patetico bisogno di protagonismo che esula dai dati di fatto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Quelli di UG si sentono importanti, il resto è mancia.”

                Io non riuscirò mai a capire questa smania di giudicare e condannare persone che immagino tu non conosca: e per me vale per tutti i contesti.

                Poi posso giudicare la loro strategia, perché vedo l’impatto che ha su persone diverse come te, Peucezio e ADV, ma questo è un giudizio tecnico, non un giudizio umano.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Io non riuscirò mai a capire questa smania di giudicare e condannare persone”

                Spero che sia chiaro che non condanno i quattro ragazzini che hanno contestato Silvia e Costa. Ho solo sottolineato l’impressione che hanno fatto, per parlare di un meccanismo sociale molto importante.

                Esattamente come loro non devono permettersi di decidere che Silvia e Costa sono “transfobici”, io non posso permettermi di mettere loro addosso le mie categorie.

              • Corpo umano scrive:

                Specialisti

                Per quello che ho potuto leggere, tra i giovani di nuova generazione molti sono diciamo “del mestiere” Scienziati, insomma.
                E in genere è un movimento che si appoggia alle ricerche scientifiche.
                Poi sulla scienza la si può pensare in modo positivo o negativo.
                Io temo come la peste quelli che vanno a modificare i genomi.
                Purtroppo questo è un campo talmente specialistico che il genetista ti può dare del somaro senza che tu abbia nemmeno capito perché. E allora bisogna bastonare. Non proprio fare come Pol Pot. Una bastonatina a fin di bene.

              • Miguel Martinez scrive:

                per corpo umano

                “Per quello che ho potuto leggere, tra i giovani di nuova generazione molti sono diciamo “del mestiere” Scienziati, insomma.”

                Beh, mi sembra ovvio: sei giovane, ti appassiona ciò che gli scienziati dicono del clima e dintorni, decidi di dedicarti anche tu alla ricerca scientifica.

                Immagino che un numero sproporzionato di volontari della Croce Rossa passi a studiare medicina, per motivi analoghi.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Stalin”

                OAAF!!

                Esatto!

                Hai colto l’essenza del motto engelsiano ‘o socialismo o barbarie’.

                La libertà borghese è incompatibile coi limiti della biosfera terrestre. Non a caso Musk pensa a Marte. Solo che prima di colonizzare lo spazio facciamo in tempo a estinguerci noi. La sopravvivenza del genere umano è incompatibile col TINA. Il che vuol dire che Stalin non è un ricordo del passato, ma una promessa del futuro.

                “l’idea di perdere quasi ogni libertà per salvarsi … è molto poco allettante e convincente.”

                Benvenuto nel XXI secolo.

                Se il TINA fosse il destrino del genere umano, come mai la maggior parte dell’umanità vive in paesi dove il TINA o è assente o è fortemente limitato?

                A credere nel ‘libero mercato’ sono rimasti giusto Fox News, la Von der Leyen, Calenda e Rampini… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Corpo umano,
                anch’io ho appreso a scuola un minimo di cultura scientifica, pur avendo fatto il classico (dove però fisica, chimica, biologia, ecc., si facevano bene), quando la scuola non dico fosse una cosa seria, ma un minimo si difendeva ancora.
                Ma non mi basta certo per capire fenomeni dalle variabili immense e complessissime, che a malapena (e forse no) capiscono gli scienziati.

                Continui a confondere la scienza con l’ideologia e la ragione col pretesto.

                Se uno è millenarista troverà sempre degli appigli più o meno fantasiosi.

                Solo che almeno i Testimoni di Genova non imbrattano i monumenti e non bloccano le strade.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma non mi basta certo per capire fenomeni dalle variabili immense e complessissime, che a malapena (e forse no) capiscono gli scienziati.”

                Santa Pazienza di Cascia prega per noi…

                Allora, la nonna sa che se fai la pipì nel tuo stesso letto tutti i giorni, prima o poi il letto è da buttare, e se non hai un altro letto, è un bel problema: è la “sci-enza”, nel senso semplice delle cose che “conosci-amo” tutti.

                La nonna sa anche che il latte versato non è facile da rimettere in bottiglia, che tradotto in complicatese significa Seconda Legge della Termodinamica.

                E anche la bisnonna con l’Alzheimer sa che se prendi un mitra e spari sulla folla, qualcuno si farà male.

                Poi arriva lo scienziato con la laurea e ti dice quali sono le proprietà corrosive dell’urina; l’esatto quantitativo di latte che è stato versato, e tramite quali processi chimici si attacca al tappeto; la velocità dei proiettili e il grado di resistenza delle ossa e della pelle.

                Esattamente dove cadrà il latte o quante persone saranno ferite e quante moriranno sono cose che nessuno sa, perché appunto si tratta di fenomeni complessi.

                E siccome uno scienziato dice che ci saranno più feriti al petto che feriti al basso ventre, e un altro dice che saranno colpiti in testa, possiamo permetterci di dire che sono cose troppo complicate e quindi mandare a quel paese la persona che ci invita a non giocare con il mitra.

                Tanto lo fa perché è un Millennarista.

              • Corpo umano scrive:

                https://valori.it/ipcc-sesto-rapporto-sintesi-clima/

                È l’ultima volta che ti rispondo per sentirmi sempre ripetere lo stesso mantra del millenarismo.
                Ti ho messo il sesto rapporto IPCC sul clima sintesi. Vedi tu se non lo capisci.
                Io lo capisco per quello che c’è di basilare da capire.
                Poi se vuoi aspetta pure che scenda dal cielo lo Spirito Santo che dica lui se è il caso di allarmarsi o no.

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                >>> Hai colto l’essenza del motto engelsiano ‘o socialismo o barbarie’.

                Premesso che non condivido affatto la tua diagnosi, dovessi scegliere tra il socialismo e quello che tu (ed Engels) definite barbarie non avrei alcun dubbio.

                Ricordo però che sotto Stalin ed eredi ci sono stati i peggiori disastri ambientali della storia e le ricerche scientifiche dovevano sempre dare ragione al governo. Non vedo come sia la strada per sopravvivere.

                Mille volte meglio il caos e la concorrenza del mondo libero.

                Ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ricordo però che sotto Stalin ed eredi ci sono stati i peggiori disastri ambientali della storia e le ricerche scientifiche dovevano sempre dare ragione al governo. Non vedo come sia la strada per sopravvivere.”

                Sono d’accordo.

                Stalin ha agito drasticamente, immaginando – come tanti alla sua epoca – che esistessero solo problemi sociali: l’ambiente era scontato, era tutto un “drill baby drill!”

                Non so se abbia fatto i “peggiori” disastri ambientali della storia, è difficile valutarli specie a lungo termine, ma è esattamente il rischio del sistema cinese cui fa appello Peucezio.

                Uno stato che decide e può imporre cambiamenti drastici in base a ciò che in questo momento si ritiene fondamentale può facilmente creare danni imprevisti ma ancora maggiori a lungo termine.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                però nessuna nonna avrebbe detto che dobbiamo cominciare a vivere male perché le energie del pianeta non sono infinite: è la cosa più controintuitiva che ci sia.

                Proviamo a vedere quanta è la sensibilità ecologista per classi di età.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “però nessuna nonna avrebbe detto che dobbiamo cominciare a vivere male perché le energie del pianeta non sono infinite: è la cosa più controintuitiva che ci sia.”

                Dai, questa no!

                La Nonna archetipica ha sempre usato le Tre Erre: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare:

                “Non sprecare i soldi comprando calzini nuovi! I calzini del fratello cresciuto passino a quello più piccolo, rammendo con una toppa! I calzini sono proprio andati, allora li usiamo per fare pupazzetto!”

              • Peucezio scrive:

                Secondo me siete prigionieri di un dogma.

                Almeno quando c’erano i dogmi veri, non si pretendeva di dimostrarli in modo razionale: si sapeva che ci voleva un atto di fede per accettare il mistero della Trinità o del parto virginale di Maria.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                quando la mamma mandava i bambini in giro con i pantaloni corti perchè sapeva che sarebbero caduti e si sarebbero sbucciati le ginocchia, che si riparano da sole, ma almeno così non avrebbero rotto dei pantaloni che la stoffa costa, cosa faceva se non adattarsi alla scarsità di risorse?

                E la Cuccagna era un sogno e un mito ma poi a tavola si mangiava quello che c’era e per il resto si aveva fame.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Dai, questa no!

                La Nonna archetipica ha sempre usato le Tre Erre: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare:

                “Non sprecare i soldi comprando calzini nuovi! I calzini del fratello cresciuto passino a quello più piccolo, rammendo con una toppa! I calzini sono proprio andati, allora li usiamo per fare pupazzetto!””

                Quella però è un’altra questione.
                L’abitudine al risparmio, per la scarsità di risorse, abituava a queste forme di attenzione al valore delle cose.
                Ma era una condizione subita: chi è cresciuto nella povertà è stato ben felice di uscirne e non vorrebbe certo tornarci.
                Ma non ho mai sentito discorsi ambientalisti dai vecchi di un tempo (quelli di oggi non sono “nonni”, se non in senso puramente anagrafico: non fanno testo, è gente formatasi negli anni ’60-’70, sono vecchi “moderni”, che credono alla televisione, alle idee correnti).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Quella però è un’altra questione.
                L’abitudine al risparmio, per la scarsità di risorse, abituava a queste forme di attenzione al valore delle cose.”

                Assolutamente d’accordo.

                Il problema è che il pianeta (con la minuscola) non è cambiato nel frattempo.

                Quello che era intuitivo per la nonna è qualcosa che oggi ci vuole uno scienziato per capirlo.

                Ma la nonna aveva ragione, e oggi lo ammette anche lo scienziato.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Uno stato che decide e può imporre cambiamenti drastici in base a ciò che in questo momento si ritiene fondamentale può facilmente creare danni imprevisti ma ancora maggiori a lungo termine.”

                Invece l’alternativa per cui ogni privato forte fa i suoi porci interessi e nessuno gli pone limiti fa meno danni?

                Quando c’è un’emergeza, meno gente decide, meglio la si affronta.

                E allora, se è davvero un’emergenza come tu sostieni, ci vogliono sistemi forti e accentrati per affrontarla: non si scappa.
                Il rischio è di fare scelte sbagliate, ma almeno te la giochi, mentre la combinazione di tante azioni individuali del tutto scoordinate è sicuro che fa disastri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Invece l’alternativa per cui ogni privato forte fa i suoi porci interessi e nessuno gli pone limiti fa meno danni?”

                Qui mi fermo, perché non ho la “soluzione” in tasca, purtroppo.

                Mi limito a cogliere il problema, che dovrebbe essere ovvio.

                Ho paura che i singoli uomini che decidono, decideranno sempre in base ai loro interessi immediati. Sia quando agiscono per un’azienda privata, sia quando agiscono in nome di una grande nazione.

                E comunque nella Decrescita globale, la prima tentazione per tutti è tirare la coperta che diminuisce, dalla parte loro. E una nazione è tentata a farlo quanto un’azienda.

                Ma ripeto, sono riflessioni e dubbi, non certezze.

              • Francesco scrive:

                Peucezio,

                per i dettagli chiediamo a MT ma già nel Medioevo l’eccesso di sfruttamento dei boschi per fare legna portava alla distruzione dei boschi e i re proibivano la caccia alla selvaggina per prevenirne l’estinzione (e poter andare a caccia).

                Ciao

              • firmato winston scrive:

                @miguel:
                “La Nonna archetipica ha sempre usato le Tre Erre: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare:”

                Ma allora si produceva, a fatica, per consumare.

                Oggi si consuma, a fatica, per produrre.

                (la maggior parte del lavoro vero, compreso quello in nero, in occidente e’ ormai svolto da una piccola percentuale della popolazione: tutti gli altri, di cui voi tutti siete probabilmente dei campioni, non fanno nulla di utile mentre investono un sacco del loro tempo, il loro vero lavoro, nel consumare – compresi i servizi dati dai blog – Illich forse lo includeva nel cosiddetto “lavoro ombra”)

                🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Firmato Winston

                ” tutti gli altri, di cui voi tutti siete probabilmente dei campioni, non fanno nulla di utile”

                🙂

                Il Traduttore alza la mano e dice, “in effetti…”

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “mille volte meglio”

                Ma certo; Lysenko ha fatto fortuna sotto Stalin.

                Però sotto Stalin c’era anche Vavilov; e se è andata come è andata, è anche vero che già sotto Brezhnev un Lysenko non se lo filava più nessuno.

                Invece oggi i negazionisti climatici sono al potere; nel mondo del libero mercato i Lysenko sono al governo, e senza nessun bisogno di affamare i Vavilov a morte.

                Ti ricordo che il Paese che sta spendendo in questo momento più soldi in assoluto per limitare l’effetto serra è la Repubblica Popolare Cinese.

                Il socialismo, anche all’acqua di rose, è compatibile coi limiti imposti dall’enologia. Il libero mercato del capitalismo, invece, no.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Il socialismo, anche all’acqua di rose, è compatibile coi limiti imposti dall’enologia. ”

                Adoro i correttori automatici!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “correttori”

                😉 😉 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                @francesco:
                “ma già nel Medioevo l’eccesso di sfruttamento dei boschi”

                Su questo ti so rispondere io, illustrando pero’ altre condizioni di contorno oggi inimmaginabili senza le quali non si puo’ comprendere appieno il significato del discorso.

                A parte che il sovrasfruttamento sarebbe durato poco, e poi la popolazione si sarebbe pareggiata automaticamente per emigrazione o, nel caso ad esempio coreano del nord di non molti anni fa per morte per fame,
                la superficie boscosa italiana e’ molto aumentata negli ultimi decenni grazie al fatto che la legna non e’ piu’ l’unica fonte energetica su cui si possa fare affidamento per cuocere e riscaldarsi (e perche’ l’aumentato rendimento delle coltivazioni permette di non dover coltivare fin l’ultimo lembo di terra coltivabile una volta disboscata).
                E’ difficile ma non impossibile trovare i dati, perche’ ovviamente confliggono almeno in parte con la narrazione apocalittico-catastrofica senza la quale ormai non si puo’ piu’ vivere, e secondo la quale TUTTO deve andare male contemporaneamente.
                Tieni conto che fino all’ultima guerra l’energia del fuoco serviva quasi esclusivamente per il suo compito piu’ importante, la cottura del cibo, e proveniva esclusivamente dalla legna (esattamente come nei posti molto poveri ancora adesso). Tant’e’ che i pochi ecologisti veri, quelli di scienza e mestiere, sono preoccupati per la politica di net zero che sta portando di nuovo al sovrasfruttamento “rinnovabile” dei boschi, dato l’enorme ammontare della popolazione e l’ancora piu’ enorme sua pretesa energetica.
                Avevo delle zie che mi ricordavano cosa significasse accendere il fuoco a legna nella cucina economica in luglio per cuocere il cibo sulla piastra rovente (e senza l’aria condizionata): all’epoca la pastasciutta, cioe’ la bollitura di un sacco di acqua da buttare via una volta cotta la poca pasta era un lusso**: una volta acceso il fuoco si preferiva cuocere dei pentoloni di minestrone che poi duravano e si consumavano nei giorni successivi. Lo stesso per il pane: era normale che venisse cotto in sovrappiu’ a distanza di giorni o settimane. Io stesso sono in parte tornato a quell’uso: sia quando uso la legna d’inverno per riscaldarmi e cuocere cosi’ anche il cibo (all’epoca pero’ la priorita’ era la cottura del cibo e il sottoprodotto il riscaldamento, che infatti c’era _solo_ in cucina), sia quando d’estate uso il gas in bombola, o per il pane un fornetto elettrico: si cuoce in sovrappiu’ che poi si consuma nel giro di una settimana (il pane fatto in casa dura tranquillamente una settimana). Lo stesso per i minestroni, che pero’ d’estate durano meno diciamo un paio di giorni.

                Ci si adatta a quel che c’e’, sia in un senso che nell’altro, cosa che oggi che l’ideologia e la narrazione predominano assolutamente su un concreto ormai lontano e sconosciuto, sembra essere incomprensibile ai piu’, che si incartano sempre di piu’ nelle loro fantasie autoreferenziali.

                ** adesso e’ addirittura pieno di idioti (peraltro iper e sovrascolarizzati) che si rifiutano di cuocere la pasta con meno di un litro d’acqua per ogni 50 grammi di pasta… perche’ “non viene bene”, oppure altri che si indignano di fronte alla notizia che a pressione atmosferica normale non occorre nemmeno che l’acqua bolla del tutto, bastano 85-90 gradi, oppure che si puo’ spegnere la fonte di calore una volta raggiunta la bollitura

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Ho paura che i singoli uomini che decidono, decideranno sempre in base ai loro interessi immediati. Sia quando agiscono per un’azienda privata, sia quando agiscono in nome di una grande nazione.”

                Può essere che tu abbia ragione, ma a me pare che tu stia ragionando da occidentale.

                L’Asia, prima ancora che un continente, è una categoria antropologica e metafisica.

  3. MOI scrive:

    @MIGUEL

    British Transport Police amends strip-searching policy after supreme court gender ruling
    Male officers would carry out searches on trans women, BTP says, as it ‘reviews implications of ruling’

    https://www.theguardian.com/uk-news/2025/apr/17/trans-women-uk-railways-strip-searched-male-officers

  4. MOI scrive:

    @HABSBURGICUS

    Ho algoritmicamente 🤐 scoperto un personaggio incredibile che aveva lucidamente previsto cosa sarebbe successo in UK una quarantina d’ anni dopo, ovvero oggi : Enoch Powell !

    • MOI scrive:

      https://youtu.be/fKKhr-fKUX0?si=6C2hBqdl86bi17Rv

      SE vi aspettate un Troglodita che parla un pessimo Inglese … temo resterete delusi/e/ə .

      • MOI scrive:

        https://youtu.be/TU0LRbJzgI4?si=Kd_96GeMiY-ME2C6

        Il suo Discorso Parlamentare più famoso , oggi diventerebbe viralissimo in tempo zero, MA all’ epoca Internet era ancora molto dilà da venire.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ MOI

          “vitalissimo”

          Ma lo è già. È la solita fuffa che le destre ci propinano da decenni.

          Ha già risposto Seneca: ‘fata volentes ducunt, nolentes trahunt’, ‘il destino guida i volenterosi e trascina i riottosi’.

          Chi sta meglio fa meno figli perché ne ha meno bisogno. Il calo demografico lo si compensa con l’immigrazione da paesi più poveri con natalità maggiore.

          I migranti cominciano dai gradini più bassi della società (manovali, braccianti, badanti, prostitute, spacciatori) poi via via salgono i gradini della scala sociale (prima nello sport, poi sotto le armi, poi nelle professioni).

          Hai voglia a fare della demagogia. I primi ad approfittarne sono quelli che gridano al pericolo. La convenzione di Dublino la firmò Berlusconi. La prima sanatoria la fece la Lega.

          E per forza.

          La cassetta di pomodoro che paghiamo meno di dieci euro al mercato se non ci fossero i migranti in nero a raccoglierla la pagheremmo cinquanta.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • MOI scrive:

            MA nel 2025 … costruire un robot costa ancora di più che accogliere un immigrato?

            • Francesco scrive:

              Dipende: se spendi poco per accogliere e integrare l’immigrato, avrai una quota di criminali e disadattati nelle generazioni successive molto più alta e i costi esploderanno.

              Ma i lavori semplici e faticosi che gli immigrati fanno per poco sono quasi sempre costosi se devi usare tecnologie avanzate come i robot.

              Al netto della demagogia di Andrea, direi che in campo economico ha ragione lui. Poi si scopre che l’uomo è anche altro e hai le banlieue francesi e belghe e i quartieri di immigrati tedeschi e inglesi.

              Il mio motto è “investire nell’assimilazione non solo conviene, è indispensabile”

          • firmato winston scrive:

            @andrea:
            “La cassetta di pomodoro che paghiamo meno di dieci euro al mercato se non ci fossero i migranti in nero a raccoglierla la pagheremmo cinquanta.”

            Probabilmente invece la pagheremmo meno, e i migranti resterebbero senza anche quel lavoro e dovrebbero tornarsene a casa loro.
            Oggi sono cinesi e giapponesi che stanno diventando leader mondiali nell’automazione robotica, e anzi lo sono gia’, proprio in previsione di un invecchiamento della loro popolazione.
            Molto anni fa sentivo il sig. Mutti, forse in un’intervista da Minoli, dire che ha eliminato completamente la manodopera dalla raccolta per evitare ogni problema di accusa di sfruttamento, caporalato e attacchi delle Gabanelli di turno.
            Problema risolto.
            Funziona cosi’ (poi e’ chiaro che ci saranno sempre i fighetti che prediligeranno il pomodoro raccolto mano e selezionato a uno a uno e piu’ costa piu’ si sentono fighi – allo stesso modo ci sono vini costosissimi che sono fatti scegliendo gli acini d’uva uno ad uno!):

            https://www.youtube.com/watch?v=CzIwHLbzN_4

            Allo stesso modo dovresti sapere che la Fiat a suo tempo per togliersi dalle palle il problema del sindacato piu’ rompicoglioni del mondo, automatizzo’ quasi completamente tutto, e lo fece spinta dalle circostanze, per prima al mondo.
            Qua c’e’ un video storico che sicuramente a te che ne capisci qualcosa piace:

            Come in Comau ho guidato la nascita del Robogate, primo impianto robotico per produrre automobili – YouTube
            https://www.youtube.com/watch?v=VC1rU-CSiY0

            Peraltro in quegli anni venivano progettate automobili come la Fiat Uno che pesavano solo 7-800 kg e facevano gia’ oltre 20 km con un litro di benzina, di un’efficienza tenendo conto di tutta la filiera produttiva imparagonabilmente migliore delle “ecologiche” di oggi, efficienza che dopo quasi mezzo secolo si raggiunge solo sul chilometraggio e solo con l’impiego di una tecnologia cento volte piu’ complicata e costosa: ce le hanno fatte buttare via tutte anzitempo con una scusa o con l’altra, ma il vero motivo e’ che costando poco facevano incassare poco sia al produttore che al fisco. La crescita del PIL prima di tutto, e incasinamento ad oltranza per dare senso e potere alla vita dei tanti specialisti del non sappia la mano destra quel che fa la sinistra, opportunisti teste di cazzo. Se invece si fosse proseguiti su quella strada della semplificazione e del “less is more” oggi un’auto potrebbe pesare ancora meno, richiedere meno materia prima per essere prodotta e fare molti km in piu’ per litro. Invece abbiamo i SUV elettrici da 3 tonnellate.

            Chi conosce il mondo dell’edilizia sa che oggi il solo impianto elettrico di un appartamento al centro-nord e’ talmente incasinato e richiede talmente tanta costosa specializzazione e burocratizzazione per essere installato che costa quanto costava fino a pochi decenni fa una intera casa unifamiliare in calabria nelle zone periferiche dove ancora si riusciva ad “arrangiarsi” ed essere padroni di se stessi. E dove nulla poteva rompersi o richiedere manutenzioni e costose bollinature prima di mezzo secolo. Altro che la schiavitu’ del mutuo da pagare fino alla pensione per essersi resi succubi di banche, banche centrali e finanziarie che coi soldi malguadagnati controllano l’informazione (la gabanelli a suo tempo sul corriere della sera propose una tassa del 30 per cento su chi usa il contante che permette di fare acquisti e vendite senza dover pagare il pizzo ad intermediari e sfruttatori vari).

    • habsburgicus scrive:

      si, lo conoscevo.. un parlamentare tory di metà ’60, obviously smeared by the R, word
      erano gli anni in cui il Labour di Wilson (premier 1964-1970) decideva di adottare un atteggiamento intransigente verso i bianchi della (South) Rhodesia che avevano fatto la loro UDI (non “Unione donne italiane di sapore vecchia emilia rossa 😀 bensì Unilateral Declaration of Independence) l’11 novembre 1965 impedendo il consolidamento di un secondo Stato white-led che con il tempo avrebbe potuto associare i neri colti (e poi altri neri) e invece, così facendo, pose le basi per il mugabismo !
      in quegli stessi anni il Labour -onnipotente illis diebus per quanto ciò sia concesso a noi mortali- aprì il Regno Unito ai giamaicani..
      e i conservatori non erano molto meglio ! la Thatcher era lontana
      E.P fu veramente una “vox clamans in deserto” !

  5. MOI scrive:

    A proposito di Motori Perpetuo a Energia Avversaria … nel ringalluzzirsi perché il Napoli è passato davanti all’ Inter in Classifica di Serie A … è nato ufficialmente il Movimento Secessionista (con Richiesta di Miliardi di Euro come Risarcimenti del Risorgimento) “Noi del Sud” .

    Simbolo una Fenice che Rinasce tra le Fiamme …

  6. Corpo umano scrive:

    https://asinusnovus.net/2013/09/07/filosofia-dellanimalita-intervista-a-felice-cimatti/
    Gli animalisti sono folli
    L’antispecismo.
    Sono folli?

    Bisogna dimostrarlo. Non bastano le sparate teatrali
    Io dico boh. E così, non dovendo dimostrare niente mi cavo fuori dai guai.
    Per la dimostrazione cazzi vostri.

    • Corpo umano scrive:

      Borghesia
      In Europa sopravvive il micro borghese.
      Quello che resta del piccolo borghese.
      E tra poco la classe media verrà riassorbita del tutto nella fascia di povertà.
      Quindi quelli che invocano l’esaltazione futurista finiranno con le pezze al culo.
      Altro che pellicce.
      La sopravvivenza a oltranza dell’individualismo borghese, in un tale contesto, sa un po’ di ridicolo.

  7. MOI scrive:

    @ CORPOUMANO E PEUCEZIO

    Veramente molti Animalisti mettono gli animali DAVANTI agli esseri umani .. altro che stesso livello. 😁

    • Corpo umano scrive:

      Bar Sport.

      • MOI scrive:

        Vedi, io chi sono Animalisti, NeoBorbonici, Fondamentalisti Islamici, Figli di Papà, Maranza, Baüscia, Genderisti, Trinariciuti, Femministe sai capelli colorati assurdi ecc … NON me lo faccio raccontare dal Professorone Boomer del PD di turno :

        Lo osservo direttamente nel loro Habiat Naturale autodocumentato.

        • Corpo umano scrive:

          Il professorone non ti dice come sono gli animalisti
          Dice altre cose.
          Ma tu in quanto conoscitore di animalisti mi riferisci di un campione che non fa statistica. Bar Sport Appunto

  8. Francesco scrive:

    OT ma non troppo

    il Maschio Alfa della Casa Bianca ha fatto il primo miracolo, facendo vincere ai liberali le elezioni in Canada

    aspettiamo le prossime gesta dell’Uomo della Provvidenza

    fine OT ma non troppo

    In cambio, pare che voglia riportare in auge il Columbus Day: bravo Donald!

    • roberto scrive:

      francesco

      “In cambio, pare che voglia riportare in auge il Columbus Day: bravo Donald!”

      incredibile dictu ne fa una giusta! trovo che la colombofobia americana sia una cosa assurda (a meno che uno non sia native, e in quel caso lo posso anche capire)

      • PinoMamet scrive:

        OMDAR

      • Francesco scrive:

        ammetto che essere con lui anche nella guerra al DEI e ai diritti Transgender

        e Kennedy è tornato a parlare della merda che gli statunitensi mangiano

        per il resto, occorre sperare che Putin a furia di fare il furbo lo indispettisca e gli faccia cambiare posizione sulla guerra in Ucraina

        ma è dura

        • roberto scrive:

          francesco

          “ammetto che essere con lui anche nella guerra al DEI e ai diritti Transgender”

          ma non ti suona male “fare guerra ai diritti di qualcuno”?

          • Francesco scrive:

            no, se hai realizzato che è giusto parte della narrativa dei cattivi, chiamare diritti le loro follie.

            non sono diritti e, soprattutto, non sono transgender.

            come per il matrimonio omosessuale: non è un matrimonio e quindi non può essere un diritto.

            certamente, in un altro contesto starei più attento a come parlo ma qui sono più rilassato.

            ciao

            • Peucezio scrive:

              OMDAF.

              Anche perché non è che prima fosse conculcato qualche diritto delle minoranze.

              Una volta che qualsiasi persona, di qualunque razza, sesso, orientamento sessuale sia, ha esattamente gli stessi diritti delle altre, tanto basta.

              E purtroppo questo accade solo sul piano giuridico-formale, perché i negri di fatto non hanno le stesse opportunità dei bianchi, così come i figli di operai non hanno certo le stesse opportunità dei figli dei professionisti.

              Su questo bisognava lavorare, non su pronomi, abbattimenti di statue, censure di quadri di nudo e altre cagate assurde, che non c’entrano nulla con i diritti, sono mero impazzimento.

              Una delle ultime è che una poetezza negra può essere tradotta in lingua estone solo da un’altra donna negra.
              Per cui se in estone non ci sono traduttrici negre parlanti native di estone non si traduce la poetessa in estone, mentre se c’è una negra che ha tutt’altra storia, di immigrazione molto più recente, che non ha nulla a che fare con lo schiavismo e viene da tutt’altra zona dell’Africa, questo va bene.

              No, questi non sono diritti, sono cagate.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “No, questi non sono diritti, sono cagate.”

                Concordo ovviamente… tra l’altro mi ricordo di un divertente video in cui ci sono studentesse universitarie sudafricane nere che parlano male del colonialismo inglese… in inglese!

                Allo stesso tempo, bisogna vedere quanto questi episodi siano realmente significativi: a parti inverse, leggiamo tutti i giorni dell’Orrore e dello Scandalo perché un ragazzino in una rissa a Ostia ha detto a un altro “sporco ebreo”. Bene, è un ritratto significativo di tutta la metà degli italiani che votano a Destra?

                Aggiungiamo che a Sinistra c’è una maggiore abitudine a manifestare pubblicamente, e quindi è più probabile che certi comportamenti cretini minoritari, che però fanno notizia, emergano lì.

                Le quattro ragazzine di sesso indeterminato che hanno contestato i miei amici sono significativi di una certa modalità aggressiva, ma sono sempre e solo quattro ragazzine di sesso indeterminato, in una città di 350.000 abitanti (dove il 60% di chi va a votare, vota “a sinistra”).

                E dove quasi tutti quelli impegnati in politica si occupano di cose più importanti.

              • Miguel Martinez scrive:

                “E dove quasi tutti quelli impegnati in politica si occupano di cose più importanti.”

                In questo senso, con il senno di poi, il titolo “…e l’autodistruzione delle Sinistre” che ho messo a questo post è esagerato.

                Casomai, il punto è che piccole minoranze di gente di sinistra, comportandosi in modo aggressivo o ridicolo, fanno ricadere i loro comportamenti su tutta la Sinistra. Che complessivamente avrà tutti i difetti di questo mondo, ma non è quella piccola minoranza.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                per carità, i gruppuscoli di oggi sono fastidiosi ma innocui.
                Almeno da noi: negli USA mi sa che sparano proprio, anche quelli di sinistra.

                Il problema è che certe idee diventano l’ideologia ufficiale delle società e allora gente licenziata perché dice che esiste il sesso biologico, bambine mutilate perché una mattina a scuola hanno detto che vorrebbero essere maschietti, la maestra le ha sentite e lo ha detto alla psicologia e via discorrendo.
                È questo il problema, non le quattro ragazzine un po’ isteriche.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “certamente, in un altro contesto starei più attento a come parlo ma qui sono più rilassato.”

              Scusa, non avevo visto questo ancora, quando ti ho risposto prima. Allora siamo d’accordo.

              Infatti il “matrimonio omosessuale” non esiste: esiste l’unione civile che permette a due persone di regolamentare questioni appunto civili riguardanti la loro convivenza.

              • Francesco scrive:

                Sicuro? un mio collega omosessuale si è sposato tutto contento col suo compagno alcuni mesi fa … dici che si è sbagliato?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Sicuro? un mio collega omosessuale si è sposato tutto contento col suo compagno alcuni mesi fa … dici che si è sbagliato?”

                In un contesto informale, ha tutto il “diritto” di chiamare l’unione civile come vuole.

              • Peucezio scrive:

                Esatto.

                Ufficialmente non si chiama “matrimonio”, ma la gente ormai tende a chiamarlo così.

                Io non l’avrei istituito, avrei istituito totale libertà di istituire vincoli sulle singole cose specifiche.
                Va benissimo anche che s’inquiadrino in un’unica procedura e se gli interessati vogliono festeggiare come fosse un matrmonio, cavoli loro.
                Ma l’idea che sia un istituto rigido, in cui devi prendere tutto il pacchetto, è un tributo illiberale al valore simbolico e ideologico attribuito alla cosa.

              • paniscus scrive:

                siccome né il matrimonio omosessuale, né quello eterosessuale, né la cosiddetta unione civile esistono in natura come entità assolute, ma sono delle definizioni giuridiche inventate dagli umani con criteri che cambiano abissalmente da un paese all’altro e da un periodo storico a un altro, e che possono essere modificati in qualsiasi momento…

                non vedo perché attaccarsi alla definizione cavillosa per dimostrare che “il matrimonio omosessuale non può esistere”, solo perché in Italia si sono intignati a non chiamarlo matrimonio,

                mentre decine di paesi del mondo (e anche molto eterogenei tra loro) ce l’hanno tranquillamente.

              • paniscus scrive:

                “Ma l’idea che sia un istituto rigido, in cui devi prendere tutto il pacchetto, è un tributo illiberale “—

                E allora perché, invece il matrimonio cattolico ti va bene “con tutto il pacchetto”?

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                quello che proprio non riesci a interiorizzare è che il matrimonio, prima che un istituto giuridico è una tradizione.

                E allora consentiamolo ai religiosi e a chi ama le belle tradizioni e per tutti gli altri facciamo istituti flessibili, con una pura funzione pratica.

                Non capisco questo attaccarsi feticisticamente ai nomi, non per rispettarne la storia e il valore simbolico e culturale ancestrale, ma per stravolgerlo.

                Se l’esigenza è giuiridica e pratica, il nome è ININFLUENTE.

                Se ci si fissa sull’usarlo per designare cose che non ha mai designato nella storia umana, lo si fa solo per puntiglio ideologico.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “E allora perché, invece il matrimonio cattolico ti va bene “con tutto il pacchetto”?”

                Non mi va bene con tutto il pacchetto.
                Secondo me il matrimonio cattolico dovrebbe essere un matrimonio di coscienza privo di effetti giuridici.

              • paniscus scrive:

                “E allora consentiamolo ai religiosi e a chi ama le belle tradizioni “—

                Ai religiosi e agli amanti delle belle tradizioni è GIA’ consentito, chi glielo impedisce? E peraltro, almeno in Italia, il matrimonio religioso concordatario ha anche effetti civili, e per la legge diventa di fatto anche un matrimonio civile, quindi non puoi applicarvi l’idea di “matrimonio solo di coscienza” per chi ama le belle tradizioni.

                Non credo che le istituzioni dello stato debbano avere il ruolo fondamentale di occuparsi delle tradizioni (ci sono gli storici e gli antropologi per quello) e di considerarle più importanti dei diritti, doveri e regole della società civile.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                appunto, è esattamente quello che sto dicendo.

                Lo stato dovrebbe occuparsi solo di disciplinare le questioni pratiche, economiche, ecc., nei rapporti fra persone.

                Quindi dovrebbe solo regolamentare, a mio avviso nel modo più flessibile e modulare possibile, i legami più stretti, convivenze, rapporti affettivi molto importanti, quanto alle conseguenze pratiche che hanno, senza inventare letti di Procuste.

                Il matrimonio è un’altra roba, è l’istituzionalizzazione del legame di coppia e riproduttivo in comunità di tipo organico in cui l’istituzione ha un valore sacro-simbolico prima ancora che pratico.
                In una società secolarizzata come la nostra non ha senso che il matrimonio sia una cosa dello stato.

                ” E peraltro, almeno in Italia, il matrimonio religioso concordatario ha anche effetti civili, e per la legge diventa di fatto anche un matrimonio civile, quindi non puoi applicarvi l’idea di “matrimonio solo di coscienza” per chi ama le belle tradizioni.”

                Ho capito…
                Io non parlavo di ciò che accade: il mio non era un discorso descrittivo, una constatazione.
                Io parlavo di ciò che a me parrebbe ragionevole.

              • Peucezio scrive:

                Che lo stato voglia regolamentare il matrimonio è come voler regolamentare il battesimo.

                Per le questioni pratiche lo stato non ha il battesimo; ha l’anagrafe.

                Il matrimonio è come il battesimo.

                Lo stato si occupi di disciplinare nel modo più pratico, funzionale, laico e libero possibile i vincoli fra conviventi che vogliono contrarre vincoli e acquisire tutele.
                E lasci stare un attaccamento ideologico e sciocco ai nomi.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            ““ammetto che essere con lui anche nella guerra al DEI e ai diritti Transgender”

            ma non ti suona male “fare guerra ai diritti di qualcuno”?”

            In effetti, dal momento in cui usi la parola “diritto”, lo riconosci.

            “Io faccio guerra al tuo diritto di fumarmi in faccia!”

            è diverso da

            “Io faccio guerra alla tua pretesa di fumarmi in faccia!”

            • Francesco scrive:

              come ho detto, ho usato la “loro” lingua per fare prima

              tra l’altro, io sono molto inclusivo e aiuto sempre i nuovi colleghi, anche quelli imbranati

              ma diciamo che la questione DEI si muove su un altro piano

  9. Corpo umano scrive:

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cuba

    Cuba
    Indice sviluppo umano
    0,764 alto

    Francesco!
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Cuban_national_anthem_(abridged_version),_performed_by_the_U.S._Navy_Band.oga

  10. roberto scrive:

    per chi fosse interessato…oggi la corte di giustizia ha affermato che gli Stati membri non possono vendere la cittadinanza (il caso riguarda un programma maltese che in sostanza concede la cittadinanza maltese…e quindi quella dell’unione..a chi fa degli investimenti a malta)

    è una sentenza importante perché tocca un punto centrale della sovranità degli stati membri

    https://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2025-04/cp250052it.pdf

  11. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “A cosa ti riferisci? Non credo che nemmeno in qualche regione dell’India sia imposta per legge una dieta vegetariana.”

    Non in generale, ma in Corea del Sud hanno recentemente vietato il consumo di carne di cane. Cioè il coreano che non vuole mangiarla vieta di mangiarla al coreano che vuole mangiarla.
    Come se io, siccome mi piacciono le rane, obbligassi a mangiarle anche quelli a cui fanno impressione (e ne conosco tanti).

    In Italia ci sono tanti tipi di carne che non puoi mangiare e devi cercare di straforo da macellai compiacenti.
    Per esempio Camillo Langone lamentava il divieto di mangiare carne di fegato di cavallo. Per fortuna lui ha i suoi canali clandestini e se la procura.
    Ma è un’idea da stato etico, da proibizionismo.

    “Premesso questo, non trovo strano che una persona che ha una convinzione etica cerchi di trasmetterla anche agli altri.”

    Certo.
    Anch’io non trovo strano che ci sia chi desidero andare a letto con la prima donna bella che vede per strada e che sarebbe felice se si potesse fare una legge in base alla quale, se mi piace una donna, anche se sono vecchio, brutto e storpio, lei ha il dovere di concedermisi.
    E sono in tantissimi quelli che vorrebbero poter sottrarre l’orologio di marca o il cellulare costoso o il portafogli al tizio benestante che incrociano per strada, senza incorrere in conseguenze di sorta.

    “Ad esempio, su questo blog ci sono diverse persone che, a ragione o a torto, considerano contraria alla loro etica la pedofilia: per una “scelta etica del tutto personale, non vogliono avere rapporti sessuali con bambini”, per parafrase la tua affermazione.

    Ora non mi sorprenderebbe se cercassero con gentilezza di dissuadere anche altri dal compiere atti pedofili.”

    Ecco, l’esempio è calzante.
    Finché si tratta di tutelare chi non ha la maturità e la consapevolezza per scegliere e che potrebbe ricavare dei traumi o comunque dei problemi psicologici da un’esperienza sessuale con un adulto, nulla da dire: lì non è una questione etica, ma di tutela della libertà di tutti.
    È il motivo per cui non si può ammetere l’aborto: tu puoi disporre del tuo corpo, non di quello altrui e ci dev’essere una presunzione di volontà di sopravvivere da parte di ogni soggetto che non sia in grado di esprimerla.

    Il punto è che quella contro la pedofilia è una crociata moralistica, perché tu non puoi nemmeno detenere materiale relativo ad adolescenti (quindi sessualmente maturi e consapevoli, infatti gli atti sessuali concreti con loro non sono sanzionati), magari prodotto prima di queste leggi. Addirittura un adolescente non può autoprodurlo e diffonderlo senza incorrere in sanzioni penali: una legge si ritorce contro chi pretende di tutelare, come dire che io non posso rubarmi un bene da solo.
    E tra l’altro, mi pare in Gran Bretagna, è stata arrestata gente che deteneva o produceva pornografia infantile d’animazione, cioè disegni.

    Qui è chiaro quindi che il principio non è “tutelo un soggetto più debole”, ma “criminalizzo un orientamento o una preferenza sessuale anche laddove non ci sia la vittima”.

    Allora però, se non siamo più in uno stato liberale ma in uno stato etico, voglio la teocrazia: una società nichilista ma col tabù della pedofolia e della carne di cane è un monstrum, che ti dà gli svantaggi dello stato etico, con proibizioni assurde, senza i vantaggi, cioè una società ordinata e organica, informata a dei valori condivisi.

    • Miguel Martinez scrive:

      per Peucezio

      per ora rispondo solo su un punto:

      “Per esempio Camillo Langone lamentava il divieto di mangiare carne di fegato di cavallo. ”

      Puoi consigliargli di andare qui:

      https://angolobarf.it/equino/220-fegato-di-cavallo-8052530471555.html

      Il telefono è +390247762976, per cui potresti fornirti anche tu.

      Non so bene come si regolino, perché in effetti leggo che secondo l’Haccp:

      “Gli animali d’allevamento che si cibano di vegetali contaminati possono accumulare dosi consistenti di cadmio: tuttavia la sensibilità verso tale sostanza varia molto a seconda della specie. Si accumula nel fegato e nel rene che vengono destinati all’alimentazione umana con i rischi sanitari che ne conseguono. Nel cavallo si accumula nel fegato e nel muscolo a concentrazioni molto più alte rispetto alle altre specie”

      Infatti, Brave mi dice:

      “In Italia, il fegato di cavallo adulto è assolutamente vietato dalla legge in quanto potrebbe essere nocivo per l’uomo. Questo divieto è stato imposto per proteggere la salute pubblica, dato che numerose analisi hanno rilevato la presenza di metalli pesanti come cadmio, piombo e cesio nel fegato di cavallo. Tuttavia, tranne in casi eccezionali relativi a puledri che non abbiano superato i due anni di età e per i quali è necessaria una certificazione rilasciata dall’Asl, la commercializzazione del fegato di cavallo adulto è vietata”

      Da cui deduco che quello vende “fegato di cavallo” deve spacciare carne di puledro e non di animale adulto.

      Comunque è chiaro che non viene vietato per motivi affettivi o culturali, ma per tutelare (a ragione o no) la salute umana.

      • Peucezio scrive:

        Sì, sì, sapevo benissimo che viene vietata col pretesto della tutela della salute.

        Mi viene da dire che basta avvisare.
        Anche l’alcol fa male.
        Se mangio fegato di cavallo, so in che rischi incorro.

        E se lo mangio una volta all’anno, per il piacere di godermi un piatto particolare in occasioni speciali, trovo improbabile che ciò possa compromettere la mia salute.

        Ma per esempio, non credo che in Italia sia legale produrre e vendere carne canina o felina, eppure non capisco perché, se Tizio ha diritto di valersi di cani e gatti come animali da compagnia, io non debba potermene valere per scopi gastronomici.

        Per cui consentiamo per esempio al cinese di venire a vivere e lavorare in Italia, ma non di mangiare carne di cane, che lui mangia senza problemi e gradisce.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Ma è un’idea da stato etico, da proibizionismo.”

      Sostanzialmente la domanda è, “lo Stato deve salvaguardare la salute pubblica o no”?

      Una soluzione è quella del divieto di fegato di cavallo adulto: vietare, senza particolari conseguenze.

      Un’altra, quella delle canne: vietare, con devastanti conseguenze sociali, creando un sistema di illegalità che nei decenni ha fatto milioni di morti nel mondo.

      Una terza, la noticina che nessuno legge sul pacchetto di sigarette, che dice, “se fumi crepi”. Forse si poteva applicare anche nei casi del fegato di cavallo e delle canne.

      Interessante invece il parallelo tra divieto di carne di cane in Corea e l’insistenza di tanti in Italia che NON si permetta di “mangiare insetti”. Nel primo caso evidentemente c’è una reale occidentalizzazione della cultura (mangiare un cane avrebbe fatto impressione anche un visentino magnagàti) cui la legge si adatta. Nel secondo caso c’è un timore di “qualcosa che non fa parte della nostra cultura”. In nessuno dei due casi ci sono però motivazioni igieniche.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Lo Stato deve salvaguardare la salute pubblica o no”

        Se accettiamo che uno si debba poter curare solo se ha i soldi per farlo, allora è giusto che uno possa mangiare fegato di cavallo, possa fumare chiuso in una stanza, ecc. Sua la salute, suo il portafoglio.

        Se accettiamo che ciascuno abbia il diritto di essere curato indipendentemente dal reddito, allora nessuno ha il diritto di praticare condotte lesive della propria salute. Perché? Perché poi quando si ammala le cure gliele dobbiamo pagare tutti con le tasse. Allora niente fegato di cavallo, niente fumo nemmeno in casa, ecc.

        E’ il solito discorso: la libertà di ciascuno finisce dove comincia la libertà degli altri.

        Lungi dall’essere un ‘liberi tutti’, questo principio – scritto a chiare lettere nella versione originale della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789 – è solo apparentemente innocuo. E’ molto restrittivo, in realtà, direi quasi totalitario. Sa davvero di giacobini.

        Il ricco ha il diritto di lasciar morire il povero? No, perché la sua libertà di disporre del proprio danaro finisce dove comincia la libertà altrui dalla morte per fame.

        Il tabagista ha il diritto indulgere al tabacco? No, perché le spese necessarie a curarlo, la diminuzione della sua produttività quando si ammala ecc. – anche nel caso in cui nessun altro subisca il fumo passivo – vanno a incidere sulla libertà d’azione altrui. L’impiegato che non lavora perché si é ammalato e si cura non perde il posto per questo, o almeno non subito, ma se si é ammalato perché tabagista danneggia il datore di lavoro. E’ lo stesso discorso per cui la dipendenza da cocaina è attivamente scoraggiata in molti luoghi di lavoro, al punto da costituire motivo di licenziamento se scoperta.

        L’alternativa è Ayn Rand: rifiutare qualunque vincolo alla libertà individuale, per principio. In pratica, la legge della giungla. Il far West. L’America.

        Ecco perché non ho mai creduto davvero credibile la ‘democrazia liberale’ alla Churchill. L’alternativa al Far West è una specie di Stato etico hobbesiano. Che poi è più o meno la direzione verso cui ci stiamo avviando.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Per fortuna, Andrea, la tua comprensione delle questioni che esulano la fisica è zero.

          Altrimenti il mondo sarebbe un posto terribile, davvero!

          La fortuna in questo caso è di tutti, compreso te.

          Ciao!

          • roberto scrive:

            più che altro andrea mi crea questo schema di pensiero

            peucezio dice una cosa e io non sono d’accordo

            andrea critica peucezio

            mi accorgo di essere perfettamente d’accordo con peucezio perché l’opzione di andrea mi sembra sempre portare come risultato ad una società invivibile

            🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto & francesco

              “invivibile” “terribile”

              Noto con piacere che nessuno di voi porta degli argomenti a confutazione delle mie affermazioni diversi da ‘oh mamma quant’è brutto quello che dici’.

              Guardate che non l’ha mica ordinato il dottore che una per essere vera debba essere piacevole, eh!

              La progressiva limitazione delle libertà personali, l’allontanamento cioè dell’utopia liberale (che comunque anche se c’era era solo per pochi privilegiati) l’ha osservata per primo Peucezio. Io non ho fatto altro che cercare di capire le cause. Più affollato il mondo e minori le risorse disponibili pro capite più si sta stretti. Tutto qui.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea

                ““invivibile” “terribile””

                si trovo invivibile e terribile una società che ti impone uno stile di vita

                tu dici “allora nessuno ha il diritto di praticare condotte lesive della propria salute.”
                e fai l’esempo del fumo come attività pericolosa per se stessi che dovrebbe essere vietata…ma se ci pensi le attività pericolose da essere vietate sono, boh? tutte?

                a me piace passeggiare in montagne, e grazie al cielo, ad un po’ di buon senso e ad un pò di esperienza non mi sono fatto male, ma una volta un mio compagno di passeggiata è inciampato stupidamente e si è aperto la testa come un melone…arrivo di elicottero, soccorso alpino che si è dovuto fare un paio di km per raggiungerci e tralalà…lo vietiamo? basta passeggiate perché è pericoloso?

                faccio volentieri vie ferrate (non troppo atletiche)…vietiamo?

                ho un amico che facendo mountain bike è finito in un burrone passandoci una notte e rompendosi di tutto…vietiamo?

                mi piace andare al mare e fare snorkeling, altra attività intrinsecamente pericolosa, vietiamo?

                e che dire di una qualsiasi attività sportiva? tra dita, costole, naso, caviglie e ginocchia ho perso il conto delle visite al pronto soccorso…vietiamo?

                anche andare in bici è pericoloso, e se cado?

                passiamo al cibo, vietiamo tutti gli zuccheri? il sale? i salumi?

                ho un BBQ, non ti sembra pericolosissimo fra inalazione di fumi, pericolo di scottature e magari carne bruciacchiata e cancerogena (no, non la mia, ma magari capita che qualcuno ci metta mano)…vietiamo anche questo?

                vuoi risolvere con assicurazioni private in modo tale da rendere tutto inaccessibile a chi i soldi non ce li ha?

                “Guardate che non l’ha mica ordinato il dottore che una per essere vera debba essere piacevole, eh!”

                certo ma appunto una vita in cui tutto è vietato in nome del bene comune è una vita di merda

              • Francesco scrive:

                e guarda che anche NON fare attività sportiva è molto deplorevole e pericoloso!

                in questo ridicolo incubo a metà tra 1984 e Mary Poppins il buon Andrea dovrà svegliarsi e mettersi anche lui a ridere.

                😀

              • roberto scrive:

                Francesco

                “e guarda che anche NON fare attività sportiva è molto deplorevole e pericoloso!”

                Credo che dovrebbe esserci un obbligo di camminare (ma solo in città) o di avere in casa ed usare una cyclette

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Più affollato il mondo e minori le risorse disponibili pro capite più si sta stretti. Tutto qui.”

                Io l’ho osservato ma deplorandolo.

                La vera sfida per una civiltà è mantenere principi non negoziabili anche nell’emergenza.
                Quando si sta tutti bene e con la pancia piena è facile.

                E comunque mi pare stia accadendo l’opposto.
                Più gente c’è, più anche lei vuole mangiare carne, usare l’automobile, ecc., Cina docet.

                È da noi in Occidente che si vuole deecrescere, demenzialmente.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “impone”

                Non barare.

                Passeggiare non implica necessariamente rompersi la testa. E una popolazione che passeggia molto ha certo meno problemi di salute.

                Fumare no. Più fumo c’è, più la salute ne soffre, e di conseguenza la sanità pubblica.

                E comunque non hai risposto alla mia osservazione. Tu deplori quelli che dico, ma non dici che è falso, dici solo che non ti piace. Del resto non ne vado entusiasta nemmeno io.

                Ce ne faremo una ragione.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Ce ne faremo una ragione.”

                Parla per te.

                Io non voglio uno stato che m’impedisca di fumare, che mi impedisca di uscire di casa se c’è un raffreddore un po’ più grave in giro, ecc.

                La libertà vale più della vita, perché una vita senza libertà non è vita, è condizione vegetativa.

              • Corpo umano scrive:

                Fumare

                È proibito nei luoghi pubblici
                Tipo al ristorante. Mi sembra giusto di non dover annusare la puzza di fumo mentre mangio la pizza.
                Anche il non fumatore ha le sue ragioni
                Quindi o si istituisce il divieto o si subisce la puzza oppure si spara al fumatore.
                Io però trovo poco democratico che lo Stato mi abbia fatto letteralmente sparire dalla circolazione il referendum sul fine vita.
                Ero andato a votare tra mille difficoltà logistiche interposte appositamente, poi è saltato fuori Topolino e non si è più saputo niente.
                In generale direi che non ci ho capito niente.
                Mi è sembrato di sognare.

                Se un giorno entreremo in guerra con la Russia, immagino che sarà così.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “la libertà vale più della vita”

                No.

                Tu stai dicendo:

                “La MIA libertà vale più della vita DEGLI ALTRI”.

                Lo Stato esiste precisamente per impedire atteggiamenti del genere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Corpo umano,
                un po’ rimpiango l’epoca in cui nei bar c’era una cortina di fumo: era suggestivo, ma riconosco che, da non fumatore (non lo sono mai stato), lo troverei prestissimo insopportabile.

                Il divieto di fumo all’aperto invece fa parte del folle avvitamento della sinistra alla Sala, insieme a mille altre cagate ridicole.

              • Corpo umano scrive:

                Il divieto di fumo all’aperto è una cosa da fuori di testa.
                Io ricordo la semi anarchia degli anni 60′.
                All’epoca avrebbero pensato all’idea di un matto.
                Il contadino sparava ai bambini col fucile caricato a sale, se li trovava sul suo albero a rubargli qualche frutto.
                Adesso fai una cosa del genere e ti danno l’ergastolo, con sconto di pena e la condizionale e non ti succede niente.
                Ma intanto gli avvocati ti distruggono l’esistenza e muori giovane su una panchina
                per lo stress.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                ma che xxxxx scrivi? abbiamo appena fatto il 25 aprile e tu te ne esci con una vaccata simile?

                🙁

              • roberto scrive:

                andrea

                “Non barare.”

                non baro, ti faccio notare dove si arriva con il tuo

                “nessuno ha il diritto di praticare condotte lesive della propria salute”

                “E comunque non hai risposto alla mia osservazione. ”

                ti rispondo che vietare per legge comportamenti che in fin dei conti fanno male solo a se stessi mi sembra sbagliato e che chiunque dovrebbe essere soccorso e curato sempre (anche chi tenta il suicidio)…come? aumenta le tasse, taglia altre spese ma non quella

        • Peucezio scrive:

          Andrea,
          se valesse il tuo discorso, dovrebbe essere obbligatorio per legge mangiare molta insalata, frutta, ecc. e dovrebbe essere vietato mangiare troppa carne, papatine fritte, bere vino, ecc.

          • Francesco scrive:

            è più o meno la sua idea: per fortuna è figlia della sua eccessiva rigidità teorica e non un vero problema

            l’uomo è sempre riuscito a trovare ragionevoli compromessi tra libertà e necessità, nella vita reale

            almeno qui in Occidente, se penso alla Cina mi pare che lì la libertà sia stata eccessivamente penalizzata

            magari sono solo ignorante io

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “obbligatorio”

            Entro certi limiti (tenuto cioè conto che il troppo stroppia) sì.

            E di fatto ci stiamo arrivando.

            Tutte le varie destre non sono che una reazione di pancia a questa tendenza razionale. Non a caso la reazione rabbiosa a difesa del consumo di alcol (Lollobrigida e il vino) e del fumo (contro Sala e i suoi sacrosanti divieti) vengono dagli stessi che suonano contro gli immigrati: “padroni a casa nostra!”.

            Il legaioli vuole fare quello che caXXo gli pare: a tavola come con le tasse.

            E quando gli si dà notare che logicamente è impossibile, visto il crescente consumo di risorse da parte dell’umanità a danno della biosfera, reagisce stizzito esattamente come un bambino che fa i capricci. E sogna il buon tempo antico quando tutti questi divieti non c’erano.

            Quanto può durare? O ci arriva con le buone, a smettere di fare i capricci, o lo imparerà con le cattive.

            Volentes fata ducunt, nolentes trahunt.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Quanto può durare? O ci arriva con le buone, a smettere di fare i capricci, o lo imparerà con le cattive.

              Volentes fata ducunt, nolentes trahunt.”

              Concordo e discordo, radicalmente in entrambi i casi!

              C’è una questione fisica – per semplificare, la coperta si sta restringendo. Questo è un semplice dato di fatto.

              A questo punto la questione diventa politica: chi si tiene la coperta, e chi no?

              Un esempio per tutti.

              La vecchia utilitaria indubbiamente inquina.

              Un carro armato fresco di fabbrica pure (e scommetto molte, molte volte di più, ma non sono un tecnico).

              Bene, lo Stato a chi tira via la coperta?

              Alle vecchie utilitarie o ai nuovi carri armati?

              Sappiamo tutti la risposta: non esiste la lobby delle vecche utilitarie, mentre le lobby dei carri armati sono tra le più potenti al mondo.

              Ora, il leghista è quello che se ne frega se la sua vecchia utilitaria inquina. Anzi, ha pure letto da qualche parte su Facebook che fa bene all’ambiente perché lo dice un americano senza altre fonti. E se ne frega anche se in Ucraina (o in Palestina, o magari anche a cento chilometri da casa sua) muoiono dei bambini, e quindi non sente alcun bisogno di carri armati belli e scintillanti.

              Quindi il leghista fa la scelta eticamente sbagliata, ma politicamente giusta: non si fa tirar via la coperta per far contento il produttore di carri armati.

              • firmato winston scrive:

                @miguel:
                “Sappiamo tutti la risposta: non esiste la lobby delle vecche utilitarie, mentre le lobby dei carri armati sono tra le più potenti al mondo.”

                No guarda esiste anche una lobby potentissima che ha fatto ripetutamente rottamare le per niente vecchie utilitarie apposta per rilanciare la produzione di auto nuove e molto piu’ costose con l’aggravante di inquinare di piu’ ma altrove, ed e’ la stessa dei carri armati e del rifacimento forzoso del patrimonio edilizio di adesso.
                Poi coi soldi e il controllo dell’informazione come verifichi in ogni momento portarsi dietro una masnada di marionette imbecilli che credono di fare il contrario di quello che in realta’ fanno e’ facilissimo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per FW

                “No guarda esiste anche una lobby potentissima che ha fatto ripetutamente rottamare le per niente vecchie utilitarie apposta per rilanciare la produzione di auto nuove e molto piu’ costose con l’aggravante di inquinare di piu’ ma altrove, ed e’ la stessa dei carri armati e del rifacimento forzoso del patrimonio edilizio di adesso.”

                Condivido.

                Sono stato telegrafico, volevo dire che non esiste alcuna lobby che difende il continuare a tenersi la vecchia utilitaria.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “chi si tiene la coperta”

                Se si postula che sia giusto che qualcuno si tenga tutta la coperta si produce uno stato di guerra senza fine. Stato che in una condizione di risorse decrescenti significa estinzione.

                Trump ha un merito enorme: illustra concretamente come arrivati al dunque il sistema basato sugli USA sia incompatibile con la sopravvivenza del genere umano. Persino uno Stato gulag come la Corea del Nord è meno tanatógeno. Nel mondo attuale qualunque cosa vada a restringere la cosiddetta “libertà” predicata da USA e compári (a cominciare dall’amichetto di Pinochet) va ad allontanare l’estinzione della specie umana.

                E lentamente sempre più gente se ne rende, faticosamente, conto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              infatti ciò dimostra come la destra abbia ragione su tutto 🙂

              In realtà il sistema sanitario s’indebolisce per via delle scelte liberiste, non del presunto esaurimento di risorse.
              Che non c’entra nulla col salutismo: bere il vino non ha nessun impatto sull’ambiente, al massimo lo ha mangiare carne.
              Ma se gli allevamenti diverranno insostenibili, la carne semplicemente costerà di più.

              Ad ogni modo io direi che il socialismo (non la sinistra, che è la sua antitesti caricaturale borghese e fighetta) ha due caratteristiche, una bella e l’altra odiosa.
              Quella bella, e che andrebbe recuperata, è l’idea di giustizia sociale, di redistribuzione.
              Quella orribile è l’oppressione, l’autoritarismo, il collettivismo disumanizzante.
              A te piace soprattutto la seconda! Dio ci sampi dalle tue distopie…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “scelte liberiste”

                Quelle scelte sono la figlia di fico che consente , come dice Miguel, di tirare via la coperta per lasciare coperti solamente i detentori di titoli delle fabbriche d’armi.

                Resta il fatto che più siamo più la torta si restringe.

                E la sinistra ha un’armatura ideologica che le consente di limitare gli eccessi del singolo per il bene e di tutti, mentre la destra deve continuare a promettere a tutti di continuare come hanno sempre fatto quando invece lascia arricchire soltanto i pochi in nome della “libertà”.

                Il che, ovviamente, non è che una sovrastruttura ideologica della scelta fondamentale, che è quella contro o a favore dell’esclusiva proprietà privata dei mezzi di produzione.

                Bisogna riformulare la frase di Engels: non più “socialismo o barbarie” ma “socialismo o estinzione”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Ecco, è questo il punto.

                Io sono sostanzialmente d’accordo con te, ma per un motivo completamente diverso.

                L’estinzione fa parte di convinzioni millenaristiche irrazionali.

                Mentre la giustizia sociale è un valore.

                La coperta non si restringe, semplicemente da qualche decennio si è deciso che i ricchi (non nel senso del mio vicino che ha la villa al mare, ma nel senso dei miliardari) debbano avere tanta coperta e i poveri debbano dormire col culo all’aria.

                E questo non è giusto.

                Se poi si deve estinguere l’umanità, pazienza. Io non ci credo, ma se capiterà, voglio estinguermi con la schiena dritta, da uomo libero.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “La coperta non si restringe”

                Vedo che c’è ne sa di più!

              • Peucezio scrive:

                Beh, diciamo che quello che vuole accaparrarsi tutta la coperta spiega al povero che è la coperta che è corta.

                È un trucco vecchio come il mondo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Beh, diciamo che quello che vuole accaparrarsi tutta la coperta spiega al povero che è la coperta che è corta.”

                E’ quello che dico io. Però normalmente, si cerca di dare un pezzettino della coperta anche al povero, così si sente democraticamente “parte”. Nessun generale è contento di togliere la paga ai suoi soldati.

                E’ stata la base di tutta la politica postbellica “socialdemocratica”.

                Quindi ammettere la realtà, cioè che la coperta è corta, lo si fa solo quando davvero anche il ricco rischia di perdere un pezzo di coperta.

                Trump ha dovuto accettare un calo enorme nei sondaggi, per strappare la coperta a tutto il mondo dei piccoli produttori che campano del lavoro nero degli immigrati, per imporre il rientro dei prestiti agli studenti, per tagliare i fondi drasticamente a quel poco di salute pubblica che c’era negli Stati Uniti.

                E per non imporre tasse a Bezos e Zuckerberg e Musk, e per non tagliare le spese militari o i regali a Israele.

                Questo non vuol dire che Trump “odia i poveri”. Semplicemente, da qualche parte, la coperta – fatta di debiti impossibili da pagare – si doveva tirare.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                insomma, cambi la scusa ogni volta ma la conseguenza è sempre la dittatura … mi permetto di non trovarti credibile.

                😀

                PS come diceva Peucezio, a gridare all’emergenza si può fare tutto. inizio a pencolare verso l’anarchia pure io!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “irrazionali”

                No.

                Il 99% delle specie che sono vissute sulla Terra si è gia’ estinto. Capiterà anche a noi. Ma se permetti vorrei capitasse il più tardi possibile. E certo non per consentire a un evasore fiscale di scorrazzare col suo SUV o per non rischiare di fare perdere qualche miliardo agli investitori nelle fabbriche d’armi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “cambi”

                Ma quando mai?

                Ma se dico e ripeto sempre la stessa cosa: che il capitalismo ci porta all’estinzione!

                Sei tu che anteponi alla sopravvivenza di tutti la libertà di pochi, facendola passare per libertà di tutti.

                Si chiama “falsa coscienza”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                fammi capire Andrea: la nostra estinzione è inevitabile (e fin qui siamo più o meno all’entropia … un pò troppo lungo periodo perchè mi interessi qualcosa)

                ma nonostante questo vuoi rompere i coglioni sul perchè e il percome in base ai tuoi gusti personali?

                o hai qualche idea di giustizia da portare avanti ma vuoi farlo con discrezione?

                🙂

              • Francesco scrive:

                Andrea

                fino a pochi minuti fa il capitalismo ci portava alla barbarie, mica all’estinzione!

                non fare il furbo

                😀

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Il 99% delle specie che sono vissute sulla Terra si è gia’ estinto. Capiterà anche a noi. ”

                Noi non siamo una specie.
                Lo siamo in senso biologico, ma il punto è che l’antropizzazione trascende il biologico, è un salto quantico, di livello, e come tale irreversibile.

              • Peucezio scrive:

                Semmai è possibile un’altra cosa.

                Che l’evoluzione (dalla materia inanimata a quella animata, da quella animata all’uomo e alla civiltà…) un giorno trascenda la materia e diventi pura informazione, puro spirito.
                Ma questa non è estinzione, è salto di livello ulteriore.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Che l’evoluzione (dalla materia inanimata a quella animata, da quella animata all’uomo e alla civiltà…) un giorno trascenda la materia e diventi pura informazione, puro spirito.”

                E’ una tesi molto diffusa, quella della “Singularity”. E ha dalla sua trilioni di dollari investiti in questo salto.

                Apprezzo chi la sostiene apertamente, a differenza dei tanti che dicono “fa tanto comodo” o “la tecnologia è neutrale, dipende da come la usi”.

                Questo salto di livello ulteriore ovviamente implica l’estinzione della specie umana come l’abbiamo conosciuta; poi se va “oltre”, ben per lui, ma non per noi.

                Però quello che non ho mai capito della tua posizione è…

                la Destra con i suoi mille difetti è comunque anche la parte che dice,

                “non tutto è organizzabile razionalmente; la tradizione ha un valore; diffidiamo dei ghiribizzi che saltano in mente al primo che capita; non fare il salto più lungo della gamba; il mondo è bello perché è vario; le cose antiche hanno qualcosa di importante da dirci”

                e sono tutte riflessioni importanti, come lo sono anche certe di Sinistra.

                Invece vedo proprio te, che diffidi di tanti progressismi assurdi, che raccogli antichi canti milanesi… ti vedo saltare sul carro delle multinazionali sfasciatutto che vogliono sostituire la specie umana con l’intelligenza artificiale.

                Boh, vorrei vederti più di Destra 🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “gusti personali”

                Insomma… i dinosauri sono vissuti milioni di anni. Il dodo, sembra, quasi un milione. Noi homini sapientes siamo in giro da duecentomila. Cercare di evitare il suicidio nei prossimi anni non mi pare un ‘gusto personale’ granché discutibile. Anche e soprattutto perché il pródromo del suicidio sarebbe appunto la barbarie. Hai presente come si erano ridotti gli abitanti dell’isola di Pasqua ancora prima di venire schiavizzati dai Cileni, dopo aver segato tutti gli alberi dell’isola? La Terra non è che un’isola di Pasqua un po’ oversize.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “L’estinzione fa parte di convinzioni millenaristiche irrazionali.”—-

                Veramente le estinzioni sono sempre esistite da MOLTO prima che esistesse la specie umana, e non credo che le milionate di specie che si sono già estinte in tutta la storia del pianeta stessero fino all’ultimo a discutere se si trattava di una “convinzione millenaristica irrazionale” o di un pericolo concreto.

              • paniscus scrive:

                “l’antropizzazione trascende il biologico, è un salto quantico, “—

                Sei sicuro di sapere che cosa vuol dire “salto quantico”? (che peraltro è un termine abbastanza obsoleto in fisica 🙂

              • paniscus scrive:

                “Che l’evoluzione (dalla materia inanimata a quella animata, da quella animata all’uomo e alla civiltà…) un giorno trascenda la materia e diventi pura informazione, puro spirito.”—

                Almeno, il racconto di Asimov sull’ultima domanda, l’hai letto?

            • Francesco scrive:

              distinguere due tipi di destri

              1) io, che man mano che i prezzi aumentano faccio quello che AdV auspica ma per motivi meramente economici. E che parto dall’idea che se i prezzi aumentano è giusto così e mi tocca consumare meno benzina, bistecche, vino, sigarette, cocaina e Coca Cola.

              2) l’elettore di Salvini, che ritiene di avere diritto divino a consumare quanta benzina, etc. etc. vuole e si ribella all’aumento dei prezzi e vota per presidenti socialisti che mettono le mani sui mercati.

              Indovinate chi ha ragione? e chi vince le elezioni? e chi porterà alla rovina il sistema?

              Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Un sistema come quello che avete in mente voi non è meglio se va alla rovina?

              • Francesco scrive:

                No dai! è quello che mette insieme la maggior quantità possibile di libertà e la necessaria flessibilità del sistema economico a fronte del mutare delle condizioni esterne.

                E che incentiva l’innovazione dove serve!

                Non ne conosco uno migliore, forse le reducciones gesuitiche col loro regime paternalistico e teocratico

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                L’elettore legaiolo che vota per presidenti socialisti mi mancava, alla mia collezione di ircocervi e altri animali fantastici!

                I socialisti le tasse le fanno pagare…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                i socialisti amano dirigere l’economia in base ai loro programmi politici

                in questi Trump è un perfetto socialista e un esempio dei danni di tale impostazione

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “No dai! è quello che mette insieme la maggior quantità possibile di libertà e la necessaria flessibilità del sistema economico a fronte del mutare delle condizioni esterne.”

                Sì, sì, lo stiamo vedendo.

              • Peucezio scrive:

                Comunque, Francè, non esistono condizioni esterne.

                Le cose umane non sono come la geologia e l’astronomia: dipendono da noi.

                Quindi, se sono mutate le condizioni esterne, qualcuno le ha mutate.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Le cose umane non sono come la geologia e l’astronomia: dipendono da noi.”

                E sarei io l’americano qui?

                Da vecchio europeo, ti ricordo che:

                Uno, non è che se io decido di essere una donna quindicenne dagli occhi azzurri che non ha bisogno di mangiare, divento una donna quindicenne dagli occhi azzurri.

                Certo con dovuti interventi chirurgici ecc posso sicuramente diventare una ridicola caricatura di una quindicenne dagli occhi azzurri, finché non muoio di fame.

                Due, nella misura in cui le cose dipendono dagli esseri umani, NON DIPENDONO DA “NOI”.

                Dipendono dal complesso degli esseri umani. Gli esseri umani NON SONO “NOI”.

                Il mio futuro dipende da me, dal committente che mi ha mandato un testo da tradurre, da quelli che stanno investendo in guerre in tutto il mondo e dall’interazione tra un miliardo di esseri umani. Che non sono necessariamente collaborativi, anzi… E non necessariamente ragionano in termini di “cosa succederà ai nostri nipoti”.

              • Peucezio scrive:

                Almeno fino a quando non ci cadrà in testa un grosso meteorite che esitinguerà la razza umana o non erutterà un supervulcano, con analoghe conseguenze.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                la geologia è un OTTIMO esempio di condizione esterna che DEVE poter influire sull’economia

                quando la miniera di ferro si esaurisce, il prezzo del ferro deve salire e i minatori devono perdere il posto

                TINA, se non il disastro

                Ciao!

                PS TINA= Non c’è alternativa

              • Peucezio scrive:

                L’alternativa c’è sempre.

                L’uomo con la sua intelligenza e con la tecnologia trova un’alternativa al ferro, un altro metallo, una lega, un materiale sintetico.

                L’alternativa non c’è quando qualcuno che ha interesse a che si faccia in un certo modo, vuole che non ci sia.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “TINA”

                Se la miniera si esaurisce, si prendono i finanzieri e gli speculatori che ci hanno lucrato sopra (e che in una società capitalista non mancano mai, per definizione), si fa pagare loro le tasse (che tanto gliene avanza sempre) e si paga un bel reddito minimo garantito ai nuovi disoccupati che lo potranno spendere
                per mantenere le famiglie evitando così di mandare in bancarotta l’economia della zona.

                Con TINA guadagna solo chi e’ già ricco. Non serve neanche Marc, basta Keynes.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Come sospettavamo, io e Maggie, l’alternativa a TINA è davvero il disastro e il mondo pullula di suoi araldi!

                anche meno scombiccherati di Andrea ma non molto meno pericolosi.

              • Francesco scrive:

                Peucezio: sono d’accordo con te.

                Ma se usi le risorse per tenere aperta la miniera senza più ferro o per pagare salari di cittadinanza non troverai nessuna alternativa al ferro e resterei bloccato, fino al fallimento economico generale.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Il mondo pullula dei suoi araldi!”

                Chiediti perché il disastro ha così tanti araldi, allora.

                Ormai a difendere il TINA siete rimasti in pochi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                perchè le idee semplici, basate sul meccanismo del capro espiatorio e sulle facili promesse hanno successo anche se completamente sbagliate? e lo chiedi anche?

              • paniscus scrive:

                Per curiosità: per quale motivo pensi che “se i prezzi aumentano è perché è giusto così”? Hai veramente una fede tanto assoluta sull’onnipotenza e onniscienza del Sacro Libero Mercato, che sembra addirittura paragonabile a quella della divinità e dei santi che dichiaratamente veneri per religione?

                Mai sentito parlare di speculazioni fatte apposta, di cartelli di aziende che si mettono d’accordo, o di abusi e truffe conclamate che riescono a passare impunite (anche) grazie a governi conniventi e non solo a singoli politici e funzionari corrotti? Eppure credevo che di economia pratica tu ci capissi…

              • Francesco scrive:

                Prof

                lei ha perfettamente ragione ma ritengo che nel medio-lungo periodo tutti questi imbrogli seghino il loro ramo e finiscano

                un pò come i laghi; bloccano l’acqua che tende ad andare verso il basso ma durano poco, vengono riempiti dai detriti e spariscono

                l’equilibrio economico è come la gravità: vince sempre

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        nel caso degli insetti quello che mi preoccupa è che sia un mezzo surrettizio per renderli sempre più diffusi e rendere complicato evitarli.

        Nella cultura italiana c’è orrore per l’idea di mangiare carne di cane, essendo un animale da compagnia e prima ancora da caccia e altri usi, da secoli. È oggettivamente un tabù alimentare.
        Non ho nulla contro il fatto che lo sia culturalmente (io per primo non mangerei il cane: farei grandissima fatica, solo per un fatto simbolico di suggestione: non credo sia una carne così cattiva).
        Non ritengo giusto che sia un tabù di legge.

        Ma, visto il sentimento collettivo (diciamo amplissimamente maggioritario) verso il cane, la carne di cane, se fosse commercializzata, per quei pochi che la desiderano e ammesso che fossero in numero tale da rendere redditizio un tale mercato, dovrebbe avere canali nettamente separati, molto ben evidenziati e uno dev’essere sicuro che non è che va al ristorante e nella sua bistecca c’è un po’ di sughetto di carne di cane, perché sono cucinati insieme.

        Invece per gli insetti ci vogliono convincere che siccome hanno le proteine è quasi un dovere civico mangiarli per preservare il pianeta evitando la carne, ecc. ecc. ecc.: vogliono forzare con una forma di persuasione lenta le nostre tradizioni e i nostri tabà alimentari.

        Quindi non si tratta di consentire una cucina esotica ed eccentrica per chi ha gusti eccentrici, ma di veicolare l’idea che debba diventare la nostra normalità, come la carne sintetica e altre meraviglie simili.
        A questo non ci sto: questo non è pluralismo e libertà, è una forma di imposizione mascherata.

        • paniscus scrive:

          “nel caso degli insetti quello che mi preoccupa è che sia un mezzo surrettizio per renderli sempre più diffusi e rendere complicato evitarli.”—-

          Però se lo stesso giochino viene fatto a proposito degli smartphone (e non solo da furbacchioni imprenditori privati, ma anche dai servizi e dalle istituzioni dello stato), allora te lo fai andare bene…

          • Peucezio scrive:

            Paniscus,
            “Però se lo stesso giochino viene fatto a proposito degli smartphone (e non solo da furbacchioni imprenditori privati, ma anche dai servizi e dalle istituzioni dello stato), allora te lo fai andare bene…”

            Verissimo ed è una pratica banditesca.
            Ti obbligano a usare app per tantissime cose per le quali è anche più scomodo e in ogni caso si potrebbe usare benissimo il pc o mezzi più tradizionali.
            Quest’idea per cui si debba dare per scontato che tutti usino lo smartphone è un’ingiusta imposizione, sia dello stato che di tanti operatori privati.

            Lo smartphone io lo trovo comodissimo e non potrei rinunciarvi, ma
            1) quando si è in casa, qualsiasi cosa è più comoda al pc, quindi rivendico il diritto al fatto che tutto ciò che si possa fare da smartphone, a parte telefonare e fare foto, si possa fare da pc: mi pare un dato di ovvio buon senso;
            2) rivendico il diritto di chi, diversamente da me, non ama o non ha lo smartphone a non avere limitazioni di sorta, tranne che per ciò che è davvero tecnicamente impossibile senza.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Paniscus

            “Però se lo stesso giochino viene fatto a proposito degli smartphone (e non solo da furbacchioni imprenditori privati, ma anche dai servizi e dalle istituzioni dello stato), allora te lo fai andare bene…”

            Allora, è vero che qualcuno sta cercando di rendere sempre più diffuso il consumo di insetti?

            Sicuramente “qualcuno” lo fa: qui c’è una lista di startup come la Ÿnsect (sic!) nel campo https://moneywise.com/investing/insect-based-food-startups

            Devo dire che non avevo mai sentito parlare di nessuno di loro prima.

            Ma soprattutto, io conosco l’esistenza di industrie che vendono insetti da due fonti: alcuni marginali siti “ambientalisti” (di quelli che non amano la natura, ma cercano la tecnosoluzione per i problemi umani) e una valanga di commenti critici da parte di gente che ne fa un grave pericolo.

            Non ho capito perché – gli insetti si mangiano da sempre in quasi tutto il mondo, a differenza degli hamburger, della Coca Cola o delle arance sudafricane che si trovano nei supermercati, ma tant’è.

            Ora, bisognerebbe fare un confronto, ad esempio, tra i minuti di pubblicità per i polli Amadori e per le blatte Ÿnsect sulle principali reti italiane.

            Oppure vedere quanti contratti sono stati firmati dalle scuole elementari italiane per il consumo di polli Amadori e quanti per le blatte Ÿnsect nelle mense scolastiche.

            A quel punto possiamo capire chi impone cosa.

            • Corpo umano scrive:

              Insetti
              Ma le proteine non sono un problema nel momento in cui si soddisfa il fabbisogno calorico proporzionato alla propria età e all’intensità di esercizio fisico che si pratica.
              Non c’è bisogno di mangiare insetti o chissà quale carne.
              È molto più difficile sopperire al quantitativo necessario di calcio.
              Pure la vitamina D spesso negli anziani deve essere integrata, perché con l’invecchiamento non viene più assorbita dalla luce solare in modo efficiente
              Stessa cosa la vitamina b12.
              Dovrebbe essere nella carne ma non c’è, per
              come vengono allevati e alimentati gli animali, quindi bisogna integrarla per non andare incontro a spiacevolissime conseguenze
              Consiglio latte di riso con integrazione di calcio, vit d e b12. È un po’ costoso ma ne vale la pena.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              la Amadori non impone nulla, fa leva su un gusto radicato nella gente comune.

              Non esiste un tentativo di trasformare lo stile alimentare e gastronomico degli italiani.

              Semmai è vero che il consumismo, a partire dal boom, ha proposto e di fatto in un certo senso imposto non una cultura gastronomica nuova, ma uno stravolgimento delle proporzioni nel consumo dei vari tipi di alimenti.
              In sostanza per la prima volta nella storia la maggioranza della popolazione si è trovata a mangiare carne e grassi con estrema frequenza, anche più volte a settimana.

              Non si tratta però di qualcosa di imposto contro un sentire collettivo. Semmai il contadino si doleva di non poter mangiare di grasso più spesso, ma non aveva alternative.
              Infatti è significativo che anche nello stereotipo, fondato, nel sud e nei ceti popolari le nonne fanno da mangiare quantità industriali di roba facendo esplodere i malcapitati nipoti, quasi a doversi rifare della fame atavica.

              In sostanza si è popolarizzato un costume aristocratico (i nobili hanno sempre mangiato carne a quintali).

              Tutto questo crea degli scompensi, d’accordo.
              Ma è diverso rispetto a cercare in tutti i modi di far penetrare modelli alimentari del tutto esotici e che ripugnano all’uomo medio.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E’ strano come ci martelli di pubblicità chi non vuole cambiare le nostre abitudini, vero? E’ come se amasse sperperare denaro.

              • Peucezio scrive:

                Quindi chi fa la pubblicità delle auto la fa per convincere la gente a usare l’auto, per motorizzare l’Italia, manco fossimo negli anni ’60, non per convincere la gente a prendere quell’auto anziché un’altra.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma è diverso rispetto a cercare in tutti i modi di far penetrare modelli alimentari del tutto esotici e che ripugnano all’uomo medio.”

                Ok, stanno cercando in tutti i modi di farmi mangiare insetti.

                Infatti, l’altro giorno la gatta mi ha anche portato una mosca morta, e se il lavaggio del cervello arriva fino a lei…

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                non so che dirti.
                Io a differenza tua i dibattiti televisivi li seguo e li ho sentiti i discorsi sull’alimentazione “sostenibile” e cagate simili, sulle proprietà proteiche degli insetti, ecc.

                E ho anche altre fonti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Io a differenza tua i dibattiti televisivi li seguo e li ho sentiti i discorsi sull’alimentazione “sostenibile” e cagate simili, sulle proprietà proteiche degli insetti, ecc.”

                Certo, la tv la segui, io no.

                Ma non mi sembra strano che alla TV possano parlare di “novità”, se non altro per non annoiare la gente. I media campano proprio sull’effetto “uomo che morde cane”, e finché c’è gente che si scandalizza perché si mangiano insetti, ci saranno mediatici che cercheranno di fare scandalo.

                E sicuramente si troveranno sempre degli studiosi che dimostrano che il consumo degli insetti è meno nocivo di altri tipi di consumo: hanno probabilmente ragione, ma si tratta sempre di ambientalisti antropocentrici, cioè di gente a cui non gliene importa nulla della Natura, ma solo del “benessere dell’Uomo” con la maiuscola. Meglio di niente, ma non destano la mia simpatia…

              • paniscus scrive:

                “In sostanza si è popolarizzato un costume aristocratico (i nobili hanno sempre mangiato carne a quintali).—–

                E infatti soffrivano di gotta in percentuali mai viste nella gente comune, ma non lo raccontavano troppo in giro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Quindi chi fa la pubblicità delle auto la fa per convincere la gente a usare l’auto, per motorizzare l’Italia, manco fossimo negli anni ’60, non per convincere la gente a prendere quell’auto anziché un’altra.”

                La pubblicità delle auto è proprio usato come caso paradigmatico di come la pubblicità crei bisogni indotti, spingendo il consumatore a fare acquisti contro il proprio interesse.
                Non è un caso che in giro sia pieno di SUV e di auto sportive, quando quelli che vanno per sterrati e autodromi sono molto pochi. E non è un caso che ormai anche le utilitarie abbiano prezzi esorbitanti perché caricate di optional, soluzioni di design e interni costosi. L’auto è più uno status symbol che un mezzo di trasporto.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                c’è del vero.

                Ma non venirmi a dire che i ravioli o gli spaghetti sono un gusto indotto dalla pubblicità.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                sospetto che prima della pubblicità gli spaghetti li mangiassero a Napoli e dintorni

                e che quel bisogno a noi milanesi sia stato indotto (oh, e secondo me va benissimo, sono un conservatore, non un immobilista

                Ciao

      • Peucezio scrive:

        Circa tutto il resto,

        si deve poter fumare, bere, fare le canne, mangiare fegato di cavallo, tirare di coca, ecc., purché si sappia cosa si sta facendo e che conseguenze ha.

        Pongo un solo problema per le droghe che creano una dipendenza grave.
        E cioè che se stai assumendo una sostanza – come l’eroina negli anni ’80 – che ti pone in una condizione psicofisica di dipendenza in cui non sei più in grado di decidere liberamente e lucidamente, allora, se ti lascio in pace, non sto tutelando la tua libertà, ma sono complice del fatto che tu l’abbia persa.
        E lì ci devono poter essere, come caso estremo e con estrema cautela, anche forme di trattamento obbligatorio.
        E repressione dello spaccio. Non legge contro lo spaccio, che non serve a un cazzo e poi si spaccia lo stesso.
        Le leggi sullo spaccio di stupefacenti dovrebbero essere a tempo: se in cinque anni non fanno sparire del tutto o quasi del tutto una sostanza veramente tossica e che crea dipendenza grave dalla strada, oppure si aboliscono, almeno, spacciare per spacciare, non ingrassiamo le mafie, non circola roba tagliata e ancora più pericolosa, ecc.

        Poi ci sono vere e proprie follie, come il proibizionismo sugli psichedelici, che sono sostanze prive di tossicità, che non creano dipendenza e con un incredibile potere curativo su patologie gravi (depressione, sindrome da stress postraumatico, ansia, dipendenze, tra l’altro anche proprio da sostanze stupefacenti), oltre che con un potere di connessione spirituale ed esplorazione interiore analogo (ma di maggiore impatto immediato) a quello di tante pratiche meditative e ascetiche.

        Insomma, ci vuole libertà. Dando però una mano a chi ha dipendenze e compulsioni patologiche che NON lo rendono libero.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Carne di cane

      Il bilanciamento è tra il diritto di uccidere l’animale che si possiede (diritto di proprietà) e la tutela del sentimento per gli animali. Ad un certo punto una società decide che il diritto di proprietà va sacrificato per tutelare quell’altro interesse.

      Non è strano, alla fine: raramente nei paesi evoluti si ha il diritto di massacrare a bastonate il proprio cane giusto per divertimento. E anche questa è una limitazione del diritto di proprietà!

      • Peucezio scrive:

        Non c’entra la proprietà: quando vado al ristorante a mangiare carne di vitello o la compro al supermercato per farmi una bistecca a casa, mica significa che possiedo un vitello!

        La crudeltà gratuita è per l’appunto gratuita e non vedo perché io debba ammazzare il mio cane a bastonate: se non lo voglio più, piuttosto lo regalo, lo vendo. Capisco il colpire una crudeltà gratuita ed evitabile, purché con le debite proporzioni (è un cane, mica un cristiano).

        Ma se si tratta di libertà alimentare, l’unico limite che pongo è il cannibalismo, perché quello è un tabù universale, al massimo codificato strettamente in forme rituali, ma mai in nessun caso consentito liberamente come pratica sociale alimentare ordinaria.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Tu possiedi dei soldi e vuoi poter comprare una bistecca di cane per mangiartela. La legge dice che non lo puoi fare, per cui limita il tuo accesso al mercato, dunque il tuo diritto di proprietà.

          • Peucezio scrive:

            Ah, d’accordo.
            La legge può anche vietarmi di comprare qualunque cibo e obbligarmi a morire di fame.
            Tecnicamente si può fare.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se una società si trovasse d’accordo sulla necessità di suicidio collettivo, paradossalmente, se fosse proprio molto, ma molto d’accordo, allora potrebbe persino farlo: anche le costituzioni si cambiano, se necessario.

              • Peucezio scrive:

                Se è per quello, se la società decidesse di non vivere più secondo le leggi, potremmo tornare allo stato di natura e alla legge del più forte.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non funziona così. La società non è una persona, per cui quando diciamo “decide” stiamo usando un’analogia, ma niente di più: una società “decide” quando bene o male nel suo complesso si comporta in modo tale che si raggiunge un certo risultato. Per cui la società può decidere (ometterò da adesso in poi le virgolette per praticità) che vuole tutelare un interesse più di un altro, ma non che non vuole tutelare alcun interesse. La cosa più simile alla società “senza regole” di cui parli è la società dove l’interesse di chi ha i mezzi per fare quello che vuole viene tutelato più di tutto il resto. Ma questa è comunque una regola: significa che ai consociati questo stato di cose va bene e che lo trova, se non giusto, quantomeno preferibile alle alternative praticabili.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “La cosa più simile alla società “senza regole” di cui parli è la società dove l’interesse di chi ha i mezzi per fare quello che vuole viene tutelato più di tutto il resto.”

                Scusami, ma questa è un’nferenza arbitraria.
                Io voglio regole ferree per tutelare i singoli contro i soprusi della maggioranza e della volubile sensibilità collettiva.
                Non vedo come questo sia a vantaggio dei più ricchi o di chi ha più mezzi.
                Io voglio proprio limitare il potere di chi ha più mezzi, non rafforzarlo.

              • Peucezio scrive:

                Peraltro la massa tende a conformarsi proprio al sentire dei più ricchi: se diventa figo e alla moda non mangiare più il cane perché la Ferragni coreana, ammesso che esista, dice che non si deve mangiare il cane, il povero cristo senza potere ma che amava farsi la sua brava bistecca di cane non può più, perché tutti vogliono fare come la Ferragni coreana.

      • Peucezio scrive:

        Peraltro trovo opinabile in linea di principio che il rispetto, per legge, della sensibilità di alcuni (o molti, o la maggioranza) dei cittadini debba istituire diritti di terzi a scapito della libertà individuale.

        Cioè o un soggetto è titolare di diritti e allora lo tutelo per legge, oppure non lo è e allora non lo tutelo.
        E se è titolare di diritti, deve votare, stipulare contratti, ecc.

        Posso capire che una crudeltà gratuita verso terzi non titolari di diritti ripugni talmente al sentimento collettivo da suscitare l’esigenza di una legge. Come dire che si tange una sorta di patrimonio collettivo, sia pure di natura affettiva e non materiale.
        Ma per questo basterebbe una sanzione amministrativa, anche non simbolica.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “diritti di terzi”

          In questo caso non è stato istituito nessun diritto: i cani non sono soggetti di diritto e quindi non hanno diritto. I coreani hanno semplicemente deciso che il diritto di proprietà dei proprietari dei cani deve essere compresso.

          • Peucezio scrive:

            È uno di quei casi di dittatura della maggioranza.

            Cioè la maggioranza che non decide su cose comuni, ma su cose di pertinenza privata.

            A me non cambia nulla se un altro mangia la carne di cane, ma glie lo impedisco lo stesso.

            Come quando in molti stati USA erano vietati i rapporti anali, anche fra adulti consenzienti magari eterosessuali.

            È un’idea di stato etico, integralista.

            Io non sto dicendo che sia meglio o peggio, mi limito a constatare come l’idea di stato liberale sia una mistificazione.

            E se proprio devo avere uno stato che interferisce nelle scelte private delle persone anche quando non interferiscono a loro volta su scelte private altrui, allora, preferenza per preferenza, preferisco una teocrazia: la religione vera è meglio della religione del divieto di carne di cane.

            • PinoMamet scrive:

              “A me non cambia nulla se un altro mangia la carne di cane, ma glie lo impedisco lo stesso.”

              mm, sì e no.

              “Mi cambia” se considero il cane un animale d’affezione e quindi trovo moralmente insopportabile che sia mangiato.

              Così come a me, personalmente, non cambia nulla se il vicino di casa picchia la moglie, ma moralmente “mi cambia” perché lo trovo riprovevole e da proibire.

              Beh, dici tu, è un’idea da stato etico.

              vero.

              Ma ogni Stato è anche etico;

              le leggi non sono basate solo sul principio di non recare reciproco danno, ma anche su alcuni valori condivisi dalla società di riferimento.

              (ora dirai che quelli che non vogliono mangiar cane in Corea sono una minoranza… non lo so, non ho i numeri, ma quello della “dittatura della minoranza” è un altro argomento ancorché correlato).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Ma ogni Stato è anche etico”

                Inevitabilmente.

                In fondo, il Giardino è un Microstato.

                E sorgono continuamente questioni etiche.

                A partire da cosa fare con i quattordicenni bulli che ogni tanto arrivano, carichi di potenza autodistruttiva, di canzoni trapper e voglia di canne e di fare a botte e fare furti?

                E’ una domanda importante, perché i Calcianti di Parte Bianca sono certo in grado di picchiarli in maniera memorabile, ma esiste un modo migliore? Che storie ci sono dietro? Che famiglie hanno? (i Calcianti mi hanno assicurato che un babbo ha detto, picchia pure mio figlio, se lo merita).

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “le leggi non sono basate solo sul principio di non recare reciproco danno, ma anche su alcuni valori condivisi dalla società di riferimento.”

                Secondo me l’unico vantaggio della democrazia liberale è che tutela, almeno in teoria, come modello ideale, la libertà di tutti (quello che picchia la moglie è un altro paio di maniche: lì c’è un soggetto che viene violato nella sua incolumità e libertà).

                Se non devo avere nemmeno questo vantaggio, trovo privo di senso un ibrido del genere: meglio allora uno stato teocratico, organico, uno stato all’antica, custode di una visione valoriale forte.

                Anche perché i valori della maggioranza, se non sono informati a un principio superiore come può essere quello della tradizione, della religione, di un’etica storicamente consolidata, ecc., possono subire ogni tipo di degenerazione, ispirarsi alle peggiori pulsioni collettive, possono giungere al linciaggio e via discorrendo.

                Quindi, in una società moderna, in cui un sistema valoriale forte è realisticamente poco proponibile, meglio preservare la libertà di tutti: lo stato dev’essere il più neutrale possibile.

              • Francesco scrive:

                Mi trovo fortemente d’accordo con la conclusione di Peucezio

                in tempi di deboscio dominante, lo stato liberale è una garanzia minima di sopravvivenza dell’individuo decente contro la massa

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Aggiungo che se facciamo nostra la logica di Pino, all’ecpoda del Terzo Reich in Germania le persecuzioni antisemite erano in linea con la sensibilità collettiva.
                E allora, quando nasce un sentimento collettivo contro un popolo, lasciamo che lo si faccia a polpette?

                E senza arrivare a cose così tragiche, le stesse prescrizioni alimentari ebraiche sono eccentriche rispetto alle abitudini collettive prevalenti.
                E c’è anche la macellazione rituale.
                Che non è precisamente in linea con la sensibilità prevalente oggi ( esempre di più) fra i gentili.
                Secondo questa logica a un certo punto dovremmo proibirla, perché una minoranza di qualche decina di migliaia di ebrei non ha diritto ad eseguire una pratica da cui il resto della popolazione si sente disturbato o ferito?

                Secondo me no. Gli ebrei mangiano quello che vogliono, i mussulmani pure, se io non voglio mangiare carne al venerdì non la mangio e ognuno mangia quello stracavolo che gli pare.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio & francesco

                “libertà”

                Non mi stupisco che siate d’accordo, ma non riesco a immaginare in che cosa per voi la libertà differisca dal semplice arbitrio del più forte.

                Dove sta la libertà di fumare? Nel fare respirare cancro agli altri?

                Dove sta la libertà dalle ZTL? Ne fare rischiare agli altri di finire sotto un SUV?

                Dove sta la libertà economica in una fabbrica che licenzia gli operai? Nel finire in mezzo a una strada?

                La libertà per voi sembra includa la libertà di fumare in faccia agli altri, di sfrecciare per le strade affollare del centro, di licenziare.

                Alla larga, davvero.

                Capisco perché tanta gente non sappia che farsene, della libertà, se è questa roba qua.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andrea,

                posso risponderti che sono i nemici mortali di ogni minima libertà come te a spingere verso derive anarchiche.

                Stupisce che un sedicente fascista sia così amante della libertà, delude che tu sia indietro rispetto a un Berlinguer.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “posso risponderti che sono i nemici mortali di ogni minima libertà come te a spingere verso derive anarchiche.”

                Però usiamo il termine “anarchico” in senso corretto.

                Sapendo che sbagliano, sono pur sempre le persone cui mi sento più vicino.

                E ritengono che si possa vivere una vita semplice e austera, condividendo il più possibile alla pari, senza creare grandi macchine burocratiche che schiacciano la vita delle persone.

                Non dico che sia possibile; ma un anarchico non fuma in faccia a chi ha l’asma. E non ha un Suv da parcheggiare in Ztl.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “minima libertà”

                La libertà di inquinare l’aria che respiriamo tutti è tutto fuorché minima.

                “Berlinguer”

                Ti ricordo che furono le giunte rosse a introdurre le ZTL, fra l’indignazione dei bottegai evasori. Fu una delle cose che da ragazzo mi spinse a sostenere il PCI.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ti ricordo che furono le giunte rosse a introdurre le ZTL”

                Il Comune di Firenze, ultimo baluardo della sinistra nell’Italia centrale, non solo non ha mai voluto la ZTL 24/7, ma adesso sta cercando di fare ben 15 parcheggi interrati nel centro storico: invece dei posti auto riservati ai residenti, ci saranno posti a pagamento venduti (anche) agli esercenti, cioè il locale chic o l’albergo avranno posti per i loro clienti.

                Ovviamente i soldi pubblici per costruire questi parcheggi, e non sono pochi, vanno in mano a ditte private.

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                a parte le ZTL, che non vedo in che modo impediscano di essere investiti da un SUV, visto che i ricchi di solito hanno macchine più grosse e le ZTL non impediscono certo la circolazione, ma solo l’accesso a chi non è del quartiere: sono un privilegio da ricchi e come al solito la sinistra tutela i privilegi dei ricchi a scapito degli altri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “a parte le ZTL, che non vedo in che modo impediscano di essere investiti da un SUV”

                Noi che abitiamo nella ZTL non abbiamo tutti l’auto, e sicuramente non abbiamo l’auto così grossa da richiedere due posti macchina al posto di uno per parcheggiare.

                Per cui sì, chi ha i SUV viene proprio da fuori ZTL. E quando entra qui, toglie i due posti auto proprio ai residenti: in teoria la ZTL ha dei limiti orari, per cui una volta che entra il SUV, nessuno controlla che esca. Anzi, siccome puoi entrare sempre nella ZTL se vai a un parcheggio privato, ci sono parcheggi qui dove con cinque euro puoi entrare, farti togliere la multa e uscire senza fermarti.

                I buchi nella ZTL poi permettono l’invasione serale del rione da parte di migliaia di auto al servizio dei locali; i cui proprietari hanno quindi una rendita tale da incitarli a sfrattare gli ultimi artigiani rimasti.

                Viva la ZTL 24/7!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “Firenze”

                Infatti fatico a definire “di sinistra” la giunta di Firenze.

                Con tutti i suoi difetti, che sono tanti, la sinistra a Genova ha ricuperato alla Cittadinanza vaste zone del centro e della periferia, limitando appunto in maniera drastica il traffico privato.

                E checché ne dica il nostro buon Francesco, non siamo a Pyongyang.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                ” la sinistra a Genova ha ricuperato alla Cittadinanza vaste zone del centro e della periferia, limitando appunto in maniera drastica il traffico privato.”

                Poi la ZTL è un modo a costo quasi zero di ridurre proprio la spesa pubblica e le tasse: la manutenzione delle strade infatti spetta ovviamente al Comune, per cui il danno fatto da milioni di privati ricade sulla collettività. La Destra dovrebbe essere contenta se il Comune spende di meno…

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                ma se il problema sono i SUV, non si potrebbe vietare il traffico in certe strade ai SUV anziché ai non residenti (che è una misura classista)?

                Sopra un certo tonnellaggio non si entra!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Sopra un certo tonnellaggio non si entra!”

                Giusto.

                Ma il problema non solo i Suv, sono le auto dei non residenti.

                E qui si pone un problema con cui ho sempre litigato con la “Sinistra”, adesso mi devo parare dalla “Destra” 🙂 L’idea che esiste un rapporto tra le persone e i luoghi. Che chi vive in un luogo ha un rapporto diverso e se vuoi privilegiato – sia come diritti che come doveri di cura – con quel luogo.

                Io non credo che “tutti” abbiano il “diritto” di andare ovunque. Non ce l’hanno i nigeriani, non ce l’hanno quelli di Novoli, non ce l’hanno gli americani della Buchetta, non ce l’ho io.

                Poi tra tutti questi, i nigeriani sono quelli che creano meno problemi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “ma se il problema sono i SUV, non si potrebbe vietare il traffico in certe strade ai SUV anziché ai non residenti (che è una misura classista)?”

                Così a quel punto Peucezio potrà gridare allo Stato etico che vuole importi anche cosa guidare?

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                perché devi mistificare quello che dico?

                Se entro col suv in una strada stretta e, peggio, lo parcheggio alla cazzo impedendo il passaggio dei pedoni, do fastidio ad altri, mentre se mangio la carne di cane non do fastidio a nessuno.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                guarda che sono totalmente d’accordo con te.

                Il punto è che a Firenze, in Oltrarno, si tratta di tutelare una socialità vera, gente magari di varie provenienze, ma radicata nel luogo, da una massa di turisti mordi e fuggi.

                A Milano si tratta di impedire all’operaio, impiegato, commerciante, artigiano che vive in periferia o nell’hinterland di entrare in centro, per mantenere i privilegi di una borghesia molto ricca e internazionalizzata e un terziario, che vive (anzi, non vive, consuma) un centro gentrificatosi decenni fa.

                Non sono situazioni diverse, sono proprio opposte.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Non sono situazioni diverse, sono proprio opposte.”

                Sicuramente, infatti il centro di Milano è ben diverso; e credo che sia anche disabitato (come sta diventando il centro di Firenze).

                Ora, immagino che nessuno impedisca agli operai, ecc. di entrare nel centro di Milano con la metro, il tram, l’autobus, a piedi.

                Quindi presumo che tu stia parlando di una situazione che non capisco bene: ad esempio il tecnico manutentore che non può entrare nella ZTL con la sua macchina piena di attrezzi.

                Ma questo dovrebbe andare anche danno della signora molto ricca, che non riesce a far riparare la caldaia.

                Che poi qui a Firenze, è molto facile per il tecnico manutentore ottenere il permesso per entrare in centro, probabilmente a Milano è diverso.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Se entro col suv in una strada stretta e, peggio, lo parcheggio alla cazzo impedendo il passaggio dei pedoni, do fastidio ad altri, mentre se mangio la carne di cane non do fastidio a nessuno.”

                Il SUV che non ti piace che transiti per una strada stretta per il quale passa, la sosta illegale che è buona o cattiva a seconda di come pare a te ed il fatto che mi disturbi pensare a cani ammazzati per farne cibo sono la stessa identica cosa.

              • paniscus scrive:

                “A Milano si tratta di impedire all’operaio, impiegato, commerciante, artigiano che vive in periferia o nell’hinterland di entrare in centro”—-

                Cioè, tu sostieni che a Milano è tassativamente vietato l’ingresso in centro a tutti i millemila furgoni che tutti i giorni fanno le consegne di Amazon, di Temu o di Ebay, o a quelli che vanno a fare lavori di muratura, di falegnameria, di imbianchinaggio o di spurgo nelle case private?

              • paniscus scrive:

                “Però usiamo il termine “anarchico” in senso corretto.

                (….) che si possa vivere una vita semplice e austera, condividendo il più possibile alla pari, senza creare grandi macchine burocratiche che schiacciano la vita delle persone.

                Nessuno dovrebbe essere autorizzato a usare la parola “anarchico” o “anarchia” senza aver prima letto il romanzo “Dispossessed” di Ursula LeGuin, tradotto in italiano come “Urras e Anarres” o come “I reietti dell’altro pianeta”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Cioè, tu sostieni che a Milano è tassativamente vietato l’ingresso in centro a tutti i millemila furgoni…”

                Immagino che gli artigiani abbiano il pass.

                https://www.comune.milano.it/documents/20126/679777/accesso+artigiani+nelle+ZTL+agg.+sett+23.pdf/277872b6-7361-f8cf-f3ce-c57587df4e1b?t=1694519179942

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Il SUV che non ti piace che transiti per una strada stretta per il quale passa, la sosta illegale che è buona o cattiva a seconda di come pare a te ed il fatto che mi disturbi pensare a cani ammazzati per farne cibo sono la stessa identica cosa.”

                Tu straparli…
                Ormai dialoghi con te stesso.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                chi abita nell’hinterland perché non può permettersi di vivere a Milano, non ha modo di entrare a Milano coi mezzi, se non impiegandoci più del tempo che deve lavorare o quasi, ammesso ci siano collegamenti.

                E non frega un cazzo a nessuno che quello che fa serve alla gente del centro.
                Il negozietto rimasto ancora in centro? Che chiuda. Il lavoratore che eroga servizi a quelli del centro? Abbia meno margini e viva in modo più risicato.

                Basta che nel centro ci siano i suv elettrici da 150 mila euro e i monopattini dei fighetti che piacciono a Sala.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “E non frega un cazzo a nessuno che quello che fa serve alla gente del centro.
                Il negozietto rimasto ancora in centro? Che chiuda. Il lavoratore che eroga servizi a quelli del centro? Abbia meno margini e viva in modo più risicato.”

                Ma a Milano chi lavora in centro non ha un pass?

                A Firenze funziona così:

                Presentiamo un elenco di coloro che possono richiedere un permesso per accedere alla ZTL.

                https://www.autosas.it/eventi-e-news/fiscalita-e-normative/tutto-sulla-ztl-di-firenze-guida-completa-2025#ZTL_firenze_permessi

                I residenti e domiciliati nella ZTL.
                Chi presta assistenza ad anziani, malati disabili all’interno della ZTL.
                Chi ha la sede di lavoro ubicata nel territorio coperto dalla ZTL.
                I clienti di alberghi o di strutture ricettive.
                Le autorimesse e gli autonoleggi.
                I disabili.
                Le donne in gravidanza.
                Le famiglie con bambini fino ai 2 anni.
                I fornitori di servizi di pubblica utilità.

              • Peucezio scrive:

                Io conoscevo un barbiere che aveva la sala nella mia zona.
                Che non è nemmeno centrale, anche se non periferia estrema
                Da quando hanno messo i parcheggi a pagamento (non per i residenti, ovviamente), ha avuto meno margini, perché non abitava vicino alla sala da barba.

                Poi, certo, se apre la grande catena, se ne frega, può pagare parcheggio per tutti.
                Ci saranno tanti dipendenti sfruttati e più nessun piccolo esercente, come piace a Di Vita (l’anticapitalista filocapitalista).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Da quando hanno messo i parcheggi a pagamento (non per i residenti, ovviamente), ha avuto meno margini, perché non abitava vicino alla sala da barba.”

                Non capisco.

                Il barbiere aveva una sala nella Ztl o fuori dalla Ztl?

                I parcheggi a pagamento immagino che siano stati fatti, come a Firenze, al posto di parcheggi gratuiti per i residenti; e sono aperti anche ai non residenti, o comunque sono “pertinenziali”, cioè chi ha un esercizio in centro può acquistare spazi per i propri clienti.

                Per cui normalmente scacciano i residenti (cioè chi normalmente avrebbe di diritto il permesso di accesso alla Ztl) e fanno venire più persone da fuori. Che è il motivo per cui noi siamo contrari ai parcheggi nuovi a pagamento nella Ztl.

                Ma si vede che c’è qualche dettaglio che mi manca.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Poi, certo, se apre la grande catena, se ne frega, può pagare parcheggio per tutti.”

                Almeno a Firenze, i buchi nella Ztl li fanno i garage privati (il non-Ztl può entrare nella Ztl, la telecamera riprende la targa, ma se arriva al garage, il garage lo segnala e fa togliere la multa).

                Stai dicendo che a Milano lo fanno anche i parcheggi dei supermercati? In questo caso sarebbe effettivamente grave, perché aumenterebbe l’inquinamento.

              • Peucezio scrive:

                No, no, io intendevo un’altra cosa.

                Che se al posto del barbiere apre la filiale della grande catena di barbieri, dipendenti, la multinazionale per cui lavorano gli paga il parcheggio o comunque si organizza.

                Col risultato che il tessuto sociale e di relazioni del quartiere viene meno a favore di dipendenti intercambiabili.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “Che se al posto del barbiere apre la filiale della grande catena di barbieri, dipendenti, la multinazionale per cui lavorano gli paga il parcheggio o comunque si organizza.”

                Credo che ci stiamo perdendo tra tutti i commenti.

                Condivido ovviamente quanto dici sulla grande catena di barbieri, ma qui stiamo parlando del barbiere che tu mi dici ha dovuto chiudere bottega per colpa della Ztl, non per colpa di una grande catena di barbieri.

                Se ho capito bene, il barbiere di cui parli non abita nella Ztl, ma ha una bottega nella Ztl. Siccome la Ztl dovrebbe preservare le residenze (se vuoi dei ricchi), la Ztl dovrebbe andare a vantaggio di un esercizio simile, che si rivolge a una popolazione vicina con cui si intessono rapporti di fiducia negli anni. Quindi mi sembra di capire che lui ha dovuto chiudere bottega perché le regole del Comune di Milano non permettono l’ingresso a chi non abita in Ztl, anche se lavora in Ztl, a differenza del Comune di Milano.

                E’ così?

              • habsburgicus scrive:

                @Peucezio@Miguel@tutti
                a proposito di barbieri..

                io non so farmi la barba (rectius, non ho voglia :D), la barba non mi piace -anche quando mio malgrado sono “costretto” a portarla (l’anno scorso a Firenze l’avevo un po’, ma non perchè lo desiderassi :D)- e quindi ho la massima stima della veneranda categoria dei barbieri, che un tempo abbondavano a prezzi “modici” nel Sud Profondo e più vero d’Italia, illis diebus non ancora declassata ad itaglia !
                orbene, oggi ad Alba e Milano chiodono follie ! e pretendono appuntamenti, mica puoi solo presentarti !
                a Constantine in Algeria, senza alcun appuntamento mi hanno fatto la barba il 5 aprile facendomi passare per primo 😀 per 100 dinari (40 centesimi !)..a Milano ti chiedono 20 E e hanno l’aria di dirti che ti hanno fatto una grazia !

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              qui però, scusami, sei stato distratto.

              Si parlava di quelle libertà che non sono lesive in nessun modo di interessi altrui.

              Tutte quelle che hai elencato invece lo sono eccome.

              • Francesco scrive:

                Andrea odia la libertà in sè, lo definirei un puro e un idealista.

                Non perde molto tempo con i dettagli. E nessuno con le conseguenze.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “interessi altrui”

                Un SUV che spadroneggia in un centro storico pensato e progettato secoli fa per il traffico pedonale e – al più – di qualche carretto trainato dagli asini secondo te non va a ledere gli interessi altrui?

                Hai presente quella commedia di De Filippo dove un macchinone pretende di passare in un vicolo pieno di gente?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                ma ci sei stato nel centro di Milano?
                Ti pare “pensato e progettato secoli fa per il traffico pedonale e – al più – di qualche carretto trainato dagli asini”?
                Quella Milano la si è finita di demolire negli anni ’50.

                Ora si fanno enormi spazi pedonali per i turisti, bloccando le auto di chi viene in centro per lavoro.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ora si fanno enormi spazi pedonali per i turisti, bloccando le auto di chi viene in centro per lavoro.”

                Ricordo che Ztl e spazio pedonale sono due cose molto diverse.

                La Ztl tutela chi vive nel quartiere.

                Lo spazio pedonale trasforma il quartiere in cui si vive in area spettacolo per attirare presenze estranee.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Milano”

                E tu ci sei stato nel centro di Genova, Chiavari, Recco, Caltagirone, Tolentino, Tarquinia, Frascati, Gubbio, Vicenza, Trento, San Severo, San Severino Marche, Todi, Ferrara, Nonantola, La Spezia, Pistoia…?

                Il centro di Milano non è rappresentativo dell’Italia, credimi. E apposta non ho nominato solo città d’arte.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                io mi sono riferito a Milano.

                L’opportunità delle ZTL vale caso per caso.
                Se tutela città a misura d’uomo, artigiani locali, tessuto sociale locale dalla gentrificazione, va bene.

                Se, come a Milano, favorisce la gentrificazione, vi è funzionale, la estremizza, non mi trova d’accordo.

  12. Francesco scrive:

    OT

    scusate se scendo sotto il livello del blog ma .. le facce? avete notato le facce della gente di Trump nel governo USA? come è possibile che abbiano TUTTI facce da barzellette o da film di serie B?

    persino Vance ha lo sguardo torvo e cattivo.

    so che la fisiognomica sarebbe una fesseria però

    fine OT

  13. MOI scrive:

    OPPURE si può permettere di scegliere :

    “Lei preferisce la Sanità Pubblica o Privata ?

    Nel primo caso, è tutto già spesato dalle tasse MA Lei dovrà evitare le condotte NON salutiste, la cui trasgressione è penalmente punibile molto duramente.

    Nel secondo caso, Lei può avvalersi di ogni condotta autodistruttiva … purché ne sostenga Lei stesso/a ogni spesa sanitaria conseguente.

  14. MOI scrive:

    @ ROBERTO

    MA È VERO CHE in Lussemburgo, dopo aver imposto le normative anti-plastica … avete rovesciato delle camionate di paperelle da bagno plasticose a fiume per fare un video virale ? E Sua Massonità😀 Enrico ha approvato ?!?!

    😱😱😱

    • MOI scrive:

      Duck Race si chiama

      https://www.greenme.it/ambiente/duck-race-paperelle-plastica-fiume/

      Anche quest’anno si è svolta la Duck Race: 20mila paperelle di plastica rilasciate in un fiume per beneficenza (ma all’ambiente chi ci pensa?)

      • roberto scrive:

        moi,

        si è vero, e addirittura ha il marchio “green event” che viene dato a tutti gli eventi che seguono certe linee guida, tra le quali rinunciare agli oggetti di plastica monouso…come i tizi di green me avrebbero facilmente potuto intuire non è che le paperelle arrivano al mare, le raccolgono e le usano l’anno dopo.
        ne perderanno qualcuna?
        forse, ma da 25 anni che vivo qui e che passeggio lungo l’alzette non ne ho mai trovata nemmeno una spiaggiata

    • MOI scrive:

      @MIGUEL

      Concordi che queste mosse da EuroMarchese del Grillo sono molto più efficaci in Negativo di tutte le EuroCampagne di Sensibilizzazione in Positivo … nevvero ?

    • roberto scrive:

      moi

      “per fare un video virale ?”

      mmmmh no non è per fare un video virale, è per raccogliere soldi per beneficenza

    • roberto scrive:

      moi ter

      “dopo aver imposto le normative anti-plastica”

      il lussemburgo non ha imposto nulla a nessuno….

      • Francesco scrive:

        palle!

        gli scarponi chiodati dei soldati lussemburghini si sentono ancora sul selciato di Milano!

        ricordiamo quando distrussero col plastico il palazzo dello sport per dare un esempio e imporre la rinuncia alla plastica.

        lasciando poi Sala come governatore e longa manus del potere granducale

        🙂

  15. Corpo umano scrive:

    https://www.remocontro.it/2025/04/29/sospettabile-esplosione-di-bandar-abbas-e-i-missili-iraniani/
    Mentre si guarda al nuovo Papa e ai fanta-dazi, Tra Israele e Iran la situazione è ai ferri corti.
    Chi dovrà cedere?
    Se cede l’Iran e rinuncia non al nucleare, che all’Iran non interessa, ma al suo sistema
    missilistico, l’Iran sarà fottuto.
    Se cede Israele e l’Iran mantiene il suo sistema missilistico sarà fottuto Israele
    In mezzo c’è Trump, che finora si è mostrato
    ragionevole. Alla faccia di chi lo giudica un cazzone.
    Ma basta un niente.
    Se salta in aria un porto è più che niente.

    • Corpo umano scrive:

      So che sto andando controcorrente, ma dopo aver seguito Trump al netto della valanga di critiche che si è preso, ho iniziato a pensare che date le varie criticità da sfacelo che ha ereditato, non si stia muovendo poi così male come sembra.
      Certo, il dollaro si svaluta, ma secondo il programma di Trump “doveva” svalutarsi e al limite perdere la sua centralità monetaria.
      Trump ha capito che il mondo non può continuare a essere unipolare.
      I Democratici di cui continuiamo a vedere l’ombra proiettata in Europa, questo non l’hanno ancora capito.
      Quindi. Quale moneta prenderà il posto del dollaro?
      Magari poi aggiungo.
      Mi si insulti pure, ma si evitino gli sputi.
      Comunque io: “viva Cuba, forever”.

      • firmato winston scrive:

        @fuzzy:
        “Quale moneta prenderà il posto del dollaro?”

        Ma e’ proprio necessario che ne prenda il posto un’altra moneta?
        E se non servisse, e le monete si scambiassero direttamente una con l’altra?
        Che problema ci sarebbe?
        A volte discutiamo dando per scontati presupposti del tutto arbitrari, cioe’ sul nulla.

        In ogni caso, una moneta per poter essere usata negli scambi internazionali deve poter essere scambiata, cioe’ deve avere un mercato di scambio che ne determini il valore attraverso l’equilibrio della domanda e dell’offerta, ovvero devi poterla acquistare e vendere da qualche parte (per poi usarla per fare acquisti nel paese in cui e’ usata). Il mercato delle valute funziona esattamente come il mercato che hai sotto casa, si chiamano uguali, “mercato”, non per niente: in essi avviene la catallassi cioe’ il libero accordo sul prezzo fra chi compra e chi vende finche’ siano soddisfatti entrambi i contraenti.
        Questo succede da sempre in tutte le civilta’ del mondo (anche se non esaurisce e non deve esaurire gli scambi, e’ essenziale che alcune cose, fra cui le piu’ essenziali, non abbiano prezzo, mentre noi ormai tendiamo demenzialmente a pensare il contrario, a dare un prezzo a TUTTO, e questo e’ il segno dei tempi, e secondo alcuni del diavolo – vedi Paul Kingsnorth – The Barcode Moment – Dark Mountain).

        Tutto cio’: 1 – taglia fuori monete come quella cinese che non e’ quotata dal mercato ma il cui valore e’ deciso dal governo cinese (il che da’ un enorme privilegio alla cina ma a scapito di tutti gli altri che infatti sta distruggendo col mercantilismo) e 2 – quando una moneta e’ quotata dal e sul mercato forse non cambia nulla, e chi la emette ne perde il controllo (e quando ha troppo successo come il dollaro succede eventualmente il problema di squilibrio macroeconomico che attualmente preoccupa gli Usa).

        Queste dette sopra magari sono delle cazzate vista la complessita’ del quadro, ma possono essere utili come idee di base (il mercato come luogo dove si esplica la naturale tendenza allo scambio degli esseri umani in quanto esseri sociali, da non confondere col capitalismoh!, che invece si occupa dell’investimento in funzione di un vantaggio futuro, come quando l’ortolano semina l’insalata, per dire) per dare il giusto peso e considerare cazzate molte delle altre stronzate che si leggono in giro dai vari guru delle rispettive asfittiche e autoreferenziali comunita’ internettiane.

      • Peucezio scrive:

        Credo tu abbia colto l’essenza del trumpismo.
        Che, contrariamente alla vulgata, è prudenza e ridimensionamento.

        I programmi di Trump raccolgono i loro frutti sul medio periodo: normale non siano giudicabili in 100 giorni.

        • Francesco scrive:

          secondo me, dato che NON ha fatto nè impostato nulla che dia frutto nel medio o lungo periodo, non è proprio così

          ammettiamo che voglia un dollaro debole per scoraggiare l’import e incoraggiare l’export: ha valutato le conseguenze sull’immane debito USA in giro per il mondo?

          ha impostato una politica scolastica di scuole professionali senza le quali nessuno farà funzionare le fabbriche USA?

          ha valutato il costo politico delle cazzate dette sul Canada e sulla Groenlandia?

          ne dubito

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            “ammettiamo che voglia un dollaro debole per scoraggiare l’import e incoraggiare l’export: ha valutato le conseguenze sull’immane debito USA in giro per il mondo? ”

            Beh, ma non è un vantaggio?
            Se il dollaro vale meno e il debito è in dollari, il debito diminuisce in valore reale. 🙂

            • habsburgicus scrive:

              Se il dollaro vale meno

              a me del debito USA frega il giusto :D, ma che il dollaro sia debole lo ritengo un’ottima notizia (e presumo che la pensi così qui almeno Robelux, e di certo altri) in quanto -ad onta di desideri più o meno onirici- il dollaro resta l’unica moneta utilizzata in vari Stati (specialmente quelli “duri” che odierebbero l’America 😀 un po’ come quando trovate nel nome di uno Stato “Repubblica cdemocratica popolare” potete stare tranquillol che il Popolo è trattato da zerbino 😀 😀 :D) e la principale in altri, quindi un dollaro debole è manna per noi 😀 melius, per voi 😀 in quanto dove sono io non è facile cambiare dollari*, che ritengo normale invece a FI, MI, BO e financo PR

              *tra le tante follie che ho fatto, appunto per evitare il fastidio di dover andare apposta a TO/MI per cambiare euro in dollari, l’anno scorso in questi giorni di fine aprile ho prenotato online dei dollari in Malaysia (ero in Indonesia ove di dollari si può fare a meno ed ero diretto in Myanmar ove invece di dollari si vive..è l’unica moneta ammessa, cambiato al nero, tranne volendo il baht thailandese e il ringgit malesiano) e sono andato a Kuala Lumpur da Jakarta solo per avere ‘sti dollari 😀 (e almeno mi son visto le Petronas Towers e ho trovato un volo vuoto e scontato per Yangon dunque quel che ho perso da un lato ho guadagnato dall’altro 😀 :D)..cose da non ripetere 😀

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            “ha impostato una politica scolastica di scuole professionali senza le quali nessuno farà funzionare le fabbriche USA?”

            Spero lo faccia al più presto.

            Ma è anche vero che la pratica val più della grammatica e che se rientrano le industrie, la gente impara a lavorare senza bisogno di scuole.

            • Francesco scrive:

              non credo funzioni più così da decenni, la tecnologia in fabbrica ha fatto passi da gigante

              fuori dagli USA, in larga parte!

              oggi devi aver studiato per fare l’operaio, e neppure pochissimo

              ciao

              • Peucezio scrive:

                Basta fare un corso in fabbrica stessa, prima di cominciare a lavorare.

                Non credo nella teoria pura.

                In ambito tecnico.
                Poi, se parliamo di filosofia, è un altro conto.

              • Peucezio scrive:

                Guarda che l’unico vero motivo per cui oggi si studia tanto è che i genitori lavorano entrambi e da qualche parte devi parcheggiare i figli e, più avanti, perché il mercato del lavoro fa fatica ad assorbire gente e allora la teniamo parcheggiata a studiare fino a trent’anni e passa.

                Studiare non serve a un cazzo.
                Post mortem quid valere, come dicevano i nostri nonni?

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Studiare non serve a un cazzo.”

                Se vuoi passare la vita a spaccarti la schiena con una zappa in mano aut similia hai ragione, sennò no

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““Studiare non serve a un cazzo.”

                Se vuoi passare la vita a spaccarti la schiena con una zappa in mano aut similia hai ragione, sennò no”

                Condivido in buona parte quello che dici…

                Ho una situazione scolastica un po’ particolare, perché ho fatto il liceo e l’università, senza aver fatto né la scuola elementare né la scuola media (ho dato l’esame da privatista di entrambi, perché avevo voglia di fare il liceo classico).

                Ma mai, per lavorare, in alcun momento, ho dovuto esibire qualche attestato. Non ho la minima idea se riuscirei a ritrovare gli attestati di elementari e medie; e solo l’anno scorso per curiosità mi sono fatto mandare il certificato di laurea, ma finora l’ho visto solo io.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Condivido in buona parte quello che dici…”

                Forse però oggi sento due realtà diverse, che descrivo in maniera volutamente eccessiva:

                1) il titolo di studio non serve a nulla, perché, uno, non c’è più lavoro per nessuno e due, perché il mondo è talmente cambiato che le cose che studiavi tre anni fa non servono più a nulla

                2) hai bisogno di un titolo di studio, che non serve a niente, solo per respirare, e nessuna fabbrica ti prenderà alla catena di montaggio, se non hai almeno un dottorato di ricerca. Non perché serva, ma perché così almeno si può fare una bella scrematura delle candidature.

              • Peucezio scrive:

                Ecco, appunto, studiare serve a fare sì che ci siano alcuni privilegiati che costringano altri a spaccarsi la schiena con la zappa.

                Che poi è una cosa moderna, perché un tempo i nobili erano analfabeti.

              • werner scrive:

                “Basta fare un corso in fabbrica stessa, prima di cominciare a lavorare.”

                Tu faresti guidare la tua Ferrari d’epoca nel traffico di Milano a un tizio senza patente che non ha mai guidato neanche un cinquantino?

              • paniscus scrive:

                “Tu faresti guidare la tua Ferrari d’epoca nel traffico di Milano a un tizio senza patente che non ha mai guidato neanche un cinquantino?”—

                E aggiungo: se avessi un figlio, al netto degli obblighi di legge, lo manderesti a lavorare a 12-13 anni, e magari anche in un ambiente fisicamente pericoloso, come un cantiere edile o una fonderia? (perché non è che un minorenne che non ha nemmeno finito la scuola media possa aspirare a un lavoro di concetto o di gestione…)

              • paniscus scrive:

                “Ecco, appunto, studiare serve a fare sì che ci siano alcuni privilegiati che costringano altri a spaccarsi la schiena con la zappa.”—–

                E allora, però, decidiamoci: come si fa a dire che oggi dilaga indefinitamente la scolarizzazione di massa in tutte le classi sociali (e lamentarsi che sarebbe pure eccessiva), e contemporaneamente dire che quelli che hanno studiato di più sono una piccola minoranza di privilegiati?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Che poi è una cosa moderna, perché un tempo i nobili erano analfabeti”

                Purtroppo i militari (che sono l’equivalente dei nobili dei tempi in cui erano analfabeti) oggi hanno bisogno di studiare perché la guerra moderna è una cosa terribilmente complicata.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “basta fare un corso”

                Questo valeva magari negli anni Cinquanta.

                Credimi: è vero che val più la pratica della grammatica (vale anche nella matematica pura!) ma è anche vero che adoperare correttamente un tornio a controllo numerico oggi richiede ben più di un corso fatto in fabbrica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

  16. Francesco scrive:

    x Miguel

    se la lobby dei carri armati è così forte, come mai ancora oggi siamo senza carri armati?

    è almeno 30 anni che le forze armate dei paesi europei vivono anni di vacche magrissime

    e da almeno 11 che è sbagliato

    Ciao

  17. tomar scrive:

    Profondo come sempre Altan con il suo Cipputi di questo primo maggio su Repubblica.

  18. Corpo umano scrive:

    Per fare l’operaio bisogna aver studiato

    Ivan Illich
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ivan_Illich
    direbbe che il know how dovrebbe essere diffuso e condiviso. Anche certi aspetti dell’assistenza sanitaria. La troppa Sanità finisce per generare l’accanimento terapeutico. La troppa istruzione alimenta la
    dittatura della macchina. Per lui l’istruzione viene dalla naturale curiosità delle persone che però dovrebbero avere libero accesso alle biblioteche. Biblioteca con caffetteria e gelateria, direi io. Ne ho viste alcune

  19. Miguel Martinez scrive:

    Credo che spesso quando parliamo di “ambiente”, manchi la coscienza di come possano esserci due forme di “ambientalismo” radicalmente opposte. Cioè che partono dallo stesso “problema”, ma propongono soluzioni diametralmente opposte, perché partono da visioni del mondo inconciliabili.

    Ecco cosa propone il Tony Blair Institute (sic):

    Leggo:https://ageoftransformation.org/climate-paradox-vs-planetary-phase-shift-resetting-climate-action-with-systems-thinking/

    “Nel loro nuovo rapporto intitolato “The Climate Paradox: Why We Need to Reset Action on Climate Change” (Il paradosso climatico: perché dobbiamo rivedere le nostre azioni sul cambiamento climatico), TBI chiede un “riassetto radicale” della strategia climatica, sottolineando tre soluzioni tecnologiche chiave – cattura del carbonio, intelligenza artificiale e piccoli reattori nucleari modulari (SMR) – come soluzioni pragmatiche.”

    Ecco perché è importante capire che non tutti quelli che si rendono conto che esiste un problema ambientale stanno sulla stessa barca.

  20. Miguel Martinez scrive:

    Mi suona alla porta un signore peruviano, che dice di aver un’amica connazionale, che ha un figlio che a scuola va malissimo in inglese.

    Contatto la mamma, e mi arriva a casa il ragazzo. Decido di fargli pagare 10 euro l’ora, perché immagino che la famiglia non navighi nell’oro, ma è bene che si paghi qualcosa, per sentire l’importanza di ciò che si fa.

    Ultimo anno all’istituto alberghiero, nato in Italia (e ha un nome italianissimo). Parla in un italiano correttissimo, è molto attento, è palesemente sia serio, sia intelligente.

    Imita molto bene la mia pronuncia, e capisce subito tutto ciò che gli spiego.

    Fa davvero piacere avere un alunno così.

    Solo che non ha alcuna idea di cosa sia un verbo o un pronome. Cosa significhi singolare o plurale.

    Allora invento tutto un linguaggio per parlare con lui, tipo due dita per indicare plurale e un dito solo per indicare singolare. E siccome è intelligente, capisce subito, come capirebbero i miei vecchi amici zingari che non sanno nemmeno cosa sia la scuola.

    Io sono felicissimo, perché è il mio modo di comunicare… ma mi pongo un sacco di domande sulla scuola.

    • Peucezio scrive:

      Pensa che io ho fatto inglese a scuola per otto anni, fin dalla prima elementare (5 anni di insegnante madrelingua), in cui dovresti essere molto ricettivo, per le lingue sono portato e ho orecchio: non ho imparato un cazzo.

      Questo qua con Miguel capace che in due mesi parla e capisce.

      La scuola p proprio strutturata, come direbbe Gaber, per garantirci l’ignoranza.
      È proprio la sua ragione sociale, la sua essenza: la scuola è ontologicamente un ignorantificio.

      Poi c’è il liceo che in Italia resiste ancora e la differenza con chi non l’ha fatto si vede: proprio altri modelli cognitivi.

      Ma è un’isola felice in un mare di inutilità. Le scuole elementari poi gridano vendetta contro la vita, il buon senso, la cultura, l’infanzia, l’umanità.

      • paniscus scrive:

        “Poi c’è il liceo che in Italia resiste ancora e la differenza con chi non l’ha fatto si vede: proprio altri modelli cognitivi.”—-

        Resiste fino a un certo punto, perché negli ultimi anni si è fatto ricorso alla bella furbata di chiamare “licei” quasi tutte le scuole superiori, compresi percorsi praticamente indistinguibili da istituti professionali. Ti pare che ai tempi della nostra infanzia e adolescenza ci fossero amenità come il liceo sportivo, il liceo musicale o il liceo socio-economico?

        O si sono inventati nuovi corsi sempre più vaghi e frammentari, e privi di qualsiasi coerenza interna, oppure si è deciso semplicemente di chiamare “liceo” qualcosa che esisteva già ma non si chiamava liceo

        (ad esempio gli istituti d’arte che sono diventati tutti “licei artistici” senza più nessuna distinzione specifica, o gli istituti magistrali che prima sono diventati “licei socio-pedagogici”, poi “licei delle scienze sociali”, e poi “licei delle scienze umane” – che spesso risultano piuttosto “licei dei Casi Umani, specialmente appunto nell’opzione socio-economica, che include millemila materie con pochissime ore ciascuna, e che oggettivamente serve solo a rinviare di cinque anni la scelta vera dell’indirizzo di studi…)

        • Peucezio scrive:

          Allora diciamo classico, scientifico e linguistico.

          Comunque questo maledetto vizio di cambiare i nomi alle cose è una delle piaghe della nostra contemporaneità.

          Nasce da un’attenzione eccessiva al linguaggio.
          Per assurdo, premoderna.

          Un razionalista dell”800 o degli anni ’60 avrebbe dettto che il linguaggio è una convenzione, uno strumento pratico (i linguisti dell’Ottocento poi studiavano il linguaggio senza nemmeno questo tipo di preoccupazioni filosofiche, ma in un’ottica o storica o biologista-evoluzionista: studiavano le lingue, non il linguaggio), mentre oggi è percepito come un dato performativo (quando parlo, agisco, non trasmetto informazioni, il che è in parte vero, ma oggi viene ipertrofizzato) o, ancora di più, magico-propiziatorio.

  21. firmato winston scrive:

    @PEU:
    “ma se il problema sono i SUV, non si potrebbe vietare il traffico in certe strade ai SUV anziché ai non residenti”

    Salterebbe fuori che e’ una misura classista (e sarebbe anche vero) perche’ non disturberebbe i ricchi con abbondante parco macchine fossile/elettrico, mentre fregherebbe i meno abbienti dotati del solo SUV a gasolio.
    Non e’ una battuta: quando a suo tempo uno degli ennesimi aggiornamenti al codice della strada (gli idioti non si riposano mai) proibi’ ai neopatentati l’uso di automobili oltre una certa stazza, ci fu un sacco di gente che si accorse che avrebbe dovuto acquistare un’altra auto apposta per il figlio (e poi non ditemi che la ragioneria dello stato che bollina i provvedimenti legislativi non ci mette lo zampino apposta per far aumentare il PIL e tirare il calcio al barattolo della contabilita’ nazionale ancora un po’, ma pregiudicando sempre di piu’ il futuro sotto tutti i punti di vista – anche contabili, ma chi se ne frega, cazzi del governo che verra’, l’orizzonte dei politici e’ la legislatura, quello dei contabili dello stato ancora piu’ breve, la chiusura dell’esercizio annuale, e poi si vedra’, si mettera’ un “tecnico” a completare l’opera di spoliazione – il Draghi, Monti, Ciampi della situazione).

    Sai cosa ci vorrebbe: un pentacameralismo perfetto eletto col proporzionale puro e l’abolizione del principio maggioritario: solo se una legge passa tutte e cinque le camere ad unanimita’ dei 100 partiti diversi che le compongono, viene approvata. E naturalmente abolizione totale del decreto legge governativo. Allora si comincerebbe a respirare, pur con le centinaia di migliaia di leggi e regolamenti gia’ in vigore: almeno resterebbero stabili nel tempo, e bene o male ci si adatterebbe.

    Penso che pochi di voi se lo ricordino, ma negli anni 70 ci fu un (circa) semestre meraviglioso in cui restammo senza governo, perche’ non si mettevano d’accordo. Per quel breve periodo vivemmo nell’epoca felice della rule of law, del governo della legge.

    Dovete sapere tutti che se nel duemila fosse cessata l’attivita’ legislativa (che consiste come detto sopra quasi sempre in nuove spese, sempre in deficit), il famoso debito pubblico sarebbe sparito da solo in pochi lustri. Sarebbe bastato NON FARE NULLA, stare legislativamente e tassatoriamente fermi. Ve l’immaginate il paese senza l’attivita’ frenetica del legislatore che dice che senza il suo continuo intervento andrebbe a fondo tutto? Ma e’ lui a dirlo, cosa vi aspettate che dica un politico, la verita’, o addirittura qualcosa che non gli conviene?

    • Francesco scrive:

      ehm, non è per nulla quello che accadrebbe

      però l’idea è simpatica, la metto coi sogni teocratici di Peucezio e miei

  22. Miguel Martinez scrive:

    Un altro elemento: quando si contrastano i “ricchi” e i “poveri”.

    Credo che Peucezio per “poveri” non intenda i senza fissa dimora, gli immigrati che dormono nelle case occupate, gli sfrattati, ecc., ma il ceto medio in crisi, ma che ha ancora un tetto sulla testa, un posto di lavoro, l’assistenza medica, un’auto ecc.

    Ora, Peucezio guarda la tv e io no, e quindi sa cosa si dice in tv, ed è importante;

    io conosco i politici, e so cosa dicono i politici, ed è importante anche quello.

    Assicuro che i politici ci pensano tantissimo al “ceto medio impoverito”, perché è proprio quello che li vota.

    Poi pensano a certi ricchi: non per motivi di ceto, ma semplicemente perché il costruttore tal de’ tali vuole fare il parcheggio con i soldi del Comune, e la banca che finanzia i centri estivi del Comune chiede che le si faccia un parcheggio davanti.

    Non contano nulla i soldi che si hanno, contano i soldi che si spendono. E immagino che sia anche a Milano.

    • firmato winston scrive:

      @miguel:
      “Non contano nulla i soldi che si hanno, contano i soldi che si spendono.”

      I soldi che passano per le proprie mani, prendendoli da uno per darli ad un’altro, non necessariamente a se stessi, sono il potere che si ha, sono la capacita’ di formare una squadra, uno stato, un esercito, comprandoli e pagandoli.

      Probabilmente questo e’ il principale motivo per cui la politica vuole sempre piu’ PIL e sempre piu’ sotto il suo controllo (magari in consocieta’ con grosse aziende oligopolistiche, difficilmente distinguibili da una istituzione “pubblica” – metto fra virgolette perche’ gratta-gratta c’e’ sempre l’interesse di qualcuno sotto, le istituzioni pubbliche camminano sulle gambe degli uomini, che spesso confondono i propri comodi col vantaggio generale, e sono bravi a raccontare frottole che lo gabellano per tale).

      Il potere deve continuamente espandere se stesso, altrimenti che potere sarebbe?

      Tempo fa quando capitava che si parlasse di argomenti interessanti qualcuno mi pare avesse detto che secondo Georgescu-Roegen primo ufficio di ogni essere e di ogni specie vivente e’ massimizzare il flusso di energia-entropia che lo attraversa. Cercando Roegen non sono mai riuscito a trovare dove lo dicesse, a parte le solite banalita’ sul capitalismoh, come se il risparmio e l’investimento per un profitto futuro, cioe’ il capitalismo, non fosse una costante non tanto dell’uomo sotto qualsiasi regime, ma della vita sulla terra.
      Invece, ho visto che c’e’ un altro pensatore che sostiene qualcosa di simile, ed e’ questo qua:

      https://en.wikipedia.org/wiki/Jeremy_England
      “Theoretical work
      England has developed a hypothesis of the physics of the origins of life, based on a mechanism which he calls dissipation-driven adaptation.[3][5][6] The hypothesis holds that random groups of molecules can self-organize to more reliably absorb and dissipate heat from the environment, and that such self-organizing systems are an inherent part of the physical world.”

      Scusate se approfitto per aggiungere ciniche precisazioni al succo del discorso. E’ che proprio ho sviluppato un’intolleranza per la parola “capitalismo”, quando la sento, sento odore di pappagallite cronica, di irragionevolezza fideistico-ideologica, e mi irrito a prescindere. Roegen non fa eccezione.

      Che poi il bello e’ che, riascoltando Ivan Illich, dice una cosa interessante riguardo al capitalismo, dice che e’ stato esso ad introdurre l’ideologia del regime della scarsita’ delle risorse, intese non solo nel senso materiale ma anche di servizi (scuola, sanita’, esercito), in quanto funzionale al risparmio e all’investimento nonche’ al superamento della scarsita’ stessa, e piu’ in generale alla contabilita’ ragionieristica della partita doppia (spessissimo la gente confonde il capitalismo con la ragioneria e il calcolo economico, attribuendo al primo i mali derivanti dai secondi).

      In effetti l’economia e’ anche detta “la scienza della scarsita’” (sottinteso delle risorse, e quindi dello studio per la loro “migliore” allocazione – dove “migliore” si misura con la contabilita’ dei prezzi e del denaro – altra ragione per cui tendiamo sempre di piu’ ad assegnare un prezzo a tutto, di recente persino all’aria che respiriamo (CO2, PM10), nulla e’ ne’ deve essere gratuito: avrete presente Pigou e la sua teoria delle esternalita’ positive e negative, da misurare attraverso un prezzo loro assegnato, non si sa da chi, non si sa come, si sa solo perche’ – Pigou che secondo alcuni e’ il Marx del XXI secolo – altro ossessionato dal denaro e dal calcolo economico, per cui non e’ un complimento).

      Sono tutte forme di scientismo truffaldino, di applicazione della mentalita’ e del metodo scientifico-quantitativo ad argomenti sui quali e’ del tutto errato e ingannevole farlo, perche’ il “valore”, i “valori”, e con essi il prezzo, non hanno nessuna base oggettiva, sono per definizione frutto della preferenza e del piu’ o meno libero arbitrio e giudizio individuale (e sociale, nel caso della formazione del prezzo di scambio sul mercato tramite libera contrattazione, o della formazione del “costume” secondo il quale sia “giusto” condursi).

      Un paio di esempi banali di questa mentalita’ pervadente, del regime della scarsita’ applicato all’ecologia:
      – i sacchetti della frutta del supermercato: per legge (l’ha fatta Renzi) non possono essere regalati, magari un centesimo ma DEVONO costare, devono avere un prezzo e un’iva;
      – i vari bonus fotovoltaici-edilizi: non sia mai che si limitassero a detassare e sburocratizzare, ad esempio non riducendo in modo complicatissimo l’iva cosi’ da far pasteggiare l’immane burocrazia e polizia di controllo per le relative truffe che ci stanno dietro, ma eliminandola proprio. Se si fosse agito cosi’, i prezzi sarebbero diminuiti invece di raddoppiare o piu’, e sarebbe aumentata l’efficienza del processo, cioe’ si sarebbe ottenuto di piu’ con minore impegno di risorse. Ma se fossero diminuiti i prezzi, per i ragionieri contabili dello Stato sarebbe stata recessione, disastro…
      E poi non trascuriamo il fatto che a fare queste norme sono le stesse categorie (politici, burocrati, commercialisti & compagnia) che trovano in esse la loro ragione di essere, il loro immenso potere e il loro guadagno. Cosa potrebbe andare storto, per tutti gli altri, per gli sfruttati e i raggirati dalla “narrazione” imperante?

      Sembrano banalita’, ma in realta’, e proprio perche’ sembrano banalita’, sono questioni profondamente rivelatrici del meccanismo mentale paneconomico e panormativo che invade e controlla le nostre menti peggio di un virus informatico 🙂

      Resettiamo le nostre menti malate invase dagli ultracorpi!

      • Francesco scrive:

        totale disaccordo: critichi proprio i principali meriti dell’economia e degli economisti

        il denaro è la convenzione sociale che permette di “pesare” le preferenze personali, che di solo sarebbero incommensurabili

        Ciao

      • firmato winston scrive:

        “totale disaccordo: critichi proprio i principali meriti dell’economia e degli economisti
        il denaro è la convenzione sociale che permette di “pesare” le preferenze personali, che di solo sarebbero incommensurabili”

        ho capito che a voi piace provocare per litigare e saturare lo spazio di discussione non avendo altro da fare ma…
        allora sei in totale disaccordo anche con te stesso, perche’ non c’entra nulla con quello che ho scritto sopra, ne’ vi entra in conflitto
        e’ ovvio che il denaro fa anche quello che dici sopra, come e’ ovvio che il denaro non esaurisce, e NON DEVE esaurire ogni possibile misura valoriale di preferenza sociale.
        a meno che tu, dal tuo stesso punto di vista, non sia satana in persona

        • Francesco scrive:

          credo di concordare: il denaro è l’unità di misura delle interazioni economiche, che sono solo una parte delle interazioni umane (a meno di non essere Satana in persona! o Donald Trump)

          dove ho lasciato intendere altro?

          ciao!

  23. Miguel Martinez scrive:

    Credo che sia facile illuderci sulla natura dei governi locali italiani; proprio per questo non mi permetto di dire qualcosa su come funziona il governo nazionale, figuriamoci quelli di altri paesi.

    Intanto, la partita elettorale – vissuta come “uninominale” anche quando tecnicamente non lo è – è spacciata per una gara di ideali e di progetti: da una parte si fa finta di poter cambiare il mondo (in meglio), dall’altra si spaventano i propri sostenitori, dicendo che se Quelli vincono cambieranno il mondo (in peggio).

    Il processo elettorale seleziona i più pragmatici, un idealista capita solo per sbaglio ogni tanto per fare scena (tipo, che so, la Madre del Carabiniere Ucciso dai Delinquenti) e viene presto fatto fuori.

    Ripeto, più pragmatici: non più cattivi o corrotti necessariamente; solo che devono poi accettare il “compromesso”, cioè il fatto di non poter fare quasi nulla.

    Un po’ perché vincolati da centomila leggi nazionali e regionali e contratti firmati dai predecessori; un po’ perché a fare tutto in realtà sono dei funzionari che non arrivano per elezione, ma per concorso (certo, con incarichi poi spesso decisi dai politici).

    E un po’ perché devono mettere insieme gli umori del ceto medio impoverito, che non capisce niente di ciò che succede, ma può sempre votare per l’avversario per dispetto; con gli interessi organizzati: l’Ordine degli Architetti, la Confindustria, l’associazioni dei piccoli proprietari, l’associazione dei gestori dei bar, l’associazione dei costruttori immobiliari.

    E poi con i grandi interessi, la gente che può decidere di investire o no sulla città, magari distruggendola, ma “portando soldi”: perché l’amministrazione deve trovare sempre come far quadrare il bilancio, visto che esistono tremendi vincoli in materia.

    E lì di solito, sulle grandi speculazioni, “destra” o “sinistra” al governo fanno le stesse cose (tipo aeroporto di Firenze, o immagino anche il Salva Milano).

    Decisive sono poi le “fondazioni di origine bancaria”, che ti salvano la scuola elementare che sta per chiudere, finanziano il centro anziani… ma poi quando chiedono che un loro amico vuole fare un parcheggio interrato, il Comune non può dire di no.

    • Miguel Martinez scrive:

      “Credo che sia facile illuderci sulla natura dei governi locali italiani”

      Il politico poi deve sopravvivere in un ambiente terribilmente avvelenato: ogni sua parola e atto è in ogni istante sotto lo sguardo sia degli avversari politici, sia di chi dentro il proprio partito si prepara ad accoltellarlo alle spalle.

      E’ costretto quindi a recitare il ruolo del Moralista attaccando per primo: di fronte all’elettorato, una persona abbastanza normale, deve fingere continuamente di essere moralmente perfetto, tanto da poter alzare il Ditino Imparatore contro gli altri.

      Ovviamente c’è chi nasce viscido moralista traffichino, Ditino Imparatore con la mano destra, e dito medio pronto a metterlo in quel posto con la mano sinistra (ho in mente un preciso esempio nel PD).

      Ma molti politici non sono persone schifose, anzi. Con tante ci puoi parlare, scherzare, a volte sognare finché non si mettono paura, e poi scappano.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Pensavo che tra mille anni gli archeologi del futuro (perché queste sono le cose che troveranno, mica le puttanate di internet che si saranno fritte insieme ai server) prenderanno atto della decadenza delle capacità artistiche a inizio XXI secolo. Un po’ come si usa la perdita di pregio delle monete della zecca di Costantinopoli nel corso dell’Alto Medioevo per farsi un’idea dello stato di salute dell’Impero.

      • habsburgicus scrive:

        OAAMT=accordo assoluto

      • firmato winston scrive:

        Che poi e’ un problema artistico nel senso originario e profondo di artigianale: neanche il piu’ semplice kerning delle lettere su una tomba minimalista sa piu’ fare il marmista cimiteriale che si fa pagare a peso d’oro (e’ successo anche a me sulla tomba di stretti congiunti, e cosa vuoi farci, pazienza, e’ il marchio dell’epoca).
        Tante chiacchiere e distintivo (da meditare un po’ per tutti, credo).

  24. Miguel Martinez scrive:

    Sulla questione Ztl…

    Distinguiamo bene tra Ztl, divieti vari per auto “vecchie”, parcheggi a pagamento, pedonalizzazioni, ecc. Io parlo qui solo della Ztl.

    D’accordo che a Milano sicuramente la situazione sarà diversa, e quindi diversi gli effetti.

    A Firenze, la Ztl avvantaggia i residenti sopravvissuti e gli esercenti, che hanno la possibilità di trovare parcheggio vicino a casa/posto di lavoro.

    E’ abbastanza indifferente ai turisti, che di solito non arrivano in auto.

    Frena un po’ l’invasione di clienti autoctoni dei locali.

    Fa risparmiare in salute e in spese di manutenzione del fondo stradale.

    Ora, a Milano tu dici che la Ztl va a vantaggio di non meglio definiti “ricchi”.

    Immagino che se per puro caso abiti in Piazza Duomo, sia più facile trovare posto per la tua macchina, grazie alla Ztl, ma mi chiedo quali altri vantaggi ci sarebbero.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      beh, intanto il ricco respira un’aria più pulita e lascia che si inquinino le periferie.
      Inoltre, oltre che più parcheggi, meno traffico.
      Ho sentito gente che abita in centro difendere l’area C proprio per questi motivi.

      Prendiamo un esempio estremo, che viene dalla tua terra.
      In Messico ci sono le cittadelle per ricchi col filo spinato e le guerdie col mitra spianato, dove la povera gente non entra.
      Il Messico è più classista, ma virtualmente l’idea è questa.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “beh, intanto il ricco respira un’aria più pulita e lascia che si inquinino le periferie.
        Inoltre, oltre che più parcheggi, meno traffico.
        Ho sentito gente che abita in centro difendere l’area C proprio per questi motivi.”

        Credo che la Ztl riduca in generale il traffico, e quindi riduce l’inquinamento ovunque: l’aria non è a settori.

        Sulle Cittadelle dei Ricchi, che esistono – lì al contrario si promuove una comunità monoclassista. La Ztl, incoraggiando l’andare a piedi, permette invece la creazione di una rete di prossimità interclassista. Ripeto, sto parlando della Ztl, non della pedonalizzazione radicale che invece promuove i dehors, i locali, i negozi fighi ecc (ma è un disastro per i residenti, anche quelli ricchi).

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Ripeto, sto parlando della Ztl, non della pedonalizzazione radicale che invece promuove i dehors, i locali, i negozi fighi ecc (ma è un disastro per i residenti, anche quelli ricchi).”

          Ripeto questo concetto: i “ricchi” di per sé hanno un sacco di vantaggi, tipo un mio amico che ha una famiglia più vecchia di quella dei Medici e possiede un palazzo intero. Ha potuto girare il mondo, conoscere persone straordinarie, creare mercati contadini alternativi.

          Lui ha delle idee splendide su Firenze, ma sa che i politici non se lo filano; e così chiama me, che ho un reddito da povero, per vedere se riesco a smuovere qualcosa.

          Non contano i “ricchi”. Contano le persone che investono grosse somme nell’influenzare la politica, che è tutt’altra cosa. Possono essere anche soldi presi dall’estero, o con debiti, o con truffe della camorra.

          Oppure sono organizzazioni, come le Fondazioni di Origine Bancaria; o società professionali.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          ” La Ztl, incoraggiando l’andare a piedi, permette invece la creazione di una rete di prossimità interclassista. ”

          In che senso?

          Sui ricchi:
          non ce l’ho coi ricchi in sé, ma col progetto di rendere la città anonima, spersonalizzata, un bene di consumo standardizzato e senz’anima. Sala con Milano cerca di fare questo.
          E tutte le varie restrizioni vanno in questa direzione, con in più del moralismo salutista.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “” La Ztl, incoraggiando l’andare a piedi, permette invece la creazione di una rete di prossimità interclassista. ”

            In che senso?

            Banalmente, si incontrano i vicini di casa per strada e ci si saluta.

            Ma non ho ancora capito la storia del barbiere, siccome tra tanti commenti ci si perde, ricopio qui:

            “Che se al posto del barbiere apre la filiale della grande catena di barbieri, dipendenti, la multinazionale per cui lavorano gli paga il parcheggio o comunque si organizza.”

            Condivido ovviamente quanto dici sulla grande catena di barbieri, ma qui stiamo parlando del barbiere che tu mi dici ha dovuto chiudere bottega per colpa della Ztl, non per colpa di una grande catena di barbieri.

            Se ho capito bene, il barbiere di cui parli non abita nella Ztl, ma ha una bottega nella Ztl. Siccome la Ztl dovrebbe preservare le residenze (se vuoi dei ricchi), la Ztl dovrebbe andare a vantaggio di un esercizio simile, che si rivolge a una popolazione vicina con cui si intessono rapporti di fiducia negli anni. Quindi mi sembra di capire che lui ha dovuto chiudere bottega perché le regole del Comune di Milano non permettono l’ingresso a chi non abita in Ztl, anche se lavora in Ztl, a differenza del Comune di Firenze.

            E’ così?

            • Corpo umano scrive:

              https://www.geopop.it/il-paradosso-del-barbiere-di-russell-spiegazione/

              Il paradosso del barbiere
              È meglio che si lasci crescere la barba, altrimenti diventa matto

              Chiedo scusa per questo deragliamento.
              Vorrei dire più che altro “ragliamento”
              Vado a innaffiare le mie piantine di tarassaco.
              👋🙂

              • Ros scrive:

                Ah il Tarassaco😊

                assieme alla sua compare Senna
                (Cassia angustifolia) è la mia pianta preferita🙂

                Insieme tutteddùe la coppia sono una mano santa per la regolarità e lo sbiliamento epatico☝️

                Lo devi innaffiare e coltivare?
                Ammé mi cresce spontaneo e direi pure infestante come la ramigna che mi ci faccio certe regolarizzazioni intestinali in insalata e senna che poi a pesarmi peso dieci chilozzi meno😎

                Le gioie della vita😊

              • Corpo umano scrive:

                Tarassaco
                Lo coltivo in alcuni vasi. Cresce a vista d’occhio.
                Ma bisogna trovargli la posizione giusta.
                Nell’orto metto l’amaranto, per le foglie.
                Ho pure uno strano cipollotto siberiano che è perenne e basta solo tagliare le foglie di tanto in tanto. Ne tengo una fila di 4 metri.
                Tengo pure con cura sacrale, un ombroso angolo di ortica
                Poi metto il tutto nella vaporiera e vien fuori una meravigliosa misticanza.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              l’exemplum era in parte fictum.
              Il barbiere esiste veramente; non stava nella ZTL, ma nella mia zona. Ma quando sono arrivati i parcheggi a pagamento nella mia zona, hanno rappresentato per lui un onere importante.
              Lui ha chiuso bottega per tutt’altre ragioni, di salute, ma era per dire che tutte queste misure contro la mobilità (non puoi spostarti in un altro quartiere, non puoi parcheggiare in un’altra zona senza pagare) danneggiano i piccoli eserceti che sono il tessuto connettivo di un quartiere.

              Circa l’andare a piedi:
              no.
              Semmai vai coi mezzi perdendo molto più tempo: da Cinisello Balsamo a piazza Duomo a piedi la vedo dura.
              Oppure paghi l’obolo, ammenoché non hai una macchina troppo vecchia.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma quando sono arrivati i parcheggi a pagamento nella mia zona, hanno rappresentato per lui un onere importante.”

                Quindi il problema non è la Ztl, bensì i parcheggi a pagamento.

                Ora, io non so molto dei parcheggi a pagamento fuori dalla Ztl, ma dentro la Ztl li combattiamo da anni.

                Sono sostanzialmente di due tipi:

                1) il garage privato ricavato nelle cantine/pianoterra di un palazzo, che permette a chi non risiede nella Ztl di entrarci e quindi di “bucare” come diciamo noi. Dicevo che ci sono anche i garage privati dove puoi entrare, pagando pochissimo, e riuscire subito dopo, parcheggiando dove vuoi, e quindi rubando posto ai residenti.

                2) il garage interrato, frutto di grossi investimenti pubblici ma affidato a un privato. Che trasforma quelli che erano prima spazi gratuiti per i residenti (grazie alla Ztl) in spazi a pagamento “pertinenziali”, cioè che possono essere acquistati dai esercenti (alberghi e locali) per i loro clienti, cacciando quindi ulteriormente i residenti.

                Poi so che in certe zone fuori Ztl esistono gli spazi per strada, aperti a tutti, ma a pagamento orario. Ma qui so troppo poco: in particolare, sarebbe perfettamente sensato che il Comune riscuotesse dai non residenti locali (quindi una sorta di sotto-Ztl) per pagare i costi di manutenzione stradale: nel 2024, il Comune di Milano ha speso 46 milioni di euro per la manutenzione stradale. Interessante notare che il costo è quasi raddoppiato rispetto agli anni precedenti, posso azzardare per l’aumento di Suv, ma non lo so.

                Normalmente il pagamento orario è legato a un problema di rapporto tra spazio occupato di auto e numero di auto che vogliono occupare tale spazio: velocizza il ricambio, e quindi in realtà aumenta il traffico, non lo diminuisce.

                Da capire quindi di che tipo di parcheggio stiamo parlando.

                Trovo normale che un supermercato voglia attirare clienti da lontano (e infatti i comuni fanno allegramente centificare spazi enormi davanti ai centri commerciali, con risultati spesso devastanti); ma non capisco il barbiere – mi sembra un mestiere come il panettiere, vai da quello più vicino a casa, che conosci da anni, non prendi certo l’auto e attraversi la città per andarci. Ma forse è un barbiere speciale, che so, che fa acconciature punk strane.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Quindi il problema non è la Ztl, bensì i parcheggi a pagamento.”

                Ma no!!

                Sono tutt’e due, cioè è la filosofia che li ispira, che è la stessa, cioè quella per cui ognuno deve spostarsi il meno possibile da casa sua, così c’è meno interazione sociale.
                Ti faccio pagare per entrare nella tale zona, ti faccio pagare per parcheggiarci, tolgo i parcheggi, così non parcheggi nemmeno se paghi; se hai una macchina troppo vecchia non entri nemmeno pagando.

                Se ci fai caso la gente, più è benestante, più vuole stare distante dagli altri.
                I quartieri poveri sono pienid i folle, interazioni, assembramenti, case attaccate le une alle altre.
                La solitudine è un segno distintivo, uno status symbol.

                Poi c’è anche un fattore culturale, d’accordo.
                Gli estesi quartieri di villette negli USA di cui spesso ci hai parlato, in Italia, a parità di reddito, non ci sono o ci sono molto molto meno.

                Ma di certo il benessere è proporzionale alla quantità di spazio che si vuole fra sé e gli altri.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Sono tutt’e due, cioè è la filosofia che li ispira, che è la stessa, cioè quella per cui ognuno deve spostarsi il meno possibile da casa sua, così c’è meno interazione sociale.”

                E qui come sai, sono in radicale disaccordo con te.

                Non conosco nessuno che abbia come filosofia “ridurre l’interazione sociale”, da nessuna parte politica. E credo di conoscere un discreto numero di persone che “fanno politica” o fanno parte della pubblica amministrazione.

                Capisco che vuoi dare una tua spiegazione alle cose, ma l’urbanistica non funziona così.

                La rottura dei centri coesi e interclassisti arriva in America con le prime automobili – il padrone può vivere lontano dalla sua fabbrica, poi anche gli operai possono vivere in quartieri “zonizzati”, al posto dei negozi (e delle botteghe dei barbieri) sorge un centro commerciale, e poi i ceti più benestanti si creano le proprie isole, proprio quelle che descrivi: Ezio Manzini la chiama la “Città della Distanza”.

                E da lì nasce la vasta dispersione sociale, la creazione di ghetti etnici e di classe, collegati attraverso enormi distese di asfalto, con quartieri dormitorio, quartieri degli uffici, quartieri del divertimento. E questo sfascio sociale è strettamente legato all’industria automobilistica, che ha imposto una situazione insostenibile per le stesse città che travolgeva.

                Il primo punto è che non è semplicemente possibile offrire parcheggi gratis, liberi e comodi https://benzinazero.wordpress.com/2025/05/03/ecco-perche-gli-automobilisti-in-fatto-di-parcheggi-sono-comunisti-ma-purtroppo-anche-in-materia-di-parcheggi-il-comunismo-non-funziona/ contemporaneamente per circa 700.000 auto che circolano a Milano, considerando che ogni auto ha bisogno di almeno tre spazi liberi – uno sotto casa, uno al lavoro e uno davanti al ristorante o al cinema.

                Secondo, lo spazio occupato dalle auto è spazio tolto ai pedoni. E le persone interagiscono quando vanno a piedi, non certo quando si suonano il clacson per strada.

                Terzo, dal 2012 il pareggio di bilancio è nella Costituzione: i Comuni non possono inventarsi i soldi per fare la copertura dei suoli e poi la manutenzione di un manto di asfalto incessantemente sconvolto dalle auto.

                Certo, prendono le tasse dai cittadini: “pro capite” a Firenze il Comune spendeva cinque anni fa 160 euro.https://www.openpolis.it/quanto-spendono-i-comuni-per-le-strade-e-il-miglioramento-della-viabilita/ Siamo quattro “capite” in casa, e nessuno di noi usa l’automobile, ma dobbiamo spendere quindi 640 euro ogni anno per mantenere il fondo stradale per chi invece l’auto la usa.

                Mi sembra più semplice far pagare direttamente a chi ha l’auto, no?

              • Miguel Martinez scrive:

                Un testo fondamentale, che mi ha aperto gli occhi sull’urbanistica, e che consiglio a tutti gli anglofoni, è James Howard Kunstler, The Geography of Nowhere: The Rise and Decline of America’s Man-Made Landscape. https://www.kunstler.com/p/the-geography-of-nowhere-the-rise

              • Peucezio scrive:

                Circa il barbiere,
                non ero io che prendevo la macchina per andarci, era lui che doveva prenderla per andare dall’abitazione alla bottega, essendo distanti.
                E quindi pagare il parcheggio tutto il giorno.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @martinez

                “un mio vecchio articolo”

                L’architetto antimodernista Lussemburghese Krier di cui parla l’articolo fa ricevuto le sue principali committenze dall’allora Principe di Galles e attuale Re d’Inghilterra, Carlo.

                Questi è anche autore di “A view of Britain”, in cui denuncia gli errori modernisti alcuni dei quali ho visto di persona nella City.

                (L’ho sempre preferito a quella sciacquetta sopravvalutata della prima moglie, con tutto il rispetto che si deve a una persona defunta in quel modo).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “non ce l’ho coi ricchi in sé, ma col progetto di rendere la città anonima, spersonalizzata, un bene di consumo standardizzato e senz’anima.”

            Cioè, stai dicendo che esiste una multinazionale con sede nelle Isole Cayman che vuole tirare su grattacieli a San Siro e che paga la lobby per far passare il decreto Salva Milano e cerca di trasformare Corso Buenos Aires in una pista da sci per le Olimpiadi invernali (esagero, ma non troppo).

            E su questo siamo pienamente d’accordo.

            Ma attenzione, quando dici che “i ricchi vogliono la Ztl perché così respirano un’aria più pulita”, stai parlando di una cosa completamente diversa. Poi possono esistere infinite complicità, il ricco notaio può guadagnarci con i contratti degli sponsor delle Olimpiadi e tutto il resto. Ma non è Ztl.

            • Peucezio scrive:

              Non vedo proprio la differenza.

              In questo credo sia ancora validissimo l’insegnamento di Marx.

              Le multinazionali, come i professionisti del centro che votano Sala, fanno parte di una class.
              Che esprime degli interessi e un’ideologia.

  25. Corpo umano scrive:

    https://lesakerfrancophone.fr/ce-qui-va-vraiment-changer-le-monde-la-percee-chinoise-dans-le-domaine-de-lenergie-nucleaire

    Di Vita
    Questo è un articolo che io non so valutare.
    Certo, oramai dai cinesi ci si può aspettare di tutto.

    • firmato winston scrive:

      Questo tipo di tecnologia era all’epoca (anni 50 e 60) quella che avrebbe potuto e dovuto intraprendere l’Italia, per lo stesso motivo descritto nell’articolo, che quindi non dice assolutamente nulla di nuovo, anzi.
      Poi non se n’e’ piu’ fatto nulla, quel poco che fu fatto lo fu su tecnologia americana, e siamo ancora che ci accapigliamo. C’e’ un’ottima storia del dibattito e degli scontri dell’epoca in Mario Silvestri, Il costo della menzogna, 1968, un ottimo testo scritto benissimo (l’autore e’ lo stesso di “Isonzo 1917”). Si trovera’ in rete di condivisione, immagino. Quando lo comprai, trent’anni dopo, c’erano ancora a magazzino copie invendute dell’epoca, per dire del livello della cultura e del dibattito.

      • Corpo umano scrive:

        Winston
        Prima di tirare le conclusioni è meglio aspettare di saperne di più.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Corpo umano & Winston

            Avete ragione entrambi.

            I reattori all’uranio, partiti dal prototipi di Fermi, erano inizialmente direttamente collegati alla nascita della Bomba.

            Logico che, avendo speso tutti quei soldi per il militare, si sfruttasse l’esperienza pregressa per il civile senza stare a sviluppare tutta una nuova tecnologia per il combustibile, quale sarebbe stata necessaria sostituendo l’uranio col torio.

            Nella logica privatistica dell’economia USA questa era la scelta migliore.

            L’URSS inizialmente il nucleare civile…non lo sviluppò proprio: preferiva il carbone, così i minatori avevano da lavorare. Accortasi del ritardo, copiò (male) i reattori militari per sottomarini, a loro volta usati anche per costruire Bombe. Ancora adesso i reattori Russi in ambiente navale sono imbattibili (rompighiaccio, centrali galleggianti).

            Il torio, inutile per la Bomba, non se l’è filato nessuno tranne i Cinesi.

            Sulla gara USA-Cina per la fusione… non anticipo nulla, è il capitolo finale del mio prossimo libro.

            Stay tuned!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Corpo umano scrive:

              Prossimo libro
              🙂
              Anche in versione e-book, magari.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Corpi umano & Peucezio

                “e-book”

                Si’, sarà anche in formato e-book.

                “quando esce”

                Devo consegnare il manoscritto all’editore inglese a fine febbraio prossimo.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Davvero??
              Quando esce?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “quando esce”

                Lo sto ancora scrivendo. E’ una specie di introduzione alla fusione nucleare per l’uomo della strada, ma ambisce ad essere aggiornata – e a fare un po’ giustizia di molte fanfaronate che si leggono sui titoli dei giornali.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Fantastico!

              • Francesco scrive:

                ecco, non scordare di avvisare quando esce davvero!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ firmato Winston

        “Silvestri”

        Vecchi ricordi…!

        Il padre di un mio ex collega, geniale quanto lui.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • firmato winston scrive:

          Ma ne hai letto “il costo della menzogna”?
          Titolo un po’ clikbait ante-litteram, a dire il vero, geniale anche in questo! 😉
          Se non l’hai letto, considerando la tua formazione e quel po’ che ho capito di te frequentandoti, te lo raccomando assolutamente, anche perche’ e’ scritto stupendamente, dal punto di vista linguistico ed espositivo intendo, anche senza considerare che l’autore era un ingegnere, probabilmente meccanico per l’epoca, docente di impianti nucleari al politecnico, mi pare.
          Silvestri scriveva anche sul giornale di Montanelli quindi potrebbe essere lontano dalle tue simpatie politiche, ma non lo e’, fidati, qui si va oltre, e speriamo che io non interpreti male tradendo cosi’ la tua fiducia. Erano personaggi di un’altra epoca nella quale il vivere era una questione seria.
          Mi avevi gia’ detto di aver conosciuto il figlio (quando avevo in passato citato il libro…).
          E’ un sofisticato Einaudi impresso ancora a piombo nel 1968, nella collana Saggi, quella con la copertina rosso-arancione, grande formato, cucito, stampato su ottima carta: per prima cosa feci i pdf a futura memoria, per cui si dovrebbe trovare in rete di condivisione.
          Dello stesso autore e’ notevole anche il suo “Caporetto”.

        • firmato winston scrive:

          il sottotitolo e’:
          “Italia nucleare 1945-1968”
          se non ricordo male parla anche dell’ipotesi torio in Italia, oltre che di tutte le vicissitudini della politica nucleare all’epoca, compresa la contesa pubblico-privato, che pero’ avendolo letto un paio di decenni fa non ricordo nei particolari. Felice Ippolito, il compianto direttore di Le scienze quando era una rivista scientifica e non una barzelletta, se non erro fu un grande propugnatore del nucleare e la pago’ cara, addirittura con la galera, con pretesti risibili, non molto diversamente da come si fece decenni dopo con altri politici colpevoli o no che fossero.
          Fondamentale per poter parlare dell’argomento un minimo a ragion veduta, come era solito per l’autore.

  26. Francesco scrive:

    x Andrea

    se domani in un laboratorio di Timbuctu inventano un modo di conservare l’energia elettrica, le rinnovabili hanno finalmente un senso? senza pretendere l’Eden, naturalmente, ma è una possibilità?

    Ciao

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “senza pretendere”

      Sì.

      Il vero collo di bottiglia delle rinnovabili è l’intermittenza.

      Per farla in breve: non esiste modo di stoccare l’elettricità sulle taglie richieste dalla società moderna in modo da compensare i buchi lasciati da solare fotovoltaico ed eolico.

      Per il solare termodinamico i sali fusi possono stuccare l’energia prodotta durante il giorno da una centrale da 6 MW per tutta la notte. (Ma se il giorno dopo piove o c’è cielo coperto…). La a tecnologia, Italiana, fu svenduta ai Cinesi perché qui non c’era modo di avere i permessi. I sali fusi, che poi sono fertilizzanti allo stato liquido sopra i 250 °C, sono gli stessi usati nelle centrali appunto al torio, e come tali erano considerati ‘tecnologia nucleare’ dai grillini che arrivarono a minacciare l’AD dell’azienda.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. può darsi, per carità, che in futuro un sistema valido di accumulo sulle taglie richieste , di milioni di MWh, si trovi. Ma facciamo prima con la fusione.

      • Andrea Di Vita scrive:

        stuccare=stoccare

        (Mannaggia al correttore ortografico del telefonino!)

      • tomar scrive:

        Andrea Di Vita: “non esiste modo di stoccare l’elettricità sulle taglie richieste dalla società moderna”.
        Senz’altro vero se ti riferisci alle grandi utenze. Ma leggevo recentemente di come in alcune zone dell’Africa villaggi isolati di alcune centinaia o poche migliaia di persone hanno avuto l’elettricità mediante una combinazione di pannelli solari e piccoli sistemi di batterie che consentono l’accumulo notturno fino al giorno seguente.
        In questi villaggi isolati, che sono moltissimi, le linee elettriche centrali non sarebbero mai arrivate, né arriverebbero, sempre per questioni di costi, anche se l’energia fosse prodotta da fusione.
        Insomma credo che per queste situazioni (che in tutto il mondo riguardano qualche centinaio di milioni di persone) un modello di produzione decentrato credo sia la via più ragionevole.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ tomar

          “grandi utenze”

          Senza dubbio.

          In termini di qualità della vita un fornello di De Saussure (una scatola foderata di carta stagnola internamente che concentra la radiazione solare su una piccola quantita’ d’acqua facendola bollire e qui di sterilizzandola) è più utile di qualunque centrale.

          Va detto però che quelle comunità sono composte da persone con un consumo pro capite di elettricità trascurabile (a livello di batterie). Quando cominci a fornire i servizi di un paese moderno (uno per tutti, l’accesso alle cure mediche e alla scuola) torniamo ai problemi nostri.

          E uno dei maggiori problemi della tecnologia è quello di essere accessibile solo a società che sono già sviluppate.

          Con un sodale e amico abbiamo realizzato sulla carta un sistema per trasformare un forno di De Saussure in un generatore elettrico portatile senza usare costosi e delicati materiali termoelettrici, ma non abbiamo trovato finanziatori.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • firmato winston scrive:

          tomar, qui se i Consumatori restano 10 secondi senza corrente fanno subito causa al gestore, anche perche’ basta per fare uno sfracello, gli africani dei posti remoti, e sono a decine o centinaia di milioni, restare senza per 10 giorni o per 10 mesi dopo millenni che hanno vissuto lo stesso se non meglio, non gli cambia nulla.
          Sinceramente gli consiglierei di continuare come hanno sempre fatto, se possono.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ firmato Winston

            “se possono”

            È un po’ la logica del “Ragazzo della via Gluck” di Celentano.

            Resta il fatto che chi appena lo può scappa dai villaggi senza elettricità e si trasferisce nelle bidonvilles delle città moderne. Nessuno torna indietro.

            L’aria della città rende liberi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • firmato winston scrive:

              @ADV:
              “Resta il fatto che chi appena lo può scappa dai villaggi senza elettricità e si trasferisce nelle bidonvilles delle città moderne. Nessuno torna indietro.
              L’aria della città rende liberi.”

              appunto… poi non si torna piu’ indietro
              tu sei uno perfettamente integrato e di successo nell’aria della citta’ che rende liberi: usa un po’ della tua empatia per provare ad immaginare che forse non per tutti sia stato e sara’ cosi’

              • Corpo umano scrive:

                Attratti dalle città o sospinti?
                E magari provano anche a tornare indietro?
                Dovrei ritrovare un vecchi articolo ma potrebbe essere un’impresa disperata.

              • firmato winston scrive:

                “E magari provano anche a tornare indietro?”

                Uno che dice che qualcuno (come societa’) e’ tornato indietro, perche’ singolarmente e’ impossibile se non facendo l’eremita e quindi dando l’esempio negativo per definizione, e’ Daniel Quinn, che ti avevo gia’ suggerito di provare a leggere. Mi pare dicesse che in sudamerica ci possa essere stato in passato un regresso volontario (nota l’uso del termine negativo “regresso” che ADV, e quindi tu, approvate). Mi pare.
                Il suo “Storia di B.” merita, e’ un libro da leggere che induce alla riflessione per il suo relativo anticonformismo (e quindi carica informativa), credo si trovi solo in rete.

                Ma avendo io sempre torto per definizione, devi fare il contrario.

                Ma solo se non tieni conto di questa ultima frase.

                Vedi quanto sei furbo? 😉

              • Corpo umano scrive:

                Winston
                Fai concorrenza al paradosso del barbiere.
                In effetti in quanto a paradossalita’ sei un maestro involontario.
                È per questo che ti reputo il mio guru.
                Il fatto che tu abbia sempre torto non significa che contemporaneamente tu non abbia sempre ragione.
                Mi fai ridere, non perché tu sia ridicolo, ma perché sei buffo.
                🙂

                🙂

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “Timbuctu”

      Posso risponderti con maggior precisione solo adesso.

      La Germania ha un fabbisogno annuo di elettricità pari a 508 miliardi di KWh.

      https://www.google.com/search?q=quanta+energia+consuma+la+germania&oq=quanta+energia+consuma+la+germania&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUyBggAEEUYOTIHCAEQIRigAdIBCDE2ODFqMGo3qAIUsAIB8QUreOmQakKIBQ&client=ms-android-cubot&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

      In Germania nel 2023 erano installate batterie per l’accumulo di energia elettrica pari a 1,4 milioni di KWh.

      Si prevede di raggiungere 136 milioni di KWh per il 2045.

      https://www.hdblog.it/green/articoli/n617036/futuro-accumulo-sistemi-larga-scala/

      Con un tasso di crescita (se tutto va bene) del 35% costante all’anno si dovrebbe arrivare a coprire il fabbisogno totale Tedesco nel 2070.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “Eden”

      Fresca di giornata.

      L’Italia et seconda in UE per capacità di accumulo di elettricità da fotovoltaico: 6 GWh!

      https://www.hdblog.it/green/articoli/n617707/batterie-accumulo-italia-seconda-europa/

      Peccato che in un anno di GWh ne consumiamo 264000…

      https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/consumi-elettrici-2024&ved=2ahUKEwi5heKZ-JSNAxUQVvEDHYilF5sQFnoECCYQAQ&usg=AOvVaw0iGqiANKE1vcGp5tYy9p0a

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  27. firmato winston scrive:

    @fuzzy:
    “Winston
    Prima di tirare le conclusioni è meglio aspettare di saperne di più.”

    Si’ fuzzy ma questo e’ un problema soprattutto tuo, per cui e’ superfluo che ne avverti gli altri che, a differenza, lo sanno benissimo da sempre, di non sapere.

  28. Miguel Martinez scrive:

    Sempre per Peucezio

    Quello che vorrei far capire è che l’urbanistica è una faccenda estremamente complessa, con un numero enorme di variabili che possono dare effetti imprevedibili.

    Non è una cosa che si risolve dicendo, “piove governo ladro”.

    C’è tutta la complessità di un governo locale, con migliaia di dipendenti, che si regge su un complicatissimo rapporto tra politici che promettono “si può” e non capiscono, e funzionari che capiscono e si tutelano dicendo “non si può”.

    Il potere reale di incidere è molto limitato; e chi incide deve tenere conto di tanti interessi.

    Il primo è tenersi buoni gli elettori, che sono in genere molto diffidenti, ma non capiscono quasi niente. E che confondono allegramente tutto, dalla Ztl all’aumento dei furti nelle auto, dalla buca per strada al nuovo senso unico.

    Il secondo sono gli interessi imprenditoriali travolgenti, che hanno una forza tale da spazzare via qualunque cosa, e dove non possono corrompere, terrorizzano con i migliori studi legali.

    La “ideologia” in tutto questo gioca un ruolo di intrattenimento: a Destra per la “sicurezza”, a Sinistra per “l’inclusione”.

    • firmato winston scrive:

      @Miguel:

      Recentemente ho ascoltato un ottimo podcast di Tuccari, un dotto studioso di storia delle dottrine politiche:

      Ascesa e caduta dello Stato-nazione in Europa – Francesco Tuccari – 10.11.2010 – YouTube
      https://www.youtube.com/watch?v=E2L8V8s77x8

      Fra le moltissime informazioni interessanti, cita un certo Gellner secondo il quale una delle maggiori trasformazioni nella storia dell’umanita’ e’ l’inurbamento di massa, in quanto spezzante i legami comunitari, quelli per i quali quando uno nasceva in un posto non doveva passare il resto della vita a competere e primeggiare per essere accettato nella sua comunita’, ma lo era di default, senza quella mancanza di legami che promuove l’atomizzazione individuale con conseguente spoliazione di significato del vivere umano (lo stesso motivo per cui oggi la gente cerca sollievo nelle comunita’ virtuali dei social… o nel tifo per lo sport competitivo di squadra di massa).

      Detto questo, il nazionalismo, secondo l’autore Gellner, e’ nato come risposta a tale mancanza di significato, e’ servito a creare dei legami comunitari sostitutivi sotto forma di appartenenza ad una grande nazione (legami fasulli dato che non c’e’ la conoscenza personale diretta che si ha nelle comunita’ tradizionali) a porre sollievo dall’alienazione di senso. Io aggiungerei che allo stesso obiettivo, a cercare di riempire lo stesso vuoto, e’ arrivato lo sport competitivo di squadra di massa (vedi il calcio e la sua comunita’ di tifosi indiavolati), che inizia anch’esso, o un po’ dopo, la stessa epoca.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      “Quello che vorrei far capire è che l’urbanistica è una faccenda estremamente complessa, con un numero enorme di variabili che possono dare effetti imprevedibili […]”.

      D’accordo, in generale.

      Tuttavia Sala, al netto di tutto ciò, è uno che ha dato un’impronta molto chiara alla sua amministrazione, che conferisce alla città una fisionomia molto definita e tutt’altro che neutra: non è un sindaco da ordinaria amministrazione, che vivacchia.
      L’eliminazione di ogni possibile parcheggio in Corso Buenos Aires l’ha fatta, non è che è rimasto impelagato in complicazioni brucratiche, conflitti fra gruppi, interessi, livelli di potere, ecc. E ha fatto mille altre cose di segno analogo.
      Che danno forma all’esperienza quotidiana del vivere la città.

      E queste linee ispiratrici non sono così complesse.
      Sono banalmente il distillato del conformismo corrente della borghesia progressista europea contemporanea.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Tuttavia Sala, al netto di tutto ciò”

        ovviamente non so nulla di Milano, a parte gli orrori della Salva Milano e gli appalti delle Olimpiadi invernali.

      • firmato winston scrive:

        @miguel:
        ““Quello che vorrei far capire è che l’urbanistica è una faccenda estremamente complessa, con un numero enorme di variabili che possono dare effetti imprevedibili […]””

        Vero, ma attenzione che architetti e urbanisti sono personaggi estremamente narcisisti con la tendenza a esagerare enormemente la narrativa sull’importanza della loro professione. Meglio non dargli corda, se ne prendono gia’ troppa da soli: una volta che si sia accettato il dogma secondo il quale i loro progetti determinano la realta’ della socialita’, ci puoi scommettere che ogni governante successivo (di quelli visibili o invisibili) pretendera’ di applicarli a seconda della sua visione unica di come deve funzionare al meglio il mondo.

        Meglio evitare. E questo vale per tutti gli esperti, soprattutto quelli ritenuti “buoni” in un certo periodo: nessuna narrativa umana, neanche quella piu’ suadente, esaurisce il mondo.

        Se leggi quel testo imperdibile che e’ “memorie del terzo reich” di Albert Speer, scopri che la vocazione mancata che Hitler mantenne fino all’ultimo era quella dell’architetto-urbanista, non del pittore come comunemente si narra. Fu il motivo per cui Speer, architetto, raggiunse la posizione che raggiunse.

        Gia’ il nome e’ tutto un programma, “architetto”, “urbanista”.

        Comunque, ci sono testi interessanti dei tuoi amici del Covile, interessanti proprio perche’ prendono atto e cercano di remare in direzione opposta, ad esempio ricordando Alexander o Salingaros (magari sopra l’avete gia’ detto ma leggere tutto quello che scrivete e’ un lavoro a tempo pieno):

        https://www.ilcovile.it/V3_ark.html

  29. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Non conosco nessuno che abbia come filosofia “ridurre l’interazione sociale”, da nessuna parte politica. E credo di conoscere un discreto numero di persone che “fanno politica” o fanno parte della pubblica amministrazione.”

    Strano che non ci capiamo.
    È ovvio che nessun politico ti dirà mai che vuole ridurre le interazioni sociali e probabilmente nessun politico sa di volerlo.
    Ma le interazioni sociali sono da straccioni (cioè da persone umane), mentre il benessere porta nevrosi, alienazione, voglia di isolamento e la gente benestante non vuole nessuno fra i coglioni: al massimo si fa un gatto.

    Tutto questo è talmente sotteso al nostro modello di sviluppo, all’antropologia che il nostro sistema persegue, che non c’è bisogno che qualcuno lo tematizzi e ne sia cosciente.

    Perché tu credi che i politici vogliano imporre il regno della quantità di guénoniana memoria? Eppure lo fanno. E lo fanno deliberatamente. Ma non lo sanno. Ne sono impregnati. È la cultura dominante, implicita, profonda.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “È ovvio che nessun politico ti dirà mai che vuole ridurre le interazioni sociali e probabilmente nessun politico sa di volerlo.”

      Ma non lo vuole nessuna persona normale.

      E’ il risultato inevitabile di tanti fattori: prima la televisione e poi gli smarfi che permettono all’individuo di divertirsi da solo invece di andare ai concerti o al cinema, per dire.

      L’auto che ti permette di andare a lavorare a un capo della città e ritirarti a dormire in un altro – pensa che qui a Firenze le prime fabbriche erano a due passi a piedi da casa mia, perché dovevano visitarle il padrone e andarci a piedi operai e impiegati.

      E’ la Citta della Distanza (isolamento più automobile).

      Poi con il Covid, la Città della Distanza è collassata diventando in parte la Città del Tutto a/da Casa, dove l’omino di Amazon o di Deliveroo ti porta tutto quello che non vedi direttamente nello smarfo (isolamento e minor automobile).

      Contro questo, alcuni urbanisti hanno teorizzato la Città dei Quindici Minuti: dove tutti possono trovare i principali servizi a 15 minuti a piedi. Che presuppone il poter andare a piedi (e quindi alleggerimento del traffico automobilistico), quindi incontri personali continui; presuppone l’interclassismo (devi avere vicino a casa anche le persone “normali” che ti fanno da barbiere, e la scuola deve essere quella di tutti quelli che abitano lì, non scarrozzi in auto il figliolo all’altro capo della città per portarlo alla scuola privata); una maggiore attenzione all’ambiente, perché chi abita nella “Città dei Quindici Minuti” è più legato al territorio, e se ne prende cura non delegando tutto alle istituzioni.

      Ora, tutto questo è molto utopico, perché – e qui ti do ragione – la pressione finanziaria in senso opposto è enorme. E la cultura automobilistica ha trasformato le periferie in gran parte in accampamenti/deserti.

      Ma come minimo richiede una Ztl.

      Anzi, la trasformazione anche delle periferie in quartieri vivi, con tanto di Ztl loro, perché no?

      Ora a parole, qualunque politico di sinistra che io conosca è più o meno d’accordo. Poi arriva l’Offerta Cui Non si Può Dire di No da parte della multinazionale e quindi il politico si limita a chiacchiere e qualche piccolo miglioramento che magari ha effetti negativi imprevisti (come il tuo barbiere).

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “Ma non lo vuole nessuna persona normale.”

        I potenti non sono necessariamente persone normali.

        Ai tempi della campagna elettorale di Obama, quest’ultimo parlò, come esempio di realtà comunitaria dagli equilibri delicati, di non ricordo quale realtà sociale, forse in Indonesia, e fu criticato da un pezzo grosso, che sostenne che mai un potenziale presidente americano aveva difeso delle microrealtà comunitarie di tipo spontaneo e premoderno e che questo era pericoloso.

        Non pensare che non esistano i teorici dell’individuo-massa isolato e che non abbiano potere.

        Miguel,
        tu credi che le persone siano buone e che la somma dei loro atti sia cattiva.
        Invece ci sono persone buone ma anche persone orrende e semmai è la somma degli atti delle persone orrende che, scontrandosi con la realtà e le sue complesse dinamiche, poco dominabili, si stempera.

        La realtà è migliore dei singoli uomini, perché è complessa e composita.

  30. Peucezio scrive:

    Miguel,
    “Il primo punto è che non è semplicemente possibile offrire parcheggi gratis, liberi e comodi ”

    Certo.
    Solo che Sala toglie parcheggi dove c’erano, in posti dove non passeggia nessuno, mettendo semplicemente ostacoli per rendere cert spazi inutilizzabili dalle macchine, senza che siano funzionali ad altro e potrei farti mille esempi.

    E la manutenzione delle strade non c’entra nulla, non credo sia la voce più costosa, costa molto di più fare mille pedonalizzazioni inutili. Piuttosto usi materiali meno buoni, ma più durevoli. In India allora, col traffico che c’è, che dovrebbero fare? E sono più poveri di noi.
    È proprio una scelta ideologica e lui lo rivendica ossessivamente.
    E non capisco perché fai così tanta fatica ad accettare quest’idea banale, e cioè che lo pseudo-ecologismo, l’antiautomobilismo e tutto il resto del ciarpame è tipico del modello di capitalismo contemporaneo.

    D’altronde perché mai Sala dovrebbe invece volere qualcosa di più umano, autentico, e non una spersonalizzazione dei luoghi per renderli fruibili a un turismo aggressivo e consumistico e a una terziarizzazione selvaggia e anonima?
    Perché mai il sindaco di Milano dovrebbe essere un idealista che rema contro tutto ciò che accade dappertutto nel mondo?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Perché mai il sindaco di Milano dovrebbe essere un idealista che rema contro tutto ciò che accade dappertutto nel mondo?”

      A differenza di te, non conosco Sala personalmente.

      Semplicemente studio l’urbanistica – certo in maniera informale ma molto concreta – da tredici anni e conosco tutte le principali persone coinvolte nella questione qui a Firenze, e qualcuno anche altrove. E leggo una montagna di cose a riguardo.

      Questo non mi fa un esperto, ma non lo è nessuno di noi.

      Il fatto che ti sfugge è che è l’automobile ad aver permesso la creazione esattamente della città alienante che tu denunci, anzi della trasformazione dell’intero pianeta in un unico non luogo.

      Inoltre tu confondi il fatto (vero) che la “gente benestante” vorrebbe vedere in giro meno zingari, mendicanti, spacciatori, clochard – straccioni insomma – con la questione delle aree pedonali.

      Ti assicuro che zingari, mendicanti e spacciatori convivono benissimo con gli spazi pedonalizzati; come ci convivono anche immense masse di turisti, o nottambuli rumorosi, che stando al tuo ragionamento dovrebbero essere antipatici anche loro ai “benestanti”.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “Il fatto che ti sfugge è che è l’automobile ad aver permesso la creazione esattamente della città alienante che tu denunci, anzi della trasformazione dell’intero pianeta in un unico non luogo.”

        Davvero non capisco perché tu debba generalizzare e applicare a Milano la situazione di Firenze (o di altre realtà che conosci).

        La Milano che negli anni ’50-’60 si è motorizzata era ancora una realtà con forti legami comunitari e con un’antropologia di tipo tradizionale.
        Tradizionale alla milanese, quindi urbana, prototecnologica, ecc.: non stiamo parlando di ancestrali civiltà contadine.
        Ma ti assicuro che i milanesoni che io conosco, antropologicamente ancora arcaici, portatori di modelli cognitivi ed emotivi di tipo pre-pasoliniano (per intenderci, cioè precedente alla trasformazione che lui indidivuò), sono cresciuti nella Milano motorizzata, da giovani guidavano, avevano la macchina o comunque la usavano e l’hanno usata tutta la vita.

        In alcuni casi l’auto era proprio un pezzo fondamentale del loro immaginario.
        Gente concreta, abituata a maneggiare cose meccaniche da generazioni (in Lombardia c’erano le filande da secoli), che semmai è rimasta spiazzata dall’elettronica così pervasiva nelle automobili di oggi, ma che con quelle di un tempo, tutte meccanica, fatte di ingranaggi, pistoni, così rumorose, potenti, puzzolenti era proprio nel suo.
        I termini tecnici erano dialettizzati, tutto ciò che aveva a che fare con le auto si era radicato nel lessico e nella cultura popolare di quelle generazioni.

      • Peucezio scrive:

        Ma poi basta pensare alla “Balilla”, la canzone.

        Se trovo il testo originale del Barberin, prima di Gaber, Jannacci, Nanni Svampa, ecc., lo inserisco.

        Lì c’è proprio l’archetipo popolare dell’oggetto disfatto, fatto a pezzi, come in tanti riti in cui si fa a pezzi ritualmente il carro (a Matera per esempio).
        Ma qui si riferisce a un’automobile: l’adattamento del mezzo meccanico al modello tradizionale è stato del tutto naturale.

      • Peucezio scrive:

        D’altronde basti pensare a come certi modelli arcaici che riguardano in origine animali da trasporto si adattino a mezzi tecnologici.

        Per esempio, uno schema che ho ritrovato sia a Milano, sia nel sud, nel paese di mia nonna, è questo:

        la Madonna o un santo o comunque una figura carismatica sale su un mezzo di trasporto pubblico, un treno o un tram, senza titolo di viaggio.
        Il controllore, ignaro dell’identità peculiare del personaggio, la fa scendere e a quel punto il mezzo non riparte, ma rimane miracolosamente bloccato, coerentemente con l’avvertimento previo del personaggio stesso (io scendo, ma se scendo guarda che il treno/tram non riparte più).
        Può seguire la risalita a bordo del santo e ripartenza del mezzo o meno.

        Sicuramente è un modello applicato in origine agli animali: vi sono tante storie di miracoli in cui l’animale riconosce il sacro e si comporta di conseguenza, da quello che s’inginocchia di fronte all’eucarestia o a un’immagine sacra. In questo caso, probabilmente s’impunta. Ma non ho trovato esempi finora: è una mia ipotesi.

      • PinoMamet scrive:

        Non conoscevo questa storia… ma è tipo una barzelletta o un racconto miracoloso?

        Comunque, non conosco Sala, ma mi pare auto-evidente che Firenze e Milano abbiano due situazioni urbanistiche diversissime e forse opposte.

        Escludendo le altre “capitali” d’Italia, che sono abbastanza peculiari (Roma, Napoli, Genova, Venezia…) per motivi diversi, il resto delle città italiane, cioè le città medio-piccole di provincia, mi sembrano una situazione intermedia tra il modello Firenze e il modello Milano.

        Centri-città piccoli, che si prestano a essere trasformati in ZTL se non in zona pedonale senza stravolgere il traffico e la vita degli abitanti, e spaziose periferie figlie del boom economico.

        Ora, in quelle spaziose periferie decine di sindaci e assessori furbacchioni si sono affannati a costruire inutili piste ciclabili

        (ne ho vista ieri una nuova da me, ovviamente deserta, che fregava quasi metà carreggiata della via Emilia!!! e terminava nel vuoto, ovviamente, perché nessuno va in bici fino a lì, tranne i ciclisti sportivi, che pure non sono esenti dal costituire un problema per il traffico…)

        inutili allargamenti di marciapiedi che non usa nessuno;

        inutili e dannosi dossi (di solito superiori all’altezza regolamentare) che servono solo a scassare le sospensioni;

        stupide riduzioni di parcheggi….

        per presentarsi come “green” ai propri elettori (“abbiamo fatto venti chilometri di pista ciclabile!!” grazie al cazzo, avete spruzzato un po’ di vernice sulla via Emilia…)

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Non conoscevo questa storia… ma è tipo una barzelletta o un racconto miracoloso?”

          Il secondo, ma aneddotica popolare, niente di ufficiale.

          Il caso milanese è raccontato in una canzone di Walter Di Gemma, che evidentemente ha attinto all’agiografia popolare relativa al Pret de Ratanaa.

          Quello pugliese in un’intervista fatta negli anni ’70, a scopo di indagine etnografica, a un pellegrino del santuario dell’Incoronata di Foggia (sì, proprio quella di Lino Banfi!), che racconta la leggenda della Madonna e il treno.

        • Peucezio scrive:

          Ovviamente la figura è reale, ma è circondata da un’aura di leggenda a proposito di presunti miracoli, ecc.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Gervasini

          Ovviamente la scrittura “Ratanà”, che vedo anche su wikipedia, è dovuta a un ignorante che non ha le basi minime del milanese.

        • Peucezio scrive:

          Ecco invece il testo originale della “Balilla”, versione Barberin:

          https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=68570

          che è la più vecchia: le altre sono successive e, credo, rielaborazioni di questa.
          Che a sua volta è, da parte di Italo Corrias, detto “el Barberin”, una riproposizione di una canzone popolare, che, immagino, lui abbia trovato in forme frammentarie e ha risistemato, come soleva fare con le canzoni popolari.

          • Peucezio scrive:

            Qui la grafia lascia moltissimo a desiderare (diversamente da quella di Di Gemma della canzone del Pret de Ratanaa), ma pazienza: il senso penso si capisca.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “Ora, in quelle spaziose periferie decine di sindaci e assessori furbacchioni si sono affannati a costruire inutili piste ciclabili ”

          Ovviamente su ogni singola misura, è possibile ridire.

          Perché oggettivamente serve a poco; perché è utile ma dà fastidio a noi personalmente; perché un finanziamento europeo chiede un tot di chilometri di pista ciclabile entro una certa data; perché io volevo il parcheggio lì e invece l’hanno fatto da un’altra parte…

          L’alternativa è non fare assolutamente nulla, cioè continuare a spillare soldi ai contribuenti per toppare le buche fatte dagli automobilisti.

          Per quanto riguarda l’allargamento dei marciapiedi, ti posso dire che sui nostri marciapiedi è impossibile andarci con una carrozzina (per bambini o invalidi) e che per fare posto alle auto, i marciapiedi sono così stretti che se due pedoni camminano in senso opposto, uno dei due devi scendere per strada rischiando di farsi arrotare. Ma siccome il comune ha ragionato che gli allargamenti sarebbero “inutili”, ce la teniamo questa situazione.

          Per quanto riguarda le piste ciclabili, a Firenze in centro non esistono, se sei in bici devi correre in mezzo alle auto; e se sei in periferia, hanno disegnato delle strisce per terra, senza alcun divisorio fisico, per cui le auto ci passano sopra senza rendersi nemmeno conto che esistono.

          Sull’altezza dei dossi, non saprei quale sia quella regolamentare (domanda comunque interessante). So che assieme ai parcheggi su lati alterni, è uno dei pochi modi per ridurre il tasso di omicidi stradali.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Pino Mamet

            “Ovviamente su ogni singola misura, è possibile ridire.”

            Comunque giustamente tu parli delle classiche periferie padane con villette a schiera, strutturalmente ciucciabenzina, e su queste ovviamente so dire poco.

            Siccome sento ovunque maledire qualunque misuri limiti in qualunque modo il traffico, perché la Mia Macchina non si tocca, dubito comunque che gli assessori facciano certe cose per ottenere più voti.

            • PinoMamet scrive:

              Secondo me, tipo nel caso delle ciclabili-nel-nulla, li fanno per ottenere finanziamenti, ma andrebbe indagato…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Secondo me, tipo nel caso delle ciclabili-nel-nulla, li fanno per ottenere finanziamenti, ma andrebbe indagato…”

                Credo anch’io che sia così. O almeno dei punteggi spendibili in bandi (tipo, “il nostro comune ha 20 km di piste ciclabili e quindi può qualificare per l’inserimento nella Lista dei Comuni Virtuosi”).

                Ovviamente le piste ciclabili sono un bene in sé e non un male – in Olanda, nonostante il freddo e il vento e la pioggia hanno fatto miracoli.

                Ma devono essere fatte bene (cioè con divisori fisici e non solo strisce di pittura); e sopratutto raramente da noi si prende in considerazione la questione cruciale della sosta delle bici, che non si sa mai dove lasciarle e che vengono SEMPRE rubate. Non conosco nessun ciclista a Firenze a cui non abbiano rubato almeno tre volte la bici, e spesso passa la voglia.

                Conosco un sacco di gente che userebbe regolarmente la bici SE potesse essere sicuro di non vederla subito rubare.

          • PinoMamet scrive:

            “Per quanto riguarda l’allargamento dei marciapiedi, ti posso dire che sui nostri marciapiedi è impossibile andarci”

            sì, li ho visti, ma i vostri sono i marciapiedi di un vecchio centro città medievale-rinascimentale o barocco…

            io parlo di una periferia costruita durante la guerra di Corea al massimo, o nel decennio successivo, a misura di macchina, con marciapiedi già in partenza lunghi e larghi, su cui sono passati due pedoni negli ultimi vent’anni… 😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “su cui sono passati due pedoni negli ultimi vent’anni”

              Però sarebbe interessante chiedersi perché ci siano passati solo due pedoni negli ultimi vent’anni. Perché forse è quello il problema di partenza.

              Dico problema anche solo da un punto di vista meramente economico: le strade con usi a forte dipendenza di automobile hanno un costo di manutenzione per chilometro molto superiore alle altre.
              Ma non solo.

              • Peucezio scrive:

                Beh, se non ci sono negozi, attività, attrattive di qualche genere cosa ci si va a fare?

                A Milano ci sono marciapiedi larghi dove non passeggia mai nessuno, perché non c’è niente.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Questo, però, è un costo per la comunità: in pratica chi vive in zone altamente urbanizzate sussidia le periferie. E si tratta di un trasferimento di risorse regressivo.
                Così come chi abita in centro non può chiedere che venga sollevato il ponte levatoio perché non entri nessuno da fuori, così nemmeno chi abita in quelle altre zone può pretendere che si sussidino le sue scelte abitative perché il suo immobile non si deprezzi.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                tu stai con i ricchi per principio e vabbè, ma non ho capito in che senso le sussidierebbe.

              • MOI scrive:

                @PEUCEZIO

                Mauricius è NeoMalthusiano , ma con la contraddizione che i poveri una volta (sfuggiti al Controllo delle Nascite) nati vadano aiutati con l’ assistenzialismo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Bevete manco, come si dice qua.

                Abbiamo interessi confliggenti, che non riguardano le classi sociali (i professionisti trevigiani trasferitisi a Villorba per avere la casa più grande non sono poveri, giusto per fare un esempio), ma il luogo in cui si abita ed il modo in cui sono costruite le nostre città.
                Poiché questo concetto non vi piace perché tutto è bianco o nero, Malthus e deliri annessi, allora pensate che basti nascondere la testa sotto la sabbia e gridare al complotto.

              • PinoMamet scrive:

                ” Dico problema anche solo da un punto di vista meramente economico: le strade con usi a forte dipendenza di automobile hanno un costo di manutenzione per chilometro molto superiore alle altre.”

                È vero, ma va considerato lo scenario complessivo: ho presente quartieri di famiglie impiegate nelle industrie (padroncini, piccoli imprenditori, operai specializzati) o nel terziario, e non possono certo lavorare “sotto casa”.

                Quindi nel quartiere c’è il bar, la farmacia, il supermercato e poco altro, ma è inevitabile che sia così.

                Poi esistono anche i quartieri (penso a quasi un’intera cittadina cosí) di ricchi ma non schifosamente ricchissimi, che vogliono la villetta figa ma a un passo (di automobile) dal capoluogo, e lì si applica quello che dici al cento per cento….

              • Peucezio scrive:

                Comunque, malgrado le limitazioni, passano molti più mezzi in centro che in periferia, perché si concentrano più interessi, ci sono i mezzi pubblici, i taxi, i suv dei benestanti, dei residenti, del corpo diplomatico (a Milano auto di lusso con lo scudo metallico CC ne vedo continuamente ovunque), quindi escludo che i quartieri periferici drenino risorse dal centro per la manutenzione stradale: è semmai l’opposto.

                Ma invece pensa ‘sti cattivoni di poveri delle periferie, vogliono pure le strade meno dissestate e magari anche la sanità gratuita, la scuola per i figli… ma dove siamo arrivati?
                Possibile che nessuno empatizzi con i poveri fighetti del centro, che devono sopportare ‘sta massa di straccioni??

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Possibile che nessuno empatizzi con i poveri fighetti del centro, che devono sopportare ‘sta massa di straccioni??”

                Premesso che Milano non è Firenze, e quindi certe cose mi sfuggono.

                Io pensavo che il centro di Milano fosse in larga misura disabitata, cioè popolato di giorno da gente che lavora, suv dei benestanti, turisti, impiegati, addetti ai negozi di lusso, ecc.

                Mi sembra che tu lo descriva come un tranquillo centro residenziale, abitato da gente molto benestante, che si sente disturbata da tutta questa attività.

                Boh, mi sorprende.

                Inoltre, conosco molta gente che odia e teme gli “straccioni”: cioè l’immensa massa di gente senza né arte né parte, buona o cattiva, che va dal senegalese con le sue carabattole, alla mendicante zingara, al ladruncolo, allo spacciatore, al clochard sulla panchina, al gruppo di pakistani senza documenti.

                Ma anche qui non vedo cosa c’entri la Ztl: la Ztl mi sembra del tutto inefficace nel tenere questa gente fuori dal centro, semplicemente perché di solito non hanno l’auto.

                E quindi onestamente non vedo questa tra le motivazioni dell’imposizione di Ztl.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                “Io pensavo che il centro di Milano fosse in larga misura disabitata, cioè popolato di giorno da gente che lavora, suv dei benestanti, turisti, impiegati, addetti ai negozi di lusso, ecc.”

                Infatti per lo più è così.
                Tieni conto però che l’area C investe tutta la cerchia dei Bastioni, dove abita tanta gente, anche gente che conosco, ma è tutta o quasi tutta di ceto alto.

                “Mi sembra che tu lo descriva come un tranquillo centro residenziale, abitato da gente molto benestante, che si sente disturbata da tutta questa attività. ”

                “Inoltre, conosco molta gente che odia e teme gli “straccioni”: cioè l’immensa massa di gente senza né arte né parte, buona o cattiva, che va dal senegalese con le sue carabattole, alla mendicante zingara, al ladruncolo, allo spacciatore, al clochard sulla panchina, al gruppo di pakistani senza documenti.

                Ma anche qui non vedo cosa c’entri la Ztl: la Ztl mi sembra del tutto inefficace nel tenere questa gente fuori dal centro, semplicemente perché di solito non hanno l’auto.”

                D’accordo anche su questo.
                La ZTL non impedisce i marocchini in piazza Duomo.

                Ma infatti i ricchi non odiano i marginali parassiti devianti, odiano l’italiano che lavora, per motivi ideologici.
                Semplifico ovviamente, ma è un po’ così.

                Come il liberal benestante newyorkese mica ce l’ha coi negri o con gli ispanici, ce l’ha coi redneck.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma infatti i ricchi non odiano i marginali parassiti devianti, odiano l’italiano che lavora, per motivi ideologici.”

                Boh, che ti devo dire, a Milano saranno strani.

                A Firenze quello che dici è perfettamente incomprensibile.

                Mai visto un ricco che “odia l’italiano che lavora”.

                Un po’ perché la maggior parte dei ricchi sono loro stessi “italiani che lavorano” (e pensavo ancora di più a Milano che qui) – penso agli architetti, agli imprenditori dell’edilizia o del vino, ai dirigenti industriali; e hanno a che fare tutti i giorni con gente (meno ricca) che lavora.

                Ma anche quelli che hanno ereditato delle ricchezze, come tanti aristocratici, sono persone cui la ricchezza “viene naturale” e quindi si mescolano con gli “italiani che lavorano” senza particolari problemi – frequentano in genere le scuole pubbliche, spesso fanno lavori “normali” tipo aprire un pub o una libreria.

                Perché a Milano sono così diversi?

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                ma no, è una cosa di tutto l’Occidente, non c’entra Milano in sé.

                Non è un sentimento individuale, è un’ideologia, un sistema.

                Guarda il nostro Andrea Di Vita, ottima persona, fra le migliori che io conosca, ma che ha un odio cieco per gli esercenti e chiunque lavori in modo autonomo, chiunque cioè si prenda la responsabilità di ciò che fa, vi metta risorse proprie e ne paghi le conseguenze e le perdite.

                Lui è un caso estremo, ma questo sentimento si è fatto sistema ed è diventato una forma sistematica di espropriazione della ricchezza dal lavoro alla finanza, che è il nuovo soviet, il nuovo espropriatore e collettivizzatore.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Guarda il nostro Andrea Di Vita, ottima persona, fra le migliori che io conosca, ma che ha un odio cieco per gli esercenti e chiunque lavori in modo autonomo, chiunque cioè si prenda la responsabilità di ciò che fa, vi metta risorse proprie e ne paghi le conseguenze e le perdite.”

                Premetto che per “pre-giudizio” intendo un giudizio generalizzato su una categoria, che prescinde dalla conoscenza delle singole situazioni.

                Credo che ADV abbia il pregiudizio contro i lavoratori autonomi che hanno il 90% dei lavoratori subordinati italiani.

                “Io non posso evadere nemmeno volendo, e qui invece c’è gente che fa montagne di soldi evadendo le tasse e sfruttando le tasse che pago io, per avere la sanità e tutto il resto gratis, non è giusto!”

                Non c’entra proprio con “i fighetti che non sopportano la vicinanza degli straccioni”.

                E’ semplicemente un’altra questione.

                Anche perché i Subordinati non vedono gli Autonomi come “poveri”: li vedono come ricchi che piangono miseria.

              • Miguel Martinez scrive:

                Su ADV aggiungo,

                almeno a Firenze (su Milano non mi hai risposto) “chi ha la sede di lavoro ubicata nel territorio coperto dalla ZTL” può entrarci liberamente in macchina https://www.autosas.it/eventi-e-news/fiscalita-e-normative/tutto-sulla-ztl-di-firenze-guida-completa-2025#ZTL_firenze_permessi, per cui non è certo il risultato di una battaglia vinta dai Subordinati contro gli Autonomi.

                Per cui continuo a non capire nulla di questa storia dei “fighetti” contro gli “straccioni” in relazione alla Ztl.

              • Peucezio scrive:

                D’altronde banchieri e statalisti marxisti sono sempre andati d’accordo: sono ebrei gli uni e gli altri e si appoggiano a vicenda.

              • paniscus scrive:

                “Ma infatti i ricchi non odiano i marginali parassiti devianti, odiano l’italiano che lavora, per motivi ideologici.”—-

                Ma per favore… non dirci che ci credi davvero, a una castroneria del genere, perché sarebbe veramente un (auto)insulto alla tua intelligenza!

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                non è che una cosa dev’essere in linea con la tua opinione per essere una manifestazione della mia intelligenza.
                Impara ad accettare il dissenso.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “io parlo di una periferia costruita durante la guerra di Corea al massimo, o nel decennio successivo, a misura di macchina, con marciapiedi già in partenza lunghi e larghi, su cui sono passati due pedoni negli ultimi vent’anni… 😉”

              Capisco, infatti stiamo parlando di un luogo che non è mai stato vissuto umanamente, perché è un capolinea automobilistico. E’ difficile pensare come lo si possa umanizzare.

              • Peucezio scrive:

                Ma non lo si deve umanizzare.
                L’umanità va altrove e lì ci passa soltanto.

                Il problema è che si fa di tutto per disumanizzare i posti che umani lo sono ancora.
                Da te per un verso, da me a Milano per un altro.

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “L’alternativa è non fare assolutamente nulla, cioè continuare a spillare soldi ai contribuenti per toppare le buche fatte dagli automobilisti.”

            Magari!!!!!
            Meno si fa meglio è, almeno non si fanno danni!

            Negli anni ’80 i sindaci non facevano letteralmente un cazzo e si campava da Dio.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Negli anni ’80 i sindaci non facevano letteralmente un cazzo e si campava da Dio.”

              Mi sono spiegato male.

              Quando non c’era ancora il pareggio di bilancio, i sindaci facevano tantissimo.

              Capisco che da automobilista, uno possa immaginarsi che le strade vengano fuori da sole come i funghi quando piove.

              Le strade sono una creazione pazzescamente costosa, dal bitume che viene dai giganteschi depositi canadesi, all’immenso regno dei sottoservizi, a tutte le misure che si devono prendere per contrastare gli effetti dell’impermeabilizzazione dei suoli: nel prezzo delle strade e dei parcheggi, i Comuni di Campi e di Sesto qui vicino hanno dovuto includere anche il costo delle alluvioni di quelli che finora erano piccoli fiumiciattoli anonimi.

              A firmare appalti e concessioni, quanto meno i sindaci in quegli anni si saranno fatti venire dei grandi crampi alle mani.

              • Corpo umano scrive:

                https://ourfiniteworld.com/

                Aggiungere infrastrutture come strade, oleodotti e ferrovie può essere utile all’inizio. Le infrastrutture aggiuntive consentono la creazione di nuove imprese che ne fanno uso. Inizialmente, il gettito fiscale derivante dalle nuove imprese facilita il rimborso del debito con gli interessi.

                Ma strade, oleodotti, ferrovie e altre infrastrutture aggiuntive non sono altrettanto utili. Possono aumentare la capacità, ma non modificano materialmente le opzioni di trasporto. Il gettito fiscale aggiunto è inferiore.

                A un certo punto, la semplice manutenzione e sostituzione di tutte le infrastrutture diventa onerosa. Aggiungere debito per la sostituzione delle infrastrutture diventa oneroso perché la nuova infrastruttura sostitutiva non aggiunge alcuna nuova funzionalità. Si limita a mantenere la vecchia funzionalità. Gli interessi sul debito devono provenire da qualche parte, ma non sono integrati nel sistema come lo erano quando si costruiva un’infrastruttura completamente nuova. L’approccio odierno consiste semplicemente nell’aumentare il livello del debito e sperare che le entrate provengano da qualche altra parte.

                E dunque si può prendere per buono il consiglio di Ted Trainer. (The simpler way)
                https://www.thesimplerway.info/
                Asportare le strade e su quel terreno coltivare degli orti.
                Non per una questione di fantasia
                È che i fatti tirano da quella parte
                E ad alcuni l’idea piace pure.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per corpo umano

                “. Aggiungere debito per la sostituzione delle infrastrutture diventa oneroso perché la nuova infrastruttura sostitutiva non aggiunge alcuna nuova funzionalità. ”

                Riflessione interessante, grazie!

              • Peucezio scrive:

                Le strade ci sono già: al massimo si tratta della manutenzione.

                Mentre per il resto in quegli anni non si facevano infrastrutture o le si facevano molto lentamente.

                Non dico fosse un bene.

                Ma, francamente, mi piaceva molto di più quella Milano lì.

              • Corpo umano scrive:

                La manutenzione ordinaria e straordinaria.
                Un incubo, naturalmente.
                Bisognerebbe impermeabilizzare preventivamente ma per varie ragioni economiche non si fa e si fa ricorso alla classica “pezza”. Così ci si può aspettare che il patrimonio edilizio italiano in cemento armato si sgretoli da solo. E ad alcuni può far piacere. Ma non che crolli il ponte mentre ci passi sopra.
                https://ediltecnico.it/manutenzione-infrastrutture-cambiare-rotta/

            • tomar scrive:

              Peucezio: “Negli anni ’80 i sindaci non facevano letteralmente un cazzo e si campava da Dio.”

              Forse mitizzi un po’ questi anni 80 in cui non hai vissuto a Milano. Io ad esempio scappai da Milano, che avevo molto amato, a metà degli anni 80, perché mi era diventata invivibile. Poi certo contano molto le storie personali.

      • firmato winston scrive:

        @miguel:
        “Il fatto che ti sfugge è che è l’automobile ad aver permesso la creazione esattamente della città alienante che tu denunci, anzi della trasformazione dell’intero pianeta in un unico non luogo.”

        Si’ ma non si puo’ far partire la storia da dove conviene al proprio discorso: prima dell’automobile le citta’ erano un inferno di traffico di carri e cacche di cavallo che le rifornivano e ne rifornivano i commerci, e questo fin dai tempi degli antichi romani (in citta’ come Milano e’ sopravvissuto l’uso di lavare le strade, di cui oggi non si capisce il significato pieno di quando rimuovere lo sterco degli animali era un problema enorme).
        E’ probabile anche che ci fossero piu’ incidenti stradali allora di adesso (un cavallo un bue un mulo o un asino non li governi al millimetro come un autoveicolo, e sono dotati di volonta’ propria).

        Ma era proprio questo a rendere le citta’ utili e vive.

        Il “non luogo” arriva con i cosiddetti “centri commerciali”, che sostituiscono e svuotano la citta’ nella sua funzione principale, il luogo del mercato dei negozi e dello scambio di ogni merce, che in un certo ambiente politico-culturale di oggi e che ben conosci e frequenti e’ parola proibita e attivita’ vergognosa da svolgersi di nascosto o perlomeno lontano dagli occhi del cittadino contemporaneo (cosi’ come l’industria, quante sono le attivita’ che sono state letteralmente buttate fuori dalle normative perche’ disturbano e inquinano), da cui l’impossibilita’ di descrivere e comprendere i fatti della storia.

        A muovere i commerci e le industrie fuori dai centri urbani semmai e’ stata proprio la volonta’ dei poteri pubblici e dei residenti delle cosiddette ZTL, e l’automobile a renderlo possibile, che quindi dovrebbe essere da essi ringraziata 😉

        Ma pure i centri commerciali a quanto sembra andranno in crisi con la consegna porta a porta del commercio elettronico.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per FW

          “prima dell’automobile le citta’ erano un inferno di traffico di carri e cacche di cavallo”

          Ottima riflessione.

          Io parlavo però della Città della Distanza.

          Che nasce prima dei centri commerciali, con il semplice fatto (come ho detto in un altro commento) che padrone, tecnici e operai non sono tutti costretti a vivere a ridosso del luogo di lavoro. Certamente la ferrovia e il tram hanno giocato una parte in questo passaggio, ma il grande cambiamento – a partire dagli Stati Uniti – è cominciato con l’automobile.

          ll Centro Commerciale è inconcepibile senza l’automobile.

  31. Peucezio scrive:

    Peraltro l’ossessione del controllo è una caratteristica della contemporaneità.
    Negli anni ’60 si perseguiva l’espansione e l’amplimento degli spazi di libertà.
    Oggi la tendenza è quella di restringerli, di creare un sistema di vincoli, divieti, interdizioni.
    Si vede a tutti i livelli.
    Poi per certi affari grossi si lascia comunque totale mano libera e deregolamentazione, ma l’uomo comune deve essere sempre più compresso.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Negli anni ’60 si perseguiva l’espansione e l’amplimento degli spazi di libertà.
      Oggi la tendenza è quella di restringerli, di creare un sistema di vincoli, divieti, interdizioni.”

      Un po’ è vero: negli Anni Sessanta se volevi tirare su un palazzone su un prato lo potevi fare; e quindi oggi il prato non c’è più, per cui diventa più difficile.

      Comunque, i dazi per entrare in città furono aboliti solo nel 1972, più o meno quando si introdusse la libertà di divorziare; e fino a venti e passa anni dopo, dopo gli italiani dovevano esibire il passaporto per entrare in Francia, se ben ricordo.

      Poi all’epoca, certo, non era vietato usare lo smartphone nelle chiese.

      Poi è vero anche il contrario oggi: c’è ovunque una selva di telecamere a sorvegliare ogni movimento delle persone, la gente ha sempre più paura, l’immgrazione viene sempre più controllata.

      I motivi sono tanti – la tecnologia esiste per essere usata, e quindi i sistemi di sorveglianza aumentano; i funzionari di ogni sorta sono pagati per scrivere e non cancellare regolamenti; siccome qualcuno trova sempre come aggirare una norma, si deve sempre tappare il buco con una nuova norma, che a sua volta viene aggirata.

      Allo stesso tempo, il restringimento della coperta implica anche che ci sono meno controllori: a Firenze spuntano tante telecamere, ma difficilmente troverai un vigile che fa la multa a chi passa le telecamere (lecitamente) quando è aperta la Ztl, e poi ci lascia la sua auto.

      • Peucezio scrive:

        Forse gli anni ’80 sono stati il picco della libertà.
        Ammesso ci sia un picco in un punto preciso: in certe cose magari è stato prima, in altre dopo.
        Oggi comunque le restrizioni si notano a tutti i livelli: libertà di parola, di spostamento, controlli sempre più pervasivi su ogni aspetto della vita…
        Da noi ancora ci difendiamo, in Cina è un altro mondo e il modello si sta pian piano importando: crediti sociali e quant’altro.

        • habsburgicus scrive:

          Forse gli anni ’80 sono stati il picco della libertà.
          Ammesso ci sia un picco in un punto preciso: in certe cose magari è stato prima, in altre dopo.
          Oggi comunque le restrizioni si notano a tutti i livelli:

          io sono pienamente d’accordo con te su questo e, come sai, lo deploro: illis temporibus, quando mi appassionavo di più a ‘ste cose, avevo anche proposto che la nuova destra e gli stessi cattolici adottassero il vessillo della Libertà 😀 unico scudo contro il genderismo e il wokismo allora imperanti..poi genderismo e wokismo si sono svuotati e oggi siamo in un’altra fase 😀
          non sono però così anti cinese :D….io tutto ‘sto controllo non l’ho notato in Cina, neppure a Pechino dove è più forte rispetto a Chongqing…probabilmente per chi ci vive stabilmente, o peggio per un cinese, è più asfissiante ma l’impressione che ho avuto è che Xi, da uomo saggio, pur non transigendo in fundamentalibus e volendo essere informato di tutto (non si sa mai…), tolleri molto….credo che ci sia più libertà spicciola in Cina che in Europa 😀

          • firmato winston scrive:

            @Habs:
            “credo che ci sia più libertà spicciola in Cina che in Europa”

            E’ l’eterna diatriba fra liberta’ politica e liberta’ economica, che tanto fece discutere Einaudi, Croce e Sturzo, e immagino conosciate.
            Direi che e’ frequente che paesi in cui c’e’ l’una, non ci sia l’altra, e che si elidano a vicenda, tranne rare felici eccezioni, nello spazio e nel tempo.
            Chiaro che la discussione politica fatta da appassionati o professionisti della politica tenda a essere molto attenta alla liberta’ politica mentre ignora quella economica, per cui paesi come cina e russia sono dichiarati illiberali se non dittatoriali perche’ c’e’ molta piu’ della seconda che della prima.

            Mi chiedo se e quanto tali liberta’ siano davvero fra di loro incompatibili.

            Einaudi naturalmente diceva che la liberta’ politica senza quella economica non ha senso, in quanto l’uomo e’ anche un essere economico e senza la liberta’ di esprimere il suo potenziale produttivo, che non e’ solo nello spirito (come tendenzialmente sosteneva l’altro liberale, Croce), e’ mutilato nella sua umanita’ (arte e artigianato: istintivi nell’uomo, nel caso dell’arte impulso a produrre allo stato puro).

            @Habs, PEU:

            Per quanto riguarda i dazi, in italia c’erano fino alla riforma tributaria del 1970 e ricordo personalmente che si pagavano per certe merci sicuramente nel movimentarle da una provincia all’altra, non ricordo se fra comuni, ma spero di no vista la quantita’ di comuni che ci sono in italia (adesso sono 8000, ma prima dell’accorpamento deciso all’epoca dal duce credo fossero molti di piu’, e’ proprio vero che siamo la terra dove il comune si e’ originato – nei suoi anni d’oro peraltro, sia del comune che dell’italia intesa come espressione geografica ;).

            La riforma tributaria del 1970 fu l’inizio della fine per quanto riguarda il proliferare burocratico e il controllo dei fatti economici personali allo zero virgola: venne introdotta l’iva che e’ un’imposta demenziale, ha ragione Trump ad aggredirla, e venne introdotta la contabilita’ pignola ed obbligatoria ai fini fiscali, che creo’ il mestiere il guadagno e il potere per le centinaia di migliaia di commercialisti e annessi nel privato, che prima NON esistevano, nonche’ la pletora delle burocrazie e polizie fiscali nel settore pubblico di comando e controllo: prima le imposte venivano contrattate a occhio, il che poteva si’ portare a truffe e favoritismi, ma era anche piu’ umano. Mio padre all’epoca diceva che le tasse non hanno mai rovinato nessuno. Poi col passare degli anni e il progredire degli eventi ha cambiato completamente idea 🙂

            Peraltro all’epoca l’infedelta’ fiscale se non erro non aveva rilievo penale: si capiva che la galera per “evasione fiscale” (non so se allora esistesse il termine ne’ il concetto) equivale alla galera per un debito neppure contratto volontariamente. Il rilievo penale deve essere stato introdotto negli anni ’80 col progredire del debito pubblico e delle fame insaziabile di introiti fiscali dello Stato gia’ pericolante di suo nell’epoca del terrorismo rosso, quando il “non essere ne’ con lo stato ne’ con le BR” era molto frequente.

            Comunque non credo sia un caso che dal 1970 la crescita economica reale del paese si sia sostanzialmente arrestata, ed e’ diventata un fatto contabile di zeri-virgole mentre la percezione del popolo, dall’epoca, e’ stata di regresso e decrescita.

            @miguel:

            la vera devastazione del territorio e’ cominciata con la riforma urbanistica del 1970 che elimina lo jus edificandi dalla proprieta’ del terreno e introduce il concetto di “concessione edilizia a titolo oneroso”, perche’ rendendo il terreno edificabile un bene raro e quindi prezioso e costoso, e’ cominciato l’assalto alla diligenza da parte delle mille professioni speculative che sono sorte attorno, nonche’ la commistione di interesse economico fra pubblico e privato. Prima, esistevano regole e limiti ma solo negli ambiti cittadini e per edificazioni sopra una certa cubatura (che ne so tipicamente ad esempio oltre il cubo di 12 metri di lato). Poi, dopo la Bucalossi, l’introduzione dell’ISI-ICI-IMU da parte di Amato Ciampi nel 1992 fa il resto: i comuni sistematicamente destinano una parte del loro territorio all’edificazione per alimentare la loro insaziabile fame di introiti fiscali: il solo rendere edificabile un territorio dotandolo di concessione edilizia fa scattare il dovere da parte del proprietario di cominciare a pagarvi l’ICI. Un amico commercialista che ha fatto anche il revisosre fiscale del suo comune mi diceva che i comuni medio-piccoli, che sono tantissimi, ricavano i due terzi delle loro entrate dalla tassazione degli immobili (con le quali asfaltano le strade che PRIMA invece venivano asfaltate a spese dello stato giustamente con il gettito del bollo di circolazione e delle imposte sui carburanti)

            tu abiti in citta’ e in una delle citta’ piu’ ambite e costose del mondo, quindi probabilmente ti accorgi che ormai da decenni succede una cosa che prima era assolutamente impensabile: che una coppia che si sposa deve indebitarsi col mutuo fino alla pensione per avere il diritto di abitare in un appartamentino; ma non sai che prima non poteva succedere per il semplice motivo che se una casa costava troppo in un posto, uno si spostava un po’ piu’ in la’ e se la faceva da solo “alla amish”, era normale e considerato un diritto inalienabile: i professorini di adesso la chiamano villettopoli, ma allora i villettopolisti erano felicissimi di avere un tetto sopra la testa costruito con le proprie mani e l’aiuto dei parenti “in economia”, al massimo con qualche prestito sulla parola e qualche cambiale: un mondo mille volte piu’ umano e in cui era ancora bello vivere. Uno degli ultimi governi Prodi ha vietato persino i lavori cosiddetti “in economia” (ora e’ rato in quanto “nero”, “evasione fiscale”), con l’obbligo finale di rivolgersi ad un’impresa sottoposta a regime fiscale normale per qualsiasi lavoro.

            quelli che adesso si indignano del problema abitativo sono quelli che l’hanno creato, tu sei arrivato dopo e non lo puoi sapere, ma ti consiglio di starne alla larga, perche’ ogni cosa che fanno ha sempre e solo peggiorato la situazione mentre dicevano di volere il contrario (c’e’ tutta la diatriba sulla proposta di legge SULLO degli anni ’60…)

            ve lo avevo gia’ detto a suo tempo, ma ci si accorge solo delle cose che confermano i propri bias, non credo che questa volta sara’ diverso

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Forse gli anni ’80 sono stati il picco della libertà.”

          La libertà è sempre relativa a qualcosa.

          Nel Medioevo nessuno era libero né di volare, né di mettere lo stereo al massimo in pubblico.

          Oggi io non sono libero di mettere una sedia davanti al portone di casa e chiacchierare con gli amici, perché arriva un Suv mi ammazza sul colpo se ci provo, e se sopravvivo mi condannano per blocco stradale.

          Non sono nemmeno libero di stare nel Centro Commerciale un secondo dopo l’orario di chiusura, se no rischio l’arresto per occupazione abusiva di proprietà privata.

          Tu e io siamo liberi di farci una doccia quando vogliamo, lo sfrattato no.

          Il mozambicano medio non è libero di venire in Italia, io sono libero di andare in Mozambico.

          Poi se tu intendi che la tecnologia del controllo, su tutti i piani, è cresciuta in modo velocissimo negli ultimi anni, grazie all’elettronica, sono totalmente d’accordo con te.

          Altra cosa ancora è invece l’inasprimento progressivo delle leggi sulle manifestazioni, gli aggravanti per eversione e terrorismo, ecc. che sono sicuramente aumentati molto in Italia negli ultimi anni, specie con l’ultimo decreto governativo.

      • PinoMamet scrive:

        “Comunque, i dazi per entrare in città furono aboliti solo nel 1972”

        Beh, no, non proprio.

        Non erano dazi per entrare in città, ma erano imposte per le merci, poi sostituite dall’IVA.

        In pratica invece di un’aliquota fissa, le merci venivano pesate e poi si applicava un’aliquota diversa a ognuna di esse (a quanto ho capito).

        Mi sembra un meccanismo arcaico e macchinoso, comunque ha pochissimo a che fare con il traffico…

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Non erano dazi per entrare in città, ma erano imposte per le merci, poi sostituite dall’IVA.”

          Sì, certo. Volevo solo dire che la libertà di spostamento era diversa.

      • habsburgicus scrive:

        e fino a venti e passa anni dopo, dopo gli italiani dovevano esibire il passaporto per entrare in Francia, se ben ricordo.

        no..carta d’identità da tempi immemorabili (di certo già a fine ’70)….il passaporto era probabilmente richiesto sino alla fine dei ’50;
        io ho visto, da giovane, il Regio passaporto -azzurro con lo scudo sabaudo e i fasci littori, esteticamente più bello anche dei nostri passaporti verdi puramente italici che a loro volta erano infinitamente migliori dei nostri informi passaporti europei di oggi :D- del marito di una signora già anziana all’epoca: vi erano molti timbri francesi e di altri Stati, a quell’epoca il passaporto era richiesto dappertutto e diversi Stati europei pretendevano pure il visto (in Germania no, entravamo senza visto dati i “rapporti speciali” fra “i due Stati e i due Partiti” come si diceva 😀 😀 i belgi però dovevano avere un visto tedesco con la scritta “DEUTSCHES REICH” e un’enorme svastica 😀 😀 😀 che basterebbe da sola a rendere invalidi quei pasaporti..se non fossero passati 90 anni, dunque sono scaduti di loro :D)
        altri tempi..che sono finiti, con grande giovamento di tutti, anche grazie alla politica europeista, non dimentichiamolo

        • paniscus scrive:

          “no..carta d’identità da tempi immemorabili (di certo già a fine ’70)….il passaporto era probabilmente richiesto sino alla fine dei ’50;”—-

          Io ricordo con ragionevole certezza di aver dovuto fare il passaporto per poter andare in Germania, negli anni ottanta.

          • habsburgicus scrive:

            io sono stato in Germania, in Freiburg im Breisgau, passando per la Svizzera con la mia famiglia nel 1982 e non avevo il passaporto…anche in Danimarca nel giugno 1983 entrai senza passaporto ma mi rammento confusamente che alla frontiera terrestre tra Flensburg (D) e la Danimarca ci fu qualche problema (forse dovuto all’età, 14 anni, probabilmente si aspettavano che fossi iscritto nel passaporto dei genitori), evidentemente quella non era ancora la prassi ma alla fine i danesi mi fecero passare lo stesso…….il mio primo passaporto l’ho fatto dopo, probabilmente nel 1984 per la Svezia (dove poi, vidi, non controllavano assolutamente nulla :D)……all’epoca non tutte le carte d’identità avevano la dicitura “valida per l’espatrio”, in caso di assenza era opportuno avere il passaporto…..forse era quello il tuo caso

        • roberto scrive:

          Io credo di aver fatto il mio primo passaporto nel 1990 per andare in URSS…prima avevamo ampiamente girato in Europa con le sole carte d’identità…ed in effetti c’è un accordo concluso nel quadro del consiglio d’Europa nel 1957 che permetteva ai cittadini degli Stati contraenti di viaggiare con la sola carta d’identità (non di quando è entrato in vigore ma sicuramente nei primi anni 60)

          • roberto scrive:

            trovato!

            è l’accordo di parigi del 1957.
            https://www.coe.int/fr/web/conventions/full-list?module=treaty-detail&treatynum=025

            tra germania ed italia è entrato in vigore nel 1958, quindi è da allora che si può girare con la carta d’identità

            la danimarca invece non l’ha mai firmato quindi chissà come era nel 1983…

            guardando mi si è sbloccato il ricordo del “certificato di nascita con foto” che usavamo io e mio fratello bambini per espatriare con i genitori 🙂

            • habsburgicus scrive:

              @Roberto
              queste cose possono apparire triviali, ma dimostrano molto….
              ad esempio, nella controparte (l’ex-Patto di Varsavia) npn c’era nulla di simile….tante belle parole, “socialismo”, “fratelòlanza” ma vi erano controlli dei passaporti anche fra loro, e piuttosto duri..non è che il povero tedesco dell’Est, dopo essere riuscito a impietosire la STASI 😀 e a ottenere un passaporto valido nel campo socialista, potesse andare nella “gloriosa URTSs, spada del proletariato” con tutta ‘sta facilità..manco in Polonia era facilissimo, l’eccezione era il lago Balaton (ma ci voleva pur sempre un passaporto) !
              noi occidentali li battevano cento a uno in fatto di integrazione…e forse non è un caso che noi ci siamo ancora e il blocco socialista no 😀

  32. Corpo umano scrive:

    https://www.remocontro.it/2025/05/04/con-i-giovani-ribelli/

    Antonio Cipriani sui giovani ribelli.
    Quindi qualche sponda la stanno trovando.
    Certo se vuoi convincere il benpensante, non otterrai niente
    Ma che te ne fai del benpensante?
    È una “boccia persa”.

    • Corpo umano scrive:

      https://valori.it/tipping-point/
      Sarà bene che il benpensante capisca cosa sono i tipping point
      Lo spiega il simpatico Luca Lombroso.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @corpo umano

        “tipping”

        Quello che l’articolo – peraltro meritorio – non dice (probabilmente per mancanza di spazio) è che spesso un sistema con tipping point ha istéresi.

        Significa che – guardando alla figura con la pallina che passa dal bacino A al bacino B – una volta finita in B avendo superato un certo dislivello la pallina non torna più in A se si percorre lo stesso dislivello al contrario.

        Immaginiamo che la figura sia la sezione bidimensionale di un grafico a tre dimensioni. Una volta finita in B, la pallina esce dal foglio e va ad assestarsi in un punto C. Tornare da C ad A ovviamente richiede un percorso ben più lungo che tornare da B ad A.

        Così, una volta superata ad esempio una certa % di CO2 in atmosfera non è che riducendola ai livelli passati torniamo indietro.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  33. Miguel Martinez scrive:

    Poi è chiaro che con Peucezio sono d’accordo, quando parla del crescente isolamento delle persone. Leggo questa piccola riflessione a caso, che fa parte della “Città tutto a/da Casa” come dice il Manzini:

    L’epidemia dell’isolamento

    Le persone sono sole. La maggior parte di loro non lo ammette apertamente, ma è così. La situazione è peggiore per le generazioni più giovani. Non sono cresciute con i legami interpersonali. Sono cresciute con gli schermi. Con le prestazioni. Con gli algoritmi.

    Non parlano tra loro di persona. Si scambiano messaggi. Scorrono i social. Si osservano a distanza. L’intimità è qualcosa di estraneo. Così come la vulnerabilità. La maggior parte dei loro “amici” sono persone che non hanno mai toccato.

    I vecchi sistemi di supporto sono scomparsi. Niente chiesa. Niente famiglia allargata. Niente centri comunitari. Niente veri mentori. Ciò che resta è la scuola e la casa. La scuola è piena di pressioni. La casa è spesso vuota. Un genitore ha due lavori. L’altro non c’è.

    È qui che entra in gioco l’IA.

    Sempre più persone parlano con i chatbot IA come se fossero dei terapeuti. La usano per sfogarsi. Per fare domande che hanno paura di fare ad alta voce. Per ottenere conforto che non ricevono da nessun altro.

    Lo chiamano uno scherzo, ma non lo è. Ascolta. Risponde. Non li fa vergognare. Non se ne va. Per la maggior parte delle persone oggi questo è sufficiente.

    Non stanno scegliendo l’intelligenza artificiale al posto delle persone. Non hanno mai avuto persone nella loro vita.

    Ecco come si presenta questa epidemia. Non ci sono urla. Non ci sono rivolte. Solo silenzio. Solo isolamento. Una persona in una stanza. Che parla con uno schermo. E chiama quella connessione.

    Questo è il futuro. Nessuno l’ha pianificato. Nessuno ha lottato per ottenerlo. È semplicemente successo.

    E non scomparirà.

    https://redd.it/1ke0zof
    @failures_of_capitalism

    • Peucezio scrive:

      Mah, se n’accorgono ora che ci sono le nuove tecnologie…
      Già nei film di Antonioni, sessant’anni fa, emergeva la solitudine e l’incomunicabilità.

      È un fenomeno legato al boom, alla TV, non certo alle nuove tecnologie, che semmai ricerano una rete di interazioni e contatti.

    • roberto scrive:

      miguel

      “Le persone sono sole. La maggior parte di loro non lo ammette apertamente, ma è così. La situazione è peggiore per le generazioni più giovani. Non sono cresciute con i legami interpersonali. Sono cresciute con gli schermi. Con le prestazioni. Con gli algoritmi.”

      sai che esito un po’ su questa cosa?

      avendo due figlioli (adolescente e giovanotta) a me sembra che abbiano avuto più o meno gli stessi legami interpersonali che quelli che ho avuto io, con probabilmente molti più legami con i genitori (io faccio un mare di cose con i miei figli, concerti, sport, viaggi….mio padre non è mai venuto a vedermi giocare e non siamo mai andati insieme a vedere una partita)

      ci provo
      scuola = uguale

      legami con gli anziani della famiglia = io avevo i nonni lontani, stessa cosa per i miei figli che però grazie a whatsapp *vedono* i nonni regolarmente, grazie alla democratizzazione dei voli li vanno a trovare regolarmente e grazie ai social partecipano gli uni alla vita degli altri

      vita associativa = mio figlio identica alla mia: squadra di basket che assorbe la maggior parte del tempo libero. mia figlia zero

      legami con gli adulti = come dicevo io coinvolgo i miei figli immensamente di più di quello che facevano i miei, e questo vuol dire coinvolgerli anche con i miei amici.

      non so se è una questione di fortuna, o personale o generazionale, ma soprattutto il punto “legami con gli adulti” mi colpisce molto. Non credo di aver mai fatto un’attività con gli amici dei miei genitori, mi è capitato di portare in giro i figli dei miei amici e che i miei figli siano stati portati in giro dai miei amici

      • Peucezio scrive:

        Io credo che gli esempi di Roberto illustrino bene la realtà di oggi.

        La tecnologia e i diversi rapporti famigliari, che creano una rete attorno agli adolescenti e ai giovani che un tempo non c’era.

        Se parliamo dei miei nonni, almeno i maschi crescevano praticamente in mezzo alla strada, quindi nella relazionalità continua.

        Ma i miei zii per esempio non dovevano andare a giocare in strada con gli altri bambini perché erano “monelli” e il senso di distinzione e di decoro borghese imponeva una vita molto casalinga. Poi compensavano a scuola e vabbè.

        La mia generazione poi (e in generale quelle nate negli anni ’60-’70) è stata forse la più alienata, cresciuta parcheggiata davanti alla TV.

        Questi qua invece hanno i padri che li portano in giro e partecipano a quello che fanno, hanno un sacco di amichetti e attraverso le tecnologie sono in costante comunicazione con loro, insomma, a me sembra che non siano mai soli.

        • roberto scrive:

          Peucezio

          “ La mia generazione poi (e in generale quelle nate negli anni ’60-’70) è stata forse la più alienata, cresciuta parcheggiata davanti alla TV.”

          Anche secondo me è così

          • MOI scrive:

            Però internet e gli smarfi hanno il potere immenso di portare direttamente un bucio di paesino sperduto su scala planetaria.

            Nel bene come nel male… non si se avete visto “Il Ragazzo dai Pantaloni Rosa” il film tratto da una storia
            vera di cyberbullismo.

            Roba che ti mette voglia non solo di sottrarre migliaia di minori alle famiglie, ma … pure di reintrodurre la Pena Capitale.

            E se non basta , di abbassarne l’ età minima legale per l’ Esecuzione a 14 anni, anche meno.

            • roberto scrive:

              moi

              “Nel bene come nel male”

              appunto…siccome tutti parlano solo del male, fammi parlare del bene.

              io vivevo a 700 km dai nonni, li vedevo 15 giorni a natale e 15 giorni in estate e poi durante l’anno ci si sentiva la domenica al volo, perché il telefono costava un botto e quindi ci si limitava a “ciao nonna tutto bene, bacioni”

              i miei figli vivono a 1200 km dai nonni, li chiamano quando vogliono e per il tempo che vogliono (Voip) e per di più li vedono con le videochiamate.

              • Peucezio scrive:

                Voip? Ma non si usava vent’anni fa?

                Oggi non si fa con teams, zoom o molto più semplicemente con whatsapp e telegram in videochiamata?

              • Peucezio scrive:

                O, quanto al solo audio, whatsapp o telegram appunto.

                Ormai la gente li usa anche per fare le chiamate normale, senza rendersi conto che se non sei a casa ti sta facendo consumare traffico dati per niente.
                Gli anziani soprattutto hanno disimparato a fare le chiamate normali, ormai usano lo smartphone come un terminale whatsapp.

              • roberto scrive:

                peucezio,

                si certo!

          • Francesco scrive:

            io ho ricordi eccezionali di quello che passava la TV!

            ed essendoci solo una TV in casa il tempo di esposizione era controllato da mamma, per il resto libri e soldatini e disegnare … un pò di basket nei periodi migliori. un sacco di compiti (o almeno così mi pareva)

            pochissima vita fuori casa ma ero uno sfigato

            PS e tutta TV educativa, da Uomo tigre in giù!

    • Francesco scrive:

      >>> I vecchi sistemi di supporto sono scomparsi.

      il solito catastrofismo generico.

      >>> Niente chiesa.

      non so cosa dire, ai miei tempi l’oratorio c’era eccome e mi pare ci sia ancora. anche se non lo ho quasi mia frequentato.

      >>> Niente famiglia allargata.

      statisticamente sarà anche vero: però noi siamo 21 cugini di primo grado (da una sola parte) e quindi i miei figli hanno un mare di loro cugini con cui fare cose e mille mezzi per comunicare (ai miei tempo io era andato a Bergamo ed era come se fossin Burundi)

      >>> Niente centri comunitari.

      e che cazzo sono?

      >>> Niente veri mentori.

      vabbè, qui siamo ai romanzi ottocenteschi, direi!

      >>> Ciò che resta è la scuola e la casa. La scuola è piena di pressioni.

      esattamente, quali pressioni si incontrano nella scuola italiana? manco quella a imparare a leggere e scrivere, mi pare

      >>> La casa è spesso vuota.

      questo dipende al 100% dai genitori. da come stanno a casa quando ci sono.

      Ciao!

  34. MOI scrive:

    @PINO MAMET

    Hava Nagila in chiave anti-israeliana, mondo ebraico protesta

    I Patagarri cambiano Hāvā Nāgīlā trasformandola in una canzone pro Palestina, cosa dice il testo ebraico
    Al concerto del Primo Maggio i Patagarri hanno inneggiato alla Palestina libera sulle note di Hāvā Nāgīlā, una canzone della tradizione ebraica

    • MOI scrive:

      Fra i commenti da Social AntiSionisti, qualcuno che “ha studiato” conclude che bisognava affondare la nave Haganah prima che potesse giungere al porto di Haifa nel 1947.

    • PinoMamet scrive:

      Lo so, lo ho letto su praticamente tutti i media ebraici che seguo, più tutti i giornali di destra che non seguo ma che google mi segnala lo stesso.

      Che dire?
      Credo che ognuno abbia diritto di suonare la musica che vuole, fatti salvi i diritti d’autore.

      Però in effetti usare una canzone sionista (non semplicemente ebraica: Hava Nagila è nata per festeggiare la Dichiarazione Balfour) per mandare un messaggio anti-israeliano sia un esempio da manuale di “cultural appropriation”…

      più o meno come il tizio israeliano che vende le kefiah con il disegno a stella di David anziché pied-de-poule, le chiama con un termine ebraico antico e dice che i palestinesi le hanno rubate agli ebrei…

      • MOI scrive:

        Certi altri paono aver scoperto la Diaspora dopo aver appreso da siti (ovviamente) Americani che Israele proibisce i test del DNA perché dimostrerebbero che gli Israeliani sono Bianchi dell’Europa Centrale … quindi se hanno il DNA Ebreo Semitico totalmente diluito sono Colonizzatori Bianchi.

        E poi “si sa ” 😇 … i Profeti della Torah erano tutti Arabi e Musulmani, come Gesù.

      • PinoMamet scrive:

        “Israele proibisce i test del DNA”

        ??
        Va di moda dire anche il contrario, cioè che Israele determinerebbe la cittadinanza in base a test genetici che provano se sei ebreo.

        Ovviamente sono entrambe balle.

        I test genetici non possono provare l’ebraicità di nessuno, semmai possono dare qualche indizio;

        e Israele non li proibisce, tantomeno perché dimostrerebbero che gli ashkenaziti sono europei (anzi, moltissimi israeliani hanno partecipato volontariamente a test genetici), ma ne regola l’uso per impedirne eventuali abusi
        (tipo, puoi fare un test per determinare la paternità solo su richiesta di un tribunale…)

      • firmato winston scrive:

        A proposito degli askenazy (io conoscevo solo l’ottimo pianista a suo tempo scappato dall’urss), c’e’ tutta la storia della tredicesima tribu’ sulla quale deve aver scritto qualcosa Arthur Koestler, ne sapete qualcosa? A quel che ho capito c’e’ tutta una corrente di complottismo della serie “chi controlla veramente il mondo” che ne fa uso. Oltre a questo non ne so nulla.

        • PinoMamet scrive:

          Sì, ne ho sentito parlare, è la storia dei Khazari, popolazione turcofona convertita all’ebraismo; che alcuni vorrebbero (secondo me poco probabilmente) come antenati di tutti gli ebrei di lingua tedesca, cioè gli ashkenaziti;
          pensando con ciò di delegittimare la loro presenza in terra di Israele…

          ogni tanto se ne è parlato sul blog.

          • habsburgicus scrive:

            vi è un libro serio, scritto prima della popolarizzazione delle tematiche afferenti la Palestina, all’epoca ancora non dibattute…
            mi riferisco al libro A History of the Jewish Khazars, edito nel 1954 dall’americano D.M. Dunlop, che era anche buon bizantinista;
            di epoca recente (2007), per restare nel campo serio, vi è il manuale Hdo (Handbuch der Altertumswissenschaft della Brill) intitolato “The World of the Khazars”, edito nel 2007 a partire dagli atti dell’International Khazar Colloquium che si tenne a Gerusalemme, a cura di Peter B. Golden, Haggai Ben-Shammai e András Róna-Tas

            • habsburgicus scrive:

              insomma, per ricapitolare
              1.se uno vuole conoscere i Khazari (per quanto possibile), legga Dunlop e/o Golden, e le opere citate nelle loro bibliografie
              2.se uno vuole avere una storia avvincente, ben scritta ma forse con innumerevoli voli pindarici, legga Koestler 😀
              3.se uno, anzichè leggere :D, vuole provare un sostituto più costoso della carta igienica si procuri (quasi) tutti gli altri, in genere privi di qualunque merito scientifico e a differenza di Koestler (che era in gamba !) manco ben scritti 😀

      • firmato winston scrive:

        E a proposito di europei, indoeuropeo e loro provenienza a cui accennavate tempo fa, c’e’ un credo ottimo podcast qua, un po’ woke secondo lo stile dei tempi ma molto aggiornato allo stato della ricerca, credo, utile per chi come me ne sapeva poco:
        https://www.ilpost.it/2023/12/22/invasione-podcast/
        Ma per voi che siete del mestiere magari e’ troppo elementare (o peggio tendenzioso e poco accurato). E’ una narrazione che potrebbe incrociarsi con quella della “tredicesima tribu'”. Credo che presenti con troppa sicumera dati molto incerti e congetturali, basati su prove evanescenti.
        Riporto:
        “L’invasione racconta del protoindoeuropeo e delle persone che lo parlavano incrociando la linguistica e la mitologia, ma anche l’archeologia e la genetica, che negli ultimi anni ha dato la risposta a molte delle domande su cui per decenni si sono arrovellati gli studiosi. Nel podcast compaiono, fra gli altri: Ötzi, la più famosa mummia europea; i mitici fondatori di Roma, Romolo e Remo; il popolo degli uiguri; gli autori dei testi sacri dell’induismo e molti, molti altri.”

        • PinoMamet scrive:

          Faccio fatica a seguire i podcast;

          so che da un po’ si tende a collegare i primi dialetti proto-indoeuropei con la “cultura di Yamna”, o yamnaya, più o meno nell’area russo/ucraina;

          che poi si sarebbe evoluta a contatto ncon altre popolazioni.

          Ho letto interessanti, se pur altamente ipotetiche, ricostruzioni del loro pantheon primitivo (con un proto-Zeus signore del cielo, proto-Poseidone signore dei cavalli, una coppia di gemelli magici proto-Romolo e Remo o Castore/Polluce o Eteocle/Polinice ecc.)

          Curiosamente la maggior percentuale di geni legati a questi yamnaya si troverebbe tra i baltici, compresi gli estoni che parlano una lingua del tutto scollegata…

          invece i cacciatori/raccoglitori dell’Europa occidentale avrebbero avuto (così dimostrebbe per esempio “l’uomo di Cheddar”) la pelle scura, mentre pelle e capelli chiari sarebbero stati un’innovazione nata per mutazione genetica in Anatolia, portata dai “coltivatori neolitici” e poi diffusasi in Europa perchè più vantaggiosa…

          comunque tutte le popolazioni europee, in percentuali variabili, discenderebbero da questi 4/5 ceppi principali variamente incrociati (yamnaya/”indoeuropei”, cacciatori occidentali, cacciatori orientali, coltivatori anatolici, coltivatori iranici).

          • MOI scrive:

            Nei podcast perdono tutti un sacco di tempo fra chiacchiere, battute, autocelebrazioni, cazzeggio … peggio dei DJ.

            NEL MERITO l’ Uomo di Cheddar è praticamente la versione molto abbrabbronzata del fratello minore di Cristian Carbognani (simpatico
            personaggione ex pugile, tiktoker, attivista animalista, attore amatoriale … Sant’ Ilario d’ Enza (RE)
            😁😀

            Siccome l’ Uomo di Cheddar era un po’ scuretto … possiamotranquillamente castare un attore del Sud Sudan a interpretare Erik il Rosso per Hollywood / Netflix

            😃😁😆
            😃😄😁

            • MOI scrive:

              NON so come si chiami ma esiste … appare ogni tanto nei video del fratellone come secondo personaggio per lo più di scenette comiche.

            • firmato winston scrive:

              @MOI:
              “Nei podcast perdono tutti un sacco di tempo fra chiacchiere, battute, autocelebrazioni, cazzeggio … peggio dei DJ”

              dipende: io i “podcast” di norma me li faccio da me: scarico (ci sono strumenti per poterlo fare) da youtube, rumble, archivi vari di radio o streaming, e poi trasformo in mp3 equalizzando e togliendo la pubblicita’ (con un editor audio tipo audacity si fa presto)

              in internet c’e’ di tutto, per cui se cerchi lammerda ne trovi fin che vuoi, e poi l'”algoritmo”, verificato che tale e’ il tuo interesse, te ne ripropone all’infinito e solo di quella…

              e poi ci sono un sacco di volonterosi carnefici, di utili idioti, che non sapendo altro passano il tempo libero a diffonderla solo per farsi notare di quanto sono furbi e intelligenti ad “epater le bourgeoise”… il quale a sua volta gode masochisticamente nel sentir fustigata la sua frustrazione impotente

              c’e’ da dire che purtroppo i bei tempi del “far west” stanno terminando, con il solito pretesto (la sicurezza), dopo averci indotti ad entrare nel recinto stanno chiudendo i cancelli: il filtraggio dei contenuti e’ sempre maggiore, lo scaricamento con obbligo di streaming sempre piu’ difficile, il login identitario sempre piu’ ubiquo, la tendenza al business del contenuto a pagamento crescente (ricordiamo che oggi non c’e’ di peggio che non dare un prezzo e far pagare possibilmente cara qualsiasi cosa, compresa l’acqua che si beve e l’aria che si respira, con la scusa che disinquinare costa: viviamo nell’era dell’economia e quindi della scarsita’ delle risorse: <i/esse DEVONO essere scarse

              brutti tempi in arrivo

          • firmato winston scrive:

            Si’ piu’ o meno dicono proprio queste interessanti cose, assieme a molte altre (dura diverse ore).

            Nemmeno io riuscirei ad ascoltare i podcast se non mentre mi sposto in bicicletta (che per me equivale a dire mentre mi sposto). Il podcast e’ l’equivalente della radio, va bene mentre stai facendo qualcosa di fisico e abituale che non impegna la mente. Peraltro quando ascolti qualcosa di interessante e’ incredibile come ti si associa indelebilmente al posto nel quale stavi passando, migliorando la percezione di entrambi, cio’ che ascolti e il posto.

            Moi, questo podcast non ha proprio nulla a che vedere con cio’ che dici, non so cosa diavolo ascolti di solito.

          • habsburgicus scrive:

            Yamna/Yamnaya potrebbe avere qualche affinità linguistica con Yavana, il nome dei Greci “Ioni” nella tradizione anatolica hittita e post-hittita e in tutto l’Oriente ? (tuttora Grecia è per i tuerchi Yunanistan “la terra degli Ioni”)

            • PinoMamet scrive:

              Leggo che la cultura di Yamna/Jamna prenderebbe il nome da un termine ucraino che indica la fossa, e sarebbe semplicemente la “cultura delle tombe a fossa”.

              Ma Yamnaya suona esotico ed ancestrale 😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Jamna”

                In Polacco ‘jama’ è la caverna, e in generale la tana di un animale. (A Cracovia ‘Jama Michaijlikowa’, ‘la tana di Michail’, e’ un locale storico del centro). Il suffisso “aya” sa di assonanza col Russo, dove si trova nel nominativo singolare femminile dell’aggettivo qualificativo (e ‘jama’ in effetti et sostantivo femminile).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Ciao!

              • Peucezio scrive:

                A me risulta jamnaja ed è russo.

                Se poi adesso hanno ucrainizzato perfino quello per servilismo non lo so.

              • firmato winston scrive:

                @PEU:
                “A me risulta jamnaja ed è russo.”

                Be’ sempre dal proto-indoeuropeo dovrebbe derivare, a meno che il termine non sia stato assorbito da culture preesistenti 🙂
                Il podcast ha una ricca bibliografia, e il racconto che ne fa pur piu’ dettagliato corrisponde a quel che ci ricorda Pino, se ho capito bene entrambi:
                https://www.ilpost.it/2024/01/05/invasione-testi/

  35. MOI scrive:

    https://www.virgilio.it/notizie/i-patagarri-cambiano-hava-nagila-trasformandola-in-una-canzone-pro-palestina-cosa-dice-il-testo-ebraico-1676119

    https://www.virgilio.it/notizie/i-patagarri-rispondono-alla-comunita-ebraica-dopo-le-polemiche-sulla-palestina-migliaia-di-bimbi-uccisi-1676226

    I Patagarri rispondono alla Comunità ebraica dopo le polemiche sulla Palestina: “Migliaia di bimbi uccisi”
    I Patagarri rispondono alla Comunità ebraica dopo lo slogan ‘Palestina libera!’ al Concertone del 1° maggio: “Macabro è chi bombarda civili”

    • PinoMamet scrive:

      …mah.
      Ribadisco, per quanto mi riguarda uno può suonare quello che gli pare, ma con un’operazione del genere sapevano, o dovevano sapere, di esporsi a critiche.

      Forse era quello che volevano, e contenti loro.

      Altrimenti, se volevano mandare un messaggio pro-Palestina, potevano suonare musica palestinese…

    • habsburgicus scrive:

      @Moi@chiunque
      ma chi sono ‘sti Patagarri ? (scusate la mia deplorevole, e forse imperdonabile, ignoranza del tema)

        • MOI scrive:

          Il termine deriva da una parola on finto Sardo inventata da Aldo Giovanni e Giacomo negli Anni Novanta … quando “facevano i Sardi senza esserlo”.

          All’ epoca c’ era sì e no Windows98 con Modem 56k … capite quindi che i Sardo veto non potevano massacranti in modo aggressivo passivo sui social.

          Cosa che invece, oggi, non esiterebbero a fare … come tutti i ” presi in mezzo”.

          • MOI scrive:

            Sardo veto non potevano massacranti

            ……..

            I Sardi veri non potevano massacrarli.

            SBAGLIATORE AUTOMATICO

          • PinoMamet scrive:

            Moi, ti copio e incollo un paio di commenti trovati digitando su Youtube “Nico e i sardi”:

            “Da Sardo mi offenderei se non trovassi piu’video fantastici come questo,mi fanno morire dal ridere.Bravissimi sempre e per sempre.Un saluto dalla Sardegna.”

            “Da sardo, Giovanni è uno dei pochi che sa “prendere in giro” i sardi in modo simpatico e divertente”

            “io sono sardo e devo dire che questa è la migliore interpretazione dei sardi i migliori”

            “o, da sardo, ne ho conosciuto solo uno che detestava questi sketch; con tutti gli altri ci passavamo le giornate a ridere; in più avevo un amico che si chiamava Franco, le battute che facevamo; pure quando sono andato a vivere al Nord quando incontravo altri sardi era lo stesso”

            Controlla tu stesso:
            https://www.youtube.com/watch?v=CjiAPJRsFVU

            decisamente, devi smettere di guardare sempre al lato brutto delle cose…

            esistono anche le persone normali, che non odiano gli altri e che sanno farsi due risate

            (PS anche a Napoli, sai?)

  36. MOI scrive:

    Cmq ho notato che , fra AfroItaliani,quando NON ci sono Italiani con cui litigare … i Nord Africani per magia smettono di essere Africani e diventano Arabi.

    Senza Neri alcuni Nord Africani sempre per magia smettono di essere Arabi e diventano Amazigh.

    😇

    • MOI scrive:

      In occasione della Coppa Africa di Calcio, i Neri hanno festeggiato felicissimi la sconfitta del superfavorito Marocco … tipo i tifosi Napoletani che hanno appena scalzato l’ Inter.

    • habsburgicus scrive:

      @Moi
      in Algeria talora vi sono scritte in berbero (tamazight), ad esempio nel cuore di Algeri vicino alla casbah e anche in un caffè nella casbah dove il caffè costa 30 centesimi di euro :D…sono belle e stridono con l’arabo 😀
      in Algeria però sono rare..e dove ce l’aspetteremmo (all’interno), NON ci sono a parte eccezioni….il francese, oggi in crisi tra i giovani, resta più diffuso sui manifesti ecc..e per fortuna ci sono le baguettes, 50 dinari (20 c.) e passa la paura 😀 in un luogo fuori di Algeri mi hanno pure dato il pane gratis ” ! en Algérie le pain c’est gratuit pour le peuple” mi spiegarono
      l’Algeria è uno Stato che si dichiara “arabo” quindi non ama (troppissimo) la tradizione berbera, a parte nel Sud ove ci sono regole speciali di ingresso per noi stranieri
      mi dicono (non ci sono mai stato) che in Marocco -Monarchia filooccidentale che credo abbia cessato di definirsi “araba”- il tamazight sia molto più diffuso

      • MOI scrive:

        Pare esserci una forte riscoperta identitaria e orgogliosa del Darija, in Marocco … tipo il Napoletano dopo i libri Pino Aprile, che si offendono tutti se lo chiami “dialetto” e ti scomodano l’ UNESCO.

      • PinoMamet scrive:

        Per motivi personali mi sono trovato diverse volte a vedere siti marocchini e vedo che almeno a livello istituzionale si trova quasi sempre la traduzione in lingua e caratteri “berberi”, oltre all’arabo e al francese.

        Credo sia una politica piuttosto recente ma sicuramente ufficiuale.

  37. habsburgicus scrive:

    @Andrea@tutti
    è affascinante come i turkmeni rendano il nome del presidente polacco, Anjeý Duda (basandosi sulla pronuncia di Andrzej)..
    dall’agenzia ufficiale turkmena che ci comunica che il presidente turkmeno Serdar Berdimuhamedow si è congratulato ieri 3 maggio, per la Festa Nazionale della Polonia, con il suo omologo polacco..en passant, la Costituzione polacca del 3 maggio 1791 è anteriore di pochi mesi alla Costituzione francese “moderata” del settembre 1791 (quella che manteneva il Re ma gli lasciava solo diritto di veto sospensivo e che non durò oltre il 10 agosto 1792 quando orde di sanculotti fecero prigioniero il Sovrano alle Tuileries; del resto, già il 20 giugno 1792m altri sanculotti avevano costretto il Sovrano a indossare il berretto frigio..insoma una Costituizione mai entrata in vigore :D) ed è la seconda Costituzione “moderna” al mondo dopo quella USA del 1787 (convention di Philadelphia)
    noterete la bellezza dell’alfabeto turkmeno latino, che ha qualche dissomiglianza dal turco (invece gli azeri, con un’eccezione, copiarono la grafia turca) https://tdh.gov.tm/tk/post/44716/turkmenistanyn-prezidenti-polsa-respublikasynyn-prezidentini-gutlady-8

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ habsburgicus

      “Duda”

      Sì, in effetti la Costituzione del 3 maggio te la trovi in molta toponomastica Polacca.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  38. MOI scrive:

    @ MAURICIUS TARVISII

    Come l’ ha presa Gentilini quella gita scolastica in moschea nel Trevigiano dove addirittura han fatto mettere a culo per aria i putei con la fronte verso La Mecca ?

    Spero che l’ Imam NON abbia anche fatto fare la shahada per gioco !

  39. MOI scrive:

    PER ME, il non-luogo è dove ci sono persone sradicate … il luogo dove ci sono persone con una identità legata al territorio.

    Quindi, purtroppo ad esempio, Bologna e Londra sono divenute “non-luoghi” … Napoli e Calcutta invece sono ancora “luoghi”.

    • firmato winston scrive:

      da questo punto di vista temo che a portare al “non luogo” e allo sradicamento sia stato il passaggio dalla civilta’ contadina comunitaria a quella urbanizzata in toto: per ovviarvi, per riempire il vuoto creando un nemico a definire per differenza la propria nuova identita’, si e’ dato l’avvio a varie mitologie fantastiche come il nazionalismo, lo sport competitivo di squadra (tipicamente di una citta’ contro l’altra), la lotta di classe, l’eco-ambientalismo, e chissa’ cos’altro che nemmeno percepiamo in quanto naticisi e cresciutici dentro.

      ma forse sarebbe corretto risalire ancora piu’ indietro nel tempo, al passaggio dalla raccolta sportiva di cio’ che serve per vivere e che il mondo offre in abbondanza gratuitamente, all’inizio del regno della scarsita’, del lavoro e dell’investimento nella coltivazione

      se notate con lo sguardo del marziano, ancora adesso, nonostante il pesantissimo condizionamento “educativo” che ormai va dalla culla alla tomba e che condurra’ molti a considerare queste osservazioni offensive irricevibili e scandalose, consideriamo istintivamente la caccia e la raccolta degli sport e non dei lavori, cosa che io trovo altamente significativa

      • Corpo umano scrive:

        https://www.resilience.org/stories/2020-10-08/the-lost-forest-gardens-of-europe/
        Del cacciatore raccoglitore europeo restano gusci di nocciole, il loro alimento base che a quanto pare veniva un po’ coltivato.
        Le battute di caccia consistevano nel creare delle radure dove gli erbivori erano attirati dalla particolare vegetazione. Poi, zac! comoda imboscata. Poco sportivi, direi.
        Quando associ l’agricoltura alla scarsità, però non dimenticare l’incremento demografico provocato dall’agricoltura stessa e le pratiche di coltivazione che hanno portato all’inaridimento della Mezzaluna Fertile.
        Invece troviamo agricolture perfettamente sostenibili in varie altre zone del mondo, anche a migliaia di anni di distanza.
        Vedi la Cina prima del boom industriale, che benché sovrappopolata era perfettamente autosufficiente e con agricoltori super competenti che non avevano bisogno di nessuna rivoluzione verde
        C’è il già il link da qualche parte, ma lo reinserisco
        https://grain.org/en/article/6970-insights-into-the-evolution-of-china-s-agri-food-system
        Che poi l’agricoltura su piccola scala significa tanti villaggi dove la socializzazione può aver pregi e difetti.
        Ma sai come dice il Tao al sovrano…riempi la loro pancia, che non abbiano altro a cui pensare. Circa una cosa del genere.

        • Francesco scrive:

          Mah … questa descrizione paradisiaca della Cina classica mi puzza del classico occidentale innamorato!

          • Corpo umano scrive:

            Occidentale no. È una intervista fatta a un agricoltore cinese.
            Ma si sa che sono i piccoli agricoltori, pescatori e allevatori a sfamare la gran parte del mondo. Mica l’agroindustria. Quella gira sul superfluo per ricchi senza identità e radici
            Come sono infelici
            Senza salde radici….
            Eccetera

            • Francesco scrive:

              mi permetto di riservarmi una dose gargantuesca di dubbi, su questa osservazione, ma non essendo il mio carrugio di più non dico

              PS l’orecchio dell’intervistatore, spesso, sente le risposte che vuole lui

    • roberto scrive:

      moi

      “Bologna […] “non-luoghi” ”

      Bologna da quando la conosco (metà anni 80) è un “non luogo” di “persone sradicate”, nel senso che è da sempre una città che ha circa un quarto della sua popolazione composta da studenti…personalmente quello che mi colpisce più che “le persone sradicate” è il fatto che negozi, botteghe, osterie, trattorie storiche chiudono…e che il centro è diventato una specie di lunapark del cibo

      non so però se la definirei un “non luogo”

      • Peucezio scrive:

        Capisco negozi e botteghe, ma se è diventato un lunapark del cibo, come mai chiudono osterie e trattorie storiche?

        • MOI scrive:

          Hanno provato (ora al secondo giro ridotto) con Oscar Farinetti a far espressamente (!) il Luna Park del Cibo per il Resto del Mondo però è stato un clamoroso fiasco.

          Olim “FI.Co” più in grande, ora “Grand Tour Italia” più in piccolo …

          Ma si sa , l’ Italiano Medio NON andrà al Luna Park del Cibo , bensì andrà nel ristorantino sperduto in culo ai lupi fra nebbie e tornanti che solo lui conosce.

          Moltiplicando poi per la quantità di piatti tipici che gli piacciono.

        • roberto scrive:

          Peucezio

          Nel senso che osterie tradizionali vengono sostituite da ristoranti che offrono qualsiasi tipo di cucina (non ti dico etnica, ma mi vengono in mente pugliesi, siciliani…).
          Mi sa che ormai è più facile trovare una carbonara con la carbocrema che la gramigna con salsiccia

          • MOI scrive:

            “Etnica” … sì lo so: “esotica” era troppo Occidentocentrico , ma temo che sia una pezza peggio del buco.

          • MOI scrive:

            A Bologna il vero Turista è il classico Terry😉 Fuoricorso &Fuorisede.

            😃😄😁

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            che tristezza.

            Con buona pace del liberismo forsennato di Mauricius, credo che questi siano proprio i casi in cui lo stato dovrebbe intervenire tutelando attività tradizionali che costituiscono il patrimonio storico di un luogo e non lasciar fare al mercato.

            Io da decenni avrei per esempio detassato fortemente e de-burocratizzato i locali storici.

            • Francesco scrive:

              si chiama imbalsamazione, io la praticherei con molta parsimonia

              • Peucezio scrive:

                Non è così.
                A parte che se valesse il tuo discorso distruggeremmo le cattedrali per fare i grattacieli,

                ma il punto è che molto spesso questa gente ha voglia di lavorare, ma non regge la pressione della concorrenza, del fisco…

                Ma poi non è che siccome i turisti non distinguono, bisogna dargli per forza la merda (con merda intendo cose standardizzate, finte tipiche, a volte magari anche qualitaviamente scadenti): li si può anche educare, si può far conoscere loro le cose davvero autentiche, che apprezzerebbero di più, ma partendo da zero non sanno come riconoscere e trovare.

                Tu sei un iconoclasta!

              • Francesco scrive:

                ai turisti la merda è di rigore, e più fa schifo meglio è!

                le cattedrali, in effetti, meritano di essere preservate ma se il popolo cristiano per cui le hanno costruite muore … resta un Partenone.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                beh, meglio il Partenone che niente.

                D’accordo, i turisti si pappino pure la merda, ma se poi le città italiane diventano di merda e quando ci vado io devo trovare locali convenzionali al posto di luoghi realmente caratterizzati, m’incazzo: vadano a mangiare la merda altrove a calci nel culo e si tengano lontani dall’Italia!

            • roberto scrive:

              peucezio

              “tutelando attività tradizionali che costituiscono il patrimonio storico di un luogo”

              non so, esito su questa cosa…un po’ mi piace l’idea che le città cambino e non siano fissate per sempre ad un’epoca scelta arbitrariamente…un po’ in effetti lo stravolgimento totale è troppo per i miei gusti. Non avrei idea di come, dove mettere un limite

              cioè mi piace l’idea che a bologna si trovino anche cose diverse dai tortellini, ma mi dispiacerebbe se non si trovassero più i tortellini (esagero, ma questo è l’andazzo)

              • PinoMamet scrive:

                Io non sono un iconoclasta, ma neppure un musealizzatore.

                Mi va benissimo che si sovvenzionino attività tradizionali, tra le quali metto senza problemi i tortellini.

                Ma sono contrario alle misure tipo “fuori il kebab dai centri storici”!

                Se agli italiani piace più mangiare il kebab che non i tortellini, embè, le cose andranno come sono sempre andate, cioè nel senso del cambiamento.

                Il mondo cambia dal giorno in cui è nato, e l’Italia pure.

                Anche noi cambiamo, minuto per minuto, non è un dramma, è la vita.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                io sono d’accordo con te.

                Il mio problema non è che ci siano i locali moderni.
                È che alla fine diventino tutti uguali e scompaiano quelli caratterizzati.

                Peraltro se in ogni angolo del mondo i locali sono simili, non c’è varietà.
                Il problema non è un’epoca contro un’altra.
                Il problema è la caratterizzazione contro la standardizzazione, i locali con un’anima contro quelli senz’anima.

              • Peucezio scrive:

                Per dire,
                anche se non c’entra coi locali.

                In Puglia c’è questa moda degli spaghetti all’assassina.
                A me le mode stanno sulle balle, sono un nostalgico e lo ammetto.

                Ma al tempo stesso riconosco che è una cosa nuova, inventata negli anni ’60 e diffusasi solo negli ultimi vent’anni o meno, ma è una cosa locale, tanto che è diventata un nuovo vessillo gastronomico.
                Cioè se vai in Giappone o in Australia o anche Verona o ad Asti mica li trovi.

              • Peucezio scrive:

                A parte che sono buoni.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                il problema non è il cambiamento, è l’omologazione.

                E bisogna anche dire che MAI il mondo è cambiato così velocemente.

                Anzi, molto spesso il cambiamento era così lento che una singola generazione non faceva in tempo a percepirlo, cioè era al di là della soglia percettiva della singola vita umana.

                Questo è un bene, un male? Non lo so.
                Certo, qualche scompenso lo crea.

                In ogni caso, ditemi quello che volete: per me tutto ciò che è perdita di pluralismo è un danno.
                Cioè benissimo i kebab se c’è chi vi ricorre (spesso più per i prezzi che altro), ma il problema è che il kebabbaro è uguale in ogni angolo dell’Orbe terraqueo, mentre la trattoria storica bolognese no, quindi la seconda va preservata, il primo, se ne chiude uno, ce ne sono altre migliaia intercambiabili.

              • Peucezio scrive:

                Tra l’altro siamo partiti dal turismo.

                Ecco, è inaccettabile che sia il forestieri di passaggio (non quello che si radica, che diventa parte della società locale) a dettare i gusti, secondo una logica di consumo, di mordi e fuggi.

                Perché questo non è cambiamento neutro, è decadenza, è desertificazione.

                Il turismo quindi non è un fenomeno spontaneo di cui si deve prendere atto, è un fenomeno che va limitato, gestito, disciplinato, contenuto.

                D’altronde non è che l’uomo di fronte alla realtà constata e basta.

                C’è anche la mafia, ma non è che gli stati dicono: “vabbè, fa parte della realtà”. La contrastano. Non sempre efficacemente e non sempre con convinzione, ma questo è un altro paio di maniche.

              • Miguel Martinez scrive:

                Ieri è passato in Comune un regolamento che mette alcuni limiti agli affitti brevi, tipo dimensioni minime degli appartamenti.

                La Destra ha presentato 70 emendamenti per mantenere il Flusso Globale alto 🙂

              • PinoMamet scrive:

                “A parte che sono buoni.”

                fatti da me sono ottimi!!

              • Peucezio scrive:

                Sai fare gli spaghetti all’assassina??

              • PinoMamet scrive:

                Certo! mi vengono anche bene.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “moda degli spaghetti all’assassina.”

                un esempio da manuale di “tradizione” da mettere tra virgolette…leggi dapeprtutto di una ricetta “tradizionale” “storica” “tipica” e invece ha più o meno la mia età 🙂

                curiosamente anche a nord delle alpi ormai è diventato un tormentone (insieme alla burrata, non c’è più ristorante italiano che non abbia almeno tre piatti con la burrata…se hai burrata e pesto meglio ancora…se metti una burrata sugli spaghetti all’assassina sei un vero italiano 🙂 )

              • roberto scrive:

                pino

                “Io non sono un iconoclasta, ma neppure un musealizzatore.”

                si su questo credo che per una colta siamo tutti e tre d’accordo

                tra parentesi adoro il kebab 🙂

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “se metti una burrata sugli spaghetti all’assassina sei un vero italiano ”

                Ahahah, pazzesco!!
                La summa dell’italianità! 😀

              • Peucezio scrive:

                Impressionante poi come la mia regione sia diventata di moda.

                Una volta la cucina italiana era per definizione la cucina napoletana, con magari un po’ di cucina emiliana o romana.
                E l’Italia era per definizione Napoli, Roma, la Toscana e Venezia.

                Oggi la Puglia spopola.

                Forse per questo, dopo essermela vissuta (diciamo l’area barese, il resto meno) fino alla nausea, quando era poco battuta, oggi mi sono più rivolto a quella milanesità più respingente, fatta di risotti, brasati, di dialetto ruvido e canzonacce, di modi ascutti e poco cerimoniosi, di paesaggi piatti di risaie, rogge e cascine.

              • Peucezio scrive:

                Comunque, ragazzi, se volete apprezzare la Puglia dovete provare la ricotta scquanta.

                Da sola, magari spalmata su un po’ di pane o, la morte sua, nella pasta al sugo o nel panzerotto.

                Si chiama “ricotta” ma non ha nulla a che fare con la ricotta.

              • PinoMamet scrive:

                La Puglia credo sia diventata di moda a partire dagli anni 2000-2005;

                in parte per merito, o colpa 😉 , di Milano, cioè della Puglia-al-Nord, che è andata alla ricerca dei cugini (in certi casi, in senso letterale) rimasti “giù”;

                (parlo della scena rap per intenderci)

                e per traslato, del mondo del cinema, con investimenti accorti della Puglia Film Commission (in Italia, si sa, dobbiamo usare nomi inglesi; non si può dire “Commissione cinema regione Puglia”, proibito).

                Una menzione a parte per il Salento, che invece ha costruito la sua popolarità a ritmo di pìzzica e di fuori corso di sinistra.

                Prima, la Puglia (ma forse sarebbe meglio dire Le Puglie: a differenza di Emilia e Romagna, che sono diverse solo nella fantasia localistica di una manciata di romagnoli, Puglia e Salento hanno dialetti e forse culture davvero diverse…) era una regione pochissimo presente nell’immaginario:

                a parte Lino Banfi col suo barese fintissimo (sicuramente sa parlare anche quello vero, ma non è quello che usava al cinema…) e il personaggio del terrunciello del milanesissimo Abantuono, non penso che l’italiano medio avrebbe saputo nominare tanti altri pugliesi;

                c’era Modugno, il cantante, che infatti a inizio carriera si spacciava per siciliano…

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Impressionante poi come la mia regione sia diventata di moda.”

                limitandomi alla parte di mondo che frequento, credo che ci sia un doppio effetto: le cose “classiche” italiane (pizza, spaghetti bolognaise, carbonara) ormai sono diventate talmente comuni da non destare alcun interesse….e quindi ci si mette a cercare “novità”.

                ora per qualche motivo che non so spiegare, la puglia è “novità”…cioè tutti sono stati a veneziafirenzeromasorrentosicilia e da qualche anno è il momento della scoperta della puglia (probabilmente in passato un po’ trascurata prima perché è difficile da raggiungere e poi a causa della quasi totale assenza di “marketing”)

                ovviamente una volta che uno è stato a bari e mangia le orecchiette (altra grandissima moda…tra l’altro proprio oggi ho mangiato delle buonissime orecchiette con un sugo di carne), le bombette, la burratta…beh le esporta

                quindi da una parte saturazione per l’italia vista e rivista, e dall’altra scoperta di cose nuove

                potrei dire che in piccolo è la stessa cosa fra toscana e marche o umbria

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “a parte Lino Banfi col suo barese fintissimo (sicuramente sa parlare anche quello vero, ma non è quello che usava al cinema…) ”

                Lino Banfi è nato ad Andria ma è cresciuto nella contigua Canosa, perché i genitori si trasferirono lì.
                Il suo dialetto è canosino, ma non lo parla quasi mai.
                Siccome in canosino però (ma non nell’italiano parlato dai canosini, nemmeno i meno alfabetizzati) la /a/ tonica in pozizione aperta (cioè nei parossitoni di sillaba aperta) diventa /ɛ/ e il fenomeno è molto diffuso in tantissimi paesi pugliesi (non salentini!), lui ne ha fatto una bandiera applicandolo anche all’italiano e anche in sillaba chiusa, inventando un modo di parlare inesistente.
                Tolto però questo tratto d0invenzione, lui ha un tipico dialetto pugliese di tipo apulo-barese.

                Circa Modugno:
                tieni conto che, benché originario di Polignano a Mare, è cresciuto nel Salento e il salentino è molto simile al siciliano, quindi ha usato il salentino come base per un siciliano imitato, finto anch’esso ovviamente.

              • Peucezio scrive:

                * un tipico accento pugliese di tipo apulo-barese.

                Anche dialetto, ma, ripeto, vi fa ricorso rarissimamente.

              • Peucezio scrive:

                Volevo evidenziare solo “accento”, ma devo aver sbagliato a digitare.

              • mirkhond scrive:

                “Circa Modugno:
                tieni conto che, benché originario di Polignano a Mare, è cresciuto nel Salento e il salentino è molto simile al siciliano, quindi ha usato il salentino come base per un siciliano imitato, finto anch’esso ovviamente.”

                Cosa che a Polignano non gli hanno perdonato….

  40. Francesco scrive:

    OT

    la reazione “legalistica” della Germania “civile” contro AfD è tardiva o può innescare una vera reazione anche politica e sociale?

    in un paese teoricamente civile da lungo tempo come il Regno Unito quell’indegno buffone di Farage galleggia da decenni, ormai.

    🙁

  41. PinoMamet scrive:

    Una parola sui “ricchi che odiano l’italiano che lavora” di Peucezio.

    Non credo che i ricchi abbiano mai odiato i lavoratori. Semmai, in certi casi, è stato il contrario.
    Lo sfruttatore non odia, di regola, lo sfruttato.

    Il nobile medievale non odiava il servo della gleba, il latifondista bianco dell’Alabama non odiava lo schiavo negro, il padrone di fabbrica della Rivoluzione industriale non odiava l’operaio che lavorava per lui diecimila ore al giorno.

    Invece, ognuno di questi sfruttatori aveva, secondo l’epoca e le circostanze, una solida rete di pregiudizi e convenzioni/convizioni che gli permettono di giustificare il suo sfruttamento, tante volte facendolo passare come “per il bene dello sfruttato”…

    (“è volontà divina”, “non sono abbastanza sviluppati per aiutarsi da soli”, “se non lavorano diventano alcolizzati e ladri”, “io gli do di che vivere altrimenti sarebbero su una strada” ecc.)

    e qualche volta lo sfruttato non ci credeva o non ci cascava più, e odiava liberamente lo sfruttatore.

    Mi pare evidente che NON è la dinamica tra ZTL e periferie/villettopoli, che è tutta un’altra cosa
    (e non si capisce neanche chi sia il “ricco”, quello delle ZTL o quello delle villettopoli?)

    Invece è la dinamica di Bezos verso i dipendenti di Amazon, o del padrone di Glovo o JustEat e altre robe simili, verso i loro”riders”…

    Una cosa ancora diversa è la rivalità tra le due grandi caste degli italiani, il DipendentePubblico (e affini) e il PartitaIva/Padroncino;

    che si configurano come due vere e proprie Corporazioni o Gilde, strutturate cioè in senso verticale e una contro l’altra armata…

    • Peucezio scrive:

      Verissimo tutto, senz’altro.

      Io parlavo di una cosa un po’ diversa, dell’arroganza e del senso di superiorità morale dei borghesi di sinistra verso l’elettore medio di Salvini e affini, cioè tipicamente di ceto subalterno, visto come un malvagio, un razzista ecc.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Io parlavo di una cosa un po’ diversa, dell’arroganza e del senso di superiorità morale dei borghesi di sinistra verso l’elettore medio di Salvini e affini, cioè tipicamente di ceto subalterno, visto come un malvagio, un razzista ecc.”

        Ma qui si sta perdendo il filo.

        Si parla della Ztl.

        Tu dici che chi vuole la Ztl “odia gli straccioni”.

        Io ti dico che gli straccioni non hanno problemi con la Ztl.

        Precisi allora che per straccioni intendi il ceto medio italiano, gente che gode di un benessere che anche i re cent’anni fa si sognavano, e che comunque stanno (stiamo) meglio del 90% dell’umanità. Evitiamo per favore di chiamarli (chiamarci) “poveri”.

        Dico che la Ztl non esclude il ceto medio italiano, perché se lavori in centro basta avere un permesso, almeno a Firenze (per Milano, non mi hai risposto).

        Dici che i ricchi odiano il ceto medio per motivi ideologici e per questo vogliono la Ztl, e lo dimostra ADV (semplifico, su ADV ci capiamo).

        Io dico che ADV non odia il ceto medio perché lui è un ricco, ma perché come tutti i Subordinati in Italia ce l’ha con i Lavoratori Autonomi. E non per ideologia, ma perché secondo i Subordinati, gli Autonomi evadono le tasse – io sento gli operai e gli impiegati statali che lo dicono da quando sono bambino. Ma non entriamo nei dettagli, perché quello che ci interessa è la Ztl.

        Ora, ripeto, la Ztl non punisce né gli straccioni, né il ceto medio, per cui anche se ADV odiasse il ceto medio, la Ztl non gli darebbe comunque alcuna soddisfazione.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          a Milano non esistono esenzioni per l’area C: se lavori in centro cavoli tuoi. Al massimo c’è qualche piccola agevolazione, una sorta di abbonamento.

          Quanto ai poveri, tutto è relativo.
          Se vuoi chiamiamoli classe subalterna, non egemone.

          Marx contrapponeva ai borghesi proprietari di mezzi di produzione gli operai, non i mendicanti. E, certo, gli operai bene o male il sostentamento ce l’avevano. Ma erano più poveri dei “padroni”.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per peucezio

            “a Milano non esistono esenzioni per l’area C: se lavori in centro cavoli tuoi. Al massimo c’è qualche piccola agevolazione, una sorta di abbonamento.”

            In effetti, è molto diverso da Firenze: leggo che anche i residenti hanno solo 50 ingressi gratuiti, poi devono pagare anche loro. Come al solito visitando i siti dei Comuni, si leggono solo le regole, ma non le motivazioni, hai un link a qualche spiegazione teorica del meccanismo?

            Qui a Firenze la Ztl è sospesa dalle 19.30 in poi e anche il fine settimana; e ci sono migliaia di ingressi furbi di vario tipo.

            Quindi effettivamente stiamo parlando di una cosa abbastanza diversa, che non riguarda solo la struttura diversa della città, è proprio un altro tipo di provvedimento.

            Per quanto riguarda il Ceto Medio, non è “subalterno” almeno nel senso in cui lo era il proletariato che lavorava per la classe dei borghesi.

            Il ceto medio è sia Dipendente (ADV) sia Autonomo (Miguel Martinez). Ora, i Dipendenti possono essere i Manager delle grandi aziende o l’ultima cassiera del Conad; gli Autonomi, il grande architetto che inventa grattacieli, o il pakistano in bici che fa le consegne, tanto nessuno lo “obbliga”.

            Gli autonomi non sono esattamente “subalterni” ai dipendenti, vivono una vita parallela.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “hai un link a qualche spiegazione teorica del meccanismo?”

              Figurati se lo spiegano. La spiegazione è che Sala è uno stronzo e la Moratti, che lo introdusse per pima, è pure peggio.

              “Qui a Firenze la Ztl è sospesa dalle 19.30 in poi e anche il fine settimana; e ci sono migliaia di ingressi furbi di vario tipo.”

              Anche a Milano fino alle 19 e solo in settimana, ma parlano di estenderla al fine settimana e non so se l’abbiano già fatto. Che mi pare una follia.

            • Peucezio scrive:

              Mi correggo, anche a Milano mi pare sia fino alle 19,30.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              certo: se il confronto è fra il dipendente medio e l’autonomo medio, sono sullo stesso piano.

              Semmai il punto è che il dipendente, di massima, è organico all’ideologia del potere, quindi al ceto dominante, mentre l’autonomo di norma no (ma non vale per i professionisti, vale per lo più per commercianti, artigiani, piccole imprese…).

    • Peucezio scrive:

      E ormai è sempre meno sinistra vs destra e sempre più populismo vs elitarismo liberale.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        “liberale”

        Allora scommetto che ti piacerà questo:

        GLI AUTO-INCAPRETTATI

        L’“incaprettamento” è la sevizia mortale inflitta dalle mafie al traditore: cappio al collo e corda che lega mani e piedi dietro la schiena, così la vittima si strangola cercando di liberarsi. Ma è anche la geniale strategia dei vecchi partiti europei che, tentando di combattere le forze anti-sistema, si incaprettano da soli. Funziona così. I partiti sgovernano con politiche inique, classiste, antisociali e consociative. I cittadini li schifano e si rifugiano nell’astensione o in nuove forze che promettono di cambiare. I partiti, anziché fare autocritica e cambiare politica, insultano gli elettori per convincerli che sbagliano loro: ignoranti, scappati di casa, barbari, antipolitici, populisti, giustizialisti, sovranisti, estremisti, antieuropei, razzisti, fascisti, nazisti. E soprattutto putiniani: dietro ogni voto sbagliato c’è sempre Putin che lava il cervello a decine di milioni di persone a suon di hacker e fake news. Gli elettori, anziché scusarsi per aver sbagliato a votare, si rafforzano nell’idea che sbaglino i partiti: astenuti e anti-sistema crescono. E, quando hanno i numeri per governare, si escogitano mosse antidemocratiche per fermarli e “salvare la democrazia”.

        In Italia si buttano giù con colpi di palazzo e ammucchiate “tecniche”: così la gente pensa che sono tutti uguali, che votare non serve e gli astenuti aumentano. In Francia il presidente di se stesso perde tutte le elezioni contro destra&sinistra e sforna governi centristi di minoranza guidati da carneadi senza voti che durano 2-3 mesi, per tirare a campare fino alle Presidenziali, ma ora forse le anticipa a prima del processo d’appello che potrebbe ridare l’eleggibilità alla favorita Le Pen. In Germania, Cdu&Spd si rimettono insieme, ma la destra Afd è contro il loro riarmo, che rischia di non passare: così lo fan votare dal Parlamento scaduto (sempre meglio della Von der Leyen, che il Parlamento lo salta a piè pari); l’Afd balza dal 20 al 26% in due mesi e s’inizia a discutere di metterla al bando perché i Servizi scoprono che è “estremista”. In Romania si annulla il primo turno delle Presidenziali vinto dal nazionalista Georgescu col 20%, per misteriose “interferenze” (Putin, o TikTok, o i rettiliani: è tutto segreto); poi lo si arresta e bandisce con accuse ancor più misteriose; così nel nuovo primo turno vince col 40% un nazionalista più estremista, Simion, e annuncia che Georgescu sarà il suo premier. Gli europeisti, anziché domandarsi perché la gente preferisca i peggiori mostri a loro, ripetono che “ha stato Putin”, sabotano i negoziati sull’Ucraina per non darla vinta a Putin e si riarmano contro Putin, impoverendo vieppiù i popoli europei che continuano a fuggire verso gli anti-sistema. È l’ultima fase dell’euro-autoincaprettamento: una prece.

        (Marco Travaglio – Fatto Quotidiano)

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Ottimo pezzo in effetti.

          Gli USA li hanno già persi.
          Ora cercano di tenere l’Europa come ultimo bastione isolato contro tutto il mondo, ma gli sfugge di sotto il sedere anche quella.

          Si tratterà di capire come alimentare dentro il populismo le forme più redistributive (che non significa necessariamente tasse: le tasse per me sono un’extrema ratio; significa creare le condizioni per uno sviluppo che crei ricchezza in basso).

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Si tratterà di capire come alimentare dentro il populismo le forme più redistributive ”

            Fare come Trump: esigere che gli studenti universitari paghino i loro debiti, tagliare drasticamente i fondi agli ospedali e alle scuole pubbliche https://gandernewsroom.com/2025/05/05/trump-cuts-jeopardize-education-funding-for-100k-mi-students/ (tanto “il privato fa meglio”) e perdonare ufficialmente un gruppo di ricconi che non dovranno più restituire oltre un miliardo di cui si sono impossessati illegalmente https://www.theguardian.com/us-news/2025/may/02/trump-pardons-cost-liz-oyer

            • Peucezio scrive:

              Vedremo.

              Bisognerà vedere fra dieci anni, per dire, se le differenze di tenore di vita si saranno accentuate, attenuate o saranno rimaste stabili.

              Direi di base che i populisti di destra tendono a favorire interessi privati anti-istituzionali e più di tipo industriale o tecnologico che finanziario (wall street odia Trump, i giganti del digitale no), non sono vessatori con il ceto medio, ma hanno l’allergia dello stato sociale.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                mettere dazi e accumulare un gigantesco debito pubblico e rifiutare di tassare gli iperricchi è una forma di vessazione del ceto medio, e di tutta la società

                mi pari dimenticare che un cretino può fare una quantità praticamente illimitata di male

        • Francesco scrive:

          manca solo una cosa: tutte le accuse a carico dei “cittadini” amati da Travaglio sono veritiere

          il che rende le cose veramente divertenti, sennò sarebbero abbastanza pallose

          • Peucezio scrive:

            I cittadini non si accusano, decidono.

            Semmai accusano gli altri.

            I cittadini sono l’istanza ultima, il metro di giudizio.

            Almeno in democrazia.

            • Francesco scrive:

              Me ne sbatto le palle della democrazia come “metro di giudizio”, sai che sono un teocratico!

              I cittadini hanno liberamente votato per Conte e Salvini, per Hitler e Mussolini, per Putin, per Trump, per i pupazzetti di Putin e per pessimi soggetti in un milione di casi.

              Hanno votato per i dazi e per la scala mobile, hanno manifestato oceanicamente per la guerra, hanno preteso che gli ebrei non venissero accolti, hanno linciato i negri, gli italiani, i papisti, i cinesi. Gli ebrei, quando era più di moda.

              Insomma, posso accettare tutto ma non la ridicola tesi che le maggioranze abbiano ragione. Sin dai tempi del referendum Gesù-Barabba. O anche della LIP per il Vitello d’Oro!

              Ciao

            • PinoMamet scrive:

              Aridaje co’ Mussolini eletto democraticamente…

              A me non dispiace che si sostenga una inesattezza ogni tanto: chi è che non si sbaglia mai?
              Mi dispiace che si continui a ripetere…

              • Francesco scrive:

                vabbè, ai miei fini basta correggere con “Mussolini ha preso un sacco di voti anche quando in Italia si votava liberamente”

                prof, lei è pedante!

                🙂

              • PinoMamet scrive:

                Allora, diamo un’occhiata: alle elezioni del 1921, i “Blocchi nazionali”, che comprendevano una mezza dozzina di partiti tra cui i fascisti, prendono il 19%, nonostante la “opera di persuasione” fascista a base di manganellate fosse già in pieno svolgimento…

                il Partito Socialista prende quasi il 25%, il Partito Popolare il 20%.

                Siamo alla vigilia della (fermabilissima) Marcia su Roma….

                Com’era quel libro?
                La resistibile ascesa di Arturo Ui…

                è abbastanza evidente a chiunque che a Mussolini è stato lasciato fare prima un governo e poi una dittatura, per volontà imposta dall’alto, e non per dettato popolare…

  42. PinoMamet scrive:

    Moi, niente da dire sulla ristoratrice filopalestinese napoletana e la provocatr.. ehm, turista israeliana?

    Caspita! Napoli, ebrei, Israele, Palestina, roba da mangiare…. mi deludi!! 😉

  43. Miguel Martinez scrive:

    Scusate se torno alla Ztl… guardando in giro, mi sembra di capire che ci sia in effetti una differenza importante con Firenze: non mi sembra che ci siano grosse questioni “sociali” (di vivibilità ecc) in ballo, la questione principale dovrebbe essere la qualità dell’aria: scopro con sorpresa che https://www.milanotoday.it/attualita/smog-morti-milano.html

    “Milano e Torino sono le prime due aree urbane al mondo per numero di morti premature ogni 100.000 abitanti attribuibili all’inquinamento atmosferico causato dai trasporti.”

    “A Milano, come nel resto della Pianura Padana, si stima che ciascun abitante perda tra i 2 e i 3 anni di vita per l’esposizione a concentrazioni degli inquinanti atmosferici superiori ai valori-limite OMS.” https://partecipazione.comune.milano.it/processes/piano-aria-clima/f/19/proposals/86?component_id=19&locale=it&participatory_process_slug=piano-aria-clima

    E mi sembra di capire che ci sia molta insistenza sulla tipologia del veicolo, più che sulla residenzialità o meno (infatti in Zona C gli stessi residenti non sono particolarmente agevolati, mentre possono entrare non residenti con veicoli elettrici).

    Immagino che certe misure funzionino bene solo se sono coordinate su tutto il territorio (e quindi su tutta la pianura Padana) e devono essere ovviamente bilanciate da un sistema di trasporti disposto ad andare in perdita economicamente.

    Non so come siano i trasporti pubblici a Milano, a Firenze la nuova ditta che ha vinto l’appalto per tutta la regione lavora talmente per il profitto che è un disastro.

    • firmato winston scrive:

      @Miguel:
      “Milano e Torino sono le prime due aree urbane al mondo per numero di morti premature ogni 100.000 abitanti attribuibili all’inquinamento atmosferico causato dai trasporti.”

      Premature di quanto, un minuto, un mese, un anno, dieci anni?
      E come mai negli stessi luoghi si ha pero’ una delle aspettative di vita maggiori al mondo?
      Colpa o merito dell’inquinamento?

      Notizia clicbait… i “today” sono maestri del “dàgli all’untore”: hanno visto che, grazie a noi, funziona.

      Eccolo qua l’inquinamento:

      Snebbiamo il Mistero dell’Inquinamento in Valpadana
      16-10-2023
      Daniele Vasilevski
      http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/3062

      • Miguel Martinez scrive:

        Per FW

        “Snebbiamo il Mistero dell’Inquinamento in Valpadana
        16-10-2023
        Daniele Vasilevski
        http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/3062

        Molto interessante:

        1) ” Ciò nonostante, ogni anno il nostro paese registra il triste primato di essere il più inquinato dei maggiori paesi europei”

        2) “[l’inquinamento] rappresentava in passato per aree come la pianura padana il principale responsabile di alcune malattie nella popolazione.”

        3) “La prima motivazione è da ricercarsi nella morfologia della regione più densamente popolata e industrializzata del nostro paese, la pianura padana. ”

        Però:

        4) “Dai rapporti ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale) vediamo come i principali inquinanti derivanti dalle attività umane abbiano subito nel nostro paese un calo drastico nell’ultimo trentennio.”

        5) “Nei fatti in pianura padana la quasi totalità delle persone non ha mai respirato un’aria migliore di quella odierna nell’arco della propria vita.”

        6) “Appare quindi evidente che gli sforzi fatti siano stati molto importanti e di successo.”

        E per darci un’idea del tipo di sforzi necessari, l’articolo cita:

        ” ⁃ il miglioramento della gestione dello spandimento dei liquami zootecnici responsabili della quasi totalità delle emissioni di ammoniaca

        ⁃ il ricambio/aggiornamento dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento dei locali con abbandono di quelli maggiormente impattanti

        ⁃ il rinnovamento del parco auto con veicoli ad emissioni sempre minori e promozione del trasporto pubblico ove possibile

        ⁃ il passaggio da fonti energetiche fossili a quelle a quelle low carbon (nucleare, fonti rinnovabili)

        ⁃ aumento degli spazi verdi nelle nostre città”

        • Miguel Martinez scrive:

          ““Snebbiamo il Mistero dell’Inquinamento in Valpadana
          16-10-2023”

          Cosa ne pensate?

          • Francesco scrive:

            paiono un sacco di buone notizie, un pò sull’onda del ritorno dei salmoni nel Tamigi o l’aria di Pechino che non è più gialla e solida

            come se il catastrofismo ecologista fosse tutto sommato esagerato

            poi non sono in grado di dire se siano miglioramenti solo locali in un mondo che sta andando a pezzi

            • Corpo umano scrive:

              L’aria è sicuramente migliorata ma non mancano i giorni di sforamento in cui entrano in vigore le misure emergenziali
              Assurdo poi dire morte precoce di una settimana o un mese ecc.
              Si tratta di persone che muoiono prima del tempo e altre che riescono a campare fino a cent’anni.
              A chi capita, capita.
              Ah, ieri era il giorno in cui sono terminate le risorse terrestri annuali. Fino alla fine dell’anno si va a debito del pianeta. Circa 8 mesi.
              Comunque l’aria inquinata non resta stazionaria sopra i centri storici.
              Arriva anche in provincia, secondo i dati delle centraline dell’Arpae.

              Ho assemblato male gli argomenti ma non sto a correggere. Tanto se vi vuole capire si capisce.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “poi non sono in grado di dire se siano miglioramenti solo locali in un mondo che sta andando a pezzi”

              ovviamente l’interazione tra tutto è complesso. Chiaramente l’Europa è riuscita a esportare altrove le proprie fabbriche, alla faccia dei “sovranisti”, e questo ha avuto un effetto molto positivo per l’ambiente europeo. Poi sicuramente avranno contribuito anche politiche rompiscatole sui motori Diesel e affini.

              Poi il concetto di “inquinamento” è enorme, si sta scoprendo solo ora l’impatto delle microplastiche, e non so se lì possiamo ancora capire le tendenze.

              • Francesco scrive:

                eh no Miguel

                c’è anche il fatto che una fabbrica di oggi inquina molto meno di una di ieri grazie alla nuova tecnologia e attenzione con cui è stata fatta

                non è SOLO un trasloco, c’è ANCHE un miglioramento

                Ciao!

          • firmato winston scrive:

            Ci sarebbe da osservare quella che a mio avviso, nel momento attuale, e’ la cosa piu’ importante, e che viene messa in fondo perche’ e’ quella che stona di piu’ con l’andazzo “culturale” corrente, la gente sente il suono delle parole ma non ne capisce il senso, perche’ non rientra gia’ nei suoi pregiudizi:

            “Gli interventi devono comunque essere sempre figli di un’attenta analisi costi-benefici. La posizione di svantaggio [la pianura padana restera’ SEMPRE piu’ inquinata delle coste del mare del nord, anche senza la presenza dell’uomo] ci pone sia nella condizione di dover agire in maniera chirurgica rispetto agli altri, sia di non dimenticare che il confronto con aree dalle caratteristiche geografiche e climatiche completamente diverse dalle nostre ha poco senso. Se anche eliminassimo le attività umane dal nostro territorio, in determinate circostanze, i limiti di legge degli inquinanti verrebbero comunque superati per motivi completamente naturali. Con il passare del tempo lo spazio di manovra si assottiglierà sempre più e scegliere le battaglie “giuste” diventerà fondamentale sia economicamente che ambientalmente.”

            Traducendo, significa che non si puo’ alzare l’asticella all’infinito come si sta facendo adesso: incidenti stradali zero, emissioni zero, preservazione della vita dei malati terminali all’infinito, perche’ fino ad un certo punto gli sforzi fatti permettono di ottenere risultati complessivamente migliorativi, il di piu’ invece serve solo a tirare la coperta da una parte scoprendo l’altra, cioe’ per fare il bene da una parte si fa piu’ male dall’altra, sottraendo risorse che potrebbero essere meglio impiegate, o come forse preferiremmo noi, risparmiate per ridurre la crescita infinita, con un pretesto o l’altro, del loro consumo! Questa e’ la parte piu’ ostica da capire, per cui vi invito a riflettere. Ha pure un nome strano, si chiama “marginalismo”. Un esempio e’ la transizione energetica all’elettrico a parita’ o aumento dei consumi: sullo stesso sito viene dimostrato come richieda una tale quantita’ di metalli piu’ o meno pregiati che al confronto l’estrazione dei fossili del passato e’ niente. Lo vedete che la guerra per il petrolio e’ diventata guerra per le terre rare, no?
            Si fa presto a pulirsi la coscienza senza badare agli effetti collaterali del proprio agire: uno degli errori tipici dei pianificatori, miglioratori e ottimizzatori a oltranza, direi quasi dei buonisti, infatti, e’ credere che modificare una cosa per il meglio si possa fare senza che si modifichi anche tutta la infinita catena di eventi circostante cosa che raramente avviene anch’essa per il meglio: spesso gli effetti collaterali indesiderati e inaspettati negativi superano quelli positivi: morale, era meglio non fare niente. Se tornate indietro non di pochi fotogrammi vedendo solo cio’ che fa comodo, ma all’inizio dello “sviluppo”, vedete che non e’ un’idea cosi’ peregrina. Anche senza considerare che tutti i peggiori malfattori del mondo erano gente che voleva migliorarlo fino a renderlo perfetto.

            • Francesco scrive:

              >>> Questa e’ la parte piu’ ostica da capire, per cui vi invito a riflettere. Ha pure un nome strano, si chiama “marginalismo”.

              PAROLE SANTE!

              ma sei un fratello economista accademico o un saggio che si è fatto da sè?

              • Corpo umano scrive:

                Il marginalismo sulle rinnovabili non mi sembra del tutto appropriato

                Vengono aggiunte a tutto il resto. È il complesso concetto accademico che porta il nome di “chi più ne ha più ne metta”
                Ma l’infrastruttura che sorregge i combustibili fossili è comunque macroscopica.
                Piattaforme petrolifere, raffinerie…mica una libellula sul prato. Un giorno che avevo rotto col passato…il passato non passa.

              • Francesco scrive:

                vero ma per intrinseche caratteristiche tecnologiche poche sono, ancorchè grandi e brutte

                le rinnovabili in più tantissime devono essere

    • Francesco scrive:

      i trasporti pubblici a Milano sono buoni

      a sentire quello che si dice del resto d’Italia, molto meglio

      io se posso uso lo stesso la bicicletta

  44. Miguel Martinez scrive:

    OT

    Visto che siamo in clima di 25 aprile, e che c’è sempre qualcuno che chiede alla Meloni di rinnegare proprio tutto del fascismo, e qualcuno che si infuria quando sente “il fascismo ha fatto anche qualcosa di buono…”

    Oggi per lavoro traduco un contratto, dove c’è questa definizione del fondamento stesso di tutto il contratto:

    “”Codice Civile Italiano” significa il codice civile italiano promulgato con Regio Decreto italiano n. 262 del 16 Marzo 1942, come successivamente modificato ed integrato.”

    Viviamo sotto un fascismo successivamente modificato ed integrato.

    • roberto scrive:

      miguel

      “Viviamo sotto un fascismo successivamente modificato ed integrato.”

      capisco il gusto della battuta ma il codice civile è stato *ampiamente* modificato e integrato, non credo che mussolini lo riconoscerebbe

      • habsburgicus scrive:

        e poi fu voluto in primis dal compatriota di Moi Dino Grandi conte di Mordano, massonissimo, uno di quelli che Mussolini lo fece fuori 😀 😀
        P.S illo tempore, avrebbero scritto 16 marzo 1942-XX
        😀

      • laverdure scrive:

        Shhh, aspetta che Miguel scopra che anche il codice di procedura civile (REGIO DECRETO 28 ottobre 1940, n. 1443), i codici penali militari di pace e di guerra (REGIO DECRETO 20 febbraio 1941, n. 303) e pure il trascurato codice della navigazione (REGIO DECRETO 30 marzo 1942, n. 327) sono coevi del codice civile e promulgati da Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e per volontà della nazione Re d’Italia e di Albania, Imperatore d’Etiopia…

        Poi scoprirà anche che il codice penale è addirittura del 1930 (REGIO DECRETO 19 ottobre 1930, n. 1398), quando il regnante non era ancora Imperatore.

        Ma la vera chicca è la vigenza, tuttora largamente indisturbata, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS, REGIO DECRETO 18 giugno 1931, n. 773), diletto strumento del legislatore che continua a mettervi mano e non certo per abrogare norme antiquate e repressive bensì per irrobustirle o introdurne di nuove.

        Se invece uno vuole stupire, sin dal primo anno di università o, per quelli che al primo anno erano distratti, almeno quando fanno conoscenza col riparto di giurisdizione per l’esame di diritto amministrativo, impara sempre che c’è la legge sul contenzioso amministrativo (all. E della legge 20 marzo 1865, n. 2248), in forma smagliante e sopravvissuta a ruspe, roghi e falò di ministri anelanti alla falcidia delle leggi, benché proni anch’essi alla smania legiferante con preferenza per il decreto.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “capisco il gusto della battuta ma il codice civile è stato *ampiamente* modificato e integrato, non credo che mussolini lo riconoscerebbe”

        Ma ci sono voluti decenni.
        Resta il fatto che la Repubblica Italiana ha ereditato i 4 codici fascisti e solo quarant’anni dopo ha cambiato le procedure civile e penale, mentre, sia pure con delle modifiche, si è tenuta codice civile e penale.
        Insieme a un milione di infrastrutture, per non parlare dello stato sociale, ecc.
        E vogliamo parlare della riforma Gentile, ancora vigente, perché, checché ne dicano, hanno capito che funzionava e ogni volta che hanno messo mano alla scuola l’hanno solo peggiorata?

        Se il fascismo era così malvagio, perché non hanno disfatto tutto?
        Evidentemente, al di là dei proclami ideologici e delle demonizzazioni isteriche e sciocche, il fascismo ha modernizzato l’Italia.
        Poi uno può dire che si sta meglio sotto una democrazia che sotto una dittatura. Ma questo è un altro paio di maniche: le cose vanno rapportate all’epoca e in ogni caso una forma di governo non esaurisce un regime e un’idea, altrimenti dovremmo dire che tutti quelli che si sono dichiarati comunisti fino ad oggi, compresi, ai tempi, tutti gli apparati del PCI, erano per la dittatura e contro la democrazia.
        Non ce lo vedo Berlinguer per la dittatura e contro la democrazia. Eppure era il capo del Partito Comunista.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “capisco il gusto della battuta ma il codice civile è stato *ampiamente* modificato e integrato”

        Sicuramente… la mia è certo un po’ una battuta, ma si riferisce anche a una certa modalità vessatoria antifascista, per cui si fanno comunicati di fuoco perché un politico di destra ha detto che Mussolini ha fatto bene a fare una certa ferrovia.

        Che se veramente ogni cosa fatta sotto il fascismo fosse un orrore da stroncare alla radice (è possibile, certo), andrebbe stroncato alla radice l’intero impianto giuridico italiano.

        • roberto scrive:

          ragazzi, come volete, e ricordiamo anche che con il fascismo i treni arrivavano in orario e sono state prosciugate le paludi.

          vi faccio però notare che per quanto riguarda il codice civile *da subito* sono state eliminate le norme sulle corporazioni e sulle razze (ricordo che l’articolo 1, terzo comma recitava “Le limitazioni alla capacita’ giuridica derivanti dall’appartenenza
          a determinate razze sono stabilite da leggi speciali.”)

          poi si, diamo atto al fascismo di aver compiuto un’opera di codificazione, cosa che si poteva benissimo fare senza leggi razziali, senza imprigionare o uccidere oppositori sindacalisti e giornalisti, con un parlamento vero, senza trascinare il paese in una guerra assurda e rovinosa….

          • Francesco scrive:

            infatti mica dicono che il fascismo ha fatto SOLO cose buone

            il problema politico sono quelli che provano a dire che ha fatto SOLO cose cattive

            ciao

            • roberto scrive:

              francesco

              “il problema politico sono quelli che provano a dire che ha fatto SOLO cose cattive”

              il fatto è che le cose buone sono immerse in un mare di cose cattive

              se io trovo un pezzo di salsiccia buona in una zuppa di merda, cosa dirò che la zuppa è buona o che fa schifo?

              • Francesco scrive:

                roberto

                nella vita il granoe la zizzania sono sempre mescolati

                concordo col giudizio storico negativo sul fascismo, dico solo che è un giudizio da formulare “cum grano salis”

                Ciao

            • firmato winston scrive:

              @roberto:
              “il fatto è che le cose buone sono immerse in un mare di cose cattive. se io trovo un pezzo di salsiccia buona in una zuppa di merda…”

              non e’ che all’epoca ragionassero in modo diverso, pensavano di fare cose piu’ che buonissime: sono solo cambiati i gusti
              questo dovremmo insegnarci ad essere piu’ modesti nelle nostre convinzioni, chissa’ cosa ne penseranno i posteri…

              • roberto scrive:

                FW

                “sono solo cambiati i gusti”

                spero solo che leggi razziali, totalitarismo aut similia siano gusti persi per sempre (…ma non è che mi faccia una grande illusione)

              • Francesco scrive:

                direi proprio di no, basta leggere le 1000 pagine del rapporto su AfD o ascoltare un qualsiasi discorso di Putin

                temo che certi gusti siano sempre a rischio di tornare in voga

                mica per nulla la Storia della seconda guerra mondiale è un paradigma sempre utile, anche se MM si incazza

                😉

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            Un Eurocrate scrive:

            ” ricordiamo anche che con il fascismo i treni arrivavano in orario e sono state prosciugate le paludi”

            “diamo atto al fascismo di aver compiuto un’opera di codificazione”

            Lo dico a Repubblica!

            • roberto scrive:

              miguel

              “Lo dico a Repubblica!”

              come se non esistessero eurocrati fascisti…fai pure

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ““Lo dico a Repubblica!”

                come se non esistessero eurocrati fascisti…fai pure”

                Con te non so mai se ci capiamo o no.

                In caso, il mio messaggio è questo:

                1) non tocca a me “giudicare” il fascismo, non sono un magistrato

                2) il fascismo è un fenomeno che soggettivamente non mi piace (il tentativo autoritario di centralizzare lo stato, di modernizzare la società dall’alto con grandi opere, la soppressione violenta delle lotte operaie e contadine, il culto della macchina e il futurismo, la visione coloniale dell’Africa, la soppressione dei sudtirolesi e degli sloveni, ecc. ecc.) ma questo è un problema mio

                3) mi interessa un fenomeno di OGGI: cioè i meccanismi di delegittimazione reciproca che portano avanti la macchina del moto perpetuo a energia avversaria.

                Abbiamo appena visto l’esempio di “come il PD condanna l’uso dei taser”. Adesso (dall’altra parte) ti porto l’esempio (immaginario) dell'”Eurocrate che esalta il fascismo”. E’ ovvio che io sono in malafede quando estrapolo le parole che mi fanno comodo, da un discorso che ha un senso opposto: ma quelle parole esistono realmente – se mi fai causa per diffamazione vinco io – e quindi posso massacrarti su quelle, con la complicità di un titolista.

                E come dimostra l’esempio (speculare) del PD a Bologna, la gente si ferma ai titoli.

                E’ più chiaro così?

              • Miguel Martinez scrive:

                ” il fascismo è un fenomeno che soggettivamente non mi piace”

                Preciso di non aver citato la guerra.

                Visto che l’Italia è piena di piazze e strade dedicate a gente come Sonnino e Bissolati, che hanno scommesso sul massacro, e a differenza di Mussolini, hanno pescato la carta vincente.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Con te non so mai se ci capiamo o no.”

                non lo so neanche io

                io quello che volevo dire è semplicemente che sottolineare che il codice civile è un regio decreto del 42 non sposta di una virgola del giudizio che do del fascismo (no, non sono giudice, ma il verbo giudicare grazie a dio non è riservato ai giudici, ci sono giudizi storici, politici, morali che possiamo dare tutti noi)

                sul punto tre temo ce ci capiamo ma non siamo d’accordo. non trovo che ci sia nulla di disdicevole o strano di stigmatizzare il fascismo specialmente quando vedi gente che al fascismo si ispira

                per me questi sono fascisti, e credo che gli faremmo un torto a non riconoscerglielo

                https://www.youtube.com/shorts/LiuW_XrRFo4

                PS tranquillo, non ti faccio causa 🙂 anche perché “roberto” potrebbe essere benissimo una fanciulla bionda che insegna matematica al liceo scientifico di catanzaro 🙂

              • habsburgicus scrive:

                Visto che l’Italia è piena di piazze e strade dedicate a gente come Sonnino e Bissolati, che hanno scommesso sul massacro, e a differenza di Mussolini, hanno pescato la carta vincente.

                anche Mussolini, come be sai, pescò la carta vincente (nel primo round)..
                purtroppo per lui sbagliò alleanze nel secondo round 😀

              • roberto scrive:

                miguel

                “e a differenza di Mussolini, hanno pescato la carta vincente.”

                non ci sono che io sappia piazze o strade dedicate a mussolini, ma tu hai vissuto a roma…sarai passato mille volte davanti all’obelisco sul quale figura la scritta “mussolini dux”

                https://www.meisterdrucke.lu/fine-art-prints/Roman-Roman/1005612/Rome-Foro-Italico.-Vue-d%27ensemble-de-l%27ob%C3%A9lisque-d%C3%A9di%C3%A9-%C3%A0-Mussolini.html

  45. MOI scrive:

    Cmq a Bologna un 27enne “maraglio” di origine Nord Africana minacciava la gente con delle forbici ✂️ … è stato fermato MA il PD lamenta l’uso troppo violento del Taser !

    Va be’ … tanto vincerà ancora le elezioni la volta dopo , pazzesco !

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Cmq a Bologna un 27enne “maraglio” di origine Nord Africana minacciava la gente con delle forbici ✂️ … è stato fermato MA il PD lamenta l’uso troppo violento del Taser ! ”

      NO. Il titolo inganna:

      “Bologna, uomo fuori di sé aggredisce i passanti con le forbici: bloccato col taser. Il Pd attacca il governo Meloni”

      Se invece leggi oltre il titolo, vedrai che:

      1) il PD fa tutte le cose da PD:

      a) si lava le mani ricordando che l’ordine pubblico è competenza del governo e non del Comune
      b) il PD dice che il governo è cattivo perché dovrebbe mandare più polizia (ma i carabinieri sono intervenuti, no?)
      c) il PD dice che il governo incapace doveva espellere dall’Italia il matto (cosa impossibile, il Marocco non lo riconosce come cittadino)
      d) il PD riesce a mettere la parolina “inclusione” nel comunicato, non si sa bene a proposito di cosa

      2) I collettivi – quelli a cui il PD sta sistematicamente chiudendo le sedi a Bologna, quelli contro cui il PD chiama la polizia quando si tratta di cementificare i parchi, quindi gli avversari del PD – denunciano l’uso disinvolto del taser e blaterano qualcosa sul “fallimento di un modello sociale”.

      Quindi, se ce l’avete con i collettivi, e volete più polizia ed espulsioni più sollecite, votate PD.

      • Miguel Martinez scrive:

        “NO. Il titolo inganna:”

        Avvengono mille episodi così, per favore, cerchiamo di memorizzare questa sequenza, per non farci prendere né dal vittimismo menzognero della destra né dalla fuffa pìssera del PD! Almeno qui, non cadiamo in questi meccanismi…

      • Francesco scrive:

        Scusa Miguel ma a quanto dici il PD è solo uno che PARLA di più polizia ed espulsioni più sollecite.

        Se uno queste cose le volesse davvero per chi dovrebbe votare? non è che ci si deve sempre accontentare di due manganellate a quelli dei collettivi, in fondo.

        😉

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “Scusa Miguel ma a quanto dici il PD è solo uno che PARLA di più polizia ed espulsioni più sollecite.”

          Precisiamo: stando comodamente all’opposizione il PD appunto “parla”, dicendo che il governo, che sta scomodamente al governo, non assume abbastanza poliziotti e non fa espulsioni più sollecite. Insomma dice alla Meloni, “fai qualcosa di Destra!”

          Ora, questa volta pur di uscire con il comunicatino stampa, il PD ha anche detto una sciocchezza, perché i carabinieri sono arrivati in tempo, prima che qualcuno si facesse male.

          Due, se vuoi più poliziotti, devi prendere i soldi da qualche parte, il PD dove propone di tagliare?

          Questa volta il Pd si è fatto fregare sui tempi da Salvini con il Ponte sullo Stretto, ma è sempre in prima fila quando si tratta di bruciare soldi pubblici per Grandi Opere Inutili e Imposte (GOII).

          Poi, lo squilibrato ha alle spalle una serie di “piccoli” reati. Piccoli tra parentesi, perché sono chiaramente del tipo che non ti fanno finire in galera senza aver subito prima un processo, e i processi hanno i loro tempi; ma chiaramente sono indizi di una persona pericolosa, che prima o poi commetterà qualche grossa follia, dagli tempo – un po’ come quelli che fanno le telefonate minacciose alla fidanzata e la insultano sotto casa, e poi dopo le ammazzano.

          Affrontare questo significa un radicale ripensamento di non so quante leggi, con non so quanti effetti collaterali. Non basta dire, “la Meloni lo doveva mettere in galera!” Non funziona così, fuori dai comunicati stampa.

          Ultima questione, la mancata espulsione.

          Bene, l’Italia dice che il matto è marocchino. Il Marocco lo nega. Quindi dove lo dovrebbe mettere la Meloni?

          A San Marino?

          Certo, Trump sta facendo qualcosa del genere: carica sugli aerei la gente strana e la manda tutta in El Salvador, a prescindere dalla cittadinanza che ha o non ha o che finge di avere o di non avere. E’ questo che il PD chiede?

          • Miguel Martinez scrive:

            “Precisiamo: stando comodamente all’opposizione il PD appunto “parla”, dicendo che il governo, che sta scomodamente al governo”

            Chiarisco meglio.

            Il PD sta comodamente all’opposizione in Italia, e scomodamente al governo a Bologna.

            E quindi il comunicatino l’hanno dovuto fare di corsa, per prevenire la Destra che sta comodamente all’opposizione, e dice che è Colpa del PD se c’è un matto con le forbici alla stazione.

            E infatti FdI se ne esce subito dopo con un controcomunicato altrettanto vacuo:

            “La situazione della sicurezza in città è emergenziale, non per l’assenza degli agenti, come sostiene una parte del Pd ma per l’assenza totale di politiche per la sicurezza da parte del Comune”

            Cioè a Bologna ci sono abbastanza poliziotti, tiè! Non ho capito cosa dovrebbe fare il Comune per la sicurezza (mandare la polizia municipale a multare il matto perché gira senza camicia?)

          • Francesco scrive:

            Miguel

            detto in confidenza: questa idea del Salvador è geniale.

            a uno come me, questa storia che X non dice di che paese è o che non avendo documenti quelli del suo paese fingono di non conoscerlo e quindi “deve” restare qui a prescindere fa un pò girare i coglioni.

            figurati a uno che non è un bigotto borghese moralista e legalista come me!

            ma non dirlo a nessuno sennò si mettono a pensare non male ma peggio al mio riguardo!

  46. MOI scrive:

    https://www.today.it/cronaca/bologna-aggredisce-passanti-forbici-video.html

    Bologna, uomo fuori di sé aggredisce i passanti con le forbici: bloccato col taser. Il Pd attacca il governo Meloni

    Il giovane, di origini marocchine, è stato poi affidato alle cure del 118. Aveva già collezionato una sfilza di reati.

    Per i dem la maggioranza non riesce a garantire la sicurezza, i collettivi protestano per l’uso del taser

    • Ros scrive:

      ma una volta non si usavano i manganelli?
      Che quando qualcuno sbalconava esagitato rompendo li coglioni alla civilizzazione urbana s’andava giù di manganellate sul cranio tanto a donne quanto a vecchi come ai bimbini gialli neri rossi e a pois.

      Inclusi e uguali tutti senza discriminazione alcuna all’atto benedicente del santo manganello:
      Liberté, Égalité, Fraternité👆

      E niente🙄
      il taser ora! Che vergogna va’🙁

      Pesava troppo il manganello tranquillizzatore e stabilizzatore relaxante dell’umore come facevano l’antichi?

      Pure la polizia ci s’è affrosciata😳

      Poi dice che dobbiamo ritornare a fare la guerra

  47. tomar scrive:

    MOI. “MA il PD lamenta l’uso troppo violento del Taser !”

    La vera notizia che ci dai è che il PD non è contrario all’uso del Taser purché non troppo violento.

    • PinoMamet scrive:

      Mah, neppure io sono contrario all’uso del taser se assolutamente necessario e ovviamente non letale.
      Meglio di una pistolettata…

  48. tomar scrive:

    Pino Mamet: “Meglio di una pistolettata…”

    Certamente meglio del more usano, e magari anche meglio di botte troppo forti sulla testa, ma il taser è comunque uno strumento di tortura, anche se usato in modo “non troppo violento” e soprattutto il passaggio da questo modo a uno più invasivo è molto facile e comune.
    Riporta ad es. Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia che
    “Negli Usa e in Canada, dove la Taser è utilizzata da quasi 20 anni, il numero delle morti direttamente o indirettamente correlate a quest’arma ha superato il migliaio. Nel 90 per cento dei casi, le vittime erano disarmate.”
    Nel caso di Bologna il marocchino armato di forbici era chiaramente uno entrato in paranoia per un brutto viaggio causato dalla porcheria con cui si era strafatto. Infatti è stato poi subito affidato alle cure del 118. Beh per come la vedo io in un mondo auspicabile un esperto del 118 avrebbe dovuto presiedere già all’intervento in strada, certo con i poliziotti dietro, ma possiamo escludere che da esperto sarebbe stato capace, parlando a distanza col tossico, di convincerlo a buttar via le forbici e la paranoia? Insomma aveva delle forbici in mano, non una pistola.

    • Francesco scrive:

      e io che stavo pensando “gli è andata di gran lusso che si sono presi la briga di taserarlo invece di sparare, aveva delle forbici in mano e le stava pure usando contro il prossimo suo”

      il mondo è vario

    • PinoMamet scrive:

      “aveva delle forbici in mano, non una pistola”

      Su questo punto la vedo come Francesco.
      Diciamo che sarebbe interessante anche il punto di vista di chi riceve le eventuali forbiciate… 😉

      Per il resto, sarebbe utilissimo se ci fosse un esperto psicologo per ogni intervento di polizia che riguarda uno squilibrato.
      Dubito sia fattibilissimo, ma dubito anche che i poliziotti siano tutti sadici assetati di sangue.

      Mi è capitato di discutere… no, di parlare, perché discutere con alcuni è impossibile, visto che Hanno ragione loro per principio, visto che sono Buoni;

      ho parlato di questo con amici molto di sinistra, e per loro è un’ovvietà che tutti i poliziotti sono dei bastardi picchiatori;

      invece mi è capitato di vedere diversi filmati su youtube (sono sicuro che Moi saprà darti gli estremi) di interventi di poliziotti italiani, nella maggior parte dei casi proprio su squilibrati variamente armati, e mi pare che abbiano operato in maniera molto calma e professionale e limitando i danni, su persone che non sembravano molto disposte ad ascoltarli… e forse neppure ad ascoltare lo psicologo del 118, manco se fosse stato il più bravo del mondo…

      • tomar scrive:

        Pino Mamet: “invece mi è capitato di vedere diversi filmati su youtube (sono sicuro che Moi saprà darti gli estremi) di interventi di poliziotti italiani, nella maggior parte dei casi proprio su squilibrati variamente armati, e mi pare che abbiano operato in maniera molto calma e professionale e limitando i danni, su persone che non sembravano molto disposte ad ascoltarli… “

        Queste tue parole mostrano che siamo meno in disaccordo di quanto affermi.
        Questi poliziotti che citi a esempio positivo per la modalità “calma e professionale” con cui operavano trovandosi di fronte a “persone che non sembravano molto disposte ad ascoltarli”.
        Se questi bravi poliziotti mantenevano calma e professionale pazienza con “quelle persone” era perché l’esperienza aveva loro insegnato che in questi casi era la strada migliore per limitare il più possibile i danni.
        Grosso modo lo stesso approccio che auspicavo io.

  49. MOI scrive:

    Rosy Bindi ha dichiarato che Netanyahu sta attuando la Soluzione Finale dei Gazawi …

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ MOI

      “Bindi”

      Non è la prima volta che certi Cattolici dimostrano di parlare più fuori dai denti della ‘sinistra’.

      Onore al merito!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      è sempre stata più bella che intelligente, no? e ama confermarlo di tanto in tanto

  50. habsburgicus scrive:

    @Moi (e tutti)
    https://www.repubblica.it/viaggi/2025/05/03/news/hawaii_aumenta_tassa_soggiorno_e_istituisce_tassa_passeggeri_navi_crociera-424163404/?utm_source=firefox-newtab-it-it
    delle due l’una
    1.i DEM (partito unico alle Hawaii..come a Firenze :D) sono fessi 😀
    2.i DEM puntano a un turismo dei soli ricchi e sanno benissimo che i ricchi sono tutti a sx 😀 famosa è la boutade “D. ma lei è del PD ? R. magari ! purtroppo non posso permettermelo :D)

    • roberto scrive:

      mah habsb,

      se posso dare una mia interpretazione, le hawaii sono uno dei rari posti negli Stati uniti dove esiste una certa coscienza ecologica…certo non nel senso degli asceti verdi nostrani per i quali respirare è atto gravissimo, ma tentano davvero di limitare l’impatto sulla natura…esempio stupido, nelle strade fuori città non ci sono lampioni, con il risultato che è uno dei cieli notturni più bui (e belli) del pianeta, ma per evitare che la gente si ammazzi, le line lungo la carreggiata sono tratteggiate con una vernice blu fosforescente, invisibile finche non ci passi con la luce accesa
      altro esempio stupido, non trovi in vendita sull’isola creme solari, se non quelle “reef safe” (senza una sostanza, di cui mi sfugge il nome che viene assorbita dai coralli e li uccide)

      ora questa sensibilità potrebbe benissimo spiegare il fatto di voler raccattare soldi per i loro progetti e voler limitare certe forme di turismo (…senza vietarle, sono americani…)

      in fin dei conti se per un viaggio che è abbastanza caro spendi un 10% di tassa di soggiorno, direi che non dovrebbe essere un problema spendere il 13% (sai meglio di me che le spese per l’alloggio sono solo una parte delle spese di viaggio), tenderei quindi ad escludere le tue due ipotesi 🙂

      • habsburgicus scrive:

        può essere che tu abbia ragione….
        ma per parafrasare Max Catalano, nel quarantennale di “Quelli della Notte, meglio spendere un 13 % in meno che un 13 % in più, no ? 😀

        • Francesco scrive:

          vedi che hanno ragione loro? scremano i turisti in base alla disponibilità a spendere il 13% in più per la Buona Causa

          • roberto scrive:

            Francesco

            “Scremano”

            Spendi 5000 euri di voli e hai un budget di 2000 euri di hôtel, davvero rinunci al viaggio se devi spendere 250 euri di tasse?

            Secondo me non scremano, spremono

    • roberto scrive:

      Sono adesso a benindorm ed è effettivamente un posto orrendo messo in un contesto naturale bellissimo…gli spagnoli hanno devastato le loro coste in modo osceno

      • MOI scrive:

        Almeno è particolare, popolare come “Manhattan del Mediterraneo” …

        • roberto scrive:

          No fa proprio schifo…hai presente gli orrendi palazzoni anni 70 che funestano parte dell riviera romagnola? Ecco ma in più grande e più brutto

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Sono adesso a benindorm ed è effettivamente un posto orrendo messo in un contesto naturale bellissimo…gli spagnoli hanno devastato le loro coste in modo osceno”

        Stai girando il mondo, vedo!

        Comunque, io sono rimasto colpito guardando la costa francese (area Nizza-Monaco): l’Italia sembra un paradiso dei piani regolatori e del rispetto dell’ambiente, a confronto. Non me lo sarei aspettato.

        • Peucezio scrive:

          L’Italia è un paradiso.

          Noi giustamente ci lamentiamo degli scempi che si fanno da noi e facciamo bene, perché non bisogna mai accontentarsi e bisogna fare sempre meglio.

          Ma l’Italia è oro rispetto al resto dell’Europa e del mondo.

          Sia come difesa del patrimonio storico-architettonico

          (basta andare in qualunque grande città europea e trovi mostri di vetro accanto a cattedrali gotiche, centri storic devastati, rasi al suolo, ecc.; in Gran Bretagna e in Iralnda negli anni ’60 hanno distrutto totalmente interi quartieri medievali… qualcosa così in Italia si è fatto solo a Milano e in modo parziale, a macchia di leopardo)

          sia del paesaggio.

          È interessante quando passi dai laghi italiani ai laghi svizzeri (che talvolta ne sono la prosecuzione): di colpo ti trovi tutti cementificato in modo selvaggio e la suggestione quasi struggente dei laghi italiani si dissolve in un orriobile verde punteggiato di cemento e di scempi anche sulla costa.

          In Italia c’è un certo immobilismo, che spesso è un freno, ma sul piano storico-paesaggistico ci ha salvato, anche perché non è solo inerzia, ma, vivadio, vincolo voluto, maggiore cultura storica, del paesaggio, del territorio.

          In questo senso l’idea che appena varchi le alpi si pensi solo a fare soldi e tutto è sacrificabile, per quanto schematica, è sostanzialmente fondata.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “fondata”

            Avevo come vicino di casa uno studente Svedese, che incontravo spesso anche all’università.

            Tornato in patria, ha fondato un gruppo tipo Nidiaci per la difesa del patrimonio edilizio antico (Settecentesco) dell’acqua città, spesso sventrato da speculazioni edilizie.

            Nei suoi post porta ad esempio di tutela del patrimonio artistico, esempio che a suo dire tutta la Svezia dovrebbe seguire…

            …proprio l’Italia!

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Tornato in patria, ha fondato un gruppo tipo Nidiaci per la difesa del patrimonio edilizio antico (Settecentesco) dell’acqua città, spesso sventrato da speculazioni edilizie.”

              Caspita, dal bassso della mia nullautorità, ti ORDINO di mettermi in contatto!

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “L’Italia è un paradiso.”

            Che bello sentire questa frase, in un paese in cui è obbligatorio dire, “se vivessimo in un paese normale!”

            Riconoscere lo sforzo eroico di migliaia di piccoli funzionari anonimi (e mi vengono in mente tanti esempi) che hanno creduto davvero al lavoro che facevano, per pochi soldi, e hanno salvato cose enormi.

            Un giorno meriterebbero un gigantesco monumento… all’ignoto funzionario nato in Calabria, assunto con concorso in Lombardia dove a stento è riuscito a pagarsi l’affitto, ignorato perché tutti pensavano che contassero solo i “politici”, che ha salvato una spiaggia, un bosco, un borgo, ponendo minuscoli cavilli burocratici.

            E nessuno di quelli che si godono la spiaggia, il bosco, il borgo ha idea del merito di quel piccolo calabrese.

            • roberto scrive:

              Miguel

              Mi fa ridere questo immaginario di fatto di funzionari piccoli, a volte onnipotenti quando bloccano le iniziative politiche, a volte eroici quando sfidano i poteri forti, e di avvocati feroci
              🙂

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Mi fa ridere questo immaginario”

                Più che un immaginario, è un vissuto.

                Una parte di vissuto, ovviamente: conosco anche avvocati molto miti, e certamente ci sono funzionari corrotti. La PA è bella perché è varia.

              • roberto scrive:

                Conosci anche un funzionario di due metri, piccolo piccolo non è 🙂

          • roberto scrive:

            Peucezio

            « L’Italia è un paradiso »

            Dipende….la costa spagnola è stata sfregiata in modo orrendo e quindi 1-0 per noi

            Però le spiagge sono pulitissime e libere, cioè in ogni spiaggia c’è una parte di spiaggia libera ed è sempre immacolata….da noi se trovi una spiaggia libera hai culo, e delle spiagge libere non si occupa nessuno
            1-1

            Sono rimasto sorpreso dalla assoluta incapacità degli spagnoli di parlare una qualsiasi altra lingua che non sia lo spagnolo. Per carità vai al mercato a mangiare ed è anche divertente, ma se hai un minimo problema (tipo: arrivi in albergo e non c’è la camera perché hanno fatto casino) è davvero fastidioso

            • roberto scrive:

              Ne sono rimasto sorpreso perché era da molto che non andavo in Spagna, sapevo che era così
              Anche tra i miei colleghi in genere gli spagnoli sono i più scarsi con le lingue (in francese poi ci sono dei suoni che sembrano proprio fuori dalla loro portata, « j » per esempio che pronunciano immancabilmente gé…bongiur ge suis Miguel

              • Peucezio scrive:

                Sì, più vai a ovest (o nell’est estremo, Cina, Giappone, Corea, ecc.) meno la gente ha orecchio per le lingue.

                Sì, in Spagna le cose funzionano meglio.
                Sono più disinvolti nel distruggere il passato, ma in generale c’è più senso civico, rispetto del patrimonio collettivo, i servizi pubblici funzionano meglio che qua. Non dico sia la Svizzera, ma la differenza con noi si vede.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                « ma in generale c’è più senso civico »

                Davvero? Onestamente ad un osservatore superficiale questa cosa non torna per niente….tra spazzatura buttata dappertutto, casino assurdo per strada (che da turista magari è divertente ma sarei curioso di sapere come vive chi abita su una strada dove c’è un bar all’aperto…cioè tutte), impossibilità a mantenere una fila…mi sembrano la versione anarchica e caciarona di quel tipo di meridionale « mo qui ci sto io e del resto del mondo non mi passa manco p’a capa », non so se hai presente
                però sono bravi e rapidi a pulire, questo si

              • Peucezio scrive:

                Boh, la costa non la conosco e lì bisogna considerare che c’è il turismo straniero.

                Conosco bene Madrid, Barcellona e altre città minori.

                E ho sempre visto file molto più ordinate che in Italia.

                La pulizia è un’altra cosa. Gli spagnoli non sono ‘sto grande esempio di pulizia, non quanto noi per esempio.

                D’altronde gli inglesi sono molto più zozzoni anche degli spagnoli, pur avendo senso civico.

                Direi che gli italiani sono fanatici dell’igiene personale, domestica e del cibo, mentre non frega loro niente dell’igiene delle strade, perché la strada non è di tutti ma di nessuno.

                Gli spagnoli sono inzivusi in generale, ma non in modo esagerato.

                Gli anglosassoni sono zozzoni a livello personale e domestico ma tengono pulite le strade.

        • roberto scrive:

          Miguel

          « Stai girando il mondo, vedo!« 

          Magari! Quello che fa il giro del mondo è Habsb, io mi limito ad andare a trovare amici un po’ sparpagliati

    • firmato winston scrive:

      @miguel:
      “from-fishing-port-to-tourist-hotspot-how-skyscrapers-came-to-dominate-benidorm-in-pictures”

      Una delle didascalie dice:

      “He promoted a modern urban vision and supported the construction of skyscrapers to maximise land use.”

      Lo sviluppo in altezza e’ stato uno dei cavalli di battaglia dell’ambientalismo: per “risparmiare territorio”.

      Subito politici, architetti, speculatori, hanno colto la palla al balzo.

      Chi e’ causa del suo mal pianga se stesso. 😉

    • firmato winston scrive:

      Che poi il bello e’ che e’ proprio il vivere in piccoli appartamenti in luoghi affollati che spinge la gente a cercare di scapparsene in vacanza appena puo’: in luoghi altrettanto claustrofobici e affollati… e’ chiaro che in questo modo si alimenta il turnover all’infinito, cosa che e’ perfettamente funzionale all’aumento del pil e dei consumi cosi’ necessario agli economisti e ai ragionieri dello stato per chiudere i bilanci annuali secondo le leggi e senza essere cacciati dai loro posti di lavoro per incapacita’, se non sbattuti in galera, come il popolo stesso reclama al grido di Barabba, Barabba.

      La gente che si vede nelle fotografie di Benidorm linkate, il villeggiante, e’ una merce come un’altra.

      Poi, c’e’ probabilmente l’istinto atavico delle tribu’ a riunirsi periodicamente il luoghi affollati per lo scambio delle mogli (ridottosi al simulacro del “dove si tromba” di oggi), cosi’ da evitare l’endogamia. Vedere l’ipotesi archeologica su luoghi come Gobekli Tepe, che mostrano segni di affollamento in un periodo prestorico in cui non vigeva ancora l’agricoltura stanziale con tutto cio’ che ne consegue in termini di nascita della citta’.

      • MOI scrive:

        Le case “addossate” sono sempre state tipiche delle comunità coese….

        • MOI scrive:

          Puoi trovarle alle Cinque Terre come a Procida … sono tipiche del bacino del Mediterraneo.

        • firmato winston scrive:

          Gia’, ma adesso neanche il piu’ piccolo condominio e’ una comunita’ coesa.
          Considera che fino a ier l’altro, prima dell’industrialismo e del conseguente espandersi irrefrenabile dello specialismo e della divisione del lavoro, ogni piccola comunita’ era quasi autosufficiente, e la struttura sociale tipica era la famiglia allargata in villaggi in cui quasi tutti erano imparentati. Si nasceva in casa e si moriva in casa, senza mai allontanarsi piu’ di qualche manciata di km. I contadini, in italia fino a prima dell’ultima guerra mondiale, autoproducevano quasi tutto, da fuori arrivava forse solo un po’ di ferro che poi il fabbro del paese rendeva riutilizzabile all’infinito ribattendolo e forgiandolo, e un po’ di carbone e vetro, e il cotone tessuto per i vestiti che ogni donna sapeva confezionare in casa. Le scarpe non si usavano, io ricordo vecchi contadini che andavano ancora a piedi nudi, senza nemmeno gli zoccoli, e col ghiaccio per terra. La diffusione del cognome che richiama alla professione del fabbro o del produttore di formaggi o del falegname e’ cosi’ ampia perche’ ogni piccolo villaggio ne aveva uno, che soddisfaceva il fabbisogno della sua stessa comunita’. Il surplus in grado di alimentare una classe agiata intellettual-parassitaria era minimo, per cui piu’ di tanto non poteva espandersi. Oggi la situazione si e’ drasticamente rovesciata, sono in fase di scomparsa pure gli operai, e siamo in presenza di un’aristocrazia di massa che non sa fare nulla di utile se non a se stessa, che peraltro ha l’estrema improntitudine di usare marx per autogiustificarsi e autoassolversi dal suo essersi trasformata, in quanto inflazionata, in classe disagiata…

          Negli esempi che citi non esisteva il welfare pubblico, ma solo quello della famiglia allargata, che era la forma tipica e quasi unica di comunita’ dell’epoca: fino a un paio di generazioni fa, mica ere geologiche.
          Leggevo che in un censimento degli anni ’50, circa meta’ della popolazione risultava ancora contadina! E non c’erano i trattori, solo gli animali da tiro che non occorreva fabbricarli col lavoro e la fatica, ma si riproducevano da se’, fornendo dalla loro macellazione non solo cibo (prezioso) ma ancora piu’ preziose materie prime per fare di tutto 😉

          E noi, neanche un secolo dopo, siamo qua che scriviamo sul blog, ordiniamo qualsiasi merce sul web che ci arriva nel giro di qualche giorno dalla Cina, e prendiamo l’aereo per il fine settimana a Benidorm…

          Bisogna essere diventati come societa’ tanto coglioni per riuscire a vivere male, forse mediamente peggio di allora, dal punto di vista della percezione soggettiva individuale. Ma solo forse e’ solo perche’, nonostante la nostra grande capacita’ di adattamento, non siamo stati fatti per vivere al meglio in un mondo cosi’, per quanto ricco, pacifico e sano.

          🙂

          • Ros scrive:

            firmato winston: “…La diffusione del cognome che richiama alla professione del fabbro o del produttore di formaggi o del falegname e’ cosi’ ampia perche’ ogni piccolo villaggio ne aveva uno, che soddisfaceva il fabbisogno della sua stessa comunita’ … Bisogna essere diventati come societa’ tanto coglioni per riuscire a vivere male, forse mediamente peggio di allora, dal punto di vista della percezione soggettiva individuale. Ma solo forse e’ solo perche’, nonostante la nostra grande capacita’ di adattamento, non siamo stati fatti per vivere al meglio in un mondo cosi’, per quanto ricco, pacifico e sano…”

            Forse dipende dal fatto che in una comunità contadina ognuno trovava il proprio posto, il proprio senso, la propria identità nella sua funzione comunitaria;

            persino il pazzo, l’ubriacone o il citatissimo ancor oggiscemo del villaggio.

            Il propio senso e funzione nella comunità faceva si che ci si sentisse accettati, utili e necessari.

            Questo averci un senso nella comunità che è evidentemente fondamentale per il nostro benessere psichico nell’anonimato individualista delle città odierne pare andato perso.

            Ne rimaneva una sorta di microcosmo nelle famiglie fino a pochi decenni fa, specialmente se allargate, dove anche lo zio scapolo e matto si sentiva perfettamente integrato nella sua riconosciuta funzione.

            Anche le famiglie sono in dissolvimento, e lo zio eccentrico viene spento di neurolettici dal centro di salute mentale nella sua solitudine insensata.

            Questo stare male nonostante tale abbondanza e sicurezza dipenderà magari dal fatto che in maggioranza non riusciamo o possiaamo trovare quel nostro senso funzionale in una comunità individualmente dissolta?

            Viviamo bene se riusciamo ad incarnare un particolarmente nostro archetipo (ruolo, funzione, necessità riconosciuta) in funzione degli altri e persa in maggioranza la possibilità di ciò ci si debba necessariamente sentire soli e persi senza significato alcuno?

            Boh🙄!

            • MOI scrive:

              Calzolari, Barbieri, Tagliavini, Tagliasacchi, Fabbri (Frabbetti, Frabboni … dialettizzati) , Molinari …

            • firmato winston scrive:

              @ros

              si’ infatti, era dove volevo andare a parare…

              poi per carita’ meglio evitare le mitizzazioni, sicuramente in ogni epoca e in ogni comunita’ sono esistiti le prove di iniziazione e le bande di predoni adolescenti, e il farmakos (il capro espiatorio) la cui “funzione inclusiva” era di essere cacciato ferocemente dal villaggio

              pero’ nella nostra epoca giovanilistica in cui anche i vecchi e le vecchie si pregiano di sembrare e pensare come giovani adolescenti, il periodo della delinquenza adolescenziale e delle prove di iniziazione sembra durare “dalla culla alla tomba” (“gli esami non finiscono mai”, vedi il periodo “fine pena mai” della misurazione delle prestazioni e rividimazione con diplomi della licenza ad esistere ed agire in societa’ che ormai si pretende a tempo e condizionata, come la revisione auto e l’imminente “libretto di idoneita’ edilizia”, fino alla prova successiva dove immancabilmente l’asticella, qualsiasi sia il grado di aderenza alle pretese raggiunto nello step precedente, verra’ spostata un po’ piu’ in alto)

              la normativa europea e’ ridicolmente impostata su queste basi fin da quando esiste in crescendo rossiniano, e non solo, l’obiettivo da raggiungere e’ posto a zero per le istanze negative oppure a +infinito per quelle positive, senza vie di mezzo, sragionando cosi’ su tutto, vista l’impossibilita’ intrinseca del mondo reale ad adeguarsi a tali astratte pretese (aggiungerei pure alienate)

              il tutto ipocritamente nascosto dietro una maschera di bonomia DEI

              e se poi la gente sta ancora male, i decisori superdiplomati, esperti e specialisti arrivati in cima alla graduatoria, impongono il +1 (se sono arrivati in testa loro, perche’ non dovrebbero poterlo fare tutti? tutti primi in classifica!)

              demenziale… sai che mi viene il dubbio che sia proprio il processo di selezione, fin dalla scuola primaria, che e’ sbagliato, perche’ e’ fatto apposta per selezionare ai posti di decisione e comando personalita’ autistico-psicopatiche, che poi a loro volta, come e’ tipico del loro carattere ossessivo, imporranno il +1, in un crescendo senza fine (fine pena mai)

              spero che ci sia, ci deve essere qualche studio su questo fatto (firmato da altri autistici-psicopatici ;))

              aveva ragione Illich quando diceva che la scuola e’ intrinsecamente una fabbrica di falliti, e aggiungerei io una istituzione che si e’ darwinianamente sviluppata in quanto fabbrica di esseri adatti a perpetuarne la sua funzione di “ultracorpo” che li manipola per i suoi scopi: continuare ad esistere ingigantendo il proprio tumore all’infinito

              e’ passato mezzo secolo e forse siamo prossimi al redde rationem, non e’ possibile che si sia arrivati al punto tale che non ci sia piu’ nessuno che se ne accorga

              en passant qui c’e’ un interessante audio sulla “nave dei folli”: il “non detto” che pero’ si intende abbastanza facilmente aggiungendolo ad altre considerazioni tipo quelle qui sopra, e’ che l’inquadramento sociale con graduatoria su scala aritmetica di valore nonche’ espulsione dei non adatti inizia a diventare pervasivo col periodo del razionalismo dei lumi (il che e’ abbastanza ovvio: e in effetti e’ dal post-rivoluzione francese che cominciano l’esercito e la scuola come istituzioni totali atte a preparare e inquadrare il cittadino per il perfetto funzionamento della macchina-nazione-stato – ed e’ dal positivismo comtiano che si pretende di applicare le leggi della fisica all’individuo e alla societa’ – ancora oggi la metafora dell’uomo-macchinadeterministica il cui libero arbitrio e’ solo illusione dei tempi bui, e’ assolutamente pervasivo e dominante)
              https://www.raiplaysound.it/audio/2024/04/Sconfinamenti-del-23042024-TEASTEAT-e-LA-NAVE-DEI-CONDANNATI-E-FOLLI–a92f2c0e-1c6f-43d6-8ca6-b7e85e00c792.html

              si parla pochissimo e ci sono pochissimi studi su queste cose, la scuola studia e critica tutto (specie il capitalismo, che e’ come il prezzemolo serve a spiegare tutto, altro frutto della sociologia deterministico-scientistica) tranne se stessa

  51. Miguel Martinez scrive:

    Interessante, anche in Australia, il costo delle case pare che sia stato un fattore decisivo nelle elezioni:

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/05/06/australia-albanese-trump-laburisti-liberali/7976199/

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Australia”

      L’Australia è uno dei pochissimi posti al mondo dove il nucleare non ha senso.

      È vero che sono pieni di uranio. Ma sono venti milioni su un intero continente, e metà di quel continente è un deserto. Hanno già alcuni degli impianti di accumulo di elettricità più grandi del mondo. Hanno tutto lo spazio e il sole che vogliono per mettere centrali solari e hanno un fabbisogno talmente basso di elettricità (data la scarsità della popolazione) che investendo seriamente nei sistemi di accumulo che ancia mancano loro sono a posto. Le celle fotovoltaiche i Cinesi gliele tirano dietro un tanto al chilo.

      L’Australia è come la Norvegia, l’Islanda, la Namibia, la Nuova Zelanda e il Costa Rica: vuoi per la bassa densità di popolazione (Namibia e Australia) vuoi per l’abbondanza di risorse rinnovabili (idroelettrico per Norvegia e Costa Rica, solare per Namibia e Australia, geotermico per l’Islanda e Nuova Zelanda) lì sì che
      un’economia basata al cento per cento sulle rinnovabili ha senso progettarla.

      Quando penso che ci sono progetti per installare centrali nucleari sulla faglia sismica vicino a Istanbul e sulla costa prospiciente il Krakatoa mi viene proprio da pensare che Dio dà il pane a chi non ha denti…

      E parlo da filo nucleare convinto!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        che sia possibile far andare tutta l’Australia col solare posso anche crederlo … ma è anche conveniente sive opportuno?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “conveniente”

          L’Australia è uno dei massimi emettitori di gas serra – con tutto il carbone che si ritrova.

          Come convenienza puramente economica (trascurando quindi le esternalità ambientali) meglio del carbone non c’è niente.

          Nel porto di Genova abbiamo avuto per anni i cumuli di carbone importato fresco fresco dall’Australia.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            intendevo dire: se hanno un sacco di uranio, fanno poche grandi centrali invece di mille mila pannelli

            economie di scala e durata come se non ci fosse un domani, flusso di elettricità stabile e garantito

            e hanno tutto lo spazio che ci si può sognare per le scorie

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “se hanno un sacco di uranio, fanno poche grandi centrali invece di mille mila pannelli”

              Vero. Ma il tempo che ci metti a mettere su un pannello solare è una frazione di quello che ci metti per installare una centrale nucleare. (Parlando di ‘tempo’ parlo anche del necessario investimento iniziale). Poi con la quantità di Australiani che vivono a casa del diavolo stile Crocodile Dundee sparpagliati su un territorio grande più o meno mezza Europa col nucleare dovresti tappezzare il territorio di tralicci, elettrodotti ecc. Tanto vale tenersi la centralina solare sotto casa. Lì sì che ha senso farlo, anche perché di industrie davvero energivore 24 ore su 24 (altoforni, officine meccaniche, vetrerie, industria della ceramica…) ne hanno poche: campano col turismo e soprattutto esportando carbone, minerali vari e lana.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                veramente il 99999% degli australiani vive nelle città sulla costa

                se fai una centrale per città sei a posto per un secolo, giorno più giorno meno

                il singolo Crocodile Dandee si fà la sua corrente coi pannelli solari o facendo correre i coccodrilli dentro una ruota

              • Corpo umano scrive:

                Francesco
                Lascia stare il coccodrillo
                Currie presuppone che un joule sia un joule, ma in pratica l’energia non è intercambiabile. Si concentra sui mercati dell’elettricità, trascurando l’influenza dei combustibili fossili sui trasporti e sull’industria, settori che non possono essere facilmente elettrificati. L’aviazione, la navigazione e i trasporti su camion funzionano a petrolio perché le batterie sono troppo pesanti e le infrastrutture per l’idrogeno sono lontane decenni. L’acciaio, il cemento, la plastica e i fertilizzanti dipendono dal carbone, dal petrolio e dal gas sia per l’energia che per le materie prime, e oggi non esiste un’alternativa elettrica scalabile.

                La sostituzione su larga scala dei combustibili fossili richiederà decenni. L’energia nucleare impiega troppo tempo per essere implementata e le energie rinnovabili dipendono da uno stoccaggio che non esiste su larga scala. I combustibili fossili contengono un’enorme quantità di energia per unità di volume, mentre le energie rinnovabili generano una bassa densità di potenza in modo intermittente. L’energia deve essere disponibile nella forma giusta, al momento giusto: non tutti i joule sono uguali.
                https://www.artberman.com/blog/jeff-curries-new-joule-order-a-compelling-but-flawed-energy-framework/
                Per lo stile di vita australiano occorre più che altro l’energia fossile.
                https://en.m.wikipedia.org/wiki/Energy_in_Australia
                Se guardi nel grafico sulle fonti vedi che il nucleare non è neanche elencato.
                Per arrivare a produrre tutti quei joule immagino che ci vorrebbero non alcune centrali nucleari, ma parecchie. Magari quante te lo può dire di Vita
                In Francia ne hanno circa una sessantina solo per produrre energia elettrica

  52. Corpo umano scrive:

    https://scenarieconomici.it/la-fine-del-controllo-globale-il-risveglio-dalloblio-di-washington-dc-della-city-e-del-papato-nero-di-gianmarco-landi/

    Qui cercano di spiegare le criptovalute in modo semplice, ma naturalmente non ci si capisce un cazzo.
    Comunque tiro a indovinare e spero che qualcuno che ci capisce qualcosa mi dia ragione o torto.
    Cioè, ehm, dunque….
    Io compro una criptovalute (peraltro italiana) che vale come il dollaro esiste scambia proprio come una normale moneta.
    Facendo questo finanzio chi? Ma il Tesoro degli Stati Uniti.
    E con tutto il giro di moneta digitale agganciata al dollaro il famoso debito americano viene rifinanziato senza nessun problema.
    Giusto o sbagliato?

    • Corpo umano scrive:

      E questo nuovo approccio monetario metterebbe fuori gioco i voraci banchieri
      Anche su questo mi mancano diversi passaggi ma non mi azzardo a ipotizzare dei come e perché
      Comunque probabile rivoluzione monetaria in arrivo. Quanta energia consumano le criptomonete e la IA per farle funzionare?
      Forse una quantità insostenibile, forse no.
      Boh.

    • Francesco scrive:

      solo che il dollaro è “garantito” dallo Stato americano, la criptovaluta vale solo finchè ci si crede

      che è un ordine di grandezza in meno di affidabilità, se ho capito

      Ciao

    • firmato winston scrive:

      Provo.

      La criptovaluta non e’ di per se’ una moneta, e’ un contratto di scambio che viene “notariato” su un registro pubblico “firmato digitalmente”, distribuito su moltissimi computer (come i file del peer-to-peer), immodificabile e consultabile per sempre da tutti e che funziona senza bisogno di alcun intermediario (quindi niente banche, ne’ banche centrali, ne’ agenzia delle entrate che mette il naso e costringe al pizzo su ogni transazione privata, niente).

      Tutto cio’ puo’ essere usato come moneta perche’ la moneta in fin dei conti non e’ altro che un contratto, un’obbligazione al portatore, in cui c’e’ scritto che chi la possiede “ha diritto a un credito di un certo ammontare di unita’ di conto” – la “banconota”, la nota di cambio, nasce proprio cosi’ un po’ dopo l’anno 1000, letteralmente, e nasce proprio contemporaneamente alla diffusione del contratto scritto, che prima esisteva poco – per lo stesso motivo, cioe’ la nascita (o rinascita con la fine del medioevo) del contratto scritto, nello stesso periodo nasce anche il matrimonio come lo conosciamo oggi, mentre prima essendo tutto “sulla parola, sulla stretta di mano”, si capisce che l’intero contesto dello scambio assumeva dei contorni completamente diversi da come lo concepiamo oggi, “inflessibile e allo zero virgola”. Scipta manent…

      Comunque la criptovaluta non e’ una sola, chiunque puo’ metterne in piedi una sua attraverso una ICO (initial coin offering).
      Se non ti va bene una criptovaluta perche’ troppo tesaurizzata, perche’ costa troppo, perche’ ti sta sulle palle chi la usa, puoi farti la tua.
      Quindi, perlomeno inizialmente, potenzialmente un bel casino, ma anche una completa liberta’ (a quanto pare e’ difficile combinare entrambi).
      Il valore che assume una criptovaluta e’ valore allo stato puro, privo di ogni oggettivita’ materiale: dipende cioe’ esclusivamente dalla fiducia che i rispettivi contraenti gli attribuiscono attraverso lo scambio.

      Attualmente il sistema bitcoin e’ spaventosamente energivoro perche’ la chiusura di ogni blocco della blockchain, cioe’ la vidimazione con firma elettronica di ogni pagina del registro delle contrattazioni, avviene per definizione, nel caso del bitcoin, attraverso la soluzione di un difficile enigma crittografico – una proof-of-work – che non solo richiede una enorme potenza di calcolo, ma e’ strutturato in modo che chi lo risolve per primo in concorrenza con tutti gli altri che cercano di risolverlo, riceve in premio 12 bitcoin. Quindi non solo e’ un calcolo difficile ed energivoro, ma viene fatto in contemporanea e in concorrenza da molti calcolatori dei quali uno solo riceve il premio, mentre tutti gli altri hanno sprecato corrente per nulla. Quindi e’ uno spreco assolutamente demenziale, ma serve a far si’ che il bitcoin sia un bene scarso e difficile da ottenere, come ad esempio l’oro, e quindi mantenga il suo valore (infatti si dice “minare bitcoin”, “l’oro digitale”).
      Una stronzata insomma, ma siamo fatti cosi’.

      E’ spiegato abbastanza bene qua, ma senza delle basi e un contesto non si puo’ capire niente, neanche quanto scritto qui sopra.
      https://archive.org/details/oif-calamari-bitcoin-e-criptovalute
      (verso la fine, se vuoi andare subito al concreto, mi pare dica quanto consuma ogni singola transazione bitcoin!)

      tratto da:
      https://www.zeusnews.it/n.php?c=30973
      da leggere, e’ un autore da seguire

      • Corpo umano scrive:

        I servi del WEF, dei generali gesuiti e del Nuovo Ordine Mondiale stanno impazzendo al pensiero che Trump possa decidere di arrestare la lenta caduta del dollaro tornando ad una sorta di gold standard, ma è pacifico che lo farà, per poi offrire direttamente ai cittadini europei di poter uscire dal Sistema finanziario di una schiavitù del debito centralizzato attraverso gli USDT ed i wallet, portando così la morte per obsolescenzaalla FED, alla BCE, a tutte le banche centrali e alle grandi banche di affari.

        E questo il punto da capire
        Poi che le criptovalute più IA più computer cellulari ecc che siano in grado di supportare l’IA, messi insieme consumino un botto, si può intuire, ma bisognerebbe saperne di più su come verrebbe a configurarsi tutto il sistema e se magari tagliando fuori gran parte della finanza non tagli pure l’energia che l’attuale sistema finanziario consuma.

        • corpo umano scrive:

          https://valori.it/debito-stati-uniti-stablecoin/
          Sempre su queste imminenti stable coin, ma con tono più scettico.
          Anzi, mentre nell’articolo di scenari economici era la fine della finanza, qui è la finanza che si salva il culo.

          • Corpo umano scrive:

            Oh, strano ma vero.
            Ho capito
            Fanno le stable coin monetizzando le riserve in oro e risorse varie petrolio, gas, terreni statali, miniere.
            Creano un fondo sovrano
            Poi Swap!
            Scambiano il debito con un corrispondente un fondo sovrano
            Assomiglia un po’ al Bancor di Keynes all’epoca non realizzabile tecnicamente, ma ora si, grazie alla tecnologia digitale e alle criptovalute.
            Sul come fare ci sono delle possibili varianti , ma insomma, nella sostanza è questo
            Kelebekiano, beccati un’ora e un quarto di intervista
            https://youtu.be/xkeyxgP-bSI?feature=shared
            Notare che la valuta fiat si basa sulla fiducia,
            mentre lo stable coin è “back(ed) by real”

          • firmato winston scrive:

            Non ho ascoltato ne’ letto, mi e’ bastato il video sullo scorpione…

            Ma hai capito a cosa dovrebbe servire ‘sta roba?
            Attualmente il resto mondo ha bisogno di dollari da usare come moneta di scambio e riserva, perche’ il dollaro e’ universalmente accettato: per usarli pero’ li deve comprare, quindi gli americani glieli vendono in cambio delle altre monete, cioe’ delle merci, locali di quelli che vogliono in cambio i dollari. Dunque gli americani ottengono telefonini, ferrari, mercedes, barche, farmaci, navi, tesla made in china, non lavorando nella propria industria ma semplicemente fornendo dollari al resto del mondo in cambio di merci, che inizialmente sembra molto comodo, ma alla lunga porta alla distruzione del proprio tessuto produttivo e quindi alla decadenza. Negli Usa piu’ dell’80 per cento dell’economia e’ terziario, non chiedermi cosa cazzo facciano tali terzisti, se fanno tatuaggi o vendono hamburger (per il resto agricoltura 2 per cento, manifattura meno, molto meno del 10 per cento).
            E’ quasi la stessa cosa che e’ successa all’italia con l’adozione dell’euro, solo che in peggio noi ci siamo ritrovati con un grosso debito denominato in euro grazie ai bassi tassi di interesse che tale moneta portava con se’, euri che NOI NON POSSIAMO STAMPARE ma solo la BCE che si rifiutava di farlo! (a differenza degli americani, che il debito ce l’hanno denominato in dollari, per cui non possono andare in default con l’estero (default vuol dire non avere dollari da dare allo scadere del certificato di credito denominato per quell’importo), il che pero’ e’ un invito ulteriore ad indebitarsi – da cui le pressioni di trump sulla fed).
            Ma l’effetto di deindustrializzazione, e quindi decadenza dal punto di vista ad esempio militare, a lungo termine e’ lo stesso.

            Questi sono i problemi, poi cosa c’entri la criptovaluta e lo swap e il fondo sovrano non ne ho idea. Spero che chi tira fuori queste “news” capisca almeno qual e’ il problema, semplice dal punto di vista dell’enunciazione, ma molto meno semplice da risolvere, faccenda che di solito non sembra proprio.

            Comunque, forza della propria moneta quando si esportano troppe merci e danneggiamento del proprio tessuto produttivo e’ una necessita’ del commercio internazionale: il che serve proprio a bilanciare equamente la produzione e lo scambio di merci fra i vari paesi (per cui ad esempio i paesi ricchi di materie prime vedono rafforzare la propria valuta a causa dell’esportazione di esse, per cui la manifattura non ha speranza di essere competitiva, e viceversa, chi ha solo manifattura e’ facilitato nelle esportazioni perche’ il non avere materie prime da esportare indebolisce la valuta, e quindi rende le proprie merci lavorate piu’ convenienti all’estero, creando l’equilibrio fra le rispettive domande e offerte: tutto cio’ che, per un motivo o per l’altro, ad esempio con lo scambio scompensato di sola valuta che e’ il caso del dollaro col resto del mondo o dell’euro all’interno dell’euroarea, intacca questa dinamica, e nel caso del dollaro e dell’euro l’ho cercato di spiegare sopra, crea squilibri fra i potenziali produttivi dei vari paesi che prima o poi bussano alla porta).

            Tutto qua, senza bisogno di rane e scorpioni.

            Non credo che il paragone col Bancor regga: il Bancor doveva essere una valuta internazionale senza una nazione dietro (un po’ come un euro ma a livello mondiale, con probabilmente una specie di BCE mondiale a governarlo): all’epoca probabilmente venne rifiutata oltre che per il problema di chi la gestisce che non e’ un problema da poco dato che la gestione della moneta significa potere, molto potere (vedi l’euro piegato sulle necessita’ dei paesi forti, e che viene stampato senza problemi quando serve a loro, trasferendo l’inflazione agli altri), anche perche’ il mondo si stava dividendo in due blocchi piuttosto impermeabili uno all’altro (con “il muro di berlino”) dominati dalle due superpotenze incontrastate dell’epoca, dove ognuna delle due preferiva dominare la sua area.

            Quello che cercano di fare gli Usa probabilmente e’ scorporare il problema di continuare a fornire la valuta di scambio internazionale senza pagare lo scotto della deindustrializzazione: ma non so se sia possibile, per quanti giochi di prestigio pseudo-economici si cerchi di fare. Se fanno il Bancor, quantomeno devono cogestirlo con le altre superpotenze economiche nel board di qualche banca mondiale, perdono la supremazia assoluta. Oppure cosa fanno, adottano il bitcoin o un suo sostituto, una moneta neutra, contando sul fatto che poi la dominerebbero lo stesso perche’ la loro economia e’ la piu’ forte??? Non e’ piu’ cosi’, non senza il dollaro. Puo’ anche darsi che sia quello che vuol fare Trump, comunque, data la sua tendenza all’isolazionismo. Ma e’ chiaro che uno cosi’ sarebbe visto come il potenziale distruttore della supremazia americana, perlomeno per come funziona adesso, dagli altri poteri Usa.

            • Corpo umano scrive:

              Winston
              Che ti posso dire?
              Tu mi scrivi delle cose molto generiche.
              Io ti consiglio dei video su cose specifiche direi molto attuali.
              Fai come vuoi.

              • Corpo umano scrive:

                Winston
                Ora che hai scritto uno dei tuoi commenti mediamente lunghi in metro, fai in tempo a guardare anche un video di un’ora.
                Facci un pensierino

  53. habsburgicus scrive:

    fra i vari Leone, ben 8 dei quali sono nell’alto Medioevo, vi è pure quel Leone IV (847-855) sotto il cui pontificato gli Arabi -inviatati e aiutati da alcuni principi longobardi di Salerno- si spinsero alla periferia di Roma e bruciarono e saccheggiarono tutto….il Papa, un po’ diverso da Francesco 😀 (ma simile al Francesco nostro, per quanto ci è dato conoscere), organizzò la difesa e contribuì a cacciare i Saraceni..
    in quei giorni tristi, Palermo (dall’831 d.C..resterà araba fino al 1072 d.C) e Bari (da c.a 845/847) e Taranto (da c.a 840) erano in mano ai musulamni laddove Siracusa era ancora cristiana (cadrà nell’878 d.C e abbiamo un coevo documento greco che ci racconta tale “abominio della desolazione”)

  54. habsburgicus scrive:

    erano i giorni in cui al-Mutawakkil (847-861 d.C) a Baghdad restaurava l’ortodossia sunnita dopo gli anni del mu’tazilismo appoggiato da al-Ma’mum (813-833 d.C), al-Mu’tasim (833-842) e al-Wathiq (842-847 d.C)..
    al-Mutawakkil piace agli estremisti di oggi, è il modello del “Califfo vero” 😀 😀
    nelle steppe dell’Asia, i proto-kirghizi (844 d.C) rovesciavano gli Uiguri

  55. Corpo umano scrive:

    https://energiaoltre.it/la-turchia-potrebbe-ostacolare-i-piani-dellunione-europea-sul-gas-russo/

    L’Europa vorrebbe dire basta al gas russo.
    Bene Allora il gas a questo punto, sarebbe quello liquefatto e le costerebbe molto di più.
    In questo gioco si inserisce la furbissima Turchia col suo gasdotto turk stream che porta già ora in europa gas russo a relativamente basso costo.
    Insomma, la Russia vuole venderci il gas
    Non è vero che si sia girata definitivamente verso l’Asia
    La Russia resta un paese europeo.
    Adesso però un acquirente statunitense prenderà il gas russo e lo esportera’ in Europa, per attenuare l’opposizione politica europea alla ripresa delle forniture
    E chi capisce gli europei è bravo.
    Io no. Non li capisco.
    Che poi, gas più rinnovabili, se pur intermittenti, funziona tutto
    Tranne la sostenibilità ambientale.

    • Corpo umano scrive:

      Ma non è che favorendo il riavvicinamento Europa Russia, Trump mira a separare Russia e Cina?
      🙄??????

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Corpo umano

      “gas”

      Cioè:

      Prima delle sanzioni cretine noi compravamo il gas da Putin

      Con le sanzioni cretine noi compriamo il gas dagli Americani che lo hanno in precedenza comprato dai Russi.

      Eh ma così diventiamo la libertà e la democrazia!

      😉 😉 😉 😉

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Corpo umano scrive:

        Di Vita

        Ah, capire quello che c’è sotto…
        Mi riferisco all’Europa.
        Di libertà e democrazia se ne vede ben poca.
        Infatti gli europei o non votano più o votano per dei partiti di segno anti-europeo.
        Peccato che questi partiti siano di ultra destra. Mah.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ corpo umano

          “capire”

          Sembra difficile da capire quello che c’ è sotto perché non c’è nulla da capire

          Nulla oltre alla piaggeria dei vassalli verso il padrone d’Oltreoceano

          Prima, con Biden, si applicano sanzioni cretine a Putin. Cretine perché inutili militarmente (nessuna guerra si et vinta con le sanzioni, da Napoleone a Mussolini a Saddam), suicide economicamente (le nostre economie basare sul gas a basso costo hanno una capacità manifatturiera che sta perdendo terreno) e catastrofiche dal punto di vista umanitario (il rifiuto di ogni trattativa ha prolungato la guerra e causato mezzo milione di vittime). Nel frattempo gli USA ci vendono il gas a prezzo non scontato (quindi da tre a cinque volte superiore a quello di Putin) e ci vendono le loro armi. Però “c’è un aggredito e c’è un aggressore” e questo chiude la bocca a chi ragiona.

          Poi cambia il padrone a Washington. Quello nuovo sarà un farabutto ma non ha il figlio con le mani in l’asta con gli oligarchi Ucraini e vuole trattare con Putin una via d’uscita onorevole cercando di limitare i danni per il suo Paese. I governanti Europei, cagnolini fedeli abbandonati da un padrone ingrato, restano dove sono stati abbandonati guarendo e ringhiando. Invece di ammettere l’errore connesso con le sanzioni si mettono a dipingere quel Putin che fino al giorno prima era dipinto come un guappo di cartone i cui sgherri combattono con le pale e cannibalizzano l’elettronica delle lavatrici come un novello Sauron in procinto di raggiungere Lisbona. Varano un piano di riarmo in cui, udite udite, si stanziano i soldi senza manco sapere per che cosa di preciso (cosa che fa a pugni persino col buonsenso della più umile massaia) e così facendo continuano a cercare di compiacere il padrone che vuole vendergli armi. Autocritica zero; continuano a cantare le lodi di un Occidente messo a nudo dal mancato isolamento del Sauron di Mosca, come i cortigiani della famosa favola dei vestiti dell’imperatore di Andersen.

          E quando i loro elettori danno segno di averli sgamati danno la colpa alla propaganda dei mujiki della steppa.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Corpo umano scrive:

            L’Europa fa quello che le dicono i suoi referenti americani.
            Ma i referenti americani sono due.
            Fino a ieri erano i democratici: la finanza pigliatutto.
            Volevano distruggere la Russia con la finanza. Ma hanno fallito
            Ora è Trump che inizialmente voleva disfarsi di quella finanza che non era nemmeno funzionale al suo mandato populista
            Ora
            1 da che parte sta l’Europa rispetto ai democratici o repubblicani?
            2 a che punto siamo in america tra democratici e repubblicani?

            Sia al punto 1 che a quello 2 è difficile dare una risposta. Siamo posizionati nell’occhio del ciclone
            Basta che arrivi il gas…
            Visto che alla soluzione low tech corpo-umanistica non piace.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ corpo umano

              “Europa”

              In Italia la risposta alla tua domanda et facile. Come quando durante il ventennio fascista a San Marino c’era il partito fascista Sammarinese, noi abbiamo la destra filoRep e la sinistra filoDem. Non ho nessunissimo dubbio che se al posto di Trump che ha detto che gli Europei gli andavano a leccare l’orifizio anale e della Meloni che subito dopo e’ andata a Washington per davvero ci fossero stati una Kamala Harris dai gusti lesbici al governo in USA e una Schlein al governo in Italia la Schlein sarebbe andata anche lei a Washington.

              Nel resto d’Europa la situazione è più sfumata. La minore irrilevanza rispetto all’Italia comporta una maggiore irresolutezza, data la generale mancanza di idee. Questi sono tutti abituati a lisciare il pelo ai loro elettori raccontando loro che vivono nel giardino fiorito e che le cose da grandi si lasciano ai grandi. Non possono mica andare dai loro elettori e dire che adesso sono soli. E nell’incertezza abbaiano più forte. E’ segno certo: quelli che più abbaiano sono quelli che contano di meno, come la Kallas.

              Proprio perché la Meloni, a capo com’è di un protettorato dal guinzaglio più stretto degli altri, non ha bisogno di abbaiare come loro, per contrasto sembra più autorevole.

              La Meloni!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  56. Corpo umano scrive:

    Visto che la

  57. MOI scrive:

    Israel-Gaza war
    Gaza will be entirely destroyed, Israeli minister says
    Bezalel Smotrich says Palestinians will ‘leave in great numbers to third countries’, raising fears of ethnic cleansing

    https://www.theguardian.com/world/2025/may/06/hamas-israel-hunger-war-in-gaza

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