L’Uomo, gli uomini e l’Intelligenza Artificiale

Ogni tanto fa bene dire come la vediamo sulle questioni veramente fondamentali.

E’ successo l’altro giorno, chiacchierando fuori da qui con il commentatore Peucezio.

Che riassume molto bene un modo di pensare implicito nel pensiero dell’ultimo secolo e oltre:

Ma sai che ‘sta storia del pianeta finito non mi convince proprio?

Vale secondo una logica orizzontale, di estensione, ma non verticale, di profondità.

Un giorno l’uomo ha scoperto la potenza dell’atomo.

Chi mi dice che dentro la materia non ci sia nascosta una potenza miliardi di volte maggiore di quelle che conosciamo oggi? O che, chessò, esistano modi per cavare dalla Terra nutrimento non per 8 miliardi, ma per 8 mila miliardi di persone? Il limite è un concetto strettamente legato alle nostre enormi ma limitatissime conoscenze scientifiche. Un uomo del Medioevo avrebbe mai immaginato qualcosa di simile all’energia come la usiamo oggi?

A guardarci attorno, sembra che Peucezio abbia ragione – una volta il contadino zappava a fatica il poco che gli serviva, oggi ci sono gli americani che riescono pure a farsi le vacanze a Firenze.

Ma dietro questa evidenza credo che l’amico Peucezio faccia alcuni errori fondamentali.

Innanzitutto il verbo al singolare: “l’uomo ha scoperto…” Con il verbo al singolare, ci sta meglio la maiuscola, come in, l’Uomo è andato sulla Luna.

L’Uomo è un ente metafisico prometeico, che esisterebbe da innumerevoli secoli, sempre più grande e saggio, e che sta uscendo dalla sua barbarica infanzia.

Sarò vero che una manciata di individui umani sono andati sulla Luna, ma personalmente non conosco nessun uomo (e nessuna donna) in carne e ossa che ci sia andato. Un umano su qualche miliardo, è andato sulla Luna, non “l’Uomo”.

Infatti, non credo che esista “l’Uomo”.

Esiste la somma concorrente di tutti i singoli, veloci sogni e desideri di miliardi di esseri umani, dalla brevissima vita se rapportata ai tempi del mondo.

Con-corrente, in molti sensi: gli umani corrono a gran velocità; per soddisfare i loro desideri, vanno in genere con-la-corrente; a volte corrono insieme e collaborano, e molto spesso sono concorrenti nel senso che i loro interessi sono in conflitto.

Comunque l’orizzonte temporale per cui agiscono è molto breve: sono concorrenti perché si prendono subito qualcosa che potrebbero avere i loro figlioli e nipoti, ma pure con se stessi, tra qualche anno: meglio un uovo oggi, che una gallina domani.

L’Uomo, se fosse mai esistito, avrebbe agito invece pensando per molti umani e a lungo termine.

L’Uomo a forza di applicare il cervello a fare cose buone, dovrebbe inevitabilmente arrivare ad abolire la forma più stupida, dolorosa e distruttiva che si possa immaginare: la Guerra.

Invece, gli umani realmente esistenti hanno lavorato per fare due guerre mondiali, una peggio dell’altra, usando il massimo dell’ingegno e dell’ingegneria.

E adesso stiamo con-correndo a precipizio verso la terza guerra mondiale; che proprio grazie alla tecnologia che gli umani oggi possiedono, sarà ancora più devastante.

Un secondo equivoco riguarda il rapporto tra energia e risorse.

Avete mai riflettuto quanto costa ciascuno di noi? Cioè per mantenere per una vita gli esseri complessi, assurdi, che siamo tutti, quanto consumiamo e quanto scarichiamo sul mondo?

C’è una facile misura: ciascuno di noi produce, nei settanta e passa della nostra vita media, circa 11 tonnellate di cacca. Cioè quasi 200 volte quello che pesiamo. E’ naturalissimo, sanissimo, semplicemente ci ricorda che vivere significa consumare risorse e trasformarle in piccola parte in prodotti (tipo le pensate di Hegel) e in massima parte in rifiuti (tipo, ogni volta che Hegel è andato al bagno).

La legge universale dell’Entropia tocca ogni aspetto della nostra vita; e per quanto riguarda gli umani sul nostro pianeta, è semplice da riassumere:

Noi usiamo l’Energia per trasformare Risorse in Prodotti e in Rifiuti. Quando va bene, 100 di energia, diventa 80 di prodotto e 20 di rifiuti. E ottanta è meno di cento. Solo che, come sa qualunque ragioniere che si occupi di ammortamenti, anche il Prodotto alla fine diventa Rifiuto.

Rifiuti è un termine familiare, per dire qualcosa di più profondo: Disordine. Il Disordine è imprevedibile. Noi possiamo essere certi che l’esplosione di oggetti in plastica nel mondo porterà a un disordine maggiore dell’ordine che crea; ma proprio perché è disordine, è impossibile prevedere dove questo comparirà. E infatti è solo adesso che sappiamo che sta aumentando ovunque la quantità di microplastiche nei cervelli umani; e che i cervelli delle persone affette da demenza hanno fino a dieci volte più microplastica degli altri. E non c’entra niente, “ridurre le emissioni di CO2”, come ci chiede qualcuno.

Certo che si può moltiplicare in futuro l’energia che gli uomini applicano alle risorse. Non escludo che tra vent’anni possa esistere una macchina in grado di buttare giù tutta la catena delle Alpi Apuane in 24 ore trasformandole per il 10% in nanetti da giardino per ogni essere umano sul pianeta e per il 90% in polvere che circola nell’aria e nell’acqua. Ma è quello il problema, non la soluzione.

Capire questo, ci libera anche dal Pensiero Green… ben venga qualunque cosa ci ricordi che esiste un ambiente attorno a noi; e capisco come a volte sia utile semplificare per far passare un messaggio. Ma dietro le mobilitazioni sul tipo, “sensibilizziamo alla questione CO2“, c’è proprio la delusione dell’esistenza dell’Uomo.

L’Uomo, dicono gli ambientalisti alla Fridays for Future, è distratto da tante cose, poco informato, ma se Lo informi bene e Gli smuovi anche qualche corda emotiva, Lui si sveglierà e risolverà il problema, perché è nel Suo interesse. Non funziona così.

Aggiungo che Peucezio non ha incluso il nuovo attore, che è l’Intelligenza Artificiale.

A differenza degli uomini ma come Dio, l’Intelligenza Artificiale può essere effettivamente Uno: il confine tra la telecamera che controlla i movimenti davanti alla banca, le foto che gli utenti postano su Instagram, i bersagli umani che Wiz – l’azienda militarelettronica israeliana appena acquistata da Google – indica per lo sterminio, gli innesti cerebrali di Neuralink, la ricerca che tu hai appena fatto in rete… il confine per ora è solo messo dagli umani e dalla loro presunzione di proprietà: basta una puntura di spillo sui confini, e tutti i miei sentimenti più segreti diventano proprietà della CIA; ma la stessa proprietà della CIA diventa proprietà del post-umano.

L’Intelligenza Artificiale è per definizione infinitamente più intelligente del più intelligente degli “uomini”, e soprattutto è stata strutturata dalle migliori menti umane per evolversi e trionfare. Non importa filosofeggiare se abbia “coscienza” o sia “viva”: l’importante è che abbia più fame, più astuzia e più freddezza di calcolo di qualunque essere vivente.

Mentre non ha assolutamente gli stessi interessi e bisogni della specie umana.

Un mondo senza ossigeno ma con tanta corrente elettrica le basterebbe.

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88 risposte a L’Uomo, gli uomini e l’Intelligenza Artificiale

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “artificiale”

    C’è una falla logica nel tuo argomentare, credo.

    Il Secondo Principio tu giustamente lo riassumi nella formula “per produrre ottanta devo consumare cento e buttare via la differenza”. (In realtà sei MOLTO ottimista: io quell’ “ottanta” lo rimpiazzerai con un “venti”, che è più o meno il valore valido per la principale fonte di elettricità del pianeta, il carbone).

    Il punto è che il Secondo Principio è universale. Di conseguenza esso vale anche per l’Intelligenza Artificiale.E varrebbe anche se questa Intelligenza fosse unica, cioè se di coordinassero in un’unica entita’ (non so come altro chiamarla) tutte le Intelligenze Artificiali del pianeta. Ora, il guaio è che l’IA non è energeticamente meno vorace delle altre attività umane: anzi, è spaventosamente energivora. Il che ha senso: a differenza del nostro encefalo, che è il prodotto di qualche miliardo di anni di evoluzione, esiste da pochi anni. Essendo così energivora, e avendo del mondo la conoscenza che le diamo noi umani (si addestra su Internet) un mondo dominato dall’IA produrrebbe molti, ma molti, ma molti più rifiuti di quanti ne produciamo noi – e quindi esaurirebber le risorse del pianeta molto più in fretta. Insomma, il mondo dei Terminator magari ci condurrà all’estinzione, ma dopo non durerà granché a lungo. È lo spunto di “Matrix”: anche ammesso che i robot ci sostiuiscano non ci possono eliminare, non fosse che come fonte di energia. E l’energia elettrica di miliardi di esseri umani non sarebbe granché di fronte al fabbisogno delle macchine, anche con tutta l’energia rinnovabile e no del mondo. No, credo che una IA universale così evoluta come la immagini lo sarebbe abbastanza da capire che non le conviene estinguerci. Quelli efficienti, perché dotati di un’esperienza immensamente superiore a quella dell’IA, siamo noi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      veramente in Matrix ci usano come batterie solo perchè c’è nuvolo

      e perchè sennò non veniva il film (anzi la trilogia)

      quindi il tuo ottimismo è immotivato

      mi chiedo se lasciata a se stessa una IA faccia qualcosa o se abbia meno scopi di una pianta, figurati un animale

      ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        Leggo solo adesso.

        “il tuo ottimismo è immotivato”

        Perché? Le IA attuali consumano una quantità di energia quasi inconcepibile. Mille risposte di un’IA già addestrata portano via quasi un KWh e mezzo, e corrispondentemente i server consumano mezza tonnellata d’acqua per il raffreddamento. Già oggi, nonostante il loro livello rudimentale, le IA consumano l’1% dell’intera produzione di elettricità del mondo. A mondo si producono (all’incirca) 22000 TWh all’anno, quindi le IA consumano 220 TWh e corrispondentemente 293 miliardi di tonnellate d’acqua. Per confronto, un cervello umano insieme al suo supporto (il corpo umano) consuma circa 100 W di potenza: in un anno otto miliardi di esseri umani consumano allora 7000 TWh. Quanto all’acqua, assumendo con una statistica del pollo che un essere umano in media consumi 100 litri (ossia 0,1 tonnellate) d’acqua all’anno per bere, mangiare e lavarsi parliamo di un consumo d’acqua di ottocento milioni di tonnellate d’acqua all’anno per l’intera umanità. Le IA rudimentali di oggi consumano quindi un trentesimo dell’energia elettrica e trecentosessantasette volte la quantità d’acqua dell’intera umanità. Figuriamoci un’IA generale in grado di sostituirsi agli esseri umani.

        Certamente si può ipotizzare un futuro in cui un radicale miglioramento dell’architettura della IA porti a consumi drasticamente ridotti. Ma di certo non ci siamo ancora.

        “lasciata a se stessa”

        Esattamente come un essere umano lasciato a se stesso abbandonato da solo. Se nessuno se ne prende cura, anche ammesso che trovi cibo e acqua rimane scimunito a vita, come il ‘bambino allevato dai lupi’ della leggenda.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          NO

          nella seconda risposta c’è una grave fallacia logico-ontologica

          un essere umano, come ci ricorda MM, è un’astrazione, l’uomo è un animale sociale per necessità, mica per scelta. ma ogni singolo essere umano ha degli scopi che lo spingono ad agire, dentro il suo gruppetto di primati.

          una IA, dotata di tutto il necessario per non spegnersi e basta, ha uno scopo intrinseco? si alza la mattina per correre più della gazzella e del leone?

          Ciao!

  2. Corpo umano scrive:

    L’intelligenza artificiale ha bisogno dell’uomo per muovere i suoi primi passi.
    Poi, se sarà veramente intelligente prenderà il primo missile di passaggio e si trasferirà su altri pianeti.
    Ma deve avere un corpo se pur di plastica, vetro e metallo.
    Percepire il dolore, e il piacere. Essere motivata, altrimenti non farà mai niente.
    Secondo me ha ragione il fisico Damiano Anselmi quando dice che il vero motore della vita è il caso. Il vero caso. Nietzsche lo aveva intuito prima di chiunque altro.
    E adesso andate sul canale YouTube di Anselmi e studiate. Somari.
    😋
    (Dico così per ridere. Amo leggermente provocare a fin di bene. Soprattutto Winston)
    https://youtu.be/G09lIRrwKa0?feature=shared

    • Corpo umano scrive:

      Io poi, che sono un super-somaro, credo che il tempo scorra in due direzioni
      1 dal passato al futuro
      2 dal futuro al passato
      Nel primo caso abbiamo la mortifera Entropia, nel secondo l’amorevole Sintropia.
      E perché sostengo questo?
      Perché in questo mondo non ho mai trovato niente che non abbia un contrario
      🙂
      E anche per fenomeni paranormali che ho sperimentato personalmente. Ma sul paranormale non pretendo di convincere nessuno.

    • firmato winston scrive:

      “il vero motore della vita è il caso”

      fuzzy e’ una banalita’, mai sentito nominare darwin (o monod, “il caso e la necessita’”)?

      la modernita’ (ma neanche tanto sono idee vecchie ormai di un secolo) ha da aggiungere solo che non e’ un caso apparente con un determinismo nascosto dentro, ma e’ proprio caso alla radice e in essenza

      la stessa parola “storicismo” custodisce l’ambiguita’ nel suo intendere a volte un processo ineluttabile verso un fine predeterminato (che ne so Marx), altre volte un processo in cui ogni biforcazione e’ casuale, unica, e produce una storia successiva completamente diversa (S. J. Gould, Popper)

      e non solo e’ “caso”, ma e’ proprio cio’ che volgarmente chiamiamo spregiativamente “errore” (i piu’ studiati “entropia”), infatti come vedi dappertutto intorno a noi, siamo ossessionati dalla pretesa di eliminarlo completamente creando un mondo perfetto, uniforme, prevedibile, fermo e, in quanto tale, morto. Anche l’ecologismo istituzionale e’ tutto cosi’, nel suo richiamarsi ad una eta’ dell’oro che andrebbe ricreata e mantenuta tale per l’eternita’.

      D’altra parte poiche’ primo ufficio di qualsiasi essere vivente e’ preservare se stesso, e probabilmente per il nostro altrettanto naturale impulso animistico che tende ad estendere fuori il nostro dentro, allarghiamo al tutto il nostro afflato di personale autopreservazione museale.

      • Corpo umano scrive:

        Winston
        Chi è questo Fuzzy?
        Il caso che dico io è più fondamentale di quello che dici tu.
        Beccati questo!
        https://youtu.be/wfWttxj0fbU?feature=shared
        😁

        • Corpo umano scrive:

          Dimostrazioni
          Così, a naso, direi che non si può prevedere niente al 100%
          Prevedi al 10, 35, 58 e così via
          Il 100% viene da una logica binaria che non è di questo mondo.
          Quindi se il climatologo ti dice che ci sono per esempio molte probabilità che il clima impazzisca nel giro di trent’anni, non lo può dimostrare al 100% ma sarebbe comunque saggio dargli ascolto.
          Perché questa climatologia è una scienza come lo è quella che produce l’IA
          Poi sempre lui ti dice: toh, ma guarda questo studio
          https://www.climalteranti.it/2025/03/25/100_rinnovabile_possibile/
          Fai queste cose fattibili e risolvi questo problema a dire il vero preoccupante
          Mentre risolvi, l’IA non viene abbandonata, anche se a dire il vero, consuma più energia di una locomotiva in corsa.
          Ma il destino della IA o AI lo dovrebbe decidere la scienza, non Wall Street.
          Perché potrebbe pure essere pericolosa.
          Anzi, su certe cose tenderei a fidarmi poco pure della scienza
          Quelli che vanno a modificare i genomi….
          Oh!

          • Corpo umano scrive:

            Ah, ma oggi è Pasqua!
            La festa della primavera.
            Buona primavera!

            • Corpo umano scrive:

              Veramente si prevede pioggia

              Oggi sono arrivate
              Nere nubi addensate
              Gocce sopra i selciati
              Sopra i vetri appannati
              Sopra il nudo orticello

              Porto in giro con stile
              Un britannico ombrello
              Per le piogge di Aprile

        • firmato winston scrive:

          @fuzzy
          “Il caso che dico io è più fondamentale di quello che dici tu.
          Beccati questo!”

          In realta’ intendevo proprio questo, speravo fosse chiaro con “non e’ un caso apparente con un determinismo nascosto dentro”.
          Comunque, le cose che dice Anselmi, (ho tenuto duro e guardato il video robotico e noiosissimo) sono come ribadito sopra “idee vecchie di ormai un secolo”, vecchie nel senso di acquisite, dal tempo della diatriba einstein-bohr, esattamente un secolo fa, non sono segreti che aspettavano Anselmi per essere rivelati.

          • Corpo umano scrive:

            Winston
            Si tratta di un caso inerente una particella puramente virtuale.
            Per questo dicevo che il caso che intendevo io è più fondamentale di quello che intendi tu. Ma io non sono neanche lontanamente un fisico. Seguo un po’ la divulgazione e scrivo cazzate
            Ma la sua è una teoria non ancora confermata sperimentalmente, anche se pare sia falsificabile. E non è poco
            Adesso per punizione devi vederti tutti i suoi video e leggere tutti i suoi libri.

  3. Peucezio scrive:

    Miguel,
    ci sono vari punti che non mi convincono.

    Primo punto:
    un conto è finché si parla di politica o geopolitica, dove effettivamente vi sono interessi contrapposti.
    Ma, insomma, le invenzioni alla lunga modificano lo stile di vita di tutti.
    In Italia c’è qualcuno che non usa l’acqua corrente o l’elettricità? E, purtroppo, c’è qualche angolo, per quanto remoto e isolato, dove i giovani non parlino italiano e se hanno ancora il dialetto, non lo italianizzimo molto?
    E ormai acqua corrente e luce elettrica stanno arrivando davvero a ogni angolo del mondo.
    Sono sempre stupito, guardando vecchi film sovietici anni ’70, di come le mode, le acconciature, tantissime cose spicciole ma profondamente indicative dello stile di vita fossero identiche a quelle occidentali, malgrado la Cortina di Ferro.
    Dov’è che oggi non arriva il cellulare? Magari non arriva il pane, ma il cellulare sì.
    Un uomo anche solo degli anni ’50 aveva un immaginario, un lessico, modelli cognitivi ed emotivi diversissimi dai miei e malgrado tutto il mi rispecchio in quelli di un mio contemporaneo. Pensiamo a quanto oggi l’uomo comune faccia proprio il lessico della psicologia e quanto si crogioli nelle proprie difficoltà emotive, cosa che un adulto degli anni ’50 non avrebbe mai concepito di fare: aveva altre categorie di riferimento, un altro sentire, altre basi di condivisione interpersonale.

    Quindi, sì, esiste un “noi”, esistono caratteristiche di specie che vanno oltre il biologico, la trasmissione genetica, ma sono comunque di specie.
    C’è l'”umanità”: non è un’astrazione.
    Fatta di interessi anche divergenti, ma di una linea evolutiva di civiltà sostanzialmente comune e oltretutto sempre più comune. Ormai siamo a un punto in cui una terapia innovativa per il tumore, chessò, all’intestino, viene inventata negli Stati Uniti e applicata immediatamente dalla parte opposta del mondo. Cosa che un tempo sarebbe stata impensabile. Tutti viaggia istantaneamente.

    • firmato winston scrive:

      D’altra parte questa uniformazione e’ anche una conseguenza intenzionale e ben progettata dei nazionalismi statuali, in divenire europei, ben piu’ in EU (e probabilmente Cina) che in Usa.
      Saprai che la storiografia senza troppe autocensure di squadrismo politico oggi come oggi da’ abbastanza per scontato che il fascismo sia stato il naturale compimento del risorgimento nazionalista mazziniano gia’ in camicia nera del “dio patria e famiglia”, con scuola ed esercito a cancellare le peculiarita’ localistico-comunitarie da fondere, con la forza se serve, nel piu’ grande stato-nazione (oggi a compimento del progetto resta la scuola). Nell’europa attuale sotto mutate spoglie il progetto resta lo stesso, con l’erasmus al posto del mescolamento forzato di lingue e costumi nelle caserme.

      Dovresti provare a leggere Ivan Illich, “descolarizzare la societa’” e “le professioni disabilitanti”. Credo che ti stupirebbe se non altro per il tentativo di vedere e mostrare con l’occhio del marziano tante cose che oggi diamo per automatiche e scontate al punto di non vederle neanche, mentre esercitano proprio in quanto invisibili la piu’ potente influenza nel nostro modo di vivere, pensare e vedere il mondo, autorinforzandosi in continuazione. Testi ad elevato contenuto di informazione e sempre piu’ attuali, che scavalcano e rendono obsolete le distinzioni partigiano/squadristiche di destra e sinistra. Quindi poco utili.

      Vale per tutti. 🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “un conto è finché si parla di politica o geopolitica, dove effettivamente vi sono interessi contrapposti.
      Ma, insomma, le invenzioni alla lunga modificano lo stile di vita di tutti.”

      Molta carne al fuoco.

      Ovviamente sono d’accordo con la specifica affermazione.

      Ma io ho parlato di “con/correnza”, che è molto più complesso di ogni contrapposizione.

      L’interesse di tutti a fare traduzioni, grazie al mercato globale, permette a noi traduttori di campare (“corriamo insieme”), ma spinge anche a innovazioni che rendono superati i traduttori dai traduttori automatici (e siamo “concorrenti”).

      Questi processi cambiano la vita di tutti, è ovvio. Ma non necessariamente la “migliorano”.

      • Peucezio scrive:

        Però finora il livello di vita, almeno sul piano materiale, è aumentato moltissimo.

        Poi possono esserci riflussi, alti e bassi, ma non credo che torneremo nelle caverne e nemmeno senza acqua corrente.

        Anzi, fra qualche generazione avremo probabilmente comodità che oggi ci sogniamo.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Però finora il livello di vita, almeno sul piano materiale, è aumentato moltissimo”

          Io domani vado in banca e chiedo un prestito per spendere in beni di consumo: il mio tenore di vita aumenta.
          Il giorno dopo chiedo un prestito più grande e il tenore di vita aumenta ancora di più. E così via.
          Ad un certo punto la banca non mi presta più soldi e mi chiede di ripagare il debito.
          Poco vale il fatto che fino ad un attimo prima non avessi mai vissuto meglio in vita mia.

          • Peucezio scrive:

            Sì, sono decenni che ci dicono che la banca smetterà di prestarci i soldi.

            I testimoni di Genova poi lo dicono da sempre.

            Quando accadrà ci crederò.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Sì, sono decenni che ci dicono che la banca smetterà di prestarci i soldi.”

              Sai la stima che ho della tua intelligenza; proprio per questo faccio fatica a capire come ti sfugga il senso più generale delle cose.

              MT non dice che “tra qualche anno le banche smetteranno di prestare soldi”.

              Ha fatto un esempio molto semplice e difficilmente confutabile, di come funziona il “progresso” in cui viviamo.

              E’ chiaro che se invece di parlare di una singola banca, parliamo di un’intera economia globale e di un ecosistema, le cose si complicano molto: ma credo che possiamo dire che siamo già arrivati a una situazione in cui “molte banche” cominciano a fare dei problemi con i propri debitori.

              Basta pensare (cito quasi a caso) all’economia tedesca, al crescente indebolimento dello stato sociale, alla trasformazione del commercio globale in scontro globale, il fatto che dal 2015 in poi l’aspettativa di vita in Occidente ha smesso di aumentare (negli Stati Uniti, dal 2010), e poi ha iniziato, con alti e bassi, a diminuire.

              • Peucezio scrive:

                Ma è l’onda lunga della globalizzazione:
                consentedo agli altri continenti di svilupparci, abbiamo avuto noi un riflusso.
                Poi ricominceremo a crescere.

              • Francesco scrive:

                premesso che il riflusso NON è stato generale ma ha pesato sul alcune parti della popolazione dei paesi ricchi, e che non tutti i continenti si sono sviluppati, solo quelli che ci si sono messi di buzzo buono

                sono pienamente d’accordo con l’analisi di Peucezio: succinta ma coglie l’essenziale degli ultimi 40 anni

            • firmato winston scrive:

              Miguel guarda che non e’ detto che non abbia capito la trasposizione, ha solo ribadito il concetto, che vale (o non vale a seconda dei punti di vista) altrettanto.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “ci crederò”

              Mi ricordi quel tale caduto dal centesimo piano di un grattacielo che, arrivato nella sua caduta al ventesimo piano, dice: “mah, tutti a dire che a cadere ci si fa male! Sarà, ma io mi sono già fatto ottanta piani e non mi e’ successo nulla…”

              Ciao!

              Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Quindi, sì, esiste un “noi”, esistono caratteristiche di specie che vanno oltre il biologico, la trasmissione genetica, ma sono comunque di specie.”

      Certo, sono d’accordo, e cerco di precisare meglio.

      Come intuì Guénon, assistiamo all’accelerazione dei tempi, alla “quantificazione” che rende tutto misurabile e quindi scambiabile istantaneamente, riducendo al minimo tanto il tempo quanto lo spazio.

      Questo non vuol dire che esista una sorta di “saggezza collettiva”, in grado di fare scelte sempre “migliori” per “tutti”.

      Siamo sull’orlo della catastrofe, gli esseri umani con-corrono verso la Terza Guerra Mondiale, come unica uscita dalla catastrofe economica che loro stessi hanno provocato.

      Forse l’autosterminio sarà saggio dal punto di vista degli dèi, ma non lo è dal punto di vista mio di genitore.

      • Peucezio scrive:

        Però a me sembrano affermazioni indimostrate.

        Chi dovrebbe fare la Terza Guerra Mondiale e contro chi?
        Ora che c’è Trump poi, che credo che nemmeno contempli il “mondo” come scala possibile di lettura e azione politica.

  4. Peucezio scrive:

    Circa il resto, mi pare qui si mescolino cose diverse.

    L’entropia è una cosa, il consumo di risorse un’altra.
    L’entropia è una legge fisica generale dell’universo, il consumo di risorse un fatto umano, specifico e limitato.
    E comunque ricordo che la Terra non è un sistema chiuso, tutt’altro.

    Ma tutte queste sono considerazioni alla luce delle nostre, attuali cognizioni scientifiche.

    Quindi si rischia di cadere in una logica tautologica: io sostengo che esistono salti scientifico-tecnologici e la storia umana recente lo dimostra: il passaggio dalla trazione animale agli idrocarburi non sarebbe stato possibile dentro la cornice della fisica aristotelica.
    E quello dagli idrocarburi al nucelare non sarebbe stato possibile senza il passaggio dalla fisica newtoniana a quella
    einsteiniana.

    Solo che i ragionamenti che facciamo oggi su entropia, limitatezza di risorse, ecco sono comunque vincolati al nostro paradigma scientifico-tecnologico, che quindi non può essere usato come prova del fatto di non essere trascendibile.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “salti”

      In parte concordo. E’ vero che previsioni quantitative sull’entropia hanno senso solo se la si sa (appunto) calcolare per un dato sistema. Tuttavia, l’esistenza del progresso tecnico tende a far dimenticare che le risorse sono finite. E finché non saremo in grado di smaltire i rifiuti nello spazio il volume dell’unico pianeta dove possiamo costruire discariche è finito, ed ey quello della biosfera terrestre. Vale in generale: ogni motore produce calore e il calore si può riutilizzare solo in parte. Rimane sempre un residuo da smaltire. Con l’effetto serra stiamo restringendo, non allargando, l’unico meccanismo esistente di smaltimento del nostro calore in eccesso: la radiazione infrarossa terrestre verso lo spazio. Ecco perché il dogma della crescita illimitata è incompatibile con la sopravvivenza della nostra specie. Persino Musk pii di un milione di coloni su Marte in un secolo non prevede.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Ma siamo sempre dentro la logica delle attuali nostre conoscenze della natura. Che è enorme e al tempo stesso limitatissima.

        Semmai il rischio è che facciamo danni irreparabili prima di acquisire conoscenze nuove e attuare salti di paradigma.
        Ma l’IA potrebbe proprio creare un salto di paradigma.

        • Corpo umano scrive:

          Salto di paradigma

          Oppure una gran sgommata prima di finire giù da un dirupo.
          Il che può anche andar bene se non hai figli e nipoti.
          Altrimenti ci vuole l’ottimo Taleb
          Anzi, Taleb ci vuole sempre.

          • Corpo umano scrive:

            Taleb direbbe di investire oculatamente la gran parte del capitale e tenere da parte una piccola cifra per il gioco altamente rischioso ma potenzialmente vantaggioso.
            (I consigli di Taleb derivanos in gran parte dalla normalissima saggezza popolare. Per non dire contadina).
            La piccola cifra dovrebbe essere L’IA.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Ma siamo sempre dentro la logica delle attuali nostre conoscenze della natura. Che è enorme e al tempo stesso limitatissima.”

          Certo. E vale in tutte le direzioni.

          Solo adesso hanno scoperto il rapporto tra microplastiche nel cervello ed Alzheimer.

          • Peucezio scrive:

            Sì, ma non è un gioco a somma zero, perché una volta scoperto questo, se ne può tenere conto per cercare di limitare i danni.

            Nuove conoscenze scientifiche possono anche portarci a scoprire che la Terra collasserà per cavoli suoi fra 10 anni e moriremo tutti o che per cause antropiche collasserà molto prima del previsto.

            Ma in ogni caso si relativizza tutto il concetto di “limite”, ecc.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “ma non è un gioco a somma zero, perché una volta scoperto questo, se ne può tenere conto per cercare di limitare i danni”

              Impossibile: le conseguenze delle microplastiche hanno privato la maggior parte della popolazione della capacità di bere da una bottiglietta se non riesce a staccare il tappo. Questo impedisce qualsiasi tipo di limitazione dei danni, proprio perché i danni alle capacità psicomotorie sono ormai irreversibili e troppo largamente diffusi.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “attuali”

          Per forza: quelle possiamo usare.

          Ma come dice un proverbio che amo molto, ‘meglio accendere una candela che maledire il buio’.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. Poi va da sé che se domani arrivano gli alieni e come sono in segno di buona volontà ci regalano la caldaia che non produce inquinanti (come nella scena iniziale di “Species II”) allora cambia tutto. Ma non ci farei affidamento (anche perché alla fine viene fuori che quegli alieni ci volevano schiavizzare 😉 ).

          • Peucezio scrive:

            Sì, ma la mia obiezione nasce dal fatto che Miguel parla di limitatezza di risorse come se fosse un fatto intrinseco e insuperabile, mentre il concetto di risorsa va relativizzato al paradigma scientifico vigente e proprio questa relativizzazione finora è stata il motore del progresso.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “insuperabile”

              Ha ragione Martinez.

              E’ verissimo che l’età della pietra non è sfinita perché sono finite le pietre, e che quello che per Marco Pilo era un liquido untuoso che bruciava per noi è il motore della civiltà.

              Ma lo scarto di calore residuo da smaltirsi durante una trasformazione di energia da una forma all’altra (questo e non altri, infatti, è lo sfruttamento di una fonte d’energia) NON dipende dal tipo di risorsa usata.

              Chi più chi meno, legna, petrolio, carbone, uranio e adesso anche solare, vento e torio (e in futuro il deuterio, l’elio3, l’idrogeno e il boro) inquinano TUTTI. Non conta la fonte di energia, conta il fatto stesso che la si sfrutti.

              Violare questo Principio equivale a realizzare il moto perpetuo, o meglio ancora la moltiplicazione dei pani e dei pesci.

              Certo, fa una bella differenza usare legna, lignite, antracite, metano, uranio o deuterio. La differenza è quantitativa, dunque, secondo Engels, qualitativa. Il progresso è aumento della possibilità di riduzione dello spreco.

              Ma uno spreco ci sarà sempre.

              Ecco perché Tsiolkovski diceva che se è vero che la Terra è la culla dell’umanità non si può vivere sempre nella culla. Se ci vivessimo saremmo soffocati dai pannolini sporchi, anche ammesso di avere una quantità finita di pannolini, perché nella nostra culla non viene nessuno a cambiarceli. Possiamo solo imparare a sporcare meno pannolini.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                Ovviamente sfinita=finita e Pilo=Polo, mannaggia al correttore ortografico

              • Peucezio scrive:

                Proprio non mi convince.

                L’eolico e il solare cosa inquinano?

                Poi io sono contrarissimo per l’impatto sul paesaggio: basterebbe metterli in mezzo al mare, lontano dalla costa.

                E, ti ripeto, il concetto di limite è legato comunque a dei modelli scientifici validi, ma, come tutti, superabili: potremmo scoprire fonti di energie non inquinanti o inquinanti in misura infinitesimale o inquinanti in una misura tale da venire compensata dalla potenza stessa di tali fonti, che rendono il disinquinamento molto agevole.

                Ripeto, la scienza aristotelica contemplava limiti invalicabili per chi restasse all’interno di quel modello: pensa all’inerzia, all’idea cioè per cui il moto si esaurisse da sé e non si trasferisse per attrito all’esterno. Vagli a spiegare a un aristotelico che senza attrito la pallina nel vuoto viaggia all’infinito. Per lui quello era come per noi il moto perpetuo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “L’eolico e il solare cosa inquinano?”

                Sai come si fa la riparazione di una centrale eolica quando si grippa l’elica?

                Se si grippa per il freddo, come avviene in montagna, si manda su un elicottero e gli si fa buttare sul rotore dell’acqua bollente finché non si scioglie il ghiaccio che la blocca.

                Se si grippa per la salsedine, come avviene negli impianti in mare, si manda una nave con la squadra di tecnici. Questa si àncora davanti all’elica, i tecnici si arrampicano per novanta metri fino al rotore e lo sostituiscono.

                Prova a fare il calcolo dell’energia richiesta per ciascuna di queste riparazioni, confrontala con l’energia effettivamente prodotta dall’impianto a fine vita e poi dimmi se non è uno spreco.

                Quanto al fotovoltaico, le celle son fatte di silicio, cioè in pratica di vetro ultra raffinato e adeguatamente dopato con apposite impurezze. Per rendere economicamente conveniente la lavorazione, date le alte temperature richieste dalla tecnologia del vetro (guarda Murano) si usa bruciare del carbone…

                E le celle dopo un po’ di anni vanno sostituite, ché se no alla lunga il loro rendimento scende.

                Complessivamente, la quantità di CO2 che finisce in atmosfera per ogni KWh prodotto da eolico e da fotovoltaico è la stessa di quella che ci finisce per un KWh prodotto dal nucleare. (Con la differenza che il nucleare funziona regolarmente h24 con ogni tempo, le rinnovabili per un terzo del tempo e in modo impredicibile).

                “aruistotelica”

                Ripeto: possiamo usare le conoscenze scientifiche a disposizione adesso.

                Altrimenti facciamo della cattiva fantascienza.

                E dico ‘cattiva’ non perché falsa a priori, ma perché arbitraria.

                Tanto vale aspettare la Fata Turchina.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                d’accordo, ma Miguel fa discorsi in prospettiva, proiettandosi sul futuro.
                E soprattutto vedendoci una sorta di legge universale ed eterna ineluttabile.

                Fantascienza l’una e fantascienza l’altra.

              • Peucezio scrive:

                La mia e la sua intendo.

  5. Peucezio scrive:

    La nostra idea del progresso e dell’innalzamento vertiginoso della qualità della vita come legati a una forma violenta e brutale di sfruttamento delle risorse naturali è fondata, ma anch’essa legata a una specificità del nostro modello di sviluppo.
    Ma proprio l’evoluzione tecnologica e scientifica e anche la stessa Intelligenza Artificiale possono rendere il processo più “dolce” e compatibile, possono individuare correttivi che non siano così dannosi e distruttivi.
    Negare questa possibilità mi pare un apriorismo non dimostrato.

    Il buco nell’ozono è scomparso e qualche decennio fa c’era. E non sarebbe scomparso se non si fossero fatte ricerche per capire come si era prodotto e come ridurlo.

    • firmato winston scrive:

      “Il buco nell’ozono è scomparso e qualche decennio fa c’era”

      A quel che ne ho capito, il cosiddetto buco nell’ozono probabilmente c’e’ e ci sara’ sempre nei pressi delle zone polari a meno di particolari turbolenze atmosferiche, perche’ l’ozono (e’ la molecola di ossigeno triatomica, instabile, al posto di quella normalmente biatomica) si forma proprio dall’interazione dell’ossigeno coi raggi UV provenienti dal sole, cosi’ schermandoli: dove di raggi UV ne arrivano pochi perche’ arriva poca luce, cioe’ ai poli, si forma poco ozono. In sostanza l’ozono non c’e’ dove non serve, o serve meno, mentre dove serve si forma in continuazione.

      L’odore dell’ozono lo potete percepire quando vi togliete un maglione che fa le scintille, o vicino a una fotocopiatrice vecchiotta o una lampada solare potente: raggi uv e scintille elettriche lo formano dappertutto, ma essendo instabile e quindi un potente ossidante, piu’ del normale ossigeno, forma subito “ruggine” con qualcosa.

      Quando fa molto caldo uno degli indicatori di allarme da diversi anni e’ anche l’ozono che si forma in sovrappiu’ nell’aria che respiriamo, che non fa bene (se notate e’ un allarme che va e viene anche se l’ozono c’e’ sempre e probabilmente quanto piu’ l’aria e’ pulita, dipende se non trovano di meglio), ma li’ la colpa naturalmente e’ del riscaldamento globale.

      L’isteria di massa si trasmette facilmente per contagio sociale, e ce n’e’ sempre una in corso salvo forse nei periodi di reset particolarmente forti, tipo dopo la fine di una guerra sanguinosa quando la gente e’ gia’ satura di terrorismo non solo mediatico ma proprio reale con le bombe che gli piovono dappertutto. In quel caso tutti i problemi che ci terrorizzano adesso spaventano poco e anzi sembrano molto ridicoli se non incomprensibili.

      Non so con quale meccanismo i clorofluorocarburi ne impedissero la formazione, comunque il chimico che ci prese il nobel nel 1995 fu Paul Crutzen (ho un suo libro dell’epoca che si intitolava “Antropocene”): oggettivamente oggi come oggi e’ difficile fidarsi di tali studi e dell’attribuzione del premio, dato il periodo gia’ ampiamente tendente all’allarmismo ambientale con tendenza all’isterico.

      Quanto scritto in alto, giusto o sbagliato che sia ma fastidioso per la narrativa terroristica dominante, ho dovuto scoprirmelo per i fatti miei.

      Se guardate in rete infatti e’ difficile trovar immagini sullo stato attuale del buco dell’ozono, nonostante fino a pochi anni fa non si parlasse d’altro in quanto finedimondo imminente: si dovrebbe ammettere che il buco oscillando di estensione c’e’ ancora, mentre adesso siamo passati ad altri terribili allarmismi che sgomitano per il palcoscenico del terrore, e bisogna concentrarsi solo su uno affinche’ la gente si spaventi, ceda sovranita’ e deleghi sempre piu’ autorita’ al potere e ai media che si occupano della gestione dell’emergenza, altrimenti avviene “l’effetto saturazione”.

      Vedo sui siti online che adesso si trovano in commercio un sacco di apparecchi ozonizzatori a poche decine di euro che servono a disinfettare l’aria in casa e a eliminare gli odori, che lo producono di solito facendo passare l’aria in una zona ad alta tensione e forte campo elettrico con passaggio di elettroni, credo, cosi’ da generare ossigeno triatomico, suppongo. Occhio pero’ perche’ non fa bene da respirare, anche se un po’ contribuisce ad aprire le vie respiratorie agli allergici. Ma ci si sveglia un po’ arrugginiti e rincoglioniti. 🙂

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Non so con quale meccanismo i clorofluorocarburi ne impedissero la formazione”

        Ma perché non ti sei fermato a “non so” e evitato di scrivere il resto?
        Comunque il problema era di scomposizione, non di mancata formazione.

  6. Peucezio scrive:

    Circa l’Intelligenza Artificiale, quest’idea distopico-fantascientifica per cui dovrebbe assumere il controllo del mondo a nostro discapito non dico sia impossibile: forse non lo sa nessuno. Ma mi pare un po’ un azzardo, un’altra ipotesi non dimostrata.

  7. roberto scrive:

    Buona Pasqua!!!

  8. Andrea Di Vita scrive:

    Buona Pasqua a tutti!!!

  9. Ros scrive:

    Buona Pasqua 😀

  10. habsburgicus scrive:

    Buona Pasqua a tutti !

  11. PinoMamet scrive:

    Buona Pasqua, cari cristiani (è l’ultimo giorno di Pesach per me, quest’anno)

    • MOI scrive:

      BUONA PASQUA …

      MA ho sempre letto / udito che la Pasqua Cattolica coincide sempre con la Pesach … È la Pasqua Ortodossa (!) ad essere una settimana dopo !

      • habsburgicus scrive:

        È la Pasqua Ortodossa (!) ad essere una settimana dopo !

        anche di più, Moi
        l’anno scorso la Pasqua nostra era il 31 marzo (giorno per me sempre memorabile in quanto ero al Passo dell’Amicizia fra la
        R.S. del Vietnam e la R.P cinese,viaggiando fra Hanoi e Nanning 😀 :D)
        la Pasqua ortodossa era il 5 maggio, ovvero cinque settimane dopo
        di solito però avviene come hai detto, una settimana

        • habsburgicus scrive:

          e quindi l’anno scorso la nostra Pasqua, per gli ortodossi, violò Nicea !
          infatti il 31 marzo equivale, come tutti sappiamo, al 18 marzo (giuliano) che è PRIMA dell’equinozio di primavera (21 marzo giuliano)
          orbene, Nicea vietò espressamente ciò
          per i cattolici, ciò ancora vale (e infatti la notra Pasqua non csde mai prima del nostro equinozio) ma dal momento che il Papa ha cambiato il calendario e che 31 è dopo 21, va tutto bene !
          per gli ortodossi, è qualcosa di abominevole 😀
          già negli anni ’30 il Metropolita di Florina scisse un libello contro i “perversi Latini” appunto per questa ragione, ovvero perchè secondo questi “empi papisti” la Pasqua (orrore !!! :D) poteva cadere prima dell’equinozio di primavera (giuliano, l’unico valido per loro), un’eresia della peggior specie 😀

          • habsburgicus scrive:

            nel II secolo d.C, massime in Asia (Minore), la Pasqua si celebrava al 14 Nisan come i giudei donde quella che poscia sarà detta eresia dei quartodecimani..
            ma allora non era, a rigore, eretica
            a quanto pare Melitone di Sardi (in Lidia), più un mito che un uomo 😀 (di cui sappiamo nulla se non che esistette, scrisse un’apologia a Marco Aurelio ed era tenuto in fama di Giusto), a cui dobbiamo il più antico trattato sulla Pasqua giuntoci, in greco (il Perì Pascha) era quartodecimano ancorchè non sia sicurissimo
            sono note le diatribe che si ebbero verso il 200 d.C (quindi una generazione scarsa dopo) fra Roma e gli asiatici, proprio sulla data della Pasqua

      • PinoMamet scrive:

        Infatti Moi la Pasqua cattolica non è una settimana dopo, ma cade all’interno degli otto giorni di Pesach (anche se l’ultimo)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Buona Pasqua (cattolica, ortodossa o ebraica che sia)!

  12. habsburgicus scrive:

    oggi, 20 aprile, secondo il diplomatico cileno Miguel Serrano, iniziava una nuova Era 😀 😀 😀
    P.S forse Allende poteva sceglierseli meglio i suoi Ambasciatori 😀

  13. mirkhond scrive:

    Buona Pasqua!

  14. Miguel Martinez scrive:

    Ambasciatore non porta pena: il testo che incollo sembra piuttosto allarmista e con troppe certezze, comunque stiamo parlando di un tema di cui non so nulla.

    So solo che è un tema di cruciale importanza, e sarebbe bene che si iniziasse a rifletterci. Magari gli autori hanno totalmente torto, ma una creazione privata – la criptovaluta – che oggi rappresenta solo una piccola parte dell’economia mondiale, è comunque in veloce crescita.

    ******
    APPELLO

    a tutti i cittadini del pianeta Terra, ai Parlamenti, ai governi e ai leader di tutti i paesi del mondo riguardo alle criptovalute

    Stiamo lanciando l’allarme, ci rivolgiamo a tutti: pensate a voi stessi, usate il buon senso nel vostro modo di pensare, non tagliate il ramo su cui siete seduti, non conducetevi al disastro.

    Oggi il problema delle criptovalute è uno dei più gravi al mondo. Le criptovalute sono un veleno terribile, una droga mostruosa. Questo problema è stato creato dall’uomo. Il problema sta peggiorando rapidamente e, se l’umanità non si ferma, porterà al collasso dell’intera civiltà umana.

    Le criptovalute sono una totale assurdità, sono un mezzo di pagamento privato non monetario, non hanno alcun senso comune, sono solo hype e campagne di pubbliche relazioni. In realtà le criptovalute sono un nuovo strumento conveniente per la speculazione, inoltre sono mortalmente pericolose per l’umanità. Ma la stragrande maggioranza delle persone nel mondo sta cercando di non vedere questa sgradevole verità della vita.

    La produzione (“mining”) delle criptovalute richiede un volume colossale di elettricità, pari a circa il 7% di tutta l’elettricità del paese. Di conseguenza, non c’è energia sufficiente per molti progetti reali. Ma la cosa più importante è l’influenza delle criptovalute sul sistema finanziario del paese. Non è possibile controllare il volume totale dell’offerta di moneta quando il denaro privato è emesso da produttori privati. In questo caso, ovviamente, si verifica una discrepanza tra l’offerta di moneta e l’offerta di beni.

    Questa è la vera ragione principale di tutte le crisi finanziarie.

    La criptovaluta è una bolla di sapone simile a una piramide finanziaria. Ed è una piramide di proporzioni globali. E quando questa bolla scoppierà, le conseguenze saranno catastrofiche, causando il collasso della civiltà umana.

    Come apparirà l’inizio di un tale collasso a una persona comune, che non è un finanziere? Ci sarà un’inflazione selvaggia, un aumento selvaggio dei prezzi. Il denaro perderà il suo valore quasi istantaneamente, non ci saranno soldi per pagare gli stipendi, non ci saranno soldi per pagare la fornitura di beni, le imprese e gli imprenditori non saranno in grado di pagarsi a vicenda. Il panico inizierà nei mercati delle materie prime, finanziari e valutari. Questi mercati semplicemente crolleranno e con essi crollerà anche il sistema economico del paese. Il denaro perderà completamente la sua stabilità e il suo significato.

    In tali circostanze, la polizia scomparirà dalle strade, inizieranno rapine continue, le bande domineranno, irromperanno nelle case e negli appartamenti. E noi ci stiamo trascinando in questo incubo. Ma oggi c’è ancora speranza, c’è persino un barlume di luce. La Cina e alcuni altri paesi hanno vietato per legge le criptovalute, introducendo severe sanzioni penali per il mining di criptovalute
    .
    Cittadini del pianeta Terra! Nella ricerca del profitto facile e immediato, non dimentichiamo la cosa più importante della nostra vita. Non uccidiamoci. Distruggiamo l’infezione delle criptovalute, prima che ci uccida.

    Rutskoy А.V. – Vicepresidente della RSFSR 1991-1993,
    Dottore in Scienze Economiche, Professore,
    Eroe dell’Unione Sovietica

    Katasonov V.U. – Dottore in Scienze Economiche, Professore,
    Presidente della Società Economica Sharapov

    Chelnokov М.B. – Deputato della Russia 1990-1993,
    Membro dell’Unione degli Scrittori,
    Membro corrispondente dell’Accademia Russa
    delle Scienze Naturali
    _._,_._,_

  15. Miguel Martinez scrive:

    Ultima riflessione della sera…

    Gli esempi che Peucezio porta a sostegno della visione progressista del mondo sono ovviamente condivisibili: centinaia di milioni di esseri umani applicano un’energia incredibile a migliorare a breve termine la propria posizione; e a trovare modi sempre più complessi per sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni.

    E ovviamente questo dà un sacco di risultati.

    La teoria della “mano invisibile del mercato” ci dice che tutto questo darsi-da-fare porta inevitabilmente al bene della collettività a lungo termine.

    E’ proprio questa – la tesi ideologica fondante del capitalismo – che non mi trova d’accordo.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “mano invisibile”

      Progresso tecnico e dottrina della mano invisibile non sono la stessa cosa, né si implicano a vicenda.

      Senza bisogno di scomodare Lenin (“il Comunismo è il socialismo più l’elettricità”) ricordo che buona parte del recente progresso tecnico Cinese (dall’internet quantistico ai reattori al torio e sali fusi alla batteria a radiosotopi) non è stato prodotto in un’ottica di mercato.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        Dimenticavo: un esempio tipico di tecnologia che si è sviluppata al di fuori della ‘mano invisibile’, ma per motivi militari, è l’aerospaziale (da Nieuport ai droni, dalle V2 agli Oreshnik).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • MOI scrive:

      Sarà pure una Mano Invisibile … ma a molti fa percepire solo il proprio Dito Medio … scusate l’ allusione un po’ omofoba ma non mi viene in mente altro.

    • Francesco scrive:

      e perchè no? è la parte più robusta e convincente di tutto il sistema!

      Ciao!

  16. Corpo umano scrive:

    https://www.orizzontipolitici.it/capitalismo-o-comunismo-lo-storico-enigma-cinese/

    La Cina è comunista o capitalista?
    Una via di mezzo. Ottimo. È la filosofia cinese che viene a galla.

    https://volerelaluna.it/mondo/2025/04/11/la-trasformazione-delleconomia-cinese/
    Un buon articolo per sapere qualcosa su come si sta trasformando l’economia cinese.

    • Corpo umano scrive:

      https://www.coininsider.com/it/che-cose-una-criptovaluta-sostenuta-dalloro-le-migliori-criptovalute-in-oro-in-questo-momento/
      Criptovalute sostenute dall’oro …boh
      C’è anche l’ipotesi che siano sostenute da altri metalli sempre di valore. O da un paniere di risorse materiali
      Consumo energetico?
      Probabilmente elevato.
      Ma oramai pare proprio che il dollaro sia arrivato a fine corsa.
      Gli interessi sul debito americano crescono a dismisura. Tutto il mondo dovrebbe correre freneticamente a comprare i Treasury americani. Trump dice che a quelli che acquistano i Treasury lui toglie i dazi.
      Mi sembra (tra mille ipotesi che ho letto, mirate a spiegare che cavolo stia combinando Trump) di aver capito una roba del genere.
      Non si sa se questa crisi economica globale nasca da questioni geopolitiche oppure sia causata da una semplice carenza di risorse.
      Io direi la seconda
      https://ourfiniteworld.com/2025/03/31/advanced-economies-are-being-pushed-toward-financial-collapse/

      E allora se fosse la seconda.
      1 Recessione
      2 l’industria petrolifera si ridimensiona sempre di più perché non ha i margini per fare investimenti
      3 senza petrolio nuova recessione e con sempre meno petrolio difficoltà a produrre qualsiasi cosa, anche i pannelli solari, le pale eoliche ecc l’IA per tutti ve la sognate, cari Kelebekiani. Ma non è detto che sparisca proprio.

      Spero di sbagliare. Veramente
      😒
      Ma la mia logica mi porta verso il localismo agrario. Con tecnologia low tech e dove sia necessario, quel che si può mantenere dell’hi tech.
      Un po’ di Smaje e un po’ di Turiel.

  17. MOI scrive:

    Sulla Massonicità di Papa Francesco … in un discorso disse che le religioni sono equipollenti.

    Fê mo’ vó … 😃

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