Conoscete tutti la frase, Guardare il dito e non la Luna. A modo suo una regola fondamentale.
Ma esiste anche la regola contraria: a volte, a forza di guardare lontane lune, perdiamo di vista il dito che ci si sta per infilare nella tasca, o talvolta, per cavarci gli occhi. E’ da sempre il motivo principale per cui i furbi cercano di instillarci il terrore di lontani, lunari nemici.
Ma chi sta davvero minacciando noi e il mondo in cui viviamo?
Racconto la mia storia, ma non separatela, per favore, dalla vostra. Non fatene un racconto esotico, una luna, fatene un dito: in questi giorni, sto leggendo Real England di Paul Kingsnorth, e caspita, la storia di noi a Firenze è la stessa di tutti i villaggi inglesi. E anche del tuo villaggio, o metropoli che sia.
Il Convento di Santo Spirito fu preso in mano nell’Ottocento dal Ministero della Guerra e delle Colonie. Il suo erede dall’ipocrita nome di Ministero della Difesa lo ha affidato pochi anni fa, senza dire niente a nessuno, a uno speculatore per farne residenze di lusso, a un prezzo ridicolo.
L’altro giorno ero dentro l’immensa adiacente basilica di Santo Spirito.
Dal fondo della chiesa arriva una gran luce, sulle colonne, e finalmente capisco anche la bellezza dell’altare barocco che prima mi sembrava spezzasse l’armonia del complesso.

La Basilica di Brunelleschi fu una rivoluzione nell’architettura come, a poche centinaia di metri, furono nella pittura le immagini del Masaccio e di Filippo Lippi.
Ho appuntamento con il fotografo – italiano – di un giornale online olandese/belga. Esco dalla chiesa per venirgli incontro, e lo porto su su per la stretta scala del campanile, davanti a noi Padre Giuseppe con il suo nero saio.

Non ero mai stato in cima al campanile prima, e guardo Firenze sotto di me.
Mentre il fotografo fa le sue foto a raffica (qui potete ammirarne l’esito), io provo a fare qualche foto del mondo attorno.

In quell’istante capisco cosa vuol dire noi.
Gli esseri umani sono stati creati, o si sono evoluti, come esseri sociali. E quindi noi è la parola fondante tra amanti, tra madre e figlia, tra compagni di avventura, una fiducia vissuta in ogni momento con l’intensità dell’amore e la paura del tradimento.
Su questo noi, chi ci vuole sfruttare, innesta il Grande Noi: l’Umanità, la Patria, la Civiltà Occidentale, quello che volete, le bestemmie che prendono il diciottenne e lo lanciano a morire per i profitti delle industrie delle armi.
Ma noi esiste…
è San Bartolomeo su in alto a sinistra, dove il poeta, già funzionario del Partito Comunista scappato dalla mafia in Sicilia, scrive e custodisce l’autoritratto del Sodoma come Giuda, mentre tutto il convento adiacente è stato rubato da uno speculatore che lo ha lasciato in abbandono;
un po’ a sinistra, le sorelle Ratafià che dipingono stoffe:
“La vado a cercare in un fondo, in una strada laterale, e non la trovo, la chiamo, e mi dice, “guarda in alto vedrai una mano che ti saluta“, e non la vedo, finché una ragazza che passa non mi dice, “se stai cercando una mano che saluta, guarda lassù!”
La Valentina mi apre la porta, e c’è un grande panno dipinto di delfini volanti (ma non sono delfini dell’aria), e poi borse di stoffa, e una bambina che ci stampa immagini di funghi, con la parola FUNGHI…”
Yasmin l’avvocata egiziana che prega Allah e cucina e attende lo sfratto con i suoi figli;
la Nonna Nietta e sua madre di 96 anni, sfrattate anche loro, per trasformare in merce da turismo il loro fondo;
io, che abito sopra un cinema abbandonato dove un camorrista con il volto mascherato, mi ha detto, “questo è un cantiere privato, si faccia i c… suoi....” (dove la parola che colpisce è privato);
Lamberto il bronzista che ha passato i novanta ma va sempre in bottega a lavorare;
la Cetti che è vissuta in India e giustamente affitta una stanza ai turisti, ma abita di fronte al palazzo che una finanziaria che qui non abita sta trasformando in B&B;
il Tasso del nostro Giardino che abbiamo salvato da un altro camorrista che dopo aver passato un periodo agli arresti domiciliari, vende palazzi nel Metaverso contro Bitcoin;
Laura che è saggia e nata in San Frediano (e il suo nonno costruì un gran tavolo con le porte che i tedeschi avevano fatto scoppiare nel ’44) e suo marito il Vallero che è nato in Santo Spirito, e al Giorno di San Giovanni, i Rossi hanno mandato in coma il Vallero, che era il più ganzo di tutti i Calcianti di Parte Bianca;
la Silvia che a Carnevale si veste da Cruella Demon, e che ha messo il Comune con le spalle al muro quando si è sfondata la strada che condividiamo a forza di farci passare mezzi pesanti, e si è candidata con Fratelli d’Italia;
i ragazzi dell’occupazione di Via del Leone, che si sono fissati con il transfemminismo e i fascisti se li mangiano con lo schwa, però ci sono sempre al momento giusto;
Giovanni il contadino che vende i suoi vini e formaggi il venerdì in Piazza Tasso;
la chiesa di San Frediano dove una signora inglese dedicò decenni a tessere un telo per fare da sfondo alla Madonna del Sorriso;
Roberto che recita il rosario mentre controlla lo stato dei sentieri;
La Madonna delle Margini, che veglia su tutti noi;
la palestra dei Calcianti di Parte Bianca;
Gigi di Scampia, uscito dal carcere a Napoli, senza fissa dimora, che vende mozzarelle di bufala, e sorride quando mi racconta che ha un tumore e ci abbracciamo;
la Fulvia nipote di partigiani;
il Museo di Simbologia Massonico di Cristiano dalla barba bianca che gira in Vespa con il suo cane a seguito, che raccoglie frammenti di storie dimenticate;
la Debora che fu licenziata dallo studio dentistico dove lavorava, perché si era rifiutata di vaccinarsi contro il Covid, e che adesso fa la babysitter a una bimbetta minuscola dai capelli rossi che dorme felice e non sa cosa l’aspetta;
la casa della Francy che ha le chiavi dei compleanni dei bimbi al Giardino;
Maurice senegalese che fa il custode al Conad e con cui ci scambiamo sempre battute;
il pittore Antonio Ciccone che era amico di Padre Pio e assieme alla moglie californiana adottò una caterva di figlioli e poi un giorno siamo stati al suo funerale, ma lo immagino ancora in giro con il suo berretto;
la Tina e la Mariella che sono riuscite dopo mezzo secolo di convivenza a sposarsi in Comune;
il ragazzo di cui non dico il nome è saltato dalla finestra al terzo piano e ha avuto la fortuna di cascare su un’auto e non si è fatto niente…
La J. che da bimba si lanciava già dalle montagne di discariche di rifiuti a Nairobi e che un giorno sposò un artigiano fiorentino e ne nacque un figliolo insieme autistico e genio musicale;
E tutti i tanti, minuscoli, fragili, altri, con i loro giganteschi difetti, che nulla hanno a che fare con le vostre destre e le vostre sinistre: come nel regno di Fantàsia di Michael Ende, c’è di tutto.
E ogni persona si intreccia con un luogo, con uno strano simbolo su un palazzo, con un racconto di ciò che c’era due o quattrocento anni fa, e semplicemente, con il fatto di salutarsi per strada e perdere un sacco di tempo a scambiare chiacchiere, con un albero, con un gatto o un cane o con un vicino di casa bizzarro.
Ecco questo è noi, e non ha prezzo su alcun mercato.
E noi siamo sotto attacco, un attacco che vuole annientare ogni noi esistente su questo pianeta.
I nostri nemici non stanno in luoghi lontani.
Da una parte, sono molto vicini, magari hanno aperto un ufficio proprio qui; dall’altra, sono lontani quanto può essere l’immensa, intangibile violenza di miliardi su miliardi di dollari che si muovono, rubano, devastano, e passano altrove, e non si sa nemmeno di chi siano, solo che i soldi di Non si Sa Chi riescono a muovere studi legali che ci passano sopra come carri armati.
Vi ho raccontato del nostro noi, quello che ho colto con la mia povera macchina fotografica dalla cima del campanile di Santo Spirito.
Ma, per Dio, rendiamoci conto che esiste anche un vostro noi, ovunque – un insieme di persone e di luoghi e di visioni e di vissuti, altrettanto unico, prezioso, che è altrettanto sotto attacco, se solo sappiamo guardare il Dito e non la Luna.
Il mondo intero è Spoon River.
Ovunque vivete, esiste – in potenza – un mondo meraviglioso, per cui combattere.
Tutto il mondo è Santo Spirito!



@ Martinez
Un po’ di serendipità non fa mai male.
Poche ore prima di leggere questo post sento mia figlia dopo molti giorni. Sul lavoro tutto bene, poi dice una frase che mi ha fatto pensare – per contrasto – ad Oltrarno.
Lei vive a Zurigo, noto paradiso delle banche. Mi dice che ci sono bei localini per l’after-hour, il brunch ecc. sulla falsariga di quelli dei Navigli a Milano. Se rapportati al reddito locale, non sono neanche particolarmente cari.
Ma di rado sono affollati.
La causa prima di ciò, stando a mia figlia, è che Zurigo è talmente anonima che alla gente non viene in mente di uscire e incontrarsi a prendere l’aperitivo: si deprimerebbe. Le manca moltissimo il contatto umano con tante individui ciascuno con la propria storia: non esiste l’Oltrarno a Zurigo.
Per contro, andiamo a vedere la Luna sopra l’Oltrarno.
La Sinistra aveva un senso quando era fatta di gente che condivideva gli stessi problemi, mangiava lo stesso pane – cum-panis, ‘compagni’, appunto. La Sinistra aveva un senso perché era il coagulo, il riassunto di tante storie individuali – la scena dello sciopero a scuola in “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola lo rappresenta benissimo.
La destra è la reazione di paura di fronte a questa aggregazione, reazione che alla comunanza dei bisogni materiali dei compagni di una stessa classe contrappone artificiosamente una pretesa fratellanza interclassista o di natura combattentistica (i fasci) o di natura spirituale (la chiesa). Cessata la Sinistra, la destra perde anch’essa ogni presunto afflato ideale e si riduce a puro autoritarismo xenofobo.
Tutti gli Oltrarni vengono travolti, allora? Tutte le dita saranno trascurate a favore dell’unica Luna della finanza globale?
Qui entra in gioco il discordo del cigno nero di Nassim Talib di cui ho scritto qualche giorno fa su questo blog. Secondo Talib ogni sistema logico – e nulla è più aspirante alla logica del sistema globale della finanza – si basa necessariamente su una serie di premesse indimostrate, almeno alcune delle quali sono date per scontate al punto che portano ad eventi – i cigni neri – che magari a volte sono catastrofici ma che risultano inevitabilmente sempre inaspettati. In altre parole, ogni dominio ha la sue crepa – e come dice Leonard Cohen, è dalle crepe che passa la luce.
Per essere resilienti – cioè per attutire l’effetto de cigni neri – vale la pena diversificare, guardare sì alla Luna ma altrettanto al dito, mantenere i rapporti col Comune ma anche coi frati, con Lamberto e con l’assessore, con la Tina e con la Francy.
A Zurigo hanno rinunciato alla Bomba già da agli anni Cinquanta. Neutrali al punto da ributtare gli Ebrei profughi in braccia naziste (‘la barca è piena’, come ben sa la nostra Liliana Segre che era una di quegli Ebrei), i soldi per la Bomba li hanno spesi in rifugi. Oggi ogni edificio della Svizzera ha il suo rifugio antiatomico; in totale ci possono ospitare dieci milioni di persone. Mia figlia ne ha visitato uno: sono in perfetta efficienza, le hanno dato pure le pasticche di iodio se nel caso non dovesse raggiungerne subito uno.
Ma come dimostra brillantemente ‘Così parlò Bellavista’, a Napoli – che pure è base
NATO – i rifugi sono inutili. Se anche uno ne esce fuori vivo e non trova un Oltrarno, che campa a fare?
https://www.youtube.com/watch?v=wcQf08Tekpk
https://it.wikipedia.org/wiki/La_barca_%C3%A8_piena
https://www.youtube.com/watch?v=4stwybTqYXM
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Ciao!”
Grazie, belle riflessioni
non esiste l’Oltrarno a Zurigo.
Huldrych Zwingli ! e ho detto tutto
@ habsburgicus
“Zwingli”
Non mi permetto di giudicare Zwingli.
Ma ho letto questo:
chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.uek.ch/it/publikationen1997-2000/fberi.pdf
E’ il resoconto di quello che ha fatto la Svizzera con chi cercava rifugio durante la guerra, curato da una commissione di storici.
Altro che riconsegnare gli Ebrei ai nazisti.
E’ la Svizzera ad aver chiesto ai nazisti prima della guerra di far stampigliare la lettera “J” sul passaporto degli Ebrei Tedeschi, per sapere a chi rifiutare il visto d’ingresso.
La Svizzera ha rifiutato i fondi della Croce Rossa provenienti dagli USA per l’assistenza ai profughi, allo scopo di non smentire la tesi ufficiale che i profughi venivano rifiutati perché non c’era cibo per tutti (‘la barca è piena’).
La Svizzera ha rifiutato di considerare ‘profughi’ coloro che scappavano per motivi razziali, che quindi diventavano ‘stranieri indesiderati’.
La Svizzera ha considerato apolidi gli Ebrei Tedeschi già presenti sul suolo Elvetico il 25 novembre 1941 – togliendo così loro i permessi di domicilio già concessi e rendendoli quindi soggetti a espulsione in ogni momento – salvo poi ri-considerarli Tedeschi a tutti gli effetti nel febbraio 1945, quando le autorità federali sottoposero a blocco gli averi tedeschi presenti in Svizzera o
amministrati dal territorio svizzero, bloccando i loro averi al pari di tutti gli altri patrimoni Tedeschi.
Quanto all’amministrazione coatta degli averi dei profughi, iniziata nell’estate 1942, fino al marzo 1943 non ci furono in tal senso basi legali formali; lo stesso vale per le trattenute sui salari cui furono soggetti dopo il 1945 i profughi
con un’attività professionale che non erano andati in altri Stati.
Insomma, altro che Zwingli.
Ciao!
Andrea Di Vita
Però distinguerei la furbizia spregiudicata dalla mancata socialità.
Che invece ascriverei proprio a Zwingli, anzi, a Calvino.
Mentre la furbizia mi suona molto cattolica (la Svizzera profonda, le valli più rurali, è cattolica).
@ peucezio
“Calvino”
A onor del vero, furono prelati e giovani seguaci di tutte le religioni in Svizzera a protestare – anche vibratamente, ma invano – contro la pilatesca politica del loro Governo.
Ci fu anche chi fra gli ufficiali di polizia contravvenne agli ordini e fece entrare novemila Ebrei falsificando e i documenti.
Fu arrestato, condannato (per falsificazione di documenti) ad anni di galera, degradato, privato della pensione e
licenziato. Fece ricorso più volte e tutte le volte il ricorso fu respinto. Morì povero negli anni Sessanta assistito dalla figlia. Oggi è Giusto fra le Nazioni.
Si chiamava Paul Grueninger.
A ricordare che essere stronzi non è obbligatorio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Errata corrige: gli Ebrei erano 3600. E Grueningen e be una pena ridotta per la sua evidente buona fede, ma rimase condannato perché ‘un pubblico ufficiale non deve violate le disposizioni dei superiori’. L’unico riconoscimento che ottenne in vita fu un televisore, dono del governo di Bonn.
https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Gr%C3%BCninger
>>> A ricordare che essere stronzi non è obbligatorio.
ORAADV!!!
Strano, però, che tu lo dica. Perchè per Putin il tuo ragionamento è esattamente l’opposto.
Non capisco se credi negli individui oppure no. E 3.600 è maggiore del tuo numero magico sui rapporti personali!
>>> A onor del vero, furono prelati e giovani seguaci di tutte le religioni in Svizzera a protestare – anche vibratamente, ma invano – contro la pilatesca politica del loro Governo.
e con questo anche la puttanata dell’oppio dei popoli è andata
😀
>>> come dice Leonard Cohen, è dalle crepe che passa la luce.
ciellino! questa è una delle molte cose su cui CL ha insistito per anni, a fronte delle magnifiche e progressive sorti. che fossero proclamate da destra o sinistra pochissimo importa
Ciao!
@ Francesco
“CL ha insistito”
Anche un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.
“magnifiche”
Le magnifiche sorti e progressive mostrano crepe quando diventano dominio, ossia – orwellianamente – metodo per infliggere sofferenza.
Altrimenti sono la fiammella che allontana – di poco e provvisoriamente – il buio. Ed è meglio accendere una candela che maledire il buio.
Ciao!
Andrea Di Vita
Bah, non conosco nessun socialismo che non si diventato un sistema di ingegneria sociale ed economica, un monumento alla hubrys ben intenzionata, un catafalco al servizio dei suoi conduttori.
Insomma, sempre al dominio si finisce, anche le poche volte che non si inizia anche da lì.
E questo anche per il cugino “strano” del socialismo, il progressismo liberal.
Andrea,
“La destra è la reazione di paura di fronte a questa aggregazione, reazione che alla comunanza dei bisogni materiali dei compagni di una stessa classe contrappone artificiosamente una pretesa fratellanza interclassista o di natura combattentistica (i fasci) o di natura spirituale (la chiesa).”
Beh, la Chiesa esiste da abbastanza prima della sinistra, non la definirei una “reazione”.
D’accordo fondamentalmente sul resto.
@ peucezio
“chiesa”
La chiesa esiste da millenni prima della nascita della Sinistra come la intendiamo oggi, quella post Rivoluzione industriale.
Ma salvo le solite eccezioni la reazione alla Sinistra si è sempre avvalsa del contributo della chiesa.
Spacciatrice di oppio dei popoli, secondo una felice definizione.
Ciao!
Andrea Di Vita
Mmmh … secondo me la Destra esiste da sempre, la Sinistra nasce con la scrittura: soltanto quando il sapere è accumulabile ci si può prendere il lusso di pensare oltre la sopravvivenza individuale.
@ Moi
“Destra”
Il mio discorso si applica solo alle società successive alla Rivoluzione industriale.
Ciao!
Andrea Di Vita
Oh, quindi lo squalifichi da solo.
Non c’è bisogno di sprecare tempo e fatica.
🙂
Ci vorrebbe Zeta, secondo il quale lo stolto è invece colui che guarda la Luna anziché il Dito.
E aveva perfettamente ragione.
🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟
https://www.resilience.org/stories/2025-03-23/doge-and-misunderstanding-ai/
🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟🌟
Grandioso.
Finalmente ci si capisce qualcosa dentro a questa inaccessibile scatola nera dell’IA o AI
Fategli un monumento, please
His name il Kurt Kobb o Bart Anderson.
Non si è mai saputo come cavolo si chiama.
https://energiaoltre.it/ecco-perche-lunione-europea-vuole-puntare-sullacciaio-pulito/
Oh, acciaio pulito.
La domanda era: come farà l’Europa a produrre il riarmo se non ha l’acciaio?
La risposta: con l’acciaio pulito.
Che gli venga un bene
Già che abbiamo poco acciaio, lo dobbiamo usare per fabbricare dei carri armati che poi
alla prima buca si scassano. Mo andenn…
Le auto elettriche cinesi….catorci
Meglio che si producano delle ecologiche velomobili a pedali (volendo con finto cannoncino anteriore, per far paura ai russi).
Magari così ridono e ci prendono in simpatia.
Dov’ è andato il carro armato?
È partito e si scassato
Troppe buche sulla terra
È venuto giù il carrista
Ed ha detto sconsolato
“Non è fatto per la guerra
Preferisce andare in pista”
Su, chiamatemi l’armiere
Che lo venga un po’ a vedere
E che chieda all’armeria
Se sia ancora in garanzia
Noto che la letteratura italiana non ha mai sviscerato a fondo il tema dell’armiere.
Perciò lo sto sviscerando io.
Un po’ si lamenta, il poveretto, ma è come per la vivisezione, una cosa che si fa per il bene dell’umanità.
@ Corpo umano
“acciaio pulito”
Concordo, e sottolineo un aspetto qui sottaciuto.
Vogliamo l’ “acciaio pulito” – cioè con energia da rinnovabili senza produrre elettricità col nucleare?
La siderurgia è il classico settore ‘hard-to-abate’ (insieme con l’aviazione e con la pesca): vi è quasi impossibile abbattere le emissioni di CO2, e per tre motivi:
a) perché l’acciaio è appunto un risultato della combinazione di ferro e carbonio in atmosfera ad alta temperatura;
b) perché il consumo di energia di un’acciaieria è immenso. L’ILVA di Taranto oggi da sola consuma 5,5 TWh/anno di elettricità, quando l’Italia intera ne produce 300 TWh/anno.
c) perché il ritmo di consumo di elettricità di un’acciaieria deve essere costante 24 ore al giorno 365 giorni l’anno, pena la chiusura dell’impianto.
Consideriamo solamente il punto c). Un altoforno non si può mai spegnere. Invece le rinnovabili funzionano per forza a intermittenza: non importa quanti pannelli solari e quante pale eoliche siano installati, se c’è Dunkelflaute (bonaccia con cielo coperto) la produzione di elettricità va a zero.
Dobbiamo alimentare l’ILVA giorno e notte tutto l’anno con un totale di 5,5 TWh/anno.
Ammettiamo per semplicità di calcolo che le rinnovabili producano elettricità per la metà del tempo (in realtà con l’eolico i dati parlano di 3150 ore/anno su un totale di 8760 ore/anno, ma facciamo cifra tonda.). Per erogare in modo continuativo l’elettricità occorre allora che le rinnovabili diano all’ILVA per sei mesi all’anno (quando funzionano) un totale di 5,5/2 = 2,75 TWh e altrettanti TWh per i sei mesi in cui non funzionano. Da dove tirano fuori i 2,75 TWh che mancano all’appello? Li devono produrre nei sei mesi in cui funzionano (unitamente ai 2,75 TWh che già forniscono) e immagazzinarli, per i tempi di vacche magre.
Come si immagazzinano 2,5 TWh? Con le dighe è escluso: siamo già a tappo (e costruirne di nuove a muzzo non conviene, avremmo un nuovo Vajont). Con gli elettrolizzatori? Questi trasformano l’elettricità in idrogeno, che può essere conservato. Assumendo un’efficienza ideale del 100% (cala trinchetto…) si convertono 39,4 KWh di elettricità in 1 Kg di idrogeno. Siccome 1 TWh = un miliardo di KWh, dobbiamo immagazzinare ogni anno 192mila tonnellate di idrogeno. Immaginiamo pure che l riconversione di idrogeno in elettricità sia efficiente al 100% (altro libro dei sogni): in tal caso 192mila tonnellate di idrogeno sono il minimo indispensabile per l’acciaio pulito all’ILVA.
Se debitamente liquefatto e mantenuto a una pressione di 700 atmosfere, 125 Kg di idrogeno occupano 260 litri. Allora, se tanto mi dà tanto, per 192mila tonnellate di idrogeno ci vogliono 399 mila metri cubi (1 litro = 0,001 metri cubi).
Per farsi un’idea, il rigassificatore di Piombino tanto contestato richiedeva 170 mila metri cubi, un po’ meno della metà.
Insomma, solo per avere l’acciaio pulito all’ILVA ci vorrebbero un po’ più di due Piombino.
Teniamo conto che la riconversione di idrogeno in elettricità ha efficienze inferiori al 100%; tenuto conto di tutte le perdite, l’elettricità che effettivamente va all’acciaieria si stima essere non superiore a un quarto dell’elettricità prodotta dalle rinnovabili. Dunque quel valore di 399 mila metri cubi andrebbe quadruplicato.
Le Piombino necessarie diventerebbero nove.
Chi glielo dice ai Pugliesi?
Non a caso i siderurgici del nord Italia due anni fa hanno siglato un accordo con l’ente elettrico Sloveno: se decidesse il raddoppio della centrale nucleare di Krsko gliene pagherebbero i costi
https://www.esg360.it/energy-transformation/hard-to-abate-cosa-significa-questa-sfida-per-la-decarbonizzazione/#:~:text=Il%20termine%20hard%2Dto%2Dabate,limitate%20alternative%20tecnologiche%20attualmente%20disponibili.
https://changes.unipol.it/technology/idrogeno-potrebbe-essere-il-combustibile-per-la-mobilita-del-futuro#:~:text=Stoccaggio%20e%20distribuzione,metri%20cubi%2C%20alla%20pressione%20atmosferica.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Per fare questi conti non c’è bisogno della laurea. Un ragazzino delle medie ci arriva usando Google. E’ terrificante – e sintomo della debolezza delle nostre ‘democrazie’ – che non li facciano i politici e soprattutto che non li facciano i giornalisti che di mestiere informano il pubblico.
Auspico che l’acciaio verde faccia quanto prima la fine del green deal.
In quanto trattasi di immane puttanata.
Interessante che in Slovenia potrebbero costruire centrali nucleari, credevo fosse praticamente impossibile!
@ francesco
“Slovenia”
https://it.wikipedia.org/wiki/Centrale_nucleare_di_Kr%C5%A1ko
https://www.lastampa.it/economia/2022/09/11/news/un_impianto_a_200_chilometri_dal_confineansaldo_e_federacciai_vanno_in_slovenia-8659140/
Tra l’altro, la centrale è proprio sopra una faglia sismica in una delle zone più sismiche d’Europa, e non è mai successo alcun incidente. (Tanto per smentire l’ennesima bufala degli antinucleari).
Ciao!
Andrea Di Vita
Non per fare il grinpis ma … cazzo, basta UN terremoto e sono cazzi.
Mi pare il classico caso di quello che non usa il casco o non indossa la cintura di sicurezza o il goldone.
E finchè ha fortuna ti viene pure a dare del fesso.
Non metto minimamente in dubbio quello che hai scritto. Dico solo che l’idea di riarmare l’Europa a suon di acciaierie mi sembra un poco disperata. Non so neanche se sia veramente utile per le normali persone. Boh. Diffido dei grandi progetti.
Diciamo che tra l’aggiungere e il togliere con
cognizione di causa, preferisco il togliere.
Non capisco. Capita spesso.
Siamo senza cannoni e senza carri armati: quelli li devi fare con l’acciaio, mica sono aerei, missili, munizioni, droni.
Siamo senza cannoni e carri armati
O stiamo cercando di salvare la Volkswagen?
Ma temo che sia la vecchia storia del cavallo morto.
La devo ri-linkare?
Forse
https://lesakerfrancophone.fr/les-cavaliers-de-chevaux-morts-de-lapocalypse
Se il cavallo muore sotto il cavaliere, il cavaliere prende un nuovo cavallo e continua.
La cavalleria non è morta per problemi dei cavalli ma per le mitragliatrici, i motori a scoppio e il filo spinato.
Concordo, però, che non ce ne fotte nulla di salvare la VW, servono e in fretta centinaia di carri armati molto buoni e migliaia di pezzi di artiglieria.
Si, tipo la rimonta ai tempi supplementari.
Non credo sia così facile.
I tempi sono quello che sono.
La globalizzazione era una macchina troppo grande per continuare a funzionare all’infinito.
Il campo di calcio non è più praticabile.
Invasione di talpe.
https://www.tuttogreen.it/come-allontanare-talpe-da-orto-e-giardino/
La talpa simboleggia il russo, naturalmente.
Lo devi infastidire sbattendo le pentole. Vedrai che torna nella sua Dacia a coltivare le patate e le mele.
E cosa verrebbe a fare qui in mezzo a tanta ressa di gente casinista?
Non ci credo che sia interessato.
Magari leggi Dersu Uzala
>>> La globalizzazione era una macchina troppo grande per continuare a funzionare all’infinito.
Nel mio piccolo è un pezzo che ci penso. Non so concludere.
La finanziarizzazione esasperata serviva a fare degli USA gli acquirenti di ultima istanza di tutto ma aveva infiniti effetti collaterali e credo abbia ucciso il paziente.
E ora?
@ francesco
“cavallo”
Il cavallo costa. E soprattutto costa la biada per dargli da mangiare, se no non corre.
Se per obbedire al padrone la biada non la compri dove costa meno ma dallo stesso padrone che te la vende a un prezzo cinque volte più alto il cavallo nuovo te lo sogni.
Ciao!
Andrea Di Vita
Se il cavallo ti serve per combattere contro i Tartari, il prezzo della biada non conta!
😀
la pensavano così tutti i grandi generali… che hanno perso, Francè 😉
Beh no Pino, non sono un vero esperto di storia militare ma posso affermare che non stiamo parlando di fessi che si ostinano a ripetere lo stesso errore contando su un esito diverso.
Tipo quelli che vogliono praticare l’appeasement con Putin, per capirci!
😉
@ Francesco
“non stiamo parlando di fessi che si ostinano a ripetere lo stesso errore contando su un esito diverso.”
E invece sì. Hai appena definito i politici UE nei confronti di Putin degli ultimi tre anni, esclusi gli unici due che si sono dimostrati di buon senso, cioè Orbàn e Fico.
Ciao!
Andrea Di Vita
Non ho capito esattamente di chi parli, Francè, non ho seguito tutto il discorso.
Ma in effetti, credo proprio che un bravo generale debba preoccuparsi del prezzo e della reperibilità della biada dei cavalli;
del loro stato di salute, del loro numero, del loro costo;
di quanto mangia e beve un soldato ogni giorno, di come vestirlo e nutrirlo, di come e con chi rimpiazzarlo se morto o ferito…
e questo vale per ogni conflitto, ovunque nel mondo.
Non dovrò insegnarlo a te che sei economista!
Pino
quindi lode a Ursula che ha messo sul piatto 800 miliardi, anche se tardi?
x Andrea
veramente i politici UE stanno molto lentamente realizzando la necessità di confronto armato con Putin. troppo lentamente ma è ingiusto dire che sono fermi.
tranne i due tirapiedi di Putin, che hanno trovato il loro posto da subito.
@ francesco
“armato”
No. Stanno solo mantenendo il punto. Dopo aver detto e rifletto che grazie alle sanzioni cretine Putin combatteva con le pale adesso devono continuare a fare la faccia feroce per non perderla del tutto. Guappi di cartone. Non puoi crearti un deterrente credibile dopo averlo lasciato fare per decenni agli Statunitensi per conto tuo. Gli attuali eserciti Europei a Bakhmut sarebbero durati dai dieci minuti alla mezz’ora. E difatti persino la meloni si è defilata.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ciao!
Andrea Di Vita
magari potessimo contare che manterranno il punto!
ne conto già parecchi ansiosi di adorare il Vitello d’oro e lodarne il bagno di sangue, quello passato e quelli a venire
PS parlando di massacri, è vero che Hamas ha torturato e ucciso i Gazawi che hanno osato manifestare contro?
@ Corpo umano
“AI”
OAACU!
Concordo completamente. L’atteggiamento di DOGE è quello tipico del TINA e dei governi Italiani post Tangentopoli: taglio i fondi al pubblico, così funziona peggio,la gente si lagna, si giustificano le privatizzazioni su cui il capitale lucra, e se la gente si lagna ancora le si dice che non c’è alternativa, che sta già vivendo nel mondo migliore possibile. L’AI è semplicemente un altro grimaldello in questo senso, visto che effettivamente fa risparmiare molta produzione di documenti cartacei. Solo che invece di essere usata per sollevare i funzionari pubblici dal lavoro più ripetitivo e farli concentrare sul miglioramento del servizio la si usa per giustificare il licenziamento dei funzionari stessi. Al che la spesa pubblica va a rimpolpare le tasche degli imprenditori amici che sostituiscono il pubblico reso inefficiente dai tagli.
Come si dice “Benetton” in Inglese?
Ciao!
Andrea Di Vita
Se le dai troppa corda, l’IA ha il potenziale di seminare il caos.
Non che non possa essere utile, se tenuta al guinzaglio.
Il fatto è che le stanno dando troppa corda.
@ Corpo umano
“IA”
Mia figlia – principale mia interfaccia col secolo, dopo che ho abolito la TV e limitato i social – mi dice che l’effetti devastante l’IA lo sta avendo sulla scuola. Accessibile com’è sui telefonini, consente ai ragazzini di ‘fare i compiti a casa’ senza aver studiato.
(Era un pericolo lucidamente previsto da Asimov in un dei suoi racconti)
Ciao!
Andrea Di Vita
mi si dice che ci sono ragazzini incazzati per questo che reclamano a gran voce compiti in classe scritti a mano!
e giuro che è vero, è troppo bello perchè io me lo inventi
@ francesco
“vero”
Finalmente una bella notizia!
😀😀
Ciao!
Andrea Di Vita
non conosco nessuno più crudele ed escludente di un alunno che ha studiato nei confronti di quelli che non lo hanno fatto
il mio animo buonista un pò ne è spaventato
E io che volevo retrodatare l’ origine della Sinistra di alla Rivoluzione Agricola … 12mila anni fa , o giù di lì.
Più o meno dovrebbe essere anche a quando la Storiografia Femminista/Genderista fa iniziare il Patriarcato !
“Benetton” è una voce Veneta, accrescitivo di “Benéto” … in Inglese sarà perciò “Big Benedict”.
😉
MIGUEEEEEEL !!!
Lo sapevi di essere Abyayalaiano, Abyayalaiese ?
🙂
https://en.m.wikipedia.org/wiki/Abya_Yala
Abya Yala (from the Kuna language: ‘Abiayala’, meaning “mature land”) is used by some indigenous peoples of the Americas to refer to the Americas.
The term is used by some indigenous organisations, institutions, and movements as a symbol of identity and respect for the land one inhabits.
The increasing usage of the term can be viewed in the context of decolonization
Lo metto nella categoria dell’idea di Franceschini “diamo ai bambini il cognome della madre”.
Nella mia rubrica, è una categoria che inizia per C e finisce per azzate.
USA = United States of Abyayala
Sapevo che gli Africanisti avevano strolgato il nome “Alkebulan” … ma su questo NON c’ è l’ Unanimità PanAfricana.
E alla fine Moi che fa?
Cerca sempre la parola
Quella unica, la sola
Italiana o giapponese
Cerca anche quella inglese
E in aggiunta, non ho detto
Cerca anche nel dialetto
E un bel giorno chi lo sa?
Scriverà un vocabolario
Tutto pieno e tutto vario
Con i termini più strani
Quello dei kelebekiani
Se lo scrive lo compro.
Segnalo un bell’articolo dell’amico Ugo Bardi sul Fatto Quotidiano oggi, che racconta del nostro presidio in Piazza Santo Spirito:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/03/26/turismo-firenze-citta-speculazione/7927162/
l’Europa è sotto assedio, bisognerà pure che gli italiani facciano i sacrifici necessari perché Elkann non si intristisca e perché i grandi beneficiari della bolla non si impoveriscano troppo.
Guardare alla luna e a Stellantis
https://valori.it/riarmo-risparmio-privato-fondi/
E d’altra parte siamo nell’Ipnocrazia.
Mille mondi paralleli tutti equivalenti.
E non ci si capisce più niente.
Così, mentre sei lì ipnotizzato, ti fregano anche il convento.
Per Corpo Umano
“Guardare alla luna e a Stellantis
https://valori.it/riarmo-risparmio-privato-fondi/”
“Risparmi privati ai grandi fondi, con la scusa del riarmo
Il grande riarmo europeo sarà canalizzato attraverso la creazione di exchange-traded fund per dirottare il nostro risparmio in armi
Alessandro Volpi
Per chi avesse ancora qualche dubbio in merito alla più immediata finalità del riarmo, la Commissione europea discuterà un vero e proprio piano per “mobilitare” i 10mila miliardi di euro che si trovano sui conti correnti degli europei. Si tratta di misure che consentano la totale, libera circolazione di tali risorse in direzione di qualsiasi titolo azionario o obbligazionario presente in Europa. Nella logica di un unico mercato dei capitali.
A ciò si aggiungono l’iscrizione dei risparmiatori a piattaforme di investimento, una possibile, ulteriore, cartolarizzazione dei crediti bancari, la creazione di conti deposito, un allentamento dei requisiti di prudenziali delle banche e delle assicurazioni e una più complessiva defiscalizzazione. Naturalmente, sottolinea la Commissione, tutta questa facilitazione nella mobilitazione del risparmio dovrà essere indirizzata a finanziare il riarmo per la «difesa dell’Europa». Quindi le società che producono armi.
Molto interessante!
“Risparmi privati ai grandi fondi, con la scusa del riarmo”
E’ questo il punto fondamentale. Invece di guardare la Luna del Donbas, guardiamo il dito che ci stanno infilando in tasca.
Un po’ come ai tempi del Covid, tra i due poli opposti di quelli che vedevano nel Covid una nuova peste bubbonica pronta a sterminare l’umanità, e quelli che vedevano nei vaccini veleni ideati per ridurre la popolazione, c’era la verità del più grande appalto di tutti i tempi, con cui una multinazionale ha fatto miliardi passando per email private che sono andate perdute, grazie alla “emergenza”.
Si.
Dietro le mille storie ben confezionate (algoritmicamente) ci sono sempre i soliti.
https://crashoil.blogspot.com/2025/03/la-amenaza-fantasma.html?m=1
E chissà perché tra tutte le storie che si accavallano io alla fine mi assesto sempre su quelle che racconta questo Turiel?
Non dice Stellantis ma Volkswagen, ma la sostanza è la stessa.
🙁
Niente di buono in vista
Giornata di merda