Il Teorema Satanico di Benito Mussolini

Cos’è il Fascismo?

No, è più semplice: è un’organizzazione costituita ufficialmente nel 1919, ma che nasce nei fatti il 15 novembre, 1914, quando un brillante giornalista di sinistra, Benito Mussolini, grazie al discreto finanziamento di un’Ong inglese e ai contributi degli Agnelli i cui eredi oggi finanziano invece Repubblica, fa uscire il primo numero del Popolo d’Italia.

Il Popolo d’Italia nasce per prendere posizione in maniera radicale sul tema della Guerra.

L’Italia, ricordiamo, era ancora teoricamente alleata della Germania e dell’Austria, e quindi Mussolini – che si era distinto nella campagna contro la guerra di Libia – si era lanciato all’inizio, proprio da pacifista, contro il possibile schieramento a fianco delle Potenze Centrali.

Ma da qui inizia uno slittamento che è affascinante, appena pensiamo al momento che stiamo vivendo oggi.

Mussolini scriveva all’epoca vivaci editoriali sul quotidiano socialista, L’Avanti!

E già lì si intravede il teorema che porta dal pacifismo alla guerra, e che possiamo riassumere così:

Noi siamo per la pace, ovviamente – per non volerla, bisogna essere matti.

E infatti esiste un Matto (in questo caso un certo 𝔎𝔞𝔦𝔰𝔢𝔯, che la kappa ci sta bene) che sta portando il suo popolo a commettere l’orribile delitto, appunto, della Guerra.

Le Vittime del Matto ci guardano con occhi pietosi. Ci possiamo voltare dall’altra parte, o vogliamo essere così generosi da batterci per loro?

Ma, visto che il Matto ci minaccia tutti, forse dobbiamo difendere anche noi stessi

Anzi, siccome siamo internazionalisti, crediamo che una grande guerra libererebbe anche i poveri tedeschi e permetterebbe a tutti di vivere in pace!

Questo teorema febbricitante si diffuse come il tifo, in pochi giorni, tra milioni di europei su entrambi i fronti. Ma chiaramente fu anche il teorema fondante del Fascismo, il motivo per cui Mussolini non è ricordato come un qualunque comiziante socialista dei suoi tempi.

Dal Teorema consegue tutto il resto.

Il Teorema è la chiave che ha aperto le porte dell’inferno, con i milioni di morti della Prima guerra mondiale, poi di conseguenza in conseguenza, con le stragi della rivoluzione russa, lo sconquasso dell’Europa, l’ascesa del nazismo, lo sterminio degli ebrei (che di riflesso ci ha portato il genocidio di Gaza), i milioni di morti nella seconda guerra mondiale, gli strascichi interminabili che viviamo ancora oggi dalla Bosnia all’Ucraina…

Per questo, lo definiamo scientificamente come il Teorema Satanico: con riferimento al Satana il Guastatore di Vernon Lee.

Adesso leggiamo il Teorema Satanico nelle parole stesse di Benito Mussolini, prima su L’Avanti! e poi sul Popolo d’Italia.

Al costo di dire che il fascismo ha fatto qualcosa di buono, bisogna dire che era veramente bravo a scrivere, e si legge bene a oltre un secolo di distanza.

Se sentite un minimo cenno di condivisione, in circostanze mutate, dei suoi discorsi, non disperate: conosco un ottimo esorcista, approvato dalla diocesi di Firenze, che può fare al caso vostro (l’Esorcista è anche umanamente molto simpatico).

Avanti!, 18 giugno 1914 – mancano dieci giorni all’attentato di Sarajevo, e Mussolini è un perfetto Compagno pacifista e internazionalista:

Ci telefonano da Torino, 17 notte :

Alla Crocetta si è tenuto questa sera un comizio nazionalista.

Mentre parlava l’avv. Bevione è sopraggiunto il prof. Mussolini, il quale aveva parlato in borgo S. Paolo. Malgrado la folla enorme, il contradittorio si svolse abbastanza tranquillo e diede modo al nostro compagno di asserire dinanzi alla massa operaia la verità e la bellezza dell’ideale socialista. Mussolini è stato felicissimo nell’attaccare i nazionalisti e clericali e la guerra libica e nell’esaltazione dell’ideale internazionale e del movimento operaio culminato nello sciopero generale. Il comizio si è sciolto fra l’entusiasmo e gli applausi calorosi al nostro Direttore e dopo di esso vi fu un corteo di parecchie migliaia di persone al canto dell’inno dei lavoratori che ha accompagnato il Mussolini alla Casa del Popolo.

Dopo l’attentato di Sarajevo. Compare improvvisamente un personaggio cui Mussolini non aveva mai prima accennato, il 𝔎𝔞𝔦𝔰𝔢𝔯 con la Kappa. Ovviamente folle.

Mussolini usa una parola magica: il mondo civile (oggi si dice il mondo libero), che ovviamente siamo noi: di là, il Mondo delle Tenebre…

Che cosa avviene in Germania ? Tutta la Germania è chiusa in un cerchio di ferro.

Essa -si trova isolata dal mondo civile e i telegrafi e i telefoni tacciono per noi. Potrebbe anch’essere che i socialisti tedeschi vedano in questa follia guerresca del loro Kaiser la fine del suo impero e sentano vicina l’ora in cui scoppierà la rivoluzione sociale! (Prolungati applausi).

Riassunto del discorso pronunciato a Milano, nel salone dell’Arte Moderna sito in via Campo Lodigiano 8, la sera del 4 agosto 1914.

Dal Kaiser che tiene prigioniero il proprio popolo, pronto però alla rivoluzione sociale, si slitta appena il giorno dopo alla denuncia della “Germania” criminale. Notate il titolo, con cui si sceglie di invocare la strage planetaria – la colpa è sempre dell’Altro:

IL MILITARISMO BRUTALE INIZIA LA SUA GESTA DI SANGUE

Coll’aggressione al Belgio, la Germania ha rivelato le sue tendenze, i suoi obiettivi, la sua anima.

Solidarizzare direttamente o indirettamente colla Germania significa – in questo momento – servire la causa del militarismo nella sua espressione più forsennata e criminale !

Dall’Avanti!, N. 214, 5 agosto 1914, XVIII (a, 59/).

Lo stesso giorno, Mussolini parla del socialista francese Gustave Hervé, il più estremista dei pacifisti francesi, che aveva deciso di arruolarsi come volontario.

E qui Mussolini tira fuori la ragione ultima di tutti i bellicisti:

No. Hervé che definisce – come noi pure la definiamo – « immonda la guerra » non è un <<guerrafondaio >> anche se andrà alla frontiera, cosl come non è un delinquente il pacifico cittadino che deve d’un tratto ricorrere alla browning per difendersi dall’attacco del bandito.

Il militarismo prussiano e pangermanista è, dal ’70 ad oggi, il bandito appostato sulle strade della civiltà europea!

Un giorno dopo, l’antimilitarismo del pacifico cittadino passa al ricordo di uno straordinario brano di un altro esponente di sinistra colto da bellicite improvvisa. Le “circostanze simili alle attuali” furono la dichiarazione di guerra da parte della Francia alla Prussia – la Francia di Napoleone III chiedeva alla Germania di regalarle il Lussemburgo, il Saarland e il Palatinato Bavarese. Al rifiuto tedesco, i francesi si lanciarono in una guerra suicida.

Ma è interessante il dettaglio evoluzionista, secondo cui gli uomini dalle mani di scimmia ci vorrebbero spingere mille anni indietro: il Nemico della Pace è sempre reazionario.

Nessuno ricorda l’appello che Blanqui lanciava dalle colonne della sua La Patrie en danger 40 anni fa in circostanze simili alle attuali:

« I teutoni hanno passato ìl Reno e minacciano una volta ancora la civiltà.

Le razze del Mezzogiorno hanno trasalito al rumore dei passi di queste bande feroci, uscite dalle foreste del Nord per asservire il Mediterraneo ai re ed ai signori dei castello…. I teutoni corrono le nostre fertili piaghe, questi uomini dai piedi schiacciati, dalle mani di scimmia, che si pretendono il più bel fiore dell’umanità: essi che ne sono sempre stati il flagello, e che vengono per spingerci mille anni indietro, nelle nebbie tenebrose del Baltico. Oh, noi, la gran razza mediterranea, la razza dalle forme fini, delicate, l’ideale della nostra specie, noi che abbiamo fatto germinare, schiudere e trionfare tutti. i grandi pensieri, tutte le generose aspirazioni: in piedi, per il combattimento finale! »

Qualche mese dopo, Mussolini rompe con i socialisti, lancia Il Popolo d’Italia. E appena prima, tiene un discorso a Parma, che merita una lunga citazione.

Leggetelo tutto. Provate ad attualizzare i riferimenti. Se provate un brivido di condivisione, e sognate che sbocci la nuova vermiglia primavera europea, potete sentirvi anche voi come gli autentici Fascisti della primissima ora.

Fra i due gruppi di Potenze: la Triplice Intesa e il blocco austro-tedesco, l’Italia è …. rimasta neutrale. Nella Triplice Intesa v’è la Serbia eroica che ha spezzato il giogo austriaco, v’è il Belgio martire, che non ha voluto vendersi, v’è la Francia repubblicana, aggredita, v’è l’Inghilterra democratica, v’è la Russia autocratica, ma col sottosuolo minato dalla Rivoluzione. Dall’altra parte l’Austria clericale e feudale; la Germania militarista e aggressiva.

Dove sono le fanfare che ci ossessionarono nel settembre del 1911? II gioco è scoperto e dovrebbe far riflettere i socialisti che non sono imbecilliti: da una parte stanno tutti i conservatori, tutte le forze morte della nazione; dall’altra i rivoluzionari e con questi tutte le forze vive del Paese. Bisogna scegliere! Preti e forcaioli sono per la neutralità assoluta.

I preti non vogliono la guerra contro l’Austria, perché è la nazione cattolica per eccellenza, ove l’imperatore segue a capo scoperto il baldacchino nelle processioni del Corpus Domini ed ove in un congresso, presente l’arciduca ucciso a Serajevo, si facevano voti ufficiosi per il ristabilimento del potere temporale. Se noi restiamo neutrali il papa Benedetto XV, che accoppia alla trinità dei suoi difetti fisici qualità intellettuali e morali inquietanti, troverà modo, direttamente o per interposta persona, di porre nel prossimo congresso per la pace, la questione romana. Torneremo indietro: a discutere un fatto compiuto, irrevocabile e lo dovremo in parte all’atteggiamento conservatore, assolutamente antirivoluzionario e antisocialista dei socialisti italiani.

Chi ammette questo ammette la necessità di armarci. Non aprirete già le porte d’Italia all’esercito degli austriaci perché vengano a saccheggiarvi le case e a violarvi le donne. Ah lo so bene: ci sono degli ignobili vermi che rimproverano al Belgio di essersi difeso. Poteva, dicono, intascare l’oro dei tedeschi e lasciar libero il passaggio, mentre resistendo fu sottoposto alla sistematica e scientifica distruzione delle sue città. Ma il Belgio vive e vivrà perché si è rifiutato all’ignobile mercato. Se lo avesse accettato, il Belgio sarebbe morto per tutti i secoli! (Grande ovazione; tutti gridano: «evviva il Belgio», sventolando i cappelli. La dimostrazione imponente dura parecchi minuti).

Quando vorrete difendervi? Quando avrete il ginocchio del nemico sul petto? O non è meglio anticipare la difesa? Non è meglio intervenire oggi perché ci può costar poco mentre domani potrebbe essere un disastro? Si vuoi forse mantenere uno splendido isolamento? Ma allora bisogna armare, armare, e creare un militarismo mastodontico.

Chi si rifiuta oggi alla guerra è un complice del Kaiser, è un puntello del trono traballante dì Francesco Giuseppe, è un socio dei forcaioli e dei preti. Volete che la Germania ubbriacata da Bismarck, la Germania meccanicizzata e americanizzata ritorni la Germania libera e spregiudicata della prima metà del secolo scorso? Desiderate la repubblica tedesca dal Reno alla Vistola? Vi sorride il pensiero del Kaiser prigioniero relegato in qualche lontana isola dell’Oceano? la Germania rinnoverà la sua anima soltanto colla sconfitta. Colla sconfitta della Germania sboccierà la nuova vermiglia primavera europea.

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78 risposte a Il Teorema Satanico di Benito Mussolini

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Contiene la nota citazione di Goering al riguardo del tema del tuo post

    https://youtu.be/M5QcRyT5zSo?si=QtI3DyxkadZG__DR

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    Se cambi qualche parola potrebbero essere i temini di Gramellini.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Mauricius tarvisii

      “Gramellini”

      Infatti non mi stupirei di vedere quelli come Gramellini, Draghi e Von der Leyen al banco degli imputati di una futura Norimberga al fianco dell’attore NATO, come lo furono Streicher e Speer. Per l’accusa proprio Norimberga stabilisce un precedente: crimini contro la pace.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        A proposito, vogliamo parlare della dirigenza rumena?
        Ma non si ricordano della fine che fece Ceausescu?

        Non che si auguri…
        Anzi, sì: non è che meritino una fine migliore.

        Lui era il tipico dittatore sovietico vecchio stampo: la sua uccisione fu un’infamia.
        Questi invece la meritano tutta.

        • Francesco scrive:

          Boh, oggi il Corriere insiste che hanno trovato un mare di soldi che hanno permesso al tizio di spaccare in sede di propaganda elettorale.

          Però non sono portato a fidarmi ciecamente del Corriere.

  3. Miguel Martinez scrive:

    Lo famo strano
    di Marco Travaglio

    Se non l’avessimo sperimentata per 14 anni a suon di governi tecnici e trame quirinalizie, oggi dovremmo piangere per la post-democrazia che dilaga in Europa. Ma continua a raccontarsi e a raccontarci la fiaba della democrazia che combatte l’autocrazia dei Putin e dei Trump. Un bel mattino la baronessa Von der Leyen si sveglia e annuncia un piano da 800 miliardi per riarmare non l’Europa (che non è uno Stato e non ha un esercito: solo una Commissione senza poteri in politica estera), ma i 27 Stati membri, esonerandoli dai vincoli che impediscono di spendere in welfare, sanità e scuola, ma non in armi per fare la guerra a non si sa bene chi. Il tutto all’insaputa dei 27 Stati, che non le hanno mai chiesto il piano. Decenza vorrebbe che ne discutessero i 27 Parlamenti, ma non si può. Il nostro, per dire, non ha la più pallida idea di cosa pensi il governo: legge sui giornali che la Meloni ha telefonato a tizio e caio e litiga col vicepremier Salvini e il ministro Giorgetti, i quali litigano col vicepremier Tajani. Per evitare brutte sorprese, la Von der Bomben taglia fuori anche il Parlamento europeo, presieduto da una simpatica signora maltese, tale Metsola, che non fiata per non disturbare. Però il piano Eurobomb piace parecchio a una tizia estone, una certa Kallas, “alta rappresentante della politica estera” di un’Europa senza politica estera, perché la madre, la nonna e la bisnonna furono deportate in Urss 84 anni fa e lei se l’è legata al dito.
    A quel punto salta su Macron, che non riesce a governare la Francia e sforna governi bimestrali nati morti, ma s’è fissato di dirigere l’Europa: le annuncia che verrà presto invasa da Putin non si sa bene perché; le offre prêt-à-porter il suo “ombrello atomico” (290 testate contro le 7 mila russe) che però la Costituzione riserva alla sola Francia; e vaneggia di truppe europee da spedire in Ucraina per fare il peacekeeping in un Paese tuttora in guerra, anche perché lui è in prima fila a sabotare i negoziati; ma si guarda bene dall’interessarne il Parlamento, dove lo odiano sia la destra sia la sinistra. Completa il quadro l’aspirante cancelliere tedesco Merz, uscito primo dalle elezioni, che vuol cambiare la Costituzione per aumentare il debito e finanziare il riarmo, ma il Parlamento uscito dalle elezioni non gli garantisce i due terzi, quindi riconvoca quello vecchio. Tanto vale tutto. In Romania, frattanto, a furia di annullare elezioni e arrestare Georgescu per evitare che vinca, il candidato anti-Nato e anti-Ue è balzato nei sondaggi al 45%. Quindi bisognerà annullare anche le prossime elezioni, o arrestarlo di nuovo, o votare a oltranza finché perde, o varare una legge elettorale che fa vincere chi arriva ultimo. Che s’ha da fare per salvare la democrazia dall’autocrazia.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ tutti

      A futura memoria

      https://www.facebook.com/share/r/167VCfdAZ6/

      Parafrasando Pirandello: la signora Von der Leyen uno e due

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “A futura memoria”

        “2022-“L’esercito russo è costretto a recuperare pezzi dalle lavatrici e dai climatizzatori per aggiustare l’hardware militare”

        2025 – “La Russia è una minaccia imminente di portata senza precedenti, ci servono € 800 mld di spese militari per difendere l’Europa”.”

        E qual è il problema? Si vede che il recupero di pezzi di lavatrici e climatizzatori funziona. Gli 800 mld servono per copiare la tecnica russa comprando tutte le lavatrici e i climatizzatori d’Europa. Le tasse necessarie saranno talmente masscranti che la gente non ne comprerà altre, e così quando i cosacchi arriveranno e saccheggeranno le nostre case, non ci troveranno nulla di utile.

  4. Kamut kamut scrive:

    Il riarmo dell’Europa fa parte del progetto di Trump, che mira a salvare gli USA dell’inevitabile fallimento
    Chiede pure che l’Opec+ faccia calare il prezzo del petrolio trivellando a tutto spiano (pure la russia fa parte integrante dell’opec+) ma gli hanno soltanto dato un “contentino” perché non si arrabbi.
    L’Europa, come scrive Moon of Alabama, che non sbaglia mai, può mettere dei validi contro-dazi su certi prodotti americani come i software.
    Morale della favola. Trump pur avendo un piano apparentemente razionale, benché molto drastico, sta destabilizzando l’intero sistema economico.
    Si rischia una nuova grande depressione simile a quella degli anni 30′
    https://lesakerfrancophone.fr/cest-aux-etats-unis-que-la-guerre-des-taxes-douanieres-de-trump-fera-le-plus-grand-tort
    Trump è caduto nella trappola della linea retta
    Ma il mondo è caotico.
    L’Europa, secondo il mio modesto parere di apprendista sciamano di ritorno da un lungo viaggio tra spiriti degli antenati, poco alla volta, si sfascia.
    A meno che non usino l’esercito per tenerla unita. Probabile direi.

    • Francesco scrive:

      >>> Trump […] sta destabilizzando l’intero sistema economico.
      Si rischia una nuova grande depressione simile a quella degli anni ’30

      Molto credibile, analisi lucida anche se non difficilissima. Anche allora la botta finale la diedero i dazi.

      Mi divertirei, quasi, a vedere cosa provocherebbe la marea di liquidità che è in giro per il mondo almeno dal 2008 in caso di crisi globale. Ma in realtà sono più buono di così.

      Travaglio: aspettare che si aprano le porte dell’inferno o impiccarlo subito? ormai mi trattiene solo il timore che provochi apposta. Nel qual caso ignorarlo sarebbe la giusta strategia.

  5. Ros scrive:

    …e a sentire il fiorfiore del mainstream engagé
    – quello profumato di santitàggine e coltezza –
    sembra di essere ritornati agli interventisti della Grande Guerra

    https://pascoligrandeguerra.wordpress.com/wp-content/uploads/2022/02/img_6385.jpeg?w=1536

    anche se fosse tutta una farsa non è mica divertente🙄😳

    gli 800 testoni in mazzette e ferrovecchio il solito qualcuno ha da patirli

  6. Ros scrive:

    Ma quanto ci avevano strascassato la minchia con la piccola Greta ‘a pazza, e con il green nel giovinetto che aiutava il pianeta ad attraversare la strada che era quasi muorùto investito, bollito come la fessa collassata della loro sòreta?

    che non si doveva fare fumo e fare scorreggiare le vacche …
    e ora? Ora,vivaddio va tutto in cavalleria.

    “Contrordine compamerati e cameragni si scherzava, si celiava, si coglionava alacremente😘;

    la cosa seria è inveramente un’altra.
    La cosa seria a farsi è pugnare virilmente ora, invece!

    Pugnare per la libertà e la gloria, e l’ amore e la pila e la gnocca e la smandrazza!
    Pugnare all’armi e alla salute. Al mare al vino e alle rose.

    Dio torna a volerlo!

    Con il riarmo europeo sarà come combattere con un soldato di meno ammazzando un nemico di più👍

    Come ai vecchi e felici tempi che s’andavamo tutti noi contentoni al lidomare coi mutandoni a striscie e righe e a manubrio i baffi colla brillantina Linetti che profumava di vecchio deboscia.

    https://images.app.goo.gl/bPRgtnkbJqugdNaf8

    ‘Oh pianeta dice che s’è benbene arripigliato, ora sta benissimo! Un fiore🌼.

    Possiamo scialare agli altiforni.

    Con Greta fingeva!
    Malato immaginario e disfattista imboscato per non andare a scuola e a fare la guardia alla tanica di benzina;

    mai stato meglio ‘sto cornuto di pianeta!”

    E Il nemico?
    Un nemico si trova …
    Chi è che vi fa antipatia avvòi?

    … un nemico serve sempre come il sale, che senza sale non si cantalamessa.

    Orsù, armiamoci e – chissà 😇😊 – magari volesse il cielo partirete a fare la grande storia di fede e di coraggio e amòre ancora e un’altra volta ancora!

    Che se Dio vuole non siamo mica a “La fine della storia e dell’ultimo uomo” il muro di Berlino è vivo e lotta ancora insieme a noi e vivremo ancora tempi interessanti👍👍👍

    ps

    La parte di Giolitti ‘o scurnacchiato chi la sta facendo a questo giro?

  7. Ros scrive:

    in giro ho trovato un domanda e risposta interessante anche se non saprei quanto attendibile; io si era solamente povero fuciliere😳.

    Domanda: ” Ammesso, ma non assolutamente concesso, che si possa riarmare l’Europa, 800 mld, secondo te, sarebbero sufficienti?”

    Risposta: “Basterebbero appena per uno scudo antibalistico decente, anche se limitato alla copertura delle capitali e poco altro.

    Se la minaccia di first strike russa dovesse basarsi anche solo su 1000 testate nucleari balistiche, l’Europa dovrebbe dotarsi di almeno il triplo di missili cinetici, tipo SM-3, per avere una ragionevole probabilità di difendersi.
    Che costano 30 e passa milioni l’uno e uno sproposito in manutenzione…

    Poi servono nuovi lanciatori per le aree difensive lontane dal mare, decine di migliaia di specialisti. Una nuova rete di avvistamento remoto. E un ripensamento della produzione, visto che di SM-3 se ne producono 30 esemplari l’anno. Eh ?

    Si intendeva un riarmo veloce e non in 100 anni ?

    All’Europa non serve un nuovo esercito, serve uno stravolgimento di quello vecchio, una nuova dottrina e una riforma da zero.

    I russi non hanno alcuna possibilità di invadere l’Europa, sarebbero 1 contro 6 già dopo 30 giorni…

    E posto che abbia un senso invaderla, in fondo cosa ha l’Europa che in Russia non hanno ?

    E, ovviamente, l’Europa non può invadere la Russia, ancora per qualche anno sappiamo cosa accadrebbe nel caso.

    Quindi ? Stallo.
    Oppure guerra per procura in territorio terzo, e i russi hanno già ampiamente dimostrato quanto l’Ucraina si presti a questo tipo di scontro militare.

    La domanda andrebbe rimodulata in:
    “800 miliardi basterebbero per battere militarmente la Russia in Ucraina ?”

    Risposta: Se fossero già stati spesi e gli eserciti europei pronti, le probabilità sarebbero a favore degli europei, seppur di poco. Ma non è così.

    Gli eserciti non sono pronti e gli armamenti arriveranno spalmati in 10 anni. Quindi vecchiume inutile, vista la velocità di sviluppo tecnologico che vediamo oggi”

    Se è attendibile la risposta
    (Andrea Di Vita fisico e da artigliere ne saprà di più, ripetomi io fui misero fuciliere😳) a che pro questo riarmo?

    Partita di giro in bilancio da prestidigitazione alchemica e gioco delle tre carte?

    Semplice annuncio senza concrete conseguenze tipo i fantastiliardi di trilioni che dovevano essere paracadutati a pioggia per il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR)?

    “…Per la realizzazione del PNRR all’Italia sono stati assegnati 194,4 miliardi di euro, di cui 71,8 in sussidi e 122,6 in prestiti a lunga scadenza. Questi provengono dal fondo Recovery and Resilience Facility (RRF), il principale fra gli strumenti del piano Next Generation EU con cui la Commissione europea ha tracciato la rotta per la ripresa economica degli Stati membri in seguito alla crisi pandemica.

    Per confronto, il totale della dotazione originaria del piano NGEU era di 807 miliardi, che si sono ridotti a 733 miliardi a seguito delle revisioni dei piani nazionali, avvenute non solo in Italia ma in quasi tutti i Paesi fra il 2022 e il 2024 in ragione principalmente dell’aumento dell’inflazione, in particolare dei prezzi energetici.
    All’Italia è quindi stata assegnata una dotazione pari al 27% del totale, una percentuale notevolmente superiore a quella del Pil (12,3%).
    La ragione primaria è che molti Paesi hanno deciso di non avvalersi dei prestiti…”

    https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-pnrr-un-confronto-con-il-resto-dell-eurozona

    https://www.mef.gov.it/focus/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR-00001/

    Se è così nessun problema. Le industrie del caso daranno lavoro e fattureranno e un po’ di soldi gireranno in giro🙂

    Si potevano spendere meglio certo🙄 …. ma mica è facile trovare e organizzare il modo e l’occasione del colpaccio!
    Le pandemie non spuntano sull’alberi😒👆!!!

    Meglio di niente, chi si contenta si contenta e dice che gode.

    L’unica problematica è che per quest’occasione di bisboccia si ha bisogno dello spauracchio attendibile di qualche guerricciola minacciosa nei pressi.

    Chi si presta? Oltre all’Ucraina (che ha già abbondantemente dato) qualche staterello baltico del cazzo lettonio estonio lituanio? Con tutte quel ben di Dio di figa?!
    La Polacchia? Che sta sempre a berciare tienetemi che sennò l’ammazzo? E’ disposta la Polacchia?

    La Finlandia coi cavalleggeri sami a dorso delle renne di babbo natale in singolar tenzone coi tatari cosacchi?

    Se non altro un po’ di ragazzetti europidi troveranno impiego a cazzeggiare nelle caserme

    • Ros scrive:

      ah! dimenticavo la cosa seria d’oggidì🙄

      buona festa delle donne alle donne di qualsiasi tipo specie e genere!

      Viva la gialla mimosa odorosa d’annunziata arritornata mattinata giovinezza primavera di bellezza🌻💖👄

    • Ros scrive:

      “…La Polacchia? Che sta sempre a berciare tienetemi che sennò l’ammazzo? E’ disposta la Polacchia?…”

      https://www.bbc.com/news/articles/cy83r93l208o?xtor=AL-71-%5Bpartner%5D-%5Bbbc.news.twitter%5D-%5Bheadline%5D-%5Bnews%5D-%5Bbizdev%5D-%5Bisapi%5D&at_bbc_team=editorial&at_format=link

      “È in corso un lavoro per far sì che tutti gli uomini in Polonia si sottopongano all’addestramento militare, ha detto il primo ministro Donald Tusk.

      In un discorso al parlamento polacco, Tusk ha detto che il governo mirava a fornire tutti i dettagli nei prossimi mesi.

      Sono stati fatti sforzi per “preparare l’addestramento militare su larga scala per ogni maschio adulto in Polonia”, ha detto al Sejm.

      Cercheremo di avere un modello pronto entro la fine di quest’anno in modo che ogni maschio adulto in Polonia sia addestrato in caso di guerra, in modo che questa riserva sia paragonabile e adeguata alle potenziali minacce”.

      L’Ucraina ha usato i jet francesi per la prima volta per difendere l’attacco “massiccio” russo
      Zelensky spera che i colloqui tra Stati Uniti e Ucraina la prossima settimana saranno “significanti”

      Tusk ha detto che l’esercito ucraino ha 800.000 soldati, mentre la Russia ha circa 1,3 milioni e vuole aumentare le dimensioni dell’esercito polacco, compresi i riservisti, a 500.000 da circa 200.000 ora.

      “Stiamo parlando della necessità di avere un esercito di mezzo milione in Polonia, compresi i riservisti”, ha detto.

      “Sembra che se organizziamo le cose saggiamente, e io parlo costantemente con il Ministro della Difesa, dovremo usare diverse linee di azione.

      Ciò significa che i riservisti, ma anche un addestramento intensivo per rendere coloro che non entrano nell’esercito soldati a pieno titolo e competenti durante un conflitto”.

      Tusk ha detto che anche le donne possono sottoporsi ad un addestramento militare, ma “la guerra, è ancora in misura maggiore il dominio degli uomini”.

      Il primo ministro ha detto che il suo governo sta anche “esaminando attentamente” la proposta della Francia di includere l’Europa sotto il suo ombrello nucleare.

      “Vorrei sapere prima di tutto in dettaglio cosa significa in termini di autorità su queste armi”, ha detto.

      Tusk ha sottolineato l’Ucraina È stato invaso dopo che si è sbarazzato del proprio arsenale nucleare, aggiungere Varsavia vorrebbe acquisire le proprie armi nucleari, per quanto remota possa essere una possibilità che possa essere.

      Oggi è chiaro che saremmo più sicuri se avessimo il nostro arsenale nucleare, è fuori dubbio. In ogni caso la strada verso questo sarebbe molto lunga e ci dovrebbe essere anche un consenso “, ha detto.

      La Polonia sta già pianificando di spendere il 4,7% della sua produzione economica per la difesa quest’anno, la percentuale più alta nell’alleanza Nato.

      Tusk ha detto al parlamento che la spesa dovrebbe aumentare al 5% del PIL.

      In precedenza, il presidente Duda ha proposto di modificare la costituzione per rendere obbligatoria la spesa per la difesa a un livello del 4% del PIL

      Il primo ministro ha anche affermato di sostenere la Polonia ritirandosi dalla convenzione di Ottawa che vieta l’uso di mine antiuomo, e anche possibilmente dalla convenzione di Dublino che vieta l’uso di munizioni a grappolo.

      La Polonia ha aumentato le spese per la difesa dall’invasione su vasta scala russa della vicina Ucraina nel 2022.

      Ha firmato contratti di armi per un valore di circa 20 miliardi di dollari (15,5 miliardi di sterline) con gli Stati Uniti per l’acquisto di 250 carri armati M1A2 Abrams, 32 jet F-35, 96 elicotteri Apache, missili Javelin e sistemi di artiglieria.

      Varsavia ha anche firmato contratti con la Corea del Sud per l’acquisto di carri armati K2 e aerei da combattimento leggeri FA-50.

      C’è una crescente ansia tra i polacchi per la loro futura sicurezza dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sospendere le forniture militari all’Ucraina. La maggior parte dei polacchi ritiene che sostenere l’Ucraina sia nei propri interessi di sicurezza.

      Miroslaw Kaznowski, vicesindaco di Milanswek, una piccola città fuori Varsavia, ha detto a BBC News questa settimana che un suo amico ha deciso di investire in una start-up per costruire rifugi antiaerei sotterranei a basso costo per aziende e case.

      Il suo amico ha detto che l’interesse era alto, ha aggiunto.”

      Adam Easton
      Corrispondente della BBC di Varsavia

      bisogna pensarci ai giovini; bisogna pur combatterla la crisi, la depressione e la disoccupazione giovinile

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Ros

        “giovini”

        Sì parla anche di una Bomba made in Poland.

        E’ un’idea che risale ancora a Gierek.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        P.S. la cittadina e’ Milanówek, non Milanswek (la “ó” si pronuncia “u”)

        • Francesco scrive:

          pare che AFD invochi l’atomica crucca

          bei risultati che sta ottenendo il dinamico due Putin-Trump!

          un nuovo mondo multipolare, multiatomico, moltofascista

          si stava meglio quando si stava peggio, lo dico già da ora

  8. Ros scrive:

    Barbero sulla corsa agli armamenti come per la Grande Guerra

    https://www.instagram.com/primo_vassallo/reel/DG2WGZptVoL/

  9. PinoMamet scrive:

    OT TO – TA – LE

    specialmente per Peucezio

    (tanto abbiamo appurato che la von der Leyen è stronza, se mai fossero esistiti dubbi in proposito)

    allora, youtube conosce la mia passione per le cose nautiche/marinaresche, e mi segnala questa canzone marinara francese:

    https://www.youtube.com/watch?v=K7hG0QKzpXs

    ora, ignorando che Melville scherzava pesantemente sui balenieri francesi, mi incuriosisce la pronuncia.

    Col francese di scuola pronunceremmo, all’incirca, “pìk la balèn”.

    Invece io ascolto e riascolto, e ‘sto tizio dice proprio “pìca la balén’na”, proprio come un emiliano romagnolo direbbe “galen’na” o “galeina” (gallina).
    O sono io che mi inganno?

    • Peucezio scrive:

      Io sento [pikˑa la baˈlɛnːə], cioè pic(c)a la balènn’.

      Ma non so bene che suono trascriva l’emiliano -n’n-. Io sento una dentale.

      • PinoMamet scrive:

        Nella trascrizione comune del parmense, perlomeno, n’n trascrive una coppia formata da una n velare e una “normale”

  10. MOI scrive:

    Interessante… anche se non sono proprio “a” finali ma ricordano quelle “e smorzate” che si sentono (o sentivano) in certi paesini di campagna da poche anime tra Bologna e Ferrara … come tratto isolato.

    L’autore riportato, Armand Hayet, ho visto essere originario di Bordeaux … 1883 , morto nel 1968.

    NON conosco l’ accento locale (anche perché probabilmente nel 2025 è ridotto ai minimi termini) MA direi che ciò probabilmente spiega questa pronuncia non allineata alla dizione standard.

    • MOI scrive:

      È curioso anche come l’ Ocarina (originaria di Budrio) sia pochissimo popolare a Bologna e provincia , ancora meno nel resto di Italia e di Europa MA … molto popolare in Estremo Oriente.

      • MOI scrive:

        Vi lascio immaginare lo stupore che provai da “cinno” nello scoprire che l’ ocarina presente in Capitan Harlock fosse originaria di … Budrio, provincia di Bologna.

        Stupore che nel tempo i “cinni” dilà da venire avrebbero scoperto con Zelda e Naruto … ma scoprirlo su internet non è la stessa cosa che dai tuoi nonni.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ moi

          “cinno”

          Qui ti batto!

          A Natale esiste un piatto della tradizione – un dolce a base di mais – che si mangia solo ed esclusivamente in un minuscolo villaggio della Polonia orientale (da cui viene un ramo della famiglia di mia moglie). Si chiama “kutía”.

          Lo prepariamo per il cenone. Invitiamo dei carissimi amici, Siciliani. Assaggiano la “kutía” e ci chiedono: “Siete stati a Bosco San Pietro?”

          Bosco San Pietro è una località vicino a Caltagirone rinomata per un dolce natalizio a base di mais, chiamato dai locali “kucía”.

          Stando ai miei amici, i due piatti sono indistinguibili.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Ros scrive:

            Andrea Di Vita: “…A Natale esiste un piatto della tradizione – un dolce a base di mais – che si mangia solo ed esclusivamente in un minuscolo villaggio della Polonia orientale (da cui viene un ramo della famiglia di mia moglie). Si chiama “kutía”.

            la cuccìa nel palermitano si mangia il giorno di Santa Lucia quando per tradizione non va mangiato il pane:
            “…La cuccìa non è solo un dolce delizioso, ma anche un piatto ricco di storia e tradizione, che affonda le sue radici in un miracolo avvenuto nel XVII° secolo.

            La leggenda vuole che tra il 1600 e il 1700, in una Palermo afflitta da una profonda carestia, le preghiere dei devoti a Santa Lucìa furono esaudite e nella città arrivo una nave con un grosso carico di frumento.

            La fame dilagante spinse gli abitanti a cuocere subito il grano prima ancora di macinarlo, dando vita alla cuccìa di Santa Lucia.

            “…Nel corso degli anni, anche la festa di santa Lucia ha perso il suo carattere originario di digiuno e penitenza di ringraziamento, trasformandosi in un’occasione per gustare piatti tipici come le arancine, evitando però pane e pasta…”

            Viene chiamata cuccìa sia il dolce che genericamente una zuppa di ceci e grano integrale bolliti e mangiati con abbondante olio d’oliva.

            Non si fa però col mais ma con il frumento, come la pastiera napoletana

            https://www.lacucinaitaliana.it/storie/piatti-tipici/santa-lucia-antica-ricetta-cuccia-sicilia/

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Ros

              “pastiera”

              Resta il mistero di come il piatto calatino e quello del Podlasie siamo collegati…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita:
                ““kutía”

                Resta il mistero di come il piatto calatino e quello del Podlasie siamo collegati…”

                Già!
                La Polonia
                (come anche l’Ucraina) è un territorio che coltiva intensivamente ed esporta grano
                – è noto grano di Polonia; Triticum polonicum L., 1762 –

                La Sicilia pure; è stata il granaio dei romani. Che zone con le stesse coltivazioni principali abbiano creato ricette similari col frumento è possibilissimo.

                Che abbiamo quasi lo stesso nome – come la Kutía, Kucía, e Cuccía invece è parecchio curioso🙄

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Interessante… anche se non sono proprio “a” finali ma ricordano quelle “e smorzate””

      Non ho ascoltato, ma nelle canzoni francesi si pronunciano SEMPRE le “e” finali come schwa, è proprio la regola.

  11. MOI scrive:

    A proposito, una curiosità stranissima è come i Giapponesi percepiscono il “ka” Anglofono in modo completamente diverso dagli altri Occidebtali, NON è l’etimo è la fonetizzazione :

    Captain = Kyaputen
    Ocarina = Okarina

    • MOI scrive:

      Se non ci crede verificate i Kana … purtroppo non me li ha presi.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Può essere che sia dovuto all’accento, per cui scelgono quel kya in quanto lungo e quel ka in quanto breve?

      • MOI scrive:

        Non lo so proprio.

        Cmq è un fenomeno sistematico.

      • PinoMamet scrive:

        Ma sai, io non credo che siano i giapponesi a percepire il “ka” inglese diverso dal “ka” italiano…
        il fatto è che è proprio diverso!

        anche se la differenza può essere sottile e passare inosservata.
        Stessa cosa per le altre consonanti (la “p” inglese non è esattamente la “p” italiana e così via, almeno in certe posizioni).

        Prova ad andare su Google traduttore, dove c’è l’audio, e sentire la pronuncia di “captain” e quella italiana di “capitano”…

        sotto quella inglese trascrive anche, foneticamente, ” ˈkapt(ə)n ”

        la barrettina iniziale credo sia dove sta la differenza, ma Peucezio saprà dirti di più…

        Che i giapponesi se ne accorgano, mentre noi non ci facciamo caso, è dovuto al fatto che noi notiamo molto di più la parentela etimologica, l’identità di significato e la somiglianza della grafia, cose che per “loro” sono molto meno significative.

        • PinoMamet scrive:

          Mm, in realtà la barretta forse indica l’accento.

          Però sentendo gli audio, io “kapt(e)n” lo sento proprio diverso da “capitano”.

          La sua k assomiglia quasi a quella dei curdi kebabbari, quando ordine köfte (polpettine) e loro confermano, “sì, k(y)öfte”, con una k quasi palatalizzata…

          non fino a quel punto, ma in quella direzione.

          • Peucezio scrive:

            Beh, è [kæ], quindi effettivamente è più avanzata, più palatalizzata.

          • MOI scrive:

            Anche “gyaru” deriva da “gal” come slang “classico” per “gal”.

            È un termine per “ragazzaccia” che costituisce (o costitutiva una 20ina di anni fa, quando era un movimento nuovo e trasgressivo) un vero e proprio stile metropolitano … poi di sa, la moda è frivola e mutevole.

            Cmq è o era uno stile ricercatamente pacchiano … tipo “Vrenzola” a Napoli. 😀

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Però vedevo che “ocarina” è uguale in inglese. Il giapponese l’ha presa direttamente dall’italiano o passando dall’inglese?

          • MOI scrive:

            Penso proprio direttamente dall’ Italiano, lingua in cui a sua volta deriva da “ucaréina” / “ucaréṅna” dininutivo di “ôca” (oca)… [cfr.] “galéina”/ “galéṅna” già citato da Pino.

      • MOI scrive:

        Evidentemente c’ è una “leggera” allofonia che a noi non cambia nulla ma loro la sentono come rilevante …

  12. MOI scrive:

    Cmq non ho ancora capito perché a volte il software di questo blog accetti caratteri di sistemi di scrittura “esotici” e a volte no …

  13. Miguel Martinez scrive:

    Noto che il mio riferimento all’esorcista, che quando l’ho scritto mi sembrava la cosa più strana del post, sia rimasto senza commenti 🙂

    • tomar scrive:

      Miguel: “Noto che il mio riferimento all’esorcista, che quando l’ho scritto mi sembrava la cosa più strana del post, sia rimasto senza commenti ”

      Tutte le 5 medaglie vinte finora dall’Italia agli europei indoor di atletica sono state nei salti.
      Che la cosa indichi una specifica e felice attitudine italica nel concerto agonistico europeo?
      E perché non possiamo anche vederla come un esorcistico invito all’Italia a saltare questo terzo invito alla Guerra Grande?

    • PinoMamet scrive:

      Hai ragione Miguel, ma ci siamo fatti sviare dalla più noiosa politica estera…

      come parziale OT, visto che c’è una scena di esorcismo, segnalo che, su consiglio del professore di religione cattolica (!) che tra l’altro è molto simpatico, ho visto la prima puntata di The Chosen, una serie Netflix su Gesù.

      Mmmm, mi è piaciuta? Non so.

      Di buono ha, al contrario di quasi tutti i film sull’evo antico, che mostra (anche) persone ben vestite, che abitano in case normali o ricche, e non solo straccioni o re e niente in mezzo. C’è l’impressione del tentativo della ricostruzione di un’epoca nella sua, come dire, normalità.

      (Che poi è proprio uno degli elementi più notevoli dei Vangeli, e uno dei più ignorati)

      Non mancano le americanate, ma nell’insieme il realismo regge.

      Il tentativo di descrivere, quasi per la prima volta, gli ebrei come ebrei, e non come il solito generico popolo mediorientale dei serial religiosi cristiani, mi pare ben riuscito e lodevole (con qualche piccolo anacronismo, tipo in una scena si vedono alcuni passanti ebrei con in testa delle kippot moderne, che all’epoca nessuno aveva inventato, e nessuno aveva ancora pensato all’obbligo di tenere la testa coperta, tranne che per i sacerdoti nel Tempio… ma vabbè…)

      i soldati romani, sui quali negli altri serial si era usi prendersi le più ampie libertà costumistiche, di nuovo per spirito di iper-correttismo indossano tutti delle belle riproduzioni di elmi imperiali romani (e pessime riproduzione di corazza);

      ma sembrano tutti inglesi o comunque nordici, come fattezze, e esibiscono tutti un disprezzo di maniera per gli ebrei, che sembra ricopiato, come modi, su quello degli inglesi in India piuttosto che su quello dei Romani in Giudea…
      (nella realtà, a parte i comandanti italici, le truppe di stanza in Giudea erano di provenienza siriaca e indistinguibili dai locali, se non per la religione…)

      un problema rabbinico sollevato in questo episodio (posso mangiare il pesce pescato di Sabato?) mi sembra credibile, ma il modo in cui è trattato, e anche il modo in cui è descritto il gran rabbino che lo solleva, sfiora quasi l’antisemitismo, nonostante le buone intenzioni e tutti i tallit che hanno scovato i costumisti…

      • PinoMamet scrive:

        Ahh, aggiungo:

        c’è una scritta anti-romana su un muro, scritta in caratteri ebraici “moderni” (aramaica quadrata), con sotto un’altra scritta in una specie di imitazione di alfabeto proto-sinaitico…

        un po’ come se in una serie su Giulio Cesare comparisse una scritta in minuscola carolina, seguita da una in alfabeto etrusco 😉

        Poi vabbè, la scena mi pare un omaggio a Brian di Nazareth, quindi passi 😉

    • Kamut kamut scrive:

      Sarebbe interessante vedere se si può trovare un manuale di esorcismo.
      Al massimo potrei spendere 6 € per un ebook.
      Però devo dire che gli indemoniati mi fanno una certa paura.
      E poi non credo neanche nel demonio.
      Oddio, un piccolo demonio c’è in ogni persona.
      Mah. Mi sa che lascerò perdere. Può essere che guardare dentro a se stessi a volte non sia piacevole.
      In fondo come diceva Bracardi, “l’uomo è nabbesctia”

      • Kamut kamut scrive:

        Volando il buon farfallo un po’ distratto
        Si porta in spalla quasi un quadro astratto
        Con l’ali di colore o nero o giallo
        O qualche sfumatura più vivace
        Che alla farfalla certo non dispiace
        Ma la farfalla femmina, attenzione
        È tutta d’un monotono marrone
        Perciò bisogna dire onestamente
        Anche se a molti non importa niente
        Che la farfalla vale per farfallo
        E questa confusione è un po’ meschina
        Come chiamare il gallo ‘la gallina’

        Moi
        Il gender del farfallo.
        🙂

        • MOI scrive:

          In Italiano il “Farfallone” indicava il maldestro seduttore insistente … adesso ci sarà senz’altro un anglismo che lo assimila allo stupratore, ma non mi sovviene .

          😄

          • Kamut kamut scrive:

            Una volta c’era anche il “parpaglione”
            Tipo una grossa farfalla notturna che veniva attratta dai lampioni

            C’era una volta un grosso parpaglione
            Che s’aggirava intorno ad un lampione….e così via.

            C’era la parpaglia e il parpaglione. La parpaja e al parpajon Tutto a posto. Manca l’accento sulla o pazienza
            Magari ci sono ancora, ma non si nominano più.
            Una volta la gente era dotata di grande spirito di osservazione rispetto agli animali.
            Ma già allora venivano trattati male. Non come oggi, però.
            Sono fuori tema parecchio.

            • Kamut kamut scrive:

              C’era una volta un grosso parpaglione
              Che  s’aggirava intorno ad un lampione
              Arriva allora un nero pipistrello
              Che come lui non è poi tanto bello
              Gli dice posso chiederti una cosa?
              Tu così brutto, ma ce l’hai una sposa?
              Si che ce l’ho ed è piuttosto bella
              Non così orrenda come una pipistrella
              Poiché nessuna per bellezza eguaglia
              La seducente mia cara parpaglia
              😋

  14. Miguel Martinez scrive:

    Sto traducendo il verbale del consiglio di amministrazione di una società italiana.

    Sotto la voce, “rapporti sindacali” dice che c’è un’ottimo clima di reciproco rispetto e non conflittualità.

    Sotto la voce “prospettive future” si dice che si sta valutando “la possibilità di esternalizzare almeno parte della produzione in paesi con costi maggiormente contenuti” e a tal fine è stato già effettuato un viaggio in Vietnam.

    • Francesco scrive:

      la buona volontà non può fare miracoli, Miguel, e in particolare ha molte difficoltà a cambiare i numeri della contabilità

  15. Miguel Martinez scrive:

    Sono temi che mi interessano poco, ma può incuriosirvi l’opinione dell’amico Roberto Massari sul tema del “reato di femminicidio”. Non so se sono d’accordo, ma ve la giro…

    MASCHICIDIO vs. FEMMINICIDIO
    di Roberto Massari

    Articolo 3 della Costituzione italiana:
    «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese».
    Consultando la voce «femminicidio» in Wikipedia, si trova ancora l’affermazione seguente (che però tra breve dovrà essere cancellata):

    «Il termine “femminicidio” non trova riscontro nella legislazione italiana, anche a ragione della stretta connotazione di genere la quale lederebbe il principio di uguaglianza formale sulla base del sesso sancito dall’Articolo 3 della Costituzione.»

    Ciò non è più vero dal 7 marzo 2025, cioè non è più vero che la legislazione italiana non includa il reato di «femminicidio» e di conseguenza non può più essere vero che esso «lederebbe il principio di uguaglianza formale sulla base del sesso sancito dall’Articolo 3 della Costituzione». Da venerdì 7 marzo non lo lede più, a differenza di ciò che aveva ritenuto la giurisprudenza a partire dai Padri costituenti.
    Il testo di questa nuova disposizione di legge è scritto come di consueto in un burocratese illeggibile, ma in ragionata sintesi la nuova definizione di questo crimine vecchio come l’umanità, è la seguente:

    Qualificando come tale il delitto commesso da chiunque provochi la morte di una donna per motivi di discriminazione, odio di genere o per ostacolare l’esercizio dei suoi diritti e l’espressione della sua personalità.

    Anticipo la mia conclusione: nell’incapacità o nella non-volontà di ottemperare al «compito della Repubblica» (vedi sopra: «rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione ecc.») – cioè nell’incapacità o non volontà di sradicare alla base le ragioni sociali, economiche, psicologiche (e ormai in gran parte mediatiche) che concorrono ad aumentare i femminicidi – il governo e i legislatori hanno deciso di mettersi a posto la coscienza, aggravando le pene. E così, sulla scia di decisioni analoghe prese in altri paesi, è stata creata una specifica categoria di reato fondata appunto sull’appartenenza di genere. Il tempo dirà se ciò sia stato giusto (in termini di risultati pratici e statistici, perché sul terreno di principio l’affronto all’art. 3 è palese e indifendibile). Ma nel frattempo c’è da nutrire pessimismo perché è storia universalmente nota che l’inasprimento delle pene non ha in genere effetti significativi sulla diminuzione dei crimini. Un po’ come gli autovelox e l’aumento degli incidenti mortali.

    Ciò detto mi si consenta qualche considerazione da semplice cittadino, poco esperto di diritto, ma persona che fa appello al buonsenso, consapevole che il buonsenso e il diritto non marciano quasi mai insieme. Chissà poi perché sia così difficile farli marciare insieme….

    1) La nascita del «femminicidio» in Italia pone termine – di fatto, ma non de jure – all’esistenza del reato di «omicidio» in senso generico, e crea automaticamente il reato di «maschicidio». Questo tipo di reato – prodotto inevitabile dell’abolizione di quella parte dell’art. 3 della Costituzione che riguarda la non discriminazione sessuale davanti alla legge – non avrà mai una veste o un riconoscimento giuridico, ma nasce concettualmente per sottrazione: d’ora in poi vi sarà una differenza se la vittima di un delitto è uomo o donna, giacché la natura dei due crimini non è più penalmente pari o uguale.
    La nuova legge in realtà fornisce delle specifiche per la definizione del femminicidio, ma, a parte il burocratese che le rende incomprensibili a noi comuni mortali, esse sono così vaghe e generiche che si potranno applicare praticamente a ogni situazione criminale in cui vi sia l’intenzione di uccidere una persona di sesso femminile (purché non si tratti di pura casualità, come nell’incidente stradale o nel pulire un’arma ecc.).
    Ovviamente nasce anche il crimine di «tentato femminicidio», in cui i problemi qui accennati si moltiplicano al cubo. Se poi si adotterà la sospensione dell’Habeas corpus che già c’è stata con la nascita del movimento MeToo, il reato di «tentato femminicidio» ha davanti a sè un grande futuro: potrà essere retrospettivo (anche di anni), non necessiterà di prove a suffragarlo, basterà enunciarlo.

    2) Poiché per il «femminicidio» la pena prevista è l’ergastolo, se ne deve dedurre che per il «maschicidio» (cioè l’uccisione di un uomo e non il tradizionale sacrificio del primogenito) si potrà fare affidamento su una maggiore clemenza della Corte: per il normale omicidio il Codice prevede una condanna non inferiore ad anni 21 che può anche arrivare all’ergastolo, ma può anche diminuire nel corso della detenzione.

    3) Il maschicidio potrà continuare a contare su un certo numero di attenuanti (generiche o particolari) che difficilmente verranno riconosciute nel femminicidio. Il quale parte proprio dal principio che uccidere una donna con determinate intenzioni è di per sé un’aggravante e quindi difficilmente può prevedere attenuanti.

    4) A conti fatti, l’aspirante assassino si troverà davanti a due itinerari giudiziari: senza attenuanti ed ergastolare se decide di uccidere una donna; e con possibili attenuanti e pene minori se decide di uccidere un uomo.
    Fermo restando che sarebbe bene non uccidere nessuno, rimane il fatto che la legge ha deciso di punire più gravemente l’uccisione di una donna che quella di un uomo. Chissà quanti potenziali assassini terranno conto di questa disparità di trattamento…

    Qui mi fermo perché preferirei che il ragionamento lo continuasse una persona esperta in campo giuridico. Del resto, ho visto in Rete che le obiezioni verso questa decisione sono molte e meglio argomentate delle mie. Non posso però esimermi dal pormi qualche interrogativo, anche se un po’ ingenuo e fondato solo sul buonsenso:

    a) In tempi di Lgbtq+ ecc. ecc. fin dove può estendersi la definizione di «femminicidio»?
    Può includere l’uccisione dei gay? Certamente no e non sarebbe giusto che così fosse. Eppure, in percentuale, è enorme il numero dei gay che vengono uccisi per ragioni legate al loro orientamento sessuale. Quindi, per avere un trattamento giuridico uguale, si dovrà necessariamente istituire il reato di «omocidio». Le associazioni dei gay non mancheranno di sollevare il problema e i nostri solerti legislatori sapranno tenerne conto.

    b) C’è poi il problema del transgenere. Quasi irrisolvibile perché i trans possono avere orientamenti sessuali molto diversi. Solo per i trans divenuti femmine potrà forse valere la legge sul femminicidio. Ma per gli altri? È forse giusto che gli altri rientrino nella categoria del «normale» omicidio?

    c) Il problema di donne che uccidono uomini non rientra nella nostra casistica e si derubrica tranquillamente a omicidio «normale» (quello trattato più benevolmente).

    d) Il problema grosso è quello di donne che uccidono altre donne, visto che in teoria dovrebbe rientrare nella categoria del femminicidio, a fronte di determinate circostanze e intenzioni.
    Se l’uccisione avviene tra due donne lesbiche, la soluzione è facile: basta istitituire il reato di «lesbocidio» – analogo a quelli di «omocidio» e «femminicidio» – e la cosa si risolve. Ma se non sono entrambe lesbiche o non lo è solo una di esse, si potrà definire il crimine come «femminicidio»?

    f) Infine, per riprendere il tema iniziale, visto che l’uccisione di maschi prevede un trattamento di favore da parte della legge rispetto all’uccisione di femmine, non sarebbe bene trasformare in legge questo dato di fatto?
    Certo prima si dovrebbe risolvere il problema degli assassinî di gay, trans, lesbiche ecc.

    (Ah! Se bastasse una risata a seppellirli… [Bakunin?])

    • Moi scrive:

      Sostanzialmente un “Risacrimento” intergenerazionale inteso come “riparatore” del Codice Rocco.

    • MOI scrive:

      Tutte leggi tararte sulla sola popolazione autoctona “vera e propria” (quando ci vuole ci vuole … facciamo a capirci) ?

    • MOI scrive:

      @ MIGUEL

      Con tutto il rispetto per Bakunin, immortalato fralaltro dallo scrittore Bolognese Riccardo Bacchelli, mi sa che Totò lo ha reso meglio.

  16. Miguel Martinez scrive:

    Su un tema che invece mi interessa molto, un articolo di una donna meravigliosa, che abbiamo avuto l’onore di ospitare una volta anche nel nostro Giardino. Non ho ancora letto il libro che recensisce, ma condivido in pieno l’approccio di Stefania:

    https://www.carmillaonline.com/2025/03/07/una-questione-estetica/

  17. MOI scrive:

    Sta impazzando sui social una Serie TV Britannica su di un Lockdown Maschile per la Sicurezza Femminile … ovviamente è invenzione artistica MA un sacco di donne, anche Italiane lo vorrebbero davvero, nel mondo reale.

  18. MOI scrive:

    Molto paraculescamente … nei trailer, si vedono soltanto rinchiusi dei maschi bianchi autoctoni, etero cis binari … niente “razzislizzati”, niente non-white (sebbene siano moltissimi in UK) , niente “gialli” né “marroncini barbuti” , niente Musulmani e ovviamente … niente Trans !

    … Ma non era TERF Island ?!

    Solo si vede un poliziotto ne(g)ro che va ad arrestare un trasgressore su ordine di due “superioresse” bianche. E al quale il maschio bianco etero cis autoctono in ceppi dà del ” traditore del sesso maschile”, a sottolineare quanto sia retrogrado a usare ancora quella terminologia Novecentesca.

    “Curfew” … su Prime.

  19. Miguel Martinez scrive:

    Mi segnalano questo…

    Un’ulteriore precisazione forse non chiara a tutti. ReArm Europe, approvato dal Consiglio europeo, prevede l’applicazione della clausola di salvaguardia attraverso la quale consentire ai singoli Stati membri di spendere fino a 650 miliardi di euro per riarmarsi senza violare il Patto di stabilità, che rimane invece saldamente applicato per tutte le altre spese. In altre parole, la Commissione europea affida ai singoli Stati, a loro spese, la possibilità di riarmarsi, costruendo Leggi di bilancio ad hoc: dunque non ci sono soldi europei, ma soldi dei cittadini e delle cittadine dei vari Stati che aumenteranno il debito dei paese, senza far scattare il vincolo del Patto solo per la spesa militare. Si tratta dell’applicazione dell’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Unione, come avvenuto per il Covid, ma, in estrema sintesi, gravando per intero sui conti nazionali. La Commissione, in tale disegno, metterebbe soltanto le garanzie per 150 miliardi di prestiti, ancora agli Stati membri, che si indebiterebbero per le spese militari, e solo per quelle, a tassi di interesse bassi. Inoltre la Commissione prevede la possibilità di una riconversione, senza troppi passaggi burocratici, dei fondi del bilancio europeo destinati ad altri programmi in direzione delle armi. Alla luce di ciò, è evidente che il riarmo, disegnato dalla Commissione, comporterà per un paese come l’Italia una montagna di debito in armi che toglierà ogni vero spazio fiscale per altre spese e genererà difficoltà nella copertura di un debito che ormai è di 3000 miliardi di euro e che, senza Bce, avrà bisogno dei grandi fondi finanziari americani. Mi piacerebbe che tutto ciò fosse molto chiaro a chi predica la necessità di “difendere la libertà con le armi”. L’Europa spende già molto per la difesa, come dicono tutte le statistiche, per un totale nel 2024 di 457 miliardi di euro; pensare di portare tale spesa a oltre ben oltre i 1000 miliardi, con il debito dei paesi e in regime di austerità sociale, mi sembra una follia che non c’entra nulla con la Conferenza di Monaco del 1938 e che genererà un impoverimento ulteriore, destinato a scatenare una rabbia sociale per la quale l’Europa sarà il primo bersaglio.

    Alessandro Volpi
    professore di economia
    Università di Pisa
    su Facebook

    • Francesco scrive:

      Oh che lagne i comunisti! a sentir loro, l’Europa può solo spendere, spandere e indebitarsi per la “spesa sociale”.

      Quasi quasi passo a tifare Putin, quando i cosacchi abbevereranno i cavalli nella Fontana di Trevi li voglio vedere i tifosi della spesa sociale andare a chiedere fondi.

      😉

  20. Miguel Martinez scrive:

    Su HTV 4. – Televisione croata. Vladimir Putin si è rivolto agli europei:

    “La Russia non è mai stata tua nemica e non lo sarà mai!” » Non vogliamo materie prime e ricchezza europee, abbiamo le nostre materie prime e la nostra ricchezza, non abbiamo assolutamente bisogno delle vostre materie prime.

    La Russia è il paese più ricco del mondo in termini di materie prime. Non vogliamo la tua terra o il tuo territorio. Guarda quanto è lontana la Russia sulla mappa. Ad un certo punto, la Russia è diventata due volte più grande di tutta l’Europa. Perché abbiamo bisogno del tuo spazio, cosa ne facciamo?

    Perché pensi che la Russia sia nemica dell’Europa? Che danni ti ha fatto la Russia? Ti abbiamo venduto gas e materie prime a prezzi inferiori a quelli a cui ti vendono attualmente i tuoi “amici”?

    La Russia ha sacrificato 20 milioni di persone durante la seconda guerra mondiale per sbarazzarsi dei nazisti? La Russia è stata il primo Paese ad aiutare l’Europa durante la pandemia di Covid? Abbiamo aiutato l’Europa durante gli incendi e i disastri naturali?

    Cosa ti ha fatto la Russia per farti odiare così tanto? La Russia non è il tuo nemico, i tuoi veri nemici sono i tuoi leader, quelli che ti governano!

    fonte (https://x.com/RatkoR2/status/1898064765819187569)

    • Francesco scrive:

      😀

      e chi ha mai detto che la Russia di Putin vuole le materie prime italiane?

      piuttosto lo Zar ci spieghi perchè paga gente come Salvini, altro che difendersi da accuse mai formulate

      PS l’URSS non ha sacrificato 20 milioni di vite per sbarazzare l’Europa dai nazisti. Lo ha fatto per sopravvivere ai piani di sterminio di Hitler.

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