“Drill, Baby, Drill!” (1)

Siamo a una svolta radicale nella storia planetaria.

In tanti in questo momento sono alla ricerca del cattivo, dell‘individuo a cui dare la colpa. E la favola del vecchio, dell’asino e del bambino ci aiuta a capire che, se vogliamo, possiamo sempre dimostrare che quello che non ci piace è pure cattivo, illudendoci che la storia si possa risolvere eliminando appunto gli individui cattivi.

Quindi, non ci interessa in questo momento sapere se Biden sia rincretinito, la Harris abbia il ditino imparatore, Trump sia arrogante o Musk sia megalomane: ci sono innumerevoli altri cretini, altri arroganti e altri megalomani al mondo, se la Storia ha scelto proprio questi, non è per i loro difetti caratteriali.

Sono gli attori di un circo che per un attimo si trovano a cavalcare precariamente una tigre impazzita; ed è la tigre che ci interessa.

Le tigri non sono né buone né cattive; possono anche essere belle. E ci possono sbranare. Magari a me sì e a te no. O magari sbraneranno qualcuno che mi metteva in pericolo, o sbraneranno chi pensava di cavalcarle:

“There was a young lady of Niger
Who smiled as she rode on a tiger;
They returned from the ride
With the lady inside,
And the smile on the face of the tiger.”

Quindi condivido qualche riflessione che nasce dopo aver visto il video dell’inaugurazione di Trump.

Trump, a un italiano, sembra un extraterrestre, ma ha vinto perché esprime l’essenza stessa del suo paese (che è un po’ anche il mio): è un hustler, quello che ti guarda dritto negli occhi mentre ti vende l’auto di seconda mano che non funziona più. Come suo nonno Frederick, che trovò fortuna in mezzo ai poveri delusi che cercavano invano l’oro nel Klondike, andando al sodo e vendendo loro whisky e puttane.

La parola trump, in inglese, ha due significati fondamentali.

Il primo è la carta vincente in un mazzo, dal latino triumphus.

Il secondo viene invece dal francese tromper, e vuol dire, “inventarsi qualcosa di ingannevole”. Che come la carta vincente, garantisce comunque la vittoria.

(continua…)

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201 risposte a “Drill, Baby, Drill!” (1)

  1. Francesco scrive:

    Solo un appunto: al pianeta non frega assolutamente nulla della storia del genere umano. Siamo un episodio tra episodi innumerevoli e giova ricordare che il pianeta non li numera, non li considera, non ha coscienza di nessuno di essi. O di nulla.

    Per il resto, forse il momento decisivo c’è stato quando la prima locomotiva carbone ha percorso il primo miglio con successo. Tutto il resto è mera conseguenza.

    Ciao

    • MOI scrive:

      Ma infatti la nostra specie è impattante ab initio sull’ ecosistema pianeta … che già castori e formiche non scherzavano ! 😉

    • roberto scrive:

      preciso quanto dice francesco:
      al piantea non frega niente nemmeno delle colline del prosecco, della foca monaca e del grillo talpa del monferrato.

      ci sono state estinzioni di massa e la terra è sempre lì, con nuove forme di vita, finché diciamo tra 4 miliardi di anni, minuto più minuto meno, non sarà più vivibile, e al più tardi fra 8 miliardi di anni sarà inglobata dal sole

      quello che conta adesso *per noi* è come vivere *noi* su questo pianeta per il tempo che ci è dato (in mezzo alla plastica? in case scavate sottoterra? nudi nella giungla? bevendo champagne durante l’ultimo valzer prima di affondare?)

      • Francesco scrive:

        Mi consenta: quel “noi” comprende i figliuoli, i due miei e quelli dell’altri. Nella massima misura possibile.

        E’ per questo che non posso essere trumpiano nè salvinista.

      • firmato winston scrive:

        @roberto e gli altri
        “quello che conta adesso *per noi* è come vivere *noi* su questo pianeta per il tempo che ci è dato”

        Gia’, ma *noi* chi, noi quali?
        Leggendovi ho l’impressione che abbiate una scarsa consapevolezza emotiva del problema della pluralita’ dei valori (che c’e’ anche senza la societa’ multietnica, c’era forte fra democristiani e comunisti negli anni della guerra fredda e si trascina potente e sordo ancora adesso nella lotta politica, nella quale prevale il “noi contro loro”, noi buoni contro loro cattivi, noi intelligenti contro loro stupidi, l’appartenenza rispetto al contenuto, di schmdtiana memoria).
        Miguel ne avverte la presenza e ne parla continuamente, ma poi ricade anche lui nel “loro contro noi” pur se stemperato nell’accusa al sistema piuttosto che alle persone: il capitalismo, la megamacchina, gli americani, il sistema finanziario eccetera.
        A suo tempo questo problema irresolubile venne parzialmente risolto con dei compromessi dalla societa’ democratico-liberale, attraverso dei parlamenti che decidessero a maggioranza (e quindi tirannicamente) solo le questioni di grande importanza e grande interesse generale, lasciando tutto il resto alla catallassi del mercato delle idee e delle cose. Ma ora, piu’ la societa’ si frammenta, piu’ l’informazione mediatica enfatizza ed ingigantisce le imperfezioni del mondo, e piu’ l’apparato burocratico istituzionale di comando e controllo si potenzia grazie alla tecnologia, piu’ esso pretende di regolare tutto fin nei piu’ minuti dettagli secondo la moda _attuale_ di “salvare il pianeta”. Ma “salvare il pianeta” da cosa? Per cosa? Questa e’ l’ennesima proiezione al mondo di una _propria_ scala dei valori.
        Il buffo della vostra piccola e civile comunita’ e’ che il “fascista” e’ quello piu’ interessato alla convivenza delle differenze senza la pretesa dell’omologazione, salvo poi ogni tanto mostrare ammirazione per i regimi di putin e degli aiatollah, che non credo siano dei campioni in tale senso. (buffo ma neanche tanto, l’omologazione normativa della societa’ e’ implicita nella visione “scientifica” e positivistica, che senza affermarlo esplicitamente sottintende un vero e un ottimo anche nel campo dei valori, ne’ piu’ ne meno che nelle visioni religiose tradizionali – la scienza quando si occupa di questioni sociali a mio parere (nella mia scala dei valori!) travalica sempre nello scientismo: anche la cosiddetta scienza economica ne e’ un esempio).

  2. MOI scrive:

    https://www.the-scientist.com/image-of-the-day-donald-trump-caterpillar-39352

    C’ è anche un bruco (simile alla nostra “processionaria”, specie endmica arboricola) simile al suo iconico “riportone”…

  3. Miguel Martinez scrive:

    Ovviamente è una bufala, ma ci dà anche l’idea di come in questo momento straordinario, tutto sia possibile:

    “FAUCI ESTRADATO IN RUSSIA?

    Circola da ieri una voce insistente:
    Fauci sarebbe presto estradato a Mosca su richiesta del Governo russo, che intende promuovere un processo internazionale per crimini contro l’Umanità. Se fosse vero, usare il diritto umanitario inventato dai globalisti contro i globalisti sarebbe una “figata”!

    I russi hanno trovato in Ucraina dei Biolab che perseguivano scopi ambigui patrocinati dall’Amministrazione Obama attraverso la FDA, agenzia governativa americana giustappunto guidata da Anthony Fauci.

    Le amnistie concesse da Biden potrebbero non servire a nulla, perché chi le ha accettate ha ammesso la colpa e perciò costituiranno un boomerang. Il salvacondotto giudiziario è limitato agli Stati Uniti, non ai crimini che hanno attinenza internazionale.”

    https://www.timesnownews.com/world/us/us-news/donald-trump-extraditing-anthony-fauci-to-russia-on-putins-demand-covid-crime-claims-article-117471388

    • Francesco scrive:

      Molto credibile: la bufala dei biolaboratori di Biden (padre? figlio? boh) adesso viene riciclata con Obama.

      Sembrano le peggiori sceneggiature dei fumetti di super-eroi.

      PS comunque, se c’è un posto di assistente del direttore di un programma di sterminio dell’umanità che poi produce il COVID … mi candido subito! odio lavorare duro.

    • roberto scrive:

      in questo preciso momento storico siamo in mano a pazzi furiosi che per stare al potere danno libero sfogo a quella parte di umanità che è composta da pazzi furiosi. non mi stupirei quindi se questa bufala diventasse realtà prima o poi (e la grazia preventiva di biden in questa situazione di follia al potere mi sembra un’ottima idea)

      PS so di essere ultraminoritario in questa idea ma personalmente cerco di non dare diffusione a ste stronzate…basterebbe che un solo pirla che passa qui per caso la legge, ci crede e la diffonde per sentirmi una cacca

      • Francesco scrive:

        No dai, non possiamo sentirci responsabili per il combinato disposto di idiozia e malevolenza dei nostri fratelli.

        Sono un pò cazzi loro alla fine. Siamo fratelli, non balie.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        comunque la follia sta da tutte e due le parti.
        Solo che quella populista non si accredita come la Ragione che vuole informare il mondo.

        • Francesco scrive:

          Però si accredita come il Buonsenso che può salvare il mondo.

          E più hanno idee idiote, inconsistenti, pericolose, ideologiche (e ne hanno i populisti, ne hanno a bizzeffe), più sono certi di avere la verità in tasca ed essere quelli giusti per la missione.

          • Moi scrive:

            Un Mondo in cui da una parte si vuol tornare a Giocare a Risiko dal Vivo come prima del 1945 ; dall’ altra è Fascismo Togliere gli Assorbenti dai WC … Maschili.

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            quindi quelli per cui il sesso è un dato biologico hanno idee idiote, inconsistenti, pericolose e ideologiche mentre quelli per cui il sesso è un costrutto cultorale e non esistono uomini e donne sono razionali e nnon ideologici.
            Prendo atto.

            • Francesco scrive:

              A volte sembri MT, ti incaponisci in fesserie ideologiche e ridicole distorsioni del pensiero altrui.

              Non puoi ridurre tutti i tuoi interlocutori a “genderisti” solo perchè così la tua posizione risulta migliore.

              Non è vero che al mondo ci sono solo Donald Trump e Vladimir Luxuria.

              Ciao!

              • Peucezio scrive:

                No, Francè, la cosa è molto più banale: tu hai litigato col principio di non contraddizione.

                Ad ogni modo, certe distorsioni gridano talmente vendetta, con la logica prima ancora che con la natura, che non è possibile il compromesso: bisogna stare con chi le combatte e combattere senza quartiere chi le tollera o anche solo le considera un problema secondario.

                La premessa per ripristinare un ordine sociale è ripristinare l’adesione al principio di realtà, che viene prima di tutto.

              • Francesco scrive:

                Non sono d’accordo, ogni visione maniche è intrinsecamente peccaminosa, blasfema e falsa.

                Persino combattere certe distorsioni disumane della realtà non richiede l’adesione cieca ai loro avversari: è sempre una truffa.

                Ciao!

        • roberto scrive:

          Peucezio

          « Solo che quella populista non si accredita come la Ragione che vuole informare il mondo« 

          Scherzi Peucezio? Non leggi i mille « finalmente si torna alla ragione »dei populisti di destra? Il loro continuo reclamare di essere depositari di verità che gli altri, pecoroni o venduti, non vedono o nascondono?

          Sono loro i portatori di Verità assolute, non puoi non averlo visto

          • Peucezio scrive:

            Mi sono spiegato male.

            Gli “elitisti” (chiamamoli così per capirci, intendo i critici del populismo) si danno un’aura di serietà, presentabilità, loro sono i migliori, i depositari de Lascienza, della ragione (non contrapposta al torto, ma all’irrazionalità), ecc.

            I populisti-sorvanisti-complottisti-libertari semmai insistono sul fatto di offrire una visione alternativa, di contrapporsi allo statu quo, di essere nemici delle élite, di essere gli “eretici” della situazione, i critici dello scientismo troppo freddo e meccanico, del Pensiero Unico, ecc.: non si accreditano come i depositari del Dogma, ma semmai come i distruttori del Dogma, non pretendono di essere seri e rispettabili, ma alternativi che rompono gli schemi, che ruttano a tavola, che bestemmiano in chiesa, che non vogliono essere presentabili, ma scandalosi.

            • roberto scrive:

              Scusa ma fammi dei nomi, io questi distruttori del dogma che non portano un nuovo dogma non li vedo….questi pierini che non pretendono di essere presi come seri e rispettabili chi sarebbero?

              Davvero a me sembra impossibile che tu non veda che siamo passati dalla nasa a quelli che « dai lo sanno tutti che non siamo mai stati sulla luna, non le hai viste le foto? Sono di Spielberg »
              (Cioè sono sicuro che lo vedi ma in fin dei conti questi matti ti divertono e ti piacciono)

              • Peucezio scrive:

                Dovresti guardare quei biechi gombloddisdi derrabiaddisdi di byoblu.
                Lì non ho mai sentito dogmatismi o verità confezionate.
                E la base elettorale e culturale del trumpismo e del populismo sostanzialmente è quella cosa lì.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                « Lì non ho mai sentito dogmatismi o verità confezionate. »

                Credo che tu abbia saltato anni di notizie sul siero genico, fauci, bill gates, euro….

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                non ci capiamo.
                L’operazione che si fa da quel lato non è quella di istituire un dogma, ma semmai di demolire tutti quelli vigenti, spesso trascinandoci dentro anche quelli fondati (non come dogmi ma come dati fattuali).

                E comunque è sempre una cosa per reazione.
                Sai, se lo stato ti chiude in casa e (cosa molto meno grave dal mio punto di vista) ti obbliga a vaccinarti, c’è chi si ribella, ma non è che la ribellione è dogmatismo, anche se poi può capitare che prenda forme apodittiche a sua volta.

                Ma mi pare evidente che la battaglia fra il vecchio establishment e il trumpismo è una battaglia fra mondo di vincoli e mondo di libertà. Che magari ti parranno eccessive, ma questo è un altro discorso.

            • Moi scrive:

              Byoblu … ti assicuro, Peucé, che su Byoblu vige un Culto della Personalità per il Guru Silver Nervuti.

              • Peucezio scrive:

                Guardo byoblu ogni giorno, perché quando faccio colazione o uno spuntino mi distraggo con un po’ di tv ed è una di quelle meno noiose eppure non so nemmeno chi sia ‘sto tizio.

                Mentre ho un amico qui a Milano che casualmente conosceva di persona Claudio Messora da prima che creasse byoblu e me ne parla come di persona pacata e ragionevole.

          • Peucezio scrive:

            Semmai c’è un richoamo costante o almeno frequente al passato, alla tradizione, alle verità consolidate, di senso comune, di sempre, contro il pervertimento di ogni logica e di ogni categoria etica da parte del pensiero dominante, questo sì, ma non in nome di un sussiego serioso, ma nello spirito di custodire la saggezza di un tempo rompoendo gli schemi di oggi con leggerezza o tutt’al più (molto spesso) con rabbia, senso della sfida.

            • Francesco scrive:

              C’è un richiamo costante ai luoghi comuni contro ogni discorso ragionevole.

              Che è una cosa molto diversa.

              Ciao

              • Peucezio scrive:

                Il luogo comune è sempre l’argomento polemico di chi vuole sovvertire la realtà.

                I luoghi comuni sono quasi sempre giusti.

              • MOI scrive:

                Il luogo comune secondo me è un’ immagine caricaturale e datata di qualcosa, benché statisticamente ricorrente … non sta bene crederlo vero, però esiste chi lo incarna perfettamente e se lo/la nomini zittisci la controparte.

                Tipo “Ferragnez” per l’ ipocrisia borghese Meneghina o “Clemente Mastella” sulla corruzione / nepotismo/ familismo amorale neo/post Democristiana al Sud Italia .

              • Francesco scrive:

                I luoghi comuni sono quasi sempre truffe lessicali.

                😉

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “Sono loro i portatori di Verità assolute, non puoi non averlo visto”

            Credo che mai come prima, abbiamo bisogno di costruire una “terza via”.

            • Peucezio scrive:

              Uh, fra il buon senso e la follia non c’è una terza via.
              Semmai si tratta di migliorare e correggere il buon senso, per renderlo sempre più buono.

              • Moi scrive:

                Silver Nervuti, il Re dei Complottisti , Guru No Vax Anti Globalizzazione … SE fonda un Partito diventa “Ze Niù Beppe Grillo”.

                Poco, ma sicuro …

              • Moi scrive:

                Per chi è almeno No Vax & Never On Moon (Flat Earth optional) è come per i Musulmani se il Prifeta Muhammad fosse tornato sulla Terra … stavo per scrivere come Gesù Cristo per i Cristiani, poi mi sono ricordato che sono passati almeno 60 anni 🙂 da “Quel” Giorno.

              • Moi scrive:

                Pro-feta

                PBSL

              • Moi scrive:

                Never On Moon

                ———–

                Uno degli argomenti più gettonati AntiTerraLunari è paragonare cos’è un computer Adesso Vs Allora.

              • Moi scrive:

                E l’ Evergreen che ha ormai distrutto per sempre la Divulgazione Scientifica :

                “La Scienza che sostiene che con quei vecchi cessoni siamo stati sulla Luna nel 1969, è la stessa delle follie targate Conte-Draghi-Speranza … “

              • Moi scrive:

                Inutile scandalizzarsi … soprattutto sapere se è vero o meno non serve a un cazzo, a partire dal voto in cabina elettorale.

              • Francesco scrive:

                Tra due forme di follia c’è sempre bisogno della ragionevolezza.

                Tra un cretino genderista e un idiota terrapiattista c’è bisogno di gente come me!

                😀

              • Peucezio scrive:

                Che stai col cretino genderista, anche se non vorresti.

              • Francesco scrive:

                No Peucezio

                è la storiella che ti racconti, per giustificare la gentaglia a cui credi di doverti accordare.

                Grazie a Dio non è così!

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                sai, se io fossi un operaio negli anni ’60, ce l’avessi coi padroni e poi votassi il partito repubblicano dicendo che lo voto perché ce l’ho coi padroni, qualcosa non tornerebbe, avrei litigato con la logica.

              • Peucezio scrive:

                Ovviamente intendo il PRI italiano.

              • Francesco scrive:

                Non necessariamente. Sulla decisione di votare influiscono moltissimi fattori, non solo “ce l’ho con i padroni”.

                Ogni tanto sei marxiano, mi sa!

                Ciao

              • habsburgicus scrive:

                non solo “ce l’ho con i padroni”.

                vero….per restare nell’esempio, un ravennate avrebbe potuto lo stesso votare PRI, pur pensandola esattamente nel modo descritto da Peucezio, perchè “mio bisnonno era con Mazzini e mio nonno è stato volontario garibaldino nelle Argonne già nel 1914”..
                esattamente come, ancora nel 1960, un bianco razzistissimo e “true American” del Mississippi avrebbe votato per Kennedy nonostante fosse “amico dei nig…” e “papista” in quanto “del nostro partito” [i DEM] laddove Nixon sarà pur stato “a jolly good fellow” ma era del partito dei “fottutissimi yankees che hanno invaso il Sud con il loro Lincoln” [i REP] 😀 😀

              • Peucezio scrive:

                Non mi sono spiegato.
                Intendo dire che se io penso tutto l’opposto del programma di un partito e lo voto sono un pirla.

                La politica non è una bandiera; la politica fa delle cose.

                E comunque, anche come bandiera, se uno mi dice “sono marxista” e vota un partito ultraliberista, o viceversa, qualcosa non torna nella sua testa.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                se il programma del “mio” partito consta di 10 punti e me ne vanno bene 5, quanto ci metto ad autoconvincermi che proprio quei 5 punti sono quelli importanti e veri e gli altri sono solo cosmetici per acchiappare voti o compromessi necessari?

                Siamo tutti deboli umani peccatori

                Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Francesco, a parte che confondi la sostanza con l’accidente (la cultura woke è l’unico vero tratto caratterizzante, l’unica base ideologica dell’Occidente contemporaneo, perché ne è l’espressione più avanzata, quindi vuol dire che si va lì; con Occidente intendo quello che Trump sta cercando si smantellare, quindi non c’è contraddizione),

                ma poi vorrei capire quali sono per te questi punti: che cosa un governo, italiano, americano o quant’altro, dovrebbe realizzare.

                Perché da quello che so del tuo ideale di società e di quelli che consideri valori fondanti, l’Occidente pre-Trump ne è l’esatta antitesi in tutto: nichilista, distruttivo, che ama diffondere destabilizzazione politica, economica e morale, che è repressivo e liberticida dove ci vuole libertà (espressione, circolazione, cultura, pensiero, comicità, ecc.) e permissivo dove invece ci vorrebbero dei limiti (aborto, adozioni omosessuali…), negatore violento della religione (ma permissivo con gli islamici e il lor maschilismo violento)…

                Ora, o la tua società ideale è questa gabbia di matti, oppure, se arriva uno che vuole porre dei limiti e tornare a un minimo di buon senso in tutte queste cose (non destabilizziamo il mondo con guerre assurde, i sessi sono due, l’immigrazione va contenuta, la tecnologia e il progresso incoraggiati) e tu ne parli come dell’apocalisse, qualcosa, scusami, non torna nei tuoi schemi logici.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                e comunque, ammesso (e NON CONCESSO) che sia come dici tu, cioè che gli orientamenti politici che tu appoggi soddisfino solo una parte delle cose che ritieni importanti, ti dico appunto che c’è una gerarchia:
                per me l’ordine logico è la base di qualsiasi cosa e se uno mi dice che le cose non sono quello che sono e rinnega programmaticamente il principio di realtà, ritenendo la realtà fascista e reazionaria e la proiezione delle proprie fantasie solipsistiche l’unica verità da riconoscere e imporre, quello per me è più pericoloso di chiunque altro al mondo, perché l’adesione alla realtà è la base di tutto il resto. Ma proprio di tutto.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                « la cultura woke è l’unico vero tratto caratterizzante, l’unica base ideologica dell’Occidente contemporaneo, perché ne è l’espressione più avanzata, quindi vuol dire che si va lì; con Occidente intendo quello che Trump sta cercando si smantellare, quindi non c’è contraddizione« 

                Io sono totalmente, assolutamente, radicalmente contrario a questa idea che woke sia l’unica base ideologica per l’occidente

                A parte che semplicemente non è vero, ma semplicemente a livello logico vuoi dire che tutto quello che non è woke non è Occidente? Trump e i suoi non sono Occidente?

                No, non sta in piedi in nessun modo

              • roberto scrive:

                Aggiungo, ieri hai chiesto cosa ne pensiamo dell’ordine esecutivo sul gender…a parte che sembra scritto da un bambino delle elementari sia come stile (« This is wrong »…gli manca lo smiley incazzato) Che come ragionamenti…io sono davvero *contento* che lo abbiano adottato, così non se ne parla più e togliamo dalle palle una cosa che occupa il 50% del discorso della destra (si un po’, anzi molto, mi dispiace per quell’infimo numero di persone che hanno davvero problemi seri…pazienza per gli altri , li sacrifico volentieri se questo può togliere un cavallo di battaglia della destra)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                ” così non se ne parla più e togliamo dalle palle una cosa che occupa il 50% del discorso della destra”

                🙂 Sono abbastanza d’accordo

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                da come ne parli sembra che grazie all’ordine esecutivo di Trump il woke sparisce.

                A parte che anche a livello giuridico è tutto da capire (semplicemente perché non lo so, non conosco il sistema americano, non perché sia un mistero in sé) se questa cosa riguarda solo gli apparati dello stato federale o davvero vale per tutta la società.
                Ma in ogni caso il woke si è talmente radicato nella mentalità di tante fasce della società, minoritarie ma con molto potere, in quanto istruite e benestanti, che, ammesso che davvero sia in liquidazione, ce ne vorrà perché sparisca.
                Ma io temo che, quand’anche sparisca nella sua formulazione e nei suoi connotati attuali, lascerà delle tracce profonde nella società e nel costume occidentali.

              • Peucezio scrive:

                È questo uno dei motivi per cui io plaudo a Trump, lo apprezzo da molti punti di vista, ma i miei modelli rimangono essenzialmente la Russia putiniana e l’Iran degli Ayatollah, dove queste cagate non hanno mai attecchito (insieme a tante altre cagate).

              • roberto scrive:

                peucezio

                “il woke sparisce.”

                no non sparisce il woke, ma spariscono due cose con le quali la destra fa due cosi tanto: i famosi criminali che si travestono da donne per stuprare le prigioniere e gli atleti che si tagliano gli zebedei per gareggiare con le donne

                devo confessare che li ho sempre considerati dei problemi davvero molto secondari nella mia scala di valori, ma occupano uno spazio fantastico nell’immaginario collettivo

                PS non sono sicuro neanche io sull’effetto degli executive order. so che si impongono all’amministrazione, non possono modificare leggi e possono essere facilmente distrutti in tribunale ma non ho approfondito di più

              • roberto scrive:

                peucezio

                “’Iran degli Ayatollah, ”

                come fa un gaudente, vitalista, libertario come te ad apprezzare una società che ti frusta se mostri il numero sbagliato di centimetri di pelle o ti sbatte in galera se ti bevi una birra sarà sempre un grandissimo mistero

  4. Miguel Martinez scrive:

    Trump, a Davos, liquida così l’Europa:

    https://comedonchisciotte.org/trump-a-davos-condanna-leuropa-ad-un-futuro-di-scarsita-o-produci-in-america-o-muori/

    “Come probabilmente saprete leggendo qualsiasi giornale, il mio messaggio a tutte le imprese del mondo è molto semplice: Venite a produrre i vostri prodotti in America e noi vi daremo le tasse più basse di qualsiasi altra nazione del mondo.

    Le stiamo abbassando in modo sostanziale, anche rispetto ai tagli alle tasse originariamente previsti. Ma se non producete i vostri prodotti in America, il che è una vostra prerogativa, allora dovrete semplicemente pagare una tariffa – di importo diverso, ma una tariffa che convoglierà centinaia di miliardi di dollari e persino trilioni di dollari nel nostro Tesoro per rafforzare la nostra economia e ridurre il debito.[…]

    E oggi i giornali riportano anche che l’Arabia Saudita investirà almeno 600 miliardi di dollari in America. Ma chiederò al Principe ereditario – che è un uomo fantastico – di arrotondare a circa 1.000 miliardi di dollari. Penso che lo faranno perché siamo stati molto buoni con loro.

    E chiederò anche all’Arabia Saudita e all’OPEC di abbassare il costo del petrolio. Bisogna abbassarlo, e francamente sono sorpreso che non l’abbiano fatto prima delle elezioni. Non è stata una dimostrazione di grande amore da parte loro non farlo. La cosa mi ha un po’ sorpreso.

    […]

    Infine, mentre ripristiniamo il buon senso in America, ci stiamo muovendo rapidamente per riportare forza, pace e stabilità all’estero. Chiederò inoltre a tutti i Paesi della NATO di aumentare la spesa per la difesa al 5% del PIL, come avrebbe dovuto essere anni fa. Era solo al 2% e la maggior parte delle nazioni non ha pagato finché non sono arrivato io.”

    • Francesco scrive:

      >>> E chiederò anche all’Arabia Saudita e all’OPEC di abbassare il costo del petrolio. Bisogna abbassarlo, e francamente sono sorpreso che non l’abbiano fatto prima delle elezioni. Non è stata una dimostrazione di grande amore da parte loro non farlo. La cosa mi ha un po’ sorpreso.

      e io che pensavo che Melenchon e Farage fossero due coglioni!

  5. Corpo umano scrive:

    Trump: volere è potere.
    L’uomo dimostra coraggio. Ne ho sentiti diversi chiedersi se mai non sarà ammazzato per quello che ha intenzione di fare.
    È una specie di condottiero a cui l’America degli ex ceti medi si affida per risorgere dalle proprie ceneri?
    A parte il fatto che sono aspirazioni legittime ma oramai distaccate dalla realtà.
    Col revival non si va molto lontano. È la classica minestra riscaldata.
    Dunque come primo impatto ci sarà una grande frustrazione americana.
    Grigio d’inverno che non vuoi passare
    Son grigi il cielo, le acque del mare
    Grigi gli alberi con rami scuri
    E sono grigie le tinte sui muri
    Grigio mi aggiro nella tua tristezza
    E provo quasi una forma di ebbrezza
    In questo vago pensare che in fondo
    Sian tutte grigie le cose del mondo.
    👋
    È come quando la nazionale cambia allenatore e poi continua a non vincere.
    Prima o poi capiranno che il problema non è vincere, ma adattarsi ai nuovi tempi.

    • Corpo umano scrive:

      https://lesakerfrancophone.fr/les-chinois-sont-en-train-de-battre-trump-et-lopenai
      Kelebekiano
      Moon of Alabama non sbaglia un colpo
      I cinesi, messi alle strette sui chip di ultima generazione si sono strizzati il cervello e ne è venuto fuori il rivale buono (nonché vincente nonché gratuito nonché open source, nonché molto più sostenibile) di chat gpt.
      Si accendano i riflettori. Questo è un momento STORICO.
      L’Open source è la democrazia vincente delle macchine.
      Vaffanculo il nazismo.
      Il mio vecchissimo computer con installato Linux non sta più nella pelle, vorrei dire, ma forse per quella è ancora presto.
      Che altre cazzate potrei scrivere….mah. poi vediamo.

      • Francesco scrive:

        Davvero credi possibile un mondo in cui il governo cinese sta insieme a Open Source, gratuito, dato in mano a tutti? sarebbe molto bello ma non credo che neppure mio figlio vedrà un governo cinese simile.

        • Corpo umano scrive:

          Francesco
          Leggi bene

          I controlli sulle esportazioni statunitensi di semiconduttori avanzati avevano lo scopo di rallentare i progressi della Cina nell’intelligenza artificiale, ma potrebbero aver involontariamente stimolato l’innovazione. Non potendo contare esclusivamente sull’hardware più recente, aziende come DeepSeek, con sede a Hangzhou, sono state costrette a trovare soluzioni creative per fare di più con meno.

          Questo mese, DeepSeek ha rilasciato il suo modello R1, che utilizza tecniche avanzate come l’apprendimento per rinforzo puro per creare un modello che non è solo uno dei più formidabili al mondo, ma è anche completamente open source, il che consente a chiunque di esaminarlo, modificarlo e trarne ispirazione.

          (Open Source è un tipo di software per sviluppatori che gira liberamente in tutto il mondo).

          • Francesco scrive:

            L’IA serve al regime cinese per controllare meglio il suo miliardo e 300 milioni di sudditi/schiavi/potenziali ribelli.

            Credi davvero che lascerebbero libero il loro principale mezzo di controllo per amore di principi da fricchettoni nerd?

            • tomar scrive:

              Francesco: “Credi davvero che lascerebbero libero il loro principale mezzo di controllo per amore di principi da fricchettoni nerd?”
              Vorresti per una volta stare ai fatti?
              è vero o non è vero che un’azienda cinese ha tirato fuori una super AI e l’ha messa a disposizione open source a tutti gli utenti del mondo per un prezzo ridicolo o anche gratuitamente?
              Ci spiegheresti cosa c’entra questa notizia col fatto che sarebbe uno strumento del regime cinese per accrescere il suo controllo sul mondo?
              Insomma tira fuori qualche fatto, qualche nesso causa effetto.

            • Corpo umano scrive:

              https://venturebeat.com/ai/why-everyone-in-ai-is-freaking-out-about-deepseek/
              Ne discutevo con mio figlio che usa chat
              gpt per lavoro
              È un servizio di cui tu puoi usufruire a gratis in forma limitata, oppure a pagamento per utilizzarlo senza limitazioni.
              Questa IA cinese Deep Seek è la stessa cosa, solo che è sempre gratuita e tra le altre cose rilevanti ha che non consuma
              una follia di elettricità e acqua come l’altro, ma pare si accontenti di molto poco.
              Tu che sei economista dovresti sapere cosa significa questo sorpasso tecnologico.
              Ma passo oltre.
              Il governo cinese che controlla tutto e tutti mi sembra una fantasia da fumetto di guerra.
              Non puoi controllare miliardi di cinesi se non sono loro ad accettare di essere controllati.
              Non c’è IA che tenga
              Se i cinesi sono così disciplinati le ragioni probabilmente vengono dalla loro cultura. Ma questo lo ipotizzo solamente. Non mi interessa la cultura.
              Io sono corporeo.

              • Peucezio scrive:

                Ma qual è l’url di DeepSeek?
                Funziona anche in italiano?

              • Corpo umano scrive:

                In questo momento è sotto attacco informatico
                La notizia è su Ansa
                Se è come chat gpt parla in tutte le lingue compresi le inflessioni regionali.
                Io l’ho sentita parlare in veneto.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “credi davvero”

              Francesco, stammi a sentire, te lo dico in amicizia.

              Smetti di abbeverarti al bollettino italiano della CIA conosciuto anche come ‘Il Foglio’ e leggi qua:

              https://arxiv.org/html/2412.12140v1

              I Cinesi hanno già ottenuto delle intelligenze artificiali che si replicano autonomamente.

              L’idea dell’IA che tutto vede e controlla per conto del governo è già superata.

              Qui Martinez ha ragione: stiamo entrando a rotta di collo in un’epoca completamente nuova, in cui i rapporti di produzione – e di conseguenza le classi sociali – verranno modificate completamente.

              Io non ci sarò, ma sono facile profeta quando ti dico che fra neanche cinquant’anni i nostri simpatici duelli dialettici qui sul blog appariranno tanto remoti quanto oggi sembrano remote a noi le discussioni fra Guelfi e Ghibellini.

              “Mondo libero” vs. “dittature”? Storia vecchia…

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Io non ci sarò, ma sono facile profeta quando ti dico che fra neanche cinquant’anni i nostri simpatici duelli dialettici qui sul blog appariranno tanto remoti quanto oggi sembrano remote a noi le discussioni fra Guelfi e Ghibellini.”

                Concordo!

              • Francesco scrive:

                Allora, da piccolo ho visto la serie di film di Terminator, quindi sono benissimo di cosa state parlando.

                😀

                Resto molto scettico sugli annunci o comunicati stampa delle aziende, sempre e soprattutto quando stravolgono il mondo.

                Il governo cinese controlla con pugno di ferro i suoi e la cosa è nota a chiunque non ha la testa sotto il permafrost. Non devo citarvi quello che sappiamo pure noi occidentali medi ignoranti.

                La cosa dura da 3.000 anni, verissimo, e il PCC la sta perfezionando con la tecnologia.

                Sarei molto stupito che questo non sfuggisse loro di mano ma lo sarei ancora di più che il punto di rottura sia una liberalizzazione della IA con beneplacito dello Stato.

                Mi stupirei meno se domani Xi annunciasse libere elezioni per il 22 febbraio 2026 e le sue dimissioni.

                Posso sbagliare, naturalmente.

                Vedremo.

                Ciao

              • firmato winston scrive:

                @andrea, miguel
                “ti dico che fra neanche cinquant’anni i nostri simpatici duelli dialettici qui sul blog appariranno tanto remoti quanto oggi sembrano remote a noi le discussioni fra Guelfi e Ghibellini”

                Gia’, e anche meno di cinquant’anni… se fino a poco tempo fa quando si riceveva una risposta o un commento particolarmente stupidi si poteva sospettare in un bot, ora e’ il contrario: se sembra stupido, allora siamo certi che e’ umano!
                Non ha piu’ senso pensare che l’interlocutore risponda come una stupida macchina.
                C’e’ sempre piu’ gente che preferisce dialogare e confrontarsi con l’AI che con un suo simile (dialogo, non interrogazione/risposta): c’e’ piu’ profitto, crescita e soddisfazione!
                Non vi sfuggiranno le implicazioni di questo fatto.
                La gara fra le superpotenze per sviluppare modelli avanzati (in cui sembra latitare, tanto per cambiare, l’Europa, in altre faccende affaccendata, di solito la regolamentazione/tassazione) e’ una gara serissima per la prevalenza culturale.
                Col dubbio legittimo di chi, o cosa, prevarra’ alla fine.
                E di chi, o cosa, assomigliera’ di piu’, o di meno, a una “megamacchina”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “scettico”

                Forse sai già che i titoli delle società USA di IA hanno avuto un tonfo a Wall Street. La causa è l’arrivo sul mercato di una piccola start-up Cinese, DeepSeek, che offre gli stessi servizi di ChatGPT a un decimo del prezzo. Non è tanto il prezzo a spaventare gli investitori delle società USA, ma il fatto che DeepSeek usi in modo del tutto innovativo microchip obsoleti aggirando l’attuale embargo USA sull’esportazione verso la Cina dielle tecnologie più avanzate. L’algoritmo innovativo di DeepSeek, al contrario di quelli di OpenAI (proprietaria di ChatGPT), di Google ecc., è open-source, così che tutti possano contribuirvi e che non ci sua niente da rubare. È stata una decisione del Partito quella di incentivare piccole start-up che (per parafrasare Mao) vadano a ‘servire il popolo’, mettendo cioè a disposizione di tutti i potenziali sviluppatori il software che, migliorato dall’azione collettiva di un’infinità di utenti che sanno dove mettere le mani, eguaglia le prestazioni delle società USA pur utilizzando hardware più arretrato.

                Il mondo è più grande degli schemi in cui crediamo di poterlo rinchiudere.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • firmato winston scrive:

                @andrea
                “in modo del tutto innovativo microchip obsoleti”

                Obsoleti neanche tanto, sembra che usino le nvidia h800, che hanno comunque il chip h100 ma un po’ depotenziato (e’ comunque roba da 80 miliardi di transistor che costa mediamente 30.000 dollari a pezzo…).
                Piuttosto, se tutta questa roba non e’ il solito hipe, AI compresa, chiediamoci cosa succedera’ quando a breve questo algoritmo open source molto piu’ efficiente verra’ implementato sulle macchine, gia’ esistenti, 10 o 100 o 1000 volte piu’ potenti.
                E cosa succedera’ col prossimo salto, quando questi algoritmi, o degli algoritmi ancora migliorati, gireranno su vero hardware neurale (quello attuale a quel che ho capito non lo e’, lo simula soltanto attraverso il calcolo matriciale, ragione per cui vanno bene le schede progettate per la grafica ludica, le nvidia, e ragione per cui serve una immane potenza energetica nucleare per fare quello che fa un cervello di gallina con quattro grani di mais).

              • Francesco scrive:

                pare che anche Deepsearch non sappia cosa sia successo a Piazza Tien An Men nel 1989 … se è vero, resto dell’idea che una IA con simili vincoli politici non possa funzionare davvero

                ma aspetto con curiosità e intanto cerco le VHS dei film di Schwarzy

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “vincoli politici”

                Mi sembra un tipico esempio di bias cognitivo: il pregiudizio per cui ciò che non ci piace debba per forza funzionare peggio.

                Qui uno che insegna economia un po’ in mezzo mondo spiega bene perché non è così (non solo per l’IA, ma in generale):

                https://youtu.be/luP1DBHsjSo?si=PpRgj1J16fb0392K

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ma non riconosci un cialtrone quando lo incontri? eppure questo non fa nulla per nascondersi!

    • MOI scrive:

      Il Tionfo della Volontà … lo avevamo già sentito in Tedesco, mi pare.

      😁😉🫠

      • Corpo umano scrive:

        Il tedesco mi manca.
        Sto acquisendo non so come, lo spagnolo.
        Ha un sacco di parole uguali all’italiano, solo dal significato diverso e spesso contrario.
        Leggo, ma non so parlare nessuna lingua tranne il dialetto italianizzato.
        In grammatica mi sono fermato al soggetto.

        • Corpo umano scrive:

          https://youtu.be/uT_am2_6OUY?feature=shared
          Questo colonnello svizzero, per come parla l’italiano è il mio mito. Chi avrà la costanza di guardare tutto il video potrà godersi lo “svarione” del secolo.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Corpo umano

            “svizzero”

            Di solito lo seguo, ma adesso non ho tempo.

            Per favore, puoi dire di che svarione si tratta? (Di solito con l’Italiano se la cava piuttosto bene).

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Corpo umano scrive:

              Sarebbe al minuto 7,40 circa
              Come si traduce catastrophique in italiano?
              Si Jaques Baud è spesso a “il contesto” se parlasse in francese parlerebbe benissimo. Con l’italiano ogni tanto gli vengono fuori delle parole storpiate piuttosto comiche.

  6. PinoMamet scrive:

    Fuori Tema

    Causa biglietto gratis, sono andato a teatro a veder lo spettacolo di Chiara Francini, al quale altrimenti non avrei mai pensato.

    Mah, monologo ego-incentrato piuttosto standard, senza nemmeno troppo “teatrese” (sapete quel modo così uguale di impostare le frasi e le intenzioni che hanno gli attori di teatro quando fanno i monologhi?), di particolare c’è solo il carattere della Francini, che si vanta di essere un arricchita, di essere una nata povera che adesso può comprarsi cose costose e dirne il prezzo con orgoglio- secondo lei è una bella cosa.

    Inoltre ha un anticomunismo feroce, che tenta malamente di mascherare con un paio di battute par condicio (assai meno feroci) contro quelli che chiama “maldestri”.
    Vabbè.

    Comunque, l’attrice toscana (sottolinea di esserlo in media due volte al minuto… anche se poi salta fuori che il babbo è romano) come nienet fosse ricorda che la mamma le asciugava i capelli “con il fono”.

    Non lo dice come una cosa strana, o comica, e neppure sottolineandolo come un toscanismo: lo dice proprio così, en passant, si capisce che per lei è il modo normale di dirlo.

    Io lo ho letto per la prima volta su questo blog (anche qui, se non erro, presentato come “normale”) e con la Francini sono due.
    Il resto del mondo dice “fon” o “asciugacapelli”…

    • PinoMamet scrive:

      Errata: un’arricchita

    • Peucezio scrive:

      Boh, non ricordo se l’avevo mai sentito, mi dà di interfono, robe del genere, che hanno tutt’altro etimo.

      Comunque che ci sia ancora chi tende ad adattare stranierismi alla fonotassi italiana non mi dispiace.

      • PinoMamet scrive:

        Mah, “fon” dall’originale “föhn”, mi pare già un sufficiente adattamento, “fono” mi pare un po’ troppo, e poi appunto fa pensare al microfono, all’interfono, robe insomma che hanno a che fare con la voce e il parlare.

        Allora si torni al “favonio” dell’etimologia 😉

  7. Peucezio scrive:

    Roberto,
    a proposito del nostro discorso di giorni fa circa social e libertà d’opinione,

    forse possiamo trovare qualche punto di convergenza, mi spiego meglio.

    Nella nostra discussione rischiavamo di mettere tutto in un unico calderone,

    Ma ho letto ultimamente che l’Ue vuole che ci sia maggiore trasparenza sugli algoritmi, quelli che fanno sì che facebook o instagram o youtube o quant’altro ti proponga determinati contenuti anziché altri in base a quelli che hai visualizzato prima e ad eventuali tue caratteristiche (età, sesso…).

    Ora, la maggiore trasparenza sugli algoritmi di un social che opera in Europa, in modo da capire come mai ti propone determinati contenuti che possono anche, peraltro, configurarsi come forme di propaganda o di persuasione occulta in sé non lo trovo un male.

    Ma capisci benissimo che c’è una differenza abissale fra dire: “facebook mi deve dire in base a quali criteri propone ai suoi utenti determinati contenuti non richiesti o cercati esplicitamente” e dire “facebook deve impedire all’ultimo sfessato pensionato di destra o di sinistra di poter dire quel cazzo che gli pare (al netto di insulti o minacce ad personam) a quei quattro gatti di amici suoi del circolo della bocciofila che lo leggono e ci dev’essere il Ministero della chiacchiera da bocciofila che censura”.
    O anche dire “youtube deve censurare byoblu (lo prendo come esempio più eclatante) perché c’è la verità ufficiale sul covid diffusa da tutti i telegiornali e un canale privato, che non è un’università o un’autorità ufficiale e che si presenta come portatore di un parere alternativo fra i tanti dev’essere censurato”.

    La seconda e la terza cosa sono orwelliane. La prima no, anzi, può paradossalmente servire proprio per contenere un meccanismo orwelliano in cui dei potenti e un po’ diabolici algoritmi controllati da una multinazionale potentissima cercano in modo quasi subliminale di convincerti di determinate tesi e orientamenti di pensiero.

    Il controllo dovrebbe servire a tutelare i deboli e le persone comuni contro il potere, non a tutelare il potere contro i deboli e le persone comuni.
    Menter il fact-checking e in generale l’ideologia ufficiale di moda negli ultimi anni hanno preteso proprio la seconda cosa: la gente comune non capisce un cazzo e noi la dobbiamo rieducare. E non si capisce il rieducatore che titolo ha per farlo, di quale verità dogmatica sarebbe il depositario e soprattutto perché mai vorrebbe agire nell’interesse dei dominati e di una loro maggiore consapevolezza e non nei propri a discapito dei dominati e della loro consapevolezza.

    Cosa ne pensi?

    • Peucezio scrive:

      Quindi distinguerei vari aspetti:

      – il controllo sugli algoritmi;

      – la censura dei contenuti immessi dagli utenti;

      – il fact checking.

      Quest’ultimo, se non si configura a sua volta come censura, in sé non è necessariamente dannoso; il punto è un altro: come fa ad essere neutrale.
      Per cui o si presenta come espressione di un punto di vista, magari più credibile per vari motivi (ti dico che mi sono documentato in questo, questo e quell’altro modo, ho verificato la tale cosa, te la dimostro per tabulas, ecc., poi sta a te farti un’opinione) o magari viene collegato all’autorevolezza o presunta tale di grandi testate giornalistiche (magari pensi che il Corriere faccia solo mistificazione, ma in ogni caso questa cosa ha il suo imprimatur, poi sta a te…) o del mondo accademico, anch’esso tutt’altro che infallibile, ma oggettivamente la provenienza di una tesi da un canale o da un’istituzione rispetto a un altro, anche se non è mai garanzia di verità in senso assoluto e metafisico, è un’informazione importante per orientarsi e capire come collocare un’opinione o un racconto dei fatti.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “– il fact checking.

        Quest’ultimo, se non si configura a sua volta come censura, in sé non è necessariamente dannoso; il punto è un altro: come fa ad essere neutrale.”

        Forse si potrebbe pensare a una semplice citazione delle fonti, come cercavano sempre di fare i blogger nel Medioevo.

        Non “Trump ha ordinato di lanciare un missile nucleare contro la Corea del Nord”, ma “secondo il documento appena pubblicato dalla Bombing Authority https://www.bombingauthority/killthekoreans/

        • Peucezio scrive:

          Così dovrebbe essere.
          Ma non c’è interesse a far conoscere la verità, semmai a mistificare.

          E non solo in nome d’interessi, ma anche banalmente di conformismo: credo alle idee dominanti e quindi cerco di diffonderle a ogni costo e commettendo qualsiasi scorrettezza.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            ” credo alle idee dominanti e quindi cerco di diffonderle a ogni costo e commettendo qualsiasi scorrettezza.”

            Non so se si tratta di “credere”. Si tratta piuttosto di “saper comportarsi in società”. Si dà del Lei al poliziotto che chiede i documenti, si dà del tu al bambino, si dà del Vittimo al NegroTransSexWorker di cui si legge sui giornali, si chiama la polizia quando si vede un tizio sospetto con la minigonna che si aggira sotto casa, si dà del Mostro al sedicenne che ha disegnato una svastica sul banco di scuola e si dà del Collega al Deputato dei Fratelli d’Italia.

            Anch’io seguo regole analoghe in molte cose (“Son purtroppo reo Madre anch’io”).

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              quello che dici vale per la gente comune.

              ma i fact-checker, così come molta parte del mondo del giornalismo, dei giovani istruiti (i semi-colti di La Grassa), di tutta una realtà di gente molto attiva e motivata fra i laureati, ecc. ecc. vive queste cose con un senso quasi di missione sociale e storica.

              Il vero conformista d’altronde è un appassionato, non un passivo, perché lo spirito gregario – è questo secondo me è un punto fondamentale – genera violenza, perché è lo spirito del branco, che si unisce al capo non solo per sottomettervisi o per subire lo statu quo, ma per agire violentemente contro chi non fa parte del branco o contro il capro espiatorio di turno o in ogni caso per modificare il mondo secondo lo schema del branco stesso (che non è nemmeno detto che abbia un capo, anzi, il conformismo è un rafforzarsi a vicenda, come nei linciaggi).

    • PinoMamet scrive:

      “Il controllo dovrebbe servire a tutelare i deboli e le persone comuni contro il potere, non a tutelare il potere contro i deboli e le persone comuni.”

      OMDAP

      • Peucezio scrive:

        Eh, ormai sono anni che la sinistra (lato sensu ed escludendo alcune frange estreme) fa la lotta di classe alla rovescia.

    • roberto scrive:

      Peucezio

      Sugli algoritmi non ho una posizione molto decisa. Come sai io credo che oggigiorno l’informazione passi per la maggior parte dai social e credo che sia un po’ pericoloso avere un’informazione che si basa su algoritmi (se ci pensi è una forma di censura del tutto nuova: io non voglio vedere certe notizie e quindi quelle notizie spariscono). Non so bene quale possa essere un rimedio che sia minimamente efficace

      Sulla censura dei contenuti, credo che tu usi la parola censura in un senso sbagliato. Mi spiego: la mia idea è che quello che è vietato per strada debba essere vietato su internet. Puoi distribuire per strada delle foto di una tizia nuda senza il consenso della tizia? No, è vale anche su Internet. Puoi per strada minacciare qualcuno? No, è vale anche su Internet. Se io chiedo di rimuovere un messaggio di un tizio che mi minaccia di morte non è « censura » ed è una cosa sacrosanta

      Questa cosa della censura va insieme ai fact checkers. Sono libero di dire che il tumore si cura bevendo un intruglio di acqua calda, zenzero e peperoncino? Forse si ma a me non sembra sbagliato che mi appaia un bollino che mi dica « sei un cazzaro »
      Capisco bene che ci sono infiniti casi grigi in cui è difficile dire se il bollino ci vuole o no, ma non mi sembra una bella idea avere una società fondata su pensiero magico e superstizione (temo che trump ci darà un assaggio di questa societ)

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        messo in questi termini sarei d’accordo praticamente su tutto, ma mi era parso tu dicessi qualcosa di un po’ diverso.
        Ma se la poni come la stai ponendo ne prendo atto volentieri.

        Nello specifico,

        – d’accordissimo sugli algoritmi ed effettivamente è difficile però trovare il rimedio.

        – anche qui d’accordo, ma c’è un problema. E cioè che se io vado in giro a minacciare la gente o a distruibuire le foto delle ragazze nude senza il loro consenso, lo stato mi punisce, con delle procedure e delle garanzie precise, a tutela mia e delle mie vittime.
        Un conto allora è che se uno mi minaccia online io lo possa denunciare (come è sempre stato da quando c’è la rete), un conto è che il social filtri preventivamente. Sul piano pratico sembra un’ottima soluzione che addirittura previene il danno, ma il problema è che in questo modo do un potere arbitrario al gestore del social di sostituirsi allo stato, stabilire cosa è minaccia e cosa no e magari censurare opinioni o comportamenti che nulla hanno di offensivo o minaccioso. Quindi non dico che non debba esserci nessun filtro preventivo per i reati veri e proprio o comunque gli attacchi ad personam, con una vittima individuata; ma trovo che sia comunque una questione non del tutto scontata.
        Peraltro vorrei capire a che titolo Facebook o altri mi deve censurare se io volessi mettere per es. la MIA immagine nudo, fatti salvo dei sacrosanti filtri per impedire che la vedano dei minorenni, attivabili anche da chiunque, adulto, sa che potrebbe sentirsene disturbato. Invece sappiamo bene che i social hanno in questo senso un’idea di libertà simile a quella della più retriva e bigotta famiglia dell’Inghilterra vittoriana. E così su un milione di altre cose.
        Cioè noi poniamo casi estremi e molto chiari, ma il nostro è un discorso ineccepibile quanto astratto, perché loro censurano a man bassa un milione di cose in sé del tutto lecite.

        Sul terzo punto: mi va benissimo il bollino. Anche perché la persona dotata di senso critico sa sia che ciò che viene pubblicato sui social dal primo sfessato non è il vangelo, ma anche che il fact checker non è il vangelo e che il bollino al massimo servirà a scremare le bufale più grossolane e incredibili, ma che su qualunque questione un po’ più complessa e controversa rappresenterà per forza di cose un parere di parte.
        Così come l’ingenuo (o il paranoici patologico, che sono paradossalmente simili) che crede a tutto, darà credito sia al terrapiattista che eventualmente al bollino (o indiscriminatamente solo all’uno o solo all’altro, senza distinguere caso per caso).
        Insomma, siamo tutti gente adulta, ben venga il crisma di attendibilità, che non garantisce nulla in senso assoluito ma almeno ti consente di distinguere l’articolo del docente in astrosifica di Harvard da quello che ti espone la cosmologia terrapiattista con dovizia di prove e argomenti. Mal venga invece qualsiasi forma di censura nel senso proprio di tacitare qualcuno, terrapiattista compreso, se non insulta o minaccia o viola la riservatezza di nessuno.
        Ma anche lì siamo in un ambito del tutto astratto: la realtà è che semplicemente se una verità è scomoda, la si censura e basta, per cui per es. in questi giorni, per dire, sono state censurate da facebook molte foto che stanno girando di capi di stato e uomini pubblici mentre facevano un gesto molto simile a quello di Musk, perché non si fornirebbe il contesto e sarebbero svianti (sic), mentre questo, chissà perché, per Musk non vale.

        Insomma, purtroppo il potere è di chi ce l’ha e controlla e censura ciò che possiamo leggere.
        In un mondo nutrito di una vera cultura giuridica e più latamente civile interviene lo stato con la forza e impedisce ex auctoritate qualunque censura, ma purtroppo quel mondo si è andato dissolvendo negli ultimi decenni, a favore di una totale anarchia, per cui qualunque abuso è divenuto lecito col beneplacito dello stato, degli intellettuali, del mondo accademico, mediatico, ecc.

        • roberto scrive:

          Peucezio

          Sul punto 2, si sono d’accordo sul discorso che fai rimedi privati/rimedi pubblici ma come dici la soluzione « non ti faccio pubblicare certe cose » ha il grande vantaggio di essere efficace e pratica. Ripensiamo all’esempio revenge porn: una volta che le foto sono on line puoi avere l’aiuto che vuoi dalla polizia postale ma la frittata è fatta. Tra parentesi dici che non vedi perché dovrebbero negarti di pubblicare la tua foto nudo…beh come dicevo prima il social è una piazza, quello che puoi fare in piazza lo puoi fare sul social: puoi girare nudo in piazza?

          Ma di nuovo questo è il principio valido secondo me ma ci sono mille casi sfumati in cui è difficile decidere a priori. Probabilmente la cosa migliore (…incidentalmente, quello che chiede il regolamento UE…) è avere delle procedure interne chiare e efficaci. Tipo il mio caso di cui ho parlato già: scrivo su una pagina di amanti del basket « del negro è stato devastante in Italia » e il post mi viene censurato (tralascio il fatto che non credo che negro debba essere una parola tabù ma è un altro discorso), se avessi potuto dire « ragazzi vi sbagliate del negro è il nome di Vincent » e mi avessero risposto « ah si scusa rimetto il post » sarebbe stato più che sufficiente

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            “Sul punto 2, si sono d’accordo sul discorso che fai rimedi privati/rimedi pubblici ma come dici la soluzione « non ti faccio pubblicare certe cose » ha il grande vantaggio di essere efficace e pratica. Ripensiamo all’esempio revenge porn: una volta che le foto sono on line puoi avere l’aiuto che vuoi dalla polizia postale ma la frittata è fatta”

            Vero.
            Diciamo che ci dev’essere il modo di ricorrere, qualora invece non ci sia nessun illecito e sia stato censurato un post innocuo, e non deve esistere nessuna inappellabilità delle decisioni del social: decide il giudice e il social mi risarcisce profumatamente.

            Beh, circa il tipo che mette le sue foto nudo, qui il paragone con la piazza non vale più, perché in piazza chiunque volente o nolente mi vede; è come una rivista o un video che chiunque può scegliere di vedere o no. Diciamo che ci dev’essere un meccanismo che io utente attivo preventivamente per oscurare il contenuto (in modo che solo chi vuole lo guarda, facendo un clic in più) e se non lo faccio allora sì che il social mi sanziona.
            Peraltro io distinguerei il nudo in sé dalla pornografia e dalla volgarità: che facebook censuri anche un capezzolo femminile, magari di una foto d’arte, fa piuttosto ridere, mentre posso capire lo scrupolo per una copula. Ma questo è il problema più generale del pudore della nostra civiltà, che, dopo che negli anni ’70 sembrava fossimo vicini a un cambio radicale, sotto l’influenza anglosassone si è di nuovo puritanizzata, forse più di prima e ha orrore del nudo e del sesso, cioè orrore della natura e della vita (siamo tutti nati da lì).

        • roberto scrive:

          Sul terzo punto sono d’accordo su tutto

    • roberto scrive:

      Peucezio

      Aggiungo al tuo trittico un quarto punto che è delicato

      Le grandi piattaforme social, nel loro mondo ideale, non vorrebbero avere nessuna responsabilità sui contenuti ma di fatto sono l’arma del delitto!

      Ti faccio un esempio che (purtroppo) mi è capitato di vedere (cambiò qualche elemento).
      Tizia e tizio litigano, lui inizia a postare per vendetta foto intime di lei su un social ma da un conto anonimo. Autorità (resto sul vago, ma può essere polizia, giudice, o anche una autorità amministrativa) chiede al social chi si nasconde dietro il conto. Ora capirai bene che c’è un interesse molto forte e legittimo a che il social non risponda « non lo so » oppure « lo so ma non sono obbligato a dirtelo »

  8. habsburgicus scrive:

    @Peucezio, Moi e tutti
    oggi, 66 anni fa (25 gennaio 1959), Giovanni XXIII indiceva il Concilio…
    mai un’azione ebbe effetti più dirompenti e imprevisti..
    io non sono di quelli che vedono in Giovanni XXIII un villain…gli riconosco profonda cultura, esperienza diplomatica (e per me questo è un plus, per altri legittimamente può essere un minus), moderazione, rispetto sostanziale di molte tradizioni (il latino lo mantenne e addirittura lo difese con la Veterum Sapientia, il suo Messale cambiò ben poco ed è ancora tridentino in essenza, ci teneva alla sedia gestatoria, alla tiara e alla pompa) e anche il suo indubbio modernismo (innegabile) era del genere “culturale”, “dolce”, perciò “innocuo” se ben trattato (insomma, umanamente mi è difficile non assolverlo..anche se io non ho il potere di assolvere nessuo..manco me stesso :D)
    eppure Giovanni XXIII ha posto le basi oggettive per la distruzione della Chiesa, CONTRO il suo volere più intimo….se fosse vivo oggi piangerebbe amaramente e ci direbbe, con sincerità, “io non volevo questo !”
    gli storici del XXIX secolo (se ne ve saranno) probabilmente vedranno nel 25 gennaio 1959, l’inizio della fine della Chiesa Cattolica
    quali insegnamenti ne dobbiamo trarre ?
    che, spesso, fa meno danni un Papa corrotto, perverso, crudele che un Papa animato dalle migliori intenzioni 😀
    aridatece i Borgia !

    • PinoMamet scrive:

      Tu sempre all’insegna dell’ottimismo, eh? 😉

    • Peucezio scrive:

      D’accordo su tutto.
      In effetti le cose sono andate molto molto al di là di quello che avrebbe voluto Roncalli (di cui affermazioni in patente contrasto col magistero precedente in effetti non se ne trovano), ma il motore lo ha avviato lui.

      Circa il punto finale ça va sans dir e dimostra l’irrilevanza della morale individuale ai fini istituzionali e sociali.

    • PinoMamet scrive:

      Comunque, e sperando che non troppi ci leggano, giorni fa, nella giornata apposita, ho partecipato a uno di quegli incontri ebraico-cristiani.

      Parlava un esponente protestante (non entro nel dettaglio perché ci tengo alla mia privacy ).

      L’argomento era biblico. Il protestante era… ebraicamente preparatissimo, sapeva quasi più cose di me sul punto di vista ebraico della questione, sull’esegesi ebraica, sull’applicabilità delle norme esposte nel passo all’Israele attuale ecc. ecc.
      Tanto che mi è venuto da pensare due cose:

      1- ci siamo già noi ebrei, a fare gli ebrei;

      2- in tutto ciò, la novità di Cristo dov’era? Se leggono la Bibbia alla lettera (e se ne serviva, il relatore, per una non tanto velata polemica con i cattolici, che leggerebbero la Bibbia in modo un po’ troppo traslato) “mestier non era partorir Maria”.

      Non per far il marcionita, ma non credevo che il letteralismo protestante fosse così spinto…

      • mirkhond scrive:

        Ho un cugino appartenente alle Assemblee di Dio e posso confermare quanto dici. Se non fossi credente, ti farebbe venire voglia di diventare ateo tanta è l’insofferenza e gli sbadigli che mi provocano quando lo ascolto…..

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        sì, non mi sorprende in effetti.

        A proposito di certe chiese protestanti (non dico per forza tutte) viene veramente da chiedersi perché riconoscono il Nuovo Testamento.

    • Peucezio scrive:

      Non so come sia la traduzione.

      Ma soprattutto so troppo poco degli Stati Uniti per capire se una decisione federale ha un’influenza vera, effettiva sulla società e sui comportamenti o se poi a livelo di singolo stato, di contea, di comune e di mille altre realtà anche non localizzate, ma non riconducibili allo stato federale, si può inficiare e rendere nei fatti non operativa una decisione del genere.

      Cioè se poi davvero gli uomini barbuti non andranno a violentare le ragazze nelle carceri femminili e non gareggeranno con loro o se invece continuerà a succedere perché su queste cose il presidente decide poco o niente.

  9. tomar scrive:

    : “lo sarei ancora di più che il punto di rottura sia una liberalizzazione della IA con beneplacito dello Stato.”
    Guarda che la liberalizzazione della IA con beneplacito dello Stato è già avvenuta e infatti oggi in tutte le borse del mondo tutte le aziende occidentali in qualche modo connesse al business dell’AI hanno registrato perdite pesanti. Anche quelle elettriche, dato che l’AI cinese è molto meno energivora della “nostra”.

    • Corpo umano scrive:

      https://scenarieconomici.it/idrogeno-dalle-microonde-scienziati-cinesi-svelano-un-metodo-innovativo-per-produrlo/
      Si, e a quanto pare i cinesi si sono scatenati pure con la produzione di idrogeno con microonde.
      Adesso ditemi pure che l’idrogeno ha un sacco di criticità e si disperde e corrode e in più esplode, ma ho come un sentore che tra poco ne sentiremo
      parlare non più come una vaga ipotesi, ma come una realtà energetica
      Su questo però non ci scommetto parti del corpo. Solo qualche spicciolo.
      O anche un gettone per lavare la macchina.

      • Francesco scrive:

        Beh, ricordo un dato di Fisica di base: l’idrogeno è un vettore energetico, non una materia prima.

        Poi ha anche delle criticità tipo la passione con cui esplode.

        PS si capisce che non riesco a usare le bacchette per mangiare? mica sono Nixon, io!

      • Corpo umano scrive:

        L’auto a idrogeno non conviene. Peggio ancora i camion
        Ma l’industria non lo snobba di certo
        De Vita ne sa sicuramente molto più dello sprovveduto sottoscritto
        È solo che al momento conviene usare i fossili.
        Per una questione di costi
        Però non hanno fatto i conti con un miliardo di cinesi che si sono messi in testa di farlo costare meno.

        • Francesco scrive:

          L’industria potrebbe andare a idrogeno? prima dovremmo produrlo, quell’idrogeno. E con un processo così efficiente che convenga usare energia per produrre idrogeno che servirà a produrre energia, invece che usare direttamente la “prima” fonte di energia per far andare le industrie.

          A me suona strano ma io ho fatto il Classico.

          Ciao!

          • Corpo umano scrive:

            Niente di strano.
            La Germania sta guardando con interesse all’idrogeno verde.
            Ma questo Hyungyu Jin usa le microonde.
            Così si spende meno.
            (L’idrogeno lo ottieni scindendo le molecole di acqua, quindi se trovi il modo di far questo di acqua penso che ce ne sia abbastanza).
            A quanto pare siamo a un passo dalla fattibilità, ma io vado a naso.
            Quante volte ho letto di scoperte rivoluzionarie
            che poi non hanno mai fatto l’ultimo passo per concretizzarsi in qualcosa di utile?
            Tantissime volte, ma non erano scoperte cinesi
            😋

            • Francesco scrive:

              Quante volte ho letto di scoperte rivoluzionarie che erano solo fuffa per articoli acchiappagrulli? a milioni

              la Germania avrà l’acqua ma come la scinde? con l’energia delle centrali a carbone o quella che non viene prodotta da ventoloni e pannelli solari cinesi?

              chiedo per un amico scettico

              😉

              • Corpo umano scrive:

                A volte i ventoloni e i pannelli solari producono troppa elettricità. Allora la puoi impiegare per scindere l’acqua.
                Ma la questione in realtà è più complessa.
                Molto più complessa.
                Io dicevo solo che se ci fosse l’idrogeno (cinese) a un prezzo più basso del gas, non farebbe schifo all’industria tedesca. L’idrogeno produce un calore gagliardo.
                Vuoi scommettere un gettone per lavare la macchina che i cinesi ce la fanno?

              • Francesco scrive:

                “a volte” è esattamente quello che non serve all’industria, però.

                Essendo ottimista, e avendo alcuni gettoni da qualche parte in auto, ci sto!

                Ma occorre definire un arbitro e delle condizioni per capire chi vince.

                Ciao!

                😀

              • Corpo umano scrive:

                https://energiaoltre.it/tutti-i-vantaggi-della-mobilita-a-idrogeno/
                È che noi siamo qui nella periferia del mondo, ma in Asia l’idrogeno non è poi una possibilità così remota
                Comunque il gettone non si svaluta. Appena i cinesi iniziano a produrre idrogeno con le microonde te lo faccio sapere.
                Prima o poi dovrò fare un prelavaggio alla mia prossima auto a idrogeno.

        • tomar scrive:

          Corpo umano: “Però non hanno fatto i conti con un miliardo di cinesi che si sono messi in testa di farlo costare meno.”
          Qualcuno però riesce a spiegarmi sta cosa: in un mondo occidentale dove il microonde (cinese o coreano) ce l’abbiamo quasi tutti, come è possibile che a nessuno dei nostri scienziati e tecnici sia mai venuta l’idea di usarlo per produrre ossigeno in modo molto più economico dei sistemi attuali?
          Detto altrimenti: ci domandiamo cosa hanno in più oggi i cinesi di noi Occidente per aver saputo diventare dominanti in pressoché ogni ambito economico-strategico?
          Tranne che in ambito militare, dove il “vantaggio” americano è ancora enorme. E dato che sugli altri piani per loro la partita è persa, qui c’è spazio per Stranamore.

          • Corpo umano scrive:

            Quando gli americani hanno trasferito in Cina la loro industria a basso valore aggiunto, non si immaginavano che i cinesi non solo producessero quella, ma poco alla volta acquisissero anche le tecnologie ad alto valore aggiunto
            I Cinesi avendo sviluppato un’economia industriale, si sono formati eserciti di ingegneri e ora stanno facendo il disastro.
            In Occifente abbiamo prevalentemente avvocati ed economisti.
            Da noi predomina la finanza.
            Quanto agli eserciti considera che con un missile ipersonico che i cinesi possiedono e gli occidentali no, tu puoi affondare una portaerei
            che è un piacere. Per non parlare dei missili russi che si sono visti in Ucraina.
            Ci vorranno decenni prima di colmare quel gap.
            Adesso Trump vorrebbe riportare l’industria in patria. Gli auguro di riuscirci.

            • Corpo umano scrive:

              Se dico una portaerei è perché la superiorità militare americana è sempre stata basata sulla marina.
              La guerra è cambiata. Avere il più grande esercito al mondo non serve a niente se è obsoleto.

              • Francesco scrive:

                Sarei più convinto se la Cina non stesse investendo un sacco di risorse per dotarsi delle sue portaerei, con relativi aerei imbarcati e gruppi da battaglia.

                La mistica dei super-missili è roba anni ’60 che ogni tanto torna fuori, credo colpa della Casta degli Ingegneri.

                😉

  10. Peucezio scrive:

    Roberto,
    “A parte che semplicemente non è vero, ma semplicemente a livello logico vuoi dire che tutto quello che non è woke non è Occidente? Trump e i suoi non sono Occidente?”

    Sì, secondo me Trump NON è Occidente, anzi, è l’antioccidente per definizione: sta portando gli USA fuori dall’Occidente.

    • Francesco scrive:

      Codesta è una gran fesseria, però!

      L’Occidente è anche quello dell’Ottocento, in cui i vari Stati che lo componevano si combattevano tutti i giorni, militarmente, diplomaticamente, economicamente.

      L’Occidente unito e al suo interno pacifico è una fase storica, su cui io do un giudizio molto positivo, ma non è certo tutto l’Occidente.

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Mah, allora si parlava di Europa, non di Occidente. L’Occidente è un concetto che si è imposto dopo la II Guerra Mondiale.

        • Francesco scrive:

          Prima si parlava di “uomo bianco”.

          Io ho sempre considerato i due termini sinonimi, comprese le ambiguità geografiche e coloristiche (i russi? i giapponesi?).

          L’Occidente post-2GM è una fase della storia dell’Occidente, dopo tutto c’era un libro famoso sul tramonto della civiltà occidentale che è ben precedente.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Bisogna distinguere l’Occidente geopolitico dall’Occidente culturale.

            Oggi si confondono in modo doloso i due concetti, altrimenti non si capisce a che titolo la Russia appunto non sarebbe occidentale.

            • Francesco scrive:

              E’ sempre stata a mezza strada tra l’Occidente e l’Asia.

              Il dispotismo zarista, accettato quasi supinamente, le fesserie mistico-nazionaliste che infettavano pure uomini della statura di Dostojeski … non è mai riuscita a diventare veramente Occidente.

              E quelli che tu chiami “due concetti” sono sempre stati parte di un fascio di concetti mai divisibili.

              • Peucezio scrive:

                Non è vero.

                Polacchi, cechi, ungheresi ti sembra che culturalmente siano qualcosa di non occidentale?

                Eppure, da dopo la guerra fino alla caduta del Muro, non lo erano.

                Che poi l’Occidente non è un blocco geopolitico, ma solo l’estensione del dominio statunitense: occidentale vuol dire solo questo.

                Ora gli Stati Uniti si stanno chiamando fuori, infatti ci trattano alla pari, senza paternalismi e finti riguardi, mandandoci a fare in culo se occorre, pretendendo reciprocità, trattandoci con pragmatismo, secondo il loro interesse, come si tratta un altro attore, per quanto minore, in un mondo di soggetti autonomi.

              • Peucezio scrive:

                In questo senso dico che Trump sta smantellando l’Occidente: vanno via gli americani, sono già usciti ungheresi e slovacchi, stanno uscendo gli austriaci, fra poco forse se ne vanno francesi e tedeschi, come dico sempre, rimarrà solo il Lussemburgo, non perché ci abita il nostro amico, ma perché mi sembra l’unico recesso abbastanza piccolo dove può ripiegare.

                E anche casa di Zelenskij, se gli ucraini non gli fanno la pelle prima.

              • Peucezio scrive:

                E forse rimarranno gli sfigati polacco-baltici, nostalgici delle vecchie grandezze imperiali medievali (non si sono mai più ripresi dal trauma) a sostenere da soli un mondo che non esiste più, finché faranno come i giapponesi che combattevano la II Guerra Mondiale da soli negli anni ’80, perché nessuno li aveva avvisati che era finita (o forse non gli avevano voluto credere).

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Polacchi, cechi, ungheresi ti sembra che culturalmente siano qualcosa di non occidentale?”

                Polacchi e ungheresi io li colloco a Est: anche se cattolici, sono:
                – fuori dall’Europa carolingia
                – convertiti nel X secolo
                – formarono subito grandi regni non feudali
                – non furono parte del Sacro Romano Impero
                – conobbero un’espansione della servitù della gleba mentre in Occidente era in declino
                – importarono in massa tedeschi (che fossero ebrei renani o minatori sassoni poco importa)
                – subirono le conseguenze dei mongoli
                – furono o sotto gli Ottomani o, comunque, parte di compagini politiche non di modello occidentale (la Polonia-Lituania)
                – si ritrovarono nel blocco sovietico

                La Boemia/Cechia non ha tutte queste caratteristiche, invece.

              • Peucezio scrive:

                Vabbè, ma allora l’Occidente si restringe allo spazio carolingio.

                Pensa all’Italia meridionale, che entra nell’Occidente davvero solo sotto i Normanni e in fondo rimane culturalmente diversa.
                Pensa alla Spagna, che ha finito la Reconquista nel 1492.

                E comunque se il criterio è questo la Grecia non è mai stata un paese occidentale, essendo ortodossa e prima bizantina poi turca.
                Eppure nessuno oggi parlando di Occidente esclude la Grecia.
                Per il banale motivo – qui sta l’ambiguità della cosa – che è rimasta al di qua della Cortina di ferro. Il che fa capire che Occidente in fondo non vuol dire niente e mischia troppe cose diverse.

                Quindi tanto vale riferirsi all’Occidente come faccio io, come a un costrutto retorico-ideologico atlantista.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Perché dovrei escludere pezzi di Italia dall’Occidente? Al massimo è l’Occidente una progressiva estensione dell’Italia, per usare un’iperbole.
                E il fatto che l’Europa carolingia fosse più arretrata dell’Italia e che quindi in Italia si verificassero fenomeni molto particolari, non vuol dire che mi metto ad ampliare la definizione a chi differiva dall’Europa carolingia perché più arretrato ancora. Soprattutto se non ha dato praticamente niente all’Europa carolingia (contrariamente alle Isole Britanniche).

                Io escludo la Grecia. Ed escludo i greci.
                Poi ci sono i Greci, quegli esseri semidivini vissuti qualche millennio fa che hanno inventato tutto ed il cui testimone è stato raccolto dai tedeschi (o dagli ebrei tedeschi) e tutte le altre puttanate che mi hanno insegnato a scuola. Ma io sto parlando del mondo reale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Perché dovrei escludere pezzi di Italia dall’Occidente? Al massimo è l’Occidente una progressiva estensione dell’Italia, per usare un’iperbole.”

                Sieeh…

                L’Occidente è il Messico. L’Oriente è Cuba, da cui sono arrivati gli Orientali sulle loro navi.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                così comunque diventa arbitrario e comunque non tirerei in ballo l’arretratezza o l’avanzamento, altrimenti l’Occidente sarebbe diventato tale al massimo nel Sette-Ottocento, visto che l’Oriente fino ad allora era molto più avanzato.

                Circa i Greci, io non cadrei, per reazione a una certa ipostatizzazione troppo mitizzante e schematica, nell’eccesso opposto, come se la civiltà greca fosse un’invenzione e non fosse alla base sostanzialmente della filosofia, del pensiero logico, dei generi letterari e in modo più indiretto dei modelli politici cui siamo abituati.

                I tedeschi peraltro sono studiosi seri, possono avere a volte qualche fissazione ma sull’antichità chi li batte? 🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “così comunque diventa arbitrario e comunque non tirerei in ballo l’arretratezza o l’avanzamento”

                Io invece la tiro in ballo. Non mi si può raccontare che l’Impero Romano e una tribù germanica fossero sullo stesso livello culturale e non si può sostenere che alla fine nel X secolo Roskilde e Salerno fossero la stessa cosa. Banalmente, la tribù germanica copiava i romani e voleva essere come loro, mentre non succedeva il contrario: una delle due realtà si percepiva come ai margini dell’altra.
                Il mondo carolingio altro non è che un’espansione di questo centro, da cui non si può espungere Montecassino, mentre una serie di altre realtà anche sì.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I greci stanno fuori per una serie di motivi:
                – l’Oriente romano è sempre rimasto ellenofono
                – l’Oriente è rimasto poi romano
                – per quest’ultimo motivo, alla fine c’è stata la separazione religiosa

                Dirai: ma anche in Occidente poi c’è stata la Riforma e l’unità si è rotta. E’ vero: infatti l’Occidente oggi come concetto ha molto meno senso che nel Trecento, tanto che per adesso lo avete definito soltanto in negativo, per ciò che non è.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Il mondo carolingio altro non è che un’espansione di questo centro, da cui non si può espungere Montecassino, mentre una serie di altre realtà anche sì.”

                Ma un’espansione barbarica.

                Io direi semmai appunto che è occidentale, anche etimologicamente, ciò che è più arretrato, non che è più avanzato.

                In questo senso appunto “romei”, come direbbe Mirkhond, e italiani del sud sono meno occidentali.

                Con la Riforma appunto poi la cesura aumenta, anzi, nasce un occidente latino che ha una collocazione intermedia, meno barbarico e quindi meno “occidentale”.

                In generale comunque mi sembrano confini e definizioni talmente cangianti e opinabili che proprio lo considererei un concetto inservibile anche per il passato, per questo mi va bene solo come costrutto retorico attuale, come sinonimo di ideologia atlantista.

              • Peucezio scrive:

                Che a sua volta è sinonimo di servilismo.

    • roberto scrive:

      peucezio

      “secondo me Trump NON è Occidente”

      si ma secondo te occidente è sinonimo di woke….a meno che tu non voglia dire che trump non vorrebbe trasformare gli stati uniti in una specie di monarchia assoluta mediorentale, il che in effetti potrebbe anche essere

      comunque per me Trump è non solo occidentalissimo ma è proprio l’esempio più chiaro e diretto di una parte degli USA che porta all’anarcocapitalismo e all’individualismo più sfrenato. avrei visto benissimo trump all’epoca dei pionieri, creare un saloon in mezzo al nulla, vendere cibo e acqua a peso d’oro ai cercatori d’oro e ammazzare i concorrenti

      • Peucezio scrive:

        In questo senso sì, è Occidente, ma in senso reale, non retorico.
        L’individuo contro il dispotismo asiatico.

        Invece oggi l’Occidente è un costrutto retorico e Trump lo sta demolendo.

        E peraltro questo costrutto è la giustificazione ideologica di un neodispotismo che in effetti tanto occidentale, se identifichiamo l’Occidente con la libertà (quella vera, non quella retorica, che è la sua negazione), non è.

        Se ci fai caso, quelli che più fanno di democrazia e libertà una bandiera sono quelli che, in ogni dibattito, difendono oligarchie, élite e limitazioni della sovranità popolare contro il plebiscitarismo e il populismo e che difendono vincoli, regole e censura contro la libertà.
        Sarebbe più onesto dire: “ciò che c’interessa è stabilire i limiti della libertà e del potere popolare”, posizione legittima, che dire “noi difendiamo la democrazia e la libertà contro l’autoritarismo e la repressione”, visto oltretutto, per inciso, che la democrazia moderna ha sempre avuto i pesi e i contrappesi, ma la libertà anche solo vent’anni fa era molto più ampia di oggi e non c’era nessuna cappa di censura, quindi l’emergenza non è quella del dilagare dell’anarchia, ma del dilagare del controllo sociale.

        • Francesco scrive:

          >>> sarebbe più onesto dire: “ciò che c’interessa è stabilire i limiti della libertà e del potere popolare”

          che è esattamente la definizione della democrazia liberale di matrice anglosassone, che è diventata il paradigma di tutto l’Occidente. e che mostra il suo valore ogni volta che questa definizione viene “superata”, in Occidente come nel resto del mondo.

          come direbbe qualcuno: Lenin è andato al potere con un golpe militare, Mussolini e Hitler con elezioni più o meno libere. da sole, le elezioni non bastano.

          • Peucezio scrive:

            Guarda che quello che è cambiato non è un tentativo di superamento di quello schema, ma il fatto che sia stato svuotato dall’interno e il tentativo di superamento ne è una reazione.

            Fino più o meno agli anni ’80 compresi quelle regole e limiti servivano a tutelare il popolo, oggi servono a garantire la capacità predatoria di élite avide quanto incapaci.

            E circa la censura, io non credo che la dittatura woke (ma non solo, in generale il clima di caccia alle streghe che si è imposto su tutto prima col covid e poi con la guerra in Ucraina) sia compatibile con la libertà di pensiero delle democrazie occidentali tradizionali.

            • Francesco scrive:

              Sono in fortissimo disaccordo.

              Quelle regole e limiti servono OGGI a garantire che a spodestare le elite avide ed egoiste non siano dei despoti ladri e violenti.

              Ciao

              • Peucezio scrive:

                Quindi dobbiamo tenerci le éelite avide ed egoiste…

                Preferisco i despoti ladri e violenti.

              • Francesco scrive:

                E se le facessimo spodestare da gente per bene invece?

                Se negli USA seppero fare le leggi anti trust, vuol dire che è possibile!

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        ” creare un saloon in mezzo al nulla, vendere cibo e acqua a peso d’oro ai cercatori d’oro”

        Esattamente ciò che fece suo nonno.

  11. MOI scrive:

    @PEUCEZIO

    Ancor prima che “Leggi Strambe”, la Woke è il perfetto esempio di Egemonia Culturale Gramsciana negli USA … anzi: la “Legge Stramba” arriva buonultima (o cattivultima 🙃) a imporre alle masse la mentalità e il modus vivendi già consolidati della Élite !

    • MOI scrive:

      SE fossevpasato il DDL Zan, un sacco di gente in Italia, soprattutto chi identitariamente “ha speso in lire e telefonato a gettoni con la rondella” … avrebbe imparato direttamente sotto processo un sacco di “robe” che tutt’ ora ignora.

      Intelligenti Pauca

  12. Francesco scrive:

    >>> Francesco, a parte che confondi la sostanza con l’accidente (la cultura woke è l’unico vero tratto caratterizzante, l’unica base ideologica dell’Occidente contemporaneo

    Mi consenta, caro amico di osteria kelebekkiana, di essere in totale contrasto con questa sua analisi.

    La cultura woke è una caduta dell’Occidente dai suoi standard di libertà e di pensiero critico, assimilabile al fascismo in questo senso.

    La sostanza dell’Occidente è credere che si possa basare la società sulla tutela della libertà personale senza finire nel caos e nell’anarchia, e sul pensiero critico senza finire nel relativismo e nell’assurdità.

    Chiedo scusa per aver provato io a definire cotanta roba, so di non essere all’altezza.

    Saluti

    • roberto scrive:

      francesco

      “La sostanza dell’Occidente è credere che si possa basare la società sulla tutela della libertà personale senza finire nel caos e nell’anarchia, e sul pensiero critico senza finire nel relativismo e nell’assurdità.”

      sai che non è male?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “La sostanza dell’Occidente è credere”

      OAAF!

      Definizione eccellente.

      In ultima analisi, è un “credere”. Cioè una fede, un illudersi.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        La Fede sposta i mondi, però. Ed è il soffio vitale degli uomini.

        Se sia illusione o lo strato ultimo della realtà è un tema che mi affascina.

        PS Marx avrebbe preteso di avere una scienza da contrapporre a quel “credere”. Andrea Di Vita cosa dice?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “sposta i mondi”

      Quella è la gravità.

      “soffio vitale”

      Vero, ma lo è degli uomini, non della natura, il cui firmamento ruota sulle nostre teste indifferente. Vabbè che sei meneghino, ma un po’ meno di Manzoni e un po’ più di Leopardi, suvvia!

      “Andrea Di Vita”

      Ah, io mi limito a citare il Sommo:

      ‘fede è sostanza di cose sperate
      ed argomento delle non parventi’

      Nel caso nostro, come dici tu l’Occidente è un credere, una fede. La cosa sperata è che si possa vivere liberi senza cadere vittima di una qualche propaganda (l'”assurdità” cui fai riferimento) e senza neppure ricorrere al relativismo pur praticando un pensiero critico. Ed e’ una cosa “non parvente”, che cioè non si cónstata, perché il capitalismo alla base dell’Occidente produce naturalmente quella disparità di ricchezza (il principio di Pareto) che di propaganda vive e che sulla propaganda si basa. L'”American way of life”, il “Destino manifesto”, il “Mondo libero” sono esempi. Poi quando le cose si mettono male il guanto di velluto si consuma e si intravvede il pugno di ferro sottostante (la “macelleria messicana” della Diaz, la censura contro i “putiniani” di oggi).

      Hai mai letto “Il tallone di ferro”, di Jack London? Aveva capito molte cose, Jack…

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Perché non si deve ricorrere al relativismo?
        Per me il relativismo è l’unico modo possibile di riconoscere l’alterità.

      • Francesco scrive:

        1) e chi se ne frega della natura fuori di noi? è solo lo sfondo.

        2) insomma, abbiamo imparato a volare. mi basta come spostamento reale dei mondi. e la gravità è diventata la nostra serva, invece che la nostra padrona.

        3) non ho le conoscenze teologiche per capire il Sommo. ma ho vissuto abbastanza a lungo per dire che l’Occidente riesce a esistere abbastanza bene, sempre in equilibrio precario, sempre a rischio di tracollo, sempre meglio delle alternative, a noi ben note.

        4) se il mondo libero non esistesse, non capiresti se sei a Genova o a Kabul. e invece lo capisci benissimo.

        5) se la mancanza di libertà è la “censura contro i putiniani”, io sono Ilona Staller.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          1) Ma noi facciamo parte della natura. Noi siamo lo sfondo. Pensare il contrario (l’Uomo ha l’Anima, le Cose Inanimate sono appunto Inanimate) è una illusione prospettica, tolemaica, già contraddetta prima da Copernico poi da Freud e Marx.

          2) Sì, abbiamo imparato a volare, ma non certo per la fede. Tantomeno per la fede nella ‘democrazia’. Il progresso nasce appunto quando ci si libera dalla fede, perché la conoscenza nasce quando ci si libera dall’illusione.

          3) ‘a vivere abbastanza bene’ Certamente, dopo secoli di sfruttamento del resto del mondo grazie al proprio sviluppo scientifico e tecnico. Sviluppo cominciato precisamente quando la società ha smesso di ispirarsi a una fede. Finché da noi dominava la fede stavamo peggio di Arabi e Cinesi, non meglio.

          4) v. il punto 3)

          5) Non si sente il bisogno di censurare i terrapiattisti, perché le loro idee sono talmente fuori dalla realtà da risultare innocue. Se al contrario da noi oggi si sente così forte l’urgenza di censurare chi ricorda quanto siano autolesioniste le sanzioni cretine che ci assoggettano agli USA ancora più di quanto lo fossimo prima allora si vede che siamo proprio arrivati alla favola dei vestiti dell’imperatore. E come ti ho già scritto, la censura azzera il vantaggio fondamentale della ‘democrazia’ sulla ‘dittatura’: la maggiore facilità della prima di procedere alla correzione degli errori.

          Del resto, se milioni di utenti in Occidente mollano Facebook (dopo le ammissioni di ZXuckerberg sulla censura dei fact checker) e TikTok (che Trump vuole americanizzare d’ufficio) per andare su RedNote (cioè il social di Pechino intitolato al ‘libretto rosso’ del Grande Timoniere) fregandosene della conclamata censura e dell’eventuale abuso dei loro dati personali da parte di Pechino vuol dire che non li considerano peggiori della conclamata censura e dell’eventuale abuso dei dati personali da parte di Washington. Difficile che siano tutti rosso-bruni pagati da Putin. Anche sui social e nella new economy, la gente vota coi piedi.

          Fra DeepSeek e RedNote, con l’arrivo di Trump

          Socialismo di mercato – TINA : 2 a zero

          Cosa mai potrebbe andare storto? 🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Nulla, grazie al cielo sei un vecchio arnese trinariciuto non più pericoloso di un terrapiattista!

            😀

            Ciao

          • Francesco scrive:

            Sul punto

            1) nessuna ha mai dimostrato che l’uomo è SOLO un animale. Che sia anche un animale è noto da milioni di secoli.

            2) la Scienza occidentale è stata fatta, ab origine e anche dopo, da scienziati credenti. La buffa superstizione per cui un credente non possa fare scienza è una ridicolaggine per qualsiasi storico della scienza.

            3) talmente generico e zapatista che neppure ti rispondo.

            4) vedi punto 3

            5) combattere chi è in combutta col nemico è sempre stato necessario. il fatto che comporti solo dare del bugiardo a dei bugiardi che ripetono menzogne fabbricate da Putin, senza che si trovi uno che abbia qualche idea originale, mi conforta nel sostenerlo. non ci sono argomenti filo-Putin.

            6) il fatto che l’assuefazione ai Social sia così potente da spingere a fottersene della verità e della libertà è un buon argomento per i reazionari come me che li proibirebbero proprio.
            A prescindere da chi li controlli

            Saluti

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “La sostanza dell’Occidente è credere che si possa basare la società sulla tutela della libertà personale senza finire nel caos e nell’anarchia, e sul pensiero critico senza finire nel relativismo e nell’assurdità.”

      hai ragionissima. E direi che questa dovrebbe essere la sostanza della civiltà nel senso più alto, non solo dell’Occidente.

      Il punto è che oggi i difensori dell’Occidente sono proprio gli affossatori di tutto questo in nome di fanatismi vari.

      Tu per primo, che dici queste belle parole, ma poi stai con quelli che le affossano, contro quelli che le difendono.

      • Francesco scrive:

        Sei un imperialista, sotto sotto, peggio di me!

        😀

        • Peucezio scrive:

          Questa non l’ho capita.

          Comunque non sono contrario all’idea imperiale, sono contrario al caos.
          I romani portavano ordine, gli americani portano caos.

          • Francesco scrive:

            >>> direi che questa dovrebbe essere la sostanza della civiltà nel senso più alto, non solo dell’Occidente.

            paragonati a te, Trump e Musk sono dei moderati!

            • Peucezio scrive:

              Francesco,
              “paragonati a te, Trump e Musk sono dei moderati!”

              Su questo mi pare ci possano essere pochi dubbi. Io sarei molto più radicale di loro.
              Non perché non riconosca il valore del moderatismo, ma perché nel mondo dei pazzi per tornare alla normalità bisogna essere estremi.

              Ma non ho capito cosa c’entra con quello che stavo dicendo.

              • Francesco scrive:

                Stavi dicendo che l’Occidentalismo (quello storico, ideologico, che ha fatto da spina dorsale agli Imperi coloniali, tra l’altro) è LA CIVILTA’ umana nel senso più alto.

                Neppure io ho mai pensato una cosa simile.

                Tra l’altro, il woke sta all’Occidente come la vendita del titolo di Imperatore da parte dei pretoriani sta a Roma.

                Ciao!

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                non ho mai detto nulla del genere.
                Tu hai parlato di “tutela della libertà personale senza finire nel caos e nell’anarchia, e sul pensiero critico senza finire nel relativismo e nell’assurdità”.
                Mi sembrano valori universali.
                Hanno fatto parte per un certo periodo della cultura occidentale, ma non prima e non dopo.

              • Francesco scrive:

                >>> Mi sembrano valori universali.

                e col cazzo che lo sono, invece! o meglio, pur essendo valori che corrispondono all’intima natura degli uomini, col cazzo che fuori dall’Occidente sono mai stati in auge.

                Ciao

  13. Francesco scrive:

    >>> Il vero conformista d’altronde è un appassionato, non un passivo

    Non sono d’accordo, l’appassionato è sempre una scocciatura per il conformista, che è uno che cerca la strada più comoda.

    I linciaggi sono sommovimenti momentanei, troppo sbattimento, mica siamo rivoluzionari!

    Il gregario appassionato a cui pensi tu è uno che vuole fare carriera, uno che soffre di eccessi di zelo ed è un problema.

    Ciao

    • Peucezio scrive:

      Francesco,
      “il conformista, che è uno che cerca la strada più comoda. ”

      Assolutamente no.
      Chi cerca la strada più comoda è un saggio, perché scegliere quella più scomoda è da fessi o da masochisti.

      Il conformista non sceglie affatto al strada più comoda, il conformista è convinto di essere un eroe. Il conformista segue le avanguardie, è dinamico, perché lo spirito gregario è dinamico.

      Guarda i giovani, in ogni epoca. Sono tutti uguali, hanno molto meno senso critico dei vecchi, seguono le mode, sono molto gregari eppure sono i più rivoluzionari, innovatori, dinamici, attivi.

      • Francesco scrive:

        Non mi convinci ancora. E i giovani non erano affatto tutti uguali, almeno fino al 68 (ma anche quella è in larghissima parte una leggenda).

        Ciao

        • Peucezio scrive:

          Parlo della gioventù archetipica:
          un tipico adolescente compra lo stesso paio di scarpe di tutti i suoi coetanei perché in quel momento è di moda e al tempo stesso gioca a fare il ribelle (come tutti i suoi coetanei).

          Poi è ovvio che non sono tutti così.

          Ma c’è la fisiologia.
          Che vuole che il ragazzo sia molto più proteso alla socialità dell’adulto, perché ha un’individualità meno formata, e al tempo stesso che a un certo punto si ribelli al padre, alla vecchia generazione, anche perché gli ribolle il sangue, ci sono gli ormoni, ecc.

          D’altronde anche nelle culture tradizionali ci sono dei riti di passaggio, per cui a un certo punto l’adolescente, insieme ai suoi coetanei, si stacca temporaneamente dalla comunità per poter diventare adulto.

          • Francesco scrive:

            Ma non sono sicuro fosse così nelle società urbane, dove la stratificazione sociale era importantissima.

            Forse con la scuola dell’obbligo questa cosa è rinata.

            Ma sono molto ignorante.

            Ciao

      • paniscus scrive:

        “Guarda i giovani, in ogni epoca. Sono tutti uguali, hanno molto meno senso critico dei vecchi, seguono le mode, sono molto gregari eppure sono i più rivoluzionari, innovatori, dinamici, attivi.”—-

        E tu da giovane approvavi questi atteggiamenti e ti comportavi così a tua volta?

        • Peucezio scrive:

          Ahahaha, ma me lo stai chiedendo seriamente?

          Facevo il contrario per principio!

          In realtà no: ero come un marziano e i miei coetanei lo sembravano a me: ero proprio diverso di mio, amavo altre cose, ascoltavo altra musica, avevvo un’altra forma mentis, non speculare o oppositiva, proprio del tutto autonoma (ma non senza un senso di distanza).

  14. Peucezio scrive:

    Ragazzi,
    ma nessuno commenta il fatto che Elon Musk, alla vigilia della giornata della memoria, è andato in Germania a dire che basta con ‘sto senso di colpa, che i figli non devono sentirsi colpevoli delle azioni dei padri, nonni e dei bisnonni, smontando così pubblicamente la retorica olocaustica?

    • Francesco scrive:

      Abbiamo già detto che pensiamo che sia una pericolosa testa di cazzo.

      Anche se ha fottuto alla grande la NASA.

      • Peucezio scrive:

        Quindi per quante migliaia generazioni i tedeschi devono sentirsi in colpa per l’Olocausto, mentre in Turchia se parli del genocidio armeno ti incarcerano e malgrado questo la Turchia non solo è pienamente legittimata in Occidente, ma fa pure parte della Nato?

        • Francesco scrive:

          La Turchia è così pienamente legittimata in Occidente che piuttosto che loro la UE si prenderebbe una carrettata di impestati!

          E non è colpa nostra se i turchi aderiscono alle peggiori tradizioni negazionistiche per cui “noi sempre stati brava gente”. Come molti altri popoli.

          Siamo, in questo, migliori di loro. Meglio, vorremmo esserlo.

          PS tra l’altro, il problema non è dei tedeschi, è dei “populisti” che paiono così ansiosi di gettarsi nelle dinamiche che portarono i nazisti al potere.

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            non mi sono spiegato.

            Prova solo lontanamente a immaginare cosa succederebbe se lo stato tedesco negasse ufficialmente l’Olocausto e vietasse pure per legge di affermarlo.
            Altro che Turchia…

            • Francesco scrive:

              Infatti non lo fanno e non ci pensano neppure a farlo. In primis perchè sarebbe una volgare menzogna e (forse) siamo passati oltre lo stadio di civiltà in cui il passato va riscritto ogni giorno per farci belli e fieri. Anzi, alcuni pirla sono andati troppo in là.

              Poi, essendo tedeschi e non turchi, non avrebbero sconti dal resto del mondo civile. Forse il plauso di quello incivile, in cambio.

              Ciao

          • PinoMamet scrive:

            OMDAF

    • roberto scrive:

      ovviamente lui non ha nessuna simpatia per i neonazisti…noooo “vi mando un cuore e un bacio”

      • Peucezio scrive:

        In effetti non mi è chiaro se il suo sia solo anticonformismo perché si è riscoperto antiwoke e vuole abbracciare tutte le posizioni più estreme o se invece c’è proprio una fascinazione verso questi sistemi spicci, che decidono senza troppi lacci e lacciuoli.
        In effetti anche il III Reich si caratterizzava per un certo prometeismo tecnologico.

      • PinoMamet scrive:

        Sulla vexata quaestio, mi si informa che il saluto muskiano sarebbe il “saluto di Bellamy”

        (allego contributo visivo: https://it.wikipedia.org/wiki/Saluto_di_Bellamy#/media/File:Students_pledging_allegiance_to_the_American_flag_with_the_Bellamy_salute.jpg )

        in uso negli Stati Uniti d’America fino al 1942, quando Roosevelt decise di abolirlo in quanto un po’ troppo simile al saluto nazista;

        a sua volta, Bellamy ( prima di Benito) si sarebbe ispirato a una forma di saluto dell’antica Roma, in realtà fraintesa da qualche fonte antica nella quale si diceva che i Romani si salutavano alzando il braccio (cioè, in modo naturale, come fanno più o meno tutti…)

        il riferimento all’antica Roma da parte degli USA non sorprenderà nessuno (tra Campidoglio, statue marmoree di presidenti, fasci- di nuovo, indipendenti e precedenti a LVI- messi un po’ ovunque…)

        quindi il nostro Elonio Muschio si conferma un troll dalla statura quasi pari a quella di Bello Figo.

  15. Moi scrive:

    Al-Dibbah (com’è stato soprannominato da Libero) e la Giornata della Memoria :

    https://www.youtube.com/watch?v=HPLsz2im1xY

    Giornata Memoria: a cosa serve ricordare il genocidio di ieri se non si ferma il genocidio di oggi?

  16. Moi scrive:

    C’è anche (almeno una) un ‘immagine di Trump con il pugno chiuso …

  17. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    https://www.youtube.com/watch?v=NjLyCbGzFBM

    LGBT Community Center comments on ‘X’ gender marker passport applications being suspended

    Being able to get a passport is part of being a U.S. citizen. But for some that document is being put on hold.

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