Dio, Umanità, Patria, Famiglia contro la Macchina del Tecno-Capitale

Torno spesso qui a riflettere su una frase che mi colpì come un’illuminazione mistica:

“Dal mio punto di vista, più si viaggia meglio è. Più opportunità di lavoro di business e di spostamento veloce in aereo, in macchina, in treno o in nave ci sono, e meglio è.”

Così parlò il Salsicciaio Matteo Salvini, il 19 dicembre 2018, dichiarando il suo sostegno all’espansione dell’aeroporto di Firenze Peretola, un aeroporto il cui proprietario è un miliardario argentino, e il cui direttore è attualmente console onorario d’Israele: gente che viaggia, insomma, ben più di un profugo eritreo che sta per annegare al largo di Malta.

E capii che quella era la vera essenza di ciò che oggi chiamano Destra.

In tutto il cosiddetto Occidente, si stanno improvvisamente affermando partiti politici che nell’emiciclo parlamentare si siedono a Destra.

Il fatto a prima vista è incomprensibile: dicono che la Destra crederebbe in Dio, Patria e Famiglia, quando le chiese sono vuote, la gente con trenta euro può salire su un volo Ryanair e volare sopra dieci patrie e in Italia, ogni cinque minuti una coppia si separa.

Eppure l’Italia di Destra, dopo il poligamo Berlusconi, ha conosciuto il divorziato Salvini e la convivente Meloni il cui governo ha introdotto la fecondazione assistita per tutti

In realtà, attaccando il presunto Dio – Patria – Famiglia (sentite la vocina roboante-ghignante con cui il Sinistro medio pronuncia queste parole), non solo la Sinistra non ha colto il vero motore della Destra; ha anche attribuito alla Destra meriti che non ha: perché dietro la parola Dio, c’è tutta la spiritualità della specie umana; dietro la parola Patria, il senso di un rapporto con un luogo; dietro la parola Famiglia, il senso di affetti e relazioni che trascendono il tempo.

In altri tempi, sono stati archetipi facili da sfruttare, anche nel male, proprio perché radicati in noi; ma oggi sono stati strappati alla radice.

Ho la sensazione che la Destra realmente esistente abbia tre motori molto diversi.

Il primo è la non sopportazione della soffocante retorica inclusiva promossa soprattutto dalle istituzioni europee, costruita da ragazzi mandati da genitori benestanti a studiare in prestigiose università europee in corsi in lingua anglobale.

Una retorica copiata dagli Stati Uniti che essuda tanta bontà da far venire la voglia di diventare cattivi. Questo è un motore del tutto superficiale, ma è quello che agita di più gli animi, schierando quelli che vogliono imporre gli assorbenti nei bagni dei maschi contro chi come Vittorio Feltri ai musulmani ci “sparerebbe in bocca“.

Pronomi politicamente corretti

Scemenze, ma di enorme impatto nei titoli – che è ciò che la gente legge – e che caricano le parti di un reciproco odio, talmente forte da far perdere le cose che veramente contano.

Il secondo motore sono tante confuse resistenze da parte di piccoli individui, contro regolamentazioni, giuste e ingiuste.

E’ di “Destra” tenersi la vecchia utilitaria e rifiutarsi di comprare il macchinone nuovo superelettronico anche quando minacciano di non ammetterti più nel centro della città, è di “Destra” il tizio che ha trasformato una spiaggia del demanio in un bar privato, è di “Destra” quello che vuole pagare in contanti…

Ma il terzo motore è quello che conta davvero e che pochi prendono in considerazione. Per capirlo, torniamo alla frase di Salvini:

“Dal mio punto di vista, più si viaggia meglio è. Più opportunità di lavoro di business e di spostamento veloce in aereo, in macchina, in treno o in nave ci sono, e meglio è.”

Questa frase sarebbe condivisa dall’enorme maggioranza di persone che votano a Destra che io conosco: da una parte “più opportunità di lavoro, di business, di spostamento“, dall’altra una natura complessa, vecchie cascine, una fauna straordinaria di fenicotteri che da millenni si recano lì, tanto che Boccaccio vi ambientò la novella Chichibio e la Gru: e la cosa affascinante è che l’amore per queste cose, è considerata dall’elettore medio di Destra, roba da radicalchic di Sinistra.

I fenicotteri della Piana, foto di Wild Peregrine

C’è da fare un mucchio di soldi, e questi si lamentano pure per i fenicotteri! (sentite la vocina gnegnè del destro che ci ghigna sopra).

Torniamo alla triade della spiritualità, della sacralità dei luoghi, delle relazioni che durano oltre il momento: il Destro medio è dunque contro Dio, Patria e Famiglia.

E’ uscito in questi giorni un testo scritto molto bene, che secondo me esprime l’essenza della Destra Realmente Esistente, quella che Trump e Elon Musk stanno facendo trionfare, e quella che nel profondo sogna Matteo Salvini.

Si chiama The Techno-Optimist Manifesto, e credo che nessuno abbia mai espresso meglio ciò che chi scrive aborre.

Lo scopro con gratitudine dal blog di Pierluigi Fagan, che descrive così l’autore:

“L’Autore è Marc Andreessen (lo presenta qui Fortune), un miliardario della Silicon Valley, un importante venture capitalist, e ora un ‘headhunter’. Andreessen sta reclutando talenti per Elon Musk, e il suo Dipartimento per l’Efficienza Governativa (DOGE) per il nuovo governo Trump. Ha una società di capitali di rischio assieme a Benjamin Abraham Horowitz (Andreessen-Horowitz) [figlio di David Horowitz, uno dei padri del movimento neocon, nota mia] con cui condivide una militanza della prima ora nell’avventura digitale (Netscape).

Marc Andreessen

A&H si muovono ai limiti del nuovo ambiente ideologico-culturale che unisce i supporter MAGA di Trump, i tecnologi dissidenti (anti-woke ovvero Google e fino ad oggi Facebook che però pare intenzionata a muoversi a sua volta verso questa stessa direzione), la destra cristiana, l’anti-istituzionalismo degli anarco-capitalisti libertariani e cripto-miliardari, una costellazione con il co-fondatore di Palantir Joe Lonsdale, i re delle criptovalute Cameron e Tyler Winklevoss e i capitalisti di rischio Antonio Gracias e Douglas Leone Sacks, ma anche Ramaswamy, Carr e Ferguson (ora tutti membri della nuova Amministrazione) assieme a Elon Musk, che culmina nel vice-presidente J. D. Vance (riferimento istituzionale della Pay-pal mafia) e nel Project 2025. Veicolo intermedio, questa New Founding, tra think tank e fondo di investimento per iniziative conservatrici-libertariane.”

Questo Manifesto, dedicato all’esaltazione di ciò che chiama la Macchina del Tecno-Capitale e a ciò che farà al mondo, nonché al sistema solare…

l’ha scritto uno degli uomini più ricchi del pianeta, che lavora per conto di un uomo che controlla i nostri cieli e di un altro che tra pochi giorni si insedierà in un luogo con cui con un solo clic potrà annientare ogni forma di vita esistente sul pianeta.

Il Manifesto esalta la prometeica potenza della Techno-Capital Machine, per cui

“crediamo che l’Intelligenza Artificiale sia la nostra alchimia, la nostra Pietra Filosofia – stiamo letteralmente facendo sì che la sabbia pensi”.

E’ il manifesto dei nuovi dominatori, per cui vale la pena di ascoltare, e riflettere a lungo.

Sfruttando proprio l’intelligenza artificiale che sta annientando il mio lavoro mentre rende il signor Andreessen miliardario, ecco la traduzione del Manifesto Tecno-Ottimista, fatta con DeepL.

Unica precauzione: non fatevi ingannare dal pronome “noi“. Noi – io e voi che leggete e le persone che ci sono care – non andremo di sicuro su Marte, quando la “Macchina del Tecno-Capitale” avrà distrutto il nostro pianeta. Ci andranno loro. Ma forse nemmeno loro, quando un’intelligenza artificiale avrà deciso che non ha più bisogno di un borioso miliardario umano che capisce molto meno di lei.

Ora, vi riveliamo un segreto: la frase originale era di Mazzini,

“Voglio parlarvi, come il core mi detta, delle cose più sante che noi conosciamo, di Dio, dell’Umanità, della Patria, della Famiglia.”

E in questo momento, è proprio l’Umanità che i transumanisti stanno abolendo.

Che ognuna scelga la parte da cui stare, ma ricordando che in ballo c’è l’essenza stessa di cosa e di chi siamo.

Miguel Martinez

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Il Manifesto tecno-ottimista

Indice dei contenuti

Postato il 16 ottobre 2023

Vivete in un’epoca squilibrata – più squilibrata del solito, perché nonostante i grandi progressi scientifici e tecnologici, l’uomo non ha la più pallida idea di chi sia o di cosa stia facendo.

Walker Percy

La nostra specie ha 300.000 anni. Per i primi 290.000 anni siamo stati dei foraggiatori, che vivevano in un modo ancora osservabile tra i Boscimani del Kalahari e i Sentinelesi delle Isole Andamane. Anche dopo che l’Homo Sapiens ha abbracciato l’agricoltura, i progressi sono stati dolorosamente lenti. Una persona nata a Sumer nel 4.000 a.C. troverebbe abbastanza familiari le risorse, il lavoro e la tecnologia disponibili in Inghilterra al tempo della conquista normanna o nell’impero azteco al tempo di Colombo. Poi, a partire dal XVIII secolo, il tenore di vita di molte persone è salito alle stelle. Cosa ha portato a questo drammatico miglioramento e perché? Marian Tupy

C’è un modo per farlo meglio. Trovatelo. Thomas Edison

Le bugie

Ci stanno mentendo.

Ci dicono che la tecnologia ci toglie il lavoro, riduce i salari, aumenta le disuguaglianze, minaccia la nostra salute, rovina l’ambiente, degrada la nostra società, corrompe i nostri figli, compromette la nostra umanità, minaccia il nostro futuro ed è sempre sul punto di rovinare tutto.

Ci viene detto di essere arrabbiati, amareggiati e risentiti nei confronti della tecnologia.

Ci dicono di essere pessimisti.

Il mito di Prometeo – in varie forme aggiornate come Frankenstein, Oppenheimer e Terminator – infesta i nostri incubi.

Ci viene detto di denunciare il nostro diritto di nascita – la nostra intelligenza, il nostro controllo sulla natura, la nostra capacità di costruire un mondo migliore.

Ci viene detto di essere infelici per il futuro.

La verità

La nostra civiltà è stata costruita sulla tecnologia.

La nostra civiltà è costruita sulla tecnologia.

La tecnologia è la gloria dell’ambizione e della realizzazione umana, la punta di diamante del progresso e la realizzazione del nostro potenziale.

Per centinaia di anni l’abbiamo esaltata a dovere, fino a poco tempo fa.

Sono qui per portare la buona notizia.

Possiamo progredire verso un modo di vivere e di essere di gran lunga superiore.

Abbiamo gli strumenti, i sistemi, le idee.

Abbiamo la volontà.

È tempo, ancora una volta, di alzare la bandiera della tecnologia.

È tempo di essere tecno-ottimisti.

La tecnologia

I tecno-ottimisti credono che le società, come gli squali, crescano o muoiano.

Crediamo che la crescita sia un progresso, che porti alla vitalità, all’espansione della vita, all’aumento della conoscenza, a un maggiore benessere.

Siamo d’accordo con Paul Collier quando dice: “La crescita economica non è una panacea, ma la mancanza di crescita è una panacea”.

Crediamo che tutto ciò che è buono sia a valle della crescita.

Crediamo che la mancata crescita sia una stagnazione, che porta al pensiero a somma zero, alle lotte interne, al degrado, al collasso e infine alla morte.

Ci sono solo tre fonti di crescita: la crescita della popolazione, l’utilizzo delle risorse naturali e la tecnologia.

Le società sviluppate si stanno spopolando in tutto il mondo e in tutte le culture: la popolazione umana totale potrebbe già ridursi.

L’utilizzo delle risorse naturali ha forti limiti, sia reali che politici.

Quindi l’unica fonte di crescita perpetua è la tecnologia.

In effetti, la tecnologia – nuove conoscenze, nuovi strumenti, ciò che i greci chiamavano techne – è sempre stata la principale fonte di crescita, e forse l’unica causa di crescita, poiché la tecnologia ha reso possibile sia la crescita della popolazione sia l’utilizzo delle risorse naturali.

Riteniamo che la tecnologia sia una leva sul mondo, il modo per fare di più con meno.

Gli economisti misurano il progresso tecnologico come crescita della produttività: Quanto possiamo produrre in più ogni anno con meno input, meno materie prime. La crescita della produttività, alimentata dalla tecnologia, è il principale motore della crescita economica, dell’aumento dei salari e della creazione di nuove industrie e nuovi posti di lavoro, in quanto le persone e i capitali sono continuamente liberati per fare cose più importanti e preziose rispetto al passato. La crescita della produttività fa scendere i prezzi, aumentare l’offerta ed espandere la domanda, migliorando il benessere materiale dell’intera popolazione.

Crediamo che questa sia la storia dello sviluppo materiale della nostra civiltà; è per questo che non viviamo ancora in capanne di fango, sopravvivendo a stento e aspettando che la natura ci uccida.

Crediamo che questo sia il motivo per cui i nostri discendenti vivranno nelle stelle.

Crediamo che non ci sia problema materiale – sia esso creato dalla natura o dalla tecnologia – che non possa essere risolto con più tecnologia.

Avevamo un problema di fame e abbiamo inventato la rivoluzione verde.

Avevamo il problema dell’oscurità e abbiamo inventato l’illuminazione elettrica.

Avevamo un problema di freddo, così abbiamo inventato il riscaldamento interno.

Avevamo un problema di calore, così abbiamo inventato l’aria condizionata.

Avevamo un problema di isolamento, così abbiamo inventato Internet.

Avevamo un problema di pandemie, così abbiamo inventato i vaccini.

Abbiamo un problema di povertà, quindi inventiamo la tecnologia per creare abbondanza.

Dateci un problema del mondo reale e potremo inventare una tecnologia che lo risolva.

I mercati

Crediamo che i mercati liberi siano il modo più efficace per organizzare un’economia tecnologica. L’acquirente disposto a comprare incontra il venditore disposto a vendere, si stabilisce un prezzo, entrambe le parti traggono vantaggio dallo scambio, oppure questo non avviene. I profitti sono l’incentivo per produrre un’offerta che soddisfi la domanda. I prezzi codificano le informazioni sulla domanda e sull’offerta. I mercati inducono gli imprenditori a cercare i prezzi elevati come segnale di opportunità per creare nuova ricchezza facendo scendere i prezzi.

Crediamo che l’economia di mercato sia una macchina di scoperta, una forma di intelligenza – un sistema esplorativo, evolutivo e adattivo.

Crediamo che il problema della conoscenza di Hayek travolga qualsiasi sistema economico centralizzato. Tutte le informazioni reali si trovano ai margini, nelle mani delle persone più vicine all’acquirente. Il centro, astratto sia dall’acquirente che dal venditore, non sa nulla. La pianificazione centralizzata è destinata a fallire, il sistema di produzione e consumo è troppo complesso. Il decentramento sfrutta la complessità a vantaggio di tutti; la centralizzazione vi farà morire di fame.

Crediamo nella disciplina di mercato. Il mercato si disciplina naturalmente: il venditore impara e cambia quando l’acquirente non si presenta, oppure esce dal mercato. Quando la disciplina di mercato è assente, non c’è limite a quanto le cose possano diventare folli. Il motto di ogni monopolio e cartello, di ogni istituzione centralizzata non soggetta alla disciplina di mercato: “Non ci interessa, perché non dobbiamo”. I mercati impediscono i monopoli e i cartelli.

Crediamo che i mercati sollevino le persone dalla povertà – in effetti, i mercati sono di gran lunga il modo più efficace per sollevare un gran numero di persone dalla povertà, e lo sono sempre stati. Anche nei regimi totalitari, una graduale rimozione dello stivale repressivo dalla gola del popolo e dalla sua capacità di produrre e commerciare porta a un rapido aumento dei redditi e degli standard di vita. Se si alza un po’ di più lo stivale, ancora meglio. Se si toglie del tutto lo stivale, chissà quanto si può diventare ricchi.

Crediamo che i mercati siano un modo intrinsecamente individualista per ottenere risultati collettivi superiori.

Crediamo che i mercati non richiedano che le persone siano perfette, o addirittura ben intenzionate – il che è un bene, perché, avete mai incontrato delle persone? Adam Smith: “Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro interesse personale. Non ci rivolgiamo alla loro umanità ma al loro amor proprio, e non parliamo mai con loro delle nostre necessità, ma dei loro vantaggi”.

David Friedman sottolinea che le persone fanno cose per gli altri solo per tre motivi: amore, denaro o forza. L’amore non è scalabile, quindi l’economia può funzionare solo con il denaro o con la forza. L’esperimento della forza è stato condotto e si è rivelato insufficiente. Restiamo sul denaro.

Crediamo che l’ultima difesa morale dei mercati sia che essi dirottano le persone che altrimenti solleverebbero eserciti e fonderebbero religioni verso attività pacificamente produttive.

Crediamo che i mercati, per citare Nicholas Stern, siano il modo in cui ci prendiamo cura delle persone che non conosciamo.

Crediamo che i mercati siano il modo per generare ricchezza sociale per tutto ciò che vogliamo pagare, compresa la ricerca di base, i programmi di assistenza sociale e la difesa nazionale.

Crediamo che non ci sia alcun conflitto tra i profitti del capitalismo e un sistema di welfare sociale che protegge i più vulnerabili. Anzi, sono allineati: la produzione dei mercati crea la ricchezza economica che paga tutto il resto che vogliamo come società.

Crediamo che la pianificazione economica centrale elevi i peggiori di noi e trascini tutti verso il basso; i mercati sfruttano i migliori di noi a vantaggio di tutti.

Crediamo che la pianificazione centrale sia un circolo vizioso, mentre i mercati sono una spirale ascendente.

L’economista William Nordhaus ha dimostrato che i creatori di tecnologia sono in grado di catturare solo circa il 2% del valore economico creato da quella tecnologia. Il restante 98% viene trasferito alla società sotto forma di quello che gli economisti chiamano surplus sociale. L‘innovazione tecnologica, in un sistema di mercato, è intrinsecamente filantropica, con un rapporto di 50:1. Chi ottiene più valore da una nuova tecnologia, la singola azienda che la produce o i milioni o miliardi di persone che la utilizzano per migliorare la propria vita? QED.

Crediamo nel concetto di vantaggio comparativo di David Ricardo: distinto dal vantaggio competitivo , il vantaggio comparativo sostiene che anche chi è il migliore al mondo nel fare tutto, comprerà la maggior parte delle cose da altre persone, a causa del costo opportunità. Il vantaggio comparato, nel contesto di un mercato adeguatamente libero, garantisce un’occupazione elevata indipendentemente dal livello tecnologico.

Riteniamo che un mercato stabilisca i salari in funzione della produttività marginale del lavoratore. Pertanto, la tecnologia – che aumenta la produttività – spinge i salari verso l’alto, non verso il basso. Questa è forse l’idea più controintuitiva di tutta l’economia, ma è vera e 300 anni di storia lo dimostrano.

Crediamo nell’osservazione di Milton Friedman secondo cui i desideri e i bisogni umani sono infiniti.

Crediamo che i mercati aumentino anche il benessere della società, generando lavoro in cui le persone possono impegnarsi in modo produttivo. Crediamo che un reddito di base universale trasformerebbe le persone in animali da zoo da allevare da parte dello Stato. L’uomo non è stato creato per essere allevato; l’uomo è stato creato per essere utile, per essere produttivo, per essere orgoglioso.

Crediamo che il cambiamento tecnologico, lungi dal ridurre la necessità del lavoro umano, la aumenti, ampliando l’ambito di ciò che gli esseri umani possono fare in modo produttivo.

Crediamo che, poiché i desideri e i bisogni umani sono infiniti, la domanda economica è infinita e la crescita dei posti di lavoro può continuare per sempre.

Crediamo che i mercati siano generativi, non sfruttativi; a somma positiva, non a somma zero. I partecipanti ai mercati si basano l’uno sul lavoro e sulla produzione dell’altro. James Carse descrive i giochi finiti e i giochi infiniti: i giochi finiti hanno una fine, quando una persona vince e un’altra perde; i giochi infiniti non finiscono mai, perché i giocatori collaborano per scoprire ciò che è possibile nel gioco. I mercati sono il gioco infinito per eccellenza.

La macchina del tecno-capitale

Combinando tecnologia e mercati si ottiene quella che Nick Land ha definito la macchina del tecno-capitale, il motore della creazione materiale perpetua, della crescita e dell’abbondanza.

Riteniamo che la macchina del tecno-capitale dei mercati e dell’innovazione non finisca mai, ma che anzi si sviluppi continuamente verso l’alto. Il vantaggio comparativo aumenta la specializzazione e il commercio. I prezzi scendono, liberando potere d’acquisto e creando domanda. Il calo dei prezzi avvantaggia tutti coloro che acquistano beni e servizi, cioè tutti. I desideri e i bisogni dell’uomo sono infiniti e gli imprenditori creano continuamente nuovi beni e servizi per soddisfarli, impiegando nel processo un numero illimitato di persone e macchine. Questa spirale ascendente dura da centinaia di anni, nonostante le continue grida di comunisti e luddisti. In effetti, nel 2019, prima dell’interruzione temporanea del COVID, il risultato è stato il maggior numero di posti di lavoro con i salari più alti e i più alti livelli di vita materiale nella storia del pianeta.

La macchina del tecno-capitale fa lavorare per noi la selezione naturale nel regno delle idee. Le idee migliori e più produttive vincono, vengono combinate e generano idee ancora migliori. Queste idee si materializzano nel mondo reale sotto forma di beni e servizi tecnologicamente abilitati che non sarebbero mai emersi de novo.

Ray Kurzweil definisce la sua Legge dei ritorni accelerati: I progressi tecnologici tendono ad alimentarsi da soli, aumentando il tasso di avanzamento.

Noi crediamo nell’accelerazionismo – la propulsione consapevole e deliberata dello sviluppo tecnologico – per garantire l’adempimento della Legge dei Ritorni Accelerati. Per garantire che la spirale ascendente del tecno-capitale continui per sempre.

Crediamo che la macchina del tecno-capitale non sia anti-umana – anzi, potrebbe essere la cosa più pro-umana che esista. È al nostro servizio. La macchina del tecno-capitale lavora per noi. Tutte le macchine lavorano per noi.

Crediamo che le risorse fondamentali della spirale ascendente del tecno-capitale siano l’intelligenza e l’energia: le idee e il potere di renderle reali.

L’intelligenza

Crediamo che l’intelligenza sia il motore ultimo del progresso. L’intelligenza rende tutto migliore. Le persone intelligenti e le società intelligenti superano quelle meno intelligenti praticamente in ogni parametro che possiamo misurare. L’intelligenza è un diritto di nascita dell’umanità; dovremmo espanderla nel modo più ampio e completo possibile.

Riteniamo che l’intelligenza sia in una spirale ascendente: in primo luogo, con l’assunzione di un numero maggiore di persone intelligenti in tutto il mondo nella macchina del tecno-capitale; in secondo luogo, con le persone che formano relazioni simbiotiche con le macchine in nuovi sistemi cibernetici come le aziende e le reti; in terzo luogo, con l’intelligenza artificiale che aumenta le capacità delle nostre macchine e di noi stessi.

Crediamo di essere pronti per un decollo dell’intelligenza che espanderà le nostre capacità a livelli inimmaginabili.

Crediamo che l’Intelligenza Artificiale sia la nostra alchimia, la nostra Pietra Filosofale: stiamo letteralmente facendo pensare la sabbia.

Crediamo che l’Intelligenza Artificiale sia meglio considerata come un risolutore di problemi universali. E noi abbiamo molti problemi da risolvere.

Crediamo che l’Intelligenza Artificiale possa salvare vite umane, se glielo permettiamo. La medicina, tra i tanti campi, è all’età della pietra rispetto a ciò che possiamo ottenere con l’intelligenza umana e meccanica unita che lavora su nuove cure. Ci sono decine di cause di morte comuni che possono essere risolte con l’intelligenza artificiale, dagli incidenti automobilistici alle pandemie, fino al fuoco amico in guerra.

Riteniamo che qualsiasi rallentamento dell’IA costerà vite umane. Le morti che potevano essere evitate dall’IA a cui è stato impedito di esistere sono una forma di omicidio.

Crediamo nell’Intelligenza Aumentata tanto quanto nell’Intelligenza Artificiale. Le macchine intelligenti aumentano gli esseri umani intelligenti, determinando un’espansione geometrica di ciò che gli esseri umani possono fare.

Crediamo che l’Intelligenza Aumentata spinga la produttività marginale che spinge la crescita dei salari che spinge la domanda che spinge la creazione di nuova offerta… senza limiti massimi.

L’energia

L’energia è vita. La diamo per scontata, ma senza di essa abbiamo buio, fame e dolore. Con essa, abbiamo luce, sicurezza e calore.

Crediamo che l’energia debba essere una spirale ascendente. L’energia è il motore fondamentale della nostra civiltà. Più energia abbiamo, più persone possiamo avere e migliore può essere la vita di tutti. Dovremmo portare tutti al livello di consumo energetico che abbiamo noi, poi aumentare la nostra energia di 1.000 volte, quindi aumentare anche quella degli altri di 1.000 volte.

L’attuale divario nell’uso di energia pro-capite tra il piccolo mondo sviluppato e il grande mondo in via di sviluppo è enorme. Questo divario si colmerà o espandendo massicciamente la produzione di energia, facendo stare meglio tutti, o riducendo massicciamente la produzione di energia, facendo stare peggio tutti.

Crediamo che l’energia non debba espandersi a scapito dell’ambiente naturale. Oggi abbiamo la pallottola d’argento per un’energia a emissioni zero virtualmente illimitata: la fissione nucleare. Nel 1973, il Presidente Richard Nixon ha lanciato un appello per il Progetto Indipendenza, la costruzione di 1.000 centrali nucleari entro il 2000, per raggiungere la completa indipendenza energetica degli Stati Uniti. Nixon aveva ragione; non abbiamo costruito le centrali allora, ma possiamo farlo ora, in qualsiasi momento decidiamo di farlo.

Il commissario per l’energia atomica Thomas Murray disse nel 1953: “Per anni l’atomo che si divide, confezionato in armi, è stato il nostro principale scudo contro i barbari. Ora, inoltre, è uno strumento donato da Dio per svolgere il lavoro costruttivo dell’umanità”. Anche Murray aveva ragione.

Crediamo che sia in arrivo un secondo proiettile d’argento per l’energia: la fusione nucleare. Dovremmo costruire anche quella. Le stesse idee sbagliate che hanno messo al bando la fissione cercheranno di mettere al bando la fusione. Non dovremmo permetterglielo.

Riteniamo che non vi sia alcun conflitto intrinseco tra la macchina tecno-capitale e l’ambiente naturale. Le emissioni di carbonio pro-capite negli Stati Uniti sono inferiori a quelle di 100 anni fa, anche senza energia nucleare.

Crediamo che la tecnologia sia la soluzione al degrado e alla crisi ambientale. Una società tecnologicamente avanzata migliora l’ambiente naturale, una società tecnologicamente stagnante lo rovina. Se volete vedere la devastazione ambientale, visitate un ex Paese comunista. L’URSS socialista era molto peggiore per l’ambiente naturale degli Stati Uniti capitalisti. Cercate su Google il Mare d’Aral.

Riteniamo che una società tecnologicamente stagnante abbia un’energia limitata a costo di rovinare l’ambiente; una società tecnologicamente avanzata ha energia pulita illimitata per tutti.

Abbondanza

Crediamo che dovremmo inserire l’intelligenza e l’energia in un ciclo di feedback positivo e portarle entrambe all’infinito.

Crediamo che dovremmo usare il ciclo di feedback dell’intelligenza e dell’energia per rendere abbondante tutto ciò che vogliamo e di cui abbiamo bisogno.

Crediamo che la misura dell’abbondanza sia il calo dei prezzi. Ogni volta che un prezzo scende, l’universo di persone che lo acquista ottiene un aumento del potere d’acquisto, che equivale a un aumento del reddito. Se molti beni e servizi scendono di prezzo, il risultato è un’esplosione verso l’alto del potere d’acquisto, del reddito reale e della qualità della vita.

Crediamo che se rendiamo l’intelligenza e l’energia “troppo economiche per essere misurate”, il risultato finale sarà che tutti i beni fisici diventeranno economici come le matite. Le matite sono in realtà tecnologicamente molto complesse e difficili da produrre, eppure nessuno si arrabbia se si prende in prestito una matita e non la si restituisce. Dovremmo fare in modo che lo stesso valga per tutti i beni fisici.

Crediamo che dovremmo spingere per abbassare i prezzi in tutta l’economia attraverso l’applicazione della tecnologia, fino a quando il maggior numero di prezzi sarà effettivamente pari a zero, portando i livelli di reddito e la qualità della vita nella stratosfera.

Crediamo che Andy Warhol avesse ragione quando disse: “La cosa bella di questo Paese è che l’America ha iniziato la tradizione per cui i consumatori più ricchi comprano essenzialmente le stesse cose dei più poveri. Puoi guardare la TV e vedere la Coca-Cola, sapere che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e pensare che anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e nessuna somma di denaro può darvi una Coca-Cola migliore di quella che sta bevendo il barbone all’angolo. Tutte le Coca sono uguali e tutte le Coca sono buone”. Lo stesso vale per il browser, lo smartphone e il chatbot.

Crediamo che la tecnologia porti il mondo a quella che Buckminster Fuller chiamava “effimerizzazione” e che gli economisti chiamano “dematerializzazione”. Fuller: “La tecnologia permette di fare sempre di più con sempre meno, finché alla fine si può fare tutto con niente”.

Crediamo che il progresso tecnologico porti quindi all’abbondanza materiale per tutti.

Crediamo che il guadagno finale dell’abbondanza tecnologica possa essere una massiccia espansione di quella che Julian Simon chiamava “l’ultima risorsa”: le persone.

Crediamo, come Simon, che le persone siano la risorsa definitiva: con più persone aumentano la creatività, le nuove idee e il progresso tecnologico.

Crediamo che l’abbondanza materiale significhi quindi, in ultima analisi, più persone – molte più persone – che a loro volta portano a una maggiore abbondanza.

Crediamo che il nostro pianeta sia drammaticamente sottopopolato, rispetto alla popolazione che potremmo avere con abbondanza di intelligenza, energia e beni materiali.

Crediamo che la popolazione globale possa facilmente espandersi fino a 50 miliardi di persone o più, e poi ben oltre, quando riusciremo a colonizzare altri pianeti.

Crediamo che da tutte queste persone nasceranno scienziati, tecnologi, artisti e visionari al di là dei nostri sogni più sfrenati.

Crediamo che la missione ultima della tecnologia sia quella di far progredire la vita sia sulla Terra che nelle stelle.

Non un’utopia, ma abbastanza vicina

Tuttavia, non siamo utopisti.

Siamo aderenti a quella che Thomas Sowell chiama “visione limitata”.

Crediamo che la visione vincolata – in contrasto con la visione non vincolata dell’utopia, del comunismo e della competenza – significhi prendere le persone così come sono, testare le idee in modo empirico e liberare le persone a fare le proprie scelte.

Non crediamo nell’utopia, ma nemmeno nell’apocalisse.

Crediamo che il cambiamento avvenga solo al margine, ma che molti cambiamenti su un margine molto ampio possano portare a grandi risultati.

Pur non essendo utopici, crediamo in quello che Brad DeLong definisce “slouching towards Utopia”, ovvero fare il meglio che l’umanità può fare, migliorando le cose man mano che si procede.

Diventare superuomini tecnologici

Crediamo che il progresso tecnologico sia una delle cose più virtuose che possiamo fare.

Crediamo che sia necessario trasformarsi deliberatamente e sistematicamente nel tipo di persone in grado di far progredire la tecnologia.

Crediamo che questo significhi certamente un’istruzione tecnica, ma anche un’esperienza diretta, l’acquisizione di competenze pratiche, il lavoro all’interno e la guida di gruppi di lavoro, l’aspirazione a costruire qualcosa di più grande di se stessi, l’aspirazione a lavorare con gli altri per costruire qualcosa di più grande come gruppo.

Crediamo che la naturale spinta umana a costruire cose, a conquistare territori, a esplorare l’ignoto possa essere incanalata in modo produttivo nella costruzione di tecnologie.

Crediamo che mentre la frontiera fisica, almeno qui sulla Terra, sia chiusa, la frontiera tecnologica sia spalancata.

Crediamo nell’esplorazione e nella rivendicazione della frontiera tecnologica.

Crediamo nel romanticismo della tecnologia, dell’industria. L’eros del treno, dell’automobile, della luce elettrica, del grattacielo. E del microchip, della rete neurale, del razzo, dell’atomo scisso.

Crediamo nell’avventura. Intraprendere il Viaggio dell’Eroe, ribellarsi allo status quo, mappare territori inesplorati, conquistare draghi e portare a casa il bottino per la nostra comunità.

Per parafrasare un manifesto di un altro tempo e luogo: “La bellezza esiste solo nella lotta. Non c’è capolavoro che non abbia un carattere aggressivo. La tecnologia deve essere un assalto violento alle forze dell’ignoto, per costringerle a inchinarsi davanti all’uomo”.

Crediamo di essere, di essere stati e di essere sempre i padroni della tecnologia, non di essere dominati dalla tecnologia. La mentalità da vittima è una maledizione in ogni ambito della vita, anche nel nostro rapporto con la tecnologia – inutile e autolesionista. Non siamo vittime, siamo conquistatori.

Crediamo nella natura, ma crediamo anche nel superamento della natura. Non siamo primitivi che si rannicchiano per paura del fulmine. Siamo il predatore supremo; il fulmine lavora per noi.

Crediamo nella grandezza. Ammiriamo i grandi tecnologi e industriali che ci hanno preceduto e aspiriamo a renderli orgogliosi di noi oggi.

E crediamo nell’umanità, individualmente e collettivamente.

Valori tecnologici

Crediamo nell’ambizione, nell’aggressività, nella perseveranza, nell’accanimento, nella forza.

Crediamo nel merito e nei risultati.

Crediamo nell’audacia, nel coraggio.

Crediamo nell’orgoglio, nella fiducia e nel rispetto di sé, se guadagnati.

Crediamo nella libertà di pensiero, di parola e di indagine.

Crediamo nell’effettivo Metodo Scientifico e nei valori illuministici della libera discussione e della sfida all’autorità degli esperti.

Crediamo, come disse Richard Feynman, che “la scienza è la fede nell’ignoranza degli esperti”.

E che “preferisco avere domande a cui non si può rispondere che risposte che non possono essere messe in discussione”.

Crediamo nella conoscenza locale, nelle persone con informazioni reali che prendono decisioni, non nel gioco di Dio.

Crediamo nell’accettazione della varianza, nell’aumento dell’interesse.

Crediamo nel rischio, nel salto nell’ignoto.

Crediamo nell’agenzia, nell’individualismo.

Crediamo nella competenza radicale.

Crediamo nel rifiuto assoluto del risentimento. Come disse Carrie Fisher, “Il risentimento è come bere del veleno e aspettare che l’altra persona muoia”. Ci assumiamo le nostre responsabilità e le superiamo.

Crediamo nella competizione, perché crediamo nell’evoluzione.

Crediamo nell’evoluzione perché crediamo nella vita.

Crediamo nella verità.

Crediamo che ricco sia meglio di povero, che economico sia meglio di costoso e che abbondante sia meglio di scarso.

Crediamo che tutti siano ricchi, che tutto sia economico e che tutto sia abbondante.

Crediamo che le motivazioni estrinseche – ricchezza, fama, vendetta – vadano bene nella misura in cui vanno bene. Ma crediamo che le motivazioni intrinseche – la soddisfazione di costruire qualcosa di nuovo, il cameratismo di far parte di una squadra, la realizzazione di una versione migliore di se stessi – siano più appaganti e durature.

Crediamo in ciò che i greci chiamavano “ eudaimonia attraverso l’arete ”, ovvero la prosperità attraverso l’eccellenza.

Crediamo che la tecnologia sia universalistica. La tecnologia non si preoccupa della vostra etnia, razza, religione, origine nazionale, sesso, sessualità, opinioni politiche, altezza, peso, capelli o mancanza di questi. La tecnologia è costruita da un’ONG virtuale di talenti provenienti da tutto il mondo. Chiunque abbia un atteggiamento positivo e un laptop economico può contribuire. La tecnologia è la società aperta per eccellenza.

Crediamo nel codice della Silicon Valley del “pay it forward”, della fiducia attraverso incentivi allineati, della generosità di spirito per aiutarsi reciprocamente a imparare e crescere.

Crediamo che l’America e i suoi alleati debbano essere forti e non deboli. Crediamo che la forza nazionale delle democrazie liberali derivi dalla forza economica (potere finanziario), dalla forza culturale (soft power) e dalla forza militare (hard power). La forza economica, culturale e militare deriva dalla forza tecnologica. Un’America tecnologicamente forte è una forza per il bene in un mondo pericoloso. Le democrazie liberali tecnologicamente forti salvaguardano la libertà e la pace. Le democrazie liberali tecnologicamente deboli perdono contro i loro rivali autocratici, e questo fa sì che tutti stiano peggio.

Crediamo che la tecnologia renda la grandezza più possibile e più probabile.

Crediamo nella realizzazione del nostro potenziale, nel diventare pienamente umani – per noi stessi, per le nostre comunità e per la nostra società.

Il senso della vita

Il tecno-ottimismo è una filosofia materiale, non una filosofia politica.

Non siamo necessariamente di sinistra, anche se alcuni di noi lo sono.

Non siamo necessariamente di destra, anche se alcuni di noi lo sono.

Siamo focalizzati sulla materia, per un motivo: aprire un varco su come possiamo scegliere di vivere in mezzo all’abbondanza materiale.

Una critica comune alla tecnologia è che essa elimina la possibilità di scelta dalle nostre vite, poiché le macchine prendono decisioni al posto nostro. Questo è indubbiamente vero, ma è più che compensato dalla libertà di creare la nostra vita che deriva dall’abbondanza materiale creata dall ‘uso delle macchine.

L’abbondanza materiale derivante dai mercati e dalla tecnologia apre lo spazio per la religione, per la politica e per le scelte su come vivere, socialmente e individualmente.

Crediamo che la tecnologia sia liberatoria. Liberatoria del potenziale umano. Liberatoria dell’anima umana, dello spirito umano. Espandendo ciò che può significare essere liberi, essere appagati, essere vivi.

Crediamo che la tecnologia apra lo spazio di ciò che può significare essere umani.

Il nemico

Abbiamo dei nemici.

I nostri nemici non sono persone cattive, ma piuttosto idee cattive.

La nostra società attuale è stata sottoposta a una campagna di demoralizzazione di massa per sei decenni – contro la tecnologia e contro la vita – con nomi diversi come “rischio esistenziale”, “sostenibilità”, “ESG”, “Obiettivi di sviluppo sostenibile”, “responsabilità sociale”, “capitalismo degli stakeholder”, “principio di precauzione”, “fiducia e sicurezza”, “etica tecnologica”, “gestione del rischio”, “decrescita”, “limiti della crescita”.

Questa campagna di demoralizzazione si basa su cattive idee del passato – idee zombie, molte delle quali derivate dal comunismo, disastrose allora come oggi – che si sono rifiutate di morire.

Il nostro nemico è la stagnazione.

Il nostro nemico è l’anti-merito, l’anti-ambizione, l’anti-sforzo, l’anti-realizzazione, l’anti-grandezza.

Il nostro nemico è lo statalismo, l’autoritarismo, il collettivismo, la pianificazione centrale, il socialismo.

Il nostro nemico è la burocrazia, la vetocrazia, la gerontocrazia, la cieca deferenza alla tradizione.

Il nostro nemico è la corruzione, la cattura normativa, i monopoli, i cartelli.

Il nostro nemico sono le istituzioni che in gioventù erano vitali, energiche e alla ricerca della verità, ma che ora sono compromesse, corrose e al collasso – bloccando il progresso in tentativi sempre più disperati di continuare a essere rilevanti, cercando freneticamente di giustificare i loro finanziamenti nonostante la spirale di disfunzioni e l’inettitudine crescente.

Il nostro nemico è la torre d’avorio, la visione del mondo degli esperti con credenziali, che indulge in teorie astratte, credenze di lusso, ingegneria sociale, scollegata dal mondo reale, delirante, non eletta e non responsabile – che gioca a fare Dio con le vite degli altri, con un isolamento totale dalle conseguenze.

Il nostro nemico è il controllo della parola e del pensiero – l’uso crescente, in piena vista, di “1984” di George Orwell come manuale di istruzioni.

Il nostro nemico è la Visione senza vincoli di Thomas Sowell, lo Stato universale e omogeneo di Alexander Kojeve, l’Utopia di Thomas More.

Il nostro nemico è il Principio di Precauzione, che avrebbe impedito praticamente ogni progresso da quando l’uomo ha imbrigliato il fuoco. Il Principio di Precauzione è stato inventato per impedire la diffusione su larga scala dell’energia nucleare civile, forse l’errore più catastrofico commesso dalla società occidentale nel corso della mia vita. Il principio di precauzione continua a infliggere enormi sofferenze inutili al mondo di oggi. È profondamente immorale e dobbiamo abbandonarlo con estremo pregiudizio.

Il nostro nemico è la decelerazione, la decrescita, lo spopolamento – il desiderio nichilista, così in voga tra le nostre élite, di avere meno persone, meno energia, più sofferenza e morte.

Il nostro nemico è l’Ultimo Uomo di Friedrich Nietzsche:

Io vi dico: bisogna avere ancora il caos in sé, per far nascere una stella danzante. Vi dico che voi avete ancora il caos in voi stessi.

Ahimè! Arriverà il momento in cui l’uomo non partorirà più alcuna stella. Ahimè! Arriva il momento dell’uomo più spregevole, che non può più disprezzare se stesso…

“Che cos’è l’amore? Cos’è la creazione? Cos’è il desiderio? Cos’è una stella?” – si chiede l’Ultimo Uomo, e batte le palpebre.

La terra è diventata piccola e su di essa saltella l’Ultimo Uomo, che rende tutto piccolo. La sua specie è inarrestabile come la pulce; l’Ultimo Uomo vive più a lungo…

Si lavora ancora, perché il lavoro è un passatempo. Ma si sta attenti a non farsi male con il passatempo.

Non si diventa più né poveri né ricchi; entrambi sono troppo pesanti…

Nessun pastore e un solo gregge! Tutti vogliono lo stesso, tutti sono uguali: chi la pensa diversamente va volontariamente in manicomio.

Un tempo tutto il mondo era pazzo” – dicono i più sottili, e sbattono le palpebre.

Sono intelligenti e sanno tutto quello che è successo: così non c’è fine alla loro derisione…

Abbiamo scoperto la felicità” – dicono gli Ultimi Uomini, e sbattono le palpebre.

Il nostro nemico è… quello.

Noi aspiriamo ad essere… non quello.

Spiegheremo alle persone catturate da queste idee zombie che le loro paure sono ingiustificate e che il futuro è luminoso.

Crediamo che queste persone catturate soffrano di ressentiment, un miscuglio di risentimento, amarezza e rabbia che le porta a sostenere valori sbagliati, valori che danneggiano sia loro stessi che le persone a cui tengono.

Crediamo di doverli aiutare a trovare la strada per uscire dal labirinto di dolore che si sono autoimposti.

Invitiamo tutti a unirsi a noi nel Tecno-ottimismo.

L’acqua è calda.

Diventate nostri alleati nella ricerca della tecnologia, dell’abbondanza e della vita.

Il futuro

Da dove veniamo?

La nostra civiltà è stata costruita su uno spirito di scoperta, di esplorazione e di industrializzazione.

Dove stiamo andando?

Che mondo stiamo costruendo per i nostri figli, per i loro figli e per i loro figli?

Un mondo di paura, colpa e risentimento?

O un mondo di ambizione, abbondanza e avventura?

Crediamo nelle parole di David Deutsch: “Abbiamo il dovere di essere ottimisti. Perché il futuro è aperto, non è predeterminato e quindi non può essere semplicemente accettato: siamo tutti responsabili di ciò che ci riserva. Quindi è nostro dovere lottare per un mondo migliore”.

Siamo in debito con il passato e con il futuro.

È tempo di essere un tecno-ottimista.

È tempo di costruire.

Santi patroni del tecno-ottimismo

Al posto di note e citazioni dettagliate, leggete il lavoro di queste persone e diventerete anche voi dei tecno-ottimisti.

@BasedBeffJezos

@bayeslord

@PessimistiArc

Ada Lovelace

Adam Smith

Andy Warhol

Bertrand Russell

Brad DeLong

Buckminster Fuller

Calestous Juma

Clayton Christensen

Dambisa Moyo

David Deutsch

David Friedman

David Ricardo

Deirdre McCloskey

Doug Engelbart

Elting Morison

Filippo Tommaso Marinetti

Frederic Bastiat

Frederick Jackson Turner

Friedrich Hayek

Friedrich Nietzsche

George Gilder

Isabel Paterson

Israel Kirzner

James Burnham

James Carse

Joel Mokyr

Johan Norberg

John Galt

John Von Neumann

Joseph Schumpeter

Julian Simon

Kevin Kelly

Louis Rossetto

Ludwig von Mises

Marian Tupy

Martin Gurri

Matt Ridley

Milton Friedman

Neven Sesardic

Nick Land

Paul Collier

Paul Johnson

Paul Romer

Ray Kurzweil

Richard Feynman

Rose Wilder Lane

Stephen Wolfram

Stewart Brand

Thomas Sowell

Vilfredo Pareto

Virginia Postrel

William Lewis

William Nordhaus



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766 risposte a Dio, Umanità, Patria, Famiglia contro la Macchina del Tecno-Capitale

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    Va studiato con calma, è un boccone bello grosso.

    Insieme a elencare ovvietà come quelle sul nucleare e sulla tecnologia come unica vera forma di progresso possibile, mescola TINA e messianismo da ex masticabibbie. Si vede proprio che non ha mai dovuto prendere un autobus a Oxford dopo le sei di sera.

    E non si accorge nemmeno che gli ‘ultimi uomini’ di Nietzsche sono proprio i consumatori dalla ‘domanda infinita’, i clienti dei centri commerciali che ci passano le domeniche. Strano che non citi Marcuse: probabilmente manco sa chi è.

    Ignora bellamente che esistono limiti ambientali.

    Gente così la sconfiggi solo militarmente.

    Meno male che Putin c’è.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Andrea Di Vita scrive:

      Dimenticavo: che l’atteggiamento pro-Musk dei nostri sovranisti alle vongole conferma quanto la destra sia la foglia di fico del capitale c’è poco da stupirsi.

      Semmai c’è da chiedersi se sarà l’eventuale pan-opticon satellitare di Musk a risvegliare nella sinistra la coscienza critica persa alla Bolognina.

      Ma senza una batosta militare in stile Vietnamita la vedo dura.

      Comunque personalmente mi rincuora la fiducia nella fusione nucleare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  2. Peucezio scrive:

    Miguel,
    come al solito cogli aspetti profondi e non scontati della destra e della sinistra.

    Mi chiedo però: non pensi che il danno è già stato fatto e oggi si può solo migliorare, quindi tanto vale godersi i frutti della tecnologia?

    Allora, io, che ho superato il mezzo secolo, sono cresciuto in casa, parcheggiato davanti alla tv coi cartoni animati giapponesi, la scuola, il grigiore della Milano degli anni ’70.
    Un mondo alienante, da distopia postindustriale molto peggio di adesso.
    Del mondo tradizionale non ho vissuto nulla, fino a quando non me lo sono cercato per conto mio.
    Quando saranno morti gli ultimissimi testimoni del passato, gli ultimissimi figli dell’Italia autentica, anni ’50, non ci sarà più niente di quel mondo.

    A quel punto dovremmo rinunciare alle prospettive di un futuro luminoso di progresso perché, per cosa? Per preservare l’inesistente?

    Io ho il fortissimo senso che le nuove teconologie, certo, non mi riportano al mondo della tradizione, ma almeno attutiscono, alleviano l’alienazione, recuperano quella rete di comunicazione, di interazioni, quel mondo caldo di persone, di scambio continuo che l’alienazione ben descritta nei film di Antonioni aveva cancellato.
    E infatti lo noto nelle ultime leve, nei nativi non digitali, ma proprio smartofonari: sono proprio meno nevrotici e problematici, sembrano ragazzini di ottant’anni fa, svegli, senza tante seghe mentali.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “A quel punto dovremmo rinunciare alle prospettive di un futuro luminoso di progresso perché, per cosa?”

      Perché il futuro luminoso che sogni da qualche parte è già il presente. Ed è un presente dove per attraversare la strada devi conciarti come un minorato mentale (basta il fotogramma): https://youtu.be/dBXz9vAyPC0?t=295

      • Peucezio scrive:

        Non ho capito.
        Ci sta dicendo che negli USA c’è un passaggio pedonale dove è difficile attraversare?
        Chissà se viene in Italia! Gli viene un infarto…

        Ma che c’entra con Marte, la tecnologia, l’intelligenza artificiale…?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Bandiere, catarifrangenti per i pedoni e il resto del cucuzzaro sono proposte reali, in alcune città americane già applicate, per gli attraversamenti pedonali. Perché non bisogna ostacolare le auto.

          • Francesco scrive:

            Mah. Io vivo a Milano, un posto dove le automobili dominerebbero e i pedoni verrebbero schiacciati senza pietà.

            Eppure, sotto entrambe le specie, non mi è mai successo. Sarà che sto attento?

            PS che poi, con la faccia di quel tizio, mi verrebbe da schiacciarlo ad personam.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Cosa non ti è mai successo? Di essere schiacciato di proposito?

              • Francesco scrive:

                E neppure di schiacciare pedoni di proposito!

                Incredibile, vero? Io arrivo alle strisce, inizio a percorrerle con tranquilla sicumera, le automobili SI FERMANO e mi fanno passare!

                Cose che sembra di essere ai confini della realtà!

              • Peucezio scrive:

                A Milano trovo che ci siano regole non scritte che funzionano bene.

                Sulle strisce si passa tranquillamente come se non ci fossero, ammenoché, ovviamente, non sono impegnate da pedoni. Se invece si nota che il pedone è sul marciapiede e parrebbe intenzionato ad attraversare, se si percepisce di poter passare e togliersi dalle scatole molto velocemente, in modo che passi dopo con tutto l’agio, si fa così, altrimenti, a volte anche per pura cortesia (anche se secondo il codice sarebbe dovuto) lo si fa passare prima.
                Da automobilista mi regolo così; da pedone sto attento, guardo a destra e a sinistra, a volte lascio passare le auto, a volte, soprattutto se procedono un po’ lentamente, passo costringendole a fermarsi, e non ho mai avuto problemi.
                Non ho mai schiacciato pedoni né sono mai stato schiacciato da macchine.

          • Peucezio scrive:

            Mauricius,
            come al solito gli americani sono poco pratici, come la storia dell’astronauta e la matita:
            in Russia, dove si sa che i pedoni se mettono un piede giù dal marciapiede non lo trovano più, ci sono i sottopassaggi quasi a ogni angolo di strada.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “in Russia, dove si sa che i pedoni se mettono un piede giù dal marciapiede non lo trovano più, ci sono i sottopassaggi quasi a ogni angolo di strada.”

              Credo che la risposta americana sarebbe, “e se un pedone non vuole essere messo sotto, perché non alza le chiappe e si costruisce un sottopassaggio da solo?”

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Sottopassi e soprapassi esistono anche negli USA, dove sono inseriti sempre come “mitigazioni” delle opere infrastrutturali (un quartiere viene tagliato in due da una nuova strada a sei corsie e si fa il sottopasso per far felici i residenti). E solo in quei casi, perché sono opere dannatamente costose che richiedono gli stanziamenti che solitamente si destinano solo al traffico automobilistico.
              E sono inutilizzati, perché il pedone cerca sempre il percorso di minima resistenza e perché gli utenti “deboli” (tipo donne e anziani) ne hanno paura. Linkai uno studio qualche mese fa in materia.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “Ed è un presente dove per attraversare la strada devi conciarti come un minorato mentale (basta il fotogramma):”

        Fantastico!

        E molto in gamba quelli di “Strong Towns”.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Mi chiedo però: non pensi che il danno è già stato fatto e oggi si può solo migliorare, quindi tanto vale godersi i frutti della tecnologia?”

      E’ un pensiero interessante, e come tutti i pensieri interessanti, contiene sicuramente un fondo di verità.

      Semplicemente, si abbia allora il coraggio di esigere una Destra anti-identitaria. E che assieme all’aeroporto intercontinentale, si becchi pure i peruviani che cambiano le lenzuola nei B&B e i quartieri dormitorio anonimi. E se nascono i maranza, invece di prendersela con l’Islam, che obblighi tutti gli adolescenti ad andare in giro con il bodycam per controllare cosa fanno.

      Invece abbiamo questa bizzarra ambiguità, per cui la Destra è quella che vuole riversare il Pfas nei fiumi, ma si arrabbia se si riversano ormoni nei corpi “trans”.

      • Peucezio scrive:

        Io credo che la destra rappresenti il pensiero dell’uomo comune.

        Nessuna persona comune è critica verso il progresso materiale e il benessere.
        Però mediamente la gente teme certi salti nel buio, che sia sul piano della composizione sociale delle città e quartieri, che sia sul piano del sesso o anche banalmente sul piano del linguaggio.

        Per inciso, non è un caso se lo stesso tizio che ci vuole portare su Marte (secondo me vuole portarci anche te, ma tu sei libero di non andare; quanto a me, lo spazio mi fa cagare) sia quello che appoggia tutte le destre più xenofobe e reazionarie e che ha orrore per il woke, avendo avuto pure un figlio che ha cambiato sesso.

        D’altronde converrai con me che le università americane si sono avvitate in una bolla autoreferenziale che non produce nulla: nessun ingegnere serio potrebbe ragionare in termini di fisica bianca o nera o patriarcale o matriarcale. Invece questi lo fanno, sostengono che gli idrocarburi sono patriarcali, cose così.

        Questa cultura ha prodotto una cappa non solo di conformismo, ma anche proprio di oppressione, c’è bisogno di aria fresca, salubre, di libertà, di spregiudicatezza. Il progresso tecnico e scientifico normalmente non ha come retroterra la censura, la paura, la piattezza ideologica.
        Occorre liberare energie sane contro questo avvilupparsi in una retorica vittimistica, autoreferenziale e infantilizzante.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “sia quello che appoggia tutte le destre più xenofobe e reazionarie e che ha orrore per il woke, avendo avuto pure un figlio che ha cambiato sesso.”

          L’aspetto tragicomico di questa faccenda: chi attira manodopera da tutto il pianeta per sbucaltare risorse; chi ha bisogno dell’anglobale per comunicare in tempo reale i passaggi di denaro ovunque; chi finanzia ricerche per creare nuovi bisogni e nuovi prodotti all’infinito… poi piagnucola per le conseguenze.

          Per tornare al mio piccolo esempio fiorentino: quelli che hanno trasformato una città storica in un dormitorio per turisti, di proprietà di finanziarie multinazionali, si lamentano poi dei peruviani che loro stessi hanno fatto venire qui per pulire i loro B&B e che non sanno dove andare a dormire.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “avendo avuto pure un figlio che ha cambiato sesso”

          Uno che ha cambiato i nostri cieli, che ha trasformato il campo elettromagnetico della terra, poi frigna quando capita a lui.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “trasformato”

            Oddio… 😲😄😄

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              ““trasformato”

              Oddio… 😲😄😄”

              Infatti, è una battuta veloce come quella di Peucezio sugli idrocarburi patriarcali.

              Intendo dire che decine di migliaia di satelliti hanno un’interazione anche elettromagnetica senza precedenti con un mondo che sorvegliano totalmente. E’ difficile fare confronti, ma credo che le operazioni sui “trans” siano un po’ meno impattanti su tutti i viventi.

              O ti lamenti di entrambi, o stai zitto.

              • Francesco scrive:

                Ma anche no: i primi sono strumenti di grandissima utilità (e in minima parte dedicati alla sorveglianza poliziesca), le seconde una empia follia che già Socrate avrebbe esecrato.

                Peraltro quella di Peucezio non è una battuta e non è di Peucezi.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Sì, sì, non ho inventato nulla, c’è stato proprio un articolo pubblicato su una rivista scientifica pretesa seria che parlava della matrice patriarcale del modello energetico basato sugli idrocarburi.

                In effetti ha ragione Francesco: se una tecnologia è utile, è buona, se è dannosa è da respingere.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “intanto beccatevi questo”

                Cito, e poi commento:

                “Nella dimensione conservatrice, l’America è il petrolio, l’America è l’uomo bianco e di conseguenza l’uomo bianco è il petrolio.

                Questa realtà ha, in un certo senso, delineato anche una dinamica opposta, per cui l’ambientalismo è associato a una dimensione femminile che, in una simile prospettiva, se espresso, diventa prova di una presunta fragilità.”

              • Miguel Martinez scrive:

                “Nella dimensione conservatrice, l’America è il petrolio,”

                Allora, siamo onesti su una cosa.

                Da mezzamericano, confermo: un sacco di americani la pensano esattamente così. Descrive correttamente una realtà.

                Il problema è che ne fa un problema “ideologico”: l’autrice pensa che “cambiando mentalità si risolve il problema”.

                Probabilmente perché lei ha studiato qualche “scienza umana”, e non si rende conto dell’esistenza di petrolsceicchi, di immani investimenti della “Macchina del Tecno-Capitale”, dei flussi di capitali – no, lei vede solo la psicologia del piccolo americano incazzoso, che certamente esiste. Ma che è un sintomo, non una causa.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Nella dimensione conservatrice, l’America è il petrolio”

                concordo sulla psiche dell’americano maschio medio. Non certo sul petrolio, che è esattamente il contrario di “conservatore”: ha dato fuoco a tutto l’esistente ed è mille volte più sovversivo di tutti i lgbtspqr

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Io non accetto la parola “patriarcato” se non si parla tipo di quello di Venezia o di Costantinopoli…

              • Peucezio scrive:

                Capirai poi il Patriarcato di Venezia, che poi era quello di Aquileia spostatosi, un puro titolo onorifico…

                Per me i patriarcati restano cinque:
                Roma, Gerusalemme, Antiochia, Alessandria e Costantinopoli.

                Dove non c’è autocefalia fa un po’ ridere il termine “patriarca”.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non esiste l’autocefalia nel cattolicesimo, per cui una sede patriarcale è solo una sede metropolitana particolarmente venerabile.

              • Peucezio scrive:

                Sì, questo è vero, i patriarchi cattolici delle sedi che ho citato sono pur sempre sottomessi al papa.
                Però quelle sono chiese vere, con un altro rito; Venezia è una diocesi importante, ma una diocesi, come tantissime altre di un certo rilievo.

              • paniscus scrive:

                E comunque il problema dell’eccessivo spargimento di detriti spaziali esiste davvero, anche se non è corretto dire che “modifichi il campo magnetico terrestre”.

                Ci sono fasce di altitudine sempre più vaste in cui non si può più spedire in orbita niente, perché i nuovi satelliti potrebbero impattare con i residui sparpagliati di quelli vecchi e dismessi (che di sicuro non spariscono, una piccola parte ricade a terra, potenzialmente facendo danni, ma la maggioranza rimane semplicemente a girare in orbita gravitazionale).

                Un impatto con un singolo bullone o una singola piastrella termica staccatosi da un satellite per telecomunicazioni già fuori uso da 30 anni… potrebbe distruggere una sonda spaziale modernissima (o uccidere astronauti in transito verso la IIS)

                https://en.wikipedia.org/wiki/Space_debris

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Paniscus

                “Un impatto con un singolo bullone o una singola piastrella termica staccatosi da un satellite per telecomunicazioni già fuori uso da 30 anni… potrebbe distruggere una sonda spaziale modernissima”

                Un sogno, praticamente!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “un sogno, praticamente!”

                Immagino che tu non guardi mai le previsioni del tempo. Altrimenti non diresti così.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Immagino che tu non guardi mai le previsioni del tempo. Altrimenti non diresti così.”

                Le guardo, ma non capisco cosa vuoi dire

              • roberto scrive:

                miguel

                “Le guardo, ma non capisco cosa vuoi dire”

                credo che intenda dire che c’è una relazione fra sonde nello spazio e previsioni del tempo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “credo che intenda dire che c’è una relazione fra sonde nello spazio e previsioni del tempo”

                Ah, pensavo che facesse una relazione con il maltempo. Sì,probabile.

                Ma farei volentieri a meno delle previsioni del tempo, se potesse ridurre il numero di satelliti nel cielo.

              • roberto scrive:

                miguel

                “se potesse ridurre il numero di satelliti nel cielo.”

                posso fare una domanda ingenua? ma che fastidio ti danno i satelliti nello spazio?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “posso fare una domanda ingenua? ma che fastidio ti danno i satelliti nello spazio?”

                Questa è una discussione dove è indispensabile capire prima da che premesse si parte.

                Anni Sessanta, un dirigente del PCI si lamenta con il parroco, “i giovani non vengono più in sezione”. E il prete gli chiede, “che fastidio ti dà se non vengono più?” Per rispondere, il segretario della sezione dovrebbe fare una lunga premessa sulla sua visione del mondo.

                Per questo ti ho chiesto l’altro giorno, “cosa ne pensi del Manifesto Tecno-Ottimista?” Io la trovo una magnifica bussola, scritta da una persona intelligente e capace di scrivere, che indica il polo verso cui non voglio andare.

                Condividiamo o no questa analisi?

              • Francesco scrive:

                mi associo alla domanda

                anche se cerco di immaginarmi più tecnofobo e luddista che posso non riesco a trovare un motivo. mica ci stanno dei fenicotteri nello spazio

              • roberto scrive:

                miguel

                “cosa ne pensi del Manifesto Tecno-Ottimista?”

                non ho avuto il tempo (né la voglia, lo ammetto) di leggerlo tutto…quindi immagino che mi terrò la curiosità sui satelliti, pazienza

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non ho avuto il tempo (né la voglia, lo ammetto) di leggerlo tutto…”

                Credo che sia un testo molto importante, diciamo un miliardo di volte più importante di qualunque cosa io possa scrivere qui.

                Visto anche che l’autore è uno dei massimi protagonisti di Silicon Valley – cioè della rivoluzione che sta cambiando in modo irreversibile il destino umano – compare di Elon Musk e grande sostenitore del signore che tra qualche giorno avrà il pulsante sulla bomba atomica a Washington.

                Dammi retta, ti conviene leggerlo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “gli idrocarburi sono patriarcali”

          🙂

          Sugli idrocarburi patriarcali, io, te e probabilmente ADV la pensiamo sostanzialmente allo stesso modo.

          Però forse le riflessioni sugli idrocarburi patriarcali non hanno fatto più danni al mondo delle dispute medievali sul numero di angeli che potevano danzare sulla capocchia di uno spillo (non so se sia apocrifa, ma è ben trovata).

          Non sono i Teorici Queer che hanno creato la rete di cliniche dove partoriscono le uteresse ucraine in affitto.

          • Peucezio scrive:

            Che poi in realtà gli odrocarburi patriarcali mi fanno sorridere.

            E c’è qualcosa di vero, ma il problema è che la rivoluzione “green” è ancora più patriarcale.

            Forse un patriarcato castrante, ma la castrazione l’hanno sempre fatta gli uomini, per togliersi di mezzo dei competitori, non certo le donne, che non hanno nulla da guadagnarci.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “Io credo che la destra rappresenti il pensiero dell’uomo comune”

          No, rappresenta il pensiero infantile, che può al massimo essere una tentazione comune. Il pensiero infantile si caratterizza per l’eliminazione di qualsiasi filtro e per la mancata considerazione delle conseguenze di ciò che si vuole: il bambino vuole e basta, si abbuffa di dolcetti fino a star male e fa scelte di cui poi si pente. E quindi si sente sicuro con il genitore, che gli fa avere quello che vuole in una certa misura e bene o male prende le decisioni al posto suo.
          La grande vittoria culturale della destra è stata quella di farci percepire tutti come dei bambinoni mai cresciuti, suppongo.

          • Peucezio scrive:

            Quello che dici mi sembra invece il pensiero della sinistra.
            Non quella storica, marxista o socialista, ma quella di oggi.

            La destra semmai rappresenta un minimo di ancoramento al senso comune, ma parametrato sui ceti bassi e come tale semplificatorio, schematico e a tratti velleitario.

            Con ciò, un certo infantilismo è la cifra della contemporaneità a tutti i livelli.

            Però francamente credo sia più infantile il ragazzino universitario ideologicamente isterizzato del fruttivendolo o dell’idraulico che si fa il culo, anche se poi, quando parla, non essendo sufficientemente attrezzato semplifica o banalizza.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Con ciò, un certo infantilismo è la cifra della contemporaneità a tutti i livelli.”

              Interessante.

              Anche perché stiamo parlando di milioni di persone, con infinite caratteristiche diverse, divise arbitrariamente in due squadre che non hanno nemmeno basi molto chiare, se non nella reciproca ostilità.

              Probabilmente a Sinistra, si trovano sia intellettuali benestanti con il Ditino Imparatore e vere menti aperte e valide; sia studenti sfaticati che si fanno le canne sia gente che fa un lavoro enorme di “base” come si dice, diciamo la gente con cui lavoro io; e tante altre categorie.

              Come a Destra trovi la persona autenticamente credente (“Dio, Patria e Famiglia”) assieme a quello che va con i trans brasiliani ma si incavola se si dà loro la casa popolare con le sue tasse, come ci si trova il Musk che parte alla conquista di Marte. E tanto altro ancora.

              • Peucezio scrive:

                Comunque distinguerei politicume e giornalistume da una parte e gente comune dall’altra.
                Soprattutto a destra.

                L’uomo medio di destra è poco ideologico, s’interessa alla politica quel giusto, non di più, e solo perché si sente toccato nei suoi interessi e nel suo portafoglio, scopre che deve cambiare auto per entrare a Milano e giustamente s’incazza.
                Prendendosela anche con chi non c’entra, perché un conto è il teppistello maranza di seconda generazione, che è un bambino viziato e violento cresciuto nella bambagia occidentale, un conto è il pizzaiolo egiziano, l’operaio marocchino, la badante ucraina che pulisce il culo a sua madre (e infatti poi il tipico uomo di destra mugugna ma quando ha a che fare con le persone concrete, le rispetta; poi c’è il vero razzista stronzo e vabbè: è il corrispettivo del classista stronzo di sinistra).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “L’uomo medio di destra è poco ideologico, s’interessa alla politica quel giusto, non di più, e solo perché si sente toccato nei suoi interessi e nel suo portafoglio, scopre che deve cambiare auto per entrare a Milano e giustamente s’incazza.”

                Pienamente d’accordo.

                Proprio per quello non credo che esista una “ideologia di Destra”: casomai esistono molte ideologie non “di Sinistra” – tutte le religioni, ad esempio. Ma la cosa più simile a un’ideologia condivisa dalle “destre” quando governano è proprio il Manifesto e il culto della “Macchina del Tecno-Capitale”, con un’enfasi sulla potenza dell’impresa privata.

                Mentre la “ideologia di Sinistra” è un confuso miscuglio di pratica solidale e teoria individualista, che probabilmente alla fine è meno “progressista” della Macchina del Tecno-Capitale.

                Il confine in pratica è sottile, e per mantenere acceso l’antagonismo, si sottolineano continuamente le sfumature relativamente importanti che distinguono.

              • Miguel Martinez scrive:

                “casomai esistono molte ideologie non “di Sinistra” – tutte le religioni, ad esempio”

                Che sono tutte normalmente del tutto inconciliabili con il Manifesto.

              • Peucezio scrive:

                Credo che la sinistra sia “ideologia” in generale, cioè una visione più filtrata da schemi intellettuali e teorici.

                Mentre a destra semmai, quando non ci sono interessi concreti (quelli ci sono anche a sinistra), c’è un istinto, una sensibilità, ancorato comunque a qualcosa di concreto, legato alla vita pratica.

                Se tutti fossero analfabeti la sinistra non esisterebbe. E non è affatto un complimento alla sinistra, tutt’altro (sapere come la penso su oralità e scrittura).

                Non esisterebbe neanche la destra, ma perché la destra è una reazione, in parte velleitaria, alla sinistra.
                La destra nasce in parlamento per raccogliere i meno rivoluzionari o i controrivoluzionari: l’Ancien Régime non aveva una destra, perché non c’erano state le rivoluzioni.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Credo che la sinistra sia “ideologia” in generale, cioè una visione più filtrata da schemi intellettuali e teorici.”

                Come sai, io agisco in un ambiente dove l’80% della gente si ritiene in qualche misura “di Sinistra” se glielo chiedi; e l’1% se va bene di “Destra”.

                Chiaramente non corrisponde a come votano in media gli italiani, quindi vuol dire che il tipo di persone con cui io trovo naturale interagire si considera “di Sinistra”.

                E direi che la caratteristica fondamentale è il pensare un po’ oltre a se stessi, nel tempo e nello spazio.

                Magari a chiedersi come si possa migliorare il giardino in cui si sta, ma a volte significa anche occuparsi senza particolari competenza di luoghi lontani.

                Questo richiede un po’ di riflessione, un po’ di cercare di capire cosa c’è attorno, quindi a parità di livello di studio, è effettivamente più “intellettuale”. E in una minoranza di casi, questo diventa un cercare spiegazioni preconfezionate, e lì trovi il marxista, o quello che usa un linguaggio preconfezionato. Ma si tratta proprio di una minoranza di casi.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Come sai, io agisco in un ambiente dove l’80% della gente si ritiene in qualche misura “di Sinistra” se glielo chiedi; e l’1% se va bene di “Destra”.”

                Anzi, ripensandoci… il 60% di “Sinistra”; l’1% di “Destra”; e il 20% che fa parte di quello strano mondo che è emerso con il Covid, di cosiddetti “noVax”, gente che proviene spesso da esperienze New Age, da curiosità personali, da rottura rabbiosa con la Sinistra, e che ha mille idee contraddittorie (e talvolta strampalate), ma hanno una grande apertura mentale e disponibilità a lavorare insieme: in termini di comportamento sono molto “di Sinistra”.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                d’accordo.
                Ma quello che nel tuo contesto sociale è minoranza è maggioranza nel mondo d’oggi e viceversa.

                Cioè le persone che tu definisci e che si autodefiniscono di sinistra che frequenti tu, anche se sono ancora tante, sono la sinistra di qualche tempo fa.
                Un misto cioè di veteromarxismo o veterosocialismo e di perbenismo contemporaneo.
                Sono cioè italiani per lo più attempati, immagino, di una regione con una forte tradizione di sinistra classica, qual è la Toscana.

                Ma la sinistra prevalente in Occidente da qualche lustro è tutt’altra cosa, è la sinistra prima politicamente corretta, poi woke.

                Che condivide con quella che frequenti tu la tendenza a teorizzare e un certo spirito di corpo, ma esprime contenuti in cui non esiste più alcuna minima istanza critica rispetto al modello liberal-capitalistico, di cui, anzi, è l’avanguardia più estrema, mentre immagino che nel mondo che frequenti tu istanze critiche rispetto al modello liberal-capitalistico, ove più velleitarie e contradditorie, ove più solide e serie, ci siano eccome.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Ma la sinistra prevalente in Occidente da qualche lustro è tutt’altra cosa, è la sinistra prima politicamente corretta, poi woke.”

                Il problema è il termine “prevalente”.

                In termini politici, io conosco l’Italia, un po’ la Francia, l’Olanda, la Romania, gli Stati Uniti e un po’ l’America Latina.

                Credo che per gli Stati Uniti sia abbastanza vero quello che dici, lì credo che la “Sinistra” sia una piccola minoranza di persone abbastanza intellettuale, tra cui spicca una buona fetta di dementi, assieme a persone molto valide.

                Ma in Italia, stiamo parlando di milioni di persone. Forse a livello di salotti tv (di cui non so nulla) “prevale” un certo tipo di sinistro; a livello di amministrazioni locali, certamente un tipo completamente diverso; a livello di direzione di sindacati e simili, un altro ancora; a livello di centri sociali un altro, e così via.

                A Firenze abbiamo una bella minoranza di “transfemminist* queer” con le canne, che parlano solo tra di loro e insultano chiunque gli si avvicini. Sono sgradevoli e rumorosi, ma per fortuna non contano assolutamente nulla, anche perché si rifiutano di avere qualunque rapporto con le istituzioni.

              • Peucezio scrive:

                In sostanza voglio dire che la sinistra che frequenti tu, se ne ho capito più o meno i connotati, per quanto ancora vitale e attiva nel tuo contesto, nell’Occidente contemporaneo è residuale.

                Il che non è un bene, percé in questo tipo di sinistra, insieme a tanto velleitarismo, ideologismo e una certa dose di moralismo, ci sono istanze critiche valide.

              • Peucezio scrive:

                Prendi un Montanari.

                Ha il riflesso pavloviano dell’antifascismo automatico.
                Ma poi, quando parla del progressivo assoggettamento della fruizione dell’arte, dei musei e delle città a logiche commerciali snaturanti, dice cose giustissime.
                Ma la sinistra di oggi non è Montanari, è Parenzo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Prendi un Montanari.”

                Concordo con il tuo giudizio. Ma Montanari (purtroppo) non conta niente. Ho seguito tutto il suo tentativo di creare una coalizione anti-PD qui a Firenze, e la cosa è finita nel nulla, perché alla fine né lui né le persone vicine a lui hanno alcun potere.

                Probabilmente lo vedi in televisione, dove presumo lo chiamino perché ha una bella parlantina e sa dire cose antipatiche che fanno aumentare gli ascolti pubblicitari.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                in realtà l’ho visto anche, su Rai Storia mi pare, che teneva un’interessante lezione di storia dell’arte, divulgativa, come è normale dato il contesto, ma chiara e ben fatta.

                Comunque il punto non è tanto la consistenza numerica o il potere diretto, ma la capacità di plasmare la mentalità e il costume.
                In questo senso il wolismo americano influenza la società italiana più di tutta la gente di sinistra italiana delle tipologie che hai elencato, infatti sia l’evoluzione del linguaggio, della sensibilità, sia anche della società e dell’economia (lo smantellamento dei diritti sociali a favore di quelli civili e simbolici) obbediscono alle logiche woke e più in generale anglosassoni, non certo a quelle che vorrebbe la sinistra media italiana (che ha la grave colpa di mettersi al rimorchio di tali spinte, pur non mettendole magari come massime priorità, anziché combatterle frontalmente come parte del problema o quantomeno ignorarle e considerarle distrazioni irrilevanti dai veri problemi sociali).

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Secondo me è l’universitario di sinistra è tanto ideologico quanto l’universitario di destra che si inalbera perché qualcuno vuole tassare chi è più ricco di lui o che dice che è giusto che un’azienda in futuro dovrà avere il diritto di tenerlo a lavorare gratis in tirocinio (c’era una legge del Conte II sostanzialmente per abolire i tirocini, ma le regioni di destra non hanno voluto darvi seguito ed è rimasta lettera morta).
              Quale dei due ideologismi sia più autolesionista mi pare evidente.

              • Peucezio scrive:

                Il fatto è che non esistono universitari di destra.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Il fatto è che non esistono universitari di destra.”

                Diciamola diversamente…

                Secondo te, nelle facoltà che contano, tipo Economia e Commercio, Giurisprudenza, Ingegneria, non ci sono universitari “non di Sinistra”?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Il fatto è che non esistono universitari di destra”

                Quindi quel mio coinquilino che aveva in camera il bandierone nazista era di sinistra.

                Possibile.

              • Peucezio scrive:

                Io direi che ci sono due sinistre.

                La sinistra più “zecca”, più alternativa, più da centro sociale e la sinistra più istituzionale, un po’ fighetta, liberale, moderata.
                La prima probabilmente vota AVS, la seconda Pd o +Europa o Calenda.
                Ma entrambe condividono l’avversione per la destra, per i sovranisti e populisti, ma anche, ai tempi, per Berlusconi.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “La sinistra più “zecca”, più alternativa, più da centro sociale e la sinistra più istituzionale, un po’ fighetta, liberale, moderata.”

                Ma c’è anche un’enorme sinistra di persone normali che non apprezzano né Calenda né il PD né fanno i transfemminist*.

                Poi condividono l’avversione per la destra, magari votano PD alzando gli occhi al cielo. O magari no.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                vabbè, se la mettiamo sull’aneddotica…
                Anch’io sono stato universitario e lavoro ancora in quell’ambito.

                Ma non sono Peucezio o il tuo vicino ad essere rappresentativi.

                A Treviso poi saranno di destra anche gli alberi.

              • roberto scrive:

                peucezio

                scusami ma per te berlusconiani (e a desso che è morto quel tipo umano lì) sono destra o sinistra? perché a giurisprudenza te ne posso trovare finché vuoi, siano professori, studenti e soprattutto avvocati

                per i giudici ti posso proporre piuttosto dei FN, sempre che non li consideri di sinistra…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                sugli studenti non ho condotto sondaggi.

                Ma ho amici che lavorano in ambito accademico, diversamente da me stabilmente, incardinati da anni, e mi dicono che i loro colleghi sono tutti di sinistra.

                Non escludo che nelle facoltà tecniche ci sia qualche sparuto docente di destra. In quelle umanistiche praticamente non ne esistono.

                Ma in generale la destra non è la parte politica dei laureati.
                A destra vota chi ha la terza media o ha fatto l’istituto tecnico.
                A destra votano gli immigrati integrati, come il padre di una mia amica, muratore albanese.
                Insomma, i ceti popolari.

                Poi, certo, c’è il laureato che vota a destra e c’è il muratore che vota a sinistra: le eccezioni ci sono sempre.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Poi, certo, c’è il laureato che vota a destra e c’è il muratore che vota a sinistra: le eccezioni ci sono sempre.”

                Difficile capire chi vota a Destra a Firenze.

                Ho conosciuto diversi avvocati più o meno importanti; sospetto un paio di commercianti che conosco; alcune persone molto attive che ce l’hanno talmente tanto con l’Amministrazione da votare il partito contrario, ma che non sono “di destra”; una splendida amica figlia di operai che ha studiato alla Bocconi e si occupa di startup aziendali; un dirigente della megasuperfondazione che però collabora strettamente con il Comune.

                Sospetto che molte persone “semplici” votino a Destra ma “non fanno politica”, per cui non te lo raccontano nemmeno.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Non escludo che nelle facoltà tecniche ci sia qualche sparuto docente di destra. In quelle umanistiche praticamente non ne esistono.”

                E’ che “Destra” e “Sinistra” non sono speculari. La Sinistra è più o meno un modo di riflettere sul mondo, che va oltre l’individuo.

                Ne restano fuori tante realtà, inconciliabili tra di loro, che siccome non sono “Sinistra”, vengono chiamate “Destra”.

                Tra queste, quella che conta pensa in tempi brevi al proprio tornaconto, e considera le idee di “Sinistra” fuffa: penso che di gente così siano piene le facoltà di giurisprudenza ed economia e commercio.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                forse si tratta anche delle etichette che applichiamo.

                Ormai il concetto di destra sta diventando poco chiaro.

                Le persone di cui parli le immagino coem liberali non tipicamente di sinistra, abbastanza conformisti ma critici verso certi eccessi, che non amano il woke, atlantisti ma magari non fanaticamente russofobi, filoisraeliani…

                Come sai ho spesso constatato che la classe dirigente fino agli anni ’80 e anche oltre era moderata e che a partire da un certo momento è diventata di sinistra e progressista.

                A un certo punto – qui dentro ne ho scritto ampiamente – ho rilevato una scissione, innescata dal 7 ottobre, fra sinistra woke antisraeliana e sinistra atlantista e occidentalista alla Rampini (anche l’altra è occidentalista, vuole infrocire il resto del mondo secondo il modello occidentale, ma fa finta di sostenere che non le piace il maschio bianco etero).

                Ora, in effetti è difficile definire di sinistra o di destra le posizioni atlantiste filoisraeliane russofobe, iranofobe e woke-scettiche: in un certo senso secondo lo schema classico sarebbero di centro o di sinistra molto moderata (un tempo sarebbero state di destra moderata), ma è proprio questa coordinata che non tiene più.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “forse si tratta anche delle etichette che applichiamo.”

                Assolutamente sì.

                Il problema è che le etichette sono legate a un sistema elettorale – uninominale negli Stati Uniti che dettano la moda, percepito come uninominale altrove – che ti obbliga a identificarti con l’Inter o con il Milan, anche se vivi a Catanzaro e ti piace il tennis e non il calcio.

                Infatti, mi sono permesso solo di elencare le persone che conosco che si vantano di votare a Destra, intesa come Fratelli d’Italia/Lega/Forza Italia.

                Io penso che se ammettessimo che oltre alla A e alla B, l’alfabeto ha molte altre lettere, e che come la gente vota è uno dei modi meno interessanti di classificarle, saremmo tutti più saggi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Peucezio, Calenda non è di sinistra: è un liberale. E’ vero che sinistra e ursulini hanno un’intersezione, ma è anche vero che ce l’hanno anche destra e ursulini, per cui non puoi prendere qualsiasi ursulino e dire che è di sinistra.
                E anch’io conosco gente nell’università ed è gente che da vent’anni mi dà del comunista, per cui non è propriamente di sinistra.

              • Peucezio scrive:

                Calenda ha fatto parte del Pd.
                Cos’altro deve fare uno per essere considerato di sinistra?
                Certo, all’interno della sinistra è un centrista, è un moderato.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Calenda ha fatto parte del Pd.
                Cos’altro deve fare uno per essere considerato di sinistra?”

                Calenda è anche un ex-funzionario della Ferrari, ex-responsabile marketing della Sky ed ex-direttore della fondazione politica di Luca Cordero di Montezemolo. Tutti ottimi motivi per NON essere considerato di sinistra.

              • Francesco scrive:

                Confermo, Calenda ha troppe ottime idee per essere arruolato dalla sinistra.

                E anche dalla destra “reale”, se è per quello. Che rimane economicamente “di sinistra”, statalista e interventista.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Non escludo che nelle facoltà tecniche ci sia qualche sparuto docente di destra.”

                boh… ripeto, per giurisprudenza direi che a destra c’è una ampia maggioranza (già a bologna!)…a sinistra hai fondamentalmente i giuslavoristi

                ed in fin dei conti se ci pensi è coerente con il fatto che sforna avvocati o potenziali avvocati => partite IVA => destra

                ma anche nel mio ambito, direi che la destra è storicamente molto ma molto ben rappresentata (il governo meloni ha nominato come avvocato generale alla corte di giustizia uno che è stato candidato del PD alle penultime elezioni, a mia grande e piacevole sorpresa devo ammettere, ma si tratta di una eccezione dopo una discreta serie di destra-DC-destra)

              • paniscus scrive:

                “Calenda ha fatto parte del Pd.
                Cos’altro deve fare uno per essere considerato di sinistra?”—

                Ma per favore, parli del PD come se fose uguale al vecchio PCI…

                è mai possibile che nessuno si ricordi che circa la metà del PD delle origini era composta da gente che veniva dalla Democrazia Cristiana (più qualche altro piccolo gruppo sparuto di ecologisti o di socialdemocratici liberali o di ex del partito repubblicano) e non era mai stata di sinistra?

                Se poi per te la parola “sinistra” significa solo “quelli che dal 1993 al 2023 erano contro Berlusconi”, è un problema lessicale tuo, non della sinistra, e nemmeno di Calenda….

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                come sai la DC era composita e aveva un’ala destra, un’ala di centro centro e un’ala di sinistra.

                Vuoi dirmi che Dossetti non era di sinistra?
                Che il cattocomunismo non è mai esistito?
                E il Vaticano II chi credi l’abbia fatto?
                E Roncalli?
                E questo buffone qui, l’argentino? Mi vuoi dire che non è un uomo di sinistra?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Che il cattocomunismo non è mai esistito?”

                Evviva!

                I fantastici mistici cattocomunisti fiorentini, i nostri santi che hanno fatto miracoli e che vivono ancora in tutti i racconti che ci tramandano!

              • Francesco scrive:

                >>> Vuoi dirmi che Dossetti non era di sinistra?

                Mi associo alla domanda di Peucezio: se Dossetti non era di sinistra, allora cosa significa “sinistra”? lo chiedo con sincero interesse, non per polemica.

                La Sinistra DC fa parte del mio immaginario di elettore di CDX come esempio perfetto di quello che non voleva allora. E le sue differenze col PCI (e coi cattocomunisti in senso proprio) non cambiano il campo in cui va inserita.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Se per voi il Jobs Act (quello di Renzi, di Calenda e del Pd) è di sinistra, la cosa vi squalifica dalla facoltà di definire la sinistra.

          • Peucezio scrive:

            Semmai nel risentimento verso la destra ci vedo una forma di disprezzo di classe.
            Cioè il laureato, un professionista, pensa che tutti quelli che non hanno il tuo titolo di studio siano anche moralmente inferiori.

            • paniscus scrive:

              Ma questa va anche esattamente al contrario: anche l’imprenditore o il commerciante che è riuscito a fare i soldi pur avendo un titolo di studio basso, pensa che chi guadagna meno di lui sia anche moralmente inferiore…

              • Peucezio scrive:

                Questo è vero in effetti.

                Io direi che la supponenza della sinistra è culturale (non nel senso che siano più colti, ma che sono più istruiti e si credono più colti) e quella della destra è economica (quando quello di destra fa i soldi si sente un Dio).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Io direi che la supponenza della sinistra è culturale (non nel senso che siano più colti, ma che sono più istruiti e si credono più colti) e quella della destra è economica (quando quello di destra fa i soldi si sente un Dio).”

                Verissimo.

                Poi forse andrebbe capito meglio… Conosco tanta gente di sinistra con un livello basso di istruzione formale, forse i pochi di destra che conosco sono persone come Peucezio e Habsburgicus 🙂

                Ma è vero che a sinistra c’è l’idea di “averci pensato di più” alle cose, il chiedersi le conseguenze più a lungo termine o sugli altri (a volte in maniera intelligente, a volte in maniera dogmatica, secondo il carattere di ognuno).

                Mentre i colti di destra sono spesso tecnici molto ben preparati (dirigenti di banca, avvocati, ecc.), che non riflettono più di tanto sulle conseguenze delle loro azioni.

        • paniscus scrive:

          “nessun ingegnere serio potrebbe ragionare in termini di fisica bianca o nera o patriarcale o matriarcale. Invece questi lo fanno, sostengono che gli idrocarburi sono patriarcali, cose così.”—–

          E infatti, tra quegli accademici che ragionano in termini di fisica bianca o nera, di matematica maschile o femminile, o di idrocarburi patriarcali o matriarcali, quasi nessuno è un ingegnere, un fisico, un chimico, un geologo o un biologo (né un’ingegnera, una fisica, una chimica, una geologa o una biologa : )

          Quelli che ragionano così sono soprattutto cultori di materie umanistiche, storia, filosofia, psicologia, scienze sociali, letteratura, linguistica, quando non (ancora peggio) giuristi o economisti con interessi diretti nelle affermazioni che portano, che parlano di scienza e di tecnologia senza saperne nulla.

          Citofonare Alan Sokal e Jean Bricmont per l’adeguato sp*ttanamento.

      • Peucezio scrive:

        Con ciò,
        sono il primo a ritenere che il degrado antropologico dei ceti dirigenti occidentali sia dovuto al boom e alla società del benessere: il progresso tecnico mangia sé stesso, perché il benessere poi produce gente nevrotizzata.

        Ma proprio per questo bisogna cercare di riparare i danni del benessere, cercare un modo, prima o poi, di renderlo compatibile con antropologie sane.

        Forse proprio il passaggio dall’asettico mondo anni ’60, fatto di televisori e ambienti distanzianti, al mondo colorato e caldo delle nuove tecnologie che connettono tutti con tutti, quasi in una nuova orgia di promiscuità premoderna e preilluminista, potrebbe essere l’innesco che sta producendo nuove generazioni meno nevrotizzate e quindi anche più fattive. Vedremo.

  3. Corpo umano scrive:

    Suprematista

    Il tuo ascensore è destinato a fracassarsi insieme a tutti gli altri ascensori della tua città. E tu sei vecchio e non puoi fare continuamente su e giù cinque rampe di scale.
    La grande città è stata edificata in uno slancio espansivo ma ora mantenerla in efficienza man mano che le vetuste infrastrutture deperiscono, diventa una impresa ardua
    A volte le città bruciano.
    La città rappresenta il fulcro del Sistema.
    Suprematista
    Vai pure su Marte. Là è ancora peggio che sulla terra.
    Vai pure.
    Vai, vai.
    Portati dietro pure l’intelligenza artificiale.
    Vedrai quanto ti potrà servire su Marte.

    Chi

    • habsburgicus scrive:

      peccato che l’esimio Mr. Bannon non si renda conto di non avere il minimo potere e pochissima influenza su Trump 😀 😀 altro che “sbarrare la Casa Bianca” a Elon Musk 😀 😀 😀 *
      Bannon sta a Trump un po’ come Dugin sta a Putin..
      in Italia il mondo giornalistico sopravvaluta ‘sti due, come se contassero qualcosa 😀
      e invece Bannon, che invero qualche influenza ebbe illo tempore, ora ha ben poca credibilità…
      Dugin, dal canto suo, non ha mai contato assolutamente nulla, la sua influenza su Putin fu sempre meno di zero e solo in Italia gli han dato e gli danno spago 😀

      *non voglio sostenere che non possa avvenire una rottura, probabilmente traumatica e dalle conseguenze imprevedibili, fra “the Donald” e Elon in quanto due “prime donne” in genere si scannano :D…anzi mi spingo a dire che è verosimile, probabile e (forse) vicina
      ma quando (e se) avverrà, non sarà certo a causa di Bannon !

      • Peucezio scrive:

        Verissime tutte e due le cose.

        E nel caso di Bannon è un peccato per un solo motivo: lo metterebbe in guardia dalla Meloni e compagni.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “in Italia il mondo giornalistico sopravvaluta ‘sti due, come se contassero qualcosa 😀”

        Infatti, i giornalisti sopravvalutano spesso gli intellettuali.

  4. Francesco scrive:

    Secondo la cosa più interessante è l’elenco dei “santi” alla fine del papiro.

    Ci ho trovato alcuni dei miei riferimenti e alcuni di quelli di Andrea, il che è già molto notevole. La maggior parte non li conosco minimamente.

    Voi?

    PS Andrea, non sono affatto d’accordo con due cose che dici. Su Putin come freno al tecnottimismo sei ridicolo, lui è solo un tecnottimista di provincia, tutto chiacchiere e componentistica importata. Ma i Valori sono gli stessi, declinati in una ridicola salsa nazionalista.

    Ma è più importante che il Nostro non neghi i “limiti ambientali”. Solo che ha fiducia nella capacità della tecnologia di aggirarli (esattamente come te, guada allo spazio!).

    😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “Putin”

      Putin è molto ma molto più ottimista della tecnologia di me. Primo, è nato e cresciuto in un paese che della tecnologia aveva fatto quasi una religione. Secondo, spende miliardi per migliorare l’attuale già rilevante vantaggio Russo sul nucleare. Terzo, ha appena varato il cantiere di un gigantesco ponte sulla Lena che consentirà un collegamento stradale diretto fra Magadan e la Russia centrale.

      Vincendo la guerra, Putin dà un colpo serio a quella struttura di dominio USA – elogyata dal testo riportato da Martinez – di cui il TINA è la sovrastruttura ideologica.

      E’ il TINA a negare i limiti ambientali, tant’è che Trump è sempre stato un negazionista climatico. Poi, che lo spazio sua la frontiera ultima dell’umanità è un’ovvia conseguenza della termodinamica, conseguenza che il testo riportato da Martinez ha l’indubbio merito di mettere in evidenza negando la sesquipedale castroneria del “piccolo è bello”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        1) il comunismo sovietico ha un record patetico quanto a tecnologia, tanto per ricordare come stanno i fatti. possiamo discutere sulle cause, non sui fatti evidenti.

        2) “il vantaggio russo sul nucleare” cosa sarebbe?

        3) Magadan sta oltre la Siberia, icche è lungo codesto ponte? come il muro tra Italia e Turchia?

        4) a ulteriore contributo di chiarezza, TINA è un acronimo attribuito a Margaret Thatcher, che idea una liberista. Trump è un sostenitore del più bieco interventismo statale in economia!

        Saluti

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          1) Vero, ma parlavamo di Putin, non dell’URSS. Ho detto che l’URSS aveva un’idolatria della tecnologia, non che fosse capace di grandi progressi tecnologici.

          2) La Russia oggi vende reattori in mezzo mondo che nessun altro ha sviluppato e che le garantiscono una fetta del mercato nucleare molto superiore alla percentuale che ci si aspetterebbe in base al suo PIL.

          3) Il ponte, se e quando realizzato (la Lena è enorme),consentirà il transito dei TIR senza bisogno di aspettare che il fiume ghiacci, collegando per la prima volta la rete stradale dell’Estremo Oriente siberiano con quella del resto del paese – le due reti oggi sono separate.

          4) Infatti non si parlava di Trump. Questi che cita Martinez sembrano idolatrare il TINA ma non so quanto Trump capisca davvero di quello che dicono.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            che la Russia venda è ben possibile, che ci riesca perchè ha reattori migliori del resto del mondo … aspetto un ingegnere nucleare che me lo dica

            sospetto abbia altre leve da premere

  5. Miguel Martinez scrive:

    Su Twitter trovo questo interessante attacco a una miliardaria californiana:

    https://x.com/WallStreetApes/status/1878257984167612435

    This is billionaire Lynda Resnick, her family owns 60-75% of the water in California

    – Her family donates HUGE amounts of money to Democrats
    – She donated to stop Gavin Newsom’s recall
    – They use over 150 billion gallons of water every year
    – Her family was in the 1994 secret meeting that officially ended water being a public right in California
    – They’re the largest agricultural owners in California, and their farms use more water than all homes in Los Angeles combined
    – Lynda and Stewart Resnick own Fiji Water, POM Pomegranate Juice, Wonderful Pistachios, and many other food companies
    – They’ve faced lawsuits related to their water management practices, with allegations of profiting from selling water stored in the Kern Water Bank to non-members at a profit, violating public utility laws
    – The Resnicks have been accused of using their wealth to influence water policy and politics

    They pay off Democrats and Gavin Newsom specifically to keep their scam going

    • Miguel Martinez scrive:

      “Lynda Resnick”

      A prescindere dalla solita mancanza di fonti (ai tempi dei blog, dovevi sempre mettere un link!), e dando per buono tutto…

      Cioè il Ricco Progressista come il Ricco Conservatore si impossessano delle risorse (Her family was in the 1994 secret meeting that officially ended water being a public right in California).

      • Francesco scrive:

        1) il solito “secret meeting” di cui mio cugino mi ha girato i verbali, immagino

        2) non ho affatto capito di cosa è accusata, tra l’altro. si è imboscata l’acqua negandola ai pompieri?

        Ciao

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Francesco

          “solito secret meeting”

          Ecco

          https://www.c-win.org/the-monterey-amendments

          After years of drought, in 1994, five of the largest SWP contractors participated in a closed meeting in Monterey, California. The Department of Water Resources (DWR) was at the table with the contractors. The purpose of the meeting was to rewrite the contracts that govern water allocation for the entire State Water Project.

          After days of contentious meetings, a deal with the State of California was brokered by businessmen who saw the value of owning this highly valuable public resource. The secret meeting resulted in a pact known as “The Monterey Agreement – Statement of Principles,” which in turn became codified into policy known today as “The Monterey Amendments”.

          It was in that meeting that the state gave away California citizens’ water rights and transferred it to a handful of large, privately owned corporations, which soon became the “Kern Water Bank Authority” in 1995. In the same meeting, the state also agreed to give away the underground water storage facility that DWR spent $74 million purchasing and developing.

          In addition to handing over a resource meant to be held by the state “in trust” for all California citizens, the amendments to the SWP contracts included a lack of accountability regarding how much water the state was allotting to contractors. By deregulating the mechanisms of accountability, the contractors could effectively sell water that doesn’t exist, creating in essence “paper water” – water that only exists on paper (in contracts). Today, the state has already allocated 5.3 times more paper water than is available.

          Stuart and Lynda Resnick own Paramount Farms and are two of the wealthiest farmers on Earth. After acquiring their 57.7% share of the water in the Kern Water Bank in 1994, they immediately doubled their acreage of thirsty, high-value specialty crops like nuts and fruit while their small-farm neighbors watched their fields and livelihoods wither due to lack of water – even in times of severe drought.

          The Resnicks, as majority holders, and the Kern Water Bank Authority, can also sell stored water back to the state – water that ratepayers have already paid for – essentially getting paid twice for the same water.

          • Francesco scrive:

            Sì Miguel ma questo meeting era closed o no? a me pare che sia caratterizzato dalla partecipazione dello Stato di California e da pubblicità dei lavori.

            In che senso sarebbe closed?

            Ricordo sempre che la California è governata da un governatore e una legislatura eletti, dal 1994 a oggi non so quante volte … votate bene, gente, votate! e non rompete a me che sto a Milano.

  6. tomar scrive:

    Terrificante.
    Perché la solfa è sempre quella di Marinetti o giù di lì, ma Marinetti non aveva alcun potere in mano, era un geniale cialtrone che aveva come unica risorsa per contare quella di stare sempre sulla breccia (cosa che fece, gli va riconosciuto, con estrema coerenza, fino a partire volontario, a 66 anni, per l’aggressione italiana all’URSS).
    Muskinetti ha invece tutto il potere e la potenza che sappiamo.
    Poi si vede Bannon all’attacco di Musk, che attacca tutti, mentre il capo pazzoide gioca a Risiko in diretta tv… e uno dice (per farsi passare la depressione): ma questa è una puntata di Fascisti su Marte! Mettiamoci in poltrona e tiriamo fuori le noccioline.

  7. Miguel Martinez scrive:

    Riguardando il Manifesto, noto che c’è una mancanza enorme. Che indica spero malafede, e non semplice stupidità, perché la stupidità in chi ha i mezzi per distruggere il pianeta sarebbe preoccupante.

    C’è un’esaltazione immensa di ciò che “l’Uomo” può fare al mondo, tramite la tecnica.

    Ma solo qualche accenno d’obbligo a ciò che la Tecnica può fare all’Uomo.

    Curare qualche malattia, insomma…

    No, la Tecnica può permettere MOLTO di più: la gravidanza extrauterina, il cosiddetto “cambio di sesso”, gli impianti cerebrali, la creazione di umani-macchina, campi enormi in cui siamo appena agli inizi.

    Ma che spaventano (per fortuna) la piccola gente di Destra, più di quella di Sinistra (purtroppo).

    Infatti, il Manifesto da questo punto di vista poteva essere stato scritto nell’Ottocento, con la sua simpatica triade, “Uomo” che grazie a “Tecnica” sfrutta “Natura”.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “Uomo che grazie a Tecnica sfrutta. Atura”

      Beh, ma è implicito, no? L’Uomo è una parte della Natura. Se la Tecnica cambia la Natura, allora può cambiare anche l’Uomo.

      Prometeico, forse, ma logico. Se non fosse ispirato dal TINA non ci vedrei nulla di preoccupante.

      Tu non hai denti d’oro? Io sì. E non mi sento meno ‘umano’ per questo.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per ADV

        “Se la Tecnica cambia la Natura, allora può cambiare anche l’Uomo.”

        E allora non si vengano a lamentare perché cambiano il sesso, fanno gli impianti cerebrali o le gravidanze extrauterine.

        Se lo godano tutto, il progresso.

        • roberto scrive:

          miguel

          “Se lo godano tutto, il progresso.”

          perché non si può godere di alcune cose e non di altre? chessò un impianto cerebrale che ridia la vista ad un cieco mi sembra cosa di cui godere

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “perché non si può godere di alcune cose e non di altre?”

            Quelli di Destra mi sembrano come dei calabresi che sbraitano perché vogliono avere il Ponte sullo Stretto a qualunque costo, e poi quando c’è, sbraitano perché sono arrivati i siciliani.

            La prima volta parlano male degli Ambientalisti Comunisti, la seconda volta degli Immigrazionisti Comunisti.

            Scusami, ma oggi ho la destrofobia alta 🙂

            • MOI scrive:

              Un po’ come le TERF che prima da Femministe Novecentesche giovani hanno decistruito i Ruoli di Genere … poi cascano dal pero se si ritrovano ora attempate alle prese con “Uomini Autoginefili” (come dicono) nei loro spazi sotto la denominazione “Donne Trans”, banale antinomia di “Donne Cis”.

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “Quelli di Destra mi sembrano come dei calabresi che sbraitano perché vogliono avere il Ponte sullo Stretto a qualunque costo, e poi quando c’è, sbraitano perché sono arrivati i siciliani.”

              Questa effettivamente è una macroscopica contraddizione della destra.

              Credo che il meccanismo sia quello del controllo: voglio essere così potente da avere tecnologie di cui posso disporre come voglio, anche per tenere lontano chi mi sta sulle balle.
              Il che ovviamente è impossibile, perché se una tecnologia si diffonde, bene o male se ne avvalgono tutti.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          ti dirò che se il cambiamento di sesso fosse una cosa per cui si attiva un meccanismo genetico e nel giro di tot tempo uno da uomo diventa una vera donna, o viceversa, con tutte le caratteristiche fisiologiche, anatomiche e genetiche del sesso di approdo, non avrei grosse obiezioni di principio.

          Il problema è che creano dei mostri, con interventi grossolani, tagliando e cucendo, creando una finzione arraffazzonata dell’altro sesso con un risultato grottesco.

          Con ciò, se fosse possibile la prima opzione,
          1) dovrebbe essere pubblica. Se io mi metto con Maria, che prima era Mario, con i baffi (so benissimo che i due nomi non hanno lo stesso etimo, ma l’esempio rende), ho diritto di saperlo.
          2) la libertà di disporre del proprio corpo non può comprimere la libertà del linguaggio e del pensiero. Io parlando di te usi i pronomi CHE CAZZO MI PARE. E se ti traumatizzi sono stracazzi tuoi.

          Ciò che non sopporto del woke è la negazione del principio di realtà.
          Se ti trasformi in donna (o uomo) la realtà non la neghi, semplicemente la modifichi, e questo è legittimo.
          Ma se tu sei fisiologicamente uomo e pretendi di essere considerato donna, pretendi che il tuo sentire prevalga sul principio di realtà e questo è inaccettabile.
          E se tu sei nato uomo, anche se poi diventi donna, sei una donna ex uomo, non una donna simpliciter.
          L’idea di cambiare il passato è un’altra mostruosità woke: non ci piace il passato (che sia individuale o che sia storico) e allora lo neghiamo.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Il problema è che creano dei mostri, con interventi grossolani, tagliando e cucendo, creando una finzione arraffazzonata dell’altro sesso con un risultato grottesco.”

            Non dico di no.

            Ma, o:

            1) partiamo dal presupposto che la Natura è in valore in sé

            oppure

            2) partiamo dal presupposto che il criterio ultimo è ciò che l’Individuo desidera, il principio del Manifesto che citiamo qui: il mondo come giocattolo della volontà umana.

            Se partiamo da 2), che ti frega se a me piace usare la tecnologia per conciarmi come mi pare, che a te piaccia o no?

            • Peucezio scrive:

              Questa è un’ottima obiezione.

              Infatti io non sono un libertario puro, sono un libertario con dei correttivi.

              Il cattivo gusto della gente non va assecondato oltre un certo limite.

              Io vieterei anche i tatuaggi (non parliamo della chirurgia estetica, le labbra a canotto, le tette enormi, che producono figure grottesche già da giovani, che quando invecchiano diventano mostruose quanto caricaturali).

              Mussolini una volta disse che la morale ha i suoi diritti.
              Io direi che l’estetica ha i suoi diritti.
              Anche perché la tipa tatuata e con le labbra a canotto, se esce per strada la vedo anch’io.
              Si mettano in un ghetto di mostri e stiano fra loro.

            • Peucezio scrive:

              Mi spiego meglio,

              se ti fai i capelli viola, sono orrendi, ma te li puoi far tornare normali.

              Ma interventi invasivi e irreversibili non so quanto possano e debbano essere nella disponibilità dell’individuo, che non è poi così maturo e consapevole e potrebbe comunque pentirsene.
              Io non credo che una ragazzinoa di 18 anni (non parliamo della minore età!) che si fa un tatuaggio sia questo esempio di piena consapevolezza che agisce in modo meditato e maturo.

            • Francesco scrive:

              Miguel,
              non è che confondi Desiderio e Realtà?

              Come dice Peucezio, se i trans diventasse realmente persone dell’altro sesso, la questione avrebbe un senso. ù

              Ma è solo una finzione per assecondare un desiderio, una serie di violenze destinate al fallimento fin dall’inizio.

              Sarebbe più sano se fosse solo una imposizione sociale: Mario diventa Maria senza nessun intervento “fisico”, solo “ope legis”. Costerebbe meno, sarebbe reversibile, farebbe meno male.

              Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ma è solo una finzione per assecondare un desiderio, una serie di violenze destinate al fallimento fin dall’inizio.”

                Il punto però era un altro.

                Chi condivide lo spirito del Manifesto non può negare a chiunque di usare la tecnica per fare ciò che vuole su se stesso; ma anche sul resto dell’umanità, visto che tutto ha conseguenze.

                Io voglio avere tre teste? Sono sterile e voglio avere un bambino? Voglio avere un bambino senza la rottura di restare incinta? Esiste la tecnica per farlo?

              • Francesco scrive:

                E dici ha un cattolico che l’Etica deve avere la precedenza sulla Tecnica?

                Sfondi una Porta (Sacra) aperta da 2.000 anni!

                😀

          • paniscus scrive:

            “L’idea di cambiare il passato è un’altra mostruosità woke: non ci piace il passato (che sia individuale o che sia storico) e allora lo neghiamo.”—

            Su questo sono perfettamente d’accordo, ma non c’entra strettamente con l’argomento dei trans, vale per qualsiasi altra pretesa di mistificazione del passato.

            Qualche settimana fa ho visto un articolo in cui un personaggio abbastanza noto (ex-maschio che poi ha adottato un’identità femminile, non ho idea se abbia completato la transizione o no e non mi interessa saperlo, comunque ha effettivamente assunto un aspetto femminile) dichiarava qualcosa di questo tipo: “quando avevo 16 anni ho scoperto di essere una femmina”.

            Ma che razza di ragionamento è? Anche se personalmente rispetto la scelta personale e non mi scandalizzo affatto, che vuol dire “aver SCOPERTO di ESSERE una femmina?

            Semmai ha DECISO di DIVENTARE una femmina, il che per me è anche legittimo, ma non si può venire a dire che in realtà hai scoperto a 16 anni di essere sempre stata femmina fin dall’inizio, solo che ancora non lo sapevi!

            (e qualcun altro l’ha scoperto addirittura a 40 o 50, come l’imbarazzante atleta Petrillo, e tuttavia pretende di essere sempre stata donna)

            Ma ‘sta gente, ad esempio, costringe i propri stessi genitori o amici di infanzia a distruggere tutte le foto di quando erano piccoli? Boh!

            Ma appunto, questo non riguarda solo il mondo dei transessuali: anche chi è convinto che chiunque sia stato nel PD sia sempre stato di sinistra dice fesserie!

            • PinoMamet scrive:

              “Ma ‘sta gente, ad esempio, costringe i propri stessi genitori o amici di infanzia a distruggere tutte le foto di quando erano piccoli? Boh!”

              Non c’entra tanto, ma tra le prove che noialtri Buoni dovevamo accettare del fatto che la pugile algerina fosse femmina-

              parlo di quella pugile che ha fatto fare la figura della fessa frignona politicizzata a quella fessa frignona politicizzata della pugile italiana-

              visto che il Comitato olimpico considerava “invasivo” controllare i genitali…

              c’era il fatto che esisterebbe una sua foto da piccola nella quale indossava abiti femminili.

              Ebbene sì, perfido alcalde, mi hai scoperto!
              Zorro sono io!

              • paniscus scrive:

                Ma io non credo che la pugile algerina sia una transessuale, o un uomo mascherato da donna, penso che sia davvero un caso di anomalia cromosomica con eccesso di ormoni maschili, come quello di Caster Semenya…

              • PinoMamet scrive:

                Sono d’accordo, però il criterio dell’autodichiarazione è un po’ demenziale

        • Peucezio scrive:

          Circa le gravidanze extrauterine,
          per me la stella polare resta la libertà individuale e il massimo benessere per tutti, che deve partire da una base minima irrinunciabile per tutti.

          Se posso far nascere bambini senza un braccio o con una patologia congenita, così, tanto per fare un esperimento, evidentemente non lo faccio, perché è una crudeltà che li svantaggia fin dall’inizio.
          Se li uccido nel ventre matrerno, in qualunque fase del loro sviluppo, addirittura ne impedisco arbitrariamente l’esistenza stessa: mi faccio arbitro della vita e della morte altrui.
          Ora, la base minima naturale non è solo fisica, ma è anche psicologica.
          Nascere in modo naturale e ecrescere con un padre e una madre sono condizioni minime di base strutturanti la fisiologia e la psicologia di qualunque essere umano.
          Quindi questo va loro garantito, perché si presume che chiunque, in assenza di una volontà espressa, voglia vivere e vivere bene.
          Poi se uno da adulto decide di drogarsi, di fare il barbone, tagliarsi un braccio per vedere cosa si prova o di suicidarsi, non possiamo impedirglielo (anche se al limite possiamo dubitare del suo stato mentale e se non è consapevole di ciò che fa, cercare di tutelarlo).

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Ora, la base minima naturale non è solo fisica, ma è anche psicologica.”

            Io posso essere d’accordo. Bisogna vedere se è d’accordo l’autore del Manifesto. Che si fonda proprio sull’idea del dominio sulla natura, fino addirittura a fare a meno del pianeta stesso. Figuriamoci di padri, madri, corpi e tutto il resto.

            • Peucezio scrive:

              Cazzi suoi.

              Io sono contento se si dà un’accelerata al progresso umano per vivere meglio.

              E soprattutto credo nelle tecnologie digitali: credo proprio che la decentralizzazione dovuta al passaggio dai media tradizionali a quelli telematici sia una rivoluzione di pluralismo e complessità, sia in sostanza una trasformazione antimoderna.

              Un manifesto così mi è simpatico sull’onda di un signore ipertecnologico che al tempo stesso sostiene partiti nazistoidi e impresentabili, che ha rotto il conformismo progressista comprando un social e rendendolo più libero, che è un provocatore.

              Ma mica dobbiamo condividere tutto quello che fa: ci mancherebbe.

              Per me l’unico senso dell’andare su Marte è legato al fatto che c’è sempre una ricaduta in tanti campi di queste imprese e delle tecnologie atte a realizzarle e che inoltre, quanto più soggioghi la natura, più ti crei strumenti e mezzi per avere scappatoie.
              Ma per me è un mezzo, non un fine: l’idea di colonizzare lo spazio per me è una fantozziana cagata pazzesca, non foss’altro per un fatto, e cioè che lo spazio è brutto, è orrendo, vuoto, freddo, monotono, mentre la Terra è meravigliosa (non tutta: in Antardide non ci andrei neanche per un quarto d’ora).

  8. Corpo umano scrive:

    https://youtu.be/U8gJ3sWpsNU?feature=shared
    Il tecno ottimista è un pessimista che vede intorno a sé il Sistama crollare e allora si inventa un sacco di idiozie pur di continuare a “galleggiare”.
    Il fatto è che poi queste idiozie vengono ascoltate e prese sul serio come dice Pierluigi Fagan nella migliore intervista di questo secolo.

  9. habsburgicus scrive:

    countdown
    -6 all’avvento del castigamatti 😀

  10. Peucezio scrive:

    Miguel e gli altri,
    comunque, al di là di un modello generale di destra e di sinistra sono (tristemente) interessanti alcune trasformazioni più contingenti.

    La sinistra sappiamo come si è involuta.

    Ma la destra in Italia in questi ultimi anni ha avuto anch’essa un’involuzione clamorosa.
    Da libertaria, qual era la destra berlusconiana, al peggio dell’autoritarismo sciocco (il decreto sicurezza, la legge contro i rave, le follie del nuovo codice della strada, il giustizialismo…), insieme a scelte geopolitiche criminali e suicide.

    • Peucezio scrive:

      Molto diverso ciò che avviene in tutto il resto dell’Occidente, Stati Uniti, ma anche Germania, Romania, Ungheria (già consolidato da tempo), Slovacchia, Austria, ecc.

      Terrei fuori la Francia: la Le Pen è una Meloni in salsa d’oltralpe.

    • Francesco scrive:

      Sarà ma non hanno arrestato nessuno in flagranza di reato alle ultime manifestazioni “per chiedere giustizia per Ramy”

      Cosa pago le tasse a fare, porca paletta?

      Ciao

      • Peucezio scrive:

        Ma certo.
        Le strette securitarie mica servono ad arrestare la teppaglia, servono a rompere il cazzo all’uomo comune, tranquillo, che lavora, per farlo sentire in colpa, continuamente sotto pressione, sotto ricatto.

        Il nemico del sistema non è il teppista o il delinquente, è il padre di famiglia che beve mezzo bicchiere di vino in più.

        • Francesco scrive:

          Il che farebbe del sistema un idealista, però. Un sistema che si muove davvero per ideologia.

          Su questo sono più propenso a dare retta a Miguel, ti confesso.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Non penso ci sia una volontà.

            Il punto è che di per sé le regole danneggiano la gente che ha più da perdere, non gli sbandati, che se ne fregano pure se vanno in galera e se hanno sanzioni pecuniarie non hanno nulla e quindi non le pagano.

            L’ordine, inteso come vero controllo del territorio, protegge l’uomo comune indifeso; la selva di regole draconiane colpisce a caso e fa stare sul chi vive la persona normale, che ha il terrore di sgarrare di un minino mettendo la macchina in divieto di sosta.

            Per questo che sono convinto che ordine e legalità siano due concetti antitetici: il primo è un reale assetto della società, la seconda una concezione formalistica e spesso arbitraria.

  11. Miguel Martinez scrive:

    Allora, mi arriva il preoccupato invito a firmare una petizione per “salvare la democrazia” minacciata dal fatto che Musk avrebbe fatto un incontro online con la Weidel. L’Europa faccia subito qualcosa per impedire ai ricchi di interferire nelle elezioni europee!

    Totalmente d’accordo. Appena l’Europa sanziona Soros per interferenza nelle elezioni georgiane, firmo.

    Sono proprio i ricchi che dovrebbero stare fuori dalla politica, non i ricchi della parte che non ci piace.

    *****
    Elon Musk is putting democracy at risk.

    By hosting a livestream with a leader of Germany’s extremist AfD party, Elon Musk gave a platform to far-right rhetoric designed to undermine EU democratic values.

    This deliberate move spreads anti-EU propaganda and manipulates public discourse ahead of several key elections in Europe.

    The EU is already investigating this livestream for potential violations of European rules, but without a sustained people’s uproar beyond the initial public outcry, it’s likely that real action will be buried under other political priorities.

    • Peucezio scrive:

      Ma poi Musk avrebbe finanziato qualche partito o gruppi di pressione o ONG o sailcazzo cosa o ha solo espresso una sua opinione?

      1) Sapevamo che quando ci sono brogli le elezioni, giustamente, sono da invalidare; poi i brogli si vedono quando vincono i nemici e vabbè…
      2) poi abbiamo scoperto che le elezioni sono invalide se qualcuno fa propaganda sui social a un candidato,
      3) ora scopriamo che le elezioni non sono valide se uno esprime pubblicamente la preferenza per un candidato.

      • Francesco scrive:

        In effetti si nota una certa mancanza di principi e di coerenza, salvo l’ostilità alla Destra estrema, demagogica, populista, asservita a Putin.

        Non che non sia d’accordo ma ci vorrebbe qualche base teorica più robusta per smantellarla!

        😀

  12. Peucezio scrive:

    https://www.informazione.it/a/BA7089B8-2460-40A2-8905-A185FFC403E8/Breton-minaccia-il-Romania-bis-Liberta-social-Se-necessario-faremo-lo-stesso-in-Germania

    Questa è enorme.
    In pratica ammette, anzi, rivendica che la decisione della corte costituzionale rumena è una decisione politica dovuta alla pressione di poteri stranieri e si ripropone di farlo (“noi” chi poi, non si capisce bene) in Germania.

    Se la Germania fosse un paese serio, un personaggio del genere non dovrebbe più poter entrare in territorio tedesco senza rischiare un arresto e una condanna per attentato alle istituzioni e alla democrazia tedesca.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Questa è enorme.”

      Concordo.

      Il guaio è che polarizza il conflitto tutto tra (a) il giro dei vecchi democristiani repressivi e amici di Soros e (b) un partito ultraliberista amica di Musk, che ha come unico progetto ridurre l’immigrazione.

      E così la voce della Sahra Wagenknecht, che mi sembra molto più interessante, scompare.

      Infatti, la Wagenknecht denuncia alla pari le interferenze di Soros e di Musk.

      • Francesco scrive:

        Giusto, che ogni Pol Pot faccia i danni che vuole a casa sua senza interferenza esterne!

        PS da vecchio democristiano, non ho nessun rapporto con Soros e pure poca simpatia.

        😉

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “Pol Pot”

          Giusto.

          In fondo, nel Donbass ieri e a Gaza oggi i Pol Pot siamo noi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Lo sai che lo so che questa sul Donbass è una bugia pari alla propaganda nazista sui poveri tedeschi perseguitati oltreconfine.

            Perchè lo ripeti? hai bisogno di sentirlo per giustificare la tua scelta di campo?

      • Peucezio scrive:

        Poveri democristiani: i democristiani veri non si sarebbero mai sognati di dire cose del genere: il fatto di essere dalla parte dell’Occidente liberale non li ha mai portati a pensare che le regole democratiche e la sovranità popolare siano barzellette da piegare brutalmente secondo le convenienze del momento.

        Quello che vediamo oggi è un tracollo di cultura giuridica ma anche politica. Questi sono degli analfabeti, sono dei selvaggi.

        • Francesco scrive:

          Sicuro? i DC tedeschi hanno messo in Costituzione la proibizione di partecipare alla vita politica per fascisti e comunisti, mi pare.

          Non erano nè fessi nè mollaccioni.

    • habsburgicus scrive:

      io non ne farei un dramma….
      nel 1952, Adenauer (un “buono” per la vulgata) mise fuori legge il Sozialistische Reichspartei “Partito socialista del Reich”* che aveva alcune elezioni a livello di Land…bon..cambiò qualcosa ? no !
      all’occorrenza metteranno fuori legge l’AfD e non cambierà nulla

      *forse il Partito che in modo più sffacciato ed esplicito assunse l’eredità di coloro che (s)governarono fra il 1933 e il 1945….era guidato da Otto Remer, colui al quale i golpisti diedero ordine di arrestare Goebbels il 20 luglio 1944 con il pretesto che AH era stato ucciso “dalle SS” che tentavano di prendere il potere, ma Goebbels riuscì a convincerlo ad ascoltare un apparecchio radio speciale con cui lo mise in contatto con Rastenburg e sentì l’inconfondibile voce cui Remer rispose pallido “Sì, mio Fuhrer”, “ai Vostri Ordini, mio Fuhrer”..AH lo promosse gernerale sul campo (era maggiore) e gli ordinò si reprimere in modo risoluto la rivolta, agli ordini di Goebbels, ciò che fece…e così fallì il Venti Luglio 😀

      • roberto scrive:

        habsb

        “all’occorrenza metteranno fuori legge l’AfD”

        mavalà…no credo che il peggio (cioè quello che accadrà) sarà che stravincono le elezioni diventando il primo partito ma certo non supereranno il 25% e saranno lontanissimi da avere una maggioranza…quindi o si imborghesiscono tipo lepen o resteranno all’opposizione et c’est tout

        • Peucezio scrive:

          A me basterebbe che un governo CDU-AfD torni a un minimo di buon senso e metta fine al suicidio verde-zelenskiano della Germania, ripristinando gasdotti e rapporti commerciali con la Russia e mandando affanculo l’auto elettrica.

          Anche perché il crollo dell’economia tedesca è il crollo anche di quella nostra, perché sono strettamente collegate,

          • Miguel Martinez scrive:

            La mia incerta, disinformata, momentanea ipotesi che sono pronto a rinnegare tra due settimane…

            Negli USA siamo passati direttamente dalla “democrazia” alla Oligarchia.

            Gli Oligarchi vogliono conquistare oltre alla Terra, anche Marte.

            Devono schiacciare la Cina, non sono terribilmente ostili alla Russia; ma vedono che c’è una succosa mela da pappare, che è l’Europa.

            L’Europa deve pagare il ritorno al costoso fracking negli Stati Uniti; deve poi mantenere a proprie spese, con la scusa della “minaccia russa”, tutto il sistema industriale militare statunitense; deve farsi coprire di satelliti che sono la proprietà personale di uno degli oligarchi.

            Insomma, mentre gli USA faranno la pace con la Russia, l’Europa dovrà continuare a comprare il gas dagli USA e a “difendersi” dalla Russia con armi comprate dagli USA.

            • Francesco scrive:

              Cattiva digestione? sei diventato tifoso del Como?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “Russia”

              Cioè fare alla luce del solo quello che finora ha fatto di soppiatto.

              Il che non è un male. Magari qualcuno comincia a capire chi è davvero il nemico, al di là della propaganda ‘democratica’.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              sì, ma allora perché Musk fa l’endorsment a candidati europei filorussi? Che fa l’Europa, si arma per difendersi da un amico?

              Io invece sono sempre più dell’opinione che i politici di oggi, più sembrano pragmatici, più sono esaltati e più sembrano esaltati, più sono pragmatici.
              Trump ha capito che gli USA non sono più in grado di fare i gendarmi del mondo e ha ridimensionato gli spazi di manovra, a tutto vantaggio dei contribuenti statunitensi.
              Musk è un uomo di affari e fa affari con la Cina, scavalcando in questo Trump quanto a pragmatismo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Io invece”

                Non è un invece, siamo pienamente d’accordo!

                Pragmaticamente, Trump e Musk non pensano di fare i gendarmi del mondo. Semplicemente vogliono papparsi l’Europa come vogliono papparsi il petrolio con il fracking. Che da un punto di vista pragmatico, mi sembra una cosa intelligente.

              • Francesco scrive:

                Secondo te, passare da essere i capofila di un grande gruppo di Stati ricchi e potenti che vogliono essere dalla tua parte a essere un bullo sarebbe pragmatismo intelligente?

                Quale è il carattere specifico del “impero statunitense”? che farne parte conviene non solo agli USA ma anche a tutti quelli che ne fanno parte.

                Si chiama “soft power”, Piano Marshall, crescita economica, democrazia, pace, ordine internazionale. Scegli tu l’etichetta.

                Non è mera propaganda, tutti gli indicatori di benessere degli alleati degli USA sono ai massimi della loro storia.

                Andrea può nascondere la testa sotto kilometri di permafrost ma è quello che ha vinto la Guerra Fredda.

                Adesso i leader politici occidentali stanno mollando questo sistema a favore di qualcosa che ha prodotto la Prima guerra mondiale quando l’Occidente era il Mondo. Pensa cosa produrrà ora che è una parte del mondo.

                Chiamali come vuoi ma intelligenti e pragmatici no.

                Ciao

              • roberto scrive:

                francesco

                “Chiamali come vuoi ma intelligenti e pragmatici no.”

                sono d’accordo su tutto, tranne sul paragrafo “tutti gli indicatori di benessere ” per il quale mi domando se non sia una cosa di qualche anno fa e che si è degradata negli ultimi 5-10 anni (ma è una domanda non una affermazione)

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                mah, non penso che oggi l’Europa sia così strategica.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                aridaje col principio di realtà.

                Il pragmatismo non è volere la cosa in astratto ottimale, per impossibile che sia.
                Il pragmatismo è volere la cosa più conveniente fra quelle possibili.

                Il mondo che dici tu non esiste più e ognuno deve cercare di ritagliarsi la sua fetta.

              • Francesco scrive:

                Quel mondo è esistito per due motivi:

                1) era possibile
                2) c’è stata una classe politica che ha lavorato seriamente per renderlo anche esistente

                e ha pure funzionato alla grande per decenni.

                Ora, oggi manca la classe politica ma non la possibilità o desiderabilità di costruire una nuova versione del vecchio “ordine mondiale” che favorisca la pace, il commercio, la libertà.

                Di aderire al Grande disordine e alle sue sanguinose conseguenze non so cosa farmene.

                Dovessi disegnarlo, prenderei come archetipo il Messico dei narcos.

          • roberto scrive:

            peucezio

            “A me basterebbe che un governo CDU-AfD ”

            secondo me non lo faranno mai, almeno finché l’AfD non si toglie questa patina di nazismo…e non dico essere ogni tanto d’accordo su qualcosa, ma proprio governare insieme mi sembra difficile
            non per niente AfD è all’opposizione dovunque, anche in posti come la turingia dove sono il primo partito e ad un soffio dalla maggioranza assoluta (in turingia hanno qualcosa come 30 deputati su 80 e li la CDU governa con SPD e Wagenknecht)

            • Peucezio scrive:

              Eh, ma che fanno, continuano a fare ammucchiate sempre più estese di tutti gli altri, fino a quando, a forza di fare pastrocchi al solo scopo di escludere, AfD e Wagenknecht insieme raggiongono la maggioranza assoluta?

              Il vento è cambiato. Radicalmente negli USA (Trump è come AfD, anzi, più estremo, solo che siccome non sta in Germania ma negli USA, che non hanno perso la guerra, può permetterselo), ma sta cambiando anche nell’Europa dell’est, con l’eccezione dell’ex impero polacco-lituano.
              Alla fine che fa, resta solo un pezzettino di Europa occidentale contro tutti (USA, BRICS, Europa dell’est)?

              • Francesco scrive:

                Tanto anche loro sarebbero tutti contro tutti, staremmo sempre meglio noi che loro.

                E’ quello che sembri non capire del sovranismo: non prevede di avere amici ma solo nemici. Compresi, anzi per primi, gli altri sovranisti.

        • Miguel Martinez scrive:

          ““all’occorrenza metteranno fuori legge l’AfD””

          Sono andato a vedermi qualche frammento di video della Alice Weidel in TV

          1) convegno del Partito, impressione piuttosto sgradevole di tanti uomini (nessuna donna visibile a parte Lei) dall’aria triste in giacca e cravatta, sembrava il consiglio di amministrazione di una banca, grande applauso al nome di Elon Musk

          2) La Weidel intervistata, “ma lei ha detto che Hitler era di sinistra!” “Sì, io sono economista e lui economicamente era di sinistra, come Stalin!” “ma l’Olocausto e l’antisemitismo?” “L’antisemitismo è di sinistra, tutti quelli che gridano Free Palestine [in inglese] sono Linker”

          3) La Weidel in un dibattito tv con Sahra Wagenknecht, lungo e parlavano veloce in tedesco, per cui non ho ascoltato tutto, ma mi sembra di capire che la Weidel dice che la crisi tedesca è colpa della “svolta verde”, la Wagenknecht invece che è colpa soprattutto del sostegno tedesco alla guerra in Ucraina. La Wagenknecht dice che è per il dialogo e non vuole demonizzare nessuno (in un altro video, fa una lunga intervista al fondatore dell’Afd poi cacciato dal partito), ma credo che abbiano anche posizioni radicalmente diverse su questioni come pensioni e salute, nonché sulla Palestina, che la Wagenknecht chiama genocidio.

          Infine, la Wagenknecht si pone contro tutti i miliardari che interferiscono nelle elezioni, “Soros come Musk”.

          Almeno è quello che ho capito in un giro di mezz’ora su video, con molto margine di errore.

          • Peucezio scrive:

            Nel complesso preferisco la Wagenknecht, ma mi pare che sulle cose più importanti vadano d’accordo.
            D’altronde possono sempre allearsi dopo, anche se non credo che insieme arriverebbero mai (per ora, s’intende) al 50% più uno.

          • Francesco scrive:

            >>> la Weidel dice che la crisi tedesca è colpa della “svolta verde”, la Wagenknecht invece che è colpa soprattutto del sostegno tedesco alla guerra in Ucraina.

            Interessante, altre idee sbagliate?

            • Peucezio scrive:

              Certo che voi occidentalisti avete proprio litigato col principio di realtà.

              D’altronde l’occidentalismo ha prodotto il woke…

              • Francesco scrive:

                veramente io ho studiato economia proprio per non essere preso in giro

                😉

              • Peucezio scrive:

                Questo dimostra che l’economia è una falsa scienza. 🙂

              • Francesco scrive:

                più o meno … è una scienza sociale

                ma è molto meglio dei discorsi da bar sulle faccende economiche (e pure delle prediche domenicali sullo stesso tema)

                Ciao!

            • habsburgicus scrive:

              del sostegno tedesco alla guerra in Ucraina.

              sostegno minimo fra l’altro, specialmente da parte di Scholz (SPD)…i Verdi sono stati almeno a parole più espliciti
              la situazione della Russia potrebbe essere peggiore di quanto appaia (e ben differente dai ditirambi di AdV ad maiorem Putini gloriam :D) https://formiche.net/2025/01/russia-economia-banche-debito-rublo-sanzioni/ (cita Chatham House, molto autorevole, uno meno di un 33 manco viene ammesso a pulire i bagni 😀 😀 😀 anche se poi l’originale britannico -cercatevelo voi, io l’ho fatto- è un po’ diverso :D)
              purtroppo io so poco di economia..quindi non prendo posizione….
              io però -a differenza di altri- sono stato in Russia due volte, dall’inizio della cosiddetta “operazione speciale”, e in tutta onestà non ho visto nulla di particolare e di preoccupante per il regime..
              la gente vive la sua vita apparentemente in allegria e carefree, locali aperti fino a tardissimo in estate [ma solo a San Pietroburgo dove alle 2.00 sembrava di essere alle 20 in Italia e, immagino, Mosca..non a Pskov, un mortorio, e manco a Kaliningrad dove però era già inizio autunno…a Kaliningrad c’è grande movimento di pomeriggio] come da noi ai bei tempi che giustamente Peucezio rimpiange;
              non hanno la minima idea della guerra e uno non si accorge della sua esistenza, sì il rublo è di solito debole (io l’ho beccato in ascesa, sigh !) ma si vive lo stesso anche perchè ormai noi stranieri siamo rarissimi e hanno impararo a far meno di noi, l’appoggio a Putin sembra plebiscitario anche se forse Putin è sopportato e non amato..attenzione, però che il povero Naval’nyj e altri, avranno la nostra simpatia, ma NON contano nulla al di fuori dell’élite “fighetta” di SPB e Mosca
              però l’economia è un mistero e mi rifaccio a Francesco….un crollo economico penso sia possibile
              tuttavia se Atene [l’Ucraina] piange, Sparta [la Russia] non ride…
              ecco che un Trump in modalità folle 😀 potrebbe imporre ai due litiganti un buon compromesso che li scontenti entrambi (e quindi sia ipso fascto “giusto” !)..e poi non se ne parli più !
              e si pensi al Grande Oriente..non quello che ha ogni potere a Firenze 😀 😀 😀

              • habsburgicus scrive:

                ve lo metto
                questo è l’originale (per gli economisti del blog) https://www.chathamhouse.org/2025/01/russias-economic-dilemmas-give-trump-important-leverage-negotiations-ukraine-will-he-use-it

                en passant, cita la Turchia altro paese con forte inflazione e che non potrebbe star meglio 😀
                pure noi, ai tempi, avevamo forte inflazione e stavamo meglio di ora 😀

              • Peucezio scrive:

                Un compromesso alla fine si troverà, con tanto di stretta di mano fra Putin e Trump, ecc.

                Ma quando accadrà e alla fine, per forza di cose, si toglieranno le sanzioni e tutto il resto, i russofobi nostrani, tranne qualche fanatico che lo era anche prima della guerra, in obbedienza al capo (zio Sam) faranno finta di niente, ma noi dobbiamo ricordarceli, uno per uno.
                Non parlo di chi è stato critico sull’invasione in sé, posizione che non condivido ma legittima, ma su chi è salito sul carrozzone della russofobia becera e indiscriminata.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “dobbiamo ricordarceli”

                OAAP!

                Oggi gente come la Picierno o Mentana sono come dei fari nella notte che nella nebbia dell’infosfera segnalano infallibili dove sta il torto.

                Se li conosci li eviti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                la Turchia ha un enorme problema di inflazione e un governo degno dell’Italia anni 70 come competenza economica

                è guidata da un simil Mussolini, abile nelle rodomontate e nei cavalcare senza sella (per risparmiare) ma ho qualche dubbio sulla sua solidità economica

                ah, in Italia ai tempi dell’inflazione davvero alta si stava male e si è rischiato il tracollo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Turchia sta vincendo praticamente ad ogni tavolo in cui gioca: ha vinto in Libia (ora Tripoli è un suo protettorato), ha vinto con il conflitto ucraino (si è fatta pubblicità all’industria bellica e ha ottenuto concessioni dai russi in Siria), ha vinto dai tentativi della Nato di separare l’Armenia dalla Russia (ha spazzato via gli armeni del Nagorno Karabakh, col sostegno israeliano), ha vinto in Siria (dove ha messo su i compari, sempre col sostegno israeliano, e ottenendo il ritiro russo dall’interno ora può avere mano libera coi curdi)…
                L’inflazione non è un problema finché gli altri fanno il lavoro per te e tu stai sotto a raccogliere i frutti.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “e si pensi al Grande Oriente..non quello che ha ogni potere a Firenze ”

                Questo discorso mi affascina. Firenze è abbastanza piccola da permetterti di avere uno sguardo pettegolo su praticamente tutto ciò che succede in città.

                E spesso ho sentito dire, “eh, se si è massoni, si vincano tutti gli appalti” e cose simili.

                E spesso ho sentito dare del Massone a qualcuno… solo perché effettivamente aveva vinto un appalto.

                Poi è difficile orientarsi, perché ti diranno, “eh, quello che ha vinto l’appalto mica te lo va a dire a te che è Massone!”

                D’accordo, ma tu che non sei massone, come fai a sapere che ha vinto l’appalto perché era Massone?

                Ho conosciuto alcuni massoni (uno l’ho fatto conoscere anche ad ADV), ma credo che ci sia qualcosa che ci sfugge.

              • Francesco scrive:

                X MT

                a me ricorda Mussolini che faceva l’Impero e vinceva la Guerra di Spagna.

                Ma sono sempre aperto a esiti diversi dalle mie attese.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma non ce lo vedo Erdogan ad entrare nella terza guerra mondiale dalla parte che apparentemente sta vincendo. Né ha fatto niente di velleitario come la guerra d’Abissinia, visto che il grosso del lavoro lo ha sempre fatto fare ad altri.

              • Francesco scrive:

                1) ha mandato soldati in Libia. mi pare, entrando in uno scenario di assoluto casino spinto da motivazioni “storico-imperiali” del tipo “qui una volta era tutta Turchia”

                2) rifornisce la Russia di droni nella guerra contro l’Ucraina foraggiata dalla NATO …

                a me pare sia molto vicino al modello Benito

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I droni Bayraktar li mandava all’Ucraina.

              • Francesco scrive:

                Touchè!

                hai ragione tu.

              • Francesco scrive:

                A questo punto chiederei un bigino dei rapporti tra Russia e Turchia nei vari fronti …

                in Siria la Turchia ha preso a calci l’amico della Russia

                in Ucraina appoggia militarmente il nemico della Russia

                in Libia?

                grazie

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I rapporti tra la Turchia e qualsiasi paese sono determinati da un unico parametro: cosa conviene alla Turchia?

              • Francesco scrive:

                Concordo ma mi pare che questo principio venga letto con estrema miopia, quasi che l’inaffidabilità non sia un problema.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Affidabilità e autolesionismo sono cose diverse: io posso perseguire i miei interessi ed essere un interlocutore affidabile allo stesso tempo. È la teoria liberale della società, in fin dei conti.

              • Francesco scrive:

                Insomma: se tutti sanno che vendo sempre al massimo prezzo che riesco a ottenere e che non vengo mai incontro al cliente, o sono un monopolista o sono fallito.

                E questo vale negli scambi di mercato, figurati in quelli politici dove c’è molto più in ballo della singola transazione.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non è detto che sia mio interesse tenere il prezzo troppo alto se c’è un concorrente che vende a meno. Però potrei accordarmi per fare cartello col concorrente e questo andrebbe a vantaggio mio e suo (e a svantaggio del cliente).

  13. Peucezio scrive:

    Moi (e gli altri),

    petromascolinità!

    La fine dell’articolo che ho “linkato” più sopra:

    “Manne sostiene che la definizione tradizionale della misoginia rende troppo difficile individuarla poiché ci si attorciglia sul significato delle parole e sulle “intenzioni del colpevole”. È invece più facile riconoscere, e dunque combattere, un modello di aggressione contro chi “osa” trasgredire le norme patriarcali, in particolare, quindi, le donne o le persone lgbt+.

    La petromascolinità è l’espressione più violenta del desiderio di potere e dello stile di vita garantito dal sistema fondato sui combustibili fossili. E analizzare il sistema fossile attraverso la lente della misogina offre la possibilità di riconoscere che gli ostacoli all’azione sul clima sono di natura identitaria, psicologica e socioculturale, oltre che economica, ideologica e politica. La strenua difesa dei combustibili fossili non è solo una manovra politico-economica, è la conseguenza diretta di un sentimento di paura per un mondo in declino e il rifiuto di qualsiasi passo verso un cambiamento costruttivo. “

  14. tomar scrive:

    Da sempre, come specie, siamo degli io desideranti, ma questa nostra natura ha avuto in queste ultime generazioni e almeno nel mondo occidentale uno sviluppo elefantiaco e patologico, ben annunciato dalla “fantasia al potere” del ’68, ma soprattutto costantemente nutrito dal sempre più pervasivo apparato tecno-publicitario, nonché infine ammaliato dall’infinita potenza della Rete.
    Un io desiderante senza limiti, comprensibile in un bambino molto piccolo, è però solo indice di sciocchezza in un adulto.
    Se a tale stupidità generica aggiungiamo e uniamo l’immensa superbia che può suscitare in un io desiderante il fatto di poter manovrare un enorme apparato tecno-economico-ideologico, appare molto probabile che l’esito della congiunzione sia questo: grande Superbia, grande Stupidità, fine dell’Umanità.

  15. MOI scrive:

    NON so se avete seguito la faccenda che Tiktok America chiuderà e c’ è un’ altra App Social chiamata Red Note dove saranno “deportati” i Gringos … in realtà il nome Cinese è “piccolo libro rosso” alla lettera , che non dirà nulla dai Millennials in su … ma dai Gen X

    (i Millennials ci ignorano perché troppo a ridosso, i Boomers non ci distinguono dai Millennials, i Gen Z non ci distinguono dai Boomers … e siamo la Generazione Mezzana che in assoluto vive di più nel Mondo Reale anziché On Line)

    in giù dice eccome.

  16. MOI scrive:

    小红书
    … essendo Cinese Continentale e per giovanissimi, credo che abbia solo ufficialmente caratteri semplificati.

  17. MOI scrive:

    小紅書 … tradizionale

  18. Moi scrive:

    Cmq mi sa che i Cinesi si stanno divertendo a perculare gli Americani , traducendo
    小红书 con “Red Note” …

    • Francesco scrive:

      1) complimenti ai cinesi, visto che Trump ha già praticato una politica commerciale durissima e ostile con la Cina …
      2) ammetto di non capire le preoccupazioni dei Sudcoreani, a meno che non siano più preoccupati dei rapporti tra Occidente e Cina degli stessi cinesi
      3) che nei paesi in cui non si crede alla democrazia non siano preoccupati da Trump è un buon motivo per esserlo, no?
      4) pure gli inglesi paiono meno fessi di quanto siano quelli che li considerano una longa manus USA in Europa

      Ciao!

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Ma se uno risponde positivamente a, tipo, “gli ebrei hanno un peso politico superiore alla loro consistenza demografica negli Stati Uniti” o “gli ebrei sono sovrarappresentati nel mondo dello spettacolo statunitense rispetto alla loro numero rispetto alla popolazione complessiva degli USA” rientra tra quelli che credono nei “tropes” antisemiti.

      • roberto scrive:

        chissà…le domande però non sono quelle, ma queste:

        https://www.adl.org/adl-global-100-index-antisemitism

        (devi aprire la tendina in mezzo alla pagina)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Io vedo un’unica tendina e serve per inserire i miei dati personali.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ah, ecco, vedo le domande:

          – Qual è la tua opinione di Israele?
          – Qual è la tua opinione della Palestina? (il 54% dice “favorevole”!)
          – Il tuo paese dovrebbe boicottarei prodotti e le imprese israeliane?
          – Il tuo paese dovrebbe avere rapporti diplomatici con Israele?
          – Importanti eventi globali sono il frutto dell’attività di un piccolo gruppo che controlla gli eventi globali? (notare che gli ebrei in questa domanda non sono nemmeno citati)
          – Gli ebrei parlano ancora troppo di quello che gli è successo durante l’Olocausto?

          • Peucezio scrive:

            Qualcuno può provare a spiegare a questi signori che è antisemita, aniz, antiebraico (perché antisemiti sono gli israeliani, visto che massacrano dei semiti), chi discrimina o manifesta ostilità verso un ebreo in quanto tale, fra dei non ebrei, per il solo fatto che è ebreo e non c’entra nulla Israele, la Palestina, il sionismo, l’Olocausto, il revisionismo, ecc. ecc. ecc.?

            • PinoMamet scrive:

              Beh, non mi sembrano argomenti così irrilevanti…

              • Peucezio scrive:

                Non sono irrilevanti in sé, ma sono irrilevanti quanto all’antisemitismo.

                Oppure dovremmo dire che se uno è contro la politica americana, è razzista contro i popoli anglosassoni.
                O che se uno straniero durante il fascismo era antifascista, era razzista verso gli italiani.

              • Miguel Martinez scrive:

                O popolo di illetterati, leggete Slezkine!

                Leggete Slezkine!

                Leggete Slezkine!

                Dopo vi si cambieranno tutti i riferimenti, da una parte o dall’altra.

              • Miguel Martinez scrive:

                “O popolo di illetterati”

                Scherzo ma non troppo.

                Perché è davvero un autore fondamentale.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Non sono irrilevanti in sé, ma sono irrilevanti quanto all’antisemitismo.”

                E’ chiaro che si tratta di un gioco truccato:

                1) “pensi che gli ebrei siano più fedeli a Israele che al paese di cui sono cittadini?” Bene, punto antisemita. Per non essere antisemiti, bisogna pensare che “gli ebrei” vedano Israele come i cattolici vedono la Colombia – saranno pure cattolici come noi, ma chi se ne frega. E mi sta bene.

                2) “pensi che gli ebrei di tutto il mondo non abbiano diritto a uno stato loro?” Bene, altro punto antisemita. Ma se è così, stai dicendo che è vero che “gli ebrei” hanno un rapporto speciale con Israele, per cui se noi ci trovassimo, che so, a fare delle sanzioni contro Israele come le facciamo contro l’Iran, saremmo “antisemiti”.

                Ovviamente il trucco sta nel chiederti in partenza cosa pensi, collettivamente, de “gli ebrei”, che cessano quindi di essere tanti individui con tante idee diverse, che tra gli innumerevoli fattori che formano la loro identità, hanno anche qualche elemento “ebraico”. Se per te non esistono “gli ebrei”, non puoi essere né filo né antisemita.

                Giochi di prestigio analoghi non sono necessariamente in malafede, li facciamo tutti. Come quelli che si lamentano perché trovano che i posti auto sotto casa sono occupati da non residenti, ma quando vanno in viaggio si lamentano perché non trovano dove parcheggiare.

                Ma è bene riuscire a liberarsene, per la salute mentale di tutti.

              • Peucezio scrive:

                Quindi accusare i tedeschi di aver perpetrato l’Olocausto ed essere antinazisti significa manifestare una forma di razzismo etnico verso il popolo tedesco.

              • PinoMamet scrive:

                In effetti accusare i tedeschi di oggi di essere colpevoli dell’Olocausto o di essere innatamente nazisti è “antitedeschismo “

              • Peucezio scrive:

                No.
                Significa solo essere scemi e nostaligici.

                Comunque il discrimine è molto semplice.
                Se uno ce l’ha con gli ebrei della diaspora, compresi quelli che non appoggiano in nessun modo Israele, allora è antisemita. In caso contrario no.

                Sia chiaro, non vorrei sembrare ipocrita: io non mi considero implicato.
                Io ho riserve verso l’essenza dello spirito ebraico che vanno molto al di là della questione israeliana e palestinese e ineriscono, come sai, al rapporto astratto e trascendente col divino, che, per come la vedo io, ha prodotto via via età assiale, cristianesimo, protestantesimo e materialismo.

                Ma ci sono tantissimi che non hanno nulla contro gli ebrei di per sé, al di là della questione palestinese.

                Mentre è forse vero che fra tutti questi qualcuno più viscerale potrebbe derivarne un risentimento verso gli ebrei in sé, per generalizzazione. Ma è una cosa derivata, che viene da una forma di empatia con le vittime che viene vissuta in modo schematico e facendo connessioni indebite, non nasce da un’ostilità intrinseca verso l’ebreo.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “irrilevanti”

                OAAPM!

                Verissimo.

                Se io accusassi tutti gli Ebrei indistintamente, in quanto tale, di approvare il genocidio di Gaza allora sarei un antisemita. Lo sarei perché ignorerei quegli Ebrei come Moni Ovadia e tanti altri in giro per il mondo – pure negli USA – si dissociano dai crimini di Netanyahu e dei loro complici. (E anche tutti quei numerosi non-Ebrei che, per ignoranza o razzismo, invece li approvano più o meno tacitamente). Thomas Mann, Marlene Dietrich, Dietrich e Martin Bonhoeffer, la Rosa Bianca e tanti altri ci vietano di trattare tutti i Tedeschi come ‘volenterosi carnefici di Hitler’. Stesso discorso per Ovadia e quegli Ebrei che denunciano l’orrore di oggi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                >>> Ma ci sono tantissimi che non hanno nulla contro gli ebrei di per sé, al di là della questione palestinese.

                Su questo, invece, ho molti dubbi.

                Uno è che trovo strano tutto l’interesse per le disgrazie dei palestinesi, in un mondo così ricco di popoli disgraziati. Direi addirittura sospetto.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Uno è che trovo strano tutto l’interesse per le disgrazie dei palestinesi, in un mondo così ricco di popoli disgraziati.”

                Questa è facile. Nel Sudan succedono cose allucinanti.

                Ma il governo degli Stati Uniti non fornisce miliardi di dollari di armi a una delle due fazioni.

                Il ministro degli Esteri dell’Italia non va a dire che “in Sudan non c’è alcun genocidio”.

                La NATO non fa manovre congiunte con l’esercito sudanese.

                Aziende sudanesi non hanno creato reti di “cybersicurezza” nelle nostre città.

                La Germania non ha vietato ogni manifestazione che critichi il governo del Sudan.

                E per fare il fiorentino, il console del Sudan non è anche presidente dell’aeroporto che sta per distruggere l’ultimo spazio verde accanto alla città.

              • Francesco scrive:

                Direi proprio il contrario: di solito di sono MENO critiche ai governi dei posti dove succedono le cose brutte rispetto a quante ce ne sono per Israele.

                🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                È ovvio che tu dica così, Francesco: se tu sei in malafede (neghi che succedano genericamente “cose brutte”) non ammetterai mai la verità. È proprio tautologico.

              • Francesco scrive:

                No, nessuno nega quello che succede di orribile in tante parti del mondo. E’ che non frega nulla.

                Mentre quando è colpa degli israeliani diventa rilevante.

                Pensa agli Houthi e agli Hezbollah, come diversa copertura mediatica e di piazza!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Mentre quando è colpa degli israeliani diventa rilevante.”

                Esatto. Quando a spararsi tra di loro sono misteriosi popoli lontani, la cosa ci interessa relativamente. La cosa si fa interessante quando a fare strage è un paese armato dalla superpotenza atomica statunitense; quando la superpotenza atomica fa una legge speciale per punire i giudici della Corte Penale Internazionale che osano trattare quel paese come si trattano altri; quando una vasta parte dei nostri sistemi interni di sorveglianza sono in mano a ditte di quel paese; quando il nostro ministro degli esteri dichiara che quel paese è intoccabile… ma sono cose che sai benissimo anche tu, che te lo dico a fare?

              • Francesco scrive:

                Israele è un alleato, certo.

                La Turchia che fa il tiro a segno coi curdi pure, almeno fino a che Erdy ha iniziato a tenere il piede in sei scarpe.

                Davvero, mi pare accecato dall’ostilità. Al punto da rivendicare il doppio standard, che per i giudizi morali non è accettabile.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, siete voi filoisraeliani che parlate di curdi e armeni esclusivamente quando dite che non bisogna parlare delle porcate di Israele. Non mi ricordo tue reazioni sdegnate quando gli azeri facevano la loro bella pulizia etnica l’altro anno. O adesso che i turchi stanno regolando i conti coi curdi siriani.
                Se tu che te ne sbatti i coglioni di tutto, quindi non attribuire la colpa ad altri.

              • Francesco scrive:

                Ehm, no scusa, io sono un pazzoide interventista che spedirebbe i Marines sotto bandiera ONU praticamente sempre e ovunque.

                Compresa Gaza e Cisgiordania, per essere chiari.

                Però non si parlava di me ma del discorso pubblico almeno in Italia.

          • MOI scrive:

            Non è questione tanto di cosa rispondi … ma di chi risponde.

            Prova a dire le stesse cose da Fascista dichiarato o da Ritornato all’ Islam e verifica come cambia la percezione del grande pubblico.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “antisemitic”

      Col che si sancisce che la parola “antisemita” è ufficialmente inflazionata come la parola “antifascista”.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • MOI scrive:

      In quel senso anche di più di 2,2×10^9 ,…

    • Francesco scrive:

      poco più di un quarto, a casa mia!

      che numeri guardano, questo?

  19. PinoMamet scrive:

    Una cosa che non c’entra.

    Leggo che il ministro dell’istruzione “e del merito”, Valditara, avrebbe proposto di cambiare gli insegnamenti, a partire dai prossimi anni scolastici.

    Reintroduzione di qualche ora di latino (opzionale) alle scuole medie, che mi sembra la proposta più innocua e leggo già creare dibattiti tra chi la sostiene e chi la osteggia, naturalmente sempre per le ragioni sbagliate (“aiuta la logica” vs “è un insegnamento classista”).

    Al biennio delle Superiori, fine dell’insegnamento di stoc… StoGeo, o Geo-Storia, e sua sostituzione, suppongo, con Storia, pura e semplice.
    Ora, secondo me un po’ di Geografia non ha mai fatto male a nessuno, ma non credo di aver mai incontrato professori di GeoStoria che insegnassero granché la geografia, anche perché quelli del Biennio sono praticamente tutti laureati in Lettere.
    Per cui di solito la loro geografia si limita a mostrare dove sta la Mesopotamia, il Peloponneso, la Dacia e la poche altre regioni toccate dalla storia antica.

    E vabbè. Solo che Valditara vuole anche che la Storia sia più incentrata sull’Europa e sull’Italia (più di così???), tanto che viene da chiedersi che fastidio gli diano le tre paginette in croce su India e Cina che stanno nei manuali tanto per far vedere che esistono, e che molti professori saltano a piedi pari perché “non sono preparato” e “c’è troppo poco tempo”.

    Valditara si difende un po’ troppo dall’accusa di volere un scuola simil-ventennio, parlando un po’ a vanvera di coniugare tradizione e innovazione 😉 ; utilizza qualche sinonimo diverso ma il discorso è quello.

    Nel concreto, non cambierà un cazzo, però la riverniciata ispirata a LVI 😉 è innegabile…

    • Francesco scrive:

      Però ho sentito che si batte per la scrittura in italiano e la lettura di libri: saranno battaglie perse in partenza ma sono meritorie!

      Più congiuntivi per tutti.

    • Moi scrive:

      Forse teme l’ approccio storiografico “woke” per cui l’ Uomo Bianco (specie di origine Europea ) è il Super Villain 🙂 di tutta la Storia dell’ Umanità …

      Però a differenza di Ricolfi e Rampini , Rinnegati di Sinistra, NON sa presentare il problema.

    • habsburgicus scrive:

      gli diano le tre paginette in croce su India e Cina che stanno nei manuali tanto per far vedere che esistono, e che molti professori saltano a piedi pari perché “non sono preparato” e “c’è troppo poco tempo”.

      d’accordissimo con Pino !
      anzi, quella parte in un mondo ideale andrebbe potenziata e ampliata

    • habsburgicus scrive:

      però la riverniciata ispirata a LVI 😉

      sarà del ’56 ? 😀 😀

      • Moi scrive:

        Cmq esiste anche l’ Abbiamoinventatotuttonoiismo 😉 Fascista … tutti i Suprematisti, prima o poi, debbono farlo. 😉

    • Miguel Martinez scrive:

      Per PinoMamet

      “Nel concreto, non cambierà un cazzo, però la riverniciata ispirata a LVI 😉 è innegabile…”

      Esatto!

      Non so se vi ho mai raccontato, io sono laureato, ma non ho mai fatto né le scuole elementari né le medie, e a quell’età mi sono letto un sacco di libri sulla storia dell’India e della Cina e del mondo arabo.

      Quando poi ho fatto le superiori, mi ha colpito la quasi totale assenza degli altri continenti, dopo “i Babilonesi e gli Egizi”.

      • Peucezio scrive:

        No, non lo sapevo, ma come hai fatto?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “No, non lo sapevo, ma come hai fatto?”

          Attorno ai 14 anni, ho pensato che mi sarebbe piaciuto andare a scuola.

          Per cui ho dato l’esame elementare da privatista, e poi quella di scuola media. C’era all’epoca un meraviglioso libro di testo di latino, che mi piaceva tanto.

      • Moi scrive:

        Sì, è vero … soprattutto se andiamo oltre il “Vicinato” Europeo : tra Nord Africa e Persia. In pratica “noi” li “scopriamo” e li colonizziamo, o ne sfruttiamo le risorse (con commerci più favorevoli a noi stessi che a loro perché siamo meglio), non di rado ci appassioniamo anche alle loro buffe stranezze; poi loro si ribellano e … o si “Occidentalizzano” o “non sanno gestirsi e si ritrovano con tante faide populiste interne per il potere”.

        … Tutti così, tranne gli Stati Uniti come se fossero “predestinati”.

    • Peucezio scrive:

      La cosa preoccupante è che pare voglia introdurre la lettura della Bibbia.
      Con questo la protestantizzazione dell’Italia sarebbe completa.

      • Moi scrive:

        No … davvero ?! Spero che non lo faccia ! Ma lo sa che in internet è o perculatissima o stravolta completamente ?!

        • Moi scrive:

          Però sarebbe divertente :

          A (Insegnante) _E il serpente disse :
          B (UAARoide) _ I serpenti non parlano !
          C (Alternativo IperLetteralista) _ ma infatti Nakash era un Rettiliano 😉 … inviso agli (plurale) Elohim.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Ma no, ci si divertirà con i passaggi interessanti

            “Va’ dunque e colpisci Amalek e vota allo sterminio quanto gli appartiene, non lasciarti prendere da compassione per lui, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini”

            Oppure quella dello sfracellare la testa dei bambini contro i muri…

            • Moi scrive:

              E diranno che ora è tutto esattamente ancora come allora … solo che nel mirino ci sono i “Gazawi / Palestinesi”.

            • Peucezio scrive:

              D’altronde loro esaltano gli israeliani perché lo fanno ancora oggi.
              Niente li fa godere di più del leggere dei loro antenati che lo facevano con gli antenati dei palestinesi, cioè i cananei.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “D’altronde loro esaltano gli israeliani perché lo fanno ancora oggi.
                Niente li fa godere di più del leggere dei loro antenati che lo facevano con gli antenati dei palestinesi, cioè i cananei.”

                Le persone sono complesse; eppure nella loro varietà, sono simili a noi.

                Conosco diversi israeliani, e ho l’impressione che si comportino come ci comporteremmo noi, nei loro panni.

                Esiste uno stato che nasce dall’idea di un’eccezionalità, di essere il popolo più perseguitato e insieme più interessante del mondo. Affermazione che si basa su un fatto reale (tra Bibbia, Gesù, Auschwitz c’è un bel po’ di mitologia da assorbire), ma che psicologicamente non è una combinazione molto sana.

                Questa mitologia ha forgiato il cristianesimo, il monoteismo, il nazismo e l’Occidente moderno che si fonda sulla sconfitta dei nazisti, per cui un povero disgraziato di umano che abbia un sedicesimo di “sangue ebraico” si trova anche a recitare un ruolo teatrale complicato, che è facile che lo immedesimi.

                Se poi questa mitologia va a intrecciarsi con la geopolitica planetaria, la cosa diventa ancora più complessa.

                Penso alla mia splendida amica B., con cui abbiamo vissuto tante avventure… che ascoltando le immani disavventure psico-storiche di un’amica ebrea, disse, “io ho scelto di essere buddhista”, e si è tolta così di colpo da guerra e massacri e follie autodistruttive. Considerate che l’amica B. è erede di una delle più antiche famiglie ebraiche di Firenze.

                Il punto ovviamente non è nel “dirsi buddhisti”, ma nello scegliere tra tutte le storie possibili che viviamo tutti, quella più bella.

              • PinoMamet scrive:

                “Esiste uno stato che nasce dall’idea di un’eccezionalità, di essere il popolo più perseguitato e insieme più interessante del mondo.”

                sullo stato per ora non parlo, ma parlando del popolo:

                il popolo ebraico può darsi che sia quello più perseguitato della storia (ma anche gli zingari non scherzano…) ma senz’altro è tra i meno interessanti.

                Non fosse appunto per la persecuzione, che ha fatto sorgere una marea di leggende e di complessi di inferiorità… di persecuzione ecc., il popolo ebraico sarebbe un popolo più o meno come tanti e, almeno per quanto riguarda gli ebrei europei, per niente interessante.

                Sì, ci sono un po’ di tradizioni e di superstizioni simpatiche, e chi non le ha?
                poi sono per altro le stesse superstizioni più o meno di tutti gli altri europei.

                (Vedo siti ebraico/americani con le robe pseudo simpatiche tipo “cose che facciamo noialtri ebrei”: non mettere il cappello sul letto, gettare il sale dietro la schiena se si rovescia…)

                Tra le persone più assurde che conosco- oltre quei tizi noiosi che vanno a soporiferi “concerti di musica ebraica” e “conferenze sulla cultura ebraica italiana del Rinascimento”- ci sono i sudamericani protestanti che vengono in sinagoga perché “la cultura ebraica è così bella e voi leggete davvero la Bibbia”:

                loro sì, che sarebbero interessanti…
                (io non li sopporto, ma questo è un altro discorso…)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “ma senz’altro è tra i meno interessanti.”

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Non so, quest’idea che gli ebrei siano come tutti gli altro mi dà un po’ di petitio principii.

                Ma forse tendiamo a fare caso a cose diverse, tutte ugualmente vere o magari parziali.

              • PinoMamet scrive:

                Ma sì Peucè, poi il fatto è che nessun popolo è come tutti gli altri, e in questo sono tutti uguali.

                Poi agli ebrei vengono attribuite un sacco di particolarità strane, tipo che tutti conoscerebbero astrusi passi in aramaico in cui si parla male di Gesù, e non gli si attribuiscono le particolarità vere che sono molto più banali e comprensibili.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                ” non gli si attribuiscono le particolarità vere che sono molto più banali e comprensibili.”

                Alzi la tastiera chi ha letto Slezkine!

            • Moi scrive:

              Oppure l’ evergreen 😉 Levitico , che sui “Rapporti di Genere” fa sembrare quelli di Forza Nuova e Casapound delle Drag Queen Anni Trenta del Novecento 😀

          • Moi scrive:

            D (Antropologista … mi erano simpaticissimi una volta, po’ i m’ han stufè) :

            No, ma è tutto metafora, simbolo, allegoria, il serpente fa la muta ma rimane sé stesso, come se tornasse dalla morte, il suo veleno si usava in alchimia e rappresenta la sapienza esoterica … ve lo garantisco io, che è come se avessi vissuto all’ epoca.

      • PinoMamet scrive:

        Rubrica “diamo a Cesare”:

        Valditara vuol potenziare anche l’insegnamento della musica, che sarebbe cosa buona e giusta.

  20. daouda scrive:

    Ecco spuntare da un mondo lontano,
    l’ultimo mostro peloso e gigante,
    l’unico esempio rimasto di mostro a sei zampe

    -Quanto mi piace vederlo passare…cosa farei per poterlo toccare,
    io cosa farei-

    Dicono che sia capace di uccidere un uomo,
    non per difendersi, solo perché non è buono,
    Dicono loro che sono scienziati affermati,
    classe di uomini scelti e di gente sicura,
    ma l’unica cosa evidente, l’unica cosa evidente,
    è che il mostro ha paura, il mostro ha paura.

    E’ alla ricerca di un posto lontano dal male,
    certo una grotta in un bosco sarebbe ideale,
    ma l’unico posto tranquillo è quel vecchio cortile,
    l’unico spazio che c’è per un grande animale,
    Dicono “Siamo in diretta” lo scoop è servito,
    “questa è la tana del mostro, l’abbiamo seguito”,
    Dicono loro che sono cronisti d’assalto,
    classe di uomini scelti di gente sicura,
    ma l’unica cosa evidente,
    l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura…il mostro ha paura…

    Basta passare la voce che il mostro è cattivo,
    poi aspettare un minuto e un esercito arriva,
    bombe e fucili ci siamo, l’attacco è totale,
    gruppi speciali circondano il vecchio cortile,
    Dicono che sono pronti a sparare sul mostro,
    “Lo prenderemo sia vivo che morto sul posto!”
    Dicono loro che sono soldati d’azione,
    classe di uomini scelti e di gente sicura,
    ma l’unica cosa evidente, l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura,
    il mostro ha paura.

    Vorrebbe farsi un letargo,
    e prova a chiudere gli occhi,
    ma lui sa che il letargo,
    viene solo d’inverno.
    Riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri,
    che hanno solo due zampe,
    ma sono molto più mostri.
    Gli resta solo una cosa…chiamare il suo mondo lontano,
    lo fa con tutto il suo fiato,
    ma sempre più piano,

    -Vorrei poterlo salvare, portarlo via con un treno
    lasciarlo dopo la pioggia, là sotto l’arcobaleno-

  21. roberto scrive:

    OT spaziale

    Un lunar rover interamente lussemburghese è in viaggio verso la luna! Carina l’intervista ai due ragazzi, un Senior Robotics Engineer con phd dell’Università di Lussemburgo è una Space lawyer, sempre prodotto locale

    https://www.science.lu/de/space-exploration/lunar-rover-made-luxembourg-its-way-moon

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “lunar”

      Un pezzo d’Italia è arrivato prima, facendosi dare un passaggio dai Cinesi: è l’Innri (Instrument for landing-Roving laser Retroreflector Investigations), un retroriflettore laser passivo italiano dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

      https://www.media.inaf.it/2024/06/02/change-6-landed/

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        beh si, un sacco di paesi ci sono arrivati prima!

        ma è sfizioso pensare che ci è arrivato un paese grande come una media città di provincia italiana, grazie ad un robotic engineer formato all’università locale…e poi c’è questa simpatica space lawyer per ricollegarci alla discussione di qualche giorno fa su space law

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “space law”

          Verissimo.

          Questa è l’ennesima dimostrazione che un’oculata amministrazione e scelte politiche intelligenti possono fare miracoli anche con risorse ridotte.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Complimenti vivissimi!

  22. Francesco scrive:

    >>> sono d’accordo su tutto, tranne sul paragrafo “tutti gli indicatori di benessere ” per il quale mi domando se non sia una cosa di qualche anno fa e che si è degradata negli ultimi 5-10 anni (ma è una domanda non una affermazione)

    per Roberto: non mi pare si possa individuare una tendenza storica alla perdita di benessere nei paesi occidentali.

    è evidente, ma da molto prima, una minore crescita degli USA rispetto al resto dell’Occidente e, da molti anni, del mondo rispetto all’Occidente. ci sono fattori “matematici” (se parti da poverissimo, la crescita è molto più rapida), c’è l’inserimento in un mercato prima dei paesi europei e asiatici, poi di fette sempre crescenti del Terzo mondo, che è condizione necessaria (ma non sufficiente) per la crescita.

    c’è, e lo vedo come causa prima del successo dei sovranisti, una assurda pretesa di benessere e di benessere crescente; ancora più importante della distribuzione diseguale di redditi e ricchezze all’interno dei paesi avanzati. chi vota perchè pretende di stare meglio di suo padre e che suo figlio stia meglio di lui vota la rovina, propria e della società di cui fa parte.

    c’è anche, come dice Miguel, l’emergere delle esternalità ambientali sempre più pesanti, man mano che più gente sta meglio e consuma di più.

  23. Francesco scrive:

    Quiz

    “L’utilizzo delle risorse naturali ha forti limiti, sia reali che politici.”

    Chi lo ha scritto?

  24. Peucezio scrive:

    https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/25_gennaio_16/ucraina-russia-in-guerra-le-notizie-di-oggi-in-diretta-rubio-mosca-e-kiev-dovranno-fare-concessioni-zelensky-spendere-250.shtml

    Peccato che non li ha beccati.

    Io mi chiedo, quando ci andarono Biden, la von der Leyen, ecc. capisco non bombardarli in testa per non far scoppiare la III G. M., anche se avrebbero reso un serigio all’umanità, ma almeno umiliarli bombardandoli vicino, facendoli cagare sotto…
    Invece lo fecero col povero Guterres, delle nazioni unite, che non è un filoccidentale.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Dubito che le operazioni belliche seguano i calendari dei politici: in questo momento è in corso la camapgna strategica, in altri momenti no.

      • Peucezio scrive:

        D’accordo, ma una bombetta, che ci vuole…?
        A scopo puramente dimostrativo, politico.

      • Peucezio scrive:

        Intanto avrebbero dovuto dichiarare che qualunque capo di stato straniero andava in Ucraina a suo rischio e pericolo.
        E ribadirlo in occasione di ogni visita ufficiale.

        E poi, senza arrivare a fa fuori Biden (purtroppo le cose moralmente più giuste non sempre si possono fare), buttargli le bombe vicinissimo per farlo cagare sotto.

        • roberto scrive:

          Peucezio

          “avrebbero dovuto dichiarare”

          Non l’hanno dichiarato ma il caso vuole che non è la prima volta che politici in visita ufficiale a Kiev si trovano, casualmente, a poca distanza da casuali esplosioni di missili

  25. Moi scrive:

    @ MARXISTI

    https://tg24.sky.it/spettacolo/2025/01/11/incendi-los-angeles-ville-vip-distrutte

    Il Compagno Incendio ha castigato i Miliardari …

    • MOI scrive:

      Bologna è tutta una cantiere praticamente ovunque … i trenta all’ora sono diventati la velocità sullo scatto, praticamente !

      😃😄😁😆

    • MOI scrive:

      Sbucaltation 😉 like never before :

      “passantone”, “tranvài” …

    • Peucezio scrive:

      Non ci credo, secondo me non c’è nessuna relazione fra le due cose.

      Ammesso che siano veri i dati.

      • roberto scrive:

        Peucezio

        “Non ci credo”

        Certo, per te quello che conta è l’ideologia, le impressioni non la realtà

        Però la riduzione drastica del numero di incidenti mortali è stata vista ovunque abbiano messo il limite dei 30 (no non posto link, fatica sprecata, lo puoi fare da solo) e se pensi a cose reali e noiose come gli spazi di frenata è pure logico

        • MOI scrive:

          Hai letto la mia risposta suo cantieri ?

          • roberto scrive:

            si, è una teoria come un’altra, non ci sono stati pedoni uccisi per la prima volta da 35 anni perché ci sono tanti cantieri….piacerà a peucezio

          • roberto scrive:

            moi

            però anche tu rispondimi ad una domanda: è un caso che ovunque ci sia il limite dei 30 diminuiscono gli incidenti in genereale, gli incidenti gravi in particolare, e gli incidenti mortali in special modo?

            e a fronte di un sacrificio tutto sommato piccolissimo….quanti minuci ci impieghi di più a fare 10km andando a 30 all’ora o a 50 all’ora?

            • MOI scrive:

              In condizioni ideali di scorrevolezza del traffico, il limite viene rispettato, SE viene rispettato, solo per paura di sanzioni tipo multe o punti in meno … Se invece restringi carreggiate e convogli traffico in meno strade, è OVVIO che la velocità media cali drasticamente.

              • MOI scrive:

                Te lo dice uno che se avessimo mezzi pubblici da Olanda (paragonata du scala all’ Emilia Romagna) del trasporto privato potrebbe farne a meno.

                Poi ci sono quelli come Peucezio, che vivranno per sempre nella canzone del Liga

                https://youtu.be/sURek0ZaupE?si=zDlU8Lcv7KY4VLeQ

                … li capisco.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Non so perché avere corsie con la larghezza di autostrade in città sia per te una “condizione ideale di scorrevolezza”. Perché così non ti accorgi di quanto forte vai e stiri i pedoni perché hai spazi di frenata di cento metri?

            • Francesco scrive:

              roberto

              lo sai vero che ti odio, per aver postato i dati sui 30 all’ora? quando mi capita di avere davanti un coglione che va così piano mi sembra di avere un procione nella pancia che mi scava le budella per uscire

              però carta canta e villan dorme e i tuoi dati sono inequivocabili!

              🙁

              ci metto OTTO minuti in più! una follia

              • roberto scrive:

                francesco

                “lo sai vero che ti odio,”

                ma ci mancherebbe altro, mi odio già da solo per questa cosa…ma, lo dico per esperienza, è davvero una questione di abitudine, come fare gli 80 in svizzera o i 100 sulle autostrade americane tutte dritte a 8 corsie deserte (tranne le macchine della polizia in agguato dietro l’unico cespuglio)

            • Peucezio scrive:

              Roberto,
              ” è un caso che ovunque ci sia il limite dei 30 diminuiscono gli incidenti in genereale, gli incidenti gravi in particolare, e gli incidenti mortali in special modo?”

              Bisogna vedere se si parla dell’Italia o dell’estero.

              • Francesco scrive:

                mi pare che le leggi della fisica non rispettino nè i confini nè le diversità culturali!

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          sai perché non è possibile?

          Perché nessuno rispetta i limiti di velocità, neanche quello dei 50.
          È escluso che la gente, vedendo il cartello, abbia di colpo cambiato stile di guida.
          Chi in Italia guarda il tachimetro se non c’è il segnale di controllo elettronico della velocità?
          Poi, quando c’è, vedi tutti a passo d’uomo di colpo, per poi riaccelerare appena finisce il tratto controllato.

          • roberto scrive:

            Allora sarà un caso che per la prima volta in trent’anni non ci sono pedoni ammazzati….

            • Peucezio scrive:

              Mah, a parte che ho qualche dubbio sui dati, con la cialtronaggine e l’approssimazione che c’è in giro, unita al pregiudizio ideologico, ma il fatto è che contemporaneamente cambiano varie altre cose, lo stile di guida, forse anche l’attenzione dei pedoni (era tipico dei più anziani passare senza guardare, ecc.).

  26. MOI scrive:

    Credi che non ci siano mai stati tanti cantieri dal Dopoguerra

  27. daouda scrive:

    https://fitzinfo.net/2025/01/14/kgb-exploiting-fatima-to-align-catholic-church-with-communist-agenda-warns-chatgpt-when-programmed-to-be-anatoliy-golitsyn/

    Varrebbe la pena non tanto e non solo relazionare Fatima a Fatima, per l’ovest che ha a subire tale disordinarietà e laddove l’est ha estrema manchevolezza di successione apostolica, quanto ricordarsi che canonicamente ossia nella Legge consacrare un qualsivoglia paese è impossibile senza adarvi perlomeno a ridosso, senza il consenso dell’episcopo od il sinodo deputato ( che in quanto scisma è impossibile ) e che frazionare e subordinarvi l’atto ad un muscolo cardiaco oltre che aberrante è un ulteriore non senso, fermo restando che si scada nella mariolatria, peggior deriva oltremodo per svariati e puntuali argomenti ovvi ed assiomatici.
    Camiti agareni ed indoeuropei gnostci in charge.

    Giusto a ricordare che Berlusconi fu comunista, come Licio Gelli, e che sia Aldo Moro che ad esempio Bettino Craxi recitarono la parte. I comunisti difatti i loro miglior servitori li silurano in qualche modo, sono gli scarti che rimangono integri o vivi nel programma…

    • roberto scrive:

      in UK si sposano tra cugini!?!

      • paniscus scrive:

        Presumo che si tratti soprattutto di comunità di immigrati di cultura islamica (in cui il matrimonio tra cugini è molto frequente) anche già stanziali in Gran Bretagna da tre o quattro generazioni, soprattutto pakistani e bengalesi. E infatti la polemica sociale è sorta proprio perché la proposta è stata interpretata come un provvedimento specifico per colpire i musulmani.

        E comunque gli asettici e salutisti inglesi bianchi hanno precedenti storici non troppo diversi: per non so quante generazioni (probabilmente ancora in quelle attuali) i numerosissimi discendenti della regina Vittoria, a forza di sposarsi tra parenti, hanno sistematicamente riempito di emofiliaci e di daltonici tutte le casate nobili più importanti d’Europa…

        • paniscus scrive:

          Oltretutto, aggiungo anche che mi sembra un provvedimento di fatto impraticabile: anche se lo stato civile rifiutasse di registrare matrimoni tra cugini, come è possibile impedire loro di andare a convivere lo stesso e di fare figli lo stesso?

          Tanto, per molte famiglie di quel tipo, specialmente quelle delle comunità più chiuse e di livello socioculturale basso, la cosa importante è la benedizione sacra e l’approvazione del gruppo, non l’anagrafe.

          Una cerimonia solo religiosa, celebrata in casa o in un luogo di culto, e non registrata in municipio, dopo di che i suoceri-zii prendono nella propria casa la nipote-nuora o il nipote-genero, e il risultato è ottenuto comunque…

        • Moi scrive:

          Ma non erano gli Amish a sposarsi fra cugini ?

          Cmq l’ endogamia è in qualche modo controbilanciata dallo sfornare in media 10 figli …

  28. Gonzalo scrive:

    https://sbilanciamoci.info/il-casino-finanziario-di-scambi-ad-alta-frequenza/
    Il tecno ottimista è uno che fa i soldi facilmente e acquista potere di giorno in giorno con trucchetti tecnologico-finanziari
    Ma sa che tutto quello che ricaverà è effimero, perché lui stesso sta contribuendo freneticamente a farlo crollare.
    Egli vorrebbe andare a vivere con i suoi simili multimiliardari in Nuova Zelanda.
    al riparo dalle conseguenze di un domani incerto in cui i dollari che fanno la sua ricchezza diventeranno carta straccia.
    Ma la Nuova Zelanda ha posto un limite ai multimiliardari.
    Ha fatto bene.
    Allora il tecno ottimista futurista e suprematista si è inventato il conflitto d’interessi più grande del mondo e ora fa il governante e il governato al tempo stesso, ponendo fine anche all’intralcio del principio di non contraddizione
    (Predispongo le condizioni affinché questo commento possa anche non essere approvato)

  29. Miguel Martinez scrive:

    Volevo tornare all’essenziale di questo post.

    Improvvisamente, l’Occidente vira politicamente a “Destra”.

    La Destra viene associata normalmente a “Dio, Patria e Famiglia”, tre valori che sono al loro minimo storico assoluto.

    Quindi il successo della Destra non è dovuto a questi tre punti, e quindi la maggior parte del dibattito urlato in merito è fuffa.

    Ma la Destra ha alcune figure straordinariamente potenti e ricche che hanno avuto la gentilezza di scrivere un manifesto ideologico in cui esprimono con estrema chiarezza il loro progetto: il Mein Kampf riassunto in dieci pagine.

    E credo che si capisca da lì perché la Destra sia vincente oggi.

    Mi piacerebbe per questo sapere cosa pensate di questo “Mein Kampf del Terzo Millennio” (mi gioco la Hitler Card, giusto per barare…).

    • Francesco scrive:

      è che non vedo il nome di Hitler tra il Pantheon dei TO

      vedo alcuni economisti da me stimati e pochi altri nomi non sconosciuti

      voi li conoscete?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “è che non vedo il nome di Hitler tra il Pantheon dei TO”

        Se ne saranno dimenticati.

        Premesso questo, cosa ne pensi del contenuto del manifesto della destra trionfante?

        • Francesco scrive:

          non rispondo finchè non rispondete alla mia domanda sui limiti ambientali!!!

          PS condividendo (non condivisibile, proprio da condividere) al 75%. siamo troppi per permetterci lussi come il luddismo.

    • Peucezio scrive:

      Miguel,
      la destra oggi non è Dio, Patria e Famiglia.

      La destra è l’insofferenza verso la cappa di moralismo e di divieti, è semplicemente l’idea che le regole non possono soffocare la vita delle persone.

      E questo vale a tutti i livelli, economico, morale, del linguaggio, sessuale, ecc.

      Non per spirito ribellistico o libertarismo individualistico sfrenato (poi c’ sono anche ali estreme), ma per semplice senso della misura.

      In sostanza uno di destra è uno che non vuole che gli si dica anche se e quando può pisciare.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “In sostanza uno di destra è uno che non vuole che gli si dica anche se e quando può pisciare.”

        Credo che tu abbia in buona parte ragione.

        Il problema è che non si può costruire un mondo su “quello che non accetto che mi impongono altri”.

        Dio, Patria, Famiglia (ma io ho ricordato la formula iniziale, Dio, UMANITA, Patria, Famiglia) sono ideali, sono qualcosa verso cui tendere, non sono dispetti e fughe dai prepotenti.

        E la Destra che descrivi tu, mi fa lo stesso effetto di quell’orrendo sito di Sinistra che diceva che potevano farne parte solo le persone che “condividevano i valori di antifascismo, antirazzismo e antisessismo”. Si esiste solo perché si nega qualcos’altro. E questa negazione la chiamavano pure “valore”.

        • Peucezio scrive:

          Ma infatti la destra non esiste.
          Quello che chiamiamo “destra” è solo un fisiologico ritorno al buon senso dopo gli impazzimenti ciclici.

          Quello che tu chiami “destra” e che in parte in effetti viene chiamata così, in realtà è un atteggiamento non ideologico.

          E infatti non ci si deve fondare nulla, anzi, lo scopo è proprio evitare di creare un modello di società, ma consentire agli uomini di organizzarsi secondo le contingenze che si creano e secondo le esigenze reali.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “E infatti non ci si deve fondare nulla, anzi, lo scopo è proprio evitare di creare un modello di società, ma consentire agli uomini di organizzarsi secondo le contingenze che si creano e secondo le esigenze reali.”

            Credo che tu abbia colto bene l’essenza della “Destra realmente esistente” (DRI), che non ha nulla a che fare con “Dio, Patria e Famiglia”, che sono tutti modelli di vita e di società.

            In negativo, la DRI è l’opporsi sempre e comunque a chiunque cerchi di fare qualcosa.

            In positivo, al contrario, è la famosa “mano invisibile del mercato”, che “fa” eccome.

            Ora, il “negativo” è l’elettore medio di Destra, quello che si arrabbia perché mettono il limite della velocità a 30 km/h.

            Il “positivo” è il tecno-imprenditore che crea un dispositivo elettronico che rende superfluo il lavoro dell’elettore medio di Destra e lo trasforma in disoccupato che al massimo fa 5 km/h a piedi.

            Il “negativo” a quel punto è l’elettore medio di Destra, che dice che ha perso il lavoro perché deve pagare troppe tasse.

            Il “positivo” è il governo di Destra che a quel punto riduce la spesa per la sanità, così l’elettore medio di Destra si trova senza un ospedale a distanza accessibile a piedi, ma gli permette di comprarsi l’assicurazione privata.

            • Peucezio scrive:

              Mah,
              però non mi sembra che le trasformazioni sociali e tecnologiche degli ultimi anni siano stae promosse e attuate da gente di “destra”.
              Ora lo stanno ridiventando di colpo, vedremo, ma i tempi in cui l’imprenditoria e la finanza erano conservatrici o comunque non progressiste sono finiti negli anni ’90.

              Negli anni ’60-’70 era di sinistra lo scrittore, il cineasta, l’attore, l’intellettuale, una parte del mondo accademico;

              a partire dagli anni ’90-2000 sono diventati di sinistra il medico, l’avvocato, il dirigente, il funzionario, il grosso imprenditore, tutti quelli insomma che chiamiamo “borghesia non intellettuale”.

              Tutto il mondo digitale, iperturistico, sradicato e sradicante di cui parli l’hanno fatto questi qui.
              Puoi dirmi che l’orientamento politico è una sovrastruttura, una finzione, una bandiera, ma visto che stiamo parlando di destra e sinistra il tema è quello.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “però non mi sembra che le trasformazioni sociali e tecnologiche degli ultimi anni siano stae promosse e attuate da gente di “destra”.”

                Ma infatti, con la parola Destra si può fare il gioco delle tre carte. Anche a sinistra, dove magari si chiama di “destra” lo speculatore immobiliare puttaniere e la vecchietta sfrattata che dice il rosario.

                Ma ripartiamo proprio dal tuo discorso: se “Destra” vuol dire solo essere contro le regole, non può esistere una “politica di Destra”, e così tagliamo la testa al toro.

                Ma se “Destra” vuol dire “consentire agli uomini di organizzarsi secondo le contingenze che si creano e secondo le esigenze reali”, stai parlando di “mano invisibile del mercato”. E il mercato è il cuore della politica, perché ricostruisce incessantemente le vite delle persone e i rapporti tra di loro.

                Manifesto tecno-ottimista: “Crediamo che i mercati siano un modo intrinsecamente individualista per ottenere risultati collettivi superiori.”

                Ora, il mercato non può essere conservatore: il capitalismo deve “crescere”. Il Manifesto Tecno-ottimista dice:

                “Crediamo che tutto ciò che è buono sia a valle della crescita.

                Crediamo che la mancata crescita sia una stagnazione, che porta al pensiero a somma zero, alle lotte interne, al degrado, al collasso e infine alla morte.”

                E quindi deve essere innovatore, deve sempre trovare qualcosa a cui nessun altro ha pensato prima.

                Ecco il ruolo indispensabile dei “trasgressivi”, di quelli che inventano il nuovo tipo di circuito elettronico, o l’ultima frontiera della minigonna a suo tempo, o trasformano l’ultimo angolo dimenticato del pianeta in “meta turistica”. E infatti nessuno è più trasgressivo di Elon Musk, che con Neuralink pensa di fondere l’umano con la macchina, altro che miti “matrimoni gay” o “pronomi buffi” che scandalizzano i conservatori.

                Manifesto Tecno-ottimista:

                La macchina del tecno-capitale fa lavorare per noi la selezione naturale nel regno delle idee. Le idee migliori e più produttive vincono, vengono combinate e generano idee ancora migliori. Queste idee si materializzano nel mondo reale sotto forma di beni e servizi tecnologicamente abilitati che non sarebbero mai emersi de novo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Se la parola Destra ha un significato positivo, vuol dire “libero mercato”.

                Quindi non può esistere, per definizione, un libero mercato “conservatore”.

                Per cui nei fatti, Destra significa libero, incessante rivoluzionamento di tutto l’esistente, a velocità sempre maggiore.

                Che a volte, certo, si porta appresso una sorta di fantasma di falsa coscienza conservatrice, che si lamenta dei sintomi. Che nell’elettorato semplice, si traduce nel concetto, “s’è sempre regalato lo smartphone ai figlioli per la prima comunione, chi sei tu a spezzare la tradizione?!”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “ti rispondo qui.”

                2) Non c’è solo il mondo materiale, c’è anche la coscienza, c’è l’intelletto, c’è la cultura.” Esatto. Anzi, la “Macchina del Tecno-capitale” è proprio la negazione della materia. E’ la fantasia di un Individuo senza ambiente, che trasforma ogni cosa che tocca in numero-denaro, e che vuole incessantemente “crescere”.

                L’Individuo nella sua Tecnobolla distrugge l’ambiente, non solo nel senso di “danno alla salute umana” temuto dagli ecologisti; distrugge l’ambiente proprio nel senso che trasforma tutto in Tecnobolla perennemente illuminata, funzionale, al suo servizio, in “non luogo”. Uccide il mondo e la “realtà”, che è proprio quello di cui parli.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “destra”

                Stando a questa notizia il germe della lotta di classe si riprese ta anche nella Tecnosfera più spinta

                https://tech.everyeye.it/notizie/robot-controllatoia-convince-robot-smettere-lavorare-andare-casa-771509.html

                Come dice un mio amico, il Comunismo sta nella logica.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                Ah, be’ l’ avevo già roportata io, la profezia di Matt Groening

                https://www.youtube.com/watch?v=x_bVlVpuQ8c

              • Moi scrive:

                L’ altra profezia è alla fine la Suicide Booth … e la Poltrona Eutanasica Svizzera nel Mondo Reale GIA’ OGGI !

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                e da quando i robot hanno una casa? se non stanno in fabbrica a lavorare non hanno una vita, li abbiamo costruiti così apposta!

                Ciao

      • Francesco scrive:

        >>> In sostanza uno di destra è uno che non vuole che gli si dica anche se e quando può pisciare.

        Cioè è lo stronzo che la fa in piscina perchè non ha voglia di prendere freddo a uscire e andare al cesso? fingendo di essere l’unico essere umano al mondo?

        • roberto scrive:

          Francesco

          direi proprio di si…aggiungo che a quello di destra piace dire agli altri come quando e dove pisciare

          • Francesco scrive:

            Secondo me sono due destre diverse, una anarchica e una autoritaria.

            Come ci sono due sinistre diverse, una ottimista e stalinista, convinta di sapere cosa far fare agli altri e che un giorno ci riuscirà, un’altra pessimista e centrosociale, convinta che il sistema sia irrimediabilmente bacato.

            Forse la differenza è il rapporto con lo straniero: la destra è più ostile, la sinistra più simpatetica. Salvo la prima scoprire che siamo tutti uguali nelle cose che contano e la seconda che siamo tutti diversi nelle cose che contano!

            Ciao

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Francesco

              “Salvo la prima scoprire che siamo tutti uguali nelle cose che contano e la seconda che siamo tutti diversi nelle cose che contano!”

              🙂

              • Francesco scrive:

                è colpa tua! con le tue storie sulle leghiste che ballano con gli zingari mi hai abbastanza aperto gli occhi. e ho visto molte cose che non mettevo bene a fuoco.

                mentre che gli immigrati in carne e ossa fossero diversi dal santino dei progressisti buonisti ce lo sapevo già.

                Ciao!

    • Peucezio scrive:

      Aggiungo,
      in realtà ha sempre meno senso parlare di destra e di sinistra.
      La dicotomia pggi è fra elitismo e populismo.

      Kennedy è di destra o di sinistra?
      Tulsi Gabbard?
      Wagenknecht?
      Melanchon, Sanders, Corbyn sono da associare al Pd italiano, a Biden, a Starmer?
      E Macron, la Von Der Leyen, Calenda, la Bonino, Magi sono di destra o di sinistra?

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “in realtà ha sempre meno senso parlare di destra e di sinistra.
        La dicotomia pggi è fra elitismo e populismo.”

        Sono abbastanza d’accordo, ma tu parli sempre di persone che almeno io conosco solo mediaticamente.

        Parliamo delle persone reali che conosciamo, chi è “elite” e chi è “popolo” tra:

        1) dirigente affari generali del Comune
        2) prostituta nigeriana clandestina
        3) proprietario di una concessione di spiaggia
        4) ragazza laureata che fa la barista
        5) proprietario del bar perché erede per caso che passa il tempo a fare i complimenti pesanti alle signore
        6) laureato in filosofia no green pass
        7) venditore ambulante di libro
        8) proprietaria dell’ultimo cinema storico della città amica di venditori ambulanti di libri
        9) speculatore immobiliare camorrista che a Dubai vende grattacieli di mille piani nel metaverso contro bitcoin
        10) spazzino somalo che per amicizia pulisce pure il nostro giardino senza che gli si chieda

        solo per pensare a persone che conosco realmente

        • Peucezio scrive:

          Io parlo delle persone che conosco mediaticamente perché sono lo specchio vero delle avanguardie ideologiche, delle tendenze vere, più avanzate, in un senso o nell’altro.

          La gente comune incide di più statisticamente, ma recepisce con ritardo e solo in parte, per fortuna, certi schemi e certe sensibilità, per questo quello che dicono il giornalista mainstream in televisione o Elon Musk mi interessa di più di quello che dice il proprietario del bar o il ragazzo somalo: rappresentano un distillato più puro delle tendenze e dei progetti in campo e ci dicono in prospettiva cosa potrebbe essere (speriamo di no) l’umanità futura.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Aggiungo,
        in realtà ha sempre meno senso parlare di destra e di sinistra.
        La dicotomia pggi è fra elitismo e populismo.”

        Ha senso eccome: la Sinistra (intesa come gruppo parlamentare) fa campagne contro gli accordi di libero scambio dell’UE e contro i magheggi della Commissione che secreta gli accordi coi produttori dei vaccini, mentre i gruppi di destra-destra se ne fregano di entrambe le cose, mentre fanno propaganda delle bufale no-vax.

        Usate la mia sistematizzazione a doppio asse: destra-sinistra ursulini-antiursulini (o anti-establishment o “populisti”).

  30. Peucezio scrive:

    Avevo fatto un commento, ma non lo ritrovo, comunque ho trovato l’articolo in inglese:

    https://www.solicitorsjournal.com/sjarticle/uk-law-changes-spark-speech-fears?fbclid=IwY2xjawH3kHdleHRuA2FlbQIxMAABHciVShezX4XWkzVWNEZgUs3Gg0RiRfC94rsyXHBRI2QAdcxY2ZwAgGAGqw_aem_xdiKNSCUXcP6Jt3FN_6yAw

    Questo è l’Occidente orwelliano di oggi.
    Naturale che a un certo punto ci sia una reazione.
    Anzi, naturale un cazzo, l’uomo ha accettato la schiavitù, accetta di venire schiacciato in qualsiasi modo, quindi la reazione non era affatto scontata.

    • Moi scrive:

      Fanno prima a mettere fuori legge i pub : tutta la gente a casa con la birra in frigo, modello hikikomori.

      • Peucezio scrive:

        Tanto il passo successivo è il controllo su quello che dici in casa tua.

        Non sto scherzando, non sarebbe facilmente attuabile, ma la cultura giuridica e in generale la sensibilità dei ceti egemoni oggi non vivrebbe una cosa così come una mostruosità, ma al massimo ci sarebbe il dibattito fra chi dice che anche in casa non si devono offendere le donne e i transessuali e quelli che direbbero che forse è una compressione un po’ eccessiva della libertà individuale.

        • Moi scrive:

          In un certo senso è già così : tipo che su certi social non puoi scrivere “balena” al difuori di un video specialistico di biologia marina perché potrebbe essere un insulto alle ragazze obese … NON scherzo.

          O quando precauzionalmente (!) un’ AI NON ti fa scrivere “mariquita” in Spagnolo, neppure se intendi una coccinella. O addirittura se non specifichi che il video è in Italiano non puoi dire “curva” poiché in molte lingue Slave significa quel che sappiamo.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Tanto il passo successivo è il controllo su quello che dici in casa tua.”

          Sta già succedendo, con Siri, che è stata condannata a pagare 95 milioni di dollari di danni per avere spiato su tutti gli acquirenti https://www.reuters.com/legal/apple-pay-95-million-settle-siri-privacy-lawsuit-2025-01-02/

          • Peucezio scrive:

            Un conto è una tecnologia che ti spia di nascosto, un conto è una cultura giuridica che ritiene normale sindacare su quello che dici a casa tua.

            • MOI scrive:

              Un argomento molto in voga fra i Woke è che in social non è né un bar sport né un cesso di autogrill … e c’ è da tremare a sapere che gente simile partecipa al suffragio universale !

            • paniscus scrive:

              A meno di non sospettare seriamente che qualhe agente dei poteri forti si introduca in casa tua di nascosto per installare telecamere, cimici, microspie o virus informatici… penso che l’essere spiati e registrati anche in casa propria sia una cosa che può succedere solo a chi ha SCELTO volontariamente di attivare in casa o in macchina o sul cellulare qualche forma invasiva di “assistenti vocali” o comandi a distanza domotici, quasi sempre non necessari.

    • Moi scrive:

      Si parla in podcast / live

  31. Moi scrive:

    @ ANDREA DI VITA

    E’ iniziata l’ Era delle AI Perculanti gli Umani ?

    Vanessa Gold – Bye Bye Bye (To My Chinese Spy) – Undiscovered 80s

    https://www.youtube.com/watch?v=YoDxgcNr7Oo

    Scrolling through my feed, it’s 3 AM,
    Caught up in dances and memes again.
    But now the feds are sayin’ TikTok’s a threat,
    China’s got my data? I didn’t sign up for that!
    They say the app’s a little shady,
    Data mines like it’s the ‘80s.
    I thought it was funny dance, but I was wrong,
    Now I’m swipin’ left where I belong!

    Bye bye bye to my Chinese spy,
    No more algorithms that hypnotize.
    I’m movin’ on, so don’t even try,
    TikTok, you’re done, so bye bye byeeeeeee!

    The algorithm knows me better than my friends,
    Serving me dance videos that never end.
    But now they’re sayin’ it’s a covert scheme,
    Guess I won’t be trending with the CCP!
    It’s not just reels and funny clips,
    They’re trackin’ my moves and readin’ my lips,
    It’s time to take my privacy back,
    I’m packin’ my bags, I’m off this app!

    Bye bye bye to my Chinese spy,
    No more algorithms that hypnotize.
    I’m movin’ on, so don’t even try,
    TikTok, you’re done, so bye bye byeeeeeee!

    Shout out to Bytedance, you can’t fool me,
    I’m sayin’ no to the CCP.
    Deleted the app, now I’m feelin’ free,
    I’ll stick to the reels on IG! (and also YT)

    So bye bye bye to my Chinese spy,
    No more algorithms that hypnotize.
    I’m movin’ on, so don’t even try,
    TikTok, you’re done, so bye bye byeeeeeee!

    • Moi scrive:

      Cioè, la AI gioca con gli stereotipi ricavati da uno “sborantiliardo” 🙂 di dati on line e crea persino personaggi mai esistiti ma plausibili, compresa questa recentissima Vanessa Gold che incarna gli 1980s senza esistere nel mondo reale.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ moi

        “reale”

        Ulteriore conferma di quanto buona parte dei discorsi degli umani sono simili a quello che producono le macchine.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  32. Moi scrive:

    Per ripicca al Governo che temeva che la Cina rubasse dati Americani, molti Tiktokers Americani hanno trasmigrato da Tiktok a Red Note che è proprio Cinese-Cinese.

    Senza sapere che 小红书 NON si trascrive “Red Note” (fra l’ altro mancherebbe 1 parola su 3) bensì “Little Red Book” 😉

  33. habsburgicus scrive:

    https://t.me/svezhesti/125928

    Pezeshkian e Putin firmano al Cremlino un accordo di partenariato strategico, che sostituisce e rafforza il patto del 2001 (agli albori del putinismo);
    le relazioni fra la Russia sovietica (di cui il regime attuale si vuole erede) e la Persia (non ancora Iran) rimontano al trattato del lontano 26 febbraio 1921 (7 Hut 1299 AHS), firmato dai compagni Čičerin (russo e pergiunta nobile) e Karakhan (armeno) e da Mushaver ol-Mamalik, alto dignitario persiano;
    l’annesso II venne invece firmato, un po’ più tardi, 12/12/1921 (21 qaws 1300 AHS) dal compagno Rotštejn (un marxista purissimo, naturalmente non russo :D, nella sua qualità di polpred [abbreviazione dei “rappresentante politico”] a Teheran..il tipo era stato incaricato da Lenin di diffondere il Verbo della nuova divinità, Marx, in Iran e Afghanistan..ottenendo alla fine poco suvcreso, in quanto Maometto prevalse su Carletto da Treviri :D) e loo stesso giorno Mushaver ol-Mamalek firmò l’annesso I
    https://demaribus.net/wp-content/uploads/2018/06/treaty-of-friendship-signed-at-moscow-february-26-1921-1922-lntser-69-9-lnts-383.pdf

  34. Andrea Di Vita scrive:

    @ habsburgicus

    “annesso”

    Secondo rospo da ingoiare per Netanyahu (il primo è l’accordo con Hamas voluto da Trump).

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  35. MOI scrive:

    https://tech.everyeye.it/notizie/robot-controllatoia-convince-robot-smettere-lavorare-andare-casa-771509.html

    Altra profezia di Matt Groening .
    .. però stavolta da Futurama :

    Fancazzismo e Crumiraggio … Robotico ! 😉1🤖🦾🦿

  36. Peucezio scrive:

    Miguel,
    ti rispondo qui.

    “” vuol dire “consentire agli uomini di organizzarsi secondo le contingenze che si creano e secondo le esigenze reali””

    Ma io non credo che il libero mercato sia questo. Il libero mercato è un feticcio ideologico, un dogma, al pari della dittatura del proletariato, della democrazia liberale, ecc.

    Ciò di cui parlo io è l’adesione al principio di realtà, contro i fanatismi repressivi della cultura liberal, ma anche contro i salti in avanti dei turbocapitalisti, come direbbe Fusaro.

    Un certo prometeismo alla Musk mi va bene come reazione provocatoria a tutta questa cultura del “non possiamo più permettercelo” (riferito sempre ai poveri tra l’altro), della sostenibilità, ecc.
    Il Manifesto del tuo post è già diverso, perché è programmatico: a suo modo è ideologico.

    Ma non banalizzerei il peso dei bigottismi di sinistra.
    Questo instillare ossessivamente il senso di colpa nell’uomo comune è uno dei meccanismi più diabolici del potere. Non c’è solo il mondo materiale, c’è anche la coscienza, c’è l’intelletto, c’è la cultura.

    Tu fai bene a sottolineare costantemente le trasformazioni materiali e forse io le trascuro eccessivamente.
    Però tu sembri dare poco peso alle strutture mentali. Ma sono quelle che condizionano nel modo più profondo la nostra esistenza, il nostro stesso rapporto con le pulsioni fondamentali, il cibo, il sesso, la carica vitale…
    Se è inquinato il nostro rapporto con gli altri, con le donne, con l’ambiente esterno, perché ci percepiamo costantemente come inquinatori, molestatori, discriminatori, tossici, cresciamo interiorizzando questa repressione e perdiamo la nostra stessa umanità, la nostra autenticità, diventiamo degli automi, dei robottini oppure dei nevrotici irrisolti, repressi, in ogni caso delle anime malate nel profondo, che pensano di corrompere tutto ciò che toccano e ciò impedisce loro di protendersi alla vita e al mondo con amore ed entusiasmo.
    Siccome tu sei intangibile rispetto a tali meccanismi, perché hai una struttura interiore più sana di quella del 99,9999% della gente e hai una capacità di compenetrazione partecipe e appassionata nel mondo e negli altri, dal gatto alla piantina al barbone al raffinato intellettuale, non riesci a immedesimarti nell’uomo medio, che vive costantemente sotto la pressione ossessiva di messaggi nevrotizzanti, per cui da una parte dev’essere figo e integrato, dall’altra però tutto ciò che lo rende figo e integrato è colpevolizzato.
    In Italia questa cosa è ancora molto contenuta, si esprime ancora in perbenismi molto di superficie, ma nel mondo anglosassone, che tu conosci bene, dev’essere un incubo: immagino che ormai un bambino si sente in colpa perfino per essere nato, perché contribuisce alla sovrappopolazione, all’inquinamento, perpetua il sistema capitalista-consumista, magari anche il patriarcato… come se nascere fosse un errore, una colpa, come se la vita fosse una patologia da correggere ed estirpare.
    Perché di questo si tratta: un nuovo catarismo.

    Per cui, nella sua follia, un manifesto come quello mi sembra il male minore. Che non significa affatto che non sia un male e una sequela ddi affermazioni deliranti con qualche punto più sensato.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “ti rispondo qui.”

      Ohiohi, tante cose tutte insieme, tutte importanti.

      Vedo di spezzare la risposta, toccando un argomento alla volta

      1) Libero mercato. E’ vero che è “ideologico”, nel senso che si basa sull’idea di fare un investimento oggi per avere un profitto domani, quando il “domani” esiste solo nella nostra fantasia. E si tratta di credere a una cosa che non esiste, il “denaro”, che nega la materialità di ogni cosa esistente ponendosi a suo metro. Inoltre il “libero mercato” funziona bene solo quando c’è uno stato che gli forma i tecnici nelle sue scuole, una polizia che lo protegge, un esercito per imporre sanzioni o invadere chi non paga, autostrade costruite con il denaro pubblico per farci correre i mezzi…

      Il libero mercato è una sorta di orizzonte, di ideale ultimo.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        3) Il nostro rapporto con l’ambiente è inquinato dal momento in cui viviamo nella Tecnobolla. Come poterci protendere con entusiasmo verso la vita, quando viviamo spostandoci in auto da centri commerciali a case illuminate artificialmente, senza mai vedere le stelle? Come avere rapporti umani quando non puoi mettere fuori una sedia sul marciapiede per chiacchierare con il vicino di casa?

        • Miguel Martinez scrive:

          4) Sensi di colpa. Sono d’accordo sull’ideologia del Vittimismo, che caratterizza buona parte della nostra cultura.

          Sostanzialmente vedo i trans che si sentono ganzi perché sono Vittime, e quindi pretendono; le vittime di inquinamento che accusano sempre qualcun altro (magari a ragione, ovviamente); il ragazzino nero che non cede il posto sull’autobus alla vecchina bianca perché pensa, “tiè, schiavista!” (caso inventato ma plausibile); l’israeliano che dice posso sterminare una famiglia di palestinesi perché Auschwitz.

          Credo che sia un insieme di cose:

          a) in genere tutti tendiamo a vedere il peggio e a sentirci vittima di qualcosa o di qualcuno.Quindi la grande maggioranza della popolazione si identifica come Vittima. E quindi la retorica che vuole avere consenso deve farci sentire tutti “inclusi”

          b) il capitalismo – come dice esplicitamente il tecno manifesto – si fonda sull’idea che gli esseri umani abbiano “bisogni infiniti”. E siccome ci mancherà sempre qualcosa, saremo sempre insoddisfatti, con qualcosa da pretendere o da comprare.

          c) una volta affermato il sistema dei punti-Vittima, poi tutti diventano aggressivi nel rivendicarli, vincono quelli più grintosi (tipo lobby israeliana) o con meno nemici (tipo lobby trans, nessuno ha interessi “anti-trans”)

          • Miguel Martinez scrive:

            5) Sicuramente il sistema dei Punti Vittima Vincenti è reale; ma è anche trasversale.

            Indovinare quale delle seguenti due frasi è più probabile sentire dall’Elettore Medio di Destra?

            a) “Quando mio nonno era in Africa, i negri li pigliava a scudisciate, perché sono tanto vigliacchi quanto stupidi; e poi si trombava le loro donne, e quelle ci godevano perché mio nonno era un vero uomo”

            b) “Qui non se ne può più con queste bande di ragazzini immigrati che ti puntano il coltello alla gola e ti portano via il telefono, siamo prigionieri in casa”

            • Miguel Martinez scrive:

              6) Riguardo alla “colpevolizzazione ambientale”, lì la questione è complessa.

              Innanzitutto occorre partire dal dato di fatto: la sottile striscia di biosfera dell’unico pianeta che conosciamo ha subito in questi ultimi due secoli colpi spaventosi e irreparabili se non in milioni di anni. E anche dall’altro dato di fatto, la nostra chiusura nella Tecnobolla, che ha tolto agli umani l’ambiente.

              Solo una persona in malafede può sostenere che la catastrofe ambientale non vi sia.

              Casomai si può discutere “come è stata causata?”

              E qui sappiamo che la causa è la “Macchina del Tecno-Capitale” di cui parla il Manifesto.

              Ma la Macchina del Tecno-Capitale in realtà è un immenso Leviatano (che comprende anche una grossa parte statale, che i liberisti fanno finta di non vedere), costituito dalle singole azioni di miliardi di persone.

              E’ ovvio che c’è un grado diverso di responsabilità tra il pendolare con l’auto vecchia di trent’anni, e il proprietario del megayacht privato. Possiamo considerare “colpevole” solo il secondo, perché ha una possibilità di scelta enormemente maggiore. Ma anche il primo è “concausale”: è oggettivamente parte del problema.

              Se una sola nave da crociera produce il CO2 di un milione di auto (non entriamo qui nella questione CO2…), la “colpa” è di chi va in crociera, di chi investe nelle aziende che organizzano le crociere, o delle istituzioni che non vietano le crociere?

              Ovviamente vietare le crociere sarà il mio primo decreto appena mi nominano Dittatore del Mondo; ma mi accuseranno di farlo, dicendo “lo fai perché non vuoi che la gente si diverta andando in vacanza. Savonarola!”.

              • Francesco scrive:

                Perchè tu rimani un grandissimo ingenuo, caro Miguel.

                Tu non devi proibire NULLA, perchè sei un dittatore buono e illuminato.

                Devi mettere una pesantissima tassa, a cui però darai un altro nome, sulle emissioni di CO2, che sono tanto nocive.

                E a quel punto il gioco è fatto.

                Qualche volenteroso tirapiedi prometterà “crociere verdi” a vela o a remi …

                Devo spiegarti tutto io?

                😀

            • PinoMamet scrive:

              “E’ ovvio che c’è un grado diverso di responsabilità tra il pendolare con l’auto vecchia di trent’anni, e il proprietario del megayacht privato. Possiamo considerare “colpevole” solo il secondo, perché ha una possibilità di scelta enormemente maggiore. Ma anche il primo è “concausale”: è oggettivamente parte del problema.”

              certo, ma tutte le “soluzioni” del problema che vengono presentate se la prendono con il pendolare dell’auto vecchia

              (si sa che guida un’auto vecchia perché è cattivo e odia l’ambiente, e quindi ammazziamolo di tasse e di multe finché si decide a comprare un’auto nuova, lo stronzo! 😉 )

              nessuna parla mai del mega yacht (anzi, fior di TG collegati al Salone Nautico-che-fa-ripartire-Leconomia) e trasformare la nave da crociera in qualcosa di vagamente più ecologico è lasciato al notorio buon cuore degli armatori e delle multinazionali…

              • Francesco scrive:

                non facciamo i pentastellati!

                lo iokt da millemila milioni dei ricconi oggi inquina come una bicicletta a pedali, grazie che usa le migliori tecnologie del mondo di domani

                la nave da crociera per pezzenti è già tanto che non vada a carbone ma grazie alle economie di scala può inquinare “poco”, procapite

                l’automobile tenuta insieme con lo spago inquina a ogni kilometro come la guerra in Ucraina

                questa è la dura realtà dei fatti!

                😀

              • PinoMamet scrive:

                “lo iokt da millemila milioni dei ricconi oggi inquina come una bicicletta a pedali, grazie che usa le migliori tecnologie del mondo di domani

                la nave da crociera per pezzenti è già tanto che non vada a carbone”

                A dire il vero mi sa che è il contrario.

                Ho visto un servizio della RAi-marchetta di non so quale multinazionale-da-crociere, dove spiegava come la nave di ultima generazione inquinasse pochissimo.

                Con tecnologie all’altezza di una multinazionale, appunto, e non del solito riccone che si compra la barcona.

              • PinoMamet scrive:

                “l’automobile tenuta insieme con lo spago inquina a ogni kilometro come la guerra in Ucraina

                questa è la dura realtà dei fatti!”

                No, questa è metà della dura realtà.

                L’altra metà è che l’auto nuova, ma enorme (e adesso sono TUTTE enormi) inquina comunque di più;

                e questa dura realtà riguarda anche le auto elettriche e ibride…

                inoltre c’è il problema dello smaltimento delle auto vecchie e relativi costi ambientali…

                https://www.panorama.it/scienza2/auto-vecchie-nuove-inquinamento

                https://www.veramente.org/it/notizie/2019-costo-ambientale-auto-nuova.html

                qualcosa dentor di te ti spinge a dar sempre la colpa al povero.

                Questo, e l’inspiegabile simpatia per il cretino Zelenski e la sua politica suicida.

                Altrimenti non saresti tanto male 😉

              • Francesco scrive:

                facevo del sarcasmo, in realtà, anche se credo che i ricconi woke abbiano barche a basso impatto ambientale e che le automobili di ultima generazione inquinino meno di quelle vecchie, che non sono delle 500 di una volta di solito

                poi si parlava col MM in versione Padrone del mondo!

                Ciao

                PS viva l’eroe Zelensky e il suo coraggio, abbasso i vili che vogliono arrendersi ai prepotenti

              • PinoMamet scrive:

                Tra i prepotenti, ricordiamo Zelenski…

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “L’amico per la pelle…”

      Ho visto. In realtà Trump ha ripostato un video di altri, che però è effettivamente forte: Jeffrey Sachs è il classico incubo di Blondet, un famoso economista ebreo di sinistra, che ha lavorato su tanti progetti importanti anche in Europa orientale. E che accusa apertamente Israele di genocidio.

      Sicuramente Trump ha un vantaggio: è talmente ricco e potente di suo, da non avere grossi debiti. Matto, ma non facilmente manipolabile.

      Lunedì vedremo cosa succede, quando Trump si insedia!

      • Miguel Martinez scrive:

        Un amico siciliano, di origini aristocratiche, aveva uno zio Massone.

        Lo zio gli raccontava di tutte le azioni buone della Loggia, di come aveva aiutato tante persone bisognose senza chiedere nulla in cambio.

        Il mio amico obiettò,

        “Ma voi Massoni siete tutti ricchi!”

        “Certo. Per questo non siamo ricattabili”

  37. Peucezio scrive:

    Miguel,
    ma sai che non so se il punto è il vittimismo?
    Tu consideri la colpevolizzazione un effetto collaterale del vittimismo.
    In sostanza c’è un sistema assecondante (il capitalismo funziona se la gente acquista, se è convinta di venir assecondata nelle sue istanze vere o fittizie), che fomenta il vittimismo (se io, da buon cliente, ho sempre ragione, qualunque cosa mi dia il minimo fastidio è un sopruso nei miei confronti).
    Ma se io sono vittima ci dev’essere un carnefice. E allora siamo sempre lì ad additare i carnefici creando un clima di colpevolizzazione.

    Il punto è che se i colpevolizzati superano di numero le vittime o comunque, tenendo conto che le due categorie in parte si sovrappongono (se sono omosessuale ma ho la macchina sono vittima e colpevole al tempo stesso) la colpa diventa la cifra della contemporaneità, permea il sentire collettivo, per cui alla fine mediamente l’uomo occidentale non si sente più un bambino capriccioso che può pretendere qualsiasi cosa ma un reprobo responsabile di tutti i mali del mondo, il giochetto s’inceppa: che fai, vendi senso di colpa?

    E infatti oggi la retorica prevalente non è consumista, anche se il sistema economico lo è ancora. E la retorica incide. Perché se tu riempi i supermercati di merci, ma la pubblicità, anziché dirti “con questo prodotto diventerai felice perché sei un figo e te lo meriti” ti dice “sei una merda”, cambia tutto lo schema, cambia il sentire collettivo, il costume, i valori. Poi, certo, il sistema economico non lo cambi così, d’emblée, ma intanto cominci a vendere meno macchine, meno case…

    Lo so, è paradossale il dilagare di Amazon, di tante forme nuove di consumismo e questa retorica neopauperistica.
    Ma alla fin fine tieni conto che il consumismo di oggi è un consumismo di carabattole, di gadget tecnologici. Il consumismo anni ’60 era quello per cui, sia pure a forza di cambiali o mutui, ti facevi la macchina, la casa, la lavatrice, ecc.; quello di oggi è quello per cui ti togliamo casa, macchina, riscaldamento, ma ti diamo l’ultimo modello di smartphone con l’intelligenza artificiale incorporata che fa i trucchetti e trasforma la settantenne in una modella.

    Allora, mi chiederai tu, qual è l’origine della colpevolizzazione?
    Io, più che il vittimismo, penso che sia una nevrosi da controllo, legata a una dimanica narcisistica.
    Cioè se io da una parte ho paura di una serie di cose e voglio controllarle, esorcizzarle, voglio un mondo ingessato perché la libertà e la vitalità esuberante delle persone mi spaventano (come diceva Speranza nel libro) e al tempo stesso ho un’altissima opinione di me e, lungi da considerare egodistoniche tali nevrosi, mi ci identifico in pieno e mi ritengo titolato e competente per risolvere i problemi del mondo, è presto fatto: io sono il Messia, sono il puro, quello che deve redimere e correggere il mondo e raddrizzare le zampe ai cani e gli altri sono i reprobi.
    Se questo meccanismo lo moltiplichi per il grosso dei ceti istruiti occidentali nati a partire dagli anni ’50-’60 ecco il risultato.
    Il narcisismo deriva da un’educazione assecondante, ma anche opprimente: il bambino al centro dell’attenzione, iperprotetto, accontentato in tutto, ma anche circondato di apprensività, perché di bambini se ne fanno pochi e tutto gira attorno a loro.
    La nevrosi fobica e da controllo dal fatto di crescere in un mondo protetto e ovattato, asettico, al chiuso, nelle case, anziché per strada, facendo a botte con gli altri bambini e sporcandosi di fango, sbucciandosi le ginocchia, ecc.

    Secondo me per capire un’epoca bisogna guardare principalmente, almeno oggi, a com’era il mondo e i modelli educativi mezzo secolo prima, quando gli attuali decisori erano bambini.
    L’epoca di oggi non è quella dei bambini e adolescenti con lo smartphone: di ciò valuteremo gli effetti fra qualche decennio. L’epoca di oggi è quella dei decisori cresciuti al tempo della tv.

    • Peucezio scrive:

      Il che in effetti un nesso con l’assecondamento consumistico lo istituisce.
      Cioè quel modello educativo era assecondante, permissivo e al tempo stesso apprensivo perché una società del benessere e del consumo non è compatibile con un modello educativo di tipo autoritario o di tipo popolare tradizionale (vi lascio razzolare liberi nel fango, perché siete una quindicina, e quando siete abbastanza grandicelli mi date una mano nei campi o in bottega).

      In questo senso hai ragione.

      Ma non credo c’entrino granché le nuove tecnologie, i social, ecc., che al massimo fanno da cassa di risonanza di una dinamica che ha altre origini.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      La pubblicità non dice “sei una merda”, ma “se mi compri puoi non essere una merda”. Insomma, si punta ai gradini più alti della piramide di Maslow.

      • Peucezio scrive:

        Hai ragione: non mi riferivo alla pubblicità in senso letterale: in effetti mi sono espresso male.
        Ma al messaggio che ti veicolano ossessivamente i media.

  38. Peucezio scrive:

    Quando io osservo una persona nata fino agli anni ’30-’40 e una nata nei decenni successivi, con tutte le distinzioni del caso e generalizzando molto, noto che tendenzialmente quella nata fino ai ’30- ’40 è più libera, mentre quella successiva ha un che di represso.

    Cioè gli uomini della vecchia guardia avevano un grande senso del compromesso, erano a volte anche un po’ ruffiani e cialtroni, si muovevano fra un ossequio formale alla morale tradizionale, un ossequio altrettanto formale a una certa spregiudicatezza moderna, per non sembrare provinciali, senza identificarsi davvero né nell’una né nell’altra: non avevano interiorizzato un modello, un’istanza moralistica.

    In quelli della generazione successiva si nota una sorta di identificazione con le categorie morali condivise, come se ne fossero proprio informati, ne fossero stati impastati dentro.

    Questo si avverte moltissimo guardando il cinema di quegli anni, quello di quel passaggio generazionale.

  39. Peucezio scrive:

    Parlando d’altro,
    leggendo gli articoli sull’eventuale partecipazione (su invito) all’insediamento di Trump lunedì di politici italiani di destra, se ne parla costantemente come se fossero sempre indecisi (ora pare che la Meloni ci andrà), ma non si spiega mai perché.

    Ma che svantaggio portebbe avere un politico di destra dall’andare alla cerimonia d’insediamento di Trump, venendoci invitato?
    Ne parlano come una decisione sofferta, un parto travagliatissimo, un dubbio amletico…

    Qualcuno più esperto di me di politica ci ha capito qualcosa?

    • Moi scrive:

      Mi sa che Giorgia Meloni si è “Democristiamnizzata” (come chiunque voglia governare per più di 6 mesi in Italia …) e teme d’ incrinare i rapporti con la UE, che dal punto di vista Trumpiano è una “Wokocrazia” 😉 …

      • Moi scrive:

        Il bello è che se cerco “Wokocracy” … vengo dirottato su “Noocracy”.

        Ergo il Fondatore del Wokismo è Platone . 😀

      • Peucezio scrive:

        Questi oltre che servili sono coglioni.
        Non si rendono conto che la Ue in confronto agli Stati Uniti è una scorreggia. Che è esistita finora perché gli USA lo hanno voluto. Non perché l’hanno permesso, ma proprio perché lo hanno voluto.

        • MOI scrive:

          Vladimir Bukovskij (sempre visto scritto così, tipo traslitterazione dal Russo pur suonandomi più Polacco) , sicuramente antipatico 😉 Roberto … disse che gli Europei Occidentali, presi da superficiale entusiasmo per la Caduta dell’ URSS, sarebbero finiti sotto una “Europa Unita” molto simile all’ URSS senza accorgersene.

          Ma anche (!) la UE , in quanto Gigante Burocratico dai Piedi d’ Argilla, sarebbe implosa, un giorno NON lontano.

          • Peucezio scrive:

            Moi,
            “Ma anche (!) la UE , in quanto Gigante Burocratico dai Piedi d’ Argilla, sarebbe implosa, un giorno NON lontano.”

            Speremm.

        • Francesco scrive:

          veramente no.

          la UE è sempre stata vista di cattivo occhio dagli USA, che a trattare con tanti nanetti uno alla vota hanno molto più “leverage” che a trattare con un blocco economicamente grosso quanto loro.

          e la cosa è ben nota.

          il problema sono i coglioni nazionalisti dei vari paesi europei che hanno bloccato il passaggio a Stato federale della UE, facendo un clamoroso “servizietto” a tutti quello che gradiscono appoggiarcelo da dietro.

          amici, nemici, semplici conoscenti: tutti preferiscono che siano altri a chinarsi per raccogliere il sapone.

    • PinoMamet scrive:


      Ne parlano come una decisione sofferta, un parto travagliatissimo, un dubbio amletico…”

      Sono balle o tuttalpiù loro proiezioni personali.

      Ricordiamo che secondo i giornalisti avrebbe dovuto vincere Kamala Harris: “avrebbe dovuto ” in tutti i sensi, cioè sia lo auspicavano che lo prevedevano.

      Poi tutti i giorni leggo le notizie più assurde sulla Russia (mi pare che come ufficio stampa delle Fantasie da Kiev ultimamente si distingua Il Messaggero, non so perché) roba degna della mitica agenzia Nuova Cina che ci deliziava anni fa con resoconti di contadini cinesi che trovavano pietre parlanti, atterraggi di UFO nel Guangdong, animali sconosciuti scoperti in regioni remote della Cina…

  40. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    Anche i ” Kidults ” sono una Manna per il Kapitale del Bisogno Kreato

    https://en.wikipedia.org/wiki/Kidult

    • Moi scrive:

      A partire dall’ ultimo decennio di Gen X … lo si è un po’ tutti, ovviamente a diversi livelli. Chi ha visto i primi anime è psicologicamente più vicino alla Gen Z che ai Boomer / Primi Gen X che si sono fermati a Carosello !

  41. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    L’ AI ci prende gusto con una canzone fittizia degli 1980s “Women Don’t Have Dicks” del fittizio duo “The Karens” :

    https://www.youtube.com/watch?v=bV_zw93dEmo

    Read the headlines, baby, tell me what you see
    Wherever you look there’s pure insanity
    They’re fighting over nonsense, it’s a game of tricks
    Everybody knows, baby, women don’t have d***s
    You can call it stunning, you can call it brave
    But the facts remain, no matter how they’re played

    Women don’t have d***s, it’s just biology
    No debate to fix, it’s just reality
    You call yourselves women, but it won’t stick
    ‘Cause everybody knows, baby, women don’t have d***s

    There’s 67 genders, that’s what they say,
    But we know there’s only 2, that’s as clear as day.
    You can call yourself whatever, just take your pick
    But it doesn’t change the fact that women don’t have d***s
    They can shout and scream, they can rewrite the books
    But science doesn’t care how men in dresses look

    Women don’t have d***s, it’s just biology
    No debate to fix, it’s just reality
    You call yourselves women, but it won’t stick
    ‘Cause everybody knows, baby, women don’t have d***s

    So come on now, Oh, baby, the world’s gone mad
    Common sense is lost, and it’s kinda sad
    Let’s say it loud and say it clear,
    Just speak the truth without fear

    Women don’t have d***s, it’s just biology
    No debate to fix, it’s just reality
    You call yourselves women, but it won’t stick
    ‘Cause everybody knows, baby, women don’t have d***s
    Trascrizione

  42. MOI scrive:

    JING SHENG YUAN
    (Affinities of this Life)

    Su Tiktok era un trend “smetti di fare il/la/lə Nerd o canta in Cinese” … e poi si cantava in lipsynch (o quasi) questa canzone Cinese.

    • Moi scrive:

      Poche cose le ho trovate illuminanti sulla mentalità Statunitense come la MILF 😉 Trumpiana esaltata con le armi da fuoco che, alla domanda su che bisogno (!) effettivo ne avesse, rispose testualmente in V.O. :

      “Last time I checked, it was the Bill of Rights … not (!) the Bill of Needs !”

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        ““Last time I checked, it was the Bill of Rights … not (!) the Bill of Needs !””

        Son cavoli amari per il mondo!

        • Francesco scrive:

          Non lo so, tutto sommato trovo esaltante questo principio.

          Se si tratta di “needs” mi appare subito una bambinaia che mi tratta come un infante, a cui dare quello che lei sa che ho bisogno e che non decide nulla. Al massimo il colore del ciuccio.

          Se si tratta di “rights” è tutto un altro mondo.

          Ciao

  43. Peucezio scrive:

    Per assurdo a ‘sto giro mi trovo d’accordo con Sala.
    Lui lo fa perché vorrebbe restare attaccato alla poltrona.
    Ma magari si ricandidasse, così stavolta perde: a Milano nessuno lo può più vedere, nemmeno quelli di sinistra.

    Ma in ogni caso il limite di mandati è un’altra dimostrazione che la democrazia liberale moderna NON è una forma di democrazia se non nel nome (abusivo): le regole servono non a garantire il potere del popolo, ma a impedirlo.

    Ed è un’altra dimnostrazione che FdI sono delle merde, un personale politico di nullità quasi ai livelli dei 5 stelle (in qualche caso forse perfino peggio).

    • Francesco scrive:

      Le regole liberali servono a garantire che il potere appartenga davvero al popolo e non cada in mano ai populisti, se ben ricordo.

      Il limite dei due mandati per le cariche esecutive è un’ottima regola del pollice inventata negli USA dopo la lunga ed eccezionale presidenza di Roosevelt, come immagino tu ben sappia.

      E ha effetti mirabolanti nel lungo periodo!

      Ciao

      • roberto scrive:

        francesco

        “Il limite dei due mandati per le cariche esecutive è un’ottima regola del pollice ”

        anche su questo sono d’accordo, mentre la trovo una regola stupida per i parlamentari

        • Francesco scrive:

          infatti ho chiosato “per le cariche esecutive”

          e aggiungo “pure per le federazioni sportive” è assolutamente necessaria!

        • Peucezio scrive:

          Roberto,
          ma perché non ammettete francamente che la democrazia non vi piace?

          O, meglio, che vi piace sotto la vostra supervisione o comunque sotto la supervisione di un’élite, di un tutore?
          Cioè che considerate il popolo bambino, che è libero di obbedire, perché non conosce il suo bene e la sua libertà deve essere limitata dall’accudimento dei genitori (per il suo bene, ovviamente! 😀 ).

          • Francesco scrive:

            Perchè tutta la Storia umana lo proclama incessantemente!

            E quelli che sostengono che un paio di buone e sane regole sono un furto ai danni del popolo li chiamiamo il Gatto e la Volpe.

          • roberto scrive:

            peucezio

            “ma perché non ammettete francamente che la democrazia non vi piace?”

            a me piace al punto di dire che non mi piacciono le cariche a vita

            sei stato presidente degli stati uniti due volte? basta così lasciamo spazio ad altri

            • Peucezio scrive:

              Allora,
              democrazia vuol dire potere del popolo.

              Se limiti le opzioni di scelta del popolo non dico che annienti la democrazia, me vi poni dei limiti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La democrazia liberale è proprio una democrazia temperata.
                Altrimenti il Parlamento poteva fare il confinamento a vita, imporre l’obbligo vaccinale in perpetuo e far fucilare i no-vax sul posto.

                Non si può volere sia la democrazia sia la libertà in senso assoluto.

              • Francesco scrive:

                Credo di essere d’accordo con MT!

                il potere assoluto della maggioranza, che è sempre quello del gruppetto che si fa mettere su dalla maggioranza, non c’entra nulla con la libertà e non è desiderabile

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                certamente.

                E da un certo punto di vista va benissimo così: se tutto il popolo decide di uccidere il signor Rossi, nella democrazia pura è legittimo, in una democrazia limitata dalla libertà individuale va bene: i diriti dell’individuo vengono prima della sovranità popolare.

                Il problema si pone allorquando la limitazione della sovranità popolare si esprime in senso repressivo delle libertà individuali, anziché di tutela di queste ultime; o in senso neutro.

                L’assenza di limite di mandati in sé non conculca la libertà di nessuno; al massimo si può ritenere che produca i presupposti per un autoritarismo.
                Ma è una mera supposizione, perché si può anche ipotizzare che un potere personale di un capo eletto dal popolo e in sintonia con esso indebolisca tutte quelle strutture intermedie oppressive per gli individui.

              • Peucezio scrive:

                Correzione:
                “in una democrazia limitata dalla libertà individuale va bene” —>

                “in una democrazia limitata dalla libertà individuale non si può fare”.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “il potere assoluto della maggioranza, che è sempre quello del gruppetto che si fa mettere su dalla maggioranza, non c’entra nulla con la libertà e non è desiderabile”

                Disse quello che invece le restrizioni e gli obblighi vaccinali, sull’onda del “dalli all’untore” popolare e in barba alla libertà individuale li voleva eccome.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “al massimo si può ritenere che produca i presupposti per un autoritarismo”

                Più che altro è un bilanciamento tra entità del potere e periodo per il quale lo puoi detenere: le cariche politiche nazionali in Italia danno un potere molto limitato e soggetto a molti contrappesi, mentre le cariche monocratiche elettive locali hanno molti meno contrappesi, ma l’elezione diretta e i limiti di mandato.
                Sono modi diversi per prevenire un’eccessiva concentrazione del potere. La inventarono i romani questa cosa, in fin dei conti.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                e infatti poi alla fine adottarono il principato.

                Perché questi sistemi di regole e contrappesi nascono per (o col pretesto di) preservare la sovranità popolare e di fatto diventano complessi e macchinosi sistemi per inficiarla, finché arriva il vero capopopolo (quante cazzo di sillabe -po-…!) che sa sintonizzarsi sul sentire collettivo e manda affanculo anche la democrazia vera, buttando il bambino con l’acqua calda.

            • Peucezio scrive:

              In questo senso, ti ripeto, il concetto è quello che il popolo ha la balia, la tutela: governa, ma con qualcuno da fuori, un’élite di illuminati o pretesi tali, che pone dei limiti a tale facoltà.
              Quindi il vero potere è di questa élite, non del popolo, visto che l’ultima parola spetta a lei ed è lei a decidere i confini.

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        cioè il potere ce l’ha il popolo purché non lo eserciti e decidcano gli altri.

        La logica orwelliana di oggi: nero vuol dire bianco e bianco vuol dire nero.

        • Francesco scrive:

          Il potere ce l’ha il popolo e le regole servono a impedire che gli sia carpito dai furbi. Che da sempre sanno convincere il popolo meglio di chiunque altro.

          La mia parte lo sa dai tempi del referendum di Ponzio Pilato.

          Ciao

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Il potere ce l’ha il popolo e le regole servono a impedire che gli sia carpito dai furbi. Che da sempre sanno convincere il popolo meglio di chiunque altro.”

            Non è sbagliato quello che dici.

            Un sistema come quello statunitense in cui le lobby possono investire centinaia di milioni di dollari nelle campagne elettorali rende la democrazia una barzelletta in partenza.

            Poi è chiaro che se io ho due milioni di dollari per fare la mia campagna elettorale, e tu hai cinquemila dollari, vinco io e posso dire giustamente di godere del favore del popolo.

            • Francesco scrive:

              MM

              dimentichi che in democrazia devi ottenere due cose:

              1) il voto degli elettori
              2) il voto degli eletti

              in entrambi i casi, il denaro non è onnipotente e la volontà, il duro lavoro, l’organizzazione tenaci possono supplice alla carenza di soldi.

              guarda alla nascita del Partito Laburista britannico, se non ci credi.

  44. Francesco scrive:

    OT

    quale sarà la prossima mossa di Hamas dopo la grandiosa vittoria politica e strategica?

    e chi ne recepirà il messaggio?

    fine OT

    • roberto scrive:

      ma in cosa consiste la vittoria?
      si sono ancora lì, i sopravvissuti almeno, ma sono seduti su un mucchietto di macerie e cadaveri 🙁

      • Francesco scrive:

        Hamas ha vinto e sono sempre seduti nel loro hotel in Qatar.

        La loro strategia di buttare bambini nel tritacarne ha funzionato benissimo. C’è voluto un annetto abbondante ma sono stati gli israeliani a cedere.

        Delle macerie e dei morti non potrebbe importargli di meno, a fronte della vittoria.

        PS mica ho scritto che hanno vinto i palestinesi!

        • roberto scrive:

          francesco

          non ho ben capito in cosa consista la vittoria di hamas…sono sopravvissuti? ok, questo si, ma mi sembra un po’ poco

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            I movimenti di resistenza hanno un unico obiettivo: resistere.
            Era Israele ad essersi prefissato l’obiettivo irraggiungibile di genocidare i palestinesi.

            • Francesco scrive:

              1) sai quale era l’obiettivo di Israele? sei più avanti di Bibi

              2) lo trovi irraggiungibile? si vede che non conosci il Medio Oriente

              3) offri anche brillanti innovazioni linguistiche, complimenti!

              x roberto: non solo sono riusciti a resistere, hanno anche ottenuto lo scambio tra ostaggi e prigionieri e hanno stravinto come immagine. non credo pensassero di liberare Gerusalemme, a questo giro.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Natanyahu magari non lo sapeva, ma Ben Gvir voleva e a lungo è riuscito a ottenere con la propria azione politica la guerra fino alla fine (dei palestinesi): lo ha pubblicamente ammesso quando si è dimesso per protesta.

                Israele si è sopravvalutato un tantino (come tutti, ultimamente, dalla Russia all’Ucraina, dall’Iran alla Francia): per portare avanti la guerra di sterminio aveva bisogno delle armi che Biden gli ha garantito fino all’ultimo, ma evidentemente Trump non offriva lo stesso sostegno perpetuo e incondizionato.

              • Francesco scrive:

                Vedo che insisti con la balorda tesi della guerra di sterminio.

                Eppure dopo anni potresti aver imparato a vedere oltre la propaganda di Hamas, figliuolo.

                Anzi, dovresti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sai, non ho la faccia come il culo che serve per negare l’evidenza come fai tu.

              • Francesco scrive:

                Se fosse stata una guerra di sterminio, sarebbe stata un fallimento tecnico senza precedenti.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ben Gvir, infatti, si è incazzato parecchio per la sua conclusione.

              • Francesco scrive:

                in un giorno Hamas ha ammazzato oltre mille israeliani con mezzi di fortuna

                in più di 400 giorni Israele è a circa 50.000 ammazzati, stando larghi, avendo mezzi molto “seri” a disposizione

                SE la logica è la stessa uno dei due è molto più bravo dell’altro

                incredibilmente più bravo

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma perché non sei andato là, con una bella pettorina “PRESS”, a documentare queste verità? In questo modo quantomeno gli israeliani ti facevano smettere di scrivere stronzate per sempre.

              • Francesco scrive:

                Cosa hai a obiettare a quello che ho scritto?

                Gli insulti lasciano il tempo che trovano.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “mille”

                Fonte Netanyahu

                “cinquantamila”

                Fonte ONU, Amnesty International, Médécins sans Frontières, Oxfam…

                Attento: stai scendendo al livello di quelli che giustificano la distruzione di Lidice, Ohradour e Marzabotto con la distruzione
                di Dresda.

                I Palestinesi mica sono golpisti banderisti con le svastiche.

                In Terrasanta sì, che c’è un aggressore e un aggredito.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Cosa hai a obiettare a quello che ho scritto?

                Gli insulti lasciano il tempo che trovano.”

                Cioè cosa hai scritto? Che ci sono stati troppi pochi morti? Non ho voglia di perdere tempo ulteriore rispetto a quello che serve per dirti di andartene affanculo.

              • PinoMamet scrive:

                “mille”

                Fonte Netanyahu

                “cinquantamila”

                Fonte ONU”

                Vabbé Andrea però non c’è bisogno di mettere in discussione tutto quello che dicono gli israeliani.

                Che le vittime israeliane siano state più di mille mi pare accertato e nessuno lo mette in discussione.
                Manco Hamas, mi sa (capace che se ne vanti).

              • roberto scrive:

                andrea

                ““mille”

                Fonte Netanyahu”

                ti avevo postato almeno due volte la tua fonte preferita, amnesty international che non mette minimamente in dubbio 1200 morti, 240 rapiti, e atrocità varie, ma è evidente che da questo orecchio assolutamente non ci senti e te ne “scorderai” tra cinque minuti

              • Francesco scrive:

                >>> Cioè cosa hai scritto? Che ci sono stati troppi pochi morti?

                Perchè l’accusa di genocidio sia altro che una rivelazione di antisemitismo. Sì e lo ribadisco con assoluta tranquillità.

                Ho detto dall’inizio che le forze di Israele non sarebbero mai dovute entrare a Gaza. Per il disastro umanitario, prima che per il disastro politico che questo avrebbe comportato.

                Capisco che parlo a gente che il 7 ottobre non è successo niente, quindi spreco il fiato.

                Ma mi piace che resti agli atti.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “fonte preferita”

                Non essendo un giurista, non ho fonti preferite. Mi limito a constatare che se due persone dicono che hanno realizzato la fusione fredda e duemila dicono che non è vero di solito – e fino a prova contraria – si dà più facilmente retta ai duemila che ai due. Questo anche ammettendo che quei due siano in buonafede, che nessuno dei due tiri fuori Amaleciti e simili.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ PinoMamet

                “Vanti”

                Giusto: ma qui non è questione di qualità dei numeri, ma delle fonti.

                Nessuno nega che a Dresda siano morti in modo orribile in decine di migliaia, nemmeno gli Alleati che la bombardarono.

                Resta il fatto che chi invoca Dresda per giustificare Marzabotto, Lidice o Sant’Anna di Stazzema sia un farabutto.

                I morti sono tutti uguali. Ma non sono uguali le cause per cui sono morti.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Capisco che parlo a gente che il 7 ottobre non è successo niente, quindi spreco il fiato”

                No, qua la testa di cazzo che fa negazionismo sei tu, non io, quindi non assimilarmi alle tue stronzate.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “antisemitismo”

                Francesco, lo abbiamo capito tutti che nella tua neolingua “antisemitismo” identifica tutti coloro che non vogliono la sparizione dei Palestinesi dalla loro terra. A non essere antisemiti nel tuo mondo sono giusto queste persone qui:

                https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/01/21/vogliamo-zero-palestinesi-a-gaza-e-in-cisgiordania/7844858/

                Te l’ho già detto: a furia di stiracchiarla, la parola ‘antisemitismo’ finisce col non significare più nulla.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                No Andrea, nella MIA lingua antisemiti significa te.

                Quello che significa nella lingua dei nazionalisti estremisti israeliani sono fatti loro e non mi interessa punto.

                Ah, sono molto offeso da MT che mi da del negazionista e chiedo soddisfazione!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “ma in cosa consiste la vittoria”

        Mi permetto di citare Henry Kissinger:

        ‘Uno dei princìpi fondamentali della guerriglia è che per vincere basta non perdere; un esercito regolare, invece, per non perdere deve vincere.’

        https://www.odoya.it/storia/storia-militare/1001-storia-della-guerriglia.html

        Già il fatto di avere mostrato al mondo la natura intrinsecamente genocida del sionismo è una vittoria epocale. Ma anche senza voler ammettere questo, basterebbe ricordare il giudizi di uno che non è certo sospettabile di antisemitismo: il segretario di Stato uscente degli USA.

        Stando a Times of Israel, infatti, il segretario di Stato americano Antony Blinken critica la strategia di guerra di Israele, affermando che il rifiuto del primo ministro Benjamin Netanyahu di promuovere una valida alternativa al governo di Hamas a Gaza, come l’Autorità Palestinese, ha portato l’IDF a tornare ripetutamente in luoghi della Striscia che aveva precedentemente liberato dai combattenti di Hamas che sono riusciti a tornare. ‘Da tempo facciamo notare al governo israeliano che Hamas non può essere sconfitto solo con una campagna militare, che senza una chiara alternativa, un piano post-conflitto e un orizzonte politico credibile per i palestinesi, Hamas, o qualcosa di altrettanto ripugnante e pericoloso, ricrescerà’, ha detto Blinken in un discorso sulla politica mediorientale dell’amministrazione Biden al Consiglio Atlantico. ‘Questo è esattamente ciò che è accaduto nel nord di Gaza dal 7 ottobre. Ogni volta che Israele completa le sue operazioni militari e ritira Hamas, i militanti si raggruppano e riemergono perché non c’è nient’altro per riempire il vuoto’, dice. ‘In effetti, valutiamo che Hamas abbia reclutato quasi tanti nuovi militanti quanti ne ha persi’, rivela Blinken. ‘Questa è una ricetta per un’insurrezione duratura e una guerra perpetua’.

        Stando a quanto riferito al cap. 4, pag. 99 di ‘The Jewish Paradox’ di Nahum Goldmann, lo stesso Ben Gurion aveva a suo tempo intuito qualcosa del genere:

        ‘Quella sera, una bella sera d’estate, abbiamo avuto una schietta discussione sul problema arabo. “Non capisco il suo ottimismo”, dichiarò Ben Gurion. “Perché gli arabi dovrebbero fare pace? Se fossi un leader arabo non scenderei mai a patti con Israele. È naturale: abbiamo preso il loro Paese. Certo, Dio ce l’ha promesso, ma cosa importa a loro? Il nostro Dio non è il loro. Noi veniamo da Israele, è vero, ma duemila anni fa, ma cosa è questo per loro? C’è stato l’antisemitismo, i nazisti, Hitler, Auschwitz, ma è stata colpa loro? Loro vedono solo una cosa: siamo venuti qui e abbiamo rubato il loro Paese. Perché dovrebbero accettarlo? Potranno forse dimenticarlo tra una o due generazioni, ma per il momento non c’è alcuna possibilità. Quindi è semplice: dobbiamo rimanere forti e mantenere un esercito potente. La nostra politica è tutta qui. Altrimenti gli arabi ci spazzeranno via.”’

        https://silview.media/wp-content/uploads/2022/10/goldmann-nahum-j.auth_.-the-jewish-paradox-1978_2.pdf

        https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/16/tregua-gaza-israele-continua-a-bombardare-iran-fine-guerra-vittoria-palestina/7839070/#cComments

        E se c’è una cosa che portando avanti con coerenza indubbiamente sincera l’idea sionista di ‘una terra senza un popolo per un popolo senza una terra’, Netanyahu riesce a fare benissimo è precisamente assicurarsi che i Palestinesi non dimenticheranno, neanche ‘fra una o due generazioni’.

        https://www.juragentium.org/books/it/said.htm

        Come non hanno dimenticato dai tempi di Ben Gurion fino adesso, del resto.

        Questa non è una pace. E’ un riposizionamento.

        Come dice il mio autore preferito, ‘lo scopo di ogni conflitto è sempre quello di poter partire da posizioni di vantaggio nella guerra successiva’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Insomma, pure tu resti al calduccio nel cantone di Hamas.

          🙁

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “Hamas”

            Per citare il tuo commediografo preferito 🙂 (e ripreso da un noto cantautore mio concittadino)

            ‘ci sedemmo dalla parte del torto perché
            gli altri posti erano tutti occupati’

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Nel tuo caso, è una perversione personale con forti motivazioni inconsce dietro.

              😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “perversione”

                Beh, detto da un ammiratore degli amici di nipotine di Mubarak e di dittatori Cileni… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Credo di aver argomentato un pò meglio la mia posizione.

                E sono sempre disponibile al “dibbattito” sul tema.

        • roberto scrive:

          ok, se loro sono contenti di riposizionarsi su un cumulo di macerie, un mucchio di cadaveri e aver ottenuto che la corte dell’Aja apra un’inchiesta…champagne!

          • tomar scrive:

            roberto: “ok, se loro sono contenti di riposizionarsi su un cumulo di macerie, un mucchio di cadaveri e aver ottenuto che la corte dell’Aja apra un’inchiesta…champagne!”

            Invece che…?

            • roberto scrive:

              tomar

              “Invece che…?”

              ? cosa ?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “invece che…”

                La tua risposta a Tomar mi sembra ignorare il fatto che senza il 7 ottobre il destino dei Palestinesi sarebbe stato esattamente lo stesso, solo più diluito nel tempo e più sottratto all’attenzione mediatica.

                Già lo spropositato spazio dedicato dai nostri mass media alla liberazione di tre (3) ostaggi, confrontato con la perdurante omertà sugli orrori dell’occupazione sionista, dimostra quanto si cerchi di distogliere l’attenzione pubblica da chi sono le vere vittime e i veri carnefici. Da decenni a questa parte, non solo dal 7 ottobre.

                E francamente tutto questo sforzarsi di dare comunque la colpa alla Resistenza fa venire in mente la colpevolizzazione delle donne stuprate. Se quelle riescono ogni tanto ad assestare un bel calcio nei genitali degli stupratori non mi sento di accusare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                belle frasi, gonfie di retorica e di menzogna

                adesso posta i dati su cosa era successo a Gaza nei 20 anni precedenti il 7 ottobre e ridicolizzati da solo, però.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “menzogna’

                Francesco, quando Orwell ebbe l’idea del bispensiero e sosteneva la mutevolezza del passato pensava proprio a quelli come
                te.

                😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Sei tu che sostieni che senza 7 ottobre “il destino dei Palestinesi sarebbe stato esattamente lo stesso”

                se non è una menzogna questa, non so cosa sia una bugia raccontata a fini politici

          • Francesco scrive:

            se non fossero islamisti, credo che starebbero brindando con champagne di gran lusso e costo

            le sofferenze dei palestinesi non hanno mai contato nulla, nella lotta contro l’Entità sionista, per nessun leader arabo

            • PinoMamet scrive:

              OMDAF.

              Hamas ha messo un punto il colpo cui forse aspirava sin dall’inizio: liberare tantissimi di palestinesi, meglio se terroristi ma se c’è qualche innocente va bene uguale, in cambio di pochi israeliani, meglio se morti.

              Lo ha ottenuto a un prezzo carissimo, soprattutto per la popolazione palestinese, della quale ad Hamas non è mai importato niente, nel senso “occidentale” del termine.
              Più “martiri” ci sono, meglio è.

              Il prezzo pesante secondo l’ottica di Hamas è stato la morte di Sinwar e di tutti gli altri capoterroristi a cui è esploso il cercapersone, mica la distruzione di Gaza.
              Quella gli dà solo altra popolarità.

              Decisamente, un leader migliore, e meno ostaggio dell’estrema destra, di Netanyahu, avrebbe finito forse per fare le stesse cose, perché con Hamas è semplicemente impossibile trattare oltre la semplice tregua, visto che quello che vuole è o tutto Israele, o morte.

              ma lo avrebbe fatto solo dopo aver provato, davanti agli occhi del mondo e non in segreto, tutte le opzioni pacifiche possibili…

              • mirkhond scrive:

                Anche dalla parte israeliana però c’è chi vuole tutta la Palestina. Non dimentichiamo che Rabin fu assassinato da un estremista israeliano, per aver tentato di realizzare gli Accordi di Oslo del 1993.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mirkhond

                “tutta la Palestina”

                OAAM

                Hamas vuole tutto Israele precisamente perché (nei fatti, non nei discorsi dei politici) Israele vuole tutta la Palestina.

                Chi voleva trattare, come Rabin, l’han fatto fuori.

                Proprio nulla indica una qualche reale disponibilità Israeliana a qualcosa di meno della pulizia etnica di tutta la Terra santa dagli “Amaleciti”.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • tomar scrive:

                Pino Mamet: “Hamas ha messo un punto il colpo cui forse aspirava sin dall’inizio: liberare tantissimi di palestinesi, meglio se terroristi ma se c’è qualche innocente va bene uguale, in cambio di pochi israeliani, meglio se morti.”

                Ci sono 98 prigionieri israeliani nelle mani di Hamas, mentre i palestinesi nelle carceri israeliane sono forse cento volte più numerosi. Anche loro sono ostaggi, dietro le sbarre senza processo e avvocato, senza visite della Croce Rossa e senza poter mandare messaggi alle famiglie. La maggior parte è innocente, così come i prigionieri israeliani, e la crudeltà nei loro confronti non si discosta da quella di Hamas. Ignorarne la sorte equivale a usare il peggiore dei doppi standard.

              • Francesco scrive:

                tomar

                non mi pare proprio che si possano definire “ostaggi” e “innocenti”

                quello che mi rende pessimista sulle possibilità di sopravvivenza di Israele è che già una volta hanno liberato Sinwar (e altri 1000) per avere uno dei loro

                oggi ne liberano di più e il costo futuro temo sarà ancora più alto

              • Francesco scrive:

                >>> Anche dalla parte israeliana però c’è chi vuole tutta la Palestina.

                Verissimo Duca e pare siano sempre di più.

                Non ho nessuna simpatia per quella parte di Israele.

                Ciao

          • Francesco scrive:

            x roberto

            non capisco a cosa serva quel “se”: esiste il minimo dubbio che Hamas sia più che soddisfatto, politicamente e militarmente, di issarsi sul mucchio di cadaveri palestinesi?

            il piano A era quello fin dall’inizio e le cose sono andate nel migliore dei modi possibili, lì a Gaza, per Hamas.

            • roberto scrive:

              francesco

              “non capisco a cosa serva quel “se””

              mah, il beneficio del dubbio lo do più o meno a tutti anche se in effetti tendo a pensarla come te

  45. habsburgicus scrive:

    OT (ma neanche tanto, la Siria qui interessa)

    da notizie che riesco a ottenere (sono su un gruppo Whatsapp ad hoc) la nuova Siria islamica di al-Shara’a (olim al-Julani) non cessa di stupirmi…
    dico subito che è un’angolazione particolare ma forse può essere utile condividerla….
    stamattina, in tempo reale, una vietnamita a me ignota (che sia vietnamita l’ho dedotto dal suo prefisso, +84 sul gruppo WhatsApp, il nome è anglosassone) è passata dalla Giordania in Siria….e ha subito condiviso il fatto, come abitudine oggi 😀 (Miguel inorridirà :D) mettendo anche la sua pagina di passaporto con il timbro siriano di oggi 20.01.2025….
    sotto Assad entrare in Siria era un incubo..vi ho già detto, e scusatemi se mi ripeto,che mi hanno negato il visto siriabo due volte (un unicum ! ho avuto visto iraniano, visto birmano, visto turkmeno, visti russi ecc)..il visto assadiano era of course obbligatorio e difficilissimo da avere…in più, se uno l’avessr avuto, era necessaria una guida per tutto il periodo in cui uno fosse stato nel “paradiso ba’athista” di Assad (naturalmente una spia del Mukhabarat :D)
    orbene, costei ha avuto qualche problema da parte giordana (non volevano lasciarla proseguire ma dopo più di 1 ora di discussioni, telefonate, controlli, interviste, i giordani si sono arresi e le hanno timbrato il passaporto in uscita) ma da parte siriana tutto very smooth..nessun visto (sic !), nessun pagamento (risic ! sotto Assad costava oltre 100 dollari se lo ottenevi da pagare in seguito all’arrivo in frontiera e già così mi hanno defraudato di 17 dollari ogni volta, cioè 34 dollari complessivamente , solo per fare la domanda via Emirati a causa delle sanzioni contro Bashar dunque veniva, mi rammento ancora, 62, 68 AED in un banca di Fujairah il cui Emiro è notoriamente di “bocca buona” più di Dubai e acccetta tutti purché portino soldi dunque anche Bashar, Putin e Lukashenka :D)..i siriani islamici le avrebbero detto che tutti sono benvenuti in Siria e otterrebbero il timbro all’ingresso TRANNE gli iraniani che necessiterebbero di un permesso speciale (il mondo alla rovescia, l’Iran aveva rapporti splendidi con Assad :D); se tuttavia qualche giornalista giovane e bella ci legge e vuole andare non annunciata nella nuova Siria, sappia che lo stesso islamico ha detto alla vietnamita che ciò non vale per i giornalisti che debbono ottenere un permesso préalable da ‘arte del Ministro siriano dei media..questo per evitare se possibile qualche nuovo scambio a Giorgia 😀 😀 😀
    la Siria islamica pare apertissima, incredibile dictu !
    non mi pronuncio, relata refero

    • habsburgicus scrive:

      P.S
      sì, è proprio vietnamita, ha messo adesso un selfie appena arrivata a Damasco con la bandiera della nuova Siria…bella ragazza, quei tipi orientali, minuti, ma dotati di un certo qual fascino..e di certo coraggiosa, andare in Siria OGGI non è da tutti !

    • Peucezio scrive:

      Habsb.,
      la pluralità si garantisce col controllo, è un equilibrio delicato.
      Aprire i confini è anche un modo per creare una zona franca dell’integralismo sunnita, del terrorismo, ecc.

  46. habsburgicus scrive:

    Trump, come già saprete tutti, ha giurato

  47. habsburgicus scrive:

    lui non lo sa, credo :D, ma ha usato un accento hitleriano 😀 (parlando del suo attentato)

  48. habsburgicus scrive:

    diciamolo (secondo me pure Francesco non potrà che convenire), ‘sto Trump è un po’ un esaltato 😀

  49. Peucezio scrive:

    Lasciatemi dire una cosa.

    Qui dentro, da buoni intellettuali raffinati, siamo sempre cinici, disincantanti e ipercritici.

    Invece per una volta voglio essere retorico (e vi autorizzo a prendermi per il culo di conseguenza!).

    Io credo che oggi siamo all’inizio di una svolta epocale e di una fase radiosa di pace, prosperità e benessere per il mondo.

    • PinoMamet scrive:

      Eh, magari.

      Però credo anch’io che sia una svolta non da poco.
      Trovo che l’errore che abbia fatto la Meloni sia stato quello di “chiedere il permesso” alla von der Leyen per partecipare alla cerimonia di insediamento, con tanto di richiesta di istruzioni e risposta stizzita della (stronza) von der Leyen “è solo una cerimonia, fai quello che ti pare”.

      Sei una capo di Stato, cribbio! Fai quello che ti pare, e senza chiedere il permesso a nessuno, tantomeno all’Europa che, si è capito, è destinata a contare sempre meno.
      La von der Leyen se la prende? è passata anche a Napoleone, dicono dalle parti mie.

      Tra i due, il più potente è senz’altro Trump, che guida un paese vero , lo guida davvero e soprattutto gode del sostegno popolare vero , una cosa che i politici europei, specialmente quelli dell’Unione Europea, si sognano.

      • Peucezio scrive:

        Verissimo.

        Ma da una che fino a ieri leccava il culo a Biden che ti puoi aspettare…

      • Francesco scrive:

        cacchio Pino, da te non me lo aspettavo!

        la Giorgia NON è il Capo dello Stato italiano, è solo la Presidenta del Consiglio, il CdS è Sergio.

        😀

        PS Peucezio, come fa a esserci pace se il centro di stabilità del sistema scende in campo e inizia a menare? direi che avremo esattamente il contrario. a essere larghi, invece di guerre imperialistiche per affermare un ordine avremo guerre nazionalistiche per ottenere dei vantaggi.

        • PinoMamet scrive:

          Hai ragione, errore mio, Presidente del consiglio.

          Non cambia tanto eh…

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          temi una guerretta per Panama o addirittura una contro la Danimarca per la Groenlandia?
          Beato te, per il quale le preoccupazioni sono queste.

        • Peucezio scrive:

          Certo che sei veramente un comunista:
          le nazioni non devono fare i loro interessi, ma imporre il Bene Universale.

          • Francesco scrive:

            Assolutamente sì!!!

            Sono cristiano, comunque, non c’è bisogno di aggiunte di nessun tipo.

            L’egoismo, personale o nazionale, è la strada per la rovina e per l’inferno. Soprattutto la rovina, segnalo.

            PS se poi una nazione è il centro di un “para-Impero”, una visione ristretta dell’interesse nazionale è doppiamente rovinosa.

            • Peucezio scrive:

              Il problema è che il Bene universale non esiste, perché il mio bene non è il tuo, quindi il Bene universale è figlio di Satana.

              E infatti qualunque autore cristiano serio ti dirà che un re deve amministrare il suo popolo, non il mondo intero.

              O tu pensi che l’amministratore del mio condominio debba salvare l’universo?

              • Francesco scrive:

                Il re deve collaborare al Bene del mondo intero, come ogni singolo cristiano.

                Senza che questo implichi la necessità di un unico Impero globale, anche se faciliterebbe la pace – credo lo dicesse già Dante Alighieri.

                Ma qualsiasi cristiano sa che homo homini frater. E che su questa base si affronta ogni relazione.

              • Peucezio scrive:

                In teoria sì.

                In realtà funziona che un Bush decide di fare il bene degli iracheni.

                Per favore, non fate il mio bene!!!

              • Francesco scrive:

                si trattò di un caso da manuale di hubris

                e di improvvisazione, visto come gestirono l’Iraq dopo averlo liberato da Saddam

                ma un errore non inficia un giusto principio

      • PinoMamet scrive:

        Comunque Trump è un megalomane, ma la von der Leyen è una passivo-aggressiva non da poco…

        (Vedi vicenda delle poltrone turche).

    • roberto scrive:

      Peucezio

      Se avrai ragione non potrò che esserne felice

      • Peucezio scrive:

        Comunque ti dirò che la tregua in Palestina ha spiazzato anche me, che su quel fronte non mi aspettavo nulla di buono da Trump.

        Un mio amico americano sostiene che Trump si sarebbe legato al dito il fatto che Netanyahu abbia riconosciuto a suo tempo la vittoria di Biden (e che poteva fare?), il che di primo acchito suona poco credibile come motivo di indirizzo di una poliica estera, ma conoscendo il soggetto tutto è possibile.

        Sugli altri fronti, staremo a vedere.

  50. Moi scrive:

    Pare che Donald Trump abbia già fatto 2 “miracoli” :

    I . Salvare Tiktok America

    II . Far togliere gli assorbenti dai bagni … degli uomini.

  51. Moi scrive:

    https://www.ndtv.com/world-news/mark-zuckerberg-orders-removal-of-tampons-from-mens-bathrooms-at-meta-offices-7454369

    Mark Zuckerberg Orders Removal Of Tampons From Men’s Bathrooms At Meta OfficesMeta also recently discontinued its “Diversity, Equity, and Inclusion” (DEI) programs and removed transgender and non-binary themes from its Messenger app.

  52. Miguel Martinez scrive:

    Trovo su X questa splendida riflessione:

    Post
    Conversation
    Arnaud Bertrand
    @RnaudBertrand
    None of these people are even remotely on the left.

    The real important story that happened since the Cold War is perhaps best illustrated by this Margaret Thatcher anecdote: in 2002, she was asked for her greatest achievement. She replied: “Tony Blair and New Labour. We forced our opponents to change their minds.”

    And guess what: she was right, that was indeed her greatest achievement.

    That’s what happened throughout the West: the ideological takeover of the “left” by “social democrats” who had no substantial difference to their opponents across the aisle. And in order to maintain the pretense that they were different, they decided to focus their platform on cultural and identity issues while abandoning any challenge to economic or imperial power – reducing civil rights struggles to convenient diversions from questions of class and systemic change. It’s not the left that’s unpopular, it’s this sanitized ersatz of it. Voting essentially became a choice between the same product with different packaging, the illusion of choice.

    Even more contemptible: candidates who emerged who were actually on the left, who wanted to drive actual substantial and meaningful change, were endlessly demonized with some of the most dishonest and disgusting tactics in politics. Jeremy Corbyn in the UK is a perfect example of this – smeared as a national security threat (and an antisemite) not just for his economic program but for questioning the wisdom of NATO expansion and opposing Western imperialism. In France we’re currently seeing much the same playbook being applied on Jean-Luc Mélenchon.

    This ties back to the concept of “extreme center” described by thinkers such as Tariq Ali, Pierre Serna or Alain Deneault. A radicalized form of liberalism that presents itself as moderate and reasonable while actually taking extremist positions in defense of the status quo – whether through unwavering support for imperial adventures abroad or the suppression of democratic alternatives at home. This centrism is ‘extreme’ in how viciously it reacts to any genuine left-wing challenge to the established order, whether through media smear campaigns, lawfare, or the cynical weaponization of identity politics to defend both domestic inequality and imperial power.

    The irony and the situation we today find ourselves in is that this “extreme center,” in its zealous defense of neoliberal orthodoxy and its refusal to address fundamental economic grievances, ended up creating the very conditions of social instability and political polarization it claims to stand against. And, ultimately, the conditions of its demise as we’re currently seeing throughout the West.

    The sad result though is that because the actual left has been so thoroughly demonized, legitimate popular anger and resentment largely get directed towards nihilistic movements that, far from solving our fundamental problems, channel these sentiments into scapegoating and division. These movements won’t solve our fundamental problems – while they may break with certain aspects of neoliberal orthodoxy, they mostly offer the aesthetic of rebellion while dropping even the pretense of serving the common good.

    That’s where we are: the victory of the ‘extreme center’ over the left has proven to be simultaneously absolute and self-defeating. Thatcher’s boast about Blair might have been premature – her true legacy may not just have been making the left compatible with neoliberal economics, but creating a world where our only choice is between the plague and cholera.

    • Peucezio scrive:

      Validissimo, ma non mi convince il pessimismo finale (come è ovvio, dato come la penso).

      L’idea è che può esistere solo la sinistra, non che può esserci un mondo con una sinistra sana e una destra sana.

      Che sarebbe il mondo che si realizzerebbe se ogni volta la scelta fosse fra un Trump e un Sanders, fra un Farage e un Corbyn, fra una Le Pen e un Melanchon, fra una Wagenknecht e AfD.

      Come ho auspicato recentemente in un commento, in cui dicevo che la sfida ora non è che le destre rimangano al potere in perpetuo, ma che si alternino destre e sinistre populiste.

      Questo pregiudizio per cui alla “sinistra” neoliberista o si risponde con la semplice restituzione dello statu quo di cinquant’anni fa o qualsiasi altra risposta è demagogica, sgangherata e controproducente, lo trovo figlio di un’arroganza culturale tipica di un certo pessimismo di maniera, per cui o sconfiggo il il drago o se lo uccide un altro, non è morto.

    • Francesco scrive:

      Oh, chi è che diceva che l’avversione contro i comunisti era una battaglia fuori tempo? povero Silvio, un’altra cosa in cui aveva ragione! santo subito, arcisanto e terzo patrono d’Italia

      🙂

      Corbyn e Melanchon, o poverini, non è che sono due clamorose teste di cazzo, è che sono messi in cattiva luce dal Sistema.

      Vorrei ringraziare Arnaud Bertrand per avere risollevato l’umore di un povero tifoso di Milan e Olimpia. Trattasi di opera buona ai fini del Giubileo.

      • Peucezio scrive:

        Il comunismo non c’entra: comunisti erano i neocon alla Bush, che venivano dal trockismo.
        Io parlo di socialismo nel senso nobile del termine, di contemperare l’economia di mercato con lo stato sociale e la redistribuzione (dalle concentrazioni di ricchezza, non dal ceto medio). Per me il socialismo è Craxi, è Felipe González, non a caso demonizzati il primo dai comunisti, che hanno imposto poi all’Italia il neoliberismo all’americana, il secondo dalla destra spagnola, quella che si è alleata con l’Ulivo internazionale di D’Alema, Blair e compagni per islamizzare i Balcani.

        • Francesco scrive:

          Piano, qui si parla delle idee di Bertrand, non delle tue.

          E lui è palesemente un compagno di vecchia scuola, non un rammollito socialdemocratico come te o un lib-lab alla Tony Blair.

          Ciao

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “E lui è palesemente un compagno di vecchia scuola”

            OAAF

            Essendo io appunto un compagno di vecchia scuola, confermo. Infatti concordo con Bertrand.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

  53. Peucezio scrive:

    Invece il bello è che nel suo discorso Trump ha sconfessato le politiche green (e fin qui nulla di sorprendente), macchina elettrica compresa.
    Per essere condizionato dal terribile capitalista Musk, mi sembra fin troppo autonomo!

    • Francesco scrive:

      temo che il nostro amico Donald sia ancora più radicale: è svincolato dal principio di non contraddizione.

      quello che i vecchi chiamano “un gran contaballe”, bugiardo e inaffidabile.

      vedremo cosa combinerà ma di solito il lancio della moneta come criterio di scelta politica è un pò misero.

      Ciao!

    • Peucezio scrive:

      Io mi chiedo perché uno nella sua posizione e col suo potere senta il bisogno di giustificarsi.
      Li doveva prendere a scorregge.

    • PinoMamet scrive:

      …con tutta l’antipatia verso Musk, e senza bisogno di tirare in ballo l’autismo che secondo me c’entra come i cavoli a merenda, il fatto è che alzare o tendere in qualche modo il braccio è uno dei modi più naturali di salutare.

      Semplicemente i politici devono stare attenti a non farlo, perché i nazisti e i fascisti hanno avuto l’idea di sceglierne una forma regolarizzata (anzi, due forme) come saluto.

      Ma prendere in castagna uno col braccio alzato è dire “occhio al nazista!” è in effetti uno spregevole trucchetto, e in questo tocca dar ragione a Musk.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Ma infatti stava facendo uno dei gesti tipici da stadio o da rock star, cioè toccarsi il cuore e alzare la mano verso i fan.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Tu non hai mai visto quelli che si toccano il petto e allungano la mano verso il pubblico? E’ un gesto simile a quello di baciarsi la mano e allungare la mano verso il destinatario.

            • roberto scrive:

              So che non ti convincerò mai, ma in effetti fatto in quel modo no (sì li ho visti dai tifosi della Lazio)

              • Peucezio scrive:

                Anche Mauricius è un pericoloso nazista, che minimizza, giustifica…

                Seriamente, già l’antifascismo ottant’anni dopo è grottesco, è come essere nepoleonici o cesaristi.

                Ma questa ossessiva esegesi perfino dei gesti veramente scredita il giornalismo e la cultura mainstream e la fa percepire sempre di più come un mondo di pazzi ossessivi ormai completamente avulsi dal mondo reale.

              • Peucezio scrive:

                Ma poi ci avete fatto caso che una cifra culturale della contemporaneità è l’ossessione del nemico?

                Come se non si avessero valori positivi da proporre o non bastassero.

                In questo ha ragione Miguel, ma non è solo questione di polarizzazione grazie ai social, quanto anche di povertà culturale, senso di accerchiamento, arroccamento difensivo: se sento che il mio mondo è in decadenza, che non ha più niente da dire, sopravvivo attraverso lo spauracchio del cattivo o dei cattivi e mi pongo solo in modo contrappositivo.

              • Peucezio scrive:

                Sia charo che non è affatto un’esclusiva della sinistra o del perbenismo liberale progressista (anche su questo do ragione a Miguel):
                anche la destra ha i suoi spauracchi ossessivi.

                Per la sinistra è il fascista, il razzista, Berlusconi, Renzi, Salvini, la Meloni, i no-vax, Putin, Trump;

                per la destra è l’immigrato, l’islamico, la Cina, i centri sociali e via discorrendo.

                Poi c’è il demagogo imbecille, che è il peggiore di tutti. quello per cui la colpa è indistintamente dei politici e quindi bisogna diminuire loro stipendi e prebende (stile % stelle, ma non sono certo gli unici, ahimè): quella è una genia di decerebrati veramente rovinosi, meno in cattiva fede, ma più stupidi degli uni e degli altri, il che è una colpa ancora maggiore.

              • Peucezio scrive:

                * 5 stelle.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Alla fine va bene per farsi due risate la cosa su Musk, ma non prendiamola troppo sul serio.
            Io problemi con lui sono ben altri.

          • PinoMamet scrive:

            Boh Roberto, a me continua a sembrare come dice Mauricius e non mi pare somigliare neanche troppo al “vero” saluto nazista.

            Che poi non capisco perché un politico oggi debba o voglia fare il saluto nazista in pubblico, per non dire davanti a tutto il mondo come in questa occasione: a meno di essere completamente scemo o autolesionista…

            • roberto scrive:

              Pino

              “Che poi non capisco perché un politico oggi debba o voglia fare il saluto nazista in pubblico,”

              Un po’ perché ci è ed un po’ perché ci fa

              Piuttosto non riesco a capire, se un povero cristo ha simpatie nazistoide, che deve fare per farsele riconoscere?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Piuttosto non riesco a capire, se un povero cristo ha simpatie nazistoide, che deve fare per farsele riconoscere?”

                Lo dice.

            • PinoMamet scrive:

              Musk non è un campione della sinistra, e flirta con politici di estrema destra.

              L’argomento “in fondo anche il nazismo e il fascismo sono sottoprodotti del socialismo” non lo ha inventato lui, è un leitmotiv della destra e ce lo diceva già la maestra delle elementari (davvero!).

              Comunque se avessi veramente simpatie naziste, l’ultima cosa che farei sarebbe fare il saluto nazista in diretta mondiale…

              • roberto scrive:

                pino

                “Comunque se avessi veramente simpatie naziste, l’ultima cosa che farei sarebbe fare il saluto nazista in diretta mondiale…”

                scusa ma perché? hai vinto, è il tuo momento, sei uno dei consiglieri dell’uomo che bene o male avrà un ruolo decisivo nei prossimi anni….fatti riconoscere dai tuoi, no?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “dai tuoi…”

                Non credo che il sostegno di Musk ad AfD sia legato al suo retaggio nazista, che peraltro loro hanno recentemente negato, scaricando Hitler come un “comunista”, ma al fatto che è un’incarnazione delle nuove tendenze populiste e sovraniste.

                Poi chi lo sa, non siamo nella sua testa, ma non vedo perché un sudafricano ultralibertario utopista (o distopista, secondo i punti di vista) tecno-spaziale dovrebbe sentire una qualche fascinazione per un’ideologia di cent’anni fa con tratti fortemente autoritari.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Non credo che il sostegno di Musk ad AfD sia legato al suo retaggio nazista,”

                Io credo proprio di sì invece, o se davvero non ti piace usare la parola nazismo chiamala estrema destra

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                come se fosse la stessa cosa.

                Il nazionalsocialismo non è mai stato di destra.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                credo dovresti dire cosa è la destra per te.

                Che i nazisti sono la definizione storica di destra estrema, per tutto il resto del mondo.

              • PinoMamet scrive:

                Dunque, ad oggi ci sarebbero due indizi che Elon Musk sarebbe neonazista:

                -ha parlato con la leader dell’estrema destra tedesca, che per smarcarsi dall’accusa di nazismo ha detto che il nazismo era una cosa di sinistra

                -ha fatto un saluto con il braccio un po’ teso e ha detto che chi ci vedeva il saluto nazista sbagliava di grosso

                A me sembra un po’ poco, ma chissà.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                non c’entra cosa sia la destra per me.
                C’entra cos’era per i nazionalsocialisti.

              • roberto scrive:

                Pino

                “A me sembra un po’ poco, ma chissà.”

                Va bene non insisto, ma fammi notare che “non ha parlato” ma più o meno ha dato il suo appoggio e detto che sono l’unica salvezza per la Germania.

              • Francesco scrive:

                In effetti, l’appoggio dato da Trump e Musk alle formazioni politiche sovraniste, ignorando bellamente che le politiche sovraniste si riassumono nel “tutti contro tutti”, mi pare evidenziare che sono molto più stupidi di quello che si pensa.

                E la stupidità dei politici è la cifra di questa nostra epoca.

        • roberto scrive:

          si è vero sono gesti tipici da stadio

          https://www.youtube.com/watch?v=N7SXIEGidh0

      • Peucezio scrive:

        Comunque io trovo ridicolo questo tabù del nazi-fascismo.
        Avrebbe la funzione di impedire un ritorno della dittatura.

        Ma allora è sufficiente scandalizzarsi se uno dice: “voglio abolire le elezioni e creare un mio regime autocratico”.

        Ma che senso ha demonizzare un’ideologia?
        Anche il marxismo ha imposto un sistema non democratico secondo i nostri standard. Eppure uno può dichiararsi marxista.
        Ma se dice che vuole imporre la statalizzazione di tutto, gli si dice: “‘spe’, fermati un attimo…”.

        • Francesco scrive:

          Non è che perchè sono nazisti sono pure scemi: per dire che vogliono un regime aspetteranno di essere al potere, no?

          Resto dell’idea che la Costituzione tedesca abbia fatto la scelta giusta.

          • Peucezio scrive:

            Riesci a scrivere con una sintassi un po’ più coerente, così riusciamo a capirci?

            • Francesco scrive:

              Da libretto di istruzioni del nazista normodotato:

              1) dichiararsi democratico
              2) arrivare al potere con libere elezioni
              3) stabilire un regime autocratico
              4) fine delle libere elezioni

              si capisce meglio?

              😉

              • Peucezio scrive:

                Beh, allora aboliamo la democrazia, perché può evolvere in nazismo.

                E in effetti l’hanno fatto, guarda la Romania.

                Seriamente, se la questione è la dittatura, vanno aboliti tutti i partiti comunisti, ma anche tutti i partiti liberali, perché anche quelli possono trasformarsi in autoritari ed è successo tante volte.
                In sostanza vanno aboliti tutti i partiti.

              • Francesco scrive:

                Sei il solito esagerato! aboliamo solo i partiti che sono già diventati antidemocratici, non c’è bisogno nè possibilità di prevenire.

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Ripeto, antidemocratico vuol dire che nel tuo programma c’è scritto che se vai al potere abolisci la democrazia.

                Altrimenti è uno sciocco processo alle intenzioni, contrario a qualsiasi logica democratica e allo stato di diritto.

                E comunque, ti ripeto, secondo questa logica perché dovrebbero esistere i partiti comunisti?

                Ma anche quelli liberaldemocratici, visto che le liberaldemocrazie hanno spesso supportato le dittature.

                Temo che tu, come quasi tutti, facciate una gran confusione concettuale:
                ci sono le ideologie e ci sono le forme di governo.

                Il fascismo predica una sintesi e superamento del collettivismo socialista e dell’individualismo liberale borghese secondo una terza via corporativa e nazionale che contemperi gli interessi della classe padronale con quelli dei lavoratori.
                La dittatura in tutto ciò c’entra poco e niente: fu legata a fattori essenzialmente contingenti, anche perché in tanti, anche dopo, hanno tentato questa sintesi (in fondo, in modo diverso, la stessa DC e lo stesso PSI e più in generale le socialdemocrazie europee) e mica hanno creato delle dittature.

                Dovete ammettere che la vostra è una fobia di tipo feticistico, simbolico, in ultima analisi prerazionale, magica.

              • Peucezio scrive:

                E comunque c’è una questione di principio.

                E cioè che se una democrazia vieta il pieno pluralismo ideologico, non è più tale ma è una dittatura.

                E allora che senso ha difendere una dittatura per evitare la dittatura?

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                non dire cazzate, suvvia

                la dittatura è consustanziale a fascismo, nazismo e comunismo

                prendi esempio da Andrea che lo confessa apertamente!

                😀

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Amdrea è comunista.
                Lo rispetto, gli voglio bene, la pensiamo in modo simile su tante cose, ma sul fascismo ha idee balzane.

                Comunque ognuno si definisce come vuole.
                Se io creo un partito fascista, nel cui programma affermo che non voglio instautare una dittatura, tanto fa fede.
                Allora al massimo potrai dire che il mio partito fascista disattende il fascismo in un aspetto.
                Ma è un problema mio.

              • Francesco scrive:

                Oppure è un problema mio dargli credito.

                Sai, nessuno lo obbliga a definirsi fascista se invece è un democratico.

              • Peucezio scrive:

                Ripeto, la politica, ma soprattutto le leggi, si fanno in base a programmi e atti oggettivi, non in base alle intenzioni.

                Il divieto di intenzione credo non esista in nessun ordinamento giuridico del mondo.

              • Francesco scrive:

                Posso sbagliarmi ma direi che esiste almeno in Italia e Germania.

                Per i delitti privati, non sono un esperto ma se mi trovano coi mezzi per fabbricare una bomba, le istruzioni per fabbricare la bomba e magari una mezza dozzina di dichiarazioni di odio a morte per i testimoni di Geova e la pianta della loro cattedrale …

      • roberto scrive:

        boh io non ho mai visto nessuno allo stadio o ai concerti salutare così la folla (…ah si, quel fascistone di di canio), e se lo fa uno che fa gli occhi dolci ai neonazisti tedeschi lo trovo un segno inequivocabile

        poi si, siamo ormai già entrati in un contromondo nel quale nemmeno hitler era nazista (vedi dichiarazioni della waidel) ed in fin dei conti come dice peucezio è un tabù ridicolo

        https://www.repubblica.it/esteri/2025/01/20/video/musk_saluto_nazista-423951262/?ref=RHLF-BG-P2-S2-T1

        (scusate ma la vedo nerissima per chi non è nero o grigio e bisogna davvero essere ciechi a vedere anche un minimo bagliore di luce)

  54. Miguel Martinez scrive:

    RF Kennedy, spesso deriso come complottista, coglie comunque uno dei problemi fondamentali dei nostri tempi – l’annientamento del ceto medio da parte dei grandi capitali.

    In questo caso, parlando della proprietà delle case:

    https://www.imolaoggi.it/2025/01/19/non-avrai-nulla-e-sarai-felice-r-f-kennedy-jr-lo-stanno-gia-facendo/

    E ricordando che Trump ha fatto i soldi come speculatore immobiliare…

    • Francesco scrive:

      >>> l’annientamento del ceto medio da parte dei grandi capitali.

      prego definire

      1) ceto medio
      2) grandi capitali
      3) annientare

      io intanto carico a pallettoni

      😀

  55. PinoMamet scrive:

    beh, visto che Donaldone si vuol prendere Panama, il Canada e la Groenlandia, butto lì la provocazione:
    Italia 52esimo stato americano!

    Giorgia pensaci! 😉

    (PS è abbastanza ovvio che scherzo, ma non si sa mai, specifichiamo. Comunque, faccio outing: tra due barbari stranieri che non dovrebbero governare sul suolo italico, mai sia!
    beh, meglio Trump che von der Leyen.
    Con Trump si può discutere, con Ursula no.)

    • Francesco scrive:

      Meglio gli USA degli USE?

      diciamo che gli USE non ci sono e gli USA sì, per cui sono favorevole anche io.

      Però a pezzetti: Meridio come 52, Isole come 53, Centrum come 54 e Padania come 55esmo stato!

      😀

      • habsburgicus scrive:

        e Romagna come 56° (con capitale Ravenna in omaggio a Z, che ci ha abbandonato ma che sempre rammentiamo con immutato affetto)….
        in tal modo saranno pure contenti i nostalgici di LVI 😀

    • Peucezio scrive:

      OMDAP!

      Comunque avete notato che di colpo sono diventati tutti antiamericani?
      Tutti quei cantori ossessivi e accigliati dell’Occidente, dell’altantismo, della retorica dei “liberatori”, della più grande democrazia del mondo?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Infatti per questo tifavo Trump.

      • roberto scrive:

        per la cronaca, io non sono antiamericano, sono antitrumpiano (e non da oggi)

        • Peucezio scrive:

          Sì, non parlavo di te.

          • Francesco scrive:

            Ho letto oggi che Trump è antiamericano.

            E in buona misura ci sta anche dirlo!

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Non è antiamericano, è antiatlantista.
              Che, visto dall’altro lato dell’Atlantico, significa che non stravede per l’Europa.

              • Francesco scrive:

                appunto: l’atlantismo è maior pars dell’americanismo

                mica lo è l’isolazionismo o la bifolcheria

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                ma cosa dici?
                Tu non hai la più pallida idea di cosa sia l’America, per te è quella all’Alberto Sordi. Come per quasi tutti gli italiani d’altronde.

                L’America vera nasce e resta isolazionista. I comunisti come te, i culattoni borghesi delle coste, gli americani europeizzati, annacquati l’hanno resa internazionalista.

              • Francesco scrive:

                Insomma, mica è vero. Il dibattito tra isolazionisti e internazionalisti inizia con la nascita degli States.

    • Ros scrive:

      PinoMamet: “butto lì la provocazione:
      Italia 52esimo stato americano! Giorgia pensaci! 😉”

      Ci avevano già pensato ai tempi per la mia isoletta

      “Caro presidente Truman, vogliate accettare l’umile appello di un giovane che è molto lontano dall’America.

      Per tradurre in realtà il mio ideale mi unii ai membri del Movimento per l’Indipendenza siciliana.
      Il nostro sogno era di staccare la Sicilia dall’Italia e poi annetterla agli Stati Uniti”.

      Salvatore Giuliano

      https://ilsicilia.it/sicilia-quella-49esima-stella-americana-mancata/

      Magari Donald sta’ volta accetta l’offerta😀

  56. PinoMamet scrive:

    Rispondo qua sotto per comodità a Roberto su Musk e il presunto saluto nazista.

    Cioè, Robè, tu pensi davvero che possa tornare il nazismo degli anni Trenta? Con il passo dell’oca, le croci uncinate, il saluto Heil Hitler?
    Il fascismo col fez e l’orbace?

    Queste cose interessano a quattro sfigati, ormai da catalogare più tra gli appassionati di antiquariato/militaria che tra i membri attivi dell’agone politico.

    Musk fa parte dell’entourage di Trump.

    Sono quelli che vogliono “rendere l’America grande ancora”.

    Ci sei stato, negli USA!

    Il loro mito di riferimento, la loro Iliade, è la Seconda Guerra Mondiale. The Greater Generation.
    Qui in Italia, chi ha il nonno (bisnonno, ormai, per tanti) che ha fatto la guerra, beh, ha un nonno che è stato sfortunato e ha vissuto un periodo storico… interessante.
    In America, tuo nonno è un Eroe, con la maiuscola e tutto.
    Anche se guidava un camion in una base navale a San Diego e non ha visto un giapponese o un tedesco neanche col binocolo.

    C’è stato sì, un cambio di paradigma con Trump. Nel senso che sono tornati ancora di più all’immediato dopoguerra, agli anni Cinquanta

    Settimana scorsa vedo su Youtube una serie di cartoni animati “bannati” negli anni: propaganda americana contro l’Asse, con giapponesi (tutti) e dittatori italiani e tedeschi descritti con stereotipi razzisti e offensivi.

    L’avevo già visto anni fa, e i commenti erano “pensa che mio nonno ha fatto la guerra nel Pacifico e poi era diventato amico con un ex soldato giapponese” oppure “mio nonno ha fatto la guerra in Francia e stimava moltissimo i tedeschi”.

    Adesso vedo quello contro i giapponesi e (controlla pure) i commenti sono “mio nonno ha fatto la guerra nel Pacifico e ha continuato a odiare i giapponesi per tutta la vita, una volta volevo comprare una Toyota e per poco non mi disereda” oppure “non ci vedo niente di offensivo, a me questo cartone fa ridere e basta e poi i giapponesi se lo meritavano”.

    Anzi, li copiincollo:
    ” My father was a Combat Veteran with the US Army Air Force in the South Pacific Campaign on Guam, Tinian, Saipan and Iwo Jima. Dad was a Flightline Engineer and Mechanic on the Republic P-47 Thunderbolt. Dad was in the 20th US Army Air Force, 7th Army Air Corp, 414th Fighter/Bomber Group, 413th F/B Squadron.

    We lost him in 2006 at 88yo. He hated the Japanese until the day he died. ”

    ” This came out at the same time as Bataan, Wake Island, They Were Expendable, etc., when Japan and all Japanese people were hated in the US.’
    By the way, my wife’s entire family spent the war years in Japanese concentration camps in the Dutch East Indies. No love lost there.”

    ” This was produced to aid in the war effort when the Allies were at war with Japan. Perfectly justified, in my opinion. Thank you for sharing this with us in 2025.”

    ” If anyone has a problem with this video ask the soldiers who gave they lives and those who risked their lives and let’s see what the say.”

    ” They attacked everybody, including us.
    We were at war with them.
    I’m laughing at this.
    I’m not sorry.”

    ” My father lost his two brothers in WW2, and he enlisted at the end of the war. He was not ever buying or renting a Toyota, nor, did he want me to drive a foreign car to his house in 2010. I literally, had to cancel a car rental, since they wanted to substitute a Toyota for a Ford.”

    https://www.youtube.com/watch?v=zxEr3bbazlM

    E a questo pubblico Musk farebbe il saluto nazista??

    • roberto scrive:

      pino

      “Cioè, Robè, tu pensi davvero che possa tornare il nazismo degli anni Trenta?”

      ovviamente la storia non si ripete mai identica e non credo che chi nel 2025 sia neonazista o neofascista sia identico a chi era nazista o fascista negli anni 30

      per il resto credo che
      – elon musk abbia delle chiare simpatie per i neonazisti (e il supporto alla Afd mi sembra inequivocabile)
      – negli usa ci sono una marea di persone con simpatie che non esito a defiire neonaziste (suprematisti bianchi per usare un’altra etichetta…ne parlavano scherzosamente già i blues brothers 40 anni fa) e si, quella gente vota senza nessun dubbio trump, si sente da lui rappresentata e a questo punto diciamo che stanno alla casa bianca. a quel pubblico si rivolge elon musk
      – sai meglio di me che il mito della seconda guerra mondiale riguarda solo una parte degli americani, quelli che si sentono in qualche modo rappresentati dalle istituzioni…non certo il tizio con la pelle di bisonte che attacca il campidoglio

      • PinoMamet scrive:

        Sull’ultima parte dissento.
        Secondo me il tipo con la pelle di bisonte si sente il più americano di tutti.

        Mentre i nazisti dell’Illinois credo siano davvero da contare sulla punta delle dita…

        • roberto scrive:

          pino

          “Secondo me il tipo con la pelle di bisonte si sente il più americano di tutti.”

          certo che si sente americano! ma appunto per lui l’america non è l’esercito, la seconda guerra mondiale, le tasse, i parchi nazionali….per il bisonte l’america è lui con il suo fucile e la sua casa

          • Peucezio scrive:

            D’accordo, e che gl’importa del nazismo?

            Per rifiutare uno statalismo locale gente così individualista e comunitarista, refrattaria a ogni statualità e imposizione dall’alto, dovrebbe abbracciare uno statalismo straniero di quasi un secolo fa, molto più accentratore, socialisteggiante e autoritario?

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “ovviamente la storia non si ripete mai identica e non credo che chi nel 2025 sia neonazista o neofascista sia identico a chi era nazista o fascista negli anni 30”

        Ma il punto è un altro.
        E cioè che non sono i simboli e neanche i nomi a fare la sostanza delle cose.
        Se non in un pensiero magico-feticista.
        Anzi, di solito simboli e nomi servono a occultare la sostanza, a darle una veste migiore, a mistificare.

    • PinoMamet scrive:

      Scusami, Greatest Generation, superlativo non comparativo 😉

      (il termine non me lo sono inventato: lo avrò letto decine di volte quando frequentavo il forum sull’abbigliamento vintage, fondato da statunitensi e frequentato al 90% da statunitensi, al 9% da persone di cultura inglese o sufficientemente anglosassonabili 😉 da piacere agli americani…

      scopro in effetti che lo avrebbe inventato, in effetti, proprio un geneale americano:
      https://en.wikipedia.org/wiki/Greatest_Generation )

      • MOI scrive:

        Noi Gen X siamo un’ altra “silent” … siamo più presenti nel mondo reale che on-line; per i Boomer e Millennials siamo troppo a ridosso, prima o dopo che sia. I primi di noi sono Boomer più giovani, gli ultimi di noi sono Millennials più vecchi.

        • MOI scrive:

          I Boomer hanno identità generazionale reattiva perché sono i più bersagliati … Millennials e
          Gen Z hanno in comune a livello identitario di esitere prima generazionalmente e poi individualmente.

          Noi Gen X ci autopercepiamo a livello generazionale unicamente per ripeterci a disco (va’ a spiegare cos’ è un disco ai Gen Z …) rotto la litania che gli Anni 1980s sono stati l’ Età rell’ Oro… soprattutto per l’ intrattenimento !

      • MOI scrive:

        Nei confronti della vita vera nel mondo reale, i Boomer hanno un atteggiamento scanzonato , noi Gen X malinconico, i Millennial aggressivo passivo, i Gen Z fobico !

  57. MOI scrive:

    Elone Muschio fa il Saluto
    Romano ?!

    😱😳

  58. MOI scrive:

    https://www.bbc.com/news/articles/cy48v1x4dv4o

    Musk responds to backlash over gesture at Trump rally

    Elon Musk draws scrutiny over arm gesture at post-inauguration rally

  59. MOI scrive:

    Però abbiamo visto che un certo uso della Romanità Imperiale a livello simbolico … precede il Fascismo Italiano.

    Tipo i Fasci Littorii ai lati della iconica statua seduta di Abraham Lincoln

  60. habsburgicus scrive:

    rendo atto a Trump che finora sta mantenendo quanto ha promesso (sapete, abituati all’Italia 😀 😀 :D) e anche in modo veloce…molti decreti promessi sono già strati firmati altri lo saranno….per il momento non ci sono stati (grandi) dietrofront (anche qui notiamo la differenza con l’Italia 😀 😀 :D)…..Trump potrà anche sbagliare tutto e portarci in un disastro (sono meno ottimista di Peucezio :D), ma per il momento si sta comportando da Uomo..cosa che in Italia, fra i politici, non avviene da secoli, in Europa da decenni

    • Francesco scrive:

      sì ma quanti di questi ordini esecutivi (giusto?) sono pure esibizioni? quello sui figli degli immigrati illegali è in contrasto con la Costituzione e quindi è carta straccia.

      molto spesso il Donald mi sembra un venditore di elisir miracolosi in un paesotto di bifolchi, pronti a farsi fregare

  61. habsburgicus scrive:

    e, forse è wishful thinking lo riconosco :D, non mi stupirei che, dopo aver offerto mari e monti a Putin per farla finita una buona volta, possa-in caso di rifiuto arrogante (e poco saggio) da parte di un Putin senza freni-mutarsi repentinamente nel più grande antiputiniano..appunto perché Trump è un “americano vero” con tutti i difetti (ma anche le qualità) di una Nazione abituata a “trattare” (dall’alto) con Toro Seduto e i messicani :D, e non immemore -ancorché in declinazione calvinista (senza Calvino non si può capire l’America !)- del virgiliano “parcere subiectis et debellare superbos”..e un Putin derubricato a “superbus” troverebbe in Trump un nemico spietato e irreconciliabile, molto più di Biden che faceva tante parole..e fatti pochi….vedremo

  62. Peucezio scrive:

    Ho buttato un occhio ai siti dei principali giornali americani. Non ho letto i titoli, perché tanto non ci capirei un cazzo, ma ho guardato le foto e non ho trovato da nessuna parte quella di Musk col braccio teso, che campeggia su tutti quelli italiani.

    Il che mi conferma nella mia impressione del desolante provincialismo del giornalismo e del dibattito pubblico italiano.
    Negli USA il fascismo non c’è stato, non c’è la legge Mancino né nulla di tutto ciò.
    Capace che manco sanno che cazzo è il saluto romano.
    Ma noi non riusciamo a fare a meno di guardarci l’imbelico e di leggere le loro vicende coi nostri occhiali del cavolo.

    • PinoMamet scrive:

      Beh per sapere lo sanno.

      (In realtà confondono il saluto nazista e quello fascista… proprio come noi)

      Ma probabilmente il braccio di Musk li interessa meno di altre cose.

      I tiggí italiani, che vanno presi con molle di mezzo metro, dicono che il braccio di Musk avrebbe suscitato perplessità in Israele, ma che l’organizzazione americana sionista Anti Defamation League lo avrebbe definito un saluto di cattivo gusto ma non nazista.

      • Peucezio scrive:

        Pino,
        “Beh per sapere lo sanno.”

        Certo, le persone istruite senz’altro.
        Ma da noi lo sanno anche gli ignoranti. Lì chi lo sa, magari no.

      • PinoMamet scrive:

        Ma dai, lo si vede in un milione di film! Va bene ignoranti ma insomma…

        • Francesco scrive:

          Secondo me, per una volta ha ragione Peucezio. I film “classici” sulla IIGM illustrano la cosa ma ormai chi li guarda più?

          E, soprattutto, che fascino può avere una coppia di sfigati europei del secolo scorso per dei moderni megalomani tecno-ottimisti? non credo che trovino ispirazione in AH e BM come fanno i cosplayer europei.

          Credo che siano pessimi ma in altro modo.

          No, questa storia del saluto romano di Elon va letta come “sinistra europea chiusa nella sua torre d’avorio e che non capisce un cazzo”. Neppure quando si trova davanti al Male assoluto di oggi riesce a uscire da schemi vecchissimi.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            A questo giro d’accordissimo con te.

            È pazzesca la potenza della forza d’inerzia.
            Gli italiani giudicano la vittoria di Trump secondo gli schemi di una sezione del PCI di periferia degli anni 70.

            Un conto è Cerasa, il Foglio, la Bonino, anche Parenzo nella sua intelligenza da primate inferiore, che però rappresentano un antitrumpismo moderno: l’establishment elitarista contemporaneo ha perso, a loro piaceva e si sentono di fottere.

            Ma le altre reazioni che leggo in giro veramente fanno capire che la gente vede passare il tempo e non se ne accorge.

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Va bene ignoranti ma insomma…”

          Non sottovalutare gli americani.
          Fanno le cose in grande in tutto, ignoranza compresa! 🙂

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Capace che manco sanno che cazzo è il saluto romano.
      Ma noi non riusciamo a fare a meno di guardarci l’imbelico e di leggere le loro vicende coi nostri occhiali del cavolo.”

      C’è poi il culto maniacale del Simbolo Identitario.

      Il problema di Musk è che sta investendo miliardi nell’abolizione della specie umana, trasformandola in un “ibrido uomo-macchina”.

      Credo che un’eventuale possibile simpatia storica per regimi europei sconfitti ottant’anni fa sia una sciocchezza a confronto.

      • Miguel Martinez scrive:

        https://www.cnbc.com/2017/02/13/elon-musk-humans-merge-machines-cyborg-artificial-intelligence-robots.html
        Salta la navigazione
        Elon Musk: gli esseri umani devono fondersi con le macchine o diventare irrilevanti nell’era dell’IA
        Elon Musk dice che gli esseri umani devono fondersi con le macchine o diventare irrilevanti nell’era dell’IA
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        Il miliardario Elon Musk è noto per le sue idee futuristiche e il suo ultimo suggerimento potrebbe salvarci dall’essere irrilevanti nell’era dell’intelligenza artificiale (AI).

        L’amministratore delegato di Tesla e SpaceX ha dichiarato lunedì che gli esseri umani devono fondersi con le macchine per diventare una sorta di cyborg.

        “Col tempo penso che probabilmente assisteremo a una fusione più stretta tra l’intelligenza biologica e quella digitale”, ha detto Musk a un pubblico del World Government Summit di Dubai, dove ha anche lanciato Tesla negli Emirati Arabi Uniti (EAU).

        “Si tratta soprattutto della larghezza di banda, della velocità di connessione tra il vostro cervello e la versione digitale di voi stessi, in particolare l’output”.
        I robot prenderanno il vostro posto di lavoro, ma non così velocemente come pensate
        guarda ora

        Musk ha spiegato cosa intendeva dicendo che i computer possono comunicare a “un trilione di bit al secondo”, mentre gli esseri umani, il cui principale metodo di comunicazione è la digitazione con le dita tramite un dispositivo mobile, possono fare circa 10 bit al secondo.

        In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale minaccia di diffondersi, gli esseri umani sarebbero inutili, quindi è necessario fondersi con le macchine, secondo Musk.

        “Un’interfaccia ad alta larghezza di banda con il cervello sarà qualcosa che aiuterà a raggiungere una simbiosi tra l’uomo e la macchina”.

        • Corpo umano scrive:

          È che la finanza si alimenta di sogni tecno-futuristici.
          La super-intelligenza fa al caso
          Adesso però con Trump i soldi dovrebbero andare alla manifattura.
          Roba sporca, acciaierie, raffinerie, inquinamento.
          Ma Trump…..un diverso venditore di sogni.
          Kelebekiano, tieni da conto il pallottoliere e la vecchia bicicletta arrugginita, non si sa mai….
          (Salvo cambiare le frasi, ripeto sempre le stesse cose. E magari un giorno capita che i sogni impossibili si avverano. Sogni o forse incubi. Incubi, direi).
          Kelebekiano
          Non finanziare gli incubi.

  63. Miguel Martinez scrive:

    Se Trump invade Panama, siamo pronti a chiudere con il gas statunitense?

    Mi sembra il minimo…

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      No: noi siamo anti-Trump, non anti-USA. Il che significa che, dopo le elezioni, pure se gli USA si saranno presi e tenuti Panama e Groenlandia, noi saremo fedeli all’amicizia transatlantica, perché il problema era la persona di Trump.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius Tarvisii

        “anti-Trump”

        OAMT!

        E’ come coi cagnolini abbandonati in autostrada dai padroni che vanno in vacanza: restano lì dove sono stati lasciati ad aspettare che il padrone ritorni.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          Vedi che ho ragione? per descrivere il rapporto tra USA e alleati come quello tra padrone e cagnolino occorre essere dei pervertiti (o almeno indossare occhiali con lenti molto spesse e molto sbagliate).

          Però è esattamente l’idea di Trump, per cui tra un pò avremo ragione entrambi!

          Ciao

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Per carità, perversione… diciamo che i filoamericani o atlantisti o euroatlantisti o ursulini che dir si voglia hanno provano un particolare gusto per il ruolo passivo nei rapporti anali. Non userei il termine bacchettone di “perversione”.

            • Francesco scrive:

              Oh, ma il mio era un giudizio sulla capacità logica, non sulle abitudini private.

              Se uno è scemo e si fa da solo il Ministero della Verità di Orwell, negando la realtà ogni minuto, mica lo critico per i gusti sessuali.

              E’ ben altro il problema!

              PS siamo diventati stucchevoli da un bel pezzo. Invoco un criterio di verità e un giudice!

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius Tarvisii

        “Trump”

        Se otto anni fa Trump avesse messo altri dazi sull’importazione di manufatti UE la UE poteva rispondere con altrettanti dazi sull’importazione di manufatti USA.

        Se succede adesso è un attimo per Washington tagliarci il gas, grazie all’attore NATO che controlla i rubinetti a Kiev e alle altre sanzioni cretine.

        Al che si capisce perché i cagnolini continuano ad abbaiare “c’è un aggredito e c’è un aggressore!”.

        Se no che cagnolini sarebbero?

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          ERRATA CORRIGE
          ‘poteva rispondere’ -> ‘avrebbe potuto rispondere’

        • Francesco scrive:

          ehm, hai appena messo in relazione due fatti completamente privi di relazione. complimenti.

          anche se adesso compriamo il gas liquefatto dagli USA, 2+2 fa sempre 4, il sole sorge a Oriente, la Juventus ruba e c’è un aggressore e un aggredito nella guerra in Ucraina.

          la verità esiste, non è una baldracca al servizio della causa.

          Saluti

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “2 più 2”

            Esatto!

            Così come è esatto direi che ieri pagavamo mille metri cubi di gas naturale centocinquanta, oggi li paghiamo cinquecento.

            Col risultato che la Turchia (che le sanzioni cretine non le applica) adesso produce più acciaio della Germania, e che in Italia siamo al ventiduesimo mese consecutivi di calo della produzione industriale.

            In più, se vogliamo aumentare dal 2% nominale al 5% effettivo del PIL la spesa in armamenti con le acciaierie in mano alla Mittal, la Piaggio Aerospace (s)svenduta ai Turchi e la Oto Melara mezzo Tedesca, in un mondo dove delle prime sei aziende produttrici di armi cinque sono Statunitensi ci dobbiamo indebitate con Washington per decenni.

            Se gli sciuscià che ci governano in Italia e in Europa avessero davvero fatto 2+2, come dici tu, avrebbero aiutato Putin a stappare i tubi dalla Russia intasati dall’attore a busta paga degli oligarchi amichetti di Biden. Altro che vezzeggiare dei golpisti; come si dice a Genova, ci perdiamo dal marcio e dalla muffa.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              1) se si parla di QUOTE, non ha senso la distinzione tra nominale ed effettivo

              2) POST HOC non implica PROPTER HOC. ergo, quel “risultato” è nella tua testa come tutto il processo economico.

              3) i soldi non sono la misura di tutte le cose. altrimenti tutti quelli che hanno combattuto Hitler e Stalin invece di farci affare sono stati dei gran coglioni.

              4) gli USA ci comprano parecchie volte più roba che la Russia, in ogni caso

              5) perchè ti vergogni di essere un infame e continui con le bugie più screditate possibili? sii onesto e sincero. Zelensky ti fa schifo perchè eletto democraticamente,

              Ciao!

      • roberto scrive:

        Quando i Marines inizieranno l’operazione speciale per denazificare la Groenlandia ci penseremo

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Pensavo dovessimo mandare Javelin e Stinger per tutto il decennio precedente, in preparazione…

          • Francesco scrive:

            non ricordo una penisola di Crimea e una guerra civile fomentate in Groenlandia dagli USA, però

            nel decennio scorso, più che prepararsi si è trattato di correre ai ripari in colpevole ritardo e con assurda lentezza

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “fomentati”

              Se non trovavano terreno fertile nella ribellione contro i golpisti con le svastiche, gli “omini verdi” di Putin facevano la fine dei trecento ‘giovani e forti’ di Pisacane. Se questi fosse sbarcato nella Sicilia ribelle contro Napoli, piuttosto che a Sapri, magari avrebbe avuto più chance, come Garibaldi un decennio dopo.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ehm, dai, Andrea, questa è grossa anche per te!

                Sostenere che ci sia mai stata una “ribellione” contro i nazisti ucraini è veramente ridicolo!

                Con i mezzi di Putin è stato assai facile montare a neve il secessionismo del Donbass e la debolezza delle forze armate ucraine ha fatto il resto.

                Ma le paturnie sui neonazisti esistono solo nella testa dei vecchia arnesi comunisti occidentali come te.

                Ciao!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Io vedo una massiccia penetrazione di influenza su modello georgiano, con tanto di parenti del presidente eletto che vanno a distribuire i cappellini MAGA che vengono accolti con gioia.

              Cosa c’entri la Crimea con un paese dove nemmeno uno statunitense abita non lo so.

              • Francesco scrive:

                Quindi per te il fascino del modello USA è la stessa cosa dell’infiltrazione di soldati e dell’acquisto di politici praticato da Putin in Ucraina?

                Anzi peggio perchè i capellini MAGA fanno schifo.

        • Peucezio scrive:

          Quindi la retorica antinazista paranoica della sinistra italiana che vede in un gesto di Musk, un sudafricano asperger multimilardario ultraliberista e libertario un gesto nazista va bene, invece quella contro dei nazisti veri, dichiarati, col fucile in mano, che si richiamano esplicitamente a un capo nazista della II G.M. è sbagliata.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “retorica”

            Esattamente.

            Il punto è che gli sciuscià nostrani (non me ne vogliano i lustrascarpe Partenopei, utilissimi epigoni di una splendida tradizione di lavoro manuale, se in mancanza di meglio uso il nome della loro categoria per definire i nostri volenterosi e tafazziani carnefici di Washington e Tel
            Aviv) vanno talmente d”accordi con Trump da condividere in tutto e per tutto il cardine del suo programma: fare gli interessi degli USA innanzitutto.

            Mica i nostri, di interessi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Esattamente: visto quello i russi stanno facendo agli ucraini da oltre 20 anni, scandalizzarsi perchè la Resistenza locale si rifa anche a chi, per un breve lasso di tempo, li scacciò, mi pare da maestrina dalla penna rossa.

            Se facevano così schifo i banderiani a difendere il confine da Putin, potevamo mandarci i nostri soldati “democratici DOC” col bollino.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “Russi stanno facendo agli ucraini”

              Signore e signori, ecco a voi uno splendido esempio di riscrittura della Storia!

              Bispensiero atlantista distillato, puro made in Oceania!

              😄😄

              Ciao!

              • Francesco scrive:

                Eppure pure a te è sfuggito che il caro Putin ha mandato i suoi a creare la guerra civile, oltre a controllare vari politici ucraini compiacenti.

                Direi che sei un caso da manuale di stop pensiero, della capacità eccezionale di NON fare 2+2 quando contrasta coi pregiudizi di partenza.

                Sono certo che se l’Austria, al giorno d’oggi, facesse quello che ha fatto Putin, il Tirolo ribollirebbe di bombe e violenza in pochi anni.

            • Peucezio scrive:

              Francesco,
              “Esattamente: visto quello i russi stanno facendo agli ucraini da oltre 20 anni, scandalizzarsi perchè la Resistenza locale si rifa anche a chi, per un breve lasso di tempo, li scacciò, mi pare da maestrina dalla penna rossa.”

              Ah, ma guarda, il problema non è mio, io lo sai da che parte sto.
              Il problema è di chi da ottant’anni ha costruito la sua legittimazione sulla retorica antinazista.
              Te compreso.
              Mettetevi d’accordo con voi stessi.

              • Francesco scrive:

                Io da tempo sono passato alla retorica anti-totalitaria e sono molto in pace.

                Anche se sospetto di essere su una nave che affonda so che è la nave giusta.

                Ciao!

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Roberto

          “penseremo”

          Capisco che i Danesi possano esserti antipatici, ma di qui ad accusarli di avere bombardato civili Eschimesi per otto anni ce ne corre!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • roberto scrive:

            no, non li bombardano, si limitano a rapirne i bambini per puro razzismo

            https://www.theguardian.com/world/2024/nov/25/danish-parenting-tests-baby-removed-from-greenlandic-mother

            dai, una piccola operazione speciale mi sembra largamente, giustificabile no?
            poi ci sono sicuramente delle ottime ragioni geopolitiche che non devo certo spiegarti per giustificare una operazione speciale in groenlandia

            • habsburgicus scrive:

              comunque il nuovo Re danese, S.M. Frederik X, ha quatto quatto cambiato lo stemma regio, enfatizzando la posizione della Groenlandia ed eliminando le ultime, arcaiche e obsolete, vestigia dell’Unione di Kalmar del 1397: le Tre Corone che araldicamente tstimoniavano la rivendicazione (formale) dei Re danesi nei confronti dela “ribelle” Svezia ove il trono fu “usurpato” da Gustaf I Vasa nel 1523
              il Sovrano forse ha voluto mandare un messaggio in codice a Trump, che la Groenlandia è importante per la Corona danese..
              il guaio è che Donald mica lo capirà 😀 o, qualora lo capisca, non potrà fregargliene di meno 😀 😀 😀
              Trump è americano puro, non mi stancherò mai di ripeterlo, una figura a suo modo affascinante il cui studio renderebbe felici gli antropologi 😀 :S (e chi ha detto che bisogna solo studiare gli indigeni delle Triobriand come Nalinowski o i Nu’er del Sudan come Pritchett ? :D) e capisce solo la forza da amjericano vero…se mai la Danimarca avesse le armi per intimorire gli USA, la Groenlandia resterà danese in saecula saeculorum..altrimenti Trump, SE veramente lo vorrà, se la papperà
              esattamente come i Sioux oggi dominerebbero ancora le praterie se fossero stati più forti dei bianchi..non fu così
              ecco Trump va capito paragonandolo a un generale yankee dell’Ottocento, chessò a un Winfield Scott che sconfisse il Messico nelo 1848 o prima ancor, dai progenitori :D, a un Drake..
              come Putin andrebbe capito paragonandolo a un capo mafia 😀
              e Kim a un Faraone della decadenza (XXIII dinastia ? XXIV ? dai, diamo i numeri :D)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “Trump è americano puro, non mi stancherò mai di ripeterlo, una figura a suo modo affascinante il cui studio renderebbe felici gli antropologi 😀 :S (e chi ha detto che bisogna solo studiare gli indigeni delle Triobriand come Nalinowski o i Nu’er del Sudan come Pritchett ? :D) e capisce solo la forza da amjericano vero”

                Mi viene la tentazione di censurare questo tuo commento perché era più o meno il post che volevo scrivere, solo che sei stato molto più breve, chiaro e divertente!

                Sei un grande!

              • habsburgicus scrive:

                grazie !

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Roberto

              “razzismo”

              Lo facevano pure i Canadesi coi gigli dei Pellerossa.

              È per quello che Trump vuole il Canada?

              Poi, per carità, rapire bambini è orribile.

              Bombardarli però direi che è un tantino peggio.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Viale_degli_angeli

              E chi li ha fatti bombardare non è stato accolto come un eroe in Groenlandia, ma in Canada.

              https://www.repubblica.it/esteri/2023/09/25/news/canada_nazista_ucraino_parlamento_zelensky-415739829/

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                Errata corrige:
                gigli->figli

              • roberto scrive:

                Andrea

                « È per quello che Trump vuole il Canada?« 

                Non saprei, sei tu quello bravo a trovare le giustificazioni alle operazioni speciali

          • Francesco scrive:

            Piccola notazione inutile, per disinteressato amore di verità: NON ci sono stati otto anni di bombardamenti in Donbass.

            PS ho già fatto un appello a un arbitro imparziale, ormai di ripetere le stesse cose sono anche stufo. Ci sarà un criterio di verità o ha ragione Goebbels?

    • Francesco scrive:

      Come chiudere? io stavo preparando una petizione per chiedere di mandare la San Marco ad appoggiare i Marines!

      Dobbiamo opporci?

  64. Miguel Martinez scrive:

    iscrivo un’associazione sull’ “EU Funding & Tenders Portal”.

    Mi chiedono se l’associazione ha un Gender Equality Program.

    Dunque:

    1) nei progetti si cerca di arrivare al “50% di donne”

    2) ci deve essere un “gender balance”, che deduco significhi un numero pari di persone di ciascun genere.

    3) ci sono tre generi, “male, female and non-binary”.

    Secondo voi ci devono essere:

    a) il 50% maschi, 50% femmine, 50% nonbinari?

    b) il 33,3% maschi, il 33,3% femmine, il 33,3% nonbinari?

    c) il 50% donne, il 25% maschi e il 25% nonbinari?

    Il genere è “autocertificato”, per cui basta che mi spiegate qual è la combinazione giusta, che la combino.

    • roberto scrive:

      di che tipo di programma si tratta?
      e il progetto in che area?

      mi è capitato di recente di valutare offerte in una gara di appalto per studi legali (una percentuale, molto piccola in realtà, del voto finale dipendeva appunto dal gender equality plan). lì era questione di non discriminazione nelle assunzioni e nel modo di trattare le persone, chessò tutti quelli che fanno lo stesso lavoro guadagnano uguale, abbiamo un piano per conciliare vita di lavoro e vita professionale, non penalizziamo chi prende un congedo parentale e cose del genere. nulla di straordinario

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “di che tipo di programma si tratta?
        e il progetto in che area?”

        Credo che la domanda fosse rivolta a tutti gli enti che chiedono fondi europei.

        La mia non è nemmeno una critica – capisco che a volte si debba spingere un po’ per alzare il numero di donne in certi settori, anche se forse non in tutti: credo che nei mondi in cui mi muovo io, i tre quarti delle persone attive sono donne.

        Ma è divertente vedere come un equilibrio tra i sessi si intrecci con un altro: quello con persone di sesso fisicamente definito (o nasci maschio o femmina, come si sa gli “intersessuali” netti sono circa 1 su 2000 https://isna.org/faq/frequency/) ma che hanno la tendenza a non identificarsi con il ruolo di genere che la società si aspetta (vagamente) da loro. Tipo Miguel Martinez che non prova il minimo interesse per il calcio e ama i gatti.

        Il tutto annullato poi dal fatto che basta “autocertificarsi”.

        Il risultato è incomprensibile.

        • Miguel Martinez scrive:

          “Il risultato è incomprensibile.”

          Anche Trump ci è cascato: nel suo discorso di inaugurazione ha detto “there are only two genders, male and female”. Che è una balla – nel greco antico e in latino ce n’erano tre (mettendoci il neutro), nello Swahili ce ne sono 16.

          Sarebbe bastato che dicesse, “there are only two sexes” e nessuno avrebbe potuto dire nulla.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ martinez

            “sexes”

            Non è una balla. È un programma. Lui non ha bisogno di ripetere che ci sono due sessi in biologia: lui dice che non riconosce l’esistenza di un genere diverso da maschio e femmina nella cultura (dato che com’è noto in Inglese ‘gender’ e ‘sex’ fanno riferimento rispettivamente all’aspetto culturale e a quello biologico del sesso). Per uno che tiene ai voti omófobi è comprensibile.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “capisco che a volte si debba spingere un po’ per alzare il numero di donne in certi settori, ”

          Per come la vedo io non ha nessun senso.
          Si deve scegliere solo per il merito e l’adeguatezza al ruolo e il problema della selezione secondo il sesso va risolto a monte, in sede di formazione, ma anche di modelli educativi, sociali, culturali.

          Se poche donne studiano da ingegnere, non è che puoi far fare i ponti metà alle donne, anche se sono laureate in lettere.
          Devi chiederti come mai snobbano la facoltà di ingegneria. E il lavoro parte dall’infanzia, dai modelli sociali impliciti, mediatici, televisivi, telematici, ma anche sociali, famigliari, che alimentano un certo immaginario e anche certe forme di autopercezione distorta, di insicurezza, di complesso, che sono molto sottili.

          Per dire, io non credo che alle donne manchino facoltà di coordinazione, percezione, ecc. funzionali alla guida che hanno gli uomini.
          Eppure le donne alla guida sono mediamente più imbranate. E quelle che lo sono di meno di solito sono più sicure e decise in generale, anche negli altri aspetti della vita, quindi non si tratta di una minore capacità tecnica.

          • roberto scrive:

            Peucezio e Miguel

            « Si deve scegliere solo per il merito e l’adeguatezza al ruolo. »

            Pure io la vedo così, il che ovviamente implica che non è che non assumo donne solo perché sono donne

    • Moi scrive:

      b) il 33,3% maschi, il 33,3% femmine, il 33,3% nonbinari?

      ———————————

      Non male ! 😉

      In base alle percentuali di cosa “sentono di essere” , individuare (3 per 11=33)% persone …

      • Moi scrive:

        3 persone per ognuno degli 11 generi 🙂 intermedi … certo : matematicamente fra due generi intermedi intercorrono infiniti generi … come fra 3,4 e 3,5 😉

      • Francesco scrive:

        Ti fai consegnare da ogni persona TRE autocertificazioni, una per possibilità, e poi dai tu le carte a seconda di come conviene.

        Siamo in Italia, dopo tutto.

  65. Moi scrive:

    Sarebbe bastato che dicesse, “there are only two sexes” e nessuno avrebbe potuto dire nulla.

    MIGUEL

    ———————————–

    …. WHAAAT ?!?!

    Biology

    Sex Is a Spectrum: The Biological Limits of the Binary
    Agustín Fuentes
    Why human biology is far more expansive than the simple categories of female and male

    https://press.princeton.edu/books/hardcover/9780691249414/sex-is-a-spectrum?srsltid=AfmBOorEfWmh1KbPW4sJUqGpFgBfe5owwNWWaRse8qWb9CEGzX8flNTX

    Here’s Why Human Sex Is Not Binary

    Ova don’t make a woman, and sperm don’t make a man

    https://www.scientificamerican.com/article/heres-why-human-sex-is-not-binary/

  66. Moi scrive:

    Birthright citizenship and other Trump executive actions likely to face pushback from the courts
    Policies like seeking to end birthright citizenship and refusing to spend money allocated by Congress could end up at the Supreme Court.

    https://www.nbcnews.com/politics/donald-trump/birthright-citizenship-trump-executive-actions-pushback-courts-rcna188389

    PS

    Si noti la “Vescova Woke”

    https://www.laregione.ch/estero/estero/1811076/trump-budde-gay-migranti-vescova

    Sfidato in chiesa da una donna vescovo, Donald Trump contrattacca: Mariann Budde, che ha usato il pulpito della National Cathedral per implorarlo a usare “misericordia” verso gay e migranti

    • Moi scrive:

      Mi viene in mente grottescamente uno dei primi manifesti elettorali Leghisti , sui Nativi Americani … allora, primi 1990s, ancora chiamati “Pellerossa” senza tante circonlocuzioni :

      “Loro non hanno potuto mettere leggi sull’ immigrazione … ora sono in pochissimi e nelle riserve : AUGH !”

      [CIT. ]

    • Peucezio scrive:

      Moi,
      la cosa pazzesca è che si è pure risentito…

      Questi protestanti.
      Se una “vescova” mi avesse fatto un apputo di qualsiasi tipo avrei solo riso a crepapelle appena sentita la parola “vescova”.

      Vabbè, lì non sarà declinato, ma un vescovo donna è una tale ridicolaggine che come cazzo si fa a prenderla sul serio e rispondere pure piccati…

      • paniscus scrive:

        Un vescovo donna potrà legittimamente apparire come una ridicolaggine in ambito cattolico, perché il cattolicesimo non ammette preti e vescovi di sesso femminile… ma perché mai un cattolico si sente in diritto di decidere come dovrebbero pensarla ANCHE i seguaci di un’altra confessione cristiana, che invece lo consente?

        Allora, con lo stesso identico criterio, dovrebbe essere considerata una ridicolaggine anche un prete maschio ma sposato e con figli: consideri altrettanto ridicolo un pope ortodosso?

        • Peucezio scrive:

          Pan,
          se non ti fa ridere pazienza.

          • paniscus scrive:

            Puoi rispondere all’ultimo punto? Un prete ortodosso sposato e con figli ti fa ridere, solo perché non è previsto nel cattolicesimo?

            • Peucezio scrive:

              Cosa c’entra: nel cattolicesimo il celibato è stato introdotto dopo: siamo noi che abbiamo innovato e semmai facciamo ridere.
              E peraltro ti faccio notare che un prete cattolico di rito orientale può benissimo essere sposato con figli e ce ne sono tanti.

              La questione del celibato ecclesiastico è puramente disciplinare e potrebbe essere cambiata dalla Chiesa in qualsiasi momento, senza mettere in discussione nessun dogma o articolo dottrinale.

              L’incompatibilità dell’ordine sacerdotale ed episcopale col sesso femminile invece è sacramentale e dogmatica ab origine, quindi immodificabile se si resta nel cristianesimo.

              Ma dimenticavo che oggi puoi “sentirti” uomo: il sesso biologico è un retaggio patriarcale inventato da biechi scienziati e biologi razzisti e suprematisti bianchi (che non c’entra un cazzo ma fa brodo 😀 ).
              Però in quel caso devi usare la desinenza maschile!

              Ma se uno si sente Dio, È Dio? E ha diritto di essere riconosciuto come tale dalle varie chiese e confessioni nel mondo?

              (Sugli ultimi due punti scherzosi non mi rivolgevo a te, che so che sei la prima a prendere in giro questi eccessi)

              • paniscus scrive:

                “Ma dimenticavo che oggi puoi “sentirti” uomo: “—–

                Non mi risulta che la signora di cui si parlava (o altre donne che ricoprono il ruolo di pastore o vescovo nelle chiese protestanti) lo facciano perché “si sentono uomini”. Non penserai mica che siano tutte trans o aspiranti trans?!

                Lo fanno continuando a sentirsi donne, perché nella loro chiesa quel ruolo è consentito, e quindi non hanno nessun bisogno di “identificarsi come maschi” o di mascherarsi da maschi per poterlo fare.

              • Peucezio scrive:

                Pan,
                guarda che quella era una battuta e l’ho detto chiaramente.

      • Peucezio scrive:

        Comunque quello che non avevo capito è che lui era presente a quella ridicola rappresentazione.

        Cioè un vecchio presidente conservatore che va a una celebrazione di un gruppo ultraprogressista con la “vescova” che fa un pippone sui culattoni e le lesbiche (ci mancava solo che facesse l’apologia dell’incesto e della zooerastia clericale, chessò, il prete che copula con suo figlio, visto che hanno i figli, o con un cavallo) con tutte le chiese protestanti ultraconservatrici che ci saranno in America.
        Trump è proprio strano…

        • Francesco scrive:

          l’America è proprio strana, da questo punto di vista

          magari stava facendo il giro delle sette chiese per non scontentare nessuna denominazione!

  67. Moi scrive:

    https://www.youtube.com/watch?v=rNGVjmX0Huo

    Bishop Mariann Edgar Budde Directly Calls On Trump To Show Mercy, Speaks Of Fearful LGBTQ Youth

    • Peucezio scrive:

      Hanno il terrore che i “liberatori” di allora cambino banidera.
      E a quel punto finirebbero loro appesi a testa in giù.

  68. Peucezio scrive:

    “«Non cerco di fare male alla Russia, mi piace il popolo russo e ho sempre avuto una relazione molto buona con il presidente Putin. Non dobbiamo dimenticarci che la Russia ci ha aiutato durante la Seconda guerra mondiale», ha scritto Trump su Truth. «Patteggia ora e metti fine a questa ridicola guerra», ha aggiunto ancora Trump rivolgendosi a Putin. «Se non ci sarà un accordo a breve non avrò altra scelta se non imporre nuove tasse, dazi e sanzioni su tutto quello venduto dalla Russia e vari altri Paesi partecipanti negli Stati Uniti. Facciamola finita con questa guerra, che non sarebbe mai iniziata se fossi stato presidente. Lo possiamo fare in modo semplice o in modo difficile. È il momento di fare un accordo, non dovrebbero essere perse altre vite», ha concluso Trump.”

    Questo è interessante: nei titoli lo dicono come se stesse dando un violento ultimatum a Putin, ma se ci fate caso non ha detto nemmeno “rimpinzeremo di armi l’Ucraina”, ma “mmetteremo tasse, dazi e sanzioni su tutto quello venduto dalla Russia”, cioè non commerciamo più con voi, ma per il resto ci facciamo i cazzi nostri.

    • habsburgicus scrive:

      io spero che Putin lo ascolti..allora veramente inizierà, se non proprio l’età dell’oro, un’epoca grandiosa……un Putin magnanimo, che smentisse con i fatti i legittimi sospetti di tutti (in primis dei vicini), avrebbe qualche territorio in meno ma rafforzerebbe la posizione morale della Russia….e potrebbe iniziare a collaborare in modo proficuo con i wsuo alveo naturale (che è l’Europa intesa come Cultura Europea, non l’Africa !) con mutuo giovamento….
      temo però che vorrò tutto..e allora Trump suo malgrado dovrà cambiare politica

  69. Peucezio scrive:

    E dice anche “non avrò altra scelta”, come dire: “lo farò malvolentieri, mio malgrado”.

    • Francesco scrive:

      è la stessa cosa che dicono i mafiosi che chiedono il pizzo, però

      “non avrò altra scelta che violentarti le figlie e bruciarti il negozio, se insisti a essere irragionevolmente testardo”

      è anche la cosa che ha detto Putin prima di invadere l’Ucraina, ora che ci penso!

      :0

  70. Miguel Martinez scrive:

    Andrea Zhok scrive:

    Chiedo scusa in anticipo per lo sfogo, ma è francamente insopportabile sentire l’ennesima discussione compunta o scandalizzata sul braccio teso di Elon Musk.
    E’ francamente deprimente scoprire (riscoprire, per l’ennesima volta) che l’intellighentsia progressista (ma non solo) del paese è così totalmente incapace di analizzare la realtà per quello che è, di guardare la storia corrente per quello che è, senza proiettarvi sopra fantasmi artificiali.

    Cosa abbia inteso fare o dire Elon Musk con le sue scomposte gesticolazioni sul palco è un NON-PROBLEMA.
    Non perché si tratti di cercare scuse, giustificazioni o altro. Quand’anche Musk avesse, in perfetta lucidità, premeditatamente e senza alterazioni dovute a sostanze psicotrope, deciso di evocare un saluto romano con intenti nostalgici, questo è UN FALSO PROBLEMA.
    Davvero è sconsolante vedere la povertà categoriale di una grandissima parte dell'”intelligenza politica”, che per la millemillesima volta dimostra di entrare in allerta soltanto quando si utilizzano paroline di un secolo fa (“fascismo”, “nazismo”, “Shoah”, ecc.).

    Santo cielo, viviamo in un altro mondo, in un’altra epoca, con altri problemi, con presupposti sociali e materiali completamente incompatibili con quelli in cui sono emerse le dittature degli anni ’20 e ’30.

    Come è possibile che stiamo ancora qui a discutere con queste categorie cadaveriche?
    Non è possibile continuare a fingere di vivere come se fossimo all’indomani dell’invasione della Polonia, del bombardamento di Guernica o dei vagoni piombati per Auschwitz.

    La storia insegna molte cose, ma la più importante è che non si ripete mai.

    Musk è un personaggio preoccupante, ma non per le sceneggiate goliardiche, non per i presunti o reali saluti romani. Lo è perché – insieme a molti altri, da Zuckerberg a Soros a Bill Gates a Larry Fink, ecc. ecc. – rappresenta in maniera sfacciata la metamorfosi delle liberaldemocrazie in oligarchie a base economica.

    Il fatto che uno come Musk sia decisivo per la fornitura di sistemi bellici di avanguardia, decisivi in occasione di qualunque conflitto, questo dovrebbe suscitare terrore.

    Il fatto che il sistema occidentale dei media e social media – e con ciò l’accesso a ciò che conta come “verità pubblica” – siano nelle mani di una manciata di questi personaggi, questo dovrebbe suscitare angoscia.

    Il fatto che a definire le sorti delle nostre sedicente e moribonde democrazie siano le esigenze di corporations belliche, energetiche, farmaceutiche, o più generalmente le esigenze della finanza, questa è la tragedia a cielo aperto in cui viviamo.

    Il fatto che la politica europea sia un gioco di lobby autoreferenziali assolutamente impermeabili agli interessi del popolo, questo è il dramma.

    Ma niente di tutto questo muove mai davvero lo sdegno degli analisti ufficiali, di uomini e donne di governo, degli intellettuali “progressisti” e di quelli “conservatori”.
    Si continua a giocare in perfetta cattiva coscienza il gioco di contrapposizioni novecentesche defunte.
    Si agita l’antifascismo e intanto fioriscono i più sfacciati autoritarismi neoliberali; si agita l’anticomunismo e intanto prosperano le forme peggiori di scientismo economicista; si commemora il genocidio commesso dai nazisti, e intanto sbocciano genocidi in mondovisione nel silenzio più assordante.

    Si parla e pensa d’altro, continuamente, pervicacemente, per impedire anche solo per un minuto, alle persone di “uscire dalla matrice”, di capire quali sono le vere minacce, di scorgere quali sono i veri nemici.

    La costruzione sistematica della menzogna attraverso la distrazione, della falsità attraverso la dissimulazione, questo è il vero gioco del potere contemporaneo.
    Chi, avendo i mezzi intellettuali per capirlo, non vi si sottrae, è complice.

    Ecco, adesso potete continuare a giocare con le scartine che vi hanno messo in mano, discettando se e quanto Musk sia il nuovo volto del pericolo fascista.

    • roberto scrive:

      miguel e tutti (compreso Zhok)

      provo a far notare una cosa. qui, per quanto ci piaccia credere di essere vicini all’operaio o al barista, siamo tutti un filino più intellettuali della media, ed ecco che spacchiamo il capello in quattro su questioni quali “esistono destra e sinistra”, “ha senso oggi parlare di nazismo per uno che non vuole invadere la polonia” “esistono i fascisti come categoria del pensiero dopo in 1933” e soprattutto “ben altri sono i problemi!”…

      ma non è che invece banalmente Musk parla ad un pubblico totalmente diverso da noi? ad un pubblico che non si fa queste domande? lui saluta a braccio teso per parlare ad una certa parte di mondo che associa quel gesto ad una certa visione del mondo…e pazienza se il gesto non è filologicamente perfetto e se non è accompagnato dalle parole “Sieg Heil”…il suo pubblico, i suoi simpatizzanti, lo riconosceranno

      • PinoMamet scrive:

        Secondo me no.
        Che ti devo dire?

      • PinoMamet scrive:

        Se vuoi mi spiego meglio.

        Non credo che il pubblico di Elon Musk siano i neonazisti, non credo che Elon Musk abbia voglia, bisogno o desiderio di mandare segnali ai neonazisti, non credo che a Elon Musk piaccia essere o essere identificato con il nazismo.

        Semmai crederà di essere Capitan America.

        Poi Elon Musk è chiaramente di destra e sostiene i partiti di destra e trovo che sia stronzo e pericoloso.
        Ma non nazista.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        Zhok non pone il problema delle intenzioni di Musk, ma pone un problema di gerarchie di rilevanza.

        Il problema sono i simboli e i feticci di gente rimasta fossilizzata a 80 anni fa e che ha l’ossesione di regimi sconfitti e annientati già allora o il problema dell’influenza del tecnocapitalismo mondiale nei prossimi decenni, con le sue ricadute economiche, sociali, antropologiche?

        Di fronte a ciò che si prepara, veri salti di civiltà (l’uomo su marte l’IA, la concentrazione di una quantità immensa di potere e controllo tecnologico in poche mani), qualunque cosa se ne pensi, la discussione su un presunto saluto romano sfiora il grottesco, il teatro dell’assurdo: siamo veramente ai bizantini che discutono del sesso degli angeli coi turchi alle porte.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          ” siamo veramente ai bizantini che discutono del sesso degli angeli coi turchi alle porte.”

          Esatto.

          E ciò vale anche a destra, ovviamente, dove il problema sono solo i (discutibilissimi ma in fondo innocui) pronomi e altra roba simbolica.

          • Peucezio scrive:

            Certamente.

            Io credo che l’importanza dei pronomi e altre cazzate sia non per ciò che producono (cioè quasi nulla) ma per ciò di cui sono il prodotto, il sintomo: per il tipo di umanità e di trasformazione cognitiva ed emotiva cui sono connessi.

            Non credo siano fenomeni troppo effimeri, ma che, anzi, manifestino meccanismi e dinamiche profonde.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “ma non è che invece banalmente Musk parla ad un pubblico totalmente diverso da noi? ad un pubblico che non si fa queste domande? lui saluta a braccio teso per parlare ad una certa parte di mondo che associa quel gesto ad una certa visione del mondo…”

        In parte, direi di no: il nazismo è il male assoluto cinematografico e linguistico da novant’anni. Certo, esistono alcune persone che dicono, “ah sì, dire che i negri molestano le donne più dei bianchi è cattivo? Allora sono cattivo anch’io!”, altre che dicono “non se ne può più di questi che ti dicono nazista se non accetti che ci sono 87 generi, meglio essere chiamati nazisti che essere chiamati con il pronome zee”.

        Sono tante persone così, sicuramente. E che votano quando si arrabbiano, ma la loro importanza finisce lì, e si è già votato.

        Casomai, c’è una mimica maschile-violenta-spaccatutto, di gesti a scatto, che sicuramente collega il nazista degli anni Trenta al Musk di oggi. E che non ha nulla di intenzionale.

        • Miguel Martinez scrive:

          Comunque il punto di Zhok è un altro.

          Anche se Musk in segreto collezionasse cimeli della Seconda guerra mondiale, quello che dovrebbe sconvolgere è ciò che è adesso.

          Sempre che uno abbia (come me) problemi con la trasformazione dell’essere umano in un’appendice di una macchina.

          Ma anche se uno è favore, o anche semplicemente sostiene che sia inevitabile, credo che sia una questione talmente importante, da eclissare tutte le altre. Persino come la pensiamo sulla seconda guerra mondiale.

          • Miguel Martinez scrive:

            “Sempre che uno abbia (come me) problemi con la trasformazione dell’essere umano in un’appendice di una macchina. ”

            Un tipico esempio è Blondet, che gongola perché Trump ha ridotto a due il numero dei pronomi di terza persona e ti permette di guidare una vecchia utilitaria scassata; bene, gongola nello stesso giorno in cui Trump firma il decreto che permette l’estinzione della specie umana: ttps://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/23/stargate-trump-progetto-intelligenza-artificiale-musk/7848104/

            • Francesco scrive:

              Insomma, la Cina ha l’Alabarda Spaziale per dominare il resto del millennio e non solo lo annuncia a tutti, lo mette persino a disposizione aggratisse?

              Miguel, non ti viene qualche dubbio?

              Ciao!

              • Corpo umano scrive:

                https://www.amazon.es/El-futuro-Europa-decrecer-reindustrializaci%C3%B3n/dp/8423366413
                Kelebekiani
                Ci sono cose che si possono fare e altre proprio no, pure desideramdole con tutte le forze.
                L’IA è una di queste.
                Impatta contro tutti i limiti planetari compresi i propri limiti.
                Lo stesso corpo umano non sa che farsene di una IA impiantata nel cervello.
                Se la impianti Musk. Ma non è mica cosi scemo. Lui vuole solo riposizionarsi come miliardario.
                Tipo, prima prendeva i soldi da quelli e ora li prende da questi.
                Sempre vendendo fumo.
                Il libro di Turiel è necessariamente leggibile solo in lingua spagnola. Ma qui ci sono molti poliglotti.
                Vale oro.

              • Francesco scrive:

                Musk è già l’uomo più ricco del mondo però.

                Credo voglia passare al livello successivo.

                Iron Man? Dr. Manhattan? Superciuk? Dio?

              • Corpo umano scrive:

                Non invidio i super ricchi.
                Ma lo diceva già il Taoismo nel quattrocento avanti Cristo.
                Vivi nascosto.

              • Peucezio scrive:

                Corpo Umano,
                condivido.

                O, meglio, mi piacerebbe essere super-ricco, ma purché e in misura tale che non lo sappia nessuno.

          • Peucezio scrive:

            Miguel,
            “Ma anche se uno è favore, o anche semplicemente sostiene che sia inevitabile, credo che sia una questione talmente importante, da eclissare tutte le altre”.

            Esatto.
            Io mi considero un tecnoentusiasta (non acritico), ma riconosco che le vere questioni da discutere sono queste.

            Se il punto è capire come sarà il mondo fra venti o cinquant’anni, di Musk interessa questo.
            Se il punto sono i feticismi dei nostalgici rimasti a categorie di un secolo fa, di Musk interessa se mai abbia fatto un saluto fascista.

      • Francesco scrive:

        quelli che stanno a Fiuggi sì, sempre che guardino l’inaugurazione di Trump

        ma quelli che stanno in Kansas?

        per questo non credo che Musk sia pericoloso in quanto fascista. lo è in quanti ricchissimo psicopatico tecno-fanatico.

        Ciao

  71. roberto scrive:

    e così l’Italia lascia ineseguito un mandato di cattura della corte penale internazionale e lascia scappare in libia un tizio accusato di tortura, stupro, omicidio…

    la notizia farà molto piacere agli isolazionisti che vedranno uno schiaffo alle odiate organizzazioni internazionali, e ai geostrateghi che vedranno una astuta mossa politica per ottenere chissà quale vantaggio da qualche straccione…

    a me invece mette molta tristezza

    https://www.icc-cpi.int/news/situation-libya-icc-arrest-warrant-against-osama-elmasry-njeem-alleged-crimes-against-humanity

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Credo sia una delle cose che mi hanno lasciato più basito negli ultimi tempi. E sì che ce ne sono state diverse!

    • Peucezio scrive:

      La Libia peraltro non ha mai sottoscritto la CPI: per eterogenesi dei fini (il governo voleva solo rimandare a casa uno che gli ha fatto comodo per tenere lontani gli immigrati a forza di torture e uccisioni) abbiamo evitato un arbitrio, un rapimento di un cittadino straniero contro ogni principio giuridico.

      • Francesco scrive:

        Fosse così semplice, perchè il governo non riesce a difendersi e l’opposizione ci va a nozze?

        Non è che la giurisdizione della CPI è universale?

        chiedo, non è il mio campo!

        • roberto scrive:

          francesco

          “Non è che la giurisdizione della CPI è universale?”

          no, non è universale, vale solo per crimini commessi da cittadini di uno stato membro o sul territorio di uno stato membro, oppure ancora nei csi in cui il consiglio di sicurezza delle nazioni unite da un mandato alla corte.

          quest’ultimo è il caso della libia, c’è una risoluzione del consiglio di sicurezza che dice “a partire da tale data la corte è competente”

          • Peucezio scrive:

            E a che titolo?

            Fare parte dell’ONU (a proposito: la Libia post-Gheddafi ne fa parte?) ti vincola a priori e in modo retroattivo a soggiacere agli ordini di una corte che non hai riconosciuto?

            • habsburgicus scrive:

              a proposito: la Libia post-Gheddafi ne fa parte

              certo..ha semplicemente cambiato il nome della missione permanente in “Stato di Libia”

              • habsburgicus scrive:

                vedo fra l’altro che il sito ufficiale dell’ONU indica la Siria ancora con la bandiera ba’athista ! (idem “viaggiare sicuri” ma quello è spesso obsoleto e non aggiornato :D)

              • Peucezio scrive:

                Roberto (e chi altro sappia queste cose),
                ma se in un paese c’è un cambio di regime violento, l’ONU deve prenderne atto o rifiutarsi di riconoscerlo, considerando legittimo ed eventualmente in esilio il vecchio governo?
                C’è una regola in questo senso o si segue una prassi diversa caso per caso?
                Cioè l’ONU può ratificare lo statu quo e i rapporti do forza ipso facto?
                E se il vecchio regime continuasse (non è questo il caso) a controllare un piccolo recesso, una provincia marginale? Come ci si regola?

              • roberto scrive:

                peucezio

                “’ONU deve prenderne atto o rifiutarsi di riconoscerlo, considerando legittimo ed eventualmente in esilio il vecchio governo?”

                la pratica è abbastanza varia ma in sostanza quel che conta è che chi ha preso il potere lo possa esercitare effettivamente. in quel momento diventi uno stato

              • Peucezio scrive:

                Grazie dell’informazione.

                Viene da chiedersi perché allora si rifiuti di riconoscere Transnistria, Abcasia, ma direi anche Cossovo (absit, ma per coerenza logica…).

                Perché lì ci sono controparti di stati sovrani che rivendicano la sovranità su quei territori, d’accordo.

                Il punto quindi è che lo stato di fatto viene riconosciuto se la controparte è giuridicamente legittima ma senza nessun controllo su nessun territorio, mentre non viene riconosciuto se la contropoarte è uno stato con sovranità esercitata de facto, oltre che de jure.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                Sulle altre.m non saprei ma per il Kossovo è semplice: ci vuole l’accordo del consiglio di sicurezza ONU (non mi ricordo esattamente se è proposta o accordo, ma comunque ci vuole un via libera) e Russia e Cina non riconoscono il Kossovo

                Così hai questa situazione: è chiaramente uno stato ma è riconosciuto da un centinaio di stati e non dagli altri

              • roberto scrive:

                « È certamente uno stato » perché appunto il riconoscimento non ha un valore costitutivo ma solo diplomatico. Immagino che sia impossibile viaggiare in Russia con un passaporto kossovaro

              • Peucezio scrive:

                Già, è chiaro il meccanismo.

                A proposito di Cossovo.
                Mi chiedo, se a un certo punto davvero gli americani dovessero non dico disimpegnarsi, ma quantomeno ridimensionare fortemente la loro presenza in Europa e dovessero ritenere poco strategici i Balcani, il Cossovo che fine fa.

        • Peucezio scrive:

          Francesco,
          “Fosse così semplice, perchè il governo non riesce a difendersi e l’opposizione ci va a nozze?”

          Per il ridicolo gioco italiano delle fazioni, per cui se una formica caga, la Schlein dirà che è colpa della Meloni e viceversa.

          “Non è che la giurisdizione della CPI è universale? ”

          Certo. Anche la Repubblica di San Marino può stabilire che la sua giurisdizione è universale.
          Hai presente quella puntata dei Griffin in cui Peter diventa capo di uno stato sovrano coincidente con casa sua?
          Anche lui poteva spiccare mandati d’arresto e chiedere estradizioni.

          Ma il diritto internazionale si fonda su accordi, perché allora, se altri stati dell’ex Terzo Mondo istituissero una corte speculare, potrebbero incriminare cittadini occidentali, compresi giudici della CPI, ecc.: siamo nel regno dell’arbitrio assoluto.

          • Francesco scrive:

            A quanto pare si fonda sull’ONU, organizzazione di cui la Libia fa parte.

            Roma locuta?

            • Peucezio scrive:

              A proposito, speriamo che Trump alla fine decida di uscire anche dall’ONU.

              • Francesco scrive:

                Col crollo dell’ONU, al mondo resterebbe solo la prospettiva del tutti contro tutti.

                Per caso di cognome fai Rheinmetall?

                😉

              • Peucezio scrive:

                Eh sì, invece grazie all’ONU non ci sono state guerre in questi ottant’anni.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Eh sì, invece grazie all’ONU non ci sono state guerre in questi ottant’anni.”

                Credo che ci sia anche altro.

                Io vivo personalmente in una situazione di continua espansione, in cui ogni giorno vengono fuori idee nuove, progetti nuovi, luoghi nuovi da sottoporre a “rivoluzione conservatrice”.

                E per questo, c’è molta fiducia reciproca, rapporti belli tra le persone.

                Appena però una situazione ristagna, si rinchiude, nascono conflitti.

                Estendendo la mia esperienza… finché c’erano risorse, c’era espansione, c’era pace; quando finiscono le risorse, inizia il conflitto.

                Insomma, è la situazione che evoca quelli che Roberto chiama “pazzi furiosi”.

              • Francesco scrive:

                Credevo che tu sapessi leggere abbastanza bene da notare quel “solo”.

                Non chiudo la polizia perchè non risolve tutti i casi e a volte commette degli abusi, la miglioro.

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                sì, è un’interpretazione interessante, da considerare seriamente.

            • Peucezio scrive:

              Intanto hanno già fatto sanzioni contro la CDI (le ha fatte già Biden), che è già un’ottima cosa, anche se fatta per il motivo sbagliato (perché ha spiccato il mandato d’arresto contro Netanyahu).

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “mette molta tristezza”

      Anche a me, ma non mi nascondo che c’era da aspettarselo. La logica delle destre è sempre quella di negare la legittimità delle organizzazioni internazionali, che sia Israele che nega l’accesso al personale UNRWA o la Camera USA che vara sanzioni contro i giudici dell’Aja. Ci scandalizziamoc con la Corte del Lussemburgo che ci dice come scegliere i “paesi sicuri”, Crosetto va pure da Netanyahu…
      …e noi ci stupiamo che liberino il Libico? Avrà promesso di limitare gli sbarchi.

      Non è un’esclusiva Italiana, del resto. L’attacco USA all’Iraq e quello Russo all’Ucraina mica sono stati autorizzati dall’ONU.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        si, però finora le organizzazioni internazionali, con la parziale eccezione dell’ONU, sono state completamente asservite all’Occidente euro-americano, vedi Milosevič.
        Gli USA non le riconoscono solo per poterle usare contro altri e avere le mani libere.

        Il fatto che ora questa gente si sia convertita sulla via di Damasco (neanche tanto, se vanno a cagare il cazzo in Libia) non è che la assolve e la legittima di colpo.

    • habsburgicus scrive:

      @Roberto@tutti
      sapete come la penso….
      in generale, A MENO che siano lesi diretti interessi italiani (sì, è “egoismo” ma “sacro egoismo” per parafrase Salandra :D), io sarei prudente nell’arrestare ‘sti tipi ammanicati con regimi brutali in quanto ho sempre timore che poi possano fare rappresaglie contro italiani
      detto ciò, e al netto dalle questioni giuridiche di cui so nulla, riconosco anche che uno Stato con un minimo di serietà una volta decisa una lnea di condotta la mantiene
      insomma, ‘sto libico andava semmai espulso (lasciando la patata bollente ad altri) ma una volta deciso il suo arresto, andava tenuto in carcere..alla faccia del regime libico !
      così invece, come sempre, siamo cornuti e mazziati 😀
      ormai che l’Italia sia sensibile a ogni ricatto è noto al colto e all’inclita….i libici addirittura non ci avevano ancora ricattato expressis verbis (forse minacce in camera caritatis) dunque stavolta abbiamo pure agito preventivamente, “migliorando” noi stessi 😀 😀

      • roberto scrive:

        Habsb

        “dunque stavolta abbiamo pure agito preventivamente, “migliorando” noi stessi”

        immagino che sarai l’unico al quale non è sfuggito un dettaglio diplomatico: è tornato in libia con volo di stato italiano, non scortato su un volo di linea come qualsiasi espulso

  72. Miguel Martinez scrive:

    Non pretendo di sapere se i dati qui siano tutti giusti (ho molti dubbi sulla fonte da cui è stato tradotto), ma come non condividere l’incipit, a prescindere da chi ne è l’autore?

    https://giubberossenews.it/2025/01/23/la-bomba-cinese-deepseek-sconvolge-il-piano-di-trump-per-lintelligenza-artificiale-da-500-miliardi-di-dollari/

    “Il futuro dell’umanità si sta decidendo mentre parliamo. E non si sta decidendo su un campo di battaglia nell’Europa orientale, o in Medio Oriente o nello Stretto di Taiwan, ma nei data center e nelle strutture di ricerca dove gli esperti di tecnologia creano “l’infrastruttura fisica e virtuale per alimentare la prossima generazione di Intelligenza artificiale”.”

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “deepseek”

      Grazie per l’articolo!

      Mi permetto di sottoporre qui all’attenzione dei commentatori due notizie sulla Cina che fanno da eccellente contorno.

      Primo, fusione nucleare:un tokamak Cinese ha mantenuto un plasma a centottanta milioni di gradi (e fin qui nulla di nuovo) per sedici minuti, quando il record precedente, Europeo,era di 1 minuto. Parliamo di un paese che dieci anni fa i tokamak a momenti manco sapeva cosa fossero.

      Secondo: astronautica. Sulla loro stazione spaziale i Cinesi hanno realizzato la sintesi dell’etilene prodotto partendo da CO2, acqua e luce solare. È l’equivalente di una funzione clorofilliana artificiale. La CO2 è prodotta dagli astronauti respirando, l’acqua è presa dalle scorte di bordo (ma in futuro dal ghiaccio lunare) e l’etilene è un combustibile per razzi (lo usavano le V2). Una volta ottimizzata, l’invenzione può consentire di non doversi portare dietro enormi quantità di combustibile per ogni singola manovra nello spazio (né grandi quantità di filtri e/o di piante per eliminare la CO2 che si accumula durante la permanenza nello spazio).

      Ciao!

      • Francesco scrive:

        Mi paiono due buone notizie per l’umanità, no?

        PS perchè non portarsi le piante? occupano troppo spazio? e poi, ha senso pensare a un volo spaziale con combustili chimici, in ogni caso?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “piante”

          Più che lo spazio, a meno di non costruire dei veri e propri giardini in orbita (tipo quelli di “Silent running” (in Italiano “2002 la seconda odissea”) ci vogliono culture idroponiche che richiedono cure e alimentazione continua.

          “combustibili chimici”

          Se non è chimica, la propulsione o è nucleare da fissione (la fusione non c’è ancora) o è al plasma. Per la prima devi portare materiale fissile in orbita (tanto auguri); la seconda funziona con satelliti piccoli (sotto il Kg).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          Ciao!

  73. Peucezio scrive:

    https://www.virgilio.it/italia/benevento/notizielocali/migranti_magi_vicenda_almasri_scandalosa_opposizioni_esigono_risposta_governo_-74614687.html

    I garantisti di stocazzo.
    Pensare che una volta i radicali le persone le tiravano fuori dal carcere, non ce le mandavano.

    Questo è come quando Amnesty International si espresse a favore dell’arresto di Pinochet in spregio a ogni diritto internazionale e all’immunità diplomatica, quindi in spregio ai diritti umani, che prevedono che a ognuno siano garantite le appropriate garanzie giuridiche, ecc.

    • roberto scrive:

      peucezio

      perché ritieni che la corte penale internazionale non garantisca le appropriate garanzie giuridiche, eccetera?

      non è il mio campo, ma mi sembra che sia praticamente l’unica critica che non è mai stata fatta alla corte…

      • Peucezio scrive:

        Ah, no, ma certo, non so nulla in merito e non eccepisco in questo senso.
        Il punto è che un garantista non è uno che si preoccupa di mandare in galera la gente neanche quando è giusto (non è il suo compito), ma di non farcela finire quando ci siano dubbi di qualunque genere. In questo caso il tema non sono le garanzie offerte dalla CDI, ma la legittimità in sé di estradizioni di questo tipo, che tu e altri riterrete sussista, ma non è scontata. In ogni caso il tizio è stato rimpatriato per un cavillo, quindi al massimo c’è stato ipergarantismo, ma un garantista non addita gli eccessi, ma i difetti di garantismo.

        Pannella fece uscite Tortora dalla galera (che era innocente davvero, ma in quel momento non era scontato, sul piano giudiziario).
        Ma non faceva manifestazioni e campagne per far finire dentro i malviventi e gli assassini, non perché non pensasse che debbano finire dentro, ma perché a lui interessava altro: la sua militanza politica non si indirizzava in senso securitario.

  74. Peucezio scrive:

    Ultimissima:
    Trump ordina la desecretazione dei dossier su Kennedy e Martin Luther King.
    Il terribile amico dei complottisti terrapiattisti rettilianisti vuole fomentare le più bieche teorie cospirazioniste.

    Va da sé che i due soggetti sono morti di incidente stradale e non è colpa di nessuno, come nel film con Giancarlo Giannini che viene fatto fuori dal mafioso e la moglie lo vendica andando a letto con quest’ultimo finché schiatta d’infarto: “si scontrò contro un proiettile che veniva dalla direzione opposta”. “Ah, incidente ṣṭṛadale fu!” (con tanto di retroflesse). Le parole testuali saranno diverse, ma sono andato a memoria.

  75. Mauricius Tarvisii scrive:

    Abbiamo il nuovo “celochiede Leuropa”. Questa volta ci chiede di rimuovere tutto ciò che ricorda il vecchio PCI (falce e martello nascono come il simbolo dei comunisti sovietici).

    “chiede di vietare, all’interno dell’Unione, l’uso dei simboli nazisti e comunisti sovietici”

    https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0006_IT.pdf

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