Dallo Stato seduttore allo Stato troll

Anni fa, scoprii un testo che mi aprì un mondo: lo Stato seduttore di Régis Debray.

Per scrivere queste poche righe, non ho nemmeno ripreso in mano il libro, quindi posso anche dire cose imprecise.

In un testo chiarissimo e lontano da tutta la fuffa da intellettuale francese, Debray raccontava una cosa che a pensarci è ovvia, solo che pochi ci pensano.

Una volta lo Stato aveva il monopolio della comunicazione. Era distante, dignitoso. Come Paolo Sesto che da ragazzo vidi affacciarsi per un attimo da un lontano balcone in Piazza San Pietro; oppure come i dibattiti attenti e sempre ragionati tra Andreotti, Almirante e Berlinguer in televisione. Ma soprattutto come diceva qualcuno che non ricordo, la politica parla per atti.

Poi arriva la televisione privata (il testo di Debray è del 1994) e cambia il mondo. Il politico non detta i tempi; deve svegliarsi la mattina, chiedendosi cosa hanno detto di lui. Deve precedere le notizie, e deve trasformarsi in seduttore, deve essere presente in ogni occasione in cui c’è una telecamera, simpatico, inclusivo, coinvolgente, carino, ma anche umano, cioè con poche pretese.

Si passa così dalla figura dell’Autorità alla figura del Seduttore.

Ma la Televisione Privata in pochi anni è diventata una roba da vecchi. E c’è qualcos’altro, cui si è dato il nome profondamente menzognero di social.

Si tratta di una macchina senza precedenti nella storia, che permette a un piccolissimo gruppo di miliardari di diventare trilionari (per dirla all’americana) con tutti i nostri fatti personali. Ne consegue che una decina di persone ha un potere sulla specie umana che il povero Gengis Khan non poteva nemmeno immaginare.

Eppure, questo potere è tale perché permette a tutti di dire la loro, cosa mai successo prima nella storia.

E i tutti covano dentro un sordo rancore: sanno di essere stati fregati da tutto il sistema, ma non hanno la minima idea da dove provenga questa violenza subita. Perché è terribilmente difficile definire chi è colpevole del fatto che non puoi pagare più l’affitto di casa, o del fatto che i luoghi in cui vivi sono stati espropriati e puoi solo camminare a fatica lungo un marciapiede per non finire travolto da un’auto, o che ogni tuo gesto viene registrato per sempre da persone che non conosci, e che il lavoro per cui hai studiato tutta la vita scompare in un istante grazie a un robot.

E quindi covano dentro di sé tutta la rabbia delle piccole creature sfrattate, spodestate, violentate nella loro natura comunitaria e umana, disumanizzate dal sistema che conosciamo. E sognano il riscatto, dentro la fantasia che il sistema impone loro.

La figura dominante non è più il Seduttore: è il Troll.

Quello che mentre ti rinchiude in gabbia, urla tutta la tua rabbia.

L’uomo dalla faccia strana – Alien Mask – che sopra la tua testa manda trentamila satelliti per controllare ogni tuo gesto, e che sta lavorando per abolire la specie umana, ma che nel frattempo manda insulti su X contro politici che sicuramente di insulti se ne meritano il doppio.

Ma dopo il seduttore, vince il troll, quello che si fa notare per una violenza che sovverte anche la seduzione.

Lo speculatore immobiliare Donald Trump che fece i suoi primi soldi grazie al nonno che gestiva l’Arctic Restaurant and Hotel a Whitehorse, Yukon. Dove offriva un po’ di alcol e molte troie ai disgraziati avventurieri alla caccia dell’oro.

Insieme, lo speculatore immobiliare e quello con lo sguardo da pazzo che ha deciso di abolire l’umanità e creare una nuova specie… dove ci porteranno?

Il futuro si prospetta interessante.

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117 risposte a Dallo Stato seduttore allo Stato troll

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Una volta lo Stato aveva il monopolio della comunicazione”

    No.

    Primo, non era lo Stato ma era la politica, i partiti, il governo. Che Debray parli di “Stato” è comprensibile che’ in Francia “l’État c’est noi” e tutto si concentra sul Président o sul Roi. In Italia Andreotti, Berlinguer e Almirante avevano una presenza preponderante rispetto ai ministri Goria o Gasparri.

    Secondo, non era un monopolio. Canzonissima e Settevoci e Tutto il calcio minuto per minuto erano trasmissioni molto ma molto più seguite di Tribuna Politica, ed erano rigorosamente apolitiche.

    È vero il contrario: che con le TV private (ossia con l’amichetto della nipotina di Mubarak) tutto si è “televisionizzato”, così che un politico o un cantante debbono obbligatoriamente ancheggiare su TikTok o cafoneggiare in TV o sui social se non vogliono sembrare “professoroni”, boomer o – il cielo ce ne scampi – “Comunisti”. È adesso che c’è il monopolio: sul linguaggio, quindi sullo Stato.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • habsburgicus scrive:

      È vero il contrario: che con le TV private (ossia con l’amichetto della nipotina di Mubarak) tutto si è “televisionizzato”, così che un politico o un cantante debbono obbligatoriamente ancheggiare su TikTok o cafoneggiare in TV o sui social se non vogliono sembrare “professoroni”, boomer o – il cielo ce ne scampi – “Comunisti”. È adesso che c’è il monopolio: sul linguaggio, quindi sullo Stato.

      d’accordo in toto con AdV…
      potremmo tuttavia chiederci se ciò che è avvenuto non fosse inevitabile in quanto il processo di degrado ha investito tutto il cosiddetto “Occidente”, chi più chi meno….
      che fosse meglio prima delle TV private, in Italia, è tuttavia lapalissiano 😀
      però, in Italia, era anche meglio la scuola prima del Sessantotto..
      e l’educazione prima del ’70….
      il mondo va avanti….spesso in peggio, mais c’est la vie

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ hasburgicus

        “potremmo”

        Come ha notato Peucezio, l’Italia fa sempre da battistrada. E io concordo con lui.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • MOI scrive:

        Pare il 19 di ‘sto mese chiuderà Tiktok America … ma lasceranno il vuoto o ne faranno un altro meno woke ?

    • Val scrive:

      Per me quello che contraddistingue la politica contemporanea è il vittimismo.
      Facendo della psicologia molto molto spicciola e molto molto approssimativa, quello che vediamo è un politico passivo-aggressivo. Dal politico autorevole e condottiero (espressione di una direzione, quindi di una ideologia- in senso buono) al politico isterico e frignone.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Val

        “vittimismo”

        Concordo. Il modello di riferimento è l’eroina delle telenovelas di qualche decennio fa: eroina positiva che SEMPRE una vittima. Ma non vittima del circostanze avverse, come il protagonista di quel prototipo di sceneggiatura per telenovelas che è il deamicisiano “Dagli Appennini alle Ande”. No, è vittima di qualche malvagio e/o stupido. Tutti i guai della vittima sono sempre colpa di qualcuno altro. E moltissime persone hanno imparato a fare la vittima. I politici seguono.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      Toh, stavo per dir qualcosa di molto simile ad Andrea!

      Miguel confondo Stato, partiti, linguaggio e alla fine fa un gran bel pasticcio.

      Senza contare che mica c’era solo la TV, anche prima delle TV private. C’erano le radio, i giornali, i fumetti porno. i settimanali … dentro la TV di Stato c’erano i comici e i cantanti e gli intellettuali che facevano gli scenneggiatori.

      Parlare di un discorso monopolizzato o unanime non mi pare che abbia nessun senso. Pure al massimo del potere oscurantista della DC mica andavano in TV le suore, ci andavano le Kessler con i collant!

      Ciao

  2. MOI scrive:

    “Troie” ?!

    … Sei proprio un Boomer Maschio Bianco Etero Cis Binario Neurotipico fautore del Patriarcato

    😀

  3. Peucezio scrive:

    Miguel,
    post molto suggestivo e interessante, come sempre, ma anche più del solito.

    Ti chiedo, ma come interpreti l’emergere dello stato Troll? In senso puramente eziologico? Cioè è il prodotto di determinate cause, senza nessuna intenzionalità, neanche implicita? Quasi deterministicamente (date certe condizioni, si produce un certo esito)?
    Oppure ci vedi qualcos’altro?

    • Moi scrive:

      Iniziamo dal semplice : anzitutto il totale primato della finanza sulla politica e perfino sull’ attività economica stessa … i politici ridotti a Funzionari di Lusso, giudicabili solo sulla simpatia / antipatia / serietà sulla base di questione secondarie essenzialmente di Ruoli di Genere, Immigrazione, “Genders Strani” 😉 , Comunità Islamiche / Maranza …

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Cioè è il prodotto di determinate cause, senza nessuna intenzionalità, neanche implicita? ”

      Ma c’è un insieme enorme di “intenzionalità” convergenti. Dalla casalinga tutta contenta di “poter finalmente dire la sua” sullo smarfo, all’investitore che sogna una megavilla con donnette a bordo piscina una volta che riesce a vendere 500 milioni di smarfi su cui le casalinghe possono dire la loro, al designer della piscina con posti-donnetta, al tizio che è solo in grado di insultare, e poi finalmente trova che proprio così può sfondare… le intenzionalità sono tante, a volte si frustrano a vicenda, ma a volte convergono.

      Penso al mio amico che ha aperto un centro smistamento pacchi Amazon, prende 30 centesimi su ogni pacco, e dà anche lavoro così a due disabili molto bravi. La sua intenzionalità converge con quella di Amazon di licenziare gli indiani che corrono contromano in bicicletta a consegnare pacchi in tempo, tremando al pensiero dell’algoritmo se tardano di un minuto.

      • Peucezio scrive:

        D’accordo.

        Ma i social ci sono da vent’anni e per anni hanno incrementato non solo il conformismo (quello potrebbero farlo anche adesso alla rovescia, vedremo…) ma il perbenismo, un senso del rispetto esagerato, in cui qualsiasi cosa può turbare o traumatizzare qualcuno.

        Ora invece arriva il troll: il gioco diventa épater le bougeois, insultare, fare l’endorsment a partiti neonazisti, spararle grosse senza inibizioni o freni.

        Qual è il fattore che innesca il passaggio dai social in cui cammini sulle uova ai social in cui la spari più grossa possibile?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Qual è il fattore che innesca il passaggio dai social in cui cammini sulle uova ai social in cui la spari più grossa possibile?”

          Esatto. Il passaggio c’è, e il motivo è da capire.

          Da notare che è un passaggio distruttivo: se la prendono con i musulmani, ma mica difendono la Trinità. Anzi, pur di attaccare i musulmani, sono felici di esaltare il Gay Pride o le donne discinte. Mentre per attaccare il Gay Pride, dicono che i militanti gay sono amici dei musulmani misogini…

          Insomma, i Troll non credono affatto a Dio, alla Patria o alla Famiglia, mentre ce l’hanno con i “woke”. E spesso a ragione, ovviamente.

          • Miguel Martinez scrive:

            “Insomma, i Troll non credono affatto a Dio, alla Patria o alla Famiglia”

            Ecco perché quasi nessuno di destra (salvo magari un Blondet, ma è una persona su un milione e non conta nulla) si scandalizza se a capeggiare la destra tedesca ci sia una donna lesbica filoisraeliana con la compagna srilankese. Anzi, diventa un punto da segnare contro i woke.

            • Peucezio scrive:

              Credo che l’essere contro sia un po’ la cifra delle contrapposizioni ideologiche del nostro tempo, come giustaqmente sostieni da anni.

              Però, al di là degli slogan, gente come Trump, Musk, Thiel, Vance, mi sembrano dei pragmatici, molto più che dei puri devastatori nichilisti.
              Musk forse ci porta su Marte, ha inventato un sacco di cose che hanno funzioni pratiche indispensabili; Trump nel primo mandato ha risollevato l’economia americana e Biden se n’è avvantaggiato; Thiel con Paypal e un sacco di altre cose, Vance è letteralmente un uomo fatto da solo, venuto dal degrado…
              Insomma, mentre quegli altri hanno ridotto le università a delle barzellette in cui non si impara più nulla, questi sono quelli che costruiscono il progresso materiale dell’umanità.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Musk forse ci porta su Marte”

                A me no.

                Non è una battuta, è che l’autoidentificazione con le azioni dei potenti è un suicidio.

                “Noi” non siamo andati sulla Luna. Ci è andato qualche essere umano.

                Esistono esseri umani che sono miliardari, esistono esseri umani che nascono ciechi e sordi, esistono essere umani che si eccitano a stuprare bambini, esistono essere umani che sono andati sulla Luna.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “molto più che dei puri devastatori nichilisti.”

                sono degli impuri devastatori edonisti

              • Peucezio scrive:

                Devastatori di che?

                Tu usi paypal?
                Trovi che sia comodo o che devasti qualcosa?

            • PinoMamet scrive:

              “Però, al di là degli slogan, gente come Trump, Musk, Thiel, Vance, mi sembrano dei pragmatici”

              Non so nulla di Thiel e pochissimo di Vance, ma non vedo nulla di pragmatico in Trump e Musk.

              Pragmatico, per chi ha tutti quei soldi, è goderseli.

              Mettersi in gioco per diventare il presidente dell’America, o il re delle Americhe, o per mandare l’uomo su Marte o che so io, sono segni inequivocabili di megalomania, una roba da cure psichiatriche, altro che pragmatismo.

              Lunica differenza tra Trump e Musk, e il tradizionale matto che si crede Napoleone, è il conto in banca.

              • Peucezio scrive:

                Pragmatico per me è chi fa le cose.

                Musk ha realizzato la Tesla, i satelliti e quant’altro, i programmi delle università americane in base ai quali solo i nativi possono studiare i nativi, bisogna censurare la letteratura e la pittura perché ci sono scene erotiche e di abuso e tutto il resto delle puttanate non producono nulla di nulla.

              • Francesco scrive:

                >>> Mettersi in gioco per diventare il presidente dell’America, o il re delle Americhe, o per mandare l’uomo su Marte o che so io, sono segni inequivocabili di megalomania, una roba da cure psichiatriche

                Veramente quella è la definizione da libro di storia di grandezza. Non so se sia una malattia mentale, mi pare sia una qualità riverita dai tempi del Megalexandros in poi.

                Ma pure Enzo Ferrari è in quel gruppo.

              • PinoMamet scrive:

                Beh Alessandro Magno era praticamente la definizione ambulante di megalomania.

                Di Enzo Ferrari non so tanto, credo avesse sicuramente qualche mania di importanza e di grandezza- senza, si conclude poco- ma non aveva l’ambizione di cambiare il mondo: solo di fare delle belle macchine e vincere delle gare.

        • Ros scrive:

          Peucezio: “…Qual è il fattore che innesca il passaggio dai social in cui cammini sulle uova ai social in cui la spari più grossa possibile?…”

          A spararle grosse deve essere uno grande e grosso e pure diventato rispettabile, in un momento di relativa intoccabilità.

          Perché lo fa’?

          Fa’ il giustiziere!
          Il vendicatore portavoce della maggioranza sempliciona a norma e senza voce nel timore di esprimere ciò che gli pare di pensare perché gli è stato inculcato che ciò che gli pare di pensare non va bene.

          E’ cosa da cafoni.

          I new troll in chef
          – Trump o Musk –
          sanno di potere trarre facile consenso assumendo il ruolo di Joker vendicatori della “norma populista” incafonata e imbavagliata dai censori morali del bene benpensante.

          Perché il successo del general’incursore?

          Dentro il Potere in calo guelfo di una chiesa assorta nel suo trito rito entrano i ghibellini armati coi cavalli a bestemmiare e abbeverarsi nelle acquasantiere.
          Entrano acclamati dalla gente coattata in chiesa a tacitarsi che finalmente sbotta: “era ora, non se ne poteva più!”

          E’ la regola del saturnale, del carnevale.
          Del giorno libero dove ti vesti casual e o pantaloni coll’elastico.

          Ogni tanto anno la maggioranza sempliciona a norma populista imbavagliata e incafonata
          (tutti noi praticamente) va fatta sfogare e festeggiare; spunta il vendicatore Zorro tulipano nero principe Rodolphe di Gerolstein a lecitare la carnevalata a saturnale.

          E si può ruttare scoreggiare e bestemmiare.

          Giusto magari solo per levare la pressione della pentola onde non scoppi.

          • Francesco scrive:

            Vedo più la legge del pendolo.

            I social nacquero vergini, poi ci furono le prime avvisaglie di trollismo, chè non ti prendevi i giusti schiaffi che avresti preso nel mondo reale.

            Allora, per reazione, si disse che ci si doveva comportare bene e in un batter d’occhio si finì in tristi conventi arcobaleni, guidati dalle maestrine con penna rossa e ditino imparatore (cit).

            Ora, per reazione, ci si è liberati dalle regole e si rutta, si scoreggia e si dicono le brutte parole.

            Domani, chissà, immagino Rosari internettiani con frequenza obbligatoria!

            Count me in, che sono un precursore.

  4. Peucezio scrive:

    https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/25_gennaio_11/perche-il-fact-checking-e-in-crisi-prima-di-facebook-c-era-il-caso-wikipedia-f885251e-3c7a-428d-80ac-140026bc7xlk.shtml

    Questa è meravigliosa.
    Rampini ci parla per tre quarti di articolo di presunte manipolazioni filo-palestinesi (e, ça va sans dire, antisemite) di Wikipedia e tace dello stravolgimento dei fatti legati all’incendio al sindacato di Odessa.

    Mi chiedo quanto paghi, al di là di tutto, una simile faziosità. Rende poco credibile chi la esprime.

  5. Peucezio scrive:

    Dal Fatto Quotidiano:
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/11/meta-elimina-programmi-diversita-equita-inclusione-mark-zuckerberg-news/7833741/

    […]
    Citando la nota interna inviata ai dipendenti, Axios ha riferito che il gigante tecnologico con sede a Menlo Park, in California, ha dichiarato che la Corte Suprema degli Stati Uniti “ha recentemente preso decisioni che segnalano un cambiamento nel modo in cui i tribunali si approcceranno al tema della diversità, l’equità e l’inclusione (Dei), e che anche il termine Dei” è sotto accusa “in parte perché è inteso da alcuni come una pratica che suggerisce un trattamento preferenziale di alcuni gruppi rispetto ad altri”. Nella pratica ciò significa che Meta non avrà più un team dedicato alla diversità e all’inclusione e l’azienda ha dichiarato che si concentrerà invece “su come applicare pratiche eque e coerenti che attenuino i pregiudizi per tutti, indipendentemente dal background”.

    L’azienda porrà fine anche all’approccio diverse slate alle assunzioni, che prevedeva che per ogni posizione aperta venisse preso in considerazione un gruppo di candidati diversi. La mancanza di diversità razziale e di genere nella Silicon Valley è oggetto di discussione da tempo negli Stati Uniti. Secondo l’ultimo rapporto, grazie ai programmi sulla diversità Meta ha raddoppiato il numero di dipendenti neri e ispanici negli Usa, rispettivamente dal 3,8% e 5,2% al 4,9% e 6,7%.

    L’azienda guidata da Zuckerberg, tuttavia, è solo l’ultima di una serie che ha deciso di eliminare le sue politiche per la tutela delle minoranze: tra queste figurano McDonald’s e la casa automobilistica Ford, nonché Walmart e il produttore di attrezzature agricole John Deere. Anche Amazon ha dichiarato di voler interrompere alcuni dei suoi programmi “Dei”, senza però specificare quali. In una nota del 16 dicembre ai dipendenti, che Amazon ha condiviso venerdì, Candi Castleberry – dirigente delle risorse umane – ha dichiarato che l’azienda sta “smaltendo i programmi e i materiali obsoleti“.
    […]

    A me sembrano cambiamenti di portata storica, un giro di boa.
    Magari invece è solo un temporaneo riflusso. Ma è anche vero che dalla follia una società ntera deve pur guarire: non è che impazzisci sempre di più, con piccoli arretramenti ogni tanto.
    Qui si torna a sancire che per un incarico si sceglie il più adatto, indipendentemente dalla razza (i woke sono gli unici al mondo a credere ancora nelle razze, concetto già screditato da anni dalla scienza seria).

    Che poi, per inciso, esiste anche l’orientamento sessuale?
    Non c’è semmai un continuum dall’eterosessualità classica fino all’omosessualità piena (e inoltre alla transessualità, ecc., quindidirei che è un continuum multidimensionale, non lineare) attraverso tante sfumature e inclinazioni?
    E allora non è arbitrario segmentare e porre etichette?
    Che cazzo è la “comunità LGBT (e quant’altro)”? E allora perché non facciamo la comunità di quelli che preferiscono il vino rosso al vino bianco (quorum ego), li mettiamo in un ghetto… Che senso ha?
    Secondo me ogni individuo ha la sua specifica e unica sessualità, fatta di tutto un miscuglio di pulsioni, tendenze, inclinazioni, gusti, ecc. ecc.
    Non sarebbe meglio parlare di individui, di persone?

    • Peucezio scrive:

      Mi correggo: i woke e qualche neonazista esaltato.

    • Ros scrive:

      Peucezio: “…E allora non è arbitrario segmentare e porre etichette?
      Che cazzo è la “comunità LGBT (e quant’altro)”? E allora perché non facciamo la comunità di quelli che preferiscono il vino rosso al vino bianco… …Non sarebbe meglio parlare di individui, di persone?…”

      Il senso è quello squisitamente USA delle lobbie (laubia>loggia)
      che paro paro papale dice non da uno ma da ben treccani:
      ” gruppi di persone che, senza appartenere a un corpo legislativo e senza incarichi di governo, si propongono di esercitare la loro influenza su chi ha facoltà di decisioni politiche, per ottenere l’emanazione di provvedimenti normativi, in proprio favore o dei loro clienti, riguardo a determinati problemi o interessi”

      • Ros scrive:

        Peucezio: “…i woke sono gli unici al mondo a credere ancora nelle razze, concetto già screditato da anni dalla scienza seria…”

        Se il potere della mia lobbia e direttamente proporzionale al problema (diritti, quote, finanziamenti, discriminazione, violenza ecc) che affermo di subire è mio interesse far si che questo non venga mai meno. Anzi!

        Se denuncio un’inungiustizia razziale o di genere è mio interesse che una diversificazione razziale o di genere non venga mai meno. Altrimenti non ho come gruppo identitario di pressione alcun motivo di esistere.

        Risolto il problema fine del potere.

        Da ciò il fatto che tali lobbie facciano grande festa quando il loro problema finisce cruentemente sui media.

        E’ come se la DEA (Drug Enforcement Administration) che riceve centinaia di milioni di $ finanziamenti creandosi un piccolo impero a se stante aspirasse davvero a risolvere il problema delle droghe restando così disoccupata, impotente e a tasche vuote.

        Quindi il grido di ogni Woke sensato non può che essere:
        “viva i razzismi, le violenze di genere, le discriminazioni ecc. che più ce n’è meglio è, e se non ce n’è vediamo bene di farcele essere!”

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Ros

          “Risolto il problema fine del potere.”

          Verissimo, a 360 gradi.

          Senza “pericolo razzista”, fine degli antirazzisti.

          Senza “pericolo immigrati”, fine degli anti-immigrati.

        • Peucezio scrive:

          Ros,
          d’accordo,
          ma ci sono battaglie culturali.
          I gruppi d’interesse vanno sbugiardati, delegittimati pubblicamente.
          In una società moralista come la nostra non sarebbe neanche difficile.

          Comunque è vero: alle aristocrazie di un tempo, ai sistemi di privilegi legalizzati, si sono sostituite le lobby: una minoranza organizzata conta più della maggioranza.
          Ma non credo che sia l’aggregarsi in sé: se si aggregassero i razzisti o i neonazisti o anche solo i cattolici tradizionalisti o gli antiabortisti, non concluderebbero niente.

          Allora c’è da capire come mai si ha potere solo se si è dalla parte “progressista”, che non riguarda un contenuto, ma è semplicemente riconoscibile e riconosciuta come tale.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “Ma non credo che sia l’aggregarsi in sé: se si aggregassero i razzisti o i neonazisti o anche solo i cattolici tradizionalisti o gli antiabortisti, non concluderebbero niente.”

            Quando ero a Roma, il PCI prendeva (poniamo) il 25% dei voti, l’MSI il 10%.

            Ma la Sinistra organizzava una manifestazione – in genere affollatissima – la settimana; la Destra faceva un corteo l’anno, con un decimo della gente, e qualche comizio chiuso in un cinema.

            Insomma, è proprio di “sinistra” fare grandi adunate e lavorare insieme (magari per litigare, poi ritrovarsi).

            Poi la Destra è bravissima a organizzare le lobby su cose molto specifiche (concessionari di spiagge, tassisti, a volte la richiesta di più polizia contro i delinquenti, ecc.) che però si rifiutano di sostenere altre cause di “destra”.

            Occhio poi che quando c’è un interesse diretto, la gente spesso si mobilita in altro modo: una donna che vuole abortire ha una grinta ben diversa dalla persona che è astrattamente contraria all’aborto, per lo stesso motivo per cui il concessionario di una spiaggia è più grintoso dell’ambientalista che vorrebbe le spiagge pubbliche.

            • Peucezio scrive:

              E soprattutto il feto non è grintoso quanto la madre.

              Quindi il discrimine antropologico potrebbe essere lo spirito di corpo, la capacità di mobilitazione di gruppo, in nome della causa.

              In sostanza ciò che distingue un woke, un transattivista o simili da un evangelico fanatico o banalmente da un moderato conservatore è che i primi hanno spirito di corpo, sono meno individualisti.

              Interessante.
              Allora sarebbe da capire come mai lo spirito di aggregazione tende a caratterizzare i gruppi che rompono con la tradizione e le idee consolidate.

              • Francesco scrive:

                perchè tra i primi non ci sono i conformisti, i pigri, i poco convinti, gli abitudinari?

                che invece zavorrano i loro avversari

                possibile?

              • Peucezio scrive:

                Ci sono, ci sono.

                Il punto è un altro.
                E cioè che la sinistra ha progettualità, mentre ciò che di destra c’è al mondo, c’è malgrado la destra.

                Cioè la sinistra vorrebbe sempre una distopia pianificata a tavolino.
                E un po’ la attua.
                Però c’è anche la realtà.
                Abbiamo avuto Lenin, ma poi anche Stalin e Brežnev.
                Abbiamo avuto Cristo, ma anche Costantino, la Chiesa istituzionale, i papi rinascimentali, giù giù fino alla DC e ad Andreotti.
                Ma la riemersione del dato fattuale e del principio di realtà non avviene obbedendo a un piano, ma avviene spontaneamente, perché la realtà esiste e alla fine ci si devono fare i conti.

              • Peucezio scrive:

                Cioè io credo che il mondo moderno sia il risultato di due spinte opposte, la teoria e la realtà.

                La sinistra è la teoria applicata (forzatamente) alla realtà.
                La destra è il tentativo di fare la teoria della realtà.
                E poi c’è la realtà.

              • Francesco scrive:

                Peucezio, veramente anche la teoria fa parte della realtà, almeno nella società umana.

                E non è la parte più piccola!

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                È proprio questo il guaio!

              • Francesco scrive:

                No, è un dato di realtà!

                siamo esseri consapevoli e culturali, nessun realista è tale se non lo considera pienamente.

                Ciao

      • MOI scrive:

        ESATTO … “Lobby” è una parolaccia 🙃 in Italiano … ma non inn Inglese.

        In Italia per dire “Lobby Arcobaleno /Elgibitichiùàiéipla
        àss” (la Schlein dice così e chiunque altri dica così la vota) 🌈 devi essere per forza ProVita, altrimenti

        • MOI scrive:

          Rectius : la Schlein dice tutta la sigla ufficiale (aperta a nuove lettere ragfiunto un certo peso e/o numero) in Inglese.

    • Maffeia scrive:

      “ha raddoppiato il numero di dipendenti neri e ispanici negli Usa, rispettivamente dal 3,8% e 5,2% al 4,9% e 6,7%.”
      La matematica è un’opinione. Un aumento inferiore al 30% è considerato un raddoppio.

  6. Daouda scrive:

    Ma vaffankulo frogio!

    (Sic transit essentia Dei ab extra )

  7. Daouda scrive:

    Ma l’essenza senza l’essendo come potrebbe se non sapesse l’Essere all’in Fine ito, che viene e vá.

    Corretto: Sic transit Esse Deus

  8. MOI scrive:

    Secondo Vera Gheno, dobbiamo eliminare l’ aggettivo “normale”e il sostantivo “normalità” dal nostro Parlare Quotidiano e lasciarlo soltanto nel contesto dell’ insegnamento e studio della matematica statistica.

    Per questo DEVE esistere sempre una parola come “neurotipico” o “etero” o “cis” che dia pari dignità a ogni essere umano in quanto tale !

    • Ros scrive:

      MOI: “normale”

      Normale è nullo! Non significa niente.

      Non porta doni.

      Dobbiamo tutti scegliere una tribù-etichetta ove militar chiagnendo e fottendo se vogliamo esserci e contare.

      Nulla di male, lo zeitgeist va al momento così e ci si adegua. Che ce vo’😎

      Basta scegliere il proprio brand identitario con criterio e scordarsi quel concetto di larga “normalità” come umanità includente che poco oramai tira ed è sentito come reazionario

  9. MOI scrive:

    @ FRANCESCO / PEUCEZIO

    Dopo lo Stupro di Capodanno (pare che alcuni Maranza abbiano parlato di “Rituale Islamico” come attenuante in vista delle Toghe Rosse …) … un tizio che fa concerti di nome Baby Gang ha messo in scena sui maxi schermi del palco il rogo “artistico” del Duomo.

    • MOI scrive:

      Sui social fioccano commenti del tipo “cosa si dovrebbe fare lo sappiamo tutti, ma nessuno può scriverlo”.

    • MOI scrive:

      Eppure la Solidarietà ProPal NON sembra scemare … nesun corteo Pro Israele come ripicca.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Moi

        “nesun corteo Pro Israele come ripicca.”

        I cortei sono per definizione di “antagonisti arrabbiati”, di solito ma non necessariamente di Sinistra (vedi i “no Vax”).

        Essere “pro-Israele” è un fenomeno da maggioranza silenziosa, che per definizione non fa cortei. Vi immaginate un “corteo pro-Vax”?

        I Pro-Israele parlano per editoriali sui giornali, interventi presso i politici, roba del genere.

        • Francesco scrive:

          e votiamo alle elezioni!

          😀

        • Francesco scrive:

          >>> Vi immaginate un “corteo pro-Vax”?

          Beh sì, sarebbe un’ottima cosa perchè a furia di non fare cortei troppe volte sono stati i No-Vax ad averla vinta.

          Mi hai dato un’idea.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Francesco

            “Mi hai dato un’idea.”

            Penso che ti troveresti più o meno solo. Poi il 90% si vaccina.

            • Francesco scrive:

              primo, mi andrebbe bene lo stesso.

              secondo, non pensi anche tu che sia un problema che il 90% non riesca ad agire fuori dal giorno delle elezioni?

              ciao!

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “non pensi anche tu che sia un problema che il 90% non riesca ad agire fuori dal giorno delle elezioni?”

                La “maggioranza silenziosa” è sostanzialmente contenta di come altri gestiscono le cose, perché dovrebbe agitarsi? Nella mia esperienza, poi una discreta minoranza di “no vax” sono persone che mi raccontano, “io non mi sono mai interessato alla politica, è stato solo quando mi hanno detto che non potevo più lavorare se non mi vaccinavo, che mi sono arrabbiato e ho cominciato a informarmi”.

                A parte possibili ragioni e torti, e il fatto che le “informazioni” sono quelle che ti danno i social, credo che sia interessnte riflettere su questo diffuso passaggio dalla “maggioranza silenziosa” a quelli che “scendono in piazza”

              • Francesco scrive:

                tralascio volentieri il ruolo dei Social come diffusori di notizie

                sospetto di essere di famiglia borghese, per me occuparmi di “politica” è stato del tutto naturale

                e non farlo è disdicevole

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ MOI

        “Pro Israele”

        A parte Ferrara, Cerasa, Rampini e simili, che la pagnotta ce l’hanno assicurata purché continuino a fare come hanno sempre fatto, dopo tutti i film sulla Shoah, sulla persecuzione dei Rohingya, sul Ruanda ecc. ci si vergogna di andare in giro con cartelli a dire che gli autori di un genocidio in corso stanno facendo bene. Equivarrebbe ad affermare che le vite dei bambini Palestinesi non valgono quanto le altre: il che è esattamente quello di cui la maggioranza è convinta, a seguire i social, e infatti si vede come vota. La vulgata corrente, come per gli Ebrei e i Rom di 80 anni fa, e’ che se la siano cercata – un po’ come con le vittime di violenza fino a poco tempo fa. In fondo nessuno ha organizzato cortei per applaudire gli stupratori del Circeo, Eppure la mentalità del “se l’è andata a cercare” è tutt’ora ben radicata.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Eppure la Solidarietà ProPal NON sembra scemare … nesun corteo Pro Israele come ripicca”

        Non è che se qualche deficiente qui fa una sparata idiota allora diventano giustificate le porcate del tuo idolo Bibi. Poi ognuno si sceglie gli idoli di merda che vuole, ma tu te ne sei scelto uno particolarmente di merda, tra l’altro per motivi particolarmente di merda (“vorrei poter fare anch’io le merdate che fa lui, ma non posso perché non ho né le palle né il potere per farle”).

    • PinoMamet scrive:

      “Baby Gang ha messo in scena sui maxi schermi del palco il rogo “artistico” del Duomo.”

      Mi sta bene, ma poi non deve incazzarsi se qualcuno mette in scena il rogo “artistico” di quella specie di ecomostro che hanno fatto alla Mecca.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per PinoMamet

        “Mi sta bene, ma poi non deve incazzarsi se qualcuno mette in scena il rogo “artistico” di quella specie di ecomostro che hanno fatto alla Mecca.”

        Concordo!

        Il problema è che tutti aspettano ansiosamente di essere insultati e offesi dall’altro, per poterne chiedere la liquidazione.

  10. MOI scrive:

    https://youtu.be/HW7g0TEQPi0?si=pDnh9ULrST4FWy3U

    Il video che voleva suscitare indignazione ma invece suscita invidia :

    10 Paesi dove l’ Islam è 🚫 vietato

    25 min ca.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “10 Paesi dove l’ Islam è 🚫 vietato”

      Ho problemi con i video, figuriamoci di 25 minuti. Hai la lista dei paesi in questione?

      • Miguel Martinez scrive:

        Qui vedo solo qualche dichiarazione ostile e problemi che mi sembrano più etnici che religiosi:

        https://tacticalinvestor.com/where-is-islam-illegal-growing-list-of-nations-banning-islam/

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “25”

        S.Marino
        Andorra
        Laos
        Bhutan
        Angola
        Myanmar
        Eritrea
        Cina (provincia dello XinJiang)
        Cuba
        Corea del Nord

        Comunque è un filmato ricco di fuffa, che penso messa insieme con ChatGPT.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • MOI scrive:

          Prima dice divieto, poi restrizione … poi di nuovo divieti e così via.

          • MOI scrive:

            Cmq in Indocina ci sono situazioni che molti Europei invidiano.

            Paradossalmente NON c’ è mai stato alcun divieto di Islam in Israele … nel senso che è il Paese più osteggiato da parte dei Musulmani, nonostante l’ indissolubile legame chiamato “Terra Santa”.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “San Marino”

          ??

          Trovo solo questo divertente documento:

          file:///C:/Users/Miguel/Downloads/1707283217139842Risp.Int.pdf

          dove si descrive come l’antiterrorismo USA e “l’ufficio centrale internazionale di Interpol della Repubblica di San Marino” collaborano per spiare su un centro di preghiera islamico a San Marino. Che per venire spiato, deve pure esistere…

        • MOI scrive:

          La Cina è circoscritta … la Corea del Nord è semplicemente coerente , a differenza delle Laicità Massoniche che hanno il Vaticano per Nemico Preferito.

        • PinoMamet scrive:

          Non mi risulta proprio che l’Islam sia proibito in Eritrea, anzi mi pare che ci sia una percentuale notevole di eritrei musulmani.

          • MOI scrive:

            Non solo: in Eritrea c’ è puree un Cristianesimo Copto “autoctono” , diciamo.

          • MOI scrive:

            Il mondo reale è molto più complesso, articolato e sfumato delle semplificazioni sia Alt Right sua Woke … purtroppo sempre più egemoni anche in Europa !

        • Peucezio scrive:

          Sì, ma sarebbe da capire dove il divieto riguarda l’Islam nello specifico e dove la pratica religiosa di qualunque specie.

          • MOI scrive:

            Motivo per cui ritengo sempre più utopistica la “laicità” , che può funzionaresolo du base monoculturale o finché diverse religioni sono molto affini… o Religione di Stato o Ateismo (ritualizzato in modo parodistico di una religione vera !) di Stato.

        • MOI scrive:

          SE è fatto con Chat GPT riflette il Web …. ove i Musulmani fanno vittimismo aggressivo passivo ovunque nel mondo.

    • Peucezio scrive:

      Perché cavolo non fanno anche un testo? Uno deve sorbirsi 20′ di video prolisso, che, anche accelerandolo, ti dà informazioni che una bella lista con un po’ di dettagli ti dà in un istante.

  11. Peucezio scrive:

    Ora è da sinistra che si temono le azioni legali.
    Impressionante quanto velocemente cambi il vento.
    Più che non sia un fuoco di paglia. Vedremo.

    https://www.corriere.it/tecnologia/25_gennaio_12/apple-rifiuta-di-abolire-il-programma-di-inclusivita-e-diversita-proposta-inappropriata-88a31c26-2789-4843-be20-d895f8e4bxlk.shtml?refresh_ce

    Apple rifiuta di abolire il programma di inclusione e diversità: «Proposta inappropriata»
    di Michela Rovelli

    La proposta di azionisti conservatori respinta dal consiglio di amministrazione, mentre Meta e Amazon chiudono i programmi DEI (Diversità, equità, inclusione)
    Apple è in una situazione delicata: perché le azioni scendono e diversi esperti sono meno ottimisti

    DEI sta per «Diversity, equity, inclusion». Ovvero diversità, equità e inclusione. È la sigla con cui vengono chiamati quei programmi aziendali – o statali – che hanno lo scopo di creare una cultura e un ambiente all’interno di un’organizzazione che sia giusto e rispetti i diritti di tutti. Senza discriminazioni. Il ritorno alla Casa Bianca di Trump sembra aver scosso le fondamenta ideologiche (ed economiche) su cui si basano questi programmi. Meta ha deciso di chiudere il suo, Amazon anche. Apple va nella direzione opposta.

    Il consiglio di amministrazione della società di Cupertino si è rifiutato di accogliere il suggerimento di alcuni azionisti di chiudere i programmi DEI. La proposta arriva dal National Center for Public Policy Research, un think thank conservatore che si dichiara «indipendente, apartitico e di libero mercato». Secondo loro, mantenere attivo un programma dedicato alla diversità e all’inclusione potrebbe indebolire l’azienda e renderla vulnerabile a possibili cause legali. Il riferimento è una sentenza della Corte Suprema americana del 2023 secondo la quale i programmi volti a evitare discriminazione nelle ammissioni ai college violano una clausola del 14esimo emendamento della Costituzione. Chiamata «Equal Protection Clause», ovvero clausola di pari protezione, è stata introdotta nel 1868 perché tutti i cittadini siano trattati nello stesso modo davanti alla legge. Secondo la sentenza, i college avrebbero favorito alcuni studenti in quanto appartenenti a minoranze.

    La proposta di eliminare i programmi DEI all’interno di Apple si appoggia anche sulle recenti decisioni di altre aziende, tra cui Meta e Amazon, di cancellare programmi simili. Non solo: i team dedicati alla diversità sono stati anche eliminati da Microsoft e Zoom, da John Deere e Harley Davidson. La proposta del think thank è riportata in questo documento alla pagina 85: «Con 80mila dipendenti, è probabile che Apple ne abbia più di 50mila potenzialmente vittime di questo tipo di discriminazione – scrivono gli azionisti, riferendosi a coloro che potrebbero rivolgersi a un tribunale per non aver giovato di favo in quanto non appartenenti a minoranze – Se anche solo una frazione dei dipendenti dovesse intentare una causa, e se solo alcuni di questi dovessero avere successo, il costo per Apple potrebbe raggiungere le decine di miliardi di dollari». A pagina 87 la risposta del consiglio di amministrazione, che raccomando un voto contrario al meeting annuale degli azionisti, che si tiene il 25 febbraio: «La proposta non è necessaria in quanto Apple dispone già di un programma di conformità ben consolidato e tenta inopportunamente di limitare la capacità di Apple di gestire le proprie operazioni commerciali ordinarie, le persone, i team e le strategie aziendali». Si aggiunge che l’azienda ha l’obiettivo di «creare una cultura di appartenenza in cui tutti possano dare il meglio di sé».

    Parole che fino a qualche mese fa sarebbero state considerate coerenti con qualunque strategia aziendale, oggi sembrano una dichiarazione di intenti progressista. La vittoria di Trump ha scosso profondamente la Silicon Valley, con cambiamenti che seguono i mutamenti all’interno di una Paese che ha scelto il repubblicano (e le sue idee) come prossimo presidente. Gli elettori, d’altronde, sono anche consumatori. E se è stato scelto per la Casa Bianca un inquilino che si oppone nettamente ai programmi per la diversità e inclusione, questi sono diventati improvvisamente obsoleti. Lo sono a Meta, dove Zuckerberg continua la sua metamorfosi e interrompe ogni sforzo per la tutela delle minoranze. E non solo: attacca Biden per averlo obbligato a «censurare» alcuni contenuti, in particolare durante gli anni della pandemia. Ma sono storia passata anche ad Amazon, dove è stata inviata una nota a tutti i dipendenti che dichiara proprio l’intenzione di «eliminare i programmi e i materiali obsoleti» dedicati all’inclusione entro la fine dell’anno. Anche qui si temono cause legali di gruppi conservatori che possono sfruttare la decisione della Corte Suprema del 2023.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Cosa? Qualcuno sta insinuando che le multinazionali non credessero veramente in quelle puttanate, ma che lo facessero giusto per immagine e per compiacere l’Imperatore di turno? Oppure, come Apple (azienda dove la gente veniva licenziata in ascensore perché il suo aspetto non andava a genio al paròn), perché vuole darsi un’immagine di pseudo-sinistra?

      • Francesco scrive:

        non la ha sempre avuta?

        o la tua Sinistra è troppo retrograda per accettare tra le sue fila uno che ha inventato (più o meno) il Personal Computer?

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Puoi inserire un soggetto? Proprio per comprensibilità.

          Comunque Jobs non ha inventato il PC, ma l’ha commercializzato. E non è mai stato di sinistra.

          • Francesco scrive:

            Jobs era un’icona della pseudo-sinistra fighetta, con il suo elogio della follia e della creatività

            non è che la sinistra sia sempre e solo la FIOM e lo SPI

      • Peucezio scrive:

        Ma l’imperatore chi sarebbe?
        Quattro ragazzini esagitati?

        Cioè il vero potere sono i bimbiminchia woke o gli intellettuali progressisti fancazzisti; e le multinazionali poverine, essendo subalterne, si adeguano.

  12. habsburgicus scrive:

    [modalità estatica, on]
    lo so, il vostro interesse è pari a sottozero 😀 😀 😀 ma, pur scusandomi, vi annoio lo stesso 😀

    https://koryogroup.com/blog/rason-north-korea-opens-to-tourism
    (il rischio che sia una bufala c’è, let’s take our breath) SE, e dico SE sarà confermato, che dire ? Gloria Eterna al Compagno Kim !
    Rason è vicino alla Russia e Putin lascia (in teoria) entrare da Khasan che è vicino a Vladivostok, la prima grande città in mano a Putin..
    mi sa che dovrò provarci, in tarda primavera (adesso si gela !) a farmi Cina (di nuovo :D), Corea del Nord e Russia…..:D 😀 da Khasan (frontiera fra
    DPRK e RUS) di norma non entra proprio nessuno in Russia, potrei essere il primissimo europeo a entrare nel regno di Putin da lì 😀 😀
    da un punto di vista obiettivo, le possibilità che io riesca ad avere il permesso sono lo 0, 5 % (1 su 200)..in più, visto che purtroppo per me non sono il riccastro di Miguel che ha le Voci :D, sarà importantissimo trovare una soluzione quanto più possibile low cost, e le probabilità di effettuare il viaggio quindi scendono allo 0, 1 % (1 su 1000)…
    ma se inopinatamente riuscissi, mi sentirei felice !
    scusatemi, ma a me questa notizia (se avrà seguito) è ben più importante di tutti gli insediamenti dei Trump di questo mondo 😀 su cui continuerò a commentare, eh…
    la DPRK è nella lista USA degli “Stati criminali” (quelli che fanno decadere ipso facto l’ESTA) ma ormai il visto USA ce l’ho,quindi non mi interessa più 😀 (forse la nuova Siria islamica, in essenza del tutto filo-USA [in questo Peucezio vide lungo !], sarà tolta dalla lista..Biden ha tolto Cuba due giorni fa, ma il rischio che Trump la rimetta c’è..l’Iran ha un posto assicurato in lista 😀 l’Afghanistan non c’è e già questo dice molto: gli Stati più fondamentalisti, purché sunniti, non destano l’odio USA a parte un po’ di retorica e anche questo l’ha capito da tempo Peucezio..insomma, come fare analisi politiche partendo dalle norme burocratiche di ingresso 😀 :D]
    [modalità estatica, off]

    • Francesco scrive:

      Parliamo di Cuba: l’ostinazione degli USA nel trattarla come se fossimo negli anni ’60 del secolo scorso è ormai patetica. Secondo te può finire?

      Grazie e auguri per il viaggio (ma cosa mangeresti in quei posti?)

      • habsburgicus scrive:

        (ma cosa mangeresti in quei posti?)

        ulteriore problema aggiuntivo…che ancora diminuisce la fattibilità effettiva allo 0, 05 % (1 su 2000)…ma vedrei di sopravvivere 😀

        • habsburgicus scrive:

          @Francesco

          Secondo te può finire?
          avrei detto SI, se non avesse scelto Marco Rubio al Dipartimento di Stato..da cubano-americano ambizioso, potrebbe convenirgli giocare la carta “comunisti cattivi” di Cuba

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ hasburgicus

      “estatica”

      Complimenti e auguroni!

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “lo so, il vostro interesse è pari a sottozero 😀 😀 😀 ma, pur scusandomi, vi annoio lo stesso ”

      I tuoi commenti sono sempre straordinari!

  13. mirkhond scrive:

    Sei mai stato in Mongolia, o meglio al confine tra Russia, Mongolia e Manciuria, dove si tennero gli scontri di frontiera tra URSS e Giappone nell’estate del 1939 (la Battaglia di Khalkin Gol)?

  14. mirkhond scrive:

    Errata corrige:

    Khalkhin Gol

  15. habsburgicus scrive:

    OT
    https://www.tripadvisor.com/ShowTopic-g294447-i5625-k15055699-o10-Russia_Belarus_Visa_Reciprocity-Belarus.html

    (n° 12, l’ultimo)
    questo britannico ha realizzato, nel suo piccolo, un piccolo guinness :D..e mi fa piacere che, seppur in un ruolo infimo e di fatto irrilevante, ho contribuito un pochino anch’io in quanto ad una sua domanda, nella sezione “Russia” rivolta ai frequentatori di quel blog gli avevo risposto che ciò era TEORICAMENTE possibile dall’11 gennaio, dandogli i link ufficiali di Minsk e Mosca (che vi ho già messo, credo, ma vi rimetto alla fine)
    è infatti probabilmente il primo “straniero capitalista”, almeno dall’avvento di Putin (ai tempi di El’cin tutto era più alla buona :D) che ha potuto recarsi in treno da Mosca a Kaliningrad via Belarus (e, a condizioni speciali, Lituania)
    in sè recarsi a Kaliningrad, seppur non proprio una destinazione di massa :D, è nulla di speciale, ci sono stato anch’io nel settembre 2023..e non vi è nulla di particolare nel prendere un aereo russo da Kaliningrad a Mosca (ciò che non ho fatto) e da Mosca andare, chessò, fino in Dagestan 😀
    la difficoltà, come vi ho già accennato, nasceva dal divieto assoluto di superare la frontiera terrestre fra Bielorussia e Russia, dunque il treno Mosca-Minsk (e oltre), per loro comunissimo, era del tutto off limits per noi;
    un’ulteriore difficoltà stava nel fatto che la Lituania libera ha chiuso molte frontiere con il mondo dell’Est, tuttavia l’arroganza di Putin (che ha minacciato i lituani di asfaltarli con il nucleare qualora si fossero permessi di interrompere il transito fra RUS/BY e Kaliningrad che per Putin sarebbe garantito dai trattati e dunque SACROSANTO e a prova di sanzioni, passate, presenti e future :D) e la saggezza dei lituani, ben consci che l’Occidente (che sa solo parlare :D) li avrebbe abbandonati e venduti per pochi denari, hanno fatto sì che russi/bielorussi e lituani si siano accordati per una sorta di “treno blindato” (sic !) che attaversa la Lituania ma non può fermarsi in territorio lituano/europeo né può far salire passeggeri in Lituania….
    ebbene, il britannico, per primo è riuscito a farsi ‘sto viaggio, da Mosca a Kaliningrad ! e da non-europeo i lituani gli hanno pure timbrato il passaporto in entrata e in uscita, cosa che a noi schengiani non fanno
    chapeau !

    https://mfa.gov.by/en/press/news_mfa/e90f53f504e4694f.html (i bielorussi, in inglese)
    https://mid.ru/ru/foreign_policy/news/1991117/ (i russi, in russo)

    • habsburgicus scrive:

      il buon Harrison, citato nell’articolo come autore del discorso più lungo, era il famoso Tippecanoe, un Eroe tutto americano di qualche oscura guerra con gli indiani delle praterie a inizio Ottocento 😀
      il partito Whig (allora non esistevano ancora i repubblicani) aveva coniato questa formula “Tippecanoe and Tyler too” che forse era un po’ insultante per John Tyler ma funzionò
      in una campagna drammatica (1840§) i Whig asfaltarono i DEM che furono fatti fuori come tordi in quasi tutti gli Stati..e finirono i dodici anni di strapotere §DEM, sotto Andrew Jackson e poi Martin Van Buren….
      Harrison (Tippecanoe) ebbe la cattiva idea di fare un discorso fiume il 4 marzo 1841 (allora l’Inauguration Day non era il 20 gennaio), si beccò la pioggia, si ammalò e morì un mese dopo, il 10 aprile 1841..e John Tyler si pappò la presidenza ! alla fine il “Tyler too” fece fessi tutti 😀
      Tyler tradirà prima il suo partito (i Whigs) mettendosi con i DEM (Calhoun ! razzistissimo, ugonotto della South Carolina) e, molti anni dopo, nel 1861, “tradirà” la Nazione votando nella Convenzione del suo Stato (la Virginia) per la Secessione, unico (ex) Presidente a macchiarsi di tale colpa !
      i Whigs imploderanno a causa della schiavitù nei primi 1850′: i Whigs del Nord (fra cui un giovane Lincoln) formeranno i REP, insieme ai DEM del Nord e a molti “American” (Know Nothing, anti-cattolici)….i Whigs del Sud si uniranno al grosso dei DEM e formeranno la truppa d’assalto del secessionismo ancorchè si possa dimosrare che in genere gli ex-Whigs erano meno secessionisti dei “puri” DEM, e le contee Whig del sud erano di solito quelle meno estremiste (talvolta erano Whigs i ricchissimi piantatori, però)

      • habsburgicus scrive:

        un altro uso britannico che fu in auge nell’America più arcaica e poi si perse, era quello di chiamare “tories” (in Inghilterra come tutti sappiamo, i conservatori) i “lealisti” durante la guerra di indipendenza..i libelli dell’epoca abbondano di sarcasmo verso la “canaglia tory” al servizio del “tiranno” Giorgio 😀 numerosa soprattutto a New York, città fedele agli inglesi sino all’ultimo, cosa che è stata scientemente rimossa 😀

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