Anno senza scarpe, anno di alberi

Dalla sua finestra, mentre cammino lungo lo strettissimo bordo del marciapiede, sento un urlo di auguri lanciatomi dall’alto dall’Architetto.

L’Architetto è quello che entrò dal barbiere, mentre mi si stavano tagliando i capelli.

E l’Architetto rideva e raccontava barzellette in dialetto napoletano, e presentava il figliolo e la fidanzata del figliolo. E il barbiere lo guardò e disse, “ma sei senza scarpe!” E l’Architetto si mise una mano sulla fronte, e disse, “eh guaglio’, mi son dimenticato di mettermele! Ecchevoi che sia!

E l’Architetto veniva con la chitarra a prendere il figliolo a scuola alle elementari, e si metteva a cantare canzoni napoletane.

L’Architetto, sia chiaro, non è un soprannome, è proprio un architetto, e dicono sia pure bravo. Ed è gioioso, a differenza di quell’altro architetto della scala accanto che girava anche lui a piedi nudi, ma un giorno la figlia ragazzina rientrando a casa lo trovò che s’era impiccato a una trave.

Poi per finire l’anno, leggo Paola Caridi, Il Gelso di Gerusalemme. L’altra storia raccontata dagli alberi. L’ho visto da Todo Modo, e ho deciso che non dovevo comprarlo, dovevo regalarmelo, e me lo sono fatto impacchettare e ho fatto coprire il prezzo.

Sono alle prime pagine, ma so che ho fatto bene. Inizia con la storia degli alberi di Gaza, che conosciamo solo per le immagini di palazzoni abbattuti, ma che fu la terra di passaggio tra continenti, all’ombra dei sicomori, jumayz, ficus sycomorus, shiqma.

“I sicomori c’erano, prima. Tanti. I testimoni, i vecchi, parlano addirittura di boschi di sicomori, come se Gaza, all’interno della Palestina, fosse diventata con l’andare dei secoli e dei millenni il luogo privilegiato per un albero a suo modo singolare. Un albero sacro, anzi, il principe degli antichi alberi sacri. Per le tre religioni monoteiste, nel Levante, il sicomoro ha assunto gradualmente una sacralità che altri alberi non avevano. Neanche l’olivo […]

Oltre mille anni fa, uno dei geografi arabi più noti, Muhallabi, descriveva la strada dei sicomori tre miglia a nord di Rafah, in dierizio edela città di Gaza. Una strada lunga che doveva essere una meraviglia per il viaggiatore: mille sciomori che la costeggiavano a destra e a sinistra per due miglia, e gli alberi erano così grandi che i rami arrivavano a toccarsi”.

Gli anziani ricordano di quando i fichi erano per tutti,

“per gli affamati e per gli stanchi, ma non si potevano raccogliere e portare via. Solo mangiare sotto le fronde, al riparo dal caldo. Pena, raccontano le leggende che si tramandano, ritorsioni senza appello da parte dei santi e dei saggi, in questo caso musulmani, accanto alle cui tombe venivano piantati sicomori e altri alberi considerati sacri. Gli alberi che davano frutti erano considerati sabil, che significava proprio quel senso della condivisione, ma non di proprietà”.

Per ogni maqam, “luogo in cui stare”, tomba di santo e luogo sacro, c’era un albero, di solito un sicomoro, dove le donne appendevano stracci bianchi di buon auspicio.

La Morte e l’Orrore ci circondano ovunque, siamo esseri fragili che vivono nel Terrore.

Però in mezzo all’Orrore, riusciamo a volte ad afferrarci a un ramoscello di vita, e colgo improvvisamente il fatto che anche noi esistiamo grazie a un albero, un grande e ombroso Tasso, Guglia d’Ardiglione lo chiama la Laura.

“Incappucciata dal silenzio di secoli
nell’oscuro crepuscolo di aghi, inascoltata,
la presenza del tasso,
perle di verde ombroso
intrecciate nel tessuto collinoso della terra,
ha dormito un apparente sonno di familiarità”

Il nostro Tasso, i cui antenati comparvero quaranta milioni di anni prima dei fiori, non porta frutti, ma è “l’albero che non ha più bisogno di morire”.

Ma resistiamo grazie a Lei (che taxus in latino, pare che sia femminile: taxus baccata). E sotto la sua ombra sono sepolte molte altre storie.

Storie così antiche che dobbiamo far vivere molto più a lungo degli Orrori, dei Devastatori, dei Saccheggiatori.

Ce n’è di lavoro di fare.

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556 risposte a Anno senza scarpe, anno di alberi

  1. maria heibel scrive:

    Ce n’è di lavoro di fare. 🙂

  2. Daouda scrive:

    Si ha studio da formulare anche

  3. habsburgicus scrive:

    Buon anno Daouda !

  4. habsburgicus scrive:

    Buon 2025 a tutti !

  5. paniscus scrive:

    Buon anno quadrato a tutti…

  6. roberto scrive:

    Buon anno a tutti!

  7. tomar scrive:

    Buon anno a tutte le commensali e i commensali!

  8. Andrea Di Vita scrive:

    Buon Anno a tutti!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  9. Ros scrive:

    Ficus sycomorus e Taxus baccata, che coppia!
    Il primo l’albero di Giuda ma anche dell’immortalità dal cui legno si ricavavano i sarcofagi delle mummie egizie;

    il secondo albero della morte sua per eccellenza e degli impiccati di Villon nella ballata pure;
    con le sue bacche usate per i suicidi rituali e normali, il legno per archi e le balestre e il veleno per intingergli le frecce.

    Il primo Sycomorus dai frutti dolcissimi dove dice s’arrampico il piccolo Zaccheo detto Cinabro pubblicano (Klein Zaches, genannt Zinnober sie veröffentlichen) per vedere passare il Cristo:
    “Zaccheo, scendi subito dal fico, perché oggi devo fermarmi a casa tua a mangiare!”.

    Ma anche arbolo dallo stesso Cristo maledetto se gli venivasse mai stanchezza di fruttare per parabola anche se in verità in verità vi dico non era manco la stagione giusta di fruttare e quindi: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti».

    Subito poi andò al tempio a pazziare per le bancarelle malmenando i venditori che non era per Lui giornata e ci aveva pare mal di testa e le sue cose.

    Il secondo Taxus dalle bacche rosse-poison di veleno usate da ogni buona e brava strega wicca del Samhain per Halloween e tradizionalmente anche per allietare decorando i viali dei cimiteri ben prima e meglio dei romantici cipressi invero poco ombrosi.

    Entrambi sacri e correlati alla morte di trasformazione tredicesima degli arcani maggiori e a “Il cavaliere, la morte e il diavolo” di Dürer nel suo trittico assieme a San Girolamo nella celletta e Melanconia famosa unendo così il morale col teologico e l’intellettuale.

    Entrambi correlati al morire e conseguentemente alla rinascita e immortalità ciclante di giringiri e d’ourobori volendo
    (cosa non lo è, volendo🙄! Nulla si crea nulla si distrugge tutto si trasforma e l’oruroboro – si sa – è un classico abbinamento che ci sta sempre bene con tutto).

    Allegria allora e buon anno nuovo con ‘sti due arbori numinosi buoni per tutte le ballate allegre di tutti noi frères humains
    (quali non lo sono numinosi, volendo🙄!) che però – anno dico – è sempre quello e non lo è mai come il fiume che scorre abbagnando sempre di nuove umidità a tutti😇

    • firmato winston scrive:

      @ros:
      “Ficus sycomorus e Taxus baccata, che coppia!
      Il primo l’albero di Giuda”

      mmh, non mi sembra che l’albero di giuda sia un ficus, dev’essere il cercis siliquastrum, a sua volta da non confondere con lo spino di giuda che e’ quell’albero inconfondibile per le spine lunghissime sul tronco, detto gleditsia triacanthos

      en passant sono tutte fabacee/leguminose (come la robinia, il trifoglio, il fagiolo, l’erba medica…) cioe’ azotofissatrici

      • Ros scrive:

        @firmato winston “cercis siliquastrum”.

        Hai ragione, in genere si da come probabile candidato il Cercis S.

        Che fosse un Ficus sycomorus l’avevo letto anni a dietro in
        “Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante” di Alfredo Cattabiani, che solitamente è attendibile

        https://www.ibs.it/florario-miti-leggende-simboli-di-ebook-alfredo-cattabiani/e/9788852059537

        “…Nel Vangelo secondo Luca, è nominato un sicomoro nella città di Gerico.
        Un abitante di Gerico, un certo Zaccheo, essendo basso di statura, per vedere Gesù sale su un sicomoro.

        Molte tradizioni lo ritenevano l’albero presso il quale si impiccò Giuda Iscariota nei racconti dei Vangeli, dandogli quindi una connotazione negativa, in contraddizione con il suo significato di vita; tuttavia, i rami del sicomoro appaiono robusti ma in realtà sono fragili, spezzandosi facilmente.

        Si diffusero quindi maggiormente tradizioni per le quali l’albero di Giuda era invece un Siliquastro…”

        Effettivamente🙄

        pare la storia di Bertoldo che come ultimpo desiderio chiede al Re Alboino (Bertoldo, Alboino, Giselberto, Agilulfo, Marcolfa, Cunimondo, Rosamunda, Gundemberga… che bei nomi i Longobardi che ci avevano va’!) d’essere impiccato in una pianta di fragola *

        https://www.federarcheo.it/wp-content/uploads/Nomi-Longobardi.pdf

        *
        In altre versioni della storia: “Bertoldo chiede di essere lui a scegliere l’albero giusto per la sua impiccagione.

        La leggenda dice che accompagnato dal corteo per l’esecuzione ed il boia, siano ancora a passeggio per il bosco a scegliere l’albero da dove farsi penzolare”

        ps
        però il fico Sicomoro ci stava assai ma assai meglio assai, dai.

        Cioè, chi lo conosce tal Siliquastro, così privo di carisma e sintomatico mistero😎

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Ros

      ‘sie veröffentlichen’

      …che in Tedesco significa ‘pubblicano’ nel senso della terza persona plurale indicativo presente del verbo ‘pubblicare’, non ‘pubblicano’ nel senso dei Vangeli (‘Publikan’).

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  10. MOI scrive:

    @ FRANCESCO & PEUCEZIO

    ce li vedete da oggi “i Ghisa del Bepi Sala” a caccia di Maranza Fumanti ?

    MA il divieto vale solo per le ” paglie da Boomer” o anche per lo “svapo da Millennials & Gen Z ?

    … Al solito, Noi Gen X mediaticamente inesistenti …

    MA PERCHÉ ?!?!

    • Francesco scrive:

      non lo ha sciolto, il corpo dei vigili urbani, il pessimo Sala?

      a Natale stavo giusto litigando con una mia sorella che voleva ascrivere alla destra questo figuro!

      😀

      PS per modo di dire, che la famiglia viene molto prima della politica, per me

  11. Ros scrive:

    “…Ed è gioioso, a differenza di quell’altro architetto della scala accanto che girava anche lui a piedi nudi, ma un giorno la figlia ragazzina rientrando a casa lo trovò che s’era impiccato a una trave…”

    No, a una trave☹️?

    Quando ci avevate cotanto Tasso!

    Il vostro Tasso “l’albero che non ha più bisogno di morire”.

    Un lusso.

    Anzi la vostra Tassa, in quanto dici che è femmina e quindi in latinorum scientificus linnei Taxus Svaccata?🤔

    E magari non mi dirai che la vostra madama Tassa è situata pure davanti alle scuole elementari…

    Pensa che storia!

    Mannaggia alle travi facili😞

  12. Mario scrive:

    Chissà se all’ombra dei sicomori c’è riparo dalle bombe del popolo eletto…

  13. Castruccio scrive:

    Tasso, in sardo anche Linna Arrubia (legno rosso), molto più confacente alla Palestina in questo momento…

  14. Miguel Martinez scrive:

    Ieri ho mandato ad alcuni amici questo messaggio:

    In questi tempi spaventosi, noi saremo piccoli custodi di mondi vivi. Anche nel 2025!

    Ecco qualche risposta:

    “Sì è vero, non servono per forza gli angeli perché ci siano buoni custodi. E’ sufficiente che non ci siano i demoni sbagliati”

    “Completamente d’accordo, e per questo saranno meno spaventosi grazie a noi”

    “Forza e coraggio x un 2025 di resistenza!”

    “Grazie parole vere completamente da condividere”

    “Ci proviamo, Miguel, ci proviamo”

    “Caro Miguel, proprio piccoli custodi… Buon Anno della Speranza!”

    “Certo Miguel, ci saremo eccome”

    “Bellissimo conoscerti in questi tempi. Andiamo con forza dell’anima!”

    “Bravissimo!! Saremo custodi!”

    “E con questo grande proposito mi unisco a voi nel migliorare quello che possiamo con l’unione di pensieri affini”

    “Ora e sempre resistenza!”

    “Sì, lo saremo!”

    “Cercheremo di esserlo, Miguel, sempre”

    “Mondi vivi e produttivi”

    “Davvero faremo il possibile”

    “Un bellissimo pensiero condiviso in pieno”

    “Concordo è una grossa responsabilità”

    “Condivido profondamente”

    “Piccoli custodi di grandi mondi”

  15. MOI scrive:

    Sarà anche l’ Anno Cinese della Serpe Lignea …

  16. MOI scrive:

    @ PINO MAMET :

    il “vostro” 5785 inizia il 13 Febbraio ?

    • PinoMamet scrive:

      No, il 5785 ebraico è cominciato in Ottobre 2024, mo’ non ricordo il giorno… aspetta… il 2 ottobre (sera)
      (sono andato a guardare sul Lunario che a nella mia città, che ha una comunità troppo piccola per stamparselo da sola, ci spediscono dalla comunità di Milano…)

    • PinoMamet scrive:

      Il 13 Febbraio (sono andato a controllare anche questo) quest’anno cade il Tu biShvat (15 del mese di Shevat) cioè il cosiddetto “Capodanno degli alberi”;

      che era una ricorrenza diciamo “fiscale” dell’antico Israele legata al calcolo delle decime dei prodotti agricoli, e che è diventata una specie di festa minore nella quale c’è l’uso di mangiare prodotti vegetali e di dirci sopra il maggior numero di benedizioni possibili.

      (C’è un intero trattato del Talmud sui “capodanni” ebraici, che sono quattro: Capodanno/ creazione dell’uomo, “capodanno degli alberi”, “capodanno dei re” cioè da quando si calcolano gli anni di regno, e Pasqua…)

  17. MOI scrive:

    @MIGUEL

    il Calendario Islamico segnerà il 1446 ? Ma inizia il 16 Luglio , a quando viene fissata l’ Egira ?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “il Calendario Islamico segnerà il 1446 ? Ma inizia il 16 Luglio , a quando viene fissata l’ Egira ?”

      Mi sembra che segnerà il 1447, al tramonto del 26 giugno.

      • habsburgicus scrive:

        @Moi
        il 16 luglio era nel 622 d.C (933 dei Greci), poi varia, in quanto l’anno egirale è lunare..
        il 1 Muharram 1447 AH dovrebbe essere il 27/28 giugno come ha detto Miguel (dunque il Ramadan 1446 A.H. sarà in marzo 2025 d.C poiché il Ramadan è il IX mese)

        • habsburgicus scrive:

          le migliori fonti “arabe” (poi vai a vedere e sono tutti persiani o financo centroasiatici :D) hanno questi punti fissi:
          a.Egira del Profeta, 15° (o 16°) giorno del mese di Temmuz dell’anno 933 dei Greci=15 (o 16) luglio 622 d.C il dottissimo astronomo Ulugh Beg (1° metà del XV secolo d.C), da Samacanda, mi pare arrivi al 15 luglio ma i più oggi dicono il 16 😀
          b.Morte del Profeta. 8° giorno del mese di haziran dell’anno 943 dei Greci (8 giugno 632 d.C)
          P.S l’Era dei Greci è quella seleucide, nella versione giulianizzata, che parte dal 1° giorno del mese di tishrin-i evvel (1 ottobre) del 312 a.C (quella seleucide “vera” partiva dal 1 Dios che in quell’anno equivaleva al 7 ottobre 312 a.C..eodem anno, come è noto, Seleuco riprese Babilonia e si fece proclamare Dio nel Tempio di Marduk, avvenimento che destò impressione in tutto l’Oriente..e di cui non poté fregare niente a nessuno in tutto l’Occidente 😀 😀 😀 ne esiste una versione babilonese, nei testi cuneiformi, con partenza dal 1 Nisan ovvero il 3 aprile 311 a.C..en passant, gli Ebrei prendono due dei quattro capodanni di cui ci parlava l’ottimo Pino dai babilonesi, gli altri due se li saranno inventati o dedotti i rabbini :D)
          Abu’l Fida (XIII secolo d.C) ci fornisce pure la data della Nascita del Profeta nel calendario dei Greci: egli infatti ci dice che il Profeta nacque nell’anno 882 dei Greci (570/571 d.C) ma non specifica il giorno né, per quanto mi consta, aggiunge la fatidica specificazione “regnando Giustino” (volendo, “Nostro Signore”, “di buona memoria”, “piissimo”..o se volete anche “il fesso” :D,, a noi è indifferente, a lui forse no 😀 😀 :D), quello dobbiamo ricavarlo noi 😀

  18. Andrea Di Vita scrive:

    @ moi

    “Egira”

    Sicuramente siamo entrati nell’anno Juche 114

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Calendario_nordcoreano

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • habsburgicus scrive:

      secondo notizie non confermate, di origine sudcoreana, dunque quasi certamente una bufala (:D 😀 :D), per ragioni ignote, l’Era Juché sarebbe stata ex abrupto soppressa nell’ottobre 2024 (113)..attendiamo
      a Taiwan siamo anche nel 114 😀 ma della “Repubblica di Cina” (1912 d.C=1) !

  19. roberto scrive:

    OT giusto per dire che nel granducato si chiude un anno orribilmente piovoso, ufficialmente 186 giorni di pioggia!
    nessun record particolare, ma l’anno più piovoso da 12 anni a questa parte (dobbiamo ritornare al 2012 per avere 198 giorni di pioggia…il record precedente era del 1988)

    per il resto non ha quasi mai nevicato, quasi mai gelato e non ha fatto quasi mai caldo….un perenne autunno piovoso
    🙁

    https://www.meteolux.lu/fr/filedownload/628/annuaire_climatologique_2024.pdf/type/pdf

    • roberto scrive:

      a parigi piangono perché sarebbe stato l’anno più piovoso di sempre con 900.9 mm di pioggia per m2…qui ne abbiamo avuti 1090.2….

      https://www.tf1info.fr/meteo/previsions-meteo-france-paris-2024-annee-la-plus-pluvieuse-jamais-mesuree-2341491.html

    • firmato winston scrive:

      @roberto

      In mezza italia in media piove molto di piu’ gia’ negli anni normali.
      La gente ovviamente non lo sa perche’ viene martellata dai media e dagli pseudoesperti scandalistici col contrario, ma l’italia e’ uno dei paesi europei con piu’ pioggia, e con piu’ ottima acqua dolce che infatti prima dell’avvento dei verdi catastrofisti che l’hanno caricata di imposte costava pochissimo.
      Solo che e’ pioggia stagionale, per cui si alternano inondazioni e aridita’. E’ normale. Da cui la necessita’ di costruire opere di mitigazione e accumulo (che servono anche per produrre energia), cosa che non dappertutto si e’ fatto, e non perche’ non siano stati stanziati i soldi…
      Se non erro la _media_ annuale del friuli e’ ad esempio di quasi 1500 mm/anno. Ma anche li’ puo’ eccezionalmente capitare in alcune zone che per mesi non piova, e sono i fatti eccezionali che fanno notizia e diventano la norma nella testa della gente, cosa che vale un po’ per tutto e basta sfogliare un blog qualsiasi per rendersene conto 😉
      Comunque quest’anno ci sono stati piu’ giorni di pioggia del normale, io che mi muovo in bici esposto alle intemperie me ne accorgo! Ma anche questo e’ normale, ogni tanto.

      Paradossalmente, in mezzo a questo tsunami di allarmi ed emergenze gridate, dovrebbe essere il normale e il silenzio che fa notizia.

      Gli ecologisti/anticapitalisti non si rendono neanche conto che cosi’ fanno il migliore servizio al capitalismo, da cui sono platealmente strumentalizzati: non c’e’ nulla di meglio dell’emergenza per vendere ciarpame che altrimenti nessuno comprerebbe.

  20. MOI scrive:

    Conoscete una persona che parli Ki-Swahili ?

    https://www.open.online/2024/12/29/matteo-salvini-tifo-re-leone-canzone-film-video/

    …. che caspita dice l’ apertura in Mufasa 🦁 film ? 🎥 🎬🎞

    “PER SALVINI”… suona, tipo.
    😱😳😁😄😃😀

      • MOI scrive:

        Ma quello è il remake live action del primo Re Leone … qui è in Mufasa, il prequel sul padre di Simba.

        Cmq il Villain, come si è visto dai trailer, è un possente Leone Bianco a capo di un branco di leoni bianchi sul Kilimangiaro … Frecciatona a Osamu Tezuka ?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Moi

      “Conoscete una persona che parli Ki-Swahili ? ”

      Quando avevo circa 15 anni, imparai lo Swahili da un libro, abbastanza da parlarlo con un signore di cui non ricordo il nome, che faceva il commesso in una libreria sotto casa. Era un italiano nato a Rodi e vissuto in Kenya, che parlava anche greco moderno.

      Credo che potrei re-impararlo abbastanza facilmente, almeno allora mi sembrava molto bello e imparabile.

    • PinoMamet scrive:

      Sì noi a lamentarci dei politici italiani, ma intanto nel Regno Unito tale Suella Braverman ha affermato di aver visto con i suoi occhi “il muro costruito tra Italia e Turchia”.

  21. MOI scrive:

    @ PEUCEZIO & FRANCESCO

    Ma cos’ è ‘ sta storia dei Maranza che hanno espugnato Piazza Duomo a Milano ?

    … Ah, ovviamente i NeoBorbonici si sono compiaciuti come contraltare alle dita perse a scoppiare i botti.

    • Francesco scrive:

      Piazza Duomo non c’entra coi milanesi

      ci sono maranza in gita, turisti in gita, mendicanti e giocolieri

      nessun milanese ci passerebbe, giusto quelli più pii che corrono in Duomo

  22. Miguel Martinez scrive:

    Dal Messico, una riflessione semplice semplice, inoppugnabile a pensarci…

    https://comune-info.net/la-tormenta/

    Il mondo non deve essere così. Non deve essere un mondo di persone scomparse, di trafficanti di droga, di genocidi, di violenza, di migrazione forzata, di fame, di povertà, di prigioni, di riscaldamento globale. Dal 7 ottobre 2023, lo Stato israeliano ha ucciso 45.000 persone a Gaza, 17.000 delle quali bambini. Al momento in Messico risultano scomparse almeno 117.000 persone. Sono migliaia le persone che si dirigono verso gli Stati Uniti perché non esistono le condizioni per vivere nelle loro case in Messico o in America Centrale. Le guardie di frontiera statunitensi deportano più di mille migranti ogni giorno e il presidente eletto dice che ne deporterà 11 milioni. Il pianeta si sta riscaldando e i governi mondiali non sono in grado di fermarlo. Ma il mondo non deve essere così.

    2. Il mondo potrebbe essere diverso. Potrebbe essere bellissimo. Qui in questo momento, in questo posto, è bellissimo. Sentiamo la nostra ricchezza, la nostra compagnia, la nostra creatività, la nostra determinazione nel creare un mondo diverso, la nostra memoria del dolore e delle lotte. Celebriamo, celebriamo la nostra resistenza e ribellione, celebriamo il fatto di essere tra amici. Ci guardiamo intorno e pensiamo “il mondo è bello, qui abbiamo uno spazio di bellezza, una crepa nel mondo del terrore”.

    Non solo in questi giorni speciali, ma anche nella vita di tutti i giorni, in campagna o in città, viviamo con altre persone che non sono necessariamente nostri amici, ma abbiamo un certo rapporto di rispetto, di accettazione reciproca. Tutto il mondo può essere così, un mondo di creatività, di amicizie, di ricchezza, di dignità, di cura reciproca, di riconoscimento reciproco, di tolleranza. Il mondo non deve essere terrificante, il mondo potrebbe essere bellissimo.

    3. Come spiegare questo contrasto tra il male nel mondo e il bene nelle persone normali? La risposta comune è che è così, che ci sono persone buone e persone cattive, è sempre stato così, ci sono sempre state guerre e violenze, che non c’è niente da fare. Ma non è così. Se il mondo è cattivo, non è perché siamo cattivi noi, ma perché il modo in cui ci relazioniamo e connettiamo è cattivo. Cioè, la questione di come sono le persone non può essere separata dalla connessione tra loro. La connessione predominante in questo mondo è il denaro. Ci relazioniamo con le altre persone attraverso il denaro. Nelle città e, sempre più, nelle comunità.

    • habsburgicus scrive:

      hai colto l’essenza del problema, Miguel..
      purtroppo il ruolo del denaro è ineliminabile e di lì nascono tutti i problemi e financo gli orrori..
      ciò è tanto più vero oggi nella società (post)-capitalistica, poteva essere un po’ meno vero a Valladolid sotto Felipe III quando, certo, l’hidalgo non schifava il denaro ma insomma il sangre e la sua nobleza erano per lui ben più importanti !
      oggi non è più così–money rules

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “hai colto l’essenza del problema, Miguel..”

        In realtà ho solo ascoltato… l’autore è John Holloway, irlandese che ha passato molto tempo in Messico.

        Per quanto riguarda l’essenza del problema, hai mai letto René Guénon, Il regno della quantità e i segni dei tempi?

        Avevo circa 18 anni quando me lo fece leggere un amico.

        Guénon ha scritto altre cose con cui non sono per nulla d’accordo.

        Ma in quel testo, è riuscito a cogliere l’essenza di tutto ciò che stava succedendo nel mondo, dietro l’economia e la politica e tutto il resto. Anno 1945, senza citare fascismo, comunismo, democrazia, capitalismo…

        Anno 1945, ed è riuscito a cogliere l’essenza di ciò che sarebbe stato, che so, l’intelligenza artificiale.

        • Miguel Martinez scrive:

          Quell’incredibile opera di Guénon è tutta apodittica: lui dice che è così e non ti spiega perché e non cita fonti. Solo che in effetti, è esattamente così.

          Va ai principi fondanti, affermando la quantificazione del mondo e l’accelerazione dei tempi.

          Ma proprio questo ci permette di capire due cose fondamentali.

          Che è inutile ribattere contro ogni singolo sintomo di un processo inevitabile.

          Ma che possiamo anche tenerci fuori e contro il processo stesso, con distaccata dignità.

          • Moi scrive:

            Guénon li aveva previsti i Maranza ?

          • Miguel Martinez scrive:

            Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi ti insegna anche a non farne una questione di schieramenti. A capire che stiamo parlando di processi che coinvolgono tutto il Pianeta.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “esattamente così”

            No.

            Il denaro è una innovazione tecnologica. Come lo sono stati il linguaggio e il fuoco.

            Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; magari oggi sono ancora più pericolosi, ma nessun essere umano potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola.

            Se la tecnologia è pericolosa, la soluzione ideale non risiede nell’ignoranza, ma nella saggezza. Non è saggio rifiutarsi di affrontare il pericolo, anche se bisogna farlo con la dovuta cautela. Dopotutto, è questo il senso della sfida posta all’uomo fin da quando un gruppo di primati si evolse nella nostra specie.

            Il guaio semmai è che raccogliamo più velocemente conoscenza che saggezza.

            Ma non diciamo guénonate, per favore.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Peucezio scrive:

              Mah, senza fuoco e parola la vedo dura, ma senza denaro sono vissute tante generazioni, come senza scrittura e senza scuola.
              Tutto è necessario e niente è indispensabile.
              E comunque esiste il male. Lo dico da storicista: uno storicismo serio non è ingenuamente ottimista: tutto è bello e color di rosa. No, c’è anche la merda.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “tante generazioni”

                Sì, sugli alberi o quasi.

                Il fatto è che non esiste una popolazione di livello tecnologico e di sensi di popolazione superiore agli Aborigeni Australiani o Papuasi che non avesse una qualche forma di denaro.

                Il che è logico, perché il denaro consente di superare le limitazioni del baratto. Se io ho due coltelli posso barattarne uno con una pelliccia, ma bisogna che trovi qualcuno senza coltelli ma con due pellicce. Invece se trovo uno senza coltelli e con una sola pelliccia, che serve a lui, gli vendo il coltello e coi soldi vado da un altro a comprarmi la pelliccia che mi serve.

                Siamo sempre lì: tutti questi richiami a una convivenza umana “secondo natura”, senza il denaro, senza lo Stato ecc. fanno sempre riferimento a società divise in piccolissime unità autosufficienti quali non si vedono su questa terra dai tempi della preistoria. Unità in cui il numero di componenti non supera la soglia del numero di Dunbar, in cui ci si conosce tutti, tutti si fanno gli affari di tutti, nessuno è mai solo e non c’è bisogno di denaro per ha funziona tutto con la regola del donarsi reciprocamente cose. Sono descritte benissimo ne “Il mondo fino a ieri” di Desmond Morris, che parla -avendone visto di persona le Ultime vestigia- delle società della Nuova Guinea fino agli anni Settanta. Erano anche società in cui la prima causa di morte era l’omicidio, perché non esisteva alcuna autorità superiore riconosciuta per risolvere le contese e dirimere i torti. Certamente erano società assai “naturali” e certamente non conoscevano il denaro.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Il fatto è che non esiste una popolazione di livello tecnologico e di sensi di popolazione superiore agli Aborigeni Australiani o Papuasi che non avesse una qualche forma di denaro.”

                Capisco il senso generale di ciò che dici, ma i contadini degli Appennini di ottant’anni fa facevano pochissimo uso del denaro. Anche il fattore riscuoteva il grano e non il denaro dai dai contadini.

                Come mi diceva un giovane veneto, “mia nonna usava il denaro solo per comprare il sale”.

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita: “…Sono descritte benissimo ne “Il mondo fino a ieri” …”

                ne “Il mondo fino a ieri” di Desmond Lapsus Morris che era nientemeno che Jared Alias Diamond dice che spessissimo nessuno in tutta la sua vita usciva dal territorio del suo villaggio e clan, poiché era buona creanza ammazzare o essere ammazzati dal primo buon’uomo estraneo che ti capitava d’incontrare per via.

                Non farlo sarebbe stato essere indicibilmente maleducati🙄

                https://www.ibs.it/mondo-fino-a-ieri-che-ebook-jared-diamond/e/9788858410295

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                lo stato di natura però non c’entra nulla.
                le società comunitarie neolitiche sono le società antinaturali per definizione.
                Semmai è col ritorno del patriarcato di semiti e indoeuropei che si è tornati allo stato di natura: in fondo il capitalismo è quello. Ma la stessa età dei metalli.
                D’altronde basta vedere i popoli del nord, oggi egemoni, con la loro fissa per boschi, foreste, alberi…
                Io, da buon mediterraneo, amo i posti in cui ci sono le persone, altri che alberi e foreste!

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                l’errore secondo me è interpretare la storia in senso lineare e progressivo e non come una vicenda fatta di continui ritorni, regressioni, avanzamenti, arretramenti, integrazioni, circolarità…

              • Peucezio scrive:

                Perché, se si assume quest’ottica, si può interpretare anche la modernità come regressione.

                Per inciso, io nella tua visione vedo un fortissimo naturalismo, molto più che nella mia (d’altronde tu, diversamente da me, non hai una visione spirituale).
                In un certo senso credo che sia più affezionato tu allo stato di natura e interpreti le vicende umane secondo una logica naturalista ed evoluzionista di quanto non faccia io, che vedo la storia come immanenza dinamica dello Spirito.

                Il problema di ogni evoluzionismo naturalistico è che è contraddittorio alla radice, perché se non si può trascendere la natura, che evoluzione è?
                In fondo l’uomo tecnologico è un selvaggio più attrezzato, quindi ancora più selvaggio.

              • Peucezio scrive:

                Mi spiego meglio.

                Nella mia visione lo scarto fra natura e civiltà è uno scarto ontologico, metafisico.
                Che io collocherei nella rivoluzione agricola, ma questo è secondario.

                Nel tuo caso tale scarto non può esserci: tu riduci la cultura alla natura, per cui la cesura è solo di gradi, di livelli di organizzazione, ma siamo nella stessa cosa, un po’ più ottimizzata.

                Quindi tu (nel senso di chi ha una visione materialista: non intendo ridurre il tuo pensiero o interpretarlo arbitrariamente) sei prigioniero dello stato di natura, io no.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “ma i contadini degli Appennini di ottant’anni fa facevano pochissimo uso del denaro”

                Secondo me la confusione nasce dall’usare “pochissimo uso” come variante in minore di “mancato uso e conoscenza”. Il contadino che produce tutto quello di cui ha bisogno, ma alla fine di un’annata pessima fa per l’unica volta nella propria vita uso del denaro per comprare cibo per sopravvivere fino al raccolto successivo vive in un mondo completamente diverso del contadino (morto) che non aveva questa opzione. O, meno drammaticamente e più realisticamente, uno dei due contadini ha il sale e l’altro non ce l’ha, non avendo nessun vicino proprietario di saline, così come uno avrà accesso alla penicillina e l’altro no (ma questo vale pure per l’intruglio dello speziale medievale, se proprio vogliamo).

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Secondo me la confusione nasce dall’usare “pochissimo uso” come variante in minore di “mancato uso e conoscenza”. ”

                Certo.

                Ma ciò non toglie che esiste una differenza radicale tra me che oggi sono costretto a misurare ogni cosa in denaro, e il contadino che nel 1902 doveva misurare un unico, drammatico problema, in denaro.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “pochissimo”

                Anche i Genovesi, credimi, proprio il minimo indispensabile. 🙂

                Ma il denaro è come la vitamina C; a consumarne troppo si muore di spreco, ma ad averne troppo poco si crepa di scorbuto.

                “guénonate”

                Di quel libro ho letto una parte. Francamente, te lo dico in tutta sincerità, l’autore mi pare come quel tale che parlando del mare parla solo del mal di mare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Ros

                “Desmond”

                Ovviamente era Jared Diamond, grazie!

                (Lapsus freudiano, il mio, o preavviso di Alzheimer? Ai posteri l’ardua sentenza…)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “solo per comprare il sale”

                SOLO?

                Ti rendi conto che la disponibilità di sale ha fatto la differenza nell’evoluzione dell’umanità tanto quanto la disponibilità del fuoco?

                La produzione di sale, il suo immagazzinamento, la sua distribuzione e il suo utilizzo sono stati una delle principali rivoluzioni tecnologiche dell’umanità.

                Non a caso parliamo di ‘salario’.

                Sarebbe come se dicessi ‘mia nonna usava il denaro solo per pagare le bollette della luce e del gas’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Sarebbe come se dicessi ‘mia nonna usava il denaro solo per pagare le bollette della luce e del gas’. ”

                Ci sta.

                Infatti, la nonna in questione non usava il denaro per pagare le tasse, per pagare l’affitto o per pagare il cibo. usava il denaro solo per pagare e bollette della luce e del gas.

                Non è poco, ma è molto meno di tutto.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “perché se non si può trascendere la natura, che evoluzione è”

                Questo è il classico esempio di gioco di parole con cui una delle ‘due culture’ di Snow (quella umanistica) pretende di mantenere la propria presunta superiorità epistemologica sull’altra (quella scientifica).

                ‘Evoluzione’ non significa ‘miglioramento’ se non nel senso di ‘adattamento alle mutate condizioni ambientali’.

                Le popolazioni della Papuasia descritte da Jared Diamond (ringrazio ancora Ros per la correzione al mio lapsus) erano periodicamente esposte ad essere sterminate dai ricorrenti tifoni. Si salvavano badando ai vecchi, perché i tifoni più grossi capotano una volta ogni qualche decennio e solo i vecchi ricordavano, avendolo vissuto da giovani, cosa si poteva trovare da mangiare su un’isola travolta da un tifone fino a che non cresceva il successivo raccolto, salvando così la tribù dalla carestia. I primissimi Papua arrivati negli USA negli anni Trenta del Ventesimo secolo – persone ancora abituate al cannibalismo – erano scandalizzati da quello che per loro era lo stato di evidente incuria in cui vivevano gli anziani Statunitensi. Nelle loro ottocento e passa lingue la parola ‘ospizio’ non esisteva affatto.

                Possiamo invidiare la considerazione in cui venivano tenuti i vecchi nelle società dei Papua.

                Ma nessuno vorrebbe tornare a rischiare la morte per fame.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Non capisco dove sta il gioco di parole: sei tu che hai tirato in ballo lo stato di natura.
                Se tutto è natura, siamo tutti nell stato di natura.

                Ma non mi convince l’idea adattiva di cui parli.
                Il Medioevo era diverso da oggi a livello ambientale, di clima, di ecosistema?
                Sì, per piccole differenze.
                Ma non è che oggi abbiamo la tecnologia e tutto il resto delle comodità che ci fanno campare cent’anni perché è mutato l’ambiente a cui adattarci.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “è mutato l’ambiente”

                E’ mutato completamente.

                Come riconosce umilmente Barbero, noi abbiamo grosse di difficoltà a metterci nei panni anche di un personaggio famoso e documentatissimo come Dante Alighieri, figuriamoci in quelli di un qualunque villico di campagna.

                L’ambiente di Dante era lo stesso da secoli, basato sulla tripartizione fra lavoro manuale, lavoro clericale e lavoro guerresco. Ma era completamente differente dal nostro. Già allora, peraltro, si cominciavano a vedere le tracce di una nuova divisione del lavoro, contro cui Dante tuona rievocando il bel tempo che fu ad ogni piè sospinto, invocando un impero che non esisteva più che nei suoi libri, ecc. L’ambiente muta continuamente, e l’evoluzione sta nel sopravvivere e adattarsi ad esso. Il che, bada, esclude alla radice qualunque atteggiamento provvidenzialistico di tipo religioso (la Provvidenza) o laico (l’inevitabilità della grande rivoluzione proletaria). Non è neppure detto che la stessa intelligenza non si riveli alla fine un inciampo sulla via dell’evoluzione della vita umana, un vicolo cieco. In fondo non è neanche un milione di anni che è stata messa alla prova, il che sulla scala della storia di una specie è un fiat.

                In questo senso, più che mai la storia umana è un processo tutto interno allo stato di natura. Ecco perché gli atteggiamenti quasi luddisti del testo citato da Martinez mi paiono… stonati.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Ecco perché gli atteggiamenti quasi luddisti del testo citato da Martinez mi paiono… stonati.”

                Credo che ci siano due atteggiamenti diversi possibili.

                Ho due amici che in perfetta santità e umiltà combattono da una vita il mondo moderno. Vegani, senza nemmeno un vecchio nokia come ho io, per le loro scelte hanno conosciuto anche la galera. Non si sentono superiori a nessuno, ascoltano tutti, cercano di essere radicalmente onesti nei loro rapporti con tutto l’esistente, umano e non.

                Loro sono proprio contro il mondo moderno, combattono contro il “postumano” che incombe.

                Ecco, loro sarebbero “luddisti”.

                Guénon invece prendeva coscienza di un processo ineluttabile, che fa parte della struttura stessa del mondo e quindi se vogliamo cristianizzare il suo discorso, della “volontà di Dio”. E quindi sicuramente non “combatteva contro”.

                Come nemmeno io.

              • PinoMamet scrive:

                ” Già allora, peraltro, si cominciavano a vedere le tracce di una nuova divisione del lavoro, contro cui Dante tuona rievocando il bel tempo che fu ad ogni piè sospinto”

                Dante parla della divisione del lavoro??

                boh, mi manca.

                Parla di tante cose, della lingua, della poetica, è diremmo oggi un “moderato” nella polemica tra Papato e Impero che andava per la maggiore allora, rimpiange i tempi in cui l’Italia contava qualcosa a livello internazionale (diremmo sempre oggi, ed è un grosso anacronismo).

                Non mi risulta di aver letto niente di suo sulla divisione del lavoro o sulla mitica (perchè mai esistita) “società tripartita” medievale, che si inventa un vescovo francese di un paio di secoli prima come modello ideale al quale, secondo lui, la società sarebbe dovuta ispirarsi (mentre era assai più complessa).

                Semmai mostra di dar pochissima importanza alla “poca nostra nobiltà di sangue”: sono altre le cose che lo interessano…

              • PinoMamet scrive:

                Per il resto, l’argomento non è tra i miei favoriti, ma neppure io sono “luddista” e neanche decrescitista, e men che mai passatista.

                Continuo a credere nel progresso.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ pino Mamet

                “Dante”

                Mi riferivo a quando nell’Inferno attacca quella che per lui è un’esagerata ostentazione di ricchezza, cui contrappone – qua e lat – una mitica parsimoniosa modesta degli antenati. Poi a quanto ne so è l’unico a condannare …chi spende troppo! (“Perché burli? Perché butti?”). Ricchezza e scialacquo resi possibili da accumulazione di capitale del tutto sconosciuta e non prevista nella rigida società che lui immaginava, dove sarebbe stato impossibile che un “villano” fosse più ricco di un imperatore (come sarebbe avvenuto già due secoli dopo la sua morte, coi Fugger).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

            • Miguel Martinez scrive:

              Per ADV

              “Ma non diciamo guénonate, per favore.”

              Ho il sospetto che tu non abbia letto il Regno della quantità e i segni dei tempi.

              Perché Guénon non propone alcun modello di società: osserva i processi di quantificazione e la loro accelerazione.

            • PinoMamet scrive:

              Ehm, non è proprio così…

              Dante condanna gli scialaquatori perché era l’eccessiva prodigalità, lo spreco, era un peccato pari e contrario all’avarizia.
              Oltre tutto a Firenze e penso anche altrove esistevano circoli di atei/epicurei che ritenendo inesistente l’aldilà, pensavano a godersi l’aldiquà 😉 in maniera estrema, con casi di impiccati dopo aver perso tutto al gioco ecc.
              Da cui il legame, poco intuitivo per noi moderni, tra prodigalità e suicidio.

              La classe sociale non c’entra niente e in realtà Dante non mi pare ne parli mai.

              L’unica cosa vagamente simile (ma solo all’apparenza, in realtà non c’entra nulla) è quando dice che un ciabattino/indovino della mia città avrebbe fatto meglio a fare solo il ciabattino, ma non perché Dante non volesse che si arricchisse.. per non andare all’inferno (come eretico credo).

              Per il resto, al tempo di Dante e Boccaccio c’erano cavalieri poveri in canna e villani ricchissimi, e mi pare che fosse considerato più o meno come “cose che succedono”, nessuno si scandalizzava.

              Il fatto è che- e QUESTA è la differenza con la società moderna- il denaro NON era il valore assoluto.

              Non stava scritto da nessuna parte che il nobile dovesse essere ricco, ma ci si aspettava che si comportasse “nobilmente”.

              • PinoMamet scrive:

                Rispondevo a ADV.

              • PinoMamet scrive:

                Ho fatto una ricerchina e in effetti nel Convivio (Trattato IV) Dante parla dell’idea comune di “nobiltà”… per condannarla come falsa e priva di fondamento

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Pino Mamet

                “nobilmente”

                Allora, stando a quanto scrive Barbero (che oltre alle mie letture dantesche è la mia fonte preferita 🙂 ) Dante, che nobile dai contemporanei non era considerato, fece di tutto per rivendicare le proprie antiche origini nobili (Cacciaguida!) disaccoppiando al contempo l’idea di ‘nobiltà’ da quella di ‘ricchezza’ che già al suo tempo (di lì a pochi decenni sarebbero saliti al potere i Medici) si stava affermando. Per Dante ‘nobile’ è il cavaliere che si può permettere di armare un cavallo in battaglia, meglio ancora se discendente di ‘cavalieri’ nello stesso senso. E lui stesso da giovane aveva combattuto col proprio cavallo a Campaldino. Metà del Paradiso è popolato di teste coronate, di cui fa un lungo elenco; e fin dal primo canto dell’Inferno profetizza che sarà chi governerà ‘fra feltro e feltro’ (con chiaro riferimento a un titolo feudale) che ricaccerà la ‘lonza’ nell’inferno da cui ‘invidia prima dipartilla’. C’è addirittura un passo del Purgatorio dove i protagonisti sono identificati dai loro stemmi araldici. E se uno va a contare nobili e teste coronate fra i dannati ne trova pochine. E’ vero che già ai suoi tempi un villano poteva essere più ricco di un nobile, ma mi sembra quantomeno dubbio che Dante vedesse ciò di buon occhio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                E’ pieno di nobili all’Inferno. Più che altro perché i nobili ricoprivano i ruoli di potere e Dante cita gente illustre, mica perfetti sconosciuti.

      • Francesco scrive:

        mi permetto di dissentire: il primo omicidio avvenne prima della nascita del denaro.

        e pure il Paradiso lo abbiamo perso aggratis.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “denaro”

      “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi il denaro, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
      E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi il denaro, non sono nulla.
      E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi il denaro, niente mi giova.
      Il denaro è paziente, è benigno il denaro; non è invidioso il denaro, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.
      Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
      Il denaro non avrà mai fine.
      Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
      La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.
      Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.
      Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia.
      Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
      Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e il denaro; ma di tutte più grande è il denaro!”

      George Orwell, ‘Fiorirà l’aspidistra’, introduzione

      Ciao!

      Andrea Di Vita

  23. Moi scrive:

    Nuovo trend : compiacersi in modo classista della “Selezione Naturale dei Migliori” per i rincari degli skipass alle Settimane Bianche; qualcuno li vorrebbe ancora più cari perché c’è cmq tanta gente ; poi ovviamente ci sono gli esclusi che evocano “la Karma” (alcuni lo scrivono così …) che faccia venire una Valanga , vindice di classe.

  24. MOI scrive:

    Ufficialmente, è fra gli uomini più intelligenti (QI) del pianeta :

    https://www.bbc.com/news/articles/cy53vz1qpx1o

    Elon Musk changes his name to Kekius Maximus on X

    • roberto scrive:

      moi

      “fra gli uomini più intelligenti (QI) del pianeta”

      mi è capitato qualche tempo fa un tizio che sul curriculum (!) indicava il suo QI che era, a suo dire, di molto superiore alla media

      • PinoMamet scrive:

        Geniale! 😉

      • Moi scrive:

        Il QI viene spesso calcolato sulla base di test di logica matematica , spazialità geometrica, “out of the box thinking”, domande “finto-facili”, sequenze numeriche “permutate” o simili … ebbene :

        contrariamente a quel che si crede, almeno queste sono qualità allenabili (!) a livello mentale !

        Qualcosina la so : contare le negazioni in una frase , sulla base del principio di elisione reciproca delle negazioni … se le negazioni sono pari la frase è affermativa, se sono dispari è negativa ; per molte cose ci sono teoremi e formule di matematica “malfatte o non-fatte a scuola”; bisogna imparare a trascrivere le frasi in equazioni con le incognite e metterle a sistema …

        • Moi scrive:

          Secondo me un vero test d’intelligenza dovrebbe essere molto pratico … spesso sono invece test di abilità matematiche (quindi studiabili) mascherate.

          • Moi scrive:

            Poi magari ‘sta roba si è evoluta … sicuramente PANISCUS ne saprà di più, anche (!) a livello “organizzativo” di “che cosa gli facciamo fare concretamente” intendo.

          • roberto scrive:

            moi

            “Secondo me un vero test d’intelligenza dovrebbe essere molto pratico ”

            mi limito all’utilizzazione dei test per le assunzioni

            su questa cosa ho una posizione molto eretica e fuori moda.

            I test di intelligenza non hanno nessunissima utilità, se non appunto scremare i candidati quando ne hai troppi (cosa che in sé secondo me è fintamente utile: in realtà rischi di scartare tizio che non sa completare la serie 1-5-9-X ma che potrebbe diventare un eccellente avvocato/economista/traduttore/politologo e di tenerti il rainman che un test del genere lo fa ad occhi chiusi ma con il quale è impossibile lavorare)

            fai passare colloqui seri e alla fine se uno ha l’intelligenza necessaria per il lavoro salta sicuramente fuori

            • habsburgicus scrive:

              su questa cosa ho una posizione molto eretica e fuori moda.

              concordo al mille per cento con Roberto !

            • Peucezio scrive:

              Io abolirei qualsiasi tipo di test.
              Solo con una chiacchierata capisci le persone.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Solo con una chiacchierata capisci le persone.”

                sono d’accordo

                manterrei per certi lavori una prova scritta, ma certo non un test.

                tre lavori fa 🙂 il mio capo (pace all’anima, una persona deliziosa) aveva escogitato questo sistema per trovarmi un collega
                1. prova scritta
                2. colloquio
                se tutto era andato bene
                3. “stai per una giornata in ufficio con roberto”

                abbiamo in effetti trovato un collega eccellente 🙂 e scartato un paio che erano pure andati bene al colloquio ma che non sembravano troppo tagliati per quel lavoro (anzi una era scappata proprio…)

        • roberto scrive:

          moi

          “contrariamente a quel che si crede, almeno queste sono qualità allenabili (!) a livello mentale !”

          assolutamente vero!

          tra l’altro quel genere di test sono in genere la prima parte del concorso per diventare eurocrati e si, posso confermare che ci si può facilmente allenare, al punto che ho il sospetto che vengano usati più che altro per testare la buona volontà e la motivazione dei candidati

          • Ros scrive:

            roberto: “contrariamente a quel che si crede, almeno queste sono qualità allenabili (!) a livello mentale !”

            assolutamente vero!…”

            fiuuuuu, menomale🥴!

            Perché la prima – e l’ultima volta – che ho provato a farne uno m’ha dato come risultato di correre subito al CAF a richiedere la pensione di invalidità.

            • roberto scrive:

              ros

              “Perché la prima – e l’ultima volta – che ho provato a farne uno ”

              se può consolarti, la prima volta che ne ho fatto uno ho avuto un risultato inferiore a quello che avrebbe avuto un piccione un po’ scemo…davvero, una roba umiliante…poi dopo un momento di scoraggiamento (non ce la farò mai…) mi sono davvero sbattuto ed al concorso che ho passato ho fatto 98/100 (…fra tutte le prove è l’unico risultato che mi ricordo perché mi aveva dato un’enorme soddisfazione passare in qualche mese da piccione scemo ad essere umano normalmente funzionante)

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          ” sulla base del principio di elisione reciproca delle negazioni”

          Che in italiano non esiste in nessun modo in maniera rigida 😉

        • Peucezio scrive:

          Il problema dei test del q.i., che pure qualcosa la dicono, è che non è chiaro in che misura pretendano di valutare capacità innate o invece acquisite.
          Nel caso del WAIS-IV, oggi in voga, la cosa è palese: comprende anche test di cultura generale e di abilità linguistiche palesemente legate al livello di istruzione e al contesto sociale in cui si è cresciuti.
          Ma allora tu non mi stai valutando le potenzialità innate della persona.

          Ma il fatto è che anche nei test logico-matematici puri gli istruiti vanno mediamente meglio, perché l’istruzione crea una forma mentis più adatta a quel tipo di abilità.

      • Moi scrive:

        “out of the box thinking” credo che sia fra le cose più interessanti

      • Moi scrive:

        Elone Muschio deve cmq compiacere i Nerd ALT Right … quindi fa la cosa giusta, con la Nerdata di DX del Kekius Maximus.

        • PinoMamet scrive:

          Faccio notare che l’ascesa di Elone Muschio è stata preparata da decenni di Batman, ma soprattutto dalla popolarità (credo costruita a tavolino) del personaggio di Iron Man, che ne è la versione ancora più tamarra, per niente “oscura” ma anzi molto convinta di sè stessa.

          (Leggo ora su Wikipedia che in effetti Iron Man è stato concepito negli anni ’60 proprio come “eroe capitalista” le cui storie erano fermamente permeate di anticomunismo)

          • Moi scrive:

            Be’, in effetti i suoi “Super Villains” Storici sono un Sovietico e un Cinese a lui coevi. Poi ha un ” aiutante / sidekick (v.o.) ” nero per poter risultare inclusivo.

          • Moi scrive:

            Nei film Marvel lo fanno redimere / evolvere da “Fenomeno Sborone” 😉 a Mentore di Peter Parker (studentello squattrinato) fino all’ Estremo Sacrificio di Sé.

          • Ros scrive:

            PinoMamet: “…Faccio notare che l’ascesa di Elone Muschio è stata preparata da decenni di Batman, ma soprattutto dalla popolarità (credo costruita a tavolino) del personaggio di Iron Man…”

            Nel 2017 usciva su Fox la serie tv “APB, A tutte le unità”.

            https://www.youtube.com/watch?v=Vh0phGRvnYI

            “…Basata a grandi linee su un articolo del New York Times Magazine, la serie racconta la vita di un immaginario ingegnere miliardario, Gideon Reeves, che perde il suo migliore amico in un tentativo di rapina fallito.
            Il killer rimane a piede libero, allora Gideon chiede giustizia rivolgendosi ai poliziotti del 13º distretto del Chicago Police Department, ma lì è presente una dilagante corruzione e c’è una mancanza di fondi: per questi motivi, il distretto è ormai fuori controllo.

            Così Gideon decide di investire milioni di dollari di tasca propria per farlo ripartire e riavviarlo come una forza di polizia privata migliore e più tecnologicamente dotata di qualsiasi altra divisione…”

            Justin Kirk con Elon Musk c’ha pure, volendo, una certa somiglianza (bianco, due occhi, due orecchie…);

            poi, vabbe’, c’è Natalie Martinez a fare la poliziotta tosta che gli manca solo la parola

            https://www.youtube.com/watch?v=BT_K78reXAA&t=57s

          • Francesco scrive:

            Vostro Onore, mi oppongo!

            i soldi di Batman servono come giustificazione ex-post di tutti i bat-aggeggi che il nostro ha a disposizione

            un bel giorno qualche rompicoglioni deve aver chiesto al direttore della baracca “ma come fa a pagarsi tutta quella roba?”

            ricordo che Batman è stato inventato da dei ragazzini

            invece Ironman mi pare un prodotto più “industriale”, poi col tempo è molto migliorato e ha acquisito spessore

            manca un bel super-eroe comunista (se non contate Superman Red Son)

            😀

  25. Peucezio scrive:

    Miguel,
    una riflessione sul fascismo.

    In buona sostanza, se ho ben capito, tu lo interpreti come una sorta di apice di una modernità accentratrice, “d’acciaio”, di cui anche lo stalinismo, ma per certi versi perfino lo statalismo di Roosevelt sarebbero delle varianti.
    In sostanza, dopo il capitalismo borghese (e il socialismo) borghese ottocentesco, si creerebbe, nella prima metà del Novecento, una società di massa, dell’inquadramento, dell’irregimentamento.

    In effetti mi pare un’interpretazione molto pertinente e abbastanza valida.

    Però io credo che il discorso vada articolato, perché vi è una specificità del fascismo che non è riducibile a questo.

    E cioè è vero che in quel momento probabilmente si è toccato il massimo dell’accentramento e della società di massa nella parabola dell’Occidente.
    Ma è anche vero che il fascismo è leggibile anche come una sorta di resistenza da una parte agli eccessi individualistici del capitalismo imperialista americano e dall’altra agli eccessi collettivistici del socialismo asiatico.
    In sostanza il fascismo rappresenta anche una sorta di resistenza, di difesa di una specificità, dell’Europa interna, col suo ceto medio, con le sue strutture, che, spaventata dall’imperialismo occidentale del capitale e da una parte e dall’impero asiatico (la Russia) dall’altro, difende una sua specificità intermedia, una visione organica, corporativa, non privatistica e non statalista, e un tentativo di riscatto quindi dei paesi come l’Italia e la Germania, a loro modo refrattari a questi due modelli estremi, benché più affini al primo (almeno come autopercezione e tensione; nei fatti è da vedere).
    In fondo anche la stessa questione ebraica sta lì: da una parte l’ebraismo dei banchieri newyorkesi, dall’altra quello dei dirigenti bolscevichi, cui costoro contrappongono un’Europa nazionale, dei gentili.

    In sostanza, da una parte c’era la talassocrazia, dall’altra l’impero continentale. Loro speravano di ritagliarsi uno spazio fra questi due giganti, quasi una sorta di restituzione del Sacro Romano Impero (il III Reich è quello e il riferimento fascista alla romanità va nello stesso senso).

    In questo senso il fascismo sarebbe sì, in un certo senso, una sorta di apice della modernità, ma di una modernità laterale, peculiare, dissidente.

    Che ne pensi?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “una riflessione sul fascismo.”

      Interessante.

      Parto da una premessa: faccio fatica a considerare il “Fascismo” con la maiuscola, come una categoria ideologica, una specie di archetipo.

      Forse l’unico fascismo “puro” è semplicemente quello che passava nella mutevole testa di Benito Mussolini.

      Il resto sono persone molto diverse, in realtà molto diverse, che hanno trovato qualche motivo, pratico e/o emotivo, per sostenere Mussolini in un certo momento. Già a studiare il fascismo toscano, si scopre una varietà enorme, dagli industriali del Monte Amiata alla piccola borghesia urbana di Lucca, dai proprietari urbani di mezzadrie contadine a reduci che avevano cominciato la loro attività come anarchici, a funzionari locali della polizia. Gente che proveniva sempre da altre storie, che nascevano prima del fascismo.

      Se poi espandiamo questa varietà a tutto il periodo fascista, a tutta l’Italia; e poi ai movimenti che in altri paesi hanno ammirato Mussolini, o si sono trovati alleati di Mussolini per i motivi più vari ci perdiamo, forse non c’è più niente da definire.

      Detto questo, non ho presente nessuna critica significativa nel fascismo ai “banchieri ebrei di New York”, al massimo c’era un’invidia spinta degli imperi inglese e francese. E forse (a differenza della Germania) nemmeno una particolare antipatia per le “orde bolscèviche d’Oriente”, casomai c’era l’odio violento contro i “pacifisti”, i “disertori”, quelli che mentre i futuri fascisti rischiavano la vita in trincea, parlavano male della guerra. E c’era sicuramente la paura del caos indotto dagli scioperi operai, e l’accusa ai contadini di sfruttare la loro situazione privilegiata alla sorgente del cibo.

      Inoltre, non so quanto il fascismo avesse una vocazione “europea”. Casomai rivendicava il Mediterraneo, la sponda libica, Tunisi, l’Etiopia.

      Ma poi sicuramente nella produzione di pensiero 1919-1945 in Italia, si potrà trovare tutto e il contrario di tutto: anche ad esempio il corporativismo cattolico di Amintore Fanfani.

      • Peucezio scrive:

        In effetti il mio discorso era più geopolitico che dottrinale o sociale.

        Se sul piano dottrinale il fascismo più puro è quello italiano, con il suo idealismo hegeliano, Gentile, lo stato organico, ecc., mentre nel nazionalsocialismo c’è un’accozzaglia un po’ spuria di evoluzionismo razzista ottocentesco e irrazionalismo mistico primonovecentesco,

        sul piano operativo e pratico io direi che il nazionalsocialismo è forse l’unico vero fascismo, nel senso che è l’unico che si è opposto frontalmente sia al capitalismo che al marxismo, sia al Mare che all’Asia.
        Il fascismo è stata continua compromissione con il giacobinismo d’oltralpe prima, con gli inglesi poi, senza farsi mancare una buona amicizia, in certe fasi, coi bolscevichi… gli ebrei non ne parliamo…

        • Peucezio scrive:

          In un certo senso il fascismo italiano è stato “redento” da quello tedesco.
          Con conseguenze tragiche, ma quella era una guerra dello Spirito: la si vinceva perdendola.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “sul piano operativo e pratico io direi che il nazionalsocialismo è forse l’unico vero fascismo, nel senso che è l’unico che si è opposto frontalmente sia al capitalismo che al marxismo, sia al Mare che all’Asia.”

          In effetti, mi sembrava di vedere un forte tocco nazionalsocialista nel “fascismo” che descrivevi. Almeno nella descrizione dei suoi presunti nemici.

          Ma credo che il “nazismo” venga chiamato “fascismo” soprattutto perché i sovietici hanno deciso di usare questo termine, immagino per non infangare il nome del “socialismo”. E poi perché hanno sempre voluto evitare di demonizzare i tedeschi e la loro nazione, per cui il nome astratto e non tedesco di “fascismo” poteva definire meglio il nemico.

          • Peucezio scrive:

            Io credo che la Seconda Guerra Mondiale sia stato il vero scontro epocale, il vero terreno in cui il fascismo, nelle sue varie declinazioni, ha combattuto e ha perso.

            Io identifico il fascismo con l’Asse.
            Mi rendo conto che è una scelta, come tale opinabile, una di quelle possibili.

            • PinoMamet scrive:

              Mah, mi sembra molto, molto opinabile, considerando che Mussolini non apprezzava neppure particolarmente Hitler e che mezzo fascismo avrebbe preferito allearsi con gli USA…

              È proprio questo fenomeno della, come dire, “nazificazione ” dei neofascisti che mi incuriosisce.

              Come se di tutto il Ventennio costassero solo gli ultimi anni, e riletti pure con lenti “tedesche”.

              Credo che la svolta sia il Settrmbre ’43, in effetti… da lì i fascisti costruiscono la narrazione del “tradimento ” dell’alleato germanico e l’identificazione fascismo/nazismo.

              Ma è un punto di vista molto parziale e, udite udite, persino ingeneroso nei confronti del Fascismo storico.

              • Peucezio scrive:

                Capisco il tuo punto di vista e oltretutto si radica in dati oggettivi.

                Potrei dirti questo, e cioè che la storia scavalca le intenzioni e dà alle cose un segno indipendentemente anche dai progetti a priori degli uomini.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per PinoMamet

                “È proprio questo fenomeno della, come dire, “nazificazione ” dei neofascisti che mi incuriosisce. ”

                Verissimo!

              • Peucezio scrive:

                D’altronde credo che il fascino dei “fascismi” stia proprio in questo scontro titanico con le due potenze planetarie.

                Se il III Reich fosse stato come l’Italia mussoliniana pre-Abissinia il fascismo, nelle sue varie declinazioni, sarebbe stato solo un pezzo del consesso internazionale dell’epoca, ad esso organico, solo un po’ più autoritario e con della retorica in più. Sai che figata…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “D’altronde credo che il fascino dei “fascismi” stia proprio in questo scontro titanico con le due potenze planetarie.”

                Totalmente d’accordo.

                Se la Chiesa non avesse letteralmente demonizzato il Diavolo, nessuno oggi si divertirebbe a fare il satanista.

              • Moi scrive:

                @ PEUCEZIO

                Senza Lager, la Germania Nazista NON sarebbe stata più “razzista” dei coevi Stati Uniti d’ America !

              • Francesco scrive:

                Ma, scusatemi se oso intervenire, a me pareva che il fascismo italiano ce l’avesse con francesi e inglesi (all’epoca Imperi mondiali) che non con americani e russi (troppo lontani per quel provinciale di Mussolini)!

                E il fastidio per il riemergere dei tedeschi, nemici storici e concorrenti per il ruolo di “Calimero d’Europa con voglie di rivalsa” è un altro fatto storico, no?

                Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ma, scusatemi se oso intervenire”

                Concordo su tutto!

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Se sul piano dottrinale il fascismo più puro è quello italiano, con il suo idealismo hegeliano, Gentile, lo stato organico, ecc.”

          Il fascismo non l’ha certo inventato il povero Gentile. Gentile ha cercato a posteriori di dare qualche parvenza di teoria alle azioni di Benito Mussolini. Anche lì, secondo i suoi filtri personali, che provengono da molto prima del fascismo, come i filtri di tutti quelli che per i motivi più diversi hanno seguito Mussolini.

          • Peucezio scrive:

            Certo.

            Una cosa sono le dottrine, una cosa le applicazioni, una cosa le contingenze storiche, una cosa le società e le loro sensibilità, ecc.

            Però o il fascismo è una mera contingenza storica ai limiti dell’aneddotico, ma allora non ha senso parlare di “fascismo”, tanto vale parlare di storia italiana dal ’19 al ’45, di Mussolini, dello squadrismo, poi del regime… il fascismo si dissolve in tante cose diverse e in parte opposte.
            Ma se invece parliamo di “fascismo” parliamo per forza di cose anche di un sistema ideologico, di una dottrina e l’unica dottrina ufficiale del fascismo è quella di Gentile.

    • PinoMamet scrive:

      Sul Fascismo (italiano: agli altri la parola mi messa infilata piuttosto a forza…) la penso come Miguel.

      Mi stupisce anzi che, a quanto mi pare di capire, molti neofascisti, post-fascisti o ammiratori vari la vedano come Peucezio! cioè riconoscano o ritrovino nel Fascismo cose che non c’erano affatto, ma che sono diventate per loro importanti dopo , forse come spiegazione della sconfitta nella guerra.

      Vedo giusto oggi, su un sito dedicato alle immagini di propaganda nel mondo, svariate immagini (fotografie o dipinti) di Mussolini impegnato nei lavori agricoli; secondo gli anni, in giacca e cravatta, a torso nudo, in camicia a mezze maniche, con cappellino sportivo o con cappello di paglia, con il falcetto, con il trattore o con la trebbiatrice, ma sempre impegnato nella “battaglia del grano”.

      Nella quale non si parlava di banchieri newyorkesi, ebrei o meno, ma semmai delle ingiuste sanzioni che la Perfida Albione aveva imposto all’Italia perché invidiosa del suo Impero.

      Ho visto anche, nello stesso sito, delle immagini sempre fasciste, nelle quali in effetti si parlava dei bolscevichi, ma solo per paragonare il loro insuccesso (immagine di strade desolate con morti di fame che si trascinano) con il supposto successo fascista (immagine di famiglie floride con casolari circondati, appunto, di grano…)

      • Peucezio scrive:

        Verissimo.
        Però quando esamini le basi dottrinali del fascismo, cioè quest’idea organicista per cui la vita dell’individuo è ordinata e spiritualmente informata allo stato, alla nazione, capisci che siamo all’antitesi assoluta di ogni capitalismo e comunismo e all’antitesi assoluta del ruolo ebraico nella storia, che è anticomunitario per definizione (per le comunità altrui intendo).

        In un certo senso, fino al ’38, il fascismo ha tradito i suoi presupposti.
        Poi, sai la politica estera spesso è dovuta a contingenze tattiche…

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “capisci che siamo all’antitesi assoluta di ogni capitalismo”

          Secondo me hai accettato senza riserve la balla capitalista che vede nella parola “capitalista” un sinonimo di “liberale”.
          Il capitalismo riguarda il sistema economico, non quello politico, e la parola descrive un sistema in cui i mezzi di produzione non sono in mano ai lavoratori ed in cui la ricchezza circola principalmente attraverso scambi. Quanto sia pervasiva la limitazione della libertà individuale da parte dello Stato non ci dice granché sulla natura capitalistica o meno dello Stato.

          Quindi sì, il fascismo è in opposizione al socialismo e al liberalismo, ma prevede un sistema economico fondamentalmente capitalista (o, comunque, ad economia mista).

          • Peucezio scrive:

            Io non mi riferivo al sistema politico, ma all’opposizione al sistema capitalistico mondiale, quello legato essenzialmente all’impero inglese, al controllo marittimo, alla finanza.
            Poi, certo, il fascismo non abolisce il capitalismo, al massimo lo tempera, lo subordina.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Io non mi riferivo al sistema politico, ma all’opposizione al sistema capitalistico mondiale, quello legato essenzialmente all’impero inglese, al controllo marittimo, alla finanza.”

              Il sistema capitalistico consiste nell’investire denaro per trasformare risorse in prodotti/rifiuti, nella speranza di ricavare più denaro di ciò che si è investito.

              Poi che l’impero inglese fosse più bravo inizialmente a farlo, non c’entra molto.

              • Peucezio scrive:

                Come non c’entra?
                Se sei il più bravo sei il capitalismo per antonomasia.

                Il capitalismo mica è nato in Emilia o in Andalusia o in Russia.
                È nato essenzialmente fra Inghilterra e Olanda.

          • Francesco scrive:

            >>> Secondo me hai accettato senza riserve la balla capitalista che vede nella parola “capitalista” un sinonimo di “liberale”.

            Toh, io credevo fosse una balla della propaganda comunista! che giustifica la sua oppressione politica proprio identificando liberalismo e capitalismo.

            Strana la vita.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          ” cioè quest’idea organicista per cui la vita dell’individuo è ordinata e spiritualmente informata allo stato, alla nazione, capisci che siamo all’antitesi assoluta di ogni capitalismo e comunismo e all’antitesi assoluta del ruolo ebraico nella storia, che è anticomunitario per definizione (per le comunità altrui intendo).”

          Qui posso essere in parte d’accordo.

          Mussolini ha scritto tantissimo (se ricordo bene, la sua Opera Omnia consta di 25 corposi volumi). E per quel poco che ho sfogliato i suoi scritti, credo che ricorra spesso l’idea della superiorità dello Stato, inteso come ente metafisico, rispetto a… e qui non siamo più d’accordo, perché penso che per Mussolini – come per tutti i “napoleonici” – lo Stato è sì nemico degli “individui” ma anche delle “comunità”.

          Che è un po’ il punto di vista anche del nostro ADV 🙂

          Ti consiglio di leggere gli scritti di Banti, che dimostrano che il fascismo fu l’erede naturale del Risorgimento.

          Con la sua ideologia di annientamento delle comunità reali, di anti-campanilismo, di mitologia imperialromana come se gli italiani fossero tutti piccoli giuliocesari.

          Ripeto, lo dico senza demonizzare il fascismo.

          • Peucezio scrive:

            Sì, in parte hai ragione, ma questo è proprio il punto che intendevo sollevare dall’inizio.

            E cioè che se è anche vero che il fascismo nasce come stato contro le comunità, proprio come tu descrivi, nei fatti i fascismi sono diventati i difensori di modelli meno accentrati contro quelli che de facto averano portato questo modello “fascista” all’estremo, cioè proprio i nemici del fascismo.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “i, nei fatti i fascismi sono diventati i difensori di modelli meno accentrati contro quelli che de facto averano portato questo modello “fascista” all’estremo, cioè proprio i nemici del fascismo.”

              Su questo sono abbastanza d’accordo.

              Proprio perché il fascismo fu centralista, fu anche gerarchico; e per questo i singoli gerarchi locali avevano un potere enorme, e potevano fare cose molto diverse tra di loro, nel bene o nel male – mi raccontano di uno stimatissimo nobile dei colli romagnoli, che fu a capo di una valle e venne ricordato con rispetto decenni dopo; come mi raccontano anche del figlio di un oste qui a San Frediano, squadrista giovanissimo che commise il primo omicidio che non era ancora maggiorenne, e che fino al 1943 si permetteva di molestare le ragazze e rubare le biciclette con prepotenza ai passanti.

              A dimostrare la pochezza delle nostre categorie, fu solo con la Repubblica Sociale che divenne possibile mandarlo via.

              Credo che anche il nazismo avesse un modello analogo, in cui i singoli gerarchi erano come feudatari e non semplici amministratori.

              • habsburgicus scrive:

                Credo che anche il nazismo avesse un modello analogo, in cui i singoli gerarchi erano come feudatari e non semplici amministratori

                ancora di più..pensiamo a gerarchi meno noti, ma non per questo meno famigerati, come Martin Mutschmann in Sassonia !
                in Germania, a differenza dell’Italia, i gerarchi avevano spesso anche de iure il controlo dell’amministrazione..
                ad esempio, il sopra citato Mutschmann era Reichsstatthalter [ovvero rappresentava il Reich in base alla legge del 7/4/1933] e parimenti Gauleiter [cioè rappresentava il NSDAP, unica forza politica legale nel Reich dopo la legge del 14/7/1933];
                in Prussia, ove c’erano grandi province (e Goering era suo Ministro-Presidente oltre che Presidente del Reichstag, sin dall’estate 1932, e varie altre cariche inclusa quella di Supremo Venatore del Reich :D), molti Gauleiter erano anche Oberpräsidenten insomma erano super-prefetti o “governatori” di regione (per usare il lessico italico dei giorni nostri), ad esempio Hinrich Lohse era Gauleiter dello Schleswig-Holstein [Partito] ma al contempo Oberpräsident di quella Provinz della Prussia [Stato]..il tipo oscurissimo in Germania ebbe la sua notorietà in qualità del Commissario del Reich per l’Ostland, con sede a Riga, con autorità su Estland , Lettland, Litauen e, un po’ separata dal resto, fino al 1/2/1944 financo Weissruthenien “Rutenia Bianca” (Belarus)

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                interessante questo aspetto.
                La continuità del fascismo di logiche di potere locale precedenti.

                Carlo Levi spiega che ad Aliano i sanfedisti erano diventati fascisti e i giacobini antifascisti (sto schematizzando, non ricordo benissimo, dovrei ricontrollare, ma più o meno era qualcosa del genere).

          • firmato winston scrive:

            @miguel
            “e qui non siamo più d’accordo, perché penso che per Mussolini – come per tutti i “napoleonici” – lo Stato è sì nemico degli “individui” ma anche delle “comunità”.
            Che è un po’ il punto di vista anche del nostro ADV 🙂
            Ti consiglio di leggere gli scritti di Banti, che dimostrano che il fascismo fu l’erede naturale del Risorgimento.
            Con la sua ideologia di annientamento delle comunità reali, di anti-campanilismo, di mitologia imperialromana come se gli italiani fossero tutti piccoli giuliocesari”

            La penso anch’io cosi’: ma tutto cio’ e’ ancora piu’ in diretta conseguenza dell’idea di nazione e nazionalita’: se non erro uno dei suoi iniziatori fu Herder, che da questo punto di vista diventa anche un antesignano dell’ideologia del politicamente corretto (la lingua che non solo rappresenta, ma e’ la comunita’ e i suoi pensieri e la sua visione del mondo, per cui cambiando la lingua delle persone ne si cambia l’essenza).
            E se ci pensate un po’, le “humanities” della scuola obbligatoria attuale da napoleone in poi, seguendo questa logica, sono state progettate proprio allo scopo di forgiare il popolo della nazione (da cui acquisisce un significato abbastanza “sinistro” la difesa a oltranza della Scuola Obbligatoria e di Stato: vuol dire che l’indottrinamento ha funzionato alla perfezione – e aggiungeteci la pretesa della “scuola permanente” di adesso, che richiede sempre piu’ da sempre piu’ professioni l’acquisizione e il rinnovo continuo di crediti formativi fino alla morte civile).

            Sono le cose nascoste, nascoste come la famosa lettere di Poe, quelle che ci influenzano di piu’, perche’ lo fanno senza che ce ne rendiamo conto.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per firmato winston

              “Sono le cose nascoste, nascoste come la famosa lettere di Poe, quelle che ci influenzano di piu’, perche’ lo fanno senza che ce ne rendiamo conto.”

              Vero!

          • habsburgicus scrive:

            consta di 25 corposi volumi

            35, Miguel, almeno nell’edizione di Duilio Susmel

            • habsburgicus scrive:

              che poi sarebbero 34 (il XXXIV contiene la “Storia di un anno” forse, da un punto di vista storico, la più importante e utile opera di Mussolini, in genere trascurata da amici e nemici, così come non viene considrato come meriterebbe il discorso del 2 dicembre 1942-XXI che fa venire la pelle d’oca..Mussolini nella “Storia di un anno” comprende, con retta analisi storica, che il XXV luglio (1943) è conseguenza necessaria dell’8 novembre 1942 e del passaggio agli americani di Darlan che poi lo ricompenseranno laaciando che gli inglesi e i gollisti lo uccidano 😀 e quindi Mussolini, anche se implicitamente, si autoassolve e attacca in modo obliquo la Germania in quanto fu la Germania a volere condizioni “miti” per i francesi)….
              il XXXV è una cronologia

    • Peucezio scrive:

      Comunqe mi rendo conto che un oggetto di indagine può essere inquadrato da diversi punti di vista, tutti legittimi, dalla descrizione storica e sociologica di un particolare regime, fino alla dottrina filosofica che c’è dietro, alla geopolitica mondiale, ecc.

      In questo caso ciò a cui io volevo arrivare è la collocazione del fascismo nell’economia della storia otto-novecentesca europea e mondiale.
      Cioè che roba è questa qui, come si infila nella vicenda più generale, che ruolo ha?

      E a me pare che il fascismo, inteso in senso geopolitico, ma anche socioeconomico, astraendoci dagli aspetti più strettamente contingenti o da quelli dottrinali puri, sia essenzialmente un fenomeno di resistenza in senso geopolitico a quello che ho detto (il Mare e l’Asia) e in senso socioeconomico una sorta di tentativo di riscatto del ceto medio dalla pressione del grande capitale da una parte e delle masse proletarie organizzate dall’altra.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “In questo caso ciò a cui io volevo arrivare è la collocazione del fascismo nell’economia della storia otto-novecentesca europea e mondiale.”

        Il problema secondo me sta nella definizione del termine.

        Per fascismo intendiamo il fascismo, cioè il tentativo fallito di Benito Mussolini, fantasioso giornalista, di governare l’Italia tra il 1919 e il 1945?

        O intendiamo i tanti movimenti nel mondo che in quegli anni hanno avuto qualche spunto di ammirazione per quello che faceva Mussolini, per mille diversi motivi? Gli ucraini cattolici che si ribellavano a Stalin cosa avevano in comune con i futuristi milanesi?

        • Miguel Martinez scrive:

          “Il problema secondo me sta nella definizione del termine.”

          Secondo me qui cadiamo nella solita macchina del moto perpetuo a energia avversaria: gli “antifascisti” hanno deciso che esiste un Mostro Archetipico Universale, chiamato “Fascismo”. E quindi chi non è d’accordo con loro, accetta questa idea, e si schiera con il Mostro Archetipico Universale. Che magari non esiste.

          • Peucezio scrive:

            Quella è un’altra questione ancora.
            Il fascismo eterno come spauracchio dei vincitori e tabù assoluto, metafisico è un costrutto successivo al fascismo storico, ma ora non mi stavo riferendo a quello.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “Il problema secondo me sta nella definizione del termine.”

          Questa non l’ho capita, fai la domanda alla mia risposta?

          Ho proprio proposto un’accezione di fascismo, fra quelle possibili, e ho detto come si configura secondo me se inteso in quell’accezione.

      • Francesco scrive:

        Per quel che può interessare, sono d’accordo con Peucezio su questo punto!

        Fascismo e nazismo sono stati vissuti dalle rispettive borghesie/classi dirigenti come reazioni, dure perchè disperate, all’annichilimento dei rispettivi paesi da parte delle “forze storiche emergenti”

        Solo che già l’ex Kaiser aveva capito prestissimo che AH e i suoi erano una banda criminale e non una soluzione a una situazione difficile. non per nulla hanno eliminato tutti quelli che non erano dei loro. In questo, Mussolini fu molto meglio di Hitler, come essere umano.

        La tragedia è che moltissimi europei sono rimasti dalla loro parte per patriottismo o paura del nemico o “c’è la guerra”

        Grazie a Dio, ne eravamo usciti. Ma a quanto pare solo per un pò.

        Ciao

  26. MOI scrive:

    L’anno scorso, i Maranza di Milano da Tiktok avevano dichiarato espressamente il Ramadan come il proprio periodo di “Letargo” [sic] prima di tornare a comandare … commenti del tipo “ora capite perché Israele non ha scelta ?!” ; ” così imparate a votare Sala !” ; “qua al Sud non glielo permetteremo
    mai : siamo organizzati e solidali , la Mafia meglio dello Stato Italiano !”

    • PinoMamet scrive:

      Confermo di aver letto molti commenti simili, in risposta a un video dove un tizio marocchino faceva il bulletto per le strade di Torino;
      commenti del tenore di “da me a Catanzaro non durerebbe cinque minuti”.

  27. PinoMamet scrive:

    OTissimo

    ieri mattina leggo su un social un commento scandalizzato di una conoscente (mezza età, di centro sinistra) perché una trasmissione Rai avrebbe ospitato una parodia di Augias.

    C’era uno spezzone della presa in giro, con un imitatore (devo dire non molto bravo) che impersonava un Augias che si vantava della noiosità dei suoi programmi.
    (A dire il vero credo che i difetti di Augias siano altri, comunque vabbè).

    Scopro che il programma era Viva Puccini, un programma di musica classica affidato alla “maestro” Venezi, in quota Meloni, e condotto dalla palestratissima Bianca Guaccero, in quota Ballando con le stelle.

    immagino che gli occupanti meloniani della Rai si siano voluti togliere qualche sassolino, perché, al poco che ho visto, il numero di Augias non aveva particolare vis comica e sembrava più che altro una ripicca.

    Ciò detto, non capisco neppure l’indignazione della sinistra (dopo la mia conoscente, mi sono apparsi diversi articoli di giornale dello stesso tono):

    si può ridere di papi, presidenti, politici, ci mancherebbe che non si possa ridere di Augias.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Immagino fosse un programma di risposta a quello che faceva Augias, sempre sulla Rai, con quell’altra musicista che – conoscendo l’italiano – si definisce “maestra” e “direttrice d’orchestra”.

      “i difetti di Augias siano altri”

      Ma infatti Augias ha tutti i difetti (veri) che si attribuiscono alla sinistra: superbia, prosopopea, smaccato desiderio di salire in cattedra (lo fa nel suo attuale programma) e impartire lezioni…
      E’ strano che non abbiano colto al volo e si siano inventati difetti che non ha. Forse perché anche questi altri condividono superbia, desiderio di salire in cattedra ecc…

    • roberto scrive:

      a me augias invece piace e sicuramente se ne può ridere come si può ridere di chiunque…solo che quella cosa mandata in onda era francamente una schifezza senza capo né coda, che non strappava nemmeno un sorriso, nemmeno al pubblico che ride per il bagaglino, e che palesemente aveva come solo scopo quello di prendere di mira un personaggio inviso al sultano….che poi è un classico della “satira” di destra: non se la prende con il sultano ma con chi non piace al sultano

      niente di male, per carità, semplicemente squalifica chi l’ha ideato

  28. Moi scrive:

    Bisognerebbe vedere il video “incriminato” … cmq NON mi sorprende lo scandalo a SX.
    Si inserisce nel contesto del “Fare battute sul Potere dei Maschi Bianchi Etero Cis Binari è Satira … farle sulle Minoranze (una donna miliardaria, pure bianca etero cis binaria, in euro è considerata socialmente più debole di un netturbino maschio bianco etero cis binario) è Bullismo.

    • MOI scrive:

      Come quando FIOM fischio la Meloni e lei rispose “Non sapevo che Chiara Ferragni facesse la metalmeccanica !” … Ovviamente si parla del periodo di massima popolarità, 10 mesi prima del famigerato “Vaso di Pandoro” [cit.]

  29. MOI scrive:

    Da oggi tutta Italia conosce il Red Garter “Amerihano” 🇺🇸🦅di Firenze … dopo che ha scatenato il Web sui Social per la nuova “policy” 😀 di proibire di cantare in Napoletano !

    • roberto scrive:

      moi

      “red garter”

      non pervenuto in lussemburgo

    • PinoMamet scrive:

      Lo scopro stamattina: un locale di karaoke a Firenze in cui si potrebbe cantare in italiano e in tutte le lingue straniere, ma il gestore avrebbe proibito il napoletano, come scopre un giovane beneventano che ha tentato di cantare una canzone neomelodica ed è stato fermato dai dipendenti che gli hanno spiegato la politica del gestore.

      Questa la versione del giovane beneventano.

      La versione del gestore è che il giovane sia stato fermato dopo aver tentato di cantare una seconda canzone mentre il locale ne permette solo una a persona.

      Il giovane racconta poi di essere andato in un’altra sala, che uno dei dipendenti si sarebbe detto dispiaciuto mentre un altro gli avrebbe detto “se non ti piace il locale puoi anche andartene” e lui con i suoi amici infatti se n’è andato.

      Boh?
      Due note: la canzone neomelodica, secondo il giovane “molto nota”, è del tutto ignota a nord del Volturno;
      sono stato a un matrimonio di un amico in cui un gruppo di terribili reggiani si è impadronito del karaoke per fare il repertorio completo di Luciano Ligabue (che in pratica è una sola canzone, tutta di merda) ed effettivamente avevo voglia di cacciarli dal locale, ma non prima di averli seviziati.

      • PinoMamet scrive:

        “..la canzone neomelodica, secondo il giovane “molto nota”, è del tutto ignota a nord del Volturno..”

        intendo la canzone che voleva cantare il ragazzo, di tal Angelo Famao

      • roberto scrive:

        il neomelodico è chiaramente una manifestazione satanica e come tale va combattuta. ma sai cosa mi è venuto in mente?

        estate 2018, in una sacramento arroventata dal sole, ci troviamo in una specie di bidonville centroamericana, case sgarrupate, gente dalla faccia poco rassicurante, siamo gli unici bianchi in giro ….entriamo per cenare in un family restaurant completamente vuoto e buio…ordiniamo e mentre aspettiamo i nostri tacos o quel che era, entrano quelle che sembravano due famiglie di tagliagola. una 20ina di persone in tutto, dagli 0 ai 30 anni, tatuaggi da gang, teste rasate, pistole in bella vista.
        vabbé mi metto l’anima in pace e inizio a pensare che tutto sommato ho avuto una bella vita, quando quello che aveva la faccia più losca di tutti intona con voce acutissima da usignolo una canzone d’amore…risponde un secondo ergastolano con un controcanto bellissimo e romantico da farmi piangere. quando arrivano i nostri tacos, interviene quella che sembrava la moglie dell’ergastolano, una dea caraibica della bellezza, vestita da battona da poco prezzo (ricordo il dettaglio dei sandali da mare ai piedi e le unghie con lo smalto che ormai stava andando via) e anche lei canta in modo fantastico una melodia piena di nostalgia e romanticismo…ormai noi siamo tutti e quattro travolti dalle emozioni, praticamente in lacrime, quando entrano altri 3-4 personaggi, sempre più brutti e loschi, ma con chitarre e cajon invece delle pistole, e li parte una fiesta della madonna, con tanti e balli travolgenti.

        quando arriva il cibo per in nostri ormai amici, ci alziamo per pagare non senza aver abbracciato tutti e ringraziato per la serata…il proprietario si scusa per il casino dicendo, a mo di giustificazione, che erano clienti abituali e che fanno sempre così

        (un paio di dettagli li ho inventati per amore di scrittura 😉 )

  30. PinoMamet scrive:

    Visto che siamo in tema canzoni, mi stupisco che l’infallibile Moi non abbia trattato l’argomento Tony Effe.

    Dico la mia in sintesi: il problema non sono le parolacce, ma che si tratta di musica di merda.
    La “censura” è evocata alla cazzo di cane per fare scena.

    (E aggiungo una nota su Elodie, con le sue dichiarazioni “si scandalizzano perchè mi spoglio, e allora mi spoglio ancora di più”: ma chi si scandalizza??
    Quello è l’Iran. In Iran saresti eroica. In Italia sei una bella ragazza poco vestita, ce ne fossero di più).

  31. Peucezio scrive:

    Andrea,
    scrivo qui per praticità.
    Non capisco in che senso nel Medioevo l’ambiente fisico, l’ecosistema climatico, biologico, ecc., in cui l’uomo si muoveva fosse diverso dal nostro.

    Cioè in che senso l’acqua corrente, le automobili, l’elettricità, le tecnologie digitali, il riscaldamento, la medicina moderna siano necessarie per il clima, la flora e la fauna del mondo del 2025 e non di quello del ‘300.
    Mi pare invece che la differenza è che l’età media si è alzata enormemente.

    Cioè non è che nell’Otto-Novecento e poi dal 2000 l’ambiente fisico sia diventato più ostile costringendoci a sviluppare la tecnologia per non estinguersi, mentre fino al ‘700 era meno ostile e non c’era bisogno di svilupparla.
    Anzi, dalla metà del ‘300 faceva più freddo di oggi, quindi semmai del riscaldamento avrebbero avuto più bisogno loro di noi.

    Non ho proprio capito cosa intendevi.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Peucezio

      “cosa intendevi”

      Tu stesso hai scritto ‘Mi pare invece che la differenza è che l’età media si è alzata enormemente.’

      Già questo è un cambiamento di ambiente epocale.

      Forse ho capito perché non ci capiamo 🙂 : per me anche gli esseri umani, non solo il clima o le piante, fanno parte dell’ambiente cui altri esseri umani devono adattarsi evolvendo, perciò l’ecumene è un sottoinsieme dell’ambiente.

      Insisto: Dante, poeta geniale, era il tipico ‘laudator temporis acti’, tutto preso dalla nostalgia di un passato mitico. Il brano su Cacciaguida è esemplare. L’idea che le persone dovessero saper sfruttare le opportunità invece che impegnarsi nel rivivere le passate virtù gli era totalmente estranea. Non a caso Ulisse lo sbatte all’inferno e Cacciaguida in Paradiso.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Non a caso l’Italia avrebbe avuto pace interna solo dal 1860, e questo fingendo di non sapere cosa successe al Sud per altri due o tre decenni.

        E l’Europa solo dopo il 1945, se ampliamo lo sguardo.

        Credo che Dante avesse a cuore quello, quando auspicava un Papa e un Imperatore garanti della pace.

        Ciao

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “Credo che Dante avesse a cuore quello”

          OAAF!

          Esatto! Concordo al centomila per cento!

          Tutta l’invettiva del Purgatorio, dopo l’incontro con Sordello (‘Vieni a veder la gente quanto s’ama!’) denuncia questo.

          Solo che …vieni nel mio carrugio. Per Dante la pacificazione dell’Italia doveva venire per forza da un imperatore erede di Roma (‘quella Roma onde Cristo è Romano’). L’unico suo ideale, l’unica salvezza che concepiva era nel passato.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            daje torto!

            quanti secoli di guerre ci sono stati in Italia e in Europa, senza alcun esito? e oggi abbiamo un simulacro di imperatrice Ursula solo in forza della sconfitta storica dell’Europa Occidentale a seguito della 2GM

            il Sommo poeta ci aveva visto lunghissimo

  32. Peucezio scrive:

    Pino,
    “Per il resto, l’argomento non è tra i miei favoriti, ma neppure io sono “luddista” e neanche decrescitista, e men che mai passatista.
    Continuo a credere nel progresso.”

    Curioso come ormai anch’io posso dire la stessa cosa.

    Forse un po’ luddista lo sarei stato, d’altronde la prima industrializzazione ha prodotto quelle masse degradate di sottoproletariato ottocentesco che doveva veramente vivere in gironi infernali come non ci sono stati né prima né dopo. E d’altronde probabilmente senza quello non avremmo avuto ciò che è venuto dopo.
    Anche se amo l’Italia contadina anni ’50 ed è difficile negare che il boom abbia sfregiato le città e il paesaggio talvolta in modo violentissimo (ancora oggi vedi tanti quartieri anni ’60-’70 e sono orrendi), però è anche vero che, insomma, viviamo bene, a 70 sembriamo come sembrava un quarantenne anche solo sessant’anni fa, ecc.
    E speriamo che duri, che non ci sia l’inversione di marcia.

    Forse sarà che la cultura progressista è diventata decrescitista, ecologista, biciclettara, monopattinara e quindi, per contrapposizione, viene voglia di riscoprire il più sano e prometeico vitalismo futurista, con tanto di accaio, tubi, rombi, slanci…
    E fossero solo le biciclette tanto care a quel minus habens di Sala. Ma se si arriva al fatto che se ti ammali o ti vendi la casa e vai a dormire sano ma sotto i ponti (e poi ti ammali lo stesso), o non ti curi e crepi, è difficile esserne contenti.
    Ed è questo che vogliono prepararci. Con la benedizione dei soloni neoliberisti (che oggi sono tutti di sinistra, ecologisti e gay-friendly).

    Il progresso tecnico e materiale è diventata un’eresia reazionaria, una forma di vera dissidenza politica, in un mondo che ci vuole poveri, nudi, a dormire sotto il cielo, nutrirci di bacche, e felici.

    In un frangente storico del genere difficile non dare totalmente ragione ad Andrea Di Vita.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “Il progresso tecnico e materiale è diventata un’eresia reazionaria”

      Mi sembra che tu segua più gli editoriali di Libero e del Foglio che i testi minimamente scientifici.

      Non so cosa sia “il progresso”.

      So cos’è il consumo di risorse non rinnovabili in tempi brevu, per trasformarle in prodotti e poi in rifiuti.

      Questo processo, l’unico misurabile, negli ultimi anni è:

      1) tornato indietro? Cioè si consuma meno risorse di 20 anni fa? Si producono meno rifiuti di 20 anni fa? (attenzione parlo della quantità complessiva di rifiuti, non della fantasia del “riciclaggio”)

      2) è rallentato? Cioè si consumano sempre più risorse, ma a un tasso di aumento minore di 20 anni fa?

      3) si sta accelerando? Cioè si consumano alla fine sempre più risorse, a un tasso sempre più veloce?

      Penso che qualsiasi studio dirà che complessivamente siamo al punto 3).

      Che poi il risultato di 3) sia inevitabilmente un mondo in cui vivremo poveri, nudi e sotto il cielo, ma con le bacche estinte, è un altro discorso.

      • Peucezio scrive:

        Io però non entravo in questo merito.
        La decrescita è diventata un’ideologia e io credo che il nesso col cambiamento climatico sia molto debole: se non ci fosse stato quello avrebbero trovato un altro pretesto.

        Anche perché non c’è solo il progresso tecnico, c’è anche quello sociale.
        Cioè la qualità della vita non dipende solo dai mezzi impiegati, ma anche dalla distribuzione delle risorse.

        E non puoi certo dirmi:
        “che figata il neoliberismo che crea pochi miliardari e miliardi di proletari precarizzati che non possono curarsi, comprarsi una casa, ecc. così salviamo il pianeta!”
        Perché sai bene che, se pure è vero che un utilizzo minore delle risorse da parte di tutti può contenere il danno, una maggiore concentrazione di queste non aiuta in nessun senso.

        Inoltre qualcuno mi deve spiegare in che cosa non comprare il gas da Putin ma comprarlo al doppio dagli americani salvi l’ambiente, visto che Putin comunque lo vende ad altri.
        Il risultato è solo che il pensionato si riscalda meno, per risparmiare.
        Ma anche questo ci viene venduto come progresso.

        Quando, grazie al combinato disposto, oltre che dell’ecologismo simbolico e di facciata, della geopolitica occidentalista e del neoliberismo di rapina saremo arrivati davvero a vivere nelle grotte (tranne pochi privilegiati), ci diranno che abbiamo raggiunto l’acme del progresso umano.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “La decrescita è diventata un’ideologia e io credo che il nesso col cambiamento climatico sia molto debole”

          La decrescita (decroissance/degrowth) è un pensiero che riguarda un numero estremamente piccolo di professori di scuola media, contadini, blogger e altre persone, che seguono il pensiero dell’ottimo Schumacher e di Serge LaTouche, che ho sentito cantare canti popolari francesi in una fattoria sulle Alpi Apuane.

          Non va confusa con l’ossimoro della “Crescita Sostenibile” che va di moda nei media e tra i politici. Non c’entra proprio nulla.

          E’ come confondere il tizio del paese di montagna che ha fatto la moneta alternativa per comprare il formaggio di capra con il Fondo Monetario Internazionale.

          Se gli editorialisti di Libero e del Foglio vogliono deliberatamente fare dei mischioni (“ZTL = decrescita”, “criticare Israele = tifare per Hitler”), se la vedranno con Dio al Giudizio Universale.

          • Peucezio scrive:

            Sì, adesso non stiamo a cavillare sui termini, ho presente La Touche e mi sta anche simpatico, ma io mi riferivo all’ideologia che vuole che andiamo a piedi, viviamo in case fredde o addirittura senza casa perché dovremo venderle, che non ci curiamo perché lo stato non può più mantenere la sanità pubblica, che mangiamo solo vegetali, ecc. ecc.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              ” ma io mi riferivo all’ideologia che vuole che andiamo a piedi, viviamo in case fredde o addirittura senza casa perché dovremo venderle, che non ci curiamo perché lo stato non può più mantenere la sanità pubblica, che mangiamo solo vegetali,”

              Ma non esiste questa ideologia.

              Esistono persone come me che dicono che andare a piedi o in bici, dove si può, occupa meno spazio e fa meno danni che andare in auto. E’ un fatto, non un’ideologia.

              Mai sentito qualcuno dire che vuole che viviamo in case fredde. Casomai l’esatto contrario: viene imposta la coibentazione delle case per ridurre gli sprechi, e ho qualche dubbio su questo perché sospetto che le trasformazioni possano sprecare ancora più risorse.

              Sulle case che dovremmo vendere, è vero, gli agenti immobiliari mi suonano sotto casa continuamente, proponendo di farci fare un affare vendendo questa casa, o comprando un’altra come “ottimo investimento” perché lo potremmo affittare ai turisti.

              Sulla sanità pubblica, mai sentito nessuno sostenere dei tagli per principio: sono “purtroppo necessari perché c’è Putin che ci minaccia”, oppure ci sono “tanti sprechi, la salute privata è più efficiente”.

              Sul mangiare “solo vegetali”, i vegani in Italia sono il 2,4% della popolazione. Non so tra i dirigenti dell’industria, della finanza, dei media o della politica quale sia la percentuale.

              Quindi, no. Non c’è la “ideologia della decrescita”. Ci sono casomai le problematiche sottolineate da ADV.

            • PinoMamet scrive:

              “Ma non esiste questa ideologia.”

              Ma sì che esiste.
              Come tutte le ideologie, ha una serie di giustificazioni, che elenchi, che sono naturalmente tutte “indispensabili” e “per il nostro bene”.

              e poi c’è il piccolo reperto/campanello d’allerme, o “red flag” come va di moda dire adesso, che Peucezio coglie.

              Nel caso dei Covid, era “vietato uscire oltre 400 metri di distanza” o “vietato correre da soli” o… beh lì c’era ampia scelta 😉 almeno in Italia la gestione è stata totalmente irrazionale e con l’unico scopo di terrorizzare e fare interiorizzare la voglia di controllo;

              nel caso delle cose “ecologiche”, “che ci fanno stare bene”, è per esempio il divieto di fumo… anche all’aperto!! a meno di 10 metri da un passante… cioè, a Milano, ovunque

              • Moi scrive:

                Perché Devi Salvare Il Pianeta … adruvànd al cul ed chièter ! 😉

              • Moi scrive:

                da “adruvèr” letteralmente “adovrare” o più comunemente “adoperare” … significato “usare” .

                Ma suppongo fosse intuibile dal contesto ! 😉

              • Moi scrive:

                E ti colpevolizzano pure se ti compiaci di avere ancora un po’, un minimo, di benessere personale …

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “Inoltre qualcuno mi deve spiegare in che cosa non comprare il gas da Putin ma comprarlo al doppio dagli americani salvi l’ambiente”

          E qualcuno mi deve spiegare in che cosa fare le Olimpiadi in Arabia Saudita farà passare la tosse a mia nonna.

          Poi non escludo che esista qualche demagogo che fa il collegamento, ma tocca a lui spiegarlo, non a noi “ecologisti”.

        • Moi scrive:

          Il Sistema Pensionistico in Italia è destinato a finire con i Boomer … noi Gen X abbastanza vecchi da sapere cos’è stato il Novecento, troppo giovani però per beneficiarne.

          Millennial, Gen Z, Alfa , Beta (neonati da ques’ anno, pare) NON gliene ferega un cazzo, nella convinzione di diventare milionari con i Social. Per loro l’ alternativa al Capitalismo come Schiavismo Legalizzato non è mai esistita.

      • Peucezio scrive:

        In ogni caso, se mi trovi un testo scientifico che dice che le ciclabili e il divieto di fumo di Sala, ma più in generale i palliativi che si applicano in Europa, devastanti per l’economia e la qualtià della vita nell’Europa stessa, sono davvero decisivi nel contenere il cambiamento climatico, ti dirò che comincio a pensare che il mondo accademico vive in una bolla autoreferenziale di autoconferma.
        Per fortuna non c’è solo l’Occidente e altri sono più pragmatici e seri.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Cioè il fatto che un cittadino possa girare liberamente in bicicletta senza venire stirato dallo stronzo di turno sul macchinone è devastante per la qualità della vita?
          Forse per la qualità della vita dello stronzo, ma lo stronzo se ne può andare tranquillamente affanculo per quel che mi riguarda.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per MT

            “Cioè il fatto che un cittadino possa girare liberamente in bicicletta senza venire stirato dallo stronzo di turno sul macchinone è devastante per la qualità della vita?”

            Peucezio ha il pregio di porre domande che non ci poniamo normalmente, dando risposte drammatiche e discutibili, dove sovrappone tra di loro cose che non c’entrano (tipo “decrescita” e “crescita sostenibile”).

            Io ad esempio ho forti dubbi sulla propaganda per “comprare l’auto nuova più sostenibile”, magari con l’aiuto di fondi pubblici.

            Già l’auto è devastante di per sé; figuriamoci la rottamazione di una vecchia auto e la produzione di una nuova, magari astrattamente meno inquinante.

            Inoltre, la “nuova auto” è sicuramente mille volte più “elettronica”, e qui si aprono tanti dubbi: la perdita di controllo meccanico/umano sulle cose; il controllo da fuori (pensiamo a quello che è successo in Libano quando gli israeliani hanno trasformato i walkie talkie in bombe); e poi ancora capiamo poco del rapporto tra elettromagnetismo e cellule degli esseri viventi, e lì l’intero pianeta è stato radicalmente cambiato in pochi decenni.

            • roberto scrive:

              Miguel

              « Già l’auto è devastante di per sé »

              Pensa alla povera marilisa che quando ritrova la tranquillità del suo villaggio deve fare 30 km di macchina per andare a lavorare (lo dice lei che i turisti impediscono ai locali di prendere la loro adorata macchina)

        • roberto scrive:

          peucezio

          “davvero decisivi”

          dai peucezio, ma che domanda è?
          nessuno ha mai preteso che un divieto di fumo o una pista ciclabile siano decisivi per il cambiamento climatico

          saranno piccole misure locali, che possono contribuire a rendere la vita meno sgradevole localmente e basta

          gli altri sono pragmatici e seri, ma vivono in città che soffocano di smog e camminano sulle di bustine di plastica, contenti loro…

          • Peucezio scrive:

            Contenti loro…
            È il prezzo del progresso, di far accedere a miliardi di persone che non le hanno mai avute a tutte le cose che noi abbiamo da almeno tre generazioni.

            O loro non ne hanno diritto, nemmeno decenni dopo di noi, perché sono nati in Cina e in India?

            Ma proprio per l’impatto di un fenomeno simile su quella scala, sono gli unici che si stanno attrezzando e si attrezzeranno a porvi rimedio.

            A Pechino il cielo non è più biancastro e inquinato come anni fa: la situazione ha cominciato a migliorare. Sta succedendo quello che a Milano è successo già anni fa.

            Mentre noi ci balocchiamo con le cagate per rendere a Milano la vita un inferno per chi ci vive, loro hanno modernizzato un paese e ora lo stanno anche pian piano ripulendo.

            Non amo il modello autoritario cinese del controllo pervasivo, ma di fronte a tutto ciò mi tolgo tanto di cappello.
            Noi stiamo diventando un paese desolato, povero, imbarbarito e loro stanno diventando un paese ricco e civile.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “O loro non ne hanno diritto, nemmeno decenni dopo di noi, perché sono nati in Cina e in India?”

              Non è questione di “avere diritto”.

              Il concetto di risorse… provo a semplificare in modo poco politicamente corretto.

              Ci sono 100 maschietti e 100 femminucce.

              20 maschietti hanno 4 mogli a testa, che tengono rigorosamente rinchiuse in harem personali.

              20 maschietti hanno una moglie a testa, 60 manco quella.

              Gli 80 maschietti esclusi “non hanno diritto anche loro” a 4 mogli a testa da sigillare ciascuno nel proprio harem?

              Non saprei da dove partire per rispondere…

              cosa vuol dire “avere diritto” in un contesto di questo tipo?

              • roberto scrive:

                Miguel (e Peucezio)

                “Non è questione di “avere diritto”.

                il discorso è ancora più semplice. usare meno sacchetti di plastica non ha nessun effetto globale, ma ha un effetto concreto sul posto dove vivi. ne usi pochissimi e i pochissimi che usi li raccogli? vivrai in città senza sacchetti di plastica. ne usi una caterva e non li raccogli? vivrai nella monnezza

                (credo che questa sia napoli)
                https://www.theguardian.com/cities/2016/oct/27/which-is-the-worlds-most-wasteful-city#img-1

                quindi si, credo che le misure che vengono prese *non salveranno il mondo* ma sicuramente hanno un impatto sulla qualità della vita locale

                prendiamo il divieto di fumo vicino alle persone a milano.

                leggo che secondo l’ARPA il 7% delle porveri sottili viene dalle sigarette e mi sembra un’enormità…Ma prendendo questo dato per buono, certo non si salverà il mondo ma ci saranno un pochino di polveri sottili in meno a milano, e soprattutto potrai stare seduto tranquillo ad un bar all’aperto a berti il tuo caffé, senza che qualcuno ti intossichi con la sua sigaretta di merda.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “il discorso è ancora più semplice”

                Pienamente d’accordo.

                Il dubbio ce l’ho eventualmente su misure che hanno effetti collaterali che a volte possono peggiorare la situazione.

                Il classico esempio è quando ti impongono di compare l’auto nuova superelettronica. Certamente meno inquinante, ma siamo sicuri che non inquini alla fine di più tutto il processo produttivo dell’usa-e-getta?

                Oppure appunto la pedonalizzazione che finisce per snaturare davvero distretti interi.

                Infine, i parcheggi interrati che tolgono le auto dalle piazze… ma obbligano i residenti a pagare per ciò che altrove è un servizio gratuito, costano in maniera esorbitante a farli, attirano traffico ulteriore da fuori, e “pedonalizzano”.

                Se i critici si concentrassero su questo invece che su una presunta “ideologia che vuole farci soffrire”, facendo di ogni erba un fascio, si potrebbe arrivare a costruire insieme qualcosa.

              • roberto scrive:

                miguel

                “ma obbligano i residenti a pagare per ciò che altrove è un servizio gratuito,”

                tu pensi che esista un diritto al parcheggio gratuito sotto casa?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “tu pensi che esista un diritto al parcheggio gratuito sotto casa?”

                Non ho idea se Nel Libro Divino dei Diritti Umani ci sia scritto.

                So che i residenti tendono ad abbandonare il centro anche (tra mille motivi) perché dicono che è impossibile trovare un posto per l’auto, mentre se vai a Novoli lo trovi.

                Certo, puoi fare come fanno tanti che hanno pagato 50.000 euro a testa a un camorrista per un pezzettino di terreno in quello che era un giardino, su cui parcheggiare.

                Come sai, io faccio direttamente a meno dell’auto. Ma mi interessano le conseguenze di certe scelte.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Peucezio

          “In ogni caso, se mi trovi un testo scientifico che dice che le ciclabili e il divieto di fumo di Sala, ma più in generale i palliativi che si applicano in Europa, devastanti per l’economia e la qualtià della vita nell’Europa stessa, sono davvero decisivi nel contenere il cambiamento climatico”

          Sfondi non porte, ma praterie aperte.

          E’ come dire, “comincerò a lavarmi le mani quando uno studio scientifico dimostrerà che garantisce l’immortalità”.

          Noi ci battiamo qui per la ZTL 24/7, per motivi molto semplici: permette a chi risiede qui di avere la ragionevole possibilità di trovare un posto sotto casa per la propria auto la sera, nonostante la movida. E quindi permette a chi vive in centro di godere degli stessi diritti di chi vive in periferia. Poi permette di avere un posto auto gratuito, come ce l’ha chi vive in periferia, e rende quindi non necessario scavare giganteschi parcheggi sotterranei privati dove chi vive in centro, è costretto a comprarsi il posto auto da un privato.

          Ma nessuno ha mai pensato che potesse essere “decisivo nel contenere il cambiamento climatico”.

          • Peucezio scrive:

            Sai qual è il punto?
            Questa è una cosa che chi non è di Milano non capisce.

            Tu sei contro le macchine perché a Firenze vuoi CONSERVARE lo statu quo, cioè mantenere la città più umana e vivibile.

            Io sono per le macchine per lo stesso motivo: a Milano le vogliono togliere per SNATURARE Milano, per stravolgerla nella sua essenza più profonda, per trasformarla in una piazzetta di culattoni fighetti che con Milano non ha più nulla a che spartire.

            • Miguel Martinez scrive:

              Per Peucezio

              “Io sono per le macchine per lo stesso motivo: a Milano le vogliono togliere per SNATURARE Milano, per stravolgerla nella sua essenza più profonda, per trasformarla in una piazzetta di culattoni fighetti che con Milano non ha più nulla a che spartire.”

              Scusa.

              ZTL non vuol dire “togliere le macchine”.

              Vuol dire che in una certa zona della città, può parcheggiare solo chi già ci risiede.

              Come potrebbe una cosa simile snaturare la città?

              Poi se mi dici che fanno zone pedonalizzate, sono d’accordo con te: anch’io sono contrario. Ma non è ZTL.

              • PinoMamet scrive:

                “Come potrebbe una cosa simile snaturare la città?”

                Perchè stiamo parlando di Milano .

                Milano non è Gubbio, non è Urbino, non è Orvieto; e non è neanche Firenze.

                A Milano il centro storico lo hanno distrutto nell’Ottocento e sotto il Fascismo.

                Adesso esiste Milano, una città dove ci si può muovere in tram, in metro, in macchina , se sei un odioso fighetto finto ecologista sborone anche in bici (no, non è vero; in Emilia Romagna ti puoi muovere in bici, perché le cazzo di città sono tutte piccole e in pianure; nel resto d’Italia ti muovi in bici se sei ciclista, o per fare lo sborone)

                ma a piedi non ti sposti dal tuo quartiere, e vedi di camminare svelto!

                Non tutto il mondo è Firenze…

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Milano non è Gubbio, non è Urbino, non è Orvieto; e non è neanche Firenze.”

                Sicuramente.

                E il centro di Milano mi sembrava popolato più che altro da uffici, vent’anni fa: adesso non so quale sia l’impatto del turismo sul centro.

                Ora, non capisco perché il centro si dovrebbe improvvisamente riempire di fighetti, per il fatto che ci siano dei limiti all’ingresso di auto di residenti in altre parti della città.

                Capirei se parlassi di pedonalizzazione, che trasforma case e botteghe in una sfilza di “vetrine” di brand di lusso.

              • roberto scrive:

                continuo a non capire che male fanno le isole pedonali, a parte ai residenti che evidentemente pensano di avere il diritto di parcheggiare sotto casa, e che evidentemente non possono vivere senza macchina

                certo, non dico di trasformare le città in zone pedonali e certamente grandi strade di scorrimento a quello devono servire, scorrere. Ma per il resto, cosa c’è di più piacevole di una stradina dove puoi camminare tranquillamente, fermarti a vedere i negozietti, parlare con i conoscenti….siete davvero strani (cioè uguali a tutti i residenti dei centri storici d’italia)

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Roberto

                “continuo a non capire che male fanno le isole pedonali, a parte ai residenti che evidentemente pensano di avere il diritto di parcheggiare sotto casa”

                Per me non è proprio questione di diritti, e nemmeno di cosa piace o non piace visto da fuori.

                E’ questione di cosa succede quando si innescano certi processi.

                Io pedonalizzerei anche le autostrade 🙂

                Ma vedo che quando una strada diventa pedonalizzata viene immediatamente privatizzata dai dehors dei locali. I vecchi negozietti chiudono e diventano boutique di lusso, i prezzi delle case diventano inaccessibili, o accessibili solo agli aristocratici.

                Poi dipenderà da ogni singola città, infatti non esiste un’urbanistica universale, per fortuna.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                ” nel resto d’Italia ti muovi in bici se sei ciclista, o per fare lo sborone”

                Qua un sacco di gente si sposta in bicicletta, perché permette:
                1) di evitare il traffico del mattino
                2) di tagliare attraversando le zone a traffico limitato

              • Peucezio scrive:

                Il problema non sono le aree pedonalizzate in sé.

                Il problema è che Sala ha dichiatato guerra alle macchine.
                Lui vorrebbe arrivare a una città SENZA macchine (l’ha detto).

                E infatti c’è l’area B: se non puoi permetterti un’auto abbastanza moderna non puoi entrare praticamente in nessuna parte della città.
                Poi l’area C, tutta l’area dentro i bastioni (che non è il centro, se non in senso esteso) dove puoi entrare solo con ibride, elettriche, ecc., nemmeno più col GPL.
                E poi sempre meno parcheggi, sempre più divieti, marciapiedi allargati senza motivo, ecc. ecc.

                Che mi rendano pedonale San Babila o Largo Augusto, che già servivano a poco con l’asfalto, mi va bene: si creano spazi di passeggio, aggregazione…

                Ma che accanto a Largo Augusto mi restringano l’unico passaggio che da Porta Vittoria porta in via Larga e verso piazza Duomo, è solo punitivo verso gli automobilisti.
                Che, visto che fa comunque parte dell’Area C, ecc., non è la massa degli automobilisti milanesi, ma sono per lo più taxi, autoambulanze, pompieri, ecc.
                Perché il permesso di circolare non ti annula un ostacolo fisico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Il problema è che Sala ha dichiatato guerra alle macchine.”

                Difficile giudicare in base a quello che dici.

                Nella mia esperienza di una città urbanisticamente molto diversa, le singole questioni spesso nascondono dettagli che cambiano tutto.

                Per dire, è meglio favorire il traffico dei bus o quello delle auto in Borgo San Frediano?

                La risposta sembra facile (Peucezio, “sì, più auto!”, Miguel, “sì più bus!”) finchè resta nell’astratto.

                Nei fatti, abbiamo scoperto che i mezzi sopra un certo peso hanno un impatto sismico (sì, misurato da un sismologo) che minaccia la stabilità di palazzi che risalgono al 1300; e che sfondano con il loro peso il passaggio dei sottoservizi. Portando a lesioni sempre più gravi agli edifici, e alla chiusura ripetuta della strada… anche agli autobus.

                Ma sono cose che si capiscono solo se si sta sul posto, se hai un amico sismologo, se sai quanto pesa un autobus grande, se sai quanto costa sostituire l’autobus grande con uno più piccolo…

                O ascolti l’anziano che si ricorda da ragazzo del pozzo in casa della nonna, che indica che sotto la strada c’era l’acqua, e questo ha un impatto geologico importante.

                Una città è un complesso molto complesso!

              • Peucezio scrive:

                Vi faccio un esempio della politica demenziale di Sala.

                Mio zio abita nell’estrema periferia: da un lato case costruite negli anni ’80, dall’altro campagna.

                Nella sua via si parcheggiava da ambo i lati e si faceva inversione agevolmente.
                Siccome è una via dove passano quasi solo residenti e non è un’arteria di scorrimento, avevano messo anni fa i rallentatori, i tipici dossi in gomma.
                Il risultato è che nessuno correva (non potevi), i pedoni attraversavano in sicurezza e i ciclisit pedalavano sulla carreggiata in totale sicurezza, imbattendosi sporadicamente in qualche macchina che andava a venti all’ora.

                Sala ha pensato bene di metterci una ciclabile totalmente inutile e ha tolto i rallentatori.

                Il risultato è che adesso fai fatica a parcheggiare, a fare inversione e se attraversi rischi la vita, perché le macchine corrono.
                La gente, non avendo alternative, parhieggia davanti al passaggio per i pompieri: se domani c’è un incendio, siamo nei guai.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Vi faccio un esempio della politica demenziale di Sala.”

                Splendido esempio!

                Qualche riflessione:

                1) non è la politica demenziale “di Sala”, che probabilmente non conosce nemmeno la strada in questione. E’ che ci sono dei burocrati, palesemente di due o tre uffici diversi, che non si parlano tra di loro e che non sono mai stati sul posto, che hanno un tot di quote da riempire.

                2) Giustamente, le amministrazioni devono promuovere le biciclette, e ci mancherebbe: occupano una frazione dello spazio di un’auto, non ammazzano nessuno, non pesano abbastanza da fare danni costosi ai fondi stradali, non producono scarichi inquinanti.

                3) I funzionari sono di tanti tipi, ma in genere tendono a funzionare per numeri: ogni anno devono produrre tot resoconti e aumentare di tot le piste ciclabili. A Firenze ci sono riusciti tracciando con la vernice “piste ciclabili” ai lati di strade frequentatissime. Ovviamente le auto ci passano sopra come se niente fosse, ma intanto il funzionario può vantarsi di un gran numero di chilometri di “nuove piste ciclabili”.

                4) Non capisco perché hanno tolto i rallentatori. E questo è interessante, perché probabilmente non lo sa nemmeno chi usa quella strada: nessuno si è degnato di andare sulla strada, chiacchierare con gli abitanti, cercare di capire insieme le cose che non vanno, indagare anche su questioni come la stabilità delle case, i sottoservizi, il tipo di veicoli che passano. Ma questo è spesso legato anche all’assenza di una comunità che si batta, si faccia sentire, faccia le proprie perizie e controproposte: spesso la gente si lamenta e basta.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                sì, Sala non conoscerà quella strada, ma ha dato un indirizzo ideologico.

                Che poi è il tuo punto 2), che secondo me è una follia.

                Comunque non capisco questa riluttanza ad accettare che la lotta alle auto e la difesa di bici e pedonalizzazioni è l’inversione del vettore del progresso, che vuole che si usi un mezzo più comodo, per percorrere più spazio nell’unità di tempo, che è un banale principio di efficienza.

                Che questo possa piacere a te va bene: tu difendi mondi del passato e critichi il progresso, cosa che in parte peraltro faccio anch’io.

                Ma un Mauricius, che non è certo un passatista e un reazionario, ci voglia convincere che è un mezzo più lento, inefficiente e scomodo sia una forma di progresso…

                Allora perché non hanno inventato prima le auto e poi le biciclette?
                Perché le bici non sono più veloci delle auto?
                Perché non possono usarle tutti, anche gente molto anziana con difficoltà motorie?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “tu difendi mondi del passato e critichi il progresso”

                Allora, accettiamo la tua definizione di “progresso”, “percorrere più spazio nell’unità di tempo”.

                Mi può anche andare bene, ma perché dovrebbe essere un valore?

                Conta ciò che si fa in quel percorso, no?

                Ora, dal punto di vista di un amministratore di città, il mio dovere non è permettere a più gente di “”percorrere più spazio nell’unità di tempo”.

                E’ banalmente risparmiare sullo spazio occupato da mezzi privati; sul bisogno di operai manutentori; sugli incidenti; sulla qualità dell’aria; e anche su effetti secondari ma cruciali, come la delinquenza e la marginalità indotta da una città in cui sono saltate le relazioni umane, a causa di una certa urbanistica.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “mezzo più comodo, per percorrere più spazio nell’unità di tempo”

                ti invito a riflettere su questa cosa tenendo conto del fatto che ci sono infinitamete più macchine ora che 30 anni fa, mentre le strade quelle sono.

                io non ho nessunissimo dubbio nel dire che la macchina in certe occasioni è di gran lunga più comoda e veloce (chessò spostamenti periferia-periferia, città vicine, periferia porte del centro), ma oggettivamente se tutti prendono la macchina per andare nello stesso posto alla stessa ora (cioè se tutti volessero guidare a milano centro fra le 7.30 e le 9.30), questa comodità e velocità restano illusorie.

                ed ecco che trasporti pubblici, biciclette e quant’altro diventano un mezzo pratico e veloce (anche se non comodissimo e questo lo concedo volentieri). solo che noi italiani siamo 50 milioni di peucezi che vogliono andare ovunque in macchina o di oltrarnini che vogliono il parcheggio sotto casa, senza rendersi conto che queste due cose non sono possibili per tutti, perché fisicamente non c’è spazio

              • habsburgicus scrive:

                Ma per il resto, cosa c’è di più piacevole di una stradina dove puoi camminare tranquillamente, fermarti a vedere i negozietti, parlare con i conoscenti

                in questo, come in tante altre cose, sono pienamente d’accordo con te, Roberto !
                quando trovo in una città una bella isola pedonale mi sento felice !..purtroppo, anche se non in Europa, ci sono città ove camminare è un’impresa e pensate solamente per chi ha l’auto..
                ma dare anche, e sottolineo ANCHE non SOLO, spazio ai pedoni in aree consone ritengo sia un grande segno di civiltà..e continuo a stupirmi che per alcuni ciò sia anatema

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Habs

                “ma dare anche, e sottolineo ANCHE non SOLO, spazio ai pedoni in aree consone ritengo sia un grande segno di civiltà..e continuo a stupirmi che per alcuni ciò sia anatema”

                Attenzione, non sto dicendo di no.

                Sto dicendo che la “pedonalizzazione” totale rimuove anche i pedoni.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Sto dicendo che la “pedonalizzazione” totale rimuove anche i pedoni”

                Questo però succede solo a Firenze….io ho visto in ogni parte d’Europa zone pedonali molto vivaci e piacevoli…se vogliamo in contrasto con l’inferno di macchine negli USA dove non vedi un pedone

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                che c’entra, è come dire che siccome c’è gente che mangia male, dev’essere lo stato a imporre alle persone cosa mangiare.

                Se io preferisco prendere la macchina a costo di trovarmi intasato nel traffico, peggio per me: è una scelta libera e ne pago le conseguenze.
                I mezzi pubblici come alternativa c’erano prima (a Milano sono sempre stati efficienti e già dall”800 c’è una rete tranviaria capillare) e ci sono oggi.
                I mezzi pubblici non impediscono alle macchine di circolare. Le ciclabili, le ZTL, le aree C e B, le pedonalizzazioni, gli allargamenti di marciapiedi, la rimozione di parcheggi per fare aiuole d’asfalto inutili sì.
                È ovvio che anche un mezzo più efficiente in determinate condizioni lo può essere meno.
                Si tratta di favorire le condizioni perché sia più efficiente, non di ostacolarlo ancora di più.

                Altrimenti è come dire che siccome fare risonanze ed esami per verificare se uno ha un tumore è sempre più difficile per scarsità di risorse e crescita di pazienti, la soluzione è ridurle ulteriormente o abolirle proprio, così uno non tenta nemmeno e schiatta contento.

                Che poi è quello che, tragicamente, si sta facendo davvero.

              • Peucezio scrive:

                Miguel,
                non è questione di valore, non è un fatto etico.
                È un fatto ovvio, di senso comune.
                Poiché la vita e le risorse (compreso il tempo!) non sono eterne, si cerca di ottimizzarle, non di dissiparle.

                Altrimenti siamo al solito Massimo Catalano alla rovescia:
                è meglio sposare una donna brutta, povera, antipatica e vecchia che una donna bella, ricca, simpatica e giovane.

              • Peucezio scrive:

                Per inciso, Miguel,
                Sala a differenza tua non vuole preservare nessun passato.
                A Milano si distruggono ancora ville ed edifici del primo Novecento, di pregio artistico!!
                Questo è Sala.
                La città moderna, fighetta, al centro di speculazioni schifose, di giri d’affari dei più torbidi e osceni.

                C’è un libro molto interessante sulla Milano di sala a misura di ricchi e speculatori, organizzata per espellere i residenti e il ceto medio (anche proprio grazie a queste misure): appena ne ritrovo gli estremi te lo dico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Sala a differenza tua non vuole preservare nessun passato.
                A Milano si distruggono ancora ville ed edifici del primo Novecento, di pregio artistico!!”

                Infatti, seguo vari canali Telegram che denunciano ad esempio lo schifo delle Olimpiadi, oppure la legge Salva Milano o la devastazione di San Siro.

                Detto questo, mi sembra ovvio che qualunque amministratore al mondo si trovi oggi con problemi giganteschi dovuti al traffico automobilistico. Cui può rispondere con piccole misure, in genere poco efficaci.

              • Peucezio scrive:

                https://www.milanotoday.it/cronaca/demolita-casa-liberty-piazza-trento.html

                Questa è la Milano di Sala.

                Mi è pianto il cuore, perché è un posto da cui passo spesso e ogni volta mi si rivoltano le viscere.

                E non è l’unico caso.
                Questi sono dei vandali criminali.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Questa è la Milano di Sala.”

                Capisco, l’esempio è sconvolgente.

                E’ come qui quando hanno distrutto il Teatro Comunale.

                Solo che davvero mi sembra che tu attribuisca troppa importanza al signor Sala.

                Il palazzo l’ha abbattuta un’impresa edile. Non ha trovato un’opposizione locale organizzata (anche per il Teatro Comunale, tanti hanno criticato ma nessuno si è organizzato), avevano buoni avvocati; possiamo sospettare che negli uffici comunali avessero un amico, ma questo non lo sapremo mai.

                E il signor Sala sicuramente non ha alzato un dito per fermare il tutto, e questo ci rivela qualcosa delle sue priorità.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “I mezzi pubblici non impediscono alle macchine di circolare”

                Infatti succede normalmente il contrario: mezzi pubblici imbottigliati nel traffico privato.

              • Peucezio scrive:

                Ci sono le preferenziali.

                Comunque a Milano succede poco.

                Io in ogni caso investirei sulla metropolitana, più capillare possibile.

                Per fortuna è una delle poche cose su cui Milano ha fatto grandi passi avanti, anche se non a livello delle città europee, che hanno reti con cui arrivi davvero quasi dappertutto.

                Non parlo solo dei paesi occidentali.
                Io sono rimasto sorpreso dall’efficienza delle metropolitane e dei mezzi di superficie di Mosca.
                E nelle cittadine minori, senza metropolitana, i mezzi di superficie sono capillarissimi ed efficienti.

                Così come a Istanbul, dove sono anche modernissimi.

                Eppure in questi posti non ci sono particolari limitazioni del traffico automobilistico.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “Mi sembra che tu segua più gli editoriali di Libero e del Foglio che i testi minimamente scientifici.”

        Sì, e se Peucezio vuol capire cosa pensa la stragrande maggioranza fa benissimo a leggere quegli editoriali, perché tanto i testi scientifici li leggiamo in pochissimi (noi che NON leggiamo Guénon…).

        La realtà che tutti facciamo quotidianamente finta di non vedere è che NON ESISTE alcuna soluzione al progressivo esaurirsi delle risorse non rinnovabili del pianeta.

        Ciò implica che aumenterà il numero di guerre e massacri per le risorse disponibili.

        Israele (sai che novità) ha già cominciato a colonizzare le riserve acquifere del Golan dopo quelle del Giordano.

        Gli USA hanno staccato con la complicità degli sciuscià nostrani la canna del gas ai concorrenti Europei.

        Il fronte Turchia-Qatar-Emirati si è già posizionato in Somalia in concorrenza con l’asse Etiopia-Somaliland, tutti in funzione anti Egitto-Sudan-Sauditi.

        Trump vuole la Groenlandia.

        USA e Cina si scannano per interposta persona in Africa centrale.

        La Russia e gli USA cominciano a scandagliare il fondo degli oceani.

        Tutto ciò si autoalimenta e consente di tirare avanti ancora un po’. Decenni, secoli… io non vedrò come andrà a finire. Ma i rifiuti, Secondo Principio imperante, non smetteranno di accumularsi, irriciclabili.

        Il progresso tecnico – non la tecnofobia – è l’unico a poter rallentare questa corsa autodistruttiva, pur senza poterla arrestare del tutto, perché è l’unico che può garantire più energia e meno sprechi.

        Tutto questo, almeno fino al momento in cui l’ecumene non avrà varcato lo spazio – e non ho idea di se e quando avverrà.

        Poi, avremo l’Universo da inquinare.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          OK, quindi ammetti il progresso.

          Che ha una capacità straordinaria di trasformare l’inutile e il dannoso in materie prime di valore.

          Il giochino non può durare all’infinito ma, dato che saremo estinti molto prima, non capisco quelli che se ne preoccupano.

          Alla voce dati oggettivi metto la tua chiusa “avremo l’Universo da inquinare”!

          Ciao

  33. roberto scrive:

    Segnalo un articolo che smonta il finto scandalo « stretta di mano »

    https://www.giornalediplomatico.it/baerbock-al-jolani-il-falso-problema-della-stretta-di-mano.htm

  34. Miguel Martinez scrive:

    Mi segnalano:

    testimonianza dalla pagina facebook di Alto-rilievo/ voci di montagna: “Cara redazione de L’Altra Montagna,
    mi chiamo Marialisa Romagnoni, ho 28 anni e abito a Poffabro, un piccolo paese in provincia di Pordenone, nel Friuli Occidentale.
    Io, mio fratello Mauro e molti amici viviamo in montagna, la amiamo in ogni sua veste, cogliendo tutti i doni che sa darci quando ci concede di correre, sciare e scalare i suoi fianchi imponenti; le cime di casa abitano un angolo speciale del nostro animo.
    Seguiamo con interesse la vostra pagina e apprezziamo il vostro occhio sempre attento alla conservazione dell’ambiente e della cultura montani.
    Proprio per questo ho pensato di rivolgermi a voi, per raccontare un’esperienza che da anni ormai rende il rapporto con questo territorio difficile per noi e per molti altri residenti.
    Da 27 anni, durante le feste di Natale, per oltre un mese il nostro paese ospita la manifestazione Presepe tra i Presepi, in cui le finestre delle case vengono addobbate con presepi di diversa fattura. Iniziò come un’idea locale, piacevole, proposta da alcune signore del paese, per andare via via ingrandendosi fino a raggiungere le proporzioni di oggi, che mettono a dura prova non solo la pazienza dei residenti ma anche il territorio stesso.
    Ci sono giornate in cui le iniziative di animazione proposte, insieme all’attrazione dei presepi, richiamano migliaia di persone in un paesino di centocinquanta anime che, essendo luogo di interesse storico, non possiede le infrastrutture per ricevere una tale fiumana di turisti e, per fortuna mi viene da dire, mai potrà possederle, grazie alle regolamentazioni sull’urbanizzazione per la conservazione del patrimonio culturale.
    Come immaginerete, lo scenario che si svolge sotto gli occhi impotenti di noi residenti è quello di un paese violato: le auto vengono parcheggiate dappertutto, trasformando i prati in acquitrini fangosi, si trovano rifiuti ovunque, per le vie non si respira, lungo le strade si trovano code e ingorghi, l’aria si fa pesante quando di solito è leggera e cristallina. Più volte si è reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per gestire i problemi segnalati dagli abitanti.
    Le persone passeggiano gettando sguardi distratti alle nostre case, invadendo spazi privati come se qui non valessero le regole che vigono in un centro abitato; perché la loro percezione è infatti non quella di un paese vivo, ma di un borgo fantasma, una sorta di villaggio natalizio da usare come sfondo per le foto da postare e mandare agli amici.
    Vivere in questa atmosfera per settimane diventa claustrofobico, ci sono persone che evitano di spostare l’auto nelle giornate più frequentate, per il timore di ritrovarsi a dover parcheggiare a chilometri di distanza per tornare a casa.
    L’associazione di parole che ho scelto non è casuale: sento infatti che il trademark “borgo” abbia derubato i paesi della loro anima; borgo è diventato sinonimo di museo a cielo aperto, di rifugio dalla vita quotidiana dove “il tempo si è fermato”.
    La chiave sta proprio qui: il paese vive, il tempo non si è fermato, le persone che abitano qui lavorano e studiano, c’è il nostro cuore in ogni pietra.
    I paesi hanno bisogno di vivere e il turismo mordi e fuggi non ci salverà dallo spopolamento ma ne sarà il catalizzatore.
    La percezione è quella di un mutamento dell’antico pregiudizio verso “la montagna e i montanari”: è sempre presente ma si è fatto benevolo, indiretto e grazie a questo è stato capitalizzato. Da luogo noioso i piccoli paesi (ora “borghi”) sono diventati isole di evasione, contenitori dove riversare aspettative, sogni irrealizzati, frustrazioni dalle quali si vuol fuggire e queste stesse aspettative vengono rimbalzate sugli abitanti, che si sentono mancare di rispetto in una totale noncuranza della loro identità di persone. Diventiamo intrattenimento.
    Per nostra fortuna, non necessitiamo di turismo per poter restare qui: la provincia è a trenta chilometri e a sei troviamo la cittadina più vicina, va da sé che la quasi totalità degli abitanti trova impiego in aziende e attività sul territorio provinciale.
    Quando arriva il 6 gennaio e l’Epifania porta via con sé le feste, le strade silenziose quasi sospirano per il sollievo: il sollievo di chi, dopo essere stato sfruttato e abusato, viene finalmente lasciato in pace, a leccarsi le ferite. Insieme alle strade sospiriamo anche noi, stanchi ma felici di poter tornare alle nostre esistenze tranquille che conosciamo e amiamo.
    Non siamo contro le manifestazioni, sosteniamo però quelle che in qualche modo tramandano la già scarna cultura locale e che non portano sovraffollamento, inquinamento e disagi.
    Vi ringrazio per avermi letta e avermi dedicato il vostro tempo.
    Buon anno a tutti,
    Marialisa””

    • mirkhond scrive:

      Quando da ragazzo, andavo in vacanza in Piemonte, in Val di Susa, i residenti si lamentavano dei cosiddetti “merenderos” che lasciavano la sporcizia nei boschi alpestri in cui andavano a villeggiare.

      • Moi scrive:

        Questa parola, “Merenderos” è ancora usata dai “Montagnini” … stessa lunghezza d’ onda di “Discotecari”, “Movidari”, “Vacanzieri”.

        • Moi scrive:

          Gli Alpini (in senso di “Alpincolae” 🙂 ) si autodefiniscono “Montagnini” (l’ ho “scoperto” da poco) … in Emilia Romagna invece si dice da sempre “Montanari” (cfr. “Muntanèr”).

          • mirkhond scrive:

            In PIemonte vengono chiamati “Montagnini”. Almeno era così quando ci andavo io.

          • PinoMamet scrive:

            Montagnini da me non l’ho mai sentito dire, sempre montanari (o in dialetto, nella forma che riporta Moi).

            “Montagnini” credo di averlo letto su un forum di militari riferito ai soldati di Artiglieria alpina, per distinguerli dagli alpini propriamente detti (fanti) ma non so se se lo fosse inventato il tale (in realtà io ho sempre sentito parlare solo di alpini, fanteria genio trasmissioni artiglieria…)

    • roberto scrive:

      Sicuramente marilisa avrà tutte le ragioni del mondo e sarà una persona meravigliosa….ma io mi chiedo, un cristiano che ha avuto la sfiga di nascere in un posto di merda, chessò legnago (VR), o esch sur alzette, dove può andare in vacanza? Nelle città d’arte no, c’è troppo turismo, in montagna dai fastidio alla pace dei montanari, al mare non c’è posto per tutti….

      Non lo dico per me che vado in posti deserti, ma magari un giorno mi stuferò dello Utah e avrò bisogno di altre idee

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “sfiga”

        Se non fosse che costa un’enormità in KWh, ti risponderei: realtà virtuale.

        Ma anche i viaggi dei vacanzieri mica scherzano, quanto a impatto ambientale.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Basterebbe spaccare un po’ di macchine dei turisti e non vengono più.
      Io sono per i metodi spicci 🙂

      • roberto scrive:

        Magari basterebbe che la proloco non pubblicizzasse questa manifestazione per lasciala all’ intimità dei poffabresi

        https://vivivalcolvera.it/presepi-a-poffabro-2024-2025-27-edizione/

      • roberto scrive:

        O potrebbero ridurre la durata della manifestazione, riservare i parcheggi ai soli residenti e i turisti prendono il bus, evitare le cacce al tesoro…leggo che sono 181 persone, non possono mettersi d’accordo in qualche modo? O è una cosa imposta da soros?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “leggo che sono 181 persone, non possono mettersi d’accordo in qualche modo? ”

          Infatti, è esattamente quello che cercherei di fare io.

          Poi è chiaro che ci sarebbe un bel conflitto con quelli che ci guadagnano di più.

          • Francesco scrive:

            In effetti la scrivente ignora in modo sfacciato che la causa di tutti i mali risiede in paese e organizza questa roba dei presepi …

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Immagina se poi quelli di Maniago improvvisassero un blocco stradale impedendo a quelli di Poffabro di occupargli le strade e inquinargli l’aria quando scendono in pianura a lavorare…

        “Ognuno a casa propria” dovrebbe valere per tutti, per cui il Comune di Poffabro smette di fare la mostra e di reclamizzarla e gli abitanti del paese tornano a dedicarsi alla pastorizia e alla silvicoltura e ad emigrare in massa come facevano i loro antenati.

  35. Miguel Martinez scrive:

    Sempre in tema “ambiente”, giro questo testo, NON CONTROLLATO (di solito quando si controlla, si vede che manca qualche dettaglio importante).

    E’ una traduzione, o un riassunto di un testo in inglese.

    Quello che trovo potenzialmente interessante (ma ripeto, è tutto da controllare) è che qui ci sarebbero milliardi di dollari spariti in immaginarie “azioni per il clima”.

    Che credo ci dicono molto su ciò che è stata la breve e ormai tramontata moda della “transizione ecologica”, finita con l’orgia di 129 miliardi mascherine buttate ogni mese nel mondo durante la pandemia…

    FINANZA CLIMATICA

    Nel suo rapporto di ottobre 2024, “Climate Finance Unchecked: How much does the World Bank know about the climate actions it claims?” Oxfam ha spiegato che la spesa effettiva per i progetti climatici spesso differisce in modo significativo da quanto originariamente preventivato. Tra il 2017 e il 2023, le discrepanze ammontavano a una cifra compresa tra 24 e 41 miliardi di dollari. Il problema chiave? La Banca Mondiale non riesce a tracciare dove siano effettivamente finiti quei soldi o quali progetti siano stati influenzati dai cambiamenti nella spesa. Senza trasparenza, è impossibile sapere se le azioni per il clima finanziate siano realmente efficaci.

    Oxfam sottolinea le pratiche contabili incoerenti di vari paesi e la mancanza di trasparenza nel modo in cui la finanza per il clima viene definita, calcolata e segnalata. Questi fattori hanno alimentato una “crisi di fiducia” negli sforzi di finanza per il clima. Si tratta di un grosso problema perché la Banca Mondiale si sta posizionando come un attore centrale nella finanza globale per il clima. Negli ultimi anni, si è vantata di aver aumentato i suoi finanziamenti per il clima e ha in programma di dedicare più risorse alla causa, con il presidente Ajay Banga che ha fissato obiettivi ambiziosi. Tuttavia, la discrepanza tra le ambizioni dichiarate dalla Banca Mondiale e la sua effettiva contabilità solleva importanti interrogativi sulle sue operazioni.

    Pur chiarendo che nessun fondo è gestito male a causa di corruzione o spreco, Oxfam sottolinea l’importanza di un migliore monitoraggio e reporting della finanza climatica. Ma la distinzione è cruciale: c’è una differenza tra i fondi “mancanti” e quelli semplicemente mal monitorati.

    https://www.thegatewaypundit.com/2024/12/climate-scam-unraveling-world-bank-really-doesnt-know/

  36. Moi scrive:

    @ ROBERTO

    Primo Nuovo EuroAllarme dell’ Anno : è vero che volete _ anzi vuoi 🙂 _ mettere fuori legge l’ Ape Piaggio ?!

  37. Miguel Martinez scrive:

    L’Europa sotto minaccia!

    I secessionisti del Donbass della Groenlandia minacciano di dichiarare l’indipendenza e si rivolgono al regime di Putin Trump per distruggere le frontiere sancite dalle Nazioni Unite!

    Difendiamo l’Ucraina la Danimarca, paese europeo!

    • habsburgicus scrive:

      la Groenlandia è già autonoma e non fa più parte dell’Unione Europea (sin dai tempi della CEE, ci fu un referendum)….l’unico legame con la Danimarca è il Sovrano (e la Chiesa luterana che sta per rendwrsio indipendente..o forse l’ha già fatto :D)
      quindi è tutto diverso 😀
      la Groenlandia, e se è per questo le Faer Oer (parimenti sotto la Corona danese) e le Svalbard (norvegesi), non fanno neppure parte di Scherngen, a differenza della Danimarca propria (UE, ma con moneta sua) e della Norvegia propria (non-UE, ma schengizzata, come l’Islanda e il Liechtenstein..e pure la Svizzera ma con legami ancora più tenui, la Svizzerra non è nello SEE)..e quando ad esempio vai da Oslo Gardermoen a Longyearbyen (Svalbard) fai il controllo passaporti (automatico, à l’européenne..ma c’è, poiichè esci/entri nel “sacrosanto recinto di Schengen” e non per noi, ma per un brasiliano o canadese o nipponico sì, entrano in conto i famosi 90 gg!) laddove da Bergamo a Torp-Sandefjord è un volo interno, senza controllo passaporti 😀 😀 😀 paradossi del mondo europeo 😀
      a proposito di DK/USA, vi è il precedente dele Isole Vergini Americane che nel 1917, dopo forti pressioni la Danimarva vendette a Wilson (DEM)….e gli indigeni delle (da allora) Isole Vergini Americane ebbero subito delle delizie della “White Man Supremacy”..altra America, quella 😀 ma l’istinto predatorio resta eguale 😀

      • habsburgicus scrive:

        scusate alcuni errori di ortografia..ho scritto di getto

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “la Groenlandia è già autonoma e non fa più parte dell’Unione Europea (sin dai tempi della CEE, ci fu un referendum)…”

        Fantastico Habs!

        Comunque nemmeno l’Ucraina c’entrava con l’Europa, finché non ci hanno detto che dovevamo morire per il Nostro Donbas!

        • roberto scrive:

          miguel

          “ci hanno detto che dovevamo morire per il Nostro Donbas!”

          sono ormai tre anni che scrivi che dovremo sacrificare i nostrio figli e morire per kiev, ma mi pare che siamo ancora vivi e i nostri figli ancora a casa. pensi ancora che succederà o forse è il caso di rivedere questa battuta?

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Può smettere appena smetto di leggere in giro gli ultras che dicono che bisogna mandare truppe, che se lo ha fatto Kim dobbiamo farlo anche noi ecc.

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            sono ormai anni che ci ammorbano i coglioni dicendo che dobbiamo aumentare il PIL per la “difesa”, che dobbiamo armarci, che i prossimi saremo noi, che Putin vuole arrivare a Lisbona…

            Per inciso, aumentare il PIL per la difesa andrebbe benissimo, ma per fare i nostri interessi, non per fare il nostro danno a favore degli USA, che poi sono gli unici al mondo da cui ci si deve difendere, perché quello che è successo ieri in Iraq, Libia, Serbia, ecc. un domani può succedere in Italia.
            L’hanno già fatto e all’occorrenza lo rifarebbero.
            L’unica deterrenza è l’atomica, il resto sono chiacchiere.

            Ma se l’Italia si dota dell’atomica, nessuno può toccarla e ciò allo zio Sam non piace, mentre se aumenta il PIL per la difesa può aiutare militarmente l’Ucraina per andarci in culo da soli, visto che i russi hanno il gas e un mercato in cui esportare mentre l’indipendenza dell’Ucraina non avvantaggia l’Italia IN NULLA.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “pensi ancora che succederà o forse è il caso di rivedere questa battuta?”

            Ok, facciamo la stessa battuta in forma più realistica e noiosa:

            “cacciare dall’Europa le navi gassiere statunitensi, mandare missili a Cuba e Venezuela per tutelare la Democrazia, raddoppiare le spese militari, espellere gli agenti statunitensi che diffondono fake news”.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Roberto

            “tre anni”

            Direttamente i nostri figli non versano ancora il sangue

            Però il loro futuro lavorativo sì.

            In tre anni di pensioni cretine ci siamo ridotti a pagare 1000 m3 di gas 500$ ai nostri diretti concorrenti d’Oltreoceano quando a Putin i Cinesi li pagano 150$

            I nostri figli lavoreranno nell’industria degli armamenti? E come l’alimentiamo questa industria, se il costo dell’energia continua a salire? Le acciaierie che producono l’acciaio per le corazze e i tank mica vanno a direttive della Commissione.

            Lo credo che gli USA vogliono che ci riarmiamo: cinque delle sei più grandi fabbriche d’armi negli USA c’è li hanno loro.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              ADV

              dovresti prendere un respiro prima di scrivere di getto! pure il correttore automatico lo suggerisce

              A buoni conti, l’Europa ha le aziende per prodursi i propri cannoni (e carri armati, elicotteri da combattimento, caccia di sesta generazione, fucili, baionette, sottomarini, navi militari) per cui le pretese di Trump non sono affatto garanzia di ordini per le industrie USA.

              Però il Risiko preferisco giocarlo al tavolo, non nella vita reale.

              Dove le differenze tra i governi sono molto più grandi che non i sei colori dei carrarmatini.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “la Groenlandia è già autonoma e non fa parte dell’Unione Europea”

        Io ci vedo un bis della Crimea: sanzioni contro gli USA subito!

      • Moi scrive:

        @ MIGUEL

        Sì, ma come ben sai gli Inuit (e in fondo anchde i Sami) sono un po’ come i Curdi 😉 : un popolo “spargugliato” da minoranza ovunque (sottomessi a Danimarca, Canada, Stati Uniti e Russia) … solo che NON essendo Musulmani e NON avendo E-Migrazione Massiva (pur avendo cmq Risorse del Sottosuolo, Petrolio compreso) che diffonda una religione “potenziale bug di sistema” 😉 nessuno se l’ inc*la !

        • Moi scrive:

          Di fatto l’ Identità Inuit è scomparsa assieme ai loro Ghiacci (Olim) Perenni … e conseguente “rammollimento”.
          😉 Ormai sono un’ attrazione turistica … un po’ come tutti i Nativi dei Continenti Americani.

        • PinoMamet scrive:

          Ho un amico che ha fatto un documentario sugli Inuit della Groenlandia, e seguo saltuariamente su Instagram una signora eschimesi groenlandese .

          Mi sembra che faccia una vita piuttosto normale, nel senso di poco diversa da quella di qualunque europeo o nordamericano. È vero che vive nel sud dell’immenso Groenlandia, dove le condizioni sono meno proibitive.

          Comunque niente iglù e pellicce di foca, ma prezzi dei supermercati, felpe e piumini e recensioni di spa e ristoranti: una vita banalissima.

          • PinoMamet scrive:

            Che poi è quella a cui aspirante tutti gli “esotici “, che a noi piace pensare occupati con magie, perline e riti propiziatori

  38. Miguel Martinez scrive:

    Sull’urbanistica…

    Sono arrivato a pensare che è bene chiarire con noi stessi cosa vogliamo.

    Vogliamo una città con un PIL più alto? Probabilmente la cosa migliore è creare “zone”: quella del divertimento, quella dei supermercati, il dormitorio per ricchi, il dormitorio per poveri. Poi le colleghi tutte con tanto asfalto e tanti parcheggi, con una serie di impatti fisici, sociali e psicologici enormi. E bisogna imporre molte cose: ore e ore di viaggio, problemi maggiori di salute, assenza di rapporti umani.
    Ma che valgono la pena, perché ci permettono di fare la città che vogliamo.

    Vogliamo una città socialmente più sana? Allora dobbiamo cercare di promuovere il vicinato, la solidarietà di rione, la possibilità di trovare i servizi fondamentali a breve distanza. Costa di più in termini di economia di scala (un presidio ospedaliero in ogni rione, contro un unico megaospedale), costa di più in termini di continua consultazione e co-decisione tra cittadini e istituzioni; obbliga a trovare soluzioni molto diverse da luogo a luogo. E anche qui ci vogliono imposizioni: ad esempio, che un proprietario non può affittare più di due appartamenti per affitti brevi.

    Insomma, definiamo prima che città vogliamo.

    • Peucezio scrive:

      Queste però sono altre questioni.

      Io ad esempio non riesco a capire che vantaggio apporti il turismo a una nazione.
      Porta soldi solo in teoria, perché se poi si avvantaggiano in pochissimi e per tutti gli altri il livello di vita si abbassa, perché non possono più affitare una casa per vivere, la società si sfilaccia, si rovina, va tutto a puttana. Quindi una politica seria dovrebbe scoraggiare il turismo in tutti i modi, come una piaga sociale.
      Io farei proprio una tassa bella alta di entrata nel territorio italiano, se ti trattieni meno di due settimane o un mese (o con proporzionalità secondo il tempo): cioè se vieni a fare un’esperienza vera di vita qui è un conto, entrando a far parte del tessuto sociale, ma se vieni per tre giorni, paghi e paghi salato.

      Altro è la questione degli spostamenti. Ognuno dovrebbe poter usare il mezzo più comodo possibile per spostarsi.
      Ma i centri storici (Milano non ha più un vero centro storico, Firenze e quasi tutte le città italiane sì) sono diversi, per ragioni urbanistiche, fisiche, spaziali, quindi lì è giusto porre limitazioni, a maggior ragione per i mezzi mastodontici di oggi.

      Ma se si volessero fare le cose sul serio, si potrebbero fare benissimo, ma purtroppo nessuno ne ha interesse.
      1) tutti i locali di aree storiche dove lavorano vecchi artigiani si espropriano a prezzo equo e si danno agli artigiani per il prezzo che possono permettersi;
      2) si limiano all’osso le licenze ai locali nelle aree storiche, tranne quelli con elementi di radicamento nel territorio: trattorie di cucina tradizionale, baretti di quartiere…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        ” tutti i locali di aree storiche dove lavorano vecchi artigiani”

        Bello!

        Ma il problema non è solo di preservare l’antico; è anche come rendere “centrali” le periferie.

        Fare sì che nascano nuovi rioni.

        A volte succede spontaneamente: sono stato per la prima volta a Settignano, dove nessun turista ha mai messo piede, e ho visto un bel senso di comunità attorno alla Casa del Popolo. E l’ho visto soprattutto in Olanda.

        • roberto scrive:

          Miguel

          “Settignano, dove nessun turista ha mai messo piede,”

          permettimi la battuta,
          ma mi hai fatto pensare a quelli che dicono “ho avuto contatto con una tribù che fino ad oggi non aveva mai avuto contatti con il mondo esterno”…beh ora però l’hanno avuo
          🙂

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “permettimi la battuta”

            🙂

            Certo, siamo tutti osservatori curiosi di qualcosa. Anch’io ho mangiato qualcosa al bar della Casa del Popolo, per cui ho contribuito anch’io all’industria turistica locale.

            Ed è interessante riflettere che è un punto sullo stesso continuum che porta a rendere invivibile Piazza della Signoria a Firenze.

            Però credo che siamo ancora al punto in cui il mio contributo aiuta a vivere di più una realtà e non ancora al punto in cui la distrugge.

          • Peucezio scrive:

            C’è modo e modo di mettere piede.

            Il turismo consumistico mordi e fuggi, che banalizza tutto e non capisce niente, va nei ristoranti “turistici” dove si mangia di merda convinto di mangiare tipico e non vuole approfondire né cercare un vero contatto è diverso da persone come me, come Miguel, che ci avviciniamo con discrezione, con vero interesse, pronti a immergerci nel contesto, assimilarne i codici…
            Come fai anche tu, credo, quando vai negli USA, che li esplori davvero, vai in posti impensati…

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Sì, ma no.

              Ripensiamo a Marilisa. Di cosa si lamenta? Non del fatto che i turisti non capiscano o del fatto che vadano alla trattoria scadente, ma che parcheggino nel suo paese e che siano in molti.
              Temo che se fossero in molti a volersi “immergere nel paese” e quindi ad importunare i locali mentre si fanno il tajut tra di loro, li apprezzerebbe persino molto meno.

              • Peucezio scrive:

                Beh, il numero è collegato alla qualità: è statisticamente impossibile che la sensibilità di cui parliamo sia un fenomeno di massa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma a lei della qualità di chi viene non gliene importa nulla: se tutti gli intellettuali del mondo putacaso si incontrassero nel suo paese, lei protesterebbe lo stesso.

              • Peucezio scrive:

                Sì, ma per un fatto probabilistico non può accadere.

            • roberto scrive:

              peucezio

              “Come fai anche tu, credo, quando vai negli USA, che li esplori davvero, vai in posti impensati…”

              a parte che condivido l’osservazione di mauricius sopra, io vado in posti impensati perché mi piace, ma posso perfettamente capire chi si spacca la schiena 50 settimane all’anno e nelle altre due abbia voglia della vacanza da istagram (tra l’altro pure a me ogni tanto piace stare su una spiaggia con un cocktail colorato in mano)

              • Peucezio scrive:

                Anch’io la posso capire, ma se fa danni, non va assecondata.

                Non è che gli italiani possono andare a dormire sotto i ponti perché frotte di americani danarosi vengono in Italia in ogni parte dell’anno e conviene di più affittare a loro.

                La spiaggia è un’altra cosa ancora: si sa che le spiagge vengono sfruttate per il turismo, a quello ormai ci siamo rassegnati.
                Basta che ne resti qualcuna più vivibile, magari perché scomoda da raggiungere.

        • tomar scrive:

          Miguel: “sono stato per la prima volta a Settignano, dove nessun turista ha mai messo piede, e ho visto un bel senso di comunità attorno alla Casa del Popolo”

          La per me mitica Casa del Popolo di Settignano: anni fa ci andavo spesso perché la figlia abitava lì. Un’ottima cucina a modico prezzo e con servizio piacevolmente familiare. E d’estate un bella terrazza con vista. Insomma una Casa del Popolo 5 stelle. Da quanto dici non sembra sia cambiata.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Altro è la questione degli spostamenti. Ognuno dovrebbe poter usare il mezzo più comodo possibile per spostarsi.”

        Quindi la gente non si dovrebbe spostare più per piacere (turismo), ma solo per dovere?

        A quel punto, rendiamo meno “dovuto” lo spostamento. Che è sia la teoria mia (“città del 15 minuti”) sia quella per me discutibile delle “smart city” dove si fa “tutto a/da casa”. In ogni caso, si avrebbe bisogno di meno auto e meno parcheggi, no?

        • Peucezio scrive:

          Sto parlando degli spostamenti dentro al città o nel territorio, non dei voli intercontinentali, per i quali la macchina, ahimè, è ancora inefficace.

    • roberto scrive:

      Miguel

      “Sono arrivato a pensare che è bene chiarire con noi stessi cosa vogliamo”

      per me sfondi una porta aperta, è la cosa che dico spesso quando si parla di ecologia…cosa vogliamo?

      dovrei pensare a questa domanda che fai legata alla città, ma ho l’impressione che la stessa domanda è inscindibile da “quale società vogliamo”. cioè non “quale città vogliamo” ma “quale società vogliamo”. per dire, io sarei contentissimo se l’unica strada che passa nel mio villaggio non fosse una bolgia di traffico fra le 7.30 e le 9.00 a causa dei belgi che vengono a lavorare in lussemburgo, e quindi non mi dispiacerebbe affatto costruire delle mura intorno al paesello e vietare il transito ai non residenti. ma mi piacerebbe una società dove tutti i paeselli possano fare la stessa cosa? sarei felice di tornare all’età dei comuni? no, non credo proprio….

      https://www.youtube.com/watch?v=5C4e93WQ4LI

      • Peucezio scrive:

        Ma che ci vuole a fare una bretella che aggiri il paese?
        Normalmente si fa così.

        • roberto scrive:

          Devi passare in un altro paese, lo spazio quello è….qui c’è un’autostrada ma è talmente intasata nelle ore di punta che appunto tutti escono per attraversare i paesini

          • Peucezio scrive:

            Come lo spazio quello è?
            Ci sarà pure della campagna fra un paese e l’altro, mica saranno tutti appiccicati in un continuum di asfalto e cemento.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              E anche se lo fossero che problema ci sarebbe? Tanto espropriare per fare le bretelle a quanto pare è facile…

              • Peucezio scrive:

                Che fai, espropri le case dove abita
                la gente?
                Vabbè che il liberalismo è una finzione e in realtà anche il più liberaldemocratico dei regimi è un dispotismo, perché lo stato ha un potere assoluto sui cittadini, però, insomma…

              • roberto scrive:

                direi che mauricius era ironico…non è affatto facile espropriare né case né terreni. qui hai a sud del paesello terreni agricoli e altri paeselli, a est un altro paesello (c’è giusto una striscia di terreno che li separa), a nord una bellissima valle con tanto di foresta ma che credo sia zona protetta e a ovest terreni agricoli e appunto un continuo di paeselli che non distingui più dove inizia l’uno e dove finisce l’altro

                faccio fatica a pensare a dove potrebbero mettere un altra strada, ed in effetti i lussemburghesi che sono gente pratica puntano sul trasporto pubblico: trasporti gratuiti e grandi parcheggi di scambio alla frontiera. Funziona molto bene fra lussemburgo e francia, molto meno bene nella zona fa lussemburgo e belgio

                ma a parte la noiosa descrizione della realtà, la mia domanda era un’altra: a chi piacerebbe vivere in una società in cui le città o i quartieri sono tante piccole isole? perché è questo il punto: miguel non vuole le macchine dei foresti in oltrarno, ma vuole che gli oltrarnini possano usare le loro macchine per andare dai foresti, ma non funziona così: se chiudi le porte della tua casa, quelli intorno immancabilmente faranno lo stesso…ed ecco la società ad isole che a me ispira davvero poco

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                anche a me mi ispira poco, ma è una questione di misura, non di modelli puri, che non esistono.
                Si tratta di limitare gli eccessi.

  39. mirkhond scrive:

    “Io ad esempio non riesco a capire che vantaggio apporti il turismo a una nazione.
    Porta soldi solo in teoria, perché se poi si avvantaggiano in pochissimi e per tutti gli altri il livello di vita si abbassa, perché non possono più affitare una casa per vivere, la società si sfilaccia, si rovina, va tutto a puttana.”

    Oltre ad impedire ai residenti di una città l’accesso ai taxi, riservati ormai solo per lorsignori.

    • habsburgicus scrive:

      basterebbe liberalizzare tutto, dare piena opportunità a Uber e anche ad altre compagnie (Bolt in Ungheria, Baltico e Georgia ecc) e -perché no ?- stimolare il genio italico che in passato fu fecondo a creare qualcosa che sia tutta nostra, e il problema sarebbe risolto..
      e si abbasserebbero pure i prezzi che in Italia (forse non al Sud per fortuna vostra) sono ormai giunti a livelli inaccettabili….secondi solo alla Svizzera (dove però tutti guadagnano per loro fortuna cinque volte di più, un 5000 franchi al mese là è uno stipendietto, qui farebbe gola l’equivalente addirittura a certi medici e a qualche avvocato..anche se poi ci sono gli straricchi per cui anche quella cifra sarebbe considerata “spiccioli”)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Habs

        “basterebbe liberalizzare tutto”

        Ti riferisci alla questione taxi, o alla questione casa?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ habsburgicus

        “Liberalizzare”

        Io l’ho sempre pensato che tu in fondo al cuore fossi Comunista… 😄

        Quando Bersani si azzardò a proporre un inizio di liberalizzazione dei taxi i tassisti scesero in piazza a paralizzare Roma con l’incitamento delle destre.

        Il che non stupisce: il Comunismo è l’abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione, quelli che devono consentire di produrre tutto il resto, ma non prevede affatto – checché ne dicessero Stalin e Pol Pot – che andasse privatizzato tutto. La reazione, invece, si nasconde dietro il paravento della difesa della libertà individuale per difendere in realtà i privilegi esistenti di questa o di quella casta grande o piccola, in reazione appunto agli sforzi di gestire razionalmente la società.

        E siccome il libero mercato è sì un ottimo di Pareto ma non un ottimo di Nash, il mancato intervento dello Stato nell’economia non genera concorrenza, ma solo oligopolio (come già insegna a il compianto Federico Caffè).

        Oggi una proposta come la tua, Habsburgicus, sarebbe considerata bolscevica. Bolscevica come la NEP, appunto. Ci governano proprio quelli che fecero fare le barricate, contro la liberalizzazione dei taxi…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Miguel Martinez scrive:

          Per ADV

          “Quando Bersani si azzardò a proporre un inizio di liberalizzazione dei taxi i tassisti scesero in piazza a paralizzare Roma con l’incitamento delle destre. ”

          Bersani è avvenuto prima che io mi trovassi a interessarmi seriamente di urbanistica, e non ho mai approfondito.

          Per me, Bersani è il mitico personaggio che avrebbe fatto una legge sui fondi (non so nulla dei taxi) che diceva all’incirca, “puoi comprare qualunque cosa e farci qualunque cosa, e puoi vendere tutto a chiunque voglia fare soldi, e ti diamo pure la licenza”.

          Il Thatcher che ha rovinato Firenze (e immagino non solo).

          Ma ripeto, non ho mai approfondito, e anzi sospetto sempre quando danno la colpa a una sola persona di qualcosa.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Bersani”

            Uno dei tanti meriti di Bersani è stato quello di aver finalmente abolito la ‘tassa di passaggio’ che si doveva pagare obbligatoriamente per cambiare gestore di telefonino senza cambiare il numero del telefonino.

            Un altro è quello di aver consentito l’apertura della parafarmacie dove acquistare farmaci da banco, cosa per cui i farmacisti dell’Ordine gliel’hanno giurata (e hanno sospeso per ripicca il servizio di prenotazione delle visite al CUP).

            Di fondi non so nulla.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              tutte iniziative benemerite e liberiste, di destra, quelle di Bersani di cui parli.

              certo, non della destra alla Peucezio, tutta divieti di concorrenza e intervento paralizzante dello Stato contro il mercato

              ma di certo non di sinistra!

              🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “sinistra”

                Come ho scritto sopra, ‘sinistra’ non vuol dire ‘stalinismo’, cioè abolizione sic et simpliciter del mercato e della proprietà privata. Vuol dire ‘solo’ l’abolizione dell’esclusiva proprietà privata dei mezzi di produzione. Quando diventa esclusiva, come prevede il TINA, la proprietà privata dei mezzi di produzione non produce concorrenza, ma oligopolio. Non lo dice il Manifesto, lo diceva Federico Caffé – il quale non ha certo bisogno che i spieghi io chi era e cos’ha fatto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea

                “Quando diventa esclusiva, come prevede il TINA, la proprietà privata dei mezzi di produzione non produce concorrenza, ma oligopolio”

                questo però non è vero, perché ci sia un oligopolio servono condizioni un po’ particolari del mercato (ne dico una: barriere alte all’ingresso), e un’autorità antitrust un po’ distratta…tralasciando il fatto che non tutti gli oligopoli sono di per se anticoncorrenziali

              • Francesco scrive:

                grazie Roberto, mi hai rubato il mestiere ed evitato la fatica!

              • roberto scrive:

                francesco

                so che suona strano, ma in un tempo ormai lontano ho scritto una tesi di dottorato su questo argomento 😉

                poi mi sono appassionato ad altre cose

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “Oligopolio”

                Sbaglio, o Caffè la pensava diversamente?

                (tra l’altro, mi torna con quello che il buon Pareto diceva del libero mercato, che essendo un ottimo appunto di Pareto e non di Nash non è l’effetto di una mitica “mano invisibile”)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                andrea

                “Caffè la pensava diversamente?”

                non esattamente, e attiro la tua attenzione sul mio “e un’autorità antitrust un po’ distratta…”, che era appunto una delle cose sulle quali caffè insisteva.

                credo, se non ricordo male ma potrei sbagliarmi, che invece fosse dell’idea che gli oligopoli sono sempre anticoncorrenziali, e questa cosa mi sembra smentita dalla letteratura successiva e appunto non credo che sia vero

                poi io mi sono occupato essenzialmente di cosa deve fare un’autorità antitrust per non distrarsi e come rimediare se si distrae

              • Francesco scrive:

                Per la cronaca. Caffè non la Bibbia.

                Anche se dice cose che piacciono a Andrea!

                😉

  40. habsburgicus scrive:

    Putin nella cattedrale di San Giorgio per il Natale russo (25 dicembre 2024 v.s/7 gennaio 2025 n.s)
    https://t.me/moscowach/29995

  41. Francesco scrive:

    >>> Il fatto è che- e QUESTA è la differenza con la società moderna- il denaro NON era il valore assoluto.

    Vorrei sottolineare l’importanza di quanto scrive Pino. Il denaro è necessario (temo proprio) e tende a essere troppo considerato (penso a Crasso, che diventa triumviro grazie a soldi e alla parabola del giovane ricco).

    Ma nella società moderna (non so da quando, vi ricordo che sono un ignorante) è diventato il Valore Assoluto e il Metro di tutte le cose. La qual cosa è una puttanata incredibile ma non per questo meno forte.

    Io ho la Grazia di essere cattolico e su questo tema ho un par di millenni di insegnamenti e ammonimenti … che giusto mi servono a tenere il naso fuori dall’acqua.

    Ciao e buon anno!

    • habsburgicus scrive:

      @Francesco
      penso a Crasso, che diventa triumviro grazie a soldi e alla parabola del giovane ricco

      infatti…tutti i suoi soldi non salveranno Crasso da una morte orribile a Carrhae (53 a.C) e al giovane ricco i soldi impedirono di abbandonarsi completamente a Cristo
      Ciao e buon anno

    • PinoMamet scrive:

      Crasso era ricchissimo, Mario era ricchissimo, plebeo e homo novus, Cesare, suo nipote, era nato povero, patrizio e appartenente alla nobilitas…

      davvero erano valori diversi , sarebbe scorretto parlare della Roma repubblicana come del Medioevo, ed è forse ancora più scorretto parlare del Vecchio Regime come se fosse il mondo di oggi…

  42. MOI scrive:

    Jean-Marie Le Pen, prima dipartita illustre dell’ anno … era del 1928

  43. MOI scrive:

    https://www.bfmtv.com/politique/front-national/jean-marie-le-pen-est-mort-a-l-age-de-96-ans_VN-202501070511.html

    Jean-Marie Le Pen est mort à l’âge de 96 ansVoir moins
    Le co-fondateur du Front national, mort ce mardi 7 janvier à 96 ans, a assuré une longévité certaine à l’extrême droite ces 50 dernières années. Sa stratégie bien rodée de dérapages a cependant toujours été une entrave à la conquête du pouvoir avant que Marine Le Pen ne prenne la tête du mouvement.

  44. habsburgicus scrive:

    una delle migliori compagne torna a volare a Damasco, da oggi…
    il nuovo regime sarà di certo un disastro per i nostri fratelli cristiani, per le donne, per gli alawiti e per la parte migliore del popolo siriaco, ma non è impossibile che possa stabilizzarsi e magari aprire con juicio la Siria al turismo

    https://www.breakingtravelnews.com/news/article/qatar-airways-to-resume-flights-to-syria/

  45. habsburgicus scrive:

    non è neppure escluso che il nuovo regime islamico -del tutto prono ai ricchi Emiri del Golfo da cui provengono i dindi :D, fanaticamente anti-iraniano e nella necessità di non offendere troppo Trump- abolisca, o non implementi , la rigidissima norma che escludeva dalla Siria chiunque fosse mai stato in Israele o AVESSE POTUTO stare in Israele 😀 (bastava un timbro giordano di Aqaba ed eri escluso)
    e allora diverrebbe possibile un mio vecchio sogno:
    1.in aereo da Milano a Tel Aviv
    2.visita di Israele e passaggio via terra in Giordania dalla Galilea
    3.passaggio dalla Giordania in Siria via terra
    4.passaggio dalla Siria a Berut via terra
    5.ritorno a casa da Beirut in aereo
    certo, bisognerebbe scegliere un periodo meno burrascoso 😀
    e sperare bene 😀

  46. Peucezio scrive:

    Questa è notevole:

    https://www.corriere.it/tecnologia/25_gennaio_07/zuckerberg-fact-cheking-meta-d06b4d40-d533-4b5d-8a90-5ef28fbcexlk.shtml

    Mark Zuckerberg annuncia importanti novità sulle piattaforme e la collaborazione con il neo-presidente Donald Trump. Il capo di X approva il cambiamento (ispirato al suo social): «È davvero fantastico»
    Zuckerberg chiude il programma di fact-checking di Meta (e strizza l’occhio a Trump e Musk): «Torniamo alle radici sulla libertà di espressione»

    Mark Zuckerberg ha annunciato sui propri social i cambiamenti che presto avverranno sulle proprie piattaforme. Un 2025 subito impegnativo per il fondatore di Facebook, che poche ore fa aveva annunciato il nuovo cda, tra cui figura anche John Elkann. Lo scopo delle novità di Meta, secondo Zuckerberg? «Dare voce alle persone sulle nostre piattaforme».
    Il fallimento dei fact-checkers indipendenti

    Come? «È tempo di tornare alle nostre radici sulla libertà di espressione», spiega l’imprenditore dal proprio profilo personale. Si comincia dai fact-checkers. Sulla falsa riga di X, anche i social di Meta adotteranno il sistema di Community Notes. Si partirà, ovviamente, dagli Stati Uniti. Nel blog post, Meta commenta che il ruolo dei fact-checkers indipendenti non è andato come previsto: «L’intenzione del programma era di far sì che questi esperti indipendenti fornissero alle persone maggiori informazioni sulle cose che vedono online, in particolare le bufale virali, in modo che potessero giudicare da soli cosa vedevano e leggevano. Non è così che sono andate le cose, soprattutto negli Stati Uniti. Gli esperti, come tutti gli altri, hanno i loro pregiudizi e le loro prospettive». E così si passa alle note della community: «Abbiamo visto questo approccio funzionare su X, dove danno potere alla loro community di decidere quando i post sono potenzialmente fuorvianti e necessitano di più contesto, e le persone con una vasta gamma di prospettive decidono che tipo di contesto è utile che altri utenti vedano». Il programma sarà introdotto inizialmente negli Usa «nei prossimi due mesi».

    Inoltre, riporta l’imprenditore statunitense, «Semplificheremo le nostre politiche sui contenuti e rimuoveremo le restrizioni su argomenti come l’immigrazione e il genere, che non sono in linea con il discorso pubblico dominante». Modifiche anche al modo in cui vengono applicate le politiche per ridurre la maggior parte degli errori di censura. Maggior sforzo sarà rivolto ai contenuti illegali e violazioni gravi che richiedono un livello di sicurezza più elevato per l’intervento dei filtri.

    Non solo: «Riporteremo i contenuti civici. Stiamo ricevendo feedback che le persone vogliono tornare a vedere questo tipo di contenuti, quindi li reintrodurremo gradualmente su Facebook, Instagram e Threads, lavorando per mantenere le comunità amichevoli e positive». Per contenuti civici, sono intesi argomenti come immigrazione, identità di genere e genere. «Non è giusto che le cose possano essere dette in TV o sul pavimento del Congresso, ma non sulle nostre piattaforme».

    Una novità che è stata accolta con piacere anche dallo stesso Elon Musk che, in una mossa insolita fra rivali storici (l’anno scorso promettevano di scontrarsi in un «combattimento in gabbia» che, alla fine, non è mai avvenuto), ha lodato l’iniziativa del capo di Meta: «È davvero fantastico», commenta nel condividere una notizia dove si legge che Zuckerberg «promette un sistema simile a X».
    La collaborazione con Trump

    Zuckerberg ha anche annunciato che sarà trasferito il team dedicato alla fiducia, sicurezza e moderazione dei contenuti fuori dalla California e che il team di revisione dei contenuti sarà invece trasferito in Texas. «Questo aiuterà a rimuovere il timore che dipendenti di parte moderino i contenuti». Infine, sul proprio profilo su Threads, lo statunitense ha riferito che «Lavoreremo con il Presidente Trump per opporci ai governi stranieri che cercano di aumentare la censura verso le aziende americane. Gli Stati Uniti hanno le più forti protezioni costituzionali per la libertà di espressione al mondo, e il modo migliore per difendersi da questa tendenza di eccessiva ingerenza governativa sulla censura è con il supporto del governo americano».

    Un’inversione di rotta importante per Facebook, che dopo gli avvenimenti di Capitol Hill del 2021, aveva allontanato il Presidente eletto Donald Trump da Facebook per due anni. Quasi profetiche le parole dell’allora ex-presidente del 4 giugno 2021, quando l’account di Donald Trump venne sospeso: «Non può esser loro (Meta, NdR) permesso di andare avanti con questa operazione di censura e di silenziamento: l’avremo vinta, alla fine. Il nostro Paese non può più sopportare questo abuso!». Trump arrivò anche a chiedere di tornare sulla piattaforma due anni più tardi.
    Recupero dell’account, riconoscimento facciale e più personale

    Secondo Meta, il processo per contestare le decisioni è lento e frustrante. Per questo motivo è stato aggiunto personale extra. Inoltre è previsto un modo più semplice per recuperare l’account, mentre è in fase di test la tecnologia di riconoscimento facciale. Infine «Abbiamo iniziato a utilizzare modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) AI per fornire una seconda opinione su alcuni contenuti prima di intraprendere azioni di applicazione».
    Ma esiste un limite alla libertà di espressione?

    Nel post del Blog di Meta, che annuncia le implementazioni di cui ha parlato Zuckerberg nei social, si legge che «Sulle piattaforme in cui miliardi di persone possono avere voce, tutto il buono, il cattivo e il brutto sono in mostra. Ma questa è libera espressione».

    Una libertà d’espressione che Luca Bizzarri esprime dopo che un hater ha augurato «un tumorello» ai figli «ammesso che ne abbia». Un commento segnalato, ma che non è stato rimosso perché «non viola i nostri Standard della community in maniera di violenza».

    • Peucezio scrive:

      È interessante, perché si parla sempre di America spaccata in due e sarà anche vero, ma qui sta succedendo anche qualcosa di diverso: Bezos che lecca il culo a Trump, ora Zuckerberg che vuole la libertà d’espressione sui social…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “ma qui sta succedendo anche qualcosa di diverso: ”

        Sta succedendo qualcosa di enorme, che cambierà la storia.

        Provo a intuire, probabilmente sbagliando.

        Siamo passati a un momento in cui il vero scontro, in Occidente, è tra ipersupertriglionari.

        I politici sono ormai solo la facciata di questa gente.

        Esiste un precedente specifico: quando la famiglia dei Medici a Firenze, spacciatori di pasticche, ha accumulato una tale ricchezza da poter comandare sulla Repubblica.

        Restavano i “politici”, al soldo dei Medici.

        I Medici non piacevano a tanti altri ricchi, come ad esempio gli Strozzi le cui mezze lune si vedono ancora oggi in mezza città. E che magari potevano contare anche di più dei Medici.

        Ma a un certo punto i Medici hanno preso in mano la politica, e gli Strozzi hanno chinato subito la testa. E sono rimasti straricchi.

        Mi immagino Musk come Cosimo il Vecchio, con una tremenda differenza culturale. Con una differenza profonda, che cambierà la storia: Cosimo era saggio ed equilibrato, Musk è un pazzo distruttivo.

        • Peucezio scrive:

          Però, vabbè, questa è la distribuzione del potere.

          Ma sarebbe interessante capire i contenuti.

          Cioè gli Stati Uniti hanno vissuto una fase di repressione isterica della libertà di parola, libertà di parola che era un elemento distintivo della loro cultura giuridica e sociale.
          Non so se, per dire, il maccartismo abbia visto una simile cappa repressiva. O altri frangenti. Ma sicuramente l’ultimo è stato clamoroso.
          Ora, capire se siamo di fronte a una vera inversione di tendenza per me è di estremo interesse.

          Circa i miliardari al potere, c’è già stato Berlusconi ed è una cosa che saluto positivamente: finalmente ci mettono la faccia.
          Si sa che la democrazia liberale è una facciata dietro cui c’è il potere della finanza che gestisce quello politico, ma occultamente. Per statuto, non per una deviazione: il liberalismo è la dottrina politica del capitalismo in economia e nasce sull’onda di esso, dell’egemonia borghese.
          Il fatto che venga meno l’infingimento e che il miliardario passi attraverso le urne mi pare un progresso non da poco.

          • Peucezio scrive:

            Comunque è affascinante ‘sta cosa: tutto quello che succede in Italia in piccolo, tempo un decennio o due al massimo, succede in grande nel resto del mondo.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Peucezio

              “Comunque è affascinante ‘sta cosa: tutto quello che succede in Italia in piccolo, tempo un decennio o due al massimo, succede in grande nel resto del mondo.”

              ROMA CAPVT MUNDI

              Altro che reddito di cittadinanza.

              A spese del resto del mondo, ci vorrebbe il reddito di Italiananza.

              Dovremmo essere mantenuti a vita dal resto del genere umano.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                ORRADV

                esclusi i genovesi, naturalmente, che non se lo meritano!

                😉

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Genovesi”

                Noi teniamo i conti!

                Dovve i Zeneixi vàn, ‘n’ätra Zena fan

                Ci ridessero la Crimea e la Corsica, vedresti come sapremmo farle fruttare.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Su questo hai tutto il mio appoggio!

        • habsburgicus scrive:

          @
          Miguel
          sei troppo fiorentinocentrico 😀 😀 😀
          il che non vuol assolutamente dire che tu abbia a priori torto…potrebbe anche essere come prospetti..
          se vivremo, vedremo

    • roberto scrive:

      Peucezio

      “«Torniamo alle radici sulla libertà di espressione»”

      una curiosità, tu usi twitter?

      se lo usi ti faccio una domanda (ma se non lo usi non vale la pena)

      è da giorni, che vedo in continuazione messaggi su una storia di 20.000-30.000-50.000 ragazzine che sarebbero state stuprate in inghilterra da bande di pakistani, coperte per “politically correctness” dalla polizia e in fine da starmer per il quale elon musk (!) chiede addirittura l’arresto (!!!)

      è una cosa che mi sorprende per dimensioni perché, vado a spanna, ma mi sembra che un buon 20% dei messaggi che mi appaiono parlino di questa cosa e nei termini eloniani (starmer ha partecipato ad un complotto woke per far violentare impunemente decine di migliaia di ragazze bianche), che sono palesemente assurdi
      si lo so che l’algoritmo di twitter ti propone cose sull’argomento che hai già visualizzato, e lo so che una percentuale x saranno bot…ma insomma, a me pare un fenomeno che ha delle dimensioni impressionanti e faccio fatica a liquidarlo con un semplice “eh vabbé, ragazzate”

      Ora, che ne pensi?
      bisogna lasciare tutto così perché “è la democrazia e la libertà di espressione”? bisogna sperare che qualcuno (ma chi?) si metta a fare un debunking e che sia pervasivo come lo è il venticello mefitico del quale parlo? chissenefrega di twitter, la sinistra e i woke hanno in mano la comunicazione?
      altro? se gli ingelsi sono così fessi da bersi fandonie, fatti loro? fino a prova contraria starmer ha coperto decine di migliaia di stupri?

      io non ho un’idea chiara, ma vedo questo fenomeno con una preoccupazione sempre crescente (e mi collego a quanto detto mille altre volte in passato: giornali e telegiornali potranno essere in manoa woke e sinistra finché vuoi, cosa che tra l’altro non credo, ma sono in ogni caso del tutto irrilevanti)

      https://www.ilpost.it/2025/01/08/musk-starmer-vecchio-scandalo-abusi-sessuali-inghilterra/?homepagePosition=8

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Roberto

        “è da giorni, che vedo in continuazione messaggi su una storia di 20.000-30.000-50.000 ragazzine che sarebbero state stuprate in inghilterra da bande di pakistani”

        Io questa storia l’ho seguita alcuni anni fa, quando non interessava a nessuno.

        Il numero vero di ragazze abusate è di circa 1.400, non 20.000; e comunque diluite in un periodo di una trentina di anni, fino al 2013.

        L’articolo su Wikipedia mi sembra abbastanza equilibrato https://en.wikipedia.org/wiki/Rotherham_child_sexual_exploitation_scandal

        Poi è chiaro che Musk ci si sta lanciando per motivi politici suoi.

        • Miguel Martinez scrive:

          “Poi è chiaro che Musk ci si sta lanciando per motivi politici suoi.”

          E qui sono d’accordo con Roberto: bisogna sempre distinguere un evento in sé dalla manipolazione successiva.

          Per dire una cosa banale, un conto è quello che i nazisti hanno fatto agli ebrei nel ghetto di Varsavia; un conto completamente diverso quando il governo d’Israele usa quello che successe allora per radere al suolo un villaggio palestinese.

          E sicuramente Musk ha un progetto molto preoccupante per l’Europa. Che in basso può andare per bot su Twitter, in alto imponendo il controllo dei cieli europei con i suoi satelliti civili/militari.

          In questo è importante liberarsi dalla tentazione di dire, “ma Musk ha ragione sugli stupri…” No, lui li usa per stuprarci.

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        ho twitter ma non lo uso.
        Ho sentito di questa storia in tv, figurati, ma per accenni.

        Qui comunque secondo me rischiamo di mischiare tante cose diverse.
        Non mi riferisco al tuo discorso, ma al tema generale.

        Intanto i social sono fatti di tante cose, dai profili di Peucezio e Roberto a quello del Corriere della Sera a quello del giornale telematico complottista e via dicendo.
        E inoltre i social non sono l’unico canale informativo, anzi, NON sono un cnale informativo, anche se c’è chi lo usa come tale, ma sono uno spazio di condivisione di contenuti.

        Io direi che ci sono tre esigenze da garantire.
        – La libertà di parola;
        – la possibilità per la gente di accedere a informazioni minimamente autorevoli e verificate,
        – la tutela dell’individuo e della sua rispettabilità e onore.

        Circa il secondo punto, NON DOVREBBE essere affidato ai social, che sono un’arena libera e decentrata, dove è del tutto logico che ciò che si dice può essere la verità assoluta come l’ultima delle cazzate, perché ci scive il signor Rossi che fa il metalmeccanico, come il premio Nobel (oggi visto come un pericoloso no-vax, alla faccia dei crismi di autorevolezza ufficiali), come il professore ordinario, come il politico cialtrone, ecc.
        Ma dovrebbe essere affidato alle testate online di prestigio. Che possono mistificare anche loro finché vogliono, ma quantomeno non ti diranno che la Terra è piatta.
        Poi, figli belli, il giornalismo ha sempre mistificato e non esiste la verità ex Cathedra, come in teologia. Si tratta di discerere almeno la propaganda di livello, che un minimo di aderenza ai fatti deve fingerla, dalle cazzate stratosferiche.

        Il primo punto invece significa solo che se io ho un profilo, ci scrivo quello che voglio, così come se pubblico un libro, ci scrivo quello che voglio e se vado al bar con gli amici dico quello che voglio.
        Poi, se uno vuole un libro serio, cercherà un libro accademico, referato. Insomma, se mi autoproduco il libro stile Vannacci, non avrà l’autorevolezza del libro pubblicato da Laterza, il Mulino o Carocci. Anche su libri di questi editori ho letto sesquipedali cazzate, per esempio nel mio ambito, ma sono più rare e un minimo di filtro c’è.

        Circa questa libertà assoluta, c’è il limite del rispetto degli individui: se io dico che il signor Mario Rossi è una merda, vado oltre la libertà di parola, perché il rispetto del signor Mario Rossi viene prima.
        Per questo però basterebbe il codice penale. La rimozione preventiva dell’insulto nel social non dico sia sbagliata, ma non mi piace che sia un fesso qualsiasi anziché un magistrato a decidere se ho insultato qualcuno.
        Con la rimozione a posteriori peggio mi sento, perché perdo la prova per trascinare il tizio in tribunale.

        In tutti i casi che ho detto, qualsiasi forma di censura preventiva o a posteriori del merito di informazioni e idee è una forma violenta di censura, come tale gratuita, sbagliata e che impoverisce il dibattito. Completamente inutile ai tre fini esposti.

        C’è infine la questione degli algoritmi.
        Che non è banale in effetti.
        Se io non filtro, ma filtro de facto, perché grazie agli algoritmi oriento le idee in una certa direzione, è una forma di propaganda occulta.
        Allora facciamo leggi sugli algoritmi, obblighiamo a renderli trasparenti o al limite limitiamoli o vietiamoli.
        Sempre meglio che mettere la museruola all’utente.

        • roberto scrive:

          peucezio,

          dici cose condivisibili ma secondo me trascuri un punto cruciale

          quando scrivi che l’informazione “NON DOVREBBE essere affidata ai social”, è sicuramente vero, ma altrettatnto sicuramente non corrisponde alla realtà, o almeno non completamente

          se il TG1 lo vedono 4 milioni di persone (che poi vedono…hanno la televisione accesa!), X ha 17 milioni di utenti in italia!

          se io scrivo che la terra è piatta su twitter, ci saranno 17 milioni di persone leggere il mio messaggio e chissà quanti lo riposteranno, così chissà quante volte gli utenti di twitter le (ri)vedranno

          https://vincos.it/osservatorio-facebook/

          e secondo me il trend è quello, io non do molti anni di vita all’informazione classica

          • Peucezio scrive:

            Certo.
            Perché si sa che la gente si affida a fonti informali e senza garanzie di affidabilità.

            Cioè una volta uno si fidava di quello che diceva l’amico al bar o il cognato che vendeva gli elettrodomestici (e anche adesso accade).
            Oggi crede a quello che dice il primo pirla su X.

            Quindi dobbiamo chiudere i bar, vietare alle persone di telefonarsi e scriversi o mettere un filtro a chiunque, quando parla, nelle normali conversazioni private?

            No, scusami, per me quest’idea di censurare un mezzo che non ha per statuto nessuna pretesa di autorevolezza ma è per definizione un mezzo ove chiunque può scrivere, solo perché qualcuno ci crede, mi pare una follia.

            Sia perché la censura, oltre che inopportuna, è sbagliata per principio e la libertà di parola dovrebbe essere un principio non negoziabile,
            sia perché non si capisce chi dovrebbe decidere cosa è vero o giusto e cosa è falso o sbagliato che titolo avrebbe per farlo e perché dovremmo ritenere che sia autorevole e in buona fede?
            Peraltro non si capisce perché miliardari con interessi enormi dovrebbero favorire la verità e non una propaganda addomesticata ai loro interessi.

            Comunque è significativo che chi, come te, difende l’Occidente come luogo della libertà, lo fa solo in astratto, perché quello che vuole è un Occidente della censura, non della libertà.

            • roberto scrive:

              peucezio,

              quindi in sostanza, se capisco bene le tue risposte

              1. riconosci l’esistenza del problema X, tiktok o facebook come fonte di informazione

              ma/e (forse l’avversativa non riflette il tuo pensiero)

              2. bisogna lasciare tutto così perché “è la democrazia e la libertà di espressione” (vedi le mie domande iniziale)?

              • Peucezio scrive:

                Certo,
                In una società libera ognuno si informa come vuole.
                Se io anziché andare al medico, chiedo consigli alla portinaia, sono cazzi miei, peggio per me.

                Quello che una società sana fa è formare dei medici, in modo, che se non sono proprio un coglione o un autolesionista, posso farvi ricorso.

                Nel caso dell’informazione la cosa è molto più complicata: l’informazione corretta e onesta è ovviamente un’utopia irragiungibile.

                Ma si può investire nel creare fonti di informazione un minimo più serie e renderle note.

                L’alternativa è arrestare tutti i portinai. Nelle dittature si fa così.

              • Peucezio scrive:

                Ma poi certe cose sono di banale buon senso.

                Su facebook o X può scrivere Peucezio o Roberto, così come la grande agenzia di stampa, il giornalista noto per essere serio e affidabile (ammesso che ne esistano), il grande intellettuale, il capo di stato, lo studioso accreditato, la casalinga di Voghera.

                Ora, se io leggo quello che scrive Roberto o tu leggi quello che scrive Peucezio, è evidente che entrambi sappiamo che stiamo esprimendo opinioni personali e se anche riferissimo eventi, sappiamo benissimo che non siamo dei professionisti (tranne che nei rispettivi campi) e che quindi non c’è da prendere la cosa per oro colato.

                Il giornalista accreditato invece viene preso più sul serio (spesso a torto), ma in ogni caso si prende la responsabilità di quello che dice e può essere sbugiardato.

                Così come tutte le altre categorie che abbiamo detto.

                Ma se trattandosi di fisica io leggo il tweet di Roberto anziché di un fisico vero, chessò, il nostro Andrea o magari un ordinario di fisica, so benissimo che non c’è da prenderlo per verità assoluta.

                Se poi invece prendo per verità assoluta qualisasi cosa io legga, scritta da chiunque ovunque, allora il problema è mio e non è che lo stato può mettermi un tutore che mi accompagna anche quando vado al bar a chiacchierare con gli amici.

                A quel punto il problema si pone a monte, in termini di formazione.
                Da una scuola inclusiva che promuove tutti, cosa puoi aspettarti?
                Ma non è che siccome la gente è più ignorante, possiamo fare la verità di stato, stabilita dall’alto, peraltro da un privato, non si capisce a che titolo!

          • Peucezio scrive:

            Peraltro è interessante come oggi sia la gente meno istruita a capire meglio le cose (d’altronde lo aveva detto già Ellul negli anni ’60).

            Una persona colta di sinistra ancora negli anni ’80-’90 sapeva benissimo che l’informazione nei sistemi liberalcapitalisti è sottomessa al potere economico (così come in quelli socialisti a quello politico), che in generale l’establishment non è in buona fede ma difende i propri interessi, che la neutralità del giornalismo non esiste, che esistono solo livelli diversi di propaganda, più smaccata (chessò, i manifesti della campagna elettorale di un partito) o più raffinata (la stampa, la tv, ecc.).

            Oggi l’uomo istruito di sinistra medio crede che sostanzialmente il potere politico e mediatico occidentale sia tutto sommato in buona fede, non abbia interessi da difendere e coltivi in fondo un autentico amore per la verità e che il problema siano solo i fenomeni abnormi, appariscenti, folcloristici, come un Musk o ai tempi un Berlusconi.

            Cioè ciò che prima si sapeva essere strutturale e intrinseco al sistema liberalcapitalista, oggi viene considerato l’eccezione.

            La maggior parte della gente con istruzione meno bassa invece sa ancora benissimo che non ci si può fidare del potere e dei suoi mezzi d’informazione. Poi esagera negli schematismi e nei complottismi. Ma la sostanza l’ha capita, forse per una forma di ancestrale diffidenza popolare.

            Ma la cosa ancora più tragica è che prima il potere veicolava sì la sua propaganda e faceva i suoi interessi, ma la regola era la libertà di tutti.
            Cioè sono più furbo, so persuaderti di quello che penso, ma lascio che ci sia un libero dibattito, tanto sono abile e so veicolare i miei contenuti.

            Oggi il potere mostra il suo volto più aggressivo e brutale, censurando in modo aperto, esplicito.
            E la cosa grave è che i ceti istruiti sono organici a questa scelta, invece di combatterla e hanno il terrore panico della libertà.
            E la cosa ancora più grottesca è che tutto questo mondo del potere mediatico e delle borghesie progressiste fa una difesa identitaria, violenta e apertamente suprematista, ai limiti del razzismo, dell’Occidente, proprio in nome della libertà, che essi stessi combattono.

            Questo fa capire come davvero, orwellianamente, si sono perse anche le minime categorie logiche.
            Ma questo è spaventoso, perché vuol dire che si è prodotto un tipo umano che obbedisce al di là della logica, assente ad affermazioni contraddittorie, che funziona cioè pavlovianamente, in modo del tutto prerazionale.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ peucezio

              “Ellul”

              Pensare è faticoso. Com’è faticoso lo studio, del resto. Anzi, lo “studium” Latino, il desiderio di qualcosa. Nelle società di massa il potere si mantiene a patto di liberare le persone da questa incombenza. Feste farina e forca, panem et circenses… già Lao Tze diceva che il principe riempie il ventre del popolo e ne svuota il cuore. Quello che dicevi tu lo diceva già Seneca, e sono convintissimo che qualche scriba Khmer o Inca abbia detto indipendentemente la stessa cosa. Se ci saremo ancora fra tremila anni qualcuno dirà la stessa cosa. In parte perché i meccanismi del potere, come appunto ricorda Orwell, sono sempre quelli, in parte perché queste riflessioni uno le fa quando è passata la giovinezza coi suoi legittimi entusiasmi.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Non lo so, non sono del tutto convinto.
                Io non sono così vecchio, ma simili mistificazioni, basate non sul capovolgimento dei fatti, ma della stessa logica intrinseca ai discorsi, non le avevo mai viste.
                Forse siamo vissuti in una felice eccezione per qualche decennio.
                O forse c’è qualcosa di nuovo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “O forse c’è qualcosa di nuovo.”

                Esatto.

                Mio suocero è nato in un mondo che non era profondamente diverso dal Neolitico.

                I nostri figli stanno entrando nel Postumano.

                L’Eritis sicut dei, Prometeo, Mengele, il Superuomo di Nietzsche, il trans fluido dei woke, 1984 di Orwell, quello che volete, ma c’è davvero “qualcosa di nuovo”, e tutti i nostri vecchi metri contano poco.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Mio suocero è nato in un mondo che non era profondamente diverso dal Neolitico.”

                Avete esperienza del neolitico o letto cose scritte da gente del neolitico che esprime il proprio punto di vista?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                “Avete esperienza del neolitico o letto cose scritte da gente del neolitico che esprime il proprio punto di vista”

                Mi basterebbe portare un archeologo a vedere gli oggetti che aveva attorno a sé mio suocero da bambino.

                Ovviamente sto barando: una piccola parte degli oggetti erano anche in ferro.

              • Peucezio scrive:

                Non so se sia quello il punto.

                Insisto sulla mia idea che la specificità dell’oggi sia regressiva, non progressiva.
                La regressione non è un puro tornare indietro: c’è molta differenza fra la crescita e la decadenza.

              • Peucezio scrive:

                In questo momento poi c’è un’inversione di tendenza, ma probabilmente è solo un altro modo, più umano, più equilibrato di gestire la decadenza.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “e secondo me il trend è quello, io non do molti anni di vita all’informazione classica”

            Penso che tu abbia ragione

  47. Mauricius Tarvisii scrive:

    Ci sono voluti 30 anni, ma alla fine ci stiamo arrivando.

    https://www.youtube.com/watch?v=kI5SEOdN7Fc

  48. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Cecilia Sala è stata liberata dagli Iraniani e sta tornando a casa.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  49. roberto scrive:

    totalmente OT, qualcuno ha capito perché Trump vuole annettere/conquistare groenlandia e canada???

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Roberto

      “capito”

      Grandi giacimenti di carbone, petrolio e uranio sotto il ghiaccio + il controllo delle rotte dell’Artico (infatti vuole anche il Canada). A differenza della Russia, che ha già cominciato (con prospezioni petrolifere sottomarine, la costruzione di una nuova flotta di rompighiaccio e soprattutto lo sviluppo di una nuovissima tecnologia di reattori nucleari galleggianti che rendono autosufficienti tutti gli insegnamenti costieri) gli USA non hanno accesso diretto all’Artico fuori dell’Alaska (che comunque è difficilmente difendibile).

      Aggiungi che – come spiegato nei documentari che ho già postato – c’è una lunga maretta fra Groenlandesi e Danesi, maretta che la separazione della Groenlandia dalla UE non ha contribuito a placare.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Da un po’ gli USA stanno penetrando in Groenlandia con le tecniche solite (ONG, movimenti locali, ecc.), soprattutto perché il governo groenlandese, da quando aprì allo sfruttamento minerario dopo la concessione dell’autonomia, stava ricevendo offerte da compagnie cinesi.

      • Francesco scrive:

        “lo sviluppo di una nuovissima tecnologia di reattori nucleari galleggianti”

        racconta, racconta, intanto mi guardo qualche video di portaerei USA a propulsione nucleare fin dagli anni Sessanta …

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “racconta”

          Mi inviti a nozze 🙂

          Sembrano la stessa cosa, ma credimi: non lo sono. Le portaerei e si sottomarini usano il reattore per la propulsione. Quindi hanno sistemi molto compatti (con liquido di lavoro eutettico piombo-bismuto, con una densità eccezionale) e flessibili (per le loro ridotte dimensioni), utili quindi ad aumentare se richiesto in poco tempo la potenza (ad esempio per attaccare o fuggire in battaglia). Il tutto va a scapito della complessità dei circuiti che circondano la parte radioattiva del sistema, che su un natante sono ridotti all’osso per mancanza di spazio. Tanto per dirne una, nei sottomarini manca il doppio contenitore che isola il nòcciolo in caso di incidente. Se c’è un incendio a bordo perdi natante ed equipaggio, m ci pensa l’oceano a schermare efficacemente le eventuali perdite radioattive.

          Perché non prendere quei reattori e metterli a produrre elettricità a terra, allora?

          Lo hanno fatto in URSS quando negli anni Settanta si resero conto che avevano fatto troppo affidamento sul Donbass (!) per il carbone e avevano lasciato andare avanti l’industria elettronucleare USA. Per ricuperare il tempo perduto presero allora dei progetti di reattori militari, li ingrandirono e li misero direttamente sulla terra, collegandoli alla rete.

          E così abbiamo avuto Chernobyl.

          Un reattore estremamente semplice, ideato inizialmente per produrre pochi MW e portato a produrne centinaia, privo del doppio contenitore che bloccasse un incendio in caso di incidente. Appunto.

          No, i reattori per produrre energia devono avere spazio: per gli schermaggi, per la manutenzione, per i collegamenti elettrici, per tutti i servizi ausiliari che servono alla produzione di elettricità e che non servono se devi spostare un natante. Ad esempio, a Zaporizhzha i droni banderisti mica bombardano direttamente la centrale, non sono ancora così cretini, colpiscono appunto gli edifici dei servizi ausiliari.

          Mettere tutto su una nave e farlo funzionare connettendolo di volta in volta a un porto isolato dal mondo per poi spostare tutto l’ambaradan da un porto all’altro alla bisogna non è impresa banale.

          E una volta realizzata consente di far funzionare gli scali sulla costa artica – in previsione del progressivo scioglimento dei ghiacci per il cambiamento climatico – senza bisogno di costruire elettrodotti lunghi migliaia di Km attraverso un territorio deserto.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Mah, ti credo al 100% ma io farei una bella centralona e tirerei i cavi. In mare ci sono le tempeste, per dirne una, e mille altri problemi che rendono i costi improbi.

            Se hai 10 cittadine costiere, o le illumini a turno o devi avere 10 navi-centrali elettriche … mi pare un progetto salviniano.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “10 cittadine costiere”

              Oppure ci metti 10 navi, una per porto, riparata dalle tempeste (a quello servono i porti). Facendone tante i costi crollano. Se poi in una cittadina aumenta il consumo e in un’altra diminuisce, sposti una nave. Molto più economico e pratico (ricordati la pratica Russa coi rompighiaccio) che non tirare migliaia di Km di cavi nel permafrost. Se vuoi elettrificare una costa artica difficile immaginare una strategia migliore. Tra l’altro l’uranio è pure prodotto in loco.

              Tra l’altro, la Cina sta intraprendendo la stessa strada, con due reattori da 125 MW (il doppio dell’Akademik Lomonosov di Putin, che ne ha già avviato la costruzione di quattro esemplari per la Jacuzia e le sue miniere, immagino con base a Magadan) montati su chiatte per alimentare basi in mezzo al mare, dissalare l’acqua ecc. (il Mr cinese Meridionale?)

              Insomma, queste emissioni climalteranti forse adesso cominciamo davvero a ridurle.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Scusa ma non mi convinci: se i cavi costassero così tanto (ma li ammortizzi nel tempo), faccio 10 piccole centrali, una per base costiera.

                Costruire a terra costa molto meno che costruire sul mare, e quello sarebbe una nave parcheggiata permanentemente in porto!

                PS le navi non sono frazionabili, se a Port Andrea la domanda cala del 50% e a Port Miguel cresce del 50% non puoi spostare mezza chiatta!

                Ciao!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “costa molto meno”

                Nell’Artico Siberiano?

                Non riesci neanche a costruirci un prefabbricato: quando il permafrost si scioglie viene giù tutto.

                (Kapuściński racconta che per questo persino dopo la caduta del Muro non si è edificato un Museo del gulag così come si è fatto ad Auschwitz: sono proprio disintegrate le baracche)

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                basta usare delle fondamenta, quanto è profondo il permafrost?

                mica stiamo parlando di costruire delle baracche di legno!

                PS fosse davvero così, manco le cittadine da alimentare riusciresti a costruire

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “basta usare delle fondamenta, quanto è profondo il permafrost?”

                Dici che scavare un chilometro in profondità per tutta l’area della struttura è fattibile?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “basta usare delle fondamenta”

                https://www.ilsole24ore.com/art/il-permafrost-cede-effetti-disastrosi-dall-artico-alpi-AGzI6LqB

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                chiedo ai geologi: da quando lo strato di terreno sempre gelato è spesso UN CHILOMETRO?

      • roberto scrive:

        andrea

        “Grandi giacimenti di carbone, petrolio e uranio sotto il ghiaccio”

        ma queste sono cose che può tranquillamente comprarsi senza dover accollarsi qualche nuovo stato….

        • Francesco scrive:

          del resto non mi pare che il Canada abbia posto ostacoli al commercio con gli USA negli ultimi decenni

          però certi fatti agli appassionati di geopolitica danno fastidio

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto & Francesco

          “giacimenti”

          Parlavo della Groenlandia.

          Con le leggi Danesi sull’ambiente di scavare il ghiaccio per tirar fuori il carbone te lo scordi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ipotizziamo due scenari:
          A) Groenlandia sempre più autonoma, ai limiti dell’indipendenza, se non proprio indipendente: le sue risorse te le devi prendere all’asta e la concorrenza è la Cina, a meno che tu non eserciti una costante influenza per fare in modo che l’isola sia costantemente influenzata da te (modello attuale)
          B) Groenlandia tua: sulle sue risorse decidi tu (modello Trump)

          Il modello Trump è rudimentale, ma apparentemente il più efficace (e quindi è una cazzata, come ogni volta che sembra così).

          • Peucezio scrive:

            Cioè dici che se anche la Groenlandia appartenesse ufficialmente agli USA, non ne controllerebbero le risorse?

          • Peucezio scrive:

            O che possono riuscirci lo stesso senza impelagarsi in problemi e in un progetto di per sé irrealizzabile tranne mettersi contro tutto l’Occidente e il mondo?

            • Francesco scrive:

              Spero la seconda, che suona ragionevole.

              Se gli USA si annettessero la Groenlandia, le leggi USA varrebbero anche lì e potrebbero tirar fuori quello che vogliono, in stile Alaska.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per roberto

          “ma queste sono cose che può tranquillamente comprarsi senza dover accollarsi qualche nuovo stato….”

          E che puoi perdere se cambia il mercato, se cambiano le alleanze.

          No.

          Mi sembra logico che Trump pensi di metterle sotto controllo permanente degli Stati Uniti, e quello si ottiene “creating facts on the ground”.

          Oltre tutto, cosa rischierebbe a farlo? L’Italia non manderebbe più il vino Chianti a fare concorrenza al Chianti prodotto in California?

          • Francesco scrive:

            Beh, le conseguenza sul “soft power” USA sarebbero devastanti. E il costo molto alto.

            Gli anelli al naso, a tirarli troppo, si strappano.

            😀

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “Gli anelli al naso, a tirarli troppo, si strappano.”

              Non credere. Il johwaynismo è radicato e potente.

              E Trump sta al soft power come io sto al buttare soldi dalla finestra.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Pensavo a te, come caso disperato di trinariciuto 😉

                Ma io, mi trovassi Trump a fare le cose che dice, volterei le spalle agli USA, spero solo pro-tempore.

                Del resto, di sovranisti pronti a fingere di andare d’accordo con lui l’Europa è piena, io sarei del tutto inutile.

                PS ti sei perso l’adesione dell’Indonesia ai Bricchi? tra un pò avranno più soci dell’ONU e nessuna regola di funzionamento!

                😀

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Ma io, mi trovassi Trump a fare le cose che dice, volterei le spalle agli USA, spero solo pro-tempore.”

                Perché?

                Secondo me dipende dalle premesse.

                Le mie sono la difesa e la diffusione di piccoli mondi vissuti.

                La premessa del gigantesco speculatore immobiliare Trump e di Alien Mask, che vuole conquistare l’Universo e cambiare la specie umana, è un’altra.

                E se parto dalla loro premessa – promuovere il “Progresso” nel senso della Nazione Più Grande che Sia Mai Esistita e trasformare questa robaccia umana in Superuomini – direi che fanno benissimo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma io, mi trovassi Trump a fare le cose che dice, volterei le spalle agli USA, spero solo pro-tempore.”

                Insomma, la conseguenza peggiore è che per qualche anno – cioè fino alle elezioni successive – i governi e l’opinione pubblica mainstram farebbero finta di avercela con gli USA. Poi, cambiato il presidente, tutto come prima.

              • Francesco scrive:

                Hai proposte alternative?

                ascolto con interesse, dato che Trump esiste davvero

    • Miguel Martinez scrive:

      Per roberto

      “totalmente OT, qualcuno ha capito perché Trump vuole annettere/conquistare groenlandia e canada???”

      Gli americani si sarebbero comprati pure il Colosseo…

      Piuttosto, mi chiedo, se Trump decidesse di invadere il Canada, cosa succederebbe?

      Dubito che i canadesi si difenderebbero come hanno fatto gli afghani.

      Farebbero certo qualche manifestazione di protesta.

      L’ONU farebbe una condanna, poi gli USA ci metterebbero il veto in Consiglio di Sicurezza.

      Ah, e ci sarebbe qualche corteo dell’estrema sinistra in qualche paese europeo.

      E penso che finirebbe lì, un po’ come l’occupazione israeliana della Cisgiordania.

    • Francesco scrive:

      La mia ipotesi è che sia un vecchio e rincoglionito sovranista, in vena di sparate nazionaliste del tutto prive di senso ma che “sono nell’aria” da sempre.

      Dite che invece c’è del senso dietro queste assurdità?

      PS sarà belle vedere certe persone sfilare sotto le bandiere USA a favore dell’imperialismo in stile Putin, mentre io sarò in piazza a favore dei Valori Occidentali!

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        “mentre io sarò in piazza a favore dei Valori Occidentali!”

        Cioè l’aborto, l’LGBT, la cultura della cancellazione, il femminismo, il metoo…

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        l’Occidente credo sia per prima cosa un luogo, no?
        Ma se gli USA ne escono e pian piano anche l’Europa cosa resta?
        Il Lussemburgo?
        Vouoi sfilare in piazza per i valori lussemburghesi?
        E se diventa sovranista pure lui?

        • Francesco scrive:

          L’Occidente non è un luogo!!!

          Ma sei ammattito? 😀

          Se gli USA si defilano dalla guida dell’alleanza occidentale, passa da progetto politico a storia. E il ruolo degli USA crolla da guida del mondo (cosa che più o meno sono stati dal 1945) a “un bullo tra i tanti”.

          Comunque direi che l’Occidente è soprattutto una Weltanschauung, una visione del mondo. Non l’unica possibile, c’è anche Homo homini lupus.

          Io non so voi ma non ho nessuna voglia di tornare al Sei-Settecento.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “visione del mondo”

            Lo era anche il fascismo, per “Il federale” di Tognazzi 😉

            https://youtu.be/o43KNUg69sE?si=1FBINyJizllEgQT8

            Poi c’è chi si rende conto di come stanno le cose, e va avanti.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Ros scrive:

              a proposito di Fascismo Fantasy!

              tratta dal romanzo di Scurati con “M” su Sky è uscita la serie dove zio Benny viene interpretato dallo zingaro di
              “Lo chiamavano Jeeg robot” Luca Marinelli

              https://www.youtube.com/watch?v=6myJ3gRf0WA

              https://www.youtube.com/watch?v=zgfIvDSfN8I

              L’estro istrionico gigionesco è assicurato😎

            • Francesco scrive:

              La storia è fatta dalle visioni del mondo!

              Mica puoi pensare di metterle tutte sullo stesso piano, c’è quella di Sauron e quella di Gandalf.

              Sarebbe come se mi paragonassi Stalin e Adenauer.

              Guarda che è Miguel quello che vorrebbe potersi nascondere nella Contea e vivere al riparo dagli sconvolgimenti del mondo, mica tu.

              Ciao

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Francesco

                “Mica puoi pensare di metterle tutte sullo stesso piano, c’è quella di Sauron e quella di Gandalf.”

                Vero!

                Ci sono gli antichi artigiani, i contadini con i loro commons, i nativi americani sulle praterie, i palestinesi sotto i loro alberi; e ci sono contro quelli che costruiscono le megafabbriche fumanti, che ti seducono con il sogno dell’arricchimento, e che nel luogo dove si ritrovano i fenicotteri, costruiscono il satanico aeroporto internazionale.

                Poi scegli tu con chi vuoi stare…

              • Francesco scrive:

                Guarda che non devi confermare tutto quello che dico con questa decisione! puoi anche obiettare e precisare

                🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “storia”

                Lo dici a me?

                Solo che di solito quando una visione del mondo è totalmente sicura di avere eliminato o di essere sul punto di eliminare le visioni rivali … è il momento in cui inizia la sua dissoluzione.

                Il TINA non fa eccezione, già nel nome.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Oh dai. Quella al massimo è la hubrys di Fukuyama, ammesso che il poveretto stesse dicendo quello!

                Però concordo in pieno: anche la liberaldemocrazia finirà, un giorno.

                Ciao

  50. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    Un solo grido prorompe dai petti dei popoli del mondo:

    Kalaallit Nunaat akeqanngitsoq!

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    P.S.

    Per chi è interessato, tre lunghi e accuratissimi documentari sulla storia, le condizioni di vita e prospettive future della Groenlandia

    https://youtu.be/zuPIBKvUGXM?si=enZ3qEbAPdT2g8Bv

    https://youtu.be/Cf7RcOAMZCE?si=Ju0aVV5p2EWajp-r

    https://youtu.be/Z0MfFASBRuc?si=Ab-Crbyt5t-b3d3a

    • Moi scrive:

      Hai visto il film Inuk, con Anthony Quinn ?
      … E Agaguk l’ Ombra del Lupo, una delle ultime apparizioni di Toshiro Mifune , tratto dal romanzo di Yves Thiérault ?

  51. Miguel Martinez scrive:

    “qualcuno ha capito perché Trump vuole annettere/conquistare groenlandia e canada?”

    C’è un illustre precedente: quando il nazionalsocialismo, già prima di arrivare al potere, rigettò quella che all’inizio del Novecento era l’idea ovvia di concentrarsi su un “impero oltremare”, inimicandosi l’Inghilterra.

    Hitler decise invece di concentrarsi sulle terre confinanti, con l’obiettivo ultimo di sfruttare le pianure russo-ucraine, e cercando un’alleanza con l’Inghilterra.

    • Francesco scrive:

      Cioè pensi anche tu che Trump sia manipolato, se non manovrato, da Putin?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “Trump”

        E’ poco noto ai più (qui escludo ovviamente Habsburgicus) ma Trump riprende una vecchia tradizione della politica USA.

        Innanzitutto, la guerra del 1812 fra USA e Inghilterra – che fu vinta sul campo dagli Inglesi i quali arrivarono a distruggere mezza Washington ma che non sfruttarono l’occasione perché avevano Napoleone cui badare – fu dovuta a una aggressione Statunitense contro il Canada.

        Ma decenni dopo i rapporti di forza stavano già cambiando. Nel suo “La trappola di Tucidide” Graham Allison dedica un intero capitolo alla crisi di fine Ottocento fra Washington e Londra riguardo ai confini USA-Canada vicino alla costa del Pacifico, con gli USA che praticamente imposero a Londra i confini attuali. Cominciò con l’episodio dell’incruenta ‘guerra del maiale’ in cui una diatriba fra allevatori di porci sulla linea di confine arrivò a sfiorare la guerra aperta. La dottrina Monroe trovò la prima applicazione vittoriosa a danno di Sua Maestà.

        Non è un caso se lo Zar vendette l’Alaska agli USA e non a Londra, contro cui conduceva il Grande Gioco in Asia.

        (Del resto, quando dopo Fort Sumter sembrava che Londra avrebbe preso le parti dei Confederati San Pietroburgo appoggiò Lincoln).

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Cioè pensi anche tu che Trump sia manipolato, se non manovrato, da Putin?”

        Non ho capito cosa c’entri, ma direi il contrario.

        Trump vuole fare la guerra alla Cina prima che sia troppo tardi.

        E vuole farla partendo da una solida base territoriale direttamente controllata, quindi superando il vecchio metodo americano di dominio “imperiale” attraverso alleanze.

        E vuole spolpare l’Europa.

        Con a fianco Elon Musk che ha anche fantasie messianiche sul superamento dell’essere umano.

        Una combinazione interessante.

        Posso ipotizzare che in questo quadro la Russia sia sempre una nemica, ma meno importante, e comunque da lasciare come problema all’Europa, che già spende se ben ricordo due volte quello che spende la Russia in spese militari, e ha una popolazione due volte maggiore.

        • Francesco scrive:

          >>> E vuole farla partendo da una solida base territoriale direttamente controllata, quindi superando il vecchio metodo americano di dominio “imperiale” attraverso alleanze.

          Questo intendevo: neppure Giuseppe Conte seguirebbe una strategia così idiota! uccido la mia gallina dalle uova di platino, il più esteso e meglio funzionante sistema di alleanze della storia, per … molto di meno di quello.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “idiota”

            Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.

            (…si dice che l’abbia detto Albert Einstein)

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              conosco questo apocrifo molto carino.

              per fortuna io c’ho anche la Misericordia divina, tra gli infiniti noti.

              Ciao

  52. Miguel Martinez scrive:

    Da Mein Kampf:

    “I nazional-socialisti invece devono attenersi con fermezza alla nostra mèta di politica estera: quella di assicurare al popolo tedesco il territorio che gli spetta su questa Terra. Solo per questo è legittimo, davanti a Dio e ai posteri, mettere in gioco il sangue: davanti a Dio, perché noi siamo messi nel mondo con la destinazione della perpetua lotta per il pane quotidiano, quali creature cui nulla è donato, e che devono la loro posizione di signori della Terra soltanto alla genialità e al coraggio con cui sanno conquistarsela e conservarla; davanti ai nostri posteri tedeschi, perché per ogni cittadino di cui avremo versato il sangue, ne saranno dati mille alla posterità. Il territorio sul quale un giorno i contadini tedeschi potranno generare forti figli giustificherà i l
    sangue versato dai figli dei contadini d i oggi; e g l i uomini di Stato che Io metteranno in gioco saranno perseguitati dal presente ma assolti un giorno dall ‘ accusa di avere imposto sacrifici al loro popolo”

  53. Miguel Martinez scrive:

    “Noi nazional-socialisti dobbiamo andare ancora più lontano: il diritto a
    nuovo territorio può diventare un dovere se un grande popolo, in mancanza dell ‘allargamento del suo territorio, appare destinato al tramonto. Soprattutto quando non si tratta di un piccolo popolo negro, ma della Germania, madre di tutta la vita che ha dato il suo aspetto alla civiltà del mondo odierno. La Germania o diventerà una Potenza mondiale, o non sarà. Ma per diventare Potenza mondiale ha bisogno di una vastità che le attribuisca oggi la necessaria i mportanza e ai suoi cittadini dia la vita.
    Noi nazional-socialisti tiriamo una riga sulla politica estera tedesca dell ‘anteguerra, e la cancelliamo. Noi cominciamo là dove si tenninò sei secoli fa. Poniamo termine all’eterna marcia germanica verso il sud e l’ovest dell ‘Europa, e volgiamo lo sguardo alla terra situata ali ‘est. Chiudiamo finalmente la politica coloniale e commerciale dell’anteguerra, e passiamo alla politica territoriale dell’avvenire.

    Ma quando, oggi, parliamo di nuovo territorio in Europa, dobbiamo pensare in primo luogo alla Russia o agli Stati marginali a essa soggetti ••. Sembra che il destino stesso ci voglia indicare queste regioni : consegnando la Russia al bolscevismo, rapì al popolo russo quel ceto di intellettuali che finora ne addusse e garantì l’esistenza statale. “

  54. Miguel Martinez scrive:

    “Perché non dobbiamo cercare la soluzione di questo problema nell’acquisizione di colonie, ma soltanto nella conquista di un
    territorio da popolare, che aumenti la superficie della Madrepatria conservando i nuovi coloni in stretta comunanza col Paese originario, e che assicuri al territorio complessivo quei vantaggi che sono riposti nella sua compatta vastità”

  55. Andrea Di Vita scrive:

    @ roberto & Francesco

    “giacimenti”

    Parlavo della Groenlandia.

    Con le leggi Danesi sull’ambiente di scavare il ghiaccio per tirar fuori il carbone te lo scordi.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      andrea

      “Con le leggi Danesi sull’ambiente di scavare il ghiaccio per tirar fuori il carbone te lo scordi.”

      però non capisco

      mauricius sopra dice che i cinesi stanno mettendo le mani sullo sfruttamento minerario della groenlandia…le leggi danesi sull’ambiente non valgono per i cinesi?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “leggi”

        Certo. E infatti a quelle leggi si sono appellati i Groenlandesi che si sono opposti all’offerta Cinese (credo riguardasse un giacimento di alluminio). Se ne parla in uno dei documentari che ho postato. Questo non toglie che adesso che i ghiacci si stanno sciogliendo la zona faccia comunque gola, non fosse che per il fatto che se l’Artico diventa navigabile la Groenlandia ne controlla gli accessi da Est e da Ovest, e proprio la costa occidentale è la più ricca di approdi praticabili dalle navi (la parte ancora completamente selvaggia è quella che dà sull’Europa; i primi viaggi turistici sono partiti per quella destinazione dall’Islanda appena l’anno scorso, per poche decine di persone). Inoltre ci sono anche giacimenti sottomarini, per sfruttare i quali bisogna per forza avere sia il mare libero dai ghiacci sia una qualche base d’appoggio in Groenlandia.

        https://www.repubblica.it/green-and-blue/2024/03/29/news/groenlandia_scioglimento_ghiacci_innalzamento_dei_mari-422395291/

        Il punto è che oggi i Groenlandesi sono tuttora dipendenti in tutto dalla Danimarca – gli ex pescatori trovano più conveniente fare i commessi nei supermercati – ma si sono resi conto di stare letteralmente seduti sullo scrigno del tesoro. Trump conta probabilmente su questo. Il caso della deputata Groenlandese al parlamento di Copenhagen sembra folklore, ma non lo è necessariamente.

        https://www.ilpost.it/2024/10/31/lingua-groenlandia-parlamento-danimarca/

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        P.S. Aggiungo che gli USA hanno qualche scheletro nell’armadio che sta venendo fuori

        https://www.meteogiornale.it/2024/12/magazine/groenlandia-il-disgelo-climatico-svela-camp-century-la-citta-segreta-della-guerra-fredda/

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ roberto

          “leggi”

          Ma per onestà intellettuale va detto che gli USA per i Groenlandesi sono stati davvero l’ultimo dei problemi, finora:

          https://www.ilpost.it/2020/12/09/groenlandia-danimarca-bambini-inuit/?utm_source=ilpost&utm_medium=leggi_anche&utm_campaign=leggi_anche

          https://www.ilpost.it/2021/04/07/groenlandia-elezioni-vinte-comunita-inuit/

          Mi chiedo cosa succederebbe tuttavia in una Groenlandia amministrata da Washington.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            ci farebbero qualche riserva per gli Inuit rompicoglioni e poi “drill, baby, drill”?

            🙂

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “drill”

              Come ho detto, gli USA non sono il primo dei problemi (e se lo dico io… 😉 )

              Comunque ho trovato questo sulla situazione attuale, in Rete:

              Post lungo e gelido, vista la latitudine.

              Affermazioni roboanti fatte con la faccia di chi sta lì per caso e post e meme da crisi diplomatica fanno parte della strategia dell’imprevedibilità che Trump coltiva molto attentamente, una riedizione postmoderna della “madman theory” di Nixon (che portò il mondo sull’orlo di un conflitto nucleare nell’ottobre del 1969 con l’esercitazione “Giant lance” che simulava un’attacco di 18 B-52 all’URSS, esercitazione di cui l’opinione pubblica statunitense, che magari avrebbe avuto qualcosa da ridire, non fu informata che nel 2002, e noi con loro. Per nostra buona sorte i sovietici interpretarono correttamente il tutto come un bluff e non fecero ciò che pure avrebbe avuto senso fare, ovvero lanciare i loro missili prima che i bombardieri lasciassero andare le loro bombe). E quindi anche le frasi su Panama, Canada e Groenlandia rientrano nell’ambiguità del personaggio, e non sai se sottovalutarle o preoccuparti (e chiederti malignamente come Di Feo, Iacoboni e compagnia cantante coprirebbero una guerra tra USA e Danimarca. Una mezza idea ce l’ho). La questione della Groenlandia, però, non è assolutamente una boutade perché è solo l’ultimo atto di una complessa partita che Danimarca, governo groenlandese, Cina e USA (e c’è di mezzo anche l’Australia) stanno giocando già da parecchi anni e della quale, manco a dirlo, a nessuno è mai importato un ciufolo finché non siamo all’improvviso caduti dal pero.

              In primis, a comprarsi la Groenlandia gli USA ci provano dall’800, anche perché per la dottrina Monroe è roba loro. Durante la seconda guerra mondiale l’hanno occupata con un escamotage, facendovi sbarcare reparti della Guardia Costiera “liberati dal servizio”, che quindi formalmente agivano da volontari non legati al governo statunitense, e poi accordandosi con il governo danese in esilio. Il 27 aprile 1951 venne firmato l’accordo che consentiva agli USA, in caso la Danimarca non fosse in grado di farlo da sola (spoiler: ovviamente non lo era né ne aveva l’intenzione) di costruire ed equipaggiare basi militari e di ricerca che diventavano, in sostanza, basi esclusivamente statunitensi (il testo del trattato è al link 1, gli articoli importanti sono il 2, 7, 8, 9, 11). Vista l’importanza strategica dell’isola (è un’ottima base per il rilevamento degli ICBM che dalla Russia andrebbero, in caso di conflitto, verso il Nordamerica) di basi ne vennero costruite una cinquantina, da quella grandissima di Thule a piccoli centri meteo, e vennero tutte smantellate alla fine della guerra fredda, tranne Thule che ora si chiama, in ossequio alla lingua locale, Pituffik. Il trattato però è ancora valido e nulla osta a che gli USA ne costruiscano, se vogliono, 500: per cui la questione del possesso dell’isola non ha davvero a che fare con la sicurezza degli USA, come dice invece Trump. Anche la questione del contrasto alla rotta artica che la Russia sta sviluppando nelle sue acque è molto relativa. A differenza degli USA, del Canada e della Groenlandia, la Russia ha già mezzi e infrastrutture per farla funzionare mentre i “competitors” dall’altra parte del mar glaciale artico (che per l’Organizzazione Internazionale idrografica è in realtà un oceano) dovrebbero partire sostanzialmente da zero.
              Resta quindi una questione molto più materiale e prosaica, materie prime e terre rare di cui la Groenlandia pare essere abbastanza dotata.

              E qui entrano in gioco, appunto, gli altri attori: la complessa dinamica tra Danimarca e Groenlandia, con l’isola che sempre più dà segni di insofferenza e un partito indipendentista che aumenta sempre di più la sua influenza, e l’irruzione della Cina non solo nel settore minerario ma anche in quello delle infrastrutture con conseguente reazione statunitense. Il governo locale ha sempre fatto di tutto per attirare investimenti esterni e la visita di Hans Enoksen (allora capo del governo locale) a Pechino nel 2005 ha dato il via a una serie di investimenti cinesi ai quali si deve circa l’11% del PIL groenlandese (ne parlava l’Economist in un articolo stranamente quasi bilanciato, link 2). Sarebbe molto di più se, dalla metà degli anni ’10, gli USA non avessero iniziato a boicottare attivamente le nuove proposte commerciali tra Groenlandia e Cina, facendo pressione sulla Danimarca. Nel 2017 (link 3), appunto per non rovinare i buoni rapporti tra Danimarca e Stati Uniti, non è stato consentito l’acquisto di base navale in disuso a una compagnia mineraria cinese, e nel 2018 Washington ha “convinto” la Danimarca a entrare di gran carriera (con i soldi dei contribuenti danesi, non certo statunitensi…) nel progetto di sviluppo dei tre aeroporti civili della Groenlandia prendendo il posto della compagnia cinese che si era assicurata l’appalto, cosa che ha provocato un bel po’ di tensioni con i locali che l’hanno interpretato come un’ingerenza danese nella loro autonomia (link 4, con molti più dettagli di quanti ne riporto io).

              Oltre che sulla logistica, lo scontro è ancora più acceso sulle risorse minerarie. Tra il 2013 e il 2014 la società australiana Ironbark aveva concluso un accordo con la China Nonferrous Metal Mining Company per finanziare il progetto di sfruttamento dell’enorme giacimento di zinco da poco scoperto nel Citronen Fjord (link 5), ma nel 2021 ha beneficiato di un finanziamento di 657 milioni di $ della banca governativa statunitense EXIM (che serve a finanziare il progetto “China and Transformational Exports Program” (CTEP) mediante il quale gli USA offrono a imprese che hanno una partnership con imprese cinesi in settori considerati strategici condizioni economiche migliori di quelle garantite in precedenza da Pechino. Un progettino interessante, potete informarvi al link 6, magari ci rientrate e vi fate rifare il garage). Lo sfruttamento dei giacimenti è estremamente complesso, ci sono preoccupazioni di natura ecologica e non è detto che si arriverà a costruire la miniera, ma comunque vada a finire la storia la compagnia cinese è stata estromessa (link 7).

              Ancora più complicata la questione della miniera di Kuannersuit/Kvanefjeld. Negli anni ’50 Niels Bohr vi trovò l’uranio col quale voleva avviare il programma nucleare danese, e da allora la comunità del villaggio vicino, Narsaq, si è opposta a qualsiasi ipotesi di sfruttamento temendo rischi di contaminazione. Nel 2007 però un’altra compagnia mineraria australiana, la Greenland Minerals, ha ricevuto una licenza esplorativa e ha trovato, mescolate all’uranio e al torio, una gran quantità di terre rare (trovate al link 8 i risultati della ricerca). Nonostante l’opposizione dei locali è stato concesso un premesso per estrarre 30.000 tonnellate di minerale all’anno, per 27 anni. Il trattamento delle scorie e delle acque di scarico è semplicissimo: scaveranno un buco sulla montagna e ci costruiranno una diga dove sversare il tutto, e chi s’è visto s’è visto. Alle elezioni del 2021 la questione è stata una delle più dibattute e Mute Egede, che le ha vinte, ha deciso di bloccare il progetto e ha fatto passare un disegno di legge che vieta qualsiasi attività estrattiva in presenza di depositi di uranio (link 9). La Greenland Minerals, che ora si chiama Energy Transition Minerals, ha fatto causa al governo locale e pure a quello danese per 15 miliardi di corone, che equivalgono a tre volte il finanziamento annuale che la Groenlandia riceve dalla Danimarca. A peggiorare il tutto, il 12.5% della Energy Transition Minerals è di proprietà della Shenghe Resources, ovviamente cinese, che è interessata anche all’uranio e al torio che si porterebbe in Cina, assieme alle scorie se necessario: e a questo si oppongono gli USA, stavolta dunque alleati del governo locale (tutta la faccenda al link 10). La vicenda si sta ancora trascinando in tribunale, ed è facile capire che, con una cifra del genere in ballo, un intervento diretto del governo statunitense potrebbe rivelarsi determinante, e offrire agli USA una leva notevole nel loro progetto di occupazione della Groenlandia – visto anche che, stando alle parole di Trump (non secondo il diritto internazionale, ma che fa) non è nemmeno chiaro se poi la Danimarca abbia davvero dei diritti sull’isola.

              Insomma, come sempre la situazione è più complessa del consueto “politico X impazzisce all’improvviso e dice/fa cose strane”, che finora abbiamo visto applicato soprattutto a Putin. Il progetto è vecchio, solido, e sembra bene avviato.

              (La foto l’ho chiesta a Grok, l’IA di Twitter, con la didascalia “Trump sbarca in Groenlandia accolto dalla folla felice”. La folla non pare felice, e ci sono i pinguini. C’è ancora molta strada da fare).

              Link 1: https://avalon.law.yale.edu/20th_century/den001.asp#https://avalon.law.yale.edu/20th_century/den001.asp#art2para3M
              Link 2: https://www.economist.com/europe/2018/05/03/chinese-investment-may-help-greenland-become-independent-from-denmark
              Link 3: https://www.reuters.com/article/us-denmark-china-greenland-base/denmark-spurned-chinese-offer-for-greenland-base-over-security-sources-idUSKBN1782EE/
              Link 4: https://www.arctictoday.com/controversy-greenland-airports-shows-china-still-unwelcome-arctic/
              Link 5: https://jichanglulu.wordpress.com/2015/09/24/chinese-mining-in-greenland-one-step-closer-ironbark-applies-for-mining-license-for-citronen-zn-project/
              Link 6: https://www.exim.gov/about/special-initiatives/ctep
              Link 7: https://www.cryopolitics.com/2022/06/20/us-mine-greenland-china/
              Link 8: https://etransmin.com/wp-content/uploads/Mineral-Resource-Table-February-2015-ETM.pdf
              Link 9: https://www.mining.com/greenland-minerals-tanks-as-uranium-ban-leaves-project-in-limbo/
              Link 10: https://danwatch.dk/en/mining-company-gives-greenland-an-ultimatum-green-light-for-controversial-mine-or-pay-15-billion-dkk-in-compensation/

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Comunque ho trovato questo sulla situazione attuale, in Rete:”

                Un’analisi stupenda, grazie! Di chi è?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Martinez

                “di chi è”

                Francesco Dall’Aglio, storico.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                uno che si aspetta che i B52 sgancino bombe atomiche a caduta sull’URSS?

                oltre a non celare la sua simpatia per questi pessimi isolani, che paiono peggio dei sardi

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “questi pessimi isolani, che paiono peggio dei sardi”

                Iniziamo a preparare il terreno?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Mauricius Tarvisii

                “cominciamo a preparare il terreno”

                Ecco perché Google Traduttore ha inserito anche il Groenlandese fra le lingue che tratta!

                Demokrati avammut tunisinnaavarput!

                Esportiamo la democrazia!

                Silarsuarmi malittarisassanik!

                Mondo delle regole!

                Namminersornerullutik Oqartussat

                Organizzazioni non governative

                E soprattutto:

                Tassaavoq Putin!

                E’ stato Putin!

                Ciao! (anzi, Aluu!)

                Andrea Di Vita

              • Moi scrive:

                Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1.

                (Inuktitut)

                ᐃᓅᔪᓕᒫᑦ ᐊᓂᖅᑎᕆᔪᓕᒫᑦ ᐃᓅᓚᐅᕐᒪᑕ ᐃᓱᒪᕐᓱᕐᖢᑎᒃ ᐊᒻᒪᓗ ᐊᔾᔨᐅᖃᑎᒌᒃᖢᑎᒃ ᓂᕐᓱᐊᖑᓂᒃᑯᑦ ᐊᒻᒪᓗ ᐱᔪᓐᓇᐃᑎᑎᒍᑦ. ᐃᓱᖃᖅᑐᖁᑎᖃᕐᑎᑕᐅᕙᓕᕐᐳᑦ ᐱᔾᔪᑎᖃᕐᓂᒃᑯᑦ ᖃᑕᙳᑎᒌᑦᑎᐊᕆᐊᖃᕐᓂᒃᑯᓪᓗ.

                Traslitterazione

                Inuujulimaat aniqtirijulimaat inuulaurmata isumarsurɫutik ammalu ajjiuqatigiikɫutik nirsuangunikkut ammalu pijunnaititigut. Isuqaqtuqutiqartitauvalirput pijjutiqarnikkut qatanngutigiittiariaqarnikkullu.

                ———————————–

                «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
                Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.»

              • Moi scrive:

                Ricordatevi 😉 la vocalizzazione per rotazione (!) dei caratteri, l’ allungamento vocalico mediante puntino e le consonanti isolate in posizione di +/a/ all’ esponente 😉 .

              • Moi scrive:

                Ma soprattutto “Ataai ” / ᐊᑖᐃ / “Voglio” … Paraflu 😉

                https://www.youtube.com/watch?v=Ldx8bnFDfi0

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ moi

                “Vocalizzazione per rotazione dei caratteri”

                Che cos’è?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ tutti

                Se non la pianta di rompere loro le scatole, Trump è capace di fare diventare fondamentalisti islamici pure gli Inuit!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                x MT

                per lo sbucaltamento dell’Isolona (non) Verde?

                Sì, a prescindere da chi procederà all’operazione.

                Su questo non ho molti dubbi.

                PS forse Trump gioca a fare il Putin per smascherare i putinisti?

              • habsburgicus scrive:

                la principale base USA in Groenlandia, a Thule, nell’estremo nord-ovest, un vero e proprio “Stato nello Stato” ha financo un fuso orario tutto suo 😀
                a Thule infatti vi sono -5 h rispeto a noi (adesso sono le 8.00), laddove a Nuuk (l’antica Godthaab, capitale della Groenlandia) vi sono -3 h (adesso sono le 10.00) e nell’estremo est a Danmarkshavn (“il porto della Danimaca”) vi è l’ora islandese dunque in inverno appena -1 h (adesso sono le 12.00) !

  56. Peucezio scrive:

    C’è un aspetto che nessuno ha considerato a proposito della liberazione della Sala.

    Cioè che, se è come pare il risultato del volo della Meloni a Mar a Lago, evidentemente Trump ha in qualche modo accettato che il tizio non sia estradato negli USA (perché mai se no gli iraniani dovevano liberare la Sala gratis et amore Dei)?
    Ovviamente è una pura congettura, ma con una sua plausibilità.
    E se è vero questo, il terribile Trump che odia l’Iran e non vede l’ora di fargli guerra, si dimostra anche in questo caso un uomo del compromesso, non un fanatico, molto diverso dai precedenti presidenti, mai disposti a concessioni e a riconoscere una minima legittimità agli avversari.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Peucezio

      “E se è vero questo, il terribile Trump che odia l’Iran e non vede l’ora di fargli guerra, si dimostra anche in questo caso un uomo del compromesso, non un fanatico, molto diverso dai precedenti presidenti, mai disposti a concessioni e a riconoscere una minima legittimità agli avversari.”

      L’ho pensato anch’io.

      Poi ovviamente non sappiamo nulla.

    • roberto scrive:

      Però trump non è ancora stato investito (lo sarà tra 10 giorni)….possbile che sia già oggi lui la persona a cui rivolgersi?
      Contando poi che in effetti trump non ha un grandissimo record di simpatia per l’Iran

      • Peucezio scrive:

        Certo, hai ragione.

        Ma resta il fatto che la Meloni è volata da lui e poi la Sala è stata liberata.
        Non ne sappiamo nulla: magari fra le due cose non c’è nessuna relazione.

        Ma così, a naso, verrebbe naturale pensare che ci sia stata una sorta di triangolazione: gli iraniani sanno che Trump fra poco s’insedia e decide lui e magari gli è stato più o meno garantito sotto banco che non insisterà per avere a tutti i costi l’ingegnere.

        È una pura ipotesi, ma al momento sembra fra le meno implausibili.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Meloni: “E poi c’era la questione dell’Iran…”
      Trump: “Non era l’Iraq?”
      Meloni: “E’ quello accanto”
      Trump: “Ah, sì, sì. Non me ne frega niente: fate quello che volete. Piuttosto, parliamo di cose serie. Elon cerca clienti”

  57. habsburgicus scrive:

    https://x.com/BelarusMFA/status/1877756928316858685

    Russia e Belarus riconoscono ciascuna i visti dell’altra ma SOPRATTUTTO permettono anche a noi di passare la frontiera via terra fra Belarus e Russia, che finora era invalicabile*….non vi dico la tristezza che provai l’anno scorso il 23 giugno nell’Avtovokzal di Pskov in attesa del bus per l’Estonia nel vedere molti bus e marshrutke, del tutto sovietici in outlook, diretti a Polack, Sebezh e altre città bielorusse, che NON mi era assolutamente possibile prendere (e non solo perchè avevo già pagato il bus per Tallinn :D)
    ciò avveniva perchè dati gli strettissimi rapporti fra i due regimi, non c’erano frontiere terrestri dunque non vi era personale per timbrare i passaporti di noi stranieri (questa la spiegazione “ufficiale)..ora hanno cambiato politica

    *io la valicai, nell’agosto 1987, in macchina con papà, andando da Minsk a Smolensk (e poi a Mosca)..ma allora non era una frontiera, se non amministrativa, perchè c’era l’URSS (la frontiera vera era fra Terespol, PL e Brest, URSS)

  58. MOI scrive:

    Perché “Belarus” ? È scattato un qualche nuovo trend , tipo “Türkiye” e “Bharat” ?

    • habsburgicus scrive:

      è in bielorusso, è meglio 😀
      di bielorusso è rimasto ormai pochissimo, lasciamo almeno il nome 😀
      il nome a dirla tutta fu adottato sin dal 19/9/1991 (San Gennaro !) quando lo Stato venne desovietizzato e fu adottata la bandiera bianco-rosso-bianca con la pahonia (simil-lituana) poi abolite entrambe da Lukašenka il 7/6/1995 dopo il “plebiscito” del 14/5/1995 (il nome però è rimasto Respublika Bielaruś Рэспубліка Беларусь)

      • Peucezio scrive:

        D’accordo, ma non parlando in Italiano

        Che facciamo, diciamo Rossija, France, Deutschland…?

        • Francesco scrive:

          quello non è un problema eccessivo ma quando devi iniziare con Paesi Baschi e Galles in lingua locale sono cazzi!

          • Peucezio scrive:

            Ma la questione è di principio.

            Ogni lingua è un sistema a suo modo completo.

            Non esiste un nome francese per Cernusco sul Naviglio, ma per Milano e Roma sì e quindi non vedo perché mai un francese non dovrebbe dire Milan, Rome, Italie, ecc. e cercare di scimmiottare ridicolmente la pronuncia di un’altra lingua, potendone fare a meno.

          • Peucezio scrive:

            E comunque si potrebbe sempre dire Tchérnusque sur le Naville! 😀
            Un francese un po’ alla Totò, ma chissenefrega.

  59. habsburgicus scrive:

    come era largamente previsto da parte di chiunque conosca anche solo in modo sommario le loro posizioni, per i sedevacantisti della IBMC (seguaci dell’oscura ma affascinante “tesi di Cassiciacum” e quindi da distinguere dai “sedevacantisti puri” che predominano soprattutto negli USA), l’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio, ove ha assunto il nome di Leone XIV, non cambia nulla
    https://www.sodalitium.biz/in-merito-allelezione-di-robert-francis-prevost-nulla-e-cambiato/
    per i fautori della “tesi di Cassiciacum” tuttavia Leone XIV (R.F. Prevost) è perlomeno “Papa materialiter” insomma in linguaggio volutamente impreciso ma più scorrevole, ha ottenuto la “nomination” al Papato [lui e solo lui..non altri] e potrebbe divenire “Papa formaliter” in ogni momento, ammesso che anatemizzi le posizioni eterodosse che sono state insegnate, favorite o al meglio tollerate (Ratzinger) a partire dal Concilio..
    aggiungo io, ma potrei sbagliarmi (non sono così addentro in tali intricacies :D), che eodem tempore dovrebbe farsi ordinare secondo l’antico rito, dapprima prete e poi vescovo..infatti per i sedevacantisti (ma anche per l’ala “dura” dei lefebvristi) non è neppure prete, in quanto ordinato secondo il rito riformato….ça va sans dire che l’invalidità apodittica dei nuovi riti di ordinazione non è certa….Leone XIII, dopo oltre 300 anni, dichiarò invalide nel 1896 le ordinazioni anglicane, effettuate con un rito molto simile ai riti nostri di Paolo VI..ma “simili” no vuol dire “eguali”, quindi io sarei prudente nel definire invalidi tout court i riti nuovi…li definisco invece “imprudenti”, insomma Paolo VI avrebbe fatto meglio -in quei giorni- se proprio voleva fare qualcosa di “trasgressivo” a permettere ai cattolici la “libertà sessuale” e mantenere gli antichi riti 😀 lui ha fatto esattamente il contrario

    • habsburgicus scrive:

      IMBC, pardon

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Habs

      “elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio”

      E no eh!

      Roberto Francis Prevost MARTINEZ!

    • Peucezio scrive:

      L’IMBC non può dire nulla di diverso ed era ovvio.

      E io sottoscrivo, ma con un distinguo fondamentale.

      E cioè che i papi materialiter non sono tutti uguali.
      E che se un giorno la Chiesa deve tornare davvero cattolica e rinnegare la sua apostasia, se ne devono creare i presupposti, il che non accade dal nulla, ma è l’esito di un percorso storico, rispetto al quale questi finti papi sono comunque importanti e ciò che fanno non è neutro o irrilevante.

    • Peucezio scrive:

      Il tutto a prescindere dalla buona fede e dalle convinzioni in foro interno di ciascuno.

      Venendo al nuovo papa, di primo acchito mi piace, poi vedremo.
      Il fatto che sia un progressista sul piano sociale non mi pare un male e in realtà non è progressismo, è senso di giustizia.
      Che un cattolico americano non sia ostile all’immigrazione mi pare naturale: parliamo di popoli prevalentemente cattolici che affluiscono in un paese a maggioranza protestante: perché mai uno li dovrebbe guardare con ostilità?
      Gli stati, giustamente, cercano di gestire e contenere i flussi migratori, ma la Chiesa fa un altro mestiere, è universale, non è etnica, statuale o nazionale.

      Semmai c’è il problema del proselitismo: la Chiesa dovrebbe cercare di convertire gli infedeli, come i mussulmani, non ritenere che sia giusto e normale da noi un afflusso di milioni di infedeli che devono restare nel loro culto (e magari anche cercare di imporcelo). Ma questa è un’altra questione.

      Ma per il resto non mi pare un “progressista”, mi pare uno che il cristianesimo lo prende seriamente, che non lo interpreta come un umanesimo mondano, una dottrina morale senza una trascendenza, ma che insiste sulla centralità della divinità insieme all’umanità di Cristo (dovrebbe essere lapalissiano, ma oggi prevale l’esatto opposto e nulla è scontato).

      Certo, è evidente che finché siamo nel solco del Vaticano II, la nuova messa, ecc. siamo oggettivamente fuori dalla cattolicità. Si va per gradi, vedremo.
      Magari farà ancora più danni (ma tutto parrebbe smentirlo, almeno dai primi segnali; non ci vedo proprio il livore anticristiano, il sentire e l’agire in odium Christi di Bergoglio), magari predisporrà alcune condizioni per un lento ripristino della Chiesa Cattolica, che forse non farò in tempo a vedere nella mia vita materiale.

      Lo aspetto al varco su alcune questioni per me fondamentali, in primis quella liturgica, perché lì è la base di tutto, lex orandi lex credendi e comunque c’è un potere intrinseco dell’atto sacro di suscitare forze sane, sante, che agiscono nel mondo e nella storia.

      Potrebbe abolire l’abominevole Traditionis Custodes oppure, come pure è possibile, lasciarla in vigore per non contraddire il predecessore disattendendola nella sostanza con un atteggiamento conciliante, che però lascerebbe nelle mani di vescovi progressisti militanti un potere persecutorio e comunque comporterebbe varie conseguenze pratiche molto dannose.
      Vedremo.

      • MOI scrive:

        Il “bello” è che 9 “argomenti” di “Jihadismo Hard” su 10 sono AntiClericalismo Massonico Ottocentesco riciclato … i “Ritornati all’ Islam” da ex Marxisti sono la “Killer Combo” perfetta.

        😱

  60. mirkhond scrive:

    Un tuo parente Miguel?

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Mirkhond

      “Un tuo parente Miguel?”

      Temo che i Martinez al mondo siano qualche milione!

      • Miguel Martinez scrive:

        Comunque il caro amico Padre Giuseppe di Santo Spirito è un caro amico del nuovo pontefice 🙂

        Da Repubblica:

        “Il mio amico Bob”. Padre Pagano, priore di Santo Spirito, racconta il legame con Leone XIV
        a cura della redazione Firenze

        Il Papa celebrò anche una messa a Firenze. “Umiltà, equilibrio, gioia di vivere le cose semplici le sue doti. L’ho sentito dopo la partita Roma-Fiorentina. Mi ha detto scherzando: la vittoria della Roma è il primo miracolo di Francesco dopo la morte”

        «Questa è una storia di amicizia, al di là dei ruoli. Di Bob, come io chiamavo da ragazzo Robert Francis Prevost, ora Papa Leone XIV, e di Pep, come lui affettuosamente mi ha sempre chiamato. Ancora non mi rendo conto di quello che è successo». Così padre Giuseppe Pagano, priore della basilica di Santo Spirito a Firenze, commenta l’elezione al soglio pontificio del cardinale Prevost, primo agostiniano nella storia a diventare Papa. Un anno fa Leone XIV venne a trovare i confratelli come generale dell’ordine Agostiniano in concomitanza con la presentazione del restauro di una pala conservata nella chiesa.

        Nel convento fiorentino degli Agostiniani si respira un clima di festa e commozione. Padre Pagano conosce Leone XIV da oltre quarant’anni: «L’ho conosciuto nel 1983 a Roma, al Santa Monica», racconta, riferendosi al collegio internazionale dell’Ordine di Sant’Agostino. «Io avevo 23 anni, lui 28. Entrambi avevamo le idee chiare su come portare avanti il nostro percorso. Tra noi c’è una bella amicizia, ci tengo a ribadirlo. L’ho sentito prima del Conclave. Quando ho visto della fumata bianca ero quasi certo che uscisse fuori il suo nome. Era una speranza: non so spiegare bene il perché ma io me lo sentivo».

        Un legame che si è mantenuto saldo nel tempo: «Gli ho inviato subito un messaggio di auguri. Ne avrà ricevuti migliaia, così gli ho scritto ‘Quando lo leggerai va bene’. Lui mi chiederà senz’altro di pregare per lui e io lo farò».

        Del nuovo Pontefice, padre Pagano sottolinea il temperamento e la capacità di tenere insieme mondi diversi: «Leone XIV è una forza, con una passione per gli sport, nel calcio è un grande tifoso della Roma. L’ho sentito dopo la partita Roma-Fiorentina. Mi ha detto scherzando: ‘La vittoria della Roma è il primo miracolo di Francesco dopo la morte’».

        Il priore fiorentino lo descrive anche come uomo di grande esperienza e umanità: «È un americano latino, più che un nord americano. È stato tanti anni missionario, lui sa stare con i poveri e sa parlare coi ricchi, sa essere amico di poveri e ricchi, e questo credo sia un notevole vantaggio. Lo Spirito Santo mi sa che ha illuminato il Conclave bene anche questa volta».

        Quanto alle qualità personali del nuovo Papa, padre Pagano non ha dubbi: «Ne direi tre: umiltà, equilibrio e gioia di vivere le cose semplici. È davvero una persona di grande equilibrio: da una parte ci sarà continuità con Papa Francesco, dall’altra la volontà di andare avanti con prospettive nuove. Lui è un cosmopolita».

        Anche sul piano delle relazioni internazionali, il priore è fiducioso: «Sarà americano nel momento in cui potrà essere utile per aggiustare alcune cose. È un uomo del mondo, di quattro continenti: saprà muoversi nel modo giusto».

        Intanto a Firenze si pensa già a un momento ufficiale per celebrare l’elezione del confratello. «Ancora non ho pensato a una celebrazione ufficiale, forse ci sarà una messa domenica».

    • Peucezio scrive:

      Mirkhond,
      tieni conto che nel mondo di lingua spagnola ci sono cinque o sei cognomi che coprono forse più di metà della popolazione e Martínez è uno di questi.

      Non è paragonabile al nostro Rossi, che è il cognome più diffuso in Italia, ma rispetto a un Martínez nel mondo ispanofono è per assurdo un cognome raro.

      • MOI scrive:

        Esatto: chiamarsi Martinez nel mondo Ispanofono è quasi come chiamarsi Kim nelle Coree, Nguyen in Vietnam, forse una % come “Chang” [Wade-Giles … quello di “Kung Fu”] / “Zhang” [Pinyin , quello di “Gongfu”] in Cina.

  61. Peucezio scrive:

    Ovviamente le cose sono sempre sfaccettate.

    “https://www.virgilio.it/notizie/cosa-diceva-papa-leone-xiv-della-guerra-tra-ucraina-e-russia-quando-era-vescovo-le-parole-di-prevost-1677934”

    “Vengono fatte tante analisi, ma dal mio punto di vista – diceva Prevost – si tratta di un’autentica invasione imperialista in cui la Russia vuole conquistare un territorio per motivi di potere e per ottenere vantaggi per sé”.

    Così diceva Prevost da vescovo.

    Purtroppo questo è lo spirito della IV Crociata, di secoli di occidentalismo della Chiesa Cattolica.
    Qui il Concilio non c’entra nulla e la quesione è politica, ma non di poca importanza.

    Io credo che coi carolingi si sia rotto qualcosa.
    Roma abbia perso la centralità a favore dell’Occidente e questo purtroppo è stato un feonemno irreversibile, almeno finora.
    D’altronde Pio XI non incontrò mai Hitler, mentre ricevette gli americani con tutti gli onori.
    E in questa logica perversa rientra l’alleanza coi Francesi contro Federico II, il restauratore dell’antichità contro l’Europa barbarica dei Franchi.

    • Peucezio scrive:

      Mi correggo: Pio XI, morì nel ’39, fu Pio XII a ricevere gli Americani.

    • Francesco scrive:

      L’analisi di Prevost mi pare impeccabile. Inappuntabile anzi.

      Non vedo nulla da modificare e nulla di importante da aggiungere.

      Non vedo cosa c’entrino le Crociate, di cui pure sono un grande fan.

      Ciao

      PS cosa c’entrano i Carolingi con la rottura tra Roma e Costantinopoli?

      • Peucezio scrive:

        Spiegate voialtri storici a Francesco il nesso fra i carolingi e la rottura con Costantinopoli.

        • mirkhond scrive:

          In effetti la svolta filofranca del papato, iniziata in piena crisi iconoclastica (730-843 d.C.) nel 754 d.C., come richiesta di soccorso contro i Longobardi, nei secoli successivi portò sempre di più Roma ad allontanarsi da Costantinopoli e a sentirsi parte della Franghià (come i romei chiamavano l’Occidente a guida franca) o Frangistan.
          Fino la tragico epilogo della IV Crociata del 1202-1204, con la conquista e il sacco di Costantinopoli da parte dei Franchi e dei Veneziani, che rese la frattura tra Roma e Costantinopoli irreversibile.
          C’è da dire che tale conquista, voluta da Venezia, già antica provincia dell’Impero Romano d’Oriente, inizialmente non fu voluta da papa Innocenzo III (1198-1216), perché deviava dall’originaria rotta per la Terrasanta. Ma una volta avvenuta e con la prospettiva della ricomposizione dello scisma tra Roma e Costantinopoli sia pure a quel prezzo, finì con l’accettarla.
          Col risultato appunto di spingere gli ortodossi romei, quando saranno stretti tra due fuochi, a preferire la sottomissione al Turbante ottomano piuttosto che alla Mitra romana.

          • Francesco scrive:

            a mia conoscenza l’allontanamento fu un fenomeno di lunga durata, un portato del progressivo allontanarsi delle due parti dell’Impero romano, iniziò parecchi secoli prima che i Franchi scendessero in Italia

            e pure la IV crociata ebbe come prologo il massacro dei quartieri latini a opera della plebe di Costantinopoli

            insomma, non me la sento di accedere alle tesi di Peucezio, pur essendo un ghibellino

            • mirkhond scrive:

              “e pure la IV crociata ebbe come prologo il massacro dei quartieri latini a opera della plebe di Costantinopoli”

              E quello dei Normanni di Sicilia a Tessalonica nel 1185.

              • habsburgicus scrive:

                @Mauricius
                E la transizione fu molto graduale: per un certo periodo, durante il periodo del califfato damasceno

                in tutta evidenza fu la “rivoluzione abbaside” del 750 d.C, con il conseguente trasferimento del baricentro dall’area che fu romana all’area non-romana (Baghdad ! ovvero Madinat as-Salam, fondata nel 762 d.C dal Califfo al-Mansur 754.775) che cambiò il corso dell’evoluzione storica…..un Islam basato in Damasco forse si sarebbe “romanizzato”/grecizzato, chissà
                en passant, fu nel primo secolo anbbaside che furono poste le basi dell’islamismo ortodosso (le collezione più autorevoli fi hadith, le vite del Profeta, le 4 Scuole “ortodosse”)

              • PinoMamet scrive:

                “un Islam basato in Damasco forse si sarebbe “romanizzato”/grecizzato”

                mmm, ma che vuol dire romanizzato/grecizzato?

                Culturalmente?
                Gli arabi furono già più “grecizzati” dei Franchi, in un certo senso…

                Linguisticamente?
                Da quelle parti si era passati dall’aramaico all’arabo già ai tempi di Zenobia e Odenato…

              • habsburgicus scrive:

                culturalmente…ma anche, chi può dirlo ?, religiosamente con il possibile (ancorchè difficile) amalgama, magari sotto forma “eretica”, con il milieu cristiano…insomma un Regno arabo (come lo chiamò il Wellhausen), basato in terra (ex)-greco/romana, forse non avrebbe mai potuto evolversi nell’Islam “classico” (che è quello odierno)….naturalmente non abbiano la minima controprova nè potremo mai averla

            • Peucezio scrive:

              Francesco,
              certo, i fenomeni storici non sono improvvisi, ma ci sono cesure fondamentali.

              E gli orientali percepiscono i carolingi come cesura.
              E mica solo loro.
              Io direi che lì nasce l’Europa moderna.
              I regni romani-barbarici sono ancora un’altra cosa, sono la continuazione per inerzia, pur destrutturata e imbarbarità, dell’antichità romana.

              • mirkhond scrive:

                E’ la tesi di Pirenne.

              • habsburgicus scrive:

                giustamente però il belga Pirenne fin dal titolo ricorda il ruolo del nuovo monoteismo nato nel deserto
                Maometto è un ingrediente fondamentale per la fine della civltà antica ed è propedeutico a Carlo Magno
                il VERO Medioevo inizia solo quando ci sono entrambi gli ingredienti, ovvero l’Islam che SPEZZA (per sempre*) l’unità del Mediterraneo, e Carlo Magno che porta a compimento il passaggio del baricentro verso Nord (Aquisgrana, Valle del Reno)

                *fa impressione vedere Ippona (oggi Annaba, in Algeria), città che fu NOSTRA sin nelle viscere e dove operò il più grande dei dotti cristiani insieme all’Aquinate…ormai ci è estranea, fa parte di un altro mondo, di un’altra civiltà, di un’altra cultura
                lo stesso vale, chessò, per Epiphania ove nacque un oscuro ma dotto storico di fine V/inizio VI secolo d.C, naturalmente perduto, sennò dove sta il piacere della Quellenforschung 😀 😀 (Eustathius di Epiphania, che usò un bel greco attico e dicitur pure il duale e potrebbe essere stato il primo a dare importanza al 476 d.C, quindici anni prima del comes Marcellinus)..orbene la greca Epiphania è oggi l’araba Hama (e, a dirla tutta, era già l’aramea e paganisiama Hamath, prima di diventare Epiphania :D), in Siria, ove si recita il Corano e non certo i versi di Omero !
                la rivoluzione islamica è stata il vero spartiacque: Pirenne l’ha capito

              • PinoMamet scrive:

                “La greca Epiphania è oggi l’araba Hama (e, a dirla tutta, era già l’aramea e paganisiama Hamath, prima di diventare Epiphania :D), ”

                Credo che lì stia un po’ la chiave di tutto;
                C’è una certa incomprensione di cosa sia stato l’Ellenismo, che non è stato sostituzione etnica, ma nemmeno culturale: è stato un mezzo e spesso una linguacon cui vari popoli, soprattutto pagani, del Mediterraneo orientale hanno espresso la loro cultura.

                Vero che con l’arrivo dell’Islam la lingua della cultura e della comunicazione è diventato l’arabo; ma in realtà il cambiamento in favore delle lingue locali avviene, gradualmente, già con il Cristianesimo, visto che gli autori cristiani non sentono più il prestigio peculiare della lingua di Omero.

                Per Luciano di Samosata usare l’aramaico sarebbe stato segno di barbarie, e scrive libri su libri fingendo di essere un ateniese di molti secoli prima.

                Per gli autori cristiani, l’aramaico, il costo, l’armeno, sono lingue degnissime in cui è doveroso tradurre i Vangeli e occuparsi di religione.

                Ma le persone, fisicamente, restano le stesse, e in realtà anche tutto il resto della cultura, che non sia letteraria…

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                però con l’arabizzazione questo non è successo: la gente è sempre quella, ma le lingue sono state spazzate via, insieme a molta parte del pluralismo culturale.

                Quello che era rimasto sta venendo spazzato via in questi decenni…

              • Peucezio scrive:

                Il credo che il Mediterraneo, culla della civiltà, sia stato travolto da due barbarie, quella germanica da nord e quella, all’epoca meno barbara, araba da sud: i barbari della foresta e quelli del deserto.

              • PinoMamet scrive:

                “però con l’arabizzazione questo non è successo: la gente è sempre quella, ma le lingue sono state spazzate via, insieme a molta parte del pluralismo culturale.”

                mah, non saprei…

                In Egitto l’islamizzazione non mi è parsa più violenta della precedente cristianizzazione, e il copto è sempre lì, certo nel corso dei secoli l’uso si è ridotto ormai alla sola liturgia, ma quello credo sia il normale corso delle cose
                (in Gallia o in Spagna i Romani non hanno mica mai imposto il latino…)

                in Marocco l’infleunza culturale e linguistica del berbero è notevolissima, e moltissimi ancora lo parlano correntemente
                (dico “berbero” per facilità, un po’ come fa Miguel con gli “zingari”: l’intento offensivo si è perso nei secoli, per i berberi dico, il termine è italiano, semplice e chiaro)

                Quanto ai Germani, mah, non mi hanno mai fatto particolare simpatia, ma in pratica hanno cancellato la latinità linguistica della Rezia e della Belgica sul continente, e di mezza Britannia di là dalla Manica, per il resto sono stati loro anzi a diventare latini

                (e anche quelli delle zone germanofone, hanno adottato la cultura greco-romana e cristiana con un certo entusiasmo…)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Però c’è proprio una differenza di scale temporali. L’Oriente ha il greco come lingua del potere da Alessandro Magno fino alla conquista musulmana (quindi una decina di secoli scarsi), venendo già dopo un paio di secoli diviso in due (coi Parti riprese la persianizzazione, anche se ambiguamente). L’arabo ha preso il suo posto da oltre tredici secoli, in un areale molto più vasto e con un veicolo (quello religioso) decisamente più potente.
                Non a caso non si ha avuto arabizzazione in Persia (anzi, furono i persiani a persianizzare gli arabi!) e tra i turchi (erano loro che comandavano sugli arabi).

                E la transizione fu molto graduale: per un certo periodo, durante il periodo del califfato damasceno, probabilmente gli arabi erano persino entrati in una fase di romanizzazione.
                Vedi gli affreschi puramente romani e le scritte bilingue arabo-greche di Qusayr Amra.
                https://it.wikipedia.org/wiki/Qusayr_Amra

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                “il copto è sempre lì, certo nel corso dei secoli l’uso si è ridotto ormai alla sola liturgia”

                Quindi non è sempre lì, è estinto.

              • Peucezio scrive:

                Una notte mi sognai che in Egitto si parlava ancora il copto.

                Davvero… pensa che sogni.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                circa i berberi verissimo.
                Ma perché erano barbari anche loro 🙂

                Invece è scomparso nel nulla l’aramaico, così come la latinità africana (rimasta sostanzialmente solo in Sardegna), e il greco si è ridimensionato notevolmente.

                Circa i Germani, sì, è vero.
                Lì il punto, dal mio punto di vista, è un altro, e cioè che hanno creato il capitalismo, che ha omologato il pianeta.

              • PinoMamet scrive:

                “Quindi non è sempre lì, è estinto.”

                Sì ma da ieri!!
                Credevo avessero smesso di parlarlo del tutto nel XV secolo, invece leggo che gli ultimi ad avere una competenza almeno passiva della lingua “viva” sono stati negli anni Trenta del XX secolo!

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          ” il nesso fra i carolingi e la rottura con Costantinopoli”

          Io credo che la rottura sia sempre esistita, perché esisteva già una rottura all’interno dell’Impero, tra le popolazioni delle due metà, le loro classi dirigenti e le loro rappresentanze nelle due capitali imperiali.
          Lo scisma acaciano e poi la questione dei Tre Capitoli sono esempi evidenti del disagio dell’Occidente nei confronti di Costantinopoli. Disagio che portava a preferire il d0minio degli ariani al centralismo imperiale.

          I Franchi furono solo il protettore perfetto (quello che non era potuto essere Teodorico perché eretico e quello che non potevano essere i Longobardi perché ormai il Papa si era ritrovato tra le mani il potere temporale) che finalmente si trovò Roma. E quando fu il turno di Roma di avere il coltello dalla parte del manico, si comportò esattamente come si era comportata Costantinopoli.

    • Francesco scrive:

      Federico II? il re illuminista? e assolutista? e ateo?

      un innovatore che al confronto la Scuola di Francoforte sono dei chierichetti!

      vade retro Satana!

      • habsburgicus scrive:

        no, Federico II di Svevia, Imperatore, cinque secoli prima..
        colui che riuscì a farsi dare Gerusalemme dal Sultano mamelucco del Cairo (1229), pacificamente [ciò 42 anni dopo la conquista di Gerusalemme ad opera del Saladino nel 1187, avvenimento che ffec e epoca]..caso più unico che raro..e in cambio, anzichè elogi :D, si ebbe una crociata e la scomunica 😀
        Gerusalemme sarà perduta per sempre nel 1244 con l’arrivo di barbari islamici dall’Asia Centrale
        mai più sarà in mano nostra
        quando Allenby vi entrò il 9 dicembre 1917 dal ponte che ora porta il suo nome (dalla parte giordana si chiama King Hussein Bridge) gli unici a goderne non fummo noi, come presto apparve chiaro anche ai gonzi.. furono quelli che ora la tengono e la terranno in saecula saeculorum, a meno di sorprese

        • habsburgicus scrive:

          in realtà il Sultano al-Kamil era ancora un ayyubide ovvero un discendente del curdo Saladino..i mamelucchi prenderanno il potere nel 1250/1260 e fra loro si ricorda il perfido Baybars, persecutore dei cristiani

        • mirkhond scrive:

          “con l’arrivo di barbari islamici dall’Asia Centrale”

          I Turchi Corasmiani.

        • Francesco scrive:

          sì però il pusillanime non solo rifiutò di partecipare alla Crociata si accontentò di una restituzione a tempo della Città Santa

          o ricordo male?

          • habsburgicus scrive:

            si, ricordi bene,..
            ma bisogna essere realisti
            fra una lotta che porta alla sconfitta certa e una pace, magari non proprio eroica, che mi ridà Gerusalemme (non Zagarolo ! con tutto il rispetto :D) ancorchè a tempo, io scelgo la seconda opzione….che poi si può risolvere tutto w bulla è più ndefinitivo del provvisorio..Kyiv fu ceduta alla Moscovia “per 2 anni” nel 1667 e gli Zar se la papparono fino al 1917 !..e Putin, potendo, se la ripapperebbe tuttora 😀 😀

          • habsburgicus scrive:

            sì però il pusillanime non solo rifiutò di partecipare alla Crociata

            che poi bisognerebbe uscire dalla mentalità della Crociata..
            le Crociate nacquero per mille ragioni (un marxista come il nostro ottimo e dotto AdV ne elencherebbe mille del tutto “laiche” :D) ma precipuamente per difendere i Luoghi Santi, e probabilmente furono non soko utili ma necessarie..un “pazzo” come al-Hakim -prima delle Crociate però (1009)- devastò il Santo Sepolcro, i Turchi Selgiuchidi fecero ogni sorta di villania contro noi cristiani e ciò fu la scintilla per il famoso grido di Urbano II (1088-1099) a Clermont
            però una volta che sale al trono, per usare il linguaggio di oggi, un “arabo moderato” quale al-Kamil, le Crociate perdono significato…facciamo un accordo col Sultano, qualcosa a me e qualcos’altro a te, e contenti tutti ! perchè farci la guerra quando possiamo convivere, commerciare e arricchirci vicendevolmente, sia da un punto di vista culturale (punto di vista comprensibile a pochi eletti) sia in dinari d’oro (linguaggio comprensibile anche al volgo) ? non trovate ?
            Federico II lo capì, o almeno intuì..e in questo sta la sua modernità

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            pusillanime Federico, questa poi…

            È che giustamente pensava al suo regno, per il quale la crociata non serviva a un cazzo, ma solo ad assecondare quel francesizzante del papa.

            • Francesco scrive:

              è esattamente la definizione di pusillanime e merdaccia! lui era l’Imperatore, in più, non un qualsiasi Re che pensava ai cazzi suoi.

              il suo comportamento è la giustificazione perfetta dell’insolente rifiuto dei Re di sottomettersi alla legittima autorità imperiale.

              quello di cui non ho certezza assoluta è che la sua partecipazione avrebbe assicurato il successo militare della Crociata ma mi pare che avrebbe fatto la differenza, almeno nel breve periodo

              e il di più è nelle mani del Cielo

              PS pensa se oltre a liberare Gerusalemme fosse riuscito a liberare anche l’Egitto! che cambio di paradigma sarebbe stato!

              • Peucezio scrive:

                Quindi quando puoi ottenere una cosa con la pace, meglio farlo con la guerra, ammazzando gente.

                Soprattutto in nome di Cristo.

              • Peucezio scrive:

                E comunque l’imperatore era LUI, non era un re e tantomeno un vassallo che doveva rispondere a qualcuno.

                Era imperatore e fareva QUEL CAZZO CHE VOLEVA: come è giusto che sia: Cesare non ha nessuno sopra di lui, per definizione.

              • Peucezio scrive:

                E comunque il Puer Apuliae è come il Duce: ha sempre ragione!
                Perché io sono pugliese e lo dico io!

              • habsburgicus scrive:

                pensa se oltre a liberare Gerusalemme fosse riuscito a liberare anche l’Egitto! che cambio di paradigma sarebbe stato!

                vi è però un problema..gli egiziani avrebbero voluto essere liberati ?

              • habsburgicus scrive:

                Cesare non ha nessuno sopra di lui, per definizione.

                “quod principi placuit, legis habeat vigorem”
                “princeps legibus solutus” ecc
                questa è però l’interpretazione tarda (Ulpiano ecc) ad inizio III secolo d.C, sotto i Severi (193-235)
                verosimilmente nel I secolo d.C, nonostante “mostri” come l’ultimo Tiberio, Caligola e Nerone, l’interpretazione “cool” era diversa, quantomeno nei circoli senatori…Augusto ebbe successo appunto per la sua ipocrisia..aveva più poteri di Kim Jong-un nei fatti e con (falsa) umiltà pretendeva di essere, in teoria, un mero Giovanni Leone 😀

              • Francesco scrive:

                Hasburgicus, prof esimio,

                però all’epoca l’Egitto era ancora strapieno di cristiani, nascosti e oppressi ma ancora tanti all’epoca. giusto, Mirkohnd? ricordo bene?

                alla peggio si invertiva la situazione a vantaggio dei cristiani.

                Peucezio

                non sto dicendo quello, sto dicendo che riprendersi Gerusalemme sul serio e non per gentile e temporanea concessione … l’islamizzazione del Medio Oriente è inevitabile e irrimediabile ex post, magari a metterci mano all’epoca si otteneva parecchio

                Iberia e Sicilia le abbiamo recuperate, Armenia, Georgia, Libano hanno resistito altri secoli, Costantinopoli c’era ancora!

                🙂

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                Cesare ha sopra di sè Dio, come dovresti ben sapere!

                mica stiamo parlando di sovrani pagani che davvero fanno icche vogliono, salvo congiura ed eliminazione cruenta

              • Peucezio scrive:

                Freancesco,
                chissà perché a prenderla con le armi invece sarebbe stata un’acquisizione duratura.
                E la prima Crociata allora?

                Comunque non credo in tutta questa preoccupazione antislamica del papato, visto che ogni volta che si è trattato di andare in culo ai cristiani orientali, si sono alleati volentieri con gli islamici.

                Era un pretesto per liquidare l’ultimo residuo di classicità, cioè in fondo di romanità, per allearsi coi barbari.
                D’altronde tempo dopo hanno perfino trasferito il papato in Francia.

              • Peucezio scrive:

                Potrei risponderti che a un certo punto per i romani Cesare ERA Dio, ma restando in una prospettiva cristiana, ripeto, la volontà di Dio è: se puoi ottenere la stessa cosa ammazaando e squartando donne e bambini (perché questo accadeva e accade in tutte le guerre), perché farlo in modo pacifico?

              • Francesco scrive:

                Se non erro, la Prima crociata riportò la Terra Santa in mano ai cristiani per oltre un secolo. Non proprio pizza e fichi.

                Si poteva riproporre, magari meglio, se non erro per molti anni di tira e molla con Federico le condizioni erano favorevoli ai cristiani. E chi sa cogliere le occasioni cambia la storia.

                A memoria, ad allearsi con gli infedeli erano proprio i francesi, contro l’Impero. Non il Papato.

                Ciao

              • habsburgicus scrive:

                per oltre un secolo

                QUASI UN SECOLO—-luglio 1099-estate 1187, ovvero 88 anni…non pochi, invero (88 anni fa, non era ancora avvenuto manco l’Anschluss, Stalin si “divertiva” a purgare i suoi generali e il Reich era ancora “moderato” con il rassicurante von Neurath agli Esteri)

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Se non erro, la Prima crociata riportò la Terra Santa in mano ai cristiani per oltre un secolo. Non proprio pizza e fichi.”

                Ma nel frattempo era cambiato tutto. Nell’XI secolo il Levante era solo l’estrema propagine, conquistata di fresco, del territorio selgiuchide e i regni arabi della zona erano tutti in crisi e, al massimo, loro coi crociati cercavano di allearsi in funzione antiturca.
                Inoltre:
                – fu una spedizione (o, meglio, una pluralità di spedizioni) enorme
                – intervenne quando ormai l’avanzata turca aveva culminato (è il motivo per cui la riconoscenza a Costantinopoli fu sempre molto relativa)
                – fu accompagnata dalla riconquista imperiale di porzioni importanti dell’Anatolia

                E, nonostante tutto questo, l’ottimismo ostentato dai crociati (anche nelle lettere che mandavano a casa) di risolvere la cosa in una manciata di settimane si dimostrò del tutto ingiustificato.

                Già la seconda crociata (più ridotta di dimensioni) non solo non raggiunse gli obiettivi minimi che si era prefissata (la riconquista di Edessa), ma addirittura non fu in grado di metterli in atto.
                La Terza Crociata fu condotta contro un nemico nel momento di massima forza e riuscì giusto a recuperare qualcosina, ma fu una vittoria enorme dal punto di vista dei crociati, visto che l’Oltremare sembrava spacciato.
                La Quarta Crociata raggiunse un obiettivo che nell’ultimo millennio era sembrato impossibile, sfruttando un momento di crisi politica a Costantinopoli. Peccato che non fosse quello di partenza.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Federico II non era né ateo, né illuminista, né monarca assoluto.

        E non era pusillanime: come tutti i suoi colleghi, valutava costi e benefici di una lunga campagna militare oltremare, in quanto la lontananza del sovrano aveva solitamente effetti estremamente deleteri sulla sua autorità in patria.

        • Francesco scrive:

          Possibile ma chi non sa correre rischi per una causa superiore è appunto un pusillanime, non un grande governante.

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Questa è una castroneria.
            I rischi si corrono per un motivo valido, non per assecondare un nemico.

            • Francesco scrive:

              Se non libera la Terra Santa, cosa esiste a fare l’Imperatore?

              Non mi fare il bottegaio!

              😉

              • Peucezio scrive:

                E infatti l’ha liberata.

                Comunque dai troppa importanza a questa benedetta Terra Santa.

                La sede del papato, del cristianesimo, di Pietro, è
                R O M A
                quella Roma onde Cristo è romano.

                Quelle di cui parli tu sono lande desolate semidesertiche da semiti, roba che non ci serve.

                Gesù si è incarnato lì proprio per risollevare i peggiori e i più depressi, che manco si sono convertiti.

                Semmai comunque oggi sì che ci sarebbe l’urgenza di liberare la Terra Santa dai deicidi e oggi avremmo tutti i mezzi e la forza, come Occidente cristiano, di creare lì una repubblico a o un regno teocratico cristiano.

              • Peucezio scrive:

                Infatti noi siamo cattolici apostolici romani, mica cattolici apostolici gerosolimitani.

              • Francesco scrive:

                fesserie: Roma è Roma ma quella è la Terra Santa. e Gesù è ebreo, mica romano.

                Paolo era romano, se vuoi

                😀

              • Peucezio scrive:

                Beh, meno male che c’è il nostro Francesco che capisce più di Dante.

              • Francesco scrive:

                c’ho una valida scusa: la mia prof comunista mi ha fatto studiare Eco molto più di Dante

                Gesù romano mi manca completamente! che storia sarebbe?

              • Ros scrive:

                Peucezio: “…Semmai comunque oggi sì che ci sarebbe l’urgenza di liberare la Terra Santa dai deicidi e oggi avremmo tutti i mezzi e la forza, come Occidente cristiano, di creare lì una repubblico a o un regno teocratico cristiano…”

                Io ci stò! 👍

                Ma no però solo dai deicidi; Qurelli i prima okkei,

                ma la cosa lì va aggiustata fina, di paro:
                pure i yazidi spegnitori di lampade che sono adoratori di Lucifero, o di Lucignolo Melek Ta’us Angelo Pavone (sta a vedere che sono pure tutti froci🙄) non mi ricordo, mussul’umani sunniti e sciiti e kharigiti, sufi, cammellieri di alibabbà che bevono il te nel deserto coi datteri, duodecimani, drusi nizariti, alauti, yarsani, alevi, mevlevi dervisci rotanti semazeni, halveti, bek tashi, nestoriani di prete Gianni, cristiani assiro-caldei che fanno antipatia, curdi, copti e zoroastriani parsi sparsi;

                poi l’armeni che c’è da finire il lavoro, romei, giulietti;
                e gli ismaeliti edomiti di daouda che accussì lo facciamo contento, ortodossi pope, giostrai, bancarellari, atei, agnostici, astigmatici, orologiai, e qualunquisti ignavi panciafichisti, maranza movidari fuorisede e madonnari e artisti stradaioli;

                ah e tutti quelli che si chiamano Ugo …

                Paro paro!
                Mai lesinare di braccino corto che il medico pietoso fa la piaga fetente rognosa e verminosa;
                Chi più spende meno spende.
                Dove si coglie coglie,
                Dio poscia riconoscerà i sua:

                Se così è e se gli pare, cazzi sua, comunque🙄

                E finalmente l’aggiustacchiamo la situazione che da quelle parti e una vita che ci scassano la minchia a fare casino e cagnara pure di notte tutti ‘mbriachi drocati e ammaranzati che un cristiano colla partita iva pure in regola che si deve alzare la mattina presto per andare a lavorare come un povero cornuto non lo fanno dormire☹️…

                A che ora si parte dunque?
                Quando passate suonate che io giusto il tempo di dare l’olio e l’antiruggine con la vernice epossidica all’armatura, allicchettarmi il pennacchio con la brillantina Linetti all’elmo e scendo.

                La cucio la croce? Sulla mimetica?

                Ah importante!👆😒

                per strada, a sfizio, ci inculiamo come l’altra volta a sangue Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul o come minchia s’appella ora, chi c’è c’è; che di SantaSòfia sta’ volta ci spianiamo un parcheggio pulito pulito e assistemato che manco Cartagine salata, che a terra ci si deve potere mangiare con la lingua …

                tolto il sangue con le pompe idrovore.

                Minchia ce la si spassa come un tempo!🥳

                Eccheccazzo!

                Che non siamo mica ancora accadaverati mosci ipogonadici noi europei cristiani certificati giusti cornadure che si è mazziato l’universo mondo noiautri, porcomondo!
                Ce la facciamo vedere a tutti che noi siamo sempre noi e non ci siamo affrosciati quando ci viene il pititto e vezzo atavico di stragiare alla bersagliera ci possono tutti fare una sega in fila indiana a noi😎

                Ogni tanto una santacrociata di mattanza e di tonnara e ci si rimette al mondo come nuovi nuovi a fottere tutti i radicali liberi.
                Una botta di vita che manco quando come fu con Pietro l’eremita😎

                Ora vado ad affilarmi la Durlindana che già si è arrapata;
                tremate bisanziani, costantinopolesi, istanbulimici o come minchia vi catalogate adesso che stiamo tornando in loco di passaggio⚠️

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Gesù romano mi manca”

                Paradiso, XXXII, 98-99

                “e sarai meco senza fine cive/
                di quella Roma onde Cristo è romano”

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • PinoMamet scrive:

                “Gesù si è incarnato lì proprio per risollevare i peggiori e i più depressi,”

                Questo passaggio però è interamente una innovazione tua, il cattolicesimo anche pre conciliare non ha mai sostenuto questo.
                Sosteneva invece che Gesù fosse stato mandato per primo a Israele perché Israele era il custode dell’alleanza con Dio e primo destinatario delle Scritture.
                Non i “peggiori “, semmai i prescelti, almeno sino a Gesù…

              • Peucezio scrive:

                In realtà qualcosa del genere mi pare che la lessi proprio sul catechismo tridentino.
                Andrò a cercarla.

              • Peucezio scrive:

                Allora, il mio ricordo era impreciso.

                Il catechismo tridentino dice un’altra cosa, e cioè che Dio preferì scegliere come suo popolo eletto quello ebraico, “non già perché superasse le altre (scil. nazioni) in numero o virtù […], ma solo perché a Dio piacque di sostenere e arricchire una razza modesta e bisognosa”.

                Lo si trova nella spiegazione del decalogo, in particolare “Io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi fuori dalla terra d’Egitto, dalla casa della schiavitù”.

                L’incarnazione in effetti non c’entra, è una conseguenza naturale dell’elezione iniziale, in cui però Dio sceglie di manifestarsi a tutti i popoli.

              • habsburgicus scrive:

                Non i “peggiori “, semmai i prescelti, almeno sino a Gesù

                questo è il punto (correggetemi tuttavia se sbaglio, ne so poco dal punta di vista teologico)
                il cattolicesimo tradizionale, anche nelle sue forme meno simpatetiche agli ebrei 😀 (inquisitori spagnoli del Seicento, gesuiti della Civiltà Cattolica di fine ‘800, preti polacchi e lituani del primo Novecento in blocco :D), è semprer stato concorde nel sostenere che l’antico Israele -fino a Cristo- era un popolo con i fiocchi, assolutamente degno di rispetto e per certi versi ammirazione (ancorchè si facevano notare, con maggiore o minore compiacimento, i primi segni di una decadenza che sarebbe stata evidente solo dopo aver rifiutato Cristo)….
                quel Cattolicesimo d’antan sosteneva anzi che la Chiesa era il “verus Israel”, degno continuatore del “populus electus” dell’Antico Testamento, donde espressioni arcaiche che ho trovato ancora sotto Pio IX ma non mi stupirei che possano arrivare a Pio X e oltre, ovvero “i saggi d’Israele sono concordi” ove non si intende un fantomatico “complotto dei Savi di Sion” 😀 😀 bensì la communis opinio dei più dotti nella Santa Chiesa (“saggi in Israele” sarebbero i teologi delle principali Università, i più eruditi dei Cardinali ecc. un po’ come i mujtahid, e specialmente i marja-i taqlid “fonte di emulazione”, degli sciiti :D)
                per quel Cattolicesimo tuttò cambio con il rifiuto di Cristo…gli ebrei posteriori non erano particolarmente amati e alcuni (ma non tutti !) li ritenevano peggiori dei pagani ancorchè altri ritenessero cher fossero una testimonianza della Verità di Cristo loro malgrado e quindi andassero tollerati ad maiorem Dei gloriam..magari discriminati pesantemente (ciò dipese dai luoghi e dalle epoche), ma tollerati..ecco perchè il Medioevo che NON tollererà mai eterodossi e tanto meno gli islamici, invece di norma permetterà agli Ebrei di vivere (quasi) indisturbati..ma non alla pari con i Cristiani
                la Chiesa del pre-Concilio era però adamantina nel sostenere che gli Ebrei di oggi non sono più il “popolus electus”..financo un Papa notoriamente filo-semita come Pio XI si riferisce al popolo ebraico (per difenderlo, eh ! contro i razzisti) “popolus OLIM electus”
                in “camera caritatis è possibile che lo pensino tuttora pure molti prelati del Concilio, ma non osino dirlo 😀 😀 😀

              • Peucezio scrive:

                Habsb. e Pino,
                io distinguerei il popolo ebraico PRIMA dell’elezione (un prima non solo e non necessariamente temporale, ma logico-causale e teologico) dal popolo ebraico DOPO l’elezione stessa.

                Cioè il popolo ebraico sarebbe il migliore e il prescelto IN VIRTÙ dell’elezione, non viceversa, cioè non sarebbe stato prescelto IN QUANTO migliore in sé, ab origine.

                Così pare esprimersi il catechismo tridentino.
                Ma sarebbe interessante approfondire la storia della questione nella teologia cattolica.

              • habsburgicus scrive:

                populus, scusate 😀

              • firmato winston scrive:

                @ros:
                “Che non siamo mica ancora accadaverati mosci ipogonadici noi europei cristiani certificati giusti cornadure che si è mazziato l’universo mondo noiautri, porcomondo!
                Ce la facciamo vedere a tutti che noi siamo sempre noi e non ci siamo affrosciati quando ci viene il pititto e vezzo atavico di stragiare alla bersagliera ci possono tutti fare una sega in fila indiana a noi”

                Manco la “X” di Marinetti!… 😉

                Hai “presente”? 😀

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            No, chi corre dei rischi inutili per perdere tutto è un imbecille che fa danno alla propria causa. La Quinta Crociata fu un fiasco proprio per i rischi inutili che il legato pontificio decise di correre per intransigenza IGNORANDO i consigli prudenziali degli ordini cavallereschi (immagino anche loro pusillanimi).

            Ora, finché parliamo di ‘ste cospleiate va anche bene, il problema è quando leggo questo tipo di ragionamenti alle questioni politiche reali.

            • Francesco scrive:

              non da me, allora!

            • Francesco scrive:

              Quello è la Storia come la conosciamo. Se però fosse arrivato il cavolo di imperatore col suo esercito, non avrebbe cambiato le cose?

              Che io mica sono tantissimo hegeliano, che tutto il reale è razionale-necessario-inevitabile-un c’è un cazzo da fare!

              Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                No. La sconfitta fu essenzialmente logistica: i crociati avevano le forze necessarie per compiere la campagna (l’attacco anfibio su Damietta fu da manuale e la città fu presa senza troppe difficoltà), ma non erano organizzati per un attacco in profondità (verso Il Cairo) in Egitto.

            • habsburgicus scrive:

              il legato pontificio decise di correre

              @Mauricius
              certo che ‘sti legati pontifici erano spesso un flagello più del buon vecchio Attila 😀
              sappiamo tutti quel che farà il Card. Cesarini nella Crociata balcanica del 1443-1444, cui siamo debitori del disastro di Varna 😀

        • MOI scrive:

          I NeoBorbonici lo ricordano come un Grande Re Guerriero in Tempo di Guerra e un Grande Re Civilizzatore in Tempo di Pace.

          • habsburgicus scrive:

            @Moi
            pare che gli piacessero le donne 😀 (e questo sarebbe un plus per lui :D)
            avrebbe avuto un harem di giovani donne, di ogni nazionalità (forse anche qualche nera, allora rara, dono dei vari Sultani con cui fu in relazione), da fare invidia a un Emiro del Golfo dei giorni nostri 😀 😀

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        “Federico II? il re illuminista? e assolutista? e ateo?”

        Che poi proprio tu che sei un liberale occidentalista…

        E non ti piace uno che almeno una visione ce l’aveva.
        Io non amo ovviamente i sovrani illuminati, ma mille volte meglio delle nostre ridicole democrazie, dove ci si ispira alla stessa ideologia nichilista emortifera ma in più non si decide nulla, col risultato che decidono poteri non eletti da nessuno, contro gli interessi delle nazioni.

        • Francesco scrive:

          mah, forse per vedere quanto ti sbaglia potresti studiare la storia dell’Occidente diciamo dal 1939 al 1954

          quando qualcosa si decisero a fare …

          😀

          • Peucezio scrive:

            Appunto.
            Mica ho detto che non si decide.
            Ho detto che si decide contro il volere dei popoli e delle nazioni, che non contano niente, perché la democrazia moderna è una finzione.

            Quella poi di questi ultimi anni è una caricatura grottesca.

            • Francesco scrive:

              Ma anche no, prima di questi ultimi anni.

              In cui la caricatura di umanità che abita l’Occidente vota caricature di uomini (e donne!)

  62. mirkhond scrive:

    “però all’epoca l’Egitto era ancora strapieno di cristiani, nascosti e oppressi ma ancora tanti all’epoca. giusto, Mirkohnd? ricordo bene?”

    Tanti, ma non più maggioritari (i musulmani superarono i cristiani almeno dal X secolo dopo Cristo).

  63. habsburgicus scrive:

    OT
    Trump avrebbe annunciato l’abolizione delle sanzioni alla nuova Siria…domani incontrerà al-Jolani…..la Siria è pronta per la svolta epocale, quelle che parve sogno ai poeti [cit.], ovvero l’incontro con abbracci tra il detto al-Jolani e Netanyahu, con il riconoscimento siriano di Israele 😀 (Israele dovrebbe però restituire il Golan, all’Egitto fu ridato il Sinai dopo Camp David…..mi pare il minimo, no ? :D)

    • Francesco scrive:

      dal Sinai mica sparano su Israele, però

      credo sia l’unica “prepotenza” che concedo a cuor leggero a Israele, il Golan

      • habsburgicus scrive:

        fra l’altro al-Jolani è nato in quelle zone e il suo stesso laqab, al-Jolani dovrebbe significare “quello del Golan” (in arabo d’Egitto la “j” si legge “g”, ad esempio Gamal che è semplicemente Jamal)…prima si faceva chiamare al-Shara’a

      • Peucezio scrive:

        Francesco,
        figurati se Al Jolani spara su Israele, che è il suo amico per la pelle.

        • PinoMamet scrive:

          Beh dai

          Mi sembra che con grande disinvoltura si passi da una tesi interessante (la priorità dell’Isis non era combattere Israele) alla granitica certezza dell’esistenza del complotto dei cattivi (Isis e Israele improbabili alleati contro la civiltà occidentale…)

          • Francesco scrive:

            credo che la disinvoltura di Peucezio faccia impallidire i miei più arditi voli pindarici!

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            ero iperbolico ovviamente.

            Ma non vedo proprio ragioni di contrasto fra i due.

          • Peucezio scrive:

            E, scusami, iperbole per iperbole il male è proprio la civiltà occidentale (che è un ossimoro: diciamo che loro sono alleati dell’Occidente contro la civiltà).

            • Francesco scrive:

              Mi permetto di dissentire: la civiltà occidentale è sempre a rischio di tracollo ma proprio in virtù dei suoi meriti.

              La dignità dell’individuo è roba nostra, col rischio del delirio solipistico. Ma è una delle cose che mi tengo strette della nostra civiltà.

              Ciao

              • MOI scrive:

                Sì, Francesco ha ragione… o forse siamo “schizofrenici”, visto che sembriamo produrre/ispirare da sempre sia il peggio sia il meglio. Inoltre siamo estremamente volubili … incredibilmente propensi al cortocircuito logico nella vita pratica … pensiamo ai rapporti e identità di genere.

                All’ Avanguardia di Oggi che diventa Retroguardia di Domani.

                Ad esempio (domanda sincera !) … davvero tra normalizzare TransGender e TransSpecies c’ è di mezzo soltanto il trascorrere del tempo ?

                Anche se FORSE soltanto i neonati di oggi da ultracentenari domani faranno in tempo a vederlo ?

  64. mirkhond scrive:

    “Dio preferì scegliere come suo popolo eletto quello ebraico, “non già perché superasse le altre (scil. nazioni) in numero o virtù […], ma solo perché a Dio piacque di sostenere e arricchire una razza modesta e bisognosa”.

    Ma è la logica di Dio da sempre: scegliere chi è marginale agli occhi del mondo. E iSraele lo era all’alba della storia.

  65. MOI scrive:

    Il Critico Paolo Nardi (se non mi confondo) dice che il motivo per cui il Dio Biblico scelse proprio l’ Antico Israele è lo stesso per cui … l’ Unico Anello scelse proprio gli Hobbit.

    • MOI scrive:

      Ah, lo dice da colto (!) estimatore du Tolkien … NON da provocatore targato UAAR, eh !

    • Francesco scrive:

      Mi pare una scemenza: l’Anello si fece trovare dal primo che passava perchè il suo Signore era tornato. Ma un Altro fece sì che fosse trovato da un popolo eccezionalmente resistente al fascino dell’Anello.

      Due volte, tra l’altro.

  66. MOI scrive:

    Com’ è che il Post Portante è improvvisamente diventato uno datato al 31 12 2024 ?!

    😳😱🤔

    • Ros scrive:

      me lo chiesi anch’io per un attimo vano e fugace,
      poi mi risposi vabbe’ non è la cosa più anormale che ho visto in ta sti lidi.

      A mica che a per forza che ti deve portare a B e poi a C a seguire,
      il tempo che avanza dritto freccico e ragioniere è una superstizione popolana dell’ape maya col suo velo.

      Però comunque sia pare che ci colpa Francesco necromante psicopompo che che gira inquieto a resumare i morti turbando la quiete eterna dei natali passati e compostati🙄

      • Francesco scrive:

        ho parlato male di Aldo Moro?!?

        sai che sto iniziando a pensare che non avessero tutti i torti, lui e Berlinguer? cioè, avevano torto ma non tutto il torto, come pensavo da giovane

        PS fossi stato io, al 1992 si tornava, cazzo! e manco ci sai perchè, Roz

    • MOI scrive:

      NON ho capito il motivo ma mi adeguo :

      Dopo i ristoranti, diventano dei canili anche gli aeroporti … e gli aerei canili volanti con i “bambini pelosetti” fino a 80 kg : figurarsi se la gente metterà la museruola … e figurarsi se una hostess / steward rischia di farsi staccare una mano con un morso a imporla.

    • Peucezio scrive:

      Moi,
      me lo sono chiesto anch’io.
      Chi è il “colpevole”? 🙂

  67. habsburgicus scrive:

    OT
    nel 1898-1899 in Kosovo già vi erano problemi
    questo è il titolo di una pubblicazione serba del 1899, in serbo e francese (allora l’inglese non era di moda)
    Преписка о Арбанаским насиљима у старој Србији, 1898-1899 / Министарство иностраних дела
    Documents diplomatiques : correspondance concernant les actes de violence et de brigandage des Albanais dans la Vieille-Serbie (Vilayet de Kossovo), 1898-1899 / Ministère des affaires etrangères
    si noti che in serbo, per un pubblico che conosceva bene la questione, non specificano “vilayet del Kosovo”, quello c’è solo in francese per irretire l’occidentale medio e fargli credere che quella era la “vecchia Serbia”
    en passant, Altserbien in tedesco indicava la Serbia pre-1912 quindi SENZA Kosovo che era ottomano

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