Una modesta proposta per l’Europa

In questi giorni seguo volutamente poco quello che succede fuori da Firenze.

Comunque, qualche anno fa, gli Stati Uniti o chi per loro hanno distrutto il Nord Stream, che riforniva la Germania dell’energia che la rendeva il “motore dell’Europa”. Oggi, la situazione dei costi dell’energia elettrica per uso industriale nel mondo è la seguente (h/t Andrea Di Vita):

Il bello è che l’articolo del Financial Times da cui è tratto il grafico non parla dell’Europa, ma delle difficoltà che Taiwan sta incontrando a causa dell’instabilità del prezzo dell’energia e che stanno mettendo a dura prova il suo gigante dei semiconduttori, TSMC. Tanto che l’azienda sta valutando la possibilità di aprire stabilimenti in altri paesi in cui l’energia è disponibile a buon mercato.

E adesso che avete capito che il Taiwan è messo male, guardate le posizioni di Germania, Italia e Francia.

Grazie al colpo Nord Stream, l’Europa quindi è costretta a comprare energia dagli Stati Uniti, cosa che ha permesso agli Stati Uniti di riprendere in grande stile l’altrimenti insostenibile fracking e rimandare la crisi economica.

Complimenti a Biden, anche se il premio poi è passato a Trump.

Non ho idea cosa succederà con Trump, ma facendo un riassunto delle cose che leggo qua e là, mi sembra che almeno gli editorialisti siano convinti del seguente quadro:

  1. Trump smetterà di indebitare gli Stati Uniti per comprare armi da regalare all’Ucraina.
  2. Insomma, sarebbe una buona notizia: uno si immagina i governi europei che festeggiano la fine del massacro e finalmente possono spendere i soldi in pensioni invece che in bombe.
  3. Invece, no: gli editorialisti danno incredibilmente per scontato che se non ci pensano più gli americani a tenere acceso il fuoco della guerra, gli europei dovranno fare tutto loro.
  4. Siccome le armi buone le fanno soprattutto negli Stati Uniti, vuol dire che l’Europa (cioè io contribuente) dovrà regalare alle industrie militari statunitensi ciò che queste industrie non ricevono più dal loro governo. Anche perché la NATO stabilisce specifiche disegnate su misura per Raytheon, General Dynamics, Boeing, Northrop.
  5. Contemporaneamente, Trump metterà dei pesanti dazi sui prodotti industriali europei, facendo collassare il sistema industriale europeo (e anche un bel po’ di aristocratici toscani che campano vendendo il Chianti in California).

Ora, direte che è una situazione un po’ complicata: ma è esattamente nelle situazioni difficili che possiamo imparare a essere creativi.

C’è un modo, tutto insieme, per risparmiare sulle pensioni, mantenere alta la guerra e tenerci pure i soldi in casa.

Una proposta win-win, come dicono gli imprenditori.

Mandiamo i pensionati europei a battaglioni interi a combattere in Ucraina.

La sola Italia ha 16 milioni di pensionati, che consumano il 16% del Pil. In un colpo solo, si potrebbero liberare risorse per oltre 300 miliardi di euro.

Proprio qui, a Prato, abbiamo la Extrema Ratio, produttori tra l’altro del mitico Fulcrum Bayonet, che assicura la “capacità di penetrazione necessaria” per il “combattimento corpo a corpo”:

Ah, preciso che io non sono ancora pensionato, e probabilmente non lo sarò mai.

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    103 risposte a Una modesta proposta per l’Europa

    1. Mario scrive:

      Poveri pensionati…

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Mario

        “Poveri pensionati…”

        E tu pensi che la vita dei pensionati italiani sia più importante che assicurarsi che la bandiera ucraina sventoli per sempre sul Donbass?

        Panciafichista!

    2. Miguel Martinez scrive:

      Interessante antologia giornalistica:

      “Se continua la sua campagna del caos, alla fine Trump perderà” (Giuliano Ferrara, Foglio, 14.3).

      “Fermi tutti: ‘Trump sta perdendo’. Parola di Karl Rove” (Foglio, 26.6).

      “Di certo Harris si colloca sul solco di Franklin Delano Roosevelt, John Fitzgerald Kennedy, Bill Clinton e Barack Obama. Può motivare l’identità del Partito democratico e apparire capace di intercettare la parte di consenso che rimane inespresso nella mela tagliata a metà che sono gli Usa” (Walter Veltroni, Stampa, 25.7).

      “Kamala Harris rivitalizza l’America: i giovani la sentono più vera e vicina. Vance flop per Trump, non gli porta consenso” (Nayyera Haq, ex consigliera di Obama, Stampa, 29.7).

      “L’energia rock di Harris conquista Atlanta” (Repubblica, 1.8).

      “Ho sognato anche questo: se ce l’ha fatta l’underdog della Garbatella, come può non farcela la ragazzaccia di Oakland?” (Massimo Giannini, Venerdì-Rep, 2.8).

      “L’incubo Trump e Kamala Harris. Che potrebbe vincere, e pure alla grande” (Foglio, 5.8).

      “Kamala vede il sorpasso su Trump” (Messaggero, 5.8).

      “Kamala, rimonta ultimata. E adesso Trump è una furia” (Giornale, 11.8).

      “Trump annaspa… Sembra un sogno diventato un incubo per The Donald disorientato dal cambiamento radicale della corsa… incapace di prendere le misure e contenere il tandem Harris-Walz”… Da leone ferito a leone in gabbia… Furibondo per il successo della sua avversaria… finisce per cadere nel ridicolo” (Massimo Gaggi, Corriere, 13.8).

      “Profumo di Obama. Così la campagna elettorale di Kamala Harris sfrutta le strategie che portarono Barack alla Casa Bianca. Adesso ‘Kamala is Brat’. E poi le emoji, il cocco e la palma e la solita lista di celebrità progressiste” (Foglio, 17.8).

      “Donald Trump si mostra come un uomo aggressivo e rancoroso, sul viale del tramonto” (Laura Boldrini, deputata Pd, 23.8).

      “‘Freedom’ e ‘Sì, se puede’. Tra star e parole d’ordine la Kamala Night è un party” (Rep, 24.8).

      “Kamala è molto più erede degli Obama che non di Hillary Clinton, che perse contro Trump” (Maurizio Molinari, Rep, 24.8).

      “I dem conquistano il country: la musica del popolo di Trump adesso suona per Kamala. Alla Convention di Chicago stravolta la playlist dei fan. L’obiettivo è allargare la platea dei sostenitori: non più solo dance, rap e un po’ di rock” (Rep, 25.8).

      “Del fattore K – che non è il kommunism ma Kamala Harris – nessuna traccia. L’entusiasmo che improvvisamente si è riacceso tra i democratici americani non ha minimamente contagiato i democratici italiani. Non risultano agli atti riflessioni particolari o discussioni sulla Grande Novità Americana che può spegnere l’interruttore trumpiano… Dalle parti della sinistra del Pd questo è un orientamento abbastanza radicato. Confina con il ‘pacifismo’ di Conte e del Fatto” (Mario Lavia, Linkiesta, 30.7).

      “L’apertura di Tajani non va sprecata. Confrontiamoci in Aula. Il modello è Kamala Harris” (Roberto Speranza, Pd, Rep, 22.8).

      “Anche Alain Delon taceva benissimo, ma con un certo disprezzo dell’umanità… Nessuno sa fare silenzio come Obama. Andate a riprendere quel momento in cui aspetta prima di dire ‘yes she can’ e aspetta di nuovo dopo averlo detto… Resta elastico sulle caviglie… sguaina un sorriso… tace ancora… fa così con la testa” (Concita De Gregorio, Rep, 22.8).

      “Yes she can” (Stampa, 22.8).

      “Dai dem Usa una lezione per noi: si vince se si è uniti” (Peppe Provenzano, responsabile esteri Pd, Rep, 23.8).

      “Misteriosa o pragmatica: l’imprendibile Kamala sfida i tabù dell’America” (Riotta, Rep, 23.8).

      “Essere demure per diventare brat: ragazzacce e signore si alleano per Kamala” (Simonetta Sciandivasci, Stampa, 26.8).

      “‘Vincerà Kamala’: la certezza di Lichman, ‘veggente’ d’America. Dal 1984 un solo errore” (Corriere, 15.10).

      “Harris, la candidata… anzi la presidente degli Stati Uniti, diciamocelo subito” (David Parenzo, Radio 24, 8.10).

      “Le donne sfidano Trump. L’attrice Julia Roberts in prima fila” (Rep, 2.11).

      Segue…

      Pino Cabras, [2024-11-09 00:59]
      “A 96 ore dal voto Kamala Harris vede la possibilità di una rincorsa in extremis capace di farla diventare la prima donna a sedersi nello Studio Ovale. A rovesciare la situazione sono i dati sul voto per posta… ben il 55% sono donne… Il fattore entusiasmo… sta favorendo lei, come Obama nel 2008” (Molinari, Rep, 1.11).

      “Gli ultimi sondaggi rilanciano Harris. Report clamoroso sull’Iowa: dem in vantaggio di 3 punti” (Domani, 4.11).

      “Tutto è possibile, ma io penso che vincerà Kamala Harris” (Antonio Di Bella, 4.11).

      “Trump scommette sulla sua sconfitta. Perciò è pericoloso” (Mattia Ferraresi, Domani, 5.11).

      “Sulla scalinata di Rocky, Harris torna in testa. L’ultimo sondaggio dà alla dem un vantaggio di 4 punti” (Rep, 5.11).

      “La sorpresa che può spiazzare Trump si chiama alta affluenza delle donne. Il tycoon partiva in vantaggio sull’economia, ma ora stenta” (Bill Emmott, Stampa, 5.11).

      • roberto scrive:

        Io invidio a morte i giornalisti….se scrivo una riga ho frotte di gente pronte a contestare anche le virgole e a chiedermi di giustificarmi anche mesi dopo se ho usato la penna blu o nera, loro invece possono scrivere il cavolo che gli pare, come gli pare e nessuno gli chiederà mai conto di quello che scrivono

        Deve essere una vita davvero tranquilla

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        ma ti sei preso tu la briga di fare questo florilegio?

        Se non è tua me la rivendo (se è tua lo faccio solo con la tua autorizzazione)-

    3. roberto scrive:

      In UK hanno il prezzo di gran lunga più alto al mondo!?!

      • Francesco scrive:

        in effetti sarebbe il caso di leggere l’articolo e non solo una tabella … a me risulta che il prezzo dell’energia in Italia sia più alto che in Germania e in Germania più alto che in Francia

        ma vedo, dalla “analisi” di Andrea e Miguel che i fatti restano irrilevanti, per cui a che pro fare fatica?

        PS spiace per Giuliano Ferrara, e temo che di tutti gli avversari di Trump sia quello con le migliori ragioni.

      • firmato winston scrive:

        Se non erro avevano avuto problemi di carenza produttiva dovuti fra le altre cose ad un lungo periodo di piu’ mesi di eccezionale scarsita’ di vento anomala per quei posti e quindi di produzione eolica, a cui si e’ sommata la chiusura di diverse centrali nucleari francesi per manutenzione (per un periodo la Francia e’ stata eccezionalmente importatrice dai vicini, mentre di norma e’ esportatrice, noi stessi importiamo da sempre il 10-15 per cento del nostro fabbisogno totale dal nucleare francese) e la crisi del gas russo.
        Come saprai, se la domanda eccede l’offerta anche di poco per un bene con bassa elasticita’ del rapporto relativo, che significa trattarsi di un bene necessario di cui non si puo’ fare a meno, i prezzi schizzano, specialmente coi nuovi metodi di prezzatura dell’elettricita’ che sono piu’ o meno completamente demandati al mercato speculativo, in tutto il continente, al fine anche di soddisfare l’anelito green di non fa pagare mai l’energia meno di quello che costa, aggiungendovi pure sopra un notevole mole di esternalita’ pigouviane a capocchia.
        A complicare le cose il fatto che per l’elettricita’, tecnicamente, ci deve essere sempre un perfetto bilanciamento fra consumo e immissione in rete, e’ un tipo di energia difficilmente stoccabile (mentre lo e’ la materia tradizionale da cui si ricava, acqua nei serbatoi delle dighe o fossili nei magazzini di riserva, o barre di uranio per i reattori). Il problema dell’intermittenza delle nuove rinnovabili e’ percio’ molto piu’ serio di quanto ne soprassiedano i sostenitori: credono che basti spegnere le lampadine (mentre loro stessi, da consumatori, sono i primi a massacrare le societa’ di erogazione se sgarrano nella fornitura, cioe’ se ci sono blackout, perche’ l’energia elettrica o c’e’ o non c’e’, non ci sono vie di mezzo).
        Senza l’energia elettrica, oggi, nei paesi moderni, si blocca subito TUTTO come mai e’ successo in passato con alcuna altra fonte energetica.
        Forse continuare a rendersene sempre piu’ programmaticamente dipendenti per i vari afflati di comodita’ e controllo dell’uso del denaro e per la salvazione del pianeta che tutti conosciamo benissimo, e’ una stronzata, ma come sempre si sapra’ con certezza solo col senno di poi. Se succedera’, tutti i sostenitori fanatici faranno finta di non averne mai saputo nulla, come sempre.

        • roberto scrive:

          FW

          è tutto certamente plausibile, ma condizioni climatiche, chiusura delle centrali francesi e prezzo del gas avrebbero dovuto colpire anche gramania e francia, no? specialmente in germania che produce molta più energia elettrica dall’eolico, non ha più nucleare e per il gas sappiamo come è andata…eppure da quella tabella l’elettricità sembra costare praticamente la metà…

          • Francesco scrive:

            il carbone???

          • firmato winston scrive:

            Sempre se non erro, in Germania lo Stato ha pesantemente finanziato, un po’ come abbiamo fatto anche noi, il contenimento dell’aumento dei prezzi che ci sarebbe stato se fosse stato applicato, come di norma, il prezzo intero dettato dal mercato speculativo spot di Amsterdam, che si riferisce alle quantita’ marginali.
            Forse in Inghilterra che sono piu’ liberisti non l’hanno fatto, ma non lo so.
            So abbastanza per certo pero’ che il nostro Stato Italiano finanziando i pagatori di bollette per contenere gli aumenti ha indirettamente finanziato le compagnie produttrici, non i consumatori: il gas che entrava in italia, poiche’ lo fa attraverso le dogane ed e’ esattamente contabilizzato in quantita’ e prezzo, secondo le mie fonti ha raggiunto prezzi che erano attorno agli 80 dollari al MWh, non le diverse centinaia del mercato spot di Amsterdam, prezzo quest’ultimo che veniva usato per stabilire il prezzo al consumatore. Ho sentito degli economisti spiegare tutto cio’, ho le mie teorie sul perche’ non venga pubblicizzato piu’ di tanto: perche’ e’ sia nell’interesse degli ambientalisti, che vogliono che l’energia venga fatta pagare il piu’ possibile cosi’ come lo vuole anche l’establishment di bruxelles, anche perche’ in tal modo diventano meno sconvenienti e meno abbisognose di costosa incentivazione le rinnovabili, sia nell’interesse di tutti i produttori con fonti fossili o rinnovabili. In questo caso gli interessi coincidono.
            Se non erro questo sovrapprezzo del tutto fittizio e’ costato a contribuenti e pagatori di bollette italiani poco meno di 100 miliardi di euri. Che sommati all’incentivazione del passato e ai vari bonus, assommano ad una cifra stratosferica che si aggiunge al nostro debito gia’ elevato, che ipotechera’ ancora di piu’ il nostro futuro e quello delle prossime generazioni in senso negativo. Dopo qualche anno nessuno si ricorda piu’ qual e’ la causa, ammesso che l’abbia mai saputo, o voluto sapere 😉

            Gli emirati arabi con un ventesimo della somma di queste cifre, che non sono in pratica servite a nulla, producono col nucleare coreano l’equivalente di un sesto del fabbisogno totale elettrico italiano. 😉

            • roberto scrive:

              FW

              “in Germania lo Stato ha pesantemente finanziato, un po’ come abbiamo fatto anche noi, il contenimento dell’aumento dei prezzi ”

              questo è sicuramente vero per i clienti privati e mi sembra in effetti molto probabile anche per quelli industriali

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “Gli emirati arabi con un ventesimo della somma di queste cifre, che non sono in pratica servite a nulla, producono col nucleare coreano l’equivalente di un sesto del fabbisogno totale elettrico italiano”

              Il mio problema con i nuclearisti è proprio questo: che fondamentalmente vendono sogni ad una generazione in preda al panico.
              In pratica si sta suggerendo che con 30 miliardi noi potremmo convertire a nucleare l’intera produzione elettrica italiana. Il che è semplicemente falso, perché il piano di nuclearizzazione del governo vale proprio 30 miliardi e non ambisce nemmeno lontanamente a questo obiettivo chimerico.

              Poi non è colpa di chi le riporta, sia chiaro: ‘ste boiate vengono diffuse da chi ha interesse. Certo è che se a chiederci fiducia per il ritorno al nucleare (che ci permetterà di continuare a vivere alla grande senza che nessuno ci presenti il conto) sono dei cazzari, non è che partiamo benissimo.

              • Moi scrive:

                La tua ostilità di Millennal al Nucleare ti avvicina alla Gen X e ancor di più ai Boomer … NON ho personalmente la fissa delle Generazioni, MA voi MillennialS 🙂 avete inaugurato di sostituirle alle Classi Sociali.

                • Moi scrive:

                  Mossa a mio avviso poco furba … ma tant’è ! 😉

                • Mauricius Tarvisii scrive:

                  Noi Millennials siamo molto vicini alla generazione X, in realtà: siamo generazioni tendenzialmente individualiste, che giustificano con “il merito” (termine vuoto) le proprie pretese e la mancanza di condivisione.
                  Poi quando gli Y hanno capito di essere stati inculati a colpi di stage non retribuiti e altre merdate e si sono accorti della catastrofe ambientale, non avendo nessuna esperienza di confronto collettivo, si sono inventati scorciatoie: conflitto generazionale (era una chiacchiera per giustificare le riforme pensionistiche, perché l’unità economica fondamentale è la famiglia che, per definizione, è intergenerazionale), il nucleare…

              • Moi scrive:

                Solitamente sono smaccatamente pro Nucleare … le stesse persone altrettanto pro gender e pro immigrazione incontrollata.

                • Moi scrive:

                  I Boomer sono AntiNucleare perché da giovani “i s’ en caghè adòss” 😉 con Чернобыль …

                  Noi Gen X eravamo ancora sostanzialmente “cinni”.

                • Francesco scrive:

                  io sono ferocemente anti-gender e moderatamente pro-immigrazione

                  dove mi infili?

              • firmato winston scrive:

                “In pratica si sta suggerendo che con 30 miliardi noi potremmo convertire a nucleare l’intera produzione elettrica italiana.”

                Ma no con soli 30 miliardi! Con un po’ meno di trenta miliardi gli emirati arabi hanno comprato UNA centrale con 4 gruppi di produzione chiavi in mano, dai coreani mi sembra, costruita in tempi piu’ che ragionevoli, che produce circa 45 TWh l’anno, mentre l’Italia intera ne consuma circa 300, quindi un po’ piu’ di 6 volte, che peraltro non avrebbe senso produrre tutti col nucleare oltre che per il problema del carico di base, anche per quello che non si devono mai mettere tutte le uova nello stesso paniere specie per i sistemi critici.
                E’ la centrale di Baraka (come il film di ron fricke, il cameraman di koyaanisqatsi di godfrey reggio che e’ uno dei fondatori di fabrica, che conoscerai di sicuro).
                L’insieme dei bonus e sovracosti e incentivi italiani e’ sui 500 miliardi (sono circa 240 solo di “conti energia” dei tempi di Prodi – Pecoraro-Scanio, + circa 100 di extra-sovrapprezzi del gas di oggi dovuti al meccanismo di prezzatura fasullo su Amsterdam, piu’ tutti gli altri bonus edili/monopattino/bici elettrica eccetera). Un ventesimo di 500 fanno 25 miliardi per un sesto della produzione italiana, da moltiplicare per 6 per arrivare a coprire tutti i 300 TWh, fanno 150 miliardi, un’inezia specie se spalmata in diciamo 10 anni.
                Senza contare che, ma questo ai catastrofisti non entra in zucca in nessun modo, che se fai gli impianti in serie i tempi e i costi letteralmente crollano. I 50 reattori francesi sono stati fatti in pochi lustri, e costruito il prototipo e risolti i problemi poi la costruzione degli altri e’ partita in parallelo. E’ un fatto che abbiamo davanti agli occhi e che funziona bene e affidabilmente da decenni, non e’ ne’ ideologia ne’ narrazione.

                Poi che si abbia paura della possibilita’ dell’incidente, delle gestione delle scorie eccetera e’ anch’esso un fatto, e va tenuto conto, nessuna attivita’ e’ esente da rischi, qui la probabilita’ e’ bassa me se succede il danno puo’ essere molto grosso, per cui le preoccupazioni sono giustificate, e accettare o meno il rischio e’ una preferenza in ultima analisi individuale fatto il conto dei costi/benefici, che dipende da molti fattori, fra gli altri la disponibilita’ di alternative oggi economicamente affrontabili, meno rischiose ma con i severi problemi di discontinuita’ che abbiamo discusso sopra (un fattore che incide molto e’ che finche’ la gente vede che girando l’interruttore la luce si accende non vede il motivo di rischiare, altrimenti vorrei vedere…, ma quello che la gente ancora non vede ma sta succedendo e’ che l’europa a causa degli alti costi energetici e’ gia’ in fase conclamata di deindustrializzazione, al momento mascherata dall’effetto tampone della finanza che serve ad appianare le curve, che pero’ prima o poi cessera’ e lo fara’ in modo fragile e forse, quello si’, catastrofico). Ma il problema tecnico ed economico semplicemente NON esiste.

          • firmato winston scrive:

            Riguardo la Francia invece boh, in teoria potrebbero far pagare l’elettricita’ MOLTO meno visto che la producono col nucleare e visto che e’ ammortizzato da anni nel suo capitale fisso. C’e’ da dire che c’e’ stato un periodo di manutenzione di alcune loro centrali per cui sono eccezionalmente diventati importatori netti. Negli ultimi decenni invece siamo noi in italia che mediamente importiamo dal loro elettronucleare circa il 15 per cento del nostro consumo elettrico totale (e’ come se un bel po’ delle loro centrali lavorassero esclusivamente per noi). Probabilmente ci sono di mezzo meccanismi di prezzatura dettati dal mercato di scambio elettrico intra-europeo che limitano la possibilita’ di far fluttuare il prezzo come si vuole. Da noi ad esempio il costo degli altri oneri e tasse in bolletta e’ talmente elevato da rendere minimo il costo vero e proprio dell’energia, per cui ci si accorge di qualche cambiamento solo quando il prezzo dell’energia si moltiplica (lo stesso o peggio vale per l’acqua potabile coi suoi oneri aggiuntivi ambientali e di depurazione: io me lo ricordo quando costava 100 lire, cioe’ 5 centesimi, al metro cubo… e lo stesso per l’elettricita’, prima che gli caricassero sopra il fracasso di oneri impropri, pure il canone TV ci hanno messo dentro).
            Tu probabilmente guadagni tanto che queste lamentazioni per tali quisquilie ti daranno anche fastidio, e me ne scuso. 😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              A noi i francesi la corrente la vendono di notte, cioè quando a loro non serve (e quindi abbattono il prezzo) e a noi non conviene produrla (e quindi spegnamo le centrali meno efficienti).
              Il prezzo di un bene non è determinato se non molto indirettamente dai costi di produzione (quelli ne determinano la disponibilità ad un prezzo dato, semmai), quanto dall’incrocio di domanda e offerta. Evidentemente la capacità francese installata, rapportata alla domanda industriale, comporta che il prezzo si assesti a quel livello.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Visto che potrebbe non essere evidentissimo il collegamento tra i due capoversi, il senso è questo: se io ho una centrale nucleare già ammortata, quindi con costi di gestione molto bassi, questo mi spingerà a continuare a produrre corrente anche quando il prezzo si abbassa tantissimo, ma non vuol dire necessariamente che l’energia sarà di più o più economica nei momenti in cui saremo saturi di domanda (l’offerta, infatti, è anelastica).

              • firmato winston scrive:

                “A noi i francesi la corrente la vendono di notte, cioè quando a loro non serve (e quindi abbattono il prezzo) e a noi non conviene produrla (e quindi spegnamo le centrali meno efficienti).”

                Probabilmente si’, per almeno due motivi pratici:
                – di giorno abbiamo un sacco di capacita’ fotovoltaica installata, e il gestore della rete HA L’OBBLIGO LEGALE di dispacciare prima quella e l’eolica, sono gli altri che devono spegnere i loro generatori. Si va in ordine di prezzo della materia prima necessaria a produrre: sole e vento sono gratis. Poi viene acqua, nucleare, carbone e via via tutto il resto
                – le centrali nucleari conviene tenerle sempre in produzione, visto che il costo del combustibile consumato e’ irrilevante, per cui ai francesi gli conviene venderci l’energia in sovrappiu’ a qualsiasi prezzo per quanto poco noi si sia disposti a pagare, o quasi.

                “Il prezzo di un bene non è determinato se non molto indirettamente dai costi di produzione (quelli ne determinano la disponibilità ad un prezzo dato, semmai), quanto dall’incrocio di domanda e offerta.”

                Questo e’ anche secondo me assolutamente vero per i beni scambiati in condizioni di mercato piu’ o meno libero, ma per l’elettricita’ non e’ assolutamente cosi’: da un lato c’e’ l’obbligo di legge (o di normazione) per il gestore della rete di acquistare prima dai produttori delle rinnovabili (tutto quello che producono gli viene comunque pagato, anche se fosse in sovrappiu’), dall’altro c’e’ un meccanismo molto complicato per la determinazione del prezzo che ho gia’ tentato a suo tempo di spiegarvi, e che non ha assolutamente nulla della libera contrattazione fra domanda e offerta: per farla breve, il prezzo che viene pagato a TUTTI i produttori e’ uguale a quello che assicura la copertura dei costi al produttore col costo del combustibile maggiore. Per fare un esempio pratico a chiarificazione, quando il produttore elettrico che aveva il costo maggiore della materia prima era quello che generava col gas (peraltro prezzato al mercato spot di amsterdam a prescindere da quale fosse il prezzo reale, di norma MOLTO inferiore, a cui comprava il gas), a tale produttore veniva garantita almeno la copertura dei costi, e a TUTTI gli altri produttori veniva pagato lo stesso prezzo, quindi con guadagni per loro enormi. Questo e’ successo durante la crisi del gas russo. Sembra incredibile ma tale e’ il meccanismo di prezzo che e’ stato messo in piedi, suppongo allo scopo di rendere profittevole un settore che altrimenti non lo sarebbe, quello delle rinnovabili fotovoltaiche ed eoliche. A suo tempo la von der leyen, interrogata da qualche politico che forse non e’ nemmeno in grado di capire questi tecnicismi, ha detto che nel 2025, con comodo, questo meccanismo demenziale e perverso dal punto di vista degli interessi dei consumatori di elettricita’, sarebbe stato ridiscusso. Forse. Con comodo.

                Personalmente trovo scandaloso che la ggente non sia stata messa al corrente della situazione, e che i pochi che conoscono questi meccanismi se ne siano stati ben zitti, tranne rare eccezioni di cui pero’ non frega nulla a nessun media. Come se non bastasse, con alcuni “liberisti” che addirittura sostengono che e’ giusto che il prezzo pagato a tutti i produttori sia quello marginale, cioe’ quello del produttore piu’ caro ma necessario a coprire la domanda, perche’ cosi’ funziona il libero mercato. Ma dove lo vedono il libero mercato in questo settore proprio non si capisce, non c’e’ nulla di libero. Mi sembrano dei treccartari disonesti, prima di tutto intellettualmente. Ammesso che capiscano di cosa stanno parlando, cosa di cui dubito.

                Non so guarda, ho l’impressione che il mondo in cui viviamo abbia raggiunto dei livelli di complessita’ tali che neanche gli esperti stessi che questa complessita’ hanno creato ci capiscono piu’ nulla. O fanno finta di non capire, a seconda dei loro bias politico/ideologici.

                • Andrea Di Vita scrive:

                  @ firmato winston

                  “bias”

                  OAAFW!

                  Confermo parola per parola. L’hai spiegato molto più chiaramente di come avrei saputo fare io (che pure lavoro da trentotto anni nel settore). Davvero complimenti!

                  Ciao!

                  Andrea Di Vita

                  P.S. Aggiungo che questo demente sistema di prezzi è stato ideato per evitare che le rinnovabili fossero fin dall’inizio snobbate dagli utenti, visto il loro costo. Così anche chi per assurdo producesse elettricità a costo zero sarebbe obbligato a metterla sul mercato al prezzo del KWh ottenuto dalla risorsa più cara disponibile. Sospetto che sia una diretta conseguenza del fondamentalismo dei Verdi che sostenevano la Merkel, e dell’influsso determinante di Berlino sulle politiche UE.

                • Mauricius Tarvisii scrive:

                  “perche’ cosi’ funziona il libero mercato”

                  Così funziona il mercato, forse, senza libero: il mercato dell’energia credo si avvicini di più ai modelli dell’oligopolio che a quelli della concorrenza perfetta.

                • firmato winston scrive:

                  “Sospetto che sia una diretta conseguenza del fondamentalismo dei Verdi che sostenevano la Merkel, e dell’influsso determinante di Berlino sulle politiche UE.”

                  Sicuramente! Sono dei fanatici testardi e irremovibili.
                  Ma non solo gli sta crollando il mondo addosso, ma ci stanno regalando un ritorno, per piu’ che giustificata reazione peraltro da parte dei ceti piu’ umili, del nazionalismo “cattivo”, esattamente come ai tempi dell’ubriacatura da fine impero di Weimar.

                  Te ne racconto una di demenziale: una sera ero a cena con uno dei capi progetto di uno dei sistemi della missione Rosetta (la cometa, ti ricordi). Ci ha raccontato che in ESA abbiamo (o avevamo, perche’ e’ passato qualche anno e non so come sia andata a finire, ma non credo sia cambiato nulla) problemi a fare missioni lontane dal sole perche’ i tedeschi mettevano il veto sull’installazione di generatori a radioisotopi sulle sonde: solo fotovoltaico!

                  Mi sa che gli brucia ancora che i fisici tedeschi che hanno fatto scappare via a gambe levate, la bomba siano andati a farla dagli americani 😉

                • firmato winston scrive:

                  “il mercato dell’energia credo si avvicini di più ai modelli dell’oligopolio che a quelli della concorrenza perfetta”

                  Assolutamente hai ragione, anzi e’ oligopolio e niente concorrenza, neanche reale e imperfetta. Ma e’ un oligopolio completamente controllato dalla normazione dello Stato/Europa e in tandem di interessi, come quasi sempre succede con gli oligopoli (vedi la “privatizzazione” delle autostrade o delle utility municipalizzate dagli anni ’90, o le costose concessioni per la telefonia, sempre dell’epoca: furono forme mascherate di pesante tassazione indiretta, che non risulta nei conteggi ufficiali ma di fatto tale e’, Stato e privati si spartiscono il plusvalore cosi’ estratto). Si stanno apprestando a fare lo stesso con l’industria automobilistica elettrica, a livello europeo: e’ molto probabile che l’incentivazione a spese della fiscalita’ generale aumentera’ e diventera’ la regola in nome dei posti di lavoro, e’ gia’ partito alla grande il battage mediatico sui giornaloni della proprieta’ e delle banche che la sostengono – anche attraverso la solita gabanelli, vedo).

                  Mi sa che e’ il contrario di quel che di solito si dice nei blog tipo questo: a tenerci in piedi in occidente, ricchi e poveri, e’ la grande finanza che bene o male e’ ancora basata in occidente e riesce ancora a estrarre valore dal resto del mondo coi suoi giochi di bussolotti che peraltro nessuno capisce bene e controlla del tutto. Finche’ dura, perche’ questi sistemi di retroazione tendono a mascherare il declino (la finanza, controintuitivamente, e’ nata e serve proprio ad “appiattire le curve”) per infine cedere di schianto.

                • Andrea Di Vita scrive:

                  @ firmato winston

                  “demenziale”

                  Mi piace vincere facile, lo so 🙂 ma questa volta ti batto 🙂 🙂 .

                  Tempo fa scrissi qui di un dirigente di un’azienda che produceva centrali solari termodinamiche, che mi raccontò delle minacce ricevute da un gruppo di grillini del suo paese perché nelle sue centrali c’era un componente ‘nucleare’, dunque a loro dire pericoloso per l’ambiente.

                  Il componente ‘nucleare’ in questione erano i sali fusi che si usano per raffreddare sia i circuiti di una centrale nucleare sia quelli di una centrale solare termodinamica, sali che una volta raffreddati diventano normale concime per i campi usato abitualmente dai contadini…

                  Ciao!

                  Andrea Di Vita

                • firmato winston scrive:

                  “sali fusi”

                  Si’ mi ricordo. 🙂

                • firmato winston scrive:

                  “normale concime”

                  tecnicamente si chiama concime “NPK”: nitrum, fosforo e potassio, che veniva venduto in proporzioni variabili a seconda del tipo di terreno e del fabbisogno relativo, in sacchi di turpe plastica da 50 kg. Uso il passato perche’ non sono aggiornato, me ne deve essere rimasto uno dell’epoca. 😉
                  Adesso, da quelli che hanno sempre trovato la ciotola piena senza mai sapere come si facesse a riempirgliela, e’ considerato roba che scotta anche come concime, e non solo perche’ e’ fatto di atomi.

              • firmato winston scrive:

                Se vi interessa, sul sito della terna (il gestore della rete elettrica) ci sono i dati ufficiali esatti in tempo reale e storico sulla produzione e l’interscambio elettrico, puo’ essere istruttivo consultarli:
                https://dati.terna.it/

                Da qualche parte ci deve ancora essere un semplice PDF con lo storico di TUTTA la produzione elettrica da fine ‘800 ai nostri giorni, ancora piu’ interessante, sia per la quantita’ che per la modalita’ di produzione che vi sono descritte, ma non trovo piu’ il link, hanno un po’ modificato il sito. Ve l’avevo gia’ citato a suo tempo.

    4. Chi considera l’antiamericanismo e l’antisionismo come disposizioni stabili della personalità con cui affrontare briosamente ogni aspetto della vita associata non si è molto interessato al come e al perché gli statunitensi abbiano scelto questo o quello. Comodamente da casa propria è possibile puntare Google Street View [*] su un punto qualsiasi della federazione, magari nel sud o nei cosiddetti “flyover states”, e trarre le debite conclusioni.

      [*] Tra risatine di sufficienza mi si farà notare che Google è statunitense.
      Certamente, ci mancherebbe.
      Parlando dei capitalisti, con una considerazione probabilmente apocrifa, Lenin disse “Finiranno col venderci anche la corda con cui li impiccheremo”.

    5. tomar scrive:

      Quel che è successo ad Amsterdam: manifestazioni antisemite o antifasciste?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ tomar

        “antisemite”

        Per Parenzo e il TG5 sono antisemite, dunque sono verosimilmente antisioniste.

        Sembra che i “tifosi” Israeliani si siano divertiti a strappare alcune bandiere della Palestina dai davanzali del primo piano di alcuni caseggiati, e che la numerosa comunita’ Musulmana della città non l’abbia presa proprio benissimo.

        https://t.me/clarastatello/22260?single

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        L’antifascismo non vedo cosa c’entri.

        da quello che leggo, le cose sono andate come ha detto Andrea, con il chiarimento che “non l’hanno presa benissimo” è una litote davvero un po’ eccessiva 😉
        (mi arrivano filmati di pestaggi ecc.)

        • tomar scrive:

          Pino Mamet: “L’antifascismo non vedo cosa c’entri.

          (mi arrivano filmati di pestaggi ecc.)”

          Premesso che per me il pestaggio, anche di un fascista, è un atto ipso facto fascista, nella fattispecie l’antifascismo mi sembra che c’entri mica poco.
          Oltre agli episodi già ricordati sulle bandiere palestinesi strappate dalle case durante un corteo dei Maccabi fanatic prima della partita, pare che gli stessi all’ingresso dello stadio abbiano intonato cori di questo tenore: «Israele distruggerà gli arabi» e «Non ci sono più scuole a Gaza perché non restano più bambini». Cori ripetuti durante il minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione in Spagna, dato che questa “appoggia i palestinesi”.
          Né questi fanatic si fanno conoscere solo ora per il loro spirito, già in una precedente trasferta ad Atene si erano divertiti ad aggredire chi indossava la kefiah e nel 2014 avevano fatto discutere in patria per gli insulti razzisti contro un giocatore arabo-israeliano della loro squadra. Nel 2020 si erano poi distinti per le aggressioni ai cortei che contestavano Netanyahu.
          In Israele così ha commentato la vicenda Ofer Cassif, deputato alla Knesset del partito arabo-israeliano di sinistra Hadash: «Lo spirito del fascismo israeliano è arrivato ad Amsterdam: i tifosi si scatenano con violenza, picchiando, strappando bandiere palestinesi per le strade come se fossero una forza occupante e gridando slogan nazisti a favore dello sterminio di una nazione e lamentandosi quando…la violenza ritorna su di loro come un boomerang».
          Che diciamo? “Vabbè, ma è un arabo!”?

        • PinoMamet scrive:

          “Oltre agli episodi già ricordati sulle bandiere palestinesi strappate dalle case..”

          continua a non c’entra niente col fascismo.

          • tomar scrive:

            Pino Mamet:
            “continua a non c’entra niente col fascismo”.
            Scusami, ma in 2 parole mi spieghi cosa manca perché c’entri qualcosa col fascismo?

          • PinoMamet scrive:

            In due parole, manca il fascismo. Sono tre, ma spero vada bene uguale.

            In tante parole, il fascismo è il modello di stato corporativista e nazionalista che Mussolini ha imposto per 20 anni in Italia.

            C’è poi un insieme di movimenti neofascisti e neonazisti, a volte anche molto lontani dalle idee del fascismo storico, spesso caratterizzati proprio dall’antisemitismo (che a Mussolini invece interessò pochissimo e tardi).

            Poi c’è la tendenza, importata da altre lingue, a usare “fascismo” per indicare tutte le tendenze di destra nazionalista, e in questo senso sono forse definibili come fasciste le tifoserie calcistiche di mezzo mondo.

            In quest’ultimo senso, lo scontro tra esaltati israeliani che inneggiano allo sterminio dei palestinesi, ed esaltati arabi/olandesi che inneggiano allo sterminio degli israeliani (appoggiati credo da olandesi puri e semplici che hanno semplicemente in odio gli ebrei) può forse essere definito uno scontro tra fascisti… con molta buona volontà.

            ma l’antifascismo dove lo vedi??

            • Miguel Martinez scrive:

              Per PinoMamet

              “In tante parole, il fascismo è il modello di stato corporativista e nazionalista che Mussolini ha imposto per 20 anni in Italia.”

              Concordo.

              Con la precisazione ulteriore che quello stato nasce quando lo scontro sociale interno diventa insostenibile, e il ceto dominante manda i carabinieri prima e gli squadristi poi a massacrare di botte operai e contadini. Per permettere la transizione economica,in quel caso da economia di guerra a economia di pace.

              La cosa più simile al fascismo che io conosca di questi tempi in Italia sono i pestaggi da parte di squadracce di “sicurezza” contro i facchini dei depositi Amazon, o più delicatamente tutte le leggi per imbrigliare gli scioperi.

              La guerra in Medio Oriente mi sembra cosa diversa, ma giustamente il termine “fascismo” viene usato in senso assai lato.

              • tomar scrive:

                Miguel:“ il termine “fascismo” viene usato in senso assai lato”.
                E’ vero, ma colonialismo e razzismo sono altrettanti elementi caratterizzanti del fascismo, in Italia prima ancora che in Germania, con i massacri in Libia e in Etiopia (da noi obnubilati anche nell’Italia democratico-repubblicana), per cui anch’io sono portato a questo uso estensivo ogni volta che questi elementi sono in gioco, come era appunto il caso dei Maccabi fanatic.
                E’ altrettanto certo che se questo uso estensivo, ma non peregrino, venisse applicato alla storia europea degli ultimi 200 anni, o anche 500, non sarebbe fuori luogo parlare di fascismo inglese in India nell’epoca vittoriana né menzionare come perfetti fascisti un Cortés o un Pizarro.

                • Francesco scrive:

                  al che fascismo sarebbe una supercazzola totalmente inutile, però

                  PS Cortes, il liberatore del Messico? cosa c’entra lui?

              • PinoMamet scrive:

                “come era appunto il caso dei Maccabi fanatic”
                Sì, tutto giusto, ma gli altri fanatic ce li dimentichiamo?

                “I fossi si fanno con due rive”, diceva mia nonna.

                • Miguel Martinez scrive:

                  Per PinoMamet

                  “Sì, tutto giusto, ma gli altri fanatic ce li dimentichiamo?

                  “I fossi si fanno con due rive”, diceva mia nonna.”

                  Verissimo.

                  E infatti chi è stato in Olanda sa che lì esiste eccome un’altra “riva”, a differenza dell’Italia. Una separazione etnica radicale, grandi moschee, quartieri marocchini e turchi, tante donne velate.

                  E un orgoglio islamico, dove i musulmani non sono “solo degli sfigati” come in Italia.

                  In più la forte presenza del governo turco, che non è certo quello saudita come impostazione.

                  L’incubo della Fallaci 🙂

              • roberto scrive:

                “Maccabi fanatic”

                Una parolina su questa storia

                È giusto picchiare fanatici razzisti, quindi se, come sembra, i tizi si sono messi a berciare slogan orrendi su Gaza, è cosa buona e giusta prenderli a calci

                Non è giusta, ed è orripilante la caccia all’ebreo

                Ho detto

                • Francesco scrive:

                  Dubito che questa distinzione sia di grande interesse per l’altra riva.

                  Un pò come quando in Lousiana un negro violentava una donna bianca … la caccia al negro partiva sempre e comunque, pure se la notizia dello stupro era falsa.

                  PS io sarei per la caccia agli ultrà a prescindere dal resto.

                • Mauricius Tarvisii scrive:

                  Però mi risulta che gli attacchi siano stati contro i tifosi israeliani, non contro gli ebrei locali.

                • Miguel Martinez scrive:

                  Per roberto

                  “Non è giusta, ed è orripilante la caccia all’ebreo”

                  Questo mi era sfuggito, c’è stata una “caccia all’ebreo”?

                  Pensavo che ci fosse stato una rissa tra gente di origine araba e i tifosi arrivati dall’estero di una squadra di un paese in guerra.

                • PinoMamet scrive:

                  Sì, però.

                  Prima di tutto, non tutti i tifosi del Maccabi sono fanatici di estrema destra, come non lo sono quelli di nessuna squadra.

                  Poi la partita era Ajax-Maccabi Tel Aviv, e anch’io, che non so nulla di calcio, so che tradizionalmente lo Ajax è tifato (si dice?) dalla comunità ebraica olandese.

                  Per cui probabilmente i filo-palestinesi, “triggherati” dai cori e dalle intemperenze varie anti-arabi degli ultrà del Maccabi, si dati appuntamento per menare a destra e a manca, senza stare troppo a chiedere il passaporto…

              • MOI scrive:

                Nei Paesi Bassi, non poche chiese rimangono inutilizzate e … hanno cone alternative o di venire “musealizzate” , o vendute o … abbattute.

                Quando vendute possono cambiare “parzialmente” 😁😁😁 la destinazione d’ uso come moschee ,
                oppure diventare pub, biblioteche, palestre, negozi.

                In Italia 🇮🇹 solo una volta vicino a Genova Stazione Brignole mi è capitato di vedere una palese ex-chiesa riadibita a negozio di (Flying) Tiger Copenhagen : essenzialmente le stesse “cianfrusaglie” dei Cinesi, pure peggio … solo a prezzi esagerati.

                • Andrea Di Vita scrive:

                  @ MOI

                  “Tiger”

                  Ne sono cliente abituale.

                  Lì almeno la fuffa è dichiarata.

                  Se hai visitato Genova avrai visto la Chiesa della SS Annunziata, in pieno centro, la più piccola parrocchia del mondo (l’area della parrocchia coincide con la superficie occupata dall’edificio e dal convento adiacente).

                  Lì davanti comincia Via delle Fontane, uno stretto e corto budello che collega la piazza antistante (dell’Annunziata, appunto) al porto.

                  Oltre ad esserci la Porta dei Vacca, eretta contro il Barbarossa, cӏ una sede di una banca.

                  Quella banca è una chiesa romanica. Sconsacrata, fu riciclata in banca più di mezzo secolo fa. È un altro unicum Genovese.

                  Ciao!

                  Andrea Di Vita

                  P.S. vicinissimo a Tiger co sono alcune delle migliori focacce di Genova, cioè dell’universo. Spero tu non te le sia fatte sfuggire!

                • Mauricius Tarvisii scrive:

                  “In Italia 🇮🇹 solo una volta vicino a Genova Stazione Brignole mi è capitato di vedere una palese ex-chiesa riadibita”

                  Ce ne sono un bel po’ in giro si chiese adibite ad altro: solo a Treviso me ne vengono in mente tre, una che è parte del complesso del museo civico ed un’altra che è disponibile in affitto come sala e c’è l’ex chiesa dell’ex convento dove c’è l’Archivio di Stato.

                • PinoMamet scrive:

                  Idem qua…
                  Nella cittadina dove lavoro una chiesa che apparteneva credo a un monastero femminile è adibita a centro culturale (il monastero ristrutturato è diventato la sede della biblioteca comunale);

                  a Parma una chiesa in disuso è diventata negozio di abbigliamento…

                  Non c’è dietro nessuna volontà anticlericale, sono immobili in disuso che i proprietari precedenti (la Diocesi? Qualche ordine religioso?) hanno ceduto o venduto.

                • Miguel Martinez scrive:

                  Per PinoMamet

                  “Nella cittadina dove lavoro una chiesa che apparteneva credo a un monastero femminile è adibita a centro culturale (il monastero ristrutturato è diventato la sede della biblioteca comunale);”

                  Nel centro di Firenze praticamente tutti gli edifici pubblici sono stati “istituti religiosi”, statalizzati tra le riforme leopoldine e le leggi eversive.

                  Solo nel nostro piccolo rione c’è la biblioteca, due scuole elementari, la sala concerti, il nostro giardino, l’Albergo Popolare, la sede dell’Arcobaleno e non so quant’altro.

                • PinoMamet scrive:

                  Ci metto dentro anche la quantità di sinagoghe che da queste parti sono diventate normali abitazioni (una per paese direi) spesso del tutto all’insaputa degli attuali proprietari.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per PinoMamet

          “L’antifascismo non vedo cosa c’entri.”

          In effetti. E’ che manca una parola per dire, “critica vivace a un paese in guerra”. Diciamo che è un po’ come se a Parma calasse una banda particolarmente rumorosa di tifosi russi, e la locale comunità ucraina se la prendesse.

    6. MOI scrive:

      Una curiosità da Settimana Enigmistica 😃 che torna fuori ogni 4 anni sui media main stream Italici 🇮🇹 è che in USA 🇺🇸 l’ Inglese NON è menzionato come Lingua Ufficiale nella Costituzione … strano, ma vero. 😉

    7. Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      E’ inutile negare!

      Sappiamo tutto!!

      Confessa!!!

      https://firenze.repubblica.it/cronaca/2024/11/09/news/firenze_blitz_anti_affitti_brevi_overtourism_forum-423607133/

      🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    8. MOI scrive:

      QualcunƏ l’ ha davvero presa male :

      https://youtu.be/9wFEoqg-TrM?si=oJtFGdl0Q1jEOl8k

      Our fight, our hope , NOT American History

      Jessie Gender

    9. MOI scrive:

      https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/11/08/tifosi-israeliani-aggrediti-ad-amsterdam.-il-premier-olandese-mi-vergogno.-scholz-violenze-intollerabili_6b2b10ac-8e81-40b4-8e89-f7f74f6e8109.html

      Amsterdam : Tifosi israeliani aggrediti ad Amsterdam. Il premier olandese: ‘Mi vergogno’. Scholz: ‘Violenze intollerabili’
      Cinque in ospedale e oltre 60 arresti. E’ successo dopo la partita Ajax-Maccabi

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Moi

        “Scholz”

        Il che, detto dal premier del paese secondo fornitore al mondo dopo gli USA delle armi per il genocidio, non si sa se faccia più ridere o più piangere.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    10. Andrea Di Vita scrive:

      @ moi

      “eloquio”

      Sembra un prete.

      A volte è davvero trascinante, sembra sincera.

      Poi al minuto 12:14 ha citato di peso Ursula Le Guin, “Omelas” (l’immagine del bambino lasciato da solo fra i tormenti e la felicità di molti basata proprio sulla sua sofferenza) e allora l’incantesimo mi si è rotto.

      Mancava solo che chiedesse di abbonarsi al canale YouTube.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • MOI scrive:

        In un certo senso la Militanza Arcobaleno 🌈 È “totalizzante” come una Religione … come il PCI (e oltre, per certa gente) in Emilia Romagna.

      • MOI scrive:

        Ci vuole cmq un certo sincero coraggio a dire “da starci dentro” che negli USA la Libertà di Qualcuno è sempre stata sulla pelle di Qualcunaltro …

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ MOI

          “coraggio”

          Dipende.

          Se parli da Huntsville in Alabama ci vuole molto più coraggio che se stai a San Francisco.

          Ma è proprio la retorica mieloso-pietistica che mi suona falsa. Mi sa di imbonitore, di “Vendesi miracolo”, anche quando et sincera. Sarò malfidato io, boh.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Vendesi_miracolo

          Ciao!

          Andrea Di Vita

    11. MOI scrive:

      This 1998 advice from Ursula K. Le Guin about gender-neutral language is still relevant.

      https://lithub.com/this-1998-advice-from-ursula-k-le-guin-about-gender-neutral-language-is-still-relevant/

    12. Francesco scrive:

      Miguel,

      stavo pensando alla tua proposta: considerando la vittoria elettorale di Trump, non sarebbe il caso di mandare metà dei battaglioni delle Volpi Grigie dalla parte degli eroici difensori della libertà ucraina e metà dalla parte degli eroici sostenitori dell’impero russo?

      Giusto per essere certi di cadere in piedi, non si sa mai come finiscono queste cose.

      Ciao!

    13. Miguel Martinez scrive:

      Sempre per roberto

      ” “caccia all’ebreo”

      Ecco, da “antisionista” questo per me è un punto fondamentale: io voglio che le persone di religione/cultura ebraica si sentano perfettamente a casa loro “qui” (Italia, Europa, Olanda…) e smettano quindi di sostenere una micropotenza nucleare mediorientale.

      La quale micropotenza invece ha tutto l’interesse a suscitare la paranoia tra gli ebrei che vivono “qui” e far loro credere che tutto il resto della specie umana voglia unanimamente sterminarli, e che quindi dovrebbero andare a fare una vita di servizio militare permanente in Medio Oriente.

      • PinoMamet scrive:

        Beh, sono tre anni eh, mica permanente… 😉

        (sì, ci sono i richiamati, i miluim, ma non è troppo frequente e credo sia una cosa volontaria… il mio amico che si picca di essere stato nei corpi speciali- lo fanno tutti 😉 ma nel suo caso la versione è confermata da tutti- non è stato affatto richiamato neppure dopo il 7 Ottobre, mentre un altro mio amico molto più pacifico, ma di grado più alto, ha già fatto il suo periodo di richiamo…)

        comunque per me chiunque dovrebbe sentirsi a suo agio ovunque, e mi parrebbe ben strano che l’unico posto dove un ebreo non potesse stare fosse Israele 😉

        • firmato winston scrive:

          Peraltro in svizzera, dal quale esercito israele ha preso modello, e’ peggio: il richiamo e’ biennale e permanente (si vis pacem para bellum, o come si dice). Vi avevo gia’ raccomandato, credo, “il formidabile esercito svizzero” di McPhee, che aveva evocato qualche ricordo in Ros circa i segnalatori rompiballe. Ma li’ l’esercito ha lo scopo opposto di quello italiano, e’ su base cantonale, e non ha lo scopo di inculcare a forza, a differenza di quello italiano, l’omologazione delle varie sottonazionalita’ del paese.
          E’ come per gli antichi, lo sport di squadra primigenio, verso il quale chiaramente abbiamo una tendenza ascritta nei nostri geni.
          Purtroppo si sta cercando di replicare lo stesso errore italiano in Europa nel suo insieme: omologazione a forza, o perlomeno tale sembra l’obiettivo (velleitario), adesso come allora da parte delle elite bramose di estendere il loro potere, totalmente incapaci di comprendere il ribollire del popolino che vorrebbero governare. Suggerirei l’autocritica, anche qui dentro.

    14. MOI scrive:

      Va bene che ci sono appena state le Elezioni USA , ma … le Regionali in Emilia Romagna, come andranno ?

      Penso che sia scontata la vittoria ✌️ del PD, ma … con che margine, viste le polemiche per le alluvioni ?

      Certo: c’è parecchia gente over60 che voterebbe senza esitazione Il Partito anche da stare sul canotto accanto alla finestra di casa … ma I tempi, le demografie (un Musulmano è disposto ad acettare la Drag Queen che spiega il Gender ai propri pargoli, in cambio di una Moschea Comunale stile “Arabia Magica” di Gardaland ?) cambiano.

      C’è gente

      • Francesco scrive:

        Ma quali moschee? che in nome della rinomata vigliaccheria dei politicanti mica hanno il coraggio e la dignità di permettere la costruzione di moschee, pur essendo noi italici ormai ricchi di musulmani.

        Io sono per lo Scontro di Civiltà ma non conosco civiltà che impediscono di pregare, neppure ai nemici. Solo inciviltà.

        Alla peggio si requisiscano delle discoteche all’uopo.

    15. Moi scrive:

      @ MIGUEL

      Drill, baby … drill !

      https://www.euronews.com/green/2024/11/06/drill-baby-drill-what-trumps-victory-could-mean-for-the-future-according-to-climate-expert

      ‘Drill, baby, drill’: What Trump’s victory could mean for the future according to climate experts

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