Appello dei Cittadini Attivi di Firenze per la rinascita del Convento detto di San Paolino

Giriamo questo appello degli amici dei Gonfaloni del Drago Verde e dell’Unicorno, uscito oggi anche su La Nazione.

Al Provinciale per l’Italia Centrale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, Padre Gabriele Biccai
all’Arcivescovo di Firenze, Don Gherardo Gambelli
alla Sindaca di Firenze, dott.ssa Sara Funaro
agli Assessori del Comune di Firenze
ai consiglieri del Comune di Firenze
al presidente e ai consiglieri del Quartiere Uno

Appello dei Cittadini Attivi di Firenze per la rinascita del Convento detto di San Paolino

L’Italia ha un immenso patrimonio legato alla Chiesa, oggi a rischio da una parte di abbandono e collasso, dall’altra di svendita e sfruttamento speculativo.

Questo patrimonio:

  1. ha una natura non privatistica e non commerciale, che per credenti e non, riguarda gli aspetti più profondi del nostro esistere in questo mondo
  2. è stato costituito dalle donazioni dei Cittadini Attivi dei secoli passati

Il patrimonio religioso e artistico di Firenze è diventato giustamente patrimonio dell’umanità: Firenze è anche Florence.

Però questo patrimonio è diventato anche merce in mano alla speculazione finanziaria internazionale, innescando meccanismi perversi di overtourism, di perdita di identità, di sfratti.

Nel Quartiere di Santa Maria Novella, si trova l’antico complesso detto di San Paolino.

Il Convento fu un Bene Comune, voluto dai cittadini della Repubblica Fiorentina perché fosse luogo di preghiera, di accoglienza dei viandanti e dei poveri, e di vita comunitaria, ad esempio come luogo di riunione della Compagnia dei Cuoiai.

Dopo le soppressioni, una parte del Convento fu recuperata dall’Ordine; mentre la maggior parte è finita nelle mani di una multinazionale che ne ha fatto un albergo in stile disneyano/parodistico-dantesco, totalmente slegato dalla vita del rione e dalla vocazione storica del complesso.

Il Convento “recuperato” – che il Priore del Convento, Padre Antonino, definì felicemente “un presidio di fede, di cultura e legalità” – purtroppo ha visto azzerarsi il numero di frati.

Esiste un progetto interessante per far rinascere il Convento.

La Pneuma Art Foundation, con sede a Miami negli Stati Uniti, ha lanciato una proposta che spezza la logica della svendita e riunisce Firenze con Florence. Una proposta fondata su:

  1. La salvaguardia della vocazione del Convento come luogo di spiritualità
  2. La creazione di spazi che permetterebbero ad artisti di scuola “antica, rinascimentale e barocca” di lavorare, nella tradizione delle botteghe storiche
  3. Un centro civico aperto al Rione con tutte le sue difficoltà e speranze
  4. La cura professionale del restauro delle opere d’arte
  5. Un progetto di fattibilità economica – attraverso donatori e la partecipazione di un’università statunitense – che evita di cadere nella logica degli studentati a scopo di lucro

Facciamo appello all’Ordine dei Carmelitani Scalzi –e anche al Vescovo di Firenze– perché:

  1. sia accolta la proposta della Fondazione Pneuma, che potrebbe diventare un modello per la salvaguardia dei beni ecclesiastici di tutta Italia, e ci rendiamo disponibili a mettere le nostre competenze personali e professionali al servizio del progetto stesso
  2. siano respinte eventuali proposte puramente speculative/commerciali che potrebbero riguardare lo stesso spazio.

Questo appello è rivolto inoltre alla Sindaca, agli Assessori e ai consiglieri della maggioranza, per le responsabilità operative che a loro spettano, come ai rappresentanti dell’opposizione: si tratta infatti di un tema che deve coinvolgere le istituzioni in quanto tali, anche per le caratteristiche dell’area in cui è collocato il complesso di San Paolino.

Situazioni simili si riscontrano in altre zone del centro storico, si pensi a esempio a Costa San Giorgio, al convitto della Calza, o agli spazi annessi alla chiesa di Santo Spirito. In quest’ultimo caso è da segnalare in positivo la resistenza di padre Pagano e degli Agostiniani per contrastare l’operazione speculativa in corso perché il Monastero possa “continuare la propria missione educativa, svolta fin dagli inizi del XIV secolo…”.

Nel nostro caso però c’è di peggio: una eventuale operazione speculativa su San Paolino inciderebbe ulteriormente in senso negativo in un’area con riconosciuti e gravi segni di degrado, con due buchi neri che ne hanno aggravato negli ultimi anni le difficoltà: la chiusura a tempo indeterminato del cinema Fulgor in via Finiguerra e dell’ospedale San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti.

E’ questa un’area che ha estremo bisogno di interventi per ricostruire una comunità con legami identitari e spazi che favoriscano la partecipazione attiva alla vita della città e il mantenimento della residenza.

E’ per questi motivi che l’appello, indirizzato in primo luogo ai Carmelitani Scalzi, è rivolto anche alle Istituzioni, perché -per gli aspetti di loro competenza- si facciano parte attiva per la salvaguardia di San Paolino.

Per firmare l’appello, potete mandare una mail a:

Comitato Cittadini Attivi per San Paolino

sanpaolino@proton.me

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28 risposte a Appello dei Cittadini Attivi di Firenze per la rinascita del Convento detto di San Paolino

  1. Andrea Di Vita scrive:

    Ho appena firmato.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  2. Francesco scrive:

    non ho ben capito dove starebbe la spiritualità

    nè la sostenibilità economica

    all’apparenza è un disperato tentativo di incatenare al morto i vivi in nome del bel tempo antico … di solito non finisce granchè bene

    ma è solo un’analisi preliminare

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Francesco”

      “non ho ben capito dove starebbe la spiritualità

      nè la sostenibilità economica”

      Bene. Hai una “terza via” migliore da proporre tra:

      1) collasso di un antico edificio che diventa un covo di tossici

      2) “riqualificazione” da parte di una multinazionale con sede nelle Isole Cayman per farci B&B per turisti americani?

      • Miguel Martinez scrive:

        “non ho ben capito dove starebbe la spiritualità

        nè la sostenibilità economica”

        Detto questo, l’appello non entra in dettaglio nella parte di “sostenibilità economica”, comunque consiste sostanzialmente in:

        1) finanziamento a fondo perduto da parte della fondazione

        2) un piccolo affitto (poche centinaia di euro al mese) pagato dagli artisti per i loro laboratori

        3) l’affitto di alcune stanze a studenti di un’università della Florida, non per ubriacarsi in giro per Firenze, ma per studiare direttamente nelle botteghe degli artisti come apprendisti

        • Miguel Martinez scrive:

          “non ho ben capito dove starebbe la spiritualità

          nè la sostenibilità economica”

          La “spiritualità” sta soprattutto nel carattere degli artisti stessi: giovani di varie parti del mondo che si sono innamorati dello spirito del Rinascimento e del Barocco. Non da turisti, ma da persone che si dedicano anima e corpo a un tipo di arte che è profondamente “spirituale”.

          E ovviamente nel fatto che tutto ciò che si fa è rispettoso dello “spirito carmelitano” e della storia del luogo.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “2) “riqualificazione” da parte di una multinazionale con sede nelle Isole Cayman per farci B&B per turisti americani?”

        Lui non vede l’ora che accada la seconda.

        • tomar scrive:

          Viva i Cittadini attivi, Viva la Pneuma e abbasso i gufi!

        • Francesco scrive:

          In un certo senso ha ragione Peucezio: se la Civiltà è morta, i Barbari sono degli utili avvoltoi che spazzano via il vecchio e aprono la strada al nuovo.

          Senza l’ipocrisia di trovare continuità da ufficio marketing tra monaci carmelitani e giovani di varie parti del mondo.

          • PinoMamet scrive:

            I barbari sono i giovani tossici okkupanti?

            • Francesco scrive:

              No, sono gli speculatori immobiliari.

            • PinoMamet scrive:

              Ah, ma dai.
              Chi l’avrebbe mai detto eh? 😉

              • Francesco scrive:

                Io lo ho detto. Nei due sensi in cui va inteso il ruolo dei barbari nella storia, però!

                Ciao

              • PinoMamet scrive:

                Ehmm…

                forse ti sfugge che sapevo benissimo che per te ad avere l’utile ruolo di aprire la strada nuovo non potevano che essere gli speculatori.

                Mai avuto dubbi in proposito.

                Se c’è qualche criminale in giacca e cravatta, Francesco lo difenderà.

                Per questo ti ho fatto la domanda: hai visto mai che per una volta mi sbagliavo? 😉

                Ma sapevo benissimo di non sbagliarmi.

              • Francesco scrive:

                Però potresti provare a dimostrarmi che ho torto.

                A me possono stare sulle palle, i distruttori di fragili equilibri che permettono di vivere a persone come Miguel che mi piacciono.

                Ma ho l’idea che la storia proceda per distruzione di fragili equilibri. A volte anche non così fragili e allora scorre molto sangue.

                Ciao

  3. roberto scrive:

    visto che parliamo di soldi, due notizie da lussemburgo che faranno piacere su queste pagine
    la corte di giustizia ha appena

    a) confermato una multa da 2 miliardi e mezzo data dalla Commisisone a google per abuso di posizione dominante

    b) confermato che l’irlanda deve recuperare *14 miliardi* di euro di tasse non pagarte da apple (in questo caso in primo grado il tribunale aveva dato ragione a irlanda e apple contro la commissione, la corte annulla e quindi ci dice che la commissione aveva ragione a chiedere all’irlanda di recuperare quei soldi)
    https://www.irishtimes.com/business/2024/09/10/eus-top-court-to-rule-on-long-running-case-over-apples-irish-tax-affairs/

  4. roberto scrive:

    OT ah in italia i soldi non ci sono…se ne avessimo….

    voilà, un milione di euri spesi per mettere dei cartelli in lombardo, cosa che dovrebbe “salvare una lingua parlata da secoli e tramandata di generazione in generazione nelle case, corti e cascine lombarde”

    ora, lascio la parola a peucezio sul fatto che esista una lingua lombarda, ma a parte questo, mettere dei cartelli stradali salva una lingua?
    se hai dei soldi da spendere, fai dei corsi di lingua, pubblica libri, dalli a peucezio che studia i dialetti…che figa te ne fai di un cartello con su scritto “Gorgonzeula” (o come cacchio si scrive)

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/09/11/proposta-lega-lombardia-cartelli-stradali-in-dialetto-un-milione-di-euro/7689828/

    • Francesco scrive:

      mi tocca associarmi … ero più giovane e speravo nella secessione, quando mi reso conto che il massimo che potevo aspettarmi dalla Lega erano quei patetici cartelli marroni che su scritto “Milàn” e “Berghèm”

      Di cui non fregava nulla a nessuno

      • PinoMamet scrive:

        Non che abbia molte speranze nei votanti Lega (e dopo aver letto le pagine del Movimento Neoborbonico, ne ho ancora in meno nei suoi sostenitori…)

        ma spero che almeno tu ti renderai conto, Francesco, che anche nel caso dell’improbabilissima secessione, la lingua ufficiale della “Padania” sarebbe rimasta l’italiano, per tanti di quei motivi che non vale neanche la pena stare a scrivere…

        • Francesco scrive:

          Ci mancherebbe solo che qualche minus habens abbia pensato di perdere tempo coi dialetti in Padania! inglese, tedesco, francese, volendo russo, cinese, spagnolo … ce n’è da studiare!

          Il dialetto va bene per comprare il pane in paesini di 5.000 abitanti

        • PinoMamet scrive:

          “Ci mancherebbe solo che qualche minus habens abbia pensato di perdere tempo coi dialetti in Padania!”

          Credo che moltissimi minus habentes invece pensassero proprio a far studiare il lombardo (che non esiste) o il “padano” (che esiste ancor meno), a stampare monete con denominazioni tipo “tri ducaat de la Padania” e a inventarsi inni e marcette dialettali…

          il loro livello era esattamente quello dei cartelli in dialetto e degli elmi di plastica con le corna.

          • Francesco scrive:

            Può darsi. Spiegherebbe perchè la Lega non abbia mai pubblicato un Annuario statistico della Padania, con indicazioni interessanti tipo Reddito medio e ipotetico bilancio dello Stato padano.

            Io pensavo fosse per non dover definire i confini della Padania, o semplice incapacità. Magari invece era perchè troppo impegnati a costruire elmi con le corna e lingue immaginarie.

            Ciao!

          • Moi scrive:

            Adesso, 30 anni dopo abbiamo i NeoBorbonici che sognano l’ Abolizione dell’ Italiano (o Dialetto o Inglese) e addirittura il Grande Ritorno di tutte le famiglie di Ex Duo Siciliani emigrate dopo il 1861 …

    • Peucezio scrive:

      Roberto,
      ” lascio la parola a peucezio sul fatto che esista una lingua lombarda”

      “Lingua lombarda” in sé non vorrebbe dire niente.
      Però il discorso va sfumato un minimo.

      Se con “lingua” intendiamo un sistema linguistico unitario, con una grammatica e un lessico definito, in Lombardia ce ne sono centinaia.

      Se usando l’espressione “lingua lombarda” vogliamo manifestare l’intento di creare uno standard a tavolino a partire dai dialetti lombardi, non ne capirò mai l’utilità e l’opportunità: sono iniziative non solo inutili, ma dannose.

      Esiste però un’ulteriore accezione di “lingua”.
      Prendiamo il caso sardo. Noi diciamo che il sardo non è un dialetto della lingua italiana, ma una lingua a parte.
      E lo diciamo perché è strutturalmente troppo diverso dai dialetti e dalla lingua italiana per ascriverlo al gruppo italo-romanzo in senso stretto.
      Ma la Sardegna ha la stessa varietà della Lombardia o dell’Abruzzo, quindi in sé non esisterebbe una lingua sarda, ma tanti dialetti locali quante sono le località.
      Tuttavia “lingua sarda” è una comoda e non scorretta espressione per indicare questa specificità linguistica.
      In casi come questi, con “lingua” si intende un insieme di dialetti affini fra loro.
      In questo senso, con una certa forzatura, si potrebbe dire che esiste una “lingua lombarda”, ma solo come insieme, non come singolo sistema, così come, con una forzatura ancora maggiore, potremmo dire che c’è una “lingua padana”.

  5. roberto scrive:

    OT per rassicurare Miguel sul fatto che Thierry Breton non sarà commissario…pare che abbia litigato con ursula

    https://www.politico.eu/article/frances-commissioner-thierry-breton-resigns-attacks-von-der-leyen-for-questionable-governance/

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