Fascisti su Marte

Grazie alla segnalazione di un commentatore, mi arriva la notizia che sulla cima del monte Mùfara, in Sicilia, 1865 metri, vogliono costruirci un osservatorio astronomico.

La prima riflessione che mi viene è che l’osservatorio del Granducato di Toscana era quasi davanti alla basilica di San Lorenzo, in pieno centro a Firenze, e poi appena fuori, ad Arcetri: insomma a causa della stessa civiltà che ha costruito gli osservatori, devi salire a 1865 metri per poter vedere un filo di cielo.

L’osservatorio pare che vogliano costruirlo in una zona di “protezione integrale”. E come è sano e naturale, qualche cittadino protesta. Andrà a finire come è sempre andato a finire ogni conflitto tra il governo e gli appaltatori e i geometri e squadre armate di avvocati, contro qualche cittadino squattrinato.

I cultori dell’osservatorio notano, non senza ragione, che il monte è già decorato da piste da sci e stradoni. Che è un po’ come elencare il numero di fidanzati di una fanciulla, per dire che lo stupro in fondo non era così grave.

La cosa incredibile è che il governo italiano, invece di limitarsi a vincere le cause usando i soldi di noi contribuenti, ha pure risposto.

La risposta ai cittadini viene direttamente da Adolfo (Urso), detentore di un ruolo meraviglioso, da godere parola per parola: “ministro delle Imprese e del Made in Italy con delega allo spazio“.

Quando Adolfo (Urso) era giovane militante nel movimento neofascista FUAN, mi auguro che lo avrebbero preso ferocemente in giro, se avesse detto di sognare di diventare un giorno ministro del Made in Italy.

Ora, Adolfo (Urso) ha la Delega allo Spazio, un territorio piuttosto ampio: dicono che “l’Universo osservabile” consista in qualche centinaio di miliardi di galassie che insieme coprono una distanza di circa 62 miliardi di anni luce. E Adolfo c’ha la Delega…

Corrado Guzzanti ha prodotto una meravigliosa parodia, Fascisti su Marte: «L’Italia ha diritto alla sua espansione anche in verticale!»

Adolfo (Urso) diciott’anni dopo, proclama: “”Non possiamo perdere l’occasione di fare dell’Italia sempre più una potenza spaziale”

Ora, so che ti massacrano se non parli solo male del Fascismo realmente esistito.

Ma credo che sia giusto dire che il Fascismo realmente esistito non fosse paranoico.

Mussolini era un imperialista che voleva mangiarsi l’Albania, e la Dalmazia, e la Corsica, e la Tunisia, e l’Etiopia, e sognava un futuro di contadini che invece di zappare l’Aspromonte, si zappassero il Fezzan. Gli sarebbe pure piaciuto conquistare tutto il Mediterraneo. Che a percorrerlo da Gibilterra a Gaza, non ci metti però 62 miliardi di anni luce.

A differenza di Adolf (Hitler), Mussolini non aveva l’incubo degli ebrei e degli slavi e dei russi.

Adolfo (Urso) riesce felicemente a coniugare entrambe le tendenze del Novecento. Non solo vuole conquistare imperialisticamente 62 miliardi di anni luce di spazio; ha anche il paranoico terrore di quello che si annida negli spazi cosmici.

Adolfo (Urso) ha un nemico cosmico, da cui deve salvare l’Italia, anzi la Terra (non dice il Pianeta come Greta, ma il concetto è quello).

L’osservatorio sarebbe

destinato a inaugurare la rete degli osservatori europei per la sorveglianza degli asteroidi potenzialmente pericolosi perché a rischio d’impatto con la Terra”

Siamo minacciati. Da musulmani, centri sociali, novax, clochard che dormono sulle panchine, russi. E ora ci si mettono pure gli asteroidi.

Effettivamente, 65,95 milioni di anni fa qualcosa – 50 milioni di volte più potente della più potente bomba atomica – piovve dal cielo e sterminò i dinosauri e molto altro.

Càpita.

E non dubito che l’osservatorio del monte Mùfara potrebbe venirlo a sapere tre minuti prima di noi tutti.

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723 risposte a Fascisti su Marte

  1. roberto scrive:

    Non sono sorpreso da questo tuo commento perché testimonia del clima notutto che era in fin dei conti la cosa che volevo far notare

    Faccio comunque qualche precisazione

    Il centro di Firenze all’epoca di Galilei era buio. Adesso i telescopi li devi mettere in posti bui che sono davvero rari. Oltretutto Galilei guardava il sistema solare (ovviamente è una cosa che mi riempie di meraviglia), l’ESA guarda un po’ più in là e le difficoltà tecniche sono infinitamente maggiori

    Il telescopio dell’ESA non serve a vedere un meteorite tre minuti prima ma *anni* prima. Ricordi apophis, il meteorite che è passato vicino alla terra un paio di anni fa? Era stato scoperto 15 anni prima. L’idea è che magari in quei 15 anni qualcuno dice inventi qualcosa per deviare un coso che può potenzialmente distruggere la terra (e la sua biosfera olobiontica). Fantascienza? Boh…può darsi ma…che male ti ha fatto l’astronomia?

    E veniamo al monte múfara…come detto io sono sicuro che mancherà una carta con un bollo, ma c’è già un telescopio, ci sono già piste da sci e una strada, cosa si protegge vietando il nuovo telescopio?

    Qual è lo scopo di questo no?

    E chissenefrega del ministro rispetto all’infinita grandezza dello spazio?

    Vabbè approfitto di una serata per una volta non troppo nuvolosa per guardare un po’ di infinito…

  2. roberto scrive:

    Ps a proposito di spazio il vero granducato, forse perché stretto da confini opprimenti, guarda allo spazio sviluppando un’industria spaziale davvero all’avanguardia (nel mio paesello microscopico in mezzo alla foresta c’è una ditta che costruisce sistemi di comunicazione per satelliti
    https://space-agency.public.lu/en/expertise/space-directory/HITECLuxembourg.html)

    …ed è il secondo paese al mondo ad aver adottato una legislazione sullo sfruttamento minerario dello spazio
    🙂

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’industria spaziale è una cosa, ospitare un telescopio un’altra: non è che il Cile sia così all’avanguardia, per dire…

      • Francesco scrive:

        Vero ma “non sufficiente” non significa “inutile”, tanto meno “di ostacolo”

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          L’industria spaziale sono la produzione di software, lanciatori, moduli, ecc. Il posto dove poi viene dislocata la produzione (in genere l’Orbita Bassa Terrestre) non diventa più industrializzato.
          Non siamo costretti a ripetere le stronzate di Urso.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Mauricius Tarvisii

            “le stronzate di Urso”

            Non sono stronzate, anche se le dice Urso (col quale trovo di avere per il resto pochissimo in comune).

            Se hai familiarità con la costruzione e l’installazione di un telescopio hai anche più facilità nel costruirlo. (Non vale mica solo per i telescopi, naturalmente).

            C’è più gente che ha familiarità con la meccanica e con l’ottica di precisione in Italia più che in Cile, e in Cile più che in Bolivia: il telescopio del Cile l’hanno costruito vicino viale Monza a Milano negli ex stabilimenti Ansaldo a fianco della vecchia Pirelli Labs, tecnici Cileni hanno contribuito alla sua installazione, e la Bolivia è per ora fuori dai giochi. Non a caso, un tale Schiaparelli (quello dei ‘canali di Marte’, e uno dei più famosi astronomi del suo tempo) era di Milano.

            Ma potrei fare mille altri esempi.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            P.S. Purtroppo (parlo da elettore di sinistra da sempre) i discorsi di elementare buon senso sul legame fra scienza, tecnologia e industria in questo Paese sembrano diventati un’esclusiva della destra. La sinistra si sente in dovere di abbracciare il solito atteggiamento no-tutto. E così facendo candida o se stessa alla sconfitta o – il che è molto peggio – l’Italia all’arretratezza.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Che io sappia, un telescopio che sta al suolo non rientra nella definizione di industria (aero)spaziale. Che include quello che va – appunto – nello spazio.

  3. Andrea Di Vita scrive:

    @ martinez

    “E non dubito che l’osservatorio del monte Mùfara potrebbe venirlo a sapere tre minuti prima di noi tutti.”

    Veramente esiste una cosettina chiamata Meccanica Celeste’ che una volta che si conoscono posizione velocità di un asteroide riesce a determinarne il corso per i successivi milioni di anni.

    Si e’ appena disintegrato un grosso meteorite sul Brasile, tra l’altro.

    Il problema non è sapere cosa fare se arriverà l’asteroide. proprio una missione USA-Italia ha appena dimostrato che un asteroide in avvicinamento è possibile disintegrarlo al volo quando ancora è abbastanza lon5tano.

    Il difficile è vederlo in tempo. E per questo servono tanti telescopi. Una montagna con su già qualche strada e qualche impianto di risalita non pone particolari minacce all’ecosistema se la si usa anche per un telescopio.

    “potenza”

    Infatti. L’Italia, incredibile a dirsi, è davvero una potenza nello spazio. Quella missione contro l’asteroide gli USA l’hanno fatta con l’Italia. L’unico vettore ESA non Francese, il Vega, ha appena concluso anni di onorato servizio, e lo fanno in Lazio. La maggior parte dei componenti della Stazione Spaziale, incluse le subforniture alla sezione costruita dagli USA e certo la maggior parte di quelle di parte Europea, sono Made in Italy. Lo spazio è uno dei pochissimi settori delle tecnologie avanzate in cui l’Italia non è cenerentola.

    Vabbè che Oltrarno non è immediatamente coinvolto da tutto ciò. ma non è un buon motivo per snobbarlo.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • roberto scrive:

      Andrea

      “possibile disintegrarlo al volo quando ancora è abbastanza lon5tano”

      Che poi mica devi disintegrarlo, basta cambiare la rotta
      https://science.nasa.gov/solar-system/asteroids/didymos/

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ roberto

        “disintegrarlo”

        Giustissimo. Se disintegrarlo o deviarlo dipende dalla massa e – soprattutto – dalla composizione chimica. Per determinare la quale ci vuole uno spettroscopio. Per puntare il quale sull’asteroide, bisogna sapere dov’è l’asteroide.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “corso per i successivi milioni di anni”

      Non proprio, perché corpi così piccoli sono soggetti facilmente a perturbazioni orbitali. Che poi è il motivo per cui ne esistono di pericolosi, altrimenti negli ultimi miliardi di anni tutti gli oggetti in rotta di collisione si sarebbero già schiantati.

      • roberto scrive:

        Esatto

        E apophis già ricordato è proprio un buon esempio. Quando è stato scoperto sembrava pericoloso, poi dopo qualche anno sembrava pericoloso al secondo passaggio (tra una cinquantina d’anni). Quando è passato “vicino” nel 2021 è stata ricalcolata la traiettoria e pure l’appuntamento del 2070 sarà innocente

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ mauricius tarvisii

        “piccoli”

        Ragione di più per tenerli d’occhio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

  4. Miguel Martinez scrive:

    Cari Roberto e ADV

    non mi permetto di contraddirvi.

    Avete sicuramente ragione: “«L’Italia ha diritto alla sua espansione anche in verticale!»

    • roberto scrive:

      Si certo, ma…perché tu pensi di no e che il telescopio sua qualcosa di negativo?
      (Dai non trincerarsi dietro al solito banale “io non giudico” hai fatto un post apposta!)

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Dai non trincerarsi dietro al solito banale “io non giudico”

        Io non ho parlato del telescopio, ho parlato del governo italiano.

        Facciamo finta di essere nell’anno 1911 e leggere un editoriale che dice che nella Tripolitania c’è una splendida sorgente di acqua in un certo villaggio, che attende solo la mano dell’Uomo Latino per far Fiorire il Deserto, riportando il Popolo Erede di Roma alla sua Antica Gloria di Padrone del Mare Nostrum.

        La cosa meno interessante è sapere se quella sorgente c’è davvero.

        • roberto scrive:

          Miguel,

          scusa, allora come al solito non capisco nulla del tuo post

          spiegandolo come ad un bambino, cosa vuoi dire, qual è il messaggio che vuoi far passare?

          che il telescopio va bene ma c’è un fascista al governo?
          che il telescopio va bene ma c’è un fascista con la delega allo spazio?
          che non va bene l’esistenza della delega allo spazio?

          devo ammettere che i primi tre paragrafi e le ultime 11 righe del tuo post mi avevano fatto pensare che tu consideri il telescopio come qualcosa fra l’inutile ed il ridicolo (basta un cannocchiale in centro a firenze!)

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ roberto

            “basta un cannocchiale in centro a firenze”

            Non dirlo due volte, che Martinez ci mette un attimo a risponderti che è appunto con un cannocchiale che Galileo ha cambiato il corso della storia umana! 🙂

            Il fatto è che Galileo non vedeva gli asteroidi… 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per roberto

            “spiegandolo come ad un bambino, cosa vuoi dire, qual è il messaggio che vuoi far passare?”

            Boh, a me mi sembra chiaro 🙂

            Comunque:

            1) non so nulla del telescopio, la cui esistenza scopro adesso.

            2) no, non ho problemi con il “fascista al governo” anche se il suo nome ovviamente si presta a una certa ironia.

            Ho un problema con il fascismo al governo.

            Come sai, io non penso che il “fascismo” consista nella vecchietta che ha paura dello scippatore marocchino, o nel tifoso che fa un banale saluto con il braccio teso perché si sente anticonformista o nel tizio che si autopubblica un libro dove dice che la Egonu non sembra un’etrusca.

            Credo che il fascismo realmente esistito sia stato invece imperialista.

            Letteralmente, lo chiamavano proprio “Impero” con la “i” maiuscola. Con l’idea di vincere, espandere, crescere, conquistare, sfruttare, dominare, prendere, “civilizzare”. Libia, Etiopia, Albania, Grecia, la Dalmazia… e pure Marte, volendo.

            E nella retorica di quel comunicato del “Ministro con la delega allo spazio” si legge tutta la violenza del fascismo realmente esistito.

            ”Non possiamo perdere l’occasione di fare dell’Italia sempre più una potenza spaziale”.

            Ora, tu non credo che abbia votato per la Meloni. Ma sembra che una frase come questa, non ti sconvolga. Boh…

            • PinoMamet scrive:

              “”Non possiamo perdere l’occasione di fare dell’Italia sempre più una potenza spaziale”.”

              Se non la trovassi irrealistica e un po’ fanfarona, non vedrei niente di male nella frase.

              Chi è che dobbiamo rendere potenti? Gli americani, i russi, i francesi?

              Io sono italiano e tengo per me.

              (ma non c’entra con il telescopio..)

            • roberto scrive:

              Miguel

              “Ma sembra che una frase come questa, non ti sconvolga“

              Certo Miguel che sei davvero strano…vedi gente schiacciata dai carri armati o altri che fanno a pezzi il primo che passa e sei capace di dire “è perfettamente logico”…leggi una spacconata di un oscuro ministro e sei sconvolto…boh!?!

              Io non trovo nulla di sconvolgente in quella frase, è giusto un po’ spaccona e retorica ed è appunto una frase. Nel frattempo concretamente non riusciamo a mettere un telescopio in cima ad una pista da sci, direi che a conquistare l’universo ci pensiamo domani che si suda troppo

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “vedi gente schiacciata dai carri armati o altri che fanno a pezzi il primo che passa e sei capace di dire “è perfettamente logico”…leggi una spacconata di un oscuro ministro e sei sconvolto…”

                Ma è così difficile comunicare le cose con te?

                1) Io vedo stragi in Palestina; io vedo la turistificazione che uccide le comunità; io vedo un ministro che decide sulle spese belliche che entra ed esce dai consigli di amministrazione di aziende che hanno come unico compito il profitto ottenuto con l’omicidio di massa; e nello stesso spirito, vedo un ministro che dichiara “”Non possiamo perdere l’occasione di fare dell’Italia sempre più una potenza spaziale””.

                2) Per me tutto questo è “perfettamente logico”, sono cose che discendono inevitabilmente da un approccio al mondo che si riassume e cito di nuovo nella frase ”Non possiamo perdere l’occasione di fare dell’Italia sempre più una potenza spaziale”.

                3) Personalmente – e in questo hai ragione – sono “strano” – perché le cose più logiche sono proprio quelle che mi sconvolgono. Mentre non riesco a impazzire di rabbia perché un tizio su un libro autopubblicato ha scritto che la Egonu non sembra un’etrusca, non riesco a scandalizzarmi perché una maestrina italiana si fa coinvolgere in una rissa a Budapest, non riesco a schiumare di rabbia perché un ministro fessacchiotto ha regalato dei biglietti alla sua amante.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Ma è così difficile comunicare le cose con te?”

                Può essere, ma in genere basta che uno scriva in un italiano semplice e corretto (sintetico sarebbe il massimo) senza troppi voli di fantasia.
                Si lo so che è un po’ banale e noioso ….

                Io non impazzisco di rabbia perché un tizio ha voglia di offendere gratuitamente una tizia che non conosce e chissà quante migliaia di persone come lei, nate e cresciute in Italia ma mai abbastanza italiane…ma trovo che sia una frase infinitamente più dannosa, concretamente, per le vite di tante persone che un ministro che sogna “spazio 1999”

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “ma trovo che sia una frase infinitamente più dannosa, concretamente, per le vite di tante persone che un ministro che sogna “spazio 1999””

                Sei davvero una persona misteriosa.

                Cioè un tizio rancoroso autopubblica un libretto per gli amici dove dice che Paola Egonu non ha un profilo etrusco: non ce l’ho nemmeno io il profilo etrusco, ma se dovessi restarci male per ogni cosa che dicono in privato tra di loro sui maschi, o sui messicani, o sugli americani, o su quelli alti, o su quelli vissuti in Sicilia, o sui fiorentini, mi brucerei la vita.

                E invece un ministro dello Stato italiano

                (stato dotato di poliziotti, di carcere, di milioni di dipendenti, di un esercito, di missili, della possibilità di cambiare le leggi quando gli fa comodo, di servizi segreti, che può decidere di fermarmi per strada e chiedermi i documenti, che può sequestrare i miei conti in banca, che può mandare i droni in cielo persino per misurarmi la temperatura – mica un libretto autopubblicato)

                può decidere la destinazione dei miei soldi di contribuenti, per realizzare una versione di dominio cosmico, concordato tra lui ed enti militari stranieri.

                Ma temo che su questo non ci capiremo mai. Ti voglio bene lo stesso, e come ho detto, credo che se ci trovassimo insieme ad affrontare i piccoli problemi concreti di un luogo vissuto, ci troveremmo quasi sempre d’accordo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Sempre per roberto

                E ti ringrazio anche dell’infinita pazienza con cui continui a leggere gli scritti che non capisci di una persona così diversa da te; come io continuo a rispondere ai tuo commenti che non capisco.

                Ma se lo facciamo entrambi, vuol dire che c’è qualcos’altro che ci accomuna, e questo mi sembra molto bello.

                Spero tanto di incontrarti di persona un giorno.

              • roberto scrive:

                Miguel

                “Paola Egonu”

                Immagina una ragazza che fa la vita identica a quella di tua figlia, solo che fin da quando è piccola le fanno notare che è diversa, le chiedono da dove viene (cittadella! No dai davvero da dove vieni?), che anche quando le fanno un complimento è per mettere in evidenza che è diversa (ah parli benissimo italiano! Grazie al cavolo sono nata a cittadella)…tutti i giorni…tutti i giorni…tutti i giorni!

                poi aggiungi quelli che invece fanno commenti crudeli (non ci sono negri italiani! Torna a casa tua!)

                Immagina una ragazza giovane che non ha la tua forza ed il tuo spirito e che queste cose non le passano sopra come acqua su roccia, ma diventano ogni giorno un peso più grande

                E poi…un tizio in cerca di fama pubblica un libro per dire “eh si cara Paola e care mille paole o Mario in giro per l’Italia, quelli che vi hanno sfruculiato negli ultimi vent’anni avevano ragione, non siete come noi!”

                E ovviamente gli sfruculiatori che si ringalluzziscono “hehehe avevamo ragione, non sono come noi, lo dice pure un generale, anzi lo scrive!”

                Come puoi non vedere l’effetto *concretamente* pesante sulle vite di Paola e delle tante Paole e Mario che non hanno il profilo etrusco? Sarò specialmente empatico io su certe cose, perché in misura infinitamente minore le ho vissute (napoletano nella campagna veneta negli anni settanta, non ne ho un gran ricordi…) ma mi pare impossibile non vedere una cosa del genere….

                E invece ti colpisce una frase improbabile sul “dominio cosmico” che davvero lascia il tempo che trova…e ora fai una lista delle tue paure…il controllo, i militari (l’ESA???), mi chiedono i documenti, i soldi bloccati…che sono da rispettare come tutte le paure ma permettimi un pochino meno concrete del compagno di banco che ti rompe le scatole ogni santo giorno.

                Ma finalmente credo che offri una chiave di lettura… “i soldi dei contribuenti”.
                È (anche) questo che ti preoccupa? E nel casi non puoi scrivere semplicemente “il telescopio è inutile e non voglio che i soldi delle mie tasse siano spesi così”? Sarebbe una critica politica chiara, che personalmente non condivido nella sua premessa ma sulla quale certamente si può discutere

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “Immagina una ragazza che fa la vita identica a quella di tua figlia”

                Non lo chiedere per favore a me che sono messicano, che sono stato oggetto di provvedimento di espulsione dall’Italia perché straniero, che sono stato cacciato a bastonate sulla schiena da una scuola, perché non ero esattamente come te, Roberto.

                Chiedimi solo di riassorbire le violenze che ho subito e saperci sorridere sopra.

                Grazie.

              • Miguel Martinez scrive:

                Quando hai subito dal vivo la violenza, o scegli di fare il presuntuoso con il ditino imparatore, o cerchi di cogliere come fare qualcosa di migliore, e capisci anche qualcosa di quelli che ti hanno fatto violenza.

              • Miguel Martinez scrive:

                Quando appena ti affacci a un mondo che ancora non conosci e ti cresce appena la barba e hai subito la violenza nella vita, e hai visto ammazzare persone che conoscevi e a cui volevi bene, o diventi un paranoico vittimista, o vedi il mondo intero da un’altra prospettiva.

                Che comprende anche quella che gli stessi che ti hanno fatto violenza capiscono appena.

              • Miguel Martinez scrive:

                “o vedi il mondo intero da un’altra prospettiva.”

                E cominci a capire che il male non sta nella singola, piccola persona, che ha cercato di ucciderti, e che poteva essere proprio come te, ma sta in qualcosa di più grande di voi due.

                Ma se non le vivi certe cose, non puoi capirle.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Ma se non le vivi certe cose, non puoi capirle.”

                meglio per te, ovviamente.

              • Miguel Martinez scrive:

                Spero che tu non abbia avuto un amico di sedici anni ammazzato a bastonate sulle dita, mentre cercava di reggersi a un balcone, poi lo hanno fatto cadere giù e si è sfracellato, o un altro amico con cui ti incontravi a parlare del Bhagavad Gita, e lo hanno ucciso a martellate in testa.

                Te lo auguro.

              • Miguel Martinez scrive:

                “Che comprende anche quella che gli stessi che ti hanno fatto violenza capiscono appena.”

                E’ lì che vorresti anche abbracciare chi ti ha usato violenza, per cercare di capire insieme l’immensamente più terribile violenza di tutto un sistema che colpisce tanto lui quanto noi.

                Ti viene l’urgenza di dire, guarda che esiste un sistema che sta sterminando il mondo, che si fonda sul massacro e sulla distruzione, noi siamo piccoli umani fragili, animali come gli altri, come possiamo mettere giù le armi e guardare in faccia l’orrore vero che incombe, mettendo da parte i nostri innumerevoli, inevitabili, rancori?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma se non le vivi certe cose, non puoi capirle.”

                Mi intrometto per la mia solita obiezione di metodo.

                Il problema di ragionare in questo modo è la (auto)condanna all’incomunicabilità (quantomeno asserita). Ciascuno può dire “dal momento che non hai fatto l’esperienza X, allora io sono più titolato a parlare, perché tu non puoi capire”. Dove X può essere qualsiasi cosa, un evento sia fausto che infausto (solo che nel secondo caso è peggio, perché di fatto si costringe l’altro ad autocensurarsi anche solo per pura educazione).
                Però se “tanto non lo puoi capire”, allora perché parlarne? Cosa si aggiunge al dialogo se si dà per scontato che l’altro sia sordo?

              • Miguel Martinez scrive:

                Per MT

                ““Ma se non le vivi certe cose, non puoi capirle.”

                Mi intrometto per la mia solita obiezione di metodo.”

                Hai ragione. Infatti, dietro il mio “tuo non puoi capire”, c’è probabilmente un sottile, “vorrei che capissi”.

                Perché non provo nessun piacere nello stroncare qualcuno: vorrei soltanto che gli altri condividessero, per carità a modo loro, qualcosa che provo anch’io.

              • roberto scrive:

                Miguel

                Scusami ma davvero non capisco come una persona con le tue esperienze (delle quali non so nulla) e della tua sensibilità (che invece traspare da quello che scrivi), non arrivi a empatizzare con una tizia (e le mille tizie in condizioni uguali) svillaneggiata in pubblico, al punto che ti sembra una cosa del tutto secondaria rispetto alle fantasie da fantascienza di un ministro dello spazio

                Ci provo, ma mi riesce del tutto incomprensibile

                Mi dispiace

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “non arrivi a empatizzare con una tizia”

                Io non ho problemi a empatizzare con una ragazza che ha avuto il merito e la fortuna di essere una stracampiona nazionale, che viene a sapere da Repubblica che un tizio che si è autopubblicato un libro ha detto che non ha la faccia da etrusca.

                Chiederei a te di empatizzare anche

                con la donna di 94 anni su sedia a rotelle sfrattata di casa per fare posto all’industria del turismo che tu esalti;

                con Jacklyn dal meraviglioso sorriso che è nata in un postaccio in Kenya, e da bimba si faceva le corse su e già per montagne di rifiuti, e con un oltrarnino non troppo sveglio, ha fatto un figliolo che è autistico, ma è un musicista fantastico senza sapere di esserlo, e lei e io abbiamo paura dei maniaci che lo possono molestare;

                con il novantunenne con la figlia invalida ammazzato dalla fragile figliola che dorme su un sacco a pelo;

                con il napoletano uscito dal carere che vende le mozzarelle;

                con la nigeriana che dorme da anni su una panchina e mi chiede dolcemente due euro e cinquanta per comprarsi il carburante per la stufetta;

                con quello straordinario clochard dai capelli lunghi in Santo Spirito, dagli occhi ridenti, che mi dicono che un tempo faceva l’infermiere al Mugello;

                con Bruno che ogni mattina alle 8.30 lo buttano fuori dall’Albergo Popolare dove ha trovato precario rifugio, e poi si mette con energia straordinaria a curare il nostro giardino;

                con quello strano tenebroso tizio, ancora bello ma presto un rottame, dalle pelle scura e dagli occhi azzurri, che ti fissa con lo sguardo spaventoso;

                Con la gente che vedo io con i miei occhi, che ogni giorno mi fa soffocare dalla rabbia e dal dolore e dalla tenerezza, molto più dei campioni televisivi.

                E magari penso per ore come caspita trovare un angolo per questa gente (come come far fare il musicista al meraviglioso figliolo della Jacklyn?), ma mi dici che non mi preoccupo abbastanza della sensibilità della campionessa olimpionica che per me esiste solo in una televisione che non ho.

            • roberto scrive:

              Sono però sempre più curioso…dici che del telescopio non hai parlato e non ne sai nulla ma gli dedichi quattro paragrafi intrisi di ironia, compreso incipit et fine…non capisco

              • Miguel Martinez scrive:

                Per roberto

                “dici che del telescopio non hai parlato e non ne sai nulla ma gli dedichi quattro paragrafi intrisi di ironia, compreso incipit et fine…non capisco”

                Rileggi il post e vedrai che non parlo del telescopio.

                Dei quattro paragrafi, ne identifico solo tre:

                Nel primo paragrafo, credo di non dire nulla di controverso.

                Poi parlo del fatto che il cielo non si vede più causa iperilluminazione.

                Dico infine che

                “non dubito che l’osservatorio del monte Mùfara potrebbe venirlo a sapere tre minuti prima di noi tutti.”

                Intanto, l’affermazione va casomai a favore del telescopio; non è comunque un’affermazione di qualcosa che so io, ma della mia fiducia in chi ne sa più di me. E infatti ADV dice che l’anticipo potrebbe essere maggiore.

              • roberto scrive:

                Ah ok, ero io che ci vedevo una inesistente ironia allora…

              • Miguel Martinez scrive:

                per roberto

                “Ah ok, ero io che ci vedevo una inesistente ironia allora…”

                Incredibile quanto poco ci si capisca quando non ci si guarda in faccia.

                Ovvio che c’era ironia, che male ci sarebbe? Semplicemente non era sul telescopio.

              • Peucezio scrive:

                Le questioni che pone Roberto non è che non siano fondate.

                Il problema è di proporzioni.

                Ci sono le contraddizioni di un mondo violentissimo, in cui se nasci nel luogo sbagliato (che sia la Palestina, l’Africa e mille altri posti) avrai sempre un’esistenza precaria, senza sicurezze, senza beni stabili, esposto a ogni forma di violenza e brutalità.
                In Occidente invece, siccome siamo tutti ricchi, diventiamo isterici sulle parole.
                E la Egonu, che è infinitamente più privilegiata
                – di quasi tutti gli italiani,
                – di quasi tutti i negri (o neri o come cazzo volete chiamarli),
                – di quasi tutti gli abitanti del mondo perché vive in Occidente,

                diventa vittima di chissà quale atrocità, perché un tizio dice che la maggior parte degli italiani hanno un altro colore della pelle.

                Questa è proprio la mancanza di senso delle proporzioni in cui un occidentale istruito degli anni ’70 non sarebbe mai caduto, mentre oggi siamo così arroganti che facciamo come Maria Antonietta e l’aneddoto (falso) delle brioche.

                Non solo, ma lo facciamo con arroganza, difendendo in modo aggressivo lo statu quo, quello statu quo che consente che ci sia tutta una parte del mondo che non si sogna nemmeno lontanamente non la vita della Egonu, ma dell’italiano più povero, dell’italiano barbone, senza casa.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “E la Egonu, che è infinitamente più privilegiata”

                giusto una cosa: ti rendi conto vero che quando vannacci prende in giro egonou, non ce l’ha con lei in particolare ma con tutti i negri, arabi, cinesi o diveramente etruschi che hanno un passaporto italiano? e che quindi Egonou, è in fin dei conti la “vittima” più rumorosa ma meno “vittima” di tutti?

                poi si, se vogliamo dire che i problemi del mondo sono ben altri, benaltriamo pure…è giusto che vannacci è un problema davvero facile da risolvere, basta una pernacchia

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “La cosa meno interessante è sapere se quella sorgente c’è davvero.”

          La cosa più interessante è sapere se quella sorgente c’è davvero.

          Perché una sorgente d’acqua in un villaggio della Tripolitania può veramente far fiorire il deserto.

          E dal punto di vista del deserto poco conta se lo fanno gli Italiani o i Francesi o gli Inglesi. Mentre dal mio punto di vista, che sono Italiano, preferisco che siano gli Italiani.

          Poi, certo, uno può anche pensare che il deserto sta bene così com’è. Finché non muore di sete.

          Una differenza fondamentale fra di noi è che tu prediligi il ‘Genius Loci’ di Vernon Lee, e per riguardo a tale Genius lasceresti volentieri tutto il mondo com’è. Quando pensi alle Alpi ti vengono in mente le stelle alpine. Io invece concordo con Boccaccio, quando dice che ‘è meglio rimpiangere di avere fatto che rimpiangere di non avere fatto’. Quando penso alle Alpi mi viene in mente il traforo del Monte Bianco.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • PinoMamet scrive:

            Non ho capito la cosa del Genius loci e di Boccaccio, ma per il resto concordo con Andrea.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Pinomamet

              “Genius Loci”

              E’ un’opera di Vernon Lee, autrice preferita di Martinez, in cui si decanta la bellezza di antichi borghi.

              “Boccaccio”

              Potremmo rimpiangere di avere costruito l’osservatorio rovinando magari una montagna. Ma sarebbe molto peggio rimpiangere di non avere costruito l’osservatorio e non avere avvistato per tempo un asteroide diretto verso la Terra.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Miguel Martinez scrive:

            Per ADV

            “La cosa più interessante è sapere se quella sorgente c’è davvero.”

            L’esempio che cito è storico.

            Cioè a partire dall’estate del 1911, in brevissimo tempo, i giornali italiani hanno montato proprio quella storia lì, in quei termini, citando continuamente un geografo che avrebbe visto sorgenti di quel tipo.

            A 113 anni di distanza, non so se quella sorgente c’era, quanto fosse esagerata, ecc.

            La cosa più interessante per me è che da racconti di quel tipo, è nato l’attacco italiano alla Libia, che ha portato i balcanici ad alzare la cresta contro l’impero ottomano, alla guerra balcanica, allo scontro tra Austria e Serbia, alla prima guerra mondiale,al collasso dell’impero ottomano da cui deriverà poi la questione israelo-palestinese, la guerra dell’Iraq, ecc., alla rivoluzione russa, all’umiliazione della Germania con conseguente seconda guerra mondiale, bomba atomica, egemonia statunitense…

            E’ chiaro che nessuno di questi eventi ha una causa unica, ma il filo rosso c’è.

            • Francesco scrive:

              La cosa triste è che quella fonte non c’era o se c’era era robetta, per cui la guerra di Libia è stata una operazione di micro-imperialismo micragnoso e fallimentare.

              Ci fosse stata davvero nei termini descritti dalla propaganda (e pensa tu ai Canali di Suez e di Panama, come casi di propaganda veritiera), le cose sarebbero molto cambiate.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Martinez

              “geografo”

              I giornali Italiani hanno montato la propaganda a favore della conquista della Libia usando le osservazioni di quel geografo perché gli Ottomani quelle sorgenti non le sfruttavano. Era facile dunque far passare l’aggressione come una campagna di lotta agli sprechi.

              Questo non toglie il fatto che le sorgenti vadano cercate. Esattamente come non toglie il fatto che gli asteroidi vadano catalogati.

              E in effetti è vero: ogni acquisizione di conoscenza, anche di quella apparentemente più inutile, è una ‘conquista’. Una conquista certamente più nobile di quelle coloniali.

              Il fatto di esserne coinvolti da protagonisti diffonde in una nazione sia la conoscenza pura, che non fa mai male, sia la competenza tecnica necessaria oggi per raggiungere ulna conoscenza ‘inutile’, domani per altri scopi.

              E aumentare il raggio d’azione delle possibilità umane – in questo concordo pienamente con Elon Musk – è sempre e in ogni caso cosa buona e giusta.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

  5. MOI scrive:

    dicono che “l’Universo osservabile” consista in qualche centinaio di miliardi di galassie che insieme coprono una distanza di circa 62 miliardi di anni luce

    …………………………..

    … e al infòra ed nuèter an ‘i é inción ?! 🤨

  6. PinoMamet scrive:

    Dell’osservatorio non so niente e- a differenza di tante cose di cui non so niente- non mi pronuncio, ma la Delega allo spazio è in effetti geniale!!

  7. PinoMamet scrive:

    Allora, visto che non ne so niente:

    a naso, sarei per il no. Dubito che un nuovo osservatorio sulle Madonie sia così vitale per gli interessi strategici o per il progresso scientifico dell’Italia.
    E sospetto che qualcuno, molto italicamente, ci voglia mangiare.

    Però, tanto per continuare ad avere le idee poco chiare, ho letto il comunicato.

    I lavori mi sembrano molto meno “imponenti” di quanto sostengano gli oppositori: 800mq (che è meno di un ettaro) e un’altezza di 13 metri; praticamente le dimensioni di una villetta.

    In più la strada per raggiungerla. Il brutto è che per fare questa specie di villetta-con-telescopio abbiano violato tutti i vincoli, o riscritti all’uopo alla chetichella, che è davvero un brutto modo di operare, ma insomma non è Cape Canaveral.

    In ogni caso, mah, continuo a essere abbastanza per il no.
    Non sento il bisogno di nuove villette nei boschi.

  8. Ros scrive:

    Venite a vedere quanti ors’ursidi plantigradi ci abbiamo sulle Madonie
    – di fronte, a pizzo Carbonara, ci abita nicola kodiak e la famiglia da generazioni con costumi e tradizioni autentiche proloco –

    Venite a vedere come li trattiamo coi guanti bianchi della domenica sartoria Marzotto e meglio che i mici che assai ci piaciono😊

    Mica come i trentatretrentini lì, fasci dal grilletto facile con le vedove e gli orfani…

    I nostri nostratici grizzly calogerus
    (Ursus arctos horribili-bodyshaming😳)
    delle Madonie sono famosi in tutto il mondo perché fanno ancora artigianalmente come un tempo il miele di fiori d’arancia rossa di Partanna-Conca d’Oro per la Fanta usato come sapete per aromatizzare il cioccolato di Modica DOP a Bronte.

    E pure se abbiamo subito La tragedia immane della famosa invasione degli orsi in Sicilia lì a Buzzati sotto il comando di re Leonzio😧 lo stesso noi tanto li amiamo🤗

    Come facciamo allora con gli orsi delle Madonie patrimonio dell’Unesco a rischio gligemia e diabete tipo 2?

    Gli facciamo finire per fare la fine della mamma dolomitica ammazzata a luparate da quei spacco botilia amazzo familia dei trentini (tornassero a casa loro!😒)?

  9. roberto scrive:

    siccome la cosa mi incuriosisce, vedo che un decreto del 2023 permette appunto di superare i vinvoli ambientali per gli osservatori astronomici dell’ESA o ASI

    la motivazione è questa qui

    ***
    Articolo 9
    (Interventi in materia di opere di interesse strategico)

    L’articolo 9 prevede che siano considerati di interesse strategico nazionale per lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica le opere, gli impianti e le infrastrutture strettamente necessarie alla realizzazione di Osservatori astronomici nel territorio nazionale, nell’ambito di programmi finanziati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

    La realizzazione di tali interventi può avvenire anche in deroga alla disciplina di cui all’articolo 142, lettere d), f), g), del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), nonché alle ulteriori limitazioni urbanistiche.

    L’articolo 9, al comma 1, prevede che la realizzazione di Osservatori sul territorio nazionale sia ritenuta di rilevante interesse strategico per lo sviluppo dell’economia spaziale e della ricerca scientifica e tecnologica. A tal fine, in base al comma 2, si prevede che l’approvazione del progetto delle opere, degli impianti e delle infrastrutture strettamente funzionali e necessari alle attività di ricerca svolte dall’Osservatorio equivalga alla dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dei lavori. Tali interventi possono essere realizzati anche in deroga alla disciplina di cui all’articolo 142, lettere d), f), g), del decreto legislativo n. 42 del 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), nonché alle ulteriori limitazioni urbanistiche. La disposizione non comporta oneri a carico della finanza pubblica, avendo solo un carattere ordinamentale.

    Finalità della disposizione in commento, come evidenzia la relazione illustrativa, è quello di promuovere uno degli ambiti in cui la ricerca scientifica italiana risulta particolarmente avanzata, lo spazio e l’aerospazio: l’Italia – attraverso i programmi nazionali, le cooperazioni bilaterali e la partecipazione ai progetti internazionali – ha maturato competenza e competitività sul mercato internazionale per lo sviluppo e la realizzazione di prodotti e servizi per il segmento in orbita, cd. upstream (servizi di lancio, sviluppo e produzione di satelliti, infrastrutture, payload, sensori, moduli abitati, robotica), nonché per il segmento di terra, cd. midstream (operazioni, sicurezza, terminali), e per la filiera dei servizi ed applicazioni, cd. downstream.

    Si ricorda che nel 2010 è stata istituita l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che interviene sulla materia in stretta collaborazione con le Agenzie spaziali nazionali. In Italia, la competenza aerospaziale è attribuita all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la cui disciplina è regolata dal decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128.

    Successivamente, con la legge 11 gennaio 2018, n.7, al Presidente del Consiglio dei Ministri è stata conferita l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento delle politiche di tutti i Ministeri interessati ai programmi spaziali ed è stato istituito il “Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio” (COMINT), intervenendo anche sul citato decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128.

    L’ASI predispone, sulla base degli indirizzi del COMINT e del Programma Nazionale per la Ricerca, indicati nel Documento strategico di politica spaziale nazionale (DSPSN), il Documento di visione strategica per lo spazio (DVSS).

    Per quanto concerne il settore della ricerca spaziale tra i progetti di rilievo internazionale merita di essere citato il progetto Einstein Telescope (di seguito ET) che prevede la costruzione di una grande infrastruttura sotterranea che ospiterà un rivelatore di onde gravitazionali tra i 100 e i 300 metri di profondità per preservarlo in condizioni di “silenzio”, isolandolo dalle vibrazioni prodotte sia dalle onde sismiche, sia dalle attività umane, che costituiscono quello che viene chiamato “rumore”, in quanto fonte di disturbo per le misure che ET dovrà realizzare.

    Nel 2020 il progetto inizia a concretizzarsi quando l’Italia, a capo di un gruppo di altri Paesi, ha presentato la candidatura di ET allo European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI), che ha riconosciuto il progetto come uno dei principali a livello europeo e inserendolo anche nella sua Roadmap 2021 delle grandi infrastrutture di ricerca su cui è rilevante investire. L’Italia ha avanzato la propria candidatura offrendosi di ospitare il progetto nella Regione Sardegna.

    La disposizione in oggetto, pertanto, è volta a consentire la realizzazione di interventi, opere e costruzioni afferenti al settore spaziale, con specifico riguardo alla costruzione di Osservatori Astronomici, in un’ottica di semplificazione, e al potenziamento dei loro programmi coordinati e finanziati anche dall’Agenzia Spaziale Italiana o dall’Agenzia Spaziale Europea.

    ***

    attiro l’attenzione sul “progetto Einstein Telescope” che prevede la costruzione di un “telescopio” nel posto più silenzioso possibile, individuato in sardegna…immagino nel biotopo del ramarro di curicuddu che verrà disturbato nel suo silenzio assoluto

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E allora vedi che non è vero che in Italia non si può costruire nulla?

      Certo che state sempre a lamentarvi, voi situtto! 😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ roberto

      “Einstein”

      Aggiungo che lo Einstein Telescope NON è un telescopio ottico, ma un’antenna gravitazionale. Serve cioè a rilevare onde gravitazionali, come il VIRGO che sta a Pisa e i due impianti in USA. Si tratta di due tubi sottili che si incrociano perpendicolarmente, lunghi qualche Km ciascuno e all’estremità dei quali sono appesi specchi portati a temperature criogeniche. All’interno dei tubi, in cui è fatto il vuoto, si riflettono dei laser. Da fuori non si vede niente; addirittura, nel caso dello Einstein Telescope il tutto è sotterraneo e non sono previsti scavi dato che si riutilizzano gallerie già esistenti di miniere dismesse. La Sardegna è quasi del tutto priva di terremoti, il che è una mano santa quando – come in questo caso- è vitale avere un disturbo minimo sulla misura dovuto alle vibrazioni esterne: una volta in funzione, infatti, un’antenna gravitazionale riesce a misurare deformazioni dello spazio dell’ordine del raggio di un protone o anche meno, e per una misura simile gli scossoni vanno evitati. L’alternativa è la zona di Maastricht in Olanda, al confine Tedesco, che oltre ad essere altrettanto priva di terremoti è composta di un materiale facilmente scavabile dove la costruzione di gallerie sotterranee è facilissima.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Si ricorda che nel 2010 è stata istituita l’Agenzia Spaziale Europea (ESA)”

      Per legge possiamo anche riscrivere la storia, vedo! Altro che notutto…

  10. Francesco scrive:

    Miguel

    il livello di qualunquismo di questo tuo post è … stellare!

    Come ti ha fatto notare il De Vita, se gli asteroidi li vedi per tempo, poi non ti fai male. Forse. Se non li vedi perchè hai rifiutato di costruire un numero adeguato di osservatori, potrebbero anche essere cazzi acidi.

    Che poi, manco dovessero piallare una dozzina di palazzoni di periferia con relativi abitanti, no, lo fanno su un cazzo di monte in mezzo alla Natura. Meglio di così non è possibile, proprio.

    Certo, se si ha la testa inquinata si darà per scontato che il tutto serva solo a far lavorare il geometra Filini, marito della cugina di terzo grado di Urso. A prescindere, in questo caso davvero, dal fatto che l’Urso ce l’abbia, una cugina di terzo grado.

    PS non ho capito la storia della fonte in Libia. A me pare la cosa più importante, quasi l’unica rilevante.

    • PinoMamet scrive:

      …sì, beh, questo è l’elenco degli osservatori astronomici italiani:

      https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_osservatori_astronomici#Italia

      il dubbio che l’ennesimo serva molto più a far lavorare amici e parenti di assessori e sottosegretari, anziché a salvarci da Armageddon, direi che è molto comprensibile.

      A disturbare comunque è proprio il fatto che sia costruito in mezzo alla natura. Fosse in periferia, non ci sarebbe di distruggere proprio niente, sarebbe solo una palazzina in più.

      Poi, ripeto, anche in mezzo alle Madonie non mi pare sto granché come dimensioni e disturbo, ma vabbè…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ pino mamet

        “il dubbio”

        Dubbio mal riposto, credimi. Ho visitato degli osservatori astronomici e ho parlato con chi ci lavora. Fra cattivo tempo, inquinamento luminoso e moti delle stelle e dei pianeti la finestra di tempo utile per eseguire le osservazioni che si hanno in mente è ridotto, tant’è che un astronomo è come una guardia medica, non ha orari e dorme quando capita.

        Questo rende odiosamente difficile, in particolare, la rilevazione degli asteroidi, che sono sì molto più vicini delle stelle ma sono anche molto veloci per cui appaiono come guizzi veloci nel cielo che spariscono appena entrano nell’ombra della Terra o della Luna o di altri pianeti. Essendo piccolissimi (su scala cosmica), per di più, il loro segnale è debolissimo.

        Ciò fa sì che in percentuale il tempo che gli astronomi dedicano specificamente agli asteroidi sia una piccola percentuale del totale disponibile, e spiega anche perché spesso e volentieri gli asteroidi vengano scoperti da dei dilettanti fortunati che puntano il cannocchiale verso il cielo al posto giusto al momento giusto. (Questi comunicano subito le loro osservazioni ai professionisti, che le controllano e che intitolano il corpo celeste avvistato, se mai visto prima, al nome dello scopritore. E’ la scena iniziale di “Deep impact”, film per il resto non indimenticabile).

        Se si decide di dare la caccia agli asteroidi in modo sistematico è allora obbligatorio mettere su una rete di osservatori dedicati che non facciano altro nelle varie regioni della Terra e che per ciascuna zona del cielo si diano il cambio a orari prestabiliti man mano che la Terra gira.

        Quindi no, non è vero che di osservatori in Italia ce ne sono fin troppi.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • PinoMamet scrive:

        Ho anche il dubbio che la caccia agli asteroidi NON sia il compito o l’impegno principale degli osservatori, perlappunto.

        • paniscus scrive:

          Ma secondo voi, con tutte le centinaia di sonde spaziali di tecnologia estrema, e che stanno fuori atmosfera con potere risolutivo molto più elevato, gli asteroidi si scoprano prevalentemente dal piccolo osservatorio locale a poche centinaia di metri, o al massimo 2 o 3 migliaia di metri sul livello del mare? O addirittura dall’astronomo dilettante che monta il suo telescopio amatoriale su una collina una volta al mese?

          • Ros scrive:

            “Ma secondo voi, con tutte le centinaia di sonde spaziali…”

            Bella domanda☝️

            Domanda a cui non saprei però rispondere 🙄

          • roberto scrive:

            paniscus

            “gli asteroidi si scoprano prevalentemente dal piccolo osservatorio locale a poche centinaia di metri, o al massimo 2 o 3 migliaia di metri sul livello del mare”

            beh ad esempio i due di cui abbiamo parlato apohis e bennu sono stati scoperti da telescopi terrestri…poi certo ci sono telescopi spaziali che sono dedicati proprio a questo (tipo NEOWISE, spento quest’estate)…addirittura asteroidi vengono scoperti riguardando con nuova tecnologia materiale di archivio!

            invece non sono sicuro che ci siano centinaia di sonde spaziali come dici tu che sono lassù a cercare asteroidi

            • roberto scrive:

              poi per curiosità, vi faccio conoscere matthew dawson, inglese, ma vive in lussemburgo, musicista di professione e astronomo per passione che ha scoperto con un telescopio artigianale (cioè se lo è costruito lui) sei satelliti…

              https://delano.lu/article/content_catching-matt-dawson

              • Ros scrive:

                Roberto “astronomo per passione che ha scoperto con un telescopio artigianale (cioè se lo è costruito lui)…”

                Lui sarà un amatore dilettante* ma il suo non mi sembra il suo esattamente un telescopio amatoriale🧐

                Bravissimo comunque 🙂

                * ho letto da giovine ingenuo da qualche parte che è spesso prerogativa dei dilettanti fare le più eclatanti scoperte.
                Tipo Troia da parte di quello sciroccato di cui mi sfugge il nome.

                Forse perché amano e si dilettano della loro fissazione giocosa a Gratis et Amore Dei senza obblighi alcuni verso nessuno se non se stessi?

              • roberto scrive:

                Ros

                Non saprei dirti esattamente, ma è storia nota qui nel gran Ducato che il telescopio dei sei satelliti se lo è costruito da solo (con un socio). Immagino che sua piuttosto una questione di assemblare pezzi ma di più non so

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            I telescopi spaziali come singoli sono migliori di quelli a terra, ma quelli a terra hanno il vantaggio si poter essere usati in raggruppamento e questo permette di avere performance superiori. Inoltre, dato il loro numero, possono essere usati per mappare in contemporanea vaste porzioni di cielo, mentre il telescopio spaziale può essere puntato su una singola porzione per volta.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Paniscus

            “tecnologia estrema”

            Non è questione di tecnologia. E’ questione di tempo di osservazione. I telescopi più avanzati (senza neanche arrivare a pensare a Hubble o Webb) hanno un calendario fittissimo di impegni (proprio come il carnet di ballo di una graziosa damigella d’antan 🙂 ), a volte prenotati dai vari enti di ricerca con anni di anticipo: domani dalle 2.00 alle 4.00 la specola di Asiago (o che so io) punta su Rigel, dopodomani dalle 2.30 alle 2.45 monte Palomar guarda Andromeda, ecc. Cambiare per un imprevisto accade, ma solo in casi eccezionali, come per esempio se brilla una supernova nella via Lattea, o per esempi quando Chandra rileva(va) un picco degli X o Fermi un lampo gamma. Di certo per l’attività di routine di dare la caccia agli asteroidi (vicinissimi, ma sfuggenti perché piccoli e veloci) mica si scomodano Asiago o i Pirenei. Ecco perché i dilettanti a volte ‘fanno meglio’ dei professionisti, ed ecco perchè ci vuole una rete dedicata di osservatori se si vogliono catalogare per bene i Near Earth Objects. Insomma, alla fin fine anche per guardare le stelle è tutta una questione di divisione del lavoro. 🙂

            Ciao!

            Andrea Di Vita

      • roberto scrive:

        pino

        “Fosse in periferia, non ci sarebbe di distruggere proprio niente, sarebbe solo una palazzina in più.”

        certo ma come dice Andrea, i telescopi li devi mettere dove fa buio

  11. PinoMamet scrive:

    Fuori Tema

    cose che interessano solo a me (e forse a Moi)

    1- vedo che i commenti megalomaniaci dei persiani nostalgici dei loro Grandi Imperi stanno sotto anche ai post di vari uzbeki, mongoli, turchi… praticamente tutta l’Asia. E suppongo anche altrove. I commentatori asiatici comunque lo hanno notato e rispondono “eh basta, avete scassate il cazzo con questa cosa dell’Impero persiano!”

    A quanto pare gli iraniani, anche tuttora nel regime teocratico, credono fermamente che gli Imperi persiani siano stati i più forti del mondo, i più avanzati, Hannoinventatotutto ecc.

    Probabilmente lo imparano a scuola, come gli albanesi le scemenze sui Pelasgi…

    2-vedo un video di commento a una serie credo di Netflix, Emily in Paris, che non è piaciuta a nessuno.
    A quanto pare la serie è su una ragazzetta americana, ma già mega-dirigente di qualcosa, che viene spedita nella filiale parigina a spiegare ai francesi come fare le cose meglio, cioè alla maniera americana.

    Il tutto senza un minimo di critica o di ironia: i creatori della serie sono davvero convinti che gli americani facciano tutto meglio e che al mondo tutti la pensino così;

    perciò quando gli altri personaggi trattano male la protagonista, nella puntata dopo le spiegano che in realtà hanno paura di lei perché è troppo avanti, in quanto americana…

    Tra l’altro la protagonista è descritta come frivola, superficiale, ignorante, sleale verso amici e colleghi… e tutti questi vengono descritti come pregi .
    Ovviamente sta un anno a Parigi senza sentire il bisogno di imparare il francese e costantemente spiegando al resto del mondo quanto l’America faccia tutto meglio, però ci mette anche tanti selfie con la Tour Eiffel e “oh quanto è romantica questa città” e questo fa dire ai creatori che loro amano molto la Francia…

    A quanto pare ha fatto incazzare non solo i francesi, ma anche il resto del mondo, che ha fatto presto a fare due più due.

    • Francesco scrive:

      ma tu la hai vista o ti fidi?

      😉

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “A quanto pare gli iraniani, anche tuttora nel regime teocratico”

      Da quello che ho capito, loro si sentono assolutamente in continuità con la Persia achemenide. Sentivo anche che, quando dopo la rivoluzione dei fanatici volevano fare tipo Isis, fu lo stesso Khomeini a fermarli affermando quella continuità.

    • PinoMamet scrive:

      Tu l’hai vista? che impressione ne hai avuta?

      • PinoMamet scrive:

        PS
        la TV francese ci ha fatto sopra dei servizi, piuttosto indignati.
        Va bene che i francesi sono permalosi, mentre noi italiani ci facciamo andare bene tutto, però a giudicare dagli spezzoni che ho visto, la serie deve essere stata davvero odiosa.

        E in effetti è da tempo che ne sento parlare male…

      • PinoMamet scrive:

        Copio e incollo:

        “Megan Garber of The Atlantic was critical of Emily, writing, “An expat who acts like a tourist, she judges everything against the backdrop of her own rigid Americanness. You might figure that those moments are evidence of a show poking fun at its protagonist’s arrogance or setting the stage for her to grow beyond her initial provincialism. But: You would be, as I was, mostly incorrect. Instead, other people change around her. They grudgingly concede that her way (strident, striving, teeming with insistent individualism) is right. The latest show from Sex and the City creator Darren Star—sells several fantasies. Primary among them is the notion that Emily can bulldoze her way through France and be celebrated for it.”[75]

        Some critics, such as Jo Ellison, writing for the Financial Times, appeared ambivalent. On the one hand, she expressed admiration for the way Darren Star manages to depict “a version of womanhood in which promiscuity, bossiness, and shopaholics are depicted as qualities to be celebrated”; on the other, “the major plot lines might have been written in the 1940s and the Frenchies are routinely cast as vain, preening and parochial.” She concludes, “Cliché-ridden and completely outdated: Darren Star’s ‘Sex and the Cité’ will no doubt be monstrously successful.”[76]

        Many French critics condemned the show for negatively stereotyping Parisians and the French.[77] Charles Martin wrote in Première that the show unfairly stereotyped and depicted the French as “lazy [individuals who] never arrive at the office before the end of the morning […] are flirtatious and not really attached to the concept of loyalty […] are sexist and backward, and […] have a questionable relationship with showering”.[78][79][80][81][82] A reviewer at Sens Critique wrote: “Emily in Paris projects the same twee, unrealistic image of Paris that the film Amélie does”.[83] RTL.fr wrote: “Rarely had we seen so many clichés on the French capital since the Parisian episodes of Gossip Girl or the end of The Devil Wears Prada.”[83]”

        e due:
        “Depiction of Ukrainian character
        The second season was met with controversy in Ukraine over the depiction of a Ukrainian character named Petra (a name not used in Ukraine), who was depicted as a petty thief and shoplifter, with the hashtag “Ми не Петри” (We are not Petras) trending for a few hours.[85] The Ukrainian Minister of Culture, Oleksandr Tkachenko, wrote on the social media platform Telegram, “In Emily in Paris, we have a caricature image of a Ukrainian woman that is unacceptable. It is also insulting.” He also wrote a letter to Netflix complaining about the depiction of Petra.[86][87] According to Tkachenko, Netflix sent a response saying that they had heard the dissatisfaction of Ukrainian viewers, and that Petra would be shown in a different context for the third season.[88]”

        da Wikipedia.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Sembra una roba scritta da quattro amici al bar: dai, mettiamo che l’americana dimostra che siamo the best country in the world! E metti la foto della Torre Eiffel. Figo! Poi aggiungici una zingara, tipo… allora… un paese dell’Est… sì, Ucraina, l’ho sentita nominare!

          • PinoMamet scrive:

            In effetti credo che sia stata scritta dai creatori di Sex and the city, un’altra serie basata sulla glorificazione dell’apparenza…

            per cui sì, quattro amici al bar, e non di quelli simpatici.

    • roberto scrive:

      Pino

      “Emily in Paris”

      l’ho vista e l’ho adorata

      mi sembra al contrario delle critiche che hai letto estremamente autoironica sugli americani, e molto molto ironica sui francesi (che infatti si sono incazzati)

      emily ha alcune qualità (è bravissima nel marketing con i social, è fondamentalmente buona) e molti difetti (non capisce letteralmente un cazzo del paese in cui vive, non parla francese, si muove come un elefante in una cristalleria, è di una ingenuità disperante).

      i francesi sono dipinti come dei feroci nazionalisti, che pensano solo a bere, mangiare, fumare e trombare (ma hanno anche dei difetti che non mi ricordo) e mobizzano senza pietà emily finché non si accorgono che è si una mezza idiota, ma ha anche alcune capacità

      ovviamente tutto quello che è bello, figo, elegante, che esprime joie de vivre e buon gusto è francese, tutto quello che è moderno ed efficente è americano, ma non vedo una critica in questo anzi mi sembra piuttosto un “ah quanto ci piacerebbe essere francesi”

      è vero che emily deve spiegare ai francesi come fare le cose alla americana, ma è anche vero che ad un certo punto si ferma e si rende conto che non va bene

      non lo prenderei come un trattato sociologico, solo come una commediola molto leggera, e appunto divertente e un po’ mi stupiscono le critiche delle quali riferisci (che ho letto anche io, ma secondo me non ci prendono per niente)

      • roberto scrive:

        per dire, c’è questa scena che trovo carina e riassume abbastanza bene lo stile della serie

        lei è cagacazzi e piena di idee del tipo “cambio la francia” (la sua amica glielo fa anche notare)…e poi si rende conto che la bistecca al sangue è decisamente meglio 🙂

        https://www.youtube.com/watch?v=miZ5EDgkacQ

      • PinoMamet scrive:

        sì, ho visto questa scena, e per tutto il tempo ho avuto l’impulso di prenderla a schiaffi…

      • roberto scrive:

        Me stesso

        “mi stupiscono le critiche”

        preciso: mi stupiscono le critiche fuori dalla francia, era da aspettarsi che l’ego dei francesi fosse ferito a morte dal semplice fatto che qualcuno parla dei francesi

        • PinoMamet scrive:

          Beh ho visto la scena in cui il compagno di lavoro francese le spiega che “in realtà abbiamo tutti paura di te”.

          Ha fatto incazzare i francesi, ma credo che qualunque messicano, ungherese, samoano, eschimese, bulgaro… non faccia fatica a mettersi nei panni del francese, almeno in questa occasione, e pensare:
          “ma americani del cazzo, chi vi caga? sono finiti gli anni Cinquanta, l’avete capito o no?”

    • PinoMamet scrive:

      Sui persiani:

      c’è da dire che quelli conosciuti in Italia o altrove sono sempre stati dei bravi guaglioni e per niente megalomani, ma non siamo mai andati a parare sull’argomento.

      Però per esempio gli albanesi (per carità, anche loro simpaticissimi dal vivo) sull’argomento ti ci portano loro, specialmente se parlando qualcuno osa nominare la Grecia, la lingua greca o la cultura greca. Basta dire “ho fatto il Classico” e scattano i Pelasgi 😉

      Poi ci sono i rappresentanti di un paese non troppo popolare 😉 che a sentir loro sempre i più intelligenti, i più machos, i più divertenti… poi quando gli passa e si sono sfogati diventano anch’essi esseri umani normali, da poterci parlare.

  12. Miguel Martinez scrive:

    OT, bellissimo per kelebekiani:

    Germán de Silesia, INTERPRETATIO ALCORANI LITTERALIS, anno 1143…

    IN NOMINE DEI, MISERATORIS, MISERICORDIS.
    1(2) Laus Deo, Domino saeculorum,
    2(3) Miseratori, Misericordi,
    3(4) Dominatori diei iudicii.5 4(5) Te colimus et imploramus opem tuam.
    5(6) Dirige nos in uiam rectam,
    6(7) uiam illorum, quos tua gratia cumulasti,
    7(-) non eorum, super quos ira tua requiescit, neque illorum, qui errorem sequuntur

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      E’ una di quelle traduzioni fatte a scopo polemistico, per studiare il testo, trovare gli errori e scrivere le confutazioni.

  13. MOI scrive:

    State guardando
    Italia 🇮🇹 _ Israele 🇮🇱
    con Tifo AntiSionista ?
    ⚽️ 🏟

  14. PinoMamet scrive:

    Rispondo qua sotto a Roberto:

    “Immagina una ragazza che fa la vita identica a quella di tua figlia, solo che fin da quando è piccola le fanno notare che è diversa…”

    Sì ma…

    se invece era stronza di suo? 😉

    (domanda di genuina, ben disposta curiosità: “Da dove vieni?”
    risposta. “Bastardo, razzista!”)

    A parte tre razzisti, il cui parere per me conta zero e da cui peraltro non ho sentito una parola in merito, chi ce l’ha con Kaby Lame? Chi ha qualcosa contro il mitico Rigivan Ganeshamoorthy?

    Paola Egonu: grande atleta. Magari non è il massimo della simpatia. Federica Pellegrini è bionda, non bella quanto la spacciano ma di aspetto gradevole, e stava sulle palle a mezz’Italia.
    Bebe Vio, che trovo carinissima, e biondissima, chiedi in giro: non ce n’è uno che non ti risponda “e vabbè, però ha rotto la minchia, sta sempre in tv, mo’ c’è solo lei al mondo!”

    Questa è l’Italia: gli italiani sono stronzi.
    Se sei grasso e simpatico, sei un simpatico cicciotto.
    Se sei grasso e stronzo, sei un brutto ciccione.
    Perché dovrebbero fare eccezioni per i neri?

    ma dico, dove secoli in cui ci si massacrava tra città e tra quartieri? Dove si insultava ferocemente, comprese ascendenti e discendenti fino alla settima generazione, e il giorno dopo, se necessario, amiconi come prima?

    e vabbè, quel pirla di generale ha baratto la pensione e gli immeritati privilegi della vita militare in cambio di un’auspicata carriera politica a dire banalità, tipo “io non sono razzista, però la Egonu è proprio nera”.
    Mo’ non è che sia Goebbels…

    • PinoMamet scrive:

      Sia chiaro che per me aveva ragionissima quell’ateniese che scrisse sul coccio dell’ostracismo il nome di Aristide; e Aristide, non riconosciuto, gli chiese:
      “Ma che ti ha fatto Aristide?”
      e lui
      “Niente, però ha rotto la minchia”

      • roberto scrive:

        In effetti 😁

      • Ros scrive:

        😁
        fantastica!

      • Francesco scrive:

        davvero Pino? per me è la dimostrazione ab initio che la democrazia non è sta gran cosa

        se un coglione qualsiasi può far fuori un uomo di valore e senza neppure un motivo …

        PS l’ateniese non sapeva scrivere e chiese ad Aristide di scrivere il nome sul coccio.

        tra l’altro è il meccanismo per cui tutte le riforme della Costituzione sono state bocciate, comprese quelle buone. e per cui stiamo allegri sul Titanic, puntando belli contenti l’iceberg, mentre sul palco si discute della Boccia

        • PinoMamet scrive:

          Al contrario, è la dimostrazione che la democrazia funziona perfettamente, se i cittadini decidono che un politico ha avuto troppo potere e riescono a cacciarlo.

          • Francesco scrive:

            guarda che nel caso Aristide venne fatto fuori senza nessun valido motivo

            dimostrando che i cittadini possono scegliere ad mentulam canis anche in materie importanti

            cosa che i veri liberali hanno sempre considerato come un grave problema

          • PinoMamet scrive:

            Francè, tu proprio, scusa se te lo dico, non hai idea di cosa sia la democrazia. Te ne parlo sotto.

    • roberto scrive:

      Pino
      Non credo che vannacci se la sia presa con egonu perché antipatica, mi sa che era la prima negra che gli passava per la testa…

      Sono d’accordo con il discorso sugli stronzi, ma permettimi che quando ne vedo uno, non vedo perché non dovrei additarlo come stronzo e stigmatizzarne la stronzaggine

      • PinoMamet scrive:

        Ma io ho leggiucchiato il libro di Vannacci, gentilmente inviatomi online da più fonti, e non ricordo particolari offese alla Egonu, solo ha detto che secondo lui non ha lineamenti tipicamente italiani.
        Possiamo discutere ore sulla esattezza o pertinenza dell’affermazione, ma non è offensiva.

        Poi magari ha detto altro che mi sfugge.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “Poi magari ha detto altro che mi sfugge.”

          Ha detto un sacco di cose, molto più importanti, contro gli “ecologisti” e a favore del nucleare. Con assoluto “buon senso” da progressista medio. Praticamente le stesse cose che dicono Roberto e ADV 🙂

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            “Roberto e ADV”

            Persino un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              il che mi spinge a chiedermi quando succederà a te!

              😉

              PS credo che Vannacci abbia avuto successo perchè se uno dice “la Egonu è negra” lo linciano. non se dice “i negri non sono italiani” o peggio, proprio se osa notare che è negra.

              il modello è la giornalista che non poteva spiegare chi fosse Mandela perchè non poteva dire “il leader politico negro della lotta contro l’apartheid in Sud Africa”.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “chiedermi”

                Non farlo. La luce venne fra le tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta! 🙂 🙂 🙂

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Il problema è che è veramente difficile, per un orologio rotto, segnare sempre l’ora sbagliata! ci vuole impegno e un certo genio

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Vannacci è il re delle paraculate: lui fa affermazioni che ammiccano da una certa parte, poi ne dà un’interpretazione inoffensiva, poi spara altre affermazioni ammiccanti da quella stessa parte, a cui dà un’interpretazione inoffensiva, per poi fare altri ammiccamenti e via dicendo.

          https://www.youtube.com/watch?v=csmY-o1AsIg

          Se non è un capolavoro di paraculaggine questo…

          Ma del resto è una persona che ha fatto carriera nella vita. E la paraculaggine aiuta.

      • PinoMamet scrive:

        ” Sono d’accordo con il discorso sugli stronzi, ma permettimi che quando ne vedo uno, non vedo perché non dovrei additarlo come stronzo e stigmatizzarne la stronzaggine”

        Infatti io stigmatizzo senza problemi la Egonu!

  15. Francesco scrive:

    OT

    pare che Apple debba pagare 13 miliardi di euro di tasse che era riuscita a farsi abbuonare dall’Irlanda.

    essendo giunto alla conclusione che la concorrenza fiscale non sia sempre una cosa positiva, mi pare una gran bella notizia.

    peccato a me ne verranno molto pochi, di quegli euri!

    viva la UE, oggi

    fine OT

    • roberto scrive:

      si ne scrivevo ieri….
      con due sentenze la corte di giustizia ha stabilito che apple deve pagare 13 miliardi di tasse non pagate (no, non andranno in tasca a te ma al contribuente irlandese) e ha confermato una multa di 2 miliardi e mezzo a google per abuso di posizione dominante (quello invece finisce nel bilancio dell’unione quindi un pochino in tasca anche a te)

    • roberto scrive:

      “concorrenza fiscale”

      non è esattamente concorrenza fiscale nel senso “faccio pagare meno tasse per attrarre investimenti” ma un pessimo misto fra concorrenza fiscale e aiuto di stato: “faccio pagare meno tasse solo a apple” (e concorrenti e contribuenti, oltr che gli altri stati membri, si fottano)

  16. PinoMamet scrive:

    Su Francesco e la democrazia.

    Allora, ogni tre per due Francesco se ne viene con questa storia che “la democrazia non funziona”.
    Si tratta di un argomento sempre più popolare a sinistra (“la democrazia non funziona! la gente vota per la Meloni!”) e infatti Francesco è un marxista perfetto: la gente va guidata, mica può decidere da sola!

    Ora, tutto il ragionamento si basa sulla credenza che esista una parte politica “giusta”, che ha ragione per definizione.

    Purtroppo, le persone hanno il vizio di pensarla in tanti modi diversi, e quale sia questa parte giusta non è semplice saperlo.
    Per i comunisti era l’URSS, per Francesco sono gli USA, ma per tutti gli altri? e se uno cambia idea?

    L’unica è votare.

    “Eh” dirà Francesco “ma i povero Aristide? Che colpa aveva?”
    Aristide era in disaccordo con Temistocle sul finanziamento della flotta, e su altre questioni sulle quali rimando agli storici antichi.
    ma anche fosse stato l’uomo migliore di Atene (lo dice Erodoto, ma chi lo ha mai visto di persona?), e l’ostracismo derivato da pura antipatia, ha dimostrato di comprendere benissimo, a differenza di te, il funzionamento della democrazia, quando ha scritto il suo nome sull’ostrakon senza fare una piega.

    Il popolo è sovrano. Il popolo decide.
    Nessuno di noi ha la sfera di cristallo per capire quale sia la decisione “giusta”, e lasciami dire che anche a posteriori il giudizio sulle decisioni non è facile.

    La Storia è sempre complessa, e tutte le decisioni che sono state prese… sono state prese, giuste o ingiuste che sembrino a noi, e quello che può sembrare un buon risultato sul momento può essere pessimo in una prospettiva più lunga.

    L’unica è votare a maggioranza, punto.

    • Francesco scrive:

      Ammiro la tua Fede nel principio di maggioranza ma non ci credo.

      Sulla democrazia direi di condividere quello che diceva Churchill, per cui era la peggiore forma di governo, tolte tutte le altre.

      Non per questo fingo che sia tanto bella e buona. Le obbedisco, per ragioni di principio e di opportunità, ma la democrazia è il sistema che ha messo Conte alla guida del paese. Per prendere l’ultimo esempio di clamoroso fallimento.

      Ciao

      PS erano i clericali a pensare, molto prima dei leninisti, che i popoli andassero guidati.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Francesco

        “clamoroso fallimento”

        Per non parlare del suo successore!

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          E chi è venuto subito dopo Conte?

          al momento non ricordo, ormai ho perso speranze e interesse.

          • MOI scrive:

            드라기 🙄 … sui media main stream sembrava di stare difatti in Nord Corea 🇰🇵 quando lo osannavano, e cioè costantemente.

            • Francesco scrive:

              e facevano bene!

              lui sì uomo di valore, che avrei potuto fare un’eccezione alla mia scelta democratica

              temporanea, si intende, un 10 anni di regime draghista, un paese rifatto con un minimo di senno, e poi si tornava alla normalità

              naturalmente è stato cacciato appena possibile

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “alla mia scelta democratica”

                Ma se non stai facendo altro che dire che la democrazia non ti piace e vuoi un dittatore?
                Ora ti sei anche scelto Draghi…

              • Francesco scrive:

                Io non dico che voglio un dittatore! al massimo sussurro che per Draghi potrei fare un’eccezione temporanea.

                Sono troppo anziano per quel lavoro e non saprei di chi altri fidarmi.

                Ma non mi farete dire che il sistema che manda in Parlamento come capi bastone Schlein, Meloni, Conte, Salvini, Bonelli, funziona bene.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “facevano bene”

                La frase di Draghi

                ‘Volete la pace o i condizionatori?’

                passerà alla storia come la più sensazionale fesseria del XXI secolo.

                Chiaramente voleva imitare il famigerato ‘volete burro o cannoni?’

                Ma allora aveva (al solito) ragione Marx: la storia si ripete, ma la prima volta è una tragedia mentre la seconda è una farsa.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                P.S. Sto leggendomi con calma il Rapporto Draghi. Ne ho letto ancora solo una parte, ma vi leggo già delle chicche meravigliose. Per esempio, a pag. 10 sta scritto:

                ‘Integrating Europe’s capital markets to better channel high household savings towards productive investments in
                the EU will be essential.’

                Il che, tenuto conto del fatto che a furia di tagliare sullo stato sociale i risparmi delle famiglie vanno nei fondi pensionistici e che ‘è più facile che un ricco spenda un milione per giocare in Borsa che per salvare una fabbrica’ (per citare il mio concittadino cardinal Siri), è completamente insensato: se integro i mercati dei capitali questi si muoveranno più velocemente verso gli investimenti che promettono maggiori profitti, cioè la speculazione finanziaria. Gratti in superficie e si sente subito, l’odore di Goldman Sachs.

                L’idea che le potenze concorrenti dell’UE siano tutte o con una fortissima presenza dello Stato nell’economia (la Cina) o con una politica economica decisa dallo Stato cui i privati si adeguano (come in India e in Russia) o con fortissimi investimenti statali nella difesa e nella detassazione della ricerca&sviluppo (come gli USA) non sfiora Draghi.

              • Peucezio scrive:

                Io pensavo che Draghi, con quel nome e quel ghigno diabolico, fosse una persona capace e in cattiva fede.
                Più passa il tempo più mi convinco che sia semplicemente un deficiente.

                Che è poi il problema del potere.
                Quello che proprio i complottisti non arrivano a capire è che la storia non la fanno i cattivi, la fanno gli stupidi.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Draghi è un bravo banchiere centrale. Questo non ne fa un bravo governante.

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                in effetti…

                A Milan se dis:
                offellee fà ‘l tò mestee.

    • PinoMamet scrive:

      Ecco vedi?

      Non si tratta di “credere”. Non c’è da credere a niente. Tu hai ancora questa idea che un governo debba fare le cose “giuste” e possa “fallire” se non le fa.

      Non esiste niente di tutto questo.

      Un governo fa delle scelte, punto. Che siano giuste o sbagliate, è difficilissimo dirlo, e lo può sapere solo Dio.

      Esiste senz’altro un criterio di “giustizia” morale, almeno epr grandi linee. ;a un criterio di “scelta giusta” nel senso di più opportuna o vantaggiosa, semplicemente non c’è.

      L’Italia del diritto di voto ristretto agli istruiti ci ha dato la sconfitta di Adua.
      L’Italia del suffragio universale (maschile) ci ha dato la Prima guerra mondiale.
      L’Italia della dittatura ci ha dato la Seconda.

      e allora?

      Sparta oligarchica fece altrettanti e più errori di Atene democratica. E Atene, perlomeno, è ancora in piedi, mentre Sparta antica sono quattro fondamenta.

      In democrazia decide il popolo, punto. Che decida “bene” o “male” non è in discussione, come in monarchia non è in discussione che il re decida “bene” o “male”.

      • Francesco scrive:

        Ma se non puoi valutare se una decisione è “bene” o “male”, come puoi valutare se un sistema politico è migliore di un altro?

        Non è che la Democrazia o la Monarchia ci siano e basta, i sistemi politici sono scelti (o almeno ci si prova).

        Ciao

        • PinoMamet scrive:

          Infatti li scelgo in base a un criterio morale, non di opportunità.

          Una monarchia potrà fare diecimila scelte più opportune di una democrazia (ne dubito, ma ammettiamolo), ma moralmente la trovo sbagliata, perchè non penso che uno solo debba decidere per tutti.

          • Francesco scrive:

            Ah, quindi parti da un “pregiudizio” morale per scegliere il sistema politico?

            Diciamo che io dubito molto del “tutti”, invecchiando tendo a sognare una qualche aristocrazia che però resta sempre irrealizzabile nei fatti.

            Ciao

            • Peucezio scrive:

              Però preferisci la modernità a guida americana e progressista, esportatrice di democrazia a suo di bombe e massacri, all’Ancien Régime prerivoluzionario.

              Non ti capisco…

              • Francesco scrive:

                togli il progressista, prego! è un momento della storia, non una caratteristica della modernità in sè.

                la modernità ha molti meriti, rispetto all’Ancien Regime. non solo difetti. e molti di quei difetti sono correggibili, non intrinseci.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                no.
                I woke sono l’esito estremo ma fisiologico della civiltà occidentale.

                E comunque l’Occidente che sta rompendo il cazzo a Putin in Ucraina è a guida progressista.
                L’Occidente a guida conservatrice o centrista o moderata di cui parli tu è finito da cinquant’anni e passa.
                Lì certo che si viveva bene.
                Oggi si rompe il cazzo a Putin perché non consente i gaypride.

                Ogni società ha un’ideologia, dei tabù, delle sensibilità, ecc.

                È chiaro che se vai in un baraccio di periferia troverai ancora quello che scherza in modo politicamente scorretto.

                Ma la borghesia occidentale di oggi non ha nulla a che fare con quella a cui pensi tu.
                È una borghesia bigotta alla rovescia, intrisa di retorica femminista, abortista, multiculturalista, laicista (ma simpatizzante con ogni esotismo religioso), a favore di tutte le pretese dei gruppi lgbt e via discorrendo.

                L’Occidente di oggi è questo, non quello di quando avevamo cinque anni.

                Quindi francamente non capisco cosa tu stia difendendo.

              • Peucezio scrive:

                Se io, ancora in parte fino agli anni ’80, parlavo, chessò, con un avvocato, un medico, un padre di famiglia borghese sui 50-60 anni, trovavo una persona che poteva essere più o meno centrista, di sinistra, moderatamente di destra, ma non coincidente con l’ideologia progressista come la intendiamo oggi.
                Di massima era un credente o uno scettico rispettoso, credeva nel valore della famiglia, pensava che gli omosessuali fossero come tutti gli altri, ma non avrebbe mai pensato potessero sposarsi e tantomeno adottare figli, non trovava nulla di male nel dire “negro”, purché non si attuasse una reale discriminazione verso le altre razze e più in geerale non aveva queste ossessioni.
                Poteva essere più o meno statalista o liberista in campo economico (in Italia in genere ci si assestava su un compromesso), era moderatamente atlantista quanto alla politica estera, credeva nel modello occidentale, senza fanatismi autosvalutanti, né fanatismi suprematistici.
                Insomma, era un altro mondo, con un’altra ideologia, con un’altra visione della vita, della società, della politica, del sesso, ecc. ecc.

              • Francesco scrive:

                Perchè voglio credere che tu ti sbagli, in somma sintesi.

                Andrea è pericoloso, molto, ma non è la maggioranza del popolo.

                Ecco.

                E Putin non si limita a proibire i gay pride.

            • Peucezio scrive:

              E, soprattutto, se la democrazia non va bene, perché criticate quelli che definite autocrati?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Perché glielo hanno detto gli USA.

              • Peucezio scrive:

                Gli USA di sinistra.

                È la comunista Kamala ad avere l’ossessione dei dittatori; c’è tutta un’altra parte dell’America che se ne strafrega.

                Ma a Francesco piacciono i comunisti.

              • Francesco scrive:

                Da parte mia, perchè usano la violenza per stare al potere e questo è certamente un male

                Se non mi piacciono gli woke che chiedono la censura, figurati quanto mi piace la censura di Putin o Xi o degli Ayatollah

              • Peucezio scrive:

                Ma la censura woke non è una censura di stato verso l’opposizione politica.
                È una censura di costume, agisce nella nostra quotidianità.

                In Russia non puoi pubblicamente parlare male di Putin.
                In Occidente non puoi parlare più di nulla, né pubblicamente ma nemmeno privatamente, perché se dici “frocio”, anche con l’intento più scherzoso e senza nessun vero sentimento discriminatorio e offensivo, ti guardano male.
                Quindi siamo molto più repressi noi.

              • Ros scrive:

                Peucezio: “È una censura di costume, agisce nella nostra quotidianità..”

                La censura del regime dittatoriale si basa sul potere,
                Quella woke sulla morale.

                La prima dice: se sgarri con le ciancie te la facciamo pagare perché possiamo e lo facciamo;
                e zitten e muten!☝️
                Noi siamo l’ordine e la forza.

                La seconda dice:
                se dici cose che per qualche motivo a fantasia di ghiribizzo non ci piace sei una brutta persona e ti mettiamo pubblicamente alla gogna buuuuuuu.
                E abbiamo il potere di fare tanta cagnara (shitstorm ) da farti licenziare.
                Noi siamo i buoni e giusti.

                Quale è meglio?

                So gusti!

              • Peucezio scrive:

                Ros,
                esattamente, hai colto il punto cruciale.

                Io preferisco l’imposizione brutale, perché resti spiritualmente autonomo.

                Non c’è niente di peggio del virus della colpevolizzazione.

              • Peucezio scrive:

                Va da sé che non mi piace nessuna delle due.

              • Ros scrive:

                Peucezio “Non c’è niente di peggio del virus della colpevolizzazione”

                Già;
                giocano proprio su questo:
                non è che hai opinioni diverse e discutibili quanto si vuole, per carità!
                Sei una brutta persona da mettere all’ indice, al bando e alla berlina.

                E quelli caratterialmente bastian contrari glielo fanno apposta a dipingersi la faccia di nero come il Masaniello di Pino Daniele;

                … e nun ci scassate o’ cazz!

                https://youtu.be/E1SLOCKlb1M?si=n7xerYnNwyFJ7E9C

    • PinoMamet scrive:

      Poi so già la replica: è una vecchia discussione già dei Greci.

      “D’accordo, ma se vuoi farti curare un dente, vai dal dentista, non ti affidi a maggioranza al parere degli amici”.

      Vero.
      E normalmente, nella vita di tutti i giorni, è così.

      Ma per i casi gravi, la normativa, ehm, ebraica, dice: consulta più medici, e segui il parere della maggioranza.

      Ok, dirai tu, ma allora facciamo il governo degli esperti. E lo facciamo: ogni ministro ha i suoi consiglieri e sottosegretari. Ma chi li deve scegliere, in ultima analisi, questi esperti?
      Chi stabilisce che vuole degli esperti “di destra” o “di sinistra”? Chi dice “preferisco fidarmi di questa persona anziché di quell’altra, nello scegliere gli esperti?”

      Tu?
      Preferisco che sia la maggioranza, scusami.

      E poi per moltissime questioni gli “esperti” proprio non esistono.
      Dobbiamo mandare armi all’Ucraina: sì o no?
      Dobbiamo permettere o limitare l’aborto: sì o no?
      Dobbiamo dare la cittadinanza a chi nasce in Italia: sì o no?

      Chi è un esperto di queste cose? Nessuno, e quindi tutti.

      • Peucezio scrive:

        Mi paiono considerazioni molto sensate.

        Poi io sono un relativista, non critico i sistemi non democratici del passato.

        Critico gli occidentalisti di oggi, che fondano la superiorità dell’Occidente sulla democrazia, ma la vogliono limitare e sostanzialmente inficiare in tutti gli ambiti.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Peucezio

          “Critico gli occidentalisti di oggi, che fondano la superiorità dell’Occidente sulla democrazia, ma la vogliono limitare e sostanzialmente inficiare in tutti gli ambiti.”

          OAAP!

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Fate una bella coppia rossonera voi due!

            da milanista dovrei citarvi per danni morali e affettivi

            l’Occidente sta tirando le cuoia e anche malamente ma che possa ben vantare la propria superiorità democratica rispetto a Cina, Persia, Russia, pure l’India di Modi che vira verso il fondamentalismo religioso mi pare assai evidente!

            che poi la libertà del singolo abbia come limite non la sua fantasia ma la libertà degli altri è fatto noto anche ai bambini dell’asilo: se Mario sta giocando con la macchinina verde, io non posso giocarci.

            • Peucezio scrive:

              Francesco,
              guarda che è grazie ai tuoi amici antipopulisti che l’Occidente si sta sinizzando.

            • Peucezio scrive:

              Comunque, fammi capire una buona volta,

              Cina, Russia, Iran, ecc. non vanno bene perché sono autoritari.

              Ma la democrazia non va bene, perché non funziona, perché la gente non sa scegliere ed elegge chi non ti piace.

              Ma se la democrazia non va bene, perché non ti piacciono gli stati autoritari?

              • Francesco scrive:

                perchè sono PEGGIO

                non mi pare così difficile, è una semplice citazione da Churchill

                ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ricapitoliamo: se per difendere gli USA bisogna dire che la democrazia non va bene e serve un’autoritaria guida salda, Francesco lo dirà; se per difendere gli USA bisogna dire che l’autoritarismo non va bene e bisogna bombardare per la democrazia, Francesco lo dirà.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,

                quindi ci affidiamo a te per stabilire qual è l’esatto punto di equilibrio fra democrazia e autoritarismo, oltre il quale c’è troppa anarchia e al di qua del quale troppa repressione…

                Secondo me la questione è malposta:

                è infinitamente peggio non poter uscire di casa o dover stare attenti a tutto quello che si dice e si scrive che non poter pubblicare un articolo critico su Putin.

                E, soprattutto, quelle occidentali sono società in cui le disparità sociali e la povertà aumentano; nel resto del mondo partono da più indietro, ma vanno nella direzione opposta.
                Preferisco essere un malato in via di guarigione che un sano che si sta ammalando.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                lo sai che è esattamente il contrario?

                e, a essere sincero, tra i miei gusti e i tuoi io preferisco i miei (strano eh?)

                tempo fa tentai di proporre una regola del pollice, “è meglio un regime politico in cui non c’è la polizia politica che suona alla porta alle 4 del mattino e ti fa sparire”

                proprio per tentare di trovare un terreno comune

                Ciao

              • Peucezio scrive:

                Qui secondo me stiamo confondendo il mezzo col fine.

                Un governo è un mezzo volto a uno scopo: amministrare un gruppo umano, cioè la sua vita materiale, pratica.
                Non è un’entità metafisica, una religione o un simbolo.

                Il motivo per cui è importante poter criticare un governo è che quel governo può governare male.
                Se governasse sempre bene, non ci sarebbe motivo di criticarlo.

                Quindi un governo che governa male ma criticabile è peggio di un governo che governa bene ma che non è consentito criticare.

                Semplicemente perché sotto il primo la gente sta male e sotto il secondo bene e lo scopo di un governo è far stare bene o governati.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “è meglio un regime politico in cui non c’è la polizia politica che suona alla porta alle 4 del mattino e ti fa sparire”

                Francesco, tu sei davvero convinto che al di fuori del complesso USA+vassalli ci sia la polizia politica che suona alla porta alle 4 del mattino e ti fa sparire.

                Vabbè.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Preferisco essere un malato in via di guarigione che un sano che si sta ammalando.”

                OAAP!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                “Francesco, tu sei davvero convinto che al di fuori del complesso USA+vassalli ci sia la polizia politica che suona alla porta alle 4 del mattino e ti fa sparire. ”

                Il bello è che poi lo dice quello che esalta la nazione che ha fatto Guantanamo.
                Non solo negli USA, ma anche in Canada e altri stati vassalli un cittadino di religione mussulmana poteva sparire e non c’era habeas corpus, nessuno sapeva che fine facesse, né lo stato era tenuto a darne informazione.

                Davvero non capisco dove sta la differenza con Putin.

                Forse nel fatto che Putin non aggredisce mezzo mondo, ma al massimo si riprende pezzi del suo impero di sempre, nel raggio di qualche decina di chilometri.

              • Francesco scrive:

                Ah, ok, quindi la situazione è paragonabile tra il Canada e la Russia, o la Cina e gli USA?

                Non in linea di principio ma nella pratica, intendo.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Siamo passati dal Mito e dalla Divina Missione Civilizzatrice al menopeggismo, vedo.

              • Francesco scrive:

                Senza nessuna esitazione: non ho mai inteso nulla di diverso.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “l’Occidente sta tirando le cuoia e anche malamente ma che possa ben vantare la propria superiorità democratica rispetto a Cina, Persia, Russia, pure l’India di Modi che vira verso il fondamentalismo religioso mi pare assai evidente!”

              E non ti viene il sospetto neanche per un minuto che è proprio per la sedicente ‘superiorità democratica’ (AKA Falluja, Abu Ghraib, Guantanamo, ecc. ecc.) dell’Occidente (inteso qui come USA+vassalli) che Cina, Persia, Russia e pure l’India di Modi se ne vogliono liberare?

              Che è proprio l’incapacità di mettersi in discussione che rappresenta la prima causa della decadenza Occidentale?

              Che per la maggior parte del genere umano Occidente vuol dire Uccidente?

              Francesco, se la fede smuove le montagne, credimi, tu sposti l’Himalaya.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ma l’Occidente si mette in discussione, è pieno di gente che ritiene che abbia commesso errori e crimini a bizzeffe.

                Ma prendi Abu Ghraib: cosa era prima degli americani? esattamente quello che era dopo e l’errore degli americani è stato quello. Mentre neppure a te verrebbe da dire che sia stato un errore per i sovietici o i talebani.

                I tuoi amichetti vogliono liberarsi dell’Occidente per poter fare peggio di quello che fa l’Occidente, in casa propria e fuori.

                Intanto l’Occidente insiste a votare i suoi politici in elezioni dall’esito non predeterminato.

                In cosa dovremmo metterci in discussione in quanto Occidente? nella fede nella crescita illimitata? come se i decrescisti fossero nati altrove.

                Il Club di Roma da chi era formato?

                Io sono debole e sposta a fatica i sassi ma so riconoscere un fatto evidente. Se ci inciampo.

                Guantanamo, tu mi citi. Credo sia un resort di lusso paragonato a tutte le prigioni per oppositori politici dei paesi non occidentali. E a molte prigioni normali pure in Occidente.

                Sai cosa sono i Lao Gai, vero?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Abu Ghraib”

                E’ appena il caso di ricordare che gli USA nell’Iraq ‘liberato’ hanno mantenuto ad Abu Ghraib le stesse pratiche inumane della polizia di quel Saddam che pochi anni prima era stato lisciato e riverito dagli USA perché in guerra con l’Iran.

                https://en.m.wikipedia.org/wiki/File:Saddam_rumsfeld.jpg

                “insiste a votare”

                Sempre più gente, anche da noi, comincia a pensare che ‘se votare facesse qualche differenza non ce lo farebbero fare’. Tutti vittime della disinformatsija del Cremlino?

                Vox populi…

                “crescita”

                No, la fede nella crescita illimitata non è certo limitata all’Occidente. Quello che è diventato intollerabile al resto del mondo è il doppiopesismo sistematico per cui gli amici degli USA, la ‘nazione indispensabile’, sono ipso facto i Buoni e tutti gli altri i Cattivi (AKA Rogue states, AKA Impero del Male).

                Lo si vede chiarissimamente quando si tratta del sionismo, per cui l’amichetto degli USA può fare il bullo quanto gli pare e solo chi gli si oppone è un ‘terrorista’. Il veto USA alla risoluzione ONU sul cessate il fuoco a Gaza è stata una lapide su ogni pretesa di superiorità morale degli USA e di chi accetta di farsene vassallo.

                “I tuoi amichetti vogliono liberarsi dell’Occidente per poter fare peggio di quello che fa l’Occidente, in casa propria e fuori.”

                E’ probabilissimo.

                Ma un qualunque essere umano dei BRICS o del Sud del mondo ti direbbe di Xi di Putin quello che un presidente degli USA diceva di Trujillo: ‘E’ un figlio di un cane? Sì, ma è il NOSTRO figlio di un cane’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Ma non è che oramai il mondo intero è tutto “occidente”?

                Voglio dire vedete differenze significative in giro? Grandi stati con un differente modo di produrre, di vendere, comprare;
                di vivere in un modo alternativo a come viviano già tutti?
                Dal Katai al di la delle colonne d’ Ercole.

                Riusciamo a immaginare su larga scala un modo di essere e divenire progressivamente come oramai ci tocca fare tutti per restare a galla l’uno legato all’ altro come siamo diverso da questo?

                Questo pare funzionare solo così tanto con gli americani che i cinesi o i russi. O si ingrippa il motore e ciao ca muríu u cani😳!

                Alternative di frittata buona?

                La lavagna coi buoni e cattivi, indiani e cowboy è scadutada un pezzo

                E in futuro, che siamo già tutti intrallazzati assieme, ce ne saranno ancora di meno

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Lao gai”

                Sì che lo so.

                Ma so anche che non è tutto Lao gai, fuori dall’Occidente.

                “votare”

                Votare liberamente presuppone una libera informazione.

                Dopo che ho visto come un Parenzo qualsiasi si è permesso di stercorizzare impunemente il suo ospite Orsini, non credo più alla libertà di informazione da noi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “Ma l’Occidente si mette in discussione, è pieno di gente che ritiene che abbia commesso errori e crimini a bizzeffe.”

                Che è proprio la gente che tu odi e critichi.
                E infatti succede sempre meno.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Ma l’Occidente si mette in discussione”

                Se per Occidente intendi la gente come te, no: non si discute il Mito.

              • Francesco scrive:

                CERTO CHE NON SI DISCUTE IL MITO!

                Si discute di quanto gli occidentali reali siano lontani dal realizzare il mito ma … per mettere in discussione il mito bisogna averne uno di riserva, magari migliore.

                Non certo il veterostalinismo di Andrea, che mi pare rancido, oltre che schifido. Ha voglia a ripetere che senza proprietà statale dei mezzi di produzione è la barbarie … non credo attacchi neppure sulla carta moschicida.

                E non è che il resto delle proposte che leggo qui sia molto meglio.

                Il che è un peccato, perchè l’Occidente sta tirando le cuoia. Dove andiamo senza una stella polare a cui guardare?

                Si aspetta un Salvatore con sette cicatrici?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “rancido”

                Tu giudichi sempre le persone e le loro idee, ma non citi mai i fatti.

                Etichette a parte, i fatti sono che:
                a) gli USA seguono la filosofia del ‘se non c’è un privato che ci guadagna allora non va bene’.
                b) la Cina segue la filosofia del ‘se va bene allo Stato allora va bene, e solo allora i privati ci potranno guadagnare’.
                c) Gli USA stanno subendo un relativo declino rispetto alla Cina.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il mito per definizione non viene messo in discussione. Puoi mettere in discussione il logos, che e una forma di verità inferiore che sei costretto ad argomentare.

                Sarebbero le basi della civiltà occidentale a cui affidi la Sacra Missione di civilizzare il mondo a colpi di stragi.

              • Peucezio scrive:

                Soprattutto non si capisce che mito è la democrazia rappresentativa, l’econommia di mercato, ‘ste robe qua, le più prosaiche della storia.

                Mito è la Santa Madre Russia alla putiniana, è il Partito Comunista Cinese, mito è la razza ariana di Hitler o i nuovi fulgidi destini della Roma littoria o la Spagna del Caudillo, benedetta da Dio in persona, Una, Grande y Libre, non Draghi e gli eurocrati.

                Questo fatto di scegliere il pensiero debole e volerlo trasformare in forte nel modo peggiore, cioè togliendogli gli unici vantaggi che ha.

                Tanto vale riferirsi direttamente a quello forte.

              • Francesco scrive:

                >>> Soprattutto non si capisce che mito è la democrazia rappresentativa, l’economia di mercato,

                Che tu non capisca ci credo ma, e sono serio, questa tua uscita mi fa sorridere. pensavo di essere un reazionario un pò agè e un pò passè ma vedo che sono un povero dilettante!

                Tecnicamente, credo il Mito dietro quelle cose lì si chiami Libertà e sia di una forza dirompente. Anche a fronte della Giustizia promessa dal marxismo, lasciamo stare le puttanate dei fascisti.

              • Francesco scrive:

                x Andrea

                hai perfettamente ragione. La Cina parte da una base di miseria tale che la sua uscita da essa è anche una crescita molto più veloce di quella degli USA, che partono da tutt’altra posizione.

                E’ già successo, con quasi tutti i paesi del mondo, dal 1945, quando gli USA avevano una posizione di predominio statistico nel mondo mai vista prima.

                Ma se togli gli abbagli statistici inizi a capire.

                Ciao

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Il mito della libertà”

                E poi dice che bisogna impedire alla gente di eleggere liberamente il proprio governante perché la maggioranza della plebaglia non è abbastanza competente.

                Però tutto inizia ad avere senso se ogni volta che Francesco usa “mito” noi sostituiamo con “frottole”: ed ecco le frottole degli USA, così importanti per giustificarne il potere, gli Stati Uniti che non possono trasformarsi in un paese normale rinunciando alle frottole e via dicendo.

              • Francesco scrive:

                sinceramente, arrivare alla tua età per fare il giochino “mito-frottole” è abbastanza deprimente

                leggiti Giobbe, che è meglio

  17. Francesco scrive:

    OT

    1) avevo chiesto info sull’America Latina, morire che mi abbiate dato anche solo un link a cui abbeverarmi!

    2) ho rivisto Brian di Nazareth, molto divertente, una delusione totale la fien

    3) qualcuno ha visto il dibattito Harris-Trump?

    fine OT

  18. MOI scrive:

    https://corrierefiorentino.corriere.it/notizie/cronaca/24_settembre_10/chi-e-cinzia-dal-pino-l-imprenditrice-di-viareggio-che-ha-investito-e-ucciso-col-suo-suv-said-malkoun-9b1b6da7-f12a-4559-974e-2627df98exlk_amp.shtml

    La signora inneggiava alla Pace in Ucraina sui Social … perde le staffe con un rapinatore e lo accompagna deliberatamente al volante del suo SUV !

    Va da sé, per alcuni Italiani un’ assassina (tendenzialmente di Sx) … per altri (tendenzialmente di Dx che augurano a quelli di Sx di subire rapina … “così che forse si svegliano !”) una Wonder Woman .

    • MOI scrive:

      “ACCOPPA !” … ma che cazzo di AI sei ?! … T’ an capéss mé’a un câz’ !

      🙄🙄🙄🤨

    • PinoMamet scrive:

      Ho visto le immagini: colpisce che lo investa col SUV a velocità piuttosto elevata, ma soprattutto che faccia retromarcia per investirlo di nuovo, due o tre volte.

      Un tristissimo caso di cronaca, che altro dire?

      Le frasi di Facebook ecc. mi sembrano puro sciacallaggio giornalistico.

    • MOI scrive:

      C’È il video con lei che fa prima-retromarcia-prima un paio di volte con il rapinatore sotto al Suvvone … NON credo che sia giocabile la carta dell’ “omicidio preterintenzionale !”

  19. MOI scrive:

    consulta più medici, e segui il parere della maggioranza.

    Ok, dirai tu, ma allora facciamo il governo degli esperti. E lo facciamo: ogni ministro ha i suoi consiglieri e sottosegretari. Ma chi li deve scegliere, in ultima analisi, questi esperti?
    Chi stabilisce che vuole degli esperti “di destra” o “di sinistra”? Chi dice “preferisco fidarmi di questa persona anziché di quell’altra, nello scegliere gli esperti?”

    ———————-

    Roberto Speranza credeva di incarnare questa “aristocrazia etimologica” … 🙄

    • MOI scrive:

      NON occorre essere Grecisti di Chiara Fama per “drizzar le antenne” quando si ode “Governo dei Migliori” …
      🙄

  20. MOI scrive:

    per la maggior parte del genere umano Occidente vuol dire Uccidente

    ………………………………….

    NON è la prima volta che lo leggo …razionalmente sappiamo che significa confondere l’ effetto con la causa. Ma mi rendo conto che umanamente è spesso un distinguo fuori luogo.

  21. Francesco scrive:

    >>> Francesco, tu sei davvero convinto che al di fuori del complesso USA+vassalli ci sia la polizia politica che suona alla porta alle 4 del mattino e ti fa sparire.

    Vabbè.

    Posso associarmi al vabbè? persino sul Manifesto ammettono che è così. Aggiungendo che gli arresti avvengono fuori dal quadro legale, senza bisogno di accuse che citino le leggi infrante.

    Io credo che Andrea viva davvero in una realtà parallela.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In India e in Brasile ti arriva la polizia segreta se critichi il governo?

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Mauricius Tarvisii

        “Brasile”

        E in Sudafrica?

        Semmai la polizia segreta arrivava quando al governo c’erano gli amichetti degli USA…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Forse hai citato giusto un paio di casi scelti con cura tra quelli più “occidentalizzati”?

        Non è che ADV si spertichi di lodi per Lula o per Modi, giusto?

        Sono altri i suoi veri riferimenti, quelli che tu non citi.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ho preso due paesi che non sono “USA+vassalli”, visto che sostenevi che persino il Manifesto ammette che, al di fuori di quel club, ti viene la polizia politica a casa se parli male del governo.

          • Francesco scrive:

            Non mi pare di aver detto che tutti i paesi non occidentali sono ” da sveglia della CEKA alle 4 di mattina”.

            Intendo dire che è in Occidente che questo ha iniziato a suonare male e che non succede nella misura in cui i paesi sono “occidentalizzati”.

            Come noterebbe Miguel, neppure l’Occidente è nato così, lo è diventato in vari secoli e con molti ripensamenti.

            Però Andrea e Peucezio sono ricchi di lodi per i governi di paesi in cui succede davvero, anche oggi, che parlare male del governo sia cosa pericolosa. Mentre io sono felice di vivere in un paese in cui lo posso fare in piena tranquillità.

            Ciao!

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              E torniamo lì: cosa intendi per Occidente? Perché mi pare che come al solito tu stia facendo il furbo con l’ambiguità delle definizioni.

              • Francesco scrive:

                Cosa c’è di ambiguo?

                L’idea di una civiltà basata sul rispetto dell’individuo e della sua libertà, sul dominio della legge, su un ottimismo riguardo a come si comportano uomini liberi.

                Diffidente di ogni mito collettivo e di ogni autorità.

                E fiducioso nell’uso della ragione critica.

  22. Francesco scrive:

    >>> Il motivo per cui è importante poter criticare un governo è che quel governo può governare male.
    Se governasse sempre bene, non ci sarebbe motivo di criticarlo.

    Posso dichiararmi imbarazzato da questa affermazione? non so se nella Roma dei Papi vigevano tali ragionamenti ma non credo proprio.

  23. Francesco scrive:

    OT

    voglio fare i complimenti ad Andrea per il lavoro che sta facendo col rapporto di Draghi. A me è arrivato ma non ho nessuna voglia di usare energie per leggere qualcosa che resterà lettera morta, soprattutto nelle parti corrette.

    Tipo quella citata da Andrea.

    Quindi onore al compagno De Vita, novello Stakanov!

    fine OT

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “De Vita”

      Tu lo sai cosa facevano ai bei tempi ai provocatori che sbagliavano sistematicamente il cognome dei compagni, vero?

      🙂

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      P.S. Mi attengo al monito deil compagno Lenin: ‘studiate, studiate, studiate!”

      • Francesco scrive:

        OK, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

        Fu solo errore di sbaglio, per quanto grave, senza alcuna malizia. Solo negligenza.

        Poi De mi suona meglio che Di, nella mia testa.

        Lenin che studiava? sono basito, un uomo di pura prassi e violenza. Più qualche scusa per fare la rivoluzione in anticipo di almeno un secolo.

        Ma l’incitamento va bene lo stesso.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “culpa”

          OK, OK, per questa volta ti faccio riabilitare, la tua autocritica e’ sufficiente.

          🙂

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S. prova a leggere qualcosa anche di Lenin. Ti stupirà.

  24. Ros scrive:

    scrivo qui il mio panegirico su quanto sono cuochi da bettola di via incognita gli USAni; perché nella casella di risposta apposita non me lo prende e dopo averlo vergato contantoamore mi duole buttarlo, che del commento si sa che non si butta niente 😳

    “…ma per molto tempo di queste sofferenze non se n’è proprio mai parlato. Chi – al di fuori da questo blog, e poco più – sa ciò che ha fatto Leopoldo II°?…”

    Rompere le uova per fare la frittata è ciò che da sempre opera chi ha il coltello col pentolame in mano e deve approntare il menù per la sera a cena.
    Alcuni lo chiamano progresso e civilizzazione e tante belle cose ancora😊

    Ora, siamo tutti più o meno umani e dispiace sempre per le uova☹️
    ma occhio non vede cuore non duole e si va in cavalleria.
    Che poi le rompono tutti, tanto i buoni e belli quanto i cattivi e brutti.

    Forse è poco utile fare la conta di chi ha fatto più l’infame con le uova. E le frittate più indigeste.

    Gli stati uniti hanno tenuto per un po’ di tempo in mano il banco della tombola natalizia, dello scopone scientifico.

    Non tutti possono, e neanche vogliono, tenere il banco. Va a predilezione, Grazie e destino manifesto, ci dicono.

    Puoi vincere molto e molto puoi perderci se la scafazzi troppo … e devi averci tanti beni al sole d’essere solvibile;
    o almeno averci i bravi all’ombra dietro i vicoli della bettola a spezzare diti 😎

    Il banco è sempre una faccenduola cui aiuta sapere fare proposte che non si possono rifiutare. Aiuta fare i bluffi e i buffi all’ ora di pagare con la lingua biforcuta.

    Ma pagare il conto all’ oste della malora non ci piace a nessuno, credo, e se uno se la può scapolare…

    Avendo, gli USA, tenuto di recente tanto il banco necessariamente hanno fatto tante porcat … frittate.

    Giusto?

    Hanno fatto tante frittate rompendo le uova che chiunque al loro posto e nella loro parte in commedia avrebbe dovuto in ogni caso rompere?

    Forse di più, forse di meno …
    più gentilmente meno gentilmente…
    Chissà 🤔🙄. ah averci la palla ucronica…

    I cinesi fino ai primi del novecento avevano ancora il tradizionale supplizio del Lingchi.
    Il “processo lento” o “morte dei mille tagli”
    Durava anche settimane. Ne parla anche Bataille ne “l’ Erotismo”

    Fu abolito dall’ ultimo imperatore, quello sfigato di Bertolucci, per pressioni europee.

    Vero è che anche i franciosi nell’ancien régime e altri barbari nostrani pure avevano simili passatempi edificanti delle pene in piazza della concordia …
    ma ce ne siamo liberati ben prima, e comunque erano ben rari; pare.

    E poi da noi erano festicciole popolari innocenti per farsi due ghignate, balli con San Vito e qualche boccale di vino al metanolo finto toccando culi alle mogli degli amici e guardati!

    Niente di personale che il nostro Dio perdonava a tutti😇

    Morale della favola?

    Che forse se non tenevano il banco gli americani l’avrebbero – sempre forse eh! – tenuto l’ altri a modo loro?

    Forse si, forse no, forse forse;

    e le frittate, quinquennali a digiuno intermittente dell’holodomor e democratiche Kampucheane coi peperoni verdi fritti alla fermata del treno o dei romulani basilico, giusquiamo e pecorino… o quelle coi piani Marshall e puttanate divertenti in televisione dopo i biblici bombardamenti…

    Ognuno ha il suo stile e idea di frittata buona come è giusto che sia

    Tutti i fulminati sulla via di Damasco, per la città in collina, Mecca con pietra nera di Saturno o Gerusalemme Celeste in terra, ambiscono a fare gli Chef e imbandire tavolate d’ogni ben di Dio …

    poi ci sono menù e menù e cuochi e cuochi … cacii e pepii

    Difficile dire che gli yankee siano stati quelli con le pietanze più discutibili da intestinare🙄

    Si dovrebbero provare anche le altre esotiche e piccanti pietanze per dirlo.

    Visto come va oramai il mondo inpicciolito piccino piccio’ in un villaggetto interconesso, e indietro difficilmente si torna se non facendoci assai male …

    Oramai che siamo tutti stretti stretti su quest’autobus … e che siamo sempre più destinati a fare e pensare uguale stessa etica e stessa costumanza di morale…

    l’ auspicio di una bella futura prossima gederazione mondiale?

    Come la cuciniamo questa frittata, e, soprattutto,con quali ova?

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “Che forse se non tenevano il banco gli americani l’avrebbero – sempre forse eh! – tenuto l’ altri a modo loro?”

      Secondo me non ti poni abbastanza questa domanda. Nel senso che dai per scontato che qualcuno tenga sempre il banco. E che esista un banco. O quantomeno che ne esista uno solo.

      • Ros scrive:

        Mauricius

        Ho come l’ impressione che il sistema antropocentrico del mondo si avvicini ad essere sempre di più un unica metropoli con gangli tentacolari a unirla come un domino, casca una tessera e rischia di cadere tutto il caravanserraglio.

        Metropoli con tanti quartieri diversi con diversi boss che ogni tanto fanno cagnara tra vicini per beghe di potere e di bottino;

        e dove si può o conviene che si deve,
        si manda lo sceriffo federale
        – il Marshall – designato con la stella di latta dorata a cinque punte.
        La nazionalità della stelletta è irrilevante. E’ semplicemente una mansione da concordare assieme.

        In una Federazione il banco non lo tiene ovviamente soltanto uno, si fanno dei consigli di amministrazione e si prendono decisioni insieme cercando di accontentare tutti.

        Ieri potevano esserci tanti banchi diversi tra loro che potevano anche non interagire mai tra troppo conservando morali, sistemi di governo, lingue, comunicazioni, e regole etiche diverse.

        Oggi ti sembra, su larga scala ancora possibile? E domani?

        Quali differenze farebbero si d’esserci la possibilità di realtà completamente autonome e indipendenti?

        Siamo partiti dai villaggi passando per le chefferies alle citta stato arrivando ai paesi, stati, nazioni, federazioni di nazioni, comunità globali economicamente e culturalmente interconnesse🧭

        Siamo arrivati a qualcosa di assai simile al sistema del micelio che coordina e nutre i funghi sotterraneamente coprendo distanze quadi infinite.

        Tutto ciò attraverso vari sistemi di governo che sono cambiati col cambiare dei tempi e dei costumi e sensibilità.

        Ma non è questo il punto.

        Il punto è che in questa oramai quasi metropoli mondiale si devono mettere d’accordo
        (già lo fanno attraverso i vari Europa, USA, ONU, G7, G10, BRIC ecc)
        tutti gli isolati coi loro ufficiali di paranza, tutti i quartieri con i loro mammasantissima con una Direzione da tutti riconosciuta.

        Non è più questione di chi è il buono e chi il cattivo, cosa li distingue? Cosa li divide?

        Solo la volontà egotica di potenza dei singoli gruppi.

        Ma il mondo – così continuando e divenendo – è altro da quello che era ieri.
        Non ci sono più i noi, i loro, e i quell’ altri.

        Ma quartieri come quelli della Florence di Miguel da coordinarsi tramite sistema micellare dalle piccole comunità rionali ai quartieri fino all’ intera metropoli.

        Chi è più buono, chi più cattivo? Chi ha cominciato? Non sono le beghe a dividerci ma la necessità di un sistema federale di governo mondiale.

        vaste programme, direte😁 ma è lì che si va, e non per complotti e sinarchie di illuminati incappucciati,

        ci si va da sé come in discesa

        Ci vorrebbe solo un nemico comune per unirci nell’ ammucchiata

        • Ros scrive:

          O federazione mondiale o barbarie😄

          Inventiamoci un nemico comune, con quello metafisico del Sacro e delle religioni ha funzionato ad unire Imperi.

          Ma oramai urge il salto della quaglia, urge un’ entità antagonista della nostra new Metropolis fisica e metafisica insieme.

          Qualcosa di veramente inedito che spezzi il nostro sistema percettivo, la nostra unica realtà ormai obsoleta, scaduta, degenerata in fase terminale …

          in un insieme di caleidoscopici nuovi cocci. Per un reale cambiamento serve una nuova percezione.

          E già ne vediamo i timidi confusi prodromi

          uff, pant pant🥵 minchia che delirio!😁

          • Ros scrive:

            pigliamo il tizio lì di Terra contro Mare, Carl Schmit? Quello!

            Beh ora è tutto “Mare”, tutto “mercuriale” come direbbe quel ceffo di Yuri Slezkine.

            Tutto come ne “I Barbari” di Baricco; surfante veloce sulle onde immateriale.

            Terra e apollinei li sentiamo urlare in agonia come il Pan che quella volta è morto. Come se potesse morire

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Ros

            “o federazione mondiale o barbarie”

            Lo sostenevo su questo blog tempo fa.

            Quanto al nemico comune… si potrebbe millantare una bella invasione aliena. La gente ci è già preparata da decenni di Hollywood. In un fumetto Italiano di dieci anni fa, “Orfani”, la balla dell’invasione aliena (“Painted Sky”) serviva per mantenere in piedi il consenso al governo dopo una catastrofe continentale.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Ros scrive:

              Andrea “Quanto al nemico comune… si potrebbe millantare una bella invasione aliena”

              “…La scelta si rivelò efficace perché gli Stati Uniti piombarono nel caos.

              Secondo la testimonianza di molti collaboratori, tra cui l’assistente personale Alland, l’executive della CBS Davison Taylor piombò in camera di registrazione dopo quindici minuti ed esclamò, rivolto a Welles:

              “Per Dio, interrompi questo coso!

              Là fuori la gente è impazzita!”
              Welles rispose al direttore generale della CBS Paley (giunto in ciabatte e accappatoio), che gli intimava di chiudere la trasmissione:
              “Interrompere? Perché? Devono avere paura, mi lasci continuare!…”

              questa già ce l’aspettiamo🙄

              I nemici metafisici che l’altra metà sono dall’altra parte dello specchio oltre il filo dell’arcobalengo e che non è fisica ma chiamiamola sfisica antimaterica oscura bucanera oppure la chiamiamo come ci pare che tanto non ci risponde e se ne fotte come il gatto ci sono per d’avvero.

              Essi vivono!

              E combattono con noi.

              Con o contro…
              queste sono squiquilie da preferenze egotiche a superarsi in merito all’efficacia sul tempo lungo.

              Sono particolari, e non è mica da questi particolari che si giudica l’utilità di un nemico.

              Possibili e arruolabili arcinemici,
              tanto archetipicamente mitici quanto concreti nella loro possibile manifestazione in questa sintonizzazione percettiva della stazione radio fra tante stazioni radio che chiamiamo realtà, ce ne sono a mazzi di iosa.

              Altro che gl’Ufi che già Orson Welles ce l’ha bruciata quella quel falstaff.

              Roba vera, originale dico!
              Buona come il pane a legna della nonna coi grani antichi e il lievito delle madri di prima del big bang.

              L’elenco parziale dei possibili manchurian candidati dei grani antichi
              (Grains Old Ones) forgotten ones con cui farci il pane per domani di federazione è legione lì al centro dell’universo dove siedono quali dei ciechi e idioti… amorfe escrescenze d’abissale confusione che bestemmiano e gorgogliano storditi da un incessante suono di flauti e nacchere di flamenco; Ole’!
              🫣

              • Ros scrive:

                seriamente😒

                il come si chiama che non mi viene – perdo colpi – della chiusura in casa del coronavirus coi permessi lì che non mi ricordo green e qualcosa è stato appena un paio d’anni fa ed è storia antica delle mummie.

                il tempo è accellerato, in dieci anni si cambia tutto come una volta in 1000 a esagerarre manco tanto.

                Bisogna ragionare per categorie e paradigmi (sapessi cosa significa) inedite. Ancora a manifestarsi compiutamente.

                Le vecchie storie di vent’anni fa sono già favole perse e dimenticate nel tempo.

                I giovini sanno giusto il menù del giorno, e l’indomani l’hanno già scordato per quello che gli si presenta nel presente.

                Le categorie temporali passato-presente-futuro sono storie della nonna coll’arteriosclerosi e il cervello leggio e svampito.

                La memoiria a breve termine tende a perdersi per strada nel momento emesso e quella a lungo termine dell’ipotalamo le nuove generazioni l’hanno persa come una volta noi (io ancora me lo ricordo🥺) pérsimo le branchie per amfibiare a terra strisciando come serpidi.

                Oggi
                viviamo in mezzo tra due cuori
                viviamo dentro e viviamo fuori

                E’ tutto un attimo!

                E’ il nostro corpo che cambia con la mente nella forma e nel colore,
                è in trasformazione, è una strana sensazione in un bagno di sudore
                … che cambia…e cambia…e cambia…e cambia…e cambia …

                Come un treno che ci passa dentro senza stazione senza capacitarci più sulla direzione
                senza biglietto nè limitazione.

                La direzione presuppone categorie temporali in progress che stiamo via via perdendo e abbandonando come un tempo la coda e il pelo.

                Lo vedo in mio nipote diciottenne che è di un’altra funzionante specia a modo che per noi antichi pare improprio

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Ros

                “gorgogliano storditi”

                No!

                Basta Lovecraft!

                Non se ne può più!

                Il più sopravvalutato scrittore di fantastico e fantascienza insieme con Van Vogt!

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Andrea “Non se ne può più!

                Il più sopravvalutato scrittore di fantastico e fantascienza insieme con Van Vogt!”

                ci ho provato da ragazzo a leggerlo; troppo astratto, niente psicologia, niente sugo.
                Non ingranava mai col necessario guizzo.
                E i suoi astrattismi erano solo parole vuote senza risuonarsi in anima carne e sangue.

                Concordo sul rimandarlo a settembre e consigliare ai genitori che dopo le medie va iscritto all’Istituto professionale indirizzo manutenzione spicciola

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Sono anni che propongo una moratoria su Lovecraft.

              • paniscus scrive:

                “ci ho provato da ragazzo a leggerlo; “—

                pure io, diciamo che ci ho provato a 17 anni e me ne sono significamente stufata a 19,

                e che avevo iniziato a leggerlo dopo essermi beccata le sollecitazioni entusistiche di un mio amico appena più grande di me,

                che a sua volta era stato imbeccato un paio d’anni prima da un altro suo amico poco più grande di lui (e presumibilmente a sua volta imbeccato allo stesso modo da qualche altro amico).

                Non mi risulta che nessuno dei membri della catena (almeno, quelli a me noti) abbiano continuato a leggerlo o a citarlo dopo aver superato i 21-22 anni, nemmeno quello che si è laureato in lettere…

              • PinoMamet scrive:

                Lovecraft (e compagni) ha avuto l’intuizione di un orrore sovrannaturale più misterioso, assurdo e inspiegabile dei soliti vampiri, streghe ecc.;
                e di inserirlo in una realtà quotidiana o di degrado, dandogli una sorta di realismo che lo rende più tangibile rispetto ai castelli transilvani o scozzesi…

                però scriveva malissimo ed era ripetitivo e in fondo noioso.

              • Ros scrive:

                paniscus “lovecraft, dai 17 ai 19”

                ne hai di perseveranza!

                Lessi del Necronomicon in Martin Mystere e mi incuriosi l’autore.
                Lo mollai quasi subito, dopo i primi racconti (Dogon) almeno discolpandolo nel dare la colpa ai traduttori incapaci che non rendono.
                Lo faccio sempre con la letteratura straniera che leggo in traduzione.
                Non tutti, ahinoi sono Giorgio Caproni che traduce Mort à crédit di Céline.

                Non mi sembrava granché narrativa;
                anche “solo” (Andrea salta per aria😀) narrativa di genere ma ben resa come quella ad esempio del miglior Stephen King che è e resta un maestro nel suo onesto mestierare.

                Mi sembrava… che so’ .. sceneggiatura estemporaneea!

                Abozzi di idee buttate lì per una storia ancora da realizzare.

                Però mi permetto di consigliarvi:
                “H. P. Lovecraft.
                Contro il mondo, contro la vita (Contre le monde, contre la vie)”
                di Michel Houellebecq.
                postfazione di Stephen King, 2001 Bompiani,

                https://www.ibs.it/h-p-lovecraft-contro-mondo-ebook-michel-houellebecq/e/9788834618684

                è una biografia di Lovecraft proiettata da Houllebecq molto interessante e viva

              • roberto scrive:

                “lovecraft”

                neanche call of chtulhu vi è piaciuto!?!

                “We live on a placid island of ignorance in the midst of black seas of infinity”…ci penso spesso a questo incipit

              • PinoMamet scrive:

                Mah, riconosco a Lovecraft, come scritto sopra, di essere un rivoluzionario del genere.

                Lo stesso King, citato da Ros, dipende tantissimo da Lovecraft (e lo sa e riconosce).

              • roberto scrive:

                per il resto sono d’accordo che è noioso e anche con il commento di pino… io poi facevo uno di quei giochi di ruolo basato sulle storie di lovecraft e mi piaceva molto l’atmosfera creata

              • Ros scrive:

                Roberto “neanche call of chtulhu vi è piaciuto!?!”

                A Lovecraft riconosco di avere tentato e parzialmente riuscito di dare vita ad una narrativa horror diversa dal solito.

                In The Turn of the Screw di Henry James, la cosa è sicuramente riuscita. Un racconto di fantasmi senza alcun fantasma che ti ra gelare la schiena e sentire un astratto “male” strisciante.

                Anche a Maupassant in L’Horla il gioco riesce a perturbare per davvero.
                Amenábar in The Others, M. Night Shyamalan, fanno qualcosa del genere al cinema.

                Lovecraft parte da Manchen per fare qualcosa di veramente difficile da rendere sulla carta;
                incarnare la possibilità di un’orrore metafisico – astratto -condivisibile si più.

                Ma forse mancava di talento comunicativo? Troppo introverso? Non mi pare che ci riesca al meglio. Sembra sempre abbozzato parteciparvi a quella dimensione Perturbante del Weird nelle reali accezioni dei termini: qualcosa di sconvolgente per la mente e la coscienza.

                Come mandarti in un bad trip.
                Un viaggio acido all’ inferno dell’ inconcepibile materia oscura.

                Ma è appunto inconcepibile 😳 e quindi indescrivibile.
                E diventa astratto e noioso.

                E come il voler descrivere un resoconto di un sogno o un viaggio psichedelico.

                Non funziona mai.

                Se ci mettiamo pure che i suoi personaggi sono totalmente (volutamente) privi di psicologia, storia e dimensione, difficilmente prendono il lettore.

                Lettore che si perde in astrazioni narrative che non riesce a visualizzare in nulla di protettivo. Di materializzabile con quello che ha e che sa.

                Quel trovarobato e attrezzistica di genere del bagaglio archetipale dell’inconscio collettivo in uso.

                I mostri, vampiri, fantasmi di cui parla Pino.

                Il lettore resta poco coinvolto.

                Oggi ne ha raccolto l’eredità “marionettistica” alla E.T.A. Hoffmann “Der Sanfmann” Thomas Ligotti.

                Che – a differenza di Lovecraft – apprezzo abbastanza nella resa concreta e visibilmente comunicabili delle atmosfere oniriche stranianti.

                https://it.m.wikipedia.org/wiki/Thomas_Ligotti

              • paniscus scrive:

                “Lo faccio sempre con la letteratura straniera che leggo in traduzione.”—

                AH, ‘mbè, certo, avevo dimenticato di dire che quelle letture adolescenziali arrivassero esclusivamente da traduzioni italiane di 20 o 30 anni prima, e probabilmente anche tagliate nei contenuti, o per motivi di vecchia censura, o semplicemente per motivi redazionali di stare dentro con le pagine previste.

                Anche nei gloriosi Urania e negli altrettanto gloriosi gialli della Corrado Tedeschi si è fatto così per anni.

                La lettura in lingua originale, all’epoca, era semplicemente inimmaginabile.

              • Moi scrive:

                La lettura in lingua originale, all’epoca, era semplicemente inimmaginabile.

                ————–

                Spesso anche il film non doppiato.

                Adesso invece se per assurdo uno volesse fare home schooling perfino in Coreano da stare in Italia … con i giusti video potrebbe.

              • Ros scrive:

                paniscus

                Prima del fondamentale lavoro svolto nel portare la letteratura americana e il suo mito – Francesco accenda un cero a Cesare😀- in Italia da Pavese guià nel ’38, e Elio Vittorini e, in seguito, Fernanda Pivano per la Beat Generation ed Hemingway, la traduzione delle – pochissime – opere straniere era penosa*.

                Tanto di tutto ciò che abbiamo letto quando affermiamo di avere letto Joyce, Melville, Anderson, Sinclair Lewis, Dickens … e via andando è opera loro.

                “Per tradurre bene, bisogna innamorarsi del materiale verbale di un’opera, e sentirsela rinascere nella propria lingua con l’urgenza di una seconda creazione.

                Altrimenti è un lavoro meccanico che chiunque può fare” (da una lettera di Pavese a Bompiani).

                Caproni insegna con Céline di “Morte a credito” per Garzanti nel 1964 che tradurre è creare.

                Se l’autore adotta un personale, inventato, stile formale, uno slang popolaresco, “goticismi” eufonici ed astrusi, ampio uso del nonsense, pastiche e doppi e tripli sensi…

                al traduttore è obbligo, e si spera piacere creativo di ri-farlo quasi di sana pianta nella lingua, colore, sensibilità, e suono – ritmo – del paese suo.

                Ri-crearlo tramite parlate antiche, maccheroniche, dialetti.

                Una Peucezica oralità gergale dimenticata da adattare in prosa come un vestito di alta sartoria all’opera.

                E tanto altro di faticante al far si che una buona traduzione richieda anni di lavoro certosino da ricercatore.

                E’ indi un lavoro immane, spesso eminentemente autoriale non certo di facile servizio.

                L’IA non dovrebbe ancora farcela😁

                e nemmeno l’uomo di pur buona volontà e genio se gli capita un Finnegans Wake da pelare-

                “Da giovane, quando traduceva ore e ore, per fare più in fretta, lui dettava e io scrivevo.

                Era molto meticoloso, non si preoccupava soltanto di tradurre, così, alla buona, ma cercava di ricreare, di riprodurre fedelmente il mondo dell’autore;

                scriveva in America per farsi mandare la traduzione esatta dei termini tecnici gergali,
                ad esempio nautici quando traduceva Moby Dick per l’editore Frassinelli.

                Non so come abbia fatto, è “un mattone”… (la sorella Maria di Pavese)

                (La letteratura americana e altri saggi. C. Pavese, Einaudi)

                Questo ha fatto si che mi rimanga costantemente il dubbio su cosa sto leggendo nell’avventurarmi in una prosa tradotta e di perciò evitare
                – come seriamente potrei? – giudizi necessariamente parziali e fallaci sulla piacevolezza
                (a me questo importa😎) dell’autore.

                Del resto anche avendo la possibilità dell’originale quando si ha una conoscenza solo basica della lingua in questione si vengono necessariamente a perdere sottintesi, colorazioni gergali e dialettali, ironie leggere come piume e difficilissime da cogliere per il profano d’idioma.

                A meno di narrativa facile e di contenuto o saggistica preferisco sempre buttarmi quindi su gli italiani, ove perlomeno e più o meno supergiù so quel che mangio!

                Pensate alle traduzioni straniere di Giorgio Manganelli, Tommaso Landolfi, Emilio Gadda, Gianni Rodari, Michele Mari…

                Di chi impasta nel “Significante”, della parola “magica” invocante quale rito di grimorio la sua pagnottella comunicativa dell’abbracadabra?

                di chi insomma fa ricorso alla forma molto più del contenuto nelle sue ricette.

                Di neologismi e rtmi di ballate:

                “O voi ch’avete li ’ntelletti sani, Mirate la dottrina che s’asconde Sotto ’l velame de li versi – perculanti forse? – e strani”

                * basti guardare a un classico della letteratura picaresca come “L’avventuroso simplicissimus” di Hans Jacob Christoffel Grimmelshausen, tradotto e ripulito a saponata di soda caustica piallante edulcorata da soignorinelle in fiore per la prima comunione dal tedesco del pur meritevole Angelo Treves nel 1928 con tutte le pruderie e limitazioni dell’epoca
                (ovvero sciapo, innocuo, incolore, e abbondantemente tagliato)

                Opera sulle avventurose avventure del simpatico avventuriero fu’ mercenario lanzichenecco.

                ne ha scritto anche Miguel🙂

                che l’avra letto in lingua originale

                https://kelebeklerblog.com/2017/06/16/mondi-di-frontiera/

              • Ros scrive:

                “…Di chi impasta nel “Significante”, della parola “magica” invocante quale rito di grimorio la sua pagnottella comunicativa dell’abbracadabra?…”

                ne avevamo già accennato con Fosco Maraini e la sua Gnòsi delle Fànfole🙂

                Solstizio d’estate
                Giracchia vorticando un caligello
                e sfrìggican le fonfe in gnegnoloni
                stragizza firignàtico un morfello

                tra i gugli, i melisappi, i tarpagnoni.

                Spiffate o bellindane i tornichetti,
                spiffate ninfaroli le fernacchie!

                Chi spiffa si rispàffera in budretti
                chi ciucca si rincòcchera in gerlacchie.

                Gettiamo i bustifagni alla malventa?

                E i lònferi nel fuoco piripigno?

                Straquasci l’orgicaglie a luna sbrenta
                e trònagi lupastro il frizzivigno!

              • Ros scrive:

                … sul mestieraccio del traduttore
                – che, ricordiamo, annovera nelle sue fila il nostro padrone di casa –

                sono andato a ripescare il fresco di stampa:

                “Fra le righe. Il piacere di tradurre” di Silvia Pareschi.
                2024 Laterza.

                Il sommario, assieme al primo capitolo or ora piacevolmente consumato promettono una lettura proficua 🙂

                Sembra abbastanza leggero, ma chissà;

                Il 2° capitolo “Inventare parole” disperatamente tento d’assaporarlo ad andamento lento

                … ma “Il piacere del turpiloquio”, (sempre nel 2° capitolo) assai mi tenta la zampata avida e lesta a rovinarmi l’appetito😺

                https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858155370

                https://www.laterza.it/indici/9788858155370_indice.pdf

            • Francesco scrive:

              1) la vostra fiducia nella Federazione è ammirevole, fanciullesca, sembrate Rododendro, quello che scrisse Star Trek e riuscì pure a farlo vedere! un futuro unitario e socialista trasmesso dalla TV USA negli anni Sessanta!
              un vero genio

              ma … ricordate quando la DC era sicura di restare al potere? che veleno mortale è stata quella certezza? senza paura l’uomo è un animale corrotto e compiaciuto, pigro e ottuso

              2) adesso non fate i fighi a rubare la trama di Watchmen!

              😀

            • Ros scrive:

              Scusate tutti gli errorini frettici e (oligo)frenetici😁

              per il resto concordo con voi nella valutazione della commestibilità di Lovecraft.

              Vorrei avere la possibilità di poterlo leggere in lingua originale con la capacità di cogliere sottintesi, ironie, inezze e sottotesti e che mi manca☹️

              L’incipit di Roberto suona infatti magnificamente.

              Borges adorava Stevenson per il suono della sua prosa

          • tomar scrive:

            Ros: “O federazione mondiale o barbarie”
            Non c’è altro da aggiungere.
            Forse non ci si arriverà, io di certo non la vedrò,
            ma allora la vedo molto brutta per i figli e nipoti nostri e di tutti gli umani ovunque siano (anche quelli di qualche isoletta sperduta nel Pacifico, che già sono nei guai con l’overtourism).

            • Ros scrive:

              tomar: “Forse non ci si arriverà, io di certo non la vedrò..”

              in un certo modo la stiamo già vivendo;

              e il diavolo non è poi così brutto come lo additiamo col nostro crudele bodyshaming

              E’ solo un bambino speciale😳

              si cambia, ed è questo il bello della diretta!

              Diretta presente, che c’è solo questa qua d’adesso oraora proprio

              Si giringìra di corsi e ricorsi, e di corse e rincorse e ci si trastulla nell’eternità di un pomeriggio domenicale silente e smorto come fosse stato sempre ferm’immoto gurdando fuori dalla finestra mentre che ancora batte troppo forte il sole🥺

              Questo scoglio che se ne sbatte ignavo, forse, sulla via lattea pare abbia dice 4,5 miliardi di anni e ne ha visto trapassare di cose in cielo e in terra di quante ne sogniamo noi orazi con la nostra scienza, religione, arte e filosofia

              e se ne sbatte ignava per davvero questa nostra involontaria e personalissima creazione percettiva d’eterna fantasia domenicale annoiata?
              🙄

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ammettiamo pure che effettivamente il mondo sia o sarà assimilabile ad una metropoli. Questo forse vorrà solo dire che sarà una metropoli troppo grande per essere non dico amministrata, ma almeno vagamente gestita.

          • Ros scrive:

            Mauricius: “…sarà una metropoli troppo grande per essere non dico amministrata, ma almeno vagamente gestita…”

            le nuove tecnologie aiutano allo scopo mica a farci giocare a candy crush!

            e anche una metropoli è un organismo fatto di atomi che formano cellule che formano molecole che formano organismi …
            .. soldati che formano plotoni che formano compagnie che formano battaglioni che formano divisioni …
            … rioni che formano quartieri che formano circoscrizioni (?🙄) che formano la New Babilyon levithana lievitata a tondo panettone.

            Un po’ di fantasia al potere😁

            Basta cominciare ad amministrare e gestire la cellula più piccola (tipo quella dei Nidiaci)
            dal caporale fino – passo passo in su andando – alla più grande e intera retta dal presidentissimo federatore universalmente riconosciuto.

            E la tecnologia viene ad essere tanto la rete neuronale che quella circolatoria supergiù 🙄

            Mica devo fare tutto io però!

            che già perdo i colpi…

            • Ros scrive:

              che già perdo i colpi…

              che poi a Dio gli avete dato ben sette giorni;
              io che sono più pisquano calimero di lui?
              che devo fare tutto al momento.
              In diretta orapresente😒

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Le tecnologie ti danno strumenti di monitoraggio. Ma per il controllo occorre il potere.

              • Ros scrive:

                il potere da cosa nasce?
                Da cosa è – viene – dato?

                La forza è una cosa.
                E’ energia (mi pare)

                Ma il potere lo concediamo noi tutti chiavi in mano chi scegliamo per il ruolo;
                per quel meccanismo di schiavitù volntaria fra Étienne de La Boétie e il Mago di Oz passando per i vestiti nuovi dell’imperatore

                Meccanismo assolutamente necessario al funzionamento (sistema complesso d’alveare) del carrozzone federale.

                Dunque: La forza
                (energia, armi, risorse, genti ancora ce n’è)

                il potere da cosa nasce?
                Da cosa è – viene – dato?

                … e ritorniamo sempre lì al NNNP (Nemico NuovoNuovo e Perturbante)

              • Ros scrive:

                NNNP

                Potere!

                Il Potere nasce (e si concede come amministratore dekll’energia)
                dalla Paura😱

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Il potere è la capacita di trasformare la propria volontà in realtà. Mi pare che nessuno sia in grado di farlo in tutto il mondo.

              • Francesco scrive:

                E quando il sistema è così complesso che il possesso delle informazioni diventa IL potere?

                Non è possibile pensare a un sistema come quello immaginato da Asimov, in cui gli unici a capire le relazioni di un mondo troppo grande e complicato erano delle Intelligenze Artificiali, che manipolavano un’umanità inconsapevole?

      • Francesco scrive:

        Posso?

        1) certamente qualcuno tiene sempre il banco
        2) certamente esiste sempre il banco
        3) a volte dietro il banco c’è più di un mazziere: Egitto o Assiria, Atene o Sparta, Roma o Cartagine, Franza o Spagna, Milan o Inter … sempre sono lì a far girare le carte

        Ciao

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Cioè Roma teneva il banco anche per il Sudamerica?
          E chi teneva il banco nel X secolo, per curiosità?

          • Francesco scrive:

            Non riesco a capire la rilevanza delle domande.

            Premesso che l’ampiezza del tavolo la determina la tecnologia, per ogni tavolo c’è sempre un banco. Oggi che la tecnologia permette di avere un tavolo molto grande, pure il banco è quasi uno solo.

            Dico quasi perchè non ci credo, all’Impero mondiale usano, ma un certo trend in senso unitario c’è.

            Nel X secolo, in Europa occidentale, il tavolo era piccolo e il continente pullulava di mazzieri. Ma sempre mazzieri erano.

            Nessuna differenza di sostanza rispetto all’Imperatrice Vittoria.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Tra romani e sasanidi chi era il mazziera in Medio Oriente?

              • Francesco scrive:

                Scusa ma non ho scritto “a volte dietro il banco c’è più di un mazziere”?

                Se non sei uno che da le carte ma che le riceve, non ti cambia tantissimo se te le da uno solo o più di uno.

                Poi arriva Maometto e passi tu a dare le carte. Poi perdi tutto e un Turco ti passa una scartina ogni tanto …

        • Ros scrive:

          “Posso?”

          Ma prego signor Francesco, è sempre il benvenuto 😊

          “3) a a volte dietro il banco c’è più di un mazziere”

          Ben più di solo a volte.

          E’ quel meccanismo che Miguel chiama energia perpetua a motore avversario, o qualcosa del genere
          (lo già detto che perdo colpi😳)

          O che Andrea attribuirebbe all’Orwell dei dieci minuti d’odio per Emmanuel Goldstein, al biblico capro ed all’untore delimortaccisua

          In famiglia si litiga come cagnacci idrofobi ma ci si unisce a morsa di falange quando l’esterno attacca.

          Il nemico antagonista serve a entrambi i contendenti. Sono ovvietà😊

          Quando non c’è lo s’inventa;
          altrimenti si torna a litigare in famiglia.

          Solo così il banco da il suo meglio, quando i mazzieri sono, o sembrano, in concorrenza fra di loro.

          Che lo siano o lo sembrino soltanto è irrilevante, ma devono esserlo;
          necessita☝️

          l’ umanità è inquieta come il bimbo con il deficit d’attenzione, la demonizzazione
          del Goldstein da parte di entrambe le fazioni mazziere è manna dal cielo per rinserrare entrambi i ranghi.

          Perciò la federazione terrestre pare ancora utopica.

          Il nemico dev’essere esterno ed “altro”
          (Weird dicevamo poco tempo a dietro su questi schermi), per tutti i contendenti a divenir così tutti famiglia.

          Per fare tal frittata non basta solo l’uovo sfatto del terrorismo di guerriglia dei soliti poveri anarcoinsurrealisti criogenati tirati fuori dall’ospizio dalla digos e affini

          Seve roba seria a unirci tutti assieme

          Ciao 🙂

          • Francesco scrive:

            Putin? dopo tutto ha la faccia strana, parla strano, scrive stranissimo, va in giro mezzo nudo nella neve … più “altro” di così!

            😀

  25. Moi scrive:

    L’ Occidente è una realtà in piena decadenza … economica, culturale, sociale : non si salva più nulla !

    • Ros scrive:

      Vero Moi!

      Posso testimoniare

      Gli e lo sentii dire nella galizia presso Finisterre al mio amico Duccio col cuore in mano;
      Un brav’uomo di Neanderthal che conobbi qualche tempo a dietro;
      giusto poco prim della sglaciazione☹️

      Non l’ho più sentito

  26. Ros scrive:

    Piccolo ot generazionale di Claudio Giunta
    (il ragazzo merita 👍”Come non scrivere” è davvero piacevole)

    aggiorniamoci dunque!
    Che non è la politica e la geopolitica economica la cosa più importante ma
    – come Moi magistralmente insegna – gli usi e i costumi

    https://claudiogiunta.it/2024/08/in-missione-etnografica-tra-le-swifties/

    https://www.ibs.it/come-non-scrivere-consigli-ed-ebook-claudio-giunta/e/9788851160784#:~:text=Come%20non%20scrivere.%20Consigli%20ed%20esempi%20da%20seguire,%20trappole%20e

    • Francesco scrive:

      Girato subito alla figlia molto swifty … grazie!

    • PinoMamet scrive:

      L’articolo è interessante e lo finirò quando non sarò più nel parcheggio del supermercato.

      In sintesi direi che Taylor Swift è bravissima a fare il genere di cose di cui non mi frega un cazzo, cioè la cultura pop americana americocentrica bianca borghese e del tutto innocua.

      In aggiunta, chiunque sia questo Louis CK, il suo monologo sui poveri è una inconsapevole brutta coppia, ma nel senso di proprio bruttina, di quello di Troisi a Taormina.

      • MOI scrive:

        Taylor Swift è bravissima a fare il genere di cose di cui non mi frega un cazzo, cioè la cultura pop americana americocentrica bianca borghese e del tutto innocua.

        _______________________________

        Mi sembra il modo più efficace di fare l’endorsement a Kamala Harris, cioè che cosa e come lo ha fatto.

        Sul serio.

      • Francesco scrive:

        Concordo su “del tutto innocua” però è gradevole.

        Anzi, dato che a 34 anni è ancora gattara senza figli, non è del tutto innocua. Per fortuna è della fazione della Harris, per cui un loro basso tasso di natalità ha anche dei lati positivi.

      • PinoMamet scrive:

        Prendete l’odiosa Madonna;

        se ne può dire tutto il male, e sarò sempre d’accordo, e certamente non ha “rivoluzionato la musica” come dice il mio amico gay: si chiama Ciccone, mica Stravinski.

        Ma di sicuro nel mondo del pop-finto rock c’è stato un prima e un dopo Madonna.
        I concertoni spettacolone non li ha inventati lei, ma lei (o meglio tutto il suo enorme apparato produttivo) li ha portati alla perfezione, e li ha resi oggetti di discussione e controversia.

        Mentre alla fine tutti gli articoli sui concerti di Taylor Swift che ho letto erano “cosa ci faccio qui in mezzo a tutte queste ragazzine” e “ok, è roba orecchiabile e non fa male a nessuno”.

        • Francesco scrive:

          Non vorrei dire ma “ok, è roba orecchiabile e non fa male a nessuno” è la recensione di tutta l’opera di Madonna, pari pari.

          E pure il commenti sui concertoni, a tempi di Madonna a Torino, erano uguali.

        • PinoMamet scrive:

          Beh i commenti su Madonna li ricordo più del tipo “vuole pervertire la nostra gioventù”…

          il contenuto degli show e dei video faceva di tutto per farlo pensare…

          • Francesco scrive:

            Pino, quelle erano vecchie zie che si erano perse tutti gli anni ’70 però!

            😀

          • PinoMamet scrive:

            Non ne ho idea. Io avevo due gay in classe (!) e la adoravano proprio per questo…
            mi facevano due… ehm… una testa così co’ ‘sta Madonmna e quanto era “trasgressiva”.

            Uno portò in classe una specie di suo album fotografico (non so se conteneva persino un disco 😉 ) con copertina, mi pare, metallica, costato un botto, tutto di foto che definirei porno soft.
            Se si comprava Caballero spendeva meno 😉 solo che quelle di Madonna erano tutte roba para sadomaso, froci legati, sculacciate ecc.

            Cose che poi erano la routine dei suoi concerti… e non di quelli della Taylor 😉

            • Francesco scrive:

              Ma è la vecchia Madonna, quella della svolta sado-gay!

              Che secondo me già non se la filavano più molto, tranne i gay masochisti.

            • MOI scrive:

              In Italia (e poi anche Spagna) Madonna però ebbe unica rivale Raffaella Carrà … altrove, nessuna.

              • Ros scrive:

                Madonna …

                non mi ha mai entusiasmato; troppo “Maniac”.
                Troppo ce la devo fare.
                Troppo “il successo mi tocca!
                è mio e mi tocca tutto a me! assolutamente mi tocca! ”

                talento o meno😎

                Curioso l’aver sentito come tutti pare dessero per assoluta promessa vincente Cyndi Lauper con “Girls just want to have fun” e non lei.

                Cyndy Lauper prematuramente messa-si da parte.

                Assoluta promessa reginetta del tipo scappata di casa con le pezze merlettate postpunk del reflusso edonista rampante reaganiano all’ American Psycho di Bret Easton Ellis (Less Than Zero, 1985, manifesto di quegli anni)

                Rimane un mio debole per “Material Girl”, chiunque poi la canti

                https://www.youtube.com/watch?v=R2NxA3Fodks

              • Francesco scrive:

                Madonna grandissima grinta e alcune belle canzoni

                Cindy almeno un paio di canzoni bellissime, che se passano le ascolto fino alla fine.

                Mamma mia come sono vecchio.

    • firmato winston scrive:

      Sono molto belli anche “e se non fosse la buona battaglia” e “ma se io volessi diventare una fascista intelligente”, sulla scuola come luogo di indottrinamento surrettizio (nella classifica poi ci devono essere i social e i blog che pero’ almeno sono liberi, facoltativi e balcanizzati – i loro animatori dimostrando di aver appreso benissimo se non il contenuto quel che piu’ conta nella scuola (e nella vita), la lezione di metodo: la smania di indottrinare, di “far passare il messaggio salvifico”).
      Il primo ci rammenta che l’insegnamento scolastico della storia della letteratura e’ il programma ottocentesco nazional-risorgimental-d’azegliano: fare gli italiani.

  27. Francesco scrive:

    >>> Dopo che ho visto come un Parenzo qualsiasi si è permesso di stercorizzare impunemente il suo ospite Orsini, non credo più alla libertà di informazione da noi.

    Beh, questo è un tuo problema di malafede: devi trovare delle scuse per negare che siamo una democrazia. E ne trovi a bizzeffe, visto che sei di bocca buona, in questo campo.

    😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “bocca buona”

      Al contrario.

      Prima pensavo che, nonostante tutti i crimini commessi verso il resto del mondo, l’Occidente conservasse davvero il primato – morale, se non politico – della libertà d’espressione, che è l’ovvio presupposto dell libertà tour court.

      Come dice Orwell, ‘liberta’ è libertà di dire quel che la gente non vuole sentirsi dire’.

      Ora, capisco che dire due anni fa che la strategia di contrapposizione senza se e senza ma a Putin era destinato al fallimento totale potesse risultare impopolare davanti a un’opinione pubblica che vedeva solo i tank Russi in Ucraina e ignorava cosa stava succedendo da otto anni da quelle parti.

      Ma sinceramente sono rimasto stupefatto al vedere che chi prevedeva quello che poi sta puntualmente succedendo oggi sia stato svillaneggiato e trattato apertamente da traditore imbecille da un intero modo dell'”informazione” , che in realtà era pura e semplice propaganda.

      E non solo da noi: il premio Pulitzer che per primo pubblicò la notizia che il sabotaggio del North Stream era opera Ucraina è stato fatto passare per rimbambito; l’UE ha tirato fuori una censura dopo l’altra; i fact checkers sui social lavorano per società editoriale di proprietà degli stessi gruppi che investono in armamenti. Siamo arrivati al punto di vedere modificare i regolamenti per l’iscrizione alle liste elettorali per le elezioni Europee due mesi prima del voto apposta per rendere difficoltoso l’apparentamento a nuove liste che si oppongono all’attuale marcia verso l’abisso. Chi si offre per mediare fra le parti viene stercorizzato; si sono pubblicate liste di proscrizione di oppositori sui quotidiani.

      Insomma, siamo in pieno maccartismo, da “destra” e da “sinistra”.

      Sarebbe questa la democrazia?

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        “strategia di opposizione senza se e senza ma a Putin”: spera ti renda conto delle baggianate che scrivi.

        La NATO è due anni che fa il minimo o meno per aiutare l’Ucraina contro l’invasione russa, sia militarmente, sia con le sanzioni. Ancora oggi si legano le mani agli ucraini nell’uso delle armi, in modo che i russi possano tirare su di loro con comodo.

        Ormai tendo a dare credito a strampalate teorie secondo cui dietro questa ignobile stupidità e viltà ci sarebbe una qualche idea.

        Certo, chi si oppone ad aiutare l’Ucraina a resistere all’invasione per motivi di complicità ideale con Putin si merita di essere additato come traditore e imbecille. Anche chi travisa su quello che è successo dal 2014 per andare dietro alla propaganda di Putin.

        Chi prevedeva che facendo così poco l’Ucraina non sarebbe riuscita a resistere è stato fatto passare per invasato militarista che vuole una guerra nucleare … esattamente quello che strilla Medvedev dal primo giorno.

        A chi si offre per mediare fra le parti si fa notare che una delle parti si chiama Vladimir Putin!

        Purtroppo, l’opinione pubblica europea è in maggioranza propensa a fottersene. Perchè ci sia un minimo di partecipazione si deve almeno dare contro agli Ebrei, che ha una lunga tradizione, altrimenti non ce ne frega nulla.

        Non vedo nessuna traccia di maccartismo, siamo piuttosto agli struzzi con la testa sotto la sabbia.

        • PinoMamet scrive:

          Riscriviamo secondo il principio di realtà.

          Sono due anni che la NATO sta facendo i salti mortali per aiutare l’Ucraina in tutti i modi possibili e immaginabili, tant’è vero che l’ha fatta resistere due anni.

          L’ha riempita di tutte le armi che poteva realisticamente dargli, e ogni volta che il governo ucraino ne ha chieste di nuove (ogni volta sarebbero state quelle risolutive) dopo un finto e tira e molla, le ha avute.

          La NATO ha permesso all’Ucraina di violare tutte le linee rosse tirate da Putin, che può essere comprensibile, e anche tutti i limiti dati dalla NATO stessa, chiudendo due occhi, e se ne avesse un terzo anche quello, su tutto quello che combinava l’esercito ucraino.

          L’Ucraina in cambio ha lavorato incessantemente a creare incidenti, anche nucleari possibilmente, con il continuo bombardamento della centrale nucleare di Zaporizhia (che ha anche, con enorme faccia tosta, tentato di attribuire ai russi che ci stavano dentro!);

          senza contare il tentativo (poco chiaro ma sicuramente non russo) di far cadere droni e missili sul territorio polacco e romeno, le continue provocazioni da bulletto con la Beilorussia ecc.

          Distruzione della diga sul fiume con previsto (ed evitato) allagamento delle truppe russe, anche questo con tentata attribuzione… ai russi

          distruzione del gasdotto sottomarino (sempre che l’abbiano fatto gli ucraini, cosa che credo abbastanza poco , e non gliel’abbiano fatto gli americani)

          Per non parlare delle vittorie fasulle, alcune ingigantite, altre vere e proprie bufale (“l’eroico pilota ucraino” ! il contadino che abbatte il Mig col fucile ecc. ecc.)

          La NATO ha affondato le navi russe nel Mar Nero (cioè ha dato agli ucraini tutte le informazioni e i mezzi per farlo) e laNATO ha fornito la copertura elettronica per la stupida e inutile avventura ucraina sul suolo russo, che non si bene a cosa sia servita.

          Bene, in tutto ciò io dicevo l’anno scorso, e anche quello prima: Ucraina, ti conviene fermarti qua.
          Invece sono andati avanti, e hanno perso ulteriore terreno, e stanno di nuovo bussando a soldi e a armi, che gli verrano puntualmente consegnate…

          • Francesco scrive:

            >>> Sono due anni che la NATO sta facendo i salti mortali per aiutare l’Ucraina in tutti i modi possibili e immaginabili, tant’è vero che l’ha fatta resistere due anni.

            Se ci fosse qualcosa di vero in questa tua idea, come mai le armi “serie” tipo carri armati e caccia sono arrivati dopo due anni?

            Come mai ogni singola arma è stata centellinata ed è arrivata dopo estenuanti tira e molla, benchè non si stesse trattando di calciatori ma ci fossero uomini che crepavano sul campo di battaglia?

            Praticamente nulla di moderno è arrivato agli ucraini, guarda tu a quando risalgono i carri e gli F16, per farti un caso eclatante.

            Inizio davvero a pensare che la NATO non voglia far perdere Putin ma solo fargliela pagare cara … non so con quale idea in testa.

            In più, la NATO non ha messo al mano all’industria militare. Ha solo vuotato i magazzini.

            Io, giuro, non ci capisco nulla.

            PS se tu fossi gli ucraini, non cercheresti anche tu di creare l’incidente che spinga la NATO ad aiutarti davvero? mi sembri una di quelle giornaliste col ditino imparatore che rimproverano quelli che si spaccano il culo sul campo perchè hanno i pantaloni a vita bassa.

            • PinoMamet scrive:

              Gli “estenuanti tira e molla” sono durati un paio di settimane, le armi “moderne” sono state consegnate prontamente dietro esplicita richiesta ucraina, e utilizzate nei tempi minimi previsti per il loro addestramento

              (e probabilmente anche prima: infatti appena si è alzato in volo il primo F16, guidato peraltro dall’asso dell’aviazione ucraina, è stato subito abbattuto…)

              Himars e compagnmia comunque credo proprio che siano moderni, per non parlare dell’aiuto fornito con il pattugliamento Nato del Mar Nero…

              ” se tu fossi gli ucraini, non cercheresti anche tu di creare l’incidente che spinga la NATO ad aiutarti davvero? ”

              tipo far scoppiare una centrale nucleare e ricoprire l’Europa con una bella nube radioattiva?
              Non so, sono l’unico a trovarlo un filo avventato? 😉

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              “In più, la NATO non ha messo al mano all’industria militare. Ha solo vuotato i magazzini”

              Non so se lo sai, ma siamo in un’economia di mercato: se espropri Stellantis per riconvertire le fabbriche, devi ripagargli gli stabilimenti al valore di mercato. Evidentemente Draghi non poteva permetterselo.
              Quindi tu compri, sperando che gli acquisti spingano i produttori ad aumentare l’offerta. Poi ti manca la nitrocellulosa e la produzione non aumenta perché è impossibile farla aumentare.

              Poi arriva Francesco che come un Marco Rizzo qualsiasi ci dice che lui avrebbe creato le fabbriche di Stato.

              • Francesco scrive:

                cazzo, compagno furbone, credi che io non abbia mai sentito parlare di economia di guerra?

                letto le polemiche dei socialisti sui profittatori italiani della Grande guerra contrapposti alla serietà estera?

                e, comunque, manco gli ordini sono stati fatti, fino a un paio di mesi fa, altro che espropri!

                When there’s a will, there’s a way

                Vale anche al contrario.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Come no? La Polonia ha saturato di ordinativi l’industria militare di metà dei paesi occidentali per i prossimi anni.

              • Francesco scrive:

                La Polonia, giusto. Dove sono gli USA, la Germania, la Francia, l’Italia, il Regno Unito?

                la Polonia confina con la Russia, per la cronaca. e ha un ragionevole grado di paranoia al riguardo.

                Ma gli altri? come si giustificano?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                La Germania sta spendendo miliardi in commesse militari e la Rheinmetall ha macinato profitti.
                La Spagna ha sforato il budget della difesa per tre anni di fila.
                Bastava leggere i giornali degli ultimi anni, eh!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ pino Mamet

            “principio di realtà”

            Mi viene in mente una sintetica frase, credo di Andrea Zhok:

            ‘Noi non siamo SOTTO l’ombrello della NATO,
            noi SIAMO l’ombrello della NATO’.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Quello che ritengo la giusta posizione: non dei vili protetti da altri ma dei pari impegnati come gli altri.

              Curioso come la propaganda antiNATO sia identica dagli anni ’50 … tragica mancanza di buoni argomenti?

            • PinoMamet scrive:

              L’Ucraina NON è “l’ombrello della NATO”, che campava e campa benissimo anche senza Ucraina;

              l’Ucraina è un possibile casus belli per la NATO.

              Poi se vogliono autoesaltarsi, fatti loro, non sono obbligato a credergli.

        • PinoMamet scrive:

          “A chi si offre per mediare fra le parti si fa notare che una delle parti si chiama Vladimir Putin!”

          Potrebbe chiamarsi anche Madre Teresa, ma non ci sarà nessuna mediazione tra le parti perchè Zelensky ha detto di no, e ha fatto una legge per punire chi osa anche parlarne.

          • Francesco scrive:

            Perchè mediazione tra le parti si traduce in resa a Putin, con questa situazione militare.

            Cosa che a lui va benissimo, naturalmente.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              A Istanbul non sarebbe stato così.
              Io ero convinto che la delegazione ucraina avesse gia messo lo spumante in fresco allora, visto che le interviste che rilasciavano erano sull’entusiastico amdante. Poi Mirko Campochiari ha smentito questa mia versione, riferendo che un delegato ucraino che aveva sentito dopo i fatti gli aveva confessato che lo spumante loro lo avevano proprio già stappato, prima che gli arrivasse il contrordine.

          • PinoMamet scrive:

            Va bene, a me non cambia nulla. Sono cazzi degli ucraini. Vogliono un altro anno di guerra? facciano pure.
            L’anno prossimo mi dirai quanti altri villaggi del Donbas hanno costretto a parlare ucraino, voglio dire… liberato.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ PinoMamet

              “facciano pure”

              Magari fosse così.

              Possono sperare di non crollare solo se ampliano il conflitto. Il che spiega il missile in Polonia, il drone in Bielorussia e quello lanciato dalla Finlandia.

              Se Washington o Londra sanno a Kiev i dati per colpire a 300 Km dentro la Russia, non è detto che Putin sia lasciato dai suoi mostrare ancora mta pazienza con noi.

              E allora sì che ci sarebbe il casus belli per un intervento esplicito della NATO – cioè nostro, visto che di scarponi sul terreno gli USA mica sono così scemi da metterli.

              Come del resto Netanyahu, Zelensky sta in piedi finché dura la guerra.

              L’ombrello della NATO? Come ho scritto altrove, noi non ci stiamo sotto. Noi siamo l’ombrello.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “baggianate”

          Te l’ho già detto: una causa cattiva peggiora col volerla difendere.

          E non parlo del diritto dei golpisti lettori di Kant di elogiare i massacratori di Volinia e discriminare i russofoni del Donbass, per poi quando si ribellano bombardarli (peraltro inutilmente).

          Non parlo neanche dei ripetuti avvisi inascoltati a non schierare mai in nessun caso basi USA e/o NATO in Ucraina, avvisi di fonte USA risalenti ad anni e anni fa e sistematicamente ignorati.

          Non parlo neppure degli sperticati elogi ufficiali a ex criminali di guerra purché dotati di curriculum di lotta contro Mosca.

          No, mi riferisco proprio alla fallimentare, arrogante e stupidamente provocatoria strategia USA-UK (gli altri sono vassalli) negli ultimi anni verso Mosca.

          Di solito gli incendi si cerca di evitare che scoppino, Quando scoppiano, si cerca di spegnerli prima che si propaghino. Qui USA-UK hanno fatto di tutto perché l’incendio non si spegnesse, nella speranza che così finisse tutta la legna.

          Nessuno dovrebbe dimenticare le buffonesche dimostrazioni di sicumera tipo ‘in pochi mesi la Russia fallirà’, ‘Mosca sta finendo i missili’, ‘I Russi combattono con le pale’, ‘la Russia sta cannibalizzando le lavatrici per trovare i circuiti per i cannoni’. Buffonate smentite solo da quella che veniva fatta passare per disinformazione in malafede al servizio di un malvagio Gargamella.

          L’idea – dopo non avergli lasciato altra scelta che imitare la Baia dei Porci su una regione molto più grande, e per gli stessi motivi – era quella di far cadere Putin a seguito di una ignominiosa quanto sorprendente sconfitta sul campo – un po’ come era successo alla giunta Argentina dopo le Malvinas/Falkland, e prima ancora a quella Greca dopo il fallimento dell’Enosis.

          Preparata la trappola, come il topo si è infilato si sperava ci lasciasse la coda, così che tornasse sanguinante a casa dove i suoi l’avrebbero fatto fuori. Peccato che il topo, pur preso di sorpresa, ha bloccato con le forzute zampine la trappola, e si sta rosicchiando lentamente un pezzetto alla volta il formaggio che gli USA volevano far controllare ai loro uomini.

          Di fronte a questo clamoroso fallimento, peraltro previsto da alcuni osservatori subito definiti ‘putiniani’, l’unica cosa da fare – se veramente si fosse voluto sconfiggere Gargamella – sarebbe stata quella di sbarcare in forze a Odessa o in Crimea, come era stato fatto in Normandia.

          Del resto questa è precisamente la logica sottostante all’organizzazione del trattato del nord Atlantico, la NATO appunto che non a caso si chiama così: se Mosca attaccava gli Europei occidentali avrebbero dovuto rallentarli quel tanto che basta finchè fossero arrivati traversando l’Atlantico del nord i ‘nostri’, cioè gli USA.

          Nessuno in USA ha mai pensato che fosse possibile fermare un’eventuale attacco di Mosca a ovest limitandosi a mandare rifornimenti e ad applicare sanzioni: l’esperienza della WW2 suggerisce anzi che, indipendentemente dall’ostinazione di Londra, se Eisenhower non sbarcava in Normandia i Sovietici dopo Kursk arrivavano dritti dritti non solo a Berlino, ma all’Atlantico. No, bisognava mandare truppe.

          Non è vero che la NATO non ha voluto mandare armi: è che gli USA non hanno voluto mandare truppe.

          In mancanza di ciò, la guerra l’Ucraina l’ha persa dal primo giorno.

          Solo che gli USA non ci pensano più a mandare truppe contro un avversario un po’ più grosso di quello che etra Saddam. Non dopo il Vietnam. Quindi aspetta che si muovano gli altri, gli Europei della NATO. Noi.

          Ma in tutti i paesi Europei della NATO ancora nel 2022 c’erano tremila tank in tutto: i Russi nel 2022 ne avevano tredicimila in esercizio e altre migliaia in magazzino dietro gli Urali (scrissi anche un post al riguardo, due anni fa, su questo blog). E nella sola Bakhmut hanno combattuto più soldati Russi degli effettivi di Francia, Germania e Italia messi insieme.

          Allora hai voglia a dare chi un po’ di cannoni (la Danimarca è addirittura rimasta completamente senza), chi qualche aereo, chi qualche missile. Sistemi d’arma scompagnati a gente non addestrata ad usarli. Gente peraltro governata da politici che – nel loro delirio nazistoide – hanno scommesso tutto su un crollo Russo -psicologico prima ancora che economico e logistico – che non c’è stato; esattamente come il Fuhrer che ottant’anni fa si era convinto che l’URSS fosse una casa di legno tarlato che sarebbe caduta giù con una spallata.

          E ora in Ucraina la gente diserta a livelli tali che annegano nel Tibisco al confine Rumeno pur di evitare l’arruolamento, e le squadre degli arruolatori vanno in giro a sequestrare i passanti proprio come ai tempi del Volkssturm nel 1945.

          Nè Zelensky e i suoi, nè i nostri vari Blinken, Draghi e Von der Leyen – e nemmeno i dem USA prima delle elezioni fra due mesi – possono permettersi di perdere senza perdere la faccia (e nel caso di Zelensky anche qualcosa di più), proprio come – contrappasso – speravano che capitasse con Putin.

          E gli Ucraini muoiono, soltanto per questo.

          E se i vari Blinken & Co. non si prendono un po’ di sana strizza, rischiamo di fare la stessa fine anche noi.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            non ti ho neppure letto

            per noia e disgusto

            >>> No, mi riferisco proprio alla fallimentare, arrogante e stupidamente provocatoria strategia

            questo mi è più che bastato: siamo proprio nelle favole di Esopo

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “Esopo”

              Esopo ci ha azzeccato molte volte, altrimenti non staremmo qui ancora a leggerlo.

              Quanto all’Ucraina, basta andare a vedere cosa predicevano due anni fa Draghi da una parte e Orsini dall’altra, guardare una mappa di oggi e controllare quale predizione ci ha azzeccato.

              È così che fanno le persone razionali.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Orsini prediceva che se non avessimo dato tutto a Putin il mondo sarebbe finito … o sbaglio?

                Sarebbe bello se, qualche volta, te la prendessi con me e non con il solito pupazzo che ti costruisci.

                Io ho mai dato credito alle sanzioni o alle mezze misure?

              • PinoMamet scrive:

                Orsini a quel poco che sentivo diceva che Putin aveva anche qualche ragione, e che la Russia non sarebbe stata tanto facile da battere.

                Esattamente le stesse cose che scrivevano TUTTI i giornali italiani una settimana prima dell’attacco.

                Per queste dichiarazioni è stato descritto come il figlio di Belzebù, il nipote di Hitler e il mostro di Firenze.

                Immagino che dopo si sia “radicalizzato”, come si usa dire…

                erano i giorni in cui si cancellavano i convegni su Dostojevski…

              • PinoMamet scrive:

                Invece era Draghi ad affermare allarmatissimo che l’Ucraina doveva assolutamente vincere! perché… perché… no, il perché non ce l’ha mai spiegato.

                Vuolsi così colà dove si puote… o dove si ritiene di potere 😉

                Almeno tu, Francesco, ritenevi (con pessime ragioni, è vero) che Putin costituisse un pericolo per “noi”.

                Draghi parlava solo di condizionatori.

        • habsburgicus scrive:

          La NATO è due anni che fa il minimo o meno per aiutare l’Ucraina contro l’invasione russa, sia militarmente, sia con le sanzioni. Ancora oggi si legano le mani agli ucraini nell’uso delle armi, in modo che i russi possano tirare su di loro con comodo

          in questo hai ragione, Francesco, e in Italia sei (siamo) in netta minoranza…
          quello che forse non vedi neppure tu, per altro così lucido, è che la NATO (o almeno gli USA, sua forza dirigente) non ha alcuna intenzione di aiutare l’Ucraina..l’Ucraina è con Putin nei fatti e il suo vero incubo è una sconfitta di Putin..incredibile per molti ma i nudi fatti mostrano che purtroppo è vero….
          soluzione ? non c’è
          l’unica è uno sforzo immane dei soli ucraini -con aiuto britannico (Londra, per ragioni che mi sono oscure, è VERAMENTE contro Putin o almeno lo era sino a pochi mesi fa) e polacco- per dare un colpo serio a Putin in Russia (anche OLTRE Kursk, alla faccia dei “moralisti” e delle “mammolette”) e fargli capire che non potrà avere l’Ucraina senza molti dolori..poi, immediatamente, negoziare sottobanco con lo stesso Putin, sulla base della cessione de iure della Crimea e del Donbas e della non-adesione all NATO..e farla finita, e voltare pagina !
          non vedo altre soluzioni..e lo dico con molta tristezza ma con disincantato realismo

          • habsburgicus scrive:

            pardon, non l’Ucraina” bensì “la NATO” 😀
            leggere “la NATO è con Putin nei fatti” ecc.

            • habsburgicus scrive:

              e vi dirò di più..
              io non so se al cosiddetto Occidente, risolta la crisi ucraina, converrà essere ostile a Putin, potrebbe forse essere opportuno “ricuperarlo”…so di non sapere
              ma qualora, “là dove si puote quel che si vuole e più non dimandare”, si decida che Putin debba rimanere un nemico, mi permetterei di consigliare -nella mia insignificante pochezza- un’altra strategia ancorché meno diretta
              oggi Putin, piaccia (come ad AdV) o non piaccia (come a me, Francesco e Roberto) è una divinità in Russia..e al limite lo si accusa di essere troppo “morbido” !
              le sanzioni sono una burla e colpiscono solo noi
              Putin è inattaccabile, a viste umane….bisogna farsene una ragione
              però..però….investendo milioni di dollari per eccitare i buriati, i baschiri, i tatari, i ciuvasci ecc, e “convincerli” che non sono russi, sono anzi “vittime” del colonialismo dei russi e debbono puntare prima all’autonomia e poi all’indipendenza..spendere altri milioni di dollari per “leghizzare” i siberiani russi e convincerli che “Mosca ladrona” impedisce a Berg.. pardon Vladivostok, di essere una città ricchissima,
              potrebbe dare dividendi..non ora, ma fra 40 anni
              la scelta va quindi fatta nei palazzi del vero potere (ove non c’è un solo cristiano, ça va sans dire :D)
              o “riconcilarsi” con Putin risolta alla bene e meglio la questione ucraina
              oppure decidersi per la disintegratio Russiae ma ciò, in assenza di guerra nucleare (che sarebbe follia) non potrà avvenire che dopo 30-40 anni di “guerra fredda” e di propaganda mirata, se possibile fatta bene
              poi, liberissimi di credere che Putin sia un dittatore odiato che si regge sul terrore e che il popolo russo vuole la democrazia 😀
              si può anche credere all’unicorno 😀

              • PinoMamet scrive:

                Non vedo nulla di auspicabile nella distruzione della Russia, solo casini a non finire.

                E francamente stento a capire i motivi di un tale desiderio, che mi sembrano bene aldilà della preoccupazione per Putin al potere.

                In ogni caso, la politica di finanziare i micronazionalismi e i secessionismi ha fallito anche in Italia….

              • roberto scrive:

                Onestamente non vedo perché auspicare la disintegrazione della Russia (tra quarant’anni poi! Chissenefrega). Mi basta che se ne stiano/tornino a casa loro, e poi vivano come gli pare

                Fomentare nazionalismi non è una buona idea, poi da quelle parti….

              • Peucezio scrive:

                Ma chi stabilisce qual è “casa loro”?

                In cosa una miriade di etnie della federazione russa, che non sono neanche slave, anzi, molte non sono nemmeno indoeuropee né cristiane, sarebbero più “russe”, più “casa loro” dell’Ucraina?

                Solo perché a tavolino un secolo fa Lenin e Syalin disegnarono dei confini a cazzo di cane e questi confini crearono un fittizio stato ucraino e non fittizi stati tungusi, jacuti, samoiedi, calmucchi e quant’altro?
                In cosa i popoli non slavi a nord del Caucaso sarebbero più russi di georgiani, armeni ed azeri?

              • PinoMamet scrive:

                Baschiri, ciuvasci ecc. credo non abbiano semplicemente mai avuto modo o intenzione di creare uno stato nazionale. I nazionalismi ottocenteschi non si sono mai spinti sino a quelle latitudini e longitudini.

                I tatari, a parte la lingua e qualche uso folklorico, mi sembrano russi al cento per cento, non mi risulta esista un movimento secessionista tataro… si tratta sempre di minoranze “imperiali”, ricordiamo, cioè sparse a macchia di leopardo e che hanno un loro senso all’interno di uno stato più ampio e multietnico;

                con una specie di “doppia cultura”, una locale folkloristica, e una “alta” che è poi quella imperiale.

                Mi risulta invece che ci sia stata una protesta dei russofoni che abitano nei territori del Tatarstan o altre minoranze, perché la lingua locale sarebbe “troppo” tutelata… a spese del russo!
                Con bambini russi che sono costretti a usare libri di scuola in tataro ecc.

                Cioè, il contrario di quanto avviene nella “democratica” Ucraina

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Ma chi stabilisce qual è “casa loro”?”

                Scusa sono un esseri i semplice e banale. C’è una linea per terra che si chiama confine. Di la è casa loro di qua è casa di qualcun altro, tipo gli ucraini

              • PinoMamet scrive:

                Di tatari ne ho conosciuto uno.

                A parte Irina Shayk, cioè, che purtroppo non conosco di persona 😉

              • PinoMamet scrive:

                “Scusa sono un esseri i semplice e banale. C’è una linea per terra che si chiama confine”

                Sì questo è poco ma sicuro.

                Il problema è che questa linea tante volte è tracciata a cazzo di cane e crea problemi.

              • PinoMamet scrive:

                Ora che ci penso, una volta il mio amico rapper/skater, dopo che andò a “skateare” (non so manco come si scrive) a Mosca
                (da perfetto ignorante, a Mosca vide solo lo skate-park e la metropolitana…)

                strinse amicizia con una ragazza russa, e lo venne a trovare in Italia.
                La conobbia, era una moretta molto carina, ci andammo a mangiare una pizza, era stupita dal fatto che, secondo lei, in Italia ci fosse sempre vento “come vicino al mare”. Vabbè.

                Fatto sta che saltò fuori che apparteneva a una qualche minoranza, ma non volle assolutamente dire quale “tanto non la conoscete”. Parlava inglese e si riteneva naturalmente russa.

              • roberto scrive:

                Esseri i = esserino

                “Il problema è che questa linea tante volte è tracciata a cazzo di cane e crea problemi.”

                Ogni confine è stato disegnato a cazzi di cane e crea problemi. Se vogliono cambiarli non hanno che da discuterne con i vicini, nel frattempo stiano dall’altra parte

              • PinoMamet scrive:

                Ah beh, fosse per me tutte le questioni si risolverebbero attorno a un tavolo.
                Magari con un bel piatto di spaghetti in mezzo.

                Ma non sempre ci si riesce…

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “banale”

                E’ vero.

                Forse non tutti sanno che la miriade dei popoli del Caucaso annovera anche gli Osseti, che
                a quanto dice Dumézil sono diretti discendenti degli Alani delle invasioni barbariche. La loro lingua è una lingua indoeuropea.

                Gli Osseti vivono tuttora divisi a un confine: l’Ossezia del Sud, passata ai tempi dell’URSS sotto la Georgia, e quella del nord o Ossezia propriamente detta, dove devono condividere la terra coi Cabardi.

                L’Ossezia del Sud si vide negare dal governo della Georgia indipendente (con lingua di ceppo Caucasico meridionale) del Georgiano-Ucraino-Statunitense Saakashvili l’uso della propria lingua Osseta come lingua ufficiale (ma allora è un vizio! n.d.r.), cosa che ne provocò la ribellione repressa dai Georgiani finché non intervennero i Russi a pacificare la situazione – e ancora adesso l’Ossezia del Sud si considera indipendente dalla Georgia.

                Al nord, i Cabardi, che parlano una lingua di ceppo Turco completamente differente dall’Osseto, sono stati a loro volta separati a suo tempo dai loro confratelli occidentali, uniti alla Cecenia (dove la maggioranza Cecena parla una lingua ancora diversa).

                Tutto questo ‘cau-casino’ di linee di confine fu voluto dal Piccolo Padre nonché Sommo Esperto delle Nazionalità nella logica del ‘divide et impera’, per garantire il controllo di Mosca sulla regione.

                Ora, tu mi sai dire come fanno le linee di confine a stabilire chi sta a casa di chi?

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • roberto scrive:

                Andrea

                “Ora, tu mi sai dire come fanno le linee di confine a stabilire chi sta a casa di chi?”

                L’ho già detto, i confini sono fatti a cazzo di cane

                Perché LLivia è un’isola spagnola circondata da Francia?
                Perché l’isola di campobello (Canada) è legata via terra con un ponte con gli USA ma non con il Canada?

                Boh? Ma ciò non da né alla Francia il diritto di annettersi Andorra né agli USA di occupare campobello

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Scusa sono un esseri i semplice e banale. C’è una linea per terra che si chiama confine. Di la è casa loro di qua è casa di qualcun altro, tipo gli ucraini”

                Bene.
                Molto probabilmente Putin si terrà dei pezzi di Ucraina e alla fine si troverà un accordo, per cui c’è la concreta possibilità che i confini cambiano.

                I confini non sono una rivleazione divina né un dato naturale (tranne in alcuni casi), quindi
                1) non sono immutabili,
                2) sono determinati dalla storia, cioè dai rapporti di forza.

                A me dei confini non frega un cazzo, m’interessano le vere ragioni e torti, i diritti sostanziali, le situazioni storiche, etniche, ecc.

                Ma visto che a te interessano, ti ricordo appunto che li fanno i vincitori.
                Auguri: forse riuscirete a rintuzzare la Russia (cazzo ve ne freghi delle beghe fra russi e ucraini non lo capirò mai ma vabbè), ma non è affatto facile.

              • Miguel Martinez scrive:

                “. C’è una linea per terra che si chiama confine. Di la è casa loro di qua è casa di qualcun altro”

                C’era una linea per terra, un po’ a sud di Rovereto. Di là sarebbe casa degli austroungarici. Ma l’Italia è piena di piazze e strade i cui nomi oggi onorano chi violò quel confine.

              • Peucezio scrive:

                Pino,
                sì, in parte è vero quello che dici, ma ci sono anche i ceceni, c’è il Daghestan…
                Inoltre ho avuto un’amica jacuta, figlia di un attivista nazionalista: ti assicuro che anche loro non è che si sentano poi così russi; non tutti almeno.
                E non saranno gli unici.

                Peraltro a tantissimi ucraini era completamente estraneo un sentimento nazionale in contrapposizione alla Russia, anzi…

                Se ci fate caso, tutti gli stati sovrani nati dalla dissoluzione dell’URSS sono esattamente le vecchie repubbliche dell’URSS stessa, senza la minima eccezione.
                O i bolscevichi erano in profondissima sintonia col sentimento nazionale dei vari popoli e volevano tutelarlo con tutto il cuore (Stalin compreso, che prendeva e deportava interi popoli in giro per migliaia di chilometri come fossero pacchi postali), anzi, erano in sintonia col sentimento nazionale di… cent’anni dopo…
                oppure semplicemente si è applicata una divisione fittizia e legata a ragioni contingenti, fatta tre generazioni prima, creando degli stati senza senso e senza legittimità storica.

              • habsburgicus scrive:

                Se ci fate caso, tutti gli stati sovrani nati dalla dissoluzione dell’URSS sono esattamente le vecchie repubbliche dell’URSS stessa

                solo le “Repubbliche dell’Unione” (SSR) avevano piena statualità (formale) incluso il diritto alla secessione ed erano appunto 15 (Russia+le 14 ora soggetto di ius gentium; erano 16, 1+15, ma Krusciov derubricò ad ASSR di Carelia, cap. Petrozavodsk, la Finno-Carelia nel 1956, un’altra follia di Nikita perché all’epoca non lo notò nessuno ma in un colpo solo Krusciov dimostrò che la tanto vantata indipendenza delle Repubbliche sovietiche, difesa da Beria al XIX Congresso dell’ottobre 1952 quando il VKP-b assunse nome KPSS cioè PCUS in italiano) era solo propaganda 😀
                il Tatarstan non ebbe questo status perché con ironia staliniana, il “Padre dei Popoli” rammentò che il Tatarstan era tutto circondato dalla RSFSR (oggi Russia) dunque se avesse voluto secedere non avrebbe potuto :D..sic ! Stalin evidentemente ignorava il caso del Lesotho, Stato nero del tutto indipendente con capitale Maseru pur essendo circondato dal Sud Africa, che oggi è “Stato nero” ma fu “Stato bianco” sino al 1994..Stalin è scusato perché ai suoi tempi il Basutoland -così era chiamato il Lesotho- era fermamente sotto il controllo di S.M britannica e nella fattispecie sottoposto all’High Commissioner che esercitava una vaga sorveglianza sulla (bianca) Union of South Africa e un controllo più sostanziale sul Bechuanaland (dal 30/9/1966 Stato nero, repubblicano, del Botswana, cap. Gaborone), Basutoland (dal 30/10/1066 Stato nero, monarchico, del Lesotho) e Swaziland (dal 6/9/1968 Stato nero, monarchico, dello Swaziland che oggi si chiama eSwatini, uno dei pochissimi Starti al mondo a riconoscere de iure Taiwan, e ha capitale Mbabane)

              • habsburgicus scrive:

                P.S
                sull’Ossezia del sud e sull’Abkhazia

                la Russia riconosce de iure come “indipendenti” l’Ossezia del Sud e l’Abkhazia e infatti se uno si reca in Abkhazia dalla Russia (dalla Georgia non è più possibile, io avevo il permesso abkhazo e ci ho provato ma sono stato cacciato in male modo dai georgiani :D) questo per i russi conta come “uscita” e dunque per rientrare in Russia è necessario avere il (molto più difficile da ottenere) “visto doppio” o il quasi mitologico “visto multiplo” (che di norma Putin non rilascia più a noi occidentali, laddove una volta agli americani era stampato in pochi giorni senza alcuna formalità e a noi europei in una settimana)..idem per l’Ossezia che di suo pone i suoi paletti;
                le assicurazioni russe tipo quella che ho “dovuto”* fare quando mi sono recato in giugno a Pskov valgono per tutti gli Stati ex-sovietici (SI, anche per l’Ucraina ! in teoria) ma nella lista sono compresi “Abkhazia” e “Ossezia del Sud”; valgono inoltre per la Mongolia, paese fratello da lungo tempo..le nostre assicurazioni non valgono più in Russia (e manco in Siria, Iran, ecc)

                *in realtà nessuno me l’ha chiesta,,ma insomma costa 2, 50 E (250-300 rubli) e mi sono cautelato..affinché non si possa dire “habsburgicus è così irresponsabile che si reca in Russia pure senza assicurazione” 😀 😀 😀
                forse, dico forse, l’assicurazione bielorussa -che invece è controllata dagli sgherri di Lukashenka :D- e che costa sui 2 E (si fa online ma si ottiene anche alla frontiera), potrebbe essere valida anche in Russia…
                personalmente vi consiglierei, per il poco che vale il mio parere, di farvi un’assicurazione russa se andate in Russia.. meglio l’originale della copia bielorussa 😀 il contrario invece penso sia ok, mai Lukashenka oserebbe porre in dubbio la validità di un’assicurazione del Grande Fratello russo 😀 😀

              • paniscus scrive:

                Roberto: “Perché LLivia è un’isola spagnola circondata da Francia?”—

                E dai, questa la so!

                LLivia è un’isola spagnola circondata dalla Francia (da uno dei due punti di vista si chiama”enclave”, dall’altra “exclave”, non so se sono corretti tutti e due)

                perché a qualche stadio del Cinquecento, dalla Corona spagnola le fu concesso, non si sa bene perché, il titolo di “Città”, nonostante fosse un borgo di poche centinaia di abitanti (ma esteticamente carino, comunque).

                Un centinaio d’anni dopo, in una delle varie spartizioni post-guerra, si decise che “tutti i villaggi a nord dello spartiacque dei Pirenei” sarebbero stati assegnati alla Francia, e allora i simpatici abitatnti di LLivia saltarono su a strillare: “Ma noi non siamo un villaggio, siamo una città, e quindi facciamo eccezione!” e riuscirono a farsi dare ragione.

                Scusate l’approssimazione grossolana, ma non ho tempo e troppo sonno per andare a ricercare le date e le circostanze esatte.

                Io comunque preferisco la saga della Repubblica di Cospaia. 🙂

              • habsburgicus scrive:

                la Bielorussia è uno strano ircocervo 😀
                è sanzionata, ma alla buona
                le nostre carte valgono in Bielorussia e vi ho già detto che l’anno scorso, proprio in questi giorni (era il 16 settembre) ho ritirato senza problemi 200 rubli bielorussi in un bancomat a Hrodna (per russi e polacchi, nemici in tutto ma in questo uniti, Grodno..per i lituani Gardinas);
                in Russia ciò non è assolutamente possibile, nessuna carta occidentale ha più valore (idem in Iran e, presumo, in Siria);
                vi dò una dritta…
                la Bielorussia può servire come modo smart per acquisire con denaro virtuale i biglietti ferroviari russi…
                mi spiego..
                dati i rapporti particolari esistenti fra i due Stati, le ferrovie bielorusse gestiscono anche le tratte russe (e viceversa)…però, se noi andiamo alla “casa madre” cioè sul sito delle ferrovie russe, non riusciamo a pagare, le nostre carte saranno rifiutate (a meno che Miguel abbia una carta messicana, forse quella la prendono in quanto MLO è abbastanza filo-Putin seppur meno di Lula)..invece pagando in rubli bielorussi sul sito bielorusso uno si compra diciamo un Mosca-Irkutsk e se lo paga con Mastercard, evitando di dover portare troppo contante nel paradiso rosso di Putin 😀 ovviamente i bielorussi non sono samaritani e ci fanno una leggera cresta ma neanche tanto…sta al singolo decidere se vuole risparmiare l’equivalente di 5 E in cambio di una coda di 4 ore alla stazione di Mosca oppure procurarsi dall’Italia o dal resto d’Europa il biglietto ferroviario russo pagandolo 5-6 euro in più..
                che io sappia è l’unico modo se escludiamo per le tratte turistiche Russin Railways, che fa anche pagare il doppio..
                i treno Irkutsk-Ulaan Baatar si può comprare su un sito mongolo che anche vende un treno per Hohhot chiamata Huh Hut 😀 in Cina, c’è la loro applicazione ferroviaria (12306) e in più si può usare Trip.com

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Ogni confine è stato disegnato a cazzi di cane e crea problemi. Se vogliono cambiarli non hanno che da discuterne con i vicini, nel frattempo stiano dall’altra parte”

                La discussione è una bellissima cosa e la guerra una cosa orribile.
                Ma in casi estremi, quando la discussione non porta a niente e ci sono in ballo interessi vitali, esistenziali, capita anche di fare la guerra. Almeno in questo mondo imperfetto, anzi, in questo mondo di merda.

                Gli americani (con tutto l’Occidente al seguito, Italia compresa), hanno fatto ricorso a questa cosa chiamata guerra molte volte, per interessi tutt’altro che esistenziali, anzi, in modo pretestuoso e spietato, con esiti devastanti e distruttivi.
                Ma si dà il caso che non ne abbiano l’esclusiva: capita che ogni tanto anche altri vi ricorrano.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Boh? Ma ciò non da né alla Francia il diritto di annettersi Andorra né agli USA di occupare campobello”

                Chi ha dato il diritto ai bolscevichi di sovvertire in modo illegale e violento l’impero russo, farlo cadere e smembrarlo in entità politiche più piccole con diritto di secessione?
                Il tutto condito con il massacro violento dei sovrani legittimi, bambini compresi?

                L’illegalità è criticabile da una parte sola?

                Chi ha dato il diritto ai rivoltosi di piazza Maidan di sovvertire un governo democraticamente eletto? Hanno ragione solo perché, diversamente da quelli del Campidoglio a Washington, hanno vinto? Quindi ha sempre ragione il più forte e la legittimazione del diritto sta nella forza? Bene, infatti Putin, coerentemente con questo principio, è ricorso alla forza.
                Mi pare lineare.

                Chi ha dato il diritto al nuovo stato ucraino nato da una rivoluzione illegal e violenta di opprimere e bombardare le minoranze russofone?
                Cioè siccome i confini sono quelli, io bombardo e uccido le minoranze?
                Ma per i cossovari è legittimo intervenire, per i russofoni del Donbass no?

              • Miguel Martinez scrive:

                “Chi ha dato il diritto ai bolscevichi di sovvertire in modo illegale e violento l’impero russo, farlo cadere e smembrarlo in entità politiche più piccole con diritto di secessione?”

                Chi ha dato il diritto agli Stati Uniti di annettersi il Texas e la California?

                Chi ha dato il diritto al Regno di Savoia di annettersi l’Italia? (qualcuno dirà il referendum, credo che lo abbiano fatto anche nel Donbass)

                La forza, come sempre, assieme al vento della storia, che esiste.

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Chi ha dato il diritto ai bolscevichi di sovvertire in modo illegale e violento l’impero russo…eccetera”

                Ripeto, non esiste un solo confine che sia perfettamente logico e corrispondente a quello che dovrebbero essere (tralascio di sottolineare che non so chi decide “quello che dovrebbe essere”).

                Esistono

                Passarli con i carri armati è un atto violento e prepotente, anche se lo fa la Russia

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Roberto

                “anche se lo fa la Russia”

                Dunque la cosa importante e’ passare un confine? Stile ‘alea iacta est’? Quindi chi arma un esercito invasore altrui ma non manda direttamente i propri soldati a invadere non fa nulla di grave? Stile Baia dei Porci? E chi manda solo tonnellate di bombe sui campi coltivati? Tipo Piana delle Giare? Quelli vanno bene? Magari intervenendo a favore di una delle fazioni coinvolte in una guerra civile? Tipo Sauditi in Yemen? O assassinando chirurgicamente coi missili gente al di là dei confini (ma sempre, per carità, senza oltrepassarli coi soldati)? Tipo Israele in Siria e Iran?

                O vale mica solo per i Cattivi e no n per i Buoni (Afghanistan)?
                A me questa insistenza sull’inviolabilita’ dei confini sa tanto di azzeccagarbugli…

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • paniscus scrive:

                “I confini non sono una rivleazione divina né un dato naturale (tranne in alcuni casi), quindi
                1) non sono immutabili,
                2) sono determinati dalla storia, “—

                Anche le leggi civili e le usanze tradizionali dei singoli stati o delle singole società, sono determinate dalla storia e possono essere cambiate in qualsiasi momento le tendenze e le esigenze della popolazione lo richiedono, però ci sono state millemila discussioni su questi argomenti in cui tu non eri d’accordo.

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Passarli con i carri armati è un atto violento e prepotente, anche se lo fa la Russia”

                E allora t’informo che questo mondo si basa sulla violenza e sulla prepotenza e per stare a galla bisogna a volte (non sempre) conformarvisi.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                “Anche le leggi civili e le usanze tradizionali dei singoli stati o delle singole società, sono determinate dalla storia e possono essere cambiate in qualsiasi momento le tendenze e le esigenze della popolazione lo richiedono, però ci sono state millemila discussioni su questi argomenti in cui tu non eri d’accordo.”

                Non ho capito il nesso.
                Io sto dicendo che in un mondo ideale ci sarebbero confini perfetti che si basano esattamente sull’intimo sentire dei popoli o, addirittura, che non esistono confini perché tutti ci vogliamo bene e collaboriamo.

                Ma che nel mondo reale, purtroppo, i confini dipendono dai rapporti di forza, cioè li fanno i vincitori (che per essere tali devono essere più forti).
                Quindi sono perfettamente violabili, perché, essendo l’esito di rapporti e atti di forza, possono essere modificati da nuovi rapporti e atti di forza.

                Non si capisce perché la storia si dovrebbe fermare magicamente al 2022 e a partire da quell’anno non si cambia più nessun confine mondiale e s’ingessa lo statu quo in saecula saeculorum.

                Certo, è meglio un mondo in cui i confini e le sovranità si rispettano, ma gli Stati Uniti hanno aggredito stati sovrani e cambiato regimi in molte più occasioni rispetto ai russi, almeno negli ultimi decenni, quindi l’Occidente non ha titoli per criticare i russi, che lo fanno solo per contenere l’espansione di sfera d’influenza americana, ma, quand’anche lo facessero per micro-imperialismo, l’Occidente ha legittimato la pratica con atti di imperialismo molto più esteso e violento, quindi non si può dire: “l’ho fatto io in grande, ora che lo fai tu in piccolo per avere la tua piccola parte, non puoi più.”

                È come gli ecologisti che dicono ai cinesi: “eh no, voi ora non dovete svilupparvi come abbiamo fatto noi, inquinando il mondo: ora che tocca a voi basta”.
                Eh no, col cazzo!

          • Ros scrive:

            habsburgicus: “..l’Ucraina è con Putin nei fatti e il suo vero incubo è una sconfitta di Putin..incredibile per molti ma i nudi fatti mostrano che purtroppo è vero….”

            Intendi incubo della NATO?
            E se è cosi, habs, perché la NATO ha l’incubo che Putin perda?

            Sospetto lievemente che L’Ucraina ti sia cara e a cuore, ed è quindi interessante sapere come la vedi al riguardo🙂

            • Ros scrive:

              habs:

              “però..però….investendo milioni di dollari per eccitare i buriati, i baschiri, i tatari, i ciuvasci ecc, e “convincerli” che non sono russi, sono anzi “vittime” del colonialismo dei russi e debbono puntare prima all’autonomia e poi all’indipendenza..spendere altri milioni di dollari per “leghizzare” i siberiani russi e convincerli che “Mosca ladrona” impedisce a Berg.. pardon Vladivostok, di essere una città ricchissima,
              potrebbe dare dividendi..non ora, ma fra 40 anni”

              40 anni mi può stare pure bene come termine😀, ma perche accendere questo detonatore di rivoluzioni colorate?

              Le precedenti a cosa sono servite?

              • habsburgicus scrive:

                @Ros
                non sto dicendo che sia bene né ho detto che sia auspicabile (anzi io preferirei buoni rapporti con la Russia..una Russia però SENZA l’Ucraina..perché ? perché sì ? :D)..
                era solo un’analisi fredda, entomologica, sulla migliore strategia da seguire QUALORA il Vero Potere (e non certo io che ahimè non conto nulla :D) decida PER RAGIONI SUE, INSINDACABILI E IGNOTE A NOI TAPINI che per qualche motivo Russia delenda est 😀 se fosse un Iraq qualsiasi ci sarebbe la strada veloce dell’invasione (dopo qualche “ampolla” farlocca, tanto la gente crede a tutto :D:D) ma come ben sappiamo è impraticabile vi-à-vis de Moscou poiché i russi proprio inermi non sono 😀 😀 😀

              • Ros scrive:

                habsburgicus: “…io preferirei buoni rapporti con la Russia..una Russia però SENZA l’Ucraina..perché ? perché sì ? :D)…”

                Grazie😀

  28. Andrea Di Vita scrive:

    tour court = tout court

  29. MOI scrive:

    🇰🇵 o 🇮🇹 ?

    마리오 드라기 🫠 è tornato :

    https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2024/09/13/draghi-da-marina-berlusconi-politica-in-fibrillazione_9e2c24ee-287e-45e8-8ad5-3c9d9a2a9f31.html

    … solo il “Bro” 😐 Francesco sarà contento. Anche a costo di fare “Er Cane de Mustafà” [cit.] della “sìtua”.
    😒

    • Francesco scrive:

      no per niente:

      primo non credo nei partiti-famiglia, mai

      secondo i pueri di Silvio sono decisamente troppo a sinistra per i miei gusti

      Ciao

      PS su Draghi so troppo poco, non ho idea delle sue idee politiche, dei suoi principi pre-politici

  30. MOI scrive:

    https://www.ondacero.es/noticias/sociedad/militar-trans-que-cambio-genero-dni-pero-mantiene-aspecto-nombre-gusta-llamarme-francisco_2024011865a8df8c160b5e00013ff30f.html

    La militar trans que cambió su género en el DNI, pero mantiene su aspecto y nombre: “Me gusta llamarme Francisco”
    La soldado cambió su género en el DNI gracias a la Ley Trans y pide ser tratada como el resto de sus compañeras en el cuartel en el que trabaja desde hace 20 años.

    @ MIGUEL

    • PinoMamet scrive:

      Aspetta, questo qua sarebbe una trans, però non ha fatto nessuna operazione chirurgica, non ha cambiato aspetto, non ha cambiato modo di vestire o di comportarsi, non ha cambiato nome, non ha cambiato niente.

      Però sarebbe una trans.

      ???

      In Spagna stanno alla frutta.

      • PinoMamet scrive:

        Ah, no, ho letto ora: avrebbe informato i suoi superiori che ora, come uomo barbuto e muscoloso di nome Francisco ma che si identifica come donna, avrebbe dovuto mettere abiti femminili.

        però tutte le immagini lo ritraggono in mimetica, e si presenta in studio in pantaloni e camicia.

        O è un provocatore, o è un coglione, o entrambe le cose (come spesso succede, ma non è detto).

        • MOI scrive:

          Una cosa simile è già successa negli Stati Uniti … con una specie di banca che finanziatva start up per giovani “donne”, per poi trovarsi invasa da “uomini normali” (mi si perdoni il termine per amore di efficacia …) che ripetevano a mo’ di mantra “I identify as a woman” … “I am to keep this body and appearence ‘cause I’ m non-binary !”

  31. MOI scrive:

    https://www.telecinco.es/tardear/20240306/roberto-considera-militar-cambio-genero-cabo-madre-no-gestante_18_011899488.html?amp=true

    Roberto, mujer cabo que ha cambiado de género, nos explica qué implicaciones tiene en su vida: “Ahora se considera que soy madre no gestante”

    @MIGUEL

    • roberto scrive:

      Non sono io, non parlo spagnolo

      • MOI scrive:

        Magari un domani capitanare la Nazionale Femminile di Basket del Lussemburgo fino al Titolo Mondiale … semplicemente cambiando la “o” finale con una “a” sui documenti

        😉

        • roberto scrive:

          non sono cittadino lussemburghese e ho 51 anni, l’età nella quale il basket sta lentamente diventando una scusa per andare al pub con gli amici 😉

  32. MOI scrive:

    https://www.infolibre.es/igualdad/campana-desprestigio-oleada-militares-trans-activa-alarmas-colectivos-lgtbi_1_1742480.html

    Un extravagante ‘ejército’ de militares trans se mofa de la ley y activa las alertas del colectivo:

    “Es grotesco”

    🇪🇸

    • PinoMamet scrive:

      Ah vabbè è allora è chiaro, è una provocazione.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Leggevo tempo fa che alcuni cambiavano sesso per autocertificazione in modo da ottenere vantaggi pratici che sono riservati alle donne.

      • PinoMamet scrive:

        Fantastico!
        E onore al merito a Moi, per il talento di scopritore di assurdità.

        A pensarci bene, in effetti, una cosa del genere non poteva che succedere nel mondo militare, e in Spagna.

        Nel mondo militare, perché già l’arruolamento femminile segue delle logiche… piuttosto illogiche.

        Cioè, se sei maschio devi essere alto tot e saper fare tot flessioni. Altrimenti, non hai i requisiti per tenere in mano il fucile ecc.

        ma se sei femmina, miracolosamente, anche se il fucile pesa uguale, puoi essere più bassa, saper fare meno flessioni ecc.

        E hai diritto a entrare in tutti i corpi e le specializzazioni, cribbio! Non vorrete mica discriminare…

        In Spagna: a quanto pare hanno fatto una legge fantastica, il cui succo è “Donna è chi dice di esserlo”.

        Ora, giustamente tanti militari (e chissà, anche tanti aspiranti a esserlo) dicono “bene, allora sono donna, come la mettiamo?”

        E i gruppi Lgbt (che sono stati i sostenitori della legge) ora dicono che la legge è applicata in modo truffaldino perchè queste persone “non si sentono davvero donna”, ma chi può misurare come “si sente” una persona? E la legge neanche lo chiede.

        un capolavoro, solo quei testoni di spagnoli potevano partorire una legge così.

        • Ros scrive:

          In molti reparti c’è una preselezione solo per potersi candidare che prevede circa 10 o 15 trazioni alla sbarra, una cinquantina di flessioni a terra, una ventina flessioni alle parallele e un chilometro da fare in un minimo di tempo con pieno carico tattico (dai 35 chili ai 50).

          Ora;
          sembra sia fisiologicamente difficile per il sistema endocrino e muscolare della donna, se pure ottimamente allenata, fare la metà di tutto questo;

          quindi per evitare problemi di comunicazione coi media le commissioni esaminatrici ci vanno con allegra nonchalance

          Trazioni 15☝️:

          “vai figliuola che cominciamo!

          una … … …
          una e un quarto… … … … daidaidai … una e mezza … … … … … forza dai forza☺️ quasi due … … … … … … due e Op spingi un po’… co co co
          oookkéy 👍💪 c’ abbasta!🏆🏅🤗

          • Ros scrive:

            però dai…

            flessioni, trazioni …
            non è mica da questi particolari che si giudica un militare. Un militare lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia🤗🌼

            Dall’essere dolcemente complicati, sempre più emozionati …

            delicati anche😊😘

            • Ros scrive:

              célie a parte.

              Per passare tanti si affidano a personal trainer allenandosi per qualche mese, ew via.
              Passata la festa gabbato lo santo! Ci si fa ricrescere, birra e salsiccie, la sacrosanta panza.

              Farsi una preparazione fisica è subordinato a maturare una volontà capace di durare nel tempo e in condizioni (alimentari, sonno, incidenti e problemi fisici, depressione, panico…) difficili.

              Sviluppare la capacità fisica non è lo scopo.
              E’ propedeutico all’endurance mentale.

              A conosceri e valutarti prima da te che dagli altri poi.

              La resistenza e la capacità di affrontare con calma misurata situazioni oltre limite dello stress continuando a funzionare calmini.

              Non mollare.
              La preparazione fisica è subordinata a ciò;

              a tastare il carattere, e la capacità di sapersi usare al meglio, risparmiandosi ogni volta che ce ne è l’occasione.

              Che è la cosa più importante per durare😉 essere misurati e attenti a ogni piccolissimo passo pure.

              Hai la volontà di prepararti bene e SAPERE (attenzione al termine) superare queste prove fisiche?

              Ovvero di conoscere a menadito e sfruttare al top della TUA eccellenza la macchina corporea che conduci qualunque ne siano i cavalli e cilindrata?

              Sai come saperti muovere per funzionare? Fisicamente, ma soprattutto mentalmente?

              Allora si può cominciare a valutare ciò che conta.
              E non è il numero di flessioni

              Quindi niente di precluso alle donne.
              Anzi!

              Non è che vi devo pure fare gli esempi delle capacità di resistenza femminile pur sbroccando giusto di tanto in tanto senza mollare?

              Fine del pezzar di toppa arruffianciata paracula onde tamponare il commento da caserma precedente😇

              Pace e bene😙

              • Ros scrive:

                ps
                ah! essere svegli,
                veloci ad adattarsi con l’istinto di trovare sempre la strada o la cuccia più comoda …

                insieme alla capacità di imparare tante cose assieme bene e in poco tempo, pure aiuta🙂

            • PinoMamet scrive:

              Quello che vuoi, ma, leggo, altezza minima maschi 1,65, femmine 1,61.
              Carabinieri: maschi 1,70, femmine 1,65.

              Qui non c’entra nè la resistenza, nè conoscenza dei propri limiti, nè niente…
              che non sia “facilitiamo l’arrivo di un numero decente di donne per fare figura”

              • Ros scrive:

                “…che non sia “facilitiamo l’arrivo di un numero decente di donne per fare figura…”

                e come vuoi poi farle le foto per le brochure? Solo con la salsiccia😒

                un minimìno d’elasticità do savoir-faire che le caserme sono poi più allegre e colorate e a gente allegra il ciel sul campo aiuta😎

              • PinoMamet scrive:

                La mia esperienza militare, a parte gli amici più grandi, si limita ai “tre giorni”, che poi in EmiliaRomagna erano due, prima che sospendessero la leva.

                Ma a naso, direi che invece con l’arrivo delle donne in caserma sono arrivate gelosie tra tipi che ci provano con la stessa, rivalità, dispetti tra ex fidanzati, e da perfetto prevenuto voglio metterci anche la solita esaltata che vuol dimostrare che è meglio dei maschi…
                insomma poco di buono.

                Magari a tenerli separati, tipo di 100 chilometri.

                Ma sono prevenuto io, lo ammetto.

                Però un collega figlio di colonnello mi dice che alcune caserme sono diventate (parole sue) degli “scopatoi”.
                Non so se sia un bene…

              • Ros scrive:

                “altezze minime”
                nelle forze di intervento rapide bisogna essere agili come ginnasti.
                Perfettamente mesomorfi.

                Hai presente in genere quanto misurano i ginnasti che saltellano come il grillo amico dell’ape Maia?

                Un Jury Chechi mesomorfo dal fisico a molla e fisicamente innato folgorino saltafossi e muri.

                i numeri contano niente

                ho visto colossi d’Ercole di 2 metri da paura ammosciarsi e collassare nell’arrampicarsi alla fune e ragnetti di un cazzo e due barattoli zompare su in zin con le sole braccia su e giu più volte come gatti.

                I colossoni ti spiezzo in due servono per far figurare accorazzati il presidente tutti impennacchiati come drag queen e priscille reginette del deserto

              • Ros scrive:

                “Ma a naso, direi che invece con l’arrivo delle donne in caserma ..”

                ricordi cosa se ne pensava dell’eventuale presenza delle donne sulle navi o peggio ancora sottomarini di lungo corso?

                Era più tranquilla la dotazione di un litro di rum a testa al giorno

                c’erano meno casini

              • PinoMamet scrive:

                Scusate il ricordo personale OT, ma se qualcuno avesse avuto la minima voglia di fare il militare, ai “tre giorni” te la facevano passare, tra prove fisiche e visite mediche fatte alla cazzo di cane, atmosfera da pessima goliardia, divisione di spazi con perfetti deficienti che si sperava di aver abbandonato alle Medie inferiori, atleti “scartati” e malaticci arruolati, marescialli parolacciari e ambienti tristi e mal tenuti…

                una dose di tristezza interiore da smaltire in diversi giorni.

                All’epoca non c’erano tante certificazioni tipo dislessico, discalculico, disgrafico…

                ma forse sono io che sono dismilitarico 😉

                Però devo dire che trovo belle le scemenze militari più assurde, divise stirate, pennacchi, marce assurde, canzoni con testi roboanti, insomma, tutto quello che non è combattere 😉

                e fosse per me invece delle guerre farei delle gare di queste scemenze qua, come indiani e pakistani sul confine 😉

              • PinoMamet scrive:

                “ricordi cosa se ne pensava dell’eventuale presenza delle donne sulle navi o peggio ancora sottomarini di lungo corso?”

                Un professore di filosofia, ex ufficiale di marina, della mia scuola, diceva che una donna non avrebbe assolutamente potuto comandare una nave, per via delle mestruazioni…
                nessuno ha mai osato chiedergli il perché.

                A me e a un mio compagno ci minacciò con il bastone… è vero che stavano facevdo i cretini… ma lui era proprio un vecchio rimbambito, poi è andato in pensione.

                Non so a parte questo cosa se ne diceva.

                Perché, sono diventate degli scopatoi anche le navi militari, o sono ancora tutti gay?

              • PinoMamet scrive:

                “i numeri contano niente”

                e allora perché non mettono 1,61 anche i maschietti?

              • Ros scrive:

                Pino “Un professore di filosofia, ex ufficiale di marina, della mia scuola, diceva che una donna non avrebbe assolutamente potuto comandare una nave, per via delle mestruazioni…
                nessuno ha mai osato chiedergli il perché”

                L’avrebbero dovuto chiedere agli zingari amici di Miguel😉

              • Ros scrive:

                “tra prove fisiche e visite mediche fatte alla cazzo di cane”

                era semplicemente squallido

                Sfigatamente squallido

                Andava forse vista come una prova da superare senza deprimersi e scappare;
                tipo l’attesa e automatico rifiuto per entrare al fiht club.

                Devo dire che la cosa che ancora adesso mi da un senso di squallore e raccapriccio al solo ripensarci era quell’ambiente chiuso e stantio di fetore di sudore sperma e piscio da sfigati dei cinema porno nei vicoli bui d’una volta.

                Se superavi quello, e dopo
                – niente cameratismi d’uscire assieme agli altri senz’offesa –
                te ne sparivi in libera uscita per i fatti tuoi dimenticando ogni odore casermale respirando fresco e colorato di lavanda la delizia in giro …

                astraendosi e ritagliandosi fuori spazi liberi si sopravviveva.

                Il bello per me erano i campi, i lanci, le continue manovre d’esercitazione in giro come zingari teatranti nomadi.

                Sembra assurdo ma si era assai liberi.

                Alla compilazione del questionario i primissimi giorni della SMIPAR mi divertii un mondo quando io – “artista” e saltimbanco rompicoglioni naturale – alla domanda “ti piaccioni i fiori ed i colori?” scrissi “molto!”, ” faresti il fioraio?” , “assolutamente si!”

                Sapendo dove andavano a parare; non resistetti alla curiosità di vedere che succedeva poi😁

                Mi chiamarono subitdopo a parlare in ufficio con una psicologa che girandoci intorno per due ore senza arrivare al punto arrivò a sudare sette camicie prima che stufo la fermassi con un

                “zia non sono frocio! Garantito al limone😎”

              • Ros scrive:

                “e allora perché non mettono 1,61 anche i maschietti?”

                Assurdità numerico-burocratiche che, credo, venissero tranquillamente eluse.

                Ti immagini scartare gente come Juri Chechi e affini?

              • PinoMamet scrive:

                Mm, io il questionario lo ricordo a crocette.

                E c’era la raccomandazione di non far uscire le crocette dai bordi. Chissà cosa succedeva altrimenti.

                Ti piacciono i fiori? Sì.
                Vuoi fare il fiorista? No.
                Vedi cose che altri non vedono? No.
                Hai la diarrea (sciolta) più di una volta al mese? No.

                Poi un simpaticone mi disse che mi volevano all’ufficio degli psicologi (c’erano già andati in due o in tre).
                Salii le scale, dissi “mi avete cercato?”
                “No”
                “Ah devono essersi sbagliati, buongiorno”.
                Fine.

                Viaggio di ritorno in treno con gli sfigati della partenza, un mezzo matto allegro del tipo che non vuoi mai rivedere, un simpaticone della compagnia che la sapeva sempre lunga, un paio di aspiranti riformati con le scartoffie, uno che diceva di essere stato mio vicino di casa ma io ho sempre goduto di pessima memoria.

              • PinoMamet scrive:

                A un certo punto ti facevano compilare qualcosa se volevi andare a fare il parà.

                Io non ci tenevo affatto e non compilai nulla.

                Circolava la leggenda metropolitana che per andare nei parà avresti dovuto rifarti tutte le otturazioni, se ne avevi: non so né perché né se sia vero.

              • Ros scrive:

                “Circolava la leggenda metropolitana che per andare nei parà avresti dovuto rifarti tutte le otturazioni, se ne avevi: non so né perché né se sia vero”

                ??? mai sentita questa

                Di leggende metropolitane tipo è un posto come “tana delle tigri” dove “si muore pazzi” e i nonni ti torturano t’addormentano e l’indomani all’alzabandiera t’accorgi della cicatrice che t’hanno fregato un rene, ecchéppoi se non passi il “Campo di Rinuncia” (mitico campo di rinuncia!!! poi mai visto🙄) ti fanno cambiare sesso a Siena (Siena era dice dove finivi se non passavi prima d’essere spedito agli sceicchi di cui dopo come geisha bambola metro-sexuale) e ti spediscono a dubay come schiava in fiore nell’harem degli emiri amici di Andreotti e Mattei😳

              • roberto scrive:

                Pino

                “Ti piacciono i fiori? Sì.
                Vuoi fare il fiorista? No.”

                Io sono uno di quelli che è andato dallo psicologo per queste domande

              • PinoMamet scrive:

                Delle cose che dice Ros sui parà mai sentito, tranne che c’era molto nonnismo e si diceva che erano tutti fasci.

                Poi ne conobbi un paio e uno non era fascio affatto, l’altro totalmente, ma era anche tifoso della Lazio quindi forse era nato così.

              • Ros scrive:

                Roberto: fiori e fiorai “io sono uno di quelli che è andato dallo psicologo per queste domande”

                Ho risposto, entusiasta, di si a entrambe🤗; e il bello è che ero assolutamente sincero🌼

              • roberto scrive:

                Ros

                Io feci una lunga discussione per giustificare il fatto che se non sei una bestia i fiori ti piacciono ma che non volevo stare tutto il giorno in mezzo ai fiori

                Ma mi era restata la netta impressione di psicologo che si annoiava e ogni tanto prendeva uno per rompergli il cazzo

              • paniscus scrive:

                “diceva che una donna non avrebbe assolutamente potuto comandare una nave, per via delle mestruazioni…
                nessuno ha mai osato chiedergli il perché.—-

                Immagino che in realtà non intendesse materialmente proprio le mestruazioni, nel senso di giorni specifici con le perdite di sangue (non vedo perché su una nave non si possa andare ogni tanto in bagno a cambiarsi l’assorbente, anche i comandanti hanno diritto a qualche minuto di pausa…),

                ma intendesse il fenomeno complessivo del ciclo mestruale, ossia lo storico pregiudizio secondo cui la donna non può avere i nervi abbastanza saldi e non può tenere un comportamento razionale perché è sopraffatta dalle bufere ormonali (e non solo nei giorni delle mestruazioni vere e proprie, ma per tutto l’arco del mese, in base alle diverse fasi).

                D’altra parte, era esattamente la stessa ragione per cui fino agli anni sessanta le donne non potevano entrare in magistratura (in quanto considerate troppo emotive per poter giudicare in maniera equilibrata) o nelle carriere superiori della polizia o della pubblica amministrazione (le prime donne a occupare posti di questore e di prefetto arrivarono negli anni ottanta e fecero notizia sui media, me lo ricordo bene)…

              • Ros scrive:

                paniscus: “donna-mare-mestruzioni-tempeste-luna🌚

                I marinai, come appunto gli zingari, sono genti scaramantici

              • paniscus scrive:

                “Ho risposto, entusiasta, di si a entrambe🤗; e il bello è che ero assolutamente sincero🌼”—

                Sempre su fiori e fiorai: un mio conoscente dell’epoca, compagno di liceo, rispose di sì a entrambe le domande e fu convocato per un chiarimento dallo psicologo militare, che gli chiese, con sincera curiosità, come mai avesse risposto di sì anche alla seconda domanda, visto che “da tutte le altre risposte non risultava nient’altro di così anomalo”.

                Rispose candidamente: “perché la mia famiglia gestisce un negozio di fiori, sono abituato fin da piccolo a stare in quell’ambiente e a dare una mano, e non mi dispiacerebbe continuare a lavorarci”.

                Tutto vero.

              • Peucezio scrive:

                Paniscus,
                ” la donna non può avere i nervi abbastanza saldi e non può tenere un comportamento razionale perché è sopraffatta dalle bufere ormonali”

                Che poi è verissimo, così come è vero che l’uomo è istintivo, brutale, irrazionale, violento, a tratti belluino, per cui le due diverse forme di irrazionalità si compensano e pareggiano a vicenda.

              • Ros scrive:

                “Rispose candidamente: “perché la mia famiglia gestisce un negozio di fiori, sono abituato fin da piccolo a stare in quell’ambiente e a dare una mano, e non mi dispiacerebbe continuare a lavorarci”.

                mmah, che dirci io che ci dissi poi alla Signora Zia Pissyicologa Dottore’?🙄

                Signora Zia Pissycologa Dottore’ a me mi piacciono i fiori embé?

                …è che i fiori sono belli tutti coi petali a sole di raggiera spiralata con numinose simmetrie sonore.
                Belli strani come steampunk di passiflore aliene giocattolose alla fiera dell’est.

                E sono pure colorati a tipo il fiore dai sette colori di lulù, facendo opere pie di pace e bene ti fanno vedere cose come case in Canadà con tanti tanti tanti , ma tanti eh Dottore’!
                tanti fiori di lillà😲

                assieme a lulù

                … le cose della domanda del questionario Signora Zia Pissycologa Dottore’!!! c’ha presente?

                https://i.postimg.cc/yNbt18DB/Il-viandante-nel-posto-dello-Stramonio-A.jpg

                https://i.postimg.cc/c6yFKKWy/Il-viandante-nel-posto-dello-Stramonio-B.jpg

                “Gli arcobaleni d’altri mondi hanno colori che non so
                lungo i ruscelli d’altri mondi nascono fiori che non ho

                Gli arcobaleni d’altri mondi hanno colori che non so
                lungo i ruscelli d’altri mondi nascono fiori che non ho”

                Dice che non posso ammazzare il nemico a coltellate nelle gengive perché mi piaciono i fiori signora pissycologa dottore’ ?🙄

                https://www.youtube.com/watch?v=GQQzDntmwdA

              • roberto scrive:

                Peucezio

                “Che poi è verissimo, così come è vero che l’uomo è istintivo, brutale, irrazionale, violento, a tratti belluino”

                ….manco quando gioco a basket (mi manca “irrazionale”)
                😀

                Mi sembrano tutte fesserie quelle sull’uomo è così e la donna cosà, come se non esistessero donne perfettamente ciniche e razionali 365 giorni all’anno….e uomini con sbalzi di umore che ti domandi davvero se non abbiano qualche problema di mestruazioni

              • PinoMamet scrive:

                Io mi iscrivo tra quelli con gli sbalzi d’umore.

                In genere mi ritrovo in tutte quelle descrizioni delle “donne che non dicono mai come la pensano, bisogna indovinare, dicono va tutto bene ma è solo una scusa per litigare ecc. ecc.”

                In genere io odio- dal vivo e tra amici- dover essere sincero, “dire pane al pane e vino al vino” e così via;
                preferisco, e trovo anzi doveroso, che si indovini come la penso.
                Ci mancherebbe altro che debba spiegarlo!!

                Mentre molte mie amiche sono proprio del tipo “pane al pane”.

                insomma, anch’io le trovo fesserie.

              • Ros scrive:

                “Che poi è verissimo, così come è vero che l’uomo è istintivo, brutale, irrazionale, violento, a tratti belluino”

                @Peuce’,
                senti a me frate’,
                fatti questo experimento multimediale psicointegrativo che ora sotto ti dico;

                in pubblico nimico fallo! … e poi mi sai dire😉

                Mettiti questa canzona sotto a palla stroboscopica bee gees hot stuff of donna summer tutta colorata di plissé,
                alzati poi in piedi esinuoso aggraziato come una Kate Bush in Wuthering Heights sotto il suo vestito rosso abballa!

                Abballa Peuce’!

                Canta a sguarciagola visualizzando tramite mindfulnesss la primavera flaboyant del Botticelli in un mattino fresco di sole e di flamenco, il calore pulsante e vivo di cosce seriche e abbronzate che baci e accarezzi con sapore di sale e turchese verde lime

                E’ un esercizio rituale féeriquo usato per innescare il battito animale del berserker prima d’ogni campale battaglia dell’oggi è un buongiorno per morire

                https://www.youtube.com/watch?v=nGAtz6ihcvY

              • paniscus scrive:

                “perché è sopraffatta dalle bufere ormonali”

                Che poi è verissimo, così come è vero che l’uomo è istintivo, brutale, irrazionale, violento, a tratti belluino, per cui le due diverse forme di irrazionalità si compensano e pareggiano a vicenda.”—–

                E se sono irrazionali, emotivi e umorali tutti e due (anche se in modo diverso ma paritario, coem dici tu), da dove arriverebbe la convinzione che un maschio può tranquillamente comandare una nave o un aereo mentre una femmina no?

                Convinzione che spero sia stata prevalentemente superata, tanto è vero che oggi le donne pilota o comandanti di navi esistono eccome, ma c’è ancora qualcuno che ci crede…

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “Mi sembrano tutte fesserie quelle sull’uomo è così e la donna cosà, come se non esistessero donne perfettamente ciniche e razionali 365 giorni all’anno….e uomini con sbalzi di umore che ti domandi davvero se non abbiano qualche problema di mestruazion”

                Certo, e c’è l’uomo che morde il cane, esistono svizzeri indisciplinati, napoletani rigorosi, a volte a novembre piove poco, a luglio piove tanto…
                Che significa?

            • Ros scrive:

              “Che poi è verissimo, così come è vero che l’uomo è istintivo, brutale, irrazionale, violento, a tratti belluino”

              non trattasi propriamente di masculo e fimmina XY and XX ma di possibilità psicologiche (yin e yang) che appartengono ad entrambi i sessi biologici.

              Ed entrambe andrebbero sviluppate e integrate nella personalità cosciente.

              O restano inconsce, rimosse e “indifferenziate” a decomporsi nell’umido brulicante “sottoterra” per far danni.

              Il sonno della coscienza genera i mostri 😉

  33. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    OT… o no?

    Se non fosse per la perdurante siccità verrebbe proprio da dire “piove sul bagnato”…

    https://www.rainews.it/articoli/2024/09/cresce-la-tensione-nel-corno-dafrica-legitto-invia-10mila-soldati-in-somalia-e28da76b-881a-4cbe-8a13-eb145261d2f5.html

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • PinoMamet scrive:

      Questo è interessante. Può darsi che comincino dei bei casini da quelle parti.

      Visto che mi riguardano poco, e che ho visto filmatini di etiopi revanscisti e falsificatori della storia, faccio il tifo contro e spero che l’Etiopia le buschi.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      L’Egitto sostiene uno Stato fallito da un pezzo, mentre l’Etiopia sostiene un autoproclamato Stato già fallito. Andiamo bene.

  34. MOI scrive:

    Presto a capitanare navi, treni, aereo , ecc … ci saranno le “Éi Ài” …

    🤖 💻

  35. MOI scrive:

    Régaz, ma … come fate a leggere e scrivere in spazi da mezza parola, nei commenti “a grappolo”
    🍇

    che si restringono ?!

    🥴😵‍💫😵🫨

  36. habsburgicus scrive:

    OT
    se non l’avete già fatto e non sapete che fare, vi consiglio la lettura del russo in esilio Andrej Nikolaevich Lan’kov sulla formazione della Corea del Nord, ovvero una cronaca ben fatta del quindicennio in cui Kim Il-Sung (Kim Ir-sen nelle fonti comuniste romene contemporanee) passò da umile gregario comunista (eguale, e probabilmente inferiore in status, a mille altri in Italia, Romania, Polonia ecc) e servitore devoto e sottomesso del “Grande Stalin” nella lontana Corea occupata dai sovietici (c’est-à-dire la parte a nord del 38° parallelo), alla divinità sovrumana la cui famiglia, oggi giunta al nipote, ancora (s)governa gli sventurati coreani del nord 😀
    Andrej N. Lan’kov, “From Stalin to Kim Il-Sung: the formation of North Korea, 1945-1960”, London 2002, Rutgers University Press
    vi preannuncio che le sconsiderate e inopportune -dal punto di vista comunista- riforme di Krusciov (inclusa la condanna di Stalin) oltre a generare da noi in Europa un forte anticomunismo, indebolirono il prestigio dell’URSS in Estremo Oriente e favorirono l’ascesa del culto di Mao in Cina (“Grande Balzo”, la prima Follia 1958-1961) cui seguì la rottura con il Cremlino e l’emancipazione dei coreani del nord da Mosca, ma non a favore di una maggiore democrazia bensì con l’aumento parossistico delle tendenze autocratiche del clan di Kim che in pochi anni si pose al di là del livello umano e giunse ad uno status da faraone egiziano dell’Antico Regno ancorché “rosso”..un Cheope in salsa marxista 😀

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Habsburgicus

      “Cheope”

      Mi mancava, grazi! A mia volta, rispondo consigliando a tutti l’affascinante “The Cleanest Race” di B. Myers, lodato dallo stesso Lankov:

      https://en.wikipedia.org/wiki/The_Cleanest_Race

      A parte la sconcertante ricchezza della bibliografia, è scritto benissimo e si legge d’un fiato.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • habsburgicus scrive:

        in effetti Myers ha meritoriamente colto il punto fondamentale e ha avuto coraggio..
        la “dottrina Juche” (che almeno dal 1972 è alla base dello Stato nord-coreano e, di fatto, dal 1990 ha sostituito il marxismo-leninismo tanto che i ritratti di Marx e Lenin sono ormai rarissimi e solo l’attuale Kim ne ha rimessi due in piazza) è “fascismo” anzi “nazionalsocialismo” in quanto legata ad un profondo “razzialismo” che in questo caso ha al centro l’ethnos coreano e non quello “ario-tedesco” ma converrai che, dal punto di vista teorico, cambia poco (in Nord Corea i matrimoni misti sono visti peggio che nella Germania NS in quanto “inquinerebbero” il popolo..poi usano un frasario anti-imperialista ma gratta gratta è così, e Myers l’ha capito)
        il regime nordcoreano non ha più al centro la “classe” bensì l’ “etnia” coreana di cui il Nord serberebbe la “purezza” a fronte di un Sud “mongrelizzato” e americanizzato…questo per Myers è “fascismo” [non nel senso di Miguel, quello corretto storicamente..che ormai però è obsoleto..nel senso “popolare” ove “fascismo” è termine intercambiabile con NS]
        come sia stato possibile passare da Stalin ad Adolf è materia per gli storici futuri 😀 😀 😀

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ habsburgicus

          “come sia stato possibile passare da Stalin ad Adolf è materia per gli storici futuri”

          E’ la vendetta postuma della Hanna Arendt di ‘Origini del totalitarismo’! 🙂

          Nel terzo tomo di quel libro, l’autrice sosteneva che i regimi di Hitler e di Stalin erano due versioni della stessa forma di governo, il totalitarismo, che si affianca come settima forma di governo oltre alle sei canoniche della adizione Greca (le tre ‘buone’: monarchia, aristocrazia, democrazia, e le loro rispettive degenerazioni ‘cattive’: tirannide, oligarchia e oclocrazia).

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            La Arendt diceva un sacco di sciocchezze e la sua teoria politica ha la raffinatezza della sbobba di Sing Sing.

            • MOI scrive:

              … ALÉÉÉÉ !
              … Dopo Liliana Segre, la Woke ProPal cancella pure Anna Arendt ?!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Lo chiedi a me quello che fa la Signora Propal che non conosco?

                Io non ho mai nascosto l’infina opinione che ho del pensiero della Arendt.
                Se ti scandalizzi perché dico che chi sostiene che il totalitarismo sarebbe una forma di governo (è una forma di Stato, per la cronaca) significa che non sa di cosa sta parlando, allora evidentemente nemmeno tu sai di cosa si sta parlando. Con buona pace dei woke e delle tue idiosincrasie.

              • Peucezio scrive:

                Credo che Moi non si scandalizzi assolutamente di nulla.

                Si diverte a notare tutte le contraddizioni e le manie del politicamente corretto.

                Che in effetti c’entrano poco con quello che dicevi tu, ma lui si diverte di più parlando di quello, per cui ce lo piazza comunque! 🙂

  37. Moi scrive:

    Kim Ir Sen ?! … Ma perché ?

    • Moi scrive:

      Eternal leaders of North Korea

      Under the leadership of the Workers’ Party of Korea, the Democratic People’s Republic of Korea and the Korean people will uphold the Great Leader Comrade Kim Il Sung as the eternal President of the Democratic People’s Republic of Korea and Comrade Kim Jong Il as the eternal Chairman of the National Defence Commission of the Democratic People’s Republic of Korea…

      — Constitution of North Korea[

      —————————————————

      Dicitura Originale

      공화국의 영원한 주석

    • habsburgicus scrive:

      forse calco dal russo……la pronuncia non è certo sùng, dovrebbe essere qualcosa come séng e magari la “g” si sentiva poco..la “l” in “r” non è infrequente

  38. Moi scrive:

    Il Militarismo Nord Coreano è 선군 (Seongun)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Songun

  39. Miguel Martinez scrive:

    Troppo carino… dopo il secondo tentato trumpicidio, il presidente Biden dichiara:

    ” “Gwen and I are glad to hear that Donald Trump is safe. Violence has no place in our country. It’s not who we are as a nation.””

    Da incorniciare.

    Compreso quel “Gwen” così intimo.

    • tomar scrive:

      Miguel: “Troppo carino… Compreso quel “Gwen” così intimo.”

      Al contrario Donald questa non doveva lasciarsela scappare:
      “Odio Taylor Swift”.

      Possibile che nessuno gli abbia detto della potenza napoleonica delle Swifties?

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        La Swift è un fenomeno mediatico che, come tutti i fenomeni mediatici, è costruito su bufale, esagerazioni e fuffa varia. Tipo la gente che dopo il dibattito tra i candidati si iscrive nelle liste elettorali e il sistema mediatico-propagandistico dice che è opera della Swift.

        Trump è un altro fenomeno mediatico, per cui collide benissimo col primo.

        • tomar scrive:

          Mauricius Tarvisii: “La Swift è un fenomeno mediatico che, come tutti i fenomeni mediatici, è costruito su bufale, esagerazioni e fuffa varia.”

          Premesso che io della Swift non ho mai sentito neanche mezza canzonetta, dove vuoi arrivare con l’affermazione che “La Swift è un fenomeno mediatico ecc.”? Vuoi dire che il suo pro Harris e l’odio proclamato da Trump sono irrrilevanti?
          Beh, credo proprio che qui ti sbagli.
          Io fino a poco tempo fa non sapevo nulla neanche delle Swifties (riguardo alle quali è interessante questo pezzo (lunghissimo) di Claudio Giunta sul concerto a Milano di TS : https://claudiogiunta.it/2024/08/in-missione-etnografica-tra-le-swifties/) ma una cosa mi sembra abbastanza sicura: queste fanciulle appartengono a una classe d’età che normalmente alle elezioni usane neanche vanno a votare. Ma questa volta a votare sembra proprio che ci andranno, non tanto per la Harris, della quale probabilmente non sanno nulla, ma contro Trump perché odia Taylor. E negli stati incerti proprio il loro voto potrebbe rivelarsi determinante.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Le Swifties dell’articolo sono da questo lato dell’Oceano, però. Prima di avventurarsi in stime sul fatto che qualcuno quel giorno (un martedì, perché i Padri Fondatori volevano che votassero solo pochi motivati abbastanza agiati da poter non lavorare un giorno) andrà ai seggi, aspetterei che ci sia qualche stima affidabile sull’anatomia dell’affluenza. E per affidabile intendo qualcosa di meglio dell’articolo “la Swift porta i giovani a votare” che viaggia con “il giorno dopo il dibattito elettorale la gente si iscrive, per cui sarà merito della Swift”.

          • PinoMamet scrive:

            L’articolo è già stato linkato e commentato proprio qui, Tomar 😉

            • tomar scrive:

              L’articolo è già stato linkato e commentato proprio qui, Tomar.

              Vedi quanto ero poco attento alle swifties, che eppur si muovono, anche, e credo soprattutto, negli USA.

              • Francesco scrive:

                però bisogna vedere se il posto della Tay Tay nelle sezioni Music e Feelings ha qualche riscontro in una eventuale sezione Politics della mente di queste fanciulle.

                secondo mia figlia (che è una swiftie) i voti swingable sono quelli dei maschi neri. Gente che non ascolta TS.

                😀

    • roberto scrive:

      “il secondo tentato trumpicidio”

      il primo mi era sembrato davvero un tentativo di trumpicidio…questo è troppo ridicolo per essere vero, mi puzza tanto di un tentativo disperato del pagliaccio arancione di ricordare quanto lui sia eroico e sotto attacco (il che mi fa essere ottimista sul fatto che pure lui inizia davvero ad aver paura)

      adesso che inizia a perdere consensi e sente il fiato della harris sul collo, cosa c’è di meglio che ricordare questa foto epica che ormai era nel dimenticatoio?

      https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjv8hP80oDbR6gNYWd2WnbV5_42GNMyg4pOvJnj5dzqOBMDLXw5ktZlFe16ypknh_r1CvYrU-8gUnS7aSukcdCUElQJuK_cUKBIHKC4fMRdZl5LE22IgVGLh3tVb7XE6M1TY62RltH-gGda9O7doAtM27Jc7OEE_oL48Z9FY2s0_nz8ybukoeAa/w640-h372/trump_assina.jpg

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Rischi veramente tanto sia a farti l’autoattentato, sia a fare l’autoattentato.

        • roberto scrive:

          Se spari ad uno all’orecchio ovviamente si, ed infatti non ho mai pensato per un secondo che fosse un auto attentato

          Se invece mandi uno con un fucile intorno a dove sta trump, senza che spari e senza che sia un pericolo reale…mi sa che hai solo da guadagnare (la retorica della vittima, del siamo under attack, del superuomo e appunto recuperare un’immagine che è stata dimenticata dopo una settimana…il tutto in un momento di oggettiva difficoltà)

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Però lo pseudoattentatore rischia di venire freddato dai Servizi Segreti o di venire arrestato. E se parlasse per non finire dentro per tento omicidio? Lì iniziano i rischi per la pseudovittima.

            • roberto scrive:

              se semplicemente fosse un mezzo matto qualsiasi che viene sfruttato, nel senso di “non fermato finché non arriva davanti alle telecamere”? o addirittura eccitato per poi agire e “fermarlo quando arriva davanti alle telecamere”?

              wow dopo anni nei quali qui leggo di complotti di ogni genere, sono proprio io a dover dire che i complotti esistono!?!
              🙂

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I complotti esistono, però questo non dà ragione agli sciachimisti.

              • Peucezio scrive:

                Un conto è dire che potrebbe non essere stato fermato subito, un conto che sia tutta una macchinazione a tavolino.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Tra l’altro vedo che il tipo di sarebbe stato veramente in Ucraina. Insomma, una persona già incline alla violenza per una giusta causa e che ha ottime ragioni per credere di dover eliminare la più grave minaccia per quella giusta causa che ha a tiro.

            • Francesco scrive:

              Per una volta la narrativa di MT è quasi convincente alle mie orecchie.

              Unico dubbio: uno che ha combattuto davvero è così pirla? con tutti i droni e la ricognizione che c’è in Ucraina, che se metti il naso fuori ti vedono?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Ma ha combattuto veramente, oppure era troppo pirla?

              • Francesco scrive:

                E non è neppure morto?

                Vuoi inficiare la mia fiducia in Darwin?

                🙂

              • Francesco scrive:

                vedo ora che forse è troppo vecchio per essere preso in considerazione

                anche se mi pareva che l’Ucraina fosse di manica larga, avendo disperato bisogno di soldati

                boh

      • Peucezio scrive:

        Roberto,
        “mi puzza tanto di un tentativo disperato del pagliaccio arancione di ricordare quanto lui sia eroico e sotto attacco”

        Poi i complottisti sono gli altri…

        Ma hai idea di che livello di violenza e di sentimento di contrapposizione ci sia in America?
        Io se qualcuno attenta alla Kamala mica penso che è un autoattentato.

        • roberto scrive:

          Certo si ho idea, clima che ovviamente il Pacifico trump ha grandissimamente contribuito a creare

          • Peucezio scrive:

            Questo è vero.

            Ma mi chiedo come mai hai tutta questa preferenza per Kamala.
            Cioè se è solo una preferenza di appartenenza o cos’altro.

            Voglio dire, a me mi facevano cagare democratici e repubblicani, non ne ho mai fatto un fatto di destra e sinistra.
            Bush è stato uno dei peggior criminali della storia recente.
            E se anziché Trump e Kamala ci fosse stato un repubblicano neocon e un democratico alla Robert Kennedy o alla Tulsi Gabbard, sarei stato dalla loro parte senza nessuna esitazione.

            Ma neanche tu mi sembri uno mosso da fanatismo di parte. È solo perbenismo, questione di presentabilità, di stile più compassato?

            • roberto scrive:

              peucezio

              varie ragioni

              1. trump si è trovato seduto su una polveriera, e girava con un cerino acceso in mano.

              Fuori di metafora, in una situazione di enormi conflitti interni razziali e sociali) , ha passato il tempo ad aizzare questi conflitti. so che una gerra civile in america eccita le fantasie di voi antiamericani, ma mi sembra una cosa pericolosa assai

              2. è un pazzo scatenato e se non ha fatto guai grossi lo dobbiamo o alla buona stella o al fatto che in qualche modo viene controllato. l’ammazzatina di souleimani mi sembra davvero una delle cose più pericolose fatte negli ultimi anni…e per favore dammi tregua su sta cosa di trump pacifista che non la reggo più

              https://www.businessinsider.com/trump-have-bombed-yemen-more-than-bush-and-obama-combined-2020-10

              https://foreignpolicy.com/2017/08/09/donald-trump-is-dropping-bombs-at-unprecedented-levels/

              3. io non ho niente con chi vuole distruggere l’esistente per costruire qualcosa di nuovo, ma in trump la parte costruens semplicemente non esiste…lui è per “distruggiamo i palazzi di washington” (ed in questo ha un enorme seguito fra le masse di diseredati che perso per perso trovano meglio distruggere) ma senza avere uno straccio di idea di cosa fare dopo. lo capisco anche, se io vado in piazza a gridare “morte all’europa, distruggiamo il parlamento” un po’ di gente la raccolgo, se io dico “vorrei che la commissione europea fosse eletta in modo diverso” se mi va bene chi mi ascolta si addormenta.
              Trump lo sa benissimo e fa l’incendiario perché in fin dei conti l’unica cosa che gli importa è avere voti per fare il presidente

              come ben sai un futuro di anarchia alla mad max mi fa un po’ paura

              4. trump esprime un sincero e appasiionato disprezzo per tutti quelli che non sono maschi bianchi ricchi e a me politicamente fa cagare

              5. da europeo preferisco avere qualcuno con cui parlare che sia almeno un po’ razionale e prevedibile

              insomma per me va bene chiunque al posto suo…devo dire che i democratici con biden hanno messo a durissima prova il mio chiunque, ma la harris mi sta simpatica almeno per questo suo modo di porsi positivo e non come se dovesse per forza scatenare una guerra civile

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                “e per favore dammi tregua su sta cosa di trump pacifista che non la reggo più”

                Capisco sul resto del discorso, ma Trump è il primo che non ha iniziato nuove guerre e questo è un fatto. Neanche Biden ne ha iniziate, ma sotto di lui ne sono iniziate due molto serie che lui sta fomentando, fornendo aiuti alla sua parte favorita.

                Poi, certo, non dico sia ininfluente il modo in cui ne conduci di già esistenti a bassa intensità, però il risultato complessivo…
                La caduta di Geddafi ha lasciato la Libia divisa e destabilizzata e lo sarà per chissà quanti anni o decenni.
                La caduta di Saddam per l’Iraq anche.
                Trump non ha invaso o destabilizzato nazioni, rovesciato regimi, creato instabilità geopolitica.
                Anzi, si era perfino accordato con Kim Jong Un, il più incontrollabile di tutti.

              • Francesco scrive:

                >> come ben sai un futuro di anarchia alla mad max mi fa un po’ paura

                non capirò mai questa cosa di Roberto, col suo fisico diverrebbe Duca di Lussemburgo se non Re di Baviera in no time!

                mica è uno di noi sfigatini che ci spiezzano in un attimo

                PS Trump come Presidente mi è quasi piaciuto, non ha fatto quasi nulla delle cazzate che dice, come se avesse coscienza della distanza tra propaganda e realtà. Ma non so quanto fidarmi.

                Kamala, invece, è 76% Nulla e 24% Male. Un pochino ne diffido.

              • roberto scrive:

                francesco

                “non capirò mai questa cosa di Roberto,”

                – non so usare le armi
                – non so combattere
                – se corro sudo
                – sono in fondo all’animo gentile
                – non ho mai pescato né cacciato

                credo che l’unica cosa che possa garantire la mia sopravvivenza è che riconosco tre funghi, e ho un certo successo nel coltivare aglio e prezzemolo….posso farli trifolati

              • Francesco scrive:

                1) basta non farlo sapere
                2) e chi viene a vedere il tuo bluff?
                3) altri correranno per te, o Supremo Leader
                4) bene, così ti chiederanno pietà e non dovrai ammazzarli tutti
                5) altri cacceranno o coltiveranno per te, o Guida Illuminata

                😀

              • Peucezio scrive:

                A parte ciò,

                la mia visione personale è che Kamala, come tutti i presidenti del vecchio tipo (quelli post caduta del muro) siano degli psicopatici veramente pericolosissimi.

                Gli Stati Uniti hanno sempre fatto disastri: anche nella Seconda Guerra Mondiale hanno fatto bombardamenti sui civili indiscriminati e del tutto gratuiti, completamente slegati da ragioni tattiche o strategiche, per puro intento genocida (quando colpisci la popolazione civile, a guerra praticamente vinta, al puro scopo di ammazzare gente inerme, per me è intento genocida, anche se non ti prefiggi l’eliminazione integrale di un popolo, ma solo di una sua parte).

                Ma al tempo stesso, anche nel dopoguerra e fino più o meno agli anni ’70-’80, avevano anche il senso della Realpolitik, della realtà fattuale.
                Questi no: questi sono fanatici e come ogni fanatico non bilanciano il vantaggio al rischio, perché il rischio è irrilevante: il fanatico muore e fa morire chiunque, perché crede di attuale il volere di Dio o di un principio etico trascendente, che è superiore non solo a ogni ragione pratica, ma anche alla vita stessa.

              • Francesco scrive:

                “Slegati da qualsiasi ragione strategica” mi pare affermazione dubbia.

                Anche se non sono un grande tifoso dei bombardamenti sulle città.

                PS consiglio “La tomba delle lucciole”, sul tema. Bello e terribile.

                PPS per quanto capisca quello che dici sugli invasati, non sono molto più simpatetico rispetto ai cinici e prudenti.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Consiglio ‘La tomba delle lucciole'”

                Mi associo di cuore al consiglio!

                ‘La tomba delle lucciole’ è un capolavoro Giapponese di lungometraggio a cartoni animati, ed è terrificante.

                Nonostante descriva in modo poetico dal punto di vista di due bambini le conseguenze nella vita dei civili della tempesta di fuoco su Tokyo (roba che Hiroshima gli spiccia casa) risultando di conseguenza edulcorato, il film è tale che al confronto i documentari sulle cataste di cadaveri dei lager mettono allegria.

                Mi ha fatto stare male, e intendo proprio anche peggio del pur eccellente film Britannico ‘Threads’, che fa lo stesso per una ipotetica Bomba su Sheffield in Inghilterra e che per confronto ridicolizza il quasi disneyano ‘The day after’.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                “Gli Stati Uniti … bombardamenti sui civili indiscriminati e del tutto gratuiti, completamente slegati da ragioni tattiche o strategiche…

                Le eventuali ragioni tattiche e strategiche a dire il vero v’erano.

                I bombardamenti sui civili, le tempeste di fuoco da guerra totale – gas incluso – come tattica bellica furono teorizzati e realizzati, mi pare, dal nostro Rodolfo Graziani.

                Dovevano fare sì che le popolazioni togliessero il loro favore alla loro nazione in guerra.

                Teorie rivelatosi spesso errate.

                Vedi nel loro stesso caso il bombardamento di Londra con il risultato di aumentare il favore della popolazione ai sacrifici necessari per continuare, lacrime e sangue,
                il conflitto.

                Gli angloamericani avrebbero dovuto pagargli i diritti.

                https://www.anpiroma.org/2013/07/rodolfo-graziani-soldato-o-criminale-di.html?m=1

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “fanatici”

                Magari lo fossero, Peucezio.

                Un fanatico come Robespierre, al Baghdadi o Torquemada è disposto sì a buttare il mondo fra le fiamme se ritiene serva alla sua causa, ma non è stupido: di fronte alla possibilità di una trattativa che gli consente di mettere al sicuro i risultati ottenuti in vista di una palingenesi futura (che dal suo punto di vista è comunque immancabile e inevitabile) è dispostissimo a compromessi.

                No, no, purtroppo quella che sembra circondare il cervello di certi dirigenti degli USA, dei loro vassalli Inglesi, valvassori Tedeschi e Francesi e valvassini Italiani non è la fanatica fede in un’idea.

                E’ semplice hybris.

                E’ la presunzione di credere che siccome Siamo I Più Forti, Viviamo Nella Nazione Indispensabile (o nel Giardino Ordinato, come dice Borrell) tutto il resto dell’umanità geme sotto barbariche e arretrate tirannidi e ad altro non aspira che bere Coca Cola e usare contracccttivi in libertà allora qualunque cosa facciamo Noi Non Possiamo Che Vincere, Perchè Noi Siamo I Buoni E Con Noi l’Umanità Ha Finito La Sua Storia.

                Le nostre attuali élites non hanno vissuto, nemmeno indirettamente, l’esperienza della guerra come dovettero fare un Eisenhower, un De Gaulle, un Kennedy, un Churchill o anche un De Gasperi, un Nenni o un Togliatti. (E la cosa conta, e conta assai: persino Hitler, avendoli provati sulla propria pelle, non ha osato usare i gas in battaglia). Non sanno cosa vuol dire far ripartire il proprio paese con la gente che piange i propri morti a milioni. Per questi di oggi la guerra si vede alla TV o in un videogioco.

                Aggiungi che questa gente non ha mai perso una guerra, o meglio, anche quando l’ha persa le conseguenze della sconfitta sul proprio elettorato sono state minime. Caduta l’URSS con una facilità e una rapidità che all’epoca apparivano provvidenziali e miracolose, si sono veramente creduti investiti della benevolenza celeste (o del suo equivalente terreno, la Superiorità Del Libero Mercato). Hanno fatto la guerra a quelli che al confronto a loro erano guappi di cartone, come il Mullah Omar, Saddam e Gheddafi. E anche quando hanno perso, come in Afghanistan, o hanno combinato pasticci per loro insolubili in Siria e in Libia, le bare tornate a casa che potevano risvegliare le coscienze sono state pochissime.

                La hybris li acceca.

                Non vedono quindi come paesi diversissimi fra loro e che avrebbero tanti motivi per combattersi, come India e Cina o Cina e Russia, finiscono col trovarsi accomunati dall’unica e semplice volontà di scrollarsi USA+vassalli di dosso, di non dover più temere sanzioni e limitazioni all’accesso ai capitali per i propri investimenti.

                Questo lento accomunarsi (lento perché controvoglia e innaturale) di paesi diversissimi in tutti i continenti suscita il crescente sospetto delle élites di USA+vassalli, che temono che gli altri semplicemente non abbiano più paura di loro.

                Il non essere più messi sul piedistallo della civiltà per questi malati di hybris è intollerabile, e li porta a ignorare furiosamente la realtà sostituendola con la descrizione a proprio uso e consumo di un mondo in cui la bestiale umanità fuori dalla Nazione Insostituibile e dal Giardino Ordinato complotta per abbattere le Democrazie.

                E come nell’Ammutinamento del Caine, quello con Humphrey Bogart, è proprio il comportamento paranoico di chi ancora è il più forte ciò che spinge i più deboli a coalizzarsi per farlo fuori.

                Non c’era nessun bisogno di sobillare le ‘rivoluzioni colorate’ in Georgia e Ucraina. L'(ampiamente prevista) reazione Russa al sostegno ai governi mezzo-fantocci usciti da tali ‘rivoluzioni’ alimenta la voglia di alzare sempre più l’asticella, nella presunzione che sarà Mosca a cedere per prima e dunque a perdere. E’ lo stesso atteggiamento infantile della gara a chi sterza per ultimo in ‘Gioventù bruciata’ con James Dean? Sì, è lo steeo.

                E la hybris è inebriante, è contagiosa.

                Lo stesso S. Mario Draghi da Goldman-Sachs che due anni fa ci garantiva che con le nostre sanzioni cretine la Russia sarebbe fallita in pochi mesi (mentre oggi col prezzo del gas triplicato la Germania si è ridotta a produrre meno acciaio della Turchia!) ci racconta che l’Europa deve aumentare gli stanziamenti per la difesa contro l’orso Russo, proprio nel momento in cui anche grazie a lui le risorse disponibili per questo ipotetico, colossale riarmo sono al minimo.

                Ma non conta, perché Noi Siamo l’Impero Del Bene, E Il Bene Vince Sempre.

                E chi non ci crede è un nipotino di Putin.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Ros

                “Graziani”

                IL primo in assoluto fu l’Italiano Douhet, nel suo ‘La guerra aerea’, degli anni Venti. Fu ampliamente studiato dai militari di mezzo mondo. L’idea del bombardmaneto dei civili si situa all’interno della dottrina della ‘guerra totale’ di Ludendorff. per il quale tutta la società è un’arma perché in guerra è orientata al supporto allo strumento militare, per cui tutta la società è un bersaglio passibil di distruzione.

                Per la cronaca, il primissimo bombardamento aereo di civili nella storia lo si deve agli Italiani, in Libia, quando un aereo a elica buttò una granata su un accampamento di cammellieri nel deserto.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Ros,
                d’accordo sugli esempi che hai fatto, ma Dresda? Lì la guerra era praticamente finita. E così molti bombardamenti alleati in Germania e Italia.
                Volevano fare più massacri possibile prima che la fine della guerra non glie lo consentisse più.

                Il tattico uccide per uno scopo pratico, un vantaggio di qualcuno.
                Il vero assassino è un credente, lo fa per fede (il male è una fede).

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                sì, sono d’accordo.

                In effetti il discorso sulla “fede” va articolato meglio.
                Questi sono infantili, sono bambini viziati.
                Il bambino, venendo nutrito e accudito, non sviluppa il principio di realtà e crede che tutto gli sia dovuto e che il mondo debba magicamente adeguarsi ai suoi desideri: gli altri sono oggetto del suo trastullo.

                Secondo me dietro ogni fanatismo c’è una forma di infantilismo, poiché la fede nasce dall’insofferenza verso l’irriducibilità del mondo al proprio sentire: la fede è assoluta e non ammette negoziazione o compromesso.

                Ma il credente che ha comunque dei tratti adulti è anche più smaliziato e ha il senso dei limiti e del possibile.
                Il credente infantile puro no.

                Io insisto ossessivamente sul ’68 non solo come causa, ma come cesura simbolica:
                se non trasmetti ai ragazzi il senso del limite, della fatica, della mediazione, della densità del mondo e del sapere, ma fai credere loro che la conoscenza e la vita è improvvisazione e materializzazione magica dei proprio desideri, li abitui a pensare secondo questo schema.

                È chiaro che ogni resistenza del mondo reale è traumatica: come?? Esiste pure la realtà e mi pone dei vincoli, di limiti???
                Putin è il male, perché non si conforma alla proiezione narcisistico-infantile dell’homo sessantottardo (difficile latinizzare l’aggettivo).

              • Ros scrive:

                Andrea Di Vita:
                “IL primo in assoluto fu l’Italiano Douhet, nel suo ‘La guerra aerea’, degli anni Venti … L’idea del bombardamento dei civili si situa all’interno della dottrina della ‘guerra totale’ di Ludendorff…”

                Grazie Andrea😀

                Sapevo d’avere scritto ricordando confusamente e male.

                C’è un simpatico saggio che racconta l’encomiabile comportamento della popolazione londinese durante i bombardamenti tedeschi sulla capitale.

                Libro che confuta la dottrina Ludendorff come strategia bellica efficace.

                https://www.ibs.it/nuova-storia-non-cinica-dell-ebook-rutger-bregman/e/9788858840832

                L’estratto nel prologo riporta la sorprendente reazione della cittadinanza ai continui blitz della Luftwaffe;
                La società inglese ne uscì addirittura rafforzata.

                Vale la pena leggere l’estratto,
                l’inaspettata reazione sembra essere più comune di quel che si creda

              • Ros scrive:

                Peucezio: “Ros,
                d’accordo sugli esempi che hai fatto, ma Dresda?”

                Infatti fu assodato – e ignorato – proprio dalla reazione dei londinesi che i bombardamenti sulle citta non abbattevano il morale della popolazione; non funzionano. Anzi erano da considerarsi controproducenti in tal senso.

                Ma se pure i bombardamenti non funzionano come tattica bellica sembra abbiano altre utilità che ne consigliano l’ utilizzo🙄🤔

              • Peucezio scrive:

                Non capisco quali.

                Secondo me continuate a voler negare l’autonomia ontologica e morale del Male.

                Il Male esiste e opera nella storia.
                E non cerca il vantaggio di nessuno: è male e basta.

                Come il cancro: a che cazzo serve?
                Un virus almeno prospera, sta bene lui, un batterio pure, ma il cancro?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Anche il cancro prospera: se non lo facesse, non sarebbe il cancro.

              • Ros scrive:

                Peucezio “Non capisco quali… il Male…”

                Pragmaticamente l’utilità di un bombardamento inutile sul piano bellico può comprendere la necessità di testare nuovi armamenti in situazioni ideali per una migliore ricerca.

                La necessità di svuotare le polveriere onde poterle tornare a riempirle.

                Una distruzione comporta sempre la possibilità di una conseguente ricostruzione, quindi se non è utile nell’ immediato potrebbe esserlo dopo.

                Il cancro può intendersi come Male in quanto è l’hybris di una formazione cellulare, che decide di interrompere e staccare dal programma stabilito per inseguire la tracotanza di una macbethiana ambizione.

                Le cellule quali angeli ribelli che si autoescludono dall’ordine celeste per ri-formarsi da sé nell’inferno della loro caduta.

                Il Male di cui dici è, forse, la falla nel seguire il progetto designato?

                Uno strumento dell’orchestra che si perde lo spartito e comincia a suonare per i fatti suoi?

                La violazione di un ordine?

                Di quel codice rituale di perenne formazione dell’esistente?

                E’ questo forse peccare?

                La stecca sgraziata del un cantante d’Opera?

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Anche il cancro prospera: se non lo facesse, non sarebbe il cancro.”

                Beh, no, per prosperare devi essere qualcosa o qualcuno, un vivente o comunque un’entità.

                Il cancro è un nostro modo di chiamare il fatto che delle cellule si replicano malamente.
                È come dire “un guasto”: mica il guasto prospera, anche quando si propagasse a catena.

                Ros,
                bella questione.
                Io direi che è male ciò che non è teleologico, ma, anzi, disfunzionale, antiprogettuale.
                Cioè un organismo vive, agisce, persegue degli scopi.
                Il cancro è come la materia bruta, non persegue un cazzo.
                È come la morte. Non per la specie, a cui tutto sommato serve, ma per il singolo individuo, che ritorna alla materia inerte.

              • Ros scrive:

                se il Male – il famoso Peccato – fosse la violazione dell’Ordine Celeste come riconoscerlo fra le tante innocue marachelle?

                Per riconoscerlo bisognerebbe conoscere il Programma in tutte le sue evoluzioni e direzioni …
                e nel suo fine🙄

                E poi c’è sempre chi dice che anche il Male svolga la sua parte nel cipione come possibilità del Bene.

                Del Summum Bonum.

                Quella strana forza che vuole perennemente il Male e opera perennemente il Bene del Mefistofele di Goethe

              • Peucezio scrive:

                Ma no, io non parlo di una teleologia unica universale.

                Dico che ogni qual volta c’è qualcosa di strutturato e orientato e qualcosa che lo ostacola per pura inerzia, secondo una logica causale e non finale, questa seconda cosa è un pezzo del Male.

                Il Bene è parenideamente aggregazione, amore, il Male è disgregazione, odio.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “’68”

                Il motto ‘vietato vietare’, o, per dirla con la Scuola di Francoforte, la ri.ozoone dell’onnipresenza del principio di realtà, è la cifra stessa del ’68. Questo è verissimo.

                Ma quella liberazione dai costumi, dall’ eredità dei padri che avevano fatto la guerra, la Resistenza e il miracolo economico, liberazione che fu anche liberazione della donna, ecc. aveva una dimensione politica potenzialmente pericolosa per le oligarchie di tutti i paesi.

                A Est la cosa fu risolta dal potere coi carrarmati; a Ovest con le droghe pesanti.

                Ma il principio di piacere, privo della libertà e della responsabilità della partecipazione politica, è esattamente il motore di quel consumismo onnipervasivo e rimbambente che rinchiude il singolo nella sfera del consumo escludendolo dal piacere sommo di creare qualcosa insieme agli altri.

                Se oggi ci fosse una nuova Woodstock, Woody Guthrie con tutte le groupies che vorrebbero fare i selfie non troverebbe il tempo non dico di suo are, ma neanche di farsi una canna in santa pace.

                E per espiare tutto ciò ci si inventa il senso di colpa per chi non riesce ancora a spendere come spendiamo noi perché discriminato in un modo o nell’altro, quando invece il ciclo del produci-consuma-crepa deve esser… com’è che si dice? “inclusivo”, sì, inclusivo il più possibile.

                E nasce il woke.

                Woke che al tempo di Woodstock avrebbe portato a un boicottaggio contro la guerra nel Vietnam o a farsi bastonare dal KuKuxKlan praticando la difesa non violenta, mentre oggi si batte scimmiesca mente il letto imbrattando qualche statua.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “Male”

                Dubito sia necessaria l’ontologia. Come dice Ros, le polveriere prima o poi vanno svuotate, se le si vuole riempire di nuovo. Le armi sono l’unica merce che ha un valore di scambio positivo come tutte le altre merci ma un valore d’uso negativo, nel senso che si accumulano per non usarle pur rimanendo possibile il loro uso. Solo che il non usarle riduce la distruzione della ricchezza, che per essere difesa richiede ancora più armi, e così via all’infinito. Ma siccome alla lunga la semplice probabilità che le armi si usino porta a una certezza (anche la combinazione più improbabile della slot machine ogni tanto dà il jackpot, se si gioca abbastanza a lungo) a un certo punto scoppia la guerra, per non perderla (e con essa i propri beni) si usano via via tutte le armi a disposizione… finché gli arsenali non si svuotano. La necessità di riempirli di nuovo genera nuovo lavori, nuova ricchezza…e il ciclo ricomincia.

                Non c’è bisogno di nessuna ontologia. E’ un gioco matematico, insito nella struttura stessa della società come i terremoti (che si distribuiscono nel tempo con le stesse leggi delle guerre) lo sono della crosta terrestre.

                Di otterrebbe lo stesso risultato se, razionalmente, gli esseri umani si mettessero tutti d”accordo per una pace perpetua. “Guerra è pace”. Ma il sistema sarebbe instabile: basterebbe che uno solo venisse meno al patto, e si ricomincerebbe tutto daccapo.

                La pace e’ bellissima, ma è instabile.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Andrea,
                non sono molto d’accordo.

                Se vuoi liberarti di armi e munizioni puoi farlo in tanti modi, ma lì si trattava di colpire deliberatamente solo popolazione civile e nel modo più crudele possibile.

                Qui siamo a Jack lo Squartatore inteso come prassi politica e militare, che è una cosa molto diversa dal dover smaltire arsenali.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ peucezio

                “squartatore”

                Una volta scatenato, l’incendio della guerra non si arresta finché non si e bruciato tutto.

                L’odio per il nemico – per qualunque nemico – va istillato nella popolazione dei belligeranti per giustificare i sacrifici personali fatti per lo sforzo bellico.

                E come tutte le propagande, l’odio contagia gli stessi combattenti.

                Quando Dirty Harry organizzò la tempesta di fuoco su Amburgo prima e su Dresda poi, Churchill lo autorizzò per i motivi che ho detto (la ‘guerra totale’, ecc.)a la molla che mosse lui e i suoi ce l’ha descritta lui stesso in un’intervista nel dopoguerra: “non vedo perché i Tedeschi dovessero poter pensare di distruggerci Coventry e farla franca”.

                Esiste un discorso di Evtushenko dove si esorta il soldato Sovietico a sterminare ogni nemico che si incontra, civile o militare che sia. Il testo inizia con la parola “Uccidi!”, che si ripete come un ritornello per tutto il testo.

                I militari USA nel Pacifico mandavano a casa le cartoline con i teschio dei Giapponesi uccisi.

                Quando gli Inglesi ricevettero l’annuncio che la RAF aveva bombardato Milano, senza peraltro riuscire a innescare la tempesta di fuoco come sulle città Tedesche (commento di un pilota Inglese: “Troppo marmo”) alla Camera dei Comuni scoppio’ un’ovazione, e l’onorevole Shakespeare (nessuna parentela) si mise a gridare (stando agli atti) “Massacro! In none di Dio!”.

                L’isteria guerriera cresce al salire della scala sociale. I poveracci sono di solito i meno costanti nell’orgia di odio collettivo, perché sanno che saranno i primi a dover fornire la carne da cannone. Ma le élite ardono d’odio, magari educatamente dissimulato come disprezzo, verso il nemico.

                E qui sta il primo pericolo: le élites finiscono col credere alla propria stessa propaganda. Hybris, appunto.

                Il secondo pericolo sta nel fatto che coi mass media i modelli di comportamento delle élites diventano norma per le masse, che in passato sarebbero rimaste indifferenti.

                Ancora nel 1866 i contadini Veneti rimasero indifferenti all’arrivo dei Savoia. Ma quattro anni dopo Napoleone III attaccò la Prussia a furore di popolo. E nel 1945 tanti ancora in Germania aspettavano l’arma finale che avrebbe dato la vittoria alla Germania. Noi accettiamo sanzioni cretine perché in tanti crediamo fermamente nell’imminente crollo della Russia.

                La hybris è contagiosa, in presenza dei mass media.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Peucezio: “…Qui siamo a Jack lo Squartatore inteso come prassi politica e militare, che è una cosa molto diversa dal dover smaltire arsenali…” “…l’autonomia ontologica e morale del Male.

                Il Male esiste e opera nella storia.
                E non cerca il vantaggio di nessuno: è male e basta…”

                Credo che il Male inteso in questo modo sia una prerogativa umana; troppo umana.

                Non una perversione morale assoluta
                (l’ambito morale è forse solo realtivo? Contingente?) ma un “piacere” psicologico inerente al sadomasochismo, alla crudeltà.

                Quel piacere di infliggere(si) dolore e danno che è insito nella nostra Amigdala; nel nostro sistema limbico.

                Piacere e dolore vanno maqno manina assieme tanto che a volte si confondono e si scambiano;

                vedi come il BDSM, “L’erotismo” di Georges Bataille, Il marchese De Sade e Il barone Leopold von Sacher-Masoch insegnano.

                Piacere presente nella parte più profonda e antica del Telencefalo.

                Noi occidentali crediamo nel principio di causa-effetto, il pensiero orientale, in genere, crede in quello della concomitanza di un fenomeno acausale.
                In una Sincronia di fenomeni somiglianti che contemporaneamente si manifestano.

                Quindi noi occidente crediamo alla causa primaria, mente lìoriente alla comanifestazione.
                Ciò per dire che intendo, quindi, con il sistema limbico quale causa del Male “Assoluto” farne una semplificazione positivista o scientista di precedenze.

                Il “Male” inteso come sola perversa pulsione d’odio sembra così essere niente altro un’infantileria cerebral-rettile umana.

                Umana troppo umana.

                In Alchimia e nell’Ermetismo di un Ficino o Della Mirandola rinascimentali (Ermete Trismegisto “kybalion)” vige il principio
                (a-principio concomitante, che non nasce prima l’uovo o la gallina, appaiono assieme come fenomeno spassoso) di “Solve et Coagula”, sciogli e riunisci, respira e inspira … “Post Tenebras Lux” e “Ordo ab Chao”

                l’Esistente si dissolve e si ricoagula ab aeterno per esistere.
                Quella che in oriente chiamasi Nataraja“Re dei ballerini”,
                lo Shiva danzatore cosmico:

                “Questa danza cosmica – e comica, tragicomica – di Shiva viene chiamata Anandatandava, che significa la danza della beatitudine, e simboleggia i cicli cosmici di creazione e distruzione, così come il ritmo quotidiano di nascita e morte”

                Ritmo Aeterno (suono, danza, vibrazione, armonia, canto, pietre che cantano) del respiro-inspiro come movimento necessario alla manifestazione dell’Ente.

                Il Male come tu (Peucezio) lo intendi? Turbare in qualche modo questo Ritmo, forse🙄

                Inceppare e ingrippare stonando la perfezione creatrice dello spettacolo.

                Ma può essere davvero possibile farlo?

                Far crollare il mondo interrompendo la Danza dell’Ente?

                Interrompendo questa perenne Immaginazione Creatrice?

              • Peucezio scrive:

                Ros,
                credo che Freud ci avesse preso quando vide come radice del sadomasochismo la tendenza della materia a disaggregarsi, correlativa a quella “amorosa”, opposta, ad aggregarsi. Infatti cita Schopenhauer (ma stranamente non Empedocle).

              • Ros scrive:

                Peucezio:
                “credo che Freud ci avesse preso quando vide come radice del sadomasochismo la tendenza della materia a disaggregarsi, correlativa a quella “amorosa”, opposta, ad aggregarsi. Infatti cita Schopenhauer (ma stranamente non Empedocle).”

                La materia tende tanto all’aggregarsi quanto al disagreggarsi. Ha un Ritmo. Un battito.

                Torniamo al Solve et Coagula;

                passando per Empedocle:

                “…Infatti sotto l’azione dell’Odio, presente alla periferia dello Sfero, le quattro “radici” si separano dallo Sfero perfetto e beante, dando origine al cosmo e alle sue creature viventi: prima bisessuate e poi sotto l’azione determinante di Odio, si differenziano ulteriormente in maschi e femmine, e ancora in esseri mostruosi e infine in membra isolate; alla fine di questo ciclo, Amore riprende l’iniziativa e dalle membra isolate, nascono esseri mostruosi e a loro volta maschi e femmine, poi esseri bisessuati che finiscono per riunirsi, con le quattro “radici” che li compongono, nello Sfero”

                “…Ma un’altra cosa ti dirò:
                non vi è nascita di nessuna delle cose mortali, né fine alcuna di morte funesta, ma solo c’è mescolanza e separazione di cose mescolate, ma il nome di nascita, per queste cose, è usato dagli uomini” Empedocle.

                e per dirla con Eraclito:
                “La divinità è giorno-notte, inverno-estate, guerra-pace, sazietà-fame.

                Ed essa muta come il Fuoco.

                Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita”

                Cosa sembra essere questo passo di danza ritmata come l’alternarsi di sistole e diastole nel ciclo cardiaco?

                L’ Agape di Dio unisce (Coagula).
                Dio è Amore e dobbiamo pervenire all’Unità con Lui:

                “Se per questa ragione io sono cambiato in Dio, lui mi rende uno con sé stesso, allora, grazie al Dio vivo, non c’è alcuna differenza tra noi…

                Alcuni immaginano di andare a vedere Dio come se Lui stesse laggiù, e loro qui, ma non è così.

                Dio e io siamo uno.

                Conoscendo Dio, io lo porto in me.

                Amando Dio, io lo penetro”
                Meister Eckhart.

                “So che senza di me, Dio non può un istante vivere;
                se io divento nulla, deve di necessità morire”
                Angelus Silesius “Il pellegrino cherubico”

                L’ Odio del Diavolo divide (Solve), dissolve e scioglie ogni legame.
                Egli è Il gran dissolutore
                (lo svernicitutto😉)

                Ma nulla mai si crea e nulla mai si distrugge nella danza del Solve et Coagula.

                Cosa è più GIUSTO l’inspirare di Dio-Coagula-Amore o il respirare del Diavolo-Solve-Odio?🙄

                Quale dei due è l’Arché?
                L’Origine Originale Vero?

      • Peucezio scrive:

        Ma poi ti vai a inventare un tizio che nel 2016 l’ha votato, poi era per Tulsi Gabbard, ora odia Trump…

        Agli americani piacciono le cose nette, manichee, i buoni e i cattivi, se ti devi inventare un attentatore, inventi uno di ultrasinistra che vota democratico da sempre e odia tutto ciò che è di destra e conservatore.

        • roberto scrive:

          Le donne però sono irrazionali…

          • MOI scrive:

            @ROBERTO

            Le InfluencerS STEM Girls ti obietterebbero indignate che questa è una affermazione che porta avanti il Patriarcato … perché nella BieKiSSima Società ci sono ancora troppi “bàias” cognitivi sessisti e maschilisti.

            PS

            Poi dice che uno deve evolversi da “Just Ken” a “Kenough” … [cit.]

          • PinoMamet scrive:

            Guarda che Roberto stava citando ironicamente il pensiero di Peucezio…

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            “Le donne però sono irrazionali…”

            Mi sfugge il nesso.

            E comunque non l’ho mai detto, ho detto che uomini e donne sono irrazionali in modi in parte diversi.

  40. habsburgicus scrive:

    in politica estera la Harris dovrebbe -per quanto a viste umane si può predire- mantenere quella di Biden (che tanto non era fatta da lui :D)
    1.appoggio sostanziale e continuo a Israele con qualche debole e sommessa critica unita a inviti sottovoce a “non esagerare”
    2.punzecchiature a Putin ma nulla di serio, qualche aiuto strombazzato agli ucraini che nella realtà si ridurrà a poca cosa e arriverà in ritardo
    3.di fatto tolleranza degli iraniani e di Bashar in Siria, con qualche bombardamento ogni tanto se proprio occorrerà distrarre il popolino
    4.nulla di serio contro Maduro, Ortega e Diaz Canel (il trio “rosso” dell’America ispanofona) a parte un po’ di retorica che non fa mai male….buoni rapporti con il cileno (laico, di sx, genderista ma anche filo-USA dunque il non plus ultra :D), con il colombiano e pure con Lula (nel qual caso ci sarà qualche schermaglia concordata utile pure a Lula contro Bolsonaro, il Trump brasiliano :D)
    5.con noi europei, sostanziale status quo..qualche “colpo basso” (cui noi, famosi per essere fessi :D, non reagiremo) ma nulla di che
    6.con la Cina, un po’ di retorichetta su diritti umani (ma neanche troppa), qualche affare alla luce del sole (e molti altri alla faccia di tutti noi in camera caritatis ;D), ogni tanto uno pseudo-crisetta su Taiwan..e buonanotte ai suonatori
    sbaglierò, ma io la vedo così

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Possibile.

    • tomar scrive:

      Hasburgicus: “in politica estera la Harris dovrebbe…sbaglierò, ma io la vedo così”.
      Probabilmente non sbaglierai, se non in qualche dettaglio (spec. sudamericano),
      ma il futuro è nel grembo di Giove, e oggi come oggi mi sembra un grembo gravido di ogni possibile sciagura.

    • PinoMamet scrive:

      L’alternativa sarebbe di entrare in guerra contro Russia, Iran, e Cina, sostenere colpi di stato in America Latina, e contemporaneamente perdere l’appoggio di Israele??

      Credo proprio che gli USA facciano bene a fare come dici che faranno 😉 e forse anche a fare meno!!

      • Francesco scrive:

        Mamma mia, Pino, manco sulla Civiltà Cattolica avrebbero dipinto un simile scenario! Ho ragione a pensare male di te, sai pure solo in senso politico.

        😀

        PS la guerra con la Cina la vedo più vicina con la Harris che con Trump. Perchè è in larga parte nei numeri e nei fatti, cosa con cui The Donald ha poca dimestichezza.

      • PinoMamet scrive:

        Scusa Francè, io traggo le conseguenze da quello che dice Habs.

        Dice, per esempio, che sulla questione Taiwan gli USA si limiteranno a criticare un po’ la Cina, e non faranno nulla di serio.

        bene, qualcosa di serio cosa sarebbe? La guerra con la Cina?

        Idem gli altri casi…

        Mettiamoli tutti insieme, salta fuori uno scenario che neppure la matta (e scema) della Hillary Clinton oserebbe auspicarsi…

        • Francesco scrive:

          Beh, la guerra con la Russia c’è perchè la Russa la ha scatenata e quindi bisogna fare i conti con quello.

          La guerra con la Cina non c’è ancora perchè la Cina non ha attaccato ma ogni due per tre si riserva di farlo: perchè non succeda occorre che la minaccia USA di difendere Taiwan sia indubitabile.

          In America Latina nessuno pensa che gli USA siano in grado di organizzare dei golpe o chissà che … tranne qualche canuto europeo di sinistra. Vedendo il Venezuela e il Nicaragua, non sono così certo sia una bella notizia.

          Attaccare l’Iran sembra un’idea così scema che forse neppure a Trump verrebbe in mente

          Ciao!

        • PinoMamet scrive:

          “Beh, la guerra con la Russia c’è perchè la Russa la ha scatenata”
          aldilà di altre valutazioni che credo ormai tu conosca, direi che è l’unica frase esatta 😉

          ” La guerra con la Cina non c’è ancora perchè la Cina non ha attaccato”
          e quindi per evitare che attacchi gli USA cosa dovrebbero fare, provocarla? 😉

          “In America Latina nessuno pensa che gli USA siano in grado di organizzare dei golpe”
          è una battuta, vero?

          “Attaccare l’Iran sembra un’idea così scema…”

          e allora perché suggerirgliela?

          • Francesco scrive:

            2) no, garantire che in caso di attacco a Taiwan la Cina dovrà combattere anche contro gli USA

            3) battuta? forse non te ne sei accorto ma gli USA non riescono più a combinare nulla in America Latina da decenni. La battuta era quella se ciò fosse più un bene o un male per i latinoamericani.

            EG il Venezuela di Chavez e Maduro.

            3) non mi pare che nessuno, tranne Bibi, abbia suggerito agli USA di farlo. Direi che la questione non è sul tavolo.

            Ciao

          • PinoMamet scrive:

            2) lo stanno garantendo da un pezzo, non vedo cos’altro potrebbero fare per garantirlo di più che non sia direttamente attaccare la Cina

            3) non vuol dire che non ci provino

            • Francesco scrive:

              2) sai com’è, il valore della parola di uno Stato non è immutabile.

              3) hanno vagamente provato a sostenere una rivolta anti-Chavez, con le sole dichiarazioni. Ha fatto molto di più la Cina in Asia orientale, negli ultimi 20 anni.

              Ah, un tuo commento sui meravigliosi stati socialisti dell’AL?

              😉

              • PinoMamet scrive:

                Cos’è la AL??

              • Francesco scrive:

                America Latina, non mi dire che era difficile!

                🙂

              • PinoMamet scrive:

                Sì poi l’ho capito ma era tardi.

                Boh?
                Mi pare che all’inizio facessero incazzare i bianchi ricchi, che è buon segno ma non garanzia di scelte oculate.
                Poi mi pare che appunto gli USA si siano messi di traverso in tutti i modi possono, suppongo a protezione degli interessi USA/bianchi ricchi.
                Poi mi pare abbiano fatto cazzate e fatto incazzzare tutti.

                Ariboh?

                Ceterum censeo che gli USA dovrebbero stare fuori dai coglioni.

                Ma davvero ho seguito pochissimo.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                “America Latina, non mi dire che era difficile!”

                È completamente controintuitivo!

                Le sigle le riconosciamo perché sono entrate nel nostro lessico, non perché le scomponiamo ogni volta, altrimenti staremmo freschi.

                Per questo stigmatizzo severamente il mal vezzo tuo e di Habsb (e anche di altri qui dentro) di abusarne: la sigla si usa solo quando è diventata una convenzione, al punto da sostituire l’espressione estesa o quantomeno di affiancarla nella coscienza dei parlanti.

              • paniscus scrive:

                “la sigla si usa solo quando è diventata una convenzione, al punto da sostituire l’espressione estesa o quantomeno di affiancarla “—-

                OMDAP

                (a proposito di sigle diventate riconoscibili)

              • Moi scrive:

                Bro, qua NON siamo su Tiktok, che ha un algoritmo che a volte è più sensibile di Ned Flanders … e a volte ignora cose gravissime.

                Nessuno sa come funzia !

                L’ unica cosa che forse ho capito è che essendo tarato dai Cinesi su base Statunitense … NON ha nulla contro le bestemmie : quelle sono assolutamente libere ! … In compenso vietatissime parole “triggheranti” !

              • Moi scrive:

                NON ha nulla contro le bestemmie

                —————

                Nel senso che non ha strumenti … non sa cosa siano.

  41. MOI scrive:

    @ ROBERTO

    NON sarai (come scrivi tu) un combattente … ma (idem) hai, buon per te, una stazza che scoraggia le aggressioni.

    😇

  42. tomar scrive:

    Paniscus:
    OMDAP

    (a proposito di sigle diventate riconoscibili)

    Ma certo, anche Wiki la usa a ogni pié sospinto!

  43. Peucezio scrive:

    O.T.:
    https://www.corriere.it/politica/24_settembre_17/patrioti-per-l-europa-nel-parlamento-ue-vannacci-non-e-piu-vicepresidente-lui-non-risulto-non-ho-ricevuto-documenti-ufficiali-13d274e9-9eaf-46cb-9f2a-c13a48588xlk.shtml

    Mi riconfermo nell’idea che questo gruppo è un’accolita di comunisti e male ha fatto Orbán a tirare dentro ‘sta feccia, che ostracizza AfD, non vuole Vannacci perché non è abbastanza filoculattone, ecc.

  44. Francesco scrive:

    >>> Il non essere più messi sul piedistallo della civiltà per questi malati di hybris è intollerabile, e li porta a ignorare furiosamente la realtà sostituendola con la descrizione a proprio uso e consumo di un mondo in cui la bestiale umanità fuori dalla Nazione Insostituibile e dal Giardino Ordinato complotta per abbattere le Democrazie.

    Ops, ORAPADV!!!

    [Occasione Rara di Accordo (Parziale) con ADV]

    “ignorare furiosamente la realtà” o descriverla finalmente al di fuori dell’autoflagellazione da ’68 fuori tempo? hybris o corretta coscienza del proprio ruolo nella storia? transitorio, passeggero, bifronte, come sempre ma non liquidabile nei termini dei rossi di una volta e dei woke di oggi?

    prendiamo il mio caro Sir Winston: odiato dai rossi un tempo e rimosso da uocchi oggi, rimane un gigante (e un ubriacone).

    se invece di “bestiale umanità” metti i nomi e cognomi dei vari dittatori, hai esattamente la banda di nemici (dichiarati) della democrazia. vedi, l’Occidente vince a ogni ragazzo picchiato dalla Polizia (politica o religiosa) perchè osa aprire bocca. E succede in ogni fottuto regime che vuole ergersi a “modello alternativo” mentre è sempre la solita sporca solfa, ben nota pure a noi, che Benito era italiano, mica cinese o russo o persiano.

    dovresti leggere davvero Orwell

    ciao!

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Francesco

      “corretta coscienza del proprio ruolo nella storia”

      Vedo che sembri concordare con Rampini 🙂

      Così sul momento la prima cosa che mi viene da rispondere è che nessuno al mondo nega più le conquiste davvero basilari dell’Occidente (inteso come ‘civiltà grecoromana e suoi sviluppi e integrazioni fin dopo la Rivoluzione Francese’), cioè la diffusione del metodo scientifico e il disconoscimento dei privilegi connessi alla nascita (nel senso del ‘sangue blu’, certo, ma anche del sesso e del colore della pelle). Tant’è vero che anche le peggiori dittature si proclamano invariabilmente ‘democrazie’ – il che a volte farebbe ridere se non fosse tragico. E pure la Chiesa accetta che la Terra gira intorno al Sole, figurati Khomeini.

      Il punto debole del tuo argomento, secondo me, è un’ambiguità lessicale.

      Quello che Rampini e tu chiamate ‘Occidente’ non è la ‘civiltà grecoromana ecc.’ di cui sopra. E’ l’insieme dell’Anglosfera, dell’Europa centrooccidentale e di un paio di nazioni ‘gialle’ grandi e piccole (Giappone, Corea del Sud, Taiwan…). Quello che io per riassumere il mio pensiero chiamo ‘USA+vassalli’.

      E riguardo all’insieme USA+vassalli si deve riconoscere che (‘cortili di casa’ Sudamericani e Medioorientali a parte, ma soprassediamo) un suo attributo formale è la democrazia, cioè l’insieme di elezioni non truccate e rispetto dei diritti umani (nel senso di Amnesty International).

      Solo che si tratta per lo più di un attributo formale. Oh, per carità, magari quando c’è da scegliere la giunta di Roccasecca di Sopra siamo davvero in una democrazia funzionante, e anche se si deve decidere la soglia della maggiore età nel cantone di San Gallo. Ma il sostanziale monopolio dell’informazione su scala globale fa sì che sulle questioni davvero fondamentali le scelte dell’elettorato, formalmente libere, in realtà siano preconfezionate. Non c’è mica bisogno di scomodare Assange per capirlo. Già prima del Lusitania e dell’ingresso nella Grande Guerra negli USA c’erano i Comitati per la Difesa dell’Informazione, pagati dal governo e composti da settantamila agitatori di professione, che andavano nelle piazze a concionare a favore dell’intervento di Washington a favore dell’Intesa e a invitare la popolazione a denunciare amici e conoscenti che nutrissero opinioni ‘disfattiste’ -ossia che ricordassero che il presidente Wilson era stato rieletto poco tempo prima col programma di mantenere gli USA rigorosamente neutrali nel conflitto. Prima ancora ci fu la campagna giornalistica a senso unico contro la Spagna per indurre il pubblico a invocare l’occupazione di Cuba. Il giochino è talmente scoperto che a Bismarck è bastato falsificare un telegramma per innescare in Francia una tale campagna di odio antiPrussiana da indurre Napoleone III a dichiarare guerra a Berlino cadendo nella trappola Prussiana. Oggi ti sfido a trovare una sola testata influente a livello internazionale (Economist, Newsweek, Le Monde, Die Welt, il NYT…) che ricostruisca per i lettori la storia del Donbass e dei rapporti della NATO con la Russia da Majdan all’inizio dell’ “Operazione Speciale”. O che ricordi da quanti trattai antimissile gli USA si sono inopinatamente ritirati dal 2007 a oggi, e quanti basi missilistiche (con funzioni ‘antiterrorismo 🙂 ) sono state installate dagli USA in Europa orientale, e quante volte Mosca ha ammonito di non tirare troppo la corda. E con Israele, se possibile, negli anni passati è stato anche peggio. In queste condizioni parlare di democrazia è poco serio.

      Poi c’è un ulteriore problema, ancora più sottile, che sta alla base della propaganda cui tu stesso dai fiducia ma che è stato illustrato da pochissimi (Tucidide, Tocqueville, Kleist…).

      Una democrazia prende le decisioni in modo appunto democratico, il modo che noi giudichiamo il migliore possibile.

      Ma questo non implica che le decisioni prese democraticamente siano per ciò stesso le migliori possibili.

      In democrazia si possono prendere democraticamente decisioni terrificanti (lo sterminio dei Meli), ingiuste (l’ostracismo di Aristide) e suicide (l’attacco Ateniese a Siracusa). Il governo democratico degli USA ha sterminato Pellerossa e Filippini; il governo democratico di Churchill ha scatenato la carestia del Bengala nel 1942-43 per via della tattica preventiva della ‘terra bruciata’ in funzione antiGiapponese, e i suoi predecessori un secolo prima fecero scientemente morire un milione di Irlandesi durante la peste delle patate.

      Se ne deduce che non ha senso dire ‘a ragione o a torto, i governi democratici vanno sostenuti in quanto tali’. Questa affermazione si basa infatti sulla premessa che appunto per il solo fatto di essere state prese nel modo migliore possibile (per noi) allora le decisioni prese sono alla fin fine comunque le migliori. Nulla nella storia giustifica una simile fede.

      Come tutti gli esseri umani, invece, i governanti – siano essi governanti in paesi democratici o no – vanno giudicati in base alle loro azioni.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Peucezio scrive:

        D’accordissimo con te ovviamente.

        Aggiungo:
        “l’insieme di elezioni non truccate e rispetto dei diritti umani (nel senso di Amnesty International)”

        Anche su questo ci sarebbe molto da dire.
        Le elezioni negli USA sono talmente disorganizzate e artigianali che il broglio è facilissimo e secondo me lo fanno a man bassa.
        E sui diritti umani negli Stati Uniti, con pena di morte, carceri-lager dove ogni forma di violenza sui detenuti e fra detenuti è non tollerata, ma del tutto accettata, dove i tribunali hanno pregiudizi contro i non bianchi, contro i maschi, ecc., stenderei un velo pietoso.

        • Francesco scrive:

          >>> e secondo me lo fanno a man bassa.

          e con questo 2500 anni di razionalità occidentale lasciano il passo a “secondo me”.

          😀

          • Peucezio scrive:

            Allora,
            nel Michigan, una volta che si è votato, le schede vengono trasportate su un camioncino aperto, in un contenitore che chiunque può aprire. Questo camioncino non è scortato da nessuno e capita anche che venga lasciato lì per strada in sosta.

            Ora, non so se la razionalità occidentale preveda che se tu lasci un portafoglio pieno di soldi per terra in un quartiere delinquenziale lo ritrovi lì il giorno dopo con tutti i soldi dentro. Se è così, la razionalità occidentale dice cazzate.

            In ogni caso i 2.500 anni di razionalità occidentale sono un mito tuo (e di altri), non una realtà storica.
            Preferisco quella dei negri che hanno il ritmo nel sangue, che almeno qualche fondamento forse ce l’ha.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Peucezio

              “contenitore che chiunque può aprire”

              Peucezio, Peucezio, ti mancano i fondamentali! Come si vede che non hai mai visto ‘Mr. Smith va a Washington’ di Frank Capra! E neanche ‘L’uomo che uccise Liberty Valance’ di John Ford!

              Ti pare che nel cuore della Nazione Insostituibile, nel patio della Casa sulla Collina, nella terra di coloro che pongono la propria fiducia in Dio e lo scrivono pure sulle monete, sia mai possibile che a qualcuno venga anche solo lontanamente in mente di compiere una frode elettorale?

              Ma non lo sai che chi esporta la democrazia non ne resta mai senza?

              Via, via, torna a casa e fai la tua penitenza: restare tutta la notte in ginocchio sui ceci a guardare in loop Alberto Sordi in ‘Un americano a Roma’.

              Se no guarda che arriva Rambo, eh?

              🙂

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ti ricordo che Rambo era quasi all’opposizione! e sparava allo sceriffo e alla guardia nazionale.

                😀

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “Rambo”

                Sparava allo sceriffo e alla guardia nazionale perché non erano abbastanza patriottici, che diamine!

                Prendersela a quella maniera con chi ha dato tutto per …esportare la democrazia…

                …e…

                …difendere la libertà!

                (No, non ce la faccio. Mi viene troppo da ridere).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Miguel Martinez scrive:

                Per ADV

                “Sparava allo sceriffo e alla guardia nazionale perché non erano abbastanza patriottici, che diamine! ”

                Credo che facesse un ragionamento un po’ alla Francesco: Trump è un traditore dell’Occidente, pronto a svendere l’Ucraina alle Orde Barbare d’Oriente.

              • Francesco scrive:

                Davvero, stante il livello di democrazia di cui si gode ora a Saigon, non riesco a trovare nulla da ridere.

                Rambo combatteva perchè glielo aveva ordinato il suo paese, manco sapeva cosa fosse il Vietnam. E tornato a casa i figli di papà gli sputavano in faccia e gli altri lo guardavano male, come simbolo vivente di una sconfitta.

                Non mi stupisce che gli siano girate le palle, alla fine!

              • PinoMamet scrive:

                Su Rambo:

                sparava allo sceriffo e alla guardia nazionale perché soffriva di stress post-traumatico e i poliziotti dell’ufficio dello sceriffo lo avevano maltratto;

                non crfedo la politica c’entrasse granché;

                il libro non ho idea, ma il film inizia con una critica all’uso delle armi chimiche in Vietnam
                (che hanno fatto anche vittime americane… ignoro se scrittore e regista compiangessero nello stesso modo anche quelle vietnamite, ipotizzo di sì).

                A parte questo, non ci vedo granché di politico.

              • PinoMamet scrive:

                In Rambo non c’è critica alla guerra in Vietnam, semmai ai modi in cui è stata condotta, e, decisamente, al trattamento ingrato riservato ai reduci.

                I vietcong sono descritti come sadici torturatori.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “Saigon”

                Tu sostieni sul serio che nella Saigon ci fosse più democrazia che a Ho Chi Minh.

                Veramente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Ros scrive:

                Il Rambo di David Morrell –
                “First Blood” – è una testa calda senza troppi traumi, gli piace combattere ed è bravo, diventa un problema essere tornato a casa dal Vietnam e non potere fare valere ciò che meglio sa fare; ovvero ammazzare con sapienza.

                Incontra uno sceriffo reduce dalla Corea, che è un gran brav’uomo, gentile e comprensivo con quello che crede essere (Rambo) un figlio dei fiori Acid Dreams.

                Rambo ha tutto l’aspetto del fricchettone alternativo e rompipalle, e si guarda bene dal rivelare di essere un soldato anche lui.

                Lo sceriffo ex soldato è ugualmente paterno e disposto a darli una mano, Rambo, un po’ stronzetto, se la tira e lo percula più e più volte🙄

                Sentendosi superiore.

                Il libro è completamente diverso dal film.

                Rambo e lo sceriffo muoiono entrambi, il primo abbattuto dal suo colonnello Trautman dei green beret, il secondo da Rambo non denza averne riportato tantissimi danni.

                lo sceriffo muore sentendo Rambo come un fratello, essendo estraneo anche lui alla civilizzazione sa che il ragazzo predatore è come lui, è lui.

                Alla fine di entrambi la loro differenza sì annulla nella sacralità della lotta.

                Il film è bello in un modo, il libro è bello in tutt’altro.

                Ted Kotcheff ha girato Rambo come film denuncia prendendo davvero poco dello spirito guerriero del romanzo.

                Avrei voluto vedere una trasposizione cinematografica di First Blood con John Milius di Un mercoledì da leoni a girarlo.

                Sarebbe stato perfetto nella sua epicità eroica e amorale.

              • PinoMamet scrive:

                Interessante;

                a me sarebbe sempre piaciuto vede un Rambeaux reduce dall’Algeria girato da Godard

              • Ros scrive:

                Pino: “un Rambeaux reduce dall’Algeria girato da Godard…”

                Il primo pensiero che mi è venuto è che ne avrebbe tirato fuori un intellettualoide e occhialuta🤓 politicamente esistenzialmarxista sartriana boiata sperimentaleche telo dicoafare da bistrot col basco alla maschietta ed il pernod, il maglioncino nero a collo alto di Alan ford 🙄

                poi mi sono ricordato di À bout de souffle con Belmondo… e allora vai col liscio di balera! Si può fare!😎

                Ma anche un Robert Bresson magari?🤔 O forse troppo cupo e annuvolato di Bretagna?

                Naaaaa!
                Rambo doveva farlo il Milius e basta.

                Il Milius in forma maniacale bipolare stato troppo normalmente sotto il sole;

                e doveva farlo esagerato esagitato acidamente colorato a flashi e shining da “Chappaqua” 1966 ma a Destra della Destra appalachiana di William S. Burroughs paranoicamente lucido e armato per scappare in Mexico a Gilead di Sonora per leccarsi un Bufo a mo’ di pasto nudo

            • Francesco scrive:

              il Michigan … stato piovoso e nordico, in cui “secondo me” può anche nevicare alla data delle elezioni

              per cui ho qualche dubbio che questa storia sia vera, benchè inverosimile

              • PinoMamet scrive:

                Benché verosimilissima, vuoi dire, considerando che è proverbiale la maniera ad mentulam canis in cui sono organizzati i seggi elettorali negli USA

                (in breve: ogni contea fa come cazzo le pare, e di solito nel peggiore dei modi-
                poi dicono che noi italiani siamo disorganizzati…)

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ peucezio

          “ovviamente”

          Infatti ho parlato di ‘attributo formale’.

          Posso parlare per esperienza dell’Inghilterra degli anni Novanta.

          Forse solo nei film di denuncia di Hollywood ho visto descritta una società più ipocritamente razzista di quella.

          Se un giornalista di cronaca nera si fosse azzardato a scrivere ‘il presunto ladro, il musulmano Alì Ibn Sultan’ invece di ‘il presunto ladro, il signor Alì Ibn Sultan’ sarebbe stato licenziato (giustamente) in tronco, perché la religione del sospettato è irrilevante ai fini della descrizione del reato.

          Ma ogni sera vedevo l’ottimo Sikh proprietario del mio ristorantino preferito bersagliato di telefonate che si capiva benissimo essere cariche di insulti per il ‘Paki’.

          E la distinzione fra i quartieri ‘bene’ di soli White e gli altri saltava agli occhi. Gli unici neri li vedevi a pulire i cessi. Letteralmente.

          Immagino si pensasse servissero giusto a quello, e – se richiesto – a morire per la Regina.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            un provinciale a Londra che spiega a loro come va il mondo?

            Sunak è diventato Primo Ministro, nel frattempo, nonostante il cognome poco britannico

            mi ricordi un personaggio di un cattivo libro di Tom Clancy, il giapponese che organizzava la guerra contro gli USA per futili esperienze personali negative

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “provinciale”

              Beh, se è per questo tu mi ricordi il protagonista di ‘Fumo di Londra’ di Sordi.

              “Sunak”

              Ti devo ricordare io che appena pochi mesi fa c’erano i bianchi armati di mazze ferrate che controllavano per strada se gli autisti delle macchine di passaggio erano ariani o no?

              https://en.wikipedia.org/wiki/2024_United_Kingdom_riots

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Beh? tu non stavi dicendo che nel Regno Unito ci sono dei feroci razzisti, stavi accusando tutta quella società di esserlo.

                Intanto i “non ariani” affogano pur di tentare di arrivare a Londra.

      • Peucezio scrive:

        Andrea,
        è curioso come io e te partiamo da visioni del mondo e presupposti del tutto antitetici, ma di fatto poi sulla maggior parte delle questioni approdiamo a esiti sostanzialmente coincidenti.

        • Francesco scrive:

          😀

          curioso? avrei altri epiteti per definire questo fatto …

          Ciao!

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco e Peucezio

            “curioso”

            Succede, quando si ragiona con la propria testa.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Oppure quando si sragiona così tanto!

              Guarda che è da circa un secolo che i critici estremisti della democrazia e del libero mercato si incontrano. In un posto molto brutto, però.

              Quello dove, davvero, una miriade di grammofoni ripete una sola musica.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “grammofoni”

                Visto che rimandi a Orwell, te lo cito subito:

                ‘libertà è libertà di dire alla gente quello che la gente non vuol sentirsi dire’.

                Più o meno quello che ha cercato di fare la Cassandra dei nostri tempi, Orsini.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                guarda che i nemici della democrazia siete voi, non noi.

              • Francesco scrive:

                Secondo me è troppo generica, l’espressione “che la gente non vuole sentirsi dire”.

                Esistono un sacco di cose che uno non vuole sentire legittimamente.

                Non solo fatti veri che ipocritamente rimuoviamo.

              • Francesco scrive:

                No Peucezio

                alla peggio io sono un democratico liberale.

                Mentre in giro vedo parecchi maggioritari “alla Benito”. Che se lo dice la maggioranza 2+2 fa anche 3,1415 all’occorrenza.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Francesco, io non sono del tutto sicuro che tu sia un liberale. Invece sono quasi certo che tu non sia un democratico.

              • Francesco scrive:

                x MT

                se per democratico intendi uno che ammette che la maggioranza ha il diritto di governare, lo sono.

                se intendi uno per cui la maggioranza ha ragione, non ci penso neppure per un istante.

                Ciao!

              • PinoMamet scrive:

                Aridaje con aver ragione…

                se fosse così chiaro e semplice capire dove sta la ragione, non ci sarebbe alcun motivo di tenere elezioni, ci hai mai pensato Francè?

              • Peucezio scrive:

                Mauricius,
                “Francesco, io non sono del tutto sicuro che tu sia un liberale. Invece sono quasi certo che tu non sia un democratico.”

                OMDAMT!

                Secondo me Francesco non è liberale, né democratico.
                Lui ha deciso che Putin e tutti gli altri non occidentali sono dittatori e vuole in Occidente una dittatura per poterli combattere.
                Per cui non si capisce perché non vadano bene, visto che in nome dell’andare loro in quel posto importerebbe immediatamente il loro modello.

      • Francesco scrive:

        >>> Solo che si tratta per lo più di un attributo formale.

        Ma anche assolutamente no, caro Andrea! la tesi di Lenin e di Mussolini sulla “formalità” della democrazia in Occidente è buona per pulircisi il culo.

        Oh, a livello accademico e intellettuale è opportuno interrogarsi e arrovellarsi sui limiti delle democrazie “reali” e su come superarli. Ma fuori da quei circoli, quando ci si confronta con regimi diversamente democratici, è meglio essere un pochino di grana grossa nel valutare le cose e attenersi alla sostanza presente dei fatti.

        Come capisci, TUTTO quello che segue è annullato da questa doverosa premessa. Il fatto che tu simuli di avere scoperto l’esistenza della propaganda alla verde età di 50 (?) anni è imbarazzante ma non è un argomento contro la democrazia. E neppure il fatto che nessuno prenda per buona la propaganda di Putin, tranne gli stipendiati da Putin.

        E’ difficile diventare o rimanere una “testata influente a livello internazionale” se fai bocchini allo Zar. Vedi il povero Orsini, che pure ci campa con quel mestiere.

        Sulla seconda parte del tuo intervento sono d’accordo: le azioni vanno giudicate nel merito, a prescindere dal governo che le intraprende. Ciò detto, Putin rimane altrettanto indifendibile nel merito come lo è nel metodo.

        Cordiali saluti

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “è buona per pulircisi il culo”

          Beh, questa è una petizione di principio: sembra sensata solo perché l’URSS e l’Italia fascista non esistono più, ma non cambia i fatti.

          E i fatti sono che la democrazia diventa qualcosa di reale solamente se l’elettorato ha accesso a tutte le informazioni disponibili, il che esclude ogni tipo di censura e di delegittimazione di chi sostiene idee diverse dai governanti.

          Che noi si sia ben lungi da questa condizione lo dimostra proprio l’accanimento con cui i johnwayniti par tuo denigrano chi vede le cose come stanno e non ripete le balle degli atlantonti.

          Vero è che il tempo è galantuomo e che la realtà alla fine si prende sempre la sua rivincita, come dimostra la rotta dei lettori di Kant.

          Posso solo sperare che non sia troppo tardi per salvarci dalla rovina.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Eh no! o sei un fottuto hegeliano, per cui chi vince ha sempre ragione (come dimostra la rotta dei lettori di Kant.), oppure sei un fottuto tomista, per cui conta la correttezza del ragionamento (sembra sensata solo perché l’URSS e l’Italia fascista non esistono più).

            Non mi pare tu possa essere tutte e due le cose!

            >>> la democrazia diventa qualcosa di reale solamente se l’elettorato ha accesso a tutte le informazioni disponibili,

            questo è tipico della malafede: poni una condizione teorica impossibile da realizzare nella realtà e neghi i fatti grazie a questa.

            è esattamente il trucco dei negazionisti dell’Olocausto: siccome ci sono contraddizioni e aporie (minori) nelle testimonianze e ricostruzioni, allora non è provato nulla.

            tu non vedi “le cose come stanno”, le vedi al 99% come le vuole vedere Putin. e non ti capita mai di dubitare, perchè hai dietro un sistema di credenze che è per te troppo importante per lasciare a dei fatti il diritto di smentirle.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “cose come stanno”

              Tu hai fatto indigestione de ‘L’arte di avere ragione’ di Schopenhauer. Ma non confondere logica ed euristica.

              Per un momento, non attaccare me, il mio modo di ragionare ecc. Prova ad argomentare di tuo.

              Non dare le tue tesi come verità ovvie che possono essere contestate solo in malafede o in modo irrazionale: non lo sono. La credibilità, alle tue idee, gliela devi conquistare.

              Esamina i fatti. E dimostra come secondo te si può avere una vera democrazia – con la possibilità per ciascuno di farsi la propria idea e di scegliere consapevolmente quale condotta vada seguita, dentro ma anche fuori la cabina elettorale – quando una tesi viene detta e ripetuta da tutti i giornali e tutte le televisioni, e viene spacciata come verità ovvia indiscutibile, mentre la tesi opposta viene svillaneggiata in tutti i modi e i suoi proponenti segnati a dito e accusati di stupidità, malafede o tradimento.

              Ti porto la mia personale esperienza, per quello che vale – cioè né più né meno di quella di chiunque altro,.

              Pur avendo colleghi sia Russi sia Ucraini ed essendomi sempre più o meno interessato di politica, per me fino al febbraio 2022 Majdan e il Donbass erano parte del rumore di sottofondo.

              Poi, quando tutti si aspettavano le misure del governo Draghi sul ‘recovery fund’ dopo il COVID, il fulmine a ciel sereno.

              Avendo Putin passato il confine coi tank, l’Italia avrebbe applicato sanzioni a Mosca rinunciando al suo gas. Così facendo tutti insieme, i Paesi Democratici avrebbero costretto in pochi mesi la Russia in difficoltà economiche tali da rinunciare al suo tentativo di aggressione della povera e indifesa Ucraina. (Ci sono ancora in Rete le parole di Draghi al riguardo). Non solo: in un’economia che aspettava il PNRR come aspetta l’aria fresca uno che ha rischiato di annegare bisognava tirare la cinghia per sostenere noi la lotta Ucraina mandando armi. Il tutto condito dall’ immortale domanda di gusto mussoliniano ‘volete la pace o i condizionatori?’

              L’indiscutibile bestialità di queste decisioni mi colpì. Dapprima mi rifiutai proprio di credere che una persona che reputavo in buona fede come Draghi avesse detto una simile massa di cavolate imperdonabili.

              Perché anche uno che per mestiere non si occupa di economia e di politica sa che :

              a) non esistono aggressioni fermate con le sanzioni. Non ci si riuscì con mussolini in Abissinia, figuriamoci con Putin e il Donbass.

              b) non esistono guerre vinte mandando armi senza mandare uomini. Gli Inglesi armarono la guerrilla Spagnola contro Napoleone, ma fu la Russia (appunto) batterlo sul campo. Per fermare Mosca bisogna fare una seconda Guerra di Crimea. Cosa esclusa a gran voce dagli stessi che però alimentano l’incendio mandando armi invece di contribuire a spegnerlo, e se ne vantano pure.

              c) l’economia Italiana (e buona parte di quella Europea) si regge sul gas. ‘Il metano ci dà una mano’, ricordi?. Rinunciare al gas Russo significa comprarlo altrove a prezzo molto più alto (per la domanda e l’offerta). Il che alla lunga significa la rovina. Gli USA ringraziano, perché si tolgono dai piedi i concorrenti Europei che poi vanno a comprare pure le armi USA perché le proprie le danno a Kiev. Oggi la Germania produce meno acciaio della Turchia, che il gas Russo continua a usarlo. E la nostra produzione industriale è in calo da parecchi mesi.

              d) se dovessimo intervenire a favore di ogni aggredito come abbiamo fatto a favore di Kiev allora dovremmo fare lo stesso cogli Armeni attaccati dagli Azeri, cogli Yemeniti bombardati dai Sauditi ecc. Cosa che ci guardiamo bene dal fare. Il che dimostra che la mozione degli affetti ‘c’è un aggressore e un aggredito’ non sta in piedi.

              Bene: di fronte a questa quadruplice stronzata, vedo con raccapriccio che tutti quei personaggi che ancora stimavo nel giornalismo e nella politica – con pochissime eccezioni – si genuflettono fantozzianamente a ripetere la giaculatoria del ‘c’è un aggressore e un aggredito’ e letteralmente ogni giorno a celebrare la messa cantata della propaganda di quelli che – di fronte alla sconfitta prevedibile e prevista – arrivano pur di far saltare il banco e tirarci dentro questa guerra a bombardare centrali nucleari e a sabotare i nostri metanodotti. Non dimentico quando la Gruber cercava di far dire a Caracciolo che il North Stream l’avevano fatto certamente saltare i Russi!

              In tutto questo, chi dice cose non dico esatte ma ragionevoli, chi ricorda che ancora nel 2022 la Russia aveva tredicimila tank in servizio contro i 3000 della NATO, che non metti in crisi uno negandogli Facebook e la Nutella quando lui ha in mano un terzo delle riserve minerarie del pianeta e seimila Bombe per difenderle, che mezzo mondo si sarebbe precipitato a prendere il nostro posto nelle relazioni commerciali con la Russia che quindi non sarebbe certo fallita, che per Mosca era molto più vitale evitare basi ostili a meno di 1000 Km dalla sua capitale d quanto lo fosse per gli Europei mantenercele, che gli incendi quando scoppiano è meglio cercare di spegnerli che alimentarli…

              …tutti costoro venivano fatti passare per ‘putiniani’, ‘Putinversteher’, ‘pacifinti’ e simili. Liste di proscrizione sono state pubblicate sui giornali; siti chiusi d’imperio; informazioni censurate; giornalisti rimossi dal loro incarico. Non dimentico neppure il modo ignobile in cui Parenzo trattò in diretta il suo ospite Orsini.

              Ma la cosa ancora peggiore è quando la brillante strategia che puntando a un tracollo Russo aveva mandato a monte la mediazione Turca (come ricordato anche di recente dalla Nuland, quella di ‘fuck the EU’) si è rivelata per la bufala che è s è visto che Orsini e soci avevano avuto trionfalmente ragione fin nei dettagli…

              …si è continuato come se niente fosse!

              Crosetto ha appena detto al Fatto Quotidiano che ‘nessuno ha mai veramente creduto che l’ìUcraina potesse vincere questa guerra’. Allo stesso tempo la Meloni conferma la sua fiducia nell’immancabile vittoria del Bene sostenendo addirittura che ‘i fronti sono fermi da un anno’, dimostrando così la sua ignoranza anche in geografia. Basta andare vedere le mappe Ucraine di DeepState, manco quelle Russe di MilitaryMaps, per sbugiardarla. Ma i nostri giornali continuano a dare credibilità ai cialtroni che ci hanno portato in questa situazione dove i più fortunati rischiano di sparire in una nube radioattiva.

              E tu mi dici che siamo in democrazia?

              Alla faccia!

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                il problema del pedofilo: quando lui dice che vuole trombarsi bambine di 8 anni, non trova nessuno che gli faccia da sponda ma solo critiche durissime.

                e allora dice che non c’è democrazia!

                estremizzo POCHISSIMO ma con Putin e l’Ucraina la situazione è quella, in buona sostanza.

                Posso concordare con te solo sulle cazzate dette in materia di sanzioni alla Russia dai nostri governanti.

                PS però il resto delle cose che dici sono delirio puro.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “pedofilo”

                Non ha nessuna importanza che tu consideri Putin un pedofilo o un santo.

                Una repubblica bene ordinata funziona anche se popolata da démoni (come insegna Kant), e viceversa mettendo insieme tanti santi uomini puoi benissimo ottenere un lager (la via dell’Inferno sappiamo bene di cosa è lastricata).

                Se gli USA hanno volutamente creato per anni le condizioni di un’immensa Baia dei Porci all’incontrario usando l’Ucraina come esca e noi come sostegno – e da molto prima che da noi qualcuno sapesse chi
                fosse Putin, – le qualità morali dei capi della Russia sono l’ultimo dei nostri problemi.

                Piuttosto, dovresti pregare per la salute di Putin più che per la pupilla dei tuoi occhi. Le alternative, a Mosca, sono assai peggio per noi.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Andiamo con ordine.

                1) Una repubblica bene ordinata funziona anche se popolata da démoni

                Manco per il cazzo, è una pura e pia illusione di un razionalista estremo.

                2) Se gli USA hanno …

                SE, esattamente. Siccome però il cortile di casa della Russia esiste solo nella testa delle teste di cazzo, quel SE vale molto poco. Inoltre, l’unico vero argomento che avresti è “perchè non hanno fatto entrare l’Ucraina nella NATO per tempo e salvaguardato la pace?”. Io non ho una risposta valida.

                3) Le alternative, a Mosca, sono assai peggio per noi.

                Questo non è impossibile. Ma rimane sia improbabile che ingestibile: se un matto mette le mani su una Bomba, figurati 6.000, non ci sono vie di uscita.

                Ciao

                PS ti devo una risposta su Orwell e la libertà ma ti prego di avere pazienza. Intanto grazie per la citazione.

        • PinoMamet scrive:

          Francè, io eviterei di usare metafore a sfondo sessuale per il povero Orsini, considerando la tua… posizione nei confronti degli USA 😉

  45. Peucezio scrive:

    O.T.:
    questo governo liberticida, di legge e ordine a senso unico e sulle cazzate, non smentisce sé stesso.
    Dopo averci regalato il carcere per i rave party, tranne poi santificarli dopo il 7 ottobre, ora vogliono mettere in carcere le donne incinte, vietare le manifestazioni (cosa che gli si ritorcerà contro) e quant’altro.
    Sono così dementi che non si rendono conto di dare altre armi a una magistratura comunista per imporre il suo regime repressivo.

    Io, che detesto quelli di ultima generazione, per la storia dei blocchi stradali avrei trovato un’altra soluzione.
    Se mi conoscete, dopo tanti anni, secondo me la capite prima ancora che io la dica.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “governo”

      L’ennesimo, ridicolo per quanto è meschino, esempio di hybris.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Visto che non l’avete detto, lo dico.

      Io applicherei in senso letterale e rigoroso il codice della strada.

      Se uno mi invade la carreggiata, da pedone lì non ha la precedenza, per cui, se io lo investo, non solo non ne rispondo, ma mi deve pure risarcire i danni alla macchina.

      Io la penso così. Sussidiarietà. Dove non arriva lo stato, i cittadini risolvono le loro beghe fra loro. Lo stato ha il dovere di riparare i torti, ma se io li subisco e me li riparo da me, che cazzo vuole lo stato?

      • PinoMamet scrive:

        Questo non è mica applicare il codice della strada, è riscriverlo

        • roberto scrive:

          Anche il codice penale dovrebbe essere riformato nella orribile distopia peuceziana…

          • Peucezio scrive:

            Roberto,
            “nella orribile distopia peuceziana…”

            Eheh, prima o poi ci scriverò un libro descrivendola, stile Orwell.

            Ma dici che sarebbe poi così brutta?

            • roberto scrive:

              peucezio

              “dici che sarebbe poi così brutta”

              guarda, il giudizio “bella” o “brutta” è soggettivo….secondo me sarebbe orribile, ma ti concedo che trovo peggio ancora (sempre soggettivamente) la società del controllo statale totale sognata da andrea

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ roberto

                “la società del controllo statale totale sognata da andrea”

                Io non la sogno, la preferisco al Far West preferito da peucezio.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Non ne dubitavo e segno un punto a favore di Peucezio!

                😀

        • Peucezio scrive:

          Pino,
          “Questo non è mica applicare il codice della strada, è riscriverlo”

          Certamente. Occorre migliorarlo.

        • Peucezio scrive:

          Anche se bisogna dire una cosa.

          Secondo me lo stato dovrebbe proprio chiudere un occhio.

          Al di là che la legittima difesa della persona comune di fronte al delinquente (penso per esempio alla signora di Viareggio) dovrebbe essere proprio forumlato esplicitamente come principio intangibile (se rubi rischi e ti assumi questo rischio, così come se fai sport pericolosi),

          ma è anche proprio lo zelo che non dovrebbe esserci in tanti casi.

          Lo stato dovrebbe intervenire sulle cose importanti o comunque sostanziali, quelle che fanno un vero danno alla società o agli individui.
          Per il resto dovrebbe lasciar correre, essere negligente.

          La legge dovrebbe essere un optimum, un punto di arrivo ideale da NON raggiungere.

          Come il prete che ti dice di non scopare prima del matrimonio: uno che lo prende alla lettera è un pirla e lui fa bene a dirlo se no diventa un puttanaio totale: chiedere 100 per ottenere 10.

          • paniscus scrive:

            “la legittima difesa della persona comune di fronte al delinquente (penso per esempio alla signora di Viareggio) “—

            La legittima difesa implica una reazione immediata in caso di aggressione o di pericolo incombente, non una vendetta decisa deliberatamente a posteriori , in un momento in cui il pericolo non si configurava più.

            La signora di Viareggio avrebbe potuto invocare il principio della legittima difesa se avesse tirato una mazzata in testa al ladro mentre le stava strappando la borsa o mentre la stava minacciando,

            ma non certo per averlo investito deliberatamente con la macchina dopo parecchie ore (e con la volontà precisa di uccidere, altrimenti, se avesse solo voluto prendersi la soddisfazione di punirlo, si sarebbe limitata a urtarlo, buttarlo per terra e andarsene, invece di passargli sopra avanti e indietro per due o tre volte quando era già steso).

            Forse potrà strappare qualche altro tipo di attenuante (che so, lo stato di alterazione emotiva dovuto al trauma subito, o roba del genere) ma non certo quella della legittima difesa. Nessun magistrato si sognerebbe di accoglierla.

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        No, non hai il diritto di speronare chi manca la precedenza: hai il dovere di evitarlo e, solo se ci provi, ma non ci riesci, allora l’incidente è colpa sua.

        • roberto scrive:

          ma lui non vuole speronare nessuno, giusto schiacciare la gente che si sdraia per strada

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Cioè se il bersaglio è un pedone vale la licenzia di uccidere, mentre se a intralciarti la via è un altro automobilista no?

            • roberto scrive:

              Mauricius
              a chi è rivolta questa domanda?

              se a me, io credo che non sia lecito né speronare macchine né schiacciare gente sdraiata sulla strada

            • Peucezio scrive:

              Tra l’altro dovrebbe esserci una presunzione a favore di chi ha la precedenza.

              Una macchina si ferma in mezzo a un incrocio, io, che ho diritto a passare, magari perché ho il verde, la sperono, ho torto perché era ferma: il codice dice così.
              Ma chi dimostra che era ferma?
              Perché l’attivista non potrebbe aver attraversato improvvisamente?
              Deve essere LUI a dimostrare che era fermo.

              E comunque questa regola legalizza il sopruso: io mi fermo e mi piglio la precedenza cui non avrei diritto.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                I vigili fanno i rilievi proprio per ricostruire la dinamica.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Perché l’attivista non potrebbe aver attraversato improvvisamente?”

                se è sdraiato per terra insieme ad altri 10 testimoni, magari autoincatenato, non dovrebbe essere troppo difficile dimostrare che era fermo….

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ peucezio

        “sussidiarietà”

        Si chiama Far West.

        Meglio la Cina e le sue telecamere, allora.

        Molto, molto, molto meglio.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Peucezio scrive:

          A me piace il far west.

          • Francesco scrive:

            Ohi camerata, cazzo dici?

            Da quando ti piace la libertà vera e quasi assoluta?

            :0

            • Peucezio scrive:

              Io sono per la sussidiarietà:
              lo stato interviene laddove i cittadini non siano in grado di risolvere le loro beghe fra loro o per difendere il più debole che da solo non può proteggersi.

              Ma i più deboli non sono i criminali, gli assassini, gli stupratori, i rapinatori: il più debole nella mia concezione è l’uomo mite e inerme.

              Una volta che hai scelto di usare la violenza e le armi e di violare la proprietà altrui (che significa intimità domestica, non parlo di proprietà in senso astratto), se fai una brutta fine cazzi tuoi; se non la fai, ci penso io, stato, a fartela fare.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Peucezio

        “Se uno mi invade la carreggiata, da pedone lì non ha la precedenza, per cui, se io lo investo, non solo non ne rispondo, ma mi deve pure risarcire i danni alla macchina.”

        Sei tu che con un carro armato decidi di invadere il luogo in cui le persone potrebbero socializzare, i bambini potrebbero giocare e i fidanzati potrebbero cantare le serenate sotto le finestre.

        Per principio di sussidiarietà, prendere il tuo carro armato, castrarlo e usarlo per fare una barricata che impedisca ad altri di invadere la strada.

        Principio di sussidiarietà.

        • Peucezio scrive:

          Miguel,
          “Sei tu che con un carro armato decidi di invadere il luogo in cui le persone potrebbero socializzare, i bambini potrebbero giocare e i fidanzati potrebbero cantare le serenate sotto le finestre.”

          In autostrada?

          • Miguel Martinez scrive:

            Per Peucezio

            “In autostrada?”

            In autostrada ti trovi continuamente pedoni tra le ruote?

            • Francesco scrive:

              Sì e si lamentano di essere l’ultima generazione, mentre tu pensi “una di troppo, cazzo!”

              😉

            • Peucezio scrive:

              Miguel,
              “In autostrada ti trovi continuamente pedoni tra le ruote?”

              Si parlava di quelli che bloccano le autostrade per protestare per il cambiamento climatico.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Peucezio

                “Si parlava di quelli che bloccano le autostrade per protestare per il cambiamento climatico.”

                Premetto che sono contrario alla loro tattica, proprio perché ottengono il risultati di creare mille Peucezi furiosi.

                Ma mi chiedo:

                1) quante ore di lavoro hai perso tu personalmente, a causa dei loro blocchi stradali?

                2) oppure li conosci dai titoli dei media/post arrabbiati su Facebook ecc., cioè per effetto cascata (esattamente il motivo per cui dico che la loro tattica è disastrosa)?

                3) lo sai che non è che “protestano contro il cambiamento climatico”, ma chiedono che lo Stato smetta di dare sussidi alle aziende petrolifere (e quindi risparmi anche a te le tasse)? Probabilmente no, perché comunicano malissimo

                4) so che tu puoi avere dei dubbi in merito, ma diamo per buona la tesi che ci sia una conseguenza lineare tra sussidi ai fossili pagati con le tue tasse – > eccesso di CO2 -> surriscaldamento, desertificazione, alluvioni devastanti, ecc. ecc.

                Sei d’accordo che se le cose stanno così, è un problema più grosso dell’eventuale perdita di tempo sull’autostrada?

                Poi concordo che lo comunicano nel modo più perdente possibile.

    • Francesco scrive:

      ammesso che ho solo visto i titoli

      1) il fenomeno delle criminali incinte apposta per non finire dentro mi pare reale e storico. la nuova norma abroga solo un automatismo, a me sembra una cosa ragionevole.

      2) “vietare le manifestazioni” è molto diverso da “vietare i blocchi stradali”. anche le manifestazioni possono svolgersi nel rispetto del prossimo, mica è sempre il ’68

      3) sui Rave … mi verrebbe da dire che il meglio sarebbe usare il napalm ma poi mi date del violento!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “sui Rave … mi verrebbe da dire che il meglio sarebbe usare il napalm”

        Lo dicevo che sotto sotto eri un pro-Hamas represso, la cui posizione grottescamente pro-Netanyahu è più che altro un tentativo di autoconvincimento.

  46. Miguel Martinez scrive:

    Mi sembra una questione di enorme importanza… dal canale Telegram di Pino Cabras:

    ISRAELE INAUGURA L’EPOCA IN CUI TUTTO È UN’ARMA (PARTE PRIMA)

    L’inedita forma dell’atto di guerra con cui oggi Israele ha improvvisamente colpito il Libano causando decine di morti e migliaia di feriti è da considerare già adesso una pietra miliare dei conflitti del XXI secolo. Non c’è più un posto sicuro. Ogni forma di connessione incastonata negli oggetti della vita quotidiana e attivabile da remoto con intenti maligni è pronta a essere usata come un’arma.
    Abbiamo visto centinaia di esplosioni contemporanee partite da dei cercapersone usati da militanti di Hezbollah – paradossalmente usati per essere meno connessi e meno aggredibili rispetto all’uso dei telefoni cellulari – hackerati, manomessi fino a usare le loro batterie come innesco. Molti innocenti che si trovavano vicino alle persone colpite sono stati coinvolti in modo massiccio e indiscriminato. Restano da chiarire alcune circostanze misteriose sull’abnorme portata dei danni (c’è chi ipotizza che molti dispositivi avessero addirittura grammi di esplosivo inseriti da qualche “talpa” che avrebbe intercettato e alterato la fornitura). Ma già adesso – oltre il singolo episodio – possiamo riflettere su quel che è implicato da questo caso.
    In teoria, un numero enorme di oggetti connessi all’Internet delle Cose (IoT), inclusi dispositivi di domotica, impianti di produzione distribuita di energia, automobili altamente elettroniche e altri dispositivi intelligenti, sono vulnerabili ad attacchi informatici. Gli attacchi potrebbero avere potenzialmente effetti devastanti. Termostati intelligenti, telecamere di sicurezza, serrature elettroniche, luci e elettrodomestici connessi possono essere hackerati. Un attacco sufficientemente sofisticato rivolto a sistemi iper-connessi potrebbe riguardare in un domani abbastanza vicino milioni di famiglie immerse nell’entusiasmo della crescente digitalizzazione delle loro chincaglierie elettroniche.
    Le tecniche possono risultare persino “banali” nella loro linearità. Oggi il server del cercapersone è stato violato, provocando l’installazione di uno script che ha generato un sovraccarico. Questo sovraccarico potrebbe aver causato il surriscaldamento della batteria al litio, la quale è successivamente esplosa. Conseguenze: decine di ospedali costretti a chiedere urgenti donazioni di sangue. Caos, sgomento.
    Domani – e non solo in Libano – possiamo immaginare un attacco diffuso su più dispositivi che potrebbe creare in ogni casa numerosi punti di stress, da termostati sovraccaricati a elettrodomestici lasciati in funzione troppo a lungo, che insieme potrebbero aumentare esponenzialmente il rischio di incendi.
    O automobili portate a causare incidenti di massa. O mille altri scenari che sfruttano la vulnerabilità della nostra epoca.
    Fino a oggi, ogni invenzione è stata anche l’invenzione del suo cattivo funzionamento. Per capirci: inventi l’elettricità, che prima non c’era? Bene, hai inventato anche il problema del black out, che pure prima non c’era. Adesso scopriamo che ci sono forze potenti che considerano ogni invenzione anche l’invenzione di una nuova arma in grado di essere usata sulle masse. Il test libanese è ampiamente scalabile.
    C’è anche un corollario, per tutto questo: ci sarà una corsa a dire che le “cyber-minacce” richiedono contromisure adeguate. Un po’ come il discorso dei virus informatici che creano il business degli antivirus. Solo che sarà moltiplicato su una scala incomparabilmente più estesa che abbraccia ogni oggetto connesso alla Rete.
    Ricordiamoci che la strategia della tensione a livello planetario che ha avuto l’impronta iniziale della mega-operazione terroristica dell’11 settembre 2001 ha creato l’immenso indotto di una nuova e ossessiva economia “securitaria”. Negli ultimi vent’anni è tutto un proliferare di imprese, agenzie, nuove professioni che ci promettono più sicurezza, ma che hanno divorato pezzi significativi dei bilanci con una tendenza a espandersi indefinitamente e con una vocazione al controllo che ha eroso le libertà dei cittadini.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Quasi sicuramente non erano le batterie (le esplosioni non hanno rilasciato le fiammate tipiche di quando esplode una batteria al litio), ma la partita era stata manomessa per contenere esplosivo.
      Una forma di terrorismo molto più convenzionale, insomma, che è difficile mettere in atto senza un adeguato supporto internazionale.

    • paniscus scrive:

      ” da termostati sovraccaricati a elettrodomestici lasciati in funzione troppo a lungo, che insieme potrebbero aumentare esponenzialmente il rischio di incendi.
      O automobili portate a causare incidenti di massa. O mille altri scenari che sfruttano la vulnerabilità della nostra epoca.”—

      Il che si potrebbe fare molto tranquillamente anche senza causare esplosioni, morti e feriti, ma solo un immane casino.

      Basta pensare a cosa succederebbe se venissero hackerati tutta una serie di dispositivi che fino a pochi anni fa avevano il doppio comando, sia manuale che digitale, mentre adesso hanno solo il secondo. Bloccare la gente dentro casa impedendo di aprire il portone di ingresso, bloccare le aperture e chiusure digitali delle portiere dei veicoli, bloccare l’alternanza dei semafori, bloccare il funzionamento dei frigoriferi, dei termosifoni e delle caldaie…

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ paniscus

        “Basta pensare a cosa succederebbe”

        Al solito, la fantascienza l’aveva previsto :-). Ci si può ispirare al primo capitolo di ‘Fanteria dello spazio’ di Heinlein, che modifico leggermente).

        Un esempio di trama di una novella ormai mica tanto fantascientifica:

        Il giorno prima del derby Roma-Lazio, una massiccia vendita allo scoperto delle azioni della Lazio, società quotata in Borsa. Lo si può fare da molti siti di trading stranieri (non soggetti ai nostri controlli) con un telefonino e una VPN. Cinque minuti prima dell’inizio della partita, si entra nella rete degli altoparlanti dello stadio e si ripete un breve file audio: ‘Attenzione. Sono una bomba. Scoppierò fra sette minuti. Attenzione. Sono una bomba. Scoppierò fra sei minuti e cinquantasei secondi. Attenzione. Sono una bomba…’. Non c’è bisogno di nessuna bomba, in effetti. La gente comincia a scappare, quelli che escono si scontrano con quelli che cercano ancora di entrare. Scoppia il panico, alcuni cadono schiacciati nella ressa. Le agenzie battono la notizia. I titoli della Lazio crollano. I guadagni di chi ha venduto allo scoperto, e che nel frattempo è già volato in qualche paradiso fiscale, esplodono.

        Magari è già stato fatto tante volte, e molto più in grande. Solo che noi le chiamiamo ‘guerre’.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Direttiva NIS 2 dell’Unione Europea.

        Per una volta siete più indietro di Ursula (e anche del governo italiano, che ha emanato i regolamenti per recepire la direttiva).

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Martinez

      “cittadini”

      Nella fattispecie sembra che non sia esplosa la batteria di questi ‘pager’, ma che semplicemente qualche grammo di esplosivo al plastico fosse stato incorporato – spalmato – nel loro involucro di plastica. Questo risulta essere stato spedito in Libano da una ditta di Taiwan, che però avrebbe solo fatto da tramite per una sconosciuta azienda Ungherese che alla camera di commercio di Budapest risulta avere un solo dipendente e un capotale sociale di 2500 euro. Insomma, una copertura. L’esplosivo sarebbe stato attivato da un solo, breve impulso a radiofrequenza.

      Vorrà dire che in futuro si tornerà ai cari vecchi pizzini.

      Tutto questo nulla cambia riguardo alla fragilità dell’ “internet delle cose” dal punto di vista della sicurezza. In passato sarebbe bastato un virus che attacca il firmware che regola la ventola del PC per surriscaldare la CPU e far ottenere al PC stesso risultati assurdi tipo ‘2+2=3’ (effetto osservato da me personalmente su una workstation dove nessuno aveva mai tolto la polvere dalle griglie sul retro vicino alla parete). Tutto lavoro in più per la cybersecurity.

      La notizia, certo notevole, ha fatto passare sotto silenzio altre due notizie di carattere bellico non meno rilevanti.

      Su Telegram sono comparse fotografie di aerei Russi a terra in un aeroporto rimasti illesi da un attacco di droni Ucraini guidati da intelligenza artificiale; sono rimasti illesi perché erano stati coperti con alcuni pneumatici. Non essendo addestrata a riconoscere il profilo di un aereo coi pneumatici sopra e non sotto, l’intelligenza artificiale dei drone non ha capito più niente e invece di condurlo sul bersaglio ha mantenuto il drone a girare in tondo finché non è stato abbattuto.

      Questa faccenda dei pneumatici, e la faccenda dei ‘pager’ di Hezbollah, sono esempi di come tecnologie sofisticate e costose possono essere ancora utilmente sostituite da mezzi semplici a basso costo.

      Sul lato dell’alta tecnologia e della sua diffusione, invece, va ricordato come sia l’Iron Dome sia la Fionda di Davide Israeliani sono stati presi con le braghe calate dall’arrivo su una città Israeliana di un missile ipersonico di crociera. L’attacco aveva evidentemente uno scopo dimostrativo, intimidatorio, dato che il missile era privo di ogiva esplosiva e non ha fatto quasi danni. E’ notevole che il missile sia stato lanciato pochi minuti prima di raggiungere la sua destinazione dagli Houthi Yemeniti, raggiungendo dunque i 12 Mach. Gli Houthi dimostrano così di disporre di un’arma di cui fino all’altro ieri sembrava disponessero solo Russi e Cinesi, e – verosimilmente – anche gli Iraniani; gli USA ne cominciano giusto ora la sperimentazione, dopo anni in cui dalle loro parti esperti di ingegneria aeronautica sostenevano l’inutilità di spender soldi in armi così complicate da costruire. E’ il caso di ricordare che i Patriot di cui si dispone in Europa non sono in grado di fermare un ipersonico da crociera, e che il carico utile di un tale vettore arriva a superare il quintale mentre una Bomba da Quarto Protocollo arriva a pesare 45 Kg.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        Ehm, stai cercando di convincerci che gli Yemeniti hanno costruito quel missile?

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “costruito”

          A quanto ho letto, inizialmente sembrava che avessero semplicemente ricevuto il missile così com’era.

          Poi – stante anche il pericolo che qualche nave con un carico compromettente venisse beccata nel corso dei periodici controlli contro la pirateria Somala eseguiti dalle marine NATO e dell’India – si è cominciato a osservare che le caratteristiche del missile sembrano essere nella fascia bassa delle caratteristiche tipiche di quel tipo di arma: era più rudimentale e lento di quelli Iraniani, ad esempio.

          Alcuni hanno sostenuto che Teheran o chi per lui abbia trasmesso agli Houthi solo i piani della versione base, “senza gli optional”, e che quelli se lo usano poi costruito in casa. Sappiamo già che hanno riadattato con proprie officine armi preesistenti.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            Da non ingegnere, la mia perplessità è che per far volare un missile da crociera a MACH 12 devi trovare il materiale con cui farlo, la chimica per il carburante, l’elettronica per guidarlo.

            Mi sembra una vera impresa!

            Anche scontando che non ci siano le ben note inefficienze dell’apparato militar-industriale dei paesi occidentali.

            Ciao!

  47. Peucezio scrive:

    Una valutazione di sintesi circa le elezioni americane.

    Stringi stringi, al di là di tutto il folclore e di tutte le cazzate, secondo me la situazione è questa:

    una potenza egemone in declino può reagire al suo fisiologico declino in due modi;

    ridimensionandosi in modo graduale, dolce, attraverso la presa d’atto che vi sono tanti attori internazionali sempre più forti e importanti,

    oppure tentando un disperato sforzo di mantenere violentemente tale egemonia in una sorta di guerra totale, con esiti potenzialmente distruttivi.

    Trump, per quanto sembri folcloristico, a conti fatti rappresenta la prima opzione, più pragmatica e realista,
    Kamala la seconda, più in linea con la perdita del senso della realtà dei ceti egemoni occidentali attuali.

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ peucezio

      “Una valutazione di sintesi circa le elezioni americane.”

      Il tuo incrollabile ottimismo è ammirevole.

      Non posso però condividerlo, tenuto conto che è proprio Trump quello che ha messo la pietra tombale sul disarmo ritirandosi di testa sua dal trattato sul nucleare Iraniano e da quello sugli euromissili (dopo che il predecessore aveva fatto andare a donne di facili costumi il trattato SALT sui missili balistici), dopo peraltro aver tradito i Curdi.

      Diciamo piuttosto che Kamala e Trump sono entrambi candidati a ‘un disperato sforzo di mantenere violentemente tale egemonia in una sorta di guerra totale, con esiti potenzialmente distruttivi’, come sensatamente lo chiami tu.

      Cambia solo l’ordine delle priorità.

      Kamala, come Blinken (dai nonni Ucraini), vuole prima la sconfitta della Russia e poi prepararsi al boccone grosso, la Cina.

      Trump è fissato con la Cina: se fosse per lui l’Ucraina potrebbe andare a quel paese – e difatti la vuole sbolognare agli Europei, da cui millanta di poter ottenere il raggiungimento del 2% del bilancio dedicato alla ‘difesa’ (come se gli USA non ci avessero infarcito di basi).

      E tutt’e due sono d’amore e d’accordo nel sostenere senza se e senza ma il genocidio, il che vuol dire che di come vanno le cose nel mondo non gliene può importar di meno presi come sono nei loro sogni imperiali in ritardo di trent’anni.

      La sistematica e imminente cooperazione militare fra Teheran e Mosca fa il gioco di entrambi, delineando agli occhi di Rep e di Dem un nuovo ‘asse del Male’.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        sistematico O imminente?

        E hai già notato tu che i nemici dell’Occidente sono tra loro storicamente nemici (e per robusti motivi, aggiungerei io).

        Vediamo quanto dura: i Germani sono riusciti a demolire Roma mentre si combattevano tra loro.

        PS trovo divertente come certi elementi estremistici della propaganda russa tipo “Blinken dai nonni ucraini” ti si attacchino addosso con naturalezza

        • PinoMamet scrive:

          In effetti non credo che i nonni di Blinken c’entrino qualcosa.

          Nancy Pelosi per esempio immagino sia di origini italiane, ma non credo esiterebbe un secondo se si dovesse scegliere tra interessi USA e italiani…
          né mi risulta si sia granché spesa per l’Italia. Forse non ne ha avuto occasione.

          Comunque:
          leggevo la storia della Somalia affidata agli italiani in amministrazione fiduciaria.
          Wikipedia inglese credo sia stata redatta da estremisti somali anti-italiani, visto il livello di livore con cui viene descritto l’operato italiano, dando voce anche a “autorevoli” signori… che non ci vivevano, ma stavano nel Somaliland ex britannico, e ciò nonostante hanno da ridere sugli italiani che non avevano una buona organizzazione (i somali, invece…) ecc.

          Vabbè.
          Fatto sta che leggendo, per esempio, salta fuori che già da poco finita la Seconda Guerra, gli USA hanno fatto lobby a favore dell’Italia.

          Ecco un esempio di favori tra alleati che, nel caso di un’uscita dell’Italia dalla NATO, potrebbero venire meno.
          Senza per questo che si scatenino guerre: guerre no, dispetti sì.

          Sono sicuro che si potrebbero trovare migliaia di esempi più recenti.

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “guerre no, dispetti sì”

            Basta immaginare multinazionali americane che iniziano a disinvestire e a chiudere stabilimenti in Italia, interruzione di contratti con le imprese italiane, maggiori difficoltà di accesso al credito (nel senso che sono loro che hanno in mano belle porzioni del nostro debito pubblico)…
            Non ci si libera da un’egemonia senza un supporto esterno, ovvero una potenza terza che ti aiuti a far fronte alle ripercussioni. E in giro non vedo nessuno che abbia le spalle abbastanza larghe per tenerci in piedi.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Mauricius Tarvisii

              “multinazionali americane che iniziano a disinvestire e a chiudere stabilimenti in Italia”

              E’ mica per questo che ci si sta affrettando a regalando pezzi dello Stivale oltreoceano, allora?

              “Non ci si libera da un’egemonia senza un supporto esterno, ovvero una potenza terza che ti aiuti a far fronte alle ripercussioni”

              Per me è tardi. Ma se tanto mi dà tanto, consiglierò a mia figlia di cominciare a imparare il Cinese. Lei è brava con le lingue straniere.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                sì ma scegliere di stare sotto i cinesi per non stare sotto gli statunitensi sarebbe da scemi

                e noi italiani non siamo scemi

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “sotto”

                Sotto? Perché? La Cina è molto più lontana degli USA. E le flotte nei nostri mari e le Bombe nelle nostre basi mica sono Cinesi. Gli amici potenti meglio averli lontani.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Perchè amici si traduce in modo diverso tra USA e Cina.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Credo che in entrambi i casi si traduca in “che riconoscono la supremazia dell’Impero”.

              • Francesco scrive:

                Temo di no.

                Direi che nel caso americano “impero” sia usato in senso lato, nel caso cinese in senso stretto.

                Vedasi la differenza tra un’edicola a Roma e una a Hong Kong.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Nessuno dei due paesi è una monarchia, entrambi si percepiscono come Paese-guida, difesa della Civiltà contro la Barbarie: “il leader del Mondo Libero” e una definizione loro.

                Poi l’Aquila farlocca (nel senso che l’aquila pescatrice non è un’aquila) la dice lunga. E anche questo è un simbolo che si sono scelti loro.

              • Francesco scrive:

                “leader del mondo libero” è una definizione che ho sempre apprezzato e che permette anche di fare le pulci alla politica estera USA.

                non ho ben capito la polemica ornitologica.

                per la Cina, temo che possano al massimo aspirare a “leader del mondo cinese”. che non è esattamente la stessa cosa.

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “leader del mondo libero” è una definizione che ho sempre apprezzato”

                Non serve che ci ricordi ad ogni occasione quanto tu sia suddito dentro.

                “e che permette anche di fare le pulci alla politica estera USA”

                No. Nel senso che tu la critichi solo se non è abbastanza imperialista e nel senso che io non ho bisogno di riconoscergli nessun diritto divino al dominio mondiale per criticarli.

                “non ho ben capito la polemica ornitologica”

                E’ un peccato: da italiano dovresti riconoscere al volo le implicazioni imperiali dell’aquila (che nel caso americano è tarocca, ma perché gli USA in generale lo sono).

                “per la Cina, temo che possano al massimo aspirare a “leader del mondo cinese”. che non è esattamente la stessa cosa”

                Ho sempre ammesso una profondissima ignoranza in materia di storia asiatica. Però questa è grossa.

              • Francesco scrive:

                leader del mondo libero è una banale constatazione post 1945, non una dichiarazione opinabile.

                devi negare che la libertà sia tale per negare quella definizione. cosa che fanno in molti, previa scelta del colore della camicia.

                ma cosa ti sei fumato per vedere diritti divini al dominio mondiale? mica stiamo parlando del Milan

                gli USA in generale sono tarocchi … cosa vuol dire?

                premessa la mia ignoranza, cosa offre la Chinese way of life al mondo?

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “leader del mondo libero è una banale constatazione post 1945, non una dichiarazione opinabile”

                No, è una contraddizione in termini: o sei libero o hai un leader.

                “devi negare che la libertà sia tale per negare quella definizione”

                Esatto: vedi che mi hai anticipato?

                “ma cosa ti sei fumato per vedere diritti divini al dominio mondiale? mica stiamo parlando del Milan”

                Io non mi sono fumato nulla e quindi non ce li vedo. Però tu sembri davvero crederci al Destino Manifesto, a “the last best hope” e stronzate religiose assortite.

                “gli USA in generale sono tarocchi … cosa vuol dire?”

                Se non ci sei arrivato da solo in questi decenni, non credo che ci arriverai oggi.

                “premessa la mia ignoranza, cosa offre la Chinese way of life al mondo?”

                Questa è interessante, perché:
                a) non si può la mattina accusare i cinesi di genocidio culturale perché cinesizzano i turchi e poi dire che non esiste uno stile di vita cinese diffondibile
                b) la Cina è sempre stata polo di irraggiamento culturale intorno a sé. Persino nel Novecento, quando non contava un cazzo (vedi i vari movimenti armati maoisti in Asia)
                c) perché i cinesi dovrebbero offrire un concetto americano, che hai persino dovuto esprimere in inglese per fargli avere un senso (sul serio, se un concetto non è immediatamente traducibile, allora non è una costante universale)?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “banale”

                ?leader del mondo libero’ è un banale slogan di propaganda.

                A meno di non considerare ‘liberi’ i Cileni sotto Pinochet, i Boliviani sotto Banzer, i Guatemaltechi sotto Arbenz, i Greci sotto i colonnelli, i Portoghesi sotto Salazar, gli Iraniani sotto lo Scià i Sudvietnamiti sotto Van Thieu, i Filippini sotto Marcos ecc. ecc.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                “leader del mondo libero” è una definizione che ho sempre apprezzato e che permette anche di fare le pulci alla politica estera USA.

                Ritengo che i vostri interventi abbiano pienamente confermato la giustezza della mia posizione.

                Su MT: “libero” non significa “uguale”, tanto meno nel senso che “uguale” assume nella Neolingua. Se per essere liberi dobbiamo aspettare di non avere tra noi nessuno migliore degli altri, la libertà non esiste.

              • PinoMamet scrive:

                Non ho seguito e non ho ben capito la polemica sul termine “leader del mondo libero”.

                Ha ragione Francesco a difenderla:

                sicuramente Che Guevara era definibile come Leader del mondo libero!!

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                “Se per essere liberi dobbiamo aspettare di non avere tra noi nessuno migliore degli altri, la libertà non esiste.”

                Ah, adesso gli USA sono diventati migliori degli altri? 😆

                Non è questione di migliore o peggiore: se c’è qualcuno che mi comanda, io non s0no libero.

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Pino Mamet

            “gli USA hanno fatto lobby a favore dell’Italia.”

            Hasburgicus potrà confermare, ma mi pare di aver letto da qualche parte che se era per Churchill l’Italia faceva la fine della Germania: tagliata a fette. Il Nordovest alla Francia, il Sud all’Inghilterra e il centro con Roma agli USA. Non è successo perché gli USA non volevano lasciare a Stalin – le cui armate, provenendo dalla pianura Ungherese, avrebbero finito con l’occupare il Nordest – un accesso al Mediterraneo.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • PinoMamet scrive:

              Churchill era un noto coglione, con buona pace di Francesco che lo ammira.

              Lo ammira perché non è sceso a patti con Hitler o con Mussolini: e se invece ci fosse sceso?
              Mah, la storia non si fa con i se.

              Per il resto, mah, un imperialista tronfio e un politico con il vizio di fare da generale, senza troppa abilità pure.

              • Francesco scrive:

                Pino

                posso chiederti chi condivide questa tua stramba opinione?

                su cosa sarebbe successo se fosse sceso a patti col dinamico duo, a parte i dettagli si sa benissimo cosa sarebbe successo.

                e comunque non lo ha fatto.

                scusa eh.

              • PinoMamet scrive:

                La mia stramba opinione su Churchill l’ho appresa da praticamente tutti gli inglesi che ho incontrato su vari forum, video o commenti di argomento storico.

                Un tronfio pasticcione generale da poltrona.

                Cosa sarebbe successo se l’Inghilterra avesse avuto una politica più tollerante verso l’Italia e la Germania?
                Difficile dirlo, dipende dal periodo, e il ’35 non è il ’40, ovviamente…

                Però vorrei ricordare che prima dello scoppio della guerra, l’Italia appoggiava l’emigrazione ebraica in Palestina, l’Inghilterra la ostacolava.

                Hitler non sopportava gli ebrei, ma non aveva ancora la necessità di elaborare una “soluzione finale” e pianificava di deportarli in qualche posto lontano…

                era davvero così necessario che Danzica fosse polacca? Mah…

              • Francesco scrive:

                Pino

                sembri un monumento a due proverbi

                il primo è Historia magistra vitae

                il secondo Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire

                in tutta sincerità, non riesco a immaginare nessun mondo in cui Adolfo e Benito sono più buoni di quanto lo siano stati nella storia reale perchè incontrano ancora più appeasement di quello che hanno ricevuto in realtà

                e per una volta faccio il Miguel: non sono stati solo gli ebrei, le vittime della Seconda guerra mondiale

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Probabilmente senza roba oltranzista come la dichiarazione di Casablanca (rifiuto di qualsiasi richiesta di pace da parte dei paesi dell’Asse diversa dalla resa incondizionata), l’Italia sarebbe potuta uscire in maniera più indolore dal conflitto. E questo avrebbe salvato diverse vite angloamericane.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                con tutto il rispetto, sembri il solito ragazzino esagitato antifascista da centro sociale.

                Avete proprio l’ossessione.

              • PinoMamet scrive:

                “tutta sincerità, non riesco a immaginare nessun mondo in cui Adolfo e Benito sono più buoni di quanto lo siano stati nella storia reale”

                Io sì;

                poi (e penso che Miguel concorderebbe) “buoni” o “cattivi ” non sono per me concetti relativi; ma di sicuro in Storia hanno un’importanza relativa.

                Mussolini non ha dichiarato guerra alla Francia perché era cattivo, per esempio, ma perché pensava di poter vincere facilmente.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Pino Mamet

                “Mussolini non ha dichiarato guerra alla Francia perché era cattivo, per esempio, ma perché pensava di poter vincere facilmente.”

                Come l’Italia quando ha permesso ai suoi alleati di usare l’Italia come base per attaccare la Libia.

                O come l’Italia quando ha permesso ai suoi alleati di usare l’Italia come base per attaccare la Serbia.

                Mussolini ha perso la scommessa, i suoi successori l’hanno vinta.

            • Francesco scrive:

              So che gli inglesi erano dell’idea di fare a pezzi la Germania, idea che pure Andreotti apprezzava ai tempi della caduta del Muro

              insomma, è pur vero che hanno iniziato le due guerre mondiali

              ma per distruzione dell’Italia mi giunge nuova, per non parlare delle truppe sovietiche che oltrepassano l’Austria …

              posso dubitare?

              PS peraltro, l’accesso al mare avrebbe potuto offrirlo il compagno Tito, no? cosa ne sapevano che avrebbe detto di no?

          • Peucezio scrive:

            Pino,
            “Nancy Pelosi per esempio immagino sia di origini italiane, ma non credo esiterebbe un secondo se si dovesse scegliere tra interessi USA e italiani…”

            Batsa pensare ai bombardamenti sulla popolazione civile tedesca, considerando che gli statunitensi discendono per lo più da tedeschi.

            • Francesco scrive:

              o ai soldati italiani e giapponesi nelle forze armate USA durante la guerra. si parlava un pò di tempo fa di come l’unità formata con i volontari giapponesi, usciti dai campi di prigionia USA dove erano stati rinchiusi in un primo momento, avesse più medaglie di ogni altra unità

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Francesco

          “sistematico O imminente”

          Sistematica E imminente.

          ‘Sistematica’ perché ‘elevata al tango di regola dei sistemi di difesa dei due Paesi’.

          ‘Imminente’ perché la firma del trattato di cooperazione militare fra Russia e Iran è prevista fra due mesi.

          “Blinken dai nonni ucraini”

          E dai, almeno infòrmati!

          https://ukrainianjewishencounter.org/en/yiddish-and-the-ukrainian-jewish-roots-of-the-new-u-s-secretary-of-state/

          Blinken è nato nel 1962. I nonni sono dunque della generazione dello Holodomor. Che sia stato o no una conseguenza della volontà di Stalin, quel che è certo è che lo Holodomor sta alla base della mentalità Russofoba degli Ucraini. Immagino i racconti che avrà sentito in famiglia da bambino.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          P.S.

          “Suo nonno paterno, Maurice Henry, fu uno dei primi sostenitori di Israele”

          https://it.wikipedia.org/wiki/Antony_Blinken#cite_note-1

          Chissà perchè non mi stupisce.

          • PinoMamet scrive:

            Continuo a credere che non c’entri niente, o se proprio vuoi, pochissimo.

            Non è che servano antenati particolari per la politica imperialista, specialmente negli USA.

      • Peucezio scrive:

        Mah, io Trump che fa la terza guerra mondiale con la Cina non ce lo vedo proprio.
        Non vuole i prodotti cinesi in America se no gli americani non lavorano più.

        • Francesco scrive:

          No, quella è solo una piccola parte di quello che Trump vuole.

          E la logica di Trump finisce abbastanza inevitabilmente in una guerra contro la Cina.

          L’alternativa è nota e si chiama globalizzazione. O guerra, o affari. Non possiamo disinventare le navi.

  48. MOI scrive:

    @MAURICIUS

    Basta intendersi :

    In Italia 🇮🇹 “Liberale” vuol dire

    “Io ho la libertà 🗽 di poter fare ed esprimere quel che pare a me … tu hai la 🗽 libertà di poter fare ed esprimere quel che pare a me ! ”

    😉

  49. Francesco scrive:

    >>> Tu sostieni sul serio che nella Saigon ci fosse più democrazia che a Ho Chi Minh.

    NO.

    Rilevo che dopo la sconfitta dei comunisti, in un paese asiatico sfigatissimo come la Corea del Sud è lentamente nata una democrazia. Mentre dopo la vittoria dei comunisti non è mai successo.

    Cosa che mi sembra difficile da negare.

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      In Corea del Sud ci sono state rivoluzioni contro i governi autoritari filoamericani: così è “lentamente nata” la democrazia, buttando giù i regimi.

      Questa non te l’avevano raccontata, vero?

      • Francesco scrive:

        Ammetto di non essere a conoscenza di nessuna rivoluzione contro i generali sudcoreani. Qualche sanguinosa rivolta ma sconfitta nel sangue.

        E dato che oggi in Corea si vota dubito fossero rivoluzioni comuniste.

        Cosa non torna nel mio riassunto, quindi? Non ho detto nè che sia stato veloce nè che sia stato facile, ho solo rilevato l’esito finale.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Esiste Wikipedia: cercati la rivoluzione d’aprile. E non è stata l’ultima.

          • Francesco scrive:

            Letto.

            Nonostante la mia ignoranza del percorso, la mia descrizione del punto di partenza e di quello di arrivo della Corea del Sud mi pare perfetta.

            In cosa i tentativi di rivoluzione democratica la inficiano?

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Significa che tutti si sono ribellati contro i governi filoamericani, che tutto questo granché non dovevano essere.

              • Francesco scrive:

                Ehm, no. Significa che ci sono state rivolte contro i governi autoritari.

                Ma poichè la Corea del Sud è una democrazia da un pezzo e i governi sono ancora filo-americani, le rivoluzioni non mi pare ragionevole attribuirle a quella caratteristica.

                E soprattutto come mai solo a un reazionario bigotto come me interessano i regimi democratici?

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ francesco

      “NO”

      Ti sei già dimenticato che i bonzi Sudvietnamiti avevano l’abitudine di darsi fuoco contro il loro democratico governo?

      L’equivalente Occidentale di Jan Palach.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        E questo cosa c’entra? il sacrificio dei bonzi rende più democratica la dittatura comunista vietnamita al potere dal 1975?

        A dire il vero, non so neppure se è servita a rendere i monaci buddisti una parte del regime o no.

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ francesco

          “c’entra”

          C’è tra perché tu hai sostenuto che il regime Sudvietnamita fosse più…
          …democratico…
          …di quello attuale

          (no, di nuovo i conati di risa, non cw la faccio!)

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Francesco scrive:

            NO.

            Senti, non se Travaglio e non hai il vantaggio che non possono risponderti.

            Io ho scritto un’altra cosa.

            Smettila di attribuirmi cose che non ho scritto.

            Ciao

  50. PinoMamet scrive:

    A proposito di dispetti tra alleati, non mi è ben chiara per esempio la vicenda dei sottomarini nucleari francesi che l’Australia si era impegnata a comprare, per poi disdire l’affare in fretta e furia dietro pressione americana e britannica.

    Ai francesi la cosa non è andata giù, con tanto di ambasciatori richiamati; ci hanno perso un bel po’ di soldi, ma anche l’Australia ha dovuto poi pagare una mega multa.

    Quello che non mi è chiaro è perché USA e Regno Unito siano intervenuti così pesantemente per bloccare l’affare. Far lavorare imprese loro, certo, ma è un po’ poco…
    (per esempio gli USA non hanno avuto particolari problemi, che io sappia- e non lo so, sia ben chiaro, ma non è emerso niente- a commissionare 10 fregate a Fincantieri, presso i suoi cantieri in America… ci guadagnano tutti, si sarebbe potuto fare qualcosa del genere anche con i sottomarini francesi, suppongo, se ci fosse stata la volontà)

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ PinoMamet

      “Fincantieri”

      Beh, è uno dei pochissimi vantaggi di essere una colonia.

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Francesco scrive:

        fai il bravo, fai un elenco dei vantaggi di questa supposta colonia e vediamo quante pagine sono

        🙂

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          Ce n’è uno solo: puoi avere un ruolo ancillare nel sistema economico dell’egemone.

          • Francesco scrive:

            secondo me se ti sforzi un pochino puoi fare di meglio

            😀 😀 😀

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              Se non comandi tu, il ruolo è quello che ti viene riconosciuto.

              • Francesco scrive:

                O quello che riesci a ricavarti.

                Hegel, dialettica servo-padrone.

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                È il padrone che decide se gli va bene o meno il ruolo assunto da ciascun servo!

              • Francesco scrive:

                Ehm, no, per niente.

                E’ il servo che si prende un pezzetto di potere alla volta, finchè il padrone si sveglia nudo e inutile!

                Ma leggilo Hegel, oltre a odiarlo.

                😀

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Le cose non sono vere perché le dice Hegel, per cui devo darle per buone e se non le do per buone significa che non ho letto abbastanza Hegel. Hai questa mentalità da trinariciuto, se sai cosa significa veramente la parola…

              • Francesco scrive:

                Ammetto che la prima volta che la mia prof mia ha insegnato quel pezzetto di Hegel ho pensato che il tizio avesse del talento.

                E non ho mai avuto occasione di dubitare che in quel caso ci avesse preso benissimo.

            • PinoMamet scrive:

              Beh Francé perché invece non fai un elenco tu?

              • Francesco scrive:

                Perchè mica sono il figlio della serva!

                Che lo faccia Andrea, l’improbo lavoro di aprire gli occhi e guardarsi attorno.

                😉

  51. Miguel Martinez scrive:

    Siccome qui si parla spesso e volentieri di auto e traffico, leggo una statistica che mi sorprende.

    https://www.perunaltracitta.org/homepage/2024/09/17/qualche-considerazione-sulla-mobilita-a-firenze-che-non-funziona/

    Non so esattamente cosa voglia dire che “la gente usa” certi mezzi di trasporto (c’è una differenza tra andare al parco, al lavoro, in vacanza, ecc.); comunque le proporzioni sono chiare.

    A Firenze, il 20% usa trasporto pubblico, il 12% bici o piedi, il 68% auto privata, taxi o moto.

    A Milano, le percentuali sono 41% trasporto pubblico, 29% piedi/bici, 30% mezzi privati.

    Firenze è molto più piccola di Milano; è quasi altrettanto pianeggiante; ha un centro in cui è difficile per un’auto muoversi o parcheggiare.

    Come caspita siete riusciti voi milanesi (Peucezio e Francesco) a compiere il miracolo?

    • PinoMamet scrive:

      Beh ma perhé Milano è più grande di Firenze.

      Quindi in termini di tempo di percorrenza si perde il vantaggio di usare il mezzo privato.

      Inoltre Milano, anche in virtù del fatto di essere più grande, è più moderna, nel senso che la parte di centro storico (scomoda per le macchine, scomodissima per le manovre dei mezzi) è in proporzione minore rispetto a Firenze.

      Insomma, come sosteniamo io e Peucezio inascoltati, le vie periferiche larghe e scorrevoli riducono il traffico!!

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Però non torna.
        Se fossero le distanze da coprire la discriminante, ci sarebbe una riduzione degli spostamenti in bici e a piedi, non un aumento.
        Se fosse vero che Milano è più “a misura d’auto”, grazie alle vie larghe e scorrevoli, allora ci sarebbe un aumento dell’uso del mezzo privato, non una riduzione.

        • PinoMamet scrive:

          No, perché?
          Non son o tanto le distanze da coprire, quanto come le si copre.
          Se posso fare a meno di prendere l’auto, perché il bus mi passa sotto casa, o perché posso prendere la bici senza essere spiaccicato contro il muro, beh, prendo il bus o la bici.

          • Miguel Martinez scrive:

            Per PinoMamet

            “Non son o tanto le distanze da coprire, quanto come le si copre.”

            Vero, i bus a Firenze spesso funzionano male; e hanno difficoltà oggettive ad attraversare il centro. Inoltre, nelle strade strette e piene di buche del centro, andare in bici in mezzo alle auto è un problema.

            Però muoversi in auto mi sembra ancora più difficile. Tanto che per agevolare gli automobilisti, il Comune sta cercando di fare ben quindici parcheggi interrati in centro (dove non è rimasto un solo pediatra…).

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      Il trasporto pubblico di massa beneficia dell’economia di scala, per cui è possibile avere un trasporto pubblico più efficiente ed effettivamente competitivo in termini di tempi di percorrenza (metropolitana…). Se il trasporto pubblico non è competitivo, diventa un sistema di spostamento di serie B, che usano solo quelli che non possono usare l’auto.

      A Firenze, inoltre, è molto più conveniente usare l’auto per raggiungere le proprie destinazioni, tanto che meno gente si sposta a piedi e in bici.

    • roberto scrive:

      Miguel

      Non è che banalmente a Milano hanno un servizio di trasporto pubblico che funziona decentemente?
      Già la metropolitana è un enorme vantaggio e poi se riesci a connettere bene bus tram e metropolitana, se i bus non saltano corse e sono frequenti, se puoi raggiungere tutto facilmente…perché sbatterti a prendere la macchina?

      Da quello che racconti tu il trasporto pubblico fiorentino è un disastro

      • Peucezio scrive:

        Sì, direi che a Milano è abbastanza così.

        Non siamo a livello di molte capitali europee ma ci difendiamo.

      • Miguel Martinez scrive:

        Per roberto

        “Non è che banalmente a Milano hanno un servizio di trasporto pubblico che funziona decentemente?”

        Sicuramente aiuta.

        • Francesco scrive:

          Da milanese ma anche profano di “scienza dei trasporti”

          La metropolitana fa miracoli nel rendere vantaggioso l’uso dei mezzi pubblici, sia sulle tratte lunghe che su quelle brevi (nel primo caso fai prima, nel secondo non devi posteggiare).

          Bus e tram funzionano.

          In effetti l’uso di biciclette e monopattino elettrico è in crescita, a occhio. E qui c’è una questione culturale, una volta abbattuta la barriera si scopre che è comodo in molti casi.

          Certo, se il sindaco fornisse la città di un corpo di vigili urbani il traffico potrebbe migliorare e molto. Tra un pò romani e napoletani in visita inizieranno a lamentarsi!

          Ciao

          • Peucezio scrive:

            Francesco,
            “Certo, se il sindaco fornisse la città di un corpo di vigili urbani il traffico potrebbe migliorare e molto. ”

            Si paralizzerebbe.

            Comunque a Milano lo stile di guida si sta terzomondizzando.

            • Francesco scrive:

              non si paralizzerebbe affatto!

              sono i coglioni anarchici a bloccare gli incroci, non le regole del codice della strada.

              • Peucezio scrive:

                Le regole no.
                I ghisa sì.
                Dovunque ci sono si blocca tutto.

              • Francesco scrive:

                Non credo proprio, anche perchè le regole da sole non sanno farsi rispettare.

                Io sogno i ghisa col carro-compattatore che fanno un giretto per Milano …

              • roberto scrive:

                peucezio

                “Le regole no.
                I ghisa sì.”

                servono a qualcosa delle regole che nessuno fa rispettare?

              • Peucezio scrive:

                Roberto,
                capisco te, che non sei di Milano, ma Francesco è imperdonabile.

                I milanesi hanno sempre rispettato le regole, non per ma MALGRADO le forze dell’ordine.
                Hanno applicato regole proprie, coincidenti col codice della strada ma cum grano salis (se lo applichi alla lettera, si paralizza il traffico, se lo ignori, idem, perché succede un casino).
                Oggi invece, in tempi di legalismo, è un gran caos, la gente va a 10 all’ora, non rispetta le precedenze, si ferma in mezzo alla strada bloccando il traffico per far scendere un passeggero, sei ferma in mezzo all’incrocio a meditare, poi ci sono i pazzi che corrono alla cazzo, a zig zag, e si appiccicano alle macchine davanti senza motivo.
                E i vigili non fanno nulla per scoraggiare o sanzionare questi comportamenti, ma rompono il cazzo SOLO sulle regole inutili, sui divieti di sosta assurdi e cose così.

                I vigili non sono mai serviti a un cazzo.

              • Francesco scrive:

                Peucezio

                io vivo nella Milano reale, dove i ghisa non si vedono quasi mai e gli automobilisti allo stato brado si comportano da coglioni. Sempre peggio, senza neppure una molecola di sale.

                Siamo sempre più in Italia e sempre meno a Milano.

              • Peucezio scrive:

                Francesco,
                è vero.
                Ma quelle pochissime volte che ci sono o non servono a niente o, più spesso, peggiorano ulteriormente le cose.

                Io però la Milano in cui la gente guidava bene, con raziocinio, la ricordo bene.
                E lì i ghisa facevano danni ancora maggiori, perché la gente era ordinata di suo.

              • roberto scrive:

                peucezio

                “I milanesi hanno sempre rispettato le regole, non per ma MALGRADO le forze dell’ordine.”

                quindi mi vuoi convincere del fatto che
                1. è esistita un’epoca in cui i milanesi guidavano bene senza essere costretti
                2. il rispetto delle regole del traffico peggiora la circolazione
                3. adesso a milano c’è casino perché:
                3.1 la gente rispetta le regole ma non sa guidare e allo stesso tempo la gente non rispetta le regole
                3.2 i vigili fanno rispettare regole inutili?

                confesso di essere un filino scettico….

  52. Francesco scrive:

    >>> se fosse così chiaro e semplice capire dove sta la ragione, non ci sarebbe alcun motivo di tenere elezioni, ci hai mai pensato Francè?

    non capisco. le elezioni servono per decidere cosa fare. che sia la cosa giusto o no, in generale lo dirà il tempo. e di solito se ne può discutere all’infinito.

    quello che dico io è che non mi sento obbligato a pensarla come la maggioranza, anche se mi sento obbligato a obbedire al principio di maggioranza, CON LE DOVUTE ECCEZIONI.

    metti che la maggioranza decida che il divorzio è una cosa buona e giusta e faccia una legge per divorziare: io resto della mia idea del tutto contraria. ma non sparo mica a zio Tano che ha divorziato. due volte.

    Ciao

    • PinoMamet scrive:

      E allora non parlare di ragione, di’ “d’accordo con me”.
      Non è detto che tu abbia ragione eh? 😉

      • Francesco scrive:

        Ma se sapessi di non avere ragione, cambierei idea!

        Mica posso cambiare idea per un altro motivo, tanto meno il parere della maggioranza.

        Infatti vengo qui per discutere, leticare, celiare, mettere a dura prova le mie idee e se ci arrivo cambiarle.

        Ciao

      • PinoMamet scrive:

        No, mi riferisco al fatto che tu dici “spesso la maggioranza non ha ragione”.

        Di’ piuttosto: “spesso la maggioranza ha deciso diversamente da come avrei fatto io”.

        Ti stimo, ma non sei Dio…

        • Francesco scrive:

          Non c’è bisogno di essere Dio per pensare di avere ragione, no? io sono disponibile a cambiare idea, se mi convincono, o a fare la cosa sbagliata, se sono in minoranza.

          Ma resto dell’idea che se una cosa mi sembra bianca, allora è bianca fino a prova contraria. Poi la assaggio e quello che mi sembrava bianco invece è pervinca! ops, mi sono sbagliato.

          Ciao!

          • MOI scrive:

            Diciamo che la smania post moderna di ridurre tutto a “costrutto sociale” … non può reggere al duro impatto con la realtà oggettiva e fattuale.

            😉

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Moi

              ‘la smania post moderna di ridurre tutto a “costrutto sociale”’

              Questo è certamente vero nelle scienze e nella matematica. Non si possono dedurre le equazioni dell’elettromagnetismo di Maxwell , altoborghese nell’Inghilterra vittoriana, dalle condizioni della lotta di classe nel Regno Unito di fine Ottocento.

              Altrove si registra semmai la tendenza contraria: quella di far passare costrutti sociali (‘la famiglia naturale’, il ‘diritto di proprietà’, il monito scritturale ‘mogli, siate sottomesse ai vostri mariti’ di Ef. 5,22 ecc.) come immutabili ‘leggi di Natura’.

              La ‘smania’ che giustamente indichi comincia con la decostruzione di quest’ultima tendenza (non c’è nulla di ‘rivelato’ in Ef. 5,22) e finisce con lo scimmiottare un Lysenko qualsiasi quando nega l’indipendenza del sesso biologico dallo status sociale del ‘gender’.

              Ma attenti a non buttare via il bambino (la meritevole decostruzione riduzionistica e materialistica di presunte ‘verità
              eterne’) insieme con l’acqua sporca (le ridicolaggini di certa ‘gender theory’).

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Bambino? quale bambino?

                😀

                PS e sono serio. La Natura dell’uomo non è un costrutto sociale ed esiste, nonostante a te piaccia descrivere l’essere umano come fosse fatto di pongo. Per fortuna, che noi abbiamo così tante pessime idee che solo avere dentro una Natura oggettiva ci salva da esse.

                Ciao!

                PPS “le ridicolaggini di certa ‘gender theory’”: non è un giudizio che tu puoi dare, caro, hai segato quel ramo nelle righe precedenti.

  53. tomar scrive:

    Leggo nell’editoriale dell’ultimo numero di Internazionale di una nuova norma aggiunta da Fratelli d’Italia al disegno di legge sulla sicurezza. Tale norma prescrive che chi non è cittadino europeo per comprare una sim deve presentare il permesso di soggiorno. L’articolo illustra come tale norma non avrebbe nessuna efficacia, perché facilmente aggirabile (con acquisto libero on line di sim virtuali, uso di WhatsApp e simili), oltre a violare la costituzione e la convenzione europea sui diritti umani, perché discriminatoria. E per ultimo pure togliendo a magistratura e polizia un possibile strumento di controllo. E vabbè, facendo anche un dispetto a turisti americani, inglesi e giapponesi.
    Insomma efficacia zero, pura esibizione di cattiveria umana. Come ben si evince dal compiaciuto commento di Borghezio: “Se vogliono sentire le famiglie niente di meglio che tornare a casa loro.”

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Tomar

      “Insomma efficacia zero, pura esibizione di cattiveria umana.”

      No.

      Si tratta di far vedere che si “fa qualcosa”.

      Non si può fare assolutamente nulla per ridurre la criminalità? Non si può fare nulla per ridurre lo spaccio di crac per strada? Non si possono nemmeno rimandare a casa gli immigrati clandestini per mille motivi?

      Eh, però gli impediamo di avere la (seconda e superflua) sim.

      Abbiamo fatto qualcosa!

    • habsburgicus scrive:

      dell’ultimo numero di Internazionale

      sono felice che ti sia finalmente arrivato 😀

  54. Mauricius Tarvisii scrive:

    @ Habsburgicus

    Ucronia: come la vedresti un’Italia che esce dalla guerra… senza dichiarazione di Casablanca? Sarebbe stato davvero più semplice come transizione del potere e gestione del fronte interno? Gli alleati avrebbero accettato di non trasformare la penisola nel secondo fronte europeo (onore che sarebbe spettato poi alla Normandia) rispettando una qualche neutralità italiana per il resto della guerra? E ai tedeschi questa soluzione sarebbe potuta andare giù?

    • habsburgicus scrive:

      allora
      1.ho qualche dubbio che gli alleati avrebbero tollerato una “neutralità” italica
      2.i tedeschi (forse AH no, però..e comandava lui, purtroppo) avrebbero potuto tollerare un’Italia realmente neutrale ma sarebbe stato difficile fornire garanzie
      indubbiamente, l’unica soluzione “razionale” sarebbe stata la vichyzzazione dell’Italia ma penso che gli Alleati non avrebbero mai commesso quella che a posteriori è stata una scelta errata della Germania nel 1940 (favorita anche dal fatto che, insomma, la Francia aveva le colonie al di là del potere di Adolf, noi saremmo invece stati nudi di fronte all’arroganza anglo-americana)
      ovvero, a livello teorico sempre nell’ipotesi che tu prospetti di assenza di resa incondizionata e altre “eresie giuridiche” tipiche dei tempi nostri :D- l’Italia avrebbe potuto francamente dire ai tedeschi che non poteva più combattere e chiedere l’armistizio al nemico su questa base:
      a.Italia del sud, Sicilia, Sardegna e magari Elba sotto diretta occupazione angloamericana (d’ora in poi “Italia occupata”, IO) ove giocoforza si sarebbe sviluppato un forte antifascismo (e di fatto “collaborazionismo” con l’occupante) senza però togliere la sovranità formale al Re, esattamente come in Francia Pétain restava il Capo dello Stato non solo nella “France libre” (il Sud, poi occupato nel novembre 1942 dopo lo sbarco americano in Nord Africa ma posto sotto un regime di occupazione differente) bensì anche a Rouen e Parigi (“Francia occupata” cioè il Nord) e financo a Lille (dipartimento del Nord, oggi targa 59) in un’area amministrativamente unita al Belgio occupato sotto il gen. von Falkenhausen che era stato aide-militare di Chiang Kai-shek che interverrà a suo favore dopo la guerra !
      b.Italia del nord (si può discutere su Firenze), d’ora poi “Italia non occupata” (INO) sotto il controllo del Re che tuttavia avrebbe deposto Mussolini e nominato un gabinetto in parte filo-anglosassone (ma non troppo, per non offendere i tedeschi in modo estremo)
      tipicamente nostro (e ignoto alla Francia) era il problema di Roma facilmente risolubile riesumando un ruolo di Pio XII, ben desideroso di riempirlo 😀
      la nostra flotta si sarebbe dapprima ritirata a La Spezia (la nostra Tolone) e poi all’occorrenza si sarebbe affondata, per garantire tanto gli Alleati quanto i tedeschi
      Italia e Germania dopo dure polemiche, e magari qualche scontro in Alto Adige in cui noi avremmo perso Merano e i tedeschi per il momento non avrebbero osato spingersi fino a Bolzano :D, avrebbero rotto le relazioni diplomatiche (come Francia e Inghilterra dopo Mers-el-Kébir, 3/7/1940) ma non sarebbe subentrato lo status di guerra, esattamente come MAI Vichy si ritenne in guerra con gli anglosassoni (neppure Laval !);
      nell’IO (sud) sarebbero state organizzate “legioni antifasciste” di supporto contro i tedeschi ma ciò sarebbe stato folclore, come furono folclore le varie “légiones françaises” a fianco dei tedeschi in Zona Nord contro gli anglosassoni (un po’ meno folcloristica fu la LVF contro il bolscevismo all’Est, che qualche aderente di peso lo ebbe);
      in INO invece sarebbe rimasto il R. Esercito e nessuna formazione irregolare;
      in INO il R. Esercito sarebbe però stato in parte disarmato e posto sotto il controllo delle Commissioni alleate di Armistizio che avrebbero avuto sede centrale poniamo a Genova, con succursali a Torino, Milano, Bologna (e Firenze e Ancona se comprese in INO e non in IO) ma NON in Veneto per non irritare troppo la Germania e anche per permettere di violare le clausole :D, che per quell’area era interesse anglosassone che le violassimo 😀 in modo da saper resistere ad un eventuale attacco tedesco (Vichy ostruì a noi e ai tedeschi l’Algeria e il Marocco che furono “zona franca” o quasi)
      fin qui il paragone con Vichy “storica” è stretto
      sarebbe stato possibile ?
      non lo so, ma ti ringrazio veramente di cuore per questa domanda che mi ha permesso di trattare di un argomento molto interessante

      • habsburgicus scrive:

        ah,
        la capitale dell’INO sarebbe stata Firenze (SE inclusa in INO e non in IO) oppure (se NON inclusa) Torino, entrambe città che già furono capitali d’Italia;
        l’IO -come terra di occupazione- sarebbe stata sottoposta all’arbitrio anglosassone anzi, essendo i galli nel pollaio due 😀 😀 e non uno come i tedeschi in francia :D, forse avrebbero fatto una suddivisione fra INO-GB, cap. Palermo e INO-USA, cap. Napoli (o viceversa) prefigurando le “zone di occupazione” in Germania dal 1945
        Roma, status speciale ad maiorem D.N. Pii pontificis maximi gloriam !

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Però la Sardegna formalmente gli alleati non la occuparono neppure nella storia vera, rimanendo nell’INO del mondo reale (insieme alla maggior parte della Puglia).
        E perché dici che sarebbe stato un errore occupare il Sud da parte degli anglo-americani?

        • habsburgicus scrive:

          E perché dici che sarebbe stato un errore occupare il Sud da parte degli anglo-americani?

          non dico che sarebbe stato un errore, dubito della loro flessibilità intellettuale che avrebbe forse impedito loro di vedere i vantaggi di questa soluzione un po’ “ibrida”

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Più che altro i tedeschi avrebbero accettato una testa di ponte nemica nell’Italia peninsulare, tenendo conto che se il giorno dopo avessero voluto usarla l’INO non avrebbe certo potuto impedirglielo?

    • Francesco scrive:

      non vedo perchè gli alleati avrebbero dovuto permettere all’Italia di farla franca

      gli dichiariamo guerra, perdiamo, alziamo le mani dicendo Arimo e finisce tutto lì?

      mi sa che non funziona così

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        Quindi secondo te le foibe sono state la giusta punizione?

        • Francesco scrive:

          “Quindi”?????????

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            L’hai messa sul piano di premi e punizioni e di necessità di non “farla franca”. La principale punizione per l’Italia è stato quello che è successo in Istria: è stata una giusta punizione?

            • Francesco scrive:

              La domanda mi pare oziosa.

              Già è raro che la storia punisca i cattivi, che lo faccia nella giusta misura è quasi fuori discussione.

              Saluti

              • Mauricius Tarvisii scrive:

                Allora non ho capito il senso della tua obiezione iniziale.

              • Francesco scrive:

                Obiettavo all’idea che gli Alleati, attaccati dall’Italia, avrebbero mai preso in considerazione di farle un trattamento di favore (ai loro occhi).

                Tutto qui

  55. tomar scrive:

    Roberto: “3. adesso a milano c’è casino”
    Bah, Peucezio non lo sa, ma il casino a Milano c’è da mo’.
    Io ho preso la patente nel 1965 e mi ricordo il panico dei primi tempi di guida negli ingorghi di traffico in corso Buenos Aires o corso Venezia.
    Poi già dai primi anni 70 è cominciato lo scempio delle macchine parcheggiate ovunque nei marciapiedi, i larghi (ma poi spesso ristretti) marciapiedi milanesi in cui schettinavo liberamente alla fine degli anni ’50.
    Ah les beaux jours!

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