Alle ultime elezioni europee, vi sono rimasti probabilmente in mente due candidati.
Il primo è il Generale Vannacci: uno sconosciuto che per sfogarsi ha pubblicato a proprie spese un libro. Uno dei 24 lettori (probabilmente l’unico pagante) è stato un giornalista di Repubblica, che ha scoperto che il generale a pagina 110 aveva scritto che i tratti somatici di Paola Egonu sono diversi da quelli che si vedono “in tutti gli affreschi, i quadri e le statue che dagli etruschi sono giunti ai giorni nostri“.
Si innesca così la Macchina del Moto Perpetuo a Energia Avversaria che con uno strillo e un potente calcio lancia l’autopubblicatore nel Parlamento Europeo con 530.000 preferenze.
Una tipica signora etrusca
L’altra candidata che conosciamo tutti è la Maestra Salis, impiegata nella scuola elementare con occasionali supplenze alle superiori, che è andata con degli amici piuttosto sbandati in un paese di cui non conosce, presumiamo, la lingua, per fare a botte con altri sbandati che stavano commemorando una battaglia persa contro “l’invasore russo”.
Come il Generale, la Maestra ha avuto un incontro fortunato. In questo caso, con un magistrato particolarmente ottuso e privo del senso del ridicolo.
Che ha mandato la Maestra nel Parlamento Europeo con 170.000 preferenze.
Mentre i due neodeputati stanno cercando di capire dove si trovano i bagni del Parlamento, potrebbero ripassarsi la storia, che ho scoperto solo di recente, di come al giro precedente (2019, scadrà a ottobre di quest’anno) fosse entrato in Europa, con una sola preferenza, una persona francamente più interessante, il signor Thierry Breton.
Entrato in Europa, nel senso che è diventato, non uno dei 720 deputati, ma uno dei 27 “commissari” europei, insomma direttamente al governo, possiamo dire, del Continente. E con un incarico, come vedremo, decisivo.
La preferenza unica ma decisiva fu quella del presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, che con una telefonata lo fece dimettere da un lucroso incarico privato per passare dalla parte di chi i privati li finanzia, nel ruolo di Commissario al Mercato Interno.
Raccolgo qualche informazioni qua e là, senza la pretesa di dire tutto su di lui: quello che è interessante è il quadro generale, non il personaggio.
Leggo che Thierry Breton aveva già saputo dirottare 107 milioni di euro della Commissione Europea verso le sue aziende, prima ancora di diventare Commissario.
Breton è figlio d’arte: suo padre lavorava nel settore nucleare; dopo aver studiato informatica, lui stesso si è laureato all’Institut des hautes études de défense nationale.
Breton ha passato tutta la vita transitando per quelle che chiamano le porte girevoli (“tutti i miei ruoli sono complementari“), tra aziende private e pubbliche e consulenza governative, diventando persino ministro delle Finanze, per diventare nel 2008 il CEO della società privata, Atos, una rete complicatissima di acquisizioni di importanti aziende internazionali e oggi partner globale di Google Cloud per la creazione di sistemi di sicurezza artificiale.
E recentemente, è nata la “Software République“, una collaborazione tra Atos, Dassault Systèmes, Groupe Renault, STMicroelectronics e Thales per creare un “nuovo ecosistema aperto per la mobilità intelligente e sostenibile.” Con “sistemi intelligenti che facilitino la connettività sicura tra il veicolo e il suo ambiente digitale e fisico”. Il tutto in nome della “sovranità europea”.
La Atos ovviamente è presente anche lei a Grenoble, con un proprio "campus"
Tra gli innumerevoli tentacoli di questa multinazionale, ci sono i settori del 5G, della cibersicurezza e del nucleare, nonché della sicurezza delle frontiere.
Inutile dire che la Atos si presenta con più diplomazia del Generale Vannacci. Non solo fa l’elemosina alla WWF, mette pure la foto di una giovane donna ancora meno etrusca della Egonu:


Ma più interessante della pubblicità della Atos, è la lista impressionante dei campi di cui Thierry Breton si deve occupare in quanto Commissario europeo al Mercato Interno.
ideare una “strategia a lungo termine per permettere all’industria europea di guidare la transizione verde e digitale“,
promuovere la “sovranità tecnologica dell’Europa istituendo le giuste [sic] politiche e investimenti nelle aree dei dati, dell’intelligenza artificiale, del 5G, della tecnologia di difesa e spaziale“,
rafforzare la “cibersicurezza europea“,
“rafforzare gli strumenti UE per impedire e contrastare la disinformazione e le false informazioni online”,
“implementare il Fondo di Difesa europeo e il Piano di Azione per la Mobilità militare“,
incentivare una “forte e innovativa industria spaziale, preservando l’accesso autonomo, affidabile ed economicamente sostenibile dell’UE allo spazio“,
“migliorare il legame cruciale tra spazio, difesa e sicurezza“.
Ora, io non ho lontanamente le competenze per sapere quanto di ciò sia stato veramente fatto in questi cinque anni. E nemmeno quanto ci abbia guadagnato un imprenditore/politico che si trova a controllare le fonti di finanziamento proprio del suo settore. E’ giusto dire che la Atos ha talmente scommesso su nuovi mercati in questi anni, da essere sottoposta in questi giorni a “ristrutturazione”. Infine, resta enigmatico il rapporto tra tanto sovranismo europeo e i capitali internazionali da cui dipende la Atos (sia come investitore che come investito).
La cosa importante è la “strategia a lungo termine per permettere all’industria europea di guidare la transizione verde e digitale“.
Al di là del decorativo aggettivo verde, è importante capire che esiste una strategia pubblica per permettere ai privati (la “industria europea”) di “guidare una transizione”. E’ una scelta politica, ideologica, quanto l’ateismo di Stato della fu Albania comunista o le leggi razziali di Norimberga, contrastando le relative false informazioni. O per essere più moderati è una scelta politica quanto il patriottismo di Vannacci o l’internazionalismo della Salis.
La scelta politica consiste nell’utilizzo dei “dati, dell’intelligenza artificiale, del 5G” per cambiare radicalmente l’esistenza del continente e la vita dei suoi abitanti – umani e non.
Questo elemento implica il controllo: non in senso complottistico, non pensiamo che il dottor Breton voglia diventare dittatore del mondo; ma nel senso di un sistema che per sua natura controlla potenzialmente ogni cosa che avviene, dentro e fuori i corpi.
La Atos è profondamente coinvolta nell’intersezione tra digitale e nucleare. Sappiamo tutti della diatriba inestricabile che c’è tra chi “teme che finiremo tutti radioattivi con tre occhi” e chi dice che il “nucleare è pulito e ci permetterà di crescere all’infinito” (il Generale Vannacci ovviamente appartiene a quest’ultima schiera).
Ma qui interessa piuttosto il fatto che il nucleare nasce con dietro tutta la potenza dello Stato che cerca di imporre il dominio ultimo, quello del terrore militare. E per farlo deve finanziare come mai prima una ricerca tecnica, minuziosa, e la ricerca, che prima oscillava tra curiosità e limitati interessi aziendali, diventa parte del sistema di dominio.
Quando si è perduto il monopolio del terrore atomico, gran parte di questa energia e di questi fondi sono passati al nucleare cosiddetto civile, che è rimasto però militare per natura: il dispositivo è così potente e pericoloso, che richiede in ogni istante un controllo molto maggiore di quello che richiede il più potente arsenale “ordinario”. Anche quando sta solo caricando i data center che permettono di fare videogiochi.
E questo spirito nucleare ha pervaso ormai tutto un sistema, dove lo sviluppo di nuovi prodotti – come l’ultimo modello di iPhone – diventa inscindibile dall’identità digitale imposta dallo Stato.

Con questa semplice immagine, la Nuclear Regulatory Commission degli Stati Uniti rassicura i lettori timorosi di “attentati terroristici” riguardo alla sicurezza degli impianti nucleari commerciali
Ecco che il Breton che dirige il “mercato interno” si deve occupare di “implementare il Fondo di Difesa europeo e il Piano di Azione per la Mobilità militare“.
Breton passa allo Spazio, che tutta la Terra non è più sufficiente: e qui c’è un legame addirittura cruciale tra “ spazio, difesa e sicurezza“.

Nessuno a contestare Breton durante la visita a Simmel e Leonardo-Oto Melara, infatti ha solo parlato di 4,6 miliardi di euro in strumenti per uccidere e da utilizzare subito, pagati con le tue e le mie tasse a privati.
Non ha fatto alcun apprezzamento sul fisico di Paola Egonu.

Nota: un grazie all’amico Dario Stefanoni, geniale esperto di cinema, che con le sue riflessioni sul nucleare, mi ha aperto, come si dice, un mondo.


@ Martinez
“geniale esperto di cinema, che con le sue riflessioni sul nucleare”
Giustissimo.
L’ interdisciplinarieta’ va rivalutata.
Ti interessano mica le mie riflessioni sulla filatelia Guatemalteca?
Prezzi modici.
Per ADV
“L’ interdisciplinarieta’ va rivalutata.
Ti interessano mica le mie riflessioni sulla filatelia Guatemalteca? ”
La gente compra milioni di smartphone.
Arriva lo psicologo, e ha una sua teoria sulla maniera in cui la gente cambia i rapporti sociali.
Arriva l’economista, e studia la catena dei materiali dalla miniera al consumatore.
Arriva l’investitore e trova come farci i miliardi.
Arriva il poliziotto esperto di truffe, e scopre come si fanno le truffe online.
Arriva il professore e scopre che gli studenti lo usano per barare durante i compiti.
Poi arriva l’ingegnere e dice, “Zitti tutti! uno smartphone è un pezzo di metallo e plastica contenente un chip, e se non sapete esattamente come funziona, non potete parlarne!”
““L’ interdisciplinarieta’ va rivalutata.
Ti interessano mica le mie riflessioni sulla filatelia Guatemalteca? ””
Tra l’altro, i fisici nucleari, con tutto rispetto, non sarebbero certo andati lontani senza politici, militari, investitori che appunto investivano miliardi interdisciplinariamente in loro.
Infatti, ho evitato attentamente di entrare nella disputa tra “moriremo irradiati” e “avremo energia pulita”. Qui non ho ovviamente le competenze, ma c’è molto altro da dire sull’intero senso della questione.
Tu puoi essere un iper-esperto di armi da fuoco, puoi sapere tutto sulle traiettorie dei proiettili, ma alla fine la questione è se io devo usare o no una pistola.
@ Martinez
“iper-esperto”
No, qui non stiamo parlando di un tecnico che vuole zittire il sociologo che parla di sociologia.
Qui stiamo parlando di un sociologo 8o di un esperto di cinema) che demonizza una scelta tecnica con argomenti sociologici.
E’ il genere di intellettuale acutamente descritto da quel grande razionalista incompreso che fu Alessandro Manzoni nel personaggio di Don Ferrante, il sapiente che dall’alto della sua profonda conoscenza della filosofia di Aristotele dimostrò che la peste non può esistere perchè non è nè sostanza nè accidente, e finì col morire di peste.
Non a caso ho parlato di filatelia del Guatemala.
Se invece di nucleare il Francese di cui parla il tuo post si fosse occupato di tale filatelia sospetto che il tuo amico esperto di cinema non avrebbe avuto nulla da ridire.
La necessità del nucleare si può sindacare. Ma che lo faccia un esperto di cinema è da Don Ferrante.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Se invece di nucleare il Francese di cui parla il tuo post si fosse occupato di tale filatelia sospetto che il tuo amico esperto di cinema non avrebbe avuto nulla da ridire.”
Non me ne sarei occupato nemmeno io.
Mi interessano le grandi scelte economiche e politiche che hanno effetto sulla mia vita.
La filatelia guatemalteca non ce l’ha.
Ma ripeto, hai preso un abbaglio sulla questione di fondo: non stiamo “demonizzando una scelta tecnica”.
Solo un esperto di armi da fuoco può decidere quale pistola sia più adatta all’utilizzo in un duello.
Noi (cioè io e Dario, nella nostra diversità) stiamo discutendo del duello, non della pistola.
@ Martinez
“duello”
Precisamente.
Solo che il duello non lo vuole la politica. Il duello lo vuole il pubblico sugli spalti. La politica gli vende al più i popcorn e i biglietti. Anzi, la politica è quella che promette che popcorn e biglietti saranno gratis.
Attenzione a non fare l’errore di attribuire alla politica quello che è il desiderio delle persone, anche di quelle che di politica non sanno. Quello di fare il mestiere di Michelasso, mangiare, bere e a andare a spasso.
(Moltiplicato per miliardi di individui, è quel desiderio, che in natura non si soddisfa quasi mai, a farci rischiare l’estinzione).
Vulgus vult decipi ergo decipiatur, pane et circensibus.
Ciao!
Andrea Di Vita
P.S. Agli inizi del secolo scorso circolava nel Meridione la seguente storiella. Un candidato promette agli elettori: «Se mi darete lu voto, vi farò fare nu ponte». Una voce dal pubblico: «Nun tenimmo ‘o fiume». E l’altro, prontissimo: «Pure ‘o fiume, pure ‘o fiume!».
Per ADV
“Solo che il duello non lo vuole la politica. Il duello lo vuole il pubblico sugli spalti.”
Benissimo, e sono abbastanza d’accordo.
Ma è esattamente quello che volevo dire: l’armaiolo ha tutto il diritto di avere l’ultima parola sul funzionamento del tipo di arma usato nel duello.
Ma non può vietare a te, che armaiolo non sei, di fare una riflessione sui motivi del duello.
Né il candidato, né l’elettore, né tu che racconti la storiella, siete esperti di ponti. Ma la promessa del ponte fa la storia del piccolo comune… senza fiume, e merita di essere studiata da chi non è pontefice (o come si dice?).
@ Martinez
“pontefice”
I motivi del duello non sono radicati nella politica, ma antecedenti ad essa. Quello che contesto è l’idea che “la politica venda il nucleare”. Non è così, così come non è vero che la politica venda le rinnovabili o pratichi il greenwashing.
La politica va dietro i bisogni dell’elettorato, perché se non lo fa il politico non viene eletto. Se domani la maggioranza si convincerà che la Terra è piatta allora i politici faranno ina legge che considerera’ reato la fabbricazione di mappamondi.
Ma la Terra non è piatta, e questo fatto va oltre la politica. E il nucleare produce elettricità indipendentemente dal meteo senza emettere CO2 e anche questo fatto non dipende dalla politica.
La politica non “vende” il nucleare più di quanto non “venda” la rotondità della Terra.
In generale, la politica – e la cultura che la descrive – è un fatto umano, ma né l’energia nucleare né la forma della Terra sono fatti ‘umani’.
Una politica che non fosse fuffa prenderebbe atto che il mondo non è come pare a noi, invece di cullare l’elettore nell’illusione del contrario. La necessità del nucleare nella lotta al cambiamento climatico è tanto oggettiva quanto la rotondità della Terra. Altro che “vendere il nucleare”…!
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“I motivi del duello non sono radicati nella politica, ma antecedenti ad essa. Quello che contesto è l’idea che “la politica venda il nucleare”.
Giusto, affiniamo.
L’elettorato non vuole in partenza ciò che ancora non conosce.
Vuole “non soffrire” e vuole “avere di più”, ogni individuo sa vagamente qual è il “più” in questione.
Prendiamo un caso diverso: il Ponte sullo Stretto.
L’elettorato non “vuole il Ponte”.
A questo punto compare colui che ha un ponte da vendere (il Pontefice).
Deve fare due cose: convincere il popolo che con il ponte, soffrirà di meno e avrà di più; e convincere i politici a fare i passi necessari (tra cui aumentare le tasse al popolo per pagare i costi).
Se ci riescono, il Pontefice e il Politico diventano un’unica cosa con il Desiderio del Popolo, è vero.
Ma a volte non è per niente facile convincere il Popolo.
E’ il caso del nucleare: nel 1950, il Popolo sapeva vagamente che esisteva una cosa capace di sterminarci quasi tutti, i pochi sopravvissuti sarebbero nati con una mano sola ma tre occhi.
La cosa interessante dei filmati studiati da Dario Stefanoni è proprio questo: come si parte da questa certezza, per poi portare il Popolo per gradi a desiderare il nucleare.
“Hiroshima, strage spaventosa… però forse questa stessa energia può essere invece rivolta verso il Bene, basta volerlo! Sembra incredibile, ma è possibile, tutto dipende da come la usi!”
Questo non vuol dire che il Ponte o il Nucleare siano buoni o cattivi. Ma vuol dire che è sempre necessario “venderli”.
>>> Questo non vuol dire che il Ponte o il Nucleare siano buoni o cattivi. Ma vuol dire che è sempre necessario “venderli”.
Beh, sbaglio o avete appena scoperto il marketing, anzi la retorica?
Mi resta il sospetto che Andrea, da bravo ingegnere stalinista, preferirebbe risparmiare il tempo del convincere il popolo (la plebaglia) ricorrendo ai noti sistemi …
Non sono certo di cosa troverebbe ottimale MM (sospetto gli piacerebbe un ruolo alla Guida Suprema ;))
Saluti
Miguel
“Preferenza unica ma decisiva”
Posso però ricordarti che i commissari devono passare al vaglio del parlamento? Non è un dato secondario, vannacci e salis dovranno esprimersi sul successore di Breton, e non è nemmeno una formalità visto che Breton era la seconda scelta francese, la prima era stata bocciata
Per roberto
“Posso però ricordarti che i commissari devono passare al vaglio del parlamento?”
Tecnicamente ineccepibile.
Quello però è che è interessante è che due figure talmente insignificanti, per piccoli fatti di cronaca ricevono il sostegno complessivo di 700.000 persone che non fanno gli elettori di mestiere.
Poi i 720 individui che fanno gli elettori di mestiere sicuramente voteranno il successore di Breton.
miguel
“sicuramente”
ma perché sicuramente? ti ho appena fanno notare che il predecessore di breton è stato mandato a casa…non faccio questa osservazione solo per puntiglio, ma ha qualche cosa a vedere con la democrazia….
ma ha qualche cosa a vedere con la democrazia….
o almeno con i rapporti di forza effettivi che potrebbero non essere identici a quelli ostentati coram populo…
habsb
si certo
ma sai a cosa stavo pensando? ad un mio vecchio pallino. se al parlamento il popolo sovrano elegge la salis che parla e ragiona come una bambina di 12 anni e nemmeno troppo sveglia, o la macellaia greca ultrasettantenne che non è mai uscita di casa…quando questa gente dovrà decidere se breton o chi per lui va bene come commissario, come deciderà? non voglio fare un discorso elitista e sono convinto dell’idea che chiunque debba poter essere eletto, ma nel mio mondo ideale prima di essere eletto al parlamento un filo di attività politica dovresti farla….
Per Roberto
“se al parlamento il popolo sovrano elegge la salis che parla e ragiona come una bambina di 12 anni e nemmeno troppo sveglia, o la macellaia greca ultrasettantenne che non è mai uscita di casa…quando questa gente dovrà decidere se breton o chi per lui va bene come commissario, come deciderà?”
Capisco e condivido.
Ma forse il problema non sono solo gli elettori; sono i media.
I media hanno urlato, “Vannacci insulta la Egonu… Vannacci aggredito perché dice il vero (e in effetti la Egonu non è etrusca)… Teppista di sinistra piange dopo aver massacrato di botte gente in un paese straniero… Eroica maestrina incatenata rischia anni di galera solo perché contro il fascismo…”
I media non hanno urlato, “al padrone di ditta francese che prende centinaia di milioni di euro dall’Europa viene messo in mano il rubinetto che dà i soldi”.
So che non è così semplice… i media sono plurali (e comprendono ormai anche quelli zozzial) e non esistono per informarci; esistono per parassitare le nostre emozioni.
Da una parte, abbiamo un burocrate francese che fa cose complicatissime.
Dall’altra, un mondo di vincitrice sportiva applaudita in Tv, di Uno di Noi che Gliele Canta Chiare, di Innocente Maestrina contro Orrendo Dittatore Ungherese, di Cretina che Invece di Seguire i Bambini in Classe va a Picchiare la Gente all’Estero e si Lamenta pure…
Molto più facile seguire i secondi.
Miguel
“Ma forse il problema non sono solo gli elettori; sono i media.”
anche
ma io torno al mio secondo pallino: il problema è che da Silvio in poi si è smesso di pensare alla politica come ad una attività nobile, e hanno vinto le forze del male dell’antipolitica che ci hanno spacciato per buona l’idea che chiunque possa andare in Parlamento perché…è inutile il Parlamento.
quando hanno chiuso le frattocchie si è chiuso un mondo ed è nato quello in cui viviamo ora
Per roberto
” il problema è che da Silvio in poi si è smesso di pensare alla politica come ad una attività nobile”
Concordo come data. Non concordo come “Silvio”.
Sono i soldi e il momento e la globalizzazione che hanno fatto lui, mica lui che ha creato il mondo in cui viviamo.
Ed è la distruzione della vita comune, dei mestieri, dei quartieri condivisi, che ha distrutto la “politica”.
In fondo, e al costo di darmi del marxista, il problema è sempre il Capitale, non il Silvio piccolo e mortale e spregevole.
Ma si è mai pensato alla politica come a un’attività nobile?
Pino
“Ma si è mai pensato alla politica come a un’attività nobile?”
questa secondo me è una domanda molto pertinente alla quale come puoi immaginare io do una risposta positiva, ma non ho nessuna certezza, e molto probabilmente sono fortissimamente influenzato dall’essere cresciuto in emilia.
preciso la mia risposta positiva: fino ad un certo punto la politica è stata davvero una cosa “partecipativa”: quando andavo a scuola direi che era “normale” andare alla festa dell’unità (non solo quella nazionale ma le innumerevoli di quartiere) a sentire dibattiti (e mangiare salicce e provarci con le fighe), come era normale andarci a grigliare salsicce….e da parte avversa, che fondamentalmente era CL era normale il raduno per ascoltare i loro politci (e mangiare salsicce e provarci con le fighe)
quindi si, non posso certo dire che era così per tutti, ma abbiamo vissuto un periodo in cui l’impegno politico era qualcosa di positivo
Sì, questo è vero…
e, per sostenere l’idea della poltiica vista come qualcosa di nobile, partecipato e utile, ricordo la popolarità di personaggi come Berlinguer (quello “vero” 😉 ) o Pertini…
ma ricordo anche tanti comunisti che stimavano Almirante perché “parla molto bene e almeno si sa come la pensa, non come i democristiani” 😉
Però, per quanto riguarda la politica vista come attività di imbonitori e disonesti, ricordo Votantonio e innumerevoli episodi di film e commedie all’italiana…
Pino
“Però, per quanto riguarda la politica vista come attività di imbonitori e disonesti…”
Certo, è vero anche questo
PinoMamet “…Votantonio e innumerevoli episodi di film e commedie all’italiana…”
Tipo
“Signore e signori, buonanotte” 1976
Scritto, diretto, e interpretato dalla crème de la crème del cinema italiano.
https://www.youtube.com/watch?v=euZRB-QzK6A
A chi non l’ha ancora visto, umilissssimamente, consiglierei di guardarlo😀
L’episodio del “Disgraziometro”
https://www.youtube.com/watch?v=ywBZK5KjTbw
miguel
“Sono i soldi e il momento e la globalizzazione che hanno fatto lui, mica lui che ha creato il mondo in cui viviamo.”
no, non sono d’accordo
io credo fortemente che dietro, davanti, a cavallo dei fenomeni storici ci siano delle persone
non credo nell’ineluttabilità degli avvenimenti
Per roberto
“io credo fortemente che dietro, davanti, a cavallo dei fenomeni storici ci siano delle persone”
Sicuramente ci sono persone che sanno cogliere le occasioni e altre che non ci riescono.
In questo, Silvio ha saputo cogliere il momento del crollo dei vecchi inamidati, le grandi mode arrivate dagli Stati Uniti, le tecnologie nuove dei suoi tempi, i flussi finanziari.
Ma non è certo stato lui a far sì che la gente si divertisse di più a vedere il festival di Sanremo, che a passare la sera in una sezione del PCI. Anche perché cose analoghe sono successe contemporaneamente in tutto l’Occidente, dove Silvio non c’era.
ros
“Signore e signori, buonanotte”
mai visto, grazie del suggerimento, e bello il minuto che hai postato
“io credo fortemente che dietro, davanti, a cavallo dei fenomeni storici ci siano delle persone
non credo nell’ineluttabilità degli avvenimenti”
Ari- OMDAR
“Ma non è certo stato lui a far sì che la gente si divertisse di più a vedere il festival di Sanremo, che a passare la sera in una sezione del PCI. ”
Forse no, ma è stato senz’altro lui a rendere i programmi della tv privata più sguaiati, scollacciati e volgari di quelli della tv pubblica…
Se dopo la Rivoluzione francese non ci fosse stato Napoleone, ce ne sarebbe stato forse un altro; forse;
ma magari più pacifico o meno capace militarmente, o più capace…
le persone non sono intercambiabili.
Roberto,
“quando hanno chiuso le frattocchie si è chiuso un mondo ed è nato quello in cui viviamo ora”
Quel mondo è stato chiuso dalla magistratura e dal giornalismo di sinistra con Tangentopoli; Berlusconi ha solo cercato di limitare i danni.
Morto lui ormai è proprio tutta una merda, anche la destra è diventata servile e ripugnante (a te forse non dispiace, perché è atlanista di provata fede, senza nemmeno le timide eccezioni filorusse di Berlusconi; per me è gente da schiacciare come gli scarafaggi).
“Signore e signori, buonanotte”
È da vedere tutto.
La scena dei quattro politici napoletani poi è eccezionale!
Circa Berlinguer,
io la vedo come La Grassa: secondo me è stato il principio della fine, l’inizio della sostituzione della morale alla Realpolitik.
La Realpolitik è un confronto adulto col principio di realtà e col compromesso.
La morale è un prodotto americano molto vendibile, perché è semplice, dualistica, fa sentire buoni, esime dall’analizzare la complessità dei fattori in campo, operazione noiosa e faticosa.
non mi convince la tempistica nè, tanto meno, la causa che individui
anche perchè mi pare che questo dibattito ci sai dai tempi di Pericle e delle ostracizzazioni
però uno studio storico di come il fallimento della politica “keynesiana” o “socialdemocratica” abbia aperto la strada alla rivoluzione conservatrice della Thatcher e di Reagan mi parrebbe interessante e utile
ciao
Ho scritto questo post oggi di getto, toccando molti argomenti scottanti, dall’Europa al nucleare al 5G…
Per cui forse è meglio che io preciso subito ciò che NON è il mio messaggio:
1) Non sono un “sovranista italiano” che critica il “sovranismo europeo”
2) Ho tirato in ballo il nucleare perché mi interessa, e perché è fondamentale in Francia e la Atos se ne occupa, ma NON è ufficialmente tra le mansioni “europee” di Breton, e sappiamo che non tutta l’Europa è “filonucleare”
3) Non entro in merito alla questione dei “rischi” o dei “benefici” del nucleare. Non solo per totale incompetenza, ma perché è un approccio che non mi interessa e perché il futuro non viene quasi mai previsto correttamente, nemmeno dai competenti. Nemmeno la mente più acuta nel 1918 poteva prevedere che la prossima guerra mondiale si sarebbe conclusa con (a) una bomba atomica (b) in Giappone.
riporto, con un estratto sotto:
ZURIGO Un’Iniziativa popolare per garantire «il diritto di vivere sconnessi»
https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1776782/un-iniziativa-popolare-per-garantire-il-diritto-di-vivere-sconnessi
ZURIGO – Restare sconnessi, al giorno d’oggi più che un lusso è ormai quasi un rischio. Non ci sono dubbi che vivere senza internet al giorno d’oggi non sia solo più difficile, ma anche – per alcuni versi – proibitivo.
Proprio per tutelare la vita sconnessa e “analogica” il Partito pirata del canton Zurigo ha lanciato un’iniziativa popolare cantonale: «È in gioco la democrazia», giurano.
Tagliati fuori dal digitale – Le biglietterie dei treni sono state da tempo sostituite dalle biglietterie automatiche e dalle app. La digitalizzazione ha preso piede nella vita di tutti i giorni. Alcuni prodotti non sono quasi più disponibili nei negozi e devono essere ordinati online. Le transazioni bancarie, le dichiarazioni dei redditi: molte cose ormai si fanno (quasi solo) online.
«Tutto ciò mette a disagio alcune persone che vorrebbero fare certe attività in forma analogica, o almeno avere la possibilità di farlo. Inoltre si perde anche il contatto con le persone e spesso non c’è alcun valore aggiunto per gli utenti», afferma Monica Amgwerd, segretario generale del Partito Pirata del cantone di Zurigo.
Molte persone hanno anche legittime preoccupazioni. «I cittadini sono costretti dalle poste, dalle banche, dalle autorità e dagli operatori economici in generale a consegnare i loro dati per poter partecipare alla vita sociale ed economica e coprire i loro bisogni primari», spiega.
A difesa della vita “reale” – Ecco allora che il Partito Pirata di Zurigo presenterà mercoledì prossimo un’iniziativa popolare cantonale “per l’integrità digitale”.
L’iniziativa rivendica «il diritto a una vita offline». Secondo Amgwerd, il partito ha raccolto circa 9’000 firme; ne servono 6’000 per realizzare l’iniziativa. Quindi, anche se alcune firme saranno respinte in quanto non valide, è prevedibile che i cittadini di Zurigo voteranno sulla petizione.
[eccetera]
Per FW
“riporto, con un estratto sotto: ZURIGO Un’Iniziativa popolare per garantire «il diritto di vivere sconnessi»”
Bello!
FW
interessante
“Alcuni prodotti non sono quasi più disponibili nei negozi e devono essere ordinati online. ”
posso portare la mia esperienza di yeti. sono anni che non riesco a comprare scarpe della mia misura (con raissime e commoventi eccezioni) in un negozio e quindi ordino su internet, provo, se vanno bene bene, sennò rimando indietro e ne ordino un altro paio e così via
come ben noto a me della cessione dei dati non me ne frega praticamente nulla, ma trovo che il problema che non tutti sono capaci di fare tutto e non hai sempre uno smartphone in mano sia reale e sensibile. aggiungiamo che certi siti sono fatti a prova di imbecille, ma altri sono davvero poco user friendly (= fatti a cazzo)
insomma, i tizi sollevano un problema serio
Io sarei perfettamente d’accordo con l’idea dietro questa petizione. Mi chiedo, praticamente, cosa si possa fare. Sicuramente si può agire sulla burocrazia e gli uffici pubblici, ma trovo molto difficile imporre ai privati di adottare modalità analogiche. Per esempio, non si può pretendere che un piccolo negozio abbia scarpe di misure che venderà forse una volta all’anno.
maffeia
“non si può pretendere che un piccolo negozio abbia scarpe di misure che venderà forse una volta all’anno”
è vero ma….sniff….non sarò l’unico ad avere 48, no?
Chiarisco meglio perché il lavoro di Dario Stefanoni, esperto di cinema, è pertinente.
Lui ha analizzato decine, forse centinaia di filmati di propaganda, di diversi paesi, dagli anni Cinquanta ad anni recenti, con cui il potere politico cercava di vendere il nucleare alla cittadinanza.
Cosa che non ha nulla a che fare con la “fattibilità tecnica”,
ma tutto a che fare con i motivi per cui stato, esercito e capitale hanno messo tanta forza dietro la proposta di un modo di produzione energetica basata su pochi tecnici molto esperti, investimenti infrastrutturali da guerra, esigenze militari di sicurezza, robotizzazione estrema del lavoro.
@ Martinez
“il potere politico cercava di vendere il nucleare alla cittadinanza”
Allora: ‘sto potere politico mi sembra avrebbe fatto meglio a smettere, dato che negli anni Cinquanta si pensava che il nucleare avrebbe sostituito i fossili e che oggi arriva a meno del 10% del fabbisogno totale. (Il che spiega perché ci ritroviamo con l’effetto serra fuori controllo).
Semmai si potrebbe dire che il potere politico, favorendo il portafoglio dei petrolieri e comprando i voti dei cittadini spaventati dal babau nucleare, ha inondato di finanziamenti la fuffa delle rinnovabili spacciate per panacea di ogni male senza curarsi della loro irrimediabile intermittenza (che le rende inutilizzabili su vasta scala)in una sorta di Cassa per il Mezzogiorno a livello planetario.
Il potere politico, almeno fino ai primi anni Sessanta, ha sottaciuto i pericoli ambientali del nucleare militare finché l’opinione pubblica ha continuato a credere che la radioattività facesse bene.
(In USA c’erano creme di bellezza al radio, ricostituenti al torio, giocattoli Geiger con campioni di uranio in prova per bambini e financo la limousine nucleare, la Ford Nukleon. In URSS i “pionieri” erano incoraggiati a scoprire se nei loro campeggi c’erano filoni di uranio).
Insomma: il potere politico vende ai cittadini quello che i cittadini vogliono comprare: la sicurezza di vivere in un ambiente non inquinato dove girando un bottone la lavatrice parte e c’è sempre parcheggio.
Illusioni, insomma, perché non esistono pranzi gratis. Ne’ col nucleare ieri, né col greenwashing oggi.
Certo, col nucleare il prezzo da pagare è molto più basso. Ma questo non dipende dal potere politico.
Ciao!
Andrea Di Vita
ORRAADV
>>> negli anni Cinquanta si pensava che il nucleare avrebbe sostituito i fossili e che oggi arriva a meno del 10% del fabbisogno totale. (Il che spiega perché ci ritroviamo con l’effetto serra fuori controllo).
e questo mi pare un fatto rilevante
>>> favorendo il portafoglio dei petrolieri e comprando i voti dei cittadini spaventati dal babau nucleare, ha inondato di finanziamenti la fuffa delle rinnovabili spacciate per panacea di ogni male senza curarsi della loro irrimediabile intermittenza (che le rende inutilizzabili su vasta scala)
e questo temo sia un fatto molto rilevante (ancorchè mi chieda perchè le società delle centrali atomiche e i loro alleati militari non abbiano reagito a tempo difendendo il proprio business)
comunque direi che possiamo gioire: il presente va a carbone e il futuro non ci sarà …
@Moi@tutti
https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/mettete-letto-pupi-ldquo-er-brasiliano-rdquo-sbarca-392112.htm
la tipa esprime un pensiero che forse non sarà proprio cartesiano (o kantiano) ma non dovrebbe far piacere alle femministe 😀 😀 😀
E per venire a cosa più sceme, adatte al mio livello, gli etruschi neri.
Cercando immagini di neri nell’arte etrusca (qualcuno c’è, ovviamente) mi imbatto nella consueta querelle americana tra nordicisti e afrocentristi.
Li capisco: per entrambi gli Etruschi sono un popolo misterioso e lontano, è un po’ come per noi parlare dei Sumeri o dei Khitan.
L’idea di fare una capatina nella campagna toscana a vederli dal vivo credo sia estranea alle possibilità concrete di molti di loro- cioè, sì, si può viaggiare, ma l’Europa non è dietro l’angolo- ma soprattutto alla loro mentalità.
Dal loro punto di vista, del resto, non importerebbe, come non gli importa vedere gli egiziani di oggi, né i ritratti del Fayyum, per realistici che siano, di quelli antichi… trovano comunque una spiegazione per tutto, e il risultato “deve” essere che gli egiziani antichi erano neri (per gli afrocentristi, ovviamente).
Ecco, dell’Egitto lo sapevo, era noto. Ma che gli Afrocentristi sostengano che addirittura gli Etruschi fossero neri, questa mi giunge nuova.
Eppure è così. Tutti neri, scovando il singolo ritratto di africano, o di persona dai tratti ambigui, o addirittura lavorando malissimo di photoshop per rendere nero chi non lo era affatto…
e gli rispondono i nordicisti (peggio la toppa del buco) dicendo che “non ci sono praticamente tracce di neri nell’arte antica”, che è una grande falsità…
Nordicisti e Afrocentristi lavorano comunque in due modi abbastanza diversi.
I Nordicisti operano con una certa sottigliezza, di solito si limitano a sottolineare quello che gli fa comodo, e tacere il resto.
Perciò i loro interventi sono pieni di Cesare che aveva gli occhi chiari… Napoleone non era poi tanto basso… ecc.
Raramente falsificano appieno, sicché viene da pensare che forse ci credono davvero.
Gli Afrocentristi invece “ci vanno giù pesi”.
Se la Storia non piace, la riscrivono completamente, da capo a piedi, senza alcuna preoccupazione di verismiglianza; la scusa, unica e buona per tutto, è che “la storia ufficiale è stata falsificata dai bianchi”, quindi qualunque cosa dicano i bianchi deve essere falsa e qualunque cosa dica un nero vera.
È un vero e proprio pensiero religioso- in fondo non diverso dai musulmani che credono che i Vangeli siano stati falsificati dai cristiani… e chissà che in fondo il modello non sia proprio quello…
Per PinoMamet
“Cercando immagini di neri nell’arte etrusca (qualcuno c’è, ovviamente) mi imbatto nella consueta querelle americana tra nordicisti e afrocentristi.”
Mi ricordo da giovane di aver visto al museo etrusco di Valle Giulia, a Roma, un vaso con due teste femminili molto ben fatte, una bianca e una nera (non solo di colore, anche di fisionomia).
Sì, ho presente… ma vedo che ce ne sono diversi esemplari, con teste sia femminili che maschili:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1f/Janiform_aryballos_Louvre_CA987.jpg
https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQnW_FmkUlGUbMSkyTcraHIZP-J7iS68Y8CPPFhPRIj3nJ3ATg3svcDNt05MzdKWQK_hxY&usqp=CAU
https://d27m4mjhi8p0i4.cloudfront.net/images/1981_082_DJ_v01_M.jpg
scopro che si chiama “aryballos gianiforme” e doveva essere probabilmente un modello piuttosto conosciuto, che piaceva…
comunque è chiaro che nel mondo antico/classico i neri erano presenti e conosciuti (sia da fonti letterarie che da fonti iconografiche e persino dall’archeologia…) così come è piuttosto evidente che dovevano essere visti, non sempre ma in molte situazioni, come una curiosità e una stranezza più che la normalità.
Comunque la “one drop” ce l’abbiamo tutti 😉
Questa mi era sfuggita…
Vannacci deve tutto alla canea mediatica suscitata dai suoi avversari e dovrebbe quindi essere grato.
Invece, pare che Bersani – che sicuramente non ha mai letto il libro di Vannacci – abbia detto su Vannacci una battuta, a un comizio a cui sicuramente non c’era Vannacci.
La battuta peraltro mi sembra innocua, anche se fa un p0′ di confusione:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/20/perche-bersani-vuole-sfidare-vannacci-dentro-un-processo-vedremo-se-definire-anormali-altri-esseri-umani-nel-2024-e-un-insulto-o-no/7663830/
Quindi Vannacci fa la querela, che non passa; e adesso Bersani vuole “andare fino in fondo” lo stesso, e ovviamente la cosa passa e ripassa sui media (compresa la battuta di Bersani).
Questa sì che è politica!
“Quindi Vannacci fa la querela, che non passa”
Premesso che il diritto di querela esiste, credo che nel mondo ideale dovrebbe limitarsi a una situazione in cui un’offesa reca un reale danno alla persona colpita.
Se io mi autopubblico un libretto che regalo agli amici, e ci scrivo che il Presidente Millei dell’Argentina (che non è un mio amico) ha un aspetto ridicolo, e qualche giornalista lo racconta in giro solo per screditare me, credo che Millei farebbe bene a non chiamare i suoi avvocati per querelarmi.
miguel
“querela, che non passa”
come non passa?vedo che c’è stato un decreto penale al quale bersani si oppone
Sì, risulta anche a me che Bersani sia stato condannato per diffamazione di Vannacci, e ora appunto “non ci sta e vuole andare fino in fondo”, titolano più o meno uguali varie testate; cioè portare la cosa in tribunale.
Rubrica “Se voi foste il giudice” 😉
Se la difesa di Bersani è “dicendo ‘si può dare del coglione a un generale?’ non intendevo dire che il generale Vannacci è un coglione, ma solo fare un esempio riferito all’eccessiva libertà di parola dell’ipotetico ‘Bar Italia’ della mia metafora”, io credo che sia singolarmente debole e il tribunale ribadirà la condanna per diffamazione;
che ne pensate?
(La trovo debole perché Bersani, con l’esempio del “Bar Italia”, stava espressamente criticando le affermazioni del generale Vannacci, che era già stato chiamato in causa col suo nome da Bersani, quindi non si può ipotizzare che parlasse di un “generale generico”: si tratta chiaramente di un insulto a Vannacci).
pino
“se voi foste il giudice”
difficile…probabilmente bersani si difenderà con il diritto di critica politica e magari la sfanga pure.
ho trovato una sentenza nella quale la corte di cassazione diche che “coglione” non è una ingiuria se lo dice nel senso di “pirla, stupido”…
https://www.dirittoegiustizia.it/#/documentDetail/9152536
mentre “coglionazzi vestiti a festa” non va bene
https://terzultimafermata.blog/2023/09/12/coglionazzo-e-coglione-arrivano-in-cassazione-di-riccardo-radi/
se dovessi decidere io sarei molto di manica larga negli insulti fra politici e quindi darei ragione a bersani, ma mi pare che ci sia un margine di discrezionalità molto ampio
Quando ero a Roma un produttore che conoscevo fu incautamente definito “il merda” da un cantante durante l’introduzione di non ricordo quale dvd celebrativo del gruppo di cantanti, che taccio, mentre scorrevano i titoli di testa con appunto il suo nome.
Non so perché il cantante lo definì così, né perché il gruppo fosse stato poi tanto distratto o incosciente da lasciare quell’audio.
Forse pensavano davvero che fosse scherzoso…
il produttore non la pensò così e li portò in tribunale.
I cantanti scovarono un perito antropologo, o linguista, o entrambe l cose, che volle dimostrare che “il merda” a Milano (il gruppo era milanese) indicasse una persona particolarmente fortunata…
mi pare che il giudice non se la bevve.
Non so poi com’è andata a finire la cosa, forse avranno ristampato i dvd.
strano, lo sanno tutti che pestare la merda porta bene!
Sulla questione nucleare…
Mi viene una riflessione ancora confusa.
Ogni fonte energetica implica un sistema.
Una decina di anni fa, uscì un libro molto interessante, Carbon Democracy, di Timothy Mitchell: in sostanza, il carbone si estraeva relativamente vicino al posto dove si consumava, richiedeva molta manodopera che lavorava a fianco a fianco – la condizione ideale per la “politica democratica”.
Il petrolio, con le sue grandi rete internazionali e bassa intensità di manodopera, segna l’inizio della fine della democrazia.
Ma il nucleare, che tipo di strutture richiede? La mia ipotesi da traduttore laureato in lingue orientali (e qui vorrei sentire anche i filo-nucleari) è che il nucleare richiede pochi luoghi totalmente militarizzati. Dove per “militarizzato” intendo controllo statale, assenza di negoziazione con le realtà locali, segreto, robotizzazione estrema del lavoro (protocolli molto rigorosi e operazioni ad altissimo contenuto tecnologico). E dove interessi privati che investono cifre astronomiche si garantiscono con il potere statale (di esproprio, di garanzia, di custodia del segreto, ecc.).
Insomma, un mondo molto diverso da quello della pompa di benzina, che basta una videocamera e dei muri un po’ solidi.
Esigenze di sistema prima della pompa di benzina
1) pozzi petroliferi nei posti che c’è sotto il petrolio e tutto quello che questo comporta in termini politico-militari e tecnologici
2) navone belle grandi oppure oleodotti per portare in giro detto petrolio, che se pensi al North Stream 2 o agli stretti della Malacca o ai canali si capisce cosa comporta negli stessi termini
3) impianti per trasformare il petrolio in qualcosa di utile, che ipso facto diventano ambitissimi bersagli militari da proteggere, nonchè indicatori di status del paese che li possiede (sai la storia dell’Iran che doveva importare benzina, no?)
insomma, siamo lì col nucleare, oserei dire
@ Martinez
“carbone”
Nell’Ottocento, forse.
Oggi il carbone che si brucia a Vado Ligure viene quasi tutto dall’Australia.
Quando lavoravo ad Abingdon in UK e uscivo dal laboratorio davanti a me all’orizzonte vedevo le ciminiere della centrale a carbone di Didcot, una delle maggiori del paese. Il fumo nero, grasso, opaco usciva di lì e saliva poco fino a formare uno strato nero, diretto a oriente in direzione della Scandinavia. Tutte piogge acide in fieri e senza un grammo di democrazia. Non è il carbone di “Com’era verde la mia ballata” e de “La cittadella”.
Poi, quanto al nucleare militarizzato, uno ha sempre in mente colossi come Zaporizhzha. Oggi nessuno progetta più centrali così (e comunque quella di Ouilimoto in Finlandia, l’ultima di quelle dimensioni entrata in esercizio, non ha certo trasformato il paese in una dittatura). La tendenza è verso centrali piccole, più facili da mantenere, nascoste nel paesaggio (come immaginavano Sakharov e Coppi) e soprattutto con poche scorie (a parte che in certi reattori innovativi si bruciano appunto le scorie delle vecchie centrali).
Insomma, è il solito discorso: a parità di energia prodotta, l’impatto sull’ambiente (su tutto l’ambiente, anche quello umano) è tanto minore quanto maggiore è l’efficienza.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Poi, quanto al nucleare militarizzato, uno ha sempre in mente colossi come Zaporizhzha. ”
Grazie delle interessanti risposte.
Affino il concetto, visto che parli di “colossi” e “dittatura”. Che sono immagini del passato, dell’Età dell’Acciaio. E in effetti il termine “militare” vi fa pensare.
Quello che intendo però è un mondo militare alla DARPA, non alla Armata Rossa. Cioè un sistema onnipervadente di controllo e di segreto, che penetra però proprio attraverso le piccole cose. Un mondo di microchip, non di passi dell’oca. In cui però l’autonomia viene liquidata molto meglio.
Immagino che la centrale finlandese non possa permettersi il minimo errore o la minima deviazione dal protocollo, né al proprio interno né nelle infrastrutture che la circondano.
@ Martinez
“centrale finlandese”
Non più di quanto avvenga in un qualunque sistema della società moderna. Una risposta più precisa si può dare solamente se si chiarisce che cosa si intende per ‘minima deviazione’.
Faccio un esempio. Ricorderai che l’ultimo grande black-out della rete elettrica Italiana si ebbe a Roma, proprio in occasione della prima Notte Bianca voluta dal Comune. L’intera capitale, e insieme a lei un pezzo consistente d’Italia, piombò nel buio per cinque-sei ore.
Si disse che la colpa era di un albero caduto per un fulmine sulle Alpi, albero che cadendo aveva tranciato di netto un grosso elettrodotto interrompendo l’erogazione di potenza elettrica.
Ora, tieni conto che la potenza elettrica trasportata dai massimi elettrodotti presenti nella rete nazionale (1920 A, 380 KV, fattore di potenza 2) viaggia sui 300 MWe. In Italia si produce in media una potenza di 36000 MWe.
Questo significa che all’atto pratico l’interruzione nella fornitura di appena lo (300/36000=) 0,8% della potenza elettrica è sufficiente a mandare al buio la capitale del Paese.
Il tutto senza bisogno di energia nucleare, che in Italia non c’è.
E puoi credermi se ti dico che altrove è peggio (pensa ai ripetuti black-out della California di qualche anno fa). Né la situazione migliora con le rinnovabili. Al contrario: nel fotovoltaico la fluttuazione di potenza è del 100% andando dalle due di pomeriggio alle due di notte. E (fidati sulla parola) non esistono sistemi di accumulo sufficienti a rabboccare i cali di potenza.
La verità è che ogni singolo sistema che soggiace alla nostra esistenza ha una tolleranza piccolissima verso gli errori, e richiede una supervisione continua solo per stare i piedi.
Un ascensore può portare fino a 7 volte il carico massimo indicato prima di rompersi; in un aeroplano questo fattore 7 si riduce a 1,1.
In quanti milioni prendono l’aereo ogni giorno?
Eppure mica viviamo ancora in una società militarizzata, né all’Armata Rossa né alla DARPA. O meglio: se ci stiamo andando, in quella direzione, non è per la tecnologia nucleare o meno, ma per ragioni ideologiche (“la guerra è pace…”)
Ciao!
Andrea Di Vita
veramente interessante: da un lato dici che viviamo in una società “iper-controllata” per giustificati motivi tecnici (pensa se un camionista inizia a deviare dalle regole col suo bel mezzo da varie tonnellate … o magari un buon numero di camionisti)
dall’altro noti che questo non implica una perdita di libertà (che sproloqui perderemmo se ci applicassimo a fermare Putin)
sono quasi certo che Miguel concorda con la tua descrizione ma ne trae conclusioni diverse
io, per me, preferisco che i camionisti tengano il lato giusto della strada, non dormano alla guida, facciano revisionare i freni e rispettino pure i limiti di velocità!
ciao
@ Francesco
“camionisti”
Anch’io.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Il camionista che continua a provocare la sorte guidando male prima o poi provoca la strage.
L’America che continua a provocare la sorte sobillando golpe anche.
Ciao!
Andrea Di Vita
“non ho idea di cosa tu stia dicendo, Frank!”
Seriamente, non credi che la tua visione sia un pelino limitata? e per di più dedicata a un solo attore, benchè rilevante?
Sennò poi finisco a pensare che tu pensi che anche le elezioni italiane del ’48 siano state un golpe usano!
@ francesco
“usano”
Le basi, Francesco, le basi! 😉
https://youtu.be/Rtd7TeT2U0Q?si=36uJ3Uucynadhtuy
Ciao!
Andrea Di Vita
basi?
non sapevo che le sostenze stupefacenti fossero delle basi. pensavo più a degli acidi.
PS ti sei magnato l’esca con tutto l’amo e pure in fretta! non ti era venuto qualche sospetto?
OT
a leggere queste notizie mi viene da chiedermi come sia possibile che si siano sviluppate società che odiano in questo modo le donne…si proprio odiano, perché ovviamente la spiegazione sarà che la *mia* donna è così preziosa che devo nasconderla o qualcosa del genere, ma in realtà il risultato è che vado in strada e vedo solo barbuti e non capisco proprio a chi possa piacere
come non capisco l’odio per il bello e per il divertimento, né come si possa accettare di vivere in una società che vuole esercitare un controllo così incredibilmente pervasivo in ogni aspetto della vita
boh….
https://www.ilpost.it/2024/08/23/leggi-talebani-donne-virtu-vizio/?homepagePosition=4
verosimilmente si esagera qui in Occidente (anche se condivido in toto le perplessità nel merito)….
diverse donne hanno viaggiato -in alcuni (rari) casi financo da sole- in Afghanistan sotto i talebani e non hanno avuto soverchi problemi, una volta accettati (e rispettati) gli alquanto peculiari “dress codes”….
i talebani possono non piacere ma hanno l’appoggio delle masse (dovuto a ignoranza, xenofobia ecc..ok) e sarebbe opportuno tenere conto…
da quel che so, i talebani fanno ora una politica abbastanza moderata [nel contesto, eh 😀 non siamo a Dubai o in certi hotel di Abu Dhabi ove il Corano è da molto stato messo in prescrizione :D] e i regimi (brutali, giacché in quei posti o governi con la tortura ..o non governi…..un po’ più a ovest, Egitto docet) centro-asiatici fra cui anche il laico regime uzbeco di Shavkat Mirziyoyev (filo-occidentale e non filo-putinista) proprio in questi giorni hanno aumentato le proprie relazioni con i talebani, con una visita storica di un Primo Ministro uzbeco in Afghanistan….la Cina da molto tratta con i talebani (salvo far scomparire senza troppi complimenti in qualche laogai chi, per avventura, volesse applicare la shari’ah in Cina, sia chiaro eh :D)..
solo l’Occidente continua a illudersi che la “democrazia” (cosa significherà ? c’era democrazia prima ? ma “mi faccia il piacere”, direbbe il grande Totò) un giorno “vincerà”..aspetta e spera 😀
io penso che si potrebbe realizzare un “compromesso storico” con i talebani su queste basi:
1.noi vi riconosciamo con tutti i crismi, scongeliamo i soldi dei vecchi regimi e ve li diamo senza chiedervi nulla ALL’INTERNO (applicate pure il Corano..o quello che per voi è il Corano, altri la pensano diversamente)
2.non dovete però in alcun caso, E SENZA ECCEZIONI, appoggiare movimenti terroristici (o che in ogni caso NOI definiamo “terroristici”
all’estero.. i tempi di Bin Laden non devono ripetersi…il passato è passato, “scurdammoce o’ passato” ma..occhio !
3.i cittadini occidentali che verranno da voi per turismo, non potranno MAI essere soggetti a pene degradanti né tantomeno alla pena di morte, anche se violano alcune delle vostre leggi..quelli non li dovete toccare, al massimo espellerli dopo aver fatto pagare loro una multa
se vi va bene possiamo diventare “amici” 😀
hasburgicus: ….se vi va bene possiamo diventare “amici”
Molto ragionevole.
@tomar
mi fa piacere che tu sia d’accordo
perchè possiamo confidare che i Talebani siano completamente schizofrenici? e dimentichi del valore assoluto del Corano e del dovere del proselitismo?
habsb
“i talebani possono non piacere ma hanno l’appoggio delle masse (dovuto a ignoranza, xenofobia ecc..ok) e sarebbe opportuno tenere conto…”
si certo, era il punto di partenza del mio discorso: a me i talebani fanno cagare ma non è questo il punto. non capisco come non facciano cagare anche agli afgani. per quanto possa fare schifo il mondo, certo farà ancora oggettivamente più schifo senza donne, senza vino, senza musica, e con un tizio dietro alla schiena che ti prende a cinghiate se non hai la barba abbastanza lunga o se sie troppo vicino ad una donna….
ps quando parli di appoggio delle masse, condivido il concetto ma mi domando davvero quanto sia l’appoggio di metà della popolazione (faccio fatica ad immaginare le murate vive in casa tutte contente) e quanta la paura. Un regime senza appoggio non può vivere in eterno, questo è chiaro, ma secondo me va un po’ relativizzata l’idea di appoggio
e quanta la paura
Avevano un esercito per difendersi. Che ha consegnato le armi ai talebani non certo per paura.
Dell’Afghanistan non so assolutamente niente quindi boh.
L’unico afghano con cui ho scambiato due parole (lavorava da un kebabbaro) mi ha detto il classico “é tutto un casino”.
Però ho idea che, in mezzo probabilmente a tantissime vaccate, l’occupazione straniera o “polizia internazionale ” o “appoggio alla democrazia afghana” che dir si voglia, abbia anche garantito o fatto annusare un po’ di istruzione e pari diritti alle donne e famiglie perlomeno di alcune zone o città, e ora siano davvero dispiaciute di averle perse.
Mauricius
“ non certo per paura.”
E come lo sai?
Erano 180.000 uomini armati fino ai denti dagli occidentali che non avevano subito nessuna sconfitta decisiva sul campo. Di cosa avrebbero avuto paura?
Mah, sempre ripetendo cose leggiucchiate quindi boh, erano 180.000 ascari scarsamente motivati, e in qualche caso imparentati o collusi coi talebani, che avevano visto i maggiori eserciti occidentali mentre non cavavano il classico ragno dal buco e di fatto occupavano solo i centri maggiori o base militari fortificate…
Il problema, infatti, non era di paura, ma di assenza di volontà di combattere.
beh, complimenti per il sofisticato sofisma!
ma secondo me va un po’ relativizzata l’idea di appoggio
questo è chiaro
L’appoggio può essere innamoramento spinto con piena condivisione (una cosa che si vede solo negli stati totalitari), oppure un’accettazione delle cose più o meno obtorto collo dovuta alla mancanza di alternativa.
Nel caso dei Talebani credo sia la seconda. Ma questo vuol dire che l’alternativa proposta agli afgani negli ultimi vent’anni era semplicemente inaccettabile.
Roberto,
non credo sia questione di paura.
È una questione culturale.
dai cazzo, è semplicemente una questione di AK47 unita alla volontà di usarli
quelle sulla cultura sono scuse, per noi che siamo scappati
PPS. Il punto 3 mi pare davvero irragionevole! Perché permettere allo straniero di compiere turpitudini quali bersi una birra chiacchierando con una amica
@ Habsburgicus
“se vi va bene”
La tua ingenuità, Habsburgicus – te lo dico con tutta la stima possibile immaginabile – raggiunge quasi le vette della tua erudizione. (No, vabbè, la tua erudizione è irraggiungibile… ma ci siamo capiti).
Il bello è che tu stesso scrivi giustamente:
‘solo l’Occidente continua a illudersi che la “democrazia” (cosa significherà ? c’era democrazia prima ? ma “mi faccia il piacere”, direbbe il grande Totò) un giorno “vincerà”..aspetta e spera’.
Quel tuo ‘aspetta e spera’ dimostra che tu stesso vedi bene come Afghani, Iraniani, Houthi, Palestinesi (ma anche Venezuelani, Cileni, Irakeni, Tuareg, Sahara’wi, Vietnamiti, quelli del Donbass…) e affini la ‘democrazia’ la rifiutano proprio e sempre la rifiuteranno; e non perché siano brutti, sporchi e cattivi (anche se in molti casi lo sono per davvero).
Per loro – tranne una manciata di intellettuali, studenti e attivisti più o meno in buona fede che parla Inglese e che ha studiato in Occidente – la ‘democrazia’ vuol dire ‘Occidente’ e ‘Occidente’ vuol dire ‘bombe e/o manganelli’. Bombe e/o manganelli stelle-e-strisce, saudite, sioniste o di altri caudillos locali ‘Difensori della Democrazia, del Mondo delle Regole e dei Nostri Valori’.
I Nando Mericoni ce l’abbiamo noi, che ancora siamo governati da gente che si ricorda i Marines che distribuivano le sigarette – o che si vanta di mantenere cara la memoria di quell’avvilimento.
https://it.wikipedia.org/wiki/Nando_Mericoni
I politici che definiscono l’Europa un ‘giardino ordinato’ e ignorano i genocidi e i furti che nel resto del mondo ha prodotto questo giardino ce li abbiamo noi. Vallo a raccontare in India che da noi consideriamo Churchill un grand’uomo. Per loro è stato un genocida.
https://europa.today.it/attualita/giardino-giungla-capo-diplomazia-ue-colonialismo.html
https://www.aljazeera.com/opinions/2022/12/2/how-british-colonial-policy-killed-100-million-indians
https://www.independent.co.uk/news/world/world-history/winston-churchill-genocide-dictator-shashi-tharoor-melbourne-writers-festival-a7936141.html
Ciao!
Andrea Di Vita
“I Nando Mericoni ce l’abbiamo noi, che ancora siamo governati da gente che si ricorda i Marines che distribuivano le sigarette – o che si vanta di mantenere cara la memoria di quell’avvilimento.”—
Oltretutto, oggi sarebbe inaccettabile definire benefattori dei tizi che regalano sigarette a pioggia col sorrisone da amico… 🙂
Per roberto
“a leggere queste notizie mi viene da chiedermi come sia possibile che si siano sviluppate società che odiano in questo modo le donne…”
E’ una questione di Sangue 🙂
Quanti talebani sono biondi?
La Schlein e la Boldrini diranno che sono misure AntiCatCalling … perché l’ Islam è una Religione Femminista, dando alle donne il potere di invisibilizzarsi al desiderio maschile, per definizione sempre e comunque impuro.
Tu ci scherzi, ma cogli un punto fondamentale.
Queste degenerazioni islamiste e, in forme per fortuna molto meno pericolose, ma comunque non innocue, il fanatismo woke, congiurano nella stessa direzione di repressione, ossessione del controllo dei comportamenti, sessuofobia, colpevolizzazione, ingessamento di ogni spinta, vitalità, piacere.
Il guaio è che nessuno glie lo fa notare.
Cioè da destra non ho presente chi polemizzi con i woke dicendo loro che sono simili ai peggiori patriarcalisti maschilisti.
Eppure è così evidente.
Ma siamo circondati di Massimi Fini che pensano che l’Islam radicale sia un antidoto alla decadenza occidentale e di Daniele Santanchè che pensano che l’Occidente sia un luogo illuminato di libertà.
Roberto,
“come non capisco l’odio per il bello e per il divertimento, né come si possa accettare di vivere in una società che vuole esercitare un controllo così incredibilmente pervasivo in ogni aspetto della vita”
Sono in accordo totale con te.
Purtroppo è l’estremizzazione di un vizio molto più diffuso, di cui perfino da noi c’è qualche timida sfumatura.
Per esempio, non capirò mai perché di un uomo che mostra i muscoli e quanto è in forma al massimo si scherza per il suo narcisismo, mentre una donna che ostenta la sua bellezza con indumenti appena un po’ discinti si dice che è una zoccolona.
Mmm
Mi trovo un po’ a disagio a rispondere perché non so se parliamo ancora dell’Afghanistan o anche dell’Italia.
Sull’Afghanistan, da occidentale direi che le donne devono avere il diritto di vestirsi come gli pare- e anche gli uomini! (Mi riferisco all’obbligo di barba…)
Sono ragionevolmente sicuro che molti afghani la pensino come me, ma il punto è che chi non la pensa come me sbaglia
Il mio relativismo arriva solo fino a un certo punto.
Sull’Italia, ribadisco che ognuna (e ognuno) ha diritto di vestirsi come le/gli pare.
Esiste anche il diritto di critica, però, non è che visto che ognuno può girare mezzo nudo io non possa più dire che col suo fisico starebbe meglio se si coprisse.
Io non giro a torso nudo, uno perché lo trovo di pessimo gusto, due perché lo trovo di pessimo gusto fatto da me
Mi riservo la stessa libertà nel giudicare le mise di famosi e meno…
Io però parlavo di un’altra cosa.
E cioè che in Occidente c’è ancora uno stigma verso la nudità e la sessualità femminile esibita.
È il solito tema, anche troppo ritrito, ma reale, per cui un uomo che scopa un sacco di donne è un figo, una donna che scopa un sacco di uomini è una puttana.
È un’ossessione del controllo maschile della sessualità che lì giunge al parossismo, ma c’è anche da noi.
E non siamo immuni neanche dall’ossessione antivitalista e antifestaiola.
Certo Peucezio,
Stigma e ossessione non sono belle ma li mi sembra che parliamo di un altro livello…le donne non devono essere viste né sentite e niente musica, niente alcol…mi immagino delle feste un filo noiose…
Boh, contenti loro…la mia domanda era piuttosto stupore per come possa nascere e svilupparsi una società così, mi sembra in controtendenza rispetto a qualsiasi altra cultura
Quello è mostruoso.
Ma non ci vedo nessuna controtendenza: non dico stiamo scivolando in quella direzione, ma anche da noi c’è un’erosione progressiva di tutte le libertà.
Quindi, certo, prima che arriviamo a quel livello, semmai ci arriviamo e spero e credo di no, ce ne vuole.
Ma la direzione è simile.
Il fanatismo politicamente corretto non taglia le teste (per ora): si limitano a licenziarti se dici che esiste anche il sesso biologico (in Italia no, ma nel mondo anglosassone sì).
La differenza principale è che, benché siano entrambi modelli patriarcali, il nostro si dà un’apparenza di femminismo, il loro no.
peucezio
“Ma non ci vedo nessuna controtendenza: non dico stiamo scivolando in quella direzione”
scusa ma vabbé la boutade, ma credo che arrivare ad una società che vieti la musica o nella quale sentire la voce delle donne disturba non è la direzione nella quale stiamo scivolando
poi credo che ogni società abbia avuto qualche tabù, non è questo il punto…è averne così grandi e così pervasivi che mi sorprende
Per roberto
“scusa ma vabbé la boutade, ma credo che arrivare ad una società che vieti la musica o nella quale sentire la voce delle donne disturba non è la direzione nella quale stiamo scivolando”
Concordo con te.
Capisco qualcosa della tesi di Peucezio sui divieti e il controllo che caratterizzano sempre di più la nostra società.
Ma sono divieti che riguardano aspetti completamente diversi, che devono conciliare allo stesso tempo la massima pace sociale (ti stroncano appena dici una cosa fuori riga) con il massimo soddisfacimento del bisogno di novità “trasgressive” che caratterizzano il capitalismo: in questo senso, anche l’ultimissima app sull’iPhone “trasgredisce” un limite, innova un prodotto, promuove l’obsolescenza. In questo senso il capitalismo deve sempre “fare scandalo” perché lo scandalo fa spettacolo.
Roberto,
“scusa ma vabbé la boutade, ma credo che arrivare ad una società che vieti la musica o nella quale sentire la voce delle donne disturba non è la direzione nella quale stiamo scivolando”
Bisogna anche saper vedere le cose in prospettiva.
Se sono in macchina e da Milano arrivo a Lodi, il fatto che sono ancora in Lombardia, a un tiro di schioppo da Milano e che Roma sia lontana, non significa che se continuo su quel percorso non ci arriverò.
Io non penso che in Italia o negli USA si arriverà a vivere come nell’Afghanistan dei talebani.
Peraltro con san Carlo Borromeo abbiamo già dato (ma la storia a volte si ripete).
Ma questo non significa che ciò che va in quella direzione, sia pure in forme molto meno estreme, non vada constatato e additato.
Miguel,
sai che trovo proprio che il capitalismo sia un paradigma esplicativo non dico debole, ma meno forte di quanto tu (e molti altri, con declinazioni diverse) lo rendiate.
Il capitalismo è un po’ un’astrazione.
Il capitalismo di oggi è uguale a quello degli anni ’70? Che è uguale a quello della Seconda Rivoluzione Industriale? Che è uguale a quello dell’Inghilterra settecentesca?
Si rischia in qualche modo di non cogliere la specificità dei frangenti storici.
Gli anni ’50 erano anni un po’ bigotti, all’antica, ma con il fervore anche culturale e sociale della ricostruzione.
Gli anni ’60-’70 sono stati gli anni dei fermenti sociali, civili, culturali, di costume, musicali, ecc.
Gli anni ’80 di un riflusso declinato in senso edonistico e di un certo involgarimento estetico e antropologico.
Gli anni ’90 del ritorno del moralismo e della caduta di una serie di strutture e categorie di riferimento.
Oggi siamo al fanatismo censorio e liberticida del progressismo woke.
Sono tutte cose diverse, eppure c’è sempre il capitalismo.
E non sono poi mode così effimere: esprimono movimenti profondi.
Ma più in generale il capitalismo ha sia prodotto l’uomo d’acciaio di cui parli spesso che l’uomo liquido (ammesso che lo sia) di oggi.
Ha prodotto lo scientismo ottimista e oggettivista ottocentesco, l’intimismo problematico e il sofferto soggettivismo novecentesco, l’imbarbarimento culturale e cognitivo di oggi.
Ha prodotto il naturalismo pessimista e antistoricista settecentesco, lo storicismo idealista e romantico primo- ottocentesco, il nichilismo e il decadentismo di fine Ottocento, primo Novecento.
Ha prodotto un mondo di operai schiavi e abbrutiti, poi un mondo di operai benestanti, poi niente più operai ma tutti borghesi, poi la proletarizzazione del precario di amazon e del “rider” di oggi.
Cos’è il capitalismo? Cosa produce?
Poi come si fa a vedere che oggi il mondo, al di là delle differenze locali anche grandi, ormai tende a evolvere in modo abbastanza unitario o quantomeno con tendenze e spinte che agiscono a livello globale?
Come si fa a non vedere un nesso fra il dilagare dell’integralismo in tanta parte del mondo islamico, la regressione identitaria e moralistica dell’Occidente, il nazionalismo indiano e la società del controllo cinese?
È così evidente che oggi sono tornati di moda confini, restrizioni, chiusura, censura, repressione, controllo, fanatismi identitari etnici e religiosi, diffidenza per l’altro.
Davvero non vedo, al di là delle declinazioni locali (in termini quantitativi e qualitativi), in che senso ci sarebbe un’alterità metafisica, irriducibile fra neomoralismo puritano occidentale e integralismo talebano.
Poi, certo, è ovvio che sono cose diverse.
Anche il fascismo italiano, il nazionalsocialismo, Franco e Salazar erano cose diverse fra loro. Ma esprimevano una temperie.
Di cui, in forme diverse, faceva parte anche Stalin e a suo modo anche Roosevelt, col suo statalismo keynesiano e il suo stato sociale.
Non mi pare la stessa cosa per es. del neoliberismo di Reagan e della Tatcher.
In ogni caso mi pare evidente che il riflusso rispetto agli anni ’60-’70 sia molto forte.
Un’esplosione di spirito libertario in Occidente effettivamente c’è stata.
Probabilmente la gente avrebbe immaginato che da lì in poi e sempre di più il sesso e il nudo non sarebbero diventati un tabù.
Oggi siamo all’intelligenza artificiale che ha paura a mostrarti persino persone in spiaggia in costume da bagno e alla censura del nudo artistico (cioè c’è più fobia che nei secoli passati).
Da noi il modello è quello puritano, altrove è quello islamista.
Nessuno negli anni ’70 avrebbe detto che le identità religiose avrebbero avuto nei decenni successivi un risveglio così forte. O, meglio, avrebbero pensato magari a una religiosità spirituale e fricchettona, non certo al fanatismo guerrafondaio di islamisti, cristianisti protestanti, ebrei, ecc. ecc.
Purtroppo questo è lo spirito del tempo. Un tempo di merda. Non c’è di che sorprendersi più di tanto.
Molti che hanno vissuto quegli anni esprimono proprio questa sorpresa.
“però parlavo di un’altra cosa.
E cioè che in Occidente c’è ancora uno stigma verso la nudità e la sessualità femminile esibita.”
Mah, questa mi sembra la descrizione degli anni Cinquanta.
A me pare anzi che la sessualità- e direi specialmente femminile- sia ancora l’ingrediente fondamentale per far vendere qualunque cosa.
Vuoi fare un mediocre filmetto di spie? James Bond che seduce la Bond girl non va più: è mascolinità tossica.
Mettici una protagonista femminile e una bella scena lesbica, e hai risolto il problema.
La influencer di turno può postare tutte le foto che vuole mentre fa la spesa in bikini o passeggia per Milano (Parigi se è famosa) in jeans e copricapezzoli dorati.
Dov’è questo stigma??
Lo stigma è semmai sul desiderio maschile … che deve stare buono, fermo, zitto e tranquillo anche se “con l’ oca in tiro”. 😇🙄😁
Pino,
lo stigma sta nel fatto che le tette e la figa, scusa la terminologia esplicità, sono un tabù assoluto.
Anzi, non la tetta in sé, il capezzolo, il che fa abbastanza ridere, perché se esibisci tutti i centimetri quadrati attorno va bene.
E quindi vengono relegate nella pornografia. Che, d’accordo è accessibile a tutti.
Però questo significa che la nudità è una vergogna e va relegata nel lecito ma impresentabile.
Per cui sui facebook guai se pubblichi una tetta e anche se si tratta di un’opera d’arte rischi di vedertela censurata.
E nei film guai. Negli anni ’70 era normale, negli ’80 negli USA praticamente non se ne vedevano più (in Italia ancora), oggi non ne vedi né lì né qui, né nel cinema, né nelle serie.
Per quanto riguarda cinema e serie TV, la sparizione o rarefazione di scene gratuite di tette credo sia dovuta semplicemente al fatto che erano molto trash e dopo un po’ anche il pubblico se ne accorge…
anche secondo me…peraltro a me sembra che non solo di tette ce ne siano in abbondanza, ma ormai scene di sesso sempre più spinte sono chiaramente sdoganate
Pino,
eh, ho capito. Che ci vuole a fare del nudo non volgare?
Ricordo sommessamente, da difensore della civiltà, che esiste anche la natura e che la nudità non ha nulla di brutto, anzi, è bella e infatti è stata sempre un oggetto delle arti figurative.
Se uno mi dice: preferisco cagare per conto mio, senza pubblicità, perché la cacca puzza, è brutta, fa schifo, quindi si può anche evitare di cagare davanti a tutti e anche di piazzare uno stronzo gigante in piazza della Signoria come fecero anni fa, sono d’accordo.
Ma se uno mi dice che un paio di tette sono una cosa brutta e volgare o offensiva per qualcuno o che turba i bambini o chissà chi, no. Non mi convince.
Per peucezio
” la nudità non ha nulla di brutto”
Forse qui ci può aiutare Pino Mamet.
Credo che esistano due visioni radicalmente diverse, che vengono allegramente confuse.
1) Visione platonica/cristiana, Spirito contro Materia, ascetismo
2) visione semitica (?) Dio ci crea sessuatissimi, ci fa risorgere come corpi. E i corpi sono carichi di energie opposte, terribilmente problematiche, che vanno unite magicamente solo in situazioni di purezza. Quindi attenzione estrema a non far esplodere la scintilla tra l’occhio dell’uomo e il capello della femmina che esce dal burqa. Ma nelle circostanze “pure” DEVONO trombare, lo vuole Dio
Direi che la 2) descrive perfettamente la visione ebraica.
Non c’è nulla di male nel corpo umano e nel sesso, che sono stati voluti da Dio: fare sesso è perciò un dovere, nelle giuste condizioni di purità rituale.
da cui derivano anche le descrizioni talmudiche che gli occasionali lettori cristiani trovavano pruriginose o addirittura scandalose…
Io per fortuna (e per scelta oculata) non sono mai stata su facebook, tranne un brevissimo periodo di prova con account cancellato quasi subito…
…ma ricordo una campagna di più di 15 anni fa, in cui le foto di mamme allattanti erano state censurate da facebook perché considerate pornografiche,
nonostante sia chiarissimo a tutti che, mentre il bambino poppa, il capezzolo NON si vede, per ovvi motivi (e di solito l’altro capezzolo è coperto dal reggiseno, dalla maglia o dalla camicia).
Pur non essendo su facebook nemmeno allora, perfino io pubblicai (su altro sito) una mia foto con il pargolo attaccato, con la didascalia esplicita “io ci metto la tetta”, sulla falsariga dell’espressione “ci metto la faccia”.
Non ricordo la data esatta, ma adesso il bambino allattato ha 17 anni ed è alto quasi un metro e novanta.
Un paio di settimane fa scrivo su FB, scherzosamente, che i ragazzi con le ciabatte e i calzini (la nuova moda del momento…) mi fanno ancora più schifo dei vecchi con i sandali, e che mi viene voglia di mozzargli i piedi.
Immediatamente FB mi segnala che il mio post inciterebbe alla violenza e mi “consiglia” caldamente di cancellarlo.
Io che non voglio casini eseguo.
“E allungaje ‘e gambe, a rispiegaje ‘e gambe, a ritiraje ‘e gambe, a ricoprije ‘e gambe… io je ee tajerei quelle gambe!”.
“lo stigma sta nel fatto che le tette e la figa, scusa la terminologia esplicità, sono un tabù assoluto.”
Sì, beh, anche la minchia.
ma era così già dai tempi degli antichi Romani eh?
credo che forse i soli Greci antichi, tra i popoli “occidentali”, non avessero il tabù della nudità.
I Greci erano un popolo serio.
Ma non credo che celti e germani avessero tutti ‘sti problemi.
Certo, erano selvaggi.
I Greci no.
I Romani sono uno strano mischione un po’ spurio.
Mi trovo un po’ in difficoltà, Peucezio, con queste descrizioni…
i Greci… non avevano il tabù della nudità. Era un indizio di serietà? Boh, non più del contrario.
i Celti erano un insieme di popoli molto diversi, uniti da una serie di lingue strettamente imparentate e/o da elementi culturali comuni, sui quali si può dire di tutto tranne che fossero selvaggi…
in realtà erano artisticamente sviluppatissimi e tecnologicamente forse più avanzati di Greci e Romani (infatti le armi, e poi pure moltissimi abiti e oggetti di uso comune romani erano tutti roba gallica…)
i Germani erano abbastanza selvaggi al tempo di Cesare e forse di Tacito, ma in breve tempo diventano una serie di civiltà assai sviluppate, con alcuni caratteri forse ancora “barbari” (ma in fondo, ogni popolo visto e descritto nella lingua degli altri, e dei conquistati specialmente, sembra barbaro, rude e violento…) ma talmente vitale da ridare linfa all’Europa e trasformarla radicalmente da quella antica…
Pino,
sulla serietà era un po’ una battuta, per dire che era un popolo, a mio personale avviso, dalla civiltà superiore.
Circa i Celti, beh, ma in che senso diresti che non erano selvaggi? Non avevano una letteratura, non avevano città in pietra o muratura e infrastrutture evolute come quelle dei romani, non credo avessero un diritto complesso ed elaborato…
Poi, certo, “selvaggio” non è una definizione troppo scientifica sul piano antrpologico e storico.
Sui Celti, beh, è un po’ come parlare del Medioevo…
parliamo di tanti secoli diversi in un territorio immenso…
quelli che descrivi tu sembrano quelli della Gallia settentrionale come descritti (o malignati) da Cesare…
ma, se solo l’anacronismo nazionalista dei francesi può definire “gallo-romani” Virgilio (che comunque ha come cognomen il nome di un’antica carica delle città galliche… ma anche umbre, etrusche ecc.) e Catullo, nondimeno che è innegabile che gallo fosse Cecilio Stazio, uno dei primi autori latini…
prima di lui, e di alcuni altri esuli non-romani, Plauto, Terenzio ecc., Roma non aveva una letteratura di cui si potesse parlare… esattamente come i Galli che dici tu.
E Cecilio Stazio viene da Mediolanum, un centro che conosci bene 😉 che doveva essere costruita esattamente come tutte le città antiche della sua epoca…
da notare che Stazio traduce e adatta originali greci, che evidentemente doveva avere ben presenti e studiati nella loro lingua…
sulle cariche cittadine e le leggi, trovo che sia inutile dilungarmi, basti l’esempio del maru o maro già citato;
ma anche Cesare, parlando dei Galli più “selvaggi” di oltralpe, cita senza problemi leggi, consuetudini, cariche civili ecc., e in genere mostra una civiltà non solo politicamente evoluta, ma già addirittura decadente (un ceto di arricchiti aveva preso il posto della nobiltà più antica, in molte città esisteva un sistema clientelare parallelo a quello romano ecc.).
Voglio ricordare che i Galli avevano contatti col mondo greco già dal tempo della guerra del Peloponneso- in un certo senso Ancona e Numana, ma anche Spina e Adria (che ho visitato di recente) erano state costruite apposta dai sicelioti, per mandare mercenari Galli in Grecia e per commerciare con l’Europa continentale per loro tramite…
questa attività di mercenariato i Galli pare l’avessero in comune con i loro cugini di primo grado, gli Italici (chi non ricorda i Mamertini?)
i Galli che saccheggiano Roma (in realtà: che ottengono da Roma tributi per diversi anni dopo averla sconfitta e chissà , anche saccheggiata) vengono descritti dagli storici antichi, diversi secoli dopo, come quelli della Gallia transalpina…
ma nella realtà storica dovevano essere in fondo uno dei tanti popoli italici, indistinguibile da tutti gli altri per costumi, usi religiosi, livello materiale e aspetto fisico.
(Il famoso elmo Montefortino, che usavano Etruschi, Romani, Cartaginesi, era appunto una creazione gallica… o etrusca? o italica? forse la versione bronzea italica di un più antico modello ferreo gallico… e capostipite di una serie di elmi romani… tipicamente gallici, e spesso anche realizzati nelle Gallie)
Insomma, credo che un osservatore greco di età classica, ma anche ellenistica, avrebbe fatto molta fatica a distinguere un Romano da un Gallo, almeno fino al tempo delle Guerre puniche… e oltre.
Dei Galli sappiamo da Strabone che amavano gli abiti lussuosi, ma non ho elementi per giudicare se avessero il tabù della nudità;
si legge ogni tanto negli storici antichi di guerrieri Galli o Germani che vanno in battaglia “nudi”, ma in base al contesto la cosa è perfettamente interpretabile come “senza corazza, a torso nudo”- oppure si tratta di membri di società guerriere iniziatiche, che forse si ritenevano “invincibili” per la devozione a qualche dio.
A sproposito 😇 di Vaiolo Scimmiesco … pare che negli Stati Uniti le Associazioni Antirazziste vogliano cambiargli nome perché … siccome i più infettati gra gli umani sono i Neri d’ Africa , temono che torni a circolare l’ idea razzista che “i negri sono scimmioni”.
WHO recommends new name for monkeypox disease
https://www.who.int/news/item/28-11-2022-who-recommends-new-name-for-monkeypox-disease
Spoiler : “m-pox” … che crea un grottesco effetto m-word = n-word 🙄
OT
85 anni or sono, il Patto fra i due Nemici da tutti ritenuti ipso facto irreconciliabili, fra la Mosca rossa e la Berlino nera 😀 il mondo ammutolì
un tempo pensavo che l’avesse fatta buona AH..ora penso che, come (quasi) sempre :D, fu Stalin a vincere, e pure alla grande…si pappò GRATIS mezza Polonia (diciamo bene, mezza Bielorussia e un quinto di Ucraina :D), il Baltico (in due tappe, 1939 e 1940), ebbe il placet per una “risoluzione radicale” della questione finnica (poi fallì in questo, ma è un’altra storia), ebbe il “placet” per la risoluzione della questione bessaraba (e lo farà a fine giugno 1940..già che c’era si pappò pure la Bucovina del nord :D), diede un po’ di lavoro straordinario al compagno Beria 😀 (l’NKVD deportò qualche milione di persone dalle terre annesse, le esecuzioni di “nemici del popolo” raggiunsero livelli quasi da 1937 ma stavolta nelle “nuove terre” e non nella “vecchia” URSS) e, dulcis in fundo, spostò a ovest le proprie linee di difesa contro la Germania di 500 km…e forse quella fu la ragione strategica che due anni dopo farà fallire “Barbarossa”…i tedeschi si beccarono invece la guerra mondiale (al momento piantati in asso pure da noi :D), l’odium di tutti e avrebbe potuto finire peggio per la Germania se la Francia radicale avesse attaccato nel settembre 1939 anziché stare sulla difensiva (tattica che porta male..noi perdemmo la guerra in Nord Africa come notò l’addetto navale nipponico quando nel giugno 1940 facemmo assolutamente nulla, almeno sino alla cosiddetta “offensiva di Graziani del settembre 1940”, ma anche allora, anziché perseverare puntando al Nilo, qualche “genio” pensò bene di aggredire a freddo la Grecia che non ci minacciava..e finì come ben noto :D)
permettetevi, anche non si dovrebbe fare di prospettare una “fantastoria” che non si verificò….
ovvero quel che sarebbe successo se Mussolini avesse offerto in tutta fretta una nuova Monaco per scongiurare a ogni costo la guerra subito il 24 agosto che accontentasse tutti (meno qualcuno..è triste dirlo, e scusatemi il linguaggio, ma qualcuno che se lo prenda nel didietro ci deve giocoforza essere :D)
i.conferenza a Budapest (città “nostra” ma gradita ai tedeschi e ai polacchi) il 26 agosto fra Italia, Germania e Polonia+(se necessario) Francia e Gran Bretagna; ciò avrebbe solleticato la vanità dei polacchi in quanto i cechi mica furono invitati a Monaco !
ii.placet polacco al “ritorno” di Danzica al Reich, insieme all’Alta Slesia
iii.placet tedesco per l’unione della Slovacchia alla Polonia dopo il solito plebiscito da fare e truccare (ecco, per chi non lo avesse ancora capito, gli slovacchi sarebbero stati i sodomizzati 😀 😀 :D)
iv.creazione ipso facto di una frontiera comune fra Ungheria e Polonia (grazie all’incorporazione della Slovacchia nella Rzeczpospolita Polska), vecchio obiettivo delle due diplomazie e anche sogno della nostra R. diplomazia
v.all’occorrenza utilizzare il Vaticano, da contattare però non per via diplomatica ma per via romana riservata, affinché con blandizie e promesse (meglio..il Cardinalato !) o minacce (se necessario !) “convincesse” Mons. Tito (che in quanto prete non poteva dire no alla Santa Sede) ad accettare -per il Bene della Santa Chiesa, Una, Cattolica e Apostolica- l’Unione alla cattolica Polonia: le relazioni fra Slovacchia e Polonia avrebbero dovuto essere simili a quella fra Lituania e Polonia dall’Unione di Lublino (1 luglio 1569) alla I Spartizione (1772)
in questo modo la Germania avrebbe avuto quello che volevo ma la Polonia avrebbe anch’essa ampliato i confini cosicché i polacchi, orgogliosissimi, non avrebbero dato l’impressione di cedere alla violenza
corollario del tutto, la “nullificazione” del Patto Ribbentrop-Molotov del giorno prima con garanzie tedesche segretissime delle frontiere polacche ad est
so che è “fantasia” però continuo a stupirmi che nessuno ci abbia pensato ! e, credetemi (conosco un po’ l’argomento) di piani più o meni astrusi .e tutti falliti- ce ne furono molti (l’autostrada extraterritoriale ecc !)..ma la carta slovacca non venne in mente a Benito e a Ciano 😀
Tiso..scusate 😀 😀
Sicuro che i polacchi avrebbero concesso anche solo mezza spanna di terra? Quelli erano perfino capaci di credere di vincerla la guerra…
quelli che dici, Mauricius, è del tutto corretto (e avrebbe dato grande pena ai diplomatici se mai qualcuno avesse fatto la proposta nella realtà)…indubbiamente i polacchi si sopravvalutavano (e forse, se è lecito dirlo, si sopravvalutano un po’ anche oggi)
@ habsburgicus
“sopravvalutano”
Ho visto il quadro di Jerzy Kossak che canta la ‘liberazione’ della Cecoslovacca Olomouc (Olomuniec in Polacco) da parte della cavalleria Polacca.
Comunque non è che i Polacchi si sopravvalutino granché. Anzi, sono specialisti nel parlar male del proprio Paese fra di loro, salvo indignarsi se uno straniero si permette di imitarli.
E’ che i Polacchi sono talmente russofobi e germanofobi simultaneamente che nonostante il patto Tedesco-Polacco di non aggressione del 1934 piuttosto che fiancheggiare Hitler in un attacco all’URSS che rinnovasse i fasti del Miracolo della Vistola del 1920 si sono andati a mettere nelle mani… di Parigi!
E naturalmente l’idea di appoggiare Stalin per tenere Hitler a bada non gli è mai neanche passata per la testa…
Ciao!
Andrea Di Vita
Io non sono polacco ma ammetto che capisco molto bene le loro due fobie e la piena coscienza che gli serve un alleato altro per stare tranquilli.
Voglio dire, per entrambi i loro vicini la Polonia poteva tranquillamente sparire dalla carta geografica.
(tornando all’Afghanistan, da fonte insospettabile)
https://edition.cnn.com/travel/afghanistan-tourism-under-the-taliban/index.html
insomma, per molti (non ho gli strumenti per dire se ciò sia vero oppure no) i talebani hanno quantomeno riportato una parvenza d’ordine in quello sventurato paese..rendendo inter alia possibile l’inizio (minimo) del turismo, che coinvolge anche alcune donne occidentali..en passant, il primo intervistato ha un cognome che lo associa ipso facto ad alcuni non proprio amati dai musulmani 😀 😀 in Siria ciò sarebbe stato motivo sufficiente da parte del regime per non ammetterlo (e il regime siriano, caso finora unico, ha rifiutato il visto pure a me che sono del tutto innocuo e ancora non so il motivo…è un regime che non ama gli occidentali se non controllatissimi in gruppi ufficiali), i talebani evidentemente se ne fregano 😀 oppure lo ignorano 😀 da ciò a dire che i talebani siano amati, ce ne passi..ma forse non sono odiati
O.T.:
io non ho mai condiviso l’opinione di chi, all’indomani dell’attentato a Trump, dava la sua elezione per sicura: la consideravo molto probabile ma non certa.
Oggi sembra che tutti ci vogliano cinvincere che vincerà Kamala, ma io sono scettico: continuo a pensare che l’elezione di Trump sia lo scenario probabile, ma non quello certo.
In base anche a quello che mi riferisce qualche amico d’oltreoceano (uno in particolare) e ad altri segnali.
Tra l’altro ormai è ufficiale che Robert Kennedy si ritira almeno dagli stati chiave e appoggia Trump.
Voi che ne pensate? Che pronostico fate?
Difficile dirlo.
Anche a me sembra che vogliano convincerci della vittoria dell’avversaria di Trump, in base al ragionamento che il vincente richiama voti.
Mi pare certo che la finta nera prenderà più voti del vero rimbambito, che era impresentabile, ma se la danno per vincente sicura mi sa che stanno vendendo la pelle dell’orso ecc.
Sicuramente a molti americani piacerebbe una presidente donna e (non troppo) nera, ma a moltissimi altri proprio no.
Poi da noi si sente parlare meno della campagna elettorale USA perché, insomma, non è che ci sia un attentato tutti i giorni.
Staremo a vedere, io mi sbilancio leggermente verso una possibile vittoria del matto golpista.
Sì, direi che mi ritrovo in quello che dici.
NON saprei … è “tutta da “giocare”, l, unica cosa che davvero mi stupisce è i Democratici ci abbiano messo così tanto (!) a sostituire “Sleepy Joe” con “Laughing Kamala”, come li chiama “The Donald”.
🫠
si anche io non riesco a capacitarmi del fatto che biden non sia stato accantonato molto prima
dopo l’attentato mi sembrava ormai cosa fatta per il guitto arancione, ma soprattutto perché aveva come avversario un vecchietto patetico e giù di testa
adesso diciamo che harris ha dalla sua un po’ di elementi positivi
– l’elemento novità ha fatto parlare di se al punto che l’attentato è completamente dimenticato
– trump che basava la sua campagna elettorale solo ed esclusivamente sul fatto di essere più informa della mummia non sa proprio più che dire
– harris porta un po’ di allegria e ottimismo rispetto ai toni da apocalisse e guerra civile di trump
basterà? non lo so, mi sa che il vantaggio di trump era davvero molto grande, ma oso guardare con un briciolo di ottimismo oltroceano e sperare che ci sbaraziamo finalmente del pagliaccio
Non conosco abbastanza la finta nera, ma ho paura che sia una pseudo-Hillary per cui, mah, non mi trasmette tutto questo ottimismo.
la Hillary era una matta paranoide suprematista USA che al confronto Trump con il suo M.A.G.A. fa ridere…
>>> matta paranoide suprematista USA
puoi mica precisare da dove nasce questa idea? detestavo Hillary e ho trovato criminali almeno un paio di sue scelte come Segretario di Stato ma mi sembra che tu esageri
però potrei non sapere cose
grazie
Così su due piedi ti faccio l’esempio di Bertolaso che ebbe a dire che ad Haiti sarebbe servito maggiore coordinamento tra gli aiuti internazionali, facendo incautamente l’esempio degli USA che volevano gestire tutto da soli, e la matta inviperita per poco non minacciò di bombardarci.
Ma stai calma, ‘ a scema!
Ma viva il mignottaro di tuo marito, lui sì che era un politico, ru, ricordatelo, sei solo la moglie di un politico, che sta al posto di lui solo in virtù dei pompini della Lewinski.
A’ stronza.
NON sottovalutare la carica simbolica ” potenzialmente potentissima ” 😉 di “Donna NON Bianca” … 2 in 1 , rispetto a Hillary Clinton. A suo sfavore di essere non proprio giovanissima 🙂 ma di fatto è come se lo fosse rispetto all’ Umarell 😉 WASP che sostituisce e a quell’ altro che sfida !
“NON sottovalutare la carica simbolica ” potenzialmente potentissima ” 😉 di “Donna NON Bianca” … 2 in 1 , rispetto a Hillary Clinton. A suo sfavore di essere non proprio giovanissima “—
Kamala Harris ha 60 anni precisi e se li porta bene, Hillary Clinton al momento della sua candidatura ne aveva quasi 70 e se li dimostrava tutti. Lo “sfavore” non regge molto.
Roberto,
“ma oso guardare con un briciolo di ottimismo oltroceano e sperare che ci sbaraziamo finalmente del pagliaccio”
Ognuno ha la sua storia, le sue legittime appartenenze, ecc.
Però mi chiedo sempre: ma davvero la prospettiva di un olocausto nucleare non ti spaventa in nessun modo? O comunque di un’escalation che può fare infiniti morti e danni?
Peucezio
Non credo che ci sarà un olocausto nucleare e in ogni caso non credo che un improbabilissimo olocausto nucleare sia meno lontano con trump che con Harris
Con Trump non vedo come.
Ma al di là dell’olocausto nucleare, le vittime delle guerre convenzionali?
Anch’io non credo che ci sarà un olocausto nucleare, credo invece che la Harris sia più propensa a scatenare guerre di Trump.
Trump chiede all’Europa spenda per armarsi, ma solo per far spendere meno l’America, mica perché vuol fare guerre.
I democratici invece credo abbiano ancora in testa l’idea velleitaria di “esportare la democrazia”…
PinoMamet: “I democratici invece credo abbiano ancora in testa l’idea velleitaria di “esportare la democrazia…”
Può anche darsi che tanto i dem. che i rep. abbiano il “dovere” e piacere dialimentare quel fuocherello economicamente vitale del loro complesso militare-industriale;
Come intendono differenziarsi (se intendono farlo) nell’alimentarlo è un altro discorso.
Trump sembrerebbe, da maschera della commedia dell’arte e buon mercante levantino ad honorem, meno propenso a guerreggiare per davvero e più all’ammuìna con commedia del “tenetemi che l’ammazzo”;
pur alimentandolo in egual modo.
I dem fino a adesso… 🤔
parono quasi crederci per davvero🙄
o forse lo ritengono un metodo più pratico e più spiccio
Io comunque guardo ai fatti.
Trump guerre non ne ha fatte e sotto di lui non ne sono scoppiate.
Biden non ne ha fatte direttamente, ma sotto di lui ne sono scoppiate due, che lui alimenta ogni giorno con forniture d’armi e di mezzi.
Per Peucezio
“Trump guerre non ha fatte”
Sicuramente ne ha fatte meno della media: ha continuato la guerra in Afghanistan (chiusa poi da Biden), ha condotto attacchi in Siria, Somalia, ha fatto assassinare Soleymani in Iraq.
Ma nel 2018, Trump ha fatto votare un bilancio che aumentava del 18% le cosiddette “spese militari” (che sono solo una parte delle spese militari reali). Da allora, le spese militari aumentano regolarmente, chiunque sia il presidente.
E se si spende su armi, prima o poi si usano.
Comunque credo che Trump voglia evitare una guerra mondiale con la Russia, e di questo gli va dato atto (come gli va dato che si sterminassero i palestinesi o gli iraniani, lui starebbe lì con il popcorn).
veramente Trump ha concordato con i talebani la ritirata dall’Afghanistan, poi solo eseguita da Biden.
cosa per cui entrambi sono nel mio libretto nero degli stronzi.
secondo me è pacifico nel senso che è isolazionista, provinciale, menefreghista
ciao
Il complesso militare-industrale va tenuto imprescindibilmente a tutto regime, e su questo stiamo asciutti che qui non ci dovrebbe piovere.
La politica di Trump pare essere:
Mala tempora currunt miei cari.
E’ finita la pacchia dei balocchi!
Ora voi europei vi dovete armare, e difendere da voi; e la NATO ve la pagate.
Ovviamente le armi ve le vendiamo noi,
ma a prezzo di favore per gli amici, comode rate e tanti simpatici gadgets😏
E, per la pace mondiale, intendiamo venderle anche ai russi e all’Iran, che
«the business of business is business»
I dem? Più o meno (sfumature) idem;
ma più sottobanco, che chissà cosa direbbe la gente 😳
Mi sa che per gli Usani la differenza fra un carrozzone e l’altro sia nella politica interna, che noi delle colonie poco mastichiamo
Per ros
“Mi sa che per gli Usani la differenza fra un carrozzone e l’altro sia nella politica interna, che noi delle colonie poco mastichiamo”
Ottima analisi!
anche io sono d’accordo con ros…sul pacifismo di trump, miguel ricorda giustamente la vicenda di soleymani che ci ha portati ad un passo dalla guerra con l’iran (stendiamo un velo sulle sanzioni all’iran decise da trump….)
ha condotto attacchi in Siria, Somalia, ha fatto assassinare Soleymani in Iraq.
vogliamo dirla tutta, senza le costrizioni del “politically correct” ?
Trump ha attaccato chi sapeva bene non essere in grado di rispondere seriamente (l’Iran è una barzelletta e mi spiace dirlo perché stimo molto i persiani, sono un grande popolo, ma dal punto di vista militare -OGGI- sono un’inezia)
Trump (il vero vigliacco American style 😀 😀 :D) invece ci penserebbe due volte ad attaccare, o anche solo a contrariare, chi questo potere ce l’ha (ma non solo Putin o i cinesi..anche Kim, che avrà i suoi difetti, ma le cas échéant una bombetta atomica te la sgancia senza farsi troppi problemi 😀 e infatti con Kim, Trump fu un agnello :D)
insomma, e premettendo che anche i DEM ci andrebbero piano NELLE COSE SERIE con russi e cinesi, chi ha la “paranoia” del conflitto dovrebbe tenere per Trump 😀
qualche sfigatissimo leader islamico verrebbe magari assassinato nei momenti di magra per distogliere l’attenzione (già Clinton tra una fellatio e l’altra bombardò random) :D, l’Iran e altri urlerebbero dichiarando che “a giorni” ci sarebbe una vendetta epocale (che mai arriverà :D) ma non succederebbe nulla, ça va sans dire..invece Putin, Xi ma anche Kim -cioè quelli “pericolosi” in potentia- sarebbero ben più appeased da Trump che dai DEM (i quali, lo ribadisco, però non farebbero scoppiare nulla, sono fessi ma solo fino a un certo punto..e comunque non sono masochisti :D)
Per Habs
“vogliamo dirla tutta, senza le costrizioni del “politically correct” ?”
Ottime riflessioni!
habsb.,
“(i quali, lo ribadisco, però non farebbero scoppiare nulla, sono fessi ma solo fino a un certo punto..e comunque non sono masochisti :D)”
Non ne sono sicurissimo.
Ho qualche riserva sulla salute mentale dei potenti.
Per questo fra un pazzo che ama le guerre e un pazzo che non le ama se non altro perché costano, preferisco il secondo.
Una domanda del cavolo, mossa dalle considerazioni di Peucezio- che forse, anche se in modo un po’ esagerato, coglie un certo spirito del tempo…
perché Taylor Swift NON è sexy?
Sarebbe la nuova idola del momento, no? L’ennesima reincarnazione della Jeune Fille di cui ci parlava Miguel…
eppure, zero sensualità.
Tutte quelle di prima, emule di Madonna (che ormai è stata abbandonata anche dal mio amico gay fan “ante-marcia” 😉 , della prima ora…) sembrava avessero come obiettivo principale quello di evocare scenari sensuali e leggermente perversi, se poi sapevano anche cantare tanto meglio.
Invece questa Sarto Rondone (che cazzo di nome che hanno a volte gli americani eh? diciamocelo) o Sarta Svelto, niente.
È una bella figliola, suppongo, non ha niente che non vada, eppure non evoca sesso.
Non sono il primo né il solo che lo nota- lo notano persino le giornaliste donne.
Fino a un minuto fa, le Lady Gaga, Rihanna che sembra un mignottone della via Emilia fatto e finto, Nicole Scherzinger che non ha altra dote che una prorompente bellezza hawaiiana (ma ‘ndo a vai?), Katy Perry che è rimasta sotto alle foto delle pin up anni Cinquanta, persino la bamboleggiante Ariana Grande… era tutto sesso.
Poi all’improvviso… stop.
Mah, magari sarà un fatto suo personale, ma ne dubito.
In questo caso, stranamente, l’Italia è arrivata in ritardo, quando ha reso famoso il frigidaire Annalisa trasformandola in icona sexy…
Non saprei, non la seguo … in compenso è diventato da poco più di 48 ore famoso in tutta Italia e un po’ anche all’ estero un certo Gigiobe, 79 (!) anni che fa musica terronica dialettale in Salernitano (?) … perché gli si è sfondato il palco all’ improvviso durante un concerto, ma ne è uscito perfettamente illeso. Già oggetto di memi e accostamenti aulici a Michael Jackson che al contrario saliva e saltava su dal palco stesso con dei montacarichi nascostiel e a scatto …
GIGIONE
https://www.la7.it/intanto/video/crolla-il-palco-sotto-ai-piedi-del-cantante-gigione-la-brutta-caduta-21-08-2024-555369
Dapprima sconosciuto sotto il Volturno …
“In questo caso, stranamente, l’Italia è arrivata in ritardo, quando ha reso famoso il frigidaire Annalisa trasformandola in icona sexy…”
Si ma ci abbiamo quel gran pezzo dell’ubalda giovannona coscialunga tutta nuda e tutta calda dell’Elodie😘
Dio ce la conservi in fresco con mentuccia e lime
“…persino la bamboleggiante Ariana Grande… era tutto sesso…”
Come dicevano gli antichi?
“donna nana tutta tana!”
ma però pure, e giustamente, visto che respira anchessa:
“culo alto ci fo’ un salto!”
https://www.youtube.com/watch?v=IrhqI_qP37s
pino
“perché Taylor Swift NON è sexy?”
secondo me un po’ è il personaggio …ma io la trovo più sexy che bella! (invece trovo ariana priva di qualsiasi sensualità, ma carina)
Beh, a questo punto direi che è solo questione di gusti…
Comunque, ho appena finito di dire che forse c’è stato un cambiamento di rotta, un paio di gradi verso la sessuofobia che paventa Peucezio…
che mi sovvengono le serie TV tipo Sex Education o addirittura Bonding (che è su Netflix e parla di sadomaso) oppure una celebrativa della scena gay newyorkese anni ’70 (biecamente saccheggiata da Madonna, ci ha fatto su tutta la sua carriera…) di cui ora non ricordo il nome, Shameless dove ne fanno di tutti i colori ecc.
certo…e aggiungo bridgerton che è la cosa più vicina al porno che abbia mai visto (la prima stagione, poi si calmano un pochino, ma neanche tanto)
allora c’è UN buon motivo per dare un’occhiata!
mi sembrava una cagata pazzesca e basta
la prima stagione è molto divertente, il resto terribilmente noioso
non è che lo guarderei per la trama
Non so se questo “Scoop” sia arrivato anche a voi : Ferragosto / Feriae Augusti … una bufala ?
https://demografica.adnkronos.com/popolazione/ferragosto-vera-origine-bufala-feriae-augusti/
Prima di tutto grazie, perché non mi ero mai occupato direttamente dell’argomento.
Comunque pare che sia una “mezza” bufala;
https://www.youtube.com/watch?v=3j5_yW0bKZg
Cioè sotto Augusto sono state in effetti istituite delle feste, che non cadono il Ferragosto
(ma neppure Ferragosto cadeva di Ferragosto fino a non poco tempo fa!)
Visto adesso il video.
Insomma, come il 1° novembre (festa di Tutti i Santi, che prende la data da quella dell’inaugurazione della cappella omonima a San Pietro), si tratterebbe di una festa romana (romana della città di Roma) altomedievale (cioè dell’epoca di cui non gliene frega niente a nessuno) che poi si sarebbe estesa in tutta la Cristianità.