Weird!

Cosa dice alla madre il figlio
che crescendo va?
Non racconta poesie ma sa…
Rifluisce il fiume se la neve va, Scendono i sentieri fino al punto che li unirà;
Il cerchio della vita lei a lui riunirà
E niente mai perduto va, al centro tornerà.

Un’antichissima radice indoeuropea, *ver

Ciò che si converte, sovverte, everte, come i vermi versatili che ci divertono con i loro movimenti, come i versi che proprio mentre rimano, divergono e sfuggono ai loro avversari, oppure il verde virescente che nella primavera, emerge dall’oscurità dell’inverno.

E che passato nell’anglogermanico, crea meraviglie come worth, il valore che si diventa; wreath, la ghirlanda che ci si avvolge attorno alla testa; wrath, che è l’ira che contorce il volto; wry, che è quel leggero movimento del muscolo della bocca con cui accogliamo qualcosa di nuovo, di cui comunque diffidiamo senza cattiveria; wrest quando si strappa il potere – o il wreath – in un rivolgimento inatteso; e come weird, che è ciò che talmente diverso da essere in con-tatto con l’Altro Mondo.

Dove il senso originario è il divenire (werden in tedesco): in origine, weird è un verbo nella dimenticata lingua gemella dell’inglese, lo scozzese, che significava cogliere il destino insito nelle cose. Da cui le tremende weird sisters di Macbeth, che prevedono il destino vittorioso di Macbeth – l’ambizioso vincitore che si nasconde dentro tutti gli sbucaltatori di mondi – ma sanno anche qualcosa che a lui sfugge.

E lo incitano (wry-mouthed) alla catastrofe,

“Be bloody, bold, and resolute; laugh to scorn, The power of man, for none of woman born, Shall harm Macbeth”

Poche sono le persone che colgono il senso del vertere del mondo, che sanno che dietro ogni promessa, c’è una menzogna. E così weird, l’arte del cogliere il verso del mondo e l’aria che cambia, diventa sinonimo di strano, eccezionale e un po’ matto.

Ed è esattamente con questo senso (e senza tutti gli altri sensi che abbiamo visto prima) che un geniale antropologo, Joseph Heinrich, ha inventato la definizione di WEIRD:

WESTERN, EDUCATED, INDISTRUZIALIZED, RICH and DEMOCRATIC

Cioè esattamente la prima umanità fisiologicamente incapace di cogliere la verità del mondo, nella sua vertiginosa ciclicità.

Una piccola minoranza in questo mondo, ma che avendo in mano i Capitali in cui sono stati convertiti tutti i beni della Terra, la Parola, la Bomba Atomica e la Proprietà Privata, può decidere di tutti, finché leggono le profezie senza capirci niente.

Come Macbeth.

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21 risposte a Weird!

  1. Mauricius Tarvisii scrive:

    Leggo, però, che la radice da cui viene “inverno” sarebbe “*him”, che è legata al freddo e alla neve.

    • Moi scrive:

      “Inverno” o “Winter” ?

      • Moi scrive:

        “hībernum” …

        • Moi scrive:

          Il passaggio da /b/ a /v/ non sorprende … cfr. Fr “hiver”; da /m/ a /b/ però non mi viene nulla di analogo.

          Poi va be’ “verno” … “in verno”, “inverno”.

          • Moi scrive:

            L’etimologia della parola inverno deriva dalla radice sanscrita him- = freddo, che ritroviamo nel latino hiems = inverno, freddo, gelo… o anche nel latino him-ernum (sottinteso tempus) poi divenuto hibernum ( da cui ibernazione = congelamento). Anche nel greco antico χειμών (cheimon) = freddo, inverno troviamo traccia di tale radice. Inverno, quindi, significa tempo che appartiene (il suffisso
            -ernum indica appartenenza) al freddo, stagione gelida.

            https://www.etimoitaliano.it/2015/01/inverno.html

            Cmq ripeto che altri esempi da /m/ a /b/ in Latino non mi sovvengono.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per MT

      “Leggo, però, che la radice da cui viene “inverno” sarebbe “*him”, che è legata al freddo e alla neve.”

      Ci sta, infatti non avevo cercato l’etimologia specifica.

  2. Ros scrive:

    Miguel: “…Un’antichissima radice indoeuropea, *ver–

    Ciò che si converte, sovverte, everte, come i vermi versatili che ci divertono con i loro movimenti, come i versi che proprio mentre rimano, divergono e sfuggono ai loro avversari, oppure il verde virescente che nella primavera, emerge dall’oscurità dell’inverno”

    Bellissimo 🙂

    La primavera sacra

    “…voto pubblico (ver sacrum vovere)
    che il magistrato, a nome del popolo romano, faceva agli dei di consacrare ad essi tutti i nati della ventura primavera, vegetali, animali e uomini.

    I vegetali venivano offerti e gli animali sacrificati da ciascun cittadino nel fondo dove erano nati.

    I neonati umani non venivano uccisi, almeno in epoca storica, ma, divenuti adulti, erano come votati alla divinità e perciò non più appartenenti alla comunità;

    banditi dai confini della patria, andavano a fondare altrove una nuova colonia…”

    “…La Primavera Sacra
    (Ver Sacrum in latino) era un rituale di natura sociale e religiosa, diffuso almeno dall’Età del bronzo e comunemente praticato da diversi popoli dell’Italia antica, che comportava la migrazione di una parte di una comunità al fine di dedurre nuove colonie.

    Nelle società agro-pastorali arcaiche il ricorso alla Primavera Sacra permetteva di mantenere l’equilibrio tra la popolazione residente in un territorio e le risorse ivi disponibili, evitando che la penuria di cibo provocasse il collasso dell’intera comunità…”

    “…Questo rituale era diffuso presso i Sanniti ma sporadicamente praticato anche dai Romani; traeva origine da una promessa al dio Mamerte

    (il dio Marte presso gli Osci), al quale erano consacrati tutti i nati tra il 1° marzo ed il 1° giugno…”

    Ogni volta, infatti, che le città, causa l’eccesso demografico, si trovavano nella condizione di avere una produzione interna insufficiente rispetto al fabbisogno della collettività, oppure la terra, colpita dalla incostanza delle stagioni, rendeva meno del consueto, oppure un qualunque altro avvenimento, sia positivo che negativo, imponeva l’esigenza di limitare il numero degli abitanti, si dedicavano a una delle divinità tutti gli uomini nati in un determinato anno e con un equipaggiamento completo di armi venivano inviati fuori della loro patria.

    Questi dunque partivano come persone che non avrebbero più riavuto la terra patria, a meno che non se ne facessero un’altra ove fossero accolti in base ad amichevoli rapporti o per essersene impossessati con la guerra”

    Dionigi di Alicarnasso
    “Antichità Romane”

    https://www.treccani.it/enciclopedia/primavera-sacra_%28Enciclopedia-Italiana%29/

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Primavera_sacra

    Si badi bene,
    consacrati dal vero sacrum a Marte Dio della guerra😳

    Dov’era che ci vuole mandare che siccome siamo troppo assai quel tale lì?

    Elon Musk?😁

  3. Moi scrive:

    Weird 😉 yet interesting 🤔 post !

  4. Ros scrive:

    “Poche sono le persone che colgono il senso del vertere del mondo, che sanno che dietro ogni promessa, c’è una menzogna. E così weird, l’arte del cogliere il verso del mondo e l’aria che cambia, diventa sinonimo di strano, eccezionale e un po’ matto.

    Ed è esattamente con questo senso (e senza tutti gli altri sensi che abbiamo visto prima) che un geniale antropologo, Joseph Heinrich, ha inventato la definizione di WEIRD”

    https://www.ibs.it/the-weird-and-the-eerie-ebook-mark-fisher/e/9788875219901

    Il fascino di weird ed eerie non è sintetizzabile nell’idea che “ricaviamo piacere da ciò che ci spaventa”.

    Ha piuttosto a che vedere con l’attrazione per l’esterno, per ciò che sta al di là della percezione, della conoscenza e dell’esperienza comune, scrive Fisher.

    In questo libro, il reale si apre dunque all’ignoto, all’incubo e all’incanto

    “The weird and the eerie. Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo”
    Mark Fisher

    “Il weird è ciò che è fuori posto, ciò che non torna.
    Quel Perturbante
    – Unhomely Unheimlich – freudiano

    La differenza più importante tra l’Unheimlich e il Weird sta nel loro modo di trattare ciò che è “strano”.

    L’unheimlich di Freud riguarda lo strano all’interno del familiare, lo stranamente familiare, il familiare come strano
    – il modo in cui il mondo domestico non coincide con se stesso.

    Il weird apporta al familiare qualcosa che normalmente si trova al di fuori di esso, e che non si riconcilia con il casalingo;
    neppure come sua negazione.

    La forma artistica che è forse più appropriata al weird è quella del montaggio – la combinazione di due o più elementi che non appartengono allo stesso luogo”

    “Bello come l’incontro casuale di una macchina per cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio”

    “questa bellezza proviene dall’accoppiamento di due realtà inconciliabili su un piano che non è conveniente per esse”

    Isidore Ducasse Comte de Lautréamont
    “Les Chants de Maldoror”

    “Dal weird Jacques Lacan
    – raccogliendo la sfida lanciata dal surrealismo e dal resto del modernismo estetico – ha potuto muovere in direzione di una psicoanalisi weird,
    dove pulsione di morte, sogni e inconscio si sono svincolati da ogni naturalizzazione o senso di familiarità”

    “Dalla verità come cosa alla verità come luogo”

    Da “The weird and the eeire”

    La VERità non passa più attraverso il pensiero, ma attraverso le cose per arrivare a perdersi nei luoghi;
    nelle nuove colonie di quel Ver Sacrum dei ” I Proscritti” e i cacciati e perduti in nome di zio Marte?😳⚠️

    Mi sa che mi sono un pochino perso pure io quello che volevo dire e che manco più mi ricordo, però.
    Pazienza!🙄

    https://www.ibs.it/proscritti-ebook-ernst-von-salomon/e/9788868652005

  5. Peucezio scrive:

    L’indoeuropeo comune non conosceva le labiovelari: la radice semmai è *wer.

    Miguel, ce l’hai il Pokorny in inglese? Se no te lo passo in pdf.

    (non ho verificato l’esattezza di tutti i casi delle parole che hai citato)

  6. Peucezio scrive:

    Scusa, labiodentali.

  7. Ros scrive:

    “il senso originario è il divenire (werden in tedesco): in origine, weird è un verbo nella dimenticata lingua gemella dell’inglese, lo scozzese, che significava cogliere il destino insito nelle cose. Da cui le tremende weird sisters”

    L’etimologia, leggo, pare pure venisse dall’inglese antico “wyrd“, “fato“,
    e dalle tre Norne, del destino nella mitologia norrena;

    le filatrici, le Parche e Moire classiche;
    e, appunto, le tre streghe del Macbeth:
    “Fair is foul, and foul is fair
    Hover through the fog and filthy air”

    Le filatrici della trama e dell’ordito.

    Figlie della notte:
    Cloto, filatrice della vita;
    Lachesi, fissatrice della sorte;
    e Atropo, l’ineluttabile fatalità della morte.

    …È passato il tempo che Berta filava,
    filava la lana
    La lana e l’amianto
    Del vestito del santo
    Che andava sul rogo
    E mentre bruciava
    Urlava e piangeva e la gente diceva
    “Anvedi che santo”
    “Vestito d’amianto”
    E Berta filava…

    “La nube del telaio” Elémire Zolla

    ps
    Miguel c’ho un commento di risposta alla nostra Lucia in moderazione, se passa grazie🙂

    • habsburgicus scrive:

      filava la lana
      La lana e l’amianto
      Del vestito del santo
      Che andava sul rogo
      E mentre bruciava
      Urlava e piangeva e la gente diceva
      “Anvedi che santo”
      “Vestito d’amianto”
      E Berta filava…

      Rino Gaetano !!!
      in questi giorni ho sentito varie volte una sua canzone meno nota “Spendi spandi Effendi” e mi ha colpito il suo utilizzo di una parola che rimanda al vecchio ottomanesimo 😀 oggi obliata (Effendi, appunto)…..beh, “Ahi Maria” e “Gianna” sono invece dei classici ! quella era un’epoca migliore, c’era ancora l’Italia non ancora divenuta itaglia..e pure le canzoni erano più belle !

      • Ros scrive:

        habsburgicus “Rino Gaetano”

        i suoi testi sono notevoli, hanno rimandi insospettabili😀
        insieme a Sergio Caputo e Alberto Fortis
        (entrambi sottovalutati a mio parere)
        sono una gran bella trinità

  8. Miguel Martinez scrive:

    Per qualche motivo che non capisco, mi trovo costretto ad approvare tutti i commenti.

    Con questo caldo, ho poca voglia di improvvisarmi informatico, abbiate pazienza: scrivete, vi approverò prima o poi.

    Tanto non vado in vacanza.

  9. Miguel Martinez scrive:

    OT bellissima

    Trovo (tradotto dal tedesco in inglese) il primo attacco ai FAKE NEWS.

    Risale al programma del DAP, il partito di cui si impossessò Adolf Hitler:

    ” The party advocates an international
    law for the press of all countries. By punishing the intentional re-
    porting of false news, this law will prevent the kind of incitement
    of peoples to aggression which occurred during the World War. The
    highest principles of justice and truth must again be made valid in
    today’s world.”

    Da ora in poi appena qualcuno se la prende con le “fake news”, tirate fuori la Hitler Card!

  10. Moi scrive:

    Ma voi riuscite a postare ?
    … Chissà se ora riesco io.

  11. Moi scrive:

    Cmq almeno a livello gergale esiste anche sostantivato in “Weirdo”.

  12. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Macbeth”

    Due passi del Macbeth shakespeareano mi piace citarli sempre, e vengono a fagiolo qui parlando dei WEIRD nel senso di Heinrich.

    Il primo è l’incitamento della moglie al marito ancora esitante prima di agire:

    “Art thou afeard
    to be in thine in act and valour
    as thou art in desire?”

    Mi sembra un invito a non essere ipocriti. A fare una cosa inaudita per il solo fatto che la si desidera fare e la si può fare. Come dice il Frankenstein di Mel Brooks: “SI PUÒ FARE!”. E questa già è una giustificazione dell’atto. E’ la molla di ogni miglioramento della condizione umana: l’idea di “violare questa putt*na di materia”, come dice l’alchimista del “Mattino dei maghi”, è la realizzazione dell’ “Im Amfang war die Tat” goethiano, “in principio era l’azione”.

    La seconda citazione è quella dello stesso Macbeth che prende consapevolmente su di sé l’irreversibilità delle conseguenze delle proprie azioni, quando dice:

    “I am in blood stepp’d so far that,
    should I wade no more,
    Returning were so tedious as go o’er”

    Siamo usciti dall’Eden, inutile ogni rimpianto.

    La Terra è la culla dell’umanità. Ma non si vive mica tutta la vita nella culla.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  13. Miguel Martinez scrive:

    OT (sapevo del Galles, ma la Scozia!)

    https://futurism.com/the-byte/stonehenge-altar-stone-archaeology

    Stone Unhinged
    A “Jaw-Dropping” Study Just Revealed the True Origin of a Stonehenge Megalith
    bySharon Adarlo

    Aug 15, 1:03 PM EDT

    An altar stone that lies within the heart of Stonehenge in Southern England has turned out to be from the faraway hinterlands of Scotland, a surprising find that suggests it’s far older than any other rock at the prehistoric complex.

    That also means the architects behind Stonehenge somehow transported this gigantic six-ton stone at a distance of more than 400 miles, an astonishing feat, according to researchers who published their findings in the journal Nature.

    With Stonehenge’s other rocks being locally sourced or from relatively nearby Wales, the Scottish origin of the altar stone casts a new light on the Neolithic society responsible for Stonehenge, which dates back to 3000 BCE.

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