Libri,dolori e rinoceronti

Sotto casa, mi dicono, qualcuno ha lasciato degli scatoloni pieni di libri.

“Saranno tutti romanzi, ma do un’occhiata lo stesso”.

Scendo giù alla buona.

Sono quattro scatole tutte pronte per il camion tritacarte.

Altroché romanzi…

Storie della rivoluzione russa, trattati di antropologia, tante cose sulla Cina, testi di linguistica, un testo più interessante dell’altro. Ci deve essere l’intera biblioteca Einaudi. Un vecchio comunista, dei migliori, degli anni Settanta.

Immagino che suo nipote abbia buttato tutto questo ciarpame per fare posto a un bedenbrecfas senza il brecfas, dove arriva il peruviano-in-nero il giorno dopo a cambiare le lenzuola. Ma non lo so.

Mentre saccheggio la biblioteca, mi si avvicina un signore, italiano, sui sessant’anni.

“Sono il marito della …” e mi dice un nome e cognome, italiani, che mi sfuggono.

“Non mi ricordo…”

E lui scoppia a piangere. Gli dico che sono sceso per vedere i libri, senza portarmi dietro soldi, e lui piange ancora più forte,

“sì, era quello, volevo chiedere…”

“Raccontami di te”,

gli dico.

“No, cercherò tre euro…”, e le lacrime continuano a scendere. “Mi vergogno tanto!”

Gli stringo la mano e lui scompare.

Ieri, a venti metri da lì, avevo incontrato la Tracey.

Che è un po’ un mistero, perché parla un British perfetto, vive in Svizzera ed è cittadina israeliana, ma mi racconta che ha appena scolpito qui a Firenze un rinoceronte, e adesso si trova nella galleria delle meraviglie della nostra amica in Via de’ Fossi.

Mi presenta sua madre, e mi dice, “ha tante cose in comune con te!”, e scopro che in effetti nemmeno lei ha lo smarfo; ma proprio come me, ha un indirizzo protonmail.com.

In quel momento si avvicina un ragazzo senegalese, con gli occhi di fuori, che chiede qualcosa. Gli metto in mano cinquanta centesimi, e me li stringe senza ringraziare, e guarda ancora qualcosa di molto lontano: lui non piange, è andato oltre.

E noi ci guardiamo tutti e tre, e ci chiediamo, cosa siano gli abissi che ancora non abbiamo vissuto.

Ma stasera, devo decidere se leggere, Perché il Vietnam resiste, L’imbroglio ecologico, L’enigma della scrittura micenea, Le società segrete in Cina, L’uomo a una dimensione, La distruzione della natura in Italia.

Quest’ultimo, anno 1975.

Cosa mi consigliate?

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88 risposte a Libri,dolori e rinoceronti

  1. PinoMamet scrive:

    Se leggi qualcosa sulla scrittura micenea o sulle società segrete cinesi informami 😉

  2. Mauricius Tarvisii scrive:

    “L’uomo a una dimensione”

    Una lettura noiosa, ma bellissima, dato che ti fa capire i danni che l’hegelismo ha prodotto al pensiero contemporaneo. Nel senso che la premessa su cui si regge tutta la conclusione dell’opera ne è un esempio.

    • Peucezio scrive:

      Prima o poi farò un’indagine antropologica per capire l’avversione di voialtri millenials verso la contraddittorietà del mondo e qualunque cosa sia plurivoca.

      • Francesco scrive:

        Forse il fatto che la contraddittorietà è mentalmente inaccettabile?

        E riduce chi se ne rende conto a vivere come una bestia ma consapevolmente, che è molto peggio?

        Un conto è arrivare a una sintesi che superi la contraddizione, un conto è restarci in mezzo, trafitti come zanzara da uno spillone da entomologo ma senza neppure crepare.

        • Peucezio scrive:

          Dici?
          Io trovo che l’accettazione della contraddittorietà del mondo sia l’unica forma possibile di maturazione rispetto alle proprie manie, all’individuare un principio e farlo diventare totalizzante.

          La consapevolezza del male per esempio non significa accettazione dello stesso, significa comprenderne le ragioni per superarlo.
          Se esiste il male nell’economia del mondo, ha un suo senso o anche se non ce l’ha, vuol dire che non tutto deve avere senso.
          E farsi carico e accettare anche questo dato significa vivere in modo più pieno, più autentico e scegliere il bene in modo più maturo e meno ingenuo e finto.

          Il vero problema è il “buonismo”, la falsa indulgenza, la dialettica ingenua, che elude la tragicità radicale dell’antitesi.
          E riconosco che la restituzione della densità metafisica del male ne costituisce un utile vaccino.
          Ma ci deve essere un livello ulteriore di integrazione, altrimenti si ricade nel fanatismo, che è il pessimo fra i mali.

          Ma secondo me il problema che pone Mauricius non è etico, ma logico-cognitivo.
          E anche lì è giusto tenersi in guardia da ogni ingenua reductio che porti all’indistinto, per cui teniamoci caro Aristotele.
          Ma qui il problema non è Aristotele, è lo svuotamento dell’umanesimo col ridurlo alle categorie epistemologiche delle scienze naturali, che sono scienze strumentali e solo in parte conoscitive.
          Mentre da quando un certo antiumanesimo anglosassone ha preso piede, sembra quasi che i giovani non riescano più a riconoscere un’autonomia epistemologica delle scienze umane (che non è un absolutum, ma, al contrario, un’apertura alla complessità del culturale rispetto al naturale e alla sua irriducibilità a quest’ultimo, che non è una petitio principii metafisica, ma un atteggiamento empirico indispensabile contro una banalizzazione del sapere).

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            “Ma qui il problema non è Aristotele, è lo svuotamento dell’umanesimo col ridurlo alle categorie epistemologiche delle scienze naturali, che sono scienze strumentali e solo in parte conoscitive.”

            Cioè pretendere che l’argomentazione sia qualcosa di più di “oggi succede questo, dunque domani succederà la sua antitesi e dopodomani la sintesi delle due cose, visto che così funziona il mondo” significa ridurre l’umanesimo alle categorie epistemologiche delle scienze naturali, che sono scienze strumentali e solo in parte conoscitive, qualunque cosa voglia dire quest’ultima affermazione?

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ peucezio

            “scienze naturali che sono scienze strumentali e solo in parte conoscitive”

            Nondum matura est… 😉

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Ah, su questo sono completamente d’accordo con Peucezio e mi pare sia chiaro, oltre che condivisibile, quello che intende dire.

              E, dopo il bell’esempio del Positivismo, non c’è nessuna più invidia degli “umanisti” nei confronti dei “fisici” ma solo una grande e giustificata cautela!

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “invidia”

                Mi fai venire in mente quello che dice ‘razzista io? Ma quando mai! Sono i clandestini ad essere delinquenti!”

                Quando mai l’invidia si manifesta apertamente? Proprio la favola della volpe e l’uva dimostra il contrario, no? Non è l’umanista a guardarsi l’ombelico, è la scienza ad essere scientista; non è la volpe troppo bassa per raggiungere l’uva, è l’uva che è acerba… 😉

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Ma no caro, basterebbe che gli scienziati parlassero delle cose loro senza cercare di allargarsi su temi che neppure capiscono lontanamente.

                Non è invidia, è timore. Nutrito dall’esperienza.

            • Peucezio scrive:

              Andrea,
              la storia non è solo progressiva, ci sono competenze che si perdono.
              Almeno sul breve-medio periodo. Poi magari si recuperano.

              Pensa a Cassiodoro.
              Che secondo me si può prendere come paradigma, molto più estremo per fortuna, della contemporaneità.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Peucezio

                “che si perdono”

                Sfondi una porta aperta. Conosco la fine di Archimede, dei manoscritti Aztechi, delle biblioteche di Alessandria, di Baghdad, di Lovanio e di Mosul.

                Ma anche senza arrivare a tanto, finché si considera ignorante solo chi conosce l’entropia ma ignora Dante e non viceversa non stupisce che la scienza non venga considerata ‘vera’ conoscenza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                Il problema non è di conoscenza, è proprio di comprensione.

                E tu ne sei un perfetto esempio.

                E lo dico da ignorante, che conosce poco sia l’entropia in senso fisico, sia Dante.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “E lo dico da ignorante”

                Ammirevole sincerità.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

          • Ros scrive:

            Peucezio: “non riescano più a riconoscere un’autonomia epistemologica delle scienze umane (che non è un absolutum, ma, al contrario, un’apertura alla complessità del culturale rispetto al naturale e alla sua irriducibilità a quest’ultimo, che non è una petitio principii metafisica, ma un atteggiamento empirico indispensabile contro una banalizzazione del sapere) ”

            😳 Minchia che parli scrivendo strano frate’ ! 😱

            È un fraseggio che vuol essere un quadro astratto?

            Mangiato cose complicate a pranzo?
            😄

          • Ros scrive:

            Come si diceva: “Scienza senza Coscienza non ci ha Virtude Canoscenza di Sostanza”

            supergiu’🙄

            Edgar Morin: “Scienza con Coscienza”
            1984, Franco Angeli.

            “…Morin sostiene che “la cultura, ormai, non solo è frammentata in parti staccate, ma anche spezzata in due blocchi”: da una parte la cultura umanistica “che affronta la riflessione sui fondamentali problemi umani, stimola la riflessione sul sapere e favorisce l’integrazione personale delle conoscenze”, dall’altra, la cultura scientifica che “separa i campi della conoscenza, suscita straordinarie scoperte, geniali teorie, ma non una riflessione sul destino umano e sul divenire della scienza stessa”.

            https://www.doppiozero.com/scienza-senza-coscienza

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “Prima o poi farò un’indagine antropologica per capire l’avversione di voialtri millenials verso la contraddittorietà del mondo e qualunque cosa sia plurivoca.”

        Ma di che stai parlando?
        La mia avversione è verso le scorciatoie logiche e l’adesione dogmatica alla dialettica hegeliana per provare le proprie previsioni sul futuro.

        • Francesco scrive:

          PS non conosco il libro “L’uomo a una dimensione” per cui propriamente parlando non so di cosa state dibattendo.

          • Ros scrive:

            Francesco: “non conosco il libro “L’uomo a una dimensione” per cui propriamente parlando non so di cosa state dibattendo”

            Trattasi d’un sociologo filosofante della scuola di Francoforte
            (Erich Fromm, Walter Benjamin, Theodor Adorno, Max Horkheimer, Leo Löwenthal, Franz Neumann, Franz Oppenheimer, Roland Barthes, ecc.)

            Marcuse fiutando come un bracco lo Spirito del tempo – che soffia dove gli pare e vuole – saltò svelto sul carretto Acid Dreams dei fricchettoni Orange Sunshin dell’estate dell’amore.

            Saltò d’un zompo a molla sul pulmino wolsvaghen di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” Ken Kesey degli “Acid Tests”
            «Ero troppo giovane per essere un beatnik, ma troppo vecchio per essere un hippie»

            Arruffianandosi – il Marcuse –

            (Huxley e le sue “The Doors of Perception” l’anticipò nel ’54 che ancora c’era la Beat Generation) i giovini scappati di casa figli dei fiori della metà anni ’60 in California Dreamin’.

            Bravo e simpatico, si fa leggere.

            Fu un neomarxista funambolo e giocoliere;

            …mi sa che poco ti aggraderebbe in ogni caso … 😏😉

            • Francesco scrive:

              La Scuola di Francoforte ha un suo girone dedicato, nel mio Inferno personale!

              😀

              • tomar scrive:

                Francesco:
                “La Scuola di Francoforte ha un suo girone dedicato, nel mio Inferno personale!”
                Chissà come tremano, all’inferno ovviamente, i membri di quella congrega ora che gli piomba intesta pure questo fulmine da chi avrà letto direttamente… quante pagine loro? Ma si sa ha poco tempo.
                Per Ros: perfetta fino alle virgole la tua sintesi del Marcuse AUD.

              • Ros scrive:

                @Tomar

                Troppo gentile, non me lo merito 🙄

                Grazie 😄

        • Peucezio scrive:

          Mauricius,
          come fa un metodo dialettico a essere dogmatico?
          Qui c’è proprio un cortocircuito logico.

  3. Roberto scrive:

    Io leggerei quello della scrittura Micenea

  4. Ros scrive:

    L’enigma della scrittura micenea e L’uomo a una dimensione;
    assieme

  5. Ros scrive:

    Miguel; “…Sono quattro scatole tutte pronte per il camion tritacarte.
    Altroché romanzi…

    Storie della rivoluzione russa, trattati di antropologia, tante cose sulla Cina, testi di linguistica, un testo più interessante dell’altro. Ci deve essere l’intera biblioteca Einaudi. Un vecchio comunista, dei migliori, degli anni Settanta.
    Immagino che suo nipote abbia buttato tutto questo ciarpame…”

    Stessa fine temo faranno tutti i miei libri, dipinti, disegni, diari, carabattole, chincaglie, oxyrhynche giusquiami e corindoni a sangue di piccione della mia wunderkammer ☹

    Magari ci farò un “Auto da fé” eliascanettiano …
    o magari me ne fotto.

    Del resto, ne avrò persi tra traslochi e viaggi e dimenticati sui treni,
    tre volte quelli che rimangono😄

    Vanitas vanitatum et omnia vanitas 😎

    ps
    altro che sottocasa, per il mio, di ciarpame, ci vorranno un paio e mezzo di isolati interi

    • Ros scrive:

      Miguel: “Storie della rivoluzione russa, trattati di antropologia, tante cose sulla Cina, testi di linguistica, un testo più interessante dell’altro. Ci deve essere l’intera biblioteca Einaudi. Un vecchio comunista, dei migliori, degli anni Settanta”

      In tema, due libri molto belli:

      Alexander Masters “Una vita scartata. 148 diari trovati in un cassonetto”,
      2018 Il Saggiatore

      “Questa storia comincia nel cuore dell’Inghilterra in un ventoso pomeriggio d’inizio millennio.
      A Cambridge, in mezzo al fango di un cantiere edile e ai resti scheletrici di un frutteto, vengono ritrovati 148 diari di un autore ignoto, gettati tra i rifiuti da una mano anonima.

      Pagine fitte di una scrittura esile e urgente, pallida come un respiro; duemilacinquecento parole al giorno aggiunte riga dopo riga con foga e disciplina. Per una vita intera.

      Quelle pagine finiscono tra le mani di uno scrittore e diventano per anni un enigma da risolvere, un’ossessione, e infine un libro senza precedenti.

      Per scriverlo, Alexander Masters ha dovuto trovare una risposta a decine di domande che si ponevano sempre diverse, mentre la lettura dei diari proseguiva.

      Chi è «io», l’individuo misterioso che scrive più di cinque milioni di parole su di sé senza mai registrare il proprio nome?

      E come ha potuto tradire il talento sublime per la musica, l’arte e la scrittura di cui si diceva dotato? Chi è il suo carceriere?

      E come sono potute finire in un cassonetto le memorie che «io» ha appuntato febbrilmente dal 1952 al 2001?

      Chi è «E», la persona che ha amato?

      «Io» è vivo o morto?

      Domande che sono l’innesco di un’indagine di carne e carta, che coinvolge investigatori privati e grafologi, tra archivi scolastici e antiche ville in rovina, alla ricerca della vita sprecata di una persona goffa, inefficiente e luminosa.

      Come un grande narratore, inseguendo la voce che tracima dai diari, Alexander Masters finisce per rivelarci la propria:

      Una vita scartata è la storia reale di uno scrittore-detective sulle tracce del proprio fantasma.

      La storia del più prolifico diarista conosciuto, che mai sarebbe venuto allo scoperto se la sua opera e la sua vita non fossero state gettate via”

      https://www.ibs.it/vita-scartata-ebook-alexander-masters/e/9788865766811

      Alexander Masters “Un genio nello scantinato. Biografia di un uomo felice”
      2024 Adelphi

      https://www.ibs.it/genio-nello-scantinato-biografia-di-ebook-alexander-masters/e/9788845987144?inventoryId=662106087&queryId=2101f82d654353e5bcff2e1e07e84596

      Per non parlare del baule pieno di gente e di inquietudini di Fernando Pessoa;
      Livro do Desassossego:

      “Dal baule trovato alla morte di Pessoa escono, come dal cilindro di un mago, scritti del grande poeta e dei suoi eteronimi.

      E Tabucchi ci aiuta a districarci tra nomi, opere e stili.
      Ne scaturisce il ritratto di un genio del Novecento, che con lucidità viviseziona l’uomo del suo secolo, sottolineandone l’angoscia e la solitudine.

      Solitudine che Pessoa (forse) combatte creando degli altri da sé, eteronimi appunto, ognuno dei quali scrive con uno stile diverso sui grandi temi del Novecento”

  6. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “Perché il Vietnam resiste”

    Era già sulle bancarelle Genovesi quando andavo al liceo! 🙂

    Ciao!

    Andrea Di Vita

  7. Lucia scrive:

    Comincerei dalle società segrete in Cina, poi passerei alla distruzione della natura in Italia e poi finirei con la scrittura micenea

  8. tomar scrive:

    Miguel:
    “La distruzione della natura in Italia.
    Quest’ultimo, anno 1975.”

    Ma come, già allora?
    Già allora. La distruzione è cominciata negli anni del “miracolo economico”, anni in cui tutto sembrava possibile.

    • PinoMamet scrive:

      In effetti la natura italiana era messa assai peggio di oggi, negli anni Settanta e Ottanta.

      Qualcosa abbiamo recuperato.

  9. habsburgicus scrive:

    l’enigma della scrittura micenea

    • habsburgicus scrive:

      e anche
      Perché il Vietnam resiste [se era anche questo del 1974/1975, l’autore ha peccato di scarso ottimismo..avrebbe dovuto scrivere “Perché il Vietnam sta vincendo”..il 30 aprile 1975, l’VIII settembre americano nel Sud-Est asiatico, era vicino, con il “si salvi chi può”]

  10. Mauricius Tarvisii scrive:

    Oggi trovo questo

    https://i.redd.it/uc17gw6svx4d1.png

    (qui l’articolo completo: https://yougov.co.uk/politics/articles/49613-d-day-anniversary-britons-disagree-with-other-countries-on-who-did-the-most-to-defeat-the-nazis )

    Interessante la variazione nella percezione dei francesi, che oggi pensano praticamente l’opposto di quello che pensavano nel 1945.

  11. Moi scrive:

    PRESIDENT BIDEN CONGRATULATES MODI ON ELECTION VICTORY, U.S. AND INDIA COMMIT TO ENHANCED STRATEGIC PARTNERSHIP

    https://hoodline.com/2024/06/president-biden-congratulates-modi-on-election-victory-u-s-and-india-commit-to-enhanced-strategic-partnership/

    Elezioni, in Bharat … Hindustan o come lo vogliamo chiamare 😉

    PS

    … voi vi siete già abituati al fatto che l’ India ha superato la Cina per popolazione ?
    … per me è una di quelle cose come che Plutone non è più un pianeta !

  12. Moi scrive:

    @ MIGUEL

    … “Ol’ Good Times Are NOT Forgotten” [cit.]

    https://apnews.com/article/louisiana-surgical-castration-sex-crime-offender-234cdd9da804382d90dec409756dc445

    Louisiana lawmakers approve surgical castration option for those guilty of sex crimes against kids

    • Moi scrive:

      I Wish I Was In Dixie Land

      https://www.youtube.com/watch?v=5OKdbc0DYpM

      O, I wish I was in the land of cotton
      Old times there are not forgotten
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.

      In Dixie Land where I was born in
      Early on one frosty mornin’
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.

      Chorus:
      O, I wish I was in Dixie!
      Hooray! Hooray!
      In Dixie Land I’ll take my stand
      To live and die in Dixie
      Away, away,
      Away down south in Dixie!

      Old Missus marry Will, the weaver,
      William was a gay deceiver
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.

      But when he put his arm around her
      He smiled as fierce as a forty pounder
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.

      Chorus:
      O, I wish I was in Dixie!
      Hooray! Hooray!
      In Dixie Land I’ll take my stand
      To live and die in Dixie
      Away, away,
      Away down south in Dixie!

      His face was sharp as a butcher’s cleaver
      But that did not seem to grieve her
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.
      Old Missus acted the foolish part
      And died for a man that broke her heart
      Look away! Look away!
      Look away! Dixie Land.

      Chorus:
      O, I wish I was in Dixie!
      Hooray! Hooray!
      In Dixie Land I’ll take my stand
      To live and die in Dixie
      Away, away,
      Away down south in Dixie!

    • Ros scrive:

      @Moi
      “…Sebbene la castrazione sia spesso associata agli uomini, Barrow ha affermato che la legge potrebbe essere applicata alle donne…”

      Se la (mi viene la pelle d’oca soltanto a scrivere la parola) la … quella cosa lì chirurgica – e definitiva – agli uomini la procedura è (Zac✂️) è ovvia, per le donne cosa tagliano?

      O cosa cuciono 🤔

      • Moi scrive:

        Sterilizzazione ovarica, mi pare … no ?

        Anche questo è … “Ol’ Good Times Are NOT Forgotten”

        • Ros scrive:

          Moi: “Sterilizzazione ovarica, mi pare … no ?”

          È inficierebbe la libido?
          E l’attrazione per i minori?
          🤔🙄

          Mica che uno o una sterile perde l’eventuale pulsione?

          Pare più una forma di “vendetta” che, in pratica, non risolve granché.

          Manco per l’uomo, anche se la cesura del testosterone ha il suo perché;
          per gli stupratori violenti almeno

          Che in ogni caso, penso, sceglierebbero due o tre anni in più di galera che l’ “angelizzazione”

          • Moi scrive:

            Ma francamente, in un Pase con la Pena di Morte, delle due è strano che non ci sia da sempre la castrazione fisica (!) in questi casi ! D’ altronde ancora oggi millenni e millenni dopo Hammurabi la Legge del Taglione è popolarmente ritenuta la Giustizia per antonomasia !

            Ovviamente togliendo la contraddizione che in base alla nobiltà o alla “razza” o al reddito ecc… le cose debbano cambiare.

          • paniscus scrive:

            “Moi: “Sterilizzazione ovarica, mi pare … no ?”

            È inficierebbe la libido?
            E l’attrazione per i minori?”

            ——-

            Ma come si fa a essere così ignoranti?

            Nell’ottocento, e purtroppo anche per quasi tutto il novecento, almeno fino agli anni ’60, esistevano ancora psichiatri e ginecologi che consigliavano l’asportazione delle ovaie, o anche dell’utero, per “curare” le donne considerate “ninfomani” (anche nel caso che avessero relazioni promiscue consensuali soltanto con uomini adulti, senza saltare addosso ai ragazzini).

            Vedere la storia raccontata nel film “Rambling Rose e i suoi amanti)”, ma credevo che oggi questo fraintendimento clamoroso fosse superato!

            Ovviamente la cosa non sortiva alcun effetto, se non evitare che facessero figli (destinati all’abbandono, all’incuria o a una vita disgraziata in generale), ma di sicuro non riduceva la tendenza alla promiscuità o il rischio di malattie infettive, anzi, semmai queste poverette diventavano ancora più “sregolate” proprio perché non avevano più le mestruazioni e perché erano certe di non poter più rimanere incinte!

            • paniscus scrive:

              Ovviamente questa è solo la parte più “giudiziaria” del problema, in quanto la promiscuità sessuale o la prostituzione erano considerate anche questioni di ordine pubblico e non solo sanitarie… ma se si deve andare a estendere l’indagine a tutti i casi di donne costrette alla sterilizzazione solo perché avevano qualche problema di salute o perché erano di etnie minoritarie e “inferiori”, non si finisce più.

              Tra Stati Uniti e numerosissimi paesi europei (NON necessariamente condizionati dal nazismo), praticamente non si salva nessuno…

    • Francesco scrive:

      Sai che non ti credo? la lunghissima e scritta malissimo sinossi mostra solo la simpatia dell’A. per Hamas e la sua ostilità per lo Stato sionista.

      Volendo studiare le questioni mediorientali preferirei un punto di vista meno schierato e meno fanatico, capace di sintesi utili invece che di sbrodolature unidirezionali.

      Sennò poi mi toccherebbe leggere qualcosa dei partiti di ultradestra israeliani invece che sui partito di ultradestra israeliani.

      Sai, economia di tempo e di neuroni.

      Ciao

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Volendo studiare le questioni mediorientali preferirei un punto di vista meno schierato e meno fanatico, capace di sintesi utili invece che di sbrodolature unidirezionali.”

        Càspita! Detto da te!

      • PinoMamet scrive:

        A me sembra una lettura interessante, a gusto mio avrei fatto a meno delle espressioni tipo “occidentalame”, “stato sionista ” ecc.;

        anche se fossero di segno opposto (ricordo i “pallestinesi ” della stampa pro israeliana).

        Si può ragionare anche senza doversi mostrare schierati & incazzati a ogni riga.

        • Mauricius Tarvisii scrive:

          “a gusto mio avrei fatto a meno delle espressioni tipo “occidentalame”, “stato sionista ” ecc.;”

          Vuoi mettere con la possibilità di poter troncare subito qualsiasi possibilità di dialogo con chi la pensa diversamente per rivolgerti esclusivamente a chi la pensa esattamente come te?

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Pino Mamet

          “A me sembra una lettura interessante, a gusto mio avrei fatto a meno delle espressioni tipo “occidentalame”, “stato sionista ” ecc.;”

          Pienamente d’accordo.

          “Non sto con Oriana” lo conosco di persona da tanti, tanti anni.

          E’ fatto così: un’intelligenza straordinaria, solo che deve sempre segnare il territorio.

          D’altronde non sarebbe se stesso, se non fosse un fiorentino fazioso.

          • Francesco scrive:

            Ah, era solo NSCO, non è il libro che è scritto così?

            Ho avuto un classico effetti Oriana Fallaci: il sarcasmo è così marcato che non si capisce la sostanza.

            • Moi scrive:

              il sarcasmo è così marcato che non si capisce la sostanza.

              —————–

              Be’, è un po’ come quando il giornalista sportivo tifoso di turno racconta una partita …

              😀 😉 🙂

  13. PinoMamet scrive:

    “Ho avuto un classico effetto Oriana Fallaci”

    Oltre al sarcasmo e alla faziosità, la caratteristica più antipatica della Fallaci era la costante tendenza ad autoincensarsi.

    Leggo un suo brano in cui ricorda il suo esame di Maturità, nel ’47. Dice che la traccia di italiano era sul concetto di patria.

    Lei “brandisce la stilografica come un lupo ringhioso” e scrive ben “otto colonne piene” delle quali la sua prodigiosa memoria ci restituisce un riassunto (che non oseremmo mai credere composto da lei al momento…).
    Nel quale cita anche, con insospettabile preveggenza per una adolescente del ’47, le persone morte nei campi di sterminio (Se questo è un uomo, ricordiamo, fu scritto proprio nel ’47, ma pubblicato nel ’58…).

    Ovviamente il suo tema “getta nello scompiglio” la commissione esaminatrice, che avrebbe discusso (dobbiamo credere in sua presenza…) se lei fosse “una pazza” o “una savia insolitamente matura”.

    Né l’una né l’altra: solo un’arrogante e una mitomane.

    • Peucezio scrive:

      OMDAP.

    • Moi scrive:

      Ma infatti la Toscanitudine 🙂 è la stessa … cambia solo il bersaglio !

      Personalmente adoro la retorica pesante , aggressiva , sprezzante , roboante :

      fa un uso amplissimo del vocabolario Italiano … a differenza del Politicamente Corretto fatto di parole “neutre” preconfezionate, spesso in un insulso Pidgin giornalistese e para-aziendalese.

    • Moi scrive:

      Bastano anche certi titoli come “Intervista con la Storia”
      (1974 e 1977 in versione “potenziata) … non proprio esempio di modestia intellettuale. 😀

    • Peucezio scrive:

      Che poi il femminismo doveva rappresentare anche l’idea che la donna è razionale quanto l’uomo, non incoraggiare sfoghi uterini e trasformare la parola scritta in un flusso scomposto e disarticolato di rancore e invettiva.

      Peraltro l’antislamismo è una battaglia serissima e che venga screditata da un soggetto del genere è un delitto.

      • PinoMamet scrive:

        Ma non credo che il sesso c’entri molto.

        Forse nella Fallaci c’era più di una punta di revanscismo anti-maschile- nel suo costante descriversi come la persona più coraggiosa di qualunque gruppo umano, nelle sue foto in abiti chiaramente maschili (divise militari, jeans e mocassini posati sprezzantemente sulla scrivania ecc.), e anche in certe descrizioni del suo rapporto con Panagulis- ma questo è un tratto suo personale.

        Lei non mi è mai sembrata una persona che si sforzasse di parlare sine ira et studio – della rabbia ne ha fatto uno dei titoli più famosi- e quindi non vedo perché non riservarle lo stesso trattamento.

        E quindi affermo di ritenerla un personaggio meschino, spinto in avanti da un ego smisurato e del tutto sproporzionato ai meriti effettivi, che erano quelli di una mediocre scrittrice dalla prosa infestata di molesti toscanismi scambiati per preziosità;

        visse tempi “interessanti”, che uniti alla conoscenze e parentele le permisero una precoce carriera giornalistica negata ad altri, trasformandola prestissimo in un “personaggio”.

        Ma l’arroganza e il culto di sè stessi sono elementi comuni a molti “personaggi”, appunto, non solo donne e presunte o sedicenti femministe.

        • Peucezio scrive:

          D’accordo.
          Io mi riferivo allo stile, non ai contenuti o all’atteggiamento.
          Trovo davvero irritante leggere questi sfoghi sconclusionati senza un costrutto, un minimo di struttura argomentativa, di raziocinio.

          I contenuti sono ancora peggio, d’accordo e sono gli stessi di tantissimi uomini (disprezzabili più di lei).

  14. Moi scrive:

    Corea del Nord VS Corea del Sud … è Guerra dei Palloncini , per fortuna solo quelli !

    https://edition.cnn.com/2024/06/06/asia/north-korea-balloons-activists-kpop-intl-hnk/index.html

    World / Asia

    North Korea sent trash balloons to South Korea.
    Activists are sending balloons back with K-pop and K-dramas

    By Yoonjung Seo, Jessie Yeung and Manveena Suri, CNN

  15. Ros scrive:

    PinoMamet: “solo un’arrogante e una mitomane”

    L’ho sempre detto 😎
    I bipolari senza litio conquisteranno il mondo (prima di scancararsi male, s’intende!”🤯🤯🤯

  16. Moi scrive:

    Il Brano di K-Pop del Nord andato virale nel Resto del Mondo, spopolando specie in TikTok fra i più giovani … presi dalla musicalità festosa :

    https://www.youtube.com/watch?v=vye1TALO_uc

    Friendly Father – 친근한 어버이 _ ChinGeunHan EoBeoI
    [Eng. Sub.]
    North Korean song (2024)

    PS

    Ho ripensato a quando c’era 마리오 드라기 (“Mario Draghi”) 😀 … chissà perché !

  17. Mauricius Tarvisii scrive:

    Con ritardo trovo questo

    https://revistas.um.es/ayc/issue/view/20331/2971 (pag. 85 e ss.)

    Quindi era tutto falso? Massenzio non perseguitava i cristiani, ma si stava limitando a perseguitare gli eretici (i donatisti) per riportarli alla Chiesa ufficiale? Ed Eusebio (seguito da tutti gli altri) avrebbe utilizzato questo episodio per forgiare la storia delle persecuzioni?

    • habsburgicus scrive:

      @Mauricius
      interessantissimo l’articolo sul Regno svevo (che si trova nello stesso numero)..
      su Massenzio, che sia stato meno anticristiano della vulgata è certo c0sì come è indubbio che fu pesantemente calunniato….
      Costantino come Augusto [o meglio i loro intellettuali] hanno “purgato” e “riscritto”, stravolgendola, la Storia, con successo..già il belga Grégoire, il dominus di Byzantion (rivista che fece epoca) dimostrò che fu Licinio a iniziare la politica di cui Costantino si appropriò e a fare la svolta procristiana del 313 d.C,,,,Costantino ebbe il merito di essere logicamente conseguente, Licinio si spaventò e fece tentativi filo-pagani (ingigantiti ex post) e finì fra i “cattivi”..
      e che dire del fatto che fu il paganissimo Galerio, sul letto di morte, a dare il prima parziale riconoscimento del Cristianesimo (30 aprile 311 d.C) ?
      la storia ufficiale del IV secolo d.C è tutta fuffa….
      si è esaltato a dismisura il ruolo di Costantino, obliando le sue tare morali
      Costanzo, che fu veramente cristiano (ancorché sospettoso), venne demolito in quanto “ariano”
      Valentiniano I non ebbe le lodi meritate perché cristiano (donde l’animosità dei pagani) ma tiepido (donde l’ostilità degli zelanti)

    • PinoMamet scrive:

      Grazie!
      Molto interessante!

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