La gatta, la morte e due fratelli

In un paese della profonda Toscana, fondato dai romani, un funerale.

Sotto le nuvole intermittenti, il sole, la nebbia, un verde straordinario.

La chiesa è dedicata a lei, la Maddalena, quel misterioso essere, intensamente donna, dai lunghi capelli biondi, che compare per un attimo in un vecchio libro e segna poi per duemila anni il vissuto di tutte le donne nell’immaginario di una religione in cui lei è ovunque, tranne che all’altare.

La nostra amica musulmana si ferma davanti alla Maddalena scolpita dal Donatello, e mentre ne ammira la bellezza, dice con rispetto, che la differenza tra cristianesimo e Islam sta nel fatto che l'Islam non esalta mai gli estremi, il dolore, il sacrificio

La Signora ha ottant’anni circa, il defunto dentro una bara di legno coperto di fiori è suo fratello.

La Signora si prende da sempre sulle spalle il fardello del mondo, e cucina in maniera sovrabbondante per tutti, cucina così tanto, che a tavolo non si siede mai, perché deve preparare ancora qualcosa per far stare bene tutti.

Siamo tutti schierati, in attesa del prete, ché sento sulla destra, sotto l’immagine della Madonna, un piccolo richiamo.

Una gatta tigrata, coda ritta che ci rivela che è femmina, salutata la folla, si avvia tranquilla verso l’altare.

Sulla destra dell’altare – da chi guarda – ci sono tre sedie, una al centro per il prete quando si siede, una a destra e una a sinistra.

La gatta si siede sulla sedie a sinistra, e inizia pazientemente a lavarsi, mentre il prete comincia a dire la Messa.

Poi si legge il Vangelo, e subito dopo il prete si siede accanto alla Gatta.

Alla fine della Messa, la Signora dirà a me, che avevo una mamma e uno zio nati oltre un secolo fa; e a un fratello e una sorella, nati in questo secolo…

“Si sa che muoiono i genitori…

Si sa che muoiono i nonni,…

ma i fratelli, no!”

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89 risposte a La gatta, la morte e due fratelli

  1. Andrea Di Vita scrive:

    @ Martinez

    “differenza”

    Il che dimostra che anche l’Islam è un universo molto variegato. Parte dell’Islam il sacrificio lo esalta eccome.

    Ricordo che gli Sciiti hanno portato alle stelle l’esaltazione del martirio (sulla falsariga della sorte di Alì, se non sbaglio). Con tanto di flagellanti in processione.

    I comunicati stampa di chi sta combattendo oggi contro lo Stato di Israele fanno spesso riferimento ai propri caduti come di ‘ascesi al martirio’.

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Peucezio scrive:

      Io in fondo sotto sotto ho sempre pensato che gli sciiti non siano veri islamici, ma una cosa a sé (molto migliore).
      Ma forse è un mio eccesso interpretativo.

      • Ros scrive:

        https://www.al-islam.org/articles/le-caratteristiche-di-uno-sciita-naser-makarem-shirazi

        “Le caratteristiche di uno Sciita”
        Naser Makarem Shirazi

        “Uno sciita è coraggioso,
        paziente,
        pieno di affetto,
        puro, non compie azioni proibite,
        non ha ambizioni materiali.

        alcuni credono che attribuire aggettivi divini agli Imam
        o a Hazrat Zeinab o ai martiri di Karbala sia la vera Wilayat,
        ma in realtà stanno solo annullando se stessi.

        il mondo dei mass media si è sviluppato molto e ogni notizia, vera o falsa che sia, si diffonde rapidamente.

        Anche queste dichiarazioni false si diffondono e creano vuoti nel mondo sciita,
        cosicché gli sciiti vengono considerati politeisti e incominciano ad essere perseguitati…”

        “…Un’altra caratteristica dello sciita è che non deve essere sgarbato,
        bensì amichevole e gentile,
        deve avere l’anima degli Imam che persino con i nemici erano gentili.

        Egli non è ipocrita e non si mette in mostra.

        Uno sciita si dedica al culto notturno e allo stesso tempo è attivo durante il giorno…”

        “…Un argomento particolare:
        controllare la propria lingua;
        i sapienti di etica dicono che la prima cosa che bisogna imparare a controllare nella via verso Dio è la lingua,
        e fino a quando ciò non accade,
        il cuore non si purifica.

        La lingua è la chiave dell’essere umano;
        una persona la si conosce dalla lingua.

        Se volete mettere alla prova una persona guardate se dice la verità oppure mente.

        Se ha una serratura per la lingua parla solo quando è il momento giusto e sta attenta a quello che dice.

        Uno dei segreti per controllare la propria lingua è parlare poco, che è uno dei primi stadi del “Seir wa Solu’k” dell’‘Irfan, chiamato Sanit.

        Uno dei sapienti, dice che ci sono cinque cose che rendono l’uomo perfetto:

        • Sanit (silenzio)

        • Sawm (digiuno)

        • Sahar (stare svegli la notte, a pregare)

        • ‘Ozlat (isolamento mentale)

        • Dhikr, ricordare sempre Dio

        Sanit non significa non parlare, bensì evitare i discorsi futili e indecenti…”

    • Francesco scrive:

      Credo che il sacrificio sia molto presente nell’Islam. Ma che il Corano sia estremamente vario e piegabile a molte letture (e manco hanno un Vaticano che dia qualche indicazione cogente ai fedeli).

      Miguel, ma da quando il prete si siede alla lettura del Vangelo? a Milano è riservata a lui!

      Ciao

      • Miguel Martinez scrive:

        Per Francesco

        “Miguel, ma da quando il prete si siede alla lettura del Vangelo?”

        Infatti, intendevo subito dopo, quando dei fedeli leggono dei brani, alla rockettara-modernista-antipeuceziana, e il prete sta seduto ad ascoltare

        • Francesco scrive:

          Ehm, deve essere una liturgia particolare ….

          😮

          • Mauricius Tarvisii scrive:

            Credo si riferisca alla preghiera dei fedeli.

            • Francesco scrive:

              O al ricordo del defunto?

              Ci sono varie possibilità direi.

              Tutte lecite.

              Non il gatto, mi sa.

              • paniscus scrive:

                “Ci sono varie possibilità direi.
                Tutte lecite.
                Non il gatto, mi sa.”—–

                Non sarà previsto il gatto, ma non credo nemmeno che sia vietato.

                Non penso che esistano obblighi religiosi di buttarlo fuori se si presenta spontaneamente, specialmente in un paesello piccolo in cui si conoscono tutti, e quasi tutti conoscono le abitudini quotidiane dei gatti semi-liberi…

              • Peucezio scrive:

                Parrebbe che si sia perso un mio commento.
                Sintetizzando al massimo spiegavo come un tempo era comunissimo che entrassero gli animali in chiesa.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per peucezio

                “Parrebbe che si sia perso un mio commento.”

                non mi risultano commenti da approvare, probabilmente non è mai partito

              • Peucezio scrive:

                https://blog.urbanfile.org/2017/12/28/xxxmilano-storia-la-citta-ottocentesca-di-angelo-inganni/

                Nell’unico dipinto in cui si vede l’interno del Duomo, si scorge chiaramente un cane in basso a sinistra (il dipinto è del 1844).

              • Peucezio scrive:

                Sì, infatti devo aver pasticciato io, omesso di inviarlo.

              • paniscus scrive:

                per Peucezio: l’immagine è effettivamente significativa, ma mi pare che sia riferita a un cane domestico, accompagnato dai padroni umani, e presumibimente ben addestrato a “comportarsi bene” in società.

                Qua si parlava di un animale semilibero, che principalmente è adottato e nutrito da una famiglia, ma che è comunque lasciato libero di girare per il paese o per il quartiere.

                Evidentemente, tra i suoi percorsi abituali, includeva anche la chiesa, da cui nessuno l’ha mai cacciato via, e non vedo perché avrebbero dovuto farlo.

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Paniscus

                “per Peucezio: l’immagine è effettivamente significativa, ma mi pare che sia riferita a un cane domestico, accompagnato dai padroni umani”

                Giusta la distinzione, ma mi sembra interessante proprio il fatto che una “signora perbene”, in quegli anni, considerasse normale portarsi il cane in chiesa, senza che ciò facesse scandalo.

              • Francesco scrive:

                Nella chiesa della mia parrocchia lo fanno anche ora. Però, insieme ai bambini (pare di essere in Africa o quasi) e ai matti contribuiscono a farmi piacere le messe più che in altre chiese.

                🙂

              • Peucezio scrive:

                Nel commento scomparso citavo una parodizzazione di formule e preghiere, che si faceva nelle osterie milanesi, in cui fra l’altro si intonava, nella modalità del canto tipico di certe formule tradizionali della messa (tipo il “Dominus vobiscum” per intenderci), questa frase:

                ve l’hoo dii tanti vòlt de minga portà i can in gesa, che pissen in sui mur e sporchen tutt i pittur.

                Che significa che evidentemente la gente i cani in chiesa li portava (non so poi se davvero facessero la pipì sugli affreschi, ma sarà accaduto…).

              • Peucezio scrive:

                (Come al solito ‘ò’ si legge ò’, ‘o’ si legge ‘u’ e ‘u’ si legge ‘ü’; e le doppie si pronunciano scempie).

      • Mauricius Tarvisii scrive:

        “ma da quando il prete si siede alla lettura del Vangelo? a Milano è riservata a lui!”

        Esiste un’ipotesi: nel caso in cui ci sia un diacono.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per MT

          Esiste un’altra ipotesi. Che io abbia detto una scemenza.

        • Peucezio scrive:

          Sulle carnevalate bolscevico-bugniniano-moderniste non so nulla,
          ma, parlando di riti cattolici, in nessuna messa solenne (quella popolarmente chiamata “in terza”), né romana né amborsiana, il celebrante legge il Vangelo, perché viene cantato dal diacono.
          Il celebrante legge il Vangelo nella messa bassa.
          In quella cantata (cioè non solenne, quindi senza diacono e suddiacono, ma comunque con un certo grado di solennità), se non m’inganno il Vangelo viene cantato dal celebrante.
          Ma il celebrante, come anche il popolo, resta comunque in pedi, per rispetto verso la parola di Dio.
          Il celebrante si siede (se vuole: potrebbe anche restare all’altare) durante il canto del Gloria, del Credo, ecc., finito che ha di recitarli a bassa voce all’altare (ovviamente ci mette molto di meno del canto e quindi resta seduto dal momento in cui ha finito lui al momento in cui finisce la schola).

        • Peucezio scrive:

          Un’ottima descrizione, succinta e semplice, con alcuni riferimenti storici, della messa romana:

          https://www.sanpiox.it/archivio/articoli/liturgia/168-semplicissima-spiegazione-della-santa-messa-secondo-il-rito-romano

        • Peucezio scrive:

          Se invece qualcuno vuole sapere qualcosa sulla messa ambrosiana, si può tirare giù l’ottimo Maraschi:

          https://archive.org/details/MaraschiLeParticolaritaDelRitoAmbrosiano

          Cose divulgative, non parliamo di testi scientifici di storia liturgica, ma è molto ricco e completo.

          • habsburgicus scrive:

            grazie Peucezio !

            • habsburgicus scrive:

              come tu ben sai (molto meglio di me), ma forse può sempre essere utile rammentare
              l’ultimo Missale Romanum tradizionale fu quello di Giovanni XXIII del 1962 [e dunque Papa Giovanni XXIII in questo è molto più simile ai Papi precedenti, oggi aborriti :D, che ai Papi posteriori che in teoria si richiamano a lui !]:
              il primo Messale riformato, della “nuova chiesa” conciliare, è quello del 1970 di Paolo VI, che già ha ben poco in comune con la Messa tradizionale (abolita nel 1969) e ha paralleli inquietanti con il book of Common Prayer anglicano del 1662, quello di Charles II after the Restoration (un po’ più “tradizionale” del calvinizzante Book of Common Prayer elisabettiano del 1559/1563: è noto che il filo-cattolico Lord Halifax tentò di far passare un nuovo Book of Common Prayer verso il 1927, più cattolicizzante, ma una drammatica votazione in cui si coalizzarono laburisti, liberali e conservatori churchilliani filo-protestanti fece fallire il progetto)

              • Peucezio scrive:

                Sì, in teoria prima l’indulto wojtyliano, poi il Motu Proprio ratzingeriano prescriverebbero il messale roncalliano (che fa comunque dei brutti sfregi alla messa romana, anche se si tratta di piccoli dettagli poco appariscenti per i non esperti), proprio in quanto ultimo messale “tridentino” (Pio V si sarà rivoltato nella tomba!).

                Di fatto però, anche nelle celebrazioni della Chiesa “ufficiale” le pur piccole riforme roncalliane vengono a spesso disattese.

                Mi pare addirittura che nella messa di Roncalli del ’62 non ci sia nemmeno il secondo confiteor, che non ho mai visto mancare a nessuna messa della Chiesa “ufficiale” (ma a volte lo omettono dei celebranti fanaticamente modernisti, ma che per spirito “ecumenico” si prestano a celebrare nel vecchio rito).

                Buona norma comunque resta celebrare secondo il messale di Pio X (promulgato dal suo successore Benedetto XV nel 1920), evitando anche le riforme della Settimana Santa di Pio XII, fatte in totale buona fede dal povero Pacelli, ma ispirate dai modernisti del Movimento Liturgico, con le intenzioni che sappiamo e che si paleseranno in pieno pochi anni dopo, morto lo stesso Pacelli.

              • Peucezio scrive:

                Vedo che però è piena di inesattezze, in particolare proprio rispetto al tema che si diceva (dice che epistola e Vangelo sarebbero sempre letti dal celebrante nella messa solenne, sic!, mentre sono cantati rispettivamente da suddiacono e diacono).

              • Peucezio scrive:

                Se t’interessa, qui trovi il messale di San Pio X:
                https://archive.org/details/MissaleRomanum1920

              • habsburgicus scrive:

                ottimo….grazie
                sì, il Messale del 1920-1954/1956 è il meglio, il più “classico” (senza nulla togliere a Pio XII, intendiamoci);
                la riformina del 1956 fu carpita a Pio XII da Bugnini !!! sì, c’era già….ovviamente in quei tempi Bugnini non poteva spingersi oltre, altrimenti l’avrebbero sgamato…..ciò era riservato agli anni “senza legge” del post-Concilio !

              • habsburgicus scrive:

                leggendo le (facili) prefazioni, vedo che il Missale Romanum classico o “moderno”, promulgato da Pio V di santa memoria (1566-1572, unico piemontese a salire finora alla cattedra di Pietro ! noi ci facciamo sentire di rado, ma quando ci siamo lasciamo traccia 😀 😀 :D) nel 1570, è stato riformato appena 3 volte:
                i.nel 1604, da Clemente VIII di venerata memoria (1592-1605)
                ii.1634, da Urbano VIII di chiara memoria (1623-1644), anche se politicamente un disastro
                iii.nel 1911, da Pio X di fausta memoria
                bon..per tutto il Settecento e tutto l’Ottocento, nihil !!!

              • habsburgicus scrive:

                insomma se la durata è in sé indice di bontà :D, potremmo proporre di tornare al Messale di Urbano VIII (1634) che durò incangiato per 277 anni (1634-1911) 😀

              • Peucezio scrive:

                Habsb.:
                “insomma se la durata è in sé indice di bontà :D, potremmo proporre di tornare al Messale di Urbano VIII (1634) che durò incangiato per 277 anni (1634-1911) 😀”

                La proposta è allettante!
                Un domani dovrebbe tornare un vero papa, davvero illuminato, e potrebbe tornare a quel messale, senza nulla togliere alla santità di Pio X e del suo messale, adatto alle circostanze e all’epoca.
                Oggi il mondo per primo Novecento è lontano e niente di meglio che innovare ripristinando in toto.

                Immagino comunque che le differenze siano minime e legate a qualche festa, in ogni caso al proprio, non all’ordinario.

                Sarebbe anche bello se a livello locale si recuperassero forme di liturgia pretridentina e si celebrassero in particolari occasioni, fuori dall’ordinaria pratica liturgica (che è bene che sia universale e omogenea in tutto l’orbe cattolico, fatto salvo il particolare privilegio di Milano, la liturgia mozarabica a Toledo, il rito lionese, che differisce di pochissimo dal romano, e i riti dei vari ordini, anch’essi pochissimo difformi dal romano; e ovviamente fatti salvi tutti i riti orientali).

                Fantasie, per ora.

              • Peucezio scrive:

                Mentre devo dire che non mi sono mai affezionato troppo alle preci leonine.
                Che d’altronde sono legate a un frangente storico specifico.

                In una Chiesa restaurata, non sarebbe certo obbligatorio ripristinarle o mantenerle.

                Mi ha sempre fatto un effetto strano questa devozione sostanzialmente popolare recipata però dal celebrante e dai ministri, ancora in pianeta e tutti i paramenti.

                Ovviamente parlo di impressioni e sensibilità personali.

    • Miguel Martinez scrive:

      Per ADV

      Probabilmente ho usato alla leggera la parola “sacrificio”, che ha due significati: “farsi male da soli” e “rinunciare a qualcosa per donarla agli altri”.

      Attenzione, sono due cose molto diverse.

      Gli sciiti fanno orrore ai sunniti proprio per queste usanze che immagino derivino da un fondo cristiano mesopotamico (Ali è chiaramente un Cristo trasfigurato); e i sunniti sono il 90% dei musulmani.

      Invece il “martirio”, nel senso della morte in battaglia per l’Islam, è considerato un dono per una buona causa, un caso di altruismo e non di autoflagellazione. E’ San Martino che dona il mantello al povero, non Maria Maddalena.

      • Peucezio scrive:

        Miguel,
        “Probabilmente ho usato alla leggera la parola “sacrificio”, che ha due significati: “farsi male da soli” e “rinunciare a qualcosa per donarla agli altri”.”

        Io aggiungerei una terza definizione, cioè quella di rendere sacro qualcosa.
        Il sacrificio antico, pur offerto agli dei, veniva poi in realtà consumato dagli offerenti, quindo non vi si rinunciava.

        Questo equivoco non è banale, perché ha prodotto le farneticazioni di un Recalcati e, a un livello più alto, mi chiedo (senza volerlo, banalizzare, perché è un autore di cui so poco) se anche le letture che dà Girard del sacrificio non siano influenzate da un’interpretazione afflittiva dello stesso, legata all’uso nella lingua corrente.

        • Miguel Martinez scrive:

          Per peucezio

          “Io aggiungerei una terza definizione, cioè quella di rendere sacro qualcosa.
          Il sacrificio antico, pur offerto agli dei, veniva poi in realtà consumato dagli offerenti, quindo non vi si rinunciava.”

          Certo.

          Qui nell’Islam rientra il concetto di “haram”, che accomuna stranamente i capelli delle donne, il Corano, il maiale, l’omicidio e il territorio della Mecca.

      • Peucezio scrive:

        In sostanza il sacrificio, in sé, avrebbe un significato opposto a quello oggi comune, perché di fatto consisteva in un banchetto, in una bella abbuffata conviviale, in una bisboccia in fondo.

        Tipicamente legata alla mentalità premoderna, che ha un senso della scarsità delle risorse, laddove queste sono effettivamente scarse, ma ha anche, sempre e comunque, radicata l’idea che ci sono forme di dissipazione non solo lecite, ma doverose. E non solo in senso sacro: il contadino di una volta, anche povero, la sera andava in osteria. Poi c’era il Carnevale, le feste…

        L’idea del sacrificio nell’accezione profana moderna paradossalmente è tipica della mentalità laica borghese, cioè del capitalismo, che è una forma di ascesi basata sulla continenza, su un’amministrazione razionale delle risorse che non contempla sprechi, né piaceri, ma un continuo reinvestimento in funzione di una crescita che trascende le possibilità di consumo del singolo individuo, cui infatti non è destinata.

        • Francesco scrive:

          Bah, so che ti piace questa idea ma qualcuno dovrà pur comprarli, tutti i beni di consumo che le fabbriche dei borghesi producono! e tutte le invenzioni per rendere la vita più comoda e sicura?

          Ho la forte impressione che tu stia vedendo solo una piccola parte “teorica” del quadro, e nulla della parte reale.

          Ciao

          F o’ gaudente

    • Paolo Cavestro scrive:

      Cristianesimo e Islam NON sarebbero MAI dovuti esistere!!!

  2. Alessandro scrive:

    Dato che qui, e anche in questo post, si parla di umanità e resistenza alla quasi inevitabile disumanizzazione, ti segnalo questa inchiesta su Gaza e sull’uso dell’AI da parte dell’IDF per l’individuazione dei bersagli da assassinare:

    https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/

    E’, immagino, una declinazione, nella sua forma più brutale, del futuro che in qualche modo riguarderà tutti noi

    • Andrea Di Vita scrive:

      @ Alessandro

      “futuro”

      Futuro?

      https://www.cnn.com/2024/04/01/energy/ukrainian-drones-disrupting-russian-energy-industry-intl-cmd/index.html#:~:text=Ukraine's%20AI%2Denabled%20drones%20are,CNN%20Business

      Era il futuro per lui:

      https://www.gutenberg.org/files/32032/32032-h/32032-h.htm

      Come ho ripetutamente scritto in questo blog, non esiste praticamente nessun progresso tecnologico (e forse anche non solo tecnologico) che non abbia avuto in origine anche una finalità militare. Già venticinque secoli fa Eraclito l’aveva capito:

      “La guerra infatti è madre di tutte le cose, e degli uni mostra che sono dei, degli altri esseri umani, asservisce gli uni e libera gli altri”

      Ciao!

      Andrea Di Vita

      • Fuzzy scrive:

        Gli scioperi ucraini alle raffinerie hanno causato un aumento dei prezzi globali del petrolio, con il greggio Brent in rialzo di quasi il 13% quest’anno, lasciando i politici negli Stati Uniti preoccupati per il loro potenziale impatto economico in un importante anno elettorale.

        Pur non menzionando i prezzi dell’energia, i funzionari di Washington hanno affermato che stanno attivamente scoraggiando l’Ucraina dallo colpire queste raffinerie. “Diciamo da tempo che non incoraggiamo né consentiamo attacchi all’interno della Russia”, ha detto un funzionario alla CNN.

        Croft ha affermato che le sanzioni statunitensi e internazionali imposte dall’inizio della guerra erano state strutturate per mantenere l’energia russa sui mercati.

        “Questo era l’accordo con l’Ucraina: vi daremo soldi, vi daremo armi, ma state lontani dalle strutture di esportazione, state lontani dall’energia russa, perché non vogliamo una crisi energetica di massa”, ha spiegato Croft.

        Non sono sicuro che sia la guerra la madre di tutte le cose.
        Propendo per “il mutuo appoggio”.
        https://it.m.wikipedia.org/wiki/Il_mutuo_appoggio:_un_fattore_dell%27evoluzione
        Ma a volte le cose accadono per pura stupidità. Come nel caso delle raffinerie.

        • Francesco scrive:

          1) hai scritto scioperi. mi sono mezzo giro del mondo mentale prima di capire che ti eri solo sbagliato! 😀

          2) quello che scrivi sembra certificare che l’Occidente non è in grado di combattere una vera guerra, di quelle lacrime sudore sangue. Possiamo dire che le ha quindi già perse tutte, a meno di non attaccare il Lussemburgo?
          🙁 🙁 🙁

          3) con la fine dell’Età dell’Occidente, cosa perderebbe il mondo di buono? invito a fare un breve elenco

          Cordiali saluti

          • Fuzzy scrive:

            Ho fatto un frettoloso copia-incolla-teaduci
            Strike: attacco ma anche sciopero.
            Ma tu la metti sempre sul piano della volontà.
            Invece son cose che accadono a livello sistemico attraverso complesse interazioni e retroazioni.
            Entra energia nel sistema e questo si espande raggiungendo livelli di complessità inimmaginabili Togli l’energia e ritorna semplice. Nel frattempo se non ci stai attento ti muore qualche miliardo di persone.
            Segui Nate Hagens
            https://www.thegreatsimplification.com/

            • Francesco scrive:

              La metto sul piano della volontà? credo che la vigliaccheria sia un preciso atto di volontà.

              Devo essere cresciuto troppo a pane e partigiani.

              🙂

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “volontà”

                ‘Volonta” è qualcosa che afferisce alla psicologia, dunque alla morale. Infatti si può volere il bene o il male, e ‘bene’ e ‘male’ sono termini relativi alla morale.

                La politica è altro. In politica conta l’interesse, e di solito l’interesse include la sopravvivenza.

                Persino il re del brano evangelico di Luca (quello dei 10000 contro i 20000) è considerato stupido se fa macellare i suoi. Chi tiene la responsabilità di una comunità non può permettersi il lusso di essere eroe, per quanto spregevolmente vigliacco possa apparire lo stesso comportamento se tenuto da un singolo.

                Lasciare morire i propri cittadini per non voler ammettere di avere avuto torto è molto peggio che avere il coraggio, ricordati da Bergoglio, della bandiera bianca.

                Ed ancora più spregevole, va da sé, dell’avere provocato l’aggressione a danno di altri salvo poi lucrare sul rinnovo degli arsenali.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Si tratta di fondere acciaio, fare il pieno ai carri armati, trovare dei giovani disposti a farsi ammazzare per combattere la Russia quando non se ne capisce il perché, dato che chi ha pronunciato la nobilissima frase
                “Fuck Europa” e ci ha tagliato il gas non è stata la Russia.
                La guerra è una cosa seria, da soppesare in tutti i suoi pro e i suoi contro.
                Altrimenti rischi di fare la fine degli ucraini mandati a farsi macellare dall’artiglieria russa per una guerra già persa da almeno un anno. Infatti se possono scappano.
                Mi dicono che in molti stanno fuggendo anche dalla Polonia. Ma non per paura di essere invasi dalla Russia, credo.
                Forse di Vita ne sa qualcosa

              • Fuzzy scrive:

                https://www.rinnovabili.it/ambiente/politiche-ambientali/acciaio-a-zero-emissioni-piano-industriale-nazionale/
                Quindi, da dove iniziamo, dell’acciaio?
                Acciaio a zero emissioni, naturalmente, perché altrimenti si sfora con le emissioni.
                Facile.
                Il gasolio per far funzionare la macchina militare, compresa la
                logistica.
                Ah quello lo compriamo dalla Russia, sempre che i droni ucraini, cioè europei non mettano fuori uso tutte le raffinerie del paese nemico.
                Il consenso dei cittadini all’entrata in guerra? Francesco e pochi altri.
                Che altro c’è?
                Ah, sì, guerra nucleare
                https://energyskeptic.com/2024/nuclear-weapons-must-be-reduced-or-we-risk-nuclear-winter/
                Video consigliato in quanto mostra quante volte già siamo stati sull’orlo di una guerra nucleare e non si è innescata solo per una serie di coincidenze fortuite.
                Ci sono cose più serie a cui pensare. E costano anche molto meno. Tipo piantare alberi e ridurre i consumi inutili.

              • Fuzzy scrive:

                Naturalmente una guerra dovrebbe presupporre un controllo centralizzato degli apparati Statali.
                Benissimo.
                Peccato che l’unica struttura che può consentire enormi riduzioni di cose come trasporti, strade, imballaggi, trattamento di rifiuti, distanza dal lavoro, burocrazia, domanda di energia, infrastrutture, commercio globale e necessità di capitali, sia quella localizzata.
                Questi sono consumi inutili
                Se poi si crede nella crescita infinita, questa è una fede che sconfina nella religione. Niente, al momento lascia supporre che ci potrebbe essere una crescita infinita dietro l’angolo.
                Basta

              • Fuzzy scrive:

                https://lesakerfrancophone.fr/joe-biden-tend-la-main-a-xi-jinping-en-vue-de-la-stabilite-financiere
                Piano.
                Improvvisamente si viene a sapere che tra Usa e Cina è scoppiata la “Pace”.
                Retroscena economici e finanziari di difficile comprensione totale (tuttavia si può comprendere parzialmente. Il problema è il debito americano che senza la collaborazione in qualche modo della Cina, trascinerebbe la prima economia mondiale in una recessione di quelle da libro di storia).
                Quindi ci si può rilassare e sperare che il peggio sia stato scongiurato.🌞🌟
                Che strana roba, però. Mondo di matti.

              • Francesco scrive:

                Andrea

                “se fa macellare i suoi”, non se combatte.

                E’ invitato a vagliare se la guerra sia la soluzione migliore tra quelle possibili, non ad alzare bandiera bianca per principio.

                E questo per la Scrittura.

                Passando alla Storia, quanti popoli hanno deciso di resistere agli invasori in nome della libertà? e perchè solo gli ucraini di oggi sarebbero dei coglioni?

                Non mi tornano i tuoi conti.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “libertà”

                I Carbonari Italiani combattevano per la libertà. Loro non bombardavano per anni di seguito i connazionali che non li seguivano. La tua “libertà” mi sembra tanto quella della propaganda di Goebbels che esortava appunto a difendere la libertà del popolo contro l’invasore da oriente.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • habsburgicus scrive:

                “libertà”, “liberazione” sono parole vaghe 😀
                proprio adesso ho letto un numero del Marburger Zeitung, quotidiano in lingua tedesca di Marburg an der Drau nella Stiria meridionale oggi nota come Maribor (in mano agli sloveni, non vi è più un solo tedesco, nessuno sfuggì a Tito), in data 9 aprile 1941 allorché riprese le pubblicazioni dopo tre giorni [uscì anche in periodo jugoslavo sino al 6 aprile, giorno dell’attacco tedesco], in cui esaltava la “liberazione” dal “giogo serbo” avvenuta con l’ingresso delle truppe tedesche alle 8.00 dell’8 aprile 😀 i militari jugoslavi furono derubricati a “soldataglia serba”
                Marburg verrà presto annessa de facto al Reich e affidata al Reichsstatthalter e Gauleiter di Steiermark (Stiria) il dr. Sigfried Uiberreither, nazistissimo (ma poco famoso) in qualità di Chef der Zivilverwaltung della Untersteiermark, assumendo tutti i poteri dalle autorità militari il 14 aprile, come ci documenta lo stesso giornale che ringrazia “il nostro Führer” 😀
                Marburg resterà tedesca fino all’8 maggio 1945 e credo sia una delle ultimissime città in cui sventolò la Hakenkreuz quando già Amburgo, Berlino, Monaco e Coloni erano in mano ai vincitori
                poi giunse Tito….e furon dolori 😀

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Alessandro

      “Dato che qui, e anche in questo post, si parla di umanità e resistenza alla quasi inevitabile disumanizzazione, ti segnalo questa inchiesta su Gaza e sull’uso dell’AI da parte dell’IDF per l’individuazione dei bersagli da assassinare:

      https://www.972mag.com/lavender-ai-israeli-army-gaza/

      Grazie, per quanto si possa dire “grazie” a qualcuno che ti ha appena presentato l’orrore assoluto.

      Va al di là di tutte le cose tragiche che io possa avere scritto su questo blog.

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ Martinez

        “orrore”

        Sai che a ben pensarci forse forse…non è mica vero?

        Israele, ricorrendo all’IA, ammette implicitamente che la tattica che finora ha avuto successo – commandos + Merkava – + missili – non funziona più, tanto che deve mandare avanti droni capaci di cercare da soli i nemici.

        Sta facendo come l’Ucraina, che anch’essa ricorre a droni con IA (nel suo caso, per supplire alla mancanza di munizioni).

        Questo vuol dire che Israele NON sta vincendo la guerra. E fra un po’ di tempo Hamas – come già i Russi – imparerà come contrastare l’IA nemica. O con jamming, o più verosimilmente con altre IA. Forse Hamas non ha ancora i laboratori necessari, ma l’Iran se li può procurare facilmente nei suoi contatti con Mosca e Pechino.

        Risultato: un nuovo equilibrio del terrore basato anche sulle IA. E un grande sviluppo tecnologico delle stesse, motivato dal mantenimento di questo equilibrio: una corsa agli armamenti con ricadute benefiche nei settori civili ben maggiori di quelle dell’altra corsa agli armamenti, quella degli anni Sessanta.

        Cerchiamo di vedere anche il lato positivo delle cose.

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Andrea Di Vita scrive:

          @ Martinez

          “orrore”

          Continuando dal post precedente: anche quando i nemici di Israele hanno imparato a proprie spese a coordinarsi fra di loro, cioè nel conflitto del Kippur, Israele ha sempre vinto sul campo tank contro tank perché alla tradizionale tattica di stampo Sovietico di attacchi con tank pesanti attorniati da mezzi più leggeri, trasporti truppe ecc. ha contrapposto velocissime incursioni di tank leggeri (come appunto i Merkava) senza sacrificare mai la velocità alla potenza di fuoco.

          Contro guerriglieri abili a nascondersi fra le rovine di una città bombardata Israele ha aggiunto alle sua carte una intelligence eccellente che combina in modo unico tecnologia e fattore umano, così che i Merkava sanno dove colpire. Assassini mirati e preventivi di capaci condottieri nemici (penso all’eliminazione del vice di Arafat a Tunisi per opera di un commando di agenti del Mossad sbarcati da un canotto) hanno aiutato in passato a mantenere disorganizzate le già disunite armate ostili a Tel Aviv.

          Già contro un esercito unito (non come gli Arabi nel ’48 e nel ’67), bene equipaggiato, estremamente motivato (per motivi religiosi) e ben trincerato come Hezbollah che non ha mai attaccato Israele se non da remoto con missili l’IDF ha avuto grossi problemi. Come diceva Kissinger, quando si scontrano un esercito e dei guerriglieri l’esercito che non riesce a vincere ha perso già solo per questo e la guerriglia che riesce a non perdere ha vinto già solo per questo.

          Difficoltà politiche a parte, con Hamas oggi a Gaza le cose non sembrano andare molto meglio. Probabilmente Hamas è meno armato di quanto non lo fosse Hezbollah nel Libano, ma è trincerato anche meglio (i famosi tunnel). I guerriglieri escono alle spalle de Merkava e li colpiscono con armi a razzo portatili da distanza molto ravvicinata in modo da non lasciare il tempo per una difesa, eventualmente sacrificandosi davanti alla corazza reattiva del tank (o, come dicono loro, ‘ascendendo al martirio’): l’effetto è comunque di fermare il mezzo, che va abbandonato dall’equipaggio. Israele può certo far tabula rasa secondo il principio dell’eliminazione degli ‘animali umani’, ma non è facile ammazzare trentamila e passa persone in cinque mesi mobilitando trecentomila uomini in tutto (riservisti compresi!); un simile tasso di omicidi di civili si sta già avvicinando a quello della Shoah, che i nazisti però ottennero con una vasta rete di infrastrutture preesistenti che a Gaza mancano (ferrovie, ecc. Persino Auschwitz esisteva già prima del 1939, come complesso di caserme dell’esercito Polacco). Ovviamente se si cerca in rete una stima di quante siano le perdite Israeliane di Merkava si trova di tutto, da meno di 130 a più di 500. (Ai quali vanno aggiunti i 4 o 5 Merkava distrutti da Hamas il 7 ottobre). Il che vuol dir poco o nulla se non si tiene conto che di Merkava Israele ne aveva costruiti in tutto 1300. Perdere in cinque mesi di guerra contro degli ‘animali umani’ una simile percentuale dei propri mezzi pesanti senza ottenere ancora una vittoria tangibile e senza avere liberato molti ostaggi non è cosa da poco. Tanto più che i 1300 pezzi di artiglieria Israeliani servono a poco se non sai dove devi sparare, e se spari nel mucchio crei solo macerie ideali per cecchini e imboscate. E’ vero che Israele ha il dominio dell’aria, ma vale anche qui il discorso dell’artiglieria; gli aerei sono utilissimi per abbattere gli edifici più alti da dove uno armato di RPG può colpire in sicurezza i tank.

          Insomma, è come la ‘grande controffensiva’ Ucraina del 2023: grandi distruzioni, molte vittime, moltissima propaganda e relativamente pochi risultati sul campo. La frase di Kissinger rimane valida. Politicamente, poi, la posizione di Israele appare compromessa sul piano internazionale come mai era successo, e la società Israeliana appare profondamente spaccata al suo interno.

          Che Zelensky e Netanyahu ricorrano all’IA, il cui uso è ovviamente ancora del tutto una primizia sperimentale, non mi stupisce.

          Ciao!

          Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Martinez

            È destino che debba dimenticare qualcosa.

            Per chi non lo sapesse, quando un tank ha una “corazza reattiva” vuol dire che ha un sistema che rileva un ordigno in arrivo e che gli lancia contro qualcosa per fermarlo in aria. Nel Merkava un sistema optoelettronico si accorge se un bazooka ha sparato contro il tank e lancia una granata a intercettare il razzo per aria, in modo da salvare il tank. Si può aggirare in vari modi: o colpendo il tank in punti deboli (cingoli, giunzione della torretta) o suicidandosi sparando col bazooka vicinissimo al tank, di modo che la granata della difesa reattiva esplodendo comunque investa il tank

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Francesco scrive:

              Che io ricordi, le difese reattive erano state abbandonate perchè massacravano la fanteria che sempre accompagna i tank. Non ha senso pensare che l’esplosione della granata della difesa reattiva possa forare una corazza di carro armato, scusa! per quello ci vuole una bella carica cava, meglio se doppia, e che arrivi a contatto.

          • Francesco scrive:

            Andrea

            sospettavo da tempo che tu scrivessi dopo aver assunto sostanze pericolose.

            Il Merkava è il carro armato più pesante della storia, corazzato all’inverosimile per protegge equipaggio e incursori.

            Il fatto che tu li definisca “tank leggeri per velocissime incursioni” non è solo totalmente sbagliato. Indica che davvero quello che scrivi non ha basi razionali, tanto meno fattuali, ma i meandri oscuri della mente.

            Fiction, diciamo, per essere delicati.

            Mentre sull’uso della IA per identificare i combattenti di Hamas e distinguerli dai civili, mi pare un progresso rispetto alla logica della Seconda guerra mondiale. Ma sono il solo a usare la memoria?

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ francesco

              “Merkava”

              Era usato come MBT leggero e veloce contro i tank di classe T Egiziani di fabbricazione Sovietica durante la seconda fase della guerra del Kippur.

              E ha trionfato perché gli Egiziani usavano i tank alla Russa: pochi mezzi pesanti che fornivano copertura a mezzi leggeri blindati per trasporto truppe, a costo di andar lenti. Più veloci, e fregandosene di coprire truppe, i Merkava potevano aggirare e distruggere i mezzi pesanti Egiziani.

              Quanto alla corazza reattiva, questa para il colpo di un RPG che spara da lontano. Ma se ci sei vicinissimo, ad esempio sbucando fuori da un tunnel che il Merkava ha appena oltrepassato, il tuo proiettile RPG viene fermato dalla corazza reattiva appena fuori dallo stesso tank, che risulta quindi comunque investito dalla esplosione. Il tank è immobilizzato e l’equipaggio può salvarsi solo abbandonandoli. Ovviamente chi aveva in mano l’RPG è “asceso al martirio”.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              P.S. Quella sui combattimenti cogli Egiziani l’ho presa da un editoriale di Rivista Italiana Difesa uscito da poco.

              • Francesco scrive:

                Guarda che ero serio: il Merkava è pesante, fisicamente, più di ogni altro carro armato. Siamo sulle 65-70 tonnellate di lento bestione.

                E sicuramente più di qualsiasi carro sovietico dal T54/55 al T80. Qui siamo sulle 34-40 tonnellate.

                Quale guerra contro l’Egitto avrebbe combattuto il Merkava? è posteriore alla pace Sadat-Begin che io ricordi

                Ciao

  3. tomar scrive:

    droni ukraini
    Dall’articolo si evince che gli americani sono contrari in linea generale agli attacchi antipetroliferi in quanto business as usual, ma lascino tatticamente fare – messaggio di escalation a Putin – nelle more del deficit sui rifornimenti militari. Si evince anche che l’Occidente in salsa ukraina sembra decisamente in vantaggio sui russi nell’utilizzo concreto dell’AI.
    Probabilmente non più sulla Cina.

  4. Ros scrive:

    Miguel: “…Siamo tutti schierati, in attesa del prete, ché sento sulla destra, sotto l’immagine della Madonna, un piccolo richiamo.

    Una gatta tigrata, coda ritta che ci rivela che è femmina, salutata la folla, si avvia tranquilla verso l’altare.

    Sulla destra dell’altare – da chi guarda – ci sono tre sedie, una al centro per il prete quando si siede, una a destra e una a sinistra.

    La gatta si siede sulla sedie a sinistra, e inizia pazientemente a lavarsi, mentre il prete comincia a dire la Messa.

    Poi si legge il Vangelo, e subito dopo il prete si siede accanto alla Gatta…”

    Bellissima immagine e siparietto;
    meraviglias l’inclusività ecumenica di questa chiesa cattolica che fa pace col gatto😀

    Bastet-áilouros-Iside- Vergine Maria>Mare> Luna> nettuno> pesci>IV°, VIII° .XII° casa:

    “…In quanto madre divina e,
    più nel dettaglio,
    divinità protettrice del Basso Egitto,
    Bastet fu spesso associata alla dea Uadjet,
    la principale patrona del Basso Egitto.

    Assunse infine il nome di Uadjet-Bast,
    in parallelo con l’accostamento fra Sekhmet e Nekhbet,
    patrona principale dell’Alto Egitto (la dea Sekhmet-Nekhbet).

    Alla fine,
    la sua posizione di preminenza nel Basso Egitto la portò a essere legata con la più importante dea Mut>Madre

    …risultato di questo sincretismo fu la dea Mut-Uadjet-Bast.

    Subito dopo, Mut assunse anche l’identità di Sekhmet-Nekhbet
    (Leonessa> Dea della Guerra)

    altri (a ragione?) la presentano come un aspetto di Iside😽
    (anche Mut fu assimilata a Iside)…

    “Papiro di Ossirinco II secolo a.C.:

    Dea dalle molte facoltà,
    onore del sesso femminile.

    Amabile, che fa regnare la dolcezza nelle assemblee,

    nemica dell’odio.

    Tu regni nel Sublime e nell’Infinito.

    Tu trionfi facilmente sui despoti con i tuoi consigli leali.

    Tu vuoi che le donne si uniscano agli uomini.

    Sei tu la Signora di Terra Mare Cielo

    Tu hai reso il potere delle donne uguale a quello degli uomini!”

    …i greci la videro come una divinità lunare
    (a ragione!!!😎)
    Femminile> Acquea> Madre> Notte> Sogno> Luna> Argento> Gatta.
    piuttosto che come solare;

    Bastet era, forse, in origine, una dea legata al sole (???)🤔
    Sole> Giorno> Oro> Leone> Sekhmet) …”

    https://www.youtube.com/watch?v=KzmqagrtAck

    • Ros scrive:

      Bastet-áilouros>

      Iside>Vergine Maria> Mare> Luna> nettuno> pesci>
      IV°, VIII° XII° casa> Femminile> Acquea> Madre> Notte> Sogno> Luna> Argento>.

      piuttosto che come solare.

      https://www.youtube.com/watch?v=U77BKgcpLg8

    • Miguel Martinez scrive:

      Per Ros

      ““Papiro di Ossirinco II secolo a.C.:”

      Che meraviglia!

      Non lo conoscevo!

    • Miguel Martinez scrive:

      per Ros

      ““Papiro di Ossirinco II secolo a.C.:”

      Sto cercando in rete il testo originale, e trovo una sequenza di ri-citazioni. Mi piacerebbe trovare l’originale, poi scopro che i Papiri di Ossirinco sono 500.000 frammenti (!), come posso orientarmi?

      • Francesco scrive:

        Auguri!

        😀

      • Ros scrive:

        Miguel: “Ossirinco, 500.000! come posso orientarmi…”

        E se me lo fossi inventato?😏

        Papiro di Ossirinco n.1380, 1. 214-216, risalente al II secolo a.C.

        https://www.romanoimpero.com/2009/11/il-culto-di-iside.html?m=1

        Ma anche:

        Perché io sono la prima e l’ultima,
        Io sono la venerata e la disprezzata,
        Io sono la prostituta e la santa,
        Io sono la sposa e la vergine,
        Io sono la madre e la figlia,
        Io sono le braccia di mia madre,
        Io sono la sterile, eppure numerosi sono i miei figli.

        Io sono la donna sposata e la nubile,
        Io sono colei che dà la luce e colei che non ha mai procreato,
        Io sono la consolazione dei dolori del parto.

        Io sono la sposa e lo sposo,
        E fu il mio uomo che mi creò.

        Io sono la madre di mio padre,
        Io sono la sorella di mio marito,
        Ed egli è il mio figliolo respinto.

        Rispettatemi sempre,
        Poiché io sono la scandalosa e la magnifica.

        E se mi fossi inventato pure questo?

        Inno a Bastet-Iside

        https://youtu.be/AtJ_AwgY-VU?si=KGydyHhq78aqgv9F

        • Ros scrive:

          Iside, Bastet, Demetra, Cibele, Magna Mater, Matrix, Artemide, Diana, Maria, Madre con bambinello di Notte al Mare con la Silver Luna PesciNettuniana …

          Liquido Amniotico, Inconscio

          “La Dea Bianca” di Robert Graves …

          Una faccia (un casino di facce😎)
          una razza (un casino di razze)

          I Simboli sonno accussì:
          ambigui inclassificabili inafferrabili inaffidabili infidi innamorati

          prendere o lasciare😏

      • PinoMamet scrive:

        Tutto io devo fare!

        https://archive.org/details/oxyrhynchuspapyr11gren/page/193/mode/1up

        (Nel caso il link non si apra al punto giusto, dovrebbe essere volume 11 pag 190 e seguenti)

    • Mauricius Tarvisii scrive:

      “questa chiesa cattolica che fa pace col gatto”

      I problemi con i gatti sono un mito storiografico

      https://en.wikipedia.org/wiki/Pangur_B%C3%A1n#References

      • Miguel Martinez scrive:

        Per MT

        “I problemi con i gatti sono un mito storiografico”

        Meraviglioso!

      • Ros scrive:

        Mauricius: “Pangur Bán” IX° se.

        “…Cia beimmi amin nach ré,

          ni derban cách a chele

          maith la cechtar nár a dán,

          subaigthius a óenurán.

        He fesin as choimsid dáu

          in muid dungní cach oenláu

          du thabairt doraid du glé

          per mu mud cein am messe.”

        Stupendo
        Grazie😀

        “The Secret of Kells – Pangur Ban Song”

        https://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Kells

        https://www.youtube.com/watch?v=tTiSak8r9P8&t=1s

        • Ros scrive:

          21/03/2024 alle 5:15 pm

          https://kelebeklerblog.com/2024/03/20/limprovviso-oltraggio-al-lussemburgo/

          – vedi le coincidenze strambicosincroniche –

          avevo delirato tempo a dietro a proposito dei Pisciculi-Pesce-Ichthýs …

          “…Simboli e i mitologemi del pesce:
          ἰχθύς: ichthyos ouraniou theion genos.

          Ossirinca piscicula haeckeliana trifida.

          Oannes “prope flexum lini piscium”

          Oxyrrhynchoupolis Ὀξυρρύγχου Πόλις : città del pesce dal muso aguzzo.

          al dì Al-Bahnasa.

          Per -Medjed: pesce elefante del Nilo venerato come il pesce che mangiava il pene di Osiride Giona e Geppetto.
          “Est in mari piscis rotundus, ossibus et corticibus carens, et habet in se pinguedinem, mirificam virtutem, quae si lento igne coquatur, donec eius pinguedo et humor prorsus recedit… et quousque lucescat, aqua maris imbuatur” (Allegoriae super librum Turbae, in Artis auriferae).

          Questo piscis rotundus non è affatto un pesce, bensì un mollusco piscis-pisciculus, il lucescat-candescat.
          liscius senza ossa ne squame (cruribus)

          Lucente d’immenso IMMONDO(?😲)

          Abissale con la lanternina in testa!
          lovecraftiano grand’antico insomma,
          maperò SACRO! und pure putente
          stella marina, pulmo marinus tornando a Haeckel 😉

          Nicolas Caussin dice, ha in sé un calore tale che non solo abbrucia tutto ciò che tocca, ma in questo modo assimila subito anche il suo alimento.
          Esso “Il pesce stella” rappresenta quindi la veri amoris vis inextinguibilis.
          L’efficacia della divina gratia de profundo levatus…”

          e ora come ora i Pesci con Iside Bastet XII° ritornano col gatto.

          PesceGatto???🙄

          La Civetta Gufetta
          (Strigidae Athene Noctua Ctonia Artemide Cacciatrice Lunare Vergine)
          e la Micetta???

          https://c8.alamy.com/compit/f7n6jj/la-civetta-e-la-pussycat-characaters-da-edward-lear-1812-1888-artista-inglese-illustrator-autore-e-poeta-ed-e-nota-soprattutto-per-la-sua-assurdita-letteraria-in-prosa-e-poesia-e-soprattutto-il-suo-limerick-f7n6jj.jpg

          Edward Lear
          “Il gufo e la gattina”

          Il gufo e la gattina presero il mare
          in una bella barca color verde pisello
          portando con sé miele e tanti soldini
          avvolti in un foglio da cinque sterline.

          Il gufo verso il cielo alzò lo sguardo
          e con la chitarra dolcemente intonò:

          “O mia bella gattina, micina amorosa
          sei di tutte le più deliziosa,
          proprio tu, la mia gattina!

          Che amor di gattina che sei!”

          E la micia rispose al suo gufo:
          “Elegante è il tuo volo, dolce il tuo canto!
          Basta indugiare, diventa mio sposo.
          Ma dove prenderemo l’anello?”.

          Presero il largo, per un anno e un giorno,
          arrivando là dove cresce l’alberobongo.
          E la nel bosco stava Porcello Parruccone
          con un anello penzolante dal naso, dal naso,
          con un anello penzolante dal naso.

          “Caro Porcello, per un soldo mi venderesti il tuo anello?”
          Ma certo, rispose il porcello.
          E preso il cerchietto divennero sposi
          di fronte al Tacchino che abitava sul poggio.

          Mangiaron polpette e fettine di mela
          usando un cucchiaio fatto a forchetta.

          Poi man nel mano in riva al mare
          al chiaro di luna presero a danzare, danzare, danzare!

          Al chiaro di luna presero a danzare.

          https://www.frasimania.it/poesie-gatti/

          Tout ancor ‘na volt se tient 😎

          • Ros scrive:

            il pescestella degli abissi ctonii bui e biechi:

            Oxyrhyncus ΙΧΘΥϹ

            https://i.postimg.cc/qqGFHfK5/Ossirinca-bastet-Iside-Aurora-consurgens.jpg

            • Ros scrive:

              THE OWL AND THE PUSSY-CAT.

              The Owl and the Pussy-Cat went to sea
              In a beautiful pea-green boat:They took some honey, and plenty of money
              Wrapped up in a five-pound note.The Owl looked up to the stars above,
              And sang to a small guitar,”O lovely Pussy, O Pussy, my love,
              What a beautiful Pussy you are,You are,You are!What a beautiful Pussy you are!”

              Pussy said to the Owl, “You elegant fowl,
              How charmingly sweet you sing!Oh! let us be married; too long we have tarried:
              But what shall we do for a ring?”They sailed away, for a year and a day,
              To the land where the bong-tree grows;And there in a wood a Piggy-wig stood,
              With a ring at the end of his nose,His nose,His nose,With a ring at the end of his nose.

              “Dear Pig, are you willing to sell for one shilling
              Your ring?” Said the Piggy, “I will.”So they took it away, and were married next day
              By the Turkey who lives on the hill.

              They dined on mince and slices of quince,
              Which they ate with a runcible spoon;And hand in hand, on the edge of the sand,
              They danced by the light of the moon,The moon,The moon,They danced by the light of the moon.

          • Ros scrive:

            PesceGatto???🙄

            Catfish

            https://www.youtube.com/watch?v=tTiSak8r9P8&t=1s

            “The Secret of Kells – Pangur Ban Song”
            …a 1 minuto…
            … ove il micetto della micetta ti diventa PesceGatto con “l’Arte di Sognare” del catfischer-ing per eccellenza😲😵🥴

            https://www.youtube.com/watch?v=eaIxET-Rj1s

            Gatto del Cheshire-Stregatto-Ghignagatto

            https://www.youtube.com/watch?v=z1FBmfLlt1A

            • Ros scrive:

              “The Secret of Kells – Pangur Ban Song”
              …a 1 minuto…
              … ove il micetto della micetta ti diventa PesceGatto con “l’Arte di Sognare” del Catfischer-Ing per eccellenza😲😵🥴

              https://it.wikipedia.org/wiki/Trickster

              “..Nella mitologia, nella religione e nello studio del folclore il trickster (traducibile approssimativamente con “imbroglione” o “truffatore”)
              è un personaggio, uomo, donna o animale antropomorfo, vorace, abile nell’inganno e caratterizzato da una condotta amorale,
              al di fuori delle regole convenzionali.

              Questa figura liminale e ambigua ha spesso nei miti un ruolo altrettanto importante di quello delle classiche divinità o personaggi, aventi invece una funzione precisa e determinata.

              Lewis Hyde nel suo saggio “Trickster Makes the World”, definisce una divinità ingannevole che rappresenta la “paradossale categoria dell’amoralità sacra”.
              E ancora:

              «Ogni comunità ha i suoi confini, il suo senso del fuori e del dentro, e l’impostore (“trickster”) è sempre lì alle porte della città o alle porte della vita, facendo in modo che ci sia sempre scambio.

              Egli presiede anche ai confini attraverso cui i gruppi articolano la loro vita sociale.

              Distinguiamo costantemente giusto e sbagliato, sacro e profano, pulito e sporco, maschio e femmina, giovane e vecchio, vivente e morto, e ogni volta l’impostore varcherà la linea e confonderà le distinzioni.

              Egli incorpora dunque l’ambiguità e l’ambivalenza, la doppiezza e la duplicità, la contraddizione e il paradosso»

              Iside-Bastet- Sekhmet-Mut-Seth in Egitto;

              Lucifero prometeico nel cristianesimo;

              Loki per i norreni;

              Puck nella mitologia celtica;

              Ermes, Eris, Prometeo e a volte Dioniso in Grecia;

              ʿIfrīt nella cultura araba e islamica;

              Huehuecoyotl in Messico;

              Kitsune nel mito giapponese;

              Kutkh nella mitologia dei popoli dell’estremo oriente russo…

              eccetera eccetera

              • Ros scrive:

                e per tignopignoleria ci
                aggiungo concludendo questo Calipso Storytelling Logos Locus Amoenus Solus Roussel Chiare, fresche et dolci acque :

                ”O lovely Pussy, O Pussy, my love,
                What a beautiful Pussy you are,You are,You are!

                What a beautiful Pussy you are!”

                https://www.ondacinema.it/film/recensione/the-secret-of-kells.html

                “The Secret of Kells”
                di Nora Twomey, Tomm Moore

                Francia/Belgio/Irlanda (2009)

                “Appare evidente come parte del successo di cui oggi gode il cinema d’animazione orientale, stia nella sua capacità di attingere al grande baule della propria storia, delle proprie leggende e del proprio folklore.

                Ciò che rapisce la nostra attenzione
                (e il nostro cuore) di fronte a film come “La storia della Principessa Splendente”
                o “La città incantata” non è semplicemente la costruzione drammatica della trama, ma la capacità degli autori di mescolare la propria fantasia a elementi provenienti dalla tradizione, dall’arte, dalle fiabe e dai miti locali, non soltanto da un punto di vista contenutistico, ma anche e soprattutto dal punto di vista grafico.

                Nel mondo Occidentale questo aspetto è meno curato
                (anche se non del tutto assente),
                forse anche a causa del carattere globale della distribuzione hollywoodiana, che spinge molti registi a cercare il successo di pubblico più che a indagare le proprie radici e a elaborare un proprio stile.

                In ciò fa eccezione l’irlandese Tomm Moore, che sin dal suo primo lungometraggio ha saputo far leva sulla storia e sulle leggende della piccola isola di origini celtiche, inserendo nelle proprie storie e nelle proprie animazioni elementi storici, spunti artistici e richiami culturali che contribuiscono a rendere la sua filmografia così interessante.

                “The Secret of Kells”, ambientato in un monastero irlandese del IX° secolo, ai tempi delle invasioni vichinghe dell’isola, racconta le vicende fantastiche del giovane miniatore Brendan, impegnato nell’illustrazione del libro di Kells, un antico codice medievale realmente esistente e considerato uno dei picchi dell’arte irlandese del periodo.

                Il libro di Kells non è però l’unico elemento che Moore prende a prestito dalla storia: persino il nome del gatto Pangur Ban, compagno di Brendan, deriva da una poesiola del tempo, che un giovane monaco irlandese dedicò al proprio felino.
                Questa capacità di utilizzare elementi reali all’interno della finzione arricchisce il racconto e lo rende ancor più efficace.

                Il leggendario potere di vincere le tenebre, che Brendan è convinto di trovare nel manoscritto, riflette la convinzione medievale secondo cui i vangeli e il messaggio cristiano avrebbero portato la luce anche nelle terre più oscure, preda del paganesimo e dell’eresia.

                Ma la contrapposizione tra mondo cristiano e mondo pagano, che si farà più marcata in “Wolfwalkers”, è qui sostituita dalla figura del protagonista, la cui amicizia con la fata dei boschi Aisling, rappresenta proprio il ponte tra le due tradizioni, unite nella lotta contro la distruzione e la sete di denaro incarnata dai vichinghi.

                “The Secret of Kells” porta avanti invece una riflessione matura sul ruolo dell’arte
                (e in particolare del disegno)
                che se non è capace di sconfiggere le tenebre in senso letterale
                (i vichinghi abbatteranno le mura e metteranno a ferro e fuoco il piccolo monastero) è però capace di ridonare speranza, di elevare l’animo dell’uomo e di donarci opere che nessuna quantità di oro potrà mai comprare.

                E proprio perché il soggetto della pellicola è l’arte, è interessante notare in che modo l’opera sviluppi una propria forma artistica.

                Ciò che infatti rappresenta l’elemento di maggior interesse all’interno del film è sicuramente il modo in cui le animazioni di Moore si conformano alla storia narrata, definendo quello stile artistico che rivedremo poi anche nei successivi film dell’animatore irlandese.

                In particolare qui, richiamandosi proprio all’arte medievale, Moore gioca con le proporzioni, con l’assenza di profondità e di prospettiva, facendo muovere i personaggi in sfondi fissi, accostando simbolicamente figure lontane nello spazio, creando un senso di piattezza,
                che talvolta richiama esplicitamente le miniature degli antichi codici e che rende possibile l’asservimento di ogni elemento grafico al senso della narrazione.

                Si gioca anche parecchio con le simbologie medievali cristiane, come la contrapposizione tra le forme geometriche del cerchio (simbolo del mondo celeste, della bontà delle cose divine) e del quadrato
                (simbolo di ciò che è terreno, creato, e dunque asservito a logiche puramente materiali).
                Non a caso la pianta del monastero è circolare, mentre i vichinghi proiettano, al loro passaggio, ombre rettangolari;
                allo stesso modo il malvagio Crom Cruach
                (non a caso un serpente!)
                si muove con traiettorie quadrilaterali e per sconfiggerlo Brendan disegnerà attorno a lui un grande cerchio bianco.

                La seconda componente dell’opera è invece certamente rappresentata dalla rielaborazione dell’arte irlandese.

                Oltre al codice di Kells, che diventa parte integrante del plot, ritornano più volte le croci celtiche, le triquetre, le triskelis e altri motivi tipicamente pre-cristiani che donano alla narrazione un carattere maggiormente popolare e folkloristico.

                Tali simboli non solo ritornano come elementi della narrazione
                (l’occhio di Crom, che servirà da lente ai miniatori ricorda chiaramente le rune),
                ma prestano anche la loro forma agli elementi naturali
                (i fiocchi di neve a forma di croce celtica)
                e vengono infine utilizzate come texture per arricchire superfici e sfondi.

                Tali texture, che diventano un elemento tipico delle animazioni di Moore, si richiamano inoltre alla migliore tradizione artistica europea, tradendo il loro debito nei confronti di pittori quali Klimt o Kandinsky.

                Anche la musica, che si rifà alle tipiche ballate e gighe irlandesi e ai canti monacali, contribuisce a creare un’atmosfera specifica e gravida di senso.

                L’unione di simbologie cristiane, di elementi popolari e di richiami alla storia dell’arte agisce, allo stesso modo dell’amicizia tra Brendan e Aisling, come un ponte tra paganesimo, cristianesimo e modernità, tra il passato e il presente irlandese (ed europeo).
                È proprio questo, in effetti, ciò che il cinema di Moore si propone di fare:

                delineare nuove storie, nuove immagini che non dimentichino però la grande ricchezza e la grande importanza della nostra storia.”

                Ameiurus melas

                https://hellokidslabs.github.io/kidswiki/img/coloring-pages/cute-cat/cute-cat-coloring-pages-2.webp

  5. Ros scrive:

    Ot spassoso su temi pure spassosi

    https://www.linkiesta.it/2024/04/la-seduzione-di-mister-huberman-e-altri-abissi-del-giornalismo-occidentale/

    “…ho guardato la penultima copertina del New York,
    quella in cui una premio Pulitzer cui chiaramente hanno dato il Pulitzer solo perché si percepisce femmina pur essendo nata col bigolo scriveva che i bambini devono poter cambiare sesso e noi non dobbiamo impicciarci.

    L’arbitrio degli ottenni è sacro, diamine!..”

    “…se siete insensibili vi convincerà definitivamente questa frase dell’articolista:

    «In privato, non sembrava granché preoccupato del patriarcato».
    Forse la pena di morte non è abbastanza.

    Come in molto giornalismo americano postMeToo,
    le donne sono comunque vittime.
    Se stai con uno stronzo, non ti sei andata a infilare in una dinamica che per qualche ragione andava bene anche a te
    (una nazione in cui sono tutti in analisi, e dall’analisi non imparano nientissimo):
    sei femmina, quindi vittima.

    Gli ottenni hanno l’arbitrio, le donne adulte no…”

    https://www.linkiesta.it/2024/03/trenta-anni-stupidi-dottore-adulti-infantili-chiara-ferragni/

  6. Fuzzy scrive:

    https://youtu.be/WCli0gyNwL0?feature=shared
    Kelebekiani!
    😇
    Qui si vede come ispirandosi ad antiche pratiche indigene, gli africani stanno rinverdendo e coltivando il Sahara.
    E scusate se è poco.
    I giovani ritornano nella loro terra d’origine per coltivare la terra.
    Grandiosi.

    • Ros scrive:

      Fuzzy: “…Qui si vede come ispirandosi ad antiche pratiche indigene, gli africani stanno rinverdendo e coltivando il Sahara…”

      Un’altra volta… 🙄
      a passo di gambero pare che andiamo!
      a cerchi concentrici di corsi e ricorsi

      evvài co ‘e teste tonne fra le verdi frasche, allora!
      Ritornerà la Melusina – importante!😑 – Sirena Serpe Marina Nostra Signora di Lusignano?
      (è la Chiave; Melusina è fondamento degli Cosi)

      “…documentazione archeologica pertinente ad antiche popolazioni che vissero nel deserto del Sahara, in un periodo in cui questo vasto territorio era ancora coperto da un ricco manto vegetale…”

      https://samorini.it/site/wp-content/uploads/2020/05/tassili2.jpg

      https://samorini.it/archeologia/africa/funghi-allucinogeni-teste-rotonde/

      Dal pellegrinaggio della Santa Solanacea
      (Inoxia-Stramonium-Methel)

      Santa Prostituta:
      Vita Sanctae Marie Aegyptica Fragaria
      (Strawberry Field Forever)

      Nostra dulce signora dei mici berilli e fortunelli

      https://i.postimg.cc/L2Zd7s1W/Melusina-Maria-Aegypta-Fragaria-2.jpg

      «Da dove credi dunque che vengano, venissero
      – le Melusine delle campagne dei boschi delle valli? –

      Le Melusine delle vecchie montagne?
      – Gentili fumacchi impalpabili come aerei semi
      – fanno da staffetta agli uomini poverelli
      – verso le ultime postreme stazioni confinarie…

      …Vengono dai piccoli pertugi neri

      – del tronco preistorico e secco
      – perlustrato dalle formiche a miriadi…

      …O se la campagna vede scendere la sera,
      – e i ciuffi i gruppi di faggi di carpini di querce
      – di alberi antichi stanchi strampalati
      – si rinchiudono neri,

      – allora dalle radici dei fossi escono le Melusine.»

      (Dino Buzzati, Poema a fumetti)

      • Ros scrive:

        Melusina:

        AL 2 O3
        Mater Dolorosa.
        La vispa Teresa.
        The Ladies of Grace Adieu a FinisTerrae Montsalvat.
        la Candida Rosa Nossa Senhora do Rosário de Fátima.

        https://www.youtube.com/watch?v=HtUH9z_Oey8

        https://i.postimg.cc/hKmxBWMt/Melusina-Pilgrimage.jpg

        https://www.youtube.com/watch?v=rxVVoolAPMo

        Mendelssohn: Das Märchen von der schönen Melusine ∙ hr-Sinfonieorchester ∙ Paavo Järvi

        è importante! mi arraccomando😇

        • Ros scrive:

          Let me take you down, cos I’m going to Strawberry Fields

          Nothing is real and nothing to get hung about
          Strawberry Fields forever

          Living is easy with eyes closed
          Misunderstanding all you see

          It’s getting hard to be someone but it all works out
          I
          t doesn’t matter much to meLet me take you down,
          cos I’m going to Strawberry Fields

          Nothing is real and nothing to get hung about
          Strawberry Fields forever

          No one I think is in my tree
          I mean it must be high or low

          That is you can’t you know tune in but it’s all right
          That is I think it’s not too bad
          Let me take you down, cos I’m going to Strawberry Fields
          Nothing is real and nothing to get hung about

          Strawberry Fields forever

          Always, no sometimes, think it’s me
          But you know I know when it’s a dream
          I think I know I mean a “Yes” but it’s all wrong
          That is I think I disagree
          Let me take you down, cos I’m going to Strawberry Fields
          Nothing is real and nothing to get hung about
          Strawberry Fields forever
          Strawberry Fields foreverStrawberry Fields forever

          https://i.postimg.cc/Td2xv4B4/Strawberry-Fields-forever.jpg

  7. Francesco scrive:

    Confermo: il carro Merkava entra in servizio nel 1979 con la versione 1, il suo peso va dalle 63 alle 65 tonnellate.

    Si caratterizza per la maggior enfasi data alla protezione dell’equipaggio rispetto alla mobilità e (nelle prime due versioni) alla potenza di fuoco.

    Mai stato un carro veloce o agile.

    Diciamo che da giovane studiavo bene queste cose e la memoria non mi ha tradito.

    • Francesco scrive:

      il T54/55, il carro armato più prodotto della storia (non sapevo avesse battuto lo Sherman!) era sulle 36 tonnellate.

      il T62, mediocre successore designato, arrivava a 40 tonnellate

      il T64 aveva il caricatore automatico, che ogni tanto staccava un pezzo del cannoniere e siamo a 42 tonnellate

      il T72, in teoria un mezzo migliore ma mi sa che ha perso tutte le sue guerre, aveva un bel cannone da 125 mm e pesava 46 tonnellate

      il T80, ultimo tank sovietico a me noto, pesava anche lui 46 tonnellate e avrebbe dovuto essere “quello figo” rispetto al T 72. sospetto sia stato un fiasco, invece.

      insomma, nulla a che vedere con i Merkava, quanto a peso.

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