Il noi reale e il Noi Surreale

La Guerra ha ovviamente due poli: Noi e Loro.

Meno ovvio è il fatto che anche “noi” ha due poli.

Da una parte il noi reale, con le minuscole, il noi della vita vissuta.

Un contadino del Sud, anno 1915, aveva una serie di noi reali: la famiglia prossima e quella allargata, altri contadini, il santo patrono, forse anche il circolo anarchico, ad esempio.

Sul noi reale lo Stato impose il Noi Surreale: ad esempio, il “nostro” sacro confine è il Brennero.

Del confine del Brennero si può in verità affermare che sia stato tracciato dall’infallibile mano di Dio”. A pronunciare queste parole fu Benito Mussolini. Era il 6 febbraio del 1926.

Per il Noi Surreale, loStato ordina al contadino di dare la propria vita come la darebbe per il suo noi reale, per i suoi stessi figli.

Lo scarto tra il noi reale il Noi Surreale sta negli 870.000 soldati italiani denunciati per diserzione nella Prima Guerra Mondiale.

Però, più viviamo una vita astratta, con relazioni diffuse ma per questo poco profonde, e più siamo alfabetizzati, più diventa forte il Noi Surreale.

Rupert Brooke, 1887-1915, fu il poeta del Noi Surreale: inglese, molto bello, sincero, coltissimo, si arruolò appena iniziò la guerra, e annunciò

“Se dovessi morire, pensate solo questo di me: C’è qualche angolo di un campo straniero che sarà per sempre Inghilterra”

A uccidere Rupert Brooke fu una sepsi insinuatagli da un‘anonima zanzara nemica. Il poeta morì sull’isola greca di Skyros, mentre si apprestava a partecipare alla strage intercontinentale di Gallipoli.

Su Skyros, lo hanno commemorato così, senza mutande ma anche senza bandiera britannica:

Ogni Stato, o costellazione di Stati, produce un proprio Noi Surreale.

Finché siamo sotto incantesimo, il Noi Surreale ci sembra ovvio.

Appena passa però il suo momento, il Noi Surreale si svela nella sua menzogna.

Nudo come il povero Rupert Brooke.

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58 risposte a Il noi reale e il Noi Surreale

  1. Ros scrive:

    Miguel:

    “…Ogni Stato, o costellazione di Stati, produce un proprio Noi Surreale.
    Finché siamo sotto incantesimo, il Noi Surreale ci sembra ovvio.
    Appena passa però il suo momento, il Noi Surreale si svela nella sua menzogna.
    Nudo come il povero Rupert Brooke.”

    “L’invenzione della tradizione”
    (Ancora tu
    Non mi sorprende lo sai
    Ancora tu
    Ma non dovevamo vederci più
    E come stai
    Domanda inutile)
    E. J. Hobsbawm, Terence Ranger

    “…cioè con i vecchi modi di agire o di comunicare ancora vitali,
    le “tradizioni inventate” sono l’insieme di pratiche che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è implicita la continuità con il passato.

    Ogni società ha accumulato una riserva di materiali in apparenza antichi:
    per rinsaldare vincoli nazionali, per connotare la fisionomia di partiti e classi sociali.

    Questa sorta di ingegneria sociale e culturale ha caratterizzato l’affermarsi delle nazioni moderne, che hanno cercato di legittimare la loro storia più recente cercando radici nel passato più remoto.”

    Bello – e per certi versi meglio – pure:

    “Ethnos e civiltà: identità etniche e valori democratici”
    di Carlo Tullio-Altan

    “Questo saggio riguarda il problema relativo alla qualità specifica del principio di identità etnica e suggerisce alcune inedite chiavi di lettura dei tragici eventi che caratterizzano questa fase della nostra storia.

    Il discorso muove dal chiarimento del problema della definizione univoca dell’esperienza simbolica come distinta da quella razionale.

    Questo principio simbolico unificante è descritto come una configurazione di elementi, trasmutanti in valori:

    nella memoria storica del gruppo, come epos;

    nell’insieme delle sue norme di convivenza, come ethos;

    nella stirpe di cui i singoli si sentono parte, come genos;

    nel territorio in cui il gruppo vive, come topos.

    L’insieme di questi elementi è lo strumento per indagare più a fondo la storia umana: l’ethnos”.

    Sempre di Altan (non l’immenso fumettaro, ma l’antroposociologo serio e sostenuto vedi pipa e barba)

    “Religioni, simboli, società: sul fondamento umano dell’esperienza religiosa”

    “Soggetto, simbolo e valore. Per un’ermeneutica antropologica”

    “Le origini storiche della scienza delle tradizioni popolari”

    “La sagra degli ossessi: il patrimonio delle tradizioni popolari italiane nella società settentrionale”

    Miguel:
    “…Però, più viviamo una vita astratta, con relazioni diffuse ma per questo poco profonde, e più siamo alfabetizzati, più diventa forte il Noi Surreale…”

    Più deliziosamente fessi dei semicolti difficile trovarne🧏

    manco alla fiera dell’Est te li sbolognano più insieme alle FED, Zenit, Zorki, Kiev, Leningrad, Start.

    Analogiche a telemetro o reflex biottiche tutte fintoRolleiflex, fintoLEICA

    con VetroLenti fintoZeiss Planar;

    finteContax Tedesche di Germania che ai crucchi gli avevano fottuto i progetti come prima cosa con la presa di Berlino.

    I russi carabbattolari come i cinesi😎

    https://images.app.goo.gl/Z9ZncUZpMLxjSLdb9

    Bellissime!!!❤️

    10 HP tutte cromate, son tue se dici sì

    Mi costan una vita

    Per niente le darei

    Ma ho il cuore malato

    E so che guarirei

    Bellissime!!!❤️

    Come fermacarte da vetrinetta o a farci la Lomografia con le foto col progetto punto per punto che devono venire a come viene viene.

    Più vintage vissute sdrucite e lampiate cromaticamente astruse meglio è.
    Come i jeans più dei jeans.

    I semicolti dicevo🤔
    dagli da piccoli una pulciosa triennale democratica

    – quattr’esami Q.I. 75 per eccesso –

    detta simpaticomicamente oggidì addirittura Laurea
    al Pippo Ciccocioppo che fu nato per ambire dopo decenni di tirocinato al ruolo di zappatore di cippole sotto il sole di Satana,

    e aggiungi pure un posto alla tavola di Carletto il re dei mostri

    https://youtu.be/ptkmfnh8RoQ?si=hkeH9QOXYLTEiL6G

    Classista? Io? No, no!
    È che seguendo il suo TaoDao di innato Cipollaro
    (mica facile a farsi, aivoglia a sfottere lo zappatore di cipolle, ci vuole essere Mastri fatti per farlo😳)

    sarebbe di sicuro realizzato e più felice😊

    E manco trapasserebbe male e bloody gazpacho mary in guerra limonando colla lingua la bandiera.

    Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia nell’ombra dei fossi Masino mille papaveri rossi;
    la guerra dovrebbe essere sempre come quella di Piero

    https://youtu.be/-0qGXNbg5Fc?si=Tn0f86yflV9NJsBN

    😌

    Che volevo dire🤔
    Ah ecco!

    L’articolo m’ha fatto reminescenzeare Lucio Battisti-Mogol,

    e Pasquale Panella con lo sperimentalismo surreale magico sublime di finevitae (living Will)
    🙂

  2. Ros scrive:

    @ Moi

    • “Der wanderer über dem nebelmeer”
    und

    • “Le Puer Aeternus à semelles coupe-vent”

    • “Le Puer Aeternus à semelles coupe-vent”

    • “Il viaggiatore incantato”

    https://www.youtube.com/watch?v=QV2DFRRbQ5Q

    https://www.adelphi.it/libro/9788845910296

    http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/misticacristiana/antologiasilesio.htm

    “Man muß noch über Gott

    Wo ist mein Aufenthalt? Wo ich und du nicht stehen.

    Wo ist mein letztes End, in welches ich soll gehen?

    Da, wo man keines findt. Wo soll ich denn nun hin?

    Ich muß noch über Gott in eine Wüste ziehn”
    __________________________
    El regalo del águila:
    “Ya me entregué al poder que dirige mi destino.

    Ya no me aferro a nada, por lo que no tengo nada que defender.

    No tengo pensamientos, así que puedo ver.

    Ya no temo a nada, así que puedo estar de acuerdo conmigo mismo.

    Vigilante nocturno y staccato,

    Déjame pasar el águila a la libertad.”
    __________________________
    Il fuoco da profondo
    (l’Arte dell’agguato. La socialità e la follia controllata):

    “Si porque tomo tequila, mañana tomo jerez.

    Si porque me ves borracho, mañana ya no me ves.

    Valentina, Valentina,

    Rendido estoy a tus pies.

    Si me han de matar mañana que me maten de una vez”

    https://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Citazioni-Il-Dono-dell-Aquila/Principi-Arte-dell-Agguato.htm

    • Ros scrive:

      La Valentina
      (La Caveira Calavera Catrina): Jorge Negrete

      “Una pasión me domina
      Y es la que me hizo venir
      Valentina, Valentina
      Yo te quisiera decir

      Dicen que por tus amores
      La vida me han de quitar
      ¿No le hace que sean muy hombres?
      Yo también me sé pelear

      Si porque tomo tequila
      Mañana tomo jerez
      Si porque me ves borracho
      Mañana ya no me ves

      Valentina, Valentina
      Rendido estoy a tus pies
      Si me han de matar mañana
      Que me maten de una vez

      Si porque tomo tequila
      Mañana tomo jerez
      Si porque me ves borracho
      Mañana ya no me ves

      Valentina, Valentina
      Rendido estoy a tus pies
      Si me han de matar mañana
      Que me maten de una vez”.

      https://i.postimg.cc/022PP2JB/Gothic-Calavera-Catrina.jpg

      https://elcinemexicano.com/wp-content/uploads/2023/02/La-Valentina.jpg

      https://lavalentinamexico.com/

      • Ros scrive:

        Ma insomma ☹🤓!!!
        Cioè?

        “Dietro lo Specchio” Pietro Citati:

        “In anticipo su De Saussure, Lewis Carroll aveva compreso che la lingua non combacia con la realtà.

        La lingua è arbitraria.

        Da un lato sta la “cosa”
        – questo pezzo di pane, questa pietra, questo paesaggio sul quale si posano indolentemente i miei occhi –

        che, a rigore, non può essere nominata:
        dall’altra il “nome”;
        e fra loro si apre un abisso incolmabile. […]

        I nomi non sono consequen­tia rerum, ma, al contrario,
        le cose sono le conseguenze dei loro nomi.

        Così, per esempio, se in inglese i rami si pronunciano bau essi abbaieranno “dietro lo specchio”:

        i fiori sonnecchieranno pi­gramente perché “aiuola” vale, in inglese, come “letto di fiori”;

        e se la farfalla si chiama butterfly, essa aprirà delle sottili ali di pane e di burro.”

        • Ros scrive:

          “…dimentica sé stesso,

          propone ambiguità in piena luce,

          piccole far­se,
          giochi, allusioni, cazzatelle strabiche,
          contestando il tempo rettilineo e mostrando che la realtà è un sogno che si può affrontare con ragionevolezza e buon senso,

          – Calderon De La Barca “la vida es sueño” –

          con diplomazia e senza dimenticare un necessario sen­so spratico;

          è (anche)il nonsense, l’assurdo, il bizzarro, la stranezza… il Surreale*;

          inteso, questo, come te lo intendevano Roger Gilbert-Lecomte, René Daumal, Roger Vailland and Josef Šíma.

          E mai da impegno “Vero”, come invece André Breton”.

          * Le Grand Jeu, rivista dei “poeti semplicisti” alla Quest.

          Nel 1925 furono avvicinati al Surrealismo di André Breton, che poi “scomunicò” il gruppo poiché poco serio e men’ancora LevTrockijsta;
          o altro😎.

          “«“Le Grand Jeu” occuperebbe un rango insigne nel coro dei movimenti d’avanguardia di questo mezzo secolo» scriveva Claudio Rugafiori nel 1967, presentando il primo degli storici
          (e da tempo introvabili)
          «Fascicoli» pubblicati da Adelphi.

          Esso infatti «propaga un messaggio che ancora oggi può scuotere non poche abitudini di pensiero».

          È passato più di un trentennio, e questa affermazione suona più attuale che mai.

          Nel periodo che va dal 1928 al 1932 il gruppo che si stringe attorno ai poco più che adolescenti Daumal e Gilbert-Lecomte

          (un’esile schiera di «angeli ingangati»,
          come li definiva un altro dei membri, Roger Vailland, uniti da «mille affinità mistiche»)

          intraprende una ricerca che, partendo da una lettura appassionata e radicale della Bhagavad Gita e dei maestri vedantici, lo condurrà a prendere le distanze dal surrealismo e dalle sue facili ricette e a perseguire, attraverso il superamento del limite e la liberazione dalle costrizioni dei sensi, una «caccia alla visione interiore».

          «Je dis qu’il faut être voyant, se faire voyant. Le Poète se fait voyant par un long, immense et raisonné dérèglement de tous les sens.»
          A. R.

          Ses visions seront exprimées dans le langage « de l’âme pour l’âme », qui résumera le tout :
          «des parfums, des sons, des couleurs, des pensées qui accrochent et tirent les pensées»

          Fino al raggiungimento dell’ebbrezza fulminata, all’evidenza immediata di un sapere assoluto e inesprimibile

          – in quel non-luogo astrale dove i contrari
          (il vuoto e il pieno, il dentro e il fuori, il dritto e il rovescio) si annullano in quanto tali.

          Il loro coraggio, scrive ancora Rugafiori, fu
          «nel porre le domande, esserne garanti, tendere a una risposta esauriente, pagare di persona,
          fino in fondo».

          La maggior parte dei testi raccolti in questo volume apparve negli unici tre numeri del «Grand Jeu» (inverno 1928, primavera 1929, autunno 1930);

          fra gli altri, le poesie di René Daumal (1908-1944) e Roger Gilbert-Lecomte (1907-1943),
          tutte con i testi originali a fronte, e la polemica con i surrealisti.”
          Adelphi.

          “…In questo momento sta sognando”
          disse Tweedledee;
          “secon­do te cosa sogna?”.

          Alice disse: “Questo non può dirlo nessuno”.

          “Ma sogna te!”
          esclamò Tweedledee, battendo trionfante le mani.
          “E se smettesse di sognarti, dove credi che saresti?”

          “Dove sono ora, naturalmente” disse Alice.

          “Macché!”
          ribatté Tweedledee con disprezzo.
          “Tu non saresti più in nessun posto.
          Tu non sei che una specie di cosa nel suo so­gno!…”

          “videmus nunc per speculum in enigmate tunc autem facie ad faciem nunc cognosco ex parte tunc autem cognoscam sicut et cognitus su”

          https://i.pinimg.com/originals/46/cc/47/46cc473aada8a15baeebaca7dc5b926c.jpg

          “Alice’s Adventures in Wonderland”
          da “Dietro lo Specchio” Pietro Citati
          in “Il Male assoluto. Nel cuore del romanzo dell’Ottocento” o forse
          “Il tè del cappellaio matto” ???

          quello che vi suona meglio🙄😊

          • Fuzzy scrive:

            una notte, Zhuangzi sognò di essere una farfalla che volava leggera e spensierata. Dopo essersi svegliato era confuso, si domandò come potesse determinare se era veramente Zhuangzi quando aveva appena finito di sognare di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi
            Ma forse il surrealismo era più guerra-centrico.
            Poi tiro fuori “la scimmia artistica”
            di Desmond Morris
            Ho dei vaghi ricordi da mettere a fuoco.

            • Ros scrive:

              @Fuzzy (il ritorno della Y!!!)
              “…Ma forse il surrealismo era più guerra-centrico…”

              I surrealismi! Sono tanti. Son Legione.
              E vengono da lontano e a dietro di traverso tra le righe.

              I Realismi Magici d’una Nuova Oggettività italocrucca;
              le Metafisiche Carrà-De Chirichiane,
              La scultura Gotica Flamboyant di Baltrušaitis, Ruskin, Walter Pater vittoriano co Dante Gabriel Rossetti e le sue beatrici Rosse
              “Preraffaelliti”
              dal 24 Febbraio al 30 Giugno 2024
              Museo Civico San Domenico Forlì.

              le Bretonate di regime stella rossa in serie,

              l’Antigrazioso Donghi e Cagnaccio Di San Pietro:

              https://i.pinimg.com/originals/3b/3b/a1/3b3ba1e33f0a754592770fe1cbd47387.jpg

              https://i.pinimg.com/originals/86/36/9e/86369e43abb6603904a7a36848f18bf6.jpg

              Albert Birkle, Otto Dix…

              https://i.postimg.cc/1zJk6MhP/Albert-Birkle.jpg

              https://www.kunstsammlungen-chemnitz.de/wp-content/uploads/Otto-Dix_Die-Rothaarige_1931-1223×2048.jpg

              Felici i Casoriati perché d’essi sarà il Regno Segreto

              https://1.bp.blogspot.com/-qqRz84p49ug/Ut6QWYmyU0I/AAAAAAADEIQ/EZOdrxuYXD8/s1600/Felice+Casorati+-+Tutt%2527Art%2540+%252832%2529.jpg

              si fa facile a dire surreale😎
              Surreale?
              Si, ma quale!?🤔

              quello di Balthus
              …del Doganiere
              per’esempio?

              https://img.libraccio.it/images/9788809991972_0_500_0_75.jpg

              iSimbolismi dei Nabis che porteranno a Malevič, Kandinsky sineastesie e all’Astrattismo?

              Il Dada patafisico Alfred Jarryese-Kénosisiano del bizantino Tristan Tzara e singing company?

              (Hugo Ball “Cristianesimo bizantino” 2015, Adelphi)

              Qual’è l’arte che non è – o è stata – surreale?

              Pure (a ben ragione queste)
              la nazista e il Realismo socialista della Rivoluzione Culturale😉

              • Miguel Martinez scrive:

                Per Ros

                “si fa facile a dire surreale😎
                Surreale?
                Si, ma quale!?🤔”

                Infatti, ho usato “surreale”, con molti dubbi, soprattutto perché è ovviamente strettamente legato a “reale”. Una specie di gemello simbolico, un’ombra, una mistificazione.

              • Fuzzy scrive:

                https://www.eroicafenice.com/salotto-culturale/dadaismo-e-surrealismo-quali-sono-le-differenze/
                Si. Avevo ricordi talmente vaghi che ho confuso il surrealismo col
                dadaismo. Comunque adesso sono a casa.
                Dunque sono due movimenti che condividono aspetti simili, ma quello più anti-guerra era il dadaismo.
                E qui c’era una donna incredibile ben descritta nel libro di Morris.
                Peccato che sono ancora a letto e
                il libro è al piano terra.
                Ma tra un poco mi riattivo.

              • Ros scrive:

                ps.

                sorry assai per i sgrammatichi selvatichi panici silvani fauni sileni
                tirati “a tignité”

                e per la sistematizzazione rigale sciatta,
                data dalla fretta cattiva consigliera🥺

                comincio ad avvertire un nonsocchè a tipo di qualcuno volò sul nido del cuculo,
                non so se mi spiego:

                le ova i nidi…

                «Ero troppo giovane per essere un beatnik, ma troppo vecchio per essere un hippie»

                • “Acid Tests”, con musica dei Grateful Dead, in alcune poesie di Allen Ginsberg e nei libri:

                • ” The Electric Kool-Aid Acid Test” di Tom Wolfe e

                • “Hell’s Angels” di Hunter S. Thompson.

                Gianluca Lerici🥴

                https://citynews-today.stgy.ovh/~media/48020504196410/bad-trip-shake-2.jpg

                https://i.pinimg.com/originals/c7/ea/3c/c7ea3c53576d0e7326cadf86930594d7.jpg

                e ora vado a sciare😎

              • Ros scrive:

                @Miguel:
                “…Per Ros

                “si fa facile a dire surreale😎
                Surreale?
                Si, ma quale!?🤔”

                “…Infatti, ho usato “surreale”, con molti dubbi, soprattutto perché è ovviamente strettamente legato a “reale”. Una specie di gemello simbolico, un’ombra, una mistificazione…”

                cioè🤔
                ma veramente?
                …cioè che mi pigli sul serio?

                …come se magari sapessi di che parlo?

                son basito!😳

                😊

              • Fuzzy scrive:

                La baronessa Elsa.
                Nel 1913 prese un grande anello di metallo arrugginito trovato per strada e affermò che si trattasse di un simbolo di femminilità rappresentante Venere.
                Fu il primo ready made o objet trouve’
                Poi tubatura idraulica montata su una scatola da falegname ed esposta con il titolo deliberatamente provocatorio di Dio.
                E così via.
                La baronessa manifestò un appassionato attaccamento per Matcel Duchamp, che ne era da parte sua inorridito.
                Lui, serio, che si fingeva pazzo al servizio della filosofia dadaista
                Lei, genuinamente pazza
                Il più celebrato di tutti i ready made, l’orinatoio di ceramica bianca fu esposto da Duchamp benché lui stesso, si premuro’ di avvertire la propria famiglia che
                “Servendosi di uno pseudonimo maschile, Richard Mutt, una delle mie amiche ha proposto come scultura un orinatoio di porcellana”
                Più tardi, quando l’opera divenne famosa Duchamp se ne approprio’ e ne creò delle copie in edizione limitata, destinate alla vendita
                Una volta che l’avventura dadaista fu conclusa, la baronessa Elsa rientrò in Europa
                e nel 1927 apri’ il gas nel suo appartamento e si corico’ per non svegliarsi mai più.

                Quale morale trarre da questa triste storia?
                Non lo so.
                Il dadaismo metteva in ridicolo “La grande arte”
                Attaccava tutto ciò che fosse associato all’autorità e all’ortodossia.
                Erano antagonisti e pacifisti
                Ho il sospetto che l’unica vera dadaista sia stata la baronessa Elsa.
                È stato un commento faticoso.
                Ora mi merito un fruttino all’amarena con caffè amarissimo.

              • Ros scrive:

                @Fuzzy: “…Il dadaismo metteva in ridicolo “La grande arte”
                Attaccava tutto ciò che fosse associato all’autorità e all’ortodossia.
                Erano antagonisti e pacifisti
                Ho il sospetto che l’unica vera dadaista sia stata la baronessa Elsa…”

                lo è sta poi al Père-Lachaise, e a Bicêtre ad honorem:

                …Revolution of divine Love di Bethle’em e Saint Lazare…

                “Storia della follia nell’età classica” Michel Foucault.

                https://images.theconversation.com/files/305185/original/file-20191204-70122-rjqqsk.png?ixlib=rb-1.1.0&q=30&auto=format&w=600&h=874&fit=crop&dpr=2

                Assieme venne il contraltare speculare Gianobifrontico bipolare dei Dada di Max Ernst:
                gli
                “Uccidiamo il chiaro di luna!

                Vogliamo che i nostri figliuoli seguano allegramente il loro capriccio, avversino brutalmente i vecchi e sbeffeggino tutto ciò che è consacrato dal tempo! (…)

                E’ perciò che noi oggi insegniamo l’eroismo metodico e quotidiano,
                il gusto della disperazione, per la quale il cuore dà tutto il suo rendimento, l’abitudine all’entusiasmo, l’abbandono alla vertigine…

                … sarà per quest’aura teppistica e militante …

                “Che mai pretendono le donne, i sedentari, gli invalidi, gli ammalati e tutti i consiglieri prudenti?

                Alla loro vita vacillante, rotta da lugubri agonie, da sonni tremebondi e da incubi grevi,
                noi preferiamo la morte violenta e la glorifichiamo come la sola che sia degna dell’uomo, animale da preda … ”

                La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

                Non v’è più bellezza, se non nella lotta.

                Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.

                Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!

                .. Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’Impossibile?

                Il Tempo e lo Spazio morirono ieri.

                Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

                Noi vogliamo glorificare la guerra

                – sola igiene del mondo –

                il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

                Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.

                Faremo abbeverare i nostri ciuchi e muli nelle fontane dei musei raziofunzionalisti a venire
                dei Le Corbusier, dei Adolf Loos, del De Stijl e del Bauhaus di Paul Klee ad Hammamet con Macke

                «Form follows function»

                «Fui invitato a presentarmi alla polizia e mi fu chiesto come io, uno straniero, osassi compiere un simile attentato contro la bellezza del lago di Ginevra.

                L’edificio era troppo semplice.

                Dove erano andati a finire gli ornamenti?

                Ottenni un attestato dove si vietava la costruzione di un edificio del genere a causa della sua semplicità e quindi della sua bruttezza.

                Me ne tornai a casa felice e contento.»

                Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa:

                canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne;

                canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche;

                le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano …”

                http://www.babelearte.it/tipomuseo.asp?quadroid=1598#

                “Antigrazioso, Bambina”
                oil on canvas, 67 x 52
                Carlo Carrà – 1916.

                C’è pure quello brutto di Boccioni Umberto, Antigrazioso 😉

                …erano i soliti tempi,
                sono sempre i stessi ragazzi

                lo facevano strano già dai tempi di Lascaux, d’Altamira dell’Addàura sotto😩🥴

                https://blog.meisterdrucke.com/wp-content/uploads/2020/08/fishmagic.jpg

              • Ros scrive:

                @Fuzzy “…Quale morale trarre da questa triste storia?..”

                Trista Figura caballera d’Elsa Sally von Freytag-Loringhoven
                alias Fontana?

                el niño con una figura trista
                porque estaba un poco enfermo 🤒

                https://i.postimg.cc/KcrLQFMf/el-ni-o-estaba-un-poco-enfermo.jpg

                Un Senso antigrazioso?🤗

                Isidore Lucien Ducasse conte di Lautréamont Les Chants de Maldoror?

                Un Senso dunque:
                🧐

                https://www.youtube.com/watch?v=iVAZezs0H9s&t=1s

                o pure un altro😊

              • Fuzzy scrive:

                Chissà se ho trovato il rispondi giusto
                Il primo, unico e inimitabile rispondi che da inizio alla sfilza dei commenti…
                Comunque, cosa volevo dire?
                Non me lo ricordo più.
                Per trovare il filo ho perso il filo.
                Ah, già … Salvator Dalí che diceva di essere due volte pazzo, ma senza fare male a nessuno e neanche a se stesso
                Lui si che era un Surrealista.
                La baronessa Elsa alla fine ha fatto male a se stessa. Questa la differenza tra un vero surrealista e una vera dadaista.
                La dadaista è più infervorata
                (Che cazzate che scrivo. Ma per fortuna l’arte è fatta di vaghezza. Non c’è il rischio che mi piombi addosso Tarvisii).

              • Ros scrive:

                @Fuzzy

                io dei “rispondi” ciàppo sempre l’ultimo avviso a làtere,
                che più di tanto non posso fare
                e c’è la Divina Provvidenza con L’Arcancielo Michele Mithra;

                il martire e l’eroe:
                San Sebastiano e San Giorgio protettori dei mercenari armati Longobardi pulotti,

                “Le ali di Dio.
                Messaggeri e guerrieri alati tra Oriente e Occidente” Marco Bussagli (ED. Silvana)

                https://psicoart.unibo.it/article/download/1821/1190

                Giorgio Agamben “Angeli. Ebraismo, cristianesimo, islam”

                “Teologi e filosofi, poeti e pittori non hanno mai cessato di interrogarsi sulla natura degli angeli.

                La loro immagine insieme splendida ed estenuata, pensierosa e feroce è penetrata così profondamente, oltre che nelle preghiere e nelle liturgie quotidiane dell’occidente, nella filosofia, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, ma anche nei sogni a occhi aperti, nelle sottoculture e nel Kitsch, che una comprensione anche semplicemente coerente dell’argomento sembra impossibile.

                In che modo comunicano fra loro e con gli uomini di cui si prendono cura?

                Hanno un vero corpo o una specie di manichino che ogni volta assumono e lasciano cadere?

                Qual è il loro sesso? Sono capaci di sentimenti, possono ridere o piangere?

                Ma, soprattutto, qual è la loro funzione nel governo divino del mondo?

                Divisa in tre sezioni corrispondenti alle tre grandi religioni del Libro

                – Ebraismo, Cristianesimo, Islam –

                questa antologia riunisce per la prima volta in una accurata presentazione critica i testi più significativi mai scritti sugli angeli, da Origene a Tommaso d’Aquino, dalla Bibbia a Maimonide, da Avicenna al sufismo.

                Ne esce un’immagine completamente nuova,
                in cui le delicate creature alate che ci sorridono dai quadri di Giovanni Bellini mostrano improvvisamente i tratti terribili della milizia divina e quelli loschi di una sterminata burocrazia celeste, che tiene nelle sue mani non solo le fila dei rapporti fra il divino e l’umano, ma anche la stessa posta in gioco della politica occidentale”

                allur 🤔🙄

                dici: “…Salvator Dalí che diceva di essere due volte pazzo, ma senza fare male a nessuno e neanche a se stesso
                Lui si che era un Surrealista.

                Dalì? O catalogno?
                Fu scomunicato da Sua Rossa Trosckjia Santità della surrealtà Ufficiale André Breton
                😒

                in quanto a farsi male come i paraculi dadaisti mhmmmmm…

                “Le Gran Jeu”?
                Roger Gilbert-Lecomte e René Daumal “La grande boisson” ?

                “La stesura della Gran Bevuta, più volte interrotta e ripresa, occupò Daumal fra il 1932 e il 1938.

                In principio Daumal si proponeva di mettere satiricamente in scena le esperienze con il gruppo del «Grand Jeu»,
                ma in seguito lo scopo del libro andò modificandosi per diventare l’itinerario della sua ricerca dell’essenziale.

                Ispirato alla metafora rabelaisiana del bere, il racconto offre un aiuto per evitare i rischi di un falso pensare, quello che si paga con la perdita di tempo o con l’autoinganno.

                Sapersi ubriachi, sia pure di discorsi e di gesti inutili, e volerlo essere ancora di più è infatti il primo passo verso il raggiungimento di quella sobria ebrietas che porta alla lucidità e permette di intravedere il proprio cammino.

                La narrazione, dove «ogni frase ha un senso pieno», procede con humor implacabile e in modo che il lettore abbia l’impressione «di non sapere su quale piede danzare».

                Nel risolvere l’imbarazzo, le ultime pagine indicano quella che può essere la porta per uscire dal circolo vizioso dell’esistenza e cogliere un’«ordinaria luce del giorno».

                i due
                (pure loro scomunicati come dei Salvador qualsiasi Avida Dollars da Sua Censura Breton)
                del Grande Joco joue aux bouffons et aux acrobates,
                si sono sistematicamente sfasciati fino al trapasso.

                “Ritratto dell’artista da saltimbanco” Jean Starobinski

                “Le tematiche proposte da Aldo Palazzeschi erano già state introdotte da Baudelaire:

                l’artista, il poeta, il musicista, figure declassate durante il XIX° secolo dall’avvento di una società nuova, quella della tecnica e del positivismo.

                Il poeta è pazzo perché non produce nulla di utile e sensato…”

                “Chi sono?

                Son forse un poeta?

                No certo.

                Non scrive che una parola, ben strana,
                la penna dell’ anima mia:
                follìa.

                Son dunque un pittore?
                Neanche.

                Non à che un colore
                la tavolozza dell’ anima mia:
                malinconìa.

                Un musico allora?
                Nemmeno.
                Non c’è che una nota
                nella tastiera dell’ anima mia:
                nostalgìa.

                Son dunque… che cosa?

                Io metto una lente
                dinanzi al mio core,
                per farlo vedere alla gente.

                Chi sono?
                Il saltimbanco dell’ anima mia.”

                vedi “Disturbo Istrionico plutonico guitto di Personalità”

                https://www.my-personaltrainer.it/salute/disturbo-istrionico.html

                Da Saturno a Piombo Pietra Nera maledetti?

                Malaticci però pure🥺

                Ciao😊

  3. Fuzzy scrive:

    https://crashoil.blogspot.com/2024/03/onda-de-shock.html?m=1
    Oh, finalmente.
    La Russia viene usata come spauracchio (surreale) per giustificare il riarmo dell’Europa.
    Ma l’obiettivo è il nord Africa.
    Il problema che non si vuole affrontare realisticamente in Europa è la scarsità cronica di risorse. Si può risolvere soltanto con una decrescita (c’è già) ben governata.
    Non in linea retta però, eh! Ma adattandosi opportunamente alle turbolenze.
    Niente di che. Ci si libera di un po’ di inutile zavorra.

    • Fuzzy scrive:

      https://solar.lowtechmagazine.com/2024/03/how-to-escape-from-the-iron-age/
      È uscito pure questo spettacolare articolo sull’acciaio.
      Una produzione ad altissimo consumo energetico.
      Acciaio e cemento. Circa la stessa cosa. Vanno a braccetto.
      Zavorra in gran parte inutile.
      Da riciclare, l’acciaio.
      Il cemento non saprei.

      • Fuzzy scrive:

        Ridurre la produzione di acciaio e utilizzare qualità di acciaio più comuni non ci riporterebbe all’età del bronzo. Come notato, la disponibilità globale di rottami ferrosi a fine vita è stata di circa 450 milioni di tonnellate nel 2021, il che ci consentirebbe di produrre circa un quarto dell’attuale produzione di acciaio. Inoltre, l’offerta di rottame continuerà ad aumentare per i prossimi 40 anni, consentendoci di produrre ogni anno sempre più acciaio a basse emissioni. Entro il 2050, si prevede che la disponibilità di rottami salirà a circa 900 milioni di tonnellate, quasi la metà dell’attuale produzione globale di acciaio.48 Tutto quell’acciaio in più potrebbe essere investito nell’espansione della rete elettrica a basse emissioni di carbonio senza prima aumentare le emissioni.

        C’è molto spazio per ridurre l’intensità dell’acciaio nella società moderna. Tutti i nostri bisogni primari – e anche di più – potrebbero essere soddisfatti utilizzando molto meno acciaio. Ad esempio, potremmo rendere le automobili più leggere rendendole più piccole. Ciò comporterebbe un risparmio energetico senza la necessità di acciaio di alta qualità ad alta intensità energetica. Potremmo sostituire le auto con le biciclette e i trasporti pubblici in modo che più persone condividano meno acciaio. Tali cambiamenti ridurrebbero anche la necessità di acciaio nella rete stradale, nelle infrastrutture energetiche e nell’industria manifatturiera. Avremmo bisogno di meno macchine utensili, container ed edifici in cemento armato. Ogni volta che l’intensità dell’acciaio viene ridotta, i vantaggi si riversano su tutto il sistema. Prevenire la corrosione e produrre acciaio a livello locale a partire da risorse locali ridurrebbe anche il consumo di energia e le emissioni.1014

        Per i più pigri

        • Francesco scrive:

          >>> produrre acciaio a livello locale a partire da risorse locali

          ci ha già provato Mao Ze Dong, il Grande Macellaio. e il rottame di ferro è già materia prima strategica.

          • Fuzzy scrive:

            Quanti rottami aveva Mao?
            Cosa bruciava?
            Carbone?
            Legna?
            Niente di tutto questo
            Nell’articolo si suggerisce il più sostenibile metodo dell’electric arc furnace (boh, poi magari vedo di cosa si tratta, circa) che consuma meno energia rispetto alla tradizionale blast furnace, e nella quale l’acciaio viene prodotto dai rottami.
            Più il tempo passa e più le nostre infrastrutture diventeranno inevitabilmente dei rottami. Quindi la materia prima non manca. Tutto a posto. Il futuro dell’acciaio per bisogni primari è radioso.

            • Fuzzy scrive:

              https://en.m.wikipedia.org/wiki/Electric_arc_furnace
              Un tipico forno ad arco per la produzione dell’acciaio è la fonte di acciaio per un mini-acciaieria, che può produrre barre o nastri. I mini-acciaierie possono essere ubicati relativamente vicino ai mercati dei prodotti siderurgici, quindi le esigenze di trasporto sono inferiori rispetto a quelle di un impianto integrato, che normalmente sarebbe situato vicino a un porto per un migliore accesso alla spedizione.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ fuzzy

              “il più sostenibile metodo dell’electric arc furnace”

              Ecco, e arrivato qui mi fermo per tenermi la pancia dal ridere.

              L’arco elettrico lo si usa per distruggere le sostanza dannose ma stabili come la diossina. Lo si fa perché raggiunge temperature localmente superiori ai diecimila gradi, che spezzano le più ostinate molecole.

              Perché non lo si usa sempre, allora?

              Perché è spaventosamente energivoro. E’ come mantenere un fulmine in attività per ore di seguito. Dire che è sostenibile è come dire che è sostenibile un sacchetto di plastica buttato in un ruscello.

              Ciao!

              Andrea Di Vita

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ Francesco

            “Mao”

            Più che il Grande Macellaio direi il Pessimo Siderurgico.

            Comunque per il resto concordo in pieno. Nessuno spreco è maggiore che quello che si ha facendo in tanti impianti su piccola scala quello che si può fare in pochi impianti grossi. A maggior ragione quando si tratta di tecnologie altamente energivore come quella siderurgica.

            Ciao!

            Andrea Di Vita

            • Fuzzy scrive:

              Non voglio cimentarmi nella siderurgia, ma l’articolo diceva questo
              Con bibliografia
              Il forno elettrico ad arco, che è una tecnologia relativamente nuova, consuma molta meno energia dell’altoforno, fa uso di una risorsa riciclata (non è necessario estrarre minerale di ferro) e funziona senza l’uso diretto di carbone o altri combustibili fossili (il l’elettricità può essere fornita dall’energia solare, eolica o atomica).

              I forni elettrici ad arco più efficienti dal punto di vista energetico oggi consumano meno di 300 kilowattora di elettricità per tonnellata di acciaio prodotto. 9 20 Ipoteticamente, se nel 2021 avessimo prodotto tutto l’acciaio (1.950 Mt) in tali forni, il consumo energetico totale dell’industria siderurgica globale sarebbe stato di soli 585 terawattora (Twh). Ciò corrisponde a solo un terzo di tutta l’elettricità generata dalle turbine eoliche in tutto il mondo nello stesso anno (1.848 Twh
              Trovo argomenti simili in questo sito
              https://rtpatterson.com/revitalizing-the-steel-industry-the-transformative-role-of-electric-arc-furnaces-in-sustainable-steelmaking/
              Insomma, Di Vita, secondo me la fai troppo caricaturale. Qualcosa di vero mi sa che c’è.
              Adesso non so per quanto riguarda la famosa economia di scala, ma pure portare in giro dell’acciaio per il mondo non mi sembra il massimo dell’efficienza.
              In generale vado a naso.

            • Francesco scrive:

              >>> Più che il Grande Macellaio direi il Pessimo Siderurgico.

              de minimis non curat pretor: sarebbe come parlare di Maradona in primo luogo per la capigliatura!

              🙂

              PS qualche dato sul consumo di energia tra altoforni e impianti elettrici per tonnellata di acciaio, svp?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ francesco

                “dato”

                Prendo l’Ilva di Taranto.

                Consuma 181000 TJ di energia l’anno

                https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://va.mite.gov.it/File/Documento/260140&ved=2ahUKEwi0tJrz34-FAxU0h_0HHUT3CP0QFnoECCcQAQ&usg=AOvVaw0BhMYUFYqDBjn8U6Y5kLbl

                Produce (2023) 3 milioni di tonnellate

                https://www.buildnews.it/articolo/ilva-taranto-produzione-acciaio-minimi-storici-allarme-fermo-unico-altoforno-in-funzione#:~:text=La%20produzione%20dell'Ilva%20negli%20ultimi%20anni&text=A%20fronte%20di%20un'autorizzazione,andati%20oltre%20i%203%20milioni.

                Fanno 166 kWh a tonnellata.

                E’ dal 25% al 50% del dato sul forno ad arco.

                Tieni conto che il dato sulla produzione di acciaio è dell’anno scorso, con l’Ilva in crisi, mentre il dato sui consumi è del 2007. In realtà la produzione di acciaio con quei consumi è un po’ più alta, e con essa anche l’efficienza.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Dal tuo link
                “Nel futuro dell’Ilva ci sono i forni elettrici che sostituiranno gli altiforni esistenti e avranno un impatto inferiore a livello ambientale”
                Mah,
                https://www.lumi4innovation.it/efficienza-energetica-nelle-acciaierie-a-che-punto-siamo/
                Nonostante gli sforzi in direzione di una sempre maggiore efficienza energetica,
                >il ciclo a forno elettrico continua inevitabilmente a caratterizzarsi per consumi elettrici più elevati. Occorre però considerare che l’utilizzo di rottami di qualità come materia prima primaria rende però più efficiente l’uso del forno elettrico sotto il profilo dell’impiego delle risorse energetiche complessive.
                Secondo i dati della Commissione Europea, i vantaggi diretti del forno elettrico rispetto all’input energetico totale corrispondono a un risparmio del 75% rispetto all’utilizzo del materiale ferroso, a una netta riduzione dell’inquinamento atmosferico (86% circa), nonché del consumo di acqua (40%) e dell’inquinamento delle acque (76%) e infine dei rifiuti da attività estrattiva (97%).<

                Consuma più energia elettrica e probabilmente con le turbine eoliche la produzione non sarebbe continuativa. (De Decker sotto questo aspetto ha skappottato? Sembrerebbe di si)
                Ma dice che l'elettrico complessivamente sotto il profilo delle risorse energetiche, conviene rispetto agli altoforni.

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ fuzzy

                “rottami”

                Se hai una fonte continuativa di energia ad alta efficienza (leggi: nucleare) certo che il forno ad arco ha tanti pregi. Il punto è che l’energia la devi produrre. E a tutt’oggi, checché ne dica la Commissione Europea (che voleva anche le auto elettriche, che stanno fallendo un po’ dovunque) nemmeno la Francia ha sostituito i cari vecchi altoforni. Non a caso l’industria siderurgica è il primo esempio che si fa sempre quando si parla di ‘hard-to-abate’, ossia di settore produttivo dove l’abbattimento delle emissioni di CO2 è più difficile (l’altro è l’aereonautico).

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Ma guarda che io ragiono dal punto di vista della decrescita.
                Per me meno acciaio va bene.
                Quel che basta per i bisogni primari.
                Purtroppo di certa tecnologia non si riesce proprio a fare a meno
                Il punto è limitarne e l’utilizzo
                Vuoi per scelta o vuoi per necessità future.

  4. Lucia scrive:

    Qui mi piace ricordare la nostra Alda Costa.
    “l’animosa dirigente socialista ferrarese avversò [la prima guerra mondiale] in tutte le circostanze, fino al rifiuto di accompagnare i suoi scolari alle manifestazioni patriottiche […] in nome di una scuola umana e universale [e che] fu all’origine delle dimostrazioni pacifiste delle donne dei Copparese, dell’Argentano, del Bondenese e del Codigorese”
    https://www.treccani.it/enciclopedia/alda-costa_%28Dizionario-Biografico%29/
    (che è poi la Clelia Trotti dei racconti di Giorgio Bassani)

  5. Ros scrive:

    Favole del reincanto?

    Once Upon a Time.
    Tecnologia sostenibile o insostenibile e luddismo o no?

    Silvia Federici e Stefania Consigliere e Weber?

    A quel che sembra questo Reincantamento è diventato il must del trend della stagione nova! 😃

    Invito al reincantamento:

    https://www.indiscreto.org/invito-al-reincantamento/

    • Ros scrive:

      L’incursore generale Vannacci dice le stesse cose🤔😁

      https://www.edizpiemme.it/libri/il-coraggio-vince/

      • Ros scrive:

        “Fuori Vannacci da Vicenza, associazioni e centri sociali pronti alla mobilitazione…”

        Ma l’hanno letto davvero?
        Non dico tutto,. certo 😏

        Ma non ha mai scritto nulla che non rientrasse nel giuggiolame del libro Cuore.

        Tanto rumore per qualcosa che non si è mai sognato di scrivere 🤔

        • Ros scrive:

          Tutto ciò è più che surreale😳

          Intervista in TV:

          Gli contestano di spiegare le frasi controverse,

          chiede pacatamente quali sono,

          declamano indignati le frasi incriminate,

          risponde di dirgli dove sono ed indicargliele col dito,

          fanno l’indiani e cominciamo a urlare scomposti.

          Le frasi a indicibili, a quel che pare, o sono completamente travisate in evidente malafede,
          o semplicemente non esistono nei suoi libri.

          Frasi Fata Morgana del deserto 😎

          Vacci a capire🤔🤔😏

        • Miguel Martinez scrive:

          Per Ros

          ““Fuori Vannacci da Vicenza, associazioni e centri sociali pronti alla mobilitazione…”

          Ma l’hanno letto davvero?
          Non dico tutto,. certo 😏”

          Io ho incominciato il libro, e ci ho trovato esattamente le stesse cose che si leggono ovunque di Buon Senso, tipo, “certo i rifiuti è giusto differenziarli, ma non bisogna demonizzare i carburanti fossili perché altrimenti come mandiamo avanti le industrie?”

          Roba da editoriale del Corriere della Sera.

          • Francesco scrive:

            Peccato, speravo in un pò di sane emozioni, tipo il Nero alle porte … tocca aspettare il ritorno di Balotelli dalla Turchia.

            😉

            x Andrea

            e le mini-acciaieria italiane? cosa sono? e i danni ambientali? sai che non sono un verde fanatico ma credo che il minor consumo di energia da parte degli altoforni va confrontato con il maggiore inquinamento (anche se il discorso si complica perchè devi sapere COME la produci, l’elettricità).

            Ciao!

            • Miguel Martinez scrive:

              per Francesco

              “Peccato, speravo in un pò di sane emozioni, tipo il Nero alle porte … ”

              La Sinistra Realmente Esistente è quella cosa che diventa isterica perché pensa che in un libro che non hanno letto (e non possono leggere perché è vietato) ci sia un Insulto Omofobo, ma non si lamentano perché il Ministro della Difesa è un raccattacommesse per una ditta che con fondi pubblici propaga guerre.

            • Andrea Di Vita scrive:

              @ Francesco

              “mini-acciaierie”

              Tu mi insegni che proprio le acciaierie Lombarde (più quella di Terni, smantellata dai Tedeschi per togliere di mezzo un concorrente e giocare un po’ in Borsa col ricavato dello smantellamento) si specializzano ormai in acciai speciali. E per fondere il cromo (1907 °C di temperatura di fusione), il vanadio (1910 °C) o il tungsteno (3422 °C) non bastano certo i 1600 °C di un altoforno di Taranto o di Genova.

              C’è poco da fare, fare acciaio in grandi quantità sporca e sporca anche tanto. Avendo rinunciato alla sporcizia, oggi la Germania (!) produce meno acciaio della Turchia. Ed essendosene sempre fregata altamente, data la vastità del territorio da inquinare, oggi la Russia ha acciaio a profusione per i suoi cannoni. La riduzione della nostra siderurgia di base è uno dei motivi per cui facciamo meno paura a Putin di quanto speriamo.

              A conferma dello smantellamento della siderurgia di base, “oggi in Italia non vengono più realizzati altiforni a causa del passaggio da ciclo integrale a ciclo rottame, che fa invece impiego del forno elettrico.”. In altre parole, stringiamo la cinghia, come chi gratta la polpa rimasta attaccata alla buccia delle mele.

              https://it.wikipedia.org/wiki/Altoforno

              Ciao!

              Andrea Di Vita

              • Francesco scrive:

                piano, questa cosa che il ciclo rottame faccia “di natura” ricorso ai forni elettrici è molto interessante!

                con tutto il rottame esistente, sospetto che gli altoforni siano una tecnologia obsoleta, no?

              • Andrea Di Vita scrive:

                @ Francesco

                “obsoleta”

                Il rottame va depurato dalle scorie che vi si sono depositate nel corso della vita del prodotto. Ad esempio, un tubo di scappamento è un’antologia di depositi della combustione, alcuni dei quali non li distruggi alla temperatura di un altoforno. Quindi per il trattamento dei rottami la fornace ad arco è indispensabile. Infatti è anche più energivora: cavare il sangue dalle rape è più oneroso che ricavarne lo zucchero, e ad ogni nuovo riciclo c’è sempre meno trippa per gatti (ossia: si deve consumare sempre più energia per unità di prodotto riciclato). Ma appunto, se pensiamo che tutta la siderurgia possa andare a furia di avanzi facciamo come il barone di Munchhausen che andava sulla Luna tirandosi per le stringhe delle scarpe.

                Non a caso il nostro Fuzzy vuole la decrescita.

                Ciao!

                Andrea Di Vita

              • Fuzzy scrive:

                Attualmente la disponibilità di rottami ferrosi è di 450 Mt (2021) un quarto della corrente produzione di acciaio.
                Ma continueranno a crescere nei prossimi 40 anni.
                Nel 2050 la disponibilità di ferro da riciclare si prevede aumentata fino a 900Mt
                Sono materiali presenti soprattutto in paesi che hanno alle spalle una lunga storia di industrializzazione e sviluppo economico.

                Comunque l’unica soluzione per l’acciaio è consumarne meno e di scarsa qualità.
                Comunque la si giri, alla fine il problema di come trovare l’energia per produrlo in grandi quantità è irrisolvibile.
                È pure un problema con un suo nome preciso: catch-22.
                Questo e molto altro, forse troppo, nell’articolo di de Decker.

          • PinoMamet scrive:

            Anch’io lo ho letto
            un po’ (si sono premurati di mandarmelo sia i pro che i contro) e confermo le impressioni di Miguel, come già a suo tempo.

            Dire che la Egonu non ha “lineamenti tipici italiani ” potrà essere discutibile ma non è razzista.

            Il resto è a metà tra buon senso, qualunquismo e chiacchiere da bar.

          • Ros scrive:

            https://ilgiornaledellambiente.it/vannacci-ammiraglio-cavo-dragone-ha-mentito/

            23 Giugno 2020, quando ,il generalone era un Guy Fawkes V for Vendetta pure per i rifondaroli cugini di campagna rosso-verde-sciddicato-perso😎😊

            https://img.moviesrankings.com/t/p/w1280/1ho3Wwei0y42tU5wL2iSea66fo6.jpg

            “…Il generale Roberto Vannacci accusa:

            Di parere contrario il generale Roberto Vannacci comandante del contingente italiano a Baghdad e numero due della coalizione anti-ISIS.

            Il generale della Folgore, ha più volte denunciato al COI “l’uso su larga scala di uranio impoverito in Iraq… dalle 300 alle 450 tonnellate, quantità 30 volte superiore a quella impiegata nei Balcani”

            “…Nei suoi esposti, il generale Vannacci accusa l’ammiraglio Cavo Dragone di aver mentito davanti alla Commissione parlamentare Scanu, anche in merito alla durata delle missioni.

            Queste, infatti, secondo il generale paracadutista, duravano anche nove mesi e non 4/6 mesi, aumentando così, i rischi per la salute dei soldati…”

  6. Andrea Di Vita scrive:

    @ tutti

    I dati sulle nostre capacità militari oggi e nel futuro a breve-medio termine. Condivido le conclusioni parola per parola.

    https://youtu.be/emAIVv3vOM8?si=7Sbcn1YalQAE1Yq5

    Ciao!

    Andrea Di Vita

    • Francesco scrive:

      BASTA VIDEO! mica siamo ragazzini!!!

      cosa dice? chi lo dice? perchè non hanno ancora impiccato la classe politica che ha azzerato le nostre capacità militari? forse perchè seguiva i desideri del popolo?

      ciao

      • Andrea Di Vita scrive:

        @ francesco

        “impiccato”

        È la stessa classe politica che adesso ci racconta che Putin è il nuovo Hitler che minaccia il mondo e che fino a ieri sera ci raccontava che la Russia stava finendo i missili, che i Russi ormai combattevano con le pale, che cannibalizzavano le lavatrici per trovare i circuiti elettrici che servono ai carri armati. O contavano frottole fino a ieri o le contano ora; in entrambi i casi sono come minimo degli incapaci e nel caso peggiore dei venduru. A chi, ciascuno può giudicarlo.

        “video”

        Purtroppo la forma archetipica di comunicazione nel XXI secolo è questa…

        Ciao!

        Andrea Di Vita

        • Francesco scrive:

          1) io sono un uomo del XX secolo con tendenza molto più antica

          2) su, non scrivere cazzate. la classe politica è quella che si sbraccia a dire qualsiasi puttanata purchè escluda la partecipazione alla guerra. QUESTO è il suo crimine, non altri

          Putin rimane Putin qualunque cosa dicano i giornalisti e i politicanti. E “nuovo Hitler” ci prende tantissimo, nel descriverne le caratteristiche salienti.

          PS AH conquistò l’Europa con le salmerie a cavallo e a mulo

          • Andrea Di Vita scrive:

            @ francesco

            “XX”

            Anch’io, ma mi sono dovuto adattare.

            “scrivere”

            Ci è stato detto ‘volete la pace o i condizionatori?’. Ci hanno fatto rinunciare ai secondi, senza chiederci neppure il permesso. La pace dov’è?

            Ci hanno detto che la Russia è alla frutta, che sta finendo i missili, che cannibalizza le lavatrici per ricavare i circuiti elettrici dei tank, che i suoi soldati combattono con le pale. Adesso ci dicono che Putin, con le sue pale e le sue lavatrici, è una minaccia per tutta l’Europa. Allora delle due l’una: o ci contavano frottole prima o ce le contano adesso.

            • Mauricius Tarvisii scrive:

              O ce le raccontano sempre, tanto sanno che hanno la Curva Sud atlantista pronta a recitare qualsiasi coro le venga fatto intonare.

    • Fuzzy scrive:

      Si, nel video c’è praticamente tutto.
      Niente di sottinteso.
      Dopo tante balle che ci sono state raccontate.
      Analogamente aspetto che prima o poi venga fuori qualcuno che ci spieghi come l’America stia crollando sotto il peso del proprio debito, (più interessi) contratto in gran parte per fare queste guerre egemoniche.
      E che “egemonizzi” a fare se poi ti crolla tutto il castello di carte?
      Sti’ finanzieri….
      Ma, ripeto, vorrei sentire uno che me la raccontasse bene.

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