L’Altissimo non si vende!

Partiamo in quattro da Firenze, con l’aurora che inizia a illuminare le acque dell’Arno, per Carrara, città di marmi, mare, cavatori e anarchici.

Dove assisteremo a un convegno affollatissimo, sulla questione più importante di tutta l’area.

Un convegno a cui sono stati invitati tutti gli esponenti politici, e a cui nemmeno uno ha avuto il coraggio di presentarsi.

Dovete sapere che c’è una catena montuosa, unica in Europa, che non fa parte degli Appennini: i Monti della Luna, noti oggi come “Alpi Apuane”. Dove spicca una cima dall’ovvio, ma splendido nome, l’Altissimo.

A innalzare quei monti dal fondo del fondo del mare, gli dèi e innumerevoli miliardi di miliardi di piccole vite di creature dai gusci calcarei, coralli, molluschi, pesci. Ci hanno messo trecento milioni di anni.

Mia madre mi recitava le parole di Shakespeare:

“Full fathom five thy father lies,
Of his bones are coral made,
Those are pearls that were his eyes,
Nothing of him that doth fade,
But doth suffer a sea change,
into something rich and strange,
Sea-nymphs hourly ring his knell,
Ding-dong.
Hark! now I hear them, ding-dong, bell.”

Giù nel fondo a cinque tese, / Sta tuo padre e le sue ossa
Son corallo diventate; / Ora perle sono gli occhi: / Non svanisce di lui nulla / Ma dal mare vien mutato / In qual di prezioso e strano. / E le Ondine ognor rintoccan – / Senti! – Il lor funebre din-don.

Prima ancora che esistessero stato o privato, le comunità di chi osava vivere tra i monti si organizzavano per lavorare su quei luoghi: pastori, contadini e cavatori di quel marmo che poteva servire per una lapide o per una statua: a Minazzana, un mio amico ha una casa dove Michelangelo si fermava mentre andava a scegliere la cava migliore.

Poi arriva il sovrano illuminato, Pietro Leopoldo, celebrato per aver soppresso l’antica usanza della pena di morte.

Ma visto che c’era, soppresse anche l’antica usanza della democrazia; e iniziò la privatizzazione di quelli che un tempo erano stati usi civici, domini collettivi, “commons“. 

Così arrivò a Serravezza dall’Inghilterra William Walton, che è tutto il Mondo Nuovo:

“Giovane attivo e ben addentro alle pratiche commerciali e finanziarie, il giovane Walton è dotato altresì di una notevole predisposizione alla risoluzione di problemi organizzativi e tecnici e in questo suo primo periodo di permanenza in Italia si guarda intorno alla ricerca dell’attività industriale o commerciale più redditizia.”

Arrivò anche Jean Baptiste Henraux, militare napoleonico incaricato di trafugare dall’Italia le opere d’arte e portarle al Louvre, e si prese il bel titolo di “Soprintendente Regio alla scelta ed acquisto dei marmi bianchi e statuari di Carrara per i monumenti pubblici in Francia”.

Esattamente negli anni in cui gli statunitensi rubavano le terre ai nativi americani, gli Henraux (gli Anrò) si impossessarono dei domini civici della Comunità civica della Cappella, così chiamata per uno di quei luoghi sacri dove la gente di montagna ringrazia i santi per essere ancora viva.

Gente di Riomagno, Azzano, Fabiano, Giustagnana, Minazzana, Basati, Cerreta Sant’Antonio e Ruosina, per citare i nomi antichissimi, spodestata come i Sioux e i Mapuche: solo che è più facile commuoversi per le genti lontane, che per quelle vicine.

Due secoli dopo, stracci di leggi italiane ancora riconoscono che non esistono soltanto il burocrate contro l’individuo, ma che ha diritto anche ciò che esisteva ancora prima di entrambi: non l’io, ma noi-e-i-nostri-figli.

Oggi la Comunità Civica della Cappella rivendica le terre rubate.

E ha anche vinto le cause in tribunale.

Allora, il sindaco del Comune di Serravezza inventa un accordo con il discendente del rubastatue, per dargli quasi tutto e lasciare qualche bosco in mano alla Comunità Civica.

Allora, la Regione, in mano al Partito Unico, trova il trucco per impedire alla Comunità Civica di eleggere regolarmente il consiglio che può opporsi e far affermare la legalità.

Negli ultimi cinquant’anni, i discendenti del trafugastatue Henraux e poche altre aziende hanno scuoiato dai monti della Luna più marmo di quanto avesse fatto tutta l’umanità nella storia precedente.

Questa terra non è più di chi ci vive, ma di chi ci specula. Misteriose società, sigle globali senza volto, oggi possono prendere, non solo le terre di loro proprietà, ma anche quelle demaniali, con “concessioni”.

“Monte Altissimo, non tagliatemi le vene!”

Possono mettere cancelli e telecamere sui sentieri teoricamente di proprietà pubblica.

Possono prorogare le “concessioni” per anni, se riescono a scrivere due parole dove si dimostrano “sostenibili”.

E questo lo fanno trasformando quel 75, 95% di scarto, in “prodotto“.

Se andate sui siti dei cavatori, troverete sempre riferimenti all’arte del Rinascimento; ma mai al fatto banale che oltre il 90% di ciò che saccheggiano dalle montagne è CaCo3, carbonato di calcio, che è una componente fondamentale delle creme di bellezza e di molti dentifrici.

Notare il tocco green

Ora, la cosa fantastica è che i saccheggiatori delle montagne che non ricrescono, se riescono a trasformare i loro scarti in dentifricio, diventano salvatori dell’ambiente, e con questa ecoscusa riescono a far prolungare per molti anni le concessioni di suolo pubblico per guadagno privato.

Nelle cave, macchine a guida elettronica che hanno permesso di licenziare quasi tutti i lavoratori, tagliano giganteschi cubi di marmo e li mandano in Cina, dove ci penseranno benaltri a faticare e rischiare la vita. Ma il fatto di aver fatto quel primo taglio in Italia, è sufficiente per conquistare il cuore delle destre.

Terre dove le acque sorgive sono tutte avvelenate dagli scarti del marmo, dove i tumori dovuti alle polveri sottili hanno l’incidenza forse più alta d’Italia, dove le montagne sono diventate denti cariati, dove se va bene il 3% della popolazione lavora con il marmo (e ci rischia gambe e braccia e teste, proprio quando siamo arrivati, c’è stato un altro incidente grave)…

Ma bisogna salvare i posti di lavoro.

Ora, i primi a fare tutto il tecno-possibile per mandare via i lavoratori sono proprio gli imprenditori.

In cava, per fortuna dei carraresi, ormai non rischia più la vita quasi nessuno, ma con i loro incredibili guadagni, le società dei Cavatori hanno creato la Fondazione Marmo, che fa a gratis ciò che il Comune dovrebbe fare: tante piccole iniziative, sul tipo, se avete il parco gioco per i bambini, è grazie alle iniziative ecosostenibili dell’industria del marmo!

Dietro questo c’è una complicità trasversale da Destra a Sinistra.

A Destra, sempre con gli Imprenditori!

A Sinistra, “se non facciamo come chiedono gli imprenditori, vince la Destra, ritorna Adolf Hitler e mette le camere a gasse!”

Torniamo sul treno, e parliamo del Comitato di San Jacopino. Sembra che non c’entri niente, ma Daniel tocca una questione fondamentale, che mette insieme tutto.

Il Comitato si lamenta, a ragione, di furti e spaccio nel rione. Furti e spaccio che spesso sono opera di ragazzini di origine “non italiana”. E giù a chiedere vigili e poliziotti e magari anche i carri armati.

Ma Daniel ha messo in piedi, assieme a noi del Nidiaci, una comunità mista, dove si organizzano insieme dei pranzi, mangia come parli, e dove anche i più fragili dei ragazzini del giardino – i futuri delinquenti – se ne sentivano in qualche modo corresponsabili.

Che poi vegliavano su tutti gli altri, perché quando si è comunità, si fa così.

E allora, sul treno che ci riportava a Firenze, abbiamo pensato che la vera alternativa non è tra….

il privante che scarica su tutti i suoi costi e poi scappa

e

not in my backyard, il Nimby, l’idea che difendo solo il mio orticello quando viene attaccato

ma

not in anybody’s backyard, l’idea di difendere tutti gli orticelli del mondo, e di essere pronti ad andare a Carrara per difendere qualcosa che apparentemente non c’entra con noi, sapendo che quelli di Carrara magari verranno a Firenze per difenderci da altri delitti.

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11 risposte a L’Altissimo non si vende!

  1. mirkhond scrive:

    “i Monti della Luna”

    Il nome ha qualche collegamento con l’antica città di Luni (da cui il nome Lunigiana)?

  2. Moi scrive:

    + , come avevo segnalato, il problema “fiumi di latte” … cioè inquinati di marmettola !

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