Firenze è una città con un potenziale straordinario: potrebbe tranquillamente superare Dubai e Las Vegas in un colpo solo.
Il MetaHub del Rinascimento.
Purtroppo, una burocrazia di pigri cattocomunisti e un popolo troglodita che pensa che la casa sia una caverna in cui vivere e non una merce, rendono difficile realizzare questo sogno (e in questo gli immigrati si dimostrano spesso ancora più retrogradi).

Il Fiorentino e la sua casa
Per aprire la città al progresso e al mercato globale, occorrerebbe una mano decisa.
Che a vedere le cifre (appena 705 sfratti eseguiti dalla forza pubblica in un intero anno) resta un sogno.
Appena la polizia sfonda una porta di casa per mettere per strada una famiglia, ecco che si alza un coro di benpensanti,
“ma poverino già pagava 700 euro al mese per una stanza”, “c’è nato in quella casa e a ottant’anni, dove andrà?”, “e come fa un insegnante a trasferirsi a Firenze se deve pagare 3000 euro al mese di affitto?” “e i bambiniiiiii?”
Ma conoscete tutti il piagnisteo cattocomunista, per cui mi fermo qui.
In tutto il Medio Oriente, esiste un’unica Democrazia. E avrà pure qualcosa da insegnarci.
Qui vediamo uno Sfratto Esecutivo in corso in questi giorni a Gaza:

Tra la notifica di sfratto (peraltro comunicata impeccabilmente sui telefoni privati degli inquilini, mica con raccomandate che si perdono) e l’esecuzione, non passano i lunghi mesi, se non gli anni, cui siamo abituati in Italia.
Il calvario dei ricorsi, che fanno perdere anni di reddito a un aspirante affitta-Airbnb, si evita del tutto.
Poi guardate bene questa foto: vedete cartelli di protesta, gente che si mette provocatoriamente davanti ai poliziotti?
No.
Quando una Democrazia agisce con mano ferma, gli inquilini, anziché lamentarsi, partecipano attivamente al proprio sgombero.
E mentre in Italia, frignano subito “perché c’era un bambino“, nell’Unica Democrazia del Medio Oriente, i bambini li rimuovono gli stessi inquilini.
Vivi o morti.
Il ministro della cultura del nostro paese, Gennaro Sangiuliano, l’altro giorno, ha dichiarato:
“Israele è l’avamposto della democrazia e dell’Occidente, è la patria del meraviglioso popolo ebraico. Difendere Israele equivale a tutelare i nostri principi di civiltà.”
Facile applaudire a un paese in guerra, dalle retrovie dell’Occidente.
Vorremmo invece che il ministro iniziasse a seguire l’esempio dell’avamposto della democrazia, applicando i “nostri principi di civiltà” anche ai recalcitranti che non vogliono andarsene per fare posto alla Firenze del Futuro.

@ Martinez
“Sangiuliano”
Temo sarebbe più produttivo invitare il Ministro ad arruolarsi nella IDF.
Tanto sappiamo come va a finire. E non è mica detto sua un male. Almeno la specie umana può sopravvivere.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid036KKnPdvki9zMZ3Buws7sNoGS8cvRC2CHRibo88D4UCPwVo6R2YWyhm9STiX5BDQpl&id=100000055820129&sfnsn=scwspmo
Ciao!
Andrea Di Vita
Israele, la richiesta delle famiglie degli ostaggi: “Rilasciate tutti i palestinesi prigionieri”
https://www.iltempo.it/esteri/2023/10/28/news/israele-famiglie-ostaggi-rilasciare-tutti-prigionieri-palestinesi-netanyahu-hamas-37363883/
@ Moi
“ostaggi”
Cascano male. Cascano malissimo. Netanyahu è il fratello dell’Israeliano caduto durante la liberazione degli ostaggi presi dai Palestinesi all’aeroporto di Entebbe. E’ l’ultimo governante possibile immaginabile al mondo che accetterebbe di negoziare con chi ha rapito ostaggi. Ne va della memoria di suo fratello. Sarebbe vero anche se Israele non avesse preso la facciata che ha preso con la sorpresina di Hamas.
Il che vuol dire che invaderà Gaza, e che i tunnel di Gaza possono diventare un nuovo Vietnam per gli invasori. Nella tragedia c’è sempre per fortuna almeno un aspetto positivo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Quindi secondo te trattare con i terroristi sarebbe la cosa giusta da fare?
Se non altro sei coerente con i cattocomunisti dei tempi del rapimento di Moro.
Perchè secondo te sarebbe sbagliato trattare con Natanyahu ? Prendiamo esempio da Giovanni Battista Enrico Antonio Maria Montini, a quel tempo Vicario di Cristo, che nel 1978 scrisse “Io scrivo a voi, uomini delle Brigate Rosse: restituite alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l’onorevole Aldo Moro. “
mica era una trattativa, era un invito (intelligente)
comunque ritengo che coi terroristi non si deve trattare mai, tranne quando si è pronti ad arrendersi
Bravo Kesselring: sarà stato protofemminista anche lui? O, magari, liberalgarantista?
MT
al solito, sei troppo per me. Non capisco.
Soprattutto aveva detto “uomini” delle BR. I sionisti considerano i goym animali parlanti, certo, ma credo si debba prendere ad esempio da Paolo VI e non abbassarci al loro livello. Anche Netanyahu è un uomo e come tale sia giusto sperare che non abbia ancora
speso tutta la sua libertà e ragionevolezza al servizio di satana.
Ehm… a parlare di instrumentum vocale è Varrone, non il Talmud e tantomeno Theodor Herzl 😉
Prima che mi chiediate “ma tu il Talmud lo hai letto?” : sì, è qui a casa mia, perlomeno i volumi editi da Giuntina, e lo trovate online sempre con testo a fronte sul sito Sefaria.
@ francesco
“quindi”
Da fisico, rispondo coi numeri. Vado a memoria, per cui mi correggerai se sbaglio.
L’attacco di Hamas è del 7 ottobre, giusto?
Oggi è il 29 ottobre. Sono passati 22 giorni.
Hamas ha rapito duecento ostaggi e ammazzato duecento civili Israeliani, più un certo numero di Israeliani in divisa.
Inoltre ha sputtanato per bene lo Stato di Israele, sul campo ultrapotente.
Israele ha ammazzato parecchie centinaia di civili – le stime vanno da millecinquecento a settemila, per cui per par condicio facciamo a mezzo e diciamo circa 3500. Più un numero imprecisato di miliziani di Hamas. Il tutto nell’indignazione universale al di fuori di USA e vassalli, come dimostrano le posizioni prese all’ONU.
Hamas ha proposto lo scambio ostaggi vs prigionieri dopo un cessate il fuoco.
Netanyahu ha proclamato l’ennesima crociata del Bene contro il Male (NOTA MIA: sì, lo so che uno che ha la credibilità di un Goebbels fa già ridere così, ma è quello che ha detto lui).
Domanda: quanti ostaggi sono stati liberati fino adesso, cioè in 22 giorni?
Due, e tutti si iniziativa spontanea di Hamas. (Nel senso che NON sono stati liberati dall’IDF). Uno dei quali è una signora invalida che ormai libera ha detto di essere stata trattata benissimo e che i suoi carcerieri – gli “animali”, per Tel Aviv – hanno persino scambiato con lei segni di pace quando si sono lasciati.
A questo punto la domanda è: quanti bambini dovranno bruciare col fosforo prima che il Bene vinca e liberi i restanti 198 ostaggi, dal momento che non è stato capace di liberarne manco 1 in 22 giorni?
La cosa strana è la cecità verso l’ovvio.
Più bambini Palestinesi bruciati, più reclute per Hamas, più Israeliani futuri sgozzati.
È vero che muore 1 Israeliano ogni 24 Palestinesi. Ma è anche vero che l’incremento demografico Palestinese è il doppio di quello Ebraico, dato che a fare aliyah in queste condizioni ci pensano solo dei fanatici mentre la popolazione Palestinese non ha bisogno di immigrati per aumentare.
Rabin l’aveva capito: Israele si et ficcato in uno Zugzwang, la posizione degli scacchi da cui non si può uscire senza rimetterci. Il suo oltranzismo l’ha cacciato in uno stallo.
Se tratta perde la faccia, se non tratta moltiplica i nemici.
Solo che dagli scacchi si esce vivi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Se tratta perde la faccia, se non tratta moltiplica i nemici.”
Un’altra possibile lettura (possibile, ipotetica).
Il sistema di potere di Israele sapeva da tempo che Hamas “covava qualcosa”.
Una delle principali superpotenze del mondo, che vende i suoi prodotti di sorveglianza e controllo anche a Firenze, si è fatta sorprendere da quattro ragazzini su deltaplano, e l’esercito ci ha messo ore prima di intervenire.
Non so cosa dedurre da questi fatti: da una parte certamente non conviene a nessuno fare la figura di quello che ha mancato di sorvegliare, ma è anche vero che Israele ha guadagnato l’occasione unica per arrivare alla soluzione finale della questione palestinese.
Questa volta ha la possibilità di rendere la vita ai palestinesi rimasti un tale inferno, da farli andare via per sempre:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/10/29/in-cisgiordania-attacchi-dei-coloni-alle-scuole-e-volantini-rivolti-ai-palestinesi-e-la-vostra-ultima-possibilita-per-scappare-in-giordania/7337690/
La vera questione non è militare, ma politica: Giordania ed Egitto potranno essere costretti a “prendersi i profughi”?
Giordania ed Egitto potranno essere costretti a “prendersi i profughi”?
—————–
Da bravi paraculi “Arabi” … penso proprio di no !
Li manderanno tutti in Europa, a fare il Jihad per diffondere l’ Islam come volle il Profeta Muhammad Pace&BenedizioneSuDiLui 🙂 !
Miguel
complimenti per la scelta delle fonti e, soprattutto, per il complottismo!
Andrea
complimenti per sapere che Hamas è riuscita a uccidere 1,200 soldati israeliani, ti chiederei dove lo hai letto ma ho paura della risposta
ringrazio il Cielo di non essere l’unico a non avere nessun potere politico.
>>> Il tutto nell’indignazione universale al di fuori di USA e vassalli, come dimostrano le posizioni prese all’ONU.
ora, caro Andrea, questo ti pare normale? al di fuori dell’Occidente, ammazzare qualche migliaio di persone non fa notizia. eppure se lo fa Israele diventa causa di indignazione universale.
io non riesco a spiegarmelo.
@ francesco
“spiegarmelo”
Davvero non ci riesci, a spiegartelo?
Allora, caro johnwaynita, data la nostra lunghissima requentazione su questo blog ti do’ credito e provo a spiegartelo io:
Se lo fa Israele diventa causa di indignazione universale perché qualunque altro Paese (al di fuori dei cinque con diritto di veto al Consiglio di Sicurezza) si fosse permesso di fare per tutti questi decenni ininterrottamente un’unghia dei soprusi commessi da Israele a danno dei suoi vicini Palestinesi sarebbe già stato sepolto di sanzioni, ingiunzioni, guerre sante, esportazioni di democrazia e quant’altro. Nemmeno il Sudafrica di Botha, l’Iraq di Saddam, il Ruanda degli Interhamwe, la Cina nel Turkestan o la Cambogia di Pol Pot hanno mai goduto di tante giustificazioni ostinate per così tanto tempo e di così tanta spudorata impunità.
Tanto più spudorata perché ad ogni critica spuntano fuori la lacrimuccia al suono di Schindler’s list (a scorno dei sopravvissuti al lager) e la trita e ritrita accusa di antisemitismo, che ormai fa sembrare nuova pure quella nostrana di “nipotini di Stalin”.
È vero che la Corea del Nord, la Guinea Equatoriale, l’Indonesia del 1963 e l’Eritrea sono anche peggio: ma opprimevano i propri sudditi, non i vicini. La Palestina è come quelle bambine prigioniere di quei padri-padroni che le violentano per decenni nell’indifferenza generale, dove il carceriere rimane uno stimato membro della comunità e i lamenti della vittima sono presi per capricci.
In Cisgiordania i coloni fanno bere la benzina ai bambini e danno loro fuoco. Sono morti gia’ duecento Palestinesi in tre settimane senza che Hamas (che lì è assente da sedici anni) c’entrasse nulla.
E l’anno scorso, almeno stando al Servizio Informazione Religione (l’agenzia di stampa della conferenza dell’episcopato italiano) solo a Gaza sono morti dei bambini che andavano all’ospedale perché l’ambulanza è stata bloccata troppo a lungo dai posti di blocco. (E io devo sentire che chi da noi protesta è amico dei terroristi.
No, mi dispiace. Buttare fosforo bianco sui donne e bambini è peggio che mitragliare una festa rave.
Lo sai cos’è il fosforo bianco? Lo si dovrebbe usare solo come mezzo illuminante. Si attacca alla pelle e continua a bruciare la carne innescato dal calore corporeo fino a raggiungere l’osso; si spegne solo buttandosi in acqua ma si riaccende appena si riemerge. Una volta colpito, o anneghi o bruci vivo lentamente. A parti invertite, sarebbe come se Hamas i milletrecento Ebrei che ha ucciso li avesse legati e imprevisti come i Cristiani nel circo davanti a Neri e e avesse dato loro fuoco un pezzetto alla volta. Quanti fiumi scorrono a Gaza?
Se per snidare un terrorista o presunto tale io butto il fosforo bianco sul palazzo pieno di gente dove penso che si annidi non sono migliore dell’Oskar Dirwangler che in Bielorussia si divertiva a fare rinchiudere dalle sue SS la gente nei pagliai per poi incendiarli coi lanciafiamme.
Se vuoi scacciare degli animali il fosforo bianco è perfetto. E per i governanti di Israele, eletti democraticamente dall’elettorato dell’unica democrazia del medio oriente, i Palestinesi sono animali che meritano quella fine.
Come sai, non esiste una definizione univoca di terrorismo accettata da tutti. In un documento UE che dovrei rimettermi a cercare il terrorismo è definito come fare del male a dei civili per ottenere uno scopo politico. Hamas allora è certo terrorista, e il suo scopo è fermare la aliyah. Anche lo Stato di Israele allora è terrorista: il suo scopo, implicito nell’idea stessa di sionismo, è la pulizia etnica. O quantomeno che i Palestinesi spodestino Hamas, per non restare più non si capisce bene con che cosa. In ogni caso i metodi Israeliani per ottenere questi scopi sono quelli di tutti gli altri terroristi.
L’Occidente tace o applaude. L’umanità, o quel che ne resta, è schifata.
Sono sicuro che adesso hai capito.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea
scusa ma questo cacciucco di cazzate mi prova solo che ti stanno sulle palle gli Ebrei. Il brutale trattamento che i palestinesi subiscono per mano degli israeliani è moneta corrente in tutto il mondo non occidentale (e lo era in quello occidentale fino a qualche decennio fa).
L’elenco delle distruzioni subite da Gaza in questi giorni è anche l’elenco di quello che a Gaza c’era prima che Hamas facesse il suo “bel gesto”. Altro che prigione a cielo aperto, su questo pianeta.
Mai letto nulla di così pretestuoso da quando Miguel raccontava della nuova bandiere irachena.
🙁
“mi prova solo che ti stanno sulle palle gli Ebrei”
Abbiamo già scovato un secondo antisemita! Io credo di essere il terzo, Peucezio è scontato, per cui aspetto con ansia la segnalazione del quinto 😀
“scusa ma questo cacciucco di cazzate mi prova solo che ti stanno sulle palle gli Ebrei.”—-
E da dove si deduce che gli stiano sulle palle “gli ebrei” in generale, proprio in quanto ebrei?
Per Paniscus
“E da dove si deduce che gli stiano sulle palle “gli ebrei” in generale, proprio in quanto ebrei?”
Sì, è affascinante questa idea, per cui agli esseri umani dovrebbero sempre stare sulle palle gli ebrei di default, casomai bisogna dimostrare il contrario.
Credo che ci possano essere motivi per odiare gli ebrei.
Ad esempio, sei un contadino analfabeta russo, e il padrone manda un tizio strano tutto vestito di nero con il barbone bianco a riscuotere l’affitto, e quando gli offri del cibo, quello che ti guarda schifato.
Oppure, perché sei il figlio di un contadino romeno che si è fatto un mazzo così e cerchi di entrare all’università e trovi che tutti i posti sono occupati da giovani ebrei che hanno avuto la fortuna di aver cominciato a leggere e scrivere quando erano piccoli.
Oppure perché il prete ti ha detto che gli ebrei hanno fatto crocifiggere Gesù.
Se non hai avuto occasioni di questo tipo, la probabilità che uno odi gli ebrei, così tanto per odiarli, è pare alla probabilità che tu odi i nepalesi.
x Paniscus
Beh, gli Israeliani in quanti tali stanno sulle palle solo agli Arabi (e per ragioni che trovo perfettamente comprensibili).
Ma quando un non Arabo mi copre di stronzate per giustificare la sua virulenta e totale ostilità agli Israeliani, a me si accende la lucetta verde: non è che ce l’ha con gli Ebrei? dopo tutto quasi tutti gli Israeliani sono Ebrei e Israele è lo Stato nazionale degli Ebrei.
Oh, posso sempre sbagliarmi e magari ADV è un fanatico cattolico come me che vuole la Liberazione dei Luoghi Santi.
Per Francesco
“Ma quando un non Arabo mi copre di stronzate per giustificare la sua virulenta e totale ostilità agli Israeliani, ”
A parte “stronzate”, “virulenta” e il riferimento a singole persone “gli israeliani” e non a una politica, che già squalifica tutto il discorso…
Riscriviamo.
Quando un non musulmano critica radicalmente la politica dello stato birmano, a me si accende la lucetta verde: non è che ce l’ha con i Buddhisti? Dopo tutto quasi tuti i Birmani sono Buddhisti.
https://www.rbb24.de/politik/beitrag/2023/10/berlin-pro-palaestina-demonstration-oranienplatz-tausende-teilnehmer.html
“Eine rbb-Reporterin sprach von einer “normalen Demo-Stimmung”. Es gebe bislang keine Zwischenfälle. Die Teilnehmenden schwenkten Palästina-Fahnen.
(…) Auf einem Plakat wurde Israel “Völkermord” vorgeworfen. Kritik wurde auch daran geübt, dass die Bundesregierung Israel unterstützt. Zu sehen waren viele Palästinenser-Flaggen”
Qui si dà notizia di una manifestazione Palestina, a Berlino. Si afferma essere, questa, una fra svariate in Germania, alcune autorizzate altre no. Sì
Si riporta di messaggi anti Israele e, nonostante ciò, non viene demonizzato niente (“c’era una normale atmosfera da manifestazione
“) e non vi sono riportate azioni violente della polizia.
https://www.remocontro.it/2023/10/29/cancellare-gaza/
Pare proprio che Gaza verrà cancellata.
I palestinesi non li vuole nessuno. Tendono a diventare uno Stato dentro allo Stato.
Che dire?
Stermini ce ne sono sempre stati.
Ma adesso si fa presto. Le armi di sterminio di massa non mancano.
Oggi è Gaza, domani potrebbe essere Roma.
C’è una specie di meccanicità in tutto questo.
La stessa che ha causato la distruzione delle foreste sacre e degli animali magici.
“adesso si fa presto, ci sono le armi di sterminio di massa” è una cazzata.
per un ottimo genocidio bastano bastoni e machete, oltre a un pò di buona volontà.
direi anzi che l’unico ingrediente fondamentale è questa.
No. Ci devi mettere di mezzo dei ragionieri della morte.
Tipo il contabile di Auschwitz.
Spero che su Gaza ci si stia sbagliando.
Noto nell’ultima mezz’ora qualche segno di ravvedimento.
In più
Il ministro della Difesa, Yoav Gallant, parlando in conferenza stampa a Tel Aviv, ha detto che «sarà una guerra molto lunga».
Segni di ravvedimento.
(Non so in Siria. Mancano le informazioni).
https://www.ilpost.it/2023/10/29/israele-invasione-gaza-operazione/?homepagePosition=0
Ultimissime da Gaza.
Incursioni mirate.
Alla popolazione arrivano aiuti centellinare ma arrivano.
Basta
@ fuzzy
“molto lunga”
Le guerre che vanno troppo per le lunghe hanno la sgradevole caratteristica di essere sovente perse. Perché il loro trascinarsi vuol dire che non hanno dietro un’idea di strategia, e come dice Sun Tzu “tattica senza strategia è il sapore della disfatta”.
Senza disturbare Afghanistan e Vietnam, basta ricordare cos’ è successo alla Spagna nelle Fiandre.
Ciao!
Andrea Di Vita
in quale passo del Bingfa si trova quella frase?
@ Giuseppe motta
“Bingfa”
Io l’ho trovato qui
https://puremorning.it/strategia-tattica-aziendale/
Ciao!
Andrea Di Vita
Israele non può permettersi guerre lunghe, perché è un piccolo stato.
Oltre a fare la guerra devono anche lavorare.
Però se ho capito bene sarà una guerra con gruppetti di militari specialisti che si infiltreranno nei tunnel e ne libereranno piccole porzioni alla volta.
Sembrerebbe una tattica forse votata al fallimento, ma probabilmente servirà a evitare l’allargamento del conflitto.
E scusate se è poco.
Secondo me in questi giorni hanno testato il terreno e hanno già capito che con una tipica guerra lampo nel loro stile non ce la possono fare.
@fuzzy
“gruppetti”
Ah beh, allora è più o meno come negli ultimi anni. Con qualche bombardamento scenografico in più giusto per dare un contentino all’opinione pubblica che si sta leccando le ferite. Sono o non sono l’unica democrazia del medio oriente?
Ciao!
Andrea Di Vita
“…No. Ci devi mettere di mezzo dei ragionieri della morte.
Tipo il contabile di Auschwitz…”
Fuzzy, per coricarne a milioni in Ruanda, e in pochi mesi, sono bastati machete, olio di gomito, e – come dice bene Francesco – tanta buona volontà.
Ma anche in Cambogia, sotto la dittatura di Pol Pot, col metodo artigianale e biologico dei nostri nonni e del mulino bianco sono stati uccisi da 1,5 a 3 milioni di cambogiani in 4 anni scarsi.
Il 25% della popolazione totale.
Basta mettercisi di buzzo buono, seri, e bando alle ciancie, lavurà!
…Basta mettercisi di buzzo buono, seri, e bando alle ciancie, lavurà!
lavurà, e,
si può fare!!!😀
https://www.bing.com/videos/riverview/relatedvideo?&q=si+pu%c3%b2+fare%2c+frankestein+junior&&mid=A59FFDCDE1FF1D0E2921A59FFDCDE1FF1D0E2921&&FORM=VRDGAR
Volevo solo dire che per lo sterminio efficiente e veloce oggi viene in soccorso la tecnica. Campi di sterminio, bomba atomica, armi chimiche, bombardamenti a tappeto….
Cosa potrebbe implicare, questo, in un futuro dove sempre più ci sarà competizione per le poche risorse?
https://www.resilience.org/stories/2023-10-29/the-miniaturization-of-death-how-technology-has-tipped-the-balance-away-from-state-power/
Kurt Cobb il super-gufo rapace n1 al mondo ragiona sulle armi di sterminio o auto-sterminio.
I virus autoprodotti con le nuove tecniche di editing genetico.
Io aggiungerei un girone apposta all’inferno per mandarci questi apprendisti stregoni dei genetisti.
Il nostro kurt parla anche dei droni super-economici.
Pare che Hamas abbia usato questi droni giocattolo per far fuori il sistema di difesa di Israele.
Poi ci sono le stampanti che stampano che so, pistole. E tutti gli psicopatici non vedranno l’ora che arrivino anche in Italia
E adesso, Buona giornata.
Francesco:
“per un ottimo genocidio bastano bastoni e machete, oltre a un pò di buona volontà.”
Assolutamente vero e ricordo in particolare un caso, circa 60 anni fa, in cui con questi ingredienti venne fatto fuori un milione di persone in un paio di mesi.
Dimmi che lo ricordi anche tu.
Per Tomar
“Assolutamente vero e ricordo in particolare un caso, circa 60 anni fa, in cui con questi ingredienti venne fatto fuori un milione di persone in un paio di mesi.”
O caspita… un piccolo genocidio di quelli che non ci fanno fare l’ora di penitenza a scuola, attorno al 1963?
I guai del Guatemala furono dopo, e con l’aiuto sicuramente di ottime armi moderne.
Congo?
chiedo scusa per la mia ignoranza, anche a me verrebbe in mente il Katanga oppure l’Indonesia
ma sparo nel mucchio
@ martinez
“Guatemala”
No, credo che Tomar parli dell’Indonesia.
Ciao!
Andrea Di Vita
1965…eliminazione del PKI, che sotto Soekarno (Sukarno) era stato molto forte ed estremamente radicale: era infatti filo-cinese (Mao) e non filo-sovietico…
poi iniziò, come è noto, il trentennio del gen. Soeharto (Suharto) gradito agli occidentali, specie agli USA
qualcuno, fra i pochi patiti di politica internazionale :D, si ricorderà la Konfrontasi dell’Indonesia contro la Malaysia, che fu la goccia che fece traboccare il vaso..e spinse qualcuno, a Washington, a dare ordine di attivare i piani per la soppressione cruenta del PKI (e di Soekarno -che, invero, verrà mantenuto senza alcun potere fino al 1967 allorché Soeharto gli diede il benservito anche formale) che, naturalmente, esistevano da tempo…
tutti sanno, o dovrebbero sapere, che il 31/8/1957 la British Malaya divenne indipendente entro il Commonwealth col nome italiano di Malesia (con la “e”), o Malaya: era, e ancora è, una federazione di Sultanati e due “Repubbliche”, con la presidenza che tocca a turno a uno dei 9 Sultani (NON agli altri due, se non sbaglio); comprendeva solo la Penisola di Malacca, e non il British Borneo, e neppure Singapore
nel settembre 1963 venne proclamata la Malaysia (con “ay”): alla Malaya si aggiunseri il Sarawak e il Sabah (Sandokan !) cioè il Borneo settentrionale (quello meridionale era ed è indonesiano, chiamato Kalimantan, e prima fu olandese), con l’eccezione del Sultanato del Brunei che restò britannico fino al 1/1/1984; vi si aggiunse pure Singapore !
Soekarno fu incensed, direbbero gli inglesi :D… vide nella creazione della Malaysia uno schiaffo all’Indonesia e ordinò la Konfrontasi contro la Maalysia, che si fermò poco prima della guerra guerreggiata ma della guerra ebbe gli altri ingredienti;
in questi intrighi .in cui l’Ambasciatore di Mao a Djakarta /Jakarta) era magna pars (la Cina, allora, odiava Kuala Lumpur perché i comunisti malesi, tutti o quasi cinesi etnici, erano stati eliminati dai malesi con aiuto britannico nei ’50) ma non mancava neppure Chiang (che ovviamente appoggiava la Malaysia :D), Singapore sotto la guida saggia di Lee Kuan-Yew con sopraffina astuzia orientale ignota ai noi europei, manovrò in modo da farsi espellere dalla Malaysia (che si ridusse a 9+4, come è oggi), e si creò il suo Stato, prospero, ricco, indipendente (1965)…
erano gli ultimi giorni di Soekarno e del PKI..
poi il dramma
@ habsburgicus
“PKI”
Tutti fatti che conosco per aver approfondito la questione dopo aver assistito all’entusiasmante recitazione di Linda Hunt e Nel Gibson in “Un anno vissuto pericolosamente” dell’immortale Peter Weyr…!
https://it.wikipedia.org/wiki/Un_anno_vissuto_pericolosamente
Ciao!
Andrea Di Vita
Mel Gibson! poverino!
non ricordavo dove fosse ambientato, però un bel film
@ tutti OT
Lo sapete, vero, che Paraguay e Argentina sono ai ferri corti?
https://it.eseuro.com/local/amp/916103
(pedaggio Argentino di 1,45 $/tonnellata sul Parana’, susseguenti interruzioni di forniture di elettricità dal Paraguay…)
Ciao!
Andrea Di Vita
o mamma mia! anche lì? e in mezzo alle elezioni? sono impazziti?
@francesco
“elezioni”
Dura dall’ inizio dell’anno. Gli Argentini dicono che i soldi sono per dragare il fiume, i Paraguaiani dicono che non hanno mai pagato. Per ogni nave sono circa 45000$; chi non paga ha la nave sequestrata finché non concilia. Il Paraguay ha tagliato le sue forniture di elettricità all’Argentina, che per ritorsione ha bloccato cisterne di petrolio dirette in Paraguay. Il caso e’ davanti al Mercosur; Bolivia e Brasile hanno già preso le parti del Paraguay.
Ciao!
Andrea Di Vita
Basta che non finisca a cannonate! una delle poche qualità dell’America Latina è la scarsità di guerre nella sua storia, e la cucina, e la musica, e il ballo, e la gnocca, e il calcio, e il volley, e il basket. E il clima.
Quale clima, esattamente?
L’America latina è grande, e soprattutto è lunga nella direzione del meridiano.
Immagino che ci sia una bella differenza tra il clima delle alture del Messico, quello di Cuba, quello di Manaus nel mezzo dell’Amazzonia, quello del deserto di Atacama e quello della Terra del Fuoco…
Dopo il Suicidio Politico del Papeete, Matteo Salvini ha capito che per compiacere i suoi elettori non gli resta che … litigare con le “ZeKKe di SX” (meglio se VIP …) sui Socials !
… Stavolta, nel mirino Zerocalcare e la vera e propria Mecca (come si diceva una volta) del Nerdismo Italico : il Lucca Comics !
https://www.corriere.it/politica/23_ottobre_29/lucca-comics-israele-caso-politico-salvini-amnesty-razzista-fdi-contro-zerocalcare-artisti-che-fiutano-business-2ee4b582-7667-11ee-97ac-bb749494f7ad.shtml
In effetti, Michele Rech in arte Zerocalcare si è costruito, con la sua satira surreale, il ruolo mediatico di Vate degli Sfigati, dei “Losers” in senso Angloamericano : dei Burini come lui che, a differenza sua, però “gnaa fanno” a diventare ricchi e famosi … la Palestina di Hamas, da un punto di vista strettamente militare, è indubitabilmente la parte “underdog”. Altrettanto indubbiamente, quindi, “stonerebbe” con il personaggio stare con Israele.
E siccome il Lucca Comics ha il Patrocinio dell’ Ambasciata Israeliana, ecco che Salvini ha finalmente trovato la Zecca di Lusso di SX da affrontare a Like su Like … per convincere i suoi elettori di meritare di stare dove sta, a guadagnare quanto guadagna ! 😉
Aumenta quindi l’ Allerta Terrorismo
https://www.noitv.it/2023/10/comics-il-piano-sicurezza-2023-studiato-anche-alla-luce-del-delicato-contesto-internazionale-538575/
@ Moi
“Salvini”
Io mi considero un tipo che cerca di essere razionale e di fuggire da ogni superstizione.
Tuttavia penso che se fossi Netanyahu una grattatina agli zebedei comincerei a darmela.
Dopo aver fatto un giro su internet ho trovato quanto segue.
❌ Nel 2006 da padano sfegatato, come da lui stesso ammesso tifò per la Francia ai mondiali e la Francia li perse contro l’Italia (buon per noi).
Più recentemente:
❌ Andava in giro con la mascherina Trump 2020 e Trump non è stato rieletto.
❌ Si è iscritto al canale social di estrema destra Parler e il canale chiude dopo poche ore.
❌ Ha fatto gli auguri a Luna Rossa per la finale dell’America’s Cup e Luna Rossa ha perso.
❌ Ha fatto gli auguri alla Goggia per i mondiali di sci 2021, la Goggia si infortuna e addio mondiali.
❌ Ha fatto gli auguri a Sinner per la finale ATP di tennis 2021 di Miami e Sinner ha perso.
❌ Ha indossato la maglia del Milan e il Milan il giorno dopo ha perso il derby per 3 a 0.
❌ S’è messo la maglia del Benevento e il Benevento è retrocesso in B.
❌E lo stesso ha fatto con la maglia del Crotone, e il Crotone è retrocesso in B.
❌ S’è seduto sul musetto della Ferrari di Leclerc a montecarlo 2021 per la pole position e Leclerc si è ritirato. La Ferrari già andava male, ma toccata dal gaglioffo addirittura non è neanche partita per la gara. Peggio di così c’è solo un incidente durante il trasferimento da un circuito all’altro.
❌ S’è messo la maglia della Cantù basket e la Cantù basket dopo 20 anni è retrocessa in A2.
❌ È stato in Portogallo a Fatima e contemporaneamente il Portogallo batte l’Italia agli europei under 21 di calcio del 2021
❌ Ha fatto gli auguri a Netanyahu e Netanyahu dopo le elezioni del 2021 e 11 anni di mandato, non è più primo ministro israeliano. Dal 29 dicembre 2022 senza gli auguri di salvini è di nuovo primo ministro.
❌ Annuncia un suo comizio a Roma in piazza Bocca della Verità e su Roma si scatena un nubifragio incredibile (forse neanche la natura lo vuole).
❌ Ha detto riferendosi all’italvolley alle ultime Olimpiadi di Tokio: “vincerete l’oro”. In un colpo solo sono state eliminate la squadra maschile, la squadra femminile e quella di beachvolley.
❌ Disse: spero che Berrettini vinca a Wimbledon e Berrettini ha perso.
❌ “Stasera vinciamo”: Italia Svizzera 1 a 1, rigore sbagliato. Italia ai playoff e poi esclusione dai mondiali in Qatar.
❌ Ha augurato la vittoria alla destra alle elezioni in Cile e la destra ha perso.
❌ Suppletive a Roma: “Mi alzo e vado a votare Matone. Stavolta si può vincere.” Così ha detto. Suppletive a Roma , vince Cecilia D’Elia del PD
❌ Per San Remo 2022 ha detto “io tifo per Elisa”, ed Elisa è arrivata seconda.
❌ In occasione dell’ultimo derby del campionato 21-22 ha detto che l’Inter è più forte per cui sarà dura per il Milan. L’Inter ha perso 2 a 1 (conoscendosi l’avrà detto per far vincere il Milan?).
❌ Foto sul musetto della Ferrari ad Imola 2022 e la Ferrari ad Imola, dopo un inizio di stagione promettente, arriva sesta (l’altra ritirata al primo giro). Il resto della stagione è una catastrofe per la Ferrari.
❌ Ha fatto gli auguri alla Le Pen per la presidenza francese e Le Pen ha perso.
❌ Selfie a Verona con Zaia ed esponenti della destra inquadrati prima dei ballottaggi nelle amministrative 2022 di Verona, compreso Sboarina il sindaco uscente, e dice “squadra vincente non si cambia”. Vince Tommasi sostenuto dalla sinistra.
❌ Fa gli auguri a Johnson, premier inglese, e il premier si dimette;
❌ Fa gli auguri a Elon Musk per la proposta di acquisto di Twitter, ma l’accordo decade e parte una causa milionaria contro di lui.
❌ 16 agosto 2022 ore 18, suo comizio in piazza del campo a Siena. E su Siena si scatena un nubifragio talmente violento da far spostare al giorno successivo (17 agosto) il palio dell’Assunta.
❌ Complimenti di salvini all’Italia del basket che vince sulla Serbia agli ultimi europei. Italia eliminata dalla Francia nella partita successiva.
❌ Fa gli auguri a Bolsonaro per il ballottaggio alla presidenza del Brasile. Vince l’avversario Lula.
❌ Partita Marocco Spagna ai mondiali, ecco cosa ha detto: “Luis Enrique grande uomo, papà, giocatore, allenatore. Stasera tifo Spagna.” Spagna eliminata dal Marocco.
❌ Ha detto: “Cristiano Ronaldo, grande uomo, atleta, giocatore. Stasera tiferò Portogallo.” Portogallo eliminato ai mondiali dal Marocco.
❌ Prima della partita di coppa Italia contro il Torino s’è fatto un selfie con il pullman del Milan sullo sfondo con l’immancabile “forza Milan”, e come è andata? Partita persa in casa contro il Torino per 1 a 0 e Milan fuori dalla coppa, a seguire partita persa per 4 a 0 contro la Lazio, quindi partita persa per 5 a 2 contro il Sassuolo a Milano e per finire derby perso per 1 a 0.
❌ Prima della partita Udinese Milan ha detto: adesso mi godo il Milan. Il Milan ha perso 3 a 1.
❌ Ha augurato a Berlusconi la pronta guarigione per il ricovero a fine di marzo. Dimesso subito, è stato ricoverato di nuovo dopo 5 giorni e sottoposto in terapia intensiva. È stato dimesso dopo 45 giorni di ricovero.
❌ Indossa una felpa azzurra con su scritto Napoli in occasione della partita che potrebbe consegnare al Napoli il terzo scudetto e il Napoli pareggia con la salernitana. Niente scudetto e festa rinviata. (Lo scudetto comunque il Napoli lo vincerà ugualmente vista la classifica e neanche Salvini, fortunatamente per il Napoli, non può far nulla.)
❌ Semifinale di Champion League Milan Inter. Ha detto con foto e tanto di maglia del milan indossata: “Stasera euro derby. Forza Milan.” Il Milan perde 0 a 2. Molto probabilmente niente finale per il Milan.
❌ Ritorno di semifinale di Champion Inter Milan e solita foto con maglia del Milan e solito forza Milan. Come è andata? Non è che il Milan avesse potuto fare molto ma con gli auguri del parassita verde ha avuto la mazzata finale.
❌ Salvini commissario al governo per la siccità. Alluvione in Emilia Romagna (col massimo rispetto e tutta la mia solidarietà alla popolazione colpita da questa immane tragedia)
❌ Foto e auguri alla Maglie (RIP) per la pronta guarigione. Si sa come è andata per la maglie. Pare che berlusconi ricevuto gli auguri del cazzaro verde dopo essere stato dimesso dall’ospedale e vista la sorte della giornalista, si sia grattato continuamente ma invano (RIP).
❌ Questo è clamoroso: 28 maggio 2023, in un tweet ha scritto “il ponte sullo stretto starà su 600 anni come la cupola del Brunelleschi”. 31 maggio 2023, tre giorni dopo: distacco di alcune pietre dalla cupola del Brunelleschi.
❌ Visita di Salvini al box Ferrari in occasione del Gp di Ungheria 2023: problemi al pit stop per Leclerc e successiva penalizzazione di 5 sec.
❌ Foto con in mano una copia di Topolino di 40 anni fa dove si parla del ponte sullo stretto. Paroloni come sempre di salvini Il bello è che non ha letto la storia a fumetti: in quella storia il ponte crolla.
❌ Solito forza Milan prima delle derby e relativa presenza al Meazza con tanto di maglia rossonera indossata da bravo tifoso. Il Milan perde 5 a 1.
E subito dopo l’accusa salviniana di razzismo ad Amnesty per il forfait a Lucca Comics, Hezbollah attacca Israele.
Stay tuned.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per Moi
“E siccome il Lucca Comics ha il Patrocinio dell’ Ambasciata Israeliana, ecco che Salvini ha finalmente trovato la Zecca di Lusso di SX da affrontare a Like su Like … per convincere i suoi elettori di meritare di stare dove sta, a guadagnare quanto guadagna ! ”
Stupendo!
Quello che abbiamo sempre detto:
https://responsiblestatecraft.org/biden-israel-ukraine-aid/
“The Biden administration is striking a common theme in its efforts to persuade Congress to pass a $100 billion-plus emergency package that consists largely of military aid and arms transfers to Ukraine and Israel, as well as Taiwan: U.S. weapons supplies to war zones and regions of tension support U.S. jobs.
President Biden kicked off this line of thinking in his Oval Office speech in which he announced the new emergency aid proposal, referring to the U.S. arms industry as the “arsenal of democracy” and making a not-too-subtle pitch for the economic benefits of U.S. military aid:
“We send Ukraine equipment sitting in our stockpiles. And when we use the money allocated by Congress, we use it to replenish our own stores, our own stockpiles, with new equipment. Equipment that defends America and is made in America. Patriot missiles for air defense batteries, made in Arizona. Artillery shells manufactured in 12 states across the country, in Pennsylvania, Ohio, Texas. And so much more.”
As if that were not enough, Politico has reported that administration officials are now circulating talking points in Congress that argue that providing military aid is “good for American jobs.””
is “good for American jobs.””
Discorso credo rivolto soprattutto (in vista delle prossime elezioni) alla classe operaia bianca che aveva votato massicciamente Trump che “riportava il lavoro in America”.
sì, direi anche io che il vecchio Biden sta raschiando il fondo del barile
spero ce la faccia ma anche di più che lui e Trump ci lascino molto prima delle elezioni
In interviews with Israeli media, soldiers of the IDF’s Combat Intelligence Corps say that, for at least three months before the attacks, they observed Hamas members conducting paramilitary training along the fenceline, digging holes, studying the area with maps, examining the ground surface and even placing and detonating explosives.
https://www.zerohedge.com/geopolitical/warnings-about-alarming-pre-oct-7-hamas-activity-ignored-say-israeli-surveillance
In generale, il fatto che Israele si prenda tutto il tempo che gli ci vuole nel fare l’assedio a Gaza mi sembra perfettamente razionale da parte sua ,e non invece una possibile dimostrazione di debolezza.
Si, l’articolo di zerohedge fa il paio con quello di Dinucci
https://www.voltairenet.org/article219829.html
E dunque, vogliamo pensar male?
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/israele-casa-bianca-si-prepara-allallargamento-del-conflitto_5VGpFiPu0O8bnKwkxXLw5Q
Mettiamo insieme le informazioni e pensiamo male. A volte, purtroppo, ci si azzecca.
Per Fuzzy
“Si, l’articolo di zerohedge fa il paio con quello di Dinucci”
I fatti che cita Dinucci immagino siano tutti veri, e ho notato anch’io la coincidenza tra
1) incredibile assenza dei servizi segreti e dell’esercito nel momento di massimo pericolo
2) l’estrema utilità di un pretesto che permettesse di applicare la soluzione finale alla questione palestinese.
Il dubbio mi sorge su un altro piano, che è quello della conflittualità individuale umana. In un paese piccolo, il fratello dell’ostaggio ucciso avrà un cugino nelle forze speciali, che gli racconterà che quel giorno avevano tutti ordine di starsene in casa a giocare a carte; il politico accusato di non aver fatto nulla sarà enormemente tentato a rivelare che è stato colpa di qualcun altro…
E’ lo stesso motivo per cui non credo alla tesi “complottista” sull’11 settembre: un improbabile e miracolato gruppo di ragazzi improvvisati avrebbe dato il pretesto che ha permesso agli Stati Uniti di fare la guerra che stava preparando da anni. E ci sta.
Però nelle Torri gemelle avevano sede le ditte principali del mondo, che avrebbero tutti i mezzi per scovare chi gli ha distrutto l’ufficio e farglielo pagare. Pensa solo alle assicurazioni, che avrebbero potuto rivalersi sul governo americano. O a quante persone avrebbero dovuto mantenere dei segreti, in tempi in cui tutto si viene a sapere nel giro di cinque minuti.
Non lo so. E d’altra parte ci sono casi come quello di Messina Denaro in cui tutti sapevano e la verità non veniva mai fuori.
In Medio Oriente si era ormai prossimi a questi cosiddetti “accordi di Abramo” che prevedevano il riconoscimento formale della sovranità di Israele , e in seguito all’attentato di Hamas sono stati messi da parte.
Questa mi sembra l’unica cosa certa.
Non credo che Israele o gli Stati Uniti avessero interesse a farli saltare.
Ma a me piace sentire tutte le campane e prendere in considerazione le più svariate ipotesi
“In Medio Oriente si era ormai prossimi a questi cosiddetti “accordi di Abramo” che prevedevano il riconoscimento formale della sovranità di Israele , e in seguito all’attentato di Hamas sono stati messi da parte.
Questa mi sembra l’unica cosa certa.
Non credo che Israele o gli Stati Uniti avessero interesse a farli saltare.”
Il punto degli accordi di Abramo e dell’IMEC è effettivamente importante, però non sono affatto saltati, sono congelati e solo in alcuni aspetti.
I governanti arabi e/o musulmani interessati , senza muovere un dito, e di muovere un dito non lo faranno mai, adesso devono dare alle proprie opinioni pubbliche la pillolina della condanna verbale dei crimini israeliani e bla bla bla, sai che sforzo.
Magari un giorno, quando si sarà finito di dare l’ultima lezione ai palestinesi, sulla base degli enormi interessi da salvaguardare per il futuro,questi governanti “spiegheranno” ai loro sudditi , che poi saranno meno sovreccitati dalla cronaca perchè non vedranno più la cronaca quotidiana della bastonatura dei palestinesi,che c’è da mettere una pietra tombale sul passato.
Che cos’è l’IMEC ( cioè la risposta statunitense alla Silk Road cinese) lo spiega l’atlantista ISPI:
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/infrastrutture-scacco-matto-delloccidente-145468?fbclid=IwAR17AmWXSzQtm1pQ8duwPTE52GnDISjJQJXX5K0ro6-qQslJi_s17KPLCBM%5D
Altre due cose sugli interessi economici in gioco nell’area :
https://www.uaeisraelbusiness.com/
https://www.adaniwatch.org/adani_consortium_bags_deal_to_privatise_israel_port
Adani è una delle grandi corporation indiane.
Tutte queste cose sono compatibili con la mia idea che in questo gioco è importante levare di mezzo Hamas come entità che si opponeva, che poteva dare fastidio.
Poi se non c’ho azzeccato, purtroppo non sarebbe la prima volta 🙂
@ IMDDI
“volta”
È possibile che tu abbia ragione. Ma tutto si può leggere anche al contrario.
Mettiamoci nei panni di uno dei tanti che contano qualcosa (non noi) e che considerano gli USA e/o l’Arabia Saudita un pericolo. Russia, Cina, Iran, Qatar, Turchia… c’è solo l’ imbarazzo della scelta.
Quale momento migliore per colpire Israele – e non solo colpirlo, ma sputtanarlo proprio e costringerlo a una reazione rabbiosa e alla lunga forse controproducente – che il fallimento ormai conclamato della controffensiva di Zelensky, per di più a poca distanza dalle elezioni USA?
Ciao!
Andrea Di Vita
per ADV
“È possibile che tu abbia ragione. Ma tutto si può leggere anche al contrario.”
Infatti, uno dei motivi per cui non sono un “complottista” sull’11 settembre è il fatto che a pensarci, i bersagli che gli attentatori miravano a colpire erano perfetti: il Pentagono, la Casa Bianca (o il Senato, non mi ricordo) e il Centro Mondiale del Commercio.
L’esatto contrario, peraltro, dell’ISIS.
il Congresso, direi a memoria, non il Senato
il mio rigetto della tesi complottista nasce dal fatto che nessun pazzoide Usano avrebbe colpito il Pentagono: vale troppi punti
@ Fuzzy
“azzecca”
Beh, dopo la sconfitta in Afghanistan, il pareggio (ad essere generosi) in Iraq dove l’unico ad avvantaggiarsi di due guerre a Saddam è stato l’Iran (che non ha sparato un colpo), quello in Libia che ha rafforzato l’infido Erdoğan (idem), la fuga dalla Somalia e la batoste dei ‘miles gloriosi’ nazisti lettori di Kant ci sta che gli USA cerchino di ‘vincere facile’, tanto più se a crepare sono gli altri. E’ dai tempi di Grenada che non gli riesce. Se la guerra al terrorismo langue i terroristi si fabbricano.
Ma come dice il proverbio: tanto va la gatta al lardo…
Ciao!
Andrea Di Vita
Gli Stati Uniti si stanno giocando una partita tostissima, perché il dollaro (quindi la loro economia) e la dissuasione militare vanno di pari passo. Se non dissuadono sono guai seri. E l’Ucraina è stata una gran botta. In più ci sono le prossime elezioni a complicare ancora di più la faccenda.
Io temo che approfittando di questa situazione che si è venuta a creare probabilmente non per loro volontà, ( però non si sa mai), stiano cercando una specie di rivincita in Siria direttamente sulla Russia.
È soltanto un’ipotesi, peraltro naturalmente non mia, ma che mi sembra credibile. Vedremo
Ah, però è possibile anche la versione ufficiale secondo cui gli americani sono andati in soccorso di Israele sapendo di dover avere a che fare con un Iran in grado di scatenare un inferno di gruppi armati disseminati a largo raggio in tutto il territorio medio orientale. Circa.
ADV
so che ti dispiacerà ma la fuga dalla Somalia non è un pò vecchiotta per metterla nel conto?
sul bisogno di fabbricare terroristi come se ce ne fossero troppo pochi … va là, fa il paio col tuo tifo per il Putin
@ francesco
“Putin”
Caro il mio johnwaynita,
sai dirmi un solo incontestabile successo militare USA che non si sia rivelato un rovescio politico diciamo da Grenada in poi?
Fai pure finta che la Somalia non esista, ti concedo questo handicap 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
da Grenada in poi?
…………….
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la vittoria nella Guerra Fredda conta?
😀
PS concordo sul fallimento politico delle guerre USA, non ci sono stati nuovi Giappone e nuove Corea del Sud.
Ma rilevo che chi ha vinto contro gli USA ha sempre perso: Somalia, Iraq, Afganistan sono tra i posti peggio della terra, non saprei dire quanto grazie alla loro resistenza ai tentativi di ingerenza politica USA.
@ francesco
“Fredda”
Ma come! Mi contesti la Somalia perché troppo antica e mi richiami il crollo del Muro? 😉
Quello che hai detto tu si ritorce contro: persino in posti sfigati come la Somalia gli USA sono riusciti a non cavare un ragno dal buco (tranne che ad arricchire il loro complesso militar-industriale).
Ciao!
Andrea Di Vita
“non ci sono stati nuovi Giappone e nuove Corea del Sud”
Tu gli dai le chiavi di lettura perché tutto torni, ma lui le rifiuta per motivi ideologiche e si sorprende perché chiavi di lettura che utilizza lui non funzionano.
Il Giappone era un paese industrializzato già a fine Ottocento, la Somalia no.
Andrea
Grenada è la corda a cui ti sei impiccato, caro, non è che puoi far finta di nulla! mi hai dato l’assist e io ho segnata, grazie.
Maurizio
cosa c’entra l’industria giapponese? stai dicendo che la civiltà occidentale è così avanzata da essere inutile per i selvaggi della Somalia? o cosa?
No, sto dicendo che gli USA non hanno trasformato zucche in carrozze in nessun angolo del pianeta, contrariamente a quanto ti dica il tuo pensiero magico.
MT
è vero solo se adotti una definizione di comodo di zucche e carrozze.
Tipo materialismo storico d’accatto.
Che c’entrano il materialismo e la dialettica Hegeliana con quello di cui parliamo?
Niente, direi io, perché critico quell’impostazione. Ma magari tu la condividi.
Peucezio:
https://www.maurizioblondet.it/ebrei-pacifisti-centrano-con-la-fine-del-mondo/
@ mirkhond
“maurizioblondet”
Bellissimo! Grazie!
Ciao!
Andrea Di Vita
Fantastico l’esordio della Grande Proletaria. Che io ereditai da ragazzo dal vicino di pianerottolo, la vedova del Generale Gandin, quello di Cefalonia.
Mi ricordo che c’era anche l’atlante che la ragazzina nel 1913 usava a scuola, con tutti gli imperi al loro posto.
Ma ascoltiamo Pascoli:
Erano diventati un po’ come i negri, in America, questi connazionali di colui che la scoprì; e come i negri ogni tanto erano messi fuori della legge e della umanità, e si linciavano.
Lontani o vicini alla loro patria, alla patria nobilissima su tutte le altre, che aveva dato i più potenti conquistatori, i più sapienti civilizzatori, i più profondi pensatori, i più ispirati poeti, i più meravigliosi artisti, i più benefici indagatori, scopritori, inventori, del mondo, lontani o vicini che fossero, queste opre erano costrette a mutar patria, a rinnegare la nazione, a non essere più d’Italia.
Era una vergogna e un rischio farsi sentire a dir Sì, come Dante, a dir Terra, come Colombo, a dir Avanti!, come Garibaldi.
Si diceva: — Dante? Ma voi siete un popolo d’analfabeti! Colombo? Ma la vostra è l’onorata società della camorra e della mano nera! Garibaldi? Ma il vostro esercito s’è fatto vincere e annientare da africani scalzi! Viva Menelik! —
“La Grande Proletaria” è proprio il manifesto del Sionismo Italiano:
“Ma la grande Proletaria ha trovato luogo per loro: una vasta regione bagnata dal nostro mare, verso la quale guardano, come sentinelle avanzate, piccole isole nostre; verso la quale si protende impaziente la nostra isola grande; una vasta regione che già per opera dei nostri progenitori fu abbondevole d’acque e di messi, e verdeggiante d’alberi e giardini; e ora, da un pezzo, per l’inerzia di popolazioni nomadi e neghittose, è per gran parte un deserto.
Là i lavoratori saranno, non l’opre, mal pagate mal pregiate mal nomate, degli stranieri, ma, nel senso più alto e forte delle parole, agricoltori sul
suo, sul terreno della patria; non dovranno, il nome della patria, a forza, abiurarlo, ma apriranno vie, coltiveranno terre, deriveranno acque, costruiranno case, faranno porti, sempre vedendo in alto agitato dall’immenso palpito del mare nostro il nostro tricolore.
E non saranno rifiutati, come merce avariata, al primo approdo; e non saranno espulsi, come masnadieri, alla prima loro protesta; e non saranno, al primo fallo d’un di loro, braccheggiati inseguiti accoppati tutti, come bestie feroci.
Veglieranno su loro le leggi alle quali diedero il loro voto. Vivranno liberi e sereni su quella terra che sarà una continuazione della terra nativa, con frapposta la strada vicinale del mare. Troveranno, come in patria, ogni tratto le vestigia dei grandi antenati. “
Caspita, Pascoli coglie tutta la truffa del Risorgimento, eppure vuole quello vero:
— Ma che? — Il mondo guarda attonito o nasconde sotto il ghigno beffardo la sua meraviglia. — La Nazione proletaria, la nostra fornitrice di braccia a prezzi ridotti, non aveva se non il piccone, la vanga e la carriola. Queste le sue arti, queste le armi sue: le armi, per lo meno, che sole sa maneggiare, oltre il coltello col quale partisce il pane e si fa ragione sulle risse. Si diceva bensì che era una potenza; e invero aveva avuto un cotal risveglio che ella chiama risorgimento. Qual risorgimento? Dalla vittoria d’un benefico popolo alleato aveva ottenuto Milano; da quella d’un altro, Venezia. In un momento che questi due alleati si battevano fieramente tra loro, ella aveva ghermito Roma. Così la nazione era risorta. E risorta, volendo dar prova di sè, era stata vinta da popoli neri e semineri. E ora… —
Rileggendo a 350 anni di distanza Pascoli, colgo dove porta il difetto principale degli italiani: quello di sentirsi difettosi, di non essere un “paese civile”, di dover chiedere scusa di esistere, con un sottile rancore sottostante che in piccolo somiglia al rancore che ha creato il sionismo:
“Ora l’Italia, la grande martire delle nazioni, dopo soli cinquant’anni ch’ella rivive, si è presentata al suo dovere di contribuire per la sua parte all’umanamento e incivilimento dei popoli; al suo diritto di non essere soffocata e bloccata nei suoi mari; al suo materno ufficio di provvedere ai suoi figli volenterosi quel che sol vogliono, lavoro; al suo solenne impegno coi secoli augusti delle sue due Istorie, di non esser da meno nella sua terza Èra di quel che fosse nelle due prime; si è presentata possente e serena, pronta e rapida, umana e forte, per mare per terra e per cielo.”
Pascoli, il manifesto del sionismo italiano:
” O Tripoli, o Beronike, o Leptis Magna (non hanno diritto di porre il nome quelli che hanno disertato o distrutta la casa!), voi rivedete, dopo tanti secoli, i coloni dorici e le legioni romane! “
@ Martinez
“sionismo italiano”
Rispettiamo le precedenze.
Pascoli viene prima dello Stato di Israele.
Semmai è il sionismo ad essere risorgimentale retorica Ebraica.
La differenza è che quando prendemmo Tripoli ed eliminammo Omar Muktar non avevamo Washington a coprirci col suo vero e la sua flotta.
Ciao!
Andrea Di Vita
neppure gli Ebrei nel 1948, e te lo hanno già ricordato!
la puzza di antisemitismo si addensa e si aggrava
Faremo la segnalazione al Ministero dell’Amore perché provveda come si deve. Grazie, cittadino, per il supporto fornito.
Sarebbe cosa buona e giusta e opportuna, sarebbe.
Ma infatti mica prevedevo un tuo dissenso: una tua costante è che sei dalla parte dell’autoritarismo ogni volta che puoi (cioè ogni volta che questo non comporta stare contro gli USA).
@ francesco
“1948”
Quousque tandem abuteris patientia nostra?
Ancora con ‘sta storia del ’48?
E tutte le risoluzioni ONU pro Palestina da allora in poi mandate in vacca dal veto USA dove le metti?
Cuaot!
Andrea Di Vita
Andrea
puoi anche ammettere di aver scritto una vaccata, non si muore mica!
Nel 1948 Israele aveva un pezzo di carta e pochissimi amici, tra cui non c’erano gli USA.
Del senno di poi son piene le fosse, non i libri di storia.
Non capisco se sia un riferimento agli Stati Uniti? Ma Pascoli si fa fautore del transumanesimo…
“Un altro popolo ai nostri giorni si rivelò a un tratto così. Dopo non molti anni che si veniva trasformando in silenzio, eccolo mettere per primo in azione tutte le moderne invenzioni e scoperte, le immense navi, i mostruosi cannoni, le mine e i siluri, la breve vanga delle trincee, e il tuo invisibile spirito, o Guglielmo Marconi, che scrive coi guizzi del fulmine; tutti i portati della nuova scienza e tutto il suo antico eroismo; “
Pascoli riconosce ancora la natura truffaldina del Risorgimento, e sogna di realizzarlo nel massacro dei libici (il Dittatore è Garibaldi):
“Il popolo che l’Italia risorgente non trovò sempre pronto al suo appello, al suo invito, al suo comando, è là. O cinquant’anni del miracolo! I contadini che spesso furono riluttanti e ripugnanti, i contadini che anche lontani dal Lombardo-Veneto chiamavano loro imperatore l’imperatore d’Austria, e ciò quando l’imperio di Roma era nelle mani del dittatore ultimo, i contadini che Garibaldi non trovò mai nelle sue file.… vedeteli! “
Poi la negazione della cosa più bella dell’Italia, l’infinita diversità, in nome di un’astrazione criminale, lo “Stato Nazione”:
“Chi vuol conoscere quale ora ella è, guardi la sua armata e il suo esercito. Li guardi ora in azione. Terra, mare e cielo, alpi e pianura, penisola e isole, settentrione e mezzogiorno, vi sono perfettamente fusi. Il roseo e grave alpino combatte vicino al bruno e snello siciliano, l’alto granatiere lombardo s’affratella col piccolo e adusto fuciliere sardo; i bersaglieri (chi vorrà assegnare ai bersaglieri, fiore della gioventù panitalica, una particolare origine?), gli artiglieri della nostra madre terra piemontese dividono i rischi e le guardie coi marinai di Genova e di Venezia, di Napoli e d’Ancona, di Livorno, di Viareggio, di Bari. Scorrete le liste dei morti gloriosi, dei feriti felici della loro luminosa ferita: voi avrete agio di ricordare e ripassare la geografia di questa che appunto era tempo fa, una espressione geografica. “
>>> dei feriti felici della loro luminosa ferita:
questo mi pare un vero gioiello di sadismo
Magari erano semplicemente felici di essere riusciti a salvare la pelle…
Pascoli, il suo sionismo italico fonda l’interclassismo fascista:
“E vi sono le classi e le categorie anche là: ma la lotta non v’è o è lotta a chi giunge prima allo stendardo nemico, a chi prima lo afferra, a chi prima muore. A questo modo là il popolo lotta con la nobiltà e con la borghesia. Così là muore, in questa lotta, l’artigiano e il campagnolo vicino al conte, al marchese, al duca. “
Pascoli riassume tutto il mito della Superiore Civiltà, dalla rivoluzione francese al razzismo nazista, con in mezzo la Fallaci e Biden:
“Questa è la scuola che, oltre aver distribuito tanto alfabeto, ci ammaestra esemplarmente nell’umano esercizio del diritto e nell’eroico adempimento del dovere. Essa risponde ora a quelli che confondono l’aspirazione alla pace con la rassegnazione alla barbarie e alla servitù. “
Pascoli riesce anche a sfrattare le novantaseienni in sedia a rotelle dalle loro case, in nome del Progresso, e uscirne come Netanyahu, “ci stavamo solo difendendo!”
“La nostra è dunque, checchè appaiono i nostri atti singoli di strategia e di tattica, guerra non offensiva ma difensiva. Noi difendiamo gli uomini e il loro diritto di alimentarsi e vestirsi coi prodotti della terra da loro lavorata, contro esseri che parte della terra necessaria al genere umano tutto, sequestrano per sè e corrono per loro, senza coltivarla, togliendo pane, cibi, vesti, case, all’intera collettività che ne abbisogna. “
ce l’ha con i monaci? mi ricorda il Cavour depredatore di monasteri e abbazie
@ francesco
“Cavour”
…e che con quei soldi ci ha costruito il canale navigabile che porta il suo nome e la maggior rete ferroviaria dell’Italia preunitaria.
Ciao!
Andrea Di Vita
Oltre a magnarsene una buona quota.
E sai che sono uno sbucaltatore quasi quanto te.
Pascoli descrive perfettamente la visione “occidentale” delle cose, quella che ci fa dire, “sono contro Hamas ma non ho nulla contro i palestinesi!”
Il povero sfigato contadino calabrese diciottenne ha appena sterminato una famiglia, trova tra le macerie una bambina, e Pascoli riesce a trasformarla in un simbolo delle buone azioni dell’Occidente, anzi la “fa italiana”, che l'”Inclusione” mica l’ha inventata l’Unione Europea:
“Così risponde con un fatto di eroica e materna pietà, che ha virtù di simbolo. Il bersagliere, di quelli fulminati di fronte e pugnalati alle spalle, raccoglie di tra i cadaveri una bambina araba: la tiene con se nella trincea, la nutre, la copre, l’assicura. Tuonano le artiglierie. Sono il canto della cuna. Passano rombando le granate. La bambina è ben riparata, e le crede, chi sa? balocchi fragorosi e luminosi. Ella è salva: crescerà italiana, la figlia della guerra.”
Ancora, vedo Pascoli con i giornalisti che devono far vedere l’Esercito del Bene contro il Male, a scattare foto. Ma la cosa bella è che anche allora l’esercito veniva “calunniato”:
O esercito calunniato! Eppur tra lo sdegno e lo schifo, nel leggere le diffamazioni dei giornali stranieri, noi abbiamo sorriso! Chi non ha visto qualche volta i nostri bei ragazzi armati dividere la gamella e il pan di munizione con qualche vecchio povero? Chi non ha visto qualche volta uno dei nostri cari fanciulloni soldati con un bambino in collo? Chi non li ha visti accorrere a tutte le sventure, prestarsi a tutte le fatiche, affrontare tutti i pericoli per gli altri? Ora ecco che in pochi giorni sono divenuti masnadieri…
Affascinante l’esempio del Giappone, altro paese-sfigato-autoredento. Perché fu esempio anche per al-Afghani, che avrebbe ispirato il movimento antimperialista negli stessi anni:
“Ma noi sappiamo da che furono mosse le inique accuse. Da questo: l’esempio che aveva a restar unico, del Giappone, si era, dopo poco tempo rinnovato. Le opre del mondo erano, a suo tempo e luogo, soldatini formidabili. La grande Proletaria delle nazioni (laboriosa e popolosa questa dell’occidente appunto come quell’altra dell’oriente estremo) scendeva in campo, si mostrava, per mare per terra e per cielo, potenza tanto più forte quanto più semplice, più lavoratrice, più avvezza a soffrire che a godere, più consapevole del suo diritto conculcato, più ispirata dal sublime pensiero che ella, pur mo’ redenta, doveva a sua volta divenir redentrice. “
Qui cogliamo tutta la menzogna della guerra che subito dopo sarebbe diventata mondiale:
“I nostri feriti non trascineranno per le vie le mutile membra e la vita impotente. No. Saranno quello che per la madre e per i fratelli è il figlio e fratello nato o fatto infelice. Saranno i careggiati, i meglio riguardati, i più amati. Essi ci ricorderanno la prima ora che abbiamo avuta, dopo tanti anni, di coscienza di noi, di gloria e vittoria, d’amore e concordia. “
E poi l’orrore gaudente e criminale, delle piccole vite tutte da spezzare:
“O capitano Pietro Verri che nel momento più periglioso guidasti al contrattacco, fuori delle Trincee, i mozzi di sedici e diciassette anni, i ragazzi del nostro mare, o sublime capitan Verri, tu va direttamente a Caprera, va a narrar la cosa a Giuseppe Garibaldi. Ripeterà esso a te il tuo appello: Garibaldini del mare! E ti ricorderà che egli aveva il suo battaglione di speranzini, ragazzi raccolti per le strade, i quali a Velletri, divini fanciulli, lo salvarono. “
questo mi ricorda molto Hamas e Putin, che amano mostrare bimbi addestrati all’uso delle armi
Pascoli è multiculturale?
@ francesco
“multiculturale”
La retorica patriottica lo è.
Dulce et decorum est pro patria mori.
Ciao!
Andrea Di Vita
Io parlavo nello specifico della pedofilia militarista, che mi pare un grado estremo e patologico del patriottismo.
La retorica patriottica è multiculturale perchè lo è il fenomeno delle comunità umane e del valore che hanno per i singoli.
Mi sono perso qualcosa: apro i commenti e trovo una monografia antipascoliana…
Boh.
Comunque non è che Pascoli sia sionista: è che il sionismo è della stessa epoca di Pascoli…
E poi italiani ed ebrei erano parimenti due popoli sfigati, in modi diversi ma neanche poi tanto.
Altre cose colonialiste di Pascoli le dicevano all’incirca tutti, e le trovate paternalistiche, razziste o strappacuori pascoliane impallidiscono a confronto di quelle kiplinghiane.
La differenza fondamentalmente sta in un punto solo; l’Italia ha perso
(Cioè ha vinto, ma è convinta di aver perso) la Seconda Guerra mondiale.
E da allora si è vergognata di tutto quello che era stato escogitato per renderla una Nazione, prima di tutto, e una Nazione Come Tutte Le Altre.
Nasce (non prima del Neorealismo) l’Eccezionalismo italico:
“Noialtri siamo un popolo di imbelli, ci interessano solo gli spaghetti, ci interessa solo la famiglia, ce la caviamo con la furbizia, siamo un po’ disonesti ma in fondo molto umani, la nostra vera lingua è il dialetto, c’è stato un rumore per strada e ho avuto una paura! ”
Ridotti da popolo a popolino, e fieri di esserlo.
Una cosa molto diversa dall’Autocritica Masochista dei tedeschi, dall’Eccezionalismo Non Autocritico degli anglosassoni (“gli altri sono razzisti!”, dopo aver inventato il razzismo…)
E anche Dall’Eccezionalismo Risorgimentale israeliano (“Ce l’abbiamo fatta e adesso raccontiamo la Storia a modo nostro!”)
Joseph Roth in Ebrei erranti esprime il desiderio che gli ebrei non divengano mai una nazione come tutte le altre, con il suo territorio e il suo servizio militare.
L’avessero fatto, sarebbero stati meno ebrei, avrebbero perso quelle caratteristiche che li rendevano diversi…
aveva ragione o torto? Mah. Non c’è una ragione o un torto in queste cose, ma di sicuro è stato un buon profeta, e gli israeliani di oggi hanno ben poco di “ebraico” nel senso di Roth: malinconia, insicurezza, autoironia, scetticismo nei confronti delle ideologie nazionali, sono tutti tratti lontanissimi dall’israeliano medio, che semmai assomiglia all’italiano che sarebbe piaciuto a Pascoli.
Mentre gli italiani hanno fatto il percorso inverso, e da popolo di aspiranti grandi conquistatori (mettiamolo in chiaro: con le stesse vittorie e le stesse sconfitte di tutti, ma con meno apparato propagandistico a celebrare le prime, e a trasformare le seconde in eroismo, rispetto ai britannici, e in minor misura a francesi e compagnia…)
sono diventati, o hanno scelto di celebrare, il loro lato di popolino arruffone e imbroglioncello, e di borghesia problematica, vergognosa e insoddisfatta.
Pino Mamet: “…sono diventati, o hanno scelto di celebrare, il loro lato di popolino arruffone e imbroglioncello, e di borghesia problematica, vergognosa e insoddisfatta…”
beh, la “Commedia dell’Arte” (all’italiana, degli Zanni):
i caratteri fissi, le Maschere, l’improvvisazione, l’andare a braccio, l’arrangiamento del “Canovaccio” (mica un copione definito; sia mai!!!)
è in fondo tutta “cosanostra”😎
https://www.ibs.it/libri/autori/siro-ferrone
@pino Mamet
“italiani”
Degli Ebrei so poco, ma sugli Italiani concordo in pieno.
Ciao!
Andrea Di Vita
Pino,
“Mi sono perso qualcosa: apro i commenti e trovo una monografia antipascoliana…
Boh.” […]
“Joseph Roth in Ebrei erranti esprime il desiderio che gli ebrei non divengano mai una nazione come tutte le altre, con il suo territorio e il suo servizio militare.” […]
D’accordo su tutto.
Una sola postilla,
in parte già dagli anni ’70, a maggior ragione poi da Tangentopoli c’è anche in Italia una borghesia cosmopolita (ma anche tanta parte di ceti popolari deculturalizzati da un minimo di scolarità di base) che è insofferente verso l’italiano un po’ furbetto, donnaiolo, amorale, ecc., non certo in nome dei vecchi valori eroici o pseudo-tali, ma di questo appiattimento sul perbenismo internazionale.
Per PinoMamet
“Comunque non è che Pascoli sia sionista: è che il sionismo è della stessa epoca di Pascoli…”
Ma infatti, era quello che volevo dire.
Interessantissimo il concetto di “Eccezionalismo italiano”.
Che però non riesco a conciliare con quello che conosco dell’Italia anni ’50. Un paese molto più “normale” dell’Italietta descritta da Pino, con addirittura un programma atomico e missilistico, una roba che Pascoli si sarebbe commosso.
Chi mi aiuta?
Ma dai, Francesco, gli anni Cinquanta e Sessanta: La banda degli onesti, I soliti ignoti, Il vigile, Un americano a Roma…
Ti sembra la stessa cosa di Giarabub e Lo squadrone bianco??
Pino
quello è cinema e hai ragione, tira da un’altra parte.
ma l’Italia del Dopoguerra è un paese dai risultati eccezionali, poi inizia lo svacco. dopo le autostrade, forse dopo le altre dighe, dopo la plastica …
Si parlava di autopercezione del ruolo di potenza, però, non di risultati industriali o scientifici.
@ francesco
“svacco”
Quando gli amici degli amici hanno fatto fuori Mattei?
Ciao!
Andrea Di Vita
PinoMamet:
“Joseph Roth in Ebrei erranti..”
Bello!😀
“…Per l’ebreo orientale che la pensa così è del tutto insignificante qualunque legge che garantisca libertà per la sua persona e per la nazione cui egli appartiene. Nulla di realmente buono può derivargli dagli uomini. Anzi, per lui è quasi un peccato lottare per ottenere qualcosa dagli uomini. Questo ebreo non è un ebreo «nazionale» nel senso europeo occidentale della parola. Egli è un ebreo di Dio. Non lotta per la Palestina. Odia il sionista che con i ridicoli sistemi europei vuole erigere un ebraismo che non sarebbe più tale, in quanto non ha atteso il Messia né il ripensamento divino che certo non mancherà di verificarsi. In questa grande esaltazione c’è tanto spirito di sacrificio quanto nell’eroismo dei giovani chaluzim che edificano la Palestina – anche se questi dovessero raggiungere la loro meta e l’eroismo che li anima dovesse annientarli. Tra una simile ortodossia e un sionismo che consente di costruire strade anche di sabato non è possibile alcuna conciliazione. A un chassid ebreo-orientale e a un ortodosso è più vicino un cristiano che non un sionista. Perché il sionista vuole modificare l’ebraismo dalle sue fondamenta. Vuole una nazione ebraica che si presenti più o meno come una nazione europea. In questo modo potrà forse ottenere una propria terra, ma non conquisterà gli ebrei. I quali ebrei non si accorgono che il progresso del mondo annienta la religione ebraica, che gli ebrei credenti si estinguono e il numero dei devoti si assottiglia. Non vedono lo sviluppo ebraico in relazione a quello del mondo. Si credono superiori, ma sbagliano. Molti ortodossi si sono lasciati convincere. Non riconoscono più nella barba tagliata il segno del rinnegato. I loro figli e i loro nipoti si recano come operai in Palestina. I figli diventano deputati ebreo-nazionali. Pur essendosi accordati e riconciliati, non smettono però di credere nel miracolo del Messia. Insomma, sono scesi a compromessi. Un atteggiamento inesorabilmente intransigente tiene ancora una gran parte di chassidim che all’interno dell’ebraismo assumono una posizione molto particolare. Per gli europei occidentali essi sono lontani e incomprensibili, più o meno come gli abitanti dell’Himalaya, che ora son diventati di moda. Certo, sono più difficili da indagare perché hanno già sperimentato, e in maniera più critica delle altre vittime della smania europea di ricerca, la superficialità civilizzatrice dell’Europa, e non esiste cinepresa, binocolo o aeroplano che possa impressionarli. E quand’anche la loro ingenuità e la loro ospitalità fossero grandi come quelle degli altri popoli stranieri sfruttati dalla nostra sete di sapere, anche in quel caso si troverebbe difficilmente uno studioso europeo disposto a intraprendere una spedizione di ricerca presso i chassidim. Si considerano gli ebrei oggetto già «indagato», per il semplice fatto che vivono ovunque in mezzo a noi. Eppure, al seguito di un rabbino taumaturgo succedono cose non meno interessanti che presso i fachiri indiani…”
Continuaz.
“…Ma il mestiere più strano di tutti è quello del batlen ebreo orientale, un buffone, un matto, un filosofo, un cantastorie. In ogni piccola città vive almeno un batlen. Rallegra gli invitati ai matrimoni e ai battesimi, dorme nell’oratorio, inventa storielle, ascolta attentamente gli uomini che disputano fra loro e si lambicca il cervello su cose da nulla. Nessuno lo prende sul serio. Eppure non c’è uomo più serio di lui. Avrebbe potuto commerciare in piume o in coralli come il ricco signore che lo ha chiamato al suo matrimonio perché egli si burli di lui. Ma il batlen non commercia. Gli riesce difficile lavorare, sposarsi, mettere al mondo dei figli e diventare uno stimato membro della società. Talvolta migra di paese in paese e di città in città. Non fa la fame, ma è sempre sul punto di farla. Non muore, ma si priva volontariamente di molte cose. Se le sue storie fossero stampate, è probabile che in Europa farebbero un grande scalpore. Molte trattano temi conosciuti della letteratura yiddish e russa. Il famoso Scholem Alechem era una specie di batlen – solo più consapevole, più orgoglioso e convinto della sua missione culturale.
I talenti epici sono piuttosto frequenti in Oriente. In ogni famiglia c’è uno zio che sa raccontare storie. Si tratta perlopiù di poeti silenziosi, che rimuginano da sé le loro storie, oppure le inventano al momento e le modificano mentre le raccontano.
Le notti invernali sono fredde e lunghe e i cantastorie, che normalmente non hanno molta legna da bruciare, sono lieti di raccontare qualcosa in cambio di un paio di bicchieri di tè e di un poco di calore proveniente da una stufa. Sono trattati diversamente e anzi meglio dei buffoni di professione. Perché quelli fanno almeno il tentativo di esercitare un vero mestiere e sono furbi abbastanza da dissimulare davanti all’ebreo medio, la cui disposizione è assolutamente pratica, la bella follia che nei matti si vede anche da lontano. I matti sono invero dei rivoluzionari. I cantastorie dilettanti, invece, sono scesi a compromessi con il mondo borghese e sono rimasti dilettanti. L’ebreo medio apprezza l’arte e la filosofia, in quanto discipline profane, solo come oggetti di «intrattenimento». Ma è abbastanza onesto da riconoscerlo e non ha l’ambizione di conversare di musica o d’arte.
Il teatro yiddish è divenuto da anni talmente famoso in Occidente che un suo apprezzamento in questa sede sarebbe superfluo. È quasi più un’istituzione del ghetto occidentale che di quello orientale. L’ebreo devoto non lo frequenta poiché ritiene che esso sia in contrasto con i precetti religiosi. In Oriente i frequentatori del teatro sono ebrei «illuminati», già animati perlopiù da sentimenti nazionalistici. Sono europei, benché ancora assai lontani dal tipico europeo occidentale che frequenta il teatro per «ammazzare la serata»…”
L’ebreo orientale non vede la bellezza dell’Oriente. Gli hanno vietato di vivere nei villaggi, ma anche nelle grandi città. È in strade luride e case cadenti che dimorano gli ebrei. Il vicino cristiano li minaccia. Il padrone li bastona. Il funzionario li fa arrestare. L’ufficiale gli spara addosso impunemente. Il cane gli abbaia contro perché si presentano vestiti in un modo che irrita sia gli animali sia gli esseri primitivi. Sono educati in una buia cheder.1 Fin dalla più tenera infanzia imparano a conoscere il dolore e lo sconforto della preghiera ebraica; la lotta appassionata con un Dio che punisce più di quanto ami, e che ogni piacere lo fa pagare come un peccato; il dovere rigoroso d’imparare e di ricercare l’astratto con occhi giovani e ancora assetati di grandi ideali.
Perlopiù gli ebrei orientali girano il mondo solo come accattoni e venditori ambulanti. La maggior parte di loro non conosce la terra che li nutre. L’ebreo orientale vive, con la paura addosso, in villaggi e boschi che non sono i suoi. Un po’ per scelta, un po’ per costrizione, egli è un isolato. Ha solo doveri e nessun diritto fuorché quelli scritti sopra un pezzo di carta che, com’è noto, non garantisce nulla. Dai giornali, dai libri e dagli emigranti ottimisti egli sente dire che l’Occidente sarebbe un paradiso. Nell’Europa occidentale si è protetti legalmente dai pogrom. Nell’Europa occidentale gli ebrei diventano ministri e persino viceré. In molte case di ebrei orientali è esposto il ritratto di quel Mosè Montefiore che ha mangiato ritualmente alla tavola del re d’Inghilterra. A Oriente la grande ricchezza dei Rothschild assume dimensioni favolose…”
“…Molti emigrano per istinto e senza saper bene perché. Seguono un impreciso richiamo dell’estero, o quello preciso di un parente ben sistemato, sono mossi dal desiderio di vedere il mondo e sottrarsi alla presunta angustia della propria patria, oltre che dalla voglia di agire e far valere le proprie energie.
Molti ritornano indietro. In numero ancora più grande rimangono per strada. Gli ebrei orientali non hanno patria in nessun luogo, ma tombe in ogni cimitero. Molti diventano ricchi. Molti diventano importanti. Molti diventano attivi in una cultura straniera. Molti smarriscono se stessi e il mondo. Molti rimangono nel ghetto e solo i loro figli lo lasceranno. La maggior parte di essi dà all’Occidente almeno tanto quanto questo gli toglie. Alcuni gli danno più di quel che ricevono. Il diritto di vivere in Occidente, ad ogni modo, ce l’hanno tutti coloro che si sacrificano andandolo a cercare…”
Continuaz.
“…I lavoratori ebreo-orientali infatti esistono – e suppongo che questo fatto così ovvio debba essere sottolineato in un paese in cui gli organi ufficiali continuano a parlare di «massa improduttiva degli immigrati orientali». Esistono lavoratori ebreo-orientali, esistono ebrei che non sanno tirare sul prezzo, che non sanno mercanteggiare, né alzare l’offerta, né «far bene i loro conti», ebrei che non sanno comprare vestiti usati o presentarsi di casa in casa con un fagotto sulle spalle, e che però sono spesso costretti a condurre un commercio misero e umiliante perché non c’è fabbrica che li assuma, perché leggi (certamente necessarie) proteggono i lavoratori indigeni dalla concorrenza degli stranieri e perché, quand’anche non esistessero queste leggi, i preconcetti degli imprenditori e degli stessi compagni sono talmente forti che potrebbero impedire agli operai ebrei di lavorare. In America l’operaio ebreo non è affatto una rarità. Nell’Europa occidentale non si sa nulla della sua esistenza, la si ignora.
In Occidente si ignorano pure gli artigiani ebrei. In Oriente vi sono ebrei stagnini, falegnami, calzolai, sarti, pellicciai, bottai, vetrai e conciatetti. L’idea di interi paesi orientali nei quali tutti gli ebrei sono rabbini taumaturghi o commercianti, e tutta la popolazione cristiana è costituita da contadini che vivono insieme ai loro maiali, e da signori che non sanno far altro che andare a caccia e ubriacarsi, questa idea, dicevo, è solo una puerile fantasia, non meno ridicola del sogno dell’ebreo orientale che vagheggia una ‘umanità’ dell’Europa occidentale. Poeti e pensatori sono in Oriente più frequenti dei rabbini taumaturghi e dei commercianti. Del resto i rabbini taumaturghi e gli stessi commercianti possono svolgere come attività primaria quella di poeta e pensatore, cosa che, per esempio, ai generali dell’Europa occidentale potrebbe riuscire solo assai difficilmente…”
Stralci qua e la alla rinfusa
@peucezio, leggilo se vuoi😀 …mica trattasi di scudi rossi sovvertitori!
Ma di Miti, Costumi, Storie, Tradizioni e Identità da cercare, disperatamente, di conservare sacrificandosi. Di gente semplice e antica.
“…Ma il mestiere più strano di tutti è quello del batlen ebreo orientale, un buffone, un matto, un filosofo, un cantastorie. In ogni piccola città vive almeno un batlen…”
E magari in occidente lo faranno poi vestire a righe gialle e verdi (il che lo salva d’ogni dissoluzione nel polpettone indifferenziato senza storia, conservandone nell’esclusione le peculiarità, la condizione di outsider, di “straniero sacro”)
https://www.ibs.it/righe-storia-culturale-libro-michel-pastoureau/e/9788833318516?inventoryId=478650489&queryId=92dde52bfa69708461d481654b081776
…E magari in occidente lo faranno poi vestire a righe gialle e verdi (il che lo salva d’ogni dissoluzione nel polpettone indifferenziato senza storia, conservandone nell’esclusione le peculiarità, la condizione di outsider, di “straniero sacro”…
E in quanto “Sacro” – vien da se – idoneo e candidato al “Sacrificio”😇
…nell’esclusione le peculiarità, la condizione di outsider, di “straniero sacro”…
https://www.ibs.it/outsider-ebook-colin-wilson/e/9791280028549
https://www.ibs.it/ritratto-dell-artista-da-saltimbanco-libro-jean-starobinski/e/9788884169532
“«Starobinski ricostruisce, in “Ritratto dell’artista da saltimbanco”, la complessa vicenda dell’artista nella cultura borghese otto-novecentesca e indica i momenti decisivi della sua alienazione, del suo autocritico allontanamento dal corpo mondano, infine del suo autoironico camuffamento nei panni buffoneschi del pagliaccio da circo. Questo percorso starobinskiano radicalmente apollineo anche perché (al di là dell’apparente linearità tematica, arricchita dalla scrittura cristallina di sempre) è enigmatico e allegorico, allusivo e problematico: anche quando si accosta frontalmente al tema centrale della riflessione sul ruolo, sulle figure archetipiche e sui miti dell’Artista nella cultura moderna, Starobinski non cessa di mettere sempre in gioco sé stesso, di rilanciare sul tappeto il proprio stesso metodo. Parla dell’Artista, e implicitamente chiama in causa anche il ruolo, le figure archetipiche e i miti del Critico, a sua volta domatore di fantasmi collettivi.» (Corrado Bologna)”
I “Mercuriali” per gli uni “Saturnini” per gli altri:
tanto gli ebrei, e i zingari, circensi, picassiani saltimbanchi del periodo blu e poi rosa, giostrai, arrotini, Pierrot, Harlequin della “Caccia Selvaggia”, stagnai e calderai…
e artisti😀
https://en.wikipedia.org/wiki/Harlequin
https://en.wikipedia.org/wiki/Wild_Hunt
vorrei aggiungere che harlequin FC (football club!) è il nome di una arcifamosa squadra di rugby londinese (e poi di tante altre sparse per il mondo anglofono)…il nome sembra che sia nato dal fatto che a dispetto della squadra originale composta da giocatori locali, erano stati inseriti giocatori esterni
@ Ros
“Sacrificio”
Ti riporto, da cinefilo, un sensazionale esempio di antisemitismo imbecille che ho trovato in Rete
Samuel Goldwyn whisked Danny Kaye from New York to Hollywood in 1942, but before having Danny sign a contract, some changes were needed. In those bad old days, Goldwyn’s wife, Frances Howard Goldwyn, who was not Jewish, convinced the movie mogul that Danny’s nose made him look too Jewish. (I have Scots-Irish relatives whose noses put Danny’s to shame, but that’s another story.) She also thought Kaye was not handsome and couldn’t act. She must have been terribly upset when Danny became a star!
Danny’s nose became part of his contract with Goldwyn studios: “It is contemplated that we may desire you to undergo certain plastic surgery on your nose, the nature of which has been discussed with you. Before requesting you to do so, we desire to make certain screen tests of you … If as a result of such tests we desire you to undergo such surgery, we will so notify you, and if you are willing to submit to such surgery you agree to do so as soon as reasonably possible, but in any event in sufficient time so that you will be ready to proceed with the rendition of your services for us… If you are not willing to submit to such surgery, however, we shall have the right to terminate said contract….”
Goldwyn and his wife did request that Danny have the surgery. But Danny refused. Eventually, Goldwyn kept him under contract anyway, and the only change they made was Mrs. Goldwyn’s suggestion that they color his hair blond. She thought he would look better in Technicolor as a blond. Or was this also an attempt to make him look less Jewish? In any event, he was a strawberry blond in his first picture, Up In Arms (1944).
“In the first screen tests,” Frances Goldwyn later remembered, “Danny’s face was all angles and his nose so long and thin it almost was like Pinocchio’s. More tests were made. Then more. In each a new makeup was tried and different lightings. And none was good.” This quote is from Goldwyn: A Biography.
Danny was pressured to make the change. It’s a wonder that he refused to get a nose job and — horrors! — didn’t seem to want to look Gentile. As it turned out, the public loved him, and that’s all that mattered.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea Di Vita: “@Ros
“Sacrificio”
Ti riporto, da cinefilo, un sensazionale esempio di antisemitismo imbecille che ho trovato in Rete…”
Beh, Andrea, a Hollywood certe storie non sono un eccezione, e credo anche che non si tratti di antisemitismo.
Di pragmatica e cinica forma di estetismo bullesco forse?!😉
Attori come Clark Gable giovane (paragonato dai produttori e registi a un brutto e grottesco gorilla, o a un taxi giallo con gli sportelli aperti, e cacciato via a sberleffi…), Robert Mitchum (definito un ridicolo lottatore bulgaro perennemente assonnato), Rodolfo Valentino costretto a farsi disegnare le sopracciglia e truccare come una geisha a ogni ciak per diventare almeno decente…
L’immagine necessaria al fenomeno del “divismo”, delle “Stelle” (Star system), costava cara da costruirsi e mantenere al povero e umano attore che la doveva incarnare.
A quanto pare era un ambientino particolarmente crudo 😉
e inoltre gli ebrei non mancavano mica, anzi!😀
Era, Hollywood, il loro porto franco dove potersi sbizzarrire liberamente:
i Warner Bros, Marcus Loew,
i Marx Brothers,
Adolph Zukor della Paramount pictures,
la Metro Goldwyn Pictures di Samuel Goldwyn e Louis B. Mayer, Joseph Schenck dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS), William Fox (Fox Film Corporation), Carl Laemmle dell’Universal Motion Picture …
Vedi un po’ tu’😉
se c’era dell’antisemitismo a Hollywood se lo facevano masochisticamente da soli😀
Ciao😀
https://www.adelphi.it/catalogo/autore/24
https://studionice.it/i-ritocchini-delle-star-negli-anni-50/
i contratti prevedevano spesso l’obbligo della plastica facciale
@ Ros
“Hollywood”
Il caso più clamoroso fu Catherine Buenos, candidata nel 1970 all’Oscar quale migliore attrice non protagonista (vinto poi dalla Goldue Hawn di “Fiore di cactus”) per “Last Summer” (“I brevi giorni selvaggi”), ritiratasi dalle scene dopo appena tre film per la grave depressione dovuta alle continue critiche al suo aspetto da “fungo parlante” e “marshmallow pensante”.
https://it.wikipedia.org/wiki/Catherine_Burns
No, io non mi riferivo alla spasmodica attenzione hollywoodiana all’aspetto fisico.
Mi riferivo all’antisemitismo ben vivo negli USA almeno fino a pochi decenni fa.
Un argomento rimosso.
A quanto ho visto – e credimi, ho visto parecchi fra film e telefilm USA – se ne parla giusto in un episodio di “Hill Street giorno e notte”, in una scena di “Music Box” di Costa Gavras e soprattutto in un film tratto da “Focus” di Henry Miller e con lo stesso titolo
https://en.wikipedia.org/wiki/Focus_(novel)
Dopo tutto, il naso di Danny Kaye non piaceva (!) non perché prominente, ma perché “giudaico”.
Tanto che l’attore poté tenerselo, ma dovette tingersi i capelli nel primo film “per non sembrare Ebreo”.
Da cinefilo e da essere umano mi permetto di aggiungere: che schifo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Buenos=Burns
Probabilmente durante La caccia alle streghe del “maccartismo”, la “Red Scare” il fenomeno di cui parli fu parossistico.
Gli anni’35-’50 circa quindi.
Poiché d’ebrei e comunisti-bolscevichi-trotskisti si faceva un unico fascio
(Paul Hanebrink “Uno spettro s’aggira per l’Europa” Einaudi)
https://www.ibs.it/spettro-si-aggira-per-europa-ebook-paul-hanebrink/e/9788858432068
; vedi Charlie Chaplin costretto all’ “esilio” inglese.
Agli inizi Hollywood fu quasi un invenzione “ebraica”, nel senso d’ebreo laico ovviamente😀
a parte, certo, fenomeni come David Wark Griffith e il suo “Nascita di una nazione” e il contenuto platealmente razzista della seconda parte del film
(Il fondatore del moderno Ku Klux Klan, William J. Simmons, ebbe a dichiarare che Nascita di una Nazione fu “tremendamente di aiuto per il Klan”).
Film comunque importantissimo per i meccanismi narrativi usati per la prima volta (applicazione del montaggio analitico e alternato, ecc.)
Ciao😀
Ros
Nel manifesto di Pascoli, ci vedo tutta l’essenza del fascismo, come infatti sarebbe emerso pochi anni dopo.
E vedo poco dell'”Urfascismo” di Umberto Eco, almeno come sintetizzato da ADV.
Tra l’altro io vorrei capire che titolo avesse Umberto Eco nello stabilire l’ideologia ufficiale littoria.
@ peucezio
“littoria”
Eco era semiologo.
E poche cose più del fascismo hanno segnato – appunto – il moderno universo simbolico.
Un occhio allenato come il suo ha segnalato la ricorrenza di certi messaggi in momenti e luoghi diversi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ma il fascismo non è in momenti e luoghi diversi, è l’Italia del Ventennio.
@Peucezio: “Ma il fascismo non è in momenti e luoghi diversi, è l’Italia del Ventennio”
Mi trovi assolutamente d’accordo, altrimenti dell’etichetta astratta “fascismo” si finisce per dire tutto e il contrario di tutto. Come Eco o la buonanima della Murgia.
E non è serio!
Tutto quello che non ci piace, non ci serve e ci fa pure antipatia, nella politica come nell’arte, lo sport, o la gastronomia
ciao😀
Ros
La cosa grave è che se “Fascismo”,
da fenomeno storico-politico preciso, definito, diventa tutto quel che ti pare quando ti pare
– un aggettivo qualificativo, un disturbo mentale, un modo di fare, guardare, interloquire… – ,
poi s’annacqua,
e non ti diventa più nulla.
Finisce d’essere.
Poi “Fascismo” finisce per non significare più nulla.
@ peucezio, Ros e roberto
“Ventennio”
E’ ANCHE l’Italia del ventennio. Anche, non solo. Lo dimostra benissimo il fatto che in tutto il mondo e’ ben conosciuta la parola ‘fascismo’, la più popolare parola Italiana nel mondo dopo la parola ‘pizza’. Eco parte proprio da questa constatazione: come mai un Bulgaro o un Canadese sanno dire immediatamente se un certo atteggiamento o una certa idea è ‘fascista’, pur senza sapere granché dell’Italia e pur provenendo da storie diversissime? O, in altri termini, cosa c’è nel fascismo che non è immediatamente riconducibile all’Italia fra il ’22 e il ’45 e che viene immediatamente identificato da tutti? Certo non l’autoritarismo o la violenza: nessuno dice che gli ayatollah sono fascisti, o che in Eritrea c’è il fascismo. Esiste allora un quid che è proprio del fascismo Italiano del 1922-45 ma che non si riduce ad esso. Magari Eco ha sbagliato nell’identificare i segni caratteristici di questo ‘fascismo eterno’; ma dire che non esiste proprio mi sembra azzardato, visti i tempi in cui viviamo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
“Anche, non solo. Lo dimostra benissimo il fatto che in tutto il mondo e’ ben conosciuta la parola ‘fascismo’, la più popolare parola Italiana nel mondo dopo la parola ‘pizza’.”
Non è “mafia”?
“come mai un Bulgaro o un Canadese sanno dire immediatamente se un certo atteggiamento o una certa idea è ‘fascista’, pur senza sapere granché dell’Italia e pur provenendo da storie diversissime”
Secondo me perché sono ignoranti.
Cosa ne possono sapere un bulgaro o un canadese medio del fascismo?
Va bene, ma non capisco: non si applica all’Eritrea o all’Iran (molti invece lo farebbero e l’hanno applicato anche a Stalin e a Mao).
Ma si applica comunque fuori dal fascismo storico italiano (finito nel ’45).
Ma allora è del tutto arbitrario. In base a cosa si è fascisti? In base a quello che dice Eco? E perché mai?
@Andrea Di Vita: “…Magari Eco ha sbagliato nell’identificare i segni caratteristici di questo ‘fascismo eterno’; ma dire che non esiste proprio mi sembra azzardato, visti i tempi in cui viviamo…”
Io sarei per le comparazioni analizzate analiticamente, magari pure con pretesa di precisione evitando la pancia, l’amigdala e il sistema limbico.
Quindi comparazioni sensate, diciamo! va’!😀
Che so’?!! :
Fascismo del ventennio mussoliniano (quello di Renzo De Felice non di Eco o Murgia).
Franchismo spagnolo di Francisco Franco “Caudillo”.
Garda de Fier rumena di Codreanu.
Nazionalsocialismo tedesco di Hitler.
ùstascia croati di Ante Pavelić .
(OUN) (UPA) ucraini di Stepan Bandera.
Domobranci (Slovensko domobranstvo) sloveni.
Movimenti di costume folkloristici di smandruppati casinari della pro loco clandestina.
…e allora li analizziamo bene, e facciamo le comparazioni, le similitudini, e le differenze.
Sincroniche e diacroniche; pure.
Ciao😀
Ros
Forse dobbiamo accettare che la parola fascismo abbia subito uno slittamento semantico, tipo “feudalesimo”. Per cui c’è il fascismo italiano (in senso stretto) che è quello del Ventennio, poi ci sono altri fascismi che sono cose diverse, accomunate essenzialmente da autoritarismo e nazionalismo.
Così il feudalesimo “classico” (da XII secolo) e qualcosa di diverso dal protofeudalesimo postcarolingio, dal feudalesimo di età moderna o da quello che definiamo feudalesimo giapponese.
No Andrea, una penna allenata come la sua ha chiamato fascismo tutto quello che non gli piaceva.
@ pinomamet
“piaceva”
E’ l’esatto contrario. Non piace(va) appunto perché fascista.
Ciao!
Andrea Di Vita
Così però è tautologico.
Stablisco arbitrariamente cos’è fascista, in base a una mia personale idea, e poi dico che tutto questo non mi piace perché è fascista.
Secondo me ha ragione Pino.
>>> E vedo poco dell’”Urfascismo” di Umberto Eco, almeno come sintetizzato da ADV.
😀
indovina quale è la prima cosa che ho pensato leggendoti! e che continua a tornarmi in testa, anche se quasi mi spiace.
Per Francesco
“indovina quale è la prima cosa che ho pensato”
Questa è facile!
L’Urfascismo per te è:
1) Chi non crede al libero mercato
2) chi parla russo
3) chi non va la domenica a messa
4) chi pensa che persino gli arabi abbiano diritti
5) chi non fa vincere gli appalti a Comunione e Liberazione
6) chi non ama gli arsenali nucleari
Non c’è bisogno che mi confermi, lo so già 🙂
Mah, non so cosa ti passa per la mente ma le uniche caratteristiche fasciste sono la 1 e, in senso molto lato, la 5.
La 2 è un insulto che dovrei offendermi.
La 3 è farla fuori dal vaso.
La 4 è come la 2.
La 6 poi è degna di Andrea, per cui chi non è d’accordo con lui è lo scienziato matto del bel film di Kubrik.
In ogni caso no, non ci hai preso.
🙂
“5) chi non fa vincere gli appalti a Comunione e Liberazione”
Scusate, ma CL… Is it still a thing?
Ho abbandonato definitivamente l’Italia come luogo di residenza nel periodo della caduta di Formigoni, allora se ne parlava parecchio e uscivano i libri sulla Lombardia dove non cadeva una foglia se non lo voleva CL, ‘na roba da stato talebano. Ora non se ne parla più o sbaglio? Immagino che non abbiano perduto tutto, ma quanto terreno avranno perduto? Quanto conta la batosta che il sistema sociale lombardo si è preso durante la pandemia (e quanto quella batosta è durevole)?
Magari qualcuno di voi ne sa qualcosa 🙂
Intendo dire che un fascista non ammette nulla al di fuori dallo Stato, compresa l’idea che la società possa in larga misura fare da sola.
E CL è un ottimo esempio di questa autonomia.
@ Martinez
“Ur fascismo”
Perché infatti il manifesto di Pascoli non è Ur fascismo.
Il Risorgimento e chi al Risorgimento si è ispirato – dai nazionalisti Arabi laici ai Serbi della rivista “Piedmont” cui si ispirò Gavrilo Princip non erano affatto fascisti.
Al più erano mazziniani: vedevano cioè nell’autoaffermazione dei popoli una manifestazione del volere divino (“Dio e popolo”). Il fascismo non nasce dal Risorgimento, ma dalla delusione seguita al fallimento degli ideali risorgimentali – che a loro volta sono un caso particolare dei sogni dei nazionalisti del Romanticismo. Questi ultimi credevano che una volta abbattuto i grandi imperi (Austria, Russia, Turchia) e i “tiranni” in genere (la scena delle barricate ne “I miserabili” di Hugo) su sarebbe aperta un’era di progresso e civiltà. Il macello della guerra che abbatté gli imperi e l’incapacità delle democrazie a alleviare le sofferenze della gente nel primo dopoguerra sono alla base di quella rabbia sorda di fondo, quel risentimento generalizzato che è il teatro in cui nasce il fascismo (e che Nietzsche metteva addirittura alla base dell’intera esperienza religiosa cristiana da San Paolo in poi).
Risorgimentale è l’Alberto da Giussano del “Giuramento di Pontida” carducciano: uno che arringa l’assemblea di suoi pari. Te l’immagini Alberto da Giussano che fa tappezzare i muri di città e paesi con “noi tireremo diritto” e “indietro non si torna” e “il Carroccio ha sempre ragione”?
Per capire la differenza fra “La grande proletaria si è mossa” del Pascoli e il “Vincere!” fascista basta vedere chi è il nemico contro cui si chiama alle armi nei due casi.
Il nemico degli Italiani nel manifesto di Pascoli sono i popoli e i governi stranieri che soffocano l’Italia. Una volta vinto, tuttavia, l’Italia deve sedersi a testa alta e con pari dignità nel consesso delle nazioni. Il pegno della vittoria e’ la dignità, il non essere più “volgo disperso che nome non ha” manzoniano, in cui “noi siamo da secoli calpesti e decisi perché non siamo popolo perche’ siamo divisi”.
Il nemico dei fascisti sono i “poteri forti” transazionali che minano dall’ interno la compagine nazionale con mezzi tanto economici quanto psicologici e culturali, che ne dissolve la fondamentale unità (il “fascio” dei consoli Romani) con la lotta di classe, il femminismo della “donna crisi”, l’omosessualità. La lotta è eterna, perché eterne sono le forze disgregatrici, e la storia del mondo è una storia di lotte fra chi unisce e vivifica e chi disgrega e mortifica. Gli Etruschi e i Cartaginesi nel mito fascista della romanità sono l’equivalente della lancia di Klingsor che non smette mai di fare suppurate la ferita: l’attentato alle virtù romane (o ariane) che si sconfigge da solo grazie alla propria invincibile débauche (gli ozi di Capua che sfiancano i Cartaginesi) ma che sempre si ripresenta. Il pegno della vittoria è molto di più che la dignità, è la sopravvivenza.
Quella di Pascoli è una squilla d’allarme. Quella del fascismo la creazione di un uomo nuovo, consapevole della sua eccellenza; creazione ottenuta nel crogiuolo di una mobilitazione continua che coinvolge tutta la vita.
Pascoli non vuole ricreare il Mediterraneo mare nostrum che duri mille anni. Il fascismo sì.
Ciao!
Andrea Di Vita
“decisi”=”derisi”
@ Martinez
“Pascoli”
Un’ultima, decisiva differenza fra il pensiero espresso nel testo di Pascoli e il fascismo.
Il patriota ideale del Pascoli non dice “non si fucila abbastanza” come i generali fascisti in Jugoslavia. Non è interessato a sterminare il nemico perché il modello sono il Virgilio del “parcere victis” e la “Clementina” senechiana, cose che il Pascoli, da latinista eccelso qual era, conosceva benissimo. Niente di più lontano da ciò dell’idea dell’eterna lotta fra razze che regola la storia così come la sopravvivenza del più adatto regola la selezione naturale darwiniana.
Se Pascoli fosse stato un agente del Mossad degli anni Sessanta sarebbe stato felicissimo di cercare con pazienza certosina Eichmann nella sterminata periferia di Buenos Ayres, per poi rapirlo e assicurarlo alla giustizia e al boia, perché l’avrebbe visto come un’opera di giustizia pienamente nello stile del “debellare superbos” virgiliano.
E non riuscendo a trovarlo non si sarebbe messo a buttare fosforo bianco su Buenos Ayres, come oggi i sionisti su Gaza.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Il patriota ideale del Pascoli non dice “non si fucila abbastanza” come i generali fascisti in Jugoslavia.”
Ma lì stai parlando già degli ultimi anni del fascismo, e in piena guerra mondiale, e stai parlando di generali, non di militanti fascisti.
Francamente non mi sembra che i reduci e gli studenti del liceo classico che andavano a manganellare i mezzadri in sciopero volessero “sterminare” qualcuno: gli bastava distribuire un buon numero di randellate e un po’ di olio di ricino, per ricordare ai contadini che la lotta di classe non va bene, e riportare quelli “buoni” nell’ovile della Patria.
E sicuramente non pensavano alla “eterna lotta tra razze”.
@ Mart1inez
“non pensavano”
La faccenda dell’eterna lotta fra razze in Italia l’hanno tirata fuori gli interventisti prima del 1915, i quali dicevano che la guerra era lo scontro definitivo fra razze germaniche e razze latine.
La violenza indiscriminata contro gli inermi è alla radice stessa del fascismo, a cominciare dal continuo rivendicare l’eredità degli Arditi – ex criminali per reati violenti mandati in missioni suicide al fronte i cambio dell’amnistia e dell’impunità.
Ciao!
Andrea Di Vita
Arditi – ex criminali per reati violenti mandati in missioni suicide al fronte i cambio dell’amnistia e dell’impunità
Mi sembra un po’ una semplificazione del fenomeno dell’arditismo.
@ MT
“arditismo”
Certo, so anche che a Parma nel 1921 c’erano anche gli Arditi del Popolo.
Ma l’origine è quella.
Ciao!
Andrea Di Vita
“Arditi – ex criminali per reati violenti mandati in missioni suicide al fronte i cambio dell’amnistia e dell’impunità.”
Ma anche no 😉
(per usare un’espressione abusata odiata dal nostro Z., ma Z. non interviene da un po’ e l’espressione credo sa ormai fuori moda e perciò sdoganabile 😉 )
il fratello di mio nonno era appunto Ardito (ho ancora le medaglie e avevo lettere dal fronte, ma credo che mio fratello abbia buttato queste ultime…)
e non era un ex criminale, nè dedito alle missioni suicide.
Proveniva invece dagli Alpini ed era inviato in missioni stile “commando”, come le omologhe truppe tedesche (credo fossero appunto le sturmtruppen… quelle vere).
Tornò al fronte volontario dopo il congedo e morì, non so bene se per i postumi di una ferita o per una malattia contratta al fronte.
Seppellito al Sacrario militare di Passo Resia.
@ PinoMamet
“Resia”
Spiacente di aver toccato una memoria familiare.
Io ho solo citato degli storici. So che Barbero cita gli Arditi come gli spetznaz Italiani contro i Tedeschi; ma so anche che dopo la guerra molti di loro si sono appunto uniti a bande di delinquenti, alcuni dei quali erano appunto stati usati in unità tipo “la sporca dozzina” durante la guerra.
Ciao!
Andrea Di Vita
“citato” degli storici o fatto illazioni degni di me al mio peggio?
😉
Per ADV
“La faccenda dell’eterna lotta fra razze in Italia l’hanno tirata fuori gli interventisti prima del 1915”
Ma è ovvio che degli elementi in comune si possono trovare sempre.
Quello di cui “accuso” Eco è di aver creato un fascismo di comodo, che assolve l’Italia di due elementi:
1) il culto risorgimentale (Banti invece ha dimostrato molto bene la continuità Risorgimento-Fascismo, ma anche ad esempio Azionismo antifascista) (e l’eterna guerra di razze tra latini e germani ne è un sottoprodotto, mica un’invenzione del fascismo)
2) la violenza padronale, voluta e pagata dalla Confindustria, dalle banche, dai grandi proprietari terrieri. Perché l’antifascismo che “unisce tutti” deve essere “interclassista”.
Partendo da queste due rimozioni, ci si focalizza su alcuni elementi psicologici che sicuramente esistono, magari si trovano in qualche misura anche nel fascismo (culto del Capo sicuramente, il complottismo invece a livello minimale, come si trova anche nella sinistra italiana o ovunque).
Inoltre, non permette di capire la differenza di fondo tra l’estrema destra di oggi e il fascismo. Che è una differenza sociologica, storica, demografica.
i “fascisti” di oggi sono i settantenni solitari che hanno paura di venire scippati per strada da qualche dinamico giovane marocchino,
il bottegaio anche lui solitario che ha paura di chiudere il negozio per via delle tasse.
A questa gente della “patria” gli importa il giusto, figuriamoci di conquistare paesi esteri, diffida della guerra (ed è una cosa buona dell’elettore medio di destra, che i loro eletti tradiscono).
Sicuramente non vogliono che le loro tasse finanzino il reddito di cittadinanza, ma non sono nemmeno pagati da Amazon per manganellare i lavoratori della logistica. E anzi – proprio perché “complottisti” – diffidano di Amazon.
@ Martinez
“risorgimentale”
Un culto risorgimentale ce l’hanno tutte le nazioni Europee che hanno conquistato indipendenza e unità nell’Ottocento. Non a caso Mazzini ha fondato la Giovine Europa. È un caso particolare dell’identificazione della Nazione intesa alla Manzoni (“una d’arme, di lingua e d’altar”) la cui affermazione è vista come condizione necessaria della libertà dei popoli, identificazione che a sua volta scaturisce dalla retorica delle rivoluzioni Americana e Francese (e che si ritrova continuamente anche nella storia delle guerre di indipendenza Sudamericane). In Polonia e in Serbia tale culto è arrivato al parossismo, ma ve ne sono tracce persino in Danimarca: tuttavia nessuno ha mai parlato di ‘fascismo’ in questi paesi.
“Confindustria”
La Confindustria gioca un ruolo decisivo nell’affermazione del fascismo, non nella definizione di cosa sia il fascismo. Il regime Rumeno negli anni Trenta era dichiaratamente ed esplicitamente fascista, ma l’industria locale era inesistente. Se leggi i testi su Codreanu editi dalle Edizioni Ar vedi che in essi la figura dell’operaio nerboruto e umile sodale del padrone nello sforzo produttivo, carissima alla retorica mussoliniana, è totalmente assente. Si parla invece di brigate di giovani al lavoro nei campi cantando i canti dei padri.
Viceversa, la Sanacja in Polonia si appoggiava certo al robusto padronato Polacco delle miniere, dei cantieri e dell’industria tessile, ma nessuno (tranne gli stalinisti) si è mai sognato di chiamarla ‘fascista’.
“estrema destra di oggi”
Giustissimo. Se un federale fascista degli anni Trenta viaggiasse nel tempo e potesse vedere un’adunata di CasaPound o dei legaioli scoppierebbe a ridere di gusto, e giustamente.
Non a caso oggi si parla di ‘pericolo fascista’ (che c’è sempre), non di ‘fascismo’. Qui Peucezio ha ragione da vendere: oggi il fascismo non c’è. Ma questo non significa che non ci sia il pericolo fascista. Così, non abbiamo la guerra atomica, ma il pericoli di guerra atomica c’è sempre, ora più ora meno incombente.
Il fascismo, come la bomba atomica e il gulag, una volta che è stato inventato non si può dis-inventare. È una risposta ai problemi del mondo moderno, e rimarra’ incombente finché durerà il mondo moderno.
Il prezzo della libertà è l’eterna vigilanza.
Ciao!
Andrea Di Vita
@Andrea Di Vita: “…a cominciare dal continuo rivendicare l’eredità degli Arditi – ex criminali per reati violenti mandati in missioni suicide al fronte i cambio dell’amnistia e dell’impunità…”
“…Tutto il personale del reggimento Arditi era arruolato su base volontaria tra i militari già provati al combattimento e decorati almeno con una croce di guerra. La selezione era durissima, con un’alta percentuali di abbandoni. L’addestramento era molto articolato, con particolare enfasi da una parte sulla creazione dello spirito di corpo, dall’altra su una preparazione tecnica accuratissima. La sede di Santa Severa offriva sia lo scenario costiero che quello dell’entroterra boscoso; inoltre era vicina al Centro addestramento paracadutisti di Tarquinia ed alla Scuola genio guastatori di Civitavecchia…”
Raoul Ravara “Evoluzione e continuità storica dei “Reparti speciali” delle forze armate italiane: dagli arditi della prima guerra mondiale agli attuali incursori” Università degli Studi di Milano – Facoltà di Scienze Politiche, Milano 2003
Del resto l’eredità degli Arditi è passata al 9° Incursori Col Moschin (che, personalmente, ho conosciuto bene e cazzeggiato assieme😉, da assaltatore 30/A – fucilieri paracadutisti Folgore)
https://it.wikipedia.org/wiki/9%C2%BA_Reggimento_d%27assalto_paracadutisti_%22Col_Moschin%22
Raoul Ravara:
https://nuovadifesa.altervista.org/evoluzione-continuita-storica-dei-reparti-speciali-delle-forze-armate-italiane-dagli-arditi-della-guerra-mondiale-agli-attuali-incursori/
@ Ros & tutti
“Arditi”
OK. Ho sbagliato. Rileggerò le mie fonti e cercherò di capirle meglio. Chiedo scusa a tutti per avere scritto una fesseria.
Ciao!
Andrea Di Vita
@Andrea
Nessun problema o mea culpa, figurati!😀😀😀
Ciao
Ros
Clementina=clementia
Mannaggia al correttore ortografico
@ peucezio
“perbenismo internazionale”
È la prima volta che sento definire così il fastidio verso i ladri impuniti.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ladro è lo stato, per definizione.
Gli esseri umani dalla notte dei tempi si procacciano il cibo, cacciano, lavorano, ecc.
Poi a un certo punto nasce un ceto di guerrieri e di funzionari parassiti che li rapinano per finanziare le loro attività parassitarie.
Questa è la nascita dello stato.
E l’inversione concettuale ed etica arriva al punto tale che la difesa dei propri beni passa per furto, secondo il famoso adagio socialista.
D’altronde lo stato punisce perfino chi difende sé e i propri beni dal criminale comune.
@ peucezio
“ladro è lo Stato”
Ladro è chi è contro lo Stato, per definizione di Stato. Questo fa le leggi a difesa dei beni dei singoli e per farle rispettare gli si riconosce il monopolio legittima dell’uso della forza. Al di fuori dello Stato c’è la tribù, il clan, la prepotenza, la barbarie. Solo uno Stato si erge a difesa del debole contro il prepotente. La civiltà richiede lo Stato come il corpo umano lo scheletro. Chi ruba compie un delitto contro il derubato, certo; ma nel mettere in dubbio la base della convivenza civile indebolisce l’autorità dello Stato che la garantisce. E’ come se per non pagare un bicchier d’acqua io scassassi l’acquedotto. Ecco perché l’impunità del ladro (cito Cicerone a memoria) finisce col danneggiare tutti. Ed ecco perché chi rivendica quell’impunità danneggia tutti. Altro che perbenismo.
Ciao!
Andrea Di Vita
Quello che dici tu vale in un mondo ideale.
Ma in un mondo ideale non ci sarebbe bisogno dello stato perché tutti sarebbero giusti, generosi, si aiuterebbero fra loro e aiuterebbero i più deboli, non ci sarebbero soprusi né violenza
Il mondo reale è basato sui rapporti di forza.
E il rapporti di forza una volta si gestivano con la clava, oggi si istituzionalizzano: lo stato rappresenta il tramite dei gruppi di interesse per commettere le loro ingiustizie con una veste di legalità.
Riconosco che il passare dall’arbitrio assoluto (ammesso che sia mai esistito nelle società umane; io non ci credo, credo che in ogni società ci fosse il sopruso e ci fossero meccanismi compensativi per difendervisi, d’altronde ubi societas ibi jus) a una serie di regole e di vincoli è comunque una conquista positiva.
Ma credo si debba andare molto oltre, se mai è possibile e il feticismo statalista rischia di essere un ostacolo, come d’altronde il feticismo liberista, individualista e mercatista.
Il perbenismo sta nel fatto che non si valuta più sul piano giuridico, ma morale.
Il reato di corruzione c’era anche prima.
Ma non si giudicava un politico solo su quel piano.
Un politico corrotto ma capace fa meno danni di un politico onesto ma incapace.
Abbiamo tutti presente il famoso discorso di Croce sul chirurgo, no?
Il perbenista è quello che si fa operare dal chirurgo incapace ma onesto. E poi, auspicabilmente, schiatta (ma purtroppo si vede che i perbenisti o godono di buona salute e non vanno mai sotto i ferri, oppure sono ipocriti e nella loro vita se ne fregano del perbenismo che predicano).
Negli USA giudicano un politico per il fatto che ha un’amante o che una volta in vita sua ha bevuto mezzo dito di vuno in più prima di mettersi alla guida ed è stato beccato o si è fumato una canna o ha messo la macchina in divieto di sosta.
Io mica sostengo che vanno aboliti i divieti di sosta: se mi mettono la macchina davanti al mio passo carrabile (che non ho, ma è un esempio), m’incazzo e chiamo subito il carro attrezzi.
Ma mica dico che chi me l’ha messa lì non deve diventare presidente.
Questa è la differenza fra il buon senso e il perbenismo.
E siccome noi siamo sempre più colonizzati dagli USA, ragioniamo sempre di più in modo perbenista e sempre meno secondo buon senso.
E con Tangentopoli, che poi è l’onda lunga della caduta del muro, c’è stata un’accelerazione, grazie anche alla fine della guerra fredda e all’egemonia unipolare degli americani.
“Un politico corrotto ma capace fa meno danni di un politico onesto ma incapace.”
No, non funziona così: non c’è il bussolotto dei politicinda cui peschi quelli con qualità assortite, per cui ti trovi il capace corrotto o l’incapace onesti. I politici escono da un meccanismo di selezione che NON guarda alle loro capacità di amministratori o decisori, ma alle loro capacità di raccogliere consenso.
La corruzione, invece, incide sulla capacità di governo, per cui il politico corrotto è un governante peggiore degli altri.
La corruzione incide sulle capacità di governo? non ti comprendo
E questo è un problema.
@ francesco
“corruzione”
È il motivo per cui esistono ONG come Transparency International, che monitorano anche la diffusione della corruzione nei vari paesi.
Se ad ogni pratica, ogni passaggio burocratico, ogni permesso da richiedere l’imprenditore deve pagare una bustarella i costi lievitano e l’imprenditore scappa.
In Africa ci sono Paesi, mi dicono, dove ogni cinquanta Km un posto di blocco ferma i camionisti con controlli interminabili delle bolle di accompagnamento ecc finché una banconota non cambia di mano e il camion puo’ passare.
Ciao!
Andrea Di Vita
Mauricius,
non sono proprio d’accordo.
Craxi è stato uno statista di una statura infinitamente maggiore di tanti deficienti probabilmente onesti che sono venuti dopo.
O mi vuoi dire che i grillini sanno governare meglio dei socialisti degli anni ’80?
Probabilmente i grillini sapevano governare meglio dei craxiani: avevano solo infinitamente meno risorse impiegabili.
Devo rispondere?
Dovrei prendere sul serio un’affermazione del genere…?
Hai solo vagamente presente il retroterra culturale, politico, sociale, antropologico degli uni e degli altri?
A me non me ne frega niente del retroterra: quanto costa un’opera pubblica coi socialisti? E, dunque, quante opere pubbliche in meno si riescono a fare? Quante risorse in meno ci sono per servizi e pensioni? E il ponte viene fatto costruire a chi lo sa costruire o al migliore offerente?
Poi magari un tè con De Michelis è più gradevole di uno con Di Battista (ma non ne sono così sicuro), però, francamente, eleggo un governante, non il tenutario di un salotto letterario.
@ peucezio
*Craxi”
Va bene che morale e politica agiscono su piani distinti. Ma se penso ai danni fatti dai furti di craxi e del penta-pentito in genere prima di Tangentopoli all’economia nazionale e anche a quel poco di senso civico che gli Italiani ancora avevano all’epoca mi sento male. Non a caso è stato craxi a tirar su berlusconi.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“La civiltà richiede lo Stato come il corpo umano lo scheletro.”
Dalla Dottrina del Fascismo, del povero professor Gentile:
“Il liberalismo negava lo Stato nell’interesse dell’individuo particolare; il fascismo riafferma lo Stato come la realtà vera dell’individuo. E se la libertà dev’essere l’attributo dell’uomo reale, e non di quell’astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il fascismo è per la libertà. E’ per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell’individuo nello Stato. Giacché, per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato. In tal senso il fascismo è totalitario, e lo Stato fascista, sintesi e unità di ogni valore, interpreta, sviluppa e potenzia tutta la vita del popolo.”
Miguel
“Giacché, per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato.”
È il punto comune con lo stalinismo, o più in generale con l’Unione sovietica et similia
ops
e io ritorno a ridacchiare
Roberto,
sì e no.
la matrice hegeliana è simile, ma la visione marxista è materialista, quindi non c’è nulla di organico, è tutto meccanicistico, utilitaristico, non c’è tensione etica, manca l’essenza stessa dello statalismo fascista, che è spirituale.
Però Peucezio non ho parlato di marxismo, ma di stalinismo
Beh, ma lo stalinismo non direi fosse una dottrina.
Stalin era un paranoico psicopatico, al tempo stesso estremamente pragmatico, abile e furbo, con la stoffa dello statista (o del despota, se vogliamo).
Non mi sembra avesse queste grandi preoccupazioni dottrinali.
Scusa Peucezio,
Ma non ti pare che quella frase potrebbe perfettamente descrivere l’URSS così come l’Italia fascista?
Non ne di nessun giudizio di valore (sarebbe una bella gara a chi arriva ultimo), ma una semplice descrizione.
Poi ovviamente fra URSS e italia fascista ci sono molte differenze, ma questo mi pare oggettivamente un punto comune
Roberto,
““Giacché, per il fascista, tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato.””
Questa dici?
A me pare la quintessenza del fascismo, ma mi sembra diversa dal marxismo e dall’Urss.
Sul piano pratico se vuoi l’Urss l’ha estremizzata (sono pur sempre “asiatici”), ma è proprio quest’idea dello stato come sostanza etica, come Spirito immanente che è estranea a una concezione materialista.
Un funzionario sovietico non pensava di essere parte dello Spirito che si immanentizza nella storia, ma di essere l’efficiente rotella di un perfetto ingranaggio funzionale volto a migliorare la condizione di vita del popolo.
Cose come la morte per fame dei Kulaki si spiega così. Se si tratta di mera efficienza, di numeri, sacrificare qualche milione di contadini per un progetto più ampio è accettabile, ma se c’è un’idea morale alla base, non si può fare.
Ma non penso che il fascismo abbia plasmato l’Italia di allora e il marxismo la Russia, semmai sono ognuno (fascismo e sovietismo) il prodotto del rispettivo popolo.
@ Martinez
“Gentile”
Io veramente mi ispiravo a quanto scriveva Leo Valiani sul Corriere quando lo leggevo da ragazzo.
Comunque va bene, se Gentile almeno qui ci azzecca non ho problemi a riconoscerlo.
Mica sono fascista, io. 😉
Ciao!
Andrea Di Vita
“la difesa dei propri beni passa per furto”
Se sei Locke va benissimo questa definizione. Ma solo perché nessuno pretende che Locke avesse la minima idea di come funzionassero le bande di cacciatori-raccoglitori del paleolitico e quindi gli si perdona l’anacronistica retrodatazione della proprietà privata moderna.
peucezio
“Gli esseri umani dalla notte dei tempi si procacciano il cibo, cacciano, lavorano, ecc.”
poi dopo la notte dei tempi, arrivata finalmente l’alba quei raccoglitori di cibo hanno sviluppato delle società sempre più sofisticate che richiedono persone che rinuncino alla raccolta del cibo per dedicarsi appunto alla società
Non ho capito.
Io sto dicendo che l’esistenza di una categoria di persone che non producono nulla e vivono rapinando le altre non mi sembra una buona cosa.
Ovviamente non si producono solo beni di prima necessità, anche servizi, beni per lo spirito, cultura e mille altre cose.
Lo stato è nato così, come prepotenza dell’uomo armato contro l’uomo con la zappa.
Poi si è via via evoluto e oggi esiste anche lo stato sociale, lo stato che fa infrastrutture utili per tutti, ecc.
Ma ciò non toglie la natura originaria dello stato: il bene viene dai correttivi, non dalla cosa in sé.
“Lo stato è nato così, come prepotenza dell’uomo armato contro l’uomo con la zappa.”
Ho dei dubbi su questa tua ricostruzione…
Beh, la statualità nasce con la fiscalità, con l’idea che c’è qualcuno che ha i mezzi e il potere di togliere il prodotto a chi produce.
Una società tribale non funziona così; al massimo tengono qualcosa da parte per lo stregone o il guaritore.
sai che secondo me lo stato nasce proprio con la zappa?
è una semplificazione probabilmente grossolana
ma credo sia vero che la nascita della città è collegata allo sviluppo dell’agricoltura
Ma l’agricoltura si sviluppa millenni prima della città.
Se pensiamo alla città vera e propria, allo stato, ecc.
Altra cosa è il villaggio neolitico.
l’agricoltura ha reso le città possibili
e superato un certo grado di sviluppo forse le ha rese necessarie
secondo me lo stato è nato con la divisione sistematica del lavoro
senza la quale la zappa serve a poco
ma è un’opinione da ignorante
Peucezio
“Lo stato è nato così, come prepotenza dell’uomo armato contro l’uomo con la zappa.”
Ti rendi conto vero che praticamente fino a ieri l’uomo con la zappa l’uomo armato sostanzialmente coincidevano?
Scusami ma la tua mi sembra una petizione di principi
“Ti rendi conto vero che praticamente fino a ieri l’uomo con la zappa l’uomo armato sostanzialmente coincidevano”
Già, era così presso i Greci e i Romani (ma anche prima e anche dopo, in fondo) ed è la causa del mio dubbio principale.
(A mo’ di curiosità: la frase biblica “trasformate le vostre spade in vomeri ” è molto più chiara, in senso concreto, dopo aver visto com’era fatta una spada egiziana…
Ma anche la machaira greca- a differenza dello xiphos a due tagli- era un coltellone – roncola elencato tra i comuni attrezzi agricoli…)
PinoMamet & Peucezio:
“Ti rendi conto vero che praticamente fino a ieri l’uomo con la zappa l’uomo armato sostanzialmente coincidevano”
Già, era così presso i Greci e i Romani (ma anche prima e anche dopo, in fondo) ed è la causa del mio dubbio principale…” “Ma non è vero. In quasi tutte le società storiche minimamente articolare la funzione militare e i contadini sono cose nettissimamente distinte…”
Le cose cambiano, istituzionalizzandosi, e professionalizzandosi, intorno all’anno 1000 dc.
https://www.ibs.it/alle-radici-della-cavalleria-medievale-ebook-franco-cardini/e/9788815319791
(ma derivano da assai prima: i catafratti sarmati Roxolani, poi inquadrati nella cavalleria romana, gli “immortali” persiani di Ciro il Grande e Serse),
L’Ordine degli Assassini del Veglio della montagna ad Alamūt…
Oltre alla sempiterna fanteria contadina (prima corvée poi con Napoleone Leva obbligatoria) che lascia momentaneamente il lavoro dei campi per combattere con quel che ha;
e che fa il numero e lo zoccolo duro – “il muro di scudi “- nascono anche unità (corpi) di “Élite” che richiedono armi e attrezzature costosissime e per pochi che possono permettersele (poiché erano tenuti a comprarsele da soli. Nasce il feudatario, vassallo, valvassore… nasce la nobiltà del sangue e delle armi), insieme ad un addestramento speciale e continuo.
Nasce il soldato dei corpi speciali professionale, se vogliamo.
Che spesso si mette in vendita su mercato, in Italia e altrove (Lanzichenecchi) poi verranno le Compagnie di Ventura.
(Guardia Variaga-Rus’-svedese a Bisanzio, Pretoriani o Cavalleria romana, primi incursori commando esploratori da mandarsi in incognito nelle file nemiche, Giannizzeri… ecc…)
https://www.ibs.it/guardiani-del-potere-eunuchi-templari-libro-fabio-mini/e/9788815250919?inventoryId=47998253&queryId=b06d9cbb45bd97b846e6fedc487e0f51
Francesco D’Angelo “Il primo re crociato” (Laterza).
Claudio Rendina “Gli ordini cavallereschi” (Newton & Compton).
Jean Flori “Cavalieri e cavalleria nel Medioevo” (Einaudi).
Livio Bessi “La spada occidentale” (Castelvecchi)
Pietro Manfrin “La cavalleria dei Parthi nelle guerre contro i romani” (BiblioBazar).
Richard Barber “Storia della cavalleria dalle origini al XVI° secolo” (SugarCo).
Antonio Bonifacio “Cavalleria spirituale e cavalleria terrena in San Francesco d’Assisi” (Simmetria)
https://simmetriainstitute.com/it/spiritualita-e-mistica/1018-cavalleria-spirituale-e-cavalleria-terrena-in-san-francesco-d-assisi-di-a-bonifacio.html
“La via del guerriero” Nicodemus, confraternita cavalleresca e vangelo.
Francesco Benozzo “Radici celtiche tardo neolitiche tardo-neolitiche della cavalleria medievale” (Quaderni di Semantica)
http://www.continuitas.org/texts/benozzo_radici.pdf
http://www.iststudiatell.org/altriart/i_longobardi_s_arcangelo_e_san_giorgio.pdf
https://www.ereticamente.net/2016/08/la-via-del-guerriero-nicodemus-confraternita-cavalleresca-del-v-vangelo.html
Claudio Baldassarri “Spade medievali” .
Daniele Cellamare “Gli Ussari alati” (Les Flâneurs)
Marco Bettalli “Mercenari. Il mestiere delle armi nel mondo greco antico” (Carocci)
Piero Del Negro “Guerra ed eserciti da Machiavelli a Napoleone” (Laterza).
Publio Flavio Vegezio Renato “L’arte della guerra” (Epitoma de rei militaris).
Victor Davis Hanson “L’arte occidentale della guerra (DeA Planeta UTET)
Mattia Caprioli “Scramasax e armi da taglio nell’esercito bizantino tra VI° e VII° secolo”
Marco Scardigli, Andrea Santangelo “Le armi del diavolo. Anatomia di una battaglia Pavia, 24 febbraio 1525 (UTET)
Grazie per la bibliografia!
Nel mio piccolo, nella mia breve esperienza di arti marziali, faccio notare la differenza tra l’uso della sciabola (che deriva in fondo da versioni un po’ migliorate di un semplice coltellone, e resta sempre “arme del soldato ” come dicevano i vecchi manuali di scherma)
e quello molto più complesso della spada dritta a due tagli, che richiede un insegnamento più lungo e più specifico ed è arma da “nobili” o perlomeno da specialisti.
(I pratici giapponesi la hanno dimenticata e usano entrambi i termini e i kanji per indicare la sola sciabola, in base al contesto)
Poi ci sono i vecchi film, in cui le spade vengono usate come manici di scopa, e tanti saluti… 😉
@PinoMamet: “Grazie per la bibliografia!”
Dovere😀
“…Nel mio piccolo, nella mia breve esperienza di arti marziali, faccio notare la differenza tra l’uso della sciabola (che deriva in fondo da versioni un po’ migliorate di un semplice coltellone, e resta sempre “arme del soldato ” come dicevano i vecchi manuali di scherma)
e quello molto più complesso della spada dritta a due tagli, che richiede un insegnamento più lungo e più specifico ed è arma da “nobili” o perlomeno da specialisti…”
La sciabola è una variante più “fine” dell’ascia a due mani, dove si va a fendenti, ganci e montanti… tecnica poca, forza e impeto tanta.
Viene prevalentemente usata (la sciabola) nella Cavalleria leggera – ussari, cacciatori, alani usano la lancia – poiché è difficile su un cavallo in corsa schermare di fino😎😉
I fanti che non avevano preparazione per la pesante spada a doppio taglio, o a due mani, usavano l’assai più semplice ascia, più o meno come la sciabola l’ussaro a cavallo.
Poi la sciabola poteva anche essere usata con maestria e studio, ma ciò a piedi, nei duelli fra ufficiali dei cavalleggeri:
https://it.wikipedia.org/wiki/I_duellanti
https://www.ibs.it/duello-libro-joseph-conrad/e/9788845295737
Ciao😀
Ros
Ros: “Viene prevalentemente usata (la sciabola) nella Cavalleria leggera – ussari, cacciatori, alani usano la lancia –2
non è chiaro! La prescia!..😒😕
cavalleggeri come ussari e cacciatori usano la sciabola,
altri cavalleggeri come alani e lancieri (appunto) la lancia.
La cavalleria pesante (corazzieri, dragoni ecc) usa-va la spada a doppio taglio poiché molto pesante e dirompente in un assalto.
https://www.ibs.it/carica-di-balaklava-libro-daniele-callamare/e/9788831314299
https://www.ibs.it/ussari-alati-libro-daniele-cellamare/e/9791254510513?inventoryId=378350781&queryId=5c6e58f7bbad504ac780c67b39f6bda9
Stefano Malatesta “La vanità della cavalleria e altre storie di guerra” Neri Pozza)
https://neripozza.it/libro/9788854515178
Maxime Petitjean “La cavalleria nel mondo antico” (21 editore)
https://www.ibs.it/cavalleria-nel-mondo-antico-dagli-libro-maxime-petitjean/e/9788899470364
La Cavalleria – la leggera specialmente, la pesante veniva usata come un ariete o un carroarmato – ha sempre fatto storia (un po’ smargiassa) a se
Fino a diventare (con la fine dell’uso dei cavalli, e l’inizio dei carriarmati, mortai, artiglieria e mitragliatrici pesanti) obsoleta e trasformarsi in:
https://it.wikipedia.org/wiki/1st_Cavalry_Division_(United_States_Army)
Ros: La Cavalleria – la leggera specialmente, la pesante veniva usata come un ariete o un carr’armato; a sfondamento delle linee e dei quadrati avversari – ha sempre fatto storia (un po’ smargiassa😎☠☠💀) a se…”
Ussari francesi, Ussari prussiani della morte, avevano le divise e le acconciature più sgargianti e ricercate.
Il mise leopardato, maculato, da albero di Natale decorato di Gioacchino Murat, o de “il prode dei prodi” alias “principe della Moscova”: Maresciallo Ney…
acconciature a treccine di capelli lunghissimi con nastrini vezzosi…
Ti erano assai variopinti e vanitosi i cavalleggeri😁
gli ussari in special modo, vedi romanzo, teatro, poi nel cinema (“L’ ussaro sul tetto” Jean Giono).
E gli ussari della morte, i “testa di morto”, i (Totenkopfhusaren) prussiani poi la “scafazzano” abbondantemente in “tascità”😉:
https://web.archive.org/web/20130320015730/http://sabaoth.infoserve.pl/danzig-online/husaren/leibhusare.html
https://i.pinimg.com/originals/47/61/db/4761db19948964ed877a1a1b55c4d620.jpg
https://www.bing.com/images/search?q=ussari&form=HDRSC3&first=1
https://www.bing.com/images/search?q=Ussari+Della+Morte&form=RESTAB&first=1
https://it.wikipedia.org/wiki/Ussaro#Equipaggiamento
“La vanità è sempre stata una prerogativa della cavalleria e degli uomini in divisa. Nel 1525 Francesco I di Valois, alla testa della cavalleria francese durante la battaglia di Pavia, disarcionato rischiò di vedersi tagliare le mani dai lanzichenecchi e dagli uomini dei tercios spagnoli desiderosi di arraffare i suoi anelli.
Trine, merletti e sete erano merce comune tra gli uomini della cavalerie settecentesca. Durante la guerra dei sette anni, i francesi guidati dal principe di Soubise abbandonarono in fretta la cittadina di Gotha, lasciandosi dietro i propri bagagli, prontamente sequestrati dagli ussari di Hans Joachim von Zieten. Grande fu la sorpresa quando, una volta aperti i bauli, i soldati si trovarono davanti un guardaroba di lusso portato direttamente da Versailles: biancheria intima, mutandoni di seta dall’uso, per loro, così sconosciuto che mimarono una sfilata di moda infilandoseli sopra la testa.
Friedrich Wilhelm von Seydlitz, una delle glorie della cavalleria prussiana, amava portare sul tricorno una spilla con diamanti e smeraldi cabochon.
Qualche tempo dopo, quando Lord Brummel impose la “squisita originalità” del suo abbigliamento, fatto di giacche scure e pantaloni chiari, all’intero consesso di civili inglesi e poi europei, i colori divennero esclusivo privilegio dei militari. Durante feste e cerimonie i membri del governo e gli ufficiali civili sembravano becchini in trasferta, mentre i militari pavoni imbellettati.
Nei secoli successivi la vanità dilagò tra le forze armate. Gli ufficiali austriaci vestiti sempre di bianco sono una delle immagini glamour che l’Ottocento ci ha lasciato. E il secolo che ci è alle spalle non è stato certo da meno. I Savoia che abbracciavano la carriera militare, come il duca d’Aosta, erano soliti portare cappelli fuori ordinanza: il più riuscito era di certo quello che amava indossare l’erede al trono Umberto II Savoia, chiamato «il pentolino», che andava perfettamente d’accordo con le immacolate ed elegantissime mollettiere portate coi calzoni da cavallo stretti al ginocchio.
Gregor von Rezzori confessò che da giovanotto nullafacente fu tentato di militare nelle SS per ragioni puramente estetiche. Le SS avevano una divisa elegantissima con gli stivali più belli che si potessero immaginare, morbidi, lucidi e che davano un tocco particolare a tutto l’abito. Poi, fortunatamente, ci ripensò.
Attraverso il brillante racconto della vanità della cavalleria e delle più celebri battaglie combattute a cavallo, dalla carica demenziale di Lord Cardigan a Balaklava, dove la Light Brigade venne sbaragliata dai cannoni russi, alla strage di Caporetto, Stefano Malatesta scrive un libro sulla guerra che non ha affatto il sentore di caserma e di burocrazia, ma appassiona come e più di un romanzo d’avventura.”
Stefano Malatesta
Ros (io): “altri cavalleggeri come alani e lancieri (appunto) la lancia”
Alani era ovv. Ulani😁
cavalleria leggera polacca d’origine tatara, armata di: lancia da cavalleria, sciabola e pistola.
“…Il mise leopardato, maculato, da albero di Natale decorato di Gioacchino Murat, o de “il prode dei prodi” alias “principe della Moscova”: Maresciallo Ney…”
La mise, pardon😋
Ma non è vero. In quasi tutte le società storiche minimamente articolare la funzione militare e i contadini sono cose nettissimamente distinte.
Te lo immagini un cavaliere medievale a zappare la terra?
Quello che dici può essere vero per i primissimi tempi di Roma.
No Peucé era vero per Roma fino a Mario, che si decide ad arruolare i proletari- non certo i ricconi 😉
E questi proletari vengono ricompensati con poderi fino a… sempre 😉
Era l’assoluta normalità in Grecia, dove l’oplita e lo zeugita coincidevano.
Era la sostanziale normalità di tantissimi eserciti feudali o post feudali fino alla battaglia di Waterloo, nella quale Wellington schiera tra le altre le “sue” truppe: sue nel senso cge erano proprio i suoi fittavoli.
Ma era la norma dell’esercito inglese, russo ecc.
Quanto ai francesi, reintroducono la leva universale, e scrivono molto chiaramente (ho letto i documenti postati online da appassionati reenactors) che “chi dice soldato dice contadino”.
Ma lo scriveva già Vegezio…
ma il cavaliere medievale è una figura tardissima! pensa piuttosto ai fanti ateniesi
Ah. vabbè, certo, poi il cavaliere usava i contadini come carne da cannone.
Ma direi che la coscrizione universale è proprio una cesura nettissima.
Che per certi versi riporta all’antichità classica.
Comunque proprio archetipicamente il guerriero e il contadino sono due figure distinte e per certi versi opposte (l’uranico e lo ctonio), pensa alle tre funzioni.
Mah, le tre funzioni indoeuropee sono sempre state un’astrazione di una realtà molto più complessa .
Basta dire che lo stesso nome che in italiano è tradotto come “casta guerriera ” dal sanscrito, in avestico indicava il re… (xshathra, qualcosa del genere, da cui shah…)
E certo i re non facevano la guerra da soli 😉
Per inciso, uno dei miei tanti studenti sikh ci teneva a dirmi che, anche se i sikh ufficialmente non hanno caste, la sua è una famiglia di casta guerriera (“seni “, qualcosa tipo “quelli dell’esercito “).
Lavoro tradizionale? I contadini, ovviamente.
Dalla campagna venivano i samurai (“quelli che servono ” i signori feudali, con una etimologia che parallela l’inglese knight e il tedesco antico che dà origine al termine “lanzichenecchi “…)
E anche in età tarda rimangono ceti intermedi tra i due…
Certo, d’accordo.
Il cavaliere medievale è il frutto di una precisissima dottrina politico-militare: creo una ristrettissima e costosissima forza d’élite che sia superaddestrata e sempre mobilitabile, così mi faccio le mie guerre fregandomene abbastanza di quello che pensano gli altri (che normalmente, infatti, non erano contentissimi delle guerre private del signore).
Che poi rappresenta un momento molto preciso e circoscritto della Storia, in effetti…
Diciamo dal 1000 al 1200, 1300?
La battaglia di Agincourt tradizionalmente segnava la vittoria degli arcieri inglesi e gallesi (coltivatori diretti) sui cavalieri francesi (latifondisti) ma la storia (anche della battaglia stessa) è ovviamente assai più complessa, con milizie cittadine, mercenari ecc.
Però tutto sommato resta un evento esemplare e facile da ricordare.
Quel tipo di guerra è stata combattuta essenzialmente dall’XI al XIV secolo, perché poi i sovrani hanno iniziato ad assoldare grandi compagnie mercenarie che gli permettevano di liberarsi dai “lacci e lacciuoli” del sistema feudale. Si è perso in qualità, ma si è guadagnato in quantità.
Che poi, anche per la qualità, è vero che non erano guerrieri addestrati dalla nascita e predestinatia quello, ma comunque parliamo di professionisti, anche se di estrazione più variegata. Ma NON erano una classe sociale.
Secondo me Azoncourt è molto sopravvalutata (comando francese che ingaggia nelle condizioni peggiori possibili perché politicamente si sta sputtanando all’interno…), ma ha avuto la fortuna di trovarsi in uno dei secoli di transizione per cui e diventata (immeritatamente) vista come uno dei segni di questa transizione. Ma i cavalieri perdevano contro la marmaglia anche nel XII secolo, talvolta: in guerra succede sempre di tutto.
Comunque guarda che il perbenismo non è solo economico, anzi, l’aspetto economico è un pretesto.
A Berlusconi e all’italiano stile commedia di Alberto Sordi, altrettanto e ancora di più, viene rimproverato il fatto di avere l’amante, di amare le donne, di essere sessualmente esuberante.
@ peucezio
“sessualmente”
Perché berlusconi prendeva i voti dei nostalgici dell’Italia antiComunista di Don Camillo, in cui una ragazza per bene non dormiva fuori casa prima delle nozze ma i giovani maschi esuberanti andavano accompagnati dal padre al bordello. Il che lo rendeva ridicolo agli occhi nel mondo (persino in Polonia). Berlusconi non era rimproverato per bigotteria, ma sbugiardato perché patetico.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ti sfugge proprio allora il meccanismo della sensibilità contemporanea.
Se fosse come dici lo avrebbero rimproverato perché troppo conservatore e bigotto. Ma non sappiamo niente di come si sia comportato come padre, se fosse geloso con le figlie, all’antica… E non lo sappiamo anche perché non frega un cazzo a nessuno.
È come l’omosessualismo di ieri e di oggi.
Una volta serviva per permettere agli omosessuali di dichiararsi tali e di fare sesso con chi gli pareva.
Ora serve per impedire agli altri di scherzare sugli omosessuali o comunque di esprimere un’opinione non conforme.
Una volta si criticava il piccolo borghese all’antica perché teneva la figlia chiusa in casa e non voleva che scopasse, ora lo si critica perché scopa.
In sostanza tutte le libertà si sono trasformate in divieti.
“Perché berlusconi prendeva i voti dei nostalgici dell’Italia antiComunista di Don Camillo”
Ma no, Andrea.
Berlusconi prendeva i voti di quelli che trovavano la RAI noiosa sessuofobica;
di quelli che trovavano discutibile la morale cattolica dell’aiuto ai poveri, e preferivano quella protestante dell’ “arricchitevi”;
di quelli che trovavano la DC troppo di sinistra (come il nostro Francesco 😉 ) senza per questo identificarsi con i polverosi paraphernalia del fascismo;
(poi d’accordo, per governare Berlusconi racattava democristiani e post-fascisti… )
Berlusconi soprattutto raccoglieva i voti di chi pensava che c’erano troppe tasse, troppo Stato, e sognava un paese più “americano”.
Pino,
d’accordo in parte.
C’era sicuramente il tipo di elettorato che dici ed era sicuramente una parte fondamentale.
Ma c’era anche tanto elettorato moderato, non così moderno, competitivo e liberista-edonista anni ’80, ma diffidente verso la sinistra.
Stringi stringi, con le diverse sfumature del caso, nel centro-destra e centro-sinistra della II repubblica si sono travasati, con alcune eccezioni, gli elettorati un tempo divisi fra DC e PCI. Aggiungi al centro-destra parte dei socialisti, il PLI (due gatti) e gli ex missini.
E al centro-sinistra qualche democristiano di sinistra e qualche socialista, oltre a Verdi, Dp…
E oggi lo stesso elettorato ex DC-MSI, poi centro-destra vota la Meloni.
@ PinoMamet
“raccattava”
Concordo. Infatti Berlusconi non era votato solo da quelli che quando sentono di una donna molestata pensano subito che se la sia cercata.
Ma certamente tutti quelli che la pensano così votavano Berlusconi e i suoi, precisamente in odio a quelli che per il sostenere che le donne sono libere di poter circolare come vogliono passano per bacchettoni bigotti femministi.
Berlusconi ha sdoganato il fascismo, dunque la cialtroneria, la furberia e la cafonaggine. Ha legalizzato l’inciviltà.
Ed è così che è ricordato nel mondo. Lo so: l’ho visto.
Ciao!
Andrea Di Vita
Ciao!
>>>> Ma certamente tutti quelli che la pensano così votavano Berlusconi e i suoi,
posso avere i miei dubbi in proposito? che moralismo all’americana!
@ francesco
“moralismo”
Vuoi forse dire che votavano la Bonino o la Iotti?
Come dicevano “I soliti ignoti”, che rappresentano esattamente l’Italietta di cui Berlusconi è l’erede, “peccato di pantalone pronta assoluzione!”
😉
Ciao!
Andrea Di Vita
la Iotti? eh, mi sa che di compagni che lo pensavano ce n’erano eccome
la tua ristrettezza mentale mi fa un sentire un pensatore di ampie vedute!
o forse non ti sei ancora reso conto di quanto poco coerente sia l’umanità?
Andrea,
mi pare che tu metta davvero insieme cose che non c’entrano nulla, purché non ti piacciano.
Cosa c’entri il fascismo con la furberia, la cialtroneria e la cafonaggine (ammesso che le due cose stiano con la terza) lo sai solo tu.
Poi non vedo cosa c’entri quello che pensa che una donna dovrebbe andare in giro vestita castigata altrimenti merita lo stupro con Berlusconi, che mi sembra preferisse di gran lunga le donne sbiottate, come si dice a Milano e infatti, oltre ad apprezzarle lui, sulle reti Mediaset le proponeva volentieri.
>>> Cosa c’entri il fascismo con la furberia, la cialtroneria
Ehm, ti ricordi la storia delle divisioni binarie? o dei reparti corazzati “medi” che avevano gli stessi mezzi di quelli “leggeri”?
O la stessa guerra contro la Grecia?
@ peucezio
“cosa c’entri”
Non conosco straniero che di fronte a un cinegiornale Luce col duce che giocava a fare il Marcello e dal famoso balcone non sia scoppiato a ridere. Pakistani, Polacchi, Canadesi…
“castigata”
Ma perché uno che pensa così è un povero represso bigotto! E come tale è ben felice di identificarsi con un potente puttaniere che ostenta di esserlo. Pure sotto il fascio, quando pure la “virtù” delle donne era un’ossessione in contrapposizione alla presunta “débauche” della “donna crisi”, la prorompente virilità del Duce era sottolineata in ogni modo a solleticare le fantasie pruriginose dei sudditi.
Il machismo per interposta persona non costa nulla.
Ciao!
Andrea Di Vita
Fermo tutti, antisem… antisionisti! È stato appuntato il totem: in ginocchio e adoriamo!
Amen!
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2023/10/31/gli-israeliani-allonu-con-la-stella-gialla-sul-petto_1d062414-6e56-4da7-a041-aa1dc397a44e.html
Non mi pare facciano male: l’aria che tira è quella. Non te ne sei accorto?
In effetti to sentivi un po’ in modalità delatore della Gestapo.
Quindi,
guai a identificare ebrei e israeliani quando lo fanno i gentili,
ma guai a distinguerli quando sono gli ebrei a identificarli.
Credo che questa guerra farà nascere tanti di quei cortocircuiti da dar lavoro al nostro Moi per i prossimi dieci anni… 😉
Eheh, vero. se non fosse tragico perché muore gente, da ambo le parti, sarebbe da ridere.
Che poi è la solita sinistra pro Palestina e la solita destra americanista pro Israele, ma in questo momento la cosa crea appunto un cortocircuito perché la sinistra era diventata occidentalista acritica e fanatica (si è visto con l’Ucraina, in cui si è scatenata l’isteria della legittimità progressista e dabbene).
Infatti è strano che ci sia ancora tanto filopalestinismo da sinistra, quasi stile anni ’70, è una cosa che mi ha sorpreso e a cui devo ancora trovare una spiegazione, perché va in netta controtendenza con la mutazione genetica della sinistra degli ultimi decenni.
Hai ragione, ma pensa alla mutazione della destra per diventare filo- Israele!
Fare il tifo per un paese non cristiano, anzi, addiritturaebraico, , nato con ideali socialisteggianti, e che si vanta di essere femminista e pro gay…
Beh, mica tanto mutazione, già Almirante era sionista negli anni ’60.
O, meglio, mutazione sì, ma all’indomani della fine della II G. M., non certo ora.
Il punto è che con la sconfitta, pochissimi fascisti (gli altri hanno semplicemente cambiato casacca) hanno continuato a dichiararsi tali capovolgendo i loro presupposti ideologici e schierandosi con chi li aveva sconfitti.
Per PinoMamet
“Fare il tifo per un paese non cristiano, anzi, addiritturaebraico, , nato con ideali socialisteggianti, e che si vanta di essere femminista e pro gay…”
Ma quelle che sollevi sono tutte questioni “ideali” (tipo, “difesa della famiglia o della fede”), che non interessano affatto alla Destra, se non come battuta da usare per qualche polemica.
Alla Destra piace da sempre (e parlo dal 1967, non da oggi) un paese del campo “antisovietico”, vicino alla NATO, che spara sui terzomondiali.
Poi esistono idealisti come Maurizio Blondet (se ne possono condividere o no gli ideali, ovviamente, ma è un idealista), però sono una minoranza sparuta: lo erano già ai tempi dell’MSI, figuriamoci oggi che mezza Italia vota a Destra.
non ci vedo nulla di strano
la sinistra italiana guarda da sempre con simpatia alla causa palestinese
oggi la causa palestinese suscita empatia pressoché ovunque tranne che in Israele, e la sinistra italiana non fa eccezione
anzi direi proprio che ha ritrovato l’unità su di un tema tradizionale dopo il cortocircuito sull’Ucraina (per usare l’espressione di PinoMamet)
Motta,
io invece ci trovo tutto di strano.
Perché su tutto il resto la sinistra dice il contrario di quello che diceva decenni fa.
Quindi non mi spiego questa eccezione.
Di cui mi compiaccio, per carità. Ma non per questo mi sorprende di meno.
Peucezio: ma tu la metti come se la sinistra avesse SEMPRE mantenuto una posizione di sostegno alla Palestina con continuità, per tutti questi decenni, fino ad ora, quando invece non è così.
E’ vero che negli anni ottanta o novanta la sinistra era tutta a favore della Palestina (e intendo sinistra “mainstream” di massa, c’erano ancora il PCI e la FGCI, non parlo di gruppetti eccentrici, di centri sociali o di pseudo-radicali) e la kefiah era un’istituzione, ma non è assolutamente vero che questo atteggiamento sia durato indefinitamente e sia lo stesso di adesso.
Per almeno 20 anni (diciamo a partire dai tempi della seconda intifada, seguiti poi dai fatti dell’11 settembre e da tutte le guerre a traino di USA o NATO, dal Kosovo all’Afghanistan all’Iraq eccetera),
quello che era rimasto della sinistra italiana ha accettato pedestremente di schiacciarsi su un assoluto e acritico sostegno a Israele, con tanto di censure e damnatio memoriae per chi non era completamente d’accordo, e non ha più detto una parola sulla situazione dei territori palestinesi occupati.
Forse si svegliano adesso perché sono all’opposizione e c’è da dare addosso alla Meloni, ma di sicuro non è una posizione che c’è sempre stata.
negli ultimi decenni la dirigenza della sinistra moderata italiana nel complesso ha ostentato equidistanza
e alcuni esponenti hanno apertamente parteggiato per Israele
la base quando mostrava interesse per la vicenda è sempre stata solidale con la causa palestinese
Per Giuseppe Motta
“negli ultimi decenni la dirigenza della sinistra moderata italiana nel complesso ha ostentato equidistanza”
In effetti.
Calcola che a Firenze almeno, Sinistra ha due significati completamente diversi: il Partito Unico che Media su Tutto; e Sinistra Progetto in Comune, che alle ultime elezioni comunali ha preso il 7,3% del voto (ma penso che nel 2024, ne prenderà di meno perché esiste un certo rischio che la Destra possa vincere).
Quindi il Partito Unico ha fatto mettere la bandiera israeliana su Palazzo Vecchio, Sinistra Progetto in Comune ha partecipato alle manifestazioni (molto pacifiche) per la Palestina.
Pan,
“Forse si svegliano adesso perché sono all’opposizione e c’è da dare addosso alla Meloni, ma di sicuro non è una posizione che c’è sempre stata.”
Hai ragione, in effetti la cosa è ancora più sorprendente perché non è continuità, è un ritorno.
E non c’entra la Meloni, è un fenomeno mondiale: i woke delle università americane manifestano pro Palestina e perfino pro Hamas e vanno in piazza a dare dei nazisti agli israeliani.
Ripeto, è un fenomeno apparentemente difficile da comprendere.
Ma penso ci vorrà poco: c’è qualcosa probabilmente di molto banale che ci sfugge.
La kefiah era parte dell’uniforme della sinistra radicale, almeno quando andavo al liceo. Ora suppongo che sia stato tutto rimpiazzato dallo pseudo-arcobaleno, ma è da un po’ che non ho contatti con l’ambiente.
Anche quando ci andavo io, un bel po’ di tempo prima di te.
Resta stranissimo.
In Israele si possono fare i gay pride, nei (pochi) territori palestinesi la vedo dura.
i palestinesi sono deboli e oppressi, gli americani stanno dall’altra parte, la destra italiana odia gli arabi…
l’epica delle pietre lanciate contro i carri armati…
non guardare tutto attraverso la sola lente del gay pride
Giuseppe,
“i palestinesi sono deboli e oppressi”
Appunto.
La sinistra sono decenni che sta coi ricchi fighetti, non coi deboli oppressi.
Sta accadendo qualcosa di nuovo o forse il ripresentarsi di qualcosa di vecchio.
Devo ancora decodificarlo.
A volte banalmente si sottovaluta l’inerzia della storia.
Per Peucezio
“La sinistra sono decenni che sta coi ricchi fighetti, non coi deboli oppressi.”
In realtà la cosa è molto più complessa.
Le persone che hanno più risorse, soprattutto di calma mentale (non devono badare a mantenere quattro figli o tenere aperta una bottega) hanno la possibilità di pensare un po’ anche ai “deboli oppressi”.
Quindi, sì, la sinistra (ma quale?) tende ad avere una percentuale più alta di laureati e persone che non si devono arrabattare tutti i giorni; e tendono a pensare di più ai “deboli oppressi”.
Siccome la classe operaia in Italia è ormai abbastanza garantita, e comunque è in via di estinzione, tendono a pensare ai “deboli oppressi” lontani (tipo Palestina o neri statunitensi) oppure ai “deboli oppressi” un po’ casi individuali (il trans con la sindrome di down, tanto per caricaturare).
Ma non “stanno coi ricchi fighetti”.
Motta,
“non guardare tutto attraverso la sola lente del gay pride”
Beh, è la sinistra che a un certo punto ha cominciato a vedere il mondo non più attraverso la lente del materialismo dialettico e della dittatura del proletariato, ma con quella del gay pride.
Io prendevo atto.
E soprattutto il razzismo occidentalista era diventato un dogma assoluto per la sinistra.
Fa schifo essere bianchi, cristiani, eterosessuali, ma guai a non essere occidentali.
I non occidentali sono brutti, sporchi, cattivi, puzzolenti, anditemocratici, amano le dittature, la religione, sono poveri, razzisti, sessisti, maschilisti, reazionari, ignoranti, trogloditi, politicamente scorretti, offensivi, non sono ecoligici, usano macchine vecchie e inquinanti… la feccia dell’umanità insomma, il diavolo, la personificazione storica del male metafisico.
Poi fanno tanti figli, hanno le donne che spesso non lavorano, divorziano poco… non sono borghesi insomma (horribile dictu!).
Che poi se ci pensate è la descrizione del red neck.
Cambia solo leggermente la sfumatura cromatica.
“I non occidentali sono brutti, sporchi, cattivi, puzzolenti, anditemocratici, amano le dittature, la religione, sono poveri, razzisti, sessisti, maschilisti, reazionari, ignoranti, “—-
Non capisco, tu questa la vedi come una posizione diffusa nella sinistra fighetta-woke-borghese?
Ma non sono decenni che si sente continuamente accusare tale sinistra (sarcasticamente personificata nella figura unica e suprema della “Boldrini”, intesa non come individuo ma come vera e propria icona)
di vezzeggiare e coccolare tutti gli immigrati , profughi e sbandati vari, di difenderli da tutte le possibili critiche e addirittura di portare avanti un complotto deliberato per farne arrivare sempre di più?
non prendi atto ma interpreti Peucezio
e la tua interpretazione si basa molto su di un aspetto che ti ha colpito e che sicuramente ha acquisito importanza nel tempo (e certamente non ne aveva molta cent’anni fa)
ma non è l’unico
Pan,
“di vezzeggiare e coccolare tutti gli immigrati , profughi e sbandati vari, di difenderli da tutte le possibili critiche e addirittura di portare avanti un complotto deliberato per farne arrivare sempre di più?”
Sì, purché vengano qua.
E contribuiscano a dissolvere la nostra cultura.
Ma se rimangono là alimentando la loro sono malvagi.
Lo scopo è dissolvere le comunità, le strutture.
Non dico che ci sia un piano, dico che questa è la sensibilità più o meno inconscia di questa gente.
Vogliono un mondo di fighetti e per far diventare fighetti anche gli islamici e far diventare la loro religione un simbolo innocuo da esibire in un contesto cosmopolita e anodino bisogna che vengano in un contesto occidentale, altrimenti la loro religione conitnuerà ad essere una cosa seria, come era il cristianesimo fino a qualche generazione fa.
Per Peucezio
“Sì, purché vengano qua.
E contribuiscano a dissolvere la nostra cultura.
Ma se rimangono là alimentando la loro sono malvagi.
Lo scopo è dissolvere le comunità, le strutture.”
Allora, proviamo a ragionare.
Ciò che dissolve le comunità è la globalizzazione dell’economia e la creazione di nicchie interconnesse e delocalizzate: l’industria del turismo, dello spettacolo, della finanza, ecc. sono tutte nicchie transnazionali, dove il dirigente Airbnb si incontra con quello di New York, ma non con il proprio vicino di casa.
Questo sistema di dissoluzione trasforma ogni realtà in merce, e quindi distrugge tutte le basi non finanziarie della vita comune.
Questo sistema di dissoluzione è tenuto in piedi da un’immensa infrastrutture che muove cose – frutta cilena al supermercato sotto casa mia, vino del Chianti in Cina, coltan dal Congo e semiconduttori da Taiwan.
Una minuscola frazione di questo movimento che distrugge mare, cielo e terra è costituito dagli esseri umani utilizzati per mandarlo avanti: leggo che solo adesso, in piena guerra, Israele sta deportando 18.500 “gazani” che lavorano in Israele; e anche Hitler ha importato milioni di lavoratori stranieri in Germania a suo tempo.
Anche i “fighetti” che ti stanno antipatici sono un sottoprodotto di questo immenso flusso, non ne sono certo gli artefici.
Una sola serata di Sanremo distrugge e dissolve più di diecimila immigrati africani.
Ecco perché non si possono accettare lezioni da un Salvini che arriva a Firenze e dice dell’espansione dell’aeroporto, “più la gente si muove meglio è!”
“Ecco perché non si possono accettare lezioni da un Salvini che arriva a Firenze e dice dell’espansione dell’aeroporto, “più la gente si muove meglio è!””
Ecco perché la Destra inganna regolarmente quando parla di “identità”, “comunità”, “tradizione” e cose simili. Nei fatti, più della Sinistra.
Motta,
la questione degli omosessuali non è preponderante in sé, la prendo come simbolo del passaggio della sinistra dalle questioni sostanziali di giustizia sociale al mondo dell’irrilevante, del capriccio, delle cagate.
Ci metto dentro anche il fatto che ormai non conta più un cazzo garantire ai negri un livello di vita decente, un trattamento equo nei tribunali (parlo degli USA), ecc., ma il non chiamarli negri.
E così su tutto.
Per Giuseppe Motta
“oggi la causa palestinese suscita empatia pressoché ovunque tranne che in Israele, e la sinistra italiana non fa eccezione”
Veramente mi risulta il contrario.
La Schlein ha detto che chi va alla manifestazione per la pace (mica pro-Palestina, semplicemente pro pace) lo fa “a titolo personale”, e infatti, nemmeno un politico ha osato andarci:
https://www.corriere.it/politica/23_ottobre_27/schlein-pd-manifestazione-pace-5e1ed0cc-7436-11ee-9f65-66f00d5f7a1b.shtml
Sì, ma è interessante la posizione della sinistra non istituzionale, che è quella più rappresentativa.
Gli intellettuali, i ragazzini…
Greta.
I woke delle università americane.
Tutta gente che sembrava completamente scollegata dal mondo, in una bolla di privilegi da fighetti isterici e che ora prova empatia per gente povera con tanti bambini che muore sotto i bombardamenti.
È quasi una rivoluzione antropologica. Sembra di essere a cinquant’anni fa.
Per Peucezio
“Sì, ma è interessante la posizione della sinistra non istituzionale, che è quella più rappresentativa.”
Ma perché sarebbe “più rappresentativa”?
Qui a Firenze, la Sinistra alternativa la vota, è vero, qualche professore universitario; ma la Sinistra PD lo votano le banche, i commercianti, gli imprenditori, nonché in massa decine di migliaia di persone che contano di più di qualche professore universitario che scrive occasionalmente articoli che nessuno legge.
Dico Firenze, ma non credo che altrove sia tanto diverso.
Vi ricordate il demente che su un forum esprimeva il suo dramma perché, avendo cambiato sesso, il suo pappagallo lo chiamava ancora col suo vecchio nome dell’altro sesso?
Uno così non empatizza con dei terribili omofobi mussulmani che non rispettano i diritti civili e se ne fottono dei pronomi e delle desinenze.
Che poi non so in arabo popolare, ma in arabo classico hanno marche di genere anche le forme verbali (un po’ come per noi i participi; come dire “io mangio” se sono uomo, ma “io mangia” se sono donna, come a Ripatransone, nelle Marche), quindi pensate che casino.
“(un po’ come per noi i participi;”—–
E allora perché tanti puristi della tradizione continuano a stracciarsi le vesti per i nomi di professione femminili che appunto derivano da participi, come l’avvocata, la deputata o la magistrata? 🙂
la Schlein non è “la sinistra”
i politici non sono la base
Paniscus,
veramente “magistrato” veramente non è un participio, è un sostantivo della IV declinazione.
Comunque l’ho già spiegato mille volte, i sostantivi non variano secondo il genere, o, meglio, possono variare secondo il genere ma siamo nell’ambito della morfologia derivativa, non di quella flessiva e lì le marche di genere sono idiosincratiche, non predicibili, quindi imporre la declinazione aggettivale è un arbitrio imposto dall’alto contro l’uso.
Scusa il doppio “veramente”; credevo di averlo omesso e l’ho scritto due volte.
https://www.ilpost.it/2023/11/01/gaza-hamas-israele-live/?homepagePosition=0
Bombardato campo profughi.
Quanti morti? Boh!
Comunicazioni interrotte.
Persino Paolo Mieli oramai suggerisce di sostituire il capo del governo israeliano.
Al suo posto metteranno Galant?
Così non si può andare avanti.
Il “Ministero dell’Intelligence” (che è una sorta di think tank governativo) israeliano suggerisce la soluzione finale, la deportazione permanente della popolazione autoctona di Gaza nel deserto del Sinai:
https://www.972mag.com/intelligence-ministry-gaza-population-transfer/
A spese del contribuente statunitense:
https://www.aljazeera.com/news/2023/11/1/bidens-israel-funding-request-gets-scrutiny-hits-early-hurdle
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj-diyGywgCLjN-IpBb8awubS8WUpT6S43EQta-YU7aVV85vq74D9xgqiTDx575BtqGPAKEHkGD66TzmSH0KLKHE7GeQeEa3yMbbLmNl7agAMuAymUG9qrRHumcJtrp88o24wMHwyUI_7Y_H2DFUpvRUCT6AP6cifJZkatKvVn2Zbb8kQkzvxHHbf-5_rI/s1560/savings_per_capita.png
NZE è lo scenario che l’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) denominata Net Zero (emissioni)
APS scenario degli impegni annunciati (sempre relativamente al contenimento delle emissioni.
Il termine Picco dei combustibili fossili non viene più tenuto mascherato.
Sintesi del rapporto più commento dell’esperto
https://crashoil.blogspot.com/2023/10/world-energy-outlook-2023-como-vamos.html?m=1
E penso che questo spieghi bene l’attuale caos del mondo.
Peucezio:
“Greta.
I woke delle università americane.
Tutta gente che sembrava completamente scollegata dal mondo, in una bolla di privilegi da fighetti isterici e che ora prova empatia per gente povera con tanti bambini che muore sotto i bombardamenti.
…Vi ricordate il demente che su un forum…”
Peucezio, non è che a frequentare assiduamente questa mensa ti si era formata un immagine un po’ tanto moi-zzata dei giovani di sinistra di oggi?
Di Greta e del movimento giovanile che ha raccolto il suo appello (con tutti i suoi limiti il fenomeno politico più importante in Occidente in questi ultimi anni) tutto si può dire ma non certo che siano scollegati dal mondo e che non abbiano espresso empatia per tutti i viventi e soprattutto per i più colpiti dall’andazzo attuale del mondo.
Poi, certo, anche lì non tutti hanno la lucidità della visione d’assieme di Greta e come si è visto in questi giorni lei è stata criticata dall’ala tedesca di FFF (con discorsi tipo “qui si parla di clima e non si fa politica” … a scuola non si fa politica, vecchio refrain della destra giovanile… il mio primo incontro con CL, che allora si chiamava Gioventù Studentesca, avvenne proprio su questo tema 61 anni fa… contestavano una professoressa che aveva letto una poesia di Brecht durante un’assemblea tenuta al mio liceo nel quindicesimo anniversario della Liberazione).
Interessante come le emozioni possano oscurare le menti.
Non si legge tutto l’articolo, che è a pagamento, e so che dei titolisti c’è da fidarsi il giusto, ma leggo:
https://www.repubblica.it/esteri/2023/10/31/news/niall_ferguson_intervista_pogrom_antisemitismo_palestina_israele_allargamento_guerra-419282848/amp/
Lo storico Niall Ferguson: “Conflitti, democrazia sotto assedio, pogrom: siamo in pericolo come nel 1939”
Ora, è vero che siamo di nuovo allo storico conflitto (a partire dal 1812 almeno) tra una “Russia” cupamente difensiva e un’ “Europa” che vuole espandersi, ma cosa c’entra il conflitto israelo-palestinese?
1939, una delle più grandi potenze industriali della storia, la Germania, devastata economicamente ma ripresasi con furore, rientra nella competizione per grandi spazi imperiali, in particolare per conquistare i granai e il petrolio dell’est.
In questo contesto, se la prende con una piccola minoranza etnica, cui attribuisce varie malefatte, ed esalta il Glorioso Destino dell’Occidente contro quello che oggi chiameremmo il Terzo Mondo.
2023, una minoranza di terzomondiali scacciata da decenni, rinchiusa in 165 micro-enclave, già bombardate decine di volte negli ultimi anni, fa una rivolta con deltaplani e razzi fatti in casa, dopodiché i precari palazzoni di tale minoranza vengono rasi al suolo.
E una parte del sottoproletariato immigrato europeo si identifica con i ribelli.
In cosa questo somiglia al 1939, non saprei.
😀
hai metodologicamente ragione: se guardi il mondo da un buco sufficientemente piccolo, puoi sempre vedere solo quello che vuoi
se poi conosci anche un paio di trucchetti retorici, viene pure meglio
e non sto parlando di Ferguson (Niall???)
In effetti se guardo ad un nostro commentatore che faceva l’apologia delle SS appena qualche settimana fa con la motivazione che combattevano i russi… 😀
bravo, mancano solo un paio di dettagli decisivi e non hai mentito
😀
Qualche buontempone ha deciso di inneggiare a HITLEL (sic!) in Austria, con tanto di svastiche al contrario.
Le immagini:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/11/01/incendio-e-svastiche-nella-sezione-ebraica-del-cimitero-centrale-di-vienna/7340606/
@ mauricius tarvisii
“HITLEL”
Incredibile a dirsi, ma quanto al Fuehrer c’è di peggio
https://www.facebook.com/reel/1766812023834486?s=yWDuG2&fs=e
Ciao!
Andrea Di Vita
@ tutti OT ma mica tanto
Forse a qualcuno è sfuggito
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02ub3jnFHXuBHGvjnGT4JAtp3iZTz3rknbPKSSDvemWNMUHMkVQs89cSkrDgM3Eanfl&id=100063700871268&sfnsn=scwspmo
Commento trovato in Rete:
‘La cosa più triste dello scherzo di Vovan e Lexus a Giorgia Meloni è che la maggioranza dei canali russi non ne parla minimamente. Che brutta fine che abbiamo fatto, noi che un tempo eravamo la terra di Toto Cutugno.’
Ciao!
Andrea Di Vita
ah quando eravamo la terra di Toto Cutugno
quelli erano tempi signora mia
Francesco:
“Ma quando un non Arabo mi copre di stronzate per giustificare la sua virulenta e totale ostilità agli Israeliani, a me si accende la lucetta verde: non è che ce l’ha con gli Ebrei? “—-
Tu attualmente sei ostile alla Russia perché ce l’hai con gli ortodossi di obbedienza al patriarca religioso moscovita?
O ce l’hai con il governo russo (e anche con la notevole percentuale di normali cittadini russi che lo approva) perché pensi sinceramente che la Russia stia combinando qualcosa di inaccettabile ai danni di un alro paese, indipendentemente dalla religione, che pure è quasi identica?
Ehm, io ce l’ho col dittatore russo, sì. E con la sua politica estera nostalgica, imperialistica, bellicista.
Ma non vedo l’elenco di stronzate con cui motivo la mia ostilità a Putin e non ce l’ho con i Russi.
Troverei difficile accusarmi di russo-fobia o ortodosso-fobia, sinceramente.
Abbiamo un commentatore chiamato Francesco che adesso commenterebbe che il sospetto di russofobia si sta addensando.
Giuro di no! non ho nulla contro quei barbari selvaggi mezzi asiatici e allergici alla razionalità!
Ho anche un amico russo, io!
😉
“Ehm, io ce l’ho col dittatore russo, sì. E con la sua politica estera nostalgica, imperialistica, bellicista.
………
Troverei difficile accusarmi di russo-fobia o ortodosso-fobia, sinceramente.
——————————————-
Bene: allora perché tu, di fronte a qualcuno che critica e attacca l’atteggiamento politico di Israele (e non solo quello tenuto nelle ultime due settimane, ma in generale per vari decenni passati),
affermi che l’unica motivazione immaginabile per queste posizioni critiche è che questo qualcuno “ce l’abbia con gli ebrei”?
“‘La cosa più triste dello scherzo di Vovan e Lexus a Giorgia Meloni è che la maggioranza dei canali russi non ne parla minimamente. Che brutta fine che abbiamo fatto, noi che un tempo eravamo la terra di Toto Cutugno.’”—–
Chi non crede seriamente che ci sia un legame storico indissolubile tra Toto Cutugno e la Russia, vada a guardare qui:
https://www.youtube.com/watch?v=I3OPvjeKZ2E
Ora, io non ho ascoltato l’audio dello scherzo, ma non mi sembrano chissà che rivelazioni: sono cose che sanno persino i sassi e sono sulla bocca di tutti…
forse da una premier ci sia spetterebbe più diplomazia, ma non è detto.
Più che altro ci si aspetta che non ci caschi agli scherzi telefonici!
Per PinoMamet
“Ora, io non ho ascoltato l’audio dello scherzo”
Io sì, e concordo con il tuo giudizio. Non ha detto nulla di particolarmente sconvolgente (e i comici hanno fatto domande banali).
Non sono “complottista”, ma segnalo che è veramente strano come Israele sia stato colto di sorpresa.
Oggi su Repubblica leggo questo… dice che “da quel giorno” sorvegliano Gaza, diciamo che è strano che non l’abbiano fatto nei precedenti vent’anni.
Source : https://www.repubblica.it/esteri/2023/10/31/news/israele_tunnel_gaza_intelligenza_artificiale-419287855/
L’arma segreta di Israele contro i tunnel di Hamas: una “macchina del tempo” digitale
31 Ottobre 2023 Aggiornato 01 Novembre 2023 alle 11:34 2 minuti di lettura
La caccia ai tunnel di Hamas è come un viaggio a ritroso nel tempo: ogni volta che i miliziani palestinesi lanciano un razzo, gli israeliani ripercorrono all’indietro le mosse degli artificieri per ricostruirne movimenti, rifugi e relazioni. Un replay gestito dall’intelligenza artificiale, che analizza una massa enorme di video, foto, intercettazioni audio, immagini termiche degli edifici, scansioni radar del sottosuolo.
È così che le Israeli Defence Forces hanno disegnato la mappa delle catacombe jihadiste, cercando di colmare la voragine nell’intelligence che ha permesso la carneficina del 7 ottobre. Da quel giorno ogni metro della Striscia viene sorvegliato ininterrottamente, notte e giorno: satelliti, droni, aerei, navi, apparati di intercettazione registrano con dozzine di sensori diversi qualsiasi cosa avviene a Gaza Nord: spostamenti di persone e di auto, modifiche ai palazzi e al terreno. Tutto schedato con i Big Data per comporre una mappa digitale dinamica.
Per tre settimane, le partenze dei razzi sono state il momento chiave. Sono state centinaia. Dopo l’accensione degli ordigni, gli aerei bombardavano le postazioni. Contemporaneamente però la “macchina del tempo” cibernetica ripercorreva i passi degli uomini che avevano piazzato le rampe: l’ingresso delle gallerie da dove erano partiti, i veicoli che avevano usato, il probabile percorso sotterraneo da quel punto. Queste informazioni venivano perfezionate dalle spie sul terreno o da controlli mirati dei droni. E la stessa procedura è stata ripetuta con ogni potenziale base di Hamas, spesso usando il riconoscimento facciale per identificare i miliziani, i loro familiari e i loro amici. Una schedatura totale di uomini e cose, andata avanti sotto il sole o nell’oscurità per 30.240 minuti prima di dare il via all’assalto dei carri armati. E che prosegue anche adesso mentre i soldati israeliani combattono nelle strade di Gaza, aggiornando con notizie ancora più dettagliate la radiografia del potenziale militare jihadista.
A gestire l’elaborazione dei dati provvedono centrali cibernetiche a terra e soprattutto il cervello elettronico a bordo dell’unico aereo Gulfstream Oron – molto simile ai Caew acquistati dall’Italia – che ha un sistema di intelligenza artificiale dal costo di oltre 400 milioni di euro: «È una macchina – hanno dichiarato i vertici dell’aviazione israeliana – che analizza e segnala migliaia di bersagli nel giro di secondi».
Nei giorni scorsi l’Oron ha volteggiato per decine di ore ai margini della Striscia, mentre i suoi multipli occhi elettronici facevano incetta di informazioni, come «una spugna che assorbe informazioni da centinaia di chilometri di terreno». Questa mappa digitale però viene condivisa con tutte le forze impegnate nella battaglia, persino il singolo tank o plotone di incursori, in uno scambio dinamico di avvisi e immagini chiamato “Internet of battlefield thing”: il volto delle guerre di domani.
Miguel
“Non sono “complottista”, ma”
se hai 50 minuti da perdere prova a sentire questo podcast che mi sembra dare qualche spiegazione plausibile (tra parentesi globo è davvero un eccellente podcast, lo consiglio a tutti)
https://www.ilpost.it/episodes/podcasts/globo/
Invito di nuovo ad ascoltare questo podcast che smitizza la preparazione dell’esercito israeliano e da una spiegazione un po’ più plausibile di “non potevano non sapere”
per roberto
“Invito di nuovo ad ascoltare questo podcast”
Mi sono perso. Il link?
Preferisco sempre cose scritte, se non altro per non disturbare chi altro è in casa 🙂
Rilancio con un altro bel podcast de “Il Post” (anche in generale, come poi Globo)
https://www.ilpost.it/episodes/ep-85-resta-ancora-tanto-da-dire/
grazie lucia!
credo che in questo momento il post sia l’unico giornale che val la pena di comprare
Miguel
“sorvegliano ”
aggiungo un’altra riflessione.
come ben sai ho sempre pensato che la “sorveglianza perenne totale” sia una fantasia (incubo o sogno a seconda di chi guarda)
certo, ci sono strumenti sempre più perfezionati, certo vengono spesi fantastiliardi in sorveglianza, ma le cose che scappano a questa famosa sorveglianza totale sono talmente tante, grosse e quotidiane, che o uno diventa complottista o pensa che in realtà la sorveglianza è affidabile quanto il suo elemento più debole, cioè quello umano
Per Roberto
“come ben sai ho sempre pensato che la “sorveglianza perenne totale” sia una fantasia (incubo o sogno a seconda di chi guarda)”
Allora, Firenze non è Gaza.
Firenze è una città dove non ci sono guerre, dove si investe pochissimo nel controllo, dove non ci sono vigili la notte, dove nessuno ha interesse a fare la guerra a qualcun altro.
Non esiste nessuna cultura di preparazione a problemi drammatici, nessun servizio militare obbligatorio.
Beh, a Firenze non potrebbe succedere che improvvisamente qualche centinaio di zingari esca da un campo, faccia fuori a randellate la polizia e si impossessi per diverse ore di Palazzo Vecchio e del Duomo.
Miguel
“non potrebbe succedere” e come fai a saperlo?
Per roberto
““non potrebbe succedere” e come fai a saperlo?”
Perché Firenze comunque ha telecamere, carabinieri, vigili e sistemi di allarme in gran parte comprati da ditte israeliane, e i carabinieri e la polizia hanno i loro informatori.
Poi certo manca totalmente la volontà, che invece credo caratterizzi Israele, di usare tutti questi sistemi contro un pericolo considerato esistenziale.
Ok Miguel,
allora è un “auto attentato” non vedo altra spiegazione….
per roberto
“allora è un “auto attentato” non vedo altra spiegazione….”
Invidio le tue certezze.
Tu ti basi su due fatti certi:
1) che questa è l’occasione d’oro per la soluzione finale alla questione palestinese
2) che è stranissimo che un paese che da tre quarti di secolo eccelle nel campo delle armi, della sicurezza, del controllo, si faccia sorprendere in questa maniera da quattro sfigati
Detto questo, però posso contestare le tue certezze, sollevando il problema che qualcuno dovrà pagare per il fatto 2); e non riesco a immaginarmi qualcuno che se ne assuma la responsabilità. Non può dire, nè “abbiamo fatto apposta a fregarcene delle più elementari misure di sicurezza”, né può dire, “vi abbiamo sacrificati apposta per risolvere il problema”.
Per cui lascio a te le certezze che io non ho.
Miguel
Ok non hai certezze ma io seguo la *tua* logica
Tu dici, senza dirlo, che è impossibile che il sistema di controllo più perfezionato al mondo non si sia reso conto di duemila tizi che si armavano e coordinavano per l’attacco
Diamo per buona questa ipotesi
Allora se in qualche modo Israele aveva sotto controllo l’attacco…perché lo ha permesso?
Non vedo molte alternative all’auto attentato…
(Ribadisco che seguo il tuo ragionamento, per me proprio l’ipotesi di base “è impossibile che Israele non sapesse” è quanto meno mooooooolto improbabile)
@ Martinez
“vent’anni”
Cioè, era da un po’ che non intercettavano più quello che dicevano gli uomini di Hamas?
Non è che Nordio è di origine Israeliana?
🙂
Ciao!
Andrea Di Vita
>>> soprattutto il cervello elettronico a bordo dell’unico aereo Gulfstream Oron
scusa ma lo saprai anche tu che volare è l’attività più pericolosa che ci sia! chi cazzo metterebbe il principale supercomputer spiatutto su un aereoplano?
non serve a nulla, può fare le stesse cose un computer al sicuro in un bel bunker, i dati viaggiano in tempo reale alla velocità della luce, costa un fantastiliardo di meno … la cosa non ha senso.
l’articolo pare una roba da pseudogiornalismo strillato (direi da rete4 ma tu non guardi la TV)
Ma sì, sull’aereo ci metti i sensori, mica il supercomputer.
Che, tra l’altro, ha consumi tali che potrebbe essere difficile alimentarlo a batterie.
A proposito delle origini del fascismo:
https://www.maurizioblondet.it/lingrata-progenie-massoneria-e-fascismo/
Quando si legge di “incidenti antisemiti in aumento”, ecco una piccola chiave…
https://www.jpost.com/diaspora/antisemitism/article-724175
A Harvard, opera la “AMCHA initiative”, che raccoglie episodi di “minaccia all’identità ebraica”, tali da fare “sentire a disagio” gli studenti ebrei nell’esprimere la propria “identità”.
Gli episodi possono prendere la forma di “ridefinizione, denigrazione e soppressione”:
“Redefinition includes expressions dissociating Zionism from Judaism or progressive values or denying anti-Zionism is antisemitism.”
Cioè dire che il sionismo non è “progressista” è un attacco agli ebrei.
“Denigration includes expressions using classic antisemitic tropes to vilify Jewish or Zionist identity. Suppression includes calls to rid campuses of Zionists or Zionism, boycotts or cancellations of Israel-related events or programs, bullying or intimidation of Jewish students or discouraging Jewish students from engaging in Birthright or other Jewish identity trips.”
La cosa interessante è che l’equazione “antisionismo=antisemitismo” poi porta inevitabilmente a una situazione contorta.
Immaginiamo che se ogni volta che si criticasse la Meloni che so, sulle pensioni,, lei facesse una denuncia per “persecuzione della religione cattolica” e invocasse l’arresto di chi l’ha attaccata.
Dopo un po’ sarebbe normale che qualche cretino finisse per prenderla sul serio e magari tira una secchiata di vernice sulla facciata di una chiesa.
Finendo così per dimostrare che la Meloni è la religione cattolica.