Immaginiamo di dover discutere con uno di Destra. Che ci dice:
“Quelli di Sinistra vogliono ridurre l’inquinamento vietando i piatti di plastica usa e getta, ma questo va a danno di migliaia di lavoratori italiani della filiera della plastica, che rischiano il posto di lavoro”.
Questa è un’analisi politica. Trova una causa plausibile di un fenomeno. Spiega come questa causa, in sé non dovuta ad alcuna cattiva intenzione, porterebbe a ciò che lui vede come un risultato oggettivamente dannoso.
E’ invece molto più probabile che l’esponente di Destra ci dica:
“la Schlein è una riccona con la puzza sotto il naso che vuole impedire alla gente di farsi una merenda in santa pace senza sentirsi in colpa”.
In questo caso, abbiamo una mistificazione morale. Odiare la piccola gente solo perché si fa una merenda è pura cattiveria, qualcosa che io non farei. Quindi non è solo irrazionale: è anche disumano.
E la colpa è individuale: è la Schlein che è così.
La mistificazione morale consiste nell’attribuire alla malvagità individuale fenomeni che sono invece sociali. Un classico caso è quando si parla del dittatore Putin.
Poi vai indietro, e scopri che prima di lui c’era Elcyn, che fece bombardare il proprio parlamento; Brezhnev che mandò i carri armati a Praga; Khruscev che li mandò a Budapest; Stalin e non ne parliamo; e prima ancora gli zar…
Non sto giudicando la storia russa, dove c'è molto altro, sto parlando di un nostro meccanismo reattivo.
A quel punto è evidente che la questione non è la personalità di Putin, ma qualcosa nella “natura” della Russia.
Questa una cosa che ci fa fatica ammettere, per almeno due motivi.
Il primo è che rischiamo semplicemente di allargare la mistificazione morale, dicendo che è la razza russa che è così.
Ma anche se diciamo che è una questione legata alla geografia, alla storia, alla cultura, all’economia, alle risorse e che è così da secoli… complichiamo terribilmente la cosa: Putin il Maniaco si sistema con un missile, la Geografia Russa no.
La stessa cosa succede con la Palestina: uso questo termine in senso puramente geografico, come lo usavano anche i primi sionisti.
In Palestina abbiamo dei cattivi.
I cattivi fanatici musulmani,oppure i cattivi fanatici razzisti ebrei. Ognuno ha i suoi cattivi, ma comunque si tratta sempre di Gente malvagia, che agisce per odio gratuito. Se si togliessero di mezzo gli “animali umani“…
Curiosamente, continuano a fare i cattivi da ottant’anni, generazione dopo generazione, insomma.
Proviamo a guardare la situazione da un altro punto di vista.
La Palestina è grande più o meno come la Sicilia.
La popolazione complessiva consiste attualmente in oltre 7 milioni di “ebrei” e oltre 8 milioni di “arabi” (scusate i discutibilissimi termini, l’importante è che ci capiamo).
Degli “arabi”, circa 2,6 milioni godono di diritti civili simili a a quelli degli “ebrei”.
Gli altri arabi sono stati sottoposti prima a una ventina di anni di occupazione militare senza diritti civili.
Poi è stata istituita qualcosa che si chiama Autorità nazionale palestinese nel 1999: una costellazione di circa 165 “enclave” sparse in varie parti della Palestina. Con i confini studiati perché le risorse fondamentali – acqua e terra coltivabile – fossero in mano israeliana.
La superficie complessiva di queste enclave – in rosso sulla mappa – è pari all’incirca a quella della provincia di Siracusa. Tutto ciò che non è in rosso su questa mappa è sotto diretto controllo israeliano.

La più nota enclave è la Striscia di Gaza, con 2,3 milioni di abitanti in uno spazio pari a quello della provincia di Prato.
In questa situazione, cosa succede?
Abbiamo oltre 15 milioni di persone in un piccolo spazio.
Troppo poco per ritagliarne due stati veri: certo, esistono al mondo microstati di successo, come San Marino o Monaco, ma le condizioni sono ben diverse. E nemmeno Monaco ha 165 enclave.
Quindi la famosa soluzione di due popoli due stati non è semplicemente realizzabile, anche perché gli israeliani non hanno ovviamente voglia di cedere la metà del territorio alla (altra) metà della popolazione. Se ne parla da trent’anni, e non è un caso che non si è mai realizzato.
La soluzione alla europea – diritti uguali per tutti a prescindere dalla provenienza etnico-religiosa – non è realizzabile, perché negherebbe lo scopo stesso per cui è nato Israele, e anche quello per cui i suoi abitanti attuali o i loro antenati sono emigrati lì.
La deportazione fisica degli arabi in Egitto o in Giordania è difficile per motivi di relazioni internazionali.
Quindi praticamente l’unica soluzione resta quella effettivamente applicata: rinchiudere la grande maggioranza dei non ebrei in luoghi dove possono essere privati dei loro diritti civili, senza risorse proprie ma venendo nutriti in buona parte a spese della comunità internazionale.
E’ facile criticarla, ma non è affatto dovuta a qualche presunta cattiveria da parte dei suoi artefici. Che sono state generazioni di funzionari e di politici, di vario orientamento politico e – immagino varia bontà o malvagità di animo.
Questa logica è tecnica, e non ha nulla a che fare con un presunto “odio atavico tra i popoli”.
Il problema è che per funzionare, questa soluzione richiede la piena accettazione della propria subordinazione da parte degli “arabi”.
E qui effettivamente l’Islam pone un problema. Non per qualche contingente “fondamentalismo”, ma semplicemente perché radica nelle coscienze l’uguaglianza di tutti gli esseri umani di fronte a Dio, anzi con un tocco magari in più per chi “vive come Dio vuole che viviamo”.
Ma Islam o no, qualunque antropologo troverà naturale che gli enclavizzati periodicamente esplodano.
Vengono puniti in maniera memorabile ogni volta, e a breve termine funziona.
Ma lì sorge un secondo problema: il velocissimo ricambio generazionale – a Gaza, il 45% della popolazione ha meno di 15 anni. Questo significa che in pochi anni, vengono fuori nuovi giovani, che non hanno memoria della memorabile punizione, e quindi rischiano tutto di nuovo.
Riflettere su queste piccole ovvietà, che probabilmente tutti già sanno, sembra a prima vista scoraggiante: abbiamo un ciclo di violenza e un problema senza apparente soluzione.
Ma fuggire dalla reale difficoltà di un problema cercando false soluzioni – “condanniamo questo! ammazziamo quello! diamogli una lezione e vedrete che…!” può solo peggiorare il problema.
Anche perché alla fine, tutti i problemi si risolvono, di solito tramutandosi in altri completamente diversi e magari peggiori.

@ Martinez
“possiamo”
No.
Non possiamo fare una guerra senza giustificazioni morali perché la guerra esige la violazione del tabù dell’omicidio, tabù che sta alla base delle civiltà a livello tecnologicamente più avanzato almeno di quelle del neolitico. Da qualche millennio a questa parte quasi sempre o si era dei cannibali o si poteva ammazzare certi dell’impunità solo ai fini della guerra contro nemici umani (in combattimento) e non (coi sacrifici umani).
Addirittura c’e’ chi ha sostenuto che la morale e’ nata proprio per consentire a un popolo di esprimere la propria volontà di potenza, di autoaffermazione.
“risolvono”
Comunque la ripetitività della situazione Israeliana assopisce la creatività dei politici, che vedono possibile solo la ripetizione di formule già fallite. Un po’ come quando prima dell’attentato di Sarajevo si pensava di poter risolvere i problemi con una ripetizione del congresso di Vienna, che tanto bene aveva funzionato un secolo prima in un mondo completamente diverso.
Io mi continuo a chiedere: con quanti grammi di Cobalto60 Hezbollah deve farcire uno zaino pieno di tritolo per rendere inabitabile Tel Aviv per mezzo secolo?
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
“Io mi continuo a chiedere: con quanti grammi di Cobalto60 Hezbollah deve farcire uno zaino pieno di tritolo per rendere inabitabile Tel Aviv per mezzo secolo?”
Davvero è così semplice?
>>> Non possiamo fare una guerra senza giustificazioni morali perché la guerra esige la violazione del tabù dell’omicidio, tabù che sta alla base delle civiltà a livello tecnologicamente più avanzato almeno di quelle del neolitico.
Mah, io sono un povero ignorante ma mi pare una fesseria. A parte gli Unni e i Mongoli, che erano ben più che neolitici, quasi tutte le civiltà che conosco hanno fatto guerre anche senza bisogno di giustificazioni morali.
“A parte gli Unni e i Mongoli, che erano ben più che neolitici, quasi tutte le civiltà che conosco hanno fatto guerre anche senza bisogno di giustificazioni morali”
Infatti Attila ha aspettato di avere un casus belli prima di invadere l’Impero Romano.
No, non è così semplice: un pretesto per attaccare il vicino lo hanno sempre cercato tutti.
“pretesto” posso anche crederci ma di tipo morale?
Certo: devo salvare la mia promessa sposa!
Per Francesco
“quasi tutte le civiltà che conosco hanno fatto guerre anche senza bisogno di giustificazioni morali.”
Considerazione interessante, che meriterebbe di essere approfondita.
Sicuramente molte guerre non richiedevano grandi mobilitazioni morali, perché venivano affidate a professionisti tipo lanzichenecchi.
Forse è con l’esercito di massa e la democrazia che la mistificazione e l’odio diventano indispensabili.
Sarebbe da farci uno studio.
due articoli, come dire? – diversamente interessanti.
https://alcesteilblog.blogspot.com/2023/10/operazione-cubicolo.html
https://keinpfusch.net/no-non-ne-parlero/
nel I°:
“…La Murgia, Raimo (Veronica), Piccolo, Veronesi, Scurati, Lagioia … ecco i vincitori del nostro tempo. Altri vincenti, loro pari, li trattano pure da intellettuali, tanto da chiedergli opinioni, e pareri, sull’attualità e la storia … Da parte mia li considero di gran lunga inferiori agli sceneggiatori di “Topolino”. Nel numero 887 del 28 novembre 1972, a esempio, la prima storia è Pippo e il cappello magico. Le prime tavole sono ambientate nella sede della Tetrannica, “la casa editrice della monumentale omonima enciclopedia”; alcune deliziose parodie sono il pezzo forte dei numeri di quegli anni ancora felici. Alla Tetrannica sono in ambasce gravissime: un collaboratore, Flip Lapin, s’è accorto, infatti, con apprensione, di aver tralasciato una voce. E quale? Coniglio. “Di solito”, afferma l’agitato quanto sussiegoso direttore, “la gente nelle enciclopedie cerca parole come: anturio, carcarodonte, lunula, platelminti, nittizione … termopolimeri, calastra, endice …”, per cui, della sparizione del comune coniglio, nessuno s’è accorto … Sì, negli anni Settanta a un bimbo poteva capitare di tenere in mano un fumetto che elencava parole come “nittizione” e “carcarodonte”. E “anturio”. Il sottoscritto, a esempio, rimase folgorato da Paperino che, in una storia, rivolgendosi sprezzantemente allo zio, usava il termine “tetragono”. Certo, erano altri tempi; tempi di altri Italiani, irripetibili, e oggi scomparsi….”
Cavolacci! senza i “Classici di Walt Disney” e i “Topolino” letti per decenni nell’infanzia sino all’adolescenza, e l’enciclopedia dei ” I Quindici”, da pargoletto, con le sue meravigliose illustrazioni degli anni ’60, sarei culturalmente altro; nullo.
Nel II° articolo:
“…In vita mia, per ragioni professionali e per gestire delle squadre, ho fatto ben tre corsi di Conflict Management. E vi posso dire che e’ possibile racchiudere il conflitto tra una persona (o un gruppo) e l’esterno con una legge, un teorema che vale SEMPRE, in OGNI conflitto. Il conflitto tra una persona e un ente esterno rispecchia sempre un conflitto psicologico che avviene dentro la persona stessa. Se si parla di gruppi, il conflitto di un gruppo con l’esterno rispecchia sempre le guerre interne.
E’ per questo che funziona la “provocazione”. Vi siete mai chiesti come sia possibile spingere qualcuno ad entrare in un conflitto che non voleva, senza essere degli stregoni? Semplice: se risvegliate DENTRO la persona un conflitto interiore abbastanza forte, allora iniziera’ a lottare. Questa si chiama “provocazione”. Durante uno di questi corsi, feci presente che mi sembrava una spiegazione un pochino newage, la solita cosa “la soluzione e’ dentro di te”. Lei mi rispose : ho capito perche’ lo pensi, dopotutto, so benissimo di essere una stupida vecchia troia. (“blöde alte Schlampe”). Ovviamente, in un ambiente molto professionale, la cosa mi aveva congelato e mi sono affrettato a specificare che non era mai stata mia intenzione dire una cosa simile (se dicessi una cosa simile ad una collega verrei licenziato immediatamente) , e che non avrei mai usato un linguaggio del genere su di lei, e che la mia obiezione riguardava altro, sino a quando non mi chiese per quale ragione io stessi lottando per giustificare me stesso per qualcosa che aveva detto LEI. Il punto e’ che aveva toccato un conflitto interiore, la paura di venir punito per aver insultato una donna in quel modo, e paf, avevo cominciato a lottare come un pugile che tira pugni in aria, dal momento che non avevo nemmeno un avversario: se lo era detta da sola. Morale: capito questo, ci ho messo poco a risalire alle origini dei miei conflitti. E quindi so per quale motivo siete cosi’ proni ad entrare in queste polemiche. Perche’ e’ cosi’ facile provocarvi. Ma allo stesso tempo, una volta capito bene il problema dell’introiezione, non sono piu’ interessato al giochino…”
Il classico fenomeno psicologico della “Proiezione” d’ “Ombra” rimossa – poiché troppo brutta da accettare e assimilare nella personalità dell’Io cosciente (tanto e sempre buono e giusto😎); e disinnescarla – la proiettiamo negli altri (individui, gruppi, categorie, etnie ecc.) usati come schermo e specchio rovesciato.
Se proviamo odio verso qualcuno-qualcosa, davvero e con passione dell’Amigdala, si può star certi che è una parte di noi rimossa e non accettabile alla luce della coscienza.
Che, altresì, andrebbe conosciuta, accettata e integrata; onde non fare più danni a noi e a gli altri.
ps
Valentina De Poli. Un’educazione paperopolese (©2022, il Saggiatore)
https://www.ibs.it/educazione-paperopolese-ebook-valentina-de-poli/e/9791259810236
Bellissimo!
Mariuccia Ciotta. Walt Disney. Prima stella a sinistra (©2021, La nave di Teseo).
Ariel Dorfman, Armand Mattelart. Come leggere Paperino (©1972, Feltrinelli)
https://www.ibs.it/come-leggere-paperino-ideologia-politica-libro-ariel-dorfman-armand-mattelart/e/9788868022754
Delirante! come molti marxisti col prosciutto ideologico-prestampato sull’occhi, ma interessante proprio per ciò.
Daniela Pietrini. Parola di papero. Storia e tecniche della lingua dei fumetti Disney (©2008, Franco Cesati). Bellissimo pure lui.
Marco Bussagli. Disney e l’arte (©2017, Giunti, Artedossier)
https://www.ibs.it/disney-arte-ebook-marco-bussagli/e/9788809870628
Antarès. Walt Disney. Il mago di Hollywood (©2017, Bietti)
http://www.bietti.it/riviste/walt-disney-il-mago-di-hollywood/
https://www.francocesatieditore.com/catalogo/parola-di-papero/
>>> Se proviamo odio verso qualcuno-qualcosa, davvero e con passione dell’Amigdala, si può star certi che è una parte di noi rimossa e non accettabile alla luce della coscienza.
‘azzo, oggi ci vai giù molto pesante. Ora, io odio i nazisti, quelli veri, quelli che vanno a cercare gli ebrei casa per casa e li spediscono, dopo averli ben contati e controllati, ai campi. Idem per gli altri persecutori di questo genere, dai KKK alla Ghepeù.
D’altra parte, io rifiuto l’idea di fare politica perchè so di essere rigido e limitato, quindi perdente, pericoloso, forse inumano. Fossi Bibi, non avrei sparato un solo colpo su Gaza. Avrei bloccato tutto e dichiarato che la cosa sarebbe durata fino alla riconsegna dell’ultimo ostaggio, vivo o morto che fosse. E lo farei, dispiacendomi per i due milioni di persone che muoiono di sete ma convinto di fare la cosa più giusta.
Dici che sono io quello che odio?
:0
@ francesco
“dici che sono io quello che odio?”
Sì. E in modo molto chiaro.
Perché nell’auspicare una rappresaglia collettiva su innocenti – ché questo è l’embargo su luce e acqua – quando si è incapaci di colpire i propri nemici tu ragioni esattamente come uno stalinista o un nazista sincero. Entrambi sapevano benissimo che non tutti i kulaki né tutti gli Ebrei avevano personalmente sabotato l’economia o molestato le bambine del popolo sovietico o tedesco. Ma sapevano anche che nell’impossibilità di distinguere i singoli la cosa migliore era stadi are l’intera comunità da cui quegli atti si originavano, nella loro visione del mondo. Era la loro visione del mondo a basarsi sull’odio, non la loro etica personale. E la rappresaglia per funzionare si applica anche a chi non è intervenuto per tempo pur da estraneo: gli stalinisti deportavano cui non aveva denunciato il vicino kulako, i nazisti chi non aveva denunciato l’Ebreo nascosto.
Non tu, ma la visione del mondo che tu abbracci è intrisa di odio. Essa è la convinta adesione all’ideologia della supremazia morale degli USA e di quello che proclamano gli USA, le cui “libertà” e “democrazia” sono per te sia valori sia realtà di fatto sia obiettivi indiscutibili come la purezza razziale o la costruzione del socialismo. Chi è fuori o si adegua accettando la Libertà del fast food o è colpevolmente contrario; chi attacca gli USA e i loro amici come Israele (“l’unica democrazia del medio oriente”) lo fa essenzialmente per odio del Bene come lo intendi tu. E gente così va odiata senza sciocchezze come i diritti dell’uomo e i tribunali; Guantanamo è già fin troppo. E chi non ha fermato i nemici del Bene va soggetto, se utile, alle stesse rappresaglie che si riservano ai reprobi.
E non ti viene neanche in mente che se davvero l’incarcerazione e il continuo furto ai danni del un intero popolo sono la condizione necessaria per la sicurezza di uno Stato ciò costituisce un formidabile argomento contro il diritto di quello Stato ad esistere.
Per fortuna la maggioranza dell’umanità sta (troppo lentamente, purtroppo) cominciando a capire.
Ciao!
Andrea Di Vita
Veramente non sono neppure convinto che sia una rappresaglia e, stante il sostegno del popolo di Gaza ad Hamas, trovo difficile parlare di innocenti. IO toglierei il blocco un minuto dopo la consegna dell’ultimo ostaggio.
Poi, scusa, ti pare che ogni tedesco ammazzato sia prima stato controllato per il suo tasso di nazismo? direi proprio di no, le guerre funzionano così.
Io vedo un eccezionale doppiopesismo ai danni degli israeliani e riesco a pensare solo all’antisemitismo come spiegazione.
Quando i russi massacravano i ceceni, c’era solo Pannella a protestare.
PS ho già scritto che ritengo la spiegazione dell’odio contro Israele perchè unica democrazia del MO una fesseria. Ogni tanto dovresti uscire dal tuo gulag e confrontarti col mondo.
PPS farei lo stesso con le colonie in Cisgiordania. Una settimana per tornare a casa o siete soli con i palestinesi.
“stante il sostegno del popolo di Gaza ad Hamas, trovo difficile parlare di innocenti”
To’, to’, to’, da che età hai arruolato un abitante di Gaza da sostenitore non innocente di Hamas?
penso all’esito delle ultime elezioni, per esempio. non vorrai sostenere che Hamas sta a Gaza come Putin alla Russia?
comunque il mio orrido piano genocida potrebbe portare a meno morti di quello che sta succedendo nella realtà.
“Io vedo un eccezionale doppiopesismo ai danni degli israeliani e riesco a pensare solo all’antisemitismo come spiegazione.”
Eggià, non possono nemmeno massacrare bambini e malati in pace…
CVD!
e a quanto dal raid di Hamas? 7 gi0rni? 10 giorni?
Ammetto che anche io noto un po’ di doppiopesismo ai danni di Israele;
cioè (esagero a mo’ di esempio, perdonatemi):
Hamas ammazza i bambini: “eh ma vanno capiti”;
Israele fa un raid contro Hamas per ritorsione “eh ma ha lasciato poco tempo per i civili, eh ma le ritorsioni non si fanno, eh ma Gaza è piccola…”
tutto vero, per carità, però…
e dimme che me vòi menà! 😉
“fa un raid”
Non sono sicuro che sia il modo giusto per descrivere quello che sta succedendo adesso.
Comunque se vuoi fare l’equiparazione Israele-Hamas per me le porte sono aperte: USA ed europuttane comincino a sanzionare politici e funzionari israeliano, ad assediare quell’organizzazione terroristica e a bombardare a tapp… fare un raid contro le loro basi e i loro centri di addestramento.
Guarda, Maurí, lasciamo da parte la definizione di raid e mica raid (avrai notato che rispondevo alle due di notte, in mezzo ad altre faccende..)
Il punto è che secondo me Israele e Hamas NON possono essere equiparati, neanche con tutta la prevenzione anti israeliana possibile, e con tutte le scusanti filo palestinesi possibili.
Poi va benissimo criticare Israele: noto però che la prassi è sempre di trovare critiche per Israele, e scusanti per Hamas.
Da un certo punto di vista è giusto: le democrazie si possono è devono criticare;
ai terroristi, che gli vuoi dire?
Da un altro, suona un po’ come una equiparazione…
Parliamoci sinceramente, almeno qua: i due stati non esistono, ma esiste un unico Stato che è Israele, che controlla di fatto l’intero territorio, esercitandovi piena sovranità.
Il fatto che si disinteressi delle condizioni di vita della popolazione di una fetta del territorio su cui esercita la sovranità, negandole diritti civili e politici e non riconoscendole la cittadinanza, poco importa: se io posso decidere quando e dove possono pescare i pescatori di Gaza io sono il sovrano (in senso di esercizio di sovranità) dei pescatori di Gaza.
Quindi no, una banda armata e il governo dei palestinesi (presieduto da tale Netanyahu) non sono affatto comparabili: uno è un fenomeno che per il diritto israeliano è criminalità, l’altro è ciò che per il diritto israeliano è il governo legittimo.
Se Cosa Nostra ammazza qualcuno me lo aspetto, se l’Aeronautica Militare bombarda il quartiere ZEN di Palermo francamente no e grido allo scandalo.
mauricius
sempre parlandoci sinceramente far di noi
“Se Cosa Nostra ammazza qualcuno me lo aspetto”
ma ti aspetti anche che cosa nostra ammazzi in un giorno 1500 persone e prenda 200 ostaggi? davvero è un fenomeno che puoi qualificare semplicemente come “criminalità”?
Beh Mauricius le nostre posizioni non mi sembrano lontanissime, però ci sono secondo me un paio di cose da far notare che rendono il paragone non perfetto: ma vabbé, è ovvio che ci siano differenze di vedute e non ho tempo e soprattutto voglia di puntualizzazioni.
Sì, sarebbe terrorismo, che fino a prova contraria è criminalità. Ma lo stesso se in risposta si tagliassero luce, cibo, acqua e medicine alla città di Palermo qualche problema lo vedrei. Magari tu non lo vedi, però, perché consideri i palermitani poco più che bestie…
Rispondevo a Roberto
mauricius
“perché consideri i palermitani poco più che bestie…”
potresti smetterla con queste stronzate per favore?
mi hai davvero rotto i coglioni.
se non riesci a rispondere normalmente vaffaculo e arrivederci
Però Maurí questo no.
Nessuno degli israeliani che conosco, ed è un campione significativo 😉 , pensa che i palestinesi siano poco più che bestie.
A dire il vero (so che non è tua intenzione e che non “vieni da lì “) suona come una classica accusa anti… ebraica (così contentiamo Peucezio) cioè che gli ebrei considerino i goyim bestie ecc.
Ci sono sì frasi eccessive, razziste e condannabili, provenienti da politici israeliani eccessivi, razzisti e condannabili; ma sono lontani dal sentire dellisraeliano medio, come le frasi dei leghisti più… pittoreschi erano lontane dal sentire dell’italiano medio.
@ roberto
Scusa, ma stiamo parlando di questo: hai detto che ci sono crimini talmente gravi che non sono nemmeno più crimini (ma non ci hai detto cosa sarebbero) e hai collegato questo assunto in modo non meglio precisato a quello che sta succedendo adesso a Gaza.
Io ho spostato tutto a Palermo in modo che l’accusa più grave che possa essere mossa sia quella di leghismo e tu hai… confermato la necessità di sottoporre i palermitani a quel trattamento? Altro? Colto semplicemente l’occasione per prendertela con me?
@ Pino
Ma io non credo affatto che questa sia l’opinione maggioritaria in Israele, né penso che in questo momento l’israeliano medio goda della lucidità necessaria per comprendere tutte le implicazioni razionali di quello che viene detto da certi personaggi politici. Né, tantomeno, penso che queste questioni interessino veramente l’uomo di strada che ha delegato i governanti perché se ne occupino al posto suo.
@ francesco
“trovo difficile”
E poi dici che non stai odiando. 😄
Stai applicando la dottrina della responsabilità collettiva. Dottrina che non solo è stata respinta dopo Dresda, ma che non fu applicata neanche dopo la liberazione dei lager. Ora, anche senza citare Andreotti (“se vivessi cinquant’anni in un campo di concentramento diventerei terrorista anch’io”) persino la Bibbia prende le distanze dal tuo modo di pensare. Ricordi cosa disse Abramo al Signore a proposito di Sodoma? Genesi, 18, 20-32.
Comunque Netanyahu ha già ammazzato più bambini Palestinesi in una settimana dei bambini Ucraini morti dall’inizio dell’attacco a Putin.
Se la prigionia e la spoliazione a tempo indeterminato di milioni di persone sono la condizione necessaria per la sicurezza di uno Stato, non stupisce che molti comincino a chiedersi se davvero vale la pena che continui a esistere quello Stato.
Aver messo in chiaro questo è la principale vittoria di Hamas; più bambini Palestinesi ammazza Netanyahu, più miliziani anti Israele ci saranno in futuro, più sbiadirà la superiorità morale garantita a Israele dall’essere la terra dei sopravvissuti della Shoah, più la bilancia demografica si sbilancia a sfavore di Israele.
Chi ammazza non passa facilmente da vittima. E l’idea di Israele povera vittima che si difende sta diventando ogni giorno più inverosimile.
Ciao!
Andrea Di Vita
Temo che la necessità per Israele di passare per povera vittima sia storia antica.
Ammesso e non concesso che non lo sia diventato già col Sionismo: un Israeliano è un Ebreo che non accetta di essere una povera vittima, sospetto sia pensato da molti.
@ francesco
“vittima”
Concordo.
Solo che adesso non è certo l’esistenza di Israele ad essere a rischio.
https://www.unicef.it/media/gaza-e-diventata-un-cimitero-per-migliaia-di-bambini-per-tutti-gli-altri-e-un-inferno/
Se fossi un complottista, penserei che il sionismo l’abbiano in realtà inventato degli antisemiti.
Perché è difficile oggi trovare una causa dell’odio imbecille verso gli Ebrei più diffusa dello schifo che fa il sionismo.
Senza contare che l’incapacità sionista di progettare un futuro che sia diverso dalla pulizia etnica e che renda quindi possibile una pace duratura è la vera, radicale minaccia all’esistenza stessa dello Stato di Israele. Una minaccia tanto più profonda perché rimossa. (A meno naturalmente di non confidare davvero in una imminente venuta di un salvifico Messia; il che conferma quello che temo nelle religioni).
Ciao!
Andrea Di Vita
Si dice che Hamas sia il male assoluto.
Ma chi è Hamas?
La definizione sfugge.
Quando nacque, Hamas era finanziato dal Regno Unito. I servizi segreti israeliani lo sostennero per indebolire Al Fatah di Arafat. In seguito Israele lo combatté e ne assassinò il leader religioso, sceicco Ahmed Yassin. Israele usò nuovamente Hamas, questa volta per eliminare i dirigenti della Resistenza palestinese marxista. Così, agli inizi della guerra contro la Siria, combattenti di Hamas addestrati da agenti del Mossad e dagli jihadisti di Al Qaeda attaccarono il campo palestinese di Yarmuk [1]. Ma oggi Hamas combatte di nuovo contro l’alleato di ieri, Israele.
Inoltre, si chiede Mario Dinucci
Come è possibile che la barriera di Gaza sia stata sfondata con bulldozer senza che nessuno se ne sia accorto? La barriera che circonda Gaza, lunga 64 chilometri, è formata da un muro sotterraneo dotato di sensori, per impedire di scavare tunnel, e da una recinzione alta 6 metri con sensori, radar, telecamere e sistemi d’arma automatici collegati a un centro di comando, ed è presidiata da soldati.
Come è possibile che in quello stesso giorno si stesse svolgendo un festival musicale, con migliaia di giovani, nel deserto a pochi chilometri da Gaza, in una zona già ritenuta pericolosa perché nel raggio dei razzi di Hamas, per di più senza alcuna forza di sicurezza?
Come è possibile che, quando i militanti di Hamas hanno attaccato oltre 20 centri abitati israeliani, uccidendo (secondo le cifre ufficiali) 1300 persone, non siano immediatamente intervenute con elicotteri le forze speciali israeliane, ritenute tra le migliori del mondo, e siano intervenute solo forze di polizia?
-Fuzzy che nome dare a questo?
Credo si chiamino “intrighi mediorientali”
-Stare alla larga, se possibile, dice Furby, che è gufo saggio.
Esatto.
>>> La soluzione alla europea – diritti uguali per tutti a prescindere dalla provenienza etnico-religiosa – non è realizzabile, perché negherebbe lo scopo stesso per cui è nato Israele, e anche quello per cui i suoi abitanti attuali o i loro antenati sono emigrati lì.
Secondo me se espliciti bene questo punto ne escono cose interessanti.
Per Francesco
“Secondo me se espliciti bene questo punto ne escono cose interessanti.”
Wikipedia, s.v. sionismo:
“Il sionismo è un’ideologia politica il cui fine è l’affermazione del diritto alla autodeterminazione del popolo ebraico e il supporto ad uno Stato ebraico in quella che è definita “Terra di Israele”
Cosa c’è da aggiungere?
Che sei antisem… antisionista.
Non mi è capitato finora di leggere sulla stampa qualche commento sul fatto che Hamas abbia chiamato il suo attacco “Alluvione al-Aqsa”.
Non posso ovviamente affermarlo con certezza, ma credo assai probabile che la scelta del nome sia legata all’azione della polizia militare israeliana, il 4 e 5 aprile di quest’anno, dentro la moschea al-Aqsa. Le immagini delle donne in preghiera selvaggiamente bastonate a terra dentro la moschea sono state ovviamente viste da centinaia di milioni di musulmani, è immaginabile quali sentimenti suscitando, ma non ricordo che qui nel democratico Occidente abbiano suscitato una qualche reazione, anche perché di quel selvaggio e blasfemo pestaggio la stragrande maggioranza dei nostri liberi mezzi d’informazione nemmeno ha dato notizia.
Ma ad Al Aqsa gli anni in cui ci si scontra (sotto Pasqua- o Ramadan) sono più numerosi degli altri…
di solito la dinamica è che in occasione delle feste si scaldano gli animi, i religiosi estremisti lanciano i loro sermoni più infuocati;
allora i musulmani si barricano nella moschea (cosa che non potrebbero fare, penso neppure religiosamente) , la polizia va a tirarli via, volano i pietroni, colpiscono un poliziotto (di solito druso 😉 ) o un passante (di solito un turista cristiano 😉 ) perché “gli ebrei vogliono portare a sacrificare una pecora per ricostruire il Tempio”
(cosa che è proibita sia religiosamente dalla maggioranza delle autorità religiose ebraiche, sia civilmente dallo Stato di Israele che si è impegnato a mantenere lo status quo che prevede che i cristiani possano salire sulla Spianata e pregare, i musulmani possano salire sulla Spianata e pregare, gli ebrei possano salire… e basta)
Scontri, arresti, i poliziotti israeliani prendono le botte e gli sputi da estremisti di tutte le religioni, e ridanno le botte indietro, poi passa la festa e chi s’è visto s’è visto…
https://tg24.sky.it/mondo/2023/10/16/fumetto-netanyahu-steve-bell-licenziato-guardian
Sì, qualcuno dirà che il vignettista era antisemita e che le sue vignette erano di cattivo gusto e non facevano ridere, ma come mai la stampa se ne accorge sempre solo in casi come questo di avere collaboratori razzisti e incapaci?
Perché i neri e gli arabi non contano un cazzo.
Purtroppo.
Io in quella vignetta (mi corregga Pino Mamet se mi è sfuggito qualche particolare) non riesco a cogliere nessun tratto antisemita: Netanyahu con il bisturi tra i guantoni che ridisegna (per l’ennesima volta) i confini dei palestinesi gridandogli “fuori subito dai piedi!” mi pare la semplice fotografia “umoristica” di quel che sta avvenendo.
In effetti non ci vedo niente di antisemita neppure io
Noto con piacere che nessuno ha contestato il mio tentativo di ridurre all’osso la questione israelo-palestinese, senza negare le ragioni di nessuna parte e senza demonizzare nessuno.
Ovviamente ci saranno mille dettagli da aggiungere, ma non credo che si possa formularla in maniera più essenziale.
@ Martinez
“nessuno”
Lo credo bene.
Siamo pur sempre kelebecchiani, che diamine.
Personalmente, ricordo che a undici anni, quindi più di mezzo secolo fa, una giovane supplente in prima media ebbe la geniale idea di chiedere a noi alunni se avevamo una proposta per la pace in Palestina.
Fui l’unico ad alzare la mano.
Mi alzai in piedi e dissi:
“Non esiste alcuna possibilità di pace. Se due vogliono andare in bagno e c’è un solo bagno libero, si picchieranno e chi vince andrà in bagno. Ma niente pace.”
La supplente mi rimproverò blandamente per l’esempio poco pulito. Ma non trovai oppositori.
Ciao!
Andrea Di Vita
Poco pulito… l’hai detto in modo elegante, mica sei entrato nei dettagli.
Sono così schifiltosi a Genova?
@ peucezio
“schifiltosi”
Mezzo secolo fa lo erano.
Quella supplente non era certo un’eccezione.
Alle elementari realizzammo dei pupazzetti, e a questo scopo io usai l’anima di cartone di un rotolo di carta igienica. La cosa fu accolta con evidentissimo imbarazzo, anche se non mi si poteva dir niente perché eravamo stati appunto invitati a dar prova di creatività.
Ricordo benissimo certi nostri vicini di pianerottolo, marito e moglie in eccellenti rapporti con la mia famiglia, che quando dovevano riferirsi per un qualunque motivo ai piedi aggiungevano sempre “con rispetto parlando”. E non per scherzo: capivo benissimo che si sarebbero vergognati a non farlo.
Fui rimproverato dal mio maestro delle elementari – per molti versi persona e docente eccellente – per aver fatto il gesto di alitare sulle lenti degli occhiali mentre senza disturbare i compagni che stavano scrivendo cercavo di fargli capire durante un compito in classe che mi si erano macchiati gli occhiali e che dovevo assentarmi dall’aula per cercare di pulirli. Mi rimproverò perché il solo ostentare il gesto di alitare gli dava palesemente la nausea.
Il senso del pudore fisico nella piccola borghesia del dopoguerra in cui sono cresciuto era molto più forte di oggi.
Ciao!
Andrea Di Vita
@Andrea
innanzitutto (oggi), immagino sarai contento per la vittoria di Tusk 😀
in secundis (ieri), ai tempi c’era ancora il mitico Card. Siri…raccontaci qualche aneddoto di quella Genova che era ad un tempo marxistissima (gli amici dell’URSS là c’erano, più che a Bologna !) e ultraconservatrice
@ habsburgicus
“aneddoto”
Di Siri si diceva che avesse sostenuto sdegnato che “ormai è più facile trovare un milione da giocare in Borsa che trovarlo per salvare una fabbrica”. Allora!
Era il figlio di un poverissimo calzolaio. La sua parola era legge per le assunzioni nelle aziende a partecipazione statale che avevano rimpiazzato la classe di piccoli e piccolissimi imprenditori privati d’anteguerra coi loro “scagni” (ufficetti). La falsa nobiltà data dalle raccomandazioni e dalle consorterie politiche ha sostituito, non migliorato, quella data dal quattrini, così ben descritta nelle commedie di Govi ancora attualissime. Non era particolarmente conservatore Siri: è stata tutta la chiesa Genovese a rappresentare sempre un baluardo del conservatorismo (Don Acciai prima e Don Gallo poi sono l’eccezione, non la regola). Il culto mariano era l’ideologia ufficiale della Superba negli anni della decadenza Spagnola, quando si proclamò Maria Regina di Genova per fare capire a Parigi che Genova non avrebbe mai accettato un Re d’oltralpe. (Poi dovette piegarsi alle bombe del re Sole prima e a un Savoia dopo, ma vabbè). La Chiesa è ancora oggi il primo proprietario immobiliare in città, anche se ufficialmente non risulta. I figli della piccola borghesia avevano nel cinema e nel calcetto della parrocchia un ritrovo, e io vinsi pure tre medaglie al concorso di catechismo. Ma già allora i preti, a volte anche molto energici e “doncamilleschi”, erano …vecchi. Il mio parroco si ostinò tutta la vita a fare la processione il Corpus Domini, bloccando il traffico di Piazza Alimonda (che, oltre ad essere quella di Carlo Giuliani, è anche svincolo per l’ospedale), ma a quella processione non ho mai visto più di quattro fedeli partecipare. La fede veniva rimpolpata dai numerosi immigrati veneti e meridionali, giunti da noi per il boom economico e per il porto. In quegli anni di sindaci DC (quelli della mia giovinezza) furono sventrate intere zone del Centro Storico (con annessa distruzione della casa natale di Paganini) e cementificate molte periferie (donde la sequela di catastrofiche alluvioni, a cominciare da quella del ’70 cui assistetti dalla finestra e dopo la quale l’illuminazione la davano i riflettori dei militari). Grave l’incuria verso il patrimonio artistico: il Carlo Felice, il teatro lirico neoclassico bombardato dagli Alleati, rimase una pozzanghera piena di topi fino agli anni Novanta, e Sottoripa una fogna. Le cose sono cambiate solo a partire alle Colombiane del ’92: oggi Genova sembra una chicca per turisti, in confronto a come la conoscevo io.
Quanto ai Comunisti… quando Breznev “pacificò” l’Afghanistan comparve uno striscione sul porto: “Èmu pigiêu Kabúl!” (Abbiamo preso Kabul). Guido Rossa aveva il ritratto di Lenin nel suo ufficio all’Italsider, e la reazione alle BR fu netta. Partecipai a una riunione di una sezione del Partito pochi mesi prima della Bolognina: fui guardato parecchio male per avere espresso ponderati dubbi (dopo esserci stato in vacanza) sulla qualità della partecipazione democratica nella Bulgaria socialista. Vivissima ma minuscola la minoranza antiPartito dei bordighisti, fra i quali avevo un caro zio acquisito. Il Partito era un sistema talmente consolidato che ai tempi dei Sindaci di sinistra (quelli dei grandi restauri in centro storico e della nascita dell’Acquario) il suo segretario si vantava di poter fare nominare Sindaco chi voleva lui.
La contrapposizione fra “rossi” e “preti” c’era, continua ma pacifica. Durante la solita assemblea di classe che come al solito finiva in una violenta diatriba fra figli di papà di destra e figli di papà di sinistra entrò la brillante ma woke-ante-litteram prof di greco: “hanno rapito Moro!”. Come un sol uomo, subito tutti si alzano per “andare alla manifestazione”. Restiamo seduti i due non-figli di papà, io e il mio più caro amico. Lui mi chiede: “Ma dove vanno?” “Alla manifestazione, suppongo.””Sì, ma a favore o contro?”
Ciao!
Andrea Di Vita
molto interessante….grazie !
Interessantissimo questo affresco socio-ideologico genovese!
@ habsburgicus
“Tusk”
Immagina: mia moglie perde il sonno dietro i podcast Polacchi minuto per minuto…! Girano meme in rima del tipo: “a luglio i bagnini al mare, a settembre i vignaioli alla vendemmia, a novembre il PiS in galera”…
Ciao!
Andrea Di Vita
😀
@ habsburgicus
“Tusk”
Caratteristica di un qualunque eventuale governo senza PiS:
A) meno aggressività
B) niente uscita dalla UE
C) più indipendenza dei tribunali dall’esecutivo
D) niente Orbán, Meloni e Le Pe fra gli “amici”
E) meno omofobia
F) più rispetto dei diritti delle donne
G) meno uso a scopi privati di polizia e forze armate da parte dei politici di governo
H) meno proibizioni dell’aborto
Il PiS ha diviso la gente e le famiglie con una violenza ideologica superiore anche allo stalinismo.
Ma tutto ciò è solo una piccolissima parte.
Ciao!
Andrea Di Vita
Andrea,
sbaglio o comincia piano piano a confermarsi la mia previsione sulla Polonia che, tempo una generazione o poco più, diverrà una seconda Irlanda o una seconda Spagna (e quindi una terza Olanda)?
@ peucezio
“Spagna”
Epicuro lo volesse!
Ma è davvero troppo presto per abbandonarsi a tali dolci speranze.
Ciao!
Andrea Di Vita
Per ADV
“Il senso del pudore fisico nella piccola borghesia del dopoguerra in cui sono cresciuto era molto più forte di oggi.”
Interessantissimo! Meriterebbe un trattato di antropologia
Non è per nulla la mia esperienza, compresa la nonna fascista.
Ma forse era un’altra borghesia, non tanto piccola?
per Francesco:
“Non è per nulla la mia esperienza, compresa la nonna fascista. Ma forse era un’altra borghesia, non tanto piccola?”——
Mia nonna paterna, di origine contadina, per nulla borghese e per nulla fascista (anzi, che oggi diremmo decisamente di sinistra), aveva un po’ la fissazione sul dovere di non fare la figura dei “disordinati” (parole sue), ma senza nessuna implicazione morale e tantomeno sessuale.
L’altra nonna, invece, era molto più bacchettona e conservatrice, però nella vita casalinga era ancora più “disordinata” di quanto sono io adesso, quindi il discorso non si è mai posto 🙂
Francesco,
in effetti le storie che racconta Andrea a Milano non le ho mai sentite.
C’è da dire che sono più giovane di lui di circa una decina d’anni credo.
Una volta il compianto Fiorenzo Toso in una lezione interessantissima online accennò a una canzone genovese nostalgico-celebrativa (espressione mia, non ricordo la sua) e scatologica (questo termine invece lo usò proprio lui), svecchiata poi da De André.
Però poi, se uno va a vedere, le canzonacce sporche genovesi, diversamente da quelle milanesi, sono più a sfondo sessuale che escrementizio: la classicissima Olidin Olidin Olidena ha la maggior parte delle strofe che finiscono con o belin.
Non è che il sesso non susciti pudore, ma di solito la merda è sentita come più bassa e ripugnante, è più tabuizzata.
La mia parte del non-capoluogo era molto, diciamo, spigliata;
non al livello dei mitici “capannoni”, abitanti degli omonimi caseggiati popolari nati in seguito al risanamento fascista dell’Oltretorrente, che avevano standard igienico-comportamentali che darebbero gli incubi a Salvini;
ma a livello di una mentalità popolana “borgatara”, svelta di lingua e senza troppi tabù.
Quando uscì la regola del bollo per i motorini (nessuno li chiamava scooter, ovviamente) mia prozia, che lo aveva esposto sotto il sellino, invece di fermarsi all’ingiunzione dei vigili (nessuno li chiamava polizia municipale 😉 ) rispondeva in dialetto battendosi il culo:
“Ce l’ho qui, il bollo!”
figuriamoci se si faceva scrupoli a parlare di piedi…
(a proposito di piedi: quando non diceva di peggio, mia zia di Milano invece invitava “va’ a da’ via i pe’!” le persone che non trovava troppo simpatiche 😉 )
Tutte le persone che mia zia di Milano aveva invitato a dar via i piedi adesso farebbero una fortuna coi feticisti di OnlyFans 😉
Io ricordo solo di aver sentito dire da qualcun altro (più anziano di me, ma non di molto)
che fino a poco tempo prima fosse considerato come grave maleducazione bere acqua in pubblico direttamente da una bottiglietta o da una borraccia, invece di versarla in un bicchiere…
…ma non ricordo che quella regola sia mai stata inculcata a me.
Per quanto ricordo degli ultimi 30 anni, la bottiglietta da bere a canna (purché ovviamente fosse individuale) è sempre stata del tutto sdoganata, a convegni, conferenze e lezioni scolastiche.
Al massimo oggi c’è più attenzione al fatto di non sprecare plastiche monouso, ma non sul fatto in sé di bere a canna in pubblico, che già non era un problema 20 o 30 anni fa.
Per ADV
““Non esiste alcuna possibilità di pace. Se due vogliono andare in bagno e c’è un solo bagno libero, si picchieranno e chi vince andrà in bagno. Ma niente pace.””
Sei riuscito a riassumere in maniera ancora più sintetica di me la questione.
questa cosa che ci sia un solo bagno mi pare una scusa per sostenere/obbligare i palestinesi a una guerra suicida
a occhio e croce c’era posto per due cessi, almeno fino agli anni 70-80 del secolo scorso
@ francesco
“scorso”
Allora, l’episodio risale all’inizio degli anni Settanta. Quando ci fu la guerra dei Sei giorni l’unica guerra che mi interessava era quella di John Wayne e Danny Kaye contro i perfidi musi gialli. Che mi curavo di abbattere personalmente coi soldatini con cui giocavo finito i compiti.
Ma già alle medie leggevo i giornali (solo la politica estera, che vedevo come un aiuto per le interrogazioni di geografia che avevo durissime). Ho cominciato con la Stanza di Montanelli sulla Domenica del Corriere quando la mamma mi mandava dal parrucchiere. Poi leggevo Panorama nella sala d’attesa del dottore dice aspettavo l’infermiera mi consegnasse le ricette per le medicine di mia zia.
Sono arrivato molto presto a capire una cosa molto semplice: che chi ha una posizione di vantaggio non la molla. E che la Palestina è un cesso troppo piccolo per due popoli, tanto più quando uno si è avvantaggiato sull’altro.
Del resto le praterie americane sono immensamente poi grandi, ma i cowboy non hanno lasciato manco i cessi ai Pellerossa. E questo lo sapevo dalla mia assidua frequentazione del cinema o parrocchiale sotto casa.
Ciao!
Andrea Di Vita
Adv e Miguel
“Se due vogliono andare in bagno e c’è un solo bagno libero, si picchieranno e chi vince andrà in bagno”
Spero di non incontrarvi mai al cesso dell’ autogrill…non voglio picchiarvi
@ Roberto
“autogrill”
😄
Ciao!
Andrea Di Vita
Fratelli d’Italia ha chiesto e ottenuto le dimissioni di Moni Ovadia da direttore del teatro comunale di Ferrara.
Non vedevano l’ora di poter mazzolare a piacere un vero giudeo.
Per tomar
“Non vedevano l’ora di poter mazzolare a piacere un vero giudeo.”
Credo che psicologicamente sia un po’più complesso.
Gente che quando dice “vogliamo fare la rotonda davanti alla Esselunga”, quelli che vogliono la rotonda davanti alla Coop tirano fuori i partigiani e le camere a gas.
Grazie agli eventi in una parte lontana del mondo, si apre la Grande Finestra di Vendetta per quelli di Destra, che possono dare dei nazisti ai loro piccoli avversari locali di Sinistra, e uscirne vincenti.
E magari la rotonda si farà davvero davanti alla Esselunga e non alla Coop.
Hai ragione in generale però Moni Ovadia non è in primis un piccolo avversario locale di sinistra.
Mah Moni Ovadia è in primis un artista, non ha tutto ‘sto peso politico.
Non credo che il meccanismo psicologico sia “finalmente possiamo prendercela con un ebreo”, quanto “dimostriamo alle comunità ebraiche che siamo corretti al 100 per cento, più degli ebrei che sbagliano “
Sì, hai ragione, è quel che penso anch’io, era più che altro una battuta.
>>> La mistificazione morale consiste nell’attribuire alla malvagità individuale fenomeni che sono invece sociali. Un classico caso è quando si parla del dittatore Putin.
Nel caso di specie nego che ci sia qualsiasi mistificazione. Putin ha scelto di essere il dittatore della Russia e le sue scuse valgono giusto quanto quelle del collega Mussolini.
E ha scelto una politica estera muscolare e guerresca.
Nulla di predestinato.
Il confine Antisemitismo / Antisionismo NON sempre è netto …
“Il confine Antisemitismo / Antisionismo NON sempre è netto …”
Qui da noi forse, non però per i palestinesi che sarebbe una contraddizione in termini.
Nel merito :
“Possiamo fare una guerra senza mistificazioni morali ?”
[cit.]
Secondo me, no … è umanamente (!) IMpossibile !
@ MIGUEL / INSCO …
Italia e Turchia , unite dall’ Ecumene del … Pallone ! 😉
https://www.adnkronos.com/sport/euro-2032-assegnato-a-italia-e-turchia-la-decisione-uefa_5hWbuJwPPBmtWsKW4CGXiw?refresh_ce
Euro 2032 assegnato a Italia e Turchia, la decisione Uefa
Gli hanno tolto la passerella.
https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/israele-biden-prepara-visita-zelensky-invitato-ad-aspettare_4s1292O9SolFbvN2ClnA2b
@ PINO / TUTTI
https://www.nbcnews.com/news/us-news/23andme-user-data-targeting-ashkenazi-jews-leaked-online-rcna119324
23andMe user data targeting Ashkenazi Jews leaked online
A database that has been shared on dark web forums and viewed by NBC News has a list of 999,999 people who allegedly have used the service.
Hackers have compiled a giant apparent list of people with Ashkenazi Jewish ancestry after taking that information from the genetic testing service 23andMe, which is now being shared on the internet.
Novelli, molto grave il furto del DNA degli ebrei
Il genetista commenta all’AGI la notizia secondo la quale i dati genetici degli utenti di origine ebraica hashkenazita sono finiti nel dark web
https://www.agi.it/estero/news/2023-10-12/genetista-novelli-furto-dna-ebrei-dark-web-23445406/
[…] un gruppo hacker avrebbe bucato il database di una società che raccoglie dati genetici e avrebbe diffuso quelli degli utenti di origine ebraica hashkenazita nel dark web.
… banale “Antisionismo” ?
https://www.radiofrance.fr/franceinter/podcasts/l-invite-de-7h50/l-invite-de-7h50-du-jeudi-12-octobre-2023-1250900
“Plus d’une centaine d’actes antisémites” en France depuis l’attaque du Hamas contre Israël, selon Darmanin
Io l’ho sempre detto che è da deficienti fornire i propri dati biometrici in giro, ma alla gente piace così…
Spiegava un esperto chiamato dalla scuola a parlare di dipendenza da social ecc. che TikTok “pare” (certezze non ce ne sono, naturalmente) che proponesse vari ballettini in primo piano proprio per permettere ai suoi misteriosi gestori cinesi, ai quali gli utenti hanno dato tutti i consensi del caso senza starci a pensare, di raccogliere masse di dati biometrici;
cosa che comunque i cinesi fanno.
A cosa gli servano non è chiaro, ma intanto li raccolgono.
E non solo biometrici: anche tempi di reazione, modalità di reazione, cosa attrae e cosa respinge, cosa fa piangere e cosa fa ridere ecc.
23andMe
https://en.wikipedia.org/wiki/23andMe
dallo scaraccio al genoma 😉
Fantastico, tanto valeva aprire un elenco telefonico a caso e puntare i nomi bendati, come accuratezza 😉
Il DNA “ashkenazita” lo può avere chiunque, e non è manco detto che 23coso lo azzecchi.
@ FUZZY
Alghe ai Bovidi, onde ridurne i peti al metano che aumentano il Global Warming :
https://www.weforum.org/agenda/2021/03/feeding-cows-seaweed-can-fight-methane-climate-change/
Nessun che faccia notare una cosa.
Che la parola “antisemita” non è neutra.
Qui abbiamo da una parte dei parlanti una lingua semitica (i Palestinesi, come tutti gli Arabi).
Dall’altra gente di varie provenienze, di remota origine ebraica, che parlava anticamente lingue semitiche (l’ebraico, cioè il cananeo, e poi l’aramaico), ha smesso di farlo da quasi un paio di millenni, fuori dagli usi religiosi, parla le lingue più diverse, un dialetto alto-tedesco, lingue slave, ecc. ecc., per poi riesumare a tavolino una lingua archeologica come lingua ufficiale.
Insomma, diciamo semiti veri contro semiti finti (scusate la sintesi grossolana).
Quindi, se i Palestinesi che uccidono ebrei sono antisemiti, vuol dire che si sta ignorando totalmente il dato linguistico a favore di un dato genetico-razziale, etnico, nazionale, chiamatelo come cazzo volete.
Cioè esattamente quello che hanno fatto i nazionalsocalisti, che hanno applicato all’antropologia fisica e più in generale ai popoli moderni un concetto linguistico (le lingue indoeuropee), trasformandolo nella “razza ariana”, che ovviamente è un delirio puro, perché presuppone che c’è il gene degli indoeuropei, presente nei peruviani come nei russi di Vladivostok, che oltretutto si perde o si acquisisce secondo se impari una lingua o se i tuoi figli cambiano lingua.
In sostanza si sta accreditando una visione razzista.
Non è un discorso originalissimo 🙂 , a dire il vero … pur avendo un suo perché.
Cmq il termine “AntiSemita” si è imposto in senso di AntiEbraico perché gli Arabi hanno iniziato a porre problemi all’ Occidente, sempre autoreferenziale (!) , relativamente molto dopo !
credo risalga al 1879, ad opera di un tedesco
Insomma : “nicchia semantica” già occupata … per gli Arabi si è dovuto strolgare altro : per star nel sicuro 🙂 , scomodando tutto il Mondo Islamico. 🙂
Ma no Peucezio, semplicemente è il termine comune per chi odia gli ebrei.
Può non essere il più corretto del mondo, ma è quello che si usa normalmente e tutti comprendono cosa voglia dire.
Può non essere il più corretto del mondo, ma è quello che si usa normalmente e tutti comprendono cosa voglia dire.
sono d’accordo con Pino…anche se comprendo che Peucezio, da filologo, sia attento all’esattezza delle parole..
in più le parole non sono neutre ma non possiamo farci più nulla..
a meno di fare una campagna di “cancel culture” che qui tutti aborriamo e che, in ogni caso, non avremmo il potere di implementare 😀
dirò di più, sino a poco tempo fa “semita” era il termine dotto più comune per gli ebrei, anche da parte di chi non era loro ostile
Pio XI, di venerata memoria (1922-1939), vissuto prima del Concilio e dunque inattaccabile :D, disse in polemica con i nazional-socialisti (vulgo, nazisti) che “siamo spiritualmente dei semiti”….e Papa Ratti non pensava certo agli Arabi 😀 intendeva “siamo spiritualmente ebrei” un po’ quello che un Papa posteriore al Concilio (dunque ipso facto dubbio :D), Giovanni Paolo II -eletto proprio oggi 45 anni fa e che piace tanto al nostro caro Andrea :D- voleva dire con la famosa frase “gli ebrei sono i nostri fratelli maggiori”..ormai i tempi erano cambiati e non si usava più dire “i semiti sono i nostri fratelli maggiori” 😀
Ma qua non serve la filologia, ragazzi!
La composizionalità qui è trasparente.
Perfino un analfabeta arriva a capire che “antisemita” vuol dire “contro i semiti”.
no, anche un analfabeta sa che “antisemita” vuole dire “che odia gli Ebrei”
anche se è scorretto!
…e allora, quelli che legittimamente denunciano i casi di odio verso gli ebrei, cominciassero a usare il termine di “anti-ebraico” o di “ebreofobo” invece che “antisemita”, perché oggettivamente la confusione esiste.
L’appartenenza “semita” include anche altre popolazioni oltre a quelle di religione (o tradizione) ebraica.
E’ un po’ come se gli Storici del Futuro , scambiando vecchi numeri de Il Vernacoliere per Documenti Storici , chiamassero “AntiToscanismo” i proclami di Livorno VS Pisa 😀 … Va be’: detto semplificando al massimo.
Già, tra l’altro questo uso (l’uso non giustifica l’errore, anzi, lo aggrava, perché urge maggiormente stigmatizzare un errore diffuso) crea una lacuna.
Se uno non ama le popolazioni semitiche in generale (com’è il mio caso: mi stanno sulle balle pure gli Accadici e si riscattano solo per aver ereditato molto dai Sumeri) come cazzo lo dobbiamo chiamare?
Stravaganti?
🙂
Eh, ma ci sono mille altri modi di essere stravaganti.
Aggiungo che questo malcostume postsessantottesco che ha contagiato pesantemente anche la Crusca, di appiattire la norma (e in questo caso perfino la logica) sull’uso, va scoraggiato.
È un’altra delle espressioni di questo sciocco e infantile spontaneismo che tanti danni ha fatto alla lingua e alla cultura nell’ultimo mezzo secolo abbondante.
Pino,
“Ma no Peucezio, semplicemente è il termine comune per chi odia gli ebrei.”
Aridaje.
Certo, lo so che in chi lo usa non c’è tutto questo intento di ripristinare il razzismo biologico.
Ma a parte che mi pare un’ottima arma polemica contro chi lo usa a sproposito (anche nel senso di anti-ebraico: gli islamici non sono antiebraici se non in virtù di Israele: non lo sono mai stati) e se fossi un opinionista televisivo la userei. 🙂
Ma l’effetto in un certo senso è quello. Non di instillare il razzismo biologico vero e proprio, ma di insistere su identità etniche che per il resto sono considerate oscene e inaccettabili.
Per il discorso mainstream gli italiani lo sono per cultura, chiunque viene in Italia alla fine lo diventa, ecc.
Invece gli ebrei sono un’etnia. Non si capisce bene in che senso, ma è l’unico modo per attivare il dispositivo polemico dell’antisemitismo.
Non sono una religione: se me la prendo con un ebreo ateo non sono considerato meno antisemita.
Non sono una razza in senso biologico (sarebbe difficile da sostenere).
Non sono uno stato è l’ebraicità dello stato d’Israele a fondare la sua legittimità mediatico-politica, non viceversa; gli ebrei non israeliani sono altrettanto ebrei).
Io sono il primo a credere all’entità metafisica degli ebrei malgrado tutto.
Ma che i difensori dell’ebraicità la pensino come me dovrebbe essere un po’ inquietante per loro.
“Ma l’effetto in un certo senso è quello. Non di instillare il razzismo biologico vero e proprio, ma di insistere su identità etniche che per il resto sono considerate oscene e inaccettabili.”
mah, davvero mi sembra proprio di no.
lo trovo davvero un termine di quelli che si usano senza starci troppo a pensare.
In realtà non ho mai trovato nessuno che si sia mai posto particolari problemi di definizione etnica o linguistica o che ne abbia tratto delel conclusioni in un senso o nell’altro.
Gli unici che di solito si oppongono all’uso sono, di solito, quelli che non nutrono particolare simpatia per gli ebrei o per Israele, che fanno regolarmente notare che anche gli arabi sono semiti ecc.;
a parte che mi chiedo perché, cioè, cosa cambi alla causa palestinese, per dire, una volta stabilito che anche gli arabi sono semiti;
a parte ciò, mi sembra un problema del tutto secondario, una cosa che viene tirata fuori (esclusi i presenti, ovvio) tanto per fare un po’ di cagnara.
Pino,
d’accordo, non è che venga tirata fuori per voler far passare un razzismo biologico.
Però usata dagli ebrei, in genere giornalisti colti e non sprovveduti, è un modo di rivendicare un’identità etnica che è tollerata solo nel loro caso, perché per il resto le identità nazionali sono malviste o considerate fluide, contingenti, legate a stati, a società, a culture, non a un popolo, che è un po’ un’ipostasi, oggi poco ben vista.
Quanto all’attribuzione agli arabi di antisemitismo, lì c’è proprio una cialtronaggine e una degenerazione. Nessuno degli ebrei che lo dice (ma anche dei gentili probabilmente) ignora che gli arabi siano semiti, quindi è pura sciatteria fatta a scopo propagandistico per buttare tutto in vacca, far pensare che i Palestinesi sono come Hitler (mentre non avrebbero nulla contro gli ebrei in sé, se non li avessero cacciati dalla loro terra e non hanno mai avuto nulla contro di loro né nel mondo, ma nemmeno contro i pochi che vivevano là prima del sionismo) e quindi renderli odiosi perché se uno è come i nazisti qualunque discorso articolato è bandito e c’è il male assoluto.
>>> gli islamici non sono antiebraici se non in virtù di Israele: non lo sono mai stati
Ehm, non mi pare, una delle guerre combattute già da Maometto mi pare fu contro una tribù ebraica. E la religione di Maometto è per metà “correzione” dell’ebraismo, per l’altra metà del cristianesimo.
@ Francesco
“contro una tribù ebraica”
Verissimo. Ma lo scopo – almeno stando allo stesso Corano – era di autodifesa.
https://it.wikipedia.org/wiki/Ebraismo_e_islam#:~:text=fu%20un%20profeta.-,Gli%20ebrei%20nel%20Corano,compenso%20presso%20il%20loro%20Signore.
Di certo nella maggior parte delle situazioni non esiste nell’Islam qualcosa di paragonabile all’antisemitismo nato in ambiente Cristiano.
https://it.wikipedia.org/wiki/Antisemitismo
Ciao!
Andrea Di Vita
https://www.open.online/2023/10/16/strage-hamas-droni-giocattolo-tilt-sistemi-sicurezza-israele/
Furby, pare siano stati dei droni giocattolo a disattivare i sistemi di sicurezza israeliani.
-No comment
Già, no comment
https://www.greenme.it/lifestyle/sai-cosa-compri/in-germania-i-prodotti-vegani-costeranno-quanto-quelli-di-origine-animale-liniziativa-di-lidl/
Oh, oh!
Che botta!
In Germania i prodotti vegani costeranno quanto quelli di origine animale, l’iniziativa di Lidl
L’iniziativa di Lidl è stata influenzata, fra le altre cose, dai risultati di un sondaggio pubblicato a settembre dalla Federazione dei Dettaglianti Alimentari Tedeschi, che ha rivelato che il 41% dei consumatori si identifica come flexitariano, mentre il 43% ha affermato che sarebbe disposto a consumare più prodotti a base vegetale se fossero disponibili a un prezzo inferiore.
https://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/2021/06/the-future-of-oil-arezki-and-nysveen.htm
Cazzutissimo articolo sulla fine del petrolio
Allora, c’è questa Tesla, che è super-capitalizzata (che poi non so cosa voglia dire di preciso, immagino che riceva dei super-investimenti) che costringe i produttori di auto tradizionali a passare in fretta e in furia all’elettrico.
Questa scelta condizionerà tutti i futuri investimenti nel settore petrolifero e rischia
di destabilizzare parecchi paesi con economie dipendenti dal petrolio.
Anche in questo caso, grandi progetti, grandi tecnologie, ma attenzione alla imprevedibile minaccia dei giocattoli.
-Cruz, cruz
https://www.auto.it/foto/news/2019/07/04-2244536/jaguar_e-type_l_auto_del_film_diabolik_foto?fotonews=2
-Fuzzy, io comprato auto.
Bravo. Che macchina è?
-Jaguar E Diabolik.
Ah, una bella macchinina giocattolo
-No, vera. Tu paghi.
https://insideevs.it/news/543318/tesla-borsa-azioni-capitalizzazione-record/
sembra strano che una Casa che produce meno di 1 milione di auto all’anno abbia un valore (una capitalizzazione azionaria?) di 10 volte superiore a colossi come Toyota o Volkswagen, che di auto ne sfornano 10 milioni
Basta
Confermo: è strano. Molto strano perchè dura da tempo, questo credito di cui gode Musk.
La colpa è tua: se non avessi convinto i politici a sperperare i soldi delle mie tasse in sussidi alle auto elettriche non sarebbe mai successo!
Cattivo Furby